Document ID: 32004D0165

Decisione della Commissione
del 27 novenbre 2002
relativa al regime di aiuti di Stato - "Programma di consolidamento del Land Turingia" ("Thüringer Konsolidierungsprogramm") al quale la Germania ha dato esecuzione
[notificata con il numero C(2002) 4357]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2004/165/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE,
considerando quanto segue:
I. IL PROCEDIMENTO
(1) Il programma di consolidamento del Land Turingia (in appresso "il regime") è entrato in vigore il 20 luglio 1993(1). Il regime è stato considerato dalle autorità regionali conforme alle disposizioni "de minimis" dettate dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese(2) (in appresso "disciplina comunitaria per le PMI") del 1992 e pertanto non è stato notificato ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
(2) Il 16 gennaio 1996 il regime è stato sostituito dal programma dei prestiti a favore delle PMI del Land Turingia.
(3) Con lettera SG (99) D/580 del 26 gennaio 1999 la Commissione ha informato le autorità tedesche della sua decisione di avviare la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in relazione alla misura in oggetto.
(4) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3). La Commissione ha invitato tutti gli interessati a presentare osservazioni in merito alla misura di cui trattasi, ma non ha ricevuto alcuna risposta da altri interessati.
Con lettera del 2 marzo 1999 la Germania ha chiesto una proroga per la presentazione delle osservazioni, che è stata concessa con lettera dell'11 marzo 1999 della Commissione. La Germania ha presentato le proprie osservazioni con lettere del 29 marzo 1999, del 19 agosto e del 26 agosto 1999.
(5) La Germania ha presentato le proprie osservazioni conclusive con lettera del 26 novembre 2001.
2. DESCRIZIONE DELLA MISURA
2.1. Titolo e base giuridica
(6) Gli aiuti sono concessi dalla Thüringer Aufbaubank, banca pubblica per lo sviluppo e la ricostruzione del Land, per conto del ministero dell'Economia e dei trasporti del Land Turingia in base agli articoli 23, 44 e 44a del Thüringer Landeshaushaltsordnung a titolo del regime in oggetto.
2.2. Beneficiari
(7) Il regime in oggetto è destinato alle piccole e medie imprese (PMI), definite in base ai criteri del fatturato e del numero dei dipendenti (ma non dell'indipendenza) previsti dalla disciplina per le PMI del 1992(4), comprese le imprese gestite dalla Treuhandanstalt. Al punto 3 del dispositivo del regime è esplicitamente prevista la sovvenzionabilità del settore alimentare; gli altri settori sensibili (siderurgia, costruzioni navali, fibre sintetiche, industria automobilistica, agricoltura, pesca, trasporti e industria carboniera) non sono espressamente esclusi. In casi eccezionali, con decisione del ministro competente, l'aiuto può essere concesso anche alle imprese che superano i massimali di fatturato e numero di dipendenti previsti dalla disciplina per le PMI.
2.3. Durata
(8) Il programma di consolidamento del Land Turingia è entrato in vigore a tempo indeterminato il 20 luglio 1993 e il 16 gennaio 1996 è stato sostituito dal programma di prestiti per le piccole e medie imprese del Land Turingia.
2.4. Obiettivi
(9) Gli aiuti vengono erogati sotto forma di prestiti a tasso agevolato e sono versati alle imprese beneficiarie dalla Thüringer Aufbaubank tramite la banca abituale delle imprese (Hausbank) che assume il rischio in via principale. La banca abituale può beneficiare di una garanzia fino al 60 % dell'importo del prestito (non è previsto il pagamento di alcun premio di garanzia). La Thüringer Aufbaubank e la banca abituale del beneficiario ricevono un compenso unico per la gestione della pratica pari allo 0,1 % dell'importo del prestito.
(10) Il programma è destinato alle imprese che hanno problemi di liquidità e di redditività e ha lo scopo di permettere la trasformazione di debiti a breve termine in debiti a lungo termine a tassi d'interesse agevolati. È esclusa la rinegoziazione delle scadenze del debito a carico della Thüringer Aufbaubank.
(11) I prestiti concessi a questo titolo sono assegnati a condizione che l'impresa presenti un programma globale di ristrutturazione atto a consentirle, in considerazione del prestito di consolidamento, di ristabilire durevolmente la propria redditività. In questo contesto debbono essere indicati gli obiettivi di consolidamento dell'impresa ed i suoi problemi di liquidità e di redditività nonché il contributo del beneficiario e della banca abituale del beneficiario.
(12) I prestiti sono corrisposti ad un tasso d'interesse compreso tra il 5 % e l'8 % per una durata di 3-12 anni e con un periodo di grazia di due o tre anni. Il ministro competente può autorizzare una deroga a tali condizioni.
2.5. Intensità
(13) Al punto 5 del dispositivo del regime ("Natura, portata ed entità dell'aiuto") viene espressamente sottolineato il carattere "de minimis" degli aiuti.
(14) In base al dispositivo del regime, l'importo dell'aiuto viene calcolato sulla base della differenza tra il tasso d'interesse effettivo ed un tasso di riferimento presunto. Non viene preso in considerazione né l'elemento di aiuto risultante dalla garanzia né il fatto che le imprese beneficiarie presentino rischi particolari. Non è prevista una limitazione diretta dell'importo del prestito; tuttavia l'importo dell'aiuto concesso all'impresa (considerando soltanto l'elemento di aiuto risultante dall'abbuono di interesse) non deve superare il massimale "de minimis" fissato dalla disciplina per le PMI.
(15) Secondo la lettera della Germania del 7 dicembre 1998, nel periodo 1993-1996 sono stati erogati 741 prestiti per un ammontare complessivo di 312,4 milioni di DEM, di cui circa 80 a favore dell'industria alimentare.
2.6. Cumulo
(16) Gli aiuti pubblici già concessi al richiedente dovevano essere indicati nella domanda.
2.7. Motivazioni per l'avvio del procedimento
(17) I motivi di avvio del procedimento risiedono nel fatto che il regime di aiuti era destinato anche alle imprese in difficoltà e che non ha tenuto conto nell'applicazione della regola de minimis del calcolo dell'importo di aiuto derivante dalla garanzia e dai rischi particolari delle imprese beneficiarie. La Commissione ritiene che, nella misura in cui il regime era destinato ad imprese in difficoltà ed i massimali "de minimis" sono stati superati, dovevano essere applicate le disposizioni delle discipline comunitarie corrispondenti.
(18) Inoltre il regime di aiuti non escludeva i settori sensibili, sebbene la regola "de minimis" non si applichi a tali settori in quanto sono oggetto di regole specifiche.
(19) Per tutte queste ragioni la Commissione ha ritenuto che il regime di aiuti nonché i casi di applicazione nei quali i massimali "de minimis" o i settori di applicazione della regola "de minimis" sono stati superati costituivano aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE (ex articolo 92, paragrafo 1, del trattato CE) che sono stati applicati o concessi illegalmente.
(20) Come risulta dagli obiettivi e dal dispositivo del regime di aiuto, esso era concepito per le imprese in difficoltà. La Germania ha contestato questa interpretazione e ha affermato che i prestiti erano stati concessi a rischio primario della banca abituale sulla quale graverebbe in ogni caso, una volta dedotta la garanzia del 60 %, un rischio del 40 %. Sempre secondo la Germania, questo rischio residuo non poteva essere coperto da un'altra garanzia. Sempre secondo le autorità tedesche, di norma una banca non sarebbe pronta a concedere un prestito ad un'impresa in difficoltà senza garanzie sufficienti.
(21) Questo argomento non può essere considerato valido dalla Commissione per le ragioni seguenti:
a) il regime non esclude le imprese in difficoltà. In un caso analogo a condizioni identiche (programma di prestiti a favore delle PMI del Land Turingia) è stato accertato che anche imprese in difficoltà avevano beneficiato di tali aiuti;
b) il regime permette il riscadenzamento dei debiti delle imprese in difficoltà presso la loro banca abituale o altri organismi finanziari. La Commissione è del parere che con il riscadenzamento del debito delle imprese in difficoltà il regime poteva in alcuni casi ridurre considerevolmente i rischi ai quali le banche erano originariamente esposte.
(22) La Commissione ritiene pertanto che il regime era destinato alle imprese in difficoltà e deve dunque essere esaminato sulla base delle disposizioni applicabili in materia.
(23) Per quanto riguarda il salvataggio di imprese in difficoltà (possibilità che non è esclusa formalmente dal dispositivo ma che appare alquanto remota), si deve rilevare che la politica vigente in questo settore prescrive come condizione di compatibilità che gli aiuti al salvataggio vengano concessi sotto forma di prestiti pubblici alle condizioni del mercato o sotto forma di garanzia pubblica a copertura di prestiti di origine privata. Nel caso in esame questa condizione non è stata soddisfatta dato che i prestiti erano corredati da tassi d'interesse agevolati.
(24) Nella misura in cui esisteva una possibilità di concessione di aiuti al salvataggio, la Commissione ha dubbi sulla compatibilità del regime con il mercato comune.
(25) Per quanto riguarda la ristrutturazione di imprese in difficoltà, si deve rilevare che la prassi seguita dalla Commissione prevede essenzialmente come requisiti di compatibilità i seguenti elementi:
a) presentazione e realizzazione di un piano di ristrutturazione che permetta di ristabilire la redditività a lungo termine dell'impresa;
b) limitazione dell'ammontare dell'aiuto a quanto strettamente necessario per raggiungere questo obiettivo;
c) contributo adeguato dell'impresa beneficiaria e dei suoi soci;
d) rispetto delle norme applicabili ai settori sensibili, che prescrivono di norma la notifica dei casi individuali;
e) notifica individuale di aiuti a favore delle grandi imprese;
f) tranne casi eccezionali, non prevedibili e fuori dal controllo dell'impresa, gli aiuti alla ristrutturazione possono essere concessi una sola volta.
(26) Il regime non prescriveva né la notifica individuale degli aiuti a favore delle grandi imprese né il divieto di concedere ripetutamente aiuti alla ristrutturazione o norme specifiche per i settori sensibili né limitava l'ammontare dell'aiuto allo stretto necessario per raggiungere l'obiettivo.
(27) Nella misura in cui il regime permetteva di concedere aiuti alla ristrutturazione, la Commissione ha dubbi sulla compatibilità del regime con il mercato comune.
3. OSSERVAZIONI DELLA GERMANIA
(28) Contrariamente a quanto indicato nella decisione di avvio della procedura, la Germania ha quantificato in 485 il numero dei prestiti di consolidamento concessi dal 1993 al 1995 per un importo complessivo di 112,2 milioni di EUR. Essa aggiunge che la cifra di 741 prestiti indicata nella decisione di avvio della procedura ingloba 248 prestiti supplementari che sono stati concessi nel 1996 nel quadro del programma di prestiti del Land Turingia a favore delle PMI, che è oggetto della procedura C 87/98 (ex NN 137/98).
(29) La Germania conferma la tesi della Commissione che l'abbuono di interesse è stato effettivamente l'unico elemento di aiuto preso in considerazione nel calcolo dell'importo dell'aiuto. La ragione di tale condotta sarebbe che dal 1993 all'inizio del 1996 le autorità tedesche ignoravano che nel caso delle imprese in difficoltà occorreva prendere in considerazione l'elemento di aiuto della garanzia.
(30) Nella misura in cui la concessione di prestiti ha interessato settori sensibili, la Germania sostiene che essa è avvenuta conformemente alla disciplina per le PMI in vigore a tale epoca. Secondo la Germania le disposizioni specifiche degli orientamenti per gli aiuti di Stato relativi agli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli(5) del 1996 si applicano solo dal 1998. In base alla decisione 1999/183/CE della Commissione, del 20 maggio 1998, in merito agli aiuti di Stato nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli che potrebbero essere concessi dalla Germania sulla base degli esistenti regimi di aiuto con finalità regionale(6) gli orientamenti sarebbero entrati in vigore solo nel 1998 cosicché nel periodo dal 1993 al 1995 non esistevano regole specifiche per gli aiuti nel settore dei prodotti alimentari e voluttuari e questo settore sensibile non doveva essere preso in considerazione al momento della concessione di prestiti.
(31) La Germania contesta la tesi della Commissione secondo la quale il riscadenzamento dei debiti di imprese in difficoltà può ridurre il rischio proprio delle banche di tali imprese. Al contrario il rischio del 40 % assunto dalla banca abituale costituiva un vero rischio. Se il prestito con garanzia primaria della banca abituale del beneficiario venisse trasferito ad un'altra banca privata, il riscadenzamento degli impegni di credito esistenti della banca abituale del beneficiario da parte della Thüringer Aufbaubank sarebbe possibile soltanto se la Thüringer Aufbaubank non partecipa al rischio, ma sarebbe escluso in caso di partecipazione al rischio di tale banca.
(32) La Germania conviene che il programma di consolidamento del Land Turingia era rivolto sia ad imprese sane che ad imprese in difficoltà. Tuttavia finché l'importo di aiuto di un prestito, compresi eventuali altri aiuti "de minimis", restava al di sotto del massimale "de minimis", il regime di aiuti era conforme alla normativa "de minimis".
(33) Con lettere del 26 agosto 1999 e del 26 novembre 2001 la Germania ha comunicato alla Commissione gli elenchi dei prestiti di consolidamento concessi dal 1993 al 1995. Da questi elenchi risulta che sono stati concessi tre prestiti ad imprese in difficoltà nel 1994 e nove nel 1995. Inoltre da questi elenchi risulta che solo due prestiti sono stati concessi ad imprese del settore sensibile dell'agricoltura nel 1994 e due nel 1995, sebbene dalla lettera della Germania del 7 dicembre 1998 risultava che circa 80 prestiti erano stati concessi ad imprese del settore alimentare. I documenti trasmessi dalla Germania non consentono di accertare secondo quali criteri siano stati definiti il settore sensibile dell'agricoltura e le imprese in difficoltà.
4. VALUTAZIONE DELLA MISURA
4.1. Sussistenza dell'aiuto di Stato
(34) Sebbene qualsiasi aiuto finanziario a favore di un'impresa alteri in misura più o meno rilevante le condizioni di concorrenza, non tutti gli aiuti hanno effetti evidenti sul commercio e sulla concorrenza fra gli Stati membri. A partire da questo presupposto, in base all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE vengono esclusi dall'obbligo di notifica gli aiuti che non superano un importo massimo assoluto e in qualità di aiuti "de minimis" non rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(35) Che cosa sia da intendersi, secondo la Commissione, come aiuto "de minimis" è stato per la prima volta definito dalla disciplina comunitaria per le PMI del 1992(7). Il punto 3.2 fissa il campo di applicazione della regola "de-minimis" ad un importo pari a 50000 EUR per impresa per ciascuna grande categoria di spese (ad esempio l'investimento, la formazione) nell'arco di un periodo di tre anni. Pertanto gli aiuti ad hoc che non superano 50000 EUR per un determinato tipo di spese e i regimi in virtù dei quali l'importo dell'aiuto che una determinata impresa poteva ricevere per un dato tipo di spese su un periodo di tre anni era limitato a questo importo non dovevano più essere notificati a norma dell'articolo 88, paragrafo 3 (ex articolo 93, paragrafo 3), del trattato CE a condizione che la concessione dell'aiuto o le modalità del regime avessero previsto espressamente la condizione che un aiuto supplementare accordato alla stessa impresa per lo stesso tipo di spesa su altre fonti di finanziamento o nel quadro di altri regimi non avesse portato l'importo totale dell'aiuto di cui beneficiava l'impresa ad un livello superiore al limite di 50000 EUR. Il punto 3.2 precisava che la regola "de minimis" non si applicava ai settori sensibili (siderurgia, costruzioni navali, fibre sintetiche, industria automobilistica, agricoltura, pesca, trasporti e industria carboniera).
(36) La comunicazione della Commissione del 1996 relativa agli aiuti "de minimis"(8) ha modificato la regola "de minimis" della disciplina per le PMI del 1992. L'importo massimo complessivo di aiuto "de minimis" veniva aumentato a 100000 EUR su un arco di tre anni a decorrere dal momento del primo aiuto "de minimis". Questo importo comprendeva tutti i tipi di aiuti pubblici che venivano concessi come aiuto "de minimis" e non pregiudicava la possibilità che il beneficiario ricevesse altri aiuti sulla base di regimi approvati dalla Commissione.
(37) I settori che rientrano nel trattato CECA, le costruzioni navali, il settore dei trasporti e gli aiuti per spese per le attività agricole o la pesca erano esclusi dal campo di applicazione del regime.
(38) L'articolo 1 del regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d'importanza minore ("de minimis")(9) ha ampliato il campo di applicazione del regime "de minimis" che continua comunque a non trovare applicazione per gli aiuti nel settore dei trasporti e per le attività che si riferiscono a produzione, trasformazione o distribuzione delle merci elencate nell'allegato I del trattato CE. Il regolamento non viene applicato nemmeno agli aiuti ad attività connesse all'esportazione, ad esempio agli aiuti direttamente correlati ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o alle spese correnti di attività di esportazione. Infine dal campo di applicazione del regolamento sono esclusi gli aiuti condizionati all'impiego preferenziale di prodotti di esportazione rispetto ai prodotti interni.
(39) Secondo l'articolo 2 del suddetto regolamento il totale degli aiuti "de minimis" concessi a un'impresa non può superare l'importo di 100000 EUR nell'arco di un periodo di tre anni. Tale massimale si applica indipendentemente dalla forma degli aiuti o dall'obiettivo perseguito.
(40) Poiché il regolamento (CE) n. 69/2001 è entrato in vigore soltanto il 2 febbraio 2001 mentre il periodo di validità del regime in oggetto era compreso fra il 20 luglio 1993 e il 16 gennaio 1996, sussistono dei dubbi in merito al fatto se la Commissione per la sua decisione possa applicare con effetto retroattivo il regolamento (CE) n. 69/2001 alle misure finanziarie adottate prima della sua entrata in vigore oppure se debba fare riferimento al regime "de minimis" della disciplina comunitaria per le PMI del 1992 valida nel periodo in oggetto e alla comunicazione "de minimis" della Commissione (consecutio legis).
(41) Il regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione non contiene alcuna indicazione in merito alla sua applicabilità per la valutazione di aiuti concessi prima della sua entrata in vigore. Tuttavia non esclude l'applicazione a casi precedenti che sono comunque soggetti al meccanismo di controllo di cui all'articolo 3 del regolamento (CE) n. 69/2001. La Commissione è giunta alla conclusione che, data la mancanza di un'altra normativa esplicita, è il regolamento (CE) n. 69/2001 che deve essere applicato agli aiuti "de minimis" concessi prima della sua entrata in vigore. Da un lato il regolamento (CE) n. 69/2001, esonerando dall'obbligo di notifica una determinata categoria di misure, è costituito da disposizioni di diritto procedurale e pertanto dovrebbe trovare immediata applicazione ai procedimenti in corso. D'altro lato, l'immediata applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 è in armonia con gli obiettivi di semplificazione procedurale e decentralizzazione che ne stanno alla base. Soltanto per gli aiuti che non rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 e di conseguenza non possono essere esentati su questa base, la Commissione farà ricorso a quelle disposizioni che erano in vigore al momento della concessione dell'aiuto. Poiché il regolamento (CE) n. 69/2001 è in linea di massima più tollerante delle rispettive disposizioni "de minimis" precedenti e queste ultime vengono comunque applicate qualora l'aiuto non venga esonerato in applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001, si tiene conto adeguatamente dei principi giuridici generali delle aspettative legittime e della certezza del diritto. Dal punto di vista economico la Commissione ritiene che una misura finanziaria che non possa essere classificata come "aiuto" ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE a norma del regolamento (CE) n. 69/2001 attualmente in vigore in un mercato integrato, in passato non abbia potuto costituire un "aiuto" in un mercato meno integrato. Nel procedere all'esame delle misure finanziarie la Commissione si baserà sul regolamento (CE) n. 69/2001, non escludendo la possibilità di applicare quelle disposizioni che erano in vigore al momento dell'adozione delle misure, qualora queste ultime non siano esentate dal regolamento (CE) n. 69/2001.
(42) L'avvio del procedimento riguarda quindi sia il regime che i casi che non rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 o di altre disposizioni "de minimis" pertinenti, ovvero i casi inclusi nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 e delle altre norme "de minimis" rilevanti e nei quali tramite il cumulo con altri aiuti viene però superato il massimale "de minimis" stabilito.
(43) Gli aiuti destinati al settore dei trasporti e alle attività che si riferiscono alla produzione, trasformazione o distribuzione delle merci elencate nell'allegato I del trattato CE sono pertanto esclusi a priori dal campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 e delle precedenti norme "de minimis".
(44) Pertanto la Commissione ritiene che tutti i prestiti di consolidamento concessi ad imprese del settore alimentare esulano dal campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 e dell'altra regola "de minimis" quando abbiano per oggetto la fabbricazione di prodotti di cui all'allegato I del trattato CE in quanto in questo caso vanno ascritti al settore sensibile dell'agricoltura.
(45) L'argomentazione della Germania secondo cui le disposizioni speciali degli orientamenti per gli aiuti di Stato relativi agli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli del 1996 sarebbero in vigore solo dal 1998 è in questo caso irrilevante poiché tali disposizioni speciali non hanno influito sul campo di applicazione del regime "de minimis"(10).
(46) Secondo la Commissione il restante campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 e delle precedenti disposizioni "de minimis" pertinenti è stato oltrepassato in quanto, a causa dell'elemento di aiuto della garanzia non considerato al momento dell'erogazione del prestito di consolidamento, è stato superato il massimale stabilito dal regolamento (CE) n. 69/2001 e dalle disposizioni precedenti. Il regime non garantisce in alcun modo che il massimale "de minimis" di 100000 EUR nell'arco di tre anni di cui all'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 69/2001 o alla precedente regolamentazione "de minimis" sia stato rispettato in ciascun caso, considerato in particolare l'elevato rischio di insolvenza cui sono soggette le imprese in difficoltà alle quali il regime è destinato.
(47) Secondo la Commissione i beneficiari del regime sono esclusivamente o quanto meno in gran parte imprese in difficoltà.
(48) Per poter distinguere un'impresa in difficoltà da un'impresa sana, la Commissione ha spiegato il concetto di "impresa in difficoltà" al punto 2.1 degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà(11) del 1994 (in appresso "orientamenti del 1994"). Questa definizione di un'impresa in difficoltà è confermata essenzialmente dalla prassi decisionale costante della Commissione, come risulta dall'ottava relazione della Commissione delle Comunità europee sulla politica della concorrenza del 1979 (punti da 227 a 229)(12).
(49) In base agli orientamenti del 1994, per imprese in difficoltà, concetto al quale la Commissione si riferisce in sostanza nella presente decisione, si intendono le imprese "incapaci di riprendersi con le risorse di cui dispongono o ottenendo i fondi necessari dagli azionisti o dal mercato". I sintomi tipici che tali imprese presentano sono un peggioramento della redditività o un aumento delle perdite, una diminuzione del fatturato, un aumento delle scorte, un eccesso di capacità, una riduzione del cash-flow, l'aumento dell'indebitamento e degli oneri da interessi ed un basso valore del capitale netto. Nei casi più gravi, la società può già essere insolvente o in liquidazione.
(50) Come risulta dal punto 1 del dispositivo (obiettivo dell'aiuto), il regime era destinato ad imprese con problemi di liquidità e redditività dovuti ad una difficile situazione finanziaria. Secondo l'interpretazione della Commissione questa formula indica che può trattarsi anche di imprese che necessitano di essere risanate e corrispondono alla definizione di imprese in difficoltà.
(51) La Germania ha argomentato che in caso di garanzia il rischio della banca del beneficiario sarebbe comunque del 40 %, escludendo che tale rischio residuo potesse essere coperto da un'altra garanzia pubblica. Questo rischio proprio della banca del beneficiario rappresenterebbe per il creditore uno stimolo a verificare regolarmente la solvibilità del beneficiario per evitare il rischio di insolvenza.
(52) Questa argomentazione non è convincente come prova per la non applicazione del regime a imprese in difficoltà. Come previsto dal dispositivo, il regime aveva lo scopo di concedere alle imprese che si trovavano in difficoltà finanziarie prestiti di consolidamento e garanzie per i prestiti. La probabilità che il beneficiario fosse effettivamente un'impresa in difficoltà veniva ridotta dal rischio residuo della banca del beneficiario, ma l'agevolazione di imprese in difficoltà non veniva in alcun modo esclusa dal dispositivo del regime.
(53) La Commissione è inoltre dell'avviso che per la banca del beneficiario, in particolare nel caso di imprese in difficoltà, poteva essere vantaggioso partecipare alla concessione di prestiti previsti dal regime, in quanto i prestiti di consolidamento miglioravano nel complesso la solvibilità dell'impresa riducendo il rischio di insolvenza per quanto riguarda i prestiti già concessi in precedenza dalla banca abituale del beneficiario. In effetti per una banca può risultare economicamente opportuno ridurre un elevato rischio di insolvenza già in essere per vecchi prestiti mettendo a disposizione dell'impresa nuovi fondi per la sua ristrutturazione. Ciò vale in particolare nel caso in cui il rischio a ciò correlato venga in parte assunto dallo Stato.
(54) Gli elenchi dei singoli beneficiari degli aiuti approvati o corrisposti a titolo del regime, inviati dalla Germania, dimostrano che sono state incentivate imprese in difficoltà. La Germania conviene che il programma di consolidamento del Land Turingia fosse rivolto sia ad imprese sane che ad imprese in difficoltà.
(55) L'elemento di aiuto costituito dalla garanzia avrebbe dovuto essere preso in considerazione nel calcolo dell'importo di aiuto dei prestiti, tenuto conto soprattutto dei rischi di insolvenza che le imprese in difficoltà presentano.
(56) Questa valutazione non cambia anche se in una delle sue osservazioni la Germania suggerisce che nel 1996 e 1997 le autorità tedesche non erano a conoscenza del fatto che per calcolare il valore dell'aiuto si dovesse tener conto dell'elemento di aiuto correlato alla garanzia e ai particolari rischi connessi alla concessione di prestiti alle imprese in difficoltà.
(57) La Commissione non condivide questa opinione in quanto già nel 1989 aveva inviato una lettera agli Stati membri nella quale specificava che riteneva rientrare nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE tutte le garanzie assunte dallo Stato(13). Le autorità tedesche avrebbero dovuto per lo meno nutrire dubbi in merito al carattere di aiuto delle misure relative alla concessione di garanzie per prestiti alle imprese con problemi di solvibilità, notificando puntualmente alla Commissione le misure previste dal regime in modo che questa potesse esprimersi in proposito.
(58) Secondo la comunicazione della Commissione sull'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE sugli aiuti di Stato concessi sotto forma di garanzie(14) l'equivalente sovvenzione di una garanzia in un determinato anno si calcola:
a) allo stesso modo dell'equivalente sovvenzione dei prestiti agevolati, assumendo come contributo in conto interessi la differenza tra il tasso di mercato e quello conseguito grazie alla garanzia statale, previa deduzione dei corrispettivi versati;
b) come differenza fra l'importo garantito del debito in essere moltiplicato per il fattore di rischio (probabilità di inadempimento) e i corrispettivi pagati [(importo garantito moltiplicato per il rischio) - premio];
c) con qualsiasi altro metodo obiettivamente giustificato e generalmente riconosciuto.
(59) La Commissione conferma così l'opinione sostenuta da lungo tempo per cui se al momento della decisione del prestito la probabilità di insolvenza del debitore è palesemente assai elevata, il valore dell'aiuto può raggiungere l'importo della somma effettivamente assicurata con la garanzia.
(60) L'elemento di aiuto della garanzia può peraltro determinare un superamento del massimale "de minimis" anche per imprese sane.
(61) Secondo la Commissione il regime del Land Turingia e i relativi casi di applicazione sono da interpretarsi come aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE qualora non rientrino nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001, o siano soggetti al campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 ma superino il massimale "de minimis". Lo stesso vale per le altre disposizioni "de minimis" che erano in vigore quando fu data esecuzione alle misure.
(62) Nella misura in cui si rivolgeva a imprese in difficoltà, il regime consentiva che le imprese beneficiarie ricevessero da una banca privata risorse finanziarie che altrimenti, a causa della loro situazione finanziaria, non avrebbero ottenuto alle normali condizioni di credito da istituti privati. Questi fondi hanno consentito alle imprese beneficiarie di evitare di essere eliminate dal mercato. L'uscita di un'impresa dal mercato comporta l'eliminazione delle eccedenze di capacità esistenti oppure l'acquisizione da parte dei concorrenti delle quote di mercato liberate, migliorando in entrambi i casi la loro redditività. Dai prestiti di consolidamento non sono escluse le imprese che fabbricano prodotti o forniscono servizi per i quali avviene uno scambio intracomunitario. Pertanto si presume che le misure finanziarie oggetto della procedura possano compromettere il commercio fra gli Stati membri.
(63) Anche le imprese sane non avrebbero ricevuto queste risorse finanziarie alle condizioni offerte e di conseguenza con i prestiti ricevuti hanno potuto migliorare la propria posizione rispetto alla concorrenza sul mercato comune. Ciò vale in particolare per le imprese sane operanti nei settori sensibili. I mercati dei settori sensibili a livello comunitario si contraddistinguono per eccessi di capacità. L'agevolazione finanziaria di queste imprese specifiche, determinata dai prestiti di consolidamento, ha comportato un consolidamento della loro posizione rispetto ad altri concorrenti nel commercio intracomunitario e di conseguenza poteva pregiudicare gli scambi.
(64) Pertanto il regime può falsare o minaccia di falsare la concorrenza.
(65) La Commissione giunge pertanto alla conclusione che il regime del Land Turingia e i relativi casi di applicazione siano da interpretare come aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE a favore di imprese che operano in ambito intracomunitario.
(66) Sulla base delle osservazioni delle autorità tedesche la Commissione è giunta alla conclusione che la banca privata in qualità di creditrice non ha tratto profitto dalla concessione del prestito di consolidamento in modo atto a falsare la concorrenza.
(67) Nella comunicazione della Commissione sull'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE sugli aiuti di Stato concessi in forma di garanzie la Commissione parte dal presupposto che qualora per un credito già concesso o un'obbligazione finanziaria già contratta venga assunta una garanzia statale senza che le condizioni del credito o dell'obbligazione finanziaria vengano opportunamente adeguate o qualora un credito munito di garanzia venga utilizzato per rimborsare allo stesso istituto di credito un altro credito non dotato di garanzia, la garanzia può rappresentare un aiuto anche per il creditore in quanto serve ad assicurare maggiormente i crediti.
(68) Sebbene secondo il punto 1 del dispositivo del regime i problemi di solvibilità dell'impresa dovevano essere risolti con una conversione dei debiti a breve termine in prestiti a tassi d'interesse agevolati, nelle sue osservazioni la Germania ha sottolineato che una conversione dei crediti concessi dalla banca del beneficiario da parte della Thüringer Aufbaubank era possibile esclusivamente senza la garanzia di quest'ultima. Ciò significa che la Thüringer Aufbaubank non poteva costituire a posteriori una garanzia per un credito già accordato o per un altro impegno finanziario già sottoscritto, ovvero un prestito corredato di garanzia non poteva servire a rimborsare un prestito senza garanzia allo stesso istituto di credito.
(69) Poiché la ristrutturazione della posizione debitoria dell'impresa nei confronti della propria banca è stata esclusa qualora i debiti in questione beneficino della garanzia della Thüringer Aufbaubank, dal regime non risultano evidenti aiuti per il creditore. Il fatto che dalla stabilizzazione di un'impresa in difficoltà traggano vantaggio tutti i creditori della stessa è una normale conseguenza degli aiuti e di per sé non rappresenta un aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE a favore di questi creditori.
4.2. Legalità dell'aiuto
(70) La Commissione deplora il fatto che la Germania abbia concesso gli aiuti violando l'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
4.3. Compatibilità dell'aiuto con il mercato comune qualora venga oltrepassato il campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 o quello dell'altra normativa "de minimis" pertinente
(71) La Commissione ha esaminato il regime partendo dal presupposto che era destinato sia alle imprese sane che alle imprese in difficoltà.
(72) Quando gli aiuti sono stati concessi ad "imprese in difficoltà", si è trattato di aiuti di accompagnamento/alla ristrutturazione o di aiuti al salvataggio ai sensi dell'ottava relazione della Commissione delle Comunità europee sulla politica di concorrenza del 1979 e degli orientamenti del 1994(15) confermati dagli orientamenti del 1999(16).
(73) Quando gli aiuti sono stati concessi ad imprese sane, si è trattato di aiuti al funzionamento ai sensi della comunicazione della Commissione sui regimi di aiuto a finalità regionale(17) del 1979 e della comunicazione del 1988 della Commissione in merito al metodo di applicazione dell'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), agli aiuti regionali(18). Queste comunicazioni sono state confermate dagli orientamenti per gli aiuti di Stato a finalità regionale(19) del 1998.
(74) Di seguito viene esaminata la compatibilità del regime sulla base delle rispettive disposizioni applicabili(20).
(75) Nella misura in cui è prevista la ristrutturazione di imprese in difficoltà, la prassi della Commissione e gli orientamenti del 1994 hanno prescritto, come condizione di compatibilità con il mercato comune, essenzialmente l'osservanza dei seguenti criteri:
a) presentazione e realizzazione di un piano di ristrutturazione che permetta di ristabilire la redditività a lungo termine dell'impresa;
b) contributo adeguato dell'impresa beneficiaria e dei suoi soci;
c) limitazione dell'ammontare dell'aiuto a quanto necessario per raggiungere questo obiettivo;
d) rispetto delle norme applicabili ai settori sensibili, che prevedono di norma la notifica dei casi individuali;
e) notifica individuale di aiuti a favore delle grandi imprese;
f) tranne casi eccezionali, non prevedibili e fuori dal controllo dell'impresa, gli aiuti alla ristrutturazione possono essere concessi una sola volta.
(76) I prestiti concessi a questo titolo erano assegnati a condizione che l'impresa presentasse un programma globale di ristrutturazione atto a consentirle, in considerazione del prestito di consolidamento, di ristabilire durevolmente la propria redditività. In questo contesto dovevano essere indicati gli obiettivi di consolidamento dell'impresa richiedente ed i suoi problemi di liquidità e di redditività nonché il contributo di tale impresa e della sua banca abituale. Se il piano soddisfaceva le condizioni indicate, il regime di aiuti rispettava i primi due criteri indicati.
(77) Il dispositivo del regime non prevedeva il divieto di concessione ripetuta di aiuti alla ristrutturazione e la limitazione dell'importo dell'aiuto al minimo indispensabile per il raggiungimento dell'obiettivo perseguito. Né la Germania ha indicato se si sia tenuto conto di questi criteri al momento della concessione dei prestiti.
(78) Il regime in oggetto non prevedeva la notifica individuale degli aiuti a favore delle grandi imprese né la presa in considerazione delle regole specifiche per i settori sensibili.
(79) La Commissione è pertanto del parere che, nella misura in cui il regime prevedeva aiuti alla ristrutturazione a favore di imprese in difficoltà, questi aiuti non sono compatibili con il mercato comune.
(80) Per quanto riguarda il salvataggio di imprese in difficoltà, la politica stabilita in questo settore prescrive come condizione di compatibilità con il mercato comune che gli aiuti al salvataggio vengano concessi sotto forma di prestiti pubblici alle condizioni del mercato o sotto forma di garanzia pubblica a copertura di prestiti di origine privata. Nel caso in esame questa condizione non è stata soddisfatta dato che i prestiti erano corredati da tassi d'interesse agevolati.
(81) Nella misura in cui il regime ha come oggetto la concessione di aiuti al salvataggio, questi aiuti non sono compatibili con il mercato comune.
(82) I prestiti a favore di imprese sane costituiscono aiuti al funzionamento che la Commissione ha dovuto esaminare alla luce delle disposizioni in vigore sugli aiuti a finalità regionale.
(83) Il Land Turingia è classificato come regione assistita ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) [ex articolo 92, paragrafo 3, lettera a)] del trattato CE. Le comunicazioni della Commissione sugli aiuti a finalità regionale del 1979 e del 1988(21) prevedevano che, tenuto conto delle particolari difficoltà di queste regioni, la Commissione poteva autorizzare eccezionalmente alcuni aiuti al funzionamento ma alle condizioni riportate in appresso:
a) l'aiuto doveva essere temporaneo e destinato al superamento degli svantaggi strutturali delle imprese situate in regioni di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE;
b) l'aiuto doveva contribuire ad uno sviluppo economico durevole ed equilibrato e non determinare sovraccapacità settoriali a livello comunitario onde evitare che i problemi settoriali a livello comunitario fossero più gravi delle difficoltà regionali iniziali; in questo contesto occorreva un'impostazione settoriale che tenesse conto delle regole e degli orientamenti comunitari per taluni settori di attività industriale (siderurgia, costruzioni navali, fibre sintetiche, tessile e abbigliamento) e dell'agricoltura nonché delle disposizioni relative alle imprese artigianali che trasformano prodotti agricoli. Queste regole e orientamenti comunitari si oppongono alla concessione di aiuti al funzionamento nei settori interessati;
c) gli aiuti dovevano essere concessi nel rispetto delle regole applicabili agli aiuti alle imprese in difficoltà;
d) negli anni novanta la Commissione ha inoltre adottato una prassi che prevede il carattere decrescente degli aiuti.
(84) Il dispositivo non prevedeva una durata limitata del regime. Il 16 gennaio 1996 il regime è stato sostituito dal Programma di prestiti del Land Turingia, che a sua volta è giunto a scadenza il 1o giugno 1999(22). La Commissione è giunta pertanto alla conclusione che il regime di aiuti in oggetto è giunto a scadenza il 31 maggio 1999.
(85) L'obiettivo del regime era di facilitare alle imprese già privatizzate o a quelle create nelle nuove condizioni dell'economia di mercato la piena partecipazione al mercato interno in una regione caratterizzata da gravi ritardi di sviluppo. Tuttavia la prassi della Commissione esigeva che l'aiuto contribuisse ad uno sviluppo economico equilibrato e non determinasse sovraccapacità settoriali. Per questo i settori sensibili erano esclusi dalla concessione di aiuti al funzionamento.
(86) Il dispositivo del regime non prevedeva il carattere decrescente degli aiuti. Ciò non comporta tuttavia l'incompatibilità delle misure, in quanto questo obbligo ancora non esplicava pienamente i suoi effetti durante il periodo di validità del regime e nei primi anni seguiti alla riunificazione della Germania la Commissione si è sovente astenuta, nella sua prassi decisionale riguardante la Germania orientale, dall'insistere sul rispetto del carattere decrescente, per via dell'incertezza dello sviluppo.
(87) Nella misura in cui il regime ha consentito la concessione di aiuti ad imprese sane di settori non sensibili, questi aiuti al funzionamento corrispondevano alla prassi della Commissione durante il periodo di validità e sono compatibili con il mercato comune.
(88) Nella misura in cui gli aiuti costituiscono aiuti al funzionamento concessi ad imprese sane dei settori sensibili, essi non sono compatibili con il mercato comune in quanto le regole e gli orientamenti comunitari riguardanti i settori sensibili vietano la concessione di aiuti al funzionamento ad imprese sane.
(89) La Commissione ritiene che per il caso in esame le deroghe dell'articolo 87, paragrafo 2, del trattato CE non siano pertinenti poiché il regime non persegue nessuno degli obiettivi ivi elencati. In effetti la Germania non ha chiesto di beneficiare di queste deroghe(23).
(90) La Commissione è giunta alla conclusione che, ad eccezione degli orientamenti per la valutazione degli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà, al regime non sono applicabili disposizioni speciali relative ad aiuti a finalità orizzontale conformemente all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, in quanto il regime non persegue alcuno di questi obiettivi speciali né la Germania ha rivendicato che ciò sia il caso.
(91) Secondo la Commissione gli aiuti non perseguono nemmeno lo scopo di promuovere importanti progetti di comune interesse europeo o di eliminare gravi fattori di disturbo nella vita economica di uno Stato membro. Gli aiuti non hanno nemmeno la funzione di promuovere la cultura e preservare il patrimonio culturale. La Commissione è giunta quindi alla conclusione che né l'articolo 87, paragrafo 3, lettera b), né l'articolo 87, paragrafo 3, lettera d), del trattato CE sono applicabili al presente regime.
(92) Alcuni casi di applicazione del presente regime sono stati probabilmente oggetto di un altro procedimento formale di esame ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE. La presente decisione non li riguarda.
5. CONCLUSIONE
(93) Il regime di aiuti è illegale. Gli aiuti che esulano dal campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 o, qualora non siano riconducibili a detto regolamento, esclusi da altri regimi "de minimis", in vigore al momento di attuazione della misura, sono stati concessi illegalmente.
(94) Il regime di aiuti è incompatibile con il mercato comune nella misura in cui autorizza, nella sua parte "non de minimis", aiuti al salvataggio sotto forma di prestiti agevolati, consente la concessione di aiuti alla ristrutturazione senza limitazione al minimo necessario, non esclude la concessione ripetuta di aiuti alla ristrutturazione, non impone l'obbligo di notifica individuale per gli aiuti alla ristrutturazione a favore di grandi imprese in difficoltà, non impone l'obbligo di notifica per i settori sensibili e non esclude gli aiuti a favore di imprese sane operanti in settori sensibili.
(95) Di conseguenza l'applicazione del regime al di fuori dell'ambito di validità del regolamento (CE) n. 69/2001, o delle altre regole "de minimis" rilevanti, a favore di imprese in difficoltà o per la concessione di aiuti al funzionamento a imprese in buona salute non è compatibile con il mercato comune.
(96) Il regime di aiuti è compatibile con il mercato comune nella misura in cui consente il versamento di aiuti al funzionamento ad imprese sane che non operano in settori sensibili.
(97) Secondo la costante prassi decisionale della Commissione gli aiuti concessi illegalmente e incompatibili a norma dell'articolo 87 del trattato CE devono essere rimborsati dal beneficiario qualora non rientrino nel quadro delle disposizioni "de minimis". Questa prassi è stata confermata dall'articolo 14 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93, del trattato CE(24). Secondo l'articolo 14 del predetto regolamento lo Stato membro interessato deve adottare tutte le misure necessarie per recuperare l'aiuto dal beneficiario. Per chiarire il numero dei casi per i quali si richiede il rimborso la Commissione ritiene che la Germania debba redigere un elenco di tutte le imprese escluse dal campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il programma di prestiti di consolidamento del Land Turingia (in appresso "il regime") prevede aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
Il regime non prevede aiuti di Stato se i pagamenti rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 oppure, in caso contrario, in quello delle disposizioni "de minimis" in vigore al momento dell'esecuzione delle misure, e, se cumulati con altri aiuti "de minimis", non superano i rispettivi massimali del regolamento (CE) n. 69/2001 ovvero delle disposizioni "de minimis" pertinenti.
Il regime non prevede aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE se i pagamenti sono concessi a favore di imprese che producono merci o forniscono servizi non oggetto di scambi intracomunitari.
Nella misura in cui il regime rientra nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, gli aiuti concessi sono illegali.
Articolo 2
Nella misura in cui il regime prevede aiuti al funzionamento a favore di imprese sane non operanti nei settori sensibili, è compatibile con il mercato comune.
Articolo 3
Nella misura in cui prevede aiuti al funzionamento a favore di imprese operanti nei settori sensibili, il regime non è compatibile con il mercato comune qualora esso rientri nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
Articolo 4
Nella misura in cui il regime prevede aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione a favore di imprese in difficoltà, non è compatibile con il mercato comune qualora esso rientri nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
Articolo 5
La presente decisione non riguarda i casi di applicazione del regime che sono già stati oggetto di un altro procedimento formale d'esame o di una decisione formale della Commissione. La Germania redige un elenco dei casi interessati.
Articolo 6
La Germania adotta tutte le misure necessarie a recuperare dai beneficiari gli aiuti menzionati all'articolo 3 e all'articolo 4, che sono stati loro concessi illegalmente.
Il recupero viene eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto interno a condizione che queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. L'aiuto da recuperare comprende gli interessi che decorrono dalla data in cui l'aiuto illegale è stato messo a disposizione dei beneficiari, fino alla data dell'effettivo recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 7
Nel quadro dell'esecuzione della presente decisione, la Germania redige l'elenco delle imprese che sono escluse dal campo di applicazione settoriale del regolamento (CE) n. 69/2001 o che, considerando l'elemento di aiuto della garanzia e altri aiuti "de minimis" concessi nel periodo in esame, superano il massimale previsto dal regolamento (CE) n. 69/2001.
Nel quadro dell'esecuzione della presente decisione, la Germania redige l'elenco di tutte le imprese in difficoltà che non rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 e hanno beneficiato del regime e precisa i criteri in virtù dei quali l'impresa è stata considerata in difficoltà.
In questo contesto la Germania elabora un metodo per l'identificazione dell'elemento di aiuto della garanzia.
Nel quadro dell'esecuzione della presente decisione la Germania redige l'elenco delle imprese che hanno beneficiato del regime e non rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 ma che producono merci o prestano servizi che non sono oggetto di scambi intracomunitari, specificando i rispettivi criteri.
Articolo 8
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, la Germania informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 9
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 27 novembre 2002.

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