Document ID: 32002D0778

Decisione della Commissione
del 9 aprile 2002
relativa al regime di aiuti C 74/2001 (ex NN 76/2001) a cui il Belgio ha dato esecuzione e al regime di aiuti al quale il Belgio intende dare esecuzione in favore del settore dei diamanti
[notificata con il numero C(2002) 1345]
(I testi in lingua olandese e francese sono i soli facenti fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/778/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato(1) gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli, e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Nel luglio 1999 la Commissione ha ricevuto una denuncia da parte dell'Associazione dei commercianti di diamanti grezzi in relazione a un fondo di compensazione interno del settore dei diamanti (in appresso "il fondo di compensazione"). A seguito di tale denuncia la Commissione ha chiesto al Belgio informazioni supplementari con lettera del 15 novembre 1999 (D/647 13). Con lettera del 6 dicembre 1999 (registrata lo stesso giorno con il numero A/39442), il Belgio ha domandato una proroga fino al 31 gennaio 2000 per fornire tali informazioni, richiesta accettata dalla Commissione con lettera dell'8 dicembre 1999 (D/65127). Con lettera del 27 gennaio 2000 (registrata il 28 gennaio 2000 con il numero A/30751), il Belgio ha domandato un'ulteriore proroga fino al 29 febbraio 2000. Il Belgio ha fornito informazioni supplementari con lettera del 28 febbraio 2000 (registrata il 1o marzo 2000 con il numero A/31802) Una concertazione fra il Belgio e la Commissione ha avuto luogo il 3 febbraio 2000; una seconda concertazione ha avuto luogo il 25 aprile 2000. Diverse lettere con informazioni complementari sono state inviate anche dalla denunciante.
(2) Il 13 marzo 2000 il Consiglio di Stato ha annullato, per ragioni di procedura, la decisione che modifica le disposizioni su cui si basava il fondo di compensazione. Sono stati allora sospesi sia i prelievi che i versamenti. Il Belgio si è trovato implicato in diversi procedimenti giudiziari in relazione a pagamenti indebiti.
(3) In occasione della concertazione del 25 aprile 2000, il Belgio si è impegnato a recuperare le somme versate a Lens Diamond Industries NV, l'unico beneficiario che aveva ricevuto più di 100000 euro. Con lettera dell'8 agosto 2000 (D/54231) la Commissione ha chiesto una conferma scritta di questo impegno, e ulteriori informazioni riguardo alle procedure di recupero. Con lettera del 28 agosto 2000 (registrata il 29 agosto 2000 con il numero A/37035), il Belgio ha domandato una proroga fino al 30 settembre 2000 per fornire le informazioni richieste, proroga concessa dalla Commissione con lettera del 31 agosto 2000 (D/54503). Il Belgio ha fornito le informazioni con lettera del 2 ottobre 2000 (registrata il 6 ottobre 2000 col numero A/38191). La Commissione ha chiesto informazioni supplementari con lettera dell'11 ottobre 2000 (D/55155), e con lettera del 29 novembre 2000 (D(55935) ha inviato al Belgio un richiamo in merito a tale richiesta. Il Belgio ha risposto con lettera dell'11 dicembre 2000 (registrata il 13 dicembre 2000 con il numero A/40511). La Commissione ha chiesto ulteriori informazioni riguardo allo svolgimento della procedura di recupero con lettere del 18 gennaio 2001 (D/50188), 26 marzo 2001 (D/52176), 17 maggio 2001 (D/52040) e 29 giugno 2001 (D/52666). Lo studio legale che rappresenta il Belgio ha risposto con lettera del 9 aprile 2001 (registrata il 10 aprile 2001 col numero A/32970) e con lettera del 21 luglio 2001 (registrata lo stesso giorno col numero A/35663). Il Belgio ha confermato le informazioni di quest'ultima corrispondenza con lettera del 24 luglio 2001 (registrata il 26 luglio col numero A/36056). Il Belgio e lo studio legale che lo rappresenta hanno comunicato informalmente alla Commissione l'intenzione di introdurre un nuovo regime in sostituzione di quello annullato. Con lettera del 31 ottobre 2001 (registrata il 5 novembre 2001 col numero A/38610) il Belgio ha confermato tale informazione.
(4) Con lettera del 17 ottobre 2001 la Commissione ha informato il Belgio della propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato riguardo all'aiuto in oggetto. Il Belgio ha risposto con lettera del 30 novembre 2001 (registrata il 4 dicembre 2001 con il numero SG(A/13215). La decisione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito alla misura in cui trattasi.
(5) La Commissione ha ricevuto osservazioni in merito solo dalla parte all'origine della denuncia (lettera del 17 gennaio 2002, registrata con il numero A/30398) e dallo stesso fondo di compensazione (lettera del 17 gennaio 2002, registrata col numero A/30353). Essa le ha trasmesse al Belgio con lettera del 24 gennaio 2002 (D/50280) offrendo l'opportunità di commentarle, e ha ricevuto i relativi commenti dello studio legale con lettera del 28 febbraio 2002 (registrata il 1o marzo 2002 con il numero A/31591), e del Belgio con lettera del 6 marzo 2002 (registrata l'11 marzo 2002 col numero A/31853). Con lettera del 20 marzo 2002 (registrata il 22 marzo 2002 col numero A/32195), lo studio legale ha infine inviato una copia della rivista National Geografiche del marzo 2002, che contiene vari articoli riguardanti i diversi aspetti dei diamanti.
II. DESCRIZIONE DELL'AIUTO
(6) Le misure in questione sono dirette a promuovere il settore dei diamanti di Anversa e ad evitare che questa industria si trasferisca in paesi terzi, al di fuori dell'Unione europea. Tale obiettivo è raggiungibile attraverso la concessione, ai datori di lavoro di tale settore, di sovvenzioni che compensano in parte gli oneri sociali a loro incombenti.
(7) Il regime originario era stato stabilito con la legge del 26 marzo 1999 relativa al piano d'azione belga per l'occupazione 1998(3), e con il Regio decreto del 3 giugno 1999(4) che modifica il Regio decreto del 21 novembre 1960(5) che fissa lo statuto del fondo di compensazione interno del settore dei diamanti.
(8) Tale regime prevedeva un'imposta applicata sul valore di ogni transazione relativa ai diamanti, richiesta a tutte le persone fisiche o giuridiche aventi come attività principale o secondaria il commercio o l'industria dei diamanti. Tutte le imprese stabilite in Belgio dovevano pagare questa imposta. Con "transazione" si intende ogni accordo diretto alla creazione di una plusvalenza nell'insieme delle azioni di vendita del diamante, sia sul mercato interno che estero(6). L'importo dell'imposta era stato fissato allo 0,08 % a partire dal 1o aprile 1999. A decorrere dal 1o aprile 2000 l'imposta sarebbe stata aumentata allo 0,10 %. I versamenti per il 1999 sono stati stimati a 313125000 Def (7,76 milioni di euro)(7).
(9) Gli importi riscossi erano usati come sovvenzioni di compensazione per i datori di lavoro impieganti manodopera nella lavorazione del diamante (operazioni di taglio, lucidatura, riparazione e segatura). Le sovvenzioni venivano stabilite da un comitato di gestione ed erano limitate all'importo dei contributi a carico del datore di lavoro nell'ambito del regime generale di sicurezza sociale. In pratica esse coprivano solo in parte questi oneri imprenditoriali. Il diritto dei datori di lavoro di beneficiare di queste sovvenzioni ha preso effetto il 1o luglio 1999. Secondo il Belgio le sovvenzioni rappresentavano allora il 33 % dei salari complessivi; ammontavano in media all'1,2 %, variando dallo 0,5 % al 3 %, dei costi di produzione totali. Il sistema aveva un carattere decrescente: in caso di successo il numero dei lavoratori sarebbe aumentato, e avrebbe comportato una riduzione dell'importo della sovvenzione per lavoratore. Il Belgio ritiene che tutte le imprese beneficiarie tranne una rientrino nella definizione comunitaria di piccole o media impresa.
(10) Con decisione del 13 marzo 2000 il Consiglio di Stato ha annullato la misura del 1999. Il totale delle sovvenzioni di compensazione versate ammontava a 172254892 DEF (4,27 milioni di euro). Solo in un caso, quello di LES Demente Industre NV, l'importo superava 100000 euro, ammontando a [...](8). Per quanto riguarda l'applicazione del regime annullato, il Belgio si era intanto impegnato a rispettare la regola de minimis(9) (in appresso "regolamento de minimis").
(11) Quando il Belgio ha informato la Commissione del regime destinato a sostituire quello che era stato annullato, la discussione su tutti gli aspetti di questo nuovo regime non era ancora stata conclusa; complessivamente, tuttavia, il nuovo regime differisce appena da quello originario. L'importo da percepire sarebbe stato fissato anch'esso allo 0,10 %; la base imponibile e la determinazione delle sovvenzioni non sarebbero state modificate. Il regime sarebbe entrato in vigore solo il primo o il secondo trimestre del 2002, con una durata di validità in linea di principio illimitata. Va osservato che il Belgio non si è impegnato a rispettare il regolamento de minimis per quanto riguarda l'applicazione del nuovo regolamento.
Ragioni d'avvio del procedimento ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2
(12) Nella sua valutazione preliminare la Commissione ha spiegato che, a suo avviso, le misure costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, e che si tratterebbe di aiuti al funzionamento, per i quali non risulta possibile alcuna deroga ai sensi dell'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato.
III. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(13) La denunciante, l'Associazione dei commercianti di diamanti grezzi, sostiene le argomentazioni presentate dalla Commissione nella sua decisione di avvio del procedimento. La misura va in effetti a vantaggio dell'industria del diamante belga e porta inoltre a una discriminazione fra i commercianti di diamanti grezzi, poiché coloro che non esercitano attività industriali non ne traggono alcun beneficio. La misura è in contrasto con gli interessi di questi ultimi commercianti: un commerciante belga che acquisti un diamante grezzo per venderlo in Germania deve pagare l'imposta, mentre ne è esente un commerciante non belga che effettui la stessa transazione.
(14) Il fondo di compensazione sostiene le argomentazioni del Belgio.
IV. COMMENTI DEL BELGIO
(15) In primo luogo, il Belgio è sorpreso del fatto che la decisione di avvio del procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato non riguardi solo la misura annullata ma anche quella proposta, della quale il Belgio non aveva ancora formalmente informato la Commissione.
(16) Il Belgio sostiene poi che le risorse del fondo per il settore del diamante non sono risorse statali secondo la definizione di aiuto di Stato dell'articolo 87, paragrafo 1, come risulta dalla sentenza PreussenElektra(10). Non vi è alcun trasferimento di risorse statali; i contributi dei commercianti sostituiscono i contributi a carico dei datori di lavoro. Per lo Stato, l'impatto sul bilancio è neutro. Il fatto che i contributi siano percepiti in virtù di disposizioni di legge nulla toglie a questa argomentazione.
(17) In terzo luogo, il Belgio sostiene che il regime comporta soltanto un rafforzamento del meccanismo di solidarietà che esiste in ogni sistema di sicurezza sociale. In questo contesto, tuttavia, i contributi sociali non vengono più pagati dagli imprenditori industriali ma da tutto il settore del diamante, compresi i commercianti. A parte questa modifica del meccanismo di solidarietà, non vi è alcun altro cambiamento del sistema. Questa argomentazione è confermata dal fatto che un istituto di sicurezza sociale cooperante può assumere su di sé la responsabilità di riscuotere l'imposta di compensazione. Il regime per il settore del diamante può essere paragonato a un sistema di sicurezza sociale specifico per un dato settore, come ne esistono altri, ad esempio per i marittimi.
(18) Il Belgio aggiunge che la misura non ha alcun effetto sugli scambi commerciali fra Stati membri. La situazione di Anversa è estremamente specifica. La città è il più importante centro per il commercio dei diamanti grezzi nell'UE(11). Anversa rappresenta, secondo le stime, l'80 % del commercio di diamanti grezzi nella Comunità europea. Appena lo 0,1 % dei diamanti grezzi commercializzati ad Anversa arriva in altri Stati membri per esservi lavorato. Il valore annuo dei diamanti grezzi lavorati ad Anversa ammonta a circa 500 milioni di USD.
(19) Non vi è alcuna distorsione della concorrenza nei confronti dei commercianti di diamanti grezzi. Le sovvenzioni di compensazione riguardano solo l'attività industriale, e non hanno ripercussioni negative per i commercianti. Le sovvenzioni, inoltre, portano a una diminuzione dei costi dei diamanti lavorati, cosa di cui traggono vantaggio anche i commercianti. Il Belgio ha fornito una relazione interinale che mostra un effetto positivo per tutta l'industria del diamante di Anversa.
(20) Il Belgio rinvia inoltre alla causa "Künstlersozialversicherung" (previdenza sociale degli artisti)(12), che sembra mostrare analogie con la misura per il settore dei diamanti. In tale causa è stato osservato che le case editrici e le agenzie di stampa pagano obbligatoriamente un contributo ad alcune assicurazioni per artisti e giornalisti. La Commissione ha contestato la misura poiché essa portava a una doppia imposizione. Non ha mai invocato l'applicabilità delle regole sugli aiuti di Stato, benché la Germania contribuisca anch'essa al sistema con risorse proprie.
(21) Il Belgio ha fornito un'analisi realizzata da uno studio di ricerche economiche. In tale relazione vengono in primo luogo descritti i concorrenti all'interno e al di fuori della Comunità europea. Secondo la relazione, le imprese dei diamanti nei Paesi Bassi hanno natura locale, poiché si rivolgono principalmente ai turisti ad Amsterdam e all'industria dei gioielli locale. Il settore tedesco, secondo la relazione, è più industrializzato, e opera su una scala più vasta di quello olandese. Le imprese tedesche, prosegue la relazione, sono specializzate nella lavorazione dei diamanti per scopi medici e nelle attività di riparazione. Queste imprese non sono pertanto in concorrenza con l'industria del diamante belga, che tende ad essere specializzata nella lavorazione su larga scala di diamanti relativamente grossi e preziosi. I concorrenti più importanti si trovano in India, Israele, negli Stati Uniti, in Tailandia, Sri Lanka, Cina, Russia e Sudafrica.
(22) In secondo luogo, la relazione contiene anche statistiche sul commercio dei diamanti grezzi e lavorati. Da tali statistiche non emerge alcun effetto sugli scambi commerciali intracomunitari. Le spedizioni di diamanti grezzi nei Paesi Bassi, in Germania, Francia e Italia sono aumentate durante il periodo in cui è stata applicato il provvedimento belga. L'incremento percentuale è addirittura più elevato di quello delle esportazioni verso paesi terzi. Le esportazioni belghe di diamanti lavorati verso la Francia sono calate dopo l'introduzione della misura, quelle verso i Paesi Bassi, la Germania e l'Italia sono aumentate. Tale aumento è continuato dopo l'annullamento della misura, il che fa sorgere dei dubbi quanto a suoi eventuali effetti. La relazione contiene anche dati sulle importazioni di diamanti lavorati in Belgio. Da tali dati non può essere tratta alcuna chiara conclusione sugli effetti della misura. Ad ogni modo, la maggior parte (70-80 %) delle importazioni di diamanti lavorati riguarda diamanti che sono stati esportati e che sono stati reimportati dopo un'ispezione.
(23) In terzo luogo, la relazione contiene un'analisi delle conseguenze dell'imposta per i commercianti. La relazione conclude che l'imposta non porta ad alcuna discriminazione dei commercianti "misti" rispetto ai commercianti "puri", poiché si ritiene che nessun commerciante utilizzi le entrate di altre attività per attenuare gli effetti dell'imposta. Questo ragionamento implica anche che i prezzi fissati dai commercianti non dovrebbero venire influenzati dalle sovvenzioni che essi ricevono per le loro attività industriali. Le sovvenzioni costituiscono inoltre solo una parte esigua del prezzo totale (circa l'1,2 % dei costi totali) e dei contributi, e riguardano la stessa catena di produzione dei diamanti, cosa che riduce l'effetto netto.
(24) La relazione termina con due osservazioni generali. In primo luogo, la misura in questione potrebbe essere vista come un correttivo per rimediare a una debolezza del mercato. Il commercio dei diamanti viene agevolato dalle "esternalità" che derivano dalla presenza dell'industria dei diamanti. La misura porta a una "internalizzazione di queste esternalità". La seconda osservazione generale è che il costo del lavoro in Belgio è alto, e il sistema impositivo e contributivo porta a distorsioni. La misura in oggetto, secondo la relazione, serve solo a eliminare tali distorsioni.
V. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
V.1. Aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE
Risorse statali - Sentenza PreussenElektra
(25) Gli importi percepiti devono essere considerati come risorse statali. La misura consiste in un'imposta parafiscale. L'ammontare e la destinazione dei fondi sono stabiliti dalla legislazione belga. In diverse sentenze la Corte di giustizia ha stabilito che le imposte parafiscali possono costituire aiuti di Stato(13). La Commissione ritiene che la sentenza nella causa C-379/98 (PreussenElektra)(14) non si applichi ai fatti e alle circostanze in questione. In nessun caso le imprese dei diamanti ricevono le sovvenzioni direttamente dalle società contribuenti. Le disposizioni legislative non fissano alcun prezzo minimo per il prodotto in questione, come avveniva nella causa PreussenElektra. Nel caso del fondo di compensazione, si tratta di un'imposta parafiscale "classica", stabilita dalla legge e gestita da un fondo istituito dalla stessa legge, che riscuote gli importi dell'imposta parafiscale e versa le sovvenzioni. Il ministero del Lavoro approva l'importo delle sovvenzioni. Un commissario del Governo, nominato dal Re su proposta del ministro competente, fra l'altro, per il lavoro, partecipa alle riunioni degli organi di controllo con voto consultivo. Può tuttavia impugnare qualsiasi decisione che giudichi contraria alla legge o allo statuto, e la sua impugnazione ha effetto sospensivo. La decisione interessata diventa definitiva a condizione che il ministro non la dichiari nulla entro un termine di 20 giorni pieni. Il sistema è disciplinato dal diritto pubblico. Nell'ambito del regime annullato, il Re nominava tutti i membri dell'organo di gestione generale e tutti i membri del comitato di gestione speciale che doveva assistere tale organo. Per quanto riguarda il regime proposto, il Belgio ha spiegato che sulle disposizioni relative alla gestione del fondo di compensazione sono ancora in corso trattative e concertazioni.
Vantaggio selettivo e (potenziale) distorsione
(26) Gli aiuti che, su un periodo di tre anni, superano il livello dei 100000 EUR per una singola impresa, falsano o minacciano di falsare la concorrenza favorendo talune imprese. Secondo una giurisprudenza costante della Corte, un parziale sgravio degli oneri sociali che gravano sulle imprese di un particolare settore industriale costituisce un aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato se tale misura è diretta ad esentare parzialmente tali imprese dagli oneri pecuniari derivanti dalla normale applicazione del sistema generale di previdenza sociale, senza che questo esonero sia giustificato dalla natura o dalla struttura di tale sistema(15). Le sovvenzioni di compensazione costituiscono una tale esenzione a favore delle imprese belghe che operano nell'industria del diamante e, per quanto riguarda il vecchio regime, a favore in particolare di LES Demente Industre NV. Né i datori di lavoro del settore del diamante in altri Stati membri né i datori di lavoro di altri settori industriali in Belgio possono beneficiare di una simile compensazione per i loro oneri sociali. Nel sistema sociale belga i datori di lavoro contribuiscono in modo forfettario al finanziamento della sicurezza sociale dei loro dipendenti. La misura in oggetto crea un'eccezione selettiva, al di fuori del sistema generale, per i datori di lavoro del settore del diamante. Il risultato è una distorsione della concorrenza a favore di questi ultimi. L'argomentazione secondo la quale questo specifico sistema rafforza il meccanismo di solidarietà all'interno del settore dei diamanti non toglie nulla a tale conclusione. Lo stesso Belgio considera il regime come un adattamento specifico per il settore dei diamanti, e menziona le specifiche circostanze di questo settore che hanno portato il paese ad adottare le misure in questione. Ciò conferma che la misura non è giustificata dalla natura e dalla struttura del sistema sociale belga. La Corte ha in effetti stabilito nella causa Maribel bis/ter che un'operazione che persegue una politica dell'occupazione con mezzi che presentano un beneficio diretto solo per la situazione concorrenziale delle imprese interessate appartenenti a taluni settori di attività economica, non è giustificata dalla natura e dalla struttura del regime di previdenza sociale vigente in Belgio(16).
(27) Per quanto riguarda l'osservazione del Belgio secondo la quale esistono altri sistemi di sicurezza sociale specifici per taluni settori, in particolare per i marittimi, va osservato che la Commissione, negli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi, ha chiarito il concetto di aiuto di Stato a questo riguardo e, tenuto conto delle caratteristiche estremamente specifiche di questo settore, le condizioni a cui tali aiuti possono essere considerati compatibili con il mercato comune(17).
(28) Con l'annullamento del regime da parte del Consiglio di Stato, l'organo di gestione del fondo di compensazione non è più abilitato a svolgere le sue funzioni. Il ministro dell'Occupazione ha assunto la gestione provvisoria delle risorse finanziarie disponibili, e ha nominato a tal fine delle persone che vengono controllate da un collegio di liquidatori. L'annullamento ha anche comportato la scomparsa della base per i pagamenti da e al fondo. Di conseguenza il fondo è coinvolto in una serie di procedimenti giudiziari di recupero per pagamenti indebiti. Il collegio dei liquidatori ha tuttavia preso la decisione di principio di procedere al recupero delle sovvenzioni e al rimborso dei contributi solo dopo l'adozione di una prima decisione di principio riguardo a questi procedimenti. La Commissione ne conclude che il recupero non avverrà immediatamente e che esso è incerto, poiché dipende da decisioni future. Attualmente il vantaggio continua a sussistere. Dalle informazioni fornite dal Belgio emerge che il regime proposto apporterebbe vantaggi equivalenti, e in realtà molto più consistenti poiché esso sarebbe applicabile per una durata illimitata.
Influenza negativa sugli scambi tra Stati membri
(29) Allorché un aiuto finanziario concesso da uno Stato rafforza la posizione di un'impresa nei confronti di altre imprese concorrenti negli scambi intracomunitari, questi, secondo la giurisprudenza della Corte, sono da considerarsi influenzati dall'aiuto(18). Nel caso in oggetto le sovvenzioni rafforzano la posizione delle imprese di diamanti sul mercato dei diamanti lavorati. Queste imprese esportano il grosso della loro produzione, di cui una parte cospicua va ad altri Stati membri. Come ha indicato il Belgio, negli altri Stati membri vi sono piccole concentrazioni di questa attività, in particolare nei Paesi Bassi (Amsterdam) e in Germania (Idar-Oberstein).
(30) La Commissione non può condividere l'argomentazione secondo la quale le imprese di diamanti nei Paesi Bassi e in Germania non sarebbero in concorrenza con quelle belghe. La concorrenza invece esiste: ci si può aspettare che la clientela locale (i gioiellieri locali, il commercio all'ingrosso nel settore dei gioielli, ecc.) faccia un'analisi del rapporto qualità-prezzo dei diamanti "locali" rispetto a quello delle esportazioni belghe. Si può anche ritenere che la concorrenza sia stimolata pure dai turisti, nella misura in cui i centri per i diamanti sono noti nel mondo intero. Alcune imprese ad Amsterdam vendono in effetti ad esempio una parte significativa dei loro prodotti ad Americani che già conoscono la reputazione dell'impresa. La concorrenza con Anversa viene già presa in considerazione dal cliente al momento della scelta del viaggio.
(31) Le imprese di diamanti belghe si collocano inoltre in generale nello stesso segmento di mercato delle loro concorrenti europee. Anversa ha già perso una cospicua quota di mercato a vantaggio di imprese situate in paesi con manodopera a basso costo. Le imprese belghe saranno sempre più obbligate a rafforzare la loro posizione sul segmento dell'alta qualità - ossia proprio sul segmento in cui operano diverse imprese olandesi (e probabilmente anche tedesche). L'osservazione formulata dallo studio di ricerche economiche incaricato dal Belgio, secondo la quale va operata una distinzione fra le imprese belghe specializzate in attività "su larga scala", e le imprese degli altri Stati membri che svolgerebbero attività "su scala più piccola", non è fondata(19). Si tratta dello stesso mercato del prodotto(20).
(32) Anche se la prima conseguenza delle sovvenzioni è una diminuzione del costo del lavoro, non può essere escluso che esse rafforzino anche la posizione delle imprese beneficiarie sui mercati di input, in particolare sul mercato del diamante grezzo. L'impresa De Beers si trova in una posizione particolarmente forte su tale mercato. Per tutta l'Europa, esse consente solo a una quarantina di "supervisori" stabiliti ad Anversa di vendere diamanti grezzi. È consueto che i diamanti grezzi siano oggetto di diverse transazioni successive prima di essere lavorati. Le stesse imprese belghe, olandesi, tedesche, ecc. si ritrovano quindi su questo mercato.
(33) La Commissione concorda con le conclusioni della relazione svolta dallo studio di ricerche economiche, che indica (pag. 2) che "le cifre relative al commercio devono essere interpretate con grande prudenza e non possono fornire prove decisive". Sui periodi presi in considerazione, sui termini che potrebbero essere necessari per stabilire gli effetti della misura e su tutta una serie di altri fattori che potrebbero influenzare i dati forniti la discussione è infatti aperta. Inoltre, non va minimizzata l'entità dell'industria del diamante al di fuori del Belgio e all'interno del mercato comune. Sulla base delle informazioni fornite dal Belgio può essere ad esempio calcolato che la percentuale di lavoratori del diamante nella Comunità europea e al di fuori del Belgio rappresenta circa il 7-10 % del totale(21).
(34) La misura annullata e la misura proposta rafforzano di conseguenza la posizione concorrenziale delle imprese belghe del diamante rispetto ai concorrenti di altri Stati membri. Nella misura in cui il Belgio non rispetta le condizioni del regolamento de minimis, com'è avvenuto almeno per quanto riguarda l'impresa LES Demente Industre NV, la Commissione ritiene che la misura annullata e quella proposta incidano sugli scambi commerciali fra Stati membri.
(35) Dato che tutti gli elementi della definizione di aiuto sono presenti, la Commissione ritiene che la misura annullata e il nuovo regime previsto costituiscano un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, nella misura in cui il Belgio non osserva le condizioni del regolamento de minimis.
(36) Il Belgio ha di conseguenza violato le disposizioni dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato accordando degli aiuti senza notificazione e approvazione preventiva.
Confronto con la "Künstlersozialversicherung"
(37) Il dossier d'infrazione trattato dalla Corte nella causa C-68/99 ha una portata limitata, come sottolinea il punto 14 delle motivazioni della sentenza, e non modifica l'analisi della Commissione delle misure interessate alla luce delle regole sugli aiuti di Stato. In ogni caso, l'assenza di un'analisi da parte della Commissione dal punto di vista degli aiuti di Stato nulla cambia all'analisi del fondo di compensazione del settore del diamante.
V.2. Compatibilità dell'aiuto con il mercato comune
(38) L'aiuto accordato in virtù del vecchio regime, e quello da accordare in virtù del regime proposto, porta a una diminuzione delle spese correnti delle imprese beneficiarie senza che vi sia alcun legame con qualche costo di investimento ammissibile o con la creazione di occupazione. La Commissione considera pertanto tale aiuto come un aiuto al funzionamento.
(39) La Commissione è tenuta a verificare la compatibilità dell'aiuto rispetto al trattato CE. Ha pertanto esaminato se le deroghe previste all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato CE sono applicabili. Le deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 2, del trattato non sono applicabili, dato che le misure in questione: a) non costituiscono aiuti a carattere sociale concessi ai singoli consumatori; b) non sono destinate a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali, e c) non sono necessarie per compensare gli svantaggi economici provocati dalla divisione della Germania. Non sono neanche applicabili le deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 3, lettere a), b) e d): le misure in oggetto non costituiscono difatti aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione, né aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un progetto di comune interesse europeo o a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio.
(40) Il Belgio non ha comunque cercato di giustificare gli aiuti sulla base di una delle ragioni sopra menzionate.
(41) Non è neanche applicabile la seconda parte della deroga prevista dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, che riguarda gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune regioni economiche, poiché la misura in questione non è destinata ad investimenti iniziali o per la creazione di occupazione in una regione in cui le imprese sono ammissibili ad aiuti di questo tipo. L'aiuto non è neanche accordato ad imprese situate in una regione ultraperiferica. Non è applicabile nemmeno la prima parte di questa deroga, che riguarda gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche. In primo luogo l'aiuto non è destinato alla ricerca e sviluppo, a obiettivi ambientali o a investimenti da parte di piccole e medie imprese. In secondo luogo esso è destinato ad essere un aiuto all'occupazione di natura settoriale, ma non ricorrono le condizioni a cui la Commissione può ritenere che esso sia compatibile con il mercato comune. Sia negli orientamenti in materia di aiuti all'occupazione(22) che nella comunicazione della Commissione relativa al controllo degli aiuti pubblici e riduzione del costo del lavoro(23), la Commissione indica che aiuti di questo tipo, limitati a uno o più settori sensibili in situazione di sovraccapacità o di crisi, nella maggior parte dei casi sono tali da non poter essere di norma considerati compatibili con il mercato comune. Il punto 23 della comunicazione sopra menzionata stabilisce che una riduzione degli oneri sociali può risultare realmente efficace soltanto qualora essa riguardi settori meno esposti alla concorrenza internazionale, in particolare alcune attività del terziario. L'industria del diamante non è affatto al riparo dalla concorrenza internazionale. Il Belgio argomenta che le sovvenzioni in questione correggono una debolezza del mercato in relazione alle esternalità che derivano dal commercio dei diamanti, e che sono la conseguenza degli oneri sociali elevati. La Commissione non trova tuttavia in tali argomentazioni alcun fondamento per decidere a favore della compatibilità. L'esistenza di queste debolezze, che potrebbero essere osservate in diversi settori, non ha convinto la Commissione, nell'elaborazione degli orientamenti e della comunicazione sugli aiuti all'occupazione, che simili misure, data la distorsione della concorrenza che esse causano, possano essere considerate compatibili con il mercato comune.
(42) Dato che non è applicabile nessuna delle deroghe previste dall'articolo 87, la misura annullata e quella prevista, nella misura in cui il Belgio non rispetta le condizioni del regolamento de minimis, sono incompatibili con il mercato comune.
(43) Il recupero di aiuti incompatibili e illegali è un obbligo imposto alla Commissione dal regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio(24). Questa misura è necessaria per ripristinare la situazione anteriore e per annullare tutti i vantaggi economici derivati al beneficiario dell'aiuto illegale a decorrere dalla data della concessione di questo. Il recupero viene eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto interno belga, a condizione che queste ne consentano l'esecuzione immediata ed effettiva. L'aiuto da recuperare comprende gli interessi, che decorrono dalla data in cui l'aiuto illegale è divenuto disponibile per il beneficiario fino alla data del recupero. Gli interessi sono calcolati al tasso commerciale, sulla base del tasso utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione nell'ambito degli aiuti a finalità regionale.
VI. CONCLUSIONI
(44) Le sovvenzioni alle imprese del diamante belghe, concesse dal fondo di compensazione interno del settore dei diamanti istituito dal regime annullato, in particolare l'aiuto a favore di LES Demente Industre NV, e le sovvenzioni da concedere da parte del fondo di compensazione come previsto dal Belgio, costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, nella misura in cui il Belgio non rispetta le condizioni del regolamento de minimis.
(45) La Commissione constata che il Belgio ha illegalmente dato esecuzione alla misura di aiuto del 1999 in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato. Il fatto che la misura sia stata annullata dal Consiglio di Stato nulla toglie a questa conclusione.
(46) Le sovvenzioni alle imprese del diamante effettuate in virtù della misura annullata e della misura proposta, nella misura in cui il Belgio non rispetta le condizioni del regolamento de minimis, devono essere considerate come aiuti al funzionamento. Poiché non è applicabile nessuna delle deroghe previste dall'articolo 87, paragrafi 2 e 3, gli aiuti sono incompatibili con il mercato comune.
(47) Gli aiuti illegali devono essere recuperati presso i beneficiari,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto di Stato al quale il Belgio ha dato esecuzione in favore delle imprese del diamante, nella misura in cui non sono soddisfatte le condizioni del regolamento della Commissione relativo agli aiuti de minimis, così come l'aiuto di Stato al quale il Belgio intende dare esecuzione in favore delle imprese del diamante, sono incompatibili con il mercato comune.
Articolo 2
Il Belgio prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare dai beneficiari l'aiuto di cui all'articolo 1, già posto illegalmente a loro disposizione.
Il recupero viene eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto interno a condizione che queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. L'aiuto da recuperare comprende gli interessi, che decorrono dalla data in cui l'aiuto è divenuto disponibile per i beneficiari fino alla data del recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione nell'ambito degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 3
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, il Belgio informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 4
Il Regno del Belgio è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 9 aprile 2002.

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