Document ID: 31994R0721

REGOLAMENTO (CE) N. 721/94 DEL CONSIGLIO del 29 marzo 1994 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di isobutanolo originario della Federazione russa
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1) (in appresso denominato « il regolamento di base »), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione, previa consultazione del comitato consultivo a norma del regolamento di base,
considerando quanto segue:
A. Misure provvisorie (1) Con il regolamento (CEE) n. 2720/93, del 28 settembre 1993 (2), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di isobutanolo originario della Federazione russa.
B. Procedura successiva (2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, una grande azienda di trasformazione dell'isobutanolo della Comunità ha presentato per iscritto il proprio parere sulle risultanze. Le argomentazioni sono state esaminate e prese debitamente in considerazione.
C. Dumping (3) Dato che la Federazione russa non ha un'economia di mercato, la Commissione ha calcolato il valore normale in base ai prezzi di vendita sul mercato interno di un paese ad economia di mercato, in questo caso gli Stati Uniti, conformemente all'articolo 2, paragrafo 5, lettera a), punto i) del regolamento di base.
(4) L'azienda comunitaria che utilizza il prodotto ha contestato tale determinazione e ha affermato che avrebbero dovuto essere utilizzati i prezzi all'esportazione degli Stati Uniti.
(5) Nel caso in esame è stato rilevato che il mercato interno degli Stati Uniti era aperto e concorrenziale, i prezzi di vendita venivano determinati nel corso di normali operazioni commerciali e i quantitativi potevano essere considerati rappresentativi. Pertanto, dato che il regolamento di base privilegia l'uso dei prezzi sul mercato interno, in questo caso non vi è motivo di utilizzare i prezzi all'esportazione.
D. Pregiudizio (6) Nelle risultanze preliminari la Commissione ha concluso che l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio sostanziale a causa delle importazioni oggetto di dumping. Tale conclusione era basata essenzialmente sulla convergenza di diversi indicatori economici, quali il forte calo della produzione e del volume delle vendite, la perdita significativa della quota di mercato, la depressione dei prezzi e il peggioramento dei risultati economici. Nello stesso periodo, sono notevolmente aumentati il volume e la quota di mercato delle importazioni originarie della Russia.
(7) L'azienda di trasformazione di cui al punto 2 ha asserito che il calo della produzione dell'industria comunitaria era dovuto all'introduzione, da parte dell'industria stessa, di una nuova e più efficiente tecnologia di produzione, la quale ha alterato il rapporto tra l'isobutanolo e gli altri prodotti. L'industria comunitaria non sarebbe quindi più in grado di produrre gli stessi quantitativi di isobutanolo ottenuti in precedenza.
(8) L'industria comunitaria, in effetti, ha deliberatamente ridotto la propria capacità produttiva. Il calo del 20 % della capacità produttiva corrispondeva tuttavia alla riduzione del mercato dell'isobutanolo. La produzione è invece diminuita di una percentuale due volte superiore, pari al 39,8 %. Di conseguenza, il tasso di utilizzazione degli impianti è sceso dal 73,8 % nel 1988 al 57,3 %. Queste cifre indicano chiaramente che l'industria comunitaria ha continuato l'interesse ad avere un notevole potenziale di aumento della produzione, che non ha potuto utilizzare a causa delle importazioni oggetto di dumping.
(9) Per quanto riguarda la situazione dell'industria comunitaria, non sono state presentate altre argomentazioni dopo l'istituzione del dazio provvisorio. Il Consiglio pertanto conferma le risultanze di cui ai punti 21-35 del regolamento (CEE) n. 2720/93.
E. Interesse della Comunità (10) La stessa azienda ha affermato che l'isobutanolo rappresentava una proporzione rilevante dei costi di produzione di alcuni dei suoi prodotti intermedi fabbricati soltanto in Italia per il mercato italiano. Per tali prodotti intermedi l'azienda avrebbe dovuto affrontare la concorrenza dei produttori austriaci, polacchi e ungheresi che avrebbero potuto acquistare l'isobutanolo russo senza dazio antidumping.
(11) Il futuro andamento dei prezzi dell'isobutanolo non può essere quantificato con precisione. Ciononostante, dato l'alto numero di produttori concorrenti che riforniscono il mercato comunitario, è prevedibile che la concorrenza continuerà ad essere basata essenzialmente sui prezzi. Inoltre, gli svantaggi per l'azienda che utilizza il prodotto devono essere valutati rispetto alla minaccia di estromissione dal mercato dei produttori comunitari, se non verranno prese misure contro le importazioni oggetto di dumping.
(12) L'azienda che utilizza il prodotto ha inoltre asserito che, anche se le perdite sulle vendite di isobutanolo fossero salite al 33,9 %, l'impatto sulla redditività globale dell'impianto di produzione sarebbe stato limitato a una perdita del 2 %, poiché l'isobutanolo rappresentava soltanto il 6 % del giro d'affari totale. Pertanto la redditività dell'isobutanolo non avrebbe potuto avere alcuna influenza sulla decisione di chiudere un impianto di produzione.
(13) Anche nell'ipotesi che una perdita del 2 % sulle vendite complessive della produzione dell'impianto sia realistica, non si può concludere che tale perdita è trascurabile. In proposito, è opportuno tener conto del fatto che anche la produzione degli altri sottoprodotti è in perdita. I risultati negativi della produzione di isobutanolo pertanto accrescono i problemi di un settore che deve già affrontare gravi difficoltà economiche.
(14) Per quanto riguarda l'interesse della Comunità non sono state presentate altre argomentazioni. Sono pertanto confermate le considerazioni generali esposte nei punti 42-48 del regolamento (CEE) n. 2720/93.
(15) In tali circostanze, si ritiene che nell'interesse della Comunità sia opportuno istituire misure antidumping definitive per eliminare gli effetti pregiudizievoli delle importazioni oggetto di dumping.
F. Dazio (16) Le misure provvisorie sono state applicate sotto forma di dazio antidumping, espresso come importo fisso in ecu per tonnellata corrispondente al margine di dumping. Riguardo al metodo di calcolo del dazio non sono state presentate argomentazioni. Le risultanze pertinenti, esposte nei punti 20 e 51 del regolamento (CEE) n. 2720/93, sono pertanto confermate. Di conseguenza, l'importo del dazio antidumping definitivo deve essere uguale all'importo del dazio provvisorio.
G. Riscossione del dazio provvisorio (17) In considerazione del livello del margine di dumping riscontrato e della gravità del pregiudizio subito dai produttori comunitari, si ritiene necessario che gli importi garantiti a titolo di dazio antidumping provvisorio siano riscossi interamente per quanto riguarda tutte le importazioni di isobutanolo originarie della Federazione russa,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di isobutanolo di cui al codice NC ex 2905 14 90 (codice Taric 2905 14 90 * 10) originario della Federazione russa.
2. Il dazio applicabile è un importo fisso di 102 ecu/t.
Articolo 2
Gli importi garantiti a titolo di dazio antidumping provvisorio ai sensi del regolamento (CEE) n. 2720/93 sono definitivamente riscossi per intero per le importazioni di isobutanolo originarie della Federazione russa.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 29 marzo 1994.

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