Document ID: 32000D0805

Decisione della Commissione
dell'11 aprile 2000
relativa all'aiuto di Stato applicato dalla Francia nel settore suinicolo
[notificata con il numero C(2000) 1169]
(Il testo in lingua francese è l'unico facente fede)
(2000/805/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni, conformemente all'articolo 88, paragrafo 2, primo comma, del trattato, e viste tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I
PROCEDURA
(1) In seguito ad un articolo comparso sulla stampa l'11 settembre 1998, che menzionava una decisione del governo francese relativa a misure di aiuto a favore degli allevatori di suini, il direttore generale dell'Agricoltura ha indirizzato alle autorità francesi una domanda di notifica in data 15 settembre 1998.
(2) Le autorità francesi hanno notificato le misure in oggetto con lettera del 2 ottobre 1998, registrata il 9 ottobre 1998. Alcune informazioni complementari sono state richieste con una lettera del 28 ottobre 1998, in cui si chiedeva l'invio immediato dei testi contenenti le modalità tecniche, si ricordava l'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, relativo al divieto di dare esecuzione agli aiuti di Stato, e si menzionava inoltre il principio del recupero degli aiuti incompatibili con il mercato comune. Successive informazioni sono pervenute alla direzione generale dell'Agricoltura il 27 novembre 1998, il 1o dicembre 1998 e il 2 dicembre 1998, unitamente ad ulteriori ragguagli.
(3) La Commissione ha avviato la procedura dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE nei confronti dell'aiuto in oggetto con lettera n. SG (98) D/12216 del 22 dicembre 1998.
(4) La decisione di avvio della procedura è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(1). La Commissione ha invitato gli altri Stati membri e i terzi interessati a presentare le loro osservazioni sugli aiuti in oggetto.
(5) Con lettera del 31 marzo 1999, la Commissione ha ricevuto le osservazioni delle autorità danesi in merito all'avvio della procedura. La Francia ha presentato le proprie osservazioni con lettera del 12 febbraio 1999.
(6) La Commissione si è nuovamente rivolta alle autorità francesi con lettere del direttore generale dell'Agricoltura in data 1o giugno 1999 e 20 ottobre 1999. Le autorità francesi hanno risposto con lettera del 24 novembre 1999.
II
DESCRIZIONE
(7) Per quanto riguarda il dispositivo in questione, con lettera del 2 ottobre 1998 le autorità francesi hanno comunicato alla Commissione quanto segue: "In seguito alla crisi del settore suino, caratterizzato da un calo spettacolare dei corsi nonché da un'eccedenza senza precedenti della produzione comunitaria, e a titolo di accompagnamento delle misure di mercato decise sul piano comunitario, le autorità francesi hanno adottato varie misure finanziarie e sociali". Le misure notificate sono descritte ai paragrafi seguenti.
Stabiporc
(8) Le autorità francesi intendono riattivare il sistema di anticipi rimborsabili della Caisse professionnelle de régulation porcine (in appresso "Stabiporc"). Questo sistema consiste nel versare anticipi di tesoreria rimborsabili al 100 % alle associazioni di produttori per consentire loro di regolarizzare il prezzo dei suini da carne pagato agli allevatori aderenti al regime, ed è pertanto destinato a regolarizzare gli introiti degli allevatori colpiti dalle crisi della produzione suina. Stabiporc è una società civile che si propone di mobilitare il concorso di più partner finanziari per offrire anticipi rimborsabili ai produttori di suini. Tale mobilitazione rende necessaria la concertazione tra i vari partner.
(9) La Commissione ha già avuto modo di pronunciarsi in merito al sistema in questione. In passato sono state emesse due decisioni negative(2) a motivo degli aiuti, giudicati illegali, che esso prevedeva per i beneficiari. Il tasso dei prestiti era infatti di molto inferiore a quelli di mercato e, in caso di mancato rimborso da parte delle associazioni di produttori, il pagamento era garantito dall'Office national interprofessionnel des viandes, de l'élevage et de l'aviculture (in appresso "Ofival").
(10) Tale dispositivo sarà modificato per tenere conto delle osservazioni formulate dalla Commissione europea nelle sue precedenti decisioni:
- La partecipazione delle autorità pubbliche si limiterà ad autorizzare l'Ofival ad associarsi ai partner finanziari nell'erogazione di un prestito il cui importo sarebbe pari a 72 milioni di FRF (circa 11 milioni di EUR). Inoltre l'Ofival non si costituirà più garante in caso di mancato o ritardato pagamento. Pertanto, nelle relazioni contrattuali tra Ofival e Stabiporc, verrà stabilito esplicitamente che, in caso di mancato pagamento o di ritardo nei pagamenti al momento del rimborso del capitale e degli interessi del prestito Ofival, quest'ultimo ha il diritto di riscuotere presso le associazioni le somme dovute, maggiorate degli interessi di mora.
- Il tasso dei prestiti sarà fissato in funzione del tasso normale del mercato, ossia tasso PIBOR maggiorato dello 0,6 %. Il valore del tasso PIBOR preso in considerazione è quello dell'ultimo indicatore trimestrale noto. La durata dei prestiti concessi agli allevatori varierà in funzione della congiuntura e, segnatamente, del livello dei corsi di mercato. In ogni caso il tasso fissato si applica per la durata di un anno e non è mai inferiore al tasso di riferimento in vigore per quanto riguarda i prestiti di un anno o di durata inferiore. I prestiti sono accordati unicamente alle associazioni in stato di solvibilità.
Scaglionamento dei contributi
(11) Per stabilire quali aziende siano ammissibili allo scaglionamento dei contributi sociali, i poteri pubblici faranno procedere a revisioni contabili a livello di dipartimento. Per valutare la realtà e il grado delle difficoltà cui le aziende si trovano confrontate, si terrà conto particolarmente di tre criteri:
- un decremento significativo del fatturato, oppure una diminuzione del tasso di margine constatato nel 1996, nel 1997 e nel corso dei primi mesi del 1998,
- difficoltà finanziarie specifiche che determinano per l'azienda una crescita del tasso di indebitamento a breve termine,
- ritardi nei pagamenti delle scadenze bancarie o sociali.
(12) In base ai risultati delle revisioni contabili, alle aziende che si trovassero di fronte a difficoltà finanziarie che peraltro non ne compromettano l'efficienza verrà proposto di beneficiare della misura di scaglionamento dei contributi sociali personali; resteranno esclusi i contributi a carico del datore di lavoro. Il costo previsto della misura è di 6 milioni di FRF (circa 914000 EUR).
Beneficiari
(13) Saranno ammissibili esclusivamente gli imprenditori agricoli delle aziende ritenute efficienti in sede di revisione contabile dipartimentale. Lo scaglionamento dei pagamenti non sarà preso in considerazione per gli imprenditori per i quali, nel corso degli anni precedenti, si sono verificati problemi ingiustificati nei pagamenti. La misura sarà riservata agli allevatori il cui fatturato derivante dall'attività suinicola raggiunge o supera il 50 % del fatturato totale dell'azienda (il 35 % per i produttori di suinetti). Infine, gli allevamenti dovranno essere conformi all'autorizzazione rispettiva o a quanto dichiarato ai sensi della legge n. 76/663, del 18 luglio 1976, relativa agli impianti classificati in vista della protezione dell'ambiente.
Modalità
(14) La durata massima degli scadenzari dei pagamenti è di due anni. Questi scadenzari potranno riferirsi ai contributi tecnici e complementari AMEXA, alle assicurazioni vecchiaia, alle prestazioni familiari e all'assicurazione di vedovanza ancora dovuti nel quadro del regime per le persone non salariate delle professioni agricole. Lo scaglionamento riguarderà esclusivamente il saldo dei contributi sociali dovuti per il 1998 dopo pagamento degli anticipi, corrispondente ad un importo complessivo pari al 15/20 % del totale dei contributi.
(15) Il compito di fissare le modalità di recupero dei contributi rientra fra le competenze di ciascuna cassa mutua sociale agricola (MSA), alla quale spetta stabilire in quali condizioni gli agricoltori risanabili possono adempiere al versamento dei loro contributi senza perdere la copertura sociale. Il mancato rispetto, da parte dell'agricoltore, delle scadenze di pagamento decise dalla cassa MSA comporterà la sospensione immediata delle misure di scaglionamento.
(16) L'intervento dello Stato è destinato ad integrare l'abituale azione delle casse MSA, le quali, tenuto conto delle notevoli difficoltà in cui si trovano le aziende (peraltro fortemente localizzate in certe regioni), non possono proporre a tutti i produttori interessati una misura di scaglionamento dei contributi sociali. Difatti la gravità della crisi che il settore suinicolo sta attraversando ha messo numerose aziende in situazioni assai difficili, che possono avere serie ripercussioni sociali e familiari (e segnatamente la perdita di ogni copertura sociale). Questa è la ragione per cui le autorità pubbliche hanno deciso di assumersi parzialmente a carico il costo dello scaglionamento dei contributi.
Investitori recenti
(17) Questa misura consiste nel far beneficiare gli allevatori del settore suinicolo di una parziale assunzione a carico degli interessi derivanti dai prestiti bancari. Il dispositivo consiste nell'assumere a carico dal 3 al 5 % della base di calcolo dei prestiti stipulati nel periodo 1996-1998. Questo sgravio viene calcolato a partire dal solo prestito bancario.
(18) Saranno ammissibili a titolo prioritario gli allevatori che hanno effettuato investimenti per la prima volta nella produzione suina. Gli allevamenti beneficiari dovranno inoltre essere conformi alla normativa sull'ambiente. Saranno esclusi da questa misura i prestiti familiari, quelli fondiari e quelli per il bestiame.
(19) Le autorità francesi hanno ricordato che il settore suinicolo ha già conosciuto, nel 1993, questo tipo di dispositivo a favore degli "investitori recenti". La Commissione aveva dovuto pronunciarsi sulla compatibilità di tale dispositivo nella sua decisione del 27 luglio 1994 (aiuto NN 116/93, divenuto C 9/94). Secondo le autorità francesi, le misure di sostegno a favore dei piccoli produttori sono assimilabili alle misure riguardanti gli investitori recenti. Il dispositivo previsto terrà conto delle osservazioni formulate dalla Commissione:
- le assunzioni a carico si riferiranno a prestiti contratti per il finanziamento di investimenti già realizzati,
- l'equivalente sovvenzione cumulato degli eventuali aiuti già esistenti e del nuovo aiuto non potrà superare i tassi generalmente ammessi dalla Commissione. Una vigilanza particolare sarà esercitata sui casi di cumulo degli aiuti all'insediamento (prestiti per l'insediamento ai giovani agricoltori e capitale di dotazione per l'insediamento), affinché l'equivalente sovvenzione cumulato rispetti i massimali comunitari di aiuto. Beneficiari privilegiati saranno i detentori di un prestito all'ammodernamento,
- le assunzioni a carico faranno seguito ad un adattamento dei tassi dei nuovi prestiti effettuato per tener conto della variazione del costo del denaro, oppure interesseranno aziende agricole che presentano garanzie di efficienza, particolarmente nel caso in cui gli oneri finanziari derivanti dai prestiti già in atto sono tali da mettere in pericolo le aziende agricole, con l'eventuale rischio di un fallimento.
(20) Il costo previsionale della misura è di 30 milioni di FRF (circa 4,5 milioni di EUR).
(21) Per quanto riguarda Stabiporc, nell'avviare la procedura d'esame delle misure notificate la Commissione ha ritenuto che l'intervento statale a favore delle imprese redditizie si sarebbe limitato a una concessione di prestiti a un normale tasso d'interesse di mercato. Detto tasso d'interesse di mercato figura nel tasso di riferimento e, nel gennaio 1999, era fissato al 4,30 % (tasso interbancario ad un anno). Le autorità francesi hanno fornito prove del fatto che il tasso di interesse applicato non è mai inferiore al tasso di riferimento in vigore per quanto riguarda i prestiti di durata pari o inferiore ad un anno. Si poteva pertanto escludere che questa misura comportasse un vantaggio, e dunque un aiuto.
(22) Per contro, nell'avviare la procedura la Commissione ha ritenuto che le misure consistenti nello scaglionamento dei contributi sociali e nella parziale assunzione a carico degli interessi di prestiti bancari comportassero un vantaggio per i produttori del settore suino. Pertanto tali aiuti non sarebbero, in linea di massima, compatibili con il mercato comune, a meno di poter beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato. Le informazioni disponibili non contenevano elementi che permettessero alla Commissione di affermare la compatibilità dell'aiuto, che sembrava rivestire il carattere di un aiuto al funzionamento. Più particolarmente, nella misura in cui le autorità francesi ritenevano che il dispositivo in questione potesse rientrare nel quadro degli orientamenti comunitari sugli aiuti di stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà(3), esse non avevano fornito le informazioni appropriate in base alle quali la Commissione avrebbe potuto constatare il rispetto dei suddetti orientamenti. Di conseguenza, la Commissione ha ritenuto necessario avviare la procedura prevista dall'articolo 88, paragrafo 2, del trattato.
III
OSSERVAZIONI PRESENTATE DALLA FRANCIA
(23) Con lettera del 12 febbraio 1999, le autorità francesi hanno presentato le loro osservazioni sulla decisione della Commissione di avviare la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato nei confronti dell'aiuto notificato.
(24) Le autorita francesi hanno confermato le informazioni fornite in passato sul sistema Stabiporc, per quanto riguarda sia l'obiettivo del sistema (versare anticipi di tesoreria rimborsabili al 100 % alle associazioni di produttori per consentire loro di regolarizzare il prezzo dei suini da carne pagato agli allevatori aderenti al regime), sia il meccanismo di intervento: erogazione di un prestito al tasso di mercato.
(25) Per quanto riguarda gli aiuti sotto forma di scaglionamento dei contributi sociali personali e le misure a favore di investitori recenti, le autorità francesi confermano in gran parte le informazioni già fornite alla Commissione, facendo al contempo presente che le due misure sono conformi ai requisiti degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.
(26) Per quanto riguarda lo scaglionamento dei contributi sociali personali, le autorità francesi ricordano che la misura consiste nello scaglionare il saldo di tali contributi dovuti per il 1998 dopo pagamento degli anticipi. Esse precisano che, rispetto ai criteri enunciati dagli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà:
a) Ripristino della redditività a lungo termine dell'impresa:
un audit, condotto a livello di dipartimento presso i singoli beneficiari potenziali da una commissione che riferisce in merito alla cassa MSA, ha l'obiettivo di valutare quali siano gli agricoltori che presentano una situazione risanabile.
b) Prevenzione di indebite distorsioni della concorrenza in un settore caratterizzato da fenomeni di sovraccapacità strutturale mediante riduzione o chiusura irreversibile di capacità di produzione:
secondo l'esenzione prevista al punto 3.2.5, lettera c), punto i), degli orientamenti, per misure mirate ad una particolare categoria di prodotti od operatori, qualora l'insieme delle decisioni adottate a favore di tutti i beneficiari per un periodo di dodici mesi consecutivi non riguardi una quantità di prodotti superiore al 3 % della produzione totale annuale di tali prodotti nel paese di cui trattasi, la Commissione, fatta salva l'osservanza di tutte le altre condizioni, non applicherà i requisiti di riduzione della capacità.
Le autorità francesi adducono a giustificazione questo principio perché il bilancio di previsione della misura ammonta a 6 milioni di FRF e il 3 % della produzione totale annuale in Francia, considerando la media dei tre anni precedenti, rappresenta in valore 780 milioni di FRF.
c) Proporzionalità degli aiuti ai costi ed ai benefici della ristrutturazione:
la misura non consiste nell'assunzione a carico dei contributi da parte dello Stato. L'agricoltore paga in forma scaglionata i propri contributi e beneficia dunque unicamente di una facilitazione di pagamento.
d) Piena attuazione del programma di ristrutturazione e relazione annuale alla Commissione:
le autorità francesi si impegnano a far rispettare questi due criteri.
(27) Per quanto riguarda la misura a favore degli investitori recenti, le autorità francesi precisano che, rispetto ai criteri enunciati dagli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà:
a) Ripristino della redditività a lungo termine dell'impresa:
l'audit condotto da Ofival presso i singoli beneficiari ha l'obiettivo di valutare la capacità dell'allevamento a superare le difficoltà congiunturali e si traduce, in particolare, nell'analisi dettagliata dei prestiti sottoscritti e delle relative tabelle di ammortamento.
b) Prevenzione di indebite distorsioni della concorrenza in un settore caratterizzato da fenomeni di sovraccapacità strutturale mediante riduzione o chiusura irreversibile di capacità di produzione:
le autorità francesi adducono a giustificazione l'esenzione prevista al punto 3.2.5, lettera c), punto i), degli orientamenti, perché il bilancio di previsione della misura è valutato a 30 milioni di FRF e il 3 % della produzione totale annuale in Francia, considerando la media dei tre anni precedenti, rappresenta in valore 780 milioni di FRF e in volume 780000 suini (fonte Eurostat). Una prima stima effettuata dai servizi francesi valuta a 60000 il numero di posti per suini da carne interessati dalla misura.
c) Proporzionalità degli aiuti ai costi ed ai benefici della ristrutturazione:
la misura consiste nell'assunzione a carico di una percentuale compresa fra il 3 e il 5 % della base di calcolo dei prestiti stipulati nel periodo 1996-1998. I prestiti sottoscritti nel 1996, 1997 e 1998 comportano, in particolare quelli di più vecchia data, tassi di interesse elevati, molto superiori ai tassi di cui può beneficiare attualmente il beneficiario di un prestito. Sono ad esempio frequenti i tassi dell'8,5 %, 7,6 % o 7,10 %, mentre attualmente, con un PIBOR al 3,85 %, il tasso bancario è pari al 4,5 %. Di conseguenza l'aiuto, assimilato all'attribuzione di una somma proporzionale all'importo, rappresenta solo una parte dell'onere finanziario annuale e il produttore se ne sobbarca la maggior parte.
d) Piena attuazione del programma di ristrutturazione e relazione annuale alla Commissione:
le autorità francesi si impegnano a far rispettare questi due criteri.
Le autorità francesi precisano inoltre che a quest'ultima misura saranno ammissibili unicamente le aziende di piccole e medie dimensioni (comprese fra 42 e 200 scrofe in produzione con il sistema "allevatore - ingrassatore"), che occupano in generale l'agricoltore e il coniuge e talvolta un salariato. I beneficiari della misura rientrerebbero pertanto nella categoria delle piccole imprese agricole (PEA) che danno lavoro a meno di 10 unità di lavoro annuali. Questo dispositivo contribuisce dunque alla permanenza degli allevatori e della loro famiglia in zone rurali in cui scarse sono le opportunità di impiego.
IV
OSSERVAZIONI PRESENTATE DA TERZI
(28) Con lettera del 31 marzo 1999, la Commissione ha ricevuto le osservazioni delle autorità danesi, trasmesse successivamente alle autorità francesi. Le autorità danesi hanno espresso il loro accordo con le prime conclusioni tratte dalla Commissione sulle tre misure in oggetto, affermando che tali misure avrebbero favorito il settore suino francese rispetto a quello degli altri Stati membri. Le autorità danesi hanno poi voluto ricordare che il sostegno al settore suino non può avvenire che mediante regimi comunitari esistenti, constatando peraltro che il ricorso alle possibilità d'aiuto nel quadro dell'organizzazione comune di mercato della carne suina aveva già indotto una notevole stabilizzazione del mercato.
V
ALTRE MISURE ANNUNCIATE DALLA FRANCIA
(29) Successivamente all'avvio della procedura d'esame da parte della Commissione, sono stati diramati vari annunci relativi all'attuazione di altre misure, peraltro non notificate alla Commissione, a favore del settore suino. Ad esempio, secondo informazioni pubblicate in Francia ai primi di gennaio del 1999, il governo francese avrebbe accordato un aiuto di circa 10 milioni di FRF (circa 1,5 milioni di EUR) sotto forma di un premio di 2 FRF per kg di suino, versato a certi negozianti che avrebbero dovuto passare tale premio ai produttori avendo come intermediari i macelli. Il 7 aprile 1999, il ministro francese dell'agricoltura, signor Glavany, ha annunciato aiuti per un totale di 140 milioni di FRF (circa 21,3 milioni di EUR) destinati a sostenere direttamente le aziende suinicole. Inoltre, il 28 aprile 1999, i produttori francesi di suini hanno annunciato una misura consistente nel ritirare animali dal mercato procedendo alla macellazione dei suinetti (80000 tra maggio e agosto 1999). Infine, il 9 dicembre 1999, il signor Glavany ha presentato ai rappresentanti delle organizzazioni nazionali di categoria un dispositivo di accompagnamento degli allevatori suinicoli in difficoltà, che consisteva in crediti destinati a integrare il dispositivo d'aiuto della composizione in via amichevole dei debiti nel settore suinicolo, istituito nella primavera del 1999, notificato alla Commissione il 5 luglio 1999 e autorizzato da quest'ultima nel quadro dell'aiuto di Stato N 405/99(4).
(30) La Commissione ha voluto disporre di una panoramica complessiva di tutte le misure che le autorità francesi avrebbero potuto attuare a favore del settore suinicolo, per evitare, in particolare, che si potessero concedere aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà ripetutamente agli stessi beneficiari, prassi che violerebbe uno dei principi enunciati negli orientamenti comunitari per la concessione di questo tipo di aiuti. La Commissione si è pertanto rivolta a più riprese alle autorità francesi (lettere dell'11 gennaio, del 19 aprile, del 16 giugno e del 14 dicembre 1999), invitandole a confermare o smentire le informazioni relative a questi nuovi aiuti e notificare qualsiasi eventuale aiuto a favore del settore suinicolo.
(31) Con lettera del 16 giugno 1999, le autorità francesi hanno risposto che la misura riguardante la macellazione dei suinetti non era stata né istituita né finanziata dalle autorità pubbliche e che si trattava di un'iniziativa esclusivamente interprofessionale. Con lettera del 24 novembre 1999, le autorità francesi hanno confermato che, al culmine della crisi, le autorità pubbliche sono state indotte ad annunciare una serie di misure a favore del settore suinicolo. Tuttavia il mercato ha subito un'evoluzione positiva nel corso della primavera 1999, grazie in particolare all'attuazione del programma di aiuto alimentare e agli strumenti di gestione comunitaria (restituzioni); le autorità francesi hanno pertanto deciso di non dar seguito a certuni tra i dispositivi annunciati. Oltre alle misure che sono oggetto della presente procedura, la sola misura adottata è pertanto rappresentata dall'aiuto alla cessazione dell'attività, notificato alla Commissione il 5 luglio 1999 (cfr. considerando 29). Finora non è stata tuttavia fornita alcuna risposta per quanto riguarda il piano presentato il 9 dicembre 1999.
VI
VALUTAZIONE
(32) Secondo l'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, salvo deroghe contemplate dal trattato stesso, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
(33) L'articolo 21 del regolamento (CEE) n. 2759/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni suine(5), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3290/94(6), statuisce che, fatte salve disposizioni contrarie contenute nello stesso regolamento, gli articoli 87, 88 e 89 del trattato si applicano alla produzione e al commercio della carne suina.
(34) Le misure notificate dalla Francia si configurano in linea di principio come aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, se e in quanto intese ad alleviare gli oneri economici e finanziari che gravano su certi produttori rispetto ai loro concorrenti che non ricevono tale assistenza.
Stabiporc
(35) Per quanto riguarda Stabiporc, le autorità francesi hanno spiegato che l'intervento statale a favore delle imprese redditizie(7) si limiterà alla concessione di un prestito a normale tasso di interesse di mercato. Le autorità francesi hanno fornito prove del fatto che il tasso di interesse applicato non è mai inferiore al tasso di riferimento in vigore per quanto riguarda i prestiti di durata pari o inferiore ad un anno. Inoltre, nelle relazioni contrattuali tra Ofival e Stabiporc, si menzionerà esplicitamente che, in caso di mancato pagamento o di pagamento ritardato all'atto del rimborso del capitale e degli interessi del prestito Ofival, quest'ultima avrà il diritto di riscuotere presso le associazioni le somme dovute, maggiorate degli interessi di mora. Vista questa situazione, si può escludere l'esistenza di un vantaggio, e quindi di un aiuto. La Commissione può dunque concludere che il sistema Stabiporc e le sue modalità di applicazione, quali previste attualmente dalle autorità francesi, rispettano le disposizioni del trattato nel senso che il sistema non contiene elementi d'aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. In ogni caso, qualora fosse prevista in futuro l'erogazione di prestiti a condizioni più favorevoli di quelle citate, le autorità francesi dovranno informarne la Commissione.
(36) Le autorità francesi sono invitate a trasmettere alla Commissione una relazione annuale contenente le informazioni relative al funzionamento del sistema e, in particolare, agli importi anticipati nel corso dell'esercizio, ai tassi d'interesse applicati, agli importi rimborsati e/o in ritardo di pagamento, ai saldi degli anticipi, e così via.
Scaglionamento dei contributi sociali e investitori recenti
(37) Queste due misure sono destinate ad alleviare gli oneri economici e finanziari che gravano su certi produttori, favorendoli rispetto ai concorrenti che non ricevono questo tipo di assistenza. Di conseguenza esse falsano o minacciano di falsare la concorrenza nel senso sopra citato e rientrano nella definizione di aiuti di Stato contenuta nell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(38) Risulta che gli aiuti in questione si prestano ad alterare gli scambi tra Stati membri se e in quanto favoriscono la produzione nazionale a scapito di quella degli altri Stati membri. Infatti il settore suinicolo è particolarmente aperto alla concorrenza a livello comunitario, e quindi in Francia, e di conseguenza molto sensibile a qualsiasi misura a favore della produzione nell'uno o nell'altro paese.
(39) La tabella seguente evidenzia il livello degli scambi commerciali tra la Francia e gli altri Stati membri per quanto riguarda la carne suina:
SPAZIO PER TABELLA
SPAZIO PER TABELLA
SPAZIO PER TABELLA
(40) Vi sono tuttavia eccezioni al principio di incompatibilità enunciato dall'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(41) Le deroghe a tale incompatibilità previste dal paragrafo 2 dello stesso articolo manifestamente non sono applicabili e del resto non sono state invocate dalle autorità francesi.
(42) Le deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 3, del trattato devono essere interpretate stricto sensu all'atto dell'esame di qualsiasi programma di aiuti a finalità regionale o settoriale o di qualsiasi caso individuale di applicazione dei regimi d'aiuto generali. In particolare, esse possono essere accordate unicamente nei casi in cui la Commissione potrebbe concludere che l'aiuto è necessario per la realizzazione di uno degli obiettivi in questione. Accordare il beneficio delle deroghe ad aiuti che non implicano una tale contropartita equivarrebbe a permettere che si porti pregiudizio agli scambi tra Stati membri e si inducano distorsioni di concorrenza ingiustificate sotto il profilo dell'interesse comunitario e, contemporaneamente, si conferiscano vantaggi indebiti agli operatori di certi Stati membri.
(43) Ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, punto c), possono essere considerati come compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
(44) Per quanto riguarda più concretamente la misura consistente nello scaglionamento dei contributi sociali, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia(8) le agevolazioni di pagamento di contributi previdenziali concesse in modo discrezionale ad un'impresa dall'ente preposto alla loro riscossione costituiscono aiuti concessi da uno Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, nel caso in cui, tenuto conto dell'entità del vantaggio economico conferito, l'impresa non avrebbe, con ogni evidenza, ottenuto analoghe agevolazioni da un creditore privato che si fosse trovato nei suoi confronti nella medesima situazione dell'ente di riscossione. Le autorità francesi non hanno mai sostenuto che tali scaglionamenti non rientrano nella nozione di aiuti di Stato di cui sopra. Inoltre la Commissione non dispone di elementi che permettano di concludere che la misura in questione non rientra in tale concetto.
(45) L'aiuto deve essere valutato particolarmente alla luce di questa disposizione, nonché di quelle a carattere speciale per il caso in questione.
(46) Nell'avviare la procedura la Commissione ha ritenuto che, se e in quanto le imprese beneficiarie sono imprese redditizie per le quali non è stato predisposto alcun piano di ristrutturazione e di salvataggio, non può essere presa in considerazione la deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), prima parte della prima frase. Le autorità francesi hanno tuttavia ritenuto, in una fase successiva, che gli aiuti dovessero essere esaminati alla luce degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.
(47) È condizione preliminare per l'approvazione dei regimi di aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione che i beneficiari siano piccole e medie imprese ai sensi della definizione comunitaria. Le piccole imprese agricole (PEA) sono quelle che impiegano un massimo di dieci unità lavorative annuali. Le informazioni inviate dalle autorità francesi precisano che, per quanto riguarda la misura "investimenti recenti", i beneficiari sono delle PEA. Non viene per contro fornita alcuna precisazione per quanto riguarda la misura "scaglionamento dei contributi". Qualora essa riguardasse anche imprese diverse dalle PMI, le autorità francesi avrebbero dovuto notificarla individualmente per ciascuno dei beneficiari.
(48) Conformemente agli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, questo tipo di aiuti deve rispettare le seguenti condizioni:
a) Esistenza di difficoltà finanziarie
(49) Secondo gli orientamenti comunitari per questo tipo di aiuti, la Commissione ritiene che un'impresa sia in difficoltà "qualora essa non sia in grado, con le proprie risorse finanziarie o ottenendo i fondi necessari dai proprietari/azionisti o dai creditori, di contenere le perdite che la conducono quasi certamente, senza un intervento esterno dei poteri pubblici, al collasso economico a breve o a medio termine".
(50) Le informazioni trasmesse dalle autorità francesi non permettono di concludere che le imprese beneficiarie si trovino in difficoltà finanziarie nel senso summenzionato. Infatti è prevista la concessione di aiuti per aziende in situazione finanziaria delicata, non però di gravità tale da mettere sempre in causa la loro redditività.
i) Ad esempio, per il primo tipo di aiuto - scaglionamento dei contributi personali - la misura avrebbe il fine di evitare effetti indesiderabili, come la perdita di qualsiasi forma di copertura sociale cui potrebbe dare luogo il mancato pagamento dei contributi da parte degli agricoltori.
Pur ammettendo che la situazione attuale del settore è tale da mettere in una situazione difficile certi produttori, a giudizio della Commissione il fatto che una delle condizioni per l'ammissibilità agli aiuti sia costituita dalla redditività dell'impresa pone il regime in contraddizione diretta con la normativa comunitaria applicabile alle imprese in difficoltà: questi produttori attraversano infatti una congiuntura problematica, ma la loro sopravvivenza non sembra essere messa a repentaglio da queste difficoltà, e pertanto l'intervento statale non sarebbe giustificato.
ii) Neanche le informazioni relative alla seconda misura - investitori recenti - inducono a ritenere che tutti i produttori in questione si trovino in una situazione che può comportare la morte economica delle loro aziende. La Commissione si riferisce alla descrizione della misura fatta ai considerando da 17 a 20, e al considerando 27 per le asserzioni delle autorità francesi.
(51) La Commissione ritiene pertanto che l'applicazione degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà non sia accettabile nel caso in oggetto. Nella loro lettera del 12 febbraio 1999, le autorità francesi cercano di dimostrare che sono rispettate certe condizioni per l'erogazione di questo tipo di aiuti, senza peraltro designare beneficiari ammissibili dal punto di vista della normativa comunitaria. I dubbi nutriti dalla Commissione circa la situazione finanziaria dei singoli beneficiari persistono per quanto riguarda la situazione precedente l'avvio della procedura (considerando 46).
(52) Alla Commissione preme peraltro sottolineare che gli argomenti presentati dalle autorità francesi all'atto della notifica iniziale e quelli addotti successivamente all'avvio della procedura risultano contraddittori: dai primi non si rileva una situazione che rischia di portare alla morte economica dell'impresa, e gli aiuti non sono neppure presentati come misure di salvataggio e ristrutturazione delle imprese interessate, mentre i secondi lasciano supporre che le imprese versino in difficoltà economiche quando si afferma che l'audit è inteso a valutare la capacità dell'allevamento di attraversare le difficoltà congiunturali. A sostegno di questa affermazione non viene tuttavia presentata alcuna argomentazione dalla quale si possa concludere che è rispettata la condizione dell'esistenza delle difficoltà finanziarie. Il carattere congiunturale delle difficoltà, quale evocato dalle autorità francesi, è tale da corroborare le argomentazioni avanzate dalla Commissione ai considerando 49 e 50.
b) Ripristino della redditività a lungo termine dell'impresa
(53) Gli aiuti alla ristrutturazione devono essere collegati ad un programma di ristrutturazione o di risanamento realizzabile, che deve essere presentato alla Commissione completo di tutti i particolari pertinenti e da essa convalidato. Il piano deve permettere di ripristinare la competitività dell'impresa entro un lasso di tempo ragionevole. Il piano, la cui durata deve essere per quanto possibile limitata, dovrà comprendere uno studio di mercato contenente una serie di elementi che si trovano precisati nell'allegato I degli orientamenti comunitari. Inoltre il miglioramento della redditività deve essere soprattutto il frutto di misure di risanamento interno contenute nel piano e, di conseguenza, non può basarsi su fattori esterni, come l'evoluzione del mercato, sui quali l'impresa non ha praticamente alcuna influenza.
(54) Le autorità francesi segnalano che, per le due misure, viene effettuato un audit presso ciascun beneficiario potenziale, con l'obiettivo di valutare quali siano gli agricoltori che presentano una situazione passibile di risanamento (considerando 26 e 27).
(55) Anche nell'ipotesi che sia soddisfatta la condizione di cui al punto a), la Commissione ritiene che le informazioni fornite non permettano di concludere che tale condizione è rispettata. L'audit aziendale non può infatti essere assimilato ad un piano di ristrutturazione, in quanto serve unicamente a verificare la situazione economica dell'azienda e, tutt'al più, a constatarne il grado di solvibilità, ma non è tale da assicurarne il ritorno alla redditività a lungo termine. L'audit si limiterebbe pertanto a escludere dal beneficio dell'aiuto tutte le aziende attualmente non redditizie, senza tuttavia affrontare, per mezzo di un piano d'azione, il problema della redditività a lungo termine di numerose imprese che svolgono la loro attività in un clima di eccedenze produttive e di crisi cicliche. Infatti gli aiuti notificati dalla Francia hanno, de facto, natura prossima a quella degli aiuti al salvataggio, nel senso che cercano di far fronte nell'immediato ad una situazione di crisi economica dichiaratasi presso numerosi produttori, senza che la ristrutturazione venga predisposta per mezzo di un piano o garantita dalle azioni proposte. Secondo gli orientamenti comunitari, gli aiuti per il salvataggio sono aiuti transitori che permettono di mantenere in vita un'impresa in difficoltà per tutto il tempo necessario a mettere a punto un piano di ristrutturazione o di liquidazione e/o per tutto il tempo necessario affiché la Commissione si pronunci su tale piano.
(56) I piani di ristrutturazione devono servire principalmente a programmare le azioni da intraprendere per ripristinare la competitività delle imprese entro un lasso di tempo ragionevole. Pertanto, vista la natura delle imprese interessate e il clima in cui esse svolgono la loro attività, la Commissione ritiene che il loro ritorno alla redditività non possa essere garantito dal semplice soccorso finanziario congiunturale loro apportato a seguito di un audit finanziario.
c) Prevenzione di indebite distorsioni di concorrenza in un settore caratterizzato da fenomeni di sovraccapacità strutturale mediante riduzione o chiusura irreversibili di capacità di produzione
(57) Le autorità francesi fanno riferimento all'esenzione per il settore agricolo prevista al punto 3.2.5, lettera c), punto i), degli orientamenti [punto 5.4, lettera c), punto i), dei nuovi orientamenti] per le misure rivolte ad una particolare categoria di prodotti o di operatori. Qualora l'insieme delle decisioni adottate a favore di tutti i beneficiari per un periodo di dodici mesi consecutivi non riguardi una quantità di prodotti superiore al 3 % della produzione totale annuale di tali prodotti nel paese di cui trattasi, la Commissione, fatta salva l'osservanza di tutte le altre condizioni, non applicherà i requisiti di riduzione della capacità (considerando 26 e 27).
(58) La Commissione non ha obiezioni da formulare per quanto riguarda i dati forniti relativamente alla misura "investitori recenti". Tuttavia quelli relativi all'aiuto "scaglionamento dei contributi" si riferiscono unicamente alla proporzione dell'aiuto rispetto al valore del 3 % della produzione totale nazionale. L'elemento importante per l'esenzione di cui al considerando 57 è rappresentato però dalla quantità dei prodotti cui si applica l'aiuto rispetto alla produzione annuale. I dati forniti non precisano il numero di animali interessati dall'aiuto. In assenza di informazioni in materia, la Commissione non è in grado di verificare il rispetto della condizione suddetta.
(59) Anche ammettendo che dal punto di vista puramente aritmetico - e alla luce delle cifre eventualmente presentate dalla Francia - questa condizione può essere soddisfatta, la Commissione non è comunque in grado di rinunciare al requisito in questione, perché non sono rispettate le condizioni di cui ai punti a) e b).
d) Principio dell'aiuto unico
(60) Anche nell'ipotesi che venga soddisfatta la condizione di cui al punto a), il mancato rispetto della condizione di cui al punto b) mette a repentaglio il rispetto di questo principio. L'inesistenza di un piano di redditività è un elemento che suscita dubbi per quanto riguarda il ripristino e la redditività a lungo termine delle imprese: tanto più perché l'applicazione dei regimi notificati in un quadro di crisi globale e ciclica del settore suino non garantisce che in futuro le stesse aziende non possano vedersi confrontate nuovamente a situazioni di difficoltà finanziaria congiunturale che potrebbero spingere lo Stato a intervenire ancora una volta in loro favore.
e) Proporzionalità degli aiuti ai costi ed ai benefici della ristrutturazione
f) Piena attuazione del programma di ristrutturazione e relazione annuale alla Commissione europea
(61) Il mancato rispetto delle condizioni di cui ai punti a), b) e d) rende inutile la valutazione di queste due condizioni. Per quanto riguarda più concretamente il punto e), e allo scopo di limitare l'importo e l'intensità dell'aiuto al minimo strettamente necessario, la Commissione ricorda che i beneficiari degli aiuti devono contribuire in maniera significativa al programma di ristrutturazione, sia con fondi propri che ricorrendo a fonti esterne di finanziamento commerciale. Questo aspetto non viene citato dalle autorità francesi. D'altra parte l'impegno di queste ultime a rispettare la condizione di cui al punto esige in via preliminare, per essere accettato, il rispetto del resto delle condizioni menzionate.
(62) Per quanto riguarda il rispetto dei principi suesposti da parte del regime, la Commissione ritiene che le autorità francesi non siano riuscite a dimostrare il carattere "difficile" della situazione economica dell'insieme delle imprese interessate, e del resto esse non hanno neppure, in alcuna fase della procedura e malgrado le richieste formulate dalla Commissione, presentato un piano di risanamento delle imprese. Ne risulta che gli aiuti potrebbero avere unicamente il risultato di alleviare temporaneamente l'assenza di liquidità di certi produttori, senza peraltro che siano adottate le misure necessarie a garantirne la competitività a lungo termine. L'impatto sulla concorrenza non è dunque compensato dall'esistenza di un piano dettagliato per il futuro. Alla Commissione non sono neppure note le dimensioni delle imprese interessate dalla misura "scaglionamento dei contributi". Questa conclusione sul regime non pregiudica la valutazione di eventuali casi individuali - che le autorità francesi non hanno notificato - conformi ai requisiti degli orientamenti comunitari.
(63) La Commissione ricorda inoltre che, per quanto riguarda l'osservazione delle autorità francesi di cui al considerando 19, la decisione positiva del 27 luglio 1994 (aiuto NN 116/93 divenuto C 9/94) è stata adottata sulla base di criteri(9) che non sono più d'applicazione per il settore agricolo dal 1o gennaio 1998(10), per poter considerare questo tipo di aiuti come compatibile con il mercato comune.
(64) Le autorità francesi sono del parere che i criteri definiti dagli orientamenti siano soddisfatti, pur sottolineando il debole impatto della misura in termini di distorsione della concorrenza.
(65) Tuttavia, secondo gli orientamenti comunitari, il principio di base che disciplina questo tipo di aiuti consiste nell'autorizzare l'aiuto alla ristrutturazione unicamente nei casi in cui sia dimostrabile che la sua concessione non è contraria all'interesse della Comunità. Ciò sarà possibile unicamente in funzione di criteri rigorosi e dell'assicurazione che eventuali distorsioni della concorrenza saranno compensate dai vantaggi apportati dalla sopravvivenza dell'impresa, ed eventualmente da sufficienti contropartite a favore dei concorrenti.
(66) Le misure proposte dalle autorità francesi costituiscono una risposta diretta alla situazione di crisi esistente nel settore suino a seguito della caduta dei corsi a livello europeo (considerando 7). La Commissione è d'avviso che, in una tale situazione, qualsiasi misura atta a favorire una o l'altra impresa sia tale da creare distorsioni di concorrenza particolarmente gravi in un settore sensibile e in stato di permanente sovraccapacità come quello suino, e che altre imprese comunitarie che si trovano nella stessa situazione potrebbero risultarne particolarmente colpite. Pertanto solo le misure adottate nel quadro della politica agricola omunitaria e, più concretamente, nel quadro dell'organizzazione comune di mercato interessata potrebbero assicurare che siano presi in considerazione gli interessi globali dei soggetti. Va ricordato, a tale proposito, che il ricorso da parte di uno Stato membro agli articoli 87, 88 e 89 del trattato non può prevalere sulle disposizioni del regolamento relativo all'organizzazione di mercato per il settore(11): l'applicazione dei suddetti articoli resta soggetta alle disposizioni dei regolamenti in questione. La Commissione non può approvare un aiuto che, data la sua natura(12), è incompatibile con le disposizioni che disciplinano un'organizzazione comune di mercato o che ostacolerebbe l'ordinato funzionamento dell'organizzazione di mercato in questione.
(67) Alla luce delle informazioni disponibili, pur tenendo conto del contesto di crisi nel quale è stata adottata la misura e consapevole delle pressioni esercitate su vari governi della Comunità affinché adottino misure nazionali a favore del settore, la Commissione ritiene che gli aiuti previsti siano analoghi ad un atto di assistenza indotto dalla crisi del settore suino che non potrebbe essere considerato come parte integrante di un vero piano di ristrutturazione a favore delle imprese interessate. Di conseguenza, la Commissione deve concludere che le misure previste non possono beneficiare della deroga dell'articolo 87, paragrafo 3, punto c), a norma del quale possono essere considerati compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. Pertanto essi costituiscono aiuti al funzionamento incompatibili con il trattato.
VII
CONCLUSIONE
(68) La misura notificata dalla Francia, consistente nel riattivare il sistema di anticipi rimborsabili della Caisse professionnelle de régulation porcine (Stabiporc), alle condizioni previste attualmente dalle autorità francesi, non costituisce aiuto di Stato ai sensi degli articoli da 87 a 89 del trattato.
(69) I regimi d'aiuto che consistono, rispettivamente, nello scaglionamento dei contributi sociali e nella concessione di aiuti a favore di investitori recenti non possono beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, del trattato, perché non sono rispettate tutte le condizioni previste negli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà. Essi sono pertanto incompatibili con il trattato e non possono essere applicati.
(70) In caso di incompatibilità degli aiuti con il mercato comune, l'articolo 14 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 88 del trattato CE(13), prevede che la Commissione adotti una decisione con la quale impone allo Stato membro interessato di adottare tutte le misure necessarie per recuperare l'aiuto dal beneficiario. Tale rimborso sarà necessario per ripristinare la situazione precedente, sopprimendo tutti i vantaggi finanziari di cui il beneficiario dell'aiuto illegalmente concesso avrebbe indebitamente fruito dalla data di concessione dell'aiuto.
(71) Tuttavia, tenuto conto della mancata applicazione delle misure notificate, confermata alla lettera delle autorità francesi del 24 novembre 1999 in cui affermano che, per quanto riguarda le misure adottate nel quadro della crisi suina, "in sostanza, l'unica misura adottata è rappresentata dall'aiuto alla cessazione dell'attività, notificato il 5 luglio 1999 (C 405/99)" e che "non è stato accordato alcun aiuto per il salvataggio e la ristrutturazione", non vi è motivo di statuire su un eventuale recupero degli aiuti,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. La misura notificata dalla Francia, che consiste nel riattivare il sistema di anticipi rimborsabili della Caisse professionnelle de régulation porcine alle condizioni previste dalle sue autorità, non costituisce aiuto ai sensi degli articoli da 87 a 89 del trattato.
2. I regimi d'aiuto consistenti rispettivamente nello scaglionamento dei contributi sociali e nell'aiuto a favore di investitori recenti non possono beneficiare della deroga prevista dall'articolo 87, paragrafo 3, del trattato e costituiscono pertanto aiuti al funzionamento incompatibili con il trattato.
Articolo 2
La Francia è tenuta a sopprimere i regimi di aiuto di cui all'articolo 1, paragrafo 2.
Articolo 3
1. La Francia informa la Commissione, entro un termine di due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione, in merito alle misure da essa adottate per conformarvisi.
2. Le autorità francesi trasmettono alla Commissione una relazione annuale contenente le informazioni relative al funzionamento del sistema di anticipi rimborsabili della Caisse professionnelle de régulation porcine, e in particolare agli importi anticipati nel corso dell'esercizio, ai tassi di interesse applicati, agli importi rimborsati e in ritardo di pagamento, ai saldi degli anticipi, e così via. Queste informazioni debbono comprendere gli elementi necessari a permettere alla Commissione di constatare che le imprese che hanno beneficiato del regime sono imprese redditizie ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.
Articolo 4
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, l'11 aprile 2000.

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