Document ID: 31985D0273

*****
DECISIONE DEL CONSIGLIO
del 4 giugno 1985
che modifica l'allegato II della decisione 80/1186/CEE relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità economica europea
(85/273/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 136,
visto il progetto di decisione presentato dalla Commissione,
considerando che la decisione 80/1186/CEE (1), modificata da ultimo dalla decisione 85/159/CEE (2), è applicabile sino all'entrata in vigore delle nuove disposizioni d'applicazione dei principi definiti agli articoli da 131 a 135 del trattato, e comunque non oltre il 28 febbraio 1986, fatte salve le disposizioni più favorevoli che devono essere prese dalla Comunità per quanto riguarda l'importazione di prodotti provenienti dai paesi e territori d'oltremare (PTOM);
considerando che l'articolo 4 della decisione n. 2/85 del consiglio dei ministri ACP-CEE, relativa alle misure transitorie valide a decorrere dal 1o marzo 1985, resa applicabile nella Comunità dal regolamento (CEE) n. 485/85 (3), stabilisce che siano applicate anticipatamente le disposizioni concernenti la procedura di deroga alle norme d'origine contenute nell'articolo 30 del protocollo n. 1 della terza convenzione ACP-CEE, firmata a Lomé l'8 dicembre 1984; che dette disposizioni sono tali da migliorare la procedura di deroga;
considerando che è opportuno introdurre gli stessi miglioramenti nel quadro degli scambi tra la Comunità e i PTOM; che, a tal fine, è necessario modificare l'allegato II della decisione 80/1186/CEE,
DECIDE:
Articolo 1
Il testo dell'articolo 28 dell'allegato II della decisione 80/1186/CEE è sostituito dal testo seguente:
« Articolo 28
1. Il Consiglio può adottare deroghe al presente allegato quando esse siano rese necessarie dallo sviluppo di industrie esistenti in un paese o territorio o dall'insediamento di nuove industrie in un paese o territorio.
Lo Stato membro o, se del caso, le autorità competenti dei paesi e territori interessati informano la Comunità in base ad una documentazione giustificativa elaborata conformemente alla nota esplicativa n. 10.
2. Nell'esame delle domande si tiene conto in particolare:
a) del livello di sviluppo o della situazione geografica del paese o territorio interessato;
b) dei casi in cui l'applicazione delle norme di origine esistenti comprometterebbe sensibilmente, per un'industria esistente in un paese o territorio, la possibilità di continuare le proprie esportazioni nella Comunità, e particolarmente i casi in cui questa applicazione potrebbe provocare la cessazione di determinate attività;
c) dei casi specifici in cui si può chiaramente dimostrare che importanti investimenti in una industria potrebbero essere scoraggiati dalle norme di origine e in cui una deroga che favorisca l'attuazione di un programma di investimenti consentirebbe di conformarsi a dette norme per fasi successive.
3. In ogni caso si dovrebbe accertare se le norme di origine cumulativa non permettano di risolvere il problema.
Inoltre, le domande di deroga relative ad un paese o territorio meno sviluppato saranno esaminate con favorevole disposizione, tenendo conto in particolare dei seguenti fattori:
a) ripercussioni economiche e sociali, specialmente in materia di occupazione, delle decisioni da prendere;
b) necessità di applicare la deroga per un periodo che tenga conto della particolare situazione del paese o territorio meno sviluppato e delle sue difficoltà.
4. Nell'esame delle domande caso per caso si tiene conto in particolare della possibilità di conferire il carattere originario a prodotti nella cui composizione siano stati inclusi prodotti originari dei paesi in via di sviluppo vicini o facenti parte dei paesi meno avanzati, purché possa essere instaurata una soddisfacente cooperazione amministrativa.
5. Fatti salvi i paragrafi da 1 a 4, la deroga è accordata quando il valore aggiunto ai prodotti non originari lavorati nel o nei paesi e territori interessati è almeno del 60 % del valore del prodotto finito, purché la deroga non sia tale da arrecare alcun pregiudizio grave a un settore economico della Comunità o di uno o più dei suoi Stati membri.
6. Il Consiglio, in base a una relazione del comitato dell'origine, esamina tali domande non appena possibile e prende le disposizioni necessarie affinché una decisione possa essere presa al più presto e comunque non oltre tre mesi dalla data di presentazione della domanda.
7. a) Le deroghe hanno validità per un periodo che sarà di norma di tre anni. Questo periodo può essere portato a un massimo di cinque anni per tener conto della situazione particolare del paese o territorio richiedente.
b) Alle condizioni di cui al paragrafo 6, la decisione di deroga può prevedere un rinnovo di un periodo massimo di due anni, sempreché la durata totale non ecceda i cinque anni e senza che una nuova decisione del Consiglio sia necessaria, a condizione che tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo i paesi e territori interessati dimostrino di non aver ancora potuto conformarsi alle disposizioni del presente allegato che sono oggetto della deroga. ».
Articolo 2
La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Essa entra in vigore il 1o marzo 1985.
Fatto a Lussemburgo, addì 4 giugno 1985.

Labels: 10
3
15