Document ID: 31993D0687

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 17 dicembre 1993 relativa a misure di protezione contro l'afta epizootica in Italia e recante abrogazione della decisione 93/180/CEE (93/687/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), modificata da ultimo dalla direttiva 92/118/CEE (2), in particolare l'articolo 10,
vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell'11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (3), modificata da ultimo dalla direttiva 92/118/CEE, in particolare l'articolo 9,
considerando che dal 28 febbraio 1993 in diverse regioni italiane si sono manifestati vari focolai di afta epizootica;
considerando che, in seguito all'insorgenza di focolai di afta epizootica, la Commissione ha adottato varie decisioni, in particolare la decisione 93/180/CEE, del 26 marzo 1993, recante misure di protezione contro l'afta epizootica in Italia e abrogazione della decisione 93/168/CEE (4), modificata dalla decisione 93/419/CEE della Commissione (5);
considerando che, grazie alle misure applicate e ai provvedimenti adottati dalle autorità italiane, l'infezione è stata contenuta entro alcune zone del territorio italiano;
considerando che l'esito degli esami sierologici e clinici prescritti dalla decisione 93/663/CE della Commissione (6) induce a revocare le misure restrittive per quanto riguarda la provincia di Caserta;
considerando che, data la possibilità di vaccinazioni illegali, occorre mantenere in vigore, nella provincia di Caserta, talune misure restrittive applicate alle aziende detentrici di bufali ed un certo controllo sui trasporti di animali;
considerando che le autorità italiane hanno garantito che tutti i prodotti ottenuti nelle zone sottoposte a misure restrittive, durante i periodi di validità di tali misure, da animali appartenenti a specie ricettive sono stati consumati o distrutti; che non occorre pertanto mantenere una certificazione specifica supplementare per i prodotti di origine animale provenienti dall'Italia;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Fino al 31 dicembre 1993, l'Italia non spedisce verso gli altri Stati membri animali vivi delle specie bovina, ovina, caprina e suina, né altri artiodattili, provenienti dalla provincia di Caserta.
2. Inoltre, l'Italia non autorizza l'uscita dall'azienda di animali vivi delle specie bovina, ovina, caprina e suina ed altri artiodattili, qualora si tratti di aziende situate nella provincia di Caserta che, in qualsiasi momento a partire dal 1o febbraio 1993, abbiano detenuto animali della specie Bubalus bubalis.
3. I divieti di cui al paragrafo 2 non si applicano agli animali trasportati direttamente al macello a fini di macellazione immediata, qualora:
- tutti gli animali dell'azienda siano stati sottoposti ad un esame clinico, effettuato da un veterinario autorizzato nei dieci giorni precedenti il trasporto,
- gli animali oggetto del trasporto siano identificabili in permanenza,
- il trasporto sia stato autorizzato dalle competenti autorità sanitarie.
Gli animali suddetti devono essere abbattuti separatamente dagli altri. La testa e il collo, tonsille comprese, degli animali in questione devono essere distrutti sotto sorveglianza ufficiale, applicando rigorosamente le precauzioni igieniche del caso.
4. Per quanto riguarda i movimenti di artiodattili ai quali non si applicano i divieti di cui al paragrafo 2, il trasporto di questi animali da aziende situate nella provincia di Caserta ad altre aziende è vietato, tranne nel caso che:
a) tutti gli animali appartenenti alla mandria d'origine siano stati sottoposti ad un esame clinico, effettuato da un veterinario autorizzato nei dieci giorni precedenti il trasporto,
b) gli animali oggetto del trasporto siano identificabili in permanenza,
c) siano presenti nell'azienda animali di età compresa fra nove mesi e due anni (suini esclusi), questi siano stati sottoposti a campionamento e ad esame sierologico per la ricerca di anticorpi dell'afta epizootica, con risultati negativi. In tal caso, il tasso di campionamento deve essere il seguente:
Fino a 5 capi tutti da 5 a 10 capi più di 10 capi
Le disposizioni della lettera c) non si applicano, qualora gli animali siano trasportati direttamente al macellazione immediata. 5. Gli animali provenienti da aziende in cui l'esame sierologico prescritto al paragrafo 4 abbia dato risultati positivi possono essere trasportati esclusivamente al macello a fini di macellazione immediata, nel rispetto delle disposizioni del paragrafo 3. Nel caso testé citato di esito positivo dell'esame sierologico, le autorità italiane devono procedere ad ulteriori controlli, trasmettendone i risultati alla Commissione. 6. I certificati sanitari previsti dalle direttive del Consiglio 64/432/CEE (1) e 91/68/CEE (2), che scortano le spedizioni dall'Italia rispettivamente di bovini e suini vivi e di ovini e caprini vivi, recano la seguente dicitura: « Animali conformi alla decisione della Commissione 93/687/CE del 17 dicembre 1993, relativa a misure di protezione contro l'afta epizootica in Italia ». 7. Le autorità italiane dispongono che i certificati sanitari destinati a scortare le spedizioni dall'Italia di artiodattili diversi da quelli ai quali si applicano i certificati menzionati al paragrafo 6, rechino la dicitura seguente: « Artiodattili vivi conformi alla decisione della Commissione 93/687/CE del 17 dicembre 1993, relativa a misure di protezione contro l'afta epizootica in Italia ».
Articolo 2
La decisione 98/180/CEE è abrogata.
Articolo 3
Gli Stati membri modificano le misure applicate agli scambi per renderle conformi alla presente decisione. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il 17 dicembre 1993.

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