Document ID: 31993R0055

REGOLAMENTO (CEE) N. 55/93 DEL CONSIGLIO dell'8 gennaio 1993 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di anelli esterni di cuscinetti a rulli conici originari del Giappone
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta della Commissione, presentata previa consultazione del comitato consultivo a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. Misure provvisorie (1) Con il regolamento (CEE) n. 1994/92 (2) la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di anelli esterni di cuscinetti a rulli conici originari del Giappone (in seguito denominati « anelli esterni », salvo diversa indicazione), di cui al codice NC ex 8482 99 00 (codici Taric 8482 99 00 *11 e 8482 99 00 *91). Con il regolamento (CEE) n. 3263/92 (3) del Consiglio il dazio è stato prorogato per un periodo massimo di due mesi.
B. Procedura successiva (2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio le parti interessate che ne hanno fatto richiesta sono state sentite dalla Commissione. Alcune parti hanno inoltre presentato pareri scritti per comunicare le loro osservazioni sulle risultanze.
(3) Le parti sono state informate per iscritto in merito ai principali fatti e considerazioni in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi definitivi e la riscossione definitiva degli importi garantiti a titolo di dazio provvisorio. È stato inoltre fissato un termine adeguato entro il quale le parti potevano comunicare le loro osservazioni sulle informazioni ricevute.
(4) Le osservazioni presentate dalle parti oralmente e per iscritto sono state prese in considerazione e la Commissione ha debitamente modificato le sue risultanze.
C. Prodotto in esame, prodotto simile (5) L'inchiesta conclusa con l'istituzione delle misure provvisorie si basava sui dati relativi agli anelli esterni finiti, ovvero ai prodotti che possono essere utilizzati immediatamente senza un'ulteriore lavorazione. A questo proposito un esportatore giapponese ha affermato che dovevano essere esclusi dal procedimento gli anelli esterni soltanto sagomati (torniti), che richiedono trasformazioni sostanziali (trattamento termico, rettifica e levigatura) prima di poter essere utilizzati commercialmente.
(6) La Commissione ha accertato che gli anelli esterni semilavorati sono prodotti grezzi, con caratteristiche fisiche diverse da quelle dei prodotti finiti, che devono essere sottoposti a successive lavorazioni e che hanno caratteristiche e dimensioni di alta precisione. Dato che la successiva trasformazione implica costi relativi molto elevati, agli anelli esterni semilavorati è aggiunto un valore considerevole. È possibile, di conseguenza, effettuare una netta distinzione tra gli anelli esterni semilavorati e quelli finiti. I prodotti semilavorati sono inoltre destinati esclusivamente alla successiva trasformazione, mentre i prodotti finiti sono incorporati nei cuscinetti a rulli conici. Per questi motivi la Commissione ritiene che gli anelli esterni semilavorati non possano essere considerati prodotti simili sotto tutti gli aspetti ai prodotti in esame e che pertanto, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88, debbano essere esclusi dal procedimento.
(7) Gli esportatori giapponesi hanno inoltre sostenuto che gli anelli esterni finiti non sono un prodotto distinto rispetto ai cuscinetti a rulli conici completi. La Commissione ha nuovamente preso in esame il rapporto esistente tra anelli esterni e cuscinetti e ha verificato se per trasformare gli anelli in cuscinetti siano necessarie trasformazioni sostanziali e se debbano essere aggiunti altri componenti. Dato che i cuscinetti hanno un considerevole valore aggiunto rispetto agli anelli esterni (questi ultimi rappresentano appena il 33 % del valore dei cuscinetti finiti) e comprendono vari altri componenti, la Commissione ritiene che, ai fini del presente procedimento, gli anelli esterni e i cuscinetti a rulli conici siano due prodotti distinti. Gli anelli esterni e i cuscinetti possono inoltre essere fatturati e venduti separatamente dagli operatori economici nel paese esportatore e nella Comunità.
(8) Ai fini del presente procedimento i prodotti in esame sono gli « anelli esterni di cuscinetti a rulli conici, ulteriormente lavorati dopo la tornitura ».
(9) Il Consiglio conferma le risultanze relative al prodotto in esame.
D. Dumping 1. Valore normale
(10) Riguardo al valore normale, dopo la pubblicazione delle misure provvisorie e dopo aver ricevuto informazioni sul metodo seguito dalla Commissione per calcolare il margine di dumping, un esportatore giapponese ha dimostrato che alcuni tipi di anelli esterni erano stati venduti sul mercato interno in quantitativi sufficienti per giustificare il calcolo del valore normale in base ai corrispondenti prezzi di vendita (invece di utilizzare il costo di produzione). La Commissione ha modificato conseguentemente i suoi calcoli.
(11) Il Consiglio conferma le risultanze modificate della Commissione relative al valore normale.
2. Prezzo all'esportazione
(12) Nelle risultanze provvisorie [punto 17 del regolamento (CEE) n. 1994/92], ai fini del calcolo dei prezzi all'esportazione, la Commissione ha dedotto un margine di profitto del 6 %, considerato adeguato per gli importatori collegati nella Comunità. Gli esportatori giapponesi hanno contestato l'esattezza di questa percentuale. A questo proposito, dato che il margine di profitto era stato determinato in base al margine normalmente realizzato nel settore commerciale in questione, è stato concluso che la percentuale ottenuta era la più corretta. Il Consiglio conferma le risultanze della Commissione.
(13) Dopo essere stati informati in merito al metodo seguito dalla Commissione per calcolare il margine di dumping, gli esportatori giapponesi hanno affermato che nelle risultanze provvisorie erano stati effettuati alcuni adeguamenti inesatti riguardo ai prezzi di vendita nella Comunità al primo acquirente indipendente. La Commissione ha accolto le argomentazioni degli esportatori e ha introdotto le opportune modifiche, che tuttavia hanno inciso unicamente sul margine di dumping definitivo di un esportatore.
(14) Poiché non sono state ricevute altre osservazioni sui prezzi all'esportazione, il Consiglio conferma le nuove risultanze della Commissione.
3. Confronto
(15) Dato che le parti interessate non hanno comunicato alcuna osservazione sul confronto tra i prezzi all'esportazione e il valore normale, il Consiglio conferma le risultanze della Commissione esposte nei punti 20-23 del regolamento (CEE) n. 1994/92.
4. Margini di dumping
(16) In base ai calcoli modificati del valore normale e del prezzo all'esportazione, i margini di dumping definitivi determinati dalla Commissione ed espressi in percentuale del valore cif per ciascuna società interessata sono i seguenti:
- Koyo Seiko Co. Ltd: 11,3 %
- NTN Corporation: 6,0 %
Il Consiglio conferma queste risultanze.
(17) Il Consiglio conferma inoltre che nei confronti dei produttori che non hanno risposto al questionario della Commissione, né si sono manifestati altrimenti, i margini di dumping dovevano essere determinati in base agli elementi disponibili, in conformità dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88. Dato che le società che hanno collaborato hanno effettuato sostanzialmente tutte le esportazioni di anelli esterni nella Comunità, è stato considerato opportuno calcolare il margine di dumping relativo alle altre società in base al margine di dumping massimo accertato, pari all'11,3 %.
E. Pregiudizio 1. Osservazioni generali
(18) Nelle risultanze provvisorie la Commissione ha determinato il pregiudizio in base ai dati relativi ai produttori comunitari in Francia, in Germania, e nel Regno Unito. Un esportatore giapponese ha chiesto che, oltre alla situazione dell'industria nei tre Stati membri suddetti, fosse presa in considerazione anche la produzione di anelli esterni in Italia e in Spagna.
(19) A questo proposito la Commissione ha accertato che i produttori in Francia, in Germania e nel Regno Unito rappresentavano l'80 % circa della produzione comunitaria complessiva di anelli esterni. Conformemente alla prassi normalmente seguita, la Commissione ritiene che la produzione dei tre Stati membri suddetti sia sufficientemente rappresentativa dell'intera produzione comunitaria e che pertanto sia giusto e opportuno basare le risultanze sui dati relativi unicamente ai tre Stati membri. Inoltre, dato che il mercato dell'Italia e della Spagna per quanto riguarda il prodotto in questione rappresenta soltanto una piccola parte del mercato comunitario, eventuali differenze secondarie nella situazione economica dei produttori comunitari in tali paesi rispetto ai tre Stati membri succitati non possono alterare sostanzialmente la situazione economica generale dell'industria comunitaria.
(20) Il Consiglio conferma la conclusione della Commissione.
(21) Dopo l'istituzione delle misure provvisorie non sono state presentate nuove argomentazioni, né sono stati comunicati altri dati sul volume e sui prezzi delle importazioni oggetto di dumping. Il Consiglio conferma pertanto le risultanze della Commissione esposte nei punti 31-33 del regolamento (CEE) n. 1994/92 e in particolare quelle relative alla sottoquotazione dei prezzi.
2. Situazione dell'industria comunitaria
(22) Un esportatore giapponese ha affermato che l'industria comunitaria non ha subito pregiudizio dato che tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta il valore delle vendite dei produttori comunitari è aumentato. Dall'inchiesta è emerso che i produttori comunitari si sono effettivamente ritirati da alcuni settori di mercato caratterizzati da un elevato volume di vendite a basso prezzo e che hanno concentrato la loro attività in nicchie di maggior valore. Il volume delle vendite è quindi diminuito, mentre il valore è aumentato. La Commissione ritiene tuttavia che i produttori comunitari dovrebbero essere presenti in tutti i settori di mercato e offrire un'intera gamma di prodotti. Soltanto in tali condizioni, infatti, l'industria comunitaria potrebbe sostenere la concorrenza delle importazioni oggetto di dumping e rimanere sul mercato a medio e a lungo termine.
(23) Il Consiglio conferma pertanto la conclusione della Commissione secondo la quale la diminuzione del volume delle vendite è un indicatore incontestabile della situazione precaria dell'industria comunitaria.
(24) Per quanto riguarda il profitto, un esportatore giapponese ha sostenuto che su alcuni costi dei produttori comunitari ha inciso l'acquisto di materie prime da società consociate situate al di fuori della Comunità e che tali acquisti avrebbero potuto aggravare la situazione economica dei produttori comunitari. A questo proposito la Commissione ha accertato che i costi di tali materie prime rispetto al costo complessivo dei prodotti finiti erano in linea di massima conformi al rapporto tra il costo delle materie prime e il costo del prodotto finito degli esportatori giapponesi. La Commissione ritiene quindi che i costi dell'industria comunitaria non fossero artificialmente influenzati dalle transazioni tra società consociate. Inoltre, anche se i prezzi d'acquisto in questione avessero avuto un'incidenza sulla situazione finanziaria dell'industria comunitaria, i loro effetti non sarebbero comunque sufficientemente rilevanti e resterebbe valida la conclusione secondo la quale il pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di dumping deve essere considerato sostanziale.
(25) Alla luce di quanto precede, il Consiglio conferma le risultanze della Commissione relative alla situazione dell'industria comunitaria e conclude che è stato provocato un pregiudizio sostanziale.
F. Causa del pregiudizio (26) Nei punti 44-49 del regolamento (CEE) n. 1994/92, la Commissione ha accertato che esiste un nesso causale tra le importazioni oggetto di dumping e il pregiudizio sostanziale. Dopo l'istituzione delle misure provvisorie, la Commissione ha nuovamente esaminato se altri fattori, oltre alle importazioni oggetto di dumping dal Giappone, avessero provocato il pregiudizio subito dall'industria comunitaria e in particolare se il pregiudizio fosse dovuto ad un intempestivo aumento della capacità dell'industria comunitaria. La Commissione ha accertato che tra il 1989 e il 1990 la capacità è effettivamente aumentata, in previsione di un'espansione del mercato. È stato inoltre accertato che, nella seconda metà del 1990, il mercato dei cuscinetti ha subito una sensibile diminuzione e che i produttori comunitari hanno dovuto far fronte ad un eccesso di capacità produttiva.
(27) Anche se l'eccesso di capacità ha provocato un incremento dei costi dell'industria comunitaria, non si può negare che i prezzi degli anelli esterni fossero eccessivamente bassi e causa della sottoquotazione dei prezzi dei prodotti oggetto di dumping venduti dalle società comunitarie consociate degli esportatori giapponesi. Pertanto, anche se non si può negare che la capacità sia stata insufficientemente utilizzata e che la mancata utilizzazione abbia provocato effetti negativi, rimane valida la conclusione secondo la quale le importazioni oggetto di dumping, considerate isolatamente, hanno provocato un pregiudizio sostanziale.
(28) In considerazione di quanto precede e visti i dati contenuti nel regolamento (CEE) n. 1994/92, la Commissione ha stabilito che il pregiudizio subito è sostanziale e che esiste un nesso causale tra il pregiudizio e le importazioni in dumping dal Giappone. Il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione in materia di pregiudizio.
G. Interesse della Comunità (29) Dato che non sono state ricevute nuove osservazioni, il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione enunciate nel punto 52 del regolamento (CEE) n. 1994/92.
H. Dazio definitivo (30) Ai fini del calcolo del dazio definitivo, la Commissione ha tenuto conto degli effetti negativi delle importazioni oggetto di dumping che hanno contribuito al deterioramento della situazione dell'industria comunitaria, nonché dell'aumento dei costi di produzione dovuti all'eccesso di capacità. In seguito a un ulteriore esame dei fatti dopo l'istituzione delle misure provvisorie, è stato concluso che nella fattispecie per eliminare il pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping era sufficiente compensare la sottoquotazione dei prezzi dei produttori giapponesi.
(31) Espressi in percentuale del valore cif, i margini del pregiudizio modificati rimangono superiori ai margini di dumping determinati nel punto 16 del presente regolamento. In tali circostanze l'aliquota del dazio dovrebbe corrispondere ai margini di dumping. Il Consiglio conferma questa conclusione.
(32) Devono quindi essere applicate le seguenti aliquote del dazio definitivo:
- Koyo Seiko Co. Ltd: 11,3 %
- NTN Corporation: 6,0 %
(33) Nei confronti delle società non citate nel punto precedente i dazi dovrebbero essere fissati in base agli elementi disponibili. Dato che le importazioni delle due società suddette rappresentano una percentuale elevata, se non la totalità, delle importazioni nella Comunità di anelli esterni originari del Giappone, la Commissione ritiene che le risultanze dell'inchiesta costituiscano la base più adatta per determinare tale dazio. L'aliquota del dazio applicabile a tutti gli altri produttori giapponesi è quindi dell'11,3 %.
(34) Per evitare il rischio che le condizioni di pagamento siano modificate per eludere il pagamento del dazio, il Consiglio ritiene opportuno stabilire che i prezzi franco frontiera comunitaria siano considerati netti unicamente se secondo le condizioni di vendita il pagamento deve essere effettuato entro 180 giorni a decorrere dalla data della polizza di carico relativa alle spedizioni dei prodotti in questione.
I. Riscossione dei dazi provvisori (35) Data la situazione critica dell'industria comunitaria, il Consiglio ritiene necessario che gli importi garantiti a titolo di dazio antidumping provvisorio per tutti gli esportatori siano riscossi definitivamente sino all'importo del dazio definitivo istituito,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di anelli esterni di cuscinetti a rulli conici, ulteriormente lavorati dopo la tornitura, originari del Giappone, di cui al codice NC ex 8482 99 00 (codici Taric 8482 99 00*11 e 8482 99 00*91).
2. L'aliquota del dazio antidumping per i prodotti di cui al paragrafo 1 è dell'11,3 % (codice addizionale Taric 8669), fatta eccezione per le importazioni dei prodotti della società NTN Corporation (codice addizionale Taric 8668), cui si applica un'aliquota del 6,0 %.
3. Le aliquote del dazio sono riscosse sul prezzo netto, franco frontiera comunitaria, prima dello sdoganamento. Il prezzo franco frontiera comunitaria è netto se secondo le condizioni di vendita il pagamento è effettuato entro 180 giorni a decorrere dalla data della polizza di carico per le spedizioni dei prodotti in questione. Il prezzo è aumentato o ridotto dell'1 % per ogni mese di proroga o di riduzione del periodo di pagamento.
4. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
Articolo 2
1. Gli importi garantiti a titolo di dazio antidumping provvisorio istituito dal regolamento (CEE) n. 1994/92 sulle importazioni di anelli esterni di cuscinetti a rulli conici, ulteriormente lavorati dopo la tornitura, sono riscossi sino alle aliquote del dazio definitivo istituito.
2. Gli importi vincolati in eccedenza rispetto alle aliquote del dazio definitivo sono liberati.
3. Gli importi garantiti a titolo di dazio provvisorio sulle importazioni di anelli esterni di cuscinetti a rulli conici soltanto torniti sono liberati.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 8 gennaio 1993.

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