Document ID: 31991R1472

REGOLAMENTO (CEE) N. 1472/91 DELLA COMMISSIONE del 29 maggio 1991 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di acido ossalico originario dell'India e della Cina e chiude il procedimento antidumping relativo alle importazioni di acido ossalico originario della Cecoslovacchia
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare gli aricoli 9, 11 e 14,
previa consultazione nell'ambito del comitato consultivo previsto dal suddetto regolamento,
CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:
A. PRECEDENTE PROCEDIMENTO
(1) Nel maggio 1987, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha aperto un procedimento antidumping nei confronti delle importazioni di acido ossalico originario della Cina e della Cecoslovacchia.
Con decisione 88/623/CEE (3), la Commissione ha accettato gli impegni offerti dai produttori della Cina e della Cecoslovacchia.
B. DOMANDA DI RIESAME E APERTURA DEL PROCEDIMENTO
(2) Nel luglio 1990, una parte dell'industria comunitaria che rappresenta una quota rilevante della produzione ha presentato alla Commissione una domanda di riesame delle misure summenzionate relative alle importazioni originarie della Cina e della Cecoslovacchia, in applicazione dell'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 2423/88, nonché una domanda di apertura di un procedimento nei confronti delle importazioni di acido ossalico originario dell'India.
(3) A sostegno della domanda di riesame, l'industria comunitaria ricorrente ha addotto che gli esportatori cinesi e cecoslovacchi che non avevano offerto impegni hanno esportato nella Comunità a prezzi inferiori al valore normale e che, in alcuni casi, gli impegni non sono stati rispettati. Per quanto riguarda l'India, dalla denuncia risultava l'esistenza di considerevoli margini di dumping, nonché di un grave pregiudizio causato dalle importazioni a prezzi di dumping originarie dei tre paesi coinvolti nel procedimento.
(4) Gli elementi di prova relativi al dumping e al pregiudizio, per quanto riguarda l'India, nonché alle mutate circostanze, per quanto riguarda la Cina e la Cecoslovacchia, sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta. Di conseguenza, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (4), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping nei confronti delle importazioni di acido ossalico originario dell'India e di un procedimento di riesame relativo alle importazioni di acido ossalico originario della Cina e della Cecoslovacchia.
C. SEGUITO DEL PROCEDIMENTO
(5) La Commissione ha ufficialmente informato i produttori, gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti della Repubblica dell'India e l'industria comunitaria ricorrente, e ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
(6) L'industria comunitaria interessata, i produttori/esportatori e alcuni importatori hanno reso note le loro osservazioni per iscritto. La Commissione ha chiesto e ottenuto osservazioni scritte di altri produttori comunitari onde determinare l'evoluzione del consumo comunitario e le sue capacità di utilizzazione. Alcuni esportatori hanno chiesto e ottenuto un'audizione.
(7) Sulla base dell'articolo 7, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88 e nelle condizioni ivi previste, le parti interessate hanno avuto la possibilità di prendere conoscenza di tutte le informazioni fornite alla Commissione da tutte le parti interessate all'inchiesta.
(8) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione preliminare del dumping ed ha svolto un'inchiesta in loco presso le seguenti imprese:
- produttore comunitario:
Destilados Agrícolas Vimbodi SA (« DAVSA »), Tarragona, Spagna
- produttori/esportatori non comunitari:
- Punjab Chemicals and Pharmaceuticals Ltd, Chandigarh, India
- Excel Industries Ltd, Bombay, India
(9) L'inchiesta relativa al dumping riguardava il periodo 1° aprile 1989 - 31 agosto 1990 (periodo dell'inchiesta).
D. PRODOTTO
(10) Si tratta dell'acido ossalico, venduto sotto forma di polvere cristallina bianca, ed utilizzato, ad esempio, nelle industrie tessile, edilizia, metallurgica, chimica e farmaceutica. Il prodotto corrisponde al codice NC ex 2917 11 00.
(11) Per quanto riguarda la similitudine dei prodotti importati, sia fra di essi, sia rispetto ai prodotti comunitari, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha riscontrato un'analogia a livello di caratteristiche chimiche, di utilizzazione finale del prodotto e di processo di fabbricazione a partire da glucidi. Le parti interessate non hanno formulato osservazioni al riguardo.
E. RISULTATI DELL'INCHIESTA SUL DUMPING
I. Valore normale
a) India
(12) Avendo constatato che le vendite interne erano nettamente superiori a quelle destinate alla Comunità europea e venivano realizzate con un margine di utile, la Commissione le ha considerate una base appropriata per il calcolo del valore normale.
Il valore normale è stato provvisoriamente determinato, a norma dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88, sulla base della media ponderata dei prezzi paragonabili praticati sul mercato interno dagli esportatori interessati.
b) Cina e Cecoslovacchia
(13) Per determinare se le importazioni provenienti dalla Cina e dalla Cecoslovacchia fossero state oggetto di pratiche di dumping, la Commissione ha dovuto tenere conto, a norma dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, del fatto che non si tratta di paesi ad economica di mercato. Di conseguenza, essa si è basata sul valore normale di un paese ad economia di mercato.
A tale riguardo, il ricorrente aveva proposto di considerare l'India un paese analogo. La Commissione ha ritenuto che questa scelta non fosse ingiustificata, in quanto i processi di fabbricazione dell'acido ossalico sono identici e sul mercato indiano esiste una situazione di concorrenza. Dato che i produttori/esportatori della Cina e della Cecoslovacchia non hanno contestato la scelta, la Commissione si è basata sulla situazione indiana per gli accertamenti provvisori.
II. Prezzi all'esportazione
(14) In generale, i prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla base dei prezzi realmente pagati o da pagare per i prodotti esportati nella Comunità.
(15) Per quanto riguarda la Cina, data l'insufficiente cooperazione degli esportatori cinesi e di tutti gli importatori tranne uno, i prezzi all'esportazione sono stati provvisorioamente stabiliti, a norma dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, in base agli elementi disponibili, vale a dire, nella fattispecie, ai dati che figurano nella denuncia. Tali prezzi, infatti, corrispondono a quelli indicati dall'unico importatore che ha collaborato.
III. Confronto
(16) Per confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione, conformemente all'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha tenuto conto - operando, se del caso, gli adeguamenti necessari - delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi come le spese di trasporto, di assicurazione, di movimentazione, le condizioni di credito e le spese accessorie.
Il confronto tra i prezzi all'esportazione e il valore normale è stato effettuato, per ogni singola operazione, allo stadio franco fabbrica.
IV. Margine di dumping
(17) Dall'esame preliminare dei fatti è risultata l'esistenza di pratiche di dumping, i cui margini variano a seconda dell'esportatore. Per ogni esportatore sono stati calcolati margini di dumping pari alla differenza tra il valore normale stabilito e i prezzi per ciascuna operazione di esportazione verso la Comunità, debitamente adeguati. I margini di dumping provvisori medi così ottenuti, espressi in percentuale del valore cif totale delle importazioni del prodotto in causa durante il periodo dell'inchiesta, sono i seguenti:
a) India
- Punjab Chemicals and Pharmaceuticals Ltd: 6,48 %
- Excel Industries Ltd: 6,56 %
b) Cina: 20,32 %
c) Cecoslovacchia: 0,01 %
F. PREGIUDIZIO
Osservazione preliminare
(18) Per quanto riguarda la Cecoslovacchia, la Commissione ha tenuto conto del fatto che il modesto margine di dumping era stato influenzato in parte dal livello dell'impegno di prezzo offerto dall'esportatore cecoslovacco e dal fatto che quest'ultimo rispettava da circa 10 anni tutti i suoi impegni e vendeva a prezzi nettamente superiori a quelli stabiliti dall'impegno attualmente in vigore. Dato che nessun elemento consentiva di supporre che, a breve scadenza, l'esportatore avrebbe potuto modificare il suo comportamento commerciale, la Commissione ne ha concluso che egli non rischiava di recare pregiudizio all'industria comunitaria nel prossimo futuro e che, pertanto, questo paese doveva essee escluso dall'esame del pregiudizio.
I. Volume, quota di mercato e prezzo delle importazioni
Per valutare l'incidenza delle importazioni di acido ossalico originario dell'India e della Cina, la Commissione ha tenuto conto degli elementi seguenti:
a) Volume e quota di mercato delle importazioni a prezzi di dumping
(19) Dai dati di cui dispone la Commissione, risulta che le importazioni di acido ossalico originarie dell'India e della Cina sono passate da 1 406 t nel 1986 a 3 689 t nel 1989; l'incremento è quindi del 162 %. Nei primi otto mesi del 1990, il volume di queste importazioni è passato a 2 092 t che corrispondono, se si estrapola per l'anno 1990, ad una diminuzione del 15 %, da rapportare tuttavia al calo del 28 % del consumo comunitario.
(20) Considerata rispetto al consumo comunitario apparente di acido ossalico che, dopo essersi attestato tra il 1986 e il 1988 intorno a 18 500 t, è salito nel 1989 a 21 400 t (+ 15 %), la quota di mercato di queste importazioni è passata, nello stesso periodo, dal 7,5 al 17,2 %.
Nel 1990, il consumo comunitario è calato a 15 500 t ( 28 % rispetto al 1989), mentre la quota di mercato delle importazioni in questione è aumentata dal 17,2 al 20,3 %.
b) Prezzo delle importazioni
(21) Dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta che, dopo essere aumentato del 68 % tra il 1986 e il 1989, nei primi otto mesi del 1990 il prezzo medio unitario delle importazioni originarie dell'India è diminuito del 46,8 % rispetto al 1989, raggiungendo il livello più basso dal 1986. Nei primi otto mesi del 1990, si è riscontrata una sottoquotazione media del 27,2 % rispetto ai prezzi comunitari.
(22) Per quanto riguarda la Cina, in mancanza di risposte soddisfacenti al questionario, per la determinazione provvisoria la Commissione ha utilizzato i dati disponibili, vale a dire quelli riportati nella denuncia; i prezzi utilizzati corrispondono a quelli indicati dall'unico importatore che ha collaborato.
Su queste basi, la Commissione ha constatato, per i primi otto mesi del 1990, una sottoquotazione media del 25,05 %.
II. Cumulo
(23) Per determinare se le importazioni a prezzi di dumping abbiano causato un grave pregiudizio all'industria comunitaria interessata, la Commissione ha cercato di stabilire se fosse opportuno cumulare le importazioni di acido ossalico originario dell'India e della Cina.
A tale riguardo, essa ha constatato che i prodotti importati erano simili e interscambiabili, che si trovavano in una situazione di concorrenza sul mercato comunitario, che venivano distribuiti attraverso circuiti identici e che detenevano quote di mercato non trascurabili. La Commissione, pertanto, ha concluso che era opportuno cumulare dette importazioni.
(24) I produttori/esportatori indiani hanno fatto presente che, data la scarsa entità della loro quota di mercato nella Comunità, le loro esportazioni verso questo mercato non dovevano essere cumulate con altre. Avendo riscontrato che la quota di mercato degli esportatori indiani è superiore al 9 %, la Commissione la giudica tutt'altro che trascurabile e osserva che è in costante aumento. Di conseguenza, la Commissione ritiene che tali esportazioni debbano essere cumulate con quelle delle altri parti coinvolte nel procedimento.
III. Situazione dell'industria comunitaria interessata
La Commissione si è chiesta se le importazioni a prezzi di dumping avessero avuto un'incidenza rilevante sulla situazione dell'industria comunitaia interessata.
a) Produzione comunitaria
(25) Tra il 1986 e il 1989, la produzione comunitaria di acido ossalico è aumentata del 4,6 %. Nel 1990 estrapolato, essa è diminuita del 9,9 % rispetto al 1989, attestandosi su un livello inferiore a quello del 1986.
b) Sfruttamento delle capacità di produzione
(26) L'utilizzazione delle capacità di produzione è diminuita dall'80,5 al 77,3 % tra il 1986 e il 1989, ed è ancora calata al 69,6 % durante il 1990 estrapolato.
c) Vendite comunitarie e quota di mercato
(27) Si è riscontrato che, tra il 1986 e il 1989, le vendite comunitarie dell'industria interessata sono aumentate del 9,3 % mentre, nel 1990 estrapolato, hanno registrato un calo del 28,2 % rispetto al 1989.
(28) Tra il 1986 e il 1989, la quota di mercato di queste vendite comunitarie è diminuita dal 17,2 al 16,3 %, nonostante un incremento del consumo comunitario del 15 %. Durante il periodo dell'inchiesta, si è verificata un'ulteriore diminuzione di questa quota di mercato, che si è attestata sul 16 %.
d) Scorte
(29) Tra il 1986 e il 1989, si è registrato un notevole incremento delle scorte dell'industria comunitaria interessata (+ 157 %). Alla fine del periodo dell'inchiesta, si è constatato un incremento supplementare pari quasi al 341 %.
e) Prezzi
Esaminando le informazioni ottenute, si è riscontrato un notevole rincaro (+ 21,7 %) dei prezzi praticati sul mercato comunitario tra il 1986 e il 1989, grazie alle misure antidumping in vigore. Nel periodo dell'inchiesta, i prezzi sono diminuiti dell'1 % rispetto al 1989, ma va notato che tale diminuzione si è accentuata nei primi otto mesi del 1990, raggiungendo il 3 %.
f) Risultati finanziari
(31) Per quanto riguarda la redditività, la situazione dell'industria comunitaria interessata, migliorata nel 1988 e nel 1989 grazie alle misure antidumping prese nei confronti di un certo numero di paesi, si è deteriorata durante il periodo dell'inchiesta, in cui si sono nuovamente registrati risultati finanziari negativi.
g) Occupazione
(32) Dopo l'andamento positivo registrato fino al 1988, la situazione occupazionale dell'industria comunitaria interessata si è deteriorata, ritornando ad un livello identico a quello del 1986.
IV. Conclusioni relative al pregiudizio
(33) Da quanto precede, risulta che le importazioni di acido ossalico originario dell'India e della Cina sono aumentate, tra il 1986 e il 1989, ad un ritmo nettamente più rapido rispetto al consumo globale, con un incremento del 162 % a fronte di un aumento del consumo comunitario del 15 %.
Se si estrapola per l'intero 1990, si riscontra che il consumo comunitario è calato del 28 % rispetto all'anno precedente, contro una diminuzione del solo 15 % per le importazioni in questione.
Di conseguenza, la quota di mercato detenuta da queste importazioni è passata dal 7,5 % nel 1986 al 17,2 % nel 1989 e al 20,3 % nei primi otto mesi del 1990.
Per quanto riguarda la situazione dell'industria comunitaria interessata, tra il 1986 e il 1988, dopo un aumento dovuto all'impatto delle misure antidumping nei confronti di determinati paesi, dal 1989 si è registrato un deterioramento in termini di produzione, sfruttamento della capacità di produzione e scorte, accentuatosi durante il periodo dell'inchiesta. Tra il 1986 e il 1989, le vendite dell'industria comunitaria interessata sono aumentate soltanto del 9,3 %, contro un incremento del 15 % del consumo comunitario. Quanto al 1990 (dati estrapolati), si riscontra en calo del 28 % di queste vendite parallelamente al calo del consumo comunitario. I prezzi di queste vendite, progressivamente aumentati fino al 1989, hanno cominciato a diminuire nel 1990, dando luogo a risultati finanziari negativi durante il periodo dell'inchiesta. Va notato che l'industria comunitaria interessata aveva registrato risultati lievemente positivi nel 1988 e nel 1989.
Anche gli altri indicatori quali l'occupazione e il rendimento degli investimenti riflettono un deterioramento della situazione comunitaria a decorrere del 1989.
(34) In considerazione di quanto precede, al termine dell'esame preliminare la Commissione ha concluso che l'industria comunitaria interessata aveva subito un grave pregiudizio ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
G. NESSO DI CAUSALITÀ
I. Incidenza delle importazioni oggetto di dumping
(35) Nell'analizzare in quale misura il grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria fosse dovuto alle suddette pratiche di dumping, la Commissione ha constatato che la contrazione della quota di mercato subita dall'industria comunitaria coincideva esattamente nel tempo con l'incremento della quota di mercato degli esportatori indiani e cinesi.
(36) Nel 1990, la diminuzione dei prezzi delle importazioni ha esercitato sui prezzi nella Comunità una pressione verso il basso. L'industria comunitaria del settore si è vista costretta a vendere a prezzi inferiori al prezzo di costo, e nonostante questo ha continuato a perdere una quota rilevante del mercato, con un conseguente incremento dei costi di produzione che a sua volta ha provocato ulteriori perdite finanziarie. Pertanto, la Commissione ritiene che esista un nesso di causalità diretta tra il grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria e le vendite in sottoquotazione effettuate dagli esportatori indiani e cinesi sul mercato comunitario.
II. Incidenza di altri fattori
Per determinare se le importazioni provenienti dall'India e dalla Cina abbiano recato pregiudizio all'industria comunitaria, la Commissione si è chiesta se altri fattori potessero aver contribuito al pregiudizio subito da detta industria.
(37) A tale riguardo, la Commissione ha riscontrato che, tra il 1986 e il 1989, le importazioni provenienti da paesi diversi dall'India e dalla Cina sono aumentate, come il consumo comunitario, del 17 %, per poi subire, nel 1990 estrapolato, un calo del 51 % rispetto al 1989, più che proporzionale alla diminuzione del consumo comunitario. Ne consegue che le importazioni provenienti dall'India e dalla Cina sono ben lungi dall'aver registrato la stessa tendenza, in quanto tra il 1986 e il 1989 esse sono aumentate in misura meno che proporzionale al consumo comunitario.
(38) La quota di mercato dei paesi diversi dall'India e dalla Cina è diminuita dal 41,1 % nel 1986 al 28,6 % nel 1990 mentre, nello stesso periodo, quella dell'India e della Cina è passata dal 7,5 al 20,3 %.
(39) La Commissione, inoltre, ha osservato che i prezzi praticati dagli esportatori diversi da quelli indiani e cinesi sono aumentati del 15,5 % tra il 1986 e i primi otto mesi del 1990, contro una diminuzione media del 18,1 % per i prezzi delle esportazioni originarie dell'India e della Cina.
(40) Infine, la Commissione ha cercato di determinare se l'attività dei produttori comunitari non ricorrenti avesse eventualmente influito sul pregiudizio subito dall'industria ricorrente. Avendo constatato che, per i produttori non ricorrenti, l'acido ossalico costituiva soltanto una produzione marginale, che globalmente le loro vendite sul mercato comunitario stavano diminuendo e che uno di questi produttori vendeva quasi tutta la sua produzione all'altro produttore, che ha venduto sul mercato comunitario a prezzi nettamente superiori a quelli praticati dall'industria ricorrente, la Commissione ha concluso che l'attività di questi produttori non aveva potuto recare pregiudizio all'industria ricorrente.
(41) Di conseguenza, la Commissione ha concluso che il volume delle importazioni oggetto di dumping provenienti dall'India e dalla Cina e i prezzi di vendita del prodotto nella Comunità, presi singolarmente, devono essere considerati all'origine di un grave pregiudizio per l'industria comunitaria interessata.
H. INTERESSE COMUNITARIO
(42) La Commissione ritiene che la sopravvivenza dell'industria comunitaria del settore sia minacciata dal crollo della sua quota di mercato e dei suoi margini di utile, a meno che non si prendano misure appropriate per tutelarla dalle importazioni in dumping all'origine del grave pregiudizio da essa subito. Beninteso, l'istituzione di un dazio antidumping farà aumentare il prezzo dell'acido ossalico, ma occorre tener presente che, pur essendo a breve scadenza favorevole all'utente e al consumatore, un livello di prezzi così basso limiterà, a più lungo termine, la concorrenza e finirà col fare aumentare i prezzi. La diminuzione dei prezzi, infatti, deve scaturire da una concorrenza leale, e non essere il risultato di importazioni a prezzi di dumping.
(43) Nel caso della Cina, la Commissione ha tenuto conto del fatto che, nonostante l'impegno assunto, il paese ha continuato le pratiche di dumping, contribuendo al grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria e vanificando le misure di salvaguardia prese nei suoi confronti. Ciò lascia supporre che il semplice mantenimento delle misure in vigore aggraverebbe la situazione dell'industria comunitaria.
(44) La Commissione ritiene pertanto che sia nell'interesse della Comunità instaurare misure di salvaguardia sotto forma di dazi antidumping provvisori.
I. DAZIO PROVVISORIO
(45) Per determinare l'importo del dazio provvisorio, la Commissione ha confrontato i prezzi cif praticati nella Comunità dagli esportatori interessati con il prezzo ritenuto necessario per eliminare il pregiudizio, ottenuto aggiungendo ai costi dell'industria interessata un margine di utile del 10 %. Tale margine è stato determinato in base ad una ragionevole redditività degli investimenti effettuati.
(46) Il dazio cif adottato è pari al margine di dumping provvisoriamento stabilito, dato che la differenza tra il prezzo ritenuto necessario per l'industria comunitaria e i prezzi all'esportazione degli esportatori interessati era superiore.
Tale calcolo ha consentito di stabilire i seguenti dazi antidumping provvisori:
- India: il dazio è stato arrotondato al 6,5 %, date le differenze minime tra i margini di dumping constatati per ciascuna delle società esportatrici tra esse collegate - Cina: 20,3 %
(47) È opportuno stabilire un termine entro il quale le parti interessate possano rendere note le loro osservazioni per iscritto e chiedere un'audizione. Inoltre, occorre precisare che tutte le constatazioni fatte ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate per calcolare il dazio definitivo che la Commissione dovrà eventualmente proporre.
J. CHIUSURA DEL PROCEDIMENTO ANTIDUMPING NEI CONFRONTI DELLA CECOSLOVACCHIA
(48) Viste le conclusioni relative all'assenza di pratiche di dumping da parte della Cecoslovacchia e il comportamento dell'esportatore cecoslovacco, la Commissione ritiene di dover chiudere il procedimento di riesame senza istituire misure di salvaguardia,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di acido ossalico, corrispondente al codice NC ex 2917 11 00 e al codice Taric 2917 11 00 * 00, originario dell'India e della Cina.
2. L'importo del dazio, calcolato in base al prezzo franco frontiera comunitaria, dazi non corrisposti, è pari:
- al 6,5 % per le importazioni di acido ossalico originario dell'India,
- al 20,3 % per le importazioni di acido ossalico originario della Cina.
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità del prodotto di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
È chiuso il procedimento di riesame nei confronti della Cecoslovacchia.
Articolo 3
Salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni per iscritto e chiedere un'audizione alla Commissione entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Salvi gli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, il presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima di questa scadenza. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 29 maggio 1991.

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