Document ID: 32002D0165

Decisione della Commissione
del 3 luglio 2001
relativa a un procedimento a norma dell'articolo 82 del trattato CE
(Caso COMP D3/38.044 - NDC Health/IMS Health: misure provvisorie)
[notificata con il numero C(2001) 1695]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/165/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1216/1999(2), in particolare gli articoli 3 e 16,
vista la decisione della Commissione, dell'8 marzo 2001, di avviare il procedimento nel presente caso,
dopo avere dato alle imprese interessate la possibilità di manifestare il proprio punto di vista relativamente agli addebiti mossi dalla Commissione, in conformità con l'articolo 19, paragrafo 1, del regolamento n. 17 e del regolamento (CE) n. 2842/98 della Commissione, del 22 dicembre 1998, relativo alle audizioni in taluni procedimenti a norma dell'articolo 85 e dell'articolo 86 del trattato CE(3),
visto il parere formulato dal comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti il 19 giugno 2001,
considerando quanto segue:
I. I FATTI
1. NATURA DELLA PRESENTE DECISIONE
(1) La presente decisione stabilisce misure provvisorie nell'attesa che venga adottata una decisione finale sulla domanda presentata ai sensi dell'articolo 3 del regolamento n. 17 da National Data Corporation Health Information Services (NDC) di Atlanta, Stati Uniti d'America, in merito a una presunta infrazione all'articolo 82 del trattato CE da parte di IMS Health Incorporated (IMS) di Westport, Stati Uniti d'America.
2. LE IMPRESE
(2) Le imprese indicate in appresso si occupano tutte di rilevazioni di dati relativi alle vendite nel settore farmaceutico e in quello dei prodotti sanitari. Esse forniscono alle società farmaceutiche dati sui risultati delle vendite di prodotti farmaceutici, quali registrati dalle farmacie e in base alle prescrizioni mediche.
IMS
(3) Intercontinental Marketing Services Health Inc (IMS), una società statunitense, è il principale fornitore mondiale di informazioni al settore farmaceutico e a quello dei prodotti sanitari. IMS Health descrive se stessa come "il principale fornitore mondiale di soluzioni per la trasmissione di informazioni all'industria farmaceutica e dei prodotti sanitari."
IMS opera in 100 paesi. Il fatturato dell'impresa è stato di 1,4 miliardi di USD nel 2000, con un aumento dell'1,9 % rispetto al 1999. Gli introiti legati alle attività nel settore dei prodotti sanitari sono saliti da 1 miliardo di USD nel 1999 a 1,1 miliardi nel 2000, hanno registrato cioè un incremento pari al 9,1 %. Nel 2000 il reddito operativo per queste attività è salito del 3,7 %, e ha raggiunto i 344415 USD.
La sede europea di IMS è ubicata a Londra. La controllata tedesca di IMS è IMS GmbH & Co., situata a Francoforte sul Meno.
NDC
(4) National Data Corporation Health Information Services (NDC), anch'essa un'impresa americana, fornisce servizi di banche dati principalmente negli Stati Uniti, ed è specializzata nel settore farmaceutico. Come IMS, anche NDC offre servizi di informazione in diversi paesi, destinati al settore farmaceutico e a quello dei prodotti sanitari. Nel 1998 NDC è entrata sul mercato dell'Unione europea attraverso due acquisizioni nel Regno Unito: quella di Hadley Hutt e quella di John Richardson Computers. Nel giugno del 2000 ha concluso un accordo per l'acquisizione di PI Pharmintranet ("PI"), procurandosi così una base operativa sul mercato tedesco sotto il nome di NDC Health GmbH. PI era stata costituita da un ex dipendente di IMS, Roland Lederer, nel febbraio 1999. In seguito a una ristrutturazione interna nel gennaio 2001, i servizi di National Data Corporation nel settore sanitario e in quello bancario sono stati separati in NDC Health e Global Payment Systems. Nel 2000 il fatturato di NDC Health a livello mondiale è stato pari a 289,3 milioni di USD.
3. LA DENUNCIA E LA RICHIESTA DI MISURE PROVVISORIE
(5) Il 19 dicembre 2000 NDC ha presentato una denuncia chiedendo alla Commissione:
- di avviare un procedimento per accertare l'esistenza di un'infrazione all'articolo 82, e
- di applicare misure provvisorie.
(6) NDC ritiene che IMS abusi della sua posizione dominante rifiutando di concederle la licenza per l'uso della cosiddetta "struttura a 1860 aree" ("1860 brick structure"), che suddivide la Germania in 1860 zone geografiche utilizzate per la fornitura di informazioni sulle vendite. Senza questa licenza, NDC sostiene di non poter fornire relazioni sulle vendite regionali in base a questa struttura in Germania (in appresso: "servizi di dati sulle vendite regionali"), che è il maggiore mercato farmaceutico dell'Unione europea, e di essere inoltre ostacolata nella conclusione di contratti che riguardano più giurisdizioni, poiché non sarebbe in grado di fornire dati sulla Germania. NDC afferma inoltre che i giudici tedeschi hanno rafforzato la posizione dominante di IMS emettendo una decisione provvisoria che ha vietato a PI di utilizzare la struttura a 1860, 2847 o 3000 aree ("brick") o qualsiasi altra struttura ad aree derivata da quella che ne comporta 1860, poiché tali strutture costituirebbero una creazione intellettuale personale appartenente a IMS. Per la violazione di questa decisione NDC è passibile di una sanzione pecuniaria fino a 500000 DEM. NDC sostiene altresì che il procedimento avviato da IMS è vessatorio. Gli ultimi due aspetti non hanno alcun rapporto con la presente decisione e non saranno esaminati in seguito.
(7) Le misure provvisorie chieste da NDC sono l'emanazione di un provvedimento che obblighi IMS a concedere a NDC una licenza per l'uso della struttura a 1860 aree e di tutte le strutture da essa derivate, a condizioni non discriminatorie e ragionevoli dal punto di vista commerciale. Tale licenza scadrebbe (e le royalty sarebbero rimborsate a NDC) se e quando NDC fosse in grado di dimostrare che IMS non possiede alcun copyright per nessuna delle citate strutture.
4. L'INDAGINE
(8) La denuncia è stata inviata a IMS il 20 dicembre 2000. All'impresa sono state inviate due richieste di informazioni ai sensi dell'articolo 11 del regolamento n. 17, il 20 dicembre 2000 e il 19 gennaio 2001. IMS ha reagito alla denuncia con lettera del 12 gennaio 2001 e ha risposto alle richieste di informazioni con lettere del 15 e 26 gennaio e del 7 marzo.
(9) Richieste di informazioni alle società farmaceutiche ai sensi dell'articolo 11 sono state inizialmente fatte a un campione di 20 imprese, fra cui 17 delle 20 più grosse società farmaceutiche in Germania e 9 membri del gruppo di lavoro (cfr. considerando 76 e segg.). Hanno avuto luogo riunioni con 8 imprese farmaceutiche. Altre richieste ai sensi dell'articolo 11 sono state inoltre fatte ad altri fornitori di informazioni come NDC, AzyX, Cégédim e Suomen LääkeData Oy (SLD).
(10) Il 9 marzo 2001 la Commissione ha inviato una comunicazione degli addebiti a IMS Health. L'impresa ha risposto con lettera del 2 aprile 2001 e ha chiesto un'audizione orale, che ha avuto luogo il 6 aprile 2001. La Commissione ha inviato un'ulteriore richiesta di informazioni il 3 maggio a cui IMS ha risposto in data 14 maggio. IMS ha inoltre fornito alla Commissione 4 memorandum supplementari datati 18 aprile, 15 maggio, 16 maggio e 5 giugno. IMS ha reagito alla comunicazione degli addebiti con la risposta scritta del 2 aprile 2001, durante l'audizione orale e nelle sue seguenti osservazioni, e ha presentato una serie di controargomenti a cui viene data risposta nella sezione Valutazione giuridica.
(11) Per chiarire ulteriormente alcune asserzioni formulate da IMS nelle sue risposte scritte e orali alla comunicazione degli addebiti, sono state inviate richieste di informazioni alle 20 imprese iniziali ed altre 90 società farmaceutiche (110 in totale). Hanno risposto in 85, di cui 11 non erano acquirenti di relazioni sulle vendite regionali. Altri contatti hanno poi avuto luogo con fornitori di informazioni come NDC, AzyX, Cégédim, Farmastat, SLD e Gesdat, il servizio di data marketing di tre grossisti tedeschi. Queste nuove informazioni sono state comunicate a IMS il 22 maggio e il 7 giugno 2001 perché l'impresa potesse formulare le proprie osservazioni. IMS ha risposto con lettera del 14 giugno. Il 18 giugno ha avuto luogo una riunione fra IMS e i servizi della Commissione.
5. I FATTI
5.1. SERVIZI DI DATI REGIONALI
(12) Le imprese farmaceutiche utilizzano servizi che forniscono dati regionali per costruire i propri territori di vendita, per sviluppare e attuare programmi di incentivazione per i loro agenti di vendita (gli informatori scientifici del farmaco) e per acquisire conoscenze sull'andamento del mercato (quote di mercato dei loro prodotti, confronti con periodi precedenti, ecc.).
(13) Le relazioni sulle vendite regionali sono basate su dati forniti dai grossisti di prodotti farmaceutici ai fornitori di tali relazioni, come IMS, NDC e AzyX(4). Questi dati rappresentano gli acquisti effettuati dalle singole farmacie presso i grossisti(5). Tali acquisti costituiscono presumibilmente un buon indicatore(6) delle vendite delle farmacie e di conseguenza delle prescrizioni mediche. I grossisti stipulano generalmente contratti di fornitura di dati con fornitori di relazioni sulle vendite regionali, in virtù dei quali i grossisti forniscono i dati sulle vendite effettuate a un insieme di farmacie ubicate entro determinate aree geografiche. I fornitori di relazioni sulle vendite regionali chiedono ai grossisti dati suddivisi secondo una struttura predeterminata (la struttura d'immissione). IMS concede la licenza per questa struttura ai grossisti solo per la trasmissione dei propri dati e per nessun altro uso. La struttura d'immissione varia fra i vari fornitori: la struttura di IMS ha 2847 segmenti, quella di NDC ne aveva originariamente 3000 - ma è stata poi sostituita con una struttura a 3942 (ex 3944) segmenti - e la struttura di AzyX ne ha 2881.
(14) Questa struttura a segmenti per l'immissione di dati è una griglia sovrapposta alla mappa di un paese, che raggruppa insiemi di medici, farmacie e pazienti e che contiene fra gli altri i dati seguenti: codici postali tedeschi, informazioni dell'Istituto federale di statistica (confini politici, numero di residenti), distribuzione dei medici e delle farmacie, materiale cartografico (carte topografiche e delle strade) e informazioni sull'organizzazione regionale delle associazioni per la fatturazione medica. Lo scopo di questa suddivisione in zone è quello di consentire la fornitura di dati ripartiti secondo una piccola e funzionale area geografica ("brick") evitando al tempo stesso l'identificazione delle vendite a singole farmacie, cosa resa necessaria ai fini della tutela dei dati personali(7). In Germania le norme per la tutela dei dati personali impongono che siano aggregate almeno tre farmacie: per mantenere stabile la struttura è necessario includerne in ogni segmento almeno quattro o cinque. In Germania vi sono circa 21500 farmacie e 287000 medici.
(15) Il processo di fornitura di servizi di dati regionali comincia col ricevimento dei dati dei grossisti da parte del fornitore dei servizi secondo la sua struttura di immissione. I dati vengono poi controllati e formattati nella struttura ad aree, in base alla quale sono effettuate numerose analisi. La struttura ad aree, che è utilizzata per fornire i servizi di dati sulle vendite regionali alle imprese farmaceutiche, può differire dalla struttura di immissione. I prodotti finali, cioè le relazioni sulle vendite regionali elaborate dai 3 fornitori di dati sul mercato tedesco, sono sensibilmente diversi. Le relazioni sulle vendite "RPM" di IMS e il prodotto "RPI" di NDC sono diversi, e questo nonostante i dati di partenza siano analoghi. Secondo i clienti, RPI offre una copertura più completa di alcune zone della Germania e fornisce maggiori dettagli per alcuni tipi di informazioni, come i prodotti reimportati e quelli restituiti ai grossisti.
(16) Durante l'indagine della Commissione AzyX ha spiegato come i suoi prodotti nel settore dei servizi di dati regionali differiscano da quelli dei suoi concorrenti. In primo luogo, per classificare i prodotti farmaceutici nelle cosiddette ATC (classi anatomiche terapeutiche) vengono usati criteri diversi. Sono utilizzate le classificazioni sia dell'Organizzazione mondiale della Sanità che della European Pharmaceutical Market Research Association (EphMRA): i criteri dell'OMS sono più orientati in base a criteri scientifici e quelli della EphMRA sono maggiormente basati su criteri commerciali. Usando classificazioni diverse i clienti possono definire mercati diversi. AzyX può ad esempio costruire dei mercati in base al principio attivo in un determinato prodotto, cosa che può portare a prospettive diverse del mercato: ad esempio, poiché il principio attivo dell'aspirina può essere anche usato, a dosaggi diversi, per prevenire l'infarto cardiaco, i produttori sono interessati a sapere quali altri analgesici possono essere collocati sul mercato dei prodotti cardiologici semplicemente cambiando il dosaggio. Alcuni fornitori di dati indicano anche gli "invenduti", cioè le quantità di un prodotto che sono vendute e poi riprese dall'impresa farmaceutica. Ciò aiuta a misurare gli effettivi risultati ottenuti dagli informatori scientifici. Vi sono inoltre vari strumenti di analisi utilizzati dai vari fornitori di dati.
5.2. STRUTTURE AD AREE
(17) In molti paesi i dati sulle vendite regionali sono forniti secondo una segmentazione predefinita nota come "struttura ad aree", che serve principalmente per avere segmenti con pari potenziali di vendita e per ottemperare alla legge sulla tutela dei dati [derivata dalla direttiva 95/46/CE(8)]. La struttura ad aree ("brick") secondo la quale vengono forniti i dati sulle vendite regionali è molto importante per le case farmaceutiche, poiché è in base a tale struttura che esse organizzano le loro forze vendita e il modo in cui retribuire gli informatori scientifici. La zona assegnata a ogni informatore scientifico è costituita da un certo numero di aree di tale struttura. Alcune imprese, nel contratto di lavoro di un informatore, definiscono la zona di vendita dell'informatore stesso come un aggregato di diverse aree della struttura 1860. La retribuzione degli informatori è basata sull'andamento delle quote di mercato dei medicinali e sui tassi di crescita per area.
(18) I dati, configurati secondo la struttura ad aree, costituiscono la base delle relazioni sul mercato regionale fornite su supporto cartaceo, su CD-ROM oppure on line. Le imprese farmaceutiche elaborano poi i dati internamente oppure li trasmettono ad altri fornitori di servizi perché li analizzino.
(19) Nella struttura a 1860 aree, oggetto del rifiuto di licenza contestato nel presente caso, ogni area è formata raggruppando un certo numero di distretti postali contrassegnati dal relativo codice postale. L'area è poi identificata grazie a un numero a sette cifre. Le prime cinque cifre sono pubbliche e rappresentano confini politici: le prime due rappresentano il Bundesland, la terza è la Regierungsbezirkskennziffer (confine politico), e le altre due rappresentano il Landkreis o Stadtkreis (area metropolitana). Le ultime due cifre formano un numero consecutivo che identifica l'area all'interno di un dato Landkreis o Stadtkreis. Sia IMS che NDC usano sette cifre per differenziare le aree/segmenti delle loro rispettive strutture. I numeri consecutivi di NDC (le ultime due cifre) sono diversi da quelli di IMS.
(20) Nel febbraio 1999 PI (prima di essere rilevata da NDC nel 2000) ha cominciato ad operare in Germania in concorrenza con IMS. PI è entrata sul mercato con una struttura ad aree composta da 2201 segmenti, che è stata rifiutata dai potenziali clienti i quali sostenevano che i dati non sarebbero stati utilizzabili se non presentati secondo la configurazione standard del settore in Germania, ossia in base a 1860 segmenti. Alcuni mesi dopo PI ha pertanto introdotto RPI 3000 (Regional PharmaInformation), un sistema per le relazioni sulle vendite regionali basato su una struttura a 3000 segmenti, che potevano essere aggregati in 2847 e 1860 segmenti. Usando questa struttura IP offriva un prodotto interessante per le società farmaceutiche, e ha pertanto concluso contratti con numerosi clienti in un breve periodo di tempo. Dopo la sentenza che le vietava di utilizzare la struttura a 1860 aree e le strutture da essa derivate, NDC (ex PI) ha introdotto un prodotto per i dati sulle vendite regionali basato su una struttura a 3942 segmenti.
(21) Nell'ottobre 1999 AzyX è entrata sul mercato dei dati sulle vendite regionali con ARD (AzyX Regionale Daten), un prodotto flessibile sotto l'aspetto della suddivisione in aree, ossia in grado di fornire dati secondo una struttura adattata alle esigenze del cliente. I potenziali clienti le chiedevano tuttavia la struttura a 1860 aree. Dopo la decisione che vietava ad AzyX di utilizzare la struttura a 1860 aree e le strutture da essa derivate, AzyX ha lanciato un prodotto per i dati sulle vendite regionali che utilizzava una nuova struttura a 2881 segmenti.
5.3. EVOLUZIONE DELLA STRUTTURA A 1860 AREE
(22) La prima struttura ad aree utilizzata in Germania è stata progettata nel 1969 ed era composta da 329 segmenti, che rappresentavano le principali città capoluogo e non capoluogo dell'allora Germania occidentale. È stata effettuata in seguito un'ulteriore suddivisione in strutture contenenti prima 418 e poi 922 segmenti. Nel 1991 alcune città sono state suddivise in zone, creando così una struttura a 1086 aree. Nel 1992, dopo la riunificazione della Germania, sono state aggiunte 244 aree, corrispondenti precisamente ad unità amministrative dell'ex Germania orientale. Nel 1993, in seguito all'introduzione del sistema di codice postale a 5 cifre in Germania, 119 città sono state nuovamente suddivise per costituire la struttura a 1845 segmenti. Nel 1995 e nel 1998 sono stati poi introdotti piccoli cambiamenti che hanno portato all'attuale struttura a 1860 aree. Nel gennaio 2000 è stato lanciato un servizio di dati sulle vendite regionali configurati secondo questa struttura, il RPM 1860 (Regional Pharmaceutical Market - relazioni sui dati relative alle vendite per le 1860 zone in Germania).
(23) Ogni struttura successiva della serie è stata formata suddividendo i segmenti originari in più unità e/o prendendo in considerazione i cambiamenti nel sistema amministrativo tedesco, nonché l'integrazione dell'ex Germania orientale. Ogni successiva struttura è diventata la struttura standard ed è stata adottata dall'insieme del settore farmaceutico con pochissime eccezioni, benché le imprese stesse non fossero obbligate a farlo.
5.4. ALTRI UTILIZZATORI DELLA STRUTTURA A 1860 AREE
(24) Attualmente, in Germania, la struttura a 1860 aree è utilizzata anche da imprese che operano su altri mercati, o direttamente, per fornire altri tipi di dati secondo questa configurazione, oppure indirettamente, per analizzare i dati sulle vendite regionali per le case farmaceutiche.
(25) Una serie di imprese che forniscono servizi di dati geografici e di altro tipo, come Globalmaps, Bacher, Macon, Easycom e Lutum Tappert, presentano le proprie mappe o i propri dati (popolazione, famiglie, redditi, potere d'acquisto e classi di età) secondo la struttura 1860. Forniscono i propri servizi utilizzando questa stessa struttura anche altre imprese di marketing e di mailing.
(26) I fornitori di software e le società di ricerche di mercato come GfK, DHM(9), GFD(10), IDV(11), ISS ais, Regware, IfAP e P& P(12) ricevono informazioni da imprese come IMS e analizzano in seguito i dati ricevuti effettuando analisi delle quote di mercato, indicando le tendenze previste nel tempo, ecc., e fornendo anche altri servizi a valore aggiunto. Alcuni di essi utilizzano la struttura 1860 nello specifico software elaborato per gli informatori scientifici, ad esempio un sistema elettronico di gestione territoriale.
5.5. LA QUESTIONE DEL COPYRIGHT
(27) [Segreto commerciale cancellato]
(28) Il 26 maggio 2000 IMS ha instaurato presso il Landgericht di Francoforte un'azione legale contro PI, accusandola di violazione di copyright per la struttura a 1860 aree e di concorrenza sleale. Il 12 ottobre 2000, in questo procedimento, è stata emessa una decisione che vietava a PI e a Roland Lederer, il suo fondatore, di utilizzare la struttura a 1860 aree, e che stabiliva una potenziale sanzione pecuniaria fino a 500000 DEM in caso di violazione del provvedimento. Il 27 ottobre 2000 il Landgericht di Francoforte ha emesso un'ingiunzione preliminare, che ha poi portato il 16 novembre a una decisione di conferma che ha effettivamente vietato a PI di utilizzare la struttura a 2847 o 3000 segmenti, o qualsiasi altra struttura ad aree derivata dalla 1860, stabilendo una potenziale sanzione fino a 500000 DEM in caso di violazione del provvedimento. Il 19 giugno 2001, il tribunale di Francoforte ha respinto il ricorso di PI contro le decisioni del 27 ottobre e del 16 novembre.
(29) Il 22 dicembre 2000 IMS ha avviato presso il Landgericht di Francoforte due azioni distinte per violazione di copyright contro AzyX e contro NDC. Il 28 dicembre 2000, i giudici hanno emesso un'ingiunzione preliminare che ha vietato ad AzyX e NDC di utilizzare la struttura a 1860 e a 2847 aree o qualsiasi altra struttura da esse derivata. [Segreto commerciale cancellato] Nella decisione i giudici hanno limitato l'ingiunzione alla struttura a 2846 e a 1860 segmenti e a qualsiasi altro numero di segmenti che fosse derivato dal RPM 1860.
(30) Il 20 novembre 2000 NDC ha presentato ricorso contro le due decisioni di ottobre emesse dal Landgericht. AzyX, a sua volta, ha impugnato la decisione del 28 dicembre.
(31) Il 15 febbraio 2001 i giudici di Francoforte hanno confermato l'ingiunzione preliminare emessa nei confronti di AzyX il 28 dicembre. AzyX ha presentato ricorso in appello contro questa decisione.
5.6. LA RICHIESTA DI LICENZA E IL RIFIUTO AD ESSA OPPOSTO
(32) Il 26 ottobre 2000 il vice presidente di NDC per l'International Business Development ha inviato per fax una lettera al Dr Wolfgang Hartmann, direttore di IMS Germania, chiedendogli la licenza per utilizzare la struttura a 1860 aree, nell'attesa della decisione sul diritto di copyright rivendicato da IMS. Il termine fissato per l'inizio delle trattative era il 1o novembre 2000. Tale scadenza era basata su contratti imminenti che NDC sarebbe stata nell'impossibilità di onorare se non avesse avuto accesso alla struttura a 1860 aree. Alla lettera sono seguiti tentativi di contattare il Dr Hartmann per telefono e per e-mail. [Segreto commerciale cancellato] Questa situazione può durare per 3 anni.
(33) Il 12 dicembre 2000 il vice presidente di NDC ha inviato una lettera separata al Chief Executive Officer di IMS Health, chiedendo che tale impresa avviasse i negoziati per la licenza il 15 dicembre. [Segreto commerciale cancellato]
(34) Secondo NDC, IMS sta adottando misure positive per scoraggiare i grossisti dal fornire dati ai concorrenti di IMS in base alla struttura a 1860 aree o a qualsiasi altra struttura collegata, minacciando effettivamente i grossisti di citarli in giudizio per violazione di copyright qualora essi non si attengano a tale linea di condotta. Analogamente, IMS sta avvisando le case farmaceutiche che esse rischiano di violare il suo copyright se accettano da terzi relazioni sulle vendite regionali organizzate in base alla struttura a 1860 aree o a qualsiasi struttura da essa derivata.
(35) Il 23 aprile 2001, AzyX ha chiesto a IMS la licenza per utilizzare la struttura a 1860 aree. [Segreto commerciale cancellato]
II. VALUTAZIONE GIURIDICA
(36) Ai fini del presente procedimento, e in base alla legge tedesca, la Commissione parte dal presupposto che la struttura a 1860 aree sia coperta da copyright. La presente valutazione non prenderà in considerazione le questioni relative alla legge sul copyright, né per quanto riguarda l'oggetto specifico di tale diritto né per quanto attiene alle misure nazionali a cui ricorrono i giudici tedeschi per applicare la legislazione pertinente. La Commissione osserva che il tribunale di Francoforte ha ritenuto che la struttura a 1860 aree sia una base dati, e che la tutela del copyright per le basi dati è armonizzata ai sensi della direttiva 96/9/CE(13).
6. CONDIZIONI PER IMPORRE MISURE PROVVISORIE
(37) La Corte di giustizia ha ritenuto nel caso Camera Care(14) (punto 18), che "la Commissione deve [...] poter prendere [...] disposizioni cautelari, in quanto possano apparire indispensabili per evitare che l'esercizio del potere di decisione previsto dall'articolo 3 non finisca col diventare inefficace, o persino illusorio, a motivo del comportamento di determinate imprese".
(38) In merito alle condizioni che devono essere soddisfatte perché possano essere imposte misure provvisorie, la Corte di giustizia ha altresì precisato nella sentenza Ford(15) (punto 19), confermata dalla sentenza Peugeot(16) del Tribunale di primo grado, che "i provvedimenti cautelari che la Commissione può adottare in via provvisoria devono rientrare nell'ambito della decisione che può venire adottata in via definitiva dalla Commissione". Nella sentenza La Cinq (punto 28) la Corte ha inoltre aggiunto quanto segue: "[M]isure cautelari possono essere concesse solo se le pratiche di certe imprese sono, a prima vista, tali da costituire un'infrazione delle norme comunitarie sulla concorrenza, suscettibile di essere sanzionata da una decisione della Commissione. Inoltre, misure del genere possono essere adottate solo se è accertata la presenza di un caso d'urgenza, per fronteggiare una situazione atta a causare un danno grave ed irreparabile alla parte che ne richiede l'adozione, o intollerabile per l'interesse generale"(17).
(39) Per quanto riguarda l'infrazione prima facie, il Tribunale di primo grado ha ritenuto, nella sopra citata causa Peugeot, che la prova di una tale violazione consiste nel dimostrare la "esistenza probabile" dell'infrazione. Il Tribunale di primo grado ha precisato nella stessa sentenza (punto 61) che non si può equiparare il requisito dell'accertamento di un'infrazione prima facie con il requisito della certezza che deve essere soddisfatto da una decisione finale.
(40) In merito al danno grave e irreparabile da cui scaturisce l'urgente necessità di adottare misure provvisorie, il Tribunale di primo grado ha giudicato nella sentenza Peugeot (punto 80) che era necessario dimostrare l'esistenza di "danni che non possono essere riparati dalla decisione che sarà presa dalla Commissione al termine del procedimento amministrativo".
(41) Non è pertanto necessario che la Commissione stabilisca in via definitiva l'esistenza di un'infrazione. Tuttavia, prima di adottare misure provvisorie in un caso come quello in oggetto la Commissione, per essere coerente con la giurisprudenza, deve accertare che:
- vi siano indizi ragionevolmente forti dell'esistenza dell'infrazione,
- esista la possibilità che la parte che chiede l'applicazione delle misure provvisorie subisca danni gravi e irreparabili se le misure non sono imposte,
- vi sia un'urgente necessità di misure cautelari.
(42) Le misure adottate dalla Commissione devono essere di natura temporanea e cautelare e devono essere limitate a quanto richiesto nella data situazione. La Commissione deve altresì tenere conto degli interessi legittimi dell'impresa a cui si applicano le misure provvisorie. Tali misure provvisorie non devono andare al di là dell'ambito dei poteri della Commissione di ordinare la cessazione di un'infrazione nella decisione finale.
APPLICAZIONE DI QUESTI PRINCIPI AL PRESENTE CASO
7. SUFFICIENTI INDIZI D'INFRAZIONE DELL'ARTICOLO 82
(43) A questo stadio, e per i motivi sopra menzionati, la Commissione non è tenuta a pronunciarsi in maniera definitiva su tutti i punti affrontati nel presente caso. Si tratta di appurare, in questa sede, se esistono elementi giuridici e fattuali che mostrino la probabilità ragionevolmente forte dell'esistenza dell'infrazione.
(44) L'articolo 82 stabilisce che è incompatibile con il mercato comune, nella misura in cui possa essere pregiudizievole al commercio fra Stati membri, lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante. Nel presente caso si tratta di stabilire se il rifiuto di IMS di concedere la licenza per la struttura a 1860 aree costituisce o meno un abuso di posizione dominante.
7.1. IL MERCATO RILEVANTE
(45) Per determinare se un'impresa occupa una posizione dominante è necessario in primo luogo identificare il mercato rilevante, ossia l'ambito entro il quale deve essere valutato il potere di mercato dell'impresa che si presume essere dominante (e dei suoi concorrenti effettivi o potenziali).
(46) In linea di principio il mercato del prodotto comprende tutti i prodotti che il consumatore ritiene essere in una certa misura sostituibili in virtù delle loro caratteristiche, del prezzo o dell'uso a cui sono destinati(18).
(47) Le informazioni in questione sono estremamente specifiche e possono essere utilizzate solo dalle imprese farmaceutiche, poiché servono alle rilevazioni delle vendite di farmaci. In un memorandum del 7 marzo IMS ha definito due fonti principali di dati e quattro tipi di servizi, ossia:
Dati raccolti dalle farmacie
a) I servizi di dati relativi alle prescrizioni a livello nazionale forniscono informazioni sulle ricette prescritte nel paese, e misurano il movimento globale di prodotti farmaceutici dalle farmacie ai pazienti. Questi dati sono raccolti a partire da campioni di farmacie e sono analizzati a livello regionale; vengono poi effettuate proiezioni a livello nazionale.
b) I servizi di dati relativi alle prescrizioni a livello regionale misurano il numero di farmaci prescritti e distribuiti dalle farmacie in una determinata area. Questi dati sono utilizzati dalle divisioni marketing e vendite delle società farmaceutiche per determinare quali prodotti promuovere o per migliorare l'efficacia delle promozioni stesse.
Dati provenienti dai grossisti di prodotti farmaceutici
c) I servizi di dati relativi alla distribuzione nazionale forniscono un'analisi delle vendite di prodotti farmaceutici effettuate da grossisti e produttori alle farmacie su scala nazionale. Questi dati sono utilizzati dai reparti per le ricerche di mercato, per pianificare strategie nazionali del prodotto, per decidere su quali farmaci svolgere ricerche e quali farmaci sviluppare, per fissare i prezzi, per posizionare i prodotti sul mercato e per confrontare i risultati della società con quelli di altre imprese farmaceutiche.
d) I servizi di dati relativi alla distribuzione regionale forniscono un'analisi delle vendite di prodotti farmaceutici effettuate da grossisti e produttori alle farmacie, ma con un livello più alto di disaggregazione territoriale rispetto ai dati nazionali. I dati regionali sono utilizzati principalmente dalle case farmaceutiche per controllare e seguire i risultati ottenuti dagli informatori scientifici e per determinarne la retribuzione.
(48) I quattro servizi differiscono sia per quanto riguarda la modalità di raccolta dei dati che per gli usi ai quali i dati sono destinati. Nel memorandum del 7 marzo sopra citato IMS dichiara che: i dati raccolti da una fonte non possono essere utilizzati per soddisfare un altro tipo di domanda del cliente.
(49) Per ognuno dei quattro servizi sopra menzionati i dati tedeschi costituiscono un prodotto distinto che non è sostituibile con dati di un altro paese, poiché le informazioni riguardano le vendite o le prescrizioni di medicinali a livello nazionale o regionale, oppure riguardano aree di vendita limitate al territorio di un singolo Stato membro.
(50) Nel caso della fornitura di dati sulle vendite regionali, inoltre, come emerge dalle risposte delle società farmaceutiche, sono le filiali a prendere la decisione di avvalersi dei servizi in questione, e questo senza consultare la sede centrale. Ciò avviene poiché le imprese farmaceutiche ricorrono a tali servizi principalmente per misurare i risultati ottenuti dai loro informatori scientifici, che sono assegnati a una piccola area geografica all'interno di uno specifico paese.
(51) Per tali ragioni, il mercato del prodotto rilevante nel presente caso è il mercato dei servizi di dati relativi alle vendite regionali in Germania.
(52) Per quanto riguarda il mercato geografico, nella sentenza Ladbroke(19) (punto 102) il Tribunale di primo grado ha ricordato che il mercato geografico può essere definito come il territorio nel quale tutti gli operatori economici si trovano esposti a condizioni obiettive di concorrenza che sono analoghe o abbastanza omogenee.
(53) Dalle risposte alle richieste di informazioni e dalle riunioni con le imprese farmaceutiche risulta che la domanda di dati regionali è circoscritta al paese interessato. La sede centrale di AstraZeneca ha dichiarato che i servizi centrali di supporto commerciale di AstraZeneca UK Limited acquistano dati relativi alle vendite solo a livello nazionale. Le filiali di AstraZeneca sul mercato rilevante acquistano dati regionali per propri fini di ricerche di mercato. Roche Basel ha a sua volta spiegato che, a livello d'impresa, l'esigenza di una struttura dettagliata non risulta evidente. NDC ha osservato che dal punto di vista della domanda, le case farmaceutiche tedesche hanno mostrato di non essere disposte ad acquistare rapporti sulle vendite regionali da operatori non stabiliti in Germania.
(54) I dati in questione riguardano aspetti fondamentali che differiscono da uno Stato membro all'altro, come il nome del farmaco, la confezione, il codice del prodotto, la categoria terapeutica e le modalità di rimborso. Date le differenze da paese a paese riguardanti le modalità di vendita al dettaglio dei prodotti farmaceutici, la confezione, i requisiti di sicurezza e quelli relativi alle lingue utilizzate, il marchio con cui i farmaci vengono commercializzati, le aspettative e le abitudini dei consumatori e così via, i mercati farmaceutici tendono ad essere nazionali e a presentare molte caratteristiche specifiche. Ciò significa che per gli stessi fornitori dei dati sulle vendite è essenziale avere una filiale in ciascun paese per la vendita e come supporto per i propri servizi, nonché per avere una buona conoscenza del mercato su cui operano. La fiducia è molto importante in questo settore, e una presenza locale è indispensabile per offrire appoggio informatico e assistenza tecnica, e per avere contatti con i clienti ma anche con i grossisti per la raccolta dei dati grezzi. Il processo di valore aggiunto richiede numerosi controlli e verifiche dei dati grezzi che devono essere effettuati localmente.
(55) Si ritiene pertanto che il mercato geografico rilevante sia la Germania.
(56) In conclusione, il mercato rilevante è il mercato dei servizi di dati relativi alle vendite regionali in Germania.
7.2. POSIZIONE DOMINANTE
(57) La Corte di giustizia ha definito una posizione dominante come una situazione di potenza economica grazie alla quale l'impresa che la detiene è in grado di ostacolare la persistenza di una concorrenza effettiva sul mercato di cui trattasi ed ha la possibilità di tenere comportamenti alquanto indipendenti nei confronti dei suoi concorrenti, dei suoi clienti e, in ultima analisi, dei consumatori(20).
(58) IMS si trova in una situazione di quasi-monopolio. In base alle vendite effettuate nel 2000, le quote di mercato dei 3 fornitori sono: IMS - [Segreto commerciale cancellato]; NDC (PI) - [Segreto commerciale cancellato]; AzyX - [Segreto commerciale cancellato]. Prima dell'ingresso di NDC e di AzyX, su questo mercato non vi era alcuna concorrenza.
(59) Fra i criteri per valutare l'esistenza di una posizione dominante, nella sentenza AKZO(21) le quote di mercato elevate sono state considerate dalla Corte di giustizia come decisive: sul tema delle quote di mercato, la Corte ha affermato che quote molto alte costituiscono di per sé, e salvo circostanze eccezionali, la prova dell'esistenza di una posizione dominante. Tale è il caso di una quota di mercato del 50 %, come quella accertata nel caso in esame. Nella causa CMB/Commissione, il Tribunale di primo grado ha inoltre dichiarato (punto 76) che l'esistenza di una posizione dominante "può risultare da diversi fattori che, considerati isolatamente, non sarebbero necessariamente determinanti. Tuttavia, salvo circostanze eccezionali, quote di mercato estremamente elevate costituiscono di per sé la prova dell'esistenza di una posizione dominante"(22).
(60) La Germania, come Stato membro, è in effetti quello con il più grosso mercato nel settore dei servizi di dati sulle vendite regionali in Europa, può essere considerata, per quanto riguarda il mercato rilevante, come una parte sostanziale del mercato comune. Ciò scaturisce dalle valutazioni formulate ad esempio nella causa Suiker Unie(23) (punto 375) - in cui il mercato saccarifero belgo-lussemburghese è stato considerato come una parte sostanziale del mercato comune - o nella causa BP/Commissione(24), in cui l'avvocato generale ha indicato che il Lussemburgo poteva probabilmente essere considerato come una parte sostanziale di questo stesso mercato. Nella sentenza Bronner(25), la Corte di giustizia ha altresì sottolineato che "risulta dalla giurisprudenza della Corte che il territorio di uno Stato membro al quale si estende una posizione dominante può costituire una parte sostanziale del mercato comune".
(61) [Segreto commerciale cancellato]
(62) Per i motivi sopra menzionati la Commissione ritiene che IMS occupi una posizione dominante sul mercato rilevante.
7.3. ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE
(63) Nella denuncia presentata NDC, riferendosi alla cosiddetta dottrina "delle infrastrutture essenziali", ritiene che IMS sia tenuta a concedere in licenza la struttura a 1860 aree in quanto presupposto indispensabile per un'effettiva concorrenza sul mercato dei servizi di dati sulle vendite regionali. Secondo la suddetta dottrina, un'impresa che occupi una posizione dominante nella fornitura di infrastrutture essenziali per la consegna di beni o servizi abusa della propria posizione dominante qualora, senza una giustificazione oggettiva, neghi l'accesso a tali infrastrutture. Come formulato dall'avvocato generale nelle sue conclusioni relative alla causa Bronner così, in taluni casi, un'impresa dominante deve non soltanto astenersi da comportamenti anticoncorrenziali, ma anche promuovere attivamente la concorrenza consentendo a concorrenti potenziali di accedere alle infrastrutture da essa predisposte.
(64) Né la Corte di giustizia né il Tribunale di primo grado hanno finora fatto esplicitamente riferimento, nella loro giurisprudenza, alla dottrina delle infrastrutture essenziali. Si sono tuttavia pronunciati in diverse cause relative al rifiuto di fornire beni o servizi da parte di imprese in posizione dominante. In due cause di parecchi anni or sono, la Corte ha considerato come un potenziale abuso l'interruzione delle forniture a un cliente esistente. Nella sentenza Commercial Solvents(26) (punto 25), essa ha ritenuto che un'impresa detentrice di una posizione dominante sul mercato delle materie prime non poteva cessare di rifornire un proprio cliente, fabbricante di prodotti finiti derivati da tali materie prime, semplicemente perché intendeva riservare tali materie prime ad una propria produzione che aveva deciso di avviare, cercando di eliminare dal mercato il suo cliente.
(65) Analogamente, nella sentenza United Brands(27) (punto 182), la Corte ha statuito che un'impresa la quale detenga una posizione dominante per la distribuzione di un dato prodotto - che goda del prestigio di un marchio noto ed apprezzato dai consumatori - non ha la facoltà di sospendere le forniture a un cliente di lunga data, ligio agli usi commerciali, se gli ordini di detto cliente non presentano alcunché di anormale.
(66) In altre due cause riguardanti beni o servizi tutelati da diritti di proprietà intellettuale, la Corte ha esaminato se un rifiuto di fornitura costituisse o meno un abuso. Nella sentenza Volvo(28) (punti 8-9), la Corte ha affermato che "non abusava della propria posizione dominante un produttore di autovetture, titolare di un brevetto per modello ornamentale relativo a parti della carrozzeria delle sue autovetture, che si rifiutava di concedere a terzi una licenza per la fornitura di pezzi di ricambio necessari per la riparazione delle vetture (...) Va tuttavia osservato che l'esercizio del diritto esclusivo, da parte di chi abbia brevettato un modello relativo a parti componenti della carrozzeria di automobili, può essere vietato dall'articolo 86 qualora dia luogo, da parte di un'impresa in posizione dominante, a determinati comportamenti abusivi, come l'arbitrario rifiuto di fornire pezzi di ricambio ad officine di riparazione indipendenti, il fissare i prezzi dei pezzi di ricambio ad un livello non equo o la decisione di non produrre più pezzi di ricambio per un dato modello malgrado il fatto che numerose vetture di questo modello siano ancora in circolazione, purché questi comportamenti possano pregiudicare il commercio fra Stati membri."
(67) Nella sentenza Magill(29) (punti 49, 50 e 54) sopra citata, la Corte di giustizia ha dichiarato che un diniego di licenza, pur provenendo da un'impresa in posizione dominante, non può costituire di per sé un abuso di tale posizione. Tuttavia, dall'esercizio del diritto esclusivo da parte del titolare può, in casi eccezionali, derivare un comportamento abusivo, e il rifiuto di fornire informazioni grezze opposto dalle ricorrenti avvalendosi delle disposizioni nazionali sul diritto d'autore ha quindi ostacolato l'emergere di un prodotto nuovo, una guida settimanale completa dei programmi televisivi, che le ricorrenti non offrivano e per cui sussisteva una domanda potenziale da parte del consumatore, il che configura un abuso ex articolo 86, secondo comma, lettera b), del trattato. La Corte ha pertanto riconosciuto che in casi eccezionali l'esercizio di un diritto esclusivo derivante da un diritto d'autore può costituire un abuso anche in assenza di un comportamento abusivo aggiuntivo qualora esso, fra l'altro, ostacoli l'emergere di un prodotto nuovo.
(68) In una causa successiva, sopra citata, (Ladbroke, punto 131), il Tribunale di primo grado ha statuito che il rifiuto di fornitura opposto alla ricorrente potrebbe rientrare nel divieto dell'articolo 86 solo se riguardasse un prodotto o un servizio che si presenta o come essenziale per l'esercizio dell'attività di cui trattasi, nel senso che non esiste alcun sostituto reale o potenziale, o come un prodotto nuovo la cui apparizione verrebbe ostacolata, nonostante una domanda potenziale specifica costante e regolare da parte dei consumatori. Questa sentenza esprime chiaramente che un rifiuto di concedere una licenza può costituire un abuso non sono qualora ostacoli l'apparizione di un nuovo prodotto, ma anche qualora il prodotto o il servizio in questione sia essenziale per l'esercizio dell'attività di cui trattasi.
(69) Nella sentenza Bronner (punto 41) sopra menzionata, la Corte ha affermato che di conseguenza, anche supponendo che questa giurisprudenza relativa all'esercizio di un diritto di proprietà intellettuale sia applicabile all'esercizio di qualsivoglia diritto di proprietà, occorrerebbe inoltre, per poter utilmente rifarsi alla sentenza Magill onde concludere per la sussistenza di un abuso ai sensi dell'articolo 86 del trattato in una situazione come quella oggetto della prima questione pregiudiziale, non solo che il diniego del servizio costituito dal recapito a domicilio possa eliminare del tutto la concorrenza sul mercato dei quotidiani da parte della persona che richiede il servizio e non sia obiettivamente giustificabile, ma anche che detto servizio sia, di per sé, indispensabile per l'esercizio dell'attività di tale persona, nel senso che non esiste alcun modo di distribuzione che possa realmente o potenzialmente sostituirsi al predetto sistema di recapito a domicilio. (...) D'altro lato, non risultano esistere ostacoli di natura tecnica, normativa o anche economica capaci di rendere impossibile o straordinariamente difficile a qualsiasi altro editore di quotidiani creare, da solo o in collaborazione con altri editori, un proprio sistema di recapito a domicilio su scala nazionale e avvalersene per distribuire i propri quotidiani.
(70) Pertanto, i criteri per stabilire l'esistenza di un abuso ai sensi dell'articolo 82 in casi relativi all'esercizio di un diritto di proprietà sono i seguenti. Come ulteriormente chiarito dalla Corte nella sentenza Bronner, occorre accertare se:
- il diniego di accordare l'accesso a un'infrastruttura possa eliminare del tutto la concorrenza sul mercato rilevante,
- tale rifiuto non sia obiettivamente giustificabile, e
- l'infrastruttura sia indispensabile per l'esercizio dell'attività, nel senso che non esiste per essa alcun sostituto reale o potenziale.
(71) Nel presente caso e in base ai ragionamenti precedenti, la Commissione deve valutare se la struttura a 1860 aree o altre strutture con essa compatibili sono indispensabili per poter competere sul mercato rilevante, vale a dire se le imprese che intendono offrire servizi di dati sulle vendite regionali in Germania hanno una realistica possibilità di utilizzare - al posto del formato a 1860 aree o di un altro con esso compatibile - una struttura che non violi il copyright di IMS.
(72) La risposta a questa domanda dipende chiaramente dall'esistenza o meno di una reale possibilità, per i clienti, di acquistare dati sulle vendite regionali configurati secondo un'altra struttura. Per accertarlo la Commissione ha chiesto informazioni prima a 20, poi ad altre 90 imprese farmaceutiche, ricevendo un totale di 85 risposte.
(73) Secondo IMS l'indagine iniziale svolta sul mercato dalla Commissione è stata insufficiente. Alle 110 richieste di informazioni della Commissione sono seguite in totale 85 risposte. Le imprese che hanno risposto costituiscono il 56 % delle vendite farmaceutiche complessive in Germania, e le loro reazioni hanno permesso di ottenere un quadro rappresentativo sia delle imprese farmaceutiche in generale che dei clienti dei servizi di dati sulle vendite regionali, inclusivo di quasi tutte le maggiori società e di un campione di piccole e medie imprese.
(74) Nel presente caso la Commissione ritiene che i fatti seguenti mostrino chiaramente che sono soddisfatti i criteri giuridici sopra esposti.
7.3.1. La struttura a 1860 aree - Ruolo del gruppo di lavoro, funzione come standard del settore e dipendenza economica delle imprese farmaceutiche
- Ruolo del gruppo di lavoro
(75) L'industria farmaceutica tedesca ha una storica partecipazione nell'elaborazione delle strutture ad aree che sono state usate in Germania. A questo fine IMS ha fondato all'inizio degli anni '70 un apposito organismo, il RPM Arbeitskreis (gruppo di lavoro). Esso è generalmente composto da 15 membri, eletti dall'insieme dei clienti di IMS. Al gruppo di lavoro partecipano grosse società farmaceutiche come Bayer, Ciba-Geigy, Aventis (Hoechst), Goedecke (Warner Lambert), Asta Medica, Byk Gulden, Astra Zeneca, Hoffmann-La Roche, Klinge Pharma, Merck, Pfizer e Boehringer Ingelheim. Il gruppo di lavoro al completo si riunisce due volte all'anno, ma ha spesso costituito sottogruppi, o workshops, per esaminare questioni particolari, come la suddivisione di aree esistenti per creare una struttura più fine. I verbali delle riunioni del gruppo di lavoro e le relazioni sulle decisioni da esso adottate sono stati regolarmente diffusi alle società farmaceutiche in Germania.
(76) IMS afferma che il gruppo di lavoro "... serve essenzialmente come un mezzo per stimolare le osservazioni e i suggerimenti dei clienti su un'ampia gamma di questioni che interessano l'offerta di IMS Health di servizi di dati in Germania". L'impresa aggiunge inoltre di aver presentato a certi clienti, attraverso il gruppo di lavoro, nuove strutture ad aree pienamente elaborate. NDC risponde che le strutture ad aree sono state di fatto create dal gruppo di lavoro.
(77) Dall'indagine della Commissione emerge effettivamente che il gruppo di lavoro ha svolto un ruolo molto ampio nell'ideazione della struttura attuale. Essa deriva fondamentalmente da quella a 1845 aree del 1993, poiché vi assomiglia al 92 %. IMS dichiara che, per creare la struttura a 1860 aree, sono stati effettuati 142 cambiamenti alla struttura 1845. [Segreto commerciale cancellato]
(78) [Segreto commerciale cancellato]
(79) La testimonianza di terzi è esplicita su questo punto. Lilly ha dichiarato che: "IMS era assolutamente in grado, autonomamente, di raggruppare parametri standard come codici postali, città, numero di farmacisti, per definire l'evoluzione delle aree. Tuttavia un know-how più specifico (ad esempio i tragitti dei pazienti, i pool di farmacisti, ecc.) poteva essere ottenuto solo attraverso le conoscenze degli informatori scientifici. A mio parere questa era la ragione per cui IMS è stata molto abile a formalizzare la sua cooperazione con l'industria farmaceutica patrocinando un gruppo di lavoro". Klinge Pharma concorda con questa analisi, e rimanda inoltre alla lettera di IMS ai clienti dell'8 ottobre 1993.
(80) Krewel Meuselbach ha affermato che "l'industria farmaceutica, o i membri dell'Arbeitskreis, hanno sviluppato insieme le strutture RPM 1845 e 1860. L'elaborazione e lo sviluppo dettagliato della nuova struttura sono avvenuti in collaborazione con le imprese farmaceutiche, poiché i loro rappresentanti esterni avevano la necessaria conoscenza delle aree. Il dipendente di IMS ha specificamente affermato che gli informatori di Glaxo Wellcome hanno adattato alcuni segmenti della zona di Amburgo ...". Il direttore del marketing di IMS, attualmente al servizio di Gesdat, dichiara: "In questi workshop IMS presentava delle proposte. L'impresa forniva inoltre mappe e informazioni amministrative. Erano tuttavia i rappresentanti esterni ad avere sempre l'ultima parola sulla precisa determinazione dei singoli segmenti. Ciò può essere spiegato col fatto che essi avevano la necessaria conoscenza del terreno per sviluppare una struttura logica e pratica".
(81) Merck dichiara che "è vero che IMS aveva già sviluppato delle proprie proposte per una segmentazione del territorio federale. Esse tuttavia, essendo state elaborate basandosi semplicemente su una piantina, nella maggior parte non erano utili all'industria farmaceutica ... Per poter dividere i segmenti in modo logico, occorreva sapere quali medici prescrivevano quali medicine, e in quali farmacie si recavano i loro pazienti con tali ricette ... Queste informazioni potevano tuttavia essere fornite solo dai rappresentanti esterni .... La creazione di una nuova struttura RPM senza il contributo delle forze esterne non sarebbe stata, perciò, affatto possibile". "I segmenti erano determinati, in parte, in lunghissime discussioni, con una massiccia partecipazione dei rappresentanti del settore. Alla fine l'intera struttura RPM si è basata sul consenso dei rappresentanti esterni delle imprese farmaceutiche che avevano partecipato ai lavori. I risultati del loro lavoro sono stati adottati tali e quali da IMS".
(82) Fournier afferma che le strutture RPM 1845 e 1860 sono state sviluppate insieme da rappresentanti delle imprese farmaceutiche e dai membri eletti dell'Arbeitkreis. Leo Pharma aggiunge che, per poter definire i segmenti della struttura 1845/1860, era di importanza fondamentale, per IMS, avere le informazioni particolareggiate, locali, detenute dai rappresentanti esterni di diverse imprese farmaceutiche, per quanto riguarda i dettagli geografici, il flusso delle ricette dai medici alle farmacie, la vicinanza delle farmacie agli ospedali, ecc. Senza il contributo delle imprese farmaceutiche IMS Health difficilmente avrebbe potuto realizzare questa struttura.
(83) È inoltre chiaro che l'industria farmaceutica in Germania ha investito considerevoli risorse per garantire che la struttura ad aree corrispondesse pienamente alle proprie esigenze. BPI ad esempio, l'Associazione tedesca delle imprese farmaceutiche, ha affermato che l'industria farmaceutica ha partecipato in modo massiccio allo sviluppo della struttura 1860. Hanno dato il loro contributo diretto o indiretto anche imprese più piccole o imprese non partecipanti al gruppo di lavoro RPM. Molte altre prove documentali e testimonianze(30) relative al periodo della creazione del formato a 1845 aree, stretto precursore della struttura 1860, mostrano chiaramente il ruolo ampio e centrale svolto dalle imprese farmaceutiche in questo compito. In parte per questa ragione la struttura a 1860 aree risulta la migliore che si possa realizzare, e quella che corrisponde esattamente alle esigenze delle società farmaceutiche. Questo spiega in parte la loro dipendenza - sorta col tempo - da questa struttura, gli enormi disincentivi a passare ad una nuova configurazione, e quindi l'impossibilità di competere sul mercato per un servizio di dati sulle vendite regionali basato su un'altra struttura.
(84) Il gruppo di lavoro ha svolto un ruolo significativo anche in altre occasioni. [Segreto commerciale cancellato]
(85) [Segreto commerciale cancellato]
- Funzione della struttura a 1860 aree come standard del settore
(86) In base alle informazioni fornite alla Commissione, la struttura a 1860 aree funziona come standard del settore, in parte per il ruolo svolto dalle stesse imprese farmaceutiche nella sua elaborazione. La stragrande maggioranza delle imprese farmaceutiche che hanno risposto alla richiesta di informazioni della Commissione ai sensi dell'articolo 11 del regolamento n. 17, e che acquistano rapporti sulle vendite regionali (74 imprese), ritengono la struttura a 1860 aree o altre strutture ad aree con essa compatibili come uno standard o come un "linguaggio comune". 9 imprese avevano punti di vista diversi o poco chiari(31). 3 di queste 9 imprese ritengono che la struttura a 1860 aree sia uno standard di fatto per la semplice ragione che essa è utilizzata dalla maggioranza delle società farmaceutiche. 3 delle restanti 6 imprese, pur dichiarando di non considerare la struttura 1860 come uno standard, hanno dichiarato che tuttavia non passerebbero ad altri tipi di modelli ad aree per ricevere dati sulle vendite regionali da altri fornitori. Le ultime 3, Robugen, Hermal e Berlin Chemie, sono piccole o medie imprese, e le prime due sono specializzate in prodotti specifici: Robugen nei prodotti a base di camomilla, e Hermal nella produzione di creme dermatologiche. Queste imprese rappresentano solo il 4 % delle imprese che hanno risposto su questo punto specifico, e sono state inoltre le uniche tre a dichiarare di essere disposte ad accettare un'altra struttura ad aree. Tutte le altre società farmaceutiche hanno affermato che non potrebbero cambiare l'attuale struttura 1860, o che non potrebbero accettare una nuova struttura che le obbligherebbe a modificare le attuali zone di vendita.
(87) Esempi di dichiarazioni inviate alla Commissione sono i seguenti: "la struttura a 1860 aree è uno standard perché tutti i tipi di dati farmaceutici sono disponibili da diversi fornitori su questa base" (Yamanouchi). "A nostro avviso la coesistenza di strutture ad aree non compatibili è impossibile. Deve esservi un unico standard, ad esempio per evitare costi enormi nel passaggio da un fornitore a un altro" (Kreussler). "La struttura a 1860 aree è uno standard del settore, per il sistema unico delle relazioni, per la provata comparabilità delle aree e per il lungo e frequente uso nel settore" (Schering). "Non riesco a immaginare come possano coesistere diverse strutture non compatibili. Deve esserci uno standard per confrontare i concorrenti e i propri risultati di vendita. L'esistenza di diverse strutture porrebbe in discussione la validità dei dati nelle relazioni sulle vendite. Per passare da un fornitore all'altro i costi sarebbero immensi, e non vi sarebbe quindi concorrenza" (Fournier).
(88) IMS argomenta tuttavia che la struttura a 1860 aree non presenta nessuna delle caratteristiche di un vero e proprio standard del settore, che il suo uso non è imposto dalla legge e che il 30 % dei clienti tedeschi non la utilizzano.
(89) Se la Commissione concorda sul fatto che la struttura a 1860 aree non sia imposta dalla legge, essa è comunque uno standard di fatto come sopra menzionato, poiché la stragrande maggioranza delle imprese farmaceutiche consultate non la cambierebbero e non potrebbero accettare una nuova configurazione che le obbligherebbe a modificare le loro attuali zone di vendita. La struttura a 1860 aree è un linguaggio "comune" per trasmettere informazioni fra tutti gli operatori dell'industria farmaceutica, un fatto che è stato confermato dallo stesso settore.
(90) [Segreto commerciale cancellato] Il tribunale di Francoforte sembra concordare con questa conclusione nel dichiarare, nella sua decisione del 16 novembre 2000 (sottolineatura aggiunta): "la struttura di divisione territoriale utilizzata dall'attore (IMS) è diventata uno standard corrente per le valutazioni regionali dell'industria farmaceutica tedesca; i clienti dell'attore hanno adattato la loro struttura di distribuzione e di IT alla struttura territoriale da questi utilizzata".
(91) L'affermazione di IMS, secondo la quale circa il 30 % dei clienti tedeschi non usa questo standard, non è corretta, poiché più del [segreto commerciale cancellato] in valore dei servizi di dati sulle vendite regionali è venduto dall'impresa in base alla struttura ad aree. Il restante [segreto commerciale cancellato] è fornito da AzyX e NDC con servizi di dati sulle vendite regionali configurati secondo una struttura la cui compatibilità con la struttura a 1860 aree non è ancora stata esaminata dai giudici di Francoforte.
- Dipendenza economica delle imprese farmaceutiche dalla struttura a 1860 aree
(92) Come mostrano le informazioni di cui sopra, la struttura a 1860 aree, in parte per il ruolo svolto dal gruppo di lavoro, è diventata uno standard del settore. Le imprese farmaceutiche sono talmente legate a questo standard che abbandonarlo per acquistare dati sulle vendite configurati secondo una struttura non compatibile - benché possibile in teoria - sarebbe un'idea economicamente non praticabile. Le ragioni per cui le imprese farmaceutiche non potrebbero passare a un'altra struttura ad aree sono esposte in appresso conformemente alle informazioni ricevute.
- Comparabilità e compatibilità dei dati
(93) Uno dei motivi per cui le imprese farmaceutiche acquistano dati sulle vendite regionali, è perché ciò permette loro di registrare le vendite di particolari farmaci confrontandole con quelle dei concorrenti, di stabilire quindi le quote di mercato, e di misurare i risultati degli informatori scientifici. Entrambi sono parametri concorrenziali fondamentali per il mercato farmaceutico, e devono essere calcolati su diversi periodi di tempo per poter permettere di effettuare dei confronti. I dati dei diversi periodi devono perciò essere paragonabili, e a questo fine quelli presentati in qualsiasi nuova configurazione devono essere convertiti nella struttura 1860 (o viceversa), con costi considerevoli. Le campagne di marketing e le ricerche di mercato sono organizzate in base ai dati di questa struttura. Novo Nordisk ha dichiarato che ogni dato che deve essere confrontato è raccolto e ordinato secondo le strutture a 1860 o a 2847 aree.
(94) Garantire la comparabilità dei dati nel tempo, quando si attuano dei passaggi fra strutture di due imprese diverse, presenta più problemi di quanti ne abbiano posti i precedenti cambiamenti della predominante struttura di IMS. Quei cambiamenti, come sopra menzionato, interessavano di solito alcune aree che venivano suddivise in segmenti più piccoli. In questi casi la somma delle nuove aree più piccole poteva essere confrontata con l'area originaria, più grande, rendendo la comparabilità molto semplice. Altre modifiche apportate alla struttura sono state generalmente piuttosto lievi, ad esempio il passaggio da 1845 a 1860 segmenti. La comparabilità era facilitata anche dal fatto che i dati provenissero dalla stessa impresa (IMS), poiché essi erano organizzati nello stesso modo.
(95) IMS ha affermato che la comparabilità dei dati nel tempo e la loro compatibilità non presentano alcuna difficoltà, poiché i grossisti conservano i dati almeno per due anni; [segreto commerciale cancellato]
(96) Per quanto riguarda la prima parte dell'argomentazione di IMS, risulta che almeno qualche grossista conserva solo per 15 o 18 mesi i dati a livello di farmacie: si tratta del livello di dettaglio necessario per permettere un'aggregazione di dati in base a una struttura completamente nuova. Gesdat ha dichiarato che per quanto riguarda i tre grossisti rappresentati da Gesdat, i dati grezzi sono conservati dal 1999 e sono distrutti dopo 15 o 18 mesi. Questo può essere tuttavia un caso unico, ed è possibile che altri grossisti conservino solo i dati nelle strutture già fornite. Il fatto che almeno 3 dei 16 grossisti in Germania conservino i dati solo per questo arco di tempo significa che non è possibile alcun censimento dei dati sulle vendite. I dati anteriori, se non sono completi, sono praticamente inutilizzabili, poiché le imprese farmaceutiche richiedono una copertura esaustiva delle vendite farmaceutiche in Germania e non accettano nessun'altra soluzione.
(97) Anche se il minimo richiesto dalle imprese farmaceutiche sono dati che risalgono ai due anni precedenti [il minimo, per i dati anteriori, è un periodo di due anni (Medac)], per specifiche applicazioni o per specifici fini è necessario un periodo più lungo: 28 mesi (sono necessari) per calcolare la commissione (Wyeth Pharma); l'ideale sono i dati sulle vendite di 5 anni prima (Zambon); abbiamo bisogno come minimo dei dati dell'ultimo anno, ancora meglio degli ultimi cinque anni (Essex Pharma); per applicazioni generali di targeting e di analisi bastano generalmente dati di 2-3 anni prima. Tuttavia, per metodi statisticamente rilevanti per misurare l'impatto delle spese, ecc., in alcuni casi possono essere appropriati 5 anni (Lilly); a seconda delle analisi, sono necessari dati anteriori di periodi diversi. Generalmente 2-5 anni(32). (Schaper & Brümmer); [è necessario] l'andamento delle quote di mercato per 36 mesi (Takeda); sono necessari i dati di circa 3 anni (MSD); utilizziamo dati anteriori di 2 anni, se possibile anche 3, per mostrare gli sviluppi a lungo termine e per calcolare i tassi di penetrazione sul mercato (Novo Nordisk); sarebbe conveniente avere dati che corrispondono al periodo in cui il prodotto viene promosso dagli informatori. Il periodo è quindi attualmente fra 1,5 e 3 anni (Bayer); abbiamo bisogno di dati paragonabili di almeno tre anni prima per le ricerche di mercato e il calcolo degli incentivi(33) (Novartis); abbiamo bisogno dei dati almeno degli ultimi tre anni (Verla Pharm); per la nostra pianificazione e per lo sviluppo delle aree di vendita abbiamo bisogno dei dati degli ultimi tre anni(34) (Pohl Boskamp); abbiamo bisogno di dati almeno degli ultimi tre anni, dobbiamo vedere l'andamento delle vendite nelle varie aree (Solvay); 3 anni saranno sufficienti (Galderma).
(98) Krewel ha dichiarato inoltre che un cambiamento della struttura avrebbe tuttavia il grosso svantaggio di non permettere un confronto dei dati con quelli degli anni precedenti. Pertanto gli andamenti delle vendite non potrebbero più essere seguiti. Dermapharm ha indicato che un passaggio a un'altra struttura è difficile da immaginare sia dal punto di vista finanziario che del tempo, poiché un tale cambiamento significherebbe la completa ristrutturazione di tutto il settore dei servizi di marketing e delle forze esterne della nostra impresa. Un altro considerevole svantaggio sarebbe la sopravvenuta impossibilità di paragonare i dati con quelli degli anni precedenti. Questi dati storici sono tuttavia assolutamente necessari per stabilire gli andamenti delle vendite, la valutazione delle azioni di marketing e il pagamento delle commissioni. Schering ha affermato che per motivi di comparabilità, è assolutamente necessario che tutti i dati regionali siano disponibili nella stessa struttura geografica.
(99) L'indagine della Commissione relativamente a questo aspetto mostra tuttavia che le imprese farmaceutiche spesso chiedono dati anteriori più vecchi di quelli che possono fornire potenziali nuovi fornitori di servizi di dati regionali. Questo è un altro considerevole disincentivo per le imprese farmaceutiche a chiedere dati configurati in strutture ad aree diverse dalla 1860.
(100) Vi è inoltre la questione della compatibilità dei dati sulle vendite regionali con altri dati e altri prodotti software. Oltre ai dati sulle vendite regionali presentati in base alla struttura 1860, le imprese farmaceutiche acquistano informazioni socio-economiche, dati sulle prescrizioni, sull'ubicazione dei medici, ecc., e li integrano con i dati sulle vendite per ulteriori analisi. Un cambiamento di struttura significherebbe pertanto un cambiamento del formato richiesto anche per le altre informazioni, o la necessità di convertire i dati all'interno dell'impresa.
(101) È particolarmente importante che i dati sulle prescrizioni mediche siano disponibili in una struttura compatibile, poiché è generalmente riconosciuto che entrambi i formati sono necessari per correggere i problemi di calcolo causati dal fatto che alcuni pazienti ricevono le prescrizioni in un luogo sito in una determinata area ma acquistano i farmaci in un'altra area. [Segreto commerciale cancellato] Merck ha indicato nell'audizione orale che in ogni caso è di importanza fondamentale che i dati sulle prescrizioni siano forniti in una struttura derivata dalla 1860 o compatibile con essa. DuPont Pharma ha affermato che se non lo è (compatibile), non può essere realizzato alcun chiaro calcolo dei risultati ottenuti. Galderma ha dichiarato che solo con la stessa struttura è possibile confrontare l'efficienza e la crescita degli informatori e l'efficacia delle attività di marketing. Lichtenstein Pharmazeutica ha indicato che per l'analisi delle differenze fra vendite e prescrizioni è necessario avere una struttura identica per i dati sulle vendite regionali e per i dati sulle prescrizioni mediche. Servier ha altresì spiegato che i dati (sulle prescrizioni e sulle vendite) sono utili solo se sono confrontabili. AzyX ha affermato che: "Entrambi i tipi di dati sono utilizzati per misurare la riuscita del lavoro delle forze esterne. Se tali dati non fossero compatibili, uno dei due non corrisponderebbe alla configurazione del territorio di vendita dell'impresa. Uno degli scopi principali dell'acquisto di entrambi i dati, sulle ricette e sulle vendite, è quello di misurare l'effetto delle cosiddette 'prescrizioni itineranti'. Ciò diventerebbe impossibile se le strutture fossero differenti". NDC ritiene che: "Se le strutture per le prescrizioni e per le vendite non fossero compatibili, non sarebbe possibile valutare la relazione fra le prescrizioni emesse e le scorte del prodotto nella farmacia. Non sarebbe inoltre possibile determinare dove e quante ricette passano da una zona di vendita all'altra quando i pazienti non acquistano i farmaci prescritti nella stessa [area] locale in cui è ubicato il loro medico".
(102) [Segreto commerciale cancellato] IMS dichiara inoltre che qualsiasi terzo che abbia sviluppato una struttura ad aree diversa potrebbe offrire gli stessi dati nel suo formato. L'indagine della Commissione mostra che di fatto circa il 44 % delle imprese farmaceutiche acquistano tali dati, cosa che rappresenta una percentuale significativa. Uno dei motivi per l'esistenza della differenza fra queste due cifre potrebbe essere il fatto che IMS è solo uno dei numerosi fornitori di dati formattati nella struttura a 1860 aree, e ritiene che questi dati siano in larga misura connessi alle sue principali offerte di servizi di dati e alle esigenze dei clienti. In effetti, per le attività di mailing o per fini cartografici le imprese farmaceutiche ricorrono ampiamente ad altri fornitori specializzati di indirizzi e di mappe, come Pan Address Direktmarketing, Easy map, o a sistemi come regio graph 5.0. In questo contesto Schering ha affermato che tutti i dati come il numero di medici, farmacie, abitanti divisi per sesso, chilometri quadrati dell'area, ecc., devono essere configurati secondo la struttura 1860. Anche Hoffmann-LaRoche acquista dati socio-demografici, sul potere d'acquisto e la selezione dei gruppi target, nonché mappe, da diversi fornitori.
(103) Secondo l'indagine della Commissione, molte imprese utilizzano di fatto altri tipi di dati configurati secondo questa struttura, che esse considerano come essenziali per permettere un'analisi significativa delle relazioni sui dati riguardanti le vendite regionali. Le imprese farmaceutiche hanno naturalmente bisogno di questi dati in un formato compatibile con la struttura 1860. A tale riguardo BPI, l'Associazione tedesca delle imprese farmaceutiche, ha indicato che il fatto di ricevere dati sulle vendite in una struttura regionale diversa ci priverebbe dell'accesso a tutti gli altri dati rilevanti necessari per integrare i dati sulle vendite, e che sono tutti disponibili solo nella struttura a 1860 aree. Specialmente per le imprese farmaceutiche più piccole, è impossibile finanziare tutti i fornitori di dati per il passaggio a un'altra struttura imposta da un nuovo fornitore di dati sulle vendite. Ne consegue che le società farmaceutiche potrebbero considerare l'ipotesi di passare a un'altra struttura solo se anche gli altri dati fossero disponibili in tale nuova configurazione. Anche se sarebbe tecnicamente possibile fornire tutti questi altri dati in un altro formato, i costi che dovrebbero sostenere le imprese farmaceutiche che chiedessero queste altre informazioni in una struttura diversa da quella standard sarebbero così elevati da porle in una situazione di chiaro svantaggio concorrenziale.
(104) Per quanto riguarda il software, come spiegato al precedente considerando 26, anche i fornitori terzi di programmi forniscono prodotti secondo la struttura a 1860 aree. Fra di essi possono essere citati P & P software, IDV, ISS, DHM, GFD, GfK, Easycom. Un esempio di un software di questo tipo è quello usato per realizzare la configurazione delle aree di vendita, che consente l'assegnazione di codici postali o aree a un informatore scientifico. Nel software vengono previamente caricati il potenziale di vendita e il numero di medici per ogni codice postale o area, e quando da un territorio di vendita vengono aggiunti o sottratti codici postali o aree, il programma calcola il valore cumulativo delle vendite e il numero di medici per tale area. Come ha indicato l'impresa farmaceutica Zambon, tutte le informazioni collegate (ossia dati sugli indirizzi, ecc.) sono in una certa misura legate a queste strutture regionali (1860/3000), e Zambon non cambierebbe la struttura ad aree poiché perderebbe la compatibilità con il mondo farmaceutico. Più della metà delle imprese contattate trasmette i dati sulle vendite regionali a imprese di analisi del marketing o a società informatiche.
(105) Su questo punto IMS argomenta che gli altri fornitori di servizi di dati regionali (AzyX e NDC) potrebbero dare accesso alle proprie strutture ai fornitori di software perché questi sviluppino nuovi programmi con esse compatibili. Non è tuttavia importante, in questa sede, appurare se ciò sia possibile o meno dal punto di vista tecnico, per le stesse ragioni sopra esposte riguardo alla fornitura di dati in una struttura non compatibile con quella a 1860 aree. Inoltre, le imprese farmaceutiche che abbandonano lo standard stabilito per i dati sulle vendite regionali dovrebbero sostenere finanziariamente la realizzazione di altro software per consentire l'analisi e l'utilizzo di questi dati, cosa che rappresenta, ancora una volta, un importante disincentivo a chiedere i dati secondo una configurazione ad aree diversa.
(106) Come mostrano le osservazioni sotto riportate, le imprese farmaceutiche ritengono che questa sia una questione rilevante. Lilly ha spiegato che la struttura storica a 1860 aree è usata internamente dalla maggior parte delle imprese farmaceutiche (se non da tutte) per definire i territori degli informatori scientifici, ecc. Inoltre, tutte le società di ricerca di mercato e di software che si specializzano nel settore farmaceutico hanno avuto libero accesso a questa struttura standard. Se la configurazione differisce da impresa a impresa, queste società (ad esempio di software e di ricerca di mercato) avranno grosse difficoltà a realizzare prodotti standard. Ciò può essere d'ostacolo all'innovazione. Janssen-Cilag ha indicato che anche tutti i dati esterni disponibili sono basati sulla struttura a 1860 aree.
- Modifica dei territori di vendita: perdita della relazione fra gli informatori scientifici e i medici
(107) Contrariamente ad altri settori in cui le ordinazioni avvengono in maniera diretta, gli informatori scientifici del farmaco possono solo raccomandare la prescrizione di un prodotto. Il loro successo nella vendita di un prodotto dipende quindi fortemente dall'instaurazione di una buona relazione con i medici e dal suo mantenimento per un lungo periodo. È dimostrato che una relazione di questo tipo necessita di un certo tempo per svilupparsi. Novo Nordisk ha spiegato l'importanza di questa relazione: "la ragione principale per mantenere le strutture così come sono, è che un cambiamento avrà effetti negativi sulla gestione della relazione con il cliente. Nel nostro settore d'attività è molto importante alimentare la relazione con i clienti (...) Molti clienti saranno contattati da altri informatori, e molte relazioni strettamente consolidate andranno perse". Pharmacia ha inoltre dichiarato che "ogni riorganizzazione delle forze vendita distrugge le relazioni fra i clienti e gli informatori, il che significa che alla fine della giornata perderemmo un numero significativo di vendite". Novartis ritiene che la perdita delle relazioni fra gli informatori scientifici e i medici avrebbe un impatto estremamente negativo sulle vendite. Senza un contatto sviluppato e alimentato col tempo, un informatore scientifico non verrà ascoltato dai medici molto occupati, soprattutto da quelli che hanno già ricevuto più volte altri informatori nel corso della giornata. Novartis ha aggiunto che a volte sono occorsi diversi anni per sviluppare una relazione che si è tradotta in buoni risultati di vendita.
(108) Se i dati sulle vendite regionali venissero forniti in base ad una struttura non compatibile con quella a 1860 aree, ciò richiederebbe modifiche significative nei territori assegnati agli informatori scientifici dalle loro imprese farmaceutiche. [Segreto commerciale cancellato] BPI, l'Associazione tedesca delle imprese farmaceutiche, ha affermato che l'utilizzo di qualsiasi altra struttura porterebbe obbligatoriamente a una riconfigurazione considerevole. Nella sua risposta del 26 gennaio 2001, Essex Pharma GmbH ha indicato che questo cambierebbe la responsabilità territoriale degli informatori. Ciò condurrebbe a inefficienze per ragioni organizzative sia da parte degli informatori che dell'amministrazione. Analogamente, Lilly Deutschland ha osservato che il costo maggiore sarebbe una disgregazione della nostra organizzazione delle vendite, poiché i nostri territori sono definiti in base alla struttura ad aree. Essex ha spiegato nella sua risposta che i costi di un cambiamento tecnico della struttura sono stimati come minori rispetto alle conseguenze finanziarie del considerevole svantaggio concorrenziale sopra descritto (modifica della responsabilità territoriale degli informatori scientifici).
(109) Uno studio(35) svolto da I + G, una società di consulenza specializzata nel settore farmaceutico, basato su un campione di medici, mostra che il contatto continuato con gli informatori scientifici è una delle condizioni più importanti - su 77 parametri studiati - per conservare un cliente.
(110) IMS ritiene che le conseguenze negative di un cambiamento nella relazione fra informatore e medico siano sopravvalutate, principalmente per tre ragioni: in primo luogo, le imprese farmaceutiche modificano spesso la struttura delle loro forze vendita di propria iniziativa. In secondo luogo, un cambiamento anche significativo nella struttura ad aree inciderebbe solo sulle relazioni alla periferia dell'area di ogni informatore e, in terzo luogo, l'intensità di tale relazione è anch'essa ingigantita.
(111) Per quanto riguarda il primo aspetto, i commenti ricevuti in base alle richieste di informazioni hanno fornito un quadro differente. Bastian ha dichiarato che negli ultimi 10 anni non vi è stata alcuna modifica; Bayer ha affermato che i territori di vendita sono modificati solo raramente, di solito solo in casi di grosse ristrutturazioni. AstraZeneca ha indicato che nella misura del possibile, cerchiamo di non fare cambiamenti; Dr Kade ha spiegato che i territori di vendita sono modificati solo molto di rado. Inoltre, l'acquisizione di una società o il lancio di un nuovo prodotto farmaceutico, per le importanti ragioni commerciali soggiacenti, costituiscono una motivazione molto più valida per la perdita della relazione informatore-medico che il passaggio ad una nuova struttura ad aree. Schering ha dichiarato che le modifiche, in questi casi, sono un investimento per il futuro e seguono l'evoluzione strategica dell'impresa. La dissoluzione del rapporto medico-informatore è pertanto giustificabile ed inevitabile. Hoffmann-La Roche ritiene che in caso di fusione o di acquisizione, una ristrutturazione è inevitabile e deve essere accettata. Una riorganizzazione dovuta a un cambiamento di fornitore di dati è difficilmente accettabile, poiché, a parte i costi delle modifiche tecniche, le perdite dovute alla distruzione delle relazioni sono incalcolabili(36). Lilly ha dichiarato che: le modifiche nei territori di vendita hanno luogo solo se assolutamente necessario. Essex: evitiamo cambiamenti alla nostra struttura per gli enormi sforzi che ciò implica.
(112) Per quanto riguarda il secondo aspetto dell'argomentazione di IMS, sembra che sarebbe probabilmente possibile per le imprese farmaceutiche, specialmente per quelle con pochi informatori e quindi con ampi territori di vendita, unire le aree di una nuova struttura per ricostituire in gran parte i territori originali. IMS afferma che se una serie di grandi società e di piccole e medie imprese fossero passate alla struttura 2201 sviluppata da NDC, anche la più grossa società con le più piccole aree di vendita avrebbe perso meno del 3 % delle relazioni medico-informatore. NDC non ha replicato a questa argomentazione. La Commissione ritiene che anche se le cifre di IMS fossero corrette - e gran parte del settore farmaceutico ne dubita [segreto commerciale cancellato], ciò costituirebbe comunque una perdita non indifferente nelle relazioni medico-informatore, che le imprese farmaceutiche sarebbero molto riluttanti ad accettare poiché si tratterebbe di una perdita non legata ad una valida giustificazione commerciale. Questo vale specialmente nei casi in cui importanti specialisti o medici, eminenti in un determinato campo, devono essere assegnati a un nuovo informatore.
(113) Per quanto riguarda il terzo aspetto, le imprese farmaceutiche considerano di grande importanza la relazione fra i medici e gli informatori scientifici, che è uno dei pochi mezzi per promuovere un farmaco. In base alla legge sulla pubblicità nel sistema sanitario(37), i prodotti che possono essere venduti solo dietro prescrizione possono essere pubblicizzati unicamente presso i medici, i dentisti, i veterinari o i farmacisti. Ciò spiega perché il lavoro degli informatori sia così importante. BPI, l'Associazione tedesca delle imprese farmaceutiche, ha dichiarato che la relazione fra il medico e l'informatore (...) è il patrimonio principale dell'impresa farmaceutica. Apogepha ha spiegato ad esempio che ogni cambiamento nel rapporto medico-informatore è una minaccia per l'attività dell'impresa, qualsiasi sia la ragione. TAD: I cambiamenti nella struttura ad aree dovrebbero essere ridotti al minimo per evitare di dissolvere la relazione fra il medico e l'informatore del farmaco. Yamanouchi Pharma: La relazione medico-informatore è un capitale talmente importante che cerchiamo, se possibile, di evitare ogni cambiamento. Lilly: Il mantenimento di una relazione stabile fra il medico e l'informatore è la priorità principale. Medac: Ogni interruzione della relazione fra i clienti e gli informatori scientifici ha grossi svantaggi per la nostra impresa. Pertanto esitiamo a modificare la struttura regionale, se possibile.
(114) La Commissione ritiene di conseguenza che la perdita delle relazioni fra i medici e gli informatori scientifici, che sarebbe l'inevitabile risultato di un passaggio a una struttura ad aree incompatibile con la 1860, agirebbe per certe imprese farmaceutiche come un considerevole disincentivo per la realizzazione di tale cambiamento.
- Cambiamenti dei territori di vendita: modifica dei contratti di lavoro
(115) Il territorio di vendita è definito come l'aggregazione di un certo numero di aree. Il territorio può essere indicato nel contratto di lavoro concluso fra l'impresa e l'informatore scientifico, nel qual caso un cambiamento nella struttura richiederebbe una modifica del contratto. Questa procedura sarebbe un altro disincentivo a passare a un altro formato. Tali cambiamenti, inoltre, sarebbero soggetti alla procedura di "codecisione". In base alla legge tedesca sull'ordinamento delle imprese ("Betriebsverfassungs-gesetz"), la procedura di codecisione è obbligatoria quando cambiano le condizioni di lavoro (articoli 87, 98 e 91). Ciò significherebbe che il consiglio d'impresa eletto deve partecipare al processo decisionale. In caso di disaccordo, l'ultima parola spetta al comitato di conciliazione.
(116) Molte imprese farmaceutiche considerano questa situazione come un problema. Una di esse ha indicato che la struttura ad aree costituisce la base per le trattative con il consigliere aziendale, specialmente per quanto riguarda le regole relative alla valutazione e ai premi per le forze esterne. Gsk (GlaxoWelcome SmithKline Beecham) ha anche menzionato l'alto rischio di non raggiungere un accordo con il consiglio d'impresa in caso di cambiamento nella struttura ad aree. Klinge Pharma ritiene che un eventuale passaggio dalla struttura a 1860 aree all'uso di una nuova segmentazione solleverebbe gravi problemi con il suo consiglio d'impresa, poiché nel contratto di lavoro degli informatori scientifici la zona in cui essi operano è definita in relazione alle vendite nei loro rispettivi territori (che sono un'aggregazione di un certo numero di aree). Un'altra impresa farmaceutica ha affermato che la struttura territoriale delle nostre forze esterne è basata su 2847 segmenti (RPM 3000). Se non potessimo più usare questa struttura in seguito a un cambiamento di operatore, ciò avrebbe considerevoli conseguenze sul piano organizzativo e finanziario.
(117) IMS ha affermato nelle sue osservazioni che le questioni e le procedure relative alla legge sull'ordinamento delle imprese non sono determinanti. L'impresa sostiene che i contratti di lavoro definiscono di solito i territori di vendita in termini geografici generali. IMS ha ragione per quanto riguarda certe società farmaceutiche, che in effetti nei loro contratti definiscono i territori di vendita in termini molto ampi e menzionando solo la regione. Ma per quasi la metà delle imprese che hanno fornito informazioni alla Commissione su questo punto, i territori di vendita sono effettivamente definiti come un elenco di codici di aree. Qualsiasi cambiamento nella struttura porrebbe quindi per esse i problemi sopra esposti.
- Costi per le modifiche di software e applicazioni che usano la struttura a 1860 aree
(118) NDC ha affermato che in caso di cambiamento della struttura "i produttori dovrebbero sostenere i costi per rifare tutto il lavoro analitico alla base del loro piano di compensazione, per la riorganizzazione della configurazione del territorio, l'inserimento della struttura alternativa nei sistemi automatici di gestione delle forze vendita, e per una vasta opera di formazione e di spiegazione del cambiamento". NDC sostiene inoltre che le imprese farmaceutiche stimano i costi di conversione fra i 200000 e i 400000 DEM. Questa affermazione è confermata da una serie di imprese.
(119) IMS ha affermato nei suoi commenti che le risposte dei clienti non dimostrano chiaramente che il costo del passaggio a una struttura ad aree alternativa costituisce un ostacolo concreto. L'impresa definisce queste risposte come non concludenti o inaffidabili. La Commissione è consapevole del fatto che un certo numero di imprese farmaceutiche non erano in grado di stimare i costi di un tale passaggio. La valutazione dei costi diretti aggiuntivi risulta difficile per le imprese contattate. I costi diretti menzionati variano da 40000 DEM a 1,85 milioni DEM, ossia circa il 30 % dello stanziamento annuale destinato ai dati sulle vendite regionali per una grossa impresa farmaceutica. Per le piccole e medie imprese, questi costi rappresentano dal 25 % a più del 100 % dello stanziamento annuale per i dati sulle vendite regionali.
(120) Un'altra impresa farmaceutica ha indicato che altre strutture, anche se accettabili dal punto di vista della riservatezza, comportano un investimento considerevole, sia in termini finanziari che sotto l'aspetto del lavoro richiesto. Un'altra impresa ha affermato che una struttura RPM diversa avrebbe considerevoli conseguenze finanziarie e organizzative per la nostra impresa. Oltre ai costi del riadattamento delle applicazioni informatiche per gli uffici e il lavoro esterno e gli sforzi organizzativi collegati, sarebbero necessari adeguamenti strutturali delle esistenti strutture relative alle forze esterne. Questo potrebbe causare la perdita di relazioni già sviluppate con i clienti, e dovrebbe sicuramente essere concordato con il consiglio d'impresa. Nella sua risposta, MSD Sharp & Dohme ha dichiarato che le nostre forze vendita, così come tutto il sistema di elaborazione delle relazioni e gli altri dati disponibili sul mercato sono basati su questa struttura (...). Una specificazione dei costi non è possibile. Sia le spese che gli sforzi necessari sono tuttavia estremamente elevati. Sarebbe necessario costituire una nuova struttura per le forze vendita e riconfigurare completamente tutti i dati e i sistemi interni.
(121) Un altro produttore farmaceutico ritiene che "un cambiamento nell'esistente struttura RPM, che è stata sviluppata dall'industria farmaceutica e che rappresenta la base della nostra struttura territoriale e pertanto del nostro servizio esterno, comporterà molte spese e richiederà molto tempo [...]. Allo stesso tempo, un cambiamento dell'esistente struttura RPM e della struttura territoriale interessata distruggerebbe i contatti esistenti e consolidati con i nostri clienti. Questo porta a perdite imprevedibili e quindi inaccettabili per la nostra impresa".
(122) IMS ha dichiarato nei suoi commenti che la Commissione non ha svolto un'indagine sufficiente presso le imprese che risultano più idonee a pronunciarsi sui costi di un cambiamento: i clienti di NDC e di AzyX. Secondo IMS, AzyX e NDC hanno circa 61 clienti, ed è stata effettuata un'indagine solo presso 28 di queste imprese. Per avere una giusta visione, la Commissione ha interpellato i clienti dei 3 fornitori di servizi utilizzando un vasto campione tratto dalla base di clienti di ciascuno di essi, e non pretende di aver indagato presso tutto il settore. Tuttavia, anche secondo le cifre di IMS, la Commissione si è rivolta al 46 % dei clienti di AzyX e di NDC, il che è sufficiente per trarre conclusioni statisticamente valide. La Commissione ritiene pertanto che i costi necessari per modificare le applicazioni interne - che attualmente dipendono totalmente dalla struttura a 1860 aree - sono considerevoli e rappresentano un forte disincentivo a passare a un'altra struttura.
(123) La conclusione di questa parte della valutazione giuridica è quindi che il ruolo svolto dal gruppo di lavoro ha contribuito in maniera significativa all'instaurarsi della situazione attuale, in cui la struttura a 1860 aree è di fatto uno standard del settore ed è riconosciuta come tale da quasi tutte le imprese farmaceutiche. Ciò significa a sua volta che i costi, gli svantaggi concorrenziali e gli altri problemi sopra citati a cui andrebbero incontro le imprese farmaceutiche acquistando dati sulle vendite regionali configurati secondo un'altra struttura sarebbero inaccettabilmente elevati, tanto da costituire un considerevole ostacolo ad agire in questo senso.
7.3.2. Improbabilità che i concorrenti sviluppino una struttura alternativa
(124) Per esaminare più approfonditamente il presunto carattere indispensabile della struttura a 1860 aree, la Commissione ha valutato l'esistenza o meno di vincoli di natura tecnica e normativa che possano rendere troppo difficile per altre imprese lo sviluppo di un'altra struttura in cui configurare e commercializzare dati regionali in Germania.
(125) Nella sentenza Bronner della Corte di giustizia (punto 44) l'assenza di vincoli di questo tipo è stata determinante per concludere che l'accesso a un sistema di recapito di giornali a domicilio non era indispensabile all'esercizio dell'attività: "Non risultano esistere ostacoli di natura tecnica, normativa o anche economica capaci di rendere impossibile o straordinariamente difficile a qualsiasi altro editore di quotidiani creare, da solo o in collaborazione con altri editori, un proprio sistema di recapito a domicilio su scala nazionale e avvalersene per distribuire i propri quotidiani".
(126) IMS sostiene che la struttura ad aree non è indispensabile, perché le informazioni necessarie per creare una struttura di questo tipo sono pubbliche e perché vi è un numero molto ampio di altre potenziali strutture ad aree che possono essere sviluppate. IMS ritiene che una nuova struttura non potrebbe pertanto essere un "sostituto reale o potenziale" della struttura 1860 nell'accezione della formulazione utilizzata dal Tribunale di primo grado nella causa Ladbroke (punto 131). IMS sostiene inoltre che il criterio per stabilire se un'infrastruttura è essenziale o meno consiste nel valutare se per i concorrenti è impossibile riprodurla, e non dipende da atteggiamenti individuali, soggettivi o mutevoli dei clienti.
(127) La Commissione concorda con IMS sul fatto che le informazioni necessarie per realizzare una struttura ad aree sono pubblicamente disponibili e che, non prendendo in considerazione i vincoli esistenti che incidono su una tale realizzazione, sono possibili in teoria numerose strutture. Tuttavia, i concorrenti non possono prescindere da questi vincoli se vogliono realizzare una struttura utile. Rispettare i vincoli significa necessariamente che le possibilità per creare una nuova struttura sono molto limitate, per ragioni di natura tecnica (necessità di rispettare i confini dei codici postali e altri vincoli oggettivi) e normativa (rispetto della legge sulla tutela dei dati, necessità di evitare di violare il copyright di IMS), come spiegato in appresso.
(128) [Segreto commerciale cancellato] In questo contesto è utile citare la decisione del tribunale di Francoforte del 16 novembre 2000, in cui è stato osservato che (sottolineatura aggiunta): "I convenuti hanno inizialmente cercato di distribuire le loro informazioni farmaceutiche in base a una suddivisione del territorio della Repubblica federale di Germania in 2201 segmenti. Tuttavia, numerosi colloqui fra i convenuti e potenziali clienti hanno dimostrato che i dati organizzati in questo modo sarebbero stati difficilmente commercializzabili, poiché non avrebbero corrisposto alla divisione territoriale nei 1860 segmenti abituali".
(129) La Commissione non può condividere le osservazioni di IMS riguardo all'ammissibilità delle constatazioni dei clienti, secondo i quali la struttura a 1860 aree è indispensabile. Le imprese farmaceutiche, in quanto utenti di dati organizzati secondo le strutture ad aree, sono in ottima posizione per sapere, ad esempio, se la struttura a 1860 aree funziona o meno come uno standard del settore. Possono anche esprimere validi pareri sui probabili costi di un passaggio da questa struttura a un'altra. Non dare peso alle opinioni dei clienti in questo procedimento avrebbe significato considerare la questione del carattere indispensabile o meno della struttura solo dal punto di vista della fattibilità di una nuova configurazione ad aree, senza valutare la possibilità o meno di utilizzare tale struttura per competere sul mercato rilevante(38)(39).
7.3.2.1. Mancanza di alternative per i potenziali fornitori di servizi di dati sulle vendite regionali
(130) È importante considerare se, cominciando da zero, i potenziali fornitori di servizi di dati sulle vendite regionali potrebbero effettivamente sviluppare strutture alternative. Una dimostrazione di come viene percepita tale questione è fornita dal risultato di una riunione del 15 marzo organizzata da AzyX, in cui è stato concluso fra l'altro che: "Da un punto di vista legale, IMS attaccherebbe nuovamente qualsiasi struttura che possa riprodurre anche solo parzialmente la struttura 1860. Per questo motivo - a meno che non si produca deliberatamente un risultato assurdo - anche una nuova struttura non potrebbe offrire alcuna certezza giuridica".
(131) La maggior parte dei parametri utilizzati per costruire la struttura, coma già osservato prima, sono stabili e sono pubblici (aree contrassegnate da un codice postale, ubicazione delle farmacie e dei medici, dati socio-demografici, topologia, territori che possono essere coperti in un giorno dagli informatori scientifici, e così via). La scelta dei confini fra le aree dipende in gran parte da questi parametri oggettivi, e questo limita le opzioni possibili per i potenziali realizzatori di nuove strutture. Anche il "buon senso" limita le alternative disponibili. Vi sono molte possibili strutture che potrebbero essere create ma che non rappresenterebbero segmentazioni convenienti per la presentazione dei dati sulle vendite regionali, poiché non potrebbero essere utilmente sfruttate dai clienti.
- I confini amministrativi sono un considerevole vincolo tecnico nella realizzazione di una nuova struttura
(132) La struttura 1860 si basa in larga misura sui codici postali. Circa 500 aree corrispondono a una singola zona di codice postale. Per altre circa 1100 aree non vi è altro criterio scientifico con cui combinare i codici postali se non quello scelto da IMS e dal gruppo di lavoro RPM (AzyX); "1100 segmenti che combinano 2 o più codici postali in un modo inequivocabilmente definito dalla natura geografica e demografica dell'area" (Gesdat). La Commissione ritiene che la chiara importanza dell'utilizzo delle zone di codice postale limita le possibilità di scelta dei potenziali ideatori di nuove strutture.
(133) La Commissione ritiene che vi siano chiaramente motivi molto forti per l'utilizzo dei codici postali come base della struttura. Sono forniti in questo formato altri dati che vanno a integrare quelli relativi alle vendite farmaceutiche; esso risulta l'unico modo pratico per assegnare medici e farmacie a una determinata area; i codici postali appaiono inoltre come il punto di partenza "naturale" delle configurazioni ad aree, come emerge dalle decisioni di paesi non europei di utilizzarli come base di una struttura (cfr. il considerando 153) in mancanza della legislazione sulla tutela dei dati che esiste nell'Unione europea.
(134) Gesdat ha dichiarato che alcuni grossisti possono fornire dati in base a un altro criterio, mentre altri non sono in grado di farlo. L'unico altro criterio che potrebbe essere utilizzato per localizzare una farmacia è l'indirizzo, ma questo è più difficile dal punto di vista tecnico e non è un metodo affidabile, poiché gli indirizzi sono scritti in modi diversi nelle varie regioni della Germania. Inoltre, non vi è un unico codice di identificazione per le farmacie, e per questo il grossista deve avere un metodo diretto per localizzare una nuova farmacia senza la necessità di rivolgersi al fornitore. Il codice postale è molto utile poiché è un mezzo chiaro e preciso per assegnare una farmacia ad un'area.
(135) AzyX ha dichiarato che i codici postali sono obbligatori, fosse solo per il fatto che rappresentano l'unico criterio pratico, per i grossisti, di assegnare le loro cifre sulle vendite a una struttura territoriale. In altre parole, una struttura che non rispetti i codici postali non potrebbe essere utilizzata dalla maggior parte dei grossisti, quindi non potrebbe essere ottenuto alcun dato. L'uso dei codici postali come punto di partenza richiede che venga fornito ai grossisti un documento di appoggio che specifichi quale codice postale appartiene a quale area - e che vi sia consenso sul fatto che le vendite a ciascuna farmacia di tale codice postale siano assegnate alla rispettiva area.
Alternativamente, almeno in teoria, i grossisti potrebbero ricevere un documento che elenchi tutte le 21600 farmacie e che le assegni individualmente alle aree. In pratica, tuttavia, ciò sarebbe sempre destinato a fallire, per i motivi seguenti:
a) anche per la più lieve differenza nell'ortografia l'assegnazione non funzionerebbe, poiché il sistema informatico non riconoscerebbe più la farmacia (queste differenze nell'ortografia sono la regola, non l'eccezione; i grossisti possono anche usare il nome del farmacista invece che quello della farmacia nel loro indirizzario, ecc.);
b) ogni nuova farmacia e/o ogni farmacia che cambia indirizzo dovrebbe essere assegnata manualmente, cosa impossibile da gestire nella pratica.
(136) NDC ha osservato che: "Ogni nuova struttura non basata sui codici postali tedeschi sarebbe del tutto incompatibile con altri programmi informatici pubblicamente disponibili, come i dati sulle indagini socio-economiche, che sono usati dalle imprese farmaceutiche per svolgere analisi di marketing e di uso dei prodotti medicinali. Scegliendo di utilizzare una nuova struttura un'impresa non sarebbe quindi in grado di svolgere analisi di questo tipo e si troverebbe in un serio svantaggio concorrenziale". NDC ha aggiunto che: "Sarebbe necessario dimostrare ai produttori [farmaceutici] perché il metodo non basato sui codici postali è superiore per ottenere che essi lo acquistino e passino ad esso, cosa altamente improbabile".
(137) La Commissione ravvisa inoltre forti argomenti che provano la necessità che le strutture ad aree rispettino i confini dei 440 Kreise (distretti) tedeschi, come sostenuto da NDC e AzyX. Esse si sono riferite al fatto che le politiche pubbliche di prescrizione e distribuzione dei farmaci sono stabilite a livello dei Kreise, e quindi i dati di vendita per ogni area che attraversasse la frontiera fra due Kreise non potrebbero essere associati a una precisa politica di prescrizione e distribuzione dei farmaci. Ciò significa che i dati sulle vendite non potrebbero fornire un quadro preciso della popolarità di una medicina o del successo di un informatore scientifico nel promuoverla. AzyX ha aggiunto che: "Le frontiere dei Kreise sono inoltre obbligatorie principalmente perché una struttura regionale deve anche rispettare i territori delle associazioni dei medici. Tali territori sono organizzati in base ai confini dei Kreise". Va osservato che i confini dei Länder tedeschi, altre regioni amministrative che si prestano ovviamente alla costruzione di una struttura, sono costruiti in base ai confini dei Kreise.
- La legge sulla tutela dei dati impone ulteriori vincoli alla realizzazione di una seconda struttura
(138) NDC sostiene, nelle sue osservazioni, che la realizzazione di una seconda struttura ad aree violerebbe la legge tedesca sulla tutela dei dati, poiché sarebbe possibile confrontare i dati di questa struttura con quelli delle configurazioni a 2847 e 1860 aree e identificare informazioni su singole farmacie. IMS ritiene che questa è solo una possibilità teorica, poiché nessuna delle parti avrebbe una ragione commerciale per effettuare questo confronto, che richiederebbe inoltre uno sforzo sproporzionato.
(139) Alcuni operatori del settore hanno tuttavia un'opinione diversa. Merck ritiene che il fatto che sia in realtà impossibile offrire una struttura per i dati sulle vendite diversa e pur sempre compatibile con la struttura per i dati sulle prescrizioni è stato dimostrato in occasione del recente passaggio da 1845 a 1860 segmenti. Anche se il 93 % di tutti i segmenti è rimasto del tutto immutato, i centri di codificazione delle farmacie si sono rifiutati di fornire i dati retrospettivi per il 1999 nella struttura a 1860 aree. Se i dati del 1999 fossero stati forniti in base ai 1845 segmenti, i singoli medici sarebbero stati identificabili. Analogamente, il workshop tenuto il 15 marzo fra diverse imprese farmaceutiche, fornitori di dati, grossisti, ecc. ha concluso che i centri di codificazione e i grossisti hanno indicato che non potrebbero fornire dati in strutture molto diverse per ragioni di tutela dei dati stessi, a meno che non venga interrotta la fornitura a IMS (cosa che in pratica non potrebbe essere attuata per ragioni economiche e contrattuali).
(140) IMS sostiene inoltre, in risposta all'argomentazione di NDC, che non vi sono prove che strutture concorrenti ad aree in altri Stati membri dell'Unione europea, dove esistono le stesse norme di tutela dei dati che vi sono in Germania, abbiano portato a problemi relativi alla riservatezza dei dati. IMS aggiunge che la struttura a 4000 aree di NDC in Germania non ha sollevato alcun problema di questo tipo.
(141) L'indagine della Commissione indica tuttavia che il settore farmaceutico ritiene che la legge sulla tutela dei dati imponga reali vincoli alla realizzazione di una seconda struttura ad aree. Gesdat afferma che: "Poiché vi sono circa 21000 farmacie in Germania e circa 3000 segmenti nella struttura di immissione, ciò significa che vi sono 7 farmacie per segmento. Se dovessero esistere 3 strutture ad aree molto diverse, sarebbe facile identificare le vendite di una specifica farmacia semplicemente per deduzione. In Germania, ogni farmacia è proprietà di un farmacista (singola persona), che non può possedere un'altra farmacia. Sarebbe quindi molto semplice dedurre dalle vendite di una specifica farmacia il reddito di un farmacista in violazione della legge sulla privacy. Se dovessero coesistere 3 diverse strutture ad aree, ogni volta che una farmacia dovesse chiudere o aprire il grossista dovrebbe controllare che non vi sia una violazione di questa legge. Una delle 3 strutture ad aree dovrebbe essere modificata, ma quale? Il sig. Hirth pensa che la stessa questione si porrebbe con 2 strutture".
(142) Tutto considerato, e nel contesto del presente procedimento per l'applicazione di misure provvisorie, la Commissione ritiene che esista la possibilità che le leggi tedesche sulla tutela dei dati impongano determinati vincoli alla creazione di una seconda struttura in Germania. [Segreto commerciale cancellato] Date le limitate opzioni disponibili per eventuali realizzatori di una nuova struttura ad aree, questa supposizione è discutibile. IMS menziona inoltre l'assenza di problemi analoghi in altri paesi dell'Unione europea e riguardanti la precedente struttura di NDC. Questa assenza di problemi può tuttavia essere spiegata col fatto che le strutture ad aree in altri paesi sono compatibili le une con le altre, cosicché, posto che nessuna di esse violi la legge sulla tutela dei dati, non costituisce una violazione neppure la combinazione dei dati nelle due strutture.
7.3.2.2. Mancanza di certezza giuridica riguardo alla vendita di dati in base a una nuova struttura
(143) Come indicato precedentemente al considerando 29, la decisione del tribunale di Francoforte del 28 dicembre 2000 ha vietato la vendita di dati in base alla struttura a 2847 e a 1860 segmenti e in base a qualsiasi altro numero di segmenti che possa costituire un modello derivato dal RPM 1860. Il tribunale non ha dato una precisa definizione di cosa consideri come "derivato", e probabilmente non vi sarà alcun chiarimento a questo riguardo per circa 3 anni. Le imprese farmaceutiche sono consapevoli di questa situazione di incertezza, poiché sono state avvertite da IMS di non violare il suo copyright, e si mostrano scettiche quanto alla legalità di ogni nuova struttura che i concorrenti di IMS potrebbero usare per organizzare un nuovo servizio di dati sulle vendite regionali.
(144) Vi sono indicazioni che IMS sfrutterebbe probabilmente questa incertezza instaurando un'azione legale per violazione di copyright contro qualsiasi altro fornitore di servizi di dati regionali che usi una struttura simile a quella a 1860 aree, o contro qualsiasi impresa che riceva dati in una configurazione di questo tipo. Secondo un esempio recente, basterebbe una somiglianza anche non considerevole perché IMS intenti un'azione legale. AzyX ha indicato quanto segue: "Va osservato che IMS ha avviato un'azione legale contro AzyX in Germania sulla base di una fornitura a un cliente, Ribosepharm. Detto cliente ha ricevuto dati formattati in una segmentazione a 2793 aree. Né prima né dopo AzyX ha mai fornito dati in base a questa segmentazione. La segmentazione era stata appositamente realizzata per NON essere compatibile con la 1860 (anche se ciò è quasi impossibile da evitare se la struttura di base - come quella di AzyX - parte dai codici postali). La ragione soggiacente alla scelta di AzyX di costruire una struttura come questa era il sospetto che il suo cliente collaborasse con IMS. IMS ha in effetti poi ricevuto questa fornitura e ha attaccato AzyX, sostenendo che la struttura di questa impresa, pur essendo in parte incompatibile con la 1860, era tuttavia abbastanza somigliante (perché basata sui codici postali) per poter essere considerata come un modello da essa derivato. In conclusione, ci si può aspettare che IMS attacchi qualunque nuova struttura che non sia deliberatamente assurda (ossia qualunque struttura basata sui codici postali e che scaturisca da buon senso sul piano scientifico)".
(145) Da quanto sopra esposto è chiaro che le strutture ad aree che sono simili (intendendo questo termine in un'ampia accezione) alla 1860 saranno percepite dalle imprese farmaceutiche come di discutibile legalità e quindi non commercializzabili. Ciò significa che ogni nuova struttura ad aree dovrà essere profondamente diversa dalla 1860 per poter essere considerata esente da rischi sul piano giuridico. Tuttavia, come sopra osservato, vi è una serie di vincoli oggettivi che limitano molto seriamente le possibilità di realizzare una struttura talmente diversa.
7.3.2.3. Tentativi di realizzare nuove strutture
(146) L'esperienza di AzyX nel tentare di realizzare una nuova struttura ad aree è istruttiva. L'impresa ha tentato due approcci: è ricorsa ad accademici e consulenti per ideare una nuova struttura in base a principi scientifici, e ha incaricato il proprio personale di raggruppare i segmenti tenendo conto delle regole di "buon senso" del settore - uso di codici postali, regioni amministrative, aree delle associazioni di medici, sistemi di assicurazioni sanitarie, caratteristiche geografiche, fattori socio-demografici, ecc.
(147) Le strutture risultanti da questi due approcci si assomigliavano, e mostravano analogie anche con la struttura a 2847 aree. Secondo AzyX, vi erano scelte alternative realistiche solo rispetto alla creazione di circa 100-150 aree. Il resto era determinato da criteri che sarebbe stato necessario rispettare se si desiderava che la struttura avesse una ragionevole possibilità di interessare il settore farmaceutico. Questo suggerisce un "margine di creatività" molto basso, del 3-5 % circa. Secondo Merck Sharp Dohme, volendo creare una struttura ad aree utile e pienamente adatta alle esigenze dell'industria farmaceutica, si arriverebbe inevitabilmente ad una segmentazione molto simile a quella a 1860 aree. Dopo aver elaborato le loro strutture ad aree, sia NDC che AzyX hanno constatato che queste aree avrebbero potuto essere aggregate in una forma diversa dalla 1860 solo in un esiguo numero di casi.
(148) È altresì istruttivo il fatto che entrambe le strutture avessero circa 3000 segmenti. La densità della struttura non può essere decisa arbitrariamente, e questo a causa dei numerosi vincoli oggettivi esistenti. In primo luogo, la legge tedesca sulla tutela dei dati impone che siano raggruppate insieme almeno 3 farmacie, e i cambiamenti nell'ubicazione delle farmacie implicano che questo numero minimo aumenti - il gruppo di lavoro ha trovato un accordo su un numero di 5 farmacie. Vi sono circa 22000 farmacie in Germania, il numero massimo di aree disponibili è quindi 4400. In secondo luogo, le aree devono essere abbastanza grosse per poter affrontare il problema delle "prescrizioni itineranti", ossia dei casi in cui il medico che prescrive un farmaco è ubicato in un'area diversa da quella in cui si trova la farmacia che lo vende. Queste situazioni alterano gli sforzi delle imprese per misurare l'efficienza dei loro informatori scientifici, poiché una vendita risultante dal lavoro dell'informatore dell'area A sarà registrata nell'area B, e sarà quindi attribuita a un altro informatore. Risulta, nella pratica, che questo fenomeno aumenti sensibilmente se vengono utilizzati più di 2000 segmenti.
(149) Il 15 marzo 2001 AzyX ha avviato un'iniziativa per scoprire se era possibile sviluppare e consolidare una nuova struttura ad aree sulla base di una cooperazione fra tutti gli operatori di mercato: imprese farmaceutiche, grossisti, centri di codificazione delle farmacie, imprese di software che trattano i dati di vendita per il settore farmaceutico, fornitori di dati sulle prescrizioni mediche, fornitori di servizi di dati relativi alle vendite regionali, consulenti scientifici specializzati nello sviluppo di strutture regionali, e legali. AzyX descrive il risultato come segue: "Già durante la prima riunione si è visto chiaramente che non vi è (purtroppo) alcun modo per sviluppare una nuova struttura standard per il settore.
a) Nel passare in rassegna i vari fattori da prendere in considerazione per ogni struttura accettabile (ad esempio indirizzi dei medici e delle farmacie, confini amministrativi, dati socio-demografici, ecc.) e le possibili metodologie scientifiche è apparso chiaro che il risultato di questo lavoro di sviluppo sarebbe stato molto simile alla struttura IMS.
b) Nell'esaminare le aree in cui era possibile differenziarsi dalla struttura IMS senza ottenere un risultato assurdo, il settore farmaceutico ha indicato che la scelta fra queste opzioni era già stata fatta in seno al gruppo di lavoro RPM, e che essi non avrebbero accettato altre scelte a fronte di quelle che consideravano migliori.
c) I centri di codificazione e i grossisti hanno indicato che non potrebbero fornire dati in strutture molto diverse per ragioni di tutela dei dati stessi, a meno che non venga interrotta la fornitura a IMS (cosa che in pratica non potrebbe essere attuata per ragioni economiche e contrattuali).
d) Una struttura di base a circa 3000 segmenti (+/- 300-500) sarebbe quella auspicata dal settore. Tuttavia, con una segmentazione così fine, uguale o meno alla struttura IMS 2847, sarebbe praticamente impossibile evitare, raggruppando insieme dei segmenti, che possa venir riprodotta la maggior parte della struttura 1860. Quanto più fine è la struttura di base (ossia quanti più segmenti ha), tanto più è difficile evitare la compatibilità con la struttura 1860."
(150) A questo incontro è seguita una lettera di 17 imprese farmaceutiche(40) che hanno chiesto a IMS di concedere una licenza d'uso per la struttura a 1860 aree a qualunque impresa del settore che ne possa far richiesta, e questo per consentire la concorrenza sul mercato.
(151) IMS ha dichiarato di aver sviluppato 3 diverse strutture in Germania nel corso degli anni, e che NDC e AzyX sostengono di offrire o di aver sviluppato nuove strutture ad aree in Germania.
(152) La Commissione ritiene che la realizzazione di una nuova struttura da parte di IMS nel passato, o suddividendo segmenti esistenti o incorporando modifiche dovute a ristrutturazioni amministrative (ad esempio integrazione dell'ex Germania orientale nel 1992), non è paragonabile alla creazione di una struttura completamente nuova. Le sfide a cui si troverebbero di fronte eventuali realizzatori di una struttura del tutto nuova non sono state in generale affrontate da IMS in quelle situazioni. Benché NDC e AzyX abbiano lanciato nuove strutture continua a non esserci alcuna certezza giuridica, come menzionato precedentemente, sulla loro compatibilità con la struttura a 1860 aree. La Commissione ritiene che in questo settore permanga una considerevole incertezza.
7.3.2.4. La struttura ad aree in altri paesi
(153) Nei paesi in cui la legislazione sulla tutela dei dati non vieta che per un singolo codice postale vengano presentati dati solo per una o due farmacie - come avviene negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, dove vengono utilizzate le zone a codice postale - non vi è una "struttura ad aree" propriamente detta. In Giappone non esistono le strutture ad aree in quanto i medici distribuiscono i farmaci direttamente ai pazienti e le case farmaceutiche rilevano le vendite dirette dal medico al paziente. Le strutture ad aree sono comuni nei paesi europei, principalmente per l'esistenza della normativa sulla tutela dei dati. In questi paesi le aree della struttura sono formate aggregando diversi codici postali. Le situazioni delle strutture ad aree nei paesi in cui sono in concorrenza due o più fornitori di servizi di dati sulle vendite regionali sono esaminate in appresso. [Segreto commerciale cancellato]
(154) IMS sostiene che in diversi paesi coesistono due o più strutture ad aree e che ciò stimola la concorrenza, suggerendo che non vi è alcuna ragione per cui questo non possa accadere in Germania. L'impresa cita come esempi il Portogallo, la Francia, la Finlandia, la Norvegia e la Polonia.
(155) È importante esaminare se la situazione in questi paesi può far pensare che sarebbe possibile per gli operatori sviluppare sostituti per la struttura a 1860 aree in Germania. In primo luogo è importante osservare che in Francia e in Norvegia le diverse strutture ad aree coesistenti risultano del tutto o ampiamente compatibili, e che il caso del Regno Unito è identico. Inoltre, è chiaro che nessun mercato è simile a quello tedesco per quanto riguarda il periodo di esistenza di tali strutture, il ruolo svolto dall'industria farmaceutica relativamente ad esse, il numero di imprese farmaceutiche che acquistano dati sulle vendite e le dimensioni del mercato dei dati sulle vendite regionali di farmaci in generale.
(156) In Portogallo, sia AzyX che IMS sono presenti sul mercato dei servizi di dati sulle vendite regionali. [Segreto commerciale cancellato], mentre AzyX aveva 212 aree quando è entrata sul mercato nel 1999. La struttura di AzyX del 2001 presenta 324 aree (denominate Basic Information Units, BIU). Né IMS né AzyX hanno affermato che queste strutture siano incompatibili.
(157) In Francia, Cégédim è l'unica impresa sul mercato dei servizi di dati sulle vendite regionali. Cégédim fornisce servizi a GERS, un gruppo di interesse economico costituito da tutte le imprese farmaceutiche della Francia. Nel 1998 Cégédim è passata da una struttura a 509 aree ad una a 4612 aree (Agrégats de Points de Vente, APV), che sono raggruppate in 746 blocchi (o UGA, Unités Géographiques d'Analyses). La struttura 509 è ancora usata da un piccolo numero di imprese farmaceutiche, durante il periodo transitorio che precede il passaggio alla struttura 746. In Francia non coesistono pertanto strutture ad aree per i dati sulle vendite che siano incompatibili fra di loro. [Segreto commerciale cancellato] La segmentazione APV applicata a questo campione solleva delle questioni relative alla legislazione francese sulla privacy (Informatique & Libertés) e al codice francese delle leggi sanitarie. [Segreto commerciale cancellato] Le due strutture, benché utilizzate per fornire servizi su mercati distinti (servizi di dati sulle vendite regionali e servizi di dati sulle prescrizioni regionali), sono compatibili.
(158) IMS sostiene che è possibile, per i concorrenti, realizzare proprie strutture ad aree e competere effettivamente sul mercato: l'impresa cita l'esempio della Francia, dove, dopo che Cégédim ha cambiato la sua struttura ad aree per i dati sulle vendite, il 90 % dei clienti di GERS è passato a questa nuova struttura.
(159) Il passaggio alla struttura a 746 blocchi in Francia e la possibilità di creare una nuova struttura in Germania non sono paragonabili. Cégédim ha realizzato la struttura 746 in Francia su richiesta delle imprese farmaceutiche, e tale struttura è stata l'oggetto di un accordo fra il settore, i grossisti e il governo francese, poiché vi era l'esigenza di una nuova segmentazione per realizzare un tariffario per i farmaci. La struttura elaborata da Cégédim aveva pertanto uno status ufficiale e non era soltanto la realizzazione di un'impresa del settore privato. Il passaggio alla struttura 746 è stato inoltre quasi una decisione automatica per le imprese farmaceutiche, poiché erano state loro a chiedere per prime una nuova struttura. Vi sono solo pochissime imprese che usano la vecchia struttura in questo periodo di transizione. La situazione francese è quindi in forte contrasto con quella tedesca.
(160) In Norvegia sono presenti sul mercato IMS e Farmastat AS. [Segreto commerciale cancellato] Farmastat è stata costituita nel 1994 dall'associazione dell'industria farmaceutica. [Segreto commerciale cancellato] Dal 1o marzo 2001 in Norvegia è possibile fornire informazioni per ciascuna singola farmacia, e Farmastat intende lanciare entro breve un prodotto che copra ciascuna delle 392 farmacie nel paese.
(161) In Finlandia i fornitori di servizi di dati sulle vendite regionali sono Suomen LääkeData Oy (SLD) - che fino a poco tempo fa era al 100 % proprietà dell'industria farmaceutica - e IMS. [Segreto commerciale cancellato] SLD è entrata sul mercato dei dati sulle vendite regionali nel 1999. La sua struttura è stata realizzata suddividendo i 24 distretti sanitari finlandesi e creando 161 segmenti regionali. La decisione sulla delimitazione delle aree è stata presa sulla base delle regioni municipali, delle aree di cooperazione sanitaria, della struttura delle farmacie principali e delle farmacie satelliti, delle caratteristiche geografiche e dei codici postali.
(162) Non è chiaro in che misura la struttura di SLD e quella di IMS siano compatibili. Tuttavia, molti dei vincoli che impediscono ai concorrenti di IMS in Germania di entrare o di rimanere sul mercato non esistono in ogni caso in Finlandia. In particolare, quando SLD è entrata sul mercato, aveva molta più facilità a procurarsi contratti con il settore farmaceutico, poiché questo possedeva l'impresa al 100 % ed aveva un chiaro interesse al suo successo. [Segreto commerciale cancellato] Inoltre il mercato in Finlandia - che ha solo circa 800 farmacie contro le 21600 circa tedesche - è molto meno complesso e maturo che in Germania, e le imprese farmaceutiche possono non essere tanto legate alla struttura ad aree quanto lo sono in Germania. La situazione finlandese non può pertanto servire come base per trarre conclusioni sul mercato tedesco.
(163) In Polonia, il maggiore concorrente di IMS è AzyX, che ha una struttura a 646 aree (Basic Information Units) [Segreto commerciale cancellato]. La struttura di IMS non può essere riprodotta a partire dalla struttura a 646 aree di AzyX. In Polonia è stata introdotta due anni fa una nuova struttura amministrativa che ha costituito una nuova serie di regioni amministrative. [Segreto commerciale cancellato]
(164) Le strutture ad aree di AzyX e di IMS sono compatibili l'una con l'altra solo in misura limitata. La Commissione segnala tuttavia la seguente osservazione di AzyX: "Va osservato tuttavia che la Polonia, in confronto ai mercati farmaceutici più maturi dei paesi occidentali, è un mercato in rapida evoluzione. Le imprese farmaceutiche stanno incrementando velocemente le loro forze vendita (che in media raddoppiano ogni anno), cosicché sono spesso necessarie in un modo o nell'altro profonde riconfigurazioni territoriali. Tutto considerato, la situazione sul mercato polacco non è affatto paragonabile a quella dei maturi mercati occidentali".
(165) IMS non commenta nel dettaglio la situazione in Polonia. La Commissione ritiene che le differenze fra la Germania e la Polonia per quanto riguarda la maturità del mercato farmaceutico, la stabilità dei confini amministrativi e il periodo di esistenza delle strutture ad aree indicano che l'esperienza della Polonia non dimostra che in Germania sarebbe possibile per i concorrenti sviluppare sostituti alla struttura a 1860 aree.
(166) Nel Regno Unito fino al 1999 vi erano due fornitori di dati sulle vendite farmaceutiche: IMS e Source Informatics. Il prodotto di Source, Source Dispenser, era tuttavia specifico, poiché le informazioni fornite ai clienti erano limitate ai dati sulle vendite dei loro propri prodotti. Le vendite dei prodotti interessati erano analizzate per singola farmacia o per medico generico. Source non aveva una vera e propria struttura ad aree all'epoca. [Segreto commerciale cancellato] In seguito a un'indagine sull'operazione da parte della MMC, IMS ha offerto - e il ministero britannico per la Concorrenza e i consumatori ha accettato - di assumere degli impegni nell'ottobre 1999, fra cui figurava anche la cessione di Source Dispenser, che è stato alla fine acquistato da NDC nell'ottobre 2000. La struttura ad aree RSA faceva parte della vendita di Source Dispenser nella forma di una licenza permanente, non esclusiva e esente dal pagamento di royalties. Nel Regno Unito vi sono pertanto due fornitori di servizi di dati sulle vendite che usano esattamente la stessa struttura ad aree.
7.3.3. Giustificazione per il rifiuto di concedere la licenza
(167) Va ricordato che la facoltà del titolare di un diritto di proprietà intellettuale di impedire a terzi di produrre e vendere o importare, senza il suo consenso, prodotti che incorporano tale diritto, costituisce l'oggetto specifico del suo diritto esclusivo. La Corte di giustizia ha dichiarato nella sentenza Volvo che imporre al titolare del brevetto l'obbligo di concedere a terzi, sia pure in contropartita di un ragionevole compenso, una licenza per la fornitura di prodotti che incorporino il modello equivarrebbe a privare detto titolare della sostanza del suo diritto esclusivo e che il rifiuto di concedere una siffatta licenza non può, di per sé, costituire sfruttamento abusivo di posizione dominante.
(168) Tuttavia, appare altrettanto chiaramente dalla giurisprudenza che, in circostanze eccezionali, il rifiuto di concedere una licenza può costituire, in sé, un comportamento abusivo. A tale riguardo, la Corte di giustizia ha ravvisato, nella sentenza Magill, un'assenza di giustificazione per un rifiuto a concedere una licenza per un diritto di proprietà intellettuale. Analogamente, la Corte ha ritenuto nella causa Bronner che per sostenere l'esistenza di un abuso di posizione dominante è necessario, fra l'altro che "... tale diniego [del servizio costituito dal recapito a domicilio]... non sia obiettivamente giustificabile...". Occorre pertanto esaminare se il rifiuto di IMS a concedere la licenza per la struttura a 1860 aree può essere giustificato.
(169) A tale riguardo IMS ha invocato, come giustificazione per il mancato avvio delle trattative per la concessione della licenza, il fatto che NDC ha violato il suo copyright, sta ancora contestando la validità di questo diritto, e non ha accettato di essere vincolata dalla decisione contro PI. Il comportamento di NDC può tuttavia essere valutato solo alla luce del rifiuto, da parte di IMS, di concedere la licenza per l'uso della struttura a 1860 aree, che è indispensabile per competere sul mercato rilevante. In questo contesto la reazione di NDC al comportamento di IMS non può costituire una giustificazione oggettiva per non avviare le trattative sulla concessione della licenza. Inoltre, il fatto che IMS conceda tale licenza a NDC non avrebbe necessariamente conseguenze sulla questione se, ai sensi della legge tedesca, esista o meno un copyright, e, in caso affermativo, chi ne sarebbe il proprietario. Allo stesso modo, questi fattori non possono costituire una giustificazione oggettiva per non avviare le trattative sulla licenza.
(170) Nelle osservazioni presentate, IMS sostiene che la posizione della Commissione a questo riguardo è contraria alla legislazione dell'Unione europea, che riconosce che il licenziante può legittimamente rifiutare di mantenere relazioni contrattuali con licenziatari che contestino i diritti oggetto della licenza. IMS si riferisce al regolamento (CE) n. 240/96 della Commissione relativo all'applicazione dell'articolo 85 (ora 81), paragrafo 3, del trattato CE a categorie di accordi di trasferimento di tecnologia. L'articolo 1 di tale regolamento stabilisce i criteri per gli accordi di licenza che non rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 85 (ora 81), paragrafo 1, del trattato. L'articolo 2 stabilisce che l'articolo 1 si applica nonostante, in particolare, diverse clausole degli accordi di licenza, generalmente non restrittive della concorrenza. La clausola 15 riguarda: "... la riserva, da parte del licenziante, del diritto di recedere dall'accordo in caso di contestazione, da parte del licenziatario, del carattere segreto o sostanziale del know-how concesso in licenza o della validità di brevetti concessi in licenza nel mercato comune e appartenenti al licenziante o ad imprese ad esso collegate".
(171) Questo paragrafo mostra solo che alcune clausole degli accordi di licenza che prevedono la fine dell'accordo se il licenziatario contesta i diritti oggetto della licenza non violano generalmente l'articolo 81, paragrafo 1, del trattato. Esso non dimostra che misure provvisorie che impongano a IMS di concedere la licenza a NDC - che attualmente contesta in effetti i diritti oggetto della licenza - siano contrarie all'articolo 81, paragrafo 1, all'articolo 82 o a qualsiasi altro aspetto della legislazione comunitaria.
(172) IMS argomenta altresì che per la licenza NDC ha offerto solo un importo nominale. IMS ha chiaramente rifiutato, nonostante le reiterate richieste, anche solo di intavolare discussioni. [Segreto commerciale cancellato] Se IMS riteneva che l'importo offerto da NDC non fosse sufficiente, ha scelto chiaramente di non fare alcuna controfferta né di suggerire una somma che considerasse accettabile.
(173) IMS sostiene infine che ex alti dirigenti di PI e attuali funzionari di NDC sono stati accusati del reato di furto di informazioni a danno di IMS. NDC replica che queste accuse sono in una fase preliminare (denuncia alla polizia), che non è stato avviato alcun procedimento in merito, che tutti gli interessati negano fermamente gli illeciti che vengono loro attribuiti, e che nessuno è stato formalmente incriminato. NDC aggiunge di non essere stata direttamente oggetto di alcuna accusa, e che le accuse relative al furto di informazioni non riguardano la struttura ad aree. La Commissione non ritiene che questo fattore costituisca una giustificazione oggettiva per il rifiuto della licenza. In primo luogo IMS non ha dimostrato in alcun modo che sia in corso un'inchiesta o un procedimento penale e non solo un'indagine preliminare relativa alle accuse. In secondo luogo tali accuse sono state formulate contro un singolo individuo e non contro la stessa NDC. In terzo luogo la persona interessata non è più un dipendente di NDC. Anche se nessuno dei fattori sopra menzionati intervenisse nel presente caso, IMS è tenuta a reagire a qualsiasi danno che ritenga di aver subito per un presunto comportamento criminoso attraverso appropriate vie legali, e non cercando di eliminare la concorrenza dal mercato rilevante.
(174) Come sopra affermato, IMS ha recentemente rifiutato di concedere una licenza anche ad AzyX. Le ragioni di questo rifiuto sono simili a quelle addotte nei confronti di NDC eccetto per le denunce, elemento che non interviene nel caso di AzyX. La Commissione osserva che l'importo proposto da AzyX è 10 volte superiore a quello offerto da NDC, e che IMS non ha fatto alcuna controfferta né ha indicato quale sarebbe un importo ragionevole per i diritti da cedere. La Commissione ritiene in conclusione che IMS non abbia giustificazioni oggettive per rifiutare la licenza a NDC o ad AzyX.
7.4. EFFETTO SUL COMMERCIO FRA GLI STATI MEMBRI
(175) L'articolo 82 del trattato vieta, nella misura in cui possa essere pregiudizievole al commercio fra Stati membri, lo sfruttamento abusivo di una posizione dominante sul mercato comune o su una parte sostanziale di questo.
(176) Come la Corte di giustizia ha statuito nella sentenza United Brands (punto 201), "allorché il detentore di una posizione dominante sul mercato comune cerca di eliminare un concorrente, pure operante su tale mercato, è irrilevante accertare se questo comportamento riguardi gli scambi tra Stati membri, qualora sia evidente che tale eliminazione modificherà i rapporti di concorrenza nel mercato comune". Il rifiuto in questione è diretto, fra l'altro, a eliminare NDC e AzyX dal mercato rilevante. Se ciò avvenisse, la struttura della concorrenza nel mercato comune sarebbe alterata, poiché non vi sarebbe alcuna concorrenza sul mercato rilevante.
(177) A NDC è stato vietato di utilizzare la struttura a 1860 aree. L'impresa afferma di essere ostacolata nel competere per la fornitura di relazioni sulle vendite regionali. È chiaro che il comportamento di IMS sta compromettendo la sopravvivenza degli unici concorrenti sul mercato. Con ogni probabilità tale comportamento precluderà l'accesso al mercato a potenziali nuovi operatori ed eliminerà qualsiasi prospettiva di concorrenza in futuro.
(178) Si suppone che la politica di IMS per quanto riguarda la struttura a 1860 aree sia quella di perseguire in giudizio per potenziale violazione di copyright solo i suoi concorrenti sul mercato rilevante. Se l'impresa dovesse denunciare per una stessa potenziale violazione tutti gli altri utilizzatori della struttura 1860 (fornitori di software, di dati socio-economici, ecc.), potrebbero sopravvenire problemi di concorrenza ancora più ampi.
7.5. CONCLUSIONI SULL'ESISTENZA DI UN ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE AI SENSI DELL'ARTICOLO 82
(179) La Commissione ritiene che nel presente caso ricorrano le condizioni per stabilire che esiste un abuso di posizione dominante ai sensi dell'articolo 82, secondo quanto formulato nella giurisprudenza della Corte di giustizia e del Tribunale di primo grado con le sentenze Commercial Solvents e Volvo, e poi approfondito nelle sentenze Magill, Ladbroke e Bronner.
(180) La Commissione ritiene che nel presente caso ricorrano "circostanze eccezionali" nell'accezione utilizzata dalla Corte nella sentenza Magill (punto 50), letta in combinazione con le sentenze Ladbroke e Bronner. IMS ha realizzato, in collaborazione con l'industria farmaceutica, su un lungo periodo di tempo, una struttura ad aree che è diventata di fatto lo standard del settore per la presentazione dei dati regionali, e che il tribunale di Francoforte ha considerato come diritto di proprietà intellettuale dell'impresa. IMS sta ora eliminando tutta la concorrenza dal mercato dei servizi di dati regionali rifiutando, senza alcuna giustificazione oggettiva, di concedere ai suoi concorrenti la licenza per tale struttura. Come precisato nella sentenza Ladbroke, non è necessario che un rifiuto di fornitura ostacoli l'apparizione di un prodotto nuovo per essere abusivo.
(181) È chiaro che il rifiuto di concedere l'accesso alla struttura a 1860 aree è tale da poter eliminare tutta la concorrenza sul mercato rilevante, poiché senza di essa non è possibile competere su tale mercato. Le ragioni addotte da IMS per questo suo rifiuto non sono oggettivamente giustificabili. Inoltre, l'uso della struttura 1860 è indispensabile all'esercizio dell'attività sul mercato rilevante, e non vi è per essa alcun sostituto reale o potenziale. Queste circostanze eccezionali soddisfano i criteri esposti nella sentenza Bronner perché il rifiuto di una fornitura sia considerato un abuso di posizione dominante.
(182) IMS adduce una serie di argomenti che contestano l'analisi giuridica esposta nella comunicazione degli addebiti. L'impresa afferma che non vi è nulla che indichi che essa abbia posto in atto un comportamento abusivo o che abbia cercato di sfruttare il controllo della proprietà intellettuale per monopolizzare i mercati a valle o i mercati connessi. IMS si considera autorizzata a rifiutare di concedere in licenza il proprio copyright a concorrenti che operano sul mercato interessato dal copyright stesso (cfr. la causa Volvo). Un rifiuto costituisce un abuso solo se si accompagna ad altri comportamenti abusivi, cosa che non avviene nel presente caso.
(183) IMS non ritiene inoltre che la struttura a 1860 aree sia un'infrastruttura essenziale, poiché non vi è un secondo mercato connesso su cui la concorrenza sia limitata.
(184) Per quanto riguarda la prima di queste due argomentazioni, la giurisprudenza della Corte di giustizia e del Tribunale di primo grado successiva alla causa Volvo stabilisce chiaramente che in circostanze eccezionali il rifiuto di concedere una licenza per un diritto di proprietà intellettuale può essere, in sé, considerato un abuso ai sensi dell'articolo 82. Come indicato sopra, ai considerando da 75 a 174, tali circostanze ricorrono nel presente caso. Un'impresa in posizione dominante ha negoziato per un lungo periodo di tempo con il settore economico che costituisce la sua clientela per realizzare una struttura da cui tale settore è ora fortemente dipendente, al punto che la considera uno standard di fatto. Un tribunale nazionale, inoltre, ha ritenuto che tale struttura sia una proprietà intellettuale di questa impresa. Essa rifiuta ora di concedere ai suoi concorrenti una licenza per l'uso della sua struttura, cosicché non possono essere realizzati prodotti concorrenti basati su questa configurazione. Per quanto riguarda la seconda argomentazione, il fatto che le cause della Corte di giustizia e del Tribunale di primo grado a cui si riferisce IMS interessino due mercati non preclude la possibilità che il rifiuto di una licenza per un diritto di proprietà intellettuale possa essere contrario all'articolo 82. Nella causa Magill sopra citata, le informazioni grezze sui programmi televisivi erano considerate come un elemento di partenza indispensabile per consentire a un'impresa di concorrere su un mercato a valle (quello delle riviste televisive). In questo caso le circostanze sono simili, poiché l'uso della struttura a 1860 aree è un presupposto indispensabile per consentire alle imprese di competere sul mercato dei servizi di dati sulle vendite regionali in Germania. Come spiegato precedentemente ai considerando 15 e 16, vi è un'importante distinzione fra il prodotto, che è costituito dai servizi di dati sulle vendite regionali, e la struttura ad aree in cui sono configurati i dati utilizzati per fornire tali servizi. Nel presente caso, nelle specifiche ed eccezionali circostanze in cui è stata sviluppata la "struttura a 1860 aree" e in cui è stato rivendicato e riconosciuto il copyright, è impossibile, per i vincoli tecnici, normativi ed economici sopra menzionati, riprodurre il lavoro in questione attraverso una creazione parallela che non violi tale diritto.
(185) Nel presente caso è stato constatato che vi sono indizi ragionevolmente forti del fatto che l'uso della struttura a 1860 aree sia indispensabile per competere sul mercato rilevante. L'apporto delle imprese farmaceutiche a questa struttura ha fortemente contribuito a farle acquisire uno status di standard di fatto del settore, e ha contribuito anche alla dipendenza che esiste attualmente nei confronti di questo modello come formato per la ricezione di dati sulle vendite regionali. Pertanto, il fatto di negare l'accesso a tale struttura ai concorrenti sul mercato rilevante eliminerebbe completamente la concorrenza da tale mercato, e il rifiuto di IMS di concedere la licenza per la struttura a 1860 aree costituisce di conseguenza un comportamento abusivo.
(186) La conclusione generale è quindi che in base alle prove attualmente disponibili vi sono indizi sufficientemente forti di un comportamento abusivo ai sensi dell'articolo 82, tali da poter consentire di disporre misure provvisorie se ricorrono le altre condizioni necessarie per imporre tali provvedimenti.
8. PROBABILITÀ DI UN DANNO GRAVE E IRREPARABILE E DI UN PREGIUDIZIO INTOLLERABILE PER L'INTERESSE GENERALE; URGENZA
(187) Nella sentenza La Cinq (punto 28), la Corte ha ritenuto che oltre all'infrazione prima facie delle norme comunitarie doveva ricorrere una seconda condizione per poter disporre misure provvisorie: "occorre che sia accertata la presenza di un caso d'urgenza, in cui sia necessario fronteggiare una situazione atta a causare un danno grave e irreparabile alla parte che richiede l'adozione delle misure cautelari, o intollerabile per l'interesse generale". Nel presente caso sono presenti entrambi gli aspetti.
(188) Sul rischio di danno grave e irreparabile che determini l'urgente necessità di adottare misure provvisorie, il Tribunale di primo grado ha dichiarato (La Cinq, punto 4) che era necessario mostrare che ci fossero "danni che non potranno essere riparati dalla sua [della Commissione] futura eventuale decisione al termine del procedimento amministrativo".
(189) Nella sentenza La Cinq il Tribunale di primo grado ha confermato che il rischio di danno grave e irreparabile non implica necessariamente il rischio di cessazione d'attività o di fallimento. È chiaro tuttavia che, se la parte che richiede l'applicazione delle misure provvisorie corre il rischio di cessare l'attività prima che la Commissione emetta una decisione finale, questo dimostrerebbe in sé l'urgenza della soluzione provvisoria richiesta allo scopo di evitare un danno grave e irreparabile alla parte che l'ha invocata.
(190) Sulla base delle prove ottenute, vi sono valide ragioni per supporre che, se NDC non ottiene la licenza per utilizzare la struttura a 1860 aree, dovrà cessare le sue attività in Germania, e vi sarà un danno intollerabile per l'interesse generale.
(191) NDC è entrata sul mercato tedesco nel 1999 effettuando considerevoli investimenti per acquisire Pharma Intranet AG. Ha inoltre investito alcuni milioni di DEM nell'espansione dell'impresa tedesca, e gli attuali costi di gestione di questa attività sono considerevoli. Come conseguenza del comportamento di IMS, NDC ha perso [...] contratti con grosse imprese farmaceutiche per un valore di circa [...] milioni di DEM all'anno, e i suoi costi sono tali che attualmente sta perdendo [...] milioni di DEM all'anno relativamente alle sue attività tedesche. Si tratta di una situazione finanziaria insostenibile. Le perdite sono rilevanti per il gruppo NDC nel suo insieme e obbligheranno NDC a ritirarsi dal mercato tedesco se entro breve non sarà in grado di competere in modo efficace.
(192) Attualmente le uniche entrate di NDC in Germania derivano dalla vendita di servizi di dati sulle vendite regionali. Questi servizi sono il prodotto centrale che un fornitore di dati deve offrire per insediarsi sul mercato. NDC ha attualmente una serie di contratti per la fornitura di questi servizi, che ammontano a circa [...] milioni di DEM per il 2001. Non vi è alcuna certezza giuridica relativamente alla possibilità, per NDC, di onorare questi contratti se non le viene concessa la licenza per la struttura a 1860 aree, e le imprese farmaceutiche non vogliono ricevere dati in una struttura sulla quale pesi una simile incertezza giuridica [segreto commerciale cancellato]. Le conseguenze negative sull'impresa di questa mancanza di certezza giuridica sono considerevoli e ora stanno sensibilmente aumentando, rendendo urgente la necessità che IMS conceda tale licenza a NDC. Se NDC non dovesse adempiere a questi contratti subirebbe un grave danno finanziario e un pregiudizio duraturo per la sua reputazione commerciale in Germania.
(193) Gli attuali clienti di NDC hanno inoltre indicato che si rivolgeranno nuovamente a IMS se NDC non sarà in grado di fornire un prodotto formattato nella struttura a 1860 aree o in una struttura compatibile. Se non avrà un accesso legalmente certo alla struttura 1860, NDC perderà quindi i suoi clienti attuali. La prassi del settore è che i contratti per il seguente anno civile siano negoziati un certo numero di mesi prima dell'inizio di quell'anno, cosicché NDC ha urgente necessità di vedersi concedere tale possibilità di accesso. Inoltre, se non vengono adottate misure provvisorie, NDC non avrà neanche alcuna prospettiva di attrarre clienti per i prossimi anni. È probabile che in assenza di misure provvisorie si crei una situazione che porterà NDC a cessare le proprie attività commerciali in Germania.
(194) La presente decisione è l'unica prospettiva che ha NDC per poter competere sul mercato rilevante a medio termine. La Commissione suppone che la decisione finale sui ricorsi presentati contro le ingiunzioni emesse nei confronti di NDC dal tribunale di Francoforte non sarà nota prima di tre anni circa. Anche se i ricorsi dovessero risolversi a suo favore, NDC non potrebbe quindi utilizzare legalmente la struttura a 1860 aree prima del 2004 circa, ed è altamente probabile che prima di allora l'impresa avrà cessato le sue attività commerciali in Germania. La Commissione osserva anche che, nelle attuali circostanze, è a priori improbabile che un'altra impresa possa realizzare in un futuro prevedibile una struttura ad aree simile alla 1860, ed asserire pubblicamente e con successo che si tratta di un'opera intellettuale originale che deve essere tutelata da un nuovo copyright.
(195) Oltre ai danni gravi e irreparabili subiti da NDC, vi è il rischio di un danno intollerabile per l'interesse generale nell'accezione della sentenza La Cinq. Poiché senza la struttura a 1860 aree non è possibile competere sul mercato, adesso o in un prossimo futuro, se non vengono adottate misure provvisorie vi sarà un serio rischio per il mantenimento della presenza sul mercato anche dell'altro attuale concorrente, AzyX. AzyX è un'impresa molto più piccola di NDC (le sue entrate a livello mondiale erano di 1,53 milioni di USD nel 2000, a fronte di 289,3 milioni di USD per NDC), e in assenza di misure provvisorie le sue attività europee (che sono in realtà tutte le attività dell'impresa) corrono ancora più facilmente il rischio di dover cessare. IMS tornerebbe così ad essere l'unico fornitore di dati sulle vendite regionali in Germania.
(196) L'eventuale conclusione finale, nella decisione principale, che IMS ha abusato della sua posizione dominante ai sensi dell'articolo 82 sarebbe vana se nel frattempo la filiale tedesca di NDC e altri concorrenti saranno stati costretti a cessare l'attività. Se ciò dovesse accadere, non solo IMS si confermerebbe come l'unico fornitore di servizi di dati sulle vendite regionali in Germania, ma è anche probabile che si verifichi una totale preclusione del mercato rilevante per il prossimo futuro.
(197) IMS sostiene che, emettendo un'ingiunzione, i giudici tedeschi hanno già stabilito che il danno arrecato ai legittimi interessi commerciali di IMS sarebbe stato più grave che quello subito dalle imprese accusate di violare il copyright. La decisione provvisoria di un organo giurisdizionale nazionale non può tuttavia prevalere sull'applicazione del diritto comunitario in materia di concorrenza.
(198) IMS argomenta poi che qualsiasi danno subito da NDC è il risultato di un'attività illegale sulla quale non si può fare legittimo affidamento. L'impresa aggiunge che NDC non ha il diritto di affermare che subirà dei danni se non è in grado di mantenere una base di clienti considerata dai giudici tedeschi come ottenuta illegalmente. La Commissione ritiene che, indipendentemente dalle circostanze in cui NDC opera, è probabile che essa subisca un danno grave e irreparabile perché il diniego della licenza, come indicato sopra, è illegale di per sé. Per questo motivo per NDC vi è un'urgente necessità dell'adozione di misure provvisorie.
(199) L'equilibrio degli interessi nel presente caso è a favore del ricorrente. Se al termine dell'intero procedimento la Commissione decide a favore di IMS, tale impresa avrà subito come unico danno quello derivante dal fatto di aver dovuto competere con NDC e AzyX sul mercato rilevante. Inoltre, se ciò dovesse accadere, la situazione sarebbe facilmente reversibile, poiché IMS non sarebbe più tenuta a concedere la licenza ad altre imprese e recupererebbe tutte le quote perse sul mercato rilevante. Per IMS, il fatto di concedere la licenza d'uso della struttura a 1860 aree significa svelare informazioni che sono già pubbliche, e quindi non implica alcuna irreversibile rivelazione di informazioni segrete.
(200) Gli interessi legittimi di IMS non verranno compromessi accordando la licenza per l'uso della struttura a 1860 aree, poiché l'impresa percepirà diritti da ogni impresa a cui la licenza sarà concessa, tenendo conto degli investimenti realizzati nello sviluppare la struttura. D'altro lato, se non venissero adottate misure provvisorie, vi sarebbe la forte possibilità che NDC (e AzyX) cessino la loro attività commerciale in Germania, e che per di più che la concorrenza venga totalmente eliminata dal mercato rilevante.
(201) In conclusione, per le ragioni sopra esposte, la Commissione ritiene che nel presente caso vi sia il rischio di un danno grave e irreparabile e di un pregiudizio intollerabile per l'interesse generale, che determina l'urgente necessità di adottare misure provvisorie cautelari.
9. ALTRE QUESTIONI
9.1. DIRETTIVA 96/9/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO, RELATIVA ALLA TUTELA GIURIDICA DELLE BANCHE DI DATI ("DIRETTIVA 96/9/CE")
(202) In base alle decisioni dei tribunali tedeschi su misure provvisorie relative ai sopra citati procedimenti in corso, IMS è titolare del copyright per la struttura a 1860 aree, in virtù di una disposizione della legge tedesca sul diritto d'autore che recepisce la direttiva 96/9/CE.
(203) La direttiva 96/9/CE prevede una tutela armonizzata sia per le banche di dati originali, in virtù del diritto d'autore, sia per quelle non originali, sulla base di un regime sui generis. Tutte le raccolte originali di opere e la compilazione di dati o altri materiali sono coperte dalle disposizioni in materia di diritto d'autore. Inoltre la direttiva introduce un regime sui generis, che istituisce una protezione delle banche di dati non originali frutto di investimenti cospicui, per un periodo di 15 anni.
(204) Nella parte relativa al diritto d'autore, la direttiva armonizza il copyright applicabile alla struttura (schema) di una banca di dati. In linea con disposizioni analoghe contenute nella direttiva 91/250/CEE relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore, essa stabilisce il livello di originalità e i criteri di ammissibilità alla tutela ("una creazione intellettuale propria dell'autore"). La tutela del diritto d'autore prevista dalla direttiva è riconosciuta alla scelta o alla disposizione del contenuto e si applica alla struttura. Essa non si estende al contenuto di una banca di dati e lascia impregiudicati i diritti esistenti su tale contenuto.
(205) Ai sensi della direttiva, si applicano eccezioni alle banche di dati tutelate dal diritto d'autore solo in alcune circostanze limitate. L'articolo 13 stabilisce che la direttiva non osta all'applicazione di disposizioni riguardanti fra l'altro le norme sulle intese e sulla concorrenza sleale. Inoltre, l'applicazione di un articolo del trattato prevale su una direttiva, come recentemente confermato dal Tribunale di primo grado nella causa Istituto dei mandatari abilitati presso l'Ufficio europeo dei brevetti contro Commissione delle Comunità europee(41).
9.2. CONFORMITÀ DELLA PRESENTE DECISIONE CON GLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI DELLA COMUNITÀ EUROPEA
(206) IMS sostiene che la posizione della Commissione può pregiudicare il suo diritto esclusivo e sollevare un conflitto con gli obblighi internazionali della Comunità europea, poiché non si tratta di un caso speciale ai sensi della convenzione di Berna(42) e dell'accordo TRIPS dell'Organizzazione mondiale del commercio(43), e pertanto gli interessi legittimi di IMS Health in quanto titolare di un diritto d'autore verrebbero a subire un danno irragionevole.
(207) La Commissione è pienamente consapevole sia dei vantaggi dei diritti di proprietà intellettuale che della necessità che tali diritti si applichino nel pieno rispetto delle regole di concorrenza. La Commissione ritiene che la presente decisione provvisoria sia del tutto compatibile con la convenzione di Berna e con l'accordo TRIPS.
(208) L'articolo 10, paragrafo 2, dell'accordo TRIPS obbliga esplicitamente le parti contraenti a tutelare le banche dati creative. L'articolo 13 stabilisce inoltre che i membri possono imporre limitazioni o eccezioni ai diritti esclusivi purché l'applicazione di tali eccezioni o limitazioni soddisfi le condizioni di detto articolo. Le eccezioni o le limitazioni devono essere circoscritte a taluni casi speciali che non siano in conflitto con un normale sfruttamento dell'opera e non comportino un ingiustificato pregiudizio ai legittimi interessi del titolare(44). La Commissione ritiene la presente decisione compatibile con queste disposizioni. L'obbligo di concedere la licenza imposto dalla presente decisione costituisce un caso speciale, chiaramente definito e di portata limitata. La decisione non è in conflitto con il normale sfruttamento del copyright di IMS sulla struttura a 1860 aree. Gli interessi legittimi di IMS non verranno irragionevolmente danneggiati poiché l'impresa può chiedere il pagamento di diritti per le licenze concesse conformemente a questa decisione, e non subirà irragionevoli perdite di entrate in seguito alla decisione.
(209) Gli articoli 8 e 40 dell'accordo TRIPS trattano inoltre espressamente delle misure che le parti contraenti possono adottare per impedire l'abuso dei diritti di proprietà intellettuale. L'articolo 8 dell'accordo prevede che misure di questo tipo possano essere necessarie, purché siano "compatibili con le disposizioni del presente accordo". Analogamente, l'articolo 40 dispone che le parti contraenti possono adottare misure dirette a controllare pratiche o condizioni abusive per la concessione di licenze sui diritti di proprietà intellettuale "compatibilmente con le altre disposizioni del presente accordo".
9.3. PRESUNTI EFFETTI SULLA TUTELA DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE
(210) In linea generale IMS sostiene che la posizione della Commissione possa rendere effettivamente nulli i diritti d'autore concessi ai sensi della legislazione nazionale scoraggiando così gli investimenti nel campo della proprietà intellettuale, poiché i potenziali investitori riterranno che i loro investimenti non possono essere recuperati.
(211) La Commissione riconosce pienamente il ruolo fondamentale svolto dai diritti di proprietà intellettuale nella promozione dell'innovazione e della concorrenza. Tuttavia, come IMS ammette e come ritenuto dalla Corte nella sentenza Magill (punto 50), letta in combinazione con le sentenze Ladbroke e Bronner, la legislazione comunitaria può applicarsi all'esercizio di tali diritti in "circostanze eccezionali". Tali circostanze eccezionali ricorrono nel presente caso. Un'impresa in posizione dominante ha lungamente negoziato con il settore economico che è suo cliente per sviluppare una struttura da cui tale cliente ora dipende; l'impresa rivendica poi la proprietà intellettuale di tale struttura e rifiuta di concederla in licenza ai concorrenti, impedendo così che vengano realizzati prodotti concorrenti basati su tale configurazione. Queste circostanze, che danno luogo ad un abuso ai sensi dell'articolo 82, sono estremamente specifiche. Nell'ambito di tali circostanze, l'uso esclusivo della struttura a 1860 aree e delle strutture derivate da parte di IMS è un modo per monopolizzare il mercato dei servizi di dati regionali in Germania.
(212) [Segreto commerciale cancellato]
9.4. APPROPRIATEZZA DELLE MISURE PROVVISORIE
(213) Secondo IMS nel presente caso non è possibile imporre misure provvisorie, poiché non vi è alcuna violazione delle regole di concorrenza rispetto alla quale potrebbe essere inflitta una sanzione. IMS sostiene che nel presente procedimento sono in gioco principi giuridici inediti, e che la prassi della Commissione è quella di non comminare ammende in casi di questo genere. La Commissione non può condividere tale affermazione. Si tratta nel presente caso di un'infrazione prima facie dell'articolo 82, rispetto alla quale potrebbe essere inflitta un'ammenda ai sensi dell'articolo 15 del regolamento n. 17. Ciò accadrebbe anche se nel presente caso fossero interessati principi giuridici inediti, che la Commissione potrebbe prendere in considerazione nel decidere se infliggere o meno un'ammenda in un caso specifico.
III. IL PROVVEDIMENTO
(214) La Commissione ritiene che sia giustificato imporre un provvedimento che garantisca nella misura del possibile che la parte che lo ha richiesto non venga costretta a cessare la sua attività e che non venga causato un danno intollerabile all'interesse generale - nell'attesa dell'esito definitivo del procedimento amministrativo di ricorso di detta parte. Nel presente caso la necessità più urgente è mantenere lo status quo permettendo alle altre imprese che secondo l'indagine della Commissione sono attualmente presenti sul mercato rilevante di continuare a competere su tale mercato.
(215) La Commissione intende pertanto imporre a IMS di concedere in forma non discriminatoria la licenza d'uso della struttura a 1860 aree a NDC e ad AzyX. Per ogni accordo con cui IMS concede tale licenza, deve essere garantito che i diritti richiesti siano ragionevoli e che la procedura non sia indebitamente lunga, poiché ciò vanificherebbe il fine di questo provvedimento. Esso dispone pertanto che le royalties da versare per le licenze debbano essere stabilite di comune accordo fra IMS e la parte che chiede la licenza oppure, se ciò non è possibile, da una decisione della Commissione emessa sulla base di una valutazione effettuata da uno o più esperti indipendenti. Il termine "esperto" si riferisce a qualsiasi persona adeguatamente qualificata. In tal caso gli esperti verranno scelti di comune accordo da IMS e da chi richiede la licenza oppure, se la parti non riescono a raggiungere un accordo, saranno nominati dalla Commissione. Gli esperti devono avere accesso a tutti i documenti delle parti di cui possano avere bisogno per svolgere il loro compito. Saranno vincolati dal segreto professionale e non divulgheranno prove o documenti a terzi, eccezion fatta per la Commissione. Gli esperti determineranno l'importo delle royalties in base a criteri trasparenti e oggettivi, e lo comunicheranno alla Commissione per approvazione.
(216) Secondo IMS, le misure provvisorie sono dirette solo a mantenere o a ripristinare lo status quo, e la richiesta di NDC non soddisfa questo criterio, poiché prima che IMS si rifiutasse di negoziare una licenza NDC non ne possedeva nessuna, e stava violando il copyright di IMS. A supporto delle sue argomentazioni IMS cita la sentenza della Corte Camera Care, ossia: "È opportuno inoltre che detti provvedimenti siano di carattere provvisorio e cautelare e che si limitino a quanto necessario nella situazione data".
(217) Questa sentenza non può essere interpretata nel senso che vorrebbe IMS. Il fine delle misure provvisorie è quello di evitare una situazione che potrebbe causare un danno grave e irreparabile alla parte che le richiede o un danno intollerabile per l'interesse generale. Se tali misure servissero solo a ripristinare una situazione esistente prima che fosse commesso un abuso, esse manterrebbero soltanto la capacità di IMS di abusare della propria posizione dominante, violando l'articolo 82. Le misure provvisorie adottate nella presente decisione mantengono semplicemente la possibilità per NDC di competere sul mercato, e non costituiscono nulla di più di quanto sia necessario in questa situazione per evitare un danno intollerabile per l'interesse generale.
(218) IMS sostiene inoltre che la Commissione dovrebbe precisare come devono essere calcolati i diritti e quali sono le condizioni delle licenze prima di emettere una decisione provvisoria. Per quanto riguarda il metodo di calcolo dei diritti la Commissione ritiene che consentire alle parti di raggiungere un mutuo accordo e, qualora ciò non sia possibile, nominare un esperto, è del tutto appropriato. La Commissione non stabilirà in dettaglio le condizioni delle licenze per la struttura a 1860 aree.
(219) La Commissione ritiene che IMS e l'impresa che chiede la licenza debbano sostenere in parti uguali i costi di nomina dell'esperto di cui sopra. La Commissione non può accettare l'argomentazione di IMS secondo la quale l'esperto effettua un lavoro che può essere legalmente svolto solo dalla Commissione, e le parti non dovrebbero quindi pagare per questo servizio.
(220) È necessario infine stabilire disposizioni per le penali da applicare in caso di inadempimento del disposto della presente decisione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Viene imposto a IMS Health (IMS) di concedere senza indugio, su richiesta e in forma non discriminatoria, una licenza d'uso della struttura a 1860 aree a tutte le imprese attualmente presenti sul mercato dei servizi di dati relativi alle vendite regionali. Questo per permettere l'uso e la vendita, da parte di tali imprese, di dati sulle vendite regionali configurati in base a tale struttura.
Articolo 2
In tutti gli accordi di licenza relativi alla struttura a 1860 aree, le royalties che devono essere versate per tali licenze sono stabilite di comune accordo fra IMS e l'impresa che chiede la licenza ("le parti").
Se entro due settimane dalla data di richiesta di una licenza non è stato raggiunto un accordo, le royalties corrispondenti sono stabilite da uno o più esperti indipendenti. Gli esperti sono scelti su accordo delle parti entro una settimana dopo il mancato accordo sui diritti di licenza. Se entro questo termine non viene raggiunto un accordo sull'identità degli esperti, la Commissione nomina uno o più esperti da un elenco di candidati forniti dalle parti o, se necessario, sceglie una o più persone adeguatamente qualificate.
Le parti mettono a disposizione degli esperti qualsiasi documento che questi considerino necessario o utile per lo svolgimento del loro compito. Gli esperti sono vincolati dal segreto professionale e non divulgano prove o documenti a terzi eccetto alla Commissione.
Gli esperti determinano l'importo delle royalties in base a criteri trasparenti e oggettivi, entro due settimane dopo essere stati scelti per svolgere questo compito. Essi comunicano senza indugio l'importo alla Commissione per approvazione. La decisione della Commissione è definitiva e prende effetto immediatamente.
Articolo 3
È applicata una penale di 1000 EUR al giorno per ogni periodo durante il quale IMS non ottemperi alle disposizioni della presente decisione.
Articolo 4
Le disposizioni della presente decisione si applicano fino alla notificazione della decisione che chiude il procedimento.
Articolo 5
IMS Health, Harewood Avenue, London NW1, Regno Unito è destinataria della presente decisione.
Fatto a Strasburgo, il 3 luglio 2002.

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