Document ID: 31996D0403

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 21 giugno 1996 recante modifica della decisione 93/411/CEE che autorizza gli Stati membri a prevedere deroghe a determinate disposizioni della direttiva 77/93/CEE del Consiglio riguardo alle piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie dell'Argentina (96/403/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 77/93/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali e ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità (1), modificata da ultimo dalla direttiva 96/14/CE (2), in particolare l'articolo 14, paragrafo 1,
viste le richieste presentate dagli Stati membri,
considerando che, a norma della direttiva 77/93/CEE, le piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie di paesi extra europei, esclusi i paesi mediterranei, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Canada, gli Stati continentali degli USA, non possono in linea di massima essere introdotte nella Comunità;
considerando che la coltivazione in Argentina di piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, ottenute da piante fornite da alcuni Stati membri nell'intento di prolungare la stagione di crescita delle piantine è oggi divenuta una pratica corrente; che, successivamente, tali piantine vengono riesportate nella Comunità e vengono piantate per la produzione di frutta;
considerando che la decisione 93/411/CEE della Commissione (3), modificata dalla decisione 95/53/CE (4), ha autorizzato gli Stati membri a prevedere deroghe, a determinate condizioni, ad alcune norme generali della direttiva 77/93/CEE per le piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie dell'Argentina;
considerando che la decisione 93/411/CEE, modificata, dispone che l'autorizzazione scada il 31 dicembre 1996;
considerando che non è stata confermata la presenza di organismi nocivi su campioni prelevati dalle piantine importate in applicazione della decisione 93/411/CEE; che è risultato tuttavia necessario chiarire il requisito menzionato all'articolo 1, paragrafo 2, lettera b) della decisione 93/411/CEE, secondo cui nel certificato fitosanitario ufficiale richiesto a norma dell'articolo 7 della direttiva 77/93/CEE occorre indicare, al punto «Dichiarazione supplementare», il nome della varietà e il programma di certificazione dello Stato membro nel cui ambito le piante madri sono state certificate; che è altresì opportuno definire in modo più dettagliato le procedure da seguire per l'importazione delle piantine, in particolare lo scambio di informazioni tra gli Stati membri nel caso in cui lo Stato membro di destinazione sia diverso dallo Stato membro attraverso il quale le piantine di Fragaria L. sono introdotte;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La decisione 93/411/CEE è modificata come segue:
1) All'articolo 1, paragrafo 2, lettera a), il testo del punto i) è sostituito dal testo seguente:
«i) essere state ottenute esclusivamente da piante madri certificate nel quadro di un programma di certificazione di uno Stato membro e importate da uno Stato membro;»
2) All'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), il testo del secondo comma è sostituito dal testo seguente:
«Il certificato deve includere:
- indicazioni dettagliate sugli ultimi trattamenti subiti in applicazione della lettera a), punto iii), eventualmente, e in generale prima dell'esportazione;
- al punto "Dichiarazione supplementare", l'indicazione "La presente partita è conforme ai requisiti prescritti dalla decisione 96/403/CE", nonché il nome della varietà e il programma di certificazione dello Stato membro nel cui ambito le piante madri sono state certificate.»
3) All'articolo 1, paragrafo 2, il testo della lettera c) è sostituito dal testo seguente:
«c) i) Le ispezioni di cui all'articolo 12 della direttiva 77/93/CEE debbono essere effettuate dagli organismi ufficiali responsabili, di cui alla citata direttiva, degli Stati membri che si avvalgono della presente deroga e, se del caso, in collaborazione con gli organismi suddetti dello Stato membro in cui le piantine devono essere piantate. Fatta salva la prima possibilità delle ispezioni di cui all'articolo 19 bis, paragrafo 3, secondo trattino della direttiva citata, la Commissione stabilisce in quale misura la seconda possibilità delle ispezioni di cui allo stesso trattino possa essere integrata nel programma di ispezione, conformemente a quanto stabilito all'articolo 19 bis, paragrafo 5, lettera c) della stessa direttiva;
ii) le piantine devono essere introdotte attraverso punti di entrata designati ai fini della presente deroga dagli Stati membri che vi fanno ricorso;
iii) prima dell'introduzione nella Comunità, l'importatore deve notificare ogni importazione con sufficiente anticipo agli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro d'introduzione, il quale inoltrerà i dati della notifica alla Commissione indicando:
- il tipo di materiale,
- il quantitativo,
- la data dichiarata d'introduzione e la conferma del punto d'entrata,
- i nomi e gli indirizzi delle aziende di cui al punto iv) dove le piantine saranno piantate.
Al momento dell'importazione, l'importatore conferma i dati della notifica preventiva suddetta.
Prima dell'introduzione delle piantine, l'importatore deve essere ufficialmente informato delle condizioni di cui alle lettere a), b) e c), punti i), ii), iii) e iv);
iv) le piantine importate devono essere piantate soltanto nelle aziende di cui la persona che intende piantarle in applicazione della presente decisione ha notificato il nome e l'indirizzo ai suddetti organismi ufficiali responsabili dello Stato membro in cui sono situate le aziende. Qualora il luogo di piantagione sia situato in uno Stato membro diverso dallo Stato membro che si avvale della presente deroga, gli organismi ufficiali responsabili di quest'ultimo informano, al momento in cui ricevono la notifica preventiva dall'importatore, gli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro in cui le piantine verranno piantate indicando il nome e l'indirizzo delle aziende in causa;
v) nel periodo di crescita successivo all'importazione, una percentuale appropriata di piantine deve essere ispezionata dai suddetti organismi ufficiali responsabili dello Stato membro in cui le piantine sono piantate, ad intervalli appropriati, nei locali di cui al punto iv).»
4) Il testo dell'articolo 2 è sostituito dal seguente:
«Articolo 2
Gli Stati membri informano gli altri Stati membri e la Commissione di tutti i casi in cui si sono avvalsi dell'autorizzazione e forniscono alla Commissione e agli altri Stati membri, anteriormente al 1° novembre di ogni anno, le informazioni sui quantitativi importati in applicazione della presente decisione con una relazione tecnica dettagliata degli esami ufficiali di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera c), punti i) e v). Inoltre ogni Stato membro in cui le piantine sono piantate trasmette alla Commissione e agli altri Stati membri, anteriormente al 1° novembre di ogni anno, una relazione tecnica dettagliata sull'esame ufficiale di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera c), punto v).»
Articolo 2
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 21 giugno 1996.

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