Document ID: 31984D0259

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 10 maggio 1984
che accetta gli impegni assunti nell'ambito della procedura antidumping relativa alle importazioni di alcuni tipi di carta sensibile per foto a colori originarie del Giappone e chiude tale procedura
(84/259/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 3017/79 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 1580/82 (2), in particolare l'articolo 11,
previe consultazioni in seno al comitato consultivo previsto dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Nell'agosto 1983 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dal Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC) a nome dell'Agfa-Gevaert AG (Agfa), la cui produzione rappresenta una quota notevole della produzione comunitaria del prodotto in oggetto. La denuncia conteneva elementi di prova in ordine all'esistenza di pratiche di dumping e del notevole pregiudizio da esse derivante, ritenuti sufficienti a giustificare l'avvio di una procedura.
(2) Pertanto la Commissione, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), ha annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di carta sensibile per foto a colori di cui alla sottovoce ex 37.03 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 37.03-29, originarie del Giappone ed ha avviato un'inchiesta.
(3) La Commissione ne ha debitamente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore, il ricorrente e quei produttori comunitari che, pur non avendo partecipato alla denuncia, l'hanno tuttavia sostenuta e cioè l'Eastman Kodak Co., Londra, Regno Unito (Kodak), e la Minnesota Mining and Manufacturing Co., Milano, Italia (3M), e ha dato alle parti direttamente interessate l'opportunità di rendere note le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
(4) Tutti i produttori, esportatori ed importatori noti, hanno reso note le loro osservazioni per iscritto. Tutti gli esportatori, alcuni degli importatori e dei consumatori e il ricorrente hanno chiesto ed ottenuto di essere intesi oralmente. Uno degli esportatori, la Konishiroku Photo Industry Co., Ltd (Konishiroku), ha chiesto ed ottenuto di poter incontrare rappresentanti dell'Agfa in conformità con l'articolo 7, paragrafo 6, del regolamento (CEE) n. 3017/79. Tutti gli altri esportatori sono stati invitati, ma hanno declinato l'invito o non hanno manifestato interesse a partecipare alla riunione, che è stata in seguito annullata su richiesta della Konishiroku.
(5) Osservazioni sono state presentate dall'Associazione europea dei fotografi professionali (Council of the Professional Photographers of Europe) « Europhot » a nome dei consumatori di carta sensibile per foto a colori.
(6) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di un accertamento preliminare ed ha effettuato i seguenti controlli in loco:
Produttori comunitari
- Agfa-Gevaert AG, Leverkusen, Repubblica federale di Germania,
- Eastman Kodak Co., Londra, Regno Unito,
Produttori/esportatori non comunitari
- Fuji Photo Film Co., Ltd, Tokyo, Giappone (Fuji),
- Konishiroku Photo Industry Co., Ltd, Tokyo, Giappone (Konishiroku),
- Mitsubishi Paper Mills, Ltd, Tokyo, Giappone (Mitsubishi),
- Oriental Photo Industrial Co., Ltd, Tokyo, Giappone (Oriental).
Importatori comunitari
Sono state effettuate visite presso alcuni importatori, comprese le seguenti ditte consociate con gli esportatori:
- Fuji Photo Film (Europe) GmbH, Duesseldorf, Repubblica federale di Germania,
- Fuji Photo Film (UK) Ltd, Londra, Regno Unito,
- Konishiroku Photo Industry (Europe) GmbH, Amburgo, Repubblica federale di Germania,
- Konishiroku UK, Londra, Regno Unito.
(7) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo compreso tra il 1o ottobre 1982 e il 30 settembre 1983.
B. Valore normale
(8) Il valore normale è stato provvisoriamente determinato sulla base della media ponderata dei prezzi praticati sul mercato interno da tutti i produttori giapponesi che hanno esportato nella Comunità. L'uso di questa base è stato contestato dalla Fuji e dalla Konishiroku in quanto le vendite sul mercato giapponese non avvengono tra parti indipendenti, non vengono quindi effettuate nel corso di normali operazioni commerciali e non devono pertanto essere usate come base per un confronto. Si adduce inoltre che le caratteristiche peculiari del mercato giapponese comprendono la fornitura di servizi, il che rende inadatto l'uso dei prezzi interni. La Fuji ha proposto, come base alternativa per il calcolo del valore normale, il valore costruito o i prezzi all'esportazione negli Stati Uniti, la Konishiroku ha proposto invece il valore costruito o i prezzi all'esportazione in paesi extracomunitari.
(9) La Commissione ritiene tuttavia che le vendite a ditte consociate in Giappone avvengano a prezzi paragonabili a quelli praticati, per prodotti simili, a ditte non associate, che i prezzi di vendita sul mercato giapponese sono proporzionati ai costi di produzione e che le vendite in Giappone vengono effettuate secondo condizioni e prezzi che, per un certo tempo, sono stati normali negli scambi in questione. Ai fini degli accertamenti provvisori, la Commissione considera pertanto equo ed adeguato l'uso dei prezzi interni giapponesi come base di calcolo per il valore normale.
(10) Due esportatori giapponesi hanno venduto il prodotto in questione per esportazione nella Comunità sotto forma di rotoli larghi; sul mercato interno il prodotto è invece venduto dopo essere stato tagliato e confezionato in rotoli di dimensioni più piccole. Gli esportatori hanno proposto che il valore normale dei rotoli larghi venga calcolato in base ai loro prezzi d'esportazione in paesi extracomunitari o in base ai loro valori costruiti. La Commissione ritiene invece che il prodotto venduto sul mercato giapponese sia un prodotto simile, avendo caratteristiche che lo rendono molto simile a quello esportato nella Comunità. Pertanto, dato che vendite effettuate sul mercato giapponese consentono un adeguato confronto, la Commissione ha stabilito che il valore normale relativo ai rotoli larghi deve essere basato sui prezzi di vendita interni e ha tenuto conto delle differenze nella natura del prodotto esportato nella Comunità nel paragrafo 16 qui di seguito.
C. Prezzo all'esportazione
(11) Per quanto riguarda le esportazioni di società giapponesi ad importatori indipendenti della Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati calcolati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto venduto.
(12) In tutti gli altri casi in cui le esportazioni sono state effettuate a società consociate nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati costruiti in base ai prezzi ai quali i prodotti importati sono stati rivenduti per la prima volta ad un acquirente indipendente, debitamente adeguati per tener conto di tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita, compreso il dazio doganale, nonché di un margine di utile del 5 %. Tale margine di utile è stato considerato equo in funzione dei margini di utile degli importatori indipendenti del prodotto in questione.
D. Confronto
(13) Nel confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione, la Commissione ha tenuto conto, se del caso, delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, quali per esempio le condizioni e le modalità di vendita nei casi in cui si poteva adeguatamente dimostrare un rapporto diretto. Queste differenze riguardano in particolare l'imposta al consumo, le modalità di credito, l'assistenza tecnica, i salari pagati ai venditori, nonché le spese accessorie, l'imballaggio, il trasporto, l'assicurazione, la movimentazione e il carico.
(14) Sono stati inoltre proposti adeguamenti per le spese amministrative degli uffici vendita, per la pubblicità, le promozioni delle vendite e le spese generali. Gli elementi di prova presentati non sono stati tuttavia sufficienti a dimostrare in modo inequivocabile l'esistenza di un rapporto diretto tra i suddetti costi e le vendite in questione; la Commissione non ha pertanto proceduto ad alcun adeguamento. L'Oriental ha chiesto un adeguamento per differenze di stadio commerciale, ma, non avendo suffragato le proprie affermazioni con un'opportuna documentazione, non ha ottenuto alcun adeguamento.
(15) A seguito dell'inchiesta svolta nella sua sede di Tokyo, la Konishiroku ha chiesto un adeguamento per differenze nelle condizioni di credito, per cui è stata usata una base diversa da quella accertata precedentemente. Ai fini dei suoi accertamenti preliminari, la Commissione ha usato la base convenuta con la società in occasione della sua visita a Tokyo.
(16) Per quanto riguarda i prezzi all'esportazione dei rotoli larghi che non sono venduti sul mercato giapponese, la Commissione ha tenuto conto delle differenze nella natura del prodotto sulla base delle differenze corrispondenti nei costi di produzione.
E. Margini
(17) L'esame preliminare dei fatti dimostra l'esistenza di pratiche di dumping per quanto riguarda le esportazioni di tutti i produttori giapponesi oggetto dell'inchiesta; il margine di dumping è pari all'importo per il quale il valore normale stabilito supera il prezzo all'esportazione nella Comunità.
(18) I margini variano secondo l'esportatore e lo Stato membro importatore con la seguente media ponderata per ciascuno degli esportatori oggetto dell'indagine:
Fuji Photo Film Co. 68,2 %
Konishiroku Photo Industry Co. 51,6 %
Oriental Photo Industrial Co. 39,4 %
Mitsubishi Paper Mills Co. 12,2 %
F. Pregiudizio
(19) Per quanto riguarda il pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping, dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta che le importazioni nella Comunità di carta sensibile per foto a colori originarie del Giappone sono aumentate da 17 530 000 m2 nel 1980 a 40 920 000 m2 nel 1983, con un conseguente aumento della quota di mercato detenuta dalle importazioni giapponesi dal 22,8 % al 39,1 % nello stesso periodo. Nella Repubblica federale di Germania, che è il principale mercato comunitario per il prodotto in questione, nonché il mercato del ricorrente, le importazioni giapponesi hanno guadagnato nel 1983 una quota di mercato pari al 61,6 % rispetto al 30,7 % nel 1980.
(20) Nel periodo oggetto dell'inchiesta i prezzi medi ponderati di rivendita delle importazioni in questione sono stati inferiori di un massimo del 29,8 % rispetto ai prezzi più alti praticati dai produttori comunitari, e in media del 19,8 % rispetto ai prezzi di tutti i produttori comunitari. In generale i prezzi di rivendita delle importazioni oggetto di dumping sono stati inferiori a quelli necessari per coprire i costi del produttore ricorrente e per procurare a quest'ultimo un utile equo. Tuttavia, i prezzi di rivendita del prodotto importato in quantitativi relativamente modesti dalla Oriental non hanno causato pregiudizio al ricorrente.
Benché la denuncia sia stata inoltrata soltanto dall'Agfa, principale fabbricante comunitario del prodotto in questione, gli altri produttori comunitari, Kodak e 3M, hanno dichiarato alla Commissione di aver subito un pregiudizio a causa delle importazioni giapponesi oggetto di dumping. La Commissione non è stata tuttavia in grado di accertare l'entità del pregiudizio causato ai produttori comunitari che non hanno partecipato alla denuncia per l'insufficienza delle informazioni fornite da questi ultimi; essa si è limitata a circoscrivere le conseguenze delle importazioni oggetto di dumping sull'Agfa la quale, essendo il principale produttore comunitario, può essere considerata rappresentativa dell'industria comunitaria in questo settore.
(21) Le conseguenze per il ricorrente sono state soprattutto una riduzione della quota del mercato comunitario che è passata da un indice 100 nel 1980 (la cifra esatta rimane riservata) a un indice 68,8 nel 1983. Sempre nel 1983, a causa delle importazioni a basso prezzo, è sceso del 4,2 % anche il prezzo medio unitario del prodotto in questione e il ricavato delle vendite non ha coperto la totalità dei costi, con pesanti perdite finanziarie per il ricorrente. Nel 1983 quest'ultimo ha ridotto di oltre il 10 % la manodopera impiegata per la fabbricazione della carta sensibile. (22) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio causato al ricorrente sia stato provocato da altri fattori, quali le importazioni da paesi terzi, modifiche nell'andamento della domanda o attività di altri produttori comunitari. In base agli elementi di prova disponibili è stato tuttavia accertato che la quota di mercato detenuta dalle importazioni provenienti da paesi terzi, eccettuato il Giappone, è scesa da un indice 100 nel 1980 (la cifra esatta rimane riservata) a un indice 58 nel 1983; la quota di mercato degli altri due produttori comunitari è rimasta stabile, nello stesso periodo, mentre il consumo comunitario è aumentato del 36,2 %. Inoltre, nel 1983 i prezzi di vendita degli altri produttori comunitari sono stati superiori dal 20,3 % al 31,9 % a quelli praticati dal ricorrente e superiori dal 29,9 % al 42,5 % ai prezzi medi delle importazioni giapponesi.
(23) Tutti questi fattori hanno indotto la Commissione a stabilire che, date le loro conseguenze, le importazioni oggetto di dumping di alcuni tipi di carta sensibile per foto a colori originarie del Giappone, considerate singolarmente, devono essere ritenute causa di pregiudizio per l'industria comunitaria interessata.
G. Interesse della Comunità
(24) La Commissione ha esaminato se sia nell'interesse della Comunità adottare misure di difesa. È stato affermato che un incremento del prezzo del prodotto giapponese importato, dovuto a intervento antidumping, non potrebbe essere addebitato al consumatore finale da parte dei laboratori di stampa o dei commercianti poiché, a causa della forte concorrenza, laboratori e commercianti subirebbero perdite tali da pregiudicare la loro sopravvivenza. Secondo le informazioni ottenute dalla Commissione sembra tuttavia che nella gamma dei prezzi imposti dai laboratori ai commercianti le differenze siano quasi del 250 % e addirittura del 400 % nei prezzi imposti dai commercianti al consumatore finale. Poiché solo circa un quarto del costo complessivo della stampa a colori è imputabile a quello della carta sensibile, un modesto incremento del prezzo del prodotto avrebbe conseguenze non gravi sul costo per il consumatore e non inciderebbe sulle abitudini d'acquisto in un mercato dove i prezzi variano già in modo così rilevante.
(25) In considerazione degli interessi della Comunità, nonché del margine di dumping e della portata del pregiudizio accertati provvisoriamente, la Commissione ha concluso che è necessario adottare opportune misure.
(26) Per quanto riguarda le importazioni provenienti dalla Mitsubishi, la Commissione considera minimo il pregiudizio provocato, che è pari allo 0,54 % del prezzo franco frontiera comunitaria, e non procederà pertanto ad alcuna azione contro questa ditta.
(27) Sono altresì escluse da qualsiasi azione antidumping le esportazioni della Oriental, non avendo esse provocato alcun pregiudizio all'industria comunitaria.
H. Impegni
(28) Gli esportatori interessati sono stati informati delle risultanze dell'inchiesta preliminare e hanno formulato le rispettive osservazioni in merito. La Fuji e la Konishiroku hanno quindi offerto impegni riguardo alle proprie esportazioni nella Comunità di alcuni tipi di carta sensibile per foto a colori.
(29) Detti impegni comporteranno un aumento dei prezzi all'esportazione nella Comunità fino al livello che la Commissione, tenuto conto, da un lato, del prezzo di vendita necessario ad assicurare un utile adeguato al principale produttore comunitario e, dall'altro, dei prezzi d'acquisto degli importatori comunitari, delle loro spese e margini di profitto, ha ritenuto necessario per eliminare il pregiudizio. Tale aumento non supererà comunque i margini di dumping risultanti dall'inchiesta.
(30) Di conseguenza gli impegni offerti sono ritenuti accettabili e la procedura può essere chiusa senza l'imposizione di un dazio antidumping.
(31) Il comitato consultivo non ha sollevato obiezioni in merito, DECIDE:
Articolo 1
Gli impegni assunti da:
Fuji Photo Film Co. Ltd, Tokyo, Giappone, e
Konishiroku Photo Industry Co. Ltd, Tokyo, Giappone,
nell'ambito della procedura antidumping relativa alle importazioni di alcuni tipi di carta sensibile per foto a colori, di cui alla sottovoce ex 37.03 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 37.03-29, originarie del Giappone sono accettati.
Articolo 2
La procedura antidumping di cui all'articolo 1 è chiusa.
Fatto a Bruxelles, il 10 maggio 1984.

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