Document ID: 32000D0484

Decisione della Commissione
del 29 giugno 2000
relativa ad un procedimento a norma dell'articolo 81 del trattato CE (Caso IV/36.456/F3 - Inntrepreneur e IV/36.492/F3 - Spring)
[notificata con il numero C(2000) 1591]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(2000/484/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1216/1999(2), in particolare l'articolo 2,
viste le domande di attestazione negativa e le notificazioni ai fini di una dichiarazione di esenzione presentate il 27 marzo 1997 da Inntrepreneur Pub Company Limited e The Inntrepreneur Beer Supply Company Limited e il 29 aprile 1997 da Spring Inns Limited ai sensi degli articoli 2 e 4 del regolamento n. 17,
dopo aver pubblicato il contenuto essenziale della domanda e della notificazione ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento n. 17(3),
sentito il comitato consultivo in materia di intese e di posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
I. I FATTI
A. INTRODUZIONE
(1) Il 27 marzo 1997 Inntrepreneur Pub Company Limited ("IPCL") e The Inntrepreneur Beer Supply Company Limited ("Tibsco") hanno notificato, ai sensi dell'articolo 4 del regolamento n. 17 del Consiglio, gli accordi standard di locazione ("i contratti di locazione") utilizzati per l'affitto di esercizi "on-licensed"(4) nel Regno Unito da parte di IPCL e delle imprese collegate. I contratti di locazione si intendono nella forma utilizzata a partire dal 1o gennaio 1997 e comprendono un "Deed of Variation" e un accordo di acquisto, descritti in appresso.
(2) Il 29 aprile 1997, Spring Inns Limited ("Spring") ha notificato, ai sensi dell'articolo 4 del regolamento n. 17, i contratti di locazione utilizzati da parte di Spring e delle imprese collegate per l'affitto di esercizi dotati di licenza nel Regno Unito. Anche i contratti di locazione Spring si intendono nella forma utilizzata da IPCL, ossia quella usata a partire dal 1o gennaio 1997, e comprendono un "Deed of Variation" e un accordo di acquisto, descritti in appresso.
(3) Con lettera del 23 febbraio 1998, le parti hanno aggiunto The Grand Pub Company Ltd ("GPC") come parte di entrambe le notificazioni e hanno completato le stesse con informazioni relative al funzionamento dei contratti di locazione dopo il 28 marzo 1998.
(4) Le parti hanno chiesto un'attestazione negativa o una conferma dell'idoneità dei contratti di locazione a beneficiare dell'applicazione del regolamento (CEE) n. 1984/83 della Commissione, del 22 giugno 1983, relativo all'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3, del trattato a categorie di accordi di acquisto esclusivo(5), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1582/97(6) o di un'esenzione individuale ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 3, del trattato CE. Detto regolamento contiene, al titolo II, disposizioni particolari per gli accordi di acquisto esclusivo di birra.
(5) Con riferimento al periodo fino al 28 marzo 1998 sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee due comunicazioni(7) a norma dell'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento n. 17. Con lettera del 23 novembre 1999, le parti, IPCL e Spring, hanno manifestato il loro consenso per una lettera di archiviazione della domanda di esenzione. Tale lettera è stata emessa dalla Commissione il 24 gennaio 2000. La Commissione ha pubblicato una comunicazione ex articolo 19, paragrafo 3, del regolamento n. 17 sulla situazione dopo il 28 marzo 1998, quando è cambiata la struttura della fornitura di birra. Con lettera del 23 novembre 1999 la parte notificante ha richiesto alla Commissione una decisione per il periodo successivo al 28 marzo 1998. La presente decisione riguarda dunque solo la situazione successiva a tale data.
B. LE PARTI
GPC
(6) Il 21 settembre 1997 GPC, un'impresa costituita dalla banca d'investimento giapponese Nomura, ha concluso un accordo per acquisire le imprese proprietarie di pub di IPCL e Spring. In base all'accordo del 21 settembre 1997, GPC ha acquisito un'opzione call (e i venditori un'opzione put) sul capitale azionario di IPCL e Spring. L'opzione è stata esercitata il 27 marzo 1998.
(7) Dopo l'esercizio dell'opzione, IPCL, Spring e il nuovo fornitore designato nell'ambito dei contratti di locazione, Supply Line, sono controllate al 100 % di GPC e a partire dal 29 marzo 1998 GPC o le sue controllate sono proprietarie effettive dei locali oggetto dei contratti di locazione.
(8) Al 27 marzo 1998, i locali di proprietà di IPCL comprendevano 2898 locali o pub con licenza di vendita ("on-licensed") per consumo all'interno o all'esterno, dei quali 2286 erano affittati con contratti di locazione a lungo termine, principalmente della durata di 20 anni, mentre 612 locali erano affittati con contratti più a breve termine (meno di 3 anni) o con contratti temporanei di durata ancora minore.
(9) Alla data del 28 marzo 1998, 851 locali di Spring erano affittati con contratti di locazione a lungo termine, principalmente della durata di 20 anni, mentre 555 locali erano affittati con contratti più a breve termine o temporanei.
(10) GPC ha concluso un accordo per vendere 310 pub a S& N, accordo realizzato il 29 marzo 1998. Con questa vendita, il numero di esercizi di proprietà di GPC è sceso a 3996 unità. Il 1o novembre 1999, il numero di esercizi di proprietà di GPC è ulteriormente sceso a 1000 unità.
(11) Il 9 febbraio 1998 GPC ha notificato alla Commissione i propri accordi di fornitura "a monte" con i produttori di birra, validi a partire dal 28 marzo 1998 (caso IV/36.916/F3). Il caso è stato chiuso dalla Commissione con una lettera di attestazione negativa a GPC l'11 marzo 1998. Nessuno dei 15 accordi notificati di fornitura di singole marche, stipulati con i vari produttori, conteneva limitazioni della politica di approvvigionamento di GPC, quali obblighi d'acquisto esclusivo, obblighi di acquisto minimo, scorte obbligatorie o obblighi di non concorrenza. I locatari hanno la possibilità di acquistare qualsiasi marca inserita nel listino prezzi di GPC. Al 1o novembre 1999, GPC aveva 18 accordi di fornitura di birra con vari produttori.
I locatari
(12) La controparte degli accordi propriamente detti, stipulati conformemente ai contratti di locazione, è rappresentata da persone fisiche o società di loro proprietà, che per lo più gestiscono un unico locale "on-licensed".
C. IL MERCATO
(13) Il mercato britannico della birra da consumarsi sul posto ("on trade") è cambiato molto negli ultimi dieci anni. Un importante fattore di questi cambiamenti è stata la relazione del 1989 della Commissione monopoli e concentrazioni (Monopolies and Mergers Commission, "MMC"). La relazione MMC del 1989 sulla fornitura di birra ha dato luogo a varie raccomandazioni destinate a rendere meno rigidi i tradizionali vincoli (obbligo di acquisto esclusivo e obbligo di non concorrenza) tra fabbricanti e pub. Alla maggior parte di tali raccomandazioni è stata data attuazione principalmente con il Supply of Beer (Tied Estate) Order 1989 e con il Supply of Beer (Loan Ties, Licensed Premises and Wholesale Prices) Order 1989 (le "ordinanze"). Il Tied Estate Order (Ordinanza sulle proprietà vincolate) ha imposto i seguenti cambiamenti ai "fabbricanti di birra nazionali" (proprietari di oltre 2000 locali "on-licensed"):
- assenza di vincoli a carico degli affittuari/locatari per le bevande diverse dalla birra e le birre a basso tenore alcolico;
- diritto per gli affittuari/locatari di acquistare una marca di birra ("ale") condizionata in barile (birra fermentata in barile)(8) presso una fonte diversa dal fabbricante/proprietario dei locali (la cosiddetta "birra ospite"); e
- limitazione del numero di pub che un fabbricante di birra è autorizzato a vincolare. Questa misura ha obbligato a vendere o a svincolare circa 11000 pub, stimati allora in numero di 60000 nel Regno Unito.
Fattori della domanda
(14) La birra può essere venduta in esercizi "on-trade", come pub, alberghi e ristoranti, ovvero in locali autorizzati unicamente alla vendita al minuto ("off-trade"), come i supermercati e i negozi "off-licence". Inoltre le importazioni private assoggettate a dazi e imposte, principalmente in provenienza da Calais, erano stimate nel 1998 al 5 % del consumo totale di birra nel Regno Unito. La proporzione del volume di vendite rappresentata dal consumo "on-licensed" era pari a circa il 68 % nel 1998. Ad eccezione dell'Irlanda, questa continua ad essere la percentuale più elevata della Comunità.
(15) Nel 1998 la birra alla spina incideva per il 61 % del consumo totale. Anche in questo caso si tratta della percentuale più elevata della Comunità ad eccezione dell'Irlanda. I pub britannici offrono inoltre un assortimento di birre alla spina più ampio che in qualsiasi altro paese della Comunità, con una media di 6,5 marche per pub.
Fattori dell'offerta
Produzione di birra
(16) Nel 1998 i quattro restanti produttori nazionali, Scottish & Newcastle, Bass, Carlsberg Tetley Brewing e Whitbread, controllavano il 78 % del mercato britannico della birra sul versante dell'offerta. L'indice Herfindahl-Hirschmann ("HHI"), utilizzato per definire la concentrazione del mercato, era pari, sulla base delle quote detenute dai produttori nazionali, a 1678(9) nel 1996 per il mercato della birra nel Regno Unito. Con un HHI compreso tra 1000 e 1800, il mercato è definito come "moderatamente concentrato". L'accresciuta concorrenza sui prezzi a livello di commercio all'ingrosso, che va di pari passo con l'affermarsi delle catene di pub (cfr. punto 18), ha determinato il recente consolidamento a livello di produzione in quanto le società produttrici attive su scala regionale, in particolare, hanno cercato di realizzare le necessarie economie di scala. Nel 1999 esistevano cinque fabbricanti regionali(10).
Vendite all'ingrosso
(17) Le ordinanze hanno portato alla cessione delle proprietà vincolate appartenenti ai produttori nazionali. Secondo le previsioni, questo fenomeno avrebbe dovuto tradursi in un aumento degli operatori liberi e in una maggiore importanza dei grossisti tradizionali; tuttavia, ancora nel 1995-96 questi rappresentavano appena il 6 % circa della distribuzione, rispetto al 5 % del 1985. Il settore all'ingrosso è tuttora dominato dai fabbricanti nazionali, che detengono una quota della distribuzione analoga alla loro quota nella produzione. Poiché neanche i fabbricanti regionali ricorrono ai servizi dei grossisti tradizionali, questa situazione, unita al declino generale delle vendite di birra ed alla maggiore efficienza dei grossisti-produttori nazionali, si è tradotta in una crescita solo marginale del settore all'ingrosso tradizionale.
(18) I pub ceduti dai birrifici nazionali sono stati acquistati principalmente da catene di pub al dettaglio o da produttori regionali. In generale le catene di pub dispongono di propri servizi all'ingrosso o sono rifornite direttamente dai produttori.
Vendite al dettaglio
(19) Nel Regno Unito la vendita al dettaglio della birra e di altre bevande alcoliche destinate al consumo sul posto è subordinata al rilascio di una licenza da parte di un magistrato locale. Sono attualmente concesse tre classi di licenze(11):
- licenze piene per il consumo sul posto ("full on-licenses"): in questi casi il cliente può acquistare una bevanda alcolica senza obbligo di alloggio o di consumo di un pasto. Esistono attualmente circa 83100 licenze di questo tipo, 57000 circa(12) delle quali sono rilasciate a pub; il resto è rappresentato da alberghi e da "wine bars";
- licenze ristrette per il consumo sul posto ("restricted on-licenses"): l'acquisto della bevanda alcolica è subordinato all'obbligo di alloggio o di consumo di un pasto. Questo tipo di licenza riguarda circa 32300 ristoranti ed alberghi privati;
- club: è necessario essere iscritti per acquistare una bevanda alcolica. Questo tipo di licenza riguarda circa 31500 punti di vendita, generalmente di proprietà comune dei membri.
(20) La tabella seguente indica la struttura del consumo di birra secondo i diversi tipi di punti di vendita al dettaglio nel 1997: a) locali di proprietà dei fabbricanti e vincolati da contratti di esclusiva, b) locali di proprietà dei fabbricanti e gestiti direttamente, c) locali di proprietà di imprese non produttrici e vincolati da contratti di esclusiva (compresi IPCL e Spring), d) locali di proprietà di imprese non produttrici e gestiti direttamente, e) locali vincolati da un contratto di prestito e fJ locali non vincolati o liberi. I dati relativi al 1997 sono stati forniti dalla Brewers and Licensed Retailers Association ("BLRA"), l'associazione dei fabbricanti e rivenditori, e comprendono stime anche per gli esercizi che non vi aderiscono.
Tabella 1: Consumo di birra nei locali "on-trade" nel Regno Unito
SPAZIO PER TABELLA
(21) La percentuale del 10 % relativa alle vendite effettuate nel 1997 dai locali di proprietà vincolati da un contratto di esclusiva con i produttori comprende sia gli acquisti soggetti a vincolo di esclusiva effettuati dai locatari che la birra condizionata in barile da essi acquistata, con uno sconto, dal proprietario-produttore(13). Tale cifra non comprende gli acquisti di birre ospiti effettuati presso altri fornitori.
(22) La percentuale del 18,1 % relativa al volume di vendite 1997 dei locali vincolati da un contratto di prestito comprende il volume totale che tali operatori acquistano dal fornitore con il quale hanno sottoscritto il vincolo. Il volume in questione può superare i quantitativi soggetti a vincolo esclusivo previsti dall'accordo di prestito. Non è però chiaro quale parte di tale 18,1 % corrisponda ad acquisti effettuati in aggiunta al quantitativo vincolato dal contratto di prestito. La percentuale in questione non comprende gli acquisti "liberi" effettuati presso altri fornitori da un operatore vincolato da un contratto di prestito.
(23) La tabella dà un'idea del consumo avvenuto nei locali "on-trade" in funzione dell'assetto di proprietà dei locali. Se invece si prendono in considerazione le varie categorie di locali secondo il tipo di licenza di cui sono muniti, si osserva che il 70 % della birra è venduto nei pub (stimati in numero di 57000), il 20 % nei club e il 10 % in ristoranti, alberghi, "wine bar" e così via, dotati di licenze piene o ristrette per il consumo sul posto (dati del 1995).
(24) Le ordinanze hanno inoltre consentito di interpretare meno restrittivamente il vincolo rappresentato da un contratto di prestito, consentendone la risoluzione in qualsiasi momento da parte dell'affittuario mediante preavviso di tre mesi, e hanno inaugurato il diritto alla "birra ospite" per i pub beneficiari di mutui commerciali concessi dai fabbricanti nazionali. Dalle informazioni fornite dalla BLRA (a seguito di un'indagine specifica eseguita nel 1996) risulta che la durata abituale di un contratto di prestito è di 5 o 10 anni, mentre la durata effettiva media è di quasi 4 anni. Alla fine del periodo oggetto dell'indagine si contavano, per 31 fabbricanti, circa 37000 prestiti in essere (rispetto a quasi 35000 constatati all'inizio); nel corso dell'anno erano stati sottoscritti quasi 8000 nuovi prestiti e oltre 5000 erano stati rimborsati. L'ammontare dei prestiti rimborsati nel corso del periodo superava quello dei nuovi prestiti sottoscritti (con clienti nuovi o esistenti); il 2 % circa dei prestiti in essere è stato considerato irrecuperabile e annullato. L'importo medio di un prestito è di circa 30000 GBP.
(25) Sembrano esservi due tipi di prestiti: da una parte quelli di entità relativamente modesta (per un importo medio di quasi 5000 GBP all'inizio del periodo considerato e inferiore a 2000 GBP alla fine) che sono spesso concessi a piccoli pub indipendenti e che risultano molto variabili; dall'altra parte vi sono i prestiti di entità molto più consistente, concessi a punti di vendita che trattano grossi volumi, come i club (valore medio intorno alle 60000 GBP), e solitamente di carattere non esclusivo. Tuttavia gli obblighi d'acquisto si riferiscono in generale ad un quantitativo specifico di birra. La BLRA non offre stime né del numero dei prestiti non esclusivi (di grande entità), né della percentuale totale in volume di consumo "on-trade" che ad essi corrisponde, né della percentuale del fatturato totale dei rispettivi esercizi commerciali rappresentata dal quantitativo di birra stabilito in tali accordi di prestito. Non sono stati neppure forniti dati sulla percentuale dei prestiti rimborsati dai gestori di pub con denaro prestato loro da un altro fabbricante di birra (in cambio di un nuovo contratto di esclusiva). I volumi di birra venduti nel quadro di questi contratti di prestito hanno subito una diminuzione negli ultimi due anni e, per il biennio 1994-96, l'entità dei rimborsi ha superato quella dei nuovi prestiti erogati.
Concorrenza tra fabbricanti
(26) A livello di commercio all'ingrosso, i principali fabbricanti hanno un certo volume di vendite garantite grazie ai locali di loro proprietà affittati con vincolo di esclusiva o gestiti direttamente. I produttori sono invece in concorrenza per rifornire il resto del mercato, stipulando accordi individuali con gli esercizi non vincolati (con o senza contratti di prestito) e accordi di fornitura con catene di pub e altri fabbricanti (con o senza "vincoli" rappresentati, per esempio, da obblighi di acquisto minimo, di non concorrenza e di costituzione di scorte obbligatorie). I parametri concorrenziali sono rappresentati principalmente dai prezzi e dalla popolarità delle singole marche, sebbene i fabbricanti cerchino di aumentare le vendite anche offrendo altri vantaggi come il supporto promozionale.
Ingresso sul mercato a livello di produzione
(27) Le principali barriere all'ingresso a questo livello sono rappresentate dalla necessità di garantirsi sbocchi di mercato e conquistarsi l'accesso ad un sistema di distribuzione. Un nuovo soggetto sul mercato deve ottenere l'accesso delle proprie forniture ai locali non vincolati, alle catene di pub o agli esercizi di proprietà del fabbricante, o entrando a far parte della sua gamma di birre, oppure (nel caso di un produttore nazionale) come "birra ospite". Un ostacolo all'ingresso o all'espansione per i fabbricanti già esistenti è rappresentato dalla proprietà di marche famose da parte di concorrenti. Questo fenomeno può rivestire maggiore rilievo nel caso delle birre "lager", di norma commercializzate a livello nazionale e per le quali le economie di scala nelle spese di pubblicità possono rendere poco redditizio un ingresso su scala ridotta. Le difficoltà di un ingresso di questo tipo potrebbero essere in aumento, dal momento che le somme spese in pubblicità per le marche "lager" nazionali sono cresciute notevolmente negli ultimi due anni, anche per le singole marche.
(28) Le barriere all'ingresso determinate dalla necessità di garantirsi sbocchi adeguati si sono ridotte successivamente all'applicazione delle ordinanze, poiché si è contratta la proporzione del mercato soggetta a vincoli e sono emerse invece le catene di pub. Per un nuovo soggetto sul mercato è infatti più facile stringere accordi di fornitura con una catena che con singoli pub. Mentre è relativamente facile creare un sistema di distribuzione che si limita a rifornire i magazzini all'ingrosso degli altri produttori di birra e/o dei grossisti, è più difficile raggiungere i singoli punti di vendita al dettaglio.
(29) La maggioranza dei produttori esteri di birra (principalmente del tipo "lager") ha scelto di entrare nel mercato britannico stringendo con i produttori nazionali esistenti accordi di licenza esclusiva, in forza dei quali la birra viene prodotta nel Regno Unito e venduta nell'ambito dell'assortimento offerto dal produttore nazionale. Queste birre estere del tipo "lager" sono state spesso commercializzate come marche di qualità superiore e appoggiate da campagne pubblicitarie piuttosto costose. Tuttavia esiste un caso in cui un produttore ha fatto un ingresso diretto sul mercato britannico: Anheuser Busch ha recentemente avviato la propria produzione nel Regno Unito, rilevando l'ex birrificio di Courage a Mortlake per produrre la lager Budweiser.
Ingresso sul mercato a livello di vendita al dettaglio
(30) I pub si trovano in concorrenza unicamente con altri esercizi situati nella stessa località. In generale, ciascuna zona è caratterizzata da un prezzo locale per un certo tipo di "pacchetto", che è rappresentato dalla presentazione globale del pub (strutture e servizi offerti, atmosfera) e non si limita al prezzo della birra.
(31) Le barriere all'ingresso sul mercato al dettaglio sono relativamente deboli. L'unica barriera di una qualche importanza è rappresentata dalle leggi in materia di rilascio delle licenze, che possono impedire l'apertura di nuovi pub se non ne è dimostrata la necessità. Questa legislazione non viene applicata con la stessa severità in tutto il Regno Unito, ma in caso di osservanza rigorosa l'accesso ad una determinata località può risultare difficile. Inoltre, in alcune zone del Regno Unito, la prassi attuale è di rifiutare il rilascio di nuove licenze, principalmente per motivi di ordine pubblico. Negli ultimi anni una certa catena è però riuscita ad aprire oltre 100 pub totalmente nuovi.
Modifiche agli accordi tra affittuari e proprietari di pub
(32) Storicamente i pub venivano affittati mediante i contratti "tradizionali" a breve termine. Incombeva ai fabbricanti la manutenzione della struttura fisica dell'edificio, dei suoi infissi e arredi, mentre gli affittuari o gestori provvedevano alla vendita di birra fornita dal proprietario e di altre bevande, nonché alla ristorazione. A seguito della relazione MMC, il campo di applicazione del "Landlord and Tenant Act" del 1954 è stato esteso agli affittuari dei pub in Inghilterra e nel Galles, che in tal modo hanno ottenuto garanzie di continuità nel proprio rapporto con il proprietario(14). Assai prima che la MMC formulasse le proprie raccomandazioni erano comunque state offerte le prime locazioni a lungo termine con pieno obbligo di riparazione e di manutenzione, che offrono una certa protezione agli affittuari nonché la possibilità di cedere la locazione stessa.
D. GLI ACCORDI
(33) Per i contratti di locazione stipulati dopo il 28 marzo 1998, GPC utilizza a) lo "Standard Variable Term Lease", contratto di locazione a lungo termine con obblighi completi di riparazione e assicurazione di durata compresa tra i 10 e i 30 anni, e b) il "Variable Term Agreement", di durata compresa tra i 3 e i 5 anni. Entrambi includono un accordo di acquisto e una clausola aggiuntiva ("Deed of Variation").
(34) L'accordo di acquisto stabilisce la struttura degli sconti. Il "Deed of Variation" a) integra l'accordo di acquisto nel contratto di locazione esistente, b) introduce un nuovo tipo di obbligo relativo alla birra (descritto in appresso) ma consente a GPC di variare il vincolo in modo da imporlo sulla base della marca, c) elimina l'obbligo di acquisto minimo e la penale per non averlo raggiunto previsti dai contratti di locazione esistenti emessi da IPCL e Spring prima del 1o febbraio 1997, d) permette che le condizioni dell'accordo di acquisto vengano prese in considerazione per le revisioni dell'affitto successive al 31 marzo 1998, e) introduce la possibilità per i locatari di far stabilire la revisione dell'affitto da un esperto per un compenso fisso e f) consente ai locatari di richiedere una revisione dell'affitto se si pone fine all'accordo di acquisto; tale revisione può avvenire verso il basso, senza poter raggiungere tuttavia un livello inferiore all'affitto precedente la conclusione dell'accordo di acquisto.
(35) I contratti stipulati dopo il 28 marzo 1998 non contengono clausole sulla "birra ospite", ma un vincolo per il sidro, le bevande analcoliche e a basso tenore alcoolico.
Vincolo relativo alla birra
(36) Il locatario accetta di acquistare tutte le birre specificate di cui necessita per la vendita nel locale esclusivamente dall'impresa o dagli operatori da essa designati. Per "birre specificate" si intendono i seguenti tipi di birra: light, pale o bitter ale, export o premium ale, mild ale, brown ale, strong ale (compresa la birra d'orzo "barley wine"), bitter stout o porter, sweet stout, lager, export o premium lager, strong lager, diet pils (birra di qualità superiore a basso tenore di carboidrati), e lite (birra a basso tenore di carboidrati).
(37) Le marche o denominazioni delle birre specificate sono indicate nel listino prezzi dell'impresa. L'impresa può aggiungere, sostituire o eliminare marche o denominazioni di un tipo di birra specificato sul listino prezzi a proprio piacimento.
(38) Fatta salva la clausola della "birra ospite", il locatario non può vendere o esporre in vendita nel proprio pub alcuna birra specificata non fornita dall'impresa né alcuna birra non specificata a meno che non sia a) confezionata in bottiglia, lattina o altri piccoli contenitori o b) se alla spina, la vendita di tale birra alla spina sia consueta o necessaria per soddisfare una domanda sufficiente da parte dei clienti del locale(15).
(39) Il locatario può fare pubblicità nel locale a prodotti non forniti dall'impresa solo nella medesima proporzione rappresentata da tali prodotti nel fatturato complessivo del locale stesso.
II. VALUTAZIONE GIURIDICA
ARTICOLO 81, PARAGRAFO 1
1. Il mercato rilevante
1.1. Il mercato rilevante del prodotto
(40) Il mercato rilevante del prodotto include, in linea di massima, tutti i beni o servizi che, per le loro caratteristiche, il loro prezzo o lo scopo cui sono destinati, sono in certa misura intercambiabili per il consumatore(16). Come ha dichiarato la Corte di giustizia delle Comunità europee nella sentenza Delimitis(17), il mercato rilevante "è definito, in primo luogo, in funzione della natura dell'attività economica considerata, nel caso di specie la vendita della birra. Questa viene realizzata tanto attraverso il commercio al dettaglio, quanto attraverso gli esercizi pubblici. Dal punto di vista del consumatore, il settore degli esercizi pubblici, che comprende in particolare i caffè(18) e i ristoranti, si distingue da quello del commercio al dettaglio per il motivo che la vendita negli esercizi si associa non soltanto al semplice acquisto di una merce ma anche ad una prestazione di servizi e che il consumo di birra negli esercizi non dipende essenzialmente da considerazioni di natura economica. Questa specificità delle vendite nei pubblici esercizi è confermata dal fatto che i birrifici hanno organizzato sistemi di distribuzione tipici di questo settore che richiedono installazioni speciali e che i prezzi praticati in questo settore sono, in linea generale, superiori a quelli praticati per le vendite del commercio al dettaglio".
(41) In considerazione dello speciale sistema di concessione delle licenze vigente nel Regno Unito, occorre chiarire quali sezioni delle tre classi distinte di locali "on-licensed" (cfr. considerando 19) costituiscono il mercato del prodotto rilevante dei "pub e ristoranti". In questo contesto, si fa riferimento al punto 43 della comunicazione della Commissione relativa ai regolamenti (CEE) n. 1983/83 e (CEE) n. 1984/83 sull'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3, del trattato a categorie di accordi di distribuzione esclusiva e di acquisto esclusivo(19), in cui è specificato che "il concetto di pubblico esercizio comprende tutti gli spacci di bevande. La vendita di bevande in club privati è equiparata alla rivendita in pubblici esercizi". Si tratta di un fatto comprensibile in quanto tutti questi punti di vendita, compresi i locali con licenza ristretta, hanno in comune la caratteristica di vendere bevande destinate ad essere consumate nel locale stesso e di contenere pertanto un importante elemento di servizio. La Commissione riconosce che il prezzo della birra nei club è inferiore a quello praticato nei pub(20) (nel dicembre 1994 era pari all'82-83 % circa), ma la situazione rispecchia in larga misura il fatto che i club vengono gestiti secondo criteri non commerciali. Resta comunque vero che, proprio in considerazione dell'elemento "servizio", il prezzo nei club rimane superiore a quello della birra venduta nei supermercati. Inoltre, uno stesso specifico sistema di distribuzione caratterizza l'intero settore "on-licensed", club compresi: apparecchiature speciali per la birra alla spina, prezzi di listino dei fabbricanti e vincoli connessi ai contratti di prestito.
(42) Ne consegue che il mercato di riferimento è quello della distribuzione della birra nei locali destinati alla vendita e al consumo di bevande sul posto (l'intero mercato "on-trade"). Come statuito al punto 17 della sentenza Delimitis, non osta a questa constatazione la circostanza che fra le due reti di distribuzione ("on-trade" e "off-trade") esiste una certa interferenza, e cioè che le vendite nel commercio al dettaglio consentono ai nuovi concorrenti di far conoscere le loro marche e di fruire di tale reputazione per accedere al mercato dei pubblici esercizi.
1.2. Il mercato geografico rilevante
(43) Le condizioni oggettive di concorrenza nell'offerta e domanda di birra sul mercato "on-licensed" variano notevolmente nelle diverse regioni della Comunità. Come ha osservato la Corte di giustizia al punto 18 della sentenza Delimitis, i contratti di fornitura di birra sono ancora, in grande maggioranza, conclusi a livello nazionale. Ne consegue che, ai fini dell'applicazione delle norme di concorrenza comunitarie all'accordo, occorre prendere in considerazione il mercato britannico della distribuzione della birra nei pubblici esercizi.
(44) Il mercato britannico si presenta inoltre diverso dai mercati della birra di altri Stati membri a motivo dell'esistenza delle ordinanze (cfr. considerando 13), dell'elevato consumo di birra alla spina (cfr. considerando 15), della presenza di catene di pub (cfr. considerando 18), della normativa in materia di concessione delle licenze (cfr. considerando 19 e 31) e della varietà dei tipi di birra "ale" offerti (cfr. considerando 36).
2. Accordi fra imprese
(45) GPC, da un lato, e i locatari, dall'altro, sono imprese ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1.
(46) Le singole locazioni, in forma simile alle locazioni standard stipulate tra le imprese notificanti e ciascuno dei suoi locatari, sono accordi ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1.
3. L'effetto di restrizione della concorrenza conseguente al vincolo sulla birra
3.1. Descrizione e natura del vincolo relativo alla birra
(47) Un accordo per la fornitura di birra come quello rappresentato dalle locazioni viene generalmente definito con riferimento all'impegno di acquisto esclusivo, cui si aggiunge di norma il divieto di vendere prodotti concorrenti(21). Queste clausole sono formulate nel modo seguente nella locazione (cfr. considerando 36-38):
- il locatario accetta di acquistare tutte le birre specificate di cui necessita per la vendita nel locale esclusivamente dall'impresa o dagli operatori da essa designati. Le marche o denominazioni delle birre specificate sono indicate nel listino prezzi dell'impresa. L'impresa può aggiungere, sostituire o eliminare marche o denominazioni di un tipo di birra specificato sul listino prezzi a proprio piacimento (obbligo di acquisto esclusivo),
- fatta salva la clausola della birra ospite, il locatario non può vendere o esporre in vendita nel proprio pub alcuna birra specificata non fornita dall'impresa né alcuna birra non specificata a meno che non sia a) confezionata in bottiglia, lattina o altri piccoli contenitori o b) se alla spina, la vendita di tale birra alla spina sia consueta o necessaria per soddisfare una domanda sufficiente da parte dei clienti del locale (obbligo di non concorrenza).
(48) Si può osservare che, a parte l'obbligo esplicito di non concorrenza, l'obbligo d'acquisto esclusivo è formulato in modo tale da includere già implicitamente un obbligo di non concorrenza in quanto fa riferimento alla formulazione generale "tutte le birre specificate".
(49) A causa dell'obbligo di acquisto esclusivo i locatari si trovano nell'impossibilità di accettare offerte di altri fornitori per le merci oggetto del contratto. Viene così preclusa la concorrenza tra il fornitore designato dall'impresa e altri venditori all'ingrosso di birra che offrono le stesse marche ai locatari (restrizione della concorrenza all'interno della marca).
(50) L'obbligo sia esplicito che implicito di non concorrenza per la birra, ossia il divieto fatto ai locatari di acquistare altre marche dei tipi specificati presso altri produttori di birra, limita la concorrenza fra marche. Le disposizioni contrattuali relative all'acquisto dei tipi non specificati impongono ai locatari certi vincoli di ordine amministrativo, ma non limitano nei fatti la loro capacità di offrire questi tipi non specificati nel loro locale. Le clausole in questione non hanno pertanto effetto restrittivo sulla concorrenza.
3.2. I criteri di cui alla sentenza Delimitis
(51) La Corte ha affermato, al punto 27 della sentenza Delimitis che "un contratto di fornitura di birra è vietato dall'articolo 85, paragrafo 1, del trattato CEE, qualora ricorrano due condizioni cumulative. Occorre in primo luogo che, tenuto conto del contesto economico e giuridico del contratto oggetto della controversia, il mercato nazionale della distribuzione di birra nei pubblici esercizi sia difficilmente accessibile ai concorrenti che potrebbero insediarsi in tale mercato o espandere ivi la loro quota di mercato". Secondo il primo criterio di cui alla sentenza Delimitis occorre quindi accertare se il mercato britannico della birra "on-licensed" è chiuso.
(52) Anche se esiste una qualche chiusura sul mercato britannico "on-trade", per verificare se le locazioni soggette a vincolo delle parti notificanti rientrano nel campo di applicazione dell'articolo 81, è necessario valutare, come precisato ulteriormente dalla Corte al punto 27 della sentenza Delimitis, se "il contratto di cui trattasi contribuisca in modo significativo all'effetto di blocco prodotto dal complesso di questi contratti nel loro contesto economico e giuridico. L'importanza del contributo del contratto individuale dipende dalla posizione delle parti contraenti sul mercato considerato e dalla durata del contratto".
(53) Ai punti 25 e 26 di detta sentenza, la Corte chiarisce che "questa posizione non dipende soltanto dalla quota di mercato del birrificio e del gruppo al quale eventualmente appartiene, ma anche dal numero dei punti di vendita vincolati ad esso o al suo gruppo rispetto al numero totale dei pubblici esercizi rilevanti sul mercato di riferimento". In quanto alla durata, la Corte dichiara che "se questa durata è manifestamente eccessiva rispetto alla durata media dei contratti di fornitura di birra di norma conclusi sul mercato considerato, il contratto individuale ricade sotto il divieto sancito dall'articolo 85, paragrafo 1. Un birrificio che disponga di una quota di mercato relativamente modesta, ma vincoli i propri punti di vendita per vari anni, può, in effetti, contribuire alla chiusura del mercato in modo altrettanto significativo quanto un birrificio che abbia una posizione relativamente forte sul mercato, ma liberi regolarmente i propri punti di vendita a intervalli ravvicinati".
(54) Nelle cause "gelati tedeschi", nel valutare il contributo significativo delle società in questione il Tribunale di primo grado fa riferimento alla "forte posizione occupata dalla società interessata sul mercato rilevante e, in particolare, [alla] quota di mercato posseduta"(22). Il Tribunale di primo grado si è basato pertanto principalmente sul concetto più ampio della quota di mercato complessiva.
(55) Nell'applicare questo criterio alle parti notificanti, occorre altresì considerare i loro contratti di locazione soggetti a vincolo nel loro "contesto economico e giuridico".
(56) La valutazione degli accordi relativi all'acquisto di birra dai produttori (i contratti di fornitura di birra "a monte") deve essere distinta dalla valutazione dei contratti con vincoli di proprietà e di prestito (i contratti "a valle").
(57) Se i contratti di fornitura di birra "a monte" contengono un qualche tipo di vincolo (obbligo di acquisto minimo, obblighi di non concorrenza, scorte obbligatorie) devono essere considerati come parte della rete vincolata del produttore fornitore di birra. Questi contratti possono rientrare nel campo di applicazione dell'articolo 81, se il produttore fornitore contribuisce in maniera significativa alla chiusura del mercato. Gli accordi possono tuttavia beneficiare di un'esenzione se soddisfano le condizioni dell'articolo 81, paragrafo 3.
(58) Si può osservare in proposito che se i collegamenti restrittivi tra i produttori che sono di fatto operatori nazionali e gli altri operatori all'ingrosso sono limitati, l'accesso alla rete vincolata "a valle" degli operatori all'ingrosso è possibile per altri produttori, sia britannici che non britannici. È inoltre più facile per questi produttori concludere un accordo con un operatore all'ingrosso ottenendo in questo modo accesso a tutti gli esercizi ad esso vincolati, piuttosto che concludere accordi con ogni singolo esercizio al dettaglio. L'esistenza di una struttura di fornitura della birra aperta non dovrebbe avere quindi conseguenze per la valutazione della rete vincolata del "grossista". La rete vincolata del "grossista" non può essere semplicemente "imputata, [...] ai birrifici che vi contribuiscono in modo significativo" [all'effetto di chiusura del mercato](23).
(59) Mentre la causa Delimitis riguarda un birrificio, la parte notificante è una catena di pub indipendente, non integrata a livello verticale con un produttore britannico. Il rapporto della parte notificante con i suoi locatari, da un lato, e con i produttori, dall'altro è dunque diverso, dal punto di vista economico, rispetto ad un produttore che desidera che la propria birra venga venduta attraverso la sua rete di accordi.
(60) A partire dal 29 marzo 1998, la fornitura di birra ai locali GPC è stata caratterizzata dalla molteplicità delle fonti e dalla richiesta periodica di offerte. Le marche vengono acquistate sulla base di un portafoglio diversificato presso produttori nazionali e regionali. La durata dei contratti con tali produttori/fornitori (generalmente dai 2 ai 5 anni) è strutturata in modo che una parte dell'approvvigionamento può essere assegnata a nuovi fornitori a intervalli frequenti. Nel periodo 1998-2003, circa il 98 % del fatturato di birra sarà accessibile a produttori di birra terzi che presentino le proprie offerte. Le parti notificanti non hanno impegni in termini di volume nei confronti di nessuno dei 18 produttori di birra le cui marche figurano attualmente nei loro listini prezzi. Le parti notificanti offrono quindi una possibilità di accesso al mercato britannico "on-licensed" a questo numero già considerevole di produttori e, teoricamente(24), a tutti gli altri produttori nazionali o esteri. È inoltre più facile per un altro produttore, in particolare per chi fa il proprio ingresso sul mercato britannico, concludere un accordo con un operatore all'ingrosso ottenendo in questo modo accesso a tutti gli esercizi ad esso vincolati, piuttosto che concludere accordi con ogni singolo esercizio al dettaglio.
(61) L'effetto dei contratti di locazione è dunque di ridurre piuttosto che di aumentare le conseguenze derivanti dalla rete di accordi con i produttori sul mercato "on-trade" della birra nel Regno Unito. Il ruolo di una simile struttura di distribuzione indipendente nel ridurre la chiusura del mercato è stato riconosciuto dalla Corte al punto 21 della sentenza Delimitis: "la presenza di grossisti di birra, che non sono vincolati a produttori attivi sul mercato, costituisce pure un fattore idoneo ad agevolare l'accesso a detto mercato di un nuovo produttore, perché questi può beneficiare dei circuiti di vendita gestiti da detti grossisti per la distribuzione della sua birra."
(62) Si può dunque concludere che, anziché contribuire in maniera significativa alla chiusura del mercato, è più probabile che i contratti di vincolo di un'impresa di pub essa stessa "non vincolata" rafforzino la struttura concorrenziale del mercato(25). In tali circostanze, l'importanza dei locali vincolati di un'impresa di pub (in termini di numero di locali vincolati e del loro fatturato di birra) non è attualmente pertinente ai fini della valutazione del contributo alla chiusura del mercato.
3.3. Conclusione sul secondo criterio di cui alla sentenza Delimitis
(63) GPC non gestisce una rete di accordi "restrittivi", comprensiva dei suoi contratti di locazione standard, che contribuisca in maniera significativa alla chiusura del mercato britannico della birra "on-trade"; non è neppure possibile considerare i suoi contratti di locazione standard, in considerazione degli accordi di fornitura di birra con i produttori, come parte di una rete vincolata di "fornitura" dei produttori.
4. Conclusione
(64) I contratti di esclusiva e gli obblighi di non concorrenza contenuti negli accordi notificati non rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 81, paragrafo 1, successivamente al 28 marzo 1998.
5. Effetti restrittivi della concorrenza della clausola relativa alla pubblicità
(65) I contratti notificati contengono una clausola che vieta al locatario di pubblicizzare le merci fornite da altre imprese in proporzione più elevata della corrispondente quota di tali merci nel fatturato totale dell'esercizio ("la clausola pubblicità").
(66) Stabilire se la clausola relativa alla pubblicità rientri o meno nel divieto di cui all'articolo 81, paragrafo 1 del trattato CE è pertinente solo per il mercato della distribuzione della birra. Per tutti gli altri mercati limitrofi della fornitura di merci ai locali "on-licensed" nel Regno Unito, come ad esempio le bevande diverse dalla birra, le patatine e le macchine da gioco, la clausola non è restrittiva. In assenza di un obbligo d'acquisto esclusivo e di un obbligo di non concorrenza per la fornitura di tali prodotti, la concorrenza su tali (eventuali) mercati non risulta limitata in misura apprezzabile nei contratti dalla semplice imposizione di una clausola relativa alla pubblicità.
(67) Per quanto riguarda la fornitura di birra, tale clausola ha l'effetto di limitare la possibilità del locatario di pubblicizzare la birra fornita da determinate imprese. Le uniche birre che, secondo il contratto di locazione, il locatario di Grand Pub Company ha diritto di acquistare presso imprese diverse dai fornitori designati sono la birra ospite e le birre dei tipi non specificati. In particolare, le marche di birra dei tipi non specificati potrebbero non essere molto note al consumatore britannico e richiedere pertanto una pubblicità specifica sul luogo di consumo. Se interpretata alla lettera, la clausola renderebbe impossibile la pubblicità di questi nuovi prodotti, poiché impone che essa sia proporzionale al fatturato che, per definizione, è praticamente pari a zero in quanto si tratta di novità sul mercato.
(68) L'impegno di acquisto esclusivo contemplato dal vincolo relativo alla birra permette a GPC di impedire che il locatario offra la birra di terzi, semplicemente aggiungendola sul listino prezzi come birra specificata (cfr. considerando 47). Come dimostrato al considerando 64, questo vincolo non incorre tuttavia nel divieto di cui all'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE. Ne consegue che neppure una clausola che renda impossibile la pubblicità per la birra di produttori terzi può rientrare nel campo di applicazione di detto articolo.
(69) Ad ogni modo, stando alle informazioni di cui dispone la Commissione, non sembra che la clausola venga applicata. Al contrario, GPC ha confermato in una lettera del 29 giugno 1999 che "IPCL/Spring non hanno applicato la clausola nel contratto consentendo la pubblicità del prodotto". Inoltre, in una lettera del 15 marzo 2000 GPC ribadisce di non avere intenzione di applicare questa clausola in futuro: "Ciò risulta dal fatto che i locatari sono liberi di pubblicizzare, promuovere e commercializzare, a seconda del loro assortimento, i prodotti dei fabbricanti di birra di loro scelta in base al loro piano aziendale.".
(70) Ne consegue che la clausola relativa alla pubblicità non rientra nel divieto di cui all'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
In base agli elementi a sua conoscenza, la Commissione non ha motivo di intervenire, a norma dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE, nei riguardi degli accordi notificati, per il periodo successivo al 28 marzo 1998.
Articolo 2
The Grand Pub Company Ltd, c/o Mill House, Aylesbury Road, Thame, Oxfordshire OX9 3AT, United Kingdom, è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 29 giugno 2000.

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