Document ID: 31998D0664

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 16 dicembre 1997 in merito agli aiuti del Land Turingia alla società Thüringer Motorenwerke GmbH [notificata con il numero C(1997) 4341] (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (98/664/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli altri Stati membri e i terzi interessati a presentare le loro osservazioni entro il termine stabilito, conformemente all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato,
considerando quanto segue:
I
Con lettera dell'8 agosto 1996, pervenuta il 12 agosto 1996, le autorità tedesche hanno comunicato alla Commissione un caso di aiuto di Stato a favore dell'impresa «Motorenwerke GmbH» (TMW). Si trattava di aiuti al salvataggio concessi nel quadro del regime «Thüringer Konsolidierungsfonds des Landes Thüringen» autorizzato dalla Commissione in data 20 dicembre 1995 (1).
In base a detto regime erano stati concessi nel biennio 1995-1996 vari prestiti per complessivi 4,8 milioni di DEM, senza che la Commissione si fosse pronunciata al riguardo. Il caso è stato quindi registrato come aiuto non notificato con il numero di riferimento NN 99/96.
L'attività principale di TMW è la produzione di motori per autoveicoli.
Con lettera dell'8 novembre 1996, le autorità tedesche hanno comunicato l'avvio, in data 30 settembre 1996, di un «Gesamtvollstreckungsverfahren», procedura concorsuale preliminare alla cessione o alla liquidazione dell'impresa.
La Commissione ha informato le autorità tedesche, con lettera del 23 gennaio 1997, dell'avvio della procedura ex articolo 93, paragrafo 2, del trattato CE nei confronti di tutte le misure di aiuto al salvataggio dell'impresa sotto forma di prestiti agevolati (per un valore nominale di 4,8 milioni di DEM), a motivo delle sue perplessità in merito ai seguenti punti:
- compatibilità dei prestiti con il mercato comune, stante la loro durata superiore a sei mesi;
- compatibilità con il mercato comune dei prestiti accordati nel 1996, non essendo evidentemente stato rispettato il principio secondo cui l'aiuto deve essere accordato una tantum; natura dell'aiuto ed effettiva utilizzazione del periodo di dilazione ottenuto con la concessione dei prestiti per elaborare un piano di ristrutturazione coerente con l'obiettivo di garantire a lungo termine la redditività dell'impresa;
- presa in considerazione di tutti gli impegni assunti dalla Treuhandanstalt THA nei piani di attività presentati al momento della privatizzazione della società IFA Motorenwerke Nordhausen GmbH.
Nella lettera si precisava inoltre che le prospettive d'attività, quali presentate dal governo tedesco, non tenevano assolutamente conto della situazione fallimentare di TMW.
Mediante comunicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha invitato gli altri Stati membri e i terzi interessati a presentare, entro un mese dalla data di pubblicazione, le loro osservazioni sulle misure in questione.
II
Dopo aver sollecitato, il 24 febbraio 1997, una proroga di un mese del termine inizialmente fissato per la presentazione delle osservazioni, e aver ottenuto l'assenso della Commissione, le autorità tedesche hanno reso note tali osservazioni con lettera del 1° aprile 1997. Poiché - d'avviso della Commissione - le risposte non risultavano esaurienti, la Commissione ha posto ulteriori quesiti in data 7 maggio 1997 e 6 agosto 1997. Il governo tedesco ha quindi comunicato ulteriori informazioni con lettere del 26 giugno, del 10 ottobre e del 6 novembre 1997.
a) Le autorità tedesche fanno osservare che i tre prestiti, accordati rispettivamente nel luglio 1995 (2 milioni di DEM), nel febbraio 1996 (0,8 milioni di DEM) e nell'aprile 1996 (2 milioni di DEM) dalla Thüringer Aufbaubank (in appresso TBA), sono stati concessi subordinatamente all'approvazione della Commissione con la clausola che, in caso di decisione negativa, sarebbero stati recuperati.
b) Esse precisano inoltre che il primo prestito è stato contratto quando la TMW apparteneva a «Antriebstechnik Weimar-Amberg GmbH» (AWA). Dopo il fallimento di AWA e l'insuccesso di quello che le autorità tedesche hanno definito come «la prima ristrutturazione di TMW» e l'intervento della società Rebag, che intendeva apportare 2 milioni di DEM di capitale nuovo, risultò chiaramente che il primo prestito non era sufficiente per dare attuazione ad un nuovo piano di ristrutturazione. Una banca si era allora dichiarata disposta a concedere un prestito di 6 milioni di DEM se avesse ottenuto una garanzia del Land di Turingia. La garanzia non è però mai stata concessa perché, secondo la lettera delle autorità tedesche del 6 novembre 1997, le autorità regionali dubitavano dell'efficacia del piano di ristrutturazione, della stabilità della dirigenza dell'impresa e diffidavano della situazione di bilancio che si deteriorava. Nel tempo intercorso, che doveva permettere di ristabilire le condizioni per la concessione del prestito da parte della banca privata, la TAB ha concesso il terzo prestito per salvaguardare la liquidità di TMW. Ma anche questo progetto, designato dalle autorità tedesche come «secondo piano di ristrutturazione» si è rivelato un insuccesso. Dopo il fallimento di TMW la TAB ha chiesto il rimborso dei prestiti dando avvio alle procedure legali per ricuperare i suoi crediti.
c) Le autorità tedesche restano del parere che i prestiti accordati a TMW configurino un «aiuto alla ristrutturazione».
d) Le informazioni comunicate dal governo tedesco sono ricapitolate nella seguente tabella:
SPAZIO PER TABELLA
La situazione netta al 30 giugno 1996 evidenzia passività cumulate pari a 16,1 milioni di DEM. La produzione è cessata dal settembre 1996.
e) Con lettera del 10 ottobre 1997, il governo tedesco ha informato la Commissione che TMW non esiste più come impresa commerciale.
III
La Commissione non ha ricevuto osservazioni da parte di terzi.
IV
a) Per il tramite della TBA il Land Turingia ha concesso a TMW tre prestiti successivi. Pare certo che TMW, data la sua situazione finanziaria, non avrebbe potuto ottenere da una banca privata alcun prestito in grado di assicurarne la liquidità e la solvibilità. Le condizioni favorevoli alle quali TMW ha ottenuto il prestito falsano o minacciano di falsare la concorrenza. Inoltre il mercato dei motori per autoveicoli, sul quale opera TMW, è caratterizzato da ingenti scambi intracomunitari. Si configura quindi un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE.
b) Il fondo di consolidamento del Land Turingia - approvato dalla Commissione il 20 dicembre 1995 (3) - sulla cui base i prestiti sono stati concessi, prevede aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione conformemente alla definizione di cui agli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà (4) (in appresso gli «orientamenti»). È obbligatoriamente prevista la notifica individuale dei casi d'applicazione in settori sensibili come quello dell'automobile. Inoltre il primo prestito di 2 milioni di DEM è stato concesso nel luglio 1995, prima che la Commissione avesse approvato il regime. Le autorità tedesche avrebbero quindi dovuto notificarlo alla Commissione come aiuto ad hoc, ma hanno omesso di farlo.
Nella sua lettera del 6 febbraio 1996 la Commissione faceva osservare che la Germania si era dichiarata d'accordo per notificare individualmente tutti i casi di aiuti al salvataggio o alla ristrutturazione ripetutamente concessi alla stessa impresa, qualora l'importo dei precedenti aiuti alla ristrutturazione fosse stato superiore ad 1 milioni di ECU (circa 1,9 milioni di DEM). Di conseguenza, la Germania che considera tutti e tre gli aiuti come aiuti alla ristrutturazione, avrebbe dovuto notificare individualmente il secondo e il terzo prestito, il che non è avvenuto.
Da quanto precede, la Commissione conclude che i tre prestiti erano soggetti all'obbligo di notifica ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato. Non avendo le autorità tedesche rispettato l'effetto sospensivo di detto articolo, poiché hanno erogato i tre prestiti senza attendere una decisione finale della Commissione, l'aiuto connesso a ciascuno di detti prestiti è formalmente illegale.
c) L'elemento di aiuto contenuto nei prestiti in causa dipende dalla situazione finanziaria dell'impresa. Se questa non è troppo compromessa, l'aiuto consiste nella differenza tra il tasso di interesse che l'impresa otterrebbe da una banca privata, a seconda del grado di affidabilità creditizia che le compete, e il tasso d'interesse ottenuto grazie all'intervento dello Stato. Tuttavia, un'impresa che si trovi in una situazione finanziaria ormai critica, non otterrebbe alcun credito da nessuna banca commerciale: in tali casi è prassi corrente della Commissione considerare che l'elemento di aiuto corrisponda all'intero prestito. Sulla base delle informazioni comunicate dalle autorità tedesche, tra cui la situazione finanziaria di TMW nel 1995 e 1996 e l'andamento più che negativo del fatturato, la Commissione ritiene che TMW nel biennio suddetto si trovasse in una situazione finanziaria così difficile da non poter ottenere il benché minimo prestito senza l'intervento dello Stato. Pertanto la Commissione ritiene che l'importo dell'aiuto sia pari alla totalità dei prestiti, cioè a 4,8 milioni di DEM.
d) L'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CE pone il principio dell'incompatibilità con il mercato comune degli aiuti rispondenti ai criteri ivi enunciati, mentre al paragrafo 2 sono contemplate le possibili deroghe a tale principio. Tenuto conto della natura e della finalità dell'aiuto, le lettere a) e b) non sono applicabili al progetto in questione; d'altra parte la Germania non ha sostenuto né dimostrato che gli aiuti siano destinati a compensare gli svantaggi economici causati dalla divisione della Germania: al caso in esame non può quindi applicarsi nemmeno la deroga prevista dall'articolo 92, paragrafo 2, lettera c), del trattato.
L'articolo 92, paragrafo 3, elenca gli aiuti che possono considerarsi compatibili con il mercato comune. Tale compatibilità con il trattato deve essere valutata nell'ambito della Comunità nel suo insieme e non in un contesto puramente nazionale. Per salvaguardare il buon funzionamento del mercato comune e tenendo conto del principio enunciato all'articolo 3, lettera g), del trattato CE, le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, devono essere interpretate in senso restrittivo. Quanto alla deroga prevista alla lettera b) del citato paragrafo, l'aiuto in esame non è manifestamente destinato a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo né a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia tedesca.
Per poter accertare la compatibilità degli aiuti progettati con il mercato comune in forza di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato CE, la Commissione esamina, rispettivamente, se gli aiuti previsti contribuiscono allo sviluppo a lungo termine della regione interessata o se sono rispettate le condizioni previste dalla disciplina comunitaria degli aiuti di Stato all'industria automobilistica (5) e gli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato al salvataggio e alla ristrutturazione delle imprese in difficoltà.
V
La Germania sostiene che nel caso in esame si tratti di tre aiuti consecutivi destinati alla ristrutturazione. La Commissione non può peraltro condividere tale affermazione.
a) Di fatto, dai documenti presentati dalle autorità tedesche risulta che l'obiettivo dei tre prestiti consiste nell'assicurare a breve termine la solvibilità di TMW, mettendo a sua disposizione le risorse finanziarie necessarie al pagamento delle retribuzioni e dei debiti scaduti. Inoltre, anche tenendo conto dei mezzi limitati che Rebag avrebbe messo a disposizione di TMW, i prestiti non possono garantire a breve termine la solvibilità dell'impresa e nello stesso tempo permettere il finanziamento di un ipotetico programma di ristrutturazione. Le informazioni comunicate dalle autorità tedesche dopo l'avvio della procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2, del trattato non infirmano l'opinione della Commissione secondo la quale i tre prestiti sono, per natura ed obiettivo, aiuti al salvataggio.
b) Anche se la Commissione avesse in un primo tempo accolto la tesi delle autorità tedesche, le quali indebitamente sostengono trattarsi di aiuti alla ristrutturazione, va osservato che la Germania non le ha mai fornito, in relazione alla concessione del primo prestito, dati riguardanti l'esistenza di un qualsivoglia piano di ristrutturazione ai sensi degli orientamenti. In mancanza di un tale piano, la Commissione non è però in grado di stabilire la compatibilità con il trattato dei pretesi aiuti alla ristrutturazione in esame.
c) In ogni caso le autorità tedesche non hanno apportato nessun elemento che potesse dissipare i dubbi, espressi dalla Commissione nell'avvio della procedura, in merito all'esistenza di un piano di ristrutturazione coerente ed atto a ripristinare nel lungo periodo la redditività di TMW, in relazione con il secondo ed il terzo prestito. La Commissione giudica inoltre che il progetto di riorientamento delle attività dell'impresa, sommariamente descritto nella notifica e completato in modo insufficiente nelle risposte alle ulteriori domande poste dalla Commissione nel corso del 1996 e dopo l'avvio della procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2, del trattato, non fosse assolutamente in grado di ripristinare la redditività a lungo termine dell'impresa. Il prestito bancario di 6 milioni di DEM, menzionato in diverse lettere della Germania, non è stato alla fin fine concesso dalla banca privata in quanto, stando ai termini della lettera del 6 novembre 1997, la garanzia del Land non è stata accordata proprio per i dubbi sulle reali possibilità di realizzazione del piano di riorganizzazione presentato dall'impresa. Sembra, quindi, che tanto le autorità regionali, che hanno rifiutato una garanzia supplementare a concorrenza di 6 milioni di DEM, quanto la banca privata, che ha rifiutato il prestito senza la garanzia di un organismo pubblico, abbiano valutato che la «ristrutturazione» evocata non avrebbe permesso di ripristinare a termine le redditività della TMW. Un'altra conclusione che la Commissione trae dopo aver esaminato la cronologia dei fatti è che il terzo prestito è stato concesso quando le autorità tedesche dubitavano già della qualità del piano di ristrutturazione e dell'efficienza della società.
La condizione essenziale, consistente nell'esistenza e nell'attuazione di un piano di ripristino della redditività dell'impresa nel lungo periodo, non risulta quindi soddisfatta né per il secondo né per il terzo aiuto «alla ristrutturazione». La Commissione conclude dunque che anche gli ultimi due prestiti sono incompatibili con il trattato.
d) Inoltre il calendario di concessione dei prestiti, esteso su nove mesi, e la suddivisione del totale dell'aiuto in tre contratti distinti d'importo diverso (2 milioni, 0,8 milioni e 2 milioni di DEM) indicano chiaramente che si tratta di tre aiuti successivi, da non confondersi con un frazionamento dei versamenti, peraltro previsto nel testo dei vari contratti di prestito.
Gli orientamenti comunitari prevedono che, come nel caso degli aiuti per il salvataggio, gli aiuti alla ristrutturazione dovrebbero normalmente essere concessi solo una tantum. Pertanto, casi di aiuti ripetuti in una regione assistita non saranno considerati con maggiore indulgenza che se si trattasse di regioni non assistite.
e) Ne consegue che, anche se si fosse ammessa la tesi ingiustificata delle autorità tedesche, secondo la quale si tratterebbe di aiuti alla ristrutturazione, la Commissione non avrebbe potuto che dichiarare l'incompatibilità dei tre prestiti con il trattato.
f) Pare superfluo infine rilevare che il fallimento di TMW e la sua scomparsa come impresa commerciale costituiscono un'ulteriore conferma dell'impossibilità di ripristinare la redditività a lungo termine dell'impresa attraverso il piano di ristrutturazione comunicato dalle autorità tedesche.
VI
La Commissione, dopo attento esame dei documenti contenuti nel fascicolo trasmesso dalle autorità tedesche, è giunta alla conclusione che si tratti in realtà di tre aiuti consecutivi per il salvataggio, come dimostrano la natura e l'obiettivo dei prestiti in causa. Occorre perciò esaminarne la compatibilità da tale punto di vista.
a) La Commissione rileva che la durata del primo prestito (da luglio 1995 a febbraio 1996, data di concessione del secondo prestito) è di poco superiore a sei mesi. Questo prestito rimborsabile costituisce chiaramente un aiuto di tesoreria. Come dimostra il testo stesso del contratto con la TAB, il suo importo è limitato a quanto necessario per mantenere l'impresa in attività, in particolare per coprire gli oneri sociali e i consumi correnti. Inoltre il prestito è giustificato dal rischio imminente di cessazione dei pagamenti da parte dell'impresa con conseguente disoccupazione dei dipendenti. Infine, considerato il volume di attività dell'impresa desumibile, ad esempio, dal fatturato dei due anni 1995 e 1996, l'aiuto al salvataggio non rischia di compromettere, per la sua entità, l'equilibrio del settore industriale corrispondente in altri Stati membri.
Il primo aiuto al salvataggio, nella forma del primo prestito, è pertanto conforme ai requisiti degli orientamenti. La Commissione conclude quindi che, sebbene attuato illecitamente, tale aiuto è compatibile con il trattato in quanto può beneficiare della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato.
b) Gli orientamenti comunitari precisano che un aiuto al salvataggio deve costituire, in linea di principio, un'operazione una tantum e che è chiaramente impossibile accettare una serie di operazione di salvataggio (nella fattispecie la ripetizione dei prestiti) che di fatto mantengano semplicemente la situazione esistente, ritardando l'inevitabile e facendo ricadere, nel frattempo, i problemi industriali e sociali esistenti su altri produttori più efficienti o su altri Stati membri. L'aiuto al salvataggio deve pertanto costituire un'operazione eccezionale di mantenimento in attività per un breve periodo nel corso del quale si possa procedere ad una valutazione delle prospettive dell'impresa.
Il mantenimento in attività di TMW permesso dagli aiuti in questione è durato dal luglio 1995 fino all'avvio della procedura concorsuale (Gesamtvollstreckungsverfahren), a fine settembre 1996, per complessivi quindici mesi, mentre gli orientamenti prescrivono una durata limitata, in generale non superiore a sei mesi. Inoltre, secondo la Commissione, nell'ulteriore periodo di mantenimento in attività ottenuto grazie al secondo e al terzo prestito non è stato elaborato nessun piano effettivo di ristrutturazione atto a ripristinare la redditività a lungo termine dell'impresa. Infine le autorità tedesche non adducono fattori imprevedibili ed estranei all'impresa a giustificazione della concessione degli ultimi due prestiti.
In conclusione, gli aiuti illegalmente concessi, relativi al secondo e al terzo prestito, non possono beneficiare della deroga prevista dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), del trattato in quanto per poter essere ammessi dovrebbero contribuire allo sviluppo a lungo termine della regione, ipotesi che nella fattispecie non ricorre, dato che gli aiuti in causa sono destinati unicamente a coprire i costi di gestione e le perdite dell'impresa senza produrre nessun miglioramento strutturale. La Commissione aggiunge che le deroghe per autorizzare aiuti al funzionamento nelle regioni assistite in forza dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), del trattato non possono applicarsi al presente caso soprattutto perché gli aiuti al funzionamento non possono essere concessi in violazione delle norme specifiche relative agli aiuti alle imprese in difficoltà e perché devono promuovere uno sviluppo durevole ed equilibrato dell'attività economica, il che manifestamente non avviene nel presente caso. Infine gli aiuti in questione non possono beneficiare della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato perché non rispettano i principi enunciati dagli orientamenti.
VII
Gli orientamenti precisano che la Commissione terrà conto delle particolari caratteristiche delle piccole e medie imprese. Le specificità in questione, se fossero applicate a TMW, non modificherebbero in nulla la valutazione degli aiuti.
Gli aiuti relativi al secondo e al terzo prestito, essendo illegali ed incompatibili con il trattato, devono essere ricuperati dalle autorità tedesche. Il recupero deve essere operato conformemente alle procedure e alle disposizioni della legge tedesca e deve comprendere gli interessi maturati dalla data della concessione illegale degli aiuti fino alla data dell'effettiva restituzione, calcolati ad un tasso pari al tasso di riferimento, vigente a quella data, utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione netto degli aiuti regionali in Germania,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto all'impresa Thüringer Motorenwerke GmbH, nella forma del primo prestito di un importo di 2 milioni di DEM, concessole nel luglio 1995, è illegale, ma è compatibile con il trattato in quanto può beneficiare della deroga prevista dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato.
Articolo 2
Gli aiuti all'impresa Thüringer Motorenwerke GmbH, nella forma del secondo prestito di un importo di 0,8 milioni di DEM, concessole nel febbraio 1996, e del terzo prestito di 2 milioni di DEM, concessole nell'aprile 1996, non possono beneficiare delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, e sono pertanto incompatibili con il trattato.
Articolo 3
La Germania procede al recupero degli aiuti citati all'articolo 2. Tale recupero deve effettuarsi conformemente alle procedure e alle disposizioni del diritto tedesco, e deve comprendere gli interessi, maturati dalla data della concessione degli aiuti fino alla data dell'effettivo rimborso, calcolati ad un tasso pari al tasso di riferimento, in vigore a tale data, utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione netto degli aiuti regionali in Germania.
Articolo 4
La Germania comunica alla Commissione, entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, le misure adottate per conformarvisi.
Articolo 5
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 1997.

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