Document ID: 32002D0753

Decisione della Commissione
del 19 giugno 2002
relativa a misure adottate dalla Repubblica federale di Germania a favore di Deutsche Post AG
[notificata con il numero C(2002) 2144]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/753/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni ai sensi di detti articoli(1) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. IL PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 17 agosto 1999 la Commissione ha comunicato alle autorità tedesche di aver avviato il procedimento previsto dall'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in merito a varie misure statali adottate a favore di Deutsche Bundespost Postdienst ("DB-Postdienst"), trasformata in Deutsche Post AG ("DPAG") nel 1995.
(2) Nella decisione di avvio del procedimento, la Commissione ha ipotizzato che i pagamenti statali compensativi ricevuti da DB-Postdienst e, successivamente, da DPAG per la prestazione di servizi di interesse generale, superassero i costi aggiuntivi specifici netti che insorgono per DB-Postdienst e DPAG dalla fornitura di tali prestazioni. La Commissione, in particolare, ha comunicato l'avvio di un'indagine sulle presunte misure di aiuto descritte in appresso.
(3) Finanziamento dell'acquisizione di Postbank AG, avvenuta nel 1998 - Nella decisione di avvio del procedimento si cita l'osservazione di una denunciante, secondo la quale DPAG avrebbe acquisito Postbank AG nel 1998 dallo Stato tedesco compensando il prezzo di acquisto con un presunto credito di DPAG nei confronti dello Stato. Secondo la denunciante, vi erano dubbi sull'esistenza di tale credito nei confronti dello Stato, poiché esso non figurava nel bilancio di DPAG. La Commissione, nella decisione di avvio del procedimento, ha affermato che un'acquisizione avvenuta mediante compensazione del prezzo di acquisto con un credito non esistente o con un credito sulla cui esistenza sussistono perlomeno dei dubbi rappresenta un'elargizione assimilabile ad un aiuto di Stato.
(4) Finanziamento della "Post-Unterstützungskasse" (fondo pensione per i dipendenti postali) - Nel 1999 lo Stato tedesco ha rilevato il deficit della "Post-Unterstützungskasse", che all'epoca era pari a circa 8 miliardi di DEM. La causa del disavanzo era un regolamento sul prepensionamento adottato da DPAG nel 1995, in base al quale il 25 % dei dipendenti postali sono andati in prepensionamento.
(5) Possibile concessione di garanzie statali a copertura di obbligazioni dell'ex Deutsche Bundespost - Nella decisione di avvio del procedimento, si fa riferimento al timore espresso da alcune denuncianti, che sostenevano che ai sensi dell'articolo 40, comma 6, della Postverfassungsgesetz (legge sull'organizzazione postale, di seguito "PostVerfG") lo Stato tedesco avrebbe potuto rispondere di tutte le obbligazioni esistenti fino al momento della suddivisione dell'ex Deutsche Bundespost in tre imprese statali indipendenti: Deutsche Bundespost Postdienst, Deutsche Bundespost Telekom e Deutsche Bundespost Postbank.
(6) Le circostanze del passaggio di DB-postdienst da un'amministrazione statale alla società per azioni DPAG - La decisione di avvio del procedimento fa riferimento alla denuncia secondo la quale DB-Postdienst, in occasione della trasformazione nella società DPAG nel 1995, avrebbe ricevuto una dotazione di capitale superiore a quella indispensabile per adempiere ai propri compiti di servizio pubblico.
(7) Sostegno finanziario o amministrativo dello Stato a DPAG - United Parcel Service ("UPS") e Bundesverband Internationaler Express- und Kurierdienste e.V. ("BIEK") hanno affermato che DPAG utilizzerebbe le entrate provenienti dalle sue redditizie attività di monopolio dei servizi di inoltro lettere o da altri attivi trasferiti dallo Stato per finanziare una strategia di vendita sottocosto nei servizi di inoltro pacchi forniti in regime di concorrenza. Secondo le denuncianti, DPAG non avrebbe potuto finanziare l'insufficiente copertura dei costi nei servizi di inoltro pacchi senza sovvenzionamenti interni dal settore riservato o altre forme di sostegno statale. UPS sostiene che un'impresa che lavori in base a criteri di redditività non sarebbe in grado di coprire i costi di un servizio di inoltro pacchi rimanendo competitiva rispetto a DPAG. Visti queste denunce, nella decisione di avvio del procedimento la Commissione ha richiesto alle autorità tedesche di illustrare in maniera dettagliata in che forma DB-Postdienst (fino al 1995) e DPAG (dopo il 1995) avessero ricevuto sostegno statale finanziario o amministrativo.
(8) La decisione di avvio del procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2). Con lettera del 16 settembre 1999 (ricevuta il 6 ottobre 1999) la Germania ha espresso la propria posizione e ha comunicato le informazioni richieste.
(9) A seguito della pubblicazione, la Commissione ha ricevuto 14 osservazioni, che ha trasmesso con lettera del 15 dicembre 1999 alle autorità tedesche, onde dare loro la possibilità di esprimersi in merito. Le autorità tedesche hanno risposto con lettera del 1o febbraio 2000 (ricevuta il 2 febbraio 2000).
(10) Il 18 dicembre 2001 le autorità tedesche, dietro richiesta della Commissione, hanno fornito ulteriori informazioni sul sistema di compensazione finanziaria ex articolo 37, paragrafo 3, della Postverfassungsgesetz ("PostVerfG")(3). Le osservazioni sono pervenute il 31 gennaio e il 13 febbraio 2002.
(11) In un procedimento parallelo ex articolo 82 del trattato CE, il 20 marzo 2001 la Commissione ha adottato la decisione 2001/354/CE(4), secondo la quale DPAG ha violato l'articolo 82 del trattato CE in quanto ha concesso un prezzo speciale ai clienti del settore dei servizi di inoltro pacchi per le vendite per corrispondenza solo a condizione che essi si impegnassero ad avvalersi di DPAG per la totalità del loro fabbisogno di pacchi oppure per una percentuale quanto più possibile elevata del loro fabbisogno. Secondo tale decisione, inoltre, DPAG ha violato l'articolo 82 del trattato CE in quanto ha offerto servizi di inoltro pacchi per la vendita per corrispondenza a prezzi inferiori ai costi incrementali specifici della prestazione.
II. OSSERVAZIONI DELLE AUTORITÀ TEDESCHE
A. Acquisizione di Postbank AG
(12) Per quanto riguarda l'acquisizione di Postbank AG, le autorità tedesche hanno presentato documenti che a loro giudizio dimostrano in misura sufficiente che il prezzo di acquisto, nonostante quanto fatto osservare, non è stato compensato con un credito inesistente, ma è stato effettivamente pagato da DPAG alle autorità tedesche(5). Le autorità tedesche hanno inoltre presentato documenti sul valore economico di Postbank AG dal punto di vista di DPAG e sull'equivalenza con il prezzo di acquisto. Secondo le autorità tedesche, dunque, l'acquisizione di Postbank è avvenuta senza aiuti di Stato.
B. Finanziamento della Post-Unterstützungskasse
(13) Secondo quanto dichiarato dalle autorità tedesche, lo Stato avrebbe contribuito al fondo pensioni solo per quanto necessario a compensare uno svantaggio oggettivo imposto dallo Stato nei confronti di DPAG. Delle obbligazioni originarie dello Stato nei confronti dei propri dipendenti farebbe parte anche il finanziamento del prepensionamento dei dipendenti assunti prima della trasformazione di DPAG in società per azioni. DPAG sarebbe stata coinvolta nel finanziamento di un fondo pensionistico per questi dipendenti statali, il che avrebbe determinato costi straordinari atipici a suo carico. L'assunzione degli obblighi pensionistici avrebbe permesso solo in parte di compensare lo svantaggio oggettivo imposto in precedenza dallo Stato a DPAG. Di conseguenza, secondo le autorità tedesche, il contributo statale alla Post-Unterstützungskasse non comporterebbe un vantaggio per DPAG e questa misura di compensazione non determinerebbe distorsioni né della concorrenza né degli scambi.
C. Articolo 40, comma 6, della PostVerfG
(14) Le autorità tedesche hanno comunicato alla Commissione le norme giuridiche per regolamentare le obbligazioni dell'ex impresa statale Deutsche Bundespost. Si tratta delle disposizioni elencate in appresso:
- articolo 2, comma 2, della PostVerfG - in base a tale disposizione, lo Stato tedesco risponde delle obbligazioni di Deutsche Bundespost solo con il patrimonio speciale Deutsche Bundespost,
- articolo 40, comma 6, della PostVerfG - a norma di tale articolo, i titoli di debito di Deutsche Bundespost equivalgono a titoli di debito dello Stato. Il governo tedesco ha sostenuto che lo Stato rispondeva dei titoli di debito di Deutsche Bundespost(6) in quanto si trattava di un patrimonio speciale integrato nell'amministrazione statale(7). Ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della Postumwandlungsgesetz (legge di trasformazione della Posta, "PostUmwG") questa responsabilità sarebbe tuttavia limitata al patrimonio speciale Deutsche Bundespost,
- articolo 2, comma 4, della Postumwandlungsgesetz ("PostUmwG")(8) - anche secondo questa disposizione la garanzia dello Stato si limita al patrimonio speciale Deutsche Bundespost e ai suoi tre successori per le obbligazioni esistenti fino al momento della registrazione delle tre società per azioni di nuova costituzione nel registro delle imprese.
D. Trasformazione di DB-Postdienst in DPAG
(15) La Germania ha comunicato alla Commissione le disposizioni giuridiche che regolamentano il trasferimento del patrimonio dell'ex DB-Postdienst alla nuova società per azioni DPAG. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, della PostUmwG le società per azioni di nuova costituzione DTAG, DPAG e Deutsche Postbank AG sono gli aventi causa delle tre parti del patrimonio speciale DB-Postdienst, DB-telekom e DB-Postbank. Nelle disposizioni in questione si precisa inoltre che l'utilizzo è determinante per la suddivisione dei beni patrimoniali e che in caso di uso di beni immobili da parte di due imprese la proprietà va all'utilizzatore principale.
E. Compensazione finanziaria ai sensi dell'articolo 37, comma 3, della PostVerfG
(16) In risposta alla richiesta di cui ai punti 80 e 81 della decisione di avvio del procedimento di trasmettere informazioni dettagliate su tutti i sostegni finanziari o amministrativi statali concessi a DB-Postdienst o a DPAG, le autorità tedesche, nelle loro comunicazioni del 16 settembre 1999 e del 25 aprile 2000, hanno illustrato in maniera particolareggiata la compensazione finanziaria prevista ai sensi dell'articolo 37, comma 3, della PostVerfG(9) tra i successori di Deutsche Bundespost.
(17) La Germania ha spiegato le origini dell'articolo 37, comma 3, della PostVerfG come segue:
- Fino al 1o luglio 1989 Deutsche Bundespost era un'impresa interamente statale. Il 1o luglio 1989, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, della PostVerfG, i compiti imprenditoriali delle autorità postali federali sono stati trasmessi a tre diversi aventi causa: DB-Postdienst, DB-Telekom e DB-Postbank(10). DB-Postdienst ha ripreso tutti i servizi postali forniti fino a quel momento da Deutsche Bundespost(11).
- Nel 1989 è dunque avvenuta una divisione tra DB-Postdienst e DB-Telekom. La compensazione finanziaria possibile a norma dell'articolo 37, comma 3, della PostVerfG trova tuttavia la propria giustificazione nel principio dell'unità finanziaria degli operatori risultanti dalla divisione di Deutsche Bundespost(12). Unità finanziaria significa che ciascuno dei tre successori dell'ex Deutsche Bundespost, che non possa coprire con entrate proprie le spese determinate dai compiti di servizio pubblico che gli sono stati trasferiti, ha diritto ad una compensazione finanziaria da parte di un altro successore che realizzi dei profitti. Lo scopo del sistema di compensazione finanziaria previsto dall'articolo 37, comma 3, della PostVerfG è dunque la garanzia di una situazione finanziaria equilibrata dell'operatore postale dopo la sua separazione dal settore delle telecomunicazioni.
(18) In altri termini, la Germania sostiene che DB-Postdienst e, successivamente, DPAG sosterrebbero ogni anno perdite enormi soltanto a causa delle attività postali svolte nell'interesse generale nel settore non riservato(13). A norma dell'articolo 37, comma 3, della PostVerfG sarebbe prevista una compensazione finanziaria tra i tre successori di Deutsche Bundespost a copertura dell'enorme disavanzo dell'operatore postale, dovuto secondo le autorità tedesche esclusivamente alla prestazione di servizi postali nell'interesse generale. L'articolo 37, comma 3 e 4, della PostVerfG recita: "3. Viene effettuata una compensazione finanziaria tra le imprese qualora una di esse, in particolare a causa del rispetto degli obblighi di cui all'articolo 4, comma 1(14), non sia in grado di coprire le spese con entrate proprie. La compensazione finanziaria viene registrata nei piani economici tenendo conto anche del riporto di utili e di perdite.
4. È consentita una compensazione (...) tra le imprese di cui al comma 3 e tra i servizi monopolistici e i servizi forniti in regime di concorrenza. Qualora un'insufficiente copertura dei costi persistente e riscontrabile dovesse tuttavia ostacolare le possibilità di concorrenza di altre imprese su un dato mercato senza giustificazioni oggettive, il Ministro federale delle poste e telecomunicazioni, di concerto con il Ministro federale dell'economia, (...) adotta le misure necessarie per ovviare a questa distorsione."
(19) La Germania non contesta il fatto che tra il 1990 e il 1994 DB-Telekom abbia compensato perdite di DB-Postdienst per [...](15) milioni di DEM a norma dell'articolo 37, comma 3(16). A causa di pagamenti di compensazione ancora da effettuare, al momento della trasformazione delle tre imprese in società per azioni, DB-Telekom avrebbe dovuto conferire altri [...] milioni di DEM al capitale azionario della nuova società per azioni DPAG. Secondo le autorità tedesche, quest'ultimo pagamento in sospeso sarebbe stato effettuato mediante compensazione ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, della PostUmwG(17).
(20) Come confermato da ulteriori comunicazioni della Germania del 25 aprile 2000 e del 31 gennaio 2002, tra il 1990 e il 1995 DB-Telekom e DTAG hanno effettuato pagamenti di compensazione a favore di DB-Postdienst e di DPAG per un totale di [...] milioni di DEM. Non viene contestato il fatto che questa compensazione finanziaria tra due diverse imprese vada attribuita allo Stato, in quanto prevista per legge dall'articolo 37, comma 3, della PostVerfG. Le autorità tedesche sostengono tuttavia che i pagamenti compensatori previsti dall'articolo 37, comma 3, della PostVerfG erano indispensabili per l'assolvimento di obblighi di servizio pubblico a condizioni economiche equilibrate.
F. Ammontare dei costi dell'infrastruttura imputabili ai servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi
(21) Con riferimento alle denunce di UPS e BIEK, la presente decisione esamina la copertura dei costi nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi, settore aperto alla concorrenza(18). Le indagini della Commissione si sono perciò concentrate sulla copertura dei costi di DPAG nei due più importanti servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi aperti alla concorrenza: la spedizione di pacchi tra clienti commerciali (segmento clienti commerciali o segmento "B-to-B") e i servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi per conto di imprese di vendita per corrispondenza, che spediscono le merci ordinate via catalogo o via elettronica (segmento vendite per corrispondenza o segmento "B-to-C")(19).
(22) I servizi a domicilio vengono effettuati da DPAG nell'ambito della rete logistica del "ramo spedizione pacchi", composto da 33 centri di smistamento di spedizione e di destinazione e 476 basi di distribuzione. La stessa infrastruttura viene utilizzata anche per i servizi di inoltro pacchi allo sportello, che DPAG deve fornire a tutti i clienti da sportello nell'ambito dei propri compiti di servizio pubblico(20). DPAG utilizza l'infrastruttura originaria costituita e mantenuta per la prestazione di servizi di pubblico interesse almeno in parte anche per i servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi forniti in regime di concorrenza.
(23) Il sistema logistico di DPAG prevede sei tappe della lavorazione dei pacchi ritirati e consegnati a domicilio: 1) ritiro presso il cliente, 2) lavorazione sul posto (centro di spedizione), 3) inoltro (trasporto a lunga distanza) tra il centro di spedizione e il centro di destinazione, 4) lavorazione sul posto nel centro di destinazione, 5) inoltro regionale tra centro di smistamento e basi di distribuzione locali e 6) consegna al destinatario.
(24) Nella lettera del 25 aprile 2002 il governo tedesco ha indicato i costi delle singole fasi della lavorazione necessarie per le prestazioni dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi nell'ambito dell'attuale infrastruttura di DPAG. Tali indicazioni si riferiscono al periodo compreso tra il 1994 e il 1999, integrando ed in parte riprendendo uno studio precedente del 12 marzo 2002 sui costi di una "rete logistica efficiente" per la gestione di un'infrastruttura di ritiro e recapito a domicilio di pacchi(21). La Commissione ha messo in dubbio questo modello, in quanto esso si basava su presupposti che non erano stati mai verificati in pratica.
(25) Si è rivelata necessaria la presentazione di nuovi dati relativi ai costi dell'infrastruttura del ritiro e recapito pacchi a domicilio in quanto i dati inviati il 12 marzo 2002 si basavano su un modello teorico fondato su ipotesi di lavoro mai verificate in pratica, come ad esempio la completa esternalizzazione di tutte le fasi della lavorazione ad una serie di imprese terze specializzate. I costi effettivi connessi al mantenimento di un'infrastruttura per il ritiro e il recapito a domicilio di pacchi non possono essere stabiliti basandosi su simili ipotesi di lavoro. Un'analisi significativa dei costi minimi di un'infrastruttura per il ritiro e il recapito a domicilio di pacchi presuppone dati su un'infrastruttura utilizzata nella realtà ed effettivamente applicata. Lo studio originario non si basava su rilevazioni di questo tipo e si limitava a specificare che sarebbe stato possibile mantenere con costi molto contenuti una simile infrastruttura pacchi a determinate condizioni e sulla base di determinate ipotesi.
1. Ritiro
(26) Segmento B-to-B - Per i clienti commerciali, il cui volume giornaliero di pacchi superi i 20 pezzi, si effettua un ritiro separato B-to-B per grandi quantità(22). Un giro separato delle imprese di questo tipo consiste in media di [...] km(23). I giri di ritiro B-to-B avvengono cinque giorni alla settimana [= 250 giorni di ritiro l'anno(24)]. In contrasto con quanto originariamente indicato il 12 marzo 2002(25), la Germania ha specificato che il ritiro di grandi quantità viene eseguito esclusivamente per il ritiro di pacchi presso i clienti commerciali. Contrariamente a quanto risulta nello studio originario, i giri di ritiro per i servizi B-to-B avvengono separatamente sia dal recapito alle aziende che dal ritiro dei resi per le vendite per corrispondenza. Di conseguenza i giri separati di ritiro B-to-B sono commercialmente attribuibili senza eccezioni ai servizi B-to-B(26). La formula per il calcolo dei costi annui attribuibili ai giri di ritiro del segmento B-to-B è quindi la seguente: costi per giro di ritiro x numero di giri di ritiro eseguiti giornalmente x 250 giorni di ritiro l'anno. Per il periodo 1994-1999 la situazione è dunque la seguente:
1994: [...] DEM al giro(27) x [...] giri di ritiro imputabili(28) x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM + [...] DEM al giro(29) x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1995: [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM + [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1996: [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM + [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1997: [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM + [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1998: [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM + [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1999: [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM + [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM.
(27) Segmento delle vendite per corrispondenza - Tutti i pacchi delle vendite per corrispondenza e delle spedizioni di restituzione vengono ritirati presso il cliente ed immediatamente trasferiti al centro di smistamento di spedizione. Un giro di ritiro di pacchi delle vendite per corrispondenza consiste in media di [...] km(30). Il ritiro avviene cinque giorni la settimana [= 250 giorni di ritiro l'anno(31)]. Poiché il ritiro dei pacchi delle vendite per corrispondenza avviene in giri separati, i relativi costi sono interamente attribuibili a questo servizio di inoltro pacchi(32). Anche in questo caso la formula per il calcolo dei costi attribuibili annualmente ai giri di ritiro nel segmento delle vendite per corrispondenza è dunque la seguente: costi per giro x numero dei giri eseguiti giornalmente x 250 giorni di ritiro. Per il periodo 1994-1999 la situazione è la seguente:
1994: [...] DEM al giro(33) x [...] giri di ritiro imputabili(34) x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1995: [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1996: [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1997: [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1998: [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1999: [...] DEM al giro x [...] giri di ritiro imputabili x 250 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM.
2. Lavorazione sul posto nei centri di smistamento di spedizione e di destinazione
(28) La lavorazione presso il centro di spedizione comporta la codifica e la cernita dei pacchi per l'ulteriore trasporto verso il centro di destinazione(35). Per i pacchi B-to-B non avviene la cernita preventiva ed essi devono dunque essere tutti sottoposti a lavorazione sul posto nel centro di spedizione(36). Come già specificato, circa il [...] % di tutti i pacchi delle vendite per corrispondenza sono invece sottoposti ad una cernita preventiva e vengono trasferiti direttamente al centro di destinazione. Per questi pacchi non avviene la lavorazione sul posto nei centri di spedizione. Lo stesso vale per i cataloghi, che i clienti sottopongono a cernita preventiva secondo la destinazione. Nel centro di destinazione i pacchi e i cataloghi vengono divisi elettronicamente in base ai distretti di recapito. In seguito vengono caricati in contenitori su ruote ed inoltrati alle diverse basi di distribuzione regionali. Circa il [...] % dei pacchi rimane nei distretti di recapito, nel bacino dei centri di smistamento di spedizione(37), e non necessita dunque una lavorazione sul posto nel centro di destinazione.
(29) Secondo quanto dichiarato dal governo tedesco, per un recapito a domicilio in tutto il territorio federale nel giro di 24 ore è indispensabile un'infrastruttura di 33 centri di smistamento(38). I costi del capitale per la realizzazione dei 33 centri sarebbero dunque da attribuire ai recapiti imperativi in 24 ore. Poiché tuttavia i servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi rappresentano un po' meno della quantità totale delle spedizioni trattate effettivamente nei centri di smistamento di DPAG, secondo le autorità tedesche si può attribuire a questi servizi solo una versione ridotta degli attuali centri di smistamento(39). Lo stesso vale per i costi di gestione e i costi del capitale per gli impianti e i macchinari nei 33 centri di smistamento (ammortamenti lineari e interessi calcolatori sul capitale vincolato). I costi per impianti e macchinari, manutenzione e materiali per un centro di smistamento in versione ridotta ammontavano tra il 1994 e il 1999 a [...] milioni di DEM l'anno(40). La gestione di 33 centri di smistamento in versione ridotta avrebbe dunque comportato costi imputabili annui pari a [...] milioni di DEM(41).
(30) Secondo quanto dichiarato dal governo tedesco, le basi di distribuzione possono invece essere adeguate alle quantità inviate e al numero di giri di recapito ordinario necessari per la lavorazione di un determinato volume di invii(42). Su 476 basi di distribuzione totali gestite da DPAG tra il 1994 e il 1999, per il mantenimento dei servizi di inoltro pacchi a domicilio in base al suo volume di spedizioni(43) sarebbe stato necessario il seguente numero di basi, che avrebbero determinato le seguenti uscite:
1994: [...] basi di distribuzione(44), che determinano complessivamente uscite per [...] milioni di DEM(45), al lordo dei costi per i centri di smistamento per [...] milioni di DEM = [...] milioni di DEM;
1995: [...] basi di distribuzione; costi: [...] milioni di DEM, al lordo dei costi per i centri di smistamento per [...] milioni di DEM = [...] milioni di DEM;
1996: [...] basi di distribuzione; costi: [...] milioni di DEM, al lordo dei costi per i centri di smistamento per [...] milioni di DEM = [...] milioni di DEM;
1997: [...] basi di distribuzione; costi: [...] milioni di DEM, al lordo dei costi per i centri di smistamento per [...] milioni di DEM = [...] milioni di DEM;
1998: [...] basi di distribuzione; costi: [...] milioni di DEM, al lordo dei costi per i centri di smistamento per [...] milioni di DEM = [...] milioni di DEM;
1999: [...] basi di distribuzione; costi: [...] milioni di DEM, al lordo dei costi per i centri di smistamento per [...] milioni di DEM = [...] milioni di DEM.
(31) I costi del personale nei centri di spedizione e di destinazione, secondo le autorità tedesche, possono essere ripartiti in base al volume di pacchi da trattare. Le risorse di personale necessarie per le singole fasi della lavorazione nei centri di spedizione e di destinazione potrebbero dunque essere messe in relazione diretta con il volume dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi. Lo stesso vale per le ore/uomo necessarie per la lavorazione dei pacchi nelle basi di distribuzione. Il conteggio dei costi illustrato in appresso si basa sulle indicazioni di DPAG relativamente alle ore/uomo annue necessarie per la lavorazione del volume di pacchi che essa riceve annualmente per l'inoltro a domicilio(46). La retribuzione oraria utilizzata come riferimento si basa sulle indicazioni del governo tedesco(47). I costi del personale complessivi per le singole fasi della lavorazione sono stati calcolati come segue: ore/uomo per la lavorazione sul posto nel centro di spedizione x retribuzione oraria, ore/uomo per la lavorazione sul posto nel centro di destinazione x retribuzione oraria + ore/uomo per la lavorazione nelle basi di distribuzione x retribuzione oraria. Per il periodo compreso tra il 1994 e il 1999 si ottengono i seguenti risultati:
1994: [...] ore (centro di spedizione)(48) + [...] ore (centro di destinazione)(49) + [...] ore (lavorazione nelle basi di distribuzione)(50) x [...] DEM (retribuzione oraria)(51) = [...] milioni + [...] milioni + [...] milioni di DEM = [...] milioni di DEM;
1995: [...] ore + [...] ore + [...] ore x [...] DEM (retribuzione oraria) = [...] milioni di DEM + [...] milioni di DEM + [...] milioni di DEM = [...] milioni di DEM;
1996: [...] ore + [...] ore + [...] ore x [...] DEM (retribuzione oraria) = [...] milioni di DEM + [...] milioni di DEM + [...] milioni di DEM = [...] milioni di DEM;
1997: [...] ore + [...] ore + [...] ore x [...] DEM (retribuzione oraria) = [...] milioni di DEM + [...] milioni di DEM + [...] milioni di DEM = [...] milioni di DEM;
1998: [...] ore + [...] ore + [...] ore x [...] DEM (retribuzione oraria) = [...] milioni di DEM + [...] milioni di DEM + [...] milioni di DEM = [...] milioni di DEM;
1999: [...] ore + [...] ore + [...] ore x [...] DEM (retribuzione oraria) = [...] milioni di DEM + [...] milioni di DEM + [...] milioni di DEM = [...] milioni di DEM.
3. Trasporto a lunga distanza
(32) Il trasporto a lunga distanza comprende il trasporto giornaliero degli invii tra i 33 centri di spedizione e di destinazione(52). La distanza media tra i 33 centri di smistamento di spedizione e destinazione è di [...] km(53). A partire dal 1994 tutti i trasporti di questo tipo sono stati esternalizzati(54). Per il trasporto a lunga distanza vengono impiegati due container (ossia un camion con rimorchio)(55). Per garantire il recapito a domicilio in tutto il territorio federale nel giro di 24 ore, verso ogni centro di smistamento deve essere eseguito almeno un viaggio notturno; ne risultano 32 collegamenti da ogni centro di spedizione agli altri centri di destinazione (ossia almeno 32 x 33 = 1056 viaggi giornalieri)(56). Il trasporto a lunga distanza avviene cinque giorni lavorativi la settimana (= 250 viaggi notturni l'anno)(57). Questo significa che i costi del personale, di gestione e del capitale per 264000 viaggi l'anno (1056 x 250) possono essere attribuiti ai servizi a domicilio(58). I costi da attribuire annualmente per il trasporto a lunga distanza nel segmento B-to-B si possono dunque calcolare in base al prezzo per viaggio x 264000 trasporti a lunga distanza l'anno. Per il periodo 1994-1999 risultano dunque i seguenti costi attribuibili ai servizi a domicilio:
1994: [...] DEM a viaggio(59) x 264000 viaggi a lunga distanza annui = [...] milioni di DEM;
1995: [...] DEM a viaggio x 264000 viaggi a lunga distanza annui = [...] milioni di DEM;
1996: [...] DEM a viaggio x 264000 viaggi a lunga distanza annui = [...] milioni di DEM;
1997: [...] DEM a viaggio x 264000 viaggi a lunga distanza annui = [...] milioni di DEM;
1998: [...] DEM a viaggio x 264000 viaggi a lunga distanza annui = [...] milioni di DEM;
1999: [...] DEM a viaggio x 264000 viaggi a lunga distanza annui = [...] milioni di DEM.
(33) Oltre ai viaggi notturni a lunga distanza, per le tre principali imprese di vendita per corrispondenza avviene anche un ritiro diretto degli invii. In base alle stime di DPAG venivano ritirati presso i clienti e trasportati direttamente al centro di destinazione tra il [...] (1990) e il [...] % (1999) dei pacchi delle vendite per corrispondenza(60). Il [...] % delle spedizioni di restituzione delle vendite per corrispondenza è recapitato con trasporto diretto(61). Come nei recapiti diretti nel segmento B-to-B, anche il ritiro diretto per le imprese di vendita per corrispondenza viene eseguito con un camion con rimorchio (due container). I costi di esternalizzazione per il ritiro diretto equivalgono dunque ai costi per il trasporto di invii tra clienti commerciali nel trasporto a lunga distanza(62). Il ritiro diretto avviene cinque giorni la settimana. Secondo le indicazioni del governo tedesco, tra il 1994 e il 1999 al segmento delle vendite per corrispondenza sono imputabili i seguenti costi ed il seguente numero di viaggi:
1994: [...] DEM a viaggio(63) x [...] viaggi a lunga distanza imputabili l'anno(64) = [...] milioni di DEM;
1995: [...] DEM a viaggio x [...] viaggi a lunga distanza imputabili l'anno = [...] milioni di DEM;
1996: [...] DEM a viaggio x [...] viaggi a lunga distanza imputabili l'anno = [...] milioni di DEM;
1997: [...] DEM a viaggio x [...] viaggi a lunga distanza imputabili l'anno = [...] milioni di DEM;
1998: [...] DEM a viaggio x [...] viaggi a lunga distanza imputabili l'anno = [...] milioni di DEM;
1999: [...] DEM a viaggio x [...] viaggi a lunga distanza imputabili l'anno = [...] milioni di DEM.
4. Trasporto regionale
(34) Il trasporto regionale comprende viaggi in media di [...] km(65) tra i singoli centri di smistamento di destinazione e le basi di distribuzione. I viaggi di trasporto regionale avvengono sei giorni la settimana (= 303 giorni lavorativi)(66). Una singola base di distribuzione viene in media collegata con un centro di smistamento di destinazione con cinque viaggi giornalieri. Come già esposto al considerando 30, il governo tedesco ritiene che un determinato numero delle 476 basi di distribuzione gestite da DPAG possa essere imputato ai servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi(67). Attraverso il collegamento indiretto ad un'altra categoria di costi (basi di distribuzione), ai servizi pacchi a domicilio può dunque essere imputato un determinato numero di viaggi verso le basi di distribuzione. I viaggi di trasporto regionale imputabili ai servizi di ritiro e recapito pacchi a domicilio forniti in regime di concorrenza risultano dunque dai viaggi giornalieri attribuibili a tali servizi per base di distribuzione x 303 giorni lavorativi x il numero delle basi di distribuzione complessivamente imputabili ai servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi. Per il periodo 1994-1999 risultano dunque i seguenti costi:
1994: [...] viaggi giornalieri(68) x 303 giorni lavorativi = [...] viaggi annuali per base di distribuzione x [...] basi di distribuzione imputabili(69) = [...] viaggi imputabili l'anno x [...] DEM(70) a viaggio = [...] milioni di DEM;
1995: [...] viaggi giornalieri x 303 giorni lavorativi = [...] viaggi annuali per base di distribuzione x [...] basi di distribuzione imputabili = [...] viaggi imputabili l'anno x [...] DEM a viaggio = [...] milioni di DEM;
1996: [...] viaggi giornalieri x 303 giorni lavorativi = [...] viaggi annuali per base di distribuzione x [...] basi di distribuzione imputabili = [...] viaggi imputabili l'anno x [...] DEM a viaggio = [...] milioni di DEM;
1997: [...] viaggi giornalieri x 303 giorni lavorativi = [...] viaggi annuali per base di distribuzione x [...] basi di distribuzione imputabili = [...] viaggi imputabili l'anno x [...] DEM a viaggio = [...] milioni di DEM;
1998: [...] viaggi giornalieri x 303 giorni lavorativi = [...] viaggi annuali per base di distribuzione x [...] basi di distribuzione imputabili = [...] viaggi imputabili l'anno x [...] DEM a viaggio = [...] milioni di DEM;
1999: [...] viaggi giornalieri x 303 giorni lavorativi = [...] viaggi annuali per base di distribuzione x [...] basi di distribuzione imputabili = [...] viaggi imputabili l'anno x [...] DEM a viaggio = [...] milioni di DEM.
5. Consegna
(35) Per quanto riguarda i servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi oggetto della presente decisione, DPAG distingue tra tre diversi tipi di consegna: 1) recapito alle aziende per i clienti per i quali la quantità giornaliera da recapitare corrisponde ad un contenitore su ruote di invii pretrattati per grande destinatario individuale(71); 2) spedizioni di restituzione per le vendite per corrispondenza e 3) recapito ordinario per la consegna collettiva di pacchi di vendite per corrispondenza e dei pacchi B-to-B che non vengono consegnati mediante il recapito specifico alle aziende.
(36) Recapito alle aziende - Il recapito alle aziende prevede il recapito di pacchi in contenitori singoli su rotelle. Un contenitore contiene solo pacchi per un determinato destinatario(72). Circa il [...] % dei pacchi B-to-B vengono consegnati mediante il recapito alle aziende. Il restante [...] % viene consegnato con i pacchi B-to-C mediante il recapito ordinario(73). La formula per il calcolo del mero recapito ad aziende è la seguente: costi del giro di recapito x numero dei giri giornalieri x 250 giorni di recapito l'anno. Per il periodo 1994-1999 la situazione è dunque la seguente:
1994: [...] DEM al giro(74) x [...] giri di recapito imputabili(75) x 250 giorni di recapito = [...] milioni di DEM;
1995: [...] DEM al giro x [...] giri di recapito imputabili x 250 giorni di recapito = [...] milioni di DEM;
1996: [...] DEM al giro x [...] giri di recapito imputabili x 250 giorni di recapito = [...] milioni di DEM;
1997: [...] DEM al giro x [...] giri di recapito imputabili x 250 giorni di recapito = [...] milioni di DEM;
1998: [...] DEM al giro x [...] giri di recapito imputabili x 250 giorni di recapito = [...] milioni di DEM;
1999: [...] DEM al giro x [...] giri di recapito imputabili x 250 giorni di recapito = [...] milioni di DEM.
(37) Spedizioni di restituzione - I pacchi delle spedizioni di restituzione sono invii dei clienti delle imprese di vendita per corrispondenza, rinviati al mittente da parte del destinatario. Le spedizioni di restituzione vengono ritirate presso punti di raccolta determinati ("agenzie"), raccolte e rispedite cinque giorni alla settimana (= 250 giorni di recapito l'anno) alle rispettive imprese di vendita per corrispondenza(76). Il [...] % di queste spedizioni viene consegnato nell'ambito di un recapito di restituzione specifico(77), mentre il resto, come già precisato, viene recapitato mediante il trasporto diretto. Un giro medio di spedizioni di restituzione comprende circa [...] km(78) e comporta dunque il [...] % dei costi di un giro di ritiro per le vendite per corrispondenza lungo [...] km(79). I costi annui imputabili alle spedizioni di restituzione risultano dunque dai costi per viaggio x i viaggi imputabili alle spedizioni di restituzione x 250 giorni di recapito. Per il periodo 1994-1999 risultano dunque i seguenti costi per le spedizioni di restituzione:
1994: [...] DEM a viaggio(80) x [...] viaggi giornalieri imputabili(81) x 250 giorni di recapito(82) = [...] milioni di DEM;
1995: [...] DEM a viaggio x [...] viaggi giornalieri imputabili x 250 giorni di recapito = [...] milioni di DEM;
1996: [...] DEM a viaggio x [...] viaggi giornalieri imputabili x 250 giorni di recapito = [...] milioni di DEM;
1997: [...] DEM a viaggio x [...] viaggi giornalieri imputabili x 250 giorni di recapito = [...] milioni di DEM;
1998: [...] DEM a viaggio x [...] viaggi giornalieri imputabili x 250 giorni di recapito = [...] milioni di DEM;
1999: [...] DEM a viaggio x [...] viaggi giornalieri imputabili x 250 giorni di recapito = [...] milioni di DEM.
(38) Recapito ordinario: Secondo le stime delle autorità tedesche, per giro di recapito ordinario DPAG consegna in media [...] pacchi (lunedì: [...] pacchi, martedì: [...] pacchi, mercoledì: [...] pacchi, giovedì: [...] pacchi, venerdì: [...] pacchi e sabato: [...] pacchi)(83). La media di [...] pacchi a viaggio risulta dalla settimana di recapito di sei giorni praticata da DPAG, il che corrisponde a 303 giorni di recapito l'anno(84). Secondo le indicazioni ufficiali, un giro di consegna dura in media [...] ore (da lunedì a venerdì, al sabato [...] ore)(85). Partendo da questi dati, è possibile imputare i giri di consegna al segmento B-to-B secondo la seguente formula: volume annuo degli invii B-to-B soggetti a recapito ordinario(86) diviso per 303 giorni di recapito l'anno divisi per [...] pacchi al giro = numero dei giri quotidiani attribuibili al segmento B-to-B. Per il periodo 1994-1999 risultano su questa base i seguenti costi:
1994: [...] milioni - [...] milioni (recapito alle aziende) = [...] milioni diviso 303 giorni di recapito diviso per [...] pacchi al giro = [...] giri imputabili x [...] DEM(87) al giro x 303 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1995: [...] milioni - [...] milioni (recapito alle aziende) = [...] milioni diviso 303 giorni di recapito diviso per [...] pacchi al giro = [...] giri imputabili x [...] DEM al giro x 303 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1996: [...] milioni - [...] milioni (recapito alle aziende) = [...] milioni diviso 303 giorni di recapito diviso per [...] pacchi al giro = [...] giri imputabili x [...] DEM(88) al giro x 303 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1997: [...] milioni - [...] milioni (recapito alle aziende) = [...] milioni diviso 303 giorni di recapito diviso per [...] pacchi al giro = [...] giri imputabili x [...] DEM al giro x 303 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1998: [...] milioni - [...] milioni (recapito alle aziende) = [...] milioni diviso 303 giorni di recapito diviso per [...] pacchi al giro = [...] giri imputabili x [...] DEM al giro x 303 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1999: [...] milioni - [...] milioni (recapito alle aziende) = [...] milioni diviso 303 giorni di recapito diviso per [...] pacchi al giro = [...] giri imputabili x [...] DEM al giro x 303 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM.
(39) Il numero di giri di recapito imputabili al segmento delle vendite per corrispondenza è stato ottenuto applicando lo stesso metodo di calcolo. Nel calcolare il volume di invii relativo al settore delle vendite per corrispondenza occorre tener conto del fatto che, in base alle stime di DPAG, circa il [...] % di tutti i pacchi di vendite per corrispondenza non può essere consegnato al primo tentativo di recapito a causa dell'assenza dei destinatari privati(89) e che deve dunque essere effettuato un secondo tentativo. Utilizzando in maniera analoga il modello di calcolo di cui sopra, si ottiene il seguente risultato:
1994: [...] milioni(90) + [...] milioni per il secondo tentativo di recapito = [...] milioni diviso 303 giorni di recapito diviso per [...] pacchi al giro = [...] giri imputabili x [...] DEM al giro x 303 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1995: [...] milioni + [...] milioni per il secondo tentativo di recapito = [...] milioni diviso 303 giorni di recapito diviso per [...] pacchi al giro = [...] giri imputabili x [...] DEM al giro x 303 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1996: [...] milioni + [...] milioni per il secondo tentativo di recapito = [...] milioni diviso 303 giorni di recapito diviso per [...] pacchi al giro = [...] giri imputabili x [...] DEM al giro x 303 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1997: [...] milioni + [...] milioni per il secondo tentativo di recapito = [...] milioni diviso 303 giorni di recapito diviso per [...] pacchi al giro = [...] giri imputabili x [...] DEM al giro x 303 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1998: [...] milioni + [...] milioni per il secondo tentativo di recapito = [...] milioni diviso 303 giorni di recapito diviso per [...] pacchi al giro = [...] giri imputabili x [...] DEM al giro x 303 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM;
1999: [...] milioni + [...] milioni per il secondo tentativo di recapito = [...] milioni diviso 303 giorni di recapito diviso per [...] pacchi al giro = [...] giri imputabili x [...] DEM al giro x 303 giorni di ritiro = [...] milioni di DEM.
G. Portata dei compiti di servizio pubblico di DPAG nei servizi di inoltro pacchi
(40) Il governo tedesco ha infine dato alcune indicazioni generali 1) sulla portata dei compiti di servizio pubblico di DPAG nei servizi di inoltro pacchi e 2) sugli oneri pregressi ripresi da DPAG in quanto ex impresa statale.
(41) I compiti di servizio pubblico di DPAG comprendono, secondo il governo tedesco, il ritiro, la lavorazione, il trasporto e il recapito di tutti i pacchi postali di un peso non superiore ai 20 kg. Questo servizio doveva essere fornito su tutto il territorio nazionale a tariffa unica nel rispetto del principio dell'unità tariffaria. Ai sensi dell'articolo 2, comma 2, numero 3 del Postdienst-Pflichtleistungsverordnung(91) (regolamento di disciplina delle prestazioni obbligatorie di Deutsche Bundespost Postdienst, "PPfLV") dal 1994 DPAG poteva concedere sconti a determinati clienti, che provvedevano loro stessi alla codifica o alla cernita preventiva o avevano un volume minimo di invii, in deroga alle tariffe uniche previste per legge; questo non esentava tuttavia DPAG dal suo obbligo di inoltrare tutti i pacchi da sportello a tariffa unica, indipendentemente dal fatto che il cliente ricorresse ai servizi da sportello per la sua attività privata o per quella commerciale. Secondo quanto dichiarato dalle autorità tedesche, tutti i clienti ai quali venivano concessi sconti perché effettuavano la cernita preventiva dei pacchi o fornivano una determinata quantità minima continuavano ad avere il diritto di ricorrere al servizio universale allo sportello postale con la tariffa unica applicata in tutto il territorio federale(92). Le norme della direttiva 97/67/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 1997, concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualità del servizio(93) non sarebbero dunque state violate in quanto i clienti commerciali non sarebbero stati assolutamente esclusi dal servizio universale(94).
H. Gli oneri pregressi ripresi da DPAG in quanto ex impresa statale
(42) La Germania sostiene che i costi pieni di DPAG per la gestione del "ramo spedizione pacchi", indicati nella decisione di avvio del procedimento, conterrebbero una serie di oneri pregressi connessi all'obbligo di DPAG di fornire servizi di interesse economico generale. A causa degli obblighi attuali e passati, i costi di DPAG sarebbero superiori a quelli che essa dovrebbe sostenere in normali condizioni di mercato. Secondo le autorità tedesche, la copertura dei costi da parte di DPAG per quanto riguarda il recapito pacchi a livello nazionale non si potrebbe valutare confrontando i costi pieni imputabili e gli utili realizzati mediante tali servizi, bensì confrontando gli utili di DPAG con i costi ipotetici (senza oneri pregressi) che DPAG avrebbe dovuto sostenere in normali condizioni di mercato(95). Gli "oneri pregressi" rifletterebbero dunque la differenza tra i costi per la fornitura di servizi di inoltro pacchi in normali condizioni di mercato e i costi particolari che solo DPAG deve sostenere per poterli fornire(96).
(43) Qualora potesse operare in normali condizioni di mercato, DPAG non dovrebbe sostenere una serie di costi straordinari, quali 1) retribuzioni di base superiori al livello usuale del mercato; 2) prestiti per l'edilizia ai dipendenti a tassi inferiori al livello di mercato; 3) trattamenti di quiescenza; 4) eccesso di personale (pagamenti a personale fisso senza compiti specifici); 5) perdita di aiuti agli investimenti per progetti nell'ex Germania orientale; 6) imposta sul valore aggiunto non deducibile (in quanto l'attività postale di DPAG è esente da IVA); 7) costi per protezione civile e sicurezza; 8) costi del capitale atipici; 9) costi di ammortamento superiori agli standard normali; 10) costi per la gestione di sportelli postali superiori rispetto alla remunerazione di agenzie; 11) basso volume di pacchi per fermata del veicolo di recapito rispetto ai concorrenti(97); 12) recapiti al sabato; 13) costi della riunificazione; 14) gestione di un sistema di inoltro pacchi inefficiente nella Germania orientale; 15) costi di gestione di due sistemi logistici nella fase di transizione, tra il 1994 e il 1995.
(44) Questi oneri pregressi, secondo il governo tedesco, sono tra l'altro il risultato di decisioni politiche di uno Stato membro sul modo di adempiere ai compiti di servizio pubblico. Poiché a livello comunitario non esisterebbe una regolamentazione in materia, la Commissione non avrebbe l'autorità per adottare decisioni sull'ammontare dei costi delle prestazioni fornite nell'interesse generale o sull'adeguatezza delle relative decisioni politiche prese dai governi nazionali(98). Il governo tedesco ritiene che DPAG realizzerebbe utili con il "ramo spedizione pacchi" se esso potesse essere gestito in normali condizioni di mercato senza dover sostenere i costi straordinari di cui sopra.
(45) Secondo le autorità tedesche, infine, anche se la Commissione ritenesse che non tutti i servizi di inoltro pacchi attualmente prestati attraverso questa infrastruttura siano da considerarsi come forniti nell'interesse generale, gli oneri pregressi devono tuttavia essere considerati "costi di investimento non recuperabili" sostenuti per la prestazione di servizi che al momento della progettazione dell'attuale infrastruttura, nel 1990, venivano chiaramente forniti nell'interesse generale(99).
III. OSSERVAZIONI DI TERZI
(46) In risposta all'invito della Commissione a norma dell'articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE, le due denuncianti e altri dodici terzi interessati hanno trasmesso le loro osservazioni in merito al caso in oggetto.
(47) Secondo UPS i servizi di inoltro pacchi forniti da DPAG nel quadro dell'espletamento dei servizi di interesse generale sono servizi redditizi. L'insufficiente copertura dei costi evidenziata dalla Commissione nella decisione di avvio del procedimento è imputabile ai servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi che non vengono effettuati allo sportello. Non è possibile giustificare la concessione di aiuti di Stato finalizzati alla copertura delle perdite in questo settore commerciale invocando l'articolo 86, paragrafo 2, del trattato CE. L'entità degli oneri pregressi indicati dal governo tedesco viene ritenuta eccessiva. UPS dubita che le retribuzioni pagate da DPAG siano in realtà superiori alle retribuzioni corrisposte dai concorrenti. A parere di UPS i costi di prepensionamento non andrebbero considerati come un inusuale onere pregresso, quanto piuttosto come costi che ogni imprenditore deve sostenere in proprio. Anche UPS offre in alcuni casi il servizio di recapito pacchi di sabato. Inoltre gli oneri pregressi andrebbero valutati tenendo conto dei trasferimenti di immobili e di capitali effettuati dallo Stato a favore di DPAG nel 1995, in occasione della trasformazione in società per azioni, a compensazione di detti oneri.
(48) Secondo BIEK, l'associazione tedesca degli operatori privati di servizi espresso e corriere, le perdite di DB-Postdienst e di DPAG sono da imputare esclusivamente al servizio di ritiro e recapito a domicilio di pacchi. A copertura di queste perdite si è proceduto ad un trasferimento di risorse finanziarie dal monopolio telefonico di DTAG, la quale, in forza delle disposizioni dell'articolo 7 della PostUmwG, sarebbe stata obbligata a rinunciare a diritti di rivalsa nei confronti di DPAG per un importo di circa 5,4 miliardi di DEM.
(49) A parere di BIEK, dai conti profitti e perdite presentati dal governo tedesco non è possibile desumere i costi reali della gestione del servizio di spedizione pacchi a normali condizioni di mercato. I dati del governo tedesco si baserebbero su un'analisi di tipo "top-down" che imputa al ramo spedizione pacchi i costi sostenuti dall'impresa nel suo complesso, modalità questa che non fornisce un quadro reale dell'utilizzo delle risorse. BIEK ha pertanto trasmesso uno studio dei costi e dei ricavi del servizio di inoltro pacchi di DPAG orientato al processo, che sulla base di un'analisi di tipo "bottom-up" fornisce gli effettivi costi di fornitura di un servizio di spedizione pacchi delle dimensioni di quello di DPAG. Secondo quanto emerge dallo studio, la determinazione dei costi avviene secondo una procedura di tipo "bottom-up", che analizza le necessarie fasi operative di cui vengono valutati i costi effettivi sulla base di tempi e quantitativi standard e dei normali costi di mercato di personale e mezzi. L'analisi mira a determinare i soli costi di fornitura del servizio, al netto di possibili oneri pregressi, di eccedenze di personale o di ulteriori oneri aggiuntivi ereditati dal passato(100).
(50) L'analisi dei costi e dei ricavi trasmessa da BIEK giunge alla conclusione che i ricavi di DPAG nel settore del servizio di inoltro pacchi per le imprese sono notevolmente inferiori ai costi di fornitura del servizio. Mentre il settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi è in perdita, il settore dei servizi di inoltro pacchi allo sportello registra persino guadagni. Pertanto le perdite del ramo spedizione pacchi sono da imputare unicamente al settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi. Secondo lo studio presentato da BIEK, le perdite nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi sono dovute alla struttura aziendale del ramo spedizione pacchi di DPAG(101); infatti l'attuale assetto aziendale e la struttura tariffaria vigente sono comunque destinati a generare perdite, a prescindere dai cosiddetti oneri pregressi. A parere di BIEK, l'analisi dei costi e dei ricavi orientata al processo dimostra che le perdite nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi non sono da imputare agli oneri pregressi o a disposizioni di natura politica, bensì all'aggressiva strategia tariffaria praticata da DPAG in questo settore(102).
(51) In un studio integrativo trasmesso da BIEK il 7 febbraio 2002, l'associazione ha calcolato il costo dei servizi per i settori del B-to-B e delle vendite per corrispondenza in normali condizioni di mercato. BIEK ha individuato le fasi di lavorazione pertinenti per i servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi per il settore B-to-B e ha condotto un sondaggio presso le imprese German Parcel, DPD e UPS sui probabili costi in normali condizioni di mercato di queste fasi della lavorazione nell'ambito della catena del valore aggiunto. Presso le imprese DPD, Hermes Versandservice e UPS è stato effettuato un sondaggio sui costi in normali condizioni di mercato della gestione di una infrastruttura per il servizio di ritiro e recapito a domicilio per il settore delle vendite per corrispondenza. Sulla base dei quantitativi indicati, dei tempi e dei livelli di retribuzione vigenti nel settore, i costi sono stati imputati alle varie fasi del processo per poter tracciare un quadro adeguato dell'utilizzo delle risorse (ore di lavoro, costo del capitale e dei mezzi).
(52) Inoltre BIEK ha espresso dubbi sull'esistenza degli oneri pregressi fatti valere dalla Germania. Un confronto delle retribuzioni di base mostra che le retribuzioni di base pagate da DPAG non sono affatto superiori a quelle percepite dal personale di pari livello impiegato presso le imprese concorrenti. Secondo BIEK in alcune regioni la retribuzione di base corrisposta da DPAG nel settore dei servizi di inoltro pacchi sarebbe addirittura inferiore alla retribuzione oraria nel settore dei trasporti. Il servizio di recapito di sabato non costituisce uno svantaggio, quanto piuttosto una necessità, se si vuole rimanere competitivi nel settore delle vendite per corrispondenza.
(53) Secondo BIEK il trasferimento di immobili a favore di DPAG nel 1995 doveva tra l'altro servire a ripianare oneri pregressi e non a compensare i costi di fornitura del servizio. L'utilizzazione dei proventi derivanti dalla cessione di terreni, immobili e edifici non necessari per l'attività dell'impresa per scopi diversi dalla copertura degli oneri pregressi, in particolare l'ampliamento del servizio di spedizione pacchi e l'acquisizione di altre imprese, configurerebbe un aiuto di Stato a favore di DPAG. Per ripristinare la neutralità sotto il profilo della concorrenza sarebbe necessaria una separazione organizzativa e giuridica tra il servizio di inoltro pacchi e il servizio di recapito della corrispondenza postale.
(54) La Bundesverband Spedition und Logistik e.V. (associazione federale spedizioni e logistica, di seguito "BSL") è del parere che il servizio di spedizione pacchi di DPAG era sovradimensionato rispetto alla domanda attesa. Secondo BSL, DPAG avrebbe perciò tentato di espandere la sua attività praticando tariffe che avrebbero impedito a imprese private operanti in normali condizioni di mercato di coprire sufficientemente i costi. Secondo BSL, con le tariffe praticate da DPAG, né DPAG né una qualsiasi impresa operante in normali condizioni di mercato è in grado di coprire i costi dei singoli servizi di inoltro pacchi con i ricavi che ne derivano.
(55) L'associazione delle imprese olandesi di trasporto e logistica, Transport en Logistiek Nederland (di seguito "TLN"), ritiene che nessun operatore privato di servizi di inoltro pacchi possa sopravvivere in un mercato in cui le imprese pubbliche si avvalgano di aiuti di Stato per promuovere i servizi di inoltro pacchi forniti in regime di concorrenza. TLN ritiene che le attività in regime di concorrenza dovrebbero essere separate sotto il profilo organizzativo e giuridico dal servizio postale universale finanziato con aiuti di Stato.
(56) La European Express Organisation (di seguito "EEO"), ritiene che il mantenimento di un servizio di inoltro pacchi in perdita per quindici anni non sarebbe nell'interesse di un'impresa operante in normali condizioni di mercato. Senza un piano di risanamento credibile, il mantenimento del ramo spedizione pacchi falserebbe la concorrenza. EEO è anche dell'avviso che DPAG avrebbe dovuto utilizzare i proventi derivanti dalla cessione di immobili per il risanamento del ramo spedizione pacchi, invece di destinarli all'acquisizione di imprese nel settore dei servizi internazionali di trasporto e di logistica.
(57) Secondo Federal Express la Commissione dovrebbe innanzitutto definire i criteri in base ai quali stabilire quali servizi di inoltro pacchi in regime di concorrenza beneficiano di aiuti non consentiti. Secondo Federal Express, al momento in cui vennero effettuati gli investimenti in nuove infrastrutture per il ramo spedizione pacchi di DPAG, lo Stato non aveva sufficienti certezze di ottenere una remunerazione adeguata. Federal Express esprime dubbi sull'esistenza e sull'effettiva entità degli oneri pregressi fatti valere dalla Germania.
(58) Un ulteriore terzo interessato, che ha chiesto di poter mantenere l'anonimato, ha affermato che DPAG verrebbe remunerata con risorse statali in misura superiore ai costi inerenti all'espletamento del suo compito di servizio pubblico. Questo "eccesso di compensazione" fornirebbe a DPAG i mezzi finanziari per poter mettere in atto nel settore liberalizzato dell'inoltro di pacchi una aggressiva strategia tariffaria che nessuno dei concorrenti operanti alle normali condizioni di mercato potrebbe permettersi. Data la dimensione sempre più transfrontaliera dei servizi di inoltro pacchi, tale "eccesso di compensazione" incide sullo scambio tra gli Stati membri.
(59) Secondo German Parcel, DPAG dispone di risorse quasi illimitate che avrebbe utilizzato, e che utilizzerebbe, per estendere la sua rete di spedizione pacchi. Diversamente dai suoi concorrenti, DPAG potrebbe espandersi in questo settore senza curarsi dei costi che ciò comporta. Secondo German Parcel non è vero che i concorrenti non sono interessati al mercato della clientela privata. Numerosi operatori, tra i quali la stessa German Parcel, offrono servizi di inoltro pacchi a clienti privati. German Parcel menziona i suoi "negozi per pacchi" a disposizione della clientela privata: nel frattempo ne sarebbero operanti più di 1000. Tuttavia, finora German Parcel avrebbe avuto difficoltà ad aggiudicarsi contratti nel settore delle vendite per corrispondenza, in quanto la stragrande maggioranza delle imprese del settore avrebbe concluso contratti a lungo termine con DPAG a cui le imprese sarebbero comunque legate da accordi in materia di quantitativi e di riduzioni tariffarie.
(60) German Parcel esprime dubbi anche sull'esistenza e sull'entità degli oneri pregressi fatti valere dal governo tedesco. Il "fattore di fermata" (ossia il numero di pacchi consegnati per ogni fermata del veicolo di consegna) molto basso non sarebbe dovuto alle prestazioni obbligatorie di DPAG, infatti i pacchi spediti allo sportello postale costituiscono meno del 9 %. Un "fattore di fermata" eventualmente inferiore rispetto ai concorrenti sarebbe dovuto alla scelta commerciale di DPAG di servire possibilmente l'intero settore delle vendite per corrispondenza. D'altra parte, il volume elevato sarebbe all'origine della maggiore "densità per fermata" (numero delle fermate per ogni strada) di DPAG rispetto ai suoi concorrenti. Inoltre DPAG può sfruttare il vantaggio offerto dall'esistenza della rete di recapito della corrispondenza di cui può valersi per la distribuzione collegata di pacchi e lettere nelle zone rurali, un vantaggio questo di cui invece non godrebbe nessuno dei concorrenti, a causa del monopolio nel recapito della corrispondenza postale. Inoltre il servizio di recapito di sabato verrebbe offerto non solo da DPAG bensì anche soprattutto da Hermes Versand AG e su base regolare. Data la quota elevata del servizio di inoltro pacchi per il settore delle vendite per corrispondenza, il servizio di recapito di sabato sarebbe comunque necessario dal punto di vista commerciale. Si tratta poi di un servizio che con una corretta organizzazione può essere effettuato senza costi aggiuntivi.
(61) Secondo la Vereinigung Deutscher Kraftwagenspediteure eG (associazione delle imprese tedesco di trasporto su strada, di seguito "VDK") DPAG non ha un sistema trasparente di imputazione dei costi che consenta di avere il quadro dei costi e dei ricavi effettivi di un determinato settore d'attività.
(62) Secondo i calcoli dell'associazione degli utenti postali, Deutscher Verband für Post und Telekommunikation e.V. (di seguito "DVPT"), i ricavi di DPAG nel monopolio del recapito della corrispondenza postale ammontano ad almeno 1,7 miliardi di DEM. Dato che l'impresa DPAG nel suo complesso presenta un risultato in pareggio, o al massimo ricavi contenuti, l'entità del sovvenzionamento incrociato all'interno dell'impresa deve essere rilevante. DVPT dubita inoltre che la compensazione finanziaria dello Stato per gli obblighi di servizio pubblico sia proporzionata ai costi aggiuntivi effettivamente sostenuti per il loro assolvimento, in particolare dato che il volume del servizio di inoltro pacchi allo sportello è inferiore alla percentuale del 23 % indicata nella decisione di avvio del procedimento. In realtà i costi aggiuntivi nel settore del servizio di inoltro pacchi allo sportello sarebbero notevolmente più contenuti, dato che il servizio costituisce una quota notevolmente inferiore sul volume totale rispetto a quanto indicato dal governo tedesco. In queste condizioni, l'apporto finanziario dello Stato dovrebbe essere notevolmente ridotto.
(63) Secondo UK Post Office (di seguito "Post Office") il trasferimento di immobili o di altri elementi dell'attivo a favore di un operatore postale pubblico configura un aiuto di Stato. Ciò vale anche per il trasferimento di questo tipo di elementi dell'attivo da un ente pubblico ad un altro, quando tali elementi non sono necessari per la fornitura di un servizio di interesse generale. L'assunzione dei costi aggiuntivi di prepensionamento del 25 % del personale di DPAG configurerebbe anch'essa un aiuto di Stato. Secondo Post Office questa riduzione di personale avrebbe dovuto essere finanziata con risorse provenienti dalla cessione di elementi del patrimonio aziendale. In ogni caso il trasferimento di immobili sarebbe troppo indiretto e mediato per poter essere considerato come una compensazione per i costi aggiuntivi generati dalla gestione di servizi di interesse generale, ai sensi dell'articolo 86, paragrafo 2, del trattato CE. In tutti i casi, gli oneri pregressi avrebbero dovuto essere finanziati, caso per caso, con i proventi derivanti dalla vendita di immobili.
IV. VALUTAZIONE GIURIDICA
(64) Sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Le misure statali in oggetto a favore di DPAG costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, se 1) DPAG viene a godere di un vantaggio; 2) il vantaggio viene finanziato mediante risorse pubbliche; 3) il vantaggio falsa o minaccia di falsare la concorrenza e 4) incide sugli scambi tra gli Stati membri.
(65) Prima di procedere alla valutazione giuridica si analizzeranno le dichiarazioni rilasciate in merito all'acquisizione di Postbank AG. Nel corso del procedimento le autorità tedesche hanno dimostrato in maniera esauriente che il prezzo di acquisto è stato effettivamente pagato da DPAG alle autorità tedesche e non compensato per mezzo di un credito inesistente, come suppongono le denuncianti. A sostegno le autorità tedesche hanno fornito una copia del contratto di acquisto e una ricevuta di pagamento, e hanno altresì trasmesso documenti che dimostrano che il prezzo di acquisto corrispondeva al valore commerciale attribuito a Postbank da DPAG. L'acquisizione di Postbank si è svolta quindi senza aiuti di Stato.
A. Vantaggio
(66) Secondo la sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 22 novembre 2001, nella causa C-53/00 ("ACOSS")(103) un finanziamento pubblico di servizi di interesse generale può concedere al beneficiario un vantaggio economico ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. Se però il finanziamento statale non supera i costi aggiuntivi effettivamente sostenuti per la gestione di questi servizi(104), allora la compensazione finanziaria statale non costituisce un vantaggio ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, bensì è da considerare come una remunerazione adeguata per l'assolvimento di obblighi di servizio pubblico(105).
(67) Le autorità tedesche possono quindi compensare i costi aggiuntivi netti legati effettivamente all'assolvimento di obblighi di servizio pubblico tramite sovvenzioni statali, come ad esempio il menzionato contributo al fondo pensione per i dipendenti postali, tramite garanzie pubbliche o trasferimento di immobili o di capitali. Le autorità tedesche devono però assicurarsi a che le sovvenzioni statali si limitino a compensare i costi aggiuntivi netti effettivamente legati all'assolvimento di obblighi di servizio pubblico. Nel caso venissero compensati costi aggiuntivi netti generati da altre attività, la compensazione finanziaria statale di questi costi apporterebbe un vantaggio economico ai beneficiari.
(68) Rispondendo alla richiesta di informazioni della Commissione del 10 marzo 2000 in merito agli eventuali ricavi di DPAG nel periodo 1990-1998 nel settore dei servizi non riservati, il governo tedesco ha comunicato, con lettera del 24 marzo 2000 (pag. 10), che nel 1998 DPAG ha conseguito ricavi per [...] milioni di DEM con le attività esercitate in regime di concorrenza. D'altra parte le autorità tedesche hanno trasmesso dati dai quali emerge che, nel periodo dal 1990 fino al 1998 incluso, l'intero settore dei servizi di inoltro pacchi avrebbe registrato un deficit di [...] milioni di DEM(106) e quello dell'inoltro di stampati un deficit di [...] milioni di DEM(107). Il deficit complessivo di entrambi i settori sarebbe pertanto ammontato a [...] milioni di DEM. I ricavi conseguiti nei settori in regime di concorrenza erano quindi insufficienti per compensare il deficit nel settore dei servizi di inoltro pacchi(108).
(69) Secondo il governo tedesco l'intero ammontare del deficit nel settore spedizione pacchi, per un importo di [...] milioni di DEM, sarebbe in stretto rapporto causale con il rispetto di disposizioni di natura politica circa l'ampiezza e l'assolvimento degli obblighi di servizio pubblico in questo settore(109). Secondo le autorità tedesche la tariffa unica accessibile stabilita per i servizi di interesse generale sarebbe all'origine del mancato equilibrio economico e dei costi aggiuntivi netti registrati nel periodo 1990-1998 nel settore dei servizi di inoltro pacchi. Oltre a ciò il governo tedesco menziona quindici cosiddetti "oneri pregressi"(110) per spiegare che DPAG non opera in normali condizioni di mercato. Come menzionato all'inizio, secondo il governo tedesco l'onere aggiuntivo specifico dovuto all'assolvimento degli obblighi di servizio pubblico deve essere definito e calcolato come differenza tra i costi specifici che DPAG sostiene per l'effettuazione di tali servizi in qualità d'allora amministrazione pubblica e i costi normalmente sostenuti per servizi analoghi in regime di concorrenza(111).
(70) Secondo la summenzionata sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 22 novembre 2001, il deficit dovuto all'assolvimento degli obblighi di servizio pubblico deve essere indicato e calcolato in forma di costi aggiuntivi netti dei servizi di interesse generale. Ciò richiede innanzitutto una definizione precisa dell'entità dei servizi di interesse generale e dei costi aggiuntivi netti che ne risultano.
(71) Per il settore dei servizi di inoltro pacchi il summenzionato PPfLV del 12 gennaio 1994 contiene precise disposizioni in merito alle prestazioni, ossia il tipo di pacchi da inoltrare nel quadro del servizio di interesse generale e la struttura tariffaria. Ai sensi di dette disposizioni l'allora DB-Postdienst, e a partire dal 1995 DPAG, era tenuta a soddisfare due requisiti fondamentali nelle sue prestazioni: 1) l'inoltro di quelli che il decreto definisce "beni di dimensioni ridotte" doveva essere effettuato nel quadro del servizio di interesse generale(112) e 2), ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del PPfLV, DB-Postdienst aveva l'obbligo di fornire il servizio di inoltro di beni di dimensioni ridotte, secondo la definizione dell'articolo 2, su tutto il territorio nazionale a tariffa unica nel rispetto del principio dell'unità tariffaria. La tariffa unica accessibile venne fissata per decreto(113).
(72) Visto il consistente deficit nel settore spedizione pacchi per un importo complessivo di [...] milioni di DEM, è necessario quindi verificare se tutti i costi aggiuntivi netti compensati dallo Stato sono in relazione diretta con il preciso compito che la legge affida a DPAG. Nel caso in cui in ultima analisi il finanziamento statale consentisse di coprire anche i costi aggiuntivi netti che non sono in rapporto causale con l'assolvimento di obblighi di servizio pubblico, allora DPAG verrebbe a godere di un vantaggio ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. In queste condizioni infatti non sussisterebbe la condizione di equivalenza tra la compensazione statale e i costi aggiuntivi netti inerenti all'adempimento della missione di servizio pubblico richiesta dalla giurisprudenza della Corte di giustizia(114) e a fronte dei finanziamenti statali non si avrebbero oneri straordinari inerenti all'assolvimento di obblighi di servizio pubblico(115).
(73) Un'indagine sui costi delle infrastrutture necessarie per la fornitura in regime di concorrenza dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi (di seguito "costi dell'infrastruttura per il servizio di ritiro e recapito a domicilio")(116) ha tuttavia evidenziato che l'espletamento di questi servizi in regime di concorrenza comportava chiaramente per DPAG costi aggiuntivi netti che non sono in nessun rapporto causale con l'assolvimento degli obblighi di servizio pubblico, ossia dell'obbligo di inoltro ad una tariffa unica accessibile(117). Nel caso di specie è possibile quantificare concretamente l'importo dei costi aggiuntivi netti non legati all'obbligo di inoltro ad una tariffa unica accessibile. Esiste pertanto un importo minimo dei costi aggiuntivi netti di DPAG che non sono in alcun rapporto con l'assolvimento degli obblighi di servizio pubblico.
(74) Dalle indagini della Commissione in merito al comportamento tariffario di DPAG nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi è emerso che in questo settore DPAG ha registrato notevoli perdite che non derivano dal rispetto della tariffa unica e che sono invece dovute ad un'aggressiva politica di sconti che ha determinato tariffe per i servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi inferiori alla tariffa unica(118). A causa di questa politica di sconti i ricavi di DPAG nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi risultano notevolmente inferiori ai costi della relativa infrastruttura. Non sussiste tuttavia alcun rapporto causale tra questi costi aggiuntivi netti e gli obblighi di servizio pubblico di DPAG, in quanto: 1) non vi era alcun obbligo di offrire tariffe inferiori alla tariffa unica prescritta per legge a favore dei clienti del servizio di ritiro e recapito a domicilio di pacchi; 2) l'offerta di una tariffa inferiore alla tariffa unica è dettata esclusivamente dalla volontà di DPAG di mantenere o conquistare quote di mercato nel settore in regime di concorrenza dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi; 3) l'offerta di una tariffa inferiore alla tariffa unica è la causa dei costi aggiuntivi netti chiaramente identificabili non legati all'assolvimento di obblighi di servizio pubblico.
1. Assenza di un obbligo legale di praticare una aggressiva politica di sconti nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi
(75) Data la più agguerrita concorrenza nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi, a partire dal 1o febbraio 1994 DB-Postdienst ha avuto la possibilità - non però l'obbligo - di concedere sconti ai clienti che o effettuavano determinate operazione o spedivano un quantitativo minimo convenuto con DPAG(119). Ai sensi dell'articolo 2, comma 2, punto 3, del PPfLV del 12 gennaio 1994, DB-Postdienst, e successivamente DPAG, era autorizzata a concedere ai clienti che effettuavano determinate operazioni preliminari o inviavano un quantitativo minimo riduzioni tariffarie al di sotto della tariffa unica prevista all'articolo 1, comma 1 del PPfLV qualora i clienti o effettuavano da soli le operazioni di cernita o spedivano un quantitativo minimo(120). Se il cliente non soddisfaceva le condizioni di cui all'articolo 2, comma 2, punto 3, si applicava la tariffa unica prescritta all'articolo 1, comma 1 del PPfLV.
(76) Secondo le autorità tedesche, l'articolo 2, comma 2, punto 3 del PPfLV esclude dall'obbligo generale di inoltro i beni di dimensioni ridotte per i quali, nel quadro di particolari accordi con determinati clienti - ad esempio gli utenti che effettuano operazioni di pretrattamento (Selbstbucher) o clienti con contratti di cooperazione (Kooperationspartner) - siano state concordate condizioni speciali(121). Secondo le argomentazioni ufficiali questi clienti commerciali possono essere esclusi dall'obbligo di trasporto dato che in questo settore vige una concorrenza efficace che lo rende superfluo(122).
(77) Gli utenti che effettuano operazioni di pretrattamento sono clienti che non consegnano i pacchi agli sportelli postali. Condizione per partecipare al sistema del pretrattamento è la spedizione di almeno 10000 pacchi pretrattati e affrancati(123). DPAG ritira i pacchi pretrattati e affrancati nel quadro del servizio di ritiro B-to-B direttamente dal cliente. Questo servizio pacchi a tariffe speciali viene offerta da DPAG con la denominazione "selbstgebuchtes Paket" (pacco pretrattato).
(78) La collaborazione con i mittenti (cooperazione) consente a importanti clienti del servizio di ritiro e recapito a domicilio, i cosiddetti partner della cooperazione, una collaborazione con DPAG che si va al di là del servizio di pretrattamento. In base ad un contratto di cooperazione, DPAG affida ad un mittente le operazioni di cernita, codifica e carico e concorda per queste operazioni preliminari una compensazione finanziaria(124). Alle imprese di vendita per corrispondenza DPAG accorda inoltre particolari riduzioni tariffarie per la distribuzione di cataloghi non sensibili al fattore tempo (Infopost Schwer)(125).
(79) Non vi era però alcun obbligo giuridico di accordare agli utenti che effettuano operazioni di pretrattamento o ai partner della cooperazione - segmenti di mercato che secondo quanto dichiarato dal governo tedesco in merito al PPfLV rientrano nella categoria dei clienti commerciali - riduzioni tariffarie, con la conseguenza che i prezzi che questi erano tenuti a pagare risultavano notevolmente inferiori alla tariffa unica accessibile praticata a tutti gli altri utenti postali(126). Infatti secondo il governo tedesco l'obbligo di servizio pubblico non fa distinzioni nei confronti delle categorie di clienti che godono di condizioni vantaggiose.
(80) Le vigenti disposizioni nazionali non ponevano limiti di ordine giuridico alla libertà di DPAG di concedere riduzioni tariffarie. Conformemente all'articolo 37, comma 4, della PostVerfG, non devono essere compromesse senza motivi concreti le possibilità di concorrenza di altre imprese su un mercato a causa di un'insufficiente copertura dei costi persistente e riscontrabile in un settore in regime di concorrenza. Ai sensi dell'articolo 20, comma 2, della Postgesetz (legge postale, "PostG") DPAG non può applicare riduzioni tariffarie che danneggino in maniera illegittima le possibilità di concorrenza di altre imprese sul mercato dei servizi postali(127). Emerge chiaramente da queste disposizioni che gli sconti accordati da DPAG sui mercati in regime di concorrenza non devono danneggiare le possibilità di concorrenza delle altre imprese(128).
(81) In questo caso non vi era un obbligo giuridico che imponeva a DPAG di rinunciare alla copertura dei costi dei servizi di inoltro pacchi per gli utenti che effettuano operazioni di pretrattamento e per i partner della cooperazione, copertura che sarebbe stata condizione irrinunciabile per un'impresa operante in normali condizioni di mercato.
2. Le ragioni reali della politica di sconti
(82) Nella presentazione fatta al collegio sindacale il 21 febbraio 1991(129), l'allora DB-Postdienst dichiara che il settore dei servizi di inoltro a domicilio dei pacchi costituisce nel complesso un mercato in regime di concorrenza, caratterizzato da una forte crescita e da un aumento delle esigenze degli utenti. I concorrenti che dalla metà degli anni '70 erano entrati sempre più numerosi sul mercato sarebbero riusciti ad offrire prodotti rispondenti alle esigenze dei clienti in termini di tempi di consegna, di sicurezza e di prezzo(130). I concorrenti avrebbero conseguito un elevato livello di soddisfazione dei clienti e avrebbero avuto buone probabilità di crescere ulteriormente. In termini di soddisfazione del cliente, i prodotti dell'allora DB-Postdienst sarebbero decisamente inferiori. È quanto emergerebbe soprattutto dal confronto dei tempi di consegna(131).
(83) A causa di questi sviluppi l'allora DB-Postdienst avrebbe perso costantemente quote di mercato, mentre gli operatori privati sarebbero riusciti a conquistarne(132). Con l'ulteriore intensificarsi della concorrenza la posizione di mercato dell'allora DB-Postdienst sarebbe stata ulteriormente compromessa. Nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi in 24 ore soprattutto due dei principali concorrenti, DPD e UPS, avrebbero costantemente accresciuto la loro quota di mercato. Se l'andamento del mercato si fosse mantenuto stabile sarebbe stato possibile prevedere il momento in cui l'allora DB-Postdienst avrebbe perso la leadership del mercato nel settore dei servizi di inoltro pacchi. Una perdita di quote di mercato prevedibilmente ancora maggiore, dato l'intensificarsi della concorrenza, sarebbe stata arginata solo dai limiti di capacità dei concorrenti e dalle tariffe particolarmente convenienti praticate all'epoca dalla DB-Postdienst per i pacchi di livello di peso inferiore(133). A questo riguardo l'allora DB-Postdienst dichiarava che il servizio di spedizione pacchi avrebbe registrato notevoli perdite mentre i concorrenti conseguivano ricavi grazie a prodotti che offrivano prestazioni maggiori. A ricavi medi per spedizione pari a [...] DEM avrebbero corrisposto costi unitari di [...] DEM. Secondo quanto dichiarato al collegio sindacale: "con ogni spedizione la Deutsche Bundespost accumula in media perdite per [...] DM"(134).
(84) Preoccupazione principale era quindi la stasi nel volume di traffico e la perdita di quote di mercato. L'allora DB-Postdienst vedeva minacciata la sua posizione e la sua leadership di mercato(135). Con prodotti rispondenti alle esigenze dei clienti i concorrenti accrescevano costantemente le loro quote di mercato a danno dell'allora DB-Postdienst.
(85) Dai resoconti al collegio sindacale e al consiglio di amministrazione, presentati dalle autorità tedesche, emergono le ragioni reali dell'aggressiva politica di sconti praticata nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi in 24 ore e seguita alla modernizzazione del ramo spedizione pacchi. La politica non era motivata dalla preoccupazione di tutelare l'interesse generale o di mantenere prezzi accessibili, bensì mirava al mantenimento della posizione di mercato che DPAG deteneva nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi. Per questi motivi i costi aggiuntivi netti dovuti a questa politica di sconti non sono in alcun rapporto causale con l'espletamento dei servizi di interesse generale.
3. Calcolo dei costi aggiuntivi netti dovuti alla politica degli sconti nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi
(86) I costi aggiuntivi netti imputabili alla politica di sconti praticata da DPAG nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi e che quindi non hanno alcun rapporto causale con le disposizioni legislative riguardanti DB-postdienst e DPAG, possono essere calcolati esattamente mettendo a confronto i ricavi che un'impresa operante in normali condizioni di mercato avrebbe registrato nel medio periodo per la fornitura di questi servizi e i ricavi che DPAG ha effettivamente conseguito. In assenza di un obbligo giuridico, un'impresa operante in normali condizioni di mercato non avrebbe alcun interesse economico a continuare il servizio di ritiro e recapito a domicilio di pacchi, se questo non consentisse di conseguire nel medio periodo ricavi almeno sufficienti a coprire i costi dell'infrastruttura del servizio. Un'impresa operante in normali condizioni di mercato sarebbe costretta a mirare nel medio periodo almeno a ricavi che le consentissero di coprire specifici costi dell'infrastruttura per il servizio di ritiro e recapito a domicilio.
(87) Se i ricavi conseguiti da un'impresa con i servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi sono inferiori ai costi specifici della relativa infrastruttura, allora ogni vendita comporta una perdita che comprende i normali costi d'esercizio e almeno una parte dei costi delle infrastrutture necessarie per il servizio di ritiro e recapito a domicilio di pacchi. In tali circostanze, ciò significa che ogni vendita aggiuntiva, oltre a determinare l'aumento di almeno una parte dei costi diretti dell'infrastruttura per il servizio di ritiro e recapito a domicilio di pacchi, non fornisce alcun contributo alla copertura degli altri costi di esercizio dell'impresa. Come già detto, nel medio periodo(136) una simile politica tariffaria è inconciliabile con l'interesse economico dell'impresa. Nessuna impresa privata soggetta alle regole del mercato manterrebbe a queste condizioni il servizio di ritiro e recapito a domicilio di pacchi, in quanto la politica di sconti determina un accumularsi delle perdite annue e porta nel medio periodo, in assenza della relativa compensazione finanziaria, ad un indebitamento eccessivo. Pertanto un'impresa assoggettata alle regole del mercato mirerebbe ad un prezzo almeno superiore ai costi della semplice infrastruttura.
(88) Dall'analisi esatta effettuata dalla Commissione(137) sulla base dei dati sui costi presentati dal governo tedesco, è emerso che i ricavi nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi erano continuamente insufficienti per coprire i costi delle infrastrutture destinate esclusivamente all'espletamento di tali servizi(138). Questa conclusione vale per il periodo tra il 1994 e il 1998 compreso. Nel 1999, per la prima volta, si registrò un arresto della perdurante insufficiente copertura dei costi e vennero conseguiti i primi ricavi sufficienti a coprire almeno i costi dell'infrastruttura per il servizio di ritiro e recapito a domicilio. Le conclusioni della Commissioni sono riassunte nella seguente tabella:
Tabella 1
Costi dell'infrastruttura per il servizio di ritiro e recapito a domicilio
SPAZIO PER TABELLA
(89) In queste condizioni nel periodo 1994-1998 sono state danneggiate le possibilità di concorrenza delle imprese private nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi(139). Nel periodo di riferimento, queste imprese operanti in normali condizioni di mercato erano infatti costrette, diversamente da DPAG, almeno a coprire i costi dell'infrastruttura del servizio di inoltro a domicilio di pacchi con i ricavi conseguiti in questo settore.
(90) La politica di sconti di DPAG non si giustifica neanche alla luce dell'articolo 12 della direttiva 97/67/CE che prescrive nel settore dei servizi di inoltro pacchi prezzi accessibili a tutti gli utenti postali. La disposizione relativa alla tariffa unica accessibile di cui alla direttiva 97/67/CE non impone a DPAG di accordare a determinati clienti nel settore del B-to-B e del settore delle vendite per corrispondenza riduzioni tariffarie sostanzialmente inferiori alla tariffa unica prescritta per legge(140). Ciò vale in particolare quando i prezzi dettati dalla politica di sconti non sono correlati ai costi effettivamente sostenuti per la fornitura del servizio di ritiro e recapito a domicilio di pacchi(141).
(91) Dal calcolo dei costi e dei ricavi di DPAG negli anni 1994-1998 emerge che i ricavi nel settore dei servizi di inoltro pacchi per il settore delle vendite per corrispondenza oscillavano tra [...] DEM (1994) e [...] DEM (1998) a spedizione(142). I ricavi unitari nel settore del B-to-B ammontavano a [...] DEM (1994) e [...] DEM (1998)(143). In tal modo i prezzi dei due più importanti servizi di ritiro e recapito a domicilio sono notevolmente inferiori rispetto alla tariffa unitaria considerata accessibile per il servizio allo sportello di inoltro pacchi del livello di peso inferiore(144). La tabella 1 mostra che i costi unitari medi specifici dell'infrastruttura per il servizio di ritiro e recapito a domicilio ammontavano a [...] DEM (1994) e [...] DEM (1998). La copertura dei costi specifici dell'infrastruttura per il servizio di ritiro e recapito a domicilio non escludeva quindi una politica di sconti orientata ai costi al di sotto della tariffa unica. Una politica di sconti più moderata nel settore dei servizi di inoltro pacchi per il settore delle vendite per corrispondenza (in quanto proprio in questo settore i ricavi sono nettamente inferiori ai costi unitari medi specifici(145)) avrebbe potuto già di per sé consentire facilmente a DPAG: 1) di coprire i costi specifici dell'infrastruttura per il servizio di ritiro e recapito a domicilio e 2) e di offrire al settore delle vendite per corrispondenza servizi di inoltro pacchi a tariffe notevolmente inferiori alla tariffa unica accessibile.
B. Risorse statali
(92) Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia le risorse finanziarie sono considerate risorse statali, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, qualora prima del trasferimento al beneficiario tali risorse si trovino sotto il controllo dello Stato(146). In secondo luogo, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia l'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE comprende tutti gli strumenti pecuniari che le autorità pubbliche possono realmente usare per sostenere imprese, a prescindere dal fatto che questi strumenti appartengano o meno permanentemente al patrimonio dello Stato(147). Allo Stato spettava il controllo degli strumenti di bilancio con i quali venivano pagati i contributi al fondo pensione per i dipendenti postali. Lo Stato esercitava inoltre il controllo diretto sui titoli di debito di Deutsche Bundespost. Anche il patrimonio straordinario parziale di DB-Postdienst trasferito a DPAG era soggetto al controllo diretto dello Stato.
(93) Non per ultimo in base al trasferimento finanziario previsto a norma dell'articolo 37, comma 3 della PostVerfG anche i mezzi finanziari che dovevano essere messi a disposizione da DB-Telekom erano sotto il controllo diretto dello Stato, in quanto le autorità nazionali disponevano dei mezzi per il trasferimento finanziario in virtù di disposizioni legislative al fine di poter sostenere finanziariamente DB-Postdienst e successivamente DPAG. Oltre a ciò, dato che DB-Telekom nel periodo 1991-1995 non era ancora quotata in borsa, al momento di riferimento lo Stato ha dovuto sostenere per intero lo svantaggio finanziario legato alla perdita di sovvenzioni a favore di DB-Postdienst. I trasferimenti costituiscono a parere della Commissione una perdita di sovvenzione, in quanto la situazione finanziaria di DB-Postdienst era tale da rendere improbabile per lo Stato una remunerazione normale sotto forma di dividendi o di aumento di valore. Lo si deduce dal semplice fatto che le sovvenzioni perdute nel loro complesso sono servite a compensare le perdite di DB-Postdienst e a partire dal 1995 di DPAG.
(94) I trasferimenti sono da attribuire allo Stato dato che erano imposti per legge ai sensi dell'articolo 37, comma 3, della PostVerfG.
(95) Va infine osservato che secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia il diritto comunitario non può tollerare che il semplice fatto di creare enti autonomi incaricati della distribuzione di aiuti permetta di aggirare le regole in materia di aiuti di Stato(148). Senza il disposto dell'articolo 37, comma 3 della PostVerfG lo Stato avrebbe dovuto sostenere DB-Postdienst e DPAG con risorse a carico del bilancio generale.
C. Concorrenza falsata
(96) Dal 1976 in Germania le imprese forniscono diversi servizi commerciali di inoltro pacchi, soprattutto nel segmento dei servizi in 24 ore con ritiro a domicilio, il cosiddetto servizio di ritiro e recapito a domicilio. Dato il pericolo estremo per la posizione di mercato di DPAG rappresentato dai nuovi concorrenti in entrata sul mercato dei servizi di ritiro e recapito a domicilio, DPAG avviò nel 1990 la modernizzazione del ramo spedizione pacchi. A questo riguardo il governo tedesco ha trasmesso una serie di resoconti al collegio sindacale, di decisioni indirizzate al consiglio di amministrazione e di documenti relativi a progetti, che illustrano la finalità e il piano aziendale alla base di tale modernizzazione(149). Questi documenti consentono di trarre la stessa conclusione, ossia che DPAG come anche i suoi concorrenti sul mercato dei servizi di spedizione pacchi avrebbero concentrato i loro sforzi sul servizio in 24 ore con ritiro a domicilio(150).
(97) Nonostante la modernizzazione dell'infrastruttura del ramo spedizione pacchi di DPAG, nel periodo dal 1990 fino al 1999 compreso, gli operatori privati, in particolare Deutsche Paket Dienst (DPD), UPS o German Parcel, sono riusciti a rafforzare le rispettive posizioni di mercato nel settore del servizio di inoltro a domicilio di pacchi in 24 ore per il settore B-to-B. Le quote di mercato di UPS sono aumentate del 16-20 %, quelle di DPD sono passate dal 17 % al 30 % e German Parcel è salita dal 4 % al 13 %. In questo periodo di tempo le quote di mercato di DPAG sono scese dal [...] % al [...] %(151).
(98) D'altra parte, nell'intero periodo di riferimento, DPAG è rimasta l'unico operatore degno di nota che offrisse un servizio capillare d'inoltro pacchi e cataloghi, rispondente alle esigenze del settore delle vendite per corrispondenza(152). Né UPS né gli altri concorrenti operanti nel settore B-to-B, quali DPD o German Parcel sono riusciti a imporsi nel settore dei servizi di inoltro pacchi per il settore delle vendite per corrispondenza. L'unica infrastruttura alternativa attiva in misura significativa nella fornitura di servizi di inoltro pacchi per il settore delle vendite per corrispondenza era gestita da Hermes Versand Service ("Hermes"), una controllata del grande operatore tedesco di vendita per corrispondenza Otto Versand AG. Tuttavia, fino al 1999 compreso, Hermes ha effettuato servizi d'inoltro pacchi unicamente per Otto Versand. La quota di mercato in termini di volume che DPAG deteneva nel settore dei servizi di inoltro pacchi per il settore delle vendite per corrispondenza è rimasta stabile al di sopra dell'85 % per tutto il periodo per il quale si dispone di dati (1990-1999)(153).
(99) L'evoluzione del mercato dell'inoltro di pacchi e cataloghi per il settore delle vendite per corrispondenza dimostra che l'insufficiente copertura dei costi persistente e riscontrabile in questo settore ha a lungo danneggiato le possibilità di concorrenza di altre imprese che sono riuscite ad imporsi con successo nel settore dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi per il settore del B-to-B. Diversamente da DPAG, nel medio periodo i concorrenti operanti in normali condizioni di mercato devono coprire tutti i costi della infrastruttura per il servizio di ritiro e recapito a domicilio con i ricavi corrispondenti. Ma anche nel settore dei servizi di inoltro pacchi per il B-to-B si può supporre che i tassi di crescita degli operatori privati sarebbero stati maggiori se DPAG avesse applicato una politica di sconti maggiormente orientata ai costi effettivamente sostenuti per le infrastrutture per il servizio di ritiro e recapito a domicilio(154).
D. Incidenza sugli scambi tra gli Stati membri
(100) Con la progressiva liberalizzazione quanto meno dei servizi postali esercitati in regime di concorrenza, cresce sempre di più la concorrenza tra i servizi postali nell'ambito della Comunità. Già adesso sui mercati postali in regime di concorrenza è presente una serie di imprese multinazionali come UPS, Federal Express o l'operatore olandese di servizi di inoltro pacchi e di logistica TNT, che offrono servizi postali in vari Stati membri. Allorché l'aiuto finanziario concesso dalla Germania a DPAG ne rafforza la posizione nei confronti di altre imprese concorrenti sui mercati aperti alla concorrenza, gli scambi intracomunitari sono da considerarsi influenzati dall'aiuto(155). Nel caso di specie ciò risulta dal semplice fatto che il rafforzamento di DPAG nel settore in regime di concorrenza dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi appare suscettibile di frenare la penetrazione sul mercato tedesco di altri concorrenti. La posizione di mercato di DPAG nella concorrenza con altri operatori al di fuori della Germania viene rafforzata grazie ai finanziamenti pubblici. Dato che gli operatori postali di altri Stati membri mirano ad entrare sul mercato tedesco, questo rafforzamento della posizione di DPAG rende più difficile l'entrata sul mercato tedesco dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi. È pertanto dimostrato che il sostegno pubblico a favore di DPAG falsa la concorrenza e incide sugli scambi tra gli Stati membri.
E. Compatibilità con il mercato comune
(101) Gli aiuti di Stato sono in linea di principio incompatibili con il mercato comune se non rientrano nell'ambito di applicazione delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 2 e 3 e dell'articolo 86, paragrafo 2, del trattato CE.
(102) Gli aiuti concessi nel caso di specie a DPAG non rientrano in nessuna delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 2, del trattato CE. Non si tratta né di aiuti a carattere sociale concessi a singoli consumatori, né di aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati da calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali, né di aiuti concessi all'economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania.
(103) All'aiuto in oggetto non possono applicarsi neanche le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE. L'aiuto non è infatti destinato a promuovere la realizzazione di importanti progetti di comune interesse europeo né a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera b), del trattato CE. L'aiuto non è neanche destinato a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera d), del trattato CE. Né può essere considerato un aiuto a finalità regionale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) o c), del trattato CE, dato che non è destinato ad agevolare lo sviluppo di talune attività, né fa parte di un regime multisettoriale di aiuti che possono essere concessi a tutte le imprese dei settori economici interessati nella regione ammissibile all'aiuto [cfr. in proposito gli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale(156)]. Non possono neanche essere considerati come aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, dato che gli aiuti sono finalizzati a coprire i costi di esercizio dei servizi in regime di concorrenza di ritiro e recapito a domicilio di pacchi e non sono parte di un piano generale mirante a ripristinare la redditività dell'impresa così che non sia più necessario concedere ulteriori aiuti.
(104) A norma dell'articolo 86, paragrafo 2, del trattato CE "le imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale (...) sono sottoposte alle norme del presente trattato, e in particolare alle regole di concorrenza, nei limiti in cui l'applicazione di tali norme non osti all'adempimento, in linea di diritto e di fatto, della specifica missione loro affidata. Lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi della Comunità".
(105) Dato che DPAG nel settore aperto alla concorrenza dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi presenta costi aggiuntivi netti pari a 1118,7 milioni di DEM, che non sono in nessun rapporto con la missione affidatale dalla legge, questo importo non può essere considerato come un onere risultante effettivamente dall'assolvimento degli obblighi di servizio pubblico. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia un vantaggio che eccede i costi aggiuntivi netti che le imprese sostengono per l'assolvimento degli obblighi di servizio pubblico imposti loro dalla normativa nazionale non può essere considerato come un vantaggio necessario per consentire a tali operatori di adempiere la loro specifica missione(157).
(106) Oltre a ciò è dimostrato che i costi aggiuntivi netti non sono dovuti a servizi che vanno a beneficio di tutti gli utenti postali bensì sono stati sostenuti per servizi destinati agli utenti che effettuano operazioni di pretrattamento o ai partner della cooperazione, ossia a utenti che rientrano nella categoria dei clienti commerciali. È anche assodato che la politica di sconti di DPAG a favore di tale categoria di clienti commerciali non rispondeva all'interesse generale ai sensi della normativa nazionale. In queste condizioni i costi aggiuntivi netti per un importo di 1118,7 milioni di DEM non sono connessi all'assolvimento di obblighi di servizio pubblico.
V. CONCLUSIONE
(107) Nella misura in cui riduce i costi di fornitura di servizi in regime di concorrenza di ritiro e recapito a domicilio di pacchi, la compensazione statale dei costi aggiuntivi netti dovuti ad una politica di sconti costituisce un vantaggio ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. L'importo di 1118,7 milioni di DEM dei costi aggiuntivi netti nel settore in regime di concorrenza dei servizi di ritiro e recapito a domicilio di pacchi non è dovuto all'assolvimento di obblighi di servizio pubblico. L'apporto di risorse statali a compensazione di una parte dell'insufficiente copertura dei costi in un settore in regime di concorrenza costituisce un vantaggio sostanziale per DPAG. In tal modo DPAG, diversamente da tutti i suoi concorrenti, era affrancata dalla necessità di dover coprire con i ricavi tutti i costi di infrastruttura generati specificamente dalla fornitura di servizi di ritiro e recapito a domicilio. Questo vantaggio - e l'aiuto incompatibile con il mercato comune - ammonta a 1118,7 milioni di DEM,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto di Stato al quale la Germania ha dato esecuzione in favore di Deutsche Post AG, per l'importo di 572 milioni di EUR (1118,7 milioni di DEM) è incompatibile con il mercato comune.
Articolo 2
1. La Germania prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare dal beneficiario l'aiuto di cui all'articolo 1, già posto illegalmente a sua disposizione.
2. Il recupero viene eseguito secondo le procedure del diritto interno. L'aiuto da recuperare comprende gli interessi, che decorrono dalla data in cui l'aiuto è divenuto disponibile per il beneficiario fino alla data del recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione nell'ambito degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 3
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, la Germania informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica federale tedesca è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 19 giugno 2002.

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