Document ID: 31997D0753

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 12 marzo 1997 relativa ad un aiuto di Stato a favore della Aircraft Services Lemwerder (ASL) (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (97/753/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, primo comma,
dopo aver dato agli interessati la possibilità di presentare le proprie osservazioni, conformemente alle disposizioni dell'articolo 93,
considerando quanto segue:
I
Il 30 maggio 1995 la Commissione ha deciso di avviare un procedimento in forza dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato contro l'aiuto concesso dal Land Bassa Sassonia a favore della «GmbH Aircraft Services Lemwerder» (ASL), impresa specializzata nella manutenzione e nel riequipaggiamento di aerei per l'aviazione civile. L'impresa ha sede a Lemwerder, una zona depressa ammessa agli aiuti regionali ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato a decorrere dal 1° gennaio 1995.
Fino al 1993 l'impianto costituiva un ramo di DASA. A tale data l'impresa decise di chiudere il suo impianto di Lemwerder, cessando in tale luogo le attività di manutenzione e di riequipaggiamento e trasferendo le attività relative al settore dell'aviazione militare da Lemwerder all'impianto DASA di Manching in Baviera. Il Land Bassa Sassonia era intervenuto e aveva raggiunto un accordo con DASA per il mantenimento a Lemwerder del settore dell'aviazione civile. Aveva inoltre dato incarico a una società di consulenza di effettuare uno studio sulla possibilità di proseguire le attività di manutenzione degli aerei civili come attività commerciale indipendente.
Lo studio aveva escluso la possibilità di una partecipazione di DASA all'impianto di Lemwerder e DASA prese la decisione di cessare l'attività di manutenzione di aerei civili, tale settore essendo divenuto economicamente non vantaggioso a causa della forte caduta dei prezzi e della sovraccapacità mondiale.
La prosecuzione dell'attività di Lemwerder era dunque condizionata all'adozione di drastiche misure in materia di occupazione, di orario di lavoro e di salari.
Nello studio la sovraccapacità - prevedibilmente stabile anche in futuro - era stata stimata pari al 25-30 %, mentre l'incremento annuo della domanda era stato valutato pari al 3-4 %, in modo che il mercato relativo, dal 2000 in poi, si sarebbe caratterizzato come mercato dominato dai compratori. Lo studio aveva pertanto raccomandato di concentrare le attività di Lemwerder sulla manutenzione leggera e la revisione, la trasformazione, il riequipaggiamento, l'allestimento, la verniciatura e la riparazione di apparecchi per l'aviazione civile. Tali attività potevano essere integrate fra l'altro da attività nei settori della ricerca e dello sviluppo, della logistica e della formazione, della revisione e della riparazione di componenti.
Sul presupposto di una retribuzione oraria pari a 44 dollari USA per le attività di revisione ed a 75 dollari per la verniciatura, e assumendo un tasso di cambio del dollaro pari a 1,70 DEM (il tasso attuale è di 1,65 DEM, mentre in precedenza è rimasto per due anni costantemente pari a 1,50 DEM), lo studio era pervenuto alla conclusione che per poter mantenere in attività in modo economicamente vantaggioso lo stabilimento di Lemwerder fossero necessarie commesse per almeno 400 000 ore lavorative e un fatturato annuo di circa 42 milioni di DEM.
Sulla base di tale studio il Land Bassa Sassonia si decise a fondare una nuova impresa, denominata ASL Aircraft Services Lemwerder GmbH. La Società in questione ha rilevato tutto l'attivo dello stabilimento DASA di Lemwerder al prezzo di 1 DEM ed è stata dotata dal Land Bassa Sassonia di un capitale di partenza di 10 milioni di DEM, dei quali 3,25 milioni vennero versati immediatamente, mentre il saldo, secondo le indicazioni fornite dalle autorità tedesche, doveva essere versato entro la fine del 1996. ASL è totalmente di proprietà di una società controllata dalla Norddeutsche Landesbank Girozentrale, di proprietà dello Stato. La responsabilità imprenditoriale relativa alla società è tuttavia del Land Bassa Sassonia, che in quanto titolare del diritto (formale) di proprietà è garante della Norddeutsche Landesbank per quanto riguarda le pretese patrimoniali e giurisdizionali dei terzi.
ASL si è specializzata nella manutenzione e nel riequipaggiamento di apparecchi per l'aviazione civile. Progressivamente, con termine al 30 giugno 1996, le attività relative all'aviazione militare del precedente stabilimento DASA sono state trasferite allo stabilimento DASA di Manching in Baviera.
DASA ha versato 80 milioni di DEM ad ASL, poiché quest'ultima, per la chiusura dello stabilimento di Lemwerder, avrebbe dovuto finanziare un programma sociale (per 64,5 milioni di DEM) e il pagamento di pensioni (per 27,5 milioni di DEM). Tale importo, iscritto nel bilancio di ASL come fondo di riserva, è servito tuttavia a finanziare in parte il saldo negativo di liquidità, previsto durante la ristrutturazione. Per consentire ad ASL di disporre liberamente di una quota di liquidità di 60 milioni di DEM, il Land ha prestato garanzia unilaterale a favore di ASL, pari nel massimo al predetto importo, per finanziare i costi del programma sociale e il pagamento di pensioni, ove l'impresa non fosse stata in grado di proseguire la propria attività.
DASA aveva anche dichiarato di essere disposta a cedere ad ASL determinati contratti, fino al 1998 incluso, fra i quali quelli di revisione e di riparazione di componenti di apparecchi militari, che garantiscono un volume annuo di contratti per 160 000 ore lavorative.
Nel corso della ristrutturazione, fino al 30 giugno 1996, ASL ha ridotto il volume degli occupati, da 1 200 a 575 unità. Sulla base di una retribuzione media oraria pari a 80 DEM (54 dollari USA) e della prestazione di 400 000 ore lavorative all'anno l'impresa aveva previsto di tornare in attivo nel 1998, dopo aver sostenuto perdite che aveva essa stessa valutato pari a 16,5 milioni di DEM nel 1995, 15,3 milioni di DEM nel 1996 e 10,3 milioni di DEM nel 1997. I risultati positivi previsti a partire dal 1998 si basavano sul presupposto che la ristrutturazione fosse stata completata, che fosse migliorata la situazione del mercato della manutenzione e che a partire da tale data aumentassero i prezzi. Secondo le stime di cui dispone la Commissione il fatturato deve ammontare a 47,2 milioni di DEM nel 1995, a 63,2 milioni di DEM nel 1996 e a circa 65 milioni di DEM a partire dal 1997.
Per rafforzare la concorrenzialità dell'impresa i dipendenti hanno accettato, a partire dal 1° gennaio 1995, una riduzione del 10 % e dal 1° gennaio 1996 un'ulteriore riduzione del 7 % delle voci salariali extracontrattuali. È stata inoltre concordata una maggiore flessibilità dell'orario di lavoro, in base alla quale possono essere lavorate fino a 50 ore settimanali (compreso il fine settimana) senza pagamento di straordinari.
Oltre alla sopra citata riduzione progressiva del personale da 1 200 a 575 unità entro il 30 giugno 1996, ASL ha ridotto la propria capacità di manutenzione del 75 % per gli aerei militari e del 30 % per gli aerei civili.
La Commissione ha esaminato le misure sopra indicate alla luce dell'articolo 92 del trattato ed è pervenuta alla conclusione che le misure adottate dal Land Bassa Sassonia, cioè sia l'apporto di capitale per 10 milioni di DEM, sia l'assunzione di garanzia unilaterale per 60 milioni di DEM possono costituire aiuti di Stato. La Commissione aveva all'epoca forti dubbi che per gli aiuti in questione sussistessero le condizioni previste per l'applicazione della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato e agli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (1) ed aveva pertanto deciso il 30 maggio 1995 di avviare il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2.
II
Con lettere del 27 giugno 1995, del 27 settembre 1995 e del 29 novembre 1995 le autorità tedesche hanno presentato le proprie osservazioni in merito alla decisione della Commissione di avviare il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 per gli aiuti concessi ad ASL.
Secondo le autorità tedesche l'apporto di capitale del Land Bassa Sassonia per 10 milioni di DEM non avrebbe costituito un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, poiché nel caso in questione il Land Bassa Sassonia avrebbe agito come un qualunque investitore privato. La ristrutturazione di ASL ha indotto una rilevante riduzione dei costi, consentendo ad ASL di agire con la flessibilità di un'impresa di medie dimensioni. Le retribuzioni e gli stipendi, come pure le indennità accessorie erano stati ridotti. Al 30 luglio 1996 era inoltre stato ridotto il numero degli occupati da 782 a 575 unità e l'orario di lavoro reso più flessibile. Erano già in corso trattative con potenziali clienti, appartenenti alle flotte nazionali, mentre la holding statale indonesiana IPTN aveva manifestato il proprio interesse all'acquisto di una partecipazione del 25,1 % in ASL. Tutto questo lasciava ritenere che potessero essere compensate le perdite della fase iniziale e che si sarebbero ottenuti profitti adeguati. In tale contesto qualunque investitore operante in economia di mercato, basandosi sulle opportunità offerte dal mercato stesso, avrebbe tratto la conclusione che una partecipazione finanziaria all'impresa in questione fosse destinata al successo. Nel valutare le prospettive di redditività economica la Commissione avrebbe eccessivamente concentrato il proprio esame sui programmi che le erano stati presentati. Contrasterebbe con la realtà economica il far dipendere il comportamento di un'impresa in economia di mercato esclusivamente da determinate prospettive di affari. Tenuto conto di tutto ciò le autorità tedesche concludevano che il Land Bassa Sassonia aveva agito allo stesso modo in cui avrebbe agito un qualunque investitore privato.
Per quanto riguarda la garanzia unilaterale di 60 milioni di DEM, le autorità tedesche hanno sottolineato che in tal modo ASL era stata messa in condizione di utilizzare i fondi ricevuti da DASA per assicurare la liquidità senza intaccare i diritti patrimoniali dei dipendenti in caso di fallimento di ASL o di altre modifiche sostanziali all'interno dell'impresa. Avevano inoltre sottolineato che la garanzia unilaterale avrebbe avuto efficacia soltanto in caso di insolvenza o di un'ulteriore sostanziale riduzione di personale e soltanto nei confronti dei dipendenti di ASL, non invece nei confronti della società stessa.
A parere delle autorità tedesche ASL è in grado di raggiungere la soglia della redditività economica. Nel primo semestre del 1995 ASL aveva ottenuto un ricavo medio di 90,91 DEM per un totale di 375 000 ore lavorative (per la manutenzione: 165 000 ore lavorative a 70 DEM; per le componenti 110 000 ore lavorative a 120 DEM). La capacità di ASL risultava utilizzata appieno e risultavano addirittura delle strozzature per i nuovi contratti. Per il 1995 erano previsti contratti per complessive 500 000 ore lavorative, il che avrebbe superato del 25 % le previsioni del consulente e della stessa ASL. Inoltre l'andamento di ASL dipendeva in misura limitata dal cambio del dollaro USA, poiché il 70 % dei suoi affari erano trattati in DEM.
Sulla base del conto profitti e perdite dell'ottobre 1995 presentato dalle autorità tedesche il fatturato complessivo di 73 milioni di DEM per il 1995 poteva superare del 50 % quanto programmato da ASL e del 100 % le stime della società di consulenza, mentre le perdite, pari a 15 milioni di DEM, erano leggermente inferiori ai 16,5 milioni di DEM previsti.
III
Con lettera del 26 gennaio 1996 la Commissione ha comunicato alle autorità tedesche le osservazioni dei terzi, un concorrente tedesco e un concorrente danese, che le erano pervenute a seguito della pubblicazione della sua decisione di avviare il procedimento (2).
Il concorrente tedesco sottolineava che il mercato nel quale ASL svolge la propria attività era e sarebbe rimasto, per almeno altri cinque-otto anni, un mercato di compratori, con una sovraccapacità valutata del 30 %. Un'impresa di manutenzione di aerei avrebbe dunque bisogno di una quota sostanziale di clienti delle flotte nazionali per poter sopravvivere. Le grandi compagnie aeree dispongono di cantieri propri e ottimizzano il loro impiego di capitali e di manodopera essenzialmente procurandosi contratti da piccole compagnie aeree, che non investono in capacità di revisione, poiché il mercato si caratterizza come un mercato di compratori. Non disponendo né di una compagnia nazionale, né di relazioni particolari di clientela con una grande compagnia aerea, ASL dipende totalmente dal mercato. Il concorrente tedesco ha anche fatto presente che alla fine del 1995 ASL aveva pubblicamente annunciato di voler pervenire a una base di costo inferiore ai 100 DEM per ora di lavoro. Tuttavia ASL aveva offerto i propri servizi a tariffe lavorative orarie inferiori a tale obiettivo perfino del 25 %. Tale comportamento sul mercato era possibile soltanto attraverso l'apporto di liquidità del Land Bassa Sassonia, che nessun investitore privato sarebbe stato disposto a concedere, tenuto conto della situazione del mercato.
Il concorrente danese aveva espresso la propria preoccupazione in merito all'aiuto a ASL ed aveva sottolineato che tale aiuto costituiva una distorsione della concorrenza in un mercato già pervenuto a saturazione.
IV
Con lettera del 21 febbraio 1996 le autorità tedesche hanno comunicato la loro risposta alle osservazioni presentate dai terzi.
In tale lettera esse sottolineavano che ASL era riuscita ad acquisire una rilevante clientela fra le compagnie nazionali, contrariamente a quanto affermato dal concorrente. In totale aveva ottenuto 31 contratti da quattro compagnie aeree (due tedesche, una danese e una islandese). A tali compagnie ASL aveva offerto i propri servizi ai prezzi praticati sul mercato mondiale. Contemporaneamente ASL aveva in corso delle trattative con altre compagnie aeree per accrescere la propria clientela fra le flotte nazionali.
Dette autorità indicavano anche che ASL aveva ottenuto nel 1995 contratti per 537 000 ore lavorative, il che superava del 34 % le stime della società di consulenza ed aveva raggiunto un fatturato di 80 milioni di DEM, il che rappresentava un aumento rilevante rispetto alle previsioni, che erano partite dall'ipotesi di un fatturato di soltanto 47 milioni di DEM. Il risultato di gestione dava una perdita di soli 10 milioni di DEM e per il 1996 era prevista una perdita ancora più limitata, pari a 7 milioni di DEM.
Le autorità tedesche sottolineavano inoltre che ASL avrebbe ridotto ulteriormente i costi, ammontanti nel 1995 a 125 DEM per ora di lavoro, e che un'ulteriore diminuzione a circa 100 DEM poteva essere raggiunta attraverso la riduzione del personale (a circa 575 unità) portata avanti nel 1996.
Relativamente alla prestazione di garanzia unilaterale le autorità tedesche sottolineavano nuovamente che il Land Bassa Sassonia era intervenuto soltanto per quanto riguarda le obbligazioni nei confronti dei dipendenti in caso di fallimento e non nei confronti della stessa ASL. Alla prestazione di garanzia unilaterale non era collegata alcuna obbligazione di apporto di capitali all'impresa.
V
Nel luglio del 1996 la Commissione ha accolto la domanda di rinvio della decisione definitiva presentata dalle autorità tedesche, essendo stato elaborato un nuovo progetto per ASL, secondo il quale l'impresa doveva essere nuovamente privatizzata, trasferendo integralmente il rischio imprenditoriale a nuovi investitori.
Con lettera del 4 ottobre 1996 le autorità tedesche hanno presentato alla Commissione due dichiarazioni di intenti scritte. Nella prima, la holding di Stato indonesiana IRTN manifestava il proprio interesse ad acquistare una partecipazione del 25,1 % in ASL. Nella seconda, un gruppo di tre investitori privati si dichiarava interessato all'acquisto del restante 74,9 % e disposto, dopo l'acquisto della partecipazione azionaria, a dotare ASL, attraverso una società finanziaria, di un capitale proprio pari a 10 milioni di DEM.
I contratti di privatizzazione dovevano essere firmati alla fine di ottobre 1996.
Le autorità tedesche precisavano inoltre che ASL non aveva potuto utilizzare completamente per i bisogni di tesoreria gli 80 milioni di DEM che DASA aveva lasciato a disposizione a tal fine, poiché doveva già restituire alla DASA, sin dal 1994, 35 milioni di DEM, prestati a garanzia di un programma sociale a favore dei lavoratori rimasti presso la stessa DASA. In aggiunta a questo ASL doveva corrispondere, nel quadro di un programma sociale, 6 milioni di DEM per somme dovute a 250 dei suoi dipendenti licenziati. ASL aveva infine versato a DASA nel 1994 altri 9 milioni di DEM per la cessione di scorte di magazzino.
Degli 80 milioni di DEM originari restavano quindi disponibili come riserva per i bisogni di tesoreria soltanto 30 milioni di DEM.
A richiesta della Commissione le autorità tedesche producevano copia dei contratti di privatizzazione e dell'ultimo conto profitti e perdite di ASL.
Secondo le informazioni fornite dalle autorità tedesche la vendita di ASL è avvenuta il 31 ottobre 1996. Non è invece avvenuto l'acquisto di una partecipazione del 25,1 % da parte di IPTN, perché la holding indonesiana aveva richiesto, in relazione alla liquidità e al capitale proprio di ASL, ulteriori garanzie che erano state rifiutate dal Land Bassa Sassonia.
Erano invece giunte a buon fine le trattative con il gruppo di investitori privati che si erano dichiarati disposti ad acquistare la totalità di ASL. La vendita è stata effettuata al prezzo simbolico di un DEM, considerato normale dalle autorità tedesche, per un'impresa prevista in perdita nel 1996 e nel 1997 e che poteva contare di raggiungere la soglia della redditività soltanto a partire dalla fine del 1997. Gli acquirenti avevano l'intenzione di concedere ad ASL, attraverso la PVV GmbH totalmente di loro proprietà, un prestito di 10 milioni di DEM, per aumentarne il capitale. Come sottolineato dalle autorità tedesche il prestito era stato finanziato totalmente dagli investitori, senza intervento di organismi statali, basandosi sull'unica condizione che il Land Bassa Sassonia non ritirasse il suo apporto di capitale.
Nel quadro della cessione dell'impresa il Land Bassa Sassonia ha ritirato la garanzia unilaterale di 60 milioni di DEM a copertura, in caso di fallimento, di un programma sociale per i dipendenti di ASL, ed ha dichiarato che avrebbe rifiutato ulteriori interventi finanziari a favore dell'impresa.
Il conto profitti e perdite presentato dalle autorità tedesche indica che nel 1996 ASL ha subito perdite valutabili in totale a 8 milioni di DEM. Dal bilancio annesso risulta che ASL avrebbe esaurito alla fine del 1996 tutte le sue riserve di liquidità e avrebbe avuto urgentemente bisogno di un nuovo apporto di capitale, per coprire le perdite preventivate, prima del raggiungimento della soglia di redditività prevista per la fine del 1997.
Rispondendo a un'ulteriore richiesta di informazioni da parte della Commissione le autorità tedesche hanno comunicato il 22 novembre e il 16 dicembre 1996 che gli investitori privati avrebbero finanziato integralmente con mezzi propri l'apporto di 10 milioni di DEM di capitale e che era escluso per il futuro qualunque aiuto statale. Inoltre, poiché secondo il diritto societario tedesco il prestito di 10 milioni di DEM concesso dagli acquirenti aveva l'effetto di sostituire capitali propri, la garanzia dello stesso non poteva essere assicurata attraverso beni di ASL, cosicché tale importo sarebbe andato irrimediabilmente perduto in caso di fallimento. La durata del prestito era di 10 anni, il tasso di interesse del 6 %, ma per i primi due anni non sarebbero stati percepiti interessi. Le autorità tedesche hanno inoltre prodotto copia delle riunioni del comitato esecutivo di ASL, il rendiconto annuale del 1995 approvato dai revisori e le relazioni mensili di attività per il 1996.
VI
Nel procedimento in forza dell'articolo 93, paragrafo 2 la Commissione ha confermato la posizione assunta al momento dell'avvio del procedimento, consistente nel ritenere che le misure adottate dal Land Bassa Sassonia devono essere considerate un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato.
Che costituisse aiuto di Stato l'apporto di 10 milioni di DEM di capitale del Land Bassa Sassonia, per consentire la prosecuzione di un'attività non redditizia attraverso una società di nuova creazione, era già da ritenersi in base alla comunicazione della Commissione del 1984 (3). Non cambia nulla alla situazione il fatto che il Land Bassa Sassonia non sia diretto proprietario dell'impresa, bensì garantisca la Norddeutsche Landesbank contro tutte le pretese che possono essere fatte valere contro di lei quale proprietario. Proprietario formale di ASL è DURUM, un'impresa di Zurigo controllata al 100 % dalla Norddeutsche Bank/Girozentrale, ente pubblico al quale partecipano il Land Bassa Sassonia (per il 50 %), il Land Sassonia-Anhalt (per il 10 %), nonché (per il 33,33 %) l'associazione di casse di risparmio Niedersächsische Sparkassen- und Giroverband di proprietà comunale e l'associazione delle casse di risparmio Sachsen-Anhalt (per il 6,67 %).
Applicando il principio dell'investitore operante in economia di mercato (4) va tratta la conclusione che un investitore normale non avrebbe agito nel modo in cui ha agito il Land Bassa Sassonia nel 1994. Da tutti e due gli studi elaborati per ASL dai consulenti, modificati in seguito dai nuovi proprietari e presentati alla Commissione dalle autorità tedesche prima dell'avvio del procedimento, risultava che le perdite previste per i primi tre anni non sarebbero state coperte negli anni successivi.
Anche la prestazione di garanzia unilaterale di 60 milioni di DEM costituisce un aiuto. DASA aveva versato ad ASL 80 milioni di DEM per gli impegni che le sarebbero derivati, per un importo di 92 milioni di DEM, da obbligazioni per diritti pensionistici e per un programma sociale in caso di totale chiusura dell'impianto di Lemwerder. Benché non derivasse alcun obbligo giuridico dal contratto concluso fra ASL e DASA relativamente alla messa a disposizione degli 80 milioni di DEM e ASL non fosse giuridicamente obbligata a restituire tale importo, si può con certezza ritenere che i dipendenti avrebbero preferito essere pagati da DASA, piuttosto che mettere il denaro a disposizione di ASL, se non fossero stati convinti, attraverso la prestazione di garanzia unilaterale, che non avrebbero perso i propri diritti. Da questo deriva una chiara connessione di fatto fra la prestazione di garanzia e la possibilità di utilizzare i 60 milioni di DEM come riserva di liquidità. A causa di tale prestazione di garanzia unilaterale i dipendenti DASA hanno rinunciato a immediate rivendicazioni nei confronti della stessa impresa, la quale ha potuto apportare ad ASL fondi al cui versamento non avrebbe comunque potuto essere obbligata. Allo stesso tempo ASL non era giuridicamente obbligata a restituire tale importo, poiché i dipendenti passati nel frattempo ad ASL, informati della disponibilità dei fondi, avevano rinviato la presentazione delle proprie richieste relative al programma sociale. A questo proposito gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà chiariscono che: «L'obbligo di pagare ai lavoratori licenziati indennità di fine rapporto e/o di finanziare regimi di pensionamento anticipato, imposto ad un'impresa dalla legislazione sul lavoro o dai contratti collettivi, rientra nei normali costi di un'attività imprenditoriale che l'impresa deve sostenere con le proprie risorse. Ogni contributo da parte dello Stato a tali costi deve essere pertanto considerato come aiuto di Stato, a prescindere dal fatto che i pagamenti vadano direttamente all'impresa o siano erogati ai lavoratori per il tramite di un ente di Stato» (punto 3.2.5). La prestazione di garanzia unilaterale va dunque senza dubbio considerata un aiuto di Stato.
Inoltre la riuscita ristrutturazione di ASL è dovuta prima di tutto a fattori esterni, non influenzabili dall'impresa, come l'evoluzione del corso del cambio del dollaro e l'acquisizione di una clientela, costituita per il 75 % da compagnie nazionali. Tali fattori non potevano pertanto, ai sensi del punto 3.2.2, lettera i), dei citati orientamenti comunitari, costituire la base di un solido piano di ristrutturazione. La Commissione dubita dunque che le misure di ristrutturazione, all'epoca in cui sono state adottate ed è stato prestato l'aiuto, possano essere ritenute sufficienti per ristabilire la redditività dell'impresa.
D'altra parte non si può negare che ASL abbia realizzato le misure di ristrutturazione con un successo molto superiore alle sue stesse previsioni. Le cifre fornite dalle autorità tedesche confermano che ASL ha subito perdite nel 1995 e nel 1996, ma di entità decrescente. Nel 1995 le perdite per 14,514 milioni di DEM sono risultate inferiori di 2 milioni rispetto all'importo previsto di 16,5 milioni di DEM e il fatturato ha superato di 30 milioni quello previsto dalla stessa impresa. Nel 1996 ASL ha ridotto le proprie perdite a 7,934 milioni di DEM, corrispondenti a circa il 50 % dell'importo di 15,3 milioni di DEM originariamente previsto. Anche il fatturato, stimato pari a 69,018 milioni di DEM, ha superato di 6 milioni di DEM le stime iniziali. Oltre a questo, ASL è riuscita in effetti, secondo le autorità tedesche, a praticare pressappoco i prezzi che si era prefissa e che i consulenti non avevano considerato realistici. Grazie alle misure adottate per realizzare economie, l'impresa è inoltre riuscita a ridurre il costo di un'ora di lavoro da 125 DEM a 100 DEM ed ha così avvicinato il prezzo dei propri servizi al prezzo di mercato.
Tale evoluzione potrebbe essere dovuta ad un miglioramento della situazione del mercato della manutenzione degli aerei, la cui sovraccapacità è stata valutata del 25-30 %. L'industria aerospaziale europea ha realizzato negli anni '80 dei tassi di crescita spettacolari, ma è poi stata colpita, a partire dal 1990, da una crisi collegata alla crisi economica generale e, nel settore militare, alla politica di distensione. Il consumo apparente di beni di equipaggiamento aeronautico è diminuito del 14 % fra il 1990 e il 1992. La sovraccapacità dell'industria aeronautica e la continua riduzione dei bilanci della difesa hanno avuto anche nel 1993 l'effetto di deprimere le attività dell'industria aerospaziale. Il valore della produzione è diminuito del 7,4 %, per il progresso della domanda sul mercato nazionale e per la stagnazione delle importazioni. Il settore industriale interessato ha ridotto di conseguenza le sue capacità produttive. Secondo le informazioni di cui dispone la Commissione (Panorama dell'industria dell'UE del 1995/1996) la precedente sovraccapacità dell'industria aerospaziale risulta nel complesso diminuita e si conta d'ora in avanti su una nuova accelerazione della crescita produttiva, di cui dovrebbe avvantaggiarsi anche l'industria europea, grazie alla ripresa generale dell'economia mondiale e alla necessità di rinnovare le flotte, in particolare per quanto riguarda gli apparecchi per viaggi d'affari e gli elicotteri.
Il successo della riprivatizzazione di ASL indica altresì che le previsioni dell'impresa erano realistiche e che essa può legittimamente attendersi, dopo le ulteriori perdite previste per l'inizio del 1997, di raggiungere la soglia della redditività. Gli investitori hanno versato soltanto un DEM simbolico come prezzo di acquisto, ma hanno concesso all'impresa un prestito di 10 milioni di DEM, finanziato completamente con mezzi propri, come confermato dalle autorità tedesche. Con tale prestito l'impresa dovrebbe disporre di liquidità sufficiente per raggiungere la soglia di redditività. Secondo il diritto delle società tedesco, inoltre, il prestito in caso di fallimento è considerato come capitale proprio e non sarebbe ricuperabile dagli investitori. Ciò dimostra la fiducia degli investitori stessi nel futuro di ASL e nel ristabilimento della redditività dell'impresa, al cui fine essi adotteranno, se necessario, misure di ristrutturazione complementari, altrimenti non sarebbero stati disposti a impiegare un capitale proprio così rilevante. In tali circostanze è difficile per la Commissione provare l'assenza di qualunque prospettiva di redditività ed impedire a investitori privati di acquistare un'impresa che utilizza appieno le proprie capacità e presenta addirittura delle strozzature di produzione.
Si deve inoltre considerare l'impegno fermamente assunto dalle autorità tedesche di non prestare più in futuro alcun sostegno finanziario pubblico all'impresa, assicurando così che ASL agisca come qualunque altra impresa sul mercato e non sia più in grado di distorcere la concorrenza, grazie al sostegno finanziario dello Stato.
Come risulta dalla lettera delle autorità tedesche del 6 novembre 1996, inoltre, la prestazione di garanzia unilaterale è stata ritirata e non influirà più sull'attività di ASL.
Per questi motivi si può ritenere che la redditività dell'impresa verrà ristabilita senza ulteriore sostegno statale.
Deve anche tenersi conto della rilevante riduzione delle capacità di manutenzione, del 75 % nel settore degli aerei militari e del 30 % in quello degli aerei civili. Misurata in ore lavorative tale riduzione risulta del 33 % nel settore civile, nel quale il numero di dipendenti si è ridotto della metà. La riduzione di capacità intrapresa da ASL corrisponde così all'attuale sovraccapacità del mercato ovvero la supera.
Il rischio finanziario degli investitori, rapportato alla dimensione dell'aiuto statale, non è dunque irrilevante. Essi acquistano un'impresa che ha esaurito il capitale proprio. Se il progetto fallisse perderebbero 10 milioni di DEM di capitale proprio, essendo tenuti a rispondere essi stessi per l'intero ammontare.
Infine deve essere tenuto conto, nella valutazione delle misure di ristrutturazione di ASL, che l'impresa ha la propria sede in una regione che nel frattempo può beneficiare degli aiuti regionali ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato e nella quale la chiusura di una grande impresa come ASL condurrebbe a una disoccupazione ancora più rilevante, senza che sussista la prospettiva di posti di lavoro sostitutivi.
A causa dell'evidente ristabilimento della redditività di ASL, della rilevante riduzione di capacità, del notevole contributo finanziario proprio degli investitori e del fatto che la ristrutturazione dell'impresa è avvenuta per la prima volta con l'aiuto di mezzi pubblici, la Commissione è giunta alla conclusione che l'apporto di 10 milioni di DEM di capitale e la prestazione di garanzia unilaterale per un importo di 60 milioni di DEM - nel frattempo ritirata - a favore dei dipendenti di ASL, aiuti entrambi approvati dal Land Bassa Sassonia, possono essere autorizzati in applicazione della deroga prevista dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) e tenuto conto degli orientamenti per la valutazione degli aiuti statali per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.
Poiché sussistono sovraccapacità nell'industria di manutenzione aeronautica, l'autorizzazione è collegata a una condizione tendente a impedire future distorsioni della concorrenza da parte di ASL, attraverso la concessione di finanziamenti pubblici.
Si deve dunque garantire che le autorità tedesche si astengano per almeno 5 anni dal concedere aiuti ad hoc destinati al funzionamento dell'impresa o volti a finanziare incrementi di capacità,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il conferimento di capitale di 10 milioni di DEM e la prestazione di garanzia unilaterale per 60 milioni di DEM, nel frattempo revocata, concessi dal Land Bassa Sassonia a favore dell'impresa Aircraft Services Lemwerder GmbH (ASL) costituiscono aiuti illegali, in quanto non notificati alla Commissione prima della loro concessione, in violazione dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato.
Detti aiuti rispondono tuttavia ai criteri di autorizzazione fissati negli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà e sono pertanto compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato CE e dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell'accordo SEE, a condizione che la Germania, fino al 31 dicembre 2001, si astenga dal concedere ad ASL aiuti ad hoc, che possano essere utilizzati per finanziare aumenti di capacità ovvero per coprire perdite dell'impresa.
Articolo 2
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione la Germania informa la Commissione delle misure adottate per conformarvisi.
Articolo 3
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 12 marzo 1997.

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