Document ID: 32001D0168

Decisione della Commissione
del 31 ottobre 2000
relativa alle leggi spagnole sull'imposta sulle società
[notificata con il numero C(2000) 3269]
(Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2001/168/CECA)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare l'articolo 4, lettera c),
vista la decisione n. 2496/96/CECA della Commissione, del 18 dicembre 1996, recante norme comunitarie per gli aiuti a favore della siderurgia(1), in particolare, l'articolo 6, paragrafo 5,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni, conformemente a detti articoli(2), e tenuto conto di tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 16 aprile 1996, la Commissione, avendo ricevuto segnalazioni da parte di alcune imprese siderurgiche concorrenti delle società spagnole in oggetto, ha chiesto informazioni alle autorità spagnole al fine di valutare la portata e gli effetti dell'articolo 34 della legge 43/1995, del 27 dicembre 1995, relativa all'imposta sulle società(3).
(2) Con lettera del 7 agosto 1997, la Commissione ha informato il governo spagnolo della propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 6, paragrafo 5, della decisione n. 2496/96/CECA (in appresso, "Codice degli aiuti alla siderurgia"), in relazione a detta disposizione. Poiché la disposizione di cui all'articolo 34 della legge 43/1995 è stata adottata negli stessi termini dalla Diputación Foral di Vizcaya [articolo 43 della Norma Foral 3/96, del 26 giugno 1996(4)], dalla Diputación Foral di Guipúzcoa [articolo 43 della Norma Foral 7/1996, del 4 luglio 1996(5)] e dalla Diputación Foral di Álava [articolo 43 della Norma Foral 24/1996, del 5 luglio 1996(6)], dotate di competenze fiscali autonome, la Commissione ha comunicato alle autorità spagnole che la decisione di avviare il procedimento a norma dell'articolo 6, paragrafo 5, del Codice degli aiuti alla siderurgia si estendeva anche ai suddetti tre articoli.
(3) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(7). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni al riguardo.
(4) Il governo spagnolo ha risposto con lettera del 13 ottobre 1997. La Unión de Empresas Siderúrgicas (in appresso "Unesid"), la Wirtschaftsvereinigung Stahl e la Confederación Española de Organizaciones Empresariales (in appresso "CEOE") hanno inviato osservazioni alla Commissione con lettere datate rispettivamente 27 novembre 1997, 1o dicembre 1997 e 27 novembre 1997. La Spagna ha replicato alle osservazioni dei terzi con lettera del 16 marzo 1998.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'AIUTO
(5) In virtù dell'articolo 34 della legge 43/1995, intitolato "Deduzione per attività di esportazione", le imprese che esercitano attività di esportazione possono beneficiare di crediti d'imposta a concorrenza del 25 %:
a) dell'ammontare degli investimenti effettivamente realizzati nella creazione di una succursale o di una stabile organizzazione all'estero, nonché nell'acquisizione di quote di società straniere oppure nella costituzione di un'affiliata collegata direttamente all'esportazione di beni o servizi o nella contrattazione di servizi turistici in Spagna;
b) delle spese di pubblicità per il lancio di prodotti realizzate su base pluriennale;
c) delle spese di apertura e di prospezione di mercati all'estero;
d) delle spese di partecipazione a fiere, esposizioni ed altre manifestazioni analoghe, incluse quelle di carattere internazionale che hanno luogo in Spagna.
III. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(6) Nelle loro osservazioni, sia la CEOE che la Unesid si sono opposte alla decisione della Commissione di avviare il procedimento, principalmente per gli stessi motivi addotti dalle autorità spagnole (cfr. considerando 8-12). Entrambe hanno sottolineato, in particolare, che le disposizioni contestate, contrariamente a quanto dichiarato nella decisione di avvio del procedimento, non erano destinate a promuovere la creazione di succursali di produzione all'estero. La CEOE ha aggiunto che in altri Stati membri vigono disposizioni analoghe.
(7) A differenza degli altri due interessati, la Wirtschaftsvereinigung Stahl ha appoggiato la decisione della Commissione di avviare il procedimento, condividendone la valutazione secondo cui la misura in questione configura un aiuto di Stato. D'altra parte, la Wirtschaftsvereinigung Stahl ha aggiunto quanto segue:
- la promozione deliberata di esportazioni a beneficio di imprese spagnole falsa la concorrenza per le imprese degli altri Stati membri e quindi viola i principi del mercato comune,
- il trattato CECA parte dal presupposto che tutti gli aiuti nazionali falsano la concorrenza; l'articolo 4, lettera c), proibisce gli aiuti fiscali, in particolare se sono diretti a facilitare le vendite in altri Stati membri.
IV. OSSERVAZIONI DELLA SPAGNA
(8) Nella risposta alla decisione di avvio del procedimento, il governo spagnolo ha sostenuto che la norma oggetto dell'indagine della Commissione vanta una lunga tradizione nell'ordinamento giuridico spagnolo, giacché la sua applicazione risale all'entrata in vigore dell'imposta sulle società nel 1978, anteriormente quindi all'adesione della Spagna alla Comunità europea.
(9) Il governo spagnolo ha formulato obiezioni all'analisi secondo cui le misure generali disposte dall'articolo 34 della legge 43/1995 costituirebbero un aiuto all'esportazione sotto forma di sgravio fiscale per gli investimenti realizzati da imprese siderurgiche ed ha contestato l'avvio del procedimento a norma dell'articolo 4 del trattato CECA e della decisione n. 2496/96/CECA, sostenendo che la legislazione fiscale spagnola non prevede vantaggi fiscali destinati principalmente o esclusivamente alle esportazioni delle imprese siderurgiche.
(10) D'altronde, benché sia stata scelta come la caratteristica più indicativa della presenza di imprese spagnole all'estero, l'esportazione di per sé non è la finalità dello sgravio. Pertanto l'entità dello sgravio non dipende dal livello di detta attività, non essendo connessa al volume di esportazioni.
(11) Secondo il governo spagnolo, l'articolo 34 della legge 43/1995 è da considerarsi una misura di carattere generale e non può essere definito un aiuto di Stato. Il carattere generale dell'articolo 34 si desume dai seguenti elementi:
i) l'articolo si applica a tutti i soggetti passivi, siano essi residenti nel territorio spagnolo oppure all'estero, sempreché operino attraverso una stabile organizzazione; di conseguenza l'articolo 34 tratta allo stesso modo i residenti e i non residenti nel territorio spagnolo;
ii) si applica a tutti i soggetti passivi indipendentemente dal settore economico in cui operano;
iii) si applica in maniera non discrezionale; le autorità tributarie non controllano la concessione dello sgravio disposto dall'articolo 34; sono i soggetti passivi che lo applicano direttamente, limitandosi le autorità tributarie ad accertare, adeguatamente, il soddisfacimento dei requisiti fissati dalla norma; d'altro lato, tali controlli non sono effettuati specificamente in relazione all'articolo 34, bensì rientrano nel controllo generale dell'imposta sulle società;
iv) rientra tradizionalmente nell'impostazione generale del sistema tributario spagnolo.
(12) Infine, il governo spagnolo osserva che questi stessi sgravi sono stati concessi in virtù della legislazione spagnola fin da quando è stata approvata la legge 61/1978, del 27 dicembre 1978, sull'imposta sulle società(8). L'articolo 26 di detta legge, relativo alle deduzioni per investimenti, stabilisce, al paragrafo 3, le deduzioni applicabili alle imprese esportatrici praticamente negli stessi termini di cui all'articolo 34 della legge 43/1995. Come ha più volte ribadito la Corte di giustizia delle Comunità europee, si considerano quali misure esistenti siano quelle che erano già in essere prima dell'entrata in vigore del trattato, vale a dire, nel caso della Spagna, prima dell'entrata in vigore dell'atto di adesione. A questo riguardo, e dato che sono state fissate per legge prima dell'adesione della Spagna alla Comunità, le misure fiscali in questione costituiscono in ogni caso misure esistenti.
V. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
(13) L'articolo 4, lettera c), del trattato CECA stabilisce che le sovvenzioni o gli aiuti concessi da uno Stato sono riconosciuti incompatibili con il mercato comune e, per conseguenza, aboliti e proibiti nell'interno della Comunità. Le uniche deroghe a tale divieto generale sono stabilite dal Codice degli aiuti alla siderurgia e si applicano, in circostanze particolari, agli aiuti concessi a fini di:
a) ricerca e sviluppo;
b) tutela dell'ambiente;
c) chiusura di stabilimenti.
(14) Da rilevare che, nel caso di specie, la Spagna non invoca nessuna di dette deroghe.
(15) Quanto all'argomento, addotto sia dalla Spagna che dalle due organizzazioni intervenute al riguardo, secondo cui la legge in questione dovrebbe essere considerata come un aiuto esistente, dato che la legge 43/1995 consolida una normativa vigente ormai dal 1978, ossia da prima che la Spagna entrasse a far parte della Comunità, e che di conseguenza a torto la Commissione abbia deciso di avviare il procedimento nel caso di specie, la Commissione è costretta a rammentare che la sua decisione aveva per oggetto la valutazione delle misure in questione unicamente sulla base del trattato CECA, il quale non contempla la nozione di aiuto esistente. L'articolo 4, lettera c), di detto trattato stabilisce, a differenza dell'articolo 87 del trattato CE, che le sovvenzioni o gli aiuti concessi dagli Stati sono riconosciuti incompatibili con il mercato comune del carbone e dell'acciaio e per conseguenza sono aboliti e proibiti nell'interno della Comunità. Alla luce di tali disposizioni, la Commissione ritiene che, nell'aderire alla Comunità europea del carbone e dell'acciaio, ciascuno Stato membro debba porre termine alla concessione di qualsiasi tipo di aiuti precedentemente accordati alle imprese soggette a detto trattato. Diversamente, qualsiasi aiuto concesso dal nuovo Stato membro a partire dalla data della sua adesione alla Comunità europea del carbone e dell'acciaio è da considerarsi incompatibile con il mercato comune, a norma dell'articolo 4, lettera c), del trattato CECA.
(16) Di conseguenza, si potrebbe tener conto dell'argomento addotto dalla Spagna soltanto in relazione alle disposizioni sugli aiuti di Stato contenute nel trattato CE. La decisione della Commissione di avviare il procedimento non si riferiva ad un aiuto concesso ad imprese CE e quindi l'assunto secondo cui, dal punto di vista giuridico, la misura costituisce un aiuto esistente, non può essere condiviso dalla Commissione.
(17) Nel determinare se, nel caso concreto, il regime di deduzione fiscale sia da considerarsi un aiuto di Stato, le autorità spagnole - nel sostenere che tale regime non configura un aiuto di Stato - attribuiscono un'importanza decisiva al fatto che lo sgravio, da un lato, è di carattere generale e, dall'altro, è direttamente applicato dalle medesime imprese beneficiarie senza alcun intervento delle autorità pubbliche; in altre parole, l'applicazione pratica di detta disposizione non avverrebbe a discrezione di un ente pubblico.
(18) A questo riguardo, conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia [cfr. sentenza del 23 febbraio 1961 nella causa 30/59, De Gezamenlijke Steenkolenmijnen in Limburg contro Alta Autorità(9)] e alla prassi della Commissione(10), si fa presente che, in base al diritto comunitario, per aiuto si intende non solo l'aiuto positivo dello Stato, ma anche qualsiasi misura che esoneri un'impresa da un gravame che diversamente sarebbe tenuta a sostenere, a prescindere dal fatto che sia o meno applicata direttamente dalle imprese beneficiarie. Pertanto, le sovvenzioni non rimborsabili, i prestiti dello Stato a tasso agevolato e le deduzioni dall'imposta sul reddito o sulla società sono misure che devono essere considerate aiuti di Stato.
(19) In particolare e per analogia con la sentenza della Corte di giustizia del 15 marzo 1994, nella causa C-387/92, Banco Exterior de España SA contro Ayuntamiento de Valencia(11), la Commissione ritiene che una deduzione fiscale concessa a determinate imprese costituisca un aiuto di Stato, giacché pone i beneficiari in una situazione economica più favorevole degli altri contribuenti(12).
(20) Quanto alla specificità della sovvenzione, occorre osservare che, in conformità sia della prassi della Commissione(13) che della giurisprudenza della Corte di giustizia [sentenza del 10 dicembre 1999 nelle cause riunite 6 e 11/69, Commissione contro Francia(14), e sentenza del 7 giugno 1988 nella causa 57/86, Grecia contro Commissione(15)], una sovvenzione è specifica e, di conseguenza, deve considerarsi aiuto di Stato, anziché misura generale se, benché a prima vista possa considerarsi generale nella forma, di fatto conferisca vantaggi soltanto a un gruppo particolare di imprese. Nel caso di specie, innanzitutto, le misure fiscali in questione sostengono le imprese che svolgono determinate attività di esportazione ed escludono quelle che non esportano nonché gli esportatori che svolgono attività di esportazione non contemplate dalla disposizione e gli stessi esportatori che realizzano in Spagna il tipo di investimenti citati nella disposizione. In secondo luogo, a prescindere dal fatto che sono in vigore dal 1978, né il governo spagnolo né i terzi che si sono espressi al riguardo hanno addotto ragioni tali da giustificare la necessità delle misure fiscali di cui trattasi ai fini del funzionamento e dell'efficacia del sistema fiscale spagnolo(16). In terzo luogo, benché sia indubbio che la discrezionalità di un organismo pubblico nell'applicazione di una misura contribuisce a classificarla come specifica, la mera assenza di discrezionalità non trasforma la misura in misura generale.
(21) L'eventuale esistenza di misure analoghe in altri Stati membri è poi irrilevante, giacché tali misure potrebbero, a loro volta, essere oggetto di procedimenti contemplati nel trattato CECA [cfr. sentenza della Corte di giustizia del 22 marzo 1977 nella causa 78/76, Steinike & Weinlig contro Germania(17)].
(22) Infine, sia le organizzazioni spagnole che si sono espresse al riguardo che il governo spagnolo hanno segnalato alla Commissione che le disposizioni in questione, contrariamente a quanto dichiarato nella decisione di avvio del procedimento, non sono destinate a promuovere la creazione di succursali di produzione all'estero. Dopo aver analizzato l'articolo 34 della legge 43/1995, in particolare il titolo e il paragrafo 1, la Commissione ha concluso che la creazione di succursali di produzione non è espressamente contemplata nelle disposizioni spagnole, eccetto qualora dette succursali di produzione siano connesse con l'attività di esportazione dell'impresa beneficiaria.
VI. CONCLUSIONI
(23) Dalla legge 43/1995 si deduce che le disposizioni in questione sono applicabili, tra l'altro, alle imprese siderurgiche soggette ad imposta in Spagna che esercitino attività di esportazione comportanti investimenti o spese all'estero. Pertanto tali imprese di esportazione fruiscono di un netto vantaggio: i) rispetto alle imprese siderurgiche soggette a imposta in Spagna che non esportano, ii) rispetto alle imprese siderurgiche soggette a imposta in Spagna che, pur esportando, non effettuano simili investimenti all'estero (perché, ad esempio, decidono di realizzare lo stesso tipo di investimenti in Spagna) e iii) rispetto alle imprese siderurgiche non soggette a imposta in Spagna. La Commissione conclude quindi che il regime di deduzione fiscale in esame, contrariamente a quanto sostenuto dalle autorità e dalle organizzazioni spagnole che sono intervenute, non è di applicazione generale e di fatto, in quanto tale, può dar luogo alla concessione di un aiuto statale a favore di determinate imprese. Di conseguenza, in base al diritto comunitario, costituisce un aiuto statale e, nella misura in cui ne fruiscano imprese siderurgiche CECA, è contrario al disposto dell'articolo 4, lettera c), del trattato CECA. Inoltre, nel caso presente, non è applicabile nessuna delle deroghe previste nel Codice degli aiuti alla siderurgia.
(24) Quanto al recupero dell'aiuto, in generale, se ritiene che sia stato concesso un aiuto di Stato incompatibile con il mercato comune, la Commissione ingiunge allo Stato membro di recuperarlo. La Commissione non esige il recupero dell'aiuto qualora ciò sia contrario a un principio generale di diritto comunitario.
(25) Nella fattispecie, la Commissione osserva che il 30 settembre 1992(18) ha adottato una decisione sulle modifiche apportate dalla Francia alle disposizioni fiscali che disciplinano le stabili organizzazioni commerciali o di servizio all'estero. Tali modifiche implicavano l'estensione delle disposizioni allora vigenti per gli investimenti commerciali o di servizi nella Comunità a quelli realizzati fuori della Comunità e l'abolizione delle disposizioni specifiche per questi ultimi. La Commissione ha considerato che non costituissero aiuto ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE (ora articolo 87 CE) e che facilitassero la realizzazione del mercato comune. Il sistema francese anteriore al 1992 prevedeva la possibilità che le imprese francesi, che investivano all'estero per crearvi succursali di vendita o uffici studi, beneficiassero di un'esenzione fiscale temporanea equivalente alle perdite sostenute dalla stabile organizzazione all'estero (se situata all'interno della Comunità) oppure all'ammontare dell'investimento nella stabile organizzazione (se situata fuori della Comunità). Per gli investimenti industriali fuori della Comunità occorreva l'autorizzazione del ministero e l'esenzione fiscale poteva ammontare al 50 % dell'investimento. Nella decisione 73/263/CEE(19), la Commissione aveva concluso che tale sistema fiscale era neutro in termini di concorrenza e compatibile con le norme sul diritto di stabilimento. Il sistema è simile in sostanza a quello spagnolo ed era in vigore all'epoca dell'adesione della Spagna alla CECA nel 1986.
(26) La Commissione rileva inoltre che, nel giugno 1996, il commissario responsabile per la concorrenza, nella risposta data a nome della Commissione ad un'interrogazione scritta presentata dal parlamentare europeo Raul Rosado Fernandes(20) sul sistema spagnolo di deduzione fiscale, aveva fatto presente che dette misure erano state notificate dal governo spagnolo in occasione dell'adesione della Spagna e che la Commissione non aveva mai formulato obiezioni alla loro applicazione.
(27) Infine, la Commissione ritiene che la decisione di avviare il procedimento formale di indagine presuppone unicamente una valutazione preliminare del carattere di aiuto della misura proposta. Il carattere preliminare della valutazione è stato evidenziato dalla Commissione nella sua decisione di avvio del procedimento nel presente caso unicamente in riferimento alla probabilità che le misure in questione costituiscano aiuti di Stato. Nel caso di specie ciò risulta evidente dalla durata del periodo necessario alla Commissione per svolgere l'indagine ed esaminare le misure in causa. Va sottolineato che la Spagna non era affatto responsabile dei ritardi intervenuti nel procedimento.
(28) In tale contesto e considerato quanto sopra, la Commissione ritiene che anche le imprese siderurgiche più prudenti ed informate potevano non aver previsto che le disposizioni fiscali in questione fossero definite aiuti statali contrari all'articolo 4 del trattato CECA e che quindi, a ragione, potevano nutrire aspettative legittime. Di conseguenza, la Commissione ritiene opportuno non esigere il recupero degli aiuti in questione concessi anteriormente alla presente decisione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti concessi dalla Spagna ai sensi:
a) dell'articolo 34 della legge 43/1995, del 27 dicembre, relativa all'imposta sulle società;
b) dell'articolo 43 della Norma Foral 3/96, del 26 giugno, relativa all'imposta sulle società, della Diputación Foral di Vizcaya;
c) dell'articolo 43 della Norma Foral 7/1996, del 4 luglio, relativa all'imposta sulle società, della Diputación Foral di Guipúzcoa; o
d) dell'articolo 43 della Norma Foral 24/1996, del 5 luglio, relativa all'imposta sulle società, della Diputación Foral di Álava,
a favore di imprese siderurgiche CECA situate in Spagna sono incompatibili con il mercato comune del carbone e dell'acciaio.
Articolo 2
La Spagna adotta senza indugio i provvedimenti necessari affinché le imprese siderurgiche CECA situate in Spagna non usufruiscano degli aiuti di cui all'articolo 1.
Articolo 3
La Spagna informa la Commissione, nel termine di due mesi a decorrere dalla data di notifica della presente decisione, dei provvedimenti adottati per conformarvisi.
Articolo 4
Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 31 ottobre 2000.

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