Document ID: 31982D0774

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 22 luglio 1982
concernente un aiuto che il governo belga intende accordare a favore del nuovo insediamento di un'impresa produttrice di bibite analcoliche
(I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede)
(82/774/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato, conformemente alle disposizioni del suddetto articolo, gli interessati a presentare le loro osservazioni e viste tali osservazioni,
I
considerando che la legge belga del 17 luglio 1959 e il relativo decreto reale d'applicazione del 17 agosto 1959 (1) hanno istituito aiuti generali all'economia belga che mirano in particolare a facilitare la realizzazione di investimenti da parte delle imprese beneficiarie degli aiuti; che essi consistono in determinati abbuoni di interesse, in garanzie dello Stato ed in una esenzione dall'imposta fondiaria per un periodo massimo di cinque anni;
considerando che, dopo aver esaminato la legge belga secondo la procedura di cui all'articolo 93, paragrafi 1 e 2, del trattato CEE, la Commissione ha constatato che tale legge costituisce un regime di aiuti generali, che non contiene obiettivi settoriali o regionali; che gli aiuti che essa prevede sono applicabili a tutti gli investimenti senza distinzione di impresa, regione o settore; che essi non potevano pertanto beneficiare delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato CEE; che, in mancanza di specificazioni settoriali o regionali, la Commissione non era in grado di valutare gli effetti di questi aiuti generali sugli scambi tra Stati membri e sulla concorrenza, né quindi di accertarne la compatibilità con il mercato comune;
considerando che, per quanto concerne tali regimi di aiuti generali, è politica consolidata della Commissione accettarli, purché ricorra una delle due condizioni, cioè che lo Stato membro le notifichi un piano regionale o settoriale di applicazione oppure, qualora ciò sia impossibile, i più importanti casi individuali di applicazione;
considerando che, nella decisione 75/397/CEE (2), la Commissione chiedeva al governo del Regno del Belgio di comunicarle preventivamente ed in tempo utile i più importanti casi individuali di applicazione della legge del 17 luglio 1959, in modo da poter decidere sulla loro compatibilità con il mercato comune;
II
considerando che, con lettera del 13 aprile 1981, il governo belga ha informato la Commissione della propria intenzione di applicare gli aiuti previsti dalla suddetta legge a favore degli investimenti di un'impresa produttrice di bibite analcoliche;
considerando che si tratterebbe per l'impresa beneficiaria - società avente la propria sede centrale nello Stato del Delaware negli Stati Uniti di America e che fabbrica e distribuisce bibite analcoliche in numerosi paesi - di un nuovo insediamento nella provincia del Brabante, in vista della fabbricazione, l'imbottigliamento e la distribuzione dei suoi prodotti;
considerando che, prima della creazione di questa nuova unità, l'impresa in questione provvedeva alla distribuzione di una parte dei suoi prodotti tramite un'impresa belga ben avviata in questo settore;
considerando che l'aiuto prospettato consisterebbe in un abbuono di interesse del 3 % per la durata di cinque anni con un importo di 428 milioni di FB nonché in un'esenzione dall'imposta fondiaria per la durata di 3 anni e che, in equivalente-sovvenzione netto, l'aiuto sarebbe pari al 4,6 % dell'importo da investire;
considerando che l'investimento progettato consisterebbe nel creare 184 posti di lavoro;
considerando che la concorrenza è molto vivace in questo settore sia a livello dei produttori di bibite e limonate sia a quello dei distributori e rivenditori di questi prodotti e che il mercato europeo è dominato da tre multinazionali di fama mondiale che controllano una grande parte del settore delle bibite analcoliche, incluse le acque gassate e le limonate;
considerando che, in questo settore, bibite analcoliche in genere, esiste sul mercato belga un potente concorrente locale;
considerando che a livello europeo esiste un mercato potenziale tanto per la gamma di prodotti già commercializzati quanto per prodotti analoghi nuovi;
considerando che si constatano rilevanti scambi di bibite analcoliche fra i vari paesi europei; che in Belgio, in particolare, il volume delle bibite analcoliche provenienti dagli Stati membri è aumentato dal 1974 al 1980 del 41,35 % e che nello stesso periodo i quantitativi esportati verso gli Stati membri sono aumentati del 296 %;
considerando che tanto la produzione quanto il consumo in questo settore registrano un netto aumento da una decina di anni circa pari, in Belgio, rispettivamente al 34,83 % ed al 24,19 %;
III
considerando che l'impresa che beneficerà dell'aiuto di cui trattasi occupa il secondo posto sul mercato mondiale delle bibite analcoliche; che il suo fatturato è più che raddoppiato fra il 1975 ed il 1979 e che nel corso dello stesso periodo i suoi utili netti si sono quasi triplicati;
considerando che in Belgio l'impresa produce tre varietà di bibite analcoliche: una bibita con estratti di cola, una bibita variamente aromatizzata ed una limonata; che il nuovo stabilimento dovrà servire la totalità del mercato belga; che la creazione di questa unità è stata del resto decisa per far fronte ad una domanda sempre crescente;
considerando che da quando è stato costruito questo stabilimento la rete di vendita dell'impresa è in piena espansione e le vendite si sono moltiplicate per sette; che, inoltre, il numero di distributori che rivendono la bibita all'estratto di cola prodotto dall'impresa è raddoppiato;
considerando che prima del suo nuovo insediamento in Belgio l'impresa deteneva appena il 5 % del mercato belga delle bibite all'estratto di cola, ed alcuni mesi dopo l'inizio dell'attività dello stabilimento essa dichiarava di detenerne già il 15 % e desiderava raggiungere in breve una quota compresa tra il 25 ed il 30 % di tale mercato;
considerando che, dopo aver analizzato questi fatti e tenuto conto delle ulteriori informazioni fornite dalle autorità belghe, la Commissione ha deciso di avviare, il 22 luglio 1981, la procedura dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE nei confronti di questo progetto di aiuti, ritenendo in particolare che non era certo che l'impresa beneficiaria non avrebbe proceduto all'investimento prospettato senza l'aiuto in questione;
considerando che, nell'ambito della procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2, primo comma, del trattato CEE uno Stato membro ed un'organizzazione professionale hanno affermato di condividere il parere espresso dalla Commissione;
IV
considerando che l'aiuto che il governo belga intende concedere ad un'impresa produttrice di bibite analcoliche è atto ad incidere sugli scambi fra Stati membri ed a falsare o a minacciare di falsare la concorrenza ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE, favorendo l'impresa in questione;
considerando che l'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE prevede che sono incompatibili con il mercato comune gli aiuti rispondenti ai criteri in esso enunciati; che le deroghe a tale incompatibilità, previste dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE specificano obiettivi da perseguire nell'interesse della Comunità e non nell'interesse del singolo beneficiario; che queste deroghe devono essere interpretate restrittivamente nell'analisi dei regimi di aiuti e che, in particolare, tali deroghe si applicano esclusivamente agli aiuti per i quali la Commissione sia in grado di stabilire che, in mancanza di essi, il gioco del mercato non permetterebbe di ottenere, di per sé stesso, dalle imprese beneficiarie, ch'esse adottino un comportamento tale da contribuire alla realizzazione di uno degli obiettivi perseguiti da tali deroghe;
considerando che accordare il beneficio di tali deroghe ad aiuti che non implicassero tale contributo significherebbe tollerare che si alterino gli scambi fra gli Stati membri e che si falsi o si rischi di falsare la concorrenza senza che l'interesse comunitario lo giustifichi; che tale tolleranza significherebbe concedere vantaggi ingiustificati a determinate imprese ed a determinati Stati membri;
considerando che, nell'applicare i principi sopra formulati ai casi individuali di attuazione di aiuti generali, la Commissione deve accertare che esiste, da parte del singolo beneficiario, una contropartita consistente nel fatto che la concessione dell'aiuto è necessaria per promuovere il conseguimento di uno degli obiettivi fissati dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE; che, se ciò non fosse, l'aiuto servirebbe essenzialmente ad aumentare il potere finanziario dell'impresa beneficiaria; considerando che nella fattispecie non sembra sussistere una contropartita da parte dell'impresa beneficiaria dell'aiuto;
considerando che il governo belga non è stato in grado di fornire, e la Commissione di riscontrare, alcuna giustificazione che consentisse di stabilire che l'aiuto di cui trattasi soddisfa i requisiti necessari per l'applicazione di una delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE;
considerando che, per quanto riguarda le deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato CEE, per gli aiuti destinati a favorire o facilitare lo sviluppo di determinate regioni, la zona in cui deve effettuarsi l'investimento prospettato non figura fra le regioni la cui situazione socioeconomica giustifichi la concessione di aiuti a finalità regionale in Belgio; che l'aiuto in questione non può essere ritenuto atto a favorire o facilitare lo sviluppo di tale regione e che del resto tale non è la finalità primaria dell'aiuto stesso;
considerando che, per quanto riguarda le deroghe dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), del trattato CEE, l'investimento di cui trattasi non è manifestamente un progetto di interesse europeo comune o idoneo a rimediare ad una perturbazione grave dell'economia belga;
considerando che, per quanto riguarda la deroga dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CEE a favore degli aiuti destinati a facilitare lo sviluppo di determinate attività quando non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune, l'aiuto considerato non sembra indispensabile per lo sviluppo del settore o dell'impresa mentre è invece atto ad alterare le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune;
considerando infatti che, data la prevedibile redditività degli investimenti di cui trattasi, l'impresa sarà indotta nel proprio interesse a realizzare l'insediamento prospettato, se non altro per rispondere alla tendenza della domanda;
considerando altresì che la situazione finanziaria dell'impresa non si differenzia sostanzialmente da quella di altre imprese del settore, le quali non beneficiano di aiuti analoghi;
considerando che, tenuto conto di quanto precede, il progetto di aiuti del governo belga non presenta i requisiti necessari per beneficiare di una delle deroghe previste all'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il Regno del Belgio non può dare esecuzione al proprio progetto, comunicato alla Commissione il 13 aprile 1981, di concedere alcuni degli aiuti previsti dalla legge del 17 luglio 1959 sull'espansione economica e la creazione di nuove industrie ad un'impresa produttrice di bibite analcoliche situata nella provincia del Brabante.
Articolo 2
Il Regno del Belgio informa la Commissione, nel termine di due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione, delle disposizioni adottate per conformarvisi.
Articolo 3
Il Regno del Belgio è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 22 luglio 1982.

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