Document ID: 32001D0052

Decisione della Commissione
del 20 settembre 2000
concernente l'aiuto di Stato cui la Francia ha dato esecuzione nel settore viticolo
[notificata con il numero C(2000) 2754]
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(2001/52/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni, conformemente all'articolo 88, paragrafo 2, primo comma, del trattato e dopo aver preso visione di tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I
PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 3 febbraio 1999, protocollata l'8 febbraio 1999, le autorità francesi hanno notificato un regime di aiuti concernente l'adattamento del vigneto delle Charentes. Richieste di informazioni complementari sono state inviate il 18 marzo e il 14 luglio 1999. Le autorità francesi hanno risposto con lettere del 6 maggio e del 28 luglio 1999.
(2) La Commissione ha avviato la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in merito all'aiuto in questione con lettera n. SG (99) D/8176, del 15 ottobre 1999. L'avvio di detta procedura riguardava soltanto tre delle quattro misure inizialmente notificate dalle autorità francesi. Infatti, in merito alla misura intitolata "Complementi al premio di estirpazione" la Commissione non ha sollevato alcuna obiezione.
(3) La decisione di avviare la procedura è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(1). La Commissione ha invitato gli altri Stati membri e i terzi interessati a presentare le eventuali loro osservazioni sugli aiuti in questione. La Commissione non ha ricevuto alcuna osservazione al riguardo da parte di terzi. Le autorità francesi hanno inviato le loro osservazioni con lettera del 13 dicembre 1999.
(4) Le autorità francesi hanno promulgato, senza informarne la Commissione e senza attendere la conclusione del procedimento d'esame, due decreti - il 12 marzo 1999 e il 6 aprile 2000 - relativi alle condizioni di attribuzione dell'aiuto al miglioramento delle varietà di viti di aziende viticole nella regione delimitata "Cognac" per le campagne 1998-1999 e 1999-2000, rispettivamente(2). La Commissione si è ancora rivolta alle autorità francesi, con lettera del direttore generale aggiunto della DG Agricoltura in data 31 maggio 2000, chiedendo loro se la misura "complemento all'aiuto nazionale al miglioramento delle varietà di viti" era stata effettivamente posta in vigore. In tale lettera veniva rammentato l'articolo 88, paragrafo 3, del trattato che prevede che lo Stato membro interessato non possa dare esecuzione alle misure d'aiuto di Stato nonché il principio del recupero degli aiuti incompatibili con il mercato comune. Le autorità francesi hanno inviato i testi legislativi succitati con lettera del 28 giugno 2000, confermando così implicitamente di avere posto in essere la misura.
II
DESCRIZIONE
(5) Il regime prospettato persegue il riorientamento del vigneto delle Charentes, attualmente destinato alla produzione di cognac, verso la produzione di altri vini "vins de pays" ("vini tipici"). Il regime è una conseguenza della crisi del settore che causa un considerevole accumulo di scorte.
(6) Tale riorientamento è incentrato su quattro misure destinate a promuovere la produzione di vini rispondenti alla domanda dei consumatori e a ridurre i volumi di produzione di cognac.
Complemento all'aiuto nazionale al miglioramento delle varietà di vini
L'obiettivo dell'aiuto consiste nel miglioramento qualitativo del vigneto. La misura si prefigge di incoraggiare i produttori di cognac a riconvertirsi nella produzione di "vins de pays" incentivando l'utilizzazione di certi vitigni(3). La misura riguarderebbe soltanto 1000 ha di vigneto.
Gli stanziamenti previsti ammontano a 10000000 FRF (1524000 EUR) erogati nella forma di un versamento complementare di 10000 FRF/ha (1524 EUR/ha) ai viticoltori che possono già fruire dell'aiuto nazionale al miglioramento delle varietà.
L'aiuto sarà corrisposto per un anno; le autorità francesi hanno infatti precisato che esso potrà diventare pluriennale solo dopo la valutazione della misura, che avverrà dopo un anno dalla sua instaurazione.
Il livello degli aiuti sarebbe il seguente:
- 24000 FRF/ha per un viticoltore che consegni la totalità della sua produzione ad un'associazione di produttori di commercializzazione oppure a cantine cooperative (cantine sociali) aderenti ad associazioni di produttori di commercializzazione; il complemento d'aiuto farebbe ammontare a 34000 FRF/ha il totale dell'aiuto,
- 22000 FRF/ha per un viticoltore che consegni parte della sua produzione ad una cantina cooperativa aderente ad una associazione di produttori riconosciuta come associazione di commercializzazione oppure che consegni parte della sua produzione ad una associazione di produttori riconosciuta come associazione di commercializzazione o aderente ad una associazione di produttori o aderente ad una associazione di ristrutturazione del vigneto; il complemento d'aiuto farebbe ammontare a 32000 FRF/ha il totale dell'aiuto,
- 10000 FRF/ha in tutti gli altri casi; il complemento d'aiuto farebbe ammontare a 20000 FRF/ha il totale dell'aiuto.
Assistenza tecnica ai produttori
Si tratta di una misura d'accompagnamento della precedente, intesa ad aiutare i viticoltori a concepire differentemente il loro modo di produzione, mediante un programma di animazione e di formazione sulla riconversione del vigneto. Questo programma consisterebbe nell'organizzare e vivacizzare riunioni di informazione, nel distribuire opuscoli illustrativi e nell'offrire consulenze, avvalendosi dell'assistenza di tecnici, sui vari metodi di coltivazione e di vinificazione. I fondi previsti ammontano a 5000000 FRF (762000 EUR).
Promozione del cognac
Si tratta di misure destinate a contenere la perdita di sbocchi del cognac ricorrendo ad azioni promozionali a favore di quest'ultimo. Queste azioni prevedono l'organizzazione di fiere e mostre, iniziative nel settore delle pubbliche relazioni e campagne pubblicitarie. Esse si svolgeranno essenzialmente in paesi terzi, in particolare dell'Asia e dell'America. I fondi previsti ammontano a 5000000 FRF (762000 EUR) per il 1999.
Complementi al premio di estirpazione
Si tratta di misure con carattere strutturale volte a ridurre le capacità di produzione di cognac della regione delle Charentes.
(7) Per quanto concerne il complemento all'aiuto nazionale al miglioramento delle varietà di viti, la Commissione ha considerato, al momento dell'avvio della procedura di esame delle misure notificate, che l'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 822/87 del Consiglio, del 16 marzo 1987, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo(4), modificato dal regolamento (CEE) n. 2253/88 del Consiglio(5), vieta ogni aiuto nazionale all'impianto di superfici viticole a partire dal 1o settembre 1988, fuorché gli aiuti rispondenti a criteri che dovranno, in particolare, permettere di conseguire l'obiettivo della diminuzione quantitativa della produzione oppure del miglioramento qualitativo senza conseguente aumento della produzione. Saranno quindi ammesse solo le varietà di viti miglioratrici che non abbiano una produttività elevata nella zona in causa. Le varietà comunicate alla Commissione dalle autorità francesi presentano tali caratteristiche. Inoltre, l'importo totale dell'aiuto non supererebbe il massimale previsto dal regolamento (CEE) n. 2741/89 della Commissione(6) che prevede che l'importo dell'aiuto per ettaro di vigneto piantato non possa superare il 30 % dei costi effettivi di estirpazione e di impianto, che possono essere stabiliti forfettariamente in ciascuna regione, segnatamente in base alle caratteristiche geomorfologiche.
(8) Il regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo(7) (OCM) contiene disposizioni riguardanti l'abbandono di superfici viticole e la ristrutturazione e la riconversione nel settore. Poiché il programma presentato dalle autorità francesi è volto alla soluzione a lungo termine del problema della produzione viticola nella regione delle Charentes, le misure previste dovrebbero tener conto dei nuovi orientamenti dell'OCM. Il regolamento suddetto istituisce un regime di ristrutturazione e riconversione dei vigneti allo scopo di adeguare la produzione alla domanda del mercato. Il regolamento (CE) n. 1227/2000 della Commissione, del 31 maggio 2000, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in particolare in ordine al potenziale produttivo(8), prevede, conformemente all'articolo 15, lettera c), del regolamento (CE) n. 1493/1999, disposizioni intese a prevenire un incremento del potenziale produttivo a seguito dell'applicazione delle misure di riconversione. Dalle informazioni trasmesse risulta che la riconversione comportava la produzione di nuovi "vins de pays" e pertanto un aumento della produzione globale. Inoltre, l'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1493/1999 prevede che l'impianto di vigneti con varietà come uve da vino è vietato fino al 31 luglio 2010. La Commissione ha quindi dovuto concludere che uno degli obiettivi del legislatore, nell'elaborare la nuova OCM, sia stato quello di prevenire l'incremento della produzione viticola.
(9) Secondo le autorità francesi, la produzione supplementare di "vins de pays" causata dalla riconversione varietale (1-1,5 milioni di hl) dovrebbe essere riassorbita dal mercato dei "vins de pays", in crescita costante in Francia dal 1988 in poi. Altre informazioni provenienti anch'esse dalla Francia - in particolare la relazione dell'Office national interprofessionnel des vins (Onivins) n. 65, del 7 luglio 1999 - tracciano invece un quadro meno ottimistico per quanto riguarda la vendita dei "vins de pays". Infatti, se è vero che le vendite di questi vini hanno registrato un aumento del 9 % nel periodo 1994-98, è peraltro vero che, negli ultimi 2 anni, esse hanno subito un rallentamento.
(10) Pur ammettendo che la riconversione varietale del vigneto delle Charentes presenti il vantaggio di ridurre la produzione di vini ormai privi di sbocchi, la Commissione ha ritenuto che il conseguente aumento della produzione dei "vins de pays" in Francia si discosti dai principi contenuti nella nuova OCM vitivinicola e possa dar luogo a distorsioni di concorrenza su un mercato viticolo che non sembra mostrare alcun segno di crescita. Si è dovuto infatti prendere in considerazione il fatto che i vini prodotti a seguito della riconversione di questo vigneto finirebbero sul normale mercato vinicolo, mentre ora essi hanno, per definizione, altre destinazioni al di fuori di tale mercato. Di conseguenza, la riconversione generalizzata del vigneto delle Charentes rischierebbe di spostare il problema verso altri mercati, poiché essa si tradurrebbe in un netto aumento della produzione di vini immessi sul mercato, il che sarebbe contrario agli obiettivi della nuova OCM.
(11) Pertanto, tenuto conto del fatto che le autorità francesi non hanno emanato disposizioni per l'adeguamento della misura alle nuove esigenze nel settore, disposizioni che prevedano, in particolare, che la riconversione del vigneto delle Charentes sia affiancata da una sostanziale riduzione delle superfici di produzione e delle rese, la Commissione ha dovuto esprimere dubbi in merito alla compatibilità di detta misura con le nuove esigenze a livello comunitario.
(12) Per quanto concerne l'assistenza tecnica ai produttori, la Commissione ha ritenuto che questa misura sia assimilabile ad un aiuto alla formazione degli agricoltori inteso a migliorarne le qualifiche tecniche e che possa così contribuire ad uno sviluppo del settore viticolo senza incidere sulle condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. Trattandosi quindi di una misura d'accompagnamento a quella precedente, la Commissione ha deciso di non pronunciarsi su di essa sino a quando non verrà approvata la precedente.
(13) Per quanto riguarda la misura consistente nella promozione del cognac, la Commissione, pur constatando che le azioni previste, considerate singolarmente, sono conformi agli orientamenti comunitari, ha deciso di esaminarla tenendo presente anche le misure analoghe autorizzate in passato. Infatti, nel 1998 la Commissione ha autorizzato la concessione di un aiuto a favore del Bureau National Interprofessionnel du Cognac per azioni promozionali previste sull'arco di quattro anni(9). La Commissione si è chiesta se il nuovo stanziamento destinato ad azioni promozionali a favore del cognac non potesse tradursi in una distorsione cumulata della concorrenza a danno di altri produttori comunitari di acquaviti. La Commissione non poteva quindi autorizzare la concessione di tale aiuto senza aver previamente preso conoscenza delle argomentazioni delle autorità francesi in merito al nesso esistente fra l'aiuto già autorizzato e quello notificato nonché delle procedure previste per evitare distorsioni eccessive della concorrenza a scapito di altri produttori comunitari.
(14) Per contro, la Commissione ha ritenuto, al momento dell'apertura della procedura, che la misura consistente in un complemento al premio di estirpazione fosse conforme alle norme comunitarie in materia di concorrenza. L'avvio della procedura d'esame non concerne quindi questa quarta misura.
(15) La Commissione ha quindi ritenuto che le misure consistenti in un complemento all'aiuto nazionale al miglioramento delle varietà di viti, nell'assistenza tecnica ai produttori nonché nella promozione del cognac comportassero un vantaggio per i produttori del settore viticolo. Di conseguenza tali aiuti non sarebbero, in linea di principio, compatibili con il mercato comune, a meno che nei loro riguardi si potesse invocare una delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato. Basandosi sulle informazioni a sua disposizione, la Commissione non ha potuto esprimersi favorevolmente circa la compatibilità di tali misure. La Commissione ha quindi ritenuto necessario avviare la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato.
III
OSSERVAZIONI PRESENTATE DALLA FRANCIA
(16) Con lettera del 13 dicembre 1999, le autorità francesi hanno presentato le loro osservazioni in merito alla decisione della Commissione di avviare la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2 (del trattato) in ordine all'aiuto notificato.
(17) Per quanto concerne la misura "complemento all'aiuto nazionale al miglioramento delle varietà di viti", le autorità francesi dichiarano che il suo obiettivo è quello di ridurre il potenziale di produzione nella regione tramite la limitazione delle rese. Le rese attualmente constatate si situano mediamente a circa 150 hl/ha di superficie viticola in produzione e la riconversione in "vin de pays" dovrebbe ridurre la resa media dei vigneti riconvertiti a circa 90 hl/ha.
(18) Secondo le autorità francesi tale riconversione consentirebbe anche di orientare parte del vigneto verso il mercato, tenuto conto del fatto che i vini attualmente derivanti dal vigneto delle Charentes non presentano le caratteristiche qualitative richieste per poterli smerciare sul mercato. Ciò consentirebbe inoltre di ridurre in seguito i volumi consegnabili alla distillazione obbligatoria dei vitigni a duplice destinazione e quindi le spese a carico del FEAOG a tale titolo.
(19) Le autorità francesi ritengono che poiché la misura concerne soltanto 1000 ha da riconvertire occorrerà eventualmente intensificare lo sforzo di riconversione, in particolare nel quadro dell'attuazione del regime previsto all'articolo 11 del regolamento (CE) n. 1493/1999. Esse aggiungono che tale regolamento, che prevede il divieto di nuovi impianti di viti ed instaura un regime di riconversione dei vigneti, sarebbe inoltre rispettato poiché le misure notificate non prevedono di estendere il vigneto delle Charentes, ma di contribuire al suo adattamento al mercato favorendo l'abbandono a pari titolo mediante la riconversione dei vigneti esistenti (1000 ha).
(20) Le autorità francesi contestano le stime fatte dalla Commissione dei volumi di "vins de pays" commercializzabili, che ammontano a 1,5 milioni di hl. La riconversione dovrebbe condurre ad una diminuzione di 150000 hl di vini da tavola e alla produzione, differita di tre anni, da 80000 a 90000 hl di "vins de pays". Secondo le autorità francesi il mercato dei "vins de pays", molto dinamico a loro avviso, è in grado di continuare ad espandersi sul mercato mondiale. I volumi riconosciuti sarebbero dunque aumentati considerevolmente in questi ultimi anni passando da 7 milioni di hl nel 1996 ad oltre 10 milioni di hl nel 1997 e nel 1998, nonostante un calo del raccolto dovuto alle condizioni meteorologiche delle due ultime campagne. L'incremento meno forte constatato nel 1998/1999 cui fa riferimento la Commissione al momento dell'apertura della procedura di esame, non potrebbe essere interpretato come una contrazione della domanda in quanto i prezzi dei "vins de pays" hanno fatto registrare un sensibile rialzo nel corso di tale campagna: + 14 % per i vini rossi (sino a + 20 % per i "vins de cépage") e + 11 % per i vini bianchi (sino a + 16 % per i "vins de cépage"). Le autorità francesi ritengono quindi che la misura non conduca ad un aumento netto della produzione di vino sul mercato, ma ad un adattamento al mercato di questa regione viticola, di cui il vino è uno sbocco consacrato dalla regolamentazione comunitaria.
(21) Per quanto riguarda la misura "promozione del cognac", le autorità francesi hanno comunicato alla Commissione di aver deciso di non dare esecuzione a questa misura e di ritirare la relativa notifica, conformemente all'articolo 8 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 88 del trattato CE(10).
IV
VALUTAZIONE
(22) Ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, salvo deroghe contemplate dal trattato stesso, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
(23) L'articolo 76 del regolamento (CEE) n. 822/87 prevede che, fatte salve le disposizioni contrarie del regolamento stesso, gli articoli 87, 88 e 89 del trattato sono applicabili alla produzione e al commercio dei prodotti vitivinicoli.
(24) Per quanto concerne le misure "complemento all'aiuto nazionale al miglioramento delle varietà di viti" e "assistenza tecnica", esse comportano un vantaggio per certi produttori, vantaggio di cui non possono beneficiare altri produttori. Di conseguenza, queste misure falsano o minacciano di falsare la concorrenza nel senso succitato e pertanto esse corrispondono alla definizione di aiuti di Stato di cui all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(25) Risulta che detti aiuti possono incidere sugli scambi tra Stati membri in quanto favoriscono la produzione nazionale a scapito di quella degli altri Stati membri. Infatti, il settore viticolo è particolarmente aperto alla concorrenza a livello comunitario, in particolare in Francia, e quindi molto sensibile a qualsiasi provvedimento a favore della produzione in qualche Stato membro.
(26) Nella seguente tabella è illustrato il livello degli scambi commerciali tra la Francia e gli altri Stati membri per quanto concerne i prodotti vitivinicoli:
Vino - Totale
SPAZIO PER TABELLA
(27) Al principio di incompatibilità enunciato all'articolo 87, paragrafo 1, vengono tuttavia ammesse eccezioni.
(28) Le deroghe a questa incompatibilità previste all'articolo 87, paragrafo 2, non sono manifestamente applicabili nel caso in esame e invero esse non sono state invocate neppure dalle autorità francesi.
(29) Le deroghe previste all'articolo 87, paragrafo 3, del trattato devono essere interpretate in senso stretto nell'esaminare qualsiasi programma d'aiuto a finalità regionale o settoriale oppure in ogni singolo caso di applicazione di regimi d'aiuto generali. In particolare, l'applicabilità di queste deroghe può essere riconosciuta solo nel caso in cui la Commissione possa accertare che l'aiuto sia necessario per l'attuazione di uno degli obiettivi in causa. Concedere il beneficio delle suddette deroghe nel caso di aiuti che non implichino una tale contropartita equivarrebbe a permettere l'alterazione delle condizioni degli scambi tra Stati membri e distorsioni di concorrenza prive di giustificazione nei confronti dell'interesse comune nonché, correlativamente, indebiti vantaggi per gli operatori di certi Stati membri.
(30) La Commissione ritiene che gli aiuti in causa non siano destinati a favorire lo sviluppo economico di una regione ove il tenore di vita sia anormalmente basso oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a). Essi non sono destinati neppure a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo o a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia dello Stato membro, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera b). Gli aiuti in causa non sono neppure destinati a promuovere la cultura o la conservazione del patrimonio, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera d).
(31) L'unica deroga che potrebbe essere presa in considerazione per il caso in esame è quella di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), secondo cui possono considerarsi compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
Complemento all'aiuto nazionale al miglioramento delle varietà di viti
(32) Per quanto riguarda questo provvedimento, la Commissione è già giunta alla conclusione, all'apertura della procedura d'esame, che le varietà di viti previste dalle autorità francesi possiedono, in linea di massima, le caratteristiche contemplate dalla normativa comunitaria (cfr. "descrizione", considerando 7).
(33) La Commissione ha pertanto concluso che il provvedimento è conforme al disposto dell'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 2741/89 che prevede che l'importo massimo dell'aiuto per ettaro di vigneto piantato non può superare il 30 % dei costi effettivi di estirpazione e di impianto (considerando 7).
(34) La Commissione ha tuttavia constatato che l'OCM vitivinicolo istituita dal regolamento (CEE) n. 822/87 prevede il divieto di ogni aiuto nazionale all'impianto di superfici viticole a partire dal 1o settembre 1988, fuorché gli aiuti rispondenti a criteri che dovranno, in particolare, permettere di conseguire l'obiettivo della diminuzione quantitativa della produzione oppure del miglioramento qualitativo senza conseguente aumento della produzione (considerando 8).
(35) La Commissione ha concluso inoltre che l'eventuale aumento della produzione dei "vins de pays" in Francia si discosta dai principi contenuti nell'attuale organizzazione comune del mercato ed è tale da creare distorsioni di concorrenza su un mercato vitivinicolo che non presenterebbe segni di crescita (considerando 10).
(36) Tenuto conto di ciò e del fatto che le autorità francesi non hanno emanato disposizioni per adeguare il provvedimento alle nuove esigenze del settore che prevedano, in particolare che la riconversione del vigneto delle Charentes sia accompagnata da una sostanziale riduzione delle superfici destinate alla produzione e delle rese, la Commissione ha espresso dubbi quanto alla compatibilità di tale misura con le nuove esigenze a livello comunitario (considerando 11).
La riduzione del potenziale di produzione: la riduzione delle rese
(37) Le autorità francesi spiegano che l'obiettivo della misura è proprio quello di ridurre il potenziale di produzione e di limitare la resa, il che dovrebbe ridurre la resa media dei vigneti riconvertiti da 150 a circa 90 hl/ha. Inoltre, questa riconversione consentirebbe di orientare la produzione viticola verso il mercato e di ridurre in seguito i volumi consegnabili alla distillazione obbligatoria dei vitigni a duplice destinazione, il che comporterebbe una riduzione delle spese a carico del FEAOG, a tale titolo.
(38) La Commissione fa propria la conclusione delle autorità francesi per quanto concerne la riduzione considerevole del potenziale produttivo derivante dalla riconversione verso altri vitigni. Comunque, il problema della riduzione delle rese non deve essere analizzato unicamente in termini di risultati ottenuti con una riconversione varietale, ma anche in termini di diminuzione della capacità delle rese dei vitigni destinati alla produzione del cognac. In questo senso, i dati inviati dalle autorità francesi alla Commissione con lettera del 30 maggio 2000 in merito al regime della regione delle Charentes nel quadro dell'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, indicano una forte progressione delle rese dei vitigni della varietà "ugni-blanc", destinati alla produzione di cognac, che passa da 80 hl/ha nel 1976 a 120 hl/ha di oggi(11). La Commissione ritiene che la riduzione delle rese dovrebbe riguardare anche la varietà "ugni-blanc", destinata alla produzione di cognac, che è all'origine della produzione eccedentaria nella regione. I dati forniti dalle autorità francesi indicano che esiste un margine di manovra sufficiente per poter prospettare una riduzione di questo tipo. La sola riduzione conseguente alla riconversione varietale non può quindi essere considerata dalla Commissione come una riduzione sufficiente.
La riduzione delle superfici di produzione
(39) Le autorità francesi ritengono che la riduzione delle superfici di produzione sia avviata tramite il provvedimento dell'abbandono definitivo in misura uguale del provvedimento della riconversione dei vigneti esistenti. Le autorità francesi aggiungono che, poiché la misura riguarda soltanto 1000 ha da riconvertire, occorrerà eventualmente proseguire lo sforzo di riconversione nel quadro dell'attuazione del regime previsto all'articolo 11 del regolamento (CE) n. 1493/1999. Esse asseriscono inoltre che detto regolamento, che prevede il divieto di nuovi impianti di superfici viticole ed instaura un regime di riconversione dei vigneti, sarebbe rispettato in quanto le misure notificate non prevedono di estendere il vigneto delle Charentes, ma di contribuire al suo adeguamento al mercato favorendo l'abbandono definitivo.
(40) La Commissione condivide l'opinione delle autorità francesi circa l'utilità dell'abbandono definitivo come mezzo per favorire l'adattamento del vigneto delle Charentes al mercato. Tuttavia, essa non può non constatare che, in considerazione del fatto che l'estirpazione è una misura di carattere facoltativo, a priori non vi è alcuna garanzia che una ristrutturazione di 1000 ha venga accompagnata dall'estirpazione di una superficie equivalente. Inoltre, il fatto che già in passato le autorità francesi abbiano esse stesse stimato in termini quantitativi la necessità di ridurre la superficie produttiva totale della regione (stimata a +- 80000 ha) del 15-20 % (12000-16000 ha) dimostra che la semplice applicazione di questa misura non contribuirà granché ad una soluzione soddisfacente per la regione interessata. Le autorità francesi sono consapevoli di questo fatto e lo riconoscono proponendo di proseguire la riconversione nel quadro della nuova OCM vitivinicola.
L'adattamento della produzione alla domanda
(41) L'articolo 11 del regolamento (CEE) n. 1493/1999 prevede effettivamente, al paragrafo 1, che è istituito un regime per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti. Al paragrafo 2, esso prevede che il regime abbia per obiettivo di adeguare la produzione alla domanda del mercato. Le autorità francesi hanno cercato di dimostrare che quest'ultima condizione è rispettata.
(42) Le autorità francesi contestano innanzitutto le stime fatte dalla Commissione in merito ai volumi di "vins de pays" che possono essere immessi sul mercato: la Commissione li stima pari a 1,5 milioni di hl. Pertanto, il dispositivo di riconversione dovrebbe condurre ad una diminuzione di 150000 hl di vini da tavola nonché alla produzione, differita di tre anni, di 80000-90000 hl di "vins de pays".
(43) Inoltre, secondo le autorità francesi e contrariamente a quanto asserito dalla Commissione nel considerando 9, il mercato dei "vins de pays" potrebbe benissimo proseguire la sua espansione sul mercato mondiale (considerando 20). I volumi riconosciuti sarebbero quindi aumentati sensibilmente in questi ultimi anni nonostante una diminuzione del raccolto dovuta alle condizioni meteorologiche delle due ultime campagne. L'incremento minore constatato nel 1998/1999 non potrebbe essere interpretato come una contrazione della domanda, in quanto i prezzi dei "vins de pays" hanno fatto registrare un sensibile aumento in questa campagna: + 14 % per i "vins de pays" rossi (sino a + 20 % per i "vins de cépage"), e + 11 % per i "vins de pays" bianchi (sino a + 16 % per i "vins de cépage").
(44) Informazioni successive all'apertura della procedura di esame e provenienti anch'esse dall'Office national interprofessionnel des vins (Onivins)(12), indicano che, per quanto concerne i "vins de pays", il prezzo medio ponderato a venti settimane della campagna 1999/2000 dei "vins de pays" rossi e rosati era inferiore del 5 % rispetto alla campagna precedente (7 % per i "vins de pays" rossi con menzione del vitigno e 5 % per i rosati con menzione del vitigno) e in regresso dell'8 % per i "vins de pays" bianchi (10 % per i "vins de pays" bianchi con menzione del vitigno). Queste informazioni, che devono certamente essere utilizzate con prudenza, non concordano con le tesi delle autorità francesi secondo cui il mercato dei "vins de pays" è in costante espansione.
(45) Alla luce dei dati di cui dispone e in mancanza di un'analisi sull'impatto reale di una tale misura in termini di mercato, la Commissione continua a nutrire dubbi circa la capacità del mercato di assorbire nuove quantità di "vins de pays" che verrebbero prodotte a seguito della riconversione varietale nella regione delle Charentes.
Le distorsioni di concorrenza
(46) Di conseguenza la Commissione, pur tenendo presente che la misura si prefigge una riconversione del settore con effetti a lungo termine, deve confermare la conclusione che essa ha tratto all'apertura della procedura d'esame, secondo cui l'aumento della produzione dei "vins de pays" in Francia è contrario ai principi contenuti nella nuova OCM vitivinicola e sarebbe tale da creare distorsioni di concorrenza su un mercato viticolo che non presenterebbe segni di espansione incontestabili. La Commissione permane pertanto nell'avviso che il fatto che i vini risultanti dalla riconversione di questo vigneto finirebbero sul mercato normale del vino, mentre attualmente essi hanno, per definizione, altre destinazioni al di fuori di questo mercato, rischierebbe considerevolmente di spostare il problema verso altri mercati/zone provocando al contempo un aumento netto della produzione di vini offerti sul mercato, il che sarebbe contrario agli obiettivi della nuova OCM.
(47) La Commissione tiene a sottolineare che questa conclusione si applica anche nel caso della precedente OCM vitivinicolo in cui è ugualmente previsto il principio di non aumentare la produzione.
(48) La Commissione ritiene che la misura cui le autorità francesi hanno dato esecuzione sia tale da provocare considerevoli distorsioni di concorrenza in un settore in cui l'aumento della produzione è particolarmente sorvegliato e che così i problemi esistenti nella regione delle Charentes vengano spostati verso altre regioni comunitarie. Essa ritiene conseguentemente che soltanto le misure adottate nel quadro della politica agricola comune e, più specificamente, nell'ambito dell'organizzazione comune di mercato in questione siano tali da garantire che venga tenuto conto degli interessi globali degli operatori di questo mercato. Occorre tener presente, a questo proposito che il ricorso agli articoli 87, 88 e 89 del trattato non può modificare gli obblighi derivanti per gli Stati membri dal rispetto delle norme del regolamento relativo all'organizzazione di mercato in questione(13). La loro applicazione rimane soggetta alle disposizioni previste dai regolamenti pertinenti. La Commissione non può approvare un aiuto che, in considerazione della sua natura, è incompatibile con le disposizioni che disciplinano un'organizzazione comune di mercato o che contrastano con il buon funzionamento dell'organizzazione di mercato in questione.
(49) La Commissione constata dunque che le autorità francesi non hanno proceduto ad adeguare la misura alle nuove esigenze del settore prevedendo, in particolare, che la riconversione del vigneto delle Charentes sia accompagnata da una riduzione sostanziale delle superfici di produzione e delle rese. Per tale motivo la Commissione deve concludere che la misura in questione non è compatibile con le nuove esigenze a livello comunitario né pertanto con le norme comunitarie in materia di concorrenza, in particolare, con l'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato.
Assistenza tecnica
(50) Essendo questa una misura di accompagnamento di quella qui precedentemente esaminata, l'incompatibilità della prima rende ingiustificata l'applicazione della seconda e pertanto la Commissione non può approvarla.
Promozione del cognac
(51) La notifica della misura "promozione del cognac" è stata ritirata dalle autorità francesi, in che rende inutile la sua valutazione da parte della Commissione.
V
CONCLUSIONE
(52) Le misure consistenti in un complemento all'aiuto nazionale al miglioramento delle varietà di viti e, rispettivamente, in un provvedimento di accompagnamento sotto forma di assistenza tecnica ai produttori non possono beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, del trattato in quanto esse non soddisfano alle condizioni previste dall'organizzazione comune del mercato vitivinicolo. Esse sono pertanto incompatibili con il trattato e ad esse non può essere data esecuzione.
(53) In data 12 marzo 1999, le autorità francesi hanno emanato un decreto relativo alle condizioni di attribuzione dell'aiuto al miglioramento delle varietà di viti in aziende viticole nella regione delimitata "Cognac", per la campagna 1998-1999. Il 6 aprile 2000 esse hanno inoltre emanato un decreto identico riguardante la campagna 1999-2000. Questi decreti danno esecuzione alla misura notificata alla Commissione, in violazione così dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato. La misura costituisce pertanto un aiuto illegale ai sensi dell'articolo 1, lettera f), del regolamento (CE) n. 659/1999.
(54) La Commissione si rammarica che la Repubblica francese abbia dato esecuzione al suddetto aiuto in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato.
(55) Poiché si tratta di aiuti posti in atto senza attendere la decisione finale della Commissione, occorre rammentare che, dato il carattere cogente delle norme procedurali definite all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, norme di cui la Corte di giustizia ha riconosciuto l'effetto diretto nelle sue sentenze, del 19 giugno 1993, nella causa 77/72, Carmine Capolongo contro Azienda Agricola Maya(14), dell'11 dicembre 1973, nella causa 120/73, Gebrueder Lorenz GmbH contro Repubblica federale di Germania(15), del 22 marzo 1977, nella causa 78/76, Steinicke und Weinlig contro Repubblica federale di Germania(16), non può essere posto rimedio a posteriori all'illegalità dell'aiuto considerato [sentenza del 21 novembre 1991 nella causa C-354/90, Fédération nationale du commerce extérieur des produits alimentaires e altri contro Francia(17)].
(56) In caso di incompatibilità degli aiuti illegali con il mercato comune, l'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999 prevede che la Commissione adotti una decisione con la quale impone allo Stato membro interessato di adottare tutte le misure necessarie per recuperare l'aiuto dal beneficiario. Tale rimborso è necessario al fine di ristabilire la situazione anteriore sopprimendo tutti i vantaggi finanziari di cui il beneficiario dell'aiuto concesso in modo illegale ha potuto indebitamente beneficiare dalla data di concessione dello stesso.
(57) L'articolo 14, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 659/1999 prevede che il recupero comprenda degli interessi calcolati in base a un tasso adeguato stabilito dalla Commissione e che tali interessi decorrano dalla data in cui l'aiuto illegale è divenuto disponibile per il beneficiario.
(58) Gli aiuti devono essere rimborsati secondo le procedure previste dalla legislazione francese. Gli importi comprendono gli interessi a decorrere dalla data in cui l'aiuto è stato versato sino alla data del suo recupero effettivo. Essi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento della Commissione previsto dal metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione(18).
(59) La presente decisione non pregiudica le eventuali conseguenze che la Commissione trarrà a livello del finanziamento della politica agricola comune tramite il Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia (FEAOG).
(60) La misura denominata "promozione del cognac" è stata ritirata dalle autorità francesi conformemente all'articolo 8 del regolamento (CE) n. 659/1999. La Commissione conclude pertanto che non sussiste più alcun motivo di pronunciarsi su detta misura,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. La misura cui la Francia ha dato esecuzione e consistente in un complemento all'aiuto nazionale al miglioramento delle varietà di viti nella regione delimitata "Cognac" per le campagne 1998-1999 e 1999-2000 è un aiuto illegale incompatibile con gli articoli 87, 88 e 89 del trattato e non può beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, dello stesso.
2. La misura d'accompagnamento di assistenza tecnica ai produttori è incompatibile con gli articoli 87, 88 e 89 del trattato e non può beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, dello stesso.
Articolo 2
Alla Francia è fatto obbligo di sopprimere i regimi d'aiuto di cui all'articolo 1.
Articolo 3
La Francia prende le opportune disposizioni atte a recuperare dai beneficiari gli importi versati a titolo dei regimi di cui all'articolo 1.
Articolo 4
La Francia informa la Commissione, entro due mesi a decorrere dalla data della notifica della presente decisione, in merito alle disposizioni che essa ha preso per conformarsi a quest'ultima.
Articolo 5
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 20 settembre 2000.

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