Document ID: 32007D0414

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 21 febbraio 2007
relativa all’aiuto di stato - C 36/2004 (ex N 220/2004) - Portogallo - Aiuto a sostegno di un investimento diretto all’estero a favore della CORDEX, Companhia Industrial Têxtil S.A.
[notificata con il numero C(2007) 474]
(Il testo in lingua portoghese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2007/414/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli (1), e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Con lettera del 5 maggio 2004 (protocollata il 19 maggio 2004), il Portogallo ha comunicato alla Commissione la propria intenzione di concedere un aiuto alla CORDEX, Companhia Industrial Têxtil SA (in appresso denominata «CORDEX»), per contribuire a finanziare un investimento di tale impresa in Brasile. Su richiesta della Commissione, il Portogallo ha fornito ulteriori informazioni con lettere del 31 agosto 2004 (protocollata il 6 settembre 2004) e del 13 settembre 2004 (protocollata il 16 settembre 2004).
(2)
Con lettera del 19 novembre 2004, la Commissione ha informato il Portogallo di aver deciso di avviare il procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE nei confronti dell’aiuto in oggetto.
(3)
Con lettera del 7 gennaio 2005 (protocollata l’11 gennaio 2005), le autorità portoghesi hanno presentato le proprie osservazioni nell’ambito del procedimento in questione.
(4)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare le proprie osservazioni.
(5)
La Commissione ha ricevuto informazioni da parte degli interessati, che ha trasmesso alle autorità portoghesi fornendo loro la possibilità di pronunciarsi al riguardo. Queste hanno replicato con lettera del 20 maggio 2005 (protocollata il 25 maggio 2005).
(6)
Con lettera del 26 settembre 2005, la Commissione ha chiesto ulteriori informazioni, trasmesse dal Portogallo con lettera del 9 novembre 2005 (protocollata il 10 novembre 2005). Le autorità portoghesi hanno comunicato le ultime informazioni supplementari con lettera del 22 dicembre 2005 (protocollata il 23 dicembre 2005).
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL’AIUTO
(7)
La CORDEX è un’impresa che produce cordami, ubicata in Ovar, una regione di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato. L’impresa, creata nel 1969, si è specializzata nella produzione di corde di fibre sintetiche (polipropilene e polietilene), nonché spago agricolo («spago per legare») e altri prodotti di sisal. Al momento della notifica dell’aiuto, la CORDEX contava 259 dipendenti. Il suo fatturato in tale anno (2004) ammontava all’incirca a 25 milioni di EUR. La CORDEX ha altre due imprese partecipate situate nella stessa regione, la FLEX 2000 e la CORDENET, create rispettivamente nel 2001 e nel 2003. Nel loro insieme, le tre imprese contano circa 415 dipendenti (3).
(8)
Il progetto consiste nella creazione di una nuova impresa in Brasile - Cordebras Lda - esclusivamente destinata alla produzione di spago per legare, un prodotto impiegato essenzialmente in agricoltura. Con questo investimento, la CORDEX intende aumentare la produzione di articoli di sisal e trarre vantaggio dai costi più bassi e dalla disponibilità di materia prima e manodopera in Brasile. Quest’ultimo è considerato il primo produttore mondiale della materia prima in questione (fibra di sisal) e il costo della manodopera nel paese rappresenta un terzo circa del costo in Portogallo.
(9)
Con tale progetto, la CORDEX aspira altresì a conquistare nuovi mercati, segnatamente negli USA, in Canada e nei paesi del Mercosur. Inoltre, parte della sisal prodotta in Brasile verrà importata in Portogallo come prodotto finito o semilavorato (4). In quest’ultimo caso, il prodotto verrà sottoposto a un particolare trattamento a base di olio, riavvolto e imballato, prima di essere venduto sul mercato.
(10)
I costi ammissibili dell’investimento in questione ammontano a 2 678 630 EUR, pari al capitale sociale della nuova impresa Cordebras Lda. Il progetto, completato nel 2002, è attualmente operativo.
(11)
La CORDEX ha presentato una domanda d’aiuto alle autorità portoghesi nel quadro di un regime volto a favorire l’internazionalizzazione delle imprese portoghesi (5). In conformità di detto regime, gli aiuti alle grandi imprese devono essere notificati alla Commissione. Sebbene la CORDEX abbia presentato la domanda di aiuto nel 2000, prima di avviare l’esecuzione del progetto, il Portogallo ha notificato l’aiuto alla Commissione soltanto nel gennaio 2004 a causa di ritardi interni.
(12)
La misura notificata consiste in un’agevolazione fiscale di 401 795 EUR, pari al 15 % dei costi ammissibili dell’investimento.
III. MOTIVI PER AVVIARE IL PROCEDIMENTO
(13)
Nella sua decisione di avviare il procedimento nella fattispecie, la Commissione ha dichiarato che avrebbe esaminato la misura ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato per determinare se l’aiuto fosse destinato ad agevolare lo sviluppo di un’attività economica senza alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
(14)
La Commissione ha valutato altresì i seguenti criteri, già applicati in precedenti casi di aiuti a grandi imprese per finanziare progetti di investimenti all’estero (6): se l’aiuto contenga elementi dissimulati di aiuto alle esportazioni; eventuali effetti sull’occupazione, sia nel paese di origine sia in quello di destinazione; rischio di trasferimento delle attività; conseguenze della misura per la regione in cui si trova il beneficiario dell’aiuto; necessità dell’aiuto, in particolare intensità di aiuto prevista, in considerazione della competitività internazionale dell’industria comunitaria e/o dei rischi connessi ai progetti di investimento in determinati paesi terzi.
(15)
A tale riguardo, la Commissione ha concluso che l’aiuto è stato concesso per un investimento iniziale produttivo e non conteneva elementi dissimulati di aiuto alle esportazioni. Esso non comportava neppure il trasferimento di posti di lavoro dal Portogallo al Brasile, dato che la CORDEX intendeva mantenere i medesimi livelli di occupazione in Portogallo. Il fatto che il nuovo stabilimento costruito in Brasile fosse dotato di impianti di produzione nuovi e si avvalesse di manodopera assunta in loco ha ulteriormente limitato i rischi di trasferimento.
(16)
La Commissione ha inoltre preso atto delle argomentazioni delle autorità portoghesi, che affermavano che il progetto in questione rappresentava la prima esperienza di internazionalizzazione della CORDEX, la quale non conosceva il mercato brasiliano, e che gli investimenti su un mercato sconosciuto potevano comportare rischi elevati. Si potrebbe ragionevolmente dedurre che un eventuale fallimento avrebbe gravi conseguenze finanziarie per l’impresa, dato che i costi d’investimento rappresentavano il 12 % circa del fatturato. Inoltre, l’impresa ha presentato la domanda di aiuto prima di avviare l’esecuzione del progetto, il che parrebbe indicare che la misura soddisfi il «criterio di agevolazione», quale prescritto di norma dagli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (7).
(17)
Tuttavia, la Commissione ha espresso dubbi sull’incidenza dell’aiuto sulla competitività globale dell’industria europea interessata. Essa ha osservato che parte dei prodotti fabbricati in Brasile sarebbe entrata probabilmente in concorrenza con i prodotti presenti sul mercato dell’UE e ha affermato di non disporre di informazioni circa l’importanza relativa del beneficiario o del mercato, né sull’impatto della misura nella regione in cui è ubicata la CORDEX. La Commissione non poteva pertanto concludere, in tale fase, che l’aiuto fosse conforme alla deroga di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato.
(18)
Una società francese, la BIHR, ha dichiarato che l’investimento della CORDEX in Brasile seguiva quello di altri produttori portoghesi e che tali imprese, unitamente ad altri concorrenti brasiliani e americani, minacciano la produzione di sisal della BIHR in Europa. La BIHR si è detta altresì preoccupata per il fatto che l’aiuto potrebbe rafforzare la posizione della CORDEX nel settore delle fibre sintetiche.
(19)
Preoccupazioni analoghe sono state espresse dalla Sainte Germaine, un’altra società francese, che dichiara di fabbricare prodotti sintetici in Europa e di aver trasferito in Brasile le proprie attività nel settore della sisal. La Sainte Germaine ha affermato che le imprese portoghesi sono avvantaggiate quando investono in Brasile, giacché possono importare successivamente il prodotto in Europa pagando dazi doganali più bassi.
(20)
Un’altra società, che ha chiesto di restare anonima, ha presentato osservazioni dello stesso tipo, affermando che l’aiuto conferiva un vantaggio concorrenziale alla CORDEX nel settore dei cordami.
(21)
Il Portogallo ha osservato che l’investimento in Brasile fa parte della strategia della CORDEX volta a conservare un’ampia gamma di attività in Portogallo, mantenendo al tempo stesso gli attuali livelli di occupazione. La CORDEX continuerà a fabbricare prodotti di sisal in Portogallo, con materia prima importata dal Brasile, importando altresì dalla Cordebras Lda, prodotti tanto finiti quanto semilavorati, che trasformerà in prodotti di sisal con maggior valore aggiunto. Tali attività comprendono l’adeguamento dell’imballaggio dello spago agricolo («spago per legare») importato alle esigenze del cliente (ad esempio, in termini di dimensioni o di etichettatura), e pertanto contribuiscono anche all’occupazione nell’industria del settore dell’imballaggio nella regione in cui è ubicata la CORDEX.
(22)
In seguito all’investimento in Brasile, la CORDEX ha creato due nuove imprese in Ovar (la FLEX e la CORDENET, destinate rispettivamente alla fabbricazione di schiuma e di reti). Ne sono conseguiti alcuni trasferimenti di personale tra tali imprese e un lieve aumento dei livelli complessivi di occupazione delle tre imprese in Ovar: da 358 lavoratori nel 2000 a 415 nel 2005. L’impresa brasiliana Cordebras Lda, recentemente creata, conta a sua volta circa 145 dipendenti.
(23)
Secondo le autorità portoghesi, la strategia di diversificazione della CORDEX, compreso l’investimento in Brasile, favorisce quindi il mantenimento dell’occupazione in una regione (Ovar) che registra livelli di disoccupazione nettamente superiori alla media nazionale. Essa contribuisce altresì alla creazione di posti di lavoro nello stato di Bahia (Brasile), dove si trova la Cordebras Lda.
(24)
Quanto alle osservazioni delle parti interessate, le autorità portoghesi hanno affermato che la CORDEX è soggetta alle medesime condizioni e agli stessi dazi doganali di qualsiasi altro produttore dell’UE quando importa prodotti di sisal dal Brasile e che è improbabile che l’importo limitato dell’aiuto che esse intendono concedere alla CORDEX incida in maniera significativa sul mercato comunitario. Dal punto di vista delle autorità portoghesi, l’investimento della CORDEX in Brasile era necessario per contrastare gli effetti dell’aumento delle esportazioni di paesi che presentano vantaggi in termini di costi (paesi africani e Brasile) (8).
(25)
Infine, il Portogallo ha dichiarato che il fatto che l’investimento fosse stato effettuato senza finanziamenti pubblici non può essere imputato all’impresa, che ha proseguito il progetto mediante prestiti bancari e capitale proprio, in attesa di ottenere l’aiuto di Stato richiesto nel quadro del regime nazionale pertinente (9).
IV. VALUTAZIONE
(26)
Ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che favorendo talune imprese o talune produzioni falsino, o minaccino di falsare, la concorrenza.
Nella sua decisione di avviare il procedimento nel presente caso, la Commissione ha concluso che la misura di aiuto rientra nel campo d’applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, per le ragioni seguenti:
-
sovvenzionando la creazione di una nuova unità di produzione nell’ambito dell’iniziativa di internazionalizzazione di un’impresa portoghese in Brasile, la misura notificata favorisce una determinata impresa o talune produzioni. La Commissione ritiene che gli aiuti concessi a imprese dell’Unione europea a favore di investimenti diretti all’estero siano comparabili agli aiuti concessi a imprese che esportano praticamente tutta la propria produzione all’esterno della Comunità. In tali casi, tenuto conto dell’interdipendenza tra i mercati su cui operano le imprese comunitarie, non è da escludere che l’aiuto possa falsare la concorrenza nella Comunità (10);
-
il Portogallo ha dichiarato che l’investimento intende anche favorire le attività del beneficiario in Portogallo (nonché nel paese in cui l’investimento viene realizzato), con potenziali conseguenze per gli scambi all’interno della Comunità;
-
l’aiuto è finanziato mediante risorse statali. Tali conclusioni non sono state contestate dal Portogallo e vengono pertanto confermate.
(27)
Non essendo possibile dichiarare la compatibilità dell’aiuto nel quadro di alcun orientamento o disciplina in vigore, la Commissione ha segnalato che avrebbe valutato se l’aiuto potesse essere considerato compatibile con il trattato CE ai sensi della deroga prevista all’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, che permette di concedere aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di un’attività economica, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. La Commissione deve pertanto valutare se l’aiuto contribuirà allo sviluppo della produzione di sisal e/o di altre attività economiche nell’Unione europea senza incidere negativamente sulle condizioni degli scambi tra gli Stati membri.
(28)
Nella decisione di avviare il procedimento, la Commissione ha sottolineato altresì che avrebbe tenuto conto di certi criteri utilizzati in precedenti casi di concessione di aiuti a grandi imprese relativamente a progetti di investimenti diretti all’estero (vedi considerando 14), volti a trovare un equilibrio tra i vantaggi dell’aiuto in termini di contributo alla competitività internazionale dell’industria comunitaria interessata (ad esempio, se l’aiuto sia necessario tenuto conto dei rischi connessi al progetto nel paese terzo) e i suoi possibili effetti negativi sul mercato dell’UE.
(29)
A questo proposito, la Commissione ha espresso dubbi circa l’impatto della misura sul mercato comune e sulla competitività globale dell’industria comunitaria interessata; d’altronde, essa non disponeva di informazioni in merito all’importanza del beneficiario rispetto ai concorrenti dell’UE o all’impatto della misura nella regione in cui è ubicata la CORDEX (vedi considerando 17).
(30)
La legislazione in materia di aiuti di Stato stabilisce come principio generale che, affinché un aiuto sia compatibile con il mercato comune, occorre dimostrare che esso consente al beneficiario di svolgere un’attività supplementare, che non verrebbe realizzata senza l’aiuto. In caso contrario, l’aiuto falsa semplicemente la concorrenza senza ottenere in cambio alcun effetto positivo. La Commissione ha sottolineato che poiché l’impresa ha richiesto l’aiuto prima di avviare il progetto, la misura pareva soddisfare i «criteri di agevolazione» richiesti di norma dalle regole in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (11). Tuttavia, ciò non basta a dimostrare che l’aiuto fosse effettivamente necessario in considerazione della competitività internazionale dell’industria comunitaria interessata e/o dei rischi connessi ai progetti di investimento in alcuni paesi terzi.
(31)
Nella sua decisione del 19 novembre 2004, la Commissione ha preso atto dell’argomentazione delle autorità portoghesi, secondo cui un investimento in Brasile poteva comportare maggiori rischi per la CORDEX rispetto a un investimento nell’Unione europea a causa dell’imprevedibilità della moneta brasiliana, visto in particolare che si trattava della prima esperienza di internazionalizzazione della CORDEX e che l’impresa non conosceva a fondo il mercato brasiliano (12).
(32)
Tuttavia, dalle informazioni fornite alla Commissione in seguito all’avvio del procedimento, risulta che altri produttori concorrenti della CORDEX hanno investito in Brasile (nonostante l’apparente imprevedibilità della moneta brasiliana). In particolare, secondo le informazioni fornite dalle autorità portoghesi, la Quintas & Quintas SA, un’impresa portoghese concorrente della CORDEX, ha impiantato un’unità di produzione in Brasile (Brascorda) senza richiedere alcun aiuto alle autorità portoghesi. Pertanto, non vi sono elementi che dimostrino l’esistenza di disfunzioni di carattere generale sul mercato collegate a questo tipo di progetto tali da impedire alla CORDEX o ai suoi concorrenti di investire in Brasile senza finanziamenti pubblici.
(33)
Benché si sia trattato della prima esperienza di internazionalizzazione della CORDEX, le autorità portoghesi non sono riuscite neppure a dimostrare che l’impresa abbia incontrato difficoltà specifiche per realizzare l’investimento in questione. Ad esempio, malgrado le dimensioni relativamente ridotte della CORDEX in termini di fatturato (al di sotto della soglia delle PMI), le autorità portoghesi non hanno potuto dimostrare l’impossibilità della CORDEX di ottenere un finanziamento dalle banche commerciali; parrebbe invece che l’impresa sia riuscita a finanziare l’investimento mediante risorse proprie e prestiti commerciali.
(34)
Sulla base delle suddette informazioni, la Commissione ritiene pertanto che il Portogallo non sia riuscito a dimostrare che, senza l’aiuto, la CORDEX non avrebbe realizzato l’investimento in questione in Brasile e che l’aiuto era necessario, tenuto conto degli elevati rischi connessi al suo progetto in Brasile. La Commissione sottolinea che il fatto che finora la CORDEX abbia realizzato tutte queste attività senza ricevere aiuti di Stato sembra dimostrare che l’aiuto non era necessario.
(35)
In base alle informazioni disponibili, esistono all’incirca dodici produttori di sisal dell’UE sul mercato comunitario. Cinque si trovano in Portogallo e rappresentano l’81 % circa della produzione dell’UE (13). Tutte queste imprese producono articoli sintetici e cordami e spago di sisal. La produzione di fibre sintetiche parrebbe costituire l’attività principale della maggior parte di esse. Lo stesso vale per la CORDEX (il settore della sisal rappresenta soltanto il 20 % circa della sua capacità produttiva). La sisal e le fibre sintetiche hanno un certo grado di sostituibilità per quanto riguarda l’impiego in agricoltura.
(36)
Nel 2003, la CORDEX deteneva una quota del 6,6 % circa del mercato comunitario dei prodotti di sisal. Tuttavia, se si prendono in considerazione anche le vendite dei prodotti provenienti dalla Cordebras Lda, la quota della CORDEX sul mercato comunitario sale a 17,7 % (14). In tale contesto, le autorità portoghesi hanno indicato che il 47 % circa delle esportazioni della Cordebras (circa 2 210 tonnellate nel 2003) era destinato al mercato comunitario.
(37)
Vista la percentuale significativa di sisal prodotta dalla Cordebras Lda importata (attraverso la CORDEX) nell’UE, la Commissione ha concluso che l’aiuto sembra incidere in maniera significativa sulla concorrenza sul mercato comunitario. Inoltre, l’aiuto pare rafforzare anche la posizione globale della CORDEX nell’UE, con possibili effetti su altri segmenti di mercato in cui operano la CORDEX e i suoi concorrenti. Tali conclusioni sono confermate dalle osservazioni presentate dai concorrenti, che affermano che l’aiuto provoca gravi distorsioni della concorrenza sul mercato dei cordami e dello spago di sisal, nonché delle fibre sintetiche.
(38)
Nel valutare la compatibilità dell’aiuto, la Commissione deve valutare attentamente l’equilibrio tra gli effetti negativi e positivi della misura all’interno dell’UE e determinare se le conseguenze positive per la Comunità compensino gli effetti negativi sulla concorrenza e sugli scambi sul mercato comunitario. Sulla base delle suddette informazioni, la Commissione ha concluso che non esistono elementi di prova che dimostrino che la concessione dell’aiuto alla CORDEX per il suo investimento in Brasile possa contribuire a migliorare la competitività dell’industria europea in questione. L’aiuto rafforzerebbe probabilmente la posizione del beneficiario, a scapito però dei suoi concorrenti che non ricevono aiuti di Stato. Non è pertanto dimostrato che l’aiuto abbia conseguenze positive per la Comunità tali da compensare le ripercussioni negative sulla concorrenza e sugli scambi all’interno del mercato comunitario.
(39)
Alla luce di quanto precede, la Commissione conclude che non vi è alcuna prova del fatto che l’aiuto sia necessario per consentire alla CORDEX di realizzare l’investimento in questione in Brasile. È inoltre probabile che l’aiuto falsi in maniera significativa la concorrenza sul mercato comunitario. La Commissione conclude pertanto che il progetto di aiuto di Stato a favore della CORDEX a sostegno del suo investimento diretto in Brasile non contribuisce allo sviluppo di talune attività economiche ai sensi della deroga prevista all’articolo 87, paragrafo 3, lettera c) senza alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse, ed è pertanto incompatibile con il mercato comune,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’agevolazione fiscale notificata, pari a 401 795 EUR, che il Portogallo intendeva concedere alla CORDEX, Companhia Industrial Têxtil SA, per finanziare il suo investimento diretto estero in Brasile è incompatibile con il mercato comune, poiché non soddisfa i criteri di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE.
Articolo 2
La Repubblica portoghese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 21 febbraio 2007.

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