Document ID: 31987D0412

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 9 luglio 1987
concernente la creazione di un'impresa di proprietà comune di Redland plc, AAH Holdings plc e British Coal Corporation
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(87/412/CECA)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare gli articoli 66 e 80,
vista la decisione n. 24/54 del 6 maggio 1954, portante regolamento di applicazione dell'articolo 66, paragrafo 1 del trattato, relativo agli elementi che costituiscono controllo di impresa (1),
vista la domanda presentata il 16 dicembre 1986 dalla British Coal Corporation per conto di tutte e tre le parti interessate, in cui si richiede l'autorizzazione a concentrare alcuni dei loro interessi in materia di combustibili solidi e liquidi in una nuova società, di proprietà comune per il 55 % di Redland plc, per il 25 % di AAH Holdings plc, e per il 20 % della British Coal Corporation, che sarà denominata British Fuels Limited,
viste le osservazioni formulate dal governo del Regno Unito,
considerando quanto segue:
I
1. AAH Holdings plc (AAH), Lincoln, è una società holding per un gruppo attivo principalmente nella distribuzione di combustibili, nelle forniture per l'edilizia, nella distribuzione di prodotti farmaceutici, nel trasporto di merci su strada, nella progettazione generale e nei servizi ai settori agricoli e della protezione ambientale. Tutte queste attività sono esercitate da succursali indipendenti, di cui la società è proprietaria interamente o in parte. Fra queste è la British Fuel Company (BFC), posseduta in compartecipazione con la British Coal Corporation (ex National Coal Board), che esercita un'attività di distribuzione di combustibili. Oltre alla sua holding nella BFC, AAH non detiene altri interessi nel settore della distribuzione di combustibili. In virtù delle sue holdings in BFC e in alcune succursali che fanno capo a quest'ultima e che esercitano un'attività di distribuzione di combustibili solidi, AAH costituisce un'impresa soggetta alle norme del trattato CECA, secondo quanto previsto dall'articolo 80.
2. La British Coal Corporation (British Coal) è il primo produttore e distributore di combustibili solidi nel Regno Unito, sia in forma diretta che mediante distributori. Nel 1985-1986 il consumo di carbone nel Regno Unito è ammontato a 121,4 milioni di t, contro una cifra di 111,8 milioni di t che rappresenta le vendite totali di British Coal. Quest'ultima costituisce pertanto un'impresa ai sensi dell'articolo 80 del trattato. Fra altre succursali e holdings, British Coal detiene una partecipazione di minoranza nella BFC.
3. La BFC è una società di proprietà comune per il 50,25 % di AAH e per il 49,75 % di British Coal, impegnata da alcuni anni nella distribuzione di combustibili solidi e liquidi (« attività connesse ai combustibili »), nel trasporto di merci su strada, nelle forniture per l'edilizia (« attività non connesse ai combustibili ») e in attività collegate. Nel corso degli ultimi tre anni la società, che agisce tramite diverse succursali, ha trattato annualmente, in media, circa 3,1 milioni di t di combustibili solidi.
4. Il gruppo Redland plc è una società holding attiva principalmente nella produzione e fornitura di materiali e servizi al settore edilizio nel Regno Unito e all'estero, e nella distribuzione di combustibili solidi e liquidi nel Regno Unito. Le sue attività di distribuzione di combustibili e collegate sono esercitate tramite diverse succursali conosciute sotto il nome di « società Cawoods », possedute da Cawoods Holdings Limited; fra queste vi sono: Cawoods Coal Ltd, Cawoods Hargreaves Ltd (una joint venture al 50 % con Hargreaves Group plc, ora controllata da Coalite Group), Cawoods of Northern Ireland Ltd, e alcune collegate irlandesi. Nel corso degli ultimi tre anni, le società Cawoods della Redland plc hanno trattato annualmente, in media, circa 3,2 milioni di t di combustibili solidi. In virtù delle attività tramite le società Cawoods, la Redland plc costituisce un'impresa soggetta alle norme del trattato CECA, secondo quanto previsto dall'articolo 80.
5. La nuova società, British Fuels Limited (BFL), si occuperà principalmente di proseguire e sviluppare le attività esistenti di distribuzione dei combustibili solidi e liquidi, che al momento sono esercitate separatamente dalle società Cawoods e da BFC. L'impresa comune risulterà dalla fusione di BFC (con abbinamento degli attuali interessi British Coal e AAH in materia di distribuzione di combustibili) con le società Cawoods. Dapprima sarà, tuttavia, necessario, procedere ad una ristrutturazione delle rispettive attività dal punto di vista giuridico, così che, in linea di principio, tutti gli attivi destinati ad essere inclusi nella fusione riguardino esclusivamente la distribuzione di combustibili. Questi interventi di ristrutturazione all'interno dei gruppi non sono in discussione nel caso in esame. Ciò che è in discussione è invece l'effetto che avrà sulla concorrenza la nuova società, nella quale, completato il processo di fusione, le
azioni saranno detenute al 55 % da Redland plc, al 25 % da AAH e al 20 % dalla British Coal. Con la fusione, soltanto British Coal continuerà ad esercitare l'attività di distribuzione di combustibili all'esterno di BFL.
II
6. La creazione dell'impresa comune determina un fenomeno di concentrazione, sotto forma di controllo da parte di un gruppo. Grazie agli accordi sulla partecipazione azionaria in BFL e sulla gestione della società, i tre azionisti potranno esercitare collettivamente il controllo ai sensi della decisione n. 24/54. La società comune formerà pertanto una concentrazione assieme a Redland plc, AAH e British Coal e alle aziende da esse controllate, ai sensi dell'articolo 66, paragrafo 1 del trattato, senza che le tre capogruppo formino a loro volta una concentrazione.
Concentrazioni di questa natura possono essere autorizzate, qualora la Commissione abbia accertato che non si tradurranno in certe limitazioni della concorrenza.
7. L'attuale quota di mercato di BFC nel Regno Unito ammonta all'85 % circa del mercato del carbone. Essa comprende, in una situazione in cui AAH non detiene altri interessi nella distribuzione di combustibili, in virtù della partecipazione di British Coal alla società comune, l'attività di distribuzione in proprio di British Coal. Essa riflette la posizione eccezionale di British Coal, che è per l'appunto la principale produttrice del Regno Unito e le cui forniture al mercato dovrebbero essere considerate essenzialmente come un'attività di distribuzione del carbone e dei suoi derivati, come il coke e le bricchette. Ciò è dovuto al fatto che, in linea di principio, British Coal vende non solo mediante tutti i distributori interessati che rispondono ai normali requisiti di solidità creditizia e accettano di pagare entro le date specificate da British Coal nelle condizioni di vendita, ma anche, in larga misura, direttamente ai consumatori, agendo come grossista in proprio.
8. L'operazione proposta comporta una modifica della struttura delle attività commerciali di distribuzione del carbone, nel senso che la quota di mercato finora detenuta da BFC, specificata al paragrafo precedente, sarà maggiorata di quelle delle società Cawoods, ossia di circa 3,2 milioni di t all'anno. Ciò significa che la quota detenuta dalla nuova società nel mercato carbonifero del Regno Unito ammonterà all'87 % circa.
9. Tuttavia, tale quota di mercato non può essere realmente considerata, nel suo insieme, aperta alla concorrenza fra grossisti. Esistono alcuni consumatori di primissimo piano i cui acquisti rappresentano gran parte del combustibile solido consumato nel Regno Unito e che, per valide ragioni, acquistano esclusivamente dalla British Coal in forma diretta. Questa clientela è costituita dai due enti di produzione dell'energia elettrica del Regno Unito, il Central Electricity Generating Board (ente centrale dell'energia elettrica) e il South of scotland Electricity Board (ente per l'energia elettrica del sud della Scozia), e da impianti siderurgici, nella misura in cui questi usano carbone da coke nei propri forni o coke di altoforno prodotto da una succursale di British Coal. Benché questi consumatori siano pochi di numero, il tonnellaggio loro fornito incide per 91 milioni di t circa sulle vendite effettuate da British Coal nel 1985-1986. Le ragioni per le quali essi trattano esclusivamente con il produttore sono basate su considerazioni in parte tecniche e in parte economiche: innanzitutto, il servizio di assistenza e manutenzione richiesto a livello locale è di portata limitata; inoltre, si può passare facilmente dai prodotti di British Coal a fonti energetiche alternative a minor costo oppure a carbone più a buon mercato offerto da produttori di paesi terzi.
Gli enti per l'energia elettrica si sono trovati costretti a dimostrare nella pratica queste ipotesi durante la vertenza che ha interessato l'industria del carbone nel 1984-1985, quando le loro centrali, che fra l'altro sono reciprocamente collegate, hanno aumentato di 38,2 milioni di t di equivalente carbone la quantità di olio combustibile bruciata, riducendo allo stesso tempo la quantità di carbone bruciata di 39,5 milioni di t rispetto all'anno precedente. Questa flessibilità tecnica, abbinata al basso prezzo delle energie alternative primarie disponibili, come l'olio comustibile, l'energia nucleare, i gas liquidi e il carbone importato, conferisce agli acquirenti in questione un potere contrattuale estremamente elevato. Per farsi rifornire a prezzi per quanto possibile allineati sui prezzi più bassi dei combustibili alternativi, essi preferiscono definire le condizioni contrattuali trattando direttamente con British Coal. Così stando le cose, non che il commercio all'ingrosso potrebbe assicurarsi un margine di profitto sufficiente se cercasse di intromettersi in questo meccanismo. Alle condizioni attuali, la grandissima maggioranza dei tonnellaggi così forniti, ossia trasportati per ferrovia o per via marittima lungo le coste alle centrali elettriche e alle acciaierie, è venduta senza l'intervento di un distributore, mentre per i tonnellaggi di dimensioni relativamente modeste trasportati su strada e per vie navigabili interne, la rete commerciale serve essenzialmente a fornire un servizio di trasporto merci mettendo a disposizione autocarri e chiatte, in alcuni casi di sua proprietà. Anche se in questi casi fa talvolta comodo sia a British Coal che al consumatore, per motivi di sicurezza, che la proprietà della merce passi da British Coal al trasportatore quando essa viene caricata, e poi dal trasportatore al consumatore quando viene scaricata, non è realistico pensare che il mercato rappresentato dalle centrali elettriche e dalle acciaierie sia tale da consentire ai grossisti di competere con British Coal. Al Contrario, tutto il combustibile solido trattato da British Coal per conto degli enti dell'energia elettrica e del settore siderurgico deve essere considerato come un quantitativo non disponibile ai distributori intermedi, e che, di conseguenza, esula dall'ambito di una ulteriore valutazione della quota di mercato detenuta da BFL.
10. Di conseguenza, mentre i mercati delle centrali elettriche e degli impianti siderurgici assorbono più o meno 99,7 milioni di t solo circa 21,7 milioni di t sono di fatto forniti a conditioni tali da rendere possibile la concorrenza da parte dei grossisti per la distribuzione. Tale quantitativo è destinato soprattutto al consumo generale industriale e domestico. Devono inoltre essere dedotte 1,8 milioni di t di carbone cedute ai minatori per loro consumo, la cui distribuzione è fatta esclusivamente dalla British Coal e imprese a questa collegate.
11. Pertanto, una volta conclusa la fusione, a livello di grossisti che riforniscono il mercato del Regno Unito, l'impresa comune deterrà, grazie al legame con British Coal, una quota del 52 %, contro il 48 % per il resto del settore.
III
12. L'accordo di fusione e gli accordi che ad esso si riferiscono, considerati dal punto di vista della partecipazione azionaria del 20 % detenuta da British Coal nell'impresa comune, prevedono che British Coal non cerchi né abbia la possibilità di imporre a BFL condizioni relative alle forniture che conferiscano vantaggi o preferenze indebite ai prodotti British Coal.
Inoltre, per quanto riguarda i prezzi da addebitare a BFL per l'acquisto dei prodotti British Coal, a norma della decisione n. 30/53 (1), modificata da ultimo dalla decisione n. 1834/81/CECA (2), un venditore e le imprese da lui controllate sono tenuti ad imporre fondamentalmente le stesse condizioni per la fornitura di prodotti identici o simili a tutti i clienti in concorrenza reciproca. Questo principio si applica integralmente alle vendite effettuate da British Coal sia a BFL che a qualsiasi altro distributore.
13. Esistono precedenti per i quali la Commissione ha adottato il punto di vista secondo il quale, nel determinare la posizione sul mercato, occorre tener conto non soltanto dei prodotti propri del settore in cui opera l'impresa ma anche dei prodotti di sostituzione che possono ragionevolmente essere scelti dagli utilizzatori. L'esperienza dimostra infatti che, per gli usi industriali e domestici, i combustibili solidi si trovano in competizione con i combustibili liquidi, il gas e l'elettricità. Si può quindi concludere che, nonostante che la parte di mercato del 52 % contro il 41 % della precedente BFC, né BFL né i suoi azionisti avranno la facoltà di fissare i prezzi, di controllare o limitare la distribuzione, o di ostacolare l'effettiva concorrenza in una parte considerevole del mercato per i prodotti in questione.
14. Il motivo è che BFL dovrà far fronte ad un'accanita concorrenza da parte delle energie alternative, generalmente a basso prezzo, che hanno portato ad una riduzione del consumo di combustibile solido su tutti i mercati. Quest'evoluzione, che risale alla metà e alla fine degli anni '50, è stata ulteriormente aggravata dal crollo dei prezzi del petrolio a partire dai primi mesi dello scorso anno. Per non perdere i propri clienti, i distributori di combustibili solidi sono stati pertanto costretti a ridurre continuamente i costi e i margini di profitto al minimo assoluto, cosicché, anche con l'aumento della quota di mercato, né BFL né i suoi azionisti avranno alcuna possibilità di determinare i prezzi.
15. Inoltre, una volta conclusa la fusione, BFL non si troverà ad agire sul mercato in condizioni commerciali più favorevoli rispetto ai suoi concorrenti. Anche se il 52 % rappresenta una grossa quota di mercato, occorre infatti notare che sul mercato agiscono una sessantina di altri distributori, alcuni dei quali detengono quote comprese fra il 3 % e il 6 %. I cambiamenti indotti dalla creazione dell'impresa comune non saranno insomma così rilevanti da alterare in misura significativa le condizioni di fornitura per i clienti.
16. Si ricordi inoltre che il consumo di carbone del mercato industriale e domestico nel Regno Unito rappresenta solo una piccola parte del consumo complessivo di combustibile nel paese: solo il 15 % di tutti i combustibili consumati sono infatti ancora di derivazione solida, rispetto al 67 % nel 1960. Ne consegue che, tenendo conto di tutte le forme di energia in concorrenza per la conquista dei mercati, l'assorbimento della quota di mercato delle società Cawoods da parte della ex BFC non limiterà di fatto la libertà degli utenti di scegliere forniture e fornitori, né ostacolerà la concorrenza effettiva.
17. Il fatto che British Coal nella sua qualità di azienda produttrice sia coinvolta nell'impresa comune impone di accertare se, mediante la nuova società, essa potrà eludere le norme di concorrenza stabilite dal trattato, in particolare creandosi una posizione artificialmente privilegiata e comportante notevoli vantaggi per quanto concerne l'accesso ai mercati.
18. Tra il 1948, anno in cui venne nazionalizzata l'industria britannica del carbone, e la data di adesione del Regno Unito al mercato comune, la disponibilità di altri combustibili aveva già notevolmente eroso la posizione dei combustibili solidi cui due mercati che costituiscono di fatto i terreni principali di attività di questo settore commerciale. Il consumo di carbone era infatti diminuito di circa 77 milioni di t, ossia del 70 %. Da allora, British Coal, come fornitore principale ha subito un ulteriore declino del 26 % in fatto di produzione, accompagnato da una riduzione di personale superiore al 40 %. Di conseguenza, il volume di attività che il settore della distribuzione indipendente poteva assicurare si è contratto fino a raggiungere proporzioni relativamente modeste, cosicché per sopravvivere esso si è trovato costretto a diversificarsi in altri campi, come la distribuzione di petrolio, e più recentemente, le forniture per l'edilizia, i prodotti agricoli e una molteplicità di altri interessi. Mentre l'interesse naturale di British Coal consiste nel produrre e vendere la maggior quantità possibile di carbone e combustibili derivati, per il settore della distribuzione indipendente la commercializzazione dei combustibili solidi sembra essere diventata in larga misura un'attività secondaria. Se pertanto, e in
conseguenza di un coinvolgimento a lungo andare sempre più intenso nel settore distributivo, British Coal si proponesse nondimeno di fornire i suoi prodotti in forma stabile e regolare al consumatore finale, non vi è motivo di concludere che ciò verrebbe fatto allo scopo di conquistarsi una posizione artificialmente privilegiata e comportante notevoli vantaggi per quanto concerne l'accesso ai mercati. L'operazione prevista deve essere piuttosto considerata come una forma legittima di stabilizzazione da parte di British Coal della propria posizione, ormai indebolita sul mercato dei prodotti energetici.
19. La Commissione deve intervenire affinché gli effetti che l'impresa comune avrà sulla concorrenza restino limitati all'ambito sopra descritto.
Data la sua posizione di principale produttrice di combustibili solidi nel Regno Unito, vi è motivo di credere che la British Coal si servirà della propria partecipazione in BFL per promuovere la vendita dei prodotti. Per evitare indebite restrizioni alla concorrenza, sarà pertanto necessario subordinare la rifornitura di BFL da parte di British Coal a certe condizioni.
Le parti interessate e BFL non possono stringere con British Coal accordi relativi a forniture a BFL che abbiano l'effetto di creare svantaggi dal punto di vista della concorrenza per i combustibili forniti da altri produttori comunitari. La latitudine di ogni obbligo contrattuale per BFL di acquistare presso British Coal dovrebbe quindi essere quantitativamente limitata. Per gli accordi di durata superiore a un anno BFL non dovrà rifornirsi per più del 65 % del suo fabbisogno presso British Coal. Non si dovrebbe inoltre permettere a BFL di essere rifornita da British Coal a condizioni preferenziali rispetto a quelle che questa pratica ai concorrenti dei soci dell'impresa comune, né che le sia fatto un trattamento speciale per prodotti di cui è scarsa l'offerta sul mercato.
È quindi opportuno che l'autorizzazione sia sottoposta a condizioni appropriate, che tengano conto delle considerazioni che precedono.
20. Fatte salve le condizioni di cui al pragrafo 19, la prevista impresa comune soddisfa pertano le condizioni di autorizzazioni dell'articolo 66, paragrafo 2, del trattato, e può pertanto essere autorizzata,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
È autorizzata la creazione dell'impresa comune British Fuels Limited Londra, fra Redland plc, AAH Holdings plc e British Coal Corporation.
Articolo 2
L'autorizzazione di cui all'articolo 1 è subordinata alle seguenti condizioni:
1. Le parti in causa nell'impresa comune e BFL non stipuleranno alcun accordo di durata superiore a un anno, che prevede la fornitura a BFL di combustibili solidi prodotti da British Coal o una qualsiasi delle sue succursali, per un quantitativo superiore al 65 % del fabbisogno realistico dei prodotti in questione da parte di BFL entro un qualsiasi periodo contrattuale.
2. British Coal e le sue succursali non accordano condizioni preferenziali di fornitura a BFL. Le disposizioni di applicazione dell'articolo 60 del trattato CECA valgono indipendetnemente dalla partecipazione azionaria di British Coal in BFL o dalle dimensioni di tale partecipazione. British Coal e le sue succursali non praticano alcun sistema di sconto prezzi che tenda a creare indebiti svantaggi per i concorrenti di BFL, o concedere a BFL un trattamento di favore per i prodotti di cui è scarsa l'offerta sul mercato.
3. BFL è tenuta a comunicare alla Commissione, al più tardi il 15 febbraio di ogni anno:
a) la quantità totale di combustibili solidi acquistati nel corso del precedente anno calendario;
b) le quantità acquistate durante il precedente anno calendario presso la British Coal e le sue succursali ripartite per prodotti e qualità indicando i prezzi praticati da questi fornitori.
Articolo 3
Redland plc, Reigate (Surrey), AAH Holdings plc, Lincoln e British Coal Corporation, Londra, sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 9 luglio 1987.

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