Document ID: 32002R1841

Regolamento (CE) n. 1841/2002 del Consiglio
del 14 ottobre 2002
recante modifica del regolamento (CE) n. 900/2001 che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato di ammonio originarie della Polonia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea(1), in particolare l'articolo 11, paragrafo 3,
vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il Comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. MISURE IN VIGORE
(1) Con il regolamento (CE) n. 900/2001(2), il Consiglio ha istituito dazi antidumping definitivi sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato di ammonio ("UNA") originarie della Polonia, sostituendo le misure istituite originariamente dal regolamento (CE) n. 3319/94 con un importo specifico di 19 EUR/tonnellata per quanto riguarda la Zaklady Azotowe Pulawy SA e di 22 EUR/tonnellata per tutti gli altri produttori esportatori polacchi.
B. DOMANDA DI RIESAME
(2) Il 28 giugno 2001 il produttore esportatore polacco Zaklady Azotowe Pulawy SA (in seguito denominato "richiedente") ha chiesto un riesame intermedio dei dazi antidumping ad esso applicabili, limitatamente agli aspetti relativi al dumping ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 384/96 (in seguito denominato "regolamento di base"). La richiesta conteneva elementi di prova prima facie che i dazi non erano più necessari per contrastare gli effetti del dumping a causa di un cambiamento duraturo della situazione. Il richiedente ha dichiarato in particolare di aver iniziato a vendere le UNA sul mercato interno, aggiungendo che la struttura delle sue vendite per l'esportazione era stata modificata dalla cessazione delle vendite all'esportatore collegato e presentando elementi di prova prima facie per dimostrare l'assenza di dumping. La Commissione, sentito il comitato consultivo, ha stabilito che esistevano sufficienti elementi di prova prima facie per giustificare l'apertura di un riesame intermedio, ha pubblicato un avviso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3) e ha avviato un'inchiesta.
C. PROCEDURA
(3) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo compreso tra il 1o ottobre 2000 e il 30 settembre 2001 (in seguito denominato "periodo dell'inchiesta" o "PI").
(4) La Commissione ha notificato ufficialmente alle autorità del paese esportatore l'apertura del riesame intermedio e ha dato a tutte le parti direttamente interessate l'opportunità di comunicare le proprie osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
(5) La Commissione ha inviato un questionario e ha ricevuto informazioni dettagliate dal richiedente.
(6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione del dumping e ha effettuato una visita di verifica presso la sede del produttore esportatore in questione.
(7) Il richiedente e l'industria comunitaria sono stati informati dei fatti e delle conclusioni dell'inchiesta e hanno avuto la possibilità di fare osservazioni in merito. Le loro osservazioni sono state prese in considerazione e, ove opportuno, le risultanze sono state modificate di conseguenza.
D. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(8) Si confermano le risultanze dell'inchiesta precedente, di cui al regolamento (CE) n. 900/2001, per quanto riguarda il prodotto in esame e il prodotto simile.
E. DUMPING
1. Valore normale
(9) Si è stabilito anzitutto che il volume totale delle vendite di UNA sul mercato interno era rappresentativo rispetto alle vendite all'esportazione. Il volume delle vendite sul mercato polacco, infatti, è risultato superiore a quello delle esportazioni nella Comunità. Si è poi verificato se le vendite nazionali fossero state fatte nel corso di normali operazioni commerciali. A questo proposito l'inchiesta ha rivelato che il volume dei prodotti venduti a prezzi superiori ai costi di produzione unitari rappresentava più del 10 % ma meno dell'80 % delle vendite totali. Il valore normale è stato pertanto stabilito in base ai prezzi effettivamente pagati per le vendite remunerative del prodotto in esame.
(10) L'industria comunitaria ha calcolato il dumping basandosi sul valore normale costruito e su presupposti relativi ai costi, ai prezzi e agli adeguamenti. Tali presupposti, tuttavia, si sono rivelati inattendibili in quanto non confermati dai dati riservati effettivi verificati nel corso dell'inchiesta. Per di più, non è emerso alcun elemento tale da rimettere in discussione i dati verificati.
(11) Dopo la comunicazione finale, l'industria comunitaria ha ripresentato il calcolo di cui al considerando 10 insieme ad un altro calcolo contenente un valore normale basato sui prezzi interni, adducendo che la differenza tra il suo calcolo e quello della Commissione poteva essere dovuta solo ai prezzi bassissimi del gas. Confrontando i dati comunicati dal richiedente e verificati dalla Commissione con i dati utilizzati per il calcolo del dumping dall'industria comunitaria, tuttavia, si è riscontrato che le differenze di maggiore entità non riguardavano i prezzi del gas, ma altri costi tra cui gli adeguamenti, i fattori di utilizzazione e l'attribuzione dei prezzi pagati per il gas in determinati periodi alle UNA vendute durante il PI. Queste differenze sono dovute al fatto che la parte interessata si è basata su presupposti, mentre per il calcolo della Commissione si sono utilizzati i dati verificati. Poiché l'industria comunitaria non ha potuto fornire elementi di prova sufficienti per dimostrare la fondatezza dei suoi presupposti, si confermano le risultanze della Commissione basate sui dati verificati.
2. Prezzo all'esportazione
(12) Tutte le vendite all'esportazione del prodotto in esame sono state effettuate direttamente ad acquirenti indipendenti della Comunità, cosicché il prezzo all'esportazione è stato stabilito, a norma dell'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base, in base ai prezzi realmente pagati o pagabili.
3. Confronto
(13) Ai fini di un equo confronto, per tipo di prodotto, al livello franco fabbrica e allo stesso stadio commerciale, sono stati applicati i debiti adeguamenti per tener conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, secondo quanto affermato e dimostrato. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base, tali adeguamenti sono stati applicati per le differenze inerenti ai costi di trasporto, di movimentazione e di carico, ai costi accessori, al credito e alle commissioni.
(14) Avendo fatturato tutte le esportazioni nella Comunità del PI in dollari statunitensi, il richiedente ha chiesto un adeguamento per la conversione valutaria, adducendo una rivalutazione sostenuta dello zloty polacco nei confronti del dollaro statunitense che sarebbe avvenuta tra l'ottobre 2000 e il giugno 2001.
(15) Si è riscontrato tuttavia che, dopo un apprezzamento nei confronti del dollaro statunitense durante la maggior parte del PI, lo zloty polacco ha effettivamente subito una svalutazione negli ultimi quattro mesi di questo periodo. L'eventuale adeguamento per le operazioni influenzate dall'aumento dello zloty, quindi, si sarebbe dovuto applicare anche alle operazioni influenzate dalla tendenza decrescente di questa moneta. La società non è stata in grado di dimostrare che gli adeguamenti suddetti avrebbero un effetto globale.
(16) In considerazione di quanto precede, si è dovuta respingere la richiesta di adeguamento per la conversione valutaria.
4. Margine di dumping
(17) Si è appurato che i prezzi all'esportazione variavano considerevolmente a seconda dei periodi, con una punta minima negli ultimi due mesi del PI. Poiché questi sviluppi non potevano essere attribuiti ad una tendenza globale analoga dei prezzi delle UNA, il confronto tra la media ponderata del valore normale e dei prezzi all'esportazione non rispecchia in misura sufficiente l'entità delle pratiche di dumping. D'altro canto, non è stato possibile confrontare, per ogni operazione, i singoli prezzi all'esportazione con i singoli valori normali a causa delle notevoli differenze tra le date delle operazioni e i quantitativi venduti per l'esportazione, da una parte, e le operazioni effettuate sul mercato nazionale, dall'altra. Per calcolare il margine di dumping, la Commissione ha confrontato la media ponderata del valore normale con i prezzi di ogni singola operazione di esportazione nella Comunità, a norma dell'articolo 2, paragrafo 11, seconda frase, del regolamento di base.
(18) Dopo la comunicazione finale, sulla cui base si intendeva modificare i dazi antidumping in vigore, l'industria comunitaria ha dichiarato che nel procedimento iniziale il margine di dumping era stato stabilito confrontando i prezzi delle singole esportazioni con i prezzi delle singole operazioni sul mercato interno, cosa che si dovrebbe fare anche nell'inchiesta attuale. Esaminando il fascicolo corrispondente, tuttavia, si è riscontrato che questo metodo non era stato utilizzato nell'inchiesta iniziale, come risulta anche da un'attenta lettura del regolamento (CE) n. 1506/94 della Commissione, del 27 giugno 1994, che istituisce dazi antidumping provvisori sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato di ammonio originarie della Bulgaria e della Polonia(4), secondo il quale "I prezzi all'esportazione franco fabbrica sono stati confrontati in base alle singole transazioni con il valore normale di cui ai considerando 12 e 13." Poiché dai punti suddetti risulta chiaramente che il valore normale è stato costruito in funzione di tutti i costi di fabbricazione, fissi e variabili, sostenuti dai produttori, ai quali sono stati aggiunti un importo per le spese generali, amministrative e di vendita e un adeguato margine di profitto, è evidente che i singoli prezzi all'esportazione sono stati confrontati con una media ponderata del valore normale. In ogni caso, come si è già detto, non è stato possibile confrontare, per ogni operazione, i singoli prezzi all'esportazione con i singoli valori normali a causa delle notevoli differenze tra le date delle operazioni e i quantitativi venduti per l'esportazione, da una parte, e le operazioni effettuate sul mercato nazionale, dall'altra. L'argomentazione è stata quindi respinta.
(19) Il confronto, effettuato come descritto al considerando 17, ha rivelato l'esistenza di un dumping minimo da parte del richiedente. Il margine di dumping accertato, espresso in percentuale del valore totale cif franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è dello 0,8 %.
F. CAMBIAMENTO DURATURO DI CIRCOSTANZE
(20) Conformemente alla prassi usuale della Commissione, si è esaminato se fosse possibile considerare duraturo il cambiamento di circostanze. Si è accertato che il richiedente aveva esportato ingenti quantitativi di UNA verso i paesi extra-CE negli ultimi due esercizi finanziari, terminati rispettivamente nel dicembre 1999 e nel giugno 2001, nonché durante il PI. A tale riguardo, va segnalato che le esportazioni nei paesi extra-CE sono aumentate considerevolmente nel PI.
(21) Si è riscontrato altresì che il richiedente ha fatto notevoli sforzi per incrementare le vendite sul mercato interno promuovendo l'uso di fertilizzanti liquidi (UNA) e sviluppando un'ampia rete di distribuzione grazie a investimenti nelle strutture di stoccaggio presso i grossisti. Le vendite di soluzioni di urea e nitrato di ammonio realizzate dal richiedente sul mercato interno sono quindi aumentate del 18 % dal 2000 e del 35 % dal 1999 al PI.
(22) Va osservato che, per poter passare al fertilizzante liquido UNA, gli agricoltori devono investire nelle attrezzature necessarie per spanderlo. Si può quindi logicamente supporre che la domanda interna di UNA rimarrà costante o aumenterà nel prossimo futuro.
(23) L'incremento delle vendite sui mercati extracomunitari, in particolare quello polacco, incide considerevolmente sulla struttura globale dei costi e, di conseguenza, sulla redditività delle vendite di UNA realizzate dal richiedente sul mercato interno e sul valore normale.
(24) Si conclude pertanto che le pratiche di dumping relative alle vendite di UNA realizzate dal richiedente sul mercato comunitario non dovrebbero più verificarsi.
(25) Dopo la comunicazione finale, l'industria comunitaria ha dichiarato che il suddetto cambiamento di circostanze non poteva essere considerato duraturo, adducendo in particolare le dimensioni limitate del mercato interno polacco, la mancanza di altri mercati di esportazione e l'enorme capacità di produzione del richiedente. Si è riscontrato tuttavia che il mercato interno polacco, le cui dimensioni erano state fortemente sottovalutate dall'industria comunitaria, era piuttosto vasto e in fase di espansione, il che riduce la minaccia potenziale rappresentata dalla capacità di produzione del richiedente e la dipendenza dai mercati di esportazione che ne deriverebbe. Si è inoltre accertato che il richiedente poteva agevolmente operare su altri mercati di esportazione. Non vi è pertanto motivo di ritenere che il cambiamento, vale a dire l'assenza di dumping, non abbia carattere duraturo.
G. CONCLUSIONE
(26) Poiché il margine di dumping stabilito per il richiedente è minimo e la situazione non deve essere considerata a breve termine, il dazio antidumping specifico istituito con il regolamento (CE) n. 900/2001 sulle esportazioni del richiedente deve essere sostituito da un dazio pari a 0 EUR.
(27) La modifica dei dazi riguarda solo il richiedente, e non l'intera Polonia. Il richiedente rimane soggetto al procedimento e a qualsiasi altro riesame successivo eseguito per la Polonia a norma dell'articolo 11 del regolamento di base. L'aliquota residua del dazio continua ad applicarsi a tutti gli altri produttori polacchi, che possono comunque chiedere, alla stregua delle altre parti interessate, un riesame di dette misure a norma dell'articolo 11 del regolamento di base,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
L'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 900/2001 è sostituito dal seguente: "2. Nella tabella che segue è indicato l'importo del dazio applicabile per tonnellata di prodotto ai prodotti fabbricati dalle seguenti società:
SPAZIO PER TABELLA "
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 14 ottobre 2002.

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