Document ID: 31993R3030

REGOLAMENTO (CEE) N. 3030/93 DEL CONSIGLIO del 12 ottobre 1993 relativo al regime comune da applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari dei paesi terzi
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione,
considerando che la Comunità ha accettato la proroga dell'accordo sul commercio internazionale dei tessili, alle condizioni stabilite nel protocollo che proroga l'accordo, nonché nelle conclusioni approvate il 9 dicembre 1992 dal comitato dei tessili del GATT allegate a detto protocollo;
considerando che la Comunità ha negoziato la proroga di tre anni degli accordi esistenti relativi al commercio di prodotti tessili con una serie di paesi fornitori;
considerando che gli accordi in questione istituiscono dei limiti quantitativi comunitari per il 1993, il 1994 e il 1995;
considerando che la Comunità ha negoziato nuovi accordi bilaterali ed altre intese con una serie di paesi fornitori;
considerando che la Comunità ha negoziato accordi in forma di protocolli aggiuntivi degli accordi europei e/o degli accordi interinali relativi al commercio dei prodotti tessili con una serie di paesi fornitori;
considerando che occorre assicurare che gli obiettivi dei singoli accordi, protocolli e altre intese non vengano elusi mediante deviazioni degli scambi; che occorre quindi fissare le modalità di controllo dell'origine dei prodotti e gli appropriati metodi di cooperazione amministrativa;
considerando che l'osservanza dei limiti quantitativi all'esportazione stabiliti in questi accordi e protocolli è garantita da un sistema di duplice controllo; che l'efficacia di queste misure dipende dall'istituzione sul piano comunitario di un regime di limiti quantitativi comunitari, da applicare alle importazioni di tutti i prodotti originari dei paesi fornitori la cui esportazione sia soggetta a limiti quantitativi;
considerando che i prodotti introdotti in zona franca o ammessi in regime di deposito doganale, d'importazione temporanea o di perfezionamento attivo (sistema di sospensione) non devono essere soggetti a questi limiti quantitativi comunitari;
considerando che gli accordi conclusi dalla Comunità con taluni paesi terzi contengono speciali disposizioni relative alle importazioni nella Comunità dei prodotti del folclore e artigianali e che è pertanto necessario stabilire adeguate procedure per l'applicazione di tali disposizioni;
considerando che si devono prevedere norme speciali per i prodotti reimportati in regime di perfezionamento passivo economico e per la gestione dei relativi limiti quantitativi comunitari;
considerando che, per garantire che i limiti quantitativi comunitari non siano superati, è necessario stabilire una speciale procedura di gestione in base alla quale le competenti autorità degli Stati membri non rilasceranno licenze d'importazione prima di ottenere la conferma da parte della Commissione che vi sono ancora quantità disponibili nell'ambito dei limiti quantitativi in causa;
considerando che occorre parimenti stabilire procedure efficaci e rapide per modificare i limiti quantitativi comunitari e la loro ripartizione per tener conto dell'evoluzione delle correnti di scambio, di ulteriori necessità di importazione e degli obblighi della Comunità a norma degli accordi negoziati con i paesi fornitori;
considerando che, per i prodotti non soggetti a limitazioni quantitative, gli accordi stabiliscono una procedura di consultazione per giungere ad un accordo con il paese fornitore interessato sull'applicazione dei limiti quantitativi, ogniqualvolta, per una categoria di prodotti, il volume delle importazioni nella Comunità abbia superato un certo limite; che i paesi fornitori si impegnano inoltre a sospendere o a limitare le loro esportazioni a decorrere dalla richiesta di consultazione, sino al livello indicato dalla Comunità; che, in mancanza di accordo con il paese fornitore entro i termini fissati, la Comunità può instaurare limiti quantitativi per un determinato livello annuo o pluriennale;
considerando che, in talune circostanze eccezionali, può essere appropriato applicare detti limiti quantitativi a livello regionale anziché comunitario e che è necessario pertanto stabilire procedure efficaci per decidere in merito ad adeguate misure che non perturbino il funzionamento del mercato interno;
considerando che gli accordi, i protocolli e le intese con taluni paesi prevedono la possibilità, da parte della Comunità, di sottoporre le importazioni dei prodotti tessili e dell'abbigliamento ad un sistema di sorveglianza e che, di conseguenza, è necessario stabilire le procedure amministrative per l'introduzione e l'applicazione di tali misure di sorveglianza;
considerando che, dopo il completamento, il 1° gennaio 1993, del mercato interno per i prodotti tessili e dell'abbigliamento i limiti quantitativi comunitari non sono più suddivisi in quote per ciascuno Stato membro; che gli accordi con i paesi terzi prevedono consultazioni nel caso in cui sorgano problemi come conseguenza della concentrazione regionale delle importazioni dirette nella Comunità e che è necessario stabilire un'efficace procedura per l'applicazione di tali disposizioni;
considerando che gli accordi, i protocolli e le altre intese con taluni paesi terzi istituiscono un sistema di cooperazione tra la Comunità e i paesi fornitori per evitare che gli accordi sui limiti quantitativi vengano elusi mediante operazioni di trasbordo, deviazione o altre; che è stata stabilita una procedura di consultazione secondo la quale si può concordare con il paese fornitore interessato un adeguamento equivalente al limite quantitativo in causa quando risulti che le disposizioni dell'accordo stesso sono state eluse; che i paesi fornitori si sono inoltre impegnati ad attuare le misure necessarie per garantire la rapida applicazione di qualsiasi adeguamento; che in mancanza di un accordo con il paese fornitore entro il limite di tempo previsto, nei casi in cui le disposizioni sono state palesemente eluse, la Comunità può applicare l'adeguamento equivalente;
considerando che, in particolare per poter rispettare i termini stabiliti nell'accordo, è opportuno instaurare una procedura rapida ed efficace per introdurre tali limiti quantitativi e per concludere tali accordi con i paesi fornitori;
considerando che le disposizioni del presente regolamento devono essere applicate in conformità degli obblighi internazionali della Comunità, in particolare di quelli derivanti dai suddetti accordi conclusi con i paesi fornitori,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Campo di applicazione
1. Il presente regolamento si applica alle importazioni nella Comunità dei prodotti tessili elencati nell'allegato I originari dei paesi terzi con i quali la Comunità ha concluso accordi bilaterali, protocolli e altre intese elencati nell'allegato II.
2. Ai fini del paragrafo 1, i prodotti tessili compresí nella sezione XI della nomenclatura combinata sono suddivisi in categorie, come indicato nell'allegato I.
3. La classificazione dei prodotti di cui all'allegato I si basa sulla nomenclatura combinata (NC), fatto salvo l'articolo 2, paragrafo 6. Le procedure per l'applicazione del presente paragrafo sono definite nell'allegato III.
4. Fatto salvo il presente regolamento, l'importazione nella Comunità dei prodotti tessili di cui al paragrafo 1 non è soggetta a restrizioni quantitative o a misure di effetto equivalente.
5. L'origine dei prodotti di cui al paragrafo 1 viene determinata conformemente alle disposizioni vigenti nella Comunità.
6. Le modalità di prova e di controllo dell'origine dei prodotti di cui al paragrafo 1 sono definite dalla normativa comunitaria vigente e dalle disposizioni degli allegati III e IV.
Articolo 2
Limiti quantitativi
1. L'importazione nella Comunità dei prodotti tessili di cui all'allegato V, originari di uno dei paesi fornitori ivi elencati e spediti nel periodo dal 1° gennaio 1993 al 31 dicembre 1995, è soggetta ai limiti quantitativi annuali fissati in detto allegato.
2. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti la cui importazione è soggetta ai limiti quantitativi di cui all'allegato V è subordinata alla presentazione di un'autorizzazione d'importazione rilasciata dalle autorità degli Stati membri conformemente all'articolo 12.
3. Le importazioni autorizzate vengono imputate ai limiti quantitativi stabiliti per l'anno durante il quale i prodotti sono stati spediti dal paese fornitore interessato. A norma del presente regolamento, le merci s'intendono spedite dal momento in cui vengono caricate sul mezzo di trasporto.
4. Le importazioni dei prodotti non soggetti a limiti quantitativi anteriormente al 1° gennaio 1993, che prima di tale data si trovavano in corso di spedizione nella Comunità, sono esonerate dalle limitazioni quantitative di cui al presente articolo, purché siano state effettivamente spedite dal paese fornitore di cui sono originarie prima del 1° gennaio 1993.
5. L'immissione in libera pratica dei prodotti la cui importazione era soggetta a limiti quantitativi prima del 1° gennaio 1993 e spediti prima di tale data, continua, a decorrere dalla data medesima, ad essere soggetta alla presentazione degli stessi documenti d'importazione ed è subordinata alle stesse condizioni d'importazione vigenti anteriormente al 1° gennaio 1993.
6. La definizione dei limiti quantitativi di cui all'allegato V e delle categorie di prodotti cui essi si applicano viene adeguata conformemente alla procedura prevista all'articolo 17, quando ciò si riveli necessario per evitare che qualsiasi successiva modifica alla nomenclatura combinata (NC) o qualsiasi decisione che modifichi la classificazione di tali prodotti determini una riduzione dei suddetti limiti quantitativi.
7. Per assicurare che le quantità per le quali vengono emesse autorizzazioni d'importazione non superino in nessun momento i limiti quantitativi complessivi della Comunità per ciascuna categoria di prodotti tessili e per ciascun paese terzo interessato, le competenti autorità rilasciano autorizzazioni d'importazione solo previa conferma, da parte della Commissione, che vi sono ancora quantitativi disponibili entro i limiti quantitativi comunitari complessivi per le categorie di prodotti tessili e per i paesi terzi interessati, per i quali l'importatore o gli importatori hanno presentato domanda alle suddette autorità.
Articolo 3
Prodotti del folclore e artigianali
1. I limiti quantitativi di cui all'allegato V non si applicano ai prodotti artigianali e del folclore di cui agli allegati VI e VIa, che sono accompagnati all'importazione da un certificato rilasciato dalle autorità competenti del paese d'origine conformemente agli allegati VI e VIa e soddisfano le altre condizioni ivi definite.
2. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti tessili di cui al paragrafo 1 viene autorizzata, sempreché i prodotti analoghi fatti a macchina siano soggetti a limiti quantitativi, soltanto per i prodotti coperti da un documento d'importazione rilasciato dalle autorità competenti degli Stati membri.
Detto documento d'importazione viene rilasciato automaticamente entro un termine massimo di cinque giorni lavorativi dal giorno della presentazione da parte dell'importatore del certificato di cui al paragrafo 1, rilasciato dalle autorità competenti del paese fornitore.
Il documento d'importazione ha una validità di sei mesi e indica il motivo dell'esenzione quale figura nel certificato di cui al paragrafo 1.
3. I paragrafi 1 e 2 non si applicano al Brasile, a Hong Kong, a Macao e al Vietnam.
4. Se le esportazioni dalla Cina dei prodotti di cui al paragrafo 1 raggiungono il 15 % di un qualsivoglia limite quantitativo comunitario stabilito nell'allegato V, la Cina si astiene dall'emettere ulteriori certificati.
Articolo 4
Importazioni temporanee
1. I limiti quantitativi di cui all'allegato V non si applicano ai prodotti introdotti in zona franca o ammessi in regime di deposito doganale, d'importazione temporanea o di perfezionamento attivo (sistema di sospensione) (1).
Se i prodotti di cui al primo comma vengono successivamente immessi in libera pratica, tali e quali oppure dopo lavorazione o trasformazione, si applica l'articolo 2, paragrafo 2 e i quantitativi immessi in libera pratica vengono imputati sui limiti quantitativi fissati per l'anno a cui si riferisce la licenza d'esportazione.
2. Se le autorità degli Stati membri accertano che importazioni di prodotti tessili sono state imputate su un limite quantitativo fissato in applicazione dell'allegato V e che questi prodotti sono stati successivamente riesportati al di fuori del territorio doganale della Comunità, esse segnalano alla Commissione, entro quattro settimane, i quantitativi in causa, che sono riportati sui limiti quantitativi di cui all'allegato V e utilizzati conformemente alle disposizioni stabilite all'articolo 12.
Articolo 5
Perfezionamento passivo
Ferme restando le condizioni di cui all'allegato VII, le reimportazioni nella Comunità dei prodotti tessili ottenuti dopo perfezionamento nei paesi elencati nel suddetto allegato non sono soggette ai limiti quantitativi di cui all'allegato V, sempreché siano state effettuate conformemente alla normativa sul traffico di perfezionamento passivo economico in vigore nella Comunità.
Articolo 6
Prezzi
1. Conformemente alle pertinenti disposizioni degli accordi bilaterali con i paesi fornitori interessati, qualora le importazioni nella Comunità di prodotti tessili elencati nell'allegato I siano effettuate a prezzi anormalmente bassi, la Commissione può, di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro, chiedere consultazioni con le autorità del paese fornitore in questione conformemente all'articolo 16.
2. Conformemente alla procedura stabilita all'articolo 17 si adottano misure per ovviare a questa situazione, nel rispetto delle clausole e condizioni contenute nei pertinenti accordi bilaterali.
Articolo 7
Flessibilità
Previa notifica alla Commissione, i paesi fornitori possono effettuare trasferimenti tra i limiti quantitativi di cui all'allegato V nella misura e alle condizioni di cui all'allegato VIII.
Articolo 8
Importazioni supplementari
In deroga all'allegato V, qualora in circostanze particolari si manifestassero esigenze di importazioni supplementari, la Commissione può decidere l'apertura di possibilità supplementari di importazione nel corso di un determinato anno di contingentamento. Tali possibilità supplementari di importazione non sono prese in considerazione ai fini dell'applicazione dell'articolo 7.
In casi urgenti, la Commissione apre la consultazione in seno al comitato di cui all'articolo 17 entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data di ricezione della richiesta dello Stato membro interessato e delibera entro quindici giorni lavorativi a decorrere dalla stessa data.
Le misure previste dal presente articolo sono prese in conformità della procedura stabilita nell'articolo 17.
Articolo 9
Concentrazione regionale
1. Nel caso di improvviso e pregiudizievole cambiamento dei flussi tradizionali di commercio dei prodotti soggetti a limiti quantitativi o a vigilanza da parte di un paese fornitore, che provochi una concentrazione regionale delle importazioni dirette nella Comunità, la Commissione cercherà una soluzione a tali problemi conformemente alle procedure stabilite nell'articolo 17 e ai principi del mercato interno.
2. Le consultazioni con il paese fornitore interessato si svolgeranno conformemente alle procedure stabilite dall'articolo 16. Le misure necessarie per porre rimedio alla situazione descritta al paragrafo 1 sono adottate in conformità della procedura stabilita nell'articolo 17.
Articolo 10
Misure di salvaguardia
1. Se le importazioni nella Comunità dei prodotti di una determinata categoria non soggetti ai limiti quantitativi fissati nell'allegato V, originari di uno dei paesi di cui all'allegato IX superano, rispetto al totale delle importazioni nella Comunità di prodotti della stessa categoria durante l'anno civile precedente, le percentuali riportate nella tabella dell'allegato IX, esse possono essere subordinate a limiti quantitativi alle condizioni fissate nel presente articolo.
2. Il paragrafo 1 non si applica quando le percentuali ivi contemplate sono raggiunte in seguito al calo delle importazioni totali nella Comunità e non in seguito ad un incremento delle esportazioni dei prodotti originari del paese fornitore interessato.
3. Quando la Commissione constata, di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro, che sono soddisfatte le condizioni di cui al paragrafo 1 e ritiene opportuno subordinare una determinata categoria di prodotti a un limite quantitativo, essa:
a) avvia consultazioni con il paese fornitore interessato secondo la procedura di cui all'articolo 16, per giungere ad un accordo o a conclusioni comuni su un livello adeguato di limitazione per la categoria di prodotti in questione;
b) in attesa di una soluzione reciprocamente soddisfacente, la Commissione chiede di norma al paese fornitore interessato di limitare le esportazioni nella Comunità dei prodotti della categoria in questione per un periodo provvisorio di tre mesi dalla data di richiesta delle consultazioni. Detto limite provvisorio viene fissato al 25 % del livello delle importazioni raggiunto durante l'anno civile precedente oppure, se più elevato, al 25 % del livello risultante dall'applicazione della formula di cui al paragrafo 1.
c) in attesa della conclusione delle consultazioni richieste, essa può subordinare le importazioni dei prodotti della categoria in questione a limiti quantitativi identici a quelli richiesti al paese fornitore in virtù della lettera b). Queste misure non pregiudicano le disposizioni definitive che saranno adottate dalla Comunità sulla base del risultato delle consultazioni.
Le misure prese in applicazione del presente paragrafo saranno oggetto di una comunicazione della Commissione pubblicata quanto prima nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Nei casi urgenti la Commissione si rivolge al comitato dell'articolo 17, di sua iniziativa o entro cinque giorni lavorativi dalla data di ricezione della richiesta di uno Stato o degli Stati membri interessati, in cui sono esposti i motivi dell'urgenza, e prende una decisione entro cinque giorni lavorativi dalla data in cui si sono concluse le deliberazioni del comitato.
4. Le consultazioni con il paese fornitore di cui al paragrafo 3 possono dar luogo alla conclusione di un accordo tra detto paese e la Comunità sull'introduzione e sul livello dei limiti quantitativi.
Questi accordi o conclusioni comuni stabiliscono che i limiti quantitativi decisi vengano gestiti secondo un sistema di duplice controllo.
5. Se entro un mese dall'avvio delle consultazioni e al massimo entro due mesi dalla notifica della richiesta di consultazioni, le parti non raggiungono una soluzione soddisfacente, la Comunità ha il diritto di istituire un limite quantitativo definitivo ad un livello annuo non inferiore al livello derivante dall'applicazione della formula di cui al paragrafo 1, oppure, se più elevato, al 106 % del livello delle importazioni raggiunto durante l'anno civile precedente quello in cui le importazioni hanno superato il livello derivante dall'applicazione della formula di cui al paragrafo 1 e hanno provocato la richiesta di consultazioni.
6. Il livello annuo dei limiti quantitativi fissati in virtù dei paragrafi da 3 a 5 non può essere inferiore al livello delle importazioni dei prodotti della stessa categoria originari dello stesso paese fornitore, effettuate nella Comunità, nel 1985, per l'Argentina, il Brasile, Hong Kong, il Pakistan, il Perù, lo Sri Lanka e l'Uruguay e, nel 1986, per il Bangladesh, l'India, l'Indonesia, la Malaysia, Macao, le Filippine, Singapore, la Corea del Sud e la Tailandia.
7. a) Qualora le importazioni nella Comunità di prodotti tessili originari della Bulgaria, della Repubblica ceca, dell'Ungheria, della Polonia, della Romania o della Repubblica slovacca avvenissero in quantità così aumentate o in condizioni tali da causare grave danno o rappresentare un'effettiva minaccia per la produzione comunitaria di prodotti analoghi o in diretta concorrenza, tali importazioni possono essere assoggettate a limiti quantitativi alle condizioni stabilite nei protocolli aggiuntivi con detti paesi.
b) In tali casi si applicano parimenti le disposizioni dei paragrafi 3, 4 e 5 con le seguenti modifiche:
- il limite provvisorio di cui al paragrafo 3, lettera b) è fissato almeno al 25 % delle importazioni effettuate nel periodo di dodici mesi che termina due mesi prima o, qualora i dati non siano disponibili, tre mesi prima del mese in cui è effettuata la richiesta di consultazione;
- il livello di cui al paragrafo 5 non dev'essere inferiore al 110 % delle importazioni effettuate nel periodo di dodici mesi che termina due mesi prima o, qualora i dati non siano disponibili, tre mesi prima del mese in cui è effettuata la richiesta di consultazione;
- in deroga al paragrafo 5, la Comunità può decidere di prorogare il limite provvisorio per un ulteriore periodo di tre mesi in attesa di ulteriori consultazioni con il paese fornitore.
8. I limiti quantitativi fissati in virtù dei paragrafi da 5 a 7 non si applicano ai prodotti già inoltrati verso la Comunità, a condizione che siano stati spediti dal paese fornitore di cui sono originari per essere esportati verso la Comunità prima della data di notifica della domanda di consultazione.
9. Le misure previste dai paragrafi 3, 5 e 7 e gli accordi di cui al paragrafo 4 sono applicati secondo la procedura di cui all'articolo 17.
Articolo 11
Misure di salvaguardia regionale
1. L'articolo 10 non impedisce alla Comunità, qualora sussistano le necessarie condizioni, di applicare le misure di salvaguardia per una o più regioni, conformemente ai principi del mercato interno.
2. Dette misure sono prese a titolo eccezionale e temporaneo e interferiscono il meno possibile nel funzionamento del mercato interno e sono adottate soltanto dopo aver esaminato soluzioni alternative.
3. Le misure previste dal presente articolo sono prese in conformità della procedura stabilita nell'articolo 17.
Articolo 12
Norme specifiche per la gestione dei limiti quantitativi comunitari
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 2, prima di rilasciare le autorizzazioni di importazione, le autorità competenti degli Stati membri notificano alla Commissione delle Comunità europee i quantitativi delle domande di autorizzazione all'importazione, corredate dei certificati originari di esportazione, da esse ricevute. A giro di posta la Commissione trasmette conferma che i quantitativi richiesti sono disponibili per l'importazione nell'ordine cronologico in cui sono state ricevute le notifiche degli Stati membri (criterio «chi arriva primo ha la precedenza»). Tuttavia, in casi eccezionali in cui vi è ragione di credere che le domande anticipate di autorizzazione all'importazione rischino di eccedere i limiti quantitativi, la Commissione, in conformità della procedura fissata all'articolo 17, può limitare l'importo da assegnare secondo il criterio «chi arriva primo ha la precedenza» al 90 % dei limiti quantitativi in questione. In questo caso, una volta raggiunto tale livello, l'assegnazione del resto sarà decisa conformemente alla procedura di cui all'articolo 17.
2. Le richieste incluse nelle notifiche trasmesse alla Commissione sono valide se indicano chiaramente per ogni caso il paese terzo fornitore, la categoria dei prodotti tessili interessata, i quantitativi da importare, il numero della licenza d'esportazione, l'anno di contingentamento e lo Stato membro in cui i prodotti sono destinati ad essere immessi in libera pratica.
3. Di norma le notifiche di cui ai paragrafi precedenti del presente articolo sono comunicate per via elettronica nell'ambito della rete integrata a tal fine istituita, a meno che motivi tecnici imperativi non rendano necessario il ricorso provvisorio ad altri mezzi di comunicazione.
4. Per quanto possibile, la Commissione conferma alle autorità l'intero quantitativo indicato nella richiesta notificata per ciascuna categoria di prodotti e per ciascun paese terzo interessato. Le notifiche presentate dagli Stati membri, per le quali non è possibile dare conferma perché i quantitativi richiesti non sono più disponibili all'interno dei limiti comunitari, sono messe da parte dalla Commissione nell'ordine cronologico in cui sono state ricevute e sono confermate nel medesimo ordine non appena si rendano disponibili ulteriori quantitativi ad esempio tramite l'applicazione delle flessibilità previste all'articolo 7. Inoltre, la Commissione prende immediatamente contatto con le autorità del paese fornitore interessato nei casi in cui le richieste notificate superino i limiti quantitativi, al fine di ottenere chiarimenti e trovare rapidamente una soluzione.
5. Le competenti autorità avvisano la Commissione immediatamente dopo essere state informate di qualsiasi quantitativo non utilizzato nel periodo di validità dell'autorizzazione all'importazione. Detti quantitativi non utilizzati sono automaticamente trasferiti nei quantitativi restanti del limite quantitativo comunitario globale all'importazione per ciascuna categoria di prodotti e per ciascun paese terzo interessato.
6. Le autorizzazioni all'importazione o i documenti equivalenti sono rilasciati conformemente all'allegato III.
7. Le competenti autorità degli Stati membri notificano alla Commissione qualsiasi revoca di autorizzazioni all'importazione o di documenti equivalenti già emessi, nei casi in cui le corrispondenti licenze d'esportazione siano state revocate o annullate dalle competenti autorità dei paesi fornitori. Tuttavia, se la Commissione o le competenti autorità di uno Stato membro sono state informate dalle competenti autorità di un paese fornitore della revoca o dell'annullamento di una licenza di esportazione dopo che i relativi prodotti sono stati importati nella Comunità, i quantitativi in questione sono imputati al limite quantitativo dell'anno durante il quale i prodotti in questione sono stati spediti.
8. La Commissione, conformemente alla procedura stabilita nell'articolo 17, può adottare qualsiasi misura necessaria ai fini dell'esecuzione del presente articolo.
Articolo 13
Sorveglianza
1. Quando, conformemente alle pertinenti disposizioni di un accordo, un protocollo o un'altra intesa tra la Comunità e un paese terzo, viene introdotto un sistema di sorveglianza a priori o a posteriori su una categoria di prodotti di cui all'allegato I, non soggetta ai limiti quantitativi elencati nell'allegato V, le procedure e le formalità relative al semplice e al duplice controllo, al regime economico di perfezionamento passivo, alla classificazione e alla certificazione dell'origine sono quelle stabilite negli allegati III e IV.
2. Le categorie di prodotti e i paesi terzi attualmente soggetti a sorveglianza, conformemente al paragrafo 1, sono elencati nelle tabelle dell'allegato III.
3. La decisione di imporre un sistema di sorveglianza sulle categorie di prodotti o sui paesi fornitori non elencati nelle tabelle dell'allegato III è presa in conformità delle pertinenti disposizioni in materia di consultazioni contenute nell'accordo, protocollo o altra intesa con il paese in questione.
Dette decisioni di imporre un sistema di sorveglianza ed ogni misura addizionale necessaria per attuare il sistema di sorveglianza sono adottate conformemente alla procedura stabilita nell'articolo 17.
Articolo 14
Statistiche
1. Per i prodotti tessili di cui all'allegato I, gli Stati membri notificano alla Commissione, entro un mese dalla fine di ciascun mese, i quantitativi totali importati nel mese in questione, ripartiti secondo le procedure statistiche in vigore, indicando il codice della nomenclatura combinata e le unità, incluse le eventuali unità supplementari del codice stesso.
2. Per poter seguire l'andamento del mercato dei prodotti contemplati dal presente regolamento, gli Stati membri trasmettono alla Commissione, prima del 31 marzo di ogni anno, i dati statistici relativi alle esportazioni. I dati statistici per prodotto relativi alla produzione e al consumo verranno trasmessi secondo modalità da stabilire successivamente in applicazione della procedura di cui all'articolo 17.
3. Quando la natura dei prodotti o speciali situazioni lo rendano necessario, su richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, la Commissione può modificare la periodicità delle informazioni di cui sopra, secondo la procedura prevista all'articolo 17.
4. Gli Stati membri notificano alla Commissione, alle condizioni stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 17, qualsiasi altro dato ritenuto necessario secondo la stessa procedura, per garantire l'osservanza degli impegni concordati tra la Comunità e i paesi fornitori.
5. Nei casi urgenti di cui all'articolo 10, paragrafo 3, ultimo comma, lo Stato membro o gli Stati membri interessati trasmettono alla Commissione e agli Stati membri, via telex, telefax o con altri mezzi di comunicazione elettronici o telematici, le statistiche relative alle importazioni e i dati economici ritenuti necessari.
Articolo 15
Elusione
1. Quando, a seguito di un'indagine svolta conformemente alla procedura di cui all'allegato IV, la Commissione constata che le informazioni di cui dispone provano che alcuni prodotti originari di un paese fornitore di cui all'allegato V, subordinati ai limiti quantitativi di cui all'articolo 2 oppure introdotti secondo la procedura di cui all'articolo 9 sono stati trasbordati, deviati o importati in altro modo nella Comunità eludendo le disposizioni riguardanti i limiti quantitativi e che occorre procedere ai necessari adeguamenti, essa chiede l'apertura di consultazioni conformemente alla procedura di cui all'articolo 16, al fine di pervenire ad un accordo su un adeguamento equivalente ai corrispondenti limiti quantitativi.
2. In attesa dei risultati delle consultazioni di cui al paragrafo 1, la Commissione può chiedere al paese fornitore interessato di prendere a titolo precauzionale le misure necessarie onde garantire che gli adeguamenti dei limiti quantitativi concordati a seguito delle consultazioni suddette possano essere operati nell'anno della richiesta di consultazione oppure nell'anno successivo, quando il limite quantitativo per l'anno in corso è esaurito, sempreché i fatti siano comprovati.
3. Se, entro il termine indicato nell'articolo 16, la Comunità e il paese fornitore non giungono ad una soluzione soddisfacente, la Commissione, quando i fatti sono comprovati, deduce dai limiti quantitativi, conformemente alla procedura stabilita all'articolo 17, un equivalente volume di prodotti originari del paese fornitore interessato.
4. A norma dei protocolli e di taluni accordi bilaterali conclusi con i paesi terzi, quando vi siano prove sufficienti che è stata effettuata una dichiarazione falsa relativamente al tenore in fibre, alle quantità, alla descrizione o alla classificazione dei prodotti originari dei paesi interessati, le autorità comunitarie possono rifiutare l'importazione dei prodotti in questione.
Se dovesse inoltre risultare che il territorio di uno dei paesi in questione è coinvolto nel trasbordo o nella deviazione di prodotti non originari nel medesimo, la Commissione può introdurre limiti quantitativi nei confronti degli stessi prodotti originari dello stesso territorio, qualora non siano già soggetti a limiti quantitativi, o può adottare qualsiasi altra misura adeguata.
Articolo 16
Consultazioni
1. La Commissione, conformemente alla procedura stabilita all'articolo 17, conduce le consultazioni di cui al presente regolamento secondo le seguenti modalità:
- la Commissione notifica la richiesta di consultazioni al paese fornitore interessato;
- la richiesta di consultazioni è seguita entro un termine ragionevole (comunque non oltre quindici giorni dalla notifica) da una relazione sui motivi e sulle circostanze che, a parere della Comunità, giustificano la presentazione di siffatta richiesta;
- la Commissione avvia le consultazioni al più tardi un mese dopo la notifica della richiesta per giungere, entro il termine massimo di un mese, ad un accordo o a conclusioni di reciproca soddisfazione.
2. Tuttavia, le consultazioni con Hong Kong sono disciplinate dalle seguenti norme:
- la Commissione notifica ad Hong Kong la richiesta di consultazioni, corredandola di una relazione sui motivi e sulle circostanze che, a parere della Comunità, giustificano la presentazione di siffatta richiesta;
- la Commissione avvia le consultazioni al più tardi entro quindici giorni dalla notifica della richiesta per giungere, entro il termine massimo di quindici giorni, ad un accordo o a conclusioni di reciproca soddisfazione.
Articolo 17
Funzionamento del comitato dei tessili
1. È istituito un comitato dei tessili, in seguito denominato «comitato», composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.
2. Il comitato stabilisce il proprio regolamento interno.
3. Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nel presente articolo, il presidente di propria iniziativa o su richiesta del rappresentante di uno Stato membro, riferisce al comitato.
4. Il presidente presenta al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere in merito a tali misure nel termine che il presidente può stabilire in relazione all'urgenza dei problemi in esame. Esso si pronuncia alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato che istituisce la Comunità economica europea per l'adozione delle decisioni che il Consiglio è invitato a prendere su proposta della Comunità. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione definita all'articolo suddetto. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta le misure proposte quando sono conformi al parere del comitato.
Quando le misure proposte non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione presenta senza indugio al Consiglio una proposta relativa alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se, entro un mese dalla consultazione del Consiglio, quest'ultimo non ha deliberato, le misure proposte vengono adottate dalla Commissione.
5. Il presidente può, di sua iniziativa o su richiesta di un rappresentante degli Stati membri, consultare il comitato per ogni questione relativa all'esecuzione o all'applicazione del presente regolamento.
Disposizioni finali
Articolo 18
Gli Stati membri comunicano senza indugio alla Commissione le misure prese in applicazione del presente regolamento, nonché ogni altra disposizione legislativa, regolamentare e amministrativa relativa al regime d'importazione dei prodotti contemplati dal presente regolamento.
Articolo 19
Le modifiche degli allegati del presente regolamento, necessarie per tener conto della conclusione, della modifica o della scadenza di accordi, protocolli o intese con paesi terzi o degli emendamenti apportati alla normativa comunitaria in materia di statistiche, di regimi doganali o di regimi comuni all'importazione, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 17.
Articolo 20
Il presente regolamento non costituisce in alcun modo una deroga alle disposizioni degli accordi, protocolli o intese bilaterali sul commercio dei tessili conclusi dalla Comunità con i paesi terzi elencati nell'allegato II, che hanno la prevalenza in caso di conflitto.
Articolo 21
Il regolamento (CEE) n. 958/93 è abrogato, escluse le disposizioni transitorie applicabili fino al 31 marzo 1993.
Articolo 22
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 1993.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 12 ottobre 1993.

Labels: 3
1
2
5