Document ID: 31997D0603

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 10 giugno 1997 relativa alla concessione alla Spagna di una proroga dei termini per l'attuazione della direttiva 90/388/CEE della Commissione per quanto riguarda la piena concorrenza nei mercati di servizi di telecomunicazioni (Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (97/603/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo,
vista la direttiva 90/388/CEE della Commissione, del 28 giugno 1990, relativa alla concorrenza nei mercati dei servizi di telecomunicazioni (1), modificata da ultimo dalla direttiva 96/19/CE (2), in particolare l'articolo 2, paragrafo 2,
dopo aver invitato le parti interessate a presentare le loro osservazioni (3), conformemente all'articolo 2, paragrafo 2 della direttiva 90/388/CEE,
considerando quanto segue:
A. I FATTI E IL QUADRO GIURIDICO
I. Le richieste della Spagna
(1) La Spagna ha richiesto in una riunione bilaterale tenutasi il 9 ottobre 1996, e successivamente confermato con lettera del 26 novembre 1996, i seguenti periodi supplementari di transizione in relazione agli articoli 3 e 3 ter della direttiva 90/388/CEE, modificata dalla direttiva 96/19/CE:
a) fino al 1° gennaio 1998 (invece che fino al 1° gennaio 1997 come previsto dall'articolo 3 della direttiva 90/388/CEE) per quanto riguarda l'obbligo di comunicare alla Commissione, anteriormente alla loro introduzione, tutte le procedure di concessione di licenze o di dichiarazione adottate per la fornitura della telefonia vocale e per l'installazione delle reti pubbliche di telecomunicazioni, nonché le caratteristiche del sistema nazionale previsto per la ripartizione dei costi netti inerenti agli obblighi di fornitura del servizio universale («OSU»),
b) fino al 1° agosto 1998 (invece che fino al 1° luglio 1997 come previsto dall'articolo 3 della direttiva 90/388/CEE) per quanto riguarda la pubblicazione delle procedure di concessione delle licenze e di dichiarazione adottate per la fornitura della telefonia vocale e delle reti pubbliche di telecomunicazioni, nonché delle caratteristiche del sistema nazionale previsto per la ripartizione dei costi netti inerenti agli obblighi di fornitura del servizio universale,
e
c) fino al 30 novembre 1998 (invece che fino al 1° luglio 1997 come previsto dall'articolo 3 ter della direttiva 90/388/CEE) per quanto riguarda l'obbligo di garantire un'adeguata disponibilità di numeri per tutti i servizi di telecomunicazione ai fini di un'effettiva liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni.
Anche se, a partire da gennaio del 1998, saranno tre le licenze di portata nazionale per la gestione di servizi di telefonia vocale e di reti pubbliche di telecomunicazioni rilasciate dal governo spagnolo - oltre a quelle per la fornitura di servizi di telefonia vocale concesse ai gestori di servizi via cavo -, attraverso i periodi di transizione supplementari richiesti, di cui alle lettere a), b) e c), il governo spagnolo intende pertanto rinviare la piena attuazione del processo di liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni spagnolo fino al 1° dicembre 1998. A partire da tale data, verranno rilasciate le altre licenze per la gestione di servizi di telefonia vocale e reti pubbliche di telecomunicazioni a tutte le imprese che ne facciano richiesta secondo le modalità previste dalle disposizioni di legge e dai regolamenti applicabili.
(2) La Spagna ritiene che le proroghe richieste siano necessarie per i motivi qui di seguito esposti:
a) l'apertura del mercato alla concorrenza a partire dal 1° gennaio 1998 obbligherebbe Telefónica de España SA («Telefónica»), l'organismo di telecomunicazioni spagnolo, ad accelerare il processo di riequilibrio delle sue tariffe incidendo profondamente sui margini di profitto dell'impresa per tutto il 1998;
b) con l'apertura del mercato alla concorrenza, Telefónica dovrà necessariamente effettuare nuovi investimenti nella sua rete in vista, principalmente, della realizzazione del nuovo programma di numerazione destinato a garantire a tutti i nuovi entranti sul mercato un'adeguata disponibilità di numeri. Per riuscire a raggiungere in tempo questo obiettivo, Telefónica deve poter contare su di un periodo supplementare di almeno undici mesi fra la data di interconnessione del primo gestore - a cui verrà rilasciata la licenza a partire dai primi di gennaio del 1998 - e l'interconnessione di tutti i nuovi gestori che otterranno l'accesso al mercato della telefonia vocale. Le condizioni di interconnessione fra il primo ed il secondo gestore verranno definite nel corso del 1997.
(3) In risposta alla lettera della Commissione dell'8 novembre 1996, le autorità spagnole, in una lettera pervenuta alla Commissione il 15 novembre 1996, hanno confermato che è loro intenzione:
a) non richiedere alcuna deroga in relazione all'eliminazione delle restrizioni alla fornitura di servizi di telecomunicazioni già liberalizzati via:
i) le reti installate dal prestatore di servizi di telecomunicazioni,
ii) le infrastrutture messe a disposizione da terzi,
iii) la condivisione delle reti, di altre infrastrutture e dei siti,
eliminazione che, a norma dell'articolo 2, paragrafo 2 della direttiva 90/388/CEE, doveva avvenire il 1° luglio 1996. I servizi per tale tramite possano pertanto essere forniti senza alcuna restrizione;
b) in linea con quanto già deciso, autorizzare nel corso del 1997 i gestori di servizi via cavo che ne facciano richiesta, secondo le modalità previste dalle disposizioni di legge e dai regolamenti di esecuzione, a fornire servizi di telefonia vocale, inclusa la possibilità di interconnettere a tal fine le loro reti;
c) adottare entro la fine del 1997 la nuova legge generale sulle telecomunicazioni (Ley General de Telecomunicaciones), comportante l'attuazione di tutte le disposizioni comunitarie ancora da recepire nel settore delle telecomunicazioni;
d) rilasciare, ai primi di gennaio del 1998, una terza licenza di portata nazionale per la gestione di servizi di telefonia vocale e di reti pubbliche di telecomunicazioni, che andrà ad aggiungersi alla licenza già rilasciata nel 1996 ad un secondo gestore;
e) garantire l'entrata in vigore di tutte le disposizioni normative e regolamentari necessarie per la completa apertura del mercato delle telecomunicazioni alla concorrenza entro e non oltre la fine di luglio del 1998;
f) garantire l'effettivo rilascio, al 1° dicembre 1998, senza ulteriori condizioni, delle licenze per la fornitura di telefonia vocale e di reti pubbliche di telecomunicazioni a tutti gli organismi che ne facciano richiesta nel mese di agosto 1998, conformemente alle condizioni stabilite nelle leggi e nei regolamenti di esecuzione e in conformità con la direttiva 90/388/CEE;
e
g) abolire le restrizioni in materia di proprietà estera previste ai fini del rilascio delle licenze agli operatori di telecomunicazioni, in linea con gli obblighi sanciti dall'Organizzazione mondiale del commercio.
(4) Con lettera del 6 febbraio 1997, le autorità spagnole hanno fornito ulteriori informazioni.
II. Osservazioni ricevute
(5) Quattro imprese ed associazioni hanno accolto l'invito contenuto nella comunicazione della Commissione dell'8 gennaio 1997, inviando le seguenti osservazioni:
a) la Spagna può contare su di una rete telefonica sviluppata e ad elevata digitalizzazione. Nelle osservazioni ricevute si sostiene che le autorità spagnole hanno sopravvalutato i costi derivanti dal riequilibrio tariffario. Telefónica gode inoltre di un'ottima posizione, come dimostra la sottoscrizione delle azioni messe in vendita dal governo spagnolo all'inizio del 1997 che è risultata superiore all'offerta. Non bisogna inoltre dimenticare gli investimenti effettuati da Telefónica in America;
b) la pubblicazione delle condizioni per il rilascio delle licenze e dei regimi di finanziamento per la fornitura del servizio universale dovrebbe avvenire immediatamente dopo la notifica alla Commissione per dare alle imprese il tempo necessario per elaborare le domande di licenza;
c) le autorità spagnole hanno sopravvalutato il costo del programma di rinumerazione. Anche se una parte dei costi verrà sostenuta da Telefónica, l'onere del nuovo programma di numerazione sarà principalmente a carico degli abbonati;
d) i gestori di servizi di telefonia vocale autorizzati dovrebbero continuare ad avere pari accesso a tutti i numeri disponibili a partire dal 1° gennaio 1998;
e) la Spagna ha recepito in ritardo talune disposizioni comunitarie; le autorità spagnole dovrebbero impegnarsi a rispettare rigorosamente il calendario previsto per l'attuazione delle altre disposizioni citate da esse accettate;
f) le condizioni per il rilascio della terza licenza di telefonia vocale dovrebbero essere pubblicate nel settembre del 1997 al fine di consentire alle imprese di presentare le rispettive domande e garantire il rilascio di una licenza ai primi di gennaio del 1998.
Con lettera del 28 febbraio 1997, la Commissione ha trasmesso alla Spagna le osservazioni inviate dai terzi in risposta alla pubblicazione della comunicazione della Commissione dell'8 gennaio 1997. La Commissione ha invitato le autorità spagnole ad esprimersi in merito alle osservazioni inviate dai terzi. Con lettera del 19 marzo 1997, le autorità spagnole hanno risposto a tali osservazioni confermando la loro richiesta iniziale.
III. Articolo 2, paragrafo 2 della direttiva 90/388/CEE
(6) L'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 90, paragrafo 2 del trattato CE al settore delle telecomunicazioni è sancita dalla direttiva 90/388/CEE, che prevede l'apertura dei mercati delle telecomunicazioni alla piena concorrenza entro e non oltre il 1° gennaio 1998. In base all'articolo 2, paragrafo 2 della direttiva 90/388/CEE, modificata dalla direttiva 96/19/CE, la Commissione può concedere, su richiesta, ad un certo numero di Stati membri a) una deroga rispetto alle date previste dalla direttiva 90/388/CEE e b) il mantenimento, per periodi di transizioni supplementari, dei diritti speciali o esclusivi accordati alle imprese incaricate della fornitura di reti pubbliche di telecomunicazioni e di servizi di telecomunicazioni.
(7) Contrariamente alle richieste avanzate dall'Irlanda [decisione 97/114/CE della Commissione (4)] e dal Portogallo [decisione 97/310/CE della Commissione (5)], che richiedevano il mantenimento dei diritti esclusivi accordati ai rispettivi organismi di telecomunicazioni, la richiesta di proroga avanzata dalla Spagna riguarda essenzialmente il calendario previsto per l'introduzione in Spagna di condizioni di piena concorrenza nel quadro di una progressiva apertura del mercato delle telecomunicazioni spagnolo alla concorrenza. Il regio decreto legge 6/1996 del 7 giugno 1996 sulla liberalizzazione delle telecomunicazioni ha formalmente abolito il monopolio sulla telefonia vocale e l'oligopolio sulle reti di telecomunicazioni pubbliche, rilasciando a Retevisión una licenza per la fornitura di servizi telefonia vocale e per le relative infrastrutture. Nel 1997, inoltre, la Spagna autorizzerà le società di televisione via cavo a fornire servizi di telefonia vocale mentre, all'inizio di gennaio del 1998, rilascerà una terza licenza di portata nazionale per la gestione di servizi di telefonia vocale e di reti di telecomunicazioni pubbliche; si è inoltre impegnata formalmente a completare il processo di apertura del mercato alla piena concorrenza entro la fine di novembre del 1998. In base alla legge sulle telecomunicazioni (Ley de Ordenación de las Telecomunicaciones) 31/1987 del 18 dicembre 1987 (6) ed al contratto di concessione a favore di Telefónica del 26 dicembre 1991 (7), Telefónica sarà in ogni caso sempre tenuta a garantire la fornitura del servizio universale.
(8) Per esaminare la richiesta spagnola occorre innanzitutto stabilire se Telefónica, che è chiamata a gestire servizi di interesse economico generale ai sensi dell'articolo 90, paragrafo 2 del trattato, potrebbe continuare ad assolvere tale funzione in condizioni di equilibrio economico, nel corso del periodo di transizione verso la realizzazione di condizioni di piena concorrenza, qualora venisse rispettato rigorosamente il calendario previsto dalla direttiva 90/388/CEE.
B. VALUTAZIONE GIURIDICA
Argomentazioni fornite dalla Spagna
(9) Le autorità spagnole sostengono quanto segue:
- per riuscire a far fronte alla concorrenza di Retevisión, Telefónica deve procedere ad un forte riequilibrio delle sue tariffe,
- Telefónica deve introdurre un sistema contabile basato sui costi;
- Telefónica deve sviluppare e modernizzare ulteriormente la sua rete.
Con risoluzione del 16 ottobre 1996 (8), la Spagna ha inoltre deciso di introdurre un nuovo programma nazionale di numerazione per risolvere l'attuale carenza di numeri del paese e per preparare il mercato a condizioni di piena concorrenza conformemente all'articolo 3 ter della direttiva 90/388/CEE. Il nuovo sistema di numerazione viene anche impiegato per i numeri di emergenza comuni europei. La carenza di numeri è dovuta all'aumento della domanda determinato dall'espansione del livello di penetrazione telefonica e dallo sviluppo attuale del mercato che, secondo le previsioni, dovrebbe continuare a crescere a ritmi elevati. Per far fronte alla crescente domanda, Telefónica intende procedere alla ricostruzione o alla modernizzazione delle sue centrali telefoniche analogiche, alla ristrutturazione delle centrali digitali a bassa capacità di cui dispone e allo sviluppo di ulteriori centrali. Occorre inoltre avviare una vasta campagna di sensibilizzazione per realizzare la quale saranno ovviamente necessari forti investimenti.
Valutazione della Commissione
(10) Poiché la Spagna ha deciso di non richiedere una proroga relativamente all'abolizione dei diritti esclusivi accordati in precedenza a Telefónica, quest'ultima si trova ora a dover realizzare, nel giro di pochi mesi e in aperta concorrenza con i gestori a cui è stata appena concessa un'autorizzazione, adattamenti strutturali per i quali i gestori pubblici di altri Stati membri con reti meno sviluppate hanno potuto fruire di una proroga fino a tre anni durante la quale hanno potuto continuare ad operare in regime di monopolio. Nel caso della Spagna, gli adattamenti strutturali prevedono a) il completamento del processo di riequilibrio tariffario, b) l'introduzione di un sistema di contabilità basato sui costi e c) il miglioramento del livello di penetrazione della rete che, allo stato attuale, appare ancora troppo basso.
a) Riequilibrio tariffario
(11) Secondo le autorità spagnole, le tariffe di Telefónica sono troppo elevate e non in linea con quelle di altri gestori comunitari. Il riequilibrio deve pertanto passare attraverso un adeguamento degli oneri al fine di avvicinare i prezzi agli effettivi costi di base. Telefónica sta portando avanti un processo di graduale e flessibile riequilibrio delle sue tariffe, pur continuando a tutelare i consumatori in termini di prezzo e qualità del servizio. La Commissione è a conoscenza del fatto che tutti i gestori della Comunità stanno attualmente portando avanti, o lo hanno già completato, un simile programma di riequilibrio tariffario.
(12) La tabella riportata qui di seguito, basata su informazioni della Commissione (9) mette a confronto alcune tariffe di Telefónica con quelle corrispondenti di un gestore che ha già provveduto a riequilibrare le sue tariffe telefoniche (10). I dati sottoesposti confermano le argomentazioni delle autorità spagnole.
SPAZIO PER TABELLA
(13) Considerata la sempre minor dipendenza dei costi dalla distanza, quando si parla di orientare le tariffe ai costi si intende, in linea generale, una modifica dei prezzi al fine di favorire un bilanciamento di costi e ricavi, di modo che:
- i ricavi degli allacciamenti e dei canoni di locazione coprano i costi fissi (più un margine standard);
- i ricavi delle chiamate coprano i costi delle chiamate (più un margine standard).
La normale tendenza degli organismi di telecomunicazioni sarebbe quindi di aumentare il costo delle spese di allacciamento, del canone bimestrale e delle chiamate urbane (evitando per lo meno di ridurli) e di diminuire invece le tariffe per le chiamate interurbane ed internazionali. Alcune delle tariffe per le chiamate urbane della fascia economica praticate da Telefónica risultano tuttavia già elevate in confronto a quelle di British Telecom e Telefónica non potrà quindi compensare la diminuzione delle tariffe delle chiamate interurbane ed internazionali con aumenti delle sue tariffe urbane della fascia economica. È pertanto difficile per Telefónica riequilibrare le tariffe che risultano eccessive rispetto ai costi prima del 1° gennaio 1998; sarebbe peraltro costretta a farlo qualora a tale data si autorizzasse l'accesso sul mercato ad altri fornitori di servizi, in aggiunta al numero limitato di gestori di servizi di telefonia vocale già autorizzati o in procinto di ricevere l'autorizzazione. Tutti i nuovi entranti sul mercato si concentrerebbero infatti su quei segmenti del mercato della telefonia vocale che sono caratterizzati da un forte divario fra le tariffe di Telefónica ed i costi al fine di conquistare una quota di questo redditizio mercato. La richiesta spagnola di rinviare la concessione di altre licenze fino alla fine di novembre 1998 sembra pertanto giustificata. D'altro canto, la Spagna non dovrebbe introdurre un regime per la ripartizione degli oneri associati all'OSU attualmente sostenuti da Telefónica se non dopo la completa liberalizzazione del mercato della telefonia vocale. Sarebbe quindi opportuno rinviare a tale data anche l'introduzione di tale sistema di finanziamento.
(14) Tenuto conto dell'esigenza di non incidere sulle risorse necessarie nei prossimi anni all'ulteriore miglioramento della penetrazione telefonica ed all'assolvimento dell'OSU, Telefónica dovrebbe, secondo la Commissione, procedere ad un riequilibrio delle sue tariffe di tipo graduale. La Commissione si rende conto tuttavia che l'apertura del mercato della telefonia vocale alla concorrenza sta obbligando invece Telefónica ad accelerare il processo di riequilibrio tariffario e che questa situazione si ripercuoterà in maniera sensibile sui suoi margini di profitto fino alla fine del 1998. Considerati i tempi necessari ai concorrenti per conquistare quote significative di mercato, l'impatto non verrebbe mitigato dall'introduzione del sistema nazionale previsto al fine di ripartire i costi netti associati alla fornitura del servizio universale, in quanto l'onere principale dei costi associati alla fornitura di tale servizio resterebbe a carico di Telefónica per tutto il 1998.
b) Contabilità basata sui costi
(15) Le autorità spagnole sostengono che sarà possibile riequilibrare del tutto le tariffe solo una volta che il nuovo sistema di contabilità di Telefónica basato sui costi sarà pienamente operativo. La Commissione non può tuttavia accettare questa argomentazione come giustificazione per la concessione di una proroga in quanto gli Stati membri avrebbero dovuto introdurre un sistema di contabilità basato sui costi entro e non oltre il 31 dicembre 1993 in base alla direttiva 92/44/CEE del Consiglio, del 5 giugno 1992, sull'applicazione della fornitura di una rete aperta (Open Network Provision, ONP) alle linee affittate (11) ed entro e non oltre il 31 dicembre 1996 in base alla direttiva 95/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 1995, sull'applicazione del regime di fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale (12).
c) Sviluppo della rete e fornitura del servizio universale
(16) Nel 1994, il 48 % circa delle centrali telefoniche locali di Telefónica era digitalizzato, contro una media ponderata comunitaria del 67 %. Solo recentemente, inoltre, la penetrazione telefonica di Telefónica nella Comunità è cresciuta a ritmi sostenuti (da 32 linee principali ogni 100 abitanti nel 1990 a 37 nel 1994, contro una media comunitaria di 48 linee). Telefónica si colloca al terzultimo posto (dopo Irlanda e Portogallo) nella Comunità quanto a penetrazione telefonica, nonostante gli sforzi di modernizzazione della rete in Spagna e di aumento del livello di penetrazione telefonica - salito a 40 linee principali per 100 abitanti con un tasso di digitalizzazione del 60 % (13) - registrati negli ultimi due anni (1994-1996). Si fa inoltre rilevare che a causa della densità di popolazione relativamente bassa della Spagna rispetto alla maggior parte degli altri Stati membri e del livello relativamente basso di digitalizzazione della rete di Telefónica, l'aumento della penetrazione telefonica e lo sviluppo della rete risulteranno molto probabilmente più costosi in Spagna che in altri Stati membri.
(17) La Commissione riconosce pertanto che la realizzazione del nuovo programma di numerazione, unita all'esigenza di migliorare ulteriormente la rete del Regno di Spagna e di riequilibrare più rapidamente le tariffe di Telefónica, potrebbe incidere in maniera significativa sulle entrate di Telefónica. La Commissione ritiene che l'intenzione della Spagna di completare il nuovo programma di numerazione nazionale entro il 1° dicembre 1998, al fine di consentire a Telefónica di ripartire i costi nel tempo e di non compromettere la sua stabilità finanziaria proprio nell'anno cruciale del passaggio a condizioni di libera concorrenza, non sia incompatibile con la disposizione di cui all'articolo 3 ter della direttiva 90/388/CEE, modificata dalla direttiva 96/19/CE, che impone alla Spagna di garantire una disponibilità adeguata di numeri per i servizi di telecomunicazioni liberalizzati entro il 1° luglio 1997. In ogni caso, i numeri in questione devono essere assegnati secondo criteri di oggettività, non discriminazione, proporzionalità e trasparenza, in particolare sulla base di domande individuali.
(18) Per quanto riguarda le osservazioni di terzi in merito agli investimenti effettuati da Telefónica in altri paesi, la Commissione sottolinea la redditività degli investimenti effettuati in Centro e Sudamerica. Tali investimenti hanno favorito una diversificazione delle attività di Telefónica consentendole di adempiere meglio alle sue funzioni di interesse economico generale e di affrontare al momento opportuno la concorrenza sul mercato spagnolo delle telecomunicazioni. Grazie agli investimenti in questione pertanto, la Spagna non ha dovuto richiedere una proroga (fino ad un massimo di cinque anni) per altri segmenti di mercato, come consentito invece dalla direttiva 90/388/CEE.
Evoluzione degli scambi
(19) La concessione alla Spagna della proroga richiesta non chiuderebbe alla concorrenza il mercato della telefonia vocale spagnolo. Un secondo gestore è già stato infatti autorizzato a fornire servizi di telefonia vocale e reti di telecomunicazioni pubbliche. I gestori di reti via cavo saranno autorizzati a fornire servizi di telefonia vocale, mentre una terza licenza per telefonia vocale verrà rilasciata nel gennaio del 1998. La possibilità di entrare sul mercato spagnolo verrà preclusa alle altre entità eventualmente interessate solo per un periodo di tempo estremamente limitato (cioè fino al 1° dicembre 1998). Poiché l'introduzione sul mercato di un nuovo servizio di telefonia vocale pubblica richiede in generale molti mesi di preparazione, il danno che la proroga di undici mesi potrà arrecare ai nuovi investitori, eventualmente interessati ad entrare sul mercato spagnolo, risulterà comunque circoscritto per i seguenti motivi: a) gli investitori possono fin d'ora programmare i loro investimenti; b) le condizioni formali di rilascio delle licenze saranno pubblicate entro e non oltre il 1° agosto 1998. Le nuove imprese sul mercato saranno pertanto pronte per essere immediatamente operative al momento della piena liberalizzazione e potranno inoltre avvantaggiarsi del fatto che la liberalizzazione stessa sarà effettiva in tempi più brevi, in quanto nel frattempo le condizioni di accesso al mercato saranno già state definite da Telefónica con i suoi primi concorrenti. Le autorità spagnole non hanno infine richiesto alcuna proroga relativamente ad altri segmenti di mercato.
Considerando che la pubblicazione delle licenze entro il 1° agosto 1998 e in conformità dell'articolo 9, paragrafo 2 della direttiva 97/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 aprile 1997, relativa ad una disciplina comune in materia di autorizzazioni generali e di licenze individuali nel settore dei servizi di telecomunicazione (14), le autorità spagnole hanno comunicato che, entro quattro mesi, procederanno al rilascio di licenze per la fornitura di servizi di telefonia vocale fissa pubblica a quelle imprese che ne faranno richiesta tempestivamente. Il rilascio coinciderà con il completamento del nuovo piano di numerazione e consentirà la piena liberalizzazione dei mercati della telefonia vocale e delle reti pubbliche di telecomunicazioni in Spagna.
(20) La Commissione prende inoltre atto del fatto che il nuovo piano di numerazione è già stato definito e che la Spagna si limiterà a diluire nel tempo la sua piena attuazione attenendosi nel contempo rigorosamente agli obblighi di cui all'articolo 3 ter della direttiva 90/388/CEE. Prima di tale data, verranno in ogni caso assegnati numeri sufficienti a Retevisión - il nuovo gestore che dovrebbe ricevere la licenza all'inizio di gennaio - alle imprese televisive via cavo ed ai fornitori di servizi diversi dalla telefonia vocale.
Conclusioni
(21) Per i motivi suesposti, la Commissione ritiene che la concessione alla Spagna delle proroghe sottoelencate, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2 della direttiva 90/388/CEE, non verrebbe ad incidere sull'evoluzione degli scambi in misura contraria all'interesse della Comunità, purché vengano rispettate le condizioni sopra specificate:
a) fino al 1° gennaio 1998, invece che fino al 1° gennaio 1997, per quanto riguarda la notifica alla Commissione delle procedure di concessione delle licenze e di dichiarazione adottate per la fornitura di telefonia vocale e per l'installazione di reti pubbliche di telecomunicazioni, nonché delle caratteristiche del sistema nazionale previsto per la ripartizione dei costi netti inerenti all'OSU;
b) fino al 1° agosto 1998, invece che fino al 1° luglio 1997, per quanto riguarda la pubblicazione delle procedure di concessione delle licenze e di dichiarazione adottate per la fornitura della telefonia vocale e delle reti pubbliche di telecomunicazioni, nonché delle caratteristiche del sistema nazionale previsto per la ripartizione dei costi netti inerenti all'OSU;
c) a seguito di queste due proroghe e conformemente alle scadenze previste all'articolo 9, paragrafo 2 della direttiva 97/13/CE, le altre licenze per la fornitura di servizi di telefonia vocale e di reti pubbliche di telecomunicazione (in aggiunta a quelle menzionate al considerando 7 della presente decisione) verranno rilasciate solo a partire dal 1° dicembre 1998,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La Spagna è autorizzata a differire:
a) fino al 1° gennaio 1998 la notifica alla Commissione, anteriore alla loro applicazione, delle procedure di concessione delle licenze o di dichiarazione adottate per la fornitura della telefonia vocale e per l'installazione di reti pubbliche di telecomunicazioni, nonché delle caratteristiche del sistema nazionale previsto per la ripartizione dei costi netti inerenti all'OSU;
b) fino al 1° agosto 1998 la pubblicazione delle procedure di concessione delle licenze o di dichiarazione adottate per la fornitura della telefonia vocale e delle reti pubbliche di telecomunicazioni, nonché delle caratteristiche del sistema nazionale previsto per la ripartizione dei costi netti inerenti all'OSU;
e
c) fino al 1° dicembre 1998 l'effettivo rilascio di ulteriori licenze per la fornitura di servizi di telefonia vocale e di reti pubbliche di telecomunicazione, conformemente alle condizioni previste dalla direttiva 90/388/CEE, secondo le modalità stabilite dalla legge spagnola e dai regolamenti di esecuzione ed in conformità con la direttiva 90/388/CEE.
Articolo 2
La Spagna informa la Commissione del recepimento nella legislazione nazionale delle disposizioni sotto indicate secondo il seguente calendario:
a) nel 1997, i gestori di servizi via cavo che lo richiedano, conformemente alle condizioni previste dalle disposizioni legislative e dai regolamentari applicabili, saranno autorizzati a fornire servizi di telefonia vocale, inclusa la possibilità di interconnettere a tale scopo le loro reti;
b) entro la fine del 1997, verrà adottata la nuova legge generale sulle telecomunicazioni (Ley General de Telecomunicaciones) che recepirà le disposizioni comunitarie nel settore delle telecomunicazioni non ancora attuate;
c) all'inizio di gennaio del 1998, verrà concessa una terza licenza di portata nazionale per la gestione di servizi di telefonia vocale e di reti pubbliche di telecomunicazione in aggiunta alla licenza già concessa nel 1996 ad un secondo gestore;
d) entro la fine di luglio del 1998, entreranno in vigore tutte le disposizioni legislative e regolamentari necessarie per la completa apertura del mercato delle telecomunicazioni alla concorrenza.
Articolo 3
Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 10 giugno 1997.

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