Document ID: 32003D0739

Decisione della Commissione
del 13 maggio 2003
relativa al regime di aiuto cui l'Italia intende dare esecuzione in favore dell'occupazione nella regione Sicilia
[notificata con il numero C(2003) 1484]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2003/739/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
visto il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 88 del trattato(1),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detto articolo(2),
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 26 giugno 2000 n. 7666 (A/35346 del 29 giugno 2000), le autorità italiane hanno notificato, a norma dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, il rifinanziamento, per il periodo 2000-2006, e le modifiche del regime di aiuti all'occupazione N 692/97, approvato dalla Commissione il 25 febbraio 1998(3). La scadenza di quest'ultimo è dovuta all'utilizzo integrale della dotazione finanziaria di circa 76,5 milioni di EUR approvata dalla Commissione per il periodo 1997-1999.
(2) Detto regime è stato iscritto nel registro degli aiuti notificati con il numero N 428/2000, dato che la sua applicabilità era subordinata, tramite una clausola sospensiva esplicita, all'approvazione preventiva ai sensi dell'articolo 87 e successivi del trattato.
(3) La Commissione ha richiesto informazioni complementari con lettere del 31 agosto 2000 (D/54509), 30 marzo 2001 (D/51384), 28 maggio 2001 (D/52158), 16 novembre 2001 (D/54755) e 7 febbraio 2002 (D/50529). Le autorità italiane hanno risposto con lettere dell'8 febbraio 2001 n. 1593 (A/31192), 27 marzo 2001 n. 4129 (A/33708), 19 settembre 2001 n. 10255 (A/37368), 3 ottobre 2001 n. 11847 (A/37873), 22 gennaio 2002 n. 1003 (A/30514), 18 aprile 2002 n. 4873 (A/32946) e 29 aprile 2002 n. 5439 (A/33234).
(4) Il 16 gennaio 2002 si è svolta a Bruxelles una riunione delle autorità italiane con i servizi della Commissione.
(5) Con lettera del 4 luglio 2002 SG(2002) D/230509, la Commissione ha informato l'Italia della propria decisione di non sollevare obiezioni nei confronti della parte A del regime, che dispone aiuti alla creazione di posti di lavoro non connessi ad un investimento e di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato nei confronti della parte B del regime, che dispone aiuti alla creazione di posti di lavoro connessi ad un investimento.
(6) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(4). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni sull'aiuto in causa.
(7) La Commissione non ha ricevuto alcuna osservazione al riguardo da parte di terzi interessati.
(8) Considerato che il 3 gennaio 2003 è entrato in vigore il regolamento (CE) n. 2204/2002 della Commissione, del 12 dicembre 2002, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato all'occupazione(5), la Commissione ha inviato, il 31 gennaio 2003 (D/50666), una lettera alle autorità italiane per informarle che la valutazione del regime di aiuti di Stato in oggetto, sarebbe stata effettuata alla luce delle disposizioni di detto regolamento, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, dello stesso.
(9) A questo proposito la Commissione ha concesso alle autorità italiane una proroga di un mese per permettere la presentazione di eventuali osservazioni.
(10) Alla Commissione non è pervenuta alcuna osservazione al riguardo.
II. DESCRIZIONE DEL REGIME
Obiettivo
(11) Il regime persegue l'obiettivo della creazione di posti di lavoro in una regione, la Sicilia, caratterizzata da un tenore di vita anormalmente basso e in cui si ha una grave forma di sottoccupazione.
Normativa a base dell'aiuto
(12) Il regime di aiuti si basa sulle seguenti disposizioni di legge della Regione Sicilia:
- la legge regionale n. 30/1997,
- l'articolo 9, paragrafo 3, della legge regionale n. 24/2000 e l'articolo 6 della legge regionale n. 17/2001, che estendono il campo di applicazione del regime,
- la legge regionale n. 9/2000 che rifinanzia la legge n. 30/1997 per l'anno 2000,
- l'articolo 18, paragrafo 1, della legge regionale n. 32/2000, che rifinanzia, per il periodo 2001-2006, la legge regionale n. 30/1997.
Durata e stanziamento
(13) La durata del regime è limitata al 31 dicembre 2006. Lo stanziamento totale ammonta a circa 554 milioni di EUR.
Beneficiari
(14) Possono beneficiare del regime le imprese di qualsiasi settore, ad eccezione di quello siderurgico, operanti in Sicilia, che assumano, a tempo indeterminato, determinate categorie di lavoratori.
Oggetto del regime
(15) Il regime persegue l'obiettivo della creazione di posti di lavoro e si articola in due parti: la parte A, relativa alla creazione di posti di lavoro non connessi a un investimento e la parte B, relativa alla creazione di posti di lavoro connessi a un investimento.
Forma e intensità dell'aiuto
(16) L'aiuto è concesso sotto forma di sgravio totale dei contributi previdenziali e assistenziali per un periodo massimo di 6 anni in favore dell'assunzione, a tempo indeterminato, delle seguenti categorie di lavoratori:
- apprendisti,
- disoccupati da qualificare,
- disoccupati di lunga durata (oltre 24 mesi),
- altri disoccupati,
- disabili ed ex-tossicodipendenti,
- lavoratori iscritti nelle liste di mobilità,
- lavoratori in "cassa integrazione" da almeno 24 mesi.
(17) Lo stesso tipo di aiuto è previsto inoltre per:
- la trasformazione dei contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato,
- la trasformazione dei contratti di formazione e lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.
(18) La concessione degli aiuti è subordinata alle seguenti condizioni:
- non devono esservi state riduzioni di personale nei 12 mesi precedenti l'assunzione,
- l'assunzione deve comportare la creazione di nuovi posti di lavoro rispetto al numero dei dipendenti dell'impresa nei 6 mesi che precedono l'assunzione. Per quanto riguarda i casi di trasformazione dei contratti di formazione e lavoro e di altri contratti a tempo determinato, i lavoratori interessati non devono essere calcolati come facenti parte dell'organico dell'impresa se la trasformazione riguarda quegli stessi lavoratori.
(19) Le autorità italiane hanno stimato l'aiuto medio pari al 45 % della retribuzione lorda del lavoratore.
III. DUBBI ESPRESSI DALLA COMMISSIONE NELL'AMBITO DEL PROCEDIMENTO AVVIATO AI SENSI DELL'ARTICOLO 88, PARAGRAFO 2, DEL TRATTATO
(20) Nella decisione di avvio del procedimento ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato la Commissione ha valutato la parte B del regime che dispone aiuti in favore della creazione netta di posti di lavoro connessi ad un investimento alla luce degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale(6), dei criteri stabiliti dal regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle PMI(7), delle regole stabilite negli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo(8) e delle regole stabilite nelle linee direttrici per l'esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca e dell'acquacoltura(9).
(21) I dubbi espressi dalla Commissione nell'ambito del procedimento avviato ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato riguardano:
a) il carattere di investimento iniziale cui i posti di lavoro creati sono connessi. La Commissione dubita che gli aiuti alla creazione di posti di lavoro previsti dal regime abbiano come unico oggetto i posti di lavoro connessi alla realizzazione di un investimento iniziale, ai sensi dei punti 4.11-4.14 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e dell'articolo 2, lettera c), del regolamento (CE) n. 70/2001;
b) le intensità del regime: la Commissione dubita inoltre che l'intensità degli aiuti disposti dal regime, che può essere calcolata rispetto ai costi salariali, come previsto al punto 4.13 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, rispetti i massimali regionali previsti dalla carta italiana degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2000-2006 relativa alla regione Sicilia (35 % ESN + 15 % ESL per le PMI);
c) il rispetto delle regole sul cumulo contenute ai punti 4.18-4.21 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e all'articolo 8 del regolamento (CE) n. 70/2001;
d) il rispetto del principio della necessità dell'aiuto, enunciato al punto 4.2 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e all'articolo 7 del regolamento (CE) n. 70/2001;
e) il rispetto del principio secondo il quale, per garantire che gli investimenti produttivi sovvenzionati siano realizzabili e sani, l'apporto del beneficiario destinato al loro finanziamento deve raggiungere almeno il 25 % ai sensi del punto 4.2 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e dell'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 70/2001;
f) per quanto riguarda il settore agricolo e della pesca e dell'acquacoltura, il rispetto delle sezioni 4.1 e 4.2 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e delle corrispondenti disposizioni delle linee direttrici per l'esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca e dell'acquacoltura.
(22) Non sono pervenute osservazioni né dalle autorità italiane né dai terzi interessati sui dubbi espressi dalla Commissione.
IV. VALUTAZIONE
Valutazione del carattere di aiuto delle misure in questione
(23) Per valutare se le misure previste dal regime costituiscano aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, occorre determinare se procurino un vantaggio ai beneficiari, se l'origine di tale vantaggio risalga allo Stato, se le misure in questione incidano sulla concorrenza e, infine, se possano alterare gli scambi intracomunitari.
(24) Il primo elemento costitutivo dell'articolo 87, paragrafo 1, è la possibilità che la misura procuri un vantaggio a taluni beneficiari specifici. Si tratta quindi di determinare, da un lato, se le imprese beneficiarie ricevano un vantaggio economico che non avrebbero ottenuto in normali condizioni di mercato, oppure se esse evitino in tal modo di sostenere costi che normalmente avrebbero dovuto gravare sulle risorse finanziarie proprie dell'impresa e, dall'altro lato, se tale vantaggio sia concesso a una determinata categoria di imprese. Nel permettere ad imprese situate in una regione d'Italia (la Sicilia) di beneficiare di aiuti alla promozione dell'occupazione sotto forma di sgravio dei contributi previdenziali e assistenziali, le autorità nazionali le alleviano di una parte dei costi salariali, costituenti spese normali che un'impresa sostiene nel proprio interesse, e in tal modo procurano loro vantaggi finanziari che ne migliorano la posizione concorrenziale. Inoltre, tali misure vanno a beneficio di imprese che operano in determinate zone del territorio italiano e le favoriscono dal momento che le stesse misure non vengono concesse alle imprese che si trovano al di fuori di tali zone.
(25) La seconda condizione di applicazione dell'articolo 87 stabilisce che gli aiuti devono essere concessi dagli Stati ovvero mediante risorse statali. Nella fattispecie, l'esistenza di una risorsa di Stato assume forma negativa in quanto si tratta di un mancato reddito per i poteri pubblici: l'esonero per alcune imprese dal pagamento dei contributi sociali riduce infatti il gettito fiscale dello Stato.
(26) A norma dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, gli aiuti inoltre sono vietati se falsano o minacciano di falsare la concorrenza e incidono sugli scambi intracomunitari. Nella fattispecie, le misure in esame minacciano di falsare la concorrenza, in quanto rafforzano la posizione finanziaria e le possibilità di azione delle imprese beneficiarie rispetto ai loro concorrenti che non ne usufruiscono. Se tale effetto si produce nell'ambito degli scambi intracomunitari, questi ultimi risentono delle misure in questione. In particolare, dette misure falsano la concorrenza ed incidono sugli scambi intracomunitari qualora le imprese beneficiarie esportino una parte della loro produzione in altri Stati membri. Analogamente, se le imprese beneficiarie non esportano, la produzione nazionale è avvantaggiata dal fatto che le possibilità delle imprese, situate in altri Stati membri, di esportare i loro prodotti sul mercato italiano ne risultano diminuite(10).
(27) Per le ragioni suindicate, le misure in causa sono vietate in linea di principio dall'articolo 87, paragrafo 1, del trattato e possono essere considerate compatibili con il mercato comune unicamente se sono ammesse a beneficiare di una delle deroghe previste dal trattato.
Legittimità del regime
(28) Tenuto conto degli elementi forniti dalle autorità italiane (cfr. considerando 1 e 2) poiché si tratta di misure non ancora applicabili, la Commissione constata che le autorità italiane hanno soddisfatto gli obblighi di notifica di cui all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato.
Valutazione della compatibilità delle misure con il mercato comune
(29) Dopo aver determinato la natura di aiuto di Stato delle misure in esame ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, la Commissione deve valutare se possano essere compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato.
(30) Per quanto riguarda l'applicabilità delle deroghe previste dal trattato, la Commissione ritiene che gli aiuti in questione non possono beneficiare delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 2, del trattato in quanto non si tratta di aiuti a carattere sociale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera a), né di aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera b), né rientrano nell'ambito dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera c). Per ovvie ragioni non sono neppure applicabili le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere b) e d).
(31) Poiché si tratta di aiuti finalizzati alla creazione di posti di lavoro, si deve valutare se essi possano beneficiare delle deroghe regionali di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato.
Ammissibilità della regione alla deroga
(32) La Commissione ricorda che, con decisione del 1o marzo 2000, ha approvato la carta italiana degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2000-2006, relativamente alle regioni ammissibili alla deroga prevista dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato(11). In base a tale carta, la regione Sicilia è una regione assistita in virtù della deroga suddetta.
Valutazione del regime in base agli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e ai criteri di cui al regolamento (CE) n. 70/2001
(33) Considerato che nell'ambito del procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato, non è pervenuta alcuna osservazione da parte delle autorità italiane, si constata che il procedimento formale di esame non ha fatto emergere elementi in grado eliminare i dubbi espressi dalla Commissione. Infatti:
a) nessun elemento permette di concludere con certezza che gli aiuti alla creazione di posti di lavoro previsti dal regime abbiano per oggetto unicamente i posti di lavoro connessi alla realizzazione di un investimento iniziale ai sensi dei punti 4.11-4.14 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e dell'articolo 2, lettera c), del regolamento (CE) n. 70/2001;
b) nessun elemento permette di concludere con certezza che l'intensità di aiuto del regime, che può essere calcolata rispetto ai costi salariali, come previsto al punto 4.13 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, rispetti i massimali regionali previsti dalla carta italiana degli aiuti a finalità regionale relativa alla regione Sicilia per il periodo 2000-2006 (35 % ESN + 15 % ESL per le PMI). Infatti, l'intensità di aiuto lorda del regime, espressa in percentuale degli oneri salariali relativi ai posti di lavoro creati durante un periodo di due anni, ammonta al 135 % degli oneri salariali(12);
c) nessun elemento permette di concludere con certezza che sono rispettate le regole sul cumulo previste ai punti 4.18-4.21 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e all'articolo 8 del regolamento (CE) n. 70/2001;
d) nessun elemento permette di concludere con certezza che è rispettato il principio della necessità dell'aiuto di cui al punto 4.2 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e all'articolo 7 del regolamento (CE) n. 70/2001;
e) nessun elemento permette di concludere con certezza che, come è richiesto per garantire che gli investimenti produttivi sovvenzionati siano redditizi e sani, l'apporto del beneficiario destinato al loro finanziamento raggiunga almeno il 25 % ai sensi del punto 4.2 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e dell'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 70/2001;
f) infine, nessun elemento permette di concludere con certezza che gli aiuti agli investimenti sono compatibili, nel settore agricolo, con le sezioni 4.1 e 4.2 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e, nel settore della pesca e dell'acquacoltura, con le corrispondenti disposizioni delle linee direttrici per l'esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca e dell'acquacoltura.
Valutazione del regime alla luce del regolamento (CE) n. 2204/2002
(34) Il 3 gennaio 2003 è entrato in vigore il regolamento (CE) n. 2204/2002. A norma dell'articolo 11, paragrafo 2, di detto regolamento le notificazioni non ancora esaminate alla data di entrata in vigore sono valutate sulla base delle disposizioni del regolamento stesso.
(35) Con lettera del 31 gennaio 2003 (D/50666), la Commissione ha indicato alle autorità italiane che il regime in oggetto sarebbe stato valutato in base al regolamento n. 2204/2002, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, dello stesso. A tale proposito, la Commissione ha concesso alle autorità italiane un termine supplementare di un mese per permettere l'invio di eventuali osservazioni. Nessuna osservazione al riguardo è stata trasmessa dalle autorità italiane.
(36) Il regime di cui si tratta dispone la concessione di aiuti in favore della creazione di posti di lavoro. Tali posti di lavoro sono connessi alla realizzazione di un progetto d'investimento ai sensi dell'articolo 2, lettera j), del regolamento (CE) n. 2204/2002(13).
(37) In base alle informazioni fornite dalle autorità italiane in occasione della notificazione del regime, l'intensità di aiuto lorda del regime, che può essere espressa in percentuale degli oneri salariali relativi ai posti di lavoro creati durante un periodo di due anni, ammonta al 135 % degli oneri salariali(14).
(38) A tale proposito la Commissione constata che nei casi di creazione di posti di lavoro in favore di lavoratori che non hanno mai lavorato o che hanno perso o stanno per perdere il precedente posto di lavoro [nella fattispecie si tratta dei lavoratori apprendisti, dei disoccupati di lunga durata, dei disoccupati da qualificare, degli altri disoccupati, dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità e dei lavori in cassa integrazione da almeno 24 mesi(15)], l'intensità di aiuto del regime non rispetta il massimale corrispondente applicabile agli aiuti regionali all'investimento secondo la carta italiana relativa alla regione Sicilia per il periodo 2000-2006 (35 % ESN + 15 % ESL per le PMI), ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2204/2002.
(39) Inoltre, dato che tale intensità non rispetta il massimale regionale di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2204/2002, a fortiori non rispetta nemmeno il massimale di intensità autorizzato nel caso di cumulo degli aiuti alla creazione di posti di occupazione in virtù dello stesso articolo 4, paragrafo 3, con gli aiuti all'assunzione di lavoratori svantaggiati o disabili, ai sensi degli articoli 5 e 6 dello stesso regolamento. Nella fattispecie, l'intensità di aiuto prevista dal regime per la creazione di posti di lavoro a favore dei disoccupati di lunga durata e delle persone disabili ed ex-tossicodipendenti non è conforme all'articolo 8, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2204/2002.
(40) Infine per quanto riguarda gli aiuti alla trasformazione a tempo indeterminato di contratti di lavoro a tempo determinato e di contratti di formazione e lavoro a tempo determinato, considerato che le autorità italiane non hanno trasmesso alcuna informazione nel quadro del procedimento avviato ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato, la Commissione non può concludere che tali aiuti sono accordati sia alla creazione del posto di lavoro, sia alla trasformazione del contratto, senza superare il massimale corrispondente applicabile agli aiuti regionali, secondo la carta italiana relativa alla regione Sicilia per il periodo 20002006.
(41) Considerato che le autorità italiane non hanno inviato alcuna informazione nel quadro del procedimento avviato ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato, la Commissione non può concludere che sono rispettate le regole sul cumulo degli aiuti di cui all'articolo 8 del regolamento (CE) n. 2204/2002.
(42) La Commissione non può neppure concludere che è rispettato il principio di necessità dell'aiuto di cui all'articolo 7 del regolamento (CE) n. 2204/2002 né che il beneficiario contribuisce al finanziamento del progetto apportandovi almeno il 25 % dell'investimento a norma dell'articolo 4, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 2204/2002.
(43) La Commissione non può peraltro neppure concludere che gli investimenti ai quali sono connessi i posti di lavoro sono gli investimenti in immobilizzazioni materiali secondo la definizione di cui all'articolo 2, lettera k), del regolamento (CE) n. 2204/2002.
V. CONCLUSIONI
(44) Sulla base dell'analisi sviluppata ai considerando da 29 a 43 della presente decisione la Commissione constata che il regime di aiuto a favore dell'occupazione della Regione Sicilia è incompatibile con il mercato comune,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il regime di aiuti a favore dell'occupazione cui l'Italia intende dare esecuzione è incompatibile con il mercato comune.
Detto aiuto non può pertanto essere posto in esecuzione.
Articolo 2
Entro due mesi dalla notifica della presente decisione, l'Italia comunica alla Commissione i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 3
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 13 maggio 2003.

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