Document ID: 32004D0238

Decisione della Commissione
del 23 luglio 2003
che dichiara una concentrazione compatibile con il mercato comune e con l'accordo SEE
(Caso COMP/M.2972 - DSM/Roche Vitamins)
[notificata con il numero C(2003) 2648]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2004/238/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 57,
visto il regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1310/97(2), in particolare l'articolo 8, paragrafo 2,
vista la decisione della Commissione, del 19 maggio 2003, di avviare la procedura nel caso di specie,
sentito il parere del comitato consultivo in materia di concentrazioni(3),
vista la relazione finale del consigliere-auditore relativa al caso di specie(4),
CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:
I. INTRODUZIONE
(1) Il 31 marzo 2003 è pervenuta alla Commissione la notifica, a norma dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 4064/89 ("regolamento sulle concentrazioni"), di un progetto di concentrazione con il quale l'impresa DSM NV ("DSM") acquisirebbe il pieno controllo, ai sensi dell'articolo 3 del regolamento sulle concentrazioni, della divisione vitamine e prodotti di chimica fine di Roche ("RV& FC") tramite l'acquisto di partecipazioni nel capitale e di elementi del patrimonio.
(2) Dopo avere esaminato la notifica e una serie di impegni presentati da DSM il 25 aprile 2003, modificati il 13 maggio 2003, il 19 maggio 2003 la Commissione è giunta alla conclusione che l'operazione notificata rientrava nel campo di applicazione del regolamento sulle concentrazioni e faceva emergere seri dubbi riguardo alla sua compatibilità con il mercato comune e con l'accordo SEE. La Commissione, pertanto, ha deciso di avviare il procedimento a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), del regolamento sulle concentrazioni.
(3) Il 27 giugno 2003 DSM ha presentato una nuova serie di impegni.
(4) Il 9 luglio 2003 DSM ha presentato gli impegni definitivi.
(5) Il 18 luglio 2003 il comitato consultivo ha discusso il progetto della presente decisione.
(6) La presente decisione è adottata a norma dell'articolo 10, paragrafo 2, del regolamento sulle concentrazioni. Detto articolo stabilisce che le decisioni adottate a norma dell'articolo 8, paragrafo 2, debbono intervenire non appena risultino eliminati i seri dubbi di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), in particolare laddove le parti abbiano presentato i loro impegni. I nuovi impegni presentati dalle parti eliminano i seri dubbi relativi alla compatibilità dell'operazione di concentrazione con il mercato comune. A norma dell'articolo 8, paragrafo 2, e dell'articolo 10, paragrafo 2, può dunque essere adottata una decisione condizionale che autorizza l'operazione.
II. LE PARTI
(7) DSM è una società per azioni costituita nei Paesi Bassi, con sede a Heerlen. DSM ha società controllate in Europa, negli Stati Uniti e in altre regioni del mondo ed è attiva nello sviluppo e nella produzione di una vasta gamma di prodotti chimici e biotecnologici, fra cui enzimi per mangimi, performance materials nonché polimeri e prodotti chimici per uso industriale.
(8) Roche Holding è la capogruppo del gruppo Roche, costituito da tre divisioni: prodotti farmaceutici, diagnostica e vitamine e prodotti di chimica fine. Quest'ultima divisione (RV& FC) è oggetto dell'operazione notificata.
(9) RV& FC è principalmente attiva nella produzione e nella vendita di vitamine e carotenoidi, nonché nella produzione e nella fornitura di acido citrico, premiscele, ingredienti di prodotti cosmetici e acidi grassi polinsaturi ("AGPI"). In ognuno dei suddetti campi RV& FC è impegnata in attività di ricerca e sviluppo. RV& FC, inoltre, distribuisce ma non produce enzimi per mangimi (altro settore in cui svolge attività di ricerca e sviluppo), oltre a particolari vitamine e amminoacidi.
III. L'OPERAZIONE
(10) L'operazione riguarda l'acquisizione da parte di DSM del controllo esclusivo di RV& FC in virtù di un accordo di acquisto di partecipazioni nel capitale e di elementi del patrimonio concluso il 10 febbraio 2003.
IV. CONCENTRAZIONE
(11) L'operazione proposta costituisce pertanto una concentrazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni.
V. DIMENSIONE COMUNITARIA
(12) Il fatturato mondiale aggregato combinato delle imprese interessate è superiore a 5 miliardi di EUR(5) (DSM: 5606 milioni di EUR; RV& FC [...]*(6) EUR). Le imprese realizzano ciascuna un fatturato aggregato su scala comunitaria superiore a 250 milioni di EUR (DSM: [...]* di EUR; RV& FC [...]* di EUR) ma non realizzano più di due terzi del loro fatturato comunitario aggregato in un solo e medesimo Stato membro. L'operazione notificata è pertanto di dimensione comunitaria ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento sulle concentrazioni.
VI. MERCATI RILEVANTI
(13) La parte notificante, DSM, è attiva in una vasta gamma di aree di prodotti. Tuttavia l'operazione proposta determina una concomitanza di quote soltanto nel settore degli additivi utilizzati nella produzione di mangimi e di alcuni additivi utilizzati in prodotti destinati al consumo umano. Fra questi prodotti, sono soltanto due i mercati di riferimento, ambedue relativi agli enzimi alimentari: l'enzima fitasi e gli enzimi di degradazione dei polisaccaridi non amilacei ("enzimi di degradazione degli NSP").
Fitasi
Mercato del prodotto rilevante
(14) Il fosforo è un minerale di vitale importanza nell'alimentazione animale. Esso svolge un ruolo determinante nel metabolismo e svolge importanti funzioni fisiologiche. Un adeguato apporto di fosforo nell'alimentazione animale è essenziale per la salute del bestiame e per una produzione zootecnica ottimale. Gli animali ricavano il fosforo di cui necessitano dai cereali, dai semi oleosi, da altri materiali vegetali e dai fosfati inorganici. Il fosforo contenuto nelle materie prime vegetali si presenta per oltre due terzi sotto forma di complesso fitato-fosforo. I monogastrici, ad esempio i volatili da cortile e i suini, non dispongono degli enzimi necessari per liberare il fosforo dal fitato. Di conseguenza la maggior parte del fosforo rimane inutilizzata e viene escreta da questi animali, la cui dieta a base di vegetali e cereali deve pertanto essere integrata con un supplemento di fosforo, in maniera tale da mantenere in equilibrio il livello di questo minerale.
(15) La quantità di fosforo digeribile contenuta nei mangimi può essere incrementata in due modi, ovvero addizionando fosfato inorganico oppure fitasi. I fosfati inorganici sono minerali utilizzati sia come fertilizzanti sia come additivi per mangimi. La fitasi è un enzima che degrada il fitato liberando così il fosforo ed è disponibile in forma liquida oppure in forma solida (granulato o polvere).
(16) La parte notificante ritiene che la fitasi possa sostituire fino al 50 % del fosfato inorganico nei mangimi ma che non possa mai sostituirlo del tutto. La parte notificante indica che tutte le forme di fitasi e di fosfato inorganico appartengono al medesimo mercato del prodotto rilevante, adducendo il fatto che la fitasi può sostituire una significativa quota di fosfato inorganico e che i prezzi sono simili.
(17) L'indagine di mercato svolta dalla Commissione, tuttavia, non conferma tale asserzione. La maggioranza dei clienti non ritiene che i prodotti siano intercambiabili, principalmente per due motivi. Rispetto ai fosfati inorganici, l'impiego della fitasi determina un risparmio sui costi e inoltre riduce l'inquinamento ambientale.
Riduzione del fosfato inorganico
(18) L'impiego della fitasi nei mangimi può produrre una serie di vantaggi. Il primo vantaggio rilevante è quello di rendere più digeribile il fosforo contenuto nei mangimi e dunque di ridurre la quantità di fosfato inorganico necessaria. La fitasi, inoltre, libera amminoacidi e altri nutrienti contenuti nella molecola del fitato.
(19) L'indagine di mercato svolta dalla Commissione ha confermato che l'impiego della fitasi determina una notevole riduzione della quantità di fosfato inorganico utilizzato nei mangimi. Un produttore di mangimi ha calcolato che 150 grammi di fitasi liquida possono sostituire circa 7,5 kg di fosfato inorganico per tonnellata di mangime.
Risparmi sui costi
(20) L'indagine della Commissione ha indicato che il fattore discriminante nella scelta del prodotto non è rappresentato dal costo della fitasi quanto piuttosto dai risparmi sui costi che possono essere ricavati addizionandola ai mangimi, risparmi che a loro volta dipendono dai costi relativi della fitasi e del fosfato minerale. In termini di risparmi complessivi, a livello di costi, realizzati nella produzione dei mangimi, l'aggiunta di fitasi è estremamente significativa. Un produttore di mangimi ha calcolato che in uno stabilimento l'utilizzo della fitasi permette di risparmiare 0,36 EUR a tonnellata(7).
(21) I prezzi del DCP dipendono dalla domanda di fertilizzanti e non dalla domanda di mangimi, mentre la domanda di fitasi varia unicamente in funzione della domanda di mangimi.
(22) I prezzi della fitasi hanno continuato a diminuire negli ultimi 10 anni. In base ai dati sull'andamento dei prezzi presentati dalla parte notificante, il prezzo del Natuphos 5000 (la fitasi prodotta dall'alleanza DSM/BASF) era di circa [...]* EUR al kg nel 1994. Dal 1994 il prezzo è costantemente calato fino a raggiungere [...]* EUR circa nel 2001(8). Dall'altro lato i prezzi del fosfato inorganico si sono mantenuti stabili o sono leggermente aumentati. L'indagine di mercato svolta dalla Commissione ha indicato una scarsa correlazione fra i prezzi del DCP e della fitasi.
(23) A riprova del fatto che la fitasi e il fosfato inorganico costituiscono mercati del prodotto rilevanti distinti, la stragrande maggioranza dei clienti ha dichiarato che non cesserebbe di acquistare la fitasi rimpiazzandola con i fosfati inorganici a fronte di un rialzo dei prezzi pari al 5-10 %. Numerosi clienti hanno indicato che cesserebbero di acquistare la fitasi soltanto se il prezzo aumentasse del 25-50 %. Diversi clienti hanno ammesso che non acquisterebbero più la fitasi soltanto nel caso di un aumento di prezzo del 100-300 %.
Miglioramento del valore nutrizionale
(24) L'impiego della fitasi nei mangimi offre, fra i principali vantaggi, quello di ridurre la quantità di materiale da aggiungere alle materie prime vegetali per comporre una dieta adeguata e di aumentare così la quantità di materie prime vegetali incorporata nel mangime, di cui aumenta il valore nutrizionale. Attingendo all'esempio illustrato nel considerando 19, l'aggiunta di 150 grammi di fitasi liquida per tonnellata di mangime può sostituire circa 7,5 kg di fosfato inorganico. Sarebbe dunque possibile incorporare nel mangime 7,35 kg di materia vegetale aggiuntiva in modo da aumentare il valore nutrizionale dell'alimento. Anche un maggiore valore nutrizionale del mangime concorre al risparmio sui costi.
Gestione
(25) L'indagine di mercato svolta dalla Commissione ha inoltre confermato che la fitasi e il fosfato inorganico presentano notevoli differenze in termini di volume, peso e gestione. La fitasi è generalmente venduta in quantitativi inferiori, ad esempio sacchi o fusti da 25 kg e deve essere utilizzata in piccole quantità, nell'ordine di pochi grammi per tonnellata di mangime. Il fosfato inorganico è fornito a tonnellate, immagazzinato in sili e distribuito in grandi quantità mediante appositi macchinari. La facilità di gestione della fitasi è un ulteriore fattore che concorre al risparmio sui costi.
Vantaggi ambientali/norme che regolano l'impiego dei fosfati nel terreno
(26) Un altro importante vantaggio che deriva dall'impiego della fitasi nei mangimi è la riduzione della quantità di fosfato escreta nelle feci degli animali. Anche se l'attività microbica nel terreno rilascia fosfati che possono produrre un benefico effetto fertilizzante, una eccessiva presenza di fosfati può inquinare il suolo e le falde acquifere. L'impiego della fitasi riduce l'impatto ambientale dannoso dei fosfati contenuti negli escrementi degli animali nelle regioni ad allevamento intensivo. In base all'indagine di mercato svolta dalla Commissione, alcuni studi hanno rilevato che ottimizzare l'apporto e la digestione dei fosfati tramite l'utilizzo di fitasi riduce l'escrezione del fosforo del 30 % circa.
(27) Le serie preoccupazioni ambientali poste dal rischio di un eccessivo contenuto di fosfati negli escrementi degli animali hanno indotto alcuni Stati membri (ad esempio Francia, Paesi Bassi, Belgio e Germania) e alcune regioni a varare leggi che limitano la quantità di fosfati da applicare al terreno(9). Si tratta delle aree geografiche che praticano l'allevamento più intensivo d'Europa.
(28) L'indagine della Commissione ha inoltre indicato che, dati i vincoli imposti dalla normativa vigente in alcune regioni del SEE, ad esempio la Germania, per quanto riguarda i livelli di fosfati contenuti nei mangimi, l'unica alternativa all'utilizzo della fitasi nei mangimi al fine di ridurre la quantità di fosforo consiste nel ridurre la densità animale.
Fitasi in forma liquida e solida
(29) La Commissione ha inoltre cercato di stabilire se il mercato dovesse essere ulteriormente segmentato in due mercati distinti, uno relativo alla fitasi in forma liquida e l'altro relativo alla fitasi in forma solida. Come rivelato dall'indagine di mercato, i clienti ritengono che la fitasi in forma liquida e quella in forma solida siano sostituibili sul piano funzionale. Sul versante dell'offerta si osserva la totale sostituibilità fra le due forme del prodotto, in quanto la fitasi solida è ottenuta dalla fitasi liquida. Sebbene la fitasi liquida sia utilizzata più in generale laddove il processo di pellettatura si svolge ad una temperatura più elevata ( &gt; 70 °C), l'indagine della Commissione ha indicato che, con alcuni correttivi apportati dal produttore di mangimi, ambedue i prodotti potrebbero essere utilizzati per diversi tipi di mangimi. L'indagine di mercato ha inoltre indicato che la fitasi liquida e la fitasi solida sono assimilabili in termini di prezzo per via di un principio attivo equivalente. In base a tale presupposto, la Commissione ritiene che non sia necessario operare una distinzione fra le due forme di fitasi.
Conclusione
(30) L'indagine di mercato ha dimostrato che, per le ragioni esposte in appresso, la fitasi non è un sostituto del fosfato inorganico:
a) la fitasi permette di contenere i costi, in quanto riduce le quantità aggiuntive di fosfato inorganico che devono essere addizionate al mangime, migliora il valore nutrizionale dell'alimento ed è di più facile gestione;
b) l'impiego della fitasi in luogo del fosfato inorganico limita l'escrezione del fosforo nel terreno e dunque permette agli allevatori, sottoposti a rigidi vincoli ambientali, di mantenere invariata o di incrementare la densità animale;
c) una netta maggioranza di clienti ha dichiarato che non cesserebbe di acquistare la fitasi anche qualora il prezzo dovesse raddoppiare o triplicare.
(31) Alla luce di quanto precede, la Commissione conclude che la fitasi costituisce un mercato del prodotto rilevante distinto.
Mercato geografico rilevante
(32) La parte notificante osserva che, per quanto riguarda l'enzima fitasi, il mercato geografico rilevante comprende almeno il SEE, in ragione del fatto che la sua produzione di fitasi è concentrata in due stabilimenti: uno a Seclin, in Francia e l'altro (produzione esternalizzata) a Kingstree (USA). La fitasi è venduta da questi due stabilimenti in oltre 70 paesi attraverso la rete mondiale BASF. La parte notificante osserva inoltre che la produzione di Novozymes è concentrata a Kalundborg, in Danimarca, e a Franklington, nella Carolina del sud (USA), mentre la commercializzazione è affidata, fra l'altro, a RV& FC in tutto il mondo. Le parti sostengono inoltre che non esistono sostanziali differenze di prezzo fra il prodotto venduto da BASF e quello venduto da RV& FC nel SEE. La parte notificante indica che non esistono significativi ostacoli al commercio e che i costi di trasporto rappresentano una percentuale modesta del costo di vendita. Secondo l'esempio del Natuphos 5000G, il prezzo praticato nel 2003 nell'Europa occidentale variava da [...]* EUR al kg in Austria a [...]* EUR al kg in Grecia ma nella maggioranza degli Stati membri variava in misura irrilevante fra [...]* EUR e [...]* EUR al kg (in particolare nei paesi situati ai confini marittimi nordoccidentali dell'Europa).
(33) La stragrande maggioranza delle risposte fornite da clienti e concorrenti nell'ambito dell'indagine di mercato svolta dalla Commissione ha indicato che il mercato della fitasi coincide con il SEE. L'indagine di mercato ha rivelato che gli enzimi per mangimi (ovvero enzimi di degradazione degli NSP e fitasi) sono venduti per lo più nelle aree ai confini marittimi nordoccidentali dell'Europa, ovvero nelle regioni a maggiore densità di bestiame. L'indagine della Commissione ha indicato che esistono intensi scambi commerciali transfrontalieri all'interno del SEE ma che i clienti non acquistano la fitasi da regioni esterne al SEE. Alcuni intervistati hanno spiegato che non sarebbero disposti ad acquistare fitasi da un distributore esterno al SEE per via del diverso regime normativo esistente all'esterno del SEE. Dall'altro lato, sul versante della produzione, parte della fitasi prodotta da Fermpro, azienda statunitense che produce fitasi per conto di DSM, è trasportata da DSM in Germania per essere sottoposta a granulazione. In base a tale presupposto, per il momento la Commissione ritiene che il mercato geografico rilevante comprenda almeno il SEE a livello di produzione e coincida con il SEE a livello di distribuzione.
Enzimi di degradazione degli NSP
Definizione del mercato del prodotto rilevante
(34) Gli NSP sono componenti importanti di tutto il materiale vegetale. Essi sono naturalmente presenti nella parete cellulare e sono necessari all'integrità strutturale delle cellule. Consumando il materiale vegetale (ad esempio cereali e fonti proteiche vegetali) utilizzato nei mangimi composti, gli animali ingeriscono NSP. I volatili da cortile e i suini non possiedono nel loro apparato digerente gli enzimi endogeni necessari per degradare gli NSP. Incorporando gli enzimi di degradazione degli NSP nei mangimi destinati a queste specie animali, si aumenta la biodisponibilità e la digeribilità dei nutrienti contenuti nell'alimento. Di conseguenza la resa del mangime migliora, in quanto gli animali utilizzano più efficacemente i nutrienti in esso contenuti. In minor misura, gli enzimi di degradazione degli NSP possono contribuire a ridurre l'inquinamento ambientale (ad esempio, escrezione di azoto).
(35) Esistono vari tipi di enzimi di degradazione degli NSP. I principali sono la xilanasi e la beta-glucanasi. Gli altri enzimi di degradazione degli NSP sono sostanzialmente marginali. Ciascuno di tali enzimi è attivo su un particolare substrato(10). I prodotti composti da enzimi di degradazione degli NSP contengono uno (monocomponente) o più (multicomponente) di questi principi attivi. I prodotti multicomponente possono essere prodotti con un unico microrganismo oppure miscelando enzimi prodotti da diversi microrganismi. La parte notificante ritiene che non vi sia motivo di distinguere fra prodotti monocomponente e prodotti multicomponente o di operare una distinzione in base al metodo di produzione. Ai clienti interessano soltanto le caratteristiche dell'enzima e il costo del prodotto finito. Molti di loro non conoscono il metodo di produzione degli enzimi che acquistano.
(36) La parte notificante aggiunge che non dovrebbe essere operata alcuna distinzione fra la forma liquida e la forma solida degli enzimi di degradazione degli NSP, in quanto gli enzimi di degradazione esistenti sono per la maggior parte prodotti in entrambe le forme. La scelta dei clienti è dettata dal tipo di procedimento e dall'attrezzatura da loro utilizzati nella produzione dei mangimi.
(37) La parte notificante sostiene che non dovrebbe essere operata alcuna distinzione fra i tipi di cereali cui gli enzimi di degradazione degli NSP sono associati o fra le specie animali alimentate con mangimi contenenti tali additivi. A sostegno di tale argomentazione, la parte notificante indica che, poiché nella maggioranza dei casi la dieta dei monogastrici è a base di frumento, gli enzimi di degradazione degli NSP includono principalmente la xilanasi, l'enzima più indicato come integratore del frumento. Alcune diete associano l'orzo al frumento ma meno del 10 % delle diete a base di cereali contiene più del 30 % di orzo(11). In queste diete si consiglia di aggiungere alla xilanasi la beta-glucanasi per ottimizzare l'efficacia. Alcuni clienti preferiscono tuttavia attenersi ad una dieta a base di frumento, opportunamente integrata con additivi, anziché optare per una dieta mista a base di orzo e frumento. Gli enzimi xilanasi sono dunque gli enzimi supplementari predominanti e possono essere utilizzati per tutte le diete a base di cereali. La xilanasi subisce la concorrenza di altri enzimi indicati per particolari tipi di diete. La parte notificante sostiene che ciò non è un motivo sufficiente per definire mercati del prodotto distinti. Essa sostiene inoltre che, poiché nella maggioranza dei casi gli enzimi di degradazione degli NSP non sono concepiti specificamente per alcune specie, è inopportuno operare una distinzione in base alle specie animali.
(38) In base a tale presupposto, la parte notificante sostiene che tutti gli enzimi di degradazione degli NSP costituiscono un unico mercato del prodotto rilevante.
Diversi tipi di diete
(39) La composizione della dieta varia a seconda dei prezzi relativi del frumento e dell'orzo. Mentre tale confronto è quasi sempre a favore del frumento e dunque le diete sono composte unicamente da questo cereale, talvolta e in alcune regioni i prezzi dell'orzo sono sufficientemente allettanti per indurre ad aggiungere l'orzo al frumento. Nel 90 % delle diete, la percentuale di orzo è inferiore al 30 %.
(40) Le risposte fornite dai clienti nella prima fase dell'indagine di mercato svolta dalla Commissione sono unanimi nel sostenere che gli enzimi devono essere distinti in base al tipo di cereale a cui sono associati. L'indagine di mercato ha indicato che la risposta dei vari cereali varia a seconda dell'enzima, in quanto la xilanasi ha uno scarso effetto sull'orzo e la beta-glucanasi ha uno scarso effetto sul frumento. I fornitori di enzimi di degradazione degli NSP hanno quasi tutti indicato che i loro prodotti sono mirati ad un particolare tipo di cereale o a particolari combinazioni di cereali, in particolare "frumento", "orzo" o "frumento e orzo"(12). È dunque emerso che la definizione del mercato del prodotto proposta dalla parte notificante potrebbe non tenere conto di questa differenziazione fra i prodotti.
(41) Tuttavia la seconda fase dell'indagine ha rivelato che i clienti seguono diverse strategie di acquisto degli enzimi di degradazione degli NSP. Mentre alcuni clienti ricercano prodotti che possano essere efficacemente incorporati in tutte le diete, ovvero che riuniscano xilanasi e beta-glucanasi, altri preferirebbero utilizzare essenzialmente prodotti a base di sola xilanasi e aggiungere la beta-glucanasi quando la percentuale di orzo o di cereali analoghi nelle diete diventa significativa. Mentre i principali vantaggi associati alla prima strategia sono la facilità di gestione del prodotto e la quantità minima di scorte necessaria, la seconda strategia appare più efficace sul piano dei costi ma richiede un maggiore know-how nutrizionale e maggiori attrezzature di movimentazione e stoccaggio. Ad ogni modo nessuna strategia offre significativi vantaggi rispetto all'altra ed entrambe sono ugualmente rappresentate fra i clienti.
(42) La seconda fase dell'indagine di mercato ha inoltre indicato che produttori e distributori stanno seguendo diversi tipi di strategie per quanto riguarda il loro portafoglio di enzimi di degradazione degli NSP. Alcuni puntano ad un unico prodotto da utilizzare in tutte le diete, altri sviluppano soltanto prodotti puri specifici per ciascun tipo di substrato e una terza categoria attua una sorta di strategia "intermedia" proponendo varie combinazioni di enzimi a seconda della percentuale di orzo contenuta nelle diete.
(43) Pertanto nello scegliere gli enzimi di degradazione degli NSP, il cliente adotterà una strategia di acquisto improntata al prezzo e all'efficacia di una gamma di prodotti che includerà xilanasi pura, beta-glucanasi pura e combinazioni di entrambi gli enzimi. Non può essere operata una distinzione netta fra i prodotti rientranti in tale gamma e non è possibile individuare nessuna strategia di acquisto predominante. Si osserva inoltre una forte correlazione fra i prezzi dei vari prodotti(13) attualmente in commercio, ad eccezione di particolari prodotti che erano stati progressivamente eliminati dal mercato. Si conclude pertanto che gli enzimi di degradazione degli NSP non dovrebbero essere distinti in base al tipo di dieta cui sono associati.
Vari tipi di specie animali
(44) La prima fase dell'indagine di mercato indica inoltre che gli enzimi di degradazione degli NSP potrebbero essere distinti in base alle specie animali a cui sono destinate. L'indagine ha indicato, ad esempio, che le diete a base di frumento dei volatili da cortile e dei suini reagiscono meglio alla xilanasi ma che la dose necessaria per ottenere il migliore rendimento economico varia da una specie all'altra. Il principale fornitore di enzimi di degradazione degli NSP, Danisco Animal Nutrition ("Danisco") ha tre linee di prodotti, dedicate rispettivamente ai "volatili da cortile", ai "suini" ed ai "suini e volatili da cortile". Inoltre alcuni prodotti sono registrati unicamente per determinate specie animali. Ad esempio il prodotto "Natuphos" di DSM/BASF è registrato soltanto per i broiler, le ovaiole e i tacchini. Sebbene, nella maggioranza dei casi, i prodotti possano essere utilizzati per tutti i monogastrici e dunque non sia possibile associarli ad una determinata specie animale, la definizione del mercato del prodotto proposta dalla parte notificante non tiene conto di tale differenziazione fra i prodotti. Di conseguenza si potrebbero prendere in considerazione definizioni alternative del mercato del prodotto basate sulle specie animali.
(45) Tuttavia la seconda fase dell'indagine di mercato ha indicato che, sebbene gli enzimi di degradazione degli NSP abbiano una diversa efficacia sulle varie specie animali, si osserva una notevole omogeneità fra i prodotti disponibili per ciascuna specie e i principali prodotti sono per la maggior parte registrati per tutte le specie animali, in forme simili o lievemente adattate. Sulla base di tale presupposto si conclude che gli enzimi di degradazione degli NSP non dovrebbero essere differenziati in base alle specie animali.
Altre caratteristiche
(46) Numerose risposte fornite nell'ambito della prima fase dell'indagine svolta dalla Commissione segnalano che sarebbe opportuno operare una distinzione fra prodotti monocomponente e prodotti multicomponente. Tuttavia la seconda fase dell'indagine ha confermato che gli enzimi di degradazione degli NSP mono e multicomponente sono prodotti fra loro concorrenti e non possono essere separati in mercati del prodotto rilevanti distinti.
(47) Sul versante dell'offerta esiste una totale sostituibilità fra enzimi di degradazione degli NSP in forma liquida e enzimi di degradazione in forma solida, in quanto il prodotto in forma solida è ottenuto da quello in forma liquida. Nessuna delle due forme offre alcun vantaggio sul piano dei costi e la scelta del cliente è dettata dal procedimento di lavorazione del mangime e dall'attrezzatura utilizzata. Pertanto gli enzimi di degradazione degli NSP in forma liquida e in forma solida dovrebbero essere considerati come appartenenti al medesimo mercato del prodotto.
(48) Infine la stabilità al calore è stata ripetutamente citata come una caratteristica importante degli enzimi di degradazione degli NSP. Tuttavia i prodotti attualmente in commercio presentano per la maggior parte un'analoga stabilità al calore e dunque non dovrebbero essere differenziati in base a tale proprietà.
(49) Alla luce di quanto precede, si può concludere che tutti gli enzimi di degradazione degli NSP dovrebbero essere considerati come appartenenti ad un unico e medesimo mercato del prodotto.
Definizione del mercato geografico
(50) La parte notificante sostiene che il mercato geografico degli enzimi di degradazione degli NSP comprende almeno il SEE, adducendo il fatto che tutti i principali fornitori di questi enzimi svolgono le rispettive attività di produzione di enzimi attraverso un ristretto numero di impianti da cui distribuiscono i loro prodotti in tutto il SEE. La parte notificante osserva che i mercati SEE e USA non sono omogenei. L'impiego degli enzimi di degradazione degli NSP è legato all'utilizzo di determinati tipi di materie prime. In Europa le diete degli animali sono spesso a base di frumento, mentre negli USA sono prevalentemente a base di granoturco, che può richiedere altri tipi di enzimi di degradazione. L'indagine di mercato ha confermato la posizione espressa dalla parte notificante. Per il momento, dunque, la Commissione ritiene che il mercato geografico degli enzimi di degradazione degli NSP corrisponda probabilmente al SEE a livello di distribuzione e comprenda almeno il SEE a livello di produzione.
VII. VALUTAZIONE SOTTO IL PROFILO DELLA CONCORRENZA
Accordi
L'accordo di cooperazione fra DSM e BASF
(51) Nel 1994 DSM ha concluso accordi di esclusiva di portata mondiale con BASF per lo sviluppo, la produzione, la commercializzazione, la vendita e la distribuzione di enzimi alimentari (enzimi di degradazione degli NSP e fitasi). La principale di queste intese consiste in un accordo di cooperazione e in un accordo di sviluppo congiunto. In base agli accordi sottoscritti, DSM si occupa della produzione e delle principali attività di ricerca e sviluppo, mentre la vendita e la distribuzione sono riservate a BASF. Tutti i costi e gli utili sono condivisi al 50 % e le attività delle parti relativamente agli obiettivi degli accordi sono coordinate congiuntamente da un comitato direttivo composto da due rappresentanti di ciascuna delle parti.
(52) Gli accordi hanno carattere esclusivo in quanto DSM ha l'obbligo di fornire in esclusiva a BASF gli enzimi alimentari oggetto degli accordi, mentre BASF ha l'obbligo di acquistare gli enzimi da DSM. Secondo la parte notificante la decisione ultima sui prezzi spetta a BASF. Tuttavia gli accordi permettono alle parti contraenti di esaminare ognuna i conti dell'altra e di discutere piani annui dettagliati che includano questioni quali la fissazione dei prezzi, i costi e i volumi di produzione nell'ambito dell'alleanza.
(53) L'accordo di cooperazione stabilisce che i risultati del lavoro di ricerca devono diventare di proprietà esclusiva della parte che svolge la ricerca. La parte esecutrice ha l'obbligo di concedere gratuitamente una licenza per l'uso, la produzione e la vendita di detti risultati su richiesta dell'altra parte. Tali accordi sono stati conclusi per un periodo di 15 anni e giungeranno a scadenza nel 2009.
(54) In conclusione, BASF dipende da DSM per quanto riguarda le sue attività nel settore degli enzimi alimentari.
L'alleanza fra RV& FC e Novozymes
(55) Nel 1996 RV& FC ha concluso un accordo non esclusivo con Novozymes, un produttore di enzimi industriali, per la distribuzione di enzimi già in produzione e lo sviluppo di nuovi enzimi alimentari. L'accordo è stato completato da un nuovo accordo concluso nel 2001 in base al quale Novozymes si occupa principalmente di ricerca sui processi, sviluppo dei prodotti e produzione. A RV& FC sono riservate le attività di applicazione dei nuovi prodotti (sostanzialmente le modalità di utilizzo del prodotto), registrazione, commercializzazione e vendita.
(56) In base alle intese fra Novozymes e RV& FC, i costi e gli utili sono ripartiti secondo la formula [...]*. A RV& FC spetta il [...]*. I prezzi sono fissati da RV& FC, mentre Novozymes non ha alcuna influenza sulle decisioni in materia di prezzi. Tali accordi scadranno nel [...]*.
(57) Novozymes dipende in misura assai rilevante da RV& FC per quanto riguarda la commercializzazione, la vendita e la distribuzione dei suoi enzimi alimentari ma anche il know-how in materia di alimentazione animale, la conoscenza del mercato e i rapporti con la clientela.
(58) Per quanto riguarda la distribuzione, tali accordi concedono a RV& FC [...]* i diritti di distribuzione degli enzimi alimentari di Novozymes fuori dal SEE ma non all'interno del SEE. [...]* Lohmann Animal Health ("Lohmann") è un'altra azienda che distribuisce i prodotti Novozymes con marchio proprio nel SEE. L'area di vendita di Lohmann è limitata alla Francia, all'Austria, alla Germania, al Portogallo e alla Spagna. Le vendite realizzate da questa impresa sono soltanto un quarto di quelle realizzate da RV& FC nel SEE. L'impresa, inoltre, non vende i prodotti Novozymes all'esterno del SEE. Inoltre quello concluso fra Novozymes e Lohmann è soltanto un accordo di distribuzione e dunque non contempla attività di ricerca e sviluppo.
(59) Occorre osservare che gli accordi DSM/BASF e Novozymes/RV& FC riguardano tanto la fitasi quanto gli enzimi di degradazione degli NSP. Questi due accordi rendono Novozymes e BASF fortemente dipendenti dai rispettivi partner per quanto riguarda le loro attività di produzione di enzimi alimentari. Inoltre i meccanismi che presiedono alla ripartizione degli utili e all'attività di ricerca determinano una notevole integrazione economica.
(60) A seguito dell'operazione di concentrazione fra DSM e RV& FC, sarà creato un legame strutturale fra l'alleanza DSM/BASF e l'alleanza RV& FC/Novozymes che determinerà una concomitanza di quote a livello di produzione e di distribuzione.
Fitasi
(61) Storicamente il mercato della fitasi ha visto contrapporsi l'alleanza RV& FC/Novozymes da un lato e l'alleanza DSM/BASF dall'altro lato. Secondo la parte notificante, a livello di produzione Novozymes e DSM detengono quote di mercato rispettivamente pari al [30-40]* % e [60-70]* %(14). L'unico altro produttore di fitasi attualmente attivo nel SEE è AB Enzymes, che nel 2002 deteneva una quota di appena il [0-10]* % della produzione totale SEE.
(62) A livello di distribuzione BASF, il distributore esclusivo di DSM, rappresentava il [60-70]* % delle vendite registrate nel SEE nel 2002, mentre RV& FC rappresentava il [20-30]* % del mercato. Tale quota di mercato è inferiore alla quota di produzione di Novozymes, in quanto Lohmann distribuisce la fitasi prodotta da Novozymes in alcuni paesi e rappresentava il [0-10]* % del mercato. AB Enzymes deteneva il [0-10]* % del mercato della distribuzione e una pari quota della produzione. In seguito alla creazione di un legame strutturale fra l'alleanza DSM/BASF e l'alleanza RV& FC/Novozymes, l'operazione proposta determinerà una quota di mercato combinata, dopo l'operazione, pari al [90-100]* % della produzione e al [80-90]* % delle vendite di fitasi nel SEE, in base alle cifre del 2002.
(63) Le posizioni detenute da DSM, Novozymes, BASF e Roche saranno difficilmente scalzate da AB Enzymes(15). L'indagine di mercato ha rivelato che tanto i clienti quanto i concorrenti considerano la fitasi di AB Enzymes un prodotto di qualità inferiore. In particolare il prodotto di AB Enzymes non offre un sufficiente grado di stabilità al calore e ha ottenuto l'approvazione normativa comunitaria soltanto per un ristretto numero di specie(16). Anche qualora AB Enzymes dovesse estendere le vendite ad altre specie, il che sarebbe possibile soltanto previo ottenimento dell'autorizzazione comunitaria (per la quale non è prevista alcuna data), è improbabile che la percentuale complessiva delle sue vendite abbia un'incidenza significativa sulla posizione concorrenziale di DSM, Novozymes, BASF e RV& FC.
(64) Oltre a AB Enzymes, la concorrenza potrebbe teoricamente provenire da nuovi operatori. Danisco ha recentemente ottenuto l'autorizzazione della Federal Drug Administration statunitense in relazione ad un nuovo prodotto, Phyzyme XP (fitasi). Tuttavia tale prodotto non otterrà l'autorizzazione comunitaria prima del 2005 e quindi Danisco non entrerà nel mercato SEE con il Phyzyme XP per almeno i prossimi due anni. L'indagine di mercato ha inoltre rivelato che alcune società stanno sviluppando la fitasi mediante espressione nelle piante. In particolare un'azienda è attualmente impegnata in attività di ricerca e sviluppo di nuovi enzimi e nella produzione di tali enzimi nelle piante. Per il momento la produzione di fitasi nelle piante verdi da parte di questa azienda è allo stadio teorico e non si prevede il lancio di un nuovo prodotto nella Comunità prima del 2006. Lo sviluppo di queste piante dipende sia dai progressi tecnici sia dall'esistenza, in ambito comunitario, di un clima normativo propizio alla coltivazione di piante geneticamente modificate. La tecnologia necessaria non raggiungerà lo stadio commerciale per almeno tre o cinque anni. Resta inoltre da stabilire quale sia l'economia della produzione di tali enzimi nelle piante verdi. Un ulteriore ostacolo alla produzione di enzimi alimentari nelle piante verdi in Europa è la moratoria comunitaria di fatto sulle colture geneticamente modificate. La Commissione ritiene pertanto improbabile l'entrata di nuovi operatori nel mercato almeno per un periodo compreso fra due e cinque anni.
(65) La Commissione osserva che l'operazione proposta ha per effetto di porre DSM in una posizione unica per via del suo coinvolgimento in entrambe le alleanze. La Commissione ritiene che, dopo l'operazione di concentrazione, DSM riuscirà e sarà stimolata a indurre un aumento dei prezzi della fitasi e a ridurre l'innovazione e l'attività di ricerca e sviluppo nell'ambito di entrambe le alleanze.
(66) Trovandosi al centro delle due alleanze, dopo l'operazione DSM sarà nella posizione di indebolire uno dei suoi partner, ovvero Novozymes o BASF, oppure entrambi. Ad esempio DSM sarebbe in grado di perseguire le due seguenti strategie. Nell'ambito dell'alleanza RV& FC/Novozymes, RV& FC determina i prezzi. DSM, tramite il suo legame con RV& FC, avrebbe accesso ai prezzi dell'alleanza RV& FC/Novozymes. DSM sarebbe dunque nella posizione di aumentare il prezzo del prodotto di RV& FC/Novozymes in modo tale da favorire l'alleanza DSM/BASF a scapito di RV& FC/Novozymes. Dall'altro lato DSM potrebbe influenzare ma non determinare i prezzi dell'alleanza DSM/BASF e inoltre svolge attività di ricerca e sviluppo. Dopo l'operazione DSM sarebbe meno stimolata a innovare per il concorrente di RV& FC post-concentrazione, ovvero BASF, qualora decidesse di concentrare i suoi sforzi sull'alleanza RV& FC/Novozymes.
(67) Come osservato al considerando 22 di cui sopra, i prezzi della fitasi sono in calo dal 1994. Storicamente il panorama concorrenziale ha visto contrapporsi RV& FC/Novozymes da un lato e DSM/BASF dall'altro lato. L'operazione notificata, quindi, elimina la concorrenza che si era precedentemente instaurata fra le due suddette alleanze e che è all'origine del calo dei prezzi. La Commissione ritiene che la combinazione fra queste due alleanze determini imponenti quote di mercato a livello di produzione e di vendita e porrebbe DSM, o le due alleanze dopo la concentrazione, nella posizione di adottare una delle suddette strategie, il che potrebbe provocare una ridotta innovazione e/o un rialzo dei prezzi a scapito dei consumatori.
Conclusioni in merito alla valutazione del mercato della fitasi sotto il profilo della concorrenza
(68) Le posizioni di forza detenute da DSM, Novozymes, BASF e Roche, la notevole interdipendenza fra le parti che compongono le alleanze e l'assenza di un contrappeso concorrenziale credibile a breve-medio termine hanno indotto la Commissione a ritenere che l'operazione proposta sollevi serie preoccupazioni riguardo alla creazione o al rafforzamento di una posizione dominante nel mercato della fitasi. Pertanto la Commissione nutre seri dubbi riguardo alla compatibilità dell'operazione proposta con il mercato comune.
Enzimi di degradazione degli NSP
(69) Oltre agli enzimi di degradazione degli NSP prodotti da Novozymes, RV& FC distribuisce un altro enzima di degradazione degli NSP prodotto dalla canadese Iogen. I principali concorrenti di DSM e Novozymes nella produzione di enzimi di degradazione degli NSP nel SEE sono Danisco e Genencor. Danisco detiene il 42,7 % del capitale azionario di Genencor e distribuisce gli enzimi di degradazione degli NSP prodotti da Genencor. Per le sue attività nel campo degli enzimi di degradazione degli NSP, Danisco dipende in parte da Genencor. Viceversa Genencor dipende in larga misura da Danisco per la distribuzione dei suoi enzimi di degradazione degli NSP, in quanto oltre il 75 % delle sue vendite è realizzato proprio attraverso Danisco. La Commissione ritiene che l'ingente quota di partecipazione detenuta da Danisco in Genencor potrebbe condurre ad un allineamento degli interessi economici delle due imprese. Inoltre le due società sono ampiamente interdipendenti in questo settore. La Commissione ritiene pertanto, ai fini della presente decisione, che le quote di mercato di Genencor e Danisco siano cumulative a livello di produzione.
(70) Gli enzimi di degradazione degli NSP prodotti da Genencor sono venduti anche da Adisseo, impresa cui Genencor è legata da particolari accordi che tenderanno ad allineare gli stimoli economici delle due imprese. Sembra dunque che Adisseo debba essere considerata parte integrante del raggruppamento Danisco/Genencor in relazione alla produzione di enzimi di degradazione degli NSP di queste aziende.
(71) In base alla definizione del mercato proposta dalla parte notificante, a livello di produzione le quote di mercato di DSM e Novozymes sono rispettivamente pari al [0-10]* % e al [20-30]* %. Il loro maggiore concorrente è Danisco, con una quota di produzione pari al [40-50]* %, di cui il [0-10]* % di produzione propria e un ulteriore [30-40]* % prodotto da Genencor. Questi due gruppi subiscono la concorrenza di produttori minori che detengono quote di mercato inferiori al [0-5]* %.
(72) Per quanto riguarda la distribuzione degli enzimi di degradazione degli NSP, Danisco detiene il [30-40]* % del mercato della distribuzione di tali prodotti nel SEE nel 2002. Adisseo detiene una quota del [0-10]* %, BASF il [0-10]* %. I prodotti Novozymes sono distribuiti da Lohmann e RV& FC, che detengono rispettivamente il [0-10]* % e il [20-30]* % del mercato. A livello di distribuzione, le parti deterrebbero una quota di mercato del [30-40]* % (DSM/BASF [0-10]* % e Novozymes/RV& FC [20-30]* %) contro il [40-50]* % di Danisco e Adisseo.
(73) La Commissione ritiene improbabile che sorgano problemi in ordine alla costituzione di una posizione dominante individuale nel mercato degli enzimi di degradazione degli NSP, in quanto Danisco e le imprese ad essa associate deterranno una posizione di maggiore forza a livello tanto di produzione quanto di distribuzione rispetto al gruppo composto da DSM/BASF/RV& FC/Novozymes.
(74) Poiché i due leader di mercato deterranno quote di mercato rispettivamente pari al [40-50]* % e al [30-40]* % circa, mentre il terzo maggiore concorrente con una quota di mercato del [0-10]* % sarà eliminato, è stata esaminata l'eventualità che si configuri una posizione dominante collettiva.
(75) La parte notificante sostiene che una siffatta eventualità è improbabile, in quanto il mercato non è trasparente e i prodotti contenenti enzimi di degradazione degli NSP non sono omogenei. Secondo la parte notificante, i prezzi sono negoziati privatamente con un elevato numero di clienti. Sebbene nel SEE siano pochi i produttori di premiscele, esistono oltre 500 produttori di mangimi composti e di integratori che acquistano enzimi alimentari. Di conseguenza i distributori non conoscono i prezzi dei loro concorrenti ed esercitare un controllo è dunque praticamente impossibile. La parte notificante evidenzia inoltre l'esistenza di un eccesso di capacità produttiva e distributiva che minerebbe eventuali tentativi di coordinamento.
(76) L'indagine di mercato svolta dalla Commissione ha ampiamente confermato che è estremamente difficile controllare i prezzi e le quantità nel mercato degli enzimi di degradazione degli NSP. I prezzi sono negoziati privatamente in media una o due volte l'anno e dunque dalle trattative è possibile ricavare soltanto informazioni generiche. Un distributore di enzimi di degradazione degli NSP ha indicato che "l'unico modo per ottenere informazioni dettagliate sui prezzi di mercato è rivolgersi ai clienti, che forniranno per lo più soltanto un'indicazione di massima e che non sempre sono sinceri, in quanto cercano di spuntare un prezzo migliore". La domanda è frammentata sia orizzontalmente, dato l'elevato numero di produttori di mangimi composti nel SEE, sia verticalmente, in quanto gli enzimi di degradazione degli NSP sono venduti a produttori di premiscele, produttori di mangimi composti e produttori di integratori. Pertanto raccogliere informazioni pertinenti sui quantitativi venduti è assai difficile, se non addirittura impossibile. Una tacita spartizione del mercato in base ai clienti o alle aree geografiche è parimenti impensabile, in quanto la clientela è eterogenea e opera a vari livelli (produttori di premiscele, di mangimi composti e di integratori). Alcuni di questi clienti vendono gli enzimi alimentari a vari livelli su un ampio territorio. Infine le gamme di prodotti variano notevolmente fra i produttori e i distributori, tanto che un dato prodotto di un determinato produttore/distributore non è, in genere, direttamente confrontabile con il prodotto di un altro produttore/distributore bensì va confrontato con vari prodotti dalle prestazioni simili, ma non identiche, a quelle del prodotto in questione. La Commissione ritiene quindi che l'operazione, nella sua forma attuale, non sollevi preoccupazioni riguardo alla creazione di una posizione dominante collettiva sul mercato degli enzimi di degradazione degli NSP.
(77) Alla luce di quanto sopra, l'operazione di concentrazione proposta non solleverebbe preoccupazioni in ordine alla concorrenza nei mercati degli enzimi di degradazione degli NSP.
VIII. IMPEGNI PROPOSTI DALLA PARTE NOTIFICANTE
(78) Il 9 luglio 2003 la parte notificante ha presentato nuovi impegni (in appresso denominati gli "impegni") a norma dell'articolo 8, paragrafo 2, del regolamento sulle concentrazioni, allo scopo di ottenere l'autorizzazione all'operazione. Gli impegni sono esposti nell'allegato alla presente decisione, di cui formano parte integrante.
(79) La Commissione è del parere che gli impegni presentati il 9 luglio 2003 affrontino e risolvano in maniera soddisfacente i problemi di concorrenza sollevati dall'operazione di concentrazione.
Riepilogo degli impegni proposti dalla parte notificante
(80) La parte notificante ha proposto di porre fine all'alleanza DSM/BASF nel settore degli enzimi alimentari e di cedere l'attività di produzione di enzimi alimentari di DSM nell'ambito dell'alleanza DSM/BASF (enzima fitasi, enzimi di degradazione degli NSP e α-amilasi) e si è impegnata a sospendere l'attuazione della concentrazione fra DSM e RV& FC a meno che e fin tanto che le due imprese non concludano un accordo definitivo che ponga fine all'alleanza DSM/BASF nonché accordi definitivi di vendita e di licenza per la vendita dell'attività dismessa e la Commissione non fornisca il proprio assenso in merito ai termini degli accordi e all'acquirente prescelto.
Trasferimento e licenza della tecnologia e della proprietà intellettuale
(81) La parte notificante si impegna a trasferire e concedere una licenza riguardante tutta la tecnologia e i diritti di proprietà intellettuale inerenti gli enzimi alimentari.
(82) In primo luogo DSM si impegna a cedere all'acquirente la proprietà di qualsiasi forma di diritti di proprietà intellettuale correlati alla produzione o allo sviluppo di fitasi, di enzimi di degradazione degli NSP e di α-amilasi, inclusi a titolo esemplificativo brevetti, know-how e marchi commerciali. Tale cessione è subordinata ai diritti di Novozymes derivanti dai rispettivi accordi di licenza conclusi con DSM, nonché una controlicenza concessa a DSM nella misura necessaria per sviluppare, produrre, fare produrre, utilizzare e vendere prodotti non rientranti nel campo degli enzimi alimentari.
(83) DSM si impegna inoltre a concedere gratuitamente all'acquirente una licenza irrevocabile ed esclusiva relativa alla tecnologia di background(17) che consentirà all'acquirente di sviluppare, produrre, fare produrre, utilizzare e vendere fitasi, enzimi di degradazione degli NSP e α-amilasi. Tale licenza non sarà esclusiva qualora l'acquirente intenda sviluppare, produrre, fare produrre, utilizzare e vendere altri enzimi alimentari.
(84) Infine DSM si impegna a cedere il materiale biologico, ad esempio ceppi e marcatori, utilizzato nello sviluppo e nella produzione di fitasi, enzimi di degradazione degli NSP e α-amilasi.
Cessione o completamento di progetti R& S
(85) Per quanto riguarda gli attuali progetti di ricerca e sviluppo in materia di enzimi alimentari, DSM si impegna a cedere tali progetti all'acquirente oppure, su richiesta dell'acquirente e previa autorizzazione della Commissione, a completare uno specifico progetto R& S per conto dell'acquirente. L'acquirente sarà proprietario dei risultati dei progetti R& S.
Cessione dell'attività produttiva
(86) DSM si impegna a fornire all'acquirente, per un periodo massimo di [...]*, tutta l'assistenza tecnica necessaria per consentire all'acquirente di avviare la sua produzione di enzimi alimentari. Al fine di garantire all'acquirente una fonte di approvvigionamento sicura, DSM approvvigionerà l'acquirente, a richiesta di quest'ultimo, nel quadro di un accordo di produzione conto terzi di tipo cost-plus per un periodo transitorio fino a un massimo di [...]*. Su richiesta dell'acquirente, e previa approvazione da parte della Commissione, detto accordo di produzione conto terzi potrà essere prorogato oltre il periodo transitorio.
(87) DSM si impegna inoltre a vendere all'acquirente, su richiesta di quest'ultimo, ovvero a una parte terza designata dall'acquirente [...]*.
(88) DSM/RV& FC si impegna inoltre, per un periodo di [...]* dalla data di chiusura dell'attività ceduta o, se più breve, per un periodo di [...]* dalla data in cui sia posto termine all'alleanza RV& FC/Novozymes, ad astenersi dallo svolgere attività di sviluppo e produzione di fitasi, enzimi di degradazione degli NSP e α-amilasi se non nell'ambito dell'alleanza RV& FC/Novozymes.
(89) Infine gli impegni istituiscono una serie di obblighi di separazione delle attività, inclusa l'attuazione di dispositivi firewall atti ad evitare lo scambio di informazioni fra i dipendenti DSM addetti alla produzione conto terzi della fitasi e alle attività di R& S e i dipendenti chiave di DSM precedentemente coinvolti nell'attività dismessa, da un lato e, dall'altro lato, i dipendenti RV& FC addetti alla vendita di tali prodotti, per tutta la durata del periodo transitorio. L'impegno prevede inoltre la nomina di un gestore incaricato di mantenere separate le attività e di un fiduciario incaricato del controllo. Inoltre DSM offrirà incentivi ai suoi dipendenti chiave impegnati nella produzione di enzimi alimentari e nelle relative attività di R& S per conto dell'acquirente affinché essi accettino un'eventuale proposta di assunzione da parte dell'acquirente.
Valutazione degli impegni proposti dalla parte notificante
(90) Il rimedio proposto dalla parte notificante porrà fine all'alleanza DSM/BASF e comporterà la cessione dell'attività di produzione di enzimi alimentari di DSM ad un acquirente idoneo al fine di garantire la totale cessazione delle attuali attività di DSM relative alla produzione di enzimi alimentari (fitasi, enzimi di degradazione degli NSP e α-amilasi) e di creare un concorrente effettivo, valido e indipendente. La costituzione di un concorrente avente tali caratteristiche è di importanza cruciale in quanto, nel caso in cui l'acquirente non dovesse riuscire a esercitare una concorrenza effettiva, l'unico altro fornitore presente sul mercato, ovvero Novozymes/RV& FC (e, dopo l'operazione, DSM), rimarrebbe ad operare in assenza di una concorrenza significativa, con il risultato che la concorrenza non sarebbe ripristinata. Poiché lo sviluppo, la produzione, la vendita e la distribuzione di fitasi sono stati finora intrinsecamente legati alle medesime attività riguardanti gli altri enzimi alimentari esistenti, ovvero gli enzimi di degradazione degli NSP e la α-amilasi (cfr. considerandi da 49 a 58 di cui sopra), qualsiasi rimedio volto a risolvere i problemi di concorrenza sul mercato della fitasi non può limitarsi alla sola fitasi ma dovrebbe includere anche gli altri enzimi alimentari.
(91) I rimedi proposti contengono tutti gli elementi necessari perché un acquirente idoneo possa costituire un concorrente effettivo, valido e indipendente nel mercato degli enzimi alimentari, ivi incluso l'enzima fitasi. L'indagine di mercato svolta dalla Commissione ha indicato l'inaccessibilità dei diritti di proprietà intellettuale quale principale ostacolo all'efficace entrata di nuovi operatori nel mercato della fitasi. In base agli impegni proposti, l'acquirente acquisirebbe tutti i diritti di proprietà intellettuale connessi alla fitasi, agli enzimi di degradazione degli NSP e all'α-amilasi (DSM ha incluso l'α-amilasi nel pacchetto da cedere sulla base di considerazioni di ordine industriale e commerciale) e otterrebbe una licenza esclusiva per l'utilizzo della tecnologia di background allo scopo di sviluppare, produrre, fare produrre, utilizzare e vendere detti prodotti e avrebbe dunque accesso a tutti i diritti di proprietà intellettuale necessari per la produzione e la vendita di fitasi, enzimi di degradazione degli NSP e α-amilasi. Quest'ultimo punto è stato confermato dalla prova di mercato cui la Commissione ha sottoposto gli impegni proposti. La prova di mercato della Commissione ha inoltre ampiamente confermato che la tecnologia degli enzimi alimentari può essere trasferita con successo, come già accaduto in passato.
(92) Anche le attività di ricerca e sviluppo sono importanti nel settore degli enzimi alimentari e tutti gli attuali progetti R& S attinenti a tale settore saranno ceduti all'acquirente. La prova di mercato ha indicato che, malgrado gli inevitabili rischi che qualsiasi trasferimento di tecnologia comporta, un acquirente idoneo sarebbe in grado di portare brillantemente a termine un simile trasferimento e che in passato vi sono stati casi in cui la cessione di progetti R& S nel campo degli enzimi alimentari è stata effettuata con successo. La prova di mercato ha inoltre indicato che il completamento di un progetto R& S in corso da parte di DSM non sarebbe auspicabile, mentre sarebbe da preferirsi una cessione a tutti gli effetti. La Commissione, pertanto, ritiene che la capacità di portare a compimento un progetto R& S indipendentemente da DSM sia estremamente importante perché l'acquirente possa diventare un concorrente valido.
(93) Per consentire all'acquirente di avviare la propria produzione, gli impegni prevedono l'assistenza di DSM nell'avviamento di tale attività produttiva e contemplano la possibilità che, per un periodo transitorio e su richiesta dell'acquirente, DSM continui la produzione in virtù di un accordo di produzione conto terzi. Inoltre, sempre se richiesto dall'acquirente, DSM si impegna a [...]*. Gli impegni non includono la cessione di alcun impianto di fermentazione di enzimi (alimentari) e dunque l'accesso ad una capacità produttiva indipendente è importante perché l'acquirente possa diventare un concorrente indipendente e valido, come conferma la prova di mercato. La prova di mercato ha inoltre indicato che non è auspicabile che DSM prosegua l'attività di produzione conto terzi oltre un periodo transitorio. Posto che l'acquirente abbia sufficiente accesso ad una capacità produttiva di enzimi (alimentari) indipendente, la Commissione ritiene improbabile che un eventuale proseguimento dell'attività di produzione conto terzi di DSM oltre il periodo transitorio, allo scopo di soddisfare parte del fabbisogno dell'acquirente, crei problemi di concorrenza. Un'eventuale attività di produzione conto terzi protratta oltre il periodo transitorio sarebbe soggetta alla preventiva approvazione della Commissione. L'indagine e la prova di mercato hanno individuato vari produttori di enzimi (alimentari) reali o potenziali. La prova di mercato ha ulteriormente confermato che vi sono stati casi in cui la cessione di attività di produzione di enzimi alimentari è stata effettuata con successo.
(94) Poiché la cedibilità e la sostenibilità dell'attività dismessa e dunque il ripristino di una concorrenza effettiva sul mercato dipendono in larga misura dall'identità dell'acquirente, la parte notificante si è impegnata a sospendere l'attuazione della concentrazione fra DSM e RV& FC a meno che e fin tanto che le due imprese non concludano un accordo definitivo che ponga fine all'alleanza DSM/BASF nonché accordi definitivi di vendita e di licenza per la vendita dell'attività dismessa e la Commissione non fornisca il proprio assenso in merito ai termini degli accordi e all'acquirente prescelto.
(95) La Commissione ritiene che, al fine di garantire l'immediato ripristino di una concorrenza effettiva e di ottenere l'approvazione da parte della Commissione, l'acquirente debba essere un'impresa vitale che non dipenda da DSM/RV& FC né abbia con queste ultime alcun legame. L'acquirente deve essere in possesso di adeguate risorse finanziarie e di una comprovata esperienza ed essere incentivato a mantenere e sviluppare l'attività ceduta come entità operante in attiva concorrenza con DSM/RV& FC e altri concorrenti. L'acquirente non deve essere suscettibile di sollevare prima facie, alla luce delle informazioni a disposizione della Commissione, preoccupazioni in ordine alla concorrenza né di generare il rischio che l'attuazione degli impegni subisca ritardi. Nella sua valutazione dell'acquirente, la Commissione terrà conto delle caratteristiche e della struttura del mercato.
IX. CONCLUSIONE
(96) Si conclude pertanto che gli impegni proposti dalla parte notificante modificano l'operazione notificata in maniera tale da eliminare i seri dubbi espressi dalla Commissione riguardo alla compatibilità dell'operazione con il mercato comune. L'operazione dovrebbe pertanto essere dichiarata compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, del regolamento sulle concentrazioni e con l'accordo SEE ai sensi del relativo articolo 57, fatta salva l'attuazione degli impegni esposti in allegato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'operazione notificata con la quale DSM NV acquisisce il controllo esclusivo della divisione vitamine e prodotti di chimica fine di Roche ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CEE) n. 4064/89 è dichiarata compatibile con il mercato comune e con l'accordo SEE.
Articolo 2
L'articolo 1 è subordinato all'ottemperanza alle condizioni definite nelle sezioni B, C (ad eccezione dei paragrafi 23 e 24), D e E dell'allegato.
Articolo 3
L'articolo 1 è subordinato all'adempimento degli obblighi definiti nei paragrafi 23 e 24 della sezione C e nelle sezioni F (fiduciario di controllo) e G (clausola di riesame) dell'allegato.
Articolo 4
È destinataria della presente decisione:
DSM NV Het Overloon 1 6401 JH Heerlen Paesi Bassi
Fatto a Bruxelles, il 23 luglio 2003.

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