Document ID: 32006D0391

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 30 maggio 2006
che modifica la decisione 2006/346/CE che stabilisce alcune misure di protezione contro la peste suina classica in Germania
[notificata con il numero C(2006) 2058]
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2006/391/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l’articolo 10, paragrafo 4,
vista la direttiva 2001/89/CE del Consiglio, del 23 ottobre 2001, relativa a misure comunitarie di lotta contro la peste suina classica (2), in particolare l’articolo 11, paragrafo 1, lettera f),
vista la direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che stabilisce norme di polizia sanitaria per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l’introduzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano (3), in particolare l’articolo 4, paragrafo 3, primo comma,
considerando quanto segue:
(1)
a seguito del manifestarsi di focolai di peste suina classica in Germania, sono state immediatamente stabilite attorno a tali focolai zone di protezione e di sorveglianza, ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 2001/89/CE.
(2)
Inoltre, al fine di mantenere ed estendere le misure adottate dalla Germania in applicazione della direttiva 2001/89/CE, è stata adottata la decisione 2006/346/CE della Commissione, del 15 maggio 2006, che stabilisce alcune misure di protezione contro la peste suina classica in Germania e abroga la decisione 2006/274/CE (4).
(3)
Le disposizioni relative alla bollatura sanitaria delle carni fresche sono stabilite dal regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano (5). Tuttavia, a norma della direttiva 2001/89/CE del Consiglio, la bollatura sanitaria non può essere apposta sulle carni fresche di suini provenienti da un’azienda situata all’interno di una zona di sorveglianza.
(4)
Ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 3 della direttiva 2002/99/CE, la Germania ha presentato una domanda di deroga riguardante la bollatura sanitaria di cui alla direttiva 2001/89/CE e l’uso delle carni di suini provenienti da aziende situate nelle zone di sorveglianza stabilite nel Land Renania settentrionale-Vestfalia e macellati su autorizzazione specifica rilasciata dall’autorità competente.
(5)
In considerazione della situazione epidemiologica della peste suina classica nel Land Renania settentrionale-Vestfalia e della rapida propagazione di questa malattia, l’apposizione della bollatura sanitaria di cui al regolamento (CE) n. 854/2004 sulle carni fresche di suini provenienti da zone di sorveglianza situate in alcune aree della Renania settentrionale-Vestfalia conformemente alle condizioni e alle prove di cui alla presente decisione non dovrebbe modificare il rischio di propagazione della malattia. Si può anche considerare che la commercializzazione delle carni fresche senza trasformazione né trattamento conformemente a tali condizioni non dovrebbe avere effetti sulla protezione contro il rischio di propagazione della malattia.
(6)
In base alle informazioni comunicate dalla Germania, è opportuno rivedere le misure di protezione contro la peste suina classica in questo paese per quanto riguarda la durata di applicazione di tali misure nelle zone di protezione e di sorveglianza stabilite attorno ai focolari a norma della direttiva 2001/89/CE.
(7)
È inoltre necessario reintrodurre il divieto per gli Stati membri di spedire suini verso i macelli situati nelle aree del Land Renania settentrionale-Vestfalia nelle quali sono stati segnalati focolai di peste suina classica, divieto revocato dalla decisione 2006/346/CE.
(8)
La decisione 2006/346/CE va pertanto modificata di conseguenza.
(9)
Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute animale,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La decisione 2006/346/CE è così modificata:
1)
L’articolo 1 è sostituito dal seguente:
«Articolo 1
La Germania provvede affinché non vengano spediti suini verso altri Stati membri e paesi terzi:
a)
dalle areee elencate nell’allegato I;
b)
dalle aziende del suo territorio situate al di fuori delle aree elencate nell’allegato I, che abbiano ricevuto, dal 15 gennaio 2006, suini provenienti da un’azienda ubicata nella Renania settentrionale-Vestfalia.»
2)
È inserito il seguente articolo 3 bis:
«Articolo 3 bis
1. In deroga all’articolo 10, paragrafo 3, lettera f), quarto trattino della direttiva 2001/89/CE, la Germania è autorizzata, per le carni suine ottenute nei modi precisati al paragrafo 2:
a)
ad apporre la bollatura sanitaria di cui all’articolo 5, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 854/2004;
b)
a non sottoporre le carni fresche a trattamento successivo ulteriore secondo le disposizioni di cui all’articolo 4, paragrafo 1 della direttiva 2002/99/CE.
2. Fatte salve le disposizioni della direttiva 2001/89/CE, in particolare l’articolo 11, paragrafo 1, lettera f) e paragrafo 2, quando la Germania applica la deroga di cui al paragrafo 1, le carni sono ottenute da suini macellati entro 12 ore dal loro arrivo al macello e provenienti:
a)
da una zona di sorveglianza ubicata nelle aree elencate nell’allegato I, punto A della presente decisione, conformemente all’articolo 9, paragrafo 1 della direttiva 2001/89/CE, e attorno a una zona di protezione in cui:
i)
non sia stato individuato alcun focolaio di peste suina classica nel corso del periodo di 21 giorni precedente il trasferimento dei suini verso il macello e siano trascorsi almeno 21 giorni dalla prima operazione di pulizia e di disinfezione delle aziende infette;
ii)
siano stati effettuati, con risultati negativi, esami clinici per l’individuazione della peste suina classica in tutte le aziende di tali zone di protezione e di sorveglianza a seguito dell’individuazione di casi di peste suina classica;
b)
da un’azienda:
i)
che sia stata autorizzata dall’autorità competente a trasferire suini verso un macello designato;
ii)
che non abbia avuto alcun contatto con un’azienda infetta successivamente all’indagine epidemiologica;
iii)
che sia stata sottoposta a periodiche ispezioni di un veterinario a seguito dell’istituzione della zona di sorveglianza, ispezioni che abbiano riguardato tutti i suini detenuti dall’azienda;
iv)
nella quale tutti i suini siano stati sottoposti a esami clinici e di laboratorio a norma dei paragrafi 1, 3, 4 e 5 del capitolo IV, parte D dell’allegato della decisione 2002/106/CE.
3. La Germania provvede affinché il macello designato in applicazione dei paragrafi 1 e 2:
a)
sia situato nelle aree elencate nell’allegato I, punto A;
b)
non accetti lo stesso giorno suini destinati alla macellazione oltre a quelli di cui ai paragrafi 1 e 2.
4. La Germania provvede affinché i veicoli utilizzati per il trasporto dei suini di cui al paragrafo 2 siano puliti e disinfettati due volte dopo ogni trasporto.»
3)
È inserito il seguente articolo 4 bis:
«Articolo 4 bis
1. La Germania provvede affinché, per le carni suine di cui all’articolo 3 bis della presente decisione:
a)
sia rilasciato un certificato conformemente all’allegato del regolamento (CE) n. 599/2004 della Commissione, compilato dal veterinario ufficiale con l’attestato sanitario riportato nell’allegato III della presente decisione;
b)
il certificato di cui alla lettera a) accompagni dette carni suine.
2. La Germania provvede affinché alla Commissione e agli Stati membri siano comunicate le seguenti informazioni circa i suini di cui all’articolo 3 bis:
a)
prima della macellazione dei suini, il nome e l’ubicazione dei macelli designati per ricevere i suini destinati alla macellazione;
b)
dopo la macellazione dei suini, una relazione settimanale contenente informazioni su:
i)
il numero di suini macellati nei macelli designati;
ii)
il sistema di identificazione e i controlli dei movimenti applicati ai suini destinati alla macellazione a norma dell’articolo 11, paragrafo 1, lettera f) della direttiva 2001/89/CE.»
4)
L’articolo 5 è sostituito dal seguente:
«Articolo 5
1. La Germania provvede affinché:
a)
nelle aree elencate nell’allegato I, punto A, almeno i servizi forniti da persone a diretto contatto con i suini o i quali richiedano l’ingresso negli spazi destinati ai suini e l’uso di veicoli adibiti al trasporto di suini e di veicoli adibiti al trasporto di mangimi, letame o animali morti da e verso aziende suinicole siano limitati a tali zone e non condivisi con altre parti della Comunità;
b)
se le aree elencate nell’allegato I, punto A sono divise in zone definite in base al rischio, le disposizioni della lettera a) si applicano soltanto a queste zone;
c)
le persone e i veicoli di cui alla lettera a) possano fornire servizi al di fuori delle aree elencate nell’allegato I, punto A o delle zone a rischio, a condizione che i veicoli, le attrezzature e qualsiasi altro oggetto che possa trasmettere la malattia siano preliminarmente sottoposti ad un’accurata disinfezione e pulizia e non siano stati in contatto con suini o aziende suinicole per almeno tre giorni; si considerano avvenuti all’interno della zona definita o delle zone definite i contatti connessi ai trasporti effettuati a norma dell’articolo 2, paragrafo 2, lettera a);
d)
fatte salve le misure adottate in applicazione della direttiva 2001/89/CE nelle aziende suinicole situate nella zona di protezione di un focolaio confermato nel comune di Borken, nella Renania settentrionale-Vestfalia, sia attuato quanto prima il vuoto sanitario preventivo;
e)
nelle aree elencate nell’allegato I, punto A siano attuate misure di sorveglianza conformi ai principi di cui all’allegato II;
f)
le misure previste in caso di sospetto di presenza della peste suina classica nei suini di un’azienda siano applicate ove necessario, in conformità dell’articolo 4, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2001/89/CE;
g)
sia organizzata un’adeguata campagna d’informazione destinata agli allevatori di suini.
2. Le misure di cui al paragrafo 1, lettera d) sono adottate senza pregiudizio della decisione 90/424/CEE.»
5)
È inserito il seguente articolo 5 bis:
«Articolo 5 bis
Fatte salve le disposizioni della direttiva 2001/89/CE, in particolare degli articoli 10, paragrafo 4, e 11, paragrafo 3, la Germania provvede affinché nelle aree elencate nell’allegato I, punto A:
a)
le misure nelle zone di protezione e di sorveglianza continuino ad applicarsi fintanto che siano trascorsi almeno 40 giorni dal completamento delle operazioni preliminari di pulizia e di disinfezione delle aziende infette;
b)
i suini presenti in tutte le aziende situate nelle zone di sorveglianza siano sottoposti, oltre agli esami di cui all’articolo 11, paragrafo 3, lettera b), della direttiva 2001/89/CE, e prima che le misure di cui alla direttiva 2001/89/CE siano revocate nella zona di sorveglianza, agli esami clinici e di laboratorio effettuati a norma del capitolo IV, punto F, dell’allegato della decisione 2002/106/CE; questi esami non possono essere praticati prima che siano trascorsi 30 giorni dal completamento delle operazioni preliminari di pulizia e di disinfezione delle aziende infette.»
6)
L’articolo 6 è sostituito dal seguente:
«Articolo 6
Gli Stati membri diversi dalla Germania provvedono affinché:
a)
non siano spediti suini verso aziende o macelli situati nelle aree elencate nell’allegato I, punto A;
b)
nel loro territorio, le persone e i veicoli di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettera a), si conformino alle restrizioni specificate a tale lettera e forniscano soltanto servizi conformi a quanto disposto alla lettera c) di detto articolo.»
7)
L’allegato II della decisione 2006/346/CE è sostituito dall’allegato I della presente decisione.
8)
Il testo dell’allegato II della presente decisione è aggiunto come allegato III.
Articolo 2
Gli Stati membri modificano i provvedimenti applicati agli scambi per renderli conformi alla presente decisione e rendono immediatamente pubbliche nel modo adeguato le misure adottate. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 30 maggio 2006.

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