Document ID: 32000D0475

Decisione della Commissione
del 24 gennaio 1999
relativa ad un procedimento a norma dell'articolo 81 del trattato CE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE
(Caso IV.F.1/36.718. CECED)
[notificata con il numero C(1999) 5064]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2000/475/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 ed 86 del trattato(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1216/1999(2), in particolare all'articolo 6,
vista la notifica presentata il 22 ottobre 1997 dal "Conseil européen de la Construction d'Appareils Domestiques" (CECED) per il rilascio di un'attestazione negativa o di un'esenzione a norma degli articoli 2 e 4 del regolamento n. 17, in relazione ad un accordo del 24 settembre 1997,
visto il contenuto essenziale della domanda, pubblicato a norma dell'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento n. 17 e dell'articolo 3 del protocollo 21 dell'accordo SEE(3),
sentito il comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
I. I FATTI
A. LE PARTI
(1) Il Consiglio europeo dei costruttori di elettrodomestici (in prosieguo: "CECED" ) è un'associazione di diritto belga costituita nel 1959 ed avente sede a Bruxelles. Esso riunisce i costruttori di elettrodomestici nonché le organizzazioni nazionali di categoria. Il CECED aderisce all'accordo che esso ha notificato a nome delle altre parti ed è incaricato di vari compiti inerenti alla sua attuazione.
(2) Il CECED raggruppa produttori che fabbricano e vendono una vasta gamma di elettrodomestici di varie marche in diversi Stati membri. All'accordo partecipano organizzazioni nazionali nonché produttori che vi aderiscono direttamente o tramite l'appartenenza ad un'organizzazione nazionale di categoria.
I produttori che vi partecipano direttamente sono: Atag Kitchen Group BV, Bosch Siemens Hausgeräte GmbH, Brandt SA, Candy Elettrodomestici Srl, Electrolux Holdings Ltd, Merloni Elettrodomestici Spa, Miele & Cie GmbH & Co. e Whirlpool Europe Srl.
I produttori che vi partecipano tramite un'organizzazione nazionale di categoria sono: Antonio Merloni Spa, Dolmar SA, Fagor Electrodomésticos S. Coop. e Smeg Spa.
Le organizzazioni nazionali di categoria che vi partecipano sono: AMDEA (Regno Unito), ANFEL (Spagna), FAPE (Spagna) ANIE (Italia), EHA (Svezia) FABRIMETAL (Belgio), FEEI (Austria), FEHA (Danimarca), GIFAM (Francia), VLEHAN (Paesi Bassi), ZVEI (Germania), BESD (Turchia), FEA (Confederazione elvetica) e NEL (Norvegia).
B. IL MERCATO INTERESSATO E LA POSIZIONE DELLE PARTI
1. Ambito merceologico
(3) L'accordo riguarda il mercato delle lavatrici private ad uso domestico per il lavaggio dei tessili (in prosieguo: "lavatrici domestiche"). Nei paesi occidentali i metodi alternativi, quali il bucato a mano, le lavanderie ad acqua o a secco e le macchine in proprietà collettiva, non sono in grado di sostituire in misura significativa l'uso delle lavatrici domestiche. Di conseguenza non è possibile configurare un mercato più ampio ricomprendente, in un unico ambito merceologico, anche altri apparecchi.
(4) Le lavatrici possono essere classificate in vari segmenti, secondo la capacità di carico, la velocità di centrifugazione, il consumo di acqua ed energia, la perfezione tecnologica della programmazione, ecc. Questi segmenti non costituiscono tuttavia ambiti merceologici distinti poiché, sul versante della domanda, le varie macchine sono destinate ad usi analoghi.
2. Ambito geografico
(5) Non vi sono barriere significative di natura tecnica o economica per gli scambi commerciali in questo settore. Nonostante i ridotti costi di trasporto e la tecnologia relativamente semplice, le importazioni nel SEE non raggiungono volumi considerevoli e corrispondono al 5-7 % delle vendite finali. Di solito i produttori di maggiori dimensioni hanno al massimo 3 stabilimenti di produzione, tramite i quali essi riforniscono l'intero mercato. Nei vari Stati membri vengono utilizzati, seppur in diversa misura, canali di distribuzione analoghi costituiti in particolare dalle catene commerciali specializzate e dai grandi magazzini.
(6) Sebbene in taluni Stati membri predominino talune marche, i medesimi grandi produttori sono presenti nell'intero SEE. Inoltre l'acquisto di una marca locale costituisce una prassi utilizzata in modo diffuso per aumentare la penetrazione del mercato. La concorrenza potenziale dei gruppi presenti negli altri Stati membri costituisce così una minaccia diretta per quelli operanti nei singoli mercati nazionali.
(7) Di conseguenza il mercato rilevante è quello delle lavatrici domestiche nel SEE(4).
3. Posizione delle parti, situazione di mercato
(8) I produttori che hanno sottoscritto l'accordo detengono circa il 90 % del mercato del SEE. Nel 1996 essi si erano aggiudicate le seguenti quote di mercato: Electrolux (17,9 %), Bosch-Siemens (11,5 %), Whirlpool (10 %), Candy (9,2 %), Brandt (9 %), Merloni (9 %), Miele (4,8 %), Fagor (2,6 %) Atag (0,3 %), Dolmar (0,1 %) Smeg (0,1 %), produzione dei membri del CECED per conto terzi (16 %).
(9) Così come il mercato degli altri elettrodomestici tradizionali, anche quello delle lavatrici domestiche è ormai saturo. Il rapporto macchine/famiglie nella Comunità si sta assestando definitivamente su valori compresi tra il 96 % della Spagna ed il 77 % della Svezia. Il rinnovo del parco macchine e talune tendenze socioeconomiche, come il numero e la dimensione delle famiglie, costituiscono i principali fattori propulsivi della domanda.
(10) Il mercato è caratterizzato dalla concorrenza esercitata dai produttori di grandi dimensioni e dal considerevole potere contrattuale dei grandi gruppi di distribuzione o di acquisto(5). Negli anni pregressi il numero di lavatrici vendute è rimasto stabile mentre il valore delle vendite è diminuito drasticamente. Le capacità di produzione sono state ampiamente ridimensionate. Oggi tali capacità vengono utilizzate in media nella Comunità in misura non superiore al 75 %. La situazione complessiva del mercato è relativamente frammentata ed appare depressa rispetto al passato e rispetto al mercato, in rapida crescita, di taluni altri elettrodomestici. Nulla indica che la situazione nel mercato più vasto del SEE sia diversa.
4. Efficienza energetica nel mercato interessato
(11) A norma dell'articolo 2 e degli allegati I-IV della direttiva 95/12/CE della Commissione, del 23 maggio 1995, che stabilisce le modalità d'applicazione della direttiva 92/75/CE del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo di energia elettrica delle lavatrici ad uso domestico(6), come modificata dalla direttiva 96/89/CE(7) le lavatrici vendute nella Comunità sono classificate ed etichettate in base alla loro efficienza energetica (kWh/kg di carico) in sette classi da A a G ("classi di efficienza energetica"). Tali classi sono utilizzate dall'accordo.
(12) Il consumo di elettricità costituisce un fattore fondamentale per l'impiego delle lavatrici. Esso rappresenta una quota considerevole dei costi di esercizio durante la lunga vita utile di tali macchine (pari mediamente a dodici anni nella Comunità). Grazie all'etichetta indicante il consumo energetico i consumatori possono agevolmente valutare l'efficienza energetica nella scelta tra le varie classi proposte. Oltre alle ragioni economiche, le campagne pubblicitarie insistono spesso sulle caratteristiche energetiche operando distinzioni tra i vari prodotti in un contesto nel quale i prodotti ecologici attirano un numero sempre maggiore di consumatori. L'efficienza energetica influisce quindi sulle decisioni di acquisto e pertanto anche sulla concorrenza tra i produttori.
(13) Nel 1997 il 10-11 % circa delle lavatrici vendute nel SEE rientrava nelle classi da D a G. Nel caso di taluni produttori, tali classi rappresentavano più di un terzo dell'intera gamma di produzione. Tuttavia nessun produttore fabbrica esclusivamente macchine appartenenti alle classi da D a G.
(14) Secondo il CECED, tra il 1978 ed il 1994 il consumo energetico unitario delle lavatrici è stato ridotto del 40 % nell'ambito del mercato europeo. Nonostante tali miglioramenti il consumo imputabile all'uso delle lavatrici rappresenta complessivamente il 2 % del consumo totale di elettricità nella Comunità. Non risulta che fattori diversi dal prezzo dell'energia abbiano svolto un ruolo significativo nel conseguimento spontaneo di tali risultati a livello globale di settore.
(15) Il metodo più diretto per incrementare l'efficienza energetica e quindi per raggiungere una classe energetica superiore risiede nel ridurre la quantità di acqua impiegata nel ciclo di lavaggio. Un ulteriore metodo è dato dalla riduzione dell'acqua "libera" presente sul fondo del cesto. Altri miglioramenti che concorrono indirettamente ad accrescere l'efficienza economica consistono nel rendere più precisi i sensori del livello dell'acqua e più sensibili i sistemi di controllo. Vari perfezionamenti delle parti meccaniche hanno parimenti determinato un aumento complessivo dell'efficienza energetica, in particolare la sostituzione dei motori ad induzione con motori universali, il perfezionamento dei pressostati, l'inserimento di un termostato regolabile o di un temporizzatore più avanzato, l'uso di un elemento riscaldante a bassa potenza e la modifica del cesto, della vasca e del bilanciamento della macchina. A causa di determinati limiti tecnologici non sono previsti, nel medio termine, miglioramenti atti ad accrescere l'efficienza energetica delle lavatrici attualmente classificate nella classe A.
(16) L'efficienza energetica delle lavatrici è correlata positivamente alla velocità di centrifugazione e direttamente proporzionale al prezzo. Data l'interdipendenza funzionale tra le varie caratteristiche tecniche, non è possibile intervenire in modo isolato sull'efficienza energetica, restando costanti gli altri parametri. Tutti i mezzi tecnici applicati per incrementare l'efficienza energetica determinano un aumento dei costi di produzione e di acquisto. La maggiorazione del costo unitario alla produzione, necessaria per il passaggio dalla classe C alle classi G-D, inclusi i corrispondenti costi di R & S, e per modifiche del processo di produzione o dei componenti, oscilla secondo le stime effettuate tra 6,3 e 60 EUR per lavatrice (1,2 e 11,5 % del prezzo di vendita medio nella Comunità).
(17) Tuttavia la ripartizione di tali costi non è uniforme, bensì varia secondo la struttura della produzione e delle vendite in ciascuno Stato membro. Secondo le informazioni fornite dalle parti, ad esempio, qualora si intendesse portare la media ponderata dell'efficienza energetica di tutte le lavatrici vendute nella Comunità a 0,23 kWh/Kg, l'aumento stimato dei prezzi si aggirerebbe sull'1-2 % nell'Europa settentrionale e sull'8-14 % nell'Europa meridionale e nel Regno Unito, dove maggiore è la quota delle classi da D a G.
C. L'ACCORDO
(18) L'accordo persegue essenzialmente tre serie di obiettivi: i) la produzione ed importazione di lavatrici, ii) il monitoraggio e la trasmissione di dati, iii) la promozione del progresso tecnologico nonché l'educazione del consumatore. Esso contiene le seguenti disposizioni.
1. Produzione ed importazioni
(19) Le parti si impegnano a cessare la produzione e l'importazione nella Comunità delle seguenti classi di lavatrici:
- dopo il 31 dicembre 1997 (prima fase), lavatrici delle classi E, F e G (ad esclusione delle lavatrici della classe E con capacità di carico inferiore a 3 kg e delle lavatrici ad asse verticale),
- dopo il 31 dicembre 1999 (seconda fase), lavatrici della classe D (ad esclusione delle lavatrici con capacità di carico inferiore a 3 kg e di quelle con velocità di centrifugazione inferiore a 600 gpm).
(20) Inoltre ciascuna parte si impegna a concorrere al raggiungimento, entro il 31 dicembre 2000, di un'efficienza energetica media ponderata pari a 0,24 kWh/Kg per tutte le lavatrici prodotte.
2. Monitoraggio e trasmissione dei dati
(21) Il CECED costituirà e aggiornerà una banca dati controllata da un consulente indipendente il quale trasmetterà annualmente al CECED ed alla Commissione i dati relativi al compimento degli obiettivi fissati per ogni classe nonché dell'obiettivo generale di 0,24 kWh/kg. Tale consulente, inoltre, è incaricato di provvedere all'aggregazione dei dati comunicati dai singoli costruttori.
3. Educazione del consumatore e progresso tecnologico
(22) Le parti si impegnano ad aumentare la disponibilità di informazioni sull'uso ecologico delle lavatrici (come utilizzare una lavatrice riducendo il dispendio di energia, di detersivo e di acqua...) ed a promuovere una maggiore diffusione delle tecnologie (installazioni per il riempimento a caldo, migliore adeguamento al carico) e tecniche (basse temperature di lavaggio) di risparmio energetico.
4. Data effettiva di attuazione e nuovi aderenti
(23) In base alle informazioni fornite dal CECED, a partire dal 1996 le parti dell'accordo si consideravano tenute ad operare in sintonia con lo spirito dell'intesa che allora si trovava in fase di negoziazione. Dai dati raccolti dalla Commissione nel corso dell'inchiesta risulta che già prima dell'entrata in vigore dell'accordo vari produttori, che successivamente vi avrebbero aderito, hanno effettivamente ridotto o cessato la produzione di lavatrici appartenenti alle classi che dovevano considerarsi soppresse qualora l'accordo fosse stato sottoscritto nel 1996.
(24) L'accordo è aperto all'adesione di nuovi partecipanti e resta in vigore sino al 31 dicembre 2001. Dopo la sua entrata in vigore vi hanno aderito altri produttori ed in particolare Arçelik (TUR) Iar Siltal Srl (IT). La quota di mercato complessiva dei partecipanti all'accordo è quindi salita al 95 % del mercato interessato.
II. VALUTAZIONE GIURIDICA
A. ARTICOLO 81, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO CE E ARTICOLO 53, PARAGRAFO 1, DELL'ACCORDO SEE
(25) L'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE e l'articolo 53, paragrafo 1, dell'accordo SEE vietano tutti gli accordi e tutte le pratiche concordate tra imprese o associazioni di imprese che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune o il SEE, in particolare quelli consistenti nel controllare la produzione o lo sviluppo tecnico.
1. Accordi e pratiche concordate tra imprese ed associazioni di imprese
(26) Il CECED è un associazione di imprese. I soci del CECED che aderiscono all'accordo sono produttori o importatori - ovvero associazioni di produttori o importatori - di elettrodomestici.
(27) L'accordo costituisce pertanto un accordo tra imprese ed associazioni di imprese ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE e dell'articolo 53, paragrafo 1, dell'accordo SEE. L'attuazione collettiva di alcune sue disposizioni a decorrere dal 1996, conseguente al fatto che le parti si consideravano tenute ad agire in sintonia con lo spirito dell'intesa che si trovava allora in fase di negoziazione, costituisce parimenti un accordo o quanto meno una pratica concertata ai sensi delle summenzionate disposizioni.
2. Lo scopo o l'effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza
a) Obiettivo comune
(28) L'accordo stabilisce un obbligo di mezzi riguardante il conseguimento di un valore-obiettivo a livello globale di settore. La realizzazione di tale risultato discende essenzialmente dall'adempimento dell'obbligo specifico di rispettare una determinata norma di efficienza energetica minima. Questa disposizione generale non è accompagnata dall'assegnazione di quote o dalla specificazione del contribuito individuale che ciascun produttore o importatore deve prestare per il raggiungimento dell'obiettivo comune.
(29) Pertanto tale disposizione non ha lo scopo o l'effetto restringere il gioco della concorrenza.
b) Restrizione della produzione e delle importazioni
Scopo restrittivo
(30) I soci del CECED si sono impegnati a cessare la produzione o l'importazione di lavatrici non conformi ai criteri che essi hanno convenuto. L'accordo stabilisce una norma di efficienza energetica minima cui devono corrispondere tutte le lavatrice prodotte o importate dalle parti. Per effetto di tale obbligo non è più consentito a quest'ultime di produrre o importare lavatrici rientranti nelle classi da D a G come esse potevano fare ed hanno fatto in passato.
(31) Prima della conclusione dell'accordo taluni produttori hanno concentrato la loro produzione nelle classi da A e C - ed in parte nella classe D. L'accordo garantisce a costoro la certezza che le altre parti si asterranno dal soddisfare la domanda per lavatrici delle classi da D a G. Tale certezza assume grande importanza in un mercato stagnante caratterizzato dalla presenza di concorrenti forti e dall'intensa ricerca di opportunità di vendita. Pertanto l'accordo preclude ai produttori di competere, come essi facevano in passato, nell'ambito dell'intera gamma delle classi d'efficienza energetica.
(32) L'accordo limita la possibilità di scelta del consumatore alle classi da A a C - ed a un segmento della classe D - mentre attualmente egli può scegliere nell'ambito delle classi da A a G. A causa degli odierni limiti tecnologici appare improbabile che nel breve termine venga riproposta sul mercato in esame una gamma di classi così ampia come quella attuale. Conseguentemente l'accordo preclude ai distributori, ai dettaglianti ed in ultima analisi ai consumatori di scegliere tra varie classi di lavatrici che altrimenti sarebbero disponibili. Viene così ridotta la diversità tecnica e circoscritta la scelta del consumatore.
(33) Pertanto l'accordo, che limita la facoltà delle parti di produrre ed importare lavatrici di propria scelta, ha lo scopo di controllare una delle caratteristiche merceologiche importanti su cui verte la concorrenza nel mercato interessato, limitando così il gioco della concorrenza tra le parti stesse.
(34) L'accordo farà inevitabilmente crescere i costi di produzione dei produttori dediti alla fabbricazione dei tipi di lavatrici eliminati. Dalle stime effettuate relativamente ai costi derivanti dall'adeguamento delle lavatrici alla nuova norma di efficienza minima, emerge che i costi di produzione ed i costi unitari aumenteranno in modo significativo, seppur non eccessivo, per i modelli che devono essere aggiornati. Con ogni probabilità l'accordo determinerà perciò nel breve periodo un aumento del prezzo di questi modelli e quindi del prezzo della gamma di prodotti di certi fabbricanti, con l'effetto di accrescere i costi gravanti su quest'ultimi e di ravvicinare i loro prezzi a quelli praticati dai concorrenti, falsando in tal modo la concorrenza relativa ai prezzi.
(35) L'accordo non impone, in modo diretto, alcuna riduzione del volume di produzione poiché in linea di principio le lavatrici tecnologicamente superate verranno sostituite con quelle più efficienti. Eventuali limitati effetti sul volume di produzione potranno derivare solo indirettamente da una diminuzione della domanda dovuta alla elasticità dei prezzi che, nel settore delle lavatrici domestiche, è assai ridotta se considerata separatamente da altri fattori.
(36) L'accordo avrà tuttavia l'effetto di ridurre la domanda di elettricità, elettricità che invero rappresenta un fattore fondamentale nell'utilizzo delle lavatrici. Secondo il CECED, l'accordo dovrebbe ridurre il consumo di 7,5 TWh-38 TWh (1995) imputabili secondo le stime alle lavatrici nella Comunità, una volta che le macchine saranno state tutte sostituite. Esso inciderà sulle capacità di produzione concepite per soddisfare la futura domanda, nonché sull'attività dei produttori che dovranno ridurre la loro produzione in misura che potrà arrivare fino al 2 % del volume totale.
(37) Di conseguenza l'accordo volto a impedire alle parti di produrre o importare tipi di lavatrici rientranti nelle classi da D a G ha lo scopo di restringere o falsare la competenza ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE e dell'articolo 53, paragrafo 1, dell'accordo SEE.
c) Scambio di informazioni
(38) L'accordo obbliga le parti a comunicare i dati relativi alle vendite annuali di lavatrici, ripartendoli per classi di efficienza energetiche. I concorrenti avranno accesso unicamente ai dati aggregati delle vendite realizzate nell'anno precedente nel mercato della Comunità, caratterizzato peraltro da una certa frammentazione.
(39) Le scambio di informazioni, che è necessario per verificare i progressi compiuti ed indispensabile per l'applicazione generale dell'accordo, non ha lo scopo o l'effetto di restringere il gioco della concorrenza.
d) Informazione del consumatore e diffusione della tecnologia di risparmio energetico
(40) L'impegno contenuto nell'accordo persegue l'obiettivo generale di migliorare l'informazione del consumatore su un uso degli elettrodomestici conforme a modalità più economiche. Nell'indicare l'obiettivo di una maggiore diffusione delle tecnologie di risparmio energetico, l'accordo non prevede l'impiego di strumenti specifici che implichino determinate limitazioni per le parti.
(41) Tali impegni non comportano alcuna restrizione della concorrenza.
3. Effetti significativi sulla concorrenza e sul commercio tra Stati membri
(42) Il consumo di elettricità è un fattore tutt'altro che trascurabile come criterio di scelta e pertanto nella concorrenza sul mercato interessato, nel quale le parti detengono congiuntamente una quota superiore al 95 %.
(43) L'accordo avrà inoltre nel SEE effetti differenziati a livello geografico. Poiché i produttori dispongono solo di poche unità di produzione, tramite le quali essi riforniscono l'intero SEE, l'accordo inciderà sulla struttura delle importazioni tra Stati membri relativamente ai produttori che prima del 1996 fabbricavano lavatrici appartenenti alle classi da D a G.
(44) Gli aumenti dei prezzi causati dall'aggiornamento delle attuali gamme di prodotti verranno distribuiti tra i singoli Stati membri in modo ineguale a seconda della struttura delle vendite vigente in ciascuno di essi. Da ciò discende che la domanda verrà influenza in modo direttamente proporzionale alla percentuale delle lavatrici obsolete presenti in ciascun mercato nazionale. Tale percentuale è maggiore nei cinque Stati membri in cui l'efficienza energetica delle lavatrici si situa al di sotto della media comunitaria.
(45) In seguito alla completa attuazione dell'accordo, prevista per l'anno 2001, non verranno più prodotti o importati 1718 modelli appartenenti alle classi energetiche G, F, E e D, su un totale di 2730 modelli presenti sul mercato della Comunità nel 1995 (ossia quasi il 63 %). In termini di unità, le lavatrici escluse dal mercato rappresentano dal 10 % all'11 % del volume totale registrato nella Comunità nel 1997. Tale percentuale corrisponde pressoché alle dimensioni complessive dei mercati dell'Austria, della Svezia e del Benelux.
(46) Pertanto l'accordo è in grado di incidere sensibilmente sulla concorrenza e sul commercio tra Stati membri ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE e dell'articolo 53, paragrafo 1, dell'accordo SEE.
B. ARTICOLO 81, PARAGRAFO 3, DEL TRATTATO CE ED ARTICOLO 53, PARAGRAFO 3, DELL'ACCORDO SEE
1. Contributo al progresso economico e tecnico e benefici per il consumatore
(47) L'impegno è destinato a ridurre il potenziale consumo di energia delle nuove lavatrici in misura non inferiore al 15-20 % (dati del 1994 relativi a distinti modelli di lavatrici). Secondo il CECED, se i modelli di lavatrici obsoleti verranno sostituiti da un numero equivalente di lavatrici delle classi A, B e C attualmente disponibili sul mercato, nel 2015 il consumo di elettricità imputabile alle lavatrici nella Comunità, stimato pari a 38 TWh nel 1995, sarà ridotto di 7,5 TWh.
(48) Le lavatrici che, rimanendo costanti agli altri fattori, consumano meno energia elettrica sono obiettivamente più efficienti sotto il profilo tecnico. Un ridotto consumo di elettricità determina indirettamente una riduzione dell'inquinamento derivante dalla produzione di energia. L'uso generalizzato di lavatrici che forniscono le stesse prestazioni con un minor inquinamento ambientale indiretto è più efficiente, dal punto di vista economico, del funzionamento delle macchine che verrebbero installate in mancanza dell'accordo.
(49) Un tale miglioramento potenziale della situazione ottenuto nell'attuazione quadriennale dell'accordo è da considerarsi straordinario a confronto dei miglioramenti realizzati in passato. Qualora l'efficienza energetica dovesse progredire con la stessa cadenza con cui è aumentata tra il 1978 ed il 1994, in mancanza di accordi l'incremento del 20 % verrebbe conseguito in otto anni anziché in quattro. Alla maggiore rapidità e certezza dei risultati si aggiunge il fatto che presumibilmente l'incremento dell'efficienza energetica non verrà annullato da effetti comportamentali(8).
(50) L'accordo canalizzerà la futura attività di ricerca e sviluppo verso un aumento dell'efficienza energetica che consenta di superare gli attuali limiti tecnologici segnati dalla classe A, consentendo così ai produttori di differenziare maggiormente i loro prodotti nel lungo periodo(9).
(51) Il CECED prevede che l'inquinamento verrà ridotto di 3,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica, di 17 mila tonnellate di anidride solforosa e di 6 mila tonnellate di protossido di azoto sulla base dei valori medi delle emissioni inquinanti. È vero che l'intervento diretto sulle emissioni inquinanti nella fase della produzione energetica deve considerarsi più efficace, ma è altrettanto vero che l'accordo è in grado di recare benefici a livello individuale e collettivo per gli utenti e consumatori.
a) Benefici economici individuali
(52) Il livello al quale è fissata la norma di efficienza minima consente al consumatore normale di recuperare entro un periodo ragionevole la maggiore spesa d'acquisto determinata dalla norma stabilita di fatto dal CECED. Il risparmio di elettricità consente di compensare il maggior costo delle lavatrici più moderne e più care entro un periodo che varia da 9 a 40 mesi a seconda della frequenza dell'uso e dei prezzi dell'energia elettrica.
(53) Mentre l'accordo avrà sicuramente l'effetto di eliminare i tipi e modelli appartenenti alla classi D ed inferiori, non è possibile determinarne a priori gli effetti sul prezzo medio di vendita dei tipi e modelli non direttamente interessati. Invero le restrizioni imposte relativamente ad una caratteristica del prodotto (nella fattispecie il consumo energetico), può provocare un aumento della concorrenza in ordine alle altre caratteristiche merceologiche ed in particolare al prezzo. Pertanto, mentre è prevedibile un'ascesa del prezzo minimo delle lavatrici non si può escludere che i prodotti rientranti nelle classi A e B vengano offerti in vendita ad un prezzo inferiore. In un mercato caratterizzato dalla forte concorrenza tra produttori e dal forte potere contrattuale dei distributori, è assai probabile che i consumatori ottengano tali benefici.
(54) Se si produrranno questi effetti di stimolo della concorrenza, l'assottigliamento della gamma dei prezzi e l'aumento del prezzo medio di vendita si verificheranno in misura minore di quanto altrimenti prevedibile.
b) Benefici ambientali collettivi
(55) In base all'articolo 174 del trattato CE, i danni causati all'ambiente devono essere corretti alla fonte. La Comunità persegue l'obiettivo dell'uso razionale delle risorse naturali tenendo conto dei potenziali benefici e dei costi degli interventi. Gli accordi, come quello del CECED, devono recare benefici economici che compensano i costi da essi causati e devono inoltre essere compatibili con le norme vigenti in materia di concorrenza(10). I costi dell'inquinamento possono essere presi in considerazione anche se l'energia elettrica non è una risorsa scarsa e le riduzioni del consumo non rappresentano un intervento diretto sulle emissioni alla fonte.
(56) Secondo le stime della Commissione, i mancati danni marginali delle emissioni di anidride carbonica (vale a dire i cosiddetti "costi esterni") sono pari a 41-61 EUR per tonnellata di carbonio. Su scala europea, i mancati danni da anidride solforosa ammontano a 4000 - 7000 EUR per tonnellata e quelli da protossido di azoto a 3000 - 5000 EUR per tonnellata(11). Si può ragionevolmente presumere che i benefici derivanti alla società dall'accordo del CECED superino di oltre sette volte i maggiori costi inerenti all'acquisto di lavatrici ad efficienza energetica superiore. Questi risultati ambientali derivanti alla società garantirebbero a tutti i consumatori una congrua parte dei benefici, anche se non creerebbero benefici per l'acquirente individuale delle lavatrici.
(57) L'atteso contributo alla promozione dell'efficienza energetica, sia all'interno degli attuali limiti tecnologici delle classi da A a C sia al di là dei limiti della classe A, nonché il rapporto costi/benefici della norma di efficienza minima e il profitto che il singolo utente trae dall'investimento effettuato consentono di concludere che l'accordo è destinato a concorrere in modo significativo al progresso tecnico ed economico riservando nel contempo agli utenti una congrua parte dell'utile che ne deriva.
2. Natura necessaria delle restrizioni
(58) L'accordo non impone alle parti restrizioni che non siano connesse o necessarie al conseguimento dei benefici inerenti agli obiettivi prefissi. Nel vietare totalmente i prodotti appartenenti a talune classi energetiche, esso non prescrive determinati mezzi tecnici per l'adempimento della norma di efficienza minima, escludendone altri, né stabilisce ulteriore limiti in ordine ad altre caratteristiche del prodotto o al comportamento commerciale delle parti.
(59) Per il conseguimento della riduzione del consumo complessivo di energia elettrica imputabile all'uso delle lavatrici, l'accordo sceglie una strategia incentrata sulle caratteristiche particolari del prodotto. La Commissione ha esaminato la possibilità di individuare soluzioni meno restrittive ma idonee a determinare analoghe riduzioni in base ad altre strategie. Ad esempio le parti potrebbero in teoria limitare gli obblighi stabiliti dall'accordo all'impegno di raggiungere un valore-obiettivo fissato a livello globale di settore, di svolgere campagne di informazione e di rivolgere maggiore attenzione ai criteri del marchio comunitario di qualità ecologica.
a) Obiettivo a livello globale di settore
(60) La fissazione di un obiettivo più rigoroso a livello globale di settore potrebbe in teoria determinare una maggiore riduzione indiretta dell'inquinamento, lasciando nel contempo ai produttori ed agli importatori una discrezionalità maggiore rispetto a quella consentita da una norma cogente di efficienza minima. Fermo restando l'obbligo di rispettare l'obiettivo comune, le parti sarebbero libere di determinare le quote dei prodotti appartenenti alle singole classi energetiche, nell'ambito della loro gamma complessiva, compensando con una quota maggiore di lavatrici delle classi superiori "A" e "B" l'inferiore quota di lavatrici rientranti in classi al di sotto della "C".
(61) Tuttavia l'applicazione di siffatto sistema si scontrerebbe con difficoltà tali da compromettere il conseguimento dei risultati prefissi. Nello specifico contesto di mercato gli acquirenti dotati di forte potere contrattuale potrebbero concentrare i propri ordinativi su lavatrici classi inferiore alla "C". Un'eventuale decisione unilaterale di cessare la produzione di siffatte lavatrici potrebbe porre rimedio a tale situazione ma essa equivarrebbe in pratica alla prescrizione di una norma di efficienza minima. Soltanto un accordo comune con i distributori ed i dettaglianti consentirebbe di superare tale problema. Un tale accordo, ammesso che sia realizzabile, avrebbe costi di negoziazione e monitoraggio più elevati e potrebbe persino rivelarsi più restrittivo di quello in esame.
b) Campagne d'informazione
(62) Anche l'attuazione di mere campagne di informazione, che costituiscono uno degli elementi dell'accordo, appare meno efficace della norma minima. Come si è detto sopra, l'etichetta indicante il consumo energetico fornisce già ora al consumatore tutte le informazioni necessarie in merito all'efficienza energetica. Comunque, essendo provato, che i costi esterni non vengono adeguatamente considerati nelle decisioni d'acquisto dei consumatori, le mere informazioni non sono sufficienti a realizzare pienamente i benefici ambientali dell'accordo. Inoltre, le informazioni contemplate dall'accordo riguardano determinate modalità di utilizzo che consentono di ridurre ulteriormente il consumo di energia elettrica a prescindere dal grado di efficienza energetica della macchina. Siffatte campagne hanno pertanto natura complementare e non sono in grado di sostituire la norma minima.
c) Marchio di qualità ecologica
(63) La decisione 96/461/CE della Commissione, dell'11 luglio 1996, che stabilisce criteri ecologici per l'assegnazione del marchio comunitario di qualità ecologica per le lavatrici(12), riguarda il consumo di energia (sono ammissibili le classi A e B ), di acqua e di detersivo nonché l'informazione dei consumatori. Il marchio di qualità ecologica è stato assegnato a determinati produttori. Va tuttavia ricordato che una delle caratteristiche principali del marchio di qualità ecologica risiede nella sua natura selettiva. Esso viene attribuito solo per i prodotti che nell'ambito di una determinata gamma di modelli presentano un minor impatto ambientale. È uno strumento impiegato per premiare i modelli di maggior valore ecologico. L'accordo del CECED mira invece ad eliminare i prodotti a minore efficienza energetica (classi da D a G). Il marchio di qualità ecologica non è pertanto destinato ai prodotti contemplati dall'accordo. L'accordo e il marchio comunitario di qualità ecologica sono complementari e si rafforzano reciprocamente. Le parti dell'accordo conserveranno la facoltà di applicare, oltre al sistema previsto dall'accordo stesso, il sistema del marchio comunitario come strumento supplementare per accrescere l'ecocomptibilità delle loro lavatrici.
3. Preservazione della concorrenza
(64) I principali distributori concordano nel ritenere che taluni altri fattori, come il prezzo, l'immagine di marca e le prestazioni tecniche possono assumere nelle decisioni di acquisto un peso maggiore rispetto all'efficienza energetica. Peraltro, quando l'accordo sarà pienamente attuato, i produttori avranno ancora interamente a disposizione le tre classi da A a C ed in parte la classe D.
(65) Inoltre, se l'accordo da un lato non implica de iure alcuna restrizione superflua, dall'altro esso non prescrive de facto l'impiego di particolari mezzi per l'incremento dell'efficienza energetica. La tecnologia necessaria per produrre macchine appartenenti alle classi da A a C è accessibile a tutti i produttori. Le parti possono quindi scegliere fra una grande varietà di soluzioni tecniche - e competere tra loro sotto tale profilo - al fine di soddisfare la norma di efficienza minima.
(66) Sebbene le lavatrici appartenenti alle classi da D ad F rappresentino una quota non trascurabile delle vendite finali, il 90 % circa del mercato resterà escluso dalla sfera d'applicazione dell'accordo. Poiché i terzi conserveranno la possibilità di produrre ed importare macchine delle classi inferiori, l'accordo non costituisce un ostacolo significativo per l'accesso nel mercato del SEE.
(67) Si può pertanto concludere che sussistono le condizioni cumulative prescritte dall'articolo 81, paragrafo 3, del trattato CE e dall'articolo 53, paragrafo 3, dell'accordo SEE.
4. Durata dell'esenzione
(68) A norma dell'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento n. 17 del Consiglio, le dichiarazioni di cui all'articolo 81, paragrafo 3, sono rilasciate per un periodo determinato. Secondo la notifica, gli obblighi convenuti dalle parti restano in vigore sino al 31 dicembre 2001. La durata dell'esenzione deve quindi essere determinata in conformità,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
In applicazione dell'articolo 81, paragrafo 3, del trattato CE e dell'articolo 53, paragrafo 3, dell'accordo SEE, le disposizioni dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE e dell'articolo 53, paragrafo 1, dell'accordo SEE sono inapplicabili dal 22 ottobre 1997 al 31 dicembre 2001, concluso il 24 settembre 1997, all'accordo del "Conseil européen de la Construction d'Appareils Domestiques" relativo alla produzione ed alla importazione di lavatrici domestiche rientranti nelle classi da D a G definite dalla direttiva 95/12/CE.
Articolo 2
Il "Conseil européen de la Construction d'Appareils Domestiques" (CECED) Diamant Building
Boulevard A. Reyers A. Reyerslaan 80
B - 1030 Bruxelles è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 24 gennaio 1999.

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