Document ID: 32003D0195

Decisione della Commissione
del 16 ottobre 2002
relativa al regime di aiuto cui l'Italia intende dare esecuzione in favore dell'occupazione nella Regione Sicilia
C 56/1999 (ex N 668/1997)
[notificata con il numero C(2002) 3738]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2003/195/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
visto il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio del 22 marzo 1999 recante modalità di applicazione dell'articolo 88 del trattato(1),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detti articoli(2),
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 19 settembre 1997 n. 6307, l'Italia ha notificato alla Commissione l'articolo 11, comma 1, della legge regionale n. 16 della Regione Sicilia del 27 maggio 1997 (in prosieguo "legge regionale n. 16/97"). La decorrenza di efficacia di tale disposizione è subordinata all'approvazione della Commissione a norma degli articoli 87 e 88 del trattato. Il regime è stato pertanto iscritto nel registro degli aiuti notificati con il n. N668/97.
(2) Con lettere del 24 ottobre 1997 e del 1o aprile 1998, la Commissione ha chiesto informazioni complementari alle autorità italiane, che hanno risposto con lettera dell'11 maggio 1999.
(3) Con lettera del 10 agosto 1999, la Commissione ha informato l'Italia della propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato riguardo all'aiuto in questione.
(4) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni sull'aiuto in causa.
(5) Il 15 febbraio 2000 si è svolta a Bruxelles una riunione tra i servizi della Commissione e le autorità italiane, nel corso della quale queste hanno dichiarato l'intenzione di presentare osservazioni rispetto alla decisione di avvio del procedimento non appena la Corte di giustizia delle Comunità europee si fosse pronunciata sul ricorso presentato dall'Italia ai fini dell' annullamento della decisione 2000/128/CE della Commissione, dell'11 maggio 1999, relativa al regime di aiuti concessi dall'Italia per interventi a favore dell'occupazione(4). In tale decisione sono stati dichiarati incompatibili con le regole comunitarie gli aiuti finalizzati all'assunzione di lavoratori tramite contratti di formazione e lavoro nonché alla trasformazione di detti contratti in contratti a durata indeterminata.
(6) Con sentenza del 7 marzo 2002, causa C-310/99, Italia/Commissione(5) la Corte di giustizia ha respinto il ricorso.
(7) La Commissione non ha ricevuto osservazioni al riguardo da parte degli interessati.
(8) Con lettera del 24 giugno 2002, la Commissione ha fatto presente alle autorità italiane che qualora non avesse ricevuto alcun'informazione od osservazione nel termine di venti giorni lavorativi dalla data di detta lettera, avrebbe adottato una decisione finale sulla base delle informazioni in suo possesso.
(9) La Commissione non ha ricevuto alcuna osservazione né informazione.
II. DESCRIZIONE
(10) L'articolo 11, comma 1, della legge regionale n. 16/97 riguarda il rifinanziamento, per gli anni 1997 e 1998, del regime di aiuto (NN 91/A/95), disposto con l'articolo 10 della legge regionale 15 maggio 1991, n. 27, che era stato approvato dalla Commissione il 14 novembre 1995 e che veniva a cessare alla fine del 1996.
(11) Il regime prevede in primo luogo contributi pari al 30 % della retribuzione lorda dei lavoratori assunti con contratti di formazione e lavoro, per l'intera durata dei contratti. Tale percentuale è elevata al 50 % della retribuzione nel caso dei lavoratori appartenenti a determinate categorie svantaggiate (giovani privi di occupazione da almeno tre anni, portatori di handicap, ex tossicodipendenti).
In secondo luogo, esso prevede contributi pari al 50 %, 40 % e 25 % della retribuzione lorda dei lavoratori in caso di trasformazione dei contratti di formazione e di lavoro a durata determinata in contratti a durata indeterminata per i primi tre anni del contratto. Tali percentuali sono elevate al 65 %, 50 % e 50 % nel caso di lavoratori appartenenti a determinate categorie svantaggiate (portatori di handicap, ex tossicodipendenti, disoccupati). La concessione dei contributi succitati è subordinata al mantenimento in servizio a tempo indeterminato di almeno il 50 % dei lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro.
(12) Il regime si applica alle imprese, situate nella regione Sicilia, appartenenti al settore del commercio, dell'artigianato, del turismo, dell'industria e dell'agricoltura.
III. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
1. Valutazione del carattere di aiuto delle misure in questione
(13) Per valutare se le misure istituite dal regime costituiscono aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato occorre determinare se procurano vantaggi ai beneficiari, se tale vantaggio è di origine statale, se alterano la concorrenza e se sono atte ad incidere sugli scambi tra Stati membri. Il primo elemento costitutivo di cui all'articolo 87, paragrafo 1, è la possibilità che la misura procuri un vantaggio ad alcuni beneficiari specifici. Si tratta pertanto di determinare, da un lato, se le imprese beneficiarie ricevano un vantaggio economico che non avrebbero ottenuto in normali condizioni di mercato oppure se evitino di sostenere costi che, di norma, avrebbero dovuto gravare sulle risorse finanziarie proprie delle imprese e, d'altro lato, se tale vantaggio sia concesso a una categoria determinata di imprese. Nel permettere alle imprese situate in una regione dell'Italia (la Sicilia) di beneficiare di sovvenzioni per l'assunzione di lavoratori mediante contratti di formazione e di lavoro nonché per la trasformazione di detti contratti in contratti a durata indeterminata, le autorità nazionali le sgravano di una parte dei loro costi salariali che costituiscono spese normali sostenute nel proprio interesse e quindi procurano loro vantaggi finanziari migliorandone la posizione concorrenziale. Inoltre queste misure favoriscono imprese che operano in specifiche zone del territorio italiano che ne risultano avvantaggiate in quanto tali aiuti non sono accordati alle imprese situate al di fuori di dette zone.
(14) In base alla seconda condizione di applicazione dell'articolo 87 del trattato, le misure prospettate sono concesse dallo Stato mediante risorse di Stato. Nella fattispecie l'esistenza di una risorsa di Stato è comprovata dal fatto che la misura è effettivamente sostenuta, sotto il profilo economico, dal bilancio pubblico.
(15) In base alla terza e quarta condizione di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato l'aiuto falsa o minaccia di falsare la concorrenza oppure è atto a incidere sugli scambi intracomunitari. Nella fattispecie, le misure in parola favoriscono imprese attive in settori commerciali aperti alla concorrenza rafforzando la loro posizione finanziaria e le loro possibilità di azione rispetto ai concorrenti che non ne fruiscono. Se tale effetto si produce nell'ambito degli scambi comunitari, questi risentono di dette misure. Come affermato dalla Corte di giustizia, in particolare nella sentenza 13 luglio 1988, causa 102/87, Francia/Commissione(6), dette misure falsano la concorrenza ed incidono sugli scambi tra Stati membri qualora le imprese beneficiarie esportino una parte della loro produzione in altri Stati membri; analogamente, se le imprese in questione non sono esse stesse esportatrici, la produzione interna risulta avvantaggiata dal fatto che le possibilità delle imprese stabilite in altri Stati membri di esportare i loro prodotti nel mercato italiano ne sono diminuite.
(16) Per le ragioni di cui sopra le misure in causa sono aiuti di Stato, in linea di massima, vietati dall'articolo 87, paragrafo 1, del trattato e possono essere considerate compatibili con il mercato comune unicamente se sono ammesse a beneficiare di una delle deroghe del trattato.
2. Valutazione della compatibilità delle misure con il mercato comune
(17) Dopo aver determinato la natura di aiuto di Stato delle misure in esame ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, occorre esaminare se possano essere dichiarate compatibili con il mercato comune in virtù dell'articolo 87, paragrafi 2 e 3 del trattato.
(18) Per quanto concerne l'applicabilità delle deroghe previste dal trattato, la Commissione considera che gli aiuti in causa non possono beneficiare delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 2 del trattato dato che non si tratta di aiuti a carattere sociale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera a), né di aiuti destinati a ovviare ai danni causati dalle calamità naturali oppure da eventi eccezionali ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera b) né di aiuti che rientrano nel disposto dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera c). Non sono, per ovvi motivi, nemmeno applicabili le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere b) e d).
(19) Poiché si tratta di aiuti all'occupazione, la Commissione esamina se possano beneficiare delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato.
(20) Conformemente agli orientamenti in materia di aiuti all'occupazione(7), la Commissione è in linea di massima favorevole agli aiuti riguardanti i lavoratori che non hanno ancora trovato un'occupazione o hanno perduto l'occupazione precedente, quando questi siano destinati alla creazione di nuovi posti di lavoro (creazione netta) nelle PMI e nelle regioni ammissibili agli aiuti a finalità regionale, oppure a promuovere l'assunzione di determinate categorie di lavoratori che incontrano difficoltà ad inserirsi o a reinserirsi sul mercato del lavoro in tutto il territorio. In quest'ultimo caso è sufficiente che "il posto da occupare sia reso vacante in seguito ad una partenza naturale e non ad un licenziamento".
(21) Secondo gli stessi orientamenti comunitari, la Commissione deve assicurarsi che "il livello dell'aiuto non oltrepassi quanto è necessario per promuovere la creazione di posto di lavoro" e che sia garantita una certa stabilità dell'occupazione.
(22) Essi precisano infine che la Commissione può approvare, a determinate condizioni, aiuti per il mantenimento dell'occupazione purché siano limitati alle zone ammissibili alla deroga dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), e rispettino le condizioni previste per gli aiuti al funzionamento. Questo tipo di aiuto deve essere limitato nel tempo, avere carattere decrescente, essere destinato a sormontare le difficoltà strutturali, avere lo scopo di promuovere uno sviluppo duraturo e rispettare le regole applicabili ai settori sensibili.
(23) Le misure previste dal regime in esame presentano le seguenti caratteristiche:
a) non riguardano esclusivamente l'assunzione di lavoratori che non hanno ancora trovato un'occupazione o che hanno perduto la loro occupazione precedente;
b) non sono destinate alla creazione netta di posti di lavoro nel senso indicato dagli orientamenti in materia di aiuti all'occupazione, poiché non è previsto l'obbligo dell'impresa beneficiaria di aumentare il numero di dipendenti rispetto ad un periodo di riferimento;
c) non sono destinate esclusivamente all'assunzione di determinate categorie di lavoratori che incontrano difficoltà ad inserirsi o a reinserirsi sul mercato del lavoro.
(24) Pertanto la Commissione conclude che tali aiuti possono essere considerati aiuti al mantenimento dell'occupazione e sono assimilabili, in base al punto 22 degli orientamenti in materia di aiuti all'occupazione, agli aiuti al funzionamento. Occorre quindi verificare se siano rispettate le condizioni di cui al punto 23 della presente decisione, previste a questo riguardo.
L'ammissibilità della regione
(25) La Commissione fa presente che, con decisione del 1o marzo 2000, ha approvato la carta italiana degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2000-2006 in relazione alle regioni ammissibili alla deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato(8). In base a detta carta, la regione Sicilia è una regione assistita in virtù di detta deroga.
(26) La Commissione rileva che gli aiuti, pur essendo limitati ad una zona ammissibile alla deroga dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato e soggetta ad un limite di tempo, non hanno carattere decrescente.
(27) Le misure di aiuto in causa erano applicate dal 1991, ossia da ormai sei anni al momento in cui ne è stata chiesta la proroga per due anni supplementari. Inoltre i costi ammissibili e le intensità degli aiuti sono rimasti identici durante il periodo di sei anni per il quale il regime è stato approvato e la proroga di due anni in esame non comporta alcun carattere decrescente degli aiuti rispetto al periodo precedente di sei anni: le misure di aiuto da concedersi per l'anno 1998 sono identiche a quelle suscettibili di essere concesse per il 1997 e ambedue sono identiche a quelle concesse durante il periodo 1991-1996.
(28) Inoltre la misura di aiuto in questione va ad aggiungersi in maniera autonoma alle misure previste da un altro regime di aiuti a livello nazionale, ossia a quello dei contratti di formazione e lavoro previsti dalle leggi 863/84, 407/90, 169/91 e 451/94, il quale, tra l'altro, dispone un'esenzione totale dagli oneri sociali per le imprese stabilite nelle zone che presentano un livello di disoccupazione superiore alla media nazionale.
(29) In tale contesto, la decisione 2000/128/CE ha dichiarato tale regime incompatibile con il mercato comune, giacché non riguarda la creazione di nuovi posti di lavoro nell'impresa beneficiaria a favore di lavoratori ancora in cerca di occupazione o che hanno perso il posto di lavoro precedente, né l'assunzione di lavoratori che incontrano difficoltà particolari ad inserirsi o a reinserirsi nel mercato del lavoro. La Commissione ha chiesto, a questo proposito, la restituzione da parte dei beneficiari, degli aiuti incompatibili che erano stati messi illegalmente a loro disposizione. Tale restituzione non è stata finora eseguita.
(30) In base a quanto precede, il regime di aiuti in esame non rispetta le condizioni previste dagli orientamenti in materia di aiuti all'occupazione.
IV. CONCLUSIONI
(31) Sulla base degli elementi illustrati nella sezione III, punto 2, della presente decisione, si deve constatare che il regime di aiuti di cui all'articolo 11, comma 1, della legge regionale n. 16/1997 è incompatibile con il mercato comune,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il regime di aiuti disposto dall'articolo 11, comma 1, della legge regionale n. 16 del 27 maggio 1997 della Regione Sicilia, cui l'Italia intende dare esecuzione, è incompatibile con il mercato comune.
A detto regime non può pertanto essere data esecuzione.
Articolo 2
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, l'Italia informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 3
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 16 ottobre 2002.

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