Document ID: 31999D0383

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 21 maggio 1999
che autorizza gli Stati membri a prevedere deroghe a determinate disposizioni della direttiva 77/93/CEE del Consiglio riguardo alle piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie della Repubblica sudafricana
[notificata con il numero C(1999) 1336]
(1999/383/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 77/93/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali e ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità(1), modificata da ultimo dalla direttiva 98/2/CE della Commissione(2), in particolare l'articolo 14, paragrafo 1,
vista la richiesta presentata dal Regno Unito,
(1) considerando che, a norma della direttiva 77/93/CEE, le piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie di paesi extraeuropei, esclusi i paesi mediterranei, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Canada e gli Stati continentali degli USA, non possono in linea di massima essere introdotte nella Comunità;
(2) considerando che nella Repubblica sudafricana sta incontrando interesse la moltiplicazione di piantine di Fragaria L. destinate alla piantagione, tranne le sementi, ottenute da piante fornite da uno Stato membro, nell'intento di prolungare la stagione di produzione delle piantine; che le piantine prodotte sono successivamente esportate nella Comunità, allo scopo di esservi piantate per la produzione di frutta;
(3) considerando che, in virtù della decisione 97/488/CE della Commissione(3) e 98/432/CE della Commissione(4), gli Stati membri sono stati autorizzati a prevedere, a certe condizioni, deroghe a determinate disposizioni generali della direttiva 77/93/CEE riguardo alle piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie della Repubblica sudafricana;
(4) considerando che nelle campagne d'importazione 1997 e 1998 non è mai stata confermata la presenza di organismi nocivi nel corso delle ispezioni effettuate sulle piantine importate in applicazione delle decisioni 97/488/CE e 98/432/CE;
(5) considerando che, secondo le informazioni fornite dalla Repubblica sudafricana e raccolte in tale paese nel corso di una missionee effettuata nel giugno 1998 dall'Ufficio alimentare e veterinario, le piantinee di fragole fornite da uno Stato membro, per essere moltiplicate ai fini di una successiva esportazione nella Comunità, sono coltivate in condizioni sanitarie adeguate nel distretto di Elliot, regione North Eastern del Capo;
(6) considerando che, a causa di un cambiamento delle condizioni successivo all'importazione delle piantine sudafricane, ossia del magazzinaggio frigorifero sotto controllo ufficiale prima del trasferimento nelle aziende dove le piantine vengono piantate, risulta necessario modificare alcune condizioni tecniche per migliorare la sicurezza fitosanitaria negli Stati membri nei quali le piantine vengono importate;
(7) considerando che è pertanto opportuno accordare un'ulteriore autorizzazione all'importazione di piantine di fragole dalla Repubblica sudafricana per un periodo limitato, nel rispetto delle condizioni di cui sopra;
(8) considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Gli Stati membri sono autorizzati a prevedere, alle condizioni di cui al paragrafo 2, deroghe alle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 77/93/CEE riguardo ai requisiti di cui all'allegato III, parte A, punto 18, per le piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie della Repubblica sudafricana.
2. Oltre ai requisiti fissati nella parte A degli allegati I, II e IV della direttiva 77/93/CEE, per le piantine di fragole, devono essere rispettate le seguenti condizioni:
a) le piantine devono essere destinate alla produzione di frutta nella Comunità e devono:
i) essere ottenute esclusivamente da piante madri certificate nel quadro di un programma di certificazione approvato di uno Stato membro e importate da tale Stato membro;
ii) essere coltivate su superfici:
- situate nel distretto di Elliot nella regione North Eastern del Capo;
- situate in una zona isolata da quelle di produzione delle fragole destinate alla vendita;
- situate ad almeno 1 km dalla più vicina piantagione di fragole destinata alla produzione di frutta o di stoloni e non conforme alle condizioni della presente decisione;
- situate ad almeno 200 m da qualsiasi altra piantagione del genere Fragaria non conforme alle condizioni della presente decisione;
- che, prima dell'impianto e nel periodo successivo alla rimozione della coltura precedente, sono state analizzate con metodi appropriati o trattate per garantire che siano indenni da organismi nocivi del suolo, compresi Globodera pallida (Stone) Behrens e Globodera rostochiensis (Wollenweber) Behrens;
iii) essere ufficialmente ispezionate dal servizio fitosanitario della Repubblica sudafricana almeno tre volte durante la stagione di crescita e prima dell'esportazione per individuare l'eventuale presenza degli organismi nocivi elencati nella parte A degli allegati I e II della direttiva 77/93/CEE, in particolare:
- Aphelenchoides besseyi Christie,
- Arabis mosaic virus,
- Colletotrichum acutatum Simmonds,
- Globodera pallida (Stone) Behrens,
- Globodera rostochiensis (Wollenweber) Behrens,
- Strawberry crinkle virus,
- Strawberry mild yellow edge virus,
- Xiphinema americanum Cobb sensu lato (popolazioni non europee),
e dei seguenti organismi nocivi di cui non è nota la presenza nella Comunità:
- Eremnus setulosus (Boheman),
- Naupactus leucoloma (Boheman),
- Heteronychus arator (Fabricius);
iv) risultare indenni, all'atto delle ispezioni di cui al punto iii), dagli organismi nocivi indicati al punto iii);
v) prima dell'esportazione:
- essere scosse per togliere residui di terra o di altri supporti di coltura,
- essere pulite (prive di residui vegetali) e prive di fiori e di frutti;
b) le piantine destinate alla Comunità devono essere accompagnate da un certificato fitosanitario rilasciato nella Repubblica sudafricana conformemente agli articoli 7 e 12 della direttiva 77/93/CEE, in base all'esame ivi prescritto per quanto concerne la verifica delle condizioni stabilite, segnatamente il fatto di essere indenni dagli organismi nocivi di cui alla lettera a), punto iii), e conformi ai requisiti di cui alla lettera a), punti i), ii), iv) e v).
Il certificato deve recare:
- al punto "Disinfestazione e/o disinfezione", indicazioni dettagliate sull'ultimo o sugli ultimi trattamenti subiti prima dell'esportazione;
- al punto "Dichiarazione supplementare", l'indicazione "La presente partita è conforme ai requisiti prescritti dalla decisione 1999/383/CE", nonché il nome dalla varietà e il programma di certificazione dello Stato membro nel cui ambito le piante madri sono state certificate;
c) le piantine devono essere introdotte attraverso punti di entrata situati nel territorio di uno Stato membro e designati ai fini della presente deroga da detto Stato membro; tali punti di entrata, nonché il nome e l'indirizzo dell'organismo ufficiale di cui alla direttiva 77/93/CEE responsabile di ciascun punto, devono essere notificati con sufficiente anticipo dagli Stati membri alla Commissione e tali dati devono essere disponibili, su richiesta, agli altri Stati membri. Qualora l'introduzione nella Comunità avvenga in uno Stato membro diverso da quello che si avvale della presente deroga, i suddetti organismi ufficiali responsabili dello Stato membro d'introduzione informano quelli dello Stato membro che si avvale della deroga e collaborano con loro per garantire il rispetto delle disposizioni previste dalla presente decisione;
d) prima dell'introduzione nella Comunità, l'importatore deve essere ufficialmente informato delle condizioni di cui alle lettere a), b), c), d), e) ed f); l'importatore notifica con sufficiente anticipo i dati relativi ad ogni introduzione agli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro d'introduzione, il quale li trasmette senza indugio alla Commissione indicando:
- il tipo di materiale,
- il quantitativo,
- la data dichiarata d'introduzione e la conferma del punto d'entrata,
- i nomi, gli indirizzi e l'ubicazione delle aziende in cui le piantine saranno immagazzinate sotto controllo ufficiale in attesa dei risultati delle ispezioni e dei controlli di cui alla lettera e); almeno due settimane prima dello spostamento delle piantine dalle aziende in cui sono immagazzinate, l'importatore notifica all'organismo ufficiale responsabile le aziende di cui alla lettera f) dove le piantine saranno piantate;
l'importatore comunica ogni eventuale cambiamento della suddetta notifica preventiva agli organismi ufficiali responsabili del proprio Stato membro, preferibilmente appena ne viene a conoscenza; lo Stato membro in questione trasmette immediatamente tali dati alla Commissione;
e) le ispezioni e gli eventuali controlli prescritti all'articolo 12 della direttiva 77/93/CEE e a norma della presente decisione devono essere eseguiti dagli organismi ufficiali responsabili indicati nella suddetta direttiva; nell'ambito di tali ispezioni, i controlli fitosanitari sono effettuati dallo Stato membro che si avvale della presente deroga, eventualmente in collaborazione con i suddetti organismi dello Stato membro nel quale le piantine vengono piantate. Durante tali controlli fitosanitari, lo Stato membro in questione controlla anche la presenza di tutti gli altri organismi nocivi. Ferma restando la prima possibilità delle ispezioni di cui all'articolo 19 bis, paragrafo 3, secondo trattino, della direttiva citata, la Commissione stabilisce in quale misura la seconda possibilità di cui allo stesso trattino possa essere integrata nel programma d'ispezione conformemente all'articolo 19 bis, paragrafo 5, lettera c), della medesima direttiva;
f) le piantine importate devono essere piantate soltanto nelle aziende ufficialmente registrate e riconosciute ai fini della presente deroga e di cui la persona che intende piantarle in applicazione della presente decisione ha notificato in precedenza il nome del proprietario e l'indirizzo del sito ai suddetti organismi ufficiali responsabili dello Stato membro in cui sono ubicate le aziende; qualora il luogo di piantagione sia situato in uno Stato membro diverso dallo Stato membro che si avvale della presente deroga, gli organismi ufficiali responsabili di quest'ultimo informano, al momento in cui ricevono la notifica preventiva dall'importatore, gli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro in cui le piantine verranno piantate, indicando il nome e l'indirizzo delle aziende in causa;
g) gli organismi ufficiali responsabili provvedono affinché le piantine non piantate in conformità a quanto disposto alla lettera f) vengano distrutte sotto il loro controllo. La documentazione relativa ai numeri delle piantine distrutte è tenuta a disposizione della Commissione;
h) nel periodo di crescita successivo all'importazione, una congrua percentuale di piantine deve essere ispezionata visivamente dai suddetti organismi ufficiali responsabili dello Stato membro in cui le piantine sono piantate, ad intervalli appropriati, nei locali di cui alla lettera f), per individuare l'eventuale presenza di organismi nocivi o di segnali o sintomi causati da tali organismi nocivi; in seguito a tale ispezione visiva, gli eventuali organismi nocivi manifestatisi tramite segnali o sintomi sono identificati mediante un'appropriata procedura di controllo. Le piantine che, in seguito alle suddette ispezioni o ai suddetti controlli, non risultino indenni dagli organismi nocivi di cui alla lettera a), punto iii), sono immediatamente distrutte sotto il controllo degli organismi responsabili di cui sopra.
Articolo 2
Gli Stati membri informano gli altri Stati membri e la Commissione, mediante la notifica di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera d), di tutti i casi in cui si sono avvalsi dell'autorizzazione e forniscono alla Commissione e agli altri Stati membri, anteriormente al 1o novembre di ogni anno, le informazioni sui quantitativi importati in applicazione della presente decisione e una relazione tecnica dettagliata degli esami ufficiali di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera e). Inoltre, tutti gli Stati membri in cui le piantine sono piantate trasmettono alla Commissione e agli altri Stati membri, anteriormente al 1o marzo dell'anno successivo a quello dell'importazione, una relazione tecnica dettagliata sull'esame ufficiale di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera h).
Articolo 3
L'articolo 1 si applica nei periodi dal 1o giugno 1999 al 31 luglio 1999. La presente decisione viene revocata qualora si accerti che le condizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 2, non sono sufficienti per impedire l'introduzione di organismi nocivi ovvero non sono state rispettate.
Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 21 maggio 1999.

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