Document ID: 31988R0809

REGOLAMENTO (CEE) N. 809/88 DELLA COMMISSIONE del 14 marzo 1988 relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" e ai metodi di cooperazione amministrativa da applicare alle importazioni nella Comunità di prodotti dei territori occupati
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, visto il regolamento (CEE) n. 3363/86 del Consiglio, del 27 ottobre 1986, riguardante il regime tariffario da applicare alle importazioni nella Comunità di prodotti originari dei territori occupati (1), in particolare l'articolo 3, considerando che per l'insieme dei prodotti di cui al regolamento (CEE) n. 3363/86, le vigenti regole relative all'origine sono contenute nel regolamento (CEE) n. 4129/86 della Commissione, del 23 dicembre 1986, relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" e ai metodi di cooperazione amministrativa da applicare alle importazioni nella Comunità di prodotti dei territori occupati (2), modificato dal regolamento (CEE) n. 1302/87 (3);
che tali regole sono basate sull'uso della nomenclatura del consiglio di cooperazione doganale;
che il consiglio di cooperazione doganale ha approvato "la convenzione internazionale sul sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci" (appresso denominate SA) il 14 giugno 1983;
che è stabilito che a partire dal 1° gennaio 1988 l'SA sostituisce, la precedente nomenclatura per le esigenze del commercio internazionale;
che occorre di conseguenza adattare le regole relative all'origine contenute nel regolamento (CEE) n. 4129/86 per modo che siano basate sull'uso dell'SA;
considerando che alla luce dell'esperienza è apparso che la presentazione delle regole relative all'origine poteva essere migliorata raggruppando tutte le eccezioni alla regola di base del cambiamento di voce in un unico elenco e prevedendo delle disposizioni dettagliate che precisassero il modo in cui occorre interpretarle;
considerando che occorre prevedere disposizioni transitorie che permettano ai territori occupati, se non d'applicare l'SA, di continuare ad applicare le regole relative all'origine contenute nel regolamento (CEE) n. 4129/86 per un periodo di due anni;
considerando che i provvedimenti previsti dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato dell'origine, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
TITOLO I Definizione della nozione di "prodotti originari" Articolo 1 1. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie accordate dalla Comunità a prodotti originari dei territori occupati, sono considerati prodotti originari di tali territori, a condizione che siano stati trasportati direttamente nella Comunità, ai sensi dell'articolo 5:
a) i prodotti totalmente ottenuti in tali territori;
b)i prodotti ottenuti in tali territori e nella cui fabbricazione siano entrati prodotti diversi da quelli indicati alla lettera a), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2. 2. Le disposizioni del paragrafo 1 e degli articoli da 2 a 4 non si applicano ai prodotti di cui all'allegato II.
Articolo 2
Ai sensi dell'articolo 1, lettera a), sono considerati totalmente ottenuti nei territori occupati:
a) i prodotti minerali estratti dal loro suolo o dal fondo marino od oceanico;
b)i prodotti del regno vegetale, ivi raccolti;
c)gli animali vivi, ivi nati ed allevati;
d)i prodotti che provengono da animali vivi;
e)i prodotti della caccia e della pesca ivi praticate;
f)i prodotti usati ivi raccolti, a condizione che possano servire soltanto al ricupero delle materie prime;
g)i residui provenienti da operazioni manifatturiere ivi effettuate;
h)i prodotti ivi fabbricati esclusivamente a partire da prodotti indicati alle lettere da a) a g). Articolo 3
1. Nel presente regolamento con i termini "capitoli" e "voci" s'intendono i capitoli e le voci (codici a quattro cifre) usati nella nomenclatura che costituisce il "Sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci" (qui di seguito denominato "sistema armonizzato").Per il termine "classificato" s'intende la classificazione di un prodotto o di un materiale in una determinata voce.
2. Per l'applicazione dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), materiali non originari sono considerati sufficientemente lavorati o trasformati quando il prodotto ottenuto è classificato in una voce diversa da quella in cui sono classificati tutti i materiali non originari impiegati per la sua fabbricazione, fatte salve le disposizioni di cui ai paragrafi 3 e 4. 3. Per i prodotti citati nelle colonne 1 e 2 dell'elenco di cui all'allegato III, le condizioni stabilite per detti prodotti nella colonna 3 si applicano in luogo della norma di cui al paragrafo 2. 4. Per l'applicazione dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), le lavorazioni o trasformazioni qui appresso sono sempre considerate come insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dal fatto che vi sia o no cambiamento di voce tariffaria:
a) le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione in buono stato dei prodotti durante il loro trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in acqua salata, solforata o addizionata di altri prodotti, estrazione di parti avariate e operazioni analoghe);
b)le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, selezione, classificazione, assortimento (inclusa la composizione di serie di prodotti), lavaggio, verniciatura, riduzione in pezzi;
c) i) il mutamento di imballaggi, nonché le divisioni e le riunioni di colli;
ii)le semplici operazioni di riempitura di bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione in astucci e scatole o su tavolette, ecc.
, ed ogni altra semplice operazione d'imballaggio;
d)l'apposizione sui prodotti o sui loro imballaggi di marche, etichette od altri segni distintivi analoghi;
e)la semplice miscela di prodotti anche di specie diverse, quando uno o più componenti della miscela non rispondano alle condizioni stabilite dal presente regolamento per poter essere considerati come originari;
f)la semplice riunione di parti di prodotti allo scopo di formare un prodotto completo;
g)il cumulo di due o più operazioni di cui alle lettere da a) ad f);
h)la macellazione di animali.
Articolo 4
1. Nell'elenco di cui all'allegato III, per "valore" s'intende il valore in dogana al momento dell'importazione dei materiali non originari utilizzati, o - qualora esso non sia noto né verificabile - il primo prezzo verificabile pagato per detti materiali nel territorio in questione.
Qualora sia necessario stabilire il valore dei materiali originari utilizzati, il primo comma si applica "mutatis mutandis".2. Nell'elenco di cui all'allegato III per "prezzo franco fabbrica" s'intende il prezzo franco fabbrica del prodotto ottenuto, detratte le imposte interne rimborsate o rimborsabili quando il prodotto è esportato.
Articolo 5
1. Sono considerati come trasportati direttamente dai territori occupati nella Comunità:
a) i prodotti il cui trasporto si effettua senza attraversamento di un altro territorio;
b)i prodotti il cui trasporto avviene con attraversamento del territorio di paesi diversi dai territori occupati, con o senza trasbordo o deposito temporaneo, a condizione che l'attraversamento sia giustificato da ragioni geografiche o attinenti esclusivamente alla necessità del trasporto e che i prodotti non vi siano immessi in consumo e non vi abbiano all'occorrenza subito altre operazioni a parte lo scarico e il ricarico od operazioni dirette a garantirne la conservazione come tali.
2. La prova dell'adempimento delle condizioni di cui al paragrafo 1, lettera b), è fornita mediante presentazione alle autorità doganali nella Comunità:
a) di un titolo giustificativo del trasporto unico emesso nei territori occupati e con il quale è effettuato l'attraversamento del paese di transito;
b)ovvero di un attestato rilasciato dalle autorità doganali del paese di transito recante:
- la descrizione esatta dei prodotti;
-la data dello scarico e del ricarico dei prodotti o, eventualmente, d'imbarco o di sbarco, con l'indicazione delle navi utilizzate;
-un attestato delle condizioni in cui è avvenuta la permanenza dei prodotti;
c)o, in mancanza, di qualsiasi documento probante.
TITOLO II Metodi di cooperazione amministrativa Articolo 6 1. I prodotti originari ai sensi del presente regolamento sono ammessi all'importazione nella Comunità al beneficio delle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1 su presentazione di un certificato di circolazione delle merci EUR.
1 rilasciato dalle Camere di commercio dei territori occupati, con riserva che tali enti assistano la Comunità, permettendo alle autorità doganali degli Stati membri di verificare l'autenticità del documento o l'esattezza delle informazioni sull'origine effettiva dei prodotti in questione.
2. La Commissione trasmette alle autorità doganali degli Stati membri l'elenco delle camere di commercio di cui al paragrafo 1, nonché i campioni dei timbri usati da tali enti.
3. Tuttavia, i prodotti originari ai sensi del presente regolamento che formano oggetto di spedizioni postali (compresi i pacchi postali), purché si tratti di spedizioni contenenti unicamente prodotti originari e il cui valore non superi 2 590 ECU per spedizione, sono ammessi nella Comunità al beneficio delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1, se accompagnati da un modulo EUR.
2, a condizione che l'assistenza prevista al paragrafo 1 si applichi, nelle stesse condizioni, per tale modulo.
4. Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 4, quando, a richiesta del dichiarante in dogana, un articolo smontato o non montato, classificato nei capitoli 84 ed 85 del sistema armonizzato sia importato con spedizioni scaglionate, alle condizioni stabilite dalle autorità competenti, esso è considerato come un articolo unico e si può presentare un certificato di origine per l'articolo completo all'atto dell'importazione della prima spedizione parziale.
5. Gli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili, consegnati con un materiale, con una macchina o con un veicolo e che fanno parte della sua attrezzatura normale e il cui prezzo sia compreso in quello di questi ultimi, oppure non sia fatturato a parte, sono considerati un tutt'unico con il materiale, la macchina, l'apparecchio o il veicolo in questione.
6. Gli assortimenti, ai sensi della regola generale 3 del sistema armonizzato, sono considerati come originari a condizione che tutti gli articoli che entrano nella loro composizione siano originari.
Tuttavia, un assortimento composto di articoli originari e non originari è considerato come originario nel suo insieme, a condizione che il valore degli articoli non originari son superi il 15 % del valore totale dell'assortimento.
Articolo 7
1. Il certificato di circolazione delle merci EUR.
1 è rilasciato dalle Camere di commercio dei territori occupati al momento dell'esportazione delle merci alle quali si riferisce.
Esso è tenuto a disposizione dell'esportatore non appena ha luogo o è assicurata l'esportazione reale.
2. In via eccezionale, il certificato di circolazione delle merci EUR.
1 può essere rilasciato anche dopo l'esportazione delle merci a cui si riferisce, quando esso non sia stato rilasciato al momento dell'esportazione in seguito ad errore, omissione involontaria o circostanze particolari.
In tal caso, il certificato è corredato di un'annotazione speciale che precisa le condizioni in cui è stato rilasciato.
3. Il certificato di circolazione delle merci EUR.
1 viene rilasciato solo su domanda scritta dell'esportatore.
Tale domanda è redatta sul modulo di cui il modello figura nell'allegato IV, che va compilato conformemente al presente regolamento.
4. Il certificato di circolazione delle merci EUR.
1 può essere rilasciato soltanto se può costituire il titolo giustificativo per l'applicazione delle disposizioni del presente regolamento.
5. Le domande di certificati di circolazione delle merci devono essere conservate per almeno due anni dalle Camere di commercio dei territori occupati.
Articolo 8
1. Il certificato di circolazione delle merci EUR.
1 viene rilasciato dalle Camere di commercio se le merci possono essere considerate prodotti originari ai sensi del presente regolamento.
2. Per verificare se le condizioni di cui al paragrafo 1 sono soddisfatte, le Camere di commercio hanno la facoltà di richiedere qualsiasi documento giustificativo e di procedere a qualsiasi controllo che ritengano utile.
3. Spetta alle Camere di commercio vigilare che i moduli di cui all'articolo 9 siano debitamente compilati.
In particolare, esse verificano se il riquadro riservato alla descrizione delle merci sia stato compilato in modo da rendere impossibile qualsiasi aggiunta fraudolenta.
A questa scopo la descrizione delle merci deve essere effettuata senza interlinea.
Se il riquadro non è riempito completamente, si deve tracciare una linea orizzontale sotto l'ultima riga e la parte in bianco dev'essere annullata tratteggiandola.
4. Ai fini del presente regolamento, il riquadro n. 11 del certificato di circolazione EUR.
1 viene vistato dalla camera di commercio competente.
La data del rilascio del certificato deve essere indicata in tale riquadro.
Articolo 9
Il certificato di circolazione delle merci EUR.
1 è compilato sul modulo il cui modello figura nell'allegato IV.
Questo modulo è stampato in una o più lingue ufficiali della Comunità. Il certificato è redatto in una di queste lingue.
Se viene compilato a mano, deve essere scritto con inchiostro e a stampatello.
Il formato del certificato è di 210 × 297 mm;
è consentita una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più per la lunghezza.
La carta da usare è la carta collata bianca per scrittura, priva di paste meccaniche, del peso minimo di 25 g al m2. Il certificato dev'essere stampato su fondo arabescato di colore verde, in modo da far risaltare un'eventuale falsificazione con mezzi meccanici o chimici.
Il certificato reca inoltre un numero di serie, stampato o no, ai fini d'identificazione.
Articolo 10
1. Sotto la responsabilità dell'esportatore, spetta a questo o ad un suo rappresentante autorizzato richiedere il rilascio di un certificato di circolazione delle merci EUR.
1. 2. L'esportatore od il suo rappresentante presenta, assieme alle domanda, ogni documento giustificativo utile, atto a comprovare che per le merci da esportare può essere rilasciato un certificato di circolazione delle merci EUR.
1. Articolo 11
Il certificato di circolazione delle merci EUR.
1. deve essere presentato, entro un termine di cinque mesi a decorrere dalla data del rilascio da parte delle Camere di commercio dei territori occupati, all'ufficio delle dogane dello Stato d'importazione in cui sono presentate le merci.
Articolo 12
Il certificato è presentato alle autorità doganali dello Stato membro d'importazione secondo le modalità previste dalla direttiva 82/57/CEE della Commissione (4), che fissa talune disposizioni d'applicazione della direttiva 79/695/CEE del Consiglio (5) relativa all'armonizzazione delle procedure di immissione in libera pratica delle merci.
Dette autorità possono esigere la presentazione di una traduzione.
Esse possono anche richiedere che la dichiarazione di immissione in libera pratica sia completata da un attestato dell'importatore, certificante che i prodotti soddisfano alle condizioni richieste per l'applicazione delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1. Articolo 13
1. I certificati di circolazione delle merci EUR.
1, presentati alle autorità doganali dello Stato membro d'importazione dopo la scadenza del termine di presentazione di cui all'articolo 11, possono essere accettati, ai fini dell'applicazione del regime preferenziale, quando l'inosservanza del termine è dovuta a cause di forza maggiore o a circostanze eccezionali.
2. A parte tali casi, le autorità doganali della Comunità possono accettare i certificati se le merci sono state loro presentate prima della scadenza del termine suddetto.
Articolo 14
L'accertamento di lievi discordanze tra le diciture figuranti nel certificato di circolazione delle merci EUR.
1 e quelle figuranti nei documenti presentati all'ufficio doganale per l'espletamento delle formalità d'importazione delle merci non comporta ipso facto l'invalidità del certificato, se viene debitamente accertato che quest'ultimo corrisponde alle merci presentate.
Articolo 15
La sostituzione di uno o più certificati di circolazione con uno o più certificati è sempre possibile, a condizione che venga effettuata all'ufficio doganale della Comunità dove giacciono le merci.
Articolo 16 Il modulo EUR.
2, il cui modello figura nell'allegato V, è compilato dall'esportatore o, sotto la responsabilità di questo, dal suo rappresentante autorizzato.
Esso è redatto in una delle lingue ufficiali della Comunità. Se viene compilato a mano, deve essere scritto con inchiostro e a stampatello.
Il modulo EUR.
2 ha il formato di 210 × 148 mm;
è consentita una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più per la lunghezza.
La carta da usare è la carta collata bianca per scrittura, priva di paste meccaniche, del peso minimo di 64 g al m2. Viene compilato un modulo EUR.
2 per ogni spedizione postale.
Queste disposizioni non dispensano gli esportatori dall'espletare altre formalità previste dai regolamenti doganali e postali.
Articolo 17
1. Sono ammesse quali prodotti originari, senza che occorra presentare un certificato di circolazione delle merci EUR.
1 o compilare un modulo EUR.
2, le merci oggetto di piccole spedizioni indirizzate a privati o contenute nei bagagli personali dei viaggiatori, sempre che si tratti di importazioni prive di qualsiasi carattere commerciale, che tali merci siano dichiarate rispondenti alle condizioni richieste per l'applicazione delle presenti disposizioni e che non sussista alcun dubbio circa la veridicità di tale dichiarazione.
2. Sono considerate prive di qualsiasi carattere commerciale le importazioni che presentanto un carattere occasionale e che riguardano esclusivamente merci riservate all'uso personale o familiare dei destinatari o dei viaggiatori, le quali, per la loro natura e quantità, non facciano sorgere alcuna preoccupazione di carattere commerciale.
Inoltre, il valore globale delle merci non deve superare 180 ECU quando si tratta di piccole spedizioni o 515 ECU, quando si tratta del contenuto dei bagagli personali dei viaggiatori.
Articolo 18
1. Le merci spedite dai territori occupati per un'esposizione in un altro paese e vendute dopo l'esposizione, per essere importate nella Comunità, beneficiano, all'importazione, delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1, purché soddisfino le condizioni previste dal presente regolamento per essere riconosciute originarie e sia data dimostrazione probante alle autorità doganali:
a) che un esportatore ha spedito dette merci dai territori occupati nel paese del'esposizione e ve le ha esposte;
b)che detto esportatore ha venduto le merci o le ha cedute ad un destinatario nella Comunità;
c)che le merci sono state spedite durante l'esposizione o immediatamente dopo nella Comunità, nello stato in cui erano state inviate all'esposizione;
d)che, dal momento in cui erano state inviate all'esposizione, le merci non sono state utilizzate per scopi diversi dalla dimostrazione presso tale esposizione.
2. Alle autorità doganali deve essere presentato, alle condizioni normali, un certificato di circolazione delle merci EUR.
1 con indicazione del nome e dell'indirizzo dell'esposizione.
All'occorrenza può essere richiesta una prova documentaria supplementare sulla natura delle merci e sulle condizioni nelle quali sono state esposte.
3. Il paragrafo 1 si applica a qualsiasi esposizione, fiera o manifestazione pubblica analoga, di carattere commerciale, industriale, agricolo o artigianale, diversa da quelle organizzate per finalità private in negozi o in locali commerciali, le quali abbiano per oggetto la vendita di merci straniere e durante le quali le merci restano sotto controllo doganale.
Articolo 19
1. Quando un certificato è rilasciato conformemente all'articolo 7, paragrafo 2, dopo l'effettiva esportazione delle merci alle quali il certificato si riferisce, sulla domanda di cui all'articolo 7, paragrafo 3, l'esportatore deve:
- indicare il luogo e la data della spedizione delle merci a cui il certificato si riferisce,-attestare che non è stato rilasciato un certificato EUR.
1 al momento dell'esportazione di dette merci e precisarne i motivi.
2. Le camere di commercio dei territori occupati possono procedere al rilascio a posteriori di un certificato di circolazione delle merci EUR.
1 soltanto dopo aver verificato se le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore siano conformi a quelle della documentazione corrispondente.
I certificati rilasciati a posteriori devono recare una delle seguenti diciture:
- EXPEDIDO A POSTERIORI- UDSTEDT EFTERFOELGENDE- NACHTRAEGLICH AUSGESTELLT- EKDOTHEN EK TON YSTERON- ISSUED RETROSPECTIVELY- DÉLIVRÉ A POSTERIORI - RILASCIATO A POSTERIORI- AFGEGEVEN A POSTERIORI- EMITIDO A POSTERIORI Articolo 20
In caso di furto, di perdita o di distruzione di un certificato di circolazione delle merci EUR.
1, l'esportatore può chiedere alle Camere di commercio dei territori occupati che l'hanno rilasciato, un duplicato redatto in base ai documenti di esportazione in suo possesso.
Il duplicato così rilasciato deve recare una delle seguenti diciture:
- DUPLICADO- DUPLIKAT- DUPLIKAT- ANTIGRAFO- DUPLICATE- DUPLICATA- DUPLICATO- DUPLICAAT- SEGUNDA VIA Articolo 21
1. Il controllo a posteriori dei certificati di circolazione delle merci EUR.
1 o dei moduli EUR.
2 viene effettuato per campione e ogniqualvolta le autorità doganali dello Stato membro d'importazione abbiano dubbi fondati sull'autenticità del documento o sull'esattezza delle informazioni relative all'origine reale delle merci in questione.
2. Per l'applicazione del paragrafo 1, le autorità doganali dello Stato membro d'importazione rispediscono alle Camere di commercio interessate il certificato di circolazione delle merci EUR.
1 o il modulo EUR.
2, ovvero una fotocopia del certificato o del modulo, indicando i motivi di sostanza o di forma che giustificano un'inchiesta.
Esse uniscono al modulo EUR.
2 la fattura o copia di questa, se la fattura è stata presentata, e forniscono tutte le informazioni ottenute e che facciano ritenere inesatte le indicazioni contenute in detto certificato o modulo.
Se decidono di soprassedere all'applicazione del regime preferenziale, in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali dello Stato membro d'importazione offrono all'importatore la possibilità di ritirare le merci, riservandosi però di prendere le misure conservative ritenute necessarie.
Articolo 22
1. Quando una domanda di controllo a posteriori è fatta in applicazione delle disposizioni dell'articolo 21, il controllo è effettuato ed i risultati sono portati a conoscenza delle autorità doganali nella Comunità entro il termine massimo di sei mesi.
Essi devono permettere di determinare se il certificato di circolazione delle merci EUR.
1 o il modulo EUR.
2 contestato sia applicabile alle merci realmente esportate e se queste ultime possano effettivamente dar luogo all'applicazione delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1. 2. Nel caso di dubbi fondati, se allo scadere del termine di sei mesi di cui al paragrafo 1 non perviene risposta o se la risposta non comporta informazioni sufficienti a determinare l'autenticità del documento in questione o l'origine reale dei prodotti, una seconda comunicazione è indirizzata alle Camere di commercio.
Se, dopo tale seconda comunicazione, i risultati del controllo non vengono portati quanto prima o nel termine massimo di quattro mesi a conoscenza delle autorità richiedenti, o se tali risultati non consentono di determinare l'autenticità del documento in questione o l'origine reale dei prodotti, le autorità richiedenti rifiutano, salvo in caso di forza maggiore o di circostanze eccezionali, il beneficio del trattamento preferenziale.
3. Ai fini del controllo a posteriori dei certificati di circolazione delle merci EUR.
1, le copie dei certificati, ed eventualmente i documenti di esportazione afferenti, debbono essere conservati dalla Camera di commercio competente per un periodo di almeno due anni.
Articolo 23
Le diciture di cui agli articoli 19 e 20 sono apposte nella rubrica "osservazioni" del certificato.
Articolo 24
1. I certificati di circolazione delle merci EUR.
1 o i formulari EUR.
2 rilasciati o emessi prima del 1° gennaio 1988 saranne accettati fino al 31 maggio 1988 in base alle norme in vigore al momento del loro rilascio o, rispettivamente, della loro emissione.
2. Le disposizioni di cui agli articoli 7 paragrafo 2 e 20 si applicano ai casi di merci esportate prima del 1° gennaio 1988 e i certificati di circolazione emessi a posteriori o duplicati potranno essere rilasciati in base alle norme in vigore prima di tale data.
Articolo 25
1. Il regolamento (CEE) n. 4129/86 è abrogato.
2. Se i territori occupati non applicano la nomenclatura basata sul sistema armonizzato, le regole relative all'origine contenute nel regolamento (CEE) n. 4129/86 possono continuare ad essere applicate fino al 31 dicembre 1989. Articolo 26
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successvio alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 1988. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 14 marzo 1988.

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