Document ID: 31993D0411

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 22 luglio 1993 che autorizza gli Stati membri a prevedere deroghe a determinate disposizioni della direttiva 77/93/CEE riguardo alle piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione tranne le sementi, originarie dell'Argentina
(93/411/CEE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la direttiva 77/93/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro l'introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali e ai prodotti vegetali (1), modificata da ultimo dalla direttiva 93/19/CEE (2), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,
viste le richieste presentate dall'Italia, dai Paesi Bassi e dal Regno Unito,
considerando che, a norma della direttiva 77/93/CEE, le piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie di paesi extra europei, esclusi i paesi mediterranei, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Canada, gli Stati continentali degli USA, non possono in linea di massima essere introdotti nella Comunità;
considerando che la coltivazione in Argentina di piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, ottenute da piante fornite da alcuni Stati membri nell'intento di prolungare la stagione di crescita delle piantine è oggi divenuta una pratica corrente; che, successivamente, tali piantine vengono riesportate negli Stati membri di cui trattasi e vengono piantate per la produzione di frutta;
considerando che, per quanto concerne le importazioni nella Comunità delle piantine in parola, secondo le informazioni fornite dagli Stati membri interessati le suddette piantine di fragola possono essere coltivate in Argentina in condizioni fitosanitarie adeguate e che attualmente non esistono fonti di introduzione di malattie esotiche che colpiscono le piantine di Fragaria L.;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Gli Stati membri sono autorizzati a prevedere, alle condizioni di cui al paragrafo 2, deroghe alle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 1 della direttiva 77/93/CEE, in relazione all'allegato III, parte A, punto 18, per le piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie dell'Argentina.
2. Devono essere rispettate le seguenti condizioni:
a) Le piantine devono essere destinate alla produzione di frutta nella Comunità e devono:
i) essere state ottenute esclusivamente da piante madri certificate nel quadro di un programma di certificazione di uno Stato membro e importate da tale Stato membro;
ii) essere coltivate su superfici:
- situate in una zona isolata da quelle di produzione delle fragole destinate alla vendita e
- situate ad almeno 1 km dalla più vicina piantagione di fragole per la produzione di frutta o di stoloni e non conforme alle condizioni della presente decisione,
- situate ad almeno 200 m da qualsiasi altra piantagione del genere Fragaria non conforme alle condizioni della presente decisione, e
- che, prima dell'impianto e nel periodo successivo alla rimozione della coltura precedente, sono state analizzate con metodi appropriati o trattate per garantire che siano indenni da organismi nocivi del suolo;
iii) essere ufficialmente ispezionate dal servizio fitosanitario dell'Argentina almeno tre volte durante la stagione di crescita e prima dell'esportazione per individuare l'eventuale presenza di organismi nocivi elencati nella parte A degli allegati I e II della direttiva 77/93/CEE e di qualsiasi altro organismo nocivo la cui presenza non è nota nella Comunità. Le piantine infette o infettate devono essere eliminate. Le altre piantine devono essere sottoposte a trattamento adeguato;
iv) risultare indenni, all'atto delle ispezioni di cui alla lettera c), da organismi nocivi di cui alla lettera iii);
v) prima dell'esportazione:
- essere scosse per togliere residui di terra o di altri supporti di coltura,
- essere pulite (prive di residui vegetali) e prive di fiori e di frutti.
b) Le piantine destinate alla Comunità devono essere accompagnate da un certificato fitosanitario rilasciato in Argentina conformemente all'articolo 7 della direttiva 77/93/CEE, previo esame di cui all'articolo 6 della medesima per quanto concerne la verifica delle condizioni ivi contemplate, segnatamente il fatto di essere indenni dagli organismi nocivi di cui alla lettera a), punto iii) e conformi ai requisiti di cui alla lettera a), punti i), ii), iv) e v).
Il certificato deve includere:
- indicazioni dettagliate sull'ultimo trattamento subito prima dell'esportazione;
- al punto « Dichiarazione supplementare », l'indicazione « la presente partita è conforme ai requisiti prescritti dalla decisione 93/411/CEE ».
c) i) Le ispezioni di cui all'articolo 12 della direttiva 77/93/CEE debbono essere effettuate dagli organismi ufficiali responsabili di cui alla citata direttiva con l'assistenza degli esperti di cui all'articolo 19, lettera a) della medesima secondo la procedura ivi illustrata;
ii) le piantine devono essere piantate esclusivamente nelle aziende notificate ai suddetti organismi ufficiali responsabili;
iii) prima dell'introduzione in uno Stato membro l'importatore deve notificare ogni importazione con sufficiente anticipo ai suddetti organismi ufficiali responsabili dello Stato membro interessato indicando:
- il tipo di materiale,
- il quantitativo,
- la data dichiarata d'importazione,
- l'azienda di destinazione delle piantine di cui al punto ii).
L'importatore deve essere ufficialmente informato, prima dell'importazione, delle condizioni di cui alle lettere a), b) e c), punto i) e c), punto ii);
iv) nel periodo di crescita successivo all'importazione, una percentuale appropriata di piantine deve essere ispezionata dai suddetti organismi ufficiali responsabili, ad intervalli appropriati nei locali di cui al punto ii).
Articolo 2
Gli Stati membri informano gli altri Stati membri e la Commissione di tutti i casi in cui si sono avvalsi dell'autorizzazione e forniscono alla Commissione e agli altri Stati membri, anteriormente al 1o novembre di ogni anno, le informazioni sui quantitativi importati in applicazione della presente decisione con una relazione tecnica dettagliata degli esami ufficiali di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera c), punti i) e iv).
Articolo 3
Fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 14, paragrafo 5 della direttiva 77/93/CEE, gli Stati membri interessati notificano alla Commissione e agli altri Stati membri tutti i casi di partite, importate conformemente alla presente decisione, che non soddisfano le condizioni stabilite dalla medesima.
Articolo 4
La presente decisione si applica dal 1o giugno 1993 al 31 dicembre 1994. Essa viene revocata qualora venisse accertato che le condizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 2 non sono sufficienti per impedire l'introduzione di organismi nocivi ovvero non sono state osservate.
Articolo 5
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 22 luglio 1993.

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