Document ID: 31992R2686

REGOLAMENTO (CEE) N. 2686/92 DELLA COMMISSIONE del 16 settembre 1992 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di microcircuiti elettronici, detti DRAM (memorie dinamiche ad accesso causale), originari della Repubblica di Corea
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping e di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
previa consultazione in seno al comitato consultivo istituito a norma del suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
(1) Nel marzo 1991, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di microcircuiti elettronici detti DRAM (memorie dinamiche ad accesso casuale), originari della Corea e classificati
- ai codici NC 8542 11 41, 8542 11 43, 8542 11 45 (prodotti finiti),
- al codice NC ex 8542 11 10 (wafer),
- al codice NC ex 8542 11 30 (piastrine o chip) e
- al codice NC per i prodotti finiti oppure ai codici NC ex 8473 30 00 oppure ex 8548 00 00 (moduli)
e ha avviato un'inchiesta.
Dopo la modifica dei codici NC nel 1992 con regolamento (CEE) n. 2587/91 della Commissione (3), le DRAM sono attualmente classificate:
- ai codici NC 8542 11 12, 8542 11 14, 8542 11 16, 8542 11 18 (prodotti finiti),
- al codice NC ex 8542 11 01 (wafer),
- al codice NC ex 8542 11 05 (piastrine o chip) e
- ai codici NC ex 8473 30 10 oppure ex 8548 00 00 (moduli).
(2) L'avviso è stato pubblicato in seguito alla presentazione di una denuncia da parte dell'associazione europea dei produttori di componenti elettronici (EECA), a nome dei produttori che rappresentano la maggior parte della produzione comunitaria di DRAM. La denuncia conteneva elementi di prova in merito alle pratiche di dumping sul prodotto in oggetto originario della Corea e al pregiudizio notevole da esse derivante. Gli elementi di prova sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura del procedimento.
(3) La Commissione ha debitamente informato i produttori del paese esportatore e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e la denunziante. Le parti direttamente interessate hanno avuto l'opportunità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
(4) I tre produttori coreani noti hanno collaborato durante il procedimento.
(5) I rappresentanti dei produttori coreani e di un esportatore indipendente nella Comunità, la denunziante e sedici importatori hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto. Tutti i produttori, l'esportatore e tutti gli importatori collegati hanno chiesto e ottenuto di essere sentiti. Due gruppi di utenti comunitari del prodotto in oggetto hanno inoltre presentato osservazioni.
(6) La Commissione ha verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione preliminare e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
a) produttori comunitari:
Motorola Ltd, Glasgow, Regno Unito,
Siemens AG, Monaco, Germania;
b) produttori coreani:
Goldstar Electron Co., Ltd, Seul,
Hyundai Electronics Industries Co., Ltd, Icheon,
Samsung Electronics Co., Ltd, Seul;
c) importatori nella Comunità:
- Goldstar Deutschland GmbH, Willich, Germania,
- Hyundai Electronics Europe GmbH, Eschborn, Germania,
- Samsung Semiconductor Europe GmbH, Eschborn, Germania,
- Samsung UK, Ltd, Brentford, Middlesex, Regno Unito;
d) esportatore nella Comunità di prodotti di origine coreana:
Texas Instruments Limited, Singapore.
(7) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1o gennaio 1990 e il 31 dicembre 1990 (periodo dell'inchiesta).
(8) Il periodo dell'inchiesta ha superato la normale durata di un anno prevista nell'articolo 7, paragrafo 9, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88 (in prosieguo « il regolamento di base »), a causa della complessità dell'inchiesta, in particolare in considerazione dei diversi tipi di DRAM e della necessità di calcolare il valore normale su base trimestrale come risulta nel punto 19.
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(9) Le DRAM sono utilizzate per memorizzare informazioni in circuiti elettronici digitali. Le DRAM, memorie di lettura/scrittura, sono circuiti integrati fabbricati con diverse varianti della tecnologia MOS (metal oxide semiconductor), quali le tecnologie CMOS, BiCMOS e NMOS. Le tecnologie CMOS e BiCMOS sono i metodi di produzione più avanzati, in quanto utilizzando minore energia e permettono di aumentare la velocità di accesso e l'intervallo di temperatura. La capacità di memoria o densità delle DRAM è espressa con le lettere K oppure M. Per K s'intende generalmente mille e più precisamente il numero binario 1024, mentre M corrisponde al milione, ma si riferisce più precisamente al numero binario 1 045 000. Pertanto una DRAM di densità 1M ha una capacità di memoria di circa 1 045 000 bit.
(10) Il processo di produzione delle DRAM può essere approssimativamente ripartito nelle quattro fasi seguenti:
1. Preparazione o diffusione dei wafer (operazioni front end)
Si tratta della fase di produzione più impegnativa, comprendente centinaia di processi distinti a cui occorre sottoporre la piastra di silicio. Si ottiene in tal modo un wafer, contenente piastrine che posseggono tutte le caratteristiche tecniche essenziali delle DRAM finite. Tale fase di produzione richiede investimenti di notevole intensità e la maggior parte dell'attività di ricerca e sviluppo relativa alle DRAM (in prosieguo: « R& S ») è destinata alla progettazione e allo sviluppo di questo tipo di operazioni (i laboratori di ricerca sono infatti normalmente situati presso gli impianti di produzione di DRAM R& S).
2. Assemblaggio
Dopo il trattamento il wafer è tagliato in piastrine che sono collegate e incapsulate in involucri di plastica o di ceramica oppure altrimenti assemblate. Tale fase di produzione è definita assemblaggio.
3. Collaudo
Le DRAM assemblate sono in seguito sottoposte a collaudo e a controlli per verificarne l'affidabilità prima della spedizione (DRAM finite). Tale fase della produzione si svolge di norma contemporaneamente alle operazioni di assemblaggio (con le quali costituisce le operzaioni back end).
La fase back end è meno impegnativa sul piano tecnologico e richiede spese relativamente modeste per investimenti in attività di R& S. Inoltre, secondo i prodotti, i costi delle operazioni back end rispetto ai costi totali di produzione sono relativamente limitati.
4. In una fase successiva è inoltre possibile montare due o più DRAM finite nei cosiddetti moduli o « stack » per aumentare la capacità di memoria disponibile.
(11) Le DRAM sono generalmente classificate in base ai seguenti criteri:
- densità (per esempio: 256K, 1M, 4M),
- tecnologia di trattamento (per esempio: NMOS, CMOS, BiCMOS),
- configurazione (per esempio: x1, x4),
- tipo d'involucro (per esempio: PDIP, PSOJ, PZIP),
- tempo di accesso (per esempio: 100ns, 80ns, 70ns).
(12) Dall'inchiesta risulta che esistono diversi tipi di DRAM:
- wafer e piastrine;
- DRAM finite aventi densità, tecnologia di trattamento, configurazione, involucri e tempi di accesso diversi;
- moduli e pezzi aventi densità, tecnologia di trattamento, configurazione, involucri e tempi di accesso diversi;
- diversi tipi di DRAM come le VRAM (video RAM) e le pseudo SRAM (RAM statiche) aventi densità, tecnologia di trattamento, configurazione, involucri e tempo di accesso diversi.
(13) In tale contesto la Commissione ha dovuto esaminare se tutti i suddetti tipi di DRAM dovessero essere considerati come un unico prodotto.
(14) Un produttore coreano ha sostenuto che i wafer e le piastrine non potevano essere considerate un unico prodotto insieme con le DRAM finite, dato che i wafer e le piastrine non sono simili alle DRAM finite. Il produttore ha sostenuto che wafer e piastrine devono essere considerati come componenti di base dei prodotti finiti.
Un gruppo di utenti di DRAM nella Comunità ha sostenuto che le DRAM finite aventi diverse densità non potevano essere considerate come un unico prodotto, dato che le DRAM finite di determinate densità non erano prodotte dall'industria comunitaria oppure non erano state importate nel periodo dell'inchiesta. È stato sostenuto tra l'altro che le future generazioni di DRAM finite, ovvero le DRAM di 16M, richiedevano programmi di R& S speciali collegati alla produzione e pertanto dovevano essere escluse dalla definizione del prodotto.
(15) A questo proposito la Commissione rileva che i wafer e le piastrine, le DRAM finite, i moduli o le memorie stack e i diversi tipi di DRAM che rientrano nelle categorie sopra indicate hanno le stesse caratteristiche tecniche e fisiche e applicazioni analoghe. Tale osservazione è confermata dai seguenti elementi:
- Wafer e piastrine:
- quando un wafer è lavorato oppure sottoposto ad un trattamento di diffusione, le relative piastrine hanno tutte le proprietà elettroniche essenziali che distinguono le DRAM da altri prodotti;
- non esiste praticamente un mercato separato per le DRAM, i wafer e le piastrine;
- i wafer e le piastrine sono destinati ad essere utilizzati esclusivamente come unità di memoria nelle DRAM in forma finita.
- DRAM in forma finita:
le DRAM diverse per densità oppure per tecnologia di trattamento, configurazione, tipo d'involucro o tempo di accesso, comprese le densità, le tecnologie e gli involucri che saranno utilizzati in futuro, rientrano nella stessa categoria generale di prodotti che svolgono la stessa funzione di base e che sono utilizzati per le stesse applicazioni. Anche se il progetto e la tecnologia di trattamento hanno subito modifiche progressive in base all'esperienza realizzata nel ciclo di vita di un'unica generazione di DRAM (le DRAM della stessa densità sono definite una generazione) e nel corso di successive generazioni di DRAM, la caratteristica essenziale, ovvero la funzione di memoria, è rimasta invariata. A questo proposito esiste uno stretto collegamento tra i prezzi del DRAM di due generazioni successive (per esempio: 1M e 4M), in particolare nei momenti in cui si verifica il passaggio da una generazione alla generazione immediatamente superiore.
- Moduli e stack:
i moduli o le stack sono costituiti da due o più DRAM finite montate su una piastra per ottenere una capacità di memoria superiore. Tali dispositivi svolgono essenzialmente le stesse funzioni delle DRAM finite e sono considerati un tipo di DRAM a più combinazioni.
- Variazione di DRAM finite quali le VRAM (video RAM) e le pseudo SRAM (RAM statiche):
le VRAM e le pseudo SRAM, se sono basate sulla tecnologia DRAM, hanno le stesse caratteristiche tecniche e fisiche delle DRAM finite e svolgono la stessa funzione di memoria di queste ultime, quando sono utilizzate per applicazioni specifiche.
(16) Si è giunti pertanto alla conclusione che ai fini del presente procedimento tutte le DRAM indipendentemente dai tipi, dalle densità e dalle variazioni indicate nel punto 15, comprese le densità, la tecnologia di trattamento e gli involucri che saranno utilizzati in futuro, devono essere considerate come un unico prodotto e pertanto possono essere definite « il prodotto in esame ».
(17) Per determinare se le DRAM vendute sul mercato coreano e quelle vendute dall'industria comunitaria sul mercato comunitario siano prodotti simili al prodotto in esame, nel corso dell'inchiesta è stato accertato che tutte le categorie di DRAM sono identiche in termini di caratteristiche specifiche, nonché di applicazioni e impieghi. Esse costituiscono pertanto un'unica categoria di prodotti, che sono simili sotto tutti i punti di vista ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento di base e sono qui di seguito denominate DRAM.
C. DUMPING
1. Valore normale
(18) I tre produttori coreani hanno venduto DRAM sul mercato interno ad acquirenti indipendenti, tanto distributori quanto consumatori finali.
(19) Per quanto riguarda la determinazione dei valori normali relativi alle DRAM esportate nella CEE, un produttore coreano ha affermato che la produzione di DRAM è caratterizzata in linea di massima da rilevanti riduzioni di costi nel corso del tempo a causa dell'effetto della curva di apprendimento e che tali riduzioni di costi incidono sull'andamento dei prezzi di vendita sul mercato interno e all' esportazione. Il produttore ha quindi chiesto che i valori normali siano determinati su base trimestrale.
È stata effettuata un'analisi particolareggiata che ha confermato che in linea di massima il costo di produzione delle DRAM, per i tre produttori coreani è diminuito durante il periodo dell'inchiesta.
Dai dati raccolti su base trimestrale è inoltre risultato che generalmente i prezzi sul mercato coreano hanno subito tale tendenza alla diminuzione.
La Commissione ha pertanto deciso a titolo provvisorio di determinare il valore normale su base trimestrale.
(20) Ai fini della determinazione del valore normale è stato accertato in primo luogo se le vendite in Corea potevano essere considerate rappresentative e se erano effettuate nel corso di normali operazioni commerciali.
A questo proposito è stato stabilito che il volume delle vendite di determinate DRAM sul mercato interno era inferiore al 5 % del corrispondente volume di vendite nella Comunità e che determinate DRAM non erano state vendute sul mercato interno nel corso di un trimestre.
Per le restanti vendite effettuate in Corea e in base ai corrispondenti costi di produzione trimestrali, è stato esaminato in che misura le vendite sul mercato coreano dei tipi di DRAM esportati erano effettuate a prezzi sufficienti per compensare il costo pieno di produzione.
Dall'esame è emerso che tutte le vendite di DRAM di due produttori coreani e oltre il 90 % delle vendite corrispondenti del terzo produttore coreano erano effettuate a prezzi che non consentivano il recupero di tutti i costi ragionevolmente ripartiti.
In base alle risultanze relative alle vendite realizzate sul mercato interno in merito alla rappresentatività e alle normali operazioni commerciali, i valori normali di tutte le DRAM sono stati costruiti per i tre produttori coreani, conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento di base.
(21) I valori normali costruiti per ciascun produttore sono stati determinati in base al costo di produzione, vale a dire in base al costo di fabbricazione e alle spese generali, amministrative e di vendita dei singoli produttori, al quale è stato aggiunto un adeguato margine di utile.
(22) Le spese generali, amministrative e di vendita sono state calcolate in funzione delle spese sostenute dai singoli produttori coreani sulle vendite interne di prodotti finiti a acquirenti indipendenti.
Per quanto riguarda in particolare i costi di R& S, tutte le spese sostenute nel periodo dell'inchiesta relativa alle DRAM, già commercializzate oppure previste per il futuro, sono state ripartite rispetto alle DRAM vendute nel periodo dell'inchiesta. Dato il carattere di tali costi, l'impostazione seguita è stata considerata la più opportuna dal punto di vista economico e contabile. Tale metodo è inoltre conforme alla prassi normalmente seguita dalla Commissione nei confronti di tali spese, in particolare nel settore dei circuiti integrati.
(23) In mancanza di sufficienti vendite remunerative di DRAM sul mercato interno da parte dei produttori coreani e in assenza di dati attendibili sulla redditività per lo stesso settore commerciale sul mercato interno, vale a dire per il settore dei semiconduttori in generale, il tasso di profitto da inserire nei valori normali costruiti è stato determinato su un'altra base equa, conformemente alle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento di base.
In tale contesto occorre rilevare che il tasso di profitto necessario nel settore delle DRAM dipende in gran parte dai seguenti fattori, che sono indipendenti dall'attività di vendita dei produttori interessati nei rispettivi mercati regionali (ovvero tali elementi rimangono invariati se le vendite del produttore di DRAM sono realizzate in Corea oppure altrove):
- finanziamento degli elevati costi di R& S per le DRAM delle prossime generazioni,
- finanziamento delle ingenti spese in conto capitale per la futura produzione in serie,
- cicli di innovazione brevi e
- in generale i rischi inerenti al carattere ciclico del settore in questione.
Occorre inoltre rilevare che le spese in conto capitale per R& S e gli investimenti aumentano in misura esponenziale per ciascuna nuova generazione di DRAM.
In base ai fattori suddetti che determinano il tasso di profitto per il settore del DRAM sul piano mondiale e in particolare la situazione del mercato in Corea e tenendo conto dell'esperienza realizzata dalla Commissione nel settore in questione nel corso delle precedenti procedure antidumping, è stato determinato un margine di profitto del 13,5 % sul fatturato, che è considerato ragionevole e rappresentativo rispetto alla situazione del mercato in Corea ai fini del presente procedimento.
2. Prezzi all'esportazione
(24) Ai fini delle risultanze preliminari i prezzi all' esportazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per i prodotti venduti all'esportazione nella Comunità. I prezzi all'esportazione comprendevano quelli dei prodotti esportati direttamente nella Comunità e quelli dei prodotti esportati dall'esportatore indipendente citato nel punto 6.
Per quanto riguarda le vendite effettuate alle società di vendita nella Comunità collegate ai produttori coreani, i prezzi all'esportazione sono stati costruiti in base ai prezzi ai quali le DRAM sono state rivendute per la prima volta ad acquirenti indipendenti nella Comunità. Tali prezzi sono stati adeguati per tener conto di tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita e di un margine di utile del 5 % sul fatturato che è stato considerato equo alla luce delle informazioni di cui dispone la Commissione nella presente procedura e nelle procedure precedenti relative allo stesso settore commerciale. Una società non aveva registrato tutti i costi sostenuti dalle società collegate tra l'importazione e la rivendita al primo acquirente indipendente sul mercato della Comunità. La Commissione ha quindi inserito tali costi nel calcolo del prezzo all'esportazione.
3. Confronto
(25) I valori normali determinati su base trimestrale come risulta dai punti 21-23 sono stati confrontati, prendendo in esame le singole transazioni e al livello franco fabbrica, con i prezzi all'esportazione relativi agli stessi tipi di DRAM, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 9, lettera a) del regolamento di base.
(26) Per quanto riguarda le differenze inerenti alle condizioni e alle modalità di vendita, sono stati effettuati adeguamenti in conformità dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento di base, quando tali differenze erano in rapporto diretto con le vendite in esame e quando la Commissione ha accertato che gli adeguamenti erano giustificati. Sono stati effettuati inoltre adeguamenti per quanto riguarda differenze relative a costi di trasporto, assicurazione, movimentazione e carico e ai costi accessori, nonché alle retribuzioni dei venditori. Per quanto riguarda le retribuzioni dei venditori, alcune domande di adeguamento sono state respinte, poiché dall'inchiesta è emerso che non tutte le detrazioni richieste riguardavano retribuzioni di personale impiegato a tempo pieno nelle attività di vendita diretta, come esige il regolamento di base.
4. Margine di dumping
(27) Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping per quanto riguarda le importazioni del prodotto in esame originarie della Corea.
La media ponderata del margine di dumping accertato a titolo provvisorio per ciascun produttore ed espressa in percentuale del valore totale CIF frontiera comunitaria delle importazioni è la seguente:
- Goldstar 122,4 %
- Hyundai 57,3 %
- Samsung 18,1 %
(28) Per quanto riguarda gli altri produttori/esportatori oppure gli esportatori che non hanno risposto al questionario della Commissione, né si sono manifestati altrimenti, il dumping è stato determinato in base agli elementi disponibili, conformemente alle disposizioni dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base.
A questo proposito, secondo la prassi normalmente seguita, la Commissione ha ritenuto che fosse opportuno applicare il margine di dumping più elevato determinato nei confronti dei produttori che avevano collaborato nell'ambito della presente inchiesta.
D. INDUSTRIA COMUNITARIA
(29) La Commissione ha accertato che nel periodo dell'inchiesta tre società con sede nella Comunità avevano realmente effettuato la produzione di DRAM. Due produttori hanno sostenuto la denuncia, mentre il terzo produttore, la NEC Semiconductors Ltd, Livingston, Regno Unito, non ha partecipato al procedimento.
(30) Dato che non tutti i produttori di DRAM insediati nella Comunità hanno partecipato all'inchiesta, è stato necessario stimare la quota di produzione delle società rappresentate nella denuncia in base ai dati ottenuti da ricerche di mercato. Da tali dati è emerso che le società rappresentante nella denuncia avevano realizzato oltre l'80 % della produzione totale di DRAM nella Comunità e che pertanto costituivano la maggior parte dell'industria comunitaria ai fini del presente procedimento.
(31) Un produttore coreano ha sostenuto che una delle società denunzianti, la Siemens AG, era un importatore di DRAM, in quanto aveva acquistato quantitativi rilevanti di tali prodotti dal produttore coreano stesso nel periodo dell'inchiesta. Quest'ultimo ha quindi chiesto che la Siemens AG non fosse considerata parte dell'industria comunitaria, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di base.
(32) Per valutare tale questione, la Commissione ha esaminato se i produttori collegati agli importatori oppure agli esportatori oppure che importano i prodotti in esame, debbano essere esclusi dalla definizione di industria comunitaria. L'esclusione di tali produttori deve essere decisa prendendo in esame i singoli casi in base a criteri equi e tenendo conto di tutti gli aspetti della questione.
(33) Dall'esame dei fatti è risultato che la Siemens AG è organizzata in diversi gruppi settoriali (quali per esempio sistemi e semiconduttori). In tale contesto è stato stabilito che i gruppi sistemi della Siemens usano le DRAM di origine coreana esclusivamente come componenti per i propri prodotti e che le DRAM acquistata non sono state rivendute sul mercato comunitario. La Commissione rileva che la Siemens è stata praticamente costretta a rifornirsi dai produttori coreani, in considerazione della differenza di prezzo tra i prodotti coreani e quelli dell'industria comunitaria e in particolare del gruppo semiconduttori della Siemens. Una decisione diversa sarebbe stata contraria al proprio interesse economico e avrebbe posto la società in una situazione di svantaggio competitivo, in quanto i suoi concorrenti potevano accedere liberamente ai prodotti importati a basso prezzo e potevano migliorare la loro competitività in termini di costi nel mercato dei sistemi, che è estremamente concorrenziale. La scelta dei gruppi sistemi della Siemens di essere in parte riforniti da produttori coreani invece che dal gruppo semiconduttori dell'impresa stessa è stata possibile in quanto la Siemens è strutturata in diversi centri di profitti che possono scegliere di acquistare le proprie forniture dai produttori che offrono le migliori condizioni di prezzo e di mercato. Tale scelta non implica comunque che l'interesse principale della Siemens AG sia passato dalla produzione all'importazione. Nel corso dell'inchiesta è apparso incontestabile l'impegno della Siemens di continuare a produrre DRAM nella Comunità.
(34) Di conseguenza, la Commissione ritiene che l'acquisto di DRAM coreane da parte dei gruppi sistemi della Siemens possa essere considerato un atto di autodifesa economica e quindi, in quanto tale, una decisione commerciale legittima e giustificata. Non esistono quindi validi motivi per escludere la Siemens AG dalla definizione di industria comunitaria e la Commissione conclude che i produttori che sostengono la denuncia hanno i requisiti necessari per essere considerati come industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di base.
(35) Un produttore coreano ha sostenuto che un produttore denunziante, che non effettuava tutte le diverse fasi di produzione delle DRAM nella Comunità, avrebbe dovuto essere escluso dalla definizione di industria comunitaria.
In tale contesto la Commissione rileva che per essere inseriti nell'industria comunitaria i produttori non devono svolgere tutto il processo produttivo dei singoli modelli, né la produzione dell'intera gamma di prodotti all'interno della Comunità.
Si ritiene infatti sufficiente che i produttori effettuino la maggior parte della produzione complessiva all'interno della Comunità e a questo proposito dimostrino il proprio impegno in qualità di produttori comunitari.
A questo proposito, la Commissione ha stabilito nel corso dell'inchiesta che il denunziante in parola aveva svolto le operazioni front end (diffusione dei wafer) e una parte del processo back end (ovvero l'assemblaggio e il collaudo delle DRAM) all'interno della Comunità. Per alcuni modelli di DRAM venduti sul mercato comunitario le operazioni back end erano state svolte al di fuori della Comunità, utilizzando wafer e piastrine prodotte nella Comunità. Come risulta dal punto 10 la fase di produzione front end è la più impegnativa sul piano tecnologico e richiede investimenti sostanziali. Nel corso di tale processo tutte le caratteristiche tecniche essenziali delle DRAM finite sono inserite nei wafer o nelle piastrine. Inoltre, la sede principale dove si svolgono le attività di programmazione e le operazioni amministrative è situata nella Comunità. Come inoltre risulta dai punti 12 e 16, la Commissione ritiene che i wafer e le piastrine debbano essere considerati come un unico prodotto insieme con le DRAM finite, che sono interamente assemblate e collaudate. La Commissione ritiene quindi che il denunziante in parola effettui la maggior parte della produzione totale di DRAM nella Comunità e possa quindi essere considerato come parte dell'industria comunitaria.
E. PREGIUDIZIO
1. Volume del mercato comunitario, volume e quote di mercato delle importazioni dalla Corea
(36) Il consumo comunitario globale di DRAM è costantemente aumentato nel periodo 1986-1990 e, misurato in migliaia di megabit, è passato da 25 000 nel 1986 a 55 000 nel 1988 e a 150 000 nel 1990 (con un incremento superiore al 450 % tra il 1986 e il 1990). Misurato in migliaia di ECU, il consumo è passato da 240 000 nel 1986 a 800 000 nel 1988 e a 850 000 nel 1990 (con un incremento superiore al 250 % per l'intero periodo).
L'incremento del mercato comunitario misurato in valore (migliaia di ECU) tra il 1988-1989 e tra il 1989 e il 1990 è nettamente inferiore all'espansione del mercato misurata in volume (migliaia di megabit), tale differenza mette in evidenza un sostanziale calo globale dei prezzi sul mercato comunitario delle DRAM, in particolare nel 1990.
(37) Contemporaneamente il volume delle importazioni nella CEE di DRAM di origine coreana, misurato in migliaia di megabit, è nettamente cresciuto passando da 1 500 nel 1986 a 7 500 nel 1988 e a 37 000 nel 1990, aumentando quindi oltre 23 volte tra il 1986 e il 1990. La quota di mercato delle importazioni dalla Corea, misurata in megabit, è approssimativamente aumentata dal 6 % nel 1986 al 15 % nel 1988 e al 25 % nel 1990. Nel periodo compreso tra il 1986 e il 1990 la quota di mercato è quindi aumentata di oltre il 300 %.
Il volume delle importazioni nella CEE di DRAM originarie della Corea, misurato in migliaia di ECU, è aumentato sensibilmente nel corso degli ultimi cinque anni, passando da 19 000 nel 1986 a 150 000 nel 1988 e a 170 000 nel 1990, aumentando quindi di circa otto volte nell'intero periodo.
A tale tendenza corrisponde un incremento della quota di mercato delle importazioni dalla Corea dall'8 % circa nel 1986 al 19 % nel 1988 e al 20 % nel 1990, con un aumento in valore del 150 % circa per l'intero periodo.
2. Prezzi delle importazioni oggetto di dumping dalla Corea
(38) Per valutare la politica di determinazione dei prezzi dei produttori coreani è stata effettuata una valutazione particolareggiata dei prezzi da essi applicati sul mercato comunitario nel periodo dell'inchiesta. La valutazione è stata fatta in base alle relazioni sulle vendite, prendendo in esame le singole transazioni realizzate dai produttori coreani e dai produttori comunitari per modelli identici, per quanto riguarda le vendite al primo acquirente indipendente nella Comunità.
Si è tenuto opportunamente conto delle differenze inerenti ai costi di determinate transazioni, in particolare con adeguamenti relativi ai costi di assicurazione e di nolo per le vendite effettuate direttamente dai produttori coreani ad acquirenti indipendenti nella Comunità.
Dalla valutazione è emersa una rilevante sottoquotazione dei prezzi per i tre produttori coreani, con margini compresi tra il 9,3 % e il 20,7 %, espressi in media ponderata dei margini di sottoquotazione per ciascun produttore.
A questo proposito occorre rilevare che una percentuale considerevole delle vendite dei produttori coreani sul mercato comunitario è stata realizzata al di sotto del costo di produzione.
3. Situazione dell'industria comunitaria
a) Aspetti generali
(39) Un produttore comunitario, Motorola, aveva già prodotto DRAM nella Comunità all'inizio degli anni Ottanta, ma nel 1985 ha cessato la produzione a causa del deterioramente delle condizioni di mercato. Nel 1987 la Motorola ha deciso di riprendere la fabbricazione di DRAM nella Comunità, con una prima produzione nel secondo semestre del 1989, in previsione del fatto che l'inchiesta antidumping relativa alle pratiche di dumping da parte dei produttori giapponesi avviata dalla Commissione avrebbe prodotto un miglioramento delle condizioni di mercato.
La Motorola ha in seguito deciso di aumentare ulteriormente la propria capacità di produzione, in base a proiezioni positive riguardo alle vendite e ai prezzi, secondo le quali il mercato comunitario sarebbe stato redditizio. Tali piani di ampliamento sono stati successivamente cancellati a causa della notevole erosione dei prezzi sul mercato comunitario.
(40) L'altro produttore comunitario, Siemens, ha avviato la produzione di DRAM nella Comunità nel corso dell'inchiesta antidumping relativa ai prodotti originari del Giappone, nel corso della quale è stata accertata l'esistenza di pratiche di dumping da parte di produttori giapponesi e del pregiudizio da esse provocato nel periodo 1986-1987.
La produzione è iniziata nel 1988, in base a proiezioni secondo le quali sul mercato comunitario, in seguito all'inchiesta relativa alle pratiche di dumping da parte dei produttori giapponesi, avrebbero prevalso eque condizioni di mercato. La Siemens ha in seguito ottenuto una rilevante quota di mercato nella Comunità.
Nel periodo 1989-1990 la Siemens ha dovuto rinviare e successivamente modificare i piani relativi alla costruzione di un impianto di produzione supplementare per la nuova generazione di DRAM di 4M, dopo che sul mercato comunitario si era registrato un rilevante calo dei prezzi.
La produzione delle DRAM di 4M è stata avviata su una linea di produzione minore già disponibile.
È stato in seguito prospettato di chiudere anche tale linea di produzione, di licenziare una parte della forza lavoro e di concentrare la produzione di DRAM presso il principale impianto di Regensburg.
b) Produzione
(41) La produzione totale dell'industria comunitaria, iniziata nel periodo 1988-1989, è aumentata di nove volte nel periodo 1988-1990, misurata in migliaia di megabit, raggiungendo circa 45 000 megabit.
c) Volume delle vendite e quota di mercato
(42) Tra il 1988 e il 1990, dopo l'inizio della produzione di DRAM da parte dell'industria comunitaria nel 1988-1989, le vendite sono aumentate sino a 35 000 migliaia di megabit, per un valore di 180 milioni di ECU circa.
(43) Tali vendite, rispetto al mercato comunitario misurato in migliaia di megabit e in migliaia di ECU, corrispondono ad una quota di mercato del 20 % circa nel 1990.
d) Scorte
(44) Nel periodo compreso tra il 1988 e il 1990 le scorte di DRAM dell'industria comunitaria sono aumentate di oltre 18 volte, misurate in migliaia di megabit.
e) Prezzi
(45) In seguito alla rilevante sottoquotazione dei prezzi da parte dei produttori coreani, i prezzi di vendita dell'industria comunitaria nel periodo dell'inchiesta sono nettamente diminuiti. In un settore estremamente sensibile alle variazioni di prezzo, l'industria comunitaria è stata praticamente costretta a seguire i prezzi fissati dai produttori coreani per poter vendere i propri prodotti. Si può quindi concludere che l'industria comunitaria ha subito una depressione dei prezzi. Anche se in tale settore si verifica un certo calo dei prezzi corrispondente alla diminuzione dei costi unitari, una flessione superiore al 40 % nel solo periodo dell'inchiesta mette in evidenza la gravità della depressione dei prezzi subita dall'industria comunitaria.
f) Situazione finanziaria
(46) Anche se i produttori comunitari hanno sensibilmente aumentato la quota di mercato e il volume delle vendite sul mercato comunitario, dopo l'avvio della produzione nel periodo 1988-1989 la loro situazione finanziaria ha subito un deterioramento significativo. A questo proposito occorre rilevare che l'industria comunitaria ha subito perdite finanziarie al momento dell'inizio della produzione nel 1988, anche se tale situazione è prevedibile in una fase iniziale di produzione, che è caratterizzata in misura rilevante dagli effetti di apprendimento. La situazione finanziaria nel periodo dell'inchiesta si è tuttavia deteriorata in misura tale da minacciare la sopravvivenza dell'industria comunitaria delle DRAM. Le perdite finanziarie, espresse in milioni di ECU, in tale periodo hanno raggiunto una cifra negativa a tre zeri. Inoltre, dato il tempo trascorso dopo l'inizio della produzione, non si può ritenere che l'industria comunitaria si trovi in una fase di avviamento. In tale settore non è stato tuttavia pienamente ottenuto il miglioramento dei costi unitari che è collegato ad un elevato volume di produzione.
4. Argomentazioni formulate in merito al pregiudizio
(47) I tre produttori coreani hanno sostenuto che non si può ritenere che l'industria comunitaria abbia subito un pregiudizio, dato che nel periodo compreso tra il 1988 e il 1990 tale industria ha aumentato il volume di vendita e la quota di mercato.
A questo proposito la Commissione rileva che il sostanziale incremento delle vendite e della quota di mercato dell'industria comunitaria possono essere attribuiti al fatto che essa ha iniziato la produzione soltanto nel 1988-1989, dopo l'apertura del procedimento antidumping relativo alle DRAM originarie del Giappone e che l'aumento delle vendite e della quota di mercato è una conseguenza inevitabile della sua apparizione sul mercato. Tuttavia l'incremento della quota di mercato e del volume delle vendite devono essere considerati alla luce delle gravi perdite finanziarie subite dall'industria comunitaria in seguito al calo dei prezzi sul mercato della Comunità.
5. Conclusione
(48) In conclusione, dato l'andamento negativo dell'industria comunitaria per quanto riguarda il volume delle scorte e in particolare le gravi perdite finanziarie da essa subite, la Commissione ha concluso che l'industria comunitaria delle DRAM ha subito un pregiudizio notevole ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento di base.
F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
1. Conseguenze delle importazioni oggetto di dumping
(49) Il rapido aumento delle importazioni in dumping dalla Corea coincide con la depressione dei prezzi delle DRAM sul mercato comunitario, l'incremento delle perdite finanziarie dell'industria comunitaria e l'aumento del volume delle scorte, come risulta dai punti precedenti.
Dato che il mercato delle DRAM è estremamente sensibile alle variazioni di prezzo, la rilevante sottoquotazione dei prezzi dovuta alle pratiche di dumping e il rilevante incremento della quota di mercato delle importazioni a basso prezzo dalla Corea indicano chiaramente che tali importazioni hanno contribuito in misura considerevole al pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
(50) Due produttori coreani hanno affermato di aver esportato singolarmente quantitativi limitati di DRAM e hanno sostenuto di non aver provocato pregiudizio, qualora tali importazioni siano considerate isolatamente.
La Commissione rileva tuttavia che il pregiudizio e le sue cause in linea di massima devono essere valutate complessivamente. In conformità della giurisprudenza della Corte di giustizia europea e della normale prassi delle istituzioni comunitarie, non è necessario né in linea di massima possibile definire separatamente la quota di pregiudizio attribuibile ai singoli produttori/esportatori coinvolti nel procedimento antidumping.
(51) Un produttore coreano ha inoltre affermato di aver ottenuto la propria quota di mercato nella Comunità non con pratiche di dumping e con il conseguente incremento delle vendite di DRAM in generale, bensì per il fatto di essere diventato l'unico fornitore restante di DRAM di 256K. Nel periodo dell'inchiesta tali prodotti potevano essere considerati al termine del proprio ciclo vitale. A questo proposito il produttore coreano ha affermato di avere ottenuto l'incremento delle vendite e della quota di mercato in seguito alla mancanza di fornitori e non a causa delle proprie iniziative di marketing.
La Commissione ritiene che tale argomentazione non possa essere accolta in quanto il pregiudizio e le sue cause devono essere determinati tenendo conto di tutte le importazioni dal paese interessato. Come risulta dal punto 16, tutti i diversi tipi di DRAM devono essere considerati come un unico prodotto. In base ai dati ottenuti dalle ricerche di mercato è stato inoltre determinato che il prezzo di mercato delle DRAM di 256K nella Comunità è diminuito rapidamente nel periodo 1988-1990. Tale flessione non sembra confermare un eccesso di domanda. La Commissione ha inoltre accertato che nel periodo dell'inchiesta i fornitori delle DRAM in questione erano ancora numerosi.
2. Altri fattori
(52) La Commissione ha esaminato se altri fattori, oltre alle importazioni in dumping, vale a dire l'eccedenza di capacità di produzione o le importazioni da altri paesi terzi, possono aver provocato il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
(53) A questo proposito i produttori coreani hanno sostenuto che il rallentamento sul mercato delle DRAM poteva essere attribuito all'eccedenza di capacità sul piano mondiale, alla quale l'industria della CEE aveva contribuito con la costruzione di nuove linee di trattamento e con l'avvio della produzione.
I produttori coreani hanno inoltre sostenuto che le perdite finanziarie subite dai produttori a causa dei bassi prezzi di mercato non erano state provocate dalle pratiche di dumping da parte dei produttori coreani, bensì da un generale calo della domanda e al tempo stesso dalla diminuzione dei tassi di cambio del dollaro USA e dello Yen giapponese nei confronti delle valute comunitarie, che ha colpito l'intero settore dell'industria elettronica, compresa l'industria delle DRAM.
(54) La Commissione riconosce che non si può escludere che l'andamento del mercato globale delle DRAM, le variazioni del corso del cambio del dollaro USA e dello Yen e la capacità di produzione su scala mondiale abbiano inciso sulla situazione generale del mercato comunitario. Tali circostanze lasciano tuttavia inalterato il fatto che il costante incremento del volume delle importazioni di DRAM originarie della Corea, al quale corrispondeva l'aumento sostanziale della quota di mercato delle società coreane e il fatto che tali importazioni siano state realizzate a prezzi nettamente inferiori ai prezzi dei principali operatori sul mercato, compresi i produttori CEE, abbiano contribuito alle difficoltà dell'industria comunitaria delle DRAM e in parte le abbiano provocate.
Per quanto riguarda in particolare l'argomentazione relativa all'eccesso di capacità produttiva, la Commissione rileva che la capacità costituita dall'industria comunitaria corrisponde al livello più basso di una produzione economicamente attuabile, con un'unica linea di produzione per ciascun produttore comunitario. Le singole società coreane hanno invece diverse linee di produzione e nuove linee sono attualmente in fase di costruzione. Sono quindi gli esportatori coreani, e non i produttori comunitari, che contribuiscono in misura rilevante all'eccesso di capacità produttiva su scala mondiale.
(55) Un produttore coreano ha sostenuto inoltre che il pregiudizio subito dai produttori della CEE era stato provocato dal fatto che i produttori stessi non erano riusciti a reagire ai nuovi sviluppi nel settore generale dell'elettronica, comprendenti tra l'altro il sostegno pubblico alle attività di R& S, l'innovazione dei prodotti e la frammentazione del mercato comunitario dell'elettronica.
La Commissione non può accettare tale argomentazione, in quanto essa si basa unicamente su alcune affermazioni generali sull'industria comunitaria dei semiconduttori e dei prodotti elettronici, che non sono sostenute da elementi di prova specifici per quanto riguarda i produttori comunitari di DRAM.
(56) Un produttore coreano ha inoltre affermato che uno dei ricorrenti, Siemens, aveva importato notevoli quantitativi di DRAM che aveva acquistato dall'importatore collegato del produttore coreano stesso nella CEE e che pertanto l'industria comunitaria aveva provocato il pregiudizio da essa subito.
La Commissione osserva che il gruppo sistemi della Siemens aveva acquistato DRAM per proprio uso dall'importatore collegato a prezzi estremamente bassi, come risulta dai punti 31-34.
Per i motivi sopra indicati i gruppi sistemi della Siemens sono stati costretti, per ragioni economiche, a causa dei bassi prezzi delle importazioni in dumping delle DRAM coreane, ad acquistare tali prodotti dagli importatori coreani situati nella Comunità. Nel corso dell'inchiesta la Commissione ha inoltre accertato che i prodotti acquistati non sono stati rivenduti sul mercato. La Commissione ha quindi concluso che tali importazioni sono state realizzate a causa del basso livello del prezzo, in seguito alle pratiche di dumping e che non possono essere considerate come una causa di pregiudizio. La Commissione ritiene quindi che tali importazioni non costituiscano « altri fattori » ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento di base.
(57) Due produttori coreani hanno sostenuto che il pregiudizio è stato inoltre provocato dalle importazioni di DRAM da altri paesi terzi, esclusa la Corea.
A questo proposito la Commissione rileva che, a sostegno di tale argomentazione, sono state fornite statistiche generali sulle importazioni di DRAM, senza alcuna indicazione specifica e senza informazioni sul prezzo unitario.
Le cifre fornite inoltre non differenziano adeguatamente le importazioni secondo l'origine delle merci, poiché, come noto, diversi paesi presunti esportatori di DRAM non hanno impianti per il trattamento e la diffusione dei wafer. In base alle risultanze dell'inchiesta e in particolare alla luce dei canali di vendita di alcuni produttori coreani, appare del tutto probabile che le importazioni nella CEE di DRAM di origine coreana siano incluse in tali statistiche.
Le importazioni di DRAM originarie del Giappone sono soggette a misure antidumping, a decorrere dal gennaio 1990, in forma di impegni assunti da tutti i produttori giapponesi noti.
(58) Tali statistiche sulle importazioni non possono quindi essere utilizzate a sostegno dell'argomentazione dei due produttori coreani, dato che non riguardano in modo specifico le DRAM, ma includono importazioni di componenti di elaboratori e di circuiti integrati in generale, senza alcuna informazione sui prezzi. Con ogni probabilità, inoltre, tali statistiche comprendono anche prodotti di origine coreana.
(59) Due produttori coreani hanno sostenuto di non aver provocato pregiudizio all'industria comunitaria, in quanto hanno venduto a prezzi analoghi a quelli dei produttori giapponesi di DRAM.
A questo proposito la Commissione rileva che il confronto rispetto ai produttori giapponesi, che con i coreani sono i principali esportatori sul mercato della CEE, è stato effettuato in base a dati di ricerca di mercato indipendenti. Da tale confronto è emerso che i prodotti importati in condizioni di dumping dalla Corea erano venduti nella Comunità a prezzi inferiori a quelli applicati dalle società giapponesi.
3. Conclusione
(60) La Commissione ha accertato che il volume delle importazioni di DRAM originarie della Corea è nettamente aumentato, con il conseguente incremento della quota di mercato. È stata inoltre accertata una rilevante sottoquotazione dei prezzi da parte di tali importazioni.
La Commissione ha quindi stabilito che l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio notevole.
(61) La Commissione, pur riconoscendo che altri fattori possano aver esercitato conseguenze negative sulla situazione economica globale dell'industria comunitaria, conclude che le importazioni oggetto di dumping di DRAM di origine coreana, considerate isolatamente, hanno provocato un notevole pregiudizio all'industria comunitaria.
G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(62) L'obiettivo delle misure antidumping è di porre rimedio a pratiche commerciali sleali che hanno conseguenze negative sull'industria comunitaria. Tali misure dovrebbero ripristinare una situazione di equa concorrenza che, in quanto tale, corrisponde all'interesse della Comunità.
(63) Nel presente procedimento è stato accertato che, in considerazione delle perdite finanziarie gravi e crescenti subite dall'industria comunitaria, se non venissero prese misure antidumping nei confronti delle importazioni di DRAM originarie della Corea, sarebbe minacciata la sopravvivenza dell'industria comunitaria delle DRAM.
Tale situazione deve essere considerata alla luce dei rilevanti investimenti interni effettuati dalle società coreane nel settore delle DRAM e dell'intensa attività di R& S da parte dei produttori coreani che riguarda le tre prossime generazioni di DRAM rispetto a quella attualmente commercializzata.
(64) La Commissione è consapevole del fatto che le industrie comunitarie che utilizzano tali prodotti, in particolare l'industria che costruisce macchine per l'elaborazione di dati, operano in un contesto di competitività mondiale, nel quale i vantaggi di costo relativi assumono particolare rilievo e riconosce la considerevole portata economica di tali industrie. A questo proposito occore tener conto dell'incremento del prezzo di acquisto a causa delle misure antidumping per valutare la forma e il tipo di misure antidumping da istituire.
(65) La Commissione ritiene d'altra parte che, in considerazione della funzione svolta dall'industria delle DRAM per stimolare il progresso tecnologico nel settore dei semiconduttori in particolare e in quello dei prodotti elettronici in generale, è assolutamente necessario, per motivi tecnologici, salvaguardare la sopravvivenza e la solidità dell'industria comunitaria delle DRAM. Tale conclusione è condivisa dai due gruppi di utenti che hanno partecipato all'inchiesta.
I semiconduttori in generale e le DRAM in particolare sono componenti essenziali per l'industria che produce apparecchiature per il trattamento delle informazioni e per le telecomunicazioni. L'industria delle DRAM ha quindi un'importanza strategica per le industrie che utilizzano i suoi prodotti e si ritiene che l'esistenza di una fonte di approvvigionamento attendibile e sicura nella Comunità sia essenziale per l'industria elettronica comunitaria nel suo complesso.
(66) Un gruppo di utenti di DRAM nella Comunità ha sostenuto che una delle imprese comunitarie, la Siemens, produceva essenzialmente per le società del proprio gruppo e quindi ha venduto quantitativi limitati sul mercato. Gli utenti avrebbero quindi dovuto rivolgersi a fornitori al di fuori della Comunità.
(67) A questo propositio la Commissione ritiene evidente in base alle cifre relative all'andamento della quota di mercato, che l'industria comunitaria possa soddisfare una parte consistente della domanda di DRAM nella Comunità. Tale risultato è particolarmente rilevante in considerazione del fatto che l'industria comunitaria ha iniziato soltanto recentemente la produzione di DRAM della CEE e che in un periodo relativamente breve ha potuto ottenere una quota rilevante del mercato comunitario.
(68) Due produttori coreani hanno sostenuto che l'industria comunitaria degli elaboratori, che, in termini di volumi di vendite e di occupazione, ha dimensioni maggiori dell'industria dei semiconduttori, deve attualmente affrontare gravi problemi. Anche in tali circostanze, tuttavia, i produttori coreani interessati non hanno dimostrato che i problemi suddetti fossero dovuti agli elevati prezzi dei componenti elettronici in vigore nella CEE, in seguito alle misure antidumping relative alle importazioni di DRAM. I produttori coreani non hanno inoltre dimostrato che le misure antidumping relative alle DRAM originarie della Corea possano aggravare la situazione dell'industria comunitaria degli elaboratori e pertanto la Commissione non può accettare tale argomentazione.
(69) Un gruppo di utenti di DRAM nella Comunità ha inoltre affermato che le misure antidumping relative alle DRAM originarie della Corea provocherebbero un incremento dei costi degli utilizzatori e pertanto questi ultimi si troverebbero in una situazione di svantaggio concorrenziale.
A questo proposito la Commissione rileva che tale affermazione è stata sostenuta unicamente da informazioni generiche sulla quota di costi attribuibile ai circuiti integrati rispetto ai costi di produzione complessivi e non da dati specifici relativi alle DRAM.
La Commissione ritiene che, anche se la quota di costi attribuibile alle DRAM non è trascurabile, non sia accettabile che il vantaggio ottenuto in passato con pratiche commerciali sleali sia utilizzato come giustificazione per evitare di prendere le misure necessarie volte a ripristinare una situazione di correttezza commerciale. Per quanto riguarda inoltre i prezzi vigenti in altri mercati, la Commissione rileva che le autorità di un paese importatore hanno accertato l'esistenza di presunte pratiche di dumping, tali da provocare pregiudizio, che attualmente sono oggetto di inchieste.
(70) Un produttore coreano e il gruppo di utenti sopra citato hanno inoltre sostenuto che le eventuali misure antidumping nei confronti dei produttori coreani avrebbero ridotto la concorrenza sul mercato comunitario di DRAM, eliminando gli altri concorrenti.
A questo proposito la Commissione rileva che l'obiettivo delle misure antidumping, come risulta nel punto 62, è di porre rimedio a pratiche commerciali sleali e di promuovere la concorrenza leale. Per quanto riguarda la situazione concorrenziale sul mercato comunitario, occorre rilevare che le misure antidumping relative alle DRAM originarie del Giappone non hanno ridotto il numero di concorrenti giapponesi presenti sul mercato comunitario e che la mancanza di misure nel caso in esame potrebbe provocare la scomparsa dell'industria comunitaria, con la conseguente riduzione del numero di fornitori e del livello della concorrenza.
(71) Un gruppo di utenti di DRAM nella Comunità ha sostenuto che l'industria comunitaria delle DRAM è già protetta da elevate tariffe doganali e che pertanto non sono necessarie ulteriori misure di difesa per quanto riguarda le pratiche di dumping.
A questo proposito la Commissione rileva che tale argomentazione non può essere accolta, poiché nel presente procedimento è stato accertato che, nonostante siano in vigore tariffe doganali, l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio sostanziale.
(72) Lo stesso gruppo di utenti ha sostenuto che l'industria comunitaria delle DRAM beneficia in misura sostanziale di progetti di R& S finanziati con sostegno pubblico e che pertanto non sono necessarie misure di difesa supplementari per quanto riguarda le pratiche di dumping.
A questo proposito la Commissione rileva che il sostegno pubblico in forma di progetti di R& S concesso all'industria elettronica comunitaria in generale e al settore dei semiconduttori in particolare mette in evidenza il rilievo dato al consolidamento dell'industria comunitaria dei prodotti elettronici. Per non pregiudicare i risultati delle iniziative pubbliche in materia di R& S, la Commissione ritiene necessario salvaguardare eque condizioni di mercato in tale settore.
Per quanto riguarda l'argomentazione relativa alla portata del sostegno pubblico, la Commissione rileva che, nonostante tali interventi, l'industria comunitaria delle DRAM ha subito, in seguito alle pratiche di dumping, gravi perdite finanziarie che ne minacciano la sopravvivenza.
(73) La Commissione rileva inoltre la relativa stabilizzazione del mercato comunitario delle DRAM ottenuta dopo l'istituzione di misure antidumping per quanto riguarda le DRAM originarie del Giappone all'inizio degli anni Novanta, si è deteriorata in misura significativa in seguito alle importazioni a basso prezzo dalla Corea.
(74) Si agirebbe infine in modo discriminatorio se non si imponessero misure antidumping sulle importazioni di DRAM oggetto di dumping dalla Corea, che hanno provocato pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria, dato che nelle stesse circostanze sono state istituite misure antidumping nei confronti delle importazioni di DRAM di origine giapponese, che, secondo quanto è stato accertato in una procedura precedente, erano oggetto di dumping e hanno provocato pregiudizio.
(75) La Commissione ritiene che, considerando tutti gli elementi, è nell'interesse della Comunità istituire misure antidumping relative alle importazioni di DRAM originarie della Corea.
H. DAZIO
(79) In base alle risultanze preliminari dell'inchiesta e in particolare per evitare che i produttori coreani continuino ad applicare prezzi nettamente inferiori a quelli dell'industria comunitaria, provocando un ulteriore pregiudizio nel corso della procedura, si ritiene che occorra immediatamente intervenire con l'istituzione di dazi ad valorem nella fase provvisoria.
Per determinare l'importo del dazio provvisorio necessario per evitare che sia provocato pregiudizio nel corso della procedura, la Commissione ha considerato che si dovesse tener conto del contributo dei singoli produttori/esportatori al pregiudizio subito dall'industria comunitaria, determinato in base ai rispettivi livelli dei prezzi e al volume delle esportazioni, nonché delle caratteristiche specifiche del mercato delle DRAM e dell'attuale situazione di tale mercato nella Comunità.
Per determinare l'aliquota del dazio nella fase provvisoria, è stato considerato opportuno tener conto della standardizzazione dei principali dispositivi DRAM, dell'attuale situazione eccezionale sul mercato comunitario e del margine globale di cui i prezzi dei produttori coreani erano inferiori a quelli dei produttori comunitari sul mercato della Comunità.
Tale margine, per le tre società interessate, è inferiore ai margini di dumping determinati nel corso del procedimento.
(77) La Commissione ritiene pertanto opportuno istituire un dazio provvisorio ad valorem del 10,1 %, espresso in percentuale del prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, su tutte le importazioni dei prodotti in esame originari della Corea.
I. DISPOSIZIONE FINALE
(78) Ai fini della correttezza amministrativa, occorre fissare un termine entro il quale le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni per iscritto. Occorre inoltre specificare che tutte le risultanze elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate, qualora la Commissione proponga l'istituzione di dazi definitivi,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di microcircuiti detti DRAM (memorie dinamiche ad accesso casuale) originari della Repubblica di Corea e classificati ai codici NC 8542 11 12, 8542 11 14, 8542 11 16, 8542 11 18, ex 8542 11 01 (codice Taric 8542 11 01 *10), ex 8542 11 05 (codice Taric 8542 11 05 *30), ex 8473 30 10 (codice Taric 8473 30 10 *40), oppure ex 8548 00 00 (codice Taric 8548 00 00 *20).
2. Ai fini del presente regolamento DRAM sono i dispositivi di qualsiasi variante, tipo e densità, compresi i wafer e le piastrine o i chips, nonché le forme di DRAM più complesse quali le stack e i moduli.
3. L'aliquota del dazio è pari al 10,1 % espressa in percentuale del prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto.
4. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
5. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia, pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88, le parti interessate possono presentare osservazioni scritte entro un mese dall'entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima della scadenza di detto periodo. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 16 settembre 1992.

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