Document ID: 31999D0225

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 13 maggio 1998 concernente gli aiuti concessi dalla Germania a favore dell'impresa Herborn und Breitenbach GmbH, già Drahtziehmaschinenwerk Grüna GmbH [notificata con il numero C(1998) 1687] (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (1999/225/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato (1) i terzi interessati a presentare osservazioni, a norma dei citati articoli,
considerando quanto segue:
I
Il 15 marzo 1995 la Commissione ha deciso di avviare il procedimento a norma dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CE in merito agli aiuti di Stato a favore dell'impresa SKET Schwermaschinenbau Magdeburg GmbH, Magdeburg (SKET SMM) (2). Questo procedimento ha interessato anche le società controllate da SKET SMM e cioè la Entstaubungstechnik Magdeburg GmbH, Magdeburg (ETM) e Drahtziehmaschinenwerk Grüna GmbH, Chemnitz (DZM). Si trattava di aiuti che la SKET SMM aveva ricevuto durante la sua privatizzazione e ristrutturazione e anteriormente. Precedentemente la SKET SMM aveva già ricevuto aiuti per i quali la Commissione non aveva sollevato alcuna obiezione (NN 46/93 e NN 95/93). La pratica è stata registrata con il numero C 16/95.
Il 30 luglio 1996 la Commissione ha deciso di estendere il procedimento C 16/95 agli aiuti di Stato erogati successivamente, che non erano inclusi in quello già avviato (3). In effetti alla fine del 1995 gli investitori (Oestmann & Borchert Industriebeteiligung GbR) si erano ritirati dal progetto ed era stato notificato un nuovo piano di ristrutturazione comportante ulteriori aiuti.
Nell'ottobre 1996 SKET SMM era costretta a richiedere l'apertura del Gesamtvollstreckungsverfahren (procedura fallimentare per le imprese situate nei nuovi Länder). Il piano, oggetto della decisione del 30 luglio 1996 di estensione del procedimento, non aveva evidentemente permesso di ripristinare l'efficienza economico-finanziaria dell'impresa. Il 26 giugno 1997 la Commissione ha adottato la decisione finale negativa 97/765/CE (4) nei confronti degli aiuti a favore di SKET SMM. La procedura fallimentare non coinvolge le due controllate ETM e DZM che sono state trasferite alla Bundesanstalt für vereinigungsbedingte Sonderaufgaben (BvS). Con la decisione 97/765/CE si è concluso solo l'aspetto del procedimento C 16/95 relativo alla parte della SKET SMM coinvolta nella procedura fallimentare. Il procedimento C 16/95 è stato quindi suddiviso in tre parti: C 16a/95 per SKET SMM, C 16b/95 per ETM e C 16c/95 per DZM. Nel 1995 DZM si è fusa con un'impresa della Germania occidentale e prosegue ora la sua attività sotto la denominazione di Herborn & Breitenbach GmbH, Chemnitz (H& B). La presente decisione si riferisce esclusivamente a H& B.
Con lettere del 13 gennaio 1997 (registrata il 14 gennaio 1997) e del 6 agosto 1997 (registrata il 7 agosto 1997) la Germania ha informato la Commissione del trasferimento di H& B alla BVS e ha notificato aiuti a favore di H& B per il periodo successivo al fallimento di SKET SMM. Con la seconda lettera è stato presentato il piano di ristrutturazione che è stato ancora una volta adeguato alla nuova situazione di H& B. Con lettera del 30 ottobre 1997 (registrata lo stesso giorno) la Germania ha comunicato le condizioni del contratto di privatizzazione di H& B e le variazioni al piano di ristrutturazione dell'agosto 1997.
II
Il 24 marzo 1995 e il 12 aprile 1995, sotto la direzione degli investitori Oestmann & Borchert Industriebeteiligung GbR (che alla fine del 1995 si ritirarono dal progetto di privatizzazione), SKET SMM aveva acquisito dalla Kolbus GmbH & Co. KG tutte le azioni della H& B Beteiligungsgesellschaft GmbH e della H& B GmbH & Co. KG. Questo gruppo si è fuso con la controllata DZM ed è rimasto fino al 31 dicembre 1996 impresa controllata dalla SKET SMM con il nome di H& B. Il trasferimento della H& B alla BvS ha avuto luogo con il contratto del 16 gennaio 1997. H& B è stata trasferita con lo stato finanziario dell'epoca, quindi gravata delle sue passività.
La West Merchant Bank, incaricata dalla BvS di cercare un nuovo investitore, ha ricevuto fino al 1° maggio 1997 quattro offerte a seguito di un bando di asta pubblica nel cui ambito sono state interpellate 112 imprese di tutto il mondo. Sono state avviate trattative con due delle quattro imprese interessate ed è stata scelta la migliore offerta sul piano del progetto aziendale, delle garanzie di mantenimento dei posti di lavoro e dei principali dati finanziari. Nel corso di tale scelta non è stata tuttavia presa in considerazione l'opzione di chiudere l'impresa, anche se tale possibilità avrebbe probabilmente richiesto costi minori rispetto alla vendita con misure finanziarie di accompagnamento. Secondo i principi generali applicati dalla Commissione per l'esame della privatizzazione delle imprese, la privatizzazione della H& B contiene quindi elementi di aiuto (5).
È stato scelto come investitore una persona fisica, il sig. Heinrich, che ha esperienza nel settore delle macchine trafilatrici. Nel 1994 l'investitore ha venduto l'attività familiare che produceva tali macchinari a una holding finanziaria, l'EIS-group di cui era stato amministratore nei quattro anni precedenti. Il sig. Heinrich possiede tuttora un contratto di servizio con l'EIS-group che era d'accordo sull'acquisizione della H& B. Il 24 settembre 1997 l'investitore ha acquisito la H& B mantenendo in un primo momento il 50 % dei dirigenti dell'impresa e dal 1° gennaio 1998 il 100 %. Egli assumerà inoltre la posizione di presidente del consiglio di vigilanza per la Cable & Wire Division dell'Eis-group che detiene partecipazioni in tre imprese. In questo modo l'investitore apporta conoscenze sul settore di attività dell'impresa, contatti e prospettive di sinergia.
La struttura del gruppo H& B è la seguente:
a) Herborn & Breitenbach GmbH, Cheminitz (già DZM) con un capitale sociale di 1 milione di DEM. Quest'impresa svolge al tempo stesso funzione di accomandatario della H& B GmbH & Co. KG, Herborn. Conta 107 dipendenti e si occupa di progettazione, costruzione e produzione di macchinari.
b) Herborn & Breitenbach GmbH & Co. KG, Herborn (Hessen), capitale dell'accomandante: 6 milioni di DEM, capitale dell'accomandatario: 0,1 milioni di DEM. L'impresa ha 78 dipendenti e la sua attività comprende la progettazione, la costruzione e la produzione.
c) Herborn & Breitenbach Beteiligungs GmbH, Unna (Nordrhein-Westfalen) è interamente di proprietà della Herborn & Breitenbach GmbH, Chemnitz. Dispone di un capitale sociale di 0,1 milioni di DEM (l'impresa è una «scatola vuota» non avendo né scopo sociale né dipendenti).
L'attività della H& B consiste nella vendita, costruzione, produzione, installazione, verifica e manutenzione di macchine trafilatrici in entrambe le sedi di Chemnitz e Herborn. Tali macchine sono utilizzate in svariati settori industriali quali ad esempio l'industria automobilistica, le costruzioni in acciaio, le costruzioni navali, l'edilizia, l'approvvigionamento energetico, le telecomunicazioni e la produzione di lampadine.
Il progetto di ristrutturazione dell'investitore mira in sintesi a consolidare la posizione dell'azienda nel mercato e a ridurre i costi di produzione. H& B era già in fase di ristrutturazione al momento dell'acquisto da parte dell'investitore il quale si prefigge di proseguire l'impegno aziendale in tale direzione apportando il contributo dei propri contatti. Il programma prevede quanto segue:
a) mantenere le due sedi di produzione (Herborn e Chemnitz). Al fine di ridurre i costi la ripartizione delle attività tra le due sedi dovrà essere tuttavia definita in modo più chiaro e razionale: ricerca, sviluppo, produzione e montaggio a Chemnitz, amministrazione, vendita e dimostrazioni per la clientela a Herborn;
b) limitare la gamma di prodotti al fine di ridurre i costi;
c) adattare le macchine alle particolari esigenze dei clienti (sviluppo e produzione);
d) aumentare l'attenzione al servizio di assistenza clienti in considerazione del considerevole numero di macchine di DZM e H& B in uso;
e) sviluppare la produzione di parti di ricambio e le offerte di pacchetti combinati di ammodernamento e ispezione delle macchine;
f) intensificare il ricorso all'outsourcing già praticato nell'impresa;
g) ridurre i posti di lavoro. L'investitore si è tuttavia fatto carico di tutti i posti di lavoro attuali (186) e ha garantito di conservarne 150 di cui 90 a Chemnitz e 60 a Herborn. Tale garanzia è valida per i prossimi tre anni. L'investitore garantisce il proseguimento dell'attività nella sede di Chemnitz per ulteriori due anni con almeno 25 posti di lavoro. In base agli accordi contrattuali il mancato rispetto della garanzia dei posti di lavoro comporta il pagamento di penali.
H& B deve consolidare la propria posizione nel mercato (in Germania, Europa, CSI, Sud-est asiatico e USA) da un lato grazie ai contatti e al «know-how» apportati dall'investitore, dall'altro con il programma di riduzione dei costi e il nuovo orientamento della gamma di prodotti. L'investitore prevede notevoli effetti di sinergie attraverso la cooperazione con altre imprese (presidenza del consiglio di vigilanza della Cable & Wire Division dell'Eis group).
Negli scorsi anni sono stati effettuati investimenti in particolare per il risanamento degli edifici esistenti e l'ammodernamento degli impianti tecnici (16,5 milioni di DEM). Per i prossimi anni l'investitore garantisce investimenti per circa 0,5 milioni di DEM all'anno per tre anni (il contratto prevede penali).
Secondo le più recenti previsioni sul fatturato il gruppo dovrebbe ottenere dal 1999 un risultato positivo al lordo delle imposte [ . . . ] (6).
III.
Fino al 1997 H& B ha fatto parte del gruppo SKET e ha ricevuto più volte aiuti per la ristrutturazione. In effetti le difficoltà che la SKET SMM ha dovuto affrontare (e che l'hanno condotta alla procedura fallimentare) hanno rallentato la ristrutturazione della H& B.
Gli aiuti concessi a H& B erano stati erogati nel quadro di successivi piani di ristrutturazione. H& B faceva parte del gruppo SKET e i piani prevedevano la ristrutturazione del gruppo nel suo complesso. Dopo il trasferimento dell'impresa alla BvS e la sua conseguente uscita dal gruppo, tali piani sono stati modificati per renderli più mirati al caso H& B. Solo allora è stata presa in considerazione l'ipotesi di vendere l'impresa separatamente. Attualmente la H& B è ormai privatizzata e la Commissione ha preso in esame un piano di ristrutturazione rielaborato dall'investitore sulla base di nuovi dati finanziari (cfr. sub II).
Per maggiore chiarezza vengono qui presentati esclusivamente gli interventi finanziari che in passato sono stati effettivamente realizzati o che sono previsti nel progetto attuale nel quadro della privatizzazione (7). Trattasi dei seguenti interventi:
1. 1990-1991: concessione di aiuti per la liquidazione dei dipendenti (programma sociale) per 1,4 milioni di DEM.
2. 1993: 26,5 milioni di DEM rappresentati da prestiti senza interessi e rinunce al recupero di crediti, e precisamente:
a) concessione di prestiti senza interessi da parte della BvS per ripianare i suoi crediti pregressi risalenti a prima del 1° luglio 1990: 13,9 milioni di DEM;
b) un secondo credito da parte della BvS per estinguere crediti pregressi risalenti a prima del 1° luglio 1990: 5,4 milioni di DEM;
c) credito senza interessi da parte della BvS per ripianare gli interessi di crediti pregressi: 1,7 milioni di DEM;
d) rinuncia al recupero di crediti nel quadro di un'operazione di ripianamento delle perdite: 4,6 milioni di DEM;
e) rinuncia agli interessi corrispondenti: 0,9 milioni di DEM.
Il 31 dicembre 1994 il complesso di tali crediti e rinunce al recupero di crediti (per un totale di 26,5 milioni di DEM) sono stati convertiti in una sovvenzione (15,9 milioni di DEM) e nella costituzione di riserve di capitale (5,6 milioni di DEM + 5 milioni di DEM) attraverso la SKET SMM.
3. 1996: 11 milioni di DEM di prestiti di cui:
a) concessione di un prestito di 3,2 milioni di DEM per ripianare vecchi debiti (risalenti a prima del 1° luglio 1990) attraverso la SKET SMM. La BvS verserà tale somma al curatore fallimentare;
b) prestito di 5,4 milioni di DEM da parte della BvS [2,2 milioni di DEM per il finanziamento di ordini attraverso la SKET SMM (la BvS riverserà tale somma al curatore fallimentare), 2,1 milioni di DEM per il mantenimento della liquidità e 1,1 milioni di DEM per ripianare debiti nei confronti di fornitori];
c) sostituzione da parte della BvS di un anticipo di pagamento di 2,4 milioni di DEM fatto erroneamente da un cliente alla SKET SMM con un prestito d'azionista senza interessi.
Alla fine del 1996 l'impegno nei confronti della H& B ammontava a 38,9 milioni di DEM (26,5 milioni di DEM di prestiti convertiti in sovvenzioni a fondo perduto, 11 milioni di DEM di prestiti, 1,4 milioni di DEM per la liquidazione dei dipendenti). Si devono inoltre aggiungere garanzie prestate per 15 milioni di DEM alle seguenti condizioni: premio dello 0,25 % per semestre (1° gennaio e 1° luglio) da calcolarsi sul finanziamento anticipato dalla BvS, più lo 0,5 % sulle somme trattenute dalla banca e sul finanziamento condizionato di una somma di 1,377 milioni di DEM.
4. 1997 - Privatizzazione (condizioni del contratto di privatizzazione)
La BvS rimette alla H& B tutti i debiti pregressi e concede aiuti per il completamento della ristrutturazione.
a) Obblighi del venditore (BvS)
i) rinuncia al recupero di crediti relativamente a un prestito di 11 milioni di DEM (conversione in sovvenzioni non rimborsabili);
ii) rinuncia al recupero di crediti relativamente a un prestito d'azionista di 3 milioni di DEM concesso nel 1997 (in relazione alla procedura fallimentare di SKET SMM);
iii) concessione di un contributo non rimborsabile di 4 milioni di DEM per la ristrutturazione (in due tempi: 2 milioni di DEM il 1° gennaio 1998 e il 30 giugno 1998) finalizzato al mantenimento della liquidità e al finanziamento di investimenti;
iv) partecipazione ai costi per l'eliminazione degli oneri pregressi per il risanamento ambientale (risalenti a prima del 1° luglio 1990) per la quota eccedente i 2 milioni di DEM e fino a un massimale di 4 milioni di DEM;
v) assunzione dell'eventuale rischio di una richiesta di rimborso da parte delle autorità fiscali che può ammontare a 0,3 milioni di DEM.
b) Obblighi dell'investitore
i) prezzo d'acquisto di 0,25 milioni di DEM;
ii) assunzione in nome proprio di garanzie in essere pari a 3,3 milioni di DEM e prestazione di garanzie per un totale di 9 milioni di DEM;
iii) assunzione di una garanzia irrevocabile, di durata illimitata e solidale per 3,0 milioni di DEM a favore della BvS. Tale garanzia si riduce annualmente di 0,5 milioni di DEM a partire dal 30 agosto 1998 se e nella misura in cui l'acquirente ha adempiuto ai propri obblighi contrattuali;
iv) impegno di partecipazione agli oneri pregressi per il risanamento ambientale fino a 2 milioni di DEM (oltre tale importo la BvS si assume l'80 % dei costi fino a un massimo di 4 milioni di DEM);
v) impegno contrattuale - garantito dal pagamento di penalità - avente per oggetto un investimento di 1,5 milioni di DEM entro il 30 giugno 2000, il mantenimento dei posti di lavoro nella sede di Chemnitz (90 persone per tre anni) e quindi il mantenimento della sede produttiva di Chemnitz con 25 posti di lavoro per altri due anni;
vi) l'investitore, la H& B GmbH e la H& B GmbH & Co. KG si sono impegnati a non effettuare né distribuzioni di dividendi né prelievi (palesi o occulti) fino al 2 dicembre 2002.
IV
Nell'ambito del procedimento C 16/95 la Commissione ha ricevuto osservazioni da terzi interessati, tra cui quelle di un concorrente tedesco, che si riferivano direttamente alla H& B. Esse avevano per oggetto l'acquisizione di H& B da parte di SKET SMM, alla quale il concorrente dichiarava che sarebbe stato lui stesso interessato, nonché la vendita di prodotti da parte di H& B che apparentemente avveniva a prezzi inferiori a quelli di mercato.
Tali osservazioni sono state comunicate alla Germania con lettera del 19 novembre 1996. La Germania ha risposto con lettera del 6 gennaio 1997 (registrata il 7 gennaio 1997 con il numero A/30033) fornendo dettagliate spiegazioni relativamente alla H& B. Il concorrente tedesco si era già rivolto alla Commissione nel 1995 per il tramite di un avvocato, accusando DZM di vendere a prezzi di dumping. Già all'epoca le autorità tedesche avevano potuto dimostrare che il concorrente in questione disponeva di reali possibilità sul mercato e che i prezzi di DZM non erano al di sotto del livello di mercato.
Per quanto riguarda l'acquisizione di H& B da parte di SKET SMM e il fatto che per avvantaggiare SKET SMM non sarebbe stata presa in considerazione la disponibilità del concorrente a rilevare l'impresa, la Germania ha chiarito che il concorrente non è stato escluso dalle trattative per la privatizzazione ma vi ha egli stesso rinunziato.
V
Gli aiuti ricevuti da DZM o H& B sono stati erogati a partire dal 1991. Trattasi in primo luogo di aiuti che sono stati concessi durante il regime Treuhand (NN 108/91, E 15/92 e N 768/94), che è stato in vigore fino al 1° gennaio 1996. Nel quadro di tale regime venivano concessi finanziamenti ad imprese attraverso la Treuhandanstalt (THA) a condizione che fossero rispettati determinati limiti relativamente al numero di dipendenti e all'entità dell'aiuto. DZM o H& B, in quanto controllata di SKET SMM, non poteva rientrare in tale regime poiché SKET SMM superava il massimale previsto per numero di dipendenti e importo degli aiuti. Gli aiuti concessi a tale impresa hanno dovuto pertanto essere notificati individualmente alla Commissione che li ha esaminati.
I finanziamenti concessi o previsti (cfr. sub III) ammontano in totale a 50,2 milioni di DEM. La BvS ha inoltre messo a disposizione garanzie per il finanziamento dell'attività aziendale, impegnate a concorrenza di 3,3 milioni di DEM.
Di questi finanziamenti la somma di 28,2 milioni di DEM non può essere considerata aiuto, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CE, in virtù delle decisioni sul regime Treuhand. Trattasi di 24,2 milioni di DEM per il finanziamento di crediti pregressi e di una somma non superiore a 4 milioni di DEM per costi legati all'eventuale eliminazione di oneri pregressi per responsabilità ambientali.
Gli aiuti di Stato da esaminare in questa sede sotto il profilo della loro compatibilità ammontano quindi a 22 milioni di DEM. Tale somma è così composta:
a) 1,4 milioni di DEM di spese per la liquidazione dei dipendenti dal 1990 al 1991 (finanziamento del programma sociale);
b) 5,5 milioni di DEM di rinuncia al recupero di crediti (inclusi interessi) nel quadro di un'operazione di ripianamento delle perdite nel 1993;
c) 7,8 milioni di DEM di prestiti convertiti in sovvenzioni non rimborsabili nel 1996;
d) 3 milioni di DEM di prestiti per il finanziamento delle attività aziendali nel 1997, convertiti con la privatizzazione in sovvenzioni non rimborsabili;
e) 4 milioni di DEM di contributi non rimborsabili per la ristrutturazione nel 1997;
f) 0,3 milioni di DEM per l'assunzione di eventuali oneri fiscali.
Si devono quindi aggiungere le garanzie messe a disposizione dalla BvS negli ultimi anni (stanziamento di 15 milioni di DEM di cui 3,3 milioni di DEM sono stati effettivamente impegnati).
Gli aiuti notificati a favore di DZM o H& B sono destinati alla ristrutturazione dell'impresa e devono conformarsi ai criteri previsti dal punto 3.2 degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà del 1994 (8).
Originariamente gli aiuti in oggetto (concessione di prestiti) erano stati erogati in gran parte all'epoca in cui DZM o H& B faceva parte del gruppo SKET, uno dei maggiori complessi industriali della RDT. Le difficoltà del gruppo SKET, la cui privatizzazione si era rivelata impossibile a causa della pesantezza della sua struttura, e la successiva procedura fallimentare hanno inciso negativamente anche sulla dinamica della redditività di DZM o H& B, che ancora nel 1990 e 1991 aveva ottenuto un risultato positivo. I risultati sono divenuti negativi nel 1992 sono poi lentamente migliorati fino a ridiventare positivi nel 1995 e per tornare ad essere negativi nel 1996. Un fattore che ha contribuito al miglioramento dei risultati nel 1995 è stato probabilmente la fusione di DZM con il gruppo H& B. Il peggioramento del risultato del 1996 è legato all'evoluzione della SKET SMM che ha portato infine all'apertura della procedura fallimentare nell'ottobre 1996. I risultati di H& B nel 1997 ne sono stati ulteriormente influenzati (cfr. sub II).
Durante il periodo di applicazione del regime Treuhand la H& B ha ricevuto aiuti nel 1990 e 1991 (finanziamento del programma sociale) e nel 1993 (ripianamento di perdite). Tali aiuti dovrebbero consentire l'avvio della ristrutturazione dell'impresa. La THA e più tardi la BvS non erano d'altronde incaricate della definitiva ristrutturazione dell'impresa. Il loro compito consisteva nel preparare l'impresa alla privatizzazione. Era all'investitore che spettava la definitiva ristrutturazione aziendale. La particolarità dell'impresa consiste indubbiamente nel fatto che l'impresa madre, la SKET SMM, non ha potuto essere privatizzata con successo. Durante quel periodo la DZM o H& B era integrata nei piani di ristrutturazione dell'intero gruppo SKET.
Alla fine del 1995 gli investitori Oestmann & Borchert si sono ritirati dal progetto di privatizzazione. Dopo questo fatto il piano di ristrutturazione del gruppo ha dovuto essere rielaborato, per tener conto della nuova situazione, dalla società di consulenza Roland Berger. La finalità del piano restava sempre la ristrutturazione dell'intero gruppo.
H& B ha ricevuto nuovi aiuti dopo l'apertura della procedura fallimentare nei confronti di SKET SMM (ottobre 1996) e il suo trasferimento alla BvS. Tali aiuti dovevano consentire in parte il finanziamento di ordini che erano stati pagati a SKET SMM in quanto impresa madre e permetterà il rimborso di prestiti che SKET SMM aveva concesso a H& B. Al momento dell'apertura della procedura fallimentare il curatore aveva chiesto l'inclusione degli importi corrispondenti nella massa fallimentare. Questi aiuti hanno inoltre apportato all'impresa la necessaria liquidità e le hanno permesso di pagare i fornitori (cfr. sub III, 3).
Dopo il trasferimento di ETM e H& B alla BvS, che doveva impedire che le due imprese venissero incluse nella massa fallimentare, il piano per H& B è stato ancora una volta rielaborato. H& B ha dovuto superare le difficoltà che il fallimento dell'impresa madre comportava per le proprie attività.
Dopo la privatizzazione dell'impresa la Germania ha nuovamente notificato il piano di ristrutturazione, modificato dall'investitore, dichiarando aiuti d'importo inferiore a quelli previsti in passato, che erano stati calcolati senza la partecipazione di investitori.
La prima condizione degli orientamenti sopra citati è l'elaborazione di un piano che consenta il ripristino dell'efficienza economico-finanziaria e della redditività dell'impresa a lungo termine senza ricorrere ad ulteriori aiuti.
Le previsioni del fatturato e dell'evoluzione dei costi appaiono ragionevoli e i risultati del 1999 dovrebbero essere positivi. Gli interventi di ristrutturazione comprendono misure interne di riorganizzazione della produzione e una nuova ripartizione dei compiti delle sedi. L'investitore apporta un considerevole «know how» del settore e numerosi contatti (cfr. sub II). L'impresa può coprire tutti i costi nell'ambito del piano. Alle condizioni previste il piano dovrebbe consentire il ripristino dell'efficienza economico-finanziaria dell'impresa che otterrebbe un risultato positivo al lordo delle imposte fin dal 1999.
Gli orientamenti prevedono anche che le imprese che operano in settori con sovraccapacità riducano le proprie capacità proporzionalmente agli aiuti ricevuti.
H& B opera nel campo delle costruzioni meccaniche e più precisamente nella costruzione di trafilatrici e macchine per la produzione di cavi. In questo settore specifico non vi sono segnali di sovraccapacità. Dopo una generale riduzione della crescita nel settore delle costruzioni meccaniche nella Comunità nel 1996 si osserva ora una ripresa (9). Il settore ha subito una profonda ristrutturazione nella Comunità e ha accresciuto la propria importanza tanto nell'Europa orientale, grazie all'espansione in atto in vari paesi, che in Asia. L'espansione negli USA offre a sua volta un mercato importante. I mercati per le trafilatrici e le macchine per la produzione di cavi prodotte da H& B sono, oltre alla Germania e alla Comunità, gli Stati Uniti e il Sud-est asiatico. H& B è anche tradizionalmente presente nei paesi dell'Europa orientale dove si possono osservare segnali di ripresa economica. H& B, infine, appartiene alla categoria delle piccole e medie imprese.
Un terzo criterio previsto dagli orientamenti è la proporzionalità degli aiuti ai costi e ai benefici della ristrutturazione. L'entità dell'aiuto deve limitarsi al minimo strettamente necessario per il finanziamento della ristrutturazione.
Gli aiuti ricevuti da H& B dal 1991 si sono limitati a finanziare quanto era necessario per il proseguimento dell'attività dell'impresa. Trattasi in totale di 22 milioni di DEM e di garanzie utilizzate per oltre 3,3 milioni di DEM. Nel 1996 si è trattato di coprire le passività e di far fronte al fabbisogno di liquidità. Nel 1997 si è trattato della liquidità necessaria per le attività aziendali e di investimento. La somma di 4 milioni di DEM di aiuti finanziari non rimborsabili viene concessa in tranche ed erogata solo se nel corso di una verifica se ne dimostra un appropriato utilizzo. L'investitore si fa carico delle garanzie e la BvS di eventuali richieste di rimborso da parte delle autorità fiscali per 0,3 milioni di DEM.
Il contributo dell'investitore ai costi di ristrutturazione (5,25 milioni di DEM a cui si devono aggiungere garanzie fino a 9 milioni di DEM) è presente in questo caso, in particolare sotto forma di pagamento del prezzo d'acquisto di 0,25 milioni di DEM, di assunzione di una garanzia irrevocabile, di durata illimitata e solidale per 3 milioni di DEM e delle garanzie già impegnate per 3,3 milioni di DEM nonché attraverso lo stanziamento di ulteriori garanzie (fino a un totale di 9 milioni di DEM). L'investitore sig. Heinrich apporta, oltre al proprio impegno personale, un considerevole «know how» e contatti nel settore in oggetto. Egli ha inoltre garantito la realizzazione di investimenti e il mantenimento dei posti di lavoro e dello stabilimento di Chemnitz.
Gli orientamenti comunitari sopra citati prevedono la piena attuazione del piano di ristrutturazione. In caso contrario la Commissione può adottare misure per esigere il rimborso degli aiuti. La Commissione ha preso atto dell'impegno assunto dalle autorità tedesche, quali suoi interlocutori nell'esame degli aiuti di Stato, di vigilare sulla corretta realizzazione del piano. La Commissione chiede che le venga presentata una relazione annuale per poter controllare l'attuazione del piano di ristrutturazione.
VI
In considerazione di quanto esposto la Commissione constata che gli aiuti per la ristrutturazione a favore di Drahtziehmaschinenwerk Grüna GmbH, o Herborn & Breitenbach GmbH, Chemnitz possono essere considerati compatibili con il mercato comune nella misura in cui soddisfano le condizioni previste dagli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti di Stato per la ristrutturazione concessi dalla Germania a favore di Drahtziehmaschinenwerk Grüna GmbH, ora Herborn & Breitenbach GmbH, Chemnitz, sono compatibili con il mercato comune in forza dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE e dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), del trattato SEE. Si tratta degli aiuti seguenti:
a) 1,4 milioni di DEM di spese di liquidazione dei dipendenti, per il finanziamento del programma sociale;
b) rinuncia al recupero di crediti in relazione ad un'operazione di ripianamento delle perdite risalente al 1993, per un importo di 4,6 milioni di DEM, con i relativi interessi pari a 0,9 milioni di DEM;
c) prestiti d'azionista concessi nel 1996, successivamente convertiti in una sovvenzione non rimborsabile pari a 7,8 milioni di DEM;
d) prestito convertito in sovvenzione e altri contributi non rimborsabili per un importo totale di 7 milioni di DEM;
e) assunzione di eventuali debiti fiscali per 0,3 milioni di DEM;
f) prestazione di garanzie per 15 milioni di DEM di cui, fino al momento dell'acquisizione da parte dell'investitore, erano stati effettivamente impegnati 3,3 milioni di DEM.
Articolo 2
A norma degli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (1994) la Germania presenta annualmente alla Commissione una relazione circostanziata sulla realizzazione del piano di ristrutturazione.
Articolo 3
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 13 maggio 1998.

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