Document ID: 31985R0328

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REGOLAMENTO (CEE) N. 328/85 DELLA COMMISSIONE
del 6 febbraio 1985
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di specchi di vetro originari del Sud Africa
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
previa consultazione in seno al comitato consultivo istituito a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Nel marzo 1984 la Commissione ha ricevuto una denuncia, inoltrata dal produttore comunitario che rappresenta la maggior parte della produzione comunitaria dei prodotti in questione. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping ed al notevole pregiudizio da esse derivante considerati sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura. Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2) la Commissione ha pertanto annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni di alcuni tipi di specchi di vetro, di cui alla voce ex 70.09 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 70.09-41, originari del Sud Africa ed ha avviato un'inchiesta.
(2) La Commissione ne ha informato debitamente l'esportatore e gli importatori notoriamente interessati, nonché i rappresentanti del paese esportatore ed i ricorrenti ed ha offerto a tutte le parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di essere sentite oralmente. Quasi tutti i produttori noti ed un importatore indipendente hanno comunicato le proprie osservazioni per iscritto.
(3) L'esportatore ed un importatore ad esso legato sul piano commerciale, attraverso i propri rappresentanti, hanno espresso osservazioni scritte in merito alla procedura esponendo in modo circostanziato il proprio parere, senza tuttavia presentare i necessari elementi di prova. Le parti suddette non hanno inoltre risposto al questionario loro inviato, benché la Commissione abbia più volte prorogato la scadenza fissata e abbia messo ripetutamente in rilievo per iscritto l'importanza di questi documenti per un esame obiettivo dei fatti, nonché le conseguenze del rifiuto di fornire le necessarie informazioni sul successivo andamento della procedura, in particolare facendo riferimento all'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2176/84, a norma del quale, qualora una parte interessata rifiuti l'accesso alle informazioni necessarie, possono essere elaborate conclusioni finali o preliminari in base ai dati disponibili.
(4) Per quanto possibile, la Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di una valutazione preliminare ed ha svolto inchieste in loco presso le seguenti imprese, che hanno accettato di collaborare:
Produttori comunitari:
- Garfield Glass Limited, Londra, Regno Unito,
- Charles André SA, Tours, Francia.
La Commissione non ha potuto effettuare controlli presso l'esportatore e presso la società importatrice ad esso consociata, in quanto le parti suddette hanno rifiutato di collaborare.
La Commissione ha chiesto e ottenuto osservazioni scritte circostanziate dal produttore comunitario ricorrente e da un altro produttore comunitario, che dopo l'avvio della procedura ha aderito alla denuncia, nonché da un importatore indipendente, il quale ha inoltre chiesto ed ottenuto di essere sentito oralmente. La Commissione ha verificato per quanto necessario, ed in base agli elementi di prova disponibili, le informazioni che le sono state comunicate.
(5) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo gennaio-dicembre 1983.
B. Valore normale
(6) Il valore normale è stato determinato dalla Commissione in base al prezzo praticato sul mercato interno sudafricano per specchi non incorniciati autoadesivi oppure forati, utilizzati per decorazioni murali. Per quanto riguarda il prezzo di vendita praticato in Sud Africa, in mancanza di adeguate informazioni da parte del produttore e dell'esportatore, la Commissione, a norma dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b), del regolamento (CEE) n. 2176/84, si è basata sui dati comunicati dal ricorrente. Secondo le informazioni di cui dispone, per definire i prezzi allo stadio franco fabbrica, la Commissione ha dedotto gli sconti accordati nel corso di normali operazioni commerciali ed ha tenuto conto approssimativamente dei costi sostenuti sul mercato interno per i transporti, nonché delle spese di vendita.
C. Prezzi all'esportazione
(7) Non avendo l'esportatore comunicato alla Commissione alcun dato sui prezzi all'esportazione, la Commissione ha costruito tali prezzi in base alle indicazioni relative ai prezzi di vendita dei prodotti in questione ad acquirenti indipendenti nella Comunità, che le sono state fornite dal ricorrente, da un altro produttore comunitario e da un importatore. La Commissione ha indagato circa le spese d'esercizio normali in questo ramo di attività ed i profitti, di cui ha tenuto debito conto per definire i prezzi all'esportazione.
D. Confronto
(8) Nel paragonare il valore normale con i prezzi all'esportazione allo stadio franco fabbrica sono stati effettuati alcuni adeguamenti, in base ad opportune valutazioni, per quanto riguarda costi di trasporto, condizioni di credito e costi accessori.
E. Margini di dumping
(9) Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping relative alle esportazioni in questione, con un margine pari alla differenza tra il valore normale determinato in precedenza ed il prezzo all'esportazione nella Comunità.
(10) L'entità dei margini varia secondo lo Stato membro importatore e le dimensioni degli specchi, rimanendo comunque superiore al 50 %. La Commissione non ha potuto calcolare una media ponderata dei margini, in quanto i dati statistici di cui dispone in merito ai quantitativi importati non possono essere ripartiti secondo le diverse dimensioni degli specchi.
F. Pregiudizio
(11) Per quanto riguarda il pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di dumping, dagli elementi di prova a disposizione della Commissione emerge che le importazioni nella Comunità di alcuni tipi di specchi di vetro originari del Sud Africa sono passate da 212 000 kg nel 1982 a 566 000 kg nel 1983, con un incremento del 167 %.
(12) Per determinare la quota di mercato dei prodotti in questione la Commissione si è basata sui dati forniti separatamente ed in via riservata da ciascuno dei ricorrenti, in quanto nel mercato comunitario dei prodotti suddetti operano soltanto poche imprese, e la pubblicazione della posizione che esse occupano sul mercato, avrebbe potuto danneggiare l'informatore. In sintesi, dalle informazioni fornite si può concludere, a titolo provvisorio, che la quota di mercato delle importazioni di questi prodotti importati in Francia e nel Regno Unito, gli unici due paesi interessati da queste importazioni, è aumentata globalmente da meno del 10 % nel 1982 ad oltre il 15 % nel 1983.
(13) Le ripercussioni sull'industria comunitaria di specchi di vetro non incorniciati per decorazioni murali, originari del Sud Africa, nota per la produzione di questo tipo particolare di specchi, si sono manifestate con il ristagno quasi totale delle vendite, mentre il consumo è chiaramente aumentato, un tasso costantemente basso di sfruttamento del potenziale e perdite di quota di mercato a favore delle importazioni oggetto di dumping.
(14) Per quanto riguarda l'andamento dei prezzi di vendita dei prodotti in questione è stato determinato che le importazioni oggetto di dumping sono state vendute a prezzi inferiori del 15 % - 20 % a quelli praticati dai produttori comunitari. Questi ultimi sono stati costretti, nonostante l'incremento dei costi, a mantenere i propri prezzi stabili ed in alcuni casi ad accordare prezzi inferiori ai propri costi.
(15) A causa della presssione sui prezzi esercitata sul mercato dalle importazioni oggetto di dumping la redditività del produttore comunitario in questo determinato settore ha subito un grave deterioramento.
(16) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio sia stato causato da altri fattori, quali l'andamento del consumo nella Comunità. Secondo quanto è stato accertato, tra il 1982 ed il 1983 il consumo nella Comunità è aumentato del 30 % circa, mentre la quota di mercato del produttore comunitario è scesa del 13 %. Dalle informazioni di cui la Commissione dispone risulta inoltre che le importazione di specchi di vetro non incorniciati originari degli altri paesi terzi sono state insignifi canti. La Commissione è giunta pertanto alla conclusione che le importazioni oggetto di dumping dei prodotti in questione originari del Sud Africa, considerate isolatamente, provocano un notevole pregiudizio all'industria comunitaria interessata.
G. Interesse della Comunità
(17) In considerazione delle difficoltà particolarmente gravi in cui versa l'industria comunitaria, la Commissione ha concluso che è nell'interesse della Comunità adottare opportune misure.
(18) Onde evitare che nel corso della procedura venga arrecato ulteriore pregiudizio ed in considerazione dell'entità del margine di dumping accertato per quanto riguarda le importazioni dei prodotti in oggetto originari del Sud Africa, tali misure dovrebbero concretarsi nell'istituzione di un dazio antidumping provvisorio.
H. Aliquota del dazio
(19) Considerata la portata del pregiudizio arrecato, l'aliquota del dazio antidumping provvisorio relativa alle importazioni di alcuni tipi di specchi di vetro originari del Sud Africa dovrebbe essere inferiore ai margini di dumping accertati in via provvisoria, ma sufficiente ad eliminare il pregiudizio.
(20) Tenuto conto del prezzo di vendita necessario per fornire un adeguato margine di profitto ai produttori comunitari, nonché del prezzo d'acquisto degli importatori comunitari, la Commissione ha stabilito in via provvisoria che l'importo del dazio necessario ad eliminare il pregiudizio è pari al 17,5 %.
(21) Si deve stabilire un periodo durante il quale le parti interessate possono rendere note le proprie osservazioni per iscritto e chiedere di essere intese oralmente.
(22) Il comitato consultivo non ha sollevato obiezioni a questo proposito,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di specchi di vetro, non incorniciati, di cui alla voce ex 70.09 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 70.09-41, originari del Sud Africa.
2. L'importo del dazio è pari a 17,5 % del prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazi non corrisposti.
3. Si applicano provvedimenti in vigore in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è soggetta al deposito di una garanzia, pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere sentite oralmente dalla Commissione entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 3
1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
2. Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 2176/84, gli articoli 1 e 2 del presente regolamento sono applicabili per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non approvi misure definitive prima della scadenza di detto periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 6 febbraio 1985.

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