Document ID: 31998R0663

REGOLAMENTO (CE) N. 663/98 DEL CONSIGLIO del 23 marzo 1998 che modifica il regolamento (CE) n. 2022/95, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
1. Misure precedenti
(1) Nel maggio 1994, con decisione 94/293/CE (2) della Commissione, sono state adottate misure antidumping nei confronti delle importazioni di nitrato di ammonio originario della Lituania e della Russia, facendo seguito ad un procedimento antidumping regionale relativo alle importazioni nel Regno Unito. Tali misure consistevano nell'accettazione di impegni intesi a limitare le esportazioni da ciascuno dei due paesi nel Regno Unito a 100 000 tonnellate l'anno. Tuttavia, le autorità russe hanno violato l'impegno offerto già nel corso del primo anno di validità.
(2) Nel giugno 1994, in seguito ad una denuncia presentata dalla European Fertilizer Manufacturers Association (EFMA), è stata avviata (3) un'inchiesta antidumping a livello comunitario relativa alle importazioni di nitrato di ammonio originario della Lituania e della Russia.
Nell'agosto 1995 il Consiglio, con regolamento (CE) n. 2022/95 (4), ha istituito un dazio antidumping definitivo, sotto forma di un dazio variabile, sulle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia. L'importo del dazio antidumping era pari alla differenza tra il prezzo all'importazione minimo di 102,90 ecu per tonnellata netta di prodotto e il prezzo netto cif, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, qualora quest'ultimo fosse inferiore al prezzo minimo all'importazione. Al tempo stesso, la Commissione ha chiuso il procedimento antidumping regionale nei confronti delle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia (5) con la decisione 95/345/CE.
Per quanto riguarda le importazioni originarie della Lituania, alla luce dei risultati dell'inchiesta relativa alla causa del pregiudizio il procedimento a livello comunitario è stato chiuso con la decisione 95/344/CE della Commissione senza comportare l'istituzione di misure (6). Tuttavia, l'impegno relativo alle importazioni originarie della Lituania nel Regno Unito, accettato nell'ambito del procedimento antidumping regionale, è rimasto in vigore.
L'inchiesta che ha portato all'istituzione delle misure a livello comunitario viene denominata in appresso «l'inchiesta iniziale». Il periodo coperto dall'inchiesta iniziale era compreso tra il 1° aprile 1993 e il 31 marzo 1994.
2. Domanda di riapertura dell'inchiesta
(3) Nell'aprile 1997, a norma dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio (in prosieguo denominato «il regolamento di base»), l'EFMA ha presentato una richiesta di riapertura dell'inchiesta relativa alle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia, allo scopo di esaminare se le misure antidumping avessero o meno avuto effetti sui prezzi di rivendita o sui successivi prezzi di vendita.
La richiesta è stata presentata per conto di produttori comunitari la cui produzione complessiva di nitrato di ammonio rappresentava, a norma dell'articolo 5, paragrafo 4 del regolamento di base, una quota maggioritaria della produzione complessiva del prodotto in causa nella Comunità, vale a dire dall'industria comunitaria nel procedimento.
(4) Nella domanda si sosteneva che l'istituzione dei dazi antidumping sulle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia non aveva provocato alcuna variazione, o comunque variazioni insufficienti, dei prezzi di rivendita o dei successivi prezzi di vendita nella Comunità. L'industria comunitaria ha allegato informazioni ed elementi di prova prima facie, tali da giustificare la riapertura dell'inchiesta; le prove consistono nel confronto tra il prezzo di rivendita alla tonnellata che era prevedibile dopo l'imposizione delle misure (calcolato sommando al prezzo all'importazione minimo, stabilito dal regolamento (CE) n. 2022/95 del Consiglio, tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita) con i prezzi di rivendita effettivi alla tonnellata praticati in due Stati membri (Francia e Regno Unito), nei quali il consumo rappresentava, secondo quanto affermato, l'82 % del consumo di nitrato di ammonio nella Comunità.
3. Riapertura dell'inchiesta
(5) Gli elementi di prova allegati alla richiesta sono stati considerati sufficienti. Il 29 maggio 1997, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (7), la Commissione ha annunciato, a norma dell'articolo 12 del regolamento di base, la riapertura dell'inchiesta relativa alle misure antidumping applicabili alle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia e ha avviato una nuova inchiesta.
(6) La Commissione ha ufficialmente informato della riapertura dell'inchiesta i produttori/esportatori e gli importatori/operatori commerciali/distributori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i produttori comunitari e ha offerto alle parti interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere di essere sentite. Tutte le parti che ne hanno fatto richiesta sono state sentite. La Commissione ha inoltre ricevuto osservazioni, verbalmente e per iscritto, da taluni importatori/operatori commerciali/distributori, dall'EFMA e da alcuni dei suoi membri. Ha inoltre inviato direttamente questionari a tutti i produttori/esportatori e a tutti gli importatori/operatori commerciali/distributori notoriamente interessati.
a) Produttori/esportatori nel paese di origine e società ad essi collegate
La Commissione non ha ricevuto alcuna risposta al questionario entro il termine stabilito. Un produttore/esportatore ha risposto dopo lo scadere del termine, ma in modo tale da doversi ritenere insufficiente. Pur essendogli stata offerta l'opportunità di rimediare alle omissioni e lacune presenti nella sua risposta, non lo ha fatto. La suddetta società è stata perciò informata che questo era considerato mancata collaborazione e le è stata offerta la possibilità di presentare le proprie osservazioni circa tale decisione, a norma dell'articolo 18. paragrafo 4 del regolamento di base. La società ha replicato, dopo lo scadere del termine previsto, di aver fornito informazioni non riservate, che la Commissione avrebbe dovuto utilizzare. Le informazioni non riservate già fornite erano tuttavia chiaramente insufficienti per lo scopo della nuova inchiesta.
b) Importatori/operatori commerciali/distributori nella Comunità
Nove importatori/operatori commerciali/distributori non collegati si sono manifestati presso la Commissione e hanno risposto al questionario. Due di loro, non avendo in seguito accettato di collaborare, sono stati esclusi dalla nuova inchiesta. Entrambe le società sono state informate di questa decisione ed è stata loro offerta l'opportunità di presentare le loro osservazioni, a norma dell'articolo 18, paragrafo 4 del regolamento di base.
La Commissione ha svolto visite di verifica presso le sedi delle seguenti società:
- Unifert France, SA, Francia,
- SHB Trading Ltd, Regno Unito,
- ConAgra Resources Europe Ltd, Regno Unito,
- Common Market Fertilizers, SA, Belgio.
La Commissione non ha svolto visite di verifica presso le sedi dei restanti tre importatori/operatori commerciali/distributori che hanno collaborato, ma ha tenuto debito conto delle informazioni fornite nelle loro risposte.
(7) La nuova inchiesta ha riguardato il periodo compreso tra il 1° aprile 1996 e il 31 marzo 1997 (in prosieguo denominato «il periodo della nuova inchiesta»).
(8) La durata della nuova inchiesta ha superato il periodo normale di sei mesi previsto dall'articolo 12, paragrafo 4 del regolamento di base, in quanto la notevole mancanza di collaborazione incontrata nel raccogliere le informazioni ha ostacolato il lavoro della Commissione.
B. PRODOTTO IN ESAME
(9) Il prodotto in esame nella nuova inchiesta è lo stesso, originario della Russia, di cui all'inchiesta iniziale, cioè il nitrato di ammonio, un fertilizzante prodotto sotto forma di prill o di granuli, attualmente classificabile ai codici NC 3102 30 90 (nitrato di ammonio altrimenti che in soluzione acquosa) e 3102 40 90 (miscugli di nitrato di ammonio e di carbonato di calcio o di altre sostanze inorganiche non fertilizzanti, con tenore di azoto superiore a 28 % in peso).
C. LA NUOVA INCHIESTA
1. Collaborazione
(10) Nessun produttore/esportatore di nitrato di ammonio situato in Russia, né alcun importatore/operatore commerciale/distributore situato nella Comunità o fuori di essa hanno collaborato alla nuova inchiesta. Inoltre, come indicato al considerando (11) seguente, la Commissione ha ricevuto scarsa collaborazione da parte degli importatori/operatori commerciali/distributori non collegati aventi sede nella Comunità o fuori di essa.
A norma dell'articolo 18 del regolamento di base, si è quindi fatto ricorso ai dati disponibili, utilizzando opportunamente le informazioni ricavate dalle pubblicazioni di categoria o fornite dalle autorità doganali del Regno Unito, dagli importatori/operatori commerciali/distributori che hanno collaborato e dall'industria comunitaria.
(11) Gli acquisti delle società che hanno collaborato rappresentavano soltanto il 20 % delle importazioni nella Comunità di nitrato di ammonio originario della Russia durante il periodo della nuova inchiesta. Inoltre, un certo numero di società che hanno collaborato erano collegate a imprese che non hanno collaborato e che operano anch'esse nel settore del commercio del nitrato di ammonio originario della Russia. Nonostante ciò significasse che la Commissione non poteva considerare pienamente attendibili né complete le informazioni fornite da tali società, questi dati non sono comunque stati trascurati, qualora fossero pertinenti, poiché si è ritenuto che le omissioni e carenze non fossero tali da causare eccessive difficoltà per l'elaborazione di conclusioni sufficientemente precise, a norma dell'articolo 18, paragrafo 3 del regolamento di base. A tale riguardo, per calcolare il livello del prezzo di rivendita che era ragionevole prevedere per il prodotto in esame dopo l'introduzione delle misure, si è fatto ricorso ai costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita verificati in loco presso le società che hanno collaborato e che hanno fornito le informazioni ritenute più accurate.
2. Variazioni dei prezzi di rivendita nella Comunità
(12) A norma dell'articolo 12, paragrafi 1 e 2 del regolamento di base, si è stabilito se l'istituzione dei dazi antidumping definitivi nel 1995 avesse o meno provocato la variazione prevista dei prezzi di rivendita nella Comunità. In particolare, si è effettuato il confronto tra il prezzo di rivendita prevedibile praticato al primo acquirente indipendente nel periodo della nuova inchiesta (il «prezzo di rivendita di riferimento») e il prezzo di rivendita effettivamente accertato nello stesso periodo (il «prezzo di rivendita effettivo»).
a) Calcolo del prezzo di rivendita di riferimento
(13) Per determinare il prezzo di vendita di riferimento, si è ritenuto opportuno sommare al prezzo minimo all'importazione, stabilito a norma dell'inchiesta iniziale, tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita, più un margine per il profitto.
In mancanza di informazioni più precise, tuttavia, si è mantenuta una distinzione tra i costi relativi alle importazioni effettuate dagli importatori/operatori commerciali/distributori che hanno collaborato - per i quali i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita erano stati verificati in loco - e i costi relativi alle importazioni effettuate da quelli che non hanno collaborato, i cui costi sono invece stati determinati sulla base dei dati disponibili, a norma dell'articolo 18 del regolamento di base.
(14) Per calcolare i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita per le società che hanno collaborato, si sono applicati gli opportuni adeguamenti per il dazio doganale, la movimentazione, i costi accessori, le spese generali, amministrative e di vendita (inclusi i costi del credito) e il profitto, secondo quanto verificato in loco.
Dopo la divulgazione dei risultati della nuova inchiesta, un importatore ha sostenuto che la redditività utilizzata nel calcolo non rifletteva l'effettiva redditività verificata in loco. Il tasso di redditività utilizzato è stato perciò riesaminato e, dopo attenta considerazione, si è applicato l'opportuno adeguamento.
(15) Per le società che non hanno collaborato si sono applicati gli opportuni adeguamenti per il dazio doganale, la movimentazione, i costi accessori, le perdite di prodotto, le spese generali, amministrative e di vendita (inclusi i costi del credito) e il profitto, utilizzando i costi più elevati accertati, per ciascuno Stato membro, per le società che hanno collaborato. Si è tenuto debito conto del fatto che le importazioni nel Regno Unito relative alle società che non hanno collaborato sono state principalmente effettuate alla rinfusa, come indicato dagli elementi di prova forniti dalle autorità doganali. Al riguardo, nel calcolare i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita per le importazioni effettuate nel Regno Unito dalle società che non hanno collaborato, si sono inclusi anche i costi dei sacchi e dell'imballaggio. Il margine per il profitto è stato determinato sulla base delle informazioni contenute nella domanda di apertura della nuova inchiesta.
(16) Per determinare il prezzo di rivendita di riferimento nella Comunità, espresso in ecu, per il periodo della nuova inchiesta, si è sommato alla media ponderata dei costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita e al margine di profitto il prezzo minimo all'importazione stabilito a norma dell'inchiesta iniziale (cioè su base cif, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto).
b) Prezzo di rivendita effettivo dopo l'imposizione delle misure
(17) Si è quindi provveduto alla determinazione del prezzo di rivendita effettivo praticato al primo acquirente indipendente per tutte le importazioni nella Comunità di nitrato di ammonio originario della Russia effettuate nel periodo della nuova inchiesta. Si è fatta distinzione tra il prezzo di rivendita effettivo calcolato per le importazioni effettuate dagli importatori/operatori commerciali/distributori che hanno collaborato e quello stabilito per le importazioni effettuate dalle società che non hanno collaborato.
(18) Per le importazioni effettuate dalle società che hanno collaborato, il prezzo di rivendita effettivo è stato calcolato in base alle informazioni verificate in loco.
(19) Per le importazioni effettuate dalle società che non hanno collaborato, a norma dell'articolo 18 del regolamento di base, il prezzo di rivendita effettivo è stato calcolato in base ai dati disponibili, su base mensile e per ciascuno Stato membro per il periodo della nuova inchiesta, facendo riferimento ai prezzi di mercato pubblicati nelle riviste di categoria. In mancanza di informazioni più precise, per evitare di premiare l'omessa collaborazione e dal momento che i prezzi di mercato a cui si è fatto riferimento erano relativi a tutte le importazioni di nitrato di ammonio mentre, secondo le informazioni ricevute nel corso del periodo della nuova inchiesta, il nitrato di ammonio russo viene venduto ad un prezzo inferiore rispetto alle importazioni dello stesso prodotto originarie di altri paesi, si è utilizzato il prezzo di mercato minimo pubblicato.
(20) Infine, si è calcolata una media ponderata unica del prezzo di rivendita effettivo, espresso in ecu, per tutte le importazioni del prodotto in esame (sia alla rinfusa che imballato) per il periodo della nuova inchiesta.
c) Variazione insufficiente dei prezzi di rivendita
(21) Si è quindi calcolata la differenza tra il prezzo di rivendita effettivo e il prezzo di rivendita di riferimento, al fine di stabilire se l'istituzione delle misure antidumping avesse o meno provocato una variazione sufficiente dei prezzi di rivendita.
(22) Si è appurato che l'istituzione delle misure antidumping aveva provocato una variazione insufficiente dei prezzi di rivendita nella Comunità. Il prezzo di rivendita effettivo è cioè rimasto al di sotto del prezzo di rivendita di riferimento, su base di una media ponderata. Il fenomeno è stato poi espresso in percentuale della media ponderata del prezzo di rivendita effettivo, con il seguente margine: 9,0 %.
Poiché le variazioni dei prezzi di rivendita nella Comunità erano nettamente insufficienti, la Commissione non ha ritenuto necessario indagare ulteriormente riguardo alle variazioni dei successivi prezzi di vendita.
d) Altri fattori che hanno inciso sul prezzo medio di rivendita del prodotto dopo l'istituzione del dazio antidumping
(23) Le parti interessate non hanno addotto altre argomentazioni e la Commissione non ha individuato, nel corso della nuova inchiesta, altri fattori tali da spiegare perché, dopo l'istituzione del dazio antidumping, i prezzi di rivendita non abbiano registrato, come precedentemente indicato, le variazioni che sarebbe stato logico prevedere.
Alcuni importatori hanno affermato che il basso livello dei prezzi di rivendita rifletteva le condizioni inadeguate del mercato del nitrato di ammonio. Tuttavia, tale argomento non ha nulla a che vedere con la questione in esame, cioè il fatto che, nel corso del periodo della nuova inchiesta (un anno), sebbene fosse stato imposto un prezzo minimo all'importazione, i prezzi di rivendita hanno rispecchiato in modo insufficiente i costi sostenuti e il profitto realizzato.
e) Conclusione
(24) Il Consiglio conclude che, per il nitrato di ammonio originario della Russia, le misure antidumping non hanno dato luogo a variazioni sufficienti dei prezzi di rivendita nella Comunità a norma dell'articolo 12, paragrafo 2 del regolamento di base.
3. Nuovo calcolo del margine di dumping
(25) A norma dell'articolo 2 del regolamento di base, si è determinato un nuovo margine di dumping, come previsto dall'articolo 12, paragrafo 2 di tale regolamento.
a) Valore normale
(26) Dato che nessun produttore/esportatore ha addotto una variazione del valore normale a norma dell'articolo 12, paragrafo 5 del regolamento di base, per ricalcolare il margine di dumping si è utilizzato il valore normale stabilito nell'inchiesta iniziale per il paese di riferimento (la Polonia).
b) Rivalutazione del prezzo all'esportazione
(27) Si è stabilito un unico prezzo all'esportazione per tutte le importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia nella Comunità nel periodo della nuova inchiesta.
(28) Per le importazioni effettuate dagli importatori/operatori commerciali/distributori che hanno collaborato, i prezzi all'esportazione sono stati calcolati, utilizzando informazioni verificate in loco, sulla base del prezzo pagato o pagabile dai suddetti operatori.
(29) In mancanza dei prezzi all'esportazione relativi alle importazioni delle società che non hanno collaborato, si è deciso di costruire tali prezzi a norma dell'articolo 2, paragrafo 9 del regolamento di base. Le statistiche sulle importazioni fornite da Eurostat non sono state considerate attendibili a tal fine, per via della presunta esistenza di un accordo di associazione o di compensazione. Questa considerazione è suffragata da elementi di prova forniti dalle autorità doganali del Regno Unito che indicano una diffusa sopravvalutazione dei prezzi di rivendita da parte di alcune società che non hanno collaborato. La stessa conclusione si ricava dai dati relativi alle fatture di rivendita pervenute alla Commissione, nelle quali è indicato un prezzo di rivendita molto inferiore a quello che consentirebbe ad un importatore di operare in condizioni normali, qualora rispetti il prezzo minimo all'importazione. In altri termini, sottraendo tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita dal prezzo di rivendita fatturato al primo acquirente indipendente, si ricava un prezzo all'importazione, alla frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, inferiore al prezzo minimo all'importazione.
Si è deciso quindi di costruire dei prezzi all'esportazione alla frontiera comunitaria attendibili, in base al prezzo al quale il prodotto importato è stato rivenduto per la prima volta a un acquirente indipendente, stabilito sulla base dei dati disponibili a norma dell'articolo 18 del regolamento di base, ossia delle informazioni di cui al considerando (19), con adeguamenti per tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita, compreso il dazio antidumping pagabile e un congruo margine per il profitto. Quest'ultimo è stato determinato sulla base delle informazioni contenute nella domanda di apertura della nuova inchiesta, informazioni poi confermate da altre fonti.
(30) Si è poi calcolata una media ponderata del prezzo all'esportazione alla frontiera comunitaria per tutte le importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia.
c) Confronto
(31) Si è effettuato un equo confronto tra il valore normale stabilito nell'inchiesta iniziale e la media ponderata del prezzo all'esportazione calcolata come sopra, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento di base.
d) Margine di dumping
(32) Dal confronto tra il valore normale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione ricalcolata è emersa l'esistenza di un margine di dumping più elevato di quello risultante dall'inchiesta iniziale. La media ponderata del margine di dumping ricalcolata, espressa in percentuale del prezzo cif franco frontiera comunitaria, è la seguente: 41,9 %.
e) Conclusione
(33) Essendo risultato dalla nuova inchiesta che le misure in vigore hanno provocato variazioni insufficienti dei prezzi di rivendita nella Comunità e che i margini di dumping sono aumentati, dette misure dovrebbero essere modificate in funzione dei nuovi risultati relativi ai prezzi all'esportazione, a norma dell'articolo 12, paragrafo 3 del regolamento di base.
4. Modifiche proposte alle misure applicabili
(34) A causa dell'assorbimento delle misure antidumping in vigore, le misure applicabili in precedenza non hanno avuto l'effetto previsto sul prezzo di rivendita del nitrato di ammonio originario della Russia. I prezzi di rivendita effettivi per il periodo della nuova inchiesta non hanno rispecchiato i costi sostenuti tra lo stadio dell'importazione e quello della rivendita.
Nel corso della nuova inchiesta, si è considerata l'opportunità di aumentare semplicemente il prezzo minimo all'importazione in modo che riflettesse l'aumento del margine di dumping.
Tuttavia, il fatto stesso che si sia verificato l'assorbimento dei dazi antidumping sotto forma di un prezzo minimo all'importazione significa che un eventuale aumento di tale prezzo minimo sarebbe egualmente inefficace quanto alla variazione dei prezzi di rivendita o dei successivi prezzi di vendita nella Comunità.
Da quanto precede si ricava che la flessibilità concessa ai produttori/esportatori russi mediante il dazio antidumping variabile sin qui applicabile non ha permesso di modificare i prezzi del nitrato di ammonio originario della Russia, nella misura in cui l'effetto pregiudizievole del dumping non è stato annullato.
(35) Dai risultati della nuova inchiesta - e tenuto conto dei precedenti riguardanti le misure antidumping relative alle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia, che hanno registrato la violazione di un impegno nel corso del primo anno dopo l'accettazione da parte della Commissione [cfr. il considerando (1)] - si è concluso che è prudente modificare la forma delle misure vigenti. Data la possibilità dell'assorbimento di un dazio ad valorem nel caso del prodotto in esame, trattandosi di un prodotto stagionale e sensibile alle variazioni di prezzo, il Consiglio ritiene opportuno trasformare il dazio antidumping definitivo imposto sulle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia, attualmente in vigore sotto forma di un prezzo minimo all'importazione, in un dazio specifico per tonnellata. Tale nuova forma della misura antidumping avrebbe infatti maggiore incidenza sui prezzi di rivendita, ponendo quindi rimedio all'effetto pregiudizievole del dumping.
Un importatore ha affermato che il problema dell'assorbimento del dazio antidumping in vigore riguardava soltanto le importazioni effettuate alla rinfusa e che pertanto, se l'applicazione del dazio specifico appariva adeguata per queste ultime, per le importazioni del prodotto in sacchi era necessario mantenere il prezzo minimo all'importazione. Dopo attenta considerazione, l'argomento è stato respinto, in quanto le conclusioni della nuova inchiesta hanno indicato che l'assorbimento dei dazi non era limitato alle importazioni effettuate alla rinfusa.
Un produttore situato in Russia, che non si era in alcun modo manifestato prima della divulgazione delle conclusioni della nuova inchiesta, ha offerto un impegno. Dopo attenta considerazione, la proposta è stata considerata inaccettabile a causa della totale mancanza di collaborazione dimostrata da tutti i produttori/esportatori russi.
(36) Il nuovo livello del dazio antidumping è stato determinato sommando al precedente livello del dazio (prezzo minimo all'importazione meno il prezzo all'esportazione alla frontiera comunitaria nel periodo dell'inchiesta iniziale) la differenza tra i prezzi all'esportazione dell'inchiesta iniziale e quelli stabiliti nel corso della presente nuova inchiesta. Il dazio modificato, da prelevarsi per tonnellata netta alla frontiera comunitaria, è di 26,3 ecu per tonnellata,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il paragrafo 2 dell'articolo 1 del regolamento (CE) n. 2022/95 è sostituito dal testo seguente:
«2. L'aliquota del dazio antidumping applicabile è di 26,3 ecu per tonnellata.».
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 23 marzo 1998.

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