Document ID: 32005D0926

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 21 dicembre 2005
che introduce misure integrative di lotta contro le infezioni da virus dell’influenza aviaria a bassa patogenicità in Italia e abroga la decisione 2004/666/CE
[notificata con il numero C(2005) 5566]
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2005/926/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell’11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 4,
vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili agli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (2), in particolare l’articolo 10, paragrafo 4,
vista la direttiva 92/40/CEE del Consiglio, del 19 maggio 1992, che istituisce delle misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria (3), in particolare l’articolo 16,
vista la direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che stabilisce norme di polizia sanitaria per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l’introduzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano (4), in particolare l’articolo 4, paragrafo 3, e l’articolo 13, paragrafo 3,
considerando quanto segue:
(1)
Ai sensi della decisione 2002/975/CE della Commissione, del 12 dicembre 2002, relativa all’introduzione della vaccinazione ad integrazione delle misure di lotta contro le infezioni da virus dell’influenza aviaria a bassa patogenicità in Italia e recante misure specifiche di controllo dei movimenti (5), in alcune zone dell’Italia settentrionale è stato condotto un programma di vaccinazione per contrastare le infezioni da virus dell’influenza aviaria a bassa patogenicità del sottotipo H7N3. È stata applicata una strategia di vaccinazione «DIVA» (Differentiating Infected from Vaccinated Animals) utilizzando un vaccino eterologo ottenuto dal virus del sottotipo H7N1, che consente di distinguere i volatili infetti da quelli vaccinati.
(2)
Ai sensi della decisione 2004/666/CE della Commissione, del 29 settembre 2004, relativa all’introduzione della vaccinazione ad integrazione delle misure di lotta contro le infezioni da virus dell’influenza aviaria a bassa patogenicità in Italia e recante misure specifiche di controllo dei movimenti, che abroga la decisione 2002/975/CE (6), è stato approvato un nuovo programma di vaccinazione che copre una zona di territorio italiano più ristretta rispetto a quella della campagna di vaccinazione precedente effettuata a titolo della decisione 2002/975/CE. Il nuovo programma utilizza il vaccino bivalente che contiene i sottotipi H5 e H7 del virus dell’influenza aviaria. Questo tipo di vaccinazione è praticato almeno fino al 31 dicembre 2005. Suddetta decisione prevede inoltre il divieto degli scambi intracomunitari di volatili da cortile vivi e di uova da cova che provengono e/o originano dalla zona di vaccinazione e stabilisce le condizioni per gli scambi intracomunitari di carni fresche di pollame vaccinato in conformità dell’articolo 3 della decisione 2004/666/CE.
(3)
I risultati del programma di vaccinazione, di cui alla decisione 2004/666/CE e resi noti in diverse riunioni del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, sono stati in generale favorevoli.
(4)
Data la situazione favorevole all’interno della zona di vaccinazione di cui alla decisione 2004/666/CE e alla luce dell’esperienza acquisita nella somministrazione della vaccinazione, dovrebbe essere consentito che i volatili da cortile destinati alla macellazione, le uova da cova e i pulcini di un giorno lascino il territorio italiano, purché siano soddisfatte determinate condizioni.
(5)
Poiché le zone italiane in questione sono particolarmente soggette al rischio d’introduzione dell’influenza aviaria e dato che l’Italia ha richiesto, con lettera del 23 giugno 2005, l’approvazione di un programma di vaccinazione modificato, pare opportuno continuare la vaccinazione nelle zone in cui vi è un rischio maggiore che la malattia venga introdotta. Si dovrebbe inoltre eseguire un monitoraggio e una sorveglianza intensivi sia nella zona di vaccinazione che nelle zone confinanti.
(6)
Si dovrebbero applicare procedure speciali di campionamento e analisi anche ai volatili da cortile destinati ad essere macellati.
(7)
Per fini di chiarezza della normativa comunitaria è opportuno abrogare la decisione 2004/666/CE della Commissione e sostituirla con la presente decisione.
(8)
Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Approvazione del programma di vaccinazione
1. Il programma modificato di vaccinazione contro l’influenza aviaria, presentato dall’Italia alla Commissione il 23 giugno 2005, è approvato (di seguito «il programma di vaccinazione»).
Il programma di vaccinazione si pratica con un vaccino bivalente nelle zone di cui all’allegato I (di seguito «la zona di vaccinazione»). Il programma di vaccinazione è realizzato in maniera efficace.
2. La sorveglianza e i monitoraggi intensivi contemplati nel programma di vaccinazione sono effettuati nella zona di vaccinazione e nelle zone di cui all’allegato III.
Articolo 2
Restrizioni ai movimenti di volatili da cortile vivi, uova da cova, pulcini di un giorno e carni fresche di pollame
Le restrizioni ai movimenti di volatili da cortile vivi, uova da cova, pulcini di un giorno e carne fresca di pollame da, verso e dentro la zona di vaccinazione e dalle aziende situate nella zona soggetta a limitazioni stabilita conformemente alle disposizioni contenute nel programma di vaccinazione si applicano in conformità degli articoli da 3 a 9 della presente decisione.
Articolo 3
Restrizioni alla spedizione di volatili da cortile vivi, uova da cova e pulcini di un giorno
È vietata la spedizione dall’Italia di volatili da cortile vivi, delle uova da cova e dei pulcini di un giorno che provengono e/o originano da aziende situate nella zona di vaccinazione o nella zona soggetta a restrizioni stabilita conformemente alle disposizioni contenute nel programma di vaccinazione.
Articolo 4
Deroga alle restrizioni alla spedizione di volatili da cortile destinati alla macellazione
1. In deroga all’articolo 3, i volatili da cortile destinati alla macellazione che provengono e/o sono originari da aziende situate nella zona di vaccinazione possono essere spediti dall’Italia a condizione che:
a)
provengano da aziende non situate in una zona soggetta a restrizioni stabilita conformemente alle disposizioni contenute nel programma di vaccinazione;
b)
originino da gruppi che sono stati regolarmente ispezionati e sottoposti con esito negativo ad un test per l’individuazione dell’influenza aviaria, prestando particolare attenzione ai volatili sentinella;
c)
originino da gruppi che sono stati sottoposti ad ispezione clinica da parte di un veterinario ufficiale nelle 48 ore precedenti il carico, prestando particolare attenzione ai volatili sentinella;
d)
originino da gruppi che sono stati sottoposti con esito negativo ad un test sierologico presso il laboratorio nazionale per l’influenza aviaria, conformemente alla procedura di campionamento e d’analisi prevista all’allegato II della presente decisione;
e)
siano inviati direttamente a un macello e macellati immediatamente dopo l’arrivo.
2. Per esaminare i gruppi di cui al paragrafo 1, lettera b), si utilizzano i seguenti test:
a)
per i volatili vaccinati, il test di immunofluorescenza indiretta (test iIFA);
b)
per i volatili non vaccinati:
i)
il test di inibizione dell’emoagglutinazione (HI);
ii)
il test AGID;
iii)
il test ELISA; oppure
iv)
il test iIFA, se del caso.
Articolo 5
Deroga alle restrizioni alla spedizione di uova da cova
In deroga all’articolo 3, le uova da cova che provengono e/o originano da aziende situate nella zona di vaccinazione possono essere spedite dall’Italia a condizione che:
a)
provengano da aziende non situate in una zona soggetta a restrizioni stabilita conformemente alle disposizioni contenute nel programma di vaccinazione;
b)
originino da gruppi di volatili che sono stati regolarmente ispezionati e sottoposti con esito negativo ai test per l’individuazione dell’influenza aviaria indicati all’articolo 4, paragrafo 2;
c)
siano disinfettate prima di lasciare l’azienda;
d)
siano trasportate direttamente all’incubatoio di destinazione;
e)
l’incubatoio di destinazione possa garantire la tracciabilità delle uova da cova mediante la registrazione dell’azienda d’origine delle uova e dell’azienda di destinazione dei pulcini di un giorno nati da tali uova.
Articolo 6
Deroga alle restrizioni alla spedizione di pulcini di un giorno
In deroga all’articolo 3, i pulcini di un giorno che provengono e/o originano da aziende situate nella zona di vaccinazione possono essere spediti dall’Italia a condizione che originino da uova da cova conformi alle disposizioni dell’articolo 5.
Articolo 7
Certificati di polizia sanitaria per le partite di volatili da cortile vivi, uova da cova e pulcini di un giorno
I certificati di polizia sanitaria che scortano le partite di volatili da cortile vivi, uova da cova e pulcini di un giorno provenienti dall’Italia recano la seguente dicitura: «Le condizioni di polizia sanitaria della presente partita sono conformi alla decisione 2005/926/CE della Commissione.»
Articolo 8
Restrizione alla spedizione e alla bollatura speciale delle carni fresche di pollame
1. Le carni fresche di pollame di cui all’articolo 2 sono bollate in conformità del paragrafo 2 e non sono spedite dall’Italia se ottenute da:
a)
volatili originari di aziende situate in una zona soggetta a restrizioni stabilita conformemente alle disposizioni contenute nel programma di vaccinazione;
b)
volatili vaccinati contro l’influenza aviaria;
c)
volatili provenienti da gruppi sieropositivi all’influenza aviaria destinati alla macellazione sotto controllo ufficiale conformemente al programma di vaccinazione.
2. Le carni fresche di pollame di cui al paragrafo 1 recano uno speciale bollo sanitario o identificativo che non deve essere confuso con il bollo sanitario di cui all’allegato I, capitolo XII, della direttiva 71/118/CEE del Consiglio (7) e, in particolare, non è di forma ovale. Il bollo contiene il numero di riconoscimento dell’azienda ma non le lettere C.E.
Articolo 9
Deroga alle restrizioni alla spedizione di carni fresche di pollame
In deroga all’articolo 8, paragrafo 1, lettera b), e all’articolo 8, paragrafo 2, le carni fresche ottenute da tacchini e polli vaccinati contro l’influenza aviaria con un vaccino eterologo dei sottotipi (H7N1) e (H5N9) possono essere spedite dall’Italia, a condizione che tali carni provengano da tacchini e polli che:
a)
originino da gruppi che sono stati regolarmente ispezionati e sottoposti con esito negativo ad un test per l’individuazione dell’influenza aviaria, prestando particolare attenzione ai volatili sentinella;
b)
originino da gruppi che sono stati sottoposti ad ispezione clinica da parte di un veterinario ufficiale nelle 48 ore precedenti il carico, prestando particolare attenzione ai volatili sentinella;
c)
originino da gruppi che sono stati sottoposti con esito negativo ad un test sierologico presso il laboratorio nazionale per l’influenza aviaria, conformemente alla procedura di campionamento e d’analisi prevista all’allegato II della presente decisione;
d)
provengano da gruppi che sono stati sottoposti con esito negativo ai test per l’individuazione dell’influenza aviaria indicati all’articolo 4, paragrafo 2;
e)
siano tenuti separati da altri gruppi non conformi alle disposizioni del presente articolo;
f)
siano inviati direttamente a un macello e macellati immediatamente dopo l’arrivo.
Articolo 10
Certificato sanitario per carni fresche di tacchini e polli
Le carni fresche di tacchino e di pollo che soddisfano le condizioni di cui all’articolo 9 sono accompagnate da un certificato sanitario conforme al modello di cui all’allegato VI della direttiva 71/118/CEE, che include al punto IV, lettera a), la seguente attestazione del veterinario ufficiale:
«Le carni di tacchino/pollo (8) sopra descritte sono conformi alla decisione 2005/926/CE della Commissione.
Articolo 11
Lavaggio e disinfezione di imballaggi e mezzi di trasporto
Le autorità italiane provvedono affinché nella zona di vaccinazione indicata nell’allegato I:
a)
per la raccolta, il magazzinaggio ed il trasporto di uova da cova e pulcini di un giorno siano utilizzati esclusivamente imballaggi a perdere o imballaggi che possono essere debitamente lavati e disinfettati;
b)
tutti i mezzi utilizzati per trasportare volatili da cortile vivi, uova da cova, pulcini di un giorno, carni fresche di pollame e mangime siano puliti e disinfettati immediatamente prima e dopo ogni trasporto con disinfettanti e secondo metodi approvati dall’autorità competente.
Articolo 12
Relazioni
Le autorità italiane presentano alla Commissione una relazione recante informazioni sull’efficacia del programma di vaccinazione entro sei mesi dalla data di applicazione della presente decisione e successivamente ogni sei mesi.
Articolo 13
Abrogazione
La decisione 2004/666/CE è abrogata.
Articolo 14
Applicabilità
La presente decisione si applica a decorrere dal decimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Articolo 15
Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 21 dicembre 2005.

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