Document ID: 32009R1241

REGOLAMENTO (UE) N. 1241/2009 DELLA COMMISSIONE
del 16 dicembre 2009
che proroga e aggiorna il campo di applicazione della vigilanza preventiva sulle importazioni di determinati prodotti siderurgici originari di alcuni paesi terzi
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sull’Unione europea e il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 260/2009 del Consiglio (1), del 26 febbraio 2009, relativo al regime comune applicabile alle importazioni, in particolare l’articolo 11,
visto il regolamento (CE) n. 625/2009 del Consiglio (2), del 7 luglio 2009, relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi, in particolare l’articolo 9,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
(1)
Con il regolamento (CE) n. 76/2002 (3), del 17 gennaio 2002, la Commissione ha introdotto una vigilanza comunitaria preventiva sulle importazioni di determinati prodotti siderurgici originari di paesi terzi.
(2)
Le statistiche sul commercio estero dell’Unione non sono disponibili entro i termini previsti dal regolamento (CE) n. 1917/2000 della Commissione (4).
(3)
Benché la situazione sia cambiata successivamente all’introduzione della vigilanza nel 2002, l’evoluzione del mercato mondiale dell’acciaio rende tuttora necessario un sistema informativo attendibile e rapido sulle future importazioni dell’Unione.
(4)
Sono stati analizzati gli andamenti delle importazioni dei prodotti attualmente oggetto della vigilanza come pure dei prodotti piatti di acciaio inossidabile e dei tubi grandi saldati, che attualmente non rientrano nel sistema di sorveglianza. Si è ritenuto necessario esaminare gli andamenti relativi anche a questi prodotti in quanto si tratta dei prodotti a maggior valore aggiunto sul mercato.
(5)
Negli ultimi anni le importazioni di tali prodotti siderurgici nell’UE sono notevolmente aumentate (40 %) in termini assoluti tra il 2005 e il 2008. Benché le importazioni abbiano cominciato a diminuire a partire dalla fine del 2008, esse hanno semplicemente seguito il calo della domanda e si sono mantenute a livelli significativi in termini di consumi.
(6)
Nel periodo 2006-2008 la capacità mondiale di produzione dell’acciaio ha registrato un incremento e dovrebbe continuare a crescere fino al 2010. Nei prossimi due anni è prevista una crescita della capacità pari o superiore al 10 % in varie regioni, segnatamente in Cina, India, Brasile e Medio Oriente. La Cina, il principale paese in termini di incremento della capacità, rappresenta attualmente il 40 % circa della capacità mondiale di produzione di acciaio grezzo e circa tre volte il consumo annuo di acciaio dell’UE.
(7)
Poiché l’UE costituisce un importante mercato per l’acciaio in termini di dimensioni e prezzi, soprattutto in presenza di una valuta forte, è probabile che, non appena vi sarà una ripresa dei mercati e della domanda sul mercato dell’Unione, le eventuali eccedenze di capacità di produzione dell’acciaio siano reindirizzate verso l’UE. Negli ultimi tempi l’accesso ai mercati dei paesi terzi si è invece ridotto in varia misura poiché paesi di diverse aree geografiche (Americhe, Asia, Medio Oriente) hanno adottato misure volte a tutelare o sostenere la propria industria dell’acciaio. Queste misure hanno assunto varie forme, fra cui aumenti dei dazi, obblighi di licenza, obblighi di acquistare localmente, e hanno riguardato mercati che rappresentano una quota significativa dei consumi mondiali.
(8)
La produzione di acciaio grezzo e di prodotti piatti di acciaio inossidabile nell’UE ha raggiunto il suo massimo rispettivamente nel 2007 e nel 2006, per poi cominciare a diminuire nel 2008. Nel primo semestre del 2009 vi è stata una contrazione del 43,2 % rispetto al primo semestre del 2008 e nello stesso periodo si è registrata una riduzione della produzione mondiale di acciaio del 22,4 %. La crisi ha avuto un impatto su tutti i maggiori paesi dell’UE che producono acciaio e i produttori hanno reagito riducendo il numero di giorni di produzione, aumentando così le capacità inutilizzate.
(9)
Tutti i produttori hanno notevolmente ridotto il numero di addetti. Nel giugno del 2009 il 40 % circa della forza lavoro del settore dell’acciaio nell’UE ha subito gli effetti della crisi economica sotto forma di licenziamenti temporanei o definitivi o di riduzione dell’orario di lavoro.
(10)
Sulla base del recente andamento delle importazioni di prodotti siderurgici, dell’attuale vulnerabilità dell’industria dell’UE, del persistere della debolezza della domanda sul mercato dell’UE nonché della probabilità che le capacità in eccesso attuali e future vengano reindirizzate verso l’UE in caso di ripresa della domanda, si può ritenere che esista un rischio di pregiudizio nei confronti dei produttori dell’Unione a norma dell’articolo 11 del regolamento (CE) n. 260/2009.
(11)
Di conseguenza, è nell’interesse dell’Unione mantenere la vigilanza preventiva delle importazioni di determinati prodotti siderurgici, affinché possano essere raccolte informazioni statistiche dettagliate che consentano di analizzare rapidamente l’andamento delle importazioni. È necessario poter disporre rapidamente e con tempestività di dati relativi agli scambi commerciali per poter ovviare alla vulnerabilità del mercato europeo dell’acciaio di fronte agli improvvisi cambiamenti sui mercati siderurgici mondiali. Ciò risulta tanto più importante nel quadro dell’attuale crisi, caratterizzata da incertezze circa la possibilità di una ripresa strutturale della domanda di cui l’industria dell’UE possa effettivamente beneficiare.
(12)
Inoltre, alla luce dell’andamento del mercato dei prodotti piatti di acciaio inossidabile e dei grossi tubi saldati nonché della situazione delle industrie interessate, e dato che sistemi analoghi di monitoraggio delle importazioni di acciaio includono tali prodotti, è opportuno che il campo di applicazione del sistema comprenda i prodotti di cui all’allegato I.
(13)
Tenendo conto dell’andamento delineato sopra e dato che altri importanti paesi produttori di acciaio, come Canada e Stati Uniti d’America, hanno recentemente deciso di prorogare i sistemi analoghi di monitoraggio delle importazioni di acciaio (rispettivamente fino al 31 agosto 2011 e al 21 marzo 2013), è opportuno che tale sistema continui ad applicarsi fino al 31 dicembre 2012.
(14)
Al fine di minimizzare le restrizioni inutili e di non perturbare eccessivamente le attività delle imprese vicine alle frontiere, il peso netto delle importazioni escluse dall’applicazione del presente regolamento resta pari a 2 500 kg,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento (CE) n. 76/2002 è così modificato:
1)
il campo di applicazione della vigilanza preventiva è esteso ai prodotti elencati nell’allegato I;
2)
all’articolo 6, la data del «31 dicembre 2009» è soppressa e sostituita da quella del «31 dicembre 2012»;
3)
l’elenco delle competenti autorità nazionali è sostituito dall’elenco di cui all’allegato II.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 2009.

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