Document ID: 32006D1719

DECISIONE N. 1719/2006/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 15 novembre 2006
che istituisce il programma «Gioventù in azione» per il periodo 2007-2013
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 149, paragrafo 4,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1),
visto il parere del Comitato delle regioni (2),
deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato (3),
considerando quanto segue:
(1)
Il trattato che istituisce la Comunità europea, in seguito denominato il «trattato», istituisce una cittadinanza dell’Unione e stabilisce che l’azione della Comunità in materia d’istruzione, di formazione professionale e di gioventù debba favorire, in primo luogo, lo sviluppo degli scambi di giovani e di animatori di attività socioeducative e un’istruzione di qualità.
(2)
Il trattato sull’Unione europea è fondato sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, parità fra donne e uomini e non discriminazione. La promozione della cittadinanza attiva dei giovani dovrebbe contribuire allo sviluppo di questi valori.
(3)
La decisione n. 1031/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (4) ha istituito il programma d’azione comunitaria «Gioventù». Sulla base dell’esperienza acquisita attraverso tale programma occorre proseguire e rafforzare la cooperazione e l’azione della Comunità in questo settore.
(4)
La decisione n. 790/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (5) ha istituito un programma di azione comunitaria per la promozione degli organismi attivi a livello europeo nel settore della gioventù.
(5)
Il Consiglio europeo straordinario tenutosi a Lisbona il 23 ed il 24 marzo 2000 ha stabilito per l’UE un obiettivo strategico che prevede, tra l’altro, una politica attiva dell’occupazione che attribuisca una più elevata priorità all’attività di apprendimento lungo tutto l’arco della vita, completato da una strategia in materia di sviluppo sostenibile varata dal Consiglio europeo di Göteborg il 15 ed il 16 giugno 2001.
(6)
La dichiarazione di Laeken, allegata alle conclusioni della presidenza del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre 2001, afferma che una delle sfide fondamentali per l’Unione europea consiste nell’avvicinare i cittadini, e in primo luogo i giovani, al progetto europeo e alle istituzioni europee.
(7)
Il 21 novembre 2001 la Commissione ha adottato il libro bianco «Un nuovo impulso per la gioventù europea», che propone un quadro di cooperazione nel settore della gioventù incentrato sulla partecipazione, l’informazione, le attività di volontariato dei giovani ed una migliore conoscenza del settore della gioventù. Il Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 14 maggio 2002 (6), ha fatto sue queste proposte.
(8)
La risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio del 27 giugno 2002 (7) stabilisce in particolare un metodo di coordinamento aperto che copre le seguenti priorità: partecipazione, informazione, attività di volontariato dei giovani e migliore comprensione dei giovani. Nell’attuazione del programma «Gioventù in azione», in seguito denominato «il programma», è opportuno tener conto di tali lavori.
(9)
Il Consiglio, nelle sue conclusioni del 6 maggio 2003 (8), sottolinea che è necessario mantenere e sviluppare gli strumenti comunitari esistenti rivolti specificamente ai giovani, condizione essenziale per lo sviluppo della cooperazione tra Stati membri nel settore della gioventù e che inoltre le priorità e gli obiettivi di tali strumenti dovrebbero inserirsi nel quadro della cooperazione europea in materia di gioventù.
(10)
Il Consiglio europeo di primavera del 22 e 23 marzo 2005 ha adottato il patto europeo per la gioventù come uno degli strumenti che contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi di Lisbona riguardanti la crescita e l’occupazione. Il patto si concentra su tre settori: occupazione, integrazione e promozione sociale; istruzione, formazione e mobilità; conciliazione della vita professionale con la vita personale e familiare.
(11)
L’azione della Comunità comporta un contributo ad un’istruzione e ad una formazione di qualità e deve mirare ad eliminare le ineguaglianze nonché a promuovere la parità tra uomini e donne, a norma dell’articolo 3, paragrafo 2, del trattato.
(12)
È opportuno soddisfare le necessità specifiche delle persone con disabilità.
(13)
È necessario promuovere la cittadinanza attiva e, nell’attuare le linee d’azione, rafforzare la lotta contro tutte le forme di esclusione e discriminazione, comprese quelle fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali, a norma dell’articolo 13, paragrafo 1, del trattato.
(14)
I paesi candidati ed i paesi dell’EFTA membri dell’accordo SEE hanno una propensione riconosciuta a partecipare ai programmi comunitari conformemente agli accordi conclusi con questi paesi.
(15)
Il Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003 ha adottato «l’Agenda di Salonicco per i Balcani occidentali: procedere verso l’integrazione europea», che prevede l’apertura dei programmi comunitari ai paesi del processo di stabilizzazione e d’associazione sulla base di accordi quadro da firmare tra la Comunità e tali paesi.
(16)
Dovrebbero essere fatti dei passi in previsione dell’apertura del programma alla Svizzera.
(17)
La dichiarazione di Barcellona approvata nel 1995 dalla conferenza euromediterranea afferma che gli scambi di giovani dovrebbero servire a preparare le future generazioni a una più stretta cooperazione tra i partner euromediterranei, nel rispetto dei principi relativi ai diritti umani e alle libertà fondamentali.
(18)
Il Consiglio, nelle sue conclusioni del 16 giugno 2003, sulla base della comunicazione della Commissione intitolata «Europa ampliata - Prossimità: un nuovo contesto per le relazioni con i nostri vicini orientali e meridionali», menziona, come assi d’azione della Comunità, l’intensificazione della cooperazione culturale, della comprensione reciproca e della cooperazione con i paesi limitrofi nel settore dell’istruzione e della formazione.
(19)
Le relazioni di valutazione intermedia dell’attuale programma Gioventù, nonché la consultazione pubblica sul futuro dell’azione comunitaria in materia di istruzione, formazione e gioventù rivelano la necessità urgente, e sotto certi aspetti crescente, di proseguire le attività di cooperazione e di mobilità nel settore della gioventù a livello europeo e ne auspicano un’attuazione più semplice, di facile utilizzo e flessibile.
(20)
L’attuazione del programma può, in base al principio di una buona gestione finanziaria, essere semplificata ricorrendo al finanziamento forfettario per quanto riguarda il sostegno accordato ai partecipanti al programma o il sostegno comunitario concesso alle strutture istituite a livello nazionale per la gestione del programma.
(21)
Il programma dovrebbe essere sottoposto a controllo e valutazioni regolari nell’ambito di una cooperazione tra la Commissione e gli Stati membri, per consentire gli adeguamenti del caso, in particolare per le priorità d’applicazione delle misure. Il controllo e le valutazioni dovrebbero comprendere obiettivi e indicatori adeguati e misurabili.
(22)
La formulazione della base giuridica del programma deve essere sufficientemente flessibile da permettere eventuali adattamenti delle azioni, in modo da poter reagire all’evoluzione delle necessità nel corso del periodo 2007-2013, ed evitare le disposizioni eccessivamente dettagliate contenute nei programmi precedenti. Occorre di conseguenza limitare la decisione a definizioni generiche delle azioni ed a disposizioni amministrative e finanziarie di accompagnamento.
(23)
È opportuno garantire una corretta chiusura del programma, soprattutto in relazione alla proroga dei meccanismi pluriennali di gestione, come il finanziamento dell’assistenza tecnica e amministrativa. A decorrere dal 1o gennaio 2014 la gestione delle azioni non ancora conclusesi entro la fine del 2013 sarà garantita, se necessario, attraverso l’assistenza tecnica e amministrativa.
(24)
Occorre prevedere modalità particolari d’applicazione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (9), e delle relative modalità d’esecuzione nonché le deroghe a tali testi rese necessarie dalle caratteristiche dei beneficiari e dalla natura delle azioni.
(25)
Occorre attuare le misure necessarie a prevenire le irregolarità e le frodi nonché a recuperare i fondi perduti, versati o utilizzati indebitamente.
(26)
La presente decisione stabilisce per tutta la durata del programma una dotazione finanziaria che costituisce, per l’autorità di bilancio, il riferimento privilegiato nel corso della procedura di bilancio annuale ai sensi del punto 37 dell’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (10).
(27)
Poiché gli obiettivi della presente decisione non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri, dal momento che implicano in particolare partnership multilaterali, misure di mobilità transnazionali e lo scambio di informazioni a livello europeo, e possono dunque, a causa della dimensione transnazionale e multilaterale delle azioni e delle misure proposte, essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito all’articolo 5 del trattato. La presente decisione si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(28)
Le misure necessarie per l’attuazione della presente decisione sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (11).
(29)
È opportuno adottare i provvedimenti transitori per monitorare le azioni anteriormente al 31 dicembre 2006 in conformità della decisione n. 1031/2000/CE e della decisione n. 790/2004/CE,
DECIDONO:
Articolo 1
Istituzione del programma
1. La presente decisione istituisce il programma d’azione comunitaria «Gioventù in azione», qui di seguito denominato «il programma», che mira a sviluppare la cooperazione nel settore della gioventù nell’Unione europea.
2. Il programma inizia il 1o gennaio 2007 e si conclude il 31 dicembre 2013.
Articolo 2
Obiettivi generali del programma
1. Gli obiettivi generali del programma sono i seguenti:
a)
promuovere la cittadinanza attiva dei giovani, in generale, e la loro cittadinanza europea in particolare;
b)
sviluppare la solidarietà e promuovere la tolleranza fra i giovani, in particolare per rafforzare la coesione sociale dell’UE;
c)
favorire la comprensione reciproca tra i giovani di paesi diversi;
d)
contribuire allo sviluppo della qualità dei sistemi in sostegno alle attività dei giovani ed allo sviluppo della capacità delle organizzazioni della società civile nel settore della gioventù;
e)
favorire la cooperazione europea nel settore della gioventù.
2. Gli obiettivi generali del programma sono complementari agli obiettivi perseguiti in altri settori di attività della Comunità, in particolare nel settore della formazione lungo tutto l’arco della vita, compresi la formazione professionale e l’apprendimento non formale ed informale, nonché in altri settori quali la cultura, lo sport e l’occupazione.
3. Gli obiettivi generali del programma contribuiscono allo sviluppo delle politiche dell’UE, in particolare per quanto riguarda il riconoscimento della varietà culturale, multiculturale e linguistica dell’Europa, la promozione della coesione sociale e la lotta contro ogni forma di discriminazione fondata sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o l’orientamento sessuale, e per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile.
Articolo 3
Obiettivi specifici del programma
Gli obiettivi specifici sono i seguenti:
1.
Nell’ambito dell’obiettivo generale di promuovere la cittadinanza attiva dei giovani, in generale, e la loro cittadinanza europea in particolare:
a)
offrire ai giovani e alle organizzazioni giovanili l’opportunità di partecipare allo sviluppo della società in generale e dell’UE in particolare;
b)
sviluppare il sentimento d’appartenenza all’UE da parte dei giovani;
c)
promuovere la partecipazione dei giovani alla vita democratica in Europa;
d)
sviluppare la mobilità dei giovani in Europa;
e)
sviluppare l’apprendimento interculturale da parte dei giovani;
f)
promuovere i valori fondamentali dell’UE presso i giovani, in particolare il rispetto della dignità umana, l’uguaglianza, il rispetto dei diritti umani, la tolleranza e la non discriminazione;
g)
incoraggiare lo spirito di iniziativa, d’impresa e di creatività;
h)
facilitare la partecipazione al programma da parte dei giovani con minori opportunità , compresi i giovani con disabilità;
i)
garantire il rispetto della parità tra uomini e donne nella partecipazione al programma e la promozione della parità di genere nel quadro delle azioni;
j)
fornire opportunità di apprendimento non formale e informale che abbiano una dimensione europea e offrire opportunità innovative in relazione alla cittadinanza attiva.
2.
Nell’ambito dell’obiettivo generale di sviluppare la solidarietà e promuovere la tolleranza fra i giovani, in particolare per rafforzare la coesione sociale dell’UE:
a)
offrire ai giovani l’opportunità di esprimere il loro impegno personale con attività di volontariato a livello europeo ed internazionale;
b)
associare i giovani alle attività di promozione della solidarietà tra i cittadini dell’UE.
3.
Nell’ambito dell’obiettivo generale di favorire la comprensione reciproca tra i giovani di paesi diversi:
a)
sviluppare gli scambi ed il dialogo interculturale tra i giovani europei ed i giovani dei paesi limitrofi;
b)
contribuire a sviluppare in questi paesi la qualità delle strutture di sostegno per i giovani e il ruolo di coloro che sono attivi nell’animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili;
c)
sviluppare con altri paesi progetti di cooperazione tematica che coinvolgano i giovani e coloro che sono attivi nell’animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili.
4.
Nell’ambito dell’obiettivo generale di contribuire allo sviluppo della qualità dei sistemi di sostegno alle attività dei giovani ed allo sviluppo delle capacità delle organizzazioni della società civile nel settore della gioventù:
a)
contribuire alla messa in rete delle organizzazioni interessate;
b)
sviluppare la formazione e la cooperazione tra coloro che sono attivi nell’animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili;
c)
stimolare l’innovazione in materia di attività a favore dei giovani;
d)
contribuire al miglioramento dell’informazione dei giovani, prestando nel contempo particolare attenzione all’accesso dei giovani con disabilità;
e)
sostenere i progetti e le iniziative a lungo termine per i giovani di organismi regionali e locali;
f)
facilitare il riconoscimento dell’apprendimento non formale dei giovani e delle competenze acquisite grazie alla partecipazione al presente programma;
g)
scambiare le buone pratiche.
5.
Nell’ambito dell’obiettivo generale di favorire la cooperazione europea nel settore della gioventù, tenendo debitamente conto dei livelli locale e regionale:
a)
incoraggiare lo scambio di buone pratiche e la cooperazione tra amministrazioni e responsabili politici a tutti i livelli;
b)
incoraggiare il dialogo strutturato tra i responsabili politici ed i giovani;
c)
migliorare la conoscenza e la comprensione del settore della gioventù;
d)
contribuire alla cooperazione tra varie attività di volontariato giovanile nazionali e internazionali.
Articolo 4
Azioni del programma
Gli obiettivi generali e specifici del programma sono attuati attraverso le azioni seguenti, elencate in dettaglio nell’allegato.
1.
Gioventù per l’Europa
Questa azione è volta a:
-
sostenere gli scambi di giovani nell’intento di aumentarne la mobilità,
-
sostenere le iniziative, nonché i progetti e le attività di partecipazione dei giovani alla vita democratica mirati a sviluppare il sentimento di cittadinanza e la comprensione reciproca dei giovani.
2.
Il servizio volontario europeo
Questa azione è volta a favorire la partecipazione dei giovani a varie forme di attività di volontariato, sia all’interno che all’esterno dell’UE.
3.
Gioventù nel mondo
Questa azione è volta a:
-
sostenere progetti con i paesi partner di cui all’articolo 5, paragrafo 2, in particolare lo scambio di giovani e di coloro che sono attivi nell’animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili,
-
sostenere le iniziative che rafforzano la comprensione reciproca dei giovani, il loro senso della solidarietà e della tolleranza nonché lo sviluppo della cooperazione nel settore della gioventù e della società civile in questi paesi.
4.
Sistemi di sostegno per i giovani
Questa azione è volta a sostenere gli organismi attivi a livello europeo nel settore della gioventù, in particolare il funzionamento delle organizzazioni giovanili non governative, la loro messa in rete, i consigli per le persone che sviluppano progetti, garantendo la qualità tramite lo scambio, la formazione e la messa in rete di coloro che sono attivi nell’animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili, l’incentivazione dell’innovazione e della qualità, l’informazione dei giovani e lo sviluppo delle strutture ed attività necessarie al programma per raggiungere tali obiettivi, nonché incoraggiando partenariati con le autorità locali e regionali.
5.
Sostegno alla cooperazione europea nel settore della gioventù
Questa azione è volta a:
-
organizzare il dialogo strutturato tra i vari soggetti del mondo della gioventù, in particolare i giovani stessi, coloro che sono attivi nell’animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili ed i responsabili politici,
-
promuovere seminari giovanili su tematiche sociali, culturali e politiche di interesse per i giovani,
-
contribuire allo sviluppo della cooperazione politica nel settore della gioventù,
-
facilitare lo sviluppo delle reti necessarie ad una migliore conoscenza della gioventù.
Articolo 5
Partecipazione al programma
1. Il programma è aperto alla partecipazione dei seguenti paesi, qui di seguito denominati i paesi partecipanti:«»
a)
gli Stati membri;
b)
gli Stati dell’EFTA che sono membri del SEE, conformemente alle disposizioni dell’accordo SEE;
c)
i paesi candidati che beneficiano di una strategia di preadesione, conformemente ai principi generali ed alle condizioni e modalità generali fissati negli accordi quadro conclusi con tali paesi per la loro partecipazione ai programmi comunitari;
d)
i paesi dei Balcani occidentali, in base a modalità da definirsi con tali paesi sulla base degli accordi quadro riguardanti la loro partecipazione ai programmi comunitari;
e)
la Svizzera, sotto riserva della conclusione di un accordo bilaterale con questo paese.
2. Le azioni di cui ai punti 2 e 3 dell’allegato sono aperte alla cooperazione con i paesi terzi che hanno concluso con la Comunità europea accordi connessi al settore gioventù, qui di seguito denominati «i paesi partner».
Tale cooperazione avviene, se del caso, tramite stanziamenti supplementari dei paesi partner resi disponibili in base a procedure da decidere con tali paesi.
Articolo 6
Accesso al programma
1. Il programma è inteso a sostenere progetti senza scopo di lucro a favore dei giovani, dei gruppi di giovani, di coloro che sono attivi nell’animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili, nelle organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro nonché, in alcuni casi debitamente giustificati, agli altri partner attivi nel settore della gioventù.
2. Fatte salve le modalità definite nell’allegato per l’attuazione delle azioni, il programma si rivolge ai giovani dai 15 ai 28 anni, benché determinate azioni siano aperte ai giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni.
3. I beneficiari devono risiedere legalmente in un paese partecipante al programma o, a seconda della natura dell’azione, in un paese partner del programma.
4. Tutti i giovani, senza discriminazioni di sorta, devono poter avere accesso alle attività del programma nel rispetto delle modalità definite nell’allegato. La Commissione ed i paesi partecipanti garantiscono il compimento di sforzi particolari in favore dei giovani che hanno maggiori difficoltà a partecipare al programma per ragioni d’ordine educativo, sociale, fisico, psicologico, economico o culturale o perché vivono in zone isolate.
5. I paesi partecipanti si sforzano di adottare le misure necessarie affinché i partecipanti al programma possano accedere alle cure sanitarie a norma del diritto comunitario. Il paese d’origine si sforza di adottare le misure appropriate affinché i partecipanti al servizio volontario europeo possano mantenere la loro assicurazione sociale. I paesi partecipanti si sforzano altresì di adottare misure appropriate, conformemente al trattato, per eliminare gli ostacoli giuridici e amministrativi che si frappongono all’accesso al programma.
Articolo 7
Cooperazione internazionale
Il programma è aperto anche alla cooperazione con organizzazioni internazionali autorevoli nel settore della gioventù, in particolare con il Consiglio d’Europa.
Articolo 8
Attuazione del programma
1. La Commissione garantisce l’attuazione delle azioni previste dal programma conformemente all’allegato.
2. La Commissione e i paesi partecipanti adottano le misure idonee per sviluppare le strutture a livello europeo, nazionale e, se necessario, regionale o locale al fine di realizzare gli obiettivi del programma e valorizzare le azioni del programma.
3. La Commissione e i paesi partecipanti adottano le misure necessarie per favorire il riconoscimento dell’apprendimento non formale ed informale dei giovani, ad esempio mediante attestati o certificati, pur tenendo conto delle situazioni nazionali, che riconoscano l’esperienza acquisita dai beneficiari e attestino la partecipazione diretta dei giovani o di coloro che sono attivi nell’animazione giovanile e nelle organizzazioni giovanili ad un’azione del programma. Questo obiettivo può essere rafforzato integrando altre azioni della Comunità secondo quanto previsto all’articolo 11.
4. La Commissione, in cooperazione con i paesi partecipanti, assicura l’adeguata tutela degli interessi finanziari della Comunità, introducendo misure effettive, proporzionate e dissuasive, controlli amministrativi e sanzioni.
5. La Commissione e i paesi partecipanti garantiscono che le azioni sostenute dal programma siano adeguatamente pubblicizzate.
6. I paesi partecipanti:
a)
adottano le misure necessarie per garantire il funzionamento regolare del programma a livello nazionale, coinvolgendo le parti interessate al mondo giovanile conformemente alle pratiche nazionali;
b)
stabiliscono/designano e monitorano le agenzie nazionali nell’attuazione delle azioni del programma a livello nazionale, conformemente all’articolo 54, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 e ai criteri seguenti:
i)
l’organismo costituito o designato come agenzia nazionale deve avere personalità giuridica o fare parte di un’organizzazione avente personalità giuridica (ed essere disciplinato dal diritto del paese partecipante). Un ministero non può essere designato come agenzia nazionale;
ii)
l’organismo deve disporre di personale sufficiente adeguatamente qualificato per lavorare nell’ambito della cooperazione internazionale, deve disporre di infrastrutture adeguate e di un quadro amministrativo che gli consentano di evitare qualsiasi conflitto di interessi;
iii)
l’organismo deve essere in grado di applicare le norme di gestione dei fondi e le condizioni contrattuali stabilite a livello comunitario;
iv)
l’organismo deve offrire garanzie finanziarie sufficienti (preferibilmente emananti da un’autorità pubblica) e possedere una capacità di gestione commisurata al volume di fondi comunitari che sarà destinato a gestire;
c)
si assumono la responsabilità della buona gestione, da parte delle agenzie nazionali di cui alla lettera b), degli stanziamenti trasferiti alle stesse per la concessione di sovvenzioni ai progetti, ed in particolare del rispetto, da parte delle agenzie nazionali, dei principi di trasparenza, di parità di trattamento e di non cumulabilità con altri fondi comunitari nonché dell’obbligo di recupero dei fondi eventualmente dovuti dai beneficiari;
d)
adottano le misure necessarie per assicurare i controlli adeguati e la vigilanza delle finanze delle agenzie nazionali di cui al punto b), ed in particolare:
i)
forniscono alla Commissione, prima dell’avvio dei lavori dell’agenzia nazionale, le assicurazioni necessarie riguardo all’esistenza, la pertinenza ed il funzionamento dell’agenzia nazionale, in conformità delle norme concernenti la buona gestione finanziaria, le procedure attuate, i sistemi di controllo, i sistemi contabili e le procedure per l’aggiudicazione dei contratti e la concessione delle sovvenzioni;
ii)
garantiscono alla Commissione, al termine di ciascun esercizio finanziario, l’affidabilità dei sistemi finanziari e delle procedure delle agenzie nazionali e la regolarità dei loro conti;
iii)
in caso d’irregolarità, di negligenza o di frode imputabile alle agenzie nazionali di cui alla lettera b) che induca la Commissione a recuperare fondi dall’agenzia nazionale, si assumono la responsabilità per i fondi eventualmente non recuperati.
7. Nell’ambito della procedura di cui all’articolo 10, paragrafo 1, la Commissione può stabilire degli orientamenti per ciascuna delle azioni di cui all’allegato, al fine di adattare il programma all’evoluzione delle priorità della cooperazione europea in materia di gioventù.
Articolo 9
Comitato
1. La Commissione è assistita da un comitato.
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE.
Il periodo di cui all’articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a due mesi.
3. Quando è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 3 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell’articolo 8 della stessa.
4. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
Articolo 10
Misure d’esecuzione
1. Le misure necessarie per l’attuazione della presente decisione per quanto concerne le seguenti materie sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 9, paragrafo 2:
a)
le modalità d’attuazione del programma, compreso il piano di lavoro annuale;
b)
l’equilibrio generale tra le varie azioni del programma;
c)
in materia finanziaria, i criteri (in particolare, la popolazione giovane, il PIL e la distanza geografica tra paesi) da applicare per accertare la distribuzione indicativa dei fondi tra gli Stati membri, per le azioni da gestire in modo decentrato;
d)
il monitoraggio dell’accordo di cui al punto 4.2 dell’allegato, compresi il piano annuale di lavoro e la relazione del forum europeo della gioventù;
e)
le modalità di valutazione del programma;
f)
le modalità di attestazione della partecipazione dei giovani interessati;
g)
le modalità d’adattamento delle azioni del programma di cui all’articolo 8, paragrafo 7.
2. Le misure necessarie per l’attuazione della presente decisione per quanto concerne le altre materie sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 9, paragrafo 3.
Articolo 11
Complementarità con altre azioni comunitarie
1. La Commissione garantisce la complementarità tra il programma e altri settori d’azione comunitaria, in particolare quelli riguardanti l’istruzione, la formazione professionale, la cultura, la cittadinanza, lo sport, le lingue, l’occupazione, la salute, la ricerca, l’imprenditoria, l’azione esterna dell’UE, l’inclusione sociale, la parità tra i sessi e la lotta contro le discriminazioni.
2. Il programma, ove sia compatibile, condivide risorse con altri strumenti comunitari, per realizzare azioni che corrispondono agli obiettivi comuni del programma e di tali strumenti.
3. La Commissione e gli Stati membri valorizzano le azioni del programma che contribuiscono allo sviluppo degli obiettivi di altri settori d’azione comunitaria, in particolare l’istruzione, la formazione professionale, la cultura e lo sport, le lingue, l’inclusione sociale, la parità tra i sessi, la lotta contro le discriminazioni.
Articolo 12
Complementarità con le politiche e gli strumenti nazionali
1. I paesi partecipanti possono chiedere alla Commissione l’autorizzazione di accordare un marchio europeo per azioni nazionali, regionali o locali simili a quelle di cui all’articolo 4.
2. Un paese partecipante può mettere a disposizione dei beneficiari del programma fondi nazionali da gestire in base alle norme del programma, ed utilizzare a tale scopo le strutture decentrate del programma, a condizione che garantisca proporzionalmente il finanziamento complementare.
Articolo 13
Disposizioni finanziarie generali
1 Il bilancio per l’attuazione del presente programma per il periodo di cui all’articolo 1 è stabilito a 885 000 000 di EUR.
2. Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dall’autorità di bilancio nei limiti delle prospettive finanziarie.
Articolo 14
Disposizioni finanziarie riguardanti i beneficiari
1. I beneficiari del programma possono essere persone fisiche e giuridiche.
2. La Commissione può decidere, in funzione delle caratteristiche dei beneficiari e della natura delle azioni, di esentare gli stessi dalla verifica delle competenze e qualificazioni professionali richieste per realizzare l’azione o il programma di lavoro. In sede di definizione degli obblighi relativi all’ammontare dell’aiuto finanziario, la Commissione rispetta il principio di proporzionalità tenendo conto delle caratteristiche dei beneficiari, della loro età, del tipo di azione e dell’entità dell’aiuto finanziario.
3. A seconda della natura dell’azione, gli aiuti finanziari possono assumere la forma di sovvenzioni o di borse di studio. La Commissione può anche assegnare premi per azioni o progetti attuati nel quadro del programma. A seconda della natura dell’azione, possono essere autorizzati finanziamenti forfettari e/o l’applicazione di tabelle di costi unitari.
4. Nel caso di sovvenzioni di azioni, i contratti devono essere firmati entro due mesi dalla concessione della sovvenzione.
5. Le sovvenzioni di funzionamento assegnate nel quadro del programma agli organismi attivi a livello europeo, definiti all’articolo 162 del regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità di esecuzione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (12), in caso di rinnovo non hanno il carattere degressivo previsto all’articolo 113, paragrafo 2, del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002.
6. A norma dell’articolo 54, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, la Commissione può delegare compiti di potere pubblico ed in particolare funzioni d’esecuzione del bilancio alle strutture di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della presente decisione.
7. A norma dell’articolo 38, paragrafo 1, del regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002, la facoltà di cui al paragrafo 6 del presente articolo si applica anche alle strutture di tutti i paesi partecipanti.
Articolo 15
Monitoraggio e valutazione
1. La Commissione garantisce un monitoraggio regolare del presente programma rispetto agli obiettivi stabiliti. Il monitoraggio include le relazioni di cui al paragrafo 3 nonché le attività specifiche. Le consultazioni della Commissione su tale monitoraggio coinvolgono i giovani.
2. La Commissione garantisce la valutazione regolare, indipendente ed esterna del programma.
3. I paesi partecipanti presentano alla Commissione, entro il 30 giugno 2010, una relazione sull’attuazione del programma e, entro il 30 giugno 2015, una relazione sull’impatto del programma.
4. La Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo ed al Comitato delle regioni:
a)
una relazione intermedia di valutazione riguardo ai risultati ottenuti e agli aspetti qualitativi e quantitativi dell’attuazione del presente programma, entro il 31 marzo 2011;
b)
una comunicazione sulla continuazione del presente programma, entro il 31 dicembre 2011;
c)
una relazione di valutazione ex post, entro il 31 marzo 2016.
Articolo 16
Disposizioni transitorie
Le azioni avviate prima del 31 dicembre 2006 sulla base della decisione n. 1031/2000/CE e della decisione n. 790/2004/CE continuano a essere disciplinate fino alla loro conclusione dalle disposizioni di tali decisioni.
Se necessario, nel bilancio successivo a quello del 2013 potrebbero essere iscritti stanziamenti per coprire le spese di assistenza tecnica e amministrativa necessarie ai fini della gestione delle azioni non ancora conclusesi entro il 31 dicembre 2013. Il comitato previsto dall’articolo 8 della decisione n. 1031/2000/CE è sostituito dal comitato di cui all’articolo 9 della presente decisione.
Conformemente all’articolo 18 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, possono essere messi a disposizione del programma gli stanziamenti corrispondenti alle entrate con destinazione specifica provenienti dalla restituzione di somme indebitamente pagate a norma delle decisioni n. 1031/2000/CE e n. 790/2004/CE.
Articolo 17
Entrata in vigore
La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Essa si applica a decorrere dal 1o gennaio 2007.
Fatto a Strasburgo, addì 15 novembre 2006.

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