Document ID: 32002D0059

Decisione della Commissione
del 23 gennaio 2002
relativa alle disposizioni nazionali previste dal Regno dei Paesi Bassi, notificate ai sensi dell'articolo 95, paragrafo 5, del trattato CE, concernenti le restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso del legno trattato con creosoto
[notificata con il numero C(2002) 97]
(Il testo in lingua olandese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/59/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95, paragrafo 6,
considerando quanto segue:
I. I FATTI
1. LEGISLAZIONE COMUNITARIA
(1) La direttiva 76/769/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi(1), come modificata da ultimo dalla direttiva 2001/90/CE della Commissione(2), proibisce e limita l'uso di talune sostanze e preparati pericolosi. La direttiva 76/769/CEE è periodicamente modificata per includere nel suo allegato ulteriori sostanze pericolose per l'uomo e per l'ambiente.
(2) La direttiva 94/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(3) ha modificato la direttiva 76/769/CEE al fine di armonizzare tra l'altro l'uso e l'immissione sul mercato del creosoto e di distillati simili (catrame di carbone) e dei preparati che li contengono, limitando la concentrazione di un componente specifico, il benzo[a]pirene (qui di seguito B[a]P), e dei fenoli estraibili in acqua per il trattamento del legno (punto 32 dell'allegato alla direttiva 94/60/CE). Il limite per il B[a]P è fissato ad un massimo di 0,005 % in massa (= 50 ppm) e il limite per i fenoli estraibili in acqua ad un massimo del 3 % in massa (= 30 g/kg). Il legno trattato con creosoto o con preparati contenenti creosoto che non rispetta questi limiti non può essere immesso sul mercato.
(3) In via di deroga, la direttiva 94/60/CE consente l'uso del creosoto e dei preparati contenenti creosoto per il trattamento del legno negli impianti industriali se la concentrazione di B[a]P è inferiore allo 0,05 % in massa (= 500 ppm) e se la concentrazione di fenoli estraibili in acqua è inferiore al 3 % in massa (= 30 g/kg). Questi prodotti non possono essere venduti al pubblico e i contenitori debbono recare un'etichetta su cui deve figurare la dicitura: "Unicamente per uso in impianti industriali". Il legno trattato in questo modo e immesso sul mercato per la prima volta può essere usato soltanto per applicazioni industriali e professionali, ad esempio per ferrovie, linee di telecomunicazione e di trasporto di energia elettrica, staccionate, porti o vie d'acqua, ad eccezione di alcuni casi dove il suo uso è escluso, ad esempio all'interno di edifici, a contatto con prodotti destinati al consumo umano o animale, nei campi da gioco e in altri luoghi di pubblica ricreazione all'aria aperta o qualora esista il rischio che venga a contatto con la pelle. Il legno trattato da molto tempo o immesso sul mercato dei prodotti usati può essere utilizzato a prescindere dal tipo di creosoto impiegato, tranne nei casi sopramenzionati.
(4) In data 26 ottobre 2001 è stata adottata la direttiva 2001/90/CE della Commissione che adegua per la settima volta al progresso tecnico l'allegato I della direttiva 76/769/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi.
(5) In conformità alle disposizioni emendate, il creosoto non può essere utilizzato per il trattamento del legno e il legno così trattato non può essere immesso sul mercato. Tuttavia, in deroga a quanto sopra, il creosoto può essere utilizzato per il trattamento del legno in impianti industriali oppure da parte di utilizzatori professionali per nuovi trattamenti in situ se contiene una concentrazione di B[a]P inferiore allo 0,005 % in massa e una concentrazione di fenoli estraibili con acqua inferiore al 3 % in massa. Tali sostanze e preparati non possono essere venduti al pubblico e possono essere immessi sul mercato soltanto in imballaggi con una capacità pari o superiore a 20 litri. L'imballaggio deve recare la seguente dicitura: "Unicamente per uso in impianti industriali oppure da parte di utilizzatori professionali".
(6) Il legno trattato in questo modo o trattato nuovamente in situ può essere impiegato solo per usi professionali e industriali: ad esempio, opere ferroviarie, linee di telecomunicazione e di trasporto di energia elettrica, staccionate, usi agricoli, porti o vie fluviali. Il suo uso è proibito all'interno di edifici, in campi da gioco, in parchi, giardini e altri luoghi di pubblica ricreazione all'aria aperta in cui vi è un rischio di frequenti contatti con la pelle, per la fabbricazione di mobili da giardino o a contatto con prodotti destinati al consumo umano o animale. Il legno trattato con creosoto prima dell'entrata in vigore della direttiva può essere immesso sul mercato dei prodotti usati, tranne che nei casi sopracitati.
2. DISPOSIZIONI NAZIONALI ESISTENTI APPROVATE DALLA COMMISSIONE IN FORZA DELL'ARTICOLO 95, PARAGRAFO 4, DEL TRATTATO
(7) I Paesi Bassi hanno già ottenuto dalla Commissione una deroga che autorizza tale paese a mantenere le disposizioni nazionali incompatibili con la direttiva 94/60/CE. La pertinente richiesta ai sensi dell'articolo 95, paragrafo 4 [ex articolo 100A(4)], è stata approvata con la decisione 1999/832/CE della Commissione(4).
(8) Le differenze tra la direttiva 94/60/CE e le disposizioni nazionali dei Paesi Bassi approvate dalla decisione della Commissione sono sintetizzate nella tavola che segue:
SPAZIO PER TABELLA
(9) In sintesi, le attuali disposizioni olandesi sono più restrittive di quelle contenute nella direttiva 94/60/CE sotto molteplici aspetti:
- l'uso in impianti industriali di creosoto con una concentrazione di B[a]P nella gamma 50-500 ppm è vietato,
- la conservazione del legno deve essere effettuata secondo una tecnica specifica (pressione/vuoto) in impianti speciali,
- in alcuni casi è escluso l'uso del creosoto per la conservazione del legno anche se la sua concentrazione di B[a]P è inferiore a 50 ppm.
3. DISPOSIZIONI NAZIONALI PREVISTE
(10) I Paesi Bassi intendono adottare nuove disposizioni nazionali, che vanno oltre le misure previste ai sensi della direttiva 94/60/CE, tramite l'emendamento della decisione sui rivestimenti contenenti idrocarburi policiclici aromatici (Besluit PAK-houdende coatings) nel quadro della legge sui prodotti chimici (legno trattato con creosoto).
(11) L'articolo 8 bis nella nuova Sezione 4.a della decisione di cui sopra prevede che "a partire dalla data determinata mediante regio decreto è proibito importare nei Paesi Bassi, utilizzare, fornire a terzi o tenere a disposizione per la vendita sul mercato olandese legno trattato con creosoto per applicazioni comportanti il contatto di tale legno con le acque di superficie e sotterranee".
(12) Il divieto non si applica al legno trattato con creosoto posto in opera prima della data da determinarsi mediante regio decreto fintanto che sarà mantenuta l'attuale destinazione. Altre due eccezioni riguardano il legno trattato con creosoto:
- vincolato a un regime doganale e destinato al transito, al deposito doganale o all'ammissione temporanea in conformità alle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 16, del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio,
- originario di uno Stato membro dell'Unione europea o di uno Stato membro del SEE e non destinato alla vendita sul mercato olandese.
(13) L'articolo 8 ter della decisione emendata prevede che chiunque importi, fornisca o tenga a disposizione per la vendita sul mercato legno trattato con creosoto cui non si applica il divieto tenga un registro in proposito e dimostri a richiesta che il legno trattato con creosoto in questione non è destinato agli usi cui si riferisce il divieto. Nel registro sono da annotare come minimo:
- il nome e l'indirizzo del produttore o del fornitore dal quale è stato acquistato il legno trattato con creosoto,
- la data in cui il legno trattato con creosoto è stato consegnato dal produttore o dal fornitore,
- il settore di applicazione del legno trattato con creosoto,
- il nome e l'indirizzo della persona cui il legno trattato con creosoto è stato consegnato o messo a disposizione,
- la data di consegna del legno trattato con creosoto,
- la quantità di legno trattato con creosoto ricevuta o consegnata.
II. PROCEDURA
(14) La direttiva 94/60/CE è stata adottata il 20 dicembre 1994. Gli Stati membri erano tenuti a adottare le disposizioni necessarie per conformarvisi entro un anno dalla sua adozione, ossia entro il 20 dicembre 1995, e a metterle in vigore a decorrere dal 20 giugno 1996.
(15) Come indicato in precedenza, i Paesi Bassi sono stati autorizzati con la decisione 1999/832/CE a mantenere le disposizioni nazionali esistenti in materia di uso del creosoto, più restrittive di quelle della direttiva 94/60/CE.
(16) Con lettera del 23 gennaio 2001, la rappresentanza permanente dei Paesi Bassi ha notificato alla Commissione che tale paese, in conformità all'articolo 95, paragrafo 5, del trattato CE, intendeva introdurre disposizioni in merito al legno trattato con creosoto che vanno oltre le disposizioni previste dalla direttiva 94/60/CE. I Paesi Bassi ritenevano necessaria l'introduzione di tali disposizioni nazionali al fine di proteggere l'ambiente in relazione a un problema specifico insorto in tale paese dopo l'adozione della direttiva 94/60/CE.
(17) Con lettera datata 22 febbraio 2001 la Commissione ha informato le autorità olandesi di aver ricevuto la notifica ai sensi dell'articolo 95, paragrafo 5, e che il periodo di sei mesi per il suo esame previsto dall'articolo 95, paragrafo 6, iniziava il 26 gennaio 2001, giorno successivo a quello del ricevimento della notifica.
(18) Con lettera del 17 aprile 2001 la Commissione ha informato gli altri Stati membri della richiesta pervenuta dai Paesi Bassi. La Commissione ha anche pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(5) una notifica in merito alla richiesta olandese, al fine di portare a conoscenza delle altre parti interessate le disposizioni nazionali che i Paesi Bassi intendono adottare.
(19) L'oggetto della notifica dei Paesi Bassi appariva a prima vista una questione complessa e non implicava pericoli per la salute umana, la Commissione ha invitato il comitato scientifico della tossicità, ecotossicità e dell'ambiente (in appresso CSTEE) a esprimere un parere in materia. Il 12 giugno 2001 il comitato CSTEE(6) ha confermato che l'oggetto della richiesta olandese costituisce una questione complessa e non implica direttamente pericoli per la salute umana.
(20) Alla luce del parere del comitato CSTEE, il 13 luglio 2001 la Commissione ha adottato la decisione 2001/599/CE(7) ai sensi del terzo comma dell'articolo 95, paragrafo 6, del trattato, con la quale prolunga per un ulteriore periodo di sei mesi il periodo di sei mesi di cui al secondo comma dell'articolo 95, paragrafo 6, entro il quale deve essere adottata una decisione, al fine di consentire un'approfondita valutazione di tutte le prove fornite. La decisione è stata notificata ai Paesi Bassi in data 13 luglio 2001.
(21) La Commissione ha successivamente chiesto al comitato CSTEE di formulare un parere sul merito delle prove fornite dai Paesi Bassi. Più in particolare al comitato è stato chiesto di esprimere un parere sul fatto che i Paesi Bassi abbiano fornito nuove prove scientifiche comprovanti che l'uso del legno trattato con creosoto a contatto con le acque di superficie e sotterranee presenta rischi per l'ambiente e, in caso affermativo, se tali rischi sono specifici ai Paesi Bassi. Il comitato ha adottato il suo parere in data 30 ottobre 2001(8).
(22) Come indicato in precedenza, le disposizioni della direttiva 76/769/CEE in merito al creosoto e al legno trattato con creosoto sono state emendate con la direttiva 2001/90/CE ed entreranno in vigore negli Stati membri entro il 30 giugno 2003.
III. VALUTAZIONE
1. CONSIDERAZIONI DI AMMISSIBILITÀ
(23) La notifica presentata dalle autorità dei Paesi Bassi il 25 gennaio 2001 mira a ottenere l'autorizzazione all'introduzione di disposizioni nazionali incompatibili con la direttiva 94/60/CE, la quale costituisce una misura di armonizzazione adottata sulla base dell'articolo 95 del trattato.
(24) L'articolo 95, paragrafo 5, del trattato prevede che, allorché, dopo l'adozione da parte del Consiglio e della Commissione di una misura di armonizzazione, uno Stato membro ritenga necessario introdurre disposizioni nazionali fondate su nuove prove scientifiche inerenti alla protezione dell'ambiente o dell'ambiente di lavoro, giustificate da un problema specifico a detto Stato membro insorto dopo l'adozione della misura di armonizzazione, esso notifica le disposizioni previste alla Commissione precisando i motivi dell'introduzione delle stesse.
(25) Dalla comparazione delle disposizioni della direttiva 94/60/CE con quelle che i Paesi Bassi intendono adottare si evince che le disposizioni nazionali sono più restrittive di quelle contenute nella direttiva sotto i seguenti aspetti:
- l'immissione sul mercato e l'uso del legno trattato con creosoto per applicazioni che implicano il contatto con le acque (sotterranee) sono proibiti a prescindere dalla concentrazione di B[a]P o di fenoli solubili in acqua nei prodotti a base di creosoto utilizzati per il trattamento,
- il legno trattato da molto tempo con creosoto è soggetto allo stesso divieto se viene rimosso dall'attuale luogo di applicazione.
(26) Occorre ricordare che la direttiva 76/464/CEE del Consiglio, del 4 maggio 1976, concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico(9), si applica all'installazione da parte di un soggetto di legno trattato con creosoto nelle acque di superficie(10). Tale direttiva, tuttavia, riguarda l'autorizzazione preventiva di qualsiasi scarico tra l'altro nelle acque interne superficiali, nelle acque marine territoriali e nelle acque interne del litorale e non contempla l'immissione sul mercato di legno trattato con creosoto, né prevede un divieto generalizzato all'uso del legno trattato con creosoto a contatto con le acque di superficie. Pertanto una disposizione nazionale volta a bandire totalmente l'immissione sul mercato e l'uso di legno trattato con creosoto per applicazioni implicanti un contatto con le acque di superficie travalicherebbe le disposizioni previste nella direttiva 76/464/CE e risulterebbe incompatibile con la direttiva 94/60/CE.
(27) Inoltre la direttiva 80/68/CEE del Consiglio, del 17 dicembre 1979, concernente la protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose(11), contempla l'installazione da parte di un soggetto di legno trattato con creosoto a diretto contatto con le acque sotterranee se gli idrocarburi policiclici aromatici (in appresso IPA) lisciviati dal legno trattato sono rilevati in quantità o concentrazioni preoccupanti. In tali circostanze, l'uso di legno trattato con creosoto a contatto con le acque sotterranee è proibito ai sensi di tale direttiva. La direttiva tuttavia non vieta totalmente l'uso del legno trattato con creosoto a contatto con le acque sotterranee, né si applica all'immissione sul mercato di legno trattato con creosoto. Pertanto una disposizione nazionale volta a proibire l'immissione sul mercato e l'uso di legno trattato con creosoto per applicazioni implicanti un contatto con le acque sotterranee travalicherebbe le disposizioni previste nella direttiva 80/68/CEE e risulterebbe incompatibile con la direttiva 94/60/CE.
(28) Come richiesto dall'articolo 95, paragrafo 5, del trattato, i Paesi Bassi hanno notificato alla Commissione l'effettiva formulazione delle disposizioni travalicanti quelle previste nella direttiva 94/60/CE, che tale paese intende introdurre, allegando alla richiesta una spiegazione dei motivi che, a suo parere, giustificano l'introduzione di tali disposizioni.
(29) La notifica presentata dai Paesi Bassi al fine di ottenere l'autorizzazione all'introduzione di disposizioni nazionali in deroga alle disposizioni della direttiva 94/60/CE è pertanto da considerare ammissibile ai sensi dell'articolo 95, paragrafo 5, del trattato CE.
2. VALUTAZIONE DI MERITO
(30) Conformemente alle disposizioni dell'articolo 95 del trattato, la Commissione deve accertarsi che siano soddisfatte tutte le condizioni che consentono a uno Stato membro di avvalersi delle possibilità di deroga previste da tale articolo.
(31) La Commissione deve pertanto verificare se sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 95, paragrafo 5, del trattato. Tale articolo richiede che, allorché uno Stato membro ritenga necessario introdurre disposizioni nazionali in deroga a una misura di armonizzazione, tali disposizioni siano fondate su:
a) nuove prove scientifiche inerenti alla protezione dell'ambiente o dell'ambiente di lavoro;
b) un problema specifico a detto Stato membro insorto dopo l'adozione della misura di armonizzazione.
(32) Inoltre, conformemente all'articolo 95, paragrafo 6, del trattato, la Commissione, qualora consideri giustificata l'introduzione di siffatte disposizioni nazionali, deve verificare se esse costituiscano o no uno strumento di discriminazione arbitraria o una restrizione dissimulata nel commercio tra gli Stati membri e se rappresentino o no un ostacolo al funzionamento del mercato interno.
2.1. CREOSOTO - INFORMAZIONI GENERALI
(33) Il creosoto è una miscela complessa di oltre 200 composti chimici, in prevalenza idrocarburi aromatici nonché composti fenolici e composti aromatici azotati e solfati. È un distillato medio-pesante del catrame di carbone (temperatura di ebollizione circa 200-400 °C).
(34) Il creosoto può contenere oltre 30 diversi idrocarburi policiclici aromatici (IPA) con una possibile concentrazione totale di IPA dell'85 %. I più importanti sono:
- acenaftene,
- naftalene,
- fenantrene,
- antracene,
- fluorene,
- fluorantene,
- crisene,
- trifenilene,
- benzo[a]antracene,
- benzo[b]fluorantene,
- benzo[k]fluorantene,
- benzo[a]pirene.
(35) Il benzo[a]pirene (B[a]P) è uno degli IPA più studiati e la concentrazione di B[a]P è usata come indicatore o sostanza marker a scopi di classificazione e non riflette di per sè la concentrazione totale di IPA del creosoto. In funzione del tipo di creosoto di cui si tratta, la concentrazione di B[a]P può variare tra 0,003 e 0,3 % in peso (30-3000 ppm). Una distillazione raffinata di catrame di carbone con selezione delle frazioni può portare a concentrazioni di B[a]P o fenolo inferiori. L'Istituto dell'Europa occidentale per la conservazione del legno (Western Europeean Institute for Wood Preservation) ha sviluppato diverse norme industriali, caratterizzate principalmente da concentrazioni diverse di frazioni di distillazione specificate e, elemento particolarmente importante in questo contesto, diverse concentrazioni di B[a]P. I valori limiti per le norme di classificazione sono 500 ppm e 50 ppm.
(36) Sono possibili modifiche alle proprietà fisiche e chimiche del creosoto se esse sono necessarie per scopi legati all'uso del prodotto o ambientali. È possibile creare un prodotto a viscosità inferiore, talvolta chiamato carbolineum, che si adatta meglio alle applicazioni a pennello, incorporando componenti con un punto d'ebollizione inferiore. La direttiva 94/60/CE non opera una distinzione: essa concerne e tratta in maniera identica tutta una serie di diversi distillati del catrame di carbone, tutti specificati in base al loro nome e ai numeri Einecs e CAS.
(37) Il creosoto è usato principalmente e quasi esclusivamente come agente di conservazione del legno. Le applicazioni industriali e professionali su larga scala sono di gran lunga le più importanti: traversine ferroviarie, pali per linee elettriche aeree, opere idrauliche (protezione delle sponde), staccionate, pali per l'agricoltura e la frutticoltura. Il creosoto e altri prodotti simili sono anche usati da singoli consumatori per la conservazione del legno.
(38) Le proprietà più importanti del creosoto sono:
- grande efficacia fungicida,
- grande efficacia insetticida,
- lunga durata,
- resistenza alla lisciviazione e alle intemperie.
(39) Una piccolissima quantità di creosoto è contenuta nei farmaci per la cura di alcune malattie della pelle come la psoriasi.
Effetti ecotossicologici
(40) In vari paesi si sono verificati casi di contaminazione ambientale da creosoto, spesso riconducibili a vecchi impianti di trattamento del legno. La maggior parte delle informazioni sulla dispersione del creosoto nell'ambiente derivano infatti da fuoriuscite industriali di creosoto e dalla contaminazione residua di impianti di creosoto in disuso. La contaminazione ambientale è stata individuata da un'analisi di composti di IPA selezionati, in particolare B[a]P.
(41) Il creosoto è tossico per alcuni organismi nel terreno e altamente tossico per gli organismi acquatici (con valori 96h LC-50 spesso inferiori a 1 mg/l). Molti suoi componenti hanno un effetto di bioaccumulo.
(42) Le caratteristiche principali degli IPA nell'ambiente sono:
- gli IPA si legano fortemente alla materia organica del terreno,
- il ritmo di degradazione degli IPA nel terreno e in altri comparti ambientali è in genere lento; i residui di creosoto possono persistere per molti anni nell'ambiente ( &gt; 20-30 anni),
- i principali processi di decomposizione sono la fotodegradazione (per effetto cioè dei raggi solari) e la degradazione microbica (ad opera di alcuni batteri); la degradazione microbica può verificarsi in condizioni aerobiche e anaerobiche. I composti di IPA con quattro anelli e più possono essere scarsamente degradabili,
- gli IPA che finiscono nei corsi d'acqua si trasferiscono rapidamente nei sedimenti,
- nei corsi d'acqua, la maggior parte degli IPA con peso molecolare inferiore sono principalmente rimossi mediante degradazione microbica e i composti con peso molecolare più elevato mediante fotoossidazione e sedimentazione. La degradazione microbica degli IPA maggiormente solubili in acqua si verifica in condizioni aerobiche e anaerobiche. Nelle specie acquatiche è stato osservato un effetto di bioaccumulo dei costituenti degli IPA.
(43) Le emissioni di IPA nell'aria, nell'acqua e nel terreno possono verificarsi durante i processi di impregnazione e di stoccaggio nel luogo d'impregnazione, nonché durante l'uso del legno trattato. Gli IPA riscontrati nei diversi comparti ambientali sono però di varia origine (ad esempio tutti i processi di combustione, il traffico, ecc.) ed è spesso difficile attribuire i loro livelli a una fonte particolare come il legno trattato con creosoto.
(44) Uno studio(12) condotto in Svezia sui pali impregnati con creosoto ha rilevato che dopo essere rimasti 40 anni nel terreno tali pali avevano perso una parte dei composti contenuti nel creosoto, soprattutto quelli con il punto d'ebollizione più basso (&lt; 270 °C). La parte dei pali sporgente dal terreno aveva perso la quantità maggiore. La mobilità dei composti lisciviati è risultata tuttavia molto bassa in quanto è stato possibile rilevarli soltanto nel terreno a stretto contatto con i pali. Ciò si accorda con l'osservazione che la mobilità nel terreno degli IPA è estremamente bassa a causa del loro forte assorbimento nella materia organica.
(45) La presenza di livelli elevati di IPA in ambienti acquatici è stata spesso attribuita alla presenza di legno trattato con creosoto. La migrazione di componenti del creosoto dal legno trattato alle acque è più elevata nelle acque dolci che nell'acqua di mare, come dimostrato in molti studi. La migrazione sembra essere più limitata nell'acqua di mare; secondo uno studio, dopo 10 anni di permanenza in mare, i pali di fondazione mantenevano il 93 % della composizione originaria dei composti di creosoto(13). L'inquinamento dei sedimenti a causa della lisciviazione di creosoto dalle strutture di protezione delle sponde è stato documentato nei Paesi Bassi(14) e anche da studi sull'inquinamento derivante da impianti di impregnazione in disuso.
(46) Quanto all'esposizione degli esseri umani, sono pochi i dati disponibili sull'inquinamento ambientale dovuto a IPA derivanti dal creosoto.
2.2. LA POSIZIONE DEI PAESI BASSI
(47) Viene fornita una descrizione di tutte le pertinenti argomentazioni alla base delle disposizioni notificate.
(48) I Paesi Bassi sono del parere che nuovi dati scientifici inerenti alla protezione dell'ambiente in relazione ad un problema insorto in tale paese dopo l'adozione della direttiva 94/60/CE giustificano l'introduzione delle disposizioni nazionali notificate.
(49) A tali nuovi dati scientifici è fatto in parte riferimento nelle decisioni 1999/832/CE(15), 1999/833/CE(16), 1999/834/CE(17) e 1999/835/CE(18) della Commissione sulle disposizioni nazionali notificate rispettivamente dal Regno dei Paesi Bassi, dalla Repubblica federale di Germania, dal Regno di Svezia e dal Regno di Danimarca concernenti le restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso del creosoto. Inoltre i Paesi Bassi fanno riferimento a uno studio(19) recentemente completato in tale paese (qui di seguito indicato come studio RIVM) sui rischi ambientali derivanti dall'uso del legno trattato con creosoto a contatto con le acque e il terreno, che fornisce ulteriori informazioni in proposito.
(50) Nelle decisioni di cui sopra la Commissione menzionava di taluni rischi potenziali per gli ambienti acquatici derivanti dalla lisciviazione degli IPA dal legno trattato con creosoto a contatto con l'acqua. Veniva fatto riferimento anche a uno studio olandese realizzato nel 1995(20) e alla sua successiva revisione condotta da un consulente su incarico della Commissione(21), indicanti che i composti di creosoto lisciviati dalle strutture di protezione delle sponde avevano causato l'inquinamento dei sedimenti acquatici nei Paesi Bassi.
(51) Nella decisione 1999/832/CE la Commissione, sulla base di tali dati, conclude la sua valutazione riconoscendo che: "Le autorità dei Paesi Bassi hanno dimostrato che la specifica situazione geografica del loro paese che necessita un'ampia protezione della sponda dei corsi d'acqua ha portato ad un consumo di legno trattato con creosoto che per superficie è il più elevato in tutta l'Unione europea. La lisciviazione dei componenti del creosoto nei corsi d'acqua ha causato l'inquinamento della maggior parte dei sedimenti con composti IPA superiori ai limiti accettabili. Nei Paesi Bassi sono pertanto giustificate misure per ridurre maggiormente la lisciviazione di questi composti nell'ambiente acquatico"(22).
(52) Lo studio RIVM recentemente completato contiene una valutazione dei rischi per l'ambiente nei Paesi Bassi derivanti dal legno trattato con creosoto ai fini della sua conservazione. Esso contiene dati su diversi componenti del creosoto, ossia sei IPA. Nella direttiva 94/60/CE, il B[a]P è considerato come rappresentativo degli IPA nel creosoto. Lo studio RIVM, tuttavia, indica che sono disponibili maggiori dati per altri IPA nell'ambiente.
(53) La valutazione dei rischi si è basata sugli standard qualitativi ambientali indicati nella quarta nota sulla gestione delle acque [Vierde Nota Waterhuishouding] del 1997 e nella pubblicazione dal titolo "Stoffen en Normen" [Sostanze e norme] del 1999 del ministero competente per le abitazioni, l'assetto territoriale e l'ambiente. Il "Rischio ammissibile massimo" [Maximaal Toelaatbaar Risiconiveau - MTR] è il livello qualitativo minimo cui devono ottemperare le acque di superficie, i sedimenti e il terreno.
(54) Al fine di valutare se i livelli indicati negli standard qualitativi ambientali erano stati superati, si è provveduto a determinare la concentrazione di IPA per ciascuno di questi sulla base di calcoli di modello e di dati di monitoraggio.
(55) Le conclusioni della valutazione dei rischi per le acque di superficie, i sedimenti e il terreno sono specificate qui di seguito.
Acque di superficie
(56) I calcoli di modello condotti nello studio hanno dimostrato che le concentrazioni della maggior parte degli IPA selezionati erano di molte volte superiori all'MTR se il legno trattato con creosoto era impiegato per la protezione delle sponde. I livelli calcolati andavano da 18 a circa 500 volte l'MTR nei primi 3-5 giorni d'impiego. Tali calcoli di modello sono stati corroborati dai dati delle concentrazioni misurate in prossimità delle strutture di protezione delle sponde di recente posa in opera, che risultavano da 10 a molte migliaia di volte superiori all'MTR.
(57) I risultati ottenuti da campioni prelevati a distanze diverse dalle strutture di protezione delle sponde in legno trattato con creosoto hanno evidenziato chiaramente che tale legno rappresenta effettivamente la causa delle accresciute concentrazioni di IPA. È stato pertanto tratta la conclusione che l'uso di legno trattato con creosoto per le strutture di protezione delle sponde rappresenta una minaccia per la qualità delle acque di superficie a livello locale.
(58) Sulla base di calcoli di modello, basati sulla lunghezza delle sponde in chilometri e sulla percentuale di tali sponde protette con legno trattato con creosoto in una data area gestita da un'amministrazione delle acque, è stato calcolato l'ammontare di IPA rilasciato in un anno. Si è rilevato che, data l'attuale lunghezza delle sponde protette con legno trattato con creosoto nell'area in questione, l'MTR per il fluorantene verrebbe notevolmente superato. Tenuto conto anche del fatto che altri MTR sono oltrepassati non soltanto in una singola area gestita da un'amministrazione delle acque ma anche in diverse altre parti del paese quali West-Overijssel e Zuid-Holland, si è concluso che si tratta di un problema di portata nazionale.
Sedimenti
(59) I calcoli di modello hanno dimostrato che le concentrazioni della maggior parte degli IPA selezionati risultavano da 5 a 95 volte superiori all'MTR. Tali calcoli di modello sono stati confermati in generale dai dati delle concentrazioni misurate in prossimità delle strutture di protezione delle sponde di recente posa in opera, secondo i quali i livelli sono superati fino ad un massimo di tre volte.
(60) I risultati ottenuti dai campioni prelevati a distanze diverse dalle strutture di protezione delle sponde in legno trattato con creosoto hanno evidenziato chiaramente che tale legno rappresenta effettivamente la causa delle accresciute concentrazioni di IPA. Si può concludere che l'uso del legno trattato con creosoto per le strutture di protezione delle sponde rappresenta una minaccia per la qualità dei sedimenti a livello locale.
(61) Sulla base di calcoli di modello, basati sulla lunghezza delle sponde in chilometri e sulla percentuale di tali sponde protette con legno trattato con creosoto in una data area gestita da un'amministrazione delle acque, è stato calcolato l'ammontare di IPA rilasciato in un anno. Si è rilevato che data l'attuale lunghezza delle sponde protette con legno trattato con creosoto nell'area in questione, l'MTR per il fenantrene verrebbe notevolmente superato.
(62) Poiché questo e altri MTR sono oltrepassati non soltanto in una singola area gestita da un'amministrazione delle acque ma anche in diverse parti del paese quali West-Overijssel e Zuid-Holland, si è concluso che si tratta di un problema di portata nazionale.
Terreno e acque sotterranee
(63) I calcoli di modello per il terreno e le acque sotterranee mostrano che gli MTR per tre dei sei IPA risulterebbero oltrepassati fino a un massimo di 47 volte. Dalle poche misurazioni disponibili risulterebbe in pratica che il creosoto è effettivamente lisciviato dal legno trattato e che gli MTR per il terreno sono oltrepassati, in particolare nel caso dei terreni nelle immediate vicinanze del legno trattato.
(64) Il modello ha previsto che lo standard di 0,1 ìg/l per le acque sotterranee verrebbe oltrepassato nelle immediate vicinanze del legno nella fase saturata, ma non esistono dati di misurazioni che possano confermare o confutare tale previsione. È possibile l'infiltrazione delle acque sotterranee (a una profondità non eccessiva) da parte di acque di superficie contaminate. In tal caso, il terreno (sedimento) può addirittura fungere da filtro. Non sono disponibili misurazioni neppure a supporto di tali ipotesi.
(65) I Paesi Bassi sottolineano che i risultati dello studio RIVM devono essere letti tenendo conto delle peculiarità della situazione esistente in tale paese, come riconosciuto dalla Commissione nella sua decisione 1999/832/CE. Pertanto i problemi ambientali sopraindividuati attestano l'esistenza di un problema specifico nei Paesi Bassi a causa della particolare situazione geografica di tale paese e del massiccio ricorso al legno trattato con creosoto nell'ambiente acquatico rispetto agli altri Stati membri.
(66) I Paesi Bassi osservano infine che tale problema specifico è emerso dopo l'adozione della direttiva. In effetti la situazione dell'esposizione nonché i rischi da questa derivanti non erano noti al momento dell'adozione della direttiva 94/60/CE.
2.3. VALUTAZIONE DELLA POSIZIONE DEI PAESI BASSI
2.3.1. L'onere della prova
(67) Occorre sottolineare che, alla luce delle scadenze di cui all'articolo 95, paragrafo 6, del trattato, la Commissione, nell'esaminare se le disposizioni nazionali proposte, notificate ai sensi dell'articolo 95, paragrafo 5, sono giustificate, deve basarsi sui "motivi" avanzati dallo Stato membro. Ciò significa che, secondo il trattato, incombe allo Stato membro in questione dimostrare che si tratta di misure giustificate. Visto il quadro procedurale definito dall'articolo 95, ivi compresa, in particolare, una precisa scadenza per l'adozione di una decisione, la Commissione deve normalmente limitarsi all'esame della pertinenza degli elementi presentati dallo Stato membro interessato, senza dover ricercare autonomamente altre possibili giustificazioni.
2.3.2. Nuove prove scientifiche inerenti alla protezione dell'ambiente o dell'ambiente di lavoro
(68) A sostegno della loro richiesta i Paesi Bassi hanno presentato una notevole quantità di documenti. È stato fatto riferimento anche a taluni studi messi a disposizione nel quadro della precedente richiesta presentata alla Commissione ai sensi dell'articolo 95, paragrafo 4, del trattato [alla base della decisione 1999/832/CE della Commissione(23)].
(69) Lo studio olandese presentato nel quadro della precedente richiesta di deroga(24) e la sua successiva revisione(25) hanno già evidenziato che la lisciviazione di IPA dal legno trattato con creosoto utilizzato per vaste opere di protezione delle sponde dei corsi d'acqua nei Paesi Bassi si è tradotta in rischi inaccettabili per uno specifico comparto acquatico, ossia forte contaminazione di sedimenti.
(70) Come indicato in precedenza, tutta la nuova documentazione fornita dai Paesi Bassi è stata presentata per valutazione al comitato CSTEE. La revisione di tale comitato si è incentrata in particolare sulla valutazione dei rischi ambientali condotta dalle autorità olandesi come documentato nello studio RIVM.
(71) Nell'esaminare la documentazione scientifica presentata, il comitato CSTEE nota che la metodologia olandese differisce da quella normalmente impiegata nello sviluppo della valutazione dei rischi in quanto fa ricorso al rapporto concentrazione ambientale prevista/concentrazione più bassa alla quale si manifestano effetti [PEC/L(E)C50] anziché al normale rapporto concentrazione ambientale prevista/prevedibile concentrazione priva di effetti (PEC/PNEC). Si è osservato tuttavia che la metodologia è stata tradotta nell'approccio standard e che i quozienti di rischio calcolati sono coerenti con la metodologia EU standard. Il comitato è pertanto del parere che la metodologia seguita per gli standard ambientali e le ipotesi formulate ai fini della valutazione dei rischi ambientali sono adeguate e coerenti con l'approccio comunitario standard.
(72) Il comitato osserva che la valutazione di rischio olandese per il "creosoto standard" (concentrazione di B[a]P compresa tra 50 ppm e meno di 500 ppm) per i sedimenti e le acque di superficie evidenzia un notevole superamento del PNEC per IPA specifici. L'interazione tra IPA è stata inoltre considerata come verosimile. Poiché ciò non è stato preso in considerazione dalle autorità olandesi, il comitato osserva che i rischi stimati potrebbero essere persino maggiori di quanto indicato. Il comitato è pertanto del parere che esistono per il "creosoto standard" motivi di preoccupazione riguardo agli effetti ambientali.
(73) Con riguardo al "creosoto modificato" (in cui il B[a]P è ridotto a meno di 50 ppm), il comitato nota che i livelli di antracene e di fluorantene (altre sostanze presenti nel creosoto ma non utilizzate come marker) non sono sostanzialmente ridotti in rapporto al creosoto non trattato. Poiché i quozienti di rischio (PEC/PNEC) per tali due IPA nel "creosoto standard" sono ben superiori a 1, il comitato ritiene che i soli controlli basati sul limite di B[a]P non siano adeguati.
(74) Su queste basi il comitato ritiene che i Paesi Bassi abbiano dimostrato un effettivo motivo di preoccupazione con riguardo agli impatti ambientali per i comparti acquatici, dei sedimenti e delle acque sotterranee.
(75) Alla luce di quanto precede e del fatto che i rischi ambientali sopraindicati non erano noti al momento dell'adozione della direttiva 94/60/CE, può essere tratta la conclusione che i Paesi Bassi hanno fornito nuove prove scientifiche inerenti alla protezione dell'ambiente come richiesto dall'articolo 95, paragrafo 5, del trattato.
2.3.3. Problema specifico ai Paesi Bassi insorto dopo l'adozione della direttiva 94/60/CE
(76) Occorre notare in primo luogo che i problemi ambientali indicati in precedenza non sono necessariamente specifici ai Paesi Bassi in quanto si riferiscono a una situazione generale in cui il legno trattato con creosoto è posto a contatto con le acque di superficie e/o le acque sotterranee e si ripropongono pertanto ogni qualvolta si verifica tale situazione. Nel suo parere del 30 ottobre 2001 il comitato CSTEE sottolinea che la specificità dei suddetti problemi per i Paesi Bassi dipende dalla misura in cui gli scenari dell'esposizione nei Paesi Bassi differiscono da quelli negli altri Stati membri.
(77) Si rende pertanto necessaria un'attenta valutazione di tutte le pertinenti informazioni messe a disposizione della Commissione al fine di determinare se i Paesi Bassi hanno dimostrato che i problemi ambientali sopracitati assumono particolare significato per tale paese, quale risultato di scenari di esposizione particolarmente elevata. Le informazioni pertinenti alla situazione in termini di esposizione sono esaminate separatamente per le acque di superficie e per le acque sotterranee.
Acque di superficie
(78) Nel suo parere del 30 ottobre 2001, il comitato CSTEE riconosce che il ricorso al legno trattato con creosoto a contatto con le vie d'acqua è ampiamente diffuso nei Paesi Bassi a scopi di protezione delle sponde e che i conseguenti rischi per l'ambiente acquatico in tale paese sono verosimilmente elevati. Ulteriori informazioni comparative fornite nel 1995(26) indicano che l'impiego estensivo di legno trattato con creosoto per la protezione delle sponde nei Paesi Bassi costituisce un grave problema per tale paese in confronto agli altri Stati membri. Lo studio RIVM fornisce anche una stima del livello generale di esposizione agli IPA delle acque di superficie nei Paesi Bassi quale risultato del massiccio ricorso al legno trattato con creosoto per la protezione delle sponde, che conferma che i rischi per tali acque sono elevati.
(79) Alla luce di quanto precede e tenuto anche conto del fatto che i suddetti problemi ambientali e la loro particolare significatività per i Paesi Bassi sono risultati evidenti dopo l'adozione della direttiva 94/60/CE, si può concludere che esiste nei Paesi Bassi un problema specifico ambientale insorto dopo l'adozione della direttiva a causa del massiccio ricorso al legno trattato con creosoto per la protezione delle sponde dei corsi d'acqua.
Acque sotterranee
(80) I Paesi Bassi hanno indicato come la loro specifica situazione geografica combinata con il massiccio ricorso al legno trattato con creosoto attesti l'esistenza anche di uno specifico scenario di esposizione con riguardo alle acque sotterranee.
(81) Le attuali applicazioni del legno trattato con creosoto possono effettivamente implicare un contatto con le acque sotterranee. Le staccionate, i pali per la frutticoltura, nonché per le telecomunicazioni e per le linee elettriche aeree e gli altri prodotti in legno trattato con creosoto piantati nel suolo possono raggiungere le acque sotterranee e determinare una loro contaminazione con IPA. Ciò avviene in prevalenza, se non esclusivamente, allorché la falda freatica si trova a una profondità molto bassa, prossima alla superficie.
(82) I problemi specifici derivanti dal ricorso al legno trattato con creosoto per le applicazioni sopracitate appaiono pertanto connessi all'estensione delle superfici con falde freatiche a bassa profondità e alla quantità di legno trattato con creosoto suscettibile di venire a contatto con le acque sotterranee.
(83) Le aree con falde acquifere molto vicine alla superficie coprono una vasta parte del territorio dei Paesi Bassi, in particolare nelle zone dei polder. Inoltre durante i periodi di forti piogge, le acque sotterranee possono essere riscontrate a una profondità molto bassa al di sotto della superficie. Il comparto delle acque sotterranee nei Paesi Bassi appare pertanto particolarmente vulnerabile alle applicazioni del legno trattato con creosoto di cui sopra.
(84) Tenuto conto della specifica situazione idrogeografica dei Paesi Bassi e del massiccio ricorso al legno trattato con creosoto per applicazioni suscettibili di venire a contatto con le acque sotterranee, può essere tratta la conclusione che esiste nei Paesi Bassi uno scenario di esposizione particolarmente elevata anche con riguardo alle acque sotterranee.
2.3.4. Valutazione generale
(85) I Paesi Bassi hanno dimostrato sulla base di nuove prove scientifiche inerenti alla protezione dell'ambiente che esiste in tale paese un problema specifico insorto dopo l'adozione della direttiva 94/60/CE con riguardo all'inquinamento delle acque di superficie e sotterranee con IPA lisciviati dal legno trattato con creosoto impiegato per la protezione delle sponde dei corsi d'acqua e in altre applicazioni suscettibili di venire a contatto con le acque sotterranee.
(86) La Commissione ritiene pertanto che la richiesta dei Paesi Bassi di introdurre disposizioni nazionali volte a ridurre l'esposizione agli IPA dell'ambiente acquatico di tale paese adempie a tutte le condizioni specificate nell'articolo 95, paragrafo 5.
2.4. ASSENZA DI DISCRIMINAZIONE ARBITRARIA O DI UNA RESTRIZIONE DISSIMULATA NEL COMMERCIO TRA GLI STATI MEMBRI E DI OSTACOLI AL FUNZIONAMENTO DEL MERCATO INTERNO
2.4.1. Assenza di discriminazione arbitraria
(87) In forza dell'articolo 95, paragrafo 6, la Commissione deve verificare che le previste disposizioni nazionali non costituiscano un mezzo di discriminazione arbitraria. Secondo la sentenza della Corte di giustizia, l'assenza di discriminazione significa che non si può applicare un trattamento diverso a situazioni simili, né un trattamento simile a situazioni diverse.
(88) Le previste disposizioni nazionali hanno portata generale e sono destinate ad essere applicate, per gli usi in questione, al legno trattato con creosoto sia nazionale sia importato. Di conseguenza non vi è alcuna prova che esse possano essere utilizzate come strumento di discriminazione arbitraria tra gli operatori economici nella Comunità.
2.4.2. Assenza di una restrizione dissimulata nel commercio
(89) Disposizioni nazionali più restrittive nell'ambito delle limitazioni all'immissione sul mercato e all'uso di prodotti che derogano alle disposizioni di una direttiva comunitaria costituiscono normalmente un ostacolo agli scambi. I prodotti che possono legittimamente essere immessi sul mercato nel resto della Comunità non possono essere commercializzati nello Stato membro in questione. Il paragrafo 6 dell'articolo 95 è inteso a evitare che le restrizioni basate sui criteri del paragrafo 5 vengano applicate per motivi inopportuni e che costituiscano in realtà misure economiche introdotte per impedire l'importazione di prodotti da altri Stati membri al fine di proteggere indirettamente la produzione nazionale.
(90) Si è stabilito in precedenza che esiste un concreto motivo di preoccupazione per quanto concerne l'ambiente acquatico a causa della specifica situazione generale riguardo all'esposizione nei Paesi Bassi. Pertanto l'introduzione di disposizioni nazionali sembra avere l'obiettivo di proteggere l'ambiente e non di creare una restrizione dissimulata nel commercio.
(91) Inoltre nella normativa proposta è prevista un'esenzione per il legno trattato con creosoto destinato all'esportazione. Tale eccezione è in linea con le disposizioni della direttiva 94/60/CE che consente l'immissione sul mercato di legno trattato con creosoto in ambiente acquatico.
(92) In generale la Commissione ritiene che non esista alcuna prova che le previste disposizioni nazionali, una volta adottate, rappresentino una restrizione dissimulata nel commercio tra gli Stati membri.
2.4.3. Assenza di ostacoli al funzionamento del mercato interno
(93) Tale condizione non può essere interpretata in modo da impedire l'approvazione di qualsiasi disposizione nazionale suscettibile di influenzare la realizzazione del mercato interno. In realtà, qualsiasi disposizione nazionale derogatoria rispetto a una misura di armonizzazione finalizzata all'istituzione e al funzionamento del mercato interno costituisce sostanzialmente una misura suscettibile di incidere sul mercato interno. Di conseguenza, per salvaguardare l'utilità della procedura di deroga di cui all'articolo 95 del trattato CE, la Commissione ritiene che, nel contesto dell'articolo 95, paragrafo 6, il concetto di ostacolo al funzionamento del mercato interno debba essere inteso come effetto sproporzionato rispetto all'obiettivo perseguito.
(94) Alla luce dei problemi ambientali sopra individuati e tenuto anche conto della situazione specifica dei Paesi Bassi in termini di esposizione, la Commissione ritiene che non esista alcuna prova che le previste disposizioni nazionali, una volta adottate, costituiscano un ostacolo sproporzionato al funzionamento del mercato interno.
IV. CONCLUSIONI
(95) Alla luce di quanto precede si può concludere che la richiesta dei Paesi Bassi di introdurre disposizioni nazionali in deroga alla direttiva 94/60/CE per quanto riguarda il legno trattato con creosoto presentata in data 25 gennaio 2001:
- è ammissibile,
- soddisfa le condizioni fissate dall'articolo 95, paragrafo 5, del trattato;
e che le previste disposizioni nazionali non costituiscono né uno strumento di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata nel commercio tra gli Stati membri, né un ostacolo sproporzionato al funzionamento del mercato interno.
(96) La Commissione ritiene pertanto che le previste disposizioni nazionali possano essere approvate in conformità all'articolo 95, paragrafo 6, del trattato.
(97) Le disposizioni nazionali da approvare risulterebbero tuttavia, una volta adottate, incompatibili con le disposizioni della direttiva 2001/90/CE.
(98) In conformità all'articolo 95, paragrafo 7, del trattato, la Commissione sta già valutando l'opportunità di adeguare per la seconda volta al progresso tecnico le disposizioni della direttiva 94/60/CE per quanto riguarda il creosoto e il legno trattato con creosoto sulla base delle prove scientifiche presentate dai Paesi Bassi e del parere del comitato CSTEE al riguardo,
DECIDE:
Articolo 1
Fatti salvi gli obblighi derivanti dalla direttiva 2001/90/CE, le previste disposizioni nazionali inerenti all'immissione sul mercato e all'uso del legno trattato con creosoto, notificate dal Regno dei Paesi Bassi alla Commissione con lettera datata 23 gennaio 2001, sono approvate.
Articolo 2
Il Regno dei Paesi Bassi è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 23 gennaio 2002.

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