Document ID: 31996R2412

REGOLAMENTO (CE) N. 2412/96 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 1996 relativo all'introduzione di una vigilanza comunitaria preventiva delle importazioni di determinati prodotti siderurgici contemplati dai trattati CECA e CE, originari di alcuni paesi terzi
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 3285/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo al regime comune applicabile alle importazioni e che abroga il regolamento (CE) n. 518/94 (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2315/96 (2), in particolare l'articolo 11,
visto il regolamento (CE) n. 519/94 del Consiglio, del 7 marzo 1994, relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi e che abroga i regolamenti (CEE) n. 1765/82, (CEE) n. 1766/82 e (CEE) n. 3420/83 (3), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1897/96 (4), in particolare l'articolo 9, paragrafo 1,
previe consultazioni con i comitati istituiti ai sensi dei regolamenti succitati,
considerando che a norma del regolamento (CE) n. 2914/95 della Commissione (5), modificato dal regolamento (CE) n. 464/96 (6), le importazioni nella Comunità di alcuni prodotti siderurgici contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio e dal trattato che istituisce la Comunità europea sono soggette a una vigilanza comunitaria preventiva;
considerando che, ai sensi delle disposizioni dei regolamenti (CE) n. 3285/94 e (CE) n. 519/94, i prodotti contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio sono soggetti al regime comune applicabile alle importazioni e che, di conseguenza, è necessario che le disposizioni relative alle misure di vigilanza comunitaria per quanto riguarda i prodotti CECA siano adottate in ottemperanza di quanto stabilito dai regolamenti succitati;
considerando che negli ultimi anni il mercato comunitario dell'acciaio ha dato segni di instabilità dovuti in parte alla pressione delle importazioni, segnatamente dalle regioni con una capacità di produzione eccessiva e un basso consumo interno. Il mercato dell'acciaio è rimasto instabile nel 1996 e, per mancanza di statistiche commerciali recenti, è difficile prevedere le tendenze per il 1997. Dagli indicatori economici di cui si dispone, tuttavia, risulta quanto segue:
a) Produzione: nel 1995, si sono prodotti nella Comunità 156 milioni di tonnellate di acciaio grezzo (+ 2,6% rispetto al 1994). Nei primi nove mesi del 1996, la produzione comunitaria è calata del 7,7 % rispetto allo stesso periodo del 1995. Per l'intero 1996 si prevede che la produzione scenda a 148 milioni di tonnellate, ossia il 5 % in meno rispetto al 1995.
b) Importazioni: nel 1995, le importazioni nella Comunità di prodotti di acciaio da tutti i paesi terzi sono ammontate a 17,9 milioni di tonnellate, costituite al 60 % (10,8 milioni di tonnellate) da prodotti piatti e lunghi. Secondo le stime fatte in base alle tendenze dei primi mesi del 1996, le importazioni per tutto l'anno dovrebbero calare in media del 16 %. È difficile, tuttavia, prevedere con precisione l'andamento delle importazioni in quanto non si dispone di statistiche commerciali aggiornate per tutti gli Stati membri e le strutture del commercio sono radicalmente cambiate. La diminuzione delle importazioni registrata nel 1996 era stata preceduta da forti aumenti del 30-35 % nel 1995 e nel 1994. Per alcuni prodotti CECA, a queste tendenze hanno fatto riscontro prezzi all'importazione estremamente bassi rispetto al livello comunitario. Inoltre, il calo medio del 16 % subito nel 1996 dal livello delle importazioni riflette diminuzioni del 37 e del 38 % per i prodotti semilavorati e lunghi, mentre si calcola un incremento medio del 9 % per i prodotti piatti. Gli Stati membri risentono in maniera diversa di queste tendenze. In alcuni di essi, le importazioni di determinati prodotti piatti sono aumentate di oltre il 100 % nella prima parte del 1996 rispetto allo stesso periodo del 1995.
c) Esportazioni: nel 1995, le esportazioni di prodotti di acciaio CECA sono diminuite in media del 22 % (EUR 12), contro un totale di 23,4 milioni di tonnellate esportate nel 1994. Le esportazioni verso i mercati specifici sono scese del 13-45 %. Per il momento, si prevede un aumento delle esportazioni comunitarie del 7 % all'anno nel 1996 e nel 1997.
d) Si registrano tendenze analoghe per alcuni prodotti di acciaio contemplati dal trattato CE. Le importazioni di alcuni tipi di lamiere magnetiche a grani orientati e non orientati (NC 7226 11 90 e 7226 19 90) sono aumentate di oltre il 100 % nel 1995 e rimangono sensibili per il mercato comunitario. Per la produzione di tubi di acciaio si prevede un calo del 10 % circa nel 1996 rispetto al 1995. Nel 1995, le importazioni di tubi di acciaio sono aumentate in media del 60 % rispetto al 1994. I prezzi dei prodotti provenienti da alcuni paesi terzi sono inferiori del 30-50 % a quelli dei produttori comunitari. Il settore dei tubi di acciaio dovrebbe rimanere sensibile per il mercato comunitario;
considerando quindi che l'aumento delle importazioni di alcuni prodotti contemplati dai trattati CECA e CE originari di paesi terzi che rientrano nel presente regolamento minaccia di arrecare pregiudizio ai produttori comunitari e agli interessi della Comunità e che quindi è necessario che le importazioni di questi prodotti siano sottoposte a vigilanza comunitaria preventiva per fornire dati statistici che consentano una rapida analisi dell'andamento delle importazioni;
considerando che il completamento del mercato interno implica l'uniformazione delle formalità che devono essere espletate dagli importatori comunitari indipendentemente dal luogo di sdoganamento delle merci;
considerando che l'immissione in libera pratica dei prodotti di cui al presente regolamento dovrebbe essere subordinata alla presentazione di un documento di vigilanza che rispetti condizioni uniformi;
considerando che il documento deve essere vidimato, su semplice richiesta dell'importatore, dalle autorità degli Stati membri entro un determinato periodo senza tuttavia che in tal modo l'importatore acquisisca diritti all'importazione, che il documento quindi deve essere valido soltanto per il periodo in questione visto che il regime applicabile alle importazioni rimane invariato;
considerando che i documenti di vigilanza rilasciati ai fini della vigilanza comunitaria devono essere validi in tutta la Comunità, indipendentemente dallo Stato membro che li ha rilasciati;
considerando che gli Stati membri e la Commissione devono procedere allo scambio delle informazioni ottenute nell'ambito della vigilanza nel modo più completo possibile;
considerando che il rilascio dei documenti di vigilanza, pur essendo soggetto a condizioni uniformi a livello comunitario, è affidato alle amministrazioni nazionali;
considerando che va ricordato che per l'importazione di alcuni prodotti siderurgici originari di paesi terzi è necessario non solo un documento di vigilanza ma anche una licenza d'esportazione rilasciata nel quadro di un accordo con i paesi terzi in questione e che l'applicazione del presente regolamento non pregiudica queste disposizioni,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. A partire dal 1° gennaio 1997, l'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti siderurgici contemplati dai trattati CE e CECA, elencati nell'allegato I, originari di paesi terzi diversi dai paesi che appartengono all'EFTA (Associazione europea di libero scambio) o dai paesi che hanno firmato l'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE), è sottoposta a vigilanza comunitaria preventiva ai sensi degli articoli 11 e 12 del regolamento (CE) n. 3285/94 e ai sensi degli articoli 9 e 10 del regolamento (CE) n. 519/94.
2. La classificazione dei prodotti cui si applica il presente regolamento si basa sulla nomenclatura tariffaria e statistica della Comunità (nel testo «nomenclatura combinata» oppure, in forma abbreviata «NC»). L'origine dei prodotti cui si applica il presente regolamento è determinata ai sensi delle disposizioni in vigore nella Comunità.
Articolo 2
1. L'immissione in libera pratica dei prodotti di cui all'articolo 1 nella Comunità è subordinata alla presentazione di un documento di vigilanza rilasciato dalle autorità competenti di uno Stato membro.
2. Il documento di vigilanza di cui al paragrafo 1 è rilasciato automaticamente e gratuitamente dall'autorità competente degli Stati membri, per tutti i quantitativi richiesti, entro cinque giorni dalla data di presentazione della domanda da parte di un qualsiasi importatore comunitario, indipendentemente dal suo luogo di stabilimento nella Comunità. Salvo prova contraria, si presume che tale dichiarazione sia pervenuta all'autorità nazionale competente entro tre giorni lavorativi dalla presentazione.
3. Il documento di vigilanza rilasciato da una delle autorità elencate nell'allegato II è valido in tutta la Comunità.
4. Il documento di vigilanza è redatto su un modulo conforme al modello che figura nell'allegato III. Nella domanda dell'importatore devono figurare i seguenti dati:
a) nome e indirizzo completo del richiedente (compresi numeri di telefono e di telefax ed eventuale numero d'identificazione utilizzato dall'autorità nazionale competente) e numero di registrazione IVA, se del caso;
b) se applicabile, nome e indirizzo completo del dichiarante o del rappresentante del richiedente (compresi numeri di telefono e di telefax);
c) nome e indirizzo completo dell'esportatore;
d) designazione precisa delle merci, compresi:
- la denominazione commerciale,
- il(i) codice(i) della nomenclatura combinata (NC),
- il paese d'origine,
- il paese di provenienza;
e) il peso netto (kg) e la quantità dell'unità prevista se diversa dal peso netto, per voce della nomenclatura combinata;
f) il valore cif delle merci in ecu alla frontiera comunitaria per voce della nomenclatura combinata;
g) lo stato di seconda scelta o declassato dei prodotti in questione (7);
h) il periodo e il luogo di sdoganamento previsti;
i) un richiamo qualora la domanda riguardi un contratto per il quale è già stata presentata una precedente domanda;
j) la dichiarazione che segue, datata e firmata dal richiedente nella quale compaia il suo nome in lettere maiuscole:
«Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente domanda sono esatte e fornite in buona fede e che risiede nella Comunità.»
L'importatore deve inoltre presentare una copia del contratto di vendita o di acquisto, la fattura pro forma e/o nei casi in cui le merci non siano acquistate direttamente nel paese di produzione, un certificato di produzione rilasciato dallo stabilimento produttore.
5. I documenti di vigilanza possono essere utilizzati solo per il periodo durante il quale le disposizioni relative alla liberalizzazione delle importazioni sono in vigore per quanto riguarda le transazioni in questione. Senza pregiudicare le possibili modifiche del regime applicabile alle importazioni in vigore, o le decisioni nel quadro di un accordo o la gestione di un contingente:
- ai sensi del presente regolamento, il periodo di validità del documento di vigilanza è di quattro mesi;
- i documenti di vigilanza inutilizzati o parzialmente utilizzati possono essere rinnovati per un periodo equivalente.
6. L'importatore rinvia all'autorità preposta al rilascio i documenti di vigilanza al termine del loro periodo di validità.
Articolo 3
1. Qualora il prezzo unitario al quale è effettuata la transazione, superi quello indicato dal documento di vigilanza di una percentuale inferiore al 5 % oppure qualora il valore totale o la quantità dei prodotti destinati a essere importati superino il valore o la quantità indicati nel documento di vigilanza di una percentuale inferiore al 5 %, non ne risulterà preclusa l'immissione in libera pratica dei prodotti in questione.
2. Le domande relative ai documenti di vigilanza e i documenti stessi hanno carattere riservato. Essi sono noti unicamente alle autorità competenti ed al richiedente.
Articolo 4
1. Entro i primi dieci giorni di ogni mese, gli Stati membri comunicano alla Commissione:
a) i quantitativi e i valori (calcolati in ecu) per i quali sono stati rilasciati i documenti di vigilanza nel mese precedente;
b) i dati relativi alle importazioni nel mese che precede il mese di cui alla lettera a).
I dati forniti dagli Stati membri sono suddivisi per prodotto, per codice NC e per paese.
2. Gli Stati membri indicano le anomalie o le frodi eventualmente constatate e, ove opportuno, precisano su quale base hanno rifiutato di concedere un documento di vigilanza.
Articolo 5
Tutte le comunicazioni previste dal presente regolamento devono essere inviate alla Commissione delle Comunità europee e comunicate per via elettronica nell'ambito della rete integrata appositamente creata a meno che, per impellenti motivi tecnici, non si debba ricorrere temporaneamente ad altri mezzi di comunicazione.
Articolo 6
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento si applica dal 1° gennaio al 31 dicembre 1997.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 18 dicembre 1996.

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