Document ID: 32002D0743

Decisione della Commissione
del 14 agosto 2002
che modifica la decisione 97/634/CE che accetta gli impegni offerti in relazione ai procedimenti antidumping e antisovvenzioni nei confronti delle importazioni di salmone dell'Atlantico di allevamento originario della Norvegia
(2002/743/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2238/2000(2), in particolare l'articolo 8,
visto il regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea(3), in particolare l'articolo 13,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. FASI PRECEDENTI DEL PROCEDIMENTO
(1) Il 31 agosto 1996, la Commissione ha annunciato, con due avvisi distinti pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, l'apertura di un procedimento antidumping(4) e di un procedimento antisovvenzioni(5) relativo alle importazioni di salmoni dell'Atlantico d'allevamento ("il prodotto in questione") originari della Norvegia.
(2) Al termine dei suddetti procedimenti, nel settembre 1997 sono stati istituiti, con i regolamenti (CE) n. 1890/97(6) e (CE) n. 1891/97(7) del Consiglio, dazi antidumping e dazi compensativi per eliminare gli effetti pregiudizievoli del dumping e delle sovvenzioni.
(3) Contemporaneamente, con decisione 97/634/CE(8), modificata da ultimo dalla decisione 2002/157/CE(9), la Commissione ha accettato gli impegni di 190 esportatori norvegesi. Le importazioni nella Comunità del prodotto in questione esportato da queste società sono state pertanto esentate dai suddetti dazi antidumping e dazi compensativi.
(4) I regolamenti (CE) n. 1890/97 e (CE) n. 1891/97 sono stati poi sostituiti dal regolamento (CE) n. 772/1999(10), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 322/2002(11), in seguito alla modifica della forma del dazio.
(5) Sulla base di indicazioni secondo le quali le misure in vigore non avrebbero conseguito i risultati voluti, nel febbraio 2002 è stato avviato un riesame intermedio delle misure ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 384/96 ("il regolamento antidumping di base") e dell'articolo 19, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2026/97 ("il regolamento antisovvenzioni di base")(12).
(6) Avendo motivo di sospettare che alcune società non rispettassero i termini dei loro impegni, con regolamento (CE) n. 452/2002(13) ("il regolamento relativo alla registrazione"), e ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento antidumping di base e dell'articolo 16, paragrafo 4, del regolamento antisovvenzioni di base, la Commissione ha disposto la registrazione delle importazioni provenienti da tutte le società norvegesi che avevano assunto impegni. La durata del regolamento relativo alla registrazione è stata prorogata con regolamento (CE) n. 1008/2002 della Commissione(14). Pertanto, nel caso in cui venga accertata la violazione o la revoca di un impegno, i dazi sulle merci immesse in libera pratica nella Comunità possono essere riscossi retroattivamente a decorrere dalla data della violazione o della revoca dell'impegno.
B. VIOLAZIONE DEGLI IMPEGNI
1. Obblighi delle società che hanno assunto impegni
(7) Gli impegni offerti dalle società norvegesi impongono loro, tra l'altro, di esportare il prodotto in questione nella Comunità a prezzi non inferiori ai livelli minimi fissati negli impegni stessi. Questi prezzi minimi all'importazione, che eliminano gli effetti pregiudizievoli del dumping, si applicano alle diverse "presentazioni" o categorie del prodotto in questione (ad esempio, "presentazione b" - "eviscerato, non decapitato"). I prezzi minimi all'importazione prevedono una certa flessibilità che consente agli esportatori di effettuare alcune esportazioni del prodotto in questione a prezzi inferiori al prezzo minimo all'importazione (ossia fino all'85 % del prezzo minimo all'importazione), purché la media ponderata dei prezzi di vendita netti della presentazione in questione praticati per tutte le operazioni del trimestre sia uguale o superiore al prezzo minimo all'importazione.
(8) Gli impegni offerti dalle società norvegesi comportano inoltre l'obbligo di fornire alla Commissione informazioni periodiche e dettagliate, sotto forma di relazione trimestrale, sulle loro vendite alla Comunità (o sulle rivendite a qualsiasi parte collegata all'interno della Comunità) di salmone dell'Atlantico d'allevamento. In conformità della clausola E.10 degli impegni, dette relazioni devono pervenire alla Commissione entro 30 giorni dalla fine di ciascun trimestre.
(9) A norma dell'articolo 8, paragrafo 7, del regolamento antidumping di base, la Commissione organizza periodicamente visite di verifica presso le società selezionate onde stabilire la veridicità e l'esattezza delle informazioni contenute nelle relazioni trimestrali.
2. Nordic Group ASA
(10) Durante la visita effettuata presso la Nordic Group ASA (impegno n. 1/111, codice addizionale TARIC 8217 ), si è riscontrato che, per un trimestre del 2001, la media ponderata dei prezzi di vendita netti della "presentazione b" di salmone era nettamente inferiore al prezzo minimo all'importazione fissato nella clausola C.3 dell'impegno.
(11) Poiché l'impegno è stato violato, la società è stata informata dei fatti e delle considerazioni essenziali sulla base dei quali la Commissione ritiene opportuno revocare l'accettazione del suo impegno e di quello di una società collegata (cfr. il considerando 18) e raccomandare l'istituzione di dazi antidumping e compensativi definitivi. Alla società è stato concesso un periodo di tempo per formulare, oralmente o per iscritto, le proprie osservazioni, di cui si è tenuto debitamente conto.
(12) Pur non negando che la media ponderata dei prezzi di vendita della "presentazione b" di salmone era inferiore, nel trimestre in questione, al livello del prezzo minimo all'importazione, la Nordic Group ASA ha tuttavia invocato circostanze attenuanti. Essa ha dichiarato che i dipendenti della Nordic Group ASA avevano ricevuto istruzioni verbali in merito all'impiego della clausola di "flessibilità del 15 %" relativa all'impegno sul salmone (cfr. il considerando 7) ed erano tenuti in particolare a garantire che le vendite ad un cliente effettuate a prezzi inferiori al prezzo minimo all'importazione fossero compensate da vendite a prezzi superiori a tale prezzo minimo. A questo proposito, si è affermato che un dipendente ha volontariamente disatteso tali istruzioni tra gennaio e marzo 2001 provocando così la violazione dell'impegno. Il dipendente in questione non solo ha venduto il salmone a prezzi che non consentivano di rispettare il prezzo minimo all'importazione trimestrale, ma ha anche rilasciato note di accredito in contrasto con le istruzioni della società. La Nordic Group ASA ha quindi obiettato che l'azione di questa persona era sfuggita al controllo della società e che la violazione era imputabile a una causa di forza maggiore.
(13) La società ha dichiarato inoltre di aver incominciato a sospettare delle azioni del dipendente in questione all'inizio del 2001, dopo aver constatato margini sorprendentemente bassi per le vendite nello Stato membro di cui la persona era responsabile. Il dipendente è stato pertanto convocato e posto sotto "sorveglianza amministrativa" da metà febbraio al 31 marzo 2001, data in cui ha definitivamente lasciato la società. Si è stabilito, tuttavia, che durante tale periodo di sorveglianza amministrativa, il dipendente ha continuato ad effettuare vendite nella Comunità a prezzi che hanno contribuito a far scendere il prezzo medio per quel periodo al di sotto del prezzo minimo all'importazione.
(14) La società ritiene di non poter essere considerata responsabile delle azioni del proprio dipendente per quanto riguarda il mancato rispetto del prezzo minimo all'importazione nel trimestre in questione. La Commissione non condivide tale opinione poiché ritiene che, di norma, una società sia responsabile delle azioni dei suoi dipendenti. Nella fattispecie, la società ha riscontrato problemi legati ai suoi prezzi di vendita all'inizio del trimestre, ha convocato la persona in questione e l'ha posta sotto sorveglianza. Ciononostante, essa ha continuato ad effettuare le vendite a prezzi non conformi all'impegno assunto e non è pertanto possibile accettare l'invocazione della causa di forza maggiore.
(15) È stato inoltre affermato che dovrebbe ragionevolmente esistere una relazione tra i provvedimenti presi dalle istituzioni comunitarie nell'ambito dell'attuale sistema di impegni sui prezzi per il salmone atlantico d'allevamento originario della Norvegia e gli obiettivi di tali misure. A questo proposito, si è sostenuto che si trattava "... probabilmente di un caso isolato ...", specifico alla Nordic Group ASA, e che era improbabile che una situazione del genere si ripetesse nell'industria del salmone. La società ha sostenuto pertanto che se la Commissione non avesse sanzionato la violazione dell'impegno sui prezzi, non ne sarebbe conseguito un peggioramento dei prezzi di mercato in generale e quindi dell'efficacia del sistema degli impegni in vigore per il prodotto in questione.
(16) La Commissione non condivide questo punto di vista e ritiene che, avendo offerto un impegno individuale, la società in questione sia tenuta ad osservare tale impegno e a prendere le misure necessarie per garantirne il rispetto. Il sistema collettivo di impegni può funzionare, infatti, soltanto se ciascuna società rispetta gli impegni assunti a titolo individuale (o ne accetta la revoca in caso di violazione). Inoltre, viste la natura e la trasparenza del mercato comunitario del salmone, non si ritiene esatta l'argomentazione della Nordic Group ASA secondo la quale il fatto che un'unica società effettui le proprie vendite a prezzi inferiori al prezzo minimo all'importazione non avrebbe complessivamente ripercussioni sui prezzi di mercato.
(17) Le argomentazioni presentate dalla società non modificano il parere iniziale della Commissione, secondo cui l'impegno è stato violato, poiché la società non è riuscita a dimostrare che la violazione era dovuta a causa di forza maggiore. La questione della proporzionalità non ha comunque alcuna attinenza con la decisione di istituire un dazio, poiché qualsiasi violazione dell'impegno costituisce un motivo sufficiente per revocarne l'accettazione.
(18) Si osserva inoltre che la Nordic Group ASA è proprietaria al 100 % di una filiale in Norvegia, la Northern Seafood A/S, la quale ha offerto un impegno accettato dalla Commissione (impegno n. 1/121, codice addizionale TARIC 8307 ). Per garantire l'efficacia delle misure da adottare nei confronti di una società che ha manifestamente violato un impegno sui prezzi, ed impedirle in futuro di effettuare semplicemente le proprie esportazioni attraverso la sua società collegata che ha assunto un impegno, si ritiene opportuno revocare l'accettazione degli impegni della società in questione e delle sue società collegate ed istituire dazi antidumping e dazi compensativi nei loro confronti. Tale decisione è stata comunicata alla Nordic Group ASA, che non ha presentato osservazioni al riguardo.
(19) Alla luce di quanto precede, i nomi delle società Nordic Group ASA e Northern Seafood A/S vanno depennati dall'allegato della decisione 97/634/CE, in cui sono elencate le società i cui impegni sono stati accettati.
3. Norexport A/S, Nor-Fa Fish AS e Norfra Eksport A/S
(20) Si è constatato altresì che la media ponderata dei prezzi di vendita medi della "presentazione b" di salmone venduta nella Comunità durante alcuni trimestri del 2001 da altre tre società norvegesi, Norexport A/S (impegno n. 1/113, codice addizionale TARIC 8223 ), Nor-Fa Fish AS (impegno n. 1/191, codice addizionale TARIC 8102 ) a Norfra Eksport A/S (impegno n. 1/116, codice addizionale TARIC 8229 ) era inferiore al prezzo minimo all'importazione stabilito nella clausola C.3 dei loro impegni.
(21) Essendo risultato che gli impegni erano stati violati, le società sono state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali la Commissione avrebbe potuto revocare l'accettazione dei loro impegni ("valutazione preliminare") e istituire dazi antidumping e dazi compensativi definitivi al loro posto. Alle società è stato inoltre concesso un periodo di tempo entro il quale formulare osservazioni oralmente e per iscritto, ma soltanto una di esse ha presentato osservazioni e ha chiesto di essere sentita.
(22) Nel corso dell'audizione, la società ha confermato che la media ponderata del prezzo di vendita della "presentazione b" di salmone durante il trimestre in questione era inferiore al livello del prezzo medio all'importazione. Essa ha invocato, tuttavia, circostanze attenuanti, sostenendo che anche i prezzi dei concorrenti norvegesi sarebbero stati inferiori ai prezzi minimi all'importazione e che essa non aveva altra scelta per vendere il suo prodotto nella Comunità.
(23) Il fatto che altre società possano violare i loro impegni non autorizza una società a non rispettare il proprio impegno. La società in questione ha quindi violato l'impegno assunto.
(24) Per quanto riguarda le altre due società che hanno ricevuto informazioni preliminari, una ha confermato di aver venduto il salmone a prezzi inferiori ai prezzi minimi all'importazione mentre l'altra non ha risposto.
(25) Si è ritenuto pertanto che gli impegni fossero stati violati e le tre società sono state quindi informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali la Commissione intendeva revocare l'accettazione degli impegni e raccomandare l'istituzione di dazi antidumping e dazi compensativi definitivi nei loro confronti ("comunicazione definitiva"). In seguito alla comunicazione definitiva non sono stati presentati nuovi fatti o osservazioni di natura giuridica.
(26) I nomi delle società Norexport A/S, Nor-Fa Fish AS e Norfra Eksport A/S vanno pertanto depennati dall'allegato della decisione 97/634/CE, in cui sono elencate le società i cui impegni sono stati accettati.
4. Sangoltgruppa A/S
(27) Per un trimestre del 2001, un'altra società norvegese, Sangoltgruppa A/S (impegno n. 1/151, codice addizionale TARIC 8262 ) non ha presentato la sua relazione sulle vendite entro il termine stabilito. È opportuno sottolineare che subito prima del termine fissato per la presentazione della relazione, la Commissione aveva comunicato via fax alla società di non averla ricevuta.
(28) Essendo risultato che l'impegno era stato violato, la società è stata informata dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali la Commissione avrebbe potuto revocare l'accettazione dell'impegno e raccomandare l'istituzione di dazi antidumping e dazi compensativi definitivi nei suoi confronti ("comunicazione delle informazioni preliminari"). Alla società è stato inoltre concesso un periodo di tempo entro il quale formulare osservazioni al riguardo, oralmente e per iscritto.
(29) È stato dichiarato per iscritto che la società aveva cambiato proprietario e che i nuovi proprietari non si erano resi conto di essere tenuti a presentare una relazione sulle loro vendite. Tuttavia, non è stato dimostrato in alcun modo che la presentazione tardiva della relazione fosse imputabile a fattori che sfuggivano al controllo della società. Si è ritenuto pertanto che la società Sangoltgruppa A/S non avesse preso misure sufficienti per garantire il rispetto dell'impegno e che questo fosse stato quindi violato.
(30) La società è stata informata dei fatti e delle considerazioni essenziali sulla base dei quali la Commissione intendeva revocare l'accettazione dell'impegno (comunicazione finale) e raccomandare l'istituzione di dazi antidumping e di dazi compensativi definitivi nei suoi confronti. Alla società è stato inoltre concesso un ulteriore periodo di tempo entro il quale formulare le proprie osservazioni sulle informazioni comunicate.
(31) La società ha ribadito di essere stata venduta nel 2001 dal suo proprietario ("società A") a un'altra società norvegese ("società B"). Sempre nel 2001, la Sangoltgruppa A/S è stata rivenduta a un'altra società ("società C"), collegata alla società A.
(32) Dato che la Sangoltgruppa A/S apparteneva alla società A quando non ha presentato la relazione entro i termini stabiliti e che tale violazione si è verificata prima che essa venisse acquistata dall'attuale proprietario, la società ha sostenuto che il nuovo proprietario non avrebbe dovuto perdere il beneficio dell'impegno a causa del mancato rispetto di questo da parte del proprietario precedente. A questo proposito, la società ha citato il caso presentato al Gruppo speciale OMC e all'Organo d'appello dell'OMC (USA - dazi compensativi sull'acciaio al bismuto originario del Regno Unito, WT/DS138/R, 23 dicembre 1999) riguardo al quale, si sosteneva, le Comunità europee avevano assunto una posizione che contrastava con quella prevista nel caso della Sangoltgruppa A/S.
(33) A questo proposito, è opportuno rammentare che era stato accettato l'impegno sui prezzi in questione offerto dalla società a responsabilità limitata Sangoltgruppa A/S, che ha personalità giuridica, e non dalle società A, B o C. Infatti, benché in campo commerciale sia del tutto normale che una società a responsabilità limitata cambi proprietario con l'acquisto o la vendita di partecipazioni nella società da parte di diversi azionisti, la personalità giuridica della società resta immutata nonostante le modifiche dell'azionariato. È quindi la persona giuridica "Sangoltgruppa A/S" che ha l'obbligo di rispettare l'impegno, a prescindere dall'identità degli azionisti della società in un determinato periodo. Per quanto riguarda l'argomentazione secondo la quale questa impostazione sarebbe incompatibile con le argomentazioni presentate dalle Comunità europee nel suddetto caso dell'OMC, va rammentato che il caso in questione riguardava la concessione di un aiuto a una società pubblica nazionalizzata, prima della sua vendita al settore privato. Le Comunità europee avevano sostenuto che un acquirente privato che acquisti una società ad un equo valore di mercato non beneficia in alcun modo dell'aiuto precedentemente concesso al venditore e che qualsiasi flusso di benefici istituito per ripartire il vantaggio concesso al proprietario precedente viene meno. Ne consegue l'infondatezza di qualsiasi confronto tra tali circostanze e quelle in cui si sono verificati il cambio di proprietà della Sangoltgruppa A/S e il mancato rispetto dell'impegno.
(34) Va inoltre sottolineato che se si ritenesse valida l'argomentazione della società, si riconoscerebbe che il cambiamento di proprietà della Sangoltgruppa A/S, pur non modificando la ragione sociale, sarebbe stato tale da comportare modifiche sostanziali che inciderebbero chiaramente sulle considerazioni che avevano determinato inizialmente l'accettazione degli impegni. Conformemente alla prassi corrente della Commissione in materia, e sebbene non sia stata modificata la ragione sociale, in base a una siffatta conclusione la cosiddetta "nuova" società (nuova in quanto appartenente a un nuovo proprietario) non potrebbe probabilmente conservare l'impegno precedentemente accettato dalla Commissione, un risultato che probabilmente la Sangoltgruppa A/S non approverebbe.
(35) La società ha poi sostenuto che in base alla formulazione dell'impegno, la Commissione non è obbligata a istituire dazi antidumping e dazi compensativi ogniqualvolta si riscontri una violazione di natura formale, come nella fattispecie, ed ha potere discrezionale al riguardo. Essa ha obiettato inoltre che trattandosi di una violazione "non grave" e dato che "tale violazione della procedura non aveva danneggiato l'industria comunitaria", la Commissione avrebbe dovuto esercitare il proprio potere discrezionale e non istituire dazi, poiché un'azione del genere risulterebbe punitiva.
(36) Va sottolineato innanzitutto che, conformemente all'articolo 8, paragrafo 7, del regolamento antidumping di base e dell'articolo 13, paragrafo 7, del regolamento antisovvenzioni di base, l'inadempienza dell'obbligo di fornire informazioni pertinenti (ad esempio l'inosservanza di qualsiasi requisito in materia di presentazione di relazioni) "... viene considerata una violazione degli impegni stessi". Inoltre, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 9, del regolamento antidumping di base e dell'articolo 13, paragrafo 9, del regolamento antisovvenzioni di base, "in caso di violazione ... di un impegno, può essere imposto un dazio definitivo ...". Si ritiene che tali articoli sottolineino di per sé l'importanza dell'obbligo di presentare relazioni. Tale aspetto è messo ulteriormente in rilievo dalla formulazione chiara e precisa degli impegni stessi, in cui è indicato l'obbligo di presentare relazioni.
(37) In questo caso, tuttavia, sebbene non sia stato contestato il fatto che Sangoltgruppa A/S ha presentato la relazione sulle vendite dopo il termine ultimo fissato e benché la società abbia invocato la causa di forza maggiore, non sono stati forniti elementi di prova per dimostrare che la presentazione tardiva della relazione in questione era dovuta a fattori che sfuggivano al controllo della società. Si ritiene pertanto che non siano state soddisfatte le condizioni di applicazione del criterio di causa di forza maggiore.
(38) La Commissione non condivide l'opinione secondo la quale le violazioni formali (derivanti dall'inadempienza dell'obbligo di presentare relazioni) sarebbero meno importanti delle violazioni dell'impegno sui prezzi. In particolare, in un procedimento di questo genere in cui sono contemporaneamente in vigore numerosi impegni individuali sui prezzi, è essenziale che tutte le parti interessate presentino tempestivamente relazioni sugli impegni in debita forma, per garantire l'efficacia del controllo della Commissione. In tali circostanze, il rispetto delle formalità in materia di presentazione delle relazioni deve essere considerato parte integrante degli obblighi principali degli impegni, dato che tali formalità non intendono soltanto semplificare le procedure amministrative, ma sono indispensabili anche per il corretto funzionamento di tutto il sistema degli impegni.
(39) Ne consegue che, per quanto riguarda la questione dell'eventuale danno arrecato all'industria comunitaria dalla società in questione, poiché le violazioni di carattere formale compromettono l'efficacia del sistema degli impegni (un sistema istituito espressamente per difendere i produttori comunitari di salmone dagli effetti pregiudizievoli del dumping e delle sovvenzioni), la Commissione deve ritenere che la violazione danneggi tali produttori. In ogni caso, la presunta gravità della violazione o delle sue ripercussioni sui produttori comunitari non ha alcun rapporto con la decisione di istituire un dazio, poiché qualsiasi violazione dell'impegno costituisce un motivo sufficiente per revocarne l'accettazione.
(40) Per quanto riguarda il presunto carattere "punitivo" della reintroduzione dei dazi, si rammenta che gli impegni dovrebbero sortire i medesimi effetti dei dazi, eliminando gli effetti pregiudizievoli del dumping o delle sovvenzioni. La reintroduzione dei dazi in caso di violazione di un impegno non rappresenta quindi una "punizione" ma un mezzo per ripristinare e garantire l'efficacia delle misure antidumping e compensative inizialmente istituite.
(41) Nelle sue osservazioni, la società ha fatto riferimento anche alle misure della decisione 2002/157/CE(15), con cui la Commissione ha accettato un nuovo impegno offerto da una società norvegese (Gje-Vi AS), il cui impegno iniziale era stato ritirato nel 1998, e al regolamento (CE) n. 322/2002 del Consiglio(16), che esentava detta società dai dazi antidumping e dai dazi compensativi.
(42) È stato obiettato che le circostanze che avevano motivato l'accettazione del nuovo impegno offerto da tale società (tra l'altro, il cambiamento della situazione, una diversa struttura della gestione interna e nessun motivo di ritenere che la medesima violazione si sarebbe ancora verificata in caso di accettazione di un nuovo impegno) rispecchiano la situazione della Sangoltgruppa A/S dopo l'ultimo cambiamento di proprietà. In virtù di queste presunte analogie, è stato affermato che non era necessario revocare l'accettazione dell'impegno offerto dalla Sangoltgruppa A/S.
(43) A questo proposito, si rammenta che la Gje-Vi AS aveva chiesto un riesame provvisorio parziale conformemente all'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento antidumping di base e all'articolo 19, paragrafo 1, del regolamento antisovvenzioni di base, e che la decisione della Commissione in merito all'opportunità di accettare un altro impegno di tale società si è basata sulle conclusioni, verificate, di tale riesame. Inoltre, quando il riesame in questione è stato avviato, erano trascorsi più di tre anni dalla revoca dell'accettazione dell'impegno iniziale, e la società era stata in grado di dimostrare che la situazione era cambiata e che essa aveva introdotto nuovi controlli di gestione, ecc. [cfr. i considerando 10 e seguenti del regolamento (CE) n. 322/2002].
(44) Nel caso di Sangoltgruppa A/S, non è stato effettuato alcun riesame del genere, e dal momento della violazione non è trascorso un periodo di tempo ragionevole come previsto dai regolamenti antidumping e antisovvenzioni di base. Poiché la Commissione non è in grado di determinare il comportamento futuro della società, le sue argomentazioni al riguardo sono respinte.
(45) Il nome della società va pertanto depennato dall'allegato della decisione 97/634/CE.
5. Kr Kleiven & Co A/S, Seaco A/S e Mesan Holding AS
(46) Altre tre società norvegesi che avevano assunto impegni, Kr Kleiven & Co A/S (impegno n. 1/80, codice addizionale TARIC 8182 ), Seaco A/S (impegno n. 1/157, codice addizionale TARIC 8268 ) e Mesan Holding AS (impegno n. 1/194, codice addizionale TARIC A034) non hanno presentato le proprie relazioni sulle vendite per uno o più trimestri del 2001. Va sottolineato che subito prima del termine fissato per la presentazione delle relazioni, la Commissione aveva comunicato via fax a tutte le società di non averle ricevute.
(47) Essendo risultato che gli impegni erano stati violati, le società sono state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali la Commissione avrebbe potuto revocare l'accettazione dei loro impegni e raccomandare l'istituzione di dazi antidumping e dazi compensativi definitivi nei loro confronti. Alle società è stato inoltre concesso un periodo di tempo entro il quale formulare osservazioni al riguardo oralmente e per iscritto, ma nessuna di esse si è avvalsa di tale possibilità.
(48) In mancanza di prove contrarie, si ritiene che gli impegni siano stati violati e, pertanto, le società sono state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali la Commissione intendeva revocare l'accettazione dei loro impegni e raccomandare l'istituzione di dazi antidumping e di dazi compensativi definitivi nei loro confronti. Nessuna società ha inviato osservazioni al riguardo.
(49) Si ritiene pertanto opportuno revocare l'accettazione degli impegni di tali società ed istituire dazi antidumping e dazi compensativi definitivi nei confronti di queste. I nomi delle società Kr Kleiven & Co A/S, Seaco A/S e Mesan Holding AS vanno quindi depennati dall'allegato della decisione 97/634/CE.
6. Johan J. Helland A/S
(50) Un'altra società norvegese che aveva assunto un impegno, Johan J. Helland A/S (impegno n. 1/77, codice addizionale TARIC 8179 ) non ha presentato le proprie relazioni sulle vendite per un periodo del 2001 entro il termine stabilito.
(51) Essendo risultato che l'impegno era stato violato, la società è stata informata dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali la Commissione avrebbe potuto revocare l'accettazione dell'impegno e raccomandare l'istituzione di dazi antidumping e di dazi compensativi definitivi nei suoi confronti. Alla società è stato inoltre concesso un periodo di tempo entro il quale formulare osservazioni al riguardo, oralmente e per iscritto. Essa ha presentato osservazioni per iscritto ma non ha chiesto di essere sentita.
(52) La presentazione tardiva della relazione non è stata oggetto di contestazioni ma la società ha affermato che il ritardo era imputabile a problemi interni, senza tuttavia dimostrare con prove concrete che tali problemi erano dovuti a fattori che sfuggivano al suo controllo. L'impegno è stato pertanto violato.
(53) Si ritiene pertanto opportuno revocare l'accettazione degli impegni di tale società ed istituire dazi antidumping e dazi compensativi definitivi nei suoi confronti. Il nome della società Johan J. Helland A/S va quindi depennato dall'allegato della decisione 97/634/CE.
7. Oskar Einar Rydbeck
(54) Per consentire l'efficace controllo degli impegni accettati nel quadro delle misure, la clausola E.11 degli impegni obbliga le parti a "... cooperare fornendo tutte le informazioni ritenute necessarie dalla Commissione europea per garantire il rispetto dell'impegno ...".
(55) A questo proposito, la Commissione ritiene necessario aggiornare periodicamente i suoi dati riguardanti le parti norvegesi che hanno assunto impegni e qualsiasi relazione, diretta o indiretta, tra queste ed altre parti in Norvegia e/o nell'Unione europea.
(56) Un breve questionario è stato quindi inviato a tutte le parti che avevano assunto impegni per chiedere loro di fornire dettagli su tali relazioni. Tenuto conto dell'importanza di tali informazioni per la Commissione, le parti sono state chiaramente avvertite del fatto che la mancata comunicazione delle informazioni richieste entro il termine stabilito sarebbe stata considerata una violazione dell'impegno. In una situazione del genere, e in conformità dell'articolo 8, paragrafo 9, del regolamento antidumping di base e dell'articolo 13, paragrafo 9, del regolamento antisovvenzioni di base, le parti sono state avvertite del fatto che la Commissione avrebbe proposto di revocare l'accettazione dei loro impegni e di istituire al loro posto dazi antidumping e dazi compensativi.
(57) A questo proposito, Oskar Einar Rydbeck, un proprietario indipendente (impegno n. 1/198, codice addizionale TARIC A050) non ha presentato le informazioni richieste. Essendo risultato che l'impegno era stato violato, il signor Rydbeck è stato informato dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali la Commissione avrebbe potuto revocare l'accettazione del suo impegno e raccomandare l'istituzione di dazi antidumping e dazi compensativi definitivi nei suoi confronti. Gli è stato inoltre concesso un periodo di tempo entro il quale formulare osservazioni al riguardo, oralmente e per iscritto, ma egli non ha risposto.
(58) Poiché il sig. Rydbeck non ha dimostrato concretamente che la mancata presentazione delle informazioni ritenute necessarie dalla Commissione era dovuta a fattori che sfuggivano al suo controllo, l'impegno è stato violato. Egli è stato pertanto informato dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali la Commissione intendeva revocare l'accettazione del suo impegno e raccomandare l'istituzione di dazi antidumping e di dazi definitivi nei suoi confronti. Non è pervenuta tuttavia alcuna risposta.
(59) Si ritiene pertanto opportuno revocare l'accettazione degli impegni di tale esportatore ed istituire dazi antidumping e dazi compensativi definitivi nei suoi confronti. Il nome della società Oskar Einar Rydbeck va quindi depennato dall'allegato della decisione 97/634/CE.
(60) Va sottolineato inoltre che anche la società norvegese Norexport A/S citata ai considerando 20 e seguenti, non ha rispettato gli obblighi dell'impegno poiché non ha fornito le informazioni richieste in merito alle relazioni con altre parti. Di conseguenza si ritiene che, oltre ad avere violato l'impegno sui prezzi, la Norexport A/S abbia violato il proprio impegno in relazione alla suddetta clausola E.11.
C. NUOVI ESPORTATORI E MODIFICA DELLA RAGIONE SOCIALE
1. Nuovi esportatori
(61) Dopo l'iniziale istituzione del dazio antidumping e del dazio compensativo definitivi, alcune società norvegesi si sono manifestate alla Commissione sostenendo di essere nuovi esportatori e hanno chiesto, a norma dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 772/1999 in combinato disposto con l'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 384/96 e con l'articolo 20 del regolamento (CE) n. 2026/97, di essere esentate anch'esse dai dazi.
(62) A tale riguardo, sette di questi esportatori, Athena Seafoods AS, Norsk Havfisk A/S, Rodé Vis International AS, Seaborn AS, Triton AS, Nordlaks Produkter AS e Codfarms AS, hanno dimostrato di non aver esportato il prodotto in esame verso la Comunità nel periodo dell'inchiesta in seguito alla quale sono stati istituiti il dazio antidumping e il dazio compensativo in vigore.
(63) Tali società hanno inoltre dimostrato di non essere collegate ad alcuna delle imprese in Norvegia soggette al dazio antidumping e al dazio compensativo. Hanno altresì fornito prove del fatto di aver assunto un'obbligazione contrattuale irrevocabile di esportare nella Comunità un quantitativo significativo del prodotto in esame.
(64) Le società hanno offerto impegni identici a quelli che la Commissione aveva precedentemente accettato da altre società norvegesi esportatrici di salmone atlantico d'allevamento originario della Norvegia. In tale contesto, tutte hanno accettato, tra l'altro, di rispettare i prezzi minimi all'importazione stabiliti dall'impegno e di fornire alla Commissione informazioni periodiche dettagliate sulle loro esportazioni verso la Comunità.
(65) Poiché la Commissione può efficacemente controllare gli impegni offerti dalle società in questione nello stesso modo in cui controlla quelli già esistenti, e la loro accettazione elimina gli effetti pregiudizievoli del dumping e delle sovvenzioni, essi vengono considerati accettabili. Tutte le società sono state informate dei fatti, delle considerazioni e degli obblighi essenziali sui quali è basata l'accettazione degli impegni da esse assunti.
(66) Sebbene le misure antidumping e antisovvenzioni siano attualmente oggetto di un riesame intermedio, è comunque opportuno, per il momento, aggiungere i nomi delle società Athena AS, Norsk Havfisk AS, Rodé Vis International AS, Seaborn AS, Triton AS, Nordlaks Produkter AS e Codfarms AS all'elenco delle società i cui impegni sono stati accettati, allegato alla decisione 97/634/CE.
2. Modifica della ragione sociale
(67) Quattro esportatori norvegesi che hanno assunto impegni, Borkowski & Rosnes A/S (impegno n. 1/26, codice addizionale TARIC 8124 ), Fjord Seafood ASA (impegno n. 1/43, codice addizionale TARIC 8140 ), Sea-Bell A/S (impegno n. 1/156, codice addizionale TARIC 8267 ) ed Astor A/S (impegno n. 1/22, codice addizionale TARIC 8120 ), hanno informato la Commissione che i gruppi di società a cui appartenevano erano stati riorganizzati e che altre società di ciascun gruppo si occupavano ora delle esportazioni di salmone nella Comunità. Borkowski & Rosnes A/S ha chiesto pertanto che il suo nome venisse sostituito con Rossa Salmon AS nell'elenco delle società i cui impegni sono stati accettati allegato alla decisione 97/634/CE, Fjord Seafood ASA con Fjord Marin Sales AS, Sea-Bell A/S con Sea Bell Salmon AS e Astor A/S con Midnor Processing AS.
(68) Avendo esaminato le richieste, la Commissione ritiene che siano tutte accettabili poiché non comportano modifiche sostanziali tali da rendere necessaria una nuova valutazione del dumping o delle sovvenzioni, né influiscono in alcun modo sulle considerazioni che hanno determinato l'accettazione dell'impegno.
(69) Pertanto, i nomi delle società Borkowski & Rosnes A/S, Fjord Seafood ASA, Sea-Bell A/S ed Astor A/S devono essere sostituiti rispettivamente con Rossa Salmon AS, Fjord Marin Sales AS, Sea Bell Salmon AS e Midnor Processing AS nell'elenco delle società i cui impegni sono stati accettati allegato alla decisione 97/634/CE.
D. MODIFICA DELL'ALLEGATO DELLA DECISONE 97/634/CE
(70) Tenuto conto di quanto precede, occorre pertanto modificare opportunamente l'allegato della decisione 97/634/CE, in cui sono elencate le società i cui impegni sono stati accettati.
(71) Il comitato consultivo è stato consultato su quanto precede e non ha sollevato obiezioni.
(72) A fini di chiarezza viene pubblicata in appresso una versione aggiornata dell'allegato della suddetta decisione, con l'elenco di tutti gli esportatori i cui impegni sono attualmente in vigore.
(73) Contemporaneamente alla presente decisione, il Consiglio, con regolamento (CE) n. 1593/2002(17), ha inoltre revocato l'esenzione dai dazi antidumping e compensativi accordata alle società Nordic Group ASA, Northern Seafood A/S, Norexport A/S, Nor-Fa Fish AS, Norfra Eksport A/S, Sangoltgruppa A/S, Kr Kleiven & Co A/S, Seaco A/S, Mesan Holding AS, Johan J. Helland A/S e Oskar Einar Rydbeck; ha concesso l'esenzione da tali dazi alle società Athena Seafoods AS, Norsk Havfisk A/S, Rodé Vis International AS, Seaborn AS, Triton AS, Nordlaks Produkter AS e Codfarms AS, e ha modificato i nomi delle società Fjord Seafood ASA, Sea-Bell A/S ed Astor A/S rispettivamente in Fjord Marin Sales AS, Sea Bell Salmon AS e Midnor Processing AS, provvedendo a modificare l'allegato del regolamento (CE) n. 772/1999.
E. RISCOSSIONE RETROATTIVA DEI DAZI
(74) Come si è detto in precedenza, le importazioni del prodotto in questione vengono attualmente registrate dalle autorità doganali; in tal modo, è possibile riscuotere retroattivamente i dazi antidumping e i dazi compensativi in caso di violazione o revoca degli impegni.
(75) Poiché, tuttavia, tutte le diverse società elencate nella presente decisione hanno violato gli impegni prima dell'entrata in vigore della proroga del regolamento relativo alla registrazione (e le violazioni sono state identificate dalla Commissione attraverso la comunicazione definitiva notificata alle società interessate prima dell'entrata in vigore di detto regolamento), si è deciso di non istituire dazi retroattivamente in questo caso particolare,
DECIDE:
Articolo 1
1. Sono accettati gli impegni offerti dalle seguenti società: Athena Seafoods AS, Norsk Havfisk A/S, Rodé Vis International AS, Seaborn AS, Triton AS, Nordlaks Produkter AS e Codfarms AS, in relazione ai procedimenti antidumping e antisovvenzioni nei confronti delle importazioni di salmone dell'Atlantico di allevamento originario della Norvegia.
2. È revocata l'accettazione degli impegni offerti dai seguenti esportatori: Nordic Group ASA, Northern Seafood A/S, Norexport A/S, Nor-Fa Fish AS, Norfra Eksport A/S, Sangoltgruppa A/S, Kr Kleiven & Co A/S, Seaco A/S, Mesan Holding AS, Johan J. Helland A/S ed Oskar Einar Rydbeck in relazione ai procedimenti antidumping e antisovvenzioni nei confronti delle importazioni di salmone dell'Atlantico di allevamento originario della Norvegia.
Articolo 2
L'allegato della decisione 97/634/CE è sostituito dall'allegato della presente decisione.
Articolo 3
La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatto a Bruxelles, il 14 agosto 2002.

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