Document ID: 31998R2107

REGOLAMENTO (CE) N. 2107/98 DELLA COMMISSIONE del 1° ottobre 1998 che impone un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di spago per legare di polipropilene originario della Repubblica ceca, dell'Ungheria e dell'Arabia Saudita e che accetta gli impegni offerti da alcuni esportatori relativamente a tali importazioni
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 905/98 (2), in particolare gli articoli 7 e 8,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
(1) Il 3 gennaio 1998, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni di spago per legare di polipropilene originario della Polonia. Il 28 febbraio 1998 (4) la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni, relativo alle importazioni dello stesso prodotto originario della Repubblica ceca, dell'Ungheria e dell'Arabia Saudita.
Il procedimento relativo alle importazioni di spago per legare di polipropilene originario della Polonia è stato iniziato in seguito ad una denuncia presentata nel novembre 1997 dal Comitato di collegamento delle industrie di cordami dell'Unione europea (Eurocord).
Il procedimento relativo alle importazioni dello stesso prodotto originario della Repubblica ceca, dell'Ungheria e dell'Arabia Saudita è stato iniziato in seguito alla presentazione di una seconda denuncia dell'Eurocord nel gennaio 1998.
Le denuncie erano presentate per conto dei produttori comunitari che rappresentavano una proporzione maggioritaria della produzione comunitaria di spago per legare di polipropilene. Le denuncie contenevano elementi di prova relativi a pratiche di dumping sul prodotto in questione e al grave pregiudizio da esse derivante che sono stati considerati sufficienti per giustificare l'apertura dei procedimenti.
È stato quindi considerato appropriato combinare le due inchieste ai fini dell'analisi del dumping e del pregiudizio (vedi punto 5).
(2) La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura dei procedimenti i produttori/esportatori e gli importatori/distributori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori e i produttori comunitari denunzianti. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione. Tutte le parti che ne hanno fatto richiesta sono state sentite.
(3) La Commissione ha inviato questionari a tutte le parti notoriamente interessate e ha ricevuto informazioni da dieci produttori comunitari denunzianti, sette produttori/esportatori polacchi, due produttori/esportatori della Repubblica ceca, tre produttori/esportatori dell'Ungheria e un produttore/esportatore dell'Arabia Saudita. La Commissione ha inoltre ricevuto risposte complete e significative da un importatore indipendente della Comunità e da un importatore indipendente situato in Svizzera.
(4) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione preliminare del dumping, del pregiudizio e dell'interesse comunitario e ha svolto visite di verifica presso le sedi delle seguenti società:
a) Produttori comunitari denunzianti
Austria:
- Teufelberger, Linz, Austria;
Belgio:
- Ostend Stores, Ostenda, Belgio;
Portogallo:
- Cordex, Esmoriz, Portogallo,
- Cotesi, Carvalhos, Portogallo,
- Exporplas, Cortegaca, Portogallo,
- Sicor, Cortegaca, Portogallo.
b) Importatori/distributori
- W.B.V.Oelde, Oelde, Germania,
- Fybron, Lucerna, Svizzera.
c) Produttori/esportatori
Polonia:
- BZLP Bezalin, Bielsko-Biala,
- CZWC Chemitex, Sochaczew,
- Istituto per la ricerca chimica, Varsavia,
- PAT Defalin sa, Swiebodzice,
- Terplast sp. zo.o, Sieradz;
Repubblica ceca
- Lanex a.s., Bolatice,
- Juta a.s., Dvur Kralove nad Labem;
Ungheria:
- Elso Magyar Kenderfono Rt, Szeged,
- Partium '70 Rt, Berettyoujfalu,
- Tiszai Vegyi Kombinat Rt, Tiszaujvaros;
Arabia Saudita:
- Saudi Yarn and Knitting Technology Factory (SYNTHEC), divisione della NAFA Enterprises Ltd, Riyadh.
(5) Per i due procedimenti, l'inchiesta relativa al dumping riguardava il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 1997 (in seguito denominato «periodo dell'inchiesta»), mentre la valutazione del pregiudizio riguardava il periodo compreso tra il gennaio 1994 e la fine del periodo dell'inchiesta.
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1. Prodotto in questione
(6) Il prodotto in questione è lo spago per legare di polipropilene. Questo tipo di spago è utilizzato nel settore agricolo, in particolare per legare fasci che vengono raccolti da imballatrici automatiche o macchine simili.
Il prodotto presenta diversi spessori (titoli metrici) e diverse caratteristiche tecniche relative, tra l'altro, a resistenza del nodo e resistenza alla rottura, numero di torsioni/giri al metro, colore, stabilizzazione U.V. e fibrillazione. L'inchiesta ha dimostrato che, nonostante le differenze relative allo spessore e alle caratteristiche tecniche, tutti i tipi di spago per legare di polipropilene costituiscono un unico prodotto ai fini dell'inchiesta. Il prodotto in questione è attualmente classificabile nel codice NC ex 5607 41 00.
2. Prodotto simile
(7) Lo spago per legare di polipropilene prodotto e venduto dall'industria comunitaria sul mercato della Comunità è stato considerato simile ai prodotti importati originari dei paesi esportatori interessati per quanto riguarda le caratteristiche fisiche e tecniche di base e le applicazioni. La stessa conclusione si applica ai prodotti fabbricati e venduti sul mercato interno dei paesi esportatori interessati. Tutti i prodotti in questione sono quindi prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 384/96 (in seguito denominato «regolamento di base»).
(8) Un esportatore ungherese ha affermato che i prodotti che aveva venduto sul mercato comunitario non potevano essere considerati simili a quelli dell'industria comunitaria, poiché le loro applicazioni forali erano diverse. Tuttavia, poiché questa affermazione non era sostenuta da elementi di prova, la Commissione non ritiene che i prodotti ungheresi debbano essere esclusi dal campo di applicazione del procedimento.
C. DUMPING
1. Polonia
a) Collaborazione
(9) I produttori/esportatori che hanno collaborato rappresentavano una percentuale relativamente bassa delle importazioni complessive originarie della Polonia. Sette produttori/esportatori situati in Polonia hanno inizialmente risposto al questionario. Due delle sette risposte sono state tuttavia considerate del tutto inadeguate ai fini dell'inchiesta, poiché le informazioni comunicate non erano sufficienti per una determinazione precisa dei valori normali o dei prezzi all'esportazione. Le società sono state debitamente informate e hanno avuto la possibilità di ovviare all'inadeguatezza delle risposte, ma non si sono avvalse di tale possibilità. Le società interessate sono state pertanto informate che sarebbero state considerate come parti che non hanno collaborato, in conformità dell'articolo 18 del regolamento di base.
b) Valore normale
(10) Per neutralizzare gli effetti dell'inflazione sui calcoli e quando i produttori/esportatori interessati hanno comunicato le informazioni necessarie, il valore normale è stato stabilito rispetto a periodi per quanto possibile vicini alle date d'esportazione pertinenti. In tutti i casi sono state utilizzate le informazioni più particolareggiate. I valori normali sono stati calcolati su base mensile per quattro società e su base annua per una società. Questa impostazione tiene conto anche del fatto che la produzione dei prodotti in questione è ad uso intensivo di capitale e che i cicli di avvicendamento delle scorte sono in media molto brevi.
(11) È stato stabilito in primo luogo se i prezzi vigenti sul mercato interno potevano essere utilizzati ai fini della determinazione del valore normale, ovvero se le vendite del prodotto in questione sul mercato interno erano state effettuate in quantitativi sufficienti ad acquirenti indipendenti nel corso di normali operazioni commerciali.
(12) Per le cinque società che hanno collaborato, le vendite di spago per legare di polipropilene sul mercato interno erano complessivamente rappresentative, poiché corrispondevano ad almeno il 5 % dei quantitativi esportati nella Comunità. Tuttavia, i singoli tipi del prodotto venduti per l'esportazione nella Comunità non corrispondevano a quelli venduti sul mercato interno. Dall'analisi dei singoli tipi è risultato che, per tutte le società, il quantitativo dei tipi di prodotto venduti sul mercato interno era inferiore al 5 % del quantitativo di tipi comparabili venduti per l'esportazione nella Comunità. In tutti i casi il valore normale è stato pertanto costruito in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base.
I valori normali costruiti sono stati calcolati in base al costo di produzione in Polonia (comprese le spese generali, amministrative e di vendita), maggiorato di un congruo margine di profitto. In tutti i casi sono state utilizzate le spese generali, amministrative e di vendita di ciascuna società. Il margine di profitto, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 6, del regolamento di base, è stato calcolato in base al margine di profitto effettivo stabilito per l'unico produttore polacco che ha collaborato e che ha effettuato sufficienti quantitativi di vendite del prodotto simile sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali.
c) Prezzo all'esportazione
(13) Tutte le vendite del prodotto in questione sul mercato comunitario sono state fatte ad acquirenti indipendenti nella Comunità. I prezzi all'esportazione sono stati pertanto stabiliti in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto in questione venduto per l'esportazione nella Comunità, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base.
d) Confronto
(14) Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione allo stesso stadio commerciale, sono stati applicati adeguamenti per tener conto delle differenze che incidono sui prezzi e sulla loro comparabilità, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base. Sono stati pertanto applicati adeguamenti per tener conto di differenze inerenti a sconti e riduzioni, trasporto, assicurazione, movimentazione, carico e costi accessori, imballaggio, credito e commissioni.
e) Margine di dumping
(15) La media ponderata del valore normale per ciascun tipo del prodotto in questione è stata confrontata con la media ponderata del prezzo all'esportazione a livello franco fabbrica e allo stesso stadio commerciale, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento di base.
La media ponderata dei margini di dumping determinata a titolo provvisorio per i cinque produttori/esportatori che hanno collaborato, espressa in percentuale dei rispettivi prezzi all'importazione CIF alla frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è la seguente:
SPAZIO PER TABELLA
(16) Per i produttori/esportatori polacchi che non hanno collaborato all'inchiesta, il dumping è stato determinato in base ai dati disponibili, in conformità dell'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento di base. Questo metodo è stato scelto per evitare di premiare l'omessa collaborazione e di incoraggiare l'elusione.
Poiché i produttori polacchi che non hanno collaborato rappresentavano una percentuale relativamente alta delle importazioni provenienti dalla Polonia, è stato calcolato un margine di dumping residuo, in base al margine di dumping più elevato accertato per un tipo di prodotto rappresentativo esportato da un produttore/esportatore polacco che ha collaborato.
Il margine di dumping residuo determinato per la Polonia, espresso in percentuale del prezzo CIF all'importazione alla frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è il seguente: 40,9 %.
2. Repubblica ceca
a) Valore normale
(17) È stato stabilito in primo luogo se i prezzi vigenti sul mercato interno potevano essere utilizzati ai fini della determinazione del valore normale, ovvero se le vendite del prodotto in questione sul mercato interno erano state effettuate in quantitativi sufficienti ad acquirenti indipendenti nel corso di normali operazioni commerciali.
(18) Per uno dei due produttori/esportatori cechi, le vendite di spago per legare di polipropilene sul mercato interno erano complessivamente rappresentative, essendo pari ad almeno il 5 % dei quantitativi esportati nella Comunità. Tuttavia, come è stato riscontrato per la Polonia, i singoli tipi del prodotto venduti per l'esportazione nella Comunità dal produttore/esportatore non corrispondevano a quelli venduti sul mercato interno. Dall'analisi dei singoli tipi è risultato che il quantitativo dei tipi di prodotto venduti sul mercato interno era inferiore al 5 % del quantitativo di tipi comparabili venduti per l'esportazione nella Comunità.
Non è stato possibile utilizzare i prezzi applicati sul mercato interno dall'altro produttore/esportatore ceco, conformemente all'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento di base, poiché i tipi di prodotto fabbricati dai due produttori/esportatori che hanno collaborato erano diversi. Il valore normale è stato quindi costruito in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base.
Il valore normale costruito per questo produttore/esportatore è stato calcolato in base al costo di produzione verificato (comprese le spese generali, amministrative e di vendita del produttore stesso), maggiorato di un congruo margine di profitto. Il margine di profitto, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 6, del regolamento di base, è stato calcolato in base al margine di profitto stabilito per le vendite del prodotto simile sul mercato interno effettuate dal produttore interessato nel corso di normali operazioni commerciali.
Per il secondo produttore/esportatore ceco interessato è stato stabilito che le vendite di spago per legare di polipropilene sul mercato interno nel periodo dell'inchiesta erano state effettuate, globalmente e per i singoli tipi di prodotto, in quantitativi significativi e nel corso di normali operazioni commerciali.
Il valore normale relativo a questa società è stato quindi stabilito in base ai prezzi comparabili pagati o pagabili, nel corso di normali operazioni commerciali, da acquirenti indipendenti per le vendite del prodotto in questione sul mercato interno, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento di base.
b) Prezzo all'esportazione
(19) Tutte le vendite del prodotto in questione sul mercato comunitario sono state fatte ad acquirenti indipendenti nella Comunità. I prezzi all'esportazione sono stati pertanto stabiliti in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto in questione venduto per l'esportazione nella Comunità, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base.
c) Confronto
(20) Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione allo stesso stadio commerciale, sono stati applicati adeguamenti per tener conto delle differenze che incidono sui prezzi e sulla loro comparabilità, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base. Sono stati pertanto applicati adeguamenti per tener conto di differenze inerenti a sconti e riduzioni, trasporto, assicurazione, movimentazione, carico e costi accessori.
d) Margine di dumping
(21) La media ponderata del valore normale per ciascun tipo del prodotto in questione è stata confrontata con la media ponderata del prezzo all'esportazione a livello franco fabbrica e allo stesso stadio commerciale, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base.
La media ponderata dei margini di dumping determinata a titolo provvisorio per due produttori/esportatori che hanno collaborato, espressa in percentuale dei rispettivi prezzi all'importazione CIF alla frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è la seguente:
SPAZIO PER TABELLA
(22) I produttori/esportatori che hanno collaborato rappresentavano una percentuale elevata delle importazioni complessive dalla Repubblica ceca. È stato quindi calcolato un dazio residuo, in base ai dati disponibili in conformità dell'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento di base, utilizzando il margine di dumping più elevato accertato per una società situata nella Repubblica ceca che ha collaborato.
Il margine di dumping residuo determinato per la Repubblica ceca, espresso in percentuale del prezzo CIF all'importazione alla frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è il seguente: 24,9 %.
3. Ungheria
a) Valore normale
(23) Analogamente a quanto è stato fatto per la Polonia (vedi considerando 10) e quando i produttori/esportatori interessati hanno comunicato le informazioni necessarie, i valori normali sono stati stabiliti rispetto a periodi per quanto possibile vicini alle date d'esportazione pertinenti. I valori normali sono stati calcolati su base mensile per una società e su base annua per due società.
(24) È stato esaminato in primo luogo se i prezzi vigenti sul mercato interno potessero essere utilizzati ai fini della determinazione del valore normale, ovvero se le vendite del prodotto in questione sul mercato interno fossero state effettuate in quantitativi sufficienti ad acquirenti indipendenti nel corso di normali operazioni commerciali. In caso contrario, il valore normale è stato costruito in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base. L'utilizzazione di prezzi di altri produttori/esportatori, conformemente all'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento di base, non è stata considerata opportuna poiché una sola società aveva effettuato vendite rappresentative del prodotto in questione sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali per pochissimi tipi di prodotto.
(25) Le vendite complessive di spago per legare di polipropilene realizzate dai tre produttori/esportatori che hanno collaborato sul mercato interno superavano la soglia del 5 % delle vendite per l'esportazione. Tuttavia, come è stato riscontrato per la Polonia e per la Repubblica ceca, i singoli tipi del prodotto venduti per l'esportazione nella Comunità non corrispondevano a quelli venduti sul mercato interno. È stato svolto un esame a livello dei singoli tipi di prodotto, con i seguenti risultati.
Per una società è stato stabilito che le vendite sul mercato interno di diversi tipi, pur superando la soglia del 5 % delle vendite per l'esportazione, non erano eseguite nel corso di normali operazioni commerciali. Il valore normale relativo a tutti i tipi esportati è stato pertanto costruito in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base.
Per la seconda società è risultato che le vendite superavano la soglia del 5 % soltanto per un tipo di prodotto. Le vendite remunerative di questo tipo erano tuttavia inferiori al 10 % del totale. È stato pertanto stabilito che nel periodo dell'inchiesta il prodotto esportato nella Comunità non era stato venduto sul mercato interno in quantitativi sufficienti nel corso di normali operazioni commerciali. Il valore normale è stato pertanto costruito in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base.
Per la terza società è stato stabilito che diversi tipi di prodotto erano stati venduti in quantitativi rappresentativi. Per alcuni tipi, tuttavia, le vendite remunerative erano inferiori al 10 % e quindi non erano state effettuate nel corso di normali operazioni commerciali. Per tutti i tipi di prodotto non venduti in quantitativi rappresentativi né nel corso di normali operazioni commerciali il valore normale è stato costruito. I restanti tipi di prodotto esportati nella Comunità erano stati venduti sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali e in quantitativi sufficienti e pertanto il valore normale è stato stabilito in base ai corrispondenti prezzi di vendita sul mercato interno.
I valori normali costruiti relativi ai tre produttori/esportatori che hanno collaborato sono stati calcolati, secondo il caso, in base al costo di produzione in Ungheria (comprese le spese generali, amministrative e di vendita), maggiorato di un congruo margine di profitto. In tutti i casi sono state utilizzate le spese generali, amministrative e di vendita di ciascuna società. Il margine di profitto, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 6, del regolamento di base, è stato calcolato in base al margine di profitto effettivo stabilito per l'unico produttore ungherese che ha collaborato e che ha effettuato sufficienti vendite del prodotto simile sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali.
b) Prezzo all'esportazione
(26) Tutte le vendite del prodotto in questione sul mercato comunitario sono state fatte ad acquirenti indipendenti nella Comunità. I prezzi all'esportazione sono stati stabiliti in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto in questione venduto per l'esportazione nella Comunità, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base.
c) Confronto
(27) Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione allo stesso stadio commerciale, sono stati applicati adeguamenti per tener conto delle differenze che incidono sui prezzi e sulla loro comparabilità, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base. Sono stati pertanto applicati adeguamenti ai prezzi all'esportazione e ai valori normali per tener conto di differenze inerenti a sconti e riduzioni, trasporto, assicurazione, movimentazione, carico e costi accessori, credito e commissioni, nonché di differenze inerenti allo stadio commerciale, quando le domande di adeguamenti erano debitamente giustificate.
d) Margine di dumping
(28) Per due società, la media ponderata del valore normale per ciascun tipo del prodotto in questione è stata confrontata con la media ponderata del prezzo all'esportazione a livello franco fabbrica e allo stesso stadio commerciale, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base. Per la terza società, la media ponderata del valore normale è stata confrontata con i singoli prezzi all'esportazione, poiché gli andamenti dei prezzi all'esportazione erano sensibilmente diversi in relazione a differenti acquirenti e con il confronto tra le medie ponderate non era possibile valutare correttamente il margine di dumping.
La media ponderata dei margini di dumping determinata a titolo provvisorio per i tre produttori/esportatori che hanno collaborato, espressa in percentuale dei rispettivi prezzi all'importazione CIF alla frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è la seguente:
SPAZIO PER TABELLA
(29) I produttori/esportatori che hanno collaborato rappresentavano una percentuale elevata delle importazioni complessive dall'Ungheria. È stato quindi calcolato un dazio residuo, in base ai dati disponibili in conformità dell'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento di base, utilizzando il margine di dumping più elevato accertato per una società situata in Ungheria che ha collaborato.
Il margine di dumping residuo determinato per l'Ungheria, espresso in percentuale del prezzo CIF all'importazione alla frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è il seguente: 33,3 %.
4. Arabia Saudita
a) Valore normale
(30) È stato stabilito che le vendite complessive di spago per legare di polipropilene realizzate dall'unico produttore/esportatore che ha collaborato sul mercato interno superavano la soglia del 5 % delle vendite per l'esportazione e che pertanto riguardavano quantitativi rappresentativi. La soglia era superata anche in base all'esame delle vendite dei singoli prodotti. È stato inoltre stabilito che le vendite sul mercato interno erano state eseguite nel corso di normali operazioni commerciali, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento di base.
Il valore normale relativo al produttore/esportatore dell'Arabia Saudita, secondo il disposto dell'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento di base, è stato calcolato in base ai prezzi pagati o pagabili per le vendite del prodotto in questione ad acquirenti indipendenti sul mercato dell'Arabia Saudita nel periodo dell'inchiesta.
b) Prezzo all'esportazione
(31) Tutte le vendite del prodotto in questione sul mercato comunitario sono state fatte ad acquirenti indipendenti nella Comunità. I prezzi all'esportazione sono stati pertanto stabiliti in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto in questione venduto per l'esportazione nella Comunità, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base.
c) Confronto
(32) Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione allo stesso stadio commerciale, sono stati applicati adeguamenti per tener conto delle differenze che incidono sui prezzi e sulla loro comparabilità, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base. Sono stati pertanto applicati adeguamenti per tener conto di differenze inerenti a trasporto, assicurazione, movimentazione, carico e costi accessori, commissioni e servizi d'assistenza.
d) Margine di dumping
(33) La media ponderata del valore normale per ciascun tipo del prodotto in questione è stata confrontata con la media ponderata del prezzo all'esportazione a livello franco fabbrica e allo stesso stadio commerciale, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base.
La media ponderata del margine di dumping determinata a titolo provvisorio per l'unico produttore/esportatore dell'Arabia Saudita che ha collaborato, espressa in percentuale dei rispettivi prezzi all'importazione CIF alla frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è la seguente:
- Saudi Yarn and Knitting Technology Factory (Synthec), divisione della NAFA Enterprises Ltd: 36,8 %.
(34) Poiché quasi tutte le importazioni dall'Arabia Saudita erano costituite da prodotti del produttore che ha collaborato, è stato calcolato un dazio residuo, in base ai dati disponibili in conformità dell'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento di base, utilizzando il margine di dumping accertato per detto produttore.
Il margine di dumping residuo determinato per l'Arabia Saudita, espresso in percentuale del prezzo CIF all'importazione alla frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è il seguente: 36,8 %.
D. DEFINIZIONE DI INDUSTRIA COMUNITARIA
(35) Hanno inizialmente risposto al questionario dieci produttori comunitari denunzianti. Due società, tuttavia, hanno successivamente rifiutato di collaborare all'inchiesta. Dall'inchiesta è risultato che la quota della produzione comunitaria complessiva realizzata dagli altri otto produttori denunzianti nel periodo dell'inchiesta corrispondeva ad oltre il 70 % della produzione comunitaria complessiva. Pertanto, i produttori comunitari che hanno collaborato costituiscono l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di base. Tali produttori sono in seguito denominati «l'industria comunitaria».
E. PREGIUDIZIO
1. Consumo nella Comunità
(36) Il consumo comunitario è stato determinato in base al volume combinato delle vendite dell'industria comunitaria e dei produttori comunitari che non hanno collaborato e al volume delle importazioni. I dati di Eurostat relativi alle importazioni sono stati adeguati per tenere conto delle informazioni fornite dai produttori/esportatori che hanno collaborato e verificate dalla Commissione. Il volume delle vendite dei produttori comunitari che non hanno collaborato al presente procedimento è stato stimato, sulla base delle informazioni disponibili, al 30 % circa delle vendite complessive di tutti i produttori comunitari.
Il consumo comunitario così calcolato è aumentato leggermente, passando da 40 230 tonnellate nel 1994 a 44 363 tonnellate nel 1995. Nel 1996 il consumo apparente è nettamente aumentato sino a 52 798 tonnellate ed è in seguito lievemente diminuito a 52 526 tonnellate nel periodo dell'inchiesta. Questo andamento corrisponde ad una crescita globale del 31 % nel periodo in esame.
2. Importazioni di spago per legare di polipropilene dai paesi esportatori interessati nella Comunità
a) Cumulo
(37) I margini di dumping stabiliti sono superiori al minimo e le quote di mercato dei paesi interessati non sono trascurabili. Le importazioni provenienti dai paesi interessati sono globalmente aumentate. È stato inoltre riscontrato che i prezzi di tali importazioni erano simili.
Va inoltre ricordato che i tipi di spago per legare di polipropilene importati in provenienza dai paesi esportatori interessati sono intercambiabili tra loro e con i prodotti fabbricati e venduti dall'industria comunitaria e vengono commercializzati attraverso gli stessi canali di vendita in un mercato trasparente. In conformità dell'articolo 3, paragrafo 4, del regolamento di base, è stato pertanto concluso che la valutazione cumulativa degli effetti delle importazioni è opportuna alla luce delle condizioni della concorrenza tra i prodotti importati e tra questi ultimi e il prodotto comunitario simile.
b) Volume, valore e quota di mercato delle importazioni dai paesi esportatori interessati
(38) Il volume delle importazioni dai quattro paesi interessati è passato da 5 263 tonnellate circa nel 1994 a circa 16 441 tonnellate nel periodo dell'inchiesta, con un aumento approssimativo del 200 %.
(39) In termini di presenza sul mercato basata sul consumo comunitario complessivo, la quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping dai quattro paesi interessati è passata dal 13 % nel 1994 al 31 % nel periodo dell'inchiesta in termini di volume, con un incremento del 138 %.
c) Prezzi delle importazioni dai paesi esportatori interessati
(40) Tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta i prezzi dei prodotti importati originari della Polonia, della Repubblica ceca e dell'Arabia Saudita sono aumentati. Va rilevato che in quasi tutti i casi questi prezzi erano nettamente inferiori a quelli dell'industria comunitaria in tutto il periodo in esame Nello stesso periodo i prezzi dei prodotti originari dell'Ungheria sono lievemente diminuiti.
d) Sottoquotazione dei prezzi da parte delle importazioni provenienti dai paesi esportatori interessati
(41) Per la determinazione della sottoquotazione dei prezzi relativamente ai paesi esportatori interessati, la Commissione ha analizzato i dati concernenti il periodo dell'inchiesta. La sottoquotazione dei prezzi è stata determinata sulla base di un confronto tra i prezzi all'esportazione e i prezzi applicati dall'industria comunitaria allo stesso stadio commerciale, quello degli operatori commerciali e dei distributori che acquistano direttamente dai produttori/esportatori e dall'industria comunitaria. Il confronto riguardava tipi di spago per legare di polipropilene direttamente comparabili e i quattro Stati membri con i principali mercati, Germania, Francia, Italia e Regno Unito.
Con questo metodo, il confronto tra i prezzi è stato fatto sulla base di un volume di vendite che rappresentava circa il 70 % del volume complessivo delle vendite complessive di tutti i tipi di spago per legare di polipropilene effettuate dall'industria comunitaria. Anche la selezione delle vendite dei tipi di spago rappresentava una percentuale rilevante del volume delle importazioni provenienti dai paesi esportatori interessati. Si sono presi in considerazione i prezzi di vendita applicati dall'industria comunitaria ai clienti indipendenti adeguandoli, se necessario, allo stadio franco fabbrica, escludendo quindi i costi di trasporto. Sono stati applicati adeguamenti ai prezzi di vendita dei produttori/esportatori (CIF frontiera comunitaria) per tener conto dei dazi doganali. Tutti i prezzi sono stati confrontati al netto di tutti gli sconti e delle riduzioni.
Dal confronto (che, fatta eccezione per un produttore ungherese, è stato effettuato tra le medie ponderate) è risultato che i margini di sottoquotazione dei prezzi, espressi in percentuale della media dei prezzi di vendita dell'industria comunitaria, erano i seguenti: per la Polonia dal 5,7 % al 17,4 % con una media ponderata globale del 14,6 %, per la Repubblica ceca dal 16,1 % al 19,2 %, con una media ponderata globale del 16,1 % e per l'Ungheria dal 17,8 % al 21,4 %, con una media ponderata globale del 18,2 %. La sottoquotazione dei prezzi per l'Arabia Saudita era del 3,8 %.
3. Situazione dell'industria comunitaria
a) Produzione, capacità e utilizzazione degli impianti
(42) Nel periodo in esame la produzione dell'industria comunitaria è aumentata, passando da 25 767 tonnellate nel 1994 a 30 133 tonnellate nel periodo dell'inchiesta. L'aumento complessivo è pari al 17 %. L'incremento della produzione era inferiore a quello del consumo nella Comunità, che nel periodo in esame è aumentato del 31 %.
(43) Riguardo alla capacità, va osservato che gli impianti di produzione dello spago per legare di polipropilene sono utilizzati anche per la fabbricazione di altri prodotti esclusi dal presente procedimento, come le funi. È stato quindi necessario fare una valutazione della capacità normalmente attribuita dall'industria comunitaria alla produzione del prodotto in questione sulla base del giro d'affari. Su questa base, la capacità produttiva è aumentata da 38 732 tonnellate nel 1994 a 42 984 tonnellate nel periodo dell'inchiesta, con un incremento dell'11 %. L'incremento era conforme alle aspettative di espansione del mercato. Il tasso di utilizzazione degli impianti è lievemente aumentato nel periodo in esame, passando dal 66,5 % nel 1994 al 70 % nel periodo dell'inchiesta.
b) Volume delle vendite dell'industria comunitaria
(44) Nel periodo in esame il volume delle vendite dell'industria comunitaria nel mercato della Comunità è aumentato, raggiungendo 24 166 tonnellate nel periodo dell'inchiesta rispetto a 21 953 tonnellate nel 1994. L'aumento complessivo è pari al 10 %. Questi dati rivelano che le vendite dell'industria comunitaria non hanno seguito l'andamento del consumo, che nel periodo in esame è aumentato del 31 %.
c) Quota di mercato
(45) Dal confronto tra l'andamento del volume delle vendite e quello del consumo comunitario risulta che nel periodo in esame la quota di mercato dei produttori comunitari è diminuita. La quota di mercato dell'industria comunitaria è passata dal 54,6 % nel 1994 al 50,4 % nel 1995, al 49,2 % nel 1996 e al 46 % nel periodo dell'inchiesta. La perdita globale di quota di mercato era di 8 punti percentuali tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta.
d) Scorte
(46) Tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta le scorte sono aumentate del 44,4 %.
e) Prezzi medi di vendita e andamento dei prezzi
(47) Nel periodo in esame la media ponderata dei prezzi del prodotto in questione venduto dall'industria comunitaria sul mercato della Comunità è stata soggetta a fluttuazioni, con un aumento complessivo del 10 %.
f) Redditività
(48) La redditività dell'industria comunitaria, espressa in percentuale delle vendite nette, è passata da un profitto medio ponderato del 3,9 % nel 1994 ad un profitto medio ponderato dell'1,9 % nel periodo dell'inchiesta, con un calo del 50 %. Va tuttavia rilevato che la situazione finanziaria si è deteriorata soprattutto a partire dal 1995, passando da una profitto del 13,5 % ad un profitto dell'1,9 % nel periodo dell'inchiesta.
g) Investimenti
(49) Gli investimenti annui dell'industria comunitaria sono globalmente aumentati, passando da 1,07 milioni di ECU nel 1994 a 1,22 milioni di ECU nel periodo dell'inchiesta, con un volume massimo di 3,27 milioni di ECU nel 1996. Nonostante un aumento globale del 14 % nel periodo in esame, tra il 1996 e il periodo dell'inchiesta gli investimenti sono nettamente diminuiti.
h) Occupazione
(50) Nel periodo in esame è aumentato il livello dell'occupazione nell'industria comunitaria relativamente alla fabbricazione del prodotto in questione. L'occupazione è aumentata da 557 persone nel 1994 a 689 persone nel 1995 e, a partire da quest'ultimo anno, è scesa a 639 persone, con un calo del 7,2 %.
4. Conclusione sul pregiudizio
(51) L'inchiesta ha dimostrato che l'industria comunitaria è stata esposta ad una sostanziale sottoquotazione dei prezzi da parte delle importazioni oggetto di dumping, che sono sensibilmente aumentate in termini di volume e di quota di mercato. L'industria comunitaria, inoltre, ha subito una notevole perdita di quota di mercato (8 punti percentuali) in un periodo in cui il consumo comunitario è aumentato del 31 %.
L'industria comunitaria ha inoltre subito un deterioramento significativo dei risultati finanziari, in particolare a partire dal 1995. Alla luce delle precedenti considerazioni, la Commissione ha concluso a titolo provvisorio che l'industria comunitaria ha subito un grave pregiudizio ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento di base.
F. RAPPORTO DI CAUSALITÀ
1. Effetto delle importazioni oggetto di dumping
(52) Nell'esame effettuato per stabilire se il grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria fosse stato causato dalle importazioni oggetto di dumping, la Commissione ha riscontrato che il volume delle importazioni oggetto di dumping è sensibilmente aumentato tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta (210 %). Tra il 1994 e il 1995 il volume delle importazioni oggetto di dumping nella Comunità è quasi raddoppiato e tra il 1996 e il periodo dell'inchiesta è ancora aumentato in misura significativa. Di conseguenza le quote di mercato cumulate delle importazioni provenienti dai paesi esportatori interessati sono aumentate dal 13,1 % nel 1994 al 31 % nel periodo dell'inchiesta, ovvero di 17,9 punti percentuali. La quota di mercato dell'industria comunitaria è invece diminuita di 8,6 punti percentuali tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta. Va inoltre notato che tra il 1996 e il 1997, nel periodo in cui le importazioni dai paesi esportatori interessati sono aumentate in misura maggiore, l'industria comunitaria ha perso il 3,2 % della quota di mercato.
Va inoltre osservato che il mercato dello spago per legare di polipropilene è sensibile al prezzo e trasparente. La Commissione ha stabilito che il prodotto oggetto dell'inchiesta deve essere considerato un prodotto di base e che qualsiasi forma di pressione al ribasso ha un'incidenza immediata sul mercato, tanto più che i produttori/esportatori e l'industria comunitaria vendono i loro prodotti agli stessi clienti. In questo contesto, la Commissione ha riscontrato che nel periodo dell'inchiesta i prezzi dei prodotti importati originari dei paesi esportatori interessati erano inferiori a quelli dell'industria comunitaria di un margine compreso tra il 3,8 % e il 21,4 %.
Inoltre, nell'intero periodo in esame, i prezzi dei prodotti importati originari dei paesi soggetti all'inchiesta erano sensibilmente e costantemente inferiori a quelli dell'industria comunitaria. Di conseguenza, l'industria comunitaria ha dovuto adeguare i prezzi alla situazione di mercato per evitare di perdere quote di mercato. È stato inoltre stabilito che i prezzi delle importazioni oggetto di dumping erano i più bassi del mercato nel periodo dell'inchiesta.
(53) La situazione dell'industria comunitaria era nella sua fase più critica, in termini di redditività e di quota di mercato, durante il periodo dell'inchiesta, quando il volume delle importazioni dai paesi esportatori interessati nella Comunità aveva raggiunto il livello più elevato.
In tali circostanze, si conclude che le importazioni di spago per legare di polipropilene originario dei paesi esportatori interessati hanno causato un pregiudizio grave all'industria comunitaria.
2. Altri fattori
a) Altre importazioni
(54) Sono stati inoltre esaminati, in base ai dati pubblicati dall'Eurostat, gli effetti esercitati dalle importazioni provenienti da altri paesi, esclusi quelli interessati dal presente procedimento, sulla situazione dell'industria comunitaria.
Le importazioni provenienti da paesi non soggetti alla presente inchiesta erano pari a 2 043 tonnellate nel periodo dell'inchiesta, con una quota di mercato complessiva del 4 %, rispetto al 4,6 % nel 1994. Durante il periodo dell'inchiesta, queste importazioni provenivano principalmente da Costa Rica, USA, Slovenia, Turchia e Svizzera e, fatta eccezione per le importazioni provenienti dal Costa Rica nel 1996, erano normalmente effettuate a prezzi superiori a quelli dei prodotti originari dei paesi esportatori interessati.
Riguardo al Costa Rica, nel 1996 i prezzi dei prodotti importati erano inferiori a quelli dei prodotti originari dei paesi interessati e la quota di mercato corrispondente era del 2,2 %. Nel 1997, tuttavia, i prezzi sono aumentati e la quota di mercato è scesa all'1,4 %.
Va ricordato, a questo proposito, che nel periodo dell'inchiesta i prezzi delle importazioni oggetto di dumping erano i più bassi del mercato. Inoltre il volume delle importazioni oggetto di dumping era considerevole durante tutto il periodo in esame e nel periodo dell'inchiesta tali importazioni rappresentavano l'89 % delle importazioni complessive.
Da quanto precede risulta che le importazioni provenienti da paesi diversi dai quattro paesi interessati non possono aver annullato il rapporto di causalità tra le importazioni oggetto di dumping e il pregiudizio grave subito dall'industria comunitaria.
b) Andamento del consumo
(55) Il consumo comunitario di spago per legare di polipropilene è aumentato complessivamente del 31 % tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta ed è rimasto relativamente stabile dopo il 1996. Il pregiudizio subito dall'industria comunitaria non può quindi essere attribuito alla tendenza della domanda.
c) Esportazioni dell'industria comunitaria
(56) Nel periodo dell'inchiesta le esportazioni dell'industria comunitaria in paesi terzi sono rimaste stabili in termini di volume. I prezzi di vendita applicati dall'industria comunitaria sui mercati delle esportazioni erano nettamente superiori a quelli applicati sul mercato comunitario. I prezzi di vendita sono aumentati del 22 % sul mercato delle esportazioni rispetto al 10 % sul mercato comunitario. L'attività di esportazione dell'industria comunitaria non ha quindi contribuito al pregiudizio da essa subito.
d) Competitività dell'industria comunitaria
(57) Va ricordato che, nel periodo in esame, l'industria comunitaria ha effettuato investimenti significativi nella sostituzione di macchinari per adeguarsi agli sviluppi tecnologici. Con l'introduzione delle nuove macchine è stato possibile avviare processi di produzione più funzionali e maggiormente integrati. In tutto il periodo in esame, inoltre, l'industria comunitaria ha proseguito le attività di ricerca e sviluppo e di controllo della qualità. Nel periodo in esame l'industria comunitaria ha diminuito le spese generali, amministrative e di vendita dell'8 %. In tale periodo, pertanto, l'industria comunitaria ha migliorato il proprio rendimento in termini di costi e di qualità.
e) Variazioni dei prezzi della materia prima
(58) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio subito dall'industria comunitaria fosse stato causato da fluttuazioni del costo delle materie prime nel periodo in esame, nel quale si è riscontrata una significativa instabilità dei prezzi. Tanto i produttori comunitari quanto quelli dei paesi esportatori interessati sono stati soggetti a tali fluttuazioni. Nel complesso, tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta i prezzi dei granulati di polipropilene, che sono la principale materia prima usata per la fabbricazione del prodotto in questione, sono aumentati del 39 %. Considerando che la materia prima incide per circa il 55 % del costo totale di produzione, nel periodo in esame il prezzo medio di vendita applicato dall'industria comunitaria avrebbe dovuto aumentare del 21,5 % per compensare l'aumento globale dei costi della materia prima. A questo proposito occorre tenere presente che l'aumento globale dei prezzi di vendita dell'industria comunitaria era del 10 % e che i significativi margini di sottoquotazione accertati per le importazioni provenienti dai paesi esportatori interessati hanno impedito ai produttori comunitari di trasferire l'intero aumento dei costi della materia prima sui loro clienti.
3. Conclusione
(59) In considerazione del fatto che lo spago per legare di polipropilene è un prodotto di base commercializzato in un mercato trasparente e che i prodotti fabbricati nella Comunità e quelli importati sono venduti attraverso gli stessi canali di vendita, la Commissione ritiene che le importazioni oggetto di dumping di spago per legare di polipropilene originario dei paesi esportatori interessati abbiano avuto un'incidenza significativa sul mercato comunitario.
Benché non si possa escludere che alcune importazioni da altri paesi terzi e le variazioni del costo delle materie prime abbiano avuto qualche effetto negativo sulla situazione dell'industria comunitaria, rimane comunque valida la conclusione che le importazioni di spago per legare di polipropilene originario dei paesi esportatori interessati, considerate isolatamente, hanno causato un pregiudizio grave all'industria comunitaria.
Questa conclusione è giustificata in particolare dalla perdita della quota di mercato e dal deterioramento della redditività dell'industria comunitaria, che hanno coinciso con un aumento del volume e della quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping a prezzi costantemente inferiori a quelli dell'industria comunitaria e corrispondenti ai livelli più bassi accertati sul mercato nel periodo dell'inchiesta.
G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Introduzione
(60) È stato inoltre esaminato se, nonostante le conclusioni sul dumping e sul conseguente pregiudizio, esistessero motivi convincenti per concludere che non era nell'interesse della Comunità istituire misure antidumping nel caso in questione. A tal fine, in conformità dell'articolo 21, paragrafo 1, del regolamento di base, la Commissione ha considerato l'impatto delle eventuali misure su tutte le parti coinvolte nei procedimenti, nonché le conseguenze di una mancata istituzione delle misure.
Per valutare la probabile incidenza di eventuali misure, la Commissione ha chiesto informazioni a tutte le parti notoriamente interessate, tra cui l'industria comunitaria, gli importatori/distributori e gli utilizzatori del prodotto in questione. Va osservato che la Commissione ha ricevuto solo poche e generiche risposte. Le parti esaminate nel contesto della presente analisi dell'interesse della Comunità rientrano nelle seguenti categorie: industria comunitaria, importatori/distributori e utilizzatori. Va ricordato che lo spago per legare di polipropilene è venduto nella Comunità allo stato finito e che quindi in questi procedimenti non sono coinvolte industrie di trasformazione a valle.
2. Interesse dell'industria comunitaria
a) Natura e struttura dell'industria comunitaria
(61) I produttori comunitari sono insediati in quasi tutti gli Stati membri. Una parte considerevole di queste società è tuttavia concentrata in Portogallo. Nel periodo dell'inchiesta, i produttori portoghesi rappresentavano circa il 60 % della produzione dell'industria comunitaria.
L'industria comunitaria è in gran parte costituita da piccole e medie imprese a conduzione familiare. Queste imprese trasformano le materie prime in spago attraverso le seguenti fasi di produzione: estrusione (fusione delle materie prime in pellicola utilizzabile), trefolatura (creazione di trefoli a partire dalla pellicola) e ritorcitura o intrecciatura (ritorcitura o trecciatura dei trefoli per formare lo spago).
b) Vitalità dell'industria comunitaria
(62) L'industria comunitaria, pur avendo subito perdite finanziarie, rimane strutturalmente vitale. Nel corso del periodo in esame l'industria coW unitaria ha effettuato sostanziali investimenti in nuovi macchinari e ha quindi introdotto processi di produzione più efficienti. L'industria comunitaria ha effettuato ingenti investimenti anche per la garanzia e il controllo di qualità ed ha svolto un'intensa attività di ricerca e sviluppo per introdurre la produzione di nuovi tipi di spago a tecnologia più avanzata e con un più alto valore aggiunto. Il fatto che, al termine del periodo dell'inchiesta, l'industria comunitaria avesse ancora una notevole quota di mercato dimostra infine che i produttori comunitari erano fornitori affidabili.
c) Effetti della decisione di istituire o non istituire le misure
(63) Se la pressione esercitata dalle importazioni oggetto di dumping dovesse continuare, in particolare alla luce dell'aumento significativo della corrispondente quota di mercato, la situazione finanziaria dell'industria comunitaria subirebbe un ulteriore deterioramento. L'industria comunitaria non potrebbe finanziare lo sviluppo di nuovi prodotti e a più lungo termine alcune imprese sarebbero costrette a chiudere. A questo proposito va osservato che, nel corso del periodo dell'inchiesta, uno dei produttori comunitari denunzianti è stato costretto a cessare la produzione in seguito alla pressione sui prezzi nel mercato comunitario. È molto probabile che, in assenza di misure volte a correggere gli effetti delle importazioni oggetto di dumping, questo andamento negativo continui. In tali circostanze sarebbe minacciata la sopravvivenza dell'industria comunitaria, con la conseguente perdita di seicento posti di lavoro, principalmente in Portogallo.
(64) Con l'istituzione delle misure, l'industria comunitaria potrebbe recuperare una parte della quota di mercato precedentemente perduta. Si potrebbero inoltre manifestare effetti positivi sul piano della redditività. L'istituzione di misure antidumping è pertanto nell'interesse dell'industria comunitaria.
3. Interessi degli importatori/distributori
(65) La catena di distribuzione del prodotto in questione è caratterizzata da un numero ridotto di importatori/distributori che tengono notevoli scorte del prodotto. Gli importatori/distributori normalmente operano come intermediari tra gli utilizzatori (cooperative agrarie e imballatori) e i fornitori, ovvero industria comunitaria e produttori/esportatori. Poiché gli importatori/distributori sono generalmente liberi di scegliere la fonte di approvvigionamento (produzione comunitaria o importazioni) la Commissione non ritiene che la decisione di istituire o di non istituire le misure possa danneggiarli. Inoltre, alla Commissione non sono state presentate prove che dimostrino il contrario.
4. Interesse degli utilizzatori
(66) Gli utilizzatori del prodotto in questione sono generalmente gli imballatori oppure i singoli agricoltori. Data l'estrema sensibilità del mercato alle variazioni dei prezzi, la Commissione ritiene che molto probabilmente l'istituzione di misure implicherebbe l'aumento dei prezzi. Va osservato che lo spago è utilizzato unicamente per la produzione di balle e che i costi ad esso relativi sono secondari rispetto ai principali costi sostenuti dagli agricoltori oppure dagli imballatori, tra l'altro per ammortamento delle imballatrici, carburante, assicurazione, manodopera o manutenzione. Secondo le informazioni disponibili, quindi, la Commissione ritiene che il prodotto in esame rappresenti solo una parte trascurabile dei costi globali sostenuti dagli agricoltori e dagli imballatori, come sembra confermare anche la mancanza di cooperazione da parte degli utilizzatori nel presente procedimento. Gli eventuali aumenti dei prezzi in seguito all'imposizione di misure sarebbero quindi marginali per gli utilizzatori.
5. Conseguenze per la concorrenza sul mercato comunitario
(67) Per quanto riguarda le condizioni della concorrenza sul mercato comunitario, il livello e il tipo di misure proposte non avranno l'effetto di escludere dal mercato comunitario i produttori/esportatori soggetti all'inchiesta, che pertanto continueranno ad essere presenti sul mercato anche dopo l'istituzione delle misure.
Gli utilizzatori potranno quindi continuare a beneficiare della presenza di numerosi fornitori.
6. Conclusione
(68) Il tasso di crescita delle importazioni provenienti dai paesi esportatori interessati nel periodo in esame e il comportamento dei produttori/esportatori sul mercato comunitario riguardo alla determinazione dei prezzi, costantemente e sensibilmente inferiori a quelli dell'industria comunitaria, indicano che, in assenza di misure, questa tendenza continuerà, con un ulteriore deterioramento del pregiudizio causato ai produttori comunitari.
Si può prevedere che, grazie all'istituzione delle misure, l'industria comunitaria potrà ottenere migliori risultati finanziari, con effetti positivi sulle condizioni di concorrenza nel mercato comunitario e sulle prospettive di salvaguardia dell'attività produttiva e dell'occupazione. Si prevede inoltre che le misure permetteranno all'industria comunitaria di trarre pienamente vantaggio dagli investimenti degli ultimi anni per continuare a sviluppare nuovi prodotti di tecnologia avanzata destinati ad applicazioni innovative e specifiche. Quanto alle industrie utilizzatrici, il previsto aumento dei prezzi avrebbe solo un'incidenza marginale. La Commissione ha concluso che, in tali circostanze, non esistono motivi convincenti per decidere di non imporre misure.
H. MISURE PROVVISORIE
(69) In base alle conclusioni sul dumping e sul pregiudizio sopra esposte, la Commissione ha preso in considerazione il livello delle misure provvisorie da istituire. A tal fine si è tenuto conto dei margini di dumping accertati e dell'aliquota del dazio necessaria per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
1. Livello necessario per eliminare il pregiudizio
(70) Ai fini della determinazione del livello delle misure provvisorie da istituire, la Commissione ha considerato che i prezzi delle importazioni oggetto di dumping dovrebbero aumentare sino ad un livello tale da non causare pregiudizio. Il necessario aumento dei prezzi o margine di pregiudizio è stato determinato in base al confronto tra la media ponderata dei prezzi all'esportazione per i tipi di prodotto utilizzati nella determinazione della sottoquotazione dei prezzi a livello CIF frontiera comunitaria e la media ponderata del costo di produzione effettivo dell'industria comunitaria, maggiorato di un margine di profitto del 5 %. Ai fini della determinazione preliminare è stato considerato che questo margine di profitto era il minimo necessario per salvaguardare la vitalità del settore. A questo proposito viene preso in considerazione il fatto che le parti interessate considerano il prodotto in questione come un prodotto di base.
L'importo necessario per eliminare il pregiudizio o margine di pregiudizio è stato stabilito per ciascun produttore esportatore interessato sulla base di questo confronto ed è stato espresso in percentuale del valore CIF delle rispettive esportazioni nella Comunità.
2. Dazi provvisori
(71) In conformità dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, l'importo del dazio provvisorio deve corrispondere al margine di dumping o all'importo necessario per eliminare il pregiudizio, qualora quest'ultimo importo sia inferiore al margine di dumping. Per quattro produttori/esportatori, il dazio provvisorio è uguale all'importo necessario per eliminare il pregiudizio, mentre per sette produttori/esportatori è pari al margine di dumping. Per i motivi esposti nei considerando 22, 29 e 34, è stato stabilito che il dazio residuo relativo alla Repubblica ceca, all'Ungheria e all'Arabia Saudita era pari al livello del margine di dumping più elevato accertato per un produttore/esportatore che ha collaborato del rispettivo paese esportatore. Per i motivi esposti nel considerando 16, è stato stabilito che il dazio residuo per la Polonia era pari al livello del margine di dumping più elevato accertato per un tipo di prodotto rappresentativo esportato da un produttore/esportatore polacco che ha collaborato.
3. Impegni
(72) Alcuni produttori/esportatori interessati al procedimento hanno offerto alla Commissione impegni sui prezzi, in conformità dell'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento di base. La Commissione ha considerato che gli impegni offerti dai produttori esportatori interessati erano accettabili.
(73) La Commissione osserva che, in caso di violazione o di revoca di un impegno, può essere imposto un dazio antidumping, in conformità dell'articolo 8, paragrafi 9 e 10, del regolamento di base.
(74) Va inoltre rilevato che, in conformità dell'articolo 8, paragrafo 6, del regolamento di base, anche se nel corso dell'inchiesta sono stati accettati impegni, l'inchiesta sul dumping, sul pregiudizio e sull'interesse della Comunità viene normalmente completata.
I. DISPOSIZIONE FINALE
(75) A fini di buona amministrazione, occorre fissare un termine entro il quale le parti interessate possono comunicare osservazioni scritte e chiedere di essere sentite.
Occorre inoltre precisare che tutte le conclusioni elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate qualora la Commissione proponga l'istituzione di dazi definitivi,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È imposto un dazio antidumping sulle importazioni di spago per legare di polipropilene, attualmente classificabile nel codice NC ex 5607 41 00 (codice Taric: 5607 41 00 * 10), originario della Polonia, della Repubblica ceca, dell'Ungheria e dell'Arabia Saudita.
2. L'aliquota dei dazi antidumping provvisori applicabili al prezzo netto franco frontiera comunitaria del prodotto in questione fabbricato dalle seguenti società, prima del dazio, è la seguente:
SPAZIO PER TABELLA
3. Salvo altrimenti disposto, si applicano le norme vigenti in materia di dazi e di altre pratiche doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
1. Nonostante l'articolo 1, il dazio provvisorio non si applica alle importazioni di spago per legare di polipropilene prodotto e direttamente esportato o fatturato ad una società d'importazione nella Comunità dalle società indicate al paragrafo 3, le cui offerte di impegni sui prezzi sono state accettate.
2. Tuttavia, in caso di violazione o revoca di un impegno in un qualsiasi periodo oggetto di relazione, corrispondente ad un trimestre di anno di calendario, si ritiene che tutte le vendite di quel periodo non siano soggette agli impegni e si applica l'aliquota del dazio provvisorio applicabile al prezzo netto, franco frontiera comunitaria, delle importazioni del prodotto in questione, prima del dazio, specificata nel paragrafo 3. Questa disposizione lascia impregiudicato il diritto delle istituzioni comunitarie di prendere le misure necessarie ai sensi dell'articolo 8, paragrafi 9 e 10, del regolamento (CE) n. 384/96.
3. Le importazioni effettuate nell'ambito degli impegni offerti e accettati vengono dichiarate nei seguenti codici addizionali Taric:
SPAZIO PER TABELLA
Articolo 3
In conformità dell'articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 384/96 e salvo il disposto dell'articolo 20, paragrafi 2 e 3, dello stesso regolamento, le parti interessate che si siano manifestate entro il termine specificato nell'avviso di apertura del procedimento possono presentare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.
In conformità dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 384/96, le parti interessate possono comunicare osservazioni sull'applicazione del presente regolamento entro un mese a decorrere dalla data di entrata in vigore.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
L'articolo 1 si applica per un periodo di sei mesi.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 1° ottobre 1998.

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