Document ID: 32007D0407

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 12 giugno 2007
relativa al monitoraggio armonizzato della resistenza antimicrobica della Salmonella nei volatili da cortile e nei suini
[notificata con il numero C(2007) 2421]
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2007/407/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 2003/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003, sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio (1), in particolare l’articolo 7, paragrafo 3,
considerando quanto segue:
(1)
Conformemente alla direttiva 2003/99/CE gli Stati membri provvedono affinché la sorveglianza fornisca dati comparabili relativi all’incidenza di casi di resistenza agli antimicrobici negli agenti zoonotici e, nella misura in cui essi costituiscono una minaccia per la salute pubblica, in altri agenti.
(2)
Nel 2003 un workshop FAO/UIE/OMS sulla valutazione scientifica dell’uso non umano degli antimicrobici e della resistenza antimicrobica ha concluso che esistono prove chiare di effetti avversi sulla salute umana a causa di organismi resistenti derivanti dall’utilizzo non umano di antimicrobici: maggiore frequenza di infezioni e insuccessi delle terapie (in alcuni casi il decesso), nonché una maggiore gravità delle infezioni, documentata ad esempio dalle infezioni umane da Salmonella resistenti al fluorochinolone. Le prove dimostrano che la quantità e il modello di uso non umano degli agenti antimicrobici influenzano la comparsa di batteri resistenti negli animali e nei prodotti alimentari e di conseguenza l’esposizione umana a tali batteri resistenti (workshop congiunta di esperti FAO/UIE/OMS, 2003). Tuttavia, si attira l’attenzione sul fatto che la maggior parte dei problemi di resistenza nella medicina umana è causata dall’uso e dall’abuso umano di agenti antimicrobici per la terapia e la profilassi (Parlamento europeo, ottobre 2006).
(3)
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) indica nella sua relazione riassuntiva sulle tendenze e sulle fonti di zoonosi, agenti zoonotici, resistenza antimicrobica e focolai di origine alimentare nell’Unione europea nel 2005 (2), che una proporzione relativamente alta di isolati di Campylobacter e Salmonella provenienti da animali e prodotti alimentari era resistente agli antimicrobici comunemente utilizzati per trattare malattie umane. Le infezioni di origine alimentare causate da tali batteri resistenti costituiscono un rischio particolare per gli esseri umani vista la possibilità di insuccesso della terapia.
(4)
Durante la riunione del 7 e 8 settembre 2006 il gruppo di esperti scientifici sui pericoli biologici e il gruppo di esperti scientifici sulla salute e sul benessere degli animali dell’EFSA hanno adottato un parere riguardante la revisione della relazione riassuntiva sulle tendenze e sulle fonti di zoonosi, agenti zoonotici, resistenza antimicrobica e focolai di origine alimentare nell’Unione europea nel 2004 (3). Per quanto riguarda i test di resistenza antimicrobica il parere indica l’importanza di fornire informazioni dettagliate sul sierotipo della Salmonella per ogni isolato e di armonizzare i breakpoint applicati per la valutazione e la dichiarazione di resistenza.
(5)
Il 20 febbraio 2007 la task force dell’EFSA per la raccolta di dati sulle zoonosi ha adottato una relazione che include una proposta per un sistema armonizzato di monitoraggio della resistenza antimicrobica della Salmonella nei polli (Gallus gallus), nei tacchini e nei suini, nonché di Campylobacter jejuni e C. coli nei polli da carne (4). La relazione contiene raccomandazioni per un sistema armonizzato di monitoraggio e per una metodologia armonizzata per i test di sensibilità antimicrobica.
(6)
Visto il rischio crescente di resistenza antimicrobica per la salute pubblica e le prove che l’uso di antibiotici influenza tale rischio, informazioni comparabili vanno raccolte da tutti gli Stati membri sull’incidenza della resistenza antimicrobica negli agenti zoonotici negli animali mediante l’applicazione dell’articolo 7 della direttiva 2003/99/CE. Tale applicazione andrebbe basata sulla proposta della task force dell’EFSA, ma non pregiudica ulteriori regole di attuazione in futuro.
(7)
Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Oggetto e campo di applicazione
La presente decisione stabilisce regole dettagliate per il monitoraggio della resistenza antimicrobica da effettuare negli Stati membri in conformità dell’articolo 7, paragrafo 3 e dell’allegato II, lettera B, della direttiva 2003/99/CE. Il suo campo di applicazione comprende la Salmonella spp. nei polli (Gallus gallus), nei tacchini e nei suini da macello, fatto salvo il monitoraggio supplementare della resistenza antimicrobica conformemente alle prescrizioni di cui all’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2003/99/CE.
Articolo 2
Raccolta e analisi degli isolati
La raccolta di isolati di Salmonella spp. di cui all’articolo 1 e la relativa analisi vanno eseguite dall’autorità competente oppure sotto la sua sorveglianza, conformemente alle specifiche tecniche di cui all’allegato.
Articolo 3
Riservatezza dei dati
I risultati e i dati nazionali aggregati sono pubblicati salvaguardando la riservatezza.
Articolo 4
Applicazione
La presente decisione si applica a decorrere dal 1o gennaio 2008.
Articolo 5
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 12 giugno 2007.

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