Document ID: 31988R1136

REGOLAMENTO (CEE) N. 1136/88 DEL CONSIGLIO del 7 marzo 1988 relativo alle norme di origine applicabili negli scambi tra la Spagna e il Portogallo nel periodo di applicazione delle misure transitorie
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, visto l'atto di adesione della Spagna e del Portogallo, in particolare l'articolo 1 del protocollo n. 3, ad esso allegato, vista la proposta della Commissione, considerando che il regolamento (CEE) n. 846/86 (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 2474/86 (2), ha definito le regole d'origine applicabili agli scambi commerciali tra la Spagna ed il Portogallo durante il periodo transitorio;
considerando che le regole d'origine contenute nel regolamento (CEE) n. 846/86 sono basate sull'impiego della nomenclatura del Consiglio di cooperazione doganale;
considerando che il Consiglio di cooperazione doganale ha approvato il 14 giugno 1983 la "Convenzione internazionale sul sistema armonizzato di designazione e codificazione delle merci";
considerando che il sistema armonizzato ha sostituito, a decorrere dal 1° gennaio 1988, l'attuale nomenclatura ai fini del commercio internazionale;
considerando che è perciò necessario adattare le regole di origine contenute nel regolamento (CEE) n. 846/86 nella misura in cui esse sono basate sull'impiego del sistema armonizzato;
considerando che, sulla base dell'esperienza acquisita, la presentazione delle regole di origine può essere migliorata raggruppando in un'unica lista tutte le eccezioni alla regola generale consistente nel cambiamento della voce doganale e prevedendo istruzioni dettagliate sui criteri di interpretazione;
considerando che è pertanto opportuno apportare al regolamento le modifiche richieste dalla nuova presentazione delle regole di origine;
considerando che per una corretta applicazione delle regole d'origine è opportuno redigere talune disposizioni in modo diverso rispetto al passato, allo scopo di facilitare il lavoro degli utenti e delle amministrazioni doganali e abrogare, pertanto, il regolamento (CEE) n. 846/86, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
TITOLO I Definizione della nozione di prodotti originari Articolo 1
Ai fini dell'applicazione del regime di cui all'articolo 1, paragrafi 2 e 3 del protocollo n. 3 dell'atto di adesione, sono considerati:
1. prodotti originari della Spagna:
a) i prodotti totalmente ottenuti in Spagna;
b)i prodotti ottenuti in Spagna, per la cui fabbricazione sono stati utilizzati prodotti diversi da quelli indicati alla lettera a), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3. Tale condizione non è tuttavia richiesta per quanto riguarda i prodotti che, ai sensi del presente regolamento, sono originari del Portogallo;
2.prodotti originari del Portogallo:
a)i prodotti totalmente ottenuti in Portogallo;
b)i prodotti ottenuti in Portogallo, per la cui fabbricazione sono stati utilizzati prodotti diversi da quelli indicati alla lettera a), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3. Tale condizione non è tuttavia richiesta per quanto riguarda i prodotti che, ai sensi del presente regolamento, sono originari della Spagna.
I prodotti elencati nell'allegato II sono temporaneamente esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento.
Ciò nonostante, a questi prodotti si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni in materia di cooperazione amministrativa e l'articolo 11. Articolo 2
Ai sensi dell'articolo 1, punto 1, lettera a) e punto 2, lettera a), sono considerati "totalmente ottenuti" in Spagna o in Portogallo:
a) i prodotti minerali estratti dal loro suolo o dal loro fondo marino od oceanico;
b)i prodotti del regno vegetale ivi raccolti;
c)gli animali vivi, ivi nati ed allevati;
d)gli articoli fuori uso a condizione che siano ivi raccolti e possano servire soltanto al ricupero di materie prime;
e)gli scarti e i residui provenienti da operazioni manifatturiere ivi effettuate;
f)le merci ivi ottenute esclusivamente a partire dai prodotti di cui alle lettere da a) ad e). Articolo 3
1. Nel presente regolamento, per "capitoli" e "voci" s'intendono i capitoli e le voci doganali (codici a quattro cifre) utilizzati nel sistema armonizzato.
Per "classificato" s'intende la classificazione di un prodotto o di un materiale in una determinata voce doganale.
2. Ai fini dell'articolo 1, punto 1, lettera b) e punto 2, lettera b) i materiali non originari sono considerati sufficientemente lavorati o trasformati quando il prodotto ottenuto è classificato in una voce doganale diversa da quella in cui sono classificati tutti i materiali non originari impiegati per la sua fabbricazione, fatte salve le disposizioni di cui ai paragrafo 3, 4 e 5. 3. Se un prodotto è citato nelle colonne 1 e 2 della lista di cui all'allegato III, le condizioni stabilite per detto allegato nella colonna 3 si applicano in luogo della norma di cui al paragrafo 2. 4. Per i prodotti inseriti nei capitoli da 84 a 91, in alternativa alle condizioni stabilite nella colonna 3, l'esportatore può osservare quelle che figurano nella colonna 4 della lista di cui all'allegato III.
5. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, punto 1, lettera b) e punto 2, lettera b), le lavorazioni o trasformazioni seguenti sono sempre considerate insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dal cambiamento o meno della voce doganale:
a) le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione nel loro stato delle merci durante il loro trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze, estrazione di parti avariate e operazioni analoghe);
b)le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, selezione, classificazione, assortimento (ivi compresa la composizione di serie di merci), lavaggio, verniciatura, riduzione in pezzi;
c) i) il cambiamento di imballaggi, nonché le divisioni e riunioni di colli;
ii)le semplici operazioni di messa in bottiglie, boccette, sacchi, astucci e scatole, o su tavolette, ecc.
, e ogni altra semplice operazione di condizionamento;
d)l'apposizione sui prodotti o sui loro imballaggi di marchi, etichette o altri segni distintivi similari;
e)la semplice miscela di prodotti anche di specie diverse, quando uno o più componenti della miscela non rispondano alle condizioni fissate nel presente regolamento per poter essere considerati originari della Spagna o del Portogallo;
f)la semplice riunione di parti di oggetti allo scopo di formare un oggetto completo;
g)il cumulo di due o più operazioni indicate nelle lettere da a) a f);
h)la macellazione degli animali.
Articolo 4
1. In deroga all'articolo 1, il carattere di prodotto originario è conferito anche, mediante lavorazione, trasformazione o montaggio, ai prodotti delle voci doganali e capitoli elencati nell'allegato IV, nei quali siano incorporati materali originari della Comunità nella sua composizione al 31 dicembre 1985, in appresso denominata "Comunità a dieci" e materiali non originari, il cui valore congiuntamente non ecceda la percentuale del valore del prodotto finito, fissato per ciascun prodotto nel suddetto allegato IV.
In caso di incorporazione di materiali non originari, il loro valore, entro i limiti di cui all'allegato IV, non può mai eccedere:
- per i prodotti dei capitoli da 84 a 92:
la percentuale fissata per tali prodotti nella colonna 4 della lista di cui all'allegato III, oppure nella colonna 3, quando nella colonna 4 non è prevista alcune percentuale;
-per i prodotti delle voci 7407, 7408, 7604 e 7605:
40 % del valore del prodotto finito.
2. L'articolo 1 è applicabile, mutatis mutandis, per la determinazione del carattere originario dei prodotti della Comunità a dieci.
Tuttavia, quando detto carattere originario è acquisito in applicazione delle regole previste al paragrafo 1 del presente articolo, si applicano soltanto le percentuali e le condizioni previste nei riguardi dei prodotti incorporati non originari.
Articolo 5
1. L'unità da prendere in considerazione per l'applicazione delle regole di origine è il prodotto considerato come unità di base per determinare la classificazione secondo la nomenclatura basata sul sistema armonizzato.
Nel caso di assortimenti di prodotti classificati in base alla regola generale n. 3 per l'interpretazione del sistema armonizzato, l'unità da prendere in considerazione dovrà essere determinata per ciascun articolo dell'assortimento;
lo stesso dicasi per gli assortimenti delle voci 6308, 8206 e 9605. Ne consegue che:
- quando un prodotto composto da un gruppo o da un complesso di articoli è classificato, in virtù del sistema armonizzato, in un'unica voce doganale, l'intero complesso costituisce l'unità da prendere in considerazione;
-quando una partita consiste di vari prodotti fra loro identici, classificati nella medesima voce doganale del sistema armonizzato, nell'applicare le regole di origine, ogni prodotto va considerato singolarmente.
2. Gli accessori, i pezzi di ricambio e le attrezzature che vengono forniti con un materiale, una macchina, un apparecchio o un veicolo, che fanno parte della sua normale attrezzatura ed il cui prezzo è compreso in quello di questi ultimi o non è fatturato a parte, sono considerati come costituenti un tutto unico con il materiale, la macchina, l'apparecchio o il veicolo considerato.
3. Gli assortimenti, a norma della regola generale 3 del sistema armonizzato, sono considerati come originari a condizione che tutti gli articoli che entrano nella loro composizione siano originari.
Tuttavia, un assortimento composto da articoli originari e non originari è considerato come originario nel suo insieme, a condizione che il valore degli articoli non originari non superi il 15 % del valore totale dell'assortimento.
4. Se, applicando la regola generale n. 5 del sistema armonizzato, gli imballaggi sono classificati con le merci che essi contengono, tali imballaggi devono essere considerati come formanti un tutto unico con dette merci, ai fini della determinazione dell'origine.
5. Allo scopo di determinare se una merce è originaria della Spagna o del Portogallo, non ha rilevanza il fatto che i prodotti energetici, le installazioni, le macchine e gli utensili utilizzati per la fabbricazione di tale merce siano o meno originari di paesi terzi.
Articolo 6
1. Nella lista di cui all'allegato III, per "valore" s'intende il valore in dogana al momento dell'importazione dei materiali non originari utilizzati, o - qualora esso non sia noto né fissato - il primo prezzo verificabile pagato per detti materiali nel territorio in questione.
Qualora sia necessario stabilire il valore dei materiali originari utilizzati, il primo comma si applica "mutatis mutandis". 2. Nella lista di cui all'allegato III, per "prezzo franco fabbrica" s'intende il prezzo franco fabbrica del prodotto ottenuto, detratte le imposte interne rimborsate o rimborsabili quando il prodotto ottenuto è esportato.
TITOLO II Metodi di cooperazione amministrativa Articolo 7
I prodotti originari ai sensi del presente regolamento sono ammessi, al momento dell'importazione in Spagna o in Portogallo, al beneficio del regime preferenziale previsto all'articolo 1 del protocollo n. 3 dell'atto di adesione, dietro presentazione di un documento di transito comunitario interno COM T2 ES o COM T2 L ES, o COM T2 PT o COM T2 L PT o di un documento avente i medesimi effetti, redatto, secondo il caso, in Spagna o in Portogallo, alle condizioni stabilite all'articolo 17 del regolamento (CEE) n. 409/86 (3). Articolo 8
L'esportatore, o il suo rappresentante autorizzato, presenta qualsiasi documento giustificativo utile che possa comprovare che le merci da esportare, secondo il caso, in Spagna o in Portogallo possono dar luogo alla compilazione di uno dei documenti di transito comunitario interno di cui all'articolo 7, debitamente corredato, conformemente all'articolo 17 del regolamento (CEE) n. 409/86 della dicitura "origine Portogallo" o "origine Spagna". Articolo 9
1. Il regolamento (CEE) n. 3351/83 (4) si applica, mutatis mutandis, per compilare i documenti di transito comunitario interno di cui all'articolo 7 e per stabilire la prova del carattere dei prodotti della Comunità a dieci.
Il fornitore deve indicare chiaramente nella propria dichiarazione che le merci sono originarie della Comunità a dieci o della Spagna oppure del Portogallo.
2. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, punto 1, lettera b), ultima frase, e punto 2, lettera b), ultima frase la prova del carattere originario dei prodotti spagnoli o dei prodotti portoghesi può anche essere fornita presentando uno dei documenti di transito comunitario interno di cui all'articolo 7, compilato secondo il caso, in Spagna o in Portogallo.
Articolo 10
1. Per garantire la corretta applicazione del presente titolo, la Spagna e il Portogallo si prestano mutua assistenza, tramite le rispettive amministrazioni doganali, per controllare l'autenticità e la regolarità dei documenti di transito comunitario interno COM T2 ES o COM T2 L ES o COM T2 PT o COM T2 L PT, oppure del documento avente i medesimi effetti.
Ai fini del controllo a posteriori, i suddetti documenti di transito comunitario interno o la copia dei documenti aventi i medesimi effetti devono essere conservati dalle autorità doganali spagnole o portoghesi almeno per due anni.
2. Il controllo a posteriori di detti documenti viene effettuato conformemente alle disposizioni previste in materia nel quadro del regime del transito comunitario.
TITOLO III Disposizioni generali Articolo 11
1. I prodotti utilizzati nella fabbricazione dei prodotti della specie di quelli cui si applica il presente regolamento e per cui sono emessi in Spagna o in Portogallo, ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (CEE) n. 409/86, documenti di transito comunitario interno COM T2 ES o COM T2 L ES o COM T2 PT o COM T2 L PT, o altri documenti aventi i medesimi effetti, devono:
a) essere in libera pratica in Spagna o in Portogallo, a seconda della corrente di scambi considerata, oppureb)aver formato oggetto del pagamento, secondo il caso, in Spagna o in Portogallo, del diritto compensativo previsto nei loro confronti all'articolo 8, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 526/86 della Commissione, del 28 febbraio 1986, relativo alle misure transitorie applicabili agli scambi all'interno della Comunità di merci ottenute in Spagna, in Portogallo o in un altro Stato membro sotto un regime recante sospensione o ristorno di dazi doganali o altre imposizioni all'importazione - diritto di compensazione (5), modificato dal regolamento (CEE) n. 3634/87 (6).L'esportatore può avvalersi della regola di cui alla lettera a) oppure alla lettera b). 2. Tuttavia, in deroga al paragrafo 1, i prodotti provenienti da un altro Stato membro in cui sia stato compilato un documento di transito comunitario interno COM T2 ES o COM T2 L ES o COM T2 PT o COM T2 L PT, o un documento avente i medesimi effetti, messi in opera in Spagna o in Portogallo nella fabbricazione di prodotti cui si applica il presente regolamento, possono beneficiare di una riduzione dei dazi doganali applicabili tra gli altri Stati membri e il Portogallo oppure tra gli altri Stati membri e la Spagna oppure di un esonero dagli stessi.
Articolo 12
1. Il comitato dell'origine, istituito all'articolo 12 del regolamento (CEE) n. 802/68 (7) può esaminare qualsiasi problema relativo all'applicazione del presente regola- mento sottopostogli dal suo presidente, per iniziativa di questi oppure a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
2. Le disposizioni necessarie per l'applicazione della nozione di prodotti originari sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafi 2 e 3 del regolamento (CEE) n. 802/68. Articolo 13
Se l'applicazione del presente regolamento e, in particolare, le disposizioni relative ai prodotti di cui all'allegato IV provocano difficoltà del tipo di quelle previste nell'articolo 379 dell'atto di adesione, il nuovo Stato membro interessato può chiedere di essere autorizzato a prendere misure di salvaguardia conformemente a detto articolo.
TITOLO IV Disposizioni finali Articolo 14
1. Il regolamento (CEE) n. 846/86 è abrogato.
2. I riferimenti al regolamento abrogato in virtù del paragrafo 1 devono intendersi come riferimenti fatti al presente regolamento.
I riferimenti agli articoli del regolamento abrogato devono essere letti secondo la tabella di corrispondenza che figura nell'allegato I. Articolo 15
1. I prodotti esportati anteriormente al 1° gennaio 1988, accompagnati da un documento di transito comunitario interno o da un documento che produce gli stessi effetti, previsti all'articolo 7, sono considerati originari in conformità alle norme in vigore il 1° gennaio 1988. 2. I documenti di transito comunitario, interno o i documenti che producono gli stessi effetti, rilasciati anteriormente al 1° gennaio 1988 sulla base delle norme in vigore prima di tale data, sono accettati conformemente alle norme in vigore al momento del loro rilascio.
Articolo 16
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 1988. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 7 marzo 1988.

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