Document ID: 31998D0372

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 29 maggio 1998 relativa alle condizioni di polizia sanitaria ed alla certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione di animali vivi delle specie bovina e suina provenienti da alcuni paesi europei [notificata con il numero C(1998) 1450] (Testo rilevante ai fini del SEE) (98/372/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali delle specie bovina, suina, ovina e caprina, di carni fresche o di prodotti a base di carne, in provenienza dai paesi terzi (1), modificata da ultimo dalla direttiva 97/79/CE (2), in particolare gli articoli 6, 8 e 11,
considerando che le condizioni di polizia sanitaria e la certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina dall'Ungheria, dalla Polonia, dalla Bulgaria, dalla Romania, dalla Lettonia, dalla Slovenia, dalla Lituania, dall'Estonia, dalla Croazia, dalla Repubblica slovacca e dalla Repubblica ceca sono state stabilite con le decisioni della Commissione 92/322/CEE (3), 92/323/CEE (4), 92/325/CEE (5), 92/402/CEE (6), 93/181/CEE (7), 93/182/CEE (8), 93/183/CEE (9), 93/184/CE (10), 94/321/CE (11), 96/185/CE (12) e 96/186/CE (13);
considerando che sono state adottate numerose misure di protezione sanitaria nel quadro degli scambi intracomunitari in vista del mercato interno; che la realizzazione di questo obiettivo presuppone nel contempo un adeguamento delle condizioni di polizia sanitaria richieste per le importazioni di animali domestici delle specie bovina e suina provenienti da alcuni paesi europei;
considerando che, ai fini di tale adeguamento, si deve tener conto della situazione epidemiologica di ciascuno dei paesi interessati e talora anche delle diverse parti del loro territorio; che, data l'analoga situazione sanitaria esistente in varie regioni di questi paesi, occorre tenere conto di questa realtà ai fini della costituzione di un nuovo sistema di garanzie sanitarie;
considerando che, per questo motivo, le condizioni prescritte per l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina provenienti dalle diverse categorie di paesi o di territori saranno attestate da certificati sanitari distinti;
considerando che, per chiarire e semplificare la legislazione comunitaria, è necessario raggruppare le condizioni sanitarie richieste per l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina da alcuni paesi europei e abrogare le decisioni in vigore per detti paesi;
considerando che la situazione zoosanitaria in Albania, in Bielorussia, in Bosnia Erzegovina, nella Repubblica federale di Iugoslavia, nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e in Russia non consentono attualmente di stabilire le condizioni per l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina;
considerando che le competenti autorità veterinarie dei paesi interessati debbono confermare che i loro paesi o le loro regioni sono indenni da ventiquattro mesi da afta epizootica e da dodici mesi da peste bovina, da pleuropolmonite contagiosa dei bovini, da stomatite vescicolare, da febbre catarrale degli ovini, da peste suina africana, da peste suina classica, da paralisi contagiosa dei suini (malattia di Teschen), da malattia vescicolare dei suini e da esantema vescicolare dei suini e che durante gli ultimi dodici mesi non sono state effettuate vaccinazioni contro tali malattie;
considerando che le competenti autorità veterinarie dei paesi interessati debbono impegnarsi a notificare alla Commissione delle Comunità europee e agli Stati membri, con telex o fax, entro 24 ore dalla conferma, l'insorgere di una delle malattie summenzionate oppure l'introduzione della vaccinazione contro tali malattie oppure, entro un congruo termine di tempo, le proposte di modifica delle loro norme concernenti le importazioni di animali delle specie bovina e suina, nonché del loro sperma e dei loro embrioni; che le autorità di alcuni paesi si sono inoltre impegnate a trasmettere periodicamente alla Commissione informazioni aggiornate sui piani di monitoraggio e di controllo per le malattie summenzionate, in particolare per quanto riguarda la peste suina classica;
considerando che le importazioni di animali domestici delle specie bovina e suina non sono consentite, nella misura in cui nel paese terzo esportatore non è stato approvato dalla Commissione europea un programma di controllo dei residui;
considerando che le garanzie fornite dal paese esportatore per quanto riguarda la tubercolosi e la brucellosi bovina devono essere equivalenti a quelle degli allevamenti della Comunità europea riconosciute ufficialmente indenni;
considerando che le condizioni di polizia sanitaria e la certificazione veterinaria devono essere adeguate alla situazione zoosanitaria del paese terzo interessato;
considerando che la direttiva 72/462/CEE stabilisce talune condizioni a cui deve conformarsi il veterinario ufficiale del paese terzo per la stesura del certificato;
considerando che la direttiva 96/93/CE (14) stabilisce norme in materia di certificazione necessarie ai fini di una corretta certificazione e della prevenzione delle frodi; che è opportuno assicurarsi che le norme e i principi applicati dai funzionari autorizzati di un paese terzo offrano garanzie almeno equivalenti a quelle previste da detta direttiva;
considerando che le competenti autorità veterinarie dei paesi interessati si sono impegnate a controllare ufficialmente il rilascio dei certificati previsti dalla presente decisione ed a garantire che tutti i certificati, attestati e dichiarazioni su cui si basano i titolo di esportazione saranno conservati dai servizi ufficiali per un periodo di almeno dodici mesi dalla spedizione degli animali cui si riferiscono;
considerando che le competenti autorità veterinarie dei paesi interessati si sono impegnate a vietare il rilascio dei certificati previsti negli allegati della presente decisione per gli animali importati, a meno che detti animali siano stati importati nel rispetto di norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di quelle previste dalla direttiva 72/462/CEE e dalle decisioni complementari;
considerando che, per autorizzare i centri di raccolta per gli animali contemplati dalla presente decisione, le competenti autorità veterinarie dei paesi interessati si sono impegnate a conformarsi alle disposizioni della decisione 91/189/CEE della Commissione (15);
considerando che viene qui istituito un nuovo regime di certificazione la cui attuazione richiederà un certo periodo di tempo;
considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Ai fini della presente decisione valgono, ove necessario, le definizioni di cui alla direttiva 72/462/CEE.
Articolo 2
1. Gli Stati membri autorizzano, in provenienza dai territori definiti nell'allegato I, le importazioni di animali vivi delle categorie menzionate nell'allegato II, solo se conformi alle garanzie richieste dal certificato sanitario redatto secondo i modelli di cui all'allegato III.
2. Gli Stati membri autorizzano l'introduzione nel loro territorio di animali delle specie bovina o suina dal paese di origine solo se conformi alle garanzie supplementari richieste nell'allegato II e descritte nell'allegato IV. Dette garanzie supplementari devono essere inserite dal paese esportatore nella sezione VI del modello di certificato di cui all'allegato III.
3. Gli Stati membri autorizzano l'importazione dai paesi esportatori interessati di animali domestici delle specie bovina e suina di cui al paragrafo 1, precedentemente importati nel paese esportatore di cui trattasi, solo se importati dalla Comunità o da uno dei paesi terzi compresi nell'elenco allegato alla decisione 79/542/CEE del Consiglio (16), in quanto applicabile agli animali domestici di tali specie, e unicamente se all'atto dell'importazione sono state osservate norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di quelle previste nel capitolo II della direttiva 72/462/CEE e nelle relative decisioni d'esecuzione.
4. Gli Stati membri esigono che gli animali sottoposti a prove veterinarie in forza della presente decisione siano tenuti continuamente isolati, dal momento della prima prova fino al momento della spedizione e secondo modalità approvate da un veterinario ufficiale del paese terzo di origine, da altri animali biungulati non destinati all'esportazione verso la Comunità o in condizioni di salute non equivalenti a quelle degli animali idonei a tale esportazione.
5. Gli Stati membri autorizzano l'introduzione nel loro territorio, in provenienza dal paese terzo di origine, di animali delle specie bovina soltanto qualora tali animali:
a) provengano da allevamenti che le autorità veterinarie del paese terzo di origine hanno dichiarato indenni da leucosi bovina enzootica, ai sensi dell'allegato V della presente decisione, e nei trenta giorni precedenti l'esportazione siano stati sottoposti, con esito negativo, ad un esame individuale per l'accertamento della leucosi bovina enzootica, praticato conformemente al protocollo di cui all'allegato I della decisione 91/189/CEE;
oppure
b) siano destinati alla produzione di carne, non abbiano superato i trenta mesi di età, provengano da allevamenti nei quali si applica un programma nazionale di eradicazione della leucosi bovina enzootica e nei quali, nel corso degli ultimi due anni, non è stato riscontrato alcun indizio di tale malattia, e rechino un marchio indelebile conforme a quello descritto nell'allegato VI della presente decisione;
oppure
c) provengano da allevamenti nei quali si applica un programma nazionale di eradicazione della leucosi bovina enzootica, siano consegnati direttamente ad un macello e vengano ivi macellati entro cinque giorni lavorativi dalla data del loro arrivo.
Per quanto attiene agli animali di cui alle lettere b) e c), gli Stati membri accertano mediante ispezione che i capi siano chiaramente identificati, li tengono sotto osservazione fino alla macellazione e prendono tutti gli opportuni provvedimenti per evitare un eventuale contagio degli allevamenti indigeni.
6. Gli Stati membri consentono l'introduzione nel loro territorio di suini provenienti dal paese di origine soltanto ove esista la garanzia che gli stessi non siano stati vaccinati contro la peste suina classica, nonché, nel caso di capi destinati all'allevamento o alla produzione, la garanzia che la ricerca di anticorpi del virus della peste suina classica abbia dato esito negativo.
7. Gli Stati membri non autorizzano l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina diversi da quelli indicati nel presente articolo.
Articolo 3
Fino all'entrata in vigore di eventuali misure adottate dalla Comunità per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro le malattie contagiose o infettive dei bovini o dei suini, diverse da rabbia, tubercolosi, brucellosi, afta epizootica, carbonchio ematico, peste bovina, pleuropolmonite contagiosa dei bovini, leucosi bovina enzootica, paralisi contagiosa dei suini (malattia di Teschen), peste suina classica, peste suina africana e malattia vescicolare dei suini, gli Stati membri possono applicare agli animali importati dal paese di origine norme supplementari di polizia sanitaria da essi applicate ad altri animali nel quadro di un programma nazionale, presentato alla Commissione e da questa approvato, per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro tali malattie.
Articolo 4
Gli Stati membri autorizzano l'importazione di animali vivi delle specie bovina e suina soltanto ove sussistano i seguenti requisiti:
a) i certificati devono essere composti da un unico foglio oppure, nei casi in cui siano necessarie più pagine, devono essere costituiti in modo tale che dette pagine formino un tutto unico e indivisibile; i certificati devono recare su ogni pagina un numero di serie, attribuito dall'autorità centrale competente. Il certificato sanitario deve essere firmato da un veterinario ufficiale designato dall'autorità centrale competente e contrassegnato e numerato da un funzionario veterinario di grado superiore appositamente incaricato dal veterinario capo di firmare i certificati di esportazione. La firma e il timbro del certificato devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa;
b) il certificato sanitario originale deve essere redatto nella lingua ufficiale dello Stato membro di destinazione e dello Stato membro in cui viene effettuata l'ispezione dell'importazione al posto d'ispezione frontaliero;
c) il certificato sanitario originale, debitamente compilato, deve scortare gli animali al posto d'ispezione frontaliero.
Articolo 5
La presente decisione sarà riesaminata in funzione dell'evoluzione della situazione sanitaria nella Comunità e nei paesi europei interessati da cui sono autorizzate le importazioni.
Articolo 6
La presente decisione ha efficacia a decorrere dal 15 giugno 1998.
Articolo 7
Le decisioni 92/322/CEE, 92/323/CEE, 92/325/CEE, 92/402/CEE, 93/181/CEE, 93/182/CEE, 93/183/CEE, 93/184/CEE, 94/321/CE, 96/185/CE e 96/186/CE sono abrogate alla data menzionata all'articolo 6.
Articolo 8
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 29 maggio 1998.

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