Document ID: 31999D0676

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 20 luglio 1999
riguardante presunti aiuti accordati dalla Francia alla società Sécuripost
[notificata con il numero C(1999) 2537]
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(1999/676/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni, a norma dei suddetti articoli,
considerando quanto segue:
I. I fatti e il procedimento
(1) Con sentenza del 28 settembre 1995 nella causa T-95/94(1), il Tribunale di primo grado (TPG) ha annullato la decisione del 31 dicembre 1993 con la quale la Commissione aveva sancito che non costituivano aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87 (ex articolo 92) del trattato vari provvedimenti a favore della filiale della Posta - Sécuripost - operante sul mercato del trasporto assicurato di fondi, che avevano formato oggetto di denuncia da parte della Camera sindacale nazionale delle società di trasporti di fondi e di valori (Sytraval) e della Brink's France SARL (Brink's). Contro questa sentenza la Commissione ha proposto un'impugnazione, che è stata respinta integralmente dalla Corte di giustizia il 2 aprile 1998 nella causa C367/95P(2). La Corte ha riconosciuto la parziale fondatezza delle argomentazioni sostenute dalla Commissione, ma ha anche rilevato nella decisione contestata difetti di motivazione sufficienti di per se stessi per giustificare l'annullamento della decisione stessa.
(2) Va rammentato che le denuncianti nel processo di primo grado (Sytraval e Brink's) non sono intervenute nel processo d'appello.
(3) Il caso formante oggetto della presente decisione riguarda i provvedimenti che lo Stato francese, direttamente o tramite la Posta, ha adottato a favore della società Sécuripost prima del passaggio di questa al settore privato, autorizzato dal governo francese nel 1993. Con la sua sentenza il TPG ha annullato, per difetto o per insufficienza di motivazione su alcuni punti, la decisione del 31 dicembre 1993 con la quale la Commissione aveva constatato il non sussistere di aiuti di Stato. Di conseguenza, la Commissione ha avviato il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2 (ex articolo 93, paragrafo 2) del trattato per esaminare i provvedimenti di cui ai punti suddetti ai sensi degli articoli 87 e 88 del trattato e per valutarne l'eventuale compatibilità con il mercato comune.
(4) Nella decisione intesa ad iniziare il procedimento, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee del 22 ottobre 1996(3), si chiedeva agli altri Stati membri e ai terzi interessati di presentare alla Commissione le loro osservazioni sui provvedimenti in oggetto entro un mese dalla data della pubblicazione.
(5) Nella medesima decisione, si era chiesto alle autorità francesi di fornire, tra l'altro, tutti i dati sugli aspetti evidenziati dal Tribunale e di trasmettere ogni altra informazione e osservazione che esse ritenessero utili in considerazione della sentenza Sytraval, così da consentire alla Commissione di valutare i provvedimenti in questione ai sensi degli articoli 87 e 88 del trattato.
(6) Le autorità francesi sono state informate della decisione della Commissione d'iniziare il procedimento con lettera del 26 giugno 1996 e il successivo 12 settembre 1996 hanno inviato alla Commissione una nota per fornirle una serie d'informazioni sui punti sollevati dalla Commissione stessa nell'iniziare il procedimento. A richiesta della Commissione, le hanno poi trasmesso altre informazioni tramite numerose lettere, l'ultima delle quali è giunta alla Commissione il 28 ottobre 1998.
(7) Le denuncianti non sono intervenute nel procedimento e non hanno presentato osservazioni. Non vi sono state osservazioni neanche da parte di altri terzi interessati o di altri Stati membri oltre alla Francia.
II. I provvedimenti in causa
(8) I punti della decisione adottata dalla Commissione il 31 dicembre 1993 che hanno formato oggetto della sentenza del TPG riguardano i seguenti provvedimenti:
a) Distacco di funzionari presso la Sécuripost
(9) A giudizio del Tribunale, il fatto che i funzionari distaccati per ordine della Posta presso la Sécuripost potessero in qualsiasi momento essere reintegrati nella loro amministrazione di appartenenza, quando si rivelassero necessarie riduzioni di personale nell'impresa presso la quale erano stati distaccati, senza che questa dovesse versare loro in nessun caso una qualsiasi indennità di licenziamento, costituisce un addebito sul quale la Commissione non ha preso posizione, il che comporta un difetto di motivazione.
b) Assenza di versamenti da parte della Sécuripost alle casse di assicurazione contro la disoccupazione
(10) Su questo punto, il Tribunale ha concluso che vi era un difetto di motivazione della decisione impugnata, in quanto la Commissione aveva dichiarato che "non si deve versare alcun contributo alle casse di assicurazione per la disoccupazione per l'impiego di funzionari distaccati, poiché il loro statuto assicura agli stessi la garanzia dell'impiego". La Commissione è incorsa in un difetto di motivazione in quanto non ha spiegato perché questa differenza di regime rispetto alle imprese concorrenti della Sécuripost non costituisse un aiuto.
c) Messa a disposizione di locali
(11) Il Tribunale ha constatato che "i locali della Sécuripost sono messi a disposizione nell'ambito di un regime particolare di occupazione precaria e la Commissione non ha fornito alcuna precisazione, nella sua decisione, quanto ai canoni effettivamente applicati alla Sécuripost e quanto a quelli che debbono pagare le concorrenti della Sécuripost per poter fruire di locali comparabili". Quindi, la Commissione non ha proceduto al raffronto tra i prezzi effettivamente praticati nei confronti della Sécuripost e quelli che vengono richiesti alle sue concorrenti per occupare locali paragonabili: secondo la Corte, ciò costituisce un evidente errore di valutazione.
d) Manutenzione dei veicoli della Sécuripost ad opera dello SNAG
(12) Il Tribunale ha ritenuto insufficiente, per escludere il sussistere di aiuti di Stato ai sensi del trattato, il fatto che lo SNAG - Servizio nazionale dei laboratori e delle autorimesse della PTT - si servisse di un sistema di fatturazione analogo a quello utilizzato nelle autorimesse private.
(13) Il TPG rimprovera alla Commissione di non aver esaminato "se le tariffe praticate rivelassero o no il sussistere di un aiuto di Stato". Su questo punto, secondo la sentenza in questione era necessario procedere a un raffronto fra le tariffe praticate dallo SNAG e quelle applicate per prestazioni analoghe dalle autorimesse private. La Corte ha confermato tale analisi del Tribunale, ritenendo che su questo punto la Commissione sia incorsa in un evidente errore di valutazione.
e) Concessione di un anticipo di 15000000 di FRF alla Sécuripost per l'esercizio 1989
(14) Il TPG ha ritenuto insufficiente la motivazione della decisione, in quanto la Commissione si è limitata a constatare che l'importo suddetto era stato erogato nell'ambito di una convenzione di omnium tra le società del gruppo Sofipost e che il tasso di interesse applicato a tale anticipo corrispondeva al tasso bancario di base, maggiorato di mezzo punto.
(15) Il TPG ha spiegato che "il fatto che si tratti di un'operazione remunerata non può essere considerato sufficiente per dimostrare che non si tratta di aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92 del trattato, in quanto un'operazione remunerata può essere effettuata ad un tasso che corrisponde ad uno speciale vantaggio per Sécuripost in relazione ai concorrenti di tale società".
(16) Di conseguenza, la Commissione avrebbe dovuto esaminare se il tasso applicato corrispondeva a quello di mercato e, non procedendo a un simile esame, secondo la Corte è incorsa in un evidente errore di valutazione.
f) Tariffe praticate dalla Sécuripost nei confronti della Posta
(17) Il Tribunale ha rimproverato la Commissione di essersi "limitata a confrontare la tariffa del servizio effettuato nei confronti rispettivamente della Posta e dei negozi Casino esclusivamente sulla base dei dati relativi all'anno 1993, senza però giustificare questo atteggiamento né precisarlo (...). Inoltre, le tariffe applicate alla Posta dalla Sécuripost sono diminuite in modo continuativo a partire dal 1987 sino al 1993, in conformità, segnatamente, dell'accordo quadro del 30 settembre 1987, che vincola tra loro la Posta e la società Sécuripost, e che aggrava ancora le differenze sollevate dalle ricorrenti". "In mancanza di precisazioni relative alle tariffe applicate dalla Sécuripost alla Posta e ad altri clienti per gli anni 1987, 1988, 1989, 1990, 1991 e 1992, il Tribunale considera che non dispone degli elementi che gli consentano di esercitare il suo controllo sulla fondatezza della decisione impugnata (...)". La Corte ha confermato questa analisi del Tribunale, ritenendo che la Commissione ha commesso su questo punto un evidente errore di valutazione.
III. Le precisazioni fornite dalle autorità francesi
a) Distacco di funzionari presso la Sécuripost
(18) A titolo preliminare, le autorità francesi sostengono che il ricorso a funzionari ha comportato dal 1988 al 1991 un sovraccosto globale di circa [...] rispetto alla situazione che si sarebbe verificata impiegando esclusivamente salariati di diritto privato: tale sovraccosto era dovuto alle retribuzioni molto superiori versate ai funzionari distaccati rispetto a quelle che sarebbero state pagate a persone assunte in base a contratti di diritto privato (per esempio, nel 1990 la retribuzione mensile media, contributi sociali esclusi, di un vettore di fondi funzionario della Sécuripost era di [...] rispetto a [...] per un vettore di fondi Sécuripost assunto in base a un contratto di diritto privato).
(19) Per quanto riguarda gli oneri relativi alla reintegrazione presso l'amministrazione di appartenenza di funzionari distaccati dalla Posta presso la Sécuripost, le autorità francesi hanno informato che ciò aveva comportato per la Sécuripost il versamento ai funzionari interessati di un'indennità di reintegrazione, denominata indennità di rottura dell'impegno del distacco. Scopo di tale indennità era compensare il divario tra, da un lato, la retribuzione che avrebbe percepito il funzionario reintegrato presso la Posta nel periodo compreso tra la sua reintegrazione effettiva e la data inizialmente prevista come termine del suo distacco e, d'altro lato, la retribuzione che avrebbe percepito se fosse rimasto distaccato presso la Sécuripost sino a quella data. In effetti, i funzionari distaccati dalla Posta presso la Sécuripost (la durata prevista era di 5 anni) beneficiavano di retribuzioni più elevate nel periodo del loro distacco: di conseguenza, la rottura dell'impegno da parte della Sécuripost comportava un risarcimento per la cessazione anticipata di tali condizioni più favorevoli.
(20) L'indennità versata, determinata in base a un accordo negoziato con i sindacati nell'ambito del piano sociale, era compresa fra [...] e [...] per ogni funzionario reintegrato, a seconda della data di reintegrazione. In media, il suo importo era di [...] pro capite.
(21) Nell'ipotesi che la Sécuripost non avesse rinviato alla Posta i funzionari che lavoravano presso di essa ma avesse licenziato dipendenti assunti in base a un contratto di diritto privato, essa avrebbe dovuto versare loro indennità di licenziamento. L'importo teorico di tale indennità è stato calcolato dalle autorità francesi fondandosi sulla normativa a cui sarebbe stata soggetta la Sécuripost a tale riguardo, cioè le disposizioni del contratto collettivo del settore dei trasporti e il piano sociale determinato dalla stessa Sécuripost. In base alla retribuzione media di un funzionario dipendente della Sécuripost e alle disposizioni del contratto collettivo del settore dei trasporti, l'indennità di licenziamento di un dipendente assunto con un contratto di diritto privato sarebbe stata di [...]. In totale, la Sécuripost ha versato sino al 30 giugno 1991 l'importo di [...] ai 235 funzionari reintegrati, mentre l'importo globale dell'indennità di licenziamento che si sarebbe dovuto versare a dipendenti assunti con contratto di diritto privato, per retribuzioni identiche a quelle dei funzionari, sarebbe stato di [...] per 235, cioè circa [...]. Da quanto precede, risulta che il costo delle indennità di reintegrazione dei funzionari per la Sécuripost è stato superiore a quanto essa avrebbe dovuto pagare in indennità di licenziamento a dipendenti assunti con contratto di diritto privato.
(22) Inoltre, le autorità francesi fanno notare che il calcolo delle indennità di licenziamento che Sécuripost avrebbe dovuto pagare a dipendenti assunti con contratto di diritto privato era basato sulle retribuzioni dei funzionari distaccati: tale importo sarebbe stato molto meno ingente se le autorità francesi, tenendo conto della realtà del mercato del lavoro, si fossero basate su un gradino retributivo inferiore, corrispondente alle retribuzioni effettive dei dipendenti assunti con contratto di diritto privato.
b) Assenza di versamenti alle casse di assicurazione contro la disoccupazione
(23) Le autorità francesi hanno confermato che per i funzionari distaccati la Sécuripost non era tenuta a versare contributi alle casse di assicurazione contro la disoccupazione, poiché lo statuto di tali funzionari costituiva una garanzia di occupazione. Anzi, le medesime autorità francesi hanno segnalato che i contributi sociali da versare per i funzionari distaccati, in generale, sono più elevati di quelli previsti per i dipendenti assunti con contratto di diritto privato: il divario fra le aliquote che i datori di lavoro devono versare per i funzionari e per i dipendenti assunti con contratto di diritto privato è passato dall'1,31 % nel 1988 al 7,47 % nel 1992. In particolare, risulta ampiamente superiore a quella prevista nel diritto privato l'aliquota contributiva per la pensione statale, che corrisponde ai contributi di previdenza sociale per i lavoratori subordinati.
(24) Secondo le autorità francesi, nel periodo 1988-1991 il sovraccosto totale degli oneri padronali dovuto al fatto di servirsi di funzionari distaccati è ammontato a [...].
c) Messa a disposizione di locali
(25) Le autorità francesi hanno fornito varie precisazioni riguardo alle condizioni alle quali la Sécuripost aveva potuto prendere in affitto dalla Posta tutti o alcuni dei suoi locali nel periodo 1988-1992.
(26) Sembra anzitutto che l'affitto dei locali della Posta da parte della Sécuripost sia stata una soluzione provvisoria, poiché la Sécuripost ha ben presto cominciato a cercare altri locali: infatti sul totale di tutti i vani che la Sécuripost aveva affittato per i propri usi, la percentuale di quelli appartenenti alla Posta è passata dal 93 % nel 1988 al solo 7 % nel 1992. Le autorità francesi hanno spiegato che la Sécuripost aveva liberato in tempi brevi i locali appartenenti alla Posta poiché, in generale, questi non corrispondevano alle esigenze delle sue particolari attività.
(27) Le autorità francesi fanno notare tra l'altro che i locali che la Sécuripost aveva preso in affitto dalla Posta avevano in media una superficie esigua (nel 1988, 62 m2). In seguito, la Sécuripost ha preso in affitto nel settore privato locali di superficie molto più ampia (in media 324 m2 nel 1992). Le autorità francesi osservano inoltre che in generale i locali appartenenti alla Posta erano vetusti e inadeguati all'uso che voleva farne la Sécuripost, vuoi per dimensioni vuoi per ubicazione o struttura.
(28) Le autorità francesi hanno pure segnalato che i locali che la Sécuripost aveva preso in affitto dalla Posta erano di proprietà dello Stato: di conseguenza, l'affitto rispondeva a norme specifiche relative al settore pubblico il che ha comportato in particolare per la Sécuripost la conseguenza di non essere autorizzata a occupare tali locali se non a titolo precario e revocabile. Il canone d'affitto di locali appartenenti allo Stato viene stabilito dal ministero dell'economia e delle finanze applicando un'aliquota fissa, determinata mediante raffronto con il valore locativo di un'analoga proprietà privata, e un'aliquota variabile, determinata in funzione del beneficio specifico che l'occupante trae dall'uso dei locali in oggetto.
(29) Nel caso dei locali appartenenti alla Posta presi in affitto dalla Sécuripost, il canone d'affitto era stato fissato mediante contratto concluso tra, appunto, la Posta e la Sécuripost. La questione risale ormai a vari anni fa e le autorità francesi non sono state in grado di ritrovare tutti i contratti di affitto conclusi tra le due parti suddette nel corso del periodo in questione: nondimeno, è stato loro possibile fornire precisazioni sull'importo dei canoni di affitto di 43 locali siti in tutto il territorio francese.
(30) In base ai dati da esse rinvenuti, le autorità francesi hanno cercato di stabilire un raffronto tra i canoni d'affitto pagati dalla Sécuripost alla Posta con quelli che la stessa Sécuripost avrebbe dovuto pagare per immobili di valore analogo appartenenti al settore privato. Questo raffronto si è fondato sulla "quotazione annuale dei valori immobiliari venali al 1o gennaio 1988"(4) nella quale per ogni città francese è indicata una forcella di valore locativo per gli immobili nuovi o vecchi, restaurati o no, prevedendo anche l'applicazione di un coefficiente di ponderazione per stabilire il valore locativo di alcuni tipi di beni immobili (autorimesse, parcheggi ecc.). Dal valore locativo dei beni immobili appartenenti alla Posta affittati dalla Sécuripost, valore determinato secondo la valutazione Callon, le autorità francesi hanno detratto il 25 %, spiegando che ciò è prassi corrente sul mercato immobiliare in caso di contratti d'affitto a carattere precario. Secondo quanto segnalato dalle autorità francesi, stimando il valore dei beni presi in affitto dalla Sécuripost secondo la quotazione immobiliare Callon e previa applicazione della riduzione del 25 %, per tener conto del carattere precario dei contratti d'affitto, il prezzo di mercato dei 43 locali di cui ci si è serviti a titolo di campione per la presente analisi, risulta in genere non molto diverso dal canone d'affitto pagato dalla Sécuripost.
d) Manutenzione di veicoli della Sécuripost da parte dello SNAG
(31) Le autorità francesi hanno confermato che le fatture emesse dallo SNAG per la riparazione e manutenzione degli autocarri della Sécuripost erano basate sulle tariffe in uso nella rete dei concessionari Renault Véhicules Industriels (RVI), per quanto riguardava il tasso orario e il tempo fatturato. Per i tassi orari, le autorità francesi hanno effettuato un raffronto rispetto ai tassi di riferimento per la fatturazione della manodopera addetta a lavori di riparazione e manutenzione di autocarri, praticati in 25 grandi autorimesse francesi (per esempio Parigi, Bordeaux e Orléans). I tassi di riferimento riguardano tutto il settore, compreso il settore privato, della manutenzione e riparazione degli autocarri in Francia. Secondo i dati forniti dalle autorità francesi, per il periodo 1988-1992 i tassi medi che lo SNAG ha fatturato alla Sécuripost non sono molto diversi da quelli che la RVI fattura ai propri clienti.
e) Anticipo di 15 milioni di FRF alla Sécuripost per l'esercizio 1989
(32) Le autorità francesi hanno spiegato che la Sofipost, holding della Posta, ha accordato alla Sécuripost un prestito di 15 milioni di FRF a breve, per il periodo dal 21 dicembre 1989 al 23 ottobre 1990, ai seguenti tassi di interesse:
- nel 1989, il PIBOR(5) a 3 mesi maggiorato di 0,55 punti, cioè l'11,36 %,
- nel 1990, il PIBOR a 3 mesi maggiorato di 0,60 punti, cioè il 10,96 %.
(33) Il tasso sopra indicato risulta superiore al costo del finanziamento all'esterno del gruppo sostenuto da Sofipost (cioè al tasso di rifinanziamento della Sofipost presso le banche, il che significa che la Sofipost ha percepito un margine concedendo alla sua filiale un prestito alle condizioni sopra indicate) ed è superiore anche ai tassi medi dei prestiti all'interno del gruppo praticati da alcuni dei principali gruppi industriali e commerciali francesi. Le autorità francesi hanno informato che, secondo le relazioni speciali del 1989 dei revisori dei conti di vari gruppi francesi, i prestiti all'interno del gruppo costituiscono prassi corrente. Nelle medesime relazioni si mostrano anche grandi differenze fra i tassi praticati all'interno dei diversi gruppi (per esempio il 5 % presso Eurocom rispetto al 15,34 % presso la BSN). In certi gruppi, ai prestiti non si applicano tassi di interesse oppure il tasso dipende dal risultato di bilancio della filiale che ha beneficiato del prestito. Il tasso del prestito accordato alla Sécuripost si situa nella parte alta della forcella dei tassi dei prestiti all'interno dei gruppi rilevati nel 1989.
f) Tariffe praticate dalla Sécuripost nei confronti della Posta
(34) Le autorità francesi hanno confermato che la catena commerciale Casino è l'unico cliente della Sécuripost paragonabile alla Posta, nel senso che entrambi questi clienti prestano servizi in forte dispersione su tutto il territorio nazionale. Le autorità francesi hanno presentato un raffronto particolareggiato delle tariffe praticate rispettivamente nei confronti dalla Posta e della catena Casino riguardante il 1993, poiché la Sécuripost ha concluso il contratto con la catena Casino nel giugno 1992 in seguito a un'offerta concorrenziale.
(35) Le autorità francesi hanno precisato inoltre che le tariffe fatturate alla Posta, contrariamente a quanto sostenuto dal TPG, non hanno registrato un calo permanente: al contrario, le tariffe 1993, che erano in vigore dal 1o gennaio 1992, erano state aumentate rispetto alle precedenti tariffe applicate dal maggio 1989. Di conseguenza, servendosi delle tariffe 1993 come base di raffronto non era possibile rilevare l'eventuale differenza tra le tariffe praticate dalla Sécuripost nei confronti della Posta e le tariffe di mercato nel periodo 1989-1993.
(36) Prima di aumentare nel 1989, la tariffa che la Sécuripost applicava nei confronti della Posta si era ridotta a partire dal 1987, ma le autorità francesi hanno informato che prima del 1989 la Sécuripost non aveva clienti privati e che solo dal 1990 questa società ha incominciato a realizzare un fatturato cospicuo con clienti privati. Inoltre, le autorità francesi hanno segnalato alla Commissione le tariffe per servizio che la Sécuripost praticava tra il 1990 e il 1992 ai suoi clienti importanti diversi dalla Posta (e dalla catena Casino). Questi clienti sono classificati per zona geografica (città, periferia cittadina, zona rurale), per consentire il paragone con le tariffe praticate nei confronti della Posta.
(37) Le modalità di tariffazione nei confronti della Posta e della catena Casino non sono identiche: nei confronti della Posta, la Sécuripost ha adottato un sistema di tariffazione per punto, con tariffa differenziata in funzione della zona geografica (città, periferia cittadina, zona rurale), mentre il contratto con la catena Casino è basato sulla tariffa nazionale previa perequazione, il che per il 1993 equivaleva a 163 FRF a servizio.
(38) Ai fini di un raffronto pertinente fra le tariffe praticate rispettivamente alla Posta e alla catena Casino, si è applicata alla Posta la struttura di servizio della catena Casino. Ne è risultata una tariffa di 180,61 FRF a servizio, mentre la tariffa nazionale, previa perequazione, offerta dalla Sécuripost alla catena Casino è di 163 FRF: l'applicazione (fittizia) delle aliquote tariffarie fatturate dalla Sécuripost alla Posta porterebbe quindi, per la catena Casino, a un aumento di 17,61 FRF a servizio.
(39) Tuttavia, secondo le autorità francesi questa differenza di 17,61 FRF (pari circa all'11 % della tariffa nei confronti della catena Casino) è ampiamente giustificata dai sovraccosti risultati da costrizioni specifiche imposte alla Sécuripost per i servizi della Posta.
(40) Su un contratto di trasporto di fondi possono gravare quattro costrizioni di ordine tecnico: la durata del trasporto (risultante dalla distanza geografica della località da servire rispetto al deposito centrale e dalla densità di circolazione), le costrizioni in materia di sicurezza (numero e qualifica del personale, tipi di furgoni), le costrizioni di ordine organizzativo (per esempio orari di chiusura dei siti, passaggio alla Banca di Francia) e le costrizioni di altro tipo (per esempio, estensione geografica a livello nazionale).
(41) In base alle suddette costrizioni, le autorità francesi hanno analizzato e raffrontato contratti della Sécuripost rispettivamente con la Posta e la catena Casino.
(42) Per quanto riguarda la durata del trasporto, le autorità francesi hanno spiegato che la distanza media tra le diverse località era di 9,91 km nel caso della Posta e di 5,08 km per la catena Casino. Tenuto conto di un tempo normale di sosta in ogni località e della velocità media di circolazione dei furgoni in città, nella periferia cittadina e nelle zone rurali, il numero di servizi all'ora è di 3,4 siti per la Posta e di 4,9 per la catena Casino.
(43) Per quanto riguarda la sicurezza, la Posta ha preteso condizioni non previste nei contratti con la catena Casino: le esigenze principali erano la presenza di tre trasportatori(6), procedure specifiche di accesso presso gli uffici postali, procedure di accostamento e di ascolto radio. Tuttavia, le autorità francesi non sono state in grado di tradurre in cifre gli effetti di simili costrizioni.
(44) Sul piano organizzativo, la Posta imponeva un circuito complesso. Presso gli uffici postali, i tempi di attesa potevano essere piuttosto lunghi e non comportavano sistematicamente l'emissione di fatture. Invece, in un contratto standard come quello concluso con la catena Casino era prevista la fatturazione sistematica nel caso di tempi d'attesa superiori a 10 minuti. A tale riguardo, si rammenta che i tempi non disponibili erano di 130 minuti per la Posta e di 30 minuti per la catena Casino: quindi, in una giornata standard di 8 ore, un furgone in circuito postale disponeva soltanto di 5 ore e 50 minuti per effettuare i giri fatturabili, mentre un furgone in un circuito classico del tipo catena Casino disponeva di 7 ore e 30 minuti.
(45) Le altre costrizioni comprendevano l'obbligo di servizio su tutto il territorio nazionale e la possibilità di ritardi, anche notevoli, nei pagamenti, mentre i clienti privati rispettavano gli usi del mercato. Le autorità francesi non hanno tradotto in cifre le costrizioni di questo tipo.
(46) Da quanto precede risulta che, tenendo conto unicamente delle costrizioni in termini di organizzazione e di tempo di trasporto, la Sécuripost poteva effettuare in media ogni giorno un numero di servizi pari a 19,8 (5,50h x 3,40) per la Posta e a 36,75 (7,30h x 4,9) per la catena Casino, quindi con un divario dell'85 % a favore di questa seconda cliente. Inoltre, l'importo medio di un servizio che la Sécuripost fatturava alla Posta, ponderato in funzione della ripartizione geografica delle sedi della Posta stessa, era di 264 FRF rispetto alla tariffa nazionale, previa perequazione, di 163 FRF applicata alla catena Casino. Moltiplicando il numero di servizi giornalieri per la tariffa fatturata per ogni servizio, si ottiene un reddito quotidiano di 5227 FRF (264 FRF x 19,8) per un furgone addetto ai servizi della Posta e un reddito medio di 5990 FRF (163 FRF x 36,75) per un furgone addetto ai servizi per la catena Casino. Si può quindi concludere che la Sécuripost non ha applicato tariffe eccessive ai servizi prestati alla Posta rispetto a quelli prestati a un cliente analogo, quale la catena Casino, tenuto conto, almeno in parte, delle costrizioni specifiche che la Posta esigeva per il trasporto dei propri fondi.
IV. Disamina
(47) La Commissione ha esaminato gli elementi informativi e i dati forniti dalle autorità francesi e ha proceduto a indagini specifiche su alcuni punti. Su tali basi, essa ha concluso che i provvedimenti in questione non costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87 del trattato.
(48) In particolare, la Commissione ritiene che servirsi di funzionari distaccati non abbia comportato nessun vantaggio per la Sécuripost: in effetti, reintegrare presso la Posta i funzionari distaccati non ha comportato profitti per la Sécuripost, poiché l'importo delle indennità versate ai funzionari al momento della loro reintegrazione, prima della data prevista, è stato ampiamente superiore a quello delle indennità di licenziamento che si sarebbero dovute pagare a dipendenti assunti dall'impresa mediante contratti di diritto privato, senza considerare che simili dipendenti avrebbero avuto una retribuzione inferiore a quelle dei funzionari ed è proprio la retribuzione che costituisce la base di calcolo delle indennità di licenziamento. Inoltre, dallo studio comparativo che il governo francese ha effettuato sugli oneri dei datori di lavoro nei riguardi rispettivamente dei dipendenti assunti con contratto di diritto privato e dei funzionari, risulta che servirsi di funzionari non ha costituito affatto un aiuto di Stato ed ha anzi comportato sovraccosti per la Sécuripost.
(49) Le informazioni fornite riguardo ai canoni d'affitto che la Sécuripost ha pagato per 43 locali su tutto il territorio nazionale francese indicano che tali canoni erano in genere analoghi e in media superiori a quelli del mercato, tenuto conto della riduzione dovuta alla precarietà dei contratti d'affitto conclusi tra la Posta e la Sécuripost. Il campione statistico di 43 locali di cui si sono servite le autorità francesi equivale a una superficie totale di 3170 m2, cioè il 35 % della superficie totale dei locali appartenenti alla Posta che la Sécuripost ha affittato nel 1988. Da tale campione, risulta che il canone medio di affitto dei locali era di [...] nel 1988(7). Valutando il valore di mercato di questo campione in base al valore indicato nella quotazione Callon per ciascuno dei beni immobili del campione stesso e tenendo conto della riduzione dovuta alla precarietà dei contratti d'affitto conclusi tra la Sécuripost e la Posta, si ottiene un valore di mercato di [...] nel 1988, inferiore quindi al canone medio di affitto pagato dalla Sécuripost per il medesimo campione.
(50) La Commissione ha ordinato una perizia per accertare che la riduzione fosse veramente giustificata: ne è risultato anzitutto che, dato che i beni che la Posta aveva ceduto in affitto alla Sécuripost erano di proprietà statale, necessariamente il contratto d'affitto doveva avere carattere precario, il che non legittima necessariamente e sistematicamente una riduzione rispetto al valore di mercato. Tuttavia, secondo la suddetta perizia, è prassi consueta che alla precarietà dei contratti d'affitto conclusi con privati si accompagni una riduzione del canone d'affitto.
(51) Di conseguenza è esatto quanto le autorità francesi hanno dimostrato: i canoni d'affitto che la Sécuripost ha versato alla Posta per 43 dei locali da essa affittati corrispondevano al valore di mercato di tali beni immobili. Il campione di 43 locali era ripartito omogeneamente su tutto il territorio nazionale francese e costituiva una frazione importante del totale dei locali appartenenti alla Posta che la Sécuripost aveva affittato tra il 1988 e il 1992: di conseguenza, secondo la Commissione le autorità francesi hanno fornito giustificazioni sufficienti della conformità ai valori di mercato dei beni in questione dei canoni d'affitto che la Sécuripost ha versato alla Posta. Di conseguenza, non si possono ravvisare aiuti di Stato.
(52) Per quanto riguarda la manutenzione degli autoveicoli, secondo la Commissione è pertinente il raffronto con le tariffe RVI, poiché la rete RVI è un punto di riferimento sul mercato, per la sua importanza effettiva e la sua quota relativa(8). La Commissione ha effettuato un raffronto statistico dei tassi praticati per la manutenzione degli autoveicoli rispettivamente dallo SNAG e dalla RVI: globalmente, su tutto il territorio francese, i tassi constatati sono in genere molto simili, poiché lo scarto medio non è mai superiore al 4 % nel periodo in questione. Tra il 1988 e il 1993, in media due dei tassi di riferimento utilizzati sono di pochissimo inferiori per lo SNAG rispetto alla RVI, senza che il divario superi l'1,5 %, mentre il terzo tasso utilizzato è di poco più alto per lo SNAG che per la RVI (il divario è dell'1,65 %). Simili divari sono praticamente insignificanti e inferiori alla dispersione statistica constatata. Di conseguenza, la Commissione ritiene che lo SNAG abbia fatturato la manutenzione dei veicoli della Sécuripost ai prezzi di mercato: quindi non vi sono elementi di aiuti statali.
(53) A giudizio della Commissione, le condizioni del prestito di 15 milioni di FRF rispondevano alle normali condizioni delle relazioni commerciali tra una società madre e la sua filiale appartenente a un gruppo privato. Il tasso di interesse sul prestito era superiore non soltanto al PIBOR ma anche al costo del finanziamento fuori del gruppo della Sofipost: a questa holding finanziaria della Posta, quindi, la Sécuripost ha pagato un margine di profitto. Inoltre, il tasso di interesse applicato si situa nella parte superiore della forcella dei tassi di interesse sui prestiti all'interno dei gruppi, quale risulta dalle relazioni annuali per il 1989 dei revisori di conti. Di conseguenza, la Sofipost si è comportata come una holding privata, che operava in condizioni di mercato.
(54) Per quanto riguarda le tariffe, secondo la Commissione l'unico raffronto veramente pertinente è quello con la catena Casino: prima del 1992 la Sécuripost non aveva altri clienti paragonabili alla Posta, in termini di ripartizione geografica e di servizi. Inoltre, era prudente basarsi sulle tariffe 1993, poiché vi era stato un aumento rispetto al periodo precedente (1989-1992): servendosi delle tariffe 1993 come base di raffronto era quindi possibile porre in rilievo un'eventuale differenza fra le tariffe praticate dalla Sécuripost nei confronti della Posta e le tariffe di mercato tra il 1990 e il 1993. Secondo la Commissione, dal raffronto quantitativo presentato dalle autorità francesi, nel quale si tiene conto soltanto di alcune delle costrizioni, risulta che le tariffe praticate dalla Sécuripost tra il 1990 e il 1993 nei confronti della propria società madre non erano eccessive, ma anzi erano analoghe a quelle praticate nei confronti di clienti terzi, in particolare se si tiene conto delle suddette costrizioni. Le costrizioni in oggetto, volute dalla Posta, e le corrispondenti tariffe risultavano in un reddito giornaliero per furgone inferiore a quello realizzato con la catena Casino. Anche l'analisi delle tariffe che la Sécuripost ha praticato tra il 1990 e il 1992 nei confronti di clienti diversi dalla catena Casino conferma che le tariffe praticate nei confronti della Posta non erano eccessive: in effetti risulta che, a struttura geografica equivalente, la tariffa media per il periodo 1990-1992 praticata nei confronti della Posta era superiore soltanto dello 0,4 % alla tariffa offerta a tali clienti. Quindi, tra il maggio 1990 e il 1993 la Sécuripost non ha ricevuto nessun aiuto statale per la fatturazione dei servizi da essa prestati alla Posta.
(55) Per quanto riguarda gli anni 1987-1989, a quell'epoca la Sécuripost non realizzava un fatturato rilevante con clienti diversi dalla Posta: di conseguenza, le autorità francesi non sono state in grado di fornire elementi di raffronto tra i prezzi di mercato e quelli che la Sécuripost praticava nei confronti della Posta. Nondimeno, in base alle tariffe indicate dalle autorità francesi per i clienti diversi dalla Posta nel periodo 1990-1992, la Commissione ha effettuato una estrapolazione delle tariffe di mercato per il periodo 1987-1989, il che, per una struttura geografica di servizio equivalente a quelle della Posta, ha portato a una stima della tariffa di mercato pari a circa 248 FRF al servizio. La tariffa risultante da una simile stima non può essere raffrontata direttamente con quella praticata dalla Sécuripost nei confronti della Posta, poiché è stata estrapolata in base alle tariffe applicate tra il 1990 e il 1992 nei confronti di clienti con una copertura geografica più limitata di quella della Posta. Inoltre, poiché la stima di tale tariffa risultava da una estrapolazione per il periodo 1987-1989 dei prezzi di mercato in base alle tariffe che la Sécuripost praticava tra il 1990 e il 1992 nei confronti dei clienti diversi dalla Posta, non è pertinente analizzare i divari annuali tra questa tariffa estrapolata e la tariffa applicata nei confronti della Posta: può condurre a una conclusione valida soltanto l'analisi della differenza media constatata nel periodo 1987-1992 tra le tariffe (estrapolate o effettive) praticate nei confronti rispettivamente della Posta e degli altri clienti. Tale differenza media è stata di circa il 5 %. Tenuto conto delle costrizioni specifiche dei servizi della Posta, una simile differenza non risulta eccessiva. Di conseguenza, la Commissione ritiene che non costituisca aiuto di Stato l'importo delle tariffe praticate dalla Sécuripost nei confronti della Posta nel periodo 1987-1989,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Non costituiscono aiuti di Stato, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, i provvedimenti a favore della Sécuripost formanti oggetto della decisione della Commissione di avviare il procedimento(9), e cioè il distacco di funzionari della Posta presso la Sécuripost, il non versamento da parte della Sécuripost di contributi alle casse di assicurazione contro la disoccupazione, il fatto che la Posta abbia permesso alla Sécuripost di occupare locali di sua proprietà, la manutenzione dei veicoli della Sécuripost da parte del Service National des Ateliers et Garages des PTT (SNAG), la concessione alla Sécuripost, per il 1989, di un anticipo di 15 milioni di FRF da parte della Sofipost (holding della Posta) e le tariffe che la Sécuripost ha praticato nei confronti della Posta.
Articolo 2
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 20 luglio 1999.

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