Document ID: 31994R3290

REGOLAMENTO (CE) n. 3290/94 DEL CONSIGLIO del 22 dicembre 1994 relativo agli adattamenti e alle misure transitorie necessarie nel settore dell'agricoltura per l'attuazione degli accordi conclusi nel quadro dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 43,
visto il regolamento (CEE) n. 805/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo (2),
considerando che la Comunità ha adottato una serie di norme che disciplinano la politica agricola comune;
considerando che, nel quadro dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round, la Commissione ha negoziato vari accordi (in seguito denominati: «accordi GATT»); che taluni di questi accordi riguardano l'agricoltura, segnatamente l'accordo sull'agricoltura (di seguito denominato: «l'accordo»); che poiché le concessioni fatte in materia di sostegno interno possono essere rispettate fissando i prezzi e gli importi degli aiuti al livello appropriato, non è necessario adottare disposizioni specifiche a tale proposito; che l'accordo dispone, su un periodo di sei anni, l'estensione dell'accesso al mercato comunitario per i prodotti agricoli provenienti dai paesi terzi, da un lato, e la riduzione progressiva del livello di sostegno accordato dalla Comunità per l'esportazione dei prodotti agricoli, dall'altro; che pertanto è opportuno adattare la legislazione agricola relativa agli scambi con i paesi terzi;
considerando che, convertendo in dazi doganali tutte le misure che limitano l'importazione di prodotti agricoli (tariffazione) e vietando l'applicazione di siffatte misure per il futuro, l'accordo richiede la soppressione dei prelievi variabili all'importazione nonché delle altre misure e oneri all'importazione attualmente previsti dalle organizzazioni comuni dei mercati; che le aliquote dei dazi doganali da applicare ai prodotti agricoli a norma dell'accordo saranno fissate nella tariffa doganale comune; che, tuttavia, in taluni settori come quelli dei cereali, del riso, del vino e degli ortofrutticoli, l'introduzione di meccanismi complementari o comunque diversi dalla riscossione dei dazi doganali stabili richiede l'adozione di una serie di deroghe nei regolamenti di base; che, inoltre, le misure di protezione del mercato comunitario nei confronti dell'importazione di uve secche e di ciliegie trasformate possono essere mantenute, in virtù dell'accordo sulle misure di salvaguardia per un periodo di cinque anni; che, inoltre, onde evitare problemi di approvvigionamento del mercato comunitario, è opportuno consentire la sospensione dell'applicazione dei dazi doganali per taluni prodotti del settore dello zucchero;
considerando che per mantenere un minimo di protezione contro gli effetti negativi che possono manifestarsi sul mercato a causa della tariffazione di cui sopra, l'accordo consente l'applicazione di dazi addizionali a condizioni ben definite e che riguardano esclusivamente i prodotti soggetti a tariffazione; che è pertanto opportuno inserire una disposizione corrispondente nei regolamenti di base di cui trattasi;
considerando che l'accordo prevede numerosi contingenti tariffari sotto i regimi detti «di accesso corrente» e «di accesso minimo»; che le condizioni applicabili ai suddetti contingenti sono esplicitate nell'accordo; che, tenuto conto del numero elevato di contingenti e per garantirne un'attuazione quanto più efficace possibile, è opportuno attribuire alla Commissione il compito di aprire e di gestire detti contingenti secondo la procedura detta del comitato di gestione;
considerando che, per quanto riguarda il regolamento (CEE) n. 404/93 del Consiglio, del 13 febbraio 1993, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore della banana (3), è opportuno introdurre le modifiche derivanti dall'accordo quadro concluso con taluni paesi dell'America latina nel contesto dell'Uruguay Round;
considerando che, poiché l'accordo sulle misure di salvaguardia ha stabilito regole precise per l'applicazione delle clausole di salvaguardia previste nelle organizzazioni di mercato, è opportuno completare dette clausole facendo riferimento agli obblighi derivanti dagli accordi internazionali;
considerando che, nel contesto delle relazioni commerciali con i paesi terzi non soggetti agli accordi GATT, la Comunità non è vincolata dagli obblighi relativi all'accesso al mercato comunitario che ne derivano; che, per garantire, se del caso, che possano essere adottate le misure necessarie per i prodotti provenienti da tali paesi, è opportuno conferire alla Commissione i corrispondenti poteri, che essa potrà esercitare nel contesto della procedura nel comitato di gestione;
considerando che, in virtù dell'accordo, la concessione di sovvenzioni all'esportazione è d'ora in poi limitata a taluni gruppi di prodotti agricoli ivi definiti; che, inoltre, essa è soggetta a limiti espressi in quantità e in valore;
considerando che il rispetto dei limiti in valore potrà essere garantito al momento della fissazione delle restituzioni e nell'ambito del controllo dei pagamenti, secondo la normativa del FEAOG; che il controllo può essere agevolato dalla fissazione anticipata obbligatoria delle restituzioni, senza pregiudicare la possibilità, in caso di restituzioni differenziate, di cambiare la destinazione prefissata all'interno di una zona geografica alla quale si applica un tasso di restituzione unico; che, in caso di cambio di destinazione, occorre pagare la restituzione probabile alla destinazione effettiva pur commisurandola al livello dell'importo applicabile alla destinazione prefissata;
considerando che il controllo dell'osservanza dei limiti quantitativi richiede l'istituzione di un sistema di sorveglianza affidabile ed efficace; che a tal fine è opportuno assoggettare la concessione di qualsiasi restituzione alla presentazione di un titolo d'esportazione; che la concessione delle restituzioni nei limiti disponibili dovrà effettuarsi in funzione della situazione specifica di ciascuno dei prodotti considerati; che deroghe a tale norma possono essere ammesse solo per i prodotti trasformati che non figurano nell'allegato II del trattato e ai quali non si applicano limiti in valore e per le azioni di aiuto alimentare, in quanto queste ultime sono esenti da qualsiasi limitazione; che è inoltre opportuno prevedere la possibilità di deroghe alle norme rigorose di gestione per i prodotti le cui esportazioni con restituzione non dovrebbero superare i limiti quantitativi; che il controllo dei quantitativi esportati con il beneficio di restituzioni durante le campagne previste dall'accordo può essere svolto in base ai titoli d'esportazione rilasciati per ciascuna campagna;
considerando che nella maggior parte delle organizzazioni comuni dei mercati, l'esclusione del ricorso al regime del traffico di perfezionamento attivo rientra nella sola competenza del Consiglio; che, nelle condizioni economiche risultanti dall'accordo, potrà rivelarsi necessario reagire rapidamente a problemi di mercato conseguenti all'applicazione di detto regime; che in proposito occorre conferire alla Commissione le competenze di adottare misure d'urgenza limitate nel tempo; che occorre assoggettare tali misure all'applicazione della procedura di cui all'articolo 3 della decisione 87/373/CEE del Consiglio, del 13 luglio 1987 (4);
considerando che è inoltre necessario garantire il rispetto delle disposizioni dell'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio; che a tal fine devono essere inserite le precisazioni necessarie nel regolamento (CEE) n. 822/87 del Consiglio, del 16 marzo 1987, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (5);
considerando che, in seguito alle modifiche della normativa agricola contemplate nel presente regolamento, più regolamenti del Consiglio derivanti dai regolamenti di base sono ormai privi di oggetto; che per motivi di chiarezza sul piano giuridico è opportuno abrogarli; che, nel caso specifico, occorre altresì abrogare talune disposizioni che, senza essere direttamente legate agli accordi GATT, non hanno più effetto; che lo stesso vale per alcuni regolamenti del Consiglio, detti della «nuova generazione», che possono essere in buona parte incorporati nei regolamenti di base in questione;
considerando, tuttavia, che le norme generali del Consiglio esistenti relative all'applicazione della clausola di salvaguardia non hanno potuto essere integrate nei regolamenti di base; che alla luce dell'importanza delle modifiche rese necessarie in questo settore a seguito degli accordi GATT, i regolamenti in questione non possono essere mantenuti; che occorre quindi abrogarli, pur prevedendo le basi giuridiche che consentano la loro sostituzione;
considerando che potrebbero insorgere problemi nell'applicazione dell'accordo sull'agricoltura se le procedure interne da realizzare divergessero in modo sensibile tra i vari settori; che quindi occorre uniformare tali procedure;
considerando che l'adozione da parte del Consiglio di norme generali d'esecuzione ha consentito in passato di fornire un inquadramento adeguato alle norme più specifiche necessarie per la gestione dei mercati; che l'attuazione di detto accordo nell'agricoltura non dovrebbe rimettere in questione i meccanismi e le procedure di gestione della politica agricola comune;
considerando che sarà utile analizzare, in una fase successiva, tanto il funzionamento dei regimi definiti dal presente regolamento quanto le esperienze acquisite con le misure adottate dai paesi terzi per l'attuazione degli accordi GATT; che a tal fine occorre che al termine dei primi due anni di applicazione del presente regolamento, la Commissione presenti una relazione al Consiglio e al Parlamento europeo;
considerando che il passaggio dal regime esistente a quello derivante dagli accordi GATT può comportare difficoltà di adattamento che non sono state contemplate nel presente regolamento; che per far fronte a questa eventualità è opportuno prevedere una disposizione generale che consenta alla Commissione di adottare, durante un periodo determinato, le misure transitorie necessarie,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il presente regolamento stabilisce gli adattamenti e le misure transitorie necessarie per attuare, nel settore dell'agricoltura, gli accordi conclusi nel contesto dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round.
Articolo 2
Gli adattamenti di cui all'articolo 1 figurano negli allegati.
Articolo 3
1. Se, nel quadro della politica agricola comune, fosse necessario adottare misure transitorie per agevolare il passaggio dal regime in vigore a quello derivante dagli adattamenti alle esigenze degli accordi di cui all'articolo 1, dette misure sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 38 del regolamento n. 136/66/CEE (6) o, secondo il caso, agli articoli corrispondenti degli altri regolamenti relativi all'organizzazione comune dei mercati agricoli, o del regolamento (CE) n. 3448/93 (7).
All'atto dell'adozione di tali misure si tiene conto delle specificità dei vari settori agricoli, nel rispetto degli obblighi derivanti dagli accordi di cui all'articolo 1.
2. Le misure di cui al paragrafo 1 possono essere adottate per un periodo che scade il 30 giugno 1996 e la loro applicazione è limitata a tale data. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può prorogare detto periodo.
Articolo 4
1. Se, in considerazione della situazione particolare di un prodotto agricolo, il rispetto degli obblighi relativi al livello di sostegno all'esportazione, derivanti dagli accordi di cui all'articolo 1, può essere garantito con mezzi aventi minori effetti rispetto a quelli all'uopo introdotti, la Commissione può esentare tale prodotto dall'applicazione delle disposizioni relative alle restituzioni all'esportazione oggetto del presente regolamento.
2. Fatte salve le disposizioni stabilite nel presente regolamento, la Commissione può adottare le misure necessarie per tutelare il mercato comunitario dall'importazione di prodotti agricoli provenienti dai paesi terzi nei confronti dei quali la Comunità non è soggetta agli obblighi derivanti dagli accordi di cui all'articolo 1.
3. Le misure di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 3, paragrafo 1.
Articolo 5
La Commissione presenta una relazione al Consiglio e al Parlamento europeo prima del 30 giugno 1997 sul funzionamento del regime istituito dal presente regolamento e sull'esperienza acquisita con le misure adottate da paesi terzi per l'attuazione degli accodi conclusi durante i negoziati sul commercio multilaterale dell'Uruguay Round.
Il Consiglio, su proposta della Commissione, conformemente alla procedura di cui all'articolo 43, paragrafo 2 del trattato deciderà le eventuali modifiche derivanti dai risultati e conclusioni di tale relazione.
Articolo 6
1. Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1995.
2. Esso è applicabile a decorrere dal 1° luglio 1995.
Tuttavia si applicano:
a) le disposizioni degli articoli 3 e 4, paragrafo 2, a decorrere dal 1° gennaio 1995;
b) le disposizioni previste negli allegati, relative ai dazi all'importazione e ai dazi all'importazione addizionali che si applicano ai prodotti di cui agli allegati XIII e XVI per i quali vige un prezzo d'entrata, a decorrere dall'inizio della campagna di commercializzazione dei prodotti considerati nel 1995;
c) le disposizioni relative alle restituzioni alle esportazioni:
- con decorrenza 1° settembre 1995, per quanto concerne gli allegati II e XVI,
- con decorrenza 1° ottobre 1995, per quanto concerne l'allegato IV,
- con decorrenza 1° novembre 1995, per quanto concerne l'allegato V;
d) le disposizioni previste all'allegato XV a decorrere dal 1° gennaio 1995;
e) le disposizioni previste all'allegato XVI, parte I, punto 2 a decorrere dal 1° gennaio 1996.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 22 dicembre 1994.

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