Document ID: 32006D0945

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 21 settembre 2005
relativa all’applicazione abusiva del regime di aiuti N 192/1997 da parte dell’Italia - Provincia autonoma di Bolzano
[notificata con il numero C(2005) 2723]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2006/945/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
vista la decisione C(2003)517 def. (1), con cui la Commissione ha deciso di avviare il procedimento previsto dall’articolo 88, paragrafo 2 del trattato, nei confronti dell’aiuto C18/2003 (ex NN01/2003).
dopo avere invitato i diretti interessati a presentare le loro osservazioni conformemente a detto articolo,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Con lettera registrata l'11.2.2002 (CAB(02)A/410), è pervenuta alla Commissione una denuncia riguardante due leggi della Provincia autonoma di Bolzano, in particolare la legge n. 4 del 13.2.1997, capi II e III, e la legge n. 9 del 15.4.1991.
(2)
Informazioni complementari sono state chieste con lettere D/50813 del 25.2.2002 e D/53149 del 18.6.2002. Le autorità italiane hanno risposto con lettere A/32982 del 22.4.2002 e A/36773 del 18.9.2002. Il testo dei nuovi criteri d'applicazione della legge 4/97, adottati con deliberazioni della Giunta provinciale n. 4732 del 11.12.2000 e n. 4607 del 17.12.2001, è stato trasmesso in allegato alla seconda lettera.
(3)
Con lettera SG(2003)D/228597 del 21.2.2003, la Commissione ha comunicato alle autorità italiane la propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato in relazione all’aiuto in oggetto.
(4)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2) . La Commissione ha invitato gli interessati a presentare le proprie osservazioni in relazione all’aiuto in oggetto.
(5)
La Commissione non ha ricevuto in merito alcuna osservazione da parte di terzi interessati.
(6)
Il 9 aprile e il 5 agosto 2003 si sono svolte a Bruxelles due riunioni tra le autorità italiane e i servizi della Commissione.
(7)
A più riprese, sono stati presentati in maniera informale alla Commissione alcuni progetti di risposta corredati dai testi dei nuovi criteri di applicazione del regime. Ad essi hanno fatto seguito scambi di messaggi di posta elettronica. Il 22 ottobre 2003 e il 27 febbraio 2004 l’Italia è stata invitata a presentare le proprie osservazioni in maniera formale.
(8)
Con lettera n. 8.000 del 22.6.2004, registrata il 25/6/2004 con il numero A/34747, l’Italia ha inviato i propri commenti.
(9)
In seguito ad un incontro svoltosi il 3 marzo 2005, la Commissione ha chiesto, con lettera D/52114 del 18.3.2005, ulteriori informazioni ed impegni alle autorità italiane. che sono stati forniti con lettera A/34426 del 2.6.2005.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEGLI AIUTI RISULTANTI DALL’APPLICAZIONE DELLA DELIBERAZIONE 4607/2001
(10)
Secondo il denunciante, mediante le leggi succitate, sarebbero stati concessi aiuti all'investimento, sotto forma di contributi in conto capitale o di mutui agevolati, di intensità massima pari al 40 %, alle imprese della Provincia di Bolzano, benché quest'ultima non sia ammissibile alla deroga dell'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del trattato.
(11)
Le seguenti leggi della Provincia di Bolzano, oggetto della denuncia, sono state autorizzate dalla Commissione:
(a)
la legge provinciale n. 4 del 13.2.1997 è stata registrata come aiuto numero N192/97 ed autorizzata con lettera SG (97) D/10781 del 19.12.1997 (3). Detta legge dispone vari interventi, in particolare interventi per il sostegno di investimenti aziendali (capo II); interventi a favore degli investimenti ecologico-ambientali (capo III); interventi per la promozione di servizi di consulenza e della formazione (capo V); interventi per la creazione di posti di lavoro (capo VI); sostegno all'internazionalizzazione (capo VIII).
In base alla decisione succitata di approvazione dell’aiuto N192/97, qualsiasi aiuto alle grandi imprese, che ecceda la soglia «de minimis», deve formare oggetto di notifica individuale. Per quanto concerne gli aiuti all'investimento, le autorità italiane si erano impegnate a non superare la soglia rispettivamente del 15 % e del 7,5 % per le piccole e per le medie imprese, tenuto conto del fatto che la provincia di Bolzano non è ammissibile alla deroga dell'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del trattato. Tuttavia la Commissione ha approvato un'intensità di aiuto del 40 % a favore delle micro-imprese che svolgono attività non soggette a scambi intracomunitari;
(b)
la legge n. 9 del 15.4.1991, che è stata approvata con il numero NN69/95 con lettera SG(96) D/4842 del 22.5.1996 (4), riguarda l'istituzione di un fondo per la promozione delle attività economiche. La misura in questione stabilisce unicamente la forma dell'aiuto (nella fattispecie, mutui agevolati) e rinvia ad altri aiuti da istituire mediante provvedimenti ulteriori, che hanno preso forma nella legge 4/97. Le autorità italiane si erano impegnate a limitare l'applicazione di tale regime unicamente alle PMI e a rispettare tutte le condizioni previste al riguardo dalle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato.
(12)
Tuttavia, con deliberazione della Giunta provinciale n. 4607 del 17.12.2001, non notificata preliminarmente alla Commissione, sono stati adottati nuovi criteri per la concessione degli aiuti disposti dalla legge 4/97 nei settori dell'artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi. Quest’ultima non è stata notificata preliminarmente alla Commissione.
(13)
Per quanto concerne l'aiuto agli investimenti, le intensità di base del 13 e del 6 % previste da detta deliberazione, rispettivamente per le piccole e per le medie imprese, nei settori dell'artigianato, del turismo e del commercio (sia all'ingrosso che al minuto), sono sistematicamente superate mediante una serie di maggiorazioni.
(14)
Grazie a dette maggiorazioni:
(a)
è accordata un'intensità del 40 % alle micro-imprese (rispetto ad un importo massimo d'investimento di 2 milioni di euro su 3 anni);
(b)
è prevista un’intensità del 25 % per le piccole imprese (importo massimo d’investimento si 3,5 milioni di euro su tre anni per l’artigianato e di 2 milioni, sempre su tre anni, per il turismo e il commercio),
(c)
infine, è prevista un’intensità del 22,5 % (20 % nel settore del commercio) per le medie imprese (l’investimento massimo ammissibile, nel settore dell’artigianato, è di 4 milioni di euro su tre anni e di 3 milioni di euro per gli altri settori).
Tutte queste maggiorazioni rispetto all'intensità di base, sono concesse, secondo le autorità italiane, a titolo «de minimis».
(15)
Inoltre, le micro-imprese artigiane, di qualsiasi dimensione e indipendentemente dal settore d'attività, possono beneficiare di un'intensità dell'aiuto del 40 %. In particolare, le micro-imprese con un organico massimo di due persone, la cui sopravvivenza sia incerta e le cui attività siano menzionate nella deliberazione di cui trattasi, possono beneficiare di siffatta intensità anche in assenza delle condizioni richieste per le altre micro-imprese.
(16)
Inoltre, anche le grandi imprese del settore del turismo sono ammissibili agli aiuti agli investimenti in virtù della succitata deliberazione, con un'intensità di base del 6 %, apparentemente senza la previsione di alcun obbligo di notifica individuale preliminare.
Sono peraltro previste maggiorazioni dell'intensità fino al 22,5 % a favore delle grandi imprese, in base al criterio «de minimis». L'investimento massimo ammissibile all'aiuto è di 3 milioni di euro nell'arco di tre anni.
(17)
Inoltre, la delibera in oggetto prevede alcuni aiuti per la protezione dell’ambiente costituiti da tre interventi.
In primo luogo, sono previsti aiuti, d’intensità del 25 %, a favore delle PMI di qualsiasi settore nonché delle grandi imprese del settore del turismo, per l'adeguamento a nuove norme obbligatorie.
Poi sono previsti aiuti, d’intensità del 40 %, per il superamento delle norme obbligatorie.
Infine è previsto un sostegno, sempre d’intensità del 40 %, per progetti di audit ambientale.
In base alla regola «de minimis», sono previste maggiorazioni sino alle intensità massime del 30, 40 e 75 % rispettivamente per le tre diverse voci della misura. L'importo massimo previsto degli investimenti ammissibili, in particolare nel caso degli aiuti volti a promuovere il rispetto delle nuove norme comunitarie obbligatorie, va da 1 a 4 milioni di euro a seconda della dimensione delle imprese.
(18)
Nel quadro degli aiuti all'occupazione, sono state considerate ammissibili, con la deliberazione 4607/2001, le spese relative ai servizi di consulenza legale e fiscale, quelle inerenti alla costituzione di nuove imprese o al trasferimento di imprese, ma anche i costi per il tutoraggio delle imprese neo-costituite, nel corso dei due primi anni dalla creazione dell'impresa.
Sono inoltre ammissibili i costi per la ricerca su marchi e brevetti esistenti e i costi per la brevettazione di marchi. Il tasso di aiuto previsto è del 50 %. Anche le grandi imprese del settore del turismo possono, in linea di principio, beneficiare dell'aiuto.
(19)
Tra gli aiuti all'internazionalizzazione, figura il sostegno destinato alle spese delle PMI per la partecipazione a fiere ed esposizioni (con un'intensità, rispettivamente, del 25 % all'interno e del 40 % al di fuori dell'UE); aiuti agli studi, ricerche e servizi di consulenza (fino al 50 % d’intensità) e ad altre iniziative all’interno e all’esterno dell’UE: (apparentemente costituite dalla pubblicità delle imprese via siti web), a concorrenza del 50 %.
Sono del pari ammissibili i costi di assicurazione dei crediti all'esportazione e di assicurazione dei rischi di cambio, con un'intensità massima del 50 % a favore delle PMI. È inoltre previsto, a favore delle grandi imprese, il credito all'esportazione verso qualsiasi paese al di fuori dell'UE, a concorrenza del 50 %, a titolo «de minimis».
(20)
Sono previsti aiuti alla formazione e ai servizi di consulenza al tasso del 50 % dei costi ammissibili. È prevista una maggiorazione di 30 punti percentuali in base al «de minimis» per le prime quattro giornate di consulenza intermediate o svolte dalla Camera di commercio o dai «Business Innovation Centers» (BIC). Anche le grandi imprese del settore del turismo sono interessate dal regime; nel caso in esame sono previsti inoltre aiuti d'intensità del 35 %, per la realizzazione di pagine web. Soltanto le intensità di aiuto superiori al 35 % nel caso della formazione e al 50 % nel caso dei servizi di consulenza sono concesse, se necessario, a titolo «de minimis».
(21)
Sono parimenti previsti aiuti d'intensità massima dell'80 % nel quadro dei programmi comunitari, tra cui LEADER e INTERREG, a favore di progetti comuni (sono esclusi tuttavia i contributi individuali a imprese determinate).
III. MOTIVI CHE HANNO PORTATO ALL’APERTURA DEL PROCEDIMENTO
(22)
La Commissione aveva approvato i regimi di aiuto N192/97 e NN69/95, la cui base giuridica è costituita, rispettivamente, dalle leggi provinciali 4/97 e 9/91 (cfr. in proposito il punto 11, lettere a) e b).
(23)
Dall’esame della deliberazione 4607/2001 è risultato che i nuovi criteri da essa adottati per la concessione, nel settore dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi, degli aiuti previsti dalla legge 4/97 (anche sotto forma di prestiti agevolati, come previsto dalla legge 9/91), apparentemente non corrispondevano alle decisioni di approvazione della Commissione e non sembravano neanche conformi ai nuovi regolamenti ed alle nuove discipline vigenti in materia e ciò per i motivi che seguono.
(24)
In un primo tempo, le autorità italiane hanno comunicato, con lettera A/32982, nell’ambito del presente procedimento, che sia le medie che le grandi imprese dei settori del commercio e del turismo potevano beneficiare, in base alla deliberazione 4607/2001 di aiuti sotto forma di mutuo agevolato per investimenti ammissibili da 1 a 3 milioni di euro.
(25)
Dalle tabelle contenute nella deliberazione 4607/2001 risulta che alle grandi imprese del settore del turismo può essere concessa un'intensità di base del 6 %, eventualmente elevabile fino al 22,5 % (la maggiorazione è accordata a titolo «de minimis») e che sono previste intensità di aiuto dal 6 al 20 % nel caso delle grandi imprese del settore del commercio.
Nella suddetta deliberazione, soltanto nel caso del settore del commercio si precisa che, «salvo notifica alla Commissione “nei casi consentiti”, alle grandi imprese i benefici possono essere concessi solo a titolo “de minimis”». Invece, apparentemente, non è prevista alcuna limitazione per quanto concerne le grandi imprese del settore del turismo.
(26)
Le grandi imprese non dovrebbero beneficiare di aiuti agli investimenti al di fuori delle zone assistite in virtù dell'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del trattato. La provincia di Bolzano non era ammissibile agli aiuti a finalità regionale all’epoca dell’approvazione dei regimi N192/97 e NN69/95 e non lo è nemmeno adesso
A questo proposito va sottolineato che la decisione della Commissione relativa al caso N192/97 aveva già escluso esplicitamente le grandi imprese dal beneficio del regime tranne che a titolo del «de minimis».
(27)
Quanto agli aiuti concessi sotto forma di mutui agevolati in base alla legge 9/91, tali aiuti rientrano anche nel regime NN69/95, concernente la forma dell’aiuto. La Commissione aveva approvato quest’ultimo regime a condizione che soltanto le PMI ne beneficiassero e in seguito all’impegno assunto dalle autorità italiane di rispettare tutte le disposizioni della disciplina relativa alle PMI che era in vigore all’epoca e di comunicare queste ultime, sotto forma di circolare recante criteri per l'applicazione del regime, ai servizi dell’Amministrazione provinciale al fine di garantire la sua corretta applicazione.
(28)
Malgrado ciò, la deliberazione 4607/2001 - recante i criteri di applicazione del regime N192/97 (e del regime NN69/95, nella misura in cui gli aiuti sono concessi sotto forma di mutuo agevolato in base alla legge 9/91) - dispone la concessione di aiuti all’investimento anche a favore delle grandi imprese.
(29)
Di conseguenza, la Commissione riteneva che la deliberazione 4607/2001 costituisse un caso di applicazione abusiva degli aiuti N192/97 e NN69/95, ai sensi dell’’articolo 16 del regolamento (CE) n. 659/99 del Consiglio (5) e dubitava che gli aiuti agli investimenti concessi alle grandi imprese in base a detta deliberazione e non circoscritti ai casi «de minimis» potessero beneficiare di deroghe al divieto stabilito dall’articolo 87, paragrafo 1 del trattato.
(30)
Le autorità italiane si erano impegnate, segnatamente all’atto della valutazione da parte della Commissione del fascicolo NN65/95, a rispettare tutte le condizioni previste dalle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato in favore delle PMI. All’atto della notificazione dell’aiuto N192/97 si erano inoltre impegnate a non concedere loro alcun aiuto al funzionamento.
(31)
Occorre sottolineare, invece, che gli investimenti ammissibili, contemplati dalla deliberazione 4607/2001, non corrispondono alla definizione di investimento iniziale di cui al regolamento (CE) n. 70/2001 (6) in quanto, apparentemente, gli investimenti di mera sostituzione non sono esclusi.
(32)
Inoltre, il fatto che i beneficiari dell’aiuto sono soltanto le PMI aventi sede legale nel territorio della Provincia di Bolzano, si profila come un’infrazione al principio della libertà di stabilimento delle imprese all’interno dell’Unione europea.
(33)
Infine, il principio della necessità dell’aiuto non è rispettato in quanto le domande di aiuto, di norma, devono essere presentate entro sei mesi a decorrere dall’avvio dei lavori oppure dalla data della prima fattura relativa a detti lavori.
(34)
La Commissione dubitava pertanto della compatibilità dell’aiuto di cui trattasi.
(35)
Le autorità italiane hanno sostenuto che l’intensità di aiuto del 40 % era riservata alle microimprese artigiane, con un organico massimo di due persone, la cui sopravvivenza fosse incerta, corrispondenti ad un elenco di attività strettamente definite (7) che è stato riprodotto nel testo della lettera A/36773 del 18.9.2002 nonché a talune microimprese del commercio.
(36)
Dall’analisi della deliberazione 4607/2001 è risultato che le microimprese artigiane di cui sopra possono beneficiare della succitata intensità anche in assenza delle condizioni previste per siffatta maggiorazione dell’intensità per le altre microimprese, ma anche che detta intensità è estesa alla totalità delle microimprese artigiane, indipendentemente dalla loro dimensione e situazione economica. Dato che l’importo dell’investimento ammissibile è di 2 milioni di euro su tre anni (1 milione di euro nel caso delle microimprese fino a due addetti), il livello dell’aiuto sembrava suscettibile di raggiungere a 800 000 euro (400 000 euro per le microimprese con due addetti).
(37)
Inoltre, la definizione di microimpresa che si suppone non incida sugli scambi intracomunitari e di conseguenza ammissibile all’intensità di aiuto del 40 %, data dalla deliberazione 4607/2001 (8), sembra porre l’accento sul fatto che l’attività svolta dai beneficiari individuali dell’aiuto non può comportare l’instaurazione di rapporti economici con imprese di altri Stati membri piuttosto che sulla mancanza di scambi intracomunitari nel campo di attività delle imprese interessate, come sarebbe corretto.
(38)
Alla luce di quanto precede, e considerato che la categoria delle microimprese, in quanto PMI ai sensi della raccomandazione 96/280/CE (9) 1 non è di per sé sottratta all’applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1 del trattato, la Commissione ha manifestato dubbi sul fatto che la totalità degli aiuti ad esse concessi in virtù della misura in questione potesse sfuggire alla definizione di aiuto di Stato.
(39)
La Commissione aveva approvato gli aiuti per la protezione dell’ambiente, previsti dalla legge provinciale 4/97, sulla base della precedente disciplina degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente (10) che successivamente è stata sostituita da una nuova disciplina pubblicata il 3 febbraio 2001 (GU C 37, pag. 3).
Quando è entrata in vigore la nuova disciplina è stata proposta agli Stati membri l'adozione delle misure opportune. Avendole accettate, l’Italia era tenuta ad attuarle. Pertanto, la Commissione, nel valutare la misura in oggetto, si è basata sulla nuova disciplina degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente attualmente in vigore.
(40)
In base al punto 28 della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente (11) (in prosieguo «la disciplina»), gli aiuti transitori agli investimenti, concessi a favore delle PMI per l’osservanza di nuove norme comunitarie, possono essere autorizzati entro i limiti del 15 % lordo dei costi ammissibili, per un periodo di tre anni a decorrere dall’adozione di nuove norme comunitarie obbligatorie.
(41)
Conseguentemente la Commissione ha ritenuto che l’intensità del 25 % in favore delle PMI per l’adeguamento alle nuove norme comunitarie, prevista dalla legge 4/97 e confermata dalla deliberazione 4607/2001, non fosse conforme con la disciplina e che gli aiuti alle grandi imprese destinati all’osservanza di nuove norme ambientali obbligatorie non potessero beneficiare di alcuna deroga.
(42)
Inoltre, in base al punto 29 della disciplina, è ammissibile un’intensità di base del 30 % per il superamento delle norme comunitarie e per il sostegno ad investimenti realizzati in assenza di norme comunitarie obbligatorie.
(43)
Pertanto, la Commissione ha ritenuto che l’intensità del 40 % relativa agli investimenti per il superamento delle norme comunitarie, prevista segnatamente per le grandi imprese del turismo, non potesse essere considerata conforme al punto 29 della disciplina.
(44)
Infine, ai sensi del punto 41 della disciplina, possono essere concessi aiuti alle attività di assistenza-consulenza nel settore dell’ambiente a beneficio delle PMI conformemente alle disposizioni del regolamento (CE) n. 70/2001 (12).
(45)
Pertanto, ai progetti di audit ambientale, previsti dalla deliberazione in oggetto, potrebbero essere concessi aiuti conformemente alle disposizioni del regolamento (CE) n. 70/2001, purché ne beneficino unicamente le PMI e siano soddisfatte le condizioni di cui all’articolo 5, lettera a) dello stesso regolamento.
(46)
La Commissione ha espresso inoltre dubbi quanto al rispetto dei punti 36 e 37 della disciplina, relativi, rispettivamente, agli investimenti da prendere in considerazione e alla modalità di calcolo dei costi ammissibili nel caso degli aiuti agli investimenti in favore dell’ambiente, per quanto riguarda i due primi elementi della misura a finalità ambientale prevista dal provvedimento, indicati nei punti 41 e 43 della presente motivazione.
(47)
La Commissione aveva approvato per le PMI, nell’ambito dell’aiuto N192/97, aiuti all’occupazione di un’intensità massima del 25 % degli oneri retributivi.
(48)
Considerato che gli aiuti previsti a tal titolo dalla deliberazione 4607 non riguardano né la creazione né il mantenimento dell’occupazione, la Commissione ha osservato che essi non potevano essere definiti aiuti all’occupazione; alcuni di essi (aiuti per servizi di consulenza) potrebbero eventualmente beneficiare di una deroga, nella misura in cui siano soddisfatte le condizioni di cui all’articolo 5 del regolamento (CE) n. 70/2001 e i beneficiari fossero esclusivamente PMI.
(49)
Inoltre, la Commissione riteneva che gli aiuti alla ricerca in materia di marchi e di brevetti esistenti e quelli relativi alla brevettazione di marchi e di prodotti aziendali, previsti tra l’altro nell’ambito della misura specifica relativa agli aiuti all’occupazione, non potessero beneficiare di alcuna deroga per le grandi imprese in quanto non apparivano connessi ad alcuna attività di ricerca e sviluppo.
(50)
In occasione dell’apertura del procedimento si è ricordato che gli aiuti relativi alla partecipazione a fiere o ad esposizioni possono essere considerati compatibili ai sensi dell’articolo 5, lettera b) del regolamento 70/2001 nella misura in cui le spese cui si applica l’intensità di aiuto massima del 50 % siano costituite dalla locazione, installazione e gestione dello stand. Tale esenzione vale soltanto per la prima partecipazione di un’impresa ad una determinata fiera o esposizione.
I servizi di consulenza forniti da consulenti esterni non devono costituire un’attività permanente o periodica né essere connessi alle normali spese di funzionamento dell’impresa, come la pubblicità.
Infine, gli aiuti a favore delle attività connesse all’esportazione (13) non rientrano nel regolamento 70/2001, né nel regolamento 69/2001 (14), e neppure nella comunicazione della Commissione relativa agli aiuti «de minimis» del 1996 (15).
(51)
Di conseguenza, secondo la Commissione, gli aiuti all’internazionalizzazione di cui alla deliberazione 4607/2001 non potevano essere considerati compatibili, anche ammesso che ne beneficiassero unicamente le PMI, salvo per quanto concerne la partecipazione a fiere o ad esposizioni, e purché fossero rispettate le condizioni di cui all’articolo 5 del regolamento 70/2001.
(52)
Inoltre, la Commissione riteneva che il credito all'esportazione, in particolare concesso alle grandi imprese, che era stato escluso esplicitamente in occasione della notificazione della legge 4/97, non potesse beneficiare di alcuna deroga, nemmeno in virtù del regolamento 69/2001.
(53)
Tali contributi, che non erano previsti dal regime N192/97, non sono stati considerati aiuti di Stato dalla deliberazione 4607.
(54)
Tuttavia, la Commissione ha espresso dubbi sul fatto che le imprese non traggano alcun vantaggio concorrenziale dalla partecipazione ai progetti comuni nell’ambito dei programmi comunitari Leader e Interreg, per i quali è prevista un’intensità dell’80 %.
(55)
È opportuno chiarire il concetto di servizi di consulenza. Infatti, sulla base della definizione attuale, la Commissione ritiene che nessun aiuto alle grandi imprese per servizi di consulenza possa beneficiare di deroghe, tranne che nei casi in cui tale consulenza sia un costo ammissibile di un progetto di aiuto alla formazione ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 7, lettera e) del regolamento n. 68/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo agli aiuti destinati alla formazione.
(56)
Secondo le autorità italiane qualsiasi maggiorazione dell’intensità di aiuto rispetto ai tassi di base del 13 e del 6 % rispettivamente per le piccole e per le medie imprese, nel caso degli aiuti all’investimento, era concessa a titolo «de minimis».
(57)
A questo riguardo va osservato che né nella legge n. 4/1997 né nel testo della deliberazione 4607 che è stata adottata il 17 dicembre 2001, ossia successivamente all’entrata in vigore del regolamento 69/2001, figurava alcun riferimento alle modalità di controllo della soglia e delle altre condizioni fissate dal regolamento «de minimis» (16) o dalla vecchia comunicazione del 1996 sullo stesso argomento (17).
(58)
Tenuto conto dell’importo degli investimenti ammissibili (3,5 e 4 milioni di euro su tre anni, rispettivamente per le piccole e per le medie imprese) e dell’intensità massima prevista dalla deliberazione 4607 (25 % e 22,5 %, di cui 12 e 16,5 punti percentuali a titolo del «de minimis», rispettivamente nel caso delle piccole e delle medie imprese), la Commissione ha espresso dubbi quanto all’effettiva osservanza della soglia di 100 000 euro per un periodo di tre anni, di cui al regolamento «de minimis».
(59)
Più in generale, la Commissione ha manifestato dubbi sull’utilizzazione estremamente estesa prevista dalla deliberazione 4607/2001, della regola «de minimis», mirante a superare sistematicamente le intensità massime ammissibili, rispetto alle PMI nonché a concedere aiuti d’intensità massima del 22,5 % alle grandi imprese al di fuori delle zone assistite, tenuto conto anche dell’ammontare elevato degli investimenti ammissibili.
IV. OSSERVAZIONI DEI TERZI INTERESSATI
(60)
Non è stata presentata alcuna osservazione né da parte dei terzi interessati né da parte del denunciante che era stato informato, con lettera D/51908 del 24.3.2003 dell’apertura del procedimento e della possibilità di presentare, alla luce di quest’ultimo, osservazioni diverse da quelle contenute nella denuncia originaria.
V. OSSERVAZIONI DELL'ITALIA
(61)
A seguito di due riunioni tra i rappresentanti della Provincia di Bolzano e i servizi della DG COMP, le osservazioni dell’Italia sono state in conclusione trasmesse con lettera A/34747 del 25.6.2004.
Nella lettera le autorità italiane fanno presente quanto segue:
V.1. Per quanto riguarda gli aiuti agli investimenti in favore delle grandi imprese
(62)
La deliberazione 4607/2001 non prevedeva esplicitamente l’esclusione delle grandi imprese del settore del turismo, come accadeva invece nel caso delle imprese del commercio, in seguito ad un errore materiale.
(63)
Ciononostante, nessuna grande impresa del settore del turismo ha beneficiato dell’aiuto, né ai sensi del regime N 192/1997 (legge provinciale 4/97) né del regime NN 69/1995 (legge provinciale 9/91). Per quanto riguarda il settore del commercio, le grandi imprese erano già escluse dal beneficio, tranne che a titolo del «de minimis», ai sensi della deliberazione 4607/01.
(64)
In relazione agli aiuti concessi sotto forma di mutui agevolati, ai sensi del regime NN69/95, le autorità italiane si sono impegnate ad escludere in maniera più esplicita le grandi imprese, anche se nessuna di esse ne ha beneficiato, tranne che a titolo del «de minimis».
(65)
Successivamente, con lettera del 2.6.2005, in seguito a una domanda precisa della Commissione, è stato ulteriormente chiarito che non era stato concesso alcun aiuto alle grandi imprese di nessun settore e, inoltre, che le imprese la cui attività principale si svolge nel settore dei trasporti erano escluse dal beneficio.
(66)
In più, il progetto dei nuovi criteri di applicazione esclude esplicitamente tutte le grandi imprese, tranne che a titolo del «de minimis», in osservanza di tutte le condizioni del regolamento 69/2001.
V.2. Per quanto riguarda gli aiuti a favore delle PMI
V.2.1. La mancata esclusione degli investimenti di mera sostituzione dal novero delle spese ammissibili.
(67)
Benché non escluso esplicitamente dai criteri di applicazione, secondo le autorità italiane, nessun aiuto è stato concesso nei confronti degli investimenti di mera sostituzione.
(68)
In particolare, sono stati giudicati ammissibili all’aiuto gli investimenti in immobilizzazioni materiali effettuati conformemente alla definizione di cui all’articolo 2, lettera c) del regolamento 70/2001 e, segnatamente, la creazione di nuovi stabilimenti e gli investimenti di ammodernamento o diversificazione che comportassero una modifica sostanziale dei prodotti o dei processi di produzione di uno stabilimento. A tal fine, sono state stabilite soglie minime di investimento relativamente alte rispetto alle dimensioni medie delle imprese interessate.
(69)
Nel testo dei nuovi criteri trasmesso, sia gli investimenti di mera sostituzione che i costi di manutenzione sono esplicitamente esclusi e la descrizione degli investimenti ammissibili è pienamente conforme a quella prevista dal regolamento 70/2001.
V.2.2. Sulla libertà di stabilimento
(70)
La condizione di avere sede legale nel territorio della Provincia di Bolzano, richiesta dai vecchi criteri per l’accesso agli aiuti, non è stata applicata rigorosamente neanche in passato. A sostegno di questa tesi, è stata fornita una lista di 16 beneficiari di aiuti agli investimenti ai sensi del regime in oggetto, la cui sede legale è stabilita al di fuori della Provincia di Bolzano (e, in un caso, perfino al di fuori del territorio italiano). Tali aiuti risalgono in più casi (precisamente 6 su 16) al 1998, vale a dire ben prima che la Commissione aprisse un fascicolo sul presente caso. Inoltre, anche le imprese che possiedono soltanto un’unità operativa nella Provincia di Bolzano possono ormai beneficiare del regime in questione.
V.2.3. Per quanto riguarda l’osservanza del principio della necessità dell’aiuto
(71)
Tale principio è già stato rispettato ai sensi dell’articolo 7, secondo comma del regolamento 70/2001 dal momento che le condizioni per la concessione degli aiuti erano talmente oggettive da escludere completamente per la Provincia la possibilità di avvalersi di poteri discrezionali.
(72)
Tuttavia, le autorità italiane si sono impegnate a stabilire che la domanda debba essere obbligatoriamente presentata prima dell’inizio dei lavori di esecuzione del progetto cui si riferisce l’aiuto.
V.2.4. In relazione agli aiuti alle microimprese
(73)
Qualsiasi maggiorazione dell’intensità degli aiuti agli investimenti in favore delle microimprese in generale, al di là della percentuale del 15 %, è d’ora in poi prevista soltanto a titolo «de minimis».
(74)
Gli aiuti di intensità del 40 % che non rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato e che non sono nemmeno considerati «de minimis», sono ormai riservati esclusivamente a talune attività di prossimità, segnatamente ai piccoli mestieri tipici a rischio di estinzione nel settore dell’artigianato e a piccole attività commerciali, esaustivamente elencate nei nuovi criteri.
(75)
In ogni caso, un’indagine effettuata dalle autorità italiane ha rivelato che, finora, non è stato concesso alcun aiuto che eccedesse al tempo stesso l’intensità del 15 % e la soglia «de minimis».
V.2.5. Per quanto attiene agli aiuti per la protezione dell’ambiente
(76)
Ormai sono previste solo intensità d’aiuto del 15 e del 30 % relative, rispettivamente, agli aiuti transitori agli investimenti, concessi a favore delle PMI per l’osservanza di nuove norme comunitarie e agli aiuti per il superamento delle norme comunitarie o per il sostegno ad investimenti realizzati in assenza di norme comunitarie obbligatorie.
(77)
Per quanto riguarda l’audit ambientale, attualmente è limitato alle sole PMI ai sensi dell’articolo 5, lettera a) del regolamento 70/2001 mentre resta ammissibile per le grandi imprese solo a titolo «de minimis». La norma, prevista dall’articolo 12, comma 4 della legge 4/97, secondo cui anche le grandi imprese erano ammissibili al provvedimento di cui trattasi verrà abrogata appena possibile; inoltre le autorità italiane si sono impegnate a non applicarla più nel frattempo.
(78)
Infine, le autorità italiane si sono impegnate a rispettare le condizioni stabilite ai punti 36 e 37 della disciplina sugli investimenti da prendere in considerazione e la modalità di calcolo dei costi ammissibili.
(79)
Soltanto una domanda è stata accolta sulla base dei criteri previgenti, nel settore dell’artigianato, in base al provvedimento di cui trattasi, per un importo d’aiuto pari a 14 719,02, che risulta superiore all’intensità ammissibile di 7 359,51 euro. Pertanto, quest’ultimo importo è stato contabilizzato a titolo «de minimis».
V.2.6. Per quanto riguarda i contributi denominati «aiuti all’occupazione»
(80)
Essendo legati alla fase di avvio delle nuove imprese (i primi 24 mesi dalla loro creazione), tali aiuti, benché costituiti da forme di contributi ai servizi di consulenza e alla ricerca e/o alla brevettazione di marchi e di prodotti aziendali, sono, secondo le autorità italiane, finalizzati alla creazione di posti di lavoro e dunque compatibili. In ogni caso non ne ha beneficiato nessuna grande impresa.
(81)
Tuttavia essi sono ora previsti, conformemente al capo V della legge 4/97, solo sotto forma di mutui agevolati, come stabilito dal capo VI della stessa legge, per aumentare la disponibilità di cassa sulla base e nei limiti del criterio «de minimis».
V.2.7. A proposito degli aiuti all’internazionalizzazione
(82)
Finora sono stati concessi solo alcuni aiuti d’importo trascurabile a tale titolo. Per quanto riguarda la partecipazione a fiere ed esposizioni, sono stati concessi ad alcune PMI aiuti con un’intensità del 25 %, anziché con l’intensità ammissibile pari al 50 % senza verificare se si trattasse o meno della prima partecipazione a una determinata manifestazione, mentre sono stati concessi solo due aiuti sotto forma di contributo (50 %) ai costi di assicurazione dei crediti all'esportazione verso paesi al di fuori dell’UE, per un importo di 3 500 euro e 7 milioni di lire.
(83)
Per quanto riguarda i nuovi criteri d’applicazione, essi prevedono il sostegno, con un’intensità del 50 %, ai costi dei servizi di consulenza forniti da consulenti esterni e ai costi della prima partecipazione a una fiera o esposizione solo per le PMI, sia all’interno che all’esterno della Comunità.
(84)
Per quanto riguarda gli aiuti sotto forma di assicurazione dei crediti all'esportazione, è ormai ammissibile solo il premio relativo ai rischi non assicurabili sul mercato, nei confronti di operazioni verso i paesi terzi ad esclusione di taluni paesi dell’OCSE i cui i rischi sono assicurabili sul mercato (vale adire i cosiddetti «marketable countries»; attualmente, l’Australia, il Canada, l’Islanda, il Giappone, la Nuova Zelanda, la Norvegia, la Svizzera e gli Stati Uniti).
V.2.8. Per quanto riguarda gli aiuti previsti nel quadro dei programmi comunitari
(85)
L’aiuto dell’intensità dell’80 %, prima previsto in relazione a taluni progetti comuni, nel quadro dei programmi comunitari Leader e Interreg, a cui partecipano anche le imprese, non viene più concesso.
V.2.9. Per quanto riguarda l’applicazione «de minimis»
(86)
Secondo le autorità italiane, il rispetto delle regole di cui alla norma «de minimis» è garantito. A tal fine, prima di tutto, i servizi competenti della Provincia di Bolzano sono collegati tra loro mediante un sistema Intranet. Inoltre, prima di poter ottenere qualsiasi aiuto in base a tale norma, i richiedenti devono presentare una dichiarazione relativa a qualsiasi altro aiuto ricevuto a tale titolo nel pertinente periodo di tre anni.
(87)
Infine, è in corso di realizzazione un altro sistema automatico di trattamento dei dati per il controllo di tutti gli aiuti, oltre a quelli concessi dalla Provincia che, a sua volta, sarà collegata alla rete nazionale attualmente in via di realizzazione.
VI. VALUTAZIONE DELLA MISURA
VI.1. Valutazione del carattere di aiuto delle misure in questione
(88)
Una misura può essere considerata aiuto ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato soltanto se soddisfa cumulativamente le quattro condizioni seguenti: concessione mediante risorse statali, selettività, minaccia di falsare la concorrenza, incidenza sugli scambi.
(89)
Nel caso in oggetto, è soddisfatta la prima condizione, dal momento che la misura è finanziata dal bilancio della Provincia autonoma di Bolzano - quindi mediante risorse pubbliche -, la seconda poiché soltanto le imprese attive sul territorio della Provincia di Bolzano beneficiano dell’aiuto, la terza per il fatto che la situazione finanziaria dei beneficiari ne risulta rafforzata e la quarta dal momento che le imprese interessate possono realmente avere attività commerciali internazionali visto che si trovano in una regione di frontiera che, per di più, è molto attiva nel settore del turismo. Per tali motivi, le misure in oggetto sono suscettibili di incidere sugli scambi tra Stati membri, senza che ciò pregiudichi la valutazione delle misure, risultanti dall’applicazione dei nuovi criteri, in favore di determinate microimprese, di cui al punto 116 della presente decisione.
(90)
Inoltre, le misure oggetto del presente procedimento erano già state considerate aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato nel corso dell’esame effettuato dalla Commissione nel quadro dei fascicoli relativi agli aiuti di Stato N192/97 e NN69/95.
VI.2. Legittimità della misura
(91)
Non essendo state notificate preventivamente alla Commissione ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato, le misure sono illegali per mancanza di notifica. Dal momento che, nel caso in oggetto, costituiscono criteri di applicazione del regime N192/97 (e, indirettamente, del regime NN69/95), esse hanno dato luogo all’applicazione abusiva di tali regimi.
VI.3. Compatibilità delle misure d’aiuto risultanti dall’applicazione della deliberazione 4607/2001
VI.3.1. Aiuti all'investimento in favore delle grandi imprese
(92)
Dal momento che la Provincia di Bolzano non era ammissibile agli aiuti a finalità regionale per tutto il periodo in cui le misure in oggetto erano in vigore, non può essere concessa alcuna esenzione agli aiuti agli investimenti a favore delle grandi imprese sul suo territorio.
(93)
Del resto, la decisione della Commissione relativa al caso N192/97 aveva già escluso esplicitamente le grandi imprese dal beneficio del regime tranne che a titolo del «de minimis».
(94)
Inoltre, quanto agli aiuti concessi sotto forma di mutui agevolati in base alla legge n. 9/91, tali aiuti rientrano anche nel regime NN69/95. La Commissione aveva approvato quest’ultimo regime a condizione che soltanto le PMI ne beneficiassero e in seguito all’impegno assunto dalle autorità italiane di rispettare tutte le disposizioni della disciplina PMI e di comunicarle ai servizi dell’Amministrazione provinciale al fine di garantire la corretta applicazione del regime.
(95)
Pertanto, le disposizioni della deliberazione 4607/2001 - recante i criteri di applicazione del regime N192/97 (e del regime NN69/95, nei limiti in cui gli aiuti sono concessi sotto forma di mutuo agevolato in base alla legge 9/91) - dal momento che prevedono la concessione di aiuti all’investimento anche a favore delle grandi imprese, sono incompatibili con il mercato comune.
(96)
Infine, la Commissione osserva che, sulla base delle informazioni fornite dalle autorità italiane, nessuna grande impresa ha beneficiato, di fatto, di tale misura.
VI.3.2. Aiuti agli investimenti a favore delle PMI
(97)
Innanzitutto, la Commissione conferma che qualsiasi aiuto concesso in relazione ad investimenti di sostituzione deve essere considerato incompatibile pur osservando che le autorità italiane hanno comunicato di non aver concesso, nell’ambito del regime in esame, alcun aiuto in relazione a tale tipo di investimenti.
(98)
Inoltre, gli aiuti agli investimenti che superano la soglia del 15 % per le piccole imprese e del 7,5 % per le medie imprese sono incompatibili.
VI.3.3. per quanto riguarda le microimprese
(99)
La Commissione conferma che la categoria delle microimprese formando parte delle PMI sia in base alla raccomandazione 96/280/CE (18) che della nuova definizione in vigore dal 1o gennaio 2005 (19), non è di per sé esclusa dall’applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Ne consegue che gli aiuti agli investimenti concessi per tali imprese, ove superino l’intensità del 15 % e non possa no considerarsi «de minimis», devono essere considerati incompatibili con il mercato comune.
(100)
La Commissione prende atto della precisazione fornita in proposito dalle autorità italiane secondo cui non risulta concesso alle microimprese alcun aiuto che superi al tempo stesso l’intensità del 15 % e la soglia del «de minimis».
VI.3.4. per quanto riguarda gli aiuti ambientali
(101)
La Commissione ritiene che le intensità d’aiuto rispettivamente del 25 % e del 40 % previste per i due primi aspetti della misura specifica in oggetto (vale a dire per l’adeguamento delle nuove norme vincolanti o per il superamento delle norme comunitarie) nonché l’ammissibilità delle grandi imprese agli aiuti per dei progetti di audit ambientale siano incompatibili con il mercato comune.
(102)
La Commissione osserva, in proposito, che, sulla base delle informazioni fornite dall’Italia, è stato concesso finora solo un aiuto che superava le soglie ammissibili per un importo molto inferiore al «de minimis» e che la base giuridica del terzo intervento di cui sopra (aiuti all’audit ambientale) è stata disapplicata e sarà abrogata appena possibile.
VI.3.5. per quanto riguarda i contributi denominati «aiuti all’occupazione»
(103)
La Commissione conferma che gli aiuti previsti sotto tale denominazione dalla deliberazione 4607 non corrispondono assolutamente agli aiuti autorizzati dalla decisione della Commissione sull’aiuto N192/97. Inoltre, non riguardando né la creazione né il mantenimento dei posti di lavoro ma piuttosto servizi di consulenza e attività relative a marchi e brevetti, essi non possono essere considerati aiuti all’occupazione.
(104)
Tuttavia, dal momento che la maggior parte delle spese ammissibili ai sensi della misura specifica di cui trattasi si ritiene essere costituita da attività di assistenza-consulenza a favore della PMI di recente costituzione o dal brevetto di marchi e di prodotti aziendali, che possono essere ammissibili ai sensi degli articoli 5 e 5 quater del regolamento 70/2001, tali aiuti sono incompatibili solo nella misura in cui non siano soddisfatte le condizioni previste dai regolamenti 70/2001 e 364/2004 (20).
(105)
Invece, tali aiuti sono incompatibili nella misura in cui ne beneficiano anche le grandi imprese.
VI.3.6. per quanto riguarda gli aiuti all’internazionalizzazione
(106)
La Commissione prende atto del fatto che sono stati concessi in materia solo alcuni aiuti di importo trascurabile, ai sensi dei criteri di applicazione che hanno costituito l’oggetto dell’apertura del procedimento. Inoltre, l’intensità concessa nel caso della partecipazione a fiere ed esposizioni è del 25 %, invece del 50 % com’era ammissibile, anche se è vero che non è stato verificato se si trattasse o meno della prima partecipazione ad una determinata manifestazione. Sono stati riscontrati, in totale, 5 casi per un importo di aiuti da 1 250 a 8 875 euro. Si sono verificati solo due casi per quanto riguarda l’aiuto per l’assicurazione dei crediti all'esportazione con un’intensità d’aiuto del 50 %, limitatamente al costo del premio assicurativo e in relazione ai paesi al di fuori dall’UE, con importi di aiuto di 3 500 euro e 7 milioni di lire (che corrispondono ancora una volta a circa 3 500 euro). Questi ultimi sono compatibili soltanto a condizione che soddisfino le condizioni della comunicazione della Commissione sull’assicurazione al credito all’esportazione a breve termine (21).
(107)
Tuttavia, tutti gli aiuti ai servizi di consulenza per le grandi imprese e per le attività legate alle esportazioni (queste ultime anche se relative alle PMI) sono incompatibili con il mercato comune. Sono parimenti incompatibili gli aiuti a favore delle imprese di qualsiasi dimensione, per servizi di consulenza che costituiscano un’attività permanente o periodica e gli aiuti connessi alle normali spese di funzionamento dell’impresa, come la pubblicità.
VI.3.7. Per quanto riguarda gli aiuti previsti nel quadro di programmi comunitari
(108)
La Commissione osserva che tale tipo di sostegno, di un’intensità dell’80 %, previsto dalla deliberazione 4607, non era stato autorizzato dalla decisione della Commissione sul caso N192/97. Tenuto conto dell’intensità molto alta oltre che del fatto che non sembra essere stata presa in considerazione alcuna finalità ammissibile, tali aiuti sono incompatibili nella misura in cui si applica l'articolo 87, paragrafo 1, segnatamente se anche dei soggetti esercitanti attività economiche possono beneficiarne partecipando ai progetti comuni sovvenzionati dalla misura specifica di cui trattasi.
(109)
Tuttavia, la Commissione osserva che le somme concesse a questo titolo per i singoli progetti presi in considerazione sono, in base alle informazioni fornite dalle autorità italiane, molto limitate, in particolare ben al di sotto della soglia «de minimis». Da ciò deriva l’assenza di effetti sugli scambi intracomunitari. Si può quindi considerare che queste misure non costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 87 trattato purché che le autorità italiane presentino alla Commissione la prova che tutti i criteri per l’applicazione del regolamento 69/2001 sono rispettati. Infine la Commissione prende atto della circostanza che l’aiuto a progetti comuni nell’ambito dei progetti Leader e Interreg, a cui partecipino anche le imprese, non è più previsto dal progetto di nuovi criteri per l’applicazione del regime di cui trattasi.
VI.3.8. per quanto riguarda gli aiuti ai servizi di consulenza
(110)
La Commissione ribadisce il proprio parere secondo cui non può essere concesso alcun aiuto per i servizi di assistenza e consulenza forniti alle grandi imprese, tranne che nell’ambito di un progetto di aiuto alla formazione ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 7, lettera a) del regolamento (CE) n. 68/2001 (22). Al di fuori di tale ipotesi gli aiuti sono pertanto incompatibili.
VI.3.9. per quanto riguarda l’applicazione del «de minimis»
(111)
La Commissione prende atto delle garanzie fornite in proposito dalle autorità italiane secondo cui tutte le condizioni previste dalle norme «de minimis» applicabili, ossia, al momento attuale, quelle del regolamento (CE) n. 69/2001 (23), sono rispettate rigorosamente e ciò soprattutto grazie al sistema di controllo «servizio controlling dell’ASTAT».
VI.4. Compatibilità delle misure alla luce dei nuovi criteri trasmessi con lettera A/34/747 del 25.6.2004, modificati e integrati ai sensi della lettera A/34426 del 2.6.2005.
(112)
La Commissione osserva che, per quanto riguarda gli aiuti agli investimenti, i nuovi criteri di applicazione escludono esplicitamente le grandi imprese, tranne che a titolo «de minimis».
(113)
Per quanto riguarda gli aiuti agli investimenti in favore delle PMI, va ricordato che la definizione di investimenti ammissibili prevista dai nuovi criteri soddisfa le condizioni stabilite dal regolamento 70/2001 (24) e che sono esplicitamente esclusi sia gli investimenti di sostituzione che i costi di manutenzione.
(114)
Inoltre, la Commissione osserva che ora il principio della libertà di stabilimento viene rispettato anche dal punto di vista formale, mentre precedentemente lo era soltanto di fatto, come risulta dall’elenco trasmesso a tale riguardo nel corso della procedura (v. punto 70 della presente decisione), dal momento che è sufficiente disporre di un’unità operativa sul territorio della Provincia di Bolzano per avere accesso agli aiuti in esame.
(115)
Infine, è rispettato il principio di necessità degli aiuti dal momento che ora è previsto l’obbligo di presentare domanda prima dell’inizio dei lavori di esecuzione del progetto oggetto dell’aiuto.
(116)
Per quanto riguarda le microimprese, l’articolo 87, paragrafo 1 del trattato non si applica nella misura in cui siano interessate soltanto imprese che esercitano attività di prossimità, non essendo queste ultime in grado di esercitare alcuna influenza sugli scambi intracomunitari alla luce delle loro stesse caratteristiche, dimensioni e collocazione, oltreché della mancanza di interesse ad accedere al loro mercato da parte delle imprese degli altri Stati membri. Tali imprese sono costituite nel caso di specie da alcune attività ben precise, che impiegano non più di due persone, nel settore dell’artigianato (segnatamente mestieri tradizionali tipici in via di estinzione, quali arrotino, bottaio, cardatore e filatore di lana, candelaio o ceraio, cestaio, maniscalco e così di seguito) e del commercio (in particolare attività di vendita al dettaglio di prodotti d’uso quotidiano - soprattutto generi alimentari - situate in comuni con non più di mille abitanti, non ubicati in centri commerciali e in ogni caso al di fuori delle zone più sviluppate dal punto di vista turistico) tassativamente enumerati, sia per quanto riguarda l’artigianato che il commercio, nei nuovi criteri di applicazione del regime.
(117)
Per quanto riguarda gli aiuti per la tutela dell’ambiente, la Commissione ritiene che gli aiuti transitori in favore delle sole PMI per l’adeguamento alle nuove norme vincolanti, per un periodo di tre anni a decorrere dalla loro adozione, dell’intensità del 15 %, siano conformi al punto 28 della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente (25) (in appresso «la disciplina»).
(118)
In più, gli aiuti per incentivare le imprese di qualsiasi dimensione a superare le norme comunitarie obbligatorie o per avviare investimenti, sempre volti alla tutela dell’ambiente, realizzati in assenza di norme comunitarie vincolanti, aventi un’intensità pari al 30 % soddisfano ora le condizioni del punto 29 della disciplina.
(119)
Inoltre, gli aiuti alle attività di assistenza e consulenza nel settore dell’ambiente, limitati alle PMI, rispettano l’articolo 5, lettera a), del regolamento(CE) n. 70/2001 (26) e sono quindi compatibili con il mercato comune.
(120)
Tuttavia, la presente decisione non pregiudica la compatibilità della deliberazione n. 4007 del 4.11.2002, mediante la quale sarebbe stato adeguato ai nuovi orientamenti della Commissione tutto il complesso degli aiuti per la tutela dell’ambiente della Provincia di Bolzano, dal momento che tale deliberazione non è oggetto del presente procedimento.
(121)
Per quanto riguarda i presunti aiuti all’occupazione, la Commissione prende atto del fatto che tali aiuti sono limitati alla concessione di prestiti per la costituzione di liquidità, in osservanza del regolamento 69/2001 (27) sugli aiuti «de minimis».
(122)
In relazione agli aiuti all’internazionalizzazione, la Commissione osserva che nei nuovi criteri di applicazione trasmessi è stato mantenuto in essere solo l’aiuto con intensità pari al 50 %, riguardante i costi dei servizi di consulenza forniti da consulenti esterni e i costi relativi alla prima partecipazione a una determinata fiera o esposizione e destinato soltanto alle PMI. Ciò è conforme all’articolo 5 del regolamento 70/2001 (28).
(123)
La Commissione osserva anche che è ormai ammissibile solo il premio relativo all’assicurazione-crediti per i rischi non assicurabili sul mercato, nei confronti di operazioni verso paesi terzi ad esclusione dei paesi dell’OCSE in cui il rischio è assicurabile sul mercato (i cosiddetti «marketable countries»; attualmente, l’Australia, il Canada, l’Islanda, il Giappone, la Nuova Zelanda, la Norvegia, la Svizzera e gli Stati Uniti). Ciò è conforme con la comunicazione relativa all'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine (29).
VII. OSSERVAZIONI FINALI
(124)
La Commissione deplora il fatto che i criteri di applicazione della legge provinciale 4/97, adottati con deliberazione 4607 del 17.12.2001, non essendo stati notificati preventivamente alla Commissione, sono stati messi in atto dall’Italia, Provincia autonoma di Bolzano, in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3 del trattato, e sono, pertanto, illegali. Ciò ha dato luogo all’applicazione abusiva del regime di aiuti N192/97 (e, indirettamente, anche del regime NN69/95), ai sensi dell’articolo 16 del regolamento 659/99 (30).
(125)
Pertanto, la Commissione ha deciso di avviare il presente procedimento formale di esame in relazione agli aiuti in questione.
(126)
Tuttavia, nel corso del procedimento, le autorità italiane hanno chiarito che, nella maggior parte dei casi, le disposizioni previste dalla deliberazione 4607/2001 suscettibili di essere considerate, alla luce dell’analisi effettuata dalla Commissione, incompatibili oltre che illegali, non sono mai state applicate o sono state applicate in un numero molto limitato di casi, per importi molto esigui, di gran lunga inferiori alla soglia «de minimis» e ciò anche in relazione alle PMI.
(127)
A tal fine, sono stati forniti numerosi dati, segnatamente per quanto riguarda il numero e l’importo degli aiuti concessi in relazione agli aspetti più controversi delle diverse misure specifiche del regime. Ne consegue che nessuna grande impresa avrebbe beneficiato del sostegno del regime in questione per quanto riguarda gli aiuti agli investimenti. Questi ultimi, pertanto, sarebbero stati di fatto riservati alle PMI, come era previsto nella decisione della Commissione di approvazione dei regimi N192/97 e NN69/95.
(128)
Inoltre, le autorità italiane hanno collaborato attivamente sospendendo l’applicazione di talune norme che saranno abrogate appena possibile (segnatamente in materia di aiuti ai servizi di consulenza in favore delle grandi imprese) e proponendo di modificare i criteri di applicazione degli aiuti di cui al presente procedimento.
(129)
Infine, la Commissione prende atto delle garanzie ed assicurazioni fornite dall’Italia in relazione all’osservanza delle condizioni e della soglia del «de minimis», sulla cui applicazione molto estesa la Commissione aveva espresso i propri dubbi in occasione dell’apertura del procedimento.
(130)
Dal momento che non ne hanno beneficiato né i settori esclusi né le attività legate alle esportazioni e che non era previsto alcun aiuto subordinato all’utilizzazione preferenziale di prodotti nazionali rispetto ai prodotti importati, agli aiuti in questione può essere applicata, ai sensi del regolamento n. 69/2001, la norma «de minimis», purché non sia superata la soglia di 100.000 euro per ciascuna impresa, nel pertinente periodo di tre anni. Pertanto, tali aiuti non rientrano nell’articolo 87, paragrafo 1 del trattato.
(131)
La Commissione osserva inoltre che una decisione relativa a un regime di aiuti non pregiudica la possibilità che delle misure individuali possano non costituire un aiuto di Stato (se l’aiuto individuale è conforme, per esempio, alla norma «de minimis», come indicato al punto precedente) o siano considerate, del tutto o in parte, compatibili con il mercato comune sulla base delle proprie caratteristiche (segnatamente in base a un regolamento di esenzione).
(132)
Anche se, nel caso specifico, alla luce dei precedenti punti 124-131 e delle considerazioni esposte nella parte VI.3, relativa alla compatibilità delle misure risultanti dall’applicazione della delibera 4607/2001, potrebbe darsi che non si debba procedere ad alcun recupero - o ad un recupero molto limitato, è tuttavia prassi consolidata della Commissione disporre il recupero dai beneficiari degli aiuti che, sulla base dell’articolo 88 del trattato, sono stati dichiarati illegali e incompatibili. Tale prassi è stata confermata dall’articolo 14 del regolamento n. 659/99 (31).
(133)
La Commissione dispone che l’Italia adotti tutte le misure necessarie per recuperare gli aiuti incompatibili presso i beneficiari del regime di aiuti, fatti salvi i casi individuali che soddisfano le condizioni necessarie affinché possano essere dichiarati compatibili in base alle norme pertinenti. A tale fine, la Commissione chiede alle autorità italiane di ingiungere ai beneficiari del regime di aiuti, entro il termine di due mesi dalla data della presente decisione, di rimborsare l’aiuto con gli interessi.
(134)
Alla luce dell’articolo 14, paragrafo 2 del regolamento 659/99, l’aiuto da recuperare comprende degli interessi da calcolare conformemente alle disposizioni stabilite al capitolo V del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione (32). Gli interessi decorrono dalla data in cui l’aiuto illegittimo è diventato disponibile per il beneficiario, fino alla data del recupero.
(135)
La Commissione invita l’Italia a trasmetterle il formulario allegato riguardante lo stato di avanzamento della procedura di recupero, a redigere un elenco di beneficiari tenuti al recupero e ad indicare chiaramente le misure concrete adottate per ottenere un recupero immediato ed effettivo dell’aiuto. Inoltre, dovrà essere trasmesso un elenco completo di tutte le misure di aiuto citate nella presente decisione, entro due mesi dalla data di notifica di quest’ultima, che distingua per ciascuna misura l’ammontare concesso, l’ammontare compatibile in virtù di una delle citate esenzioni, nonché l’ammontare da recuperare.
(136)
La Commissione inoltre invita l’Italia a trasmetterle entro due mesi dalla data della presente decisione i documenti comprovanti che le procedure di recupero sono state avviate presso i beneficiari di aiuti illegali ed incompatibili (quali per esempio circolari, ordini di rimborso emessi, ecc.)
(137)
Infine, i nuovi criteri di applicazione, trasmessi con lettera A/34747 del 25.6.2004, modificati e integrati con lettera A/34426 del 2.6.2005, soddisfano le condizioni necessarie affinché possano essere considerati compatibili con il mercato comune, come è stato indicato, caso per caso, nella parte VI.4 (punti 112-123).
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
I criteri di applicazione della legge provinciale 4/97, adottati con deliberazione 4607 del 17.12.2001, sono illegali a causa della mancata notifica preventiva alla Commissione ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato. Essi implicano l’applicazione abusiva del regime d’aiuto N 192/1997 e, indirettamente, del regime NN 69/1995.
Articolo 2
Sono incompatibili con il mercato comune i seguenti aiuti previsti dalla deliberazione 4607/2001:
a)
tutti gli aiuti agli investimenti a favore delle grandi imprese;
b)
gli aiuti a favore delle PMI concessi in relazione ad investimenti di sostituzione e tutti gli aiuti agli investimenti per la parte eccedente la soglia del 15 % di intensità lorda di aiuto, per quanto riguarda le piccole imprese, e del 7,5 %, per quanto riguarda le medie imprese;
c)
gli aiuti agli investimenti a favore delle microimprese, diversi da quelli indicati nell’articolo 3, per la parte eccedente il 15 % di intensità lorda di aiuto;
d)
in seguito all’entrata in vigore della nuova disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente (33) e all’accettazione da parte dello Stato membro (34) della proposta di misure utili per l’adeguamento dei regimi precedentemente approvati, ai sensi del punto 77 della disciplina di cui sopra, vale a dire dal 1o gennaio 2002:
i.
gli aiuti agli investimenti per la tutela dell’ambiente, per l’adeguamento alle norme comunitarie vincolanti recentemente entrate in vigore, per la parte eccedente la soglia del 15 % di intensità lorda di aiuto- se sono a favore delle PMI - e, in ogni caso, se beneficiarie sono le grandi imprese.
ii.
gli aiuti agli investimenti per la tutela dell’ambiente, per il superamento delle norme comunitarie obbligatorie o in loro assenza, per la parte eccedente l’intensità di aiuto lorda del 30 %, nei confronti delle grandi imprese (40 % per le PMI),
iii.
tutti gli aiuti alle attività di assistenza e consulenza nel settore dell’ambiente destinati alle grandi imprese;
e)
gli aiuti all'internazionalizzazione delle imprese, fatti salvi gli aiuti per la prima partecipazione di un’impresa ad una fiera o esposizione, limitatamente alle PMI, e gli aiuti che soddisfano i criteri fissati dalla comunicazione della Commissione relativa all'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine (35);
f)
i contribuiti denominati «aiuti all’occupazione» (costituiti, di fatto, da aiuti ai servizi di assistenza e consulenza e alle spese relative alla brevettazione di marchi), di cui siano beneficiarie le grandi imprese;
g)
tutti gli aiuti ai servizi di consulenza di cui siano beneficiarie le grandi imprese;
h)
gli aiuti di intensità dell’80 %, concessi per progetti comuni nell’ambito di programmi comunitari, tra i cui beneficiari vi siano anche le imprese.
Articolo 3
Le misure, previste dai nuovi criteri di applicazione del regime N192/97, trasmessi con lettera A/34747 del 25.6.2004, modificati e integrati con lettera A/34426 del 2.6.2005 a favore delle microimprese con un organico massimo di due persone, costituiti da determinate attività artigianali corrispondenti a mestieri tradizionali tipici in via di estinzione e da talune attività di prossimità nel settore del commercio, elencati in maniera tassativa nel testo di detti criteri di applicazione, non costituiscono aiuti ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1 del trattato.
Articolo 4
Le misure, diverse da quelle previste all’articolo 3, previste dai nuovi criteri di applicazione del regime N192/97, trasmessi con lettera A/34747 del 25.6.2004, modificati e integrati ai sensi della lettera A/34426 del 2.6.2005, sono compatibili con il mercato comune.
Articolo 5
1. L’Italia adotta tutte le misure necessarie volte a recuperare presso i beneficiari gli aiuti illegali e incompatibili, di cui all’articolo 2, eventualmente messi a loro disposizione.
2. l’Italia sospende ogni versamento di aiuti incompatibili a partire dalla data della presente decisione.
3. Il recupero è effettuato senza indugio conformemente alle procedure del diritto nazionale, purché permettano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione.
4. Gli aiuti da recuperare sono maggiorati degli interessi maturati a partire dalla data in cui sono stati messi a disposizione dei beneficiari fino alla data del loro recupero effettivo.
5. Gli interessi sono calcolati in base delle disposizioni di cui al capo V del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione, del 21 aprile 2004, recante disposizioni di esecuzione del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE.
6. l’Italia ingiunge a tutti i beneficiari degli aiuti di cui all’articolo 2 di rimborsare gli aiuti illegali e gli interessi calcolati come sopra illustrato, e ciò entro due mesi a far data dalla notifica della presente decisione.
Articolo 6
Entro due mesi dalla data di notifica della presente decisione, l’Italia comunica alla Commissione le misure previste e adottate per conformarvisi compilando il questionario allegato alla presente decisione.
In particolare, entro lo stesso termine, l’Italia trasmette un elenco completo di tutte le misure di aiuto contemplate dalla presente decisione, che distingua per ciascuna di esse l’ammontare concesso, l’ammontare compatibile in virtù di una delle citate esenzioni, nonché l’ammontare da recuperare. Infine, sempre entro lo stesso termine, l’Italia trasmette tutti i documenti comprovanti che le procedure di recupero sono state avviate presso i beneficiari degli aiuti illegali ed incompatibili.
Articolo 7
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione
Fatto a Bruxelles, il 21 settember 2005.

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