Document ID: 31991D0109

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 1o marzo 1991 recante misure protettive contro la « nuova » malattia dei suini (91/109/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l'articolo 10,
considerando che in alcune regioni della Repubblica federale di Germania e dei Paesi Bassi sono scoppiati vari focolai di una malattia dei suini consistente apparentemente in un'infezione da agente patogeno non ancora identificato;
considerando che per il momento essa viene considerata come una nuova malattia che dà luogo ad un numero anormalmente elevato di aborti e di parti prematuri nelle scrofe e a mortalità perinatale anormale ed indebolimento dei maialini, non altrimenti imputabili ad un agente patogeno noto;
considerando che per aborto si intende la produzione accertata di feti nel periodo compreso tra la fecondazione e il centonovesimo giorno di gravidanza nel caso in cui nessun maialino sopravviva più di 24 ore;
considerando che per parto prematuro s'intende la produzione accertata di feti prima del centodecimo giorno di gravidanza, a condizione che alcuni maialini sopravvivano per più di 24 ore;
considerando che non si può escludere la potenziale rapida diffusione della malattia;
considerando che la malattia può constituire un rischio per la produzione suinicola;
considerando che, in queste condizioni, si ravvisa la necessità, in un primo momento, di evitare la diffusione della malattia; che questo obiettivo può essere raggiunto vietando i movimenti di suini dalle aziende in cui si è manifestata la malattia e dalle zone particolarmente colpite;
considerando che le autorità della Repubblica federale di Germania e dei Paesi Bassi si sono impegnate ad adottare, a livello nazionale i provvedimenti necessari a garantire l'efficace attuazione della presente decisione in caso di spedizioni di suini a destinazione di altri Stati membri;
considerando che la nuova malattia dei suini costituisce un grave rischio per gli animali ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 1 della direttiva 90/425/CEE ed è pertanto necessario che gli Stati membri presentino alla Commissione una relazione sugli aborti e parti prematuri constatati nelle scrofe e sulle misure adottate per ottenere informazioni sulla comparsa eventuale di una malattia dei suini che dia origine ad un numero anormalmente elevato di aborti o di parti prematuri nelle scrofe;
considerando che le autorità della Repubblica federale di Germania e dei Paesi Bassi si sono impegnate ad adottare provvedimenti nazionali, in virtù della normativa nazionale che recepisce l'articolo 9 della direttiva 64/432/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1964, relativa ai problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina (2), modificata da ultimo dalla direttiva 90/425/CEE, necessari a garantire l'efficace attuazione della presente decisione in caso di spedizioni di suini a destinazione degli altri Stati membri;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1
Gli Stati membri non spediscono ad altri Stati membri suini provenienti da allevamenti su cui nelle ultime otto settimane sia stato constatato un numero anormalmente elevato di aborti o di parti prematuri nelle scrofe e un'anormale mortalità perinatale e indebolimento dei maialini, non imputabili a malattie note. Articolo 2
1. Fatto salvo il disposto dell'articolo 1, i suini da riproduzione e da ingrasso spediti posteriormente al 4 marzo 1991 dalla Repubblica federale di Germania e dai Paesi Bassi ad altri Stati membri devono possedere i requisiti stabiliti al paragrafo 2.
2. I suini da riproduzione e da ingrasso:
a) provengono da un allevamento in cui nelle otto settimane precedenti la data della certificazione non si è constatato un numero anormalmente elevato di aborti o di parti prematuri nelle scrofe, né un'anormale mortalità perinatale o indebolimento dei maialini;
b) provengono da un allevamento in cui nei trenta giorni precedenti la data della certificazione non sono stati introdotti suini provenienti da allevamenti situati nelle zone definite nell'allegato I per quanto riguarda la Germania e nell'allegato II per quanto riguarda i Paesi Bassi;
c) provengono da un allevamento sul quale non sono stati riscontrati segni clinici di malattia in occasione della visita veterinaria effettuata nelle quarantotto ore che precedono la data della certificazione. Articolo 3
1. Fatto salvo il disposto dell'articolo 2:
a) dopo il 4 marzo 1991, la Repubblica federale di Germania non spedisce ad altri Stati membri suini da riproduzione o da ingrasso provenienti da comuni situati nelle zone di cui all'allegato I, nei quali nelle ultime otto settimane sia stata constatata la nuova malattia dei suini;
b) dopo il 4 marzo 1991 i Paesi Bassi non spediscono ad altri Stati membri suini da riproduzione o da ingrasso provenienti dai comuni elencati nell'allegato II. Articolo 4
Il certificato sanitario previsto dall'allegato F, modello III e IV della direttiva 64/432/CEE del Consiglio, che scorta i suini vivi spediti dalla Repubblica federale di Germania e dai Paesi Bassi, deve essere completato dalla seguente indicazione:
« Animali conformi alla decisione 91/109/CEE della Commissione, recante misure protettive contro la "nuova" malattia dei suini. » Articolo 5 Gli Stati membri modificano le misure applicate agli scambi in modo da renderli conformi alla presente decisione e ne informano immediatamente la Commissione. Articolo 6
1. Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari a garantire che l'amministrazione veterinaria centrale sia informata della comparsa di una malattia dei suini caratterizzata da un numero anormalmente elevato di aborti o di parti prematuri nelle scrofe e da anormale mortalità perinatale e indebolimento dei maialini, non imputabili a malattie note.
2. Entro il 22 marzo 1991 gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione scritta sulla scorta delle informazioni ottenute. Articolo 7
La Commissione segue l'andamento della situazione e modifica o revoca eventualmente la presente decisione alla luce di tali sviluppi. La presente decisione è tuttavia riveduta entro il 17 aprile 1991. Articolo 8
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione. Fatto a Bruxelles, il 1o marzo 1991.

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