Document ID: 31992R1031

REGOLAMENTO (CEE) N. 1031/92 DELLA COMMISSIONE del 23 aprile 1992 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di cloruro di potassio originario della Belarus, della Russia e dell'Ucraina
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
sentito il comitato consultivo a norma del regolamento 2423/88,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
(1) Nel giugno 1990 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dall'Associazione dei produttori europei di cloruro di potassio (APEP) per conto di tutti i produttori comunitari del prodotto in questione.
(2) La denuncia relativa alle importazioni di cloruro di potassio originario dell'Unione Sovietica conteneva elementi di prova relativi alle pratiche di dumping e al pregiudizio notevole da esse derivante che sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura dell'inchiesta. La Commissione, con un avviso pubblicato dalla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), ha annunciato l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni di cloruro di potassio originario dell'Unione Sovietica, di cui al codice NC 3104 20. I paesi di origine del prodotto sono diventati le Repubbliche di Belarus, Russia e Ucraina, dove si trovano le miniere esistenti nei territori dell'ex Unione Sovietica.
(3) La Commissione ha debitamente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i ricorrenti e ha dato alle parti interessate la possibilità di comunicare per iscritto le loro osservazioni e di essere sentite. La Commissione ha inviato questionari a tutte le parti interessate.
(4) I produttori comunitari, nonché alcuni esportatori e l'organismo che li rappresenta hanno presentato osservazioni per iscritto e oralmente. Si sono in tal modo manifestati i seguenti produttori comunitari:
- Société Commerciale des Potasses et de l'Azote (SCPA), Francia,
- Mines des Potasses d'Alsace (MDPA), Francia,
- Kali Und Salz, Germania,
- Commercial de Potasas (Coposa), Spagna,
- Ercros, Spagna,
- Potasas de Subiza, Spagna,
- Cleveland Potash Limited, Regno Unito.
Le osservazioni degli esportatori e dell'organismo che li rappresenta sono state presentate da:
- Sojuz Agrochimexport, Russia e
- Agrochim Export Association, Russia.
Due degli importatori sono collegati agli esportatori:
- Ferchimex, Belgio e
- Fersam, Svizzera.
Hanno inoltre risposto al questionario i seguenti importatori, non collegati agli esportatori:
Ameropa, Svizzera,
Demesa, Francia,
Champagne Fertilisant SA, Francia,
Société Conseil Distribution, Francia,
Superfos, Paesi Bassi.
La società Ameropa ha chiesto e ottenuto di essere sentita.
(5) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione preliminare del dumping e del pregiudizio e ha svolto controlli in loco presso tutti i produttori comunitari precedentemente citati, nonché presso gli importatori comunitari Ferchimex, Demesa, Superfos e Ameropa. I produttori comunitari hanno proposto di scegliere il Canada come paese di riferimento.
(6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1o gennaio 1990 e il 30 giugno 1990 (periodo dell'inchiesta).
(7) Il periodo dell'inchiesta ha superato la normale durata di un anno a causa del volume e della complessità dei dati raccolti ed esaminati, nonché a causa della necessità di trovare nel paese di riferimento imprese disposte a collaborare, dopo che i produttori che avevano inizialmente accettato hanno successivamente rifiutato di collaborare.
B. PRODOTTO IN ESAME, PRODOTTO SIMILE E INDUSTRIA COMUNITARIA
a) Prodotto in esame
(8) Il prodotto in esame, che è oggetto delle importazioni per le quali è stata presentata la denuncia, è il cloruro di potassio con diversi tenori di potassio calcolato in percentuale di K2O del peso del prodotto anidro allo stato secco.
Secondo i diversi tenori il prodotto è classificato essenzialmente in tre voci:
- tenore di K2O inferiore o uguale al 40 %, in peso, del prodotto anidro allo stato secco, corrispondente al codice NC 3104 20 10;
- tenore di K2O compreso tra il 40 % e il 62 %, corrispondente al codice NC 3104 20 50;
- tenore di K2O superiore al 62 %, corrispondente al codice NC 3104 20 90.
Le importazioni provenienti dai paesi che costituivano l'Unione Sovietica riguardano esclusivamente il prodotto corrispondente ai codici NC 3104 20 10 e 3104 20 50.
(9) I due primi codici comprendono due categorie di un unico prodotto, aventi le stesse caratteristiche fisiche e chimiche e utilizzate come fertilizzante nell'agricoltura. Il diverso tenore di K2O riflette semplicemente una diversa concentrazione del prodotto e quindi non è sufficiente per concludere che si tratta di prodotti distinti, tanto più che le due categorie sono intercambiabili. I consumatori possono infatti utilizzare un tipo di prodotto piuttosto che un altro secondo le proprie preferenze. Il cloruro di potassio corrispondente ai codici NC 3104 20 10 e 3104 20 50 si presenta in forma di polvere (qualità standard) oppure di cristalli (qualità granulare) e nelle due forme è utilizzato come fertilizzante, da solo oppure in composti con altri fertilizzanti.
(10) Il prodotto con un tenore di K2O superiore al 62 % non è utilizzato in agricultura, in quanto si tratta di un prodotto raffinato che, in seguito al trattamento subito, presenta caratteristiche chimiche diverse da quelle delle altre due categorie. Il prodotto raffinato è utilizzato come materia prima per l'industria farmaceutica o chimica e quindi non è intercambiabile con quello classificato nei primi due codici.
Nell'ambito delle conclusioni preliminari, questo prodotto non è stato preso in considerazione.
b) Prodotto simile
(11) L'industria comunitaria produce diversi tipi di cloruro di potassio con tenori di K2O del 40 %, 60 %, 60,5 %, 61 % e 62 %.
La Commissione ha constatato che il cloruro di potassio prodotto nella Comunità e in Canada ha le stesse caratterisiche fisiche e chimiche del prodotto in questione e deve pertanto essere considerato como prodotto simile a quello esportato da paesi che costituivano l'Unione Sovietica.
c) Produzione comunitaria
(12) La Commissione ha accertato che i produttori comunitari per conto dei quali l'APEP aveva presentato la denuncia realizzavano tutta la produzione comunitaria di cloruro di potassio. La Commissione ha quindi ritenuto che tali produttori costituissero l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
C. DUMPING
a) Valore normale
(13) Dato che, nel periodo dell'inchiesta, l'Unione Sovietica non era un paese ad economia di mercato, il valore normale doveva essere determinato in base all'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88. I ricorrenti hanno proposto il Canada. La scelta di tale paese, che è il secondo produttore mondiale dopo l'Unione Sovietica, è stata considerata del tutto adeguata dalla Commissione, particolarmente in considerazione del fatto che i prezzi su tale mercato sono il risultato di una effettiva concorrenza.
Dopo numerosi contatti infruttuosi, un unico produttore ha accettato di collaborare, la Potash Company of Canada Limited di Toronto. La Commissione ha verificato in loco i dati forniti da tale società e dalla società mineraria ed essa collegata. Occorre rilevare che né l'importatore sentito dalla Commissione, né gli esportatori e i produttori hanno contestato la scelta del Canada.
(14) Il valore normale è stato determinato in base ai prezzi vigenti sul mercato interno del Canada. Per accertare che tali prezzi fossero sufficienti per realizzare utili nell'ambito di normali operazioni commerciali, la Commissione li ha confrontati con i costi di produzione.
Dal confronto è emerso che non si doveva tener conto di determinati costi provvisori e straordinari sostenuti dalla società. Infatti tali costi sorgono dalla situazione specifica di questa regione mineraria del Canada e non sarebbe quindi ragionevole riferli senza adeguamenti agli esportatori dell'ex Unione Sovietica. Dopo aver dedotto tali costi, è risultato che tali prezzi, corrispondenti al livello vigente sul mercato canadese, erano sufficienti affinché le imprese del Canada potessero realizzare utili in normali condizioni di esercizio.
(15) Il valore normale è stato determinato in base al prezzo medio praticato sul mercato interno canadese per la qualità granulare, che rappresenta la maggior parte della produzione. Riguardo alla qualità standard, dato che le vendite effettuate in Canada non avevano un volume sufficiente per essere considerate rappresentative, è stato necessario prendere in considerazione i prezzi all'esportazione sul mercato degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti e il Canada costituiscono un grande mercato concorrenziale che, per i prodotti come il cloruro di potassio, può essere considerato simile al mercato interno canadese, tanto più che i due paesi hanno le caratteristiche di un mercato unificato.
(16) Sono stati quindi presi in considerazione i prezzi effettivamente pagati, al netto di tutti gli sconti e le riduzioni, in rapporto diretto con le vendite in esame.
b) Prezzo all'esportazione
(17) Il cloruro di potassio originario dei territori dell'Unione Sovietica era esportato da un circuito ufficiale e da uno ufficioso. Soltanto gli esportatori del circuito ufficiale hanno collaborato nel corso del procedimento.
(18) Per quanto riguarda gli importatori non collegati, che hanno acquistato il prodotto importato presso intermediari al di fuori dell'Unione Sovietica, non è stato possibile determinare un prezzo all'esportazione attendibile in base ai prezzi d'acquisto comunicati alla Commissione. Poiché inoltre gli intermediari non avevano collaborato nel corso del procedimento, le transazioni da essi effettuate non sono state prese in considerazione.
(19) Per quanto riguarda le importazioni effettuate dalla Ferchimex e Fersam, in considerazione dei collegamenti esistenti tra i due importatori e gli esportatori sovietici, il prezzo all'esportazione è stato ricalcolato conformemente alle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88. I prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati dal primo cliente indipendente nella Comunità, al netto delle imposte, degli sconti e delle spese sostenute tra l'importazione e la rivendita, nonché del margine di profitto. Sono stati inoltre dedotti i costi di trasporto tra i porti comunitari e l'Unione Sovietica, nonché il costo del trasporto interno in Unione Sovietica tra il porto d'imbarco e la miniera.
(20) Gli adeguamenti necessari per determinare il prezzo franco miniera sono stati calcolati in base ai costi accertati presso gli importatori che hanno participato all'inchiesta, nonché in funzione dei costi di trasporto effettivi tra l'Unione Sovietica e la Comunità, fatta eccezione tuttavia per i costi del trasporto interno in Unione Sovietica e del margine di utile dell'importatore. È stato dedotto un margine di utile del 5 %, pari a quello riscontrato presso gli importatori indipendenti nel settore dei fertilizzanti. I costi del trasporto interno in Unione Sovietica, in considerazione delle condizioni geografiche che per le grandi distanze tra le miniere e i porti sono del tutto simili a quelle del Canada e in mancanza di costi attendibili in Unione Sovietica, sono stati calcolati in base ai costi effettivamente sostenuti in Canada.
D. CONFRONTO
(21) Il confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione è stato fatto a livello franco miniera, prendendo in esame le singole transazioni per i prezzi all'esportazione e allo stesso stadio commerciale. Tutti gli adeguamenti sono stati effettuati conformemente alle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
(22) I produttori dei territori che costituivano l'Unione Sovietica hanno chiesto un adeguamento del valore normale per le differenze qualitative tra il loro prodotto e quello canadese. Dato che i prodotti sovietici e quelli canadesi avevano le stesse caratteristiche fisiche e chimiche, in quanto contenevano la stessa percentuale di potassio e poiché i produttori sovietici non hanno fornito elementi di prova per dimostrare il contrario, la domanda di adeguamento deve essere respinta conformemente all'articolo 2, paragrafo 9, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
E. MARGINE DI DUMPING
(23) Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping, con un margine pari alla differenza tra il valore normale determinato e i prezzi all'esportazione nella Comunità. In considerazione del sistema economico sovietico, è stato calcolato un margine di dumping uniforme in base alla media ponderata di tutti gli esportatori. La media ponderata del margine di dumping così calcolato è stata fissata al 35 % del valore totale cif delle esportazioni in questione.
F. PREGIUDIZIO
a) Consumo totale, volume e quota di mercato delle importazioni
(24) Secondo le informazioni di cui dispone la Commissione, tra il 1986 e il 1990 il consumo di cloruro di potassio nella Comunità è rimasto abbastanza stabile, passando successivamente da 6 085 000 t nel 1987 a 5 761 000 t nel 1988, a 5 737 000 t nel 1989 e a 5 826 000 t nel 1990, secondo le stime effettuate in base ai dati raccolti per il primo semestre (2 913 000 t).
(25) Nello stesso periodo e dal 1986 in poi le importazioni di cloruro di potassio originario dell'Unione Sovietica sono constantemente aumentate. Tra il 1986 e il primo semestre del 1990 tali importazioni sono aumentate del 109 % passando da 271 295 t nel 1986 a 326 514 t nel 1987, a 324 388 t nel 1988, a 487 344 t nel 1989, a 315 090 t nel primo semestre del 1990, e a 566 970 t per tutto il 1990 secondo le stime elaborate in base ai dati raccolti per il primo semestre. Le quote di mercato delle importazioni dei prodotti sovietici sono passate dal 5,10 % al 10,8 % tra il 1986 e il primo semestre del 1990.
b) Prezzi
(26) Calo dei prezzi
Tra il 1986 e il 1990 i prezzi di vendita dell'industria comunitaria sono scesi del 12 % circa, rimanendo comunque ad un livello estremamente basso. Nel periodo 1986-1990 nel suo complesso tali prezzi hanno avuto fluttuazioni con una tendenza al ribasso, senza mai recuperare il livello del 1986. Occorre rilevare che la tendenza negativa si è sensibilmente aggravata tra il 1989 e il 1990.
(27) Sottoquotazione dei prezzi
Dal confronto tra i prezzi dei produttori comunitari e quelli dei produttori sovietici risulta che questi ultimi hanno applicato una sottoquotazione pari, in media ponderata, al 3 %.
Occorre rilevare a questo proposito che il mercato del cloruro di potassio è trasparente ed estremamente sensibile, come si rileva anche dal netto calo dei prezzi. Ogni singola sottoquotazione implica quindi un immediato allineamento dei prezzi degli altri operatori economici.
c) Situazione dell'industria comunitaria
(28) Tra il 1986 e il 1990 le vendite dei produttori comunitari hanno avuto fluttuazioni dalle quali si rileva che, nonostante le iniziative attuate e un lieve incremento tra il 1987 e il 1990, le vendite non hanno più raggiunto il livello del 1986.
In milioni di ecu le vendite sono passate da 829 nel 1986 a 701 nel 1987, a 758 nel 1988, a 808 nel 1989 e a 766 per tutto il 1990, secondo le stime elaborate in base ai dati raccolti per il primo semestre (383 milioni di ecu).
(29) Tra il 1986 e il 1990, le quote di mercato dell'industria comunitaria sono rimaste stabili intorno al 75 %.
(30) Tra il 1986 e il primo semestre del 1990 la capacità di produzione dell'industria comunitaria, senza subire variazioni rilevanti, è leggermente aumentata, passando da 6 082 000 t a 6 228 000 t, mentre la produzione è diminuita. Il tasso di utilizzazione delle capacità è passato dal 68 % nel 1986 al 66 % nel 1990.
(31) Le perdite dell'industria comunitaria si sono nettamente aggravate, passando dal 14,5 % nel 1989 a 27,1 % nel periodo dell'inchiesta.
(32) L'occupazione nell'industria comuinitaria del cloruro di potassio ha avuto una forte diminuzione e il numero delle persone occupate è sceso da 16 796 nel 1986 a 14 387 nel 1990, con un calo del 14 %.
d) Conclusione
(33) L'industria comunitaria ha subito una diminuzione dei prezzi e un forte deterioramento dei risultati finanziari, benché tra il 1987 e il 1990 avesse aumentato le vendite per mantenere le quote di mercato. L'industria comunitaria, che si trova in una situazione economica precaria, subisce quindi un pregiudizio notevole, essenzialmente caratterizzato dal sensibile deterioramento della sua situazione che, prima dell'inizio delle importazioni di cui trattasi, era in fase di ripresa.
G. CAUSE DEL PREGIUDIZIO
Nesso causale tra dumping e pregiudizio
(34) La Commissione ha accertato che l'aumento delle perdite subite dall'industria comunitaria coincideva con l'incremento delle importazioni di cloruro di potassio originario dell'Unione Sovietica che era venduto a prezzi inferiori. In un mercato trasparente e molto sensibile come quello del cloruro di potassio, la sottoquotazione dei prezzi, anche lieve, ha provocato la diminuzione del livello dei prezzi su tutto il mercato e l'aumento delle perdite dell'industria comunitaria, che ha cercato di mantenere le proprie quote di mercato incrementando le vendite.
L'industria comunitaria non ha quindi potuto aumentare i prezzi e risanare la propria situazione finanziaria a causa dei prezzi del cloruro di potassio importato in condizioni di dumping dall'Unione Sovietica.
La coincidenza tra il netto aumento delle importazioni di origine sovietica nel 1989 e il deterioramento degli indicatori dell'industria comunitaria, che si è accentuato a partire dalla stessa data, è molto significativo soprattutto riguardo ai prezzi. Le importazioni in dumping hanno quindi provocato un pregiudizio sostanziale.
Altri fattori
(35) Per quanto riguarda l'esistenza di altri fattori, non si può escludere che le importazioni originarie di altri paesi abbiano avuto effetti sull'industria comunitaria. La Commissione non ha tuttavia tenuto conto degli eventuali effetti negativi di tali importazioni per valutare il pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto della presente procedura. Al termine dell'esame preliminare la Commissione, ai fini della determinazione del pregiudizio, ha preso in considerazione unicamente gli effetti delle importazioni in questione, in termini di volume e di livello dei prezzi.
(36) Nel corso dell'inchiesta la Commissione non ha comunque mai riscontrato alcun elemento atto a dimostrare che la contrazione della domanda oppure che la gestione dei produttori comunitari avessero contribuito al notevole pregiudizio subito.
(37) La Commissione ha pertanto constatato che le pratiche di dumping degli esportatori situati nei paesi che costituivano l'Unione Sovietica, considerate isolatamente, provocano un pregiudizio notevole all'industria comunitaria.
H. DAZIO
Importo del dazio
(38) Ai fini della determinazione delle misure necessarie per eliminare il pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping degli esportatori sovietici, la Commissione, conformemente all'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88, ha esaminato se l'aliquota del dazio pari al margine di dumping fosse eccessiva e superasse il margine necessario per eliminare il pregiudizio. La Commissione ha calcolato un prezzo di riferimento per l'industria comunitaria in base ai costi di produzione effettivi e ad un margine di utile considerato equo (9 %), in considerazione delle esigenze di produzione e dei vincoli posti dagli adeguamenti tecnologici e dalla tutela dell'ambiente. La Commissione ritiene che i prezzi sovietici calcolati franco frontiera comunitaria dovrebbero aumentare sino al livello del prezzo di riferimento affinché l'industria comunitaria possa realizzare utili sufficienti per risanare la propria situazione economica. Dato che, tuttavia, il livello dei prezzi del cloruro di potassio sovietico è molto basso, un eventuale aumento di tali prezzi sino al prezzo di riferimento supererebbe comunque il margine di dumping accertato. L'istituzione di un dazio pari al margine di dumping è quindi pienamente giustificata, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
Forma del dazio
(39) In considerazione del margine di manovra di cui fruiscono gli esportatori nei paesi ancora privi di economia di mercato e delle conseguenze che esercita su tutto il mercato del cloruro di potassio la sottoquotazione, anche lieve, dei prezzi, la Commissione ritiene che né un dazio ad aliquota fissa né un dazio ad valorem sarebbero sufficienti per eliminare il pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping. Per il cloruro di potassio importato dall'Ucraina, Belarus e Russia occorre quindi istituire un dazio variabile pari alla differenza tra il prezzo netto di una tonnellata metrica di cloruro di potassio, franco frontiera comunitaria, non sdoganato, e un prezzo minimo stabilito in base al valore normale per ciascun tipo del prodotto, al fine di eliminare il pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping e di prevenire nuovi pregiudizi.
(40) Dato che il valore dei prodotti dipende essenzialmente dal tenore di K2O, è opportuno stabilire il valore del cloruro di potassio del primo tipo, non prodotto in Canada (vedi punto 9), proporzionalmente al tenore di K2O, che per il tipo in esame è inferiore o pari al 40 %. Si ottiene in tal modo un valore normale pari ai due terzi di quello stabilito per il secondo tipo di prodotto (vedi punto 9).
Il secondo tipo può comprendere diversi tenori di K2O, ma occorre rilevare che per tale categoria di prodotto il valore commerciale differisce in misura marginale e quindi trascurabile. Ai fini delle misure provvisorie è stato ritenuto opportuno calcolare un prezzo minimo per ciascuno dei primi due tipi di prodotto e delle rispettive qualità (standard e granulare).
I. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
a) Considerazioni generali
(41) I dazi antidumping hanno l'obiettivo di eliminare le pratiche di dumping che provocano pregiudizio all'industria comunitaria per ripristinare una situazione di concorrenza leale.
(42) Benché l'istituzione di dazi antidumping possa incidere sul livello dei prezzi applicati dagli esportatori nella Comunità e quindi sulla relativa competitività dei loro prodotti, le misure in questione non hanno l'obiettivo di ridurre la concorrenza sul mercato comunitario. L'eliminazione dei vantaggi ottenuti indebitamente in seguito alle pratiche di dumping intende al contrario prevenire il regresso dell'industria comunitaria e contribuire al ripristino di una situazione economica sana.
b) Considerazioni particolari relative al caso in esame
(43) In considerazione del pregiudizio notevole subito dall'industria comunitaria, la Commissione ritiene che in mancanza di misure di difesa contro le importazioni oggetto di dumping, che come è stato accertato provocano detto pregiudizio, l'industria comunitaria continuerebbe a subire perdite e la sopravvivenza dell'intero settore sarebbe minacciata.
(44) Se non fossero prese misure contro la concorrenza sleale e se il pregiudizio dovesse continuare, alcune migliaia di posti di lavoro sarebbero minacciati in un settore già gravemente colpito, nel quale nei prossimi anni dovranno essere attuati provvedimenti incisivi sotto il profilo sociale.
(45) Occorre inoltre rilevare che il cloruro di potassio è utilizzato principalmente in agricoltura e che la Comunità ritiene assolutamente necessario che l'industria comunitaria continui a fornire tale prodotto.
(46) Occorre infine mettere in evidenza che l'istituzione di misure antidumping non dovrebbe eliminare dal mercato comunitario i prodotti provenienti dai paesi in questione, né, come sembrano temere i produttori interessati, priverebbe questi ultimi di una fonte preziosa di valute, indispensabili all'economia dei paesi che costituivano l'Unione Sovietica, dato che le misure antidumping in questione assumono essenzialmente la forma di un prezzo minimo su un mercato nel quale la produzione comunitaria non è sufficiente per soddisfare integralmente il fabbisogno.
Conclusioni
(47) La Commissione ritiene che l'istituzione del dazio antidumping in forma di prezzo minimo permetta di ripristinare una situazione di leale concorrenza, di eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria e di evitare la scomparsa di un'industria della Comunità, con le conseguenze negative che ne deriverebbero. Nell'interesse della Comunità occorre quindi istituire misure antidumping nella forma di un dazio antidumping provvisorio.
(48) Occorre fissare un termine entro il quale le parti interessate possano comunicare le loro osservazioni e chiedere un'audizione. Occore inoltre precisare che tutte le conclusioni elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate ai fini dell'eventuale istituzione di dazi definitivi su proposta della Commissione,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di cloruro di potassio originario della Belarus, della Russia e dell'Ucraina, di cui ai codici NC 3104 20 50 e 3104 20 10.
L'importo del dazio è pari alla differenza tra i prezzi minimi qui di seguito indicati e il prezzo netto franco frontiera comunitaria, non sdoganato:
- cloruro di potassio con un tenore di K2O inferiore o pari al 40 %: per la qualità standard 62 ECU/mtKCL (codice Taric: 3104 20 10*10) e per la qualità granulare 67 ECU/mtKCL (codice Taric: 3104 20 10*20);
- cloruro di potassio con un tenore di K2O superiore al 40 % e inferiore o pari al 62 %: per la qualità standard 92 ECU/mtKCL (codice Taric: 3104 20 50*10) e per la qualità granulare 103 ECU/mtKCL (codice Taric: 3104 20 50*20).
2. Si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
3. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare osservazioni scritte e chiedere di essere sentite dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Salvi gli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di quatto mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima della scadenza di tale termine. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 23 aprile 1992.

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