Document ID: 32003D0250

Decisione della Commissione
del 9 aprile 2003
che autorizza gli Stati membri a prevedere deroghe temporanee a determinate disposizioni della direttiva 2000/29/CE del Consiglio riguardo alle piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie della Repubblica sudafricana
[notificata con il numero C(2003) 1185]
(2003/250/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell'8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità(1), modificata da ultimo dalla direttiva 2003/22/CE della Commissione(2), in particolare l'articolo 15, paragrafo 1,
vista la richiesta presentata dalla Francia,
considerando quanto segue:
(1) A norma della direttiva 2000/29/CE, non devono in linea di massima essere introdotte nella Comunità piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie di paesi extra europei, esclusi i paesi mediterranei, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Canada e gli Stati continentali degli USA. A norma della medesima direttiva si possono tuttavia prevedere deroghe, purché sia accertato che non esistono rischi di diffusione di organismi nocivi.
(2) Nella Repubblica sudafricana la moltiplicazione di piantine di Fragaria L. destinate alla piantagione, tranne le sementi, ottenute da piante fornite da uno Stato membro è divenuta una pratica costante. Le piantine prodotte sono successivamente esportate nella Comunità, allo scopo di esservi piantate per la produzione di frutta.
(3) Con le decisioni della Commissione 97/488/CE(3), 98/432/CE(4) e 1999/383/CE(5), sono state autorizzate deroghe, a condizioni specifiche e per periodi limitati, ad alcune disposizioni della direttiva 2000/29/CE riguardo alle piantine di Fragaria L. destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie della Repubblica sudafricana.
(4) Le circostanze che hanno motivato tali deroghe sussistono tuttora e non vi sono nuove informazioni che richiedano di modificare le condizioni specifiche.
(5) Gli Stati membri devono pertanto essere autorizzati a prevedere deroghe per periodi limitati, sempre che siano rispettate condizioni specifiche.
(6) L'autorizzazione suddetta deve essere revocata qualora si accerti che le condizioni specifiche stabilite dalla presente decisione non sono sufficienti per impedire l'introduzione di organismi nocivi nella Comunità ovvero non sono state rispettate.
(7) Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli Stati membri sono autorizzati a prevedere deroghe alle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2000/29/CE, riguardo ai divieti di cui all'allegato III, parte A, punto 18, della medesima direttiva, per le piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie della Repubblica sudafricana (in appresso denominate "le piantine").
L'autorizzazione a prevedere deroghe di cui al primo comma (in appresso denominata "l'autorizzazione") è subordinata, oltre alle condizioni fissate negli allegati I, II e IV della direttiva 2000/29/CE, alle condizioni previste nell'allegato della presente decisione e si applica soltanto alle piantine introdotte nella Comunità nei seguenti periodi:
a) dal 1o giugno 2003 al 30 settembre 2003;
b) dal 1o giugno 2004 al 30 settembre 2004;
c) dal 1o giugno 2005 al 30 settembre 2005;
d) dal 1o giugno 2006 al 30 settembre 2006.
Articolo 2
Anteriormente al 30 novembre dell'anno d'importazione, gli Stati membri trasmettono alla Commissione e agli altri Stati membri:
a) i dati sui quantitativi di piantine importate in applicazione della presente decisione;
b) una relazione tecnica particolareggiata sulle ispezioni ufficiali e le prove di cui al punto 5 dell'allegato.
Anche lo Stato membro nel cui territorio le piantine sono successivamente piantate, dopo l'importazione, fornisce alla Commissione e agli altri Stati membri, anteriormente al 31 marzo dell'anno successivo all'importazione, una relazione tecnica particolareggiata sulle ispezioni ufficiali e le prove di cui al punto 8 dell'allegato.
Articolo 3
Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione e agli altri Stati membri tutti i casi di spedizioni introdotte nel loro territorio in applicazione della presente decisione che sono state constatate non conformi alle condizioni ivi stabilite.
Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 9 aprile 2003.

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