Document ID: 31988D0172

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 18 dicembre 1987
relativa ad una procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE
(IV/31.503 - Konica)
(I testi in lingua tedesca e inglese sono i soli facenti fede)
(88/172/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'esecuzione degli articoli 85 e 86 del trattato (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione della Spagna e del Portogallo, in particolare l'articolo 3, paragrafo 1 e l'articolo 15, paragrafo 2,
vista la decisione della Commissione del 5 dicembre 1986 di avviare d'ufficio una procedura nel caso in oggetto,
dopo aver dato alle imprese interessate Konica UK Ltd, Konica Europe GmbH e Konishiroku Photo Industry Co. la possibilità di manifestare il loro punto di vista sugli addebiti formulati dalla Commissione, conformemente all'articolo 19, paragrafo 1 del regolamento n. 17 e dal regolamento n. 99/63/CEE della Commissione, del 25 luglio 1963, relativo alle audizioni previste all'articolo 19, paragrafi 1 e 2 del regolamento n. 17 del Consiglio (2),
previa consultazione del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
I. I FATTI
(1) La presente decisione verte sulle pratiche attuate dalla Konica UK Ltd e dalla Konica Europe GmbH, entrambi filiali della Konishiroku Photo Industry Co. Ltd, Tokyo/Giappone, miranti ad impedire le esportazioni di film a colori Konica dal Regno Unito verso altri Stati membri della Comunità e la rivendita di questi film importati parallelamente sul mercato tedesco.
A. Le imprese
(2) Konishiroku Photo Industry Co. Ltd, Tokyo/Giappone (qui di seguito denominata Konishiroku) è un grosso fabbricante di prodotti fotochimici e fototecnici. L'impresa produce inoltre videocassette e videocamere nonché macchinario per ufficio. Essa possiede numerose filiali all'estero, in particolare nella Comunità.
(3) Konica UK Ltd Feltham/Middlesex (qui di seguito denominata Konica UK) è una filiale al 100 % di Konishiroku. L'impresa importa e smercia prodotti fotochimici e fototecnici nonché videocassette e videocamere, prodotte dalla società madre.
Dal 1o febbraio 1985 Konica UK è un'impresa giuridicamente autonoma. Prima, Konica UK era una succursale con direzione commerciale indipendente della Konishiroku Photo Industry (Europe) GmbH, Amburgo, che dopo la fusione con Konica Europe GmbH ha assunto la denominazione di quest'ultima.
Konica UK ha dichiarato di non ricevere istruzioni dalla società madre, quest'ultima si limita ad impartire talune direttive in merito alla politica di vendita, mentre essa stessa informa regolarmente la società madre sulla situazione delle vendite e degli utili nonché sulla situazione generale del mercato.
(4) Konica Europe GmbH, Hohenbrunn (in appresso denominata Konica Europe) è una filiale controllata al 92 % da Konishiroku. L'impresa importa e smercia prodotti fotochimici e fototecnici nonché videocassette e videocamere, prodotte dalla società madre. L'attuale impresa è nata dalla fusione di Konishiroku Photo Industry (Europe) GmbH, Amburgo con Konica Europe GmbH (già Sakura film Leo Hirschberg, GmbH), Hoehenkirchen/Siegertsbrunn. Nella primavera del 1984, dopo che aveva assunto il controllo del pacchetto azionario di Konishiroku, Sakura Film Leo Hirschberg GmbH ha mutato la propria denominazione in Konica Europe. La fusione giuridica delle due imprese, inizialmente prevista per il 30 giugno 1984, ha avuto effettivamente luogo appena il 1o febbraio 1985. Secondo quanto dichiarato dall'impresa, di fatto le due società erano però fuse dal 1o luglio 1984.
Konica Europe ha dichiarato di non ricevere istruzioni per gli affari correnti da parte di Konishiroku; la società madre si limiterebbe ad impartire direttive relativamente all'esercizio dei propri diritti societari. D'altra parte, il rapporto con la società madre sarebbe un puro e semplice rapporto di compravendita. La casa madre non sarebbe mai intervenuta nella politica di marketing. Essa non verrebbe informata delle misure prese per ciò che attiene le vendite e i prezzi.
(5) Nell'esercizio finanziario 1984/1985, terminato il 20 aprile, il fatturato complessivo di Konishiroku è ammontato a (. . .) (1).
Nell'esercizio finanziario concluso il 31 gennaio 1986, il fatturato della filiale autonoma Konica UK Ltd è ammontato a (. . .).
Nell'esercizio finanziario 1984/1985 il fatturato di Konica UK per i film a colori è stato di (. . .); dal 1o febbraio al 30 giugno 1985 esso è stato di (. . .).
Nei primi 10 mesi (febbraio-novembre 1985), il fatturato dell'impresa Konica Europe, nata dalla fusione, è stato di (. . .). Dal 1o ottobre al 31 gennaio 1985, il fatturato di Konica Europe per i film a colori è stato di (. . .). Dal 1o febbraio al 30 giugno 1985 è stato di (. . .).
B. Il prodotto
(6) La presente decisione riguarda le pellicole negative a colori della marca Konica. I film a colori del produttore Konishiroku sono comparsi sul mercato europeo appena nel 1983. Prima di tale data, essi erano venduti in Europa principalmente con la marca Sakura. I film a colori Konica sono comparsi nel novembre 1983 sul mercato britannico mentre sul mercato tedesco essi sono entrati appena nell'ottobre 1984.
C. Organizzazione della distribuzione di film Konica nella Comunità (nella sua composizione al 31 dicembre 1985) e nei paesi terzi vicini
(7) Nella Comunità Konishiroku ha tre filiali che importano e distribuiscono film Konica; esse sono Konica Europe nella Repubblica federale di Germania, Konica UK nel Regno Unito e Konica France in Francia.
(8) Konica Europe distribuisce film Konica nella Repubblica federale di Germania. Nei Paesi Bassi i film Konica sono distribuiti tramite Konica Nederland BV, filiale di Konica Europe. Konica Europe ha un rivenditore in Belgio-Lussemburgo, Danimarca, Grecia, Italia. Un unico rivenditore rifornisce il Belgio e il Lussemburgo. In Austria i film Konica vengono smerciati da un'altra filiale di Konica Europe.
(9) Konica UK distribuisce film Konica nel Regno Unito. Essa ha un rivenditore in Irlanda e un altro nelle Isole Normanne.
(10) Konica France distribuisce film Konica in Francia.
D. La politica commerciale per i film Konica nella Repubblica federale di Germania e nel Regno Unito
(11) Konica Europe, nuovo concorrente sul mercato tedesco, ha cercato di affermarsi curando l'immagine di marca dei suoi film; per questo motivo essa ha deciso di ricorrere solo a rivenditori specializzati. La lotta alla concorrenza punta soprattutto sulla qualità dei prodotti.
Nell'ambito della propria politica commerciale, Konica Europe ha deciso di smerciare film Konica nella Repubblica federale di Germania, tramite rivenditori specializzati. Nell'ottobre 1984, nel presentare i film Konica alla « Photokina », Konica Europe aveva pubblicamente dichiarato di rifornire solo negozi di articoli fotografici; nella pubblicità Konica Europe afferma che i film Konica si trovano solo nei buoni negozi di articoli fotografici.
I negozi di articoli fotografici ordinano i film Konica tramite una centrale regionale d'acquisto di Konica Europe; in generale non viene rifiutata nessuna commessa. Konica Europe stipula per iscritto con i negozi di articoli fotografici un accordo che prevede un premio differenziato in funzione del fatturato netto annuale da essi realizzato per la totalità dei prodotti amatoriali Konica, premio che viene accreditato a fine anno e compensato con le forniture dell'anno successivo. Le parti non sottoscrivono invece alcun contratto di rivendita.
(12) Nel Regno Unito i film Konica vengono forniti anche a negozi non specializzati. La concorrenza con le altre marche punta soprattutto sul prezzo. Konica UK rifornisce direttamente il commercio al minuto (rivenditori di materiale fotografico e laboratori di sviluppo) nonché vari grossisti. È noto tuttavia che Konica UK preferisce rifornire direttamente i rivenditori al minuto, limitando il numero dei grossisti. Dettaglianti e grossisti pagano un prezzo di base sul quale viene praticato uno sconto che varia in funzione dei quantitativi acquistati. Non vi sono contratti scritti di rivendita; ai listini dei prezzi sono tuttavia allegate le condizioni generali di vendita e fornitura di Konica UK.
Konica UK rifornisce anche i rivenditori che esportano nei paesi in via di sviluppo.
E. Quota di mercato dei film a colori Konica nella Repubblica federale di Germania e nel Regno Unito
(13) Secondo le stime di Konica Europe, la quota di mercato dei film Konica nella Repubblica federale di Germania è stata nel 1985 del (. . .) circa, mentre quella dei principali concorrenti è stata: Kodak - circa (. . .); Agfa - circa (. . .); Fuji - circa (. . .); Porst - circa (. . .); Revue - circa (. . .); marche minori e private labels - circa 13 %. Sempre secondo le stime di Konica UK, nel 1985 la quota di mercato dei film a colori Konica nel Regno Unito è stata del (. . .) circa, mentre quella dei principali concorrenti è stata: Kodak - circa (. . .); Fuji - circa (. . .); Ilford - circa (. . .); Agfa - circa (. . .); private labels - circa 30 %.
F. Differenze di prezzo tra Repubblica federale di Germania e Regno Unito
(14) Dall'ottobre 1984 fino a metà febbraio 1985, i prezzi base dei film a colori Konica per i rivenditori della Repubblica federale di Germania hanno superato mediamente del 20 % circa quelli per i rivenditori del Regno Unito. La differenza era lievemente maggiore o minore a seconda del tipo di emulsione dei film e subiva inoltre variazioni a causa delle oscillazioni del cambio DM-£.
(15) Alla fine dell'anno Konica Europe concede ai rivenditori un premio che va dal 7 % ad un massimo del 15 % del prezzo di base; per ottenere uno sconto del 15 % il rivenditore deve realizzare nel settore dei prodotti amatoriali un fatturato di almeno 80 000 DM; il rivenditore britannico ottiene invece subito uno sconto del 15 % qualora acquisti un assortimento di almeno 1 000 articoli. Ai grossisti Konica UK concede uno sconto del (. . .) sul prezzo di base.
(16) Konica UK ha aumentato del 10 % circa i prezzi di base per i rivenditori con effetto dal 16 febbraio 1985; i prezzi di base di Konica Europe per i rivenditori della Repubblica federale di Germania sono rimasti invariati. Poiché la sterlina continuava a deprezzarsi rispetto al marco, sussistevano notevoli differenze tra i prezzi di base tedeschi e quelli britannici. Sebbene dopo la vigorosa ripresa della sterlina da aprile a luglio 1985, i prezzi si fossero sostanzialmente allineati, continuavano nondimeno a sussistere nei due paesi condizioni di sconto diverse che, a seconda del volume degli acquisti, potevano determinare notevoli differenziali di prezzo.
(1) GU n. 13 del 21. 2. 1962, pag. 204/62.
(2) GU n. 127 del 20. 8. 1963, pag. 2268/63.
(1) Nel testo pubblicato della presente decisione sono stati omessi alcuni dati a norma dell'articolo 21 del regolamento n. 17 che dispone per la salvaguardia dei segreti d'affari.
(17 In particolare alla fine del 1984 e agli inizi del 1985, le differenze di prezzo per i film a colori Konica tra la Repubblica federale di Germania e il Regno Unito erano tali da incoraggiare importazioni parallele dal Regno Unito verso la Repubblica federale di Germania, anche per il tramite eventuale di un paese terzo.
(18) Konica precisa che le differenze di prezzo sono dovute alla diversità delle strutture di mercato e commerciali tra la Repubblica federale di Germania ed il Regno Unito. Date le abitudini dei consumatori, in Germania la concorrenza nel settore dei film amatoriali punterebbe soprattutto sulla qualità, mentre il prezzo sarebbe un elemento relativamente trascurabile. Konica Europe avrebbe inoltre sostenuto consistenti spese pubblicitarie per creare un'immagine di marca centrata sulla qualità piuttosto che sulla convenienza del prodotto; questi costi pubblicitari si sarebbero ripercossi almeno in parte sui prezzi di vendita.
Date le abitudini dei consumatori britannici nel Regno Unito, la concorrenza nel settore dei film amatoriali punterebbe solo sul prezzo, perché il consumatore britannico sarebbe generalmente indifferente alla marca. L'importazione di una nuova marca sarebbe quindi possibile solo se è conveniente, onde sostenere la concorrenza di due imprese leader sul mercato.
G. Gli accertamenti della Commissione in ordine alla restrizione della concorrenza allo stadio della distribuzione
(19) Dalla documentazione reperita dalla Commissione nel corso delle ispezioni risulta che Konica Europe e Konica UK conducono una politica commerciale mirante, da un lato, a proteggere il mercato tedesco dalla concorrenza delle importazioni parallele di film Konica dagli altri paesi della Comunità e dai paesi terzi vicini, dall'altro, ad impedire ai rivenditori del Regno Unito, dell'Irlanda e delle Isole Normanne di esportare questi film Konica verso altri Stati membri e paesi europei.
(20) Nel dicembre 1984 - i film Konica erano comparsi da appena due mesi sul mercato tedesco e, secondo quanto dichiarato da Konica Europe, dovevano essere venduti ai consumatori finali solo tramite rivenditori specializzati - i film negativi a colori Konica erano venduti nei grandi magazzini Metro a prezzi nettamente inferiori (del 30 % circa) a quelli dei rivenditori specializzati tedeschi.
(21) Con telex del 14 dicembre 1984, Konica Europe informava Konica UK che 32 grandi magazzini Metro della Repubblica federale di Germania avevano incominciato a vendere film a colori Konica; dal numero dell'emulsione risultava che i film erano stati esportati da Tokio solo nel Regno Unito e nel Canada. La linea telefonica di Konica Europe era oberata dalle chiamate di rivenditori Konica che minacciavano di denunciare i loro contratti di sconto per il 1985 e/o di restituire le partite acquistate. Konica Europe si impegnava peraltro senza grande successo a ricomprare i film venduti nei grandi magazzini Metro e si augurava che Konica UK fosse disposta a riprenderli.
(22) Il 5, 14 e 29 novembre 1984 Konica Europe aveva già acquistato da un grossista (. . .) (1) grosse quantità di film a colori Konica; il 3 gennaio 1985 vi è stato un ulteriore acquisto. Nel complesso il volume degli acquisti ha superato i ( . . . ). Un certo numero di tali film, che erano stati originariamente destinati da Tokio al Regno Unito, ciò che peraltro si è potuto accertare solo dopo la consegna a Konica Europe, è stato effettivamente riacquistato da Konica UK per complessivi ( . . . ); nel febbraio 1985 una parte dei film è stata però restituita a Konica Europe.
(23) Dal dicembre 1984 agli inizi del luglio 1985, Konica Europe ha acquistato regolarmente film Konica che venivano smerciati nella Repubblica federale di Germania non da rivenditori specializzati bensì dai grandi magazzini Metro oppure ha incaricato vari rivenditori di acquistarne grosse partite tramite l'agenzia pubbliciataria GGK.
Konica Europe sostiene di essere stata costretta a riacquistare i film dai grandi magazzini Metro, dove subito dopo la loro comparsa sul mercato venivano offerti in grossi quantitativi e a prezzi stracciati, per difendere la propria politica commerciale nella Repubblica federale di Germania e non per ammortizzare gli ingenti costi pubblicitari.
Il valore delle partite riacquistate dai grandi magazzini Metro superava complessivamente i ( . . . ); dal numero dell'emulsione dei film acquistati risultava che originariamente essi erano stati destinati da Tokio al Regno Unito, alla Francia e all'Austria.
(24) Si deve supporre che i film riacquistati provenivano in gran parte dal Regno Unito. Ciò risulta anche dai seguenti documenti:
- In un telex di Konica Europe a Konica France dell'11 dicembre 1984 si legge tra l'altro: « I strongly ask you to consider price increase by at last 15 pct. both for films and paper . . . For your information Konica UK will increase film price by 10 pct. from next February on and expect another increase by about 15 pct. from August. It means that their price level will be soon higher than yours and your films are supposed to be re-exported to Germany instead of UK films ».
- In un telex di Konica Europe a Konica UK del marzo 1985 si legge « . . . while we had clear evidence of grey imports from UK . . . ».
- Durante un'intervista al periodico « markt intern » dell'8 maggio 1985 il direttore alle vendite di Konica Europe ha dichiarato « Non riforniamo né Metro né altri negozi analoghi . . . Non so esattamente da dove provengano i film ma suppongo si tratti di paesi vicini, in particolare del Regno Unito ».
- Nella fattura di una società di revisori contabili, spedita a Konica Europe il 28 giugno 1985, figura, tra l'altro, una voce « consulenze e perizie relativamente alla contabilità delle partite riacquistate, oggetto di importazioni "grigie" dal Regno Unito ».
(25) Konica Europe ha pubblicamente annunciato l'intenzione di riacquistare i film Konica nella Repubblica federale di Germania. Il 1o febbraio 1985 è apparso nelle riviste specializzate Foto-Contact, Foto-Wirtschaft e Inpho un annuncio in questo senso, sotto il titolo « Talvolta il numero dei nostri film da noi riacquistati supera le vendite ». Nel testo si legge: « Ciò semplicemente perché vi abbiamo promesso che i film Konica sono destinati solo ai buoni negozi di articoli fotografici. Vi abbiamo inoltre assicurato che tutti i nostri clienti potranno acquistare i film Konica dai grandi magazzini e negozi analoghi dietro rimborso, da parte nostra, del prezzo pagato.
Un caso concreto di applicazione si è avuto nel dicembre 1984. Una catena di grandi magazzini si era procurata i nostri film tramite esportazioni "grigie". La società e i clienti hanno reagito immediatamente ed i film sono stati riacquistati. Ora i film Konica si trovano solo nei buoni negozi di articoli fotografici. Siamo infatti certi che, a lungo termine, la costruzione di un'immagine di marca, e quindi anche il successo sul mercato, possono realizzarsi solo in associazione con i rivenditori specializzati. Konica deve quindi operare in un'ottica di lungo periodo e smerciare i propri prodotti solo tramite rivenditori specializzati; ciò comporta di non imporre obblighi in materia di quantità né a livello di fabbrica né a livello di rivendita e, ovviamente, di praticare un opportuno sistema di sconti. Solo così si può assicurare ai rivenditori specializzati un margine di utile superiore alla media ».
Dopo questo annuncio e dopo essere stata ammonita dal « Verein zur Wahrung des lauteren Wettbewerbs e. V. » (commissione per la concorrenza), Konica Europe ha rilasciato una dichiazione con cui si impegnava ad astenersi dal pubblicizzare i riacquisti, ma non a sospenderli.
(26) Il 1o febbraio 1985 Konica UK ha spedito a 12 rivenditori operanti nel Regno Unito, in Irlanda e nelle Isole Normanne, che supponeva coinvolti in tali transazioni, una circolare riguardante le « grey exports of Konica film », del seguente tenore: « In the past 6 months we have been experiencing a high level of grey exports of Konica film to Europe ».
Konica UK ha peraltro dichiarato che la codificazione è stata un « bluff », non essendo i film contrassegnati da alcun numero di codice né nelle forniture a singoli rivenditori né in quelle ai vari paesi, e non avendo la società madre giapponese impartito alcuna direttiva in questo senso. Un film viene munito solo di un numero di emulsione per facilitare il controllo di qualità. Con una unica emulsione sarebbe possibile rifornire contemporaneamente più paesi.
(27 In una nota interna del direttore alle vendite di Konica UK dello stesso giorno, con riferimento a questa circolare, si legge tra l'altro: « . . . we know that there is a UK source who is collecting film parcels together in quantities of 5-10,000 rolls from each dealer and transshipping these, mainly to West Germany . . . If you are aware, or suspect, any dealer with grey exporting, please do not sell any goods, for the simple reason that each time we are caught out we have to buy back the film from the country of export and pay delivery cost and perhaps a compensation element. As you can imagine, it costs a small fortune and is easily traced because each country in Europe has a separate film code on the box which indicates the original importing country ». (28) Un telex a Konica Europe del 15 marzo 1985, in cui Konica UK si riferisce presumibilmente agli esportatori « grey », termina con la frase: « Let me assure you that we will do our utmost to prevent sales into Europe but you should investigate these other grey importers/exporters ». La risposta di Konica Europe a questo telex comincia: « Thank you very much for your information and I appreciate your efforts in preventing grey exports, » e continua: « We in fact suspected Jersey. That was because you were so confident that none of your wholesalers, including Jersey, had been involved in grey business, while we had clear evidence of grey imports from UK . . . If Jersey is not, then someone else among those who insist that they have never grey exported must be the one. Anyway, . . . is a quite new name for us. We will start investigations! ».
(29) Vari rivenditori del Regno Unito sono stati invitati a non effettuare esportazioni « grigie » anche dopo il 1o febbraio 1985. Una lettera del 26 febbraio 1985 ad un grossista britannico ( . . . ) che non figurava tra i destinatari della circolare del 1o febbraio 1985, termina con la frase: « May I also take this opportunity of asking you not to deal with customers who specialise in "grey exporting" our products to overseas markets as this is the cause of disorderly marketing and, in the long run, there is no benefit to you from this ».
Una lettera datata 17 maggio 1985 indirizzata ad un altro grossista (. . . ) destinatario della circolare del 1o febbraio e che, all'inizio del 1985 aveva denunciato alla Commissione il rifiuto di Konica UK di rifornirlo, alla fine conteneva un'offerta di vendere i film Konica ma termina la frase: « May I remind you of our grey export policy which we discussed at the meeting and state that all film sales to your company will be monitored and should we find that product supplied to your company has been grey exported then any business relationship will have to be terminated ».
Un altro rivenditore britannico anch'esso destinatario della circolare del 1o febbraio, non ha più ricevuto forniture dal dicembre 1984; egli ha dichiarato che Konica UK si è rifiutato di fornirgli film per l'esportazione e gli ha comunicato per telefono che avrebbe fatto tutto il possibile per impedire l'esportazione di film dal Regno Unito agli altri paesi europei.
(30) Alcuni dei rivenditori cui era destinata la circolare del 1o febbraio 1985 in materia di « grey exports » sono tuttavia rimasti in rapporti di affari con Konica ed hanno continuato ad acquistare film Konica senza aver reagito espressamente. Dopo aver ricevuto la circolare, essi hanno interrotto le esportazioni di film Konica verso altri paesi della Comunità.
(31) Konica UK sostiene che due rivenditori non erano in rapporti d'affari con la società (uno era peraltro il citato rivenditore che aveva tentato invano di ottenere forniture), che un altro rivenditore aveva effettuato le prime ordinazioni nel maggio 1985, che due altri rivenditori avevano sospeso le ordinazioni di film Konica nel luglio 1984 e che un altro rivenditore trattava altri prodotti di Konica ma non i film; inoltre, tre rivenditori che continuavano ad acquistare regolarmente film Konica non operavano nel settore dell'export. Konica UK nega peraltro di essersi rifiutata dal dicembre 1984 di fornire al citato rivenditore film per l'esportazione o di aver ricevuto per telefono ordinazioni in tal senso.
Questa circolare che, come i rivenditori hanno facilmente intuito, conteneva una minaccia a vuoto, sarebbe stata una reazione affrettata e sconsiderata di un collaboratore.
(32) La dichiarazione di Konica UK, secondo cui nel periodo considerato pochissimi destinatari della circolare esportavano film Konica nella Comunità, non contraddice i risultati degli accertamenti della Commissione. La stessa Konica UK non ha tenuto conto del numero di rivenditori operanti nel settore dell'export poiché, in definitiva, solo 13 su 2 500 rivenditori sono stati invitati per iscritto a non esportare. D'altra parte quei rivenditori cui era indirizzata la circolare, che secondo Konica UK vendevano a una « centrale » nel Regno Unito (vedi punto 27), hanno potuto dichiarare alla Commissione che non esportavano neanche prima di questa circolare.
(33) Quanto alla società madre, date le circostanze, la Commissione presume essa fosse al corrente della politica commerciale di Konica UK e Konica Europe. La Commissione non è stata tuttavia in grado di dimostrare che Konishiroku era a conoscenza delle pratiche delle proprie filiali britannica e tedesca o che aveva addirittura impartito direttive all'uopo.
II. VALUTAZIONE GIURIDICA
A. Articolo 85, paragrafo 1
Accordi e pratiche concordati tra imprese
(34) Konica UK e Konica Europe nonché i rivenditori del Regno Unito, dell'Irlanda, delle Isole Normanne e della Germania da esse riforniti sono imprese ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1.
(1) Nel testo pubblicato della presente decisione il nome delle imprese, non destinatarie della decisione stessa né degli addebiti, non è pubblicato e figura sotto « (. . . ) ».
(35) Con circolare del 1o febbraio 1985 e sucessive lettere, Konica UK invitava i rivenditori nel Regno Unito, in Irlanda e nelle Isole Normanne, che secondo la società esportavano, a cooperare astenendosi da esportare direttamente o indirettamente. In caso di rifiuto, Konica UK minacciava di interrompere le forniture oppure di aumentare i prezzi compromettendo le possibilità dei rivenditori stessi sul mercato britannico.
(36) Secondo la Commissione, questa circolare, alla quale solo un rivenditore ha reagito espressamente, non è, come sostiene Konica UK, un provvedimento unilaterale della società, ma una proposta di accordo accettata da numerosi rivenditori.
Sempre secondo la Commissione, un rivenditore non ha l'abitudine di reagire espressamente a lettere di questo tipo indirizzategli da un produttore. Il destinatario interpreta generalmente una lettera di questo tipo, in particolare rispecchia una politica commerciale del fornitore, come volontà di definire i rapporti commerciali tra le parti; nel caso di specie essa significa che la merce fornita non è destinata all'esportazione. Se il rivenditore non reagisce, la lettera deve considerarsi elemento essenziale del rapporto; ciò vale, in particolare, sia che il rivenditore venda la merce solo nel paese, sia che la ceda ad una centrale, che a sua volta la esporta. Secondo la Commissione ricorrono in entrambi i casi condizioni tali da far presumere l'esistenza di una pratica concordata ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1.
(37) Konica Europe vende film a colori Konica nella Repubblica federale di Germania solo tramite rivenditori specializzati, con i quali ha stipulato cosiddetti contratti di sconto. Konica Europe ha assicurato ai suoi rivenditori tedeschi e più volte pubblicamente ribadito che non rifornisce i grandi magazzini. Da parte loro, i negozi di articoli fotografici non si sono impegnati verso Konica Europe a vendere esclusivamente ai consumatori finali o a rivenditori specializzati.
(38) L'intenzione di Konica Europe manifestata con l'annuncio del 1o febbraio 1985 (vedi punto 25) di riacquistare, per quanto possibile, i film Konica che una catena di grandi magazzini si era procurata tramite canali « grigi », per proteggere il mercato tedesco dalla concorrenza delle importazioni parallele di film Konica e difendere il livello dei prezzi ed i margini dei rivenditori specializzati, come pure i provvedimenti effettivamente presi e pubblicamente annunciati, rispondono all'esigenza di soddisfare i desideri e tutelare gli interessi dei rivenditori specializzati. Ne è una prova anche l'invito ai rivenditori specializzati ad acquistare essi stessi i film Konica venduti nei grandi magazzini, dietro rimborso del prezzo pagato da parte di Konica Europe. Due rivenditori specializzati hanno effettivamente risposto a questo invito acquistando film Konica, anche se in quantità modesta. Il fatto che l'operazione di riacquisto fosse rivolta ad impedire le importazioni parallele è dimostrato dal telex con cui Konica Europe ringrazia Konica UK per gli sforzi compiuti per prevenire le esportazioni parallele e, nello stesso tempo, annuncia di avere iniziato delle indagini per scoprire gli esportatori paralleli (vedi punto 28) nonché dalla presa a carico da parte di Konica UK di un certo numero di film riacquistati da Konica Europe (vedi punto 22). Lo scopo, quindi, dei riacquisti era quello di porre fine al commercio parallelo. Secondo la Commissione, quanto meno dal 1o febbraio 1985, questa politica dichiarata di Konica Europe può considerarsi parte integrante degli accordi di fornitura con i rivenditori tedeschi. Konica Europe si è perciò impegnata verso i propri rivenditori tedeschi a proteggerli dalla concorrenza delle importazioni parallele di film Konica acquistando tali film. Un tale impegno costituisce un accordo ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1. Le condizioni sono comunque tali da far supporre l'esistenza di pratiche concordate.
(39) Konica Europe ha sostenuto che i riacquisti non miravano ad impedire le importazioni parallele bensì ad impedire che venisse intenzionalmente compromessa la politica commerciale della società.
Konica Europe sostiene che l'annuncio del 1o febbraio 1985 è stata una trovata pubblicitaria e non può considerarsi un impegno dell'impresa a rifornire solo i rivenditori specializzati e ad impedire le importazioni parallele per difendere la propria politica commerciale. Konica Europe non avrebbe avuto altresì alcun interesse a vincolarsi unilateralmente nei confronti dei rivenditori specializzati, poiché in caso di insuccesso della sua politica, sarebbe stato difficile se non addirittura impossibile riconvertirsi rapidamente ad altre forme di distribuzione. Né è lecito presumere che i rivenditori specializzati abbiano accettato tacitamente questo impegno come parte integrante dei contratti di fornitura. I rivenditori specializzati non avrebbero avuto peraltro alcun interesse ad impedire la vendita di film Konica importati parallelamente, poiché, nel ricorso di certe condizioni, avrebbero avuto ogni interesse ad acquistare a basso prezzo film Konica dall'estero. I riacquisti e l'annuncio di Konica Europe sarebbero stati provvedimenti unilaterali e non il frutto di un'intesa o di una concertazione, qualsivoglia possa esserne stata la forma. (40) Secondo la Commissione, tuttavia, perché si concreti un accordo restrittivo della concorrenza ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1, non occorre il conseno scritto delle altre parti ma basta che vi siano, tra le parti stesse, rapporti commerciali che nel caso di specie si sono concretati in azioni e pubbliche dichiarazioni di Konica Europe, che i suoi clienti hanno quanto meno tacitamente accettato. Del resto, come ammette la stessa Konica Europe, due rivenditori hanno effettivamente partecipato ai riacquisti; al riguardo, non rileva il fatto che le partite da essi acquistati fossero relativamente modeste.
Restrizioni della concorrenza
(41) Il divieto di esportazione imposto da Konica UK a una serie di rivenditori ha avuto l'oggetto e l'effetto di limitare la concorrenza nel mercato comune poiché mirava ad impedire ai rivenditori del Regno Unito, dell'Irlanda e delle Isole Normanne di vendere film Konica in altri Stati membri onde non entrare in concorrenza con rivenditori vincolati da contratto a Konica Europe. Un divieto di questo tipo compartimenta artificialmente il mercato comune ed ostacola la creazione di un mercato unico tra gli Stati membri che è un obiettivo fondamentale del trattato CEE.
(42) L'impegno di riacquisto di Konica Europe, che mirava ad impedire la rivendita di film Konica importati parallemamente nella Repubblica federale di Germania, perseguiva lo stesso obiettivo, cioè la tutela dei rivenditori riforniti da Konica Europe dalla concorrenza dei film Konica importati parallelamente, onde assicurare loro un congruo margine di utile.
(43) Che Konica UK e Konica Europe intendessero limitare la concorrenza nel mercato comune si desume anche dai loro sforzi comuni per identificare i rivenditori che avevano effettuato esportazioni o importazioni « grigie » di film Konica.
(44) Il divieto di esportazione imposto da Konica UK ha avuto l'effetto di limitare la concorrenza. Konica UK ha fatto espressamente presente ai rivenditori che eventuali esportazioni parallele avrebbero comunque pregiudicato, se non addirittura reso impossibili, i rapporti commerciali con la società. È lecito supporre che, in seguito a ciò, numerosi rivenditori abbiano rinunciato ad esportare film Konica.
(45) L'impegno di Konica Europe di acquistare nella Repubblica federale di Germania i film importati parallelamente ha avuto l'effetto di limitare notevolmente la concorrenza per questa marca e di eliminare gli effetti sulla struttura dei prezzi tedeschi, a detrimento dei consumatori tedeschi. Questo impegno non può essere inoltre scisso dai provvedimenti presi da Konica UK e rientra nella politica europea del gruppo Konica, che mira a compartimentare i mercati nazionali.
Effetti sugli scambi tra Stati membri
(46) Un divieto di esportazione è di per sé idoneo a pregiudicare il commercio tra Stati membri. Esso mira ad ostacolare gli scambi tra Stati membri oppure a consentirli solo nei limiti stabiliti dall'impresa. Nel caso di specie, le restrizioni della concorrenza hanno pregiudicato gli scambi tra il Regno Unito e gli altri Stati membri, in particolare la Repubblica federale di Germania, operato o quanto meno favorito una compartimentazione artificiale del mercato comune ed erano idonee ad impedire la creazione di un mercato unico.
(47) Con il divieto, Konica UK ha impedito che il commercio tra il Regno Unito e la Repubblica federale di Germania si sviluppasse come avrebbe potuto svilupparsi, date le potenzialità del mercato. Nel periodo ottobre 1984 / marzo 1985 e tavolta anche in seguito, i prezzi praticati ai distributori nel Regno Unito erano inferiori a quelli tedeschi, sicché era conveniente esportare o importare film Konica anche qualora il loro trasporto fosse eventualmente effettuato attraverso le isole anglonormande. Lo status particolare di queste isole riguardo alla Comunità europea non esclude l'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 1 alle pratiche di Konica UK dirette ad impedire il commercio parallelo fra Stati membri.
(48) L'impegno di riacquistare di Konica Europe si riferiva ai prodotti importati ed era idoneo ad influire sul volume delle importazioni. Inoltre, esso era inteso a compartimentare artificialmente il mercato.
B. Articolo 85, paragrafo 3
(49) Gli accordi o le pratiche concordate in oggetto non possono beneficiare di un'esenzione ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3, non essendo stati notificati alla Commissione e non rientrando negli accordi e nelle pratiche concordate per le quali l'articolo 4, paragrafo 2 del regolamento n. 17 non prevede l'obbligo di notifica. Essi non soddisfano inoltre le condizioni di esenzione dell'articolo 85, paragrafo 3. Siffatti divieti di esportazione nel mercato comune non contribuiscono a migliorare la distribuzione dei prodotti, né d'altra parte ricorrono le altre condizioni di applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3. Lo stesso dicasi per l'impegno di riacquisto.
C. Articolo 3 del regolamento n. 17
(50) Konica ha assicurato alla Commissione di aver posto termine alle infrazioni da questa accertate. Vi sarebbero nella Repubblica federale di Germania importazioni parallele da altri Stati membri che verrebbero tollerate. Konica UK farà tutto il possibile per impedire che i suoi uffici di vendita obblighino o tentino di obbligare per iscritto o verbalmente gli acquirenti a rinunciare all'esportazione o alla rivendita ad esportatori. Non ricorrono quindi le condizioni per l'applicazione dell'articolo 3, paragrafo 1 del regolamento n. 17, a norma del quale la Commissione può ordinare la cessazione delle infrazioni contestate.
D. Articolo 15, paragrafo 2 del regolamento
n. 17
(51) La presente decisione è destinata solo a Konica UK e Konica Europe perché solo queste imprese sono da considerarsi responsabili dell'infrazione all'articolo 85, paragrafo 1. Quantunque le misure contestate, il divieto di esportazione, da un lato, e il fatto di ostacolare la rivendita di film Konica importati parallelamente, dall'altro, non siano da considerarsi azioni unilaterali delle due imprese, esse sono state predisposte ed attuate soprattutto nel loro interesse. I clienti di Konica UK e Konica Europe sono quindi esonerati da ogni responsabilità.
(52) Secondo la Commissione, imponendo un divieto di esportazione ai rivenditori del Regno Unito, dell'Irlanda e delle Isole Normanne, Konica UK ha violato intenzionalmente l'articolo 85, paragrafo 1. I responsabili sapevano che un siffatto divieto di esportazione costituiva una violazione grave del trattato. Ciò è confermato dalla documentazione reperita nel corso degli accertamenti, da cui risulta che nel 1980 Konica UK aveva avvertito la British Photographica Importers Association che il rifiuto di garantire apparecchi fotografici oggetto di importazioni parallele era in contrasto con le regole di concorrenza del trattato CEE; la lettera aveva come oggetto « legislazione comunitaria in materia d'intese e importazioni parallele » (EEC Anti Trust Law and Grey Imports).
(53) Secondo la Commissione, anche Konica Europe ha violato intenzionalmente l'articolo 85, paragrafo 1, essendosi impegnata ad impedire, con il loro riacquisto, la rivendita di film Konica provenienti, mediante importazioni parallele, dai paesi della Comunità e dai paesi terzi vicini. Konica Europe ha inteso effettivamente compartimentare il mercato comune per impedire la concorrenza sul mercato tedesco ed eliminare gli effetti sul livello dei prezzi. Konica Europe ha inoltre invitato la società britannica distributrice di Konica ad impedire le forniture nel proprio territorio. Analogo invito è stato peraltro fatto a Konica France (punto 24).
(54) I suddetti impegni restrittivi della concorrenza che Konica Europe e Konica UK hanno assunto o fatto assumere possono spiegarsi solo con riferimento ad una politica commerciale comune del gruppo Konica in Europa, intesa alla conservazione di più mercati nazionali con differenziali di prezzo. È quindi chiaro che Konica Europe si è rivolta a Konica UK per far cessare o almeno per limitare le importazioni dal Regno Unito e che Konica UK ha fatto di tutto per ottemperare.
(55) Secondo la Commissione è quindi opportuno infliggere ammende dello stesso importo a Konica Europe ed a Konica UK.
(56) Secondo la Commissione, un comportamento intenzionale idoneo a pregiudicare la creazione di un mercato comune configura un'infrazione di particolare gravità.
(57) Quanto alla durata dell'infrazione risulta che va dal febbraio agli inizi del luglio del 1985.
(58) Nel fissare l'entità delle ammende, la Commissione ha considerato, da un lato, che vi è stata una palese violazione del diritto comunitario, consistente nell'ostacolare la creazione del mercato comune; d'altra parte, essa ha tenuto conto del fatto che le prove dell'infrazione si riferiscono solo ad un periodo di cinque mesi e che gli effetti concreti sugli scambi intracomunitari non sono stati di particolare rilievo, nonché del fatto che, all'epoca dell'infrazione, in Germania i film Konica cominciavano appena a penetrare sul mercato, sicché la loro quota era molto bassa,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Vietando ai rivenditori del Regno Unito, dell'Irlanda e delle Isole Normanne di esportare film Konica negli Stati membri, Konica UK Ltd ha violato l'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CEE. Articolo 2
Impegnandosi verso i negozi tedeschi di articoli fotografici ad impedire la rivendita di film Konica importati parallelamente sul mercato tedesco, riacquistando questi film e mantenendo effettivamente quest'impegno, Konica Europe GmbH ha violato l'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CEE.
Articolo 3
Un'ammenda di 75 000 ECU è inflitta a Konica Ltd. Tale importo deve essere versato entro tre mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione sul conto n. 59000204 della Commissione delle Comunità economiche europee presso Lloyds Bank Ltd., The Manager Payments Section, Overseas Centre Birmingham, PO Box 63, 38a Paradise Street, Birmingham B1 2AB, Regno Unito.
Un'ammenda di 75 000 ECU è inflitta a Konica Europe GmbH. Tale importo deve essre versato entro tre mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione sul conto n. 262 00 64910 della Commissione delle Comunità economiche europee presso Sal. Oppenheim Jr. & Cie, Unter Sachsenhausen 4, D-5000 Colonia.
Trascorso questo termine, le ammende verranno automaticamente maggiorate di un interesse di mora, il cui tasso corrisponde al tasso d'interesse, maggiorato di 3 punti e mezzo, applicato dal Fondo monetario europeo per le transazioni in ECU, al primo giorno feriale del mese nel corso del quale la presente decisione è stata adottata; tale tasso è quindi del 10,25 %. Qualora il pagamento venga effettuato nella moneta nazionale del destinatario, il tasso di cambio è quello del giorno precedente il giorno del pagamento.
Articolo 4
Le seguenti imprese sono destinatarie della presente decisione:
- Konica UK Ltd
Plane Tree Crescent
Feltham
UK-Middlesex TW13 7HD
- Konica Europe GmbH
Industriecenter X11
D-8011 Hohenbrunn
La presente decisione costituisce titolo esecutivo ai sensi dell'articolo 192 del trattato CEE.
Fatto a Bruxelles, il 18 dicembre 1987.

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