Document ID: 32010D0564

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 28 ottobre 2009
relativa all' aiuto di stato C 61/03 (ex NN 42/01) cui l'Italia ha dato esecuzione a favore del settore aeronautico
[notificata con il numero C(2009) 8097]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2010/564/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato le parti interessate a presentare le loro osservazioni conformemente alle suddette disposizioni (1),
considerando quanto segue:
(1)
La misura in esame riguarda aiuti singoli a favore di due progetti di R&S nel settore aeronautico (A139/AB139 e BA609). Il sostegno è stato concesso dall'Italia a norma della legge 808/1985 «Interventi per lo sviluppo e l'accrescimento di competitività delle industrie operanti nel settore aeronautico» (in appresso «legge 808/85»). La legge in questione è stata adottata dal Parlamento italiano il 24 dicembre 1985. La Commissione ha approvato il regime nel 1986 (2). Il sostegno a questi due progetti era rimasto fuori dall'ambito di applicazione della decisione 2008/806/CE della Commissione (3) poiché esisteva a loro proposito una questione circa l'applicabilità dell'articolo 296 del trattato e la Commissione non disponeva in quel momento di informazioni sufficienti per portare a termine la sua valutazione.
1. PROCEDIMENTO
(2)
Il 1o ottobre 2003, a seguito della presentazione di una denuncia e dopo una perizia esterna indipendente, la Commissione ha avviato il procedimento di indagine formale (in appresso «la prima decisione di avvio del procedimento») in relazione a sei casi di aiuto a favore di progetti di R&S che non erano stati notificati individualmente dalle autorità italiane. Riguardo ai sei casi, la Commissione ha espresso dubbi circa la loro compatibilità con le disposizioni contenute nelle norme applicabili in materia di aiuti alla R&S (4).
(3)
Con decisione del 22 giugno 2005 (5) la Commissione ha deciso di estendere l'ambito di applicazione del procedimento (in appresso «la seconda decisione di avvio del procedimento») all'intera applicazione della legge 808/85, e quindi anche ai progetti che l'Italia riteneva rientrassero nell'ambito di applicazione dell'articolo 296. Il 12 ottobre 2005 è stata pubblicata la seconda decisione (6).
(4)
Con lettera del 17 giugno 2005, le autorità italiane hanno evidenziato il fatto che l'ambito di applicazione delle due decisioni di avvio di procedimento riguardavano questioni delicate per la sicurezza nazionale.
(5)
Con lettera del 15 luglio 2005, la Commissione ha risposto alla lettera del 17 giugno 2005 affermando che l'indagine della Commissione avrebbe riguardato esclusivamente gli aspetti civili e che la valutazione dei progetti attinenti alla sicurezza nazionale avrebbe avuto proprio la finalità di escludere tali progetti dall'ambito di applicazione della decisione finale.
(6)
L'11 marzo 2008, la Commissione ha adottato la decisione 2008/806/CE su diversi singoli progetti di ricerca e sviluppo finanziati dall'Italia.
(7)
Il considerando 419 della decisione 2008/806/CE recita: «Al contrario, la Commissione non è in grado di giungere ad una conclusione in merito ai due progetti menzionati nel quadro della seconda decisione di avvio del procedimento, relativamente ai quali aveva espresso dubbi sulla loro natura di progetti militari. La Commissione si riserva il diritto di richiedere all'Italia ulteriori informazioni in proposito, in vista di una decisione da adottare nel prossimo futuro.»
(8)
In alcune delle lettere presentate alla Commissione durante il procedimento di esame, le autorità italiane avevano anche incluso riferimenti relativi ai due progetti di cui sopra. Con lettera del 24 aprile 2007, le autorità italiane hanno fornito due note dettagliate riguardanti i due progetti.
(9)
Il 4 maggio 2007, nel corso di una riunione tenutasi nella sede della Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea, le autorità italiane hanno consentito ad una delegazione della Commissione di prendere visione di documenti classificati per ragioni di sicurezza nazionale, relativi ai due progetti di cui sopra.
(10)
Con lettera del 5 maggio 2008, la Commissione ha chiesto informazioni supplementari sui due progetti.
(11)
L'Italia ha presentato informazioni sui due progetti il 9 luglio 2008.
(12)
Il 29 settembre 2008, le autorità italiane hanno ospitato la visita di due funzionari della Commissione alla base militare […] (7), dove il BA609 è sottoposto ad alcune prove, e alla sede principale dell'impresa AgustaWestland a Cascina Costa (in provincia di Varese).
(13)
Con lettera del 7 ottobre 2008, l'Italia ha fornito un resoconto di tale visita, accompagnato da un elenco dettagliato delle strutture militari visitate e degli elementi di prova forniti riguardo al progetto in esame.
(14)
Con lettera del 9 ottobre 2008, l'Italia ha annunciato che avrebbe presentato ulteriore documentazione riguardo ai progetti. Le autorità italiane hanno inoltre espresso la propria volontà di continuare a collaborare con la Commissione, nonostante i progetti avessero rilevanza ai fini della sicurezza nazionale e rientrassero quindi nell'ambito di applicazione dell'articolo 296.
(15)
Con lettera del 29 ottobre 2008, l'Italia ha fornito informazioni supplementari sul progetto relativo al BA609.
(16)
Con lettere del 31 marzo, del 7 maggio e del 24 luglio 2009, l'Italia ha presentato altre informazioni sul progetto in corso relativo al BA609, compresi gli ultimi sviluppi finanziari. La Commissione ha risposto con lettera del 22 aprile 2009.
2. RAGIONI PER AVVIARE L'INDAGINE FORMALE
(17)
Nella seconda decisione di avvio del procedimento, la Commissione ha espresso seri dubbi circa il fatto che i progetti AB139 (o A139, in appresso «A139») e BA609 potessero essere definiti militari, come sostenuto dalle autorità italiane.
(18)
Riguardo al progetto A139, la Commissione ha rilevato ad esempio che il sito web di AgustaWestland (8) forniva il seguente elenco di applicazioni per questo prodotto: servizio medico d'urgenza, lotta antincendi, navetta per il capo pilota del porto, applicazione della legge, offshore, ricerca e salvataggio e VIP/Corporate. La Commissione riteneva che nessuna di queste applicazioni fosse militare.
(19)
Riguardo al BA609, la Commissione ha rilevato ad esempio che il sito web di Bell Agusta (9) conteneva un elenco di domande frequenti (FAQ) in cui alla domanda «Il BA609 presenta una configurazione sia civile che militare?», l'impresa rispondeva «Il BA609 attualmente è previsto unicamente con la configurazione civile. La configurazione più vicina a quella militare sarebbe la configurazione SAR [Ricerca e salvataggio] per il velivolo destinato ai guardiacoste. Attualmente non sono disponibili configurazioni militari.»
(20)
Sulla base delle informazioni disponibili al momento della decisione 2008/806/CE, la Commissione non era ancora in grado di giungere ad una conclusione in merito ai due progetti. La Commissione si riservava il diritto di sottoporre ulteriori domande all'Italia per chiarire alcuni aspetti dei progetti prima di adottare una decisione. Pertanto escludeva i due progetti dall'ambito di applicazione della decisione.
3. OSSERVAZIONI DI TERZI SUI DUE PROGETTI
(21)
Le osservazioni presentate da un terzo interessato anonimo (in appresso «il terzo interessato») dopo la seconda decisione di avvio del procedimento e nel corso del procedimento contenevano numerosi commenti specifici sui due progetti in esame.
(22)
Il terzo interessato dubitava che i due progetti in esame potessero essere considerati militari. Secondo il suo punto di vista, l'AW139 era da considerare come un elicottero puramente civile dato che non ha alcuna applicazione militare. Inoltre il fatto che alcuni esemplari fossero stati acquistati da eserciti in varie parti del mondo non modificava la natura civile dell'AW139.
(23)
Il terzo interessato ha osservato che la distinzione tra elicotteri militari e civili viene effettuata in fase di certificazione, in particolare in occasione della prima certificazione del progetto. Ha aggiunto che le caratteristiche tipiche dei programmi militari richiederebbero una fase di definizione dei requisiti militari; un contratto di sviluppo con il ministero della Difesa; e un contratto di industrializzazione con il ministero della Difesa. Secondo il terzo interessato tali passaggi sarebbero pubblici e menzionati nel bilancio nazionale della difesa.
(24)
Riguardo al BA609, il terzo interessato ha citato l'informazione pubblica fornita da Agusta, che in quel momento menzionava solo applicazioni civili del convertiplano (tilt-rotor).
(25)
Il terzo interessato ha inoltre fatto presente che per sviluppare i due progetti Agusta aveva bisogno di ingenti somme di denaro, di cui non avrebbe potuto disporre se non grazie ad un generoso sostegno da parte dello Stato.
(26)
In particolare, il terzo interessato ha sostenuto che per lo sviluppo dell'A139 sarebbe stato necessario un investimento di almeno 700 milioni di EUR. Il terzo interessato ha inoltre sostenuto che la partecipazione di Agusta nel progetto congiunto con Bell sul BA609 sarebbe costata almeno 200 milioni di EUR.
(27)
Secondo il terzo interessato, la spesa di R&S di Agusta, quale risultava dalle informazioni disponibili al pubblico, non copriva tali costi.
4. DESCRIZIONE DEI PROGETTI PRESENTATA DALL'ITALIA
(28)
Nella seconda decisione di avvio del procedimento, la Commissione ha espresso dubbi circa il fatto che i due progetti portati alla sua attenzione - l'A139 e il BA609 - potessero essere definiti militari, come sostenuto dalle autorità italiane.
(29)
Come indicato nella decisione 2008/806/CE, la Commissione non è stata in grado di giungere ad una conclusione in merito ai due progetti alla luce delle informazioni a sua disposizione.
(30)
Il beneficiario dei progetti in esame è Agusta (10), un'impresa del gruppo Finmeccanica specializzata in elicotteri. Nelle sue comunicazioni, l'Italia ha segnalato che le sue osservazioni erano presentate insieme a Finmeccanica.
(31)
In primo luogo è opportuno ricordare che lo Stato italiano ha utilizzato la legge 808/85 per finanziare progetti tanto in campo civile quanto in campo militare. Secondo i dati forniti dalle autorità italiane (citate nei considerando 171-172 della decisione 2008/806/CE), su un totale di 3 miliardi di EUR, 1 311 milioni di EUR sarebbero stati utilizzati per progetti attinenti alla sicurezza nazionale.
(32)
L'Italia ha anche fornito una tabella in cui erano elencati i programmi attinenti alla sicurezza nazionale finanziati mediante il regime in questione. L'uso di una legge civile anche per progetti militari spiega perché alcuni progetti non sono citati nel bilancio nazionale della difesa.
(33)
Più in particolare, l'Italia ha sostenuto che gli aiuti concessi ai due progetti erano giustificati da finalità di sicurezza nazionale e ha invocato l'articolo 296 del trattato CE.
4.1. Progetto A139
(34)
Secondo le autorità italiane, il progetto A139, dopo una prima discussione nell'ambito della NATO, è nato come progetto di cooperazione con l'impresa russa Kamov, progetto che però terminò nel 1997. Successivamente, il governo italiano emise una richiesta ufficiale tramite il ministero della Difesa italiano relativa ad un elicottero da trasporto tattico a sostegno di operazioni di combattimento.
(35)
Le autorità italiane hanno mostrato alla Commissione la richiesta ufficiale di uno studio di fattibilità datata […], con i requisiti militari.
(36)
Le autorità italiane hanno inoltre mostrato il capitolato tecnico dell'elicottero militare datato […].
(37)
L'Italia ha riferito che il lavoro effettuato da Agusta fino al 1999 era consistito nel fornire il progetto iniziale e le soluzioni tecniche necessarie per garantire la conformità alla richiesta di un elicottero da trasporto tattico di sostegno al combattimento. Agusta ha effettuato attività di sperimentazione e validazione su un dimostratore in ordine a: […] (nel 1998) ed […] (nel 1999).
(38)
Nel 2000, secondo l'Italia, le attività sono proseguite con […].
(39)
Secondo le autorità italiane, il progetto finanziato in base alla legge 808/85 si è concluso con lo sviluppo di un dimostratore militare.
(40)
Il governo italiano ha concesso un contributo per l'A139 con una decisione del 1998. Il contributo statale è stato erogato all'impresa in […] quote:
Tabella 1
Contributo finanziario per il progetto A139
(in EUR)
Anno
Importo erogato nell'anno
Totale cumulato
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
(41)
L'Italia ha spiegato i ritardi registrati nello sviluppo dell'elicottero militare con il fatto che le specifiche esigenze operative per l'A139 erano state ulteriormente adeguate dal ministero della Difesa sulla base delle esperienze maturate nelle missioni di proiezione all'estero (Albania, Bosnia, Macedonia, Timor e Kosovo). Questi adeguamenti avevano riguardato […].
(42)
L'Italia ha inoltre indicato che, nelle sue intenzioni, l'A139 avrebbe dovuto sostituire l'esistente flotta di Bell 212, 205 e 412. L'Italia ha però aggiunto che, a seguito degli eventi dell'11 settembre 2001, era stata costretta a rivedere la sua pianificazione, in modo da disporre di […].
(43)
Secondo l'Italia, il progetto A139 sarebbe stato diverso dal successivo elicottero civile AW139. L'A139 all'esame della Commissione sarebbe invece stato all'origine dello sviluppo dell'elicottero militare AW149.
(44)
L'Italia ha fornito un confronto delle caratteristiche tecniche dei due elicotteri AW139 e AW149. Secondo l'Italia, dal confronto risulterebbe che:
-
l'AW139 presenta tutte le caratteristiche di un elicottero civile,
-
l'AW149 presenta tutte le caratteristiche di un elicottero militare,
-
la ricaduta in termini di conoscenze tra i due elicotteri sarebbe molto limitata, in quanto si tratta di due velivoli fondamentalmente diversi.
(45)
La seguente tabella è stata elaborata sulla base delle informazioni fornite dall'Italia. Nella terza colonna la tabella riporta un confronto tra i due elicotteri, cioè indica se le parti sviluppate per l'AW149 sono diverse da quelle dell'AW139.
Tabella 2
Confronto tra i progetti AW139 e AW149
Versione civile AW139
Versione militare AW149
AW149 / AW139
Diametro del rotore principale
13,8 m
14,6 m
Nuovo
Diametro del rotore di coda
2,7 m
2,8 m
Nuovo
Dimensione della cabina di pilotaggio
Larghezza + 3 cm
Nuovo progetto di struttura
Cabina
Lunghezza + 30 cm
Larghezza + 26 cm
Nuovo progetto di struttura
Carrello di atterraggio
Non ad alto assorbimento di energia
Altezza dal suolo 42 cm
Ad alto assorbimento di energia (secondo norme militari)
Altezza dal suolo 50 cm
Nuovo progetto
Trave di coda
+ 45 cm
Modifica o nuovo
Peso al decollo
6 400 kg; certificazione civile secondo JAR/FAR 29
6 800-7 000 kg (senza sistema di missione); qualificazione militare AR 56 (classificazione utility) e DEF STAN 00-970 (qualificazione ministero della Difesa UK)
Nuovo
Motori
PW PT6-67C di base
PW PT6-67C potenziato (secondo l'Italia)
Nuovo
Trasmissione
+ 25 % coppia di reazione disponibile
Nuovi elementi meccanici con stesso alloggiamento
Auxiliary Power Unit
non presente
Accessory Drive Module
Nuovo
Sistema combustibile
Crashworthy secondo le norme civili JAR/FAR29
Crashworthy secondo i requisiti militari; autosigillante
Nuovo progetto
Armamenti
non presenti
Mitragliatrici 7,62 mm; predisposto per installare razziere da 7 × 70 mm; mitragliatrici 20 mm
Nuovo
Carichi esterni
Installazione standard per utility (ricerca e soccorso)
Alette per il supporto di carichi secondo gli standard NATO
Nuovo progetto
Protezione balistica
Non prevista
Presente
Nuovo
Sistema avionico
Normali sistemi civili
Sistema flessibile capace di integrare nuovi apparati di missione, di comunicazione e di navigazione secondo il protocollo militare
Nuovo
(46)
L'Italia ha anche fornito informazioni sullo sviluppo dell'AW139. Nel 2000 è stato sviluppato un GTV e nel 2001 è stato assemblato un dimostratore/prototipo in grado di volare. Nel 2000 e nel 2001 sono stati realizzati i primi prototipi e si è dato il via allo sviluppo e alla certificazione. Nel giugno 2003, l'elicottero è stato certificato dall'EASA (e successivamente dalla FAA in USA). Nel 2004, è stata rilasciata una nuova certificazione, che ha consentito le prime consegne in una versione di base. Nel 2005, l'ulteriore certificazione di attrezzature ausiliarie per un elicottero più completo, con più apparati avionici come radar meteo, infrarossi, galleggianti di emergenza, serbatoi ausiliari ecc.
(47)
L'Italia ha anche fornito chiarimenti sulla situazione finanziaria di Agusta e sul suo finanziamento dei progetti di R&S. L'Italia ha inoltre fornito l'elenco dei soggetti associati nella ripartizione dei rischi e degli utili che hanno partecipato allo sviluppo dell'AW139 e permesso ad Agusta di ridurre notevolmente il suo investimento iniziale nel progetto.
(48)
L'Italia ha fornito i dati complessivi relativi alle spese di Agusta per R&S. In particolare, secondo le autorità italiane Agusta avrebbe investito in R&S circa il [20-30] % del suo fatturato annuo (una media di [550-700] milioni di EUR nel periodo 1998-2000). I progetti militari finanziati in base alla legge 808/85 hanno rappresentato il […] % dell'intero importo di R&S. Il resto è stato speso in progetti civili cofinanziati dallo Stato (10,30 %, finanziati mediante la legge 808/85) oppure in progetti di R&S con finanziamenti propri ([35-45] %). I finanziamenti a favore del progetto di R&S che si è tradotto nell'AW139 ha raggiunto un livello di […] milioni di EUR annui ([…] % del […] %).
(49)
L'Italia ha anche fornito una dichiarazione dei revisori dei conti di Agusta (PricewaterhouseCoopers) datata 15 settembre 2006. I revisori dei conti hanno dichiarato che:
-
i dati relativi ai costi dei materiali, delle attrezzature e agli altri costi esterni sono correttamente estrapolati dalla contabilità industriale analitica dell'impresa per il progetto,
-
il costo della manodopera è determinato in base alle tariffe orarie normali, che non sono superiori a quelle fissate dal ministero della Difesa, e
-
i dati relativi ai finanziamenti corrispondono a quanto è stato erogato dal ministero delle Attività produttive in base alla legge 808.
(50)
Infine, a proposito dell'affermazione del terzo interessato secondo cui la prima certificazione è essenziale per definire la natura del progetto di R&S, le autorità italiane hanno replicato che la certificazione non è una condizione sufficiente per decidere sulla natura di un elicottero. A sostegno di quanto affermato, le autorità italiane hanno fornito un lungo elenco di elicotteri che hanno ricevuto prima una qualificazione militare e poi una certificazione civile o viceversa o persino che sono sottoposti a due procedure di certificazione parallele.
(51)
L'Italia ha poi affermato che di recente è diventata prassi comune richiedere che gli elicotteri militari siano certificati anche dalle autorità civili, limitando la qualificazione militare ad alcuni elementi (come l'avionica e gli armamenti).
(52)
In conclusione, l'Italia ha sostenuto che una certificazione civile non esclude che lo sviluppo originale di un elicottero sia stato finanziato per fini militari (come, secondo le autorità italiane, è stato per l'A139) e che il successivo sviluppo e la successiva certificazione di una versione civile sarebbero stati finanziati interamente dall'impresa con fondi propri.
4.2. Progetto BA609
(53)
Il progetto BA609 riguarda lo sviluppo di un convertiplano, vale a dire di un aeromobile che può decollare e atterrare come un elicottero e che può volare come un aereo. I rotori delle ali sono posti verticalmente in fase di decollo e atterraggio e orizzontalmente in fase di volo. Il mezzo unisce la versatilità dell'elicottero per decollare ed atterrare in spazi limitati alla capacità di volare su più lunghe distanze e a velocità molto più elevate. Allo stesso tempo, però, rispetto ad altri elicotteri, date le sue dimensioni e le sue caratteristiche, deve atterrare su terreni preparati (piattaforma di cemento), e questo lo rende inadatto a missioni nel deserto o all'atterraggio su piattaforme petrolifere.
(54)
Il progetto per il BA609 è condotto dall'impresa statunitense Bell. Stando a quanto sostenuto dall'Italia, in origine il BA609 è derivato dal V22, un aeromobile tilt-rotor (convertiplano) utilizzato dal governo USA.
(55)
L'Italia sostiene che la versione civile è sviluppata da Bell insieme ad Agusta con fondi propri, mediante la società BellAgusta, controllata da Bell al 60 % e da Agusta al 40 %.
(56)
Secondo l'Italia, lo sviluppo parallelo delle due versioni del BA609 sarebbe il seguente:
Tabella 3
Tappe del progetto BA609
Anno
Tappe dello sviluppo dell'elicottero civile BA609
Tappe dello sviluppo dell'elicottero militare BA609
1996
Bell inizia lo sviluppo
Ottobre 1998
Accordo Bell Agusta
[…]
Ottobre 1998
[…]
Dicembre 2002
Primi test a terra del prototipo BA609
Marzo 2003
Primo volo del primo prototipo
2004
[…]
Settembre 2005
[…]
Luglio 2006
Primo volo del secondo prototipo civile
2012
Previsto rilascio della certificazione
(57)
Nel maggio 2007 le autorità italiane hanno mostrato alla Commissione i documenti relativi ai requisiti militari.
(58)
L'Italia ha anche fornito lettere della Marina in cui era espresso un interesse strategico da parte della Marina per lo sviluppo del BA609. L'Italia ha segnalato che nelle sue intenzioni, […] dovrebbe essere in grado di imbarcare anche convertiplani.
(59)
Secondo l'Italia, il lavoro svolto da Agusta in Italia sul BA609, cioè sul progetto che l'Italia dichiara di sussidiare, riguarderebbe una versione militare del BA609, distinta e differente dalla versione civile del BA609 attualmente in fase di sviluppo presso gli stabilimenti di Bell negli USA.
(60)
L'Italia ha fornito informazioni dettagliate sulle caratteristiche tecniche delle due versioni, militare e civile, da cui, secondo le autorità italiane, si evincerebbe la conferma dell'esistenza di una versione militare:
-
la versione militare è più pesante (8 t invece di 7,6 t) e ha un maggiore peso al decollo (18 000 lb invece di 16 800 lb),
-
nella versione militare, la cellula strutturale è rinforzata per avere porte scorrevoli, protezione balistica, rinforzi specifici nelle zone di concentrazione dei carichi aggiuntivi e assorbimento di energia nella fusoliera, conformemente ai più stringenti requisiti militari di resistenza agli urti,
-
il motore della versione militare dovrebbe essere il PWC PT6C-67 potenziato (invece del PWC PT6C-67A),
-
la versione militare avrebbe un'Auxiliary Power Unit (APU) destinata a fornire energia elettrica quando i motori sono fermi e a potenziare la capacità operativa dell'aeromobile; la versione civile non è dotata di APU,
-
il carrello di atterraggio per la versione militare è progettato per atterraggi pesanti e impatti, tipici dell'impiego militare; la versione civile è dotata di un carrello di atterraggio retrattile,
-
la versione militare è dotata di un sistema combustibile di tipo resistente agli urti con capacità autosigillante che può essere rifornito in volo, secondo i requisiti militari applicati in altri elicotteri; la versione civile del sistema combustibile ha una resistenza agli urti più limitata,
-
la versione militare ha altre caratteristiche specifiche che non sono presenti nella versione civile: è dotata di mitragliatrici da 20mm e di razziere; permette carichi esterni supplementari per impiego militare (per consentire l'entrata e l'uscita delle truppe ecc.); è dotata di protezione balistica per ali e rotori, di pannelli corazzati per la cabina di pilotaggio ecc.
(61)
Il 29 settembre 2008, su invito delle autorità italiane, i servizi della Commissione hanno effettuato una visita in loco. Le autorità italiane hanno fatto visitare la base militare in cui sono in corso alcune prove sul BA609 e la sede principale di Agusta, con il settore R&S.
(62)
Le autorità italiane hanno mostrato:
-
la sala di controllo telemetrico e le informazioni relative alle operazioni in corso su un volo di prova del BA609,
-
il volo e l'atterraggio del prototipo n.2 del BA609 (11), compresa la rotazione dei rotori da modalità aeroplano a modalità elicottero,
-
il BA609, presentato dal suo pilota,
-
il prototipo n. 3 del BA609, che è in via di sviluppo in un hangar della base militare.
(63)
Presso la base militare, l'amministratore delegato di Agusta ha fornito una presentazione dettagliata del BA609, mentre un rappresentante del ministero della Difesa italiano ha fornito alcuni dettagli sulla configurazione militare e sulle missioni militari, in riferimento ai requisiti prescritti dallo stesso ministero.
(64)
Sono state altresì fornite prove delle preoccupazioni espresse dalle autorità degli USA responsabili per il V22 […] (12).
(65)
Sono state inoltre fornite informazioni sull'evoluzione dall'avionica di base della tecnologia tilt-rotor alle configurazioni per le missioni militari […].
(66)
Nella zona riservata per motivi di sicurezza della sede principale di Agusta a Cascina Costa, ai servizi della Commissione sono stati mostrati i seguenti elementi direttamente connessi al BA609:
-
un modello in scala uno a uno del BA609 nella sua configurazione per […], con le specifiche attrezzature da missione […],
-
il laboratorio d'integrazione del sistema di missione, dove è stato possibile vedere missioni simulate con […].
(67)
L'Italia ha fornito informazioni sul contributo concesso al BA609 mediante due decisioni di aiuto. La prima decisione riguardava il periodo 1998-2000 ed era di importo pari a circa […] milioni di EUR.
(68)
La seconda decisione, per ulteriori […] milioni di EUR, interessava le attività del periodo 2001-2004. Tali attività sono ancora in corso, poiché il progetto ha accumulato notevole ritardo, e il governo italiano ha erogato le ultime quote nel […].
(69)
L'Italia ha fornito una tabella dettagliata sull'importo degli aiuti (13).
Tabella 4
Contributo finanziario al progetto BA609
(in milioni di EUR)
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
Totale
Tecnologie militari della piattaforma
Tilt rotor simulation code
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Power transfer system tech
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Flight control system
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Flight test HW e SW
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Tot. parziale
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Ulteriore configurazione militare e di sicurezza del BA609
Architettura
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Airframe
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Sistemi
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Avionica
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Tot. parziale
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Totale
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
(70)
L'Italia ha anche fornito informazioni sulle spese di R&S sostenute da Agusta (cfr. considerando (48). La spesa per la versione civile del BA609 nel periodo 1998-2000 sarebbe stata in media di […] milioni di EUR annui ([…] % del […] % di cui sopra).
(71)
Come già riportato al considerando (49), per l'A139, l'Italia ha fornito una dichiarazione dei revisori dei conti di Agusta (PricewaterhouseCoopers).
(72)
L'Italia sostiene che non vi è stato un travaso tecnologico dal progetto militare al progetto civile sviluppato da BellAgusta. Essa aggiunge che, anche ammesso che fosse avvenuto un trasferimento di conoscenze, la quantificazione del travaso tecnologico appare comunque estremamente difficile.
(73)
L'Italia riconosce che la tecnologia di base degli elicotteri è sempre essenzialmente duplice e ciò sarebbe vero anche per il convertiplano. L'Italia nota tuttavia anche che, nel caso in esame, la questione è ancora più complessa, dato che il progetto riguarda un aeromobile estremamente innovativo, nato da un progetto militare di dimensioni molto maggiori.
(74)
Infine l'Italia nota che lo sviluppo del convertiplano non avrebbe incidenza sulla concorrenza poiché non esisterebbero progetti alternativi e confrontabili, non solo a livello europeo, ma a livello mondiale.
(75)
In conclusione, l'Italia afferma che l'unico progetto di R&S relativo a un convertiplano che essa abbia inteso sussidiare, ossia quello relativo al BA609, riguarda un aeromobile destinato a un uso militare.
4.3. Conclusioni dell'Italia sui due progetti
(76)
Per entrambi i velivoli, le autorità italiane invocano quindi l'articolo 296 del trattato. Di conseguenza, chiedono alla Commissione di chiudere il procedimento d'indagine attualmente in corso in quanto non ha ragione di proseguire, poiché le misure interessate esulano dal campo di applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato.
(77)
Come già indicato in più occasioni, nei documenti presentati le autorità italiane invitano la Commissione, laddove le misure adottate dal governo italiano suscitassero riserve sotto il profilo della concorrenza, ad esaminare tali misure con l'Italia sulla base dell'articolo 298, paragrafo 1, del trattato.
5. VALUTAZIONE
(78)
Fondamentalmente, la valutazione della Commissione mira a stabilire se il sostegno concesso dall'Italia ai due progetti sopra descritti rientri nel campo di applicazione dell'articolo 296 del trattato.
(79)
Se la misura adottata dal governo italiano a sostegno dei due progetti non rientrasse nel campo di applicazione dell'articolo 296 del trattato, come asserito dal terzo interessato, la Commissione dovrebbe valutare i due progetti sulla base dell'articolo 87 del trattato, e in particolare delle norme applicabili per la valutazione degli aiuti a favore di progetti di R&S. Se, all'opposto, le misure italiane ricadessero nell'ambito dell'articolo 296 del trattato, le regole in materia di concorrenza non sarebbero applicabili (14).
(80)
Le informazioni presentate dall'Italia e il sopralluogo hanno consentito alla Commissione di giungere ad una conclusione sui due progetti e sulle misure adottate dal governo italiano a loro sostegno.
(81)
Occorre ricordare sin dall'inizio che la natura e le finalità militari dell'attrezzatura non sono di per sé sufficienti per giustificare una deroga alle norme comunitarie sulla base dell'articolo 296 del trattato. La misura di cui trattasi deve inoltre essere necessaria per la protezione degli interessi essenziali della sicurezza dello Stato membro. Secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee, l'articolo 296 del trattato deve essere interpretato restrittivamente e limitato a casi eccezionali e chiaramente definiti. Inoltre, l'onere della prova riguardo al soddisfacimento delle condizioni necessarie per l'applicazione della deroga spetta agli Stati membri.
(82)
In primo luogo, dunque, la valutazione deve avere inizio con la verifica della natura dei due progetti di ricerca.
(83)
In secondo luogo, la valutazione deve esaminare se l'Italia ha dimostrato che le misure adottate erano considerate necessarie per la tutela degli interessi essenziali della propria sicurezza, attinenti alla produzione o al commercio di armi, munizioni e materiale bellico, in altre parole se è applicabile l'articolo 296 del trattato.
(84)
In terzo luogo, la valutazione verificherà anche se tali misure possano aver influito sulle condizioni di concorrenza nel mercato comune, riguardo allo sviluppo di elicotteri civili da parte di Agusta.
(85)
Nel valutare i due progetti, è importante sottolineare che le misure in esame riguardano le fasi di R&S. Quello che conta non è solo la natura dei prodotti finali, ma anche la natura delle attività svolte durante la fase di R&S. Inoltre occorre notare che i progetti in esame erano limitati alla fase di R&S e che non è possibile valutarli sulla base di un contratto di industrializzazione, come richiede il terzo interessato, che ha luogo in un momento successivo.
(86)
L'Italia ha presentato consistenti elementi relativi ai progetti e ha consentito un sopralluogo in una base militare.
(87)
Occorre infine ricordare che l'Italia ha utilizzato la stessa base giuridica, la legge 808/85, per sussidiare progetti civili e militari. Come già notato nella decisione 2008/806/CE, l'uso di una legge civile come base legale per il finanziamento di progetti militari se da un lato ha contribuito all'incertezza sulla natura dei progetti finanziati, dall'altro lato spiega perché tali progetti sono assenti dal bilancio della difesa.
5.1. A139
(88)
Dalla documentazione presentata dalle autorità italiane risulta che il progetto di R&S A139 sussidiato dalle autorità italiane era destinato ad usi attinenti alla sicurezza nazionale.
(89)
In particolare, nel caso dell'A139 il progetto in esame ha riguardato esclusivamente lo sviluppo di un dimostratore, che rappresenta una fase molto iniziale dello sviluppo di un elicottero. L'Italia ha spiegato che il dimostratore è servito solo per lo sviluppo dell'elicottero militare AW149.
(90)
L'Italia ha mostrato i documenti militari che definivano le missioni che l'elicottero militare avrebbe dovuto compiere (cfr. considerando (35).
(91)
L'Italia ha poi mostrato i documenti militari contenenti il capitolato tecnico del progetto da sviluppare (cfr. considerando (36). Il capitolato rappresenta il risultato del progetto di R&S. I requisiti militari e le specifiche tecniche militari sono due passaggi che secondo il terzo interessato caratterizzano lo sviluppo dei programmi militari.
(92)
Secondo le informazioni fornite e gli elementi mostrati dall'Italia, il dimostratore sarebbe stato usato per lo sviluppo di un elicottero denominato AW149, il cui sviluppo ha richiesto tempi molto più lunghi di quanto previsto inizialmente.
(93)
Occorre notare che le missioni e le caratteristiche dell'AW149 sono effettivamente quelle di un elicottero militare (15).
(94)
L'Italia ha anche fornito informazioni sui finanziamenti pubblici globali concessi al progetto in esame e sugli investimenti generali in attività di R&S effettuati da Agusta. Tali dati sono compatibili con il finanziamento del solo sviluppo iniziale di un dimostratore.
(95)
L'Italia ha fornito una dichiarazione dei revisori contabili dell'impresa che certifica che le spese per il progetto A139 sono state registrate come spese militari e corrispondono ai parametri fissati dal ministero della Difesa italiano.
(96)
Le missioni cui è destinato l'AW149 riguardano in primo luogo attività di supporto aereo alle operazioni sul campo di battaglia, essenziali per la sicurezza nazionale.
(97)
Le informazioni fornite dall'Italia consentono quindi di giungere alla conclusione che l'AW149 è un elicottero essenziale per i fini di sicurezza nazionale definiti dal ministero della Difesa e successivamente adattati sulla base delle esperienze maturate nelle missioni operative dell'Esercito italiano (16).
(98)
Le informazioni fornite dall'Italia mostrano che le misure adottate dalle autorità italiane di sussidio al progetto A139 sono state considerate dall'Italia come necessarie per la tutela degli interessi essenziali della propria sicurezza in quanto hanno consentito loro di rispondere a dei requisiti militari e di finanziare pienamente lo sviluppo di tecnologie destinate alle produzione di armi, in questo caso elicotteri militari, che sono inclusi nell'elenco citato dall'articolo 296, secondo comma. Perciò la valutazione di queste misure è che con l'informazione disponibile non è possibile concludere che l'Italia abbia invocato erroneamente l'articolo 296 del trattato.
(99)
L'Italia sostiene che il progetto A139 non sarebbe andato in alcun modo a beneficio dello sviluppo dell'elicottero civile AW139.
(100)
Al tempo stesso è però chiaro che l'uso da parte dell'impresa dello stesso acronimo (A139) per un elicottero civile (AW139) ha suscitato dubbi circa la natura del progetto.
(101)
L'Italia ha fornito informazioni dettagliate sui due elicotteri e sulle relative attrezzature, consentendo di raggiungere la conclusione che l'A139 civile (AW139) e l'AW149 sono due elicotteri distinti.
(102)
In effetti, il contributo da parte dell'Italia è stato concesso all'inizio della fase di R&S per lo sviluppo di un elicottero con caratteristiche rispondenti a specifiche esigenze strategiche della difesa italiana.
(103)
Le informazioni fornite dall'Italia sulle caratteristiche militari del progetto A139 e gli argomenti del terzo interessato sulla natura civile dell'AW139 sono coerenti. D'altro canto è possibile, e invero probabile, che le attività di R&S svolte nel quadro del progetto finanziato A139 siano andate a beneficio dello sviluppo dell'elicottero civile AW139 (17).
(104)
Occorre ricordare che gli elicotteri hanno caratteristiche che ne consentono un uso duplice. A quanto affermato dall'Italia, non di rado, in questo settore, le imprese hanno sfruttato progetti di R&S destinati ad elicotteri militari a favore dello sviluppo di elicotteri civili.
(105)
È quindi possibile concludere che se, da un lato, le autorità italiane non hanno errato nell'invocare l'articolo 296 del trattato, dall'altro, a quanto consta, le misure in questione hanno avuto l'effetto di alterare le condizioni di concorrenza nel mercato comune in quanto esse sono andate anche a beneficio dello sviluppo dell'elicottero civile AW139.
(106)
Sulla base dell'articolo 298, paragrafo 1, la Commissione deve quindi esaminare insieme alle autorità italiane le condizioni alle quali tali misure possono essere rese conformi alle norme sancite nel trattato.
5.2. BA609
(107)
Riguardo al BA609, le autorità italiane hanno fornito sufficienti informazioni da cui si evince che è in corso di sviluppo una versione militare del convertiplano.
(108)
Le autorità italiane hanno fornito una presentazione dettagliata delle missioni cui è destinato il BA609. Le stesse autorità hanno presentato prove della richiesta da parte del ministero della Difesa di un aeromobile di questo tipo. Questo è un passaggio che il terzo interessato considera necessario per dei progetti militari.
(109)
Le autorità italiane hanno inoltre organizzato un sopralluogo in una base militare. Il sopralluogo ha dato modo di verificare l'esistenza dei prototipi dell'aeromobile in fase di sviluppo e dei modelli a grandezza naturale delle attrezzature e la loro effettiva finalità militare (cfr. considerando da (62) a (66)).
(110)
Le autorità italiane hanno anche fornito informazioni sul finanziamento dello sviluppo dell'aeromobile.
(111)
Le stesse autorità hanno anche fornito una dichiarazione da parte dei revisori contabili che certifica che l'impresa ha utilizzato gli importi erogati dal governo italiano interamente per progetti militari.
(112)
Inoltre, le autorità italiane hanno spiegato che le caratteristiche del convertiplano ne consentono un uso strategico ai fini della sicurezza nazionale - come la sorveglianza marittima, di particolare importanza per l'Italia, data la sua posizione geografica al centro del mar Mediterraneo.
(113)
La dimostrazione dello sviluppo dei sistemi avionici ha permesso in particolare di apprezzare le possibilità del convertiplano di svolgere missioni di sicurezza nazionale.
(114)
Le informazioni fornite dall'Italia mostrano che le misure adottate dalle autorità italiane di sussidio al progetto BA609 sono state considerate dall'Italia come necessarie per la tutela degli interessi essenziali della propria sicurezza in quanto hanno consentito loro di rispondere a dei requisiti militari e di finanziare pienamente lo sviluppo di tecnologie destinate alle produzione di armi, in questo caso elicotteri militari, che sono inclusi nell'elenco citato dall'articolo 296, secondo comma. Perciò la valutazione di queste misure è che con l'informazione disponibile non è possibile concludere che l'Italia abbia invocato erroneamente l'articolo 296 del trattato.
(115)
D'altro canto, occorre anche notare che lo sviluppo parallelo di due versioni di un aeromobile, benché molto innovativo come il BA609, comporta inevitabilmente un trasferimento di conoscenze da un versante del progetto all'altro. Benché, come mostrato dall'Italia, l'aeromobile progettato per uno sviluppo militare presenti notevoli differenze rispetto alla versione destinata al mercato civile, è molto probabile che vi sia stato un travaso tecnologico dal lavoro svolto per l'aeromobile militare a beneficio della versione civile.
(116)
Si fa riferimento in particolare al lavoro iniziale svolto da Agusta sui meccanismi del tilt-rotor.
(117)
Al fine di stimare correttamente questo lavoro iniziale, occorre anche riconoscere che tale lavoro - svolto prevalentemente alla fine degli anni '90 - è molto distante dal prodotto finale, che, secondo le ultime previsioni, sarà messo sul mercato solo nel 2013, se non più tardi (18).
(118)
Le informazioni fornite dall'Italia sulla natura militare del progetto BA609 è coerente con l'informazione fornita dal terzo interessato sulla natura civile dell'aeromobile BA609. L'Italia riconosce che vi sono sviluppi paralleli. È quindi possibile, ed invero probabile, che il lavoro condotto nel quadro del progetto finanziato BA609 sia andato a beneficio dell'aeromobile civile attualmente in fase di sviluppo (19).
(119)
È quindi possibile concludere che se, da un lato, le autorità italiane non hanno errato nell'invocare l'articolo 296 del trattato, dall'altro, a quanto consta, le misure in questione hanno avuto l'effetto di alterare le condizioni di concorrenza nel mercato comune in quanto esse sono andate anche a beneficio dello sviluppo di un aeromobile civile BA609.
(120)
Sulla base dell'articolo 298, paragrafo 1 del trattato, la Commissione deve quindi esaminare insieme alle autorità italiane le condizioni alle quali tali misure possono essere rese conformi alle norme sancite nel trattato.
6. CONCLUSIONE
(121)
Tenendo conto di tutti gli elementi di cui sopra, la Commissione è in grado di concludere che il contributo concesso dal governo italiano nel quadro della legge 808/85 per i due progetti di R&S A139 e BA609 rientra nel campo di applicazione dell'articolo 296.
(122)
Pertanto, il presente procedimento, previsto all'articolo 88, paragrafo 2, non ha ragione di proseguire e può essere chiuso.
(123)
Tuttavia, dall'esame della Commissione è altresì emerso che le misure hanno alterato le condizioni di concorrenza nel mercato comune per quanto riguarda i prodotti non destinati a fini specificamente militari.
(124)
Per questi motivi, in applicazione dell'articolo 298, paragrafo 1, la Commissione deve esaminare insieme alle autorità italiane, in un procedimento separato, le condizioni alle quali tali misure possono essere rese conformi alle norme sancite nel trattato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le misure adottate dall'Italia in base alla legge 808/1985 a favore di due progetti di ricerca e sviluppo A139 e BA609 rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 296 del trattato. Il presente procedimento non ha pertanto ragione di proseguire.
Articolo 2
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 28 ottobre 2009.

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