Document ID: 31989R1768

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REGOLAMENTO (CEE) N. 1768/89 DEL CONSIGLIO
del 19 giugno 1989
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di videocassette originarie della Republica di Corea e di Hong Kong, che decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio e che chiude la procedura antidumping relativa alle importazioni di nastri in bobine originari della Repubblica di Corea
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le imortazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di peaesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare gli articoli 9 e 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione in sede di comitato consultivo istituito a norma del regolamento precitato,
considerando quanto segue:
A. MISURE PROVVISORIE
(1) La Commissione ha istituito, con il regolamento (CEE) n. 4062/88 (2), in segito denominato « regolamento della Commissione », un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di videocassette e nastri in bobine, originari della Repubblica di Corea e di Hong Kong. Il Consiglio, con il regolamento (CEE) n. 996/89 (3), ha prorogato il dazio per un periodo massimo di due mesi.
B. PROCEDURA SUCCESSIVA
(2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio tutti gli esportatori coreani e due esportatori di Hong Kong hanno chiesto ed ottenuto di essere intesi dalla Commissione. Essi hanno anche presentato osservazioni scritte sulle conclusioni dell'inchiesta. I rappresentanti del governo di Hong Kong sono stati informati in merito ai fatti ed alle considerazioni essenziali in base ai quali erano stati istituiti i dazi antidumping. Essi hanno chiesto ed ottenuto di formulare osservazioni per conto dell'industria delle videocassette di Hong Kong nel suo complesso e di determinati esportatori che non erano altrimenti rappresentati.
(3) Una ditta di Hong Kong, la Casin Video Cassette Ltd, ha risposto al questionario dopo la conclusione delle inchieste presso gli altri esportatori di Hong Kong ed ha presentato la proprie osservazioni, insieme con la domanda di audizione, in conformità dell'articolo 2 del regolamento della Commissione. Benché le osservazioni della suddetta società siano state pienamente prese in considerazione, non è stata svolta una nuova inchiesta nei suoi confronti per non provocare ritardi alla procedura in corso. Di conseguenza, non si è tenuto conto della sua risposta al questionario.
(4) Le parti che hanno fatto richiesta sono state informate in merito ai fatti e alle considerazioni essenziali in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi definitivi e la riscossione degli importi a titolo di dazio provvisorio. È stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti potevano presentare le loro osservazioni in seguito agli incontri di informazione.
(5) I pareri e le osservazioni formulati oralmente e per iscritto dalle parti e dai rappresnetanti del governo di Hong Kong sono stati presi in considerazione e le conclusioni della Commissione sono state opportunamente modificate.
(6) A causa della complessità della procedura, che implicava tra l'altro il controllo accurato dei dati ed a causa del numero degli esportatori interessati e
delle argomentazioni avanzate, non si è potuto concludere l'inchiesta entro il termine fissato all'articolo 7, paragrafo 9, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
C. PRODOTTO IN ESAME, PRODOTTO SIMILE E INDUSTRIA COMUNITARIA
(7) Nelle conclusioni provvisorie la Commissione ha affermato che le videocassette VHS e i nastri in bobine prodotti nella Comunità possono essere considerati prodotti simili a tutti i tipi di videocassette e di nastri in bobine esportati dalla Corea e da Hong Kong. La Commissione ha inoltre concluso che i produttori comunitari Agfa-Gevaert AG, BASF AG, PDM Magnetics e Magna Tontraeger Productions GmbH costituiscono l'industria comunitaria, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88. Gli esportatori non hanno formulato nuove argomentazioni contro queste definizioni, il Consiglio ha quindi confermato queste conclusioni.
D. VALORE NORMALE
1. Esportatori coreani
a) SKC e Goldstar
(8) Secondo il metodo applicato ai fini delle conclusioni provvisorie, il valore normale relativo ai due esportatori in questione è stato stabilito in base ai modelli di videocassette commercializzati in Corea in quantitativi sufficienti e a prezzi che consentivano il recupero di tutti i costi ragionevolmente imputati nel corso di normali operazioni commerciali sul mercato interno. Il valore normale è stato determinato sulla base della media dei prezzi interni dei modelli corrispondenti. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88, non si è tenuto conto delle transazioni di vendita effettuate a prezzi inferiori ai costi di produzione, in quanto tali vendite sono state effettuate in quantitativi rilevanti, nel periodo dell'inchiesta, a prezzi che non consentivano il recupero di tutti i costi ragionevomente imputati nel corso di normali operazioni commerciali e nello stesso periodo. Il volume delle altre transazioni di vendita era ancora superiore alla soglia fissata dalla Commissione in casi precedenti, vale a dire al 5 % del volume delle esportazioni dei modelli corrispondenti nella Comunità.
b) Kolon
(9) Ai fini della conclusione provvisoria il valore normale dell'esportatore in questione è stato calcolato in base al valore costruito. È stato tuttavia chiesto di stabilire il valore normale in funzione dei prezzi comparabili vigenti sul mercato interno. Per stabilire se tali prezzi fossero inferiori al costo di produzione, la Commissione ha calcolato il costo medio di produzione per il periodo dell'inchiesta.
(10) Per i costi generali di fabbricazione e per i costi di finanziamento, la Commissione ha applicato i metodi di calcolo illustrati nei considerando 24-27 del regolamento della Commissione. Per i costi di ammortamento è stata chiesta un'imputazione del 42 % sui costi complessivi relativi alle videocassette e del 58 % sui costi relativi ai nastri in bobine, secondo la strategia di marketing della società. La domanda non è stata tuttavia accolta poiché non sono stati presentati sufficienti elementi di prova a sostegno della ripartizione proposta.
(11) La Commissione ha ritenuto che, in mancanza di dati precisi, i costi di ammortamento debbano essere ripartiti in funzione dei costi di produzione effettivi dei due prodotti in esame durante il periodo dell'inchiesta. L'ammortamento è stato pertanto equamente ripartito tra le videocassette ed i nastri in bobine.
(12) In funzione di tali calcoli sono stati stabiliti i costi effettivi di produzione del prodotto simile nel corso di normali operazioni commerciali sul mercato coreano e non si è tenuto conto delle transazioni di vendita a prezzi inferiori a tali costi di produzione, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88. Infatti tali transazioni sono state effettuate in quantitativi rilevanti nel periodo dell'inchiesta e i prezzi praticati non consentivano il recupero di tutti i costi sostenuti nel periodo dell'inchiesta e nel corso normale di normali operazioni commerciali. Dato che il volume delle restanti transazioni di vendita era ancora superiore al 5 % del volume delle esportazioni dei modelli corrispondenti nella Comunità, il valore normale è stato stabilito in funzione della media ponderata dei prezzi di vendita relativi a tali transazioni sul mercato coreano.
c) Saehan Media
(13) Dal calcolo del costo di produzione effettuato dall'esportatore stesso risultava che quantitativi rilevanti del modello di videocassetta più venduto sul mercato interno e comparabile al modello più esportato sono stati venduti a prezzi inferiori ai costi di produzione, ad un livello che non consentiva il recupero di tutti i costi ragionevolmente imputati sostenuti nel corso di normali operazioni commerciali sul mercato interno e nel periodo dell'inchiesta. Il volume delle altre vendite era inferiore al 5 % del volume delle esportazioni nella Comunità dei modelli corrispondenti. Il valore normale è stato pertanto determinato in base al valore costruito.
(14) Quanto ai costi generali di fabbricazione, la Commissione ha calcolato i costi di ammortamento in funzione dell'importo complessivo indicato nel bilancio patrimoniale dell'esportatore nel periodo dell'inchiesta. A questo proposito l'esportatore ha sostenuto che una parte di tale importo si basava su un ammortamento speciale per l'esercizio finanziario in questione e che non avrebbe dovuto incidere sul calcolo dei costi. L'ammortamento speciale era stato applicato in conformità di norme speci fiche del regime fiscale coreano. La Commissione ha tuttavia accertato che un analogo ammortamento speciale era stato indicato nel bilancio relativo ai due precedenti esercizi finanziari. Ai fini del calcolo dei costi di produzione la Commissione ha pertanto deciso di tener conto della parte dell'ammortamento speciale per il 1987 corrispondente ad un normale onere annuo, nonché del normale ammortamento di questo esportatore. L'esportatore interessato ha accettato questo approccio. I due importi sono stati quindi imputati al settore delle videocassette secondo il rapporto dei costi di investimento per i diversi prodotti audiovisivi. L'importo relativo al settore della videoregistrazione è stato quindi ripartito rispetto agli undici mesi del periodo dell'inchiesta e di conseguenza alla produzione di videocassette e di nastri in bobine, secondo i costi di investimento sostenuti rispettivamente per i due prodotti. Per stabilire l'importo relativo all'ammortamento per videocassetta, tale importo è stato ripartito rispetto al numero complessivo di videocassette vendute. Nel caso in esame, si è ritenuto opportuno applicare tale metodo in quanto i quantitativi prodotti corrispondevano all'incirca ai quantitavi venduti e non sono stati forniti dati precisi relativi alla produzione di videocassette.
(15) Per determinare i diritti di licenza pagati per la fabbricazione e la vendita di videocassette la Commisisone ha preso in considerazione l'importo della royalty versato dall'esportatore al concessore giapponese della licenza. A questo proposito l'esportatore ha chiesto di ridurre l'importo relativo al diritto per la licenza dato che alcuni dei clienti non coreani pagavano direttamente la royalty al concessore della licenza al momento dell'acquisto delle videocassette. Non si è potuto tuttavia accogliere questa richiesta. Il valore normale deve essere stabilito in base ai costi sostenuti sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali. Per le vendite effettuate sul mercato coreano l'esportatore ha dovuto infatti pagare interamente l'importo della royalty. Nei costi di produzione relativi all'esportatore in questione è stato pertanto inserito un importo equivalente a 10 Yen.
(16) Le spese di vendita, amministrative e generali sono state calcolate con il metodo illustrato nel considerando 28 del regolamento della Commissione. A questo proposito non si è tenuto conto delle entrate e delle uscite relative a transazioni in valuta, né dei profitti e delle perdite sulla vendita di attività fisse, né di entrate e di spese di natura varia in quanto l'esportatore non ha potuto dimostrare che tali voci fossero in relazione diretta con le vendite di videocassette sul mercato interno.
(17) Il profitto è stato determinato in base alla media ponderata degli utili realizzati dagli altri esportatori coreani per vendite remunerative di prodotti simili sul mercato coreano. È stato in tal modo calcolato un margine di profitto del 10,5 %.
2. Esportatori di Hong Kong
(18) Riguardo agli esportatori di Hong Kong che hanno comunicato dati contabili e informazioni sui costi attendibili è stato accertato che le vendite di determinati modelli di videocassette sul mercato di Hong Kong erano inferiori al 5 % del volume delle esportazioni dei modelli corrispondenti nella Comunità. I valori normali sono stati pertanto stabiliti in funzione dei valori costruiti secondo i metodi impiegati per la determinazione provvisoria del dumping, prendendo in considerazione i nuovi elementi di prova presentati dagli esportatori.
(19) Quando nei libri contabili degli esportatori interessati non era registrato il pagamento della royalty al concessore giapponese della licenza, ai costi di fabbricazione è stato aggiunto l'importo normalmente applicato per i diritti di licenza relativi alla fabbricazione ed alla vendita. È stato ritenuto infatti che il pagamento della royalty debba essere considerato come un costo sostenuto nel corso di normali operazioni commerciali, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
(20) Alcuni esporatori non hanno fornito dati relativi al costo degli scarti nel processo di fabbricazione. In questi casi, ai costi dei materiali sono stati aggiunti i normali costi degli scarti espressi in percentuale dei costi complessivi di fabbricazione.
(21) Hanny Magnetics ha chiesto di non tener conto del tasso globale dei costi generali di fabbricazione indicato nei documenti contabili ai fini della determinazione dei costi di produzione delle videocassette. Questo esportatore non produce in proprio i nastri. Dunque la proporzione dei costi di fabbricazione di questo esportatore per le videocassette era nettamente inferiore a quella realtiva ai prodotti di sua fabbricazione. L'argomentazione è stata considerata accettabile ed è stato applicato un tasso inferiore corrispondente ai costi generali di fabbricazione specifici.
(22) Per determinare le spese di vendita, amministrative e generali, la Commissione ha accettato il metodo di calcolo indicato nei documenti contabili degli esportatori.
(23) Il Consiglio conferma la conclusione della Commissione.
(1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1.
(2) GU n. L 356 del 24. 12. 1988, pag. 47.
(3) GU n. L 107 del 19. 4. 1989, pag. 1.
(24) Non erano disponibili dati contabili attendibili sui profitti realizzati sul mercato di Hong Kong per vendite rilevanti di videocassette simili o identiche ai modelli esportati nella Comunità. Le vendite sul mercato di Hong Kong dei modelli di videocassette direttamente confrontabili con i tipi esportati rappresentavano una proporzione molto limitata del volume delle esportazioni nella Comunità. Un esportatore ha dichiarato di aver realizzato un utile nettamente superiore all'8 % sulle vendite di modelli identici a quelli esportati nella Comunità che erano state effettuate in quantitativi rilevanti sul mercato di Hong Kong. Un altro esportatore ha affermato di aver realizzato un utile superiore all'8 % della cifra di affari sulle vendite complessive di tutti i tipi e i modelli di videocassette effettuate sul mercato di Hong Kong. Lo stesso esportatore ha invece realizzato un profitto inferiore all'8 % del giro di affari sulle vendite di videocassette adattate al sistema PAL/SECAM. Tali vendite comprendevano tuttavia anche i modelli destinati a impieghi professionali che però non sono esportati. Per determinare il valore normale relativo all'esportatore in questione e a tutti gli altri esportatori di Hong Kong, la Commissione ha di conseguenza ritenuto opportuno e ragionevole applicare un tasso di profitto dell'8 % sulla cifra di affari.
(25) Il Consiglio conferma la conclusione della Commissione.
(26) Alcuni esportatori di Hong Kong hanno espresso le proprie osservazioni in merito ai costi di produzione. La Magnetic Enterprise ha affermato che le spese di vendita, amministrative e generali per il prodotto simile erano inferiori a quelle registrate nel conto economico. Dato che l'esportatore in questione produce unicamente videocassette e nastri in bobine è stato tuttavia ritenuto opportuno calcolare le spese di vendita, amministrative e generali in base ai dati contabili registrati nel conto economico.
(27) La società Swire ha affermato di applicare un tasso di ammortamento accelerato per il macchinario ed ha chiesto che, ai fini della presente procedura, non si tenga conto del tasso di ammortamento accelerato ma si tenga conto di quello normale e rappresentativo dell'industria in generale. La Commissione ritiene nondimento che, in linea di massima, si debba tener conto del metodo di ammortamento dell'esportatore stesso, a condizione che tale metodo sia già stato applicato in precedenti esercizi finanziari, sia ragionevolmente giustificato e non venga stabilito esplicitamente per la procedura antidumping. La domanda è stata pertanto respinta, dato che l'esportatore impiega normalmente il metodo dell'ammortamento accelerato.
E. PREZZO ALL'ESPORTAZIONE
1. Esportatori coreani
(28) Per quanto riguarda le esportazioni effettuate direttamente da esportatori coreani ad importatori indipendenti nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per i prodotti venduti, al netto delle imposizioni, degli sconti e delle riduzioni effettivamente accordati e in rapporto diretto con le vendite in esame.
(29) In altri casi le esportazioni sono state effettuate a società consociate che hanno importato i prodotti nella Comunità. In questi casi si è ritenuto opportuno, dato il tipo di relazione esistente tra esportatore e importatore, costruire i prezzi all'esportazione in base ai prezzi a cui il prodotto importato è stato rivenduto per la prima volta ad un acquirente indipendente. Eventuali sconti e abbuoni e il valore delle merci esenti fornite in relazione ad una vendita determinata sono stati detratti dal prezzo praticato all'acquirente indipendente. Sono stati inoltre effettuati gli adeguamenti necessari per tener conto di tutte le spese sostenute tra l'importazione e la rivendita, compresi tutti i dazi e le imposte.
(30) I costi sostenuti da una società consociata della Goldstar per pubblicizzare la marca Goldstar sono stati rimborsati dalla società di controllo in Corea e pertanto sono stati registrati come entrate nei documenti contabili della consociata. È stato tuttavia concluso che le spese pubblicitarie della consociata sono di norma sostenute dalla società consociata importatrice e pertanto devono essere aggiunte ai costi di quest'ultima. A questo proposito l'esportatore ha sostenuto che soltanto le spese di pubblicità relative alla promozione della vendite delle videocassette di marca sul mercato del Regno Unito potevano essere considerate come normalmente sostenute dall'importatore. Dato che la società consociata ha venduto sul mercato in questione unicamente videocassette in blocco, le spese di pubblicità per la marca Goldstar non sarebbero state normalmente sostenute dalla società consociata importatrice. La Commissione ha tuttavia concluso che la pubblicità per la marca dall'esportatore ha tra l'altro l'obiettivo di promuovere anche le vendite di videocassette non di marca da parte delle società consociate e che pertanto si deve tener conto di tali costi per costruire il prezzo all'esportazione.
(31) Il Consiglio conferma la conclusione della Commissione.
(32) Gli esportatori coreani hanno fornito elementi di prova sufficienti per dimostrare che nel periodo dell'inchiesta il profitto medio sulle vendite di importatori indipendenti che svolgono funzioni analoghe a quelle società di vendita consociate nella Comunità non era superiore a 5 %. È stata pertanto applicata tale percentuale per ricostruire il prezzo all'esportazione.
2. Esportatori di Hong Kong
(33) Nessun esportatore di Hong Kong aveva società consociate importatrici nella Comunità. Il prezzo all'esportazione è stato pertanto determinato in base al prezzo effettivamente pagato da importatori dipendenti al netto delle imposte, degli sconti e degli abbuoni effettivamente accordati e in relazione diretta con le vendite in esame. Il prezzo è stato stabilito fob porto di Hong Kong.
F. CONFRONTO
(34) Per poter effettuare un valido confronto tra il valore normale e i prezzi all'esportazione la Commissione ha tenuto debitamente conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, come per esempio quelle concernenti le caratteristiche fisiche delle merci e le condizioni di vendita, nei casi in cui sia stato possibile dimostrare che tali differenze erano in relazione diretta con le vendite in questione. Le differenze riguardavano condizioni di credito, garanzie, commissioni, retribuzioni degli operatori commerciali, imballaggio, trasporto, assicurazione, movimentazione e costi accessori.
(35) Due dei produttori comunitari hanno chiesto di apportare adeguamenti in considerazione di differenze nella durata tra le videocassette VHS-T120 vendute sul mercato coreano e il modello VHS-E180 commercializzato sul mercato comunitario. La Commissione ha accertato che i due modelli di videocassetta non differiscono sostanzialmente nelle lunghezza del nastro e sono identici per tutte le altre caratteristiche tecniche e fisiche. Tuttavia, a causa dei diversi sistemi di registrazione e di riproduzione vigenti in Corea e nella Comunità (rispettivamente NSTC e PAL/SECAM) la durata di una videocassetta T120 è normalmente di due ore, contro le tre ore di una cassetta E180. La domanda è stata pertanto respinta, in quanto le differenze nella durata non sono dovute a caratteristiche fisiche e tecniche dei due tipi di prodotti bensì ai diversi sistemi di registrazione degli apparecchi utilizzati nei due mercati.
(36) Un esportatore coreano ha nuovamente chiesto di tener conto degli oneri all'importazione che gravano sul prodotto simile e sui materiali in esso materialmente incorporati quando la vendita è destinata al consumo nel paese di origine e che sono rimborsati per i prodotti esportati nella Comunità. Tali oneri all'importazione erano eccessivamente elevati rispetto a quelli indicati da altri esportatori coreani. È stato pertanto chiesto all'esportatore in questione di presentare elementi di prova del fatto che il modello di videocassetta venduto sul mercato coreano e simile al modello maggiormente esportato nella Comunità contenesse i materiali importati per cui aveva chiesto l'adeguamento relativo agli oneri all'importazione. Gli elementi di prova presentati dall'esportatore non sono tuttavia stati ritenuti sufficienti per giustificare la richiesta. Dai controlli che i ricorrenti hanno effettuato in laboratorio sui diversi tipi di videocassette fornite dall'esportatore è infatti emerso che nei prodotti venduti sul mercato interno non sono stati impiegati nastri importanti aventi caratteristiche particolari. È stato pertanto ritenuto opportuno effettuare un adeguamento corrispondente all'importo medio richiesto dagli altri esportatori coreani.
(37) Saehan Media e Swire, oltre all'adeguamento relativo alle differenze nelle spese di vendita, hanno chiesto un adeguamento complementare per tener conto di differenze nelle spese di vendita e del tasso di profitto ridotto per le vendite all'esportazione a società OEM produttrici di attrezzature originali oppure per le transazioni riguardanti quantitativi superiori a quelli commercializzati sul mercato interno. A questo proposito i ricorrenti hanno fatto riferimento alla procedura seguita dalle istituzioni comunitarie in precedenti casi antidumping. Tali richieste tuttavia non costituiscono elementi sufficienti per dimostrare l'esistenza di differenze nelle spese di vendita e di un tasso di profitto ridotto, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 9, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88. Pertanto, in base alle motivazioni di cui al considerando 29 del regolamento della Commissione le domande in questione sono state respinte.
(38) Swire ha anche chiesto di tener conto di differenze nelle spese di vendita relative e determinate condizioni ed ai costi di trasporto. Dato che le domande si basavano unicamente sulle argomentazioni dell'esportatore e non erano sostenute da elementi di prova non sono stati concessi adeguamenti.
G. MARGINI DI DUMPING
(39) Il valore normale per ciascuno dei modelli dei singoli esportatori è stato confrontato con i prezzi all'esportazione dei modelli analoghi prendendo in esame transazione per transazione. Dall'esame dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping per quanto riguarda le importazioni di videocassette originarie della Corea e di Hong Kong e di nastri per videocassette originari della Corea da parte di tutti gli esportatori interessati. Il margine di dumping è pari all'importo per cui il valore normale determinato supera il prezzo all'esportazione nella Comunità.
(40) I margini di dumping variavano secondo l'esportatore, con i seguenti margini medi ponderati espressi in percentuale del valore cif frontiera comunitaria:
- Videocassette:
Esportatori coreani:
- Goldstar Co: 2,97 %,
- Kolon Industries Inc.: 2,03 %,
- Saehan Media Co.: 1,96 %,
- SKC Ldt: 3,81 %.
Esportatori di Hong Kong:
- Hanny Magnetics Ltd: 21,99 %,
- Magnetic Enterprise Ltd: 15,82 %,
- Swilynn Ltd: 0,02 %,
- Swire Magnetics Ltd: 4,96 %.
- Nastri in bobine:
- Saehan Media Co.: 1,06 %,
- SKC Ltd: 1,40 %.
(41) Si è ritenuto che, in conformità dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, oltre a fornire la possibilità di eludere il dazio si sarebbe premiata la mancanza di collaborazione se fosse stato attribuito agli esportatori che non hanno risposto al questionario della Commissione, né si sono altrimenti manifestati - oppure agli esportatori che hanno rifiutato di collaborare con la Commissione nel corso dell'inchiesta preliminare - un margine di dumping inferiore al margine massimo stabilito nei confronti di un esportatore che aveva collaborato all'inchiesta. Di conseguenza, si è ritenuto opportuno applicare agli esportatori della Corea e di Hong Kong che non hanno collaborato all'inchiesta margini di dumping pari rispettivamente al 3,81 % ed al 21,98 %.
(42) Per taluni esportatori di Hong Kong che, per motivi particolari, non hanno potuto fornire tutti i dati necessari per calcolare correttamente il margine di dumping cioè per ACME Casin Ltd, Wing Shing Cassette, Yee Keung Industrial Co. Ltd, il margine di dumping è stato stabilito in base agli elementi disponibili, ovvero in base alle informazioni comunicate da altri esportatori di Hong Kong. A questo proposito il Consiglio ha tenuto conto del fatto che per quasi tutti gli esportatori di Hong Kong sono state accertate pratiche di dumping, con margini sensibilmente diversi. In contrasto con le conclusioni provvisorie della Commissione, dato che le ditte in questione desideravano collaborare pur non essendo in grado di formire le informazioni necessarie, il Consiglio non ha ritenuto opportuno applicare il margine di dumping massimo e ha deciso di applicare il margine medio ponderato relativo agli esportatori di Hong Kong, pari al 9,34 %.
(43) Il Consiglio ha inoltre preso in esame la situazione delle società che hanno iniziato oppure che inizieranno ad esportare nella Comunità la propria produzione di videocassette dopo il periodo dell'inchiesta. Il Consiglio ha concluso che si offrirebbe l'opportunità di eludere il dazio se si applicasse un margine di dumping inferiore ai margini massimi determinati. Il Consiglio prende nota tuttavia del fatto che la Commissione è disposta ad iniziare senza indugio una procedura di riesame, se gli esportatori in questione possono dimostrare con sufficienti elementi di prova di non aver effettuato esportazioni di videocassette nella Comunità durante il periodo dell'inchiesta (1o gennaio-30 novembre 1987), di aver iniziato ad esportare soltanto dopo detto periodo e di non avere alcun interesse in comune con le società sottoposte alla presente inchiesta.
(44) I margini di dumping relativi alle videocassette esportate dalla Swilynn Ltd. ed ai nastri in bobine esportati dalla Saehan Media Co. e dalla SKC Ltd, in considerzione del fatto che i nastri in bobine sono destinati esclusivamente a piccole e medie imprese che assemblano i prodotti nella Comunità, sono stati considerati minimi e pertanto non è necessario applicare misure di difesa.
H. PREGIUDIZIO
(45) Nelle risultanze provvisorie, la Commissione aveva concluso che l'industria comunitaria delle videocassette aveva subito un pregiudizio sostanziale. La conclusione si basava principalmente sull'incremento della quota di mercato degli esportatori interessati, sulla sottoquotazione e sull'andamento del conto economico delle imprese ricorrenti.
(46) Le conclusioni sono state contestate dagli esportatori, in particolare per quanto riguarda le vendite nella Comunità e la produzione dei ricorrenti, nonché la sottoquotazione praticata dagli esportatori. La Commissione ha svolto nuove inchieste ed ha ripartito con maggiore precisione i dati contabili tra le videocasssette e i nastri in bobine. Sono state pertanto modificate alcune conclusioni relative ai dati in base ai quali era stato accertato il pregiudizio.
(47) Le vendite di vedeocassette prodotte dai ricorrenti sul mercato comunitario hanno avuto l'andamento seguente:
- 1985: 40,2 milioni di unità,
- 1986: 51,2 milioni di unità,
- 1987 (1): 62,6 milioni di unità.
(48) La quota di mercato delle società ricorrenti, pari al 32,5 % nel 1985, è passata al 30,5 % nel 1986 e al 29,7 % nel 1987, mentre nello stesso periodo la quota di mercato degli esportatori è aumentata dall'8,7 % al 27,8 %. Da tali dati emerge che la quota di mercato dei produttori della Corea e di Hong Kong è di più che triplicata, mentre quella dei produttori europei ha registrato una flessione dell'8,6 %.
(49) Per determinare l'esistenza di sottoquotazioni, nelle risultanze provvisorie la Commissione ha effettuato adeguamenti per confrontare i prezzi allo stesso stadio commerciale e per tener conto di differenze nella qualità dei prodotti (considerando 48 del regolamento della Commissione). Gli adeguamenti sono stati contestati dagli esportatori di Hong Kong, i quali hanno sostenuto che si doveva tener conto dei costi sostenuti dagli importatori indipendenti per le vendite delle videocassette e che l'adeguamento per le differenze di qualità era eccessivamente basso. I ricorrenti hanno invece contestato l'adeguamento per differenze di qualità, affermando che i consumatori non sono consapevoli delle differenze qualitative tra i prodotti importati e quelli fabbricati nella Comunità e che tutte le videocassette devono essere conformi alle norme qualitative del concessore giapponese della licenza.
(50) Le argomentazioni non sono state tuttavia accolte dato che la Commissione ha confrontato i prezzi applicati dai ricorrenti e dagli esportatori al primo acquirente indipendente nella Comunità, dopo aver apportato gli opportuni adeguamenti per tener conto delle differenze nei costi di trasporto, negli oneri all'importazione e nei costi accessori. Tanto per gli esportatori quanto per i ricorrenti gli acquirenti sono di norma commercianti al'ingrosso, distributori oppure altri clienti che acquistano quantitativi rilevanti. La Commissione ha d'altra parte ritenuto opportuno continuare ad applicare un adeguamento per differenze qualitative. Le norme fissate dal concessore della licenza riguardano unicamente i requisiti minimi e non escludono differenze qualitative tra i modelli di videocassette. I clienti degli esportatori e dei ricorrenti sono inoltre perfettamente consapevoli delle presunte differenze qualitative, essendo competenti in materia. Gli esportatori non hanno inoltre potuto fornire motivi ed elementi di prova sufficienti per dimostrare che l'adeguamento del 20 % era eccessivamente basso. Il Consiglio conferma dunque le conclusioni esposte nel considerando 49 del regolamento della Commissione, dalle quali risultava un elevato margine di sottoquotazione.
(51) Per quanto riguarda la capacità e il tasso di utilizzazione degli impianti, dalla nuova inchiesta della Commissione è emerso che la capacità effettiva è passata da 63,9 milioni di unità nel 1985 a 90,1 milioni di unità nel 1986 e a 99,2 milioni di unità nel 1987, con un calo del tasso medio di sfruttamento degli impianti dall'83,5 % al 76,1 % tra il 1985 e il 1987. La produzione, pari a 53,4 milioni di unità nel 1985, è salita a 73,2 milioni di unità nel 1986 ed a 75,5 milioni di unità nel 1987, mentre le scorte sono contemporaneamente aumentate da 9 milioni rispettivamente a 13,8 milioni di unità e a 11,1 milioni di unità. Nel periodo di riferimento le scorte rappresentavano il 14,7 % circa della produzione comunitaria.
(52) Il valore delle vendite di videocassette prodotte dall'industria comunitaria è passato da 232,9 milioni di ecu nel 1985 a 251,2 milioni di ecu nel 1986, per scendere successivamente a 211,5 milioni di ecu nel 1987, mentre in termini quantitativi le vendite sono aumentate da 40,2 milioni di unità nel 1985 a 52,2 milioni di unità nel 1986 e a 62,6 milioni di unità nel 1987.
(53) Nel periodo dell'inchiesta tutti i produttori comunitari hanno subito perdite, con una media ponderata del 10,4 %.
(54) Gli altri indicatori economici sono rimasti invariati dopo la nuova inchiesta.
(55) Nei considerando 55-57 del regolamento della Commissione sono illustrati i motivi in base a cui la Commissione ha concluso che l'industria comunitaria delle videocassette ha subito un pregiudizio sostanziale. Tali considerazioni sono rimaste invariate dopo la nuova inchiesta. Infatti da detta inchiesta emerge che l'andamento della quota di mercato e delle vendite dell'industria comunitaria è
stato ancora più negativo di quanto risultava nelle conclusioni provvisorie. Rispetto all'evoluzione generale del consumo, la capacità, la produzione e il volume delle vendite dell'industria comunitaria sono aumentati a tassi sensibilmente inferiori. Il valore delle vendite è inoltre nettamente diminuito a causa del calo dei prezzi delle videocassette. L'intero settore ha subito perdite sensibili tali da pregiudicare la produzione di videocassette nella Comunità e, di conseguenza, l'occupazione e l'ulteriore sviluppo dell'industria comunitaria.
(56) Il Consiglio ha pertanto concluso che la quota di mercato e i risultati finanziari dell'industria comunitaria hanno un andamento negativo e che l'industria comunitaria subisce un pregiudizio sostanziale.
I. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
(57) Nel considerando 58 del suo regolamento la Commissione ha concluso che gli effetti delle importazioni dalla Corea e da Hong Kong dovevano essere considerati globalmente e nei considerando 59-63 dello stesso regolamento la Commissione ha concluso che il pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria era provocato dalle importazioni in dumping di videocassette originarie della Corea e di Hong Kong.
(58) Gli esportatori della Corea e di Hong Kong hanno formulato sostanzialmente tre obiezioni nei confronti di tali conclusioni. In primo luogo la Commissione non avrebbe dimostrato le conseguenze specifiche delle importazioni in dumping effettuate dai singoli esportatori e in secondo luogo l'incremento della quota di mercato degli esportatori sarebbe realizzato a scapito degli esportatori di altri paesi e non dell'industria comunitaria. Gli esportatori hanno infine affermato che l'industria comunitaria ha commesso errori di strategia commerciale, avendo effettuato ingenti investimenti nelle nuove tecnologie per produrre videocassette di qualità superiore.
(59) Il Consiglio non può accettare tali argomentazioni. In conformità della posizione assunta in casi precedenti e secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, il Consiglio ritiene che l'incidenza delle imputazioni in dumping effettuate dai singoli esportatori interessati debba essere valutata complessivamente, in quanto in quasi tutti i casi la determinazione del pregiudizio per i singoli esportatori renderebbe inapplicabile il regolamento (CEE) n. 2423/88.
(60) Riguardo alla seconda argomentazione, i risultati della nuova inchiesta mettono in evidenza il rapporto esistente tra l'incremento delle importazioni in dumping e la diminuzione della quota di mercato, del tasso di utilizzazione degli impianti, del valore delle vendite e della redditività dell'industria comunitaria nel periodo 1986-1987, quando le importazioni di videocassette orignarie di Hong Kong e della Corea sono quasi raddoppiate.
(61) Quanto alla terza argomentazione, gli investimenti dell'industria comunitaria, effetuati per ridurre i costi di produzione e per salvaguardare l'immagine di alta qualità della marca, non possono essere considerati come errori di politica aziendale. Non sono inoltre emersi elementi di prova, tanto nelle argomentazioni degli esportatori, quanto nel corso dell'inchiesta della Commissione, del fatto che il progetto sostanziale subito dall'industria comunitaria fosse provocato da altri fattori quali il volume e i prezzi delle importazioni non oggetto di dumping. Il Consiglio ritiene inoltre che, anche se le difficoltà dell'industria comunitaria fossero effettivamente attribuibili in parte ad altri fattori, non sussistano motivi sufficienti per concludere che gli effetti delle importazioni in dumping non hanno provocato un pregiudizio sostanziale e per rinunciare a tutelare l'industria comunitaria contro il pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping.
(62) Il Consiglio conferma pertanto la conclusione della Commissione secondo cui il volume e la quota di mercato delle importazioni in dumping e i prezzi a cui i prodotti importati sono stati venduti nella Comunità hanno provocato un sostanziale pregiudizio all'industria comunitaria.
J. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(63) Nelle conclusioni provvisorie la Commissione ha preso in esame gli interessi dell'industria comunitaria delle videocassette, degli assemblatori, dei duplicatori e dei distributori, nonché dei consumatori e degli utenti finali. In base alle considerazioni esposte nei considerando 64-70 del regolamento, la Commissione ha concluso che è necessario tutelare adeguatamente l'interesse dell'industria comunitaria.
(64) Alcuni esportatori hanno contestato tale conclusione affermando che l'istituzione di dazi antidumping è contraria agli interessi dei consumatori.
(65) A questo proposito occorre rilevare in primo luogo che l'obiettivo generale dei dazi antidumping é di eliminare le distorsioni della concorrenza provocata da pratiche commerciali sleali di esportatori di paesi terzi al fine di ripristinare nel mercato comunitario condizioni di concorrenza aperta e leale corrispondenti essenzialmente agli interessi della Comunità in generale e dei consumatori. Il Consiglio ritiene che nel caso in esame i dazi antidum ping avranno precisamente tale effetto, in quanto non limiteranno la concorrenza leale, né impediranno agli esportatori di Hong Kong e della Corea di accedere al mercato comunitario oppure di beneficiare della prevista espansione della domanda. Le conseguenze di un eventuale incremento dei prezzi per i consumatori, secondo il Consiglio, sono nettamente compensate dai vantaggi a medio termine che deriveranno dalla difesa dell'industria comunitaria contro pratiche commerciali sleali e dalla diversificazione dell'offerta sul mercato delle videocassette. A medio e a lungo termine, in realtà, la salvaguardia di un'industria comunitaria sana e vitale, che sarà comunque esposta alla normale e corretta concorrenza all'interno e all'esterno della Comunità, corrisponde agli interessi dei consumatori più dell'abbandono della produzione comunitaria di videocassette. Non si deve infine dimenticare che i vantaggi di prezzo di cui hanno precedentemente beneficiato gli acquirenti provenivano da pratiche commerciali sleali e che è pertanto ingiustificato mantenere in vigore prezzi eccessivamente bassi.
(66) Le altre argomentazioni formulate dagli esportatori sono state esaminate in modo particolareggiato nel regolamento della Commissione. A questo proposito non sono state presentate nuove osservazioni. Pertanto, alla luce di quanto precede e per i motivi illustrati nei considerando 64-70 del regolamento suddetto, il Consiglio conclude che nell'interesse della Comunità è indispensabile eliminare il pregiudizio provocato da pratiche di dumping e tutelare l'industria comunitaria contro le importazioni in dumping di videocassette originarie della Corea e di Hong Kong.
K. DAZI
1. Effetto retroattivo
(67) I ricorrenti hanno chiesto di istituire dazi con effetto retroattivo in conformità dell'articolo 13, paragrafo 4, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
(68) Il Consiglio non ha tuttavia potuto stabilire se esisteva un precedente già causa di pregiudizio. Per dimostrare che gli importatori erano o sarebbero dovuti essere a conoscenza delle pratiche di dumping e del conseguente pregiudizio, i ricorrenti hanno presentato articoli relativi all'attuale procedura antidumping. Tale elemento non può tuttavia essere considerato sufficiente per dimostrare che gli importatori erano o sarebbero dovuti essere a conoscenza delle pratiche di dumping effettuate nel periodo dell'inchiesta, in quanto esso dimostra unicamente che gli importatori erano o dovevano essere informati in merito alle inchieste antidumping svolte dalla Commissione dopo il periodo dell'inchiesta. I margini di dumping accertati sono inoltre relativamente bassi. Non si può pertanto concludere che gli importatori sarebbero dovuti essere al corrente di eventuali differenze tra i prezzi praticati dagli esportatori sul mercato interno e all'esportazione nella Comunità.
(69) La domanda di imposizione del dazio con effetto retroattivo è pertanto respinta.
2. Aliquote dei dazi
(70) Nel regolamento che istituisce il dazio provvisorio la Commissione ha concluso che l'aliquota dei dazi necessaria per eliminare il pregiudizio deve essere pari al margine di dumping riscontrato, in quanto il livello del pregiudizio accertato era sensibilmente superiore.
(71) Dalle nuove inchieste della Commissione risulta che il pregiudizio è ancora più grave di quanto risulti dalle conclusioni provvisorie. Se si tiene conto infatti unicamente del margine medio delle perdite dell'industria comunitaria (10,4 %) e del margine di profitto indicativo del 12 %, considerato ragionevole in conformità del considerando 71 del regolamento suddetto, il livello del pregiudizio supera già il margine di dumping massimo accertato.
(72) In base al metodo impiegato per calcolare il pregiudizio nei considerando 71 e 72 del regolamento della Commissione e alla luce delle precedenti considerazioni, il Consiglio conclude che l'aliquota del dazio deve essere pari ai margini di dumping effettivamente accertati.
(73) Il dazio antidumping definitivo si applica a tutti i modelli di videocassette VHS importati dalla Corea e da Hong Kong.
L. IMPEGNI
(74) Un esportatore di Hong Kong, Wing Shing ha offerto impegni sui prezzi che sono stati ritenuti accettabili. In seguito a tali impegni i prezzi dei prodotti in questione aumenteranno in misura sufficiente per eliminare il margine di dumping accertato nei confronti dell'esportatore suddetto. La Commissione, dopo aver consultato il comitato consultivo ha accettato questo impegno con la decisione 89/376/CEE (1).
M. RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
(75) Visti i margini di dumping accertati e data la gravità del pregiudizio subito dall'industria comunitaria, il Consiglio ritiene necessario che gli importi vincolati a titolo di dazi antidumping provvisori siano riscossi definitivamente in misura pari all'im
porto del dazio definitivo. Per gli esportatori di cui sono stati accettati gli impegni i dazi provvisori devono essere riscossi fino ad un importo pari ai margini di dumping accertati a titolo definitivo. I dazi antidumping riscossi dagli esportatori per cui sono stati accertati margini di dumping che non giustificano l'istituzione di misure di difesa devono essere interamente liberati. Devono inoltre essere liberati gli importi riscossi a titolo di dazio provvisorio oppure le garanzie fornite per le videocassette non soggette a dazi antidumping definitivi oppure per i nastri in bobine.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di nastri in cassette VHS, di cui al codice NC ex 8523 13 00, originari della Repubblica di Corea e di Hong Kong.
2. L'aliquota del dazio, applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è la seguente:
a) 3,8 % per i nastri in cassette originari della Repubblica di Corea, eccettuati i prodotti fabbricati ed esportati nella Comunità dalle ditte seguenti, a cui si applicano le aliquote del dazio sottoelencate:
- Goldstar Co.: 2,9 %,
- Kolon Industries Inc.: 2,0 %,
- Saehan Media Co.: 1,9 %;
b) 21,9 % per i nastri in cassette originari di Hong Kong, eccettuati i prodotti fabbricati ed esportati nella Comunità dalle seguenti ditte, a cui si applicano le aliquote dei dazi sottoelencate:
- Magnetic Enterprises: 15,8 %,
- Swire Magnetics Ltd: 4,9 %,
- ACME: 9,3 %,
- Casin Ltd: 9,3 %,
- Yee Keung Industrial Co. Ltd: 9,3 %.
3. Il dazio di cui al paragrafo 2, lettera b) non si applica ai nastri in cassette fabbricati ed esportati nella Comunità dalle società Swilynn Ltd e Wing Shing Cassette Ltd, Hong Kong.
4. È chiusa la procedura antidumping relativa alla società Swilynn Ltd.
5. Il dazio di cui all'articolo 1 non si applica ai nastri in cassette diversi da quelli conformi alla norma VHS.
Articolo 2
Gli importi riscossi o vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio in conformità del regolamento (CEE) n. 4062/88 sono riscossi sino ad un importo pari alle aliquote dei dazi definitivi. Per
- Wing Shing sono riscossi sino all'aliquota del 9,3 %.
Gli importi riscossi oppure vincolati a titolo di garanzia non compresi nelle precedenti aliquote del dazio sono liberati.
Articolo 3
È chiusa la procedura antidumping relativa alle importazioni di nastri in bobine di cui al codice NC ex 8523 13 00, originari della Repubblica di Corea.
Gli importi riscossi o depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio in conformità del regolamento (CEE) n. 4062/88 sono liberati.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 19 giugno 1989.

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