Document ID: 31999R2038

REGOLAMENTO (CE) N. 2038/1999 DEL CONSIGLIO
del 13 settembre 1999
relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 36 e 37,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo(1),
visto il parere del Comitato economico e sociale(2),
considerando quanto segue:
(1) il regolamento (CEE) n. 1785/81 del Consiglio, del 30 giugno 1981, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero(3), ha subito diverse e sostanziali modificazioni(4); a fini di razionalità e chiarezza occorre procedere alla codificazione del suddetto regolamento;
(2) al funzionamento e allo sviluppo del mercato comune dei prodotti agricoli deve accompagnarsi l'instaurazione di una politica agricola comune e quest'ultima deve comportare in particolare un'organizzazione comune dei mercati agricoli che può assumere forme diverse secondo i prodotti; l'isoglucosio e lo sciroppo d'inulina sono prodotti di sostituzione diretta dello zucchero liquido ottenuto dalla trasformazione delle barbabietole o delle canne da zucchero; pertanto, i mercati dello zucchero, dell'isoglucosio e dello sciroppo d'inulina sono ancor più strettamente connessi tra loro; la situazione della Comunità in materia di edulcoranti si caratterizza per la presenza di eccedenze strutturali ed ogni decisione comunitaria relativa a uno di questi prodotti si ripercuote necessariamente su altri; di conseguenza, è opportuno disporre di un'organizzazione comune dei settori dello zucchero, dell'isoglucosio e dello sciroppo d'inulina che tenga conto in modo appropriato delle caratteristiche specifiche di tali produzioni;
(3) per assicurare ai produttori di barbabietole e di canne da zucchero della Comunità il mantenimento delle garanzie necessarie per quanto concerne la loro occupazione e il loro tenore di vita, occorre prevedere misure atte a stabilizzare il mercato dello zucchero e, a tal fine, fissare ogni anno un prezzo indicativo per lo zucchero bianco e, per le zone non deficitarie, un prezzo d'intervento per lo zucchero bianco nonché un prezzo d'intervento per lo zucchero greggio e per ogni zona deficitaria un prezzo d'intervento derivato per lo zucchero bianco ed eventualmente per lo zucchero greggio; l'obiettivo suindicato può essere conseguito prevedendo l'acquisto dello zucchero da parte degli organismi d'intervento ai prezzi d'intervento; inoltre, un sistema di compensazione delle spese di magazzinaggio per lo zucchero prodotto sia con uni materia di base di origine comunitaria, ivi compreso il melasso, che con zucchero preferenziale può raggiungere lo stesso scopo; di tali garanzie di prezzo date allo zucchero beneficiano di fatto ugualmente gli sciroppi di saccarosio, l'isoglucosio e lo sciroppo d'inulina, i cui prezzi dipendono da quelli dello zucchero;
(4) per non arrecare pregiudizio alle garanzie di prezzo suindicate, gli organismi d'intervento possono vendere lo zucchero soltanto ad un prezzo superiore al prezzo d'intervento se lo zucchero A non è esportato tal quale o sotto forma di prodotti trasformati oppure non è destinato all'alimentazione degli animali; tale regola non consente di mettere all'occorrenza a disposizione di enti caritativi un quantitativo di zucchero destinato al consumo umano nella Comunità; è pertanto opportuno prevedere una simile possibilità, dato che si tratta di azioni specifiche nell'ambito di un aiuto di emergenza, che garantiscono la sicurezza dei rifornimenti e realizzano così, al contempo, un'azione umanitaria; l'efficacia di simili operazioni dipende dalla tempestività della loro realizzazione; è pertanto opportuno prevedere in questo caso l'applicazione della procedura più idonea;
(5) è necessario che la presente disciplina fornisca garanzie eque sia ai fabbricanti che ai produttori del prodotto di base; è pertanto opportuno fissare per le barbabietole oltre a un prezzo di base anche prezzi minimi delle barbabietole A da trasformare in zucchero A e delle barbabietole B da trasformare in zucchero B, che devono essere osservati al momento degli acquisti effettuati dai fabbricanti di zucchero; è inoltre opportuno prevedere, al fine di assicurare un giusto equilibrio dei diritti e dei doveri tra fabbricanti e produttori agricoli, gli strumenti necessari a tal fine ed in particolare disposizioni quadro comunitarie che disciplinino i rapporti contrattuali tra gli acquirenti e i venditori di barbabietole, e le disposizioni atte a conseguire tale scopo anche per la canna da zucchero;
(6) nel settore delle barbabietole da zucchero occorre sospendere, durante il periodo di applicazione del regime delle quote di produzione, l'applicazione del regolamento (CE) n. 952/97 del Consiglio, del 20 maggio 1997, relativo ai gruppi di produttori ed alle loro unioni(5), date le implicazioni in particolare di carattere generale sul funzionamento dell'Organizzazione comune dei mercati dello zucchero;
(7) l'attuazione di un mercato comunitario dello zucchero, dell'isoglucosio e dello sciroppo d'inulina implica l'instaurazione di un regime comune degli scambi alla frontiera esterna della Comunità; un regime degli scambi che comporti dei dazi all'importazione e delle restituzioni all'esportazione tende a stabilizzare il mercato comunitario, evitando in particolare che le fluttuazioni dei prezzi dello zucchero sul mercato mondiale si ripercuotano sui prezzi praticati all'interno della Comunità per questi prodotti; di conseguenza, è opportuno prevedere la riscossione di dazi all'importazione in provenienza dai paesi terzi e il pagamento di una restituzione all'esportazione verso detti paesi, volti entrambi a coprire nel settore dello zucchero la differenza tra i prezzi praticati all'esterno e all'interno della Comunità, se i prezzi del mercato mondiale sono inferiori a quelli della Comunità e, per quanto riguarda il settore dell'isoglucosio e quello dello sciroppo d'inulina, ad assicurare una certa protezione dell'industria di trasformazione comunitaria di tali prodotti;
(8) come complemento a questo regime di scambi è opportuno prevedere, nella misura necessaria al suo buon funzionamento, la possibilità di disciplinare il ricorso al regime detto del traffico di perfezionamento attivo e, nella misura richiesta dalla situazione del mercato, il divieto di tale ricorso;
(9) un sistema di scorta minima costituisce una misura efficace per assicurare l'approvvigionamento normale dell'insieme o di una delle zone della Comunità; è anche opportuno, per contribuire alla realizzazione di questo obiettivo, prevedere disposizioni che consentano di adottare, a talune condizioni, le misure di intervento appropriate; il regime della scorta minima può non essere sufficiente ad assicurare l'approvvigionamento di una o più regioni qualora queste siano colpite da calamità naturali; è pertanto auspicabile consentire alle imprese stabilite in tali regioni di utilizzare a tal fine la loro scorta bloccata di riporto autorizzandole a smerciare tale zucchero prima del periodo di magazzinaggio obbligatorio;
(10) in una situazione di penuria sul mercato mondiale che conduca a prezzi del mercato mondiale superiori ai prezzi della Comunità, o in caso di difficoltà di approvvigionamento normale dell'insieme o di una delle zone della Comunità, occorre prevedere disposizioni appropriate onde evitare tempestivamente che eccedenze regionali siano dirette all'esportazione nei paesi terzi e che un aumento anormale dei prezzi nella Comunità non permetta più di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento dei consumatori a prezzi ragionevoli;
(11) le autorità competenti devono essere poste in grado di seguire in permanenza il movimento degli scambi con i paesi terzi, per poterne valutare l'evoluzione e applicare eventualmente le misure necessarie previste nel presente regolamento; a tal fine è opportuno prevedere il rilascio di titoli d'importazione o di esportazione abbinati alla costituzione di un deposito cauzionale che garantisca il compimento delle operazioni per le quali i titoli sono stati richiesti;
(12) il regime dei dazi doganali consente di rinunciare a qualsiasi altra misura di protezione alla frontiera esterna della Comunità; tuttavia, il meccanismo dei prezzi e dei dazi doganali può, in circostanze eccezionali, rivelarsi inoperante; per non lasciare in tali casi il mercato comunitario indifeso contro le turbative che rischiano di derivarne, è opportuno permettere alla Comunità di adottare rapidamente tutte le misure necessarie; tali misure devono essere in conformità con gli obblighi derivanti dagli accordi scaturiti dai negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round (in seguito denominati "accordi GATT"); inoltre, onde evitare problemi di approvvigionamento del mercato comunitario, è opportuno consentire la sospensione dell'applicazione dei dazi doganali per taluni prodotti del settore dello zucchero;
(13) gli accordi GATT sono stati approvati con la decisione 94/800/CE(6); l'accordo sull'agricoltura, (in seguito denominato "l'accordo"), prevede in particolare la riduzione graduale del livello del sostegno concesso dalla Comunità all'esportazione dei prodotti agricoli e in particolare dello zucchero soggetto al regime delle quote di produzione; tale accordo prevede la riduzione, per un periodo di transizione, del sostegno all'esportazione in termini sia di volumi, sia di finanziamenti;
(14) i motivi che finora hanno indotto la Comunità ad applicare per i settori dello zucchero, dell'isoglucosio e dello sciroppo d'inulina un regime di quote di produzione rimangono tuttora validi; tale regime è stato tuttavia adeguato per tener conto dell'evoluzione recente della produzione e dotare la Comunità degli strumenti necessari per garantire in modo giusto ma efficace il finanziamento integrale, da parte degli stessi produttori, degli oneri occasionati dallo smercio delle eccedenze risultanti dal rapporto esistente tra la produzione della Comunità e il suo consumo; tale regime deve tuttavia essere limitato nel tempo ed essere considerato transitorio;
(15) dalla campagna di commercializzazione 1986/1987 l'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero si fonda, da un lato, sul principio della responsabilità finanziaria integrale dei produttori, per ogni campagna di commercializzazione, per le perdite dovute allo smaltimento delle eccedenze di produzione comunitarie nell'ambito delle quote rispetto al consumo interno e, dall'altro, su un regime di garanzie di prezzi e di smercio differenziale secondo quote di produzione assegnate a ciascuna impresa; nel settore dello zucchero le quote di produzione sono attribuite per impresa, secondo il principio di una produzione effettiva nel corso di un determinato periodo di riferimento; tuttavia, per il Portogallo continentale e data l'inesistenza, al momento dell'adesione, di una coltura di barbabietole nella regione, il trattato di adesione ha ammesso la possibilità di attribuire quote ad un'impresa, senza riferimento di produzione, a condizione che essa sia in grado di avviare direttamente una produzione, cioè che essa ne abbia le capacità tecniche;
(16) nella misura in cui gli impegni di riduzione del sostegno all'esportazione andranno soddisfatti nel corso di un periodo di transizione, è opportuno mantenere invariate le quantità di base di zucchero e di isoglucosio esistenti e le quote di sciroppo di inulina, prevedendo la possibilità di adeguare, se del caso, le garanzie relative in modo da permettere, tenuto conto degli elementi fondamentali della situazione del settore nella Comunità, il rispetto degli impegni assunti nell'ambito dell'accordo; è quindi opportuno mantenere il sistema di autofinanziamento del settore e il regime delle quote di produzione per un periodo corrispondente al suddetto periodo di transizione, cioè per sei campagne di commercializzazione;
(17) in questo modo il principio della responsabilità finanziaria resterà assicurato attraverso i contributi dei produttori che consistono nella riscossione di un contributo alla produzione di base, che si applica a tutta la produzione di zucchero A e B, ma limitato al 2 % del prezzo d'intervento dello zucchero bianco, e di un contributo B, che riguarda la produzione di zucchero B entro il limite massimo del 37,5 % di quest'ultimo prezzo; i produttori di isoglucosio e di sciroppo d'inulina partecipano a determinate condizioni a tali contributi; i limiti indicati non consentono, nelle suddette condizioni, di raggiungere l'obiettivo di autofinanziamento del settore per campagna; è opportuno quindi prevedere la riscossione di un contributo complementare;
(18) per garantire una parità di trattamento, il contributo complementare deve essere fissato per ogni impresa, tenendo conto della sua partecipazione all'introito dei contributi alla produzione versati per la campagna di commercializzazione in causa; a tal fine, si deve determinare un coefficiente valido per tutta la Comunità, che rappresenti per tale campagna il rapporto tra la perdita globale constatata e l'introito totale dei contributi alla produzione in causa; si devono inoltre prevedere le condizioni per la partecipazione dei venditori di barbabietole e di canna da zucchero al riassorbimento della perdita non coperta della campagna di commercializzazione in questione;
(19) le quote di produzione assegnate a ciascuna impresa del settore dello zucchero possono portare, per una determinata campagna, ad un volume di esportazione, tenuto conto del consumo, della produzione, delle importazioni, delle scorte e dei riporti nonché della perdita media prevista a carico del regime di autofinanziamento, superiore a quello fissato dall'accordo; è quindi opportuno prevedere l'adeguamento, per una o più campagne di commercializzazione, delle garanzie risultanti dalle quote per permettere il rispetto degli impegni assunti dalla Comunità;
(20) perché si possa procedere all'adeguamento delle garanzie, occorre innanzi tutto ripartire la differenza constatata per una campagna di commercializzazione tra il volume esportabile della Comunità e quello previsto dall'accordo, tra lo zucchero, l'isoglucosio e lo sciroppo di inulina, in base alla percentuale rappresentata dalle quote di ciascun prodotto rispetto alla somma dell'insieme delle quote fissate per i tre prodotti e per la Comunità;
(21) questa prima ripartizione per prodotto deve essere seguita da una ripartizione per Stato membro per tenere conto delle garanzie risultanti dalle quote assegnate alle imprese produttrici stabilite in ciascuno Stato membro, così che l'adeguamento delle garanzie non rimetta in discussione l'equilibrio esistente in materia di quote e di partecipazione agli oneri; a tal fine occorre determinare per Stato membro un coefficiente di riduzione per la garanzia A e la garanzia B sulla base degli oneri massimi ad esse relativi; spetta infine a ciascuno Stato membro interessato procedere alla ripartizione per impresa tenendo conto delle garanzie derivanti per ciascuna impresa dalle proprie quote;
(22) l'organizzazione comune dei mercati dello zucchero ha stabilito un regime di perequazione delle spese di magazzinaggio; occorre precisare che gli zuccheri oggetto della riduzione di garanzie in base agli obblighi derivanti dagli impegni assunti nell'ambito dell'accordo possono continuare a fruire del rimborso delle spese di magazzinaggio in base a tale regime;
(23) data la necessità di consentire un certo adattamento strutturale dell'industria di trasformazione e della coltura della barbabietola e della canna nel corso del periodo di applicazione delle quote, è necessario prevedere un margine di manovra che consenta agli Stati membri di modificare le quote delle imprese entro il limite del 10 %; data la situazione particolare esistente in questo settore in Spagna, in Italia e nei dipartimenti francesi d'oltremare, occorre non applicare detto limite alle regioni in oggetto nell'attuare i programmi di ristrutturazione;
(24) poiché le quote di produzione attribuite alle imprese costituiscono un mezzo per garantire ai produttori i prezzi comunitari e lo smercio della loro produzione, i trasferimenti di quote devono essere effettuati prendendo in considerazione l'interesse di tutte le parti in questione ed in particolare quello dei produttori di barbabietole o di canne da zucchero;
(25) occorre d'altra parte, al fine di permettere l'ampliamento degli sbocchi dello zucchero e dell'isoglucosio sul mercato interno della Comunità, dare la possibilità di mettere, a talune condizioni da determinare, fuori produzione, ai sensi del regime delle quote, lo zucchero o l'isoglucosio destinati alla fabbricazione nella Comunità di prodotti non alimentari;
(26) ai sensi della dichiarazione della Comunità economica europea relativa all'approvvigionamento dell'industria della raffinazione dello zucchero in Portogallo, allegata all'atto finale del trattato di adesione della Spagna e del Portogallo, la Comunità ha consentito a procedere ad un esame globale della situazione dell'industria della raffinazione della Comunità e in particolare dell'industria portoghese; tale esame è stato previsto anche per la Finlandia;
(27) da tale esame risulta, per quanto riguarda in particolare un approvvigionamento più regolare ed armonioso dell'insieme delle raffinerie comunitarie, la necessità di determinare chiaramente il fabbisogno tradizionale massimo presunto dell'industria di raffinazione, che trasforma zucchero greggio in zucchero bianco, di ciascuno degli Stati membri interessati, e cioè la Finlandia, la Francia, il Portogallo e il Regno Unito, in base a dati di riferimento obiettivi e tenendo conto dei quantitativi di zucchero destinati al consumo diretto nella campagna di commercializzazione 1994/1995; per conseguire tale obiettivo occorre offrire a questa industria la possibilità, entro i limiti del suo fabbisogno presunto, di accedere, a determinate condizioni, a tutti gli zuccheri greggi di origine comunitaria, di origine ACP e/o di altre origini tradizionali da determinare, sulla base di bilanci previsionali e rispettando un certo ordine di priorità, che vada dallo zucchero comunitario e dallo zucchero preferenziale di cui al protocollo n. 8 allegato alla quarta convenzione ACP-CEE(7) allo zucchero importato dai paesi ACP e/o da altri paesi fornitori tradizionali; per lo zucchero greggio importato dai paesi ACP di cui al protocollo n. 8 e dall'India, ad esclusione dello zucchero preferenziale vero e proprio, è opportuno prevedere un regime preferenziale speciale di accesso al mercato comunitario della raffinazione;
(28) a norma dell'articolo 1 del suddetto protocollo e dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica dell'India sullo zucchero di canna(8), la gestione di tali regimi di importazioni preferenziali deve essere assicurata nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero;
(29) è necessario creare i mezzi per assicurare che lo zucchero greggio di canna importato a norma dei sopra citati regimi preferenziali sia raffinato alle più eque condizioni di concorrenza;
(30) la raffinazione costituisce un'attività importante sia per gli operatori del settore in generale, sia per la Comunità e in particolare per le raffinerie che trasformano zucchero greggio in zucchero bianco; dal punto di vista tecnico, con la raffinazione si hanno prodotti di elevata qualità, ottenuti dallo zucchero di canna, in grado di soddisfare il fabbisogno del mercato; inoltre, dette raffinerie sono insediate direttamente nelle zone di grande consumo; l'industria di raffinazione portuale costituisce quindi per la Comunità un complemento prezioso dell'industria di trasformazione della barbabietola, in particolare in regioni come la Finlandia, il Portogallo continentale, il Regno Unito e la Francia meridionale e occidentale;
(31) in una dichiarazione comune concernente lo zucchero sul mercato portoghese, allegata all'atto finale della quarta convenzione ACP-CEE, gli Stati ACP e la Comunità hanno convenuto di proseguire, nell'ambito delle pertinenti disposizioni della convenzione e in particolare dell'articolo 168, paragrafo 2, della stessa, l'esame delle domande presentate dagli Stati ACP per ottenere un accesso preferenziale più ampio al mercato portoghese per lo zucchero ACP; dall'esame di tali domande, che riguardano in effetti l'approvvigionamento dell'insieme delle raffinerie portuali della Comunità, appare opportuno prevedere la possibilità di un accesso prioritario particolare all'importazione degli zuccheri greggi di canna originari dei paesi ACP parti del protocollo n. 8 e dell'India, nel quadro di accordi speciali conclusi tra la Comunità e i paesi di cui al protocollo n. 8 e/o altri paesi e sulla base di un bilancio comunitario, previa utilizzazione per la raffinazione delle disponibilità in zucchero greggio di canna e di barbabietola esistenti nella Comunità e degli zuccheri preferenziali;
(32) fino alla campagna di commercializzazione 1994/1995 è stato concesso un aiuto comunitario di adattamento all'industria di raffinazione dello zucchero greggio di canna preferenziale nonché alla raffinazione dello zucchero greggio di canna e di barbabietola raccolte nella Comunità; questo aiuto finora poteva essere modificato per una campagna di commercializzazione determinata, tenuto conto dell'importo del contributo di ammasso fissato per la medesima o per tener conto di una modifica del margine di raffinazione conseguente ai prezzi fissati per la campagna di commercializzazione in questione; alla luce dell'esperienza è giustificato il mantenimento di tale regime d'aiuto; vista l'incidenza diretta sul margine di raffinazione dell'evoluzione del contributo di ammasso, è opportuno prevedere un sistema di correzione obbligatoria dell'aiuto di adattamento, in funzione dell'evoluzione di tale contributo per la raffinazione degli zuccheri greggi che beneficiano delle garanzie di prezzo comunitarie o importati da paesi ACP come zuccheri preferenziali;
(33) l'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero deve tener conto, parallelamente ed in modo adeguato, degli obiettivi di cui agli articoli 33 e 131 del trattato;
(34) a tal fine possono risultare necessarie alcune misure transitorie e tale necessità può manifestarsi al momento di ciascun passaggio da una campagna di commercializzazione alla successiva o nel corso di una stessa campagna; occorre pertanto prevedere la possibilità di adottare misure adeguate;
(35) per facilitare l'attuazione delle disposizioni del presente regolamento, è opportuno prevedere una procedura che instauri una stretta cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione nell'ambito di un comitato di gestione dello zucchero;
(36) la produzione di barbabietole in Italia, a motivo della sua specificità e della dimensione delle aziende agricole nella regione nord, anche se in misura sempre minore, e nella regione centro incontra difficoltà per quanto riguarda l'applicazione di moderni metodi di produzione; per fattori di ordine strutturale, tali difficoltà persistono nella regione sud, regione che del resto è riconosciuta in ritardo dal punto di vista dello sviluppo e dell'adeguamento strutturale; la coltura della barbabietola è ivi indispensabile per permettere la rigenerazione dei terreni particolarmente argillosi ed evitare così il ritorno alla monocoltura; è quindi necessario autorizzare l'Italia a concedere, da un lato, per le regioni nord e centro un aiuto nazionale la cui regressività è distribuita su cinque campagne di commercializzazione e, dall'altro, per la regione sud un aiuto ridotto progressivamente su sei campagne di commercializzazione rispetto alla campagna di commercializzazione 1994/1995;
(37) a norma dell'articolo 110 dell'atto di adesione della Spagna e del Portogallo, la Spagna è autorizzata a concedere un aiuto nazionale di adeguamento ai produttori di barbabietola A e B fino al 31 dicembre 1995; per tener conto di alcune difficoltà sempre esistenti occorre mantenere l'autorizzazione di un aiuto nazionale oltre il 31 dicembre 1995 per un periodo limitato e su base regressiva;
(38) il settore della canna da zucchero in Spagna incontra difficoltà specifiche per mantenersi rispetto ad altre colture; per consentire il mantenimento di tale produzione limitata occorre autorizzare un aiuto nazionale di 6 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco ottenuto da tale coltura;
(39) l'adesione della Comunità all'accordo internazionale sullo zucchero potrebbe rendere necessaria l'adozione di misure particolari intese a consentire alla Comunità di adempiere agli obblighi assunti nell'ambito di tale adesione; a tal fine occorre creare la possibilità di adottare le misure appropriate nell'ambito del presente regolamento;
(40) le spese sostenute dagli Stati membri in seguito agli obblighi risultanti dall'applicazione del presente regolamento incombono alla Comunità a norma degli articoli 2 e 3 del regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio, del 21 aprile 1970, relativo al finanziamento della politica agricola comune(9),
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPO I
CAMPO D'APPLICAZIONE E DEFINIZIONI
Articolo 1
1. L'organizzazione comune dei mercati nel settore zucchero istituita dal presente regolamento disciplina i seguenti prodotti:
SPAZIO PER TABELLA
2. Ai fini del presente regolamento valgono le seguenti definizioni:
a) zuccheri bianchi: gli zuccheri non aromatizzati, non addizionati di coloranti né di altre sostanze, contenenti, in peso, allo stato secco, il 99,5 % o più di saccarosio determinato secondo il metodo polarimetrico;
b) zuccheri greggi: gli zuccheri non aromatizzati, non addizionati di coloranti né di altre sostanze, contenenti, in peso, allo stato secco, meno del 99,5 % di saccarosio determinato secondo il metodo polarimetrico;
c) isoglucosio: il prodotto ottenuto dal glucosio o dai suoi polimeri di un tenore, in peso, allo stato secco, di almeno 10 % di fruttosio;
d) sciroppo di inulina: il prodotto ottenuto immediatamente dall'idrolisi di inulina o di oligofruttosio, di un tenore, in peso, allo stato secco, di almeno 10 % di fruttosio sotto forma libera o sotto forma di saccarosio;
e) zucchero A o isoglucosio A: ogni quantitativo di zucchero o di isoglucosio prodotto in conto di una campagna di commercializzazione determinata nel limite della quota A dell'impresa in causa;
f) zucchero B o isoglucosio B: ogni quantitativo di zucchero o di isoglucosio prodotto in conto di una campagna di commercializzazione determinata che eccede la quota A, senza superare la somma delle quote A e B dell'impresa in causa;
g) zucchero C o isoglucosio C: ogni quantitativo di zucchero o di isoglucosio prodotto in conto di una campagna di commercializzazione, che eccede la somma delle quote A e B dell'impresa in causa oppure è prodotto da un'impresa a cui non sono state attribuite quote;
h) barbabietole A: le barbabietole trasformate in zucchero A;
i) barbabietole B: le barbabietole trasformate in zucchero B;
j) sciroppo di inulina A: la quantità di sciroppo di inulina espressa in equivalente zucchero/isoglucosio, prodotta a titolo di una campagna di commercializzazione determinata nei limiti della quota A dell'impresa in questione;
k) sciroppo di inulina B: la quantità di sciroppo di inulina espressa in equivalente zucchero/isoglucosio, prodotta a titolo di una campagna di commercializzazione determinata, eccedente la quota A ma non eccedente la somma delle quote A e B dell'impresa di cui trattasi;
l) sciroppo di inulina C: la quantità di sciroppo di inulina espressa in equivalente zucchero/isoglucosio, prodotta a titolo di una campagna di commercializzazione determinata ed eccedente la somma delle quote A e B delle imprese di cui trattasi oppure prodotta da un'impresa cui non sono assegnate quote.
CAPO II
REGIME DEI PREZZI
Articolo 2
1. La campagna di commercializzazione inizia il 1o luglio e termina il 30 giugno dell'anno successivo per tutti i prodotti di cui all'articolo 1.
2. Ogni anno viene fissato un prezzo indicativo per lo zucchero bianco. Questo prezzo indicativo è valido per lo zucchero bianco di una qualità tipo cui si applica il prezzo d'intervento, merce non imballata, franco fabbrica, caricato su mezzo di trasporto scelto dall'acquirente.
3. Il prezzo indicativo dello zucchero bianco viene fissato ogni anno contemporaneamente al prezzo d'intervento dello zucchero bianco, secondo la procedura di cui all'articolo 37, paragrafo 2, del trattato.
Articolo 3
1. Per lo zucchero bianco ogni anno viene fissato:
a) un prezzo d'intervento per le zone non deficitarie;
b) un prezzo d'intervento derivato per ciascuna zona deficitaria.
2. Ogni anno viene fissato un prezzo d'intervento per lo zucchero greggio. Esso viene stabilito a partire dal prezzo d'intervento dello zucchero bianco, tenendo conto di un margine uniforme di trasformazione e di una resa forfettaria.
Se è necessario commercializzare dello zucchero greggio prodotto in una zona deficitaria, può essere fissato per questo zucchero un prezzo d'intervento derivato.
3. I prezzi d'intervento di cui ai paragrafi 1 e 2 sono validi per merce non imballata, franco fabbrica, caricata su mezzi di trasporto scelti dall'acquirente.
Essi si applicano per lo zucchero bianco e per lo zucchero greggio, a una qualità tipo determinata.
4. Il prezzo d'intervento dello zucchero bianco è fissato anteriormente al 1o agosto per la campagna di commercializzazione che inizia il 1o luglio dell'anno successivo, secondo la procedura di cui all'articolo 37, paragrafo 2 del trattato.
Secondo la stessa procedura, il Consiglio determina la qualità tipo a cui tale prezzo si riferisce.
5. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, fissa ogni anno contemporaneamente al prezzo d'intervento dello zucchero bianco, il prezzo d'intervento dello zucchero greggio ed i prezzi d'intervento derivati.
Secondo la stessa procedura, il Consiglio determina la qualità tipo per cui è valido il prezzo d'intervento dello zucchero greggio.
Articolo 4
1. Ogni anno viene fissato un prezzo di base delle barbabietole. Tale prezzo è valido per una fase di consegna e una qualità tipo determinate.
2. Il prezzo di base di cui al paragrafo 1 è stabilito tenendo conto del prezzo d'intervento dello zucchero bianco e di valori forfettari che esprimono quanto segue:
- il margine di trasformazione,
- la resa,
- le entrate derivanti alle imprese dalla vendita di melasso,
- eventualmente, i costi relativi alla consegna delle barbabietole alle imprese.
3. Il prezzo di base delle barbabietole è fissato contemporaneamente al prezzo d'intervento dello zucchero bianco, secondo la procedura di cui all'articolo 37, paragrafo 2 del trattato.
Secondo la stessa procedura, il Consiglio determina la fase della consegna e la qualità tipo per le barbabietole.
Articolo 5
1. Ogni anno, contemporaneamente al prezzo d'intervento dello zucchero bianco, vengono fissati un prezzo minimo delle barbabietole A e un prezzo minimo delle barbabietole B.
Tali prezzi sono validi per la fase di consegna e la qualità tipo stabilite per il prezzo di base delle barbabietole.
2. Il prezzo minimo delle barbabietole A è pari al 98 % del prezzo di base delle barbabietole.
Salvo applicazione dell'articolo 33, il prezzo minimo delle barbabietole B è pari al 68 % del prezzo di base delle barbabietole.
3. Per le zone per le quali viene fissato un prezzo d'intervento derivato dello zucchero bianco, i prezzi minimi della barbabietola A e della barbabietola B subiscono una maggiorazione di importo pari alla differenza fra il prezzo d'intervento derivato della zona interessata ed il prezzo d'intervento, importo al quale si attribuisce un coefficiente 1,30.
4. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, fissa i prezzi minimi delle barbabietole.
Articolo 6
1. Salvo le disposizioni dell'articolo 39 e le disposizioni adottate a norma dell'articolo 32, i fabbricanti di zucchero hanno l'obbligo, al momento dell'acquisto delle barbabietole:
a) adatte ad essere trasformate in zucchero,
e
b) destinate ad essere trasformate in zucchero,
di pagare almeno un prezzo minimo, adattato applicando le maggiorazioni o le riduzioni corrispondenti alle differenze di qualità rispetto alla qualità tipo.
2. Il prezzo minimo di cui al paragrafo 1 corrisponde:
a) per quanto riguarda le zone non deficitarie:
- per le barbabietole che verranno trasformate in zucchero A, al prezzo minimo delle barbabietole A;
- per le barbabietole che verranno trasformate in zucchero B, al prezzo minimo delle barbabietole B;
b) per quanto riguarda le zone deficitarie:
- per le barbabietole che verranno trasformate in zucchero A, al prezzo minimo delle barbabietole A maggiorato conformemente all'articolo 5, paragrafo 3;
- per le barbabietole che verranno trasformate in zucchero B, al prezzo minimo delle barbabietole B maggiorato conformemente all'articolo 5, paragrafo 3.
3. Le modalità di applicazione del presente articolo, nonché le maggiorazioni e le riduzioni, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 7
1. Gli accordi interprofessionali nonché i contratti conclusi tra i venditori e gli acquirenti di barbabietole devono conformarsi a disposizioni quadro da determinare, segnatamente per quanto riguarda le condizioni di acquisto, di consegna, di ricevimento e di pagamento delle barbabietole.
2. Le condizioni di compravendita per la canna da zucchero sono regolate da accordi interprofessionali stipulati tra i produttori comunitari di canna da zucchero ed i fabbricanti comunitari di zucchero.
Le condizioni di compravendita del prodotto di base agricolo che serve alla fabbricazione dello sciroppo di inulina sono disciplinate da accordi interprofessionali tra i produttori comunitari del prodotto di base ed i fabbricanti di sciroppo di inulina.
3. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le norme generali per l'applicazione del presente articolo e in particolare le disposizioni quadro di cui al paragrafo 1.
4. All'occorrenza, le modalità di applicazione dei paragrafi 1 e 2 sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 48.
5. In mancanza di accordi interprofessionali, lo Stato membro interessato può prendere, nel quadro del presente regolamento, le misure necessarie per preservare gli interessi delle parti interessate.
Tale Stato membro informa immediatamente la Commissione delle misure prese a norma del primo comma.
6. Il regolamento (CE) n. 952/97 non si applica alle barbabietole da zucchero durante il periodo di cui all'articolo 26, paragrafo 1.
Articolo 8
1. È previsto, secondo le condizioni del presente articolo, un regime di compensazione delle spese di magazzinaggio che implica un rimborso forfettario e la sua copertura finanziaria tramite un contributo.
2. Le spese di magazzinaggio
- dello zucchero bianco,
- dello zucchero greggio,
- degli sciroppi prodotti prima della fase zucchero allo stato solido,
- degli sciroppi ottenuti per soluzione dello zucchero allo stato solido,
fabbricati con barbabietole o canne raccolte nella Comunità, sono rimborsate forfettariamente dagli Stati membri.
Gli Stati membri riscuotono un contributo da ogni fabbricante di zucchero, secondo il caso:
- per unità di peso di zucchero prodotto,
- per unità di peso di sciroppi di cui al primo comma, prodotti prima della fase zucchero allo stato solido e smerciati come tali.
L'importo del rimborso è il medesimo per tutta la Comunità. Questa norma di uniformità si applica anche per il contributo.
3. Il paragrafo 2 non si applica agli zuccheri addizionati con aromatizzanti o coloranti del codice NC 1701 né agli sciroppi addizionati con aromatizzanti o coloranti del codice NC 2106 90 59.
4. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione:
a) adotta le norme generali per l'applicazione del presente articolo;
b) fissa contemporaneamente ai prezzi d'intervento derivati anche l'importo del rimborso.
5. L'importo del contributo è fissato annualmente secondo la procedura di cui all'articolo 48. Le altre modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la stessa procedura.
Articolo 9
1. Durante tutta la campagna di commercializzazione, l'organismo d'intervento designato da ciascuno Stato membro produttore di zucchero ha l'obbligo di acquistare, alle condizioni che saranno determinate in conformità dei paragrafi 5 e 6, lo zucchero bianco e lo zucchero greggio fabbricati con barbabietole o canne raccolte nella Comunità, che vengono offerti, purché sia stato stipulato preventivamente un contratto di magazzinaggio per lo zucchero in causa tra l'offerente e detto organismo.
Gli organismi d'intervento acquistano, secondo i casi, al prezzo d'intervento o al prezzo d'intervento derivato, che si riferisce alla zona in cui si trova lo zucchero al momento dell'acquisto. Se la qualità dello zucchero differisce dalla qualità tipo per la quale è stato fissato il prezzo d'intervento, quest'ultimo è adattato applicando maggiorazioni o riduzioni di prezzo.
2. Può essere deciso di accordare premi per lo zucchero che si trova in una delle situazioni di cui all'articolo 23, paragrafo 2 del trattato ed è reso inadatto all'alimentazione umana.
3. Può essere deciso di accordare restituzioni alla produzione per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere a), f) ed h) e per gli sciroppi di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera d) che si trovano in una delle situazioni di cui all'articolo 23, paragrafo 2 del trattato e sono utilizzati nella fabbricazione di taluni prodotti dell'industria chimica.
4. Sono prese misure appropriate in materia di spese di trasporto e di magazzinaggio dello zucchero prodotto nei dipartimenti francesi d'oltremare, onde permettere lo smercio di esso nelle regioni europee della Comunità.
Nella misura necessaria per l'approvvigionamento delle raffinerie, può essere deciso che lo zucchero greggio ricavato da barbabietole prodotte nella Comunità benefici delle stesse misure di cui al primo comma.
Ai sensi del presente articolo, s'intende per raffineria una unità tecnica la cui unica attività consiste nella raffinazione di zucchero greggio o di sciroppi prodotti prima della fase zucchero allo stato solido.
5. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, stabilisce le norme generali di applicazione dei paragrafi da 1 a 4, le quali possono derogare all'articolo 8 per l'applicazione del paragrafo 4, ed i prodotti dell'industria chimica di cui al paragrafo 3.
6. Secondo la procedura di cui all'articolo 48, sono stabilite le modalità di applicazione del presente articolo e in particolare:
- la qualità e la quantità minime esigibili all'intervento;
- le maggiorazioni e le riduzioni di prezzi applicabili all'intervento;
- le procedure e le condizioni di presa in consegna da parte degli organismi d'intervento;
- le condizioni per la concessione dei premi e il relativo ammontare;
- le condizioni per la concessione delle restituzioni alla produzione e il relativo ammontare;
- le misure di cui al paragrafo 4, secondo comma.
Articolo 10
1. Per contribuire a garantire l'approvvigionamento di tutte o di una delle zone della Comunità, il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, stabilisce le condizioni alle quali è possibile prendere misure particolari d'intervento in caso di applicazione dell'articolo 22.
Tuttavia, tali misure non possono obbligare i fabbricanti di zucchero della Comunità a vendere zucchero agli organismi d'intervento.
2. La natura e l'applicazione di tali misure d'intervento sono decise secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 11
1. Gli organismi d'intervento possono vendere lo zucchero soltanto ad un prezzo superiore al prezzo d'intervento.
Può essere tuttavia deciso che gli organismi d'intervento vendano zucchero ad un prezzo uguale o inferiore al prezzo d'intervento, quando lo zucchero è destinato:
- all'alimentazione degli animali,
o
- all'esportazione, come tale o dopo trasformazione, in uno dei prodotti di cui all'allegato II del trattato o in una delle merci di cui all'allegato I del presente regolamento.
2. In deroga al paragrafo 1, si può decidere che gli organismi d'intervento mettano a disposizione di enti caritativi riconosciuti dallo Stato membro interessato, o dalla Commissione se detto Stato membro non ha accordato alcun riconoscimento, e operanti nell'ambito di interventi specifici per un aiuto di emergenza, un quantitativo di zucchero da essi detenuto, tal quale, per la sua distribuzione gratuita, ad un prezzo inferiore al prezzo d'intervento oppure gratuitamente, per il consumo umano nel mercato interno della Comunità.
3. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, stabilisce le disposizioni generali per la vendita dei prodotti che sono stati oggetto di misure d'intervento.
4. Le modalità di applicazione del presente articolo e la decisione di messa a disposizione di cui al paragrafo 2 sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 12
1. Per assicurare l'approvvigionamento normale di tutte o di una delle zone della Comunità, è previsto l'obbligo permanente di detenere, nel territorio europeo della Comunità, una scorta minima:
a) per lo zucchero di barbabietola prodotto nella Comunità;
b) per lo zucchero di canna prodotto nei dipartimenti francesi d'oltremare e per lo zucchero preferenziale di cui all'articolo 40.
La scorta minima per lo zucchero di cui al primo comma, lettera a), è pari, ad una data determinata, a una percentuale della quota A di ogni impresa saccarifera oppure alla stessa percentuale della sua produzione di zucchero A, qualora quest'ultima sia inferiore alla sua quota A.
La percentuale fissata può essere ridotta.
La scorta minima per lo zucchero di cui al primo comma, lettera b), è pari a una percentuale della quantità di zucchero in questione che un'impresa ha raffinato durante un determinato periodo.
2. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, stabilisce le norme generali per l'applicazione del presente articolo, in particolare la data e la percentuale di cui al paragrafo 1, secondo comma, nonché la percentuale e il periodo di cui al paragrafo 1, quarto comma.
Con la stessa procedura si può prevedere un obbligo equivalente all'obbligo di detenere una scorta minima per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere f) ed h).
3. Le modalità d'applicazione del presente articolo, in particolare la riduzione della percentuale di cui al paragrafo 1, terzo comma, sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 48.
CAPO III
REGIME DEGLI SCAMBI CON I PAESI TERZI
Articolo 13
1. Tutte le importazioni e le esportazioni comunitarie di prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere a), b), c) d), f), g) e h) sono subordinate alla presentazione di un titolo d'importazione o di esportazione.
Il titolo è rilasciato dagli Stati membri ad ogni interessato che ne faccia domanda, a prescindere dal relativo luogo di stabilimento nella Comunità e salve le disposizioni d'applicazione degli articoli 17 e 18.
Il titolo di importazione o di esportazione è valido in tutta la Comunità. Il rilascio dei titoli è subordinato alla costituzione di una cauzione che garantisca l'impegno di importare o di esportare durante il periodo di validità del titolo e che, salvo casi di forza maggiore, rimane acquisita in tutto o in parte se l'operazione non è realizzata entro tale termine o lo è soltanto parzialmente.
2. Secondo la procedura di cui all'articolo 48:
a) il regime previsto al paragrafo 1 può essere esteso ai prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera e),
b) sono stabiliti il periodo di validità dei titoli e le altre modalità di applicazione del presente articolo, che possono prevedere in particolare un termine per il rilascio dei titoli.
Articolo 14
1. Salvo disposizione contraria del presente regolamento, si applicano ai prodotti di cui all'articolo 1 le aliquote dei dazi della tariffa doganale comune.
2. In deroga al paragrafo 1, al fine di garantire l'approvvigionamento adeguato del mercato comunitario di zuccheri greggi destinati ad essere raffinati rientranti nei codici NC 1701 11 10 e 1701 12 10 e di melasso rientrante nel codice 1703 mediante l'importazione da paesi terzi, la Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo 48, può sospendere parzialmente o totalmente l'applicazione dei dazi all'importazione per detti prodotti e stabilire le modalità di tale sospensione.
La sospensione può essere applicata nel periodo in cui il prezzo sul mercato mondiale, maggiorato del dazio all'impostazione che figura nella tariffa doganale comune:
- per lo zucchero greggio, supera il prezzo d'intervento per questo prodotto;
- per il melasso, supera il livello di prezzo corrispondente al prezzo di base del melasso che nella campagna saccarifera presa in considerazione, è stato utilizzato per la determinazione delle entrate derivanti della vendita di melasso in applicazione delle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 2.
Articolo 15
1. Per evitare o reprimere eventuali effetti negativi sui mercati comunitari imputabili a importazioni di taluni prodotti agricoli, l'importazione all'aliquota del dazio previsto nella tariffa doganale comune, di uno o più dei prodotti in questione, può essere subordinata al pagamento di un dazio all'importazione addizionale, alle condizioni stabilite dall'articolo 5 dell'accordo sull'agricoltura, concluso conformemente all'articolo 300 del trattato nel quadro dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round, tranne qualora le importazioni rischino di perturbare il mercato comunitario o gli effetti siano sproporzionati rispetto all'obiettivo perseguito.
2. I prezzi limite al di sotto dei quali può essere imposto un dazio all'importazione addizionale sono quelli trasmessi dalla Comunità all'Organizzazione mondiale del commercio.
I volumi che devono essere superati perché scatti l'imposizione di un dazio all'importazione addizionale sono determinati segnatamente in base alle importazioni nella Comunità nei tre anni che precedono quello in cui gli effetti negativi di cui al paragrafo 1 si verificano o rischiano di verificarsi.
3. I prezzi all'importazione da prendere in considerazione per l'imposizione di un dazio all'importazione addizionale sono determinati in base ai prezzi all'importazione cif della spedizione considerata.
A tal fine i prezzi all'importazione cif sono verificati sulla base dei prezzi rappresentativi del prodotto in questione sul mercato mondiale o sul mercato comunitario d'importazione.
4. La Commissione adotta le modalità d'applicazione del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 48. Tali modalità comportano in particolare:
a) la determinazione dei prodotti ai quali sono applicati dazi all'importazione addizionali ai sensi dell'articolo 5 dell'accordo sull'agricoltura,
b) gli altri criteri necessari per garantire l'applicazione del paragrafo 1 in conformità dell'articolo 5 di detto accordo.
Articolo 16
Per il melasso:
- il prezzo sul mercato mondiale di cui all'articolo 14, paragrafo 2,
e
- il prezzo rappresentativo di cui all'articolo 15, paragrafo 3,
si applicano a una qualità tipo.
La qualità tipo può essere definita secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 17
1. I contingenti tariffari per i prodotti di cui all'articolo 1, istituiti in virtù degli accordi conclusi nel quadro dei negoziati multilaterali dell'Uruguay Round, vengono aperti e gestiti secondo modalità adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
2. La gestione dei contingenti può essere effettuata attraverso l'applicazione di uno dei metodi seguenti o attraverso la combinazione di tali metodi:
- metodo basato sull'ordine cronologico di presentazione delle domande (secondo il principio "primo arrivato, primo servito"),
- metodo di ripartizione in proporzione dei quantitativi richiesti alla presentazione delle domande (secondo il metodo detto dell' "esame simultaneo"),
- metodo basato sulla presa in considerazione delle correnti commerciali tradizionali (secondo il metodo detto "produttori tradizionali/nuovi arrivati").
Possono essere stabiliti altri metodi appropriati.
Essi devono evitare qualsiasi discriminazione tra gli operatori interessati.
3. Il metodo di gestione stabilito tiene conto, ove occorra, dei bisogni di approvvigionamento del mercato comunitario e della necessità di salvaguardarne l'equilibrio, pur ispirandosi ai metodi applicati in passato ai contingenti corrispondenti a quelli di cui al paragrafo 1, fatti salvi i diritti derivanti dagli accordi conclusi nel quadro dei negoziati commerciali dell'Uruguay Round.
4. Le modalità di cui al paragrafo 1 prevedono l'apertura dei contingenti su base annuale e, all'occorrenza, in base allo scaglionamento appropriato, stabiliscono il metodo di gestione da applicare e, se del caso:
a) comprendono disposizioni circa la natura, la provenienza e l'origine del prodotto,
b) determinano le condizioni di riconoscimento del documento che consentirà di verificare l'osservanza delle disposizioni di cui alla lettera a),
c) fissano le condizioni di rilascio e la durata di validità dei titoli d'importazione.
Articolo 18
1. Nella misura necessaria per consentire l'esportazione dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere a), c) e d), come tali o sotto forma delle merci elencate nell'allegato I, sulla base dei corsi o dei prezzi praticati sul mercato mondiale per i prodotti di cui al medesimo paragrafo, lettere a) e c) ed entro i limiti che scaturiscono dagli accordi conclusi conformemente all'articolo 300 del trattato, la differenza tra questi corsi o prezzi e i prezzi nella Comunità può essere coperta da una restituzione all'esportazione.
La restituzione concessa per lo zucchero greggio non può essere superiore a quella concessa per lo zucchero bianco.
2. Può essere prevista una restituzione all'esportazione dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere f), g) e h), come tali o sotto forma delle merci elencate nell'allegato I.
L'ammontare della restituzione è determinato, per 100 kg di sostanza secca, tenuto conto in particolare di quanto segue:
a) della restituzione applicabile all'esportazione dei prodotti rientranti nel codice NC 1702 30 91,
b) della restituzione applicabile all'esportazione dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera d),
c) degli aspetti economici delle esportazioni previste.
3. La restituzione per l'esportazione di prodotti di cui all'articolo 1 sotto forma delle merci elencate nell'allegato I non può essere superiore a quella applicata agli stessi prodotti esportati come tali.
4. Per quanto concerne l'attribuzione dei quantitativi che possono essere esportati con restituzione, si adotta il metodo:
a) più adatto alla natura del prodotto e alla situazione del mercato in questione che consenta l'utilizzazione più efficace possibile delle risorse disponibili, e che tenga conto della efficacia e della struttura delle esportazioni della Comunità, senza tuttavia creare discriminazioni tra piccoli e grandi operatori,
b) meno gravoso per gli operatori dal punto di vista amministrativo tenuto conto delle esigenze di gestione,
c) che evita qualsiasi discriminazione tra gli operatori interessati.
5. La restituzione è la stessa per tutta la Comunità. Essa può essere differenziata secondo le destinazioni quando la situazione del mercato mondiale o le esigenze specifiche di taluni mercati lo rendano necessario.
Le restituzioni sono fissate secondo la procedura di cui all'articolo 48. In particolare, tale fissazione può aver luogo come segue:
a) periodicamente,
b) mediante gara per i prodotti per cui tale procedura era prevista in passato.
Le restituzioni fissate periodicamente possono, in caso di necessità, essere modificate nell'intervallo dalla Commissione su richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa.
Le offerte presentate in una gara sono riconosciute valide soltanto se è stata costituita una cauzione. Salvo casi di forza maggiore la cauzione rimane acquisita in tutto o in parte se gli obblighi imposti ai partecipanti alla gara non sono stati o sono stati solo parzialmente adempiuti.
Le disposizioni degli articoli 19, 20 e 21 relative ai prodotti non denaturati e esportati come tali, di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere a), c) e d), si applicano a titolo complementare.
6. Nel fissare la restituzione si tiene conto in particolare della necessità di stabilire un equilibrio tra l'utilizzazione dei prodotti di base comunitari ai fini dell'esportazione di merci trasformate verso paesi terzi e l'utilizzazione dei prodotti di tali paesi ammessi al traffico di perfezionamento.
7. Per i prodotti di cui all'articolo 1 esportati come tali, la restituzione è concessa soltanto a richiesta e dietro presentazione del relativo titolo d'esportazione.
8. L'importo della restituzione per i prodotti di cui all'articolo 1 esportati come tali è quello applicabile il giorno della domanda del titolo e, in caso di restituzione differenziata, quello applicabile in tale data:
a) alla destinazione indicata sul titolo,
o
b) alla destinazione reale se diversa dalla destinazione indicata sul titolo. In tal caso l'importo applicabile non può superare quello applicabile alla destinazione indicata sul titolo.
Al fine di evitare l'utilizzazione abusiva della flessibilità di cui al presente paragrafo, possono essere adottate le misure appropriate.
9. Le disposizioni dei paragrafi 7 e 8 possono essere estese ai prodotti di cui all'articolo 1 esportati sotto forma delle merci elencate nell'allegato I, secondo la procedura di cui all'articolo 16 del regolamento (CE) n. 3448/93(10).
10. È possibile derogare alle disposizioni dei paragrafi 7 e 8 per i prodotti di cui all'articolo 1 che beneficiano di restituzioni nell'ambito di azioni di aiuto alimentare, secondo la procedura di cui all'articolo 48.
11. La restituzione è pagata quando è fornita la prova che i prodotti:
- sono stati esportati fuori della Comunità,
e
- nel caso di una restituzione differenziata hanno raggiunto la destinazione indicata sul titolo o un'altra destinazione per cui è stata fissata una restituzione, fatto salvo il paragrafo 8, primo comma, lettera b). Tuttavia possono essere previste deroghe a tale norma, secondo la procedura di cui all'articolo 48, con riserva di condizioni da determinare che offrano garanzie equivalenti.
Possono essere adottate disposizioni complementari secondo la procedura di cui all'articolo 48.
12. Una restituzione all'esportazione dei prodotti come tali non denaturati, di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), è accordata soltanto se:
a) essi sono stati ottenuti da barbabietole o canne da zucchero raccolte nella Comunità, o
b) sono stati importati nella Comunità conformemente all'articolo 40, o
c) sono stati ottenuti da uno dei prodotti importati in conformità con l'articolo 40.
13. Nessuna restituzione viene accordata all'atto dell'esportazione dei prodotti come tali, non denaturati, di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere c) e d), che non sono di origine comunitaria o che non sono stati ottenuti da zuccheri importati nella Comunità in virtù delle disposizioni previste al paragrafo 12, lettera b), ovvero da prodotti di cui al paragrafo 12, lettera c).
14. Il rispetto dei limiti in volume, derivante dagli accordi conclusi conformemente all'articolo 300 del trattato, è garantito dai titoli di esportazione rilasciati per i periodi di riferimento previsti e applicabili ai prodotti interessati.
15. Le modalità d'applicazione del presente articolo, comprese le disposizione relative alla ridistribuzione dei quantitativi esportabili non attribuiti o non utilizzati, nonché la modifica dell'allegato I sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48. Tuttavia, le modalità relative all'applicazione del paragrafo 6 per i prodotti di cui all'articolo 1 esportati sotto forma di merci elencate nell'allegato I sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 16 del regolamento (CE) n. 3448/93.
Articolo 19
1. Il presente articolo si applica alla fissazione della restituzione per i prodotti non denaturati ed esportati come tali di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a).
2. In caso di fissazione periodica per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a):
a) le restituzioni sono fissate ogni due settimane.
Tuttavia tale fissazione può essere sospesa secondo la procedura di cui all'articolo 48 se si constata che nella Comunità non esistono eccedenze di zucchero da esportare in base ai prezzi del mercato mondiale. In tal caso non si accordano restituzioni;
b) la fissazione della restituzione è effettuata tenuto conto della situazione sul mercato comunitario e sul mercato mondiale dello zucchero, ed in particolare degli elementi seguenti:
- il prezzo d'intervento valido per lo zucchero bianco nella zona più eccedentaria della Comunità o il prezzo d'intervento valido per lo zucchero greggio nella zona della Comunità considerata rappresentativa per l'esportazione di tale zucchero,
- le spese di trasporto dello zucchero dalle zone di cui al primo trattino fino ai porti o altri luoghi di esportazione fuori della Comunità,
- le spese commerciali, ed eventualmente di carico e scarico, di trasporto e d'imballaggio connesse con la commercializzazione dello zucchero sul mercato mondiale,
- i corsi o i prezzi constatati sul mercato mondiale dello zucchero,
- l'aspetto economico delle esportazioni previste.
3. In caso di fissazione mediante gara per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a):
a) la gara concerne l'importo della restituzione;
b) le autorità competenti degli Stati membri indicono la gara in conformità di un atto giuridico vincolante per tutti gli Stati membri, che ne fissa le condizioni. Tali condizioni devono garantire la parità di accesso a tutte lo persone stabilito nella Comunità;
c) le condizioni della gara comprendono un termine di presentazione delle offerte. Entro i tre giorni lavorativi successivi alla scadenza del termine e sulla base delle offerte ricevute, l'importo massimo della restituzione, per la gara in questione, è fissato secondo la procedura di cui all'articolo 48. Per il calcolo dell'importo massimo si tiene conto della situazione della Comunità in materia di approvvigionamento e di prezzo, dei prezzi e delle possibilità di smercio sul mercato mondiale e anche delle spese afferenti all'esportazione di zucchero.
Un quantitativo massimo può essere fissato secondo la stessa procedura;
d) nel caso in cui l'esportazione possa essere effettuata con una restituzione più bassa di quella risultante dal calcolo della differenza tra i prezzi comunitari e i prezzi sul mercato mondiale e nel caso in cui per l'esportazione sia prevista una destinazione particolare, può essere prescritto che le autorità competenti di uno Stato membro indicano una gara speciale le cui condizioni prevedono:
- la possibilità, senza limiti di tempo, di presentare offerte fino al momento della chiusura della procedura di gara,
- un importo massimo della restituzione, calcolato per l'esportazione in questione sulla base delle necessità;
e) se l'importo della restituzione indicato in un'offerta:
- e superiore all'importo massimo fissato, le autorità competenti degli Stati membri la respingono;
- se non è superiore all'importo massimo, la restituzione che tali autorità devono fissare è quella indicata nell'offerta in questione.
4. Per lo zucchero greggio:
a) la restituzione è fissata per la qualità tipo definita all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 431/68(11);
b) la restituzione fissata periodicamente secondo il paragrafo 2, lettera a):
- non può superare il 92 % della restituzione fissata per lo stesso periodo per lo zucchero bianco. Tuttavia questo limite non si applica alle restituzioni da fissare per lo zucchero candito,
- per le operazioni di esportazione di cui trattasi, è moltiplicata per un coefficiente correttore determinato dividendo per 92 il rendimento dello zucchero greggio esportato calcolato in conformità dell'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 431/68,
c) l'importo massimo previsto al paragrafo 3, lettera c) nell'ambito di una gara non può superare il 92 % dell'importo massimo fissato contemporaneamente secondo lo stesso paragrafo, per lo zucchero bianco.
Articolo 20
1. Per i prodotti non denaturati ed esportati come tali di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera c), la restituzione è fissata mensilmente tenuto conto di quanto segue:
a) del prezzo del melasso preso in considerazione, per la campagna saccarifera in questione, per la determinazione delle entrate derivanti dalla vendita di melasso conformemente all'articolo 4, paragrafo 2,
b) dei prezzi e delle possibilità di smercio del melasso sul mercato della Comunità,
c) dei corsi o dei prezzi del melasso costatati sul mercato mondiale,
d) dell'aspetto economico delle esportazioni previste.
Tuttavia tale fissazione può essere sospesa secondo la procedura di cui all'articolo 48 se si constata che nella Comunità non esistono eccedenze di melasso da esportare in base ai prezzi del mercato mondiale. In tal caso non si accordano restituzioni.
2. In circostanze particolari, per determinati quantitativi e per determinate zone della Comunità, l'importo della restituzione può essere fissato in seguito a gara. La gara concerne l'importo della restituzione.
Le autorità competenti degli Stati membri interessati indicono la gara in base ad un'autorizzazione che ne fissa le condizioni. Tali condizioni devono garantire la parità di accesso a tutte le persone stabilite nella Comunità.
Articolo 21
1. Un importo di base della restituzione è fissato mensilmente per i prodotti non denaturati ed esportati come tali di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera d).
Tuttavia tale fissazione periodica può essere sospesa secondo la procedura di cui all'articolo 48 se la fissazione periodica della restituzione per lo zucchero bianco come tale è sospeso. In tal caso non si accordano restituzioni.
2. L'importo di base della restituzione prevista per i prodotti di cui al paragrafo 1, escluso il sorbosio, è pari ad un centesimo di un importo fissato tenuto conto:
a) della differenza tra il prezzo d'intervento valido per lo zucchero bianco nella zona più eccedentaria della Comunità nel mese per il quale è fissato l'importo di base, e i corsi o prezzi dello zucchero bianco costatati sul mercato mondiale:
b) della necessità di stabilire un equilibrio tra:
- l'utilizzazione dei prodotti di base della Comunità ai tini dell'esportazione dei prodotti trasformati verso i paesi terzi,
- l'utilizzazione dei prodotti di tali paesi ammessi al traffico di perfezionamento.
3. Per il sorbosio, l'importo di base della restituzione è pari all'importo di base della restituzione diminuito di un centesimo della restituzione alla produzione valido in virtù del regolamento (CEE) n. 1010/86(12) per i prodotti di cui all'allegato di detto regolamento.
4. L'applicazione dell'importo di base della restituzione può essere limitata ad alcuni dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera d).
Articolo 22
1. Nella misura necessaria al buon funzionamento dell'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero, il Consiglio, che delibera su proposta della Commissione secondo la procedura di voto di cui all'articolo 37, paragrafo 2 del trattato, può escludere totalmente o parzialmente il ricorso al regime del traffico di perfezionamento attivo:
- per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere a) e d),
e
- in casi particolari, per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, destinati alla fabbricazione di merci di cui all'allegato I.
2. In deroga al paragrafo 1 se la situazione di cui allo stesso paragrafo si presenta straordinariamente urgente e il mercato comunitario subisca o rischia di subire perturbazioni dal regime di perfezionamento attivo o passivo, la Commissione, su richiesta di uno Stato membro o di sua iniziativa, decide le misure necessarie che vengono comunicate al Consiglio e agli Stati membri, la cui durata di validità non può essere superiore a sei mesi, e che sono immediatamente applicabili. Ove tali misure siano state richieste da uno Stato membro, la Commissione decide al riguardo entro una settimana dalla data di ricezione della domanda.
3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro una settimana dalla data della sua comunicazione. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, può confermare, modificare o abrogare la decisione della Commissione. Se il Consiglio non ha deciso entro tre mesi, la decisione della Commissione è considerata abrogata.
Articolo 23
1. Per la classificazione dei prodotti disciplinati dal presente regolamento si applicano le norme generali relative all'interpretazione della nomenclatura combinata, nonché le relative modalità di attuazione; la nomenclatura tariffaria risultante dall'applicazione del presente regolamento viene inserita nella tariffa doganale comune.
2. Salvo disposizione contraria prevista dal presente regolamento o adottata in virtù di una delle sue disposizioni, negli scambi con i paesi terzi sono vietate:
a) la riscossione di qualsiasi tassa avente effetto equivalente a un dazio doganale,
b) l'applicazione di qualsiasi restrizione quantitativa all'importazione o misure di effetto equivalente.
Articolo 24
1. Qualora il prezzo dello zucchero sul mercato mondiale superi il prezzo d'intervento, può essere prevista l'applicazione di un prelievo all'esportazione dello zucchero in questione. Tale prelievo deve essere applicato qualora il prezzo cif dello zucchero bianco o dello zucchero greggio sia superiore al premo d'intervento maggiorato di un importo pari alla somma del 10 % del prezzo di intervento più il contributo di magazzinaggio applicabile nel corso della campagna di commercializzazione in questione.
Il prelievo all'esportazione può essere determinato mediante gara. Tranne in caso di gara il prelievo da percepire è quello applicabile alla data dell'esportazione.
2. Qualora il prezzo cif dello zucchero bianco o dello zucchero greggio sia superiore al prezzo d'intervento maggiorato di un importo pari alla somma del 10 % del prezzo d'intervento più il contributo di magazzinaggio applicabile nel corso della campagna di commercializzazione in questione, si può decidere di sospendere il dazio all'importazione applicabile e/o di concedere un aiuto all'importazione del prodotto considerato.
Qualora si constati che:
a) l'approvvigionamento della Comunità,
o
b) l'approvvigionamento di una regione di consumo importante della Comunità,
non è più garantito dalle disponibilità comunitarie, la sospensione del dazio all'importazione, la concessione dell'aiuto all'importazione e le relative condizioni sono decise secondo la procedura di cui all'articolo 37. Tali condizioni riguardano segnatamente il quantitativo di zucchero bianco o greggio oggetto dell'aiuto, la durata per cui quest'ultimo è concesso e, se del caso, le regioni d'importazione.
3. Sono decisi secondo la procedura di cui all'articolo 48:
a) i prezzi cif di cui ai paragrafi 1 e 2;
b) le altre modalità d'applicazione del presente articolo.
Per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere b), c), d), f), g) e h) possono essere adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48 disposizioni corrispondenti a quelle dei paragrafi 1 e 2.
4. La Commissione fissa i prelievi conseguenti all'applicazione del presente articolo. Tuttavia i prelievi all'esportazione determinati mediante gara sono fissati secondo la procedura prevista all'articolo 48.
Articolo 25
1. Qualora, per effetto delle importazioni o delle esportazioni, il mercato comunitario di uno o più prodotti di cui all'articolo 1 subisca o rischi di subire gravi perturbazioni, tali da compromettere il conseguimento degli obiettivi enunciati all'articolo 33 del trattato, si possono applicare misure adeguate negli scambi con i paesi terzi, fintantoché sussista la suddetta perturbazione o minaccia di perturbazione.
Il Consiglio, che delibera su proposta della Commissione secondo la procedura di voto di cui all'articolo 37, paragrafo 2 del trattato, adotta le modalità generali d'applicazione del presente paragrafo e definisce i casi e i limiti in cui gli Stati membri possono prendere misure cautelative.
2. Qualora si delinei la situazione descritta al paragrafo 1, la Commissione su richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, decide l'adozione delle opportune misure che vengono comunicate agli Stati membri e devono essere applicate immediatamente. Ove tali misure siano state richieste da uno Stato membro, la Commissione decide al riguardo entro tre giorni lavorativi dalla data di ricezione delle domanda.
3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la misura decisa dalla Commissione, entro tre giorni lavorativi dalla data della sua comunicazione. Il Consiglio si riunisce senza indugio e, deliberando a maggioranza qualificata, può modificare o annullare la misura stessa.
4. Nell'applicazione del presente articolo occorre tener conto degli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi conformemente all'articolo 300, paragrafo 2 del trattato.
CAPO IV
REGIME DELLE QUOTE
Articolo 26
1. Gli articoli da 27 a 39 si applicano per le campagne di commercializzazione 1995/1996-2000/2001.
2. Fatti salvi il paragrafo 5, l'articolo 27, paragrafo 3, l'articolo 30 ovvero, l'articolo 28, paragrafo 5, per il periodo di cui al paragrafo 1, le quote A e B delle imprese produttrici di zucchero e delle imprese produttrici di isoglucosio corrispondono a quelle assegnate dagli Stati membri per la campagna di commercializzazione 1994/1995.
3. Per il periodo di cui al paragrafo 1, le quantità di base della produzione A e B di zucchero e di isoglucosio che servono all'assegnazione delle quote sono quelle fissate, secondo il caso, all'articolo 27, paragrafo 3 e all'articolo 28, paragrafo 2.
4. Fatto salvo il paragrafo 5, per il periodo di cui al paragrafo 1 le quote A e B delle imprese produttrici di sciroppo di inulina corrispondono a quelle assegnate definitivamente dagli Stati membri a norma dell'articolo 29 per la campagna di commercializzazione 1994/1995. Le disposizioni degli articoli 27 e 30 non si applicano a tali imprese.
5. Per l'adempimento degli impegni assunti dalla Comunità nel quadro dell'accordo agricolo concluso a norma dell'articolo 300, paragrafo 2 del trattato, le garanzie di smercio dello zucchero, dell'isoglucosio e dello sciroppo di inclina prodotti in regime di quote possono essere ridotte per una o più campagne di commercializzazione determinate.
Ai fini del primo comma, viene stabilito, prima del 1o ottobre, per ciascuna campagna di commercializzazione, il quantitativo garantito nell'ambito delle quote sulla base delle previsioni di produzione, di importazione, di consumo, di ammasso, di riporto e di saldo esportabile nonché di perdita media prevista a carico del regime di autofinanziamento ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 1, lettera d). Qualora da tali previsioni appaia un saldo esportabile, per la campagna di commercializzazione di cui trattasi, superiore al massimo previsto da detto accordo, il quantitativo garantito è ridotto della differenza con la procedura di cui all'articolo 48. Tale differenza viene ripartita tra lo zucchero, l'isoglucosio e lo sciroppo di inulina in base alla percentuale costituita dalla somma delle quote A e B di ciascun prodotto nella Comunità. Essa viene in seguito ripartita per Stato membro e per prodotto, applicando il correlativo coefficiente di ripartizione indicato nella tabella qui in appresso.
SPAZIO PER TABELLA
Lo Stato membro ripartisce quindi la differenza che gli e propria tra le imprese produttrici stabilite nel suo territorio in base al rapporto esistente, per il prodotto di cui trattasi, fra la quota A ovvero B dello stesso e la quantità di base A ovvero B dello Stato membro medesimo, o, a seconda dei casi, la somma delle quote A ovvero B attribuite alle imprese per il prodotto di cui trattasi.
Lo zucchero, l'isoglucosio e lo sciroppo di inulina prodotti al di là del quantitativo garantito sono considerati zucchero C, isoglucosio C o sciroppo di inulina C.
Le modalità di applicazione del primo comma nonché la riduzione del quantitativo garantito e eventualmente la revisione di questo per la fissazione del quantitativo garantito della campagna di commercializzazione successiva sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
6. Il Consiglio adotta anteriormente al 1o gennaio 2001, secondo la procedura di cui all'articolo 37, paragrafo 2 del trattato, il regime che si applica a decorrere dal 1o luglio 2001 alla produzione di zucchero, di isoglucosio e di sciroppo di inulina.
Articolo 27
1. Gli Stati membri attribuiscono, alle condizioni del presente capo, una quota A e una quota B ad ogni impresa produttrice di zucchero e ad ogni impresa produttrice di isoglucosio stabilita sul loro territorio che:
- abbia disposto di una quota A e di una quota B durante la campagna di commercializzazione 1994/1995,
- oppure, per quanto riguarda l'Austria, la Finlandia e la Svezia, abbia prodotto zucchero o isoglucosio nel corso dell'anno civile 1994.
2. Il Portogallo stabilisce per la propria regione continentale, alle condizioni di cui al presente capo ed entro i limiti delle quantità di base A e B fissate per questa regione al paragrafo 3, la quota A e la quota B di ogni impresa insediata nella regione, in grado di avviare una produzione di zucchero.
Prima di tale attribuzione, il Portogallo può utilizzare fino al 10 % delle quantità di base A e B fissate per la sua regione continentale, a vantaggio delle quote A e B dell'impresa insediata nella regione autonoma delle Azzorre.
3. Per l'attribuzione delle quote A e B di cui al paragrafo 1, sono fissati i quantitativi di base seguenti:
I. Quantitativi di base
SPAZIO PER TABELLA
II. Quantitativi di base B
SPAZIO PER TABELLA
4. Per il periodo di cui all'articolo 26, paragrafo 1, fatti salvi il paragrafo 2 e gli articoli 28 e 30, le quote A e B di ciascuna impresa produttrice di isoglucosio, sono uguali rispettivamente alle quote A e B assegnate per la campagna di commercializzazione 1994/1995.
Tuttavia, per quanto riguarda le imprese produttrici di zucchero stabilite in:
a) Austria, la quota A e la quota B dell'impresa produttrice di zucchero sono rispettivamente pari al quantitativo di base A e al quantitativo di base B fissati al paragrafo 3, punto I, lettera a), e punto II, lettera a), per l'Austria;
b) Finlandia, la quota A e la quota B dell'impresa produttrice di zucchero sono rispettivamente pari al quantitativo di base A e al quantitativo di base B fissati al paragrafo 3, punto I, lettera a), e punto II, lettera a), per la Finlandia;
c) Svezia, la quota A e la quota B dell'impresa produttrice di zucchero sono rispettivamente pari al quantitativo di base A e al quantitativo di base B fissati al paragrafo 3, punto I, lettera a), e punto II, lettera a), per la Svezia.
Inoltre, per quanto riguarda l'impresa produttrice di isoglucosio stabilita in Finlandia, la quota A e la quota B di tale impresa sono rispettivamente pari al quantitativo di base B fissati al paragrafo 3, punto I, lettera b), e al punto II, lettera b), per la Finlandia.
5. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, stabilisce, in quanto necessario, la qualità tipo per l'isoglucosio e i criteri per l'instaurazione di un sistema di conversione dei quantitativi prodotti in quantitativi della qualità tipo.
6. Le eventuali modalità di applicazione del presente articolo e quelle relative al sistema di conversione di cui al paragrafo 5 sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 28
1. Fatto salvo l'articolo 27, paragrafo 3, nel caso della Germania viene costituita una regione supplementare ai fini dell'applicazione del regime delle quote alle imprese produttrici di zucchero le quali siano stabilite in tale regione, abbiano prodotto zucchero anteriormente al 1o luglio 1990 e continuino a produrne dopo tale data.
Ai fini del presente regolamento tale regione corrisponde al territorio dell'ex Repubblica democratica tedesca.
2. Ai fini dell'attribuzione delle quote A e B alle imprese di cui al paragrafo 1, vengono stabiliti i seguenti quantitativi di base:
a) quantitativo di base A: 647703 tonnellate di zucchero bianco,
b) quantitativo di base B: 199297 tonnellate di zucchero bianco.
3. La quota A di ciascuna impresa produttrice di zucchero di cui al paragrafo 1 è determinata applicando alla sua produzione media annua di zucchero nel corso delle campagne di commercializzazione che vanno dal 1984/1985 al 1988/1989 (in prosieguo: "produzione di riferimento"), un coefficiente corrispondente al rapporto tra, da un lato, il quantitativo di base A di cui al paragrafo 2 e, dall'altro, la somma delle produzioni di riferimento delle imprese stabilite nella regione di cui al paragrafo 1.
4. La quota B di ciascuna impresa produttrice di zucchero di cui al paragrafo 1 è pari al 30,77 % della sua quota A stabilita conformemente al paragrafo 3.
5. Per le imprese di cui al paragrafo 1, le disposizioni dell'articolo 30 sono applicabili unicamente ai trasferimenti tra le imprese produttrici di zucchero di cui al paragrafo 1.
6. Le eventuali modalità d'applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 29
1. Fatta salva l'applicazione del paragrafo 3, la quota di ciascuna impresa produttrice di sciroppo di inulina è pari alla sua produzione durante il periodo 1o luglio 1992-30 giugno 1993 ottenuta in un impianto specifico progettato e riservato per l'idrolisi di inulina nell'ambito di un processo completo e integrato di trasformazione, dalla consegna del prodotto agricolo di base sino alla produzione finale di sciroppo di inulina. Tale produzione viene constatata dallo Stato membro interessato secondo modalità da stabilire.
2. La quota B di ciascuna impresa produttrice di sciroppo di inulina è pari al 23,55 % della quota A, determinata conformemente ai paragrafi 1 e 3.
3. La quota A di cui al paragrafo 1 viene eventualmente rettificata in modo che la somma della quota A e della quota B:
- non sia superiore all'85 %,
- non sia inferiore al 65
della capacità tecnica di produzione dell'impresa in questione installata il 1o ottobre 1992 per una produzione industriale continuativa di sciroppo di inulina nell'impianto specifico progettato e riservato per l'idrolisi di inulina, conformemente al paragrafo 1.
Detta capacità è determinata dallo Stato membro interessato tenendo conto della quantità giornaliera del prodotto agricolo di base trasformato in sciroppo di inulina durante una campagna massima di cento giorni all'anno.
4. Ai fini della constatazione della produzione di cui al paragrafo 1, a partire dal 1o luglio 1992 i fabbricanti di sciroppo di inulina sono tenuti a dichiarare immediatamente allo Stato membro sul territorio del quale è stabilita la loro impresa ciascun impianto di idrolisi di inulina che serve alla fabbricazione, conformemente al paragrafo 1, del prodotto definito all'articolo 1, paragrafo 2. Lo Stato membro può esigere dall'interessato qualsiasi informazione supplementare al riguardo.
Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie per controllare la veridicità delle dichiarazioni.
Ai fini della loro assegnazione da parte dello Stato membro, le quote A e B sono espresse in equivalente zucchero/isoglucosio mediante applicazione alla produzione constatata di sostanza secca di un coefficiente pari a 1,9.
Gli Stati membri interessati comunicano alla Commissione, che ne informa gli altri Stati membri, le quote assegnate e i relativi titolari.
5. Le modalità di applicazione del presente articolo e in particolare quelle di cui al paragrafo 1 sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 30
1. Gli Stati membri possono effettuare dei trasferimenti tra imprese di quote A e di quote B secondo le condizioni del presente articolo e prendendo in considerazione l'interesse di ogni parte in questione, in particolare quello dei produttori di barbabietole o di canne da zucchero.
2. Gli Stati membri possono diminuire la quota A e la quota B di ciascuna impresa produttrice di zucchero o di isoglucosio, stabilite sul loro territorio, di una quantità totale che non superi, per il periodo di cui all'articolo 26, paragrafo 1, il 10 % secondo il caso della quota A o della quota B determinato per ciascuna di esse conformemente all'articolo 27.
Il limite del 10 % di cui al primo comma non si applica, in Italia, in Spagna e nei dipartimenti francesi d'oltremare, se i trasferimenti di quote sono effettuati in base ai progetti di ristrutturazione del settore della barbabietola o della canna e del settore saccarifero della regione interessata, nella misura necessaria alla realizzazione di tali progetti. Per i trasferimenti di quote in Spagna nel quadro di questi progetti di ristrutturazione si applica l'articolo 9 del regolamento (CEE) n. 193/82(13).
I progetti di ristrutturazione e le misure che ne derivano, riguardanti le quote A e B sono immediatamente resi noti alla Commissione.
3. I quantitativi delle quote A e B detratti vengono assegnati come tali dagli Stati membri a una o più imprese dotate o meno di una quota e stabilite, ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 3, nella stessa regione delle imprese cui detti quantitativi sono stati sottratti.
Tuttavia la Francia può detrarre un quantitativo non eccedente complessivamente 30000 tonnellate di zucchero bianco, dalle quote A stabilite conformemente all'articolo 27, delle imprese stabilite nei suoi dipartimenti d'oltremare e assegnare i quantitativi detratti a una o più imprese stabilite nel territorio metropolitano. La quota A di ciascuna impresa in questione non può, dopo la detrazione, essere inferiore alla produzione media di zucchero, effettuata nei limiti della sua quota di base e constatata nel corso delle campagne saccarifere 1977/1978, 1978/1979 e 1979/1980 ai sensi del regolamento (CEE) n. 3330/74(14).
4. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le norme generali concernenti la modifica delle quote in particolare in caso di fusione o di cessione di un'impresa.
5. Le eventuali modalità di applicazione del presente articolo vengono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 31
1. Salvo il paragrafo 2, lo zucchero C non riportato a norma dell'articolo 32, l'isoglucosio C e lo sciroppo di inulina C non possono essere smerciati sul mercato interno della Comunità e devono essere esportati come tali anteriormente al 1o gennaio successivo alla fine della campagna di commercializzazione di cui trattasi.
Gli articoli 8, 9, 18 e 24 non si applicano a tale zucchero, né gli articoli 9, 18 e 24 a tale isoglucosio e a tale sciroppo d'inulina.
2. A titolo eccezionale può essere deciso, nei limiti necessari per la sicurezza degli approvvigionamenti di zucchero della Comunità, che l'articolo 24 si applica allo zucchero C. In tal caso, è deciso al tempo stesso che tutto il quantitativo di zucchero C in causa può essere definitivamente smerciato sul mercato interno senza riscossione dell'importo di cui al paragrafo 3 del presente articolo.
3. Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Tali modalità prevedono, fra l'altro, la riscossione di un importo sullo zucchero C, sull'isoglucosio C e sullo sciroppo di inulina C di cui al paragrafo 1, la cui esportazione come tali nel termine richiesto non è stata comprovata ad una data da determinare.
Articolo 32
1. Ogni impresa può decidere di riportare alla campagna di commercializzazione successiva, in conto della produzione di tale campagna, tutta o parte della produzione di zucchero eccedente la quota A. Tale decisione è irrevocabile.
Ogni impresa può decidere di riportare alla campagna di commercializzazione successiva, a titolo della produzione di tale campagna, tutta o parte della produzione di zucchero A e di zucchero B divenuta produzione di zucchero C dopo l'applicazione dell'articolo 26, paragrafo 5. Questa decisione è parimenti irrevocabile. Inoltre non è soggetta all'eventuale limitazione di cui al paragrafo 4 del presente articolo.
2. Le imprese che prendono la decisione di cui al paragrafo 1:
- comunicano allo Stato membro interessato, anteriormente al 1o febbraio, il o i quantitativi di zucchero prodotti da riportare,
- e si impegnano a immagazzinare il quantitativo o i quantitativi da riportare durante un periodo di 12 mesi consecutivi, il cui inizio è da determinarsi. Per tale periodo, le spese di magazzinaggio vengono rimborsate secondo le disposizioni dell'articolo 8 anche per lo zucchero C riportato e per lo zucchero A e lo zucchero B divenuti zucchero C riportato dopo l'applicazione dell'articolo 26, paragrafo 5.
Tuttavia, la data del 1o febbraio di cui al primo comma, primo trattino, è sostituita:
a) per le imprese stabilite in Spagna, da quella del 15 aprile, qualora si tratti di produzione di zucchero di barbabietole e da quella del 20 giugno; qualora si tratti di produzione di zucchero di canna;
b) per le imprese stabilite nel Regno Unito, da quella del 15 febbraio.
Per quanto riguarda le imprese situate nei dipartimenti francesi della Guadalupa e della Martinica si applica la data del 1o maggio al posto di quella del 1o febbraio di cui al primo comma, primo trattino.
Se la produzione definitiva della campagna di commercializzazione in causa è inferiore a quella stimata al momento della decisione di riporto, il quantitativo riportato può, anteriormente al 1o agosto della campagna di commercializzazione successiva, essere adattato con effetto retroattivo.
3. In caso di calamità naturali come siccità e inondazioni che colpiscano una regione della Comunità e qualora l'applicazione dell'articolo 12 non consenta di assicurare l'approvvigionamento normale di tale regione, può essere deciso, secondo la procedura di cui all'articolo 48, che il periodo di magazzinaggio obbligatorio di cui al paragrafo 2, primo comma, secondo trattino, sia ridotto per una quantità di zucchero che consenta di assicurare l'approvvigionamento normale di tale regione.
4. Le modalità di applicazione del presente articolo, che possono prevedere un limite ai quantitativi di zucchero di cui è ammesso il riporto, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Tali modalità prevedono in particolare la riscossione di un importo sul quantitativo da immagazzinare di cui al paragrafo 2, primo comma, secondo trattino, che è smerciato durante il periodo di magazzinaggio prescritto.
Articolo 33
1. Prima della fine di ciascuna campagna di commercializzazione si constata quanto segue:
a) il quantitativo prevedibile di zucchero A e B, di isoglucosio A e B e di sciroppo di inulina A e B prodotto a titolo della campagna in corso;
b) il quantitativo prevedibile di zucchero, di isoglucosio e di sciroppo di inulina smerciato per il consumo interno della Comunità durante la campagna in corso;
c) l'eccedenza esportabile, sottraendo dal quantitativo di cui alla lettera a) il quantitativo di cui alla lettera b);
d) la perdita media prevedibile o l'entrata media prevedibile per tonnellata di zucchero per gli impegni all'esportazione da realizzare a titolo della campagna in corso.
Questa perdita media o entrata media è pari alla differenza tra il totale delle restituzioni e il totale dei prelievi calcolati sulla base del tonnellaggio totale degli impegni all'esportazione in causa;
e) la perdita complessiva prevedibile o l'entrata complessiva prevedibile, moltiplicando l'eccedenza di cui alla lettera c) per la perdita media o per l'entrata media di cui alla lettera d).
2. Fatto salvo l'articolo 26, paragrafo 5, prima della fine della campagna di commercializzazione 2000/2001 si constata, cumulativamente per le campagne di commercializzazione 1995/1996-2000/2001, quanto segue:
a) l'eccedenza esportabile stabilita in funzione della produzione definitiva di zucchero A e B, di isoglucosio A e B e, a partire dalla campagna di commercializzazione 1994/1995, di sciroppo di inulina A e B, da un lato, e della quantità definitiva di zucchero, di isoglucosio e, a partire dalla campagna di commercializzazione 1994/1995, di sciroppo di inulina smerciata per il consumo all'interno della Comunità, dall'altro;
b) la perdita media o l'entrata media per tonnellata di zucchero risultante dalla totalità degli impegni all'esportazione di cui trattasi, stabilita con il sistema di calcolo di cui al paragrafo 1, lettera d), secondo comma;
c) la perdita complessiva o l'entrata complessiva moltiplicando l'eccedenza di cui alla lettera a) per la perdita media o l'entrata media di cui alla lettera b);
d) la somma complessiva dei contributi alla produzione di base e dei contributi B riscossi.
La perdita complessiva prevedibile o l'entrata complessiva prevedibile di cui al paragrafo 1, lettera e) viene adeguata in funzione della differenza tra le constatazioni di cui alle lettere c) e d).
3. Qualora le constatazioni di cui al paragrafo 1, dopo essere state adattate conformemente al paragrafo 2 e fatto salvo l'articolo 36, paragrafo 1, diano come risultato una perdita complessiva prevedibile, quest'ultima viene divisa per il quantitativo prevedibile di zucchero A e B, di isoglucosio A e B e di sciroppo di inulina A e B prodotto a titolo della campagna in corso. L'importo che ne risulta deve essere pagato ai fabbricanti come contributo alla produzione di base sulle loro produzioni di zucchero A e B, di isoglucosio A e B e di sciroppo di inulina A e B.
Tuttavia, tale contributo non può superare quanto segue:
- per lo zucchero in oggetto, un importo massimo pari al 2 % del prezzo d'intervento dello zucchero bianco,
- per lo sciroppo di inulina in oggetto, espresso in equivalente zucchero/isoglucosio mediante applicazione del coefficiente 1,9, un importo massimo pari a quello applicabile allo zucchero bianco,
- per l'isoglucosio in oggetto, la parte del contributo alla produzione di base restante a carico dei fabbricanti di zucchero.
4. Qualora il limite superiore del contributo alla produzione di base non consenta di coprire integralmente la perdita complessiva di cui al paragrafo 3, primo comma, il saldo restante viene diviso per il quantitativo prevedibile di zucchero B, di isoglucosio B e di sciroppo di inulina B prodotto a titolo della campagna in corso. L'importo che ne risulta deve essere pagato dai fabbricanti come contributo B sulle loro produzioni di zucchero B, di isoglucosio B e di sciroppo di inulina B.
Tuttavia, fatto salvo il paragrafo 5, tale contributo non può superare quanto segue:
- per lo zucchero B, un importo massimo pari al 30 % del prezzo d'intervento dello zucchero bianco,
- per lo sciroppo di inulina B, espresso in equivalente zucchero/isoglucosio mediante l'applicazione del coefficiente 1,9, un importo massimo pari a quello applicabile allo zucchero bianco B,
- per l'isoglucosio B, la parte del contributo B restante a carico dei fabbricanti di zucchero.
5. Qualora, sulla base delle constatazioni di cui al paragrafo 1, risulti che, a causa dei limiti massimi fissati per il contributo alla produzione di base ed il contributo B, fissati ai paragrafi 3 e 4, la perdita globale prevedibile della campagna di commercializzazione in corso, non possa essere coperta con l'introito di tali contributi, la percentuale massima di cui al paragrafo 4, primo trattino, è modificata nella misura necessaria per coprire detta perdita globale, senza comunque superare il 37,5 %.
La percentuale massima modificata del contributo B è fissata per la campagna di commercializzazione in corso anteriormente al 15 settembre della campagna stessa. Nel contempo, la percentuale all'articolo 5, paragrafo 2, secondo comma; è modificata analogamente.
6. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, su proposta della Commissione, può decidere che tutte le perdite derivanti dall'eventuale concessione di restituzioni alla produzione di cui all'articolo 9, paragrafo 3, o parte di esse, siano prese in considerazione per calcolare la perdita globale di cui al paragrafo 1, lettera e), del presente articolo.
7. I contributi di cui al presente articolo sono riscossi dagli Stati membri.
8. Le modalità di applicazione del presente articolo, in particolare quelle indicate in appresso, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48:
- importi dei contributi da riscuotere,
- modifica della percentuale massima del contributo B,
- modifica del prezzo minimo della barbabietola B, corrispondente alla modifica della percentuale massima del contributo B.
Articolo 34
1. Qualora, per una determinata campagna di commercializzazione, la perdita globale constatata in applicazione dell'articolo 33, paragrafi 1 e 2, non sia completamente coperta dall'introito dei contributi alla produzione della stessa campagna, previa applicazione dell'articolo 33, paragrafi 3, 4 e 5, viene riscosso un contributo complementare dai fabbricanti, fatto salvo l'articolo 5, per coprire integralmente la parte della perdita globale in causa non coperta da detto introito.
2. Il contributo complementare è determinato, per ciascuna impresa produttrice di zucchero, ciascuna impresa produttrice di isoglucosio e ciascuna impresa produttrice di sciroppo di inclina, applicando alla somma totale dovuta dall'impresa a titolo dei contributi alla produzione della campagna di commercializzazione in causa un coefficiente da stabilire. Tale coefficiente rappresenta per la Comunità il rapporto fra la perdita complessiva constatata per la campagna di commercializzazione in oggetto a norma dell'articolo 33, paragrafi 1 e 2, e il gettito del contributo per la produzione di base e del contributo B dovuti dai Fabbricanti di zucchero, dai fabbricanti di isoglucosio e dai fabbricanti di sciroppo di inclina a titolo della stessa campagna, previa detrazione di una unità.
3. Il contributo complementare è versato dai fabbricanti interessati prima del 15 dicembre successivo alla campagna di commercializzazione per la quale esso è dovuto.
I fabbricanti di zucchero possono esigere, a seconda dei casi, dai venditori di barbabietole o di canna prodotte nella Comunità, il rimborso di parte del contributo complementare versato. Il rimborso può essere al massimo pari all'importo massimo di partecipazione dei venditori di barbabietole o di canna al pagamento, previsto dall'articolo 33, del contributo alla produzione di base e del contributo B per la campagna di commercializzazione considerata, moltiplicato per il coefficiente di cui al paragrafo 2 del presente articolo.
Il rimborso di cui al secondo comma è effettuato per le barbabietole consegnate a titolo della campagna di commercializzazione considerata. Le parti interessate possono tuttavia convenire che il rimborso si effettui per le barbabietole consegnate a titolo della campagna di commercializzazione successiva.
4. Per le constatazioni di cui all'articolo 33, paragrafo 2, si tiene conto dell'introito derivante dalla riscossione del contributo complementare di cui al paragrafo 1 del presente articolo.
5. Le modalità d'applicazione del presente articolo, in particolare il coefficiente di cui al paragrafo 2 del presente articolo, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 35
1. I fabbricanti di sciroppo di inulina possono esigere dai venditori del prodotto agricolo di base, utilizzato per la fabbricazione dello sciroppo di inulina di cui trattasi, di assumere a proprio carico una parte del contributo per la produzione di base, del contributo B e del contributo complementare riscossi. La quota da assumere non può superare quella gravante sui bieticoltori per la campagna di commercializzazione in oggetto; detta quota è determinata mediante accordi interprofessionali o contratti in funzione dei prezzi d'acquisto dei prodotti di base agricoli consegnati a titolo della stessa campagna di commercializzazione.
2. Le eventuali modalità d'applicazione del paragrafo 11 sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 36
1. Se viene constatato dopo l'applicazione degli articoli 33 e 34 alla campagna di commercializzazione 1994/1995 che la perdita globale effettiva di detta campagna:
a) non è coperta integralmente dai proventi del contributo alla produzione ed eventualmente del contributo complementare, l'onere finanziario che ne risulta viene aggiunto alla perdita complessiva prevedibile di cui all'articolo 33, paragrafo 1, lettera e), per la campagna di commercializzazione durante cui ha avuto luogo tale constatazione;
b) è inferiore ai proventi del contributo per la produzione ed eventualmente del contributo complementare, un importo pari alla differenza viene, secondo i casi, detratto dalla perdita complessiva prevedibile o aggiunto all'entrata complessiva prevedibile, risultante dall'applicazione dell'articolo 33 e dell'articolo 34 per la campagna di commercializzazione durante cui ha avuto luogo tale constatazione.
2. Se l'ammontare del contributo alla produzione di base è inferiore all'importo massimo di cui all'articolo 33, paragrafo 3, o se l'ammontare del contributo B è inferiore all'importo massimo di cui al paragrafo 4 di detto articolo, riveduto all'occorrenza secondo il paragrafo 5, i fabbricanti di zucchero hanno l'obbligo di versare ai venditori di barbabietole la differenza tra l'importo massimo del contributo in causa e l'ammontare del contributo da riscuotere, in ragione del 60 % di tale differenza.
L'importo da pagare per tonnellata di barbabietole è fissato per la qualità tipo.
Le maggiorazioni e le riduzioni di cui all'articolo 6 sono applicabili a tale importo.
3. I fabbricanti comunitari di zucchero possono esigere dai venditori di canna prodotta nella Comunità, per il quantitativo di zucchero per il quale viene riscosso il contributo in causa, il rimborso di detto contributo in ragione del 60 %.
4. Gli Stati membri si assicurano, sulla base dei dati forniti dai fabbricanti di zucchero, che il pagamento delle barbabietole sia conforme alle disposizioni comunitarie in materia.
5. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 37
1. Nei contratti stipulati per la fornitura di barbabietole destinate alla fabbricazione di zucchero si fa distinzione tra le barbabietole, a seconda che i quantitativi di zucchero prodotti con tali barbabietole saranno:
a) zucchero A,
b) zucchero B,
c) zuccheri diversi da quelli A e B.
Per ciascuna impresa, i fabbricanti di zucchero rendono noti allo Stato membro nel cui territorio la stessa produce zucchero:
- i quantitativi di barbabietole di cui alla lettera a), per i quali hanno stipulato contratti prima della semina, nonché il tenore di zucchero previsto come base nel contratto;
- la resa corrispondente prevista.
Gli Stati membri possono esigere informazioni supplementari.
2. In deroga all'articolo 6, paragrafo 2, lettera b), e all'articolo 39, ciascun fabbricante di zucchero che non ha stipulato, prima della semina, contratti per la fornitura di un quantitativo di barbabietole corrispondente alla quota A al prezzo minimo delle barbabietole A è obbligato a pagare almeno detto premo minimo per ciascun quantitativo di barbabietole trasformato in zucchero nell'impresa interessata.
3. È possibile derogare ai paragrafi 1 e 2 mediante un accordo interprofessionale, con il consenso dello Stato membro interessato.
4. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, stabilisce le norme generali per l'applicazione del presente articolo.
5. Le modalità di applicazione del presente articolo ed eventualmente i criteri ai quali devono conformarsi i fabbricanti per la ripartizione tra i venditori di barbabietole dei quantitativi di barbabietole contrattate prima della semina ai sensi del paragrafo 1, sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 38
1. Può essere deciso che lo zucchero o l'isoglucosio destinati alla fabbricazione di certi prodotti non siano considerati come produzione ai sensi del presente capo.
2. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, stabilisce le norme generali per l'applicazione del paragrafo 1 e i prodotti di cui è menzione nello stesso paragrafo.
3. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 39
1. I fabbricanti di zucchero possono acquistare barbabietole destinate a una produzione di zucchero C o di zucchero di cui all'articolo 38 dell'impresa in causa ad un prezzo inferiore ai prezzi minimi delle barbabietole di cui all'articolo 5, paragrafo 1.
2. Per il quantitativo di barbabietole acquistato corrispondente al quantitativo di zucchero:
- smerciato sul mercato interno a norma dell'articolo 31, paragrafo 3,
- riportato alla campagna di commercializzazione successiva a norma dell'articolo 32,
i fabbricanti di zucchero interessati adattano, se del caso, il prezzo d'acquisto in modo da renderlo almeno pari al prezzo minimo delle barbabietole A.
3. Le eventuali modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
CAPO V
REGIMI D'IMPORTAZIONI PREFERENZIALI
Articolo 40
Gli articoli 41, 42 e 43 si applicano allo zucchero di canna, in appresso denominato "zucchero preferenziale", rientrante nel codice NC 1701, originario degli Stati indicati nell'allegato II ed importato nella Comunità in forza:
a) del protocollo n. 8 sullo zucchero ACP allegato alla quarta convenzione ACP-CE;
b) dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica dell'India sullo zucchero di canna.
Articolo 41
Quando gli organismi d'intervento o altri mandatari designati dalla Comunità acquistano a prezzi garantiti zucchero preferenziale importato a norma delle disposizioni di cui all'articolo 40 la cui qualità differisca dalla qualità tipo, i prezzi garantiti vengono corretti applicando maggiorazioni o riduzioni.
Articolo 42
1. Per lo zucchero preferenziale importato a norma delle disposizioni di cui all'articolo 40 non si applica alcun dazio all'importazione.
2. I divieti di cui all'articolo 23, paragrafo 2, non possono essere oggetto di alcuna deroga per lo zucchero preferenziale.
Articolo 43
1. Durante le campagne di commercializzazione 1995/1996-2000/2001 viene concesso, a titolo di misura d'intervento, un aiuto di adattamento all'industria che raffina lo zucchero greggio di canna preferenziale importato a tale scopo nella Comunità a norma delle disposizioni di cui all'articolo 40.
2. L'aiuto di cui al paragrafo 1 può essere concesso solo nei limiti dei quantitativi convenuti nelle disposizioni di cui all'articolo 40, raffinati in zucchero bianco nelle raffinerie definite all'articolo 9, paragrafo 4. Per questa produzione di zucchero bianco l'importo dell'aiuto è fissato a 0,10 euro per 100 chilogrammi di zucchero espresso in zucchero bianco.
3. Durante il periodo di cui al paragrafo 1 viene concesso un aiuto complementare di base di 0,10 euro per 100 chilogrammi di zucchero espresso in zucchero bianco per la raffinazione, nelle raffinerie definite all'articolo 9, paragrafo 4, di zucchero greggio di canna prodotto nei dipartimenti francesi d'oltremare, al fine di ristabilire l'equilibrio delle condizioni di prezzo tra questo zucchero e lo zucchero preferenziale.
4. L'aiuto di adattamento nonché l'aiuto complementare sono corretti, per una data campagna di commercializzazione, tenendo conto dell'importo del contributo di ammasso fissato per la campagna stessa e delle correzioni precedenti.
5. In caso di applicazione dell'articolo 9, paragrafo 4, secondo comma, il regime di aiuto di cui ai paragrafi da 1 a 4 del presente articolo può essere esteso, a condizioni da determinare, allo zucchero greggio di barbabietole raccolte nella Comunità e raffinato nelle raffinerie definite al predetto articolo 9.
6. Le modalità di applicazione del presente articolo e in particolare le correzioni di cui al paragrafo 4 sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 44
1. Durante il periodo di cui all'articolo 43, paragrafo 1, e per l'adeguato approvvigionamento delle raffinerie comunitarie definite all'articolo 9, paragrafo 4, viene riscosso un dazio ridotto, in appresso denominato "dazio speciale", all'importazione dello zucchero greggio di canna originario degli Stati di cui all'articolo 40 e di altri Stati, in appresso denominato "zucchero preferenziale speciale", in forza degli accordi conclusi con questi Stati e alle condizioni da essi previste, in particolare a quelle relative al prezzo minimo d'acquisto per i raffinatori.
2. Fatto salvo il paragrafo 5, ai fini dell'applicazione del paragrafo 1 il fabbisogno massimo presunto di approvvigionamento per campagna di commercializzazione, espresso in zucchero bianco, dell'industria di raffinazione stabilita, ammonta:
a) in Finlandia, a 60000 tonnellate,
b) nella Francia metropolitana, a 297000 tonnellate,
c) nel Portogallo continentale, a 292000 tonnellate,
d) nel Regno Unito, a 1130000 tonnellate.
3. Fatto salvo il paragrafo 5, sulla base di un bilancio comunitario previsionale di approvvigionamento in zucchero greggio per ciascuna campagna di commercializzazione o parte di campagna sono determinati quantitativi di zucchero greggio di canna e di zucchero greggio di barbabietola raccolti nella Comunità con o senza distinzione di origine, disponibili per l'industria di raffinazione. Tale bilancio può essere rivisto durante la campagna.
Ai fini di tale determinazione i quantitativi di zucchero dei dipartimenti francesi d'oltremare e di zucchero preferenziale destinati al consumo diretto che vanno presi in considerazione in ciascun bilancio sono quelli registrati nella campagna di commercializzazione 1994/1995, previa detrazione del consumo locale previsto negli stessi dipartimenti nella campagna in questione. Se dal bilancio risulta che tali disponibilità sono insufficienti per soddisfare il fabbisogno massimo fissato al paragrafo 2 si prevedono le misure necessarie per permettere che i quantitativi mancanti vengano importati negli Stati membri interessati come zucchero preferenziale speciale, secondo il regime di importazione a dazio speciale previsto dagli accordi di cui al paragrafo 1.
4. Salvo casi di forza maggiore, allorché il fabbisogno massimo presunto per uno Stato membro, fissato al paragrafo 2 o, dopo revisione, ai sensi del paragrafo 5, è superato, un quantitativo equivalente al superamento è soggetto al pagamento di un importo corrispondente al dazio pieno in vigore per la campagna considerata, aumentato degli aiuti di cui all'articolo 43 e eventualmente maggiorato del dazio addizionale più elevato constatato in detta campagna.
Tuttavia, per quanto riguarda lo zucchero preferenziale grezzo e, in caso di revisione, ai sensi del paragrafo 5, i quantitativi che superano i fabbisogni massimi presunti riveduti, nei limiti dei quantitativi fissati al paragrafo 2, possono essere venduti agli organismi d'intervento alle condizioni di cui all'articolo 41, qualora non possano essere commercializzati nella Comunità.
5. In caso di applicazione dell'articolo 26, paragrafo 5, la somma dei fabbisogni massimi di cui al paragrafo 2 del presente articolo è ridotta, per la campagna di commercializzazione in questione, di una quantità pari alla somma degli zuccheri preferenziali speciali necessari alla copertura del fabbisogno massimo presunto, determinata alle condizioni previste dal paragrafo 3 del presente articolo, applicando la stessa percentuale di riduzione applicata alla somma dette quantità di base A per lo zucchero della Comunità a norma di detto paragrafo 5.
La riduzione dei fabbisogni massimi degli Stati membri in questione è ripartita tra questi in funzione della relazione esistente tra la quantità fissata per ciascun di loro nel paragrafo 2 e la somma delle quantità fissate nello stesso paragrafo.
6. Le modalità di applicazione del presente articolo e in particolare quelle relative all'attuazione e alla gestione degli accordi di cui al paragrafo 1 sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
CAPO VI
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 45
Le disposizioni necessarie per evitare che il mercato dello zucchero venga perturbato a seguito di una modifica del livello dei prezzi al passaggio da una campagna di commercializzazione all'altra o durante una stessa campagna di commercializzazione possono essere adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 46
Gli Stati membri e la Commissione si comunicano reciprocamente i dati necessari per l'applicazione del presente regolamento.
Le modalità della comunicazione e della diffusione di tali dati sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 48.
Articolo 47
È istituito un comitato di gestione dello zucchero (in prosieguo denominato "comitato") composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.
Articolo 48
1. Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura prevista dal presente articolo, il comitato è chiamato a pronunciarsi dal suo presidente, su iniziativa di quest'ultimo o a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta misure che sono di immediata applicazione.
Tuttavia, qualora esse non siano conformi al parere espresso dal comitato, dette misure sono immediatamente comunicate dalla Commissione al Consiglio; in tal caso la Commissione può rinviare l'applicazione delle misure da essa decise di un mese al massimo a decorrere da tale comunicazione.
Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa nel termine di un mese.
Articolo 49
Il comitato può prendere in esame ogni altro problema sollevato dal presidente, su iniziativa di quest'ultimo o a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
Articolo 50
Non sono ammesse alla libera circolazione all'interno della Comunità le merci di cui all'articolo 1, paragrafo 1, fabbricate o ottenute da prodotti non contemplati dall'articolo 23, paragrafo 2, né dall'articolo 24 del trattato.
Articolo 51
Fatte salve disposizioni contrarie del presente regolamento, gli articoli 87, 88 e 89 del trattato si applicano alla produzione e al commercio dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1.
Articolo 52
Nell'applicazione del presente regolamento deve essere tenuto conto, parallelamente e in modo adeguato, degli obiettivi previsti dagli articoli 33 e 131 del trattato.
Articolo 53
1. L'Italia è autorizzata a concedere, alle condizioni enunciate ai paragrafi 2 e 3, un aiuto di adattamento nel caso di cui al paragrafo 2, lettera a) e lettera b), ai produttori di barbabietole da zucchero e nel caso di cui al paragrafo 2, lettera c), ai produttori di barbabietole da zucchero e, eventualmente, ai produttori di zucchero della regione di cui trattasi.
2. L'aiuto di cui al paragrafo 1 può essere concesso soltanto per la produzione della quantità di zucchero effettuata entro i limiti delle quote A e B di ciascuna impresa produttrice di zucchero.
a) Per la produzione di cui al primo comma ottenuta in Italia nella regione nord, l'importo unitario dell'aiuto non può superare:
- per la campagna di commercializzazione 1995/1996: 8,15 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1996/1997: 5,43 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1997/1998: 3,80 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1998/1999: 2,17 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1999/2000: 1,09 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco.
b) Per la produzione di cui al primo comma ottenuta in Italia nella regione centro, l'importo unitario dell'aiuto non può superare:
- per la campagna di commercializzazione 1995/1996: 8,15 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1996/1997: 5,43 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1997/1998: 4,35 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1998/1999: 3,26 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1999/2000: 2,17 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco.
c) Per la produzione di cui al primo comma ottenuta in Italia nella regione sud, l'importo unitario massimo non può superare:
- per la campagna di commercializzazione 1995/1996: 8,15 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1996/1997: 7,61 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1997/1998: 7,06 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1998/1999: 6,52 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1999/2000: 5,98 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 2000/2001: 5,43 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco.
3. L'Italia può procedere, solo per la regione sud e in funzione della campagna di commercializzazione in causa, ad un adeguamento dell'aiuto di cui al paragrafo 2, lettera c), per quanto richiesto dalle necessità eccezionali connesse con i piani di ristrutturazione del settore in corso in tale regione. Nell'applicazione degli articoli 87, 88 e 89 del trattato, la Commissione valuta in particolare la conformità di questi aiuti con i piani di ristrutturazione.
4. Ai fini dei paragrafi 1, 2 e 3 si intende per:
a) regione nord, l'area comprendente le regioni produttrici diverse da quelle menzionate alle lettere b) e c),
b) regione centro, l'area, comprendente la Toscana, l'Umbria, il Lazio e le Marche,
c) regione sud, l'area comprendente l'Abruzzo, il Molise, la Puglia, la Sardegna, la Campania, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia.
5. L'Italia presenta al Consiglio le misure adottate per ciascuna campagna di commercializzazione ai fini dell'applicazione dei paragrafi 1, 2 e 3, in particolare, la ripartizione degli aiuti per regione e fra produttori di barbabietole e produttori di zucchero della regione sud.
6. La Spagna è autorizzata a concedere, alle condizioni indicate in appresso, un aiuto di adattamento alle imprese produttrici di zucchero durante le campagne di commercializzazione 1993/1994-1996/1997.
L'aiuto è accordato solo per lo zucchero A e lo zucchero B e nel quadro di piani di ristrutturazione volti a razionalizzare l'industria saccarifera in Spagna. Tali piani sono comunicati alla Commissione. L'aiuto è limitato a 45,65 milioni di euro agricoli per il periodo di cui al primo comma.
A titolo di misura di intervento, il 50 % dell'aiuto concesso per la campagna di commercializzazione è a carico della Comunità.
7. La Spagna è autorizzata a concedere, alle condizioni enunciate al paragrafo 8, un aiuto di adattamento nel caso di cui al paragrafo 8, lettera a), ai produttori di barbabietole da zucchero e nel caso di cui al paragrafo 8, lettera b), ai produttori di canna da zucchero situati nel suo territorio.
8. L'aiuto di cui al paragrafo 7 può essere concesso soltanto per la produzione della corrispondente quantità di zucchero effettuata entro i limiti delle quote A e B di ciascuna impresa produttrice di zucchero.
a) Per la produzione di cui al primo comma ottenuta da barbabietole, l'importo unitario dell'aiuto non può superare:
- per la campagna di commercializzazione 1995/1996: 8,67 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1996/1997: 5,43 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1997/1998: 4,35 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1998/1999: 3,26 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco,
- per la campagna di commercializzazione 1999/2000: 2,17 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco.
b) Per la produzione di cui al primo comma ottenuta dalla canna, l'importo unitario dell'aiuto non può superare, per le campagne di commercializzazione 1995/1996-2000/2001, 7,25 euro per 100 chilogrammi di zucchero bianco.
9. La Spagna presenta al Consiglio le misure adottate per ogni campagna di commercializzazione ai fini dell'applicazione dei paragrafi 7 e 8 e, in particolare, la ripartizione degli aiuti tra produttori di barbabietole e produttori di canna.
10. Durante le campagne di commercializzazione 1995/1996-2000/2001, il Regno Unito è autorizzato a concedere nella misura che reputi necessaria un aiuto di adattamento alla raffinazione dello zucchero greggio di canna preferenziale.
L'aiuto di cui al primo comma può essere concesso solo nei limiti dei quantitativi convenuti dalle disposizioni di cui all'articolo 40 che sono raffinati in zucchero bianco nel Regno Unito. Per tale produzione di zucchero bianco l'importo massimo dell'aiuto è fissato a 0,54 euro per 100 chilogrammi di zucchero espresso in zucchero bianco.
Articolo 54
Qualora si rendessero necessarie misure particolari per consentire l'attuazione, nell'ambito del presente regolamento, degli impegni derivanti dall'eventuale adesione della Comunità all'accordo internazionale sullo zucchero, il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta tali misure, anche in deroga al presente regolamento.
Articolo 55
Il regolamento (CEE) n. 1785/81 è abrogato.
I riferimenti al regolamento abrogato s'intendono fatti al presente regolamento e si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato III, parte A.
Articolo 56
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 13 settembre 1999.

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