Document ID: 32006D0740

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 20 ottobre 2004
relativa all’aiuto di Stato al quale la Germania ha dato esecuzione in favore di Hamburgische Landesbank - Girozentrale, ora HSH Nordbank AG
[notificata con il numero C(2004) 3928]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2006/740/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato lo Stato membro e gli altri interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli (1) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Il presente procedimento ha per oggetto il trasferimento di quote della Hamburgische Wohnungsbaukreditanstalt («WK») alla Hamburgische Landesbank - Girozentrale («HLB») da parte della Freie und Hansestadt Hamburg («FHH»). Esso è collegato ad altri sei procedimenti avviati contro la Germania in relazione a trasferimenti di patrimonio pubblico a Landesbanken (banche dei Länder) ed in particolare alla Westdeutsche Landesbank - Girozentrale («WestLB»).
(2)
Con lettera del 12 gennaio 1993 la Commissione ha chiesto informazioni alla Germania in merito alle circostanze ed alle motivazioni di un incremento di capitale di WestLB derivante dall’incorporazione dell’istituto per la promozione dell’edilizia residenziale (Wohnungsbauförderanstalt - «WfA»), nonché in merito a possibili analoghi aumenti di fondi propri delle Landesbanken di altri Länder. La Germania ha risposto nel marzo e nel settembre del 1993 e in risposta ad ulteriori richieste della Commissione presentate il 10 novembre e il 13 dicembre 1993 ha fornito informazioni aggiuntive nel marzo del 1994. Oltre a fornire informazioni sul trasferimento di WfA a WestLB, la Germania ha menzionato nelle sue risposte trasferimenti analoghi avvenuti in Bassa Sassonia, Berlino e Schleswig-Holstein.
(3)
Con lettere del 31 maggio 1994 e del 21 dicembre 1994 il Bundesverband deutscher Banken e.V. («BdB»), l’associazione che rappresenta le banche private aventi sede in Germania, ha tra l’altro comunicato alla Commissione che con effetto il 1o gennaio 1986 e con effetto il 1o gennaio 1993 FHH aveva trasferito, direttamente o indirettamente, quote di WK a HLB. Secondo BdB, l’aumento dei fondi propri di HLB derivante dall’operazione determinava una distorsione della concorrenza a favore della banca stessa, non essendo stata concordata per l’operazione una remunerazione in linea con il principio dell’investitore operante in un’economia di mercato.
(4)
Con la seconda lettera citata BdB ha pertanto presentato una denuncia formale, invitando la Commissione ad avviare il procedimento di cui all’articolo 93, paragrafo 2, del trattato CE (ora articolo 88, paragrafo 2). La denuncia si riferiva inoltre a trasferimenti di patrimonio pubblico analoghi a favore della Westdeutsche Landesbank nella Renania Settentrionale-Vestfalia, della Norddeutsche Landesbank nella Bassa Sassonia, della Landesbank Schleswig-Holstein («LSH») nello Schleswig-Holstein, della Landesbank Berlin a Berlino e della Bayerische Landesbank in Baviera. Nel febbraio e nel marzo 1995 e nel dicembre 1996 diverse banche si sono associate individualmente alla denuncia della loro associazione.
(5)
La Commissione ha esaminato innanzitutto il trasferimento di patrimonio pubblico a WestLB. Nel 1999, con decisione 2000/392/CE (2) essa ha stabilito infine che la differenza tra la remunerazione pagata ed il rendimento normale di mercato costituiva una misura d’aiuto incompatibile con il mercato comune e ne ha disposto il recupero. Questa decisione è stata annullata dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee con sentenza del 6 marzo 2003 (3) per difetto di motivazione su due elementi utilizzati per il calcolo della remunerazione adeguata.Contemporaneamente alla presente decisione la Commissione sta per adottare una nuova decisione in merito a WestLB, nella quale tiene conto delle critiche formulate dal Tribunale di primo grado.
(6)
Il 1o settembre 1999 la Commissione ha inviato alla Germania una richiesta di informazioni in merito ai trasferimenti alle altre Landesbanken, tra cui anche HLB. Con lettera dell’8 dicembre 1999 la Germania ha trasmesso informazioni sul trasferimento di WK a HLB, integrandole con lettera del 22 gennaio 2001.
(7)
Con lettera del 13 novembre 2002, la Commissione ha comunicato alla Germania la propria decisione di avviare la procedura di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in relazione all’aiuto in oggetto.
(8)
Dopo proroghe richieste ed ottenute del termine per la risposta, le autorità tedesche hanno trasmesso con lettera del 14 aprile 2003 e del 15 maggio 2003 le proprie osservazioni e fornito informazioni supplementari. Ulteriori aspetti sono stati chiariti nel corso di incontri con i rappresentanti delle autorità tedesche il 26 giugno 2003. A seguito di una nuova richiesta della Commissione, la Germania ha fornito informazioni aggiuntive il 29 agosto 2003.
(9)
La decisione di avvio della procedura è stata pubblicata il 4 aprile 2003 nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (4), in modo da dare ai terzi interessati la possibilità di presentare le proprie osservazioni. La Commissione ha ricevuto osservazioni da BdB, che ha inoltrato alla Germania affinché quest’ultima prendesse posizione. La Germania ha risposto a tali osservazioni con lettera del 30 ottobre 2003.
(10)
Con lettera del 7 aprile 2004 la Commissione ha richiesto alla Germania ulteriori informazioni in merito a tutti i procedimenti relativi alle Landesbanken; le autorità tedesche hanno risposto con lettere del 1o e del 2 giugno 2004 e del 28 giugno 2004. Il 1o ottobre 2004 la Germania ha fornito dati aggiornati e informazioni aggiuntive.
(11)
Con la fusione del 2 giugno 2003 tra HLB e la Landesbank Schleswig-Holstein-Girozentrale («LSH») da cui è derivata HSH Nordbank AG («HSH»), le quote di WK detenute da HLB sono state ritrasferite a FHH.
(12)
Il 19 luglio 2004 il denunciante (BdB), il Land Renania Settentrionale-Vestfalia e WestLB AG hanno trasmesso un accordo provvisorio sulla remunerazione appropriata del patrimonio trasferito. A loro avviso tale remunerazione dovrebbe costituire la base della decisione della Commissione. La versione definitiva dell’accordo è pervenuta alla Commissione il 13 ottobre 2004. Analogamente, il 29 settembre 2004, BdB, FHH e HSH Nordbank, che è nata nel 2003 dalla fusione di HLB e Landesbank Schleswig-Holstein, hanno trasmesso un accordo provvisorio sulla remunerazione adeguata del patrimonio speciale trasferito. In seguito sono giunte alla Commissione numerose lettere dalle predette parti e dalla Germania. La versione definitiva dell’accordo sul trasferimento del patrimonio speciale a HLB è pervenuta alla Commissione il 14 ottobre 2004.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELLE MISURE IN OGGETTO
(13)
All’epoca del trasferimento HLB era un istituto di diritto pubblico costituito per decreto nel 1938. Questo decreto fu sostituito nel 1993 dalla Gesetz über die Hamburgische Landesbank - Girozentrale (legge sulla Hamburgische Landesbank-Girozentrale), che è stata modificata nel 1997 in occasione della vendita parziale alla Landesbank Schleswig-Holstein Girozentrale («LSH») (5). Fino a quel punto FHH era stato l’unico proprietario di HLB, con obbligo di finanziamento (Anstaltslast) e obbligo di garanzia (Gewährträgerhaftung) nei suoi confronti. Nel 1997 LSH divenne comproprietario di HLB con FHH. Entrambe avevano una quota del 49,5 % di HLB. HLB-Beteiligungsgesellschaft mbH (di seguito «HLB-BG»), che è controllata da FHH e dalla sua holding Hamburger Gesellschaft für Beteiligungsverwaltung mbH (di seguito «HGV»), deteneva una quota di fatto dell’1 % attraverso una forma atipica di società tacita.
(14)
Dalla fusione tra HLB e LSH è nata il 2 giugno 2003 (a fini fiscali e contabili il 1o gennaio 2003) HSH Nordbank AG. I proprietari sono FHH con oltre il 35 %, il Land Schleswig-Holstein con poco meno del 20 %, WestLB con poco meno del 27 % e lo Sparkassen- und Giroverband Schleswig-Holstein con poco più del 18 %. Con un totale di bilancio di circa 180 miliardi di EUR e nel complesso circa 4 500 dipendenti, HSH Nordbank è oggi uno dei principali enti creditizi della Germania.
(15)
Quando si verificarono i due trasferimenti, vale a dire nel 1986 e nel 1992, il totale di bilancio di HLB era rispettivamente di 36,5 miliardi di DEM e di poco meno di 60 miliardi di DEM. Nel 2002, l’anno precedente la fusione da cui è nata HSH Nordbank, HLB aveva un totale di bilancio a livello di gruppo di poco meno di 93 miliardi di EUR ed una quota di fondi propri dell’11 %. Lo stesso anno i dipendenti del gruppo erano 2 700.
(16)
In quanto banca statale HLB si è fatta carico dell’attività bancaria di FHH e delle relative persone giuridiche di diritto pubblico e privato. Nella sua qualità di banca commerciale HLB ha operato soprattutto nel settore dei finanziamenti al comparto cantieristico e immobiliare, nel settore delle imprese e dei clienti privati e nei mercati internazionali dei capitali. Nel settore dei finanziamenti al comparto cantieristico, HSH si autodefinisce il leader mondiale.
(17)
A norma dell’articolo 1 della «Gesetz zur Änderung der Trägerschaft der Hamburgischen Wohnungsbaukreditanstalt» (legge sulla modifica della responsabilità/garanzia della Hamburgische Wohnungsbaukreditanstalt - in seguito «legge su WK») del 1o luglio 1986, FHH ha trasferito il 24 % del capitale sociale e speciale (Grund- und Sonderkapital) di WK a HLB con effetto dal 1o gennaio 1986. In base al contratto di conferimento concluso tra FHH e HLB il 10 luglio 1986, questo trasferimento era volto ad incrementare il capitale di HLB.
(18)
A norma della «Gesetz zur Verstärkung des Kapitals der Hamburgischen Landesbank - Girozentrale» (legge sul rafforzamento del capitale della Hamburgische Landesbank - Girozentrale) del 22 dicembre 1992, FHH ha trasferito con effetto dal 1o gennaio 1993 un ulteriore 38 % delle quote di WK a HGV e le quote restanti (un residuo 38 %) direttamente a HLB. La holding di FHH HGV ha effettuato un tipico conferimento tacito a HLB del 19,86 % delle quote trasferitele. In tal modo, secondo le informazioni trasmesse dalla Germania, FHH ha trasferito a HLB in parte direttamente e in parte indirettamente l’81,86 % delle quote di WK.
(19)
Il contratto di trasferimento del 22 dicembre 1992 prevedeva altresì una opzione call in base alla quale FHH poteva in qualunque momento esigere che la Landesbank ritrasferisse le quote di WK conferitele direttamente ad FHH o ad un terzo designato da FHH. Questa opzione includeva anche il diritto a recuperare le quote trasferite nel 1986, che era regolato in una cosiddetta «side letter» del 22 dicembre 1992. In caso di ritrasferimento, il pagamento sarebbe stato basato sul valore delle quote di WK quale valutato da una perizia per l’esercizio finanziario precedente al ritrasferimento. In un addendum al contratto del 22 dicembre 1992 adottato il 21 aprile 1997 era previsto che in caso di ritrasferimento l’eventuale incremento delle riserve latenti determinato dalla conversione del sistema di promozione di WK sarebbe spettato non ad HLB bensì a FHH.
(20)
Ai sensi della direttiva 89/647/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1989, relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi (6) (di seguito «direttiva sul coefficiente di solvibilità») e della direttiva 89/299/CEE del Consiglio, del 17 aprile 1989, concernente i fondi propri degli enti creditizi (7) (di seguito «direttiva sui fondi propri»), in base alle quali è stata modificata la legge tedesca sul sistema creditizio (Kreditwesengesetz), le banche sono tenute a disporre di un patrimonio di vigilanza pari all’8 % degli attivi ponderati per il rischio. Di questi almeno 4 punti percentuali devono consistere in fondi propri di base (capitale di classe 1), comprendenti gli elementi patrimoniali a disposizione dell’ente creditizio per uso illimitato e immediato allo scopo di coprire rischi o perdite non appena si verificano. I fondi propri di base sono di importanza fondamentale per la dotazione complessiva di fondi propri di una banca ai fini di vigilanza, poiché i fondi propri supplementari (capitale di classe 2) sono riconosciuti, ai fini della copertura delle operazioni di rischio di una banca, solo per un importo pari a quello dei fondi propri di base disponibili.
(21)
Entro il 30 giugno 1993 le banche tedesche dovevano adeguare i loro fondi propri ai nuovi requisiti introdotti dalla direttiva sul coefficiente di solvibilità e dalla direttiva sui fondi propri (8). Già prima del recepimento della direttiva sul coefficiente di solvibilità nell’ordinamento tedesco, molte Landesbanken disponevano di un patrimonio di vigilanza relativamente limitato. Questi enti creditizi dovevano perciò rafforzare con urgenza la propria dotazione di fondi propri per impedire una limitazione della loro espansione imprenditoriale o quanto meno per poter mantenere il proprio volume di attività. Tuttavia, a causa della difficile situazione di bilancio, gli enti pubblici proprietari non erano in grado di fornire capitali freschi, né erano disposti a contemplare la privatizzazione e a reperire capitali aggiuntivi sui mercati finanziari. Le banche pubbliche hanno pertanto deciso che venissero operati a loro vantaggio dei trasferimenti di patrimonio e di capitale, ad esempio nel caso di WestLB il trasferimento del patrimonio dell’istituto per la promozione dell’edilizia residenziale del Land Renania Settentrionale-Vestfalia (Wohnungsbauförderungsanstalt des Landes Nordrhein-Westfalen - «WfA») e nel caso di HLB il trasferimento delle predette quote di WK che sono state inglobate nelle riserve di capitale e nei conferimenti taciti di HLB.
(22)
Le ragioni con cui sono stati motivati i trasferimenti erano il fabbisogno di capitale e/o la necessità di migliorare la dotazione patrimoniale per espandere le attività di HLB. Il trasferimento delle quote di WK presentava il vantaggio di soddisfare tali necessità senza un contributo di capitale aggiuntivo dal bilancio di FHH.
(23)
Già negli anni ’80 l’espansione dell’attività aveva dato origine alla costante crescita del fabbisogno di capitale. In base alle informazioni disponibili la banca trasferiva pertanto periodicamente una parte del suo utile di bilancio al capitale sociale fruttifero. Poiché ciò era chiaramente insufficiente, FHH decise già nel 1986 di trasferire il 24 % delle quote di WK (212,16 milioni di DEM) a HLB. All’inizio degli anni ’90, data la quarta modifica della legge tedesca sul sistema creditizio («KWG»), fu urgentemente necessario un ulteriore incremento dei fondi propri di HLB giacché altrimenti quest’ultima non sarebbe riuscita a soddisfare i nuovi requisiti patrimoniali previsti.
(24)
Non disponendo all’epoca di una liquidità di bilancio adeguata, FHH ha optato per un contributo di capitale non monetario e il 10 gennaio 1993 ha trasferito il 57,68 % delle quote di WK (959,362 milioni di DEM) a HLB direttamente e tramite HGV.
(25)
Il valore totale dei trasferimenti è stato indicato a 1 171,522 milioni di DEM. Di tale importo, 212,160 milioni di DEM corrispondevano all’accantonamento nelle riserve palesi del 1986 (24 % delle quote di WK), 659,362 milioni di DEM all’accantonamento nelle riserve palesi del 1993 (38 % delle quote di WK) e 300 milioni di DEM al conferimento tacito di HGV dello stesso anno (19,86 % di WK). Il calcolo era basato sulla valutazione di WK effettuata nelle perizie svolte da due società di revisione nel 1986 e nel 1993. L’importo totale di 1 171,522 milioni di DEM è stato incorporato nel bilancio per il 1993 e gli esercizi finanziari successivi.
(26)
Das Bundesaufsichtsamt für des Kreditwesen («BAKred») ha riconosciuto l’importo di capitale di 212,16 milioni di DEM per il 1986. Per quanto riguarda la valutazione complessiva del capitale dopo gli ulteriori trasferimenti verificatisi nel 1993, il BAKred non ha approvato inizialmente la corrispondente richiesta di HLB in quanto ha sostenuto che affinché potesse essere riconosciuto il valore della partecipazione di WK, HLB avrebbe dovuto avere il diritto di liquidarla. Dopo una modifica della legge su WK nel 1997, in base alla quale la decisione di procedere alla liquidazione poteva essere adottata dai possessori delle quote su richiesta di uno di essi (anche di HLB), il problema fu considerato risolto ed i trasferimenti furono integralmente riconosciuti come fondi propri di HLB.
(27)
Secondo le indicazioni della Germania, HLB ha ampliato considerevolmente la propria attività a seguito dei due trasferimenti: nel periodo compreso tra il 1986 e il 1999 il suo totale di bilancio è salito da 36,5 miliardi di DEM nel 1986 ad oltre 145 miliardi di DEM nel 1999.
(28)
In base alle informazioni disponibili, FHH non ha ricevuto alcuna remunerazione per le quote trasferite il 1o gennaio 1986 (il 24 % delle quote di WK pari a 212,16 milioni di DEM). Analogamente, non è stata convenuta alcuna remunerazione per le quote trasferite direttamente a HLB il 1o gennaio 1993 (il 38 % delle quote di WK pari a 659,362 milioni di DEM); per contro HGV ha ricevuto ogni anno da HLB […] (9) milioni di DEM per il conferimento.
(29)
È stato stabilito che, in cambio del suo conferimento, HGV riceveva una partecipazione agli utili di […], con un massimale del 10 % all’anno. Dalle informazioni trasmesse risulta che dopo questo accordo del 23 dicembre 1992, al 1o gennaio 1993 HLB ha pagato […] milioni di DEM.
(30)
Non sono state concordate altre remunerazioni. Tuttavia la Germania ha dichiarato che FHH, in quanto proprietario unico di HLB fino al 1997, ha ricevuto il dividendo annuo massimo del 6 % previsto nello statuto di HLB (10). In aggiunta HLB ha convertito regolarmente le riserve da essa stessa costituite in capitale sociale fruttifero (secondo la Germania, operazione comparabile all’emissione di azioni gratuite), il che in base ai dati presentati ha determinato un rendimento effettivo al netto delle imposte di oltre […] % (ed un afflusso corrispondente) sul capitale effettivamente versato dall’azionista; ne consegue che HLB è la Landesbank con il rendimento effettivo più elevato.
III. RAGIONI DELL’AVVIO DELLA PROCEDURA
(31)
Nella sua decisione di apertura della procedura del 13 novembre 2002, la Commissione ha spiegato che l’attribuzione di risorse a HLB da parte di FHH doveva essere esaminata alla luce del principio dell’investitore operante in un’economia di mercato. Secondo questo principio, non sussistono elementi di aiuto quando un investitore pubblico mette a disposizione fondi a «condizioni alle quali un investitore privato, operante secondo la logica di un investitore in condizioni normali di economia di mercato, avrebbe accettato di finanziare un’impresa privata» (11).
(32)
Per un ente creditizio, il vantaggio economico di una base patrimoniale più ampia creata dai suddetti trasferimenti di quote di WK risiede nella maggiore capacità di prestito e nell’opportunità di ampliare la propria attività. Se questa base patrimoniale più ampia viene messa a disposizione dall’investitore pubblico a condizioni più vantaggiose di quelle normali di mercato, la società in questione è favorita da risorse statali.
(33)
Di conseguenza la Commissione ha valutato in via preliminare se FHH avesse fornito i fondi in questione alle condizioni normali di mercato. In condizioni normali di mercato, l’apporto di capitale viene remunerato in funzione del suo valore tenendo conto della funzione del capitale e del rischio cui si incorre.
(34)
Sulla base delle informazioni disponibili all’epoca, la Commissione ha messo in dubbio che la remunerazione ricevuta da FHH e dalla sua holding HGV fosse conforme alle condizioni di mercato. La remunerazione versata, per un importo di […] milioni di DEM […], è stata pari a circa [meno del 3 %] se la si riferisce all’integralità dei fondi trasferiti. Poiché all’epoca dei due trasferimenti persino il rendimento dei titoli decennali del governo federale tedesco, ovvero di attivi privi di rischio, era situato tra il 6 % e il 7 %, è difficile poter considerare che il capitale sia stato fornito alle condizioni di mercato normali. Pur considerando le peculiarità dell’operazione, ad esempio la caratteristica della mancanza di liquidità dei fondi trasferiti, è difficile considerare che la remunerazione ricevuta da FHH e HGV sia conforme al tasso d’interesse di mercato.
(35)
La Germania ha effettivamente dichiarato che all’epoca del trasferimento HLB era un’impresa economicamente solida, il cui valore era cresciuto anno dopo anno. Sempre secondo le autorità tedesche gli utili sarebbero stati in parte distribuiti come dividendi a FHH e in parte sarebbero confluiti nel capitale di HLB, precisamente nelle riserve di utili, aumentandone il valore e avvantaggiando così FHH che all’epoca ne era l’unico azionista. Sulla base di una relazione redatta all’epoca della vendita di quote (49 %) a LSH, il valore di HLB era stato quantificato a […] milioni di DEM al […] e secondo calcoli interni ammontava ancora a […] milioni di DEM al 31 dicembre 1985 e a […] milioni di DEM al 31 dicembre 1992; ciò corrisponderebbe ad un incremento medio annuo in valore del […] % tra il 1986 e il 1992 e del […] % tra il 1993 e il 1996, che FHH, unico proprietario fino al 1997, avrebbe potuto utilizzare interamente a proprio vantaggio e che sarebbe stato possibile realizzare su base pro rata in occasione della vendita a LSH. Poiché tuttavia non erano disponibili altre informazioni o calcoli, ad esempio sugli aumenti di dividendi e di valore riconducibili al trasferimento delle quote di WK, la Commissione non ha potuto effettuare una valutazione.
(36)
Sulla base delle informazioni disponibili, la Commissione aveva pertanto serie perplessità sul fatto che le condizioni alle quali FHH aveva trasferito i fondi, che erano palesemente pienamente a disposizione di HLB come fondi propri, fossero le condizioni normali di mercato. È pertanto giunta alla conclusione che HLB è stata probabilmente favorita da risorse statali.
(37)
Per quanto concerne il calcolo della remunerazione, la Commissione ha annunciato di avere l’intenzione, in questa fase, tenuto conto delle particolari circostanze del caso in esame, di applicare il metodo utilizzato nella decisione relativa a WestLB dell’8 luglio 1999.
(38)
Poiché HLB è attiva a livello regionale, nazionale e internazionale ed essendovi una forte concorrenza tra gli istituti finanziari di Stati membri diversi a seguito della crescente integrazione del settore comunitario dei servizi finanziari, si è partiti dal presupposto che l’esistenza di aiuti di Stato provocava distorsioni della concorrenza ed influiva sugli scambi tra gli Stati membri. Di conseguenza la Commissione è giunta alla conclusione provvisoria che le misure in questione costituivano probabilmente aiuti ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE che suscitavano dubbi sulla loro compatibilità con il mercato comune in quanto nessuna delle clausole di esenzione di cui all’articolo 87, paragrafi 2 e 3, o all’articolo 86, paragrafo 2, del trattato CE appariva applicabile nella situazione in questione.
(39)
Nel quadro della valutazione preliminare, la Commissione è partita inoltre dal presupposto che la misura poteva eventualmente costituire un aiuto nuovo e non già esistente, ai sensi dell’articolo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (12), e ha fatto riferimento all’articolo 15, paragrafo 2, di tale regolamento. La Commissione ha considerato la decisione di apertura della procedura come un’ulteriore azione intrapresa dalla Commissione che ha interrotto il periodo limite ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 2, ed in quanto tale ha confermato le azioni precedenti, comprese le richieste di informazioni della Commissione del 12 gennaio, 10 novembre, del 13 dicembre 1993 e del 1o settembre 1999 nonché le decisioni di avviare la procedura nel caso di WestLB (13) e nel caso della Landesbank Berlin (14).
IV. OSSERVAZIONI DELLA GERMANIA
(40)
Nelle sue osservazioni la Germania ha ribadito innanzitutto la propria tesi che il trasferimento del 24 % del capitale di WK (valore registrato nelle riserve: 212,16 milioni di DEM) a HLB del 1o gennaio 1986 non possa essere recuperato come aiuto illegale in applicazione dell’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 659/1999 poiché il periodo limite di dieci anni sarebbe scaduto il 1o gennaio 1996.
(41)
Questo trasferimento dovrebbe essere considerato come un avvenimento indipendente, legalmente ed economicamente distinto dai trasferimenti del 1993. La «volontà d’investimento unica» di cui la Germania aveva parlato in precedenza, come osservato dalla Commissione nella sua decisione di apertura della procedura, si applicherebbe esclusivamente ai trasferimenti del 1993. La «side letter» del 22 dicembre 1992, menzionata nella lettera della Germania del dicembre 1999 citerebbe anche il trasferimento del 1986 solo in quanto faceva riferimento al diritto di ritrasferimento delle quote a FHH che riguardava appunto sia il trasferimento del 1986 che quello del 1993. In aggiunta, l’indicazione della Germania che la remunerazione diretta di […] milioni di DEM corrispondeva a circa [meno del 3 %] dell’importo totale di tutti i trasferimenti, avrebbe avuto un mero fine illustrativo. Ciò non altererebbe tuttavia in alcun modo il fatto che de facto e de jure il trasferimento del 1986 sarebbe un avvenimento del tutto distinto.
(42)
Se però il trasferimento del 1986 è da considerarsi come distinto dai trasferimenti del 1993, un’azione della Commissione ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 659/1999 poteva interrompere il periodo limite solo se adottata prima del 1o gennaio 1996. Tuttavia le richieste di informazioni della Commissione che hanno preceduto quella datata 1o settembre 1999 sarebbero secondo la Germania di natura generale, non menzionerebbero neppure HLB e pertanto non soddisfarebbero le condizioni di concretezza per poter essere considerate come misure atte ad interrompere il periodo limite ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 659/1999. A questo proposito la Germania ha menzionato altresì la sentenza del Tribunale di primo grado del 10 aprile 2003 nella causa T-369/00 Département du Loiret/Commissione (15) (in appresso «Scott»). Il Tribunale avrebbe deliberato in questa sentenza che una lettera con la quale la Commissione richiedeva informazioni in merito ad un possibile elemento di aiuto era un’azione che interrompeva il periodo limite ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 659/1999. Tuttavia la lettera in questione sarebbe una richiesta di informazioni che riguardava espressamente e concretamente un appezzamento di terreno che l’impresa Scott SA aveva venduto a condizioni preferenziali. In tale lettera la Commissione avrebbe fatto espresso riferimento al fatto che la legittimità dell’aiuto in questione era soggetta ad esame e che se del caso l’aiuto avrebbe dovuto essere rimborsato. Secondo la Germania il Tribunale avrebbe pertanto fissato i requisiti minimi che una richiesta di informazioni deve soddisfare per poter essere considerata come una misura atta ad interrompere il periodo limite.
(43)
Nella fattispecie, le richieste di informazioni della Commissione del 12 gennaio, 10 novembre e 13 dicembre 1993, menzionate nella decisione di apertura della procedura e indirizzate alla Germania, sarebbero lungi dal soddisfare questi requisiti. Le lettere in questione farebbero riferimento solo a Westdeutsche Landesbank e la richiesta riguardante possibili analoghi trasferimenti ad altre Landesbanken sarebbe generica. HLB e FHH non sarebbero state menzionate in nessuna delle lettere. Secondo la Germania, la scadenza del periodo limite impedirebbe l’ulteriore esame del trasferimento del 1986.
(44)
Per quanto riguarda la valutazione economica del conferimento di capitale, la Germania ha confermato innanzitutto che il valore totale delle quote di WK trasferite nel 1986 e nel 1993 (1 171,522 milioni di DEM) sarebbe rimasto costantemente a disposizione di HLB come fondi propri. In nessun momento il capitale trasferito sarebbe stato vincolato ad una destinazione particolare o assoggettato ad eventuali altre restrizioni di uso.
(45)
Occorre tenere presente in proposito che il capitale trasferito nel 1986 è stato riconosciuto dal BAKred come fondi propri già a partire da tale anno. Tuttavia l’importo complessivo, ovvero incluso il trasferimento del 1993 di circa 959 milioni di DEM (di cui il 38 % erano quote di WK trasferite direttamente a HLB che sono state incluse nelle riserve palesi di HLB con un valore di 659,362 milioni di DEM e il 19,86 % erano quote di WK trasferite indirettamente a HLB in forma di conferimento tacito di HGV per un importo pari a 300 milioni di DEM) è stato riconosciuto dal BAKred come fondi propri solo nel 1997. Ciò è dovuto al fatto che solo il 25 giugno 1997 la legge su WK è stata modificata ed è stato riconosciuto a HLB, in qualità di comproprietario, il diritto di sciogliere e liquidare WK.
(46)
La Germania ha sostenuto che i fondi trasferiti sarebbero stati messi appieno a disposizione di HLB, a copertura delle attività, solo a partire dal 1o gennaio 1997. Cionondimeno, come chiarito più tardi dalla Germania, HLB avrebbe usato parte della riserva di capitale a copertura delle attività anche prima di tale data, più precisamente 183 milioni di DEM nel 1993, oltre 436 milioni di DEM nel 1994, 255 milioni di DEM nel 1995 e 208 milioni di DEM nel 1996 (cifre arrotondate; cfr. anche la tabella al punto 183). La parte restante della riserva di capitale non sarebbe stata utilizzata a copertura di attività e non sarebbe stata riconosciuta come fondi propri di base. L’importo di 659,4 milioni di DEM sarebbe stato disponibile solo dopo il 1o gennaio 1997 e fino allo scorporamento di WK all’epoca della fusione con LSH, da cui è nata, il 2 giugno 2003, HSH Nordbank. Anche il conferimento tacito di 300 milioni di DEM del 1997 sarebbe stato pienamente disponibile come fondi propri di base fino a tale data. Prima del 1997 tali fondi non sarebbero stati utilizzati a copertura di attività e non sarebbero stati riconosciuti come fondi propri di base.
(47)
Quanto alla remunerazione, al conferimento tacito è stato sempre versato l’importo massimo fissato di […] milioni di DEM […], corrispondente a [non più del 10 %]. Sulla riserva di capitale di circa 659 milioni di DEM non è stata versata alcuna remunerazione.
(48)
La Germania tuttavia ha ribadito la sua tesi che non sarebbero soltanto gli interessi diretti concordati per il conferimento tacito a dover essere presi in considerazione come componenti della remunerazione. Da un lato, dovrebbero essere presi in considerazione i pagamenti di dividendi all’unico proprietario FHH, in quanto gli utili conseguiti da HLB sarebbero ovviamente attribuibili anche ai fondi trasferiti da FHH. Pertanto, nella sua qualità di unico proprietario fino al 1997, FHH avrebbe ricevuto il dividendo più elevato del 6 % previsto nello statuto e dal 1997 avrebbe ricevuto dividendi variabili ma in crescita sulla sua quota di capitale sociale. Questi pagamenti di dividendi sarebbero cresciuti da […] milioni di EUR nel 1985 a […] milioni di EUR nel 1996, quando FHH era ancora l’unico proprietario. Nel 1997 i dividendi per le quote di FHH, ridottesi al 50,5 %, sarebbero stati pari a […] milioni di EUR e nel 2001 sarebbero saliti a […] milioni di EUR.
(49)
Inoltre, da un lato le riserve che HLB aveva costituito direttamente sarebbero state convertite regolarmente in capitale sociale, che sarebbe cresciuto da 228,3 milioni di EUR nel 1985 a 250,9 milioni di EUR nel 1997, per poi rimanere da allora invariato. Dall’altro, anche le riserve di utili sarebbero cresciute costantemente, passando da 93,1 milioni di EUR nel 1985 a 321,8 milioni di EUR nel 2001. Tutti questi elementi sarebbero indice di un incremento considerevole dell’utile.
(50)
Occorrerebbe altresì tenere conto degli incrementi di valore che sarebbero stati determinati dal capitale conferito e che sarebbero ascrivibili esclusivamente a FHH. Si tratterebbe di un incremento di valore compreso tra […] % e […] % dovuto esclusivamente al trasferimento delle quote di WK. La Germania ha fornito calcoli più dettagliati basati sul metodo del valore capitalizzato. Tra il 1985 e il 1992 il valore di HLB sarebbe cresciuto di […] milioni di DEM, ovvero di poco meno di […] milioni di DEM all’anno, il che riferito alla quota di WK conferita nel 1986 corrisponderebbe ad un rendimento del […] %. Tra il 1992 e il 1995 il valore dell’impresa sarebbe cresciuto di […] milioni di DEM all’anno, il che, riferito alle quote di WK conferite al 1o gennaio 1993, corrisponderebbe ad un rendimento di […] %. Ciò sarebbe un’ulteriore dimostrazione del fatto che, considerati tutti i fattori, FHH avrebbe ricevuto rendimenti adeguati.
(51)
Infine, sempre secondo le autorità tedesche, FHH sarebbe stata in grado di attendersi rendimenti adeguati già all’epoca dei due investimenti. Alla fine del 1985 e alla fine del 1992 HLB sarebbe stata un’impresa redditizia, con, ad esempio, rendimenti sui fondi propri (al lordo delle tasse) di oltre il 19 % nel 1985, di oltre l’8 %-9 % nel 1989/1990 e di oltre il 12 % nel 1992. A fini comparativi la Germania ha fornito dati sui rendimenti dei fondi propri di cinque banche private tedesche, da essa stessa calcolati, dai quali a suo avviso risulterebbe che negli anni compresi tra il 1980 e il 1992 HLB non era stata al di sotto della media annuale rilevante degli altri cinque istituti o se in singoli anni lo era stata il divario era compreso tra l’1 e il 6 % (al lordo delle tasse) e l’1 e il 4 % (al netto delle tasse). In altri termini, sotto il profilo dei rendimenti HLB non sarebbe stata al di sotto delle altre banche private.
(52)
Per il resto, la Germania sostiene la tesi che i trasferimenti dovrebbero essere comparati ad un contributo di capitale non monetario per via della mancanza di liquidità delle risorse messe a disposizione. Per il calcolo del rendimento, occorrerebbe pertanto tenere presente la differenza tra un contributo non monetario ed un contributo in contante, che consisterebbe nei costi di rifinanziamento per la concessione di prestiti ai fini dell’espansione dell’attività o nello svantaggio di non poter investire direttamente il corrispettivo in contante del contributo. In base ai calcoli forniti, la differenza di tasso di interesse rispetto ad un contributo in contante per quanto riguarda il capitale non monetario trasferito nel 1986 era di circa il 7,6 % in caso della concessione di crediti e di circa il 6,8 % in caso di investimenti produttori di reddito privi di rischio. Per il conferimento del 1o gennaio 1993, la differenza sarebbe di circa l’8,3 % in caso di concessione di crediti e del 7,36 % in caso di investimenti privi di rischio. In termini di rendimento lordo ciò significherebbe una differenza di circa il 6 % (1986) e il 6,6 % (1993) tra il capitale ipotetico in contante ed il capitale non liquido effettivamente fornito. Anche un investitore operante in un’economia di mercato dovrebbe tenere conto di questo svantaggio quando valuta l’adeguatezza della propria remunerazione.
V. OSSERVAZIONI DI BDB
(53)
BdB ritiene che la remunerazione effettivamente versata sia insufficiente. Per le quote di WK trasferite il 1o gennaio 1986 non sarebbe stata convenuta alcuna remunerazione, per le quote trasferite nel 1993 sarebbero stati fissati solo gli interessi da versare sul conferimento tacito. In rapporto al capitale totale trasferito, ciò corrisponderebbe a meno del 3 % all’anno e non potrebbe assolutamente essere considerato normale per il mercato. Il diritto di FHH ad una remunerazione appropriata non verrebbe meno solo in quanto FHH era proprietario unico di HLB. Ciò che conterebbe sarebbe l’aspettativa quanto meno di un rendimento medio che anche le banche private di norma assocerebbero alla fornitura di fondi propri alle loro controllate.
(54)
Sarebbe vero che questa aspettativa di rendimento non troverebbe riscontro esclusivo in un tasso d’interesse fisso, in quanto il rendimento per l’impresa madre potrebbe essere costituito sia dai pagamenti di dividendi che dall’incremento dell’utile e di conseguenza del valore della controllata. Tuttavia l’aspettativa di un rendimento di mercato sarebbe equivalente alla determinazione di un tasso d’interesse fisso.
(55)
In quanto investitore operante in un’economia di mercato, FHH avrebbe pertanto dovuto attendersi un rendimento di mercato normale da HLB, il che non sarebbe assolutamente accaduto.
(56)
Già nel caso del conferimento del 1o gennaio 1986, secondo una comunicazione del governo di Amburgo alla cittadinanza del 17 dicembre 1985 era previsto un rendimento inferiore alla media, compreso tra 0,3 milioni di DEM e 0,5 milioni di DEM (corrispondente secondo BdB allo 0,1 %-0,2 %). Poiché i dividendi sarebbero stati versati solo dopo l’effettiva espansione dell’attività, era evidente che nei primi anni FHH non avrebbe ricevuto alcuna remunerazione. Anche i dividendi in seguito effettivamente versati a FHH non dovrebbero essere presi in considerazione, poiché nelle circostanze in questione un investitore privato avrebbe richiesto una remunerazione annuale fissa. Analogamente non potrebbero essere presi in considerazione neppure le riserve e gli utili convertiti in capitale sociale.
(57)
Inoltre sarebbe stato impossibile attendersi eventuali incrementi di valore in quanto le quote di HLB non sarebbero state negoziabili. Inoltre le quote non sarebbero state oggetto di valutazione continua. La cessione del 49,5 % delle quote a LSH nel 1997 non avrebbe eliminato l’elemento di aiuto. La vendita si sarebbe verificata dopo l’investimento e pertanto sarebbe stata del tutto irrilevante per quanto riguarda la remunerazione attesa. Per la valutazione alla luce della normativa sugli aiuti di Stato la questione da porsi secondo BdB è se l’operazione si sia svolta in condizioni economiche normali.
(58)
Da tutto ciò consegue che, in queste circostanze, un investitore privato avrebbe effettuato l’investimento solo se i redditi o i cash flow fossero stati generati prontamente, sotto forma di dividendi fissi o in alternativa sotto forma di cash flow variabili. In una situazione simile, però, un investitore privato avrebbe probabilmente preferito interessi fissi, considerato anche che a FHH non sarebbe stato concesso il diritto di ritrasferire le quote di WK senza alcuna compensazione (pagamento di compensazione al valore contabile).
(59)
Nel calcolare una normale remunerazione di mercato, BdB è innanzitutto partito dal presupposto che le risorse trasferite avrebbero dovuto essere remunerate come capitale sociale, essendo riconosciute come fondi propri di base a fini di vigilanza. Ha affermato che un rendimento appropriato sul capitale messo a disposizione si dovrebbe sempre basare su un rendimento privo di rischio e su un premio di rischio, in applicazione del principio di base per cui il rendimento previsto su un investimento rischioso = rendimento privo di rischio + premio di rischio per l’investimento rischioso.
(60)
Quindi BdB ha calcolato la remunerazione minima applicando il Capital Asset Pricing Model («CAPM»), che determina il premio di rischio individuale previsto con l’aiuto del cosiddetto valore beta (scarto misurato statisticamente tra il premio di rischio individuale e il premio di rischio di mercato di lungo termine generale).
(61)
Per stabilire il rendimento privo di rischio, BdB si è rifatto ai rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine, dato che i titoli a tasso fisso degli emittenti pubblici costituiscono una forma di investimento priva di rischio o con il rischio minimo (16).
(62)
Per calcolare il premio di rischio, BdB ha determinato in primo luogo il «premio di rischio del mercato», ossia la differenza tra il rendimento medio a lungo termine del normale portafoglio azionario del mercato e quello dei titoli di Stato. Nelle sue osservazioni del 25 giugno 2003, BdB si è basato in un primo tempo su un premio di rischio di mercato a lungo termine pari al 4,6 %.
(63)
BdB ha dichiarato di aver determinato il valore di beta sulla base di un campione di dati storici di banche comparabili. Esso è giunto alla conclusione che tutti i valori di beta di tutte le Landesbanken e di tutti i periodi considerati sarebbero superiori a 1, il che significherebbe che il premio di rischio per gli investimenti nelle Landesbanken sarebbe stato superiore al premio di rischio di mercato.
(64)
Partendo dal presupposto di un tasso d’interesse di base privo di rischio dell’8,05 % (dicembre 1985 per il trasferimento del 1986) e del 5,90 % (dicembre 1992 per il trasferimento del 1993) e di un fattore beta per HLB di 1,1660 (prima data) e di 1,0836 (seconda data), BdB è giunto ad una remunerazione minima attesa del 13,41 % per le quote trasferite il 1o gennaio 1986 e del 10,88 % per le quote trasferite il 1o gennaio 1993.
(65)
BdB ha inoltre osservato che la riduzione applicata dalla Commissione alla remunerazione minima nella decisione 2000/392/CE per tenere conto della mancanza di liquidità del patrimonio di WfA è stata confermata dal Tribunale di primo grado. Pertanto, non essendovi a suo avviso ragioni per discostarsi da questo metodo nel caso attualmente all’esame, una riduzione per mancanza di liquidità dovrebbe essere applicata anche nel presente caso. L’entità della riduzione per mancanza di liquidità dovrebbe essere calcolata, secondo il metodo già applicato nel caso di WestLB, sulla base dei costi netti di rifinanziamento (costi lordi di rifinanziamento meno l’imposta sulle società applicabile).
(66)
BdB ha sostenuto inoltre che la maggiorazione applicata dalla Commissione nella decisione 2000/392/CE (1,5 %), confermata dal Tribunale di primo grado, dovrebbe essere applicata anche nel caso di HLB. Se le circostanze che determinano un supplemento di rischio rispetto a quello di un normale investimento in capitale sociale sono presenti anche nei casi delle altre Landesbanken (ad esempio il volume del patrimonio trasferito in parte eccezionalmente elevato, la mancata emissione di nuove quote societarie e la conseguente rinuncia a diritti di voto aggiuntivi e la mancanza di fungibilità dell’investimento) è giustificata una maggiorazione e BdB è del parere che in questo caso lo sia.
(67)
Invece di un normale rendimento di mercato calcolato in questo modo, FHH non avrebbe convenuto né ricevuto alcuna remunerazione per il trasferimento del 1986 e la remunerazione per il trasferimento del 1993 sarebbe troppo bassa. Per il trasferimento del 1993, che era stato riconosciuto come fondi propri di base a fini di vigilanza solo nel 1997, HLB avrebbe versato dal 1993 una partecipazione annuale agli utili consistente in una remunerazione garantita del 7 % e in una componente variabile (tasso d’interesse fisso dello 0,5 % sul versamento di dividendi dagli utili di bilancio). BdB afferma di non essere a conoscenza dell’importo effettivamente versato. Tuttavia, vista la comparabilità con il capitale sociale, la remunerazione sarebbe troppo bassa. Inoltre la remunerazione sarebbe stata pagata a HGV che, pur essendo una holding di FHH, era sotto il profilo economico un’unità indipendente, mentre niente sarebbe stato versato direttamente a FHH. Nessuna remunerazione sarebbe stata convenuta per il trasferimento delle altre quote incluse nella riserva di capitale.
(68)
Il periodo limite per il trasferimento di quote del 1o gennaio 1993 sarebbe stato interrotto dalla Commissione con la richiesta di informazioni datata 1o settembre 1999 e la decisione di apertura della procedura del 30 novembre 2002. Per quanto riguarda il conferimento del 1o gennaio 1986, BdB respinge la tesi della scadenza del periodo limite appellandosi al concetto giuridico di «azione continuata» che avrebbe una corrispondenza nella giurisprudenza relativa al diritto classico della concorrenza. I presupposti del collegamento tra gli atti sarebbero soddisfatti in quanto tutti i trasferimenti sarebbero avvenuti nell’ambito di un progetto uniforme di rafforzamento del capitale e di espansione dell’attività e avrebbero seguito lo stesso modello. Il trasferimento del 1o gennaio 1993 non potrebbe essere considerato separatamente nemmeno sulla base delle nuove regole di solvibilità. I trasferimenti del 1986 e del 1993 dovrebbero pertanto essere considerati come un’unica misura patrimoniale e l’aiuto sarebbe stato integralmente concesso solo il 1o gennaio 1993.
(69)
Di conseguenza sarebbe altresì irrilevante che le richieste di informazioni della Commissione del 1993 possano o no aver interrotto il periodo limite. Tuttavia BdB sostiene in proposito che questo periodo avrebbe potuto essere interrotto per quanto riguarda l’aiuto concesso a HLB solo se tali richieste avessero riguardato anche questa misura di aiuto. Giacché BdB non conosce il contenuto esatto di tali lettere, afferma di non poter prendere una posizione definitiva su questo punto.
VI. COMMENTI DELLA GERMANIA SULLE OSSERVAZIONI DI BDB
(70)
La Germania ha sostenuto innanzitutto che BdB avrebbe male interpretato la sentenza emanata il 6 marzo 2003 dal Tribunale di primo grado nella causa WestLB. Secondo BdB la sentenza avrebbe stabilito che l’incremento di valore attribuibile al contributo di capitale non sarebbe un rendimento normale di mercato. Ma il tribunale non si sarebbe espresso in termini rilevanti per la presente decisione. L’affermazione del tribunale che un investitore privato non si sarebbe accontentato di norma della minimizzazione delle perdite o di un rendimento limitato anche se già in possesso di capitale della società non avrebbe rilevanza per la valutazione, alla luce della legislazione sugli aiuti di Stato, di un rendimento consistente non in un tasso d’interesse fisso ma, ad esempio, in un incremento del valore della società.
(71)
Lo stesso BdB lo avrebbe riconosciuto quando, nel discutere dei conferimenti di capitale da parte di banche private a controllate, avrebbe sostenuto che questa aspettativa di rendimento non troverebbe riscontro esclusivo in un tasso d’interesse fisso, in quanto il rendimento per l’impresa madre potrebbe essere costituito sia dai pagamenti di dividendi che dall’incremento dell’utile e di conseguenza del valore della controllata. In proposito andrebbe rilevato che BdB, per quanto riguarda la possibilità da lui messa in dubbio di realizzare un incremento del valore di HLB, negherebbe l’evidenza dei fatti in quanto, contrariamente a quanto sostenuto da BdB, il 49,5 % delle quote sarebbero state negoziabili visto che furono vendute a LSH nel 1997.
(72)
I rendimenti minimi del 13,41 % (trasferimento del 1986) e del 10,88 % (trasferimento complessivo del 1993), calcolati da BdB sulla base del metodo CAPM, non sarebbero corretti. La Germania esprime riserve di principio sull’uso del metodo CAPM e riserve specifiche sul suo uso da parte di BdB. Tra l’altro BdB avrebbe ristretto il portafoglio di mercato alle azioni tedesche componenti il CDAX, avrebbe stimato i parametri esclusivamente sulla base di dati parzialmente superati, senza verificarne la validità per il momento rilevante per l’investimento, avrebbe derivato il premio di rischio di mercato da uno studio riguardante esclusivamente il rendimento medio delle azioni tedesche nel periodo 1954-88 e, nel calcolare i fattori beta, avrebbe considerato le banche del CDAX come imprese con lo stesso profilo di attività e di rischio. Di conseguenza, quasi tutti i fattori utilizzati per il CAPM sarebbero stati valutati in modo scorretto e i rendimenti minimi di mercato stimati per le operazioni in oggetto sarebbero eccessivamente elevati.
(73)
Inoltre BdB avrebbe sostenuto che la maggiorazione per tenere conto delle peculiarità delle operazioni era semplicemente prodotta dall’applicazione dei criteri specificati nella decisione 2000/392/CE, senza tuttavia procedere ad una quantificazione, come quella criticata nella sentenza WestLB. Inoltre, per via della mancanza di liquidità, si sarebbe dovuto dedurre integralmente il tasso di rifinanziamento, in quanto non sarebbe ammissibile considerare come deduzione per mancanza di liquidità sul rendimento appropriato l’effetto di riduzione delle tasse addotto da BdB. All’origine vi sarebbe un errore concettuale. I rendimenti attesi dagli investitori non avrebbero avuto nulla a che vedere con gli effetti fiscali per il bilancio delle società.
(74)
In linea con la sua interpretazione giuridica, la Germania ha calcolato un rendimento di mercato normale alternativo a quello calcolato da BdB. Il calcolo riguarda solo l’operazione del 1993, giacché il trasferimento del 1986 viene considerato dalla Germania prescritto.
(75)
La Germania ha sostenuto che innanzitutto occorreva procedere ad un’analisi del profilo di rischio dei due contributi non monetari. Il conferimento tacito dovrebbe essere comparato con contributi di durata analoga (16 anni). Per quanto riguarda la riserva di capitale, dato il profilo di rischio (ad esempio, il fatto che l’Anstaltslast quasi non preveda garanzia in caso di insolvenza, l’irrilevanza dei diritti di voto considerato che FHH era l’unico proprietario, la partecipazione alle perdite, la posizione nella classifica degli aventi diritto ai dividendi e la durata) il raffronto dovrebbe avvenire di preferenza con un conferimento tacito di durata illimitata. Su questa base la Germania, nella sua risposta alle osservazioni di BdB, ha riunito i due strumenti patrimoniali ai fini del calcolo della remunerazione, ponderando però le loro quote nel pacchetto complessivo del conferimento a seconda che fossero di durata limitata o illimitata. Deducendo appieno i costi di rifinanziamento, la Germania è giunta ad una remunerazione appropriata dell’1,48 % per il conferimento totale.
(76)
Ferma restando la sua interpretazione giuridica, nella sua risposta la Germania ha calcolato il rendimento della riserva di capitale, in alternativa, anche con il CAPM. Applicando un premio di rischio di mercato del 3 % ed un valore beta per HLB di 0,7861, si giungerebbe ad un rendimento minimo ipotetico per i depositi in contante del 9,74 % per quanto riguarda l’incremento della riserva di capitale, dal quale però dovrebbero essere dedotti i costi pieni di rifinanziamento per via della mancanza di liquidità, per cui il rendimento di mercato normale minimo effettivo ammonterebbe al 2,36 %. Per quanto riguarda i conferimenti taciti, poiché questi strumenti non erano negoziati sul mercato secondario, la Germania non ha utilizzato il metodo CAPM e si è basata invece sul raffronto con strumenti finanziari analoghi. Sempre previa detrazione dei costi pieni di finanziamento, la Germania è giunta ad una maggiorazione dell’1,29 % per i conferimenti taciti di durata illimitata simili al contributo di HLB. In termini aggregati e ponderati si arriverebbe pertanto ad una remunerazione del 2,08 %.
(77)
Per quanto riguarda il periodo limite che secondo BdB non sarebbe scaduto per via del collegamento tra le due operazioni, la Germania ha ribadito le obiezioni sollevate in precedenza nelle sue osservazioni e ha sostenuto nuovamente che il trasferimento del 1986 sarebbe un’operazione de facto e de jure separata dal trasferimento del 1993, come sarebbe dimostrato sia dai documenti trasmessi all’inizio che da quelli inviati successivamente. Per il resto, il concetto giuridico dell’azione continuata, citato da BdB, sarebbe stato messo in discussione nel frattempo anche dai giudici penali del Bundesgerischtshof. Il concetto di azione continuata nella legislazione europea sui cartelli, che sarebbe disciplinato esplicitamente in un regolamento sulla prescrizione in materia di azioni e di esecuzione, non potrebbe essere applicato nel quadro di una normativa diversa come quella sugli aiuti di Stato, considerato che il regolamento (CE) n. 659/1999 non prevedrebbe tale concetto.
VII. ACCORDO TRA BDB, FHH E HSH NORDBANK
(78)
L’8 ottobre 2004 la Commissione è stata informata del raggiungimento di un accordo tra BdB, autore della denuncia, FHH e HSH Nordbank, la banca nata nel 2003 dalla fusione tra LSH e la Hamburgische Landesbank. Sebbene le loro tesi giuridiche di base siano rimaste invariate, le parti hanno trovato un accordo sul metodo di calcolo del rendimento come remunerazione comparativa diretta fissa. Riguardo al trasferimento del 1993 del 38 % delle quote di WK alla riserva di capitale per un importo pari a 959,4 milioni di DEM, hanno convenuto l’importo della remunerazione appropriata. Quanto all’apporto indiretto, avvenuto anch’esso il 1o gennaio 1993, del 19,86 % delle quote di WK in qualità di conferimento tacito di 300 milioni di DEM, si è trovato un accordo sull’approccio di base di una remunerazione fissa, ma non sul metodo di calcolo esatto, soprattutto per quanto attiene alla deduzione per mancanza di liquidità (cfr. punti da 81 a 203). Le parti hanno chiesto alla Commissione di tenere conto dell’accordo nella propria decisione. L’accordo non riguarda il trasferimento del 1986; le parti hanno dichiarato che non avrebbero contestato la decisione finale della Commissione in merito all’eventuale scadenza del periodo limite per questo trasferimento.
(79)
Le parti hanno innanzitutto determinato con il CAPM una remunerazione di mercato normale minima per il conferimento alla riserva di capitale (circa 959 milioni di DEM). Applicando un tasso di interesse privo di rischio del 7,23 %, un premio di rischio di mercato generale del 4 % ed un valore di beta pari a 0,74, la remunerazione minima appropriata per le quote trasferite alla riserva di capitale dovrebbe ammontare al 10,19 %. Tenuto conto del fatto che FHH era proprietario unico, non sono state applicate ulteriori maggiorazioni, ad esempio per la mancanza di diritti di voto. Per tenere conto della mancanza di liquidità del capitale, è stata infine applicata una riduzione del 3,62 % (sulla base del tasso d’interesse privo di rischio come costo di rifinanziamento lordo, dal quale è stato dedotto circa il 50 % per l’imposta sulle società più un contributo di solidarietà al fine di determinare i costi di rifinanziamento netti). Ne è risultata una remunerazione adeguata del 6,57 %.
(80)
HSH Nordbank e FHH hanno calcolato un margine di remunerazione di 129 punti base per il trasferimento di 300 milioni di DEM in qualità di conferimento tacito poiché i costi di rifinanziamento lordi sarebbero da dedurre. Anche BdB ha preferito un calcolo basato sul CAPM e applicando un fattore beta inferiore (0,32) per questa operazione speciale, verificatasi contemporaneamente, e una deduzione per mancanza di liquidità al netto delle tasse del 3,62 % (costi di rifinanziamento netti), è giunto ad una remunerazione appropriata del 4,89 %.
VIII. VALUTAZIONE DELLE MISURE
1. IN MERITO ALLA QUESTIONE FONDAMENTALE DELLA SCADENZA DEL PERIODO LIMITE
(81)
La Germania ha sostenuto la tesi che il periodo limite di dieci anni, previsto dall’articolo 15 del regolamento (CE) n. 659/1999, sarebbe scaduto per quanto concerne il trasferimento del 24 % delle quote avvenuto il 1o gennaio 1986, che ha incrementato il capitale di HLB di 212,160 milioni di DEM, sempre nella misura in cui si sarebbe trattato di aiuto di Stato. Le richieste di informazioni della Commissione del 12 gennaio, 10 novembre e 13 dicembre, ovvero quelle precedenti il 1o gennaio 1986, sarebbero di natura generale e pertanto non potrebbero essere considerate misure di cui all’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento, che avrebbero potuto interrompere il periodo limite.
(82)
Dopo un esame approfondito della fattispecie, la Commissione accoglie questa tesi e si astiene pertanto dal verificare ulteriormente la compatibilità del trasferimento del 1o gennaio 1986 con la normativa sugli aiuti di Stato.
(83)
Va detto che l’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 659/1999, entrato in vigore il 16 aprile 1999, che stabilisce un periodo limite per il recupero degli aiuti illegittimi si applica a qualsiasi misura di recupero di aiuti adottata dopo la data alla quale il regolamento è entrato in vigore, anche se l’aiuto è stato concesso prima di tale data (17). Il periodo di dieci anni, entro il quale la Commissione può recuperare aiuti illegittimi, decorre dal giorno in cui l’aiuto è stato concesso, anche se il regolamento non era applicabile a tale epoca (18).
(84)
Il trasferimento del 1o gennaio 1986 era una misura statale una tantum, non ricorrente. È diverso pertanto da regimi statali che prevedono misure ricorrenti come sovvenzioni annuali o sgravi fiscali. Inoltre non ha nulla a che vedere, né de facto né de jure con il trasferimento del 1993. La side letter del 22 dicembre 1992, che è stata menzionata dalla Germania in una lettera del dicembre 1999 e successivamente presentata, non parla, come sostenuto in origine, di un obiettivo di investimento uniforme per entrambi i trasferimenti. Essa si riferisce esclusivamente al trasferimento del 1993 e a tal fine riprende una normativa specifica che disciplina il trasferimento del 1986 e la applica al trasferimento di quote aggiuntive del 1o gennaio 1993, ovvero il diritto di FHH di esigere il ritrasferimento delle quote di WK.
(85)
Il trasferimento effettuato da FHH il 1o gennaio 1986 deve essere considerato come il momento in cui l’eventuale aiuto illegittimo è stato concesso. Con l’iniezione di risorse, giuridicamente valida, alle condizioni delineate in precedenza, è HLB ad aver beneficiato del possibile vantaggio economico in questione. Le risorse sono state a disposizione di HLB a decorrere dal 1o gennaio 1986 e sono state riconosciute dal BAKred per il 1986. Di conseguenza il periodo di dieci anni è scaduto il 1o gennaio 1996.
(86)
Ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 659/1999, il periodo di dieci anni viene interrotto da qualsiasi azione intrapresa dalla Commissione o da uno Stato membro, che agisca su richiesta della Commissione, nei confronti dell’aiuto illegale. Nella sentenza «Scott» il Tribunale di primo grado ha stabilito che una richiesta di informazioni riguardante una possibile misura di aiuto chiaramente definita avanzata prima dell’entrata in vigore del regolamento non poteva interrompere il decorso del periodo di dieci anni in quel momento, ma che tale effetto poteva essergli attribuito se la Commissione esercitava i suoi poteri di recupero dell’aiuto in questione dopo l’entrata in vigore del regolamento (19).
(87)
Nel presente caso le richieste di informazioni della Commissione precedenti il 1o gennaio 1996 non soddisfano i requisiti previsti per le azioni interruttive del periodo limite decennale in quanto non costituiscono un’azione nei confronti dell’aiuto illegale, come previsto dall’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 659/1999.
(88)
Prima della richiesta di informazioni del 1o settembre 1999, in nessuna lettera alla Germania la Commissione ha posto domande sui trasferimenti ad Amburgo, né ha menzionato FHH o HLB. Le tre lettere del 1993 fanno riferimento esclusivamente al trasferimento di WfA a WestLB; inoltre, esse contengono solo domande generali in merito ad altri possibili trasferimenti a Landesbanken di altri Länder. In aggiunta alle domande riguardanti WestLB, la richiesta di informazioni del 10 novembre 1993 menziona solo i Land Berlino, Schleswig-Holstein e Bassa Sassonia. È vero che nelle sue due lettere del 1994 e nella sua lettera del 3 gennaio 1995, BdB ha attirato l’attenzione sui trasferimenti di FHH a HLB. Tuttavia la Commissione ha reagito per la prima volta nella sua lettera del 1o settembre 1999 chiedendo informazioni sui trasferimenti ad Amburgo.
(89)
Prima della scadenza, il 1o gennaio 1996, del termine di 10 anni fissato per il recupero degli aiuti la Commissione non stava manifestamente conducendo alcuna indagine sui trasferimenti a HLB. La corrispondenza riguardante WestLB e le domande generali sui possibili trasferimenti ad altri Länder non possono essere equiparate alle richieste di informazioni in merito ad un possibile aiuto identificato con esattezza. In caso contrario, comunicazioni generali della Commissione spedite ogni dieci anni interromperebbero il decorso del periodo limite e ne vanificherebbero l’esistenza.
(90)
Secondo la Commissione, la Germania e HLB possono appellarsi, nelle particolari circostanze del trasferimento del 1986, alla certezza del diritto e al legittimo affidamento, anche se il conferimento non è stato notificato conformemente all’articolo 88 del trattato CE. In questo contesto occorre tenere presente che la normativa sugli aiuti di Stato e la prassi di controllo non erano ancora così sviluppate e dettagliate come a partire dagli anni ’90. Ciò vale in particolar modo per le iniezioni di capitale nelle imprese pubbliche e ad esempio per il principio dell’investitore operante in un’economia di mercato, che è stato introdotto ed esaminato nella prassi solo dopo il primo trasferimento a HLB. Pertanto le autorità tedesche e HLB, che nel 1986 ha effettuato trasferimenti di quote tra due società al 100 % di sua proprietà, non potevano presumere l’esistenza di possibili aiuti di Stato e la conseguente necessità di una notifica.
(91)
Ne consegue che la Commissione considera scaduto il periodo limite di dieci anni di cui all’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999. L’eventuale aiuto associato al conferimento del 24 % delle quote di WK a HLB avvenuto il 1o gennaio 1986 è da considerarsi eventualmente come aiuto esistente ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 3, del regolamento. Le osservazioni che seguono si riferiscono esclusivamente ai trasferimenti realizzati il 1o gennaio 1993.
2. AIUTO DI STATO AI SENSI DELL’ARTICOLO 87, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO CE
(92)
Ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, salvo deroghe contemplate dal trattato stesso sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
2.1. Risorse di Stato e trattamento favorevole per una determinata impresa
(93)
Come indicato in precedenza, il 1o gennaio 1993 sono state trasferite a HLB direttamente e indirettamente (conferimento tacito tramite HGV) nel complesso quasi il 58 % delle quote detenute da FHH in WK. Le risorse trasferite sono risorse statali ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(94)
Il vantaggio economico di una base patrimoniale più ampia risiede nella maggiore capacità di prestito e nella conseguente possibilità di ampliare la propria attività. Se ad un’impresa vengono messi a disposizione fondi propri a condizioni migliori di quelle normali di mercato, tale impresa viene favorita ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. Nell’esaminare questo punto la Commissione applica il principio dell’investitore operante in un’economia di mercato. Questo principio è stato accolto e sviluppato dalla Corte di giustizia e dal Tribunale di primo grado in una serie di cause, in particolare nella sentenza del Tribunale di primo grado del 6 marzo 2003 (20), il cui contesto è rilevante ai fini del caso in esame.
a) Principio dell’investitore in economia di mercato
(95)
Secondo il principio dell’investitore operante in un’economia di mercato, non si ha un aiuto di Stato quando vengono messi a disposizione capitali a «condizioni alle quali un investitore privato, operante secondo la logica di un investitore in condizioni normali di economia di mercato, avrebbe accettato di finanziare un’impresa privata» (21). Per contro, una misura finanziaria deve essere considerata inaccettabile per un investitore in economia di mercato, se, ed è ciò che si deve esaminare, la remunerazione prevista o convenuta per le risorse apportate è inferiore a quella offerta dal mercato per investimenti comparabili.
(96)
Il principio dell’investitore operante in un’economia di mercato è applicabile anche a tutte le imprese pubbliche, indipendentemente dal fatto che siano redditizie od operino in perdita. Questa posizione della Commissione è stata confermata dal Tribunale di primo grado nella sentenza nella causa WestLB (22).
(97)
La Commissione deve fondare la sua valutazione di un caso sui dati disponibili al momento in cui l’investitore ha preso la decisione di procedere all’intervento finanziario in questione. Il trasferimento all’esame è stato deciso dagli enti pubblici competenti alla fine del 1992 e ha acquisito efficacia il 1o gennaio 1993. Di conseguenza, la Commissione deve giudicare l’operazione sulla base dei dati allora disponibili e delle condizioni economiche e di mercato esistenti in quel momento. Le informazioni fornite in questa decisione che si riferiscono agli anni seguenti vengono utilizzate solo a fini illustrativi.
(98)
Se un ente pubblico che detiene quote di una banca decide che la banca necessità di un’iniezione di capitale per soddisfare i requisiti patrimoniali, si pone la questione se le circostanze specifiche nelle quali viene fornito il capitale sarebbero accettabili per un investitore in un’economia di mercato. Se tale iniezione è necessaria per rispettare i requisiti in materia di solvibilità, un investitore operante in un’economia di mercato potrebbe essere pronto ad effettuarla per salvaguardare il valore dell’investimento esistente. Chiederebbe tuttavia un rendimento appropriato, che tenesse conto del profilo di rischio.
(99)
Anche quando già detenga partecipazioni in un’impresa, un investitore operante in un’economia di mercato esamina tutte le possibilità di investimento al di fuori di tale impresa. Di norma, deciderà di investire fondi supplementari nell’impresa pubblica solo se può attendersi un rendimento adeguato dall’investimento. In linea di principio, nello stabilire se un conferimento di capitale costituisca un aiuto di Stato, la prospettiva di evitare perdite o di un uso migliore delle risorse in questione non deve essere presa in considerazione. Anche nel caso dell’apporto di capitale da parte di un detentore di quote - indipendentemente dai motivi che lo determinano - si deve piuttosto considerare se l’investitore possa contare, entro un periodo di tempo ragionevole, su un rendimento normale dei fondi supplementari investiti.
(100)
Il Tribunale di primo grado non ha contestato questa interpretazione del principio dell’investitore operante in un’economia di mercato, che la Commissione aveva già seguito nella sua decisione 2000/392/CE (23). Il Tribunale si è inoltre fatto guidare dalla considerazione che anche un investitore privato che già detenga partecipazioni nel capitale sociale di un’impresa di norma non si accontenta del fatto che un investimento non gli causi delle perdite o gli procuri solo utili limitati. Egli cercherà piuttosto di conseguire un rendimento adeguato per il suo investimento, in funzione delle circostanze del momento e della soddisfazione dei suoi interessi a breve, medio o lungo termine (24).
(101)
Alla luce del principio dell’investitore operante in un’economia di mercato, la questione fondamentale per il caso in esame è pertanto stabilire se tale investitore avrebbe fornito alle stesse condizioni capitali con le stesse caratteristiche del patrimonio speciale di FHH, in particolare tenuto conto dei previsti rendimenti dell’investimento.
b) Articolo 295 del trattato CE
(102)
L’articolo 295 del trattato CE stabilisce che il regime di proprietà esistente negli Stati membri resta impregiudicato. Ciò non giustifica tuttavia la violazione delle regole della concorrenza del trattato stesso.
(103)
Le autorità tedesche hanno sostenuto che i fondi trasferiti non potevano essere utilizzati in maniera redditizia se non con il conferimento ad un analogo ente pubblico. Quindi il trasferimento rappresenterebbe l’utilizzazione commercialmente più sensata del patrimonio in questione. Pertanto qualsiasi remunerazione corrisposta per il trasferimento, vale a dire qualsiasi rendimento aggiuntivo del patrimonio trasferito, sarebbe sufficiente a giustificare il trasferimento sotto il profilo del principio dell’investitore operante in un’economia di mercato.
(104)
Questa argomentazione non può essere accolta. È possibile che il conferimento delle quote a HLB, con la conseguente possibilità per la banca di utilizzare il capitale a fini di solvibilità, rappresenti l’uso commercialmente più sensato. Tuttavia, quando fondi ed altri attivi pubblici vengono utilizzati per attività commerciali in regime di concorrenza, devono essere applicate le normali regole dell’economia di mercato. Questo significa che quando lo Stato decide di utilizzare patrimonio destinato a finalità pubbliche (anche) per finalità commerciali, deve richiedere una remunerazione corrispondente alle condizioni del mercato.
c) Assetto proprietario
(105)
La questione fondamentale, quale formulata dal Tribunale di primo grado nella causa WestLB con riferimento alla giurisprudenza precedente, è se, in circostanze analoghe, un investitore privato operante in circostanze normali di economia di mercato e di dimensioni comparabili a quelle degli enti amministrativi del settore pubblico avrebbe potuto essere indotto ad effettuare l’iniezione di capitale in questione (25). Infine, come sottolineato dal Tribunale con rimando ad altre sentenze, «il paragone tra il comportamento dell’investitore pubblico e privato deve essere fatto in considerazione dell’atteggiamento che avrebbe tenuto, all’atto della transazione di cui trattasi, un investitore privato, alla luce delle informazioni disponibili e degli sviluppi prevedibili a quel momento» (26). Ciò chiarisce che la valutazione deve basarsi sul momento in cui è avvenuto l’investimento e sulle aspettative che un investitore avrebbe potuto ragionevolmente avere in quel momento, cioè sulla base delle informazioni disponibili. Tali aspettative riguardano essenzialmente il rendimento probabile.
(106)
FHH era l’unico proprietario di HLB. Anche se questo fatto consentisse di non concentrarsi esclusivamente sulla remunerazione convenuta (in questo caso […] milioni di DEM […] corrispondenti [al massimo al 10 %] per il conferimento tacito), non potrebbe nella fattispecie giustificare il basso livello della remunerazione diretta.
(107)
Il richiamo al fatto che HLB sia di proprietà di FHH presupporrebbe l’esistenza di un piano aziendale adeguato, di una perizia di esperti o di una valutazione del rendimento da attendersi sull’investimento in questione.
(108)
In questo caso la situazione è diversa. All’epoca dell’investimento non vi era alcun piano aziendale, perizia di esperti o valutazione del rendimento previsto sull’investimento in questione. A parte la remunerazione diretta convenuta, la Commissione non dispone pertanto di elementi di prova affidabili e quantificabili per quanto riguarda il rendimento atteso all’epoca da FHH.
(109)
La Germania ha sostenuto che andrebbero considerate sia le riserve costituite dalla stessa HLB e convertite regolarmente in capitale sociale sia i pagamenti di dividendi a FHH in quanto unico proprietario, giacché gli utili prodotti da HLB sarebbero inevitabilmente da attribuire anche alle risorse trasferite da FHH. Occorre altresì tenere conto degli incrementi di valore che sarebbero stati determinati dal capitale conferito e che sarebbero stati realizzati anche nel 1997 con la vendita di quote a LSH.
(110)
Secondo il principio dell’investitore operante in un’economia di mercato, i pagamenti di dividendi e gli aumenti di valore verificatisi dopo l’investimento non sono rilevanti per l’investitore, il quale, sulla base delle informazioni di cui dispone al momento della realizzazione dell’investimento, può attendersi un rendimento adeguato o può concordare una remunerazione fissa. Per cui i pagamenti di dividendi o gli aumenti di valore che non possono essere calcolati anticipatamente non sono determinanti. Non lo è neppure la questione se un incremento di valore generi plusvalenze in caso di vendita. Inoltre i dividendi vengono versati sul capitale sociale e non sulle riserve, anche se queste contribuiscono ad un incremento dell’utile per quota.
(111)
La Commissione è pertanto del parere che nella fattispecie si debba determinare un rendimento adeguato sulla base della remunerazione diretta che sarebbe stata richiesta da un investitore in un’economia di mercato.
d) Remunerazione ed elementi di remunerazione per il trasferimento di 659,4 milioni di DEM alla riserva di capitale di HLB
(112)
L’approccio di massima già scelto nel caso di WestLB e confermato dal Tribunale di primo grado è che la remunerazione deve essere versata sull’integralità del patrimonio trasferito. La remunerazione può tuttavia variare per le diverse parti di tale patrimonio. Per fissare una remunerazione adeguata si dovrebbe distinguere tra le diverse parti della riserva di capitale, a seconda dell’uso che ne può essere fatto da HLB.
(113)
Il valore delle quote trasferite riportate a bilancio è rimasto costante dopo il 1o gennaio 1993 a 659,4 milioni di DEM. Tuttavia tale importo non poteva essere utilizzato appieno come fondi propri prima del suo riconoscimento da parte del BAKred. Prima del riconoscimento avvenuto il 1o gennaio 1997, l’uso era tollerato dal BAKred solo nella misura in cui era necessario per soddisfare i requisiti di solvibilità in vigore all’epoca. Ad esempio, dal 1993 al 1996 HLB ha utilizzato a tal fine parti della riserva (182,5 milioni di DEM nel 1993, oltre 435,6 milioni di DEM nel 1994, 255,1 milioni di DEM nel 1995 e 451,1 milioni di DEM nel 1996). Dal 1997, per via degli obblighi prudenziali riguardanti l’uso della riserva a fini di copertura, con fondi propri pari costantemente a […] milioni di DEM solo […] milioni di DEM poterono essere utilizzati appieno fino al maggio del 2003. La tabella di cui al punto 183 fornisce la base rilevante per il calcolo del rendimento appropriato sui fondi propri.
(114)
Sebbene le parti della riserva non utilizzate a fini di copertura fino al 1997 e che non poterono essere utilizzate a tal fine in seguito (cfr. tabella al punto 183) non potevano essere utilizzate per ampliare l’attività svolta in concorrenza con altri operatori, esse erano comunque utili a HLB, in quanto l’importo dei fondi propri indicato a bilancio consente ai finanziatori di farsi un’idea della solidità della banca e pertanto influenza le condizioni alle quali la banca è in grado di reperire fondi da terzi. I creditori e le agenzie di rating prendono in considerazione la situazione economica e finanziaria complessiva della banca. Dato che questi importi non potevano essere utilizzati ogni anno per espandere l’attività ma hanno migliorato la situazione della banca agli occhi dei creditori, la funzione economica del capitale può a tale riguardo essere paragonata a quella di una garanzia.
(115)
Un investitore in economia di mercato avrebbe richiesto una remunerazione anche per queste risorse per via della loro utilità economica.
(116)
Investimenti di diversa qualità economica richiedono rendimenti diversi. Nell’analizzare l’accettabilità di un investimento per un investitore che agisce in condizioni normali di mercato, è quindi importante partire dalla natura economica particolare della misura patrimoniale in questione e dal valore del capitale messo a disposizione per HLB.
(117)
La Commissione è dell’avviso che il conferimento nella riserva di capitale, riconosciuto per lo meno dal 1997 come fondi propri di base dal BAKred, è comparabile più che altro ad un investimento in capitale sociale, se si prescinde dalla mancanza di liquidità.
(118)
Questo parere è condiviso anche dal denunciante. Dato il profilo di rischio, la Germania aveva paragonato la riserva di capitale ad un conferimento tacito. Nel loro accordo le parti hanno utilizzato il criterio dell’analogia con il capitale sociale come base per il calcolo di una remunerazione appropriata.
(119)
Poiché la riserva speciale è stata riconosciuta dal BAKred come fondi propri di base (capitale di classe 1), può essere raffrontata solo con gli strumenti rappresentativi di capitale proprio riconosciuti come fondi propri di base in Germania nell’anno del conferimento. Secondo le informazioni in possesso della Commissione, nel 1992 tali strumenti includevano solo il capitale sociale, le riserve e i conferimenti taciti che rispondevano ai requisiti specifici di cui all’articolo 10, paragrafo 4, della legge tedesca sul sistema creditizio.
(120)
Già nella sua decisione 2000/392/CE, la Commissione ha chiarito che un raffronto tra il patrimonio di Wfa, anch’esso riconosciuto come fondi propri di base, con strumenti ibridi, riconosciuti solo come fondi propri supplementari, quali ad esempio i certificati di godimento e le azioni privilegiate senza diritti di voto, non poteva costituire la base per la determinazione della remunerazione appropriata del capitale trasferito (27). I fondi propri di base presentano un’utilità molto superiore per un’impresa, in quanto le consentono di reperire fondi propri supplementari (ad esempio certificati di godimento) a concorrenza dello stesso importo al fine di aumentare la base di fondi propri. Presupposto per il riconoscimento come fondi propri di base è l’esistenza di una maggiore esposizione al rischio del capitale messo a disposizione, che, in principio, si riflette anche in una remunerazione di tali strumenti superiore a quella consueta sul mercato. Una comparabilità con i cosiddetti fondi propri supplementari, che possono essere utilizzati solo in misura limitata per l’espansione dell’attività, può quindi essere esclusa fin dal principio.
(121)
La Commissione è dell’avviso che il raffronto con i conferimenti taciti effettuato dalla Germania e da HLB non sia opportuno per determinare la remunerazione appropriata della riserva di capitale. Il trasferimento delle quote è piuttosto assimilabile ad un investimento nel capitale sociale di HLB.
(122)
Un fattore importante, a suo parere, è che il patrimonio speciale sia stato trasferito non già sotto forma di conferimento tacito bensì tramite la costituzione di una riserva. È vero inoltre che la riserva di capitale presenta alcune caratteristiche che si ritrovano solitamente piuttosto nei conferimenti taciti. La Commissione ritiene tuttavia che anche il rischio che il capitale conferito venisse almeno in parte utilizzato come copertura in caso di insolvenza o liquidazione non era inferiore a quello relativo ad un investimento in capitale sociale.
(123)
Sulla base degli aspetti summenzionati, con particolare riferimento ad un’analisi del rischio incorso da un investitore con l’operazione in oggetto, la Commissione è giunta alla conclusione che il punto di partenza per determinare la remunerazione appropriata per il conferimento nella riserva di capitale è il capitale sociale messo a disposizione di HLB.
(124)
La Germania è del parere che il conferimento delle quote di WK, a causa della mancanza di liquidità e dei connessi costi di rifinanziamento, sarebbe comparabile più che altro ad un contributo di capitale non monetario. Come indicato dalla Germania nelle sue osservazioni iniziali, ciò significherebbe in termini di rendimento lordo una differenza di circa il 6,6 % rispetto al capitale in contante. Anche un investitore operante in un’economia di mercato dovrebbe tenere conto di questo svantaggio quando valuta l’adeguatezza della propria remunerazione.
(125)
Anche la Commissione è del parere che si debba tenere conto della mancanza di liquidità. Un apporto di capitale «normale» in una banca rifornisce la banca sia di liquidità che di una base di fondi propri necessari per ragioni di vigilanza all’espansione delle sue attività. Allo scopo di utilizzare pienamente il capitale, vale a dire di espandere del fattore 12,5 (100 diviso per il coefficiente di solvibilità dell’8 %) gli attivi ponderati al 100 %, la banca deve rifinanziarsi 11,5 volte nei mercati finanziari. In termini più semplici, la differenza tra l’interesse ricevuto moltiplicato per 12,5 e l’interesse corrisposto moltiplicato per 11,5 meno altri eventuali costi sostenuti dalla banca (ad esempio spese amministrative) corrisponde al rendimento del capitale proprio (28).
(126)
Dato che il capitale non fornisce a HLB liquidità immediata, HLB sostiene costi di finanziamento addizionali pari all’importo del capitale stesso per raccogliere sui mercati finanziari i fondi necessari per sfruttare pienamente le possibilità commerciali che si aprono con i fondi propri aggiuntivi, vale a dire per espandere gli attivi ponderati in base al rischio di 12,5 volte l’importo del capitale (o per mantenere gli attivi al livello esistente) (29). A causa di questi costi aggiuntivi, che non si hanno nel caso di un apporto di capitale liquido, per determinare la remunerazione adeguata occorre procedere ad una corrispondente riduzione. Un investitore operante in un’economia di mercato non potrebbe attendersi di ricevere la stessa remunerazione prevista nel caso di un’iniezione di contante.
(127)
La Commissione è dell’avviso che non debba essere preso in considerazione l’intero tasso d’interesse di rifinanziamento. I costi di rifinanziamento costituiscono spese operative e riducono quindi il reddito imponibile. Ciò significa che il risultato netto della banca non viene ridotto dell’importo delle spese addizionali sostenute per gli interessi. Una parte di queste spese viene infatti compensata dalla riduzione dell’imposta sulle società. Solo i costi netti devono essere presi in considerazione come onere addizionale per HLB a causa della natura speciale del capitale trasferito. In sostanza, la Commissione riconosce quindi che per HLB sorgono «costi di liquidità» addizionali per un importo pari ai «costi di rifinanziamento meno le imposte sulle società».
(128)
Nel loro accordo anche le parti basano il loro calcolo sui costi di rifinanziamento netti, applicando un tasso d’interesse privo di rischio a lungo termine del 7,23 % sull’importo integrale di tali costi (30). Le parti hanno inoltre concordato di ipotizzare un’aliquota fiscale forfettaria del 50 % (31).
(129)
Per un investitore operante in un’economia di mercato il rendimento atteso di un investimento e il rischio ad esso connesso sono elementi determinanti della sua decisione di investire. Per determinare il loro livello, l’investitore include nel suo calcolo tutte le informazioni disponibili sull’impresa e sul mercato. A tal fine egli si basa sui rendimenti storici medi, che in generale costituiscono un termine di riferimento anche per l’efficienza futura di un’impresa, nonché, tra l’altro, sull’analisi del modello operativo dell’impresa nel periodo dell’investimento in oggetto, della strategia e della qualità del management o delle prospettive relative del settore in questione.
(130)
Un investitore in un’economia di mercato procederà ad un investimento solo se esso produce un rendimento superiore o presenta un rischio inferiore rispetto al migliore uso alternativo del capitale. Analogamente, non investirà in un’impresa il cui rendimento atteso è inferiore al rendimento medio previsto per altre imprese con un profilo di rischio analogo. In questo caso si può presumere che vi siano sufficienti alternative al progetto di investimento considerato che, pur presentando lo stesso grado di rischio, promettono un rendimento più elevato.
(131)
Per determinare la remunerazione minima adeguata esistono vari metodi, che spaziano dalle diverse varianti dell’approccio del costo di finanziamento al metodo CAPM. Per descrivere i diversi approcci, occorre innanzitutto distinguere tra due componenti, un rendimento privo di rischio ed un premio di rischio specifico per il progetto di investimento: il rendimento minimo appropriato per un investimento rischioso = tasso base privo di rischio + premio di rischio per l’investimento rischioso. Di conseguenza il rendimento minimo adeguato di un investimento rischioso può essere descritto come la somma del tasso di rendimento privo di rischio e del premio di rischio aggiuntivo per l’assunzione del rischio specifico dell’investimento.
(132)
La base per la determinazione del rendimento è pertanto l’esistenza di una forma di investimento priva di rischio di insolvenza con un rendimento che si presume privo di rischio. Per determinare il tasso di base privo di rischio viene utilizzato di norma il rendimento previsto sui titoli di emittenti pubblici a interesse fisso (o eventualmente un indice basato su tali titoli), in quanto tali titoli costituiscono forme di investimento con un rischio relativamente contenuto. I vari metodi divergono invece quando si tratta di determinare il premio di rischio:
-
Approccio del costo di finanziamento: il previsto rendimento dei fondi propri per l’investitore rappresenta i futuri costi di finanziamento per la banca che utilizza il capitale. Nell’ambito di questo approccio vengono innanzitutto determinati i costi storici del capitale proprio registrati da banche comparabili. La media aritmetica di tali costi storici viene quindi equiparata ai previsti costi futuri dei fondi propri e dunque ai rendimenti attesi dall’investitore.
-
Approccio del costo di finanziamento con Compound Annual Growth Rate: è basato sull’uso della media geometrica anziché della media aritmetica.
-
CAPM (Capital Asset Pricing Model): il CAPM è il modello della finanza moderna più noto e più frequentemente testato; esso consente di determinare il rendimento atteso da un investitore tramite la seguente formula: rendimento previsto = tasso base privo di rischio + premio di rischio di mercato x beta. Il fattore beta viene utilizzato per quantificare il rischio di un’impresa in rapporto al rischio complessivo di tutte le imprese. Il premio di rischio per l’investimento specifico si ottiene moltiplicando il premio di rischio del mercato per il fattore beta.
(133)
Il CAPM è il metodo predominante per calcolare i rendimenti degli investimenti per quanto riguarda le grandi imprese quotate. Non essendo HLB un’impresa quotata, non è tuttavia possibile derivare direttamente per essa il valore di beta. Pertanto il CAPM può essere utilizzato solo sulla base di una stima del fattore beta. Come già indicato, la Germania esprime riserve in merito all’uso del CAPM in caso di conferimenti a Landesbanken anche per questa ragione.
(134)
Per i loro calcoli le parti sono ricorse al CAPM, utilizzando un tasso di interesse base privo di rischio del 7,23 %. Il predetto tasso è stato determinato partendo dall’ipotesi che il patrimonio speciale dovesse essere messo stabilmente a disposizione di HLB. Le parti hanno pertanto evitato di utilizzare un tasso di rendimento privo di rischio per un periodo di investimento fisso (ad esempio rendimento per titoli di Stato decennali) osservato sul mercato al momento del conferimento del patrimonio, in quanto una tale impostazione non terrebbe conto del rischio di reinvestimento, ossia del rischio di non riuscire ad investire nuovamente allo stesso tasso privo di rischio alla scadenza del periodo di investimento. Secondo le parti il modo migliore per tenere conto del rischio di investimento sarebbe quello di ricorrere ad un «Total Return Index» (indice di rendimento globale). Pertanto le parti hanno utilizzato il REX10 Performance Index della Borsa tedesca, che riproduce il rendimento di un investimento in titoli della Repubblica federale di Germania di durata pari esattamente a dieci anni. Le serie dell’indice utilizzate contengono i valori di fine anno del REX10 Performance Index a partire dal 1970. Le parti hanno quindi calcolato il rendimento annuo che rispecchia il trend corrispondente all’andamento del REX10 Performance Index nel periodo tra il 1970 e il 1992 e sono giunte al tasso di interesse base privo di rischio del 7,23 %.
(135)
Dato che il capitale doveva effettivamente essere messo stabilmente a disposizione di HLB, il metodo adottato per determinare il tasso di interesse base privo di rischio nel caso specifico appare appropriato. Il REX10 Performance Index costituisce inoltre una fonte di dati generalmente riconosciuta. Il tasso di interesse base privo di rischio così determinato sembra pertanto adeguato.
(136)
Il fattore beta è stato stimato pari a 0,74 sulla base di una perizia di KPMG di cui dispone la Commissione, che riguarda i fattori beta corretti (adjusted) di tutti gli enti creditizi quotati alla Borsa tedesca. Sulla base della perizia e alla luce del profilo commerciale di HLB, questo fattore beta è da considerarsi adeguato.
(137)
La Commissione ritiene inoltre giustificato anche il premio di rischio del mercato del 4,0 %. Già nel procedimento conclusosi con la decisione 2000/392/CE, il cosiddetto premio di rischio generale del mercato di lungo termine, ossia la differenza tra il rendimento medio di lungo termine di un portafoglio azionario normale e il rendimento dei titoli di Stato, era stato trattato in vario modo. Le stime contenute nelle perizie riguardanti il predetto caso variano dal 3 % al 5 %, a seconda della metodologia utilizzata, del periodo di riferimento e della base di dati. Ad esempio, una relazione commissionata da BdB ha elaborato percentuali alternative del 3,16 % e del 5 %, un’altra commissionata da WestLB nello stesso caso è arrivata a valori del 4,5 % e del 5 %, mentre Lehman Brothers ha calcolato, sempre per conto di WestLB, un tasso del 4 %. Alla luce di quanto precede la Commissione ritiene che nel caso in esame non vi siano motivi per discostarsi dal premio di rischio del mercato utilizzato nell’accordo. Sulla base del CAPM, la Commissione ritiene che non vi siano dubbi sul fatto che la remunerazione minima determinata dalle parti possa essere considerata adeguata nel caso in esame.
(138)
La Commissione non ha alcuna ragione per ritenere che la remunerazione minima calcolata dalle parti per un investimento ipotetico in capitale sociale non supererebbe un test di mercato. Pertanto, la Commissione fissa il 10,19 % annuo (al netto dell’imposta sulle società e al lordo dell’imposta a carico degli investitori) come remunerazione minima adeguata.
(139)
Occorre accertare se esistono ragioni per aggiustare la remunerazione minima. In linea con la prassi seguita negli altri procedimenti riguardanti Landesbanken, le seguenti tre caratteristiche specifiche di un’operazione possono giustificare tale maggiorazione: in primo luogo la mancata emissione di nuove quote societarie e dei relativi diritti di voto, in secondo luogo il volume straordinario del patrimonio trasferito e in terzo luogo la mancanza di fungibilità dell’investimento.
(140)
Come negli altri procedimenti la Commissione non ritiene giustificate maggiorazioni per le ultime due caratteristiche, né per la decisione di non emettere nuove quote societarie con i diritti di voto connessi, in quanto FHH già possiede il 100 % delle quote con diritto di voto.
(141)
Nel caso delle azioni la remunerazione dipende direttamente dai risultati dell’impresa e si traduce principalmente in dividendi ed in una partecipazione all’aumento di valore dell’impresa (espresso ad esempio in incrementi delle quotazioni azionarie). FHH riceve una remunerazione forfettaria il cui livello dovrebbe rispecchiare entrambi questi elementi propri della remunerazione di apporti di capitale «normali». Si può argomentare che il fatto che FHH riceva una remunerazione fissa, anziché una remunerazione direttamente connessa ai risultati di HLB, costituisca un vantaggio che giustifica una riduzione nel tasso della remunerazione. Se tale remunerazione fissa costituisca effettivamente un vantaggio rispetto ad una remunerazione variabile, collegata ai profitti della società, dipende dall’andamento futuro dell’impresa. Se i risultati peggiorano, un tasso fisso va a favore dell’investitore, se migliorano, lo svantaggia. Tuttavia l’andamento effettivo non può essere preso in considerazione a posteriori ai fini della valutazione della decisione di investimento. Alla luce di quanto precede, la Commissione è del parere che l’accordo su un importo forfettario non dovrebbe determinare alcuna riduzione del tasso di remunerazione.
(142)
Sulla base delle considerazioni di cui sopra, la Commissione è giunta alla conclusione, in accordo con il denunciante BdB, FHH e HLB, che una remunerazione appropriata per gli importi trasferiti alla riserva di capitale utilizzati fino al 1997 a copertura degli attivi e in seguito utilizzabili a tal fine ammonterebbe al 6,42 % l’anno (al netto delle imposte sulle società), vale a dire: il 10,19 % come rendimento normale sull’investimento in questione, meno il 3,62 % per spese di finanziamento che HLB ha dovuto sostenere per via della mancanza di liquidità del patrimonio trasferito.
(143)
Come già indicato, anche la quota di fondi propri che fino al 1997 non è stata utilizzata a copertura di attivi e in seguito non poteva essere utilizzata a tal fine rappresenta un valore sostanziale per HLB e la sua funzione economica può essere paragonata a quella di una garanzia. Per esporsi ad un rischio di questo tipo, un investitore operante in un’economia di mercato richiederebbe una remunerazione adeguata. L’accordo tra BdB, FHH e HSH Nordbank non si pronuncia su questo aspetto.
(144)
Nella decisione 2000/392/CE (32) la Germania ha considerato appropriato come tasso iniziale una remunerazione dello 0,3 % annuo al lordo delle tasse. Le ragioni che hanno motivato in tale decisione una maggiorazione del tasso di partenza non si applicano invece nel caso in esame. Nella predetta decisione, al tasso summenzionato dello 0,3 % annuo (al lordo delle imposte) è stata applicata una maggiorazione di un ulteriore 0,3 % annuo, in quanto, da un lato, le garanzie sono di solito associate a specifiche operazioni e hanno durata determinata (il che non si verificava nel caso di WestLB) e, dall’altro, l’importo di più di 3,4 miliardi di DEM messo a disposizione di WestLB è superiore a quello che viene di norma coperto mediante simili garanzie bancarie.
(145)
Tenuto conto della sostanziale comparabilità di WestLB e HLB, nonché della mancanza di altri punti di riferimento, la Commissione parte dal presupposto che un tasso dello 0,3 % corrisponda alla remunerazione che HLB avrebbe dovuto pagare sul mercato anche all’inizio degli anni ’90 per una garanzia in suo favore. La Commissione constata inoltre che l’importo del capitale in questione nel caso di HLB è sostanzialmente inferiore a quello conferito a WestLB e che pertanto la seconda motivazione di cui alla decisione WestLB qui non è pertinente. Tuttavia anche nel caso di HLB la funzione di garanzia non aveva una durata determinata e non era associata ad un’operazione particolare. D’altra parte la durata veniva in pratica limitata dal fatto che, con il riconoscimento come fondi propri di base da parte del BAKred, la totalità dell’importo poteva essere utilizzata per l’espansione delle attività. Pertanto non era più necessario pagare una commissione distinta per la garanzia. La remunerazione della funzione di garanzia era compresa nella remunerazione della funzione di espansione delle attività. La funzione di esclusiva garanzia era pertanto limitata fin dall’inizio ed è questo elemento che distingue il caso di HLB da quello di WestLB.
(146)
La Commissione ritiene pertanto che per HLB, diversamente che per WestLB, una maggiorazione non sia giustificata e fissa quindi un tasso dello 0,3 % l’anno (al lordo delle imposte) come remunerazione appropriata per la funzione di garanzia del capitale dal momento dell’iscrizione in bilancio, il 1o gennaio 1993, fino al riconoscimento da parte del BAKred. Se si esamina la situazione dopo le imposte, ipotizzando all’epoca un’aliquota di circa il 50 % per l’imposta sulle società, si arriva ad un tasso dello 0,15 % l’anno. Il tasso dello 0,15 % annuo al netto delle imposte è stato utilizzato anche dalle parti come base per il calcolo dell’elemento di aiuto nella tabella allegata all’accordo.
(147)
Il premio di garanzia costituisce una spesa operativa per HLB e pertanto riduce il profitto tassabile. La remunerazione da versare a FHH proviene dagli utili al netto delle imposte. Il tasso dello 0,3 % deve essere pertanto aggiustato in funzione dell’aliquota fiscale. Come nel caso dei costi di rifinanziamento, la Commissione fa l’ipotesi di un’aliquota fiscale unica del 50 %. Di conseguenza fissa un tasso dello 0,15 % all’anno al netto delle imposte.
e) Remunerazione per il conferimento tacito
(148)
Per il conferimento tacito è stata versata continuativamente una remunerazione di […] milioni di DEM, corrispondente al [al massimo 10 %] su un importo di 300 milioni di DEM all’anno. Secondo la Commissione non è rilevante per la valutazione che la remunerazione sia stata versata a HGV, poiché quest’ultima è una holding al 100 % di proprietà di FHH e la via di pagamento indiretta è stata scelta solo per ragioni fiscali. Il fatto che un investitore utilizzi una holding per ricevere la remunerazione o iscriva la remunerazione direttamente nel proprio bilancio non è rilevante per l’esame del presente caso alla luce della normativa sugli aiuti di Stato.
(149)
Il conferimento tacito aveva una durata di 16 anni, ovvero non poteva essere liberato prima di tale scadenza. Pertanto, nonostante la lunga durata, deve essere considerato come un conferimento tacito a termine.
(150)
La Germania ha sostenuto che, in base alla comparazione con strumenti analoghi e alla mancanza di liquidità, per il conferimento tacito sarebbe stata appropriata una remunerazione dell’1,29 %. BdB ha espresso invece il parere che rispetto alla riserva di capitale andrebbe effettivamente applicata una deduzione, ma che, data l’analogia con il capitale sociale, si dovrebbe prevedere una remunerazione più elevata.
(151)
A partire dal 1o gennaio 1993, il valore del conferimento tacito è rimasto costante a 300 milioni di DEM. Tuttavia, come già indicato in precedenza, tale importo non è stato utilizzato come fondi propri prima del suo riconoscimento da parte del BAKred. A partire dal 1o gennaio 1997 fino a tutto il maggio 2003 compreso, i 300 milioni di DEM hanno potuto essere utilizzati appieno. La tabella di cui al punto 183 fornisce la base rilevante per il calcolo del rendimento appropriato sui fondi propri.
(152)
Sebbene il conferimento tacito, non utilizzato a copertura di attivi fino al 1997, non è stato e non poteva essere utilizzato per ampliare l’attività svolta in concorrenza con altri operatori, esso è stato comunque utile a HLB, in quanto l’importo dei fondi propri indicato a bilancio consente ai finanziatori di farsi un’idea della solidità della banca e pertanto influenza le condizioni alle quali la banca stessa è in grado di reperire fondi. I creditori e le agenzie di rating prendono in considerazione la situazione economica e finanziaria complessiva della banca. Dato che l’importo in questione non può essere utilizzato annualmente per espandere l’attività ma migliora la situazione della banca agli occhi dei creditori, la sua funzione economica può a tale riguardo essere paragonata a quella di una garanzia.
(153)
Un investitore in economia di mercato avrebbe richiesto una remunerazione anche per queste risorse per via della loro utilità economica. Tuttavia, come nel caso della riserva di capitale, tale remunerazione è inferiore a quella relativa alla parte dei fondi propri che può essere utilizzata da HLB per l’attività svolta in concorrenza con altri operatori.
(154)
In linea con il metodo seguito nella decisione 2000/392/CE, la Commissione determina la remunerazione appropriata per il patrimonio trasferito sulla base della sua utilità commerciale per HLB. Come già illustrato, nel caso in esame il punto di partenza per determinare la remunerazione consueta sul mercato è la remunerazione che esigerebbe un investitore operante in un’economia di mercato il quale mettesse a disposizione di una banca fondi propri in questa forma.
(155)
BdB sostiene che si tratti di un investimento analogo all’acquisizione di capitale sociale. In realtà la comparabilità con il capitale sociale sarebbe messa in discussione dall’esistenza di un termine, per quanto lungo. D’altra parte, in caso di perdite il conferimento tacito avrebbe lo stesso rango del capitale sociale. Infine, la possibilità di liberare l’investimento servirebbe a ridurre il rischio, con il risultato che il conferimento tacito avrebbe una remunerazione leggermente inferiore al capitale sociale. La Germania contesta invece l’analogia con il capitale sociale e sostiene invece che si tratti di un conferimento tacito, il che influirebbe sul livello della remunerazione.
(156)
La Germania, BdB e la Commissione concordano sul punto che il conferimento tacito fa parte dei fondi propri di base. Il conferimento tacito è stato riconosciuto dal BAKred, in ogni caso a partire dal 1997, come fondi propri di base (capitale di classe 1) e può pertanto essere raffrontato solo con gli strumenti rappresentativi di capitale proprio riconosciuti come fondi propri di base in Germania nell’anno del conferimento.
(157)
Su questo punto la Commissione concorda con le parti. Già nella sua decisione 2000/392/CE, la Commissione ha chiarito che un raffronto tra il patrimonio di Wfa, anch’esso riconosciuto come fondi propri di base, con strumenti di capitale che potevano essere utilizzati solo come fondi supplementari, quali ad esempio i certificati di godimento e le azioni privilegiate senza diritti di voto, non poteva costituire la base per la determinazione della remunerazione appropriata del capitale trasferito (33). I fondi propri di base presentano un’utilità molto superiore per un’impresa, in quanto le consentono di reperire fondi propri supplementari (come certificati di godimento) a concorrenza dello stesso importo al fine di aumentare la base di fondi propri. Presupposto per il riconoscimento come fondi propri di base è la maggiore esposizione al rischio del capitale messo a disposizione, che, in linea di massima, si riflette anche in una remunerazione di tali strumenti superiore a quella consueta sul mercato. Si può quindi escludere in partenza la similarità con i cosiddetti fondi propri supplementari, che possono essere utilizzati solo in misura limitata per l’espansione dell’attività.
(158)
La Commissione è dell’avviso che, dal punto di vista dell’analisi del rischio, il conferimento tacito è tipologicamente un conferimento tacito «normale», non capitale sociale. Su questo punto la Commissione condivide le argomentazioni della Germania. In caso di insolvenza sia il conferimento tacito in questione che gli altri conferimenti taciti di durata limitata raccolti sul mercato dei capitali devono essere rimborsati prima del capitale sociale e l’investitore in tal modo riceve una quota della massa fallimentare, mentre con un investimento nel capitale sociale rimarrebbe a mani vuote. Fintantoché l’impresa non registra perdite, FHH riceve l’intera remunerazione convenuta, mentre l’investitore che acquista capitale sociale ha diritto solo al pagamento di un dividendo collegato agli utili che è molto più ridotto.
(159)
Come spiegato, la Commissione considera l’operazione patrimoniale in questione un conferimento tacito. Per l’esame dell’adeguatezza di mercato della remunerazione effettivamente pattuita è essenziale stabilire se questa possa essere considerata come consueta in rapporto alle remunerazioni concordate sul mercato per operazioni relative a conferimenti taciti aventi caratteristiche economiche e giuridiche analoghe. La remunerazione del conferimento tacito in oggetto deve essere determinata, sulla base della metodologia utilizzata da FHH e da HLB, facendo riferimento a conferimenti taciti di durata limitata e con caratteristiche analoghe.
(160)
La Germania ha sostenuto che durante gli anni ’90 i conferimenti taciti sarebbero stati usati dalle Landesbanken in misura crescente per ampliare la loro base patrimoniale. Il conferimento tacito derivante dal trasferimento delle attività di WK a HLB sarebbe pertanto una delle prime operazioni di questo tipo di volume considerevole nel settore bancario tedesco.
(161)
Come indicato da un’analisi del profilo di rischio di vari strumenti di capitale, i conferimenti taciti, in caso di partecipazione comparabile alla funzione di garanzia, potendo assumere la forma di conferimenti a termine a remunerazione fissa, presenterebbero una forte affinità con i certificati di godimento. Per la banca beneficiaria vi sarebbero inoltre vantaggi fiscali in quanto gli interessi da versare non verrebbero attinti dagli utili bensì solitamente, come nel caso attuale, costituirebbero una spesa operativa (che riduce le imposte).
(162)
Il conferimento tacito a HLB del 1o gennaio 1993 sarebbe la prima e per cinque anni anche l’ultima operazione di questo tipo per la banca e HLB non sarebbe stata al corrente di operazioni comparabili compiute pressoché contemporaneamente da altre Landesbanken. Pertanto non sarebbe possibile determinare il premio di rischio appropriato per il conferimento tacito direttamente sulla base di altri conferimenti taciti effettuati. Tuttavia i dati disponibili sui conferimenti taciti di durata limitata e illimitata di terzi effettuati nel 1997 e 1998 consentirebbero un calcolo indiretto, nella misura in cui si possa quantificare come sarebbe variato il premio di rischio adeguato per gli strumenti simili ai fondi propri di HLB tra la fine del 1992 e la fine del 1997. L’andamento del premio di rischio per i certificati di godimento a lungo termine di HLB potrebbe servire come termine di riferimento. Come risulterebbe da uno specchietto fornito, il premio di rischio richiesto dagli investitori sui certificati di godimento di HLB sarebbe cresciuto nel complesso notevolmente in questo periodo (34). Pertanto se le condizioni di mercato della fine del 1997 venissero trasposte al 31 dicembre 1992, il premio di rischio appropriato alla fine del 1992 non sarebbe quanto meno sottostimato (35). Di conseguenza il premio di rischio appropriato per la fine del 1992 per un conferimento tacito con una durata i può essere determinato applicando l’equazione seguente: premio di rischio contributi taciti, i, 1992 = spread swap titoli del governo federale tedesco, i, 1992 + spread swap contributi taciti, i, 1997.
(163)
Dai dati di mercato raccolti per dicembre 1997 e febbraio 1998 e dai tassi d’interesse sui conferimenti taciti effettuati risulterebbe che ai conferimenti taciti aventi una durata di 16 anni si applicherebbe una maggiorazione di circa l’1,25 % rispetto agli swap. Prendendo come base i dati di mercato del 31 dicembre 1992 (spread degli swap sui titoli del governo federale tedesco pari allo 0,04 %), un premio di rischio appropriato per i conferimenti taciti di 16 anni sarebbe 0,04 % +1,25 % = 1,29 %.
(164)
In alternativa, un premio di rischio equo potrebbe essere calcolato anche sulla base delle condizioni applicabili agli altri strumenti finanziari aventi un profilo di rischio simile, come da prassi normale. In base al loro profilo di rischio, i conferimenti taciti a termine andrebbero classificati tra i certificati di godimento e i conferimenti taciti di durata illimitata. Di conseguenza, in linea di massima il premio di rischio loro applicabile dovrebbe essere più elevato di quello applicabile ai certificati di godimento ma inferiore a quello dei conferimenti taciti di durata illimitata. Mentre i valori di riferimento per i conferimenti taciti di durata illimitata sarebbero disponibili solo per l’ottobre 1999, i dati di mercato per i certificati di godimento lo sarebbero già a partire dall’inizio degli anni ’90 in quanto questi ultimi già sarebbero esistiti da un certo periodo di tempo e sarebbero stati negoziati quotidianamente in borsa. In aggiunta anche la perizia preparata da Lehman Brothers per WestLB conterrebbe i premi di rischio applicabili ai certificati di godimento emessi dalle banche tedesche a metà dicembre 1991 (36).
(165)
Per calcolare sulla base delle condizioni dei certificati di godimento di HLB alla fine del 1992 il premio di rischio appropriato per i conferimenti taciti a termine ad HLB, occorrerebbe valutare quale sia un’equa maggiorazione del rendimento di uno strumento rispetto all’altro. Anche in questo caso, per via della mancanza di dati completi, si potrebbe far riferimento soltanto alle condizioni di mercato alla fine del 1997/inizio del 1998, presumendo che la valutazione del rischio fatta dagli investitori per HLB a quell’epoca sia valida per la fine del 1992. Di conseguenza, il premio di rischio appropriato per la fine del 1992 per i conferimenti taciti potrebbe essere determinato applicando l’equazione seguente: premio di rischio su contributo tacito, i, 1992 = premio di rischio per i certificati di godimento, i, 1992 + spread conferimenti taciti/certificati di godimento, i, 1997.
(166)
Dai dati di mercato raccolti per il dicembre 1997 e il febbraio 1998 risulterebbe che ai conferimenti taciti aventi una durata di 16 anni a fine 1997 si applicherebbe una maggiorazione di 0,35 %/0,40 % rispetto ai certificati di godimento decennali di HLB. Prendendo come base i dati di mercato per il 31 dicembre 1992 (premio di rischio sui certificati di godimento di 8 anni di HLB dello 0,91 %), un premio di rischio appropriato per i conferimenti taciti di 16 anni sarebbe compreso tra l’1,26 % e l’1,31 %. Se si applica il premio di rischio per i certificati di godimento decennali dello 0,90 % fissato nella perizia di Lehman Brothers (37) per la fine del 1991, si giungerebbe a valori pressoché identici.
(167)
Utilizzando entrambi i metodi, sulla base delle informazioni fornite dalla Germania si giunge ad un margine compreso tra l’1,26 % e l’1,31 %. I dati utilizzati per quanto riguarda le emissioni di certificati di godimento e i conferimenti effettuati sono stati trasmessi alla Commissione. La Commissione dispone altresì di prospetti sui tassi d’interesse privi di rischio prevalenti negli anni oggetto di esame per i titoli del governo federale tedesco e sugli spread degli swap su titoli del governo federale validi per i conferimenti taciti e gli spread rilevanti. Pertanto la Commissione è giunta alla conclusione che il margine dell’1,29 % comunicato dalla Germania è del tutto ragionevole.
(168)
Secondo la Commissione, per valutare se il conferimento tacito all’esame sia un’operazione conforme al mercato non è necessaria un’indagine di mercato più approfondita. È sufficiente che la Commissione accerti, sulla base di indicazioni di tendenza, che la remunerazione sia in linea con la consuetudine di mercato.
(169)
È condivisibile quanto sostenuto congiuntamente dalla Germania e da BdB sugli svantaggi dovuti alla mancanza di liquidità, considerato che un «normale» apporto di capitali ad una banca fornisce a questa sia la liquidità che la dotazione di fondi propri necessaria per ragioni di vigilanza per espandere la propria attività. Come già spiegato, per utilizzare pienamente il capitale, ossia per espandere del fattore 12,5 (100 diviso per il coefficiente di solvibilità dell’8 %) gli attivi ponderati per il rischio al 100 %, una banca deve rifinanziarsi 11,5 volte sui mercati finanziari. In termini più semplici, la differenza tra l’interesse ricevuto moltiplicato per 12,5 e l’interesse pagato moltiplicato per 11,5, meno altri eventuali costi sostenuti dalla banca (ad esempio spese amministrative), corrisponde al rendimento del capitale proprio (38). Poiché il conferimento tacito a HLB oggetto di esame non ha fornito inizialmente alcuna liquidità, HLB avrebbe dovuto sostenere costi di finanziamento aggiuntivi equivalenti all’importo del capitale, per raccogliere sui mercati finanziari i fondi necessari per massimizzare le possibilità commerciali offerte dai fondi propri aggiuntivi. A causa di questi costi aggiuntivi per determinare la remunerazione adeguata occorre procedere ad una corrispondente riduzione. Un investitore operante in un’economia di mercato non avrebbe potuto attendersi di ricevere la stessa remunerazione prevista nel caso di un’iniezione di contante.
(170)
Diversamente da BdB, la Commissione ritiene che gli interessi lordi di rifinanziamento siano deducibili. I costi di rifinanziamento costituiscono spese operative e riducono quindi il reddito imponibile. Lo stesso vale, tuttavia, anche per la remunerazione di un conferimento tacito effettuato sin dall’inizio in forma liquida. Rispetto a quest’ultimo, che come illustrato in precedenza fornisce il benchmark adeguato, non si hanno ulteriori vantaggi fiscali. Pertanto, in entrambi i casi il risultato netto della banca si riduce dell’importo corrispondente agli interessi pagati per la liquidità. È pertanto deducibile la totalità dei costi di rifinanziamento.
(171)
Questa situazione è analoga al caso Landesbank Hessen-Thüringen ma si distingue dai casi delle altre Landesbanken oggetto di procedimento di indagine compresa WestLB, in quanto nel caso di queste ultime, dato che il patrimonio è stato iscritto a bilancio come riserva, l’intera remunerazione va considerata come destinazione dell’utile e non come spesa operativa, e deve pertanto essere pagata a partire dall’utile netto. In questi casi si ha pertanto un vantaggio fiscale se i costi sostenuti per procurarsi una volta in più la liquidità sono deducibili fiscalmente come spesa operativa, il che non sarebbe possibile nel caso di un investimento identico ma sin dall’inizio in contante che costituisce il termine di riferimento pertinente.
(172)
Pertanto, in assenza di (ulteriori) vantaggi fiscali HLB deve pagare solo la remunerazione per il rischio cui FHH espone il proprio patrimonio trasferito in forma di conferimento tacito, ossia la remunerazione per la funzione di garanzia espressa in punti base al di sopra del tasso di interesse di riferimento pertinente.
(173)
Come già esposto in precedenza, tra il 1993 e il 1996 (compreso) il conferimento tacito non era riconosciuto come fondi propri di base a fini di vigilanza.
(174)
Nella decisione 2000/392/CE la Commissione aveva imposto un tasso di base dello 0,3 %, al lordo delle imposte, per l’importo iscritto a bilancio ma non utilizzabile a copertura dell’attività esercitata in concorrenza con altri operatori. Un’ulteriore maggiorazione dello 0,3 % era stata applicata per via dell’entità dell’importo in questione e dell’assenza di un termine di scadenza (cfr. punto 144).
(175)
Anche per il conferimento tacito, a differenza che nel caso di WestLB la Commissione non ritiene giustificata per HLB una maggiorazione considerata l’entità notevolmente più modesta di tale conferimento. Trattandosi di casi per il resto comparabili, la Commissione applica anche in questo caso un tasso dello 0,3 % annuo (al lordo delle imposte) come remunerazione adeguata per la funzione di garanzia del capitale dal 1o gennaio 1993, data dell’iscrizione in bilancio, alla data del riconoscimento da parte del BAKred (cfr. anche punto 45). Dato che la remunerazione dell’intero conferimento tacito è deducibile fiscalmente come spesa operativa e si differenzia pertanto, anche sotto questo aspetto, dal trattamento fiscale della remunerazione di cui alla decisione 2000/392/CE, questa maggiorazione deve essere intesa come tasso al lordo delle imposte, che può essere fatto valere per il suo intero ammontare come spesa operativa.
(176)
Da quanto precede risulta che la remunerazione del conferimento tacito di […] milioni di DEM […] pari al [massimo 10 %] era decisamente eccessiva.
f) Cessazione del trattamento favorevole
(177)
La Germania ha spiegato che con la fusione tra HLB e LSH, da cui è derivata il 2 giugno 2003 HSH Nordbank AG («HSH»), le quote di WK ricevute da HLB sono state ritrasferite a FHH.
(178)
In tal modo, a partire dal 2 giugno 2003 la banca non può più utilizzare il patrimonio speciale a sostegno delle attività a rischio esercitate in regime di concorrenza oppure come garanzia.
(179)
Per la Commissione è pertanto accertato che il trattamento favorevole oggetto della presente indagine è cessato il 2 giugno 2003 con lo scorporo del patrimonio speciale.
g) Elemento di aiuto
(180)
Sulla base dei metodi di calcolo, degli elementi di remunerazione e dei tassi di remunerazione per le varie forme di capitale trasferito che sono stati esposti in precedenza si giunge agli importi riportati nella tabella di cui al punto 183, che rappresentano la remunerazione adeguata che avrebbe dovuto essere versata per i singoli elementi ed anni.
(181)
Da essa vanno dedotti gli importi che all’epoca dell’investimento erano già stati pattuiti come elementi della remunerazione. Secondo la Commissione, si tratta soltanto della remunerazione del conferimento tacito pari a […] milioni di DEM […]. Altre componenti, come i dividendi pagati indicati dalla Germania, non possono essere considerate. Come già spiegato (cfr. punto 110), in base al principio dell’investitore operante in un’economia di mercato, i pagamenti di dividendi e/o gli incrementi di valore che si verificano dopo l’investimento non sono infatti rilevanti.
(182)
La Commissione è tuttavia dell’avviso che, nonostante le differenze tra i due strumenti di capitale, considerato che il trasferimento del 1993 da parte di FHH ha la forma di un pacchetto globale, è possibile conteggiare la remunerazione eccessiva pattuita per il conferimento tacito come remunerazione versata per il progetto di investimento globale. Pertanto la remunerazione eccessiva può essere considerata come remunerazione per la riserva di capitale. Deve tuttavia essere convertita in un valore al netto delle imposte, aspetto lasciato aperto nell’accordo tra le parti.
(183)
Di conseguenza l’elemento di aiuto può essere scomposto come segue (39):
Tabella 1
Calcolo dell'elemento di aiuto - HLB (in milioni di DEM)
(5 mesi)
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
Importo del conferimento tacito a disposizione di HLB
300,0
300,0
300,0
300,0
300,0
300,0
300,0
300,0
300,0
300,0
300,0
remunerazione da pagare (1,29 %)
3,9
3,9
3,9
3,9
3,9
3,9
1,6
commissione di garanzia da pagare (0,3 %)
0,9
0,9
0,9
0,9
importo pagato
30,0
30,0
30,0
30,0
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
pagamento in eccesso (= imputabile alla riserva di capitale)
29,1
29,1
29,1
29,1
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
imposta sulle società
50,00 %
50,00 %
50,00 %
50,00 %
50,00 %
50,00 %
50,00 %
50,00 %
50,00 %
50,00 %
50,00 %
meno imposte
-14,6
-14,6
-14,6
-14,6
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
pagamento eccessivo computabile al netto delle imposte
14,6
14,6
14,6
14,6
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
Importo della riserva di capitale a disposizione di HLB derivante dal trasferimento di quote di WK del 1993
659,4
659,4
659,4
659,4
659,4
659,4
659,4
659,4
659,4
659,4
659,4
riconosciuto definitivamente dal BAKred
0,0
0,0
0,0
0,0
659,4
659,4
659,4
659,4
659,4
659,4
659,4
di cui non utilizzabile a fini di copertura di attivi di rischio per via di computo a fini di GS I
0,0
0,0
0,0
0,0
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
di cui utilizzato/utilizzabile a fini di copertura di attivi (dal 1997)
182,9
435,6
255,1
208,3
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
di cui non utilizzato/non utilizzabile a fini di copertura di attivi (dal 1997)
476,5
223,7
404,2
451,1
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
remunerazione da pagare (6,57 %)
12,0
28,6
16,8
13,7
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
commissione di garanzia da pagare (0,15 %)
0,7
0,3
0,6
0,7
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
remunerazione totale da pagare
12,7
29,0
17,4
14,4
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
pagamento eccessivo del conferimento tacito computabile
14,6
14,6
14,6
14,6
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
elemento di aiuto
-1,9
14,4
2,8
-0,2
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
[...]
(184)
L’elemento di aiuto, equivalente alla differenza tra i pagamenti effettivi e i pagamenti corrispondenti alle condizioni di mercato, è pari ad un importo di 177,5 milioni di DEM (90,75 milioni di EUR).
2.2. Distorsione della concorrenza ed effetti sugli scambi tra gli Stati membri
(185)
La liberalizzazione dei servizi finanziari e l’integrazione dei mercati finanziari hanno reso l’attività bancaria all’interno della Comunità sempre più sensibile alle distorsioni della concorrenza. Tale sviluppo si è ulteriormente intensificato con l’Unione economica e monetaria, grazie alla quale stanno scomparendo i residui ostacoli alla concorrenza sui mercati dei servizi finanziari.
(186)
HLB, l’impresa beneficiaria, era attiva sia a livello regionale, sia a livello internazionale. HLB si definiva banca commerciale universale, che operava, ed ora opera come HSH Nordbank, a livello internazionale soprattutto nel settore dei finanziamenti alla cantieristica. Nonostante il nome, la tradizione, la missione assegnatale dalla legge, HLB non è stata fino al 2003 in alcun modo solo una banca locale o regionale.
(187)
Da ciò si desume chiaramente che HLB offriva i propri servizi bancari in concorrenza con altre banche europee al di fuori della Germania e - dato che le banche di altri paesi europei operano in Germania - all’interno della Germania.
(188)
Va inoltre ricordato il legame molto stretto esistente tra i fondi propri di un istituto di credito e le sue attività bancarie. Solo sulla base di sufficienti fondi propri riconosciuti una banca può operare ed espandere la sua attività commerciale. Dato che la misura statale ha fornito a HLB fondi propri per rispettare i requisiti di solvibilità, essa ha direttamente influenzato le possibilità commerciali della banca.
(189)
È ovvio pertanto che l’aiuto concesso a HLB determina distorsioni della concorrenza e incide sugli scambi tra gli Stati membri.
2.3. Conclusione
(190)
Sulla base delle considerazioni che precedono si può affermare che tutti i criteri dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE sono soddisfatti, e che di conseguenza il trasferimento del patrimonio speciale comporta un aiuto di Stato ai sensi del predetto articolo.
3. COMPATIBILITÀ CON IL MERCATO COMUNE
(191)
Si deve inoltre esaminare se l’aiuto possa essere considerato compatibile con il mercato comune. Nessuna delle deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 2, del trattato CE è applicabile. L’aiuto non ha carattere sociale, non è concesso a singoli consumatori, non è destinato ad ovviare ad un danno arrecato da calamità naturali o da eventi eccezionali, né a compensare svantaggi economici provocati dalla divisione della Germania.
(192)
Dato che l’aiuto non ha un obiettivo regionale - non è destinato né a favorire lo sviluppo economico di regioni dove il tenore di vita sia anormalmente basso oppure in cui si abbia una grave forma di sottooccupazione né ad agevolare lo sviluppo di talune regioni economiche - non sono applicabili né l’articolo 87, paragrafo 3, lettera a), né l’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, per quanto riguarda la dimensione regionale di quest’ultimo. L’aiuto non è destinato neanche a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo. Chiaramente, l’aiuto non è neanche destinato a promuovere la cultura o la conservazione del patrimonio.
(193)
Dato che quando la misura venne decisa non era in gioco la sopravvivenza economica di HLB, non si pone la questione se il fallimento di un unico grande ente creditizio come HLB avrebbe potuto causare una crisi generale del settore bancario tedesco, il che avrebbe potuto eventualmente giustificare, ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera b), del trattato CE, un aiuto volto a porre rimedio ad un grave turbamento dell’economia tedesca.
(194)
Ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, l’aiuto può essere considerato compatibile con il mercato comune se agevola lo sviluppo di talune attività economiche. Ciò potrebbe in linea di principio applicarsi anche agli aiuti alla ristrutturazione nel settore bancario. Tuttavia, nel caso di specie, non sono soddisfatte le condizioni per l’applicazione di questa disposizione di deroga. HLB non era un’impresa in difficoltà che bisognasse aiutare a recuperare l’efficienza economica con aiuti di Stato.
(195)
In linea di principio, l’articolo 86, paragrafo 2, del trattato CE, il quale consente, a determinate condizioni, deroghe alle disposizioni del trattato in materia di aiuti di Stato, è applicabile anche al settore dei servizi finanziari. Ciò è stato confermato dalla Commissione nella sua relazione sui servizi di interesse economico generale nel settore bancario (40). Le condizioni formali nel caso in esame non sono soddisfatte, né la Germania vi ha fatto riferimento.
(196)
Dato che non trova applicazione nessuna delle deroghe al divieto fondamentale degli aiuti di Stato di cui all’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, l’aiuto in questione non può essere considerato compatibile con il trattato. Il conferimento di quote di WK a HLB avvenuto il 1o gennaio 1993 non è un aiuto esistente.
(197)
Né si può considerare che il trasferimento del 1o gennaio 1993 sia coperto dalla Anstaltslast e dalla Gewährträgerhaftung.
(198)
La Gewährträgerhaftung è una garanzia offerta ai creditori qualora, in caso di inadempimento, il patrimonio della banca non sia sufficiente per soddisfare i loro crediti, e non ha pertanto nulla a che vedere con il caso all’esame. L’apporto di capitale non era inteso a soddisfare i creditori di HLB né il patrimonio di HLB era esaurito.
(199)
Non ricorrono neanche le condizioni perché l’aiuto rientri nella fattispecie dell’Anstaltslast. L’Anstaltslast impone agli enti proprietari di fornire a HLB le risorse di cui necessita per funzionare adeguatamente finché intendano mantenerla in attività. Tuttavia, al momento dell’apporto del capitale, HLB non era in condizioni tali da non poter operare regolarmente. Pertanto, l’apporto di capitale non era necessario per assicurare l’ordinato svolgimento dell’attività di HLB. Questo consapevole calcolo economico da parte del Land, nella sua qualità di comproprietario, consentiva inoltre a HLB di sfruttare nuove opportunità commerciali nel quadro dell’attività esercitata in regime di concorrenza. Il requisito della necessità proprio dell’Anstaltslast non è presente in una decisione economica normale come quella adottata dal Land. Non essendo possibile applicare nessun altro regime di aiuti esistente a norma dell’articolo 87, paragrafo 1, e dell’articolo 88, paragrafo 1, del trattato CE, l’apporto di capitale in questione deve pertanto essere considerato come nuovo aiuto ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, e dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
IX. CONCLUSIONI
(200)
Poiché il periodo limite di cui all’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio è scaduto, l’aiuto che potrebbe essere derivato dal trasferimento delle quote di WK in data 1o gennaio 1986 non può più essere recuperato e deve essere considerato come aiuto esistente ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 3, di tale regolamento.
(201)
L’aiuto derivato dal conferimento delle quote di WK avvenuto in data 1o gennaio 1993 non può essere considerato compatibile con il mercato comune né ai sensi dell’articolo 87, paragrafi 2 o 3, del trattato CE, né a norma di qualsiasi altra disposizione del trattato CE. Pertanto, l’aiuto è dichiarato incompatibile con il mercato comune, deve essere soppresso e la Germania è tenuta a recuperare l’elemento di aiuto della misura illegale,
HA ADOTTATO LA SEGUENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’aiuto di Stato al quale la Germania ha dato esecuzione in favore della Hamburgische Landesbank - Girozentrale, ora HSH Nordbank AG, per un importo totale di 90,75 milioni di EUR nel periodo dal 1o gennaio 1993 al 1o giugno 2003, è incompatibile con il mercato comune.
Articolo 2
La Repubblica federale di Germania prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare dall’impresa beneficiaria l’aiuto di cui all’articolo 1, già posto illegalmente a sua disposizione.
Articolo 3
Il recupero viene eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto interno a condizione che queste consentano l’esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione.
L’aiuto da recuperare comprende gli interessi, che decorrono dalla data in cui l’aiuto è divenuto disponibile per il beneficiario fino alla data del recupero.
Gli interessi sono calcolati conformemente alle disposizioni del capo V del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione (41).
Articolo 4
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, la Germania informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi, utilizzando il modulo riportato in allegato.
Articolo 5
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 20 ottobre 2004.

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