Document ID: 31991R2834

REGOLAMENTO (CEE) N. 2834/91 DEL CONSIGLIO del 23 settembre 1991 concernente la riscossione definitiva del dazio compensativo provvisorio sulle importazioni di fibre e di filati di poliesteri originari della Turchia
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,
visto il protocollo aggiuntivo (2) all'accordo che crea un'associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia, in particolare l'articolo 46,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo istituito dal regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. Misure provvisorie e seguito della procedura
(1) La Commissione, con il regolamento (CEE) n. 1432/91 (3) (in seguito denominato « regolamento della Commissione »), ha istituito un dazio compensativo provvisorio sulle importazioni di fibre e di filati di poliesteri originari della Turchia.
(2) Dopo l'istituzione del dazio compensativo provvisorio, il governo turco, tre esportatori e un importatore hanno comunicato per iscritto le loro osservazioni sulle risultanze. Il governo turco e un esportatore hanno chiesto e ottenuto di essere sentiti dalla Commissione.
(3) Le osservazioni presentate oralmente e per iscritto dalle parti sono state prese in considerazione e le risultanze della Commissione sono state opportunamente modificate per tener conto di tali osservazioni.
B. Durata della procedura
(4) L'apertura della presente procedura è stata annunciata con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (4). L'inchiesta relativa alle sovvenzioni riguardava il periodo compreso tra il 1o luglio 1987 e il 31 dicembre 1988. Il periodo dell'inchiesta ha superato i termini normali a causa del volume e della complessità dei dati inizialmente raccolti ed esaminati.
Il governo turco ed un esportatore hanno sostenuto che la Commissione aveva superato i termini ragionevolmente previsti per concludere la procedura e che pertanto alcuni dati erano superati.
A questo proposito il Consiglio ha constatato che, prima dell'istituzione dei dazi compensativi, la Commissione ha lungamente esaminato con le autorità turche, senza ottenere alcun risultato, la possibilità di un impegno.
Il Consiglio conferma i motivi esposti dalla Commissione nel punto 6 del regolamento della Commissione.
C. Sovvenzioni
Generalità
(5) Nella fattispecie il Consiglio ha esaminato se era opportuno compensare i sistemi di sovvenzione che sono stati abrogati dopo il periodo dell'inchiesta.
Il Consiglio, in considerazione degli elementi di prova forniti dal governo turco e dopo aver accertato che dopo l'abrogazione del sistemi di sovvenzione non saranno accordati ulteriori vantaggi, fermo restando che le sovvenzioni non vengano ripristinate, non ritiene necessario istituire dazi compensativi nei confronti di tali sistemi.
Sistemi specifici
(6) La Commissione ha identificato undici sistemi di sovvenzioni, cinque dei quali sono stati considerati passibili di dazi compensativi.
Il governo turco e gli esportatori hanno presentato argomentazioni specifiche sui seguenti sistemi.
Esenzione dall'imposta sulle società
(7) Il governo turco e un esportatore, pur ammettendo che tale sovvenzione dipende dal risultati delle esportazioni, hanno contestato gli elementi in base ai quali la Commissione ha calcolato la parte della sovvenzione passibile di dazi compensativi. Il governo turco ha proposto di utilizzare il tasso di esenzione (14 %) che sarà applicabile agli utili realizzati sulle esportazioni nel 1992, ma che entrerà in vigore soltanto nel 1993.
Nel 1989 il sistema di esenzione dall'imposta sulle società riguardava il 20 % degli utili realizzati sulle esportazioni, mentre nel 1990 tale percentuale era del 18 %. Nel 1991 la percentuale è scesa ulteriormente al 16 %, con decorrenza dal 1992. Il governo turco nel 1992 ha ulteriormente ridotto il tasso di esenzione al 14 % degli utili realizzati sulle esportazioni, con effetto nel 1993. La Commissione ha considerato che, poiché l'attuale onere per il governo turco e i vantaggi a favore delle società interessate dipendevano dagli utili realizzati dalle società stesse nel 1990, per calcolare la parte della sovvenzione passibile di dazi compensativi dovrebbe essere utilizzato il tasso di esenzione del 18 % applicabile nel 1991. Nell'attuale fase della procedura non si giustificherebbe una valutazione anticipata dell'ulteriore riduzione degli oneri e dei vantaggi del sistema nel prossimi anni. Il Consiglio ha confermato tale risultanza.
Mutui a tasso agevolato a sostegno degli investimenti
(8) Il governo turco e un esportatore hanno affermato che tale sistema è stato abrogato nel gennaio 1990. Poiché sono stati forniti adeguati elementi di prova, che sono stati considerati accettabili dal Consiglio, tale sistema non è più considerato passibile di dazi compensativi.
Premio di incentivo
(9) Il governo turco e un esportatore hanno affermato che tale sistema è stato abrogato nel novembre 1989. A parte il fatto che la Commissione non era stata informata dell'abolizione del sistema al momento dell'istituzione dei dazi compensativi provvisori, i vantaggi effettivi ricevuti dalle società nell'ambito del sistema erano trascurabili e pertanto non hanno avuto e non avranno alcuna incidenza sui dazi. Il Consiglio non ha tenuto conto dei vantaggi di tale sistema.
Incentivi agli investimenti
(10) Il governo turco e un esportatore hanno sostenuto che, per tale sistema, così come per l'esenzione dai dazi doganali, la Commissione aveva utilizzato un periodo di ammortamento che non corrispondera al normale periodo di ammortamento in Turchia. Le parti hanno sostenuto che il normale perido di ammortamento in Turchia è compreso tra 8 e 10 anni, a scelta delle società.
(11) A questo proposito la Commissione ha elaborato le sue risultanze in base alle informazioni ottenute durante le inchieste in loco, dalle quali risultava che il normale periodo di ammortamento nell'industria in questione era di quattro anni.
(12) Un esportatore turco ha inoltre rilevato che se i vantaggi ricevuti nell'ambito del sistema fossero stati valutati unicamente in base agli investimenti nel settore delle fibre e del filati di poliesteri, invece che rispetto agli investimenti globali, l'importo della sovvenzione sarebbe risultato inferiore. Poiché l'esportatore non è stato in grado di quantificare in modo soddisfacente l'importo della sovvenzione relativa unicamente agli investimenti nel settore delle fibre e dei filati di poliesteri, i calcoli della Commissione sono stati effettuati in base agli elementi di prova attendibili forniti dalla società interessata, vale a dire tutti gli investimenti che beneficiavano del sistema. In tali circostanze il Consiglio ha confermato tutti i metodi utilizzati dalla Commissione per calcolare l'importo della sovvenzione che, nell'ambito del presente sistema, è passibile di dazi compensativi.
Esenzione da dazi doganali
(13) Il governo turco e un esportatore hanno affermato che l'aliquota del dazio doganale sul quale si chiede l'esenzione è passata dal 30 % al 5 % nel novembre 1989 e hanno fornito sufficienti elementi di prova a sostegno. Il Consiglio ha tenuto conto di tale elemento al fini del calcolo dell'importo della sovvenzione che è passibile di dazi compensativi.
Altri sistemi
(14) Il Consiglio ha confermato le risultanze della Commissione secondo le quali non era opportuno prendere misure nei confronti del fondo di sostegno all'impiego delle risorse (punto 9 del regolamento della Commissione) e della riduzione di imposte indirette (punti 10 e 11), in quanto questi due sistemi sono stati abrogati prima della fine del periodo dell'inchiesta, nonché nei confronti del fondo di sostegno e di stabilizzazione dei prezzi (punto 17), poiché i prodotti in questione non possono beneficiare dei contributi e dei mutui a tasso agevolato per la fase operativa (punto 29), in quanto i vantaggi ottenuti nell'ambito di tale sistema sono trascurabili.
D. Specificità
(15) Il governo turco e un esportatore hanno inoltre sostenuto che le sovvenzioni interne possono esser passibili di dazi compensativi unicamente se sono state accordate in modo specifico all'industria beneficiaria. Il governo turco ha affermato che tutte le sovvenzioni interne che la Commissione aveva ritenuto passibili di dazi compensativi sono state accordate nell'ambito di sistemi generalmente accessibili.
(16) Il Consiglio ha constatato che, per beneficiare di una sovvenzione interna in Turchia, le società devono ottenere un certificato di incentivi dall'ente pubblico della programmazione, il quale, per agevolare le procedure di decisione, ha redatto un elenco delle industrie che sono escluse dai sistemi di incentivi interni. L'ente pubblico della programmazione effettua inoltre, per ciascun caso, le analisi delle singole domande relative agli investimenti, che normalmente sono accompagnate da uno studio di fattibilità e in seguito decide in merito all'opportunità di accordare alla società richiedente una delle sovvenzioni interne previste dal sistema.
In tali circostanze sussistono motivi sufficienti per ritenere che l'assegnazione delle sovvenzioni in questione non sia effettuata secondo criteri neutrali e obiettivi.
La Commissione ha chiesto alle autorità turche di presentare elementi di prova conclusivi in merito alla generale disponibilità delle sovvenzioni, che tuttavia non sono stati forniti.
In tali circostanze il Consiglio condivide l'opinione della Commissione, secondo la quale il sistema turco non permette alle società richiedenti di ottenere automaticamente le sovvenzioni chieste, qualora siano soddisfatti tutti i criteri.
(17) Alla luce di tali elementi, il Consiglio non può accettare le affermazioni delle parti, secondo le quali i sistemi di sovvenzione sono generalmente disponibili. Il Consiglio ha pertanto ritenuto che le sovvenzioni siano accordate in base a criteri specifici.
(18) È stato inoltre accertato che anche le sovvenzioni che sono state assegnate in funzione della fase di sviluppo della regione nella quale è situata la società beneficiaria sono state concesse in base a criteri specifici e sempre nelle regioni più sviluppate della Turchia.
(19) Appare pertanto evidente che tali sovvenzioni non sono generalmente disponibili per essere ripartite tra le società, né tra le regioni, per le quali sono state fissate diverse percentuali secondo la fase di sviluppo della regione stessa. Il Consiglio ha quindi ritenuto che tali sovvenzioni giustifichino l'applicazione di dazi compensativi.
E. Importo complessivo delle sovvenzioni
(20) Gli importi complessivi delle sovvenzioni passibili di dazi compensativi accertate dal Consiglio sono i seguenti:
- SASA 9,99 %
- Sommez Filament 9,13 %
- Sommez ASF 9,35 %
- SIFAS 9,39 %
- Polylen 8,79 %
- Polyteks 10,16 %
I singoli importi delle sovvenzioni passibili di dazi compensativi accertate per ciascun sistema sono stati comunicati alle società interessate e non sono pubblicati per tutelarne il carattere riservato.
F. Pregiudizio
(21) Nel regolamento della Commissione era stato accertato che la procedura riguardava quattro prodotti e che l'industria comunitaria fabbricava i prodotti simili. Per quanto riguarda la valutazione degli effetti delle importazioni oggetto di sovvenzioni, è stato sostenuto tuttavia che le fibre e i filati di poliesteri esportati dalle società turche e quelli dei produttori comunitari non erano prodotti simili a causa di differenze qualitative. Tali importazioni non avrebbero pertanto provocato sostanziale pregiudizio all'industria comunitaria dei prodotti simili. Nel regolamento la Commissione non ha accolto tali argomentazioni, in quanto le eventuali differenze qualitative tra i prodotti turchi e quelli comunitari non erano sufficientemente rilevanti da giustificare una netta distinzione tra i prodotti. Tale conclusione è stata ulteriormente confermata dall'analogia delle applicazioni dei prodotti.
(22) Il Consiglio ha confermato che nella fattispecie le caratteristiche fisiche di base e le applicazioni dei prodotti esportati dalla Turchia e di quelli comunitari erano identiche. Gli utilizzatori finali sono inoltre gli stessi e l'unico elemento decisivo di differenziazione tra i prodotti importati e quelli comunitari è costituito dai prezzi. Poiché tuttavia i prezzi sono ampiamente influenzati dalle sovvenzioni accordate dal governo turco, non esiste un elemento di distinzione chiaro e decisivo tra i prodotti.
(23) Il Consiglio conferma pertanto le risultanze della Commissione secondo le quali i prodotti dell'industria comunitaria sono simili ai prodotti importati oggetto di sovvenzioni.
(24) Nelle risultanze provvisorie la Commissione ha concluso che l'industria comunitaria delle fibre e dei filati ha subito un pregiudizio sostanziale a causa delle importazioni oggetto di sovvenzioni dalla Turchia.
(25) Le risultanze in materia di pregiudizio sono state elaborate essenzialmente in base ai seguenti elementi.
Riguardo al volume delle importazioni oggetto di sovvenzioni, nel regolamento della Commissione è stato stabilito che le importazioni di filati sono passate da 203 t nel 1984 a 13 315 t nel 1988, con un incremento della corrispondente quota di mercato dallo 0 % al 5 %, mentre la quota di mercato relativa alle fibre oscillava intorno al 4 % e nel 1988 era del 3,3 %. A questo proposito occorre ricordare che nel giugno 1988 sono stati istituiti dazi antidumping provvisori (5) sulle importazioni della maggior parte dei prodotti interessati, che probabilmente hanno inciso sul volume delle importazioni. Non sono state presentate osservazioni a questo proposito.
(26) Tra il 1984 e il 1988 la quota di mercato dell'industria comunitaria relativa alle fibre è scesa dal 79 % al 75 %, mentre nello stesso periodo la quota di mercato relativa ai filati è passata dall'81 % al 69,8 %. Tra il 1985 e il periodo dell'inchiesta i prezzi hanno subito una rilevante diminuzione, con margini pari al 5 % per i filati testurizzati, al 12 % per i filati di filamenti di poliesteri, al 20 % per le fibre e al 26 % per i filati parzialmente orientati.
È stato inoltre accertato che nel 1988 la maggior parte dell'industria comunitaria ha subito gravi perdite, che in alcuni casi hanno raggiunto il 26 % per le fibre e il 15 % per i filati.
(27) Il Consiglio conferma pertanto le risultanze esposte nei punti 50-53 del regolamento della Commissione.
(28) La Commissione ha inoltre accertato che nel periodo dell'inchiesta i prezzi applicati nella Comunità per i prodotti importati dalla Turchia erano mediamente inferiori ai prezzi corrispondenti dei prodotti comunitari, con le seguenti percentuali: 18 %-22 % per le fibre, 65 % per i filati di filamenti di poliesteri, 30 % per i filati parzialmente orientati e 25 %-43 % per i filati testurizzazi.
(29) A questo proposito il governo turco e un esportatore hanno sostenuto che i margini di sottoquotazione non erano corretti, poiché non erano stati effettuati adeguamenti dei prezzi dei prodotti turchi per tener conto delle pretese differenze nelle caratteristiche fisiche tra i prodotti turchi e quelli comunitari. Il governo turco e l'esportatore interessato non hanno tuttavia presentato elementi sufficienti per dimostrare gli effetti sui prezzi delle differenze qualitative addotte. La richiesta è stata pertanto respinta.
(30) Occorre inoltre ricordare che, anche se le differenze addotte dovessero avere un'incidenza sui prezzi e di conseguenza sulla comparabilità dei prodotti, tale incidenza non potrebbe comunque compensare gli elevati margini di sottoquotazione accertati e verificati dalla Commissione. Il Consiglio ha pertanto confermato l'analisi della Commissione in materia di sottoquotazione dei prezzi.
Conclusione
(31) Alla luce delle risultanze di cui al punto 53 del regolamento della Commissione e degli elementi suddetti, il Consiglio ha confermato che gli esportatori turchi avevano sensibilmente aumentato la propria quota di mercato facendo ricorso alla sottoquotazione dei prezzi e che l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio sostanziale.
G. Causa del pregiudizio
(32) Come risulta dal punto 54 del regolamento della Commissione, i mercati in questione sono estremamente trasparenti e sensibili al prezzo. La considerevole sottoquotazione dei prezzi dei prodotti esportati dalla Turchia, che in gran parte era attribuibile al rilevante margine di sovvenzione, ha indubbiamente influenzato i prezzi dell'industria comunitaria.
A questo proposito il governo turco ha sostenuto che, con una quota di mercato ridotta, le esportazioni turche non potevano avere effetti negativi sui prezzi dell'industria comunitaria. Nel mercato in questione, tuttavia, dove opera un numero ristreto di fornitori e dove la situazione dei prezzi è trasparente, i bassi prezzi applicati dagli esportatori che hanno una quota di mercato relativamente limitata possono incidere sensibilmente sul livello generale dei prezzi e indurre i produttori comunitari ad adeguarsi a scapito della redditività.
(33) È stato inoltre sostenuto che la depressione dei prezzi, che in quanto tale non è contestata, era stata provocata principalmente dal calo dei costi delle materie prime. Il Consiglio ha tuttavia ritenuto che gli eventuali effetti della diminuzione del costo delle materie prime non spieghino il fatto che l'industria comunitaria non abbia potuto ottenere prezzi di vendita remunerativi. La sottoquotazione dei prezzi dei prodotti importati oggetto di sovvenzioni ha quindi intensificato la tendenza in atto, provocando un calo dei prezzi superiore a quello che si sarebbe normalmente verificato in seguito alla riduzione dei costi.
(34) Il governo turco e un esportatore hanno sostenuto che il pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria è stato provocato da altri fattori, quali le importazioni oggetto di dumping da diversi paesi nei confronti dei quali sono in vigore dazi antidumping, oppure dai bassi prezzi di importazioni non oggetto di dumping.
A questo proposito il Consiglio era consapevole di aver istituito dazi antidumping sulle importazioni di tre dei prodotti oggetto dell'inchiesta originari di diversi paesi. L'obiettivo di tali misure era l'eliminazione del pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping. Tuttavia, a parte il fatto che le risultanze delle procedure antidumping si riferivano a un diverso periodo di riferimento, nella maggior parte dei casi i dazi antidumping relativi alle società e ai prodotti turchi erano stati determinati in base ai margini di dumping accertati per la Turchia e non eliminavano completamente il pregiudizio. Le sovvenzioni a favore dei prodotti importati hanno quindi provocato un pregiudizio supplementare all'industria comunitaria, che non è stato eliminato dalle misure antidumping.
In effetti l'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88 non prevede che si possa determinare il pregiudizio unicamente se le sovvenzioni sono l'unica o la principale causa del pregiudizio subito dall'industria. Pertanto il pregiudizio provocato dalle sovvenzioni può giustificare l'imposizione di misure di difesa, anche se rientra nell'ambito di un pregiudizio più ampio dovuto anche ad altri fattori. Nel caso in esame è già emerso dall'inchiesta che, nonostante le misure antidumping adottate, la situazione dell'industria comunitaria è tuttora precaria e che le misure nei confronti delle importazioni oggetto di dumping non hanno eliminato il pregiudizio dovuto a pratiche sleali di determinazione dei prezzi.
(35) Le autorità turche hanno affermato che le difficoltà incontrate dall'industria comunitaria erano dovute essenzialmente a problemi strutturali di base.
(36) Il Consiglio riconosce che l'industria comunitaria ha dovuto affrontare in passato gravi difficoltà economiche. Per superare tali problemi i produttori comunitari hanno attuato diverse misure di ristrutturazione, grazie alle quali hanno ottenuto migliori risultati. Il processo di ristrutturazione dell'industria comunitaria è tuttavia ora minacciato da pratiche sleali di determinazione dei prezzi relative alle importazioni da diversi paesi, come risulta dalle cifre sulla redditività indicate nel punto 52 del regolamento della Commissione. Il Consiglio ritiene pertanto che non sia corretto attribuire alle difficoltà strutturali il pregiudizio effettivamente provocato da pratiche sleali.
(37) Il governo turco ha sostenuto inoltre che, poiché gli effetti delle importazioni in dumping dalla Turchia sono stati considerati cumulativamente con quelli delle importazioni oggetto di dumping da altri cinque paesi, al fine dela valutazione del pregiudizio nelle procedure antidumping, nella presente procedura antisovvenzioni il Consiglio non avrebbe la possibilità di determinare se le importazioni oggetto di sovvenzioni dalla Turchia abbiano provocato pregiudizio.
(38) Tuttavia, per i motivi esposti nei punti 56-58 del regolamento della Commissione e alla luce di quanto precede, il Consiglio conferma che le importazioni oggetto di sovvenzioni dalla Turchia hanno provocato pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria.
H. Interesse della Comunità
(39) Nei punti 59-63 del regolamento della Commissione sono indicati i motivi per i quali nell'interesse della Comunità era opportuno intervenire per evitare il pregiudizio nel corso della procedura. Il Consiglio ritiene valide tali argomentazioni.
Un esportatore e il governo turco hanno tuttavia sostenuto che l'imposizione dei dazi eliminerebbe la concorrenza tra i prezzi sul mercato comunitario, con risultati contrari all'interesse della Comunità.
(40) A questo proposito il Consiglio ribadisce che l'obiettivo dei dazi compensativi è di ripristinare un'equa situazione di concorrenza e che pertanto è necessario eliminare gli effetti delle sovvenzioni sulle importazioni, affinché l'industria comunitaria sia nuovamente soggetta alla concorrenza leale, anche da parte delle esportazioni delle società turche, sul mercato comunitario. Il Consiglio ha quindi confermato le risultanze della Commissione in materia di interesse della Comunità.
I. Protocollo addizionale all'accordo di associazione CEE-Turchia
(41) Il governo turco ha inoltre affermato che la Commissione, con l'istituzione di dazi a norma del regolamento (CEE) n. 2423/88, non ha utilizzato uno strumento adeguato nei confronti dei sistemi di sovvenzione turchi, in quanto esistono norme specifiche in conformità del protocollo addizionale all'accordo di associazione CEE-Turchia del 23 novembre 1970.
(42) A norma dell'articolo 43, paragrafo 2 del protocollo addizionale, secondo il quale la Turchia può essere considerata nella situazione prevista all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato CEE, tali aiuti sono considerati compatibili con il buon funzionamento dell'associazione unicamente se non alterano le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune delle parti contraenti.
Il governo turco riteneva pertanto di poter accordare tali sovvenzioni ai sensi dell'articolo 43, paragrafo 2.
(43) Il Consiglio ha tuttavia considerato che le risultanze della Commissione in materia di pregiudizio e di causa del pregiudizio sono corrette e ha confermato che, con le sovvenzioni delle importazioni dalla Turchia, le condizioni degli scambi sono state alterate in misura contraria all'interesse comune delle parti contraenti.
(44) In conformità dell'articolo 45 del protocollo addizionale la Comunità ha sottoposto all'esame del Consiglio di associazione i dazi compensativi che intendeva riscuotere definitivamente sulle importazioni di fibre e di filati dalla Turchia. In mancanza tuttavia di decisioni del Consiglio di associazione ai sensi dell'articolo 45, la Comunità, a norma dell'articolo 46 del protocollo addizionale, può inoltre adottare le misure di salvaguardia che ritiene necessarie per ovviare alle difficoltà risultanti dalla mancanza di decisioni del Consiglio di associazione.
J. Codice GATT delle sovvenzioni - Paesi in via di sviluppo
(45) Il governo turco ha sostenuto inoltre che, contrariamente a quanto risulta nei punti 36 e 37 del regolamento della Commissione, sono state violate le disposizioni dell'articolo 14 dell'accordo sull'interpretazione e sull'applicazione degli articoli VI, XVI e XXIII dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (codice GATT delle sovvenzioni).
(46) In materia di sovvenzioni interne le disposizioni speciali per i paesi in via di sviluppo (articolo 14 del codice delle sovvenzioni) non vietano tuttavia ad un altro firmatario di applicare le leggi nazionali in materia di dazi compensativi, qualora le esportazioni oggetto di sovvenzioni da un paese in via di sviluppo provochino un danno al settore produttivo nazionale (articolo 14, paragrafo 7 del codice GATT delle sovvenzioni).
Inoltre, per quanto riguarda le sovvenzioni all'esportazione, il Consiglio ha rilevato che a questo proposito la Turchia, nei confronti dei firmatari del codice GATT delle sovvenzioni (articolo 14, paragrafi 5 e 6), aveva assunto l'impegno di ridurre gradualmente le proprie sovvenzioni alle esportazioni entro il 1989. La Turchia non ha rispettato tale impegno.
(47) Il Consiglio ritiene che la Comunità possa applicare dazi compensativi in conformità del codice GATT delle sovvenzioni.
K. Margine di pregiudizio
(48) La Commissione ha calcolato l'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio confrontando, per ciascuno dei quattro prodotti, i prezzi dei prodotti turchi nella Comunità durante il periodo dell'inchiesta con un prezzo traguardo dell'industria comunitaria calcolato in base ai costi medi di produzione di ciascun prodotto dei produttori comunitari più rappresentativi, ai quali è stato aggiunto un adeguato margine di profitto (6 % per le fibre e 7 % per i filati). Le differenze tra i due prezzi costituiscono l'importo del quale i prezzi dei prodotti turchi dovrebbero aumentare alla frontiera comunitaria per eliminare il pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di sovvenzione.
Il governo turco e un esportatore hanno affermato che, per calcolare il margine di pregiudizio, sarebbe piú realistico applicare ai produttori comunitari un margine di profitto del 3 %. Non sono stati tuttavia forniti elementi che giustifichino l'utilizzazione di tale margine. Il Consiglio osserva che la Commissione ha determinato il margine di profitto in base al margine medio dei produttori comunitari nel 1985 e nel 1986, poiché in tale periodo le conseguenze negative delle importazioni oggetto di dumping da paesi terzi sui produttori della Comunità erano ancora limitate.
Il Consiglio ha pertanto confermato i criteri in base ai quali è stato scelto il margine di profitto utilizzato nel caso in esame e ha quindi confermato le risultanze di cui ai punti 64 e 65 del regolamento della Commissione.
L. Impegno
(49) Le parti sono state informate dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi definitivi e la riscossione definitiva degli importi garantiti a titolo di dazio provvisorio. Il governo turco ha successivamente offerto un impegno che è stato considerato accettabile.
Tale impegno riguarda la graduale abolizione della principale sovvenzione all'esportazione (l'esenzione dell'imposta sulle società), che eliminerà il pregiudizio sostanziale provocato dalle sovvenzioni turche.
Previa consultazione del comitato consultativo, l'impegno è stato accettato con la decisione 91/511/CEE della Commissione (6). Il Consiglio ha inoltre rilevato che l'inchiesta relativa al caso in esame è stata chiusa.
(50) Poiché una parte delle aliquote dei dazi definitivi sarebbe stata sospesa in considerazione dei dazi antidumping istituiti dal regolamento (CEE) n. 3905/88 (7) e dal regolamento (CEE) n. 3946/88 (8), sarebbero stati istituiti unicamente i dazi compensativi definitivi netti elencati all'articolo 1 del presente regolamento.
M. Cumulo dei dazi antidumping e dei dazi compensativi
(51) Nei punti 67-70 del regolamento della Commissione è stata esaminata l'opportunità di cumulare i dazi antidumping e i dazi compensativi, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 9 del regolamento (CEE) n. 2423/88 e dell'articolo VI, paragrafo 5 del GATT.
(52) Il Consiglio ha accettato l'argomentazione esposta nei punti 67-70 del regolamento della Commissione e ha confermato che l'articolo 13, paragrafo 9 non esclude l'istituzione di dazi compensativi, oltre ai dazi antidumping, nei confronti delle sovvenzioni interne accertate, nonché delle sovvenzioni all'esportazione che non possono aver inciso sul dazio antidumping, in quanto le società in questione ne hanno beneficiato soltanto dopo l'istituzione dei dazi antidumping.
(53) Nel periodo in cui sono in vigore i dazi antidumping, la parte del dazio compensativo che corrisponde alle sovvenzioni all'esportazione che hanno inciso sul margine di dumping deve essere istituita unicamente nella misura in cui supera il dazio antidumping.
N. Riscossione dei dazi provvisori
(54) In considerazione del livello di sovvenzioni definitivamente accertato e della gravità del pregiudizio subito dall'industria comunitaria, il Consiglio ha considerato necessario che gli importi riscossi a titolo di dazi compensativi provvisori siano riscossi definitivamente sino all'importo del dazio compensativo netto istituito (articolo 1 del presente regolamento),
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Gli importi riscossi o garantiti a titolo di dazio compensativo provvisorio in conformità del regolamento (CEE) n. 1432/91 sono riscossi sino alle seguenti aliquote del dazio.
i) Fibre di poliesteri in fiocco: 3,19 %,
(Codice addizionale Taric 8527).
Alla società sotto indicata si applica il seguente dazio:
- Sonmez Filament: 0,58 %.
(Codice addizionale Taric 8526).
ii) Filati di filamenti testurizzati di poliesteri: 1,98 %.
(Codice addizionale Taric 8532).
Alle società sotto indicate si applicano i seguenti dazi:
- SASA: 1,31 %.
(Codice addizionale Taric 8531).
- Sonmez Filament: 0,58 %.
(Codice addizionale Taric 8530).
- Sonmez ASF: 0,58 %.
(Codice addizionale Taric 8529).
- Polyteks: 1,48 %.
(Codice addizionale Taric 8528).
iii) Filati di filamenti di poliesteri: 9,99 %.
(Codice addizionale Taric 8534).
È esente dal dazio la seguente società:
- Sonmez Filament.
(Codice addizionale Taric 8533).
iv) Filati di poliesteri parzialmente orientati: 7,29 %.
(Codice addizionale Taric 8536).
È esente dal dazio la seguente società:
- Sonmez ASF.
(Codice addizionale Taric 8535).
Gli importi riscossi o garantiti a titolo provvisorio che non sono coperti dalle aliquote sopra elencate sono svincolati.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 23 settembre 1991.

Labels: 18
3
4
1