Document ID: 32003R0881

Regolamento (CE) N. 881/2003 della Commissione
del 21 maggio 2003
recante modificazione del regolamento (CEE) n. 2454/93 che fissa talune disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92 che istituisce il codice doganale comunitario
(Testo rilevante ai fini del SEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2700/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio(2), in particolare l'articolo 247,
considerando quanto segue:
(1) Il regolamento (CE) n. 2501/2001 del Consiglio, del 10 dicembre 2001, relativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1o gennaio 2002 - 31 dicembre 2004(3) include l'iniziativa fondata sul principio "Tutto fuorché le armi", avviata dal regolamento (CE) n. 2820/98 del Consiglio, del 21 dicembre 1998, relativo all'applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1o luglio 1999 - 31 dicembre 2000(4), come modificato dal regolamento (CE) n. 416/2001(5), onde estendere ai prodotti originari dei paesi meno progrediti la franchigia doganale senza limiti quantitativi.
(2) Per garantire che tale franchigia vada ad esclusivo vantaggio dei paesi meno sviluppati e per evitare la deviazione degli scambi attraverso alcuni di questi paesi nell'ambito del cumulo regionale dell'origine, alcune operazioni minime, di scarso valore aggiunto, nei settori del riso e dello zucchero che attualmente bastano a conferire il carattere di prodotto originario ai fini del sistema delle preferenze generalizzate, conformemente all'articolo 70 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione(6), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 444/2002(7), non devono più essere considerate lavorazioni o trasformazioni sufficienti a conferire il carattere di prodotto originario.
(3) Occorre dunque modificare l'elenco delle operazioni considerate insufficienti al fine di conferire il carattere originario che figura all'articolo 70 del regolamento (CEE) n. 2454/93. Inoltre, e a fini di coerenza, le stesse modificazioni devono essere apportate all'articolo 101 del suddetto regolamento che riguarda i paesi o territori beneficiari cui si applicano le misure tariffarie preferenziali unilateralmente adottate dalla Comunità.
(4) Le modificazioni della nomenclatura del sistema armonizzato sono entrate in vigore il 1o gennaio 2002. L'elenco delle lavorazioni o trasformazioni da effettuare alle materie non originarie per il conferimento del carattere originario al prodotto trasformato, come pure le note introduttive a tale elenco vanno aggiornati per tenere conto di tali modifiche. Risultano inoltre indispensabili alcune correzioni. Per motivi di chiarezza, tali testi vanno ripubblicati nella loro interezza.
(5) Dopo aver beneficiato separatamente del cumulo regionale dell'origine nell'ambito del sistema delle preferenze generalizzate, a norma dell'articolo 72 del regolamento (CEE) n. 2454/93, i paesi membri della Comunità andina e del Mercato comune centroamericano hanno chiesto di poter beneficiare congiuntamente delle disposizioni in materia di cumulo regionale per favorire lo sviluppo industriale di tali regioni. A tal fine hanno costituito un segretariato comune, ovvero il comitato congiunto permanente per l'origine Comunità andina - Mercato comune centroamericano e Panama. Tutti i paesi di questo nuovo gruppo soddisfano le condizioni dell'articolo 72 ter del regolamento (CEE) n. 2454/93, specie per quanto riguarda l'impegno di osservare la normativa in vigore e di offrire la necessaria collaborazione amministrativa. Occorre pertanto permettere a tale gruppo di beneficiare delle disposizioni in materia di cumulo regionale.
(6) È necessario continuare ad accettare nei limiti della loro validità le prove dell'origine rilasciate secondo le disposizioni precedentemente in vigore per la Comunità andina e il Mercato comune centroamericano.
(7) Per evitare qualsiasi confusione, dal momento che i paesi che potrebbero beneficiare del cumulo regionale non sempre coincidono con quelli che appartengono ai gruppi regionali, non è opportuno continuare a distinguere i paesi che possono beneficiare del cumulo regionale, in base alla denominazione dei gruppi regionali.
(8) Occorre nel contempo apportare una correzione all'articolo 76 del regolamento (CEE) n. 2454/93.
(9) È opportuno rendere più flessibile il termine stabilito in una dichiarazione incompleta per la presentazione di un documento che permette l'applicazione di un dazio ridotto o nullo.
(10) Il sistema di gestione dei contingenti tariffari prevede, quale misura intesa a ridurre l'onere e i costi amministrativi sostenuti al momento dell'importazione e a promuovere un trattamento uniforme, che taluni contingenti tariffari siano considerati critici. L'esperienza acquisita ha dimostrato che i criteri utilizzati per determinare la situazione critica possono essere resi meno rigidi senza rischi per le risorse proprie della Comunità.
(11) Il sistema di vigilanza per le importazioni preferenziali è risultato adatto anche per la vigilanza delle importazioni non preferenziali e andrebbe pertanto esteso anche a quest'ultime.
(12) Il grado d'informatizzazione del sistema del transito non giustifica ulteriormente la facoltà degli operatori economici di utilizzare la distinta di carico come una parte descrittiva della dichiarazione di transito effettuata con procedimenti informatici e pertanto si rende necessaria la sua soppressione.
(13) È opportuno introdurre alcune disposizioni volte a sviluppare, completare e, se del caso, aggiornare la normativa esistente affinché il regime TIR benefici dei risultati della recente riforma del transito comunitario/comune e in particolare norme sulla fine del regime, la prova alternativa e la procedura di ricerca.
(14) È inoltre opportuno adeguare il regolamento (CEE) n. 2454/93 alla convenzione TIR.
(15) È altresì opportuno, in vista di una sua maggiore efficacia e trasparenza, prevedere che la procedura di recupero si applichi anche in caso di uso del carnet TIR.
(16) L'importo massimo che le associazioni garanti nella Comunità sono tenute a pagare ove la loro responsabilità sia chiamata in causa deve essere espresso in euro e deve essere fissato a 60000 EUR per carnet TIR.
(17) Onde preservare gli interessi finanziari della Comunità e dei suoi Stati membri, è necessario prevedere che una notificazione di non appuramento regolarmente eseguita entro un anno dall'amministrazione doganale competente a un'associazione garante stabilita nella Comunità abbia effetto giuridico anche nei confronti di altre associazioni garanti stabilite nella Comunità quando sia, in seguito, accertata la loro responsabilità a norma dell'articolo 215, paragrafo 1, primo o secondo trattino, del regolamento (CEE) n. 2913/92 (in prosieguo: "il codice").
(18) La normativa relativa al regime ATA resta immutata, ma gli articoli corrispondenti devono essere adattati a seguito della modificazione del regime TIR.
(19) Per determinare il valore in dogana dei prodotti trasformati destinati all'immissione in libera pratica, il dichiarante può scegliere il valore in dogana delle merci d'importazione, aggiungendovi i costi di trasformazione a norma dell'articolo 551, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 2454/93. Per assicurare che i dazi di importazione siano applicati in modo uniforme, è opportuno precisare la nozione di costi di trasformazione.
(20) Occorre modificare l'articolo 841 per consentire l'espletamento delle formalità relative alla riesportazione presso l'ufficio di uscita verso il quale le merci sono trasferite con carnet ATA nell'ambito del regime dell'ammissione temporanea.
(21) In conformità con l'articolo 222, paragrafo 2 del codice, quando un'obbligazione doganale è sorta in seguito alla sottrazione di merci alla vigilanza doganale e ci si trova in presenza di una pluralità di debitori, devono essere previste le modalità di sospensione dell'obbligo di alcuni debitori di pagare i dazi. La durata della sospensione deve essere limitata a un anno ma deve poter essere prorogata, in particolare quando i debitori che non beneficiano della sospensione abbiano presentato ricorso contro l'obbligazione doganale dinanzi alle autorità giudiziarie competenti.
(22) L'articolo 890 del regolamento (CEE) n. 2454/93 dispone il rimborso o lo sgravio dei dazi per importazioni di merci che possono beneficiare di un trattamento comunitario o di un trattamento tariffario preferenziale, quando l'obbligazione è sorta a seguito dell'immissione in libera pratica delle merci e l'importatore può presentare a posteriori un documento attestante che egli avrebbe potuto beneficiare di tali trattamenti al momento dell'immissione in libera pratica. Tale possibilità va estesa ai casi in cui si presenta a posteriori un documento che consente di beneficiare di un trattamento tariffario favorevole a motivo della natura delle merci. In effetti, in assenza di manovra fraudolenta o negligenza manifesta, l'obbligo di pagare i dazi all'importazione risulta sproporzionato rispetto alla funzione di tutela introdotta dalla tariffa doganale comune.
(23) Per evitare eventuali difficoltà d'interpretazione, occorre riformulare l'articolo 900, paragrafi 2 e 3 del regolamento (CEE) n. 2454/93. Il nuovo disposto deve inoltre tenere conto delle circostanze economiche attuali, caratterizzate da una vivace concorrenza. L'articolo 900, paragrafo 2 non deve più, pertanto, imporre sistematicamente l'obbligo di riesportazione delle merci che beneficiano di un rimborso o di uno sgravio a norma dell'articolo 900, paragrafo 1, bensì consentire di sostituire la riesportazione con la distruzione o il vincolo delle merci in regime di transito comunitario esterno, al regime del deposito doganale, in zona franca o in deposito franco.
(24) Occorre modificare l'allegato 25 del regolamento (CEE) n. 2454/93 che fissa la percentuale delle spese di trasporto aereo da comprendere nel valore in dogana. Ciò al fine di semplificare tale allegato e di tener conto dell'allargamento del territorio doganale della Comunità a seguito dell'adesione dei nuovi Stati membri.
(25) L'allegato 38 del regolamento (CEE) n. 2454/93 contiene per la casella n. 36 del documento amministrativo unico (DAU) i codici destinati ad identificare i regimi tariffari cui sono vincolati i prodotti alla procedura di immissione in libera pratica.
(26) Per motivi di chiarezza occorre aggiungere un codice specifico per la sospensione temporanea su prodotti destinati ad aeromobili civili e per i quali è stato rilasciato un certificato di idoneità al volo.
(27) È opportuno adeguare l'allegato 67 del regolamento (CEE) n. 2454/93 alle modificazioni apportate all'allegato 70.
(28) È opportuno modificare l'allegato 70 del regolamento (CEE) n. 2454/93 per consentire l'uso di un sistema esistente per le comunicazioni di informazioni relative ai prodotti agricoli trasformati. Inoltre, i vantaggi derivanti dall'effetto di semplificazione del "Sistema di informazione - procedure di perfezionamento (SIPP)" devono essere estesi a tali prodotti. Infine, è necessario introdurre un codice specifico relativo alle condizioni economiche per le domande di autorizzazione di perfezionamento attivo che non riguardano le merci sensibili.
(29) È opportuno semplificare l'uso del regime doganale di trasformazione sotto controllo doganale, per le merci importate che sono trasformate in prodotti che possono beneficiare della sospensione autonoma dei dazi all'importazione su alcune armi e attrezzature militari.
(30) Il regolamento (CEE) n. 2454/93 deve essere modificato di conseguenza.
(31) Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato del codice doganale,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento (CEE) 2454/93 è così modificato:
1) All'articolo 70, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
"1. Salvo il disposto del paragrafo 2, le seguenti lavorazioni o trasformazioni sono considerate insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dalla sussistenza dei requisiti di cui all'articolo 69:
a) le operazioni di conservazione per assicurare che i prodotti restino in buone condizioni durante il trasporto e il magazzinaggio;
b) la scomposizione e composizione di confezioni;
c) il lavaggio, la pulitura, la rimozione di polvere, ossido, olio, pittura o altri rivestimenti
d) la stiratura o la pressatura di prodotti tessili;
e) semplici operazioni di pittura e lucidatura;
f) la mondatura, la macinatura parziale o totale, la pulitura e la brillatura di cereali e riso;
g) operazioni per colorare lo zucchero o formare zollette di zucchero; la macinatura parziale o totale dello zucchero;
h) la sbucciatura, la snocciolatura, la sgusciatura di frutta, frutta a guscio e verdura;
i) l'affilatura, la semplice molatura o il semplice taglio;
j) il vaglio, la cernita, la selezione, la classificazione, la gradazione, l'assortimento (ivi compresa la costituzione di assortimenti di articoli);
k) le semplici operazioni di inserimento in bottiglie, lattine, boccette, sacchi, casse o scatole, o di sistemazione su supporti di cartone o legno, e ogni altra semplice operazione di imballaggio;
l) l'apposizione o la stampa di marchi, etichette, logo o altri segni distintivi analoghi sui prodotti o sui lori imballaggi;
m) la semplice miscela di prodotti anche di specie diverse, quando una o più componenti della miscela non soddisfino le condizioni previste dalla presente sezione per poter essere considerate originarie di un paese beneficiario o della Comunità;
n) il semplice assemblaggio di parti di articoli allo scopo di formare un articolo completo o lo smontaggio di prodotti in parti;
o) il cumulo di due o più operazioni di cui alle lettere da a) a n);
p) la macellazione degli animali."
2) All'articolo 72, i paragrafi 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:
"3. Il cumulo regionale si applica ai seguenti gruppi regionali distinti di paesi beneficiari del sistema delle preferenze generalizzate:
a) gruppo I: Brunei-Darussalam, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Singapore, Thailandia, Vietnam;
b) gruppo II: Bolivia, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama, Perù, Venezuela;
c) gruppo III: Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan, Sri Lanka.
4. S'intende per 'gruppo regionale': il gruppo I, il gruppo II o il gruppo III, secondo il caso."
3) All'articolo 72 ter, paragrafo 1, lettera b), il secondo e il terzo comma sono sostituiti dal comma seguente:
"Tale impegno è comunicato alla Commissione tramite i segretariati seguenti, secondo il caso:
i) gruppo I: il segretariato generale dell'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN);
ii) gruppo II: il comitato congiunto permanente per l'origine Comunità andina - Mercato comune centroamericano e Panama (Comité Conjunto Permanente de Origen Comunidad Andina - Mercado Común y Panamá);
iii) gruppo III: il segretariato dell'Associazione dell'Asia meridionale per la cooperazione regionale (SAARC)."
4) All'articolo 76, il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:
"La Commissione sottopone la domanda di deroga al comitato, che delibera secondo la procedura del comitato."
5) All'articolo 101, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
"1. Salvo il disposto del paragrafo 2, le seguenti lavorazioni o trasformazioni sono considerate insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dalla sussistenza dei requisiti di cui all'articolo 100:
a) le operazioni di conservazione per assicurare che i prodotti restino in buone condizioni durante il trasporto e il magazzinaggio;
b) la scomposizione e composizione di confezioni;
c) il lavaggio, la pulitura, la rimozione di polvere, ossido, olio, pittura o altri rivestimenti;
d) la stiratura o la pressatura di prodotti tessili;
e) semplici operazioni di pittura e lucidatura;
f) la mondatura, la macinatura parziale o totale, la pulitura e la brillatura di cereali e riso;
g) operazioni per colorare lo zucchero o formare zollette di zucchero; la macinatura parziale o totale dello zucchero;
h) la sbucciatura, la snocciolatura, la sgusciatura di frutta, frutta a guscio e verdura;
i) l'affilatura, la semplice molatura o il semplice taglio;
j) il vaglio, la cernita, la selezione, la classificazione, la gradazione, l'assortimento (ivi compresa la costituzione di assortimenti di articoli);
k) le semplici operazioni di inserimento in bottiglie, lattine, boccette, sacchi, casse o scatole, o di sistemazione su supporti di cartone o legno, e ogni altra semplice operazione di imballaggio;
l) l'apposizione o la stampa di marchi, etichette, logo o altri segni distintivi analoghi sui prodotti o sui lori imballaggi;
m) la semplice miscela di prodotti anche di specie diverse, quando una o più componenti della miscela non soddisfino le condizioni previste dalla presente sezione per poter essere considerate originarie di un paese beneficiario o della Comunità;
n) il semplice assemblaggio di parti di articoli allo scopo di formare un articolo completo o lo smontaggio di prodotti in parti;
o) il cumulo di due o più operazioni di cui alle lettere da a) a n);
p) la macellazione degli animali."
6) All'articolo 256, paragrafo 1, il secondo comma è sostituito dal seguente: "Quando si tratti di un documento alla cui presentazione è subordinata l'applicazione di un dazio all'importazione ridotto o nullo, sempre che l'autorità doganale abbia validi motivi per ritenere che alle merci cui si riferisce la dichiarazione incompleta possa essere effettivamente applicato tale dazio ridotto o nullo, su richiesta del dichiarante, può essere concesso per la sua presentazione un termine più lungo rispetto a quello indicato al primo comma, se le circostanze lo giustificano. Tale termine non può superare i quattro mesi dalla data di accettazione della dichiarazione. Esso non può essere prorogato."
7) L'articolo 308 quater è sostituito dal seguente:
"Articolo 308 quater
1. Un contingente tariffario è considerato critico quando il 75 % del volume iniziale sia esaurito, oppure a discrezione delle autorità competenti.
2. In deroga al paragrafo 1, un contingente tariffario è considerato critico dalla data di apertura in uno dei casi seguenti:
a) quando sia aperto per meno di tre mesi;
b) quando nei due anni precedenti non siano stati aperti contingenti tariffari riguardanti lo stesso prodotto e aventi la medesima origine e un periodo contingentale equivalente a quello del contingente tariffario in oggetto (contingenti tariffari equivalenti);
c) quando un contingente tariffario equivalente aperto nei due anni precedenti sia stato esaurito entro l'ultimo giorno del terzo mese del suo periodo contingentale, o il suo volume iniziale sia stato superiore al contingente tariffario in oggetto.
3. Un contingente tariffario il cui unico obiettivo consista nell'applicazione, secondo le regole dell'OMC, di una misura di salvaguardia o di una misura di ritorsione, è considerato critico quando il 75 % del volume iniziale sia esaurito, a prescindere dal fatto che contingenti tariffari equivalenti siano stati aperti o meno nei due anni precedenti."
8) Nella parte II, titolo I, capitolo 3, il titolo della sezione 2 è sostituito dal seguente:
"Sorveglianza delle importazioni"
9) All'articolo 308 quinquies, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:
"1. Quando vi sia motivo di procedere alla sorveglianza comunitaria delle importazioni, gli Stati membri trasmettono alla Commissione, almeno una volta al mese, resoconti sulla sorveglianza contenenti dati dettagliati sulle quantità di prodotti immessi in libera circolazione. Su richiesta della Commissione, gli Stati membri limitano tali dati alle importazioni che beneficiano di regimi tariffari preferenziali.
2. I resoconti di sorveglianza degli Stati membri indicano le quantità immesse in libera pratica dal primo giorno del periodo interessato."
10) All'articolo 353, il paragrafo 2 è soppresso.
11) All'articolo 358, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
"2. Se necessario, il documento d'accompagnamento transito è completato dall'elenco degli articoli il cui modello e i cui enunciati figurano nell'allegato 45 ter. Tale elenco fa parte integrante del documento d'accompagnamento transito."
12) Nella parte II, titolo II, il titolo del capitolo 9 è sostituito dal seguente:
"Trasporti effettuati in procedura TIR o ATA"
13) All'articolo 451, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
"1. Per quanto riguarda le modalità di utilizzazione del carnet TIR e ATA, il territorio doganale della Comunità è considerato un unico territorio, qualora le merci siano trasportate da un punto all'altro del territorio doganale della Comunità in regime di trasporto internazionale di merci scortate da carnet TIR (convenzione TIR), oppure con carnet ATA (convenzione ATA)."
14) All'articolo 453, paragrafo 2, i termini "agli articoli da 314 a 324" sono sostituiti dai termini "agli articoli da 314 ter a 324 septies".
15) Dopo l'articolo 453, viene inserito il testo seguente:
"Sezione 2
Procedura TIR"
16) Gli articoli 454 e 455 sono sostituiti dai seguenti:
"Articolo 454
Le disposizioni della presente sezione si applicano ai trasporti effettuati utilizzando i carnet TIR quando si tratta di dazi all'importazione o di altre imposizioni all'interno della Comunità.
Articolo 455
1. Le autorità doganali dello Stato membro di destinazione o di uscita rinviano la sezione interessata del volet n. 2 del carnet TIR alle autorità doganali dello Stato membro di entrata o di partenza senza indugio e comunque entro il termine massimo di un mese dal termine dell'operazione TIR.
2. Qualora la sezione interessata del volet n. 2 del carnet TIR non venga restituita alle autorità doganali dello Stato membro di entrata o di partenza allo scadere del termine di due mesi dalla data di accettazione del carnet TIR, tali autorità ne informano l'associazione garante interessata, ferma restando la notificazione da effettuare a norma dell'articolo 11, paragrafo 1 della convenzione TIR.
Dette autorità ne informano inoltre il titolare del carnet TIR e invitano sia quest'ultimo che l'associazione garante interessata a fornire la prova che l'operazione TIR è terminata.
3. La prova di cui al paragrafo 2 può essere fornita, con soddisfazione delle autorità doganali, presentando un documento certificato dalle autorità doganali dello Stato membro di destinazione o di uscita, che comporta l'identificazione delle merci in causa e che attesta che queste sono state presentate all'ufficio doganale di destinazione o di uscita.
4. L'operazione TIR è considerata conclusa anche se il titolare del carnet TIR/l'associazione garante interessata esibisce, con soddisfazione delle autorità doganali, un documento doganale di vincolo ad una destinazione doganale in un paese terzo o la sua copia o fotocopia, che comprenda l'identificazione delle merci in causa. La copia o fotocopia deve essere certificata conforme dall'organismo che ha vistato il documento originale oppure dai servizi ufficiali del paese terzo interessato, oppure ancora dai servizi ufficiali di uno degli Stati membri.
Articolo 455 bis
1. Quando, allo scadere di un termine di quattro mesi dalla data di accettazione del carnet TIR, le autorità doganali dello Stato membro di entrata o di partenza non dispongono della prova che l'operazione TIR è terminata, avviano immediatamente una procedura di ricerca al fine di raccogliere le informazioni necessarie all'appuramento dell'operazione TIR o, in mancanza di ciò, per stabilire le condizioni d'insorgenza dell'obbligazione doganale, individuare il debitore e determinare le autorità doganali competenti in materia di contabilizzazione.
La procedura viene avviata senza indugio se le autorità doganali sono informate innanzi tempo che l'operazione TIR non si è conclusa o se lo sospettano.
2. La procedura di ricerca è parimenti avviata qualora emerga a posteriori che la prova della conclusione dell'operazione TIR è stata falsificata e che il ricorso a tale procedura è necessario per raggiungere gli obiettivi di cui al paragrafo 1.
3. Per avviare una procedura di ricerca, le autorità doganali dello Stato membro di entrata o di partenza indirizzano una domanda corredata di tutte le informazioni necessarie alle autorità doganali dello Stato membro di destinazione o di uscita.
4. Le autorità doganali dello Stato membro di destinazione o di uscita rispondono alla richiesta senza indugio.
5. Se la procedura di ricerca permette di stabilire che l'operazione TIR è terminata correttamente, le autorità doganali dello Stato membro di entrata o di partenza ne informano senza indugio l'associazione garante interessata ed il titolare del carnet TIR come pure, se del caso, le autorità doganali che abbiano intrapreso un'azione di recupero conformemente agli articoli da 217 a 232 del codice."
17) Nella parte II, titolo II, capitolo 9, i termini "Sezione 2" e il titolo della sezione sono soppressi.
18) Gli articoli 456 e 457 sono sostituiti dai seguenti:
"Articolo 456
1. Quando da un'infrazione o da un'irregolarità ai sensi della convenzione TIR insorge un'obbligazione doganale nella Comunità, le disposizioni della presente sezione si applicano, in quanto compatibili, alle altre imposizioni ai sensi dell'articolo 91, paragrafo 1, lettera a), del codice.
2. Gli articoli 450 bis, 450 ter e 450 quinquies si applicano, in quanto compatibili, nell'ambito della procedura di recupero relativa all'uso del carnet TIR.
Articolo 457
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 8, paragrafo 4 della convenzione TIR, qualora un'operazione TIR avvenga nel territorio doganale della Comunità, l'associazione garante stabilita nella Comunità può diventare responsabile del pagamento dell'obbligazione doganale relativa alle merci che sono oggetto dell'operazione fino alla concorrenza di 60000 EUR per carnet TIR o di un importo equivalente espresso nella valuta nazionale.
2. L'associazione garante, stabilita nello Stato membro competente in materia di recupero conformemente all'articolo 215 del codice, è responsabile del pagamento dell'ammontare garantito dell'obbligazione doganale.
3. Ogni valida notificazione di non appuramento di una operazione TIR effettuata dalle autorità doganali di uno Stato membro, designate competenti in materia di recupero secondo l'articolo 215, paragrafo 1, terzo trattino del codice, nei confronti dell'associazione garante riconosciuta da tali autorità, è valida anche quando le autorità doganali di un altro Stato membro, designate competenti secondo l'articolo 215, paragrafo 1, tprimo o secondo rattino, procedano successivamente al recupero nei confronti dell'associazione garante riconosciuta da dette autorità."
19) Nella parte II, titolo II, capitolo 9, il titolo della sezione è sostituito dal seguente:
"Procedura ATA"
20) Sono inseriti gli articoli 457 quater e 457 quinquies seguenti:
"Articolo 457 quater
1. Il presente articolo si applica ferme restando le disposizioni specifiche della convenzione ATA in materia di responsabilità delle associazioni garanti al momento dell'utilizzazione di un carnet ATA.
2. Quando si accerti che, durante o in occasione di un'operazione di transito effettuata con un carnet ATA, è stata commessa un'infrazione o un'irregolarità in un dato Stato membro, la riscossione dei dazi e delle altre imposizioni eventualmente esigibili è operata da tale Stato membro secondo le disposizioni comunitarie o nazionali, fatto salvo l'esercizio di azioni penali.
3. Qualora non sia possibile determinare il territorio in cui l'infrazione o l'irregolarità è stata commessa, questa si considera commessa nello Stato membro in cui è stata accertata, salvo che, entro il termine di cui all'articolo 457 quinquies, paragrafo 2, non venga fornita la prova, ritenuta sufficiente dalle autorità doganali, della regolarità dell'operazione ovvero del luogo in cui l'infrazione o l'irregolarità è stata effettivamente commessa.
Se, in mancanza di tale prova, detta infrazione o irregolarità è da considerarsi commessa nello Stato membro in cui è stata accertata, i dazi e le altre imposizioni inerenti alle merci in causa vengono riscossi da tale Stato membro secondo le disposizioni comunitarie o nazionali.
Se, successivamente, è possibile determinare lo Stato membro in cui la suddetta infrazione o irregolarità è stata commessa, lo Stato membro che aveva inizialmente proceduto alla riscossione dei dazi e delle altre imposizioni a cui le merci sono soggette nel primo Stato membro li rimborsa a detto Stato membro, ad esclusione di quelli già riscossi a norma del secondo comma, a titolo di risorse proprie della Comunità. In tal caso, l'eventuale eccedenza è rimborsata alla persona che aveva inizialmente pagato le imposizioni.
Se l'importo dei dazi e delle altre imposizioni inizialmente riscossi e restituiti dallo Stato membro che aveva proceduto alla loro riscossione è inferiore all'importo dei dazi e delle altre imposizioni esigibili nello Stato membro in cui l'infrazione o l'irregolarità è stata effettivamente commessa, detto Stato membro procede alla riscossione della differenza, secondo le disposizioni comunitarie o nazionali.
Le amministrazioni doganali degli Stati membri adottano le disposizioni necessarie per combattere e sanzionare efficacemente qualsiasi infrazione o irregolarità.
Articolo 457 quinquies
1. Quando si accerti che durante o in occasione di un'operazione di transito effettuata con un carnet ATA è stata commessa un'infrazione o un'irregolarità, le autorità doganali ne danno notifica al titolare del carnet ATA e all'associazione garante, entro il termine previsto dall'articolo 6, paragrafo 4 della convenzione ATA.
2. La prova della regolarità dell'operazione effettuata con carnet ATA ai sensi dell'articolo 457 quater, paragrafo 3, primo comma deve essere fornita entro il termine previsto dall'articolo 7, paragrafi 1 e 2 della convenzione ATA.
3. La prova di cui al paragrafo 2 viene fornita alle autorità doganali mediante uno degli strumenti seguenti:
a) un documento doganale o commerciale autenticato dalle autorità doganali, attestante che le merci in questione sono state presentate all'ufficio di destinazione e idoneo ad identificare dette merci;
b) un documento doganale di vincolo ad un regime doganale in un paese terzo o la relativa copia o fotocopia; detta copia o fotocopia deve essere certificata conforme o dall'organismo che ha vidimato il documento originale o dai servizi ufficiali del paese terzo interessato ovvero dai servizi ufficiali di uno Stato membro. Tale documento deve contenere l'identificazione delle merci in questione;
c) fornendo gli elementi di prova previsti dall'articolo 8 della convenzione ATA."
21) All'articolo 458, paragrafo 2, all'articolo 461, paragrafo 4 e all'articolo 462, paragrafo 4, i termini "articolo 454, paragrafo 3" sono sostituiti dai termini "articolo 457 quater, paragrafo 3".
22) Nell'articolo 551, paragrafo 3 è aggiunta la seguente frase:
"I costi di trasformazione sono costituiti da tutti i costi sostenuti per fabbricare i prodotti trasformati, comprese le spese generali e il valore di tutte le merci comunitarie usate nella trasformazione."
23) L'articolo 841 è sostituito dal seguente:
"Articolo 841
Quando la riesportazione è subordinata a una dichiarazione in dogana, le disposizioni degli articoli da 788 a 796 si applicano, in quanto compatibili, salve le disposizioni speciali eventualmente pertinenti all'atto dell'appuramento del regime doganale economico precedente.
Quando viene utilizzato un carnet ATA per la riesportazione di merci nell'ambito del regime di ammissione temporanea, la dichiarazione doganale può essere presentata presso un ufficio doganale diverso da quello di cui all'articolo 161, paragrafo 5, prima frase, del codice."
24) All'articolo 876 bis, è aggiunto il seguente paragrafo 3:
"3. Quando un'obbligazione doganale è sorta in applicazione dell'articolo 203 del codice, le autorità doganali sospendono l'obbligo della persona di cui al paragrafo 3, quarto trattino, di detto articolo di pagare i dazi, qualora almeno un altro debitore sia stato identificato e abbia ricevuto comunicazione dell'importo dei dazi a norma dell'articolo 221 del codice.
La sospensione può essere concessa soltanto se la persona di cui all'articolo 203, paragrafo 3, quarto trattino, del codice non è contemplata anche in uno degli altri trattini dello stesso paragrafo e non ha commesso una manifesta negligenza nell'adempimento dei suoi obblighi.
La durata della sospensione è limitata a un anno. Tuttavia, le autorità doganali possono prorogare questo periodo per ragioni debitamente giustificate.
La sospensione è subordinata alla costituzione, da parte della persona che ne beneficia, di una garanzia valida corrispondente all'importo dei dazi in questione, salvo nel caso in cui già esista una garanzia, che copra la totalità del suddetto importo, e il fideiussore non sia stato liberato dai suoi impegni. Si può non esigere la garanzia qualora, a motivo della situazione del debitore, la sua prestazione possa provocare gravi difficoltà di carattere economico o sociale."
25) All'articolo 890, il primo comma è sostituito dal seguente:"L'autorità doganale di decisione dà seguito favorevole alla domanda di rimborso o di sgravio in presenza di quanto segue:
a) a sostegno della domanda viene presentato un certificato di origine, un certificato di circolazione, un certificato di autenticità, un documento di transito comunitario interno o un altro documento appropriato attestante che le merci importate avrebbero potuto, al momento dell'accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica, beneficiare del trattamento comunitario, di un trattamento tariffario preferenziale o di un trattamento tariffario favorevole a motivo della natura delle merci;
b) il documento così presentato si riferisce specificamente alle merci considerate;
c) sono soddisfatte tutte le condizioni relative all'accettazione di tale documento;
d) sono soddisfatte tutte le altre condizioni per la concessione del trattamento comunitario, di un tariffario preferenziale o di un trattamento tariffario favorevole a motivo della natura delle merci."
26) L'articolo 900 è così modificato:a) il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
"2. Il rimborso o lo sgravio dei dazi all'importazione nei casi di cui al paragrafo 1, lettera c) e lettere da f) a n) è subordinato, salvo quando le merci siano distrutte per ordine dell'autorità pubblica o siano consegnate gratuitamente ad enti assistenziali operanti nella Comunità, alla loro riesportazione, sotto il controllo dell'autorità doganale, fuori del territorio doganale della Comunità.
Su espressa richiesta, l'autorità di decisione autorizza a sostituire la riesportazione delle merci con la loro distruzione, oppure con il loro vincolo in regime di transito comunitario esterno, al regime del deposito doganale, in zona franca o in deposito franco.
Per ricevere una di queste destinazioni doganali le merci in oggetto non sono considerate merci comunitarie.
In tal caso, l'autorità doganale prende tutte le disposizioni utili affinché le merci introdotte in deposito doganale, in zona franca o in deposito franco, possano essere successivamente riconosciute come merci non comunitarie."
b) il paragrafo 3 è soppresso.
27) L'allegato 14 è sostituito dal testo di cui all'allegato I del presente regolamento.
28) L'allegato 15 è sostituito dal testo di cui all'allegato II del presente regolamento.
29) L'allegato 25 è sostituito dal testo di cui all'allegato III del presente regolamento.
30) L'allegato 37bis è modificato conformemente all'allegato IV del presente regolamento.
31) L'allegato 38 è modificato conformemente all'allegato V del presente regolamento.
32) L'allegato 44bis è modificato conformemente all'allegato VI del presente regolamento.
33) L'allegato 45bis è modificato conformemente all'allegato VII del presente regolamento.
34) L'allegato 67 è modificato conformemente all'allegato VIII del presente regolamento.
35) L'allegato 70 è modificato conformemente all'allegato IX del presente regolamento.
36) L'allegato 76 è modificato conformemente all'allegato X del presente regolamento.
Articolo 2
Anteriormente al 1o luglio 2004 la Commissione valuta l'attuazione del sistema del transito informatizzato da parte degli operatori economici. La valutazione è eseguita sulla base di un rapporto che tiene conto delle contribuzioni degli Stati membri.
Articolo 3
1. Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
2. L'articolo 1, punti 2 e 3 si applica a decorrere dal 1o giugno 2003.
Le prove dell'origine rilasciate secondo le disposizioni vigenti anteriormente al 1o giugno 2003 sono accettate anche dopo tale data nei limiti della loro validità.
3. L'articolo 1, punti 10) 11), 30), 32) e 33) si applica a decorrere dal 1o gennaio 2005.
Tale data può essere rinviata secondo la procedura del comitato, sulla base della valutazione prevista all'articolo 2.
4. L'articolo 1, punti da 12) a 21) si applica a decorrere dal 1o settembre 2003.
5. L'articolo 1, punto 29) si applica a decorrere dal 1o maggio 2005.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 21 maggio 2003.

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