Document ID: 32002R0495

Regolamento (CE) n. 495/2002 del Consiglio
del 18 marzo 2002
che abroga il regolamento (CE) n. 904/98 riguardante l'istituzione di un dazio antidumping definitivo sulle importazioni nella Comunità di telecopiatrici ad uso privato originarie della Repubblica popolare cinese, del Giappone, della Repubblica di Corea, della Malaysia, di Singapore, di Taiwan e della Thailandia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea(1), in particolare l'articolo 11, paragrafi 3 e 6,
vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
PROCEDIMENTO
1. Misure in vigore
(1) Con regolamento (CE) n. 904/98(2), il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di telecopiatrici ad uso privato classificabili al codice NC ex 8517 21 00 e originarie della Repubblica popolare cinese, del Giappone, della Repubblica di Corea, della Malaysia, di Singapore, di Taiwan e della Thailandia.
2. Prodotto in esame
(2) Il prodotto in esame, come definito nel regolamento (CE) n. 904/98, è costituito da telecopiatrici di peso uguale o inferiore a 5 chilogrammi, il cui corpo principale presenta dimensioni (larghezza, profondità, altezza) uguali o inferiori a 470 mm × 450 mm × 170 mm, ad eccezione delle telecopiatrici con tecniche di stampa a getto di inchiostro, laser o LED che, a causa delle loro differenti caratteristiche fisiche e tecniche, sono destinate ad un uso professionale anziché privato e che sono, in misura significativa, vendute attraverso canali di vendita diversi.
3. Inchiesta ai fini del riesame
(3) Il 1o luglio 2000 la Commissione ha avviato di propria iniziativa un riesame intermedio(3), ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 384/96 (il "regolamento di base"), delle misure antidumping in vigore nei confronti delle importazioni di telecopiatrici ad uso privato originarie della Repubblica popolare cinese, del Giappone, della Repubblica di Corea, della Malaysia, di Singapore, di Taiwan e della Thailandia.
(4) Nell'avviso di apertura la Commissione aveva invitato le parti interessate a presentare le proprie osservazioni in merito alla definizione del prodotto dal momento che, stando ad alcune indicazioni, erano mutate le circostanze e, in particolare, si erano verificati alcuni sviluppi a livello tecnico e tecnologico. Dopo aver ricevuto le osservazioni la Commissione ha pubblicato un secondo avviso(4) in cui proponeva di modificare la definizione del prodotto eliminando tutti i riferimenti riguardanti il peso e le dimensioni. È emerso che i criteri iniziali relativi al peso e alle dimensioni non erano più validi in quanto è relativamente facile per i produttori adattare i propri modelli, aumentando ad esempio le dimensioni del raccoglitore per fogli delle telecopiatrici ad uso privato fino a superare l'altezza massima fissata inizialmente.
(5) È stato inoltre esaminato se le cosiddette telecopiatrici a trasferimento termico e quelle a carta termica possano essere ancora considerate come un prodotto unico. A tal riguardo non è emersa alcuna differenza dal raffronto con l'inchiesta iniziale, la quale concludeva che "in termini di peso e dimensioni e nelle loro caratteristiche tecniche essenziali le telecopiatrici a trasferimento termico sono simili o identiche ai modelli a carta termica. Rispetto all'inchiesta iniziale, la tecnica di stampa usata nei due tipi di prodotti in questione rappresenta, dal punto di vista del consumatore, soltanto un elemento secondario". Tale aspetto della definizione del prodotto in questione è stato pertanto riconfermato dall'attuale inchiesta ai fini del riesame.
(6) Österreichische Philips Industrie GmbH ("Philips"), l'unico produttore comunitario che ha collaborato all'inchiesta, rappresentava nel corso del periodo dell'inchiesta oltre il 50 % della produzione comunitaria complessiva di telecopiatrici ad uso privato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 e dell'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento. Pertanto, come nell'inchiesta iniziale, tale produttore rappresenta l'industria comunitaria. Nessun altro produttore comunitario ha collaborato all'inchiesta. Tuttavia, un'affiliata di un produttore esportatore con sede in Giappone ha collaborato al procedimento in veste di importatore e si suppone che anche questa società collegata fabbrichi il prodotto in questione nella Comunità.
(7) La Commissione ha ufficialmente avvisato i produttori esportatori, gli importatori, le organizzazioni rappresentative di importatori o esportatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori, le organizzazioni rappresentative di consumatori e i produttori comunitari dell'apertura del riesame. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le proprie osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine fissato nell'avviso di apertura.
CHIUSURA DEL PROCEDIMENTO
(8) Nell'aprile 2001 Philips ha ufficialmente notificato alla Commissione la propria decisione di trasferire la maggior parte della sua capacità di produzione di telecopiatrici ad uso privato al di fuori della Comunità nel corso del 2001, per poi avviare il graduale smantellamento della restante capacità produttiva. Tale decisione riguarda le telecopiatrici ad uso privato a trasferimento termico. La produzione di telecopiatrici ad uso privato a carta termica rimarrà invece all'interno della Comunità nel corso della fase di progressivo smantellamento. Alla luce di tale decisione da parte dell'industria comunitaria è stato necessario valutare se, date le nuove circostanze, sia opportuno o meno interrompere le misure per salvaguardare l'interesse comunitario.
(9) Nel valutare gli aspetti del caso in questione riguardanti l'interesse comunitario, si è tenuto conto dei seguenti elementi: in base ai piani della Philips, la produzione, da parte dell'industria comunitaria, dei prodotti soggetti a misure antidumping dovrebbe cessare nel breve termine. Alla luce di tali circostanze, il mantenimento delle misure antidumping in questione non porterà alcun vantaggio in termini di protezione della produzione contro eventuali pratiche commerciali sleali. Pertanto, gli eventuali effetti negativi delle misure antidumping in questione saranno chiaramente sproporzionati. Inoltre, durante la fase di graduale smantellamento della produzione, il mantenimento delle misure antidumping nei confronti dei paesi interessati avvantaggerebbe in primo luogo le importazioni di telecopiatrici ad uso personale prodotte dalla Philips al di fuori della Comunità. Si ricorda inoltre che, stando alle informazioni disponibili, la quota di mercato delle telecopiatrici prodotte dalla Philips all'interno della Comunità si è ridotta notevolmente alla fine del 2001.
(10) Alla luce di quanto sopra, l'interesse comunitario impone di non mantenere le misure antidumping nei confronti delle importazioni di telecopiatrici ad uso personale originarie dei paesi in questione. L'industria comunitaria e le parti interessate sono stati debitamente informati ed hanno avuto l'opportunità di presentare le loro osservazioni.
(11) L'industria comunitaria ha osservato quanto segue: i risultati riguardanti il trasferimento della produzione riguardano fatti successivi rispetto al periodo dell'inchiesta, e non è stato compiuto alcuno sforzo per controllare la situazione dell'altra produzione comunitaria in seguito al periodo dell'inchiesta, sebbene un produttore degli altri paesi interessati abbia integrato la propria produzione nella Comunità. Appare pertanto opportuno analizzare i nuovi sviluppi prima di proporre l'interruzione delle misure.
(12) È stata valutata la situazione nel mercato comunitario durante il periodo dell'inchiesta. Inoltre, la Comunità può prendere in considerazione le informazioni riguardanti gli eventi verificatisi dopo il periodo dell'inchiesta a condizione che questi ultimi abbiano avuto un impatto significativo sulla situazione del mercato comunitario in relazione al prodotto in esame. La decisione dell'industria comunitaria di trasferire una parte consistente della propria produzione al di fuori della Comunità rappresenta un evento del genere. Nel corso del procedimento nessun altro produttore comunitario si è manifestato o ha fornito informazioni. Come accennato precedentemente, l'unico altro produttore presente all'interno della Comunità era collegato ad un produttore esportatore dal quale importava il prodotto in esame. La sua produzione non può pertanto essere considerata come industria comunitaria. Inoltre, va ricordato che la società che collaborava al procedimento in veste di importatore collegato ha effettivamente chiesto l'abrogazione delle misure.
(13) La Commissione conclude pertanto che il procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di telecopiatrici ad uso privato originarie della Repubblica popolare cinese, del Giappone, della Repubblica di Corea, della Malaysia, di Singapore, di Taiwan e della Thailandia debba essere chiuso senza l'imposizione di misure antidumping,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
È abrogato il regolamento (CE) n. 904/98 ed è chiuso il procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di telecopiatrici ad uso privato classificabili al codice NC ex 8517 21 00 e originarie della Repubblica popolare cinese, del Giappone, della Repubblica di Corea, della Malaysia, di Singapore, di Taiwan e della Thailandia.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 18 marzo 2002.

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