Document ID: 31998R0018

REGOLAMENTO (CE) N. 18/98 DELLA COMMISSIONE del 7 gennaio 1998 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di corde di fibre sintetiche originarie dell'India
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1), modificato dal regolamento (CE) n. 2331/96 (2), in particolare l'articolo 7,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
(1) Nel giugno 1997 un procedimento antidumping relativo alle importazioni di corde di fibre sintetiche originarie dell'India è stato chiuso senza l'istituzione di misure dal momento che, sebbene alcuni fattori indicassero l'esistenza di pregiudizio, alla luce delle informazioni disponibili relative al periodo dell'inchiesta il complessivo effetto pregiudizievole delle importazioni oggetto di dumping non è stato definito in modo sufficientemente chiaro da giustificare l'imposizione di misure. Tuttavia, da informazioni fornite alla Commissione in un momento successivo sono emerse prove sufficientemente valide del fatto che il perdurare delle importazioni in dumping dall'India potrebbe essere stato causa di un ulteriore peggioramento della situazione dell'industria comunitaria. Vista la situazione particolare e dato che non si è potuto tener conto delle nuove informazioni nell'ambito del procedimento di cui sopra, la Commissione ha deciso di aprire un nuovo procedimento antidumping ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 6 del regolamento (CE) n. 384/96 (in appresso «regolamento di base»). L'apertura di questo procedimento è stata annunciata con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3) nel luglio 1997.
(2) La Commissione ha informato ufficialmente i produttori, gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati nonché i rappresentanti del paese esportatore dell'avvio della procedura. Alle parti interessate è stata data la possibilità di comunicare le proprie osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
(3) La Commissione ha inviato questionari a tutti gli esportatori e importatori notoriamente interessati e ha ricevuto risposta solo da un produttore/esportatore indiano. Nessun importatore ha risposto al questionario della Commissione.
(4) Dato il consistente numero di produttori comunitari che sostenevano il procedimento, la Commissione ha deciso, conformemente all'articolo 17 del regolamento di base, di condurre un'inchiesta sul pregiudizio basata su una selezione di produttori comunitari. I produttori comunitari selezionati hanno ricevuto questionari dettagliati e hanno inviato informazioni.
(5) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per la valutazione preliminare del dumping e del pregiudizio e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
Produttori comunitari
- Randers (Danimarca)
- Oliveira SA (Portogallo)
- Verto Portugal (Portogallo)
- Bihr Frères (Francia)
- Quintas & Quintas (Portogallo)
- Cotesi (Portogallo )
- Sicor (Portogallo)
- Geo Gleistein & Sohn (Germania)
Produttore/esportatore
- Garware-Wall Ropes Limited, Pune, India.
(6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1° luglio 1996 e il 31 maggio 1997 (in appresso denominato «periodo dell'inchiesta»). L'esame del pregiudizio riguardava il periodo compreso tra il 1993 e la fine del periodo dell'inchiesta.
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1. Prodotto in esame
(7) Il prodotto in questione è rappresentato da spago, corde e funi, anche intrecciati impregnati, spalmati, ricoperti o rivestiti di gomma o di materia plastica, di polietilene o di polipropilene, diversi dallo spago per legare, aventi un titolo superiore 50 000 decitex (5 g per metro), intrecciati o no, nonché di altre fibre sintetiche, di nylon o di altre poliammidi o di poliesteri aventi un titolo superiore a 50 000 decitex (5 g per metro), intrecciati o no. Il prodotto sopra descritto è classificato ai codici NC 5607 49 11, 5607 49 19, 5607 50 11 e 5607 50 19.
Il prodotto in esame ha tutta una serie di applicazioni navali e industriali, specialmente nel settore della navigazione (in particolare per l'ormeggio) e nell'industria della pesca.
(8) I tipi prodotti variano notevolmente a seconda delle materie prime e del numero di trefoli che costituiscono le corde.
2. Prodotto simile
(9) Dall'inchiesta è emerso che, per quanto riguarda le caratteristiche fisiche, le applicazioni e l'uso, i diversi tipi di corde di fibre sintetiche venduti in India sono simili a quelli esportati nella Comunità. Analogamente, le corde fabbricate nella Comunità e quelle esportate dall'India nella Comunità hanno le stesse caratteristiche e si trovano in situazione di concorrenza. Esse devono pertanto essere considerate prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento di base.
C. DUMPING
1. Valore normale
(10) Al fine di stabilire il valore normale, la Commissione ha analizzato innanzitutto se le vendite interne totali del produttore/esportatore che ha cooperato fossero rappresentative ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base, cioè se il volume totale di questo tipo di vendite corrispondesse ad almeno il 5 % del volume totale delle vendite all'esportazione nella Comunità. Da questa valutazione è emerso che le vendite interne di corde di fibre sintetiche effettuate dal produttore/esportatore erano rappresentative.
(11) Successivamente, la Commissione ha esaminato se le vendite interne complessive di ciascun tipo di prodotto esportato nella Comunità fossero rappresentative, cioè se il volume di dette vendite fosse pari ad almeno il 5 % del volume delle vendite del tipo corrispondente per l'esportazione nella Comunità.
(12) La Commissione ha poi esaminato i tipi di prodotto che avevano superato questo controllo e ha verificato, analizzando la percentuale delle vendite remunerative del tipo in questione, se le vendite interne di ciascun tipo di prodotto erano state effettuate nell'ambito di normali operazioni commerciali.
Nei casi in cui, per tipo di prodotto, il volume delle vendite al di sopra del costo unitario era inferiore all'80 %, ma superiore al 10 % del volume di vendite complessivo, il valore normale per tale tipo è stato stabilito esclusivamente sulla base del prezzo medio ponderato delle transazioni relative a vendite interne remunerative. Quando, per tipo di prodotto, il volume delle vendite interne al di sopra del costo unitario rappresentava meno del 10 % del volume complessivo delle vendite, le vendite interne sono state giudicate insufficienti a norma dell'articolo 2, paragrafo 4 del regolamento di base e quindi non sono state prese in considerazione.
Dal momento che in India non vi erano altri produttori che cooperavano, nei casi in cui, per il tipo di prodotto corrispondente, le vendite simili sul mercato interno effettuate nel corso di normali operazioni commerciali erano insufficienti o inesistenti, il valore normale è stato costruito a norma dell'articolo 2, paragrafo 3 e paragrafo 6, lettera b) del regolamento di base del regolamento di base, vale a dire basandosi su tutti i costi di produzione e sulle spese GAV (generali, amministrative e di vendita) sostenuti dal produttore/esportatore per la produzione del tipo di prodotto in questione destinato alla vendita sul mercato interno, con l'aggiunta di un margine di profitto basato sulle vendite remunerative del prodotto simile effettuate dallo stesso produttore sul mercato interno.
2. Prezzo all'esportazione
(13) Dato che le vendite all'esportazione nella Comunità del produttore/esportatore che ha collaborato erano state effettuate direttamente ad importatori indipendenti, il prezzo all'esportatore è stato stabilito, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8 del regolamento di base, in funzione dei prezzi realmente pagati o pagabili da detti importatori indipendenti.
3. Confronto
(14) Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, è stato effettuato un opportuno adeguamento per quanto riguarda le differenze che, da quanto affermato e dimostrato, incidevano sulla comparabilità dei prezzi, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento di base.
Sono stati concessi adeguamenti per le spese di trasporto, di assicurazione, di sdoganamento e di movimentazione, per le imposte indirette, gli oneri all'importazione, il costo dei crediti e gli sconti.
(15) Il produttore/esportatore che ha cooperato ha chiesto che fosse concesso un adeguamento per gli oneri all'importazione sostenuti per l'importazione della materia prima. Questi adeguamenti sono stati concessi quando dalla documentazione risultava che i dazi, pagati sulle materie prime importate ed effettivamente incorporati nel prezzo del prodotto venduto sul mercato interno, venivano rimborsati per i prodotti esportati.
L'azienda in questione aveva anche richiesto un adeguamento per le caratteristiche fisiche motivandolo con il fatto che alcune corde esportate nella Comunità contenevano una piccola percentuale di scarti. Questa richiesta è stata respinta, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento di base, in quanto la ditta non è stata in grado di dimostrare che questa differenza fisica aveva inciso sui prezzi di vendita.
È stato anche richiesto un adeguamento relativo a differenze di altri fattori motivato dal fatto che l'infrastruttura del mercato interno esige il mantenimento di una rete di depositi in tutto il paese e ciò influenza la comparabilità dei prezzi. La ditta però non è riuscita né a quantificare le spese sostenute per questa infrastruttura, né a dimostrare in quale misura tali spese avevano inciso sui prezzi. Alla luce di quanto sopra, la richiesta è stata respinta.
4. Margine di dumping
(16) Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento di base, il margine di dumping è stato stabilito in base ad un confronto tra il valore normale medio ponderato per tipo e il prezzo all'esportazione medio ponderato franco fabbrica del tipo corrispondente.
Il confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione ha rivelato l'esistenza di pratiche di dumping il cui margine è pari all'importo di cui il valore normale supera il prezzo all'esportazione nella Comunità.
Espresso in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, il margine di dumping medio ponderato è pari al 96,4 %.
(17) Per i produttori/esportatori che non hanno risposto al questionario della Commissione e non si sono manifestati in altro modo, il margine di dumping è stato determinato in base ai dati disponibili a norma dell'articolo 18, paragrafo 1 del regolamento di base.
Per determinare il livello di cooperazione, è stato effettuato un confronto tra i dati Eurostat e il volume di esportazioni nella Comunità indicato dal produttore/esportatore che ha collaborato. Dal confronto si è riscontrato un alto livello di cooperazione. Tuttavia, nel corso dell'inchiesta la Commissione ha rilevato che il volume delle esportazioni del prodotto in questione dall'India nella Comunità dichiarato dal produttore che ha collaborato era più elevato rispetto al volume di importazioni quantificato da Eurostat, probabilmente a causa dei ritardi di notifica da parte delle autorità doganali nazionali.
Comunque, per evitare di premiare qualunque possibile omessa collaborazione, il margine di dumping per le ditte che non hanno collaborato all'inchiesta è stato basato sul tipo di prodotto rappresentativo per il quale le pratiche di dumping sono risultate più diffuse, a condizione che non ne risultasse un margine di dumping inferiore a quello stabilito per quel produttore. Il margine di dumping residuo è stato successivamente stabilito in base al margine di dumping del tipo di prodotto selezionato per la società che ha cooperato. Espresso in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, questo margine di dumping è pari al 251 %.
D. INDUSTRIA COMUNITARIA
(18) I produttori comunitari che sostenevano il procedimento rappresentavano circa il 96 % della produzione comunitaria del prodotto in questione e quindi, a norma dell'articolo 4, paragrafo 1 e dell'articolo 5, paragrafo 4 del regolamento di base, costituivano l'industria comunitaria.
E. PREGIUDIZIO
1. Osservazioni preliminari
(19) Come indicato al punto 6 dei considerando, ai fini della determinazione del pregiudizio nel presente procedimento, la Commissione ha analizzato i dati relativi al periodo che va dall'anno 1993 al maggio 1997. Tuttavia, riguardo allo sviluppo degli indicatori di pregiudizio nell'arco del periodo in oggetto, ai fini di un confronto tra un anno e l'altro, la Commissione ha utilizzato le cifre relative agli 11 mesi del periodo dell'inchiesta (sei mesi del 1996 e cinque mesi del 1997) quale base per estrapolare i dati relativi ad un periodo di 12 mesi.
(20) Per quanto riguarda la portata geografica, si è considerata la composizione della Comunità all'inizio dell'inchiesta (quindici Stati membri).
2. Raccolta dei dati relativi al pregiudizio
(21) Su richiesta della Commissione, tutti i produttori che sostenevano il procedimento hanno fornito informazioni relative alla produzione, alle vendite e all'occupazione («informazioni globali»). In considerazione del numero elevato di produttori nell'industria comunitaria, la Commissione ha basato gli altri indicatori di pregiudizio (capacità di produzione, utilizzazione degli impianti, prezzi, redditività, costi di produzione, scorte e investimenti) su informazioni fornite da una selezione di produttori comunitari («informazioni campione»).
Conformemente all'articolo 17 del regolamento di base, la selezione è stata operata in funzione della località in cui avevano sede le società e delle loro dimensioni in termini di produzione e di vendite ed include aziende grandi e piccole. Va inoltre osservato che più della metà della produzione comunitaria è concentrata in un unico Stato membro. Ciò nonostante, la Commissione ha incluso nella selezione alcuni produttori di altri Stati membri.
Le società selezionate rappresentavano il 47 % della produzione e il 44 % delle vendite del prodotto in questione effettuate dall'industria comunitaria durante il periodo dell'inchiesta.
3. Consumo nella Comunità
(22) La stima del consumo comunitario è stata basata sulle informazioni globali relative al volume delle vendite dell'industria comunitaria e sulle informazioni di Eurostat riguardanti il volume delle importazioni. Quanto alle importazioni originarie dell'India, i dati di Eurostat sono stati adeguati per tenere conto delle informazioni fornite dal produttore/esportatore indiano che ha cooperato e verificate dalla Commissione. Il volume delle vendite dei produttori comunitari che non hanno cooperato in questo procedimento è stato stimato, sulla base delle informazioni disponibili, al 4 % delle vendite complessive di tutti i produttori comunitari.
Su tali basi, il consumo comunitario è passato dalle 21 820 t del 1993 alle 26 405 t del 1995 mantenendosi poi relativamente stabile e raggiungendo le 27 049 t nel periodo dell'inchiesta, con un incremento complessivo del 24 % nel periodo preso in considerazione.
4. Volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping
(23) Il volume globale delle importazioni in dumping di corde di fibre sintetiche originarie dell'India è aumentato sensibilmente nel periodo preso in considerazione, passando da 440 t nel 1993 a 1 342 t nel 1996, per raggiungere, con una leggera flessione, 1 239 t nel periodo dell'inchiesta. Nel complesso, il volume delle importazioni oggetto di dumping è aumentato del 182 % tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta.
La quota di mercato delle corde di fibre sintetiche importate dall'India è aumentata considerevolmente tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta, passando dal 2 % del 1993 al 5,1 % del 1996, per scendere leggermente, al 4,6 %, nel periodo dell'inchiesta.
5. Prezzi delle importazioni in dumping
(24) Per stabilire se il produttore/esportatore, nel periodo dell'inchiesta, stesse praticando prezzi inferiori a quelli dei produttori comunitari, la Commissione ha confrontato i prezzi dei produttori comunitari selezionati con i prezzi paragonabili praticati nella Comunità dall'esportatore che ha cooperato. Visto il gran numero di tipi diversi di corde di fibre sintetiche, il confronto dei prezzi è stato effettuato sulla base di una selezione delle transazioni rappresentante circa il 70 % del volume delle vendite di tutti i tipi di corde di fibre sintetiche effettuate dai produttori comunitari.
Sono stati presi in considerazione i prezzi di vendita applicati dall'industria comunitaria ai clienti indipendenti adeguandoli, se necessario, allo stadio franco fabbrica. I prezzi di vendita degli esportatori (prezzi cif frontiera comunitaria) sono stati adeguati per tener conto del dazio doganale corrisposto e delle spese sostenute dopo l'importazione. Le transazioni dei tipi di prodotto selezionati rappresentavano un'ampia percentuale del volume totale delle importazioni dall'India nella Comunità nel periodo dell'inchiesta. Tutti i prezzi confrontati erano al netto di tutti gli sconti e a stadi commerciali paragonabili.
Il confronto tra le medie ha rivelato che, durante il periodo dell'inchiesta, per le importazioni originarie dell'India i margini di sottoquotazione erano compresi tra lo 0 e il 38 % del prezzo medio di vendita dell'industria comunitaria, con una media ponderata globale del 16 %. Le differenze tra questi margini sono dovute alla vasta gamma di corde che rientrano nella definizione del prodotto in esame.
6. Situazione dell'industria comunitaria
a) Produzione (informazioni globali)
(25) Nel periodo preso in considerazione si è assistito ad un incremento dei livelli di produzione del prodotto in esame da parte dell'industria comunitaria, che sono passati dalle 19 465 t del 1993 alle 22 373 t del periodo dell'inchiesta, con un incremento globale del 15 %. I livelli di produzione dovrebbero essere esaminati congiuntamente al consumo comunitario che, nel periodo preso in considerazione, è aumentato del 24 %.
b) Volume delle vendite dell'industria comunitaria (informazioni globali)
(26) Nel periodo preso in considerazione, sul mercato delle Comunità, si è osservato un aumento del volume delle vendite dell'industria comunitaria: dalle 19 179 t del 1993 si è passati a 20 784 t nel periodo dell'inchiesta, con un incremento globale dell'8 %. Questi dati rivelano che le vendite dei produttori comunitari non sono riuscite a seguire l'andamento del consumo, in aumento del 24 % nel periodo in questione.
c) Quota di mercato (informazioni globali)
(27) L'andamento del volume delle vendite rispetto a quello del consumo comunitario apparente indica una diminuzione della quota di mercato dei produttori comunitari durante il periodo in esame. La quota di mercato dei produttori comunitari è passata dall'88 % del 1993 al 77,5 % del 1995, al 78,6 % del 1996, fino al 76,8 % del periodo dell'inchiesta. Complessivamente, tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta, la perdita di quota di mercato è stata di 11 punti percentuali. Va inoltre notato che tra il 1993 e il 1995, cioè nel periodo in cui le importazioni dall'India sono aumentate in modo particolarmente significativo, l'industria comunitaria ha perso 10 punti percentuali. Nel 1996 la quota di mercato dell'industria comunitaria è leggermente aumentata per tornare in calo nel periodo dell'inchiesta.
d) Occupazione (informazioni globali)
(28) Per il prodotto in questione, nel periodo esaminato, si è osservata una diminuzione dei livelli occupazionali dell'industria comunitaria. L'occupazione è scesa da 1 247 unità nel 1993 a 1 129 unità nel periodo dell'inchiesta, con una flessione del 9 %. Nonostante un leggero rialzo registrato tra il 1995 e il 1996, l'occupazione è nuovamente diminuita nel periodo dell'inchiesta.
e) Capacità di produzione e utilizzazione degli impianti (informazioni campione)
(29) Per quanto riguarda la capacità di produzione, va osservato che gli impianti per la produzione delle corde di fibre sintetiche vengono usati anche per la fabbricazione di altri prodotti che non rientrano nel presente procedimento e che sono soggetti a fluttuazioni stagionali della domanda di mercato, come ad esempio lo spago per usi agricoli. È stato quindi necessario fare un calcolo della capacità di produzione dell'industria comunitaria normalmente destinata al prodotto in esame.
Su questa base, la capacità produttiva è lievemente aumentata dalle 16 164 t del 1993 alle 17 008 t nel periodo dell'inchiesta, con un incremento del 5 %. Tale incremento era in linea con le aspettative di crescita del mercato (incremento del consumo del 24 % nel periodo in esame). Il tasso di utilizzazione degli impianti, tuttavia, si è mantenuto relativamente stabile nel periodo considerato, passando dal 61 % del 1993 al 62 % del periodo dell'inchiesta.
f) Scorte (informazioni campione)
(30) Dall'inchiesta è emerso che nella Comunità il prodotto in esame è generalmente prodotto su ordinazione. Di conseguenza, i produttori comunitari di solito non tenevano scorte ingenti, anche se occasionalmente si possono trovare scorte di prodotto ordinato e non ancora ritirato.
g) Investimenti (informazioni campione)
(31) Gli investimenti annui delle ditte prese a campione erano in costante crescita, passando dai 549 996 ECU del 1993 a 1 033 882 ECU nel periodo dell'inchiesta. Ciò corrisponde ad una crescita globale dell'88 %. È d'uopo notare che nel periodo preso in esame questa crescita significativa è stata in gran parte dovuta ad investimenti fatti per il rinnovo dei macchinari e che si inserivano in un programma globale di ristrutturazione.
h) Produttività (informazioni campione)
(32) Nonostante una lieve flessione rispetto al 1996, nel periodo dell'inchiesta la produttività dell'industria comunitaria è risultata complessivamente in rialzo, passando dalle 12,45 t per occupato del 1993 a 15,2 t per occupato nel periodo dell'inchiesta. Tale incremento di produttività deve essere visto nel contesto dei notevoli progressi tecnologici registrati nel settore dei macchinari per la fabbricazione delle corde prima e durante il periodo in esame, che hanno consentito l'introduzione di processi produttivi più snelli e più integrati.
i) Andamento dei prezzi (informazioni campione)
(33) I prezzi medi ponderati del prodotto in esame venduto dalle imprese campione sul mercato comunitario nel periodo preso in considerazione sono stati soggetti a fluttuazioni, ma hanno comunque fatto registrare un aumento complessivo dell'1 %.
Nel periodo in esame, inoltre, i prezzi delle importazioni dall'India hanno subito un aumento del 6 %, ma va notato che, nella stragrande maggioranza dei casi, questi prezzi sono risultati notevolmente inferiori ai prezzi praticati dai produttori comunitari nell'arco dell'intero periodo esaminato.
j) Redditività (informazioni campione)
(34) Nel periodo dell'inchiesta, la redditività dell'industria comunitaria, espressa in percentuale delle vendite nette, è passata da una perdita media ponderata dell'1,7 % ad una perdita media ponderata del 7,1 %. Occorre tuttavia notare che la situazione finanziaria è peggiorata soprattutto a partire dal 1995, passando da una perdita dell'1,2 % ad una perdita del 7,1 % nel periodo dell'inchiesta.
7. Conclusioni in materia di pregiudizio
(35) Dall'inchiesta è emerso che le importazioni dall'India hanno determinato nell'intero periodo preso in considerazione una notevole pressione sui prezzi dell'industria comunitaria, con una sottoquotazione che ha toccato il 38 %. L'industria comunitaria, inoltre, ha subito una notevole perdita di quota di mercato (11 punti percentuali) in un periodo in cui il consumo comunitario è aumentato del 24 %. Nonostante l'impegno dell'industria comunitaria sul piano della ristrutturazione, i livelli occupazionali sembravano in discesa.
Inoltre, a partire dal 1995 l'industria comunitaria ha subito un peggioramento dei risultati finanziari con una perdita media ponderata che nel periodo dell'inchiesta era del 7,1 %.
Alla luce delle precedenti considerazioni, la Commissione ha concluso a titolo provvisorio che l'industria comunitaria ha subito un grave pregiudizio ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1 del regolamento di base.
F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
1. Effetti delle importazioni in dumping
(36) Dalla valutazione volta a determinare se il grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria fosse stato determinato dalle importazioni in dumping, la Commissione ha rilevato che il volume delle importazioni oggetto di dumping si era accresciuto notevolmente tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta (+182 %). È opportuno sottolineare che, tra il 1993 e il 1996, mentre il volume delle importazioni originarie dell'India nella Comunità è più che raddoppiato e la loro quota di mercato complessiva è aumentata del 3 %, l'industria comunitaria ha perso 10 punti percentuali. Tra il 1996 e il periodo dell'inchiesta, il volume delle importazioni dall'India ha subito una leggera diminuzione. Malgrado questa lieve contrazione, però, il volume delle importazioni in dumping dall'India nel periodo dell'inchiesta è rimasto rilevante.
Va sottolineato inoltre che il mercato delle corde di fibre sintetiche è trasparente e sensibile all'andamento dei prezzi. La Commissione ha osservato che il prodotto in esame doveva essere considerato un prodotto di base e che qualsiasi spinta al ribasso sui prezzi tendeva ad avere immediate ripercussioni sul mercato
In questo contesto, la Commissione ha rilevato che, rispetto ai prezzi dell'industria comunitaria, nel periodo dell'inchiesta i prezzi delle importazioni originarie dell'India erano inferiori in media del 16 %, con punte massime del 38 %. Nell'intero periodo preso in esame, inoltre, i prezzi delle importazioni originarie dell'India erano costantemente e notevolmente più bassi di quelli dell'industria comunitaria. Si noti che questa sottoquotazione è perdurata nel periodo dell'inchiesta, anche se in tale periodo il volume delle importazioni originarie dell'India ha registrato un leggero calo. Inoltre, i prezzi indiani sono risultati i più bassi sul mercato nel periodo in questione.
(37) La situazione finanziaria dell'industria comunitaria, che già manifestava una tendenza negativa all'inizio del periodo preso in considerazione, alla fine dello stesso periodo era ulteriormente peggiorata.
Si possono distinguere due diverse fasi. Tra il 1993 e il 1995 la situazione finanziaria dell'industria comunitaria si è mantenuta relativamente stabile, benché deficitaria. Da ciò si evince che l'industria comunitaria, spinta dalla pressione delle importazioni oggetto di dumping, ha tentato di mantenere il livello di redditività a scapito della quota di mercato. Dal 1995, però, a causa della continua pressione che le importazioni oggetto di dumping esercitavano sui prezzi, l'industria comunitaria è stata costretta a modificare la sua politica dei prezzi per scongiurare ulteriori perdite di quota di mercato e per mantenere i livelli di produzione. I prezzi sono quindi stati ridotti con un notevole calo della redditività.
In tali circostanze, si conclude che le importazioni di corde di fibre sintetiche originarie dell'India e oggetto di dumping hanno causato un pregiudizio grave all'industria comunitaria.
2. Effetti di altri fattori
(38) La Commissione ha esaminato se il grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria potesse essere stato causato da fattori diversi dalle importazioni oggetto di dumping. La Commissione ha esaminato in particolar modo la tendenza del consumo nel mercato comunitario, la vitalità dell'industria comunitaria, l'evoluzione e l'impatto delle importazioni dai paesi terzi non interessati dal presente procedimento e l'impatto di eventuali aumenti di costi delle materie prime.
a) Consumo nella Comunità
(39) Tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta, il consumo delle corde di fibre sintetiche nella Comunità ha avuto un incremento totale del 24 %, con una tendenza a stabilizzarsi dopo il 1995. Il pregiudizio subito dall'industria comunitaria non può quindi essere attribuito all'andamento della domanda.
b) Competitività dell'industria comunitaria
(40) Non bisogna dimenticare che durante il periodo preso in considerazione, malgrado le perdite registrate in un primo momento, l'industria comunitaria, nell'intento di tenersi al passo con gli sviluppi tecnologici, ha effettuato notevoli investimenti per il rinnovamento dei macchinari. Grazie a questi nuovi macchinari è stato possibile introdurre un processo produttivo più snello e più integrato che, a sua volta, tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta ha portato ad un aumento della produttività del 22 %. Nell'intero periodo preso in considerazione, inoltre, l'industria comunitaria ha continuato ad impegnarsi nel settore della ricerca e sviluppo e del controllo della qualità.
In questo periodo, quindi, l'industria comunitaria ha migliorato la sua resa in termini di qualità e di costi.
c) Importazioni da altri paesi terzi
(41) La Commissione ha rilevato che nel periodo preso in esame la quota di mercato globale delle importazioni da paesi terzi non interessati da questi procedimenti è aumentata dell'8,5 %. La Commissione ha esaminato in particolare le importazioni provenienti dalla Repubblica di Corea, dalla Norvegia, dalla Polonia, dalla Russia e dalla Repubblica ceca.
Quanto alle importazioni provenienti dalla Repubblica di Corea, il 31 luglio 1997 è stato avviato un procedimento antidumping a seguito di una denuncia presentata dalla ditta Eurocord a nome dell'industria comunitaria (4). Poiché nel periodo in esame la quota di mercato delle importazioni originarie della Repubblica di Corea è aumentata sensibilmente, passando dallo 0,4 % al 4 %, non si può escludere che le importazioni dalla Corea abbiano contribuito al pregiudizio subito all'industria comunitaria. Tuttavia, l'inchiesta è ancora in corso.
Le quote di mercato detenute dalle importazioni originarie della Norvegia, della Russia, e della Repubblica ceca sono aumentate nel periodo in questione, ma si è riscontrato che i prezzi relativi a queste importazioni erano più alti dei prezzi indiani. I prezzi delle importazioni originarie della Polonia sono risultati più bassi dei prezzi indiani solo nel 1994 e, in più, la loro quota di mercato si è mantenuta stabile nell'arco sull'intero periodo preso in considerazione.
Occorre anche notare che, fatta eccezione per il 1994, i prezzi delle importazioni dall'India sono risultati i più bassi del mercato nel periodo in esame. Inoltre, tra il 1995 e il periodo dell'inchiesta, le importazioni indiane da sole hanno costituito il 20 % del volume totale delle importazioni nella Comunità, rappresentando la singola quota relativa di importazioni più alta.
d) Cambiamenti nei prezzi delle materie prime
(42) La Commissione ha anche esaminato l'ipotesi che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria potesse essere stato causato dalle fluttuazioni del costo delle materie prime nel periodo preso in considerazione.
Nel periodo in esame, la Commissione ha rilevato notevoli fluttuazioni del costo delle materie prime. Nel complesso, tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta i prezzi dei granulati di polietilene e di polipropilene, che sono le principali materie prime usate nella produzione del prodotto in esame, sono aumentati rispettivamente del 41 % e del 52 %. Considerando che le materie prime incidono per circa il 50 % dei totali costi di produzione, nel periodo in esame il prezzo medio di vendita applicato dall'industria comunitaria avrebbe dovuto aumentare del 23 % per coprire l'aumento globale dei costi delle materie prime. A ciò si contrappone un aumento complessivo dei prezzi di vendita praticati dall'industria comunitaria dell'1 %.
3. Conclusione sul rapporto di causalità
(43) Benché non si possa escludere che le variazioni di costo delle materie prime possano aver inciso negativamente sulla situazione dell'industria comunitaria, né che le importazioni da alcuni altri paesi terzi possano aver contribuito alla perdita di quota di mercato e al peggioramento della situazione dell'industria comunitaria, è innegabile che le importazioni di corde di fibre sintetiche originarie dell'India, di per sé, hanno causato un pregiudizio grave all'industria comunitaria.
A questa conclusione si giunge soprattutto a causa della perdita di quota di mercato dell'industria comunitaria associata ad una perdita di redditività, che hanno coinciso con un aumento del volume e della quota di mercato delle importazioni provenienti dall'India i cui prezzi non solo si sono sempre mantenuti al di sotto di quelli dell'industria comunitaria, ma sono risultati i più bassi sul mercato nel periodo dell'inchiesta.
G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Osservazioni preliminari
(44) A titolo provvisorio, la Commissione ha esaminato se, alla luce delle informazioni fornite e nonostante le conclusioni sul dumping e sul pregiudizio, esistevano motivi validi per giungere alla conclusione che, nella fattispecie, l'istituzione di misure non era nell'interesse della Comunità.
A tal fine, la Commissione ha esaminato l'incidenza di eventuali misure per tutte le parti interessate dai procedimenti e le conseguenze, per le stesse parti, della mancata istituzione di misure provvisorie.
2. Raccolta di informazioni
(45) Al fine di valutare il probabile impatto delle misure, la Commissione ha chiesto informazioni a tutte le parti interessate note alla Commissione, comprese le parti nelle industrie a monte, l'industria comunitaria e le industrie utilizzatrici. Va osservato che la Commissione ha ricevuto solo poche e generiche risposte.
Le parti esaminate nell'ambito della presente analisi dell'interesse della Comunità rientrano nelle seguenti categorie principali: i produttori di materie prime (a monte), l'industria comunitaria, gli importatori/distributori e gli utilizzatori (a valle).
Va ricordato che le corde di fibre sintetiche sono vendute nella Comunità allo stato finito e che quindi in questi procedimenti non sono coinvolte industrie di trasformazione a valle.
3. Interessi dei produttori di materie prime
(46) Le materie prime impiegate nella fabbricazione del prodotto sono polimeri come, ad esempio, il polipropilene, il polietilene, il poliammide e il poliestere. Questi polimeri possono presentarsi sotto forma di granulati da estrudere o di filati. Generalmente, nella Comunità essi sono prodotti dai principali gruppi petrolchimici.
Anche se diversi produttori delle materie prime hanno scritto alla Commissione sostenendo il presente procedimento, non è chiaramente dimostrato che questi produttori possano subire conseguenze di rilievo dall'istituzione o dalla mancata istituzione di misure, poiché le vendite ai produttori di corda rappresentano un elemento marginale della loro attività globale.
4. Interesse dell'industria comunitaria
a) Natura e struttura dell'industria comunitaria
(47) L'industria comunitaria è costituita da una trentina di aziende che fabbricano il prodotto in esame e che sono distribuite in quasi tutti gli Stati membri, anche se molte di esse sono concentrate in Portogallo. Nel periodo dell'inchiesta, i produttori portoghesi rappresentavano circa il 60 % della produzione dell'industria comunitaria.
I produttori comunitari sono prevalentemente medie o piccole industrie a conduzione familiare.
Fondamentalmente, l'industria comunitaria trasforma le materie prime in corda di fibre sintetiche mediante le seguenti fasi principali di produzione: una fase di estrusione (in cui le materie prime vengono fuse per formare il filo elementare), una fase di fabbricazione dei trefoli (fabbricati con il filo elementare) e la fase di torsione o di intreccio (in cui i trefoli vengono ritorti o intrecciati per ottenere la corda finita). Il prodotto in esame è un prodotto finito che generalmente non subisce ulteriori trasformazioni di rilievo.
b) Vitalità dell'industria comunitaria
(48) La situazione finanziaria dell'industria comunitaria, già piuttosto critica all'inizio del periodo preso in considerazione, è stata alla base della ristrutturazione messa in atto nel corso dello stesso periodo. Dall'inchiesta è emerso che a causa delle importazioni in dumping durante il periodo preso in considerazione la situazione finanziaria dell'industria comunitaria ha subito un notevole peggioramento e l'industria comunitaria ha perso una considerevole quota di mercato.
Bisogna tuttavia ricordare che, nell'arco dell'intero periodo in esame, l'industria comunitaria ha fatto notevoli investimenti destinati a nuovi macchinari che hanno permesso l'avvio di processi produttivi più efficaci. L'industria comunitaria ha investito molto anche per la garanzia e il controllo di qualità e si è impegnata a fondo nel settore della ricerca e sviluppo per introdurre la produzione di nuovi tipi di corde speciali a tecnologia più avanzata e con un più alto valore aggiunto. Infine, al termine del periodo dell'inchiesta, l'industria comunitaria deteneva ancora una notevole quota di mercato, dimostrando quindi che i produttori comunitari sono fornitori affidabili.
c) Effetti prevedibili dell'imposizione o della non imposizione di misure
(49) Se non si interverrà per bloccare la pressione esercitata dalle importazioni in dumping, si registreranno ancora nuove perdite finanziarie. A quel punto l'industria comunitaria non sarà più in grado di finanziare i propri sforzi nel campo dello sviluppo dei prodotti e, a più lungo termine, si potrebbe assistere alla chiusura di aziende. A tale proposito, la Commissione è stata informata del fatto che, a seguito della pressione esercitata sui prezzi del mercato comunitario, nel periodo preso in considerazione diversi produttori comunitari sono stati costretti a limitare la propria gamma di produzione e mentre altri hanno abbandonato completamente la produzione.
È molto probabile che, in assenza di misure che correggano gli effetti delle importazioni in dumping, questo andamento negativo continui.
Se invece fossero introdotte misure, l'industria comunitaria potrebbe alzare i prezzi a vantaggio della redditività.
5. Interessi degli importatori/distributori
(50) La catena di distribuzione del prodotto in esame è caratterizzata da un numero considerevole di importatori/distributori i quali, a differenza dell'industria comunitaria, mantengono notevoli scorte del prodotto stesso. È importante osservare che nella determinazione dei livelli dei prezzi di questo prodotto i distributori hanno un potere notevole che spesso deriva loro dalla posizione che tipicamente occupano nella catena di distribuzione.
Di solito gli importatori/distributori fungono infatti da intermediari tra l'industria comunitaria e gli esportatori, da una parte, e gli utilizzatori, dall'altra. Un esempio tipico del ruolo degli importatori/distributori lo troviamo nell'attività del fornitore marittimo di un porto principale: spesso è il fornitore marittimo che sceglie la fonte di approvvigionamento (Comunità o importazioni) in base al prezzo praticato per il prodotto in esame in un determinato giorno.
Dal momento che gli importatori/distributori hanno il potere di stabilire i prezzi del mercato e dal momento che solitamente essi sono liberi di scegliere la loro fonte di approvvigionamento (Comunità o importazioni), la Commissione ritiene che essi non subirebbero conseguenze notevoli dall'imposizione o dalla non imposizione di misure. Inoltre, alla Commissione non sono state presentate prove che dimostrino il contrario.
6. Interessi degli utilizzatori
(51) I principali utilizzatori del prodotto in esame sono le industrie che operano nei settori della pesca e della navigazione.
Vista l'estrema sensibilità del mercato ai livelli dei prezzi, la Commissione ritiene che l'imposizione di misure si tradurrebbe con ogni probabilità in un incremento dei prezzi.
Generalmente le corde vengono impiegate per l'ormeggio, per le attività a bordo e come accessori nell'uso delle reti da pesca. Il costo relativo alle corde, quindi, è secondario rispetto ai costi principali sostenuti dalle industrie interessate come il deprezzamento delle imbarcazioni, il carburante, la manodopera o la manutenzione. Ciò è ancora più vero dal momento che le corde di fibre sintetiche possono essere utilizzate per molto tempo senza una particolare manutenzione. Stando alle informazioni disponibili, quindi, la Commissione ritiene che il prodotto in esame rappresenti solo una parte trascurabile dei costi globali sostenuti dalle industrie utilizzatrici e questo spiegherebbe anche la mancanza di cooperazione da parte degli utilizzatori nel presente procedimento. Un eventuale rincaro dei prezzi sarebbe quindi marginale per gli utilizzatori.
7. Conclusioni relative agli interessi della Comunità
(52) Dato il tasso di crescita delle importazioni provenienti dall'India nel periodo preso in considerazione e l'atteggiamento dell'esportatore sul mercato comunitario consistente nel praticare prezzi costantemente e sensibilmente inferiori a quelli dell'industria comunitaria, è probabile che in assenza di misure questo andamento continui e porti ad un ulteriore peggioramento del pregiudizio causato ai produttori comunitari.
L'istituzione di misure dovrebbe aiutare l'industria comunitaria a migliorare la sua redditività, con conseguenti effetti positivi sulle condizioni di concorrenza sul mercato comunitario, e ridurre il rischio di ulteriori chiusure e contrazioni dell'occupazione. Questi effetti positivi dovrebbero anche aiutare i produttori comunitari a usufruire appieno degli investimenti fatti negli ultimi anni e a proseguire nello sviluppo di nuovi prodotti a più alta tecnologia per nuove applicazioni specifiche.
Quanto alle industrie utilizzatrici, qualunque possibile aumento dei prezzi avrebbe solo un'incidenza marginale.
La Commissione ha concluso che, nelle attuali circostanze, non esistono motivi validi per non imporre misure.
H. DAZIO PROVVISORIO
1. Livello necessario per eliminare il pregiudizio
(53) Essendo stato appurato che le importazioni in dumping in esame hanno causato un grave pregiudizio all'industria comunitaria e che non esistono motivi validi per non intervenire, dovrebbero essere adottate misure antidumping. Senza superare i margini di dumping rilevati, le misure previste dovrebbero essere sufficienti ad eliminare il pregiudizio causato da queste importazioni.
Per eliminare questo pregiudizio è necessario che l'industria possa portare i suoi prezzi ai livelli che esisterebbero in assenza di importazioni oggetto di dumping. A tali livelli i produttori comunitari dovrebbero poter coprire i propri costi di produzione mantenendo un ragionevole margine di profitto.
I prezzi all'esportazione cif frontiera comunitaria dei tipi di prodotti utilizzati ai fini della determinazione della sottoquotazione dei prezzi, espressi in media ponderata e adeguati per tener conto del dazio doganale corrisposto e delle spese sostenute dopo l'importazione, sono stati confrontati per il periodo dell'inchiesta con la media ponderata dei prezzi di vendita effettivamente praticati dai produttori comunitari interessati, maggiorati, se del caso, dell'importo necessario a coprire i costi di produzione e un margine di profitto del 5 %.
Tale margine di profitto, ai fini di una valutazione preliminare, è stato considerato il livello di profitto minimo affinché il settore sia vitale. Per determinarlo si è tenuto conto del fatto che per le parti interessate il prodotto in esame è un prodotto di base.
Dal confronto è emerso un margine di pregiudizio del 53,0 % del prezzo netto medio ponderato, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto.
2. Dazio antidumping provvisorio
(54) In conformità dell'articolo 7, paragrafo 2 del regolamento di base, il livello del dazio provvisorio dovrebbe essere pari al margine di dumping oppure all'importo necessario per eliminare il pregiudizio, se quest'ultimo importo è inferiore.
Poiché il margine di pregiudizio provvisoriamente stabilito per l'esportatore indiano è inferiore al relativo margine di dumping, l'aliquota del dazio antidumping provvisorio per questo esportatore dovrebbe basarsi sul livello di eliminazione del pregiudizio rilevato.
(55) Per le ditte che non hanno collaborato all'inchiesta, il dazio provvisorio è basato sul margine di pregiudizio cioè l'82 %, calcolato per il tipo di prodotto selezionato per la determinazione del margine di dumping per queste ditte, visto che il margine di dumping è superiore al margine di pregiudizio.
I. DISPOSIZIONE FINALE
(56) Ai fini di una buona amministrazione, sarebbe opportuno fissare un periodo entro il quale le parti interessate possano presentare le proprie osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite. È d'uopo sottolineare inoltre che tutte le risultanze elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate ai fini di un eventuale dazio definitivo che la Commissione potrebbe proporre,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di corde di fibre sintetiche classificate ai codici NC 5607 49 11, 5607 49 19, 5607 50 11 e 5607 50 19 originarie dell'India.
2. Ai fini del presente regolamento, l'aliquota del dazio antidumping provvisorio, applicabile al prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è la seguente:
SPAZIO PER TABELLA
3. Si applicano le norme vigenti in materia di dazi e di altre pratiche doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Ai sensi degli articoli 20 e 21 del regolamento (CE) n. 384/96, le parti interessate possono presentare le proprie osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 3
Fatto salvo il disposto degli articoli 7, 9, 10 e 14 del regolamento (CE) n. 384/96, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di sei mesi, se la Commissione non ne estende la validità o se il Consiglio non adotta misure definitive prima del termine di questo periodo.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 7 gennaio 1998.

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