Document ID: 31998R2330

REGOLAMENTO (CE) N. 2330/98 DEL CONSIGLIO del 22 ottobre 1998 che prevede un'offerta di indennizzo a taluni produttori di latte o di prodotti lattiero-caseari cui è stato temporaneamente impedito di esercitare la loro attività
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico europeo (3),
considerando che, all'atto dell'istituzione, nel 1984, del regime del prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, la normativa comunitaria ha definito le norme per l'assegnazione dei quantitativi di riferimento individuali senza tener conto della situazione dei produttori che, in esecuzione di un impegno assunto in forza del regolamento (CEE) n. 1078/77 del Consiglio, del 17 maggio 1977, che istituisce un regime di premi per la non commercializzazione del latte e dei prodotti lattiero-caseari e per la riconversione di mandrie bovine a orientamento lattiero (4), non avevano consegnato o venduto latte durante l'anno di riferimento stabilito dallo Stato membro o erano stati soggetti a restrizioni quanto al livello di consegne o di vendite autorizzate nel corso di quell'anno;
considerando che, in seguito alla sentenza della Corte di giustizia del 19 maggio 1992, nelle cause riunite C-104/89 e C-37/90, le istituzioni comunitarie si sono impegnate a dar piena attuazione alla stessa nei confronti di tutti i produttori interessati la cui situazione rispondeva alle condizioni definite nella sentenza riguardo alla responsabilità della Comunità per il loro indennizzo, nella misura in cui la normativa comunitaria iniziale relativa al prelievo supplementare non aveva previsto l'attribuzione ai medesimi di un quantitativo di riferimento individuale; che i produttori interessati erano essenzialmente quelli aventi diritto a presentare domanda per un quantitativo di riferimento specifico ai sensi delle disposizioni aggiunte al regolamento (CEE) n. 857/84 del Consiglio, del 31 marzo 1984, che fissa le norme generali per l'applicazione del prelievo di cui all'articolo 5 quater del regolamento (CEE) n. 804/68 nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (5), dal regolamento (CEE) n. 764/89 (6) o dal regolamento (CEE) n. 1639/91 (7); che il regolamento (CEE) n. 2187/93 del Consiglio, del 22 luglio 1993, che prevede un'offerta di indennizzo a taluni produttori di latte o di prodotti lattiero-caseari cui è stato temporaneamente impedito di esercitare la loro attività (8), ha introdotto per questi produttori disposizioni compensative in virtù delle quali a tutti i produttori aventi diritto che ne facessero domanda veniva fatta un'offerta calcolata su base forfettaria, che poteva essere accettata a saldo di ogni conto oppure respinta;
considerando che, su istanza di due produttori, il Tribunale di primo grado, con sentenza del 9 dicembre 1997 nelle cause riunite T-195/94 e T-202/94, ha condannato la Comunità a risarcire il danno subito da detti produttori, nella misura in cui la normativa comunitaria iniziale relativa al prelievo supplementare non aveva previsto l'attribuzione di un quantitativo di riferimento individuale alle aziende soggette a un impegno ai sensi del regolamento (CEE) n. 1078/77 e nella misura in cui successive modifiche alla normativa avevano escluso l'assegnazione di quantitativi di riferimento specifici ai cessionari di un premio concesso ai sensi del regolamento (CEE) n. 1078/77 che avevano ricevuto un quantitativo di riferimento a norma dell'articolo 2 e/o dell'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 857/84;
considerando che vi è un numero significativo di altri produttori la cui situazione risponde alle condizioni definite nella sentenza per quanto concerne la responsabilità della Comunità e che hanno già avviato un'azione legale contro il Consiglio e la Commissione o hanno presentato una domanda di indennizzo alle istituzioni comunitarie; che i produttori di cui trattasi sono essenzialmente quelli che avevano diritto a chiedere un quantitativo di riferimento specifico ai sensi del regolamento (CEE) n. 2055/93 (9); che è dunque opportuno adottare le misure necessarie a soddisfare le loro richieste;
considerando che il numero elevato degli aventi diritto potenziali esclude la valutazione di ciascuna domanda individuale; che occorre pertanto basarsi su un criterio forfettario; che è opportuno adeguarsi per quanto possibile alle disposizioni previste dal regolamento (CEE) n. 2187/93;
considerando che dovrebbe sussistere un legame diretto fra l'accettazione del diritto a un quantitativo di riferimento specifico ai sensi del regolamento (CEE) n. 2055/93 e l'esistenza di un danno costituito dalla restrizione imposta alla produzione di latte contro la volontà del produttore interessato; che, per garantire che il produttore non possa trarre vantaggi dal fatto di ottenere un quantitativo di riferimento specifico con l'unico scopo di procedere a un'operazione speculativa basata sul presunto valore patrimoniale del quantitativo di riferimento attribuitogli, occorrerebbe tener conto delle successive azioni del produttore stesso nel corso del periodo di restrizioni fissato dal regolamento (CEE) n. 2055/93;
considerando che, nel caso dei cessionari di parte di un'azienda soggetta ad un impegno ai sensi del regolamento (CEE) n. 1078/77, è necessario determinare la base su cui il quantitativo annuo dovrebbe essere calcolato; che detto quantitativo è in genere determinato con riferimento alla percentuale di superficie trasferita rispetto alla superficie totale dell'azienda originaria; che, tuttavia, in seguito alla sentenza della Corte di giustizia del 16 ottobre 1997 nella causa C-165/95, in cui l'azienda originaria era un'azienda mista, tale determinazione dovrebbe essere eseguita, ove esistano opportune prove, con riferimento alla parte di azienda direttamente o indirettamente dedita alla produzione lattiera al momento dell'assunzione dell'impegno ai sensi del regolamento (CEE) n. 1078/77; che gli stessi principi dovrebbero essere applicati nel caso in cui il cessionario di un'intera azienda soggetta ad un simile impegno, o il cessionario di parte di tale azienda, abbia provveduto successivamente alla cessione di una parte di questa prima dell'attribuzione di un quantitativo di riferimento specifico;
considerando che, fatto salvo quanto precede, il quantitativo da indennizzare dev'essere stabilito conformemente ai principi espressi nelle motivazioni delle sentenze della Corte di giustizia del 19 maggio 1992 e del Tribunale di primo grado del 9 dicembre 1997;
considerando che il periodo per il quale viene offerto l'indennizzo dovrebbe essere specificato; che, conformemente ai principi di cui sopra, si può considerare che il danno subito dai produttori interessati abbia avuto termine alla data di adozione del regolamento (CEE) n. 2055/93 o, se precedentemente, alla data di assegnazione di un quantitativo di riferimento specifico; che deve essere applicato il disposto dell'articolo 43 dello Statuto della Corte di giustizia, il quale stabilisce per l'azione giudiziaria un termine di prescrizione di cinque anni; che, in risposta alle domande dei produttori ricevute successivamente alla data della sentenza del Tribunale di primo grado del 9 dicembre 1997, le istituzioni hanno temporaneamente rinunciato a far valere le disposizioni relative al termine di prescrizione; che occorre pertanto definire le condizioni in cui tale termine riprenderà a decorrere;
considerando che, per ragioni amministrative, occorre fissare una scadenza per la presentazione delle domande di indennizzo dei produttori alle autorità competenti, nonché i termini per la trasmissione di offerte e la relativa accettazione; che la Commissione dovrebbe essere messa in grado di estendere, ove del caso, il termine per la trasmissione delle offerte;
considerando che, ai fini dell'attuazione del presente regolamento, gli Stati membri espletano le necessarie procedure amministrative ai sensi delle disposizioni dello stesso, in virtù di un mandato specifico limitato all'esecuzione di tali procedure; che, poiché una delle condizioni di accettazione di un'offerta deve essere la rinuncia ad ogni azione giudiziaria nei confronti della Comunità derivante dalla mancata assegnazione di quantitativi di riferimento, l'offerta di indennizzo ai produttori dovrebbe essere effettuata dall'autorità competente dello Stato membro a nome e per conto del Consiglio e della Commissione;
considerando che il regolamento (CEE) n. 2187/93 stabilisce gli importi di indennizzo in ecu per 100 kg di latte per ciascuna delle campagne dal 1984/1985 al 1990/1991, differenziati secondo le dimensioni dell'azienda in termini di produzione lattiera; che tali importi rappresentano la stima globale, per campagna e per dimensioni di azienda, della differenza fra i redditi che gli interessati avrebbero potuto ricavare dalla commercializzazione del latte se non fossero stati esclusi e quelli che sono stati nel contempo percepiti, o che avrebbero potuto essere percepiti se fosse stata usata tutta la diligenza richiesta; che, alla luce dell'esperienza acquisita nell'applicazione del regolamento di cui trattasi, si può concludere che l'obiettività del metodo utilizzato a fini del calcolo degli importi è stata dimostrata e che essi costituiscono una valutazione accettabile delle perdite sostenute dai produttori;
considerando che è pertanto opportuno mantenere gli stessi importi ai fini dell'indennizzo dei produttori ai sensi del presente regolamento; che, tuttavia, la differenziazione in base alle dimensioni dell'azienda non è rilevante nel caso dei produttori cessionari di un premio di commercializzazione o di parte di un'azienda soggetta ad un impegno di non commercializzazione; che si può presumere che in generale tali produttori operassero in aziende con una produzione lattiera in espansione e con quantitativi di riferimento superiori alla media; che è pertanto opportuno utilizzare i valori relativi alle aziende di dimensioni più grandi; che occorre altresì fissare gli importi per le campagne dal 1991/1992 al 1993/1994; che tali importi possono essere calcolati sulla base degli importi relativi alle campagne precedenti, con adeguamenti volti a tener conto delle fluttuazioni del prezzo del latte negli Stati membri il cui territorio ospita le aziende della maggior parte dei produttori interessati;
considerando che la mancata accettazione, da parte di un produttore, dell'offerta fattagli dall'autorità competente dello Stato membro ai sensi delle disposizioni del presente regolamento equivarrebbe ad un rifiuto dell'offerta comunitaria; che, pertanto, l'azione giudiziaria che venisse in seguito proseguita o avviata dal produttore sarebbe di competenza della giurisdizione comunitaria;
considerando che, in base all'esperienza maturata nell'applicazione del regolamento (CEE) n. 2187/93, è opportuno autorizzare la trasmissione di offerte di indennizzo ai produttori che non soddisfano alcune delle condizioni definite nelle disposizioni del regolamento, ma la cui situazione risponde nondimeno alle condizioni stabilite nelle sentenze della Corte di giustizia o del Tribunale di primo grado in merito alla responsabilità comunitaria,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Sussistendo le condizioni fissate dal presente regolamento, è concesso un indennizzo ai produttori cessionari di un'azienda soggetta ad un impegno assunto ai sensi del regolamento (CEE) n. 1078/77 («azienda SLOM»), o di una parte di essa, che hanno subito un danno a seguito della restrizione dei livelli autorizzati di consegne o vendite di latte o di prodotti lattiero-caseari derivante da tale impegno durante l'anno di riferimento scelto dallo Stato membro interessato in applicazione del regime del prelievo supplementare nel settore lattiero e lattiero-caseario.
Articolo 2
La domanda di indennizzo è accolta se presentata da produttori cui è stato assegnato un quantitativo di riferimento specifico a norma dell'articolo 1, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2055/93 o ai quali, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2 di detto regolamento, è stata assegnata una quota di un quantitativo di riferimento specifico precedentemente attribuito ai sensi dell'articolo 3 bis del regolamento (CEE) n. 857/84, o un quantitativo equivalente proveniente dalla riserva nazionale di cui all'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 3950/92 del Consiglio, del 28 dicembre 1992, che istituisce un prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (10), nel caso in cui uno Stato membro abbia deciso di soddisfare in tal modo i diritti del cessionario ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, terzo comma del regolamento (CEE) n. 2055/93.
Articolo 3
La domanda è presentata dall'assegnatario del quantitativo di riferimento specifico di cui all'articolo 2 o dal suo erede o eredi, fatta salva l'applicazione delle disposizioni di diritto interno degli Stati membri.
Articolo 4
In deroga all'articolo 2, la domanda non è accolta se il produttore cui è stato attribuito il quantitativo di riferimento specifico ai sensi del regolamento (CEE) n. 2055/93 ha partecipato anteriormente al 1° ottobre 1996 a misure di abbandono definitivo dei quantitativi di riferimento o ha venduto o affittato l'intera azienda prima di tale data.
Articolo 5
1. L'autorità competente di cui all'articolo 9 determina il quantitativo annuo da indennizzare in base al quantitativo che è servito per il calcolo del premio concesso in forza del regolamento (CEE) n. 1078/77, aumentato dell'1 % e diminuito di una percentuale rappresentativa delle riduzioni applicate in ciascuno Stato membro ai quantitativi di riferimento dei produttori determinati a norma degli articoli 2 e 6 del regolamento (CEE) n. 857/84.
2. Per i produttori cessionari di un'intera azienda SLOM, il quantitativo annuo è calcolato a norma del paragrafo 1 e ridotto, ove del caso, a norma del paragrafo 4.
3. Per i produttori cessionari di una parte di un'azienda SLOM il quantitativo annuo è calcolato a norma del paragrafo 1 e ridotto proporzionalmente alla superficie dell'azienda SLOM originaria che non è stata oggetto di cessione. Se l'azienda SLOM originaria era un'azienda mista, la riduzione è calcolata sulla base delle superfici dell'azienda SLOM originaria utilizzate direttamente o indirettamente per la produzione lattiera, purché tale utilizzo possa essere dimostrato con soddisfazione dell'autorità competente. Se del caso, il quantitativo risultante viene ulteriormente ridotto ai sensi del paragrafo 4.
4. Se il produttore ha ceduto una parte dell'azienda SLOM, o della parte dell'azienda SLOM di cui era cessionario, prima dell'attribuzione di un quantitativo di riferimento specifico ai sensi del regolamento (CEE) n. 2055/93, incluso il periodo dell'impegno di non commercializzazione, il quantitativo annuo da indennizzare ai sensi dei paragrafi 2 e 3 rispettivamente è diminuito in proporzione alle superfici cedute. Nel caso in cui l'azienda SLOM originaria era un'azienda mista, la riduzione è calcolata tenendo conto esclusivamente delle superfici utilizzate direttamente o indirettamente per la produzione lattiera, purché tale uso possa essere dimostrato con soddisfazione dell'autorità competente.
Articolo 6
Qualora una parte dell'azienda del produttore sia stata venduta o affittata dopo l'attribuzione del quantitativo di riferimento specifico e anteriormente al 1° ottobre 1996, il quantitativo annuo da indennizzare, determinato ai sensi dell'articolo 5, è ridotto del quantitativo di riferimento specifico devoluto alla riserva nazionale.
Articolo 7
1. L'indennizzo viene offerto limitatamente al periodo per il quale il relativo diritto non è prescritto.
2. Per determinare il periodo per il quale l'indennizzo è offerto:
a) si considera che il termine di prescrizione quinquennale, fissato all'articolo 43 dello Statuto della Corte di giustizia, è interrotto alla prima delle date seguenti:
- nel caso di un ricorso alla Corte di giustizia o al Tribunale di primo grado, la data dell'iscrizione nel relativo registro;
- nel caso di una domanda presentata ad una delle istituzioni comunitarie, la data di ricevimento di detta domanda da parte del Consiglio o della Commissione (la prima in ordine cronologico), a condizione che il richiedente abbia in seguito presentato ricorso dinanzi al Tribunale di primo grado entro il termine di due mesi stabilito nell'articolo 43 dello Statuto della Corte di giustizia, o che l'istituzione comunitaria abbia accettato per iscritto che tale domanda interrompeva il termine di prescrizione;
b) il termine del periodo di indennizzo precede di cinque anni la data di interruzione della prescrizione, ma non può essere anteriore al 2 aprile 1984 o alla data in cui è scaduto l'impegno di non commercializzazione o di riconversione;
c) il termine finale del periodo di indennizzo è il 1° agosto 1993 o, se precedente, la data in cui al produttore è stato assegnato un quantitativo di riferimento specifico.
Articolo 8
Qualora nel corso del periodo oggetto di indennizzo, e precedentemente all'assegnazione del quantitativo di riferimento specifico, il produttore abbia aumentato la produzione in misura superiore al quantitativo di riferimento di cui disponeva, il quantitativo da indennizzare viene ridotto, per il periodo in questione, dei quantitativi consegnati o venduti direttamente che superano il quantitativo di riferimento in questione. I quantitativi consegnati o venduti direttamente, e il quantitativo di riferimento disponibile, per una parte di un periodo di dodici mesi, vengono calcolati in proporzione al totale delle consegne o delle vendite dirette, e del quantitativo di riferimento disponibile, sull'intero periodo di dodici mesi. I quantitativi di riferimento di cui al secondo comma dell'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 2055/93 non vengono presi in considerazione ai fini del calcolo del quantitativo di riferimento disponibile.
Articolo 9
La domanda di indennizzo deve essere presentata in ciascuno Stato membro all'autorità competente designata da quest'ultimo, mediante un modulo predisposto secondo la procedura di cui all'articolo 30 del regolamento (CEE) n. 804/68 (11). Per essere ammissibile, essa deve pervenire all'autorità competente entro il 31 gennaio 1999.
Articolo 10
L'autorità competente di cui all'articolo 9 verifica l'esattezza delle informazioni fornite dal produttore e calcola l'importo dell'indennizzo in funzione del quantitativo e del periodo da indennizzare, applicando gli importi riportati in allegato.
Articolo 11
L'importo dell'indennizzo è maggiorato di un interesse del 6 % annuo calcolato dal 9 dicembre 1997 alla data del suo pagamento. Tuttavia, nel caso in cui detto pagamento venga ritardato a causa della mancata presentazione, da parte del produttore, di informazioni o documenti relativi alla domanda di indennizzo richiesti dall'autorità competente o della prova della rinuncia a procedere di cui all'articolo 13, paragrafo 3, secondo comma, per il periodo di ritardo non viene versato alcun interesse.
Articolo 12
L'importo totale dell'indennizzo è convertito in moneta nazionale in base al tasso di conversione agricolo vigente alla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 13
1. Entro il termine massimo di quattro mesi a decorrere dal ricevimento della domanda, l'autorità competente di cui all'articolo 9 trasmette un'offerta di indennizzo al produttore, calcolata ai sensi del presente regolamento e accompagnata da una ricevuta a saldo di ogni conto. Su richiesta debitamente giustificata di uno Stato membro, il suddetto periodo può essere esteso dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 16. L'offerta viene presentata a nome e per conto del Consiglio e della Commissione.
2. Qualora il richiedente sia cessionario di parte di un'azienda SLOM e il quantitativo di riferimento specifico attribuito ai sensi dell'articolo 1, paragrafi 1 o 2 del regolamento (CEE) n. 2055/93 sia oggetto di una rivalutazione da parte delle autorità nazionali, il termine massimo di cui al paragrafo 1 è di quattro mesi a decorrere dalla data della decisione finale delle autorità nazionali in merito alla rivalutazione del quantitativo di riferimento specifico, se tale decisione è successiva al ricevimento della domanda di indennizzo.
3. L'accettazione dell'offerta viene segnalata mediante il rinvio all'autorità competente della ricevuta debitamente firmata. Perché l'accettazione sia vincolante, la ricevuta deve pervenire all'autorità competente nei tre mesi successivi alla data di trasmissione dell'offerta.
L'indennizzo viene versato a seguito dell'accettazione dell'offerta. Tuttavia, nel caso di produttori che hanno avviato azioni giudiziarie nei confronti delle istituzioni comunitarie, una prova della rinuncia a procedere deve essere presentata all'autorità competente prima del pagamento dell'indennizzo.
La mancata accettazione dell'offerta entro il termine stabilito ha come conseguenza che l'offerta stessa cessa di essere vincolante per il Consiglio e per la Commissione.
L'accettazione dell'offerta comporta la rinuncia a qualsiasi azione nei confronti della Comunità per i danni di cui all'articolo 1, compresi costi e interessi.
Articolo 14
Il periodo di prescrizione di cui all'articolo 43 dello Statuto della Corte di giustizia riprende a decorrere dal 1° febbraio 1999 per tutti i produttori di cui all'articolo 1 che non hanno presentato domanda di indennizzo ai sensi dell'articolo 9, a meno che tale periodo non sia stato interrotto dall'avvio di un ricorso ancora pendente.
Per i produttori che hanno ricevuto un'offerta di indennizzo ai sensi dell'articolo 13, paragrafi 1 o 2, il periodo di prescrizione riprende a decorrere il giorno successivo alla data di scadenza del periodo per l'accettazione dell'offerta di cui all'articolo 13, paragrafo 3, a meno che tale periodo non sia stato interrotto dall'avvio di un ricorso ancora pendente.
Articolo 15
La Commissione può decidere, secondo la procedura di cui all'articolo 16, di autorizzare la trasmissione di offerte di indennizzo a produttori la cui situazione risponde alle condizioni definite riguardo alla responsabilità comunitaria, ma che non hanno ottenuto indennizzo ai sensi del regolamento (CEE) n. 2187/93 o delle precedenti disposizioni del presente regolamento. L'importo dell'indennizzo offerto viene calcolato, secondo il caso, ai sensi delle disposizioni del regolamento (CEE) n. 2187/93 o a quelle del presente regolamento oppure conformemente ai criteri eventualmente fissati nella sentenza concernente i danni pronunciata dalla Corte di giustizia nelle cause riunite C-104/89 e C-37/90. Il tasso dell'interesse di cui deve essere maggiorato e il periodo per il quale è calcolato possono essere adeguati per tener conto di circostanze specifiche. Vanno inoltre fissate le scadenze per la trasmissione delle offerte di indennizzo e la relativa accettazione.
Articolo 16
Le modalità di applicazione del presente regolamento, in particolare le disposizioni relative al pagamento delle spese dei rappresentanti dei produttori, sono adottate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 30 del regolamento (CEE) n. 804/68 del Consiglio.
Articolo 17
Il finanziamento dei versamenti effettuati in forza del presente regolamento è considerato un intervento ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 729/70 (12).
Articolo 18
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 22 ottobre 1998.

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