Document ID: 31997R1023

REGOLAMENTO (CE) N. 1023/97 DELLA COMMISSIONE del 6 giugno 1997 che impone un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di palette semplici di legno originarie della Polonia e che accetta gli impegni offerti da alcuni esportatori per quanto riguarda tali importazioni
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1), modificato dal regolamento (CE) n. 2331/96 (2), in particolare gli articoli 7 e 8,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
(1) Nel luglio 1995, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni di palette semplici di legno originarie della Polonia.
Il procedimento è stato avviato in seguito ad una denuncia presentata dall'impresa Anton Heggenstaller AR, Unterbernbach/Bayern, Germania, per conto della Fédération des fabricants de palettes et emballages en bois (FEFPEB), federazione rappresentante tutte le associazioni di produttori che ne fanno parte in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia e Regno Unito, nonché numerosi singoli produttori comunitari. La denuncia conteneva elementi di prova relativi a pratiche di dumping sul prodotto in questione originario della Polonia e al grave pregiudizio da esse derivante, considerati sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento.
(2) La Commissione ha ufficialmente informato i produttori, gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, nonché i rappresentanti del paese esportatore e i denunzianti, dell'apertura di un'inchiesta e ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di presentare osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite.
(3) Si è deciso di procedere ad un campionamento degli esportatori e dei produttori comunitari a causa del numero elevato di operatori economici interessati. La Commissione ha inviato questionari alle imprese selezionate per il campione di esportatori, agli esportatori che hanno chiesto un trattamento individuale, ad un importatore della Comunità collegato a detti esportatori e alle imprese selezionate per il campione di produttori comunitari.
(4) La Commissione ha verificato tutte le informazioni da essa ritenute necessarie ai fini delle risultanze preliminari e ha svolto inchieste presso le sedi di un certo numero di produttori nella Comunità e di produttori/esportatori in Polonia, nonché nella sede di un importatore della Comunità collegato a esportatori polacchi. I produttori/esportatori polacchi e l'importatore collegato della Comunità oggetto dell'esame sono elencati in appresso:
a) produttori/esportatori polacchi:
- PPHU Alpa, Spolka z o o, Dobrzyca,
- PPHiU Eldagran, Slawoborze,
- Intur-Kfs, Spolka z o o, Inowroclaw,
- ZPH Palettenwerk Kazimierz Kozik, Bystra Podhalanska,
- Paletex, Roman Panasiuk, Warszawa,
- PPHU Palimex, Spolka z o o, Wiloszakowice,
- RSP Rzecko, Choszczno,
- Sabelmar Import-Export, Konczyce Male,
- Tor-Pal, Spolka z o o, Kwidzyn,
- ZPPD, Zielona Gora;
b) importatore comunitario:
- Pallettenservice Brigitte Möncke, Amburgo, Germania.
(5) Data l'ampiezza della crisi dell'industria comunitaria accertata durante l'inchiesta relativa al pregiudizio, non è parso opportuno menzionare singolarmente le imprese del campione di produttori comunitari (considerandi 33 e 34) specificandone i nomi nel presente regolamento. Tale divulgazione avrebbe potuto danneggiare i rapporti commerciali da esse intrattenuti con clienti e fornitori.
(6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo dal 1° gennaio 1994 al 31 dicembre 1994 («periodo dell'inchiesta»). L'esame del pregiudizio riguarda il periodo dal 1° gennaio 1991 alla fine del periodo dell'inchiesta.
(7) Il pregiudizio arrecato all'industria comunitaria e il dumping praticato dagli esportatori polacchi sono stati determinati sulla base di dati raccolti sul territorio della Comunità inclusi i nuovi Stati membri, Austria, Finlandia e Svezia, precedente il 1° gennaio 1995, data della loro adesione. Infatti, visto che le eventuali misure sarebbero applicabili alle importazioni nella Comunità nel suo insieme, l'inchiesta deve anch'essa riguardare tutta la Comunità;
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(8) I prodotti in esame sono le palette di carico semplici di legno di cui al codice NC 4415 20 20. Si tratta di piattaforme portatili di legno utilizzate per la movimentazione, l'immagazzinamento e il trasporto di merci e materiali. Le palette semplici di legno sono fabbricate su misura o presentano specifiche standard, come la paletta-EUR, che costituisce il tipo standard principale per quanto riguarda i quantitativi commercializzati, e i vari tipi di palette-CP, segnatamente CP1, CP3 et CP5.
(9) È stato appurato che tutti i tipi di palette, venduti sul mercato polacco, esportati dalla Polonia verso la Comunità o prodotti dall'industria comunitaria, hanno un uso identico e che le loro caratteristiche materiali e tecniche di base sono identiche o estremamente simili. Di conseguenza, tutte queste palette sono state considerate prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento (CE) n. 384/96 (in appresso «regolamento di base»).
C. DUMPING
1. Campionamento
(10) Dato il numero elevato di produttori/esportatori polacchi che ha manifestato l'intenzione di collaborare al procedimento e che ha trasmesso informazioni sufficienti (56 imprese), la Commissione ha deciso di limitare l'inchiesta ad un numero adeguato di parti e ha selezionato un campione rappresentativo di otto imprese sulla base delle informazioni disponibili al momento della selezione e ai sensi dell'articolo 17 del regolamento di base. La selezione definitiva è stata effettuata su consultazione e con il consenso del denunziante, delle autorità polacche e degli esportatori polacchi che hanno collaborato.
Le otto imprese selezionate sono:
- PPHiU Eldagran, Slawoborze,
- Eurohandels, Spolka z o o, Szczecin,
- Intur-Kfs, Spolka z o o, Inowroclaw,
- Biuro Handlowe Jawar Export-Import, Trzebnica,
- ZPH Palettenwerk Kazimierz Kozik, Bystra Podhalanska,
- RSP Rzecko, Choszczno,
- Sabelmar Import-Export, Konczyce Male,
- ZPPD, Zielona Gora.
(11) Inoltre, due esportatori polacchi non inclusi nel campione hanno chiesto un trattamento individuale nell'ambito del procedimento. Ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 3 del regolamento di base, la Commissione ha accolto la richiesta visto che, in particolare, ai sensi dell'articolo 24 del regolamento (CE) n. 384/96 il procedimento non era soggetto ai termini previsti e quindi gli esami individuali non avrebbero impedito di completare in maniera tempestiva l'inchiesta. Le imprese che hanno ottenuto un trattamento individuale sono:
- PPHU Alpa, Spolka z o o, Dobrzyca,
- PPHU Palimex, Spolka z o o, Wloszakowice.
(12) Un esportatore polacco incluso nel campione non ha risposto al questionario. Un altro esportatore polacco, che non produceva palette né le vendeva sul mercato interno, ha risposto al questionario, ma i suoi fornitori, la cui cooperazione era necessaria per la determinazione del valore normale, hanno rifiutato di collaborare. Di conseguenza, la Commissione è stata costretta a non tener conto dei dati presentati dall'esportatore in questione.
(13) In tale contesto, la Commissione ha ritenuto opportuno aggiungere al campione iniziale altri due produttori per aumentare il carattere rappresentativo del campione sia in termini quantitativi che per quanto riguarda le condizioni del mercato interno polacco delle palette.
Le due nuove imprese selezionate sono:
- Paletex, Roman Panasiuk, Warszawa,
- TOR-PAL, Spolka z o o, Kwidzyn.
(14) Un certo numero delle imprese inserite nel campione ed alcune delle altre imprese che hanno collaborato sono membri dell'Associazione polacca dei produttori di palette-EUR ed hanno chiesto un trattamento distinto rispetto ai non associati sostenendo che la probabilità di pratiche antidumping era assai maggiore presso questi ultimi, in quanto piccoli produttori non organizzati.
(15) Tuttavia, l'inchiesta ha dimostrato che non esistono differenze significative tra i due gruppi di imprese, tali da giustificare un trattamento distinto.
2. Valore normale
(16) In generale, il valore normale ha dovuto essere costruito ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento di base visto che le vendite sul mercato interno non erano state effettuate in quantitativi sufficienti oppure nel corso di normali operazioni commerciali. Nel costruire il valore normale per un determinato tipo di paletta, le spese generali, amministrative e di vendita (spese GAV) realmente sostenute dal produttore interessato per quanto riguarda le vendite sul mercato interno di questo tipo o di altri tipi sono state utilizzate sempre e quando tali vendite erano state effettuate in quantitativi sufficienti. I profitti realizzati dal produttore interessato nel quadro delle vendite sul mercato interno di altri tipi sono stati utilizzati se queste vendite erano state effettuate in quantitativi sufficienti e nel corso di normali operazioni commerciali. Negli altri casi, l'importo delle spese GAV ed i profitti sono stati calcolati facendo riferimento alla media ponderata delle spese e dei profitti degli altri produttori oggetto dell'inchiesta per le vendite sul mercato interno dei tipi comparabili.
(17) Nel caso di un solo produttore è stato possibile basare il valore normale per tutti i tipi esportati verso la Comunità, sui prezzi realmente applicati sul mercato interno ad acquirenti indipendenti per le corrispondenti vendite dei tipi comparabili, visto che queste vendite erano state effettuate in quantitativi sufficienti e nel corso di normali operazioni commerciali.
(18) Per quanto riguarda un tipo esportato verso la Comunità dagli otto produttori oggetto dell'inchiesta, si è constatato che sei di questi produttori non hanno venduto un tipo comparabile sul mercato interno in quantitativi sufficienti oppure nel corso di normali operazioni commerciali. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento di base, il valore normale del tipo in questione per cinque delle sei imprese è stato determinato sulla base del prezzo medio ponderato degli altri due produttori oggetto dell'inchiesta che hanno venduto sul mercato interno il tipo in questione in quantitativi sufficienti e nel corso di normali operazioni commerciali. Per quanto riguarda la sesta impresa, il valore normale è stato costruito seguendo la metodologia citata al punto 16, visto che il prezzo medio ponderato degli altri due produttori risultava inferiore al costo di produzione dell'impresa per il tipo venduto su mercato interno in quantitativi sufficienti.
3. Prezzo all'esportazione
(19) In generale, il prezzo all'esportazione è stato determinato in base ai prezzi realmente pagati o pagabili per le palette vendute per l'esportazione a importatori indipendenti della Comunità.
(20) Un produttore ha venduto parte delle sue palette ad un'impresa non collegata con sede in Polonia che in seguito ha esportato il prodotto verso la Comunità. In considerazione del fatto che il produttore era consapevole della destinazione finale delle palette, queste ultime sono state considerate come vendute dal produttore in questione per l'esportazione verso la Comunità. Il prezzo all'esportazione per le vendite in oggetto è stato quindi determinato sulla base dei prezzi realmente pagati o pagabili dall'esportatore polacco non collegato al produttore oggetto dell'inchiesta.
(21) Due produttori hanno effettuato tutte le loro esportazioni verso la Comunità con lo stesso importatore collegato a prezzi considerati non attendibili. Di conseguenza, è stato deciso di costruire il prezzo all'esportazione di questi produttori in base ai prezzi ai quali i prodotti importati sono stati rivenduti per la prima volta ad un acquirente indipendente nella Comunità, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 9 del regolamento di base. Per stabilire un prezzo all'esportazione attendibile sono stati applicati adeguamenti per tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita da parte dell'importatore e per i profitti conseguiti. Il margine di profitto è stato stimato in riferimento al profitto di norma realizzato da un importatore indipendente nella Comunità.
4. Confronto
(22) La media ponderata del valore normale per tipo di paletta è stata messa a confronto con la media ponderata dei prezzi all'esportazione di tutte le transazioni di esportazione verso la Comunità per il tipo comparabile, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento di base. Il confronto è stato effettuato su base franco fabbrica e allo stesso stadio commerciale. Onde garantire un confronto equo, la Commissione ha tenuto conto, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento di base, delle differenze inerenti a vari fattori che, secondo quanto sostenuto e dimostrato, influivano sui prezzi e sulla comparabilità dei prezzi.
(23) Due produttori hanno chiesto un adeguamento per le differenze inerenti agli sconti. La Commissione non ha effettuato questo adeguamento visto che i produttori non sono stati in grado di dimostrare che gli sconti in questione erano stati realmente accordati o concordati.
(24) Numerose imprese hanno chiesto un adeguamento per le differenze relative allo stadio commerciale tra le vendite effettuate sul mercato d'esportazione e quelle sul mercato interno sulla base del fatto che nella Comunità esse vendevano esclusivamente a operatori commerciali mentre in Polonia vendevano esclusivamente o principalmente ad utilizzatori finali.
Per quanto riguarda uno dei due produttori per i quali il valore normale è stato basato sui prezzi da loro praticati sul mercato interno, la Commissione non ha effettuato adeguamenti per le differenze relative allo stadio commerciale visto che non è stato possibile accertare differenze costanti ed evidenti dei prezzi e delle funzioni dei venditori per i diversi stadi commerciali nel mercato interno. Per quanto riguarda tuttavia l'altro produttore, sebbene non sia stato possibile quantificare una differenza esistente nello stadio commerciale a causa dell'assenza di più di uno stadio nel mercato interno, è stato effettuato un adeguamento speciale. Per quanto riguarda i produttori per i quali si è dovuto costruire il valore normale, non è stato necessario alcun adeguamento per le differenze relative allo stadio commerciale, in quanto il valore normale era stato determinato allo stadio commerciale delle vendite per l'esportazione.
(25) Per quanto riguarda la conversione delle fatture di esportazione - espresse in valuta comunitaria (principalmente DEM) - in valuta polacca (Zloty), quattro produttori hanno chiesto di utilizzare il tasso di cambio vigente sessanta giorni dopo la data della fattura invece del tasso di cambio della data della fattura. A sostegno di questa richiesta le imprese hanno fatto riferimento all'articolo 2, paragrafo 10, lettera j) del regolamento di base e alla continua svalutazione dello Zloty durante il periodo dell'inchiesta. La Commissione non ha effettuato l'adeguamento visto che l'obiettivo dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera j) è quello di concedere agli esportatori tempo per modificare i loro prezzi all'esportazione in funzione di sensibili variazioni dei cambi. Di conseguenza, questo articolo non prevede un adeguamento per le variazioni dei cambi che si verificano dopo la data della vendita.
5. Margini di dumping
a) Produttori del campione che hanno collaborato
(26) Il confronto di cui al punto 22 indica l'esistenza di pratiche di dumping per sei produttori. Per due produttori non è stato accertato alcun dumping. I margini di dumping provvisori per gli otto produttori, espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, sono i seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
b) Produttori cui è stato applicato un trattamento individuale
(27) Il confronto succitato dimostra l'esistenza di dumping per quanto riguarda i due produttori cui è stato applicato un trattamento individuale (PPHU Alpa, Spolka z o o, Dobrzyca e PPHU Palimex, Spolza z o o, Wloszakowice). I due produttori sono indirettamente collegati attraverso lo stesso importatore collegato e di conseguenza ad essi è stato attribuito un unico margine di dumping per eliminare la possibilità che in futuro le esportazioni verso la Comunità vengano effettuate attraverso l'impresa alla quale fosse stato applicato il margine di dumping inferiore. Questo unico margine di dumping è stato determinato sulla base della media ponderata dei margini di dumping individuali dei produttori ed è pari al 6,3 %.
c) Produttori non inseriti nel campione che hanno collaborato
(28) Per determinare il margine di dumping da applicare ai produttori polacchi non inclusi nel campione che hanno collaborato, la Commissione ha calcolato un margine di dumping medio ponderato per i produttori del campione, come indicato all'articolo 9, paragrafo 6 del regolamento di base.
(29) Ai fini del calcolo, non si è tenuto conto dei margini minimi e dei margini stabiliti sulla base dei dati disponibili, ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 6 del regolamento di base.
(30) Il calcolo ha dato un margine di dumping medio ponderato del 6,3 %.
d) Imprese che non hanno collaborato
(31) Per i due esportatori inseriti nel campione che non hanno collaborato all'inchiesta e per gli altri produttori polacchi che non hanno collaborato, i margini di dumping provvisori hanno dovuto essere determinati sulla base dei dati disponibili. A tal fine è stato utilizzato il margine di dumping più elevato accertato per i produttori soggetti all'inchiesta, ossia il 10,6 %. Infatti, ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 6 del regolamento di base, costituirebbe un premio all'omessa collaborazione, nonostante la parte considerevole delle esportazioni totali dalla Polonia verso la Comunità proveniente dai produttori che hanno collaborato, presumere che il margine di dumping attribuibile alle imprese che non hanno collaborato o che non si sono manifestate sia inferiore al margine più elevato accertato per un produttore che ha collaborato.
D. INDUSTRIA COMUNITARIA
1. Definizione
(32) I produttori comunitari che hanno appoggiato la denuncia nel quadro del presente procedimento realizzano una parte maggioritaria della produzione comunitaria totale del prodotto in questione, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 e dell'articolo 5, paragrafo 4 del regolamento di base.
Secondo un importatore, numerosi produttori della Comunità importavano dalla Polonia le palette presuntivamente oggetto di dumping. L'inchiesta tuttavia ha dimostrato che i quantitativi di palette importate dalla Polonia da alcuni produttori comunitari erano relativamente ridotti rispetto al volume della produzione di questi produttori il cui interesse principale si concentrava chiaramente sulla produzione di palette nella Comunità. Le limitate importazioni in questione costituivano una reazione di difesa contro le importazioni a basso prezzo dalla Polonia.
Di conseguenza, non sarebbe giustificato escludere i produttori che importano palette dalla Polonia dalla stima dell'industria comunitaria. I produttori comunitari che hanno appoggiato la denuncia rappresentano quindi l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento di base.
2. Campionamento
(33) Dato il gran numero di imprese che hanno appoggiato la denuncia, situate principalmente in Francia, in Germania, in Italia, nei Paesi Bassi, in Svezia, nel Regno Unito e in Portogallo, è stata adottata la seguente impostazione: in primo luogo sono stati individuati come rappresentativi di tutto il mercato comunitario i mercati francese, italiano, olandese e tedesco. Infatti questi (in appresso «mercati selezionati») rappresentano complessivamente la grande maggioranza del totale della produzione comunitaria e del totale delle importazioni comunitarie dalla Polonia del prodotto interessato, ossia oltre il 70 % del totale della produzione e oltre l'85 % del totale delle importazioni dalla Polonia.
(34) Successivamente, ai sensi dell'articolo 17 del regolamento di base, l'inchiesta relativa alla situazione dei produttori dell'industria comunitaria aventi sede nei mercati selezionati è stata limitata ad alcuni di essi attraverso il campionamento.
Il campione di produttori selezionato (in appresso «il campione») copre un volume rappresentativo della produzione e delle vendite dell'industria comunitaria che la Commissione ha ritenuto possibile esaminare entro un periodo di tempo ragionevole. Il campione è formato da nove produttori con sede nei mercati selezionati, scelti tra quelli che hanno appoggiato la denuncia.
Tre produttori sono stati selezionati in Germania e due in ciascuno degli altri tre mercati selezionati. La selezione è stata effettuata sulla base del fatturato, dell'ubicazione geografica nell'insieme dei quattro Stati membri e in ciascuno di essi, e della gamma di prodotti.
Ai sensi dell'articolo 17 del regolamento di base, tutte le parti interessate sono state informate della selezione e non hanno sollevato obiezioni.
E. PREGIUDIZIO
(35) Sulla base della definizione dell'industria comunitaria e del campione di cui ai punti precedenti, il pregiudizio ai sensi dell'articolo 3, paragrafi 2, 3 e 5 del regolamento di base è stato accertato sulla base di due categorie di informazioni: la prima categoria riguarda la situazione dell'industria comunitaria e delle vendite in questione, la quota di mercato, la produzione, la capacità, l'utilizzazione degli impianti e gli indicatori di occupazione. Le informazioni pertinenti sono state raccolte e verificate presso le associazioni nazionali del settore delle palette e le autorità degli Stati membri. La seconda categoria di dati riguarda gli indicatori del pregiudizio connessi con i risultati delle singole imprese del campione, la loro redditività, l'evoluzione dei prezzi, la sottoquotazione e le vendite sotto costo. I dati pertinenti forniti dal campione sono stati verificati sulla base delle informazioni ottenute dalle autorità degli Stati membri e dalle associazioni nazionali del settore.
Per la determinazione dei fattori di pregiudizio relativi all'industria comunitaria non si è tenuto conto delle importazioni di palette polacche effettuate da produttori comunitari.
1. Consumo comunitario
(36) Il consumo totale della Comunità è stato determinato sommando le importazioni totali di palette nella Comunità alle vendite totali di palette fabbricate nella Comunità e sottraendo il totale delle esportazioni comunitarie di palette verso i paesi terzi. Dal 1991 al 1994, il consumo, in tonnellate, è stato stabile, mantenendosi a circa 5 200 000 t.
2. Volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping
(37) Dal 1991 alla fine del periodo dell'inchiesta il volume delle importazioni dalla Polonia è passato da 297 000 t a 557 000 t, con un aumento pari all'87 %.
(38) Per quanto riguarda la quota di mercato, la Commissione ha stabilito che la quota del mercato comunitario delle importazioni polacche oggetto di dumping è aumentata dal 5,7 % al 10,6 %, ossia dell'86 %.
3. Livello e confronto dei prezzi nella Comunità
a) Prezzo medio delle importazioni polacche oggetto di dumping
(39) Il prezzo medio all'importazione delle palette polacche per tonnellata su base globale, ossia per tutti i diversi modelli di palette importate, calcolato sulla base delle statistiche Eurostat relative alle importazioni, è calcolato da 212 ECU nel 1991 a 157 ECU durante il periodo dell'inchiesta, ossia del 26 %.
(40) Il prezzo cif medio per tonnellata per il periodo dell'inchiesta, calcolato sulla base dei dati presentati dagli esportatori polacchi del campione che hanno collaborato, è risultato pari a 158 ECU per tonnellata e quindi in linea con il prezzo medio all'importazione determinato per tutte le importazioni polacche.
b) Evoluzione dei prezzi dell'industria comunitaria
(41) È stato accertato che l'evoluzione globale dei prezzi di tutti i tipi di palette venduti dal campione nella Comunità tra il 1991 e la fine del periodo dell'inchiesta indicava un calo del 7,5 %.
(42) Inoltre, è stata esaminata l'evoluzione dei prezzi applicati dal campione sui mercati selezionati, sui quali le importazioni polacche erano particolarmente presenti. Questa analisi è stata effettuata per i modelli di palette che rappresentano la maggioranza delle importazioni polacche e delle vendite del campione nella Comunità, ossia le palette EUR e le palette di tipo CP1, CP3 e CP5. L'analisi ha dimostrato che durante il periodo succitato, i prezzi del campione sono scesi di oltre il 15 %.
c) Sottoquotazione
(43) I prezzi di rivendita ad acquirenti indipendenti della Comunità applicati agli esportatori polacchi oggetto dell'inchiesta sono stati messi a confronto con i prezzi applicati dal campione per modelli identici, nei mercati selezionati e allo stesso stadio commerciale.
I modelli identici messi a confronto erano le palette di tipo EUR e di tipo CP1, CP3 e CP5.
(44) Le vendite dei tipi di palette succitati rappresentavano la maggior parte del fatturato totale del campione durante il periodo dell'inchiesta. È stato inoltre accertato che i modelli indicati erano anche ampiamente rappresentativi del fatturato globale delle esportazioni verso la Comunità effettuate dagli esportatori polacchi oggetto dell'inchiesta durante lo stesso periodo.
(45) Su tale base, per gli esportatori polacchi succitati sono stati determinati margini medi di sottoquotazione dal 2 % al 31 %. Il margine di sottoquotazione medio ponderato, espresso come percentuale del prezzo di rivendita del campione, si situa attorno al 14 %.
4. Situazione dell'industria comunitaria
a) Vendite
(46) Le vendite dell'industria comunitaria dal 1991 al periodo dell'inchiesta sono scese del 7 % per quanto riguarda il volume, ossia da 2 921 000 t circa a 2 716 000 t.
b) Quota di mercato
(47) A causa del succitato calo delle vendite, la quota di mercato dell'industria comunitaria è scesa dal 55,8 % nel 1991 al 51,6 % nel 1994, ossia del 7,5 %.
c) Produzione, capacità e utilizzazione degli impianti
(48) Tra il 1991 e il periodo dell'inchiesta, la produzione dell'industria comunitaria è scesa del 6,6 %, da 2 861 000 t a 2 674 000 t.
Durante lo stesso periodo la capacità totale dell'industria comunitaria è rimasta stabile a circa 3 100 000 t. Tuttavia l'utilizzazione degli impianti dell'industria comunitaria è scesa di oltre cinque punti percentuali, dal 91 % all'86 %.
d) Occupazione
(49) Tra il 1991 e il 1994, il numero di persone occupate dall'industria comunitaria è calato di 2 800 unità, ossia del 14 %. È stato inoltre accertato che durante lo stesso periodo più di 100 piccole e medie imprese del settore hanno chiuso nella Comunità.
e) Redditività
(50) Il profitto medio sulle vendite per il prodotto in esame è sceso dall'1,5 % del fatturato nel 1991 a perdite del 2,9 % durante il periodo dell'inchiesta.
5. Conclusioni relative al pregiudizio
(51) Tutti i fattori relativi al pregiudizio hanno registrato un deterioramento durante l'intero periodo in esame. In particolare è stato accertato che l'industria comunitaria ha registrato un calo dei prezzi di vendita e perdite finanziarie. Si giunge a questa conclusione nonostante il fatto che alcuni fattori relativi al pregiudizio, come le vendite, siano migliorati dal 1993 fino al periodo dell'inchiesta. Questo miglioramento va visto peraltro alla luce di una ripresa del mercato del 9 % durante lo stesso periodo.
(52) Sebbene l'industria comunitaria abbia abbassato in misura significativa i prezzi, dal 1991 al 1994, in un mercato in stagnazione, essa ha perso parte della sua quota di mercato mentre parallelamente quella degli esportatori polacchi è aumentata ininterrottamente.
La produzione dell'industria comunitaria, nonché il volume delle vendite e l'utilizzazione degli impianti, sono anch'essi diminuiti. L'occupazione risulta aver subito un forte calo e la diminuita redditività, combinata con una perdita sulle vendite, ha avuto effetti negativi sul flusso di cassa e sulla capacità dell'industria comunitaria di trovare capitali.
(53) L'analisi dei fattori relativi al pregiudizio indica che l'industria comunitaria ha subito un grave pregiudizio durante il periodo considerato.
F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
(54) La Commissione ha esaminato se il grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria sia stato provocato dalle importazioni polacche oggetto di dumping oppure se altri fattori abbiano provocato o contribuito a provocare tale pregiudizio, per evitare di attribuire alle importazioni oggetto di dumping in questione il pregiudizio eventualmente provocato da altri fattori.
Gli altri fattori che possono avere inciso sulla situazione dell'industria comunitaria sono la concorrenza di altri produttori della Comunità, le importazioni originarie di altri paesi terzi e il contesto economico, in particolare una possibile contrazione della domanda, durante tutto il periodo cui si riferisce l'inchiesta.
1. Impatto delle importazioni oggetto di dumping
(55) È stato accertato che le palette prodotte nella Comunità e quelle importate dalla Polonia sono in concorrenza diretta sul mercato comunitario. La concorrenza si verifica essenzialmente a livello del prezzo, visto che le palette presentano essenzialmente specifiche standard e che non esistono differenze significative per quanto riguarda la qualità tra le palette importate e quelle prodotte nella Comunità. I due prodotti sono destinati agli stessi acquirenti e sono venduti utilizzando canali di vendita simili su tutto il mercato comunitario. Di conseguenza, nel quadro di un mercato così trasparente, la presenza di importazioni a basso prezzo oggetto di dumping ha avuto un impatto negativo diretto sulla situazione dell'industria comunitaria durante il periodo considerato.
(56) Come emerge dalle suesposte risultanze relative al pregiudizio, il deterioramento della situazione dell'industria comunitaria per quanto riguarda le vendite, la produzione, la quota di mercato, l'occupazione e la redditività coincide con l'aumento del volume delle importazioni polacche a prezzi bassi, notevolmente inferiori rispetto a quelli dell'industria comunitaria.
(57) Per illustrare l'impatto delle importazioni polacche oggetto di dumping e il pregiudizio subito dall'industria comunitaria, la Commissione ha analizzato separatamente, a livello globale, gli indicatori relativi al pregiudizio pertinenti all'industria comunitaria nei mercati selezionati, in cui le palette polacche a basso prezzo erano maggiormente presenti.
In questi mercati, è stato appurato che le importazioni originarie della Polonia sono aumentate dell'88 % dal 1991 al 1994, mentre l'industria comunitaria ha preso il 12 % della sua quota di mercato, il volume delle sue vendite è calato dell'11 %, la sua produzione del 12 %, l'utilizzazione degli impianti del 9 % e l'occupazione del 22 %.
(58) Il livello di deterioramento della situazione economica dell'industria comunitaria nei mercati selezionati è ancora più forte di quello constatato in questa industria per quanto concerne tutto il mercato comunitario. Questa conclusione è corroborata dalla superiore erosione dei prezzi subita in quei mercati dall'industria comunitaria, come descritto al considerando 42.
(59) Inoltre, l'analisi dei risultati degli esportatori polacchi e dell'industria comunitaria su tutto il mercato comunitario, durante il calo del consumo nel 1993 o la ripresa nel 1994, indica che le importazioni oggetto di dumping originarie della Polonia hanno avuto un'incidenza negativa costante e grave sull'industria comunitaria.
(60) In effetti, nonostante un calo del consumo superiore al 5 % nel 1993 rispetto al 1992, il volume delle importazioni dalla Polonia è aumentata dell'8 % e la relativa quota di mercato di due punti percentuali, mentre il prezzo medio delle importazioni polacche è sceso del 12 %. Durante lo stesso periodo le vendite e la produzione dell'industria comunitaria sono scese del 3 % nonostante un calo dei prezzi medi di vendita dell'8 %. Questo contesto ha provocato un ulteriore aggravamento della situazione finanziaria dell'industria comunitaria come indicato dai risultati negativi registrati nel 1993 (perdite del 2,7 % sul fatturato).
(61) Nel 1994 (periodo dell'inchiesta) nonostante un aumento del 9 % del consumo rispetto al 1993, le vendite dell'industria comunitaria sono aumentate solo del 5 %, provocando un'ulteriore perdita della quota di mercato del 2 % e risultati finanziari negativi nonostante un aumento del prezzo di vendita del 4 %. Contemporaneamente, gli esportatori polacchi hanno continuato a ridurre i loro prezzi di vendita, aumentando in tal modo le loro vendite del 34 % e la loro quota di mercato del 39 %.
(62) Le conclusioni dell'analisi dettagliata suesposta e il nesso causale tra il grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria e le importazioni polacche oggetto di dumping sono corroborati dalle risultanze relative alla situazione dell'industria comunitaria nei mercati selezionati, nei quali l'incidenza negativa delle importazioni polacche oggetto di dumping è più forte.
2. Altri fattori
a) Situazione degli altri produttori della Comunità
(63) L'analisi della situazione degli altri produttori della Comunità ha dimostrato che, durante il periodo dell'inchiesta sul pregiudizio, l'andamento dei fattori relativi al pregiudizio per questi produttori è stato negativo dal 1992 fino al periodo dell'inchiesta: la loro quota di mercato è calata dal 34,7 % al 33,3 % ossia del 4 %, l'occupazione è calata del 5 % e l'utilizzazione degli impianti del 4 %.
Dalle informazioni disponibili non si può dedurre che gli altri produttori della Comunità utilizzino tecnologie più sviluppate o più efficienti rispetto al resto dell'industria delle palette. Di conseguenza, visto che le eventuali differenze tra i risultati produttivi dei produttori comunitari denunzianti e di quelli non denunzianti sono estremamente limitate, il pregiudizio subito dai produttori denunzianti non può essere il risultato della loro insufficiente efficienza in termini di costi o di produzione.
Tuttavia, in genere, gli altri produttori non si limitano alla fabbricazione delle palette, ma hanno un'attività commerciale diversificata (ad esempio legname ed altre merci collegate, palette lavorate, ecc.), cosa che spiega la loro situazione leggermente migliore rispetto a quella dei produttori denunzianti durante il periodo dell'inchiesta.
(64) Va sottolineato che le palette vendute da gran parte degli altri produttori della Comunità sono destinate ad acquirenti locali che ordinano piccoli quantitativi di merce, mentre i produttori denunzianti in genere riforniscono acquirenti che ordinano grandi quantitativi di palette. Di conseguenza, la concorrenza tra i due gruppi di produttori comunitari era piuttosto limitata. L'andamento negativo degli indicatori del pregiudizio per gli altri produttori comunitari corrobora quindi la conclusione che anch'essi hanno subito l'effetto negativo delle importazioni polacche oggetto di dumping.
b) Altre importazioni nella Comunità
(65) Dal 1991 al periodo dell'inchiesta, le altre importazioni nella Comunità, in particolare quelle dall'Ungheria, dalla Repubblica ceca e dalla Slovacchia, che rappresentano in totale il 75 % di tutte le altre importazioni di palette nella Comunità, sono scese del 33 %. Il loro prezzo medio all'importazione si è mantenuto alquanto stabile e la diminuzione della loro quota di mercato, da 6 punti percentuali nel 1991 a 4 punti percentuali durante il periodo dell'inchiesta, ha avvantaggiato esclusivamente gli esportatori polacchi. Di conseguenza il loro eventuale impatto sull'industria comunitaria è stato estremamente limitato.
c) Contesto economico
(66) L'inchiesta ha dimostrato che la recessione generale nella Comunità ha provocato anche una contrazione del mercato delle palette, principalmente nel 1993 come indica l'andamento del consumo delle palette sul mercato comunitario. Tuttavia, dato il suo carattere generale, questa situazione avrebbe dovuto influire su tutti gli operatori economici in maniera analoga. Dall'analisi suesposta risulta invece che ciò non si è verificato per quanto riguarda l'incidenza sulle importazioni polacche nel mercato comunitario, che sono aumentate, e sulle vendite dell'industria comunitaria, che sono calate.
(67) In effetti, i risultati dell'inchiesta sul pregiudizio indicano che durante tutto il periodo dell'inchiesta le importazioni polacche hanno avuto un'incidenza negativa sulla situazione dell'industria comunitaria, sia durante la recessione che in seguito, quando gli effetti della crisi sono praticamente scomparsi durante il 1994.
Infatti, nonostante una notevole ripresa del mercato nel 1994 rispetto all'anno precedente, la situazione generale dell'industria comunitaria è peggiorata a causa dell'aumento del volume delle importazioni e del basso livello dei prezzi polacchi che, contrariamente all'andamento generale, sono calati ulteriormente in questo periodo impedendo la ripresa dell'industria comunitaria.
Di conseguenza, anche se la recessione nella Comunità può aver indebolito l'industria comunitaria e tutti gli altri operatori economici, tuttavia le importazioni polacche hanno chiaramente impedito una ripresa durante il miglioramento generale iniziato nel 1994.
3. Conclusioni sul nesso causale
(68) Visto che le palette sono tecnicamente un prodotto semplice e che le palette esportate verso la Comunità originarie della Polonia e quelle prodotte dall'industria comunitaria e vendute sul mercato comunitario sono prodotti simili venduti attraverso canali di vendita simili nella Comunità, la Commissione ritiene che le importazioni in dumping di palette polacche abbiano avuto un'incidenza negativa su tutto il mercato comunitario.
Questa incidenza è stata potenziata dal fatto che il mercato delle palette è trasparente e che quindi i prezzi bassi sono perfettamente noti agli acquirenti tradizionali e a quelli potenziali dei produttori comunitari e degli esportatori polacchi.
(69) Per questi motivi e sulla base dell'analisi dettagliata esposta nei punti precedenti, la Commissione conclude che le importazioni polacche oggetto di dumping hanno provocato un grave pregiudizio all'industria comunitaria.
G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Osservazioni generali
(70) Nonostante le informazioni limitate presentate dalle parti interessate o altrimenti ottenute dalla Commissione, è stata effettuata una valutazione di tutti i vari interessi degli operatori economici della Comunità. A tal fine, ai sensi dell'articolo 21 del regolamento di base, la Commissione ha esaminato a titolo provvisorio se, nonostante il pregiudizio accertato, provocato dalle importazioni oggetto di dumping, fosse possibile concludere chiaramente che l'applicazione di misure antidumping provvisorie non era nell'interesse della Comunità.
A tal fine la Commissione ha esaminato l'impatto di eventuali misure e le conseguenze che si avrebbero qualora non fosse adottata nessuna misura.
2. Conseguenze per l'industria comunitaria
(71) La Commissione ha accertato che l'industria comunitaria, pur essendo competitiva e globalmente efficiente, ha registrato durante il periodo in esame un deterioramento della sua situazione economica, come indicato chiaramente dalle vendite sottoconto e dal calo dei prezzi e dalle perdite finanziarie subite.
(72) In assenza di misure, è certo che la situazione di numerosi produttori comunitari, principalmente piccole e medie imprese, peggiorerebbe ulteriormente e che alcune imprese dovrebbero chiudere. Questa previsione è avvalorata dal numero di imprese costrette a chiudere di recente, come indicato al considerando 49. Tale evoluzione provocherebbe un calo della concorrenza e dell'occupazione nel mercato comunitario.
3. Effetti sull'industria a monte
(73) L'industria del legname, fornitrice della materia prima principale per la produzione delle palette, dipende in larga misura dalle vendite all'industria delle palette. La parziale scomparsa di quest'ultima avrebbe quindi una notevole incidenza negativa per quanto riguarda la redditività e l'occupazione su tutta l'industria del legname, che dunque, qualora non venissero adottate misure, subirebbe anch'essa gli effetti negativi delle importazioni in dumping dalla Polonia.
4. Impatto sugli utilizzatori
(74) La Commissione ha esaminato la situazione degli utilizzatori potenziali di palette sul mercato. Dall'esame è emerso che gli utilizzatori principali sono le imprese di trasporto e di logistica, oltre ad un gruppo eterogeneo di industrie (segnatamente materiali da costruzione, prodotti chimici, birra, ecc.) che utilizzano le palette per gli imballaggi e il trasporto.
(75) In assenza di misure intese a ripristinare una concorrenza leale, le industrie utilizzatrici potrebbero trarre vantaggi dall'acquisto di palette a basso costo. Tuttavia, qualsiasi beneficio in termini di costi si rivelerebbe marginale visto che le palette non sono un prodotto costoso, possono essere riutilizzate ripetutamente e rappresentano soltanto una parte limitata delle spese di trasporto dell'utilizzatore. Questa conclusione è corroborata dal fatto che nessuna impresa utilizzatrice si è presentata nel quadro della presente inchiesta per fornire informazioni.
Inoltre, gli eventuali effetti dell'aumento dei costi per gli utilizzatori di palette sarebbero controbilanciati dall'elevata concorrenza sul mercato comunitario sul quale opera un gran numero di fornitori non interessati dalle misure.
5. Effetti sugli importatori
(76) Nel quadro delle osservazioni presentate, un importatore ha sostenuto che eventuali misure sarebbero state contrarie all'interesse della Comunità.
Secondo questo importatore le misure avrebbero soltanto effetti negativi sui prezzi delle palette, sui costi e sull'occupazione nella Comunità, in particolare per quanto riguarda gli importatori e gli utilizzatori; egli inoltre ha sostenuto in tale contesto che le palette prodotte nella Comunità e quelle originarie della Polonia spesso non sono comparabili, principalmente per motivi di qualità.
(77) A causa dell'assenza di informazioni tali da corroborare le affermazioni di cui sopra, la Commissione ha deciso di non tener conto di tali argomentazioni.
6. Effetti sulle condizioni di concorrenza
(78) Per quanto riguarda la concorrenza sul mercato delle palette di legno, è necessario sottolineare due aspetti. In primo luogo, la forma e il livello delle misure non sono tali da precludere il mercato comunitario agli esportatori polacchi e quindi garantiscono la presenza dei prodotti polacchi sul mercato comunitario.
In secondo luogo, per quanto riguarda le altre importazioni nella Comunità per le quali è stata accertata una notevole perdita della quota di mercato durante il periodo dell'inchiesta, non esistono elementi per ritenere che queste importazioni non aumenterebbero sul mercato comunitario una volta ripristinate condizioni di concorrenza leale.
In tal modo, un mercato regolato da nuove forze concorrenziali gioverebbe probabilmente agli utilizzatori del prodotto in questione.
7. Conclusioni
(79) La Commissione ha esaminato gli effetti negativi di un eventuale aumento dei prezzi per gli importatori e gli utilizzatori rispetto alle conseguenze che l'assenza di misure avrebbe per l'industria comunitaria e per la situazione economica nel suo insieme.
La Commissione conclude che in assenza di misure probabilmente altre piccole e medie imprese della Comunità sarebbero costrette a chiudere con tutte le conseguenze negative che ciò comporterebbe per l'economia in generale. Per quanto riguarda la possibile incidenza negativa sugli importatori e gli utilizzatori, si ritiene che i vantaggi derivanti dall'assenza di misure interesserebbero soltanto un numero limitato di importatori, e non necessariamente le industrie utilizzatrici, tenuto conto del vantaggio che un rafforzamento della concorrenza leale arrecherebbe al mercato nel suo insieme.
(80) Sulla base dei fatti e delle considerazioni sopra esposti, dopo aver esaminato tutte le informazioni disponibili e tenuto conto in maniera specifica dell'esigenza di eliminare gli effetti del dumping in termini di distorsione degli scambi e di ripristinare una concorrenza effettiva, la Commissione conclude che, globalmente, non esistono motivi validi per non adottare misure contro le importazioni oggetto di dumping in questione.
H. MISURE PROVVISORIE
1. Livello di eliminazione del pregiudizio
(81) Nello stabilire il livello delle misure necessario per eliminare il pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di dumping, la Commissione ha messo a confronto il prezzo all'esportazione di queste importazioni con il livello di prezzo che permetterebbe all'industria comunitaria di coprire i costi e ottenere un margine di profitto adeguato.
(82) Di conseguenza, i livelli di eliminazione del pregiudizio sono stati determinati per tipo di paletta mettendo a confronto il prezzo all'esportazione di un dato tipo con il costo medio di produzione dei produttori comunitari soggetti all'inchiesta per il tipo comparabile, aumentato di un margine di profitto del 5 % sul fatturato. Questo margine di profitto è stato ritenuto necessario affinché l'industria comunitaria possa procedere ad investimenti a lungo termine in assenza di pratiche di dumping pregiudizievoli.
2. Impegni
(83) Alcuni produttori polacchi hanno offerto impegni relativi ai prezzi per il tipo principale di palette in termini di volume di esportazione, ossia le palette EUR, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 1 del regolamento di base. I rispettivi aumenti dei prezzi offerti con tali impegni sono del livello necessario per eliminare gli effetti pregiudizievoli del dumping accertato. Di conseguenza la Commissione ritiene che gli impegni offerti dai produttori esportatori interessati possano essere accettati.
(84) La Commissione precisa che nel caso di violazione o revoca dell'impegno può essere imposto un dazio antidumping provvisorio sulla base delle migliori informazioni disponibili, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 10 del regolamento di base.
(85) Inoltre, va sottolineato che, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 6 del regolamento di base, anche se sono accettati impegni durante l'inchiesta, l'inchiesta sul dumping e sul pregiudizio viene completata.
3. Dazi provvisori
(86) Ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2 del regolamento di base, l'importo del dazio provvisorio non può superare al margine di dumping o all'importo necessario per eliminare il pregiudizio, qualora quest'ultimo importo sia inferiore al margine di dumping.
(87) Per tutti i produttori polacchi oggetto dell'inchiesta gli importi provvisori necessari per eliminare il pregiudizio (livelli di eliminazione del pregiudizio) erano in tutti i casi superiori ai margini di dumping accertati, espressi entrambi come percentuale del valore cif frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, delle importazioni in questione. Inoltre, la media ponderata del livello di eliminazione del pregiudizio fissata a titolo provvisorio per i produttori polacchi del campione era superiore alla corrispondente media ponderata del margine di dumping. Di conseguenza, in tutti i casi, i dazi provvisori devono basarsi sui margini di dumping accertati.
(88) Per due produttori polacchi è stato deciso di non imporre dazi provvisori visto che non sono state accertate a titolo provvisorio pratiche di dumping.
(89) Per i due produttori polacchi inseriti nel campione ma che non hanno collaborato all'inchiesta e per tutti gli altri produttori polacchi che non hanno collaborato, il dazio provvisorio deve essere basato, per i motivi di cui al considerando 31, sul margine di dumping più elevato accertato per i produttori soggetti all'inchiesta che hanno collaborato.
I. DISPOSIZIONI FINALI
(90) Ai sensi dell'accordo europeo concluso tra le Comunità e la Polonia, il 27 novembre 1996 la Commissione ha informato il Consiglio di associazione Comunità-Polonia delle risultanze provvisorie e delle misure provvisorie progettate, al fine di trovare una soluzione accettabile per entrambe le parti. Poiché nessuna decisione è stata presa dal Consiglio di associazione entro i trenta giorni successivi alla data in cui è stato informato del caso, la Commissione può adottare misure antidumping provvisorie sulle importazioni del prodotto in questione originario della Polonia, ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 3, lettera b) dell'accordo europeo Comunità-Polonia.
(91) A fini di buona amministrazione, è necessario fissare il periodo entro il quale le parti interessate possano presentare osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite. Inoltre, va precisato che tutte le risultanze riportate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate ai fini dell'adozione di eventuali misure definitive proposte dalla Commissione,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È imposto un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di palette di carico semplici di legno, di cui al codice NC ex 4415 20 20 (codice Taric: 4415 2020 10), originarie della Polonia.
2. L'aliquota del dazio provvisorio è pari al 10,6 % del prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto (codice addizionale Taric: 8900).
3. I prodotti fabbricati dalle imprese menzionate qui di seguito sono esclusi dall'applicazione dell'aliquota di cui al paragrafo 2:
a) alle imprese sotto elencate si applicano i dazi seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
b) alle imprese di cui all'allegato I si applica un dazio del 6,3 % (codice addizionale Taric: 8019).
4. I prodotti fabbricati dalle imprese seguenti sono esclusi del dazio provvisorio:
SPAZIO PER TABELLA
5. Salvo diversa disposizione, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
6. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia, pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Salvo il disposto dell'articolo 1, i dazi provvisori non si applicano alle importazioni di un tipo di paletta specifico, ossia la paletta EUR, paletta semplice di legno, contrassegnata dal marchio registrato «EUR» e dalla sigla dell'ente ferroviario di omologazione, fabbricato, esportato e fatturato direttamente agli acquirenti della Comunità dalle imprese di cui all'allegato II (codice addizionale Taric: 8021), per il quale sono accettati gli impegni offerti.
Articolo 3
Ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 384/96 e salvo il disposto dell'articolo 20, paragrafo 2 e 3 del medesimo, le parti interessate possono presentare osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4 del regolamento (CE) n. 384/96, le parti interessate possono comunicare osservazioni sull'applicazione del presente regolamento entro un mese a decorrere dalla sua entrata in vigore.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Salvo il disposto degli articoli 7, 9, 10 e 14 del regolamento (CE) n. 384/96, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di sei mesi a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima della scadenza di detto periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 6 giugno 1997.

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