Document ID: 32005D0374

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 20 ottobre 2004
relativa agli aiuti di Stato ai quali la Germania ha dato esecuzione a favore di Kvaerner Warnow Werft
[notificata con il numero C(2004) 3921]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2005/374/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
vista la direttiva 90/684/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1990, concernente gli aiuti alla costruzione navale (1), modificata dalla direttiva 92/68/CEE (2),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a dette disposizioni (3) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDURA
(1)
Il 12 giugno 1999, la stampa tedesca ha dato notizia del fatto che l’impresa Kvaerner Warnow Werft GmbH (di seguito «KWW») aveva concesso un prestito di circa 205 milioni di EUR (4) alla propria società madre Kvaerner a.s.
(2)
Con lettera del 16 giugno 1999, la Commissione ha richiesto alla Germania informazioni particolareggiate sull’origine dei fondi trasferiti per verificare che essi non provenissero da importi di aiuti alla ristrutturazione versati in eccesso all’impresa nel periodo 1993-1995 o che non contenessero qualsiasi altro elemento di aiuto. Il 22 giugno 1999, ha avuto luogo una riunione con i rappresentanti del governo tedesco e di KWW per chiarire la questione. La Commissione ha richiesto alla Germania informazioni supplementari con lettere del 23 giugno 1999, 12 luglio 1999 e 8 ottobre 1999, cui la Germania ha replicato con lettere del 30 giugno 1999 e del 16 settembre 1999.
(3)
Con lettera del 29 febbraio 2000, la Commissione ha informato la Germania della propria decisione di avviare il procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in merito agli aiuti in causa.
(4)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (5). La Commissione ha invitato gli eventuali interessati a presentare le proprie osservazioni sulla misura d’aiuto in questione. La Germania ha risposto con lettera del 31 marzo 2000. KWW ha inviato le proprie osservazioni per fax il 6 giugno 2000.
(5)
La Commissione ha ricevuto osservazioni anche da terzi. Esse sono state trasmesse alle autorità tedesche, che hanno replicato via fax il 6 luglio 2000 e il 4 agosto 2000.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELLE MISURE
(6)
Nell’ottobre 1992, la Treuhandanstalt («THA») ha venduto il predecessore di KWW, il cantiere navale tedesco-orientale Neue Warnow Werft GmbH («WW»), al gruppo industriale norvegese Kvaerner a.s.
(7)
Il 20 luglio 1992, il Consiglio ha modificato, mediante la direttiva 92/68/CEE, la direttiva 90/684/CEE, in modo da introdurre una deroga alle disposizioni applicabili agli altri cantieri navali della Comunità a favore dei cantieri navali localizzati nella Germania orientale, allo scopo di permettere loro di realizzare urgenti ed estese ristrutturazioni. In particolare, tale deroga ha permesso ai cantieri navali tedesco-orientali di ricevere importi elevati di aiuti al funzionamento fino al 31 dicembre 1993.
(8)
Adottando tale deroga, la Commissione si è impegnata nei confronti del Consiglio ad esercitare il proprio potere di controllo e di indagine al fine di garantire che i cantieri navali della Germania orientale ricevessero solamente gli aiuti necessari alla ristrutturazione.
(9)
Con lettera del 30 ottobre 1992, la Germania ha comunicato alla Commissione la privatizzazione di WW mediante un accordo di acquisizione. In varie lettere, la Germania ha fornito informazioni aggiuntive su detto accordo, nonché sulla ristrutturazione e sulle misure di aiuto previste.
(10)
L’accordo di acquisizione prevedeva che WW, per privatizzare il cantiere, costituisse l’impresa KWW e trasferisse determinate attività e passività. Il periodo di ristrutturazione doveva concludersi alla fine del 1995.
(11)
Ai sensi del punto 7 dell’accordo di acquisizione, THA doveva sostenere la privatizzazione mediante misure aggiuntive. La sua partecipazione è stata negoziata in base al bilancio preventivo al 1o ottobre 1992. Come parte del finanziamento l’impresa avrebbe dovuto disporre di un capitale proprio di circa 53,7 milioni di EUR [105 milioni di DEM]. Il bilancio preventivo doveva inoltre prevedere fondi speciali per 223,2 milioni di EUR [436,5 milioni di DEM], destinati a finanziare investimenti necessari da molto tempo, e circa 230,08 milioni di EUR [450 milioni di DEM] a copertura delle perdite subite da KWW nel periodo di ristrutturazione a causa di cali della produzione o della mancanza di competitività (di seguito «copertura delle perdite»).
(12)
Onde facilitare la privatizzazione e la ristrutturazione del cantiere, la Germania ha proposto, con lettera del 27 novembre 1992, misure di aiuto per un totale di circa 720,5 milioni di EUR [1 409,2 milioni di DEM].
(13)
La Commissione, tenendo conto degli obblighi di controllo previsti dalle direttive 90/684/CEE e 92/68/CEE, nonché del fatto che gli aiuti al funzionamento potevano essere approvati solo fino al 31 dicembre 1993, ha deciso di approvare le misure di aiuto a favore del cantiere navale, da erogarsi in cinque quote. In totale, gli importi di aiuto approvati erano inferiori a quelli richiesti dalla Germania nel novembre 1992. Mediante la decisione sulla prima quota, la Commissione ha approvato i seguenti aiuti:
Decisione della Commissione N 692/D/91, comunicata alla Germania con lettera del 3 marzo 1993 [SG (93) D/4052]
-
23,3 milioni di EUR [45,5 milioni di DEM] di aiuti al funzionamento, di cui 6 milioni di EUR [11,7 milioni di DEM] destinati a coprire parte delle perdite sui contratti sottoscritti dopo il 1o luglio 1990, 3,1 milioni di EUR [6,1 milioni di DEM] di Wettbewerbshilfe (aiuti per adeguarsi al regime di concorrenza) e 14,2 milioni di EUR [27,75 milioni di DEM] di conferimento di capitali propri,
-
42,1 milioni di EUR [82,4 milioni di DEM] di aiuti al funzionamento sotto forma di rilevamento di oneri pregressi da parte di THA,
-
65,2 milioni di EUR [127,5 milioni di DEM] di aiuti agli investimenti,
-
13,8 milioni di EUR [27,0 milioni di DEM] di aiuti alla chiusura.
Il totale complessivo degli aiuti autorizzati mediante la decisione succitata ammonta quindi a 144,4 milioni di EUR (282,4 milioni di EUR).
(14)
Prima di approvare altre quote di aiuti, la Commissione, con lettere del 2 aprile 1993, 12 luglio 1993 e 11 ottobre 1993, ha chiesto alla Germania di fornire ulteriori informazioni sulle perdite previste e effettivamente sostenute a causa dei contratti di costruzione navale eseguiti durante la ristrutturazione nonché ulteriori informazioni sugli investimenti previsti. Con lettera dell’11 ottobre 1993, la Commissione ha inoltre richiesto alla Germania di giustificare per quali motivi per i primi sei dei dodici contratti di costruzione navale, per i quali erano previsti gli aiuti per la copertura delle perdite e il Wettbewerbshilfe, si prevedessero solo perdite pari al 29,4 % delle perdite totali previste, compreso il Wettbewerbshilfe.
(15)
Nelle lettere di risposta del 28 maggio 1993, la Germania ha comunicato alla Commissione che i 230,08 milioni di EUR [450,0 milioni di DEM], concessi per la copertura delle perdite, erano il risultato del compromesso raggiunto tra venditore ed acquirente. La Germania ha sottolineato il fatto che il rischio di eventuali perdite doveva essere affrontato da KWW, alla quale doveva andare tuttavia anche il beneficio di eventuali utili.
(16)
Le autorità tedesche hanno inoltre dichiarato che l’importo per la copertura delle perdite, pari a 230,08 milioni di EUR [450,0 milioni di DEM], non comprendeva un importo pari a 17,7 milioni di EUR [34,6 milioni di DEM] per perdite future, risultante dagli ordini in corso di cash carrier, ripresi da THA nel contesto della privatizzazione. Non comprendeva inoltre un aiuto pari a 42,1 milioni di EUR [82,4 milioni di DEM] sotto forma di rilevazione di oneri pregressi da parte di THA nel contesto della privatizzazione.
(17)
Con lettera del 16 novembre 1993, la Germania ha trasmesso una lettera di KWW del 29 ottobre 1993, nella quale veniva chiarito che la copertura delle perdite, pari a circa 230,08 milioni di EUR [450,0 milioni di DEM], era relativa non a dodici ma a sedici contratti di costruzione navale. Nella lettera si specificava che le perdite erano apparentemente più elevate rispetto alle cifre indicate in precedenza.
(18)
Alla fine del 1993 la Commissione ha approvato la seconda quota di aiuti:
Decisione della Commissione N 692/J/91, comunicata alla Germania con lettera del 17 gennaio 1994 [SG (94) D/567]
-
315,5 milioni di EUR [617,1 milioni di DEM] di aiuti al funzionamento, di cui 58,0 milioni di EUR [113,5 milioni di DEM] in contanti, 34,2 milioni di EUR [66,9 milioni di DEM] di Wettbewerbshilfe e 23,8 milioni di EUR [46,6 milioni di DEM] destinati a coprire le perdite sui contratti sottoscritti dopo il 1o luglio 1990,
-
la decisione chiarisce che gli aiuti al funzionamento, pari a 315,5 milioni di EUR [617,1 milioni di DEM], costituiscono il limite massimo di aiuti al funzionamento da versare al cantiere per i contratti di costruzione navale sottoscritti entro il 31 dicembre 1993.
(19)
La Commissione ha approvato le ultime tre quote di aiuti con la seguente decisione:
Decisione della Commissione N 1/95, comunicata alla Germania con lettera del 20 febbraio 1995 [SG (95) D/1818]
-
115,3 milioni di EUR [225,5 milioni di DEM] di aiuti agli investimenti, di cui 10,2 milioni di EUR [20,0 milioni di DEM] erano aiuti «non-cash»;
Decisione della Commissione N 637/95, comunicata alla Germania con lettera del 18 ottobre 1995 [SG (95) D/12821]
-
34,2 milioni di EUR [66,9 milioni di DEM] di aiuti agli investimenti;
Decisione della Commissione N 797/95, comunicata alla Germania con lettera dell’11 dicembre 1995 [SG (95) D/15969]
-
29,6 milioni di EUR [58,0 milioni di DEM] di aiuti agli investimenti.
(20)
L’importo totale di aiuti approvati mediante le decisioni succitate è di circa 380,9 milioni di EUR [745,0 milioni di DEM] di aiuti al funzionamento (di cui 37,3 milioni di EUR [73,0 milioni di DEM = 66,9 milioni di DEM + 6,1 milioni di DEM] di Wettbewerbshilfe, 23,8 milioni di EUR [46,6 milioni di DEM] a copertura di parte delle perdite sui contratti sottoscritti dopo il 1o luglio 1990 e 42,1 milioni di EUR [82,4 milioni di DEM] sotto forma di cancellazione di oneri pregressi), 242,8 milioni di EUR [474,9 milioni di DEM] di aiuti agli investimenti e 13,8 milioni di EUR [27 milioni di DEM] di aiuti alla chiusura. Il totale complessivo degli aiuti ammonta quindi a 637,5 milioni di EUR (1 246,9 milioni di DEM).
(21)
Nelle decisioni di approvazione delle varie quote degli aiuti la Commissione ha ricordato che, nel modificare la direttiva 90/684/CEE relativamente alla deroga summenzionata, si è impegnata nei confronti del Consiglio a valersi dei suoi poteri di controllo e di indagine per garantire che i cantieri situati nella Germania orientale ricevessero unicamente gli aiuti necessari alla ristrutturazione.
(22)
La Commissione ha sottolineato che, in base a tale impegno, poteva approvare soltanto la concessione di aiuti la cui necessità fosse chiaramente dimostrata e per i quali fossero rigorosamente rispettate le condizioni stabilite nella suddetta direttiva a compensazione degli aiuti.
(23)
In tutte le decisioni summenzionate, la Commissione ha ricordato alla Germania che, per ottenere l’approvazione degli aiuti complessivamente previsti a norma della direttiva 92/68/CEE, le autorità tedesche devono fornire le seguenti informazioni:
a)
documenti che dimostrino, a soddisfazione della Commissione, che sussiste ancora la necessità di tali aiuti;
b)
documenti che dimostrino, a soddisfazione della Commissione, che gli investimenti sono stati effettuati in base al piano di investimento presentato alla Commissione e che determinano le riduzioni di capacità richieste;
c)
relazioni che dimostrino, a soddisfazione della Commissione, che gli aiuti non vadano, in alcuna forma, a beneficio di altri cantieri (cosiddette «relazioni spillover» sugli effetti diffusivi degli aiuti). Tali relazioni dovevano essere presentate da un revisore dei conti indipendente. Nel 1995, con la fine del periodo di ristrutturazione, si sono conclusi gli obblighi di presentare relazioni alla Commissione.
(24)
L’ultima relazione spillover per il periodo fino al 31 dicembre 1995 è stata presentata alla Commissione con lettera del 9 luglio 1996. Nella relazione viene specificato che le perdite da contratti di costruzione navale registrate prima del 31 dicembre 1995 ammontavano a circa 230,08 milioni di EUR [450 milioni di DEM] (calcolati senza tener conto del Wettbewerbshilfe ricevuto). Secondo quanto dichiarato dalle autorità tedesche, in quel momento non era ancora possibile calcolare le perdite in modo definitivo, in quanto alcune delle navi non erano ancora state consegnate e sussistevano ancora rischi finanziari derivanti da garanzie di noleggio.
(25)
La Commissione ha ricevuto solo in data 18 giugno 1999, a seguito della sua richiesta del 16 giugno 1999, i rendiconto annuali completi di KWW certificati dai revisori dei conti per il periodo 1992-97 e i bilanci di previsione per il 1998. Il 30 giugno 1999, la Germania ha inviato alla Commissione una lettera della società di revisione dei conti di KWW (datata 25 aprile 1997) sull’effettivo utilizzo degli aiuti alla ristrutturazione alla fine del 1996. Dalla relazione risulta che le perdite effettive per i contratti di costruzione navale in questione, senza dedurre il Wettbewerbshilfe, erano pari a circa 178 milioni di EUR [348,095 milioni di DEM]. Nel 1996 sono state registrate perdite aggiuntive pari a circa 23,1 milioni di EUR [45,121 milioni di DEM] e dunque le perdite totali fino al 31 dicembre 1996 sono state di 201,05 milioni di EUR [393,216 milioni di DEM].
(26)
Poiché le perdite effettive erano evidentemente inferiori a quelle previste (262 milioni di EUR [512,5 milioni di DEM], compreso il Wettbewerbshilfe di 31,9 milioni di EUR [62,5 milioni di DEM]), la Commissione, con lettera del 23 giugno 1999, ha richiesto alla Germania di spiegare il trasferimento di 204,5 milioni di EUR [400 milioni di DEM] da KWW all’impresa madre.
(27)
Secondo la lettera di risposta del 30 giugno 1999 della Germania, non è stato richiesto a KWW di rimborsare la differenza. La Germania ha inoltre spiegato che l’importo destinato alla copertura delle perdite era stato garantito e che rappresentava un importo forfettario; per questo motivo KWW poteva trattenere l’eventuale differenza.
(28)
Nella decisione di avvio del procedimento di indagine formale, la Commissione ha sottolineato che KWW aveva ricevuto 262 milioni di EUR [512,5 milioni di DEM] di aiuti al funzionamento a compensazione delle perdite (compresa la compensazione per il Wettbewerbshilfe per 32 milioni di EUR [62,5 milioni di DEM]), mentre le perdite effettive ammontavano solo a 201,05 milioni di EUR [393,216 milioni di DEM]. KWW aveva dunque ricevuto circa 61 milioni di EUR [119,284 milioni di DEM] di aiuti al funzionamento in eccesso per la compensazione delle perdite. Tale circostanza contraddiceva le disposizioni delle decisioni della Commissione secondo le quali i cantieri dell’ex Germania orientale dovevano ricevere unicamente gli aiuti necessari alla loro ristrutturazione. La Commissione ha inoltre sottolineato che in tutte le decisioni di autorizzazione degli aiuti aveva indicato chiaramente che avrebbe esercitato il proprio potere di controllo e di indagine al fine di garantire che i cantieri navali ricevessero solamente gli aiuti necessari alla ristrutturazione. Di conseguenza, poiché in base alle decisioni di autorizzazione degli aiuti della Commissione i cantieri navali dovevano ricevere solamente gli aiuti necessari alla loro ristrutturazione e poiché la Commissione si era impegnata a controllare il rispetto di tali disposizioni, solo la compensazione delle perdite effettive può essere considerata compatibile con le decisioni di autorizzazione degli aiuti della Commissione.
(29)
La Commissione ha pertanto espresso dubbi in merito alla compatibilità con il mercato comune di aiuti al funzionamento per 61 milioni di EUR [119,284 milioni di DEM].
III. OSSERVAZIONI DEI TERZI E DEGLI INTERESSATI
(30)
La Commissione ha ricevuto osservazioni da parte dell’Associazione danese dell’industria meccanica e cantieristica (Foreningen af Jernskibs- og Maskinbyggerier i Danmark), datate 9 giugno 2000 e 13 giugno 2000. Ha ricevuto inoltre osservazioni dalla Confederazione dell’industria danese (Dansk Industri), datate 9 giugno 2000 e 28 giugno 2000. KWW ha presentato osservazioni il 6 giugno 2000.
(31)
L’associazione cantieristica danese sottolinea l’importanza del fatto che la Commissione sorvegli costantemente il rispetto delle norme vigenti. In Danimarca, diversi cantieri hanno dovuto chiudere o ridurre il proprio personale a partire dal 1992 e il numero dei posti di lavoro in questo settore si è dimezzato. I subappaltatori e i fornitori dei cantieri hanno perso un numero significativo di posti di lavoro. La limitazione degli effetti negativi degli aiuti sull’industria cantieristica degli altri Stati membri è attualmente altrettanto importante che in passato. Per questo motivo è impossibile stabilire oggi criteri meno rigorosi per la valutazione degli aiuti e delle relative condizioni rispetto al periodo compreso tra il 1992 e il 1994.
(32)
Dai documenti preparatori della direttiva 92/68/EEC, risulta che è stata presentata al Consiglio un’analisi molto dettagliata della necessità degli aiuti, eseguita dalla Commissione. Come per altri cantieri, gli aiuti erano suddivisi in cancellazione di oneri pregressi, apporto di nuovo capitale e compensazione delle perdite. Anche se aveva fissato un massimale totale per i diversi tipi di aiuto, il Consiglio non aveva stabilito massimali per i singoli cantieri. Non vi erano dubbi sugli importi relativi agli oneri pregressi e al nuovo capitale, ma, per quanto riguarda la compensazione delle perdite, la Commissione doveva fissare l’importo definitivo nell’ambito di un determinato contesto. Nello stabilire tale importo, la Commissione doveva naturalmente verificare che gli aiuti potessero essere utilizzati solo allo scopo previsto. La Commissione doveva inoltre garantire, operando i relativi controlli, che gli importi venissero effettivamente utilizzati solo allo scopo previsto. Il Consiglio ha stabilito queste condizioni per la concessione degli aiuti nel giugno e luglio 1992 con la partecipazione della Germania. La Germania non poteva pertanto fare riferimento ad altri accordi conclusi successivamente con l’acquirente del cantiere ed aventi eventualmente contenuto diverso.
(33)
Le relazioni spillover erano necessarie per evitare che terzi potessero beneficiare degli aiuti. Se gli aiuti in questione fossero stati concessi indipendentemente dai costi sostenuti dal beneficiario, le relazioni spillover non sarebbero state necessarie per evitare il trasferimento di aiuti in eccesso ai proprietari dell’impresa che beneficia degli aiuti di Stato.
(34)
L’importo di 262,0 milioni di EUR [512,5 milioni di DEM] di aiuti concessi per la compensazione delle perdite non è stato in effetti utilizzato a tale scopo nella sua totalità. Si tratta della logica conseguenza del fatto che le perdite sono state in effetti inferiori a detta somma. Gli aiuti sarebbero pertanto stati utilizzati ad un altro scopo. Anche se la Commissione non ha spiegato cosa sia avvenuto di dette somme, la concessione di un prestito all’impresa madre implica che gli aiuti sono comunque andati in parte a beneficio di quest’ultima. Secondo le condizioni stabilite dal Consiglio, la Commissione avrebbe dovuto impedire che ciò avvenisse. L’importo, che non è stato utilizzato a compensazione delle perdite e il cui trasferimento all’impresa madre non è stato autorizzato, deve essere considerato un apporto di nuovo capitale, il che significa che è stato in effetti utilizzato un importo superiore rispetto a quello approvato dal Consiglio per un particolare scopo. L’utilizzo degli aiuti contrasta non solo con le condizioni stabilite dalla Commissione, ma anche con le disposizioni della direttiva 92/68/CEE.
(35)
L’associazione cantieristica danese conclude infine che, secondo le informazioni disponibili, KWW ha ricevuto aiuti per un importo superiore a quello delle sue perdite effettive. Secondo detta associazione, né il Consiglio né la Commissione hanno mai avuto l’intenzione che gli aiuti al funzionamento per la compensazione delle perdite fossero superiori alle perdite effettivamente subite.
(36)
L’associazione cantieristica danese ritiene inoltre che, qualora la Commissione approvi sovvenzioni entro i limiti stabiliti dal Consiglio dei Ministri in modo che ai beneficiari venga garantita una determinata somma a determinate condizioni, tale approvazione - se le condizioni sono rispettate - non può essere ritirata in una fase successiva, a prescindere dal fatto che la Commissione modifichi un’interpretazione data in precedenza. D’altro canto, né la Commissione né gli Stati membri possono legittimamente approvare aiuti che superano quanto accettato dal Consiglio dei ministri o stabilito nel trattato, anche se il beneficiario ha agito in buona fede.
(37)
Secondo la Confederazione dell’industria danese, la Comunità, per sua stessa natura, ha l’obbligo di garantire che la Commissione verifichi l’utilizzo degli aiuti di Stato da essa approvati. A partire dagli anni ‘90, l’industria cantieristica danese ha dovuto affrontare la chiusura di numerosi cantieri navali ed una notevole riduzione di posti di lavoro nel settore. La cantieristica navale europea e i relativi subappaltatori sono molto sensibili agli interventi sul mercato, soprattutto sotto forma di aiuti di Stato.
(38)
Se KWW, in questo caso particolare, utilizza la differenza tra le sue perdite effettive e la compensazione delle perdite promessa per scopi diversi dalla ristrutturazione, l’importo di tale differenza produrrà gli effetti di un aiuto al funzionamento e peggiorerà pertanto le già difficili condizioni di concorrenza esistenti tra i cantieri europei.
(39)
Secondo la Confederazione dell’industria danese, è contrario ai principi generali del diritto comunitario permettere che il beneficiario dell’aiuto richieda una compensazione delle perdite qualora le perdite rimangano inferiori all’importo massimo della compensazione promessa. La Confederazione non saprebbe tuttavia se tale utilizzo è stato autorizzato in un protocollo non pubblicato o documento analogo quando è stata approvata la direttiva 92/68/CEE.
(40)
La Confederazione dell’industria danese sottolinea che il beneficiario dell’aiuto ritiene che la Commissione, approvando gli aiuti alla ristrutturazione, abbia accettato l’accordo di privatizzazione nella sua interezza e pertanto il principio che l’utilizzo che si fosse fatto degli aiuti alla ristrutturazione non fosse soggetto ad alcuna condizione. A questo proposito, la Confederazione dell’industria danese afferma che gli aiuti approvati dalla Commissione conformemente al mandato conferitole dal Consiglio e dal trattato non possono essere alterati in una fase successiva se la Commissione ha già approvato una misura di aiuto, anche se essa dovesse modificare in seguito la propria opinione. Tali accordi sono vincolanti per la Commissione. Tuttavia, anche se sono in buona fede, i beneficiari non possono far valere alcun diritto in base all’accettazione di una misura di aiuto se la Commissione o uno Stato membro ha violato le norme stabilite dal Consiglio o sancite dal trattato.
(41)
Va notato che le argomentazioni esposte da KWW nelle proprie osservazioni sono in ampia parte identiche a quelle presentate dalla Germania e sono pertanto esposte solo succintamente in appresso.
(42)
KWW sostiene che non vi è alcuna ragione giuridicamente valida perché la Commissione metta in dubbio la legalità degli aiuti alla ristrutturazione sette anni dopo la loro approvazione. Nell’accordo di privatizzazione concluso tra Treuhandanstalt e Kvaerner, la somma destinata a compensazione delle perdite era stata stabilita in modo forfettario ed era previsto che Kvaerner rimborsasse la differenza qualora le perdite relative a contratti fossero risultate inferiori alle stime. La Commissione era a conoscenza del contenuto dei documenti. La Commissione ha deciso in merito alla necessità degli aiuti in tale contesto e le sue decisioni di approvazione non prevedevano alcuna condizione o clausola sull’eventuale rimborso della differenza tra perdite stimate e perdite reali.
(43)
KWW sostiene che l’importo contestato di 60,988 milioni di EUR [119,284 milioni di DEM] fa parte degli aiuti al funzionamento totali approvati dalla Commissione nelle sue decisioni del 1993. Si tratta pertanto di aiuti esistenti la cui compatibilità non può essere sottoposta ad ulteriore valutazione in una fase successiva.
(44)
KWW afferma inoltre che soltanto una parte delle somme contestate costituisce aiuto. Solo 29,812 milioni di EUR [58,309 milioni di DEM] di aiuti al funzionamento sono stati versati in contanti. Le voci di bilancio cui è stato fatto ricorso per la copertura delle spese di ristrutturazione non possono essere considerate aiuti in quanto si trattava di attivi del cantiere ceduti nell’ambito di una procedura d’offerta aperta ed incondizionata.
(45)
KWW sostiene che le decisioni con cui la Commissione ha approvato gli aiuti costituiscono la base giuridica per la valutazione del caso. Secondo l’impresa, KWW ha pienamente rispettato le decisioni di approvazione della Commissione in quanto:
a)
la Commissione ha approvato l’importo forfettario essendo perfettamente consapevole del fatto che il contratto di privatizzazione non prevedeva eventuali obblighi di rimborso. Le decisioni non menzionavano un importo specifico destinato alla copertura delle perdite;
b)
la Commissione ha deciso in merito alla necessità degli aiuti prima di autorizzare il pagamento delle quote;
c)
la Commissione ha deciso in merito alla necessità degli aiuti senza stabilire nelle decisioni di approvazione alcuna condizione che giustificasse un’ulteriore valutazione degli aiuti in una fase successiva;
d)
i fondi per la ristrutturazione sono stati utilizzati secondo gli obiettivi previsti. Altri costi di ristrutturazione, non destinati alla compensazione delle perdite da contratti, erano superiori alle stime.
(46)
Per quanto riguarda il punto a), KWW sostiene che l’accordo di privatizzazione è stato concepito in modo da far sì che Kvaerner fosse responsabile delle perdite eventualmente superiori a quelle stimate. Per contro, qualora le perdite fossero state inferiori al previsto, ciò sarebbe andato a vantaggio di Kvaerner. La copertura di tutti i costi di ristrutturazione senza eventualità di rimborso rappresentava per Kvaerner la condizione essenziale affinché l'impresa acquisisse il cantiere. In caso di eventuali obblighi di rimborso, Kvaerner non lo avrebbe mai fatto. Questo aspetto è confermato dal paragrafo 12 dell’accordo di privatizzazione, nel quale si prevede che, qualora singoli pagamenti fossero vietati a norma del diritto comunitario, Kvaerner ha il diritto di recedere dall’accordo di privatizzazione.
(47)
Secondo KWW, la Commissione era a conoscenza dell’accordo concluso tra Kvaerner e la Germania e del fatto che la compensazione delle perdite fosse prevista mediante il pagamento di una somma forfettaria. Se la Commissione avesse contestato questo approccio, avrebbe dovuto avviare un procedimento e prevedere chiaramente nelle sue decisioni una condizione su un eventuale rimborso.
(48)
Per quanto riguarda i punti b) e c), KWW sostiene che le decisioni della Commissione non contengono alcuna clausola che giustifichi la rivalutazione degli aiuti approvati. Gli aiuti sono stati approvati nella loro totalità. Le decisioni di approvazione degli aiuti non contengono né condizioni né indicazioni del fatto che esse si sarebbero applicate solo alla compensazione delle perdite corrispondente alle perdite reali. Le decisioni non prevedevano alcuna restrizione che giustificasse un controllo successivo. L’unica frase in questo senso contenuta nelle decisioni è quella in cui la Commissione si impegna dinanzi al Consiglio ad esercitare il proprio potere di controllo e di indagine al fine di garantire che i cantieri navali ricevano solamente gli aiuti necessari alla loro ristrutturazione.
(49)
Secondo KWW, si tratta soltanto di un’osservazione preliminare all’approvazione delle singole quote di aiuto, che sottolinea il fatto che la Commissione si è avvalsa del proprio potere di controllo e di indagine nell’ambito dell’approvazione degli aiuti per verificarne la necessità. Questa frase era intesa soltanto a giustificare il fatto che la Commissione avesse approvato gli aiuti alla ristrutturazione in diverse quote.
(50)
Di conseguenza, secondo KWW, le decisioni di approvazione della Commissione potevano essere interpretate soltanto nel senso che gli aiuti erano stati autorizzati in linea con le disposizioni dell’accordo di privatizzazione, senza successivi obblighi di rimborso qualora le perdite reali fossero risultate inferiori alle stime.
(51)
Per quanto riguarda il punto d), KWW sostiene che le decisioni della Commissione non specificavano che gli aiuti erano destinati alla compensazione delle perdite e che sono stati approvati solo aiuti al funzionamento in generale. Gli aiuti erano destinati, secondo lo spirito dell’accordo di acquisizione concluso tra Kvaerner e THA, a coprire parte dei costi della ristrutturazione. Gli aiuti sono stati utilizzati per la ristrutturazione del cantiere e dunque in conformità agli scopi previsti.
(52)
Un’ulteriore argomentazione avanzata da KWW è che dal 1996 la Commissione era a conoscenza del fatto che le perdite reali erano significativamente inferiori a quelle stimate. Secondo Kvaerner, i fatti sono stati presentati quali erano all’epoca della redazione della relazione. Kvaerner e la Germania non avevano alcun obbligo, dopo la presentazione dell’ultima relazione spillover relativa al periodo fino alla fine del 1995, di comunicare alla Commissione ulteriori informazioni sul successivo andamento delle perdite.
(53)
Ad ogni modo, la Commissione avrebbe dovuto notare già sulla base della relazione spillover 1995 che le perdite erano inferiori alle stime. La differenza tra le perdite indicate nella relazione spillover del 1995 (31 dicembre 1995 - 224,861 milioni di EUR [439,791 milioni di DEM]) e quelle della relazione del revisore dei conti del 25 aprile 1997 (31 dicembre 1996 - 201,048 milioni di EUR [393,216 milioni di DEM]) è dovuta al fatto che in singoli casi non si sono del tutto confermati i rischi stimati.
(54)
Secondo KWW, i 31,955 milioni di EUR [62,5 milioni di DEM] di Wettbewerbshilfe non vanno compresi nel calcolo della compensazione delle perdite. La differenza tra perdite stimate e perdite reali sarebbe di conseguenza inferiore.
IV. OSSERVAZIONI DELLA GERMANIA
(55)
La Germania ha affermato che i 60,988 milioni di EUR [119,284 milioni di DEM] oggetto del presente procedimento sono aiuti esistenti che fanno parte degli aiuti al funzionamento approvati mediante le decisioni della Commissione del 3 marzo 1993 e 17 gennaio 1994. Di conseguenza, non è comprensibile che la Commissione abbia avviato il procedimento in merito ad aiuti non notificati, ossia nuovi aiuti. Senza un’esplicita disposizione nella sua decisione, la Commissione non può rivalutare la compatibilità degli aiuti che, anni prima, aveva dichiarato compatibili con il mercato comune. Questo è contrario ai principi della certezza giuridica e delle legittime aspettative.
(56)
La Germania sostiene inoltre che non tutti gli importi indicati dalla Commissione nelle sue decisioni di approvazione costituivano in effetti aiuti. La Commissione ha approvato la copertura completa dei costi di ristrutturazione. In questo contesto, non ha verificato in che misura la ristrutturazione fosse stata effettuata utilizzando le risorse proprie del cantiere. Le previsioni di perdite derivanti da contratti sottoscritti dopo il 1o luglio 1990 erano pari a 230,08 milioni di EUR [450 milioni di DEM]. Per coprire tale importo non sono stati impiegati soltanto gli aiuti al funzionamento versati in contanti per 29,812 milioni di EUR [58,309 milioni di DEM], come specificato nel piano di pagamento («Zahlungsplan») presentato alla Commissione, ma anche risorse proprie del cantiere che risultavano come voci di bilancio. Queste risorse proprie non possono essere considerate aiuti in quanto si trattava di attivi del cantiere venduti mediante una procedura d’offerta aperta ed incondizionata.
(57)
La Germania ha sottolineato che il cantiere non avrebbe potuto essere ristrutturato senza gli aiuti stabiliti nel contratto di privatizzazione ed approvati dalla Commissione, in quanto Kvaerner, in qualità di migliore offerente, era disposta ad effettuare la ristrutturazione a proprio rischio solo se avesse ricevuto tali aiuti. Qualora la Commissione avesse dubitato dell’attendibilità delle previsioni di perdita contenute all’epoca nel piano di pagamento, non avrebbe dovuto approvare gli aiuti come importo forfettario ma avrebbe dovuto inserire una disposizione specificando che l’approvazione riguardava soltanto gli aiuti corrispondenti alle perdite effettive. Le decisioni non contenevano tuttavia disposizioni di questo genere e quest’ipotesi non era stata neppure presa in considerazione dalla Commissione all’epoca. L’importo forfettario concordato era stato pertanto considerato definitivo. L’eventualità che tale somma risultasse superiore o inferiore, con conseguenti rischi o benefici per KWW, costituiva un incentivo affinché l’impresa ristrutturasse il cantiere nel modo più rapido ed efficiente possibile.
(58)
La Germania fa riferimento alla propria lettera del 28 maggio 1993 alla Commissione, nella quale ricorda a quest’ultima che il contratto di privatizzazione non prevedeva la presentazione, da parte dell’impresa, della prova delle perdite subite per ottenere la compensazione delle perdite effettive. L’acquirente del cantiere sostiene il rischio di qualsiasi costo aggiuntivo. In compenso egli può beneficiare della possibilità - scarsa, in base all’esperienza - di dover sostenere costi inferiori al previsto. Di conseguenza, gli aiuti al funzionamento stabiliti in forma forfettaria e concordati con l’acquirente sono necessari per la privatizzazione dei cantieri dell’ex Germania orientale.
(59)
La Germania fa inoltre riferimento alla propria lettera del 16 ottobre 1993, nella quale specifica che non è previsto il controllo continuo dell’andamento delle perdite. Questo corrisponderebbe anche all’accordo contrattuale con l’acquirente, in base al quale KWW sostiene pienamente il rischio di perdite superiori a quelle previste al momento della sottoscrizione del contratto.
(60)
Di conseguenza, la Commissione ha approvato nel 1993 tutti gli aiuti al funzionamento senza condizioni restrittive, essendo pienamente a conoscenza delle circostanze. Gli aiuti sono stati dunque immediatamente versati come previsto al cantiere, molto prima di quando si potesse accertare l’importo delle perdite effettive.
(61)
Un ulteriore punto sollevato dalla Germania è che la Commissione non si è riservata il diritto di valutare la necessità degli aiuti in un momento successivo. Né la decisione del marzo 1993, né quella del gennaio 1994 indicano che gli aiuti siano stati approvati solo per coprire le perdite effettive e che la valutazione finale sarebbe stata effettuata solo dopo aver appreso l’importo definitivo delle perdite effettive. Le decisioni della Commissione non specificano neppure che l’importo delle perdite effettive dovesse essere dimostrato o che gli aiuti che si fossero in seguito rivelati «non necessari» dovessero essere rimborsati. La Commissione avrebbe dovuto inserire una disposizione esplicita nelle proprie decisioni per poter far valere legittimamente tali richieste.
(62)
La Germania fa riferimento alle decisioni di approvazione della Commissione, nelle quali si afferma che, «sulla base dell’assicurazione data al Consiglio, la Commissione può tuttavia autorizzare gli aiuti soltanto quando è stata chiaramente dimostrata la necessità degli stessi». Poiché la Commissione ha approvato gli aiuti senza prevedere condizioni, è possibile inferire che la Commissione era convinta della necessità degli aiuti prima della loro approvazione.
(63)
Secondo la Germania, le decisioni non possono essere interpretate sostenendo che la Commissione avrebbe esercitato il proprio potere di controllo e di indagine per una valutazione ex post del necessario importo degli aiuti. La Commissione non si è neppure riservata il diritto di esercitare tale controllo.
(64)
Nelle decisioni di approvazione degli aiuti si afferma soltanto che la Commissione si impegna dinanzi al Consiglio ad esercitare il proprio potere di controllo e di indagine al fine di garantire che i cantieri navali ricevano solamente gli aiuti necessari alla ristrutturazione. Questa affermazione è stata inserita nelle decisioni in modo da chiarire per quale motivo la Commissione non ha approvato tutti gli aiuti con un’unica decisione, ma ha approvato diversi importi parziali. La frase segnala inoltre che la Commissione ha preso la decisione definitiva sulla necessità degli aiuti prima di approvare il pagamento delle relative quote.
(65)
La Germania spiega inoltre che, al contrario di quanto sostenuto dalla Commissione all’avvio della procedura, la sua lettera del 28 maggio 1993 non specificava in nessun modo che la Germania avrebbe dovuto garantire che la Commissione potesse verificare l’utilizzo degli aiuti dopo la loro concessione e approvazione. Nella sua lettera, la Germania faceva meramente riferimento al fatto che la Commissione può verificare come debbano essere utilizzati gli aiuti prima di approvare il pagamento delle quote. A tale scopo, nella lettera del 28 maggio 1993, veniva fatto riferimento al documento, redatto all’epoca dal cantiere, che illustrava l’utilizzo degli aiuti. Tale documento era stato allegato alla lettera del governo tedesco. L’invito a verificare l’utilizzo degli aiuti riguardava soltanto queste informazioni.
(66)
Secondo la Germania, il fatto che la decisione della Commissione di approvazione della seconda quota di aiuti preveda che l’importo autorizzato rappresenti l’aiuto al funzionamento massimale che possa essere versato al cantiere significherebbe soltanto che esso non può ricevere aiuti al funzionamento superiori a quelli stabiliti nel contratto di privatizzazione e soprattutto nessun aiuto supplementare nell’ambito dei regimi approvati.
(67)
La Germania specifica che il fatto che la Commissione riceva informazioni dopo l’approvazione degli aiuti, in particolare mediante le cosiddette relazioni spillover, non significa che essa abbia facoltà di verificare nuovamente la necessità degli aiuti. Le relazioni spillover sono state presentate per dimostrare che non è avvenuto nessun effetto spillover degli aiuti dal cantiere ad altre imprese. Contrariamente a quanto sostenuto dalla Commissione, lo scopo delle relazioni non era quello di constatare l’ammontare reale delle perdite. Le informazioni sull’utilizzo degli aiuti contenute in tali relazioni erano destinate soltanto, in conformità allo scopo dei controlli sugli eventuali effetti di spillover, a documentare in modo trasparente il fatto che nessun aiuto veniva trasferito dall’investitore ad altri cantieri.
(68)
La Germania afferma di aver ottemperato in tempo a tutti i suoi obblighi di presentazione delle relazioni. L’ultima relazione spillover, relativa al periodo fino al 31 dicembre 1995, è stata presentata alla Commissione con lettera del 6 luglio 1996. Sulla base delle informazioni contenute in quest’ultima relazione, almeno sin dal luglio 1996 la Commissione era al corrente del fatto che le perdite reali erano significativamente inferiori a 262,037 milioni di EUR [512,5 milioni di DEM].
(69)
La Germania ha motivato le differenze tra le perdite reali di cui alla relazione del 1995 e quelle di cui alla relazione presentata da Arthur Andersen il 25 luglio 1997 sulla situazione al 31 dicembre 1996, sostenendo che esse sono dovute al fatto che i rischi stimati non si sono concretizzati completamente e che la situazione è risultata diversa nel 1996 a causa del fattore tempo. Alcuni dei rischi previsti non si sono realizzati. Pertanto, le perdite reali si sono rivelate inferiori a quelle stimate al 31 dicembre 1995.
(70)
La Germania spiega tuttavia che, contrariamente a quando sostenuto dalla Commissione all’avvio del procedimento, non si poteva prevedere nell’estate 1996 che le perdite reali sarebbero state più alte di quelle indicate nell’ultima relazione spillover. Il bilancio del cantiere è stato accuratamente redatto nel rispetto delle norme sull’accantonamento di riserve sufficienti. Le perdite sono state pertanto stimate in base al massimale delle perdite possibili. Per questo motivo, la Commissione era a conoscenza già dal luglio 1996 della differenza tra le perdite stimate originariamente e le perdite effettive. Essa ha tuttavia iniziato a chiedere informazioni sulle perdite effettive soltanto nell’estate 1999 ed ha avviato il procedimento solo nel febbraio 2000.
(71)
La Germania sostiene inoltre che, qualora la Commissione dovesse giungere alla conclusione che la differenza tra le perdite stimate e quelle reali ha carattere di aiuto di Stato, essa sarebbe inferiore a quanto sostenuto dalla Commissione. La Commissione sostiene che l’importo degli aiuti ricevuti per la compensazione delle perdite era di 262,037 milioni di EUR [512,5 milioni di DEM]. Questo importo è composto dalla compensazione delle perdite stimate (230,081 milioni di EUR, ossia 450 milioni di DEM) e dal Wettbewerbshilfe (31,955 milioni di EUR, ossia 62,5 milioni di DEM). Il Wettbewerbshilfe non era tuttavia destinato alla compensazione delle perdite bensì, come di consueto, alla compensazione degli svantaggi subiti da tutti i cantieri tedeschi a causa della loro posizione geografica in Germania ed in Europa. Si tratta di un regime approvato dalla Commissione. L’importo delle perdite effettive può pertanto essere confrontato soltanto con la stima originale delle perdite, che ammontava a 230,081 milioni di EUR [450 milioni di DEM]. La differenza è quindi soltanto di 29,033 milioni di EUR [56,784 milioni di DEM].
V. VALUTAZIONE DEGLI AIUTI
(72)
La direttiva 90/684/CEE, come modificata dalla direttiva 92/68/CEE, prevede una deroga al divieto generale di concessione di aiuti al funzionamento applicabile alla costruzione navale a favore dei cantieri situati nell’ex DDR. Gli aiuti al funzionamento dovrebbero consentire a tali cantieri di adottare urgenti ed ampie misure di ristrutturazione, diventando così competitivi sul mercato. Ai sensi dell’articolo 10 bis, paragrafo 2, della direttiva 90/684/CEE, gli aiuti al funzionamento per le attività di costruzione e di trasformazione navale dei predetti cantieri possono essere considerati compatibili con il mercato comune, a determinate condizioni, fino al 31 dicembre 1993. Queste condizioni comprendono l’obbligo per la Germania di presentare una relazione annuale. La Commissione accerta che gli aiuti di cui al suddetto articolo non incidano sulle condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
(73)
Sulla base della direttiva 90/684/CEE, come modificata dalla direttiva 92/68/CEE, la Commissione ha adottato nel 1993 determinate misure a favore dei cantieri dell’ex DDR. Tra tali misure vi era anche la concessione di aiuti al funzionamento che sono stati considerati compatibili con il mercato comune ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera e), del trattato CE.
(74)
Le decisioni di approvazione degli aiuti adottate dalla Commissione fanno riferimento all’obbligo di quest’ultima di garantire che i cantieri nei nuovi Länder ricevano soltanto gli aiuti necessari per la loro ristrutturazione. Lo scopo della direttiva 92/68/CEE, che concede una deroga al divieto generale di concessione di aiuti al funzionamento applicabile alla costruzione navale, era di permettere «la continuazione delle attività dei cantieri durante» la loro ristrutturazione. Gli aiuti concessi in base a questa deroga eccezionale dovevano essere rigorosamente limitati a tale scopo, ossia la ristrutturazione dei cantieri. La Commissione ha pertanto approvato gli aiuti soltanto a condizione che fossero necessari per il proseguimento dell’attività cantieristica durante la ristrutturazione. Questo è chiaramente affermato nel quarto paragrafo della decisione comunicata alla Germania con lettera del 3 marzo 1993 [SG (93) D/4052] e nel quarto paragrafo della decisione comunicata alla Germania con lettera del 17 gennaio 1994 [SG (94) D/567] (6).
(75)
Inoltre, la decisione di approvazione della seconda quota di aiuti, comunicata alla Germania con lettera del 17 gennaio 1994, sottolinea che tali aiuti al funzionamento costituiscono il massimo degli aiuti da versare al cantiere relativamente ai contratti sottoscritti fino al 31 dicembre 1993. Da ciò risulta evidente che il senso e lo scopo della decisione erano stati chiariti in maniera inequivocabile alla Germania ed al beneficiario: gli aiuti approvati costituivano un importo massimo, che poteva essere utilizzato completamente soltanto in quanto assolutamente indispensabile per la riuscita del processo di ristrutturazione.
(76)
La Germania e KWW sostengono che la Commissione ha deciso in modo definitivo sulla necessità degli aiuti prima di autorizzare il pagamento delle quote. Nelle sue decisioni non ha stabilito alcuna condizione che giustificherebbe una rivalutazione successiva dell’aiuto. Inoltre, la Commissione ha approvato l’importo forfettario essendo a conoscenza del fatto che il contratto di privatizzazione non prevedeva eventuali obblighi di rimborso. Se avesse dubitato dell’attendibilità delle previsioni di perdita presentate all’epoca, la Commissione avrebbe dovuto inserire nelle decisioni una disposizione che specificasse che l’approvazione riguardava soltanto gli aiuti corrispondenti alle perdite effettive.
(77)
Come chiarito nella decisione di avvio del procedimento (7), la Commissione sottolinea che, nei casi in cui vengono concessi aiuti per una ristrutturazione che deve essere effettuata dopo che è stata adottata la decisione sulla compatibilità degli aiuti, l’approvazione si deve basare sulle stime. Stime di questo genere erano particolarmente necessarie in questo caso poiché l’articolo 10 bis, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 90/684/CEE prevede che gli aiuti debbano essere pagati entro il 31 dicembre 1993. Le decisioni in questione tengono conto di quest’urgenza quando sottolineano che «per la Commissione è chiaro che è urgentemente necessaria una decisione in modo da non ostacolare le possibilità di ristrutturazione del cantiere».
(78)
La Commissione ha dovuto adottare le sue decisioni riguardo agli aiuti al funzionamento sulla base delle informazioni presentate in anticipo dal governo tedesco. Per questo motivo era necessario inserire espressamente nelle decisioni condizioni relative alla necessità degli aiuti e questo è in effetti avvenuto. Quando le decisioni sono state adottate, la Commissione non dubitava dell’attendibilità delle previsioni di perdita, ma doveva garantire che, qualora le perdite non fossero state elevate come previsto, la concessione della compensazione delle perdite diventasse aiuto incompatibile e dovesse di conseguenza essere recuperata.
(79)
Per questo motivo, tutte le decisioni della Commissione di autorizzazione delle quote di aiuto ricordano che la Commissione - allorché ha adottato la deroga alle norme sugli aiuti al funzionamento applicabili agli altri cantieri comunitari - ha assunto un impegno nei confronti del Consiglio di valersi dei suoi poteri di controllo e di indagine per appurare che i cantieri situati nei nuovi Länder ricevessero gli aiuti necessari «in modo da non ostacolare le possibilità di ristrutturazione del cantiere». È fuori di dubbio che l’argomentazione, sostenuta dalla Germania, di aiuti concessi come importo forfettario dopo la conclusione della ristrutturazione non corrisponde né alle disposizioni delle direttive del Consiglio né alle decisioni della Commissione.
(80)
Prima che fossero adottate le decisioni relative agli aiuti, la Germania ha trasmesso alla Commissione una copia dell’accordo di acquisizione concluso tra THA e KWW. Secondo la Germania, questo documento informava in modo esauriente la Commissione circa gli aiuti, che venivano concessi come somma forfettaria. La Germania non spiega tuttavia in quale modo un accordo di questo genere, concluso tra THA e KWW, avrebbe potuto essere vincolante nei confronti di terzi, ossia della Commissione.
(81)
La Germania fa inoltre riferimento alla sua lettera del 28 maggio 1993 alla Commissione, mediante la quale ha comunicato a quest’ultima informazioni aggiuntive sulla privatizzazione dei cantieri navali siti nella Germania orientale. Lo scopo principale di questa comunicazione era spiegare la necessità di aiuti al funzionamento per coprire le perdite derivanti da contratti e dalla sottoccupazione. La Germania ha altresì ricordato che, in base agli accordi di acquisizione, non era previsto il rimborso delle perdite subite dietro presentazione di prove di pagamento per evitare una gestione antieconomica dell’impresa. L’obiettivo di THA sarebbe stato quello di trasferire il rischio finanziario di ulteriori perdite all’acquirente. Pertanto, le perdite previste per i cantieri navali - compreso il cantiere Warnow Werft - hanno dovuto essere determinate quanto più esattamente possibile in anticipo.
(82)
La Germania ha inoltre spiegato che è stato convenuto che l’acquirente avrebbe beneficiato in cambio di un’eventuale, ma improbabile, evoluzione più favorevole dei costi. Questo meccanismo avrebbe dovuto incoraggiare gli investitori ad effettuare quanto più rapidamente possibile la transizione dei cantieri navali alle condizioni di un’economia di mercato.
(83)
Questa è esattamente la ragione per la quale la Commissione ha ribadito, nella sua decisione del 17 gennaio 1994, gli impegni assunti dalla Germania, che erano in effetti già stati inequivocabilmente precisati nella prima decisione comunicata alla Germania con lettera del 3 marzo 1993. La Commissione ha inoltre deciso di rispondere con una decisione, ossia mediante un atto giuridico impugnabile, che avrebbe potuto diventare definitivo. Poiché la Germania era a conoscenza delle norme sugli aiuti di Stato e delle informazioni di base relative al caso, la Commissione non riesce a comprendere l’interpretazione errata delle decisioni di autorizzazione della Commissione nel 1993 e nel 1994 da parte della Germania. Tali decisioni specificavano chiaramente che la Commissione avrebbe utilizzato i propri poteri di indagine e di controllo di assicurarsi che i cantieri ricevessero soltanto gli aiuti necessari per la loro ristrutturazione.
(84)
Nelle loro osservazioni, sia la Germania che KWW sostengono che l’importo contestato di 60,988 milioni di EUR [119,284 milioni di DEM] fa parte degli aiuti al funzionamento totali approvati dalla Commissione con le decisioni comunicate alla Germania nel marzo 1993 e nel gennaio 1994 e che si tratta pertanto di aiuti esistenti, la cui compatibilità non può essere rivalutata in una fase successiva. Sostengono inoltre che non tutti gli importi approvati dalla Commissione come aiuti erano in effetti tali. Una parte dei costi di ristrutturazione è stata coperta dalle risorse proprie del cantiere, che risultano come voci di bilancio. Solo 29,812 milioni di EUR [58,309 milioni di DEM] di aiuti al funzionamento sono stati versati in contanti.
(85)
La Commissione nota che gli aiuti complessivi comprendevano aiuti in contanti e aiuti non in contanti («non-cash»). Tali aiuti non in contanti consistono nella cessione alla nuova società di elementi dell’attivo - sia fissi che circolanti - controbilanciata da un trasferimento di obbligazioni proporzionalmente meno rilevante. La forma di pagamento non è tuttavia decisiva per la definizione di aiuto. La Commissione, nelle sue due decisioni, ha approvato aiuti al funzionamento per un totale di 380,9 milioni di EUR [745 milioni di DEM]; una parte di tali aiuti è stata pagata in contanti ed un’altra non in contanti. Entrambe le decisioni non sono state contestate né dalla Germania né dal beneficiario. Di conseguenza, esse sono vincolanti per la Germania, per il beneficiario e per la Commissione stessa. Va inoltre ricordato che l’importo complessivo degli aiuti versati in contanti è nettamente più elevato rispetto all’importo contestato, pari a 60,988 milioni di EUR [119,284 milioni di DEM]. Il beneficiario, qualora avesse ritenuto la valutazione errata, avrebbe dovuto contestare queste decisioni entro due mesi come previsto all’articolo 230, paragrafo 5, del trattato CE.
(86)
Ai sensi del punto 7.6.2 dell’accordo di privatizzazione, «il bilancio di previsione doveva contenere un accantonamento straordinario, pari a 435 500 000,00 DEM, destinati a finanziare investimenti di adeguamento che la società doveva effettuare durante il periodo di ristrutturazione e un accantonamento straordinario, pari a 450 000 000,00 DEM destinati a finanziare le perdite sostenute durante il periodo di ristrutturazione a causa di cali di produzione dell’impresa e per altre perdite dovute alla sua attuale mancanza di competitività». Di conseguenza, il pagamento di 450 milioni di DEM destinato a coprire le perdite era una condizione per l’acquisizione di Warnow Werft, della quale si è tenuto conto nel bilancio di previsione. Il bilancio di previsione comprendeva quindi voci che non facevano direttamente parte degli attivi trasferiti ma che KWW aveva ricevuto per coprire le perdite derivanti da contratti di costruzione navale; tali voci costituiscono aiuto di Stato.
(87)
Il fatto che parte degli aiuti non sia stata versata in contanti è precisato nella decisione della Commissione comunicata alla Germania il 17 gennaio 1994: «… 617,1 milioni di DEM di aiuti al funzionamento, di cui 113,5 milioni di DEM verranno versati in contanti, essendo 66,9 milioni di DEM Wettbewerbshilfe e 46,6 milioni di DEM destinati a coprire una parte delle perdite sui contratti sottoscritti dopo il 1.7.1990 [....]». Questo indica che la maggior parte degli aiuti al funzionamento approvati con questa decisione, ossia un importo pari a 257,4 milioni di EUR [503,6 milioni di DEM], sono stati approvati come aiuti non in contanti.
(88)
KWW non può affermare di non aver mai contestato le parti delle decisioni relative agli aiuti non in contanti perché la Commissione aveva adottato una decisione positiva. Il fatto che il trasferimento di parte dell’attivo fosse stato definito aiuto di Stato costituiva per KWW un onere tale che sarebbe stato ammissibile un ricorso contro la decisione qualora KWW non fosse stata d’accordo. La Commissione ha qualificato le misure come aiuto e ne ha valutato la compatibilità con il mercato comune. Questo significa che la Commissione ha potuto imporre condizioni e accettare impegni da parte della Germania che incidevano direttamente sulle transazioni del beneficiario. In una situazione di questo tipo, una richiesta di annullamento della decisione è considerata ammissibile (8).
(89)
La Commissione ha effettuato un’analisi approfondita, basata su tutte le informazioni disponibili, degli importi degli aiuti che KWW ha ricevuto dopo l’approvazione degli aiuti. Dall’esame del bilancio prima della privatizzazione e del bilancio al momento del trasferimento, delle relazioni spillover della società di revisione dei conti Arthur Andersen, della procedura di privatizzazione e dell’accordo di privatizzazione, risulta che il cantiere navale non ha ricevuto aiuti al funzionamento, autorizzati nella decisione della Commissione del 3 marzo 1993, sotto forma di cancellazione di oneri pregressi per 42,1 milioni di EUR [82,400 milioni di DEM].
(90)
In effetti, questa cancellazione costituirebbe aiuto di Stato soltanto se gli elementi dell’attivo non fossero gravati da obbligazioni pregresse (o se gli elementi dell’attivo venissero trasferiti al beneficiario in caso di costituzione di una nuova impresa, come nel caso di specie). Il bilancio di KWW al momento della cessione non indica tuttavia un trasferimento di attivi non gravati da obbligazioni pregresse per un importo pari a detta cancellazione, il che rappresenterebbe un aiuto al funzionamento. Poiché il prestito cancellato poco prima della privatizzazione era un’obbligazione di WW (un’impresa di proprietà pubblica), lo Stato in quanto proprietario precedente era il solo beneficiario e non ha trasferito questo beneficio alla nuova impresa. Di conseguenza, il cantiere navale non ha beneficiato di questo aiuto al funzionamento precedentemente approvato dalla Commissione.
(91)
Infine, secondo la relazione spillover, i contratti di costruzione navale per navi speciali denominate «cash carrier» non sono stati trasferiti a KWW. Anche se una compensazione delle perdite per tali contratti era compresa negli aiuti al funzionamento di 315,5 milioni di EUR [617,1 milioni di DEM], approvati dalla Commissione il 17 gennaio 1994, KWW non è stata incaricata di eseguire i contratti. Di conseguenza KWW non poteva ricevere una compensazione per le perdite previste derivanti da tali contratti. Non ci sono dunque motivi per compensare KWW per non aver ricevuto l’aiuto di 17,7 milioni di EUR [34,6 milioni di DEM]. Come sottolineato nei considerando da 12 a 20, questo ultimo importo non è stato incluso nella copertura delle perdite pari a 230,08 milioni di EUR [450,0 milioni di DEM] indicata nella relazione spillover.
(92)
KWW ha ricevuto 8 milioni di EUR [15,6 milioni di DEM] di aiuti agli investimenti in meno dal Land Meclemburgo-Pomerania.
(93)
KWW e la Germania affermano inoltre che, se la Commissione giungesse alla conclusione che la differenza tra le perdite effettive e quelle stimate costituiva aiuto di Stato, tale differenza sarebbe comunque inferiore a quanto sostenuto dalla Commissione. I 31,955 milioni di EUR [62,5 milioni di DEM] di Wettbewerbshilfe non erano destinati alla compensazione delle perdite ma, come di consueto, alla compensazione degli svantaggi subiti da tutti i cantieri tedeschi a causa della loro posizione geografica in Germania e in Europa.
(94)
La Commissione nota, come già sottolineato sopra, che il contratto di privatizzazione e le relative note esplicative contenevano un elenco dettagliato degli aiuti per la ristrutturazione del cantiere. In tali documenti l’importo globale degli aiuti per la compensazione delle perdite durante la ristrutturazione ammonta a 285,096 milioni di EUR [557,6 milioni di DM]. Tale importo comprendeva 230,081 milioni di EUR [450 milioni di DEM] per compensazione delle perdite, 37,32 milioni di EUR [73 milioni di DEM] di Wettbewerbshilfe e 17,69 milioni di EUR [34,6 milioni di DEM] per perdite derivanti da un contratto in corso rilevato da Treuhandanstalt.
(95)
Per quanto riguarda il Wettbewerbshilfe, KWW ha ricevuto soltanto 31,955 milioni di EUR [62,5 milioni di DEM] anziché i 37,3 milioni di EUR [73 milioni di DEM] approvati. Il Wettbewerbshilfe è stato concesso allo scopo di coprire le perdite durante la ristrutturazione. Per questo motivo la Commissione ha incluso la compensazione del Wettbewerbshilfe non versato negli aiuti totali approvati per la compensazione delle perdite.
(96)
Anche se si volessero accettare le argomentazioni di KWW, questo non influirebbe in alcun modo sulla valutazione della Commissione. Non viene messo in dubbio il fatto che KWW abbia ricevuto aiuti qualificati come Wettbewerbshilfe. Sia che fosse destinato alla compensazione delle perdite oppure no, il Wettbewerbshilfe costituiva un’entrata ed ha diminuito le perdite. Di conseguenza, la necessità di aiuti al funzionamento a compensazione delle perdite era inferiore. La tesi sostenuta da KWW, secondo la quale il Wettbewerbshilfe non andava assolutamente preso in considerazione, non è sostenibile e va pertanto respinta.
(97)
La Germania mette inoltre in discussione il potere della Commissione di verificare se gli aiuti sono stati utilizzati agli scopi per cui erano stati concessi. La Commissione sottolinea che è chiaramente affermato nelle decisioni della Commissione di approvazione degli aiuti destinati alla compensazione delle perdite che essa avrebbe utilizzato i propri poteri di indagine e di controllo per garantire che i cantieri nei nuovi Länder ricevessero gli aiuti necessari per la loro ristrutturazione.
(98)
La Commissione non concorda con la Germania sul fatto che la frase relativa ai poteri di indagine e di controllo si riferirebbe soltanto al momento in cui sono state valutate le stime ed è stato approvato il pagamento delle varie quote di aiuto. In questo contesto, vanno rammentate sia le circostanze specifiche del caso, in particolare il fatto che, ai sensi della direttiva 92/68/CEE, gli aiuti al funzionamento dovevano essere versati prima della fine del 1993, sia il fatto che detta direttiva imponeva alla Germania l’obbligo di presentare relazioni. Considerando queste circostanze, l’impegno della Commissione nei confronti del Consiglio può essere interpretato soltanto come un’esigenza di verificare che gli aiuti fossero rigorosamente limitati a quanto necessario per la ristrutturazione.
(99)
La Commissione rileva che, ai sensi dell’articolo 10 bis, paragrafo 2, lettera d), della direttiva 90/684/CEE, la Germania doveva fornire alla Commissione le prove, sotto forma di relazioni annuali di un revisore dei conti indipendente, del fatto che i pagamenti degli aiuti fossero rigorosamente limitati alle attività di cantieri situati nell’ex DDR. Queste cosiddette relazioni spillover sono state presentate alla Commissione fino alla fine del periodo di ristrutturazione (fine del 1995) per comprovare che l’aiuto veniva utilizzato esclusivamente per KWW. Oltre a queste informazioni, le relazioni contenevano indicazioni sull’utilizzo concreto degli aiuti.
(100)
La Germania sostiene che il fatto che essa abbia presentato alla Commissione informazioni dopo l’approvazione degli aiuti, in particolare le cosiddette relazioni spillover, non conferisce in alcun modo alla Commissione il potere di verificare ancora una volta la necessità dell’aiuto. Le relazioni spillover sono state presentate per dimostrare che non ha avuto luogo alcun spillover degli aiuti dal cantiere ad altre imprese. Il loro scopo non erano tuttavia di constatare l’effettivo ammontare delle perdite. Le informazioni sull’utilizzo degli aiuti contenute in tali relazioni erano destinate soltanto a documentare in modo trasparente, in linea con lo scopo dei controlli sullo spillover, che nessun aiuto veniva trasferito all’investitore o agli altri cantieri.
(101)
La Germania trascura il fatto che entrambe le decisioni di approvazione contengono impegni in cambio della concessione degli aiuti al funzionamento per la copertura delle perdite, per evitare la sovracompensazione. Alla luce di queste disposizioni, un’ulteriore discussione sui poteri di controllo della Commissione non sembra essere necessaria, poiché non può essere messo seriamente in dubbio il fatto che la Commissione sia autorizzata e perfino obbligata a trarre le conseguenze del mancato rispetto di condizioni fondamentali previste in una decisione di approvazione di aiuti di Stato. In tali casi, la Commissione deve insistere sul recupero degli aiuti, che devono essere considerati incompatibili con il mercato comune ed illegali, ossia concessi senza l’approvazione della Commissione.
(102)
La Commissione concorda con la Germania sul fatto che lo scopo delle relazioni spillover era di dimostrare che nessun aiuto destinato alla ristrutturazione del cantiere fosse stato trasferito ad altre imprese, come la società madre del cantiere. In base alle decisioni di approvazione, tuttavia, il controllo dell’utilizzo degli aiuti comprendeva il controllo degli scopi a cui erano destinati per garantire che tutti gli aiuti venissero utilizzati esclusivamente per la ristrutturazione del cantiere.
(103)
L’utilizzo corretto degli aiuti per gli scopi a cui erano destinati costituiva una parte essenziale del controllo. Questo è dimostrato anche dalla struttura e dal contenuto delle relazioni spillover, di cui la spiegazione dell’utilizzo degli aiuti ricevuti costituisce una parte considerevole. Queste informazioni sono state ritenute così importanti da essere incluse nelle relazioni per dare alla Commissione la possibilità di rispettare l’impegno nei confronti del Consiglio e di verificare il corretto utilizzo degli aiuti conformemente alle decisioni di autorizzazione.
(104)
Un’ulteriore argomentazione avanzata sia da KWW che dalla Germania è il fatto che la Commissione era a conoscenza sin dal 1996, ossia quando ha ricevuto l’ultima relazione spillover, del fatto che le perdite effettive erano significativamente inferiori a quelle stimate, ma ha iniziato le proprie indagini sul caso soltanto nel 1999.
(105)
La Commissione sottolinea che, come chiarito nella decisione di avvio del procedimento, l’ultima relazione spillover presentata si riferisce al periodo fino al 31 dicembre 1995. L’allegato 2 di tale relazione contiene, a pagina 1, una tabella degli aiuti ricevuti al 31 dicembre 1995. Secondo detta tabella, gli aiuti utilizzati per la compensazione delle perdite entro tale data erano 256,817 milioni di EUR [502,291 milioni di DEM], mentre gli aiuti ricevuti erano 262,0 milioni di EUR [512,5 milioni di DEM]. Poiché era possibile che i 5 milioni di EUR mancanti si sarebbero resi necessari dopo il 31 dicembre 1995, dato che non si erano verificate entro tale data tutte le perdite derivanti da contratti sottoscritti entro il 31 dicembre 1993, la Commissione non vedeva alcuna ragione di intervenire.
(106)
La Commissione non aveva modo di sapere, al momento dell’ultima relazione spillover, che la differenza tra le perdite reali e quelle stimate fosse in effetti significativamente più alta rispetto a quella indicata nell’ultima relazione spillover, ossia pari a 60,988 milioni di EUR [119,284 milioni di DM] anziché a 5 milioni di EUR. Poiché né la Germania né KWW avevano informato la Commissione di questo cambiamento di circostanze nel 1997, quando hanno ricevuto relazione del revisore dei conti che confermava i dati definitivi, la Commissione non era a conoscenza della situazione reale. La Commissione ne è stata informata soltanto nel luglio 1999 quando ha ricevuto, a seguito della sua richiesta, la dichiarazione del revisore dei conti del 25 aprile 1997, tramite lettera della Germania del 30 giugno 1999. Poiché questa dichiarazione era indirizzata soltanto alla Germania, ma non è mai stata presentata alla Commissione, quest’ultima non era a conoscenza della situazione effettiva prima del luglio 1999. In questo contesto, la Commissione desidera sottolineare che la Germania non ha presentato alcuna prova del fatto che la Commissione fosse informata dei fatti, come sostenuto dalla Germania.
(107)
KWW sostiene che i fondi per la ristrutturazione sono stati utilizzati conformemente ai loro obiettivi poiché le decisioni della Commissione non hanno approvato aiuti destinati in particolare alla compensazione delle perdite; sono stati approvati soltanto aiuti al funzionamento in generale. Gli aiuti sarebbero stati utilizzati per la ristrutturazione del cantiere e dunque in conformità agli obiettivi.
(108)
La Commissione sottolinea che le decisioni della Commissione comunicate alla Germania nel mese 1993 e gennaio 1994 indicano che gli importi approvati sono destinati alla compensazione delle perdite. La prima decisione approva 6 milioni di EUR [11,7 milioni di DEM], mentre la seconda decisione approva 23,82 milioni di EUR [46,6 milioni di DEM], in entrambi i casi destinati espressamente a coprire in parte le perdite su contratti sottoscritti dopo il 1o luglio 1990. Questi importi erano destinati a compensare perdite specifiche, mentre l’utilizzo di tutti gli altri aiuti al funzionamento non era specificamente quello di coprire particolari perdite, ma questo non significa che essi fossero destinati ad altri scopi. Nella notifica della Germania, lo scopo della concessione di tali somme era chiaramente definito come compensazione delle perdite.
(109)
La Commissione nota che l’accordo di privatizzazione ed i suoi documenti esplicativi contenevano un elenco dettagliato delle diverse categorie di aiuti. L’importo indicato in tale documento per la compensazione delle perdite nel periodo di ristrutturazione è di 285 milioni di EUR [557,6 milioni di DEM]. Le relazioni spillover, che costituivano la base per il debito controllo da parte della Commissione dell’utilizzo degli aiuti per gli scopi approvati, classificano gli aiuti nel medesimo modo. Le decisioni della Commissione, comunicate alla Germania nel marzo 1993 e nel gennaio 1994, approvavano aiuti di funzionamento che erano specificatamente destinati alla compensazione delle perdite durante la ristrutturazione.
(110)
La Commissione tiene conto del fatto che un’utilizzazione in contanti degli accantonamenti per garanzie di noleggio di […] (9) di EUR ([…] di DEM) e garanzie su capitale proprio di […] di EUR ([…] di DEM ) - per un totale […] di EUR ([…] di DEM) - non è stata presa in considerazione nella relazione spillover. Queste spese, che non sono state correttamente attribuite ai contratti di costruzione navale, sono state sostenute soltanto dopo la fine del 1995. Tuttavia, anche se si considerano questi costi, le perdite registrate durante la ristrutturazione erano sostanzialmente inferiori agli aiuti approvati per la loro copertura.
(111)
Anche se la Commissione può accettare di tener conto dei costi determinati dalle garanzie di noleggio e su capitale proprio perché, per loro stessa natura, sono connesse a contratti specifici e vengono sostenuti per definizione dopo che le navi sono state consegnate, lo stesso ragionamento non può applicarsi ai costi di ristrutturazione sostenuti dall’impresa dopo il dicembre 1995. In effetti, nel contratto di privatizzazione, era chiaramente precisato che l’impresa avrebbe dovuto impiegare un determinato numero di dipendenti fino alla fine del 1995. Se questo impegno non fosse stato rispettato e fosse stato impiegato meno personale, erano previste ammende severe. Tutti gli aiuti alla chiusura e gli aiuti a copertura delle perdite autorizzati dalla Commissione riguardano soltanto il periodo di ristrutturazione che si concludeva nel dicembre 1995. Era pertanto chiaro fin dall’inizio che, se avesse voluto licenziare personale in esubero, KWW avrebbe dovuto aspettare la fine del 1995 e che questi costi non sarebbero stati coperti da aiuti alla chiusura o al funzionamento. Questi limiti temporali erano noti sin dall’inizio della privatizzazione. In primo luogo, non è possibile cambiare questa logica e reattribuire i costi di ristrutturazione sostenuti dopo il dicembre 1995 ai contratti eseguiti prima di tale data. In secondo luogo, la ristrutturazione, che ha avuto luogo dopo il 1995, non ha ovviamente determinato perdite inferiori sui contratti eseguiti prima di tale data. In terzo luogo, la disposizione del contratto di privatizzazione che obbliga l’impresa ad impiegare un certo numero di dipendenti costituisce un impegno esterno e distinto che non può essere connesso a determinati contratti.
(112)
Per quanto riguarda l’affermazione di KWW secondo la quale gli aiuti sono stati utilizzati per la ristrutturazione del cantiere e dunque in linea con gli obiettivi previsti, la Commissione nota che era possibile destinare ad un altro scopo la parte di aiuti in eccedenza rispetto alle perdite reali. Tuttavia, secondo le informazioni in possesso della Commissione, tutti gli altri tipi di aiuto alla ristrutturazione sono stati completamente utilizzati per i rispettivi scopi. Poiché comunque gli importi e gli scopi degli aiuti erano stati rigorosamente stabiliti nelle decisioni della Commissione, non vi era alcun margine per utilizzare aiuti supplementari a scopi di ristrutturazione.
(113)
In assenza di ulteriori spiegazioni da parte di KWW o della Germania sull’utilizzo reale dei rimanenti 55,423 milioni di EUR [108,399 milioni di DEM] e in base alle informazioni in suo possesso, la Commissione conclude che gli aiuti pari a 55,423 milioni di EUR [108,399 milioni di DEM] non sono stati utilizzati per gli scopi che erano stati approvati dalla Commissione.
(114)
In base alle decisioni di approvazione degli aiuti, i cantieri possono ricevere soltanto gli aiuti necessari alla ristrutturazione e la Commissione si è impegnata a controllare il rispetto di tale disposizione. Per questo motivo soltanto la compensazione di perdite reali può essere considerata compatibile con le decisioni della Commissione di approvazione degli aiuti.
(115)
La Commissione nota che soltanto gli aiuti che sono stati concessi conformemente alle sue decisioni di approvazione degli aiuti e che soddisfano le condizioni nell’ambito delle quali gli aiuti sono stati concessi, compreso lo scopo per il quale si prevedeva venissero utilizzati gli aiuti, possono essere considerati compatibili con le decisioni della Commissione e quindi con il mercato comune. Pertanto gli aiuti che non soddisfano queste condizioni ricadono automaticamente al di fuori del campo d’applicazione delle decisioni di approvazione e diventano incompatibili.
(116)
In considerazione di quanto sopra esposto, la Commissione conclude che gli aiuti complessivamente approvati dalla Commissione a favore della ristrutturazione di KWW erano pari a 637,5 milioni di EUR [1 246,9 milioni di DEM]. Per quanto riguarda gli aiuti al funzionamento, la Commissione rileva che KWW non ha ricevuto 42,1 milioni di EUR [82,400 milioni di DEM], corrispondenti alla cancellazione di oneri pregressi, e che ha ricevuto 5,4 milioni di EUR [10,5 milioni di DEM] di Wettbewerbshilfe in meno rispetto a quanto approvato.
(117)
Poiché KWW non ha eseguito i contratti per la costruzione di cash carrier, non poteva apparentemente ricevere una compensazione per le perdite derivanti da detti contratti. Come già chiarito, la Commissione non tiene conto del mancato pagamento di tale aiuto.
(118)
La Commissione rileva che, secondo la relazione dell’impresa di revisione dei conti sugli aiuti ricevuti da KWW al 31 dicembre 1995, KWW aveva ricevuto 230,08 milioni di EUR [450 milioni di DEM] a diretta compensazione delle perdite e 31,95 milioni di EUR [62,5 milioni di DEM] a compensazione di Wettbewerbshilfe non ricevuti, per un totale complessivo di 262 milioni di EUR [512,5 milioni di DEM].
(119)
La Commissione sottolinea inoltre che i documenti presentati dalla Germania con lettera del 30 giugno 1999, compresa la dichiarazione del revisore dei conti del 25 aprile 1997, indicano che le perdite da coprire mediante gli aiuti approvati ammontavano soltanto a 201,048 milioni di EUR [393,216 milioni di DEM] al 31 dicembre 1996. Tenendo conto delle perdite aggiuntive summenzionate derivanti da garanzie specifiche, quest’importo dovrebbe essere aumentato e passare da […] di EUR ([…] di DEM) a 206,613 milioni di EUR [404,101 milioni di DEM].
(120)
In considerazione dei punti sopra illustrati, la Commissione nota, secondo le informazioni in suo possesso, che KWW aveva ricevuto 262,037 milioni di EUR [512,5 milioni di DEM] a compensazione delle perdite subite durante la ristrutturazione, mentre le perdite reali durante la ristrutturazione sono state pari soltanto a 206,613 milioni di EUR [404,101 milioni di DEM]. Di conseguenza KWW ha ricevuto 55,423 milioni di EUR [108,399 milioni di DEM] di aiuti al funzionamento in eccesso per la compensazione delle perdite.
(121)
La Commissione tiene conto del fatto che Kvaerner non ha ricevuto 42,1 milioni di EUR [82,4 milioni di DEM] di aiuti al funzionamento per la ristrutturazione precedentemente approvati dalla Commissione, che considera deducibili dall’eccedenza degli aiuti per la compensazione delle perdite. La compensazione degli aiuti per le perdite in eccesso con gli aiuti al funzionamento non ricevuti è in linea con l’impegno della Commissione, contenuto nelle decisioni di autorizzazione, di garantire che il beneficiario ricevesse soltanto gli aiuti necessari alla ristrutturazione. In base a quanto sopra esposto, devono essere recuperati soltanto aiuti per un importo di 13 293 077 EUR [25 999 000 DEM].
(122)
Sebbene la Commissione non abbia avviato il procedimento relativamente a tale questione, KWW ha dato la spiegazione illustrata in appresso per il movimento di cassa di circa 400 milioni di DEM che è stato riportato dalla stampa tedesca il 12 giugno 1999 ed ha determinato la richiesta di informazioni della Commissione (cfr. considerando 1).
(123)
Il gruppo Kvaerner aveva introdotto un sistema di «cash pooling», nell’ambito del quale venivano raccolti tutti i contanti ricevuti dalle diverse società e dal quale dovevano essere effettuati tutti i pagamenti in contanti (per obbligazioni o altro). KWW è entrata a far parte di tale cash pooling nel 1998. I contributi di KWW al cash pooling hanno assunto la forma di prestiti rimborsabili concessi da KWW alla società madre Kvaerner a.s.
(124)
Per quanto riguarda l’introduzione della concentrazione di contanti attraverso Kvaerner a.s, va notato che […].
(125)
Il cash pooling ha raggiunto il livello massimo per KWW di 172,877 milioni di EUR nel giugno 1999 (alla stampa era stata riferita una cifra più elevata, ma non corretta, di 200 milioni di EUR), dei quali […] di EUR sono serviti come garanzie aggiuntive per le fideiussioni. Le obbligazioni di KWW sono state pagate immediatamente dopo con prelievi dalla concentrazione di contanti, riducendo in questo modo l’importo della concentrazione di contanti di […] di EUR; in questo modo sono rimasti «disponibili» contanti per circa […] di EUR.
(126)
I contanti totali disponibili nel giugno 1999 derivavano dal cash flow positivo generato a partire dal 1996 fino al 1998, da pagamenti effettuati dagli armatori per le consegne nel 1998 e all’inizio del 1999 e da consistenti acconti per contratti di costruzione navale di notevoli dimensioni (nel periodo compreso tra la metà del 1998 e il giugno 1999 tali pagamenti sono stati pari a […] di EUR). La natura temporanea del picco di contanti nel giugno 1999 e la correlazione con i pagamenti in acconto è inoltre dimostrata dal fatto che, alla fine del 1999, la concentrazione di contanti totale era pari a soltanto […] di EUR a favore di KWW, mentre gli acconti relativi a nuovi ordini ammontavano all’epoca a […] di EUR.
(127)
Questi elementi indicano che il movimento in contanti riferito dalla stampa tedesca nel 1999 non sembra derivare da aiuti concessi in eccesso durante il periodo di ristrutturazione che ha avuto termine nel 1995.
VI. DURATA DEL PROCEDIMENTO
(128)
Come chiarito nella decisione di avvio del procedimento della Commissione, la stampa tedesca ha riferito, in data 12 giugno 1999, che KWW aveva concesso un prestito di circa 400 milioni di DEM alla propria società madre Kvaerner a.s. Con lettera del 16 giugno 1999, la Commissione ha richiesto alla Germania informazioni dettagliate sull’origine dei fondi trasferiti in modo da accertare che essi non fossero un residuo degli aiuti alla ristrutturazione versati alla società nel periodo 1993-1995 o contenessero altri elementi di aiuto. La Germania ha infine trasmesso tutte le informazioni necessarie con lettera del 16 settembre 1999. Ulteriori informazioni in merito sono riportate ai punti I.1 e I.2 della decisione di avvio del procedimento.
(129)
Con lettera del 29 febbraio 2000, la Commissione ha comunicato alla Germania la decisione di avviare il procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in merito agli aiuti summenzionati (10). Come sostenuto dalla Corte di giustizia delle Comunità europee nelle cause riunite C-74/00 P e C-75/00 P (11), «nel silenzio dei testi al riguardo, la fondamentale esigenza di certezza del diritto osta a che la Commissione possa ritardare indefinitamente l’esercizio dei suoi poteri.». Questo non sembra essere pertinente per il procedimento in causa, poiché il regolamento di applicazione (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (12), contiene una disposizione sulla durata del procedimento. L’articolo 7, paragrafi 6 e 7, prevede infatti che «per quanto possibile, la Commissione si adopera per adottare una decisione entro 18 mesi dall’avvio della procedura. […] Una volta scaduto il termine di cui al paragrafo 6, e se lo Stato membro interessato ne fa richiesta, la Commissione, entro 2 mesi, prende una decisione in base alle informazioni in suo possesso.» La Commissione sottolinea che la Germania non ha richiesto l’applicazione di questa disposizione.
(130)
Inoltre, sia la Germania con lettera del 4 giugno 2003 che la società madre del beneficiario, sostenuta da una lettera del ministro norvegese dell’Industria e del commercio del 5 gennaio 2004 , hanno richiesto alla Commissione di attendere finché la Corte di giustizia non avesse emesso la sentenza nella causa C-181/02 P (13) prima di adottare la propria decisione. KWW non può, per tale ragione, sostenere che sia stata violata «la fondamentale esigenza di certezza del diritto», poiché anch’essa ha continuato le trattative con la Commissione ed ha addirittura presentato documenti nuovi, anche se non molto pertinenti, nel maggio 2004.
VII. CONCLUSIONE
(131)
La Commissione sottolinea che le decisioni di autorizzazione degli aiuti a KWW erano specifiche e particolari; altrettanto dicasi per le condizioni di accompagnamento delle decisioni che si inserivano nel quadro della riunificazione tedesca. In primo luogo, le decisioni sono state adottate ai sensi di una base giuridica specifica - ossia l’articolo 10 bis della direttiva 90/684//CEE - che autorizza la concessione di aiuti eccezionalmente elevati; nel contempo il Consiglio ha fissato una scadenza ravvicinata per il pagamento degli aiuti (fino al 31 dicembre 1993). Poiché gli importi previsti per gli aiuti si basavano soltanto su valutazioni approssimative, le decisioni di autorizzazione hanno sottolineato il fatto che la Commissione avrebbe garantito che i cantieri nei nuovi Länder avrebbero ricevuto soltanto gli aiuti necessari alla ristrutturazione. Tale disposizione specifica relativa ad un controllo ex post sulla compatibilità degli aiuti - insolito ed eccezionale - è divenuta operativa medianti le relazioni spillover, che non solo garantivano che nessun’altra impresa rispetto a KWW avrebbe tratto beneficio dall’aiuto, ma che fornivano anche un resoconto specifico sugli importi ricevuti da Kvaerner e sulle sue perdite derivanti da determinati contratti di costruzione navale, per i quali era autorizzata la compensazione mediante aiuti di Stato.
(132)
Poiché le decisioni di autorizzazione hanno chiarito che sarebbero stati compatibili soltanto gli aiuti necessari per la ristrutturazione e che era stato previsto un controllo specifico per verificare l’andamento delle perdite derivanti da contratti di costruzione navale, il beneficiario non può sostenere di aver avuto la legittima aspettativa di trattenere eventuali aiuti in eccesso. La Commissione non ha mai dichiarato che, malgrado quanto previsto nelle decisioni, i suoi impegni nei confronti del Consiglio ed i controlli specifici effettuati, gli aiuti per la compensazione delle perdite potessero essere considerati una somma forfettaria. KWW era consapevole del fatto che, per importi così elevati basati su valutazioni approssimative dei costi e calcolati in tempi rapidi, un sistema di importi forfettari non poteva essere in linea con un controllo rigoroso degli aiuti di Stato.
(133)
La Commissione ritiene pertanto che 13 293 077 EUR [25 999 000 DEM] di aiuti al funzionamento concessi dalla Germania a KWW non rispettassero le disposizioni delle decisioni della Commissione comunicate alla Germania con le lettere del 3 marzo 1993 e del 17 gennaio 1994, ai sensi delle quali i cantieri nei nuovi Länder dovevano ricevere soltanto gli aiuti necessari alla loro ristrutturazione. Poiché soltanto gli aiuti che rispettano le decisioni della Commissione adottate ai sensi della direttiva 90/684/CEE sono considerati compatibili con il mercato comune, a norma dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera e), del trattato CE, la Commissione conclude che sono stati concessi aiuti pari a 13 293 077 EUR [25 999 000 DEM] incompatibili con il mercato comune conformemente all’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(134)
Ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999, concernente le decisioni negative relative a casi di aiuti illegali, la Commissione adotta una decisione con la quale impone allo Stato membro interessato di adottare tutte le misure necessarie per recuperare l’aiuto dal beneficiario. All’aiuto da recuperare si aggiungono interessi che decorrono dalla data in cui gli aiuti illegali sono divenuti disponibili per il beneficiario, fino alla data di recupero,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti di Stato concessi dalla Germania a favore di Kvaerner Warnow Werft GmbH, pari a 13 293 077 EUR [25 999 000 DEM], sono incompatibili con il mercato comune.
Articolo 2
1. La Germania prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare dal beneficiario gli aiuti di cui all’articolo 1, già posti illegalmente a sua disposizione.
2. Il recupero viene eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto nazionale, sempreché consentano l’esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione.
3. Gli importi da recuperare sono comprensivi degli interessi che decorrono dalla data in cui gli aiuti sono stati posti a disposizione dei beneficiari fino a quella del suo effettivo recupero.
4. Il tasso di interesse da applicare è il tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell’equivalente sovvenzione nell’ambito degli aiuti a finalità regionale, applicabile alla data in cui gli aiuti sono divenuti disponibili per la prima volta per il beneficiario.
5. Il tasso di interesse di cui al paragrafo 4 si applica come interesse composto durante tutto il periodo di cui al succitato paragrafo.
Tuttavia, se sono trascorsi più di cinque anni tra la data in cui gli aiuti illegali sono divenuti disponibili per la prima volta per il beneficiario e la data di recupero dell’aiuto, il tasso di riferimento è ricalcolato a intervalli di cinque anni sulla base del tasso in vigore nel momento si effettua il ricalcolo.
Articolo 3
Entro due mesi dalla notifica della presente decisione, la Germania informa la Commissione circa i provvedimenti previsti e quelli già adottati per conformarvisi. Tale comunicazione comprende le informazioni richieste mediante il modulo di cui all’allegato della presente decisione.
Articolo 4
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 20 ottobre 2004.

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