Document ID: 32013R0780

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 780/2013 DELLA COMMISSIONE
del 14 agosto 2013
recante modifica del regolamento (UE) n. 206/2010 della Commissione che istituisce elenchi di paesi terzi, territori o loro parti autorizzati a introdurre nell'Unione europea determinati animali e carni fresche e che definisce le condizioni di certificazione veterinaria
(Testo rilevante ai fini del SEE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
vista la direttiva 2004/68/CE del Consiglio, del 26 aprile 2004, che stabilisce norme di polizia sanitaria per le importazioni e il transito nella Comunità di determinati ungulati vivi, che modifica le direttive 90/426/CEE e 92/65/CEE e che abroga la direttiva 72/462/CEE (1), in particolare l'articolo 3, paragrafo 1, primo e secondo comma, l'articolo 6, paragrafo 1, primo comma, l'articolo 7, lettera e), l'articolo 8, lettera c), e l'articolo 13, paragrafo 1,
considerando quanto segue:
(1)
Il regolamento (UE) n. 206/2010 (2) della Commissione stabilisce le prescrizioni relative all'introduzione nell'Unione di vari animali tra cui determinati ungulati. Tale regolamento non si applica all'introduzione nell'Unione di animali non domestici destinati a un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto così come definito all'articolo 2, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 92/65/CEE, del 13 luglio 1992, che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni non soggetti, per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie specifiche di cui all'allegato A, sezione I, della direttiva 90/425/CEE (3).
(2)
L'assenza di specifiche prescrizioni di polizia sanitaria relative all'introduzione nell'Unione di ungulati destinati a un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto comporta problemi di ordine pratico per le strutture suddette e limita fortemente le loro attività, avendo esse necessità di introdurre tali animali.
(3)
È quindi opportuno stabilire specifiche prescrizioni di polizia sanitaria per regolamentare l'introduzione nell'Unione di ungulati destinati a un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto, che tengano conto della situazione peculiare di tali animali. Nell'interesse della semplificazione della legislazione dell'Unione è opportuno che tali prescrizioni figurino nel regolamento (UE) n. 206/2010. Occorre quindi modificare in tal senso il campo d'applicazione del suddetto regolamento.
(4)
A norma del regolamento (UE) n. 206/2010 le partite di ungulati possono essere introdotte nell'Unione solo se provenienti da paesi terzi, territori o loro parti elencati nel regolamento, allegato I, parte 1.
(5)
La direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che stabilisce norme di polizia sanitaria per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l'introduzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano (4), prevede che la Commissione adotti elenchi dei paesi terzi, o di regioni di tali paesi, dai quali sono consentite le importazioni di determinati prodotti di origine animale.
(6)
La direttiva 2009/156/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativa alle condizioni di polizia sanitaria che disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni di equidi in provenienza dai paesi terzi (5), stabilisce che è autorizzata l'importazione nell'Unione di equidi unicamente in provenienza da paesi terzi che figurano in un elenco da stilare o modificare secondo la procedura esposta nella direttiva in questione.
(7)
La Direttiva 2009/158/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza da paesi terzi di pollame e uova da cova (6) prescrive che il pollame e le uova da cova importati nell'Unione debbano provenire da un paese terzo (o da parte di tale paese) iscritto in un elenco redatto dalla Commissione secondo la procedura di cui alla direttiva in questione.
(8)
L'introduzione nell'Unione di ungulati destinati a un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto deve nel caso specifico soddisfare i requisiti generali relativi all'introduzione nell'Unione di animali vivi e le ulteriori specifiche prescrizioni di polizia sanitaria, nonché offrire specifiche garanzie che gli animali introdotti nell'Unione non costituiscono un pericolo per la situazione zoosanitaria dell'Unione.
(9)
I requisiti generali relativi all'introduzione nell'Unione di animali vivi, che si esplicano in un sistema efficace di servizi veterinari addetti ai controlli di polizia sanitaria, sono attualmente soddisfatti da paesi terzi, territori o loro parti iscritti in elenchi redatti a norma delle direttive 2002/99/CE, 2009/156/CE e 2009/158/CE.
(10)
I requisiti generali relativi all'introduzione nell'Unione di animali vivi non garantiscono tuttavia che gli ungulati siano indenni da malattie. Singoli animali potrebbero comunque essere portatori di malattie infettive atte a propagarsi all'Unione e rappresentare quindi un pericolo zoosanitario per l'Unione. Gli ungulati destinati a un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto devono pertanto essere introdotti nell'Unione solo direttamente in provenienza da un organismo, istituto o centro conforme a determinati requisiti nonché riconosciuto dall'autorità competente del paese terzo, del territorio o della sua parte, in cui esso si trova.
(11)
È opportuno che sia lo Stato membro di destinazione a stabilire l'elenco di tali organismi, istituti o centri previa valutazione di tutte le informazioni pertinenti.
(12)
Onde assicurare la protezione della salute degli animali nell'Unione è opportuno che le partite di ungulati introdotti nell'Unione e destinati a un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto vengano trasportate direttamente e senza indugio a destinazione in contenitori sigillati e che si pongano limitazioni ad ulteriori movimenti di tali animali entro i confini dell'Unione.
(13)
Per far fronte a circostanze eccezionali, quali criticità per il benessere degli animali, conservazione di specie in pericolo, repentine catastrofi naturali o disordini politici, nelle quali non è possibile applicare tutte le prescrizioni di polizia sanitaria e in particolare quelle correlate al riconoscimento di organismi, istituti o centri d'origine, è opportuno che gli Stati membri possano introdurre nei rispettivi territori determinati ungulati, destinati a un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto, nel rispetto di specifiche condizioni. Anche in tali casi tuttavia deve essere imposto l'ottenimento di un permesso, al fine di assicurare una sufficiente limitazione del rischio zoosanitario.
(14)
È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 206/2010.
(15)
I provvedimenti disciplinati dal presente regolamento risultano conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento (UE) n. 206/2010 è così modificato:
1)
All’articolo 1, il paragrafo 3 è soppresso.
2)
È inserito il seguente articolo 3 bis:
"Articolo 3bis
Condizioni relative all'introduzione di ungulati destinati a un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto
1. In deroga all'articolo 3 l'autorità competente di uno Stato membro può autorizzare l'introduzione nel suo territorio di partite di ungulati appartenenti alle specie elencate nell'allegato VI, parte 1, tabelle 1, 2 e 3, se tali partite di ungulati sono destinate a un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
a)
che l'autorità competente dello Stato membro di destinazione abbia effettuato una valutazione dei rischi zoosanitari per l'Unione eventualmente rappresentati da ogni partita;
b)
che le partite provengano da un paese terzo, territorio o sua parte, iscritto in uno degli elenchi di cui:
i)
all'allegato I, parte 1, o allegato II, parte 1, del presente regolamento,
ii)
alla decisione 2004/211/CE (7), alla decisione 2007/777/CE (8), al regolamento (CE) n. 798/2008 (9), al regolamento (CE) n. 119/2009 (10), al regolamento (UE) n. 605/2010 (11);
c)
che gli ungulati provengano da un organismo, istituto o centro in un paese terzo, territorio o sua parte, di cui alla lettera a), iscritto nell'elenco stabilito conformemente all'articolo 3 quater;
d)
che gli ungulati siano stati sottoposti a quarantena in una struttura protetta dai vettori di infezione presso l'organismo, istituto o centro di cui alla lettera c) per il periodo disposto dai pertinenti certificati;
e)
che gli ungulati vengano trasferiti direttamente presso l'organismo, istituto o centro nello Stato membro di destinazione;
f)
che gli ungulati siano accompagnati da idoneo certificato veterinario, redatto secondo il pertinente modello di certificato veterinario di cui all'allegato VI, parte 1, tabelle 1, 2, 3 nonché parte 2;
g)
che gli ungulati soddisfino le condizioni enunciate nel modello di certificato veterinario di cui alla lettera f).
Prima dell'introduzione di tali ungulati nel territorio di uno Stato membro, lo Stato membro di destinazione comunica alla Commissione e agli altri Stati membri rappresentati nel comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali il rilascio di un'autorizzazione a norma del primo comma.
2. Qualora circostanze eccezionali rendano impossibile rispettare il paragrafo 1, lettere c) e d), l'autorità competente dello Stato membro di destinazione può autorizzare l'introduzione nel suo territorio di ungulati delle specie elencate nell'allegato VI, parte 1, tabelle 1, 2 e 3, provenienti da altre aziende che non sono conformi a quanto prescritto nei riferimenti citati, purché siano soddisfatti i requisiti di cui al paragrafo 1, lettere a), b), e), f) e g), e nel rispetto delle seguenti condizioni aggiuntive:
a)
che il proprietario o una persona fisica in rappresentanza del proprietario in questione abbia preventivamente richiesto un permesso in tal senso e che lo Stato membro di destinazione abbia concesso tale permesso dopo aver effettuato una valutazione del rischio, dalla quale risulti che l'introduzione degli ungulati in questione nel suo territorio non comporta un rischio zoosanitario per l'Unione;
b)
che gli ungulati siano stati sottoposti a quarantena nel paese terzo, territorio o sua parte, di origine, sotto supervisione ufficiale, per il periodo di tempo necessario a soddisfare le prescrizioni di polizia sanitaria esposte nel modello di certificato veterinario di cui alla lettera f):
i)
in luogo approvato dall'autorità competente del paese terzo, territorio o sua parte, di origine degli animali;
ii)
in conformità a quanto disposto dal permesso, documento che deve fornire garanzie almeno equivalenti a quanto esposto al paragrafo 1, lettere a), b), e), f) e g).
Se determinati ungulati vengono introdotti nell'Unione a norma del primo comma, essi vanno sottoposti a quarantena presso un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto di destinazione, per almeno sei mesi dalla data della loro introduzione nell'Unione; durante tale periodo le autorità competenti possono applicare quanto previsto dall'articolo 8, paragrafo 1, lettera a) della direttiva 90/425/CEE del Consiglio.
Lo Stato membro che autorizza l'introduzione di ungulati a norma del primo comma ne informa la Commissione e gli altri Stati membri rappresentati nel comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali prima dell'introduzione degli ungulati nel suo territorio.
3)
È inserito il seguente articolo 3 ter:
"Articolo 3 ter
Condizioni relative all'ingresso e al transito di ungulati destinati a un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto nel territorio di uno Stato membro diverso dallo Stato membro di destinazione
Il transito degli ungulati di cui all'articolo 3 bis attraverso uno Stato membro diverso da quello di destinazione è permesso solo se autorizzato dall'autorità competente dello Stato membro di transito. Tale autorizzazione può essere concessa solo sulla base di una valutazione del rischio effettuata dalla stessa autorità competente, considerate le informazioni presentatele dallo Stato membro di destinazione.
Qualora autorizzi l'introduzione di animali alle condizioni di cui all'articolo 3 bis, lo Stato membro di destinazione informa la Commissione e gli altri Stati membri rappresentati nel comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali prima del transito."
4)
È inserito il seguente articolo 3 quater:
"Articolo 3 quater
Elenco di organismi, istituti o centri ufficialmente riconosciuti in paesi terzi, territori o loro parti
1. Previa valutazione della conformità a quanto prescritto dal paragrafo 2, ogni Stato membro può istituire un elenco di organismi, istituti e centri dai quali possono provenire ungulati la cui introduzione nel territorio di tale Stato può essere autorizzata ai sensi dell'articolo 3 bis, paragrafo 1.
2. L'iscrizione di un organismo, istituto o centro sito in un paese terzo, territorio o sua parte, nell'elenco di cui al paragrafo 1 è soggetta al rispetto delle seguenti condizioni:
a)
che tale organismo, istituto o centro sia conforme a quanto prescritto dall'allegato VI, parte 3;
b)
che tale organismo, istituto o centro risulti approvato dall'autorità competente del paese terzo, territorio o sua parte, ove il suddetto organismo, istituto o centro è situato;
c)
che l'autorità competente del paese terzo, territorio o sua parte, fornisca sufficienti garanzie di conformità alle condizioni relative al riconoscimento di organismi, istituti e centri di cui all'allegato VI, parte 4.
3. Nell'elenco di cui al paragrafo 1 ogni Stato membro può iscrivere organismi, istituti e centri di paesi terzi che risultano già presenti in analogo elenco istituito da un altro Stato membro, senza effettuare una valutazione delle condizioni di cui al paragrafo 2.
4. Gli Stati membri tengono aggiornati gli elenchi di cui al paragrafo 1, con particolare attenzione ai casi di sospensione o revoca di un riconoscimento rilasciato dall'autorità competente di un paese terzo, territorio o sua parte, a organismi, istituti e centri ivi situati e iscritti in tali elenchi.
5. Gli Stati membri rendono disponibili al pubblico, a mezzo di pagine informative presenti su Internet, gli elenchi di cui al paragrafo 1, e tengono aggiornate tali pagine.
6. Gli Stati membri comunicano alla Commissione l'indirizzo Internet delle proprie pagine informative."
5)
L'articolo 4 è sostituito dal seguente:
"Articolo 4
Condizioni relative ai centri di raccolta per determinate partite di ungulati
1. Le partite di ungulati costituite da animali vivi provenienti da più aziende possono essere introdotte nell'Unione solo se gli animali sono raccolti in centri di raccolta riconosciuti dall'autorità competente del paese terzo, territorio o sua parte, di origine degli animali, conformemente alle condizioni enunciate nell'allegato I, parte 5.
2. Le partite di ungulati introdotte nell'Unione ai sensi dell'articolo 3 bis o dell'articolo 6 non devono provenire da più di un'azienda e non vanno raccolte in centri di raccolta."
6)
All'articolo 8, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
"b)
scaricate, né - in caso di trasporto aereo - trasferite su un altro aeromobile, né trasportate su strada o ferrovia né condotte a piedi attraverso un paese terzo, territorio o sua parte, da cui non sia autorizzata l'importazione nell'Unione degli animali in questione."
7)
All'articolo 11, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
"1. Dopo la loro introduzione nell'Unione le partite di ungulati, salvo quelle di cui all'articolo 3 bis, vanno trasferite quanto prima all'azienda di destinazione mediante mezzo di trasporto protetto dai vettori di infezione.
Tali ungulati restano nell'azienda in questione per almeno 30 giorni, tranne in caso di trasferimento diretto a un macello."
8)
È inserito il seguente articolo 13 bis:
"Articolo 13 bis
Condizioni da applicare successivamente all'introduzione di partite di ungulati destinati a un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto
1. Una volta introdotte nell'Unione, le partite di ungulati destinate a un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto vanno trasportate quanto prima all'organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto di destinazione mediante mezzo di trasporto protetto dai vettori di infezione, nonché costruito in modo tale che gli animali non possano sfuggire e che le feci, l'urina, lo strame, il foraggio, i rifiuti o qualsiasi altro materiale non possano fuoriuscire dal veicolo o dal contenitore durante il trasporto.
2. Gli animali sono tenuti in quarantena in una struttura protetta dai vettori di infezione presso l'organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto dello Stato membro di destinazione per almeno 30 giorni. Dopo il periodo di quarantena di 30 giorni gli animali possono essere trasferiti ad un altro organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto.
3. Gli animali introdotti presso un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto possono essere trasferiti a destinazione diversa da un altro organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto purché:
a)
siano trascorsi almeno sei mesi dalla data della loro introduzione nell'Unione e
b)
tale spostamento avvenga conformemente alle disposizioni dell'allegato C, paragrafo 4 della direttiva 92/65/CEE.
4. In deroga al paragrafo 3 è consentito che gli animali siano trasferiti fuori da un organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto prima della fine del periodo di sei mesi di cui al paragrafo citato unicamente nel rispetto delle seguenti condizioni:
a)
che gli animali vengano esportati verso un paese terzo o territorio o sua parte;
b)
che per l'esportazione di cui alla lettera a) gli animali vengano trasferiti mediante mezzo di trasporto protetto dai vettori di infezione, nonché costruito in modo tale che gli animali non possano sfuggire e che le feci, l'urina, lo strame, il foraggio, i rifiuti o qualsiasi altro materiale non possano fuoriuscire dal veicolo o dal contenitore durante il trasporto."
9)
È aggiunto l'allegato VI, il cui testo figura nell'allegato del presente regolamento.
Articolo 2
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 14 agosto 2013

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