Document ID: 31991R0719

REGOLAMENTO (CEE) N. 719/91 DEL CONSIGLIO del 21 marzo 1991 relativo all'utilizzo nella Comunità dei carnet TIR e dei carnet ATA come documenti di transito
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 100 A,
vista la proposta della Commissione (1),
in cooperazione con il Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che, in forza della normativa relativa al transito comunitario, e nei limiti da essa stabiliti, le merci possono circolare nella Comunità scortate da carnet TIR (convenzione doganale relativa al trasporto internazionale di merci con carnet TIR, convenzione TIR, fatta a Ginevra in data 14 novembre 1975) o da carnet ATA (convenzione doganale sul carnet ATA per l'importazione temporanea di merci, convenzione ATA, fatta a Bruxelles, il 6 dicembre 1961);
considerando che, in forza dell'articolo 48 della convenzione TIR, le parti contraenti che costituiscono un'unione doganale o economica hanno il diritto di adottare norme particolari relative alle operazioni di trasporto in partenza o a destinazione dei loro territori, o in transito attraverso questi ultimi, a condizione che tali norme non riducano le facilitazioni previste dalla predetta convenzione; che, in forza dell'articolo 14 della convenzione ATA, i territori delle parti contraenti che formano un'unione doganale o economica possono essere considerati un unico territorio;
considerando che il fatto di indicare la Comunità come un unico territorio per quanto riguarda l'applicazione delle norme relative all'utilizzo dei carnet TIR e dei carnet ATA avrebbe come corollario l'eliminazione, all'atto dell'attraversamento delle frontiere interne, delle formalità e dei controlli previsti da dette norme e costituirebbe un ulteriore progresso verso l'eliminazione progressiva delle frontiere; che a tal fine conviene adottare le misure necessarie e stabilirne l'applicazione in anticipo rispetto alla data prevista per la realizzazione del mercato interno;
considerando che l'attuazione di questa riforma nel funzionamento dei regimi TIR e ATA rende necessaria l'adozione di talune disposizioni d'applicazione; che è necessario predisporre a tal fine, in seno ad un comitato, una stretta collaborazione tra Stati membri e Commissione,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: CAPITOLO I Convenzione TIR Articolo 1
Qualora, a norma delle disposizioni vigenti, il trasporto di merci da una località all'altra della Comunità sia effettuato in regime di trasporto internazionale di merci scortate da carnet TIR (convenzione TIR), per quanto riguarda le modalità di utilizzo del carnet TIR ai fini di tale trasporto, la Comunità è considerata come un unico territorio, definito dal regolamento (CEE) n. 2151/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo al territorio doganale della Comunità (4), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 4151/88 (5). Articolo 2
Ai sensi dell'articolo 1, lettera h), della convenzione TIR, per « ufficio doganale di passaggio » s'intende qualsiasi ufficio doganale tramite il quale un veicolo stradale, un autotreno o un contenitore, come definiti nella convenzione TIR, è importato nel o esportato dal territorio doganale della Comunità nel corso di un'operazione TIR. Articolo 3
Qualora il trasporto di merci da una località all'altra della Comunità si svolga parzialmente attraverso il territorio di un paese terzo, i controlli e le formalità relativi al regime TIR vengono effettuati nelle località in cui il trasporto esce provvisoriamente dal territorio doganale delle Comunità o vi rientra. Articolo 4
Ai fini dell'applicazione dell'articolo 8, paragrafo 4 della convenzione TIR, qualora una spedizione entri nel territorio doganale della Comunità o cominci in un ufficio doganale di partenza situato nel territorio doganale della Comunità, l'associazione garante diventa o è responsabile nei confronti delle autorità di ciascuno degli Stati membri attraversati dalla spedizione TIR fino alla località di uscita dal territorio doganale della Comunità o fino all'ufficio doganale di destinazione situato in questo territorio. Articolo 5
1. Qualora determinate merci siano trasportate, scortate da carnet TIR, sul territorio doganale della Comunità, esse sono considerate merci non comunitarie, a meno che non ne sia comprovato il carattere comunitario.
2. Le modalità in base alle quali viene comprovato il carattere comunitario delle merci di cui al paragrafo 1 sono determinate secondo la procedura prevista all'articolo 12. CAPITOLO II Convenzione ATA Articolo 6
Qualora, a norma delle disposizioni vigenti il transito di una merce venga effettuato con carnet ATA (convenzione ATA), i territori degli Stati membri della Comunità sono considerati, ai fini di tale transito, come un unico territorio, ai sensi dell'articolo 1. Articolo 7
Ai fini dell'utilizzo di carnet ATA come documenti di transito s'intende per « transito » il trasporto delle merci da un ufficio doganale situato nel territorio doganale della Comunità ad un altro ufficio doganale situato nel medesimo territorio. Articolo 8
Qualora il trasporto di merci da una località ad un'altra della Comunità si svolga parzialmente attraverso il territorio di un paese terzo, i controlli e le formalità relativi al regime ATA vengono effettuati nelle località in cui le merci escono provvisoriamente dal territorio doganale della Comunità o vi rientrano. Articolo 9
1. Qualora determinate merci siano trasportate, scortate da carnet ATA, sul territorio doganale della Comunità, esse sono considerate merci non comunitarie, a meno che non ne sia comprovato il carattere comunitario.
2. Le modalità in base alle quali viene comprovato il carattere comunitario delle merci di cui al paragrafo 1, sono determinate secondo la procedura prevista all'articolo 12. CAPITOLO III Disposizioni comuni Articolo 10
1. Il presente articolo si applica fatte salve le disposizioni specifiche della convenzione TIR e della convenzione ATA concernenti la responsabilità delle associazioni garanti nell'utilizzazione di un carnet TIR o di un carnet ATA.
2. Quando si accerti che durante o in occasione di un trasporto effettuato con un carnet TIR, o di un'operazione di transito effettuata con un carnet ATA, è stata commessa un'infrazione o un'irregolarità in un dato Stato membro, la riscossione dei dazi e delle altre imposizioni eventualmente esigibili è operata da tale Stato membro secondo le disposizioni comunitarie o nazionali, fatto salvo l'esercizio di azioni penali.
3. Qualora non sia possibile determinare il territorio in cui l'infrazione o l'irregolarità è stata commessa, si considera ch'essa sia stata commessa nello Stato membro in cui è stata accertata, a meno che, entro un termine da stabilire, non venga apportata la prova, ritenuta sufficiente dalle autorità competenti, della regolarità dell'operazione ovvero del luogo ove l'infrazione o l'irregolarità è stata effettivamente commessa.
Se, in mancanza di una tale prova, detta infrazione o irregolarità è da considerarsi commessa nello Stato membro in cui è stata accertata, i dazi e le altre imposizioni inerenti alle merci in causa vengono riscossi da tale Stato membro conformemente alle disposizioni comunitarie o nazionali.
Se, successivamente, è possibile determinare lo Stato membro in cui la suddetta infrazione o irregolarità è stata commessa, i dazi e le altre imposizioni - salvo quelli già riscossi conformemente al secondo comma a titolo di risorse proprie della Comunità - a cui le merci sono soggette in tale Stato membro gli sono rimborsati dallo Stato membro che aveva inizialmente proceduto alla loro riscossione. In tal caso, l'eventuale eccedenza è rimborsata alla persona che aveva inizialmente pagato le imposizioni.
Se l'importo dei dazi e altre imposizioni inizialmente riscossi e restituiti dallo Stato membro che aveva proceduto alla loro riscossione è inferiore all'importo dei dazi e altre imposizioni esigibili nello Stato membro in cui l'infrazione o irregolarità è stata effettivamente commessa, questo Stato membro procede alla riscossione della differenza, conformemente alle disposizioni comunitarie o nazionali.
Gli Stati membri prendono le disposizioni necessarie per combattere e sanzionare efficacemente qualsiasi infrazione o irregolarità. Articolo 11
1. Gli accertamenti effettuati dalle autorità competenti di uno Stato membro, nell'applicazione del presente regolamento, hanno, negli altri Stati membri, la medesima forza probante degli accertamenti fatti dalle autorità competenti di ciascuno di questi Stati.
2. Se necessario, le autorità competenti degli Stati membri si comunicano mutualmente gli accertamenti, i documenti, le relazioni, i verbali e le informazioni relative alle spedizioni TIR o ATA e alle irregolarità e infrazioni accertate. Articolo 12
1. Il comitato del transito comunitario, previsto dall'articolo 42 del regolamento (CEE) n. 2726/90 del Consiglio, del 17 settembre 1990, relativo al transito comunitario (6), può esaminare qualsiasi questione attinente all'applicazione del presente regolamento o sollevata dal suo presidente, su iniziativa del medesimo, o su richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
2. Le disposizioni necessarie per l'applicazione del presente regolamento sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 44, paragrafi 2 e 3 del regolamento (CEE) n. 2726/90. CAPITOLO IV Disposizioni finali Articolo 13
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 1992. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 21 marzo 1991.

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