Document ID: 32003D0590

Decisione della Commissione
del 5 marzo 2003
relativa all'aiuto di Stato cui il Regno Unito intende dare esecuzione in favore di CDC Group plc
[notificata con il numero C(2003) 651]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2003/590/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detti articoli(1),
considerando quanto segue:
1. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 17 gennaio 2001, il Regno Unito ha notificato alla Commissione l'aiuto in favore di CDC Group plc. Successivamente ha fornito alla Commissione ulteriori informazioni con lettere del 5 giugno 2001, registrata l'8 giugno 2001, del 18 settembre 2001, registrata il 21 settembre 2001 e del 29 maggio 2002, registrata il 7 giugno 2002.
(2) Con lettera del 2 luglio 2002, la Commissione ha informato il Regno Unito della propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in relazione all'aiuto in oggetto.
(3) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni.
(4) La Commissione non ha ricevuto alcuna osservazione da parte di terzi interessati.
2. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'AIUTO
(5) L'obiettivo generale del regime consiste nel sostenere la politica di sviluppo internazionale del governo del Regno Unito. Secondo il Regno Unito, la maggior parte degli investimenti esteri nei paesi in via di sviluppo si concentra su un piccolo numero di detti paesi che figurano tra i più ricchi. Si ritiene che il settore finanziario dei paesi più poveri sia sottosviluppato e che le informazioni provenienti da fonti ufficiali e dal mercato relative alle possibilità di investimento e ai potenziali rendimenti siano insufficienti.
(6) La base giuridica della misura è il CDC Act 1999.
(7) Il CDC Group plc (in appresso CDC) rappresenta il principale strumento di investimento nei paesi più poveri di cui si serve il Regno Unito. L'obiettivo del CDC è di massimizzare la creazione e la crescita a lungo termine di imprese redditizie in paesi in via di sviluppo, in particolare nei paesi più poveri. CDC non è uno strumento di strategia fiscale né uno strumento volto per rimpatriare redditi da investimento. Trasformando CDC in un partenariato pubblico privato, le autorità del Regno Unito cercano di stimolare i flussi d'investimento privato verso i paesi più poveri. CDC dovrebbe rimediare alle carenze di mercato dimostrando che questo tipo di investimenti può produrre rendimenti commerciali. Il governo ha pertanto imposto una struttura operativa a CDC, per cui è tenuto ad effettuare il 70 % dei nuovi investimenti (in valore consolidato) nei paesi in via di sviluppo più poveri(3) per un periodo rinnovabile di 5 anni e a cercare di realizzare almeno la metà degli investimenti nuovi nell'Africa subsahariana e nell'Asia meridionale.
(8) Le autorità del Regno Unito inizialmente intendevano vendere rapidamente la maggior parte delle azioni di CDC. Tuttavia, con lettera del 12 agosto 2002, hanno informato la Commissione che nelle attuali condizioni di mercato non sarebbe possibile ottenere un buon prezzo. La vendita continua a essere un obiettivo per il futuro e verrà effettuata mediante procedura aperta accompagnata da una campagna divulgativa circa le opportunità di investimento di CDC.
(9) L'aiuto consiste nel conferire a CDC lo status di società d'investimento sebbene non soddisfi tutti i requisiti tecnici per una società d'investimento previsti dalla legislazione del Regno Unito. Ciò significa soprattutto che CDC usufruirà di un'esenzione dalle imposte sul reddito e sugli utili imponibili generati dalle sue attività d'investimento al pari delle società d'investimento vere e proprie. Gli investitori di CDC saranno tassati in funzione della loro situazione fiscale. Le autorità del Regno Unito sostengono che se CDC non gode di un regime fiscale favorevole, gli investitori privati non sosterranno il partenariato.
(10) Esse fanno inoltre valere che non si sa quanto tempo occorrerà per ottenere l'effetto dimostrativo voluto, ma di norma occorrerebbero più di 10 anni. Di conseguenza sostengono che non sarebbero in grado di attirare investitori privati se l'autorizzazione iniziale della Commissione si limitasse a 10 anni. Per tale motivo la misura in questione è stata notificata per una durata indeterminata.
(11) Le autorità del Regno Unito prevedono che l'effetto dell'aiuto sarà limitato dato che l'ammontare dell'esenzione fiscale, probabilmente inferiore a 50 milioni di GBP (circa 80 milioni di EUR), è modesto rispetto all'investimento diretto estero complessivo nei paesi in via di sviluppo, che nel 1997 era stato di circa 100 milioni di GBP (circa 160 milioni di EUR). La maggior parte di questi fondi sono investiti da istituzioni finanziarie o di sviluppo multilaterale ed europee, tra cui l'Istituto per la finanza internazionale e la Banca europea per gli investimenti. Si tratta di organismi sovranazionali che si collocano al di fuori del sistema fiscale. Le autorità del Regno Unito affermano che nel 1997 l'Africa subsahariana e l'Asia meridionale hanno ricevuto meno del 4 % di tutti i conferimenti privati di capitale destinati ai paesi in via di sviluppo. I concorrenti pubblici e privati diretti di CDC al livello degli investitori sono probabilmente fondi comuni d'investimenti dei mercati emergenti, fondi di capitale privato del mercato emergente e fondi etici. Meno direttamente, la concorrenza potrebbe essere rappresentata da grandi società multinazionali che potrebbero raccogliere fondi per finanziare acquisizioni nei paesi in cui opera CDC. Al livello degli investimenti tra gli altri attori potrebbero figurare quelli del settore interessato (ad esempio società già attive nel settore nel quale CDC effettua acquisizioni), altri fondi di capitale di rischio (incluse istituzioni finanziarie di sviluppo) oppure imprenditori che abbiano individuato buone opportunità.
2.1. La decisione di avviare il procedimento ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato
(12) Il 2 luglio 2002 la Commissione ha deciso che l'aiuto in quanto tale era compatibile con il mercato comune, tenuto conto del suo obiettivo di sviluppo e del fatto che conteneva vari elementi positivi indicati nella comunicazione della Commissione sugli aiuti di Stato e capitale di rischio(4). Tuttavia, date le sue riserve sulla compatibilità con il mercato comune di un regime di aiuti a durata indeterminata, la Commissione ha deciso di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato. In occasione dell'avvio del procedimento la Commissione ha espresso i seguenti dubbi:
a) La Commissione non approva, in linea di principio, aiuti di Stato nella forma di esenzione fiscale non quantificabili per una durata indeterminata.
b) La concessione di aiuti di Stato non dovrebbe essere vista come una soluzione permanente, bensì come una misura temporanea volta a risolvere problemi specifici. L'obiettivo ultimo dovrebbe consistere nel realizzare un mercato che funzioni bene senza interventi di Stato. La Commissione ritiene opportuno riesaminare a intervalli regolari i regimi di aiuti di Stato per verificare se l'aiuto sia ancora necessario tenuto conto dell'evoluzione del mercato.
c) Al punto IX della Comunicazione sugli aiuti di Stato e capitale di rischio la Commissione afferma che l'investimento di capitale di rischio è un settore dell'economia comunitaria in piena espansione. Questo è uno dei motivi per i quali la Commissione ha limitato il periodo di applicazione della comunicazione a cinque anni riservandosi il diritto di modificare e correggere il suo approccio durante tale periodo. CDC non effettua il tipo di investimenti di capitale di rischio contemplati nella comunicazione, ma la Commissione non può escludere la possibilità che si sviluppi il mercato dei fondi etici d'investimento, per cui l'aiuto in favore di CDC falserà la concorrenza e inciderà sugli scambi tra Stati membri in misura più significativa di quanto stia ora avvenendo.
d) La Commissione non ritiene che le argomentazioni svolte dalle autorità del Regno Unito siano sufficientemente convincenti per permetterle di discostarsi dalla prassi finora seguita in base alla quale essa esige che tutti gli aiuti di Stato siano limitati nel tempo con possibilità di rinotificazione ed eventuale proroga. In particolare la Commissione non è convinta del fatto che un'autorizzazione limitata inizialmente a 10 anni possa scoraggiare in misura significativa gli investitori privati dall'investire in CDC.
e) Se fossero di durata illimitata né la Commissione né altri Stati membri potrebbero sapere quali regimi sono ancora in vigore in un determinato Stato membro. Per tale motivo le regolari rinotifiche di regimi di aiuti che formano oggetto di decisioni della Commissione, che vengono pubblicate, garantiscono la trasparenza.
f) Il Consiglio europeo di Barcellona, riunitosi il 15-16 marzo 2002, ha ripetuto l'appello agli Stati membri di ridurre il livello generale degli aiuti di Stato. La richiesta di fissare un termine ben preciso è conforme con tale politica.
g) Un'esenzione fiscale a durata indeterminata sembrerebbe difficile da conciliare con i principi delle iniziative adottate dall'UE e dall'OCSE per contrastare le forme dannose di concorrenza fiscale, quali indicate nel codice di condotta (adottato il 1o dicembre 1997 nel quadro del pacchetto fiscale) nell'Unione europea e nella relazione del 1998 sulla concorrenza fiscale dannosa - questione globale emergente - nell'ambito OCSE.
h) Numerosi paesi nei quali CDC potrebbe investire sono paesi attualmente candidati all'adesione all'Unione europea. La Commissione dubita che CDC possa continuare ad investire in tali paesi una volta che abbiano aderito all'Unione europea.
3. OSSERVAZIONI DEL REGNO UNITO
(13) Già nella loro lettera del 29 maggio 2002, le autorità del Regno Unito avevano sottolineato il fatto che la Commissione può decidere unilateralmente di proporre in qualsiasi momento opportune misure ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 1, del trattato CE qualora ritenga che l'obiettivo del regime sia stato conseguito o se sono intervenuti altri mutamenti che incidono sul trattamento fiscale particolare di CDC.
(14) Nella loro lettera del 12 agosto 2002, registrata il 19 agosto 2002, le autorità britanniche rinviano alla dichiarazione congiunta della Commissione e del Consiglio sulla politica di sviluppo della Comunità europea nel novembre 2000(5), la quale ribadiva l'importanza dello sviluppo del settore privato per i paesi in via di sviluppo. Il CDC svolge un ruolo fondamentale nell'approccio adottato dalle autorità del Regno Unito rispetto a tale questione. Le autorità del Regno Unito ricordano inoltre che ai sensi dell'articolo 178 del trattato la Comunità tiene conto degli obiettivi di cui all'articolo 177 (cooperazione allo sviluppo) nelle politiche che attua e che potrebbero avere un'incidenza sui paesi in via di sviluppo. Esse ritengono che non sia possibile conseguire gli obiettivi di CDC nell'arco di 10 anni, ossia entro il limite di tempo generalmente imposto dalla Commissione.
(15) Le autorità del Regno Unito hanno formulato le seguenti osservazioni rispetto ai dubbi della Commissione riassunti al paragrafo 12:
a) Le autorità del Regno Unito dichiarano di avere quantificato l'aiuto proposto e precisano alla Commissione che intendono porre fine alla prevista esenzione fiscale in favore di CDC non appena sarà posto rimedio all'insufficienza del mercato e l'aiuto non sarà più necessario.
b) Le autorità del Regno Unito riconoscono che l'aiuto deve essere una misura temporanea il cui obiettivo ultimo consiste nella realizzazione di un mercato pienamente funzionante per il conferimento di capitali ai paesi più poveri in via di sviluppo senza necessità di interventi di Stato. Esse non concederanno alcun aiuto di Stato a CDC che non sia necessario tenuto conto degli sviluppi di mercato.
c) Le autorità del Regno Unito riconoscono che l'investimento di capitale di rischio è un settore dell'economia comunitaria in rapido sviluppo ed auspicano che tale espansione comporti o provochi l'aumento degli investimenti etici nei paesi in via di sviluppo più poveri. Esse sono inoltre d'accordo con la Commissione nell'affermare che CDC non effettua i tipi di investimento di capitale di rischio contemplati nella comunicazione.
d) Nella loro risposta le autorità del Regno Unito sostengono che un'autorizzazione inizialmente limitata a 10 anni non funzionerebbe. CDC concentra sempre più le sue attività in una serie di fondi, seguendo la normale prassi del mestiere. Ciascuno di tali fondi, di norma, avrà una durata decennale al termine della quale gli utili saranno versati agli investitori. Pertanto un fondo lanciato un anno dopo l'ottenimento dell'approvazione della Commissione non rapporterebbe nulla agli investitori per la durata del periodo di applicazione del regime e le autorità britanniche dovrebbero quindi rinotificarlo prima del lancio di ciascun fondo. Più in generale, le autorità del Regno Unito hanno calcolato che occorrerebbero 40-50 anni per correggere le insufficienze del mercato rispetto all'apporto di capitali ai mercati emergenti. Gli sviluppi intervenuti nei mercati di capitali dopo l'11 settembre 2001 potrebbero allungare tale arco di tempo. Le autorità del Regno Unito ritengono pertanto che un'approvazione decennale non sarebbe una buona soluzione. La Commissione dichiara di non essere convinta del fatto che un'autorizzazione inizialmente limitata a 10 anni possa scoraggiare in maniera significativa gli investitori privati dall'investire nel CDC. A tale affermazione le autorità del Regno Unito replicano che il parere da esse espresso è il consiglio fornito loro dalla banca d'investimento scelta come consulente finanziario del governo del Regno Unito per l'operazione CDC. Non sarà possibile garantire agli investitori privati la certezza del rinnovo dell'autorizzazione da parte della Commissione durante il periodo iniziale di 10 anni. Il mancato rinnovo di tale approvazione inciderebbe in maniera significativa sul valore degli investimenti.
e) La questione di stabilire quali regimi di aiuto sono tuttora in vigore può essere trattata separatamente.
f) A proposito della riunione del Consiglio del marzo 2002 a Barcellona, le autorità del Regno Unito precisano che il livello degli aiuti di Stato del Regno Unito si sta conformando alle conclusioni di Barcellona. Esse sottolineano inoltre che le succitate conclusioni di Barcellona non esigono la limitazione a priori della durata degli aiuti di Stato (pur riconoscendo che vi sono buoni motivi, in alcuni casi, per limitare tale durata) ma invitano gli Stati membri a concentrare gli aiuti di Stato sulle insufficienze del mercato, tra cui le insufficienze del mercato cui intende sopperire CDC.
g) Le autorità britanniche non ritengono che la misura proposta costituisca una "concorrenza fiscale dannosa" secondo le iniziative adottate dalla Comunità europea e dall'OCSE. L'Iniziativa concorrenza fiscale dannosa impiega il termine "concorrenza fiscale dannosa" per descrivere una misura ingiusta che incide in maniera significativa sulla localizzazione di talune attività commerciali nella Comunità. Tale designazione non potrebbe essere applicata alla misura proposta giacché il suo obiettivo non consiste nel concentrare attività commerciali in un unico Stato membro, bensì nell'aumentare gli investimenti nei paesi di sviluppo più poveri.
h) Le autorità britanniche riconoscono che CDC non deve investire in paesi che sono di recente diventati membri dell'Unione europea. Tale questione sarà esaminata a tempo debito.
3.1. Nuove informazioni - Riorganizzazione di CDC Group plc
(16) Con lettere del 27 settembre 2001, registrata il 7 ottobre 2002 e, rispettivamente del 18 novembre 2002 registrata il 22 novembre 2002, le autorità del Regno Unito hanno comunicato nuove informazioni alla Commissione chiedendole di tenere conto nella decisione di chiusura del procedimento.
(17) Le nuove informazioni fornite riguardano la prevista riorganizzazione di CDC, che è considerata necessaria giacché che in base alle disposizioni attuali in materia di gestione, la gestione dei capitali di CDC sfugge a qualsiasi concorrenza. A medio termine la riorganizzazione proposta porterà ad un mercato più competitivo per la gestione degli investimenti nei paesi in via di sviluppo più poveri.
(18) Per effetto della riorganizzazione CDC verrà scisso in due società distinte:
- "CDC-Investco"(6) (l'attuale CDC, con alcune modifiche al suo statuto) che continuerà a detenere gli attivi liquidi e gli investimenti di CDC e delle sue affiliate sulla stessa base attuale. CDC-Investco dovrebbe essere il beneficiario dell'esenzione fiscale proposta che forma oggetto del presente procedimento,
- una nuova società di gestione di investimenti ["Manco"(7)]. Manco creerà fondi di investimento inizialmente incentrati su una determinata zona geografica (l'Africa, l'Asia orientale) o settore (elettricità e PMI). Ciascun fondo dovrà configurarsi come una società a tutti gli effetti o come una società di fatto o partnership detenuta dai suoi investitori in proporzione alla loro partecipazione e dotata di statuto adeguato al suo oggetto. Ciascun fondo sarà gestito da gestori di fondi ("Fundcos") aventi capacità ed esperienza adeguate delegati da Manco.
(19) Inizialmente il capitale di Manco sarà detenuto interamente dallo Stato Department for International Development (DFID) ma si prevede di proporne appena possibile la cessione parziale ad investitori privati con procedura aperta. Alle autorità del Regno Unito è stato indicato che, trattandosi di un'operazione più piccola e più diretta della vendita dell'intero capitale di CDC, la vendita prospettata di una parte del capitale di Manco è realizzabile nelle attuali condizioni di mercato. CDC-Investco continuerà ad essere interamente di proprietà dello Stato durante la base di ristrutturazione, ma il governo intende far entrare investitori privati in CDC-Investco non appena le condizioni saranno favorevoli. La struttura dell'operazione è indicata nello schema seguente(8):
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(20) La struttura costituita da una società di gestione e da una famiglia di fondi è una norma accettata nel settore internazionale della gestione di fondi. I vantaggi che questa struttura presenta per CDC sono i seguenti: innanzitutto, dato che ciascun fondo avrà un tasso di rendimento, un profilo di rischio ed altre caratteristiche ben definite, i potenziali investitori privati saranno in grado di individuare i fondi che meglio rispondono alla loro strategia di investimento. In secondo luogo, la percezione esagerata del rischio che trattiene gli investitori privati dell'investire in paesi più poveri potrebbe essere attenuata dalla dimostrazione del successo ottenuto da fondi specializzati su determinati mercati. In terzo luogo, la struttura del fondo assicurerà al governo maggiore trasparenza e permetterà un migliore monitoraggio dei costi di gestione e dei risultati nonché la possibilità di adottare provvedimenti rettificativi qualora detti risultati fossero insoddisfacenti.
3.1.1. Il contratto proposto tra CDC-Investco e Manco
(21) Si propone che CDC-Investco stipuli un contratto di durata quinquennale per impegnare capitali in fondi creati e gestiti da Manco. L'operazione è necessaria per garantire la fattibilità del business plan iniziale di Manco e la redditività della nuova società sotto il profilo finanziario. Il contratto fisserà inoltre le condizioni per la gestione dell'attuale portafoglio di CDC volte a salvaguardare l'obiettivo di sviluppo dei progetti in corso.
(22) Alla scadenza dei cinque anni del contratto principale, CDC-Investco sarà libero di investire i suoi capitali non impegnati in fondi lanciati da altre società e da Manco e di procurarsi servizi di gestione di portafoglio su base concorrenziale. Il gestore degli investimenti prescelto da CDC-Investco potrà, a volte, essere Manco, a volte qualcun altro per cui, nell'arco, ad esempio, di dieci anni CDC-Investco si avvarrà dei servizi prestati da vari gestori, tra cui Manco. Del pari, le autorità del Regno Unito prevedono che Manco gestisca capitale per una serie di investitori, compreso CDC-Investco. L'obiettivo di CDC-Investco e di Manco, ossia lo sviluppo nei paesi più poveri, rimarrà immutato al termine del contratto stipulato tra loro.
(23) Esistono, per i contratti di gestione di fondi di investimento, clausole più o meno standard o tipiche che il contratto tra CDC-Investco e Manco dovrebbe essenzialmente riprendere. Le eventuali clausole atipiche riguarderanno soltanto i seguenti settori:
a) clausole specifiche obbligheranno Manco ad aderire all'"universo di paesi CDC", ai principi commerciali in materia di responsabilità sociale e ad altri codici di comportamento attualmente applicati a CDC;
b) CDC-Investco assumerà l'impegno condizionato ad investire nei fondi gestiti da Manco lanciati durante i primi cinque anni di attività;
c) può darsi che le commissioni di gestione siano diverse per i diversi fondi a seconda che CDC-Investco sia l'unico investitore di un fondo oppure uno dei tanti investitori. CDC-Investco rimarrà l'unico investitore dei fondi meno attraenti. Per questi ultimi le spese potrebbero essere leggermente più elevate, ma mai superiori a quelle della struttura attuale. Qualora CDC-Investco investa in un fondo assieme ad investitori privati, le commissioni di gestione saranno uguali per tutti.
3.1.2. Osservazioni formulate dalle autorità del Regno Unito
(24) Senza la riorganizzazione, i gestori di CDC avrebbero il diritto di gestire tutti i capitali di CDC a durata indeterminata, mentre il contratto proposto stabilisce una durata determinata. Pertanto le autorità del Regno Unito ritengono che la soluzione proposta possa favorire la concorrenza.
(25) Le dichiarazioni contenute nella notificazione del Regno Unito in merito all'esenzione fiscale per CDC resteranno valide. In particolare la riorganizzazione sarà conforme alla comunicazione della Commissione sugli aiuti di Stato e capitale di rischio in quanto Manco sarà un'impresa nuova ed innovativa destinata ad ovviare all'insufficienza del mercato di capitali di rischio nei paesi in via di sviluppo più poveri, che adotterà decisioni di investimento su base commerciale senza beneficiare di aiuti al funzionamento o falsare la concorrenza all'interno del mercato comune. Le autorità britanniche sperano che la riorganizzazione acceleri il processo mediante il quale CDC riuscirà a rimediare all'insuccesso del mercato nell'apporto di capitale di rischio ai paesi più poveri.
4. VALUTAZIONE
4.1. Sussistenza di aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato
4.1.1. L'esenzione fiscale
(26) Nel corso del procedimento alla Commissione non sono pervenute nuove informazioni tali da incidere sulla sua valutazione iniziale, ossia che l'esenzione fiscale costituisce un aiuto di Stato in favore di CDC Group plc. L'esenzione fiscale rappresenterà una perdita di gettito per lo Stato e quindi interessa le risorse statali(9). La misura si applica unicamente a CDC e, di conseguenza, è specifica. Il conferimento dello status di società di investimento è un vantaggio per CD che si traduce in un vantaggio fiscale. Senza tale status CDC non sarebbe in grado di attirare capitali privati per investimenti di qualsiasi tipo. Quanto alle conseguenze sul commercio intracomunitario, è prassi costante della Commissione ritenere che allorché lo Stato interviene per creare un nuovo attore sui mercati finanziari internazionali gli effetti di tale intervento si ripercuotono sui flussi di investimento tra gli Stati membri. Tuttavia in questo caso le ripercussioni sugli scambi e sulla concorrenza sono considerate limitate dato l'obiettivo di investimento specifico di CDC Group plc.
In prosieguo il beneficiario dell'aiuto in questione è denominato "CDC-Investco".
4.1.2. La riorganizzazione
(27) Secondo quanto indicato dalle autorità del Regno Unito, il contratto tra CDC-Investco e Manco contiene clausole atipiche in tre campi.
a) Manco continuerà ad essere vincolato all'"Universo CDC" di paesi, ai principi commerciali in materia di responsabilità civile e ad altri codici di comportamento applicati a CDC Group plc. Questa misura non comporta risorse di Stato e quindi non costituisce aiuto di Stato.
b) CDC-Investco si impegna ad investire nei fondi convenuti, gestiti da Manco, lanciati durante i primi cinque anni di attività. Perché le somme investite costituiscano risorse di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia devono essere soddisfatte le tre condizioni seguenti: i) la misura deve comprendere di fondi pubblici; ii) la misura deve essere imputabile allo Stato e iii) la somma deve essere investita in una maniera in cui non l'avrebbe investita un investitore privato in economia di mercato(10).
Nella fattispecie la Commissione ha valutato la conformità alle tre condizioni come segue:
i) Inizialmente, CDC-Investco continuerà ad essere interamente di proprietà dello Stato dato che la privatizzazione è stata rinviata sine die. Nel momento in cui è adottata la decisione di impegnare i fondi, le autorità pubbliche esercitano chiaramente un'influenza dominante su CDC-Investco e sui suoi fondi, che quindi costituiscono fondi pubblici.
ii) La misura è prevista e notificata dallo Stato.
iii) Le autorità del Regno Unito dichiarano che i contratti riguardanti l'outsourcing da parte della società madre di una funzione essenziale sono insoliti e quindi il contratto proposto si colloca al di fuori di alcune norme di mercato.
Di conseguenza la misura comporta risorse statali ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
CDC-Investco si assume un impegno unicamente nei confronti di Manco e quindi la misura è specifica. Una parte del capitale di Manco deve essere privatizzata appena possibile e l'impegno a fornire fondi nei cinque anni è un vantaggio per qualsiasi società di gestione privata, giacché assicura un certo reddito e utile grazie alle commissioni di gestione. La gestione di fondi, al livello in cui opererà Manco, è un'attività internazionale. La misura è destinata ad assicurare la redditività della società su questo mercato. Pertanto essa altera o minaccia di alterare la concorrenza e incide sugli scambi intracomunitari. La Commissione constata quindi che l'impegno di CDC-Investco nei confronti di Manco costituisce un aiuto di Stato a favore di Manco che rientra nell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Tale aiuto non può essere quantificato.
Manco sarà privatizzata mediante procedura di gara aperta. Pertanto la Commissione constata che non vi è selettività a questo livello e che l'aiuto non viene trasferito agli investitori privati di Manco.
c) Le commissioni di gestione, per quanto variabili a seconda dei fondi, rispecchiano i costi. Quando CDC-Investco investe negli stessi fondi degli investitori privati, le commissioni di gestione saranno le stesse per tutti gli investitori. Pertanto la Commissione non rileva alcun vantaggio a favore di Manco né degli investitori privati e la disparità delle commissioni di gestione tra i fondi non costituisce aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
4.2. Compatibilità dell'aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato
(28) Ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato la Commissione può accordare una deroga per "gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse". Nella fattispecie l'aiuto è destinato ad agevolare lo sviluppo di investimenti in capitale di rischio da parte di investitori privati UE in imprese situate nei paesi di sviluppo più poveri. Le due misure di aiuto sono valutate separatamente in appresso.
4.2.1. L'esenzione fiscale
(29) Nella decisione di avvio del procedimento ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato la Commissione non ha sollevato dubbi sulla compatibilità dell'aiuto in quanto tale. L'aiuto in favore di CDC-Investco è concesso in conformità alla politica di sviluppo comunitaria indicata all'articolo 177 del trattato. Il regime di aiuti contiene inoltre una serie di elementi positivi descritti nella comunicazione della Commissione sugli aiuti di Stato e capitale di rischio. Alcuni di questi criteri servono per garantire che i fondi siano investiti e gestiti alle condizioni di mercato. Pertanto, tramite la creazione e la privatizzazione di una società di gestione distinta, l'aiuto in questione potrà garantire un miglior rispetto dei criteri suddetti.
(30) I dubbi espressi riguardano principalmente la durata dell'aiuto, che è stata notificata come indeterminata. In linea di principio la Commissione non approva aiuti di Stato fiscali non quantificabili per una durata indeterminata. In breve, la Commissione ritiene che siffatte misure di aiuto di Stato dovrebbero essere temporanee, in quanto l'obiettivo ultimo è di ottenere un mercato perfettamente funzionante senza interventi di Stato. In generale il mercato dei capitali di rischio evolve rapidamente, per cui non si può escludere che l'aiuto notificato alteri la concorrenza ed incida sugli scambi intracomunitari in maniera notevolmente superiore a quanto succede attualmente.
(31) Tuttavia se la rapida evoluzione dei mercati di capitale di rischio porta anche ad un incremento dell'investimento etico nei paesi in via di sviluppo più poveri, il periodo durante il quale l'aiuto è concesso sarà ridotto, giacché una volta che le autorità del Regno Unito avranno stabilito che i mercati rilevanti si sono sviluppati, lo Stato rinuncerà alla sua partecipazione speciale in CDC cui è legata l'esenzione fiscale. D'altro canto, se il mercato di cui trattasi non si sviluppa, la distorsione di concorrenza rimane circoscritta e quindi anche la sua durata sarà meno importante.
(32) La Commissione ha anche fatto riferimento al Consiglio europeo, che nella riunione di Barcellona del 15-16 marzo 2002 ha auspicato la riduzione dei livelli complessivi di aiuto, nonché alle iniziative dell'Unione europea e dell'OCSE per limitare la concorrenza fiscale dannosa. È vero che il Consiglio europeo di Barcellona ha anche invitato gli Stati membri a concentrare gli aiuti di Stato su ben individuate insufficienze di mercato. Inoltre la misura notificata non è destinata a concentrare l'attività commerciale in un singolo Stato membro né ci si può attendere che abbia simile effetto. Dato che sono soggetti ad imposta in funzione della loro specifica situazione finanziaria, gli investitori di CDC non hanno motivo di trasferirsi altrove a causa dell'esenzione fiscale accordata a CDC-Investco.
(33) Nella decisione di avvio del procedimento la Commissione ha inoltre espresso il dubbio che l'"Universo di CDC" includa paesi che dovrebbero accedere all'Unione europea nel 2004. Le autorità del Regno Unito garantiscono che CDC-Investco non investire in paesi che sono diventati membri dell'Unione europea. Peraltro l'"Universo CDC" non comprende paesi SEE.
(34) Concludendo, la Commissione ribadisce la sua tesi e che cioè gli aiuti fiscali in particolare non devono essere autorizzati per un periodo di tempo indeterminato. Tuttavia la Commissione, in via eccezionale constata che l'aiuto può essere autorizzato per un periodo iniziale di 20 anni tenuto conto della specificità e dell'obiettivo dell'aiuto, del desiderio delle autorità del Regno Unito di porre fine alla misura non appena non risulti più necessaria della distorsione limitata della concorrenza e dell'assenza di osservazioni da parte di terzi interessati. L'eventualità che l'aiuto possa essere autorizzato per un periodo più lungo, come richiesto dalle autorità del Regno Unito, sarà meglio valutata in una fase successiva allorché si potrà tener debitamente conto degli eventuali sviluppi del mercato. Pertanto se le autorità del Regno Unito lo desiderano, possono notificare alla Commissione la proroga dell'aiuto a partire dalla fine dei primi 10 anni della sua applicazione.
4.2.2. L'impegno quinquennale a fornire fondi in favore di Manco
(35) La Commissione rileva che la riorganizzazione di CDC Group plc è appropriata nelle attuali condizioni di mercato e agevolerà la realizzazione dell'obiettivo del regime, ossia di attrarre capitale privato da investire in imprese situate nei paesi in via di sviluppo più poveri. La struttura costituita dalla società di gestione e da una famiglia di fondi è una norma accettata nel settore internazionale della gestione di fondi.
(36) La Commissione rileva inoltre che le autorità del Regno Unito ritengono necessario che CDC-Investco si impegni ad investire in fondi convenuti, gestiti da Manco, nei primi cinque anni di funzionamento della nuova struttura. In tal modo a Manco verrà garantito un reddito grazie alle commissioni di gestione. La Commissione ammette che è importante salvaguardare la redditività iniziale di Manco dato che la società resta uno strumento della politica di sviluppo del Regno Unito.
(37) La Commissione constata che l'impegno di fondi per un periodo quinquennale può essere considerato commisurato all'obiettivo di sviluppo perseguito. L'aiuto in favore di Manco è quindi considerato compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato. Tale decisione è anche conforme con l'articolo 178 del trattato il quale stabilisce che la Comunità tiene conto degli obiettivi di cui all'articolo 177 nelle politiche da essa svolte che potrebbero avere un'incidenza sui paesi in via di sviluppo.
5. CONCLUSIONE
(38) La Commissione conclude che l'aiuto concesso sotto forma di esenzione fiscale in favore di CDC-Investco è compatibile con il mercato comune in virtù dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato. Tuttavia, in questa fase, essa può essere autorizzato unicamente per un periodo iniziale di 20 anni a decorrere dalla sua entrata in vigore. A partire dalla fine dei primi 10 anni di applicazione dell'aiuto, le autorità del Regno Unito ne potranno notificare la proroga al di là dei 20 anni iniziali.
(39) Del pari, l'aiuto concesso a Manco sotto forma di impegno da parte di CDC-Investco ad investire in fondi convenuti lanciati da Manco è compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato e può essere approvato per il periodo di cinque anni per il quale è stato notificato.
(40) La Commissione annette grande importanza ai lavori in corso contro le pratiche fiscali dannose sia a livello della Comunità europea (il gruppo codice di condotta) che a livello OCSE (il forum OCSE sulle pratiche fiscali dannose). Tuttavia, dato che CDC effettuerà soltanto investimenti reali e produttivi in paesi terzi, il regime sembra essere conforme all'approccio comunitario in materia. La Commissione lo sorveglierà attentamente mediante le relazioni che le autorità del Regno Unito devono inviarle annualmente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto di Stato, notificato il 17 gennaio 2001, sotto forma di esenzione fiscale, che il Regno Unito intende concedere in base al CDC Act 1999 a favore delle società di investimento da crearsi tramite la riorganizzazione di CDC Group plc, temporaneamente denominato "CDC-Investco" è compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato.
L'esenzione fiscale è autorizzata per un periodo iniziale di 20 anni dall'entrata in vigore dell'aiuto.
L'aiuto di Stato sotto forma di impegno da parte della società di investimento temporaneamente denominata "CDC-Investco" ad investire in determinati fondi convenuti, cui il Regno Unito intende dare applicazione a favore della società di gestione da crearsi tramite la riorganizzazione di CDC Group plc, temporaneamente denominato "Manco", è compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato. L'aiuto è autorizzato per un periodo di cinque anni dall'entrata in vigore del contratto stipulato tra le due società.
L'esenzione dell'accordo è quindi autorizzata per i periodi indicati.
Articolo 2
Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 5 marzo 2003.

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