Document ID: 32002D0190

Decisione della Commissione
del 21 dicembre 2000
relativa ad un procedimento in forza dell'articolo 81 del trattato CE
(Caso COMP.F.1/35.918 - JCB)
(Notifiche IV-28.694, IV-28.695, IV-28.696, IV-28.697, IV-28.700, IV-28.702)
[notificata con il numero C(2000) 3887]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(2002/190/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento di applicazione degli articoli 81 e 82 del trattato(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1216/1999 del Consiglio(2), in particolare gli articoli 3, 15, paragrafo 2, e 16, paragrafo 1,
vista la domanda di attestazione negativa e la notificazione per esenzione presentate in data 30 giugno 1973 da JC Bamford Excavators Ltd, ai sensi degli articoli 2 e 4 del regolamento n. 17,
vista la denuncia presentata in data 15 febbraio 1996 da Central Parts SA,
dopo aver dato modo alle imprese interessate di essere ascoltate relativamente agli addebiti comunicati dalla Commissione, conformemente all'articolo 19, paragrafo 1, del regolamento n. 17 e ai regolamenti n. 99/63/CEE della Commissione e (CE) n. 2842/98(3) relativi alle audizioni previste all'articolo 19, paragrafi 1 e 2, del regolamento n. 17,
sentito il comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
I. I FATTI
A. INTRODUZIONE
(1) Il caso riguarda gli accordi e le pratiche che disciplinano la distribuzione nella Comunità di macchine da costruzione e per movimento terra e di pezzi di ricambio fabbricati e venduti dal gruppo JCB (in prosieguo "JCB" tranne dove è indicato un nome più specifico per una controllata). In seguito ad una denuncia riguardante il comportamento di JCB, il caso prevede un esame degli accordi notificati alla Commissione da JCB a partire dal 1973. Tuttavia, il caso non si limita alle accuse del denunziante né agli accordi notificati. Si basa anche su prove raccolte mediante ispezioni, richieste di informazioni e argomentazioni di fatto e di diritto presentate da JCB nel corso del procedimento.
1. LA DENUNCIA E IL PROCEDIMENTO
(2) Il 15 febbraio 1996 Central Parts SA, una società di diritto francese, ha presentato una denuncia alla Commissione. Central Parts è stata costituita nel 1984 ai fini di importare e vendere macchine da costruzione e per movimento terra. L'impresa ha sede ad Orléans e ha filiali in Francia a Besançon, Bordeaux e Nîmes. Nel 1995 ha registrato un fatturato di circa 25 milioni di FRF (circa 4 milioni di ECU). Le sue attività si concentrano sulle macchine prodotte da JCB. La denuncia accusava JCB di essere intervenuta attivamente, a partire dal 1987, per impedire a Central Parts di ottenere forniture di macchine JCB da fonti nel Regno Unito, dove i prezzi erano sensibilmente inferiori rispetto a quelli applicati in Francia(4).
(3) Al fine di controllare e integrare le informazioni a sua disposizione, la Commissione ha effettuato un'ispezione nei locali di JCB, della sua controllata in Francia, JCB SA, e di due dei suoi distributori nel Regno Unito, Gunn JCB Ltd ad Altrincham e Watling JCB Ltd a Leicester, ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 3, del regolamento n. 17. L'ispezione è cominciata il 5 novembre 1996.
(4) Il 24 marzo 1998 la Commissione ha avviato il procedimento e ha inviato una comunicazione degli addebiti a JCB. Nella sua difesa presentata per iscritto(5) e oralmente durante l'audizione del 16 ottobre 1998, JCB ha precisato, tra l'altro, che la Commissione non aveva riconosciuto la notifica precedente dei suoi accordi. La Commissione ha tenuto conto delle osservazioni di JCB e ha inviato una nuova comunicazione degli addebiti in data 30 luglio 1999, in riferimento alla quale JCB ha presentato una difesa per iscritto(6) e oralmente in occasione di un'audizione tenutasi il 16 gennaio 2000.
2. LE PARTI
(5) Il gruppo JCB comprende 28 società, escluse le società inattive, 26 delle quali controllate direttamente o indirettamente da Transmissions and Engineering Services Netherlands BV e due appartenenti a membri della famiglia Bamford. Transmissions and Engineering Services Netherlands BV è proprietaria di JCB Service, che, con la famiglia Bamford, possiede e controlla direttamente (100 %) o indirettamente (50 %, con l'altro 50 % detenuto dalla famiglia Bamford) le società del gruppo JCB. Le principali attività del gruppo JCB sono la progettazione, la fabbricazione e la distribuzione di escavatori, macchine per movimento terra, per la movimentazione di materiali e per l'agricoltura, nonché la fornitura dei relativi pezzi di ricambio. Nel 1997 le vendite del gruppo hanno superato i 770 milioni di GBP (1150 milioni di ECU).
B. I MERCATI RILEVANTI E LA POSIZIONE DI JCB
1. MERCATI DEL PRODOTTO
a) Macchine da costruzione
(6) Le attrezzature da costruzione coprono un'ampia gamma di macchine utilizzate nelle fasi preliminari dell'edilizia e dell'ingegneria civile. Si tratta di macchine utilizzate per scavare, rimuovere, livellare e spostare su brevi distanze terra, pietre e altri materiali, allo scopo di preparare il sito ove si svolgono i lavori.
(7) La Commissione ha più volte precisato che le macchine da costruzione e per movimento terra si suddividono in leggere, usate principalmente per lavori di costruzione o manutenzione su scala ridotta, e pesanti, utilizzate principalmente per lavori di costruzione su vasta scala, tra cui opere infrastrutturali(7).
(8) JCB produce 57 diversi modelli di macchine leggere di cinque tipi: pale caricatrici, escavatori, movimentatori telescopici, carrelli elevatori fuoristrada e minipale compatte. Le macchine possono essere classificate secondo la trazione, i gradi (180° o 360°) di possibile rotazione e, soprattutto, le funzioni eseguite. Le vendite per ciascun gruppo di prodotti fabbricati da JCB non sono strettamente correlate ad altri gruppi nella Comunità. Il principale successo commerciale di JCB è costituito dalle terne, con una quota di mercato nel Regno Unito [superiore al 40 %](8). Anche le vendite dei concorrenti sono trainate principalmente da un gruppo particolare di prodotti. I leader del mercato si differenziano di conseguenza: pale caricatrici gommate, escavatori cingolati per Caterpillar, minipale compatte per Ingersoll Rand (Bobcat), miniescavatori per Volvo(9).
(9) I documenti copiati nei locali di JCB e altri studi di mercato mostrano statistiche ripartite per gruppi di macchine. Se la concorrenza avesse uguale incidenza su tutto il mercato delle macchine da costruzione e per movimento terra, sarebbe inutile calcolare le quote di mercato ad un livello di minore aggregazione. Questa è un'indicazione, tra l'altro, dell'esistenza di mercati rilevanti del prodotto in cui le imprese competono in modo effettivo.
(10) La Commissione ha altresì stabilito che ciascun gruppo di prodotti - in particolare le terne - forma un mercato del prodotto distinto, a causa di una serie di fattori. In particolare, non vi sono due prodotti che possano svolgere esattamente le stesse funzioni. Ad esempio, terne e carrelli elevatori fuoristrada possono entrambi essere utilizzati per sollevare ed è possibile effettuare scavi sia con una terna che con un piccolo escavatore a 360°, ma non con un carrello elevatore. Analogamente, un movimentatore telescopico non può eseguire in modo utile le funzioni svolte con un escavatore. I prodotti dei diversi gruppi sono utilizzati da clienti diversi. Esistono anche sostanziali variazioni di prezzo da un gruppo di prodotti ad un altro. Un modesto (5-10 %) ma permanente aumento dei prezzi relativi in qualsiasi gruppo di prodotti non spingerebbe i clienti a passare ad altri prodotti o combinazioni di prodotti, tanto da rendere tale aumento non redditizio(10).
JCB contesta il parere della Commissione e sostiene che il mercato rilevante del prodotto è quello delle macchine per il movimento terra e la costruzione, che sarebbe inappropriato suddividere ulteriormente in singole categorie di prodotti(11).
(11) In questo caso la Commissione non ha alcuna ragione per discostarsi dalla sua precedente valutazione, secondo la quale ciascun gruppo di prodotti forma un mercato distinto del prodotto. Comunque non è necessario analizzare ulteriormente la definizione precisa del mercato. Come illustrato più avanti, anche con la definizione proposta da JCB i probabili effetti sul commercio tra Stati membri e sulla concorrenza degli accordi e delle pratiche all'interno della rete di distribuzione JCB sarebbero rilevanti.
b) Pezzi di ricambio
(12) Rispetto ai pezzi di ricambio le macchine da costruzione sono prodotti primari. Le vendite di pezzi di ricambio dipendono dalle vendite precedenti di macchine, tenuto conto della frequenza d'uso(12). Le quote di mercato relative alle vendite di macchine in passato sono un indicatore delle quote di mercato attuali di tutti i relativi pezzi di ricambio. Ad esempio, gli obiettivi di vendita per i pezzi di ricambio si basano, tra l'altro, sul numero di macchine JCB operanti nei territori dei distributori JCB, ponderato con l'età delle macchine (il "parco di sei anni")(13).
(13) Tuttavia, i prezzi dei pezzi di ricambio costituiscono una piccola quota rispetto ai prezzi delle macchine e restano bassi in relazione al valore residuo della macchina sul lungo periodo. Un particolare pezzo di ricambio rappresenta una quota minima in tale rapporto. Anche se si presume che i produttori provvedano a ridurre al minimo una domanda di pezzi di ricambio troppo elevata, l'uso della macchina in condizioni impegnative rende assolutamente necessario sostituire alcuni pezzi, in situazioni in cui i ritardi hanno un costo elevato. Di conseguenza, le politiche di fissazione dei prezzi per i pezzi di ricambio risentono meno della concorrenza rispetto a quanto avviene per le macchine nuove. Anche se collegati ai mercati del prodotto di ciascun gruppo di macchine, i pezzi di ricambio corrispondenti non appartengono a tali mercati.
(14) I pezzi di ricambio si suddividono in quattro grandi categorie, riportate di seguito in ordine descrescente, secondo il grado di controllo detenuto dal costruttore di macchine:
a) pezzi prodotti "in proprio" dagli stessi costruttori, come elementi formati, bracci, benne, assi, trasmissioni;
b) pezzi forniti da terzi secondo le modalità dei costruttori originali di macchine (original equipment manufacturer - OEM), conformemente ai progetti dei costruttori e specificamente per le loro attrezzature, come radiatori dell'olio;
c) pezzi e materiali di consumo non progettati specificamente per determinati costruttori, ma commercializzati con il marchio di un costruttore di macchine, come pezzi di motore, freni, radiatori;
d) pezzi e materiali di consumo non progettati specificamente per determinati costruttori e non commercializzati con il marchio di un costruttore di macchine, come pneumatici, filtri, olio idraulico e batterie.
(15) La proporzione di pezzi di ricambio fabbricati "in proprio" e in seguito montati su ciascuna macchina dipende dal grado di integrazione verticale. JCB ha un inventario di circa 90000 pezzi diversi. Il valore dell'attività di JCB connessa ai pezzi di ricambio si divide in un [tra 0 % e 50 %] per i pezzi prodotti "in proprio", [tra 0 % e 50 %] per i pezzi prodotti da terzi conformemente alle specifiche JCB (entrambi chiamati in prosieguo "pezzi specifici JCB") e [tra 50 % e 100 %] per pezzi non specifici e materiali di consumo(14).
(16) La concorrenza si configura secondo schemi differenti a seconda che si tratti di pezzi specifici o di pezzi non specifici. I pezzi di ricambio non specifici e i materiali di consumo sono sostituibili con quelli di altre marche. All'interno della rete di distribuzione ufficiale, i pezzi di marca JCB possono essere protetti dalla concorrenza di pezzi equivalenti prodotti da terzi mediante obblighi di acquisto esclusivo. La fedeltà alla marca pone i costruttori di macchine e i distributori ufficiali in una posizione concorrenziale avvantaggiata riguardo agli acquisti di pezzi di ricambio non specifici. Tuttavia, la fornitura diretta da parte di terzi costruttori agisce come pressione concorrenziale all'interno del mercato.
(17) Tali pressioni non svolgono un ruolo significativo per i pezzi di ricambio specifici JCB. Per ragioni commerciali, tecniche e di sicurezza, non si può in concreto pensare ad una produzione concorrente di pezzi di ricambio specifici montati su macchine JCB in quantità significative. In assenza di sostituti, si può dedurre che JCB detiene un considerevole potere di mercato su tali pezzi di ricambio specifici JCB per quanto riguarda il proprio parco macchine in attività.
(18) I mercati rilevanti del prodotto per quanto riguarda i pezzi di ricambio sono, quindi, due mercati distinti, ossia il mercato dei pezzi di ricambio specifici JCB montati su macchine JCB, e quello dei pezzi non specifici e dei materiali di consumo montati o usati per il funzionamento di macchine per la costruzione e il movimento terra.
2. MERCATO GEOGRAFICO
a) Macchine da costruzione
(19) Come illustrato in seguito, la quota di mercato di JCB per ciascun gruppo di macchine è particolarmente elevata nel Regno Unito, dove si mantiene stabile da oltre 20 anni, rispetto ad altri Stati membri. Se la domanda di macchine si manifestasse in misura predominante a livello comunitario, la nomina di un numero limitato di distributori esclusivi a copertura di vari Stati membri o la distribuzione centralizzata da un'unica sede nella Comunità garantirebbe una distribuzione puntuale. Né JCB né i suoi concorrenti organizzano la distribuzione su tali basi sovranazionali. Il carattere locale della domanda spiega perché JCB e i suoi concorrenti creano fitte reti di distribuzione in tutta la Comunità, strutturate a livello nazionale, attraverso una controllata o un importatore esclusivo, senza le quali la penetrazione del mercato sarebbe di scarso rilievo.
(20) D'altro lato, nella sua decisione New Holland - Case, la Commissione ha concluso che i mercati delle macchine per la costruzione e il movimento terra hanno le dimensioni del SEE, a motivo dei bassi costi di trasporto, degli obblighi legali armonizzati e degli andamenti omogenei della domanda, e ha valutato di conseguenza la concentrazione.
(21) In ogni caso, riguardo alle obiezioni relative alla compartimentazione artificiosa del mercato, la Commissione deve tenere conto della posizione di JCB nei mercati nazionali in cui si verificano gli accordi o le pratiche restrittive.
b) Pezzi di ricambio
(22) Il mercato dei pezzi di ricambio è trainato dalla domanda di servizi di costruzione e ingegneria civile, che è diffusa sul territorio, proviene in modo predominante da piccole entità e segue schemi nazionali o regionali. La fornitura di pezzi di ricambio si fonda essenzialmente sulla presenza a livello locale. I pezzi devono essere disponibili in tempi rapidi, onde evitare costosi ritardi nei lavori. L'entità dei costi di reperimento dei pezzi in rapporto al loro valore e la necessità di servizi di installazione confinano ulteriormente la domanda entro territori nazionali o regionali.
(23) Se la domanda di pezzi avesse carattere comunitario in misura predominante, una distribuzione centralizzata da un'unica sede nella Comunità garantirebbe una consegna puntuale. Per far fronte al carattere locale della domanda, JCB e i suoi concorrenti creano fitte reti di distribuzione nella CE, strutturate a livello nazionale, attraverso una controllata o un importatore esclusivo, senza le quali la penetrazione del mercato sarebbe di scarso rilievo.
(24) In ogni caso, riguardo alle obiezioni relative alla ripartizione artificiosa del mercato, la Commissione deve tenere conto della posizione di JCB nei mercati nazionali in cui si verificano gli accordi o le pratiche restrittive.
(25) Inoltre, qualunque sia la distribuzione geografica per i 90000 pezzi nel catalogo JCB, comunitaria per alcuni(15) e nazionale per altri, la questione può essere lasciata aperta riguardo alla posizione di mercato di JCB.
3. LA POSIZIONE DI JCB
(26) Nel 1995 JCB si è classificata al quinto posto tra i costruttori di tutto il mondo, con una quota del 7,9 % delle vendite complessive (23,1 % per le terne). I principali concorrenti sono Caterpillar (22,9 %), Komatsu/Fai (20,8 %), Ingersoll Rand (11,2 %), Case (9,6 %) e Hitachi (7,1 %).
(27) Nel 1995-96, JCB deteneva una quota in volume di circa il 13-14 % di tutte le macchine per la costruzione e il movimento terra vendute nella CE, con variazioni dal 2,4 % in Germania al 36,8 % nel Regno Unito e in Irlanda. Tale quota è rimasta approssimativamente costante dal 1993 al 1996(16). Nel 1995, le quote individuali per gli altri Stati membri erano: 13,1 % in Francia, 15,2 % in Italia, 19,8 % in Spagna, 22,8 % in Portogallo, 6,5 % nel Benelux, 12,8 % in Austria. In valore, JCB stima la propria quota all'8,9 % nella CE e al 23,7 % nel Regno Unito(17).
(28) Le quote di mercato di JCB per gruppi specifici di macchine all'interno della CE e nei singoli Stati membri erano le seguenti (1995)(18):
- terne: [...] (dal [...] in Svezia al [...] nel Regno Unito e in Irlanda),
- escavatori cingolati 360°: [...] (dal [...] in Svezia al [...] nel Regno Unito e in Irlanda),
- escavatori gommati 360°: [...] (dal [...] in Italia al [...] nel Regno Unito e in Irlanda),
- minipale compatte: [...] (dal [...] nel Benelux al [...] in Finlandia),
- pale caricatrici gommate: [...] (dal [...] in Danimarca e Finlandia al [...] nel Regno Unito e in Irlanda),
- miniescavatori cingolati: [...] (dal [...] in Svezia al [...] in Portogallo).
(29) Tali quote del mercato comunitario ricalcano schemi simili al periodo 1974-75. La quota di mercato di JCB per le terne variava dal [...] nel Regno Unito e in Irlanda al [...] in Italia. Le quote del mercato comunitario per gli altri prodotti erano comprese tra [...] e anche per questi il Regno Unito e l'Irlanda costituivano il principale mercato di JCB. JCB mantiene da oltre 20 anni la sua posizione di leader nel mercato del prodotto delle terne, specialmente nel Regno Unito e in Irlanda. Tuttavia, la sua penetrazione era e rimane di gran lunga inferiore in altri mercati del prodotto dominati dai suoi concorrenti(19).
(30) Le vendite di pezzi di ricambio e accessori hanno raggiunto nel 1995 una quota considerevole, pari a [tra 10 e 20 %] del fatturato di JCB(20), suddivisa tra [tra 0 e 50 %] di pezzi specifici e [tra 0 e 50 %] di pezzi non specifici. In Francia il fatturato medio riferito ai pezzi di ricambio e ai servizi nell'ambito della rete di distribuzione ammontava nel 1996 a [tra 10 e 20 %] del totale(21).
(31) JCB stima che la propria quota di mercato riferita ai pezzi non specifici e ai materiali di consumo per il parco macchine in uso di sei anni sia inferiore al [tra 20 e 40 %]. Di conseguenza, la suo quota di mercato comunitaria per tali pezzi riferiti alle terne sarebbe di [tra 10 e 20 %], presumendo che pezzi non specifici di altre marche possano essere montati in sicurezza su terne JCB. Nei casi in cui solo pezzi specifici JCB possono essere utilizzati in sicurezza sulle macchine JCB in uso, la posizione e il potere di mercato di JCB sono molto più elevati.
(32) Per quanto riguarda le macchine per la costruzione e il movimento terra, qualunque definizione del mercato del prodotto e del mercato geografico si adotti tra quelle sopra delineate, la posizione di JCB è tale che gli effetti degli accordi o delle pratiche descritte in seguito sul commercio intracomunitario e sulla concorrenza risultano sensibili(22).
(33) Riguardo al mercato secondario dei pezzi di ricambio e, in particolare, dei pezzi specifici JCB, essenziali per l'uso delle macchine JCB, comunque si definisca il mercato geografico (SEE o nazionale), tenendo conto della posizione di JCB nei mercati primari delle macchine, dell'importanza del segmento dei pezzi di ricambio per JCB e i suoi distributori e della loro posizione rispetto alla domanda, i probabili effetti degli accordi o delle pratiche concordate descritte più avanti sul commercio intracomunitario e sulla concorrenza sono altresì sensibili.
C. LA NOTIFICA DEGLI ACCORDI DI DISTRIBUZIONE DI JCB
(34) Il 30 giugno 1973 JCB aveva notificato alla Commissione i propri accordi di distribuzione per gli Stati membri della Comunità di allora(23), eccetto la Francia. JCB ha altresì notificato i propri accordi di distribuzione applicabili in altri paesi divenuti successivamente Stati membri della Comunità europea(24) o del SEE(25), nonché in altri continenti. In conformità del regolamento (CEE) n. 1133/68 della Commissione, gli accordi sono stati allegati al formulario A/B, che descriveva le attività notificate.
(35) Il 18 dicembre 1975 JCB ha fornito versioni modificate degli accordi per sostituire alcuni accordi notificati nel 1973. Queste nuove versioni riguardavano, da un lato, il Regno Unito e, dall'altro, altri Stati membri della Comunità di allora, tranne la Francia. Il 18 marzo 1976 JCB ha fornito una copia del proprio accordo di distribuzione stipulato con la sua controllata in Francia(26). Nel 1980 e nel 1995 JCB ha fornito versioni aggiornate dei propri accordi di distribuzione, riguardanti solo il Regno Unito.
1. CONTENUTI DEGLI ACCORDI NOTIFICATI DA JCB IL 30 GIUGNO 1973
a) Accordi di distribuzione nel Regno Unito
(36) Secondo quanto notificato, la distribuzione dei prodotti JCB nel Regno Unito era disciplinata da due accordi, uno stipulato con sette distributori, competenti ciascuno per un determinato territorio del Regno Unito(27) e uno stipulato con i concessionari principali per un unico territorio all'interno del Regno Unito(28). I concessionari principali operavano in parte del territorio assegnato ad un distributore.
(37) Il territorio veniva definito sia nell'accordo con i distributori sia nell'accordo con i concessionari principali come "the Distributor's (Main dealer's) area of prime responsibility for the sale of JCB products and the service of JCB Machines" ["l'area di responsabilità primaria del distributore (o del concessionario principale) per la vendita dei prodotti JCB e l'assistenza alle macchine JCB]" [clausola 1 "Definitions" (Definizioni)].
(38) In riferimento alle "WHOLESALE AND RETAIL SALES" (Vendite all'ingrosso e al dettaglio) (clausola 4), l'accordo con i distributori recita: "The distributor hereby agrees to sell B products(29) wholesale only to, for resale by, a main dealer in the region or an approved sub-dealer in the territory and to sell A products (excavator loaders, loading shovels derivatives) and parts wholesale only to, for resale by, an approved sub-dealer in the territory and to sell retail within the United Kingdom" (Il distributore s'impegna a vendere i prodotti B all'ingrosso, ai fini della rivendita, esclusivamente ad un concessionario principale nella regione o ad un subconcessionario autorizzato nel territorio e a vendere i prodotti A (escavatori-caricatori, prodotti derivati da pale caricatrici) e i pezzi all'ingrosso, ai fini della rivendita, esclusivamente ad un subconcessionario autorizzato nel territorio e a vendere al dettaglio nel Regno Unito). La stessa clausola 4 dell'accordo con i concessionari principali recita: "The main dealer hereby agrees to sell JCB products wholesale only to, for resale by, an approved sub-dealer in the territory and to sell retail within the United Kingdom" (Il concessionario principale s'impegna a vendere i prodotti JCB all'ingrosso, ai fini della rivendita, esclusivamente ad un subconcessionario autorizzato nel territorio e a vendere al dettaglio nel Regno Unito).
(39) In riferimento alle "SALES OUTSIDE THE UNITED KINGDOM" (Vendite all'esterno del Regno Unito) (clausola 5), gli accordi con i concessionari principali e con i distributori per il Regno Unito notificati il 30 giugno 1973 recitano: "The main dealer (distributor) will not sell JCB products directly or indirectly outside the United Kingdom without the prior written consent of JCB unless, in the case of a JCB machine, 12 months have elapsed since the sale by a distributor or main dealer of such JCB machine to a purchaser in the United Kingdom and the hour meter on such machine shows a reading in excess of 1000 hours. The main dealer (distributor) will take all reasonable steps to avoid selling JCB products to a purchaser in the United Kingdom for resale outside the United Kingdom. Where JCB's permission to sell any JCB products outside the United Kingdom is given to the main dealer (distributor) it will be given subject to such conditions as JCB may consider appropriate having regard to the best interests of retail customers in the country concerned" (Il concessionario principale (distributore) non vende i prodotti JCB direttamente o indirettamente al di fuori del Regno Unito senza previo consenso scritto di JCB, a meno che, nel caso di una macchina JCB, non siano trascorsi 12 mesi dalla vendita da parte di un distributore o di un concessionario principale di tale macchina ad un acquirente nel Regno Unito e il contatore orario su tale macchina indichi una cifra superiore a 1000 ore. Il concessionario principale (distributore) adotta ogni ragionevole misura per evitare di vendere prodotti JCB ad acquirenti nel Regno Unito a scopo di rivendita al di fuori del Regno Unito. Quando JCB concede al concessionario principale (distributore) l'autorizzazione a vendere qualsiasi prodotto JCB al di fuori del Regno Unito, ciò avviene subordinatamente alle condizioni che JCB ritiene appropriate tenendo conto degli interessi dei clienti al dettaglio nel paese interessato).
(40) Nei due formulari A/B compilati per il Regno Unito, è stato chiesto a JCB di fornire informazioni sui contenuti dell'accordo o della pratica concordata e, più in particolare, alla sezione II, punto 3, lettera f), sulle "sanctions which may be taken against participating undertakings (penalty clause, expulsion, withholding of supplies, etc.") (sanzioni che potrebbero essere adottate contro le imprese partecipanti [clausola penale, espulsione, rifiuto di fornitura ecc.)]. In entrambi i moduli, la risposta fornita è stata "No"(30). Tale risposta non è stata fornita per negligenza o meccanicamente. Nel formulario A/B allegato all'accordo notificato per la Danimarca il 30 giugno 1973, è stata indicata una penale di 250 sterline o tre volte i prezzi dei pezzi di ricambio acquistati da fonti diverse da JCB.
b) Accordi di distribuzione notificati il 30 giugno 1973 per altri Stati membri
(41) JCB ha notificato quattro distinti accordi con i distributori, rispettivamente per i) Irlanda e Svezia (Distributor Agreement Export)(31), ii) Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Italia e Germania (Contract)(32), iii) Danimarca, Finlandia, Spagna, Portogallo(33), (Export Sales and Service Agreement) e iv) Grecia, Austria e altri paesi(34).
(42) Gli accordi notificati comprendevano le seguenti disposizioni:
- l'articolo 4 dell'accordo per l'Irlanda e la Svezia prevedeva l'imposizione di un indennizzo sulle transazioni al di fuori dei territori assegnati. Nella versione notificata inizialmente, JCB stabiliva l'importo dell'indennizzo, che poteva ammontare al massimo al 15 % del prezzo al dettaglio,
- l'articolo 3, punto ii), dell'accordo per la Danimarca (e altri Stati membri successivamente entrati nella Comunità) vietava esplicitamente la vendita di macchine nuove al di fuori dei territori assegnati. In caso di tali vendite, l'articolo 3, punto iii), stabiliva un indennizzo del 15 % del prezzo al dettaglio pagabile al distributore nel cui territorio la macchina è utilizzata. L'articolo 3, punto iv), stabiliva che i prezzi di rivendita venissero definiti d'accordo con JCB,
- acquisto esclusivo di prodotti JCB solo da JCB UK, escludendo così gli acquisti da altri distributori autorizzati [clausole 3, punto vi), dell'accordo per la Danimarca e 7 dell'accordo per l'Irlanda].
(43) Negli accordi di distribuzione per cinque dei sei Stati membri fondatori della Comunità, non era prevista alcuna restrizione sulle vendite a rivenditori all'interno della CE. Per i nuovi Stati membri, nel 1973, tali vendite erano vietate o limitate mediante una tassa elevata. JCB UK veniva designato come fornitore esclusivo, impedendo così le forniture incrociate tra le reti.
2. REAZIONE DELLA COMMISSIONE AGLI ACCORDI NOTIFICATI IL 30 GIUGNO 1973
(44) Con una lettera datata 27 ottobre 1975, la Direzione generale della concorrenza ha comunicato a JCB il proprio parere preliminare, secondo cui gli accordi comprendevano restrizioni che parevano costituire una violazione all'articolo 85, paragrafo 1, del trattato CE (ora articolo 81, paragrafo 1). Tali restrizioni, descritte più avanti, non sembravano indispensabili per raggiungere gli obiettivi di cui all'articolo 85, paragrafo 3 (ora articolo 81, paragrafo 3), né singolarmente né per il loro effetto cumulativo. Veniva quindi chiesto a JCB di modificare o eliminare le disposizioni in questione(35).
(45) Più in particolare, nella lettera si legge: "Such provisions are first those which prevent or impede your dealers from freely selling JCB products to customers and dealers outside specified areas and from purchasing such products from outside these areas. I refer specifically to the following provisions. In both distribution agreements for the UK (28.296, 28.697), Clause 5 expressly prohibits dealers from exporting JCB products from the United Kingdom. An export prohibition of this nature falls under Article 85(1) and cannot be exempted under Article 85(3). The clause should therefore be deleted and any present application of it suspended. Clauses 4, 8(iv) of both distributor agreements for the UK (28.296, 28.697) (...). Clauses 2(ii), (iii), 3(vi) of the Export Sales and Service Agreement (28.694), Clauses 4(ii)(b), 7(v) of the Distribution Agreement Export 28.695 (...)" (Si tratta innanzitutto delle disposizioni che impediscono o ostacolano la libera vendita da parte dei vostri concessionari dei prodotti JCB a clienti e concessionari al di fuori di aree specificate e l'acquisto di tali prodotti al di fuori di tali zone. Mi riferisco in particolare alle seguenti disposizioni. In entrambi gli accordi di distribuzione per il Regno Unito (28.296, 28.697), la clausola 5 vieta espressamente ai concessionari di esportare prodotti JCB dal Regno Unito. Un divieto di questo tipo ricade nel campo di applicazione dell'articolo 85, paragrafo 1, e non può essere esentato ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3. La clausola dovrebbe quindi essere eliminata e qualsiasi applicazione in corso sospesa. Si tratta quindi delle clausole 4, 8, punto iv), di entrambi gli accordi con i distributori per il Regno Unito [28.296, 28.697) (...), delle clausole 2, punti ii) e iii), e 3, punto vi), dell'Export Sales and Service Agreement (28.694) e delle clausole 4, punto ii), lettera b), 7, punto v), del Distribution Agreement Export 28.695 (...)]).
(46) Le disposizioni contestate riguardavano le seguenti restrizioni alle vendite o agli acquisti diretti o indiretti all'estero:
- obblighi a "take reasonable steps to avoid selling JCB products to a purchaser in the United Kingdom for resale outside the United Kingdom" (adottare misure ragionevoli per evitare la vendita di prodotti JCB ad un acquirente nel Regno Unito a scopo di rivendita al di fuori del Regno Unito), a "sell retail in the United Kingdom" (vendere al dettaglio nel Regno Unito) e a non vendere macchine nuove e pezzi di ricambio JCB "directly or indirectly outside the United Kingdom without the prior written consent of JCB" (direttamente o indirettamente al di fuori del Regno Unito senza previo consenso scritto di JCB) (clausole 4 e 5 degli accordi per il Regno Unito), nonché divieto di vendere macchine nuove al di fuori dei territori assegnati,
- contributi per l'assistenza tecnica di importo fissato ex ante da JCB,
- prezzi di rivendita stabiliti d'accordo con JCB,
- acquisto esclusivo di prodotti JCB solo da JCB UK, vale a dire escludendo altri distributori autorizzati.
(47) La lettera del 27 ottobre 1975 forniva altresì a JCB, per informazione, una copia della decisione adottata il 13 dicembre 1974 riguardo al sistema di distribuzione di BMW in Germania(36). La lettera comunicava che tale decisione forniva un orientamento sull'accettabilità delle restrizioni alla concorrenza negli accordi di distribuzione di autoveicoli ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3.
(48) Gli accordi di distribuzione BMW vietavano ai distributori ufficiali di vendere i prodotti contrattuali a distributori non autorizzati, fatta eccezione per i pezzi di ricambio destinati ai riparatori, di mantenere succursali o depositi o vendere a rivenditori al di fuori del territorio contrattuale e, in particolare, a fare pubblicità o ricercare clienti al di fuori di tale territorio se non era rispettato l'impegno a promuovere le vendite e i servizi di assistenza all'interno dal proprio territorio. In altri termini, le vendite attive al di fuori dei territori contrattuali erano consentite, a condizione che le vendite e l'assistenza fossero promosse in modo soddisfacente(37).
3. MODIFICHE SUCCESSIVE DEGLI ACCORDI NOTIFICATI
(49) Il 18 dicembre 1975 si è tenuta una riunione tra funzionari della Direzione generale della concorrenza e JCB. JCB ha presentato versioni rivedute degli accordi per il Regno Unito e altri Stati membri della Comunità europea di allora, tranne la Francia(38). JCB dichiara che le modifiche erano state apportate alla luce della decisione BMW allegata alla lettera di richiamo della Commissione(39).
a) Accordi con i distributori nel Regno Unito trasmessi alla Commissione tra il 1975 e il 1994
(50) Negli accordi modificati trasmessi il 18 dicembre 1975, la definizione del territorio - sia nell'accordo con i distributori sia in quello con i concessionari principali [clausola 1 "Definitions" (Definizioni)] - è rimasta immutata rispetto alla versione notificata il 30 giugno 1973.
(51) Entrambi gli accordi erano stati modificati in termini simili. Riguardo alle WHOLESALE SALES (Vendite all'ingrosso) (clausola 4), nell'accordo con i concessionari principali si leggeva: "The main dealer hereby agrees not to sell JCB products wholesale for resale except to an approved sub-dealer" (Il concessionario principale s'impegna a non vendere prodotti JCB all'ingrosso a scopo di rivendita se non ad un subconcessionario autorizzato). L'accordo con i distributori recitava "The distributor hereby agrees not to sell JCB products wholesale for resale except to an approved sub-dealer or in the case of B products to a main dealer" (Il distributore s'impegna a non vendere prodotti JCB all'ingrosso a scopo di rivendita se non ad un subconcessionario autorizzato o, nel caso di prodotti B, ad un concessionario principale) (clausola 4). Tale formulazione era presente nella versione notificata il 30 giugno 1973 (clausola 4).
(52) La clausola precedente "SALES OUTSIDE THE UNITED KINGDOM" (Vendite al di fuori del Regno Unito) è divenuta in entrambi gli accordi "SERVICE SUPPORT FEE - SALES OUTSIDE THE REGION OR TERRITORY" (Contributo per l'assistenza - vendite al di fuori della regione o del territorio) (clausola 5). Come affermato nella clausola, la preoccupazione di JCB in relazione alle vendite al di fuori del territorio riguardava il rischio che i distributori non fossero in grado di fornire un'assistenza pronta ed efficiente per le macchine JCB. Per garantire che l'acquirente ricevesse un'assistenza di alto livello indipendentemente dal luogo in cui si trovava la macchina JCB durante il periodo di garanzia, i concessionari principali e i distributori si sono impegnati a: "to pay to the distributor or main dealer in whose territory or region the JCB machine then is, a service support fee to compensate such distributor or main dealer for assuming full responsibility for carrying out service during the warranty period. The amount of such service support fee shall be agreed between the distributor and the distributor or main dealer in whose territory or region the JCB machine has been sold or used or in default of agreement between the parties shall be the sum which JCB shall reasonably determine having regard to all the circumstances of the case, the cost of the service carried out and a reasonable profit element" (pagare al distributore o al concessionario principale nel cui territorio o regione si trova la macchina JCB un contributo per l'assistenza inteso a compensare tale distributore o concessionario per l'assunzione della piena responsabilità di prestare l'assistenza durante il periodo di garanzia. L'importo di tale contributo sarà concordato tra il distributore e il distributore o concessionario principale nel cui territorio o regione la macchina JCB è stata venduta o usata o, in mancanza di un accordo tra le parti, sarà ragionevolmente stabilito da JCB, tenendo conto di tutte le circostanze del caso, del costo dell'assistenza prestata e di una ragionevole componente di profitto).
(53) Per fugare le preoccupazioni della Commissione, nel dicembre 1975, JCB ha eliminato qualsiasi restrizione sulle esportazioni dirette (vendite al dettaglio o all'ingrosso all'estero, limitate dalla precedente clausola 4) o indirette (vendite nel Regno Unito ad un rivenditore che intendesse esportare al di fuori del Regno Unito, limitate dalla precedente clausola 5) da parte dei suoi distributori ufficiali nel Regno Unito, lo Stato membro in cui JCB deteneva le maggiori quote di mercato nella Comunità.
(54) Eccettuati la clausola 4, che è stata riformulata, il contributo per l'assistenza (clausola 5) e l'obbligo di non mantenere sedi per la vendita e l'assistenza di prodotti JCB al di fuori del territorio senza il consenso scritto di JCB [clausola 9, punto i)], nessuna altra restrizione sulle vendite al di fuori del territorio, deliberatamente ricercate o meno, dirette o indirette, è stata inclusa negli accordi notificati per le vendite in altri Stati membri. In particolare, diversamente dagli accordi BMW oggetto della decisione della Commissione del 13 dicembre 1974, non è stata limitata la possibilità di vendere al di fuori del territorio assegnato da una sede ubicata nel territorio. Tali vendite non sono state subordinate ad alcun impegno particolare riguardante l'effettuazione di promozione e assistenza nel territorio.
(55) Di conseguenza, il 13 gennaio 1976 la Commissione ha inviato a JCB una lettera in cui affermava che le nuove forme di accordi di distribuzione notificati il 18 dicembre 1975 risolvevano molti dei problemi sollevati nella lettera datata 27 ottobre 1975. Tuttavia, veniva precisato che erano necessarie alcune modifiche agli accordi o giustificazioni affinché la Commissione potesse considerare la possibilità di un'esenzione ai sensi dell'articolo 85, pragrafo 3. Per ovvie ragioni, non veniva fatto alcun riferimento alle clausole eliminate nei nuovi accordi notificati. Le questioni da risolvere affinché la Commissione potesse esaminare l'eventualità di un'esenzione, indicate nella lettera, riguardavano le vendite di prodotti, macchine o pezzi, concorrenti di quelli fabbricati da JCB e il diritto riservato a JCB di vendere ad alcuni enti e costruttori.
(56) Il fatto che la Commissione si basasse sui principi esposti nella decisione BMW datata 13 dicembre 1974 nel valutare gli accordi di JCB emerge anche dalla lettera a JCB datata 13 gennaio 1976, che esaminava la questione delle restrizioni alle vendite di prodotti in concorrenza con quelli fabbricati da JCB, con riferimento alle disposizioni pertinenti contenute negli accordi di distribuzione BMW.
(57) Con una lettera datata 11 marzo 1976, JCB ha fornito spiegazioni particolareggiate riguardo alla questione in sospeso identificata nella lettera datata 13 gennaio 1976. Il 18 marzo 1976 si è svolta una riunione tra JCB e funzionari della Direzione generale della concorrenza per discutere tali questioni. Non è stata fornita alcuna nuova versione dell'accordo nel periodo immediatamente successivo alla riunione.
(58) Di propria iniziativa, il 6 marzo 1980 JCB ha inviato una nuova versione dell'accordo con i distributori per il Regno Unito(40). Non veniva allegato alcun nuovo formulario A/B, né alcun accordo con i concessionari principali. JCB ha segnalato che erano state apportate modifiche e aggiunte minori rispetto all'accordo precedentemente notificato. In particolare, il territorio contrattuale (vale a dire, secondo la versione precedente, "the distributor's area of prime responsibility for the sale of JCB products and the service of JCB machines" (l'area di primaria responsabilità del distributore per la vendita dei prodotti JCB e l'assistenza alle macchine JCB) [clausola 1: "Definitions" (Definizioni)] veniva definito facendo riferimento ai codici postali.
(59) La nuova versione dell'accordo con i distributori riguardante il Regno Unito specificava alla clausola 4 che i distributori JCB nel Regno Unito non erano autorizzati "to sell JCB products wholesale for resale except to a dealer" (a vendere prodotti JCB all'ingrosso a scopo di rivendita, se non ad un concessionario) (definito nell'accordo "a person, persons or corporate body who with the approval of JCB has been appointed as a dealer by a Distributor" (una persona, un gruppo di persone o un soggetto giuridico che un distributore ha nominato concessionari, con l'approvazione di JCB) "or approved sub-dealer" (o ad un subconcessionario autorizzato)(41). Ad eccezione di questa limitazione, che nella clausola 9, punto 9), subordina all'approvazione di JCB la creazione di locali per la vendita e l'assistenza di prodotti JCB al di fuori del territorio, e quella del contributo per l'assistenza (clausola 5), non è stata inclusa alcuna limitazione particolare riguardo alle vendite al di fuori del territorio.
(60) La Commissione non ha reagito a questo nuovo accordo per il Regno Unito.
b) Attuali accordi di distribuzione nel Regno Unito trasmessi alla Commissione
(61) Con lettera datata 29 dicembre 1995, JCB ha inviato alla Commissione copia di una nuova versione dell'accordo con i distributori per il Regno Unito. Il principale cambiamento segnalato da JCB, per riflettere i cambiamenti intervenuti nella sua organizzazione, è che la nomina dei distributori di prodotti per la costruzione e uso industriale sarebbe stata separata da quella dei distributori di prodotti da utilizzare per l'agricoltura. Non è stato allegato alcun nuovo formulario A/B.
(62) Secondo l'accordo con i distributori per il Regno Unito, ai distributori ufficiali JCB, che non possono vendere prodotti concorrenti, sono assegnati territori esclusivi all'interno dei quali JCB si impegna a non vendere i propri prodotti e a non stipulare lo stesso tipo di accordi di distribuzione con altri distributori (clausola 10). Il territorio resta definito "the distributor's area of prime responsibility for the sale of JCB products and the service of JCB machines" (l'area del distributore di primaria responsabilità per la vendita dei prodotti JCB e l'assistenza alle macchine JCB) [clausola 1: "Definitions" (Definizione)](42).
(63) La clausola 4 recita: "The Distributor hereby agrees not to sell JCB products suplied in pursuance of this agreement wholesale for resale except to a JCB Distributor or another JCB Dealer or an approved Sub Dealer appointed in each case in relation only to JCB products without JCB's prior written agreement which shall not be withheld without objectively valid reasons" (Il distributore si impegna a non vendere all'ingrosso a scopo di rivendita i prodotti JCB forniti in virtù del presente accordo, se non ad un distributore JCB o ad un altro concessionario JCB o ad un subconcessionario autorizzato nominato in ciascun caso in relazione solo ai prodotti JCB, senza previo consenso scritto di JCB, che non dovrà essere rifiutato senza valido motivo).
(64) In base alla clausola 10, JCB si impegna a pagare o a riconoscere un credito per il lavoro svolto dal distributore ufficiale e accettato da JCB nell'ambito della garanzia del costruttore. La clausola 5 ["service support fee" (contributo per l'assistenza)] rimane invariata rispetto alla versione fornita da JCB nel dicembre 1975 e nel marzo 1980. Eccettuate le disposizioni della clausola 9, punto i), che subordina la creazione di locali per la vendita e l'assistenza dei prodotti JCB al di fuori del territorio all'approvazione di JCB, non è inclusa alcuna altra limitazione degna di nota riguardo alle vendite al di fuori del territorio.
(65) I distributori ufficiali nel Regno Unito si impegnano anche ad acquistare pezzi, attrezzature e accessori per l'uso o la riparazione di prodotti JCB esclusivamente da JCB o da un altro distributore o concessionario JCB oppure da altra fonte autorizzata per iscritto da JCB. I distributori ufficiali si impegnano altresì ad utilizzare o fornire solo prodotti JCB in occasione di lavori svolto a titolo di garanzia o di modifica su macchine JCB [clausola 8, punti vii) e viii)]. Tali restrizioni contenute negli accordi non sono state modificate, conformemente alle argomentazioni di JCB sulla necessità di trattare il commercio di macchine per movimento terra in modo diverso rispetto al commercio di autoveicoli, come è stato esposto da JCB per iscritto e durante la riunione tra JCB e rappresentanti della Commissione tenutasi il 18 marzo 1976.
(66) La Commissione non ha reagito in modo specifico a questo nuovo accordo.
c) Accordi di distribuzione in Stati membri diversi dal Regno Unito attualmente notificati
(67) Nel dicembre 1975 e nel marzo 1976, per rispondere alle preoccupazioni della Commissione, JCB ha presentato versioni modificate degli accordi. Tali preoccupazioni si concentravano sugli accordi applicabili negli Stati membri della Comunità europea dell'epoca. Gli accordi forniti per tutti gli Stati membri della CE nel 1976, escluso il Regno Unito, erano, secondo la documentazione interna, divisi in due categorie: un unico Distributor Agreement Export (accordo con i distributori per l'esportazione) (formula standard)(43) e l'accordo tra JCB e la sua controllata JCB SA France (firmato il 17 febbraio 1975)(44). Non è stato allegato alcun nuovo formulario A/B.
(68) L'accordo con JCB France non conteneva alcuna restrizione diretta o indiretta delle vendite dei prodotti JCB al di fuori del territorio, tranne l'impegno di JCB France a compiere ogni sforzo per promuovere tali prodotti all'interno del suo territorio [clausola 4, lettera b)]. In base a questi accordi all'interno del gruppo, JCB France è stata nominata distributore esclusivo (clausola 2) e si impegnava ad acquistare e a rivendere i prodotti JCB da JCB UK (clausola 3, punto 1) per conto proprio [clausola 4, lettera a)], vale a dire non come agente di JCB UK [clausola 5, lettera b)]. In base alla clausola 2, punto 2, i prezzi dei prodotti JCB venduti a JCB France da JCB Sales UK (fissazione dei prezzi all'interno del gruppo) non dovevano superare i prezzi netti franco fabbrica applicati da JCB Sales ai distributori del Regno Unito.
(69) Nella nuova versione dell'accordo con i distributori per l'esportazione fornita da JCB, a seguito del richiamo della Commissione del 27 ottobre 1975 di cui sopra, era stata modificata la disposizione riguardante il contributo per l'assistenza. Come nel nuovo accordo per il Regno Unito, formulato con le stesse parole, l'importo del contributo doveva innanzitutto essere concordato tra i distributori ufficiali, invece di essere stabilito in partenza da JCB, tranne in caso di disaccordo tra i distributori interessati (clausola 4 SERVICE SUPPORT FEE - SALES OUTSIDE THE TERRITORY Contributo per l'assistenza - Vendite al di fuori del territorio). Il territorio è definito "the Distributor's area of prime responsibility for the sale of JCB Products and JCB Machines" (l'area del distributore di primaria responsabilità per la vendita dei prodotti e delle macchine JCB) (clausola 1 DEFINITIONS - Definizioni) in cui il distributore si impegna a vendere i prodotti JCB e a compiere ogni sforzo possibile per promuovere le vendite e l'assistenza di tali prodotti (clausola 5 SALES OBLIGATION OF THE DISTRIBUTOR - Obblighi di vendita del distributore). Il distributore si impegna altresì a non mantenere locali destinati a tali vendite e a tale assistenza al di fuori del territorio senza previo consenso di JCB (clausola 8, punto iv), GENERAL OBLIGATIONS OF THE DISTRIBUTOR - Obblighi generali del distributore).
(70) I distributori ufficiali si impegnano altresì ad acquistare pezzi, attrezzature e accessori per l'uso o la riparazione dei prodotti JCB exclusivamente da JCB o da un altro distributore o concessionario JCB o altra fonte autorizzata per iscritto da JCB [clausola 7, punto v)].
(71) Nell'accordo con i distributori per l'esportazione non è stato incluso alcun oblbigo analogo a quello incluso nella clausola 4 dell'acordo con i distributori per il Regno Unito riguardo alle forniture all'ingrosso a scopo di rivendita. I fascicoli della Commissione non contengono alcuna lettera con cui JCB comunichi alla Commissione che le disposizioni degli accordi notificati per il Regno Unito erano applicabili in altri Stati membri.
(72) La lettera della Commissione a JCB datata 13 gennaio 1976 informava JCB della necessità di alcune modifiche agli accordi o giustificazioni affinché la Commissione potesse considerare la possibilità di un'esenzione ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3. Tuttavia, non è stata fornita alcuna nuova versione dell'accordo per gli Stati membri diversi dal Regno Unito dopo quella del 1975 e, per la Francia, dopo quella del 1976. Gli accordi trasmessi per la Germania, il Benelux, l'Italia e la Francia riguardavano gli Stati membri nei quali operano società controllate di JCB. I loro accordi di distribuzione all'interno dei territori nazionali non sono mai stati notificati.
(73) La Commissione non ha adottato una posizione definitiva né mediante decisione né mediante lettera amministrativa di archiviazione riguardo agli accordi notificati o forniti da JCB, prima della presente decisione.
D. ATTUALE RETE DI DISTRIBUZIONE DI JCB IN EUROPA E FISSAZIONE DEI PREZZI ALL'INTERNO DEL GRUPPO
(74) Il gruppo JCB ha società controllate operanti in Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Italia e Spagna e sei stabilimenti principali nel Regno Unito, dove si trova anche la sede centrale. JCB mantiene una rete comunitaria di 135-140 distributori indipendenti autorizzati, ai quali sono assegnati territori esclusivi(45). La rete ufficiale JCB copre quindi tutte le aree geografiche della Comunità. JCB Sales Ltd (Regno Unito), o la controllata nazionale interessata, nomina i distributori ufficiali e redige gli accordi di distribuzione nei territori nazionali. In quest'ultimo caso, gli ordini provenienti dai distributori ufficiali all'interno della rete JCB sono indirizzati alla controllata JCB locale.
(75) I prezzi fatturati da JCB UK ad ogni controllata JCB nazionale sono in generale inferiori a quelli fatturati ai distributori ufficiali nel Regno Unito. Nel 1993 i prezzi interni di JCB per i pezzi di ricambio applicati a JCB France e a JCB Itlaia erano, rispettivamente, il [tra 50 % e 100 %] di quelli applicati ai distributori ufficiali nel Regno Unito. In altri termini, se la controllata JCB francese avesse praticato ai distributori della propria rete una maggiorazione del [tra 25 % e 50 %] sul prezzo pagato a JCB UK, i distributori ufficiali francesi avrebbero avuto gli stessi costi di acquisto dei distributori ufficiali del Regno Unito.
(76) Tuttavia, pur collocandosi ad un livello inferiore nella catena di distribuzione, spesso, tra il 1989 e il 1996, i distributori nel Regno Unito erano in grado di applicare prezzi inferiori rispetto a quelli delle controllate JCB nazionali. Le possibili ragioni, singole o combinate, comprendono risposte commerciali più efficienti ad una forte posizione contrattuale degli acquirenti nel Regno Unito, le oscillazioni della sterlina rispetto ad altre valute o margini operativi inferiori(46). Ad esempio, nel 1997, i margini di profitto, al lordo delle imposte, dei distributori ufficiali in Francia erano del [tra 0 e 10 %], cioè, per quanto bassi, [tra una e dieci] volte più elevati rispetto a quelli vigenti nel Regno Unito, che erano del [tra 0 e 10 %]. Possono, tuttavia, evidenziarsi differenze da un anno all'altro: nel 1996 tali margini erano del [tra 0 e 10 %] nel Regno Unito e del [tra 0 e 10 %] in Francia.
(77) Un'analisi interna della redditività lorda di varie controllate JCB, condotta nel 1993, mostra che il prezzo al dettaglio di un paniere rappresentativo di pezzi di ricambio in Francia era superiore del [tra 0 e 100 %] rispetto al Regno Unito. L'analisi riconosce: "The fact remains that on all types of parts, European prices are much higher than the UK and that France would appear to have much higher prices than the others, although France do operate a generous rebate scheme for achieving target performance which will reduce this apparent high GP % somewhat" (Resta il fatto che per tutti i tipi di pezzi i prezzi europei sono di gran lunga più elevati rispetto al Regno Unito e la Francia sembrerebbe avere prezzi molto più alti rispetto agli altri, sebbene questo paese applichi un generoso sistema di sconti per realizzare gli obiettivi di rendimento, che riduce in qualche misura questa percentuale apparentemente alta dei profitti lordi). Come risultato, nel 1993 i profitti lordi realizzati da JCB per i pezzi di ricambio in Francia superavano di [fra 0 e 30] punti percentuali quelli di JCB UK e [fra 0 e 30] punti quelli di JCB Germany(47). In altri termini, per il gruppo JCB le vendite di pezzi di ricambio identici sono state più redditizie in Francia che nel Regno Unito.
(78) Le differenze di prezzo erano ancora evidenti nel 1995, come dimostra una comunicazione interna: "You will note that the prices of some parts varies greatly between the four countries and, therefore some variation between the special prices will probably remain. The summary of dealer net and retail pricing for 'the group of parts' discussed in January, will help to identify the variances country by country, prior to any discounted code changes" (Noterà che i prezzi di alcuni pezzi variano notevolmente tra i quattro paesi e, quindi, rimarrà con ogni probabilità qualche variazione tra i prezzi speciali. La sintesi dei prezzi netti e al dettaglio per "il gruppo dei ricambi", discussa a gennaio, contribuirà a definire le variazioni paese per paese, prima di qualsiasi cambiamento del sistema di sconti)(48). In una comunicazione interna riservata riguardante i prezzi di acquisto delle controllate JCB in Europa, Germania, Spagna, Francia e Italia, nel 1995 è stato stabilito l'obiettivo: "To harmonise customer achieved pricing with the end of ending up with a [between 0 and 20 %] band of maximum variation" (armonizzare i prezzi applicati al cliente al fine di avere una variazione massima di [tra 0 e 20 %](49).
(79) Come illustrazione di queste differenze di prezzo, nel 1996 un distributore ufficiale francese ha acquistato macchine nuove e pezzi di ricambio venduti da disrtibutori ufficiali nel Regno Unito, invece che presso la controllata JCB in Francia(50). Nonostante i prezzi franco fabbrica inferiori pagati dalla controllata e l'integrazione all'interno del gruppo JCB, JCB France era, in pratica, in concorrenza con i distributori ufficiali del Regno Unito per le forniture ai distributori ufficiali francesi.
(80) Vi sono prove del fatto che JCB France ha compensato i propri distributori ufficiali per le mancate vendite di macchine a causa della concorrenza con gli operatori del commercio parallelo(51) e ha fornito specifico sostegno ad integrazione dei margini in casi di concorrenza tra il commercio parallelo e i distributori ufficiali. Tale sostegno speciale è stato fornito anche per i pezzi di ricambio, per i quali JCB ha stabilito margini lordi fissi garantiti o prezzi di acquisto più bassi(52). Esistono prove di prezzi al dettaglio fissati senza rapporto con la concorrenza anche per la Germania, dove JCB ha stabilito l'obiettivo "cost and selling prices are related" (prezzi di costo collegati ai prezzi di rivendita)(53).
(81) Tali documenti interni JCB evidenziano che i profitti e i prezzi erano superiori alla media in alcuni Stati membri, come la Germania e, in particolare, la Francia. Un sistema di compensi per le vendite mancate o i margini inferiori concessi ai distributori ufficiali il cui territorio era esposto alla concorreza degli operatori del commercio parallelo era, con ogni probabilità, complessivamente redditizio per il gruppo JCB. In ogni caso, tali differenze di prezzo sia sulle macchine che sui pezzi di ricambio tra il 1989 e il 1996 hanno creato evidenti incentivi per il commercio parallelo. È chiaro che il commercio parallelo avrebbe probabilmente ridotto tali profitti più elevati.
E. ACCORDI E PRATICHE NELLA GESTIONE DELLA RETE DI DISTRIBUZIONE JCB
In generale, JCB ritiene che la Commissione abbia rappresentato i fatti in modo erroneo, selezionando i documenti o citandoli fuori dal contesto. La sua valutazione giuridica si basa quindi, secondo JCB, su una visione interamente travisata dei fatti.
La Commissione ha preso in considerazione le osservazioni di JCB e ha di conseguenza riesaminato e, ove appropriato, nuovamente valutato i documenti su cui erano basate le sue obiezioni. Nondimeno, il considerevole numero di fatti e documenti citati nella presente decisione dimostra l'esistenza di accordi restrittivi e conferma, secondo la Commissione, la constatazione di una violazione. Gli elementi di fatto riguardanti le affermazioni di JCB in relazione a documenti specifici sono forniti di seguito, in modo certo non esauriente.
1. RESTRIZIONI SULLE ESPORTAZIONI DIRETTE O INDIRETTE DAL REGNO UNITO AD ALTRI STATI MEMBRI
a) Dichiarazioni di distributori ufficiali del Regno Unito sulle vendite ad altri Stati membri
(82) Come evidenziato in numerose lettere sotto riportate, i distributori ufficiali del Regno Unito si sono astenuti dal vendere macchine nuove e pezzi di ricambio al di fuori del Regno Unito.
Contrariamente all'interpretazione della Commissione, JCB collega il comportamento dei distributori ufficiali nel Regno Unito e le loro dichiarazioni all'applicazione della clausola 4 dell'accordo notificato (RCA II, pagg. 41-45).
(83) In un fax inviato da Gunn JCB a JCB France il 17 maggio 1995, riguardante una macchina venduta dal primo e trovata in Francia, Gunn dichiara: "We cannot be held responsible for this customer's actions, but as a result from this sale we will not be trading with this customer again" (Non possiamo essere ritenuti responsabili per le azioni di questo cliente, ma in conseguenza di questa vendita ci asterremo in futuro da rapporti commerciali con il suddetto)(54). Una lettera da Heritage Disposals, un rivenditore con sede nel Regno Unito che acquistava da Gunn JCB, spiega le ragioni per le quali non poteva effettuare forniture in Francia: "It is because someone notified to JCB that I was exporting new machines to you. This was the reason we had to be very careful when we were sending you machines, because as soon as JCB registered the serial numbers on machines, they would have immediately traced them back to us, and would not have supplied us with more machines" (Il motivo è che qualcuno ha notificato a JCB le mie esportazioni di macchine nuove a voi destinate. Per questa ragione dovevamo usare molta cautela nell'inviarvi le macchine. Subito dopo aver registrato i numeri di fabbricazione sulle macchine, JCB sarebbe immediatamente risalita a noi e non ci avrebbe più fornito altre macchine(55).
(84) In risposta ad una domanda di JCB UK volta a chiarire se Gunn JCB forniva macchine a prezzi bassi a Lyomat, un distributore ufficiale in Francia, Gunn JCB giustificava la transazione affermando che la macchina non era nuova(56). Un'altra lettera da Gunn JCB a JCB fa riferimento alla sua partecipazione alle esportazioni di macchine nuove in Austria, denunciata dal distributore ufficiale austriaco: "In January of this year, you instructed us to cease supply of machines to the above (Sunrise Ltd). This was on the basis that our 'Austrian friends' had pointed the finger at Sunrise and Gunns, and accused us of supplying new machines to Austria" [Nel gennaio di quest'anno ci avete dato ordine di cessare la fornitura di macchine alla suddetta società (Sunrise Ltd). Questo perché i nostri "amici austriaci" avevano puntato il dito su Sunrise e Gunns, accusandoci di fornire macchine nuove all'Austria](57).
Secondo JCB, non sarebbero state messe in discussione le vendite in sé di Gunn JCB a Lyomat in Francia, cui si fa riferimento nel paragrafo 84, ma il fatto che siano avvenute ad un prezzo sottocosto, probabilmente di tipo predatorio (RCA II, pag. 41). La giustificazione di Gunn dimostra che potrebbe essere stata ristretta l'esportazione dal Regno Unito alla Francia di macchine nuove a scopo di rivendita all'interno della rete di distributori ufficiali JCB oppure la piena libertà di fissare i prezzi di rivendita.
(85) Analogamente, nel presentare la domanda per i Queen's Awards for Export Achievement 1993, il presidente di Watling JCB riconosceva: "I am proud to have lead a team that has achieved the following export performance. (...) Given that the company is unable to sell new machines outside its UK territory, I hope that you will agree with us that the used machine export achievement of Watling JCB limited is deserving of recognition" [Sono orgoglioso di aver guidato una squadra che ha realizzato i seguenti risultati nelle esportazioni. (...) Dato che la società non può vendere macchine nuove al di fuori del territorio del Regno Unito, spero concorderete con noi sul fatto che i risultati conseguiti da Watling JCB nelle esportazioni di macchine usate merita un riconoscimento](58).
Riguardo alle dichiarazioni di Watling JCB sulla propria impossibilità di esportare macchine nuove al di fuori del Regno Unito, cui viene fatto riferimento nel paragrafo 85, secondo JCB il testo non dimostra che Watling ritenesse che gli era proibito esportare macchine nuove. Watling giustificava infatti la sua domanda facendo riferimento al proprio successo nell'incremento delle esportazioni di macchine usate: poiché in relazione alle esportazioni di macchine nuove Watling era limitato nella sua capacità di prospettare attivamente tali mercati, il suo successo nelle esportazioni non poteva essere giudicato correttamente in riferimento alle macchine nuove (RCA II, pagg. 42-43). La formulazione della lettera, tuttavia, risulta molto chiara e non opera tale distinzione. La lettera evidenzia chiaramente che Watling JCB ha effettivamente limitato le sue vendite all'estero di macchine nuove, sia attive che passive, e indipendentemente dal fatto che l'acquirente fosse un utilizzatore finale o un rivenditore, autorizzato o meno. Inoltre, non esiste una clausola particolare nell'accordo di distribuzione tra JCB e Watling JCB, copiato nei locali di quest'ultimo, in base alla quale sia possibile limitare le vendite attive, eccetto la definizione del territorio assegnato, contenuta nella clausola 1: "the distributor's area of prime responsibility for the sale of JCB products and the service of JCB machines" (l'area di primaria responsabilità del distributore per la vendita dei prodotti JCB e l'assistenza alle macchine JCB) [accordo di distribuzione stipulato con Watling JCB per il 1996 (fascicolo, pagg. 1146-1169)]. L'interpretazione di questa clausola nel senso che autorizzerebbe JCB a limitare le vendite attive transfrontaliere è palesemente infondata.
(86) Riferendosi a JCB France, riguardo ad una controversia su una commissione di servizio pretesa da quest'ultimo, Watling JCB ha affermato: "we are disputing this service commission as this machine was sold in good faith by ourselves as part of a deal totalling 10 units to A& C Equipment in August 1994, prior to this order they took delivery of 15 units in 1993 and none of these units to our knowledge have been exported. We cannot be held responsible for our customers' exercising their legal right to sell machines at six months old or even less" (contestiamo questa commissione di servizio poiché la macchina è stata da noi venduta in buona fede nell'ambito di una vendita di 10 unità a A& C Equipment nell'agosto 1994; prima di quest'ordine sono state consegnate a tale società 15 unità nel 1993 e nessuna di queste unità è stata esportata, per quanto ne sappiamo. Non possiamo essere ritenuti responsabili del fatto che i nostri clienti esercitano il loro diritto legale a vendere le macchine di sei mesi o anche più recenti). Watling JCB ha ulteriormente chiarito a JCB France: "(...) we have not and will not knowingly sell machines abroad without JCB Sales prior agreement" (non abbiamo venduto né intendiamo consapevolmente vendere macchine all'estero senza il previo consenso di JCB Sales)(59).
(87) In una lettera copiata nei locali di JCB, Central Parts chiedeva a Watling JCB perché rifiutasse di rifornire Central Parts in Francia. In una nota scritta a mano indirizzata a C. Coutts con copia a J. Patterson, entrambi dirigenti JCB, si legge: "Have suggested to Watling that they just ignore this request. Do you agree?" (Ho proposto a Watling semplicemente di ignorare la richiesta. Siete d'accordo?). Il rifiuto di Watling JCB è stato confermato secondo le istruzioni di JCB(60). Da allora il consenso di JCB è stato invocato come requisito indispensabile per l'effettuazione di forniture in Stati membri diversi dal Regno Unito(61).
(88) Watling JCB ha altresì deciso di cessare la fornitura di pezzi di ricambio ad un altro rivenditore in concorrenza con JCB France, nei seguenti termini: "It has come to our notice that JCB parts we have supplied to you may have been supplied indirectly to certain customers of JCB France. We cannot allow this to happen because of our contract with JCB Service UK Ltd. Therefore we must terminate your account with this company" (Siamo venuti a conoscenza del fatto che pezzi JCB che vi abbiamo fornito sono stati venduti indirettamente ad alcuni clienti di JCB France. Non possiamo permettere che ciò avvenga a causa del nostro contratto con JCB Service UK Ltd. Dobbiamo quindi chiudere il vostro conto presso la nostra società)(62).
(89) Berkeley JCB, un altro distributore indipendente di JCB nel Regno Unito, ha riconosciuto quanto segue: "Because of our geographic location, near to the channel ports and differential pricing overseas, it is inevitable that we will be continually approached by both end users and agents. We will therefore adopt a policy of referring all doubtful enquiries to JCB Service (...) and they can tell us whether or not we should supply" [A causa della nostra collocazione geografica, vicino ai porti della Manica e ai prezzi differenti praticati sul continente, è inevitabile essere continuamente contattati sia da utilizzatori finali che da agenti. Adotteremo quindi la regola di rinviare tutte le richieste dubbie a JCB Service (...) in modo che possano comunicarci se possiamo o meno effettuare la fornitura](63). Inoltre, un paragrafo della stessa lettera a JCB afferma: "Further to our recent discussions, I have made clear to our regional managers and Group Parts Manager that we must not sell products outside our territory in breach of our Dealer Agreement" (Facendo seguito alle nostre recenti discussioni, ho chiarito ai nostri dirigenti regionali e al direttore del settore ricambi del gruppo che non dobbiamo vendere prodotti al di fuori del nostro territorio violando l'accordo di distribuzione). Ad una richiesta di fornitura, Berkeley risponde in una diversa occasione: "Thank you for your enquiry. Regret that we can not supply parts for what may be for resale in other countries" (Grazie per la richiesta. Ci duole informarvi che non possiamo fornire pezzi che potrebbero essere destinati alla rivendita in altri paesi); l'acquirente veniva invitato a contattare un distributore ufficiale in territorio francese(64).
Secondo JCB, la lettera di Berkeley JCB cui si fa riferimento nel paragrafo 89 testimonia che Berkeley JCB era autorizzato a vendere ad acquirenti all'estero in casi non "dubbi", vale a dire a veri utilizzatori finali e a distributori autorizzati (RCA II, pag. 43). In questa dichiarazione inviata a JCB, Berkeley si astiene dal vendere a clienti finali, o loro agenti, con sede in altri Stati membri. Riguardo al carattere "dubbio" di tali richieste, Berkeley non si impegna solo a chiedere, nel caso di un agente, la prova che l'agente ha un mandato per acquistare a nome dell'utilizzatore finale. Né è chiaro come JCB Service potrebbe, meglio di Berkeley, controllare che un utilizzatore finale che richiede una fornitura sia effettivamente un utilizzatore finale o che un agente sia stato debitamente autorizzato. La dichiarazione di Berkeley dimostra che non ha l'autonomia per effettuare vendite a utilizzatori finali provenienti da altri Stati membri, che possono dipendere dall'approvazione di JCB.
(90) In risposta ad una lettera di JCB France riguardante cinque macchine utilizzate nel territorio francese, un distributore del Regno Unito, Scott JCB, ha risposto nel maggio 1996 che le macchine in questione "were sold to volume customers fo Gunn JCB and the decision as to whether we continue to supply these customers lies with UK Sales" (sono state vendute ad acquirenti di grandi quantità di Gunn JCB e la decisione di continuare a rifornire tali clienti dipende da UK Sales) (il reparto vendite di JCB nel Regno Unito)(65).
(91) In risposta ad una richiesta di Central Parts che chiedeva perché un ordine non era stato evaso, TC Harrison JCB indicava "JCB's strict guidelines concerning the export of spare parts and the golden rule (is that you should) deal with local agencies when purchasing parts" (le severe direttive di JCB riguardo all'esportazione di pezzi di ricambio e la regola d'oro secondo la quale si dovrebbe trattare con le agenzie locali per l'acquisto di pezzi)(66). Poiché Central Parts aveva sede in Francia e chiedeva forniture destinate a tale paese, "export" (esportazione) significa forniture dal Regno Unito ad un altro Stato membro.
(92) Questi esempi provengono da tutti i distributori ufficiali JCB nel Regno Unito tranne uno e riguardano sia i pezzi di ricambio sia le macchine. Le loro dichiarazioni sono rese nel contesto di richieste di rivenditori o utilizzatori finali provenienti da altri Stati membri o vi fanno riferimento. La fornitura veniva rifiutata o limitata perché gli accordi con JCB non consentivano tale attività, per la ragione fondamentale, implicita o esplicita, della destinazione geografica delle vendite, nonché dello status dell'acquirente.
b) Dichiarazioni di JCB sulle vendite dal Regno Unito ad altri Stati membri
(93) Il parere di JCB riguardo alle esportazioni di macchine dal Regno Unito è espresso in una lettera inviata dal direttore commerciale di JCB UK ad uno dei distributori ufficiali nel Regno Unito, nei seguenti termini: "During recent conversations with a number of UK Distributor Principals the subject of Grey exports, Contract Hire and Multiple Deal Support arose. It became evident during my discussions that it is necessary for me to confirm JCB's position on these points. 1. Grey Exports. There is no change in JCB's position. We actively discourage any new machines sold overseas whether through a UK Distributor or a third party Plant Hire company" (Nel corso di recenti conversazioni con alcuni distributori principali del Regno Unito è emerso l'argomento delle esportazioni parallele, del noleggio e del sostegno alle vendite multiple. È risultata evidente nel corso delle discussioni la necessità di una mia conferma riguardo alla posizione di JCB su questi punti. 1. Esportazioni parallele. Nessun cambiamento nella posizione di JCB. Scoraggiamo attivamente la vendita di macchine nuove all'estero sia tramite un distributore del Regno Unito sia attraverso una società terza di noleggio)(67). Queste osservazioni riguardanti le vendite transfrontaliere dal Regno Unito sono ulteriormente chiarite nei seguenti termini: "Obviously, as the manufacturer, we are anxious to protect our distributors, wherever they are, from unfair competition from whatever source, on all products" (Ovviamente, come casa costruttrice, ci preoccupiamo di proteggere i nostri distributori, ovunque si trovino, dalla concorrenza sleale esercitata da qualunque fonte, su tutti i prodotti)(68).
(94) Riguardo ai pezzi di ricambio, avendo riconosciuto che i rivenditori avevano accesso a pezzi originali JCB forniti da distributori ufficiali del Regno Unito, JCB indica che questi ultimi devono agire in modo uniforme per: "ensure that your Parts Managers are aware of the problem and instructed not to supply to anyone suspected of involvement with spurious operations" (garantire che i vostri responsabili dei ricambi siano consapevoli del problema e abbiano l'ordine di non rifornire alcun operatore sospettato di partecipare ad operazioni illegittime)(69). I principali obiettivi della strategia di lotta contro l'attività illegale nel campo dei pezzi di ricambio in Francia, Germania e Spagna erano Interparts, un rivenditore indipendente, e Central Parts(70). Un documento copiato nei locali di JCB si riferisce anche ad una campagna contro la "Spurious competition" (concorrenza illegittima), comprendente, tra le altre misure: "to cut off the source of supply to spurious outlets" (tagliare alla fonte gli approvvigionamenti a punti vendita non autorizzati)(71).
(95) Tuttavia, esistono prove di negoziati tra JCB e Central Parts, su iniziativa di JCB, per l'acquisto delle attività di Central Parts e la sua nomina a distributore ufficiale in Francia, quando si liberasse un territorio per una concessione esclusiva(72).
(96) Quando, nel 1994, sono emersi sospetti di vendite di grandi quantità di macchine e pezzi in altri Stati membri da parte di Gunn JCB, JCB [(73)(74)].
(97) Le dichiarazioni di JCB dimostrano che la sua interpretazione degli accordi è coerente con quella dei suoi distributori ufficiali del Regno Unito. La loro applicazione non costituisce quindi una condotta unilaterale. La loro interpretazione è identica a quella di JCB e coerente con l'applicazione di JCB.
c) Il sistema "Multiple Deal Trading Support" (sostegno commerciale alle vendite multiple) nel Regno Unito: descrizione
(98) Dal 1997 JCB ha attuato un sistema di sconti concessi ai suoi distributori ufficiali nel Regno Unito(75). Tale sistema è noto come "Multiple Deal Trading Support". Consiste essenzialmente in una riduzione dei prezzi franco fabbrica pagati dai distributori ufficiali, intesa a consentire a questi ultimi di essere più competitivi nelle transazioni con grossi clienti per quantità significative di macchine nuove. Secondo JCB, il sostegno commerciale viene concesso considerando una serie di fattori, tra i quali il numero di macchine, la combinazione di prodotti venduti, la composizione del parco macchine, la novità del rapporto commerciale con l'acquirente, il numero e il tipo di macchine usate ritirate e l'identità dei concorrenti per l'operazione. Lo sconto è concesso a condizione che le macchine siano vendute ad un utilizzatore finale. JCB giustifica questa condizione con il fatto che i suoi distributori ufficiali nel Regno Unito non sono autorizzati a vendere a rivenditori non autorizzati e gli altri distributori ufficiali non potrebbero "under the agreements as notified to switch to competing brands" (in virtù degli accordi notificati passare a marche concorrenti)(76).
(99) L'importo è determinato caso per caso per ciascuna transazione, tranne che per le terne, per le quali è stabilito un importo fisso, sebbene progressivo. In media, gli sconti ammontano al [tra 0 e 10 %] dei prezzi franco fabbrica di tutte le macchine JCB e al [tra 0 e 10 %] del prezzo delle terne per le operazioni indicate. Nel Regno Unito questo sostegno è stato fornito sul [tra 0 e 50 %] delle vendite JCB(77).
(100) Chiarimenti o istruzioni riguardanti l'attuazione del sistema "Multiple Deal Trading Support" vengono comunicati mediante circolari alla rete dei distributori del Regno Unito(78). I distributori del Regno Unito possono chiedere gli sconti e li ottengono a condizione che siano sodisfatti i suddetti requisiti. Come illustrato al considerando 96, se gli sconti sono stati concessi da JCB in assenza di una condizione essenziale per ottenerli (ad esempio, la condizione che l'acquirente sia un utilizzatore finale), il pagamento è considerato sia da JCB che dal distributore ufficiale una violazione degli accordi(79).
(101) Il sistema "Multiple Deal Trading Support" fa quindi parte delle condizioni commerciali concordate tra JCB e i suoi distributori ufficiali nel Regno Unito per l'acquisto da parte di questi ultimi delle macchine JCB e, pertanto, fa parte della loro remunerazione.
d) Attuazione del sistema "Multiple Deal Trading Support" nel Regno Unito
(102) In una lettera ad uno dei suoi distributori ufficiali del Regno Unito, nel 1992, JCB dichiara: "Machines are only eligible for support if they are for use within the Distributor franchised territory unless a tripartite agreement has been reached with the selling distributor, JCB Sales and the distributor into whose territory the machines will be working" (Il sostegno può essere concesso per le macchine solo se queste sono destinate all'utilizzo all'interno del territorio contrattuale del distributore, a meno che non sia stato raggiunto un accordo tripartito con il distributore che effettua la vendita, JCB Sales e il distributore nel cui territorio la macchina sarà utilizzata). La lettera aggiunge: "Should a Distributor conclude a deal with a company who has a number of locations throughout the UK, it is the selling Distributors responsibility to determine where the machines will be working. If these machines go into another Distributor territory without prior agreement then JCB Sales reserves the right to withhold all or part of the support" (Se un distributore conclude un affare con una società con numerose sedi sparse nel Regno Unito, è responsabilità del distributore che effettua la vendita chiarire dove saranno utilizzate le macchine. Se tali macchine sono trasferite nel territorio di un altro distributore senza previo consenso, JCB Sales si riserva il diritto di trattenere il sostegno commerciale, nella sua totalità o in parte)(80).
Secondo JCB (RCA II, pag. 52), la lettera cui viene fatto riferimento nel paragrafo 102 tratta l'argomento del sostegno destinato al noleggio, in cui la macchina resta di proprietà del distributore. Nonostante le affermazioni di JCB, nella letterasi legge: "JCB Distributors as well as the competition have used contract hire as a tool to achieve sales" [(Sia i distributori JCB sia la concorrenza si sono serviti del noleggio come strumento per effettuare vendite) e viene inoltre chiarito: "Any machine which is subject to a contract hire agreement and receives support from JCB must be clearly identified in the seven day report (...)" (Qualsiasi macchina oggetto di un accordo di noleggio, per la quale si riceve un sostegno da JCB, deve essere chiaramente identificata nella relazione settimanale (...)]. Il noleggio è chiaramente utilizzato per incrementare le vendite, che l'aiuto può o non può incentivare. Evidentemente tali vendite dei distributori JCB non sono incentivate se il sostegno è revocato quando non vi è un accordo tra distributori in territori diversi, come richiesto da JCB.
(103) Nel 1992 JCB ha fornito istruzioni analoghe anche in un documento intitolato "EXERCISING CAUTION" (Precauzioni), rivolto a tutti i dirigenti della rete dei distributori ufficiali: "It is obviously not in JCB's interest to support deals that may go into another distributor's territory, either in the UK and overseas, whether machines are purchased as in the example above or on contract hire or rental with option to purchase transaction (nationals excluded). It is in everyone's interest to exercise extreme caution when circumstances are outside the norm and I would ask you for cooperation in this matter" [Ovviamente non è nell'interesse di JCB promuovere accordi commerciali in cui le macchine potrebbero essere destinate al territorio di un altro distributore, sia nel Regno Unito che all'estero, a prescindere dal fatto che le macchine siano acquistate, come nell'esempio sopra menzionato, o noleggiate o siano a noleggio con opzione di acquisto (esclusi i cittadini del paese). È nell'interesse di tutti usare estrema cautela quando le circostanze si allontanano dalla norma e a tale riguardo chiedo la vostra collaborazione]. Una possibile spiegazione dell'espressione "everyone's interest" (interesse di tutti) nella lettera di JCB è fornita nel primo paragrafo: "These machines obviously received Multiple Deal Support and are currently being offered by the used equipment dealer at below currentmarket prices in the Scottish market" (Per queste macchine è stato concesso il sostegno alle vendite multiple e attualmente sono offerte dal concessionario di macchine usate a prezzi inferiori ai prezzi correnti sul mercato scozzese)(81).
Riguardo al documento "Exercising caution", cui viene fatto riferimento al considerando 103, JCB sottolinea che il distributore che vendeva nel mercato scozzese era un rivenditore non autorizzato (RCA II, pagg. 52-53). Il distributore in questione operava sia come rivenditore sia come noleggiatore, il che dimostra che l'aiuto concesso al noleggio potrebbe essere utilizzato per rivendere le macchine. Nel documento citato la preoccupazione di JCB non riguarda il fatto che il distributore fosse o meno autorizzato, ma la vendita delle macchine a prezzi inferiori rispetto al prezzo del mercato scozzese, nonché i problemi causati nel territorio di un altro distributore.
(104) Un simile collegamento tra il sistema "Multiple Deal Trading Support" e la rivendita al di fuori dei territori assegnati è evidenziato in un fax da JCB a Gunn JCB: "Re: Greyhound Plant, - Trading support. Due to the continued flow of new machines being retailed into export territories by the above company all registered trading support on machines that have not been delivered has been withdrawn" (Oggetto: Greyhound Plant - sostegno commerciale. In seguito al continuo flusso di macchine nuove vendute al dettaglio in territori esterni dalla società in questione, gli aiuti previsti per le macchine non ancora consegnate sono stati annullati). JCB ha anche posto le seguenti condizioni a Greyhound Plant, un rivenditore non autorizzato, per poter beneficiare del sostegno in futuro: "At the point of purchase, there is a
1500 surcharge added on to the customer achieved price which is held by Gunn JCB. If machines are held for 6 months or 400 hours, whichever is the first, the customer will be reimbursed with the
1500 surcharge. If machines are retailed by the customer under the stated period or hours worked the
1500 will be transferred to the export distributor in which the machine has been retailed" (Al momento dell'acquisto, verrà aggiunta una soprattassa di 1500 sterline al prezzo concordato con il cliente, trattenuta da Gunn JCB. Se le macchine sono tenute per 6 mesi o almeno 400 ore di attività, al cliente sarà rimborsata la soprattassa di 1500 sterline. Se le macchine sono vendute dal cliente prima che sia trascorso il suddetto periodo o il suddetto numero di ore lavorate, le 1500 sterline saranno trasferite al distributore nel cui territorio è stata venduta la macchina)(82).
(105) Analogamente, è stato appurato che [(83)]
2. RESTRIZIONI SULLE FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO E/O SULLE VENDITE PASSIVE IN STATI MEMBRI DIVERSI DAL REGNO UNITO
a) Italia
1) Acquisto esclusivo da una controllata JCB
(106) In Italia l'accordo standard non notificato tra JCB SpA e i distributori ufficiali comprende un obbligo di acquisto esclusivo, che impone di acquistare dalla controllata locale. Con la clausola 4, punto v), i distributori si impegnano a non vendere o essere coinvolti nella vendita di prodotti nuovi che siano in concorrenza con quelli forniti da JCB SpA senza il consenso scritto di quest'ultimo. Con la clausola 6, punto v), i distributori ufficiali si impegnano ad acquistare pezzi di ricambio e accessori esclusivamente da JCB SpA o da altra fonte autorizzata per iscritto da JCB SpA. Tale consenso è quindi necessario per ottenere forniture da altri distributori ufficiali in altri Stati membri, che forniscono macchine JCB in concorrenza con JCB SpA. Tuttavia, secondo JCB, i distributori italiani non hanno subito un divieto di approvvigionarsi al di fuori dell'Italia né hanno cercato di farlo, poiché i prezzi in Italia sono del 15-20 % inferiori rispetto agli altri principali Stati membri(84).
2) Vendite al di fuori del territorio
(107) Con la clausola 4, punto iii), i distributori ufficiali in Italia si impegnano a vendere solo entro il territorio assegnato. Con la clausola 8, JCB SpA si riserva il diritto di vendere direttamente, o tramite altri rivenditori entro il territorio assegnato, a diverse categorie di clienti e, in particolare, a grandi imprese e a clienti che acquistano per esportare, a meno che ci sia un diretto coinvolgimento del distributore nel procurare la vendita(85). In tal modo, JCB SpA controlla le esportazioni attraverso i rivenditori, mentre le esportazioni dirette dal distributore ufficiale sono proibite mediante l'obbligo di vendere esclusivamente entro il territorio.
(108) Riguardo alle vendite effettuate da un distributore ufficiale in Italia nel territorio di un altro distributore ufficiale (Terra, distributore per l'Austria e la Slovacchia), JCB UK ha sottolineato a JCB Italia: "As employees of JCB, we cannot promote the sale of new machines directly or indirectly into another dealer's territory. Equally, enquiries of this nature should be directed to the appropriate dealer in that country, in this case Terra. In the case of used machines, dealers are free to sell whatever they wish. (...) Secondly, SOFIM need to be advised that they cannot sell into another dealers territory, either directly or indirectly through a secondary trader" [Come dipendenti di JCB, non possiamo promuovere la vendita di macchine nuove direttamente o indirettamente nel territorio di un altro concessionario. Parimenti, le richieste di questo tipo devono essere rivolte al concessionario competente in quel paese, in questo caso Terra. Nel caso delle macchine usate, i concessionari sono liberi di vendere qualunque cosa desiderano. (...) In secondo luogo, SOFIM deve essere informata che non può vendere nel territorio di altri concessionari, direttamente o indirettamente tramite un commerciante secondario(86). Mentre riafferma i propri obblighi nei confronti dei distributori ufficiali, JCB fa anche un'affermazione sulla condotta commerciale dei distributori ufficiali in generale e su quella di SOFIM in particolare. Tale affermazione, che richiede loro di non vendere nei territori di altri distributori, è del tutto coerente con l'accordo non notificato tra JCB Italia e la sue rete di distributori ufficiali, in base al quale le vendite sono autorizzate solo entro i territori assegnati.
JCB ritiene che in Italia le vendite attive e passive non siano ristrette e che le vendite passive al di fuori del territorio di un distributore siano state permesse e diffuse (RCA II, pagg. 38 e 49). Ciò è contrario alla esplicita formulazione della clausola 4, punto iii), dell'accordo non notificato con i distributori italiani, cui viene fatto riferimento al considerando 107, e alle prove della sua attuazione citate al considerando 108. Il considerando 124 adduce ulteriori prove contrarie al parere di JCB.
b) Francia
1) Acquisto esclusivo da una controllata JCB
(109) In virtù dell'articolo 2.2 dell'accordo di distribuzione non notificato con le società controllate di JCB in Francia, JCB SA e JCB Service, i distributori ufficiali JCB si impegnano a rifornirsi di macchine e pezzi di ricambio JCB esclusivamente presso JCB SA e JCB Service (JCB France). Essi si impegnano altresì a non vendere macchine nuove o pezzi di ricambio di marche concorrenti(87).
(110) In una lettera inviata da JCB France ad un distributore ufficiale in Francia, si fa riferimento all'ottenimento da parte di quest'ultimo di forniture sia di macchine nuove JCB (circa dieci macchine) sia di pezzi di ricambio originali JCB da distributori del Regno Unito, invece che da JCB France. JCB ha considerato tale politica di acquisti incompatibile con il proseguimento del rapporto commerciale e ha minacciato di porre fine all'accordo(88). Un altro distributore ufficiale JCB aderente all'associazione francese dei distributori conferma che tale obbligo di acquisto esclusivo è incluso nell'accordo e applicato all'interno della rete JCB in Francia(89). I distributori ufficiali JCB in Francia non possono quindi acquistare machine o pezzi di ricambio direttamente o indirettamente forniti da altri distributori ufficiali JCB in altri Stati membri. Tale restrizione di accesso all'intera rete JCB nella Comunità come fonte di approvvigionamento ha impedito presumibilmente ai distributori ufficiali di essere competitivi rispetto ai distributori non ufficiali in Francia, considerate le condizioni favorevoli di prezzo che i distributori ufficiali JCB nel Regno Unito erano in grado di offrire e l'impossibilità per i distributori ufficiali francesi di approvvigionarsi rivolgendosi al mercato più conveniente(90).
Secondo JCB, l'esclusività cui fa riferimento la clausola 2.2 dell'accordo con i distributori francesi si riferisce ai prodotti e ai pezzi JCB (in quanto rappresenta l'altra faccia della medaglia dell'obbligo di non vendere prodotti concorrenti) piuttosto che alla fonte all'interno della rete ufficiale. JCB afferma che non vi sono prove dell'applicazione di un obbligo di acquisto esclusivo in Francia che precludesse l'approvvigionamento presso distributori autorizzati JCB in altri Stati membri (RCA II, pagg. 34-36). Il testo dell'accordo non notificato citato al paragrafo 109 stabilisce con chiarezza, tuttavia, due obblighi distinti: innanzitutto, i prodotti JCB devono essere acquistati esclusivamente presso JCB SA e JCB Service e, in secondo luogo, il distributore non può vendere prodotti in concorrenza con quelli di JCB. Le lettere citate al paragrafo 110 dimostrano che JCB France è preoccupata unicamente per la violazione dell'accordo.
2) Vendite al di fuori del territorio
(111) Con l'articolo 2.3 dell'accordo standard non notificato con JCB France, i distributori ufficiali si impegnano a non vendere o distribuire macchine o pezzi di ricambio JCB tramite succursali o depositi situati al di fuori del loro territorio. Tale accordo, secondo una lettera di JCB France al "Bureau des concessionnaires", era stato riveduto nel 1989 in base al regolamento (CEE) n. 1983/83, di modo che l'esclusività del territorio "supposes that the distributor does not promote the JCB card externally but he cannot be prevented from responding to an order from an external customer if the latter asks it" (presuppone che il distributore non promuova JCB all'esterno, ma non possa subire il divieto di rispondere ad un ordine proveniente da un cliente esterno, su richiesta di quest'ultimo).
(112) Un'interpretazione diversa dell'obbligo di non vendere al di fuori dei territori assegnati in Francia emerge in alcune lettere inviate da JCB ai distributori ufficiali. Senza alcun riferimento alle vendite attive, JCB ritiene il semplice fatto di vendere al di fuori del territorio contrario all'accordo con i distributori in Francia. In due lettere rivolte a diversi distributori JCB in Francia, JCB ha affermato: "More precisely, for the sake of your own interest, we would wish that you liaise directly with each other to avoid this kind of practices in the future. Rather than allowing customers to take advantage of a competitive environment, it would be preferable that you exchange information regularly or that you negotiate between yourselves these common deals" (Più precisamente, nel vostro stesso interesse, sarebbe auspicabile che prendeste contatto direttamente tra voi, onde evitare questo tipo di pratiche in futuro. Invece di consentire ai clienti di approfittare di un ambiente concorrenziale, sarebbe preferibile un regolare scambio di informazioni o una contrattazione tra di voi su questi affari comuni(91). In questi casi, JCB ha incoraggiato la collusione tra i suoi distributori affinché negoziassero tra loro gli ordini provenienti dall'esterno dei territori assegnati.
(113) L'obbligo di astenersi dalle vendite al di fuori del territorio, vale a dire di non effettuare vendite passive, si aggiunge all'obbligo di non mantenere succursali o depositi al di fuori del territorio, come dimostra la richiesta di JCB di ritirare un'offerta fatta da un distributore ufficiale ad un cliente appartenente al territorio del distributore vicino(92) o le richieste di inoltrare al distributore competente le offerte fatte da JCB Ile de France(93). JCB Ile de France ha un territorio esclusivo in Francia. Essendo integrata nel gruppo JCB, la richiesta che tali offerte siano inoltrate potrebbe essere legittima, tranne che per il fatto che JCB Ile de France è in concorrenza, di fatto o potenzialmente, con altri distributori in Francia. Tuttavia, la lettera inviata dal distributore richiede che gli ordini provenienti dal suo territorio e rivolti ad un altro distributore ufficiale gli vengano inoltrati. Qualora si verifichino tali vendite al di fuori del territorio, i distributori ufficiali potrebbero ricevere uno sconto inferiore rispetto a quello per le vendite entro il loro territorio(94).
Secondo JCB, i casi ai quali viene fatto riferimento in Francia si riferiscono alle vendite attive e non alle vendite passive (RCA II, pagg. 36-37 e appendice 3); le prime violano una disposizione del tutto legittima dell'accordo in Francia. Le lettere citate al considerando 112, che, secondo la Commissione, dimostrano l'esistenza di restrizioni alle vendite al di fuori del territorio e l'incoraggiamento alla collusione tra concessionari a svantaggio del cliente, sono considerate fuori del contesto. Esse erano intese principalmente a ricordare ai distributori in questione che le vendite attive al di fuori del territorio erano vietate, chiarendo inoltre che JCB non intendeva arbitrare una controversia che coinvolgesse un utilizzatore finale. I distributori dovevano definire chi sarebbe stato responsabile per i costi dell'assistenza alla clientela (RCA II, pag. 59). La formulazione delle lettere di JCB e il loro contenuto anticoncorrenziale, tuttavia, sono chiari e non offrono spazio a interpretazioni.
(114) Analogamente, in un'altra lettera, JCB chiede a SEM-CEDIMA, uno dei suoi distributori ufficiali, di non promuovere o effettuare vendite dirette o indirette (ad esempio, tramite un intermediario) al di fuori del suo territorio esclusivo, in particolare, nel territorio recentemente assegnato ad un altro distributore ufficiale. La stessa lettera fa riferimento ad un accordo tra JCB e SEM-CEDIMA per effettuare vendite al di fuori del territorio assegnato, in un territorio specifico nel quale non era presente alcun distributore ufficiale, previo consenso di JCB(95). Come sopra evidenziato, SEM-CEDIMA era solita approvvigionarsi nel Regno Unito, a prezzi inferiori rispetto a quelli dei suoi concorrenti all'interno della rete di distribuzione francese. Ciò illustra il controllo di JCB sulle vendite passive e attive, persino dove non sono possibili conflitti con i diritti esclusivi conferiti ad un altro distributore, poiché nel territorio francese in questione non era presente alcun distributore. Non appena è stato nominato un distributore, le vendite dirette e indirette non sono più state possibili.
Secondo JCB, la lettera di JCB France citata al considerando 114 è avulsa dal contesto, in quanto registra la scadenza di un accordo temporaneo e straordinario con SEM-CEDIMA nel 1997, in base al quale quest'ultima era autorizzata a vendere nella Valle della Loira "dans des zones provisoirement libres" (in zone provvisoriamente libere) con l'intermediazione di Kleber Malecot, ex distributore ufficiale JCB in tale zona. Secondo JCB, tale accordo straordinario e, in particolare, il diritto di effettuare vendite attive in tale area, è terminato non appena è stato nominato per tale zona un nuovo distributore, Telliez, come indicato nella lettera di JCB France datata 17 novembre 1998 (lettera dal sig. Hargreaves, JCB, datata 6 giugno 2000). Nel quadro dell'accordo cui è fatto riferimento, il consenso di JCB non viene dato una volta per tutte per le vendite attive al di fuori del territorio; la sua approvazione è necessaria per ogni transazione, indipendentemente dal fatto che questa fosse il risultato di commercializzazione attiva o passiva. Per quanto temporaneo e straordinario, l'accordo tra il 1997 e il 1998 mirava a controllare e a limitare le vendite al di fuori del territorio, anche se queste non potevano essere in conflitto con i diritti esclusivi di un altro distributore ufficiale.
c) Benelux
(115) In una lettera interna tra JCB NV e JCB SA (Francia), la prima descriveva gli accordi di prezzo applicati alle esportazioni di macchine, che le rendevano convenienti per i commercianti operanti nel campo delle esportazioni dal Belgio e dai Paesi Bassi. La lettera prosegue: "We investigated why one of the traders had a quick growing turnover of parts, without growth of machine sales. This is how we discovered that this trader is - among other things - exporting to France to a firm named Central Parts. We regret that this happended and of course we stopped supply to this trader immediately" (Abbiamo indagato sulle ragioni di un rapido aumento del fatturato di uno dei commercianti in relazione ai pezzi di ricambio, senza un incremento delle vendite di macchine. Così abbiamo scoperto che tale commerciante esporta - tra l'altro - in Francia ad un'impresa denominata Central Parts. Siamo spiacenti per tale episodio e naturalmente abbiamo subito sospeso la fornitura a tale operatore)(96). A quanto pare il nome Central Parts non è noto a JCB NV. La decisione di bloccare le forniture viene adottata per il fatto che l'operatore effettua esportazioni in Francia. Ne consegue che né il commerciante in questione né Central Parts né i clienti in Francia hanno più potuto beneficiare degli accordi di prezzo definiti da JCB NV che rendevano conveniente l'approvvigionamento nei Paesi Bassi e in Belgio, rispetto ai prezzi applicati in Francia.
(116) Analogamente, sono stati interrotti simili accordi di JCB NV per la vendita di macchine e pezzi di ricambio a rivenditori in Grecia, malgrado le assicurazioni date a JCB UK che tali transazioni attraverso "grey channels" (canali paralleli) erano "managed and controlled and there was no pricing competition with the subject importer" (gestite e controllate e non vi era concorrenza sui prezzi con l'importatore)(97). La lettera dimostra che, a condizione che il mercato parallelo (vale a dire le vendite a operatori paralleli in Grecia) fosse "managed and controlled and that there was no price competition" (gestito e controllato e non vi fosse concorrenza sui prezzi) con il distributore ufficiale in Grecia, JCB NV effettuava vendite a operatori paralleli. Tali vendite erano contestate da JCB UK. Inoltre, se JCB NV avesse perduto il controllo su tali vendite o se la concorrenza sui prezzi avesse sollevato problemi con il distributore ufficiale locale, tali vendite non sarebbero state effettuate.
(117) Riguardo al Benelux, un'analisi interna di varie controllate esprime le preoccupazioni di JCB UK nei seguenti termini: "Benelux (...). There still remains some major tasks to achieve, the most vital being the conversion of a 'grey dealer' to a JCB Compact and Service dealer. Currently 'Carma' are importing new and used machines, valued at over GBP 1000000 and parts valued at over GBP 100000 from Berkeley Hemel Hempstead. The more worrying aspect is however that they insist in selling below JCB NV's retail parts price and with a Retail service rate below the neighbouring JCB Dealer's price. The next 6 weeks whould see this matter resolved along with possible Spurious parts supply into Luxembourg (ADLS's next visit in mid-May)" [Benelux (...). Restano ancora alcuni obiettivi da raggiungere, tra i quali il più importante è la conversione di un "commerciante parallelo" a concessionario JCB Compact and Service. Attualmente "Carma" importa macchine nuove e usate, per un valore stimato di oltre un milione di sterline e pezzi di ricambio per un valore stimato di oltre 100000 sterline da Berkeley Hemel Hempstead. L'aspetto più preoccupante, tuttavia, è che insiste nel vendere a prezzi inferiori ai prezzi al minuto applicati da JCB NV per i ricambi e con tariffe per l'assistenza inferiori a quelle del vicino concessionario JCB. La questione dovrebbe essere risolta nelle prossime sei settimane, insieme alla possibile fornitura illegittima di ricambi in Lussemburgo (prossima visita di ADLS a metà maggio)](98). Prima che Carma fosse nominato distributore ufficiale JCB, le sue vendite a prezzi inferiori a quelli dei concorrenti JCB e in Lussemburgo, rese possibili mediante l'acquisto diretto nel Regno Unito invece che presso la controllata JCB, costituivano quindi aspetti preoccupanti da risolvere.
d) Germania
(118) Un memorandum interno datato 31 marzo 1993 da JCB Landpower a JCB Sales nel Regno Unito descrive le azioni intraprese per fermare le esportazioni parallele in Germania: "Landpower have been working closely with JCB GmbH to prevent UK machines being exported and have stopped Holt JCB supplying R N Lawton" (Landpower ha lavorato a stretto contatto con JCB GmbH per impedire l'esportazione di macchine dal Regno Unito e ha bloccato le forniture di Holt JCB a R N Lawton). La preoccupazione di JCB è chiarita dopo due paragrafi: "Could I please ask that any future construction deals for Farm Specials are viewed with extreme caution as clearly these grey exports are giving us severe pricing problems in Germany" (Vi chiederei di considerare con estrema cautela qualsiasi accordo futuro per la costruzione di macchine agricole speciali, poiché è evidente che tali esportazioni parallele ci stanno causando gravi problemi di prezzi in Germania)(99).
(119) La preoccupazione di JCB è ulteriormente chiarita in un fax a JCB UK Sales dalla sua controllata tedesca: "We have been informed that the above machine was sold via Berkeley JCB Ltd and Newland Plant Hire to our former dealer BMH. We kindly ask you to stop these grey imports because BMH is a competitor to our present dealer Draeger+Bastian. For the above mentioned machine, please credit us with 5 % service fee" (Siamo stati informati della vendita tramite Berkeley JCB Ltd e Newland Plant Hire della suddetta macchina al nostro ex concessionario BMH. Vi chiediamo cortesemente di interrompere queste importazioni parallele perché BMH è un concorrente del nostro attuale concessionario Draeger+Bastian. Per la macchina sopra menzionata, vi preghiamo di accreditarci un contributo di assistenza del 5 %)(100). In un altro fax indirizzato alla sua controllata tedesca riguardo ad una macchina rivenduta dal Regno Unito alla Germania, JCB dichiara: "We are determined to eliminate any grey market machines and I have spoken direct with the Regional Director of Berkeley JCB about this service support fee claim" (Siamo decisi ad eliminare la vendita di macchine attraverso il mercato parallelo e ho parlato direttamente con il direttore regionale di Berkeley JCB riguardo a questa richiesta di un contributo per l'assistenza(101).
(120) Considerando che "Many dealers in Germany are believed to be purchasing from local suppliers and there is evidence that some are in contact with UK dealers" (si ritiene che molti concessionari in Germania si riforniscano presso fornitori locali e vi sono prove del fatto che alcuni sono in contatto con concessionari del Regno Unito), in una nota interna del 1994 da JCB UK a JCB Germany si legge: "An investigation must be started in Germany to conform where Interparts and our major dealers are obtaining their parts. The use of a private investigation company should be considered" (Occorre avviare un'indagine in Germania per verificare dove acquistano i ricambi Interparts e i nostri principali concessionari. Sarebbe opportuno esaminare la possibilità di avvalersi di un'impresa di investigazioni private)(102).
Secondo JCB, la necessità di un'indagine in Germania, cui fa riferimento il considerando 120, in realtà mai svoltasi, è emersa dalla denuncia di JCB Germany riguardo al fatto che Interparts e i principali distributori ricevevano pezzi di ricambio da rivenditori non autorizzati, che erano stati riforniti in violazione della clausola 4 dell'accordo per il Regno Unito (RCA II, pag. 51). Ciò implicherebbe che le parole "UK dealers" (concessionari del Regno Unito) non si riferissero ai distributori ufficiali del Regno Unito. Il fatto che JCB Germany si preoccupasse della clausola 4 dell'accordo per il Regno Unito è meno plausibile di una sua preoccupazione per il fatto che i distributori ufficiali tedeschi acquistavano sul mercato del Regno Unito, dove i prezzi erano inferiori a quelli applicati da JCB Germany. In ogni caso, i pezzi in questione erano stati venduti inizialmente da distributori ufficiali nel Regno Unito e sono quindi stati acquistati da distributori ufficiali nominati da JCB in Germania, si presume in base alla loro capacità di soddisfare gli standard di assistenza di JCB. Lo stesso vale anche per i pezzi e le macchine acquistate da distributori ufficiali francesi, anch'essi oggetto di opposizione da parte di JCB.
e) Austria
(121) Una lettera da Gunn JCB a JCB fa riferimento alla partecipazione di quest'ultima alle esportazioni in Austria: "In January of this year, you instructed us to cease supply of machines to the above (Sunrise Ltd). This was on the basis that our 'Austrian friends', had pointed the finger at Sunrise and Gunns, and accused us of supplying new machines to Austria" [Nel gennaio di quest'anno ci avete dato ordine di cessare la fornitura di macchine alla suddetta società (Sunrise Ltd). Questo perché i nostri "amici austriaci" avevano puntato il dito su Sunrise e Gunns, accusandoci di fornire macchine nuove all'Austria](103). La risposta di JCB sottolinea la sua protezione dalle vendite transfrontaliere: "Obviously, as the manufacturer, we are anxious to protect our distributores, wherever they are, from unfair competition from whatever source, on all products" (Ovviamente, come casa costruttrice, ci preoccupiamo di proteggere i nostri distributori, ovunque si trovino, dalla concorrenza sleale esercitata da qualunque fonte, su tutti i prodotti)(104).
f) Irlanda
(122) Un distributore ufficiale in Irlanda, ECI JCB, si è rivolto ad un altro distributore del Regno Unito, Watling JCB, per chiedergli di eliminare la possibilità che le macchine nuove da lui vendute finiscano in Irlanda e di fare in modo che nessuna di queste "highly unsatisfactory transactions took place" (transazioni molto insoddisfacenti abbiano luogo), transazioni che hanno comportato "indirect sales to end users" (vendite indirette a utilizzatori finali)(105). ECI JCB, in stretto coordinamento con JCB, è stato coerente nell'applicare a se stesso la disciplina richiesta ad altri distributori rifiutandosi di rifornire Central Parts quando gli aveva chiesto la fornitura di una serie di pezzi di ricambio nel 1996(106). In altri casi, ECI JCB ha trasmesso a JCB gli ordini provenienti da commercianti paralleli attivi negli scambi con la Francia, chiedendo l'autorizzazione(107).
3. EFFETTIVA APPLICAZIONE DEL CONTRIBUTO DI ASSISTENZA NEL REGNO UNITO, IN FRANCIA, GERMANIA E SPAGNA
(123) Il fatto che JCB partecipi alla fissazione dell'importo del contributo di assistenza è evidenziato in un fax inviato ad uno dei suoi distributori ufficiali in Francia: "we could negotiate an after-sales fee of [between FRF 5000 and 10000] for this customer, that we reserve for you once you confirm your agreement" (siamo riusciti a negoziare per questo cliente un contributo per l'assistenza di [tra 5000 e 10000] franchi francesi, che le riserviamo, non appena ci avrà confermato il suo assenso(108). Di 39 contributi addebitati da JCB France ai distributori del Regno Unito nel 1995, 33 sono dello stesso importo, di [tra 5000 y 15000] franchi francesi. Altri esempi nel 1995 e nel 1996 dimostrano ulteriormente che JCB, agendo attraverso la controllata in Francia interamente di sua proprietà, determina l'importo dell'indennizzo e lo addebita ai distributori ufficiali del Regno Unito che avevano venduto le macchine, in assenza e prima di un qualsiasi disaccordo tra essi e i distributori ufficiali francesi nel cui teritorio le macchine operavano(109).
Secondo JCB, la somiglianza degli importi del contributo per l'assistenza è prevedibile, dato che si riferiscono alle stesse macchine e rappresentano una stima ragionevole dei costi previsti relativi alla macchina (RCA II, pagg. 62-65 e appendice 1). JCB sottolinea anche che, in molti casi, i distributori del Regno Unito non hanno di fatto pagato i contributi loro addebitati. Analogamente, JCB considera coerente con le disposizioni notificate "that JCB should seek to establish a formula for calculating a reasonable level of service support fee, which could be used both as guidance to dealers and by JCB itself when determining the fee in accordance with clause 5 (...). Once an amount has been accepted as a reasonable estimate of the costs of after sales care for a particular machine, there is no reason why an exporting delaer should pay more or an importing delaer accept less, whether the amount is determined by the dealers or by JCB" [che JCB cerchi di definire una formula per il calcolo di un contributo di assistenza ragionevole, che possa essere utilizzata sia come orientamento per i concessionari sia da JCB al momento di determinare il contributo in conformità della clausola 5 (...). Una volta accettato un importo come stima ragionevole dei costi di assistenza per una particolare macchina, non vi è alcuna ragione per cui un concessionario esportatore debba pagare di più o un concessionario importatore debba accettare di meno, a prescindere dal fatto che l'importo sia determinato dai concessionari o da JCB (RCA II, pag. 65). Secondo JCB, un contributo di [tra 5000 e 15000] franchi francesi sulle terne, di cui si riferisce al considerando 123, è ragionevole in relazione ai costi affrontati per l'assistenza da un distributore ufficiale in Francia, non rimborsati da JCB ([tra 500 e 1500] sterline), tenendo conto di una ragionevole componente di profitto. Tali costi sono stimati in termini di ore di manodopera e di trasferta (30 h) nonché di distanza (600 miglia) cui sono applicate tariffe uniformi (RCA II, appendice 1). Tali ore, distanze, tariffe e componenti di profitto per i servizi prestati variano necessariamente secondo il distributore ufficiale e il luogo in cui si trova il cliente. La determinazione unilaterale di tali costi da parte di JCB invece che da parte del suo distributore illustra il controllo dell'impresa sulle componenti di prezzo delle esportazioni. Nel quadro degli accordi notificati, JCB dovrebbe intervenire in tal senso solo in caso di disaccordo tra i distributori interessati.
(124) Il parere di JCB riguardo al contributo di assistenza è delineato in un memorandum interno: "John Patterson has asked me to convene a meeting to establish the policy that we should implement to deal with the identification of grey export machines and the establishment of a suitable service support fee to be levied against the exporting dealer" (John Patterson mi ha chiesto di organizzare una riunione per definire la politica da attuare per l'identificazione delle macchine oggetto di esportazioni parallele e la definizione di un adeguato contributo per l'assistenza da imporre al concessionario che effettua l'esportazione(110). Tale contributo, o "penalty" (penale), come viene definito nella corrispondenza di JCB in cui l'importo non è ritenuto sufficientemente elevato per agire come deterrente delle esportazioni parallele dall'Italia in presenza di margini di profitto elevati(111), è imposto "against" (contro) il distributore esportatore. Può ammontare ad una quota sostanziale del margine commerciale di un distributore. Per comporre una controversia con un distributore ufficiale irlandese sull'importo del contributo per l'assistenza relativo a sette macchine vendute in Irlanda, un distributore del Regno Unito, TC Harrison JCB, ha citato un importo che rappresenta il 57 % del suo profitto lordo sulla transazione(112).
Secondo JCB, la corrispondenza citata al considerando 124 non riguarda i deterrenti delle vendite all'estero (RCA II, pag. 64). Tuttavia nel fax da JCB UK a JCB Italia, citato in tale considerando, si legge: "(...) There appears to be little doubt that Sofim are indeed aggressively promoting the JCB product into Southern Austria" [(...) Non c'è dubbio che Sofim sta promuovendo aggressivamente il prodotto JCB nell'Austria meridionale]. Sono citati come esempio parecchi casi di macchine rivendute "in disruption to the market price" (stravolgendo il prezzo di mercato), a prezzi del 19-25 % inferiori a quelli del distributore austriaco JCB Strobl, e il fax conclude: "It would seem that Sofim are quite determined to continue trading outside of their territory or in contravention of their agreement for resale. I would appreciate your comments as to what can be done. Obviously with such a large price differential the imposition of a small service support fee is unlikely to be a deterrent" (Sembrerebbe che Sofim sia decisa a continuare il commercio al di fuori del suo territorio o in violazione dell'accordo per la rivendita. Apprezzerei le sue osservazioni su cosa si può fare. Ovviamente con una differenza di prezzo così grande è improbabile che l'imposizione di un piccolo contributo per l'assistenza agisca da deterrente). Le vendite di Sofim in Austria sono chiaramente esportazioni (cfr. anche considerando 107 e 108 riguardo all'accordo JCB in Italia, che obbliga i distributori ufficiali a vendere solo entro il loro territorio).
(125) Gli effetti sono anche descritti in una lettera di un distributore ufficiale JCB nei seguenti termini: "In this example, if we had sold Brown SA a new machine we would have had to pay in excess of GBP 2000 to the French JCB distributor for him to provide warranty and after sales service to the owner of the machine. There was never any intention for Brown SA to buy this machine because: a) with the Service Support Fee our price would not have been competitive, he could have bought one cheaper in France (...)" [In questo caso, se avessimo venduto a Brown SA una macchina nuova, avremmo dovuto pagare oltre 2000 sterline al distributore francese JCB perché fornisca la garanzia e l'assistenza al proprietario della macchina. Brown SA non ha mai avuto l'intenzione di acquistare tale macchina perché: a) con il contributo per l'assistenza il nostro prezzo non sarebbe stato competitivo: avrebbe potuto acquistarne una a prezzo inferiore in Francia (...)](113).
(126) I metodi di calcolo sono anche illustrati in una risposta di JCB Sales UK alla controllata tedesca di JCB, datata 15 maggio 1995. JCB Germany chiedeva un contributo del 5 % a JCB UK, che ha risposto: "A support fee is normally calculated as 4 % of the local customer achieved price and this payment should be requested directly from Berkeley JCB" (Di norma un contributo per l'assistenza è calcolato al 4 % del prezzo locale stabilito al dettaglio e tale pagamento va richiesto direttamente a Berkeley JCB)(114). In Spagna la controllata di JCB ha consultato JCB UK su un contributo, che: "should be negotiated at around the level of 5 % of the dealer's purchase price" (dovrebbe essere negoziato all'incirca al 5 % del prezzo di acquisto del concessionario)(115). In questi casi, JCB indica l'importo al posto dei suoi distributori e senza tenere conto dei costi reali.
(127) Queste lettere dimostrano il tentativo di applicare un importo fisso per il contributo. In nessuno dei casi sopra delineati esiste alcun collegamento tra i costi reali dell'assistenza che il distributore francese in questione (non JCB France) aveva realmente fornito o avrebbe dovuto probabilmente fornire all'utilizzatore e l'importo richiesto(116). Secondo JCB, tali costi, che non sono rimborsati nell'ambito della garanzia della casa costruttrice, comprendono i controlli precedenti la consegna (collaudi), l'installazione presso il sito del cliente, 100 ore di servizio e altri costi di garanzia non ricuperati(117).
4. COINVOLGIMENTO NELLA FISSAZIONE DEI PREZZI DEI DISTRIBUTORI DA PARTE DI JCB NEL REGNO UNITO E IN FRANCIA
a) Regno Unito
(128) Il verbale di un incontro dei principali concessionari che ha visto riunirsi l'associazione dei distributori JCB nel Regno Unito il 21 maggio 1991 afferma: "To avoid confusion and cross-border disputes, the following arrangements were agreed for dealer discounting:
Category 1 (sales Agent Only) 3 % commission for Sales Lead.
Category 2 (Sub-dealer - No stock in yard, no demos-promotions, Distributor to carry out all warranty, sub-dealer takes the part exchange). 20 % discount on machines.
Category 3 Full JCB Landpower dealer (carries stock machines, does demonstrations, full advertising and promotions, trains engineers, does warranty) 27% on machines. The Secretary was requested to write to JCB Landpower to obtain confirmation that the overall margin on the Fastrac was 31 %".
[Onde evitare confusione e controversie transnazionali, sono state concordate le seguenti disposizioni per gli sconti ai concessionari:
Categoria 1 (solo agenti di vendita) commissione del 3 % per le vendite effettuate.
Categoria 2 (subconcessionario - nessuna scorta di magazzino, nessuna dimostraione o promozione, il distributore è incaricato della garanzia, il subconcessionario ritira l'usato) 20 % di sconto sulle macchine.
Categoria 3 concessionario JCB Landpower a pieno titolo (detiene una scorta di macchine, effettua dimostrazioni, campagne pubblicitarie e promozioni, addestra i tecnici, presta la garanzia) 27 % sulle macchine. È stato chiesto al segretario di scrivere a JCB Landpower per avere conferma del margine globale del 31 % sul Fastrac.]
Riguardo alle macchine a 360° e alla joint venture, il verbale riporta: "It was agreed that gross margins should be maximised on this new product range and also that product specification should be standardised across the dealer network" (È stato concordato che i margini lordi devono essere massimizzati su questa nuova gamma di prodotti e anche che le specifiche dei prodotti devono essere standardizzate nell'intera rete dei concessionari)(118).
(129) Meno di un mese dopo, JCB ha espresso la sua delusione al segretario dell'associazione dei concessionari riguardo agli sconti concordati dall'associazione: "Discounts to agricultural dealers. Several meetings were arranged with Distributors and I believed we had an agreement with at least Holt, Berkeley and TCH. It was therefore very disturbing to hear the Dealer Association had agreed a 20 % discount level which is very different to our discussions and is I believe unworkable" (Sconti ai concessionari agricoli. Sono state organizzate diverse riunioni con i distributori e ritenevo avessimo un accordo almeno con Holt, Berkeley e TCH. È stato quindi molto spiacevole sentire che l'associazione dei concessionari aveva concordato uno sconto del 20 %, che è molto diverso da quanto convenuto nelle nostre discussioni ed è a mio parere impraticabile)(119).
(130) Il conflitto è stato risolto in una riunione successiva dell'associazione dei concessionari JCB tenutasi il 18 luglio 1991, presente il signor Greenshields di JCB. Il verbale riporta: "It was agreed that the Secretary draft matrix be adopted for wholesale discounting to the agricultural dealers, with the following amendments
a) The requirement to place a 2 months forward order and provide a cheque to obtain 27 % discount, be replaced by pay for machines on collection/delivery.
b) A note be added that all dealers (and distributors) trade solely within their Landpower franchised territory.
The basic principles for 27 %, 25 %, 22,5 % and 3 % discounts for wholesales is now agreed".
[È stato concordato di adottare la matrice proposta dal segretario per gli sconti all'ingrosso ai concessionari agricoli, con le seguenti modifiche:a) La condizione di piazzare un ordine a termine di 2 mesi e di fornire un assegno per ottenere lo sconto del 27 % è sostituita con "pagare le macchine al ritiro/consegno".
b) È aggiunta una nota per precisare che tutti i concessionari (e distributori) commerciano unicamente entro il territorio Landpower loro assegnato.
Sono così convenuti i principi fondamentali in merito a sconti del 27 %, 25 %, 22,5 % e 3 % per le vendite all'ingrosso](120). La matrice, che stabilisce i criteri per ottenere le quattro categorie di sconti uniformi concordati, è allegata al verbale della riunione.
Secondo JCB, che nega che le discussioni tra tutti i distributori JCB nel Regno Unito, cui si fa riferimento ai considerando 128-130, riguardassero il mantenimento dei prezzi di rivendita, la ragione del suo intervento era che l'importo era troppo basso (vale a dire, i prezzi all'ingrosso ai distributori erano troppo alti) e i distributori ufficiali erano liberi di applicare sconti più elevati (vale a dire prezzi più bassi) (RCA II, pagg. 55-56). Le prove a disposizione non dimostrano che JCB contestasse in linea di principio l'applicazione dello sconto in cui è coinvolta, che, come descritto nel verbale del 21 maggio 1991, era mirato "to avoid confusion and cross-border disputes" (ad evitare confusione e controversie transnazionali). Onde evitare tali controversie, nella riunione successiva, il 18 luglio 1991, si è concordato, in presenza del signor Greenshields di JCB, "a note to be added (to the draft matrix adopted) that all Dealers (and Distributors) trade solely within their Landpower franchised territory" [l'aggiunta di una nota (alla proposta di matrice adottata) per precisare che tutti i concessionari (e distributori) commerciano esclusivamente entro il territorio Landpower loro assegnato]. Nella matrice, la condizione "Must trade solely within JCB Landpower Franchised Territory" (devono commerciare esclusivamente entro il territorio Landpower JCB) è contrassegnata con una X come necessaria per ottenere gli sconti concordati del 27 %, 25 %, 22,5 % e 3 %. Né JCB potrebbe non essere consapevole del fatto che, in quanto stabilito congiuntamente da tutti i suoi distributori ufficiali del Regno Unito, lo sconto era necessariamente uniforme, poiché avrebbe poco senso definire e concordare in comune uno sconto che non sia applicato uniformemente. Come riportato nel verbale del 18 luglio 1991, il signor D. Meace di TC Harrison è stato incaricato di: "to speak to all the relevant Agricultural Principals with a view to (...) Advise that they must only operate within their Landpower franchised territory. Advise that the consensus view is that a retail discount level of a maximum of 15 % would seem to be appropriate" [parlare a tutti i concessionari del settore agricolo allo scopo di (...) consigliarli di operare unicamente entro il loro territorio Landpower. Informarli che, secondo l'opinione prevalente, sembrerebbe appropriato uno sconto al dettaglio fino ad un massimo del 15 %]. Nella lettera datata 19 giugno 1991 dal signor Bell al segretario dell'associazione concessionari, cui è fatto riferimento al considerando 129, il mittente lamenta che "Agricultural Dealer Price List (...) was issued without reference to JCB Landpower to agree prices and specification" [il listino prezzi dei concessionari agricoli (...) è stato redatto senza fare riferimento a JCB Landpower per concordare i prezzi e la distinta]. Tali documenti chiariscono quindi che sono stati concordati sconti unformi ai vari livelli della catena distributiva: dai distributori ai concessionari e dai concessionari agli utilizzatori finali.
(131) In una lettera riservata a Watling JCB, datata 11 gennaio 1993, il segretario dell'associazione concessionari JCB dichiara: "Individually we have all been advised (by JCB Sales) of the need to achieve higher prices for machines" [A livello individuale a tutti noi è stata sottolineata (da JCB Sales) la necessità di praticare prezzi più alti per le macchine](121). Il segretario dell'associazione concessionari JCB ha ribadito la stessa preoccupazione il 20 gennaio 1993 in un'altra lettera a Watling JCB, in cui afferma: "From previous discussions and correspondence, we know that JCB wants to improve their achieved prices" (da discussioni e contatti precedenti, sappiamo che JCB vuole aumentare i prezzi praticati), che stavano presumibilmente diminuendo. In tale contesto, è stato chiesto al segretario dell'associazione concessionari JCB, riguardo alle macchine a 180° nel Regno Unito: "to coordinate an exercise on the movement in ex-works and achieved pricing across the UK dealer body" (di coordinare un intervento sull'andamento dei prezzi franco fabbrica e dei prezzi praticati per l'insieme dei concessionari del Regno Unito)(122).
(132) Riguardo alla fissazione dei prezzi per i pezzi di ricambio nel Regno Unito, nel 1991 JCB ha intrapreso calcoli per definire il listino prezzi, oggetto di discussione anche con il segretario dell'associazione concessionari JCB. Alla richiesta di chiarire il criterio alla base della politica di fissazione dei prezzi per i pezzi di ricambio, JCB dichiara: "Our objective was to increase the average UK dealer parts gross profit percentage by two percentage points" (Il nostro obiettivo era aumentare la percentuale media di profitto lordo relativo ai pezzi di ricambio per i concessionari del Regno Unito di due punti percentuali); di conseguenza: "We chose to concentrate on those parts which already have a Dealer gross profit of [between 25 % and 50 %] and above excluding Attachments, Breakers and Tyres. All these were uplifted to provide a 5 % higher Dealer margin" (Abbiamo scelto di concentrarci sui pezzi che presentano già un profitto lordo per il concessionario del [tra 25 % e 50 %] o più, escludendo accessori, attrezzi per rompere e pneumatici. Tutti questi sono stati aumentati in modo che forniscano ai concessionari un margine più alto del 5 %)(123). Se i prezzi di listino JCB fossero solo prezzi raccomandati, sarebbe inutile aumentarli allo scopo di incrementare "UK dealer parts gross profit" (il profitto lordo dei concessionari del Regno Unito sui pezzi di ricambio). Non è possibile ottenere gli aumenti dei profitti lordi se il prezzo al dettaglio non è definito o influenzato da JCB attraverso il listino o un multiplo fisso dei prezzi di listino JCB.
Secondo JCB, la lettera citata al considerando 132 si riferiva ad un aumento della differenza tra il prezzo applicato da JCB ai distributori e il prezzo al dettaglio raccomandato, cosa che non implicava in alcun modo la presupposizione che i distributori avrebbero venduto al prezzo di listino, né margini altrimenti garantiti per i distributori. Più in generale, JCB afferma che i listini dei prezzi al dettaglio raccomandati erano ed erano sempre stati semplici raccomandazioni (RCA II, pag. 57). In questo contesto, i margini o i profitti lordi si rieferirebbero a margini massimi o teorici. Tale asserzione non è conforme alle prove apportate e commentate da JCB. La lettera dal signor Allen chiarisce che i calcoli di JCB sono stati effettuati sulla base delle vendite reali realizzate da tutti i distributori del Regno Unito nel 1990 e che i margini dei distributori sono stati aumentati nei calcoli "in line with the Dealer Parts and Service Committee recommendations" (conformemente alle raccomandazioni del comitato dei concessionari per i pezzi di ricambio e l'assistenza). Inoltre, tali calcoli e margini sono stati comunicati a tutti i distributori del Regno Unito tramite l'associazione e discussi alla riunione dell'associazione tre giorni più tardi. Nel verbale del 19 luglio 1991, cui era allegata la lettera del signor Allen, si esprimeva la preoccupazione che secondo alcuni distributori "JCB had provided the 2 % extra margin" (JCB aveva fornito il margine supplementare del 2 %) e altri "believed that they had not" (mentre secondo altri non l'aveva fatto). Il fatto che il segretario venisse incaricato "to pursue the issue on behalf of the Association" (di portare avanti la questione a nome dell'associazione) indica che il cosiddetto "listino dei prezzi raccomandati" svolge per i distributori la funzione di chiara base per la definizione dei prezzi al dettaglio, perché altrimenti i distributori avrebbero semplicemente preso nota del nuovo listino di JCB dei prezzi raccomandati. D'altro lato, le prove disponibili dimostrano che, collettivamente, JCB può consigliare di quando in quando a tutti i suoi distributori nel Regno Unito di applicare prezzi più elevati su certe macchine. Ciò è anche evidenziato nel verbale della riunione del 21 maggio 1991: "The meeting has previously agreed that all Principals were adopting a policy of maximising gross margins and it was further agreed that the new 4CX should be sold at the maximum price to further promote gross margins" (Nella riunione è stato in precedenza convenuto che tutti i titolari stavano adottando una politica di massimizzazione dei margini lordi e che, inoltre, il nuovo 4CX dovrebbe essere venduto al prezzo massimo al fine di promuovere ulteriormente i margini lordi). L'associazione funziona come un forum orizzontale cui partecipa JCB. Come risulta dalle riunioni e dalla corrispondenza sopra prodotta, tali aumenti di prezzo collettivi, basati sui listini di JCB e richiesti da JCB, sono concordati collettivamente con JCB.
b) Francia
(133) L'obiettivo di armonizzare i prezzi tra i territori è stato perseguito anche in Francia, dove l'azione di mantenimento dei prezzi al dettaglio è evidente in numerose occasioni:
- un distributore ufficiale dichiara in una lettera a JCB: "Please find attached a copy of our invoice regarding Malnati for an exceptional price of FRF 315000 as agreed by you, having regard to the conditions below in this case. This dealing follows an order for a new 4CX with fork addressed to Central Parts by this customer at FRF 310000 net of tax (amount of lease)" [Vi inviamo in allegato copia della nostra fattura a Malnati per un prezzo eccezionale di 315000 FRF, come avevate concordato, viste le condizioni sotto menzionate in questo caso. Questa operazione fa seguito ad un ordine piazzato dal cliente presso Central Parts per un 4CX nuovo con forcella al prezzo di 310000 FRF al netto delle imposte (importo del leasing)]. Ovviamente, l'importo di 315000 FRF si riferisce al prezzo al dettaglio, stabilito da JCB in accordo con il distributore ufficiale(124).
JCB afferma che le vendite a Malnati hanno comportato la corresponsione di un aiuto da JCB France a Souffelmat per consentirgli di vendere ad un prezzo eccezionalmente basso, che altrimenti lo avrebbe costretto a vendere in perdita (RCA II, pagg. 57-58). Per quanto si tratti di un caso eccezionale, non è contestabile la prova dell'accordo con JCB France per la fissazione dei prezzi di rivendita,
- le prove a disposizione mostrano che l'amministratore delegato di JCB ha diffidato un distributore dall'applicare prezzi bassi (vale a dire un prezzo al dettaglio di 187000 FRF per un JCB 1CX Drott), nei seguenti termini: "may I remind you that, on this range of machines, we have no competitor, thus it is out of the question to sell them for 177800 FRF" (Le ricordo che, su questa gamma di macchine, non abbiamo concorrenti ed è quindi fuori questione venderle a 177800 FRF(125).
JCB sostiene che 177800 FRF era il prezzo di vendita al distributore e non il prezzo al dettaglio e fa riferimento ad una lettera datata 6 luglio 1994 dal signor Montenay a JCB France in cui il distributore chiede un prezzo di acquisto di 177800 FRF per poter rivendere a 187800 FRF. JCB France potrebbe legittimamente rifiutare un prezzo di vendita al suo distributore di 177800 FRF, necessario per consentire, con un margine di 10000 FRF, il prezzo citato. Tuttavia, il distributore doveva giustificare i propri prezzi bassi di rivendita e indicare perché tale prezzo era inferiore rispetto ad un riferimento di 205000 FRF che JCB avrebbe trovato appropriato per le macchine sulle quali JCB non ha concorrenti. Nella lettera del 6 luglio 1994 a JCB, cui JCB fa riferimento, il signor Montenay ha affermato che avrebbe potuto vendere altre quattro macchine se avesse venduto la prima macchina a Zanetti. Tale operazione poteva probabilmente compensare in seguito il prezzo inferiore proposto,
- analogamente, rivolgendosi a JCB UK riguardo ad un futuro accordo con HE Services, nel 1996, JCB France ha affermato: "their objective is to operate about 100 machines before 1997 and those machines will be coming from the UK. (...) 3. Parts pricing: they informed us that any time they would like to buy parts, they would aks JCB Ile de France or UK dealers a quotation. We need to coordinate" [il loro obiettivo è mettere in funzione circa 100 macchine entro il 1997 e saranno macchine provenienti dal Regno Unito. (...) 3. Prezzi dei pezzi di ricambio: ci hanno informati che ogniqualvolta vorranno acquistare pezzi, chiederanno una quotazione a JCB Ile de France o ai concessionari del Regno Unito. Dobbiamo coordinarci](126). Tale coordinamento si riferisce ai prezzi quotati dai distributori ufficiali del Regno Unito, che JCB UK deve coordinare con i prezzi quotati da JCB France, onde evitare che HE si avvantaggi della concorrenza tra loro sui prezzi.
Secondo JCB, il coordinamento cui si fa riferimento era necessario tra le due imprese del gruppo JCB, JCB France e JCB Sales, poiché HE volveva acquistare pezzi di ricambio secondo gli stessi termini e condizioni in qualsiasi luogo effettuasse l'acquisto. Il coordinamento tra le due imprese del gruppo era voluto presumibilmente da JCB France, affinché la sua controllata JCB Ile de France potesse offrire per i pezzi di ricambio un prezzo competitivo con i livelli di prezzo applicati dai distributori del Regno Unito (RCA II, pag. 59). Tuttavia, JCB France si riferisce chiaramente ai distributori del Regno Unito. In ogni caso, se tale coordinamento avveniva, come afferma JCB, tra due imprese del gruppo JCB, ciò implica necessariamente che i prezzi di vendita a tali distributori dovevano essere aumentati ogniqualvolta ricevessero un ordine da HE Services, per avvicinarli a quelli applicati in Francia. Ciò implica altresì che JCB UK era in grado di risalire a quali acquirenti o utilizzatori finali i distributori del Regno Unito fornivano quotazioni, al fine di evitare che questi acquirenti si avvantaggiassero delle differenze di prezzo tra Francia e Regno Unito. Che il coordinamento avvenisse all'interno del gruppo JCB o direttamente tra JCB France e i distributori del Regno Unito, il risultato è che le quotazioni sui prezzi forniti a HE Services erano armonizzate artificiosamente.
F. CONOSCENZA DEL DIRITTO COMUNITARIO
(134) Le discussioni e gli scambi di lettere avvenuti tra il 1975 e il 1976 dopo la notifica dei suoi accordi alla Commissione hanno chiarito a JCB che la Commissione non accettava le clausole degli accordi inizialmente notificati che comprendevano restrizioni dirette o indirette delle esportazioni tra Stati membri. Pertanto è evidente dai documenti interni che JCB era pienamente consapevole delle disposizioni del diritto comunitario in materia di accordi di distribuzione, i cui sviluppi erano seguiti con molta attenzione(127).
(135) In particolare, per quanto riguarda la distribuzione di macchine per la costruzione e il movimento terra, una bozza di risposta dal direttore sviluppo vendite di JCB ad una lettera di un distributore ufficiale, copiata nei locali di JCB, è molto significativa. Come promemoria al distributore ufficiale, nella bozza si legge: "Article 85(3) allows that this [Article 85(1)] can be declared inapplicable in certain cases when the benefits to consumer exceeds the disadvantages. Exceptions are possible either on an individual basis, or through one of the block exemptions, which for our industry is best regarded under Regulation 83/83. Block exemption 83/83 permits the establishment of a selective distribution network, provided that neither party makes it difficult for intermediaries or users to obtain the contract goods from other dealer inside the common market ... This has been repeated inter alia in the Commission decision of 15.12.92 in the Ford Agricultural Case (...)" [L'articolo 85, paragrafo 3, consente di dichiarare questa disposizione (l'articolo 85, paragrafo 1) inapplicabile in certi casi, quando i benefici per il consumatore superano gli svantaggi. Sono possibili eccezioni su base individuale o mediante una delle esenzioni per categoria, che per il nostro settore rientra nel quadro del regolamento 83/83. L'esenzione per categoria 83/83 permette la costituzione di una rete di distribuzione selettiva, a condizione che nessuna delle parti renda problematico per intermediari o utilizzatori ottenere i prodotti contrattuali da altro concessionario all'interno del mercato comune ... Ciò è stato ribadito, tra l'altro, nella decisione della Commissione del 15.12.92 nel caso Ford Agricultural (...)](128).
(136) Nella decisione sopra menzionata è stato stabilito che Ford aveva violato l'articolo 85, vietando o limitando il commercio parallelo. Ford aveva applicato alla distribuzione di trattrici il regolamento (CEE) n. 123/85 della Commissione relativo alla distribuzione di autoveicoli, finché la Commissione ha chiarito definitivamente che tali prodotti non erano coperti dall'esenzione per categoria (cfr. considerando 18 e 23). Come altri costruttori, Ford aveva conformato nel 1990-91 i propri accordi di distribuzione alle disposizioni del regolamento (CEE) n. 1983/83, tranne che per le restrizioni sul commercio parallelo, che sono state giudicate violazioni all'articolo 85(129). Questa decisione ha chiarito che il beneficio dei regolamenti di esenzione per categoria relativi alla distribuzione di autoveicoli non era esteso a veicoli per lo meno altrettanto diversi dalle automobili quanto le trattrici come le macchine per la costruzione e il movimento terra.
II. VALUTAZIONE GIURIDICA
A. ARTICOLO 81, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO CE
(137) L'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE vieta tutti gli accordi tra imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune ed in particolare quelli consistenti nel fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni di transazione e nel ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento.
1. ACCORDI TRA IMPRESE O PRATICHE CONCORDATE AVENTI PER OGGETTO O PER EFFETTO DI IMPEDIRE, RESTRINGERE O FALSARE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA
(138) I distributori nominati distributori ufficiali JCB, da un lato, e il gruppo JCB, comprendente le società controllate da JCB Service, dall'altro, fabbricano o acquistano prodotti per la rivendita. Sono quindi imprese ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1.
(139) Gli accordi e le pratiche concordate tra JCB e i distributori ufficiali JCB, in particolare quelli descritti più avanti, costituiscono quindi accordi e pratiche concordate tra imprese. In particolare, le istruzioni date da JCB ai suoi distributori contrattuali all'interno della rete ufficiale, e da questi accettate, non sono atti unilateriali che sfuggano al divieto di cui all'articolo 81, paragrafo 1. L'ammissione alla rete JCB, disciplinata da un accordo redatto in precedenza, comporta l'accettazione da parte dei distributori della politica comunicata da JCB, politica che hanno seguito conformando a tali istruzioni il loro comportamento sul mercato.
(140) Come illustrato più articolatamente in appresso, JCB e i suoi distributori ufficiali hanno messo in atto vari accordi o pratiche concordate aventi per oggetto o per effetto di restringere la concorrenza in diversi Stati membri, ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1. Detti accordi e pratiche configurano inoltre gli elementi di un più ampio accordo restrittivo della concorrenza ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, che disciplina la distribuzione delle macchine e dei pezzi di ricambio JCB nella Comunità. Tali elementi, che non è necessario definire con precisione come accordi o pratiche concordate poiché entrambi ricadono nel campo di applicazione dell'articolo 81, paragrafo 1, sono i seguenti:
- divieto o restrizione imposti ai distributori ufficiali JCB di vendere al di fuori dei territori assegnati, in particolare in altri Stati membri, comprese le vendite attive e passive a utilizzatori finali e a rivenditori, sia autorizzati sia non autorizzati,
- imposizione di un contributo per l'assistenza sulle vendite effettuate dai distributori ufficiali al di fuori dei territori assegnati, in particolare in altri Stati membri,
- applicazione, almeno nel Regno Unito, del sistema di remunerazione denominato "Multiple Deal Trading Support", che subordina gli sconti ai distributori alla destinazione delle vendite e li limita alle vendite agli utilizzatori finali,
- determinazione dei prezzi di rivendita o al dettaglio o degli sconti per i prodotti acquistati presso JCB a scopo di rivendita dai distributori ufficiali JCB,
- obbligo per i distributori ufficiali di acquistare esclusivamente da JCB tutte le macchine e i pezzi di ricambio JCB destinati alla rivendita, impedendo, in particolare, gli acquisti presso distributori situati in altri Stati membri.
a) Restrizione delle vendite effettuate dai distributori ufficiali JCB al di fuori del territorio
1) Esistenza e durata dell'accordo
(141) Negli accordi di distribuzione trasmessi da JCB alla Commissione per il Regno Unito, l'Italia, la Germania, il Benelux, la Danimarca e l'Irlanda, i territori sono assegnati esclusivamente ai distributori ufficiali come aree di primaria responsabilità per le vendite e l'assistenza(130). Tale disposizione si associa all'impegno assunto da JCB a non nominare altri distributori nello stesso territorio. Inoltre, l'accordo di distribuzione nel Regno Unito impedisce ai distributori ufficiali, se non autorizzati da JCB, di vendere le macchine e i pezzi di ricambio JCB all'ingrosso a scopo di rivendita, se non ad un distributore JCB o ad un subconcessionario autorizzato(131).
(142) Al di là della formulazione dell'accordo, i distributori ufficiali del Regno Unito hanno ristretto le vendite al di fuori del territorio, in particolare ad acquirenti provenienti da altri Stati membri. Tali distributori affermano che le vendite in altri Stati membri non sono possibili o dipendono dal consenso di JCB. Questa restrizione generale sulle vendite al di fuori del territorio è più ampia di un divieto riguardante le vendite ai distributori non autorizzati intrinseco ad un sistema di distribuzione selettiva. I sistemi di distribuzione selettiva che, diversamente da quello di JCB nel Regno Unito, si basano solo su criteri di selezione puramente qualitativi, non sono necessariamente restrittivi della concorrenza ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1.
(143) Ad esempio, Berkeley JCB si impegna a riferire a JCB gli ordini dubbi piazzati da utilizzatori finali all'estero o dai loro agenti debitamente nominati(132). TC Harrison fa riferimento ad una regola d'oro all'interno della rete di distribuzione riguardo alle esportazioni, secondo la quale occorre trattare con i distributori ufficiali locali nello Stato membro interessato(133). Interrogato da JCB, Gunn JCB ha dovuto giustificare le vendite effettuate ad altri distributori ufficiali in altri Stati membri precisando che le macchine non erano nuove, il che implica che non può esportare macchine nuove(134). Analogamente, Watling JCB riconosce di non potere esportare macchine nuove dal Regno Unito(135) o assicura a JCB che, in generale, le vendite di macchine nuove all'estero sono subordinate al consenso di JCB(136).
(144) In tali casi, i distributori ufficiali JCB nel Regno Unito non effettuano esportazioni a causa dell'origine geografica dell'acquirente o della destinazione finale delle vendite. La restrizione è applicata a prescindere dal fatto che gli acquirenti siano utilizzatori finali o rivenditori, autorizzati o meno. Copre le vendite sia passive sia attive.
(145) Anche l'accordo standard tra JCB e i suoi distributori ufficiali in Italia contiene un divieto di vendere al di fuori dei territori assegnati e, quindi, in altri Stati membri. È limitata la libertà dei distributori uffciali di effettuare vendite dall'Italia all'estero; tali vendite sono in linea di principio riservate a JCB. Le prove relative all'esecuzione dell'accordo mostrano che JCB chiede che i distributori ufficiali siano invitati a non vendere nel territorio di un altro distributore in un paese diverso(137).
(146) In Francia, l'accordo tra JCB e i suoi distributori ufficiali, come viene di fatto applicato, impedisce o limita a tali distributori la vendita al di fuori dei territori loro assegnati(138). Acquistare nel Benelux per rivendere in altri Stati membri, come la Francia e la Grecia, fa sì che l'acquirente non possa più ottenere forniture successive di prodotti JCB(139). Analogamente, in Austria(140) e in Irlanda(141), i distributori ufficiali JCB considerano le vendite effettuate al di fuori dei territori assegnati contrarie all'accordo stipulato con JCB o riferiscono tali casi a JCB per chiederne il consenso.
(147) Queste iniziative da parte dei distributori ufficiali non costituiscono una condotta unilaterale. Dagli archivi di JCB risulta che JCB scoraggia attivamente le vendite di macchine nuove e di pezzi di ricambio all'estero (vale a dire in altri Stati membri), sia attraverso un distributore del Regno Unito sia tramite terzi, o interviene attivamente per impedire le esportazioni dal Regno Unito alla Germania(142). JCB ribadisce questa politica anche in relazione alle vendite effettuate in territorio austriaco dai distributori ufficiali nel Regno Unito o in Italia(143). JCB esprime altresì la sua preoccupazione circa un futuro distributore ufficiale nei Paesi Bassi che acquista nel Regno Unito per rivendere in Lussemburgo o riguardo ai distributori nel Regno Unito che vendono anche a distributori tedeschi(144). Analogamente, JCB considera le esportazioni effettuate da distributori ufficiali dal Regno Unito contrarie alla protezione territoriale alla quale hanno diritto i distributori ufficiali tedeschi(145).
(148) L'attaggiamento e l'azione di JCB confermano semplicemente che i suoi distributori ufficiali seguono le istruzioni e la politica di distribuzione di JCB. Il divieto o la restrizione imposti ai distributori ufficiali JCB nell'evadere, all'interno dei territori loro assegnati, ordini provenienti da altri Stati membri, fanno quindi parte dell'accordo stipulato tra JCB e i suoi distributori ufficiali e attuato dalle parti. Tale divieto o restrizione, che i distributori applicano a prescindere dallo status dell'acquirente, riguarda almeno il Regno Unito, la Francia, l'Italia, il Benelux, la Germania, l'Austria e l'Irlanda come paesi di origine o di destinazione delle esportazioni.
(149) Le prove della diffida di JCB ai distributori ufficiali situati nel Regno Unito dall'effettuare vendite transfrontaliere in altri Stati membri risalgono al 1989. Le prove delle effettive restrizioni che tali distributori subivano riguardo alle esportazioni o alle vendite al di fuori dei territori assegnati risalgono al 1992 nel Regno Unito, al 1993 in Italia, al 1992 in Francia e al 1995 in Irlanda. La prova più recente si registra in Francia nel 1998. Vi sono prove dell'esistenza dell'accordo almeno dal 1989 al 1998.
2) Oggetto o effetto restrittivo della concorrenza
(150) JCB ritiene che le vendite all'estero costituiscano concorrenza sleale con i suoi distributori locali in altri Stati membri e dichiara di scoraggiare attivamente tali vendite(146). Ad esempio, il divieto di vendere all'estero è invocato da JCB riguardo alle vendite effettuate da un distributore italiano (SOFIM), allo scopo di proteggere il territorio di un altro distributore (TERRA)(147). Analogamente, le forniture dal Regno Unito alla Germania sono avversate da JCB perché causano localmente gravi problemi di fissazione dei prezzi(148). Offrire prezzi inferiori a quelli dei distributori ufficiali è considerato da JCB un impedimento a divenire un distributore ufficiale JCB nella regione del Benelux(149). In Francia JCB ha incoraggiato distributori ufficiali con territori esclusivi diversi a negoziare insieme le vendite al di fuori dei territori, per impedire deliberatamente che i clienti si avvantaggino della concorrenza tra loro(150).
(151) Oltre al chiaro intento anticoncorrenziale rivelato da JCB in tali dichiarazioni, il divieto o la restrizione delle vendite sia attive che passive mira a proteggere i territori esclusivi dalle vendite effettuate da altri distributori ufficiali. La restrizione avviene su base puramente geografica. Riguarda quindi le vendite a tutti i possibile acquirenti, comprese le vendite a rivenditori sia all'interno che all'esterno della rete distributiva JCB e agli utilizzatori finali residenti in un diverso territorio e, specialmente, in un altro Stato membro.
(152) La restrizione ha impedito a quasi tutti i distributori ufficiali del Regno Unito di massimizzare le loro vendite potenziali in altri Stati membri(151). In un contesto di ampie differenze di prezzo all'interno del mercato comune tra il 1989 e il 1996, la restrizione delle esportazioni ha impedito ai distributori ufficiali JCB di vendere a prezzi inferiori, ad esempio nel Regno Unito, a rivenditori in concorrenza con i distributori JCB o agli utilizzatori finali in altri Stati membri(152). Come risultato, i distributori ufficiali JCB, ad esempio in Francia, Germania, Austria, Irlanda e Grecia, sono stati protetti artificiosamente dalla concorrenza derivante direttamente o indirettamente dai distributori ufficiali JCB, in particolare nel Regno Unito o in Italia.
(153) Tali divieti o restrizioni sono stati applicati con mezzi coattivi. L'indennizzo pagato a JCB da Gunn JCB per le proprie vendite di pezzi di ricambio in altri Stati membri tra il 1988 e il 1993 dimostra che tali imposizioni sono state attuate rigorosamente(153). Tale indennizzo penalizza le transazioni con clienti di altri Stati membri, rispetto alle transazioni all'intero del territorio assegnato. Di conseguenza, i distributori ufficiali si astengono da tali transazioni oppure applicano prezzi superiori che consentono di dedurre l'indennizzo. Come risultato, i distributori ufficiali in altri Stati membri si trovano ad affrontare una concorrenza meno accanita sui prezzi e gli utilizzatori finali ne subiscono le conseguenze.
(154) Questo non significa che JCB sia riuscito in effetti ad impedire la totalità delle vendite all'estero. Tuttavia, è chiaro che l'accordo tra JCB e i suoi distributori ufficiali mira ad impedire o restringere il gioco della concorrenza entro i vari territori assegnati ai distributori ufficiali nel mercato comune. Si tratta chiaramente, per il suo oggetto, di una restrizione della concorrenza.
b) Imposizione di un contributo di assistenza sulle vendite effettuate al di fuori dei territori assegnati
3) Esistenza e durata dell'accordo
(155) Le clausole incluse negli accordi standard di distribuzione notificati alla Commissione, che prevedono un contributo per l'assistenza, fanno parte dell'accordo tra JCB e i suoi distributori ufficiali negli Stati membri per i quali tali clausole sono state notificate(154).
(156) Oltre alle clausole notificate, le istruzioni interne a JCB stabiliscono che l'importo del contributo applicabile dai distributori ufficiali in Germania e in Spagna è rispettivamente del 4 % del prezzo locale al cliente e del 5 % del prezzo di acquisto del distributore(155). Analogamente, risulta evidente che JCB, vale a dire le sue controllate in Francia o in Germania, negozia con i distributori ufficiali del Regno Unito il pagamento e l'importo del contributo dovuto sulle macchine utilizzate in tali Stati membri. In Francia il contributo viene ripetutamente fissato da JCB France a [tra 5000 e 15000] FRF per le terne esportate dal Regno Unito(156).
(157) La definizione da parte di JCB di un importo o una formula fissi per il contributo di assistenza, nonché il negoziato diretto di JCB con i distributori ufficiali in caso di vendite nei territori di altri distributori ufficiali JCB, fa parte degli accordi o delle pratiche concordate attuati da JCB e dai suoi distributori ufficiali nel Regno Unito, in Francia, in Germania e, forse, in Spagna.
(158) La parte notificata dell'accordo che stabilisce che l'importo deve essere negoziato tra i distributori interessati risale al 1975. Il coinvolgimento di JCB nella definizione dell'importo del contributo di assistenza è già dimostrato nel 1988 ed è manifesto tra il 1994 e il 1996. L'applicazione di una formula fissa è evidente nel 1995.
4) Effetto restrittivo della concorrenza
(159) L'addebito di un importo fisso non si conforma all'obiettivo dichiarato di coprire i costi sostenuti nel prestare l'assistenza tecnica, in particolare quando il contributo è calcolato ex ante come percentuale dei prezzi di acquisto o di vendita. JCB descrive esplicitamente il contributo per l'assistenza come una penale inflitta ad un distributore che effettua esportazioni o ne cita gli effetti deterrenti(157). I servizi forniti nell'ambito della garanzia JCB sono rimborsati da JCB(158). Secondo JCB, l'addebito ricorrente dello stesso importo si spiegherebbe con il fatto che il contributo riguarda lo stesso tipo di macchina e, in Francia, riflette i normali costi sostenuti dai distributori che prestano l'assistenza più una ragionevole componente di profitto(159). Tuttavia, i costi dell'assistenza differiscono necessariamente tra i distributori, a seconda delle differenze di retribuzione, delle distanze coperte e dell'efficienza nello svolgimento dei lavori. L'imposizione di un contributo fisso per l'assistenza sullo stesso tipo di macchina armonizza i prezzi di vendita indipendentemente dai costi reali, necessariamente diversi, e soffoca la concorrenza tra i distributori.
(160) Il contributo ammonta ad una quota sostanziale, ad esempio il 57 %, del margine lordo del distributore, e riduce per i distributori ufficiali l'interesse di fornire macchine in territori diversi dal proprio, compresi gli altri Stati membri(160). La differenza tra i costi reali sostenuti dal distributore che presta l'assistenza e l'importo del contributo costituisce una clausola de facto di rinuncia ad un profitto, che scoraggia le vendite all'estero. Il contributo penalizza i distributori ufficiali che effettuano esportazioni, fa dipendere la loro remunerazione dal fatto di vendere all'interno anziché al di fuori del loro territorio e rafforza, quindi, la protezione territoriale di altri distributori ufficiali.
(161) Un'altra diretta conseguenza del contributo richiesto per l'assistenza è che i prezzi di vendita di tali forniture diventano artificiosamente prossimi a quelli del distributore ufficiale locale. Nella forma in cui viene effettivamente praticato - l'importo non è negoziato tra i distributori ufficiali interessati e non corrisponde ai costi reali del servizio prestato - il contributo ha a sua volta l'effetto di falsare o restringere la concorrenza sui prezzi tra i distributori e tra i territori.
c) Sistema di remunerazione denominato "Multiple Deal Trading Support"
1) Esistenza e durata dell'accordo
(162) Nel quadro del sistema "Multiple Deal Trading Support", tutti i distributori ufficiali JCB nel Regno Unito ricevono un sostegno finanziario per specifiche transazioni, a condizione che siano soddisfatti determinati requisiti. JCB ha inviato circolari a tutti i distributori ufficiali del Regno Unito al fine di chiarire la messa in atto di questo aiuto al commercio, in particolare per quanto riguarda le vendite al di fuori del territorio. JCB e uno dei suoi distributori ufficiali considerano violazioni dell'accordo le dichiarazioni false e gli sconti ottenuti senza soddisfare i suddetti requisiti(161).
(163) Il sistema "Multiple Deal Trading Support" fa quindi parte degli accordi tra JCB e i suoi distributori ufficiali, almeno nel Regno Unito. È applicato dal 1977. Le prove del fatto che, per ottenere il sostegno, le macchine interessate devono essere utilizzate entro il territorio assegnato al distributore che effettua la vendita risalgono al 1992.
2) Effetto restrittivo della concorrenza
(164) In generale, il sostegno nel quadro del "Multiple Deal Trading support" consente ai distributori ufficiali di contrastare la concorrenza di altre marche. Tuttavia, le comunicazioni da JCB a tutti i suoi distributori ufficiali nel Regno Unito e gli esempi della sua effettiva attuazione dimostrano che una condizione essenziale per la concessione del sostegno, o per evitare che ne venga richiesto il rimborso da JCB, è che le macchine siano utilizzate nel territorio del distributore ufficiale che effettua la vendita. Altrimenti, l'incentivo viene subordinato al consenso del distributore ufficiale nel cui territorio la macchina è utilizzata oppure è revocato da JCB(162).
(165) Il fatto che per le macchine utilizzate in territori diversi da quello del distributore che effettua la vendita il pagamento del sostegno sia subordinato al consenso dei distributori interessati equivale ad una clausola di rinuncia al profitto. Inoltre, le prove dimostrano che JCB può revocare a sua discrezione gli incentivi quando le vendite di macchine al di fuori del territorio causano un ribasso dei prezzi locali(163).
(166) La remunerazione dei distributori ufficiali dipende quindi, per un importo che può raggiungere il [tra 0 e 10 %], in media, dei loro prezzi di acquisto, dalla destinazione finale delle vendite(164). Di conseguenza, le vendite ad utilizzatori finali in concorrenza con altri distributori JCB sono rese meno redditizie. Sia il potere discrezionale di JCB nel concedere il sostegno a condizione che siano rispettati i territori assegnati, sia la condizione stessa che le macchine siano utilizzate entro il territorio del distributore che le ha vendute, in assenza di un accordo tra i distributori interessati, restringe il gioco della concorrenza tra questi ultimi in diversi territori. Queste condizioni fanno sì che la loro remunerazione dipenda dal fatto di vendere all'interno o all'esterno del territorio assegnato.
(167) Un'altra diretta conseguenza è che i prezzi di vendita di tali forniture potrebbero divenire artificiosamente prossimi a quelli delle forniture del distributore ufficiale JCB nel cui territorio le macchine sono utilizzate, in particolare in altri Stati membri.
Secondo JCB, il sistema "Multiple Deal Trading Support" deve essere necessariamente limitato alle vendite ad utilizzatori finali, escludendo i rivenditori non autorizzati o i distributori ufficiali, che in base agli accordi notificati non potrebbero passare a marche concorrenti. Il diritto di JCB di revocare l'incentivo se le macchine sono trasferite fuori del territorio, senza che si sia raggiunto un accordo con il distributore nel cui territorio sono destinate, è necessario per rimborsare quest'ultimo di tutti i servizi forniti. Secondo JCB, tale diritto è altresì necessario per garantire la disponibilità di un'assistenza adeguata agli utenti, indipendentemente dal luogo dove possono trovarsi le macchine (RCA II, pagg. 14-16).
Il rimborso dell'assistenza prestata alle macchine vendute al di fuori del territorio è già reso possibile mediante pagamenti diretti di JCB e il contributo per l'assistenza. JCB non definisce quali servizi addizionali siano coperti dal Multiple Deal Trading Support. Dato che le vendite attive da parte dei distributori del Regno Unito sono oggetto di restrizioni, e le vendite ad altri distributori ufficiali di altri Stati membri non danno diritto a ricevere il sostegno nel quadro del sistema, quest'ultimo ha l'effetto pratico di limitare gli incentivi alle vendite nel Regno Unito, senza che ne possano indirettamente beneficiare gli acquirenti di altri Stati membri. Ciò rafforza l'effetto di compartimentazione dei mercati esercitato dagli accordi.
d) Mantenimento dei prezzi di rivendita
1) Esistenza e durata dell'accordo
(168) Il verbale di una riunione tenutasi il 21 maggio 1991, alla presenza di tutti i distributori ufficiali JCB nel Regno Unito, descrive le disposizioni concordate dai distributori in relazione alla remunerazione e agli sconti applicabili per la fornitura all'ingrosso alle diverse categorie di rivenditori, allo scopo di evitare controversie transnazionali. Il verbale riporta inoltre l'obiettivo comune di massimizzare i margini lordi su altre categorie di prodotti(165).
(169) Riguardo agli sconti, la reazione iniziale di JCB è contestarne solo il livello, in quanto diverso dal livello concordato con tre distributori ufficiali, ma non il principio in sé degli sconti uniformi(166). L'accordo sul principio degli sconti uniformi e, quindi, sul relativo livello, è ulteriormente confermato meno di due mesi dopo dal verbale della successiva riunione di tutti i distributori ufficiali JCB, che, in presenza di dirigenti JCB, hanno adottato una diversa formula (matrice) per gli sconti all'ingrosso da offrire alle varie categorie di distributori, comprendente anche un livello di sconti al dettaglio(167). Le istruzioni di JCB, accettate dai distributori ufficiali, costituivano una base concordata per raggiungere margini o profitti più elevati in relazione sia alle macchine sia ai pezzi di ricambio nel Regno Unito(168).
(170) È altresì evidente che, in Francia, JCB ha limitato la libertà dei distributori ufficiali di fissare i prezzi di rivendita, stabilendo occasionalmente prezzi al dettaglio in accordo con i distributori. JCB li ha diffidati dall'applicare prezzi di rivendita troppo bassi o al di sotto di un certo punto di riferimento. JCB France ha anche incoraggiato la collusione tra distributori ufficiali, finalizzata ad evitare che i clienti si avvantaggiassero della concorrenza, o ha cercato essa stessa la collusione con distributori del Regno Unito per armonizzare i prezzi tra la Francia e il Regno Unito in caso di richiesta di quotazione(169).
(171) Il conformarsi ai prezzi minimi o prefissati e agli sconti concordati tra JCB e i suoi distributori ufficiali riguardo alle macchine e ai pezzi di ricambio per la rivendita fa parte, quindi, degli accordi nel Regno Unito o almeno delle pratiche concordate in Francia. L'accordo tra JCB e i suoi distributori ufficiali sugli sconti o i prezzi applicabili per la rivendita è evidente dal 1991 al 1993 nel Regno Unito e dal 1994 al 1996 in Francia.
2) Oggetto restrittivo della concorrenza
(172) L'accordo in questione nel Regno Unito, o, almeno, le pratiche concordate in Francia, hanno per oggetto di fissare i prezzi di rivendita e di armonizzare artificiosamente i prezzi e gli sconti tra i territori, restringendo o falsando la concorrenza sui prezzi.
(173) Un accordo, inizialmente concluso tra tutti i distributori del Regno Unito in presenza di dirigenti JCB, modificato secondo le indicazioni di JCB, influenza necessariamente i distributori nella loro condotta commerciale. Lo stesso vale per le richieste di JCB, rese note ai distributori e da questi accettate, di aumentare o fissare i prezzi e massimizzare i margini. Altrimenti, tali prezzi sarebbero stati diversi, a prescindere dall'esatta misura in cui l'accordo è stato attuato. Si tratta di una restrizione della concorrenza quanto all'oggetto.
e) Acquisto esclusivo, impedimento alle forniture incrociate nella rete
1) Esistenza e durata dell'accordo
(174) L'accordo di distribuzione per il Regno Unito notificato alla Commissione nel 1975 e presentato da ultimo nel 1995 stabilisce che i distributori ufficiali devono approvvigionarsi di prodotti JCB esclusivamente presso JCB, all'interno della rete ufficiale JCB o presso altra fonte autorizzata da JCB(170). Anche l'accordo di distribuzione del 1976 per l'Irlanda, la Danimarca e altri Stati membri della Comunità non impedisce gli acquisti all'interno della rete. Invece, diversamente da questi, l'accordo non notificato di JCB con i distributori in Francia stabilisce che le controllate di JCB in Francia sono i fornitori esclusivi dei prodotti JCB per i distributori JCB francesi, escludendo così altre fonti di approvvigionamento, quali altri distributori JCB in altri Stati membri(171). Anche l'accordo standard non notificato per i distributori ufficiali in Italia include quest'obbligo di acquisto esclusivo tra la controllata italiana di JCB e i suoi distributori(172). Analogamente, JCB era preoccupata per gli acquisti di pezzi di ricambio da parte di distributori ufficiali tedeschi presso distributori ufficiali nel Regno Unito anziché presso la controllata tedesca JCB(173). Inoltre, in un caso in Francia la violazione di tale obbligo ha spinto JCB a minacciare la revoca della nomina a distributore ufficiale, che sarebbe inconcepibile in assenza di un accordo(174).
(175) L'obbligo imposto ai distributori ufficiali di approvvigionarsi di macchine e pezzi di ricambio JCB esclusivamente presso la controllata JCB in Francia tra il 1992 e il 1996 o in Italia a partire dal 1993 fa quindi parte dell'accordo concluso e messo in atto tra JCB e i suoi distributori ufficiali.
2) Oggetto o effetto restrittivo della concorrenza
(176) In linea di principio, una controllata nazionale all'interno del gruppo JCB difficilmente sarebbe in concorrenza con i 130-140 distributori ufficiali JCB in tutto il mercato comune quale fonte di approvvigionamento di macchine e pezzi di ricambio JCB. I distributori si collocano ad un livello inferiore della catena di approvvigionamento e applicano i loro margini commerciali. In pratica, i livelli dei prezzi all'interno del gruppo, i margini lordi applicati dalla controllata JCB, l'efficienza di alcuni distributori, l'esistenza di margini di profitto inferiori o migliori servizi logistici, in particolare nel Regno Unito, potrebbero spiegare perché tali distributori sono concorrenti effettivi della controllata nazionale quali fonti di approvvigionamento.
(177) L'obbligo imposto ai distributori ufficiali in Francia e in Italia di rifornirsi esclusivamente dalla controllata nazionale JCB esclude altri potenziali fornitori di macchine nuove e pezzi di ricambio JCB all'interno o all'esterno della rete di distributori ufficiali JCB. All'interno della rete distributiva JCB, quest'obbligo ha quindi per oggetto di impedire ai distributori ufficiali di tali Stati membri l'accesso ad altre potenziali fonti di approvvigionamento di prodotti originali JCB in altri Stati membri. Tale obbligo è attuato in Francia per impedire le importazioni e le forniture incrociate di macchine e pezzi di ricambio da uno Stato membro ad un altro all'interno della rete. Esso protegge le intere reti distributive francese e italiana da tali forniture incrociate, restringendo quindi la concorrenza.
(178) L'obbligo di acquisto esclusivo impedisce quantomeno ai distributori ufficiali francesi di acquistare macchine e pezzi di ricambio originali JCB là dove i prezzi sono più bassi, in Stati membri diversi dalla Francia e in particolare nel Regno Unito. Di conseguenza, tali distributori non possono offrire prezzi concorrenziali in confronto ad altri rivenditori non ufficiali che si riforniscono nel Regno Unito. L'interesse di tali rivenditori per l'arbitraggio tra Regno Unito e Francia e i ripetuti tentativi di limitarlo si spiegano in parte con questo obbligo di acquisto esclusivo che, secondo i distributori ufficiali francesi, li esporrebbe alla concorrenza sleale dei commercianti paralleli.
2. OGGETTO ED EFFETTO RESTRITTIVO DEGLI ACCORDI NEL LORO INSIEME: COMPARTIMENTAZIONE DEI MERCATI NAZIONALI E PROTEZIONE TERRITORIALE ASSOLUTA
(179) Tra il 1989 e il 1996, i prezzi di macchine e pezzi di ricambio JCB identici variavano notevolmente tra gli Stati membri, ad esempio sino al [tra 0 e 100 %] tra Francia e Regno Unito nel caso dei pezzi di ricambio e sino al [tra 0 e 50 %] per le macchine nuove. Nel frattempo, alcune note interne di JCB evidenziano il fatto che anche i profitti di JCB variavano in misura considerevole tra gli Stati membri ed erano particolarmente elevati in Francia, dove i prezzi al dettaglio erano i più alti(175).
(180) Le differenze di prezzo tra gli Stati membri derivanti dal normale funzionamento del mercato non costituiscono un problema attinente al diritto della concorrenza. Tuttavia, il contesto delle differenze di prezzo e di profitto tra gli Stati membri per le macchine e i pezzi JCB getta luce sull'interesse di JCB e di alcuni dei suoi distributori ufficiali a compartimentare i mercati nazionali e a fissare i prezzi di rivendita o gli sconti all'interno del mercato comune, in modo da impedire agli acquirenti di avvantaggiarsi delle ampie differenze di prezzo nella Comunità.
(181) I vari elementi sopra identificati come restrizioni della concorrenza hanno come denominatore comune la limitazione delle vendite effettuate al di fuori del territorio dai distributori autorizzati. Come ulteriormente descritto in seguito, la combinazione delle suddette restrizioni nell'accordo tra JCB e i suoi distributori ufficiali ha costantemente per oggetto la compartimentazione dei mercati nazionali all'interno del mercato comune, allo scopo di stabilire una protezione territoriale assoluta. Si tratta di una restrizione della concorrenza, quanto al suo oggetto.
(182) Per la loro stessa natura, gli accordi riguardanti gli sconti da applicare, nonché l'obiettivo di massimizzare i margini lordi concordato da JCB e dai suoi distributori ufficiali nel Regno Unito, falsano e armonizzano i prezzi di mercato in tutti i territori. Lo stesso vale riguardo allo speciale sostegno finanziario offerto da JCB in Francia ai distributori in concorrenza con i commercianti paralleli. JCB ha concordato occasionalmente con i distributori ufficiali francesi speciali sconti e un aiuto finanziario nei territori soggetti alla concorrenza dei rivenditori non autorizzati(176).
(183) Tale aiuto ha come unico obiettivo la limitazione della concorrenza derivante dal commercio parallelo. Esso implica l'applicazione concordata di prezzi diversi nei vari territori, su iniziativa di JCB, con l'obiettivo di proteggere certi territori dalla concorrenza indiretta derivante dai distributori ufficiali del Regno Unito. Il coordinamento tra JCB France e i distributori del Regno Unito sulle quotazioni per il singolo acquirente operante in questi due Stati membri è altresì mirato a falsare i prezzi di mercato e ad armonizzarli artificiosamente nei vari Stati membri allo scopo di restringere la concorrenza derivante dai distributori del Regno Unito.
(184) In alcuni Stati membri, come il Regno Unito o l'Irlanda, anche se non in Francia o in Italia, gli accordi di distribuzione di JCB combinano l'esclusività territoriale con le restrizioni alle vendite al di fuori del territorio e con aspetti selettivi, come il divieto di vendere a distributori non autorizzati, in particolare in altri Stati membri. Detti accordi impediscono l'arbitraggio da parte dei distributori non ufficiali che acquistano macchine JCB per la costruzione e il movimento terra a scopo di rivendita, restringendo così direttamente la loro concorrenza ai distributori ufficiali e, indirettamente, la concorrenza tra distributori ufficiali in diversi territori o Stati membri. La domanda proveniente dagli utilizzatori finali di macchine per la costruzione e il movimento terra e di pezzi di ricambio non è del tutto mobile nel territorio comunitario. I distributori ufficiali titolari non sono soggetti alla concorrenza dei rivenditori non autorizzati e gli utilizzatori finali non sono in grado di disciplinare in maniera efficace il comportamento di determinazione dei prezzi da uno Stato membro all'altro, pur in un contesto di ampie differenze di prezzo all'interno della Comunità. In questo contesto di mercato, una tale combinazione ha per effetto di compartimentare i mercati nazionali.
(185) D'altro lato, la disponibilità di un territorio quale condizione indispensabile, e quindi come restrizione, per divenire un distributore ufficiale JCB non si collega direttamente alla qualità del servizio da prestare. Un distributore situato in un'area in cui è presente un distributore ufficiale JCB che opera in modo del tutto soddisfacente per JCB non può diventare un distributore ufficiale JCB, a prescindere dai suoi meriti potenziali o reali. Come risultato di questa limitazione, il numero di distributori e la concorrenza che ne deriva risultano quantitativamente limitati dalla condizione dell'assegnazione di un territorio. Tale limitazione nel sistema di distribuzione selettiva di JCB, che non è né di carattere qualitativo né stabilito in modo uniforme per tutti i potenziali rivenditori, potrebbe ricadere nell'ambito del divieto di cui all'articolo 81, paragrafo 1.
(186) Come affermato in precedenza, l'accordo con cui viene impedito ai distributori ufficiali JCB, o viene ristretta la loro libertà, di effettuare vendite passive transfrontaliere costituisce una restrizione della concorrenza. Basandosi su un criterio puramente geografico, l'accordo restringe le vendite destinate ai rivenditori, autorizzati o meno, e agli utilizzatori di altri Stati membri. La restrizione di tali vendite ai rivenditori autorizzati e agli utilizzatori persegue uno scopo anticoncorrenziale. Anche il divieto di vendere macchine nuove a rivenditori non autorizzati in altri Stati membri, se non a partire dal 1995, dietro consenso scritto di JCB, è restrittivo della concorrenza, tenuto conto delle altre disposizioni che si sostiene siano mirate a migliorare l'assistenza alla clientela all'interno della rete distributiva JCB nella Comunità.
(187) Ai distributori ufficiali del Regno Unito, ai quali è impedita la vendita di macchine nuove a rivenditori non autorizzati, viene altresì chiesto il pagamento di un contributo per l'assistenza sulle vendite effettuate al di fuori del territorio. Come stabilito nell'accordo di distribuzione per il Regno Unito, esso è inteso a mantenere gli standard di assistenza di JCB, compensando allo stesso tempo il costo affrontato dal distributore locale per prestare l'assistenza ad una macchina che non ha venduto. La rete di distribuzione ufficiale JCB copre l'intero territorio della Comunità.
(188) In queste circostanze, il divieto relativo alle vendite dirette o indirette di macchine a rivenditori non autorizzati in altri Stati membri eccede l'obiettivo di garantire elevati standard di assistenza. Vi sono distributori ufficiali in tutta la Comunità, che prestano servizi di manutenzione secondo gli standard JCB, remunerati su una normale base commerciale oppure mediante il contributo di assistenza e da JCB nel quadro della garanzia, indipendentemente dal fatto che la macchina sia stata venduta direttamente da un distributore ufficiale o indirettamente tramite un rivenditore non autorizzato. In questo contesto, il divieto ha, invece, per oggetto o per effetto di restringere il gioco della concorrenza.
(189) Gli effetti di compartimentazione dei mercati causati dalla combinazione dell'esclusività territoriale, che restringe le vendite transnazionali, con le clausole selettive sono ulteriormente accresciuti da altre tre restrizioni:
- in primo luogo, un divieto o restrizione de facto delle forniture incrociate all'interno della rete ufficiale, che isola i mercati francese e italiano dal resto del mercato comune. Di fatto, tale obbligo si somma alle restrizioni imposte ai distributori ufficiali, ad esempio nel Regno Unito, che impediscono loro di effettuare vendite al di fuori del loro territorio, comprese le vendite a distributori ufficiali JCB(177),
- in secondo luogo, un contributo di assistenza imposto sulle vendite effettuate al di fuori del territorio assegnato, che, essendo addebitato a prescindere dai costi reali effettivamente sostenuti, penalizza le esportazioni,
- in terzo luogo, il sistema "Multiple Deal Trading Support" nel Regno Unito, che, nella sua concreta attuazione, ha effetti deterrenti sulle esportazioni simili a quelli del contributo di assistenza.
(190) Imponendo elementi di prezzo addizionali sulle vendite al di fuori del territorio (elementi non legati ai costi nel caso del contributo di assistenza, revoca dell'aiuto nel quadro del Multiple Deal Trading Support, compensazione in caso di vendite a distributori non autorizzati) rispetto alle vendite interne, i prezzi di rivendita in territori diversi vengono ravvicinati artificiosamente. Supponendo un margine lordo del 10 %, il Multiple Deal Trading Support fa sì che oltre un terzo della remunerazione complessiva dei distributori ufficiali dipenda dalla destinazione geografica delle vendite, quota che è già notevole. Se viene addebitato in più un contributo di assistenza per le transazioni al di fuori del territorio, un distributore ufficiale potrebbe perdere oltre tre quarti del suo margine lordo rispetto ad una transazione effettuata all'interno del territorio. Esistono altri esempi di collusione, con il coinvolgimento di JCB, finalizzata ad un'ulteriore armonizzazione dei prezzi in diversi Stati membri. Questi elementi di prezzo addizionali rafforzano l'efficacia della compartimentazione dei mercati, poiché gli acquirenti hanno meno incentivi a confrontare i prezzi all'interno del mercato comune.
(191) Gli oggetti e gli effetti restrittivi dei vari elementi dell'accordo si sostengono, quindi, a vicenda nell'impedire o restringere le importazioni o le esportazioni all'interno e all'esterno della rete distributiva di JCB, al fine di fornire una protezione territoriale assoluta. La combinazione della distribuzione selettiva (vale a dire il divieto delle vendite a rivenditori non autorizzati) negli accordi di distribuzione di JCB con i) queste tre categorie di restrizioni, ii) altre restrizioni che armonizzano artificiosamente i prezzi e gli sconti in diversi territori e iii) la protezione territoriale che limita le vendite passive, in particolare in altri Stati membri, ha chiaramente l'obiettivo anticoncorrenziale di compartimentare i mercati nazionali nella Comunità e ricade quindi nel campo di applicazione del divieto di cui all'articolo 81, paragrafo 1.
3. RESTRIZIONI SENSIBILI DELLA CONCORRENZA ED EFFETTO SUL COMMERCIO TRA STATI MEMBRI
(192) JCB detiene quasi il 40 % del mercato del Regno Unito per tutti i gruppi di macchine per la costruzione e il movimento terra e il 60 % per le terne. La sua quota di mercato nell'insieme dell'Unione europea è di circa il 14 % per tutte le macchine per la costruzione e il movimento terra e superiore al 40 % per le terne. La quota di mercato di JCB per i pezzi di ricambio specifici è superiore a quella su ciascun mercato del prodotto per le macchine e il suo potere di mercato per tali pezzi è considerevole. Nell'analizzare il mercato specifico per le terne, la Commissione ha affermato nel 1999 che la posizione e il potere di mercato di JCB non sarebbero stati facilmente sfidati dai concorrenti. Questa constatazione è confermata dal fatto che la quota di mercato e la posizione di leader di JCB nel 1995 erano simili a quelle registrate nel 1975(178).
(193) Gli accordi e le pratiche di JCB si riferiscono in modo specifico alla distribuzione delle macchine e dei pezzi di ricambio JCB prodotti o venduti in alcuni Stati membri per la rivendita in altri Stati membri. Gli accordi che hanno avuto esecuzione in paesi diversi dal Regno Unito riguardavano prodotti fabbricati in altri Stati membri. Gli accordi connessi alla fissazione dei prezzi nel Regno Unito riguardano prodotti probabilmente destinati ad essere rivenduti in altri Stati membri.
(194) La rete dei distributori ufficiali JCB nel Regno Unito subisce restrizioni per quanto riguarda la fornitura a rivenditori che acquistano macchine e pezzi di ricambio per rivenderli al di fuori dei territori assegnati. Le restrizioni connesse ai prezzi e ad altre condizioni finanziarie sfavorevoli che scoraggiano le vendite passive transnazionali potrebbero rendere tali vendite quasi del tutto non remunerative. I flussi commerciali tra il Regno Unito e altri Stati membri sarebbero stati diversi se le vendite al di fuori dei territori assegnati non fossero state penalizzate per mezzo del contributo di assistenza nella sua effettiva applicazione e se avessero ricevuto senza condizioni il sostegno previsto dal sistema "Multiple Deal Trading Support". Considerando che tali elementi possono ridurre o addirittura annullare la redditività delle vendite effettuate in altri Stati membri, i distributori ufficiali potrebbero aver deciso di rinunciarvi. È altresì evidente che gli accordi con i distributori ufficiali JCB in Italia e in Francia impediscono loro di acquistare macchine e pezzi di ricambio JCB in altri Stati membri.
(195) Quando riguardano la rivendita o gli acquisti nello stesso Stato membro (mercato nazionale), le restrizioni hanno effetti limitati, sebbene percepibili, nel mercato comune. Le stesse restrizioni sulle vendite o gli acquisti in altri Stati membri pregiudicano necessariamente la concorrenza e il commercio tra Stati membri. La concorrenza e il commercio tra Stati membri sarebbero stati molto più consistenti se i benefici in termini di efficienza e le allettanti condizioni di prezzo presenti soprattutto, ma non solo, nel Regno Unito, non fossero stati isolati artificiosamente per mezzo degli accordi.
(196) In considerazione di tali fattori, considerando la posizione di JCB nei mercati rilevanti e la natura stessa delle suddette restrizioni, comprendenti la compartimentazione dei mercati tra vari Stati membri, attraverso una protezione territoriale assoluta e la fissazione dei prezzi, la restrizione della concorrenza e i probabili effetti sul commercio tra Stati membri rientrano nelle fattispecie previste all'articolo 81, paragrafo 1.
B. ARTICOLO 81, PARAGRAFO 3, DEL TRATTATO CE
1. REGOLAMENTI (CEE) N. 1983/83 e (CE) n. 2790/1999
(197) L'esenzione per categoria sancita dal regolamento (CEE) n. 1983/83 che era già in vigore quando gli accordi o le pratiche concordate sono stati conclusi o messi in atto, non è applicabile. Gli accordi o le pratiche concordate comprendono l'adozione di misure volte a impedire ai distributori o agli utilizzatori di acquistare prodotti contrattuali in Stati membri al di fuori del territorio contrattuale, nonché restrizioni sui prezzi di rivendita. Tale circostanza, in virtù dell'articolo 3, lettere c) e d), rende inapplicabile l'esenzione per categoria di cui all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 1983/83. Il paragrafo 8 del preambolo ricorda che non possono essere esentate le restrizioni alla libertà dei distributori di stabilire i prezzi di rivendita o di scegliersi i clienti.
(198) Non si applica neppure l'esenzione per categoria stabilita dal regolamento (CE) n. 2790/1999 della Commissione, considerata la quota di mercato di JCB nel mercato comunitario delle terne (40 % in valore e 45 % in volume), che risulta superiore alla soglia del 30 % stabilita all'articolo 3. Gli accordi di JCB comprendono inoltre restrizioni fondamentali elencate all'articolo 4, che escludono il beneficio dell'esenzione per categoria stabilito all'articolo 2.
(199) Anche se il mercato rilevante è stato considerato quello delle macchine per la costruzione e il movimento terra nella Comunità, dove la quota di JCB delle vendite complessive è inferiore al 30 %, neppure il regolamento (CE) n. 2790/199 si applicherebbe agli accordi di JCB, considerato l'articolo 4, lettere a), b), c) e d). Gli accordi di JCB con i suoi distributori autorizzati, acquirenti delle sue macchine e dei suoi pezzi di ricambio ai fini della rivendita, comprendono:
- restrizioni della facoltà dell'acquirente di determinare il proprio prezzo di vendita,
- restrizioni relative al territorio in cui l'acquirente può effettuare vendite passive,
- restrizioni delle vendite attive o passive agli utenti finali o agli agenti debitamente incaricati in un sistema di distribuzione selettiva,
- restrizioni delle forniture incrociate tra distributori.
2. REGOLAMENTO (CE) N. 1475/95
Secondo JCB, per attrezzature tecniche altamente complesse del tipo in questione, gli interessi dei consumatori e l'obiettivo dell'efficienza della distribuzione sono meglio soddisfatti da un sistema esclusivo e selettivo del tipo consentito dal regolamento (CE) n. 1475/95, la cui logica andrebbe applicata alla distribuzione delle sue macchine. In sostanza, JCB dichiara che la complessità tecnica delle sue macchine implica che i distributori devono essere professionisti formati, in grado di fornire un'assistenza di alta qualità alla clientela e informazioni precise su miglioramenti, modifiche e problemi delle macchine, cosa che richiede notevoli investimenti (RCA II, pagg. 46-47).
(200) L'esenzione per categoria stabilita dal regolamento (CE) n. 1475/95 non si applica, a norma dell'articolo 1 di detto regolamento. L'articolo 1 stabilisce che il regolamento è applicabile agli autoveicoli nuovi destinati ad essere utilizzati sulla via pubblica. JCB ne era consapevole e ha scritto ai suoi distributori che le disposizioni concernenti la distribuzione delle macchine per la costruzione e il movimento terra, che non sono destinate ad essere utilizzate sulla via pubblica, dovevano essere considerate nel quadro del regolamento (CEE) n. 1983/83. Anche i dirigenti JCB sapevano che la Commissione aveva rifiutato di estendere ai trattori il beneficio dell'esenzione per categoria di cui al regolamento (CE) n. 123/85, applicabile agli autoveicoli prima del regolamento (CE) n. 1475/95. Nella lettera dell'11 marzo 1976 alla Commissione JCB ha persino sostenuto che le macchine per la costruzione e il movimento terra devono essere trattate in modo differente dagli autoveicoli, contrariamente alla sua attuale affermazione secondo cui la logica del regolamento (CE) n. 1475/95 andrebbe applicata al suo sistema di distribuzione(179).
Nondimeno, dato e non concesso che il regolamento (CE) n. 1475/95 fosse applicabile, l'accordo tra JCB e i suoi distributori ufficiali sarebbe comunque di ostacolo alla sua applicazione. L'accordo comprende parecchie disposizioni elencate all'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento, che condiziona il beneficio dell'esenzione, vale a dire:
- restrizioni sull'acquisto da parte dei distributori ufficiali di macchine e ricambi presso altri distributori ufficiali in altri Stati membri (articolo 6, paragrafo 1, punto 3),
- restrizioni alla libertà dei distributori ufficiali di determinare i prezzi e gli sconti per i prodotti contrattuali (articolo 6, paragrafo 1, punto 6),
- calcolo del compenso dei distributori ufficiali - sia mediante il contributo per l'assistenza, che non fa riferimento ai costi reali ma è determinato da JCB, sia mediante il sistema del "Multiple Deal Support" - in funzione del luogo di destinazione delle vendite e/o del domicilio dell'acquirente (articolo 6, paragrafo 1, punto 8),
- restrizione della libertà dei distributori ufficiali di rifornirsi presso un'impresa terza di loro scelta di pezzi di ricambio concorrenti dei prodotti contrattuali e aventi il livello di qualità di questi ultimi (articolo 6, paragrafo 1, punto 9).
3. ESENZIONE INDIVIDUALE AI SENSI DELL'ARTICOLO 81, PARAGRAFO 3
(201) A norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento n. 17, la Commissione può concedere un'esenzione individuale ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 3, solo all'accordo che è stato notificato da JCB. Come illustrato in precedenza ai paragrafi da 61 a 72, alcune disposizioni concordate tra JCB e i suoi distributori ufficiali o da questi applicate, identificate come restrittive della concorrenza, sono state notificate o presentate alla Commissione.
(202) Non può invece essere presa alcuna decisione ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 3, riguardo agli accordi restrittivi o alle pratiche concordate che non siano stati validamente notificati(180).
(203) La parte dell'accordo notificato o presentato alla Commissione fin dal 1975, su cui la Commissione non ha ancora assunto una posizione definitiva, comprende le seguenti restrizioni della concorrenza analizzate in precedenza:
- il divieto, all'interno dei territori assegnati del Regno Unito, di rifornire all'ingrosso rivenditori non autorizzati ai fini della rivendita (vale a dire vendite selettive all'interno della rete)(181),
- il pagamento di un contributo di assistenza per le vendite effettuate al di fuori dei territori assegnati nel Regno Unito e negli altri Stati che erano membri della CEE nel 1975, esclusa la Francia, il cui importo è negoziato in primo luogo dal distributore che effettua la vendita e dal distributore nel cui territorio è utilizzata la macchina(182),
- l'obbligo, valido nel Regno Unito e negli altri Stati che erano membri della CEE nel 1976, eccetto la Francia, di acquistare pezzi di ricambio, attrezzature e prodotti sussidiari per l'uso o le riparazioni di prodotti JCB solo da JCB, se non altrimenti autorizzati da JCB, e ad usare o fornire solo prodotti JCB in occasione di lavori di garanzia o di modifica sulle macchine JCB(183).
(204) Le disposizioni contenute nell'accordo notificato non sono applicate in realtà nella forma notificata o sono applicate parallelamente ad accordi non notificati. Sono anche applicate in Stati membri per i quali i contratti notificati non contengono tali disposizioni. Gli elementi non notificati dell'accordo(184) comprendono le seguenti restrizioni della concorrenza, diffusamente analizzate in precedenza:
- l'attuazione, almeno nel Regno Unito, del sistema di remunerazione denominato "Multiple Deal Trading Support",
- la determinazione dei prezzi di rivendita o al dettaglio e/o degli sconti per i prodotti acquistati presso JCB a scopo di rivendita dai distributori ufficiali JCB,
- l'obbligo per i distributori ufficiali francesi e italiani di acquistare esclusivamente presso le controllate JCB rispettivamente in Francia o in Italia tutti i prodotti JCB (macchine e pezzi di ricambio), escludendo altri distributori ufficiali, controllate o fonti in altri Stati membri,
- la restrizione imposta ai distributori ufficiali, all'interno dei territori assegnati, di rifornire acquirenti in altri Stati membri; questa restrizione comprende, nel Regno Unito, un'estensione abusiva dell'applicazione del divieto notificato di rifornire all'ingrosso rivenditori non autorizzati a fini di rivendita, a coprire, in generale, le vendite all'estero a rivenditori autorizzati e utilizzatori finali,
- l'imposizione di un contributo per l'assistenza sulle vendite effettuate al di fuori dei territori assegnati, basata su una formula fissa, di importo determinato in realtà da JCB, che rappresenta un'attuazione abusiva delle clausole notificate a questo riguardo.
(205) In linea di principio, l'unica via possibile aperta alla Commissione è valutare gli accordi di JCB secondo i termini ad essa notificati(185). Tuttavia, l'esame della notificazione in questo caso non può essere fatto separatamente dagli accordi non notificati. Questi accordi non notificati fanno parte del contesto economico e giuridico del caso. Considerato che le restrizioni non notificate rafforzano gli effetti delle restrizioni notificate, tale insieme di restrizioni notificate e non notificate viola l'articolo 81, paragrafo 1. Se JCB avesse notificato con completezza i suoi accordi reali, la Commissione avrebbe potuto valutare gli effetti nel mercato comune della combinazione delle disposizioni restrittive e quelli di alcune singole disposizioni in diversi Stati membri. Nella rete distributiva JCB sono applicate contemporaneamente disposizioni notificate e non notificate, che vanno valutate nel loro insieme.
(206) In ogni caso, gli accordi reali o le pratiche concordate non soddisfano le condizioni cumulative di cui all'articolo 81, pragrafo 3, come ulteriormente illustrato in prosieguo.
4. CONDIZIONI CUMULATIVE DI CUI ALL'ARTICOLO 81, PRAGRAFO 3
a) Migliorare la produzione o la distribuzione dei prodotti
(207) Alcuni dei benefici comuni a certe categorie di accordi di distribuzione, come la distribuzione esclusiva, l'acquisto e la distribuzione esclusivi di autoveicoli, possono essere derivati dagli accordi di distribuzione di JCB, che di fatto combinano disposizioni presenti in tali categorie. Tali benefici sono:
- miglioramento della programmazione della produzione per JCB e fornitura regolare per i suoi distributori ufficiali, cosa che facilita o migliora le vendite, la penetrazione del mercato e una produzione più razionale. Una rete distributiva esclusiva e specifica può aver consentito a JCB di adattare in modo appropriato la produzione alla situazione di ciascun territorio,
- miglioramento e regolarità delle forniture nell'intero mercato comune, data la densità della rete distributiva di JCB. Tale rete specifica può anche aver consentito di concentrare gli sforzi di vendita sulle macchine nuove all'interno dei territori assegnati e una rapida fornitura in loco di pezzi di ricambio importati da altri Stati membri,
- tale cooperazione ha anche permesso di fornire un efficiente servizio di assistenza alla clientela all'interno dei territori assegnati, per macchine che richiedono riparazioni ad intervalli imprevedibili, in condizioni di servizio impegnative. Poiché le macchine per la costruzione e il movimento terra sono tecnicamente complesse, l'assistenza deve essere garantita da personale in grado di rispettare severi standard di servizio, garantendo condizioni di assistenza ottimali.
b) Riservare agli utilizzatori una congrua parte dell'utile che ne deriva
(208) Si può ritenere che i consumatori ottengano una congrua parte dei benefici oggettivi sopra delineati. È quindi una preoccupazione legittima selezionare i distributori in base alla loro capacità di fornire standard elevati di assistenza agli acquirenti dei prodotti JCB. Gli obblighi imposti ai distributori di impiegare personale specializzato e di prestare il servizio di assistenza alla clientela non escludevano il beneficio dell'esenzione per categoria ai sensi del regolamento (CEE) n. 1983/83 relativo alla distribuzione esclusiva. I negoziati di JCB per nominare Central Parts distributore ufficiale dimostrano che, a condizione che il costruttore fornisca un adeguato sostegno e un territorio, l'idoneità a divenire distributori ufficiali JCB non può essere esclusa per i commercianti paralleli di macchine JCB(186).
(209) La combinazione dell'esclusività territoriale con il divieto di vendere a distributori non autorizzati, possibili concorrenti dei distributori ufficiali, e l'acquisto esclusivo dei ricambi per i distributori ufficiali impedisce o restringe lo sviluppo del mercato della manutenzione, riparazione e fornitura di pezzi di ricambio in condizioni ottimali di sicurezza, mercato distinto da quello della vendita di macchine nuove. Riguardo al potere di mercato locale di cui gode un distributore ufficiale in relazione alle forniture urgenti, la suddetta combinazione pesa assai più dei benefici attesi per il consumatore, tenendo conto, in particolare, della consistente quota di mercato detenuta da JCB per le terne.
(210) Intanto, il consumatore non ottiene alcun evidente beneficio dall'obbligo imposto ai distributori ufficiali in Francia e in Italia, che rispettano gli standard di assistenza JCB, di acquistare macchine o pezzi di ricambio esclusivamente dalla controllata nazionale JCB, escludendo così altri fornitori di prodotti originali JCB come i distributori ufficiali situati in altri Stati membri(187). Tali distributori sono in grado di effettuare forniture ad un costo inferiore rispetto alla controllata JCB. Il consumatore non può quindi beneficiare di costi di acquisto inferiori.
(211) Anche l'applicazione di condizioni finanziarie sfavorevoli a seconda della destinazione geografica delle vendite (ad esempio, elementi non collegati ai costi, come il contributo per l'assistenza, l'aiuto fornito dal sistema "Multiple Deal Trading Support" che dipende dalla destinazione delle vendite, compensazioni per le vendite passive) non va a vantaggio dei consumatori. Dove le differenze di prezzo non dipendono dai costi o da differenze economiche oggettive, i consumatori si trovano di fronte a prezzi artificiosamente omogenei in tutti i territori per la stessa gamma di prodotti JCB. Analogamente, gli accordi o le pratiche concordate che fissano i prezzi di rivendita o gli sconti non sono vantaggiosi per il consumatore, che non può più avvantaggiarsi delle differenze di prezzo per prodotti identici all'interno della Comunità.
(212) Tuttavia, un contributo per l'assistenza a copertura dei costi reali sostenuti dal distributore che presta tale assistenza, essendo la macchina utilizzata nel suo territorio, favorirebbe la distribuzione delle macchine JCB nel mercato comune, apportando nel contempo vantaggi ai consumatori, solo a condizione che l'assistenza non potesse essere svolta e remunerata su normali basi commerciali dal distributore ufficiale nel cui territorio la macchina è utilizzata. La Commissione non dispone di prove dell'impossibilità di fornire su tali basi l'assistenza ipoteticamente remunerata con il contributo.
c) Evitare di imporre restrizioni che non siano indispensabili per raggiungere tali obiettivi
(213) L'applicazione di condizioni finanziarie sfavorevoli a seconda della destinazione geografica delle vendite non è indispensabile per migliorare la distribuzione dei prodotti JCB nel mercato comune. Armonizzando artificiosamente i prezzi, gli elementi di prezzo addebitati sulle vendite passive scoraggiano di fatto il trasferimento dell'efficienza distributiva da un territorio ad un altro. Per la stessa ragione, gli accordi e le pratiche concordate che fissano i prezzi di rivendita o gli sconti non sono indispensabili al miglioramento della distribuzione dei prodotti JCB, anche se apportassero qualche beneficio ai consumatori.
(214) In un sistema di distribuzione esclusiva le vendite passive devono essere permesse, per evitare che gli svantaggi per la concorrenza superino i benefici. Le restrizioni di tali vendite di macchine nuove e di pezzi di ricambio a distributori autorizzati o utilizzatori finali, basate sulla sola destinazione o sull'origine geografica dell'acquirente, non sono chiaramente indispensabili per ottenere i suddetti benefici economici, essendo dimostrato che non recano vantaggi ai consumatori. Lo stesso vale per quanto riguarda le vendite di macchine nuove a rivenditori non autorizzati, a condizione che abbiano accesso alle necessarie informazioni del costruttore sui requisiti tecnici e di sicurezza.
(215) All'interno del mercato comune, la combinazione dell'esclusività territoriale, della restrizione sulle vendite attive e passive e della distribuzione selettiva nella rete JCB non può essere considerata indispensabile al miglioramento della distribuzione delle macchine per la costruzione e il movimento terra, in riferimento alle quali JCB detiene per le terne una quota di mercato nella Comunità del 45 %. Tali macchine sono, per la maggior parte, utilizzate in aree geografiche limitate e non viaggiano su lunghe distanze e in diverse località, come gli autoveicoli. La Commissione non dispone di prove della propensione di una maggioranza di utilizzatori finali in ogni Stato membro a praticare l'arbitraggio tra Stati membri diversi. Di conseguenza, in questo settore, in assenza di intermediari con mandato conferito dagli acquirenti, il mercato parallelo garantisce che il mercato comune non sia frammentato dai distributori ufficiali che godono di un potere locale nel loro territorio, a svantaggio della concorrenza e degli acquirenti.
(216) Riservando al distributore ufficiale di ciascun territorio il proprio sostegno in termini di software integrato, riferimenti dei prodotti, microschede e istruzioni di sicurezza, JCB conferisce un considerevole vantaggio commerciale e competitivo alla propria rete distributiva. Si può sostenere che i rivenditori non autorizzati potrebbero non essere qualificati per garantire gli standard e i requisiti di sicurezza, rendendo quindi indispensabile restringere le vendite passive di pezzi di ricambio JCB. Questa tesi non può essere condivisa per una serie di ragioni:
- l'esclusività territoriale è un criterio di selezione quantitativa non connesso e non indispensabile alla fornitura di elevati standard di assistenza. Autorizzati o meno, i rivenditori sono responsabili dei prodotti e dei servizi che forniscono,
- gli utilizzatori di macchine per il movimento terra sono acquirenti professionali, che tengono conto dei vincoli di sicurezza nel definire la loro politica di acquisti e di manutenzione. Inoltre, l'assistenza da parte dei distributori ufficiali JCB potrebbe essere soggetta a prezzi artificiosamente uniformi. JCB potrebbe impedire la fornitura di pezzi di ricambio al di fuori della rete ufficiale, al fine di evitare che tale uniformità sia messa a rischio dalla concorrenza,
- infine, i vincoli di sicurezza per i prodotti JCB sono gli stessi per tutti i costruttori di macchine movimento terra. Non risulta alla Commissione che le macchine JCB, per quanto sicuramente specifiche, abbiano requisiti di sicurezza sostanzialmente diversi da quelle dei suoi concorrenti e tali da richiedere una fornitura selettiva di pezzi, o che detta selettività sia stata indispensabile per consentire a JCB di garantire ai clienti una maggiore sicurezza di funzionamento delle sue macchine rispetto ai concorrenti.
(217) La restrizione delle vendite passive di pezzi di ricambio a rivenditori non autorizzati impedisce ai riparatori di assicurare condizioni di sicurezza e servizi di manutenzione ottimali, poiché lascia al di fuori della rete ufficiale distributori o riparatori potenzialmente idonei. Tale restrizione impedisce l'emergere di un mercato competitivo per i servizi di riparazione e non è commisurata al fine di conseguire i benefici derivanti dalla distribuzione esclusiva dei pezzi di ricambio specifici JCB. È un paradosso per un costruttore sostenere che i rivenditori e i riparatori indipendenti non possono garantire elevati standard di sicurezza, quando siffatta situazione è attribuibile ad accordi conclusi dal costruttore stesso, che riserva il proprio sostegno logistico e tecnico esclusivamente ai distributori ufficiali.
(218) Di conseguenza, la Commissione non ritiene indispensabile al miglioramento della distribuzione, con i benefici di elevati standard di sicurezza per gli utilizzatori, limitare ai distributori autorizzati o agli utilizzatori finali la fornitura di macchine e pezzi di ricambio JCB, né assegnare territori esclusivi al di fuori dei quali le vendite attive o, a fortiori, passive non sono possibili.
(219) Da ultimo, affinché gli effetti vantaggiosi del contributo per l'assistenza giungano ai consumatori, non è indispensabile che tale contributo sia addebitato da JCB ai distributori ufficiali in base ad una formula o ad un importo fissi. È sufficiente che a tal fine i distributori ufficiali interessati calcolino i loro costi reali e negozino di conseguenza una tariffa caso per caso. Il servizio ipoteticamente coperto dal contributo, che per quanto necessario non è incluso nella garanzia JCB, potrebbe essere prestato e addebitato dal distributore che fornisce l'assistenza in base a normali criteri commerciali, tenendo conto dei costi specifici, oppure rimborsato direttamente da JCB. Entrambe le alternative sono meno restrittive di un contributo che agisce come disincentivo alle vendite fuori del territorio.
(220) La Commissione inoltre non ha bisogno di svolgere un esame dettagliato di tutti i vantaggi e gli svantaggi probabilmente derivanti da un sistema di distribuzione esclusiva e selettiva, che, come quello di JCB, comprende anche altre restrizioni indirette alle vendite al di fuori del territorio, qualora esistano prove del fatto che tale sistema è stato applicato, se non creato, per impedire le esportazioni e le importazioni e compartimentare così artificiosamente il mercato comune, nonché proteggere in modo abusivo i territori dei distributori.
(221) Poiché alcune delle condizioni cumulative di cui all'articolo 81, paragrafo 3, non sono soddisfatte, non è necessario verificare se gli accordi eliminano la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi. Né è necessario valutare se alcune combinazioni dei suddetti elementi restrittivi dell'accordo soddisfino le condizioni di cui all'articolo 81, paragrafo 3.
(222) Di conseguenza, non è possibile concedere un'esenzione individuale, neppure qualora JCB avesse notificato i suoi accordi nella forma effettivamente applicata.
C. ARTICOLO 3 DEL REGOLAMENTO N. 17
(223) A norma dell'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento n. 17, se la Commissione constata una infrazione alle disposizioni dell'articolo 81, può obbligare, mediante decisione, le imprese interessate a porre fine all'infrazione constata. La Commissione non dispone di prove del fatto che l'infrazione sia stata eliminata e JCB nega che tale infrazione esista o sia mai esistita.
(224) È quindi necessario obbligare JCB a porre fine alle infrazioni sopra descritte.
D. ARTICOLO 15 DEL REGOLAMENTO N. 17
1. ARTICOLO 15, PARAGRAFO 2
(225) L'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento n. 17 stabilisce che la Commissione può, mediante decisione, infliggere alle imprese ed alle associazioni di imprese ammende che variano da un minimo di mille unità di conto ad un massimo di un milione, con facoltà di aumentare quest'ultimo importo fino al 10 % del volume d'affari realizzato durante l'esercizio sociale precedente da ciascuna delle imprese che hanno partecipato all'infrazione, quando intenzionalmente o per negligenza, commettano un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato.
(226) JCB non poteva ragionevolmente non sapere che le sue azioni e i suoi accordi causavano una restrizione della concorrenza tra i suoi distributori ufficiali, compartimentando i territori nel mercato comune. Inoltre, già nel 1975 la Commissione aveva chiaramente avvisato JCB che i divieti diretti e indiretti alle esportazioni, come quelli giudicati in precedenza restrittivi della concorrenza, costituivano probabilmente un'infrazione all'articolo 81 (all'epoca articolo 85)(188). Inoltre, l'attuazione continuata degli accordi restrittivi o delle pratiche concordate deriva dall'intenzione di restringere la concorrenza tra i distributori nell'ambito della marca, come evidenziato dalle stesse dichiarazioni e istruzioni di JCB ai suoi distributori ufficiali o nei documenti della gestione interna(189). Si tratta quindi di un'infrazione commessa intenzionalmente.
2. ARTICOLO 15, PARAGRAFO 5
(227) L'articolo 15, paragrafo 5, lettera a), precisa che le ammende non possono essere inflitte per comportamenti posteriori alla notificazione alla Commissione, nella misura in cui essi restano nei limiti dell'attività descritta nella notificazione.
(228) Gli unici testi di accordi debitamente notificati alla Commissione sono i seguenti:
- Grecia, Portogallo, Spagna, Austria, Svezia e Finlandia: accordi notificati con il formulario A/B il 30 giugno 1973,
- Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Irlanda, Danimarca: accordi trasmessi il 18 dicembre 1975 (che modificano quelli notificati il 30 giugno 1973), formulario A/B datato 30 giugno 1973,
- Regno Unito: accordo trasmesso da ultimo il 29 dicembre 1995, formulario A/B datato 30 giugno 1973.
In particolare, gli accordi trasmessi nel 1980 e nel 1995 da applicarsi unicamente nel Regno Unito e l'accordo all'interno del gruppo con JCB France, trasmesso il 18 marzo 1976 in risposta ad una richiesta di informazioni ai sensi dell'articolo 11 del regolamento n. 17, non sono stati notificati conformemente ai regolamenti della Commissione in materia(190).
(229) La Commissione non ha assunto una posizione definitiva su alcun degli accordi sottoposti alla sua attenzione da JCB, debitamente notificati o meno. Tali accordi comprendono le seguenti restrizioni di concorrenza:
- il divieto, all'interno dei territori assegnati del Regno Unito, di rifornire all'ingrosso rivenditori non autorizzati a fini di rivendita (vale a dire vendite selettive all'interno della rete)(191). L'applicazione di questa clausola, esclusivamente nel Regno Unito, è nota alla Commissione dal 1975;
- il pagamento di un contributo di assistenza per le vendite effettuate al di fuori dei territori assegnati, il cui importo è negoziato in primo luogo dal distributore che effettua la vendita e dal distributore nel cui territorio è utilizzata la macchina(192). Questa clausola è a conoscenza della Commissione dal 1975 per il Regno Unito e gli altri Stati membri della CEE nel 1975, esclusa la Francia;
- gli obblighi di acquistare pezzi di ricambio, attrezzature e prodotti sussidiari per l'uso o le riparazioni di prodotti JCB solo da JCB e di utilizzare o fornire solo prodotti JCB nei lavori svolti a titolo di garanzia o di modifica su macchine JCB, se non diversamente autorizzati da JCB(193). Questa clausola è nota alla Commissione dal 1975 per il Regno Unito e gli altri Stati membri della CEE nel 1976.
(230) Delle tre restrizioni, le due seguenti sono state poste in atto in modo abusivo, applicate in Stati membri diversi da quelli per i quali erano state notificate, eseguite al di fuori dell'ambito di attività oggetto della notifica, rafforzate con restrizioni non notificate, oppure attuate in modo diverso da quanto notificato:
- il divieto di rifornire all'ingrosso a fini di rivendita,
- il contributo di assistenza.
a) Divieto di rifornire all'ingrosso per la rivendita nel Regno Unito
Attuazione abusiva
(231) Negli accordi di distribuzione di JCB notificati nel 1973, la clausola 5 stabiliva che i distributori ufficiali si impegnavano a non vendere macchine nuove JCB (con meno di 12 mesi di vita) e pezzi di ricambio, direttamente o indirettamente, al di fuori del Regno Unito. Inoltre si impegnavano ad adottare ogni ragionevole precauzione per evitare di vendere prodotti JCB a clienti che acquistano nel Regno Unito per rivendere all'estero. Ai sensi della clausola 4, i distributori ufficiali si impegnavano a vendere i prodotti JCB all'ingrosso a scopo di rivendita solo a subconcessionari autorizzati nel loro territorio e a vendere al dettaglio nel Regno Unito(194).
(232) La Commissione ha chiaramente obiettato alle clausole 4 e 5, poiché tra l'altro costituiscono un divieto di esportazione(195). La Commissione non ha fatto distinzione tra gli acquirenti provenienti da altri Stati membri in base al fatto che acquistassero per utilizzo proprio o per la rivendita, autorizzati da JCB o meno. Il Regno Unito, che costituiva il mercato nazionale in cui JCB deteneva la più elevata quota di mercato (56 %), era causa di particolari preoccupazioni per evitare che gli accordi JCB lo isolassero dal resto del mercato comune.
(233) La clausola 4, comunicata nel 1975, nel 1980 e nel 1995, con cui i distributori ufficiali si impegnano a non vendere i prodotti JCB all'ingrosso a scopo di rivendita, se non ad un subconcessionario autorizzato, è quindi stata applicata, nonostante il richiamo della Commissione nella lettera del 27 ottobre 1975, laddove impedisce ai distributori ufficiali sia di vendere macchine nuove (con meno di 12 mesi di vita) e pezzi di ricambio JCB, direttamente o indirettamente, al di fuori del Regno Unito, sia di vendere prodotti JCB a clienti che acquistano nel Regno Unito per esportare (vale a dire, la formulazione della clausola 5 nella versione notificata il 30 giugno 1973). Se la clausola 4 comunicata nel 1975 e successivamente era intesa a impedire tali transazioni, ciò equivarrebbe a sostituire le clausole contestate il 27 ottobre 1975 con altre aventi lo stesso effetto.
(234) Tuttavia, d'altro lato, JCB è stata anche incoraggiata a modificare i suoi accordi del 1973 per il Regno Unito alla luce della decisione relativa agli accordi di distribuzione BMW, adottata dalla Commissione nel 1974, che esentava gli obblighi di non rifornire distributori non autorizzati a scopo di rivendita. Né la suddetta decisione né l'accordo di JCB per il Regno Unito facevano alcuna distinzione riguardo alla provenienza di tali rivenditori non autorizzati o al luogo in cui questi avrebbero potuto vendere i prodotti.
(235) Benché la messa in atto della clausola 4 riguardo ai rivenditori di altri Stati membri sia contraria ai richiami iniziali della Commissione nel 1975, l'assenza di qualsiasi reazione da parte della Commissione dal 1976 ad oggi giustifica la decisione di non infliggere un'ammenda per l'attuazione di tale disposizione quando tale attuazione riguarda chiaramente le vendite dai distributori ufficiali del Regno Unito a rivenditori non autorizzati, anche di altri Stati membri.
Attuazione in Stati membri per i quali la restrizione non è stata notificata
(236) Risulta che, almeno in Irlanda, i distributori ufficiali effettuano forniture all'ingrosso a scopo di rivendita a distributori non autorizzati di altri Stati membri, previa autorizzazione da parte di JCB, come nel Regno Unito. Questa restrizione non è inclusa nell'accordo notificato per l'Irlanda e altri Stati membri(196). JCB applica un accordo che non ha notificato alla Commissione.
(237) Può essere inflitta un'ammenda a JCB quando, al di là dell'ambito della notificazione e considerate altre restrizioni presenti negli accordi notificati(197), ai distributori di Stati membri diversi dal Regno Unito vengono impedite o ristrette le vendite a distributori non autorizzati in altri Stati membri.
Esecuzione al di fuori dell'ambito di attività oggetto della notificazione
(238) JCB ha imposto compensazioni per la violazione della clausola 4 nel Regno Unito, relativamente alle vendite di pezzi di ricambio, per le quali non è previsto alcun aiuto, nel quadro del "Multiple Deal Trading Support", a rivenditori non autorizzati in altri Stati membri. L'imposizione di sanzioni pecuniarie ai distributori ufficiali per le vendite al di fuori del territorio a tali rivenditori non autorizzati è in sé una restrizione della concorrenza, nel contesto di altre restrizioni presenti negli accordi, come il contributo di assistenza. Tuttavia, nel formulario A/B che descrive le attività notificate, JCB ha espressamente dichiarato alla Commissione che non era applicabile alcuna sanzione alle imprese firmatarie del contratto di distribuzione per il Regno Unito(198).
(239) Le attività notificate alla Commissione nel formulario A/B nel Regno Unito sono quindi diverse da quelle effettivamente poste in essere da JCB ed è possibile infliggere a JCB un'ammenda per l'imposizione di tali sanzioni.
Rafforzamento con restrizioni non notificate
(240) I distributori ufficiali nel Regno Unito hanno esteso l'applicazione della clausola 4 in modo da limitare anche le vendite effettuate a distributori autorizzati e utilizzatori finali in altri Stati membri, secondo le istruzioni di JCB e al di là dei termini degli accordi comunicati alla Commissione. L'estensione abusiva della clausola notificata nel Regno Unito è evidente almeno in riferimento a Gunn JCB e Watling JCB.
(241) La restrizione è rafforzata anche dal modo in cui è attuato nel Regno Unito il sistema non notificato denominato "Multiple Deal Trading Support", che circoscrive gli sconti alle vendite effettuate a utilizzatori finali e penalizza le vendite al di fuori del territorio assegnato, rispetto a quelle effettuate al suo interno. Anche il contributo di assistenza nella sua reale attuazione, vale a dire non nella forma notificata, limita tali vendite e, come il "Multiple Deal Trading Support" rafforza le restrizioni notificate.
(242) È quindi possibile infliggere un'ammenda a JCB, poiché, conformemente agli accordi o alle istruzioni di JCB, i distributori ufficiali nel Regno Unito hanno ristretto le vendite ai distributori autorizzati o agli utilizzatori finali di altri Stati membri. Anche il "Multiple Deal Trading Support" nel Regno Unito può essere oggetto di un'ammenda.
b) Contributo di assistenza: applicazione diversa dal testo notificato
(243) Le disposizioni notificate nel 1975 riguardo al contributo di assistenza nel Regno Unito e in altri Stati membri della Comunità prevedono un contributo per l'assistenza tecnica. Secondo il richiamo della Commissione del 27 ottobre 1975 relativo alle disposizioni notificate nel 1973, l'importo del contributo deve essere concordato tra i distributori ufficiali interessati. Solo in caso di disaccordo JCB può intervenire per determinarne l'importo, facendo riferimento, tra l'altro, a tutte le circostanze del caso e al costo dell'assistenza (effettivamente) prestata, vale a dire non in base ad una stima di costi futuri.
(244) Oltre alle disposizioni notificate, altre istruzioni interne a JCB definiscono l'importo applicabile dai distributori ufficiali in Germania e Spagna rispettivamente pari al 4 % del prezzo locale al dettaglio e al 5 % del prezzo di acquisto del distributore. Analogamente, JCB, tramite le sue controllate in Francia e in Germania, negozia con i distributori ufficiali del Regno Unito il pagamento e l'importo del contributo per le vendite effettuate in tali Stati membri. In Francia risulta provato che il contributo per le terne esportate dal Regno Unito viene stabilito ripetutamente da JCB nella somma di [tra 5000 e 15000] franchi francesi(199). In nessuno di questi casi il contributo è negoziato in primo luogo tra i distributori ufficiali interessati sulla base dei costi reali e delle circostanze del caso, né esiste alcuna prova di un disaccordo tra tali distributori. Di fatto, allo scopo di definire l'importo e di imporre il pagamento del contributo, le controllate nazionali di JCB agiscono come se fossero distributori indipendenti nei rispettivi Stati membri. Tuttavia, fanno parte del gruppo JCB.
(245) L'effettiva attuazione del contributo di assistenza è di fatto più vicina alle disposizioni notificate nel 1973, contestate dalla Commissione nel 1975, che non a quelle comunicate in seguito. In base alle disposizioni notificate inizialmente, JCB addebitava al distributore esportatore un importo pari al 15 % del prezzo al dettaglio, stabilito nell'accordo con JCB(200). Dopo il 1975 JCB ha nascosto il modo in cui la disposizione è attuata in realtà e ha presentato un accordo che non viene seguito. Il fatto che i distributori ufficiali non possano negoziare liberamente e definire tra loro l'importo del contributo per l'assistenza è passibile di un'ammenda, considerato l'effetto restrittivo del contributo nella forma in cui viene applicato.
JCB afferma che le sue preoccupazioni riguardavano solo le vendite ai rivenditori non autorizzati, le vendite attive al di fuori dei territori assegnati e l'applicazione del contributo di assistenza stabilito negli accordi (RCA II, pagg. 9-11). JCB sostiene che ha attuato i suoi accordi di distribuzione conformemente ai termini notificati alla Commissione e da questa accettati:
- quelli che la Commissione presenta come esempi dell'azione di JCB volta ad impedire le esportazioni parallele costituiscono di fatto l'attuazione delle restrizioni notificate o dell'obbligo legittimo notificato di non effettuare vendite attive al di fuori del territorio,
- il contributo di assistenza vuole rappresentare il costo dell'assistenza tecnica e una ragionevole componente di profitto, di modo che lo stesso importo possa essere applicato alla stessa macchina.
Quanto alla legittimità dell'obbligo di non effettuare vendite attive al di fuori del territorio e al fatto che sia stato notificato, gli accordi trasmessi da JCB alla Commissione non conferiscono a JCB il diritto di impedire tali vendite agli utilizzatori finali, a condizione che tali vendite siano effettuate da una sede situata all'interno del territorio assegnato (cfr. paragrafi 48, 54, 62, 64 e 69).
(246) In conclusione, l'argomentazione concernente la notificazione riguarda la possibilità della Commissione di comminare un'ammenda per le infrazioni. L'articolo 15, paragrafo 5, del regolamento n. 17 non vieta alla Commissione di infliggere un'ammenda a JCB per:
- gli accordi non notificati o le pratiche concordate che impediscono o limitano le vendite al di fuori del territorio in tutti gli Stati membri per i quali sussistono prove(201), comprese le vendite a distributori non autorizzati, ad eccezione del Regno Unito, per il quale la restrizione sulle vendite ai distributori non autorizzati è stata notificata o comunicata alla Commissione,
- l'imposizione non notificata di sanzioni nel Regno Unito per le vendite a rivenditori non autorizzati, le restrizioni non notificate degli acquisti all'interno della rete (vale a dire le forniture incrociate) da distributori autorizzati mediante obblighi di acquisto esclusivo in Francia e in Italia; l'estensione degli accordi in modo da limitare le vendite ai rivenditori autorizzati e agli utilizzatori finali, l'attuazione del contributo di assistenza con modalità diverse da quelle notificate, il rafforzamento delle restrizioni con il sistema "Multiple Deal Trading Support" e la fissazione dei prezzi di rivendita o degli sconti in Francia e nel Regno Unito. Inoltre, le restrizioni attuate da JCB riguardanti gli acquisti all'interno della rete, le vendite al di fuori del territorio a distributori autorizzati o utilizzatori finali, il mantenimento dei prezzi di rivendita e i contributi di assistenza fissati da JCB sono stati oggetto di obiezione da parte della Commissione nell'ottobre 1975 e di conseguenza eliminati dai contratti scritti presentati da JCB nel dicembre 1975(202). Sono quindi stati attuati espressamente in opposizione ai richiami della Commissione.
3. IMPORTO DELL'AMMENDA
(247) Ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento n. 17, per determinare l'ammontare dell'ammenda, occorre tener conto sia della gravità sia della durata dell'infrazione. La Commissione tiene conto altresì di circostanze aggravanti e attenuanti.
a) Gravità
(248) Nel valutare la gravità delle infrazioni, la Commissione tiene conto della loro natura, dell'impatto effettivo sul mercato, laddove sia misurabile, e delle dimensioni del mercato geografico rilevante. Gli accordi di distribuzione che, come quelli di JCB, hanno per oggetto la compartimentazione dei mercati nazionali all'interno del mercato comune mediante una gamma di restrizioni della concorrenza, mettono a rischio il corretto funzionamento del mercato unico, vanificano uno dei principali obiettivi della Comunità e sono ritenuti da decenni infrazioni all'articolo 81 del trattato nella prassi decisionale e nella giurisprudenza.
(249) L'attuazione di tali restrizioni è sicuramente evidente riguardo ai distributori, per lo meno in vari Stati membri che costituiscono una parte sostanziale del mercato comune. Le vendite di macchine di movimento terra nella Comunità sono ammontate nel 1997 a 7760 milioni di EUR. Il mercato servito da JCB ha quindi dimensioni consistenti. La combinazione delle restrizioni applicate da JCB riguarda un gran numero di distributori nella Comunità, ai quali è stato impedito di importare o esportare i prodotti di JCB nel territorio comunitario. Si tratta delle restrizioni seguenti:
- restrizioni alla libertà dei distributori di determinare i prezzi di rivendita: Regno Unito e Francia,
- restrizioni sul territorio in cui i distributori possono effettuare vendite passive: Regno Unito, Francia, Italia, Irlanda, comprese le restrizioni sulle vendite passive a utilizzatori finali o agenti debitamente nominati nel Regno Unito,
- remunerazione dei distributori dipendente dal territorio in cui vendono (Multiple Deal Trading Support e contributo di assistenza nella forma in cui sono attuati): Regno Unito e Francia,
- restrizioni delle forniture incrociate tra distributori mediante obblighi di acquisto esclusivo: Francia e Italia.
(250) Sebbene non sia un gruppo diversificato multiprodotti, JCB è una grande impresa, con notevole potere in alcuni dei mercati del prodotto e mercati geografici interessati e ha un'effettiva capacità di causare con il suo comportamento danni significativi ad altri operatori a valle, e possiede le infrastrutture che dovevano consentirle di sapere che la sua condotta costituisce una violazione dell'articolo 81.
(251) Alla luce di questi fattori, l'infrazione di JCB è quindi molto grave e deve dar luogo ad un'ammenda dell'importo di 25000000 di EUR, in considerazione della sua gravità.
b) Durata
(252) Nel complesso, le prove dimostrano che i diversi elementi dell'infrazione sono stati presenti tra il 1988 e il 1998, con le seguenti modalità:
- restrizioni alla libertà dei distributori di determinare i prezzi di rivendita: dal 1991 al 1996 (paragrafo 171),
- restrizioni sul territorio in cui i distributori possono effettuare vendite passive, comprese le restrizioni sulle vendite passive a utilizzatori finali o agenti debitamente nominati: dal 1989 al 1998 (paragrafo 149),
- remunerazione dei distributori dipendente dal territorio in cui vendono (Multiple Deal Trading Support e contributo di assistenza nella forma in cui sono stati attuati): dal 1988 al 1996 (paragrafi 158 e 163),
- restrizioni delle forniture incrociate tra distributori: dal 1992 al 1996 (paragrafo 175).
(253) Il periodo di 11 anni nel quale è stato attuato almeno uno degli elementi degli accordi o pratiche di cui sopra costituisce quindi un periodo di lunga durata. Tuttavia, solo tra il 1992 e il 1996 tutti gli elementi suddetti sono stati attuati contemporaneamente, mentre nel 1991 si riscontra la presenza di tre degli elementi, di due dal 1989 al 1990 e di uno solo nel 1988, 1997 e 1998. Considerato quanto sopra, l'aumento da applicare per la durata dell'infrazione è del 55 % (13750000 EUR in totale).
(254) L'importo di base risultante dalla gravità e dalla durata dell'infrazione è quindi di 38750000 EUR.
c) Circostanze aggravanti o attenuanti
(255) JCB ha adottato procedure di ritorsione contro Gunn JCB, un distributore partecipante all'infrazione che non si è conformato all'accordo, imponendogli sanzioni per un valore di 288271 sterline (432000 EUR). JCB aveva tra l'altro notificato che non sarebbero state applicate sanzioni nell'esecuzione degli accordi (cfr. paragrafi 40, 61, 91). La Commissione non ha invece la prova di altri casi in cui JCB abbia applicato misure di ritorsione analoghe.
(256) Considerata questa circostanza aggravante, l'importo di base è aumentato di 864000 EUR.
(257) La Commissione non ritiene che vi siano circostanze attenuanti da prendere in considerazione.
(258) L'importo complessivo dell'ammenda, ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 2, è quindi di 39614000 EUR.
E. DESTINATARI DELLA DECISIONE
(259) L'accordo o le pratiche concordate sono stati conclusi tra varie società controllate del gruppo JCB e i suoi distributori ufficiali.
(260) La compartimentazione del mercato geografico potrebbe essere vantaggiosa per alcuni distributori, in particolare dove la protezione territoriale tutela i loro territori dalle vendite effettuate da altri distributori più efficienti. Tuttavia, nell'applicare i vari elementi dell'accordo, alcuni di questi distributori hanno agito dietro coazione e contro il loro interesse economico. Inoltre, la Commissione dispone solo di prove occasionali o indirette della richiesta da parte dei distributori di attuare l'accordo restrittivo. Analogamente, non vi sono prove di legami collusivi tra i distributori ufficiali in diversi Stati membri, mentre alcune disposizioni potrebbero anche essere diverse a seconda dello Stato membro o presenti solo in alcuni Stati membri.
(261) Viceversa, JCB sembra essere l'unica parte attiva nel definire, stabilire e attuare ogni disposizione dell'accordo o della pratica concordata, in tutti gli Stati membri interessati, durante l'intero periodo per cui sussistono le prove. È quindi opportuno indirizzare una decisione che constata l'infrazione e chiede di porvi fine a JCB Service che, secondo JCB, possiede e controlla le società del gruppo JCB (la cui denominazione commerciale nota è JC Bamford Excavators) coinvolte nell'accordo. L'ammenda va comminata a JCB Service,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
JCB Service e le sue controllate hanno violato l'articolo 81 del trattato attuando con i distributori autorizzati accordi o pratiche concordate aventi per oggetto di restringere la concorrenza all'interno del mercato comune, allo scopo di compartimentare i mercati nazionali e di fornire una protezione assoluta nei territori esclusivi al di fuori dei quali si è impedito ai distributori autorizzati di effettuare vendite attive, e segnatamente ponendo in essere le seguenti pratiche:
a) restrizioni sulle vendite passive da parte dei distributori autorizzati nel Regno Unito, in Irlanda, in Francia e in Italia, incluse le vendite a distributori non autorizzati, utilizzatori finali e distributori autorizzati situati al di fuori dei territori esclusivi e, in particolare, in altri Stati membri;
b) restrizioni sulle fonti di approvvigionamento per quanto riguarda gli acquisti dei prodotti contrattuali da parte dei distributori autorizzati situati in Francia e in Italia, che impediscono le forniture incrociate tra distributori;
c) fissazione degli sconti o dei prezzi di rivendita applicabile dai distributori autorizzati nel Regno Unito e in Francia;
d) imposizione di contributi per l'assistenza tecnica sulle vendite in altri Stati membri effettuate da distributori autorizzati al di fuori dei territori esclusivi nel Regno Unito, su iniziativa di JC Bamford Excavators Ltd o altre società controllate di JCB Service e in base a formule da questi prefissate, facendo così dipendere la remunerazione dei distributori dalla destinazione geografica delle vendite;
e) revoca degli sconti accordati a seconda che le vendite nel Regno Unito siano effettuate all'interno o all'esterno dei territori esclusivi o a seconda che i distributori autorizzati, nel territorio dei quali sono utilizzati i prodotti contrattuali, raggiungano un accordo con i distributori autorizzati che effettuano la vendita, facendo così dipendere la remunerazione dei distributori dalla destinazione geografica delle vendite.
Articolo 2
La domanda di esenzione presentata da JC Bamford Excavators Ltd il 30 giugno 1973 è respinta.
Articolo 3
JCB Service e le sue controllate sono tenute a porre fine alle infrazioni constatate all'articolo 1 in seguito alla notifica della presente decisione. Entro due mesi dalla notifica della presente decisione, JCB Service o le sue controllate, in particolare JC Bamford Excavators Ltd:
a) informano i loro distributori autorizzati nella Comunità che è loro permesso praticare vendite passive a utilizzatori finali e distributori autorizzati;
b) modificano gli accordi con i distributori autorizzati, consentendo le vendite passive a distributori non autorizzati all'interno dei territori esclusivi di altri distributori autorizzati, nonché le vendite attive e passive ai distributori non autorizzati nei loro territori, oppure autorizzando le vendite attive e passive da parte dei distributori autorizzati ad altri distributori autorizzati, utilizzatori finali o loro agenti debitamente nominati al di fuori dei loro territori esclusivi;
c) modificano gli accordi con i distributori autorizzati in Italia e in Francia, consentendo gli acquisti di prodotti contrattuali presso altri distributori autorizzati nella Comunità e informano di conseguenza tutti i distributori autorizzati nella Comunità;
d) informano i loro distributori autorizzati nella Comunità che le richieste, da parte delle controllate, di contributi di assistenza tecnica a carico dei distributori autorizzati, senza che si abbia la prova di un precedente disaccordo tra i distributori interessati, sono nulle e devono essere ignorate;
e) informano i loro distributori autorizzati nel Regno Unito che gli sconti nel quadro del sistema "Multiple Deal Trade Support" sono concessi indipendentemente dal fatto che le vendite siano effettuate all'interno o all'esterno del territorio dei distributori o dalla conclusione di accordi con altri distributori al di fuori del territorio;
f) inviano copie della corrispondenza di cui sopra e degli accordi modificati alla Commissione.
Articolo 4
Un'ammenda di 39614000 EUR è inflitta a JCB Service per le infrazioni di cui all'articolo 1, tranne che per le restrizioni sulle vendite a distributori non autorizzati effettuate nel Regno Unito, per le quali non si applica alcuna ammenda.
Articolo 5
L'ammenda di cui all'articolo 4 deve essere pagata in euro entro tre mesi a decorrere dalla data di notificazione della presente decisione, sul conto n. 642-0029000-95 della Commissione europea presso il Banco Bilbao Vizcaya Argentaria BBVA, Avenue des Arts/Kunstlaan 4, B-1040 Bruxelles.
Trascorsi tre mesi, matureranno automaticamente interessi, al tasso applicato dalla Banca centrale europea sulle sue principali operazioni di rifinanziamento in vigore il primo giorno lavorativo del mese nel corso del quale la presente decisione è stata adottata, maggiorato di 3,5 punti percentuali, ossia al tasso dell'8,32 %.
Articolo 6
In riferimento agli obblighi di cui all'articolo 3, una penale di 1000 EUR sarà addebitata a JCB Service per ogni giorno di ritardo nell'attuazione della presente decisione. Tale ritardo è calcolato a partire dalla scadenza del periodo di due mesi specificato per l'attuazione.
Articolo 7
Destinataria della presente decisione è JCB Service, Rocester, Stafforshire, Inghilterra, UK-STI4 5JP.
La presente decisione costituisce titolo esecutivo a norma dell'articolo 256 del trattato.
Fatto a Bruxelles, il 21 dicembre 2000.

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