Document ID: 32003D0107

Decisione della Commissione
del 17 luglio 2002
relativa all'aiuto di Stato al quale l'Italia intende dare esecuzione in favore di ILVA SpA
[notificata con il numero C(2002) 2595]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2003/107/CECA)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare l'articolo 4, lettera c),
vista la decisione n. 2496/96/CECA della Commissione, del 18 dicembre 1996, recante norme comunitarie per gli aiuti a favore della siderurgia,(1) in particolare l'articolo 6, paragrafo 5,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli(2), e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 20 dicembre 2001, registrata il 21 dicembre 2001, l'Italia ha notificato alla Commissione un progetto di aiuti per investimenti da realizzare presso lo stabilimento di Taranto di ILVA SpA.
(2) Con lettera del 18 febbraio 2002, la Commissione ha comunicato all'Italia la propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 6, paragrafo 5, della decisione n. 2496/96/CECA (in appresso "codice degli aiuti alla siderurgia") nei confronti dell'aiuto succitato.
(3) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito all'aiuto.
(4) Con lettera del 12 aprile 2002, registrata il 17 aprile 2002, le autorità italiane hanno informato la Commissione che, tenuto conto del termine del 22 luglio imposto dal codice degli aiuti alla siderurgia per il pagamento dell'aiuto, Ilva SpA aveva deciso di rinunciare alla seconda e terza rata dell'aiuto. L'Italia ha inoltre informato la Commissione che la società aveva deciso di non realizzare cinque dei tredici progetti contenuti nella notificazione iniziale e che pertanto nessun aiuto sarebbe stato erogato in relazione a tali progetti. Si tratta dei progetti descritti ai punti 8, 9, 13, 14 e 16 della decisione di avviare il procedimento. Con la stessa lettera, il governo italiano ha trasmesso informazioni supplementari sui progetti restanti.
(5) Con lettera del 18 aprile, la UK Steel Association ha trasmesso osservazioni sull'aiuto che la Commissione ha inoltrato alle autorità italiane, dando loro la possibilità di pronunciarsi in proposito. Le osservazioni delle autorità italiane sono pervenute con lettera datata 22 maggio 2002.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'AIUTO
(6) ILVA SpA è un'impresa che produce acciaio e appartiene al gruppo Riva.
(7) L'aiuto è erogato dal ministero dell'Industria, del commercio e dell'artigianato in base alla legge 488/92 relativa alla concessione delle agevolazioni nelle aree depresse ("Conversione in legge, con modificazioni del decreto legge 22.10.1992 n. 415, recante modifiche alla legge 1o marzo 1986 n. 64 in tema di disciplina organica dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno e norme per l'agevolazione delle attività produttiva"). L'aiuto è stato approvato il 9 aprile 2001, fatta salva l'autorizzazione della Commissione europea.
(8) A seguito del parziale ritiro della notificazione di cui al considerando 4, i costi considerati ammissibili agli aiuti da parte delle autorità italiane ammontano a 20225000 EUR. L'aiuto concesso a norma della legge 488/92 non è calcolato sulla base di una percentuale fissa dei costi ammissibili, ma sulla base di una percentuale espressa come equivalente sovvenzione netto (ESN) entro i limiti del massimale d'aiuto approvato dalla Commissione europea per il regime di aiuti in questione, tenuto conto delle dimensioni dell'impresa e dell'ubicazione dell'unità produttiva. Nel caso specifico di Ilva SpA, la percentuale approvata dall'Italia era del 12,25 % ESN, corrispondente a 3034000 EUR da versare in tre rate. A seguito della rinuncia della società alle ultime due rate, sarà tuttavia erogata una sola rata. L'aiuto effettivo ammonterà pertanto a 980000 EUR e riguarderà i progetti illustrati di seguito.
(9) Trattamento dei sottoprodotti dell'impianto di cokeria: rinnovamento delle tre linee esistenti per l'assorbimento dell'ammoniaca e la refrigerazione del gas di cokeria. Queste linee erano state completamente rinnovate nel 1991 e la loro vita utile residua al momento dell'investimento è superiore a 15 anni. Il costo complessivo si riferisce alle apparecchiature necessarie e ammonta a 3100000 EUR. Di questo importo, 800000 EUR sono stati considerati costi di manutenzione; i costi ammissibili ammontano pertanto a 2300000 EUR.
(10) Sostituzione dell'attuale sistema di depolverazione mediante filtri a cicloni e filtri elettrostatici con un nuovo sistema di filtrazione del tipo a tessuto. Il livello massimo di emissioni fissato dalle norme obbligatorie è di 100 mg/Nmc. Grazie al nuovo sistema, il livello delle polveri nei fumi passerà da 50 mg/Nmc a 30 mg/Nmc, con una riduzione del 40 %. Il sistema esistente risale agli inizi degli anni Settanta e la sua vita utile residua al momento dell'investimento è di 15 anni. I costi ammissibili si riferiscono alle apparecchiature necessarie ed ammontano a 1292000 EUR.
(11) Installazione di un sistema di monitoraggio emissioni batterie di forni a coke e linee di agglomerazione. L'installazione è stata richiesta dalle autorità regionali. Il costo delle apparecchiature ammonta a 1033000 EUR.
(12) Installazione di un sistema di nastri per il trasporto dei minerali all'impianto di omogeneizzazione. Tale sistema sostituirà il sistema di trasporto attuale tramite camion e permetterà l'eliminazione di emissioni di polveri. Il costo complessivo del progetto ammonta a 4700000 EUR. Secondo le autorità italiane, questo investimento determinerà un risparmio sui costi pari a 312000 EUR l'anno. Le autorità italiane hanno detratto 2500000 EUR come risparmi sui costi per un periodo di 10 anni. I costi considerati ammissibili dalle autorità italiane ammontano pertanto a 2200000 EUR.
(13) Installazione di un nuovo sistema addizionale per la rigenerazione dell'acido cloridrico (impianto Ruthner). Questo sistema (a circuito chiuso) andrà ad aggiungersi a quello esistente che risale al 1978 e che al momento dell'investimento ha una vita utile residua di 10 anni. Il livello massimo di emissioni fissato dalle norme è di 60 mg/Nmc. Il livello di concentrazione dell'acido cloridrico nei fumi passerà da 55 mg/Nmc a 22 mg/Nmc. Inoltre, trattandosi di un sistema a circuito chiuso, gli agenti inquinanti contenuti nell'acqua non passeranno più nelle acque reflue. Il costo delle apparecchiature ammonta a 1550000 EUR.
(14) Miglioramento dell'impianto di depolverazione delle emissioni secondarie nell'altoforno n. 1. L'impianto risale al 1988 e la sua vita utile residua al momento dell'investimento è di 12 anni. Il livello massimo delle emissioni fissato dalle norme obbligatorie è di 100 mg/Nmc. Il livello della concentrazione delle polveri passerà da 50 mg/Nmc a 30 mg/Nmc. Il costo delle apparecchiature ammonta a 1550000 EUR, dai quali sono stati detratti 500000 EUR per costi non direttamente connessi alla tutela dell'ambiente. I costi ammissibili ammontano pertanto a 1050000 EUR.
(15) Ampliamento per ulteriori 300000 m2 della discarica adibita a residui speciali. Tali residui sono attualmente smaltiti in apposite discariche situate all'esterno dello stabilimento. Questo investimento eliminerebbe i rischi connessi al trasporto dei residui. Secondo le autorità italiane, grazie a questo investimento i costi di trasporto e di discarica dei residui passeranno da 70 EUR per t/anno a 15 EUR per t/anno. La capacità di questo ampliamento è di 60000 tonnellate l'anno. L'investimento ammonta a 1290000 EUR.
(16) Sostituzione dei 350 trasformatori elettrici in apirolio (PCB) con altri di nuovo tipo raffreddati ad aria o con olio minerale. La legislazione nazionale vigente prevede la dismissione dei trasformatori PCB entro il 2010. I trasformatori sono stati installati negli anni Sessanta e Settanta. La loro vita utile residua è superiore a 20 anni. L'investimento non permette di realizzare risparmi sui costi. Il costo dell'investimento ammonta a 9510000 EUR.
III. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(17) La UK Steel Association ha espresso dubbi sulla finalità ambientale degli investimenti di cui ai considerando 11, 13 e 15. Per quanto concerne gli investimenti di cui ai considerando 10 e 16, l'associazione ha chiesto alla Commissione di accertarsi che tali investimenti non siano effettuati semplicemente perché gli impianti esistenti sono giunti al termine della loro vita normale. Per quanto riguarda gli investimenti di cui ai considerando 9, 12, 14 e 16 la UK Steel Association ritiene che essi possano determinare risparmi sui costi che dovrebbero essere detratti dai costi ammissibili.
IV. COMMENTI DELL'ITALIA
(18) Poiché le riserve della Commissione derivavano principalmente dalla mancanza di informazioni nella notificazione, le autorità italiane si sono limitate a fornire le informazioni mancanti.
V. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
(19) ILVA SpA produce prodotti di acciaio inclusi nell'allegato I al trattato CECA. Si tratta pertanto di un'impresa ai sensi dell'articolo 80 di detto trattato, alla quale si applica il codice degli aiuti alla siderurgia.
(20) Ai sensi dell'articolo 3 del codice degli aiuti alla siderurgia, le imprese siderurgiche possono ricevere aiuti destinati ad investimenti ambientali. I criteri per valutare la compatibilità di detti aiuti con il mercato comune figurano nell'allegato di detto codice, nonché nella disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente(4) (in appresso "la disciplina degli aiuti per l'ambiente del 1994").
(21) Secondo la disciplina degli aiuti per l'ambiente del 1994, gli aiuti che apparentemente sono destinati a misure di protezione dell'ambiente ma che in realtà sono destinati agli investimenti in generale sono esclusi dalla disciplina. I costi ammissibili devono essere strettamente limitati ai costi addizionali dell'investimento necessari per soddisfare finalità ambientali(5). La disciplina stabilisce inoltre che gli aiuti alle imprese per adeguare gli impianti in servizio da almeno due anni a nuove norme obbligatorie possono essere autorizzati fino ad un'intensità massima lorda del 15 % dei costi ammissibili (punto A, primo comma) e gli aiuti a favore di investimenti che consentano all'impresa il superamento delle norme ambientali vigenti o che siano effettuati in caso di inesistenza di norme possono essere autorizzati a concorrenza di un livello massimo del 30 % lordo dei costi ammissibili (punto B, primo comma).
(22) In conformità con l'allegato al codice degli aiuti alla siderurgia, la Commissione analizza il contesto economico ed ambientale di una decisione di procedere alla sostituzione di impianti o attrezzature in servizio. In linea di massima, una decisione di procedere ad un nuovo investimento che sarebbe comunque stata presa per ragioni economiche o tenuto conto dell'età dell'impianto o delle attrezzature esistenti (vita residua inferiore al 25 %) non potrà beneficiare di aiuti. Si deve inoltre procedere alla detrazione di qualsiasi vantaggio in termini di diminuzione dei costi di produzione.
(23) Per quanto riguarda gli investimenti relativi alle sostituzioni di cui ai considerando 10, 13, 14 e 16, tenuto conto in particolare del fatto che non incideranno sugli impianti produttivi e che la vita utile residua delle apparecchiature sostituite è superiore al 25 %, la Commissione ritiene che essi costituiscano investimenti ambientali.
(24) Per quanto riguarda gli investimenti relativi al trattamento dei sottoprodotti nella linea di cokeria (cfr. considerando 9), tenuto conto del fatto che i gas saranno reintegrati nella rete e riutilizzati dalla società, la Commissione ritiene che ciò possa costituire l'obiettivo principale dell'investimento. Le autorità italiane sostengono che l'investimento non determina risparmi sui costi. Ciò contraddice tuttavia la loro affermazione (peraltro non sostenuta da prove) secondo la quale le emissioni saranno ridotte, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, del 20 %. La Commissione non può pertanto concludere che l'investimento migliorerà significativamente la protezione dell'ambiente, come richiesto dalla disciplina degli aiuti per l'ambiente del 1994. Inoltre, dai costi ammissibili non sono stati detratti risparmi sui costi. In tali circostanze, le riserve della Commissione circa l'ammissibilità di questo investimento agli aiuti per la tutela dell'ambiente non sono state rimosse.
(25) Per quanto concerne l'investimento consistente nell'installazione di un sistema di nastri trasportatori (cfr. considerando 12), tenuto conto dei risparmi sui costi generati dall'investimento e della sua limitata incidenza in termini di protezione dell'ambiente, la Commissione ritiene che esso sia realizzato per ragioni economiche e che non sia pertanto ammissibile agli aiuti. Ad ogni modo, anche detraendo i risparmi sui costi generati dall'investimento si perverrebbe alla stessa conclusione, vale a dire alla non ammissibilità agli aiuti.
(26) Per quanto concerne l'investimento consistente nell'ampliamento della discarica adibita a residui speciali (cfr. considerando 15), la Commissione osserva che esso non determinerà una riduzione dell'inquinamento, ma piuttosto una riduzione dei costi del trattamento dei residui. Le riduzioni dei costi sono di fatto tali da compensare abbondantemente l'investimento. In tali circostanze, la Commissione ritiene che questo investimento sia realizzato prevalentemente per ragioni economiche e che pertanto non sia ammissibile agli aiuti. Ad ogni modo, anche detraendo i risparmi sui costi generati dall'investimento si perverrebbe alla stessa conclusione, vale a dire alla non ammissibilità agli aiuti.
(27) Per quanto concerne l'investimento consistente nell'installazione di un sistema di monitoraggio emissioni batterie di forni a coke e linee di agglomerazione (cfr. considerando 11), la Commissione osserva che sebbene sia destinato a conformarsi agli obblighi imposti dalle autorità regionali, l'impianto non è destinato a ridurre o ad eliminare l'inquinamento e le nocività ambientali ovvero ad adeguare i metodi di produzione (come richiesto dal punto 3.2.1 della disciplina degli aiuti per l'ambiente del 1994), ma semplicemente a misurare gli effettivi livelli d'inquinamento. In tali circostanze, l'investimento non è ammissibile agli aiuti per la tutela dell'ambiente.
(28) Per quanto concerne l'investimento consistente nella sostituzione dei trasformatori elettrici (cfr. considerando 16), la Commissione osserva che le nuove apparecchiature hanno lo scopo di conformarsi a nuovi obblighi di legge e che esse ridurranno o elimineranno l'inquinamento. Conformemente al punto 3.2.A della disciplina degli aiuti per l'ambiente del 1994, il massimale d'aiuto per questo investimento è pari al 15 % lordo dei costi ammissibili, vale a dire 1426500 EUR.
(29) Per quanto riguarda gli investimenti descritti ai considerando 10, 13 e 14, la Commissione rileva che essi consentiranno di raggiungere livelli di protezione dell'ambiente significativamente superiori e che si è proceduto alla detrazione dei risparmi sui costi generati da tali investimenti. Conformemente al punto 3.2.B della disciplina degli aiuti per l'ambiente del 1994, il massimale d'aiuto per questi investimenti è pari al 30 % lordo dei costi ammissibili, vale a dire 1167600 EUR.
(30) Una sintesi dei costi ammissibili e dei massimali d'aiuto consentiti sulla base della disciplina degli aiuti per l'ambiente del 1994 figura nella tabella seguente:
SPAZIO PER TABELLA
(31) In tale situazione, tenuto conto del fatto che l'aiuto consisterà solo nella prima rata degli aiuti approvati, vale a dire 980000 EUR (cfr. considerando 8), l'intensità dell'aiuto è conforme al codice degli aiuti alla siderurgia.
VI. CONCLUSIONE
(32) Alla luce di quanto esposto, l'aiuto di Stato di 980000 EUR che l'Italia intende concedere a Ilva SpA a norma della legge 448/92 in relazione ai progetti menzionati al considerando 30 è compatibile con il mercato comune. Per quanto riguarda la parte restante dell'aiuto notificato, tenuto conto del ritiro della notificazione (cfr. considerando 4), il procedimento avviato il 18 febbraio 2002 è chiuso,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto di Stato per un importo di 980000 EUR, al quale l'Italia intende dare esecuzione, in base alla legge 488/92, in favore di Ilva SpA, per progetti da realizzare nella sede di Taranto, è compatibile con il mercato comune.
Articolo 2
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 17 luglio 2002.

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