Document ID: 31996D0545

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 29 maggio 1996 relativa al progetto delle autorità tedesche di accordare un aiuto alle imprese Buna GmbH, Sächsische Olefinwerke GmbH, Leuna-Werke GmbH, Leuna-Polyolefine GmbH e BSL Polyolefinverbund GmbH (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (96/545/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo che istituisce lo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver comunicato alle parti interessate, conformemente a quanto disposto dagli articoli summenzionati, l'invito a presentare osservazioni (1),
considerando quanto segue:
I
1. L'industria chimica, raggruppata in grandi Kombinate (imprese conglomerate), era una delle principali industrie della ex Repubblica democratica tedesca (RDT) ed impiegava originariamente più di 90 000 persone. Essa si concentrava nella regione attorno a Lipsia, in Sassonia-Anhalt e Sassonia, nella quale i quattro più grandi complessi - la Buna, la Sächsische Olefinwerke (SOW), la Leuna e la Chemie AG Bitterfeld - impiegavano 68 500 persone.
Nel giugno 1990 il governo dell'ex RDT ha istituito la Treuhandanstalt (THA), un ente fiduciario incaricato delle privatizzazioni, che ha continuato ad operare anche dopo l'unificazione della Germania. La THA ha trasformato i complessi industriali propri di un'economia pianificata in società di capitali; queste hanno tuttavia continuato ad essere interdipendenti per le forniture di materie prime, prodotti primari ed intermedi ed energia. Gli ostacoli posti da questo modo di procedere alla ristrutturazione, con successiva privatizzazione in tempi brevi, di tali società sono stati accresciuti dal concomitante venir meno degli sbocchi di mercato tradizionali.
Le imprese in questione operavano in un gran numero di settori abbastanza differenziati. Molti impianti di produzione erano superati, del tutto obsoleti od antieconomici a causa delle loro dimensioni troppo modeste. La THA ha chiuso questi impianti e cercato di suddividere i gruppi rimanenti in unità più piccole, la cui vendita sarebbe risultata più agevole.
Delle tre imprese site nella regione di Lipsia (la Buna a Schkopau, la SOW a Böhlen e la Leuna-Werke GmbH nella località omonima), quest'ultima disponeva del sito di maggiori dimensioni. Dopo lo scorporo di diverse divisioni, tra cui quella del polietilene a bassa densità (LDPE), andata a costituire la società indipendente Leuna-Polyolefine GmbH, il resto del sito è stato strutturato come una zona industriale destinata alla chimica.
La Buna era un complesso integrato la cui attività era imperniata sulla chimica del cloro e delle olefine. Per motivi di ordine ambientale la THA è stata costretta a chiudere la produzione di acetilene, rendendo così la Buna dipendente dal cracker di etilene di Böhlen per tale materia prima essenziale. La SOW, a Böhlen, era collegata da una condotta alla Buna e da un'altra alla Leuna-Polyolefine, anch'essa consumatrice di etilene.
L'interdipendenza dei tre impianti, determinata dal fatto che la produzione di materia prima (olefine) del cracker di Böhlen provvedeva l'etilene per le attività a valle della Buna a Schkopau e della Leuna-Polyolefine a Leuna, rendeva dunque imperativo per la THA procedere ad una privatizzazione in blocco.
2. In base a questa impostazione centrata sulle poliolefine e dopo l'insuccesso di precedenti tentativi di privatizzazione si è affidato alla banca Goldman, Sachs & Co l'incarico d'individuare i potenziali acquirenti e svolgere con essi le necessarie trattative. Secondo le informazioni fornite dalle autorità tedesche la Dow Chemical Company (Dow) ha presentato un valido piano per la ristrutturazione completa del complesso olefine, con buone prospettive quanto al conseguimento dell'efficienza economico-finanziaria a lungo termine, ed è stata in ultima analisi l'unico offerente per la privatizzazione in blocco delle tre società chimiche.
Le azioni di SOW e di Leuna-Polyolefine sono state acquistate da Buna in vista della successiva fusione delle tre imprese nella BSL Polyolefinverbund. Il 3 e 4 aprile 1995 è stato formalizzato di fronte al notaio l'accordo di privatizzazione stipulato tra la Dow e la Bundesanstalt für vereinigungsbedingte Sonderaufgaben (BvS), l'organismo succeduto alla THA. Tale contratto prevede che la BvS versi alla BSL somme considerevoli, di gran lunga superiori al prezzo pagato dalla Dow per l'acquisizione.
3. Tra il 1990 e il 1995 la THA/BvS ha varato e finanziato alcuni provvedimenti urgenti di ristrutturazione sui tre siti e ridotto da 26 029 a 5 820 (gennaio 1995) il numero di dipendenti delle tre società. Nonostante queste iniziative nel periodo in questione si sono continuate a registrare forti perdite, ugualmente coperte dalla THA/BvS.
II
1. La Commissione ha dato una valutazione generale degli interventi della THA nel 1991 (decisione del 26 settembre 1991) ed una seconda volta nel 1992 (decisione dell'8 dicembre 1992); nel 1995 essa ha espresso la propria valutazione degli interventi effettuati dalla BvS e dagli altri enti succeduti alla THA (decisione del 1° febbraio 1995). In queste decisioni la Commissione ha stabilito quali di questi interventi possano configurare un aiuto e ne ha valutato la compatibilità con il mercato comune. In considerazione della portata del compito affidato alla THA nella trasformazione senza precedenti di un'economia pianificata in un'economia di mercato, la Commissione ha ritenuto che, per quanto il finanziamento delle società detenute dalla THA prima della loro privatizzazione potesse senz'altro costituire un aiuto, in determinate circostanze tale aiuto potesse considerarsi compatibile con il mercato comune. Analogamente una privatizzazione nell'ambito della quale un'impresa non venisse ceduta al miglior offerente nel contesto di una gara con procedura aperta, oppure che comportasse una cessione a prezzo negativo può parimenti contenere un elemento d'aiuto.
Le suddette decisioni dispongono che gli aiuti erogati dalla THA e dalla BvS per il finanziamento e la privatizzazione di società di grandi dimensioni siano notificati a norma dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato per esser valutati individualmente; le dimensioni delle tre imprese in questione (Buna, SOW e Leuna) superano effettivamente di gran lunga le soglie indicate in queste decisioni.
2. Le autorità tedesche hanno ottemperato a questa prescrizione ed hanno informato la Commissione dei seguenti interventi effettuati dalla THA prima della privatizzazione:
2.1. Buna:
La Commissione ha autorizzato i primi due aiuti notificati. La prima autorizzazione [aiuto N 199/93 (2)] riguarda garanzie per complessivi 445,5 milioni di DM pertinenti ai primi investimenti ed all'infrastruttura nonché prestiti per complessivi 106,2 milioni di DM destinati a garantire la liquidità della società.
La seconda autorizzazione [aiuto N 449/93 (3)] riguarda un prestito di 220,2 milioni di DM destinato a finanziare provvedimenti di tutela dell'ambiente e di ristrutturazione nonché una riduzione di personale a condizioni accettabili sotto il profilo sociale.
La terza notifica riguarda un aiuto di 1 232,1 milioni di DM in garanzie e 276,8 milioni di DM in prestiti nonché la trasformazione di garanzie per 288 milioni di DM in un prestito degli azionisti dello stesso importo, destinati a finanziare gli investimenti e ripianare le perdite subite nel 1994 [aiuto N 375/94, divenuto C 61/94 con l'apertura del procedimento (4)]. La Commissione ha accettato la trasformazione delle garanzie in un prestito degli azionisti come pure un prestito di 259,4 milioni di DM e garanzie per complessivi 131,5 milioni di DM allo scopo di garantire la liquidità della società e finanziare gli investimenti per la tutela dell'ambiente, ma ha iniziato un procedimento ex articolo 93, paragrafo 2 del trattato in relazione ai restanti 1 143 milioni di DM di aiuti agli investimenti.
2.2. SOW:
La Commissione ha autorizzato garanzie su 142,7 milioni di DM ed un prestito dell'importo di 92,2 milioni di DM destinati a consentire alla SOW di uniformarsi alle norme obbligatorie di protezione ambientale, di effettuare investimenti e dotarsi d'infrastrutture oltre che di ripianare le perdite sostenute nel 1993 a causa del numero eccessivo di dipendenti [aiuto N 466/93 (5)].
Quando il governo tedesco ha notificato garanzie supplementari per complessivi 266,7 milioni di DM e prestiti per complessivi 400,1 milioni di DM destinati a coprire le perdite subite nel 1994 ed a finanziare investimenti a carattere ambientale la Commissione ha deciso di non sollevare obiezioni a 92,2 milioni di DM di ripianamento delle perdite ed a 45,2 milioni di DM d'aiuto volto a consentire all'impresa di uniformarsi alle norme obbligatorie, ma d'iniziare un procedimento ex articolo 93, paragrafo 2 del trattato in relazione a 529,1 milioni di DM di aiuti agli investimenti sotto forma di garanzie per 261,7 milioni di DM e prestiti per 267,4 milioni di DM [aiuto N 376/94, divenuto C 62/94 con l'apertura del procedimento (6)].
2.3. Leuna:
La Commissione ha deciso di non sollevare obiezioni a garanzie per 30,1 milioni di DM destinate a finanziare investimenti a carattere ambientale, ma ha iniziato un procedimento ex articolo 93, paragrafo 2 del trattato in merito al prestito degli azionisti di 146,3 milioni di DM destinato a ripianare le perdite subite nel primo semestre 1993 ed a garanzie per complessivi 405,8 milioni di DM [230,5 milioni di DM per finanziare gli investimenti e 175,3 milioni di DM per ripianare le perdite subite nel secondo semestre 1993; aiuto NN 103/93, divenuto C 4/94 con l'apertura del procedimento (7)].
Il procedimento è stato esteso alla garanzia di 266,2 milioni di DM su crediti agli investimenti per il 1994, concessa in un secondo tempo. Al tempo stesso la Commissione ha autorizzato la trasformazione in un prestito degli azionisti delle garanzie utilizzate fino ad allora e ha chiuso il procedimento riguardante prestiti degli azionisti per complessivi 321,6 milioni di DM che erano serviti a ripianare le perdite sostenute nel 1993 [aiuto NN 56/94, incluso in C 4/94 (8)].
3. La Commissione ha iniziato il primo dei procedimenti anzidetti in relazione agli aiuti agli investimenti accordati alla Leuna giacché aveva rilevato che i tentativi di privatizzare tale impresa compiuti dalla THA erano rimasti sino ad allora senza esito. La Commissione ha riconosciuto che la Buna, la SOW e la Leuna erano società interdipendenti, che non avrebbero mai potuto essere privatizzate separatamente, ed ha quindi richiesto l'elaborazione di un valido programma di privatizzazione che coinvolgesse tutte e tre le imprese. Le autorità tedesche hanno presentato alla Commissione un tale piano nel contesto del procedimento e nell'ambito della notifica del terzo aiuto alla Buna (aiuto N 375/94) e del secondo aiuto alla SOW (aiuto N 376/94). Pur riconoscendo che il programma era di per sé coerente e fondato su vari studi di esperti esterni, la Commissione continuava a temere che gli aiuti in questione sarebbero serviti solo a mantenere o addirittura a porre in essere strutture inefficienti sotto il profilo economico-finanziario, per le quali la THA non sarebbe mai stata in grado di trovare un acquirente e che avrebbero continuato a dipendere dalla concessione di aiuti. È stato pertanto iniziato un procedimento in relazione agli aiuti supplementari alla Buna ed alla SOW proposti dalla THA ed è stato commissionato a consulenti indipendenti uno studio per assistere la Commissione nella sua valutazione. La Commissione ha espresso lo stesso parere quando ha valutato il secondo aiuto alla Leuna (NN 56/94).
Nell'ambito dei procedimenti suddetti le autorità tedesche hanno sostenuto che fosse possibile arrivare all'efficienza economico-finanziaria e, come s'è già visto, lo hanno dimostrato presentando un programma di privatizzazione in blocco. Le autorità tedesche hanno parimenti fatto notare che eventuali ritardi nell'effettuare i necessari investimenti finalizzati alla ristrutturazione avrebbero prolungato il periodo in cui l'impresa avrebbe continuato ad operare in perdita e quindi aumentato l'importo complessivo degli aiuti. Le autorità tedesche hanno posto in risalto il carattere eccezionale della situazione in cui si trovano queste società a causa della passata divisione della Germania.
Nell'ambito dell'originario procedimento relativo agli aiuti a favore della Leuna non sono pervenute osservazioni di terzi interessati; nell'ambito dei procedimenti iniziati in merito agli aiuti alla Buna ed alla SOW la Commissione ha invece ricevuto osservazioni da tre altri fabbricanti di prodotti chimici e da una federazione nazionale delle industrie chimiche. Queste osservazioni, che corroboravano il parere della Commissione al momento dell'apertura del procedimento e facevano altresì rilevare come per la privatizzazione di tali società sarebbero stati accordati aiuti supplementari (circa i quali si veda più avanti), sono state comunicate alle autorità tedesche con l'invito a presentare le loro osservazioni.
4. Nel maggio 1995, le autorità tedesche hanno informato la Commissione in merito all'aiuto pertinente alla privatizzazione della Buna, della SOW e della Leuna-Polyolefine (aiuto N 467/95). La Commissione è stata anche informata della necessità di effettuare senza indugio alcuni investimenti urgenti riguardanti la Buna e la SOW, il cui finanziamento era stato bloccato nel contesto dei procedimenti C 61/94 e C 62/94. Le autorità tedesche hanno infine informato la Commissione del risanamento dei bilanci al 31 dicembre 1994 della Buna e della SOW, realizzato mediante la remissione del debito in essere a tale data (aiuto NN 2/95 e NN 3/95). Nel giugno 1995 la Commissione ha deciso di estendere i procedimenti C 4/94, C 61/94 e C 62/94 includendovi gli aiuti accordati nel quadro della privatizzazione (aiuti descritti al capitolo III). La Commissione nutriva segnatamente dubbi circa il rispetto dei principi su cui si fonda la sua politica circa gli aiuti alla ristrutturazione, cioè la necessità di arrivare all'efficienza economico-finanziaria a lungo termine delle società in questione, prevenire indebite distorsioni della concorrenza e limitare gli aiuti al minimo necessario.
La Commissione ha potuto chiudere il procedimento C 61/94 relativo a 67,7 milioni di DM per investimenti urgenti a carattere ambientale a favore della Buna ed il procedimento C 62/94 relativo a 173,1 milioni di DM per investimenti urgenti a carattere ambientale a favore della SOW. La Commissione ha inoltre accettato la remissione da parte della THA del debito della Buna in essere al 31 dicembre 1994 per un importo di 1 441,4 milioni di DM e del debito della SOW per un importo di 312 milioni di DM. Ulteriori remissioni per 191,1 milioni di DM a favore della Buna e 74 milioni di DM a favore della SOW, come pure iniezioni di capitale nelle stesse società per un importo rispettivamente di 151 e 61 milioni di DM, sono state invece aggiunte alle somme oggetto dei procedimenti C 61/94 e C 62/94 (9). Questa decisione è stata comunicata alle autorità tedesche con lettera del 14 luglio 1995.
Nel quadro dei procedimenti ampliati le autorità tedesche hanno fornito informazioni con lettere datate 30 giugno, 14 luglio, 8 agosto, 29 agosto, 5 settembre, 7 settembre e 10 ottobre 1995 ed inoltre nelle riunioni del 23 giugno, 10 luglio, 16 agosto e 30 agosto 1995.
Sempre nel contesto dei procedimenti ampliati un altro Stato membro e tre società di altri Stati membri hanno presentato per iscritto informazioni che corroborano la posizione presa dalla Commissione nella lettera con cui estendeva i procedimenti. Queste osservazioni sono state trasmesse alle autorità tedesche con l'invito a presentare le loro osservazioni. La Dow ha parimenti presentato le sue osservazioni scritte ed ha partecipato alla seconda ed alla terza delle suddette riunioni.
III
1. Il contratto notarile di privatizzazione stipulato tra la BvS e la Dow, datato 3 e 4 aprile 1995, specifica i finanziamenti complessivamente erogati dalla BvS per la privatizzazione della BSL, ricapitolati come segue nella decisione di estensione (10).
SPAZIO PER TABELLA
Prescindendo dai pagamenti a titolo d'indennizzo per importi non preventivabili, i finanziamenti complessivi ammontavano quindi potenzialmente a 11 597,5 milioni di DM al momento in cui il procedimento è stato esteso. Il contratto di privatizzazione contiene clausole sospensive subordinate all'autorizzazione della Commissione a norma del regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, sul controllo delle concentrazioni (11) e dell'articolo 93 del trattato.
2. Il procedimento riguarda anche i seguenti aiuti:
2.1. Una garanzia a favore della Leuna per investimenti di 266,2 milioni di DM effettuati nel primo semestre 1994, e un prestito degli azionisti di 230,5 milioni di DM per investimenti effettuati nel 1993.
2.2. L'aiuto di 529,1 milioni di DM accordato alla SOW sotto forma di 261,7 milioni di DM di garanzie su crediti agli investimenti e di 267,4 milioni di DM di prestiti fruttiferi, in relazione al quale a fine 1994 la Commissione ha iniziato il procedimento ex articolo 93, paragrafo 2 (vedi capitolo II, punto 2.2.), in quanto rientra nell'importo dei debiti in essere rimessi nel contesto della privatizzazione (si veda la terza voce del riepilogo al punto 1).
2.3. Gli stessi principi si applicano agli aiuti agli investimenti per 1 143 milioni di DM a favore della Buna (si veda il capitolo II, punto 2.1.), i quali sono ugualmente oggetto della cancellazione dei debiti nel quadro della privatizzazione.
2.4. L'importo di 477,1 milioni di DM, che corrisponde alla somma degli elementi del risanamento del bilancio di Buna e SOW al 31 dicembre 1994 che la Commissione non ha accettato prima della privatizzazione (si veda il capitolo II, punto 4.) e rientra anch'esso nella cancellazione dei debiti prevista nel quadro della privatizzazione.
3. Nel corso del procedimento le autorità tedesche hanno comunicato alcuni chiarimenti e le seguenti modifiche al piano di ristrutturazione, che si ripercuotono sull'importo degli aiuti accordati nel quadro della privatizzazione a confronto con la situazione esistente all'inizio del procedimento; per la precisione:
- le spese di consulenza per 44 milioni di DM non costituiscono aiuto ad una delle società in questione, quanto piuttosto spese interne della BvS connesse alla privatizzazione ed alla stipulazione del contratto;
- al costo degli indennizzi per danni ambientali è stato posto un massimale di 1 miliardo di DM. Se questo limite dovesse essere superato in relazione a danni ambientali provocati dopo il 1° luglio 1990 le autorità tedesche dovranno comunicarlo alla Commissione in tempo utile ai termini dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato.
Nelle sue decisioni d'indole generale in merito agli interventi della THA e della BvS, di cui al punto 1 del precedente capitolo II, la Commissione ha stabilito che il risarcimento di danni ambientali da inquinamento provocati prima del 1° luglio 1990 non costituisce aiuto. La Commissione ha sposato la tesi secondo cui le imprese dei nuovi Bundesländer non possono venir ritenute responsabili per l'inquinamento che hanno causato nel quadro del sistema economico dell'ex RDT, quando ad esse era negata ogni facoltà d'intervento in questo campo. La Commissione concorda con le autorità tedesche nel ritenere che la parte di gran lunga preponderante dell'inquinamento provocato dagli impianti di proprietà della BSL risale a prima del 1° luglio 1990 e che quindi la maggior parte dell'importo di 1 miliardo di DM non costituisce aiuto. La Commissione fa parimenti suo il parere delle autorità tedesche secondo cui non è possibile quantificare la parte restante che costituisce aiuto;
- per quanto riguarda il possibile costo aggiuntivo e non preventivabile di un oleodotto alternativo, previsto nella prima notifica, le autorità tedesche hanno affermato che non vi saranno costi aggiuntivi di questo tipo. Qualora tuttavia si rivelasse necessario un qualsiasi aiuto supplementare esso verrebbe notificato alla Commissione in tempo utile ai termini dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato;
- il programma d'investimenti della Dow riportato dal contratto di privatizzazione prevede che la BvS finanzi investimenti per un valore massimo di 3 436 milioni di DM; in tale somma rientra tuttavia un importo di 201,5 milioni di DM relativo ad investimenti autorizzati dalla Commissione nel quadro di precedenti decisioni. Nell'ambito del procedimento sono stati aggiunti al programma di ristrutturazione ulteriori investimenti per un importo di 459 milioni di DM nonché un corrispondente aiuto supplementare agli investimenti dell'importo di 384 milioni di DM. D'altro canto dagli elementi del programma aziendale della Dow finanziati dalla BvS sono stati sottratti 150 milioni di DM destinati alla costruzione di un impianto di produzione dell'anilina; dal restante importo massimale degli investimenti che la BvS può accordare va inoltre dedotto un importo che sarà versato nel quadro di vari programmi d'aiuto autorizzati dalla Commissione per la Germania. Per quanto non sia stata ancora presa alcuna decisione alcuni Länder presenteranno verosimilmente richieste d'aiuto per 483 milioni di DM nell'ambito di programmi autorizzati dalla Commissione (12).
Il procedimento riguarda quindi aiuti agli investimenti nel quadro del programma d'investimenti della Dow per un valore massimo di 2 985,5 milioni di DM, la cui compatibilità con il mercato comune deve venir verificata dalla Commissione.
Il programma di ristrutturazione quale si configura dopo le modifiche apportate dalle autorità tedesche consiste attualmente negli investimenti seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
Investimenti per 2,65 miliardi di DM sono garantiti da una penale contrattuale pari al 20 % della differenza tra tale importo e quello degli investimenti effettivamente realizzati;
- i costi dei progetti in corso, avviati dalla BvS e che non fanno parte del piano comunicato dalla Dow, saranno, contrariamente a stime precedenti, di soli 245 milioni di DM. Ad eccezione di 33,8 milioni di DM per la Buna e di 16,4 milioni di DM per la Leuna tale importo è stato autorizzato con precedenti decisioni;
- su richiesta della Commissione le autorità tedesche hanno comunicato che all'occorrenza eventuali indennizzi alla Dow in caso di recesso dal contratto, dell'importo massimo di 70 milioni di DM, sarebbero oggetto di una notifica separata;
- per quanto riguarda gli aiuti non preventivabili per la produzione d'energia elettrica e vapore le autorità tedesche hanno informato la Commissione che tali aiuti consisterebbero in 162 milioni di DM a titolo di compensazione del flusso di cassa ed in 804 milioni di DM corrispondenti al valore attuale dei pagamenti compensativi per energia elettrica e vapore, secondo quanto stipulato dall'articolo 15 del contratto di privatizzazione. Dopo parecchie discussioni le autorità tedesche hanno informato la Commissione che avrebbero rinegoziato il contratto con la Dow per ridurre di 162 milioni di DM la compensazione del flusso di cassa e per abrogare la clausola riguardante i pagamenti compensativi per energia elettrica e vapore;
- le autorità tedesche hanno parimenti informato la Commissione che la remissione dei debiti al 1° giugno 1995 avrebbe raggiunto l'importo di 1 466,52 milioni di DM in considerazione del fatto che la Commissione aveva autorizzato solo in parte la remissione al 31 dicembre 1994;
- le autorità tedesche hanno infine informato la Commissione che l'indennizzo per carenze strutturali dopo la ristrutturazione, dell'importo di 440,5 milioni di DM, verrà ridotto a 96 milioni di DM pertinenti all'esercizio di un sistema di controllo dei parametri ambientali.
4. Di conseguenza l'importo complessivo dei restanti aiuti alla BSL considerato ai fini del procedimento raggiunge un valore massimo di 9 556,22 milioni di DM. In questa somma rientra anche 1 miliardo di DM per danni ambientali, la cui parte preponderante non costituisce aiuto. Il valore dei pagamenti non preventivabili è inoltre stato massimizzato.
5. I fabbricanti di prodotti chimici operano in un regime di concorrenza e tali prodotti sono oggetto di un attivo commercio tra Stati membri, come è ben documentato dalle statistiche sul commercio. La BSL non solo continuerà a produrre alcuni dei prodotti intermedi fabbricati in passato da Buna, SOW e Leuna, ma produrrà anche nuovi derivati nell'ambito del nuovo assetto integrato risultante dalla ristrutturazione. Gli effetti del piano di privatizzazione sulla capacità della Dow e sulle sue quote di mercato in relazione ai diversi prodotti sono esposti nel capitolo IV, punto 6.5.
L'aiuto finanziario accordato ad un'impresa può rafforzarne la posizione nei confronti delle imprese che le fanno concorrenza nella Comunità e nello Spazio economico europeo; qualora ciò si verifichi si deve ritenere che l'aiuto in questione influenzi la concorrenza tra tali imprese.
L'articolo 92, paragrafo 2 del trattato CE e l'articolo 61, paragrafo 1 dell'accordo SEE stabiliscono il principio che gli aiuti che presentino determinate caratteristiche sono incompatibili con il mercato comune.
IV
1. L'articolo 92, paragrafo 2 prevede alcune deroghe al principio per il quale gli aiuti che presentino le caratteristiche specificate all'articolo 92, paragrafo 1 sono incompatibili con il mercato comune; tra queste quelle di cui alle lettere a) e b) non sono applicabili nell'ambito del presente procedimento, data la natura e gli obiettivi degli aiuti in questione, e non sono state del resto nemmeno invocate dalle autorità tedesche.
2. In compenso è stato invocato dalle autorità tedesche l'articolo 92, paragrafo 2, lettera c), che riguarda gli aiuti concessi all'economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania che risentono della precedente divisione della Germania se ed in quanto tali aiuti risultino necessari a compensare gli svantaggi economici provocati da tale divisione. Sebbene la Germania sia unificata dal 3 ottobre 1990 l'economia dei nuovi Bundesländer risente infatti ancora le conseguenze della precedente divisione, quali la perdita di fornitori e sbocchi di mercato tradizionali, le persistenti carenze delle infrastrutture di trasporto, ecc. Ai fini della deroga la Commissione ritiene che dell'articolo 92, paragrafo 2, lettera c) vada data un'interpretazione restrittiva, in particolare per quanto riguarda la necessità degli aiuti che devono pertanto venir limitati al minimo necessario per compensare gli svantaggi derivanti dalla precedente divisione della Germania. Le difficoltà che incontrano attualmente le imprese dell'ex RDT, dovute al fatto di dover far fronte alle loro concorrenti nella Comunità e nel SEE in seguito all'unificazione, non possono essere considerate svantaggi riconducibili alla precedente divisione della Germania. Gli aiuti in questione vanno piuttosto valutati alla luce delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), discusse più avanti. La Commissione rileva inoltre che le autorità tedesche, pur invocando l'articolo 92, paragrafo 2, lettera c) per l'aiuto descritto al capitolo III, non hanno dimostrato in modo convincente che la totalità di tale aiuto od elementi di esso siano limitati al minimo necessario per compensare gli svantaggi economici causati dalla divisione della Germania (vedi anche più avanti al punto 8.2.).
3. L'articolo 92, paragrafo 3 del trattato precisa quali aiuti possano ritenersi compatibili con il mercato comune. La compatibilità con il trattato va considerata nel contesto della Comunità e del SEE e non di un singolo Stato membro. Per salvaguardare il corretto funzionamento del mercato comune ed agire nel rispetto dei principi sanciti dall'articolo 3, lettera g), nell'esaminare i programmi d'aiuti o gli aiuti individuali occorre dare un'interpretazione restrittiva delle deroghe all'articolo 92, paragrafo 1 previste dall'articolo 92, paragrafo 3.
Tali deroghe possono in particolare venir concesse soltanto quando la Commissione abbia verificato che senza aiuti il libero gioco delle forze di mercato od i provvedimenti diversi dagli aiuti presi dalle autorità pubbliche non sarebbero sufficienti ad indurre il potenziale beneficiario ad agire in modo tale da conseguire uno degli obiettivi stabiliti.
L'applicazione delle deroghe in casi in cui il conseguimento di un tale obiettivo non risulti agevolato ovvero l'aiuto non risulti necessario a tale scopo comporterebbe il conferimento di un indebito vantaggio a determinati settori od imprese di alcuni Stati membri, falsando le condizioni degli scambi fra Stati membri ed il libero gioco della concorrenza senza alcuna giustificazione fondata sull'interesse comune di cui all'articolo 92, paragrafo 3.
4. Nel caso in oggetto non vi sono le premesse per concedere la deroga di cui l'articolo 92, paragrafo 3, lettera b). È bensì vero che l'unificazione della Germania ha avuto ripercussioni negative sull'economia tedesca, ma tali effetti da soli non sono sufficienti per applicare l'articolo 92, paragrafo 3, lettera b) ad un programma d'aiuti ed ancor meno a un caso ad hoc d'aiuto, giacché per poterlo fare dev'esserci un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, da valutare nel contesto della Comunità. L'ultima volta che la Commissione ha ritenuto che un regime di aiuti recasse rimedio ad un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro è stato nel 1991, quando è stato autorizzato un aiuto in Grecia nell'ambito di un programma di privatizzazione (13). Nella relativa decisione la Commissione ha osservato che il programma di privatizzazione formava parte integrante degli impegni presi nel contesto della decisione 91/136/CEE del Consiglio, del 4 marzo 1991 (14) sulla ripresa dell'intera economia. La situazione tedesca è chiaramente diversa.
Gli aiuti in questione non possono neanche venir considerati aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo, né le autorità tedesche hanno presentato argomenti a sostegno di questa tesi.
5. Le deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) per gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione e dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) per gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, potrebbero costituire la base giuridica per la verifica della compatibilità degli aiuti in questione con il mercato comune.
Nel gennaio 1994 la Commissione ha deciso che i nuovi Bundesländer rientrano nel novero delle regioni che hanno bisogno di assistenza a termini dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) (aiuto N 464/93). Nella presente decisione la Commissione tiene questo fatto nel debito conto.
Per quanto riguarda l'applicabilità della deroga di cui all'articolo 93, paragrafo 3, lettera c) va ricordato che nelle sue decisioni sulla THA e gli enti ad essa succeduti citate al capitolo II la Commissione ha preso in considerazione il fatto che il compito della THA di sostenere la trasformazione di un'economia pianificata in una di mercato non ha precedenti nella storia della Comunità. La Commissione ha anche tenuto conto dei gravi problemi sociali ed economici che presentano i cinque nuovi Bundesländer e Berlino est.
La Commissione rileva che nel 1990 le imprese e le parti d'imprese in questione non riuscivano a generare profitti a causa del gran numero d'impianti obsoleti e degli elevati costi di gestione. L'integrazione dei prodotti e processi produttivi e l'interdipendenza dei siti rendeva possibile mantenere una presenza dell'industria chimica in quella zona solo a condizione di privatizzare le attività principali relative al LDPE di Buna, SOW e Leuna nell'ambito di un'unica impresa operante nel settore delle poliolefine, scorporando e privatizzando separatamente le altre attività. Era evidente sin dall'inizio che sarebbero stati necessari ingenti investimenti e che i primi anni di esercizio avrebbero generato perdite che nessun investitore privato sarebbe stato disposto ad accollarsi integralmente. La Dow è stata l'unico investitore che dopo numerose gare ha presentato un piano coerente per la privatizzazione completa dell'attività nel campo delle poliolefine, con la prospettiva di arrivare alla redditività nel lungo termine, ed era quindi disposta a continuare la ristrutturazione avviata dalla THA e dalla BvS.
La Commissione è del parere che gli aiuti agli investimenti e l'indennizzazione delle perdite avviati dalla THA e proseguiti dalla BvS prima della privatizzazione, che costituiscono l'oggetto del presente procedimento, vadano esaminati congiuntamente agli aiuti alla ristrutturazione concessi nell'ambito del contratto di privatizzazione. Per entrambi i tipi d'aiuto la Commissione esige un piano di ristrutturazione soddisfacente. Il piano di privatizzazione presentato dalla Dow, basato sulle capacità esistenti del cracker e degli impianti di produzione del cloro e volto all'espansione della catena di valore aggiunto basata sulle olefine, è stato descritto al punto II del procedimento di estensione (15).
La Commissione ha deciso di sottoporre il piano aziendale della Dow e le premesse di base su cui si fonda all'esame di consulenti indipendenti, che li hanno ritenuti validi. Nella presente decisione la Commissione ha tenuto conto del rapporto particolareggiato dei suoi consulenti.
Questi ultimi hanno confermato che la Dow è un partner adatto per BSL, data la sua esperienza e le conoscenze metodologiche di cui dispone nel campo della produzione di cloro oltre che di olefine e dei loro derivati. La Dow può inoltre puntare a considerevoli effetti di sinergia nel campo del marketing, e la sua domanda interna di anilina ed esteri acrilici rappresenta un considerevole vantaggio per la BSL.
6. Investimenti
6.1. La concentrazione delle capacità di cracking a Böhlen e l'incremento della capacità di produzione del cloro fino a portarla ad un livello competitivo sono due operazioni su cui si basa il programma della Dow che erano già state decise dalla THA e dalla BvS prima della privatizzazione. L'ultimo problema restante, quello di garantire l'approvvigionamento del cracker in materia prima a prezzi competitivi, è stato risolto con il progetto di costruire un oleodotto da Rostock a Böhlen. Ciò ha peraltro reso necessarie capacità aggiuntive di stoccaggio dell'etilene nonché nuove condotte per il trasporto di propilene ed idrogeno agli impianti della Buna.
6.2. Per quanto riguarda i prodotti derivati la domanda risultava insufficiente ad assorbire tutta la produzione di etilene, propilene, cloro e benzene degli impianti in grado di essere migliorati; solo la produzione di butadiene poteva essere utilizzata appieno. Visti i costi elevati che avrebbe comportato il trasporto ad altri siti la Dow ha studiato diverse soluzioni, come la costruzione di nuovi impianti, per arrivare ad un equilibrio tra produzione e trasformazione di materie prime d'importanza fondamentale a costi logistici minimi tenendo nel debito conto gli attuali settori principali d'attività di BSL e della Dow. Una tale integrazione completa dei processi in continuo di tutta la produzione di primo livello costituisce in effetti l'indispensabile premessa per la concorrenzialità di un sito continentale di produzione. Tale parere è condiviso dai consulenti. Il trasporto via terra su distanze comprese tra i 200 ed i 500 chilometri è comunemente praticato soltanto per prodotti finali solidi quali gomma, PVC e polietilene, come secondo il nuovo piano si verificherà anche nel caso della BSL. In funzione dei criteri di ottimizzazione dell'utile nell'arco di 13 anni e di minimizzazione dei costi (del capitale, d'esercizio e di vendita) che si prefigge, secondo i consulenti la Dow ha proposto una configurazione ottimale per i tre siti. Quasi nessuno tra i progetti proposti può venir eliminato dal piano della Dow senza mettere a repentaglio l'obiettivo di arrivare all'efficienza economico-finanziaria dopo la ristrutturazione. A giudizio dei consulenti potrebbe venir messa in dubbio solo la necessità della produzione di anilina e del relativo impianto di dealchilazione. L'impianto di anilina ha suscitato anche le obiezioni di un terzo interessato nel quadro del procedimento.
Nell'ambito del procedimento la Dow ha asserito che la produzione di anilina a Böhlen costituisce un elemento fondamentale e necessario del suo programma aziendale, ed inoltre che la produzione di anilina della BSL sarebbe integralmente assorbita dalla Dow per il proprio uso nell'impianto di Stade. La Dow non contempla l'eventualità di vendere anilina a terzi e prevede di continuare ad acquistare anilina per la sua produzione di MDI nell'impianto portoghese di Estareja dalla società Anilina de Portugal, la cui posizione resterebbe quindi immutata.
Quando la Commissione ha chiesto alle autorità tedesche di presentare le loro osservazioni circa la produzione di anilina, queste hanno rilevato che l'anilina prodotta a Böhlen sarebbe integralmente inviata all'impianto per la produzione di MDI che la Dow possiede a Stade, in Bassa Sassonia. Visto che l'anilina è un derivato del benzene si potrebbe in linea di massima considerare la possibilità di trasportare il benzene a Stade e di costruire un impianto per la produzione d'anilina in tale località. Le autorità tedesche hanno però fatto notare che il benzene è più esplosivo dell'anilina; esso appartiene perdipiù alla categoria 3 delle sostanze dannose alle acque freatiche, mentre l'anilina appartiene ad una categoria relativamente meno pericolosa, per quanto sempre dannosa, cioè la categoria 2. Inoltre il maggior valore aggiunto dell'anilina renderebbe più interessante, sotto il profilo economico, l'anilina che il benzene ai fini di un trasporto su grandi distanze e l'ammoniaca necessaria per la produzione di anilina sarebbe più vicina a Böhlen che a Stade. Soluzioni alternative alla produzione di anilina, come la produzione di fenolo, risultano impraticabili perché non v'è disponibilità di propilene ed un'unità per la produzione di fenolo non sarebbe in grado di assorbire la produzione d'idrogeno. Non avrebbe neanche senso vendere il benzene ad altri, visto che per questo prodotto non c'è domanda locale e si renderebbe quindi necessario trasportarlo a Rotterdam o in località ancor più lontane.
I consulenti hanno ritenuto validi gli argomenti addotti dalle autorità tedesche e dalla Dow, concordando nel ritenere che qualsiasi soluzione alternativa all'impianto di anilina presenterebbe minor interesse sotto il profilo commerciale ed avrebbe l'effetto di ridurre il flusso di cassa e quindi gli effetti positivi sull'efficienza economico-finanziaria del progetto.
La Commissione ha aderito alla tesi dei suoi consulenti secondo cui le unità di dealchilazione e l'unità di produzione d'anilina costituiscono un elemento fondamentale e necessario del programma aziendale della Dow, ma concorda con essi anche nel ritenere che il fatto di costruire l'impianto di anilina a Böhlen non riveste un'importanza fondamentale, per quanto siti alternativi risultino meno interessanti per motivi finanziari. La Commissione ne ha quindi concluso che nel programma della Dow la necessità di concedere un aiuto che vada al di là degli incentivi regionali disponibili in Germania non è stata dimostrata in modo convincente per quanto riguarda l'impianto di anilina.
Con lettera del 10 ottobre 1995 le autorità tedesche hanno informato la Commissione che avrebbero escluso il costo dell'impianto di anilina, pari a 150 milioni di DM, dal piano aziendale della Dow sovvenzionato dalla BvS. Per la costruzione di un'unità di produzione dell'anilina nel quadro della privatizzazione non verrebbe pertanto accordato nessun aiuto agli investimenti o compensazione del flusso di cassa.
La Commissione osserva che il costo dell'impianto per la produzione d'anilina era stimato in 227 milioni di DM nell'allegato 7 del contratto di privatizzazione. La differenza tra tale importo e i 150 milioni di DM che le autorità tedesche hanno stralciato dal programma della Dow è data dai seguenti elementi:
- 27 milioni di DM relativi ad un impianto per la produzione d'acido nitrico,
- 35 milioni di DM relativi ad un impianto per la produzione di nitrobenzene, e
- 15 milioni di DM relativi ad un impianto di trattamento delle acque di scarico.
Gli impianti dell'acido nitrico e del nitrobenzene sono entrambi necessari per trasformare il benzene in nitrobenzene, che può a sua volta venir trasformato in anilina. I due impianti in questione non hanno altre funzioni. La Commissione ritiene che le autorità tedesche non siano riuscite a dimostrare che i due impianti in questione erano necessari ed indispensabili per il complesso, dato che l'impianto per la produzione d'anilina è stato stralciato dal programma aziendale della Dow. Di conseguenza le autorità tedesche non hanno fornito giustificazioni sufficienti in relazione all'aiuto agli investimenti dell'importo di 62 milioni di DM che intendono accordare per questi impianti.
Per quanto riguarda l'impianto di trattamento delle acque usate la Commissione rileva che esso serve a molti altri impianti non connessi alla produzione di anilina. Essa accetta pertanto come necessaria la corrispondente quota dell'aiuto, pari a 15 milioni di DM.
Nell'ambito del procedimento un terzo ha contestato anche l'investimento destinato agli impianti per la produzione di VCM e PVC (cloruro di vinile monomero e polimero).
La Commissione rileva che le migliorie all'impianto per la produzione di PVC, il cui costo vien valutato a 46 milioni di DM, non aumenteranno la capacità nominale di produzione. La Commissione fa altresì notare che, stando alle previsioni dei suoi consulenti, questa capacità (125 000 t/a) costituirà solamente l'1,9 % di quella esistente in Europa occidentale per il PVC all'orizzonte del 2000 e che nei prossimi dieci anni il tasso d'utilizzo della capacità dovrebbe risultare superiore all'89 %.
L'investimento nell'impianto per la produzione di VCM non costituisce neanch'esso capacità supplementare. Prima di chiudere il suo cracker per l'acetilene infatti la Buna possedeva un impianto per la produzione di VCM relativamente grande e competitivo della capacità di 330 000 t/a. La suddetta chiusura ha dato luogo a squilibri tra la capacità di produzione di cloro e di VCM; l'investimento in una linea supplementare per la produzione di EDC (dicloruro di etilene) porrà fine alla situazione attuale, caratterizzata da livelli operativi dell'impianto per la produzione di VCM estremamente bassi. I consulenti della Commissione giudicano tale equilibrio molto importante per garantire l'efficienza economico-finanziaria della catena del cloro. La Commissione rileva che nel 2000 alla Dow/BSL dovrebbe far capo il 4,8 % della capacità di produzione di VCM in Europa occidentale e che nei prossimi dieci anni il tasso d'utilizzo della capacità dovrebbe risultare superiore all'89 %.
6.3. La Commissione ne conclude che il programma d'investimenti consiste in elementi collegati, ognuno dei quali è necessario per realizzare il complesso integrato ed efficiente sotto il profilo economico-finanziario proposto dalla Dow. Nessuno di questi elementi può essere tralasciato o modificato senza compromettere il complesso nel suo insieme.
6.4. La Commissione ha anche considerato l'evoluzione della capacità produttiva determinata dal programma d' investimenti.
Nel 1990, quando la THA ha avviato la ristrutturazione delle società in questione, la capacità di produrre olefine nei nuovi Bundesländer era la seguente:
SPAZIO PER TABELLA
Negli anni successivi la chiusura dei crackers di Leuna e Buna ha ridotto questa capacità a 450 kt/a (una riduzione del 37,5 %), nonostante l'aumento di capacità di 120 kt/a del cracker di Böhlen. La capacità totale di cracking (C2-C4 e prodotti secondari) è stata anch'essa ridotta del 12 %, passando da 918 kt/a a 808 kt/a. A causa delle esigenze d'approvvigionamento (GPL, propano, butano), gli impianti a valle dispongono di quantitativi minori di aromatici e benzine di pirolisi. Questa riduzione della capacità rappresenta in qualche misura per i concorrenti una contropartita delle eventuali distorsioni provocate dall'aiuto.
Gli impianti di Buna più vecchi, meno efficienti e più inquinanti sono già stati chiusi. Altre unità di produzione verranno chiuse in un secondo momento; è il caso ad esempio dell'impianto per la produzione d'ossido di etilene da 100 kt/a, di quello per la produzione di ossido di propilene da 40 kt/a e di quello per la produzione di polistirolo espanso da 12 kt/a.
L'aumento di capacità previsto per i derivati risulta come s'è già visto indispensabile per poter lavorare la materia prima e quindi determinare e salvaguardare la concorrenzialità dell'impresa. Questa è una conseguenza inevitabile del programma d'integrazione proposto dalla Dow. Si tratta fondamentalmente di portare da 75 kt/a a 122 kt/a la capacità di produzione di benzene e di produrre soda caustica, oltre che di rendere disponibile nuova capacità per mezzo di nuovi impianti per la produzione di LDPE lineare (210 kt/a), PP (200 kt/a), VCM/EDC (300 kt/a), acido acrilico (90 kt/a), estere acrilico (93 kt/a), ossicloro ed anilina (130 kt/a). Come già si è detto l'impianto per la produzione di anilina è stato stralciato dal piano d'investimenti sovvenzionato dalla BvS.
La costruzione di una linea supplementare di ossiclorurazione consente di sfruttare appieno la capacità degli esistenti impianti per la produzione di cloro nonché di VCM.
L'impianto di nuova costruzione per la produzione di LDPE lineare con la tecnologia Dow sostituisce quello per la produzione di HDPE che la THA aveva in programma per far corrispondere la produzione di etilene a Böhlen con la capacità di trasformazione di Leuna e Buna. La scelta della Dow risulta meglio adattata alla gamma dei prodotti.
Si è manifestata la necessità di riportare all'equilibrio la domanda e l'offerta di propilene e di etilene; tale obiettivo dovrebbe esser raggiunto con la costruzione degli impianti per la produzione di polipropilene e di acido acrilico. Al fine d'integrare con quella dei derivati anche la produzione di acido acrilico la Dow intende aggiungere un impianto supplementare per la produzione di esteri acrilici.
Al fine di massimizzare la produzione di benzene il piano della Dow prevede inoltre la sostituzione dell'esistente impianto per la produzione di aromatici con nuovi impianti C5-C9 ed un impianto di distillazione e produzione di benzina pirolitica. La metà del benzene prodotto sarà assorbito dal nuovo impianto per la produzione di anilina stralciato dal piano aziendale della Dow sovvenzionato dalla BvS.
Grazie a queste nuove capacità la Dow sarà capace di lavorare in situ tutti i prodotti del primo ciclo di trasformazione, vale a dire etilene, propilene, butadiene e cloro, il cui trasporto verso altri impianti, nonostante il prezzo di produzione concorrenziale, avrebbe inevitabilmente comportato costi elevati che ne avrebbero eliminato la concorrenzialità. La configurazione scelta dalla Dow affranca i prodotti che la Dow mette sul mercato dai loro svantaggi logistici, conferendo loro un valore aggiunto più elevato e rende i prodotti concorrenziali ottimizzandone l'integrazione. Se a questa catena venisse sottratto un anello, la capacità a livello del primo ciclo di trasformazione rimarrebbe inutilizzata oppure si renderebbe necessario trasportare il prodotto in altre località, il che andrebbe a detrimento dell'efficienza del piano.
La Commissione ha dovuto altresì valutare se l'incremento della capacità produttiva, ottenuta ristrutturando i vecchi impianti e costruendone di nuovi, determinerebbe un'eccedenza di capacità sul mercato comunitario ovvero interesserebbe mercati sui quali tale eccedenza esiste già. La Commissione è del parere che nessuno degli impianti in questione darà luogo ad una tale eccedenza ed anche i suoi consulenti tendono ad escludere il manifestarsi di sovraccapacità strutturali per i prodotti in questione, ad eccezione forse dell'anilina. Come si è già visto peraltro l'impianto per la produzione d'anilina non beneficerà d'aiuti nell'ambito del contratto di privatizzazione.
I consulenti indipendenti prospettano la crescita della domanda nell'Europa occidentale tra il 1994 e il 2000 e l'utilizzo della capacità nel 2000 come segue:
SPAZIO PER TABELLA
Nell'ambito del procedimento nessun terzo ha potuto altresì dimostrare che gli aiuti in questione sarebbero serviti a creare o espandere capacità in mercati già caratterizzati da sovraccapacità strutturale.
6.5. La Commissione ha considerato anche gli effetti della proposta razionalizzazione e ristrutturazione sul mercato europeo dei prodotti petrolchimici.
SPAZIO PER TABELLA
La Commissione ha verificato la compatibilità della concentrazione a norma del regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio ed ha deciso di non opporsi ad essa (16).
6.6. L'importo degli investimenti in progetti in corso, avviati precedentemente dalla THA e dalla BvS ed idonei a venir inseriti nel piano della Dow, ammonta, prescindendo dalla somma di 3 816 milioni di DM originariamente prevista nel programma aziendale della Dow, a 245 milioni di DM per quanto riguarda la Buna e la SOW. Tale cifra si scompone in 70 milioni di DM per acquisti e costruzioni pertinenti agli investimenti incompatibili con il programma della Dow, 159,6 milioni di DM di costi relativi all'impianto di produzione di EPS (polistirene espanso) e ossiclorurazione ed all'impianto di produzione di poliesteri insaturi, e 14,1 milioni di DM per l'impianto di dispersione. Ad eccezione di 33,8 milioni di DM non ancora autorizzati dalla Commissione, questi importi sono stati autorizzati dalla Commissione nelle sue precedenti decisioni (vedi il capitolo II, punti 2.2. e 2.3). Per quanto concerne la Leuna-Polyolefine la Commissione non ha ancora autorizzato 16,4 milioni di DM. Per poter preparare la privatizzazione, garantire la tutela della salute dei dipendenti e la salvaguardia dell'ambiente ed infine ridurre i costi di gestione degli impianti obsoleti e antieconomici la THA e la BvS hanno dovuto avviare la ristrutturazione ancor prima di trovare un investitore. Gli interventi sono comunque stati limitati al minimo necessario al conseguimento di tale obiettivo.
6.7. La Commissione ha anche valutato se l'aiuto agli investimenti in questione fosse davvero integralmente necessario per realizzare il progetto, dato che tale aiuto verrà accordato anche nel quadro di programmi di sviluppo regionale.
Giacché il progetto in esame beneficerà anche di diversi altri tipi d'aiuto, è opportuno non valutare separatamente la questione della necessità del suddetto aiuto agli investimenti nella sua totalità; è più corretto considerare in primo luogo la giustificazione dei singoli tipi d'aiuto e valutare successivamente l'effettiva necessità del pacchetto d'aiuti nel suo insieme.
6.8. Non occorre valutare nell'ambito del presente procedimento la compatibilità con il mercato comune dell'aiuto agli investimenti di 684,5 milioni di DM stipulato dal contratto di privatizzazione. In tale importo rientrano investimenti per 201,5 milioni di DM il cui finanziamento per mezzo di garanzie e prestiti è stato già autorizzato dalla Commissione nelle sue precedenti decisioni. La Commissione osserva altresì che aiuti agli investimenti proposti per 483 milioni di DM possono venir sostituiti da aiuti accordati nell'ambito di regimi di aiuti agli investimenti regionali autorizzati dalla Commissione. La Commissione è pienamente consapevole del fatto che i Länder Sassonia-Anhalt e Sassonia non hanno ancora deciso definitivamente l'erogazione degli aiuti; essa è tuttavia del parere che l'aiuto agli investimenti per le regioni assistite andrebbe accordato in primo luogo nel quadro dei regimi di aiuto da essa autorizzati a tal fine. Aiuti supplementari quali quelli concessi dalla BvS non dovrebbero subentrare a tali regimi di aiuto.
6.9. La Commissione ha parimenti considerato la possibilità che la Dow abbia sopravvalutato l'importo degli investimenti necessari per la ristrutturazione. La Commissione prende nota del fatto che l'aiuto agli investimenti sarà accordato unicamente per gli investimenti effettivamente realizzati; giacché tuttavia la BvS verserà alla BSL un incentivo del 20 % per l'aliquota del contributo potenziale che non sarà spesa, avrebbe potuto essere nell'interesse della Dow presentare piani esagerati. In questo contesto la Commissione osserva che i suoi consulenti giudicano che le stime della Dow tendono realmente a peccare per eccesso: essi ritengono le stime relative agli impianti sopravvalutate del 10-20 %, pur ammettendo che nell'industria chimica si tende in generale a gonfiare le stime degli investimenti.
A questo proposito le autorità tedesche hanno fatto rilevare che per gli investimenti in questione non si partirà da zero («greenfield»), ma si dovrà anzi prevederne l'integrazione con un gruppo notevolmente interdipendente di siti già esistenti nel quadro di un processo di produzione in corso, il che potrebbe incrementare il costo degli investimenti. La difficile integrazione di singoli elementi interconnessi comporta rischi la cui valutazione esula sostanzialmente dall'ambito progettuale.
È inevitabile prevedere margini di calcolo quando si pianifichino impianti, come nella fattispecie, che impiegano tecnologie di produzione molto complesse e risentono di fattori sconosciuti. Per essere in grado di controllare con precisione i costi realmente sostenuti la BvS ha inserito nel contratto di privatizzazione i seguenti meccanismi di controllo:
- L'articolo 8.3.1 del contratto di privatizzazione dispone che la BvS versi i suoi contributi in conto capitale per gli investimenti come segue: per il periodo compreso tra la data del passaggio di proprietà ed il 31 dicembre 1995 la BvS verserà alla BSL una quota dell'importo di 250 milioni di DM per specifici progetti. A partire dal 1996 per ogni anno del periodo di ristrutturazione la BSL dovrà presentare annualmente alla BvS entro il 7 novembre dell'anno solare precedente un bilancio preventivo degli investimenti che precisi gli investimenti previsti in questo periodo di riferimento indicandone il tipo, i costi e le modalità di finanziamento e fornisca commenti e giustificazioni di carattere qualitativo e quantitativo degli eventuali scostamenti di rilievo dal programma di ricostruzione. Di tale preventivo degli investimenti dovrà far parte un calendario dei versamenti che indichi in modo particolareggiato i finanziamenti cui dovrà provvedere la BvS e le rispettive date di versamento dei singoli importi e riporti un calcolo globale e un calendario dei progetti aggiornati per il programma di ricostruzione.
- L'articolo 8.3.2 del contratto di privatizzazione dispone che assieme alle previsioni del fabbisogno di capitali la BSL presenti alla BvS entro il 7 novembre di ogni periodo di riferimento un rapporto preliminare sugli investimenti in cui figurino gli importi effettivamente spesi per i primi tre trimestri del periodo di riferimento e quelli preventivati per il quarto trimestre. Qualsiasi differenza tra i contributi in conto capitale della BvS e gli importi effettivamente spesi per i progetti descritti nel rapporto preliminare sugli investimenti sarà compensata a carico dei contributi in conto capitale della BvS previsti per il periodo di riferimento successivo.
- Insieme ai bilanci finanziari annuali la BSL dovrà inoltre presentare per ogni periodo di riferimento un rapporto sugli investimenti contenente un rendiconto particolareggiato dell'esecuzione degli investimenti contemplati nelle previsioni del fabbisogno di capitali e sugli importi effettivamente spesi per tali investimenti. Il rapporto sugli investimenti sarà controllato dai revisori della BSL. Le differenze tra gli importi indicati nel rapporto preliminare sugli investimenti per questo periodo di riferimento e nel rapporto sugli investimenti saranno compensate a carico dei contributi in conto capitale della BvS previsti per il periodo di riferimento successivo.
- L'articolo 8.3.3 del contratto di privatizzazione dispone che entro i tre mesi successivi alla fine del periodo di ristrutturazione la BSL elabori un rapporto finale basato sui rapporti sugli investimenti.
- L'articolo 13.2. del contratto di privatizzazione dispone che nel mese di novembre la BSL presenti all'assemblea generale degli azionisti (nel cui novero rientra la BvS) il suo bilancio annuale assieme al bilancio preventivo degli investimenti ed al programma di ricostruzione aggiornato per ottenere l'approvazione finale, che costituisce la base vincolante per l'attuazione del programma e per il bilancio preventivo degli investimenti relativo al periodo di riferimento successivo (articolo 13.4).
- A norma dell'articolo 14.2.1 del contratto di privatizzazione, alla fine di ogni trimestre la BSL presenta ai suoi azionisti (BvS inclusa) un rapporto trimestrale - soggetto a revisione contabile - che riporti tra l'altro la situazione in tema di previsioni del fabbisogno di capitali indicando il modo in cui sono stati investiti i fondi concessi dalla BvS.
- La revisione contabile dei bilanci finanziari di fine d'anno della BSL viene effettuata congiuntamente da un revisore nominato dalla Dow e da un revisore nominato dalla BvS (articolo 14.2.2).
- L'articolo 14.4 del contratto di privatizzazione stabilisce che la Bundesrechnungshof (Corte federale dei conti) avrà la facoltà di effettuare una revisione speciale per ogni periodo di riferimento, conformemente al combinato disposto dell'articolo 104, paragrafo 1, punto 3 e degli articoli 88 e seguenti della Bundeshaushaltsordnung.
La Commissione ritiene che la BvS abbia posto in essere i meccanismi di controllo necessari per effettuare un controllo esauriente, preciso e continuo degli investimenti in qualità sia di azionista che di finanziatore degli investimenti necessari.
La BvS ha infine previsto un dispositivo supplementare di controllo sotto forma del suo regime d'incentivi. La Commissione ritiene in generale che un incentivo destinato a limitare al minimo necessario gli investimenti - e quindi l'aiuto ad essi connesso - meriti il plauso; in tali circostanze essa non si oppone in linea di massima all'incentivo, anche perché la BSL è obbligata dal contratto di privatizzazione a reinvestire nel complesso petrolchimico gli incentivi percepiti. La Commissione non può tuttavia accettare che vengano pagati incentivi su un margine del 10 % il quale, secondo i suoi consulenti, rappresenta la sopravvalutazione minima del costo degli investimenti. Un incentivo del 20 % può dunque applicarsi solamente ad una riduzione degli investimenti superiore al 10 %.
In questo contesto la Commissione ha tenuto conto anche del chiarimento fornito dalle autorità tedesche in merito all'interpretazione dell'allegato 8.3.4 del contratto di privatizzazione, che esclude la possibilità di versare alla BSL incentivi per l'aiuto di 483 milioni di DM che la BvS non deve erogare in quanto sostituiti da pagamenti effettuati nell'ambito di programmi d'aiuto già autorizzati dalla Commissione (vedi il punto 6.8).
7. Compensazione del flusso di cassa
7.1. L'articolo 9 del contratto di privatizzazione prevede che durante il periodo di ristrutturazione la BvS compensi integralmente gli eventuali flussi negativi di cassa cumulati della BSL, a concorrenza di un massimo di 2 650 milioni di DM, e al di là di tale importo la metà dei flussi negativi di cassa cumulati fino a 3 650 milioni di DM. L'importo massimo che la BvS potrà venir chiamata ad erogare a questo titolo sarà dunque complessivamente pari a 3 150 milioni di DM; in tal caso la Dow contribuirebbe anch'essa 500 milioni di DM.
L'articolo 15.3.1 del contratto di privatizzazione dispone che una parte della compensazione del flusso di cassa venga utilizzata per sovvenzionare il prezzo pagato dalla BSL per l'energia elettrica. Nell'ambito del procedimento tale elemento è stato quantificato dalle autorità tedesche in 162 milioni di DM. Come descritto in dettaglio al punto 8 del presente capitolo, la Commissione è del parere che il fatto di sovvenzionare i prezzi dell'energia, anche per un periodo limitato, non possa ricollegarsi alla ristrutturazione in corso e che tale aiuto costituisca in linea di massima una forma di aiuto al funzionamento, incompatibile con il mercato comune. Come si è visto nel capitolo III, punto 3, nel corso del procedimento le autorità tedesche hanno deciso di ritirare questa parte dell'aiuto proposto e hanno annunciato che il contratto di privatizzazione sarebbe stato modificato in tal senso. I limiti proposti degli aiuti già summenzionati sono stati pertanto ridotti di 162 milioni di DM da 2 650 a 2 488 milioni di DM e da 3 150 a 2 988 milioni di DM.
7.2. La Commissione ha esaminato questa compensazione in rapporto al programma di ristrutturazione. In base all'esperienza acquisita in altri casi di aiuti alla ristrutturazione la Commissione è del parere che un piano di ristrutturazione che si articoli su cinque anni, prorogabili fino a sette in caso d'imprevisti, copra un periodo relativamente lungo. Il caso in esame tuttavia riguarda investimenti cospicui, che interessano stadi diversi della catena di produzione e tre siti diversi, cosicché si rende necessario un calcolo dei tempi che eviti strozzature nel processo di produzione. In queste circostanze risulta giustificato prevedere cinque anni per la ristrutturazione. Se qualche imprevisto rendesse inevitabile prorogare oltre i cinque anni il periodo di ristrutturazione, ciò andrebbe notificato alla Commissione in tempo utile ai termini dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato.
La complessità della ristrutturazione di cui sopra comporta altresì un considerevole rischio di perdite straordinarie durante il periodo di ristrutturazione; qualunque ritardo nella costruzione dell'oleodotto di Rostock segnatamente comporterebbe, finché durasse, un forte supplemento di costo relativo al trasporto. Altri fattori di rilievo che possono dar luogo a perdite nel periodo di ristrutturazione sono i costi pertinenti agli esuberi di personale, dato che il personale andrà gradualmente ridotto da 5 600 dipendenti al 1° giugno 1995 a 2 200 al 1° giugno 1999, ed i costi d'esercizio degli impianti esistenti che opereranno in perdita fino a quando non vengano ammodernati o sostituiti. La Dow si accollerà i rischi che vadano al di là della compensazione del flusso di cassa.
7.3. La Commissione ha altresì verificato se sussista il rischio che la BSL aumenti artificialmente le sue perdite per ottenere il massimo della potenziale compensazione, ovvero se la BSL possa trasferire alla Dow, società madre, parte della compensazione, od ancora se la BSL possa utilizzare la compensazione per vendere i suoi prodotti a prezzi inopportunamente bassi.
La Commissione rileva che il contratto di privatizzazione prevede un sistema di rapporti trimestrali come pure la revisione dei bilanci della BSL; la BSL dovrà inoltre presentare alla BvS i rapporti annuali sulle sue relazioni finanziarie con la Dow e con le società di proprietà della Dow. La Bundesrechnungshof ha la facoltà di svolgere una verifica contabile speciale. La Commissione rileva altresì che il contratto di privatizzazione contiene un incentivo per la BSL a non utilizzare integralmente la compensazione del flusso di cassa negativo fino al massimale di 2 650 milioni di DM, costituito da un premio del 33 % sull'importo rimasto inutilizzato alla fine del periodo di ristrutturazione.
L'articolo 10 del contratto di privatizzazione coi relativi allegati, tutti presentati alla Commissione, fissa le condizioni alle quali avviene la fornitura di prodotti, servizi, licenze, assistenza tecnica e prestiti tra le società. Tali condizioni, per quanto in sé insolite, non sono però del tutto anormali nel settore in questione fra società collegate. Tale punto di vista è condiviso dai consulenti della Commissione. L'accordo di commercializzazione allegato al contratto contiene clausole che escludono la possibilità per la Dow, in qualità di rappresentante commerciale della BSL, di vendere prodotti BSL a prezzi anormalmente bassi.
8. Energia
8.1. A norma dell'articolo 15.1 del contratto di privatizzazione i contratti relativi alla fornitura di energia elettrica e vapore che legano la Buna alla Veba Kraftwerke Ruhr AG ed alla Kraftwerk Schkopau GmbH (collettivamente VKR) vanno radicalmente rinegoziati e modificati. Finché tali modifiche non saranno state eseguite e se ed in quanto esse non risulteranno sufficienti a consentire che la BSL operi in attivo, quattro clausole del contratto dispongono che il prezzo pagato dalla BSL per il vapore e l'energia elettrica benefici di sovvenzioni della BvS. L'articolo 15.3 prevede una sovvenzione non quantificata dei prezzi in questione durante il periodo di ristrutturazione, che si aggiunge alla compensazione del flusso di cassa di cui al punto 7 del presente capitolo. L'articolo 15.4 stabilisce la possibilità - che presuppone nuove trattative - di una sovvenzione per questi stessi prezzi nel periodo compreso tra la fine della ristrutturazione ed il 31 dicembre 2014. Il disposto combinato dell'articolo 15.3 e dell'articolo 9 prevede che una parte non quantificata della compensazione del flusso di cassa di cui al punto 7 del presente capitolo vada anch'essa a sovvenzionare i prezzi dell'energia. L'articolo 15.5 copre i costi d'esercizio supplementari per il vapore.
8.2. Nella lettera di estensione del procedimento del 14 luglio 1995 e nell'ambito del procedimento stesso la Commissione ha espresso il parere che tale aiuto non sia giustificato. I contratti per la fornitura di energia sono negoziati tra imprese, senza che siano disponibili aiuti di stato per coprire la differenza tra la somma che l'acquirente di energia è pronto a pagare e quella che il venditore desidera ricevere. Le autorità tedesche non hanno inoltre dimostrato in modo convincente che tale aiuto ai prezzi dell'energia è una conseguenza del processo di ristrutturazione o che è ad esso connesso in qualche modo. Tale aiuto non può neppure considerarsi compatibile in forza della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 2, lettera c) del trattato, poiché un aiuto che sovvenzioni i prezzi dell'energia non risulta necessario per compensare gli svantaggi provocati dalla precedente divisione della Germania. Tale opinione è corroborata dagli elementi di fatto del caso in esame, dato che i vigenti contratti di fornitura dell'energia sono stati conclusi dopo la riunificazione tedesca, l'impianto di produzione di energia della VKR a Schkopau è stato costruito anch'esso dopo la riunificazione, e sia la Buna che la Leuna esistevano già prima della partizione della Germania.
8.3. Nell'ambito del procedimento le autorità tedesche hanno dichiarato che non sarebbero stati concessi aiuti in applicazione dell'articolo 15.4 del contratto di privatizzazione. Le autorità tedesche hanno quantificato gli importi degli altri tre tipi d'aiuto relativi all'energia di cui al punto 8.1 come segue: la quota della compensazione del flusso di cassa che va a sovvenzionare i costi dell'energia elettrica, descritta agli articoli 15.3 e 9 del contratto di privatizzazione, ammonterebbe a 162 milioni di DM. La compensazione supplementare dei costi dell'energia elettrica e del vapore di cui agli articoli 15.3 e 15.5 del contratto di privatizzazione varrebbe attualmente 804 milioni di DM. L'aiuto riguardante l'energia sarebbe quindi complessivamente pari a 966 milioni di DM.
8.4. Dopo lunghe discussioni, cui hanno preso parte anche la Dow e la VKR, le autorità tedesche hanno accettato di ritirare la loro proposta e rinegoziare il contratto di privatizzazione in modo da abrogare completamente gli articoli 15.3 e 15.5 e ridurre di 162 milioni di DM il massimale della compensazione del flusso di cassa per escludere la compensazione di questa voce di spesa.
La Commissione conclude che queste modifiche, che sarà in grado di verificare una volta rinegoziato il contratto di privatizzazione, vengono pienamente incontro alle sue obiezioni iniziali.
9. Carenze strutturali
9.1. L'articolo 9.2 del contratto di privatizzazione prevede un pagamento preliminare della BvS alla BSL dell'importo di 440,5 milioni di DM, che sarà registrato come contributo in conto capitale e servirà a compensare le carenze strutturali che permangano dopo il periodo di ristrutturazione.
9.2. La Commissione aveva due obiezioni a tale aiuto. In primo luogo essa obiettava al fatto che fosse necessario un aiuto per compensare determinate carenze una volta completata la ristrutturazione: ciò indurrebbe a ritenere che nonostante la ristrutturazione la BSL non sia ancora efficiente sotto il profilo economico-finanziario e porrebbe così in dubbio la compatibilità del pacchetto di aiuti nel suo insieme. In secondo luogo essa obiettava al fatto che un aiuto destinato al periodo che farebbe seguito alla ristrutturazione quinquennale venga erogato all'inizio della ristrutturazione, permettendo alla BSL di lucrare per cinque anni gli interessi sulla somma in questione.
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9.3. Nell'ambito del procedimento le autorità tedesche hanno giustificato 96 dei 440,5 milioni di DM. Si tratta dei costi d'esercizio di un sistema di rilevazione di parametri ambientali dopo il periodo di ristrutturazione; tale somma e la relativa giustificazione sono oggetto di un chiarimento particolareggiato al punto 12 del presente capitolo.
Una giustificazione è stata altresì fornita per i costi attinenti alla costruzione di una centrale termica supplementare, originariamente pari a 129 milioni di DM. Nell'ambito del procedimento le autorità tedesche hanno chiarito che si tratta di costi degli investimenti piuttosto che di costi d'esercizio e che essi non erano inclusi nell'importo degli investimenti menzionato nella prima notifica, anche se gli investimenti avrebbero avuto luogo durante il periodo di ristrutturazione. In seguito a discussioni con la Commissione le autorità tedesche hanno deciso di aumentare di 172 milioni di DM l'importo degli investimenti finalizzati alla ristrutturazione. Analogamente, i rimanenti 215,5 milioni di DM di pagamenti preliminari sono stati anch'essi sostituiti da investimenti supplementari nel cracker, nell'impianto di produzione del benzene e nella costruzione di serbatoi di propano e di un impianto per la produzione di stirene, per un importo di 286 milioni di DM. Questi investimenti aggiuntivi suppliranno ai costi d'esercizio che sarebbero altrimenti stati necessari sostenere dopo il periodo di ristrutturazione. Il limite dell'aiuto agli investimenti sarà di conseguenza aumentato di 384 milioni di DM.
9.4. La Commissione è del parere che esista una differenza di rilievo tra gli aiuti volti a finanziare investimenti finalizzati alla ristrutturazione che portino all'efficienza economico-finanziaria ed aiuti al funzionamento che servano a ridurre i costi d'esercizio per un periodo più lungo. Gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione d'imprese in difficoltà (17) sanciscono la compatibilità, a determinate condizioni, degli aiuti del primo tipo, ma non di quelli del secondo tipo.
9.5. La Commissione conclude che dei 440,5 milioni di DM rimangono ammissibili soltanto i 96 milioni di DM destinati a compensare le carenze strutturali. La compatibilità di tale aiuto viene esaminata più avanti, al punto 12 del presente capitolo. Il restante importo di 344,5 milioni di DM non sarà autorizzato nella sua forma originaria, ma un importo corrispondente sarà autorizzato a titolo di aiuto agli investimenti, la cui compatibilità è stata esaminata al punto 6. Non verrà ammesso il pagamento preliminare di nessuno di tali importi, a meno che non vengano scontati al loro valore attuale (vedi anche il punto 13 più avanti).
10. Costi sociali e responsabilità giuridiche
10.1. Come indicato al punto 7.2 del presente capitolo, entro il 1° gennaio 1999 la BSL dovrà aver ridotto il personale da 5 600 dipendenti a non più di 2 200. A norma del contratto di privatizzazione la Dow è obbligata a mantenere in esistenza 1 800 posti di lavoro fino al 2003. A favore dei lavoratori licenziati è stato elaborato un programma sociale, per il quale sono stati stanziati 110 milioni di DM. La Commissione è favorevole a tale aiuto, conformemente ai principi enunciati nel punto 3.2.5 dei succitati orientamenti comunitari sugli aiuti di stato per il salvataggio e la ristrutturazione d'imprese in difficoltà.
10.2. L'importo di 110 milioni di DM costituisce il massimale per responsabilità giuridiche a carico della BvS connesse a motivi non espressamente specificati nel contratto di privatizzazione (vedi l'articolo 29 di detto contratto). Su tale importo 10 milioni di DM costituiscono il massimale per le spese legali risultanti dal suddetto licenziamento del personale.
La Commissione rileva che l'importo di 110 milioni di DM non costituisce una sovvenzione alla BSL od alla Dow quanto piuttosto una garanzia contro eventuali azioni in giudizio, conformemente ad una prassi non insolita nelle cessioni d'imprese. Come tale la Commissione l'accetta in quanto condizione sine qua non per la privatizzazione e quindi per la ristrutturazione.
11. Remissione del debito
11.1. Nelle precedenti comunicazioni (vedi il capitolo II, punto 4) le autorità tedesche hanno informato la Commissione di precedenti remissioni di debiti. Per garantire che la ristrutturazione condotta secondo il piano aziendale della Dow abbia buon esito, si ritiene indispensabile una completa remissione dei debiti a lungo termine alla data del passaggio di proprietà (31 maggio 1995). Nella sua decisione del 25 novembre 1992 sulle attività della THA la Commissione ha osservato che quanto più a lungo una società è detenuta dalla THA e quanto più elevati sono i crediti o le garanzie ad essa accordati dalla THA, tanto più difficile risulterà trovare un compratore che si accolli tali debiti o tali garanzie; con il passare del tempo crediti e garanzie finiscono per essere aiuti. Nella fattispecie la rinuncia ai crediti, che all'epoca erano stati concessi legalmente a norma del diritto comunitario, rispecchia i fatti individuati dalla Commissione nel 1992. Per dare alle imprese la possibilità di ripristinare la loro redditività a lungo termine, le autorità tedesche hanno dovuto rinunciare al proprio diritto di esigere il rimborso dei prestiti. Questo era l'unico mezzo per impedire che assumesse proporzioni eccessive l'onere determinato dalla rivoluzione verificatasi tra il 1990 e il 1995 nell'industria chimica dell'ex RDT.
In tale contesto la Commissione rileva parimenti che in termini di controllo degli aiuti non c'è differenza tra il caso in cui la BSL venga acquistata libera da debiti per un prezzo adeguato e quello in cui la stessa impresa venga venduta con i suoi debiti ad un prezzo negativo. In questo secondo caso, tuttavia, il maggiore indebitamento darebbe luogo ad un flusso di cassa più negativo e determinerebbe quindi la necessità di pagamenti compensativi più elevati durante il periodo di ristrutturazione.
I debiti rimessi al 31 maggio 1995 ammontavano a 765,98 milioni di DM per la Buna ed a 700,54 milioni di DM per la SOW, cioè complessivamente a 1 466,52 milioni di DM.
11.2. La Commissione ha altresì esaminato se la remissione di cui all'articolo 3 del contratto di privatizzazione lasci la BSL in una situazione migliore di quella delle altre imprese chimiche in Europa in generale, ed in Germania in particolare, e se i debiti risultino integralmente cancellati. A questo proposito le autorità tedesche hanno affermato che non si tratta di una remissione integrale poiché sono stati cancellati solo alcuni crediti specifici, ed in particolare non sono rimesse le passività derivanti dalle operazioni correnti. La remissione va di pari passo con la «scrematura» dell'attivo circolante della BSL a tale data.
Dopo la cancellazione il rapporto capitale proprio/attivo totale del 33 % sarà inferiore alla media tedesca del 39 %, quale risulta dagli ultimi dati forniti dalla Bundesbank per questo settore (1991). Dal canto suo l'associazione tedesca dell'industria chimica ha calcolato una media del 36,5 % per il 1994. Secondo studi comparativi di bilanci effettuati dalla Goldman Sachs, il rapporto tra capitale proprio ed attivo totale dei concorrenti europei e americani varia tra il 32 % e il 42 %. Se ne può concludere che la BSL non presenta un valore di tale rapporto più vantaggioso di quello dei suoi concorrenti.
Un altro modo per stabilire se la remissione del debito della BSL sia o no commensurata è quello di calcolare il rapporto tra i costi finanziari delle società ed il loro fatturato. La Commissione rileva che gli interessi a carico della BSL saranno pari al 2 % del previsto giro d'affari, mentre secondo la Bundesbank in Germania la media in questo settore era dell'1,3 % nel 1991 e dell'1,6 % nel 1992. Nella Comunità gli interessi rappresentavano in media per i concorrenti un onere dell'1,6 % nel 1994.
Nel valutare al 2 % l'onere degli interessi per la BSL si è tenuto conto del finanziamento della prima quota del prezzo di acquisto (300 milioni di DM), ma non della futura vendita del rimanente 20 % delle azioni, né del contributo della Dow agli investimenti, né delle compensazioni del disavanzo del flusso di cassa.
La Commissione ne conclude che la remissione dei debiti non lascia la BSL in una situazione di vantaggio rispetto ai suoi concorrenti. La Commissione rileva parimenti che la Dow avrebbe potuto scegliere di acquistare unicamente le attività delle tre società in questione, nel qual caso tutte le passività sarebbero rimaste alla BvS.
11.3. Come si è visto nel capitolo II, punto 3, la Commissione ha esteso agli aiuti accordati alla Leuna il procedimento ex articolo 93, paragrafo 2 per garantirle parità di trattamento rispetto alla Buna ed alla SOW, dato che lo stesso piano di ristrutturazione si applica alle tre società. La Leuna-Polyolefine GmbH è stata scorporata al netto dei debiti della Leuna, le cui passività sono passate integralmente alla Leuna-Werke GmbH. Tra gli aiuti considerati ai fini del presente procedimento rientrano una garanzia di 266,2 milioni di DM per gli investimenti del primo semestre del 1994 nonché un prestito degli azionisti di 230,5 milioni di DM per gli investimenti nel 1993. Di questi aiuti 33,8 milioni di DM riguardano gli investimenti nelle attività LDPE di Leuna; di questi 17,4 milioni di DM sono stati nel frattempo ritirati e 16,4 milioni di DM, di cui la vera beneficiaria è la Leuna-Polyolefine GmbH, devono essere ancora esaminati.
Il resto della garanzia ed il prestito degli azionisti alla Leuna-Werke GmbH, per complessivi 462,9 milioni di DM, erano necessari per realizzare i piani per la privatizzazione delle parti scorporate, come Leuna-Tenside GmbH (70 dipendenti), Leuna-Katalysatoren GmbH (157 dipendenti) e Leuna Chemtec GmbH (92 dipendenti). I provvedimenti necessari alla manutenzione del sito ed all'adempimento delle prescrizioni in tema di tutela dell'ambiente e di sicurezza sono state limitate al minimo indispensabile, cioè stabilizzare la produzione senza creare nuove capacità.
Nella sua decisione del 18 dicembre 1991 sulle attività della THA, già vista nel capitolo II, punto 1, la Commissione ha stabilito che la THA può concedere garanzie e prestiti alle società in suo possesso prima che vengano privatizzate, permettendo loro di continuare ad operare. Nel 1991 la Commissione ha deciso che tali provvedimenti possano considerarsi compatibili con il mercato comune purché siano limitati al minimo indispensabile a garantire la sopravvivenza delle imprese. Come è stato detto i provvedimenti presi per preparare la privatizzazione e per prevenire danni ambientali e d'altro genere erano assolutamente necessari. Visto inoltre che essi non hanno dato luogo ad incrementi di capacità, la Commissione li considera compatibili con il mercato comune in base alle sue decisioni del 1991 e del 1992 sulle attività della THA ed a quella del 1995 sugli enti succeduti alla THA.
11.4. Conformemente al punto 3.2.2.iii) degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione d'imprese in difficoltà, qualora gli aiuti in questione vengano utilizzati per ripianare debiti derivanti da perdite sostenute in passato andranno notificati gli eventuali crediti d'imposta connessi a tali perdite.
12. Costi attinenti a demolizioni e provvedimenti di tutela ambientale
12.1. L'articolo 21 del contratto di privatizzazione prevede che la BvS risarcirà integralmente i danni subiti dall'ambiente a causa dell'inquinamento esistente anteriormente alla data del passaggio di proprietà o provocato durante il periodo di ristrutturazione da attività esistenti a tale data, senza quantificare in alcun modo i relativi costi. Nell'ambito del procedimento le autorità tedesche hanno comunicato alla Commissione che, secondo le loro stime più accurate, l'importo di tali costi non dovrebbe risultare superiore ad un miliardo di DM. Se questo massimale dovesse rivelarsi comunque insufficiente le autorità tedesche lo notificherebbero alla Commissione conformemente all'articolo 93, paragrafo 3 del trattato. L'articolo 21.11 del contratto di privatizzazione dispone che l'entità di tale inquinamento sia determinata da un esperto nominato congiuntamente dalle parti contraenti.
Come già stabilito al capitolo III, punto 3 l'importo di un miliardo di DM non costituisce aiuto ed il resto, che costituisce un aiuto, non è quantificabile. La Commissione riconosce altresì che era materialmente impossibile, per le imprese dei nuovi Bundesländer, adattare alle norme vigenti nei vecchi Bundesländer i loro impianti alla data del 1° luglio 1990. La THA ed in seguito la BvS hanno chiuso gli impianti più inquinanti ed hanno effettuato gli investimenti necessari per adeguare gli impianti rimanenti alle norme obbligatorie, come già visto al capitolo II, paragrafi 2, 3 e 4, ma ciò ha richiesto tempo e nel frattempo l'inquinamento persisteva. In tali circostanze la Commissione ritiene giustificato derogare al principio «chi inquina paga» sancito dall'articolo 130 R, paragrafo 2 del trattato, in conformità con la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente (18), la quale in circostanze ben determinate autorizza (punto 3.4) gli aiuti al funzionamento che sgravino le imprese dai costi finanziari connessi all'inquinamento.
12.2. L'inquinamento da cloro e mercurio si spinge fino a forte profondità sul sito dello stabilimento Buna e costituisce una persistente minaccia per le acque freatiche; occorre pertanto sviluppare ed utilizzare per un lungo periodo di tempo un sistema di rilevazione per far fronte a tale rischio. I costi per lo sviluppo di tale sistema sono stimati a 75 milioni di DM; lo sviluppo del sistema ed il suo funzionamento durante il periodo di ristrutturazione saranno sovvenzionati nel quadro della compensazione del flusso di cassa di cui al punto 7. Come già menzionato al punto 9.3 il valore scontato dei costi d'esercizio del sistema dopo il periodo di ristrutturazione viene valutato a 96 milioni di DM. La Commissione nota che il sistema di rilevazione è esclusivamente destinato a far fronte all'inquinamento da mercurio provocato in passato, al quale si è messo fine; in tali circostanze la Commissione accoglie la tesi secondo cui l'importo di 96 milioni di DM non avrà nessun effetto sull'attività della BSL e può quindi essere considerato compatibile con il mercato comune.
12.3. Nel corso della ristrutturazione la BSL smantellerà, demolirà, lascerà vacanti e cederà integralmente tutti gli impianti, attrezzature e proprietà obsoleti o superflui ubicati sui siti di sua proprietà. A norma dall'articolo 22.5 del contratto di privatizzazione la BvS rimborserà alla BSL i costi di tale operazione a concorrenza di un importo massimo di 750 milioni di DM.
La Commissione rileva che la maggiore parte degli edifici sono fortemente inquinati e che nella loro demolizione rientra lo scavo del terreno inquinato. La Commissione è del parere che questi provvedimenti di demolizione, già avviati dalla THA e dalla BvS, costituiscano un presupposto necessario per l'attuazione della ristrutturazione. Come già precisato al punto 12.1 nella fattispecie esistono ragioni valide per non applicare il principio «chi inquina paga» e permettere allo Stato di finanziare le demolizioni che, inoltre, non si ripercuotono in alcun modo sull'attività della BSL.
12.4. La Commissione ha anche considerato la possibilità che la BSL ricavi un utile dalla vendita del terreno una volta che questo sia stato decontaminato. La Commissione osserva che per vendere tale terreno ad un prezzo superiore ad 1 milione di DM durante il periodo in cui la BvS è azionista occorrerebbe l'autorizzazione della stessa BvS. Inoltre qualsiasi guadagno ricavato da tali vendite durante il periodo di ristrutturazione andrebbe a diminuire la compensazione del flusso di cassa concessa dalla BvS. La Commissione ha altresì preso nota dell'affermazione delle autorità tedesche secondo cui la Dow non ha nessuna intenzione di vendere il terreno di proprietà della BSL e desidera invece circondare i siti di produzione con una zona verde («green belt»).
13. Osservazioni d'indole generale
13.1. Nel loro rapporto i consulenti della Commissione si dichiarano d'accordo con il parere delle autorità tedesche secondo cui il piano di ristrutturazione stabilito dalla Dow farà della BSL una società concorrenziale. I timori iniziali della Commissione circa la possibile necessità di costanti aiuti al funzionamento dopo la ristrutturazione si sono quindi rivelati infondati.
D'altro canto la Commissione ha altresì chiesto ai suoi consulenti di indicare se nel complesso gli aiuti concessi alla BSL, i cui dettagli sono descritti ai precedenti punti 6-12, sarebbero superiori al minimo necessario per rendere la stessa BSL una società concorrenziale. Sulla base delle previsioni del flusso di cassa, calcolate in vari modi, i consulenti hanno concluso che la redditività dell'operazione sembrerebbe essere al di sopra della media per la Dow e che risultava dunque possibile aumentare i contributi della Dow di un importo compreso tra i 380 ed i 760 milioni di DM prima che la redditività dell'investimento raggiungesse valori considerati medi.
La Commissione rileva che nell'effettuare tali calcoli ci si è basati sul pacchetto originale degli aiuti, che includeva lo sgravio dei costi dell'energia per 966 milioni di DM discusso al punto 8 ed i 150 milioni di DM di aiuti all'impianto per la produzione d'anilina discussi al punto 6, e che i due aiuti suddetti, dell'importo totale di 1 116 milioni di DM, non saranno più concessi. Pur tenendo conto del fatto che l'aiuto consistente in uno sgravio dei costi dell'energia, ora ritirato, sarà ripartito tra la BSL ed il suo fornitore di energia, la VKR, in proporzioni che devono essere negoziate tra queste due imprese, la Commissione è giunta alla conclusione che il contributo proprio della BSL arriverà a superare l'importo sopraindicato cosicché la sua redditività - e dunque anche quella della Dow - non risulterà eccessiva rispetto a quella dei concorrenti. A questo proposito la Commissione osserva inoltre che il progetto presenta molti rischi nascosti dovuti alla sua natura alquanto inconsueta e che la Dow è stata l'unica società a volere rilevare Buna, SOW e Leuna, malgrado l'impegno con cui la THA e la BvS hanno cercato di promuoverne la privatizzazione. La Commissione concorda quindi con i suoi consulenti anche nel ritenere che il punto in cui la Dow perderebbe interesse al progetto potrebbe essere raggiunto molto rapidamente.
Quando ha aperto il procedimento la Commissione credeva altresì che l'importo complessivo degli aiuti sarebbe stato molto ingente sia in termini assoluti sia in relazione al numero dei posti di lavoro che sarebbero stati conservati. A tale proposito la Commissione osserva che la BvS dovrebbe finanziare i costi sociali e le responsabilità giuridiche (punto 10), la remissione dei debiti (punto 11) ed i costi ambientali e delle demolizioni (punto 12) anche se le imprese dovessero chiudere immediatamente. I costi ambientali e delle demolizioni, ma specialmente i costi sociali, sarebbero inoltre considerevolmente più elevati in caso di chiusura immediata.
13.2. La Commissione ha anche esaminato il prezzo di 250 milioni di DM che la Dow pagherà alla BvS per il rimanente 20 % delle azioni della BSL qualora eserciti la sua opzione d'acquisto. Su questo punto le autorità tedesche hanno affermato che la BvS e la Dow hanno stipulato tale prezzo fisso sulla base del rapporto tra profitti e corso in borsa delle azioni di società paragonabili, che è stato poi estrapolato ed applicato alla BSL ristrutturata. La Commissione osserva che il prezzo di 250 milioni di DM si trova nella fascia più alta dell'intervallo così calcolato e che una volta completato il programma di ristrutturazione ad esso si aggiungerà un interesse dell'8 % annuo. La Commissione ne conclude che il prezzo non comporta un aiuto supplementare.
13.3. Infine la Commissione ha valutato anche se possa ritenersi sufficiente il contributo della Dow alla ristrutturazione. Essa rileva che, se gli aiuti descritti ai punti 6-12 verranno integralmente versati, la Dow avrà accertabilmente contribuito gli importi seguenti:
- 300 milioni di DM a titolo di prezzo d'acquisto per l'80 % delle azioni BSL,
- 250 milioni di DM a titolo di prezzo d'acquisto per il restante 20 %,
- 380 milioni di DM per investimenti di minima,
- 75 milioni di DM per investimenti supplementari,
- 500 milioni di DM quale contributo al flusso di cassa negativo,
per un totale di 1 505 milioni di DM. Se la Dow dovesse decidere di attuare la sua intenzione di costruire un impianto per la produzione d'anilina e il necessario impianto accessorio, essa dovrà finanziare da sola tale investimento di 212 milioni di DM.
Dato l'entità dell'importo in questione e vista la conclusione raggiunta al precedente punto 13.1, secondo cui l'aiuto è limitato al minimo indispensabile a garantire il buon esito della ristrutturazione, la Commissione è del parere che il contributo della Dow sia sufficiente. Per giungere a questa conclusione la Commissione ha preso in considerazione anche i diversi rischi che s'incontreranno nel corso della ristrutturazione, che potrebbero superare il massimale rivisto della compensazione del flusso di cassa menzionato al punto 7 e comporterebbero in tal caso pagamenti aggiuntivi da parte della Dow. L'impegno preso dalla Dow di sfruttare i siti di Buna e Böhlen e gli impianti enumerati nel contratto di privatizzazione per periodi ben definiti dopo la fine del piano di ristrutturazione comporta altresì un rischio, tanto più che esso può potenzialmente dar luogo al pagamento di penali. Come indicato al punto precedente 6.4 la capacità verrà incrementata solo nella misura indispensabile all'efficienza del progetto.
13.4. La Commissione ha parimenti tenuto conto del fatto che gli aiuti garantiscono l'esistenza di una base industriale, con tutte le conseguenze positive che ciò comporta per i livelli occupazionali e per la regione. L'articolo 8.4 del contratto di privatizzazione stabilisce che al fine di garantire la concorrenzialità a lungo termine nonché la crescita e l'efficienza economico-finanziaria del complesso petrolchimico la Dow e la BSL contemplano la possibilità di effettuare investimenti per 1 250 milioni di DM in aggiunta a quelli effettuati fino al 2010 nell'ambito del programma di ristrutturazione. Secondo le informazioni fornite dalle autorità tedesche la Dow ha fatto quanto in suo potere per attrarre nei siti in questione i fabbricanti di prodotti complementari, ed in particolare quelli di materie sintetiche. Diversi produttori hanno già firmato lettere d'intenti per sviluppare il sito assieme alla Dow.
Se tuttavia la privatizzazione dovesse fallire verrebbe a mancare la base dell'industria chimica nei nuovi Bundesländer. Come già menzionato la Dow è stata l'unica impresa interessata ad attuare il piano di privatizzazione della THA/BvS nell'ambito del proprio piano di ristrutturazione per tutte e tre le società. Visto che le società non sono ancora concorrenziali e che non ci si può attendere di trovare altri investitori, le imprese in questione sarebbero costrette a chiudere giacché è impossibile sovvenzionarle per un periodo illimitato. Tale chiusura metterebbe come minimo a repentaglio nei nuovi Bundesländer altre imprese e produzioni che dipendono dai prodotti del complesso petrolchimico. Si tratta, tra l'altro, della produzione di caprolattame della Domofin NV che dipende in particolare dalla Leuna per l'approvvigionamento d'idrogeno, e della Stickstoffwerke Piesteritz AG, che appartiene al complesso di produzione d'idrogeno di Leuna, Buna e Bitterfeld e fornisce parte della sua produzione, quale l'ammoniaca, al complesso petrolchimico ed alla raffineria Leuna 2000.
Nelle sue considerazioni la Commissione ha anche tenuto conto del fatto che i nuovi Bundesländer appartengono alle regioni che hanno bisogno di aiuti regionali a norma dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato e che l'aiuto in questione promuoverà lo sviluppo economico in Sassonia e Sassonia-Anhalt.
13.5. Nel valutare la compatibilità con il mercato comune degli aiuti concessi alla BSL la Commissione ha tenuto pienamente conto dei problemi senza precedenti che si pongono nei nuovi Bundesländer. La Commissione ha riconosciuto ripetutamente l'importanza di tali problemi nelle sue decisioni generali a proposito degli aiuti concessi dalla THA e dalla BvS, come già visto nel capitolo II, punto 1 della presente decisione.
In tale contesto la Commissione rileva quanto segue: in base al progetto di massima imperniato sulle poliolefine, comunicato alla Commissione con lettera del 21 giugno 1994, e dopo il fallimento di precedenti tentativi di privatizzazione la Goldman, Sachs & Co. è stata incaricata d'individuare potenziali acquirenti e di avviare le opportune trattative per mezzo di una gara aperta e incondizionata. Tale gara ha dato luogo alla presentazione di piani specifici ed a trattative concrete, in seguito alle quali nel 1994 la THA ha sottoposto a tre potenziali investitori una lettera d'intenti (LDI). Due dei tre candidati hanno risposto negativamente, in quanto interessati solo ad alcuni comparti produttivi, mentre la Dow ha firmato la LDI nel settembre 1994. Secondo le informazioni fornite dalle autorità tedesche questo investitore è stato l'unico a presentare un programma coerente per la completa privatizzazione del complesso olefine di tutt'e tre le imprese (che nel caso della Leuna rappresentava solo un comparto) che avesse buone prospettive di efficienza economico-finanziaria a lungo termine. Un rapporto sui tentativi di privatizzazione della Goldman Sachs trasmesso dalle autorità tedesche alla Commissione dimostra che la Dow era in ultima analisi l'unico offerente per la privatizzazione delle tre società chimiche riunite (BSL).
La Commissione rileva che il piano di ristrutturazione elaborato dalla Dow per la BSL soddisfa le prescrizioni degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione d'imprese in difficoltà: sarà ripristinata l'efficienza economico-finanziaria, saranno evitate indebite distorsioni della concorrenza causate dagli aiuti, gli aiuti si limiteranno al minimo indispensabile per permettere la ristrutturazione e saranno commensurati ai vantaggi prospettati a livello comunitario, il compratore contribuirà considerevolmente con fondi propri al piano di ristrutturazione, verranno finanziati solo gli investimenti necessari alla ristrutturazione, gli aiuti alla ristrutturazione finanziaria non ridurranno in modo indebito gli oneri finanziari della società, ed infine il piano di ristrutturazione sarà applicato integralmente e sarà controllato dalla Commissione.
A questo proposito la Commissione osserva che il piano di ristrutturazione trasformerà le tre imprese preesistenti Buna, SOW e Leuna in un complesso integrato ed efficiente. Il pacchetto di aiuti, modificato nell'ambito del procedimento e esaminato dai consulenti della Commissione, costituisce il minimo necessario per conseguire tale obiettivo; sono stati esclusi gli importi degli aiuti che risultavano ingiustificati o superavano il minimo necessario. La capacità nel settore delle olefine verrà bensì ridotta ma, in compenso, subentrerà ad altre produzioni oppure aumenterà o sarà creata ex novo la capacità per alcuni prodotti a valle. La Commissione ha verificato che ognuno di tali incrementi costituisse un elemento essenziale ed indispensabile del piano integrato di massima e che nessun aumento determinasse un eccesso di capacità. L'unico elemento dubbio, cioè l'impianto di anilina con i suoi impianti accessori, è stato escluso dal novero degli investimenti sovvenzionati. Oltre a garantire i posti di lavoro nella BSL la ristrutturazione avrà l'effetto di conservare e creare occupazione a monte ed a valle della BSL in una regione cui si applicano le disposizioni dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a). Per i motivi suddetti la Commissione ritiene che gli aiuti comportino una contropartita d'interesse comunitario e conclude che gli effetti positivi degli aiuti sono superiori agli effetti negativi per i concorrenti.
V Conclusioni
1. Tra i vari interventi esaminati nell'ambito del procedimento, la Commissione ritiene che i 44 milioni di DM di spese interne di consulenza della BvS non costituiscano un aiuto all'impresa in questione. Non costituisce aiuto neanche una parte considerevole, ma non precisamente quantificabile, del miliardo di DM stanziato per indennizzare danni ambientali.
2. La Commissione ha individuato nuovi aiuti alla BSL per un massimo di 9 556,22 milioni di DM che soddisfano i requisiti dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CE e dell'articolo 61, paragrafo 1 dell'accordo SEE. La Commissione ha altresì individuato un nuovo aiuto di 462,9 milioni di DM alla Leuna-Werke AG.
3. Dell'aiuto concesso alla BSL sono compatibili con il mercato comune a norma dell'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c) del trattato, purché siano rispettate le condizioni fissate più avanti al punto 4, gli elementi seguenti:
- un importo massimo di 2 985,5 milioni di DM di aiuti agli investimenti sui 3 436 milioni di DM previsti nel contratto di privatizzazione; a tale importo vanno aggiunti 50,2 milioni di DM per investimenti che esulano dal programma della Dow e sottratti 62 milioni di DM relativi all'impianto per la produzione di acido nitrico e nitrobenzene (capitolo IV, punto 6);
- un importo massimo di 2 988 milioni di DM sui 3 150 milioni di DM previsti a titolo di compensazione del flusso di cassa durante il periodo di ristrutturazione (capitolo IV, punto 7);
- un importo massimo di 220 milioni di DM di aiuti a carattere sociale (capitolo IV, punto 10);
- la remissione di debiti per complessivi 1 466,52 milioni di DM (capitolo IV, punto 11);
- il resto del miliardo di DM destinato a coprire costi ambientali e dei 750 milioni di DM destinati a coprire il costo delle demolizioni (capitolo IV, punto 12), cui vanno aggiunti 96 milioni di DM per realizzare e mettere in servizio un sistema di rilevazione di parametri ambientali.
L'aiuto di 462,9 milioni di DM concesso a Leuna-Werke è parimenti giudicato compatibile con il mercato comune purché siano rispettate le condizioni descritte più avanti al punto 4.
4. Affinché gli aiuti di cui al punto 3 siano compatibili con il mercato comune devono essere rispettate le seguenti condizioni:
- Il contratto di privatizzazione va modificato per inserirvi le modifiche all'aiuto agli investimenti descritte nel capitolo IV, punto 6, tra cui l'esclusione degli impianti per la produzione di anilina, acido nitrico e nitrobenzene dal novero degli investimenti sovvenzionati. L'articolo 8.3.4 del contratto di privatizzazione va modificato in modo da escludere il pagamento d'incentivi sul primo 10 % dei risparmi sui costi degli investimenti, secondo quanto descritto al punto 6.9.
- Il contratto di privatizzazione va inoltre modificato per escludere i pagamenti destinati a compensare le carenze strutturali dopo il periodo di ristrutturazione (vedi capitolo IV, punto 9), ad eccezione dei 96 milioni di DM previsti per il sistema di rilevazione dei parametri ambientali di cui al capitolo IV, punto 12.2.
- Gli articoli 15.3 e 15.5 del contratto di privatizzazione vanno soppressi secondo quanto descritto al capitolo IV, punto 8.
- Il contratto di privatizzazione va infine modificato per inserirvi l'obbligo di notifica preliminare in applicazione dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato, per le seguenti eventualità previste dal contratto stesso: costi supplementari per un percorso diverso dell'oleodotto, costi ambientali superiori al miliardo di DM, pagamenti alla Dow per la rescissione del contratto.
- Qualora la ristrutturazione venga ritardata per motivi di qualsiasi tipo che esulino dal controllo e dalla responsabilità della Dow, della BSL o delle loro consociate ed in tali circostanze la Dow e la BvS decidano di prolungare di altri due anni il periodo di ristrutturazione, come previsto dall'articolo 7 del contratto, tale proroga va notificata alla Commissione a norma dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato, ed il contratto di privatizzazione va modificato di conseguenza.
- Al fine di evitare che vengano accordati aiuti incompatibili vanno notificati alla Commissione gli eventuali crediti d'imposta connessi a perdite accumulate in passato rimesse conformemente al punto 3.2.2.iii) degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione d'imprese in difficoltà.
- Una copia del contratto modificato deve essere trasmessa alla Commissione entro un mese dalla sua conclusione.
- Al fine di permetterle di verificare il rispetto delle disposizioni contenute nella presente decisione, alla Commissione andranno presentati rapporti semestrali sul progredire della ristrutturazione e sull'importo degli aiuti effettivamente versati nell'ambito delle diversi voci. Tali rapporti andranno presentati nel primo semestre dell'anno successivo al periodo cui si riferisce il rapporto. Allo stesso scopo la Commissione desidera altresì ricevere i rapporti sugli investimenti di cui all'articolo 8 del contratto di privatizzazione, le revisioni contabili annuali del bilancio di cui all'articolo 14.2.4 del contratto di privatizzazione ed il rapporto finale di cui all'articolo 8.3.3 del contratto di privatizzazione. Qualora la Commissione dovesse riscontrare che gli aiuti sono concessi per obiettivi diversi da quelli previsti nel contratto di privatizzazione modificato, ovvero si verifichino abusi d'aiuto d'altro tipo, ovvero ancora vengano accordati aiuti per importi superiori a quelli autorizzati nel quadro della presente decisione, in forza dell'articolo 93 del trattato la Commissione può decidere che tali importi debbano venir recuperati, maggiorati degli interessi calcolati a decorrere dalla data del versamento,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Del nuovo aiuto che le autorità tedesche intendono accordare alla BSL Olefinverbund GmbH la Commissione ritiene compatibili con il mercato comune i seguenti importi: aiuti agli investimenti sino ad un massimo di 2 973,7 milioni di DM, compensazione del flusso di cassa sino ad un massimo di 2 988 milioni di DM, remissione di debiti per 1 466,52 milioni di DM, 96 milioni di DM per un sistema di rilevazione di parametri ambientali, costi delle demolizioni sino ad un massimo di 750 milioni di DM, costi sociali sino ad un massimo di 110 milioni di DM, spese e responsabilità legali sino ad un massimo di 1 000 milioni di DM, costi per l'indennizzazione di danni all'ambiente sino ad un massimo di un miliardo di DM.
È parimenti compatibile con il mercato comune l'aiuto di 462,9 milioni di DM accordato alla Leuna-Werke AG.
Articolo 2
Le autorità tedesche provvedono a che l'accordo di privatizzazione tra la Dow Chemical Company, la Buna GmbH, la Sächsische Olefinwerke GmbH, la Leuna-Polyolefine GmbH e la Bundesanstalt für vereinigungsbedingte Sonderaufgaben sia modificato, cambiando, inserendo o sopprimendo quanto segue:
1) Il contratto di privatizzazione va modificato così da escludere dal contributo in conto capitale previsto all'articolo 8.3 del contratto stesso i costi relativi agli impianti per la produzione di anilina, acido nitrico e nitrobenzene per un importo di 212 milioni di DM e da includervi il contributo supplementare di 384 milioni di DM ad investimenti addizionali per 459 milioni di DM. L'articolo 8.3.4 del contratto di privatizzazione va modificato per escludere il pagamento d'incentivi sul primo 10 % dei risparmi sui costi degli investimenti previsti nel contratto di privatizzazione.
2) Il contratto di privatizzazione, e segnatamente l'articolo 9.2, va modificato per escludere pagamenti a titolo di compensazione delle carenze strutturali dopo il periodo di ristrutturazione, ad eccezione dei 96 milioni di DM destinati ad un sistema di rilevazione di parametri ambientali.
3) Gli articoli 15.3 e 15.5 del contratto di privatizzazione vanno soppressi.
4) Il contratto di privatizzazione va modificato per inserirvi l'obbligo di notifica preliminare in applicazione dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato, per le seguenti eventualità previste dal contratto stesso: costi supplementari per un percorso diverso dell'oleodotto, costi ambientali superiori al miliardo di DM, proroga del periodo di ristrutturazione oltre i 5 anni, pagamenti alla Dow per la rescissione del contratto.
5) Le autorità tedesche hanno il compito di garantire che non vengano accordati crediti d'imposta in relazione a perdite passate che siano cancellate.
Articolo 3
1. Una copia del contratto modificato va trasmessa alla Commissione entro un mese dalla sua conclusione.
2. Qualsiasi deviazione dal contratto modificato come pure qualsiasi concessione di crediti d'imposta connessi a perdite passate vanno notificate alla Commissione a norma dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CE.
Articolo 4
1. Le autorità tedesche presentano alla Commissione rapporti semestrali sul progredire della ristrutturazione e sull'importo degli aiuti effettivamente accordati nell'ambito delle varie voci nel contratto di privatizzazione, permettendole di verificare il rispetto delle disposizioni contenute nella presente decisione. Nei rapporti saranno specificati tutti i pagamenti effettuati a titolo d'incentivi al risparmio sui costi degli investimenti in applicazione dell'articolo 8.3.4 del contratto di privatizzazione. I rapporti vanno presentati nel primo semestre dell'anno successivo al periodo cui si riferiscono.
2. Entro un mese dalla loro rispettiva conclusione le autorità tedesche presentano altresì alla Commissione i rapporti annuali sugli investimenti di cui all'articolo 8 del contratto di privatizzazione, le revisioni contabili dei bilanci di cui all'articolo 14.2.4 del contratto di privatizzazione ed il rapporto finale di cui all'articolo 8.3.3 del contratto di privatizzazione.
Articolo 5
Le autorità tedesche si astengono dal concedere alla Buna GmbH, alla Sächsische Olefinwerke GmbH, alla Leuna-Werke GmbH, alla Leuna-Polyolefine GmbH o alla BSL Polyolefinverbund GmbH ulteriori aiuti a sostegno del piano di ristrutturazione oggetto della presente decisione.
Articolo 6
Le autorità tedesche comunicano alla Commissione entro due mesi dalla data della notifica della presente decisione i provvedimenti adottati per conformarvisi.
Articolo 7
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 29 maggio 1996.

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