Document ID: 31993D0384

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 14 giugno 1993 recante modifica della direttiva 80/217/CEE che stabilisce misure comunitarie di lotta contro la peste suina classica
(93/384/CEE)IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che la direttiva 80/217/CEE (4), stabilisce misure comunitarie di lotta contro la peste suina classica;
considerando che le misure istituite dalla direttiva richiedono l'armonizzazione dei metodi e delle tecniche di laboratorio per la diagnosi della peste suina classica;
considerando che gli antigeni e i vari prodotti necessari per effettuare la diagnosi devono avere le stesse caratteristiche in tutti i laboratori nazionali;
considerando che la decisione 81/859/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1981, relativa alla designazione e al funzionamento di un laboratorio di collegamento per la peste suina classica (5) ha affidato al laboratorio dell'« Institut fuer Virologie der Tieraerztlichen Hochschule » di Hannover, in Germania, il compito del collegamento tra i laboratori incaricati della diagnosi della peste suina classica negli Stati membri;
considerando che l'articolo 5 della decisione 81/859/CEE limita a cinque anni il suddetto compito;
considerando che le misure istituite dalla decisione 81/859/CEE sono state prorogate per altri cinque anni con la decisione 87/65/CEE (6);
considerando che la validità di tali misure scade nel febbraio 1993;
considerando che, per assicurare continuità al coordinamento dell'attività diagnostica svolta sotto la supervisione dei laboratori nazionali responsabili, occorre designare un laboratorio comunitario di riferimento; che devono essere definiti le competenze e i compiti di tale laboratorio;
considerando che, alla luce dell'esperienza acquisita, è opportuno designare quale laboratorio comunitario di riferimento l'« Institut fuer Virologie der Tieraerztlichen Hochschule » di Hannover, dato che tale laboratorio ha svolto per diversi anni in modo efficace i compiti affidatigli;
considerando che, per quanto riguarda gli aiuti comunitari a favore dei laboratori di collegamento e di riferimento, si applica l'articolo 28 della decisione 90/424/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa a talune spese nel settore veterinario (7);
considerando che le condizioni per il trattamento delle carni di selvaggina provenienti da territori di caccia sottoposti a controlli in seguito ad una situazione epizootica sono disciplinate dalla direttiva 92/45/CEE del 16 giugno 1992, relativa ai problemi sanitari e di polizia sanitaria in materia di uccisione di selvaggina e di commercializzazione delle relative carni (8); che occorre fare riferimento alle disposizioni di questa direttiva,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La direttiva 80/217/CEE è modificata nel modo seguente:
1) L'articolo 11 è modificato come segue:
- il paragrafo 1, terzo trattino è soppresso;
- il testo del paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:
« 2. Il laboratorio nazionale menzionato al paragrafo 1, secondo trattino, assicura il collegamento col laboratorio comunitario di riferimento alle condizioni indicate nell'allegato VI. Fatto salvo il disposto della decisione 90/424/CEE, in particolare all'articolo 28, le competenze e i compiti del laboratorio sono quelli indicati nel suddetto allegato. »
2) È aggiunto l'allegato seguente:
« ALLEGATO VI
LABORATORIO COMUNITARIO DI RIFERIMENTO PER LA PESTE SUINA CLASSICA
Nome del laboratorio:
Institut fuer Virologie
der Tieraerztlichen Hochschule
Bischofsholer Damm 15
D-3000 Hannover 1,
Germania
Le funzioni e i compiti del laboratorio comunitario di riferimento per la peste suina classica sono i seguenti:
1. coordinare, in consultazione con la Commissione, i metodi utilizzati negli Stati membri per la diagnosi della peste suina classica e in particolare:
a) conservazione e fornitura delle colture cellulari necessarie per la diagnosi;
b) tipizzazione, conservazione e fornitura dei ceppi virali della peste suina classica destinati agli esami sierologici e alla preparazione dell'antisiero;
c) fornitura ai laboratori nazionali di sieri di riferimento, sieri coniugati e altri reattivi di riferimento al fine di standardizzare gli esami e i reattivi utilizzati in ciascun Stato membro;
d) creazione e conservazione di una collezione di virus della peste suina classica;
e) organizzazione periodica di prove comparative comunitarie dei procedimenti diagnostici;
f) raccolta di dati e informazioni relativi ai metodi diagnostici impiegati e ai risultati degli esami effettuati;
g) caratterizzazione dei virus isolati con i metodi più aggiornati per consentire una migliore comprensione dell'epidemiologia della peste suina classica;
h) aggiornamento sugli sviluppi, a livello internazionale, in materia di sorveglianza, epidemiologia e prevenzione della peste suina classica;
i) acquisizione di una maggiore esperienza sul virus della peste suina classica e altri virus analoghi ai fini di una rapida diagnosi differenziale;
j) acquisizione di una conoscenza approfondita sulla preparazione e sull'impiego dei prodotti immunologici utilizzati per l'eradicazione e la lotta contro la peste suina classica;
2. organizzare corsi di formazione o di aggiornamento di esperti in diagnosi di laboratorio allo scopo di armonizzare le tecniche diagnostiche;
3. disporre di personale qualificato a cui fare ricorso in situazioni d'emergenza nell'ambito della Comunità;
4. svolgere attività di ricerca e coordinare, ogniqualvolta ciò sia possibile, attività di ricerca volte a rendere più efficace la lotta contro la peste suina classica. »
Articolo 2
1. Nell'articolo 6 bis è aggiunto il paragrafo seguente:
« 2 bis. Non appena sia stata confermata l'infezione nei suini selvatici, l'autorità competente provvederà affinché tutti i suini selvatici trovati morti o uccisi con armi da fuoco nella zona infetta determinata vengano sottoposti agli esami per individuare la presenza di peste suina classica previsti all'articolo 11 della presente direttiva. Tutti gli animali che risulteranno positivi dovranno essere trattati come materiale ad alto rischio, ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 90/667/CEE. »
2. Il testo dell'articolo 6 bis, paragrafo 5, lettera f) è sostituito dal testo seguente:
« f) Metodo di eliminazione dei suini selvatici trovati morti o uccisi con armi da fuoco. Nella prima fase (periodo di eradicazione) l'eliminazione si baserà:
i) sul trattamento quale previsto per materiale ad alto rischio dalla direttiva 90/667/CEE, o
ii) sull'ispezione del veterinario ufficiale e sugli esami di laboratorio previsti all'articolo 11 della presente direttiva. Qualora detti esami risultassero negativi per quanto riguarda la peste suina classica, gli Stati membri applicheranno le misure previste dall'articolo 11, paragrafo 2 della direttiva 92/45/CEE del Consiglio, del 16 giugno 1992, relativa ai problemi sanitari e di polizia sanitaria in materia di uccisione di selvaggina e di commercializzazione delle relative carni (*). Le parti non destinate al consumo umano vengono distrutte sotto il controllo delle autorità competenti.
Nella seconda fase (periodo di sorveglianza) l'eliminazione dovrà essere conforme ai requisiti stabiliti dalle autorità competenti.
(*) GU n. L 268 del 14. 9. 1992, pag. 35. Direttiva modificata dalla direttiva 92/116/CEE (GU n. L 62 del 15. 3. 1993, pag. 1). »
Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Lussemburgo, addì 14 giugno 1993.

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