Document ID: 32012D0230

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 18 aprile 2012
recante proroga del periodo previsto dall’articolo 114, paragrafo 6, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea per quanto riguarda le disposizioni nazionali relative al tasso massimo ammissibile di cadmio nei concimi a norma dell’articolo 114, paragrafo 5, del TFUE
[notificata con il numero C(2012) 2461]
(Il testo in lingua svedese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2012/230/UE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 114, paragrafo 6,
considerando quanto segue:
I. FATTI
(1)
Il 17 ottobre 2011 il Regno di Svezia ha comunicato alla Commissione, a norma dell’articolo 114, paragrafo 5, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) la propria intenzione di introdurre disposizioni nazionali per ridurre il tasso di cadmio ammissibile nei fertilizzanti a base di fosforo a un livello massimo di 46 grammi di cadmio per tonnellata di fosforo (equivalente a 20 mg Cd/kg P2O5). Tali disposizioni derogherebbero al regolamento (CE) n. 2003/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, relativo ai concimi (1), e ridurrebbero il livello massimo di 100 grammi di cadmio per tonnellata di fosforo (equivalente a 44 mg Cd/kg P2O5) già accordato al Regno di Svezia in deroga al suddetto regolamento.
1. Articolo 114, paragrafi 5 e 6, del TFUE
(2)
L’articolo 114, paragrafi 5 e 6, del TFUE, stabilisce:
«5. […] Allorché, dopo l’adozione di una misura di armonizzazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio, da parte del Consiglio o da parte della Commissione, uno Stato membro ritenga necessario introdurre disposizioni nazionali fondate su nuove prove scientifiche inerenti alla protezione dell’ambiente o dell’ambiente di lavoro, giustificate da un problema specifico a detto Stato membro insorto dopo l’adozione della misura di armonizzazione, esso notifica le disposizioni previste alla Commissione precisando i motivi dell’introduzione delle stesse.
6. La Commissione, entro sei mesi dalle notifiche […], approva o respinge le disposizioni nazionali in questione dopo aver verificato se esse costituiscano o no uno strumento di discriminazione arbitraria o una restrizione dissimulata nel commercio tra gli Stati membri e se rappresentino o no un ostacolo al funzionamento del mercato interno.
In mancanza di decisione della Commissione entro detto periodo, le disposizioni nazionali di cui ai paragrafi […] 5 sono considerate approvate.
Se giustificato dalla complessità della questione e in assenza di pericolo per la salute umana, la Commissione può notificare allo Stato membro interessato che il periodo di cui al presente paragrafo può essere prolungato per un ulteriore periodo di massimo sei mesi.»
2. Legislazione UE
(3)
La direttiva 76/116/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1975, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai concimi (2), stabilisce le condizioni cui i concimi devono rispondere per poter essere immessi sul mercato con la denominazione di «concimi CE».
(4)
L’allegato I della direttiva 76/116/CEE stabilisce la denominazione del tipo e le corrispondenti prescrizioni, ad esempio riferite alla composizione, cui ogni concime deve rispondere per essere denominato «concime CE». Le denominazioni del tipo sono raggruppate in questo elenco in categorie, a seconda del contenuto di elementi fertilizzanti primari, cioè azoto, fosforo e potassio.
(5)
Secondo l’articolo 7 della direttiva 76/116/CEE (3) gli Stati membri non possono vietare, limitare o ostacolare, per motivi di composizione, di identificazione, di etichettatura e di imballaggio, l’immissione in commercio di concimi recanti l’indicazione «concime CE» conformi alle disposizioni della direttiva.
(6)
La decisione 2002/399/CE della Commissione, del 24 maggio 2002, sulle disposizioni nazionali notificate dal Regno di Svezia a norma dell’articolo 95, paragrafo 4, del trattato CE relative al tasso massimo ammissibile di cadmio nei concimi (4), ha accordato una deroga alla direttiva 76/116/CEE approvando le disposizioni svedesi che proibiscono di commercializzare sul mercato svedese concimi aventi un contenuto di cadmio superiore a 100 grammi per tonnellata di fosforo. Tale deroga era applicabile sino al 31 dicembre 2005.
(7)
La direttiva 76/116/CEE è stata sostituita dal regolamento (CE) n. 2003/2003 relativo ai concimi.
(8)
L’articolo 35, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2003/2003 stabilisce che le deroghe all’articolo 7 della direttiva 76/116/CEE, accordate dalla Commissione a norma dell’articolo 95, paragrafo 6, del trattato CE, sono considerate deroghe all’articolo 5 del regolamento stesso e continuano a produrre i propri effetti nonostante l’entrata in vigore del regolamento.
(9)
Il considerando 15 del regolamento (CE) n. 2003/2003 segnala che la Commissione intende studiare il problema della presenza non intenzionale di cadmio nei concimi minerali e redigerà all’occorrenza una proposta di regolamento da presentare al Parlamento europeo e al Consiglio. La Commissione ha svolto un approfondito lavoro di preparazione ma, a causa della complessità dei fattori da prendere in considerazione, non ha ancora adottato una proposta.
(10)
La deroga accordata alla Svezia era applicabile solo fino al 31 dicembre 2005, e la Svezia pertanto ne ha richiesto un’estensione nel giugno 2005. La decisione 2006/347/CE della Commissione, del 3 gennaio 2006, sulle disposizioni nazionali notificate dal Regno di Svezia ai sensi dell’articolo 95, paragrafo 4, del trattato CE relative al tasso massimo ammissibile di cadmio nei concimi (5), consente alle autorità svedesi di mantenere le disposizioni nazionali fino a che non verranno applicate a livello dell’UE disposizioni armonizzate relative al cadmio nei concimi.
3. Disposizioni nazionali
(11)
L’ordinanza sui prodotti chimici (trattamento, importazione e divieti di esportazione) (1998:944) (6) stabilisce tra l’altro il tasso massimo ammissibile di cadmio nei concimi, compresi i «concimi CE». La sezione 3, paragrafo 1, vieta la commercializzazione e il trasferimento di concimi classificati nella tariffa doganale ai numeri 25.10, 28.09, 28.35, 31.03 e 31.05 contenenti cadmio in concentrazioni superiori a 100 grammi per tonnellata di fosforo.
(12)
Le disposizioni nazionali previste notificate a norma dell’articolo 114, paragrafo 5, del TFUE ridurrebbero il tasso massimo ammissibile di cadmio nei fertilizzanti a base di fosforo dagli attuali 100 grammi per tonnellata di fosforo a 46 grammi per tonnellata di fosforo (46 mg Cd/kg P, equivalenti a 20 mg Cd/kg di P2O5).
II. PROCEDURA
(13)
Con lettera del 17 maggio 2011 il Regno di Svezia ha notificato alla Commissione, a norma dell’articolo 114, paragrafo 5, del TFUE, la richiesta di approvare l’introduzione di disposizioni nazionali finalizzate a ridurre il tasso di cadmio ammissibile nei fertilizzanti a base di fosforo portandolo a una concentrazione massima di 46 grammi per tonnellata di fosforo. Le autorità svedesi richiedono dunque di ridurre il tasso di cadmio consentito dalla deroga di cui alla decisione 2006/347/CE.
(14)
Con lettera del 17 ottobre 2011 le autorità svedesi hanno trasmesso alla Commissione informazioni supplementari rendendo disponibile il testo della legislazione nazionale vigente che tiene conto delle modifiche introdotte con le ordinanze 2008:255 e 2009:654 (7).
(15)
Con lettera del 14 novembre 2011 la Commissione ha informato le autorità svedesi che il periodo di sei mesi disposto dall’articolo 114, paragrafo 6, ha iniziato a decorrere il 18 ottobre 2011.
(16)
Con lettera del 17 ottobre 2011 la Commissione ha informato gli altri Stati membri della richiesta pervenuta dalla Svezia. La Commissione ha inoltre pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (8) un avviso riguardante la richiesta al fine di informare altri soggetti interessati in merito alle disposizioni nazionali che la Svezia intende adottare e alle motivazioni addotte. In risposta la Lituania ha appoggiato la richiesta della Svezia. La Commissione non ha ricevuto altre osservazioni.
III. VALUTAZIONE
1. Valutazione dell’ammissibilità
(17)
L’articolo 114, paragrafo 5, del TFUE riguarda i casi in cui disposizioni nazionali vengono notificate in relazione a una misura di armonizzazione dell’UE laddove tali disposizioni nazionali vengano introdotte dopo l’adozione e l’entrata in vigore della misura di armonizzazione e risultino con essa incompatibili. Le disposizioni nazionali sono state notificate in relazione al regolamento (CE) n. 2003/2003, adottato sulla base dell’ex articolo 95 del trattato CE e contenente le regole di armonizzazione relative a composizione, identificazione, etichettatura e imballaggio dei fertilizzanti CE. Secondo l’articolo 5 di tale regolamento non è consentito agli Stati membri introdurre ostacoli alla libera circolazione dei fertilizzanti in base a tali elementi.
(18)
L’articolo 114, paragrafo 5, del TFUE prescrive inoltre che la notifica delle disposizioni nazionali previste sia basata su nuove prove scientifiche riguardanti la protezione dell’ambiente o dell’ambiente di lavoro in base a un problema specifico allo Stato membro notificante insorto dopo l’adozione della misura di armonizzazione e sia accompagnata da una descrizione della motivazione dell’introduzione delle disposizioni nazionali previste.
(19)
A sostegno della richiesta di un più basso tasso ammissibile di cadmio nei concimi a base di fosforo le autorità svedesi hanno presentato una valutazione dei rischi nazionali e alcuni studi. Tale valutazione tiene conto della valutazione generale dei rischi del cadmio e dell’ossido di cadmio effettuata dall’UE nel 2007 a norma del regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio (9), del parere scientifico dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare sul cadmio negli alimenti (10) nonché di dati, nuovi e meno recenti, relativi alla valutazione dei rischi per la salute umana e per l’ambiente in Svezia derivanti dal cadmio nei concimi. La valutazione dei rischi effettuata dalla Svezia è pubblicata su Internet (11).
(20)
Secondo le autorità svedesi la nuova valutazione dei rischi evidenzia la necessità di ridurre l’esposizione al cadmio per proteggere la salute della popolazione svedese a lungo termine. L’esposizione dipende dall’assunzione di cadmio attraverso gli alimenti, principalmente dalle piante, ed è quindi necessario ridurre il rischio che comportano alti livelli di cadmio nelle coltivazioni. In Svezia i terreni coltivabili sono in genere più acidi che in Europa centrale, e questa particolare situazione aumenta la biodisponibilità del cadmio per le piante.
(21)
La riduzione del limite nazionale da 100 a 46 grammi di cadmio per tonnellata di fosforo è un provvedimento mirante a ridurre l’accumulo di cadmio nei terreni nonché i rischi per gli organismi acquatici che vivono in acque estremamente dolci quali quelle della Svezia.
(22)
Alla luce di quanto sopra la Commissione ritiene ammissibile la richiesta presentata dal Regno di Svezia al fine di ottenere che venga approvata la riduzione del tasso di cadmio nei fertilizzanti a un livello massimo di 46 grammi di cadmio per tonnellata di fosforo.
2. Ricorso all’articolo 114, paragrafo 6, terzo comma, del TFUE
2.1. Giustificazione basata sulla complessità della questione
(23)
A sostegno della propria richiesta la Svezia ha effettuato una nuova valutazione dei rischi, completata nel gennaio 2011, nella quale mette a confronto le concentrazioni prevedibili prive di effetti (PNEC) per organismi rappresentativi di vari comparti ambientali con le concentrazioni di cadmio nell’ambiente svedese. Nella notifica viene inoltre fatto riferimento ad alcuni studi resi disponibili nel quadro delle richieste precedenti presentate alla Commissione a norma dell’articolo 114, paragrafo 4, del trattato e alla valutazione UE dei rischi del cadmio e dell’ossido di cadmio.
(24)
La PNEC per le acque dolci dipende dalla loro durezza. Poiché le acque svedesi sono molto dolci il cadmio risulta tossico per gli organismi acquatici a concentrazioni più basse che in altre parti dell’Europa. Le autorità svedesi ritengono pertanto probabile che gli organismi acquatici nelle acque svedesi siano in genere più sensibili all’aumento delle concentrazioni di cadmio rispetto a quelli dell’Europa centrale e meridionale.
(25)
I risultati dei programmi di controllo sulle acque di superficie svedesi nel 2006 e nel 2009 mostrano che l’1 % circa dei laghi e il 7 % circa delle acque costiere presentano concentrazioni di cadmio superiori ai valori delle PNEC. Un riesame effettuato nel 2008 ha concluso che le misure di riduzione delle emissioni hanno portato a un abbattimento significativo della concentrazione di molti metalli negli organismi acquatici, ma la situazione risulta meno chiara per il cadmio. Una tendenza all’incremento degli effetti sul sistema immunitario nel pesce (blennio viviparo) durante gli ultimi anni sembra collegata all’aumento delle concentrazioni di cadmio nel pesce. Un’ulteriore relazione, presentata nel 2011, descrive le tendenze future del cadmio nei terreni coltivabili e nelle colture stimandone le concentrazioni nei prossimi cento anni. I risultati sono stati usati per un modello che descrive lo scenario peggiore e stima i rischi nei prossimi cento anni per gli organismi acquatici delle acque prossime ai campi fertilizzati.
(26)
Nella loro valutazione dei rischi le autorità svedesi concludono che ci potrebbe essere un aumento del rischio per gli organismi acquatici che vivono in acque molto dolci (con durezza inferiore a 5 mg CaCO3/l). Questo tuttavia è probabile solo per i piccoli torrenti con una bassa diluizione delle acque di drenaggio provenienti dai suoli agricoli. Le autorità svedesi non hanno individuato altri rischi per l’ambiente risultanti dall’uso di cadmio nei fertilizzanti.
(27)
Alla luce della complessità delle relazioni prodotte dall’introduzione di cadmio attraverso i fertilizzanti a base di fosforo, alla sua possibile accumulazione e ai rischi che questo comporta per l’ambiente - come già dimostrato durante la valutazione di analoghe richieste di deroga da parte di Austria, Finlandia, Repubblica ceca nonché di precedenti richieste della Svezia - la Commissione ha richiesto un parere del comitato scientifico dei rischi sanitari ed ambientali (CSRSA) in merito alla qualità complessiva della valutazione dei rischi effettuata dalla Svezia, a eventuali lacune significative, all’adeguatezza degli scenari oggetto dello studio e delle ipotesi così come ad affidabilità e validità delle conclusioni concernenti i rischi per l’ambiente individuati.
(28)
Il CSRSA ha reso il suo parere in data 27 febbraio 2012 (12) concludendo che la relazione sulla valutazione dei rischi preparata dalle autorità svedesi è di buona qualità scientifica e che in generale gli scenari oggetto di studio sono appropriati e la maggior parte dei valori dei parametri impiegati negli scenari risulta accettabile. Il comitato ritiene tuttavia che diverse affermazioni e/o ipotesi nella relazione non siano corroborate da prove sufficienti. Ad esempio le osservazioni fatte negli studi di controllo sui pesci presumono una relazione causa-effetto che non è dimostrata. Un esempio ulteriore è l’ipotesi, centrale per la valutazione dei rischi, che il fattore di diluizione da impiegare per calcolare la concentrazione di cadmio nelle acque di superficie dei ruscelli sia di 1/2. Non viene fornita nessuna prova o giustificazione a sostegno di questo fattore. Il CSRSA nota inoltre che per definire alcuni scenari sono state impiegate le peggiori condizioni prospettabili. I calcoli relativi all’applicazione di fosforo nei suoli agricoli impiegano ad esempio dosi di applicazione che sono in realtà valide per meno del 25 % dei suoli svedesi. I calcoli delle concentrazioni nelle acque superficiali dei ruscelli dopo il drenaggio appaiono problematici e i livelli proposti non corrispondono alle concentrazioni riportate in altri punti della relazione. Le PNEC impiegate nella valutazione dei rischi della Svezia peraltro sono quelle suggerite nella relazione di valutazione dei rischi dell’UE sul cadmio, e sono pertanto ritenute valide dal CSRSA. Il rapporto di caratterizzazione del rischio (RCR) presentato dipende dunque esclusivamente dalla valutazione dell’esposizione, ovvero dalle concentrazioni previste di cadmio nelle acque superficiali svedesi. Tali concentrazioni dipendono dal rapporto di diluzione suolo/torrente, non dimostrato. Il CSRSA non concorda inoltre con l’ipotesi che non vi sia assorbimento di cadmio nei suoli. Ciò accadrebbe solo nel caso di suoli altamente contaminati in cui non vi sia assorbimento netto in stato stazionario, condizione che non rispecchia la situazione svedese. La relazione svedese presuppone inoltre che non vi sia assorbimento nel suolo oltre i 30 cm, altra affermazione non verificata. Il CSRSA non concorda di conseguenza con i risultati presentati dalle autorità svedesi per quanto riguarda i ruscelli, che sono il solo comparto ambientale per il quale le autorità svedesi hanno identificato dei rischi.
(29)
Il CSRSA ricorda tuttavia la valutazione precedente del CSTEE nel 2002, che valutava improbabile l’aumento delle concentrazioni di cadmio nella maggior parte dei suoli europei a un limite di 46 mg Cd/kg P. Il CSRSA conferma che tale stima è ancora valida anche per i suoli agricoli svedesi, e nota che la derivazione era basata sul principio di mantenimento dello status quo, non su una valutazione dei rischi quale quella effettuata dalle autorità svedesi nella loro attuale giustificazione.
(30)
Sebbene nell’opinione del 27 febbraio 2012 il CSRSA ritenga buona la qualità scientifica della relazione di valutazione dei rischi prodotta dalle autorità svedesi e ritenga che essa contenga dati nuovi e pertinenti, restano incertezze su alcune ipotesi chiave utilizzate dalle autorità svedesi per concludere che esiste un rischio per gli organismi acquatici nei piccoli torrenti della Svezia. Sono necessari ulteriori chiarimenti da parte delle autorità svedesi perché la Commissione possa prendere una posizione definitiva.
2.2. Assenza di pericolo per la salute umana
(31)
Nella propria giustificazione, le autorità svedesi identificano rischi per gruppi sensibili della popolazione (diabetici, persone affette da osteoporosi o carenza di ferro). Tali rischi sono causati dall’esposizione a lungo termine al cadmio attraverso l’alimentazione. Non vi è pertanto un pericolo per la salute umana collegato alla decisione di prorogare per ulteriori sei mesi la valutazione della situazione della Svezia. Tale periodo supplementare consentirà alla Commissione di prendere in considerazione ulteriori chiarimenti forniti dalle autorità svedesi al fine di poter prendere una posizione definitiva.
(32)
In base a quanto detto sopra, la Commissione ritiene che le condizioni di cui all’articolo 114, paragrafo 6, terzo comma, siano soddisfatte e di potersi quindi avvalere della facoltà di prorogare il periodo di sei mesi di cui dispone per approvare o respingere le disposizioni nazionali notificate dalla Svezia.
IV CONCLUSIONI
(33)
Alla luce di quanto precede si può concludere che la richiesta del regno di Svezia di introdurre disposizioni nazionali in deroga al regolamento (CE) n. 2003/2003 è ammissibile.
(34)
Considerata tuttavia la complessità della questione e l’assenza di pericolo per la salute umana causato dall’adozione della presente decisione, la Commissione ritiene giustificato prorogare il periodo di cui all’articolo 114, paragrafo 6, primo comma, del TFUE fino al 18 ottobre 2012,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
A norma dell’articolo 114, paragrafo 6, terzo comma, del TFUE il periodo per approvare o respingere le disposizioni nazionali previste relative al cadmio nei concimi notificate dal regno di Svezia il 17 ottobre 2011 a norma dell’articolo 114, paragrafo 5, del TFUE è prorogato fino al 18 ottobre 2012.
Articolo 2
Il Regno di Svezia è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 18 aprile 2012

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