Document ID: 31994R1418

REGOLAMENTO (CE) N. 1418/94 DELLA COMMISSIONE del 20 giugno 1994 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di corindone artificiale originario della Repubblica popolare cinese
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 522/94 (2), in particolare l'articolo 10, paragrafo 6,
sentito il comitato consultivo,
considerando quando segue:
A. PROCEDURA (1) Il 17 marzo 1990 la Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), l'apertura di una procedura di riesame
- in conformità dell'articolo 15, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88, delle misure antidumping nei confronti delle importazioni di corindone artificiale originario della Cecoslovacchia e della Repubblica popolare cinese, istituite con decisione 84/650/CEE della Commissione (4);
- in conformità dell'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 2423/88, delle misure antidumping nei confronti delle importazioni del medesimo prodotto originario dell'Unione Sovietica, dell'Ungheria e della Polonia, istituite con decisione 86/464/CEE della Commissione (5),
e ha poi avviato un'inchiesta sul dumping e sul pregiudizio risultante.
(2) La procedura di riesame riguardava l'ossido di alluminio fuso, denominato anche corindone artificiale. Si tratta di un ossido di alluminio cristallino. Tra le numerose varietà esistenti, le due principali sono il corindone artificiale bruno, contenente tra il 94 % e il 97 % di ossido di alluminio (Al2O3), e il corindone artificiale bianco, contenente tra il 97,5 % e il 99,5 % di ossido di alluminio. Entrambe le varietà sono classificate al codice NC 2818 10 00 (corindone artificiale) e sono state considerate un prodotto unico ai fini della procedura di riesame.
(3) Tutte le società sono state informate dei principali risultati dell'inchiesta e hanno avuto la possibilità di rendere note le loro osservazioni. Si è riscontrato che esistevano pratiche di dumping, che le importazioni in dumping recavano pregiudizio all'industria comunitaria e che l'interesse di quest'ultima imponeva di istituire misure definitive. Con decisione 91/512/CEE (6), la Commissione ha accettato un impegno di prezzo di tutti gli esportatori interessati dalla procedura di riesame, cofirmato dalla camera di commercio di Pechino.
(4) All'epoca, non era stato istituito alcun dazio antidumping residuo a causa del monopolio di esportazione detenuto dagli organismi esportatori che hanno offerto gli impegni. In seguito, tuttavia, si è constatato che l'esportatore sovietico aveva perso il monopolio e che, per quanto riguarda la Repubblica popolare cinese, organizzazioni commerciali sconosciute alla Commissione avevano apparentemente effettuato delle esportazioni.
Per far fronte a questi nuovi sviluppi, il Consiglio ha istituito, con regolamento (CEE) n. 2552/93 (7), un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di corindone artificiale originario della Repubblica popolare cinese, della Federazione di Russia e dell'Ucraina, fatta eccezione per le importazioni corrispondenti a vendite per l'esportazione nella Comunità da parte degli organismi esportatori i cui impegni erano già stati accettati.
Il dazio antidumping del 30,8 % istituito per la Repubblica popolare cinese non si applicava quindi alle importazioni del prodotto in questione esportato nella Comunità dalle seguenti società:
- CMEC - China National Machinery and Equipment Import and Export Co., Pechino,
- The second abrasive wheel factory of China, Zhengzhou, Henan,
- Mount Tai Co. of the fourth Grinding Wheel factory of China, Zhangdian, ZiBo, Sha Dong,
- Shandong Machinery and Equipment Import and Export Corporation, Qingdao,
- Guandong Machinery and Equipment Import and Export Group Co., Guangzhou,
- CAEC - China Abrasives Import and Export Corporation, Zhengzhou, Henan.
B. VIOLAZIONE DEGLI IMPEGNI (5) Secondo gli impegni assunti, i sei organismi esportatori cinesi erano tenuti ad inviare alla Commissione relazioni semestrali sulle loro esportazioni del prodotto in questione, per consentirle di verificare il rispetto dei livelli minimi di prezzo fissati.
Nel corso del 1993, non avendo ricevuto relazioni per il primo semestre dell'anno, la Commissione ha dovuto ricordare per iscritto ai sei organismi esportatori cinesi che la mancata comunicazione periodica delle informazioni necessarie per tener fede al loro impegno costituiva, ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, una violazione dell'impegno e che, a norma del paragrafo 6 del medesimo articolo, potevano essere applicati dazi antidumping provvisori sulla base dei fatti accertati prima dell'accettazione degli impegni.
Uno solo degli organismi esportatori cinesi ha comunicato, in ritardo, di aver esportato nella Comunità determinati quantitativi di corindone artificiale a un prezzo che, apparentemente, rispettava il livello dell'impegno. Due degli altri cinque organismi esportatori cinesi non hanno risposto; gli altri tre hanno dichiarato, dopo essere stati sollecitati, di non avere effettuato esportazioni.
Alla fine di gennaio 1994, nonostante i solleciti inviati precedentemente ai vari organismi per ricordare loro l'obbligo di far pervenire le relazioni, non era stata presentata alcuna relazione sul secondo semestre 1994. Nel marzo 1994, quando il termine era ormai scaduto, due organismi hanno reagito dopo che la Commissione aveva offerto loro, conformemente all'articolo 10, paragrafo 6 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la possibilità di formulare osservazioni in merito alla sua intenzione di applicare dazi antidumping provvisori. Il primo organismo, che non aveva risposto al primo sollecito inviato nel 1993, ha sostenuto di non aver effettuato esportazioni nel 1993. Il secondo, l'unico ad aver dichiarato l'esportazione di determinati quantitativi nel primo semestre 1993, ha riferito di avere effettuato altre esportazioni nel secondo semestre 1993, a un livello di prezzi che rispettava quello dell'impegno. Nel frattempo, tuttavia, la Commissione aveca ricevuto informazioni secondo le quali, agli inizi del 1994, questo organismo aveva esportato corindone artificiale nella Comunità a prezzi nettamente inferiori a quelli previsti dall'impegno. L'esportatore cinese ha sostenuto al riguardo che si trattava semplicemente di un campione per consentire al cliente comunitario di valutare la qualità del prodotto cinese. Nessun termine dell'impegno, tuttavia, consente di praticare siffatti prezzi, quali che siano le condizioni di vendita, e, soprattutto, il documento corrispondente alla trasmissione non menziona un contratto di tal genere, poiché si intitola semplicemente « conferma di vendita ».
(6) Di conseguenza, a norma dell'articolo 10, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, tutti gli organismi esportatori cinesi cofirmatari dell'impegno di prezzo hanno violato detto impegno, alcuni sin dalla fine del 1993 e comunque tutti dall'inizio del 1994, in quanto non hanno trasmesso, secondo le modalità ed entro i termini precisati nel testo da essi firmato e che erano stati ricordati loro poco prima, le informazioni necessarie al rispetto di tale impegno.
Dalle statistiche comunitarie risulta inoltre che le importazioni di corindone originario della Repubblica popolare cinese sono passate da 4 148 t nel 1991, anno di accettazione degli impegni, a 13 144 t nel 1992.
Le statistiche disponibili per il 1993 (gennaio-novembre) indicano un volume di importazioni superiore a 15 700 t. Soltanto uno degli organismi esportatori cinesi ha dichiarato di aver effettuato esportazioni in questo periodo, in volumi inferiori al 6 % per il 1992 e al 15 % per il primo semestre 1993 del totale delle importazioni nella Comunità di corindone artificiale registrate a livello statistico. Inoltre, il valore medio statistico delle importazioni cinesi in questione è inferiore ai prezzi indicati negli impegni.
Non si può quindi ritenere che l'impegno sia stato rispettato né che possa rimanere verificabile, in quanto nessuno dei firmatari adempie i suoi obblighi in modo completo e regolare.
Conformemente all'articolo 10, paragrafo 6 del regolamento (CEE) n. 2423/88, si è data ai sei organismi esportatori cinesi e alla camera di commercio di Pechino, cofirmataria dell'impegno, la possibilità di rendere note le loro osservazioni sulle constatazioni e sull'intenzione della Commissione di applicare dazi antidumping provvisori. Le considerazioni che precedono rispondono agli argomenti addotti.
C. INTERESSE DELLA COMUNITÀ (7) La Commissione non ha alcun motivo di ritenere giustificata una modifica delle conclusioni relative all'interesse della Comunità di cui alla decisione 91/512/CEE.
Non essendo state addotte argomentazioni per dimostrare che queste misure non sarebbero nell'interesse della Comunità, la Commissione ritiene che l'interesse della Comunità imponga l'applicazione immediata di misure provvisorie.
D. DAZI PROVVISORI (8) A norma dell'articolo 10, paragrafo 6 del regolamento (CEE) n. 2423/88, i dazi antidumping provvisori devono essere applicati sulla base dei fatti accertati prima dell'accettazione dell'impegno. L'aliquota del dazio provvisorio deve essere quindi del 30,8 %,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di corindone artificiale di cui al codice NC 2818 10 00 (codice addizionale Taric: 8725), originario della Repubblica popolare cinese, esportato nella Comunità dalle seguenti società:
- CMEC - China National Machinery and Equipment Import and Export Co., Pechino,
- The second abrasive wheel factory of China, Zhengzhou, Henan,
- Mount Tai Co. of the fourth Grinding Wheel factory of China, Zhangdian, ZiBo, Sha Dong,
- Shandong Machinery and Equipment Import and Export Corporation, Qingdao,
- Guandong Machinery and Equipment Import and Export Group Co., Guangzhou,
- CAEC - China Abrasives Import and Export Corporation, Zhengzhou, Henan.
2. L'aliquota del dazio è pari al 30,8 % del prezzo netto franco frontiera comunitaria, non sdoganato.
3. L'immissione in libera pratica del prodotto di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una garanzia equivalente all'importo del dazio provvisorio.
4. Si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Fatte salve le disposizioni dell'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro un mese a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 20 giugno 1994.

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