Document ID: 31990R2934

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REGOLAMENTO (CEE) N. 2934/90 DEL CONSIGLIO
del 9 ottobre 1990
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cuscinetti a sfere il cui maggior diametro esterno è inferiore o uguale a 30 mm, originari della Tailandia, e che dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping e di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. Misure provvisorie
(1) Con il regolamento (CEE) n. 1613/90 (2), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di cuscinetti a sfere il cui maggior diametro esterno è inferiore o uguale a 30 mm, del codice NC 8482 10 10, originari della Tailandia.
B. Seguito della procedura
(2) Dopo l'istituzione del dazio provvisorio i due produttori/esportatori (in appresso denominati « esportatori ») citati nel regolamento (CEE) n. 1613/90 e il ricorrente hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti in merito alle conclusioni esposte in detto regolamento. Le parti hanno inoltre comunicato le loro osservazioni per iscritto.
C. Dumping
i) Valore normale
(3) Riguardo al valore normale gli esportatori hanno contestato il tasso di profitto utilizzato dalla Commissione nel calcolo del dazio provvisorio.
(4) Gli esportatori hanno affermato che il margine di profitto è sensibilmente superiore a quelli utilizzati in precedenti procedure relative allo stesso prodotto originario della Tailandia e che, senza un margine di profitto così elevato, non sarebbero state accertate pratiche di dumping. Essi hanno inoltre sostenuto che le vendite prese in considerazione dalla Commissione per determinare il margine di dumping [punto 15, quarto comma del regolamento (CEE) n. 1613/90] erano state effettuate a prezzi eccezionalmente elevati e ad un unico cliente e la Commissione non avrebbe pertanto dovuto tener conto di tali transazioni per determinare il margine di profitto da inserire nel calcolo del valore normale. In via sussidiaria, nell'ipotesi che il metodo impiegato nel regolamento (CEE) n. 1613/90 fosse confermato, gli esportatori hanno chiesto di tener conto delle spese sostenute dalla società di vendita di Singapore controllata dalla loro società madre, la Minebea Singapore Ltd, che ha venduto i prodotti al primo acquirente indipendente.
(5) Il Consiglio non accetta l'argomentazione degli esportatori.
(6) Il fatto che in una procedura precedente, alla luce della situazione allora prevalente, fosse stato applicato un margine di profitto inferiore non implica che il tasso determinato nel presente caso, in base a nuove circostanze, non sia ragionevole. Sulle conclusioni, inoltre, non può incidere il fatto che, se nella fattispecie si fosse applicato un margine di profitto inferiore, il margine di dumping sarebbe stato trascurabile oppure nullo.
(7) Riguardo al tipo di vendite in base alle quali la Commissione ha determinato il margine di profitto per calcolare il valore normale, [punto 15, quarto comma del regolamento (CEE) n. 1613/90], il Consiglio, pur ammettendo che tali vendite sono state effettuate ad un unico cliente, rileva che le transazioni in questione riguardavano diversi tipi di cuscinetti e quantitativi sostanziali. L'affermazione secondo la quale i prezzi di vendita sarebbero stati eccezionalmente elevati è inoltre infondata e gli esportatori non hanno presentato elementi di prova concreti a sostegno della loro argomentazione.
(8) Non possono inoltre essere applicati gli adeguamenti chiesti per le spese sostenute dagli esportatori per le vendite citate nel punto 15, quarto comma. Il margine di profitto impiegato nella fattispecie non si riferisce al profitto realizzato in un paese terzo in quanto tale, ma è stato calcolato, in conformità delle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b) ii) del regolamento (CEE) n. 2423/88, « su altra base equa ». A questo proposito è stato preso in considerazione il rapporto prezzo di vendita/costo unitario di cui al punto 15, inizio del quinto comma del regolamento (CEE) n. 1613/90. Tale percentuale è già stata adeguatamente ridotta e il Consiglio non ritiene di dover dedurre le spese in questione, poiché queste ultime non sarebbero state sostenute se la transazione si fosse svolta in Tailandia.
ii) Prezzo all'esportazione
(9) Non sono state formulate osservazioni in merito al prezzo all'esportazione stabilito nel regolamento (CEE) n. 1613/90.
iii) Confronto
(10) Gli esportatori hanno sostenuto che, ai fini del confronto, dal valore normale dovrebbe essere dedotto l'importo dei dazi e delle tasse all'importazione. I cuscinetti esportati dalla Tailandia sono esenti da tali dazi e imposte, che gravano normalmente sui prodotti venduti sul mercato interno; gli esportatori hanno chiesto pertanto un adeguamento in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
(11) Il Consiglio non può accettare la domanda degli esportatori. Il valore normale è stato calcolato in base al costo effettivo di produzione, che già esclude i dazi e le tasse in questione. Non sussiste quindi alcun motivo per dedurre tali importi dal valore normale, che è stato calcolato al netto dei dazi all'importazione e delle imposte che gravano sui prodotti venduti nel mercato interno.
iv) Conclusione
(12) Alla luce di quanto precede, il Consiglio conferma le conclusioni sul dumping esposte nel regolamento (CEE) n. 1613/90.
D. Pregiudizio
(13) Le argomentazioni degli esportatori in materia di pregiudizio riguardavano le conclusioni della Commissione sulla mancanza di redditività, nella determinazione del pregiudizio e sul profitto traguardo del 15 % utilizzato per calcolare il margine di pregiudizio [rispettivamente punto 34 e punto 54 del regolamento (CEE) n. 1613/90].
(14) Gli esportatori hanno sostenuto che tale margine di profitto era eccessivamente elevato e che, tra l'altro, le spese dell'industria dei cuscinetti a sfere per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo sono inferiori a quelle necessarie in altri settori o per altri prodotti. Gli esportatori hanno affermato inoltre che la Commissione avrebbe difficilmente potuto dimostrare l'esistenza del pregiudizio se all'industria comunitaria fosse stata attribuito un margine di profitto inferiore.
(15) Il Consiglio non accetta l'argomentazione degli esportatori secondo la quale il profitto traguardo fissato per l'industria comunitaria sarebbe troppo elevato. La Commissione ha stabilito la percentuale del 15 % tenendo conto delle tendenze registrate in passato e degli investimenti necessari in attività fisse, ricerca e sviluppo, formazione e marketing. Il Consiglio conclude pertanto che un margine di profitto del 15 % rappresenta un adeguato indice di redditività delle vendite per l'industria comunitaria e che pertanto la seconda argomentazione degli esportatori, relativa all'eventuale assenza di pregiudizio se si fosse impiegato un profitto traguardo inferiore, non è pertinente.
(16) Il Consiglio conferma pertanto le conclusioni sul pregiudizio elaborate dalla Commissione nel regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
E. Causa del pregiudizio
(17) Gli esportatori non hanno comunicato nuove argomentazioni sulle conclusioni della Commissione in merito alla causa del pregiudizio. Il Consiglio conferma tali conclusioni.
F. Interesse della Comunità
(18) Le parti interessate non hanno comunicato nuove osservazioni in merito alle considerazioni della Commissione sull'interesse della Comunità esposte nei punti 45 e 46 del regolamento (CEE) n. 1613/90. Il Consiglio conferma pertanto che nell'interesse della Comunità occorre prendere misure contro la concorrenza sleale delle importazioni a prezzi di dumping dei cuscinetti a sfere originari della Tailandia.
G. Dazio
(19) Poiché i cuscinetti a sfere in questione sono soggetti ad una tassa all'esportazione riscossa dal governo tailandese per evitare l'imposizione di dazi compensativi [decisione 90/266/CEE della Commissione (1)], gli esportatori hanno sostenuto che l'istituzione del dazio antidumping sugli stessi prodotti penalizzerebbe due volte la stessa situazione, il che sarebbe contrario alle disposizioni dell'articolo 13, paragrafo 9 del regolamento (CEE) n. 2423/88. La loro principale argomentazione riguardava l'incidenza del secondo tipo di sovven
zione, l'esenzione dall'imposta sul reddito delle società, sul valore normale e sul prezzo all'esportazione [punto 53 del regolamento (CEE) n. 1613/90]. Gli esportatori sostenevano che la Commissione aveva arbitrariamente ritenuto che la sovvenzione avesse la stessa incidenza sul prezzo all'esportazione nella Comunità e sul prezzo al primo acquirente indipendente a Singapore, che è stato utilizzato per determinare il margine di profitto da impiegare nel calcolo del valore normale.
(20) Il Consiglio ritiene tuttavia corretta l'impostazione seguita dalla Commissione, secondo la quale una sovvenzione concessa imparzialmente a tutte le esportazioni implica la stessa riduzione proporzionale del prezzo delle esportazioni, indipendentemente dalla loro destinazione. Il Consiglio respinge pertanto le argomentazioni degli esportatori e conferma le conclusioni della Commissione in merito all'imposizione di dazi antidumping e compensativi.
H. Riscossione dei dazi provvisori
(21) In considerazione dell'entità dei margini di dumping accertati e della gravità del pregiudizio causato all'industria comunitaria, il Consiglio ritiene necessario che gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio siano integralmente riscossi,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo del 6,7 % del prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sulle importazioni di cuscinetti a sfere il cui maggior diametro esterno è inferiore o uguale a 30 mm, del codice NC 8482 10 10, originari della Tailandia.
2. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio in conformità del regolamento (CEE) n. 1613/90 sono riscossi totalmente e definitivamente.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 9 ottobre 1990.

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