Document ID: 32010D0367

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 25 giugno 2010
sull’attuazione, da parte degli Stati membri, di programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici
[notificata con il numero C(2010) 4190]
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2010/367/UE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l’articolo 10, paragrafo 4,
vista la direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE (2), in particolare l’articolo 4, paragrafo 2,
considerando quanto segue:
(1)
L’influenza aviaria è una malattia virale contagiosa dei volatili, compreso il pollame. Il contagio del pollame domestico con i virus dell’influenza aviaria provoca due forme principali di tale malattia, che si distinguono in base alla loro virulenza. La forma a bassa patogenicità causa, in genere, solo sintomi lievi mentre quella ad alta patogenicità comporta tassi di mortalità assai elevati nella maggior parte delle specie di pollame. Tale malattia può avere gravi conseguenze per la redditività degli allevamenti avicoli.
(2)
La direttiva 2005/94/CE stabilisce misure di lotta contro i focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) e di influenza aviaria a bassa patogenicità provocati nel pollame e nei volatili in cattività dai virus dei sottotipi H5 e H7 (LPAI), secondo le definizioni della medesima direttiva. La direttiva 2005/94/CE stabilisce anche talune misure preventive relative alla sorveglianza e all’individuazione precoce dei virus dell’influenza aviaria.
(3)
La direttiva 2005/94/CE dispone che gli Stati membri attuino programmi di sorveglianza obbligatori. I suddetti programmi di sorveglianza sono intesi ad identificare la presenza dei virus LPAI nel pollame, in particolare nelle specie degli uccelli acquatici, prima che si diffondano nella popolazione di pollame, affinché si possano adottare misure di controllo atte ad evitare la mutazione del virus LPAI in un virus HPAI, che può avere conseguenze disastrose.
(4)
La direttiva 2005/94/CE prevede inoltre programmi di sorveglianza nei volatili selvatici destinati a contribuire, in base a una valutazione del rischio periodicamente aggiornata, a far conoscere il pericolo attuale rappresentato dai volatili selvatici in rapporto ai virus influenzali aviari dei volatili.
(5)
La decisione 2007/268/CE della Commissione, del 13 aprile 2007, relativa all’attuazione dei programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici negli Stati membri e recante modifica della decisione 2004/450/CE (3) era stata adottata al fine di stabilire orientamenti per l’attuazione di tali programmi di sorveglianza.
(6)
Dall’adozione della suddetta decisione, l’esperienza acquisita dagli Stati membri nella realizzazione dei programmi di sorveglianza e i progressi delle conoscenze scientifiche nonché le conclusioni della ricerca segnalano che determinate specie di pollame e determinate categorie di produzione avicola presentano rischi di contagio da parte dei virus dell’influenza aviaria più elevati rispetto ad altre, tenuto conto anche dell’ubicazione dell’azienda e di altri fattori di rischio.
(7)
Il pericolo di introduzione del virus HPAI del sottotipo H5N1 dal Sudest asiatico in Europa con la diffusione verso ovest nel 2005 è stato all’origine dell’adozione di misure aggiuntive sulla preparazione all’emergenza e la rilevazione tempestiva di tale tipo di virus nel pollame e nei volatili selvatici.
(8)
La decisione 2005/731/CE della Commissione, del 17 ottobre 2005, che fissa ulteriori requisiti per la sorveglianza dell’influenza aviaria nei volatili selvatici (4) prevede che gli Stati membri notifichino alle autorità competenti qualsiasi mortalità anomala o focolai importanti della malattia nei volatili selvatici, in particolare negli uccelli acquatici selvatici. Devono inoltre essere eseguiti campionamenti ed analisi di laboratorio per l’identificazione del virus dell’influenza aviaria.
(9)
I requisiti della decisione 2005/731/CE vanno inclusi nella presente decisione.
(10)
Tra il 2006 e il 2009 sono stati campionati e sottoposti ad analisi per l’identificazione dell’influenza aviaria più di 350 000 volatili selvatici. In media, la sorveglianza negli Stati membri è stata effettuata al 75 % mediante campionamento di volatili vivi e al 25 % mediante campionamento di volatili malati o morti.
(11)
Più di 1 000 volatili morti o malati e sottoposti ad analisi sono risultati positivi al test per l’HPAI del sottotipo H5N1, mentre solo cinque volatili campionati vivi sono risultati positivi per tale virus nel suddetto periodo di quattro anni. I sottotipi LPAI sono stati quasi esclusivamente isolati da campioni di animali vivi.
(12)
Le conclusioni delle relazioni annuali sulla sorveglianza dell’influenza aviaria (5) nell’Unione redatte dal laboratorio di riferimento UE (LRUE) per l’influenza aviaria, i pareri scientifici dell’autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) (6), (7), (8) e i lavori della task force per la sorveglianza delle malattie degli animali (TFADS), di recente costituzione, hanno sottolineato la necessità di introdurre determinate modifiche nell’attuale strategia di sorveglianza nel pollame e nei volatili selvatici per promuovere maggiormente l’approccio basato sui rischi, ritenuto la strategia di sorveglianza più adatta ad informare le autorità competenti per la prevenzione della malattia e più adeguata a fini di controllo per la protezione delle aziende avicole e degli allevamenti di altri volatili.
(13)
La sorveglianza basata sui rischi deve completare i sistemi di individuazione precoce del contagio con l’influenza aviaria nel pollame di cui all’articolo 2 della decisione 2005/734/CE della Commissione, del 19 ottobre 2005, che istituisce misure di biosicurezza per ridurre il rischio di trasmissione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità provocata dal virus dell’influenza A, sottotipo H5N1, dai volatili che vivono allo stato selvatico al pollame e ad altri volatili in cattività, e che prevede un sistema di individuazione precoce nelle zone particolarmente a rischio (9) nonché al capitolo II, paragrafo 2, dell’allegato alla decisione 2006/437/CE della Commissione, del 4 agosto 2006, che approva un manuale diagnostico per l’influenza aviaria secondo quanto previsto dalla direttiva 2005/94/CE del Consiglio (10).
(14)
Gli orientamenti per la sorveglianza dell’influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici di cui alla decisione 2007/268/CE vanno pertanto riveduti alla luce dell’esperienza e delle conoscenze scientifiche acquisite e sostituiti dagli orientamenti stabiliti dalla presente decisione.
(15)
Per motivi di coerenza della legislazione dell’Unione, il campionamento e le analisi di laboratorio vanno effettuati secondo le procedure della decisione 2006/437/CE, salvo altrimenti disposto.
(16)
Per motivi di coerenza della legislazione dell’Unione, quando si attuano programmi di sorveglianza dei volatili selvatici, va tenuto pienamente conto delle prescrizioni della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (11), in particolare per quanto riguarda lo schema della sorveglianza e le procedure di campionamento di cui all’allegato II, parte 1, punti 2 e 3, della presente decisione.
(17)
È pertanto opportuno abrogare le decisioni 2005/731/CE e 2007/268/CE.
(18)
Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che le autorità competenti concludano gli accordi adeguati con le organizzazioni per l’osservazione e l’inanellamento degli uccelli selvatici, con le organizzazioni di cacciatori ed altre organizzazioni pertinenti, al fine di accertarsi che dette organizzazioni siano tenute a notificare alle autorità competenti il più rapidamente possibile gli eventuali casi di mortalità anomala o focolai importanti della malattia negli uccelli selvatici, in particolare quelli acquatici.
Articolo 2
1. Immediatamente dopo il ricevimento della notifica di cui all’articolo 1 da parte dell’autorità competente, e ogniqualvolta non venga individuata nessuna altra causa manifesta di malattia diversa dall’influenza aviaria, gli Stati membri assicurano che l’autorità competente disponga:
a)
la raccolta di adeguati campioni da volatili morti e, se possibile, da altri volatili che abbiano avuto contatti con i volatili morti;
b)
l’analisi di laboratorio di tali campioni per l’individuazione del virus dell’influenza aviaria.
2. Le procedure di campionamento e di analisi vanno seguite in conformità dei capitoli da II a VIII del manuale diagnostico per l’influenza aviaria di cui alla decisione 2006/437/CE.
3. Gli Stati membri informano la Commissione senza indugio qualora le analisi di laboratorio di cui al paragrafo 1, lettera b), abbiano esito positivo per il virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI).
Articolo 3
I programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici che gli Stati membri sono tenuti ad attuare a norma dell’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2005/94/CE, devono rispettare gli orientamenti contenuti negli allegati I e II della presente decisione.
Articolo 4
Ferme restando le prescrizioni della legislazione dell’Unione, l’autorità competente deve garantire che tutti i risultati, positivi e negativi, dei test sierologici e virologici per l’individuazione dell’influenza aviaria effettuati nell’ambito dei programmi di sorveglianza per il pollame e per gli uccelli selvatici siano riferiti alla Commissione con scadenza semestrale. I risultati vanno trasmessi attraverso il sistema on line della Commissione entro il 31 luglio di ogni anno per i sei mesi precedenti (dal 1o gennaio al 30 giugno) ed entro il 31 gennaio di ogni anno per i sei mesi precedenti (dal 1o luglio al 31 dicembre).
Articolo 5
Le decisioni 2005/731/CE e 2007/268/CE sono abrogate.
Articolo 6
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 25 giugno 2010.

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