Document ID: 31990D0127

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DECISIONE DEL CONSIGLIO
del 12 marzo 1990
che autorizza il Regno Unito ad applicare una misura derogativa all'articolo 5, paragrafo 8 e all'articolo 21, paragrafo 1, lettera a) della sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme
(90/127/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune d'imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (1), modificata da ultimo dalla diciottesima direttiva 89/465/CEE (2), in particolare l'articolo 27,
vista la proposta della Commissione,
considerando che, ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 1 della sesta direttiva 77/388/CEE, il Consiglio, che delibera all'unanimità su proposta della Commissione, può autorizzare qualsiasi Stati membro ad introdurre particolari deroghe a tale direttiva per semplificare la riscossione dell'imposta o per evitare frodi o evasioni fiscali;
considerando che, con decisione del Consiglio ritenuta acquisita il 14 aprile 1987, il Regno Unito era stato autorizzato, secondo la procedure prevista all'articolo 27, paragrafo 4 della sesta direttiva 77/388/CEE, ad introdurre, per due anni a decorrere dal 1o aprile 1987, una misura derogativa per combattere l'evasione fiscale;
considerando che, con decisione del Consiglio ritenuta acquisita l'11 aprile 1989, il Regno Unito era stato autorizzato a prorogare tale misura derogativa fino al 31 marzo 1990;
considerando che, con lettera del 29 novembre 1989, pervenuta alla Commissione il 1o dicembre 1989, il Regno Unito ha chiesto di essere autorizzato a prorogare ulteriormente tale misura, e ciò fino al 31 dicembre 1992, limitandone tuttavia il campo d'applicazione;
considerando che gli altri Stati membri sono stati informati della domanda del Regno Unito il 27 dicembre 1989;
considerando che con questa misura derogativa si vuole evitare che gruppi d'imprese, considerate come un unico soggetto passivo ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 4 della sesta direttiva e che non hanno diritto alla deduzione totale dell'imposta, beneficino della deduzione totale dell'imposta gravante su taluni trasferimenti di attivi, in quanto essi vengono operati nel Regno Unito ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 8 della sesta direttiva;
considerando che per evitare tali evasioni fiscali il Regno Unito applica una disposizione legislativa che prevede che il trasferimento di attivi ad una società facente parte di un gruppo IVA che non è un soggetto passivo totale costituisce una cessione ai sensi della sesta direttiva 77/388/CEE e che, in questo caso, il debitore è il beneficiario del trasferimento e non il soggetto passivo che ha effettuato l'operazione imponibile;
considerando che il Regno Unito limiterà d'ora in poi il campo d'applicazione della misura derogativa succitata, tenuto conto dell'entrata in vigore, il 1o aprile 1990, di un dispositivo legislativo di rettifica delle deduzioni IVA inizialmente operate per taluni beni di investimento e ciò in base all'articolo 20, paragrafo 2 della sesta direttiva 77/388/CEE;
considerando che, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 8 di detta direttiva, in caso di trasferimento a titolo oneroso o gratuito o sotto forma di conferimento ad una società di una universalità totale o parziale di beni, gli Stati membri possono ritenere che non sia stata operata una cessione e che il beneficiario continui la persona del cedente;
considerando che il Regno Unito si avvale, in generale, della facoltà di cui all'articolo 5, paragrafo 8 della sesta direttiva 77/388/CEE;
considerando che, di conseguenza, la misura prevista dal Regno Unito deroga all'articolo 5, paragrafo 8 della direttiva precitata, in quanto induce a ritenere che abbia nondimeno luogo una cessione quando si effettui il trasferimento di beni nell'ambito di una universalità ad una società che, facente parte di un gruppo di imprese considerate come un unico soggetto passivo ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 4 di detta direttiva, non ha diritto alla deduzione totale dell'imposta;
considerando che la misura prevista dal Regno Unito costituisce una deroga anche all'articolo 21, paragrafo 1, lettera a) della sesta direttiva 77/388/CEE, secondo cui, in regime interno, il debitore dell'imposta è il soggetto passivo che effettua l'operazione imponibile;
considerando che tale misura derogativa ha un'incidenza favorevole sulle risorse proprie delle Comunità europee provenienti dall'imposta sul valore aggiunto (IVA),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
In deroga all'articolo 5, paragrafo 8 e all'articolo 21, paragrafo 1, lettera a) della sesta direttiva 77/388/CEE, il Regno Unito è autorizzato ad applicare fino al 31 dicembre 1992:
- da una parte, una disposizione destinata a ritenere che venga operata una cessione di beni quando attivi, diversi dai beni d'investimento soggetti alla rettifica delle deduzioni inizialmente operate a norma delle disposizioni legislative adottate dal Regno Unito e fondate sull'articolo 20 della sesta direttiva 77/388/CEE, formano oggetto di un trasferimento di universalità totale o parziale ad una società che fa parte di un gruppo d'imprese considerate come un unico soggetto passivo ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 4 di detta direttiva e che, in quanto membro di tale gruppo, non ha diritto alla deduzione totale dell'imposta;
- dall'altra, una disposizione destinata a ritenere debitrice dell'imposta la società beneficiaria della cessione di attivi di cui al primo trattino.
Articolo 2
Il Regno Unito è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addì 12 marzo 1990.

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