Document ID: 32013D0707

DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE
del 4 dicembre 2013
relativa alla conferma dell'accettazione di un impegno offerto in relazione ai procedimenti antidumping e antisovvenzioni relativi alle importazioni di moduli fotovoltaici in silicio cristallino e delle relative componenti essenziali (celle) originari o provenienti dalla Repubblica popolare cinese per il periodo di applicazione di misure definitive
(2013/707/UE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea («il trattato»),
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1) («il regolamento antidumping di base»), in particolare gli articoli 8 e 9,
visto il regolamento (CE) n. 597/2009 del Consiglio, dell'11 giugno 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (2) («il regolamento antisovvenzioni di base»), in particolare gli articoli 13 e 15,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
1. Misure provvisorie
(1)
Con il regolamento (UE) n. 513/2013 (3) la Commissione europea («la Commissione») ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nell'Unione di moduli fotovoltaici in silicio cristallino e delle relative componenti essenziali (celle e wafer) originari o provenienti dalla Repubblica popolare cinese («RPC»).
(2)
Con la decisione 2013/423/UE (4) la Commissione ha accettato l'offerta di impegno («l'impegno») sui prezzi di un gruppo di produttori esportatori, in collaborazione con la Camera di commercio cinese per l'importazione e l'esportazione di macchinari e prodotti elettronici («CCCME»). Con il regolamento (UE) n. 748/2013 (5) la Commissione ha modificato il regolamento (UE) n. 513/2013 al fine di apportare le modifiche tecniche necessarie conseguenti all'accettazione dell'impegno.
(3)
L'8 novembre 2012 la Commissione ha aperto un procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni nell'Unione di moduli fotovoltaici in silicio cristallino e delle relative componenti chiave (celle e wafer) originari della Repubblica popolare cinese (6).
2. Fase successiva del procedimento
(4)
In seguito all'adozione delle misure antidumping provvisorie la Commissione ha proseguito l'inchiesta sul dumping, sul pregiudizio e sull'interesse dell'Unione, nonché il parallelo procedimento antisovvenzioni. I wafer sono stati esclusi dal campo di applicazione di entrambe le inchieste e, conseguentemente, dal campo di applicazione delle misure definitive.
(5)
L'inchiesta antidumping ha confermato le conclusioni provvisorie di dumping pregiudizievole. Le conclusioni definitive dell'inchiesta sono riportate nel regolamento di esecuzione (UE) n. 1238/2013 (7) del Consiglio, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni nell'Unione di moduli fotovoltaici in silicio cristallino e delle relative componenti chiave (celle) originari o provenienti dalla RPC.
(6)
Con il regolamento di esecuzione (UE) n. 1239/2013 del Consiglio (8), quest'ultimo ha istituito un dazio compensativo definitivo sui moduli fotovoltaici in silicio cristallino e sulla relative componenti chiave (celle) originari o provenienti dalla RPC.
B. IMPEGNO MODIFICATO
1. Offerta di impegno modificato
(7)
In seguito alla comunicazione delle conclusioni definitive delle inchieste antidumping e antisovvenzioni i produttori esportatori, in collaborazione con la CCCME, hanno presentato una notifica di modifica della loro iniziale offerta di impegno.
(8)
I produttori esportatori, in collaborazione con la CCCME, hanno chiesto che le condizioni dell'impegno fossero accettate dalla Commissione, per eliminare eventuali effetti pregiudizievoli causati altresì dalle importazioni oggetto di sovvenzioni. Tale richiesta è stata presentata entro il termine di cui all'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento antisovvenzioni di base.
(9)
In aggiunta, diversi altri produttori esportatori hanno chiesto di partecipare all'impegno. Tale richiesta è stata presentata entro il termine di cui all'articolo 8, paragrafo 2, del regolamento antidumping di base, e dell'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento antisovvenzioni di base.
(10)
La CCCME e i produttori esportatori hanno inoltre chiesto di rivedere l'impegno per tener conto dell'esclusione dei wafer dal campo di applicazione dell'inchiesta.
2. Osservazioni delle parti interessate
(11)
L'offerta di impegno modificato è stata messa a disposizione delle parti interessate. La Commissione esamina nel seguito le principali osservazioni presentate dalle parti interessate successivamente al ricevimento di tale offerta di impegno.
2.1. Accesso alle informazioni riservate
(12)
Molte parti hanno chiesto accesso alle informazioni sui prezzi minimi all'importazione, sul livello annuale o, in generale, su diverse condizioni dell'impegno. Una parte ha lamentato il fatto di non essere stata tempestivamente informata dell'offerta iniziale di impegno. La Commissione fa osservare che la versione non riservata dell'offerta iniziale di impegno è stata inserita nel fascicolo consultabile dalle parti interessate direttamente al momento del ricevimento, come previsto dall'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento antidumping di base.
(13)
I prezzi minimi all'importazione e il livello annuale sono soggetti al segreto professionale a norma dell'articolo 339 del trattato e sono di natura riservata a norma dell'articolo 19 del regolamento antidumping di base e dell'articolo 29 del regolamento antisovvenzioni di base. In linea con la prassi della Commissione tali informazioni non vengono pertanto comunicate a terzi. Nel caso in esame, su richiesta delle parti, la Commissione ha chiesto alla CCCME se alcune informazioni supplementari relative al prezzo minimo all'importazione e al livello annuale potessero essere comunicate. La CCCME ha accettato di comunicare un'approssimazione del prezzo minimo all'importazione (definito come «inferiore» a un valore specifico). Le parti interessate hanno potuto consultare tali informazioni nel fascicolo non riservato. La Commissione ritiene che tali informazioni, in questo caso specifico, rappresentino un giusto equilibrio tra le esigenze di riservatezza e il diritto di difesa.
(14)
La Commissione ha altresì valutato le richieste riguardanti diverse condizioni dell'impegno ed è giunta alla conclusione che, rivelando le informazioni richieste, avrebbe aumentato il rischio di una manipolazione dei prezzi e di speculazione sul mercato dei pannelli solari. Al fine di evitare distorsioni indebite del funzionamento del mercato dei pannelli solari, la Commissione ritiene che le informazioni richieste non vadano messe a disposizione degli acquirenti e dei concorrenti delle società che hanno offerto l'impegno. Tali considerazioni si applicano altresì al prezzo minimo all'importazione e al livello annuale, i quali non vanno comunicati in modo più dettagliato.
2.2. Periodo di transizione
(15)
Una parte interessata ha chiesto alla Commissione di concedere un periodo transitorio (e l'esenzione dai dazi antidumping) qualora le merci siano state ordinate precedentemente all'entrata in vigore dell'impegno ma siano state presentate allo sdoganamento dopo tale data senza una fattura corrispondente all'impegno. Ai fini dell'esenzione dai dazi antidumping le merci presentate allo sdoganamento devono soddisfare le condizioni di cui al regolamento (UE) n. 748/2013. L'argomentazione deve essere pertanto respinta.
3. Valutazione dell'offerta di impegno modificato
(16)
La Commissione ha valutato l'offerta di impegno modificato. In primo luogo ha osservato che la revisione tecnica dell'impegno si rende necessaria alla luce delle conclusioni definitive delle inchieste antidumping e antisovvenzioni (ossia l'esclusione dei wafer dal campo di applicazione dell'inchiesta).
(17)
In secondo luogo la Commissione ha concluso che, in base ai dati raccolti nel periodo dell'inchiesta, il volume degli scambi commerciali delle ulteriori società nel quadro delle esportazioni cinesi totali nell'UE è molto modesto e non modifica pertanto la valutazione provvisoria della Commissione, secondo la quale l'impegno elimina l'effetto pregiudizievole del dumping, con il prezzo minimo all'esportazione e nell'ambito del livello annuale inizialmente offerti.
(18)
La Commissione ha inoltre valutato se l'inclusione degli ulteriori produttori esportatori sarebbe stata tale da compromettere l'efficace monitoraggio dell'impegno o da aumentare il rischio di elusione. In tale contesto la Commissione ha osservato che la CCCME ha dimostrato il suo ruolo attivo nell'attuazione pratica dell'impegno. L'inclusione degli ulteriori produttori esportatori non modificherà inoltre le condizioni dell'impegno. La Commissione ha pertanto concluso che l'inclusione degli ulteriori produttori non modifica le sue conclusioni iniziali relative all'efficace monitoraggio dell'impegno e al rischio modesto di elusione.
(19)
In terzo luogo nel caso in esame le inchieste antisovvenzioni e antidumping sono state svolte in parallelo. In base alla regola del dazio inferiore, è stata fissata un'aliquota del dazio compensativo definitivo al livello del margine di sovvenzione ed è stato fissato un dazio antidumping definitivo al livello di eliminazione del pregiudizio. Ne consegue che l'aliquota combinata del dazio antidumping e del dazio compensativo sarà pari al livello di eliminazione del pregiudizio (dazio compensativo integrato dall'aliquota del dazio antidumping fino al livello di eliminazione del pregiudizio). La Commissione ha pertanto concluso che l'impegno sia ancora tale da eliminare gli effetti pregiudizievoli del dumping e delle sovvenzioni e non è quindi necessario modificare il prezzo minimo all'importazione.
(20)
In quarto luogo, una parte ha contestato il fatto che la Commissione, nella decisione 2013/423/UE, per valutare se l'impegno avesse eliminato l'effetto pregiudizievole del dumping si sia basata su dati presentati successivamente al periodo dell'inchiesta, riferendosi all'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento antidumping di base, e all'articolo 11, paragrafo 1, del regolamento antisovvenzioni di base. L'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento antidumping di base recita che «le informazioni relative a un periodo successivo al periodo dell'inchiesta non sono di norma [sottolineatura aggiunta per motivi enfatici] prese in considerazione.» Una formulazione simile si ritrova all'articolo 11, paragrafo 1, ultima frase, del regolamento antisovvenzioni di base. Il considerando 3 della decisione 2013/423/UE illustra le circostanze che, nel caso in esame, hanno indotto la Commissione a basarsi su dati presentati successivamente al periodo dell'inchiesta. La parte non ha contestato l'accuratezza fattuale di tali circostanze. L'argomentazione è pertanto respinta.
(21)
In ultimo luogo la società garantisce la stabilità della fornitura per l'Unione a un livello di prezzi sostenibile. Non esistono pertanto motivi di ordine generale per non accettare l'impegno.
(22)
Una parte ha ritenuto che il prezzo minimo all'importazione sia stato fissato a un livello troppo elevato, mentre un'altra parte lo ha considerato troppo basso. Come stabilito al considerando 7 della decisione 2013/423/UE, al fine di verificare se tale impegno elimina l'effetto pregiudizievole del dumping, la Commissione ha analizzato, tra l'altro, i prezzi all'esportazione attuali e il livello del dazio provvisorio. Dopo aver analizzato le informazioni supplementari fornite dalle parti, le informazioni disponibili sull'attuale evoluzione dei costi di produzione e su quella prevista, nonché l'andamento dei prezzi registrato successivamente all'adozione della decisione 2013/423/UE, la Commissione conferma le conclusioni di cui al considerando 7 della decisione 2013/423/UE.
(23)
In assenza di altre osservazioni si confermano le conclusioni di cui ai considerando da 3 a 9 della decisione 2013/423/UE, integrate dalle conclusioni di cui ai precedenti considerando da 16 a 22.
4. Modifiche delle ragioni sociali e dell'elenco delle società collegate nell'UE
(24)
L'inclusione di nuove società nell'impegno comporta alcune modifiche dell'elenco di società collegate nell'UE quale presentato nell'offerta iniziale di impegno. Un produttore esportatore ha inoltre chiesto di includere una nuova società collegata nell'UE in sostituzione di un'altra società.
(25)
Infine un'altra società ha cambiato la propria ragione sociale.
C. ACCETTAZIONE DELL'IMPEGNO MODIFICATO
(26)
Tenuto conto di quanto precede, l'impegno modificato è ritenuto accettabile. Le parti interessate sono state informate dei fatti, delle considerazioni e degli obblighi essenziali su cui si basa l'accettazione dell'impegno. La Commissione non ha ricevuto osservazioni.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'impegno offerto dai produttori esportatori di cui all'allegato della presente decisione e dalla Camera di commercio cinese per l'importazione e l'esportazione di macchinari e prodotti elettronici (CCCME), in relazione ai procedimenti antidumping e antisovvenzioni relativi alle importazioni di moduli fotovoltaici in silicio cristallino e delle relative componenti essenziali (celle) originari o provenienti dalla Repubblica popolare cinese, è accettato.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il 6 dicembre 2013.
Fatto a Bruxelles, il 4 dicembre 2013.

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