Document ID: 31990D0086

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 22 febbraio 1990
relativa ad una domanda di restituzione dei dazi antidumping riscossi su talune importazioni di carbonato di sodio leggero originario della Bulgaria (Industrial Resinera Valcan SA)
(Il testo in lingua spagnola è l'unico facente fede)
(90/86/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 16,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Il 1o febbraio 1983, con il regolamento (CEE) n. 273/83 (2), il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di carbonato di sodio leggero originario della Bulgaria e di altri paesi terzi. Quale importo del dazio applicabile alle importazioni di carbonato di sodio leggero sfuso o in sacchi originario della Bulgaria è stato fissato il maggiore tra i due valori seguenti:
- 14,09 % del prezzo netto per tonnellata, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, oppure
- la differenza in meno del prezzo netto per tonnellata, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, rispetto a 113,85 ecu.
Per le importazioni in sacchi di peso unitario inferiore a 500 kg veniva applicato al dazio un supplemento netto di 9,50 ecu per tonnellata.
(2) Il 25 agosto 1987, la società Industrial Resinera Valcan SA, Cuenca (Spagna) presentò una domanda di restituzione dei dazi antidumping pagati per l'importazione, nel maggio 1987, di 1 000 t di carbonato di sodio leggero in sacchi di peso inferiore a 500 kg, proveniente dalla Bulgaria. I dazi in questione ammontavano in totale a [. . .] peseta (3).
(3) Dalla procedura iniziale risulta che per determinare il valore normale erano stati utilizzati come base i prezzi praticati sul mercato austriaco (4).
La società richiedente non ha potuto ottenere i dati necessari al riguardo, non conoscendo l'identità del produttore austriaco, il cui nome non figurava nel regolamento (CEE) n. 273/83. Detto produttore, a richiesta della Commissione, ha trasmesso a quest'ultima i dati relativi ai prezzi praticati sul mercato austriaco per il periodo di riferimento dei sei mesi precedenti le importazioni in questione (5).
(4) Conformemente alla nota della Commissione riguardante la restituzione di dazi antidumping, punto I.3.B.a), la società richiedente si è rivolta all'esportatore bulgaro per ottenere informazioni sui prezzi all'esportazione delle altre spedizioni verso la Comunità da lui effettuate durante il periodo di
riferimento. Non avendo la società ricevuto alcuna risposta, la Commissione ha contattato essa stessa l'esportatore, ma senza migliore risultato. È noto quindi soltanto il prezzo all'esportazione pagato dalla società richiedente.
(5) Durante l'istruzione della domanda di restituzione, la Commissione ha pubblicato, il 21 giugno 1988, un avviso di apertura di una procedura di riesame delle misure antidumping istituite con il regolamento (CEE) n. 273/83 (1). Ai sensi della sezione I, punto 5 della predetta nota, la Commissione, di concerto con la società richiedente, ha deciso di sospendere la procedura di restituzione fino alla pubblicazione dei risultati del riesame (2).
È stato stabilito che, per il periodo dal 1o gennaio 1987, al 31 maggio 1988, il margine di dumping per le importazioni provenienti dalla Bulgaria era pari al 67 % e oltre (3). Detto margine è stato calcolato sulla base di un valore normale determinato con riferimento ai prezzi praticati sul mercato messicano.
(6) La Commissione ha informato la società richiedente che la domanda non risultava fondata e che intendeva respingerla.
(7) La società ha avuto la possibilità di comunicare le proprie osservazioni.
(8) La Commissione ha informato gli Stati membri e comunicato il suo punto di vista sulla questione. Nessuno Stato membro ha sollevato obiezioni in merito.
B. Argomentazioni della società richiedente
(9) La società ha sostenuto che le sue importazioni non potevano essere avvenute a prezzi di dumping, in quanto il prezzo da essa pagato sarebbe stato superiore ad un prezzo fatturato nell'aprile 1986 da un produttore spagnolo per il medesimo prodotto. La Commissione ha replicato che la mancanza di indicazioni da parte dell'esportatore riguardo ai prezzi delle altre sue spedizioni messe in libera pratica nella Comunità durante il periodo di riferimento impediva il calcolo a livello comunitario del margine di dumping effettivo, tenuto conto dell'applicazione di medie ponderate. In risposta la società ha chiesto un esame « specifico » del proprio caso, suggerendo che potevano esistere casi tali da giustificare una deroga agli orientamenti generali in materia di restituzione.
C. Ricevibilità
(10) La domanda è ricevibile, in quanto presentata conformemente alle disposizioni comunitarie antidumping, segnatamente in materia di termini.
D. Fondatezza della domanda
(11) La domanda deve essere respinta. A norma dell'articolo 16, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88 spetta all'importatore che chiede una restituzione provare che il dazio antidumping da lui pagato è superiore al margine di dumping effettivo, tenuto conto dell'applicazione di medie ponderate. Nel caso di specie questa prova non è stata fornita, in quanto l'esportatore non ha dato le informazioni necessarie per determinare tutti i prezzi all'esportazione da poter utilizzare come base per calcolare il margine di dumping effettivo. È vero che la procedura di riesame ha consentito di ovviare alla mancanza di prove sufficienti; si tratta tuttavia di una procedura indipendente da quella di restituzione e, senza di essa, la domanda di restituzione avrebbe dovuto essere respinta. Si ricorda infine che una restituzione può essere accordata soltanto in funzione di un confronto tra il dazio antidumping pagato per una o più importazioni e il margine di dumping constatato per il periodo rappresentativo di queste importazioni (« margine di dumping effettivo »). Questo margine è calcolato in base al valore normale del produttore-esportatore e ai prezzi pagati per tutte le sue spedizioni messe in libera pratica nella Comunità. È pertanto irrilevante riferirsi - come fa la richiedente - a prezzi praticati sul mercato spagnolo da un produttore europeo, oltretutto in un periodo non rappresentativo per le importazioni in oggetto.
(12) La procedura di riesame ha inoltre consentito di stabilire in modo concreto che per il periodo di riferimento in causa il margine di dumping effettivo era pari al 67 %. Dai documenti risulta infatti che detto margine era esattamente quello applicabile ai sei mesi precedenti l'importazione in oggetto. Il margine è divenuto ancora più elevato in seguito, se si tiene conto di altre importazioni di prodotti dell'esportatore bulgaro messi in libera pratica nella Comunità nell'arco dei 17 mesi considerati nel riesame. Il margine di dumping effettivo era quindi superiore al margine di dumping constatato inizialmente, che per la Bulgaria variava tra il 54 e il 63,5 % (4).
Ai fini della restituzione, sarebbe stato necessario che il regime di dumping effettivo fosse sceso al disotto del 14,09 %, aliquota del dazio applicato alle importazioni in oggetto. Palesemente non è questo il caso nella fattispecie.
(13) È stata altresì verificata l'eventualità di ottenere un risultato diverso prendendo come riferimento, per la determinazione del valore normale, non i prezzi
sul mercato messicano utilizzati per il riesame bensì, come nell'inchiesta iniziale, quelli praticati sul mercato austriaco. È emerso che in tal caso il margine di dumping effettivo sarebbe stato ancora superiore a quello sopraccitato, in quanto il valore normale sarebbe stato più elevato. La domanda di restituzione deve pertanto essere respinta,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La domanda di restituzione di dazi antidumping presentata dalla società Industrial Resinera Valcan SA, è respinta.
Articolo 2
Il Regno di Spagna e la società « Industrial Resinera Valcan SA », Carretera de Alcàzar, Cuenca, Spagna sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 22 febbraio 1990.

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