Document ID: 32004D0254

Decisione della Commissione
del 24 gennaio 2001
che dichiara una concentrazione compatibile con il mercato comune e con l'accordo SEE
(Caso COMP/M.2033 - Metso/Svedala)
[notificata con il numero C(2001) 157]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2004/254/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 57,
visto il regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989 relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1310/97(2), in particolare l'articolo 8, paragrafo 2,
vista la decisione della Commissione del 20 settembre 2000 di avviare un procedimento sul caso di specie,
dopo aver dato alle imprese interessate la possibilità di formulare le loro osservazioni in merito alle obiezioni sollevate dalla Commissione,
sentito il comitato consultivo in materia di concentrazioni(3),
considerando quanto segue:
(1) In data 7 agosto 2000, è pervenuta alla Commissione la notifica di un progetto di concentrazione a norma dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 4064/89 ("il regolamento sulle concentrazioni"), attraverso la quale l'impresa Metso Corporation ("Metso") acquisisce, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, il controllo di tutta la Svedala Industri AB ("Svedala").
(2) In seguito all'esame della notifica, la Commissione è pervenuta alla conclusione che l'operazione rientra nell'ambito del regolamento sulle concentrazioni nella sua versione modificata e suscita seri dubbi riguardo alla sua compatibilità con il mercato comune, poiché potrebbe creare o rafforzare una posizione dominante, il cui effetto sarebbe un significativo impedimento della concorrenza nel mercato comune o in parti sostanziali dello stesso nonché nel territorio di cui all'accordo SEE. Pertanto, il 20 settembre 2000, la Commissione ha deciso, in conformità all'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), del regolamento sulle concentrazioni e all'articolo 57 dell'accordo SEE, di avviare un procedimento sul presente caso.
(3) Il 22 novembre 2000, la Commissione ha formulato le proprie obiezioni a Metso, mediante una comunicazione, redatta a norma dell'articolo 18 del regolamento sulle concentrazioni e del protocollo 21 dell'accordo SEE ("la comunicazione delle obiezioni"), a fronte della quale le osservazioni di Metso sono pervenute alla Commissione l'11 dicembre 2000.
I. LE PARTI E L'OPERAZIONE
(4) Metso è una società finlandese, costituita nel 1999 a seguito della fusione(4) di Valmet Corporation e Rauma Corporation, la quale opera in tre settori principali: i) macchinari (per il trattamento di rocce e minerali, ingranaggi e componenti e produzione di autovetture), ii) sistemi di automazione e controllo e iii) tecnologie per fibre e carta (processi, macchinari e attrezzature per il trattamento della pasta di legno e della carta). Nel 1999, Metso ha realizzato un fatturato pari a 3387 milioni di EUR. Le attività di Metso nel settore delle macchine per il trattamento di rocce e minerali sono gestite dalla sua controllata Nordberg e rappresentano circa il 15 % del fatturato di Metso.
(5) Svedala è una società di attrezzature per l'edilizia e il trattamento di minerali, quotata alla borsa di Stoccolma, la quale opera nei settori delle attrezzature per l'estrazione, il trattamento e la movimentazione di minerali, quali macchinari di perforazione, frantumazione di rocce, sistemi di trasporto, macchinari per pavimentazioni e compattazione di asfalto. Nel 1999, il fatturato di Svedala è stato pari a circa 1600 milioni di EUR, il 38 % dei quali derivava dalle vendite della divisione rocce (attrezzature di frantumazione e vagliatura).
(6) L'operazione progettata consiste nell'acquisizione del controllo esclusivo di Svedala da parte di Metso, mediante un'offerta pubblica d'acquisto annunciata il 21 giugno 2000.
II. CONCENTRAZIONE
(7) Metso si offre di acquistare tutte le azioni di Svedala e l'attuazione dell'offerta di Metso è subordinata all'acquisizione da parte di Metso di oltre il 90 % del capitale azionario di Svedala. Si può pertanto concludere che l'operazione è finalizzata all'acquisizione del controllo esclusivo di Svedala da parte di Metso e che quindi l'operazione progettata costituisce una concentrazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni.
III. DIMENSIONE COMUNITARIA
(8) Il fatturato complessivo, realizzato da Metso a livello mondiale nel 1999, era pari a circa 3387 milioni di EUR mentre il fatturato complessivo a livello mondiale di Svedala per l'esercizio 1999 ammontava a circa 1588 milioni di EUR. Pertanto, le imprese interessate hanno un fatturato complessivo aggregato superiore a 2500 milioni di EUR.
(9) Nel 1999, Metso e Svedala hanno registrato insieme un fatturato complessivo pari ad oltre 100 milioni in [...](5). Pertanto, il fatturato di ciascuna delle parti in ognuno dei suddetti Stati membri è superiore a 25 milioni di EUR.
(10) Infine, il fatturato complessivo di ciascuna delle parti a livello comunitario è superiore a 100 milioni di EUR e nessuna di esse consegue più di due terzi di tale fatturato comunitario all'interno di un solo Stato membro. L'operazione notificata ha quindi dimensione comunitaria ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 3, del regolamento sulle concentrazioni e costituisce un caso di collaborazione a norma dell'accordo SEE.
IV. INTRODUZIONE AL SETTORE DI FRANTUMAZIONE DELLE ROCCE
(11) L'impatto dell'operazione sulla concorrenza si ha nel settore delle attrezzature di frantumazione delle rocce, vendute sia da Svedala sia da Metso (con il marchio Nordberg). Successivamente all'operazione, la nuova entità diventerà leader globale nel campo dei macchinari per il trattamento di rocce e minerali.
A. Applicazioni e tecnologie
(12) Le attrezzature di frantumazione delle rocce mirano principalmente a ridurre le dimensioni della roccia, allo scopo di renderla idonea all'utilizzo previsto. Esse vengono quindi utilizzate prevalentemente per la produzione di aggregati (roccia frantumata, ghiaia e sabbia) e cemento nonché nell'industria mineraria (poiché i metalli o gli elementi da prodursi devono essere estratti da rocce finemente frantumate). Generalmente, gli aggregati vengono prodotti dalle cave o dalle imprese di costruzioni che li realizzano per il proprio fabbisogno, provvedendo alla frantumazione delle rocce o alla demolizione dei materiali edili.
(13) Un tipico impianto di frantumazione delle rocce comporta solitamente diversi stadi successivi, ciascuno dei quali raggiunge un crescente livello di finezza della roccia e richiede una serie di possibili tecnologie. Il primo stadio, definito "frantumazione primaria", consiste nella frantumazione di grosse rocce ottenute mediante abbattimento con esplosivi o altri metodi. Le rocce ottenute grazie alla frantumazione primaria vengono poi ulteriormente frantumate negli stadi successivi. Una volta raggiunta una dimensione sufficientemente ridotta, la macinazione consente di ottenere particelle fini.
(14) Esistono sostanzialmente quattro tipi principali di attrezzature di frantumazione: i frantoi a mascelle (nei quali le rocce vengono frantumate, ponendole tra due mascelle meccaniche), i martelli (nei quali le rocce vengono frantumate mediante l'impatto contro se stesse e/o le superfici dure dell'apparecchio), i frantoi a cono (nei quali le rocce vengono frantumate, ponendole tra un cono mobile e uno fisso, con il cono mobile che ruota eccentricamente all'interno del cono fisso) e i frantoi rotanti primari (basati su una tecnologia simile a quella dei frantoi a cono, ma con una geometria diversa). Tra i martelli, generalmente si opera un'ulteriore distinzione tra i martelli ad albero orizzontale e i martelli ad albero verticale. Ciascun tipo di attrezzatura di frantumazione corrisponde a una specifica tecnologia.
(15) In taluni casi, soprattutto nel settore minerario, nel quale si devono ottenere minerali a "grana fine", può rendersi necessaria un'ulteriore riduzione, ottenibile tramite uno stadio finale di macinazione. Le attrezzature di macinazione consistono principalmente nei mulini macinatori e nelle presse a rulli. Le parti operano solo nell'area dei mulini macinatori. Esiste un'ampia varietà di tecnologie di mulini macinatori. In particolare, si può distinguere tra i mulini verticali e i mulini orizzontali, che si possono ulteriormente suddividere in mulini autogeni, semiautogeni, mulini a barre e a sfere e altri mulini orizzontali.
(16) Oltre alle attrezzature di frantumazione e macinazione, un impianto di frantumazione contiene una serie di piccole attrezzature, utilizzate per movimentare il minerale nei vari stadi di frantumazione. Si tratta sostanzialmente dei vagli, necessari per controllare la dimensione delle rocce trattate attraverso i frantoi, dei nastri trasportatori e degli alimentatori, utilizzati per trasferire le rocce dalle pile di stoccaggio a un nastro trasportatore o da un nastro trasportatore a un frantoio.
(17) Le attrezzature di frantumazione, comprendenti vagli, alimentatori e nastri trasportatori, possono essere fisse o mobili. Le attrezzature mobili vengono utilizzate generalmente solo per la produzione di aggregati e nel settore delle costruzioni e sono sostanzialmente simili ai frantoi fissi, salvo il fatto che sono state adattate su un telaio a ruote o a cingoli.
B. Durata del prodotto, avversione al rischio e assistenza
(18) Le attrezzature di frantumazione delle rocce hanno spesso una vita utile molto lunga, generalmente intorno ai 25 anni. Benché le difficili condizioni di lavoro causino spesso un alto livello di usura e richiedano frequenti sostituzioni delle parti soggette a usura (e di alcuni ricambi), i frantoi sono solitamente abbastanza robusti per continuare ad operare per periodi di tempo molto lunghi.
(19) Ciò comporta che il prezzo spesso non costituisce il fattore decisivo nell'acquisto di un nuovo prodotto. Alla luce della durata del prodotto, nella valutazione degli aspetti economici, effettuata all'atto della decisione d'acquisto, i costi di gestione rivestono generalmente un ruolo più importante rispetto all'ammortamento del prezzo originario, con la conseguenza che spesso i clienti sono molto attenti alle prestazioni o a fattori quali l'affidabilità, i costi di manutenzione, la certezza della fornitura dei ricambi ecc. Ciò è confermato dal fatto che la grande maggioranza dei clienti che ha risposto all'indagine della Commissione ha indicato fattori quali i costi di gestione, l'affidabilità o la capacità, come più importanti del prezzo d'acquisto di un frantoio.
(20) Inoltre, i macchinari di frantumazione delle rocce sono spesso ritenuti critici dai clienti operanti nel settore degli aggregati e delle costruzioni ("A& C") e nell'industria mineraria. In particolare, dall'indagine svolta dalla Commissione, risulta che un guasto a un'attrezzatura di frantumazione può arrestare l'intero funzionamento dell'impianto (per periodi dell'ordine di varie settimane), influendo quindi gravemente sull'efficienza e la competitività del produttore di aggregati o dell'industria mineraria. Ciò avviene poiché, in molti casi, i clienti dispongono di un unico frantoio per ogni stadio del processo (ad esempio frantumazione primaria, secondaria, ecc.).
(21) La combinazione di fattori, quali la lunga durata, l'importanza del macchinario di frantumazione ed anche il prezzo relativamente basso dei frantoi rispetto ai costi e ai ricavi complessivi di una cava o di un impianto di produzione di aggregato, sembra rendere i clienti piuttosto conservatori e poco propensi a rischiare nelle proprie scelte. Essi optano spesso per soluzioni sicure e comprovate anziché passare a fornitori meno conosciuti che non sono in grado di garantire sufficientemente l'affidabilità e la sicurezza dell'assistenza post-vendita e delle forniture di ricambi, anche se ciò comporta l'accettazione di prezzi più alti. Tale avversione al rischio può ovviamente accrescersi con la perdita di ricavi, dovuta a guasti dell'attrezzatura di frantumazione, o con la probabilità che tali guasti si verifichino. L'avversione al rischio sarà quindi maggiore nei clienti che producono merci preziose, quali le miniere di metalli, o che lavorano in ambienti difficili, ad esempio con rocce dure e abrasive. Comunque, la forte avversione al rischio dei clienti di frantoi per pietre pare essere spesso una caratteristica del settore.
(22) Gli esiti dell'indagine della Commissione indicano che tale avversione al rischio si manifesta in vari modi. Ad esempio, i clienti attribuiscono notevole importanza all'affidabilità e alla qualità del prodotto nonché alla reputazione del fornitore. In particolare, è stato riferito che spesso i clienti richiedono ai fornitori un elenco di referenze comprendente clienti che trattano lo stesso tipo di rocce.
(23) Per le stesse ragioni, i risultati dell'indagine della Commissione indicano che gli impianti chiavi in mano, acquistati soprattutto per costituire nuovi siti di frantumazione o a scopo di espansione, vengono spesso ordinati a fornitori dotati di un'ampia gamma di prodotti. Benché teoricamente i clienti possano avvalersi di uno studio di ingegneria indipendente che si occupi della progettazione dell'impianto e poi ripartire gli acquisti delle attrezzature tra vari fornitori, essi generalmente preferiscono ricevere tutti i prodotti e i servizi da un'unica società, poiché la responsabilità per l'impianto chiavi in mano viene assunta da quest'ultima anziché essere condivisa dalla società di consulenza e una serie di fornitori di attrezzature. Come dichiarato da un cliente, "maggiore è la gamma di attrezzature che il produttore originario è in grado di offrire, maggiori saranno le sue opportunità di fornire l'impianto chiavi in mano. Soddisfare i requisiti e garantire le prestazioni dei frantoi e dei vagli è essenziale per adempiere tutti i criteri in termini di progettazione dell'impianto. Non è inconsueto acquistare le attrezzature da diversi fornitori, ma è preferibile acquistarle da uno solo che sia in grado di offrire le prestazioni richieste".
(24) Nella sua risposta alla comunicazione delle obiezioni, Metso ritiene che l'avversione al rischio da parte dei clienti, descritta dalla Commissione, non sia avvalorata da una significativa introduzione/espansione nei mercati dei frantoi per pietre del SEE e, in questo contesto, fa riferimento a un elenco di importanti nuovi concorrenti.
(25) L'argomento della significativa introduzione sui mercati dei frantoi per pietre non è supportato dall'indagine della Commissione. Molti dei concorrenti, menzionati nell'elenco dei nuovi ingressi sul mercato fornito da Metso, sono di fatto produttori di attrezzature di frantumazione, esistenti da lungo tempo, o società introdottesi in nuovi mercati attraverso acquisizioni. Inoltre, come indicato ai considerando da 156 a 162, i risultati dell'indagine della Commissione indicano chiaramente che esistono notevoli barriere all'accesso al settore della frantumazione delle rocce.
(26) Inoltre, la lunga durata dei prodotti e le periodiche esigenze di manutenzione e sostituzione di pezzi comportano anche che i clienti spesso prestino molta attenzione ai servizi accessori, quali la fornitura di ricambi e parti soggette a usura, la fornitura di servizi di manutenzione puntuali ed efficienti, la consulenza sui possibili miglioramenti del processo o sull'inserimento di nuove attrezzature nell'impianto di frantumazione, ecc. In particolare, dall'indagine della Commissione, emerge che i clienti spesso prestano molta attenzione al fatto che il fornitore delle attrezzature abbia una sede nazionale o regionale vicina al loro stabilimento e molto frequentemente lo richiedono.
(27) È inoltre risultato che i clienti attribuiscono un'importanza sostanziale alla sicurezza e all'impegno finanziario dei fornitori di attrezzature, data la loro insistenza sull'esigenza di avere ricambi e servizi adeguati per tutta la durata dell'attrezzatura di frantumazione delle rocce.
(28) Infine, l'avversione al rischio dei clienti comporta che essi spesso desiderino instaurare rapporti di lunga durata con i fornitori dei frantoi e soprattutto che il fornitore del primo impianto chiavi in mano goda spesso di un vantaggio rispetto ai propri concorrenti, per quanto riguarda la sostituzione delle macchine usate. Ad esempio, i dati forniti dalle parti indicano che la loro percentuale di successo è notevolmente maggiore con i clienti, cui hanno fornito l'impianto iniziale chiavi in mano, rispetto ad altre categorie di clienti.
(29) Per quanto concerne gli impianti chiavi in mano e i rapporti di lunga durata con il fornitore, Metso, nella sua risposta alla comunicazione delle obiezioni, sostiene che il mercato degli impianti chiavi in mano sia di fatto dominato dagli "integratori di sistemi" e che Metso e Svedala non siano fornitori di "linee complete" in grado di sostenere un appalto completo chiavi in mano. Metso sostiene altresì che i fornitori di impianti chiavi in mano detengano solo un vantaggio minimo rispetto ai propri concorrenti.
(30) Tali argomentazioni non sono supportate dall'indagine della Commissione. Innanzitutto, non esistono prove che il mercato sia controllato dagli "ingegneri di sistemi". Infatti, numerose società di ingegneria, consultate dalla Commissione hanno affermato che generalmente operano tramite i fornitori originari delle attrezzature. In secondo luogo, come indicato al precedente considerando 28, i risultati dell'indagine della Commissione indicano chiaramente che i fornitori, in grado di fornire una vasta gamma di attrezzature, hanno maggiori possibilità di altri di offrire un impianto chiavi in mano e che Nordberg e Svedala sono considerati come i produttori con il più ampio portafoglio di prodotti.
C. Clienti di frantoi per pietre
(31) La domanda di attrezzature di frantumazione proviene essenzialmente da cinque tipi di clienti: i) cementifici, che utilizzano i frantoi per produrre cemento e aggregati per la vendita a terzi, ii) imprese di costruzioni e ingegneria civile e appaltatori specializzati in opere di demolizione che utilizzano i frantoi per la produzione di aggregati da edifici demoliti e rocce, iii) produttori indipendenti di aggregati che producono aggregati estratti da cave per la vendita a imprese di costruzione di strade e ferrovie nonché a scopo di costruzione di edifici e paesaggistico, iv) appaltatori, incaricati contrattualmente della frantumazione delle rocce e v) società minerarie che effettuano la frantumazione di miscele di rocce e minerali, per ottenere particelle che vengono poi trattate per separare il metallo o il minerale dalla roccia.
(32) In senso lato, dall'indagine della Commissione e dalle dichiarazioni delle parti, emerge che i clienti di attrezzature per la frantumazione di rocce possono essere riuniti in due gruppi, a seconda del tipo di attrezzatura che acquistano e del loro modello di approvvigionamento: da un lato le società A& C più piccole e dall'altro, le grandi imprese minerarie e i produttori di cemento e aggregati ("società minerarie"). Le società A& C comprendono produttori indipendenti di aggregati e appaltatori, imprese di costruzioni e ingegneria civile, appaltatori specializzati in opere di demolizione e cementifici che acquistano frantoi piccoli per la produzione di aggregati venduti a terzi. Per contro le società minerarie comprendono le imprese minerarie, le grandi cave e i cementifici che acquistano grandi attrezzature per la produzione di cemento.
(33) Le società A& C sono generalmente imprese di piccole dimensioni, operanti su base locale o nazionale, le quali acquistano una quantità e una gamma limitate di prodotti per la frantumazione. Questi clienti generalmente acquistano solo i frantoi più piccoli e, in vista della necessità di servizi aggiuntivi, descritta al precedente considerando 26, quali la fornitura di ricambi, supporto tecnico, consulenza per il miglioramento del processo o per nuovi acquisti, si approvvigionano quasi esclusivamente presso l'agente o il distributore nazionale del fornitore, con il quale molto spesso hanno uno stretto rapporto continuativo.
(34) Al contrario, le società minerarie sono generalmente grandi imprese, talvolta presenti in numerosi paesi o addirittura continenti, le quali acquistano grandi attrezzature ad alta capacità, seppure in quantità nettamente inferiori alle società A& C. Le loro dimensioni e la possibilità di operare in aree lontane possono far sì che esse siano meno dipendenti delle società A& C da un'assistenza a livello nazionale; infatti spesso effettuano i propri approvvigionamenti mediante gare internazionali e, nel SEE, prevalentemente regionali. Tuttavia, dall'indagine della Commissione, emerge che, almeno per quanto riguarda il SEE, la vicinanza gioca ancora un ruolo importante nella scelta del fornitore. Ad esempio, numerose società minerarie hanno dichiarato di ritenere essenziale che il fornitore sia presente nella regione in cui si trova il loro stabilimento, ad esempio nel SEE. Quasi tutte le società minerarie ritenevano almeno che una presenza nella regione costituisse un sostanziale vantaggio concorrenziale per i fornitori di attrezzature. Ciò sembra dovuto a una serie di ragioni, quali in particolare le dimensioni relativamente ridotte delle società minerarie con sede nel SEE rispetto alla media globale, l'elevata percentuale di aziende con attività solo nel SEE e la percentuale relativamente elevata di cementifici e grandi cave, meno abituati a lavorare in aree lontane e difficili.
(35) Infine, va notato che la domanda di A& C è spesso frammentata ma riguarda quantità relativamente grandi di frantoi, generalmente varie centinaia all'anno nel SEE, mentre la domanda mineraria riguarda un numero molto ristretto di prodotti. Ad esempio, il volume medio di mercato del SEE per i frantoi rotanti è stato di 2 sole unità all'anno dal 1990.
D. Fornitori di frantoi per rocce
(36) I frantoi sono generalmente prodotti in un numero molto ristretto di impianti a livello mondiale: ad esempio, Svedala produce tutta la linea Jawmaster di frantoi a mascelle in Brasile mentre Nordberg produce tutti i frantoi a cono della serie G in Finlandia. I prodotti vengono poi venduti direttamente dall'ufficio centrale vendite del produttore delle attrezzature o, nel caso dei prodotti per A& C, attraverso una rete di agenti, distributori o controllate, ciascuno con un proprio territorio, spesso esclusivo.
(37) Il settore della frantumazione di rocce è caratterizzato da una serie di imprese, a partire dalle grandi aziende di livello internazionale, come Svedala, Nordberg, Terex o Krupp fino a società più piccole che offrono una gamma limitata di prodotti in un'area geografica circoscritta, quali Haahjem Base, che vende frantoi a mascelle per A& C nei paesi nordici, o Rodrigo Matias Magalhães, che opera solo in Portogallo. Tra questi due estremi, si trovano società operanti a livello regionale che vendono prodotti solo nel segmento A& C o in quello minerario, come BHS, MEM o Bräuer Aufbereitungsmaschinen, o solo per uno stadio del processo o una tecnologia, come Kleemann & Reiner, Extec o Magotteaux. Esistono poi anche società che, pur essendo attive a livello globale, vendono solo una gamma limitata di prodotti, come F.L. Smidth-Fuller, la quale offre soprattutto frantoi rotanti e mulini a società minerarie.
E. Approvvigionamento
(38) Le attrezzature di frantumazione delle rocce vengono generalmente acquistate attraverso gare d'appalto, dai distributori nazionali, nel caso dei prodotti per A& C, o ad esempio dall'ufficio vendite regionale del fornitore, nel caso dei prodotti minerari. I clienti possono acquistare un numero limitato di prodotti o un impianto completo di frantumazione e, nel secondo caso, l'acquisto viene effettuato mediante un appalto chiavi in mano.
(39) Nella prassi, gli appalti chiavi in mano sono relativamente rari nel SEE. Essi incidono per meno dell'11 % sulle vendite di frantoi in quell'area, e per una percentuale addirittura inferiore sulle vendite di frantoi minerari. Gran parte delle vendite riguarda la sostituzione di attrezzature esistenti o l'espansione di siti. Tuttavia, va notato che l'effettiva importanza degli appalti chiavi in mano può essere nettamente superiore alla loro quota di volume di mercato. In particolare, il fatto che le rispettive percentuali di successo di Nordberg e Svedala siano generalmente superiori nei casi in cui esse avevano fornito l'impianto iniziale rispetto ad altri casi, fa ritenere che il conferimento di un ordine relativo a un impianto chiavi in mano può attribuire al fornitore un notevole vantaggio nei confronti dei concorrenti, quando si tratta di sostituire alcuni frantoi, ad esempio poiché il fornitore iniziale conosce l'impianto e il cliente e può quindi proporre una soluzione ottimale oppure perché l'integrazione nell'impianto esistente risulta più facile. In questo contesto, gli appalti chiavi in mano possono essere visti come un mezzo, di cui i fornitori dispongono per instaurare rapporti di lunga durata con i propri clienti, allo scopo di facilitare le future vendite di attrezzature.
V. I MERCATI RILEVANTI
A. Mercati del prodotto rilevanti
(40) Le parti sostengono che le attrezzature di frantumazione delle rocce si possono classificare in base alla tecnologia, ovvero frantoi a mascelle, frantoi a cono, ecc., e in base al tipo di applicazione, vale a dire produzione di cemento e applicazioni minerarie da un lato e produzione di aggregati e costruzioni dall'altro.
Segmentazione per tecnologia
(41) Le parti sostengono che, sebbene le varie tecnologie presentino una certa intercambiabilità dal punto di vista della domanda, ciascuna tecnologia è attribuibile a un determinato mercato del prodotto. Ciò è confermato dai risultati dell'indagine della Commissione, dalla quale emerge che ogni tecnologia viene generalmente impiegata in un ambito specifico, in cui le altre tecnologie non sarebbero economicamente o tecnicamente attuabili.
(42) In primo luogo, come indicato al considerando 13, il processo di frantumazione si svolge quasi invariabilmente attraverso stadi successivi, in ciascuno dei quali viene prelevato il prodotto dello stadio precedente, allo scopo di ottenere un'ulteriore riduzione delle dimensioni. Ad esempio, la produzione di aggregati si effettua solitamente con un procedimento a due stadi, in cui nello stadio primario si utilizza un frantoio a mascelle o un martello ad albero orizzontale e, nello stadio secondario, si impiega un altro frantoio, ad esempio un frantoio a cono, un martello ad albero orizzontale o un martello ad albero verticale. Analogamente, il trattamento del minerale, che richiede un'ulteriore riduzione delle dimensioni rispetto alla produzione di aggregati e maggiori quantità di pietre, si effettua con impianti a tre stadi, che utilizzano un grande frantoio a mascelle o un frantoio rotante nella prima fase, un frantoio a cono nello stadio secondario e un mulino o una pressa a rullo per il lavoro di finitura.
(43) In questo contesto, risulta che i prodotti utilizzati nei diversi stadi di frantumazione (cioè il trattamento primario, il trattamento secondario e la finitura) non sono intercambiabili tra loro, poiché generalmente non sono in grado di trattare pietre delle stesse dimensioni e di fornire lo stesso risultato. Fatta eccezione per la tecnologia dei martelli ad albero orizzontale, utilizzabili sia per la frantumazione primaria che per quella secondaria, risulta che ogni tecnologia di frantumazione viene utilizzata soprattutto in una sola fase del processo (frantumazione primaria, secondaria o macinazione). Ne consegue che occorre distinguere tra le tecnologie, utilizzate soprattutto per il trattamento primario (quali frantoi a mascelle e frantoi rotanti), quelle adottate per la frantumazione secondaria (quali frantoi a cono, martelli ad albero verticale) e quelle utilizzate per la macinazione finale (quali presse a rulli o mulini macinatori).
(44) In secondo luogo, risulta che, anche nell'ambito dello stesso stadio del processo, le differenti tecnologie non vengono utilizzate per gli stessi scopi. Ad esempio, può avvenire che per diverse qualità di roccia si utilizzino diverse tecnologie, come dimostra il fatto che i martelli ad albero orizzontale vengono impiegati principalmente per le rocce friabili mentre i frantoi a cono sono generalmente ritenuti idonei per la frantumazione di rocce dure e che le varie tecnologie possono soddisfare diversi requisiti di capacità, poiché i frantoi a mascelle sono adatti ad operazioni di basso e medio tonnellaggio mentre i frantoi rotanti sono l'ideale per la frantumazione ad alta capacità. In questo contesto, si conclude che ogni tecnologia corrisponde per lo più a uno specifico campo di applicazione, in cui generalmente non entra in concorrenza con altri frantoi.
(45) Infine, l'intercambiabilità delle tecnologie appare limitata dal punto di vista delle forniture. Ciò è posto in rilievo dai risultati dell'indagine della Commissione, poiché gran parte dei concorrenti ha dichiarato che, a livello di produzione, non potrebbe passare facilmente da una tecnologia all'altra. Ciò è inoltre confermato dalla presenza di notevoli barriere all'introduzione: in particolare, una larga maggioranza di concorrenti e clienti ha dichiarato che generalmente sono occorsi numerosi anni per sviluppare e introdurre un nuovo tipo di attrezzatura e che molto spesso i clienti chiedono ai fornitori di nuove attrezzature di offrire una dimostrazione pratica dei loro prodotti, al fine di testarli per lunghi periodi di tempo alle condizioni operative dei clienti, ed anche di sottoporre un elenco di referenze di clienti dello stesso prodotto.
(46) Tale limitata intercambiabilità dal punto di vista delle forniture è altresì confermata dalla presenza di produttori quali Canica-Jaques e Magotteaux (martelli ad albero verticale) e dal fatto che, più in generale, la maggior parte dei fornitori di attrezzature non produce l'intera gamma delle tecnologie applicabili. Ad esempio, risulta che un numero molto ristretto di fornitori di frantoi presenti nel SEE produca effettivamente frantoi a cono e che la maggior parte dei fornitori si concentri su una gamma limitata di prodotti.
(47) Pertanto, i risultati dell'indagine della Commissione segnalano l'esistenza di mercati del prodotto distinti per ciascuna tecnologia. I frantoi a mascelle, i frantoi rotanti, i frantoi a cono, i martelli ad albero orizzontale, i martelli ad albero verticale, i mulini macinatori e le presse a rulli appartengono dunque a specifici mercati del prodotto. Anche i vagli, gli alimentatori e i nastri trasportatori sembrano costituire mercati del prodotto distinti.
Segmentazione per dimensioni/applicazione
Mercati distinti per i frantoi per A& C e i frantoi minerari
(48) Nell'ambito di ogni tecnologia, i prodotti presentano una varietà di dimensioni, da piccole a molto grandi. Le parti sostengono che, dal punto di vista della domanda, tutti i prodotti sono collegati tra loro da una catena di intercambiabilità, cosicché un prodotto di una dimensione data è in concorrenza diretta con i suoi vicini immediati più grandi e più piccoli; le parti sostengono altresì che, dal punto di vista delle forniture, è facile passare da una dimensione all'altra, poiché le tecnologie sono piuttosto semplici ed anche perché, alla luce del fatto che la produzione dei componenti viene sostanzialmente subappaltata, la produzione di prodotti più grandi o più piccoli non richiede investimenti di natura sostanziale.
(49) Tuttavia, le parti sostengono che occorre operare una distinzione tra i frantoi utilizzati per la produzione di aggregati e per le costruzioni ("frantoi per A& C") da un lato e i frantoi utilizzati per le applicazioni minerarie, le grandi cave e la produzione di cemento ("frantoi minerari") dall'altro(6). Esse sostengono, in primo luogo, che, sebbene determinate tecnologie di frantumazione delle rocce vengano utilizzate sia per A& C sia per le applicazioni minerarie, le società A& C generalmente acquistano le attrezzature più piccole mentre le società minerarie acquistano solitamente le versioni grandi e ad elevata capacità dei macchinari e, in secondo luogo, che le condizioni della concorrenza tra i frantoi per A& C e i frantoi minerari sono diverse, poiché le società minerarie tendono ad acquistare i prodotti su base globale, a differenza delle società A& C le quali comprano le attrezzature di frantumazione delle rocce su base più ristretta.
(50) Infine, le parti affermano che, tra i frantoi a cono minerari, i coni molto grandi costituiscono un mercato specifico di prodotto, diverso dal mercato dei coni minerari più piccoli, poiché generalmente costano e pesano il doppio ed hanno una capacità di produzione doppia rispetto ai successivi prodotti in scala di grandezza.
(51) I risultati dell'indagine della Commissione sembrano confermare il parere delle parti, secondo cui i prodotti di varie dimensioni sono generalmente collegati tra loro da una catena di intercambiabilità dal punto di vista dell'offerta e della domanda. Tuttavia, essi indicano al contempo che il numero dei produttori di attrezzature competenti è inversamente proporzionale alle dimensioni dei prodotti e, in particolare, che i fabbricanti di prodotti per A& C spesso non sono in grado di vendere i loro prodotti alle società minerarie. Ciò suggerisce la presenza di soglie nell'intercambiabilità dal punto di vista dell'offerta e l'esistenza di mercati del prodotto distinti per le attrezzature più piccole (cioè i frantoi per A& C) e per le attrezzature più grandi (cioè i frantoi minerari, venduti soprattutto a società minerarie ma in qualche misura anche a società A& C) dall'altro.
(52) La presenza di soglie nell'intercambiabilità dal punto di vista dell'offerta è ulteriormente confermata da una serie di altri elementi. In particolare, esistono indizi che fanno ritenere che i frantoi di diverse dimensioni possano anche richiedere diversi impianti di produzione. Ad esempio, dai dati forniti dalle parti risulta che Nordberg ha dovuto suddividere la produzione dei suoi frantoi a cono in tre siti differenti (ovvero Macon (Francia), Tampere (Finlandia) e Milwaukee (USA) che producono rispettivamente frantoi piccoli, medi e grandi. Inoltre, una larga maggioranza di concorrenti ha sostenuto che i frantoi grandi sono molto più difficili da produrre e vendere rispetto ai frantoi piccoli, principalmente poiché comportano maggiori rischi e costi e sono più difficilmente testabili.
(53) Inoltre, esistono forti indizi che fanno supporre che i frantoi per A& C e i frantoi minerari richiedano diversi modelli di attività. I risultati dell'indagine della Commissione indicano che, per quanto riguarda i frantoi per A& C, la concorrenza è guidata dal notevole rilievo attribuito all'assistenza e alla presenza a livello nazionale oltre che dall'esigenza dei produttori di vendere quantità relativamente elevate di prodotti, per raggiungere sufficienti economie di scala. Per contro, i frantoi minerari sono solitamente venduti in quantità molto inferiori (ad esempio, nel SEE, il volume annuo di mercato dei martelli ad albero orizzontale minerari è oltre 20 volte inferiore a quello dei martelli ad albero orizzontale per A& C), spesso vengono prodotti su ordinazione e la concorrenza si avvale in misura molto inferiore di una fitta rete di distribuzione.
(54) Si conclude pertanto che, nell'ambito di ogni tecnologia di frantumazione, occorre distinguere tra i (piccoli) frantoi per A& C e i (grandi) frantoi minerari.
Assenza di mercato per i cosiddetti frantoi a mascelle "ibridi"
(55) In una dichiarazione, presentata alla Commissione il 14 settembre 2000, le parti hanno rettificato la definizione di mercato del prodotto, originariamente proposta per i frantoi a mascelle, sostenendo che, oltre ai frantoi a mascelle per A& C e ai frantoi a mascelle minerari, occorre considerare una terza categoria "ibrida" di frantoi a mascelle. Le parti affermano che tale categoria ibrida corrisponde ai frantoi a mascelle dotati di un'apertura di alimentazione tra 1,25 m e 1,5 m e che essa costituisce un mercato distinto rilevante per il prodotto, poiché i frantoi a mascelle appartenenti a questa categoria sono per lo più venduti con procedure di gara regionali (ad esempio, a livello del SEE o dell'Asia), mentre i frantoi a mascelle più grandi si vendono normalmente mediante gare a livello mondiale e sono acquistati essenzialmente da società minerarie.
(56) Tuttavia, dai dati forniti dalle parti risulta che oltre il [...]* di tutti i frantoi a mascelle dotati di un ingresso tra 1,25 m e 1,50 m venduti da Nordberg e Svedala nel SEE sono stati acquistati da clienti appartenenti al segmento A& C. Inoltre, gran parte delle società A& C ha dichiarato alla Commissione che non utilizza modalità diverse per l'acquisto dei frantoi grandi o piccoli. Infatti, la maggior parte dei produttori di frantoi per A& C si avvale di distributori nazionali di attrezzature di frantumazione per tutte le forniture, indipendentemente dalle dimensioni dell'attrezzatura acquistata. Pertanto, la Commissione conclude che la situazione della concorrenza resta sostanzialmente la stessa per tutti i frantoi a mascelle dotati di un ingresso inferiore a 1,5 m e che sarebbe artificioso presupporre un mercato a parte per la categoria dei frantoi a mascelle "ibridi".
(57) Si conclude quindi che i frantoi a mascelle possono essere classificati in due mercati del prodotto: uno per i frantoi a mascelle per A& C (comprendente tutti i frantoi a mascelle dotati di un ingresso inferiore a 1,5 m) e uno per i grandi frantoi a mascelle (generalmente utilizzati per le applicazioni minerarie comprendenti le grandi cave).
Esistenza di un mercato distinto del prodotto per frantoi a cono molto grandi di elevata capacità
(58) Le parti ritengono che i frantoi a cono MP800 e MP1000 di Nordberg costituiscano un mercato a sé, nel quale non esiste in tutto il mondo alcun altro prodotto di altri fabbricanti. Gli MP800 e MP1000 sono i più grandi frantoi a cono in commercio nel mondo. Secondo le parti, gli MP800 e MP1000 fanno parte di un mercato a sé soprattutto perché la potenza di frantumazione di questi due prodotti è sostanzialmente superiore a quella di qualsiasi altro frantoio a cono disponibile in commercio.
(59) Anche i risultati dell'indagine della Commissione tendono a confermare l'esistenza di un mercato distinto per i grandissimi frantoi a cono, come sostenuto dalle parti. Tuttavia, altri hanno contestato l'affermazione delle parti, secondo cui gli unici prodotti concorrenti su tale mercato sarebbero gli MP800 e MP1000 di Nordberg, sostenendo che il frantoio a cono più grande di Svedala (il modello H8000) è in concorrenza con i grandi frantoi a cono di Nordberg. Alcuni hanno anche sostenuto di ritenere il modello H8000 paragonabile ad altri frantoi a cono di Nordberg, tra cui in particolare il modello HP800, un frantoio a cono di dimensioni simili al MP800, ma dotato di una potenza di frantumazione inferiore.
(60) Le parti hanno fornito alla Commissione informazioni a comprova del fatto che, in molte occasioni, Svedala ha offerto il suo frantoio a cono H8000 in alternativa ai frantoi MP800, MP1000, HP800 o HP700(7) di Nordberg. In alcune di queste occasioni, Svedala è stata effettivamente in grado di convincere il cliente ad acquistare il suo frantoio a cono H8000 anziché uno dei grandissimi frantoi a cono di Nordberg. Inoltre, i documenti interni di Metso che analizzano la situazione della concorrenza per quanto riguarda i grandi frantoi a cono prendono invariabilmente in considerazione non solo i frantoi MP1000 e MP800 di Nordberg, ma anche il modello H8000 di Svedala e i prodotti HP800 e HP700 di Nordberg.
(61) Tutti questi grandi frantoi a cono sembrano avere caratteristiche tecniche comuni. Tutti hanno una potenza nominale a regime superiore a 500 kW; il diametro del cono è superiore a 1800 mm e pesano oltre 60 tonnellate. Tali frantoi vengono generalmente utilizzati per applicazioni minerarie pesanti e per volumi elevati. Sul mercato, si trovano solo altri due prodotti che sembrano condividere alcune delle caratteristiche tecniche dei frantoi a cono ad alta capacità di Nordberg e Svedala: il frantoio a cono KFS2100 e, in minor misura, il modello Z18(8), entrambi prodotti da Kawasaki.
(62) Tutti i suddetti frantoi a cono ad alta capacità (compresi i prodotti Kawasaki) hanno prezzi unitari stimati superiori a 800000 EUR, ovvero più del doppio del prezzo stimato dalle parti per i "normali" frantoi a cono minerari (370000 EUR). Tale sostanziale differenza di prezzo dimostra che i frantoi a cono ad alta capacità non sono normalmente sostituibili con "normali" frantoi a cono più piccoli (vale a dire frantoi a cono con diametro del cono compreso tra 1,5 m e 1,8 m).
(63) Le parti hanno sostenuto che i grandi frantoi a cono minerari diversi dai modelli MP800 e MP1000 rientrano nella stessa catena di intercambiabilità dal punto di vista dell'offerta e della domanda di altri frantoi a cono minerari. Esse hanno inoltre affermato che un frantoio a cono ad alta capacità può essere sostituito da due frantoi a cono più piccoli.
(64) Tuttavia, risulta che, oltre alle parti e alla Kawasaki, presente solo marginalmente nell'area in questione, nessun altro produttore di attrezzature di frantumazione di rocce fornisca frantoi a cono ad alta capacità di potenza superiore a 500 kW. Inoltre, la maggior parte dei concorrenti ha dichiarato alla Commissione che il processo di sviluppo di prodotti più grandi è lungo e difficile; in particolare, un concorrente ha affermato che occorrerebbero fino a cinque anni per realizzare e commercializzare un frantoio a cono molto grande. Si può pertanto concludere che, dal punto di vista delle forniture, i coni minerari "normali" e piccoli non sono intercambiabili con i grandi frantoi a cono ad alta capacità.
(65) Le differenze di prezzo tra le due categorie di prodotti sono una chiara indicazione del fatto che i clienti non possono sostituire i frantoi piccoli con i grandi frantoi a cono ad alta capacità. L'affermazione fatta dalle parti, secondo cui sarebbe possibile sostituire un grande frantoio a cono con due frantoi più piccoli appare completamente teorica. [...]*. Inoltre, la scelta di due frantoi a cono più piccoli anziché un frantoio ad alta capacità si presenta complessa, richiede attrezzature aggiuntive (quali vagli, alimentatori e nastri trasportatori), ulteriore personale operativo e manutenzione aggiuntiva. Tale scelta implicherebbe quindi un prezzo d'acquisto complessivo superiore e maggiori spese operative e pertanto, per una società mineraria, non sarebbe normalmente economico scegliere due frantoi a cono piccoli anziché un frantoio ad alta capacità.
(66) Nella sua risposta alla comunicazione delle obiezioni, Metso afferma che, in base alla propria esperienza, in circa il 60 % dei casi, i frantoi a cono minerari possono essere sostituiti da due frantoi a cono (A& C) più piccoli. Metso ritiene inoltre che l'utilizzo di due frantoi a cono piccoli presenti certi vantaggi; ad esempio in quanto riduce i rischi di blocco totale del lavoro. La Commissione riconosce i vantaggi (limitati) che comporta l'uso di due attrezzature anziché una, ma ritiene che questo tipo di vantaggio non sia sufficiente a compensare i costi aggiuntivi e la complessità connessi all'acquisto, all'utilizzo e alla manutenzione di due attrezzature anziché una [...]*.
(67) Si può quindi concludere che i frantoi a cono ad alta capacità costituiscono un mercato distinto del prodotto. Le parti hanno affermato che, tra i frantoi minerari, i modelli MP800 e MP1000 di Nordberg rientrano in un mercato rilevante per il prodotto a sé stante. Tuttavia, la Commissione conclude che l'operazione determinerà una posizione dominante sul mercato dei frantoi a cono ad alta capacità, a prescindere dall'appartenenza a tale mercato dei modelli MP800 e MP1000. Pertanto, si può lasciare in sospeso l'esatta definizione del mercato dei frantoi a cono ad alta capacità.
(68) Alla luce di quanto sopra, la Commissione giunge alla conclusione che esistono mercati del prodotto distinti per i frantoi per A& C (piccoli) e i frantoi minerari (grandi) e che, tra i frantoi a cono minerari, i grandi frantoi a cono ad alta capacità costituiscono uno specifico mercato del prodotto.
Distinzione tra i frantoi nuovi e usati
(69) I frantoi per pietre sono generalmente prodotti molto longevi che presentano una lunga durata utile. Ad esempio, per i frantoi a mascelle per A& C si stima una durata intorno ai 25 anni, ma esistono frantoi in uso da oltre 40 anni. In considerazione di questa longevità, esistono grandi stock di attrezzature usate, proponibili ai clienti come alternativa alle attrezzature nuove.
(70) A questo proposito, occorre valutare se le attrezzature usate debbano essere inserite nello stesso mercato delle attrezzature nuove oppure se i frantoi nuovi e quelli usati facciano parte di mercati del prodotto distinti. I risultati dell'indagine della Commissione indicano ampiamente che le attrezzature usate non vengono generalmente considerate sostitutive delle nuove attrezzature. In primo luogo, la maggior parte dei concorrenti ha sostenuto di non ritenere che l'esistenza di attrezzature usate abbia un ruolo di limitazione sostanziale alla concorrenza per i nuovi frantoi, tanto più che le possibilità di reperire attrezzature usate in condizioni soddisfacenti sono scarse e, date le nuove tecnologie, i vecchi prodotti diventano obsoleti e antieconomici.
(71) In secondo luogo, sebbene i clienti abbiano affermato di prendere in considerazione anche le attrezzature usate al momento di decidere in merito all'acquisto di un frantoio, in pratica, risulta che pochi abbiano recentemente acquistato attrezzature usate. Ciò sembra derivare dalla combinazione di fattori, quali la forte avversione al rischio citata al precedente considerando 21 e i rischi connessi all'acquisto di attrezzature usate: ad esempio, l'affidabilità, le prestazioni e la durata non sono garantite, spesso non viene accordato un periodo di garanzia e, in caso di prodotti vecchi, non è certa la costante fornitura di ricambi e parti soggette a usura.
(72) Infine, i clienti dichiaratisi disposti ad acquistare attrezzature usate hanno affermato che lo farebbero solo per attrezzature relativamente nuove con poche ore di utilizzo mentre dall'indagine della Commissione risulta che solitamente i macchinari usati sono molto vecchi e antiquati.
(73) Alla luce di quanto sopra, si conclude quindi che esistono mercati separati per i frantoi usati e quelli nuovi.
Conclusione
(74) Alla luce di quanto sopra, si conclude i) che le attrezzature di frantumazione usate e quelle nuove appartengono a mercati del prodotto distinti; ii) che le attrezzature nuove devono essere classificate in base alla tecnologia; iii) che ogni tecnologia deve essere ulteriormente distinta per dimensioni/applicazione nei segmenti dei prodotti per A& C da un lato e dei prodotti minerari dall'altro e iv) che, tra i frantoi a cono minerari, i grandi frantoi a cono ad alta capacità costituiscono un mercato del prodotto distinto. All'allegato I è riportata una tabella che sintetizza i mercati rilevanti per il prodotto.
B. Mercati geografici rilevanti
(75) Metso sostiene che i mercati dei frantoi minerari hanno rilevanza mondiale, in quanto i clienti acquistano i prodotti su base globale. Le parti sostengono altresì che i mercati dei frantoi per A& C hanno rilevanza almeno a livello del SEE, poiché i prodotti venduti nel SEE sono molto simili tra loro, le spese di trasporto sono molto basse, la produzione viene effettuata in un numero ristretto di siti e la distribuzione non crea barriere all'accesso. Come indicato precedentemente, ad esempio al considerando 26, le vendite di attrezzature di frantumazione di rocce non solo comprendono la fornitura dei prodotti in questione ma sono generalmente associate alla prestazione di numerosi servizi post-vendita, quali la manutenzione e la revisione, i ricambi e le parti soggette a usura ecc. Ne consegue che le dimensioni dei mercati delle attrezzature di frantumazione non sono determinate solo dall'estensione geografica della produzione, ma anche dalla situazione della concorrenza per quanto riguarda la prestazione dei servizi post-vendita [...]*.
Prodotti per A& C
(76) Nella sua decisione relativa all'avvio del procedimento nel caso di specie, la Commissione ha individuato numerosi fattori indicanti che i mercati geografici dei prodotti per A& C hanno rilevanza nazionale piuttosto che a livello del SEE. In particolare, la Commissione ha sottolineato, in primo luogo, che le società A& C si appoggiano a distributori nazionali, in secondo luogo, che sembrano sussistere notevoli barriere all'accesso, in grado di impedire ai fornitori di estendere le proprie attività a Stati membri in cui erano precedentemente assenti e, infine, che esistono considerevoli differenze di prezzo e di quote di mercato da uno Stato membro all'altro. Tuttavia, alla luce della presenza di altri fattori che puntano nella direzione di mercati geografici possibilmente più ampi, la Commissione ha lasciato in sospeso l'esatta definizione dei mercati geografici dei frantoi per A& C.
(77) In una dichiarazione scritta presentata alla Commissione il 17 settembre 2000, le parti hanno cercato di affrontare i vari temi sollevati dalla Commissione in relazione alla sfera geografica dei mercati di A& C, seguendo due linee principali di argomentazione. In primo luogo, hanno dichiarato che esistono scarse barriere all'accesso nei vari mercati nazionali europei. In secondo luogo, esse hanno affermato che un'analisi corretta dei comportamenti d'acquisto delle società A& C dimostrerebbe che i clienti non dipendono in misura significativa dai distributori nazionali.
(78) Per quanto riguarda le barriere all'accesso nei vari Stati membri, le parti hanno sottolineato che non è necessario disporre di una fitta rete di distribuzione per operare in un determinato paese. Ad esempio, la rete di distribuzione di Nordberg in Germania consiste in una controllata con un punto vendita e in cinque distributori, ciascuno con un punto vendita e il personale in forza nella rete di distribuzione di Nordberg in Germania non supera le [...]* persone. Metso ritiene che il reclutamento di personale tecnico e commerciale competente non sia un compito complesso, che siano facilmente reperibili distributori esterni e che i requisiti d'investimento finanziario siano minimi.
(79) Per quanto concerne i comportamenti d'acquisto delle società A& C, le parti hanno dichiarato in particolare che la maggioranza dei clienti ottiene i ricambi, le parti soggette a usura, i servizi di assistenza tecnica e manutenzione internamente o da terzi indipendenti. Pertanto, Metso è del parere che i servizi post-vendita non comportino in alcun modo una dipendenza delle società A& C dai distributori nazionali dei produttori originari delle attrezzature. Inoltre, Metso ha fornito esempi di vendite, effettuate all'estero da distributori, che a parere delle parti costituiscono un'ulteriore prova dell'estensione dei mercati di A& C a livello del SEE.
Considerazioni dal punto di vista della domanda
(80) I risultati dell'indagine approfondita della Commissione confermano la dimensione nazionale dei mercati di A& C. Innanzitutto, risulta che, sebbene i clienti possano ottenere gran parte delle parti soggette a usura e dei servizi di manutenzione ordinaria da terzi indipendenti, essi comunque dipendono dai distributori o dagli agenti dei produttori per quasi tutti i servizi o i pezzi chiave specifici. Ad esempio, è stato riferito che la maggior parte dei ricambi non è reperibile fuori dalla rete di distribuzione del fornitore delle attrezzature e che, per le operazioni di manutenzione complesse o importanti, è necessario ricorrere al distributore. Inoltre, risulta che, anche per i servizi ottenibili da fornitori indipendenti, si rivela spesso più efficace e competitivo appoggiarsi al distributore. Ad esempio, sebbene i servizi di ingegneria di processo possano essere acquistati da consulenti, i clienti generalmente si rivolgono ai distributori, poiché questi solitamente considerano l'ingegneria di processo come parte integrante della vendita del frantoio e quindi forniscono il servizio gratuitamente. Infine, alcuni clienti hanno sostenuto che, per determinati servizi (specialmente l'ingegneria di processo), essi non conoscevano altri fornitori nel proprio territorio.
(81) In secondo luogo e più in generale, i rapporti tra i clienti e i distributori del produttore non si limitano alla fornitura di parti e di servizi di manutenzione. In particolare, la grande maggioranza dei clienti ha affermato di richiedere stretti e frequenti contatti con il distributore delle attrezzature e che i rapporti con il distributore comportano anche discussioni in merito a miglioramenti o espansioni, consulenza tecnica, ecc. L'importanza della presenza in loco si può spiegare anche con l'avversione al rischio dei clienti. Infatti, in qualche misura, la presenza di un distributore nazionale può essere vista come un ulteriore elemento di sicurezza in caso di gravi problemi e come un segnale dell'impegno del produttore delle attrezzature a proseguire le forniture e l'assistenza ai clienti.
(82) In terzo luogo, dall'indagine della Commissione risulta che per i clienti è inefficace e spesso impossibile trattare con distributori esteri. In particolare, la grande maggioranza delle società A& C che hanno risposto all'indagine della Commissione ha affermato che i distributori esteri non costituiscono una valida alternativa ai distributori del loro paese, a causa dei maggiori tempi di consegna dei ricambi, delle barriere linguistiche, delle spese aggiuntive (trasporto, cambio, ecc.), ecc. Inoltre, gran parte dei distributori ha contratti di distribuzione esclusiva sul territorio; quindi, sebbene i clienti possano contattare i distributori esteri di propria iniziativa, risulta difficile comprendere come questi possano garantire i frequenti e stretti contatti richiesti dai clienti (e in particolare discutere di acquisti futuri, miglioramenti, ecc.) senza violare le restrizioni territoriali contrattualmente previste. Infine, dall'indagine della Commissione, risulta che, in pratica, anche i clienti che decidono di passare a distributori esteri potrebbero non essere in grado di ottenere da questi le attrezzature o i servizi: in particolare, vari clienti hanno riferito di esempi di situazioni, in cui i distributori residenti fuori dal loro paese si sono rifiutati di servirli direttamente, pregandoli di rivolgersi ai distributori nazionali.
(83) Si conclude quindi che le considerazioni a proposito della domanda dimostrano chiaramente l'esistenza di mercati nazionali per le attrezzature di frantumazione di rocce per A& C.
Considerazioni dal punto di vista dell'offerta
(84) Per quanto concerne l'offerta, non esiste alcuna indicazione che i fornitori di altri Stati membri o di altri paesi esteri possano avviare attività in un nuovo Stato membro in tempi brevi e senza affrontare notevoli spese o rischi aggiuntivi.
(85) Sebbene la rete di distribuzione attiva in uno Stato membro non debba necessariamente essere fitta e l'investimento fisico, occorrente per istituirla non sia di natura sostanziale, la maggior parte dei concorrenti e delle società A& C hanno dichiarato che la creazione di una nuova rete di distribuzione richiede tempo e sforzi consistenti. In particolare, dall'indagine della Commissione, risulta che un nuovo distributore deve creare i rapporti con i clienti e la fiducia necessari per iniziare a vendere i prodotti, deve dimostrare l'affidabilità e la qualità dei suoi prodotti e deve convincere i clienti di essere in grado di fornire i ricambi e i servizi post-vendita in modo puntuale ed efficiente. Secondo la grande maggioranza dei clienti e dei concorrenti, tutto ciò potrebbe richiedere anni.
(86) In particolare, un concorrente, tra quelli che, secondo le parti, sono stati capaci di espandere con successo la portata geografica delle loro attività ha dichiarato che "la maggiore sfida [...]* per uno sfruttamento commerciale efficiente [...]* consiste nella creazione di una rete di distribuzione sicura ed affidabile e di funzioni di assistenza e supporto post-vendita". Inoltre, le società A& C appaiono molto riluttanti ad acquistare da un fornitore privo di una reputazione sufficientemente consolidata. Pertanto, l'espansione della propria attività da uno Stato membro all'altro è un compito complesso che non si assolve in breve tempo.
(87) Il carattere nazionale dei mercati dei frantoi per A& C è ulteriormente confermato dal fatto che vari produttori di attrezzature per A& C hanno attività scarse o nulle fuori dal proprio paese. Le parti ritengono che ciò si spieghi con le dimensioni ristrette (e quindi la scarsa attrattiva) di taluni mercati nazionali. La Commissione, tuttavia, osserva che, in primo luogo, l'argomentazione delle parti costituisce un riconoscimento della necessità di un distributore nazionale e del fatto che la costituzione di tale distributore non rappresenta un'operazione semplice ed economica e, in secondo luogo, che alcuni produttori operanti in certi Stati membri sono assenti da alcuni tra i maggiori mercati nazionali, quali la Germania e il Regno Unito. Ciò dimostra chiaramente che il volume "insufficiente" di certi mercati nazionali non rappresenta la ragione principale per cui i produttori si astengono dall'ampliare la portata delle proprie attività e quindi è indicativo del fatto che le barriere all'accesso esistenti tra gli Stati membri non sono trascurabili.
(88) Ne consegue che anche le considerazioni dal punto di vista dell'offerta indicano la presenza di mercati nazionali per le attrezzature di frantumazione per A& C.
Altri elementi
(89) La dimensione nazionale dei mercati dei macchinari di frantumazione per A& C è ulteriormente confermata dalla presenza di differenze sostanziali tra uno Stato membro e l'altro per quanto riguarda le quote di mercato e i prezzi.
(90) Ad esempio, la quota di mercato di Nordberg in Finlandia per i frantoi a mascelle per A& C è pari a circa il [75-85 %]*, contro una quota di mercato media nel SEE del [15-25 %]*. Analogamente, Svedala è l'unica società che abbia venduto martelli ad albero verticale in Svezia in ognuno degli ultimi tre anni mentre la sua quota aggregata del mercato del SEE non supera il [15-25 %]*. Benché le parti ritengano che le differenze delle quote di mercato siano irrilevanti ai fini della definizione dei mercati geografici, le notevoli differenze osservate rivelano che la situazione concorrenziale non è omogenea in tutto il SEE, il che indica chiaramente che i mercati geografici sono più ristretti di quanto sostengano le parti.
(91) [Confidenziale: il presente paragrafo riguarda le differenze di prezzo tra gli Stati membri delle attrezzature di frantumazione delle rocce vendute da Metso]*.
(92) Alla luce di quanto sopra, si conclude che i mercati geografici delle attrezzature di frantumazione per A& C (cioè i frantoi a mascelle per A& C, i martelli ad albero orizzontale per A& C, i martelli ad albero verticale per A& C, i frantoi a cono per A& C e i vagli, gli alimentatori e i nastri trasportatori) sono nazionali.
Prodotti minerari
(93) Come indicato al precedente considerando 75, le parti sostengono che i mercati geografici dei prodotti minerari hanno rilevanza mondiale. Nella sua risposta alla comunicazione delle obiezioni, Metso ammette che l'attribuzione di una rilevanza a livello di tutto il SEE al mercato geografico dei frantoi minerari a mascelle e dei martelli ad albero orizzontale è in qualche modo giustificata, ma avanza una serie di argomenti a favore di un mercato mondiale per i frantoi rotanti primari.
(94) Innanzitutto, Metso ritiene che la portata del mercato geografico possa variare in funzione del tipo di frantoio minerario. Secondo il parere di Metso, certi tipi di frantoi minerari, come quelli a mascelle e a martello ad albero orizzontale, sono semplici prodotti "d'uso", per i quali esiste generalmente una sufficiente concorrenza a livello regionale (cioè del SEE), per cui i clienti non si sentono costretti ad acquistare o a confrontare i prezzi su una base più ampia di quella regionale. D'altro canto, secondo le parti, certi tipi di frantoi minerari, come i frantoi rotanti primari, vengono acquistati raramente da clienti sofisticati e ben informati che normalmente, prima dell'acquisto, chiedono offerte a fornitori di tutto il mondo.
(95) A sostegno di tale argomentazione, Metso ha analizzato cinque recenti occasioni in cui una delle parti ha venduto un frantoio rotante primario nel SEE. In tre di tali occasioni, il cliente ha visitato i potenziali fornitori negli Stati Uniti (F.L. Smidth-Fuller, Metso o Svedala) e/o in Giappone (Kobe); in altre due occasioni, il cliente ha visitato siti in vari paesi e il venditore (Svedala) ha allestito un'équipe di vendita comprendente esperti provenienti dalla Svezia e dagli Stati Uniti e membri della sua locale organizzazione di distribuzione.
(96) Come indicato al precedente considerando 34, le società minerarie sono generalmente grandi imprese internazionali, le quali, essendo abituate ad operare in luoghi lontani e talvolta difficili e disponendo di notevoli risorse, sono riuscite a ridurre l'esigenza di mantenere stretti rapporti continuativi con i distributori del fornitore. In particolare, le società minerarie possono soddisfare alcune delle proprie esigenze di manutenzione e ricambi internamente, costituendo scorte locali di ricambi oppure addestrando il proprio personale addetto alla manutenzione.
(97) In questo contesto, alla luce del fatto che tali clienti acquistano ripetutamente attrezzature di frantumazione di rocce per le varie attività che hanno in tutto il mondo e, dati l'elevato valore e la complessità dei frantoi minerari, le società minerarie spesso acquistano le attrezzature minerarie a livello centrale e mediante gare internazionali cui partecipano gli uffici vendite centrali dei fornitori di attrezzature. Considerata l'apparente esiguità delle spese di trasporto, i produttori di attrezzature di tutto il mondo possono quindi concorrere efficacemente per ottenere l'ordinazione dell'attrezzatura in questione.
(98) I fattori illustrati ai considerando da 95 a 97 sembrano deporre a favore di un'ampia (eventualmente globale) dimensione geografica dei mercati dei frantoi minerari. Tuttavia, i risultati dell'indagine approfondita Commissione indicano che, soprattutto nel SEE, la concorrenza si svolge di fatto su base più ristretta.
Considerazioni dal punto di vista della domanda
(99) Dall'indagine della Commissione risulta che, sebbene le società minerarie siano generalmente molto meno dipendenti dalla presenza in loco del fornitore delle attrezzature, esse comunque di solito richiedono che i produttori di frantoi offrano un'assistenza puntuale ed efficace (riparazioni, fornitura di ricambi ecc.) a livello del SEE. Come indicato da un cliente, "oltre che per la funzionalità delle attrezzature e per il servizio, i fornitori vengono spesso selezionati in base alla loro capacità di consegnare convenientemente elementi chiave non di stock e non rientranti nella manutenzione ordinaria. Inoltre, il lavoro del fornitore può anche comprendere la supervisione di un appaltatore locale addetto alla manutenzione".
(100) Nella loro risposta alla comunicazione delle obiezioni, le parti hanno contestato il fatto che il requisito della supervisione degli appaltatori locali addetti alla manutenzione e della consegna rapida dei ricambi implichi necessariamente una presenza a livello regionale. A loro parere, la supervisione può essere effettuata da esperti residenti in qualsiasi parte del mondo, i quali possono intervenire in qualsiasi momento prendendo un aereo. Analogamente, i ricambi si possono far provenire da un'unica sede mondiale.
(101) Tuttavia, tale obiezione delle parti affronta solo gli aspetti pratici relativi alle modalità di organizzazione della supervisione della manutenzione e della consegna dei ricambi e non tiene conto dell'importanza, attribuita dai clienti alla qualità delle organizzazioni di assistenza locali o regionali. Benché sia evidente l'opportunità di un certo livello di centralizzazione, l'esigenza della presenza in loco resta, poiché i clienti spesso giudicano negativamente le organizzazioni di assistenza che si avvalgono esclusivamente di competenze e logistica centralizzate. Infatti, la Commissione ha rilevato che effettivamente le società minerarie prestano notevole attenzione alla capacità locale del loro fornitore di attrezzature di frantumazione delle rocce. In particolare, un cliente scozzese ha spiegato che Svedala ha ottenuto "il grosso dei [suoi] grandi affari con le cave [compreso un frantoio rotante primario]" poiché "Svedala ha una sede a Wiskaw, in Scozia (e anche del bravo personale)".
(102) Come indicato ai precedenti considerando 93 e 94, le parti hanno tentato di dimostrare che, quando i clienti acquistano grandi attrezzature come un frantoio rotante primario, essi confrontano le offerte dei principali fornitori mondiali e sono disposti a recarsi all'estero per visitare i fornitori e vedere le attrezzature proposte in funzione. Tuttavia, la Commissione rileva che la maggior parte delle società minerarie, che ha affermato di acquistare frantoi rotanti primari, ha dichiarato che tali frantoi vengono acquisiti mediante una procedura di approvvigionamento a livello più regionale che mondiale. Infatti, nessun cliente con sede in Europa ha dichiarato di aver acquistato frantoi rotanti primari su basi più ampie che a livello del SEE. Inoltre, la Commissione ritiene che viaggiare per vedere un'attrezzatura in funzione non esclude la dimensione regionale del mercato, soprattutto perché le visite dei clienti sono principalmente finalizzate a verificare l'idoneità dei prodotti e non riguardano l'assistenza tecnica o i servizi post-vendita mentre la dimensione regionale degli approvvigionamenti è precisamente dovuta al rilievo che assumono l'assistenza e il servizio post-vendita nel giudizio del cliente. La disponibilità dei clienti a recarsi all'estero per vedere i prodotti in funzione può essere invece interpretata come un'ulteriore dimostrazione dell'avversione dei clienti al rischio, descritta ai precedenti considerando 21 e 22. Ciò dimostra chiaramente che il comportamento tipico d'acquisto delle società minerarie europee si basa su procedure d'approvvigionamento a livello del SEE (o addirittura a livello nazionale).
(103) Inoltre, risulta che, sebbene alcuni clienti possano teoricamente fare a meno di tale presenza regionale (in quanto, essendo situati in aree lontane, in cui non vi sono fornitori in grado di offrire sufficiente assistenza, ovviano al problema costituendo scorte di ricambi, addestrando il proprio personale addetto alla manutenzione e alle riparazioni, ecc.), ciò non avviene per la grande maggioranza dei clienti di frantoi minerari del SEE. Innanzitutto, risulta che, nel SEE, gran parte della domanda di frantoi minerari provenga da piccole società minerarie regionali (che non sono in grado di sviluppare facilmente tali competenze in tempi brevi) o da cementifici e cave molto grandi (che spesso sono meno abituati a lavorare in aree lontane e difficili).
(104) Inoltre, i risultati dell'indagine della Commissione fanno ritenere che, anche per le società minerarie europee in grado di fare a meno della presenza regionale del fornitore delle attrezzature, la creazione di tali capacità comporterebbe costi e rischi aggiuntivi che esse preferiscono evitare, richiedendo i relativi servizi direttamente al produttore delle attrezzature. In tale contesto e dato che numerosi fornitori di attrezzature sono presenti nel SEE e quindi offrono tali servizi di assistenza, i clienti del SEE quindi optano generalmente per i produttori di frantoi in grado di offrire assistenza a livello regionale. Ciò è ulteriormente indicato dal fatto che i fornitori sprovvisti di una sostanziale presenza nel SEE non vendono (o comunque molto poco) in questa regione pur avendo eventualmente posizioni molto più forti altrove. È ad esempio il caso di Kobe, che, pur essendo il terzo fornitore mondiale di frantoi minerari a mascelle, di frantoi a cono minerari e di mulini orizzontali a tamburo, negli ultimi tre anni non ha effettuato vendite nel SEE. Di fatto, sulla base dei dati forniti dalle parti, risulta che Kobe non effettua vendite di frantoi minerari nel SEE sin dal 1990.
(105) Infine, come descritto ai precedenti considerando 21 e 22, la combinazione di fattori, quali la lunga durata, l'importanza del macchinario di frantumazione delle rocce ed anche il prezzo relativamente basso dei frantoi rispetto ai costi e ai ricavi complessivi di una cava o di un impianto di produzione di aggregato, sembra rendere i clienti piuttosto conservatori e poco propensi a rischiare nelle proprie scelte. In questo contesto, la vicinanza al fornitore delle attrezzature può essere vista come un importante elemento di comodità e sicurezza per il cliente.
(106) Ciò ovviamente non esclude la possibilità che i clienti effettuino i loro acquisti e conducano le trattative dalla loro sede centrale, invitando formalmente tutti i fornitori del mondo a presentare le proprie offerte. Tuttavia, anche i clienti che hanno acquistato le attrezzature in tal modo hanno dichiarato che, in pratica, l'acquisto di un frantoio da utilizzare nel SEE dipende notevolmente dalla presenza nell'area di un'assistenza efficiente e puntuale.
Considerazioni dal punto di vista dell'offerta
(107) La dimensione regionale della concorrenza nel SEE è ulteriormente evidenziata da numerosi elementi aggiuntivi. Innanzitutto, dai risultati dell'indagine approfondita della Commissione emerge che la maggior parte delle società minerarie con sede nel SEE non conosce o perlomeno non ha familiarità con gran parte dei fornitori di frantoi minerari non europei elencati dalle parti. Qualche società mineraria ha persino affermato che alcuni di tali fornitori non operano affatto nel settore dei macchinari per la frantumazione delle rocce.
(108) Inoltre, risulta che la maggior parte dei fornitori di frantoi minerari non opera su base globale, bensì tende a specializzarsi in determinate regioni o aree. Ciò riguarda soprattutto i fornitori russi e cinesi, che effettuano un numero relativamente scarso di vendite all'esterno dei propri mercati nazionali e, fuori dalla Russia e dalla Cina non sono considerati validi concorrenti dalla maggior parte dei clienti. Ad esempio, gran parte dei clienti ha dichiarato di non conoscerli e quelli che avevano avuto contatti con fornitori russi e cinesi hanno sostenuto che offrono prodotti con standard e prestazioni di livello inferiore e che le forniture di ricambi e assistenza sono inaffidabili.
(109) Anche tale specializzazione in un numero limitato di regioni risulta valida per gran parte dei produttori di macchinari di frantumazione. Malgrado una più ampia portata geografica delle attività ed eccettuato un numero molto ristretto di veri operatori globali (quali Svedala, Nordberg o F.L. Smidth-Fuller), dai dati forniti dalle parti risulta che la maggior parte dei produttori di frantoi minerari opera in un numero limitato di regioni ed acquisisce gran parte degli appalti mediante tender nazionali o regionali.
(110) Ciò sembra riguardare in particolar modo il SEE. Ad esempio, secondo i dati forniti dalle parti, i grandi fornitori di frantoi minerari quali Kobe (terzo fornitore mondiale di frantoi minerari a mascelle, frantoi a cono minerari e mulini orizzontali a tamburo) e Kawasaki (secondo fornitore mondiale di frantoi a cono minerari) non sono riusciti a vendere prodotti in Europa negli ultimi tre anni. Più in generale, dai dati sottoposti dalle parti emerge che i principali macchinari per la frantumazione di minerali detengono nel SEE posizioni di mercato sostanzialmente diverse rispetto a quelle ottenibili a livello globale (anche escludendo i produttori russi e cinesi). Ad esempio, per quanto concerne i martelli ad albero orizzontale, tra il 1997 e il 1999, la quota di mercato congiunta delle parti (in termini di unità) ammontava al [20-30 %]* nel SEE, contro una quota del mercato globale (esclusi i produttori russi e cinesi) appena superiore al [0-10 %]*. Analogamente, per quanto riguarda i grandi frantoi a mascelle, le parti hanno raggiunto una quota di mercato congiunta del [40-50 %]* nel SEE, contro una quota pari al [15-25 %]* scarso a livello mondiale (esclusi i produttori russi e cinesi).
(111) Infine, una larga maggioranza di concorrenti ha affermato che esistono barriere sostanziali all'accesso da una regione all'altra. In particolare, il SEE rappresenta un mercato ristretto per i frantoi minerari, se confrontato con le grandi aree minerarie del Nord America o del Sud Africa. Ad esempio, secondo i dati sottoposti dalle parti, nel SEE non si vendono più di [...]* frantoi rotanti primari all'anno, contro le circa [...]* unità acquistate annualmente a livello mondiale (escluse Russia e Cina). Analogamente, per i martelli ad albero orizzontale minerari, il SEE rappresenta in media non oltre il [0-10 %]* della domanda complessiva a livello globale (ancora una volta, escluse Russia e Cina). Tale ridotto volume di mercato, unito alla presenza di concorrenti già affermati e al livello di vicinanza e servizi richiesti dai clienti, potrebbe indurre i fornitori extra-SEE ad astenersi dall'affrontare le spese e le difficoltà, necessarie per entrare efficacemente nel mercato dei frantoi minerari del SEE, riducendo quindi ulteriormente il numero dei fornitori attendibili per i clienti del SEE.
Altri elementi
(112) Il fatto che la concorrenza non sia organizzata su base mondiale è ulteriormente confermato dalle notevoli discrepanze delle stime sul volume del mercato globale, fatte dai fornitori di macchinari di frantumazione delle rocce. Ad esempio, esclusi i produttori russi e cinesi, le stime sul volume del mercato globale, fornite dalle parti e dai concorrenti per il 1999 vanno dalle 40 alle 99 unità per i martelli ad albero orizzontale minerari. Analogamente, per quanto riguarda i frantoi rotanti, un concorrente riteneva di essere stato leader indiscusso del mercato tra il 1990 e il 1996, avendone detenuto una quota considerevole, mentre le parti stimano che la quota di tale concorrente non rappresenti più del 25 % delle vendite di tale periodo e i risultati dell'indagine della Commissione fanno ritenere che la quota di mercato di questo concorrente si aggirasse probabilmente intorno al 30-35 %. Ciò è indicativo del fatto che i fornitori non sono a conoscenza di un numero sostanziale di progetti a livello mondiale e, per contro, lascia fortemente intendere che numerosi contratti vengono conferiti su base più ristretta.
(113) Infine, va notato che i macchinari per la frantumazione di rocce in vendita nel SEE devono soddisfare le specifiche di sicurezza previste dalla direttiva 98/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine ("direttiva macchine")(9), modificata dalla direttiva 98/79/CE(10), e in particolare devono essere provvisti della "marcatura CE" che attesta la conformità alla suddetta direttiva. È stato segnalato alla Commissione che i produttori non europei oggi non sempre soddisfano i suddetti requisiti. Da tale punto di vista, la direttiva macchine, armonizzando le norme all'interno del SEE e facilitando gli scambi tra Stati membri, potrebbe anche produrre la conseguenza indiretta di impedire ai fornitori non europei che non sono in grado di soddisfarne i requisiti di vendere nel SEE. Ciò contribuirebbe quindi alla creazione di un mercato distinto del SEE per i macchinari di frantumazione delle rocce. Le parti sostengono tuttavia che i requisiti comunitari applicabili ai frantoi per pietre sono di natura talmente basilare da potersi ritenere che tutti i fornitori operanti in varie parti del mondo siano in grado di soddisfarli senza grosse difficoltà.
(114) Alla luce di quanto sopra, si conclude che il mercato geografico rilevante per i frantoi minerari è rappresentato dal SEE. Tale conclusione è supportata sia dalla specificità della domanda nel SEE (e soprattutto dalla presenza di piccole società "minerarie" che acquistano i macchinari di frantumazione delle rocce a livello locale o richiedono la presenza di una sostanziale assistenza post-vendita nel SEE) sia dal fatto che la maggior parte dei fornitori di frantoi è organizzata su base regionale. In particolare e contrariamente a quanto sostenuto dalle parti, la Commissione non ha rilevato prove dell'esistenza di un mercato più ampio di quello rappresentato dal SEE per alcuni tipi di frantoi minerari quali i frantoi rotanti primari. Infatti, per le ragioni esposte al considerando 102, risulta che i frantoi rotanti primari vengano acquistati e distribuiti nel SEE sostanzialmente allo stesso modo degli altri frantoi minerari.
VI. VALUTAZIONE DEI FRANTOI PER A& C SOTTO IL PROFILO DELLA CONCORRENZA
(115) Come indicato al precedente considerando 32, i frantoi per A& C sono i frantoi più piccoli venduti a produttori indipendenti di aggregati e appaltatori, imprese di costruzioni e ingegneria civile, appaltatori specializzati in opere di demolizione e cementifici (quando acquistano piccoli frantoi per la produzione di aggregati venduti a terzi). Essi comprendono piccoli frantoi a mascelle, piccoli martelli ad albero orizzontale, piccoli frantoi a cono, martelli ad albero verticale e ovviamente i relativi vagli, alimentatori e nastri trasportatori. L'operazione comporterà la fusione di Nordberg e Svedala, i due maggiori fornitori di frantoi per A& C del SEE che insieme incidono sulla produzione di tali frantoi per il [20-30 %]*, poiché i maggiori concorrenti sono Terex (circa [5-15 %]* e Krupp (circa [0-10 %]*).
A. Frantoi per A& C diversi dai frantoi a cono e a mascelle
(116) Come indicato nella decisione della Commissione relativa all'avvio del procedimento sul presente caso, non esistono indicazioni che l'operazione possa creare riserve a livello della concorrenza sui mercati di martelli, vagli, alimentatori o nastri trasportatori.
(117) In primo luogo, l'operazione non desta preoccupazioni a livello della concorrenza per i martelli, poiché Nordberg non vende martelli ad albero verticale nel SEE. Inoltre, sebbene Nordberg stia avviando la produzione dei martelli ad albero verticale mediante l'introduzione di una nuova gamma di prodotti e sebbene Svedala detenga forti posizioni di mercato in alcuni Stati membri, l'entità nata dalla fusione resterà comunque soggetta alla concorrenza di altri grandi produttori di martelli ad albero verticale (quali Magotteaux o Canica-Jaques) i quali hanno una solida presenza negli Stati membri interessati. Inoltre, per quanto riguarda i martelli ad albero orizzontale, la quota di mercato congiunta delle parti(11) non supera il [20-30 %]* in nessuno Stato membro in cui si verifichino delle sovrapposizioni e l'entità, scaturita dalla fusione, resterà soggetta alla concorrenza di altri fornitori, quali Hartl, Kleemann & Reiner, o di operatori nazionali quali Arja.
(118) In secondo luogo, le parti detengono posizioni limitate sui mercati dei vagli, degli alimentatori e dei nastri trasportatori: in base alle cifre fornite da Metso in relazione alle quote di mercato, insieme le parti incidono per meno del [10-20 %]* sulle vendite di vagli e alimentatori nel SEE e sono fornitori marginali di nastri trasportatori. Ciò è valido anche a livello nazionale, poiché le quote delle parti sul mercato di vagli e alimentatori non superano rispettivamente il [20-30 %]*, in nessuno Stato membro.
B. Frantoi a cono e a mascelle
Posizioni di mercato delle parti e dei loro concorrenti
Frantoi a cono
(119) Nordberg e Svedala sono di gran lunga i due maggiori fornitori di frantoi a cono per A& C del SEE (con quote di mercato del [25-35 %]* per Nordberg e del [25-35 %]* per Svedala) mentre l'altro maggiore concorrente nel SEE è Terex [5-15 %]*.
(120) Nella misura in cui l'operazione comporta l'unione di Nordberg e Svedala, essa genererà inevitabilmente notevoli quote di mercato nella maggior parte degli Stati membri del SEE, ovvero Austria [65-75 %]*, Danimarca [70-80 %]*, Finlandia [85-95 %]*, Francia [80-90 %]*, Germania [45-55 %]*, Italia [40-50 %]*, Norvegia [90-100 %]*, Portogallo [60-70 %]*, Spagna [65-75 %]*, Svezia [75-85 %]* e Regno Unito [35-45 %]*.
(121) In questi Stati membri, la prevalenza della nuova entità è persino più rilevante, in quanto il resto dell'offerta è spesso molto frammentato e alcuni dei restanti concorrenti sono operatori locali, attivi in un numero ristretto di Stati membri. Un esempio tipico di tale situazione si trova in Austria, dove l'entità nata dalla fusione avrà una quota di mercato quasi [...]* volte superiore a quella del suo immediato concorrente Terex [5-15 %]*, mentre il resto della domanda sarà per lo più coperto da concorrenti locali. Anche in Italia, paese in cui le quote di mercato delle parti sono relativamente meno consistenti, le vendite dell'entità nata dalla fusione saranno superiori del [...]* rispetto a quelle del maggiore concorrente ed essa si troverà ad affrontare la concorrenza di un gran numero di piccoli fornitori locali, quali Comec (maggiore concorrente) o Reiter e Crippa.
(122) Inoltre, si noti che la quota media di mercato raggiunta congiuntamente dalle parti nel Regno Unito, nel periodo tra il 1997 al 1999, sottostima le effettive posizioni di mercato di Nordberg e Svedala, data la notevole crescita delle quote di vendita delle parti in quel periodo. In particolare, sebbene Nordberg e Svedala, nel 1997, incidessero sulle vendite solo per il [20-30 %]*, le unità vendute rappresentavano il [40-50 %]* nel 1998 e il [50-60 %]* nel 1999. A seguito di tale evoluzione, attualmente la posizione di mercato dell'entità nata dalla fusione è più che doppia rispetto a quella del maggior concorrente, Terex [15-25 %]*.
(123) Nella maggior parte degli altri mercati nazionali, l'operazione non creerà sovrapposizioni né genererà quote di mercato congiunte inferiori al [30-40 %]* (come in Belgio e Olanda). Una situazione intermedia sussiste in Irlanda, dove le quote di mercato congiunte di Nordberg e Svedala raggiungono il [40-50 %]*, ma Terex e PSP incidono su una percentuale sostanziale delle vendite (rispettivamente il [30-40 %]* per Terex e il [15-25 %]* per PSP).
Frantoi a mascelle
(124) Nordberg e Svedala sono due dei maggiori fornitori di frantoi a mascelle per A& C nel SEE ([10-20 %]* per Nordberg e [5-15 %]* per Svedala) mentre gli altri maggiori concorrenti sono Terex [10-20 %]* e Extec [5-15 %]*.
(125) L'operazione determinerà quote di mercato cumulative altissime in Finlandia [75-85 %]*, Norvegia [60-70 %]*, Svezia [55-65 %]* e Danimarca [35-45 %]*. In Finlandia, Norvegia e Svezia, il resto delle forniture è altamente frammentato, in quanto il successivo maggior concorrente incide sulle vendite a mala pena per il [10-20 %]*. Ciò avviene un po' meno in Danimarca, dove un altro concorrente, Böhringer, rappresentava il [20-30 %]* delle vendite tra il 1997 e il 1999.
(126) In Portogallo, nel 1999, Nordberg e Svedala incidevano collettivamente per il [40-50 %]* sulle vendite. Tuttavia, la media delle vendite di Svedala su questo mercato non supera le [...]* unità all'anno (su un volume di mercato di 13 unità). Pertanto, la sovrapposizione tra le parti è de minimis e l'operazione non influisce in misura sostanziale sulla concorrenza in atto in questo paese.
(127) L'operazione determinerà inoltre sovrapposizioni in numerosi altri mercati. Tuttavia, fatta eccezione per l'Austria, le quote di mercato congiunte delle parti non superano il [20-30 %]* in nessuno di tali paesi e resteranno soggette alla concorrenza di altri operatori di mercato, globali (come Terex, Extec o Parker) o locali (come Laron). Inoltre, in Austria, dove nel 1999 Nordberg rappresentava il [25-35 %] delle vendite, l'operazione avrà effetti de minimis, poiché Svedala ha venduto solo [...]* frantoi a mascelle nel 1999 su un volume complessivo di mercato di 34 unità.
Vantaggi concorrenziali aggiuntivi delle parti
(128) Le precedenti considerazioni fanno ritenere che l'entità nata dalla fusione avrà notevoli quote di mercato e dimensioni sostanzialmente maggiori rispetto ai concorrenti di gran parte dei mercati interessati. Inoltre, dall'indagine di mercato emerge che l'entità nata dalla fusione Metso/Svedala potrà godere di un gran numero di vantaggi concorrenziali aggiuntivi che le consentiranno di indebolire ulteriormente i concorrenti esistenti e di ergere barriere all'accesso sui mercati interessati.
Massima reputazione
(129) Innanzitutto, come indicato ai precedenti considerando da 18 a 21, la durata e l'importanza delle attrezzature di frantumazione delle rocce rendono i clienti fortemente avversi ad assumere rischi e li inducono ad optare per prodotti e fornitori sicuri, anche se ciò implica prezzi più elevati. Come affermato da un cliente, "la qualità è il criterio principale su cui si basano i confronti tra vari prodotti, indipendentemente dal tipo di attrezzatura".
(130) In questo contesto, è importante notare, in primo luogo, che i clienti hanno affermato di ritenere che le prestazioni, l'affidabilità e i servizi post-vendita presentino differenze significative tra i vari fornitori e, in secondo luogo, che Nordberg e Svedala sono quasi unanimemente considerate come i fornitori di frantoi per rocce con la miglior reputazione nel settore. Ciò si rispecchia nei risultati dell'indagine della Commissione, i quali dimostrano, in particolare, che i prodotti di Nordberg e Svedala rappresentano chiaramente soluzioni eccellenti per il trattamento di rocce dure o abrasive (e quindi complesse). Analogamente, i documenti interni di Nordberg indicano che uno dei vantaggi competitivi cui essa mirava consisteva nell'offrire "i prodotti migliori e più affidabili del settore offrendo ai clienti vantaggi più comprovati rispetto ad altri prodotti concorrenti", mentre altri documenti indicano che "i prodotti Nordberg sono considerati in media buoni e di alta qualità".
Ampio portafoglio di prodotti
(131) L'unità nata dalla fusione potrà inoltre trarre vantaggi sostanziali dall'ampio portafoglio di prodotti a sua disposizione. In particolare, clienti e concorrenti hanno sottolineato che la capacità di offrire una vasta gamma di attrezzature è importante nelle offerte di impianti chiavi in mano per i nuovi siti di frantumazione o per notevoli ampliamenti delle capacità ed inoltre che ciò consente al fornitore di frantoi interessato di offrire soluzioni complete per l'assistenza post-vendita e di ridurre i rischi, garantendo al cliente un unico fornitore che si assume la responsabilità complessiva per l'impianto di frantumazione delle rocce. È stato inoltre sostenuto che ciò consente al fornitore delle attrezzature di avere la migliore conoscenza possibile del sito del cliente e quindi di essere in grado di fornire consulenza e soluzioni ottimali per miglioramenti, aggiornamenti o ampliamenti delle capacità. A detta del presidente e direttore generale di Svedala, "i clienti cercano fornitori che offrano soluzioni complete".
(132) In questo contesto, il fatto che Nordberg e Svedala siano considerate come i fornitori dotati del più ampio portafoglio di prodotti garantirà all'entità nata dalla fusione un notevole vantaggio concorrenziale aggiuntivo. Lo stesso si può dire di Nordberg, che vanta "una linea completa di prodotti, in grado di soddisfare tutte le esigenze dei clienti nel campo della riduzione e classificazione delle rocce", il presidente e direttore generale di Svedala ha affermato che "Svedala è l'unica ad offrire un assortimento completo. [...]*. Quindi, i clienti possono acquistare un linea completa di prodotti e servizi da un unico fornitore mentre i nostri concorrenti possono soddisfare solo alcune delle loro esigenze complessive. [...]* Ciò significa che disponiamo di una solida piattaforma per il futuro".
(133) In particolare, la buona reputazione unita a un ampio portafoglio di prodotti faranno dell'entità nata dalla fusione un eccellente fornitore per i nuovi appalti chiavi in mano, soprattutto perché, in primo luogo, gli altri concorrenti hanno affermato di dipendere dalle parti per la fornitura di talune attrezzature (soprattutto i frantoi a cono), in secondo luogo, la maggior parte dei clienti ha sostenuto che Nordberg e Svedala sono le uniche in grado di offrire grandi appalti chiavi in mano e, in terzo luogo, altri hanno dichiarato di considerare i frantoi a cono come il "motore della concorrenza", in base al quale vengono adottate le altre decisioni d'acquisto (specialmente per la frantumazione di rocce dure, dove le prestazioni dell'impianto sono determinate da quelle del frantoio a cono).
(134) Gli appalti chiavi in mano sono relativamente scarsi (rappresentano circa il [...]* del fatturato di Nordberg nel settore della frantumazione delle rocce). Tuttavia, come indicato al precedente considerando 39, essi sembrano avere importanti ripercussioni sulla situazione della concorrenza: in particolare, è stato riferito che creano rapporti di lunga durata tra il fornitore delle attrezzature e il cliente che, alla luce della forte avversione al rischio dei clienti, generalmente facilitano per il fornitore l'ottenimento di contratti futuri con il cliente interessato e perciò riducono ulteriormente la pressione concorrenziale da parte di altri fornitori.
Ampia copertura geografica
(135) Nordberg e Svedala detengono una copertura geografica ineguagliabile nel SEE (ed eventualmente anche a livello mondiale). Innanzitutto, in un settore sensibile ai cicli economici, ciò contribuirà a consentire all'entità nata dalla fusione di ridurre i rischi commerciali e di essere vicina ai clienti nel campo delle vendite e dell'assistenza.
(136) In secondo luogo, un aspetto molto più importante consiste nel fatto che tale ampia copertura consente all'entità nata dalla fusione di intraprendere iniziative concorrenziali selettive a danno di altri fornitori, operanti a livello più limitato (e talvolta nazionale). Gli effetti di tale comportamento potrebbero rivelarsi tanto più dannosi in quanto, nel settore A& C, una percentuale notevole di concorrenti (e talvolta il maggior fornitore dopo l'entità nata dalla fusione) rientra in questa categoria. Ciò avviene ad esempio sui mercati norvegese, svedese e italiano dei frantoi a cono per A& C.
Economie di scala
(137) Vi sono indicazioni che fanno ritenere che le dimensioni abbiano rilevanza nel settore A& C, in quanto i concorrenti hanno fatto rilevare che, per essere competitivi nel settori A& C, occorre vendere quantità relativamente alte che permettano di trarre vantaggio dalle economie di scala.
(138) A tale proposito, si noti che l'entità nata dalla fusione diventerà di gran lunga il maggior produttore di frantoi a cono per A& C (con il [60-70 %]* delle vendite) e (seppure in misura inferiore) di frantoi a mascelle (con il [20-30 %]* delle vendite) nel SEE. Dato che i maggiori concorrenti delle parti in alcuni Stati membri sono società molto più piccole, ciò potrebbe consentire all'entità nata dalla fusione di intraprendere iniziative concorrenziali mirate a danno di tali concorrenti e rafforzare il controllo dei mercati interessati.
(139) Potrebbe essere il caso di Böhringer, maggiore concorrente di Nordberg e Svedala sul mercato danese dei frantoi a mascelle, il quale, pur detenendo il [20-30 %]* delle vendite in quel paese, a livello del SEE, avrà volumi di vendita pari al solo [0-10 %]* rispetto all'entità nata dalla fusione. Ciò potrebbe avvenire anche sui mercati dei frantoi a cono del Regno Unito e dell'Irlanda, dove, sebbene Terex, primo concorrente delle parti, detenga posizioni considerevoli, le sue vendite di frantoi a cono per A& C nel SEE ammonteranno a meno di un settimo di quelle dell'entità nata dalla fusione.
Insufficienti pressioni concorrenziali da parte dei concorrenti esistenti
(140) Le precedenti considerazioni rivelano che, dopo l'operazione, i concorrenti minori, con una gamma di prodotti e attività più ristrette non saranno in grado di esercitare una sufficiente pressione concorrenziale sull'entità nata dalla fusione. In particolare, essi chiaramente non potranno offrire il livello di garanzia, reputazione e assistenza che i clienti avversi al rischio solitamente richiedono.
(141) Tuttavia, come indicato al precedente considerando 37, il settore della frantumazione di rocce è caratterizzato da una serie di imprese, dalle grandi aziende di livello internazionale (come Svedala, Nordberg, Terex o Krupp) a società più piccole che offrono una gamma limitata di prodotti in un'area geografica circoscritta (quali Haahjem Base, che vende frantoi a mascelle per A& C nei paesi nordici (Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Islanda) o Rodrigo Matias Magalhães, che opera solo in Portogallo). Poiché alcuni dei grandi fornitori di attrezzature di frantumazione operano anche nel settore dei frantoi a cono per A& C e dei frantoi a mascelle negli Stati membri interessati, occorre valutare se la pressione di tali fornitori possa limitare in misura sostanziale il comportamento concorrenziale dell'entità nata dalla fusione.
(142) Quattro di queste grandi società producono frantoi a cono e/o frantoi a mascelle. Si tratta di Terex, Krupp, Parker e Kleemann & Reiner:
- Terex è un'impresa diversificata globale con sede negli Stati Uniti che produce attrezzature di sollevamento, movimento terra e costruzioni leggere per i settori delle costruzioni, dell'estrazione, del riciclaggio e minerario. Terex ha fatto il suo ingresso sui mercati dei frantoi per A& C nel 1999, mediante l'acquisizione della Cedarapids Inc. con sede negli Stati Uniti e della Powerscreen con sede nel Regno Unito. Attualmente Terex offre una gamma completa di attrezzature di frantumazione per A& C, comprendente frantoi a mascelle (fissi, cingolati, montati e portatili) e frantoi a cono. Terex vende i suoi prodotti in 60 paesi,
- Krupp Fördertechnik è una controllata tedesca del Gruppo ThyssenKrupp che fornisce una gamma completa di attrezzature di frantumazione. Essa vende i frantoi a cono con il marchio Telsmith, sulla base di un accordo di licenza stipulato con questa società (grande produttore degli Stati Uniti),
- Parker è un'affermata società con sede nel Regno Unito che produce impianti di frantumazione e vaglio. Negli ultimi cinque anni ha ampliato la propria gamma di prodotto e vende una vasta scelta di frantoi a mascelle fissi, cingolati, montati su guida e portatili. La sua gamma comprende anche un frantoio a cono. Parker vende in tutto il SEE,
- Kleemann & Reiner è un'affermata impresa tedesca, ampliatasi notevolmente nel corso degli anni 90. Attualmente vende frantoi a cono e a mascelle nella maggior parte degli Stati membri del SEE.
(143) I risultati dell'indagine della Commissione indicano che la presenza di tali concorrenti può essere sufficiente ad impedire che l'entità nata dalla fusione si avvalga delle sue posizioni sul mercato dei frantoi a cono e a mascelle per estendere il suo dominio a nuove aree di prodotto, fondamentalmente poiché anche i produttori menzionati al considerando 142 hanno portafogli di prodotto relativamente ampi, una sufficiente copertura geografica e un'eccellente reputazione in alcune aree di mercato.
(144) Tuttavia, i risultati dell'indagine indicano altresì che tali fornitori non saranno in grado di competere con la posizione che l'entità nata dalla fusione detiene sul mercato dei frantoi a cono nella maggior parte degli Stati membri del SEE e dei frantoi a mascelle in Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia.
(145) In primo luogo, l'unione delle notevoli quote di mercato delle parti, i significativi vantaggi concorrenziali aggiuntivi dell'entità nata dalla fusione, l'importanza attribuita dai clienti a qualità, esperienza, servizio post-vendita e più in generale alla riduzione dei rischi, nonché la scarsa presenza e la minore reputazione di tutti gli altri fornitori presenti sui mercati interessati fanno chiaramente sì che nessun altro produttore esistente di frantoi a cono o a mascelle sia in grado di scalfire in misura sostanziale la posizione concorrenziale dell'entità nata dalla fusione su tali mercati. Ciò è ulteriormente confermato dal fatto che la maggior parte dei clienti non ha saputo indicare alcun fornitore di frantoi che avesse un'offerta in grado di competere con quella delle parti (e tantomeno con quella dell'entità nata dalla fusione).
(146) In secondo luogo, pare che gli altri fornitori presentino numerosi altri punti deboli rispetto alle parti. Ad esempio, i frantoi a cono e i frantoi a mascelle (specialmente nei paesi nordici) sono spesso usati per rocce dure o abrasive. È vero che gran parte dei frantoi in commercio è in grado di frantumare rocce sia dure sia friabili e che non sarebbe economicamente opportuno progettare attrezzature di frantumazione specifiche solo per le rocce dure o friabili. Tuttavia, durante l'indagine di mercato, è stato chiaramente indicato da terzi che non tutti i prodotti offerti sono in grado di frantumare tutte le rocce dure (materiale di durezza superiore a 30000 libbre per pollice quadro). Di fatto, molti clienti che si occupano della frantumazione di roccia dura considerano Nordberg e Svedala come unici fornitori idonei, in quanto garantiscono la massima qualità in questo campo. A tale proposito, sussistono forti dubbi sulla possibilità che gli altri fornitori, già svantaggiati in termini di reputazione, possano ragionevolmente convincere clienti tradizionalisti a sostituire i frantoi dei quali sono soddisfatti con prodotti ritenuti di qualità inferiore.
(147) Analogamente, molti indizi fanno ritenere che le reti di distribuzione di tali fornitori siano molto meno efficienti di quelle di Nordberg e Svedala. Ad esempio, un numero significativo di clienti (come l'associazione portoghese delle imprese minerarie e di aggregati) ha affermato di non conoscere altri fornitori oltre a Nordberg e Svedala mentre altri hanno sostenuto che i fornitori di cui erano a conoscenza non avevano una presenza sufficiente nel loro paese.
(148) Alla luce di quanto sopra, si conclude che i concorrenti esistenti non sono in condizioni di scalfire in misura sostanziale la posizione di mercato dell'entità nata dalla fusione o di esercitare restrizioni significative sul suo comportamento concorrenziale nei mercati interessati. Ciò è ulteriormente confermato dai risultati dell'indagine della Commissione, in quanto gran parte dei clienti e concorrenti ha affermato che l'operazione creerebbe un monopolio nel settore dei frantoi a cono e numerosi clienti dei paesi nordici hanno espresso preoccupazione per quanto riguarda i frantoi a mascelle. Come dichiarato da un cliente, "le alternative sono poche e non dispongono delle conoscenze approfondite e dell'esperienza a livello mondiale occorrenti. Le scelte saranno praticamente nulle".
Insufficiente contrapposizione del potere d'acquisto dei clienti
(149) Non esistono indicazioni che le società A& C abbiano un potere di mercato sufficiente a limitare il comportamento concorrenziale dell'entità nata dalla fusione. Come indicato al precedente considerando 35, la domanda di A& C è fortemente frammentata (i clienti generalmente incidono per non più del [...]* sulle vendite di Nordberg o Svedala), i clienti non acquistano frequentemente attrezzature nuove e gli acquisti tendono pertanto a variare di anno in anno. Ciò è ulteriormente confermato dal fatto che la maggioranza dei clienti ha affermato di avere uno scarso potere di contrattazione e di dipendere da un numero ristretto di fornitori. La maggior parte dei clienti ha inoltre espresso seria preoccupazione per gli effetti dell'operazione progettata.
Insufficienti pressioni concorrenziali aggiuntive
Altre tecnologie
(150) Le parti hanno dichiarato che esiste un certo grado di intercambiabilità dal punto di vista della domanda tra i vari mercati di frantoi per A& C, soprattutto tra i martelli ad albero verticale e i frantoi a cono. Secondo il parere delle parti, i martelli ad albero verticale possono competere con i frantoi a cono per circa il 30 % delle applicazioni di questi ultimi. Esse sostengono che tale sostituzione prevedibilmente aumenterà i progressi tecnologici e pertanto ridurrà significativamente il potere di mercato che l'entità nata dalla fusione potrebbe detenere nel settore dei frantoi a cono.
(151) L'indagine di mercato non avvalora tale ragionamento. In primo luogo, anche accettando l'argomentazione delle parti, i frantoi a cono non sarebbero in concorrenza con i martelli ad albero verticale nel 70 % dei casi. In secondo luogo, una vasta maggioranza di concorrenti ha affermato di ritenere che i martelli ad albero verticale (o qualsiasi altra tecnologia) non sono sufficienti a limitare il comportamento concorrenziale e i prezzi dell'entità nata dalla fusione. Come esposto da un concorrente, "un frantoio a cono rappresenta un macchinario molto importante per la maggior parte degli impianti di trattamento. Quando, a causa del materiale da frantumare, occorre un frantoio a cono non esistono alternative tecniche, non si può affatto sostituirlo con un martello ad albero verticale, poiché non è tecnicamente né economicamente possibile". Si conclude pertanto che le tecnologie alternative non sono sufficienti per limitare il comportamento concorrenziale e i prezzi dell'entità nata dalla fusione.
Attrezzature usate
(152) Le parti hanno inoltre dichiarato che, oltre alle attrezzature nuove per la frantumazione delle rocce, all'interno del SEE, esiste un notevole commercio di attrezzature usate e, secondo le parti, vari fornitori operanti a livello globale vendono tali "attrezzature di seconda mano" che vengono anche ampiamente pubblicizzate.
(153) Tuttavia, come indicato ai precedenti considerando da 69 a 73 in relazione alla definizione del mercato rilevante per il prodotto, le attrezzature usate sono raramente considerate un'alternativa alle attrezzature nuove da parte dei clienti, innanzitutto a causa dei rischi (affidabilità e durata incerte, assenza di garanzia, incertezze riguardo alla fornitura di ricambi ecc.) connessi ai prodotti usati. Inoltre, specialmente per le applicazioni ad alte prestazioni, è richiesto il massimo utilizzo dell'attrezzatura e queste imprese non possono utilizzare attrezzature di seconda mano per raggiungere i propri obiettivi commerciali. Le attrezzature usate vengono prese talvolta in considerazione per ragioni di budget, allo scopo di ultimare lavori di frantumazione di portata ridotta, ma anche in questi casi specifici, si dà solitamente la preferenza a frantoi nuovi più piccoli ed economici rispetto ai frantoi di seconda mano.
(154) Inoltre, anche i clienti che hanno affermato di essere disposti ad acquistare attrezzature usate hanno dichiarato che lo farebbero solo per attrezzature relativamente nuove con poche ore di utilizzo. Dato che i clienti hanno inoltre affermato che le macchine usate sono solitamente molto vecchie e obsolete, ciò conferma ulteriormente che la presenza di scorte di attrezzature usate non sarebbe sufficiente per limitare sostanzialmente il comportamento concorrenziale dell'entità nata dalla fusione.
(155) Alla luce di quanto sopra, si conclude pertanto che le attrezzature usate o le tecnologie alternative non costituiscono restrizioni sostanziali per i nuovi frantoi a cono e a mascelle per A& C.
Forti barriere all'accesso
(156) Non esiste alcuna indicazione a sostegno dell'ipotesi che la posizione dell'entità nata dalla fusione sul mercato dei frantoi a cono e a mascelle per A& C possa essere posta sostanzialmente in discussione nel breve o medio periodo dalla prospettiva di nuovi ingressi sul mercato.
(157) In primo luogo, le condizioni per l'accesso non possono essere dissociate dalla forte avversione al rischio dei clienti. A tale proposito, è piuttosto evidente che qualsiasi nuovo operatore dovrebbe affrontare notevoli ostacoli, poiché gli mancherebbero una reputazione e referenze sufficienti e non sarebbe in grado di garantire la fornitura dei ricambi e i servizi al cliente. Tali barriere saranno ulteriormente rafforzate, dopo che la concentrazione avrà creato un fornitore che gode di ottima reputazione e dispone di un elenco di referenze e una base di clientela notevoli.
(158) In particolare, i risultati dell'indagine della Commissione indicano che, oltre ai notevoli investimenti e sforzi connessi allo sviluppo di un know-how e una capacità produttiva sufficienti in una nuova tecnologia, qualsiasi nuovo arrivato dovrebbe affrontare ostacoli considerevoli per convincere i clienti avversi al rischio della qualità dei suoi prodotti e servizi. Ad esempio, dall'indagine della Commissione, emerge che i nuovi arrivati spesso non riescono a vendere i loro prodotti, se non sono in grado di offrirne una dimostrazione pratica, di testarli alle condizioni di lavoro dei clienti e di fornire ai clienti un elenco di referenze soddisfacente. Gli elevati costi connessi alle dimostrazioni e ai test, uniti all'impossibilità per i nuovi arrivati di produrre elenchi di referenze, contribuiranno a rendere molto difficile l'accesso sul mercato. Ciò si verificherà probabilmente ancor più in Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, dove i frantoi spesso trattano rocce dure/abrasive e quindi i requisiti di affidabilità e qualità, nonché l'avversione al rischio dei clienti saranno addirittura maggiori che altrove.
(159) Inoltre, come indicato ai precedenti considerando da 80 a 82, la vendita sui mercati di A& C richiede la presenza di un'efficiente rete di distribuzione, in grado di consegnare in modo rapido e competitivo ricambi e parti soggette a usura e di fornire servizi di manutenzione e consulenza ai clienti. Dall'indagine della Commissione, risulta che, alla luce dello scarso numero di distributori di più marchi e dell'esigenza di rapporti di lunga durata tra i clienti e i distributori, la creazione di una rete di distribuzione comporta investimenti finanziari di natura sostanziale e, fattore ancora più importante, richiede molto tempo (nell'ordine di numerosi anni). Come affermato da un concorrente, "sia per i servizi post-vendita sia per la distribuzione, in uno specifico mercato esistono pochi operatori esperti, normalmente vincolati a un produttore o a un marchio specifico. L'accesso alla base della clientela costituisce la chiave per il successo e, per ottenere tale accesso, occorrono contatti di lunghissima durata e fiducia reciproca che all'inizio costano molto, senza garantire entrate equivalenti".
(160) Infine, risulta che, per essere competitivi nei settori A& C, occorre vendere quantità relativamente elevate, allo scopo di trarre vantaggio dalle economie di scala. Ogni anno, nel SEE, vengono consegnati da 400 a 500 frantoi a cono e circa 600-700 frantoi a mascelle. Ciò porrebbe qualsiasi nuovo arrivato in una posizione svantaggiata in termini di costi rispetto ai produttori affermati, soprattutto in quanto il nuovo arrivato dovrebbe offrire una gamma completa di prodotti di varie dimensioni e prestazioni.
(161) Tali rischi e costi sarebbero ulteriormente accresciuti dall'operazione progettata, in particolare a causa degli eccezionali vantaggi concorrenziali e delle dimensioni dell'entità nata dalla fusione. Qualsiasi nuovo concorrente dovrebbe confrontarsi con un operatore dominante, in possesso di un'eccellente reputazione, di un portafoglio di prodotti e di una presenza geografica molto ampi, nonché di volumi di vendita e di una base di clientela considerevoli. Ciò avverrebbe soprattutto in Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, a causa della storica presenza delle parti in questi paesi, delle specifiche condizioni di trattamento delle rocce ivi rilevate e degli scarsi volumi di mercato ottenibili in questi Stati membri.
(162) Alla luce di quanto sopra, si conclude che la potenziale concorrenza non sarà sufficiente per porre limitazioni sostanziali al comportamento concorrenziale dell'entità nata dalla fusione. Come dichiarato da un concorrente, "i potenziali concorrenti [...]* possono influire in misura ridotta sul comportamento della società scaturita dalla fusione, poiché, [...]* grazie alla [sua] rete di distribuzione, alla rete di assistenza e soprattutto grazie ai [suoi] prodotti (frantoi a mascelle, a cono), [la nuova società] avrà un ruolo dominante sul mercato mondiale e in particolar modo in tutti i paesi europei. La produzione di frantoi a cono è economicamente possibile solo per grandi quantità e quindi ogni potenziale concorrente avrà timore di dover effettuare forti investimenti iniziali senza sapere se venderà la quantità necessaria".
Effetti dell'operazione
(163) Le precedenti considerazioni dimostrano che l'operazione progettata determinerà la creazione di un operatore dominante sui mercati dei frantoi a cono e dei frantoi a mascelle interessati. Inoltre, vi sono forti indicazioni del fatto che eliminerà la principale fonte di concorrenza su tali mercati, in quanto la stessa sembra derivare principalmente dalla rivalità tra Nordberg e Svedala.
(164) La somiglianza tra Nordberg e Svedala e i notevoli vantaggi delle due società rispetto ad altri fornitori di attrezzature risultano chiaramente dall'indagine della Commissione. Ad esempio, la maggior parte dei clienti ha citato solo Nordberg e Svedala tra i fornitori in grado di offrire appalti chiavi in mano competitivi o prodotti effettivamente idonei per il trattamento delle rocce dure. Analogamente, alla richiesta di indicare i nominativi di fornitori di attrezzature che avessero un'offerta concorrenziale con quella di Nordberg e Svedala, i clienti non hanno saputo indicare alcun produttore o ne hanno citati molto pochi, solo per spiegare che subivano notevoli svantaggi concorrenziali rispetto alle parti.
(165) Ad esempio, i clienti hanno dichiarato che "Nordberg e Svedala sono simili in termini di qualità/prestazioni/prezzo, ecc.", "non esiste un equivalente sulla gamma completa di prodotto. Attualmente, non sono visibili fornitori alternativi che abbiano un'offerta equivalente (in termini di prodotto e servizi di assistenza)", "le alternative sono poche e non hanno la conoscenza approfondita e l'esperienza a livello mondiale che occorrono". Per quanto riguarda la reputazione, alcuni clienti hanno persino dichiarato che solo Nordberg e Svedala non sono tenuti a dimostrare la capacità dei nuovi frantoi.
(166) Il fatto che Nordberg e Svedala siano anche in diretta concorrenza tra loro si rispecchia inoltre chiaramente nei risultati dell'indagine della Commissione, poiché la grande maggioranza dei clienti ha affermato di avvalersi sia di Nordberg sia di Svedala per gran parte delle forniture e numerosi clienti hanno esplicitamente dichiarato che la loro politica di approvvigionamento era basata sulla concorrenza tra questi due fornitori.
(167) La rivalità tra Nordberg e Svedala risulta evidente anche nei documenti interni di Metso. [...]*.
(168) Eliminando tale rivalità, l'operazione creerà un operatore di mercato virtualmente invincibile e rimuoverà la principale fonte di concorrenza dai mercati di A& C interessati. Non sorprende quindi che quasi tutti i clienti che hanno risposto all'indagine della Commissione abbiano espresso serie preoccupazioni riguardo agli effetti dell'operazione progettata. Ne citiamo alcuni esempi: "l'operazione progettata creerà un operatore troppo dominante sul mercato delle attrezzature di frantumazione", "nei prossimi anni, avremo un unico fornitore per le attrezzature di frantumazione", "saremo alla mercé di un solo produttore", o "il mercato della frantumazione [...]* necessita di due grandi produttori. Si raccomanda fortemente di vietare questa fusione per evitare un superpotere e una posizione di dominio estremo sul mercato delle attrezzature di frantumazione e trattamento delle rocce".
C. Conclusione
(169) Si conclude pertanto che l'operazione determinerà, per l'entità nata dalla fusione, una posizione dominante sui mercati dei frantoi a cono per A& C in Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito; essa determinerà altresì, per l'entità nata dalla fusione, una posizione dominante sui mercati dei frantoi a mascelle per A& C in Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia.
VII. VALUTAZIONE DEI FRANTOI MINERARI SOTTO IL PROFILO DELLA CONCORRENZA
(170) Come indicato al precedente considerando 49, i frantoi minerari sono i grandi frantoi venduti a grandi società minerarie o a produttori di aggregati e cemento. Essi comprendono i frantoi rotanti primari, i grandi frantoio a cono (fino ai frantoi a cono ad alta capacità), i grandi frantoi a mascelle, i grandi martelli ad albero orizzontale, nonché i mulini di macinazione e le presse a rulli.
(171) Fatta eccezione per i mulini di macinazione, le vendite annue dei diversi tipi di frantoi minerari a livello del SEE sono generalmente molto scarse. Ad esempio, sulla base dei dati forniti dalle parti, nel 1997 e nel 1999, sono stati venduti solo [...]* frantoi a mascelle minerari. Analogamente, dal 1997 al 1999, le vendite di frantoi rotanti primari nel SEE non hanno superato le [...]* unità all'anno.
(172) Dati gli scarsi volumi di vendita dei frantoi minerari nel SEE, l'analisi delle posizioni di mercato dei vari concorrenti deve basarsi su quote di mercato, calcolate su un periodo di tempo sufficientemente lungo, in quanto le vendite di due o tre anni sono troppo scarse perché se ne possa ricavare un dato significativo. Pertanto, salvo altrimenti dichiarato esplicitamente, le cifre delle quote di mercato per i frantoi minerari si intendono calcolate sulla base di un periodo di dieci anni (dal 1990 al 1999).
A. Prodotti diversi dai frantoi a cono, a mascelle e rotanti ad alta capacità
(173) Non esistono indicazioni che l'operazione susciterà riserve in materia di concorrenza sui mercati dei martelli ad albero orizzontale, dei frantoi a cono di media capacità, dei mulini di macinazione e delle presse a rulli.
(174) In primo luogo, l'operazione non determinerà sovrapposizioni per quanto riguarda i frantoi a cono di media capacità e le presse a rulli.
(175) In secondo luogo, le quote di mercato cumulative delle parti nel settore dei martelli ad albero orizzontale non superano il [25-35 %]* e l'entità nata dalla fusione dovrà comunque fronteggiare numerosi concorrenti, tra cui Hazemag con una quota di mercato del [20-30 %]*, SBM [5-15 %]* e Krupp [5-15 %]*.
(176) Infine, mentre le parti detengono una quota pari a circa il [25-35 %]* del mercato dei mulini di macinazione, esse hanno comunque un gran numero di concorrenti, tra cui F.L. Smidth-Fuller (quota di mercato del [10-20 %]* circa), KHD [5-15 %]* e Krupp [5-15 %]*.
B. Frantoi rotanti primari, a cono e a mascelle ad alta capacità
Posizioni di mercato delle parti e dei loro concorrenti
Frantoi a cono ad alta capacità
(177) Nordberg e Svedala sono gli unici fornitori di frantoi che, negli ultimi dieci anni, abbiano venduto frantoi a cono ad alta capacità nel SEE. In particolare, Svedala ha venduto [...]* H8000 nel [...]* mentre Nordberg ha fornito [...]* HP800 e [...]* MP800 "ad alta potenza" nel [...]*.
(178) Inoltre, le parti hanno un solo concorrente a livello globale, per quanto riguarda i frantoi a cono ad alta capacità, vale a dire la Kawasaki, la quale tuttavia non ha mai venduto frantoi a cono ad alta capacità in Europa e, in secondo luogo, gode di scarsa credibilità in questo campo, poiché, negli ultimi tre anni, le sue vendite globali di frantoi a cono ad alta capacità si limitano a [...]* frantoi KFS2100, in Giappone. Ne consegue che, anche a livello globale, le parti detengono quote di mercato congiunte superiori al [85-95 %]* per ciascuno degli ultimi tre anni. L'operazione determinerà pertanto un potenziale monopolio nel campo dei grandissimi frantoi a cono ad alta capacità.
(179) Nella sua risposta alla comunicazione delle obiezioni, Metso sottolinea che Kawasaki fornisce anche il frantoio a cono Z18 che, a parere di Metso, è un prodotto molto simile al modello H8000 di Svedala. Tuttavia, come già indicato al precedente considerando 61, il frantoio a cono Z18 non è paragonabile ai frantoi a cono ad alta capacità delle parti, in quanto la sua potenza nominale a regime è notevolmente inferiore.
(180) Le riserve in materia di concorrenza non vengono fugate dalla definizione alternativa del mercato del prodotto, fornita dalle parti per i grandissimi frantoi a cono. Anche se si adottasse la definizione alternativa del mercato del prodotto proposta dalle parti per i grandissimi frantoi a cono, le riserve in materia di concorrenza resterebbero. In tal caso, il segmento dei grandissimi frantoi a cono sarebbe costituito da due mercati separati, dei quali il primo comprenderebbe solo i modelli MP800 e MP1000 di Nordberg e il secondo tutti gli altri frantoi a cono ad alta capacità. Nel primo mercato, Nordberg deterrebbe ovviamente un monopolio globale (e di conseguenza a livello del SEE) mentre, nel secondo mercato, le parti sarebbero le uniche società ad aver effettuato vendite nel SEE e a livello globale negli ultimi tre anni. Infatti, negli ultimi dieci anni, nessun altra società ha venduto anche un solo frantoio a cono ad alta capacità nel SEE. L'operazione eliminerebbe quindi qualsiasi residua concorrenza anche nel secondo mercato. Inoltre, vi sono forti indicazioni del fatto che solo Svedala (e in minor misura Kawasaki) potrebbero presumibilmente accedere al primo mercato (frantoi MP800 e MP1000), in quanto sono gli unici produttori di frantoi a cono che abbiano prodotti di dimensioni e potenza simili ai modelli MP800 e MP1000. Il fatto che Svedala sia considerata come il più serio concorrente potenziale è inoltre confermato dai documenti presentati alla Commissione da Metso, [...]*.
(181) In questo contesto, risulta che l'operazione comporterà l'eliminazione della principale fonte alternativa di concorrenza su entrambi i mercati dei grandissimi frantoi a cono e pertanto determinerà o rafforzerà una posizione dominante.
Frantoi rotanti primari
(182) Le vendite totali di frantoi rotanti primari nel SEE sono estremamente ridotte (18 unità in dieci anni). Tuttavia, nel corso del periodo decennale tra il 1990 e il 1999, le vendite cumulative di Metso e Svedala hanno inciso per oltre il [55-65 %]* sulle vendite totali a livello del SEE. Nel SEE, esistono solo altri due concorrenti, vale a dire F.L. Smidth-Fuller con una quota di mercato del [15-25 %]* e Krupp [10-20 %]*.
(183) L'entità nata dalla fusione sarebbe quindi leader mondiale nelle vendite di frantoi rotanti, con una quota di mercato pari a circa il [30-40 %]*, contro il [15-25 %]* circa del suo maggiore concorrente, F.L. Smidth-Fuller.
(184) Inoltre, vi sono indicazioni che la posizione concorrenziale di Nordberg sia effettivamente più forte di quanto si potrebbe ritenere in base alle sue attuali quote di mercato, poiché i) tali quote di mercato si basano sulle vendite degli attuali prodotti di Nordberg (cioè le gamme GY e Morgardshammar) e ii) Nordberg sta introducendo una nuova tecnologia, volta a sfidare i prodotti leader di Svedala.
(185) La posizione di Nordberg nel campo dei frantoi rotanti primari è tradizionalmente più debole di quella di Svedala. Tuttavia, Nordberg ha recentemente deciso di affrontare questo settore, introducendo una nuova gamma di frantoi rotanti con la prospettiva di incrementare sostanzialmente la propria posizione in questo segmento. In occasione di una fiera di attrezzature minerarie recentemente tenutasi negli Stati Uniti, Metso ha già montato e presentato un prototipo di questa nuova gamma di frantoi ("XP- 50"). Metso ha offerto un frantoio rotante XP-50 in [...]* occasioni nel 2000. In [...]* di tali occasioni, essa non è riuscita a vendere il frantoio XP-50, in particolare perché non era ancora stato testato sul campo. Metso, tuttavia, ha trovato un cliente americano che ha accettato di affittare un frantoio rotante XP-50 in prova. Al termine del periodo di prova (previsto nel [...]*), il cliente potrà esercitare l'opzione d'acquisto del frantoio rotante XP-50. La tecnologia XP-50 sembra pertanto quasi pronta e Metso confida sufficientemente sulla sua affidabilità, tanto da offrirla a vari clienti. La gamma XP-50 sarà quindi molto probabilmente introdotta sul mercato nel 2001.
(186) Metso evidentemente impernia la sua strategia per quanto riguarda i frantoi rotanti primari sulla nuova gamma XP-50. [...]*.
(187) Mediante l'introduzione della gamma XP-50 di frantoi rotanti primari, Metso punta chiaramente ad aggiudicarsi quote di mercato di F.L. Smidth-Fuller e Kawasaki. Si noti che solo la suddetta vendita di prova di un frantoio XP-50 a un cliente americano aumenterà la quota di mercato mondiale di Metso di circa il [0-10 %]*.
(188) Ne consegue che l'operazione progettata avrà un duplice effetto: in primo luogo, eliminerà la concorrenza tra le attuali gamme di prodotto di Metso e Svedala che incidono collettivamente per il [55-65 %] sulle vendite nel SEE e, in secondo luogo, elemento ancora più importante, essa unirà i frantoi leader di Svedala alla nuova e promettente tecnologia XP-50 di Nordberg, per la quale si prevede un successo superiore alle attuali gamme di prodotto di Nordberg. Se, come appare probabile, la gamma XP-50 avrà successo e Metso raggiungerà il suo obiettivo di superare F.L. Smidth-Fuller e Kawasaki, entro il 2002, le parti avranno una quota cumulativa sul mercato dei frantoi rotanti primari pari al [40-55 %]* a livello mondiale e a circa il [65-75 %]* nel SEE. Ciò implica che, a lungo termine, l'introduzione della tecnologia XP-50 abbinata alla gamma leader di prodotti di Svedala renderà probabilmente la posizione concorrenziale dell'entità nata dalla fusione più forte di quanto faccia supporre la combinazione immediata delle linee GY e Morgardshammar di Svedala e Nordberg.
Frantoi a mascelle
(189) Sul mercato dei frantoi a mascelle, l'operazione determinerebbe una quota di mercato congiunta del [35-45 %]* per i frantoi a mascelle minerari. Inoltre, i maggiori concorrenti, Laron con una quota di mercato del [15-25 %]*, Krupp con una quota del [10-20 %]* e PSP [5-15 %]* avrebbero posizioni di mercato nettamente inferiori nel SEE. Le parti avrebbero quindi una posizione significativa e di leadership sul mercato europeo.
Vantaggi concorrenziali aggiuntivi delle parti
(190) Le suddette considerazioni fanno ritenere che l'entità nata dalla fusione deterrà un monopolio di fatto a livello globale (e di conseguenza a livello del SEE) per quanto riguarda i frantoi a cono ad alta capacità e che la stessa otterrà notevoli quote di mercato sui mercati dei frantoi rotanti primari e dei frantoi a mascelle, nei quali avrà dimensioni sostanzialmente superiori ai suoi maggiori concorrenti.
(191) Inoltre, dall'indagine di mercato emerge che l'entità nata dalla fusione beneficerà di numerosi vantaggi concorrenziali aggiuntivi che renderanno ancora più difficile, per altri fornitori e/o concorrenti, sfidare la sua posizione di mercato.
(192) Le prestazioni, l'affidabilità e la qualità sono fattori determinanti per i clienti che intendono acquistare nuovi macchinari di frantumazione delle rocce. L'indagine della Commissione dimostra che le società minerarie sono estremamente sensibili a questi fattori. Inoltre, dato che operano in condizioni difficili e che il valore della loro produzione è generalmente molto più alto dei costi connessi al processi di frantumazione, le società minerarie evitano di correre rischi nella scelta dei fornitori e usano molta prudenza, acquistando solo da fornitori dotati di provata esperienza, anche se ciò implica un prezzo superiore. Ciò è valido soprattutto per gli acquisti di grandi attrezzature essenziali, quali un frantoio a cono ad alta capacità, un grande frantoio a mascelle o un frantoio rotante, in quanto un guasto o un funzionamento non corretto di tali attrezzature metterebbe a rischio l'intera produzione della miniera o della cava. In questo contesto, è importante notare che la grande maggioranza delle società minerarie ha collocato l'affidabilità e la qualità tra i principali punti forti delle parti.
(193) Le società minerarie non solo vogliono prodotti affidabili, ma pretendono anche che il fornitore non sparisca prima della fine della durata operativa dell'attrezzatura acquistata. Essendo chiare leader di settore, le parti sono ritenute finanziariamente più solide di molti dei loro concorrenti più piccoli, ottenendo quindi la preferenza dei clienti avversi al rischio.
(194) Numerose società minerarie sembrano inoltre giudicare che la capacità delle parti di offrire un'ampia gamma di attrezzature costituisca un notevole vantaggio concorrenziale. Offrire un'ampia gamma di attrezzature è importante in particolare poiché le società minerarie sono generalmente grandi imprese che gestiscono siti minerari in luoghi diversi, con differenti caratteristiche geologiche/fisiche. Solo i produttori in possesso di una gamma completa di prodotti sono in grado di fare offerte adeguate per ognuno dei siti del cliente. Essi avranno quindi la possibilità di diventare fornitori "chiave" ed avranno maggiori opportunità di vincere le gare, indette dal cliente. Inoltre, l'ampio portafoglio di prodotti delle parti implica che, rispetto ai loro concorrenti, esse hanno maggiori probabilità di essere invitate a partecipare alle gare per la fornitura di macchinari di frantumazione, con la conseguenza di una maggiore frequenza dei contatti con i clienti e di una migliore comprensione delle loro esigenze. In particolare, l'esperienza ottenuta dalla vendita di un determinato prodotto può essere utilizzata successivamente per presentare un'offerta corretta e mirata di altri prodotti per lo stesso sito minerario o la stessa cava.
(195) Infine, la vasta copertura geografica delle parti costituisce chiaramente un vantaggio concorrenziale aggiuntivo quando si servono le società minerarie, molte delle quali sono multinazionali operanti in diversi continenti.
Insufficienti pressioni concorrenziali da parte dei concorrenti esistenti
(196) Sul mercato dei grandissimi frantoi a cono ad alta capacità, la nuova entità si troverebbe di fatto a non avere concorrenti nel SEE. Ovviamente, perciò, il comportamento delle parti sul mercato non sarebbe limitato dalla restante concorrenza.
(197) Per quanto concerne i frantoi a mascelle e i frantoi rotanti primari, la nuova entità avrebbe una quota di mercato di circa due o tre volte superiore ai suoi principali concorrenti nel SEE, vale a dire PSP, Krupp e F.L. Smidth-Fuller. La mera differenza delle quote di mercato comporta che PSP, Krupp e F.L. Smidth-Fuller non saranno in grado di limitare significativamente il comportamento concorrenziale delle parti. Inoltre, F.L. Smidth-Fuller ritiene di non avere una forte presenza commerciale in Europa, in quanto concentra le proprie attività essenzialmente sulle grandi società minerarie, soprattutto negli USA e in Sud America, mentre una quota notevole del mercato dei frantoi minerari in Europa riguarda le vendite a grandi cave di aggregato che F.L. Smidth-Fuller considera come un diverso tipo di attività. Inoltre, F.L. Smidth-Fuller ha una gamma di prodotti più ristretta delle parti, in quanto non produce frantoi a cono né martelli.
(198) Per quanto concerne il mercato dei frantoi a mascelle minerari, fatta eccezione per la Krupp, i principali concorrenti delle parti sono piccole imprese, spesso operanti in aree limitate. Ad esempio, PSP ha un fatturato annuo totale pari a circa 50 milioni di EUR, mentre Laron, ritenuta dalle parti "il fornitore leader di frantoi a mascelle minerari nel SEE nel 1999", negli ultimi tre anni, non ha venduto alcun frantoio a mascelle minerario fuori dalla Spagna.
(199) Inoltre, le parti potranno avvalersi delle loro forti posizioni su altri mercati di attrezzature di frantumazione, quali quelli dei frantoi a cono (frantoi a cono per A& C e ad alta capacità) e dei frantoi rotanti, allo scopo di svolgere attività mirate e anticoncorrenziali ai danni di Krupp o di altri concorrenti che tentino di sfidare la loro posizione sui mercati dei frantoi a mascelle o dei frantoi rotanti primari. A tale proposito, si noti che, benché Krupp sia attualmente il fornitore leader di frantoi a cono minerari di media capacità nel SEE, non sarebbe certamente difficile per le parti introdursi su questo mercato, sviluppando e offrendo versioni "ridotte" dei loro attuali frantoi a cono ad alta capacità, di grande successo commerciale.
(200) Infine, i concorrenti delle parti nel settore dei frantoi a mascelle (ovvero Laron, Krupp e PSP) sembrano notevolmente svantaggiati sul piano dei costi rispetto alle parti. In particolare, poiché la produzione complessiva di frantoi a mascelle minerari dell'entità nata dalla fusione sarà due o tre volte superiore a quella dei suoi principali concorrenti, essa trarrà vantaggio da importanti economie di scala.
(201) Nella sua risposta alla comunicazione delle obiezioni, Metso ha espresso l'opinione secondo cui le economie di scala derivanti dalla fusione non sarebbero significative, poiché una percentuale sostanziale della produzione di frantoi a mascelle minerari viene affidata all'esterno. Inoltre, le parti ritengono che esse potrebbero essere effettivamente svantaggiate in termini di costi rispetto a concorrenti più piccoli e meno integrati, poiché hanno più costi fissi. Tuttavia, la Commissione non può accettare tali argomentazioni. Innanzitutto, esse sono ampiamente contraddittorie. Se Metso affida all'esterno una grossa parte della sua produzione di frantoi a mascelle minerari, non può allo stesso tempo sostenere di essere svantaggiata in termini di costi, in quanto è integrata verticalmente con le sue fonderie. In secondo luogo, è chiaro che l'esternalizzazione non riduce le economie di scala, poiché maggiore è il volume delle vendite, più facile sarà per il subappaltatore coprire i costi fissi, una gran parte dei quali è costituita da attrezzature quali stampi, ecc. necessarie per la produzione dei componenti acquistati dalle parti. Pertanto, maggiori saranno le vendite delle parti, più basso sarà il prezzo praticato dal subappaltatore. Quindi, le parti traggono vantaggio dalle economie di scala, indipendentemente dal fatto che i costi fissi siano sostenuti direttamente o indirettamente, attraverso il prezzo praticato dai subappaltatori. Inoltre, i maggiori volumi si possono anche tradurre in un maggiore potere d'acquisto nei confronti dei subappaltatori e quindi in spese di fornitura inferiori, per i componenti che le parti acquistano all'esterno. Analogamente e per le stesse ragioni, è artificioso ritenere che i maggiori costi fissi derivanti dall'integrazione verticale con le fonderie del gruppo comportino uno svantaggio concorrenziale per le parti: i concorrenti più piccoli non si possono permettere di avere una fonderia interna proprio perché non godono degli alti volumi di vendita delle parti. Inoltre, una fonderia interna produce pezzi fusi per tutti i tipi di frantoi e non solo per i frantoi a mascelle minerari; quindi i relativi costi fissi possono essere distribuiti sull'intera produzione di attrezzature di frantumazione delle parti. La Commissione conferma pertanto la conclusione, secondo cui l'operazione determinerebbe significative economie di scala per l'entità nata dalla fusione.
(202) Si può quindi concludere che nessun concorrente sarà in grado di sfidare efficacemente le posizioni delle parti sui mercati dei frantoi a cono ad alta capacità, dei frantoi a mascelle minerari e dei frantoi rotanti.
Insufficiente contrapposizione del potere d'acquisto dei clienti
(203) I clienti dei frantoi a cono ad alta capacità non saranno ovviamente in grado di esercitare un potere significativo di contrapposizione che limiti il potere di mercato delle parti. Infatti, ai clienti non resterà di fatto altra scelta che acquistare i frantoi a cono ad alta capacità dall'entità nata dalla fusione.
(204) Inoltre, anche per i frantoi rotanti primari e i frantoi a mascelle, non vi sono indicazioni che i clienti abbiano un sufficiente potere di contrapposizione, tale da limitare il comportamento concorrenziale dell'entità nata dalla fusione. I clienti del SEE generalmente incidono sul fatturato delle parti con quote relativamente scarse. Ad esempio, il principale cliente europeo di Svedala rappresenta solo il [...]* delle vendite di frantoi rotanti di Svedala in tutto il mondo mentre il principale cliente europeo di frantoi a mascelle di Nordberg incide solo per il [...]* sulle vendite complessive di Nordberg in questo settore. Inoltre, i frantoi rotanti primari, i frantoi a mascelle e i frantoi a cono sono ritenuti essenziali per qualsiasi impianto di frantumazione di una società mineraria, con la conseguenza che i clienti generalmente optano per soluzioni sicure e dimostrate anziché passare a fornitori meno conosciuti che non sono in grado di garantire sufficientemente l'affidabilità e la sicurezza dell'assistenza e delle forniture di ricambi, anche se ciò comporta l'accettazione di prezzi più alti.
Assenza di prodotti sostitutivi
(205) È stato sostenuto che esiste un certo grado di intercambiabilità tra i frantoi rotanti e i grandi frantoi a mascelle minerari. Tuttavia, le parti hanno fatto rilevare che i frantoi a mascelle hanno costi che vanno da 40000 EUR a 600000 EUR con una capacità dalle 20 alle 1500 tonnellate/ora mentre un frantoio rotante primario ha un prezzo dell'ordine di 1-2 milioni di EUR e una capacità che va dalle 1000 alle 5000 tonnellate/ora. Risulta quindi che, per le applicazioni di frantumazione primaria di volume elevato (oltre 2000 tonnellate/ora), sono adatti solo i frantoi rotanti. Inoltre, le differenze di prezzo tra i due tipi di attrezzature dimostrano chiaramente che i clienti non li considerano economicamente intercambiabili. Pertanto, si può concludere che l'intercambiabilità dal punto di vista della domanda tra i frantoi rotanti primari e i grandi frantoi a mascelle minerari non basta ad impedire che le parti acquistino una posizione dominante sul mercato dei frantoi rotanti.
(206) Inoltre, la combinazione di forze delle parti sui mercati dei frantoi a mascelle minerari e dei frantoi rotanti primari comporta che esse diventeranno il fornitore di riferimento per tutte le attrezzature minerarie, utilizzate per le applicazioni di frantumazione primaria, indipendentemente dal fatto che il cliente scelga un frantoio rotante o un frantoio a mascelle. Lo scarso grado di intercambiabilità tra i frantoi a mascelle e i frantoi rotanti sarà quindi addirittura inferiore dopo l'operazione, in quanto l'entità nata dalla fusione sarà l'operatore dominante su ciascuno di questi mercati e avrà la possibilità di aumentare i prezzi contemporaneamente su entrambi i mercati.
(207) Le parti hanno sostenuto che l'acquisto di due frantoi a cono più piccoli potrebbe essere considerato come un'alternativa a un solo frantoio ad alta capacità. Tuttavia, come indicato ai precedenti considerando da 70 a 73, questa non rappresenta generalmente un'opzione attendibile ed economica.
(208) Pertanto, si può concludere che non esistono reali sostituti per i frantoi rotanti e i grandissimi frantoi a cono minerari ad alta capacità.
(209) Le parti hanno inoltre dichiarato che, oltre alle attrezzature nuove per la frantumazione delle rocce, all'interno del SEE, esiste un notevole commercio di attrezzature usate e, secondo le parti, vari fornitori operanti a livello globale vendono tali "attrezzature di seconda mano" che vengono anche ampiamente pubblicizzate.
(210) Sulla base dell'indagine di mercato, si può concludere che esiste un mercato distinto per le attrezzature usate. Per le stesse ragioni esposte a proposito dei mercati di A& C, l'esistenza di attrezzature usate non può essere considerata come un'effettiva limitazione concorrenziale, nell'analisi della posizione di mercato delle parti. Si noti che le attrezzature usate "vecchie" non vengono normalmente prese in considerazione dalle società minerarie, estremamente sensibili ai rischi e che i frantoi minerari usati "recenti" (con pochi anni di età) sono difficilmente reperibili. In particolare, una società mineraria ha dichiarato che una volta "ha installato un frantoio rotante primario usato per ragioni di costo" ma ciò si è rivelato "un grave errore" e alla fine ha dovuto comprare un nuovo frantoio.
(211) Alla luce di quanto sopra, si conclude pertanto che le attrezzature usate o le tecnologie alternative non costituiscono limitazioni sostanziali al comportamento concorrenziale delle parti sui mercati dei frantoi a cono ad alta capacità e dei frantoi rotanti primari.
Forti barriere all'accesso
(212) Non esiste alcuna indicazione a sostegno dell'ipotesi che la posizione dell'entità nata dalla fusione sul mercato dei frantoi a cono ad alta capacità e dei frantoi rotanti primari possa essere posta sostanzialmente in discussione nel breve o medio periodo dalla prospettiva di nuovi ingressi sul mercato.
(213) Esistono forti barriere che impediscono l'accesso al mercato dei frantoi a cono ad alta capacità, dovute agli investimenti e alla tecnologia necessari. Alcuni concorrenti hanno segnalato che occorrerebbero sino a cinque anni per realizzare e commercializzare un grandissimo frantoio a cono ad alta capacità. Inoltre, dato lo scarsissimo volume delle vendite globali di grandissimi frantoi a cono ad alta capacità, è altamente improbabile che nuovi concorrenti tentino di penetrare in questo segmento di mercato. Infatti, oltre alle parti, l'unico altro operatore presente su questo mercato è la Kawasaki, la quale non ha registrato particolari successi, in quanto è riuscita ad acquisire non oltre il [5-15 %] delle vendite mondiali e, negli ultimi tre anni, non ha effettuato alcuna vendita in Europa.
(214) L'operazione eliminerà l'unico significativo concorrente di Nordberg sul mercato dei frantoi a cono ad alta capacità e probabilmente l'unico che disponga di risorse tecnologiche e finanziarie, sufficienti per espandere con successo le proprie vendite di grandissimi frantoi a cono. A tale riguardo, un documento interno sulla strategia di Metso del 1o agosto 1999 recita: [...]*.
(215) Un nuovo ingresso sul mercato dei frantoi rotanti primari è estremamente improbabile anche a causa dello scarsissimo volume delle vendite, a livello sia europeo sia globale. Infatti, nel corso degli ultimi tre anni, le vendite annue di frantoi rotanti a livello mondiale non hanno superato le 30 unità. Altri hanno fatto rilevare che a un nuovo concorrente occorrerebbero circa cinque anni per progettare, costruire, installare e testare un nuovo frantoio rotante. Date le ridotte dimensioni del mercato, le spese di sviluppo e gli investimenti che un nuovo concorrente dovrebbe sostenere non sono recuperabili in un periodo ragionevole di tempo. L'accesso sarebbe ancora più difficile ora che Nordberg ha appena introdotto sul mercato la nuova gamma XP-50 di frantoi rotanti primari moderni ed evidentemente efficienti, che nei documenti di Nordberg sono descritti come [...]*.
(216) Inoltre, l'accesso di concorrenti operanti fuori dal SEE non rappresenta una credibile minaccia per la posizione delle parti sui mercati dei frantoi rotanti e dei frantoi a mascelle. Infatti, oltre ai produttori cinesi e russi che hanno una presenza commerciale molto ridotta all'esterno delle proprie aree nazionali, gli unici significativi concorrenti delle parti a livello globale sul mercato dei frantoi rotanti sono Kobe, Kawasaki, F.L. Smidth-Fuller e Krupp. Sul mercato dei frantoi a mascelle minerari, i principali concorrenti delle parti a livello globale sono Kobe e Terex, con quote del mercato mondiale inferiori al [0-10 %]. F.L Smidth-Fuller e Krupp sono già attive sul mercato europeo dei frantoi rotanti e non possono essere quindi considerate come potenziali "nuovi concorrenti". Tra i concorrenti globali sul mercato dei frantoi rotanti, solo Kobe e Kawasaki, che tra il 1990 e il 1999 non hanno venduto frantoi minerari nel SEE, potrebbero essere eventualmente considerate come potenziali nuovi concorrenti. Tuttavia, a livello globale, la presenza di Kobe e Kawasaki sul mercato dei frantoi rotanti è molto limitata. Secondo le stime delle parti, la quota di Kobe sul mercato mondiale(12) è pari a circa il [5-15 %]* e la quota di mercato di Kawasaki è di circa il [0-10 %] mentre le parti, a seguito della fusione, avrebbero una quota stimata del mercato mondiale pari al [30-40 %]*. Analogamente, Kobe e Terex non hanno venduto frantoi a mascelle minerari in Europa tra il 1990 e il 1999 e detengono quote modeste delle vendite mondiali di frantoi a mascelle minerari. Inoltre, la maggior parte dei concorrenti e dei clienti considera Kobe e Kawasaki come operatori essenzialmente attivi nell'area Asia-Pacifico anziché come concorrenti globali. Risulta quindi evidente che Kobe, Kawasaki e Terex non rappresentano una seria minaccia per la posizione delle parti sui mercati dei frantoi a mascelle e dei frantoi rotanti del SEE.
(217) L'accesso ai mercati dei frantoi a cono ad alta capacità o dei frantoi rotanti primari comporterebbe notevoli rischi, difficilmente compensabili, date le scarse dimensioni di tali mercati. Inoltre, le caratteristiche di tali mercati e in particolare la durata dei prodotti e gli effetti che un guasto può avere sull'attività del cliente, comportano che un nuovo concorrente dovrebbe superare forti barriere per entrarvi. Dato che i clienti sono estremamente sensibili all'affidabilità, qualsiasi nuovo concorrente dovrebbe dimostrare che i suoi prodotti sono almeno di qualità equivalente a quelli delle parti. L'avversione al rischio delle società minerarie comporta che esse saranno probabilmente riluttanti ad acquistare da un nuovo concorrente, a meno che esso non sia stato capace di dimostrare la qualità dei suoi prodotti per un periodo di tempo sufficientemente lungo. Pertanto, un nuovo concorrente dovrebbe impegnare una quantità considerevole di tempo e risorse nella presentazione dei prodotti, prima di poter effettuare delle vendite. Ciò ridurrebbe ulteriormente la redditività di un accesso al mercato dei frantoi a cono ad alta capacità e/o dei frantoi rotanti primari.
(218) Inoltre, i nuovi concorrenti dovrebbero affrontare un'ulteriore barriera, in quanto, nel SEE, le parti detengono la quota più vasta dei frantoi rotanti primari installati e la quasi totalità dei frantoi a cono ad alta capacità installati. Questo gran numero di attrezzature installate comporta che, data l'importanza dei servizi di assistenza, le parti manterranno un accesso privilegiato alle maggiori società minerarie europee.
(219) Nella loro risposta alla comunicazione delle obiezioni, le parti hanno sostenuto che le barriere all'accesso sul mercato dei frantoi a mascelle minerari sono di scarsa entità ed hanno fatto riferimento a Extec, una società con sede nel Regno Unito che "ha introdotto un frantoio mobile a mascelle, partendo dal nulla nel 1996 ed ora dispone di una gamma di frantoi a mascelle mobili per A& C che vende in tutto il SEE". Tuttavia, Extec non può essere considerata come un nuovo concorrente sul mercato dei frantoi a mascelle minerari, poiché i frantoi a mascelle mobili per A& C sono notevolmente più piccoli dei frantoi a mascelle minerari (sempre fissi) e rientrano nel mercato dei frantoi a mascelle per A& C, diverso dal mercato dei frantoi a mascelle minerari ed inoltre Extec non ha mai venduto frantoi a mascelle minerari. Le parti non hanno fornito altre prove di recenti accessi a questo mercato che abbiano avuto successo.
(220) Inoltre, a livello del SEE e mondiale, la domanda complessiva di frantoi a mascelle minerari è estremamente scarsa rispetto ad altri tipi di attrezzature di frantumazione delle rocce. Negli ultimi anni, la media della domanda annua di frantoi a mascelle minerari è stata di [...]* nel SEE e di circa 50 nel mondo mentre la domanda di frantoi a mascelle per A& C è stata superiore alle 600 unità all'anno, solo nel SEE. Ciò spiega perché i "nuovi concorrenti" come Extec si sono posti come obiettivo il mercato dei frantoi a mascelle per A& C ed hanno effettivamente evitato di introdursi sul mercato dei frantoi a mascelle minerari. Pertanto e per le stesse ragioni esposte ai precedenti considerando da 213 a 217 riguardo all'accesso al mercato dei frantoi rotanti primari o al mercato dei frantoi a cono ad alta capacità, è estremamente improbabile l'ingresso di nuovi concorrenti sul mercato dei frantoi a mascelle minerari, date le ridotte dimensioni di quest'ultimo (a livello del SEE e mondiale) e a causa della notevole avversione al rischio delle società minerarie.
(221) Infine, i rischi e i costi precedentemente citati saranno ulteriormente accresciuti dall'operazione progettata, per le stesse ragioni esposte riguardo ai mercati di A& C. Qualsiasi nuovo concorrente dovrebbe confrontarsi con un operatore dominante, in possesso di un'eccellente reputazione, di un portafoglio di prodotti e di una presenza geografica molto ampi, nonché di volumi di vendita e di una base di clientela considerevoli.
(222) Alla luce di quanto sopra, si conclude che la potenziale concorrenza non sarà sufficiente per porre limitazioni sostanziali al comportamento concorrenziale dell'entità nata dalla fusione.
Effetti dell'operazione
(223) Alla luce di quanto sopra, si conclude che l'entità nata dalla fusione sarà in grado di agire indipendentemente dai concorrenti e dai fornitori sui mercati dei frantoi a cono ad alta capacità, dei frantoi a mascelle e dei frantoi rotanti primari e che la sua posizione concorrenziale non sarà sufficientemente limitata dalla prospettiva di nuovi concorrenti potenziali.
(224) La posizione di mercato dell'entità nata dalla fusione sarà addirittura rafforzata, in quanto, come indicato ai precedenti considerando da 190 a 195, essa beneficerà di numerosi vantaggi concorrenziali in aggiunta alle sue dimensioni complete, tra cui in particolare la massima reputazione e copertura geografica del settore e un portafoglio di prodotti ineguagliabile.
C. Conclusione
(225) Alla luce di quanto sopra, si conclude pertanto che l'operazione determinerà o rafforzerà una posizione dominante dell'entità nata dalla fusione sui mercati dei frantoi rotanti primari del SEE, dei frantoi a mascelle minerari del SEE e dei frantoi minerari a cono ad alta capacità del SEE.
VIII. IMPEGNI ASSUNTI DA METSO
(226) Il 13 dicembre 2000, le parti si sono offerte di assumere determinati impegni, allo scopo di eliminare le riserve espresse dalla Commissione in materia di concorrenza nella sua comunicazione delle obiezioni. Tali impegni sono stati successivamente corretti dalle parti che hanno tenuto conto di alcune rettifiche richieste dalla Commissione, soprattutto alla luce dei risultati dell'indagine di mercato. Il testo integrale degli impegni definitivi è riportato all'allegato II.
A. Sunto degli impegni
(227) Gli impegni che le parti si sono offerte di assumere consistono nella cessione di tre controllate di Svedala, operanti nei settori della ricerca e sviluppo, della produzione e della progettazione di attrezzature di frantumazione, nella cessione della linea GY di frantoi rotanti primari di Nordberg e nella cessione di determinate risorse, impegnate da Svedala per la distribuzione nel SEE.
(228) Più specificatamente, gli impegni comprendono:
- la cessione di Svedala - Arbra AB ("SAAB"), una società interamente controllata da Svedala, presso la quale vengono prodotti tutti i frantoi a cono Hydrocone (compreso il frantoio a cono minerario ad alta capacità H8000 di Svedala) e i frantoi a mascelle Jawmaster,
- la cessione di Svedala SA ("SAA"), una società interamente controllata da Svedala, presso la quale vengono prodotti tutti i frantoi a cono Eurocone, alcuni martelli ad albero orizzontale, vagli, alimentatori, nastri trasportatori e le versioni mobili di tali prodotti. SAA possiede anche una struttura di progettazione a Clichy (Francia),
- la cessione di Svedala Mobile Equipment AB ("SMEAB"), una società interamente controllata da Svedala, che produce le versioni mobili dei frantoi a mascelle Jawmaster e i frantoi a cono Hydrocone, oltre a vagli mobili e alimentatori mobili,
- la cessione delle linee GY e Morgardshammar di frantoi rotanti primari di Nordberg e della tecnologia per il nuovo prototipo XP-50 di Nordberg,
- il trasferimento di personale e risorse chiave relativi alla distribuzione dei prodotti di Svedala in Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito,
- la cessione del contratto di distribuzione, stipulato in Portogallo da Svedala con un terzo.
(229) La cessione di SAAB, SAA, SMEAB e delle linee di frantoi rotanti primari di Nordberg comprenderà tutti i relativi diritti di proprietà intellettuale, le apparecchiature, gli stock di parti nonché i diritti a contratti di fornitura, personale e contratti di vendita. Gli impegni comprenderanno anche il trasferimento dei contratti di locazione stipulati da Svedala per tutti i terreni e fabbricati delle strutture di SAAB e SMEAB (non appartenenti a Svedala).
B. Valutazione degli impegni
Frantoi a cono e a mascelle
(230) Gli impegni proposti dalle parti comporteranno la cessione di tutti i prodotti di Svedala nel settore dei frantoi a cono e dei frantoi a mascelle, eliminando quindi completamente la sovrapposizione dei prodotti, esistente tra Nordberg e Svedala in questi settori.
(231) Inoltre, risulta che il pacchetto di cessioni comprenda beni, personale e diritti sufficienti a consentire agli acquirenti delle attività cedute di operare sui mercati interessati con la necessaria forza concorrenziale. In particolare, si noti che gli impegni proposti comprendono tutte le strutture di produzione dei frantoi a cono di Svedala nonché un vasto numero di beni e personale nel campo di ricerca e sviluppo, progettazione e distribuzione.
(232) Analogamente, sebbene gli impegni proposti non includano tutte le strutture di Svedala incaricate della produzione di frantoi a mascelle, in quanto l'impianto di Svedala in Brasile (nel quale viene prodotta la maggior parte dei frantoi a mascelle Jawmaster) non rientra nel pacchetto delle cessioni, dai dati forniti dalle parti risulta che tale produzione potrebbe essere rilevata dall'impianto di Svedala in Svezia. Quest'ultimo infatti continua a produrre la linea Jawmaster e pertanto dispone di macchine, utensili e know-how del settore e attualmente è sottosfruttato pur avendo la capacità necessaria per ospitare la produzione attualmente effettuata in Brasile. Durante il periodo di transizione che precede la completa presa in carico del prodotto attualmente fabbricato in Brasile da parte dell'impianto Svedala, le parti si impegnano a produrre sotto licenza i frantoi Jawmaster, richiesti dall'acquirente dell'attività ceduta.
Frantoi rotanti primari
(233) Gli impegni proposti comprendono altresì la cessione di tutte le linee di prodotto di Nordberg nel campo dei frantoi rotanti, vale a dire le linee di frantoi rotanti primari GY e Morgårdshammar, attualmente vendute da Nordberg; e la nuova tecnologia XP-50 di Nordberg, non ancora venduta ma destinata a diventare parte integrante della strategia di Nordberg nel settore dei frantoi rotanti [...]*.
(234) Al fine di rimuovere le riserve in materia di concorrenza, sollevate nel presente caso, occorre eliminare completamente le sovrapposizioni. La proposta iniziale di Metso che prevedeva la concessione in licenza della nuova tecnologia XP avrebbe creato una situazione, nella quale l'acquirente dell'attività ceduta acquisterebbe gli attuali prodotti di Metso (antiquati) più una licenza per un prodotto non completamente sviluppato, mentre l'entità nata dalla fusione comprenderebbe sia la gamma leader dei prodotti di Svedala sia la nuova tecnologia di Metso. Esistono quindi seri rischi che, in una situazione di questo genere, l'acquirente dell'attività ceduta non possa operare competitivamente sul mercato. Ad esempio, quale licenziatario, l'acquirente avrebbe una reputazione inferiore a quella dell'entità nata dalla fusione che sarebbe concessore della licenza e chiaro leader di mercato. In secondo luogo, in tale situazione, l'acquirente potrebbe anche decidere di non investire nello sviluppo definitivo della tecnologia XP, temendo di non avere una base di clientela sufficiente per recuperare l'investimento.
(235) Inoltre, risulta che il pacchetto di cessioni comprenda beni, personale e diritti sufficienti a consentire agli acquirenti delle attività cedute di operare sui mercati interessati con la necessaria forza concorrenziale. In particolare, benché gli impegni non comprendano strutture produttive o personale destinati a quei prodotti, ciò non appare necessario nel caso presente. Infatti, in base ai dati forniti dalle parti, Nordberg non dispone di beni o personale di produzione destinati alla fabbricazione di frantoi rotanti, in quanto la domanda di tali prodotti è troppo infrequente perché un tale approccio possa ritenersi economico. Risulta invece che i componenti vengano subappaltati a terzi e che il frantoio rotante venga successivamente montato presso il cliente.
(236) Inoltre, sebbene le cessioni non comprendano il personale direttamente impegnato in produzione, progettazione o ricerca e sviluppo relative ai frantoi rotanti primari di Nordberg, esse comprendono il personale di Svedala attualmente impegnato in ricerca e sviluppo, progettazione e produzione della gamma di frantoi rotanti di Svedala. Dai dati forniti dalle parti, risulta che tale personale potrebbe occuparsi dello sviluppo e della produzione della gamma di frantoi rotanti primari di Nordberg, poiché la tecnologia dei prodotti di Svedala e Nordberg è sostanzialmente la stessa. In particolare, riguardo alla tecnologia XP-50, l'acquirente dell'attività ceduta potrà recarsi presso la fabbrica di Metso negli Stati Uniti, allo scopo di ottenere il completo trasferimento della tecnologia e di ricevere tutti i dati relativi ai test attualmente effettuati negli Stati Uniti presso un cliente.
Conclusione
(237) Alla luce di quanto sopra, la Commissione conclude che gli impegni assunti dalle parti sono sufficienti a rimuovere le riserve in materia di concorrenza, sollevate dalla Commissione nell'ambito dell'indagine relativa all'operazione progettata.
IX. CONCLUSIONE
(238) L'operazione è pertanto da dichiararsi compatibile con il mercato comune e con l'accordo SEE, a norma dell'articolo 8, paragrafo 2, del regolamento sulle concentrazioni, condizionda al pieno rispetto e adempimento degli impegni offerti dalle Parti. Essa infatti non determina né rafforza un posizione dominante, in grado di impedire in misura rilevante un'efficace concorrenza nel mercato comune o in parti essenziali dello stesso,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'operazione notificata, mediante la quale Metso Corporation acquisisce Svedala Industri AB, è dichiarata compatibile con il mercato comune e con l'accordo SEE, subordinatamente al pieno adempimento degli impegni stabiliti nell'allegato I.
Articolo 2
Destinataria della presente decisione è: Metso Corporation Fabianinkatu 9A PO Box 220 FIN - 00101 Helsinki.
Fatto a Bruxelles, il 24 gennaio 2001.

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