Document ID: 32000R0123

REGOLAMENTO (CE) N. 123/2000 DELLA COMMISSIONE
del 20 gennaio 2000
che istituisce un dazio compensativo provvisorio sulle importazioni di fibre di poliesteri in fiocco (FPF) originarie dell'Australia e di Taiwan e chiude il procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni di FPF originarie della Repubblica di Corea e della Tailandia
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea(1), in particolare l'articolo 12,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
(1) Nell'aprile 1999, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2) (in appresso "avviso di apertura"), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni nella Comunità di fibre di poliesteri in fiocco (in appresso "FPF") originarie dell'Australia, dell'Indonesia, della Repubblica di Corea (in appresso "Corea"), di Taiwan e della Tailandia e ha iniziato un'inchiesta.
(2) Il procedimento è stato aperto in seguito ad una denuncia presentata dal Comitato internazionale per il rayon e le fibre sintetiche (International Rayon and Synthetic Fibres Committee) per conto di produttori comunitari che rappresentano una quota maggioritaria della produzione comunitaria di FPF. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di sovvenzioni per detto prodotto e al conseguente pregiudizio grave, considerati sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento.
(3) Prima di aprire il procedimento la Commissione, conformemente all'articolo 10, paragrafo 9 del regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio (in appresso "regolamento di base"), ha comunicato ai governi di Australia, Indonesia, Corea, Taiwan e Tailandia di aver ricevuto una denuncia debitamente documentata nella quale si affermava che le importazioni sovvenzionate di FPF originarie dell'Australia, dell'Indonesia, della Corea, di Taiwan e della Tailandia erano causa di grave pregiudizio nei confronti dell'industria comunitaria. Detti governi sono stati invitati a prendere parte a consultazioni finalizzate a chiarire gli elementi della questione e a giungere ad una soluzione concordata. I governi di Australia, Indonesia, Corea, Taiwan e Tailandia hanno accettato l'offerta e le consultazioni con i competenti servizi della Commissione si sono tenute rispettivamente il 7 aprile, 29 marzo, 7 aprile, 25 marzo e 9 aprile 1999. Le osservazioni fatte da detti governi in merito alle affermazioni contenute nella denuncia relative alle importazioni oggetto di sovvenzioni e al grave pregiudizio subito dalla Comunità sono state tenute in debito conto.
(4) La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura del procedimento i produttori comunitari, i produttori esportatori, gli importatori e gli utilizzatori notoriamente interessati, nonché i rappresentanti dei paesi esportatori e il denunziante, e ha offerto alle parti interessate la possibilità di presentare le loro osservazioni per i scritto e di chiedere un'audizione.
I governi di Australia, Indonesia, Corea, Taiwan e Tailandia, diversi produttori esportatori e produttori comunitari denunzianti, utilizzatori e importatori della Comunità hanno reso note le loro osservazioni per iscritto. Tutte le parti che l'hanno richiesta entro i termini fissati nell'avviso di apertura hanno ottenuto un'audizione.
(5) La Commissione ha inviato un questionario a tutte le parti notoriamente interessate e ha ricevuto risposte dai governi di Australia, Indonesia, Corea, Taiwan e Tailandia e da sette produttori comunitari denunzianti, da tre utilizzatori della Comunità e da produttori esportatori di tutti i paesi interessati.
(6) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione preliminare delle sovvenzioni e del pregiudizio e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società e organismi:
a) Produttori comunitari
- Dupont De Nemours GmbH, Francoforte, Germania
- Trevira GmbH & Co KG, Francoforte, Germania
- Wellman International Ltd, Mullagh, Kells, Co. Meath, Irlanda
- Catalana de Polimers, Barcellona, Spagna
- Montefibre SpA, Milano, Italia
b) Governo australiano
- Ministero degli Affari esteri e del Commercio con l'estero
- Ufficio delle imposte australiano
- Ministero dell'Industria, della Scienza e delle Risorse
- Commissione australiana del commercio
- Ministero dello Sviluppo statale (Governo statale di Victoria)
c) Produttori esportatori australiani
- Leading Synthetics Pty Ltd, Melbourne, Victoria
d) Governo indonesiano
- Ministero dell'Industria e del Commercio
- Ministero delle Finanze
- Commissione indonesiana antidumping (KADI)
- Ufficio del ministro di coordinamento dell'Economia, delle Finanze e dell'Industria
- Commissione di coordinamento degli investimenti (BKPM)
- Agenzia dei servizi esportazione (BAPEKSTA)
- Sucofindo Masterlist Verification Division
- Bank Indonesia
e) Produttori/esportatori indonesiani
- PT. Indorama Synthetics TbK, Giakarta
- PT. Panasia Indosyntec TbK, Bandung
- PT. Susila Indah Synthetic Fiber Industries, Giacarta
f) Governo coreano
- Ministero del Commercio, dell'Industria e dell'Energia
- Ministero delle Finanze e dell'Economia
- Amministrazione delle forniture della Repubblica di Corea
- Federazione coreana delle industrie tessili
- The Korea Development Bank
- The Industrial Bank of Korea
- The Bank of Korea
g) Produttori esportatori coreani
- Daehan Synthetic Fiber Co. Ltd, Seul
- Dobest Co. Ltd, Seul
- Ein Textile Co. Ltd, Seul
- Sung Lim Co. Ltd, Seul
- Samyang Corporation, Seul
- SK Chemicals Co. Ltd, Seul
- SK Global Co. Ltd, Seul
- Saehan Industries Inc., Seul
- Estal Ind. Co., Yangsan City
h) Governo di Taiwan
- Ministero degli Affari economici
- Ministero delle Finanze
- Fondo di sviluppo dell'Executive Yuan
- Chiao Tung Bank
- Business Bank of Taiwan
i) Produttori esportatori di Taiwan
- Shinkong Synthetic Fibers Corporation, Taipei
- Tuntex Distinct Corp., Hsichih, provincia di Taipei
- Far Eastern Textile Ltd, Taipei
- Nan Ya Plastics Corporation, Taipei
j) Governo tailandese
- Ministero del commercio con l'estero
- Commissione per gli investimenti
- Dipartimento delle dogane
- Dipartimento delle entrate
k) Produttori esportatori tailandesi
- Indo-Poly (Thailand) Ltd, Nakornpathom
- Teijin Polyester (Thailand) Ltd, Bangkok
- Tuntex (Thailand) Public Company Ltd, Bangkok.
(7) L'inchiesta relativa alle sovvenzioni ha riguardato il periodo dal 1o aprile 1998 al 31 marzo 1999 (in appresso "periodo dell'inchiesta"). L'esame del pregiudizio ha riguardato il periodo dal 1o gennaio 1996 al 31 marzo 1999 (in appresso "periodo in esame").
(8) Ai fini dell'inchiesta, e secondo la politica e la prassi in vigore, qualora una società abbia ricevuto, nel quadro di un determinato regime, un vantaggio inferiore allo 0,01 %, si considera che tale società non abbia beneficiato di detto regime. Inoltre, il beneficio ricevuto dalle società esportatrici viene espresso come percentuale del denominatore applicabile al regime di sovvenzioni in questione, in conformità dell'articolo 7 del regolamento di base.
(9) Nell'aprile 1999 la Commissione ha avviato un'inchiesta antidumping relativa alle importazioni del prodotto in questione originarie dell'Australia, dell'Indonesia e della Tailandia(3). Per quanto riguarda le importazioni originarie della Corea, un procedimento antidumping è stato aperto nell'ottobre 1999(4). Misure antidumping definitive sono attualmente applicate alle importazioni di FPF originarie di Taiwan a norma del regolamento (CE) n. 1728/1999 del Consiglio(5).
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1. Prodotto in esame
(10) Il prodotto in esame consiste in fibre di poliesteri in fiocco, non cardate né pettinate o altrimenti preparate per la filatura, attualmente classificabili al codice NC 5503 20 00.
(11) Si tratta di una materia di base utilizzata in varie fasi del processo di fabbricazione di prodotti tessili, a seconda del tipo di tessile. Il 60 % circa del consumo comunitario di FPF è per la filatura, ossia per ottenere filamenti per la produzione di tessili, previa mistura o meno con altre fibre quali il cotone o la lana. Il 25 % circa è utilizzato per riempire o imbottire taluni prodotti tessili (ad esempio cuscini, sedili di automobili, giacche) e il restante 15 % per applicazioni diverse dai tessuti, in particolare nella produzione di tappeti. Il prodotto in questione può avere caratteristiche diverse (a seconda del titolo o dei decitex, della lucentezza, del trattamento al silicone) e può essere di prima qualità o di qualità inferiori alla media. Le variazioni dell'impiego particolare e della qualità dei vari tipi di FPF non comportano differenze significative nelle caratteristiche fisiche di base dei vari tipi di prodotto. Essi sono pertanto considerati come un unico prodotto ai fini del presente regolamento.
2. Prodotto simile
(12) I servizi della Commissione hanno constatato che non vi sono differenze nelle caratteristiche fondamentali e nelle utilizzazioni delle FPF originarie di Australia, Indonesia, Corea, Tailandia e Taiwan importate nella Comunità e le FPF prodotto dall'industria comunitaria e venduto sul mercato comunitario. Si è constatato anche che non vi è differenza tra le FPF prodotte in Australia, Indonesia, Corea, Tailandia e Taiwan ed esportate nella Comunità e quelle vendute sui mercati interni di questi paesi. Si è concluso pertanto che le FPF prodotte e vendute dall'industria comunitaria sul mercato comunitario e le FPF prodotte e vendute sui mercati nazionali di Australia, Indonesia, Corea, Tailandia e Taiwan sono simili, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 5, del regolamento di base, alle FPF importate nella Comunità dai cinque paesi oggetto dell'inchiesta.
C. SOVVENZIONI
I. AUSTRALIA
1. Introduzione
(13) Sulla base delle informazioni contenute nella denuncia e delle risposte al questionario, la Commissione ha esaminato i seguenti quattro regimi che assertivamente comportano la concessione di sovvenzioni:
- Regime di sussidi allo sviluppo del mercato dell'esportazione (Export Market Development Grant Scheme)
- Piano per i tessili, l'abbigliamento e le calzature (Textiles, Clothing and Footware Plan, TCFP)
- Incentivi nel quadro del programma per la competitività internazionale (Incentives for International Competitiveness Programme, IICP)
- Programma di sostegno alle infrastrutture (Infrastructure Support Programme)
- Programma nazionale di espansione dell'industria (National Industry Extension Programme)
- Programma di sussidi alla capitalizzazione (Capitalisation Grants Programme)
- Programma di adeguamento della forza lavoro (Labour Adjustment Programme)
- Regime di credito all'importazione (Import Credit Scheme, ICS)
- Programma di assemblaggio all'estero (Overseas Assembly Programme)
- Programma di risposta rapida (Quick Response Programme)
- Regime regionale (Governo di Victoria): Programma di incentivi agli investimenti (Investment Attraction Programme, IAP)
- Regime regionale (Governo di Victoria): Programma di sostegno all'industria, alle regioni e al commercio (Industry, Regional and Trade Support Programme, IRTSP).
2. Regime di sussidi allo sviluppo del mercato dell'esportazione (Export Market Development Grant Scheme, EMDGS)
(14) La base giuridica di questo regime, così come era applicato nel periodo dell'inchiesta, è la legge del 1997 sui sussidi allo sviluppo del mercato dell'esportazione (Export Market Development Grants Act 1997) (in appresso "la legge EMDG del 1997").
a) Ammissibilità
(15) Ai sensi delle parti 3 e 4 della legge EMDG del 1997, una società ha diritto ad un sussidio per un esercizio finanziario se:
- svolge un'attività in Australia che produce entrate non superiori a 50 milioni di AUD e introiti da esportazione non superiori a 25 milioni di AUD;
- ha sostenuto talune spese ammissibili per attività di commercializzazione e promozione, ad esempio per il mantenimento di una rappresentanza all'estero, la ricerca di mercato, la distribuzione di campioni gratuiti e visite di commercializzazione;
- vende prodotti ammissibili, ossia determinati servizi, diritti di proprietà intellettuale, know how e beni sostanzialmente di origine australiana (almeno 50 % di contenuto australiano per beni fabbricati in Australia) o dalla cui esportazione l'Australia acquisirà un vantaggio netto significativo secondo il parere della Commissione australiana per il commercio (Austrade).
(16) Una società può beneficiare solo di 8 sussidi.
b) Attuazione pratica
(17) Per avvalersi del regime una società deve presentare domanda a Austrade, che esamina la domanda applicando il cosiddetto "test di ammissione al sussidio". Secondo la decisione di Austrade 1/1997, il test richiede tra l'altro che una società che faccia domanda per la prima volta abbia programmato introiti da esportazione il cui valore nominale non sia impossibile da ottenere. Ai sensi della sezione 65 della legge EMDG del 1997, se ad una società sono già stati concessi sussidi per un periodo di tre anni, l'importo del sussidio è calcolato tenendo conto per gli anni successivi degli introiti da esportazione reali.
c) Conclusione sulla compensabilità
(18) Il regime in questione comporta un contributo finanziario del governo australiano in forma di un sussidio che conferisce un vantaggio al beneficiario. Questo sussidio rappresenta una sovvenzione all'esportazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base, poiché è subordinato di fatto ad una previsione di introiti da esportazione; la sovvenzione non è concessa infatti se la società non ha pianificato introiti da esportazione. Inoltre, per il quarto anno di concessione dei sussidi la sovvenzione è condizionata di diritto all'andamento delle esportazioni, poiché l'importo del sussidio è calcolato in base agli introiti da esportazione reali. Infine, la sovvenzione è subordinata all'uso di beni nazionali rispetto a prodotti importati, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera b), del regolamento di base, poiché può essere ottenuta solo in relazione a beni sostanzialmente di origine australiana, a meno che non sia accertato che l'Australia trarrà un vantaggio netto significativo dalla loro esportazione (il che renderebbe la sovvenzione specifica poiché di fatto condizionata a previsioni di introiti da esportazione, conformemente a quanto previsto dall'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base).
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(19) L'importo della sovvenzione dovrebbe equivalere all'importo del sussidio erogato durante il periodo dell'inchiesta. Vista la natura della sovvenzione, equivalente ad un sussidio unico, e per determinare il vantaggio totale concesso al beneficiario, per il fatto che questi non è costretto a prendere in prestito tale importo sul libero mercato, il valore nominale della sovvenzione dev'essere trasformato nel valore prevalente durante il periodo dell'inchiesta mediante l'applicazione del tasso d'interesse commerciale addebitato per prestiti paragonabili ottenuti dalla società durante il periodo dell'inchiesta.
(20) L'importo totale della sovvenzione attribuita in tal modo al periodo dell'inchiesta dovrebbe essere ripartito sulle vendite all'esportazione, poiché la sovvenzione è esclusivamente a vantaggio di queste ultime. Il produttore esportatore che si è avvalso di tale regime ha ottenuto un vantaggio dello 0,3 %.
3. Piano per i tessili, l'abbigliamento e le calzature (TCFP)
(21) Il TCFP è un programma strategico elaborato dal governo australiano che costituisce la base per una serie di programmi di assistenza all'industria dei tessili, dell'abbigliamento e delle calzature (TCF). Questi programmi possono basarsi su atti legislativi o su provvedimenti amministrativi o hanno uno statuto proprio.
(22) L'autorità di sviluppo dell'industria TCF (TCF Development Authority) (in appresso "TCFDA") è stata istituita con una legge apposita (TCFDA Act) del 1988, che è un elemento fondamentale del TCFP. La TCFDA è stata soppressa nel febbraio 1996 e tutte le attività ancora in corso sono state trasferite al ministero dell'Industria, della Scienza e delle Risorse.
(23) Il produttore esportatore ha beneficiato dei seguenti due regimi, basati sul TCFP, per i quali si è constatato che sono passibili di compensazione:
3.1. Incentivi nel quadro del programma per la competitività internazionale (IICP)
(24) Questo regime si basa sull'articolo 7, lettera d), punto i) e sugli articoli 36-40 della legge TCFDA.
a) Ammissibilità
(25) Tra i criteri di ammissibilità vi sono le seguenti condizioni:
- il progetto deve comportare costi d'investimento o di espansione
- il progetto deve comportare un preciso impegno finanziario da parte della società (di solito almeno il 70 % dei costi totali del progetto)
- il progetto deve apportare miglioramenti alla competitività internazionale dell'impresa.
(26) In base agli orientamenti della TCFDA, l'ultimo criterio indica che si chiederà alle società beneficiarie di dimostrare che il progetto contribuirà a migliorare la loro competitività internazionale mediante un incremento delle esportazioni, una sostituzione delle importazioni, miglioramenti qualitativi, riduzioni dei costi o misure analoghe. La TCFDA dà inoltre la priorità ai progetti di sviluppo delle esportazioni, di trasformazione delle materie prime, ai progetti di sviluppo interamente nuovi e ai progetti d'investimento. Sono ammissibili solo i produttori dell'industria TCF. La selezione dei beneficiari del regime avviene a discrezione del governo.
b) Attuazione pratica
(27) Le società interessate devono presentare una domanda alla TCFDA servendosi di un modulo standard, nel quale si chiedono tra l'altro informazioni sugli obiettivi di incremento delle esportazioni e di sostituzione delle importazioni.
c) Conclusione sulla compensabilità
(28) Il sussidio costituisce una sovvenzione poiché comporta un contributo finanziario dello Stato che conferisce un vantaggio al beneficiario. Durante la visita di accertamento della Commissione il governo australiano ha ammesso che la sovvenzione è specifica in quanto riguarda solo il settore dei tessili, abbigliamento e calzature, sostenendo però che non è condizionata all'andamento delle esportazioni. Tuttavia, il governo ha rifiutato l'accesso al testo del contratto da esso concluso con la società, che è alla base del sussidio, invocando le regole di riservatezza dei dati commerciali e ha negato alla società l'autorizzazione di metterlo a disposizione dei servizi della Commissione ai fini degli accertamenti. Pertanto, la questione se il sussidio sia condizionato all'andamento delle esportazioni ha dovuto essere chiarita in base ai dati disponibili, conformemente all'articolo 28 del regolamento di base. Si è constatato in tal modo che la società doveva indicare i valori d'incremento delle esportazioni che essa si prefiggeva di raggiungere. Si è appurato inoltre che l'autorità che concede gli aiuti dà la priorità ai programmi di espansione delle esportazioni.
(29) Non essendo possibile accertare le condizioni effettive della concessione della sovvenzione al produttore esportatore, la Commissione considera che almeno uno dei criteri di erogazione della sovvenzione fosse il conseguimento di determinati obiettivi in materia di introiti da esportazione, criterio che subordina la sovvenzione all'andamento delle esportazioni. L'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base stabilisce che l'esistenza di una o più condizioni di ammissibilità può costituire un condizionamento dell'aiuto all'andamento delle esportazioni. Pertanto, la sovvenzione è una sovvenzione specifica all'esportazione e compensabile, a norma dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base, e una sovvenzione specifica a talune imprese, ossia a quelle del settore dei tessili, abbigliamento e calzature, e compensabile a norma dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(30) La sovvenzione in questione è una sovvenzione non ricorrente collegabile all'acquisto di capitale fisso. Pertanto, l'importo della sovvenzione compensabile deve essere calcolato ripartendo quest'ultima sul normale periodo di ammortamento del capitale utilizzato nel settore in questione, conformemente all'articolo 7, paragrafo 3 del regolamento di base. Poiché il produttore esportatore interessato è l'unico produttore del prodotto in questione in Australia, il periodo di ammortamento utilizzato da tale società è stato considerato essere il periodo di ripartizione adeguato.
(31) Per riflettere nella sua totalità il vantaggio derivante all'impresa beneficiaria dal fatto di avere a disposizione una somma forfettaria a partire dall'inizio del periodo di ripartizione, l'importo della sovvenzione deve essere aumentato dell'importo medio dell'interesse che il beneficiario avrebbe dovuto pagare sul valore non ammortizzato della sovvenzione totale in tutto il periodo di ripartizione, se avesse dovuto ricorrere ad un prestito a condizioni di mercato.
(32) L'importo totale della sovvenzione in tal modo attribuita al periodo dell'inchiesta deve essere ripartito sulle vendite all'esportazione, poiché la sovvenzione è concessa solo per queste vendite. Il produttore esportatore ha beneficiato di questo regime ricevendo un sussidio e ha ottenuto un vantaggio dell'1,92 %.
3.2. Regime di credito all'importazione (ICS)
(33) Questo regime è entrato in vigore il 1o luglio 1991 e si basa giuridicamente su un provvedimento amministrativo.
a) Ammissibilità
(34) Le società che esportano taluni prodotti ammissibili possono ottenere un credito all'importazione per taluni altri prodotti ammissibili. Le FPF non figurano tra i prodotti di esportazione ammissibili, ma tra questi vi è il filo di poliestere testurizzato, che è prodotto dallo stesso produttore esportatore.
b) Attuazione pratica
(35) Questo regime è gestito dall'amministrazione doganale australiana. Dopo aver effettuato l'esportazione di un prodotto ammissibile ed averne ottenuto il pagamento, una società domanda all'amministrazione doganale una nota di credito, che contiene un codice e l'importo del credito all'importazione, calcolato in base ad una percentuale fissa del valore franco a bordo del prodotto esportato. Questa informazione è trasferita normalmente al broker doganale della società, che, al momento dell'importazione di un prodotto ammissibile, utilizza il codice per pagare il relativo dazio attraverso il credito. La società può anche indicare al broker di trasferire il credito all'importazione ad un'altra società in cambio del pagamento in contanti del credito.
c) Conclusione sulla compensabilità
(36) Questo regime costituisce una sovvenzione poiché comporta un contributo finanziario fornito dal governo sotto forma di rinuncia al dazio all'importazione, che conferisce un vantaggio alla società beneficiaria. Si tratta di una sovvenzione specifica all'esportazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base, poiché è calcolata in base alle vendite all'esportazione ed è pertanto condizionata di diritto all'andamento di queste ultime. Il governo australiano e il produttore esportatore hanno sostenuto che il prodotto in questione non ha beneficiato della sovvenzione, dal momento che le FPF non figurano tra i prodotti ammissibili ai sensi del regime. Si è constatato tuttavia che la società beneficiaria non utilizzava i crediti per compensare i dazi sull'importazione di fattori di produzione dei suoi prodotti, bensì cedeva i crediti sul libero mercato. Di fatto, la sovvenzione è andata a beneficio di tutte le esportazioni della società, poiché il vantaggio veniva trasformato in entrate in contanti, il cui utilizzo non è legato ad alcun prodotto particolare. Si ritiene pertanto che, poiché la società ha ottenuto vantaggi nel quadro del regime, che sono andati anche a beneficio delle esportazioni del prodotto in questione, tali vantaggi devono essere compensati.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(37) L'importo della sovvenzione, da ripartire sulle vendite per l'esportazione, va calcolato in base ai sussidi ottenuti durante il periodo dell'inchiesta. Per misurare nella sua totalità il vantaggio di cui ha beneficiato la società, al valore nominale dei sussidi è stata sommata del tasso d'interesse commerciale annuo. Nel caso in esame, dal momento che la società ha ottenuto sovvenzioni equivalenti a una serie di sussidi, è legittimo supporre che a metà del periodo dell'inchiesta sarebbe stato ricevuto un sussidio medio e pertanto l'interesse dovrebbe coprire un periodo di sei mesi. La società ha ottenuto un vantaggio del 3,48 %.
4. Regime regionale (Governo di Victoria): Programma di incentivi agli investimenti (IAP)
(38) Questo regime si basa sull'articolo 13, paragrafo 3, della legge di sviluppo economico di Victoria (Victorian Economie Development Act) del 1981, entrata in vigore lo stesso anno e abrogata nel 1994. Il governo di Victoria ha emanato orientamenti in proposito.
a) Ammissibilità
(39) L'assistenza nel quadro di questo programma è stabilita caso per caso. Il programma fornisce principalmente servizi di agevolazione per progetti d'investimento fondamentali e per l'insediamento di sedi regionali, cercando di attrarre nuovi investimenti nello Stato di Victoria. Tra le agevolazioni per gli investimenti e le misure di assistenza vi sono l'individuazione dei siti, la selezione, le relazioni industriali e la consulenza occupazionale e le informazioni sui costi connessi alle varie ubicazioni. Per ottenere un'assistenza finanziaria le società devono dimostrare un determinato livello di spese d'investimento.
(40) Il governo di Victoria ha obiettato che il programma non condiziona l'assistenza all'andamento delle esportazioni o all'uso di prodotti nazionali invece di prodotti esteri. È stato indicato che non esistono criteri di ammissibilità esplicitamente stabiliti e che il governo di Victoria concede il sostegno finanziario a propria discrezione. L'esercizio di tale discrezione comporta la considerazione di taluni fattori quali lo sviluppo economico equilibrato dello Stato, gli investimenti, la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo della capacità di esportazione in tutto lo Stato. Non è stato possibile verificare le condizioni di applicazione effettive del regime, dato che il governo di Victoria ha negato ai servizi della Commissione l'accesso al testo del contratto che stabilisce le condizioni del sussidio, alla documentazione presentata con la domanda e al testo della lettera di offerta inviata dal governo alle società beneficiarie, adducendo regole di riservatezza dei dati commerciali.
b) Attuazione pratica
(41) Il ministero delle Imprese e dell'Occupazione dello Stato di Victoria (dal marzo 1996 il ministero dello Sviluppo statale) era competente per la gestione del regime in questione. Le società che intendevano ottenere l'assistenza fornivano informazioni al funzionario responsabile all'interno del ministero, che raccomandava al comitato di gabinetto una serie di misure di assistenza. Dopo l'approvazione in sede di comitato, una lettera contenente l'offerta del governo veniva inviata a ciascuna società e, se queste accettavano, l'offerta formava la base del contratto con il governo. Il contratto stabiliva le condizioni di ottenimento dell'incentivo.
c) Conclusione sulla compensabilità
(42) Il sussidio costituisce una sovvenzione poiché comporta un contributo finanziario dello Stato che conferisce un vantaggio al beneficiario. Poiché non è stato possibile accertare le effettive condizioni di concessione della sovvenzione, si sono dovuti utilizzare i dati disponibili per determinare la compensabilità della sovvenzione, conformemente all'articolo 28 del regolamento di base. La legge di sviluppo economico del 1981 stabilisce come uno degli obiettivi del programma lo "sviluppo di capacità di esportazione". Si ritiene pertanto che la sovvenzione sia stata condizionata all'andamento delle esportazioni o vincolata di fatto alle esportazioni previste o ai proventi delle esportazioni, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base, come si sostiene nella denuncia. A questo proposito il denunziante cita la relazione degli uffici di revisione dei conti di Victoria concernente lo IAP, che contiene un riferimento all'incremento delle esportazioni previsto riguardo alla società oggetto dell'inchiesta.
(43) Ad ogni modo, il programma è considerato specifico ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base, in quanto non fissa criteri obiettivi di ammissibilità a beneficiare dello IAP, bensì lascia al governo di Victoria pieni poteri nella concessione dell'assistenza finanziaria. Ignorando la richiesta dei servizi della Commissione, il governo non ha fornito alcuna informazione sulle modalità di esercizio della sua discrezionalità, vale a dire sui settori che hanno beneficiato del programma.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(44) La società interessata ha ricevuto una sovvenzione sotto forma di assistenza alla costruzione di un nuovo stabilimento e all'installazione di nuovi macchinari. L'importo della sovvenzione è stato calcolato come indicato sopra a proposito del regime IICP. La società ha ottenuto un vantaggio dello 0,64 %.
5. Programmi di sovvenzioni cui il produttore esportatore australiano non ha fatto ricorso
(45) Si è constatato che il produttore esportatore interessato non ha ottenuto alcun vantaggio compensabile nel quadro dei seguenti programmi:
- Programma di sostegno alle infrastrutture
- Programma nazionale di espansione dell'industria
- Programma di risposta rapida
- Programma di sussidi alla capitalizzazione
- Prorgramma di adeguamento della forza lavoro
- Programma di assemblaggio ultramarino
- Regime regionale (Governo di Victoria): Programma di sostegno all'industria, alle regioni e al commercio
6. Importo delle sovvenzioni compensabili
(46) L'importo totale delle sovvenzioni compensabili conformemente alle disposizioni del regolamento di base, espresse ad valorem, per il produttore esportatore soggetto all'inchiesta, che è l'unico produttore esportatore australiano, è il seguente.
SPAZIO PER TABELLA
II. TAIWAN
1. Introduzione
(47) In base alle informazioni contenute nella denuncia e alle risposte al questionario della Commissione, i servizi della Commissione hanno esaminato i seguenti regimi, che si suppone comportino la concessione di sovvenzioni:
- Crediti d'imposta ed esenzioni fiscali
- Prestiti a tassi d'interesse preferenziali
- Ammortamento accelerato
- Esenzione dal dazio all'importazione
- Matching Funds e/o fondi di assistenza
- Fondo per lo sviluppo e la gestione di zone industriali.
Ulteriori dettagli relativi a questi regimi sono forniti in appresso.
(48) Tutti i suddetti regimi si basano sullo statuto per il potenziamento delle industrie (Statute for Upgrading Industries) (in appresso "SUI"), che è entrato in vigore il 1o gennaio 1991 ed è stato modificato da ultimo il 27 gennaio 1995. Questi programmi sono intesi a promuovere un miglioramento generale dell'industria tramite la creazione di condizioni fiscali vantaggiose, accompagnate da appropriate misure finanziarie. L'attuazione di questi programmi è disciplinata dalle norme di applicazione dello statuto per il potenziamento delle industrie, modificate da ultimo il 15 novembre 1995.
2. Crediti d'imposta per apparecchiature di automazione e di controllo dell'inquinamento
(49) Questi crediti si fondano sull'articolo 6, paragrafo 1 del SUI, integrato dall'articolo 13, paragrafo 1 e dall'articolo 14, paragrafo 1, delle norme di applicazione del SUI.
a) Ammissibilità
(50) Le esenzioni fiscali sono concesse alle società solo per un numero limitato d'investimenti:
- investimenti in apparecchiature di automazione della produzione
- investimenti in apparecchiature di controllo dell'inquinamento
- investimenti in tecnologie di automazione della produzione o di controllo dell'inquinamento.
(51) Secondo le dichiarazioni del SUI, gli investimenti effettuati in un anno fiscale dovrebbero essere superiori a 60000 nuovi dollari di Taiwan (TWD). I crediti d'imposta relativi a tipi d'investimento diversi possono essere cumulati.
b) attuazione pratica
(52) Ogni società ammissibile che investa nei suddetti tipi di apparecchiature o tecnologie può dedurre dal dieci al venti per cento del costo di tali investimenti dall'imposta sul reddito delle società giuridiche relativa allo stesso anno fiscale. Qualora l'importo dell'imposta sul reddito dovuta sia inferiore dell'importo deducibile, il credito può essere riportato per i quattro anni successivi.
(53) L'importo del credito d'imposta è determinato come segue:
- per l'acquisto di apparecchiature automatizzate o di controllo dell'inquinamento fabbricate nel paese il tasso di credito è del 20 %
- per l'acquisto di apparecchiature automatizzate o di controllo dell'inquinamento fabbricate all'estero il tasso di credito è del 10 %
- per l'acquisto di tecnologia per l'automazione della produzione il tasso del credito ammissibile è del 10 %.
(54) Una società che desideri beneficiare di un credito d'imposta domanda, entro sei mesi dalla data di consegna delle apparecchiature o di completamento del progetto, all'Ufficio per lo sviluppo industriale (IDB) del ministero degli Affari economici di rilasciarle un certificato di deduzione dell'imposta. Una volta in possesso del certificato, la società può dedurre il credito d'imposta nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno in corso.
c) Conclusioni sulla compensabilità
(55) I crediti d'imposta per l'acquisto di apparecchiature di automazione e di controllo dell'inquinamento costituiscono un contributo finanziario concesso dal governo di Taiwan sotto forma di rinuncia alle imposte dovutegli e un vantaggio attribuito all'impresa beneficiaria, che non deve pagare una determinata quota dell'imposta.
(56) I crediti d'imposta per le apparecchiature di automazione e di controllo dell'inquinamento fabbricate a Taiwan costituiscono sovvenzioni condizionate di diritto all'uso preferenziale di beni nazionali rispetto a beni importati, poiché le apparecchiature fabbricate nel paese beneficiano di un tasso di credito superiore rispetto a quelle importate. In considerazione di quanto precede, le sovvenzioni ottenute nel quadro di questo regime sono ritenute specifiche e pertanto compensabili ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera b), del regolamento di base.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(57) L'importo della sovvenzione dev'essere calcolato in base all'importo delle imposte non riscosse durante il periodo dell'inchiesta. Vista la natura della sovvenzione, equivalente ad un sussidio unico, e per misurare nella sua totalità il vantaggio attribuito al beneficiario, questo importo è stato maggiorato dell'interesse medio commerciale vigente durante il periodo dell'inchiesta, pari al 9,03 %. L'importo totale della sovvenzione in tal modo attribuita al periodo dell'inchiesta deve essere ripartito sul totale delle vendite, poiché la sovvenzione è stata concessa per le vendite sia nazionali che all'esportazione.
(58) Due società hanno beneficiato di questo regime ottenendo un vantaggio rispettivamente dello 0,42 % e dello 0,41 %.
3. Crediti d'imposta per investimenti in iniziative importanti
(59) Questi crediti d'imposta si fondano sull'articolo 8 del SUI e sugli articoli 15, 16, 17 e 18 delle norme di applicazione del SUI.
a) Ammissibilità
(60) Questo tipo di credito d'imposta è concesso agli investitori che acquistano azioni nominative emesse nel quadro di una "grande iniziativa basata su tecnologie" o di una "grande iniziativa d'investimento" designata dal governo o intrapresa da una società d'investimento a capitale di rischio. Non viene data una definizione chiara di "grande iniziativa basata su tecnologie" e una "grande iniziativa d'investimento" può essere una qualsiasi iniziativa dotata di un capitale pari almeno a 2 miliardi di TWD, purché sia stata designata come tale dal governo di Taiwan.
b) Attuazione pratica
(61) Ogni società ammissibile che investa nelle suddette iniziative può dedurre il 20 % del prezzo pagato per l'acquisto delle azioni dall'imposta sul reddito delle società relativa allo stesso anno fiscale. Qualora l'importo dell'imposta sul reddito dovuta sia inferiore all'importo deducibile, il credito può essere riportato per i quattro anni successivi.
(62) Un investitore che desideri beneficiare di un credito d'imposta domanda all'Ufficio per lo sviluppo industriale del ministero degli Affari economici di rilasciargli un certificato di deduzione dell'imposta. Una volta in possesso del certificato, l'investitore può dedurre il credito d'imposta nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno in corso.
c) Conclusioni sulla compensabilità
(63) Questo regime consente la concessione di un contributo finanziario da parte del governo di Taiwan sotto forma di rinuncia alle imposte dovutegli e l'attribuzione di un vantaggio al beneficiario, che non deve pagare un determinato ammontare d'imposte.
(64) Il governo di Taiwan ha limitato il beneficio della sovvenzione alle imprese che effettuano un investimento particolare in un'iniziativa basata su tecnologie o in una grande iniziativa d'investimento. Esso si riserva inoltre un'ampia discrezionalità nella designazione degli investimenti ammissibili. Non vengono indicati criteri obiettivi da applicare per determinare in che cosa consista un'iniziativa basata su tecnologie o una grande iniziativa d'investimento. Dato il carattere di tali criteri di ammissibilità, beneficerà del credito d'imposta solo un numero limitato di società. Poiché l'ammissibilità è espressamente limitata a talune iniziative e non è basata su criteri neutri ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera b), del regolamento di base, il regime è considerato specifico a norma dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), dello stesso regolamento.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(65) L'importo della sovvenzione dev'essere calcolato come indicato al precedente punto 57.
(66) Si è avvalsa di questo regime una società che ha ottenuto un vantaggio dello 0,71 %.
4. Crediti d'imposta per spese di R & S e di formazione del personale
(67) I crediti d'imposta per spese di ricerca e sviluppo e di formazione del personale si fondano sull'articolo 6, paragrafo 1 del SUI e sull'articolo 13, paragrafo 2 e articolo 14, paragrafo 2, delle norme di applicazione del SUI. Inoltre, l'applicazione concreta del regime è disciplinata dalle "Misure di applicazione delle deduzioni fiscali agli investimenti delle società nella R & S, nella formazione del personale e nella salvaguardia dell'immagine di una marca di livello mondiale" (in appresso "Misure"), promulgate dall'Executive Yuan, un comitato di funzionari statali istituito dal governo di Taiwan.
a) Ammissibilità e attuazione pratica
(68) Possono beneficiare dei suddetti crediti d'imposta le industrie manifatturiere come pure le aziende agricole e le imprese di servizi.
(69) Per la R & S si può ottenere un credito del 15 % e, se la spesa totale di R & S supera una certa soglia, del 20 %, da dedurre dall'imposta sul reddito delle società.
(70) Inoltre, una società può chiedere un credito d'imposta del 15 % per spese di formazione del personale.
b) Conclusioni sulla compensabilità
(71) Questo regime consente la concessione di un contributo finanziario da parte del governo di Taiwan sotto forma di rinuncia alle imposte dovutegli e l'attribuzione di un vantaggio al beneficiario, che non deve pagare un determinato ammontare d'imposte.
(72) Tuttavia, i suddetti crediti d'imposta sono generalmente accessibili a tutte le società che investono nella R & S e nella formazione del personale. Sono stati fissati, inoltre, criteri di ammissibilità obiettivi, che sono descritti nei particolari agli articoli 2 (R & S) e 3 (formazione del personale) delle Misure, in base ai quali l'ammissibilità a beneficiare della sovvenzione è automatica e il governo di Taiwan non ha alcun potere di decidere quali società sono ammissibili e quali no. Questo regime non è pertanto considerato specifico ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base e non è perciò compensabile.
5. Credito d'imposta per investimenti in zone povere di risorse naturali
(73) Questo regime si fonda sull'articolo 7 del SUI e sugli articoli 2 e 3 delle "Misure di applicazione delle deduzioni fiscali agli investimenti delle società in zone povere di risorse naturali o in ritardo nello sviluppo" (in appresso "orientamenti").
a) Ammissibilità
(74) Può beneficiare di questo regime qualsiasi società che effettui investimenti o impieghi un certo numero di dipendenti in talune industrie di zone particolari, dalle scarse risorse naturali o dallo sviluppo economico lento.
b) Attuazione pratica
(75) Una società ammissibile può dedurre fino al 20 % del totale dei suoi investimenti in macchinari, apparecchiature e stabilimenti dall'ammontare dell'imposta sul reddito delle società da essa dovuta per l'anno nel quale è stato ultimato l'investimento.
c) Conclusioni sulla compensabilità
(76) Questo regime costituisce una sovvenzione in quanto prevede un contributo finanziario sotto forma di rinuncia del governo di Taiwan alla riscossione di un'imposta dovuta. Tale rinuncia conferisce un vantaggio alle imprese che si avvalgono del regime, che sono esentate dal pagamento di un determinato ammontare d'imposte.
(77) Il governo di Taiwan ha limitato il ricorso a questo regime a talune imprese che effettuano determinati investimenti in zone geografiche prestabilite. Il governo si riserva inoltre una notevole discrezionalità nel designare gli investimenti ammissibili.
(78) Le sovvenzioni ottenute nell'ambito di questo regime sono pertanto considerate specifiche e compensabili a norma dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a) e dell'articolo 3, paragrafo 3, del regolamento di base.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(79) L'importo della sovvenzione va calcolato come indicato al precedente punto 57.
(80) Si è avvalsa di questo regime una società che ha ottenuto un vantaggio dello 0,01 %.
6. Crediti d'imposta per la salvaguardia di marche internazionali
(81) La base giuridica di questo programma è costituita dall'articolo 6, paragrafo 1, del SUI e dall'articolo 13, paragrafo 2 e 14, paragrafo 2, delle norme di applicazione. Si è constatato che si è avvalso di questo regime un produttore esportatore, che non ha però ottenuto vantaggi. Non si ritiene pertanto necessario stabilire risultanze sulla compensabilità di questo regime.
7. Prestiti a tassi d'interesse agevolati: incentivi all'automazione, incentivi alla lotta contro l'inquinamento e incentivi alla conservazione dell'energia
(82) Questi regimi si basano sull'articolo 21, paragrafo 1, del SUI.
a) Ammissibilità
(83) Per ottenere prestiti nel quadro di questo programma devono essere soddisfatti i seguenti requisiti:
- per l'automazione: qualsiasi società pubblica e/o privata che intenda acquistare macchinari e/o apparecchiature automatizzati;
- per la lotta contro l'inquinamento: tutte le società private, le imprese di protezione dell'ambiente e gli istituti medici autorizzati dagli organi statali competenti ad acquistare apparecchiature contro l'inquinamento;
- per la conservazione dell'energia: tutte le società di Taiwan che acquistano determinate apparecchiature intese alla conservazione dell'energia.
b) Attuazione pratica
(84) Le società interessate devono fare domanda presso la Chiao Tung Bank, che deciderà l'importo del prestito in base alla situazione finanziaria del richiedente. Il 25 % delle risorse sono fornite dal Fondo di sviluppo e il restante 75 % da banche commerciali.
c) Conclusioni sulla compensabilità
(85) Si è constatato che questo regime prevede un contributo finanziario del governo di Taiwan, poiché i prestiti sono finanziati in parte dal Fondo di sviluppo, che è un ente pubblico, e l'Executive Yuan del Fondo di sviluppo, un organo governativo, stabilisce le regole del programma.
(86) Viene, inoltre, conferito un vantaggio al beneficiario del prestito, dal momento che i tassi d'interesse applicati a questi prestiti sono generalmente inferiori a quelli dei prestiti commerciali.
(87) I prestiti a tassi d'interesse agevolati sono accessibili solo a società che acquistano apparecchiature particolari a condizioni particolari, stabilite dall'Executive Yuan del Fondo di sviluppo. Questi criteri non si possono considerare obiettivi, poiché solo società che investono in un certo tipo di apparecchiature beneficiano del programma. Poiché l'ammissibilità è esplicitamente limitata a talune imprese e non si basa su criteri neutri ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera b), del regolamento di base, il regime è considerato specifico a norma dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), dello stesso regolamento.
d) Calcolo dell'importo dell'aiuto
(88) La sovvenzione è costituita dalla differenza tra il totale degli interessi pagati sul prestito durante il periodo dell'inchiesta e il totale degli interessi normalmente dovuti nello stesso periodo per un prestito commerciale analogo.
(89) Per prestito analogo s'intende un prestito di ammontare simile con un periodo di rimborso simile, effettivamente ottenuto dal beneficiario da una banca privata operante sul mercato nazionale. Nel quadro dell'inchiesta non sono stati individuati prestiti commerciali analoghi concessi alle società in questione. Si è ritenuto pertanto appropriato adottare come riferimento la media del tasso d'interesse commerciale applicato nel periodo dell'inchiesta, che rappresenta il tasso d'interesse percepito su prestiti analoghi concessi a società in una situazione finanziaria analoga. La differenza tra i due tassi d'interesse costituisce il vantaggio derivante al beneficiario dal prestito a tasso agevolato, passibile di compensazione.
(90) Vista la natura della sovvenzione, equivalente ad un sussidio unico, e per misurare nella sua totalità il vantaggio attribuito all'impresa beneficiaria, ogni importo calcolato come indicato sopra è stato maggiorato degli interessi calcolati ad un tasso corrispondente al tasso commerciale medio sopra descritto. L'importo totale della sovvenzione in tal modo ottenuto dev'essere ripartito sul fatturato complessivo realizzato dalla società nel periodo dell'inchiesta.
(91) Si sono avvalse di questo regime quattro società che hanno ottenuto vantaggi varianti tra lo 0,03 % e lo 0,36 %.
8. Esenzione dal dazio all'importazione: acquisto di apparecchiature nuove e di apparecchiature antinquinamento
(92) Questo regime è disciplinato dalle disposizioni della "Tariffa doganale e classificazione delle merci all'importazione e all'esportazione della Repubblica cinese" (in appresso "codice doganale").
a) Ammissibilità
(93) Un'impresa manifatturiera è esentata dal pagamento dei dazi all'importazione se importa apparecchiature e macchinari, che non siano stati ancora fabbricati nel paese, esclusivamente a fini di ricerca e sviluppo o per l'esame e l'analisi finalizzati allo sviluppo di nuovi prodotti, al miglioramento della qualità, all'incremento della produzione, al conseguimento di risparmi energetici, alla promozione del riciclaggio o al perfezionamento delle tecniche di produzione.
b) Attuazione pratica
(94) Una società che intenda importare i macchinari o le apparecchiature summenzionati presenta una domanda all'Ufficio per lo sviluppo industriale (IDB) prima di effettuare l'importazione. L'IDB, dopo aver accertato che i macchinari da acquistare non sono prodotti a Taiwan e che saranno utilizzati ad uno o più degli scopi suindicati, rilascia alla società richiedente un certificato di cui invia copia al dipartimento delle dogane. Il certificato autorizza la società a importare i macchinari in esso specificati in esenzione dal dazio doganale.
c) Conclusioni sulla compensabilità
(95) Questo regime costituisce una sovvenzione in quanto prevede un contributo finanziario sotto forma di rinuncia del governo di Taiwan alla riscossione di dazi all'importazione. Di conseguenza, esso conferisce un vantaggio diretto al beneficiario, che non deve pagare tali dazi.
(96) Per la sua natura il programma può essere utilizzato solo da settori limitati dell'industria di Taiwan che investono in apparecchiature particolari. Le imprese i cui macchinari e/o le cui apparecchiature sono prodotti a Taiwan non possono avvalersi di tale programma. Di conseguenza, l'ammissibilità all'esenzione dal dazio all'importazione sugli acquisti di nuove apparecchiature e di apparecchiature antinquinamento è limitata alle società che importano tali macchinari particolari non disponibili sul mercato locale.
(97) Si ritiene che l'accesso al suddetto programma sia limitato a talune società e che il regime sia pertanto specifico ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base. Di conseguenza la sovvenzione è compensabile.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(98) Il vantaggio conferito alle società in questione è costituito dall'ammontare dei dazi all'importazione normalmente dovuti in assenza di esenzioni. Nel caso d'importazione di macchinari tale ammontare dev'essere ripartito sul normale periodo di vita dei macchinari in questo settore industriale, cioè su 8 anni. Per misurare nella sua totalità il vantaggio attribuito al beneficiario, questo importo è stato maggiorato dell'interesse medio commerciale vigente durante il periodo dell'inchiesta. L'importo totale della sovvenzione in tal modo attribuita al periodo dell'inchiesta dev'essere ripartito sul totale delle vendite, poiché la sovvenzione è stata concessa per le vendite sia nazionali che all'esportazione.
(99) Si sono avvalse di questo regime quattro società che hanno ottenuto vantaggi varianti tra lo 0,12 % e lo 0,21 %.
9. Esenzione dal dazio all'importazione: importazioni di materie prime
(100) Questo programma si fonda sul capitolo 29, articolo 6, del codice doganale.
a) Ammissibilità
(101) In base alle suddette disposizioni del codice doganale, le imprese manifatturiere che importano determinate materie prime, descritte nei dettagli nel codice doganale, non prodotte nel paese o non sufficientemente presenti sul mercato locale, sono esentate dal pagamento dei dazi all'importazione di tali materie.
b) Attuazione pratica
(102) Una società che intenda importare la o le materie prime di cui sopra presenta una domanda all'IDB prima di effettuare l'importazione. L'IDB, dopo aver accertato che la o le materie prime da acquistare non sono prodotte a Taiwan o non sono sufficientemente presenti sul mercato, rilascia alla società richiedente un certificato di cui invia copia al dipartimento delle dogane. Il certificato autorizza la società a importare la o le materie prime in esso specificate in esenzione dal dazio doganale.
c) Conclusioni sulla compensabilità
(103) Questo regime costituisce una sovvenzione in quanto prevede un contributo finanziario sotto forma di rinuncia del governo di Taiwan alla riscossione di dazi all'importazione. Di conseguenza, esso conferisce un vantaggio diretto al beneficiario, che non deve pagare tali dazi, e costituisce una sovvenzione. Per la sua natura il programma può essere utilizzato solo da settori limitati dell'industria di Taiwan che importano determinate materie prime. Le imprese le cui materie prime sono prodotte a Taiwan non possono avvalersi di tale programma. Di conseguenza, l'ammissibilità all'esenzione dal dazio all'importazione sugli acquisti di materie prime è limitata alle società che importano quelle determinate materie prime non disponibili sul mercato locale.
(104) Si ritiene che l'accesso al suddetto programma sia limitato a talune società e che il regime sia pertanto specifico ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base. Di conseguenza la sovvenzione è compensabile.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(105) Il vantaggio conferito alle società in questione è costituito dall'ammontare dei dazi all'importazione normalmente dovuti in assenza di esenzioni. Per misurare nella sua totalità il vantaggio attribuito al beneficiario, questo importo è stato maggiorato dell'interesse medio commerciale vigente durante il periodo dell'inchiesta. Nel caso in esame, dal momento che la società ha ottenuto sovvenzioni equivalenti a una serie di sussidi, è legittimo supporre che a metà del periodo dell'inchiesta sarebbe stato ricevuto un sussidio medio e pertanto l'interesse dovrebbe coprire un periodo di sei mesi. L'importo totale della sovvenzione in tal modo attribuita al periodo dell'inchiesta dev'essere ripartito sul totale del fatturato delle società, poiché la sovvenzione è stata concessa per le vendite sia nazionali che all'esportazione.
(106) Si sono avvalse di questo regime quattro società che hanno ottenuto vantaggi varianti tra lo 0,17 % e lo 0,53 %.
10. Matching Fund e fondo di assistenza
(107) Questo regime si fonda sull'articolo 21, paragrafo 1 del SUI.
a) Ammissibilità
(108) Sono ammissibili le società costituite a norma di legge, che presentano una situazione finanziaria sana, dispongono a Taiwan di un reparto di ricerca e sviluppo dotato di sufficienti specialisti e che hanno effettivamente conseguito risultati di R & S. Questi risultati devono riferirsi allo sviluppo di prodotti che rientrano nell'ambito di dieci nuovi settori emergenti dell'industria, selezionati dall'IDB in base a criteri particolari. L'IDB emana regolarmente note in cui indica le industrie considerate nuove ed emergenti.
b) Attuazione pratica
(109) Il programma prevede un fondo di assistenza (sussidi) e un "matching fund" (prestiti senza interessi). L'importo totale delle sovvenzioni che possono essere concesse a titolo dei due fondi per il piano di sviluppo di un prodotto è limitato ad un massimo del 50 % dei costi totali previsti per la R& S nel bilancio della società beneficiaria.
(110) Le società interessate devono presentare una domanda di aiuto relativa allo sviluppo di un prodotto appartenente ad uno dei dieci nuovi settori emergenti dell'industria. La domanda viene preventivamente esaminata dalla Commissione di selezione tecnica e sottoposta in seguito al Comitato di revisione dello sviluppo di nuovi prodotti.
c) Conclusioni sulla compensabilità
(111) I produttori esportatori in questione si sono avvalsi solo del "matching fund" e le risultanze dell'inchiesta si riferiscono esclusivamente a questo programma e non considerano il fondo di assistenza. Si è constatato che il governo di Taiwan concede un contributo finanziario alle società che beneficiano di questo regime, poiché l'autorità che gestisce i suddetti programmi è il ministero degli Affari economici e l'organo di attuazione è l'Ufficio per lo sviluppo industriale, un organismo statale. Il regime in questione conferisce un vantaggio diretto al beneficiario sotto forma di un sussidio e/o di un prestito senza interessi e costituisce pertanto una sovvenzione.
(112) Per la sua natura il regime può essere utilizzato solo da società che dispongono a Taiwan di un reparto di ricerca e sviluppo dotato di sufficienti specialisti di R& S e che hanno già conseguito effettivamente risultati nello sviluppo di prodotti che rientrano nell'ambito di uno dei dieci nuovi settori emergenti dell'industria. Si ritiene che il governo di Taiwan abbia limitato a talune società l'accesso a questo regime, che risulta pertanto specifico ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base. La sovvenzione va considerata perciò compensabile.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(113) L'importo della sovvenzione è stato calcolato come indicato ai precedenti punti 88-90.
(114) Si sono avvalse di questo regime due società: l'una non ha ottenuto vantaggi e l'altra ha ottenuto un vantaggio dello 0,01 %.
11. Programmi di aiuto ai quali i produttori esportatori non hanno fatto ricorso
(115) Si è constatato che i produttori esportatori non hanno ottenuto vantaggi compensabili nel quadro dei seguenti programmi:
- Credito d'imposta: incentivi alla conservazione dell'energia
- Credito d'imposta: incentivi al riciclaggio
- Ammortamento accelerato
- Fondo per lo sviluppo e la gestione di zone industriali.
12. Importo delle sovvenzioni compensabili
(116) L'importo totale delle sovvenzioni compensabili conformemente alle disposizioni del regolamento di base, espresse ad valorem, per i produttori esportatori soggetti all'inchiesta è il seguente.
SPAZIO PER TABELLA
(117) La media ponderata del margine di sovvenzione relativo a tutti i produttori esportatori di Taiwan soggetti all'inchiesta, che sono all'origine della totalità delle esportazioni del prodotto in questione nella Comunità originarie di Taiwan, è superiore alla soglia minima dell'1 %, applicabile alle sovvenzioni compensabili.
III. INDONESIA
(118) In base alle informazioni contenute nella denuncia e alle risposte ai questionari, i servizi della Commissione hanno indagato sui seguenti regimi, che si presume comportino la concessione di sovvenzioni.
(119) Regimi BKPM. Nel quadro di questi programmi gli esportatori ricevono vantaggi sotto forma di esenzioni dal dazio all'importazione sui beni capitali e sulle materie prime. Poiché il beneficio della sovvenzione è limitato a talune imprese operanti in determinati settori e determinate zone geografiche, si considera provvisoriamente che essa sia specifica e compensabile.
(120) Regimi Bapeksta. Nel quadro di questi programmi sono concesse sovvenzioni alle società sotto forma di esenzione dal pagamento o di restituzione dei dazi all'importazione. Non si tratta di un autentico regime di restituzione del dazio, dal momento che non si sono riscontrate prove sufficienti dell'esistenza di un effettivo sistema di verifiche ai sensi dell'allegato I, lettera i), del regolamento di base. Pertanto il regime è considerato provvisoriamente una sovvenzione condizionata all'andamento delle esportazioni e di conseguenza compensabile.
(121) Gli importi delle sovvenzioni accordate ai singoli esportatori del campione variano tra lo 0,2 % e l'1 % e sono pertanto inferiori alla soglia minima di sovvenzionamento per l'Indonesia (3 %). Va notato tuttavia che due società che rappresentano una quota sostanziale delle importazioni del prodotto interessato nella Comunità non hanno cooperato nel quadro del presente procedimento. Il trattamento da applicare a queste società e gli effetti dell'istituzione del margine di sovvenzione per tutte le importazioni da questo paese saranno ulteriormente analizzati e stabiliti nella fase definitiva del procedimento.
IV. COREA
1. Sommario dei programmi di aiuto cui hanno fatto ricorso i produttori esportatori
(122) Si è constatato che gli esportatori coreani ricevono vantaggi sotto forma di crediti d'imposta e riserve per il pagamento d'imposte che riducono la loro soggettività tributaria. Questi incentivi fiscali costituiscono sovvenzioni sotto forma di rinuncia del governo alla riscossione di un'entrata e sono condizionati all'andamento delle esportazioni, all'uso preferenziale di beni nazionali rispetto ai prodotti importati o sono altrimenti specifici a talune imprese.
(123) Gli esportatori hanno beneficiato inoltre di prestiti agevolati a carico del bilancio statale, che costituiscono sovvenzioni compensabili, dal momento che i tassi d'interesse applicati sono inferiori a quelli di mercato e l'ammissibilità è condizionata all'andamento delle esportazioni o limitata a talune imprese.
(124) Nel quadro del programma di restituzione forfettaria del dazio, taluni esportatori coreani hanno ricevuto rimborsi del dazio, che non erano calcolati in base ai fattori di produzione effettivamente utilizzati per la produzione dei beni esportati. Non si tratta pertanto di un autentico regime di restituzione del dazio ai sensi dell'allegato I, lettera i), del regolamento di base e costituisce pertanto una sovvenzione all'esportazione compensabile. La maggior parte dei regimi summenzionati erano già stati giudicati compensabili nei regolamenti (CE) n. 1599/1999 e 1601/1999 del Consiglio(6).
(125) Nel quadro del programma di localizzazione per il settore dei beni d'investimento gli esportatori hanno ricevuto sovvenzioni sotto forma di prestiti statali a tassi agevolati e sussidi accessibili solo a taluni settori e considerate pertanto specifiche e compensabili.
2. Programmi di aiuto cui i produttori esportatori non hanno fatto ricorso
(126) Si è constatato che i produttori esportatori non hanno ottenuto vantaggi compensabili nel quadro dei seguenti programmi:
- Incentivi fiscali a norma della legge relativa alle imposte sulle società (spese di mantenimento)
- Incentivi fiscali a norma degli articoli 10, 14, 15, 19, 20, 26 e 88, della legge sulle esenzioni fiscali e il controllo delle riduzioni
- Fondo di ammodernamento (legge sullo sviluppo industriale)
- Prestiti all'industria delle esportazioni
- Acquisti di FPF da parte dello Stato.
3. Importo delle sovvenzioni compensabili
(127) L'importo totale delle sovvenzioni compensabili conformemente alle disposizioni del regolamento di base, espresse ad valorem, per i produttori esportatori soggetti all'inchiesta è il seguente.
SPAZIO PER TABELLA
(128) La media ponderata del margine di sovvenzione relativo a tutti i produttori esportatori coreani soggetti all'inchiesta, che sono all'origine della totalità delle esportazioni del prodotto in questione nella Comunità originarie della Corea, è inferiore all'1 %, dunque la sovvenzione è considerata minima. In queste circostanze il margine di sovvenzione per la Corea è da considerarsi trascurabile.
V. TAILANDIA
1. Sommario dei programmi di aiuto cui i produttori esportatori hanno fatto ricorso
(129) Si è constatato che, grazie all'articolo 28 della legge di promozione degli investimenti (IPA), gli esportatori si sono avvalsi di esenzioni o riduzioni dei dazi all'importazione sui macchinari concessi solo a società ubicate in determinate zone geografiche o operanti in determinati settori. Tali misure sono considerate sovvenzioni compensabili poiché comportano un contributo finanziario dello Stato sotto forma di rinuncia al dazio all'importazione, riservato a talune imprese e dunque specifico ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base.
2. Programmi di aiuto non utilizzati dagli esportatori che hanno collaborato
(130) Si è constatato che i produttori esportatori non hanno ottenuto vantaggi compensabili a titolo dei seguenti programmi:
- Esenzioni dall'imposta sul reddito a norma dell'articolo 31 dell'IPA
- Incentivi a norma dell'articolo 35, paragrafi 3 e 4, dell'IPA
- Esenzioni dai dazi all'importazione a norma dell'articolo 36, paragrafo 1, dell'IPA
3. Importo delle sovvenzioni compensabili
(131) L'importo totale delle sovvenzioni compensabili conformemente alle disposizioni del regolamento di base, espresse ad valorem, per i produttori esportatori soggetti all'inchiesta è il seguente.
SPAZIO PER TABELLA
(132) La media ponderata del margine di sovvenzione relativo a tutti i produttori esportatori tailandesi soggetti all'inchiesta, che sono all'origine della totalità delle esportazioni del prodotto in questione nella Comunità originarie della Tailandia è inferiore all'1 %, dunque la sovvenzione è considerata minima. In queste circostanze il margine di sovvenzione per la Tailandia è da considerarsi trascurabile.
D. PREGIUDIZIO
1. Definizione dell'industria comunitaria
(133) I produttori noti di FPF nella Comunità sono quattordici; nove di essi sono autori della denuncia all'origine del presente procedimento, ma solo otto hanno risposto inizialmente al questionario. Di questi otto, inoltre, un produttore non ha risposto alle lettere di richiamo inviate dai servizi della Commissione. Si è considerato pertanto che due produttori comunitari denunzianti non abbiano cooperato all'inchiesta. Tenuto conto di questi elementi, l'inchiesta ha indicato che la quota della produzione totale di FPF nella Comunità detenuta dai sette produttori denunzianti che hanno collaborato ammontava nel periodo dell'inchiesta all'85 %.
Di conseguenza, i sette produttori in questione costituiscono l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 9 del regolamento di base. Essi sono indicati in appresso come l' "industria comunitaria".
2. Consumo nella Comunità
(134) Poiché non si sono potute ottenere informazioni sul volume delle vendite dei produttori comunitari non denunzianti, che non hanno collaborato all'inchiesta, il consumo comunitario indicato nella tabella che segue è stato ottenuto basandosi sul volume combinato delle vendite dell'industria comunitaria, sul volume delle importazioni dai paesi interessati dall'inchiesta, sui dati Eurostat sulle importazioni da altri paesi terzi e su stime del volume delle vendite dei produttori comunitari che non hanno collaborato.
SPAZIO PER TABELLA
3. Importazioni nella Comunità di FPF originarie dei paesi interessati
a) Valutazione cumulativa delle importazioni
(135) La Commissione ha considerato se le importazioni di FPF originarie dei paesi in questione dovessero essere valutate cumulativamente ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento di base. Dall'esame è emerso che:
a) come indicato sopra, i margini di sovvenzione relativi all'Indonesia, alla Corea e alla Tailandia sono inferiori ai livelli minimi, mentre quelli relativi all'Australia e a Taiwan sono superiori a tale soglia;
b) il volume delle importazioni provenienti da ciascun paese non è trascurabile rispetto al consumo comunitario;
c) l'analisi delle condizioni di concorrenza esistenti tra le FPF importate e il prodotto comunitario e delle condizioni di concorrenza esistenti tra le FPF importate ha dimostrato che:
- come indicato al precedente punto 11, le FPF importate, indipendentemente dal paese d'esportazione, e quelle prodotte nella Comunità sono prodotti simili,
- le FPF importate, indipendentemente dal paese esportatore, sono vendute agli stessi clienti attraverso canali di vendita simili,
- le FPF importate, indipendentemente dal paese esportatore, sono vendute a prezzi analoghi;
d) l'inchiesta ha rivelato che i produttori esportatori interessati dall'inchiesta vendono le FPF direttamente a clienti ai quali non sono collegati, ossia a fabbricanti di prodotti tessili, a produttori di cuscini e imbottiture e a commercianti di FPF. L'inchiesta ha consentito di appurare che l'industria comunitaria vende il prodotto simile tramite gli stessi canali di vendita alle stesse categorie di clienti, benché la maggior parte delle sue vendite sia diretta agli utilizzatori finali.
In base alle considerazioni che precedono la Commissione ha concluso che vi sono sufficienti elementi per cumulare le importazioni provenienti dall'Australia e da Taiwan e per escludere quelle provenienti dall'Indonesia, dalla Corea e dalla Tailandia.
b) Volume delle impostazioni
(136) Tra il 1996 e il periodo dell'inchiesta (PI) le importazioni originarie dei suddetti paesi hanno avuto il seguente andamento:
SPAZIO PER TABELLA
Fonte:
Comext2.
c) Quota di mercato delle importazioni in questione
(137) La quota di mercato in base al volume costituita dalle importazioni provenienti dall'Australia e da Taiwan è aumentata con il seguente andamento:
SPAZIO PER TABELLA
La tendenza che emerge dalle precedenti tabelle conferma che le importazioni dai paesi in questione verso la Comunità sono aumentate sia in termini assoluti che in termini di quota di mercato.
d) Prezzo medio delle importazioni
(138) Dal 1996 al PI, ossia per tutto il periodo in esame, i prezzi di vendita sul mercato comunitario delle FPF importate dall'Australia e da Taiwan hanno seguito una costante tendenza al ribasso, come indica la tabella che segue:
SPAZIO PER TABELLA
e) Sottoquotazione
(139) Ai fini della sottoquotazione la Commissione si è basata sui dati relativi al PI. La sottoquotazione è stata determinata mettendo a confronto i prezzi all'esportazione e i prezzi applicati dall'industria comunitaria.
I prezzi dell'industria comunitaria presi in considerazione sono quelli praticati ai clienti indipendenti, portati, se necessario, ad un livello franco fabbrica, ossia escludendo i costi di trasporto. Poiché l'industria comunitaria vende principalmente a utilizzatori finali mentre i produttori esportatori vendono sia a utilizzatori finali che a distributori/grossisti, i prezzi dei produttori esportatori sono stati adeguati (CIF franco frontiera comunitaria) per tener conto delle differenze di livello commerciale e di dazi doganali ed eventualmente di dazi antidumping corrisposti. Tutti i prezzi sono stati confrontati al netto di tutti gli sconti e riduzioni.
Il confronto è stato fatto tra le medie ponderate dei prezzi relativi a tipi di prodotto simili, indicati nei questionari della Commissione. I margini di sottoquotazione, espressi in percentuale dei prezzi medi dell'industria comunitaria, sono pari al 21 % per l'Australia e al 6,1 % per Taiwan.
4. Situazione economica dell'industria comunitaria
a) Osservazioni preliminari
(140) L'esame del pregiudizio si è riferito al periodo dal 1996 alla fine del PI. Va ricordato che in questo periodo erano in vigore misure antidumping relative alle importazioni dalla Corea, da Taiwan e dalla Bielorussia, con conseguenti effetti sull'industria comunitaria.
b) Produzione, capacità e utilizzo della capacità
(141)
SPAZIO PER TABELLA
Come illustra la precedente tabella, la produzione dell'industria comunitaria è stata ampiamente stabile nel periodo in esame.
(142) Per quanto riguarda la capacità, va notato che gli impianti di produzione delle FPF sono utilizzati anche per produrre altri beni non interessati dal presente procedimento, ad esempio stoppa di lino e nastri di pettinato. Di conseguenza, la capacità attribuita alla produzione delle FPF è stata determinata in base alla produzione effettiva dei vari prodotti comprese le FPF. In tal modo la capacità è risultata diminuita del 7 %.
La diminuzione della capacità di produzione può essere attribuita al fatto che l'industria comunitaria ha chiuso determinate linee di produzione e fabbriche o le ha convertite alla fabbricazione di altri prodotti non interessati dal presente procedimento, per ottenere un utilizzo della capacità più razionale.
(143) Come indica la precedente tabella, il tasso di utilizzo della capacità di produzione è aumentato dell'8 % durante il periodo in esame. Tale incremento è però la conseguenza diretta della riduzione della capacità.
c) Volume delle vendite dell'industria comunitaria
(144) Il volume delle FPF vendute dall'industria comunitaria sul mercato comunitario è diminuito del 6 % durante il periodo in esame, come illustra la tabella che segue:
SPAZIO PER TABELLA
Questi dati indicano che le vendite effettuate dall'industria comunitaria non hanno seguito l'andamento del consumo, che è aumentato del 27 % nello stesso periodo, come ricordato al precedente punto 134. In effetti il volume delle vendite ha seguito solo approssimativamente l'andamento del consumo tra il 1996 e il 1997, quando le vendite sono aumentate del 3 % e il consumo del 14 %. Da allora l'andamento del volume delle vendite è sceso costantemente fino a tutto il periodo dell'inchiesta.
d) Prezzi di vendita medi e andamento dei prezzi
(145) La media ponderata dei prezzi del prodotto in questione venduto dall'industria comunitaria sul mercato comunitario rivela un calo considerevole nel periodo considerato. Come indica la tabella che segue, il prezzo medio è sceso dell'11 % in tale periodo:
SPAZIO PER TABELLA
L'indagine ha dimostrato che i prezzi delle FPF dipendono anche dall'andamento dei prezzi delle materie prime fondamentali quali l'acido tereftalico puro (PTA), il dimetiltereftalato (DMT) e il glicole, che rappresentano tra il 60 % e il 70 % dei costi di produzione delle FPF finite.
e) Quota di mercato
(146) Il confronto tra l'andamento delle vendite e quello del consumo nella Comunità rivela che la quota di mercato detenuta dall'industria comunitaria è diminuita notevolmente durante il periodo in esame. La tabella che segue indica tale evoluzione:
SPAZIO PER TABELLA
Dalla precedente tabella si deduce che l'andamento decrescente è stato continuo per tutto il periodo in esame. La riduzione della quota di mercato è stata tuttavia limitata tra il 1996 e il 1997, quando si è registrata una perdita di 6,4 punti percentuali. Il calo intervenuto tra il 1997 e il PI è stato invece molto più elevato, essendo ammontato a 11,3 punti percentuali.
f) Riserve
(147)
SPAZIO PER TABELLA
Come indica la precedente tabella, le riserve sono aumentate considerevolmente tra il 1996 e il PI.
g) Redditività
(148) Nel 1996 l'industria comunitaria ha registrato in media (ponderata) perdite del 4 %, espresse in percentuale delle vendite nette.
SPAZIO PER TABELLA
In seguito, come illustra la tabella, la situazione finanziaria dell'industria comunitaria è migliorata, soprattutto durante il 1998 (utili pari al 6,34 % delle vendite), grazie al processo di ristrutturazione intrapreso per migliorare l'efficienza dei processi produttivi e all'uso di talune linee di produzione per prodotti più specializzati che assicurano un margine di profitto maggiore.
In effetti, gli utili conseguiti durante il PI sono dovuti principalmente ai risultati del settore specializzato (18,85 %). Nel settore delle fibre ordinarie non tessute e delle fibre cave gli utili hanno raggiunto rispettivamente solo lo 0,86 % e l'1,37 %.
L'inchiesta ha indicato inoltre che la ristrutturazione dell'industria comunitaria ha determinato un calo delle spese generali, amministrative e di vendita del 15,3 % tra il 1996 e il PI. È importante notare anche che i prezzi delle materie prime sono notevolmente diminuiti: secondo le informazioni ottenute durante le visite di verifica, i prezzi del PTA sono calati del 35,6 % e quelli del glicole del 14,3 % nel periodo in esame. Si è stimato che l'effetto combinato di queste diminuzioni dei prezzi delle materie prime abbia portato ad una riduzione del 31 % dei costi di fabbricazione delle FPF.
Entrambi gli elementi summenzionati, ossia il calo delle spese generali, amministrative e di vendita e la diminuzione dei prezzi delle materie prime, fanno pensare che i costi di produzione siano scesi più rapidamente dei prezzi di vendita, consentendo così all'industria comunitaria di tornare in attivo a partire dal 1998. In effetti, si ritiene che il livello di utili attuale sia il massimo che si possa ottenere tenendo conto della pressione esercitata sui prezzi dalle importazioni. La ristabilita efficienza economico-finanziaria dell'industria comunitaria non potrà essere migliorata ulteriormente a breve termine.
h) Investimenti
(149)
SPAZIO PER TABELLA
L'industria comunitaria ha effettuato importanti investimenti nel periodo in esame, come si può rilevare dalla precedente tabella. Va notato che questo notevole sforzo è costituito per lo più da investimenti per la sostituzione di macchinari nel quadro di un programma di ristrutturazione generale.
i) Occupazione
(150) In seguito ad una riduzione delle capacità di produzione e alle misure di ristrutturazione, l'occupazione nel settore del prodotto in questione è diminuita del 20 %, come illustra la tabella che segue:
SPAZIO PER TABELLA
j) Conclusioni relative alla situazione dell'industria comunitaria
(151) L'analisi che precede ha rivelato che durante il periodo in esame alcuni indicatori economici quali la capacità (- 7 %), il volume delle vendite (- 6 %), i prezzi di vendita (- 1 %), la quota di mercato (- 26 %), le riserve (+ 22 %), gli investimenti (- 9 %) e l'occupazione (- 20 %) hanno registrato tendenze negative, soprattutto tra il 1997 e il PI.
(152) Nel frattempo la produzione è aumentata marginalmente dell'1 %. In seguito alla riduzione delle capacità di produzione, l'utilizzo della capacità è aumentato dell'8 %. La redditività, che era negativa nel 1996 e 1997, è divenuta positiva nel 1998 e nel PI, ma senza raggiungere un livello che si possa considerare soddisfacente.
(153) L'inchiesta ha dimostrato che l'industria comunitaria ha subito anche una notevole pressione sotto il profilo dei prezzi. In effetti si è constatata una consistente sottoquotazione (10,1 % in media) nelle importazioni originarie dei paesi in questione.
(154) Alla luce dell'analisi suesposta, e in particolare in considerazione della perdita di un'elevata quota di mercato e della diminuzione dei prezzi di vendita, la Commissione è giunta alla conclusione che l'industria comunitaria abbia sofferto un pregiudizio che si può considerare grave.
E. NESSO DI CAUSALITÀ
1. Introduzione
(155) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio grave subito dall'industria comunitaria sia stato causato dalle importazioni sovvenzionate provenienti dall'Australia e da Taiwan. Sono stati esaminati anche altri fattori, per garantire che il pregiudizio da questi eventualmente causato non fosse attribuito alle importazioni sovvenzionate oggetto dell'inchiesta.
2. Osservazione generale
(156) Nel passato recente le istituzioni comunitarie hanno constatato che l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio e che tale pregiudizio era causato da importazioni in dumping da una serie di paesi tra cui Taiwan e la Bielorussia. L'industria comunitaria era pertanto già debilitata all'inizio della presente inchiesta e si è constatato che era ancora vulnerabile durante il periodo in esame.
3. Effetti delle importazioni sovvenzionate
(157) L'inchiesta condotta nel quadro del presente procedimento ha rivelato che le importazioni dai paesi in questione sul mercato della Comunità sono più che raddoppiate durante il periodo in esame. Nel 1996 sono state importate dai paesi interessati 20275 tonnellate di FPF, mentre durante il PI il volume delle importazioni è ammontato a 46677 tonnellate. In seguito a tale evoluzione delle importazioni la quota del mercato comunitario detenuta dai paesi in questione è aumentata dal 4,46 % nel 1996 all'8,07 % nel PI. Nello stesso periodo i prezzi di vendita medi di tali importazioni sono diminuiti del 21 %, sottoquotando quelli dell'industria comunitaria del 10,1 %.
(158) Questa evoluzione è intervenuta in un momento in cui l'industria comunitaria era particolarmente vulnerabile, in quanto si stava rimettendo da un lungo periodo d'importazioni in dumping da altri paesi terzi.
(159) Si è prodotta pertanto una situazione nella quale l'industria comunitaria, invece di trarre vantaggio dal ripristino di condizioni di concorrenza eque in seguito all'imposizione di misure antidumping sulle importazioni da altri paesi terzi, è andata incontro ad un ulteriore deterioramento. L'inchiesta sul pregiudizio ha concluso, come si è illustrato sopra, che la situazione dell'industria comunitaria ha subito un peggioramento generale, con punte negative notevoli riguardo alla quota di mercato (- 26 %), al volume delle vendite (- 6 %) e ai prezzi di vendita (- 11 %).
(160) Si deve osservare anche che le perdite più forti subite dall'industria comunitaria hanno riguardato i tipi di FPF oggetto delle principali importazioni provenienti da detti paesi. In effetti, le importazioni di FPF ordinarie non tessute rappresentano il 18,5 % circa e le importazioni di FPF cave non tessute rappresentano il 29 % di tutte le importazioni di FPF provenienti dai paesi in questione. Per questi tipi di prodotto particolari gli utili realizzati dall'industria comunitaria sono stati rispettivamente dello 0,86 % e dell'1,37 %, mentre gli utili medi realizzati dalla vendita di prodotti più specializzati, importati in misura minore, sono stati del 18,85 % circa.
(161) Queste considerazioni sono tanto più rilevanti in quanto le FPF importate e quelle prodotte nella Comunità sono prodotti simili, venduti attraverso canali analoghi sul mercato comunitario. La crescente presenza di elevati volumi di FPF sovvenzionate importate dai suddetti paesi ha avuto ripercussioni significative sul mercato comunitario. Inoltre, poiché il mercato è trasparente, i bassi prezzi ai quali erano offerte le FPF importate dai paesi in questione e ben note a tutti i potenziali acquirenti del mercato comunitario hanno avuto un impatto notevole sul livello dei prezzi dell'industria comunitaria.
(162) In base alle considerazioni che precedono, si è concluso che le importazioni a basso prezzo sovvenzionate in questione hanno avuto una notevole incidenza negativa sulla situazione dell'industria comunitaria.
4. Incidenza di altri fattori
a) Andamento del consumo
(163) Come si è indicato al precedente punto 134, dal 1996 al PI il consumo di FPF è aumentato nella Comunità del 27 % rivelando un mercato in rapida crescita. L'andamento dei consumi non può pertanto essere considerato responsabile del pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
b) Importazioni di FPF da altri paesi terzi
(164) Le importazioni totali di FPF nella Comunità da paesi diversi da Taiwan(7) e dall'Australia hanno seguito il seguente andamento:
SPAZIO PER TABELLA
SPAZIO PER TABELLA
Va ricordato che i due principali paesi esportatori, l'Indonesia e la Tailandia, sono oggetto di un'altra inchiesta antidumping, che è stata avviata parallelamente alla presente.
(165) Un'analisi dell'andamento dei prezzi all'importazione indicativi di Indonesia, Tailandia e Corea rivela che anche tali paesi hanno contribuito a comprimere i prezzi sul mercato comunitario. Le informazioni disponibili indicano che i prezzi medi delle importazioni provenienti da tali paesi fluttuano al di sotto di quelli praticati dai paesi oggetto del presente procedimento e di quelli dell'industria comunitaria.
Per quanto riguarda le importazioni provenienti da altri paesi terzi, il loro volume limitato e i loro prezzi, che si situano al livello di quelli dell'industria comunitaria, indicano che esse non hanno contribuito al deterioramento dei prezzi rilevato sul mercato comunitario.
In base alle considerazioni che precedono, non si può escludere che le importazioni dall'Indonesia, dalla Tailandia e dalla Corea nella Comunità abbiano inciso sulla situazione economica dell'industria comunitaria. Tuttavia, tenendo conto del livello e dei prezzi di tali importazioni, esse non possono annullare il nesso di causalità esistente tra le importazioni provenienti dai paesi oggetto del procedimento e il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
c) Attività di esportazione e altre attività dell'industria comunitaria
(166) Le esportazioni verso paesi terzi hanno sempre rappresentato un'attività minore per l'industria comunitaria. Da un livello che si aggirava attorno al 9 % del fatturato totale nel 1996, esse sono scese al 5 % durante il PI. La tabella che segue indica i volumi esportati.
SPAZIO PER TABELLA
Le vendite all'esportazione dei produttori comunitari si sono quasi dimezzate nel periodo in esame. Esse risultano essere tuttavia limitate rispetto alla produzione totale dell'industria comunitaria. Di conseguenza, qualsiasi pregiudizio in termini di una riduzione della produzione causato da un calo delle vendite all'esportazione è molto limitato.
(167) Si è sostenuto che le importazioni sono aumentate in un periodo in cui l'industria comunitaria ha ridotto le sue capacità di produzione del 7 %, corrispondente ad una quota rilevante del volume delle importazioni, rendendo inevitabile un incremento di queste ultime per soddisfare la domanda. A questo proposito va notato che l'industria comunitaria dispone ancora di capacità non utilizzate. Inoltre, la riduzione delle capacità equivale appena alla metà dell'incremento delle importazioni provenienti dai paesi in questione.
Inoltre, l'inchiesta ha indicato che la riduzione delle capacità era dovuta alla chiusura o alla conversione verso altre produzioni di taluni stabilimenti che non erano più in grado di funzionare efficientemente a causa delle importazioni a basso prezzo. Se nel caso in questione non si adottassero misure, si potrebbe andare verso la chiusura di altri sbabilimenti. Se invece vengono ripristinate condizioni di concorrenza eque, l'industria comunitaria sarà capace in futuro di soddisfare una quota maggiore della domanda comunitaria, tenuto conto delle sue passate attività e del fatto che talune linee di produzione possono essere riconvertite alla fabbricazione di FPF.
5. Conclusione sul nesso causale
(168) Non si può escludere che fattori diversi dalle importazioni sovvenzionate provenienti dai paesi in questione, in particolare le importazioni da altri paesi terzi che sono oggetto di un'inchiesta antidumping parallela, abbiano contribuito a deteriorare la situazione dell'industria comunitaria. Tuttavia, il consistente incremento del volume delle importazioni provenienti dai paesi in questione, le notevoli diminuzioni dei prezzi e il considerevole livello delle sottoquotazioni hanno avuto gravi ripercussioni negative sulla situazione dell'industria comunitaria. Si è pertanto concluso che tali importazioni, considerate isolatamente, hanno causato un grave pregiudizio all'industria comunitaria.
F. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Introduzione
(169) Per giungere a conclusioni definitive la Commissione ha esaminato se, nonostante le conclusioni relative alle sovvenzioni e al pregiudizio, non vi fossero fondati motivi per concludere che non è nell'interesse della Comunità imporre misure in questo caso particolare. A tal fine, conformemente all'articolo 31 del regolamento di base, la Commissione ha esaminato l'impatto di eventuali misure su tutte le parti coinvolte nel procedimento.
2. Interesse dell'industria comunitaria
(170) L'industria comunitaria ha subito per quasi un decennio le conseguenze delle importazioni a basso prezzo di FPF. L'adozione di misure antidumping è intesa a ristabilire un'equa concorrenza sul mercato comunitario tra i produttori della Comunità e gli esportatori concorrenti dei paesi terzi.
Negli ultimi anni l'industria comunitaria ha compiuto notevoli sforzi per migliorare la propria produttività: ha cercato di ridurre i costi di produzione e di accrescere la propria competitività in questo settore di mercato sensibile ai prezzi. Durante il periodo in esame essa si è impegnata in particolare in un'opera di razionalizzazione. A titolo d'esempio, un produttore comunitario ha chiuso due dei suoi stabilimenti per ridurre i costi e migliorare la produttività.
Dato il carattere del pregiudizio subito dall'industria comunitaria, e considerato in particolare che essa non ha potuto rimettersi dalla situazione difficile nella quale l'hanno costretta altre importazioni in dumping, la Commissione ritiene che, se non vengono adottate misure antisovvenzioni, è più che probabile che la sua situazione si degradi ulteriormente, con la conseguenza di un'ulteriore riduzione dei posti di lavoro e in ultima analisi, probabilmente, la riduzione del numero di produttori nella Comunità.
Inoltre, gli sforzi di ristrutturazione ancora in atto dell'industria comunitaria dimostrano che essa non è disposta ad abbandonare questo segmento della produzione, soprattutto in un momento come questo in cui il mercato è in rapida espansione. L'adozione di misure antidumping sarebbe pertanto nell'interesse dell'industria comunitaria.
3. Impatto sugli utilizzatori
(171) La Commissione ha inviato questionari a undici importatori noti non collegati ai produttori esportatori dei paesi in questione, nonché a quattordici altri utilizzatori di FPF della Comunità. Nessuno degli importatori ha risposto al questionario durante l'inchiesta, mentre hanno reagito tre utilizzatori. Due associazioni di utilizzatori hanno inoltre presentato osservazioni in merito al presente procedimento.
(172) L'analisi dei dati forniti dalle tre imprese utilizzatrici di FPF ha rivelato che due di loro importano questo prodotto dai paesi oggetto del presente procedimento. L'argomento principale avanzato da queste imprese è stato che l'eventuale adozione di misure inciderebbe negativamente sulla loro redditività e minaccerebbe la loro sopravvivenza sul mercato. Va notato tuttavia che una di queste imprese si riforniva fino alla fine del 1997 quasi esclusivamente presso l'industria comunitaria e a partire dal 1998 si rifornisce esclusivamente dagli esportatori dei paesi in questione solo a causa dei prezzi più bassi da essi praticati. L'attività connessa alle FPF rappresenta il 12 % circa del fatturato di questo utilizzatore. Le importazioni dai paesi in questione dell'altra impresa utilizzatrice di FPF coprono normalmente il 30 % circa del suo fabbisogno e i costi delle FPF rappresentano il 24 % circa dei suoi costi di produzione; il fatturato del prodotto finito fabbricato a partire da FPF rappresenta il 46 % del suo fatturato totale.
Dall'analisi della situazione illustrata sopra emerge che i suddetti utilizzatori possono rifornirsi presso venditori alternativi e che l'adozione di misure antidumping avrà un'incidenza limitata sulla loro redditività generale e sulla loro sopravvivenza sul mercato.
(173) Un'associazione di utilizzatori comunitari ha chiesto l'esclusione di taluni tipi di FPF che non sarebbero prodotti dall'industria comunitaria. Questa affermazione non è stata tuttavia suffragata da sufficienti informazioni tecniche, cosicché la Commissione non ha potuto accertare la validità di tale argomento.
(174) In base agli elementi illustrati sopra, si può concludere che l'imposizione di misure antidumping sulle importazioni di FPF dai paesi oggetto del presente procedimento non comporterà un deterioramento o un deterioramento significativo della situazione degli utilizzatori di FPF.
4. Conclusione
(175) In base ai fatti e alle considerazioni sopra esposte e dopo aver esaminato gli argomenti dell'industria comunitaria e degli utilizzatori comunitari del prodotto interessato, la Commissione ha stabilito che non vi sono motivi convincenti per non prendere misure contro le importazioni dall'Australia e da Taiwan al fine di garantire condizioni eque di fissazione dei prezzi e far cessare il pregiudizio a danno dell'industria comunitaria.
G. CHIUSURA DEL PROCEDIMENTO
(176) Alla luce delle risultanze di cui sopra, secondo le quali la media ponderata dei margini di sovvenzione delle importazioni originarie della Corea e della Tailandia è minima, il procedimento relativo alle importazioni da questi paesi dev'essere chiuso a norma dell'articolo 14, paragrafo 3, del regolamento di base.
H. DAZIO PROVVISORIO
(177) Sulla base delle conclusioni relative alle sovvenzioni, al pregiudizio, al nesso di causalità e all'interesse della Comunità, la Commissione ritiene necessario adottare misure compensative provvisorie.
(178) Per stabilire il livello di dette misure, la Commissione ha tenuto conto dei margini di sovvenzione constatati e dell'importo del dazio necessario ad eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
(179) A tal fine la Commissione ha ritenuto che i prezzi delle importazioni sovvenzionate dovessero essere portati ad un livello non pregiudizievole. Questo livello è stato determinato confrontando la media ponderata dei prezzi all'importazione utilizzata per stabilire la sottoquotazione dei prezzi, come illustrato al precedente punto 139 e seguenti, e il prezzo non pregiudizievole di vari prodotti di riferimento o modelli dell'industria comunitaria. Il prezzo non pregiudizievole è stato stabilito aggiungendo al prezzo di vendita applicato dall'industria comunitaria la sua perdita media effettiva e maggiorando poi questo importo di un margine di profitto del 10 %. Tale margine di profitto corrisponde a quanto considerato minimo indispensabile in casi precedenti per questo tipo di industria. Le differenze risultanti da tale confronto sono state espresse in percentuale del valore totale all'importazione cif.
(180) A norma dell'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento di base, l'aliquota del dazio dovrebbe corrispondere al margine di sovvenzione, a meno che il margine di pregiudizio non sia inferiore. Ai produttori che hanno cooperato si applicano pertanto le seguenti aliquote del dazio:
SPAZIO PER TABELLA
(181) Per evitare che sia ricompensata la mancata collaborazione, si è ritenuto opportuno fissare l'aliquota del dazio da applicare alle società che non hanno cooperato al livello dell'aliquota più elevata stabilita per i produttori esportatori che hanno collaborato, ossia al 6 % per i produttori australiani e all'1,5 % per quelli di Taiwan.
(182) Le aliquote del dazio specificate per ciascuna società nel presente regolamento sono state stabilite in base alle risultanze dell'inchiesta suesposta e riflettono pertanto la situazione constatata in tale ambito per quanto riguarda le suddette società. Queste aliquote (diversamente dal dazio nazionale applicabile a "tutte le altre società") si applicano esclusivamente alle importazioni di prodotti originari del paese in questione e fabbricati dalle società, ossia dalle specifiche entità giuridiche indicate. I prodotti importati fabbricati da qualsiasi altra società non specificamente menzionata con denominazione e indirizzo nella parte normativa del presente regolamento, comprese le entità collegate a quelle menzionate, non possono beneficiare di tali aliquote e devono essere assoggettati all'aliquota del dazio applicabile a "tutte le altre imprese".
(183) Qualsiasi richiesta di applicazione di dette aliquote individuali, ad esempio, in seguito al cambiamento di nome di un'entità o alla costituzione di nuove entità di produzione o di vendita, dev'essere rivolta senza indugio alla Commissione(8) ed essere accompagnata da tutte le informazioni utili, in particolare quelle relative ad eventuali modifiche nelle attività della società legate alla produzione, alle vendite interne e alle vendite per l'esportazione, conseguenti a tali cambiamenti relativi al nome o alle entità di produzione o di vendita. Se del caso, la Commissione, previa consultazione del comitato consultivo, modificherà il regolamento di conseguenza aggiornando l'elenco delle società che beneficiano delle aliquote del dazio individuali.
I. DISPOSIZIONE CONCLUSIVA
(184) A fini di buona gestione, è necessario fissare un periodo entro il quale le parti interessate che si sono manifestate entro il termine specificato nell'avviso di apertura possano presentare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite. Inoltre, va precisato che tutte le risultanze relative all'istituzione di dazi, elaborate ai fini del presente regolamento, sono provvisorie e possono essere riesaminate ai fini dell'adozione di eventuali dazi definitivi,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio compensativo provvisorio sulle importazioni di fibre di poliesteri in fiocco, non cardate né pettinate o altrimenti preparate per la filatura, classificabili al codice NC 5503 20 00, originarie dell'Australia e di Taiwan.
2. Le aliquote del dazio applicabili al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sono le seguenti:
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3. Salvo diversa indicazione, si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia, pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 30 del regolamento (CE) n. 2026/97, le parti interessate possono presentare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Ai sensi dell'articolo 31, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 2026/97, le parti interessate possono comunicare osservazioni sull'applicazione del presente regolamento entro un mese a decorrere dalla data della sua entrata in vigore.
Articolo 3
È chiuso il procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni di fibre di poliesteri in fiocco originarie della Corea e della Tailandia.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
L'articolo 1 del presente regolamento si applica per quattro mesi.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 20 gennaio 2000.

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