Document ID: 31989L0227

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DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
del 21 marzo 1989
che modifica le direttive 72/462/CEE e 77/99/CEE per tener conto dell'instaurazione di norme sanitarie e di polizia sanitaria che devono disciplinare l'importazione di prodotti a base di carne provenienti dai paesi terzi
(89/227/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che, con la direttiva 77/99/CEE (4), modificata da ultimo dalla direttiva 88/658/CEE (5), il Consiglio ha disciplinato gli scambi intracomunitari di prodotti a base di carne per quanto riguarda le condizioni di ordine sanitario;
considerando che con la direttiva 80/215/CEE (6), modificata da ultimo dalla direttiva 88/660/CEE (7), il Consiglio ha disciplinato gli scambi intracomunitari di prodotti a base di carne per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria;
considerando che occorre istituire un regime comunitario applicabile all'importazione di prodotti a base di carne in provenienza da paesi terzi;
considerando che, sino all'entratra in vigore di norme sanitarie comunitarie relative agli scambi di carni di pollame e di carni di selvaggina, occorre escludere i prodotti a base di carne di pollame e di carne di selvaggina dal campo di applicazione della presente direttiva;
considerando che occorre definire le condizioni sanitarie e di polizia sanitaria alle quali gli Stati membri autorizzano l'importazione di prodotti a base di carne;
considerando che la direttiva 72/462/CEE (8), modificata da ultimo dalla direttiva 88/289/CEE (9), ha fissato le condizioni applicabili in proposito alle importazioni di carni fresche in provenienza da taluni paesi terzi o parti di paesi terzi; che questi stessi criteri possono essere seguiti anche per l'importazione di prodotti a base di carne;
considerando che in generale le norme sanitarie e di polizia sanitaria applicabili alle importazioni in provenienza dai paesi terzi devono essere almeno equivalenti a quelle previste dalle direttive 77/99/CEE e 80/215/CEE;
considerando che occorre esigere che le carni fresche destinate alla fabbricazione di prodotti a base di carne provengano da stabilimenti riconosciuti; che tali stabilimenti devono rispondere ai requisiti prescritti dalla direttiva 72/462/CEE;
considerando che occorre esigere che i prodotti a base di carne provengano da stabilimenti riconosciuti; che tali stabilimenti devono rispondere ai requisiti prescritti dalla direttiva 77/99/CEE;
considerando che, per verificare l'osservanza delle disposizioni della presente direttiva da parte dei paesi terzi esportatori, occorre applicare loro le norme relative ai controlli previste dalla direttiva 72/462/CEE e in particolare il sistema di controlli comunitari sul posto, effettuati da esperti veterinari della Comunità, nonché i controlli al momento dell'entrata nel territorio comunitario;
considerando che la presentazione di un certificato sanitario e di un certificato di sanità rilasciati da un veterinario ufficiale del paese terzo esportatore rappresenta il mezzo più idoneo per garantire che una partita di prodotti a base di carne può essere ammessa all'importazione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
La direttiva 72/462/CEE è modificata come segue:
1) Il titolo è sostituito dal testo seguente:
« Direttiva del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali della specie bovina e suina, di carni fresche o di prodotti a base di carne, in provenienza dai paesi terzi »
2) Il testo degli articoli da 1 a 4 è sostituito dal testo seguente:
« Articolo 1
1. La presente direttiva riguarda le importazioni in provenienza da paesi terzi:
- di animali domestici da allevamento, da produzione o da macello delle specie bovina e suina;
- di carni fresche di animali domestici appartenenti alle specie bovina (compresi i bufali), suina, ovina o caprina, nonché di solipedi domestici;
- ai fini dell'articolo 3, di carni fresche di ungulati e di solipedi selvatici, sempreché si tratti di importazioni consentite in provenienza da determinati paesi terzi d'origine;
- di prodotti a base di carne preparati a partire da carni fresche definite al secondo trattino, escluse quelle di cui all'articolo 5 della direttiva 64/433/CEE ed alle disposizioni corrispondenti dell'articolo 20 della direttiva 72/462/CEE.
2. La presente direttiva non è applicabile:
a) agli animali destinati esclusivamente al pascolo o al lavoro temporanei in prossimità della frontiera della Comunità;
b) alle carni ed ai prodotti a base di carne, diversi da quelli di cui alla lettera e), contenuti nei bagagli personali dei viaggiatori e destinati al loro consumo personale, purché la quantità trasportata non superi 1 chilogrammo per persona, e con riserva che essi provengano da un paese terzo o parte di un paese terzo di cui all'elenco stabilito conformemente all'articolo 3 e in provenienza dal quale le importazioni non siano vietate conformemente all'articolo 28;
c) alle carni e ai prodotti a base di carne, diversi da quelli di cui alla lettera e), che formano oggetto di piccole spedizioni inviate a privati, purché si tratti di importazioni prive di qualsiasi carattere commerciale e purché la quantità non superi 1 chilogrammo, e con riserva che essi provengano da un paese terzo o parte di un paese terzo di cui all'elenco stabilito conformemente all'articolo 3 e in provenienza dal quale le importazioni non siano vietate conformemente all'articolo 28;
d) alle carni e ai prodotti di carne destinati al consumo del personale e dei passeggeri che si trovano a bordo di mezzi di trasporto che effettuano trasporti internazionali.
Quando tali carni e prodotti a base di carne o i loro rifiuti di cucina sono scaricati, devono essere distrutti. È tuttavia possibile non ricorrere alla distruzione quando le carni o i prodotti a base di carne passano, direttamente o dopo essere stati posti provvisoriamente sotto controllo doganale, da tale mezzo di trasporto a un altro;
e) ai prodotti a base di carne sottoposti ad un trattamento termico in recipiente ermetico il cui valore Fo sia superiore o pari a 3,00, purché la quantità non superi 1 chilogrammo:
i) contenuti nei bagagli personali dei viaggiatori e destinati al loro consumo personale;
ii) che formano oggetto di piccole spedizioni inviate a privati, purché si tratti di importazione prive di qualsiasi carattere commerciale.
Articolo 2
Ai fini della presente direttiva, le definizioni che figurano negli articoli 2 della direttiva 64/432/CEE, della direttiva 64/433/CEE, della direttiva 72/461/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di carni fresche (1), modificata da ultimo dalla direttiva 87/489/CEE (2), e della direttiva 77/99/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, relativa a problemi sanitari in materia di scambi intracomunitari di prodotti a base di carne (3), modificata da ultimo dalla direttiva 88/658/CEE (4), sono applicati ove necessario.
Tuttavia, le definizioni di carni di pollame che figurano all'articolo 1 della direttiva 71/118/CEE non sono applicabili ai fini della presente direttiva.
Inoltre, si intende per:
a) veterinario ufficiale: il veterinario designato dall'autorità cenrale competente di uno Stato membro o di un paese terzo;
b) paese destinatario: lo Stato membro a destinazione del quale sono spediti animali, carni fresche o prodotti a base di carne provenienti da un paese terzo;
c) paese terzo: il paese nel quale non sono applicabili le direttive 64/432/CEE, 64/433/CEE e 77/99/CEE; d) importazione: l'introduzione nel territorio della Comunità di animali, di carni fresche o di prodotti a base di carne provenienti da paesi terzi;
e) azienda: il complesso agricolo, industriale o commerciale ufficialmente controllato, situato nel territorio di un paese terzo, nel quale sono tenuti o allevati abitualmente animali da allevamento, da produzione o da macello;
f) zona indenne da epizoozia: zona in cui, in base a constatazione ufficiale, gli animali non risultano essere stati colpiti da nessuna delle malattie contagiose dell'elenco stabilito secondo la procedura prevista all'articolo 29, da un periodo ed entro un raggio definiti secondo la stessa procedura.
(1) GU n. L 302 del 31. 12. 1972, pag. 24.
(2) GU n. L 280 del 3. 10. 1987, pag. 28.
(3) GU n. L 26 del 31. 1. 1977, pag. 85.
(4) GU n. L 382 del 31. 12. 1988, pag. 15.
Articolo 3
1. Il Consiglio stabilisce, su proposta della Commissione, un elenco dei paesi o delle parti di paesi in provenienza dai quali gli Stati membri autorizzano l'importazione:
- di animali domestici da allevamento, da produzione o da macello delle specie bovina e suina,
- di carni fresche di animali domestici appartenenti alle specie bovina (compresi i bufali), suina, ovina e caprina, nonché di solipedi domestici, nonché di prodotti a base di carne fabbricati a partire o con le dette carni,
- di carni fresche di ungulati e di solipedi selvatici,
tenuto cono della situazione sanitaria di tali paesi o parti di paesi.
Tale elenco può essere modificato o integrato secondo la procedura prevista all'articolo 30, segnatamente per quanto riguarda l'elaborazione della voce relativa ai prodotti a base di carne, con eventuale menzione specie di animali e, nel caso previsto all'articolo 21, paragrafo 2, del trattamento richiesto.
2. Per decidere, sia per gli animali delle specie bovina e suina, sia per le carni fresche e per i prodotti a base di carne, se un paese o una parte di paese può figurare sull'elenco di cui al paragrafo 1, si tiene conto in particolare:
a) dello stato sanitario del bestiame, degli altri animali domestici e degli animali selvatici nel paese terzo, specialmente per quanto riguarda le malattie esotiche degli animali, nonché della situazione sanitaria ambientale di tale paese, capaci di compromettere la salute della popolazione e del bestiame degli Stati membri;
b) della regolarità e della rapidità delle informazioni fornite da tale paese in merito alla presenza, nel suo territorio, di malattie contagiose degli animali, specialmente quelle menzionate negli elenchi A e B dell'ufficio internazionale delle epizoozie;
c) dei regolamenti di tale paese relativi alla profilassi e alla lotta contro le malattie degli animali;
d) della struttura dei servizi veterinari di tale paese e dei poteri di cui tali servizi dispongono;
e) dell'organizzazione e dell'applicazione della profilassi e della lotta contro le malattie contagiose degli animali;
f) della legislazione di questo paese in materia di impiego di sostanze, in particolare quella relativa al loro divieto o alla loro autorizzazione, della loro distribuzione, alla loro immissione sul mercato e alle loro norme di somministrazione e di controllo.
3. Per decidere, per i prodotti a base di carne, se un paese o una parte di paese può figurare nell'elenco di cui al paragrafo 1, si tiene conto in particolare delle garanzie offerte dal paese terzo in materia sanitaria e di polizia sanitaria.
4. L'elenco di cui al paragrafo 1 e ogni relativa modifica sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 4
1. Secondo la procedura prevista all'articolo 29, sono stabiliti uno o più elenchi degli stabilimenti in provenienza dai quali gli Stati membri possono autorizzare l'importazione delle carni o dei prodotti a base di carne. Secondo modalità d'applicazione che dovrà stabilire la Commissione, conformemente alla procedura prevista all'articolo 30, l'elenco o gli elenchi possono essere modificati o completati dalla Commissione in funzione del risultato dei controlli previsti all'articolo 5, dopo averne informato gli Stati membri.
In caso di difficoltà si adisce il comitato conformemente alla procedura prevista all'articolo 29.
Prima del 1o gennaio 1990 il Consiglio effettua un riesame di queste disposizioni sulla base di una relazione della Commissione.
2. Per decidere se un macello, un laboratorio di sezionamento, uno stabilimento di fabbricazione di prodotti a base di carne o un deposito frigorifero situato fuori di un macello, laboratorio di sezionamento o stabilimento di fabbricazione possa figurare su uno degli elenchi di cui al paragrafo 1, si tiene conto in particolare:
a) delle garanzie che può offrire il paese terzo riguardo all'osservanza delle disposizioni della presente direttiva;
b) delle disposizioni regolamentari del paese terzo relative alla somministrazione, agli animali da macello, di qualsiasi sostanza che possa compromettere la sanità delle carni e/o dei prodotti a base di carne; c) per quanto riguarda le carni fresche, dell'osservanza, in ciascun caso particolare, delle disposizioni della presente direttiva e dell'allegato I della direttiva 64/433/CEE.
Tuttavia, si può derogare, secondo la procedura prevista all'articolo 29 della presente direttiva, al punto 13, lettera c), secondo, terzo e quarto trattino e dei punti 24 e 41 C dell'allegato I della direttiva 64/433/CEE quando il paese terzo interessato fornisca garanzie simili; in tale ipotesi vengono stabilite, caso per caso, conformemente alla stessa procedura, condizioni sanitarie almeno equivalenti a quelle del suddetto allegato;
d) per quanto riguarda i prodotti a base di carne, dell'osservanza, in ciascun caso particolare, delle disposizioni della presente direttiva nonché delle pertinenti disposizioni di cui agli allegati A e B della direttiva 77/99/CEE;
e) dell'organizzazione del o dei servizi di ispezione delle carni nel paese terzo o in una parte di esso, dei poteri di cui questo o questi servizi dispongono e della sorveglianza di cui formano oggetto.
3. L'iscrizione nell'elenco o negli elenchi di cui al paragrafo 1 può aver luogo soltanto se il macello, il laboratorio di sezionamento, lo stabilimento di fabbricazione di prodotti a base di carne o il deposito frigorifero situato fuori di un macello, laboratorio di sezionamento o stabilimento di fabbricazione, che ne forma oggetto, è situato in un paese terzo o in una parte di esso indicati nell'elenco di cui all'articolo 3, paragrafo 1, e se è stato ufficialmente riconosciuto per le esportazioni nella Comunità dalle autorità competenti del paese terzo. Detto riconoscimento è subordinato al rispetto delle seguenti condizioni:
a) conformità alle prescrizioni pertinenti dell'alle- gato I della direttiva 64/433/CEE o, rispettivamente, degli allegati A e B della direttiva 77/99/CEE;
b) controllo permanente da parte di un veterinario ufficiale del paese terzo.
4. L'elenco o gli elenchi di cui al paragrafo 1 e ogni relativa modifica sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. »
3) All'articolo 19 è aggiunto il comma seguente:
« Il primo comma si applica mutatis mutandis ai prodotti a base di carne. »
4) Dopo l'articolo 21 è inserito il capitolo seguente:
« CAPITOLO IV
Importazioni di prodotti a base di carne
Articolo 21 bis
1. Fatto salvo il paragrafo 2, i prodotti a base di carne devono essere preparati in base a o con carni fresche:
- rispondenti ai requisiti stabiliti negli articoli 14 e 15 nonché alle eventuali condizioni specifiche di polizia sanitaria adottate conformemente all'articolo 16, o
- originarie di uno Stato membro, purché queste carni fresche:
i) rispondano ai requisiti di cui agli articoli 3 e 4 della direttiva 80/215/CEE, fatti salvi i requisiti di cui agli articoli 7 e 10 di detta direttiva,
ii) siano state inviate, sotto controllo veterinario, nello stabilimento di trasformazione o direttamente o dopo essere state immagazzinate in un deposito frigorifero riconosciuto,
iii) siano state, prima del trattamento, oggetto di un controllo da parte di un veterinario ufficiale, per accertare che queste carni fresche siano ancora adatte ad essere sottoposte ad un trattamento in conformità della direttiva 77/99/CEE.
2. Tuttavia gli Stati membri non possono opporsi, per motivi di polizia sanitaria, alle importazioni di prodotti a base di carne provenienti da un paese terzo o da una parte di un paese terzo che figura alla rubrica "Prodotti a base di carne" dell'elenco stabilito conformemente all'articolo 3, ma a partire da cui non sono sono più autorizzate le importazioni di carni fresche, purché i prodotti in questione rispondano ai requisiti seguenti:
i) provengano da uno stabilimento che, soddisfacendo alle condizioni generali per il riconoscimento, ha formato oggetto di un riconoscimento speciale per questo tipo di produzione;
ii) siano stati ottenuti a partire da o con carni fresche definite al paragrafo 1 o con carni provenienti dal paese di fabbricazione le quali devono:
- soddisfare talune esigenze di polizia sanitaria da stabilire, caso per caso, in funzione della situazione sanitaria del paese di fabbricazione, secondo la procedura prevista all'articolo 30,
- provenire da un macello specialmente riconosciuto per la consegna di carni allo stabilimento di cui al punto i),
- essere munite di un marchio speciale da determinare secondo la procedura prevista all'articolo 29,
iii) siano stati sottoposti ad un trattamento termico in recipiente chiuso ermeticamente il cui valore Fo sia superiore o pari a 3,00.
Tuttavia, secondo la procedura prevista all'articolo 30, possono essere ammessi altri trattamenti in funzione della situazione zoosanitaria esistente nel paese esportatore.
(1) GU n. C 286 del 25. 10. 1984, pag. 5.
(2) GU n. C 175 del 15. 7. 1985, pag. 301.
(3) GU n. C 87 del 9. 4. 1985, pag. 6.
(4) GU n. L 26 del 31. 1. 1977, pag. 85.
(5) GU n. L 382 del 31. 12. 1988, pag. 15.
(6) GU n. L 47 del 21. 2. 1980, pag. 4.
(7) GU n. L 382 del 31. 12. 1988, pag. 35.
(8) GU n. L 302 del 31. 12. 1972, pag. 28.
(9) GU n. L 124 del 18. 5. 1988, pag. 31.
Articolo 21 ter
Per poter essere importati nella Comunità, i prodotti a base di carne povenienti da paesi terzi devono soddisfare, oltre alle condizioni previste all'articolo 21 bis, ai seguenti requisiti:
1) essere stati preparati in uno stabilimento che figura alla voce « Prodotti a base di carne » dell'elenco stabilito conformemente all'articolo 4;
2) provenire da uno stabilimento conforme ai requisiti pertinenti degli allegati A e B della direttiva 77/99/CEE;
3) essere stati ottenuti in condizioni di igiene conformi ai requisiti dell'allegato A, capitolo II e capitolo III, punti 23 e 25 della direttiva 77/99/CEE;
4) essere stati ottenuti:
a) da carni fresche:
i) provenienti da uno stabilimento che figura in uno degli elenchi stabiliti conformemente alla direttiva 64/433/CEE o alla presente direttiva;
ii) che rispondono alle condizioni previste agli articoli 17 e 18 della presente direttiva nonché alle condizioni fissate all'allegato A, capitolo III punti 23 e 25 della direttiva 77/99/CEE;
b) nel caso di applicazione dell'articolo 21 bis, paragrafo 2, da carni che soddisfano le esigenze specifiche fissate per i paesi di fabbricazione in questione;
c) da prodotti a base di carne fabbricati in uno stabilimento che figura nell'elenco di cui all'articolo 4 o in uno stabilimento che figura in uno degli elenchi di cui all'articolo 7 della direttiva 77/99/CEE;
5) soddisfare le esigenze generali stabilite dalla direttiva 77/99/CEE ed in particolare:
a) aver subito uno dei trattamenti di cui all'articolo 2, lettera d) della direttiva 77/99/CEE;
b) essere stati sottoposti ad una ispezione da parte del veterinario ufficiale in conformità con l'allegato A, capitolo IV della direttiva 77/99/CEE; se si tratta di un contenitore ermeticamente chiuso l'ispezione deve effettuarsi secondo le prescrizioni da emanare in conformità dell'allegato B, capitolo II della direttiva 77/99/CEE.
Per procedere a questa ispezione, il veterinario ufficiale può servirsi della collaborazione di assistenti posti sotto la sua responsabilità. Tali assistenti devono:
i) essere designati dalla competente autorità centrale del paese esportatore conformemente alle disposizioni vigenti;
ii) avere una formazione adeguata;
iii) avere uno statuto giuridico che garantisca la loro indipendenza nei confronti dei responsabili degli stabilimenti;
iv) non avere alcun potere di decisione sul risultato finale dell'ispezione;
c) in caso di condizionamento o imballaggio, essere condizionati e imballati conformemente all'allegato A, capitolo V della direttiva 77/99/CEE;
d) essere provvisti di un marchio sanitario rispondente alle condizioni relative alla bollatura previste all'allegato A, capitolo VI della direttiva 77/99/CEE, escluse le sigle ed iniziali di cui al punto 39, lettera a), previste per gli Stati membri, che devono essere sostituite dall'indicazione del paese terzo di origine, corredata dal numero di autorizzazione veterinario dello stabilimento di origine;
d) essere immagazzinati e trasportati verso la Comunità in condizioni di igiene soddisfacenti, conformemente all'allegato A, capitolo VIII della direttiva 77/99/CEE, e manipolati in condizioni di igiene soddisfacenti; per quanto riguarda i prodotti a base di carne di cui all'articolo 4 della stessa direttiva, il produttore deve indicare sulla confezione, a scopo di controllo, in modo visibile e leggibile, la temperatura alla quale il prodotto deve essere trasportato e immagazzinato ed il periodo durante il quale ne è garantita la conservazione;
6) non aver subito radiazioni ionizzanti. »
5) Il testo degli articoli da 22 a 26 è sostituito dal testo seguente:
« CAPITOLO V
Requisiti comuni alle carni fresche ed ai prodotti a base di carne
Articolo 22
1. Gli Stati membri autorizzano l'importazione di carni fresche o di prodotti a base di carne soltanto su presentazione di un certificato di polizia sanitaria e di un certificato di sanità che devono essere redatti da un veterinario ufficiale del paese terzo esportatore.
Detti certificati devono:
a) essere redatti almeno in una delle lingue ufficiali del paese destinatario e in una di quelle del paese nel quale si effettuano i controlli all'importazione previsti dagli articolo 23 e 24;
b) accompagnare le carni fresche o i prodotti a base di carne ed essere in esemplare originale;
c) essere composti di un solo foglio;
d) essere rilasciati per un solo destinatario. Il certificato di polizia sanitaria deve attestare che le carni fresche o i prodotti a base di carne soddisfano i requisiti sanitari previsti dalla presente direttiva e quelli stabiliti in applicazione della direttiva stessa per l'importazione di carni fresche o di prodotto a base di carne provenienti dal paese terzo.
2. Il certificato di sanità deve essere conforme ad un modello stabilito secondo la procedura prevista all'articolo 29.
Può essere deciso caso per caso, secondo la stessa procedura, che il certificato di polizia sanitaria ed il certificato di sanità costituiscano un solo foglio.
3. Il certificato di sanità deve corrispondere, nella presentazione e nel contenuto, per le carni fresche, al modello di cui all'allegato A e per i prodotti a base di carne al modello di cui all'allegato C; esso deve essere rilasciato il giorno del carico delle carni fresche o dei prodotti a base di carne per la spedizione verso il paese destinatario.
Articolo 23
1. Gli Stati membri provvedono affinché le carni fresche o i prodotti a base di carne, all'arrivo nel territorio geografico della Comunità, siano immediatamente sottoposti ad un controllo sanitario, effettuato dall'autorità competente, indipendentemente dal regime doganale sotto il quale essi sono dichiarati.
Vengono stabilite, secondo la procedura prevista all'articolo 29, le modalità di applicazione necessarie per assicurare l'esecuzione uniforme dei controlli previsti dal primo comma.
2. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 3, gli Stati membri vigilano affinché l'importazione sia vietata quando questo controllo riveli che:
- tali carni o prodotti a base di carne non provengono dal territorio o da una parte del territorio di un paese terzo iscritto nell'elenco stabilito conformemente all'articolo 3, paragrafo 1;
- tali carni o prodotti a base di carne provengono dal territorio o da una parte del territorio di un paese terzo, in provenienza dal quale sono vietate le importazioni conformemente agli articoli 14 e 28, senza pregiudizio dell'articolo 21 bis, para- grafo 2;
- il certificato di polizia sanitaria che accompagna tali carni o prodotti a base di carne non è conforme ai requisiti stabiliti all'articolo 22, paragrafi 1 e 2.
3. Gli Stati membri autorizzano il trasporto di carni fresche o di prodotti a base di carne in provenienza da un paese terzo verso un altro paese terzo, a condizione che:
a) l'interessato fornisca la prova che il primo paese terzo verso il quale sono avviati le carni o i prodotti a base di carne dopo essere transitati nel territorio della Comunità si impegni a non respingere o rispedire in alcun caso verso quest'ultima le carni o i prodotti a base di carne di cui autorizza l'importazione o il transito;
b) il trasporto sia stato preventivamente autorizzato dalle autorità competenti dello Stato membro nel cui territorio è effettuato il controllo sanitario all'importazione;
c) il trasporto sia effettuato senza rottura di carico nel territorio della Comunità, sotto il controllo delle autorità competenti, in veicolo o contenitori sigillati dalle autorità competenti; le sole manipolazioni autorizzate nel corso di tale trasporto sono quelle effettuate al punto di entrata nel territorio della Comunità, o di uscita da esso, per il trasbordo diretto da una nave o da un aeromobile su qualsiasi altro mezzo di trasporto o viceversa.
4. Tutte le spese relative all'applicazione del presente articolo sono a carico dello speditore, del destinatario o del loro mandatario, senza indennizzo da parte dello Stato.
Articolo 24
1. Gli Stati membri vigilano affinché ogni partita di carni fresche o di prodotti a base di carne sia sottoposta ad un controllo sanitario prima dell'ammissione al consumo nel territorio geografico della Comunità, nonché ad un controllo di polizia sanitaria effettuati da un veterinario ufficiale.
Gli Stati membri vigilano affinché gli importatori comunichino, con un anticipo di almeno due giorni feriali, al servizio locale incaricato del controllo all'importazione il posto in cui le carni fresche o i prodotti a base di carne saranno presentati al controllo, precisando la quantità, la natura delle carni e dei prodotti a base di carne ed il momento dal quale può essere effettuato il controllo.
2. Il controllo sanitario di cui al paragrafo 1 è effettuato mediante sondaggio nel caso delle importazioni di cui all'articolo 17, paragrafo 1, all'articolo 18, paragrafi 1 e 2 ed agli articolo 21 bis e 21 ter; esso ha in particolare lo scopo di verificare ai sensi delle disposizioni del paragrafo 3:
a) il certificato di sanità, la conformità delle carni fresche o dei prodotti a base di carne alle indicazioni di tale certificato, la bollatura; b) lo stato di conservazione, l'eventuale insudiciamento e la presenza di germi patogeni;
c) la presenza di residui delle sostanze di cui all'articolo 20;
d) se, per quanto riguarda le carni fresche, la macellazione e il sezionamento e, per quanto riguarda i prodotti a base di carne, la fabbricazione, siano stati effettuati in stabilimenti a tale scopo riconosciuti;
e) le condizioni di trasporto.
3. Secondo la procedura di cui all'articolo 29 sono adottate le modalità d'applicazione necessarie ad assicurare un'esecuzione uniforme dei controlli di cui al paragrafo 1, in particolare per quanto riguarda l'applicazione dell'articolo 20 e, più particolarmente, i metodi di analisi, la frequenza e le modalità di prelievo dei campioni.
4. Gli Stati membri vietano l'immissione sul mercato di carni fresche o di prodotti a base di carne qualora dai controlli previsti al paragrafo 1 risulti che:
- le carni fresche o i prodotti a base di carne sono impropri al consumo umano;
- le condizioni previste dalla presente direttiva e dall'allegato I della direttiva 64/433/CEE o dagli allegati A e B della direttiva 77/99/CEE non sono soddisfatte;
- uno dei certificati di cui all'articolo 22, che accompagnano ogni partita, non è conforme alle condizioni previste dal suddetto articolo.
5. Quando le carni fresche o i prodotti a base di carne non possono essere importati, essi devono essere respinti quando non vi si oppongano motivi di polizia sanitaria o di sanità.
Se è impossibile respingerli essi devono essere distrutti nel territorio dello Stato membro dove sono effettuati i controlli.
In deroga a questa disposizione e su richiesta dell'importatore o del suo mandatario, lo Stato membro che effettua i controlli di polizia sanitaria e di sanità può autorizzare la loro introduzione, per scopi diversi dal consumo umano, purché non costituiscano un pericolo per l'uomo o gli animali e purché le carni fresche o i prodotti a base di carne provengano da un paese compreso nell'elenco stabilito conformemente all'articolo 3, paragrafo 1 e le cui importazioni non siano vietate a norma dell'articolo 28. Tali carni o prodotti a base di carne non possono abbandonare il territorio di tale Stato membro, che deve controllarne la destinazione.
6. In tutti i casi i certificati devono recare, dopo il controllo di cui al paragrafo 1, un'indicazione da cui risulti chiarmente la destinazione riservata alle carni o ai prodotti a base di carne.
Articolo 25
Le carni fresche o i prodotti a base di carne di ogni partita, la cui introduzione nella Comunità sia stata autorizzata da uno Stato membro in base ai controlli di cui all'articolo 24, paragrafo 1, prima di essere inoltrati verso il paese destinatario, devono essere accompagnati da un certificato che corrisponda, nella presentazione e nel contenuto, al modello di cui all'allegato B.
Tale certificato deve:
a) essere rilasciato dal veterinario competente del posto di controllo o del luogo d'immagazzinamento;
b) essere rilasciato il giorno del carico per la spedizione delle carni fresche o dei prodotti a base di carne verso il paese destinatario;
c) essere redatto almeno nella lingua di tale paese;
d) accompagnare la partita di carni fresche o di prodotti a base di carne in esemplare originale.
Articolo 26
Tutte le spese relative all'applicazione degli articoli 24 e 25, in particolare le spese del controllo delle carni fresche o dei prodotti a base di carne, le spese di magazzinaggio ed eventuali spese di distruzione di tali carni o prodotti a base di carne, sono a carico dello speditore, del destinatario o del loro mandatario, senza indennizzo da parte dello Stato. »
6) L'attuale capitolo IV diventa capitolo VI.
7) Il testo dell'articolo 27, paragrafo 1, primo comma, lettera b) è sostituito dal testo seguente:
« b) dei posti di controllo per l'importazione di carni fresche o di prodotti a base di carne. »
8) Il testo dell'articolo 28, paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:
« 2. Fatti salvi l'articolo 14 e l'articolo 21 bis, paragrafo 2, qualora in un paese terzo iscritto nell'elenco stabilito conformemente all'articolo 3, paragrafo 1 si manifesti o si propaghi una malattia contagiosa degli animali, che può essere trasmessa dalle carni fresche o dai prodotti a base di carne e compromettere la salute pubblica o lo stato sanitario del patrimonio zootecnico di uno degli Stati membri, o qualora lo giustifichi un altro motivo di polizia sanitaria, lo Stato membro interessato vieta l'importazione di tali carni o prodotti a base di carne in provenienza diretta o indiretta tramite un altro Stato membro, da questo paese terzo o da una parte del territorio di quest'ultimo. » 9) Il testo dell'articolo 32 bis è sostituito dal testo seguente:
« Articolo 32 bis
1. La presente direttiva si applica alle importazioni da paesi terzi delle carni fresche di cui all'articolo 1, paragrafo 1, terzo trattino o dei prodotti a base di tali carni unicamente a decorrere dall'entrata in vigore della o delle decisioni della Commissione adottate secondo la procedura di cui all'articolo 29 per apportare le necessarie modifiche all'elenco di cui all'articolo 3.
2. Le legislazioni nazionali in materia di sanità pubblica continuano ad essere applicabili alle importazioni da paesi terzi delle carni fresche o dei prodotti a base di carne di cui al paragrafo 1 fino all'entrata in vigore di una regolamentazione comunitaria in materia. »
10) Il testo dell'allegato B è sostituito dal testo che figura in allegato.
11) È aggiunto l'allegato C che figura in allegato.
Articolo 2
Fino all'adozione dell'armonizzazione delle norme di polizia sanaitaria applicabili alle carni fresche di pollame e alle carni di selvaggina, le importazioni di prodotti a base di carne di pollame e di selvaggina rimangono soggette alle norme nazionali vigenti, nell'osservanza delle disposizioni generali del trattato.
Articolo 3
Il testo dell'articolo 17, paragrafo 1 della direttiva 77/99/CEE è sostituito dal testo seguente:
« 1. Fino all'attuazione delle disposizioni comunitarie relative alle importazioni di prodotti a base di carne di pollame provenienti dai paesi terzi, gli Stati membri applicano a dette esportazioni disposizioni che non devono essere più favorevoli di quelle che regolano gli scambi intracomunitari. »
Articolo 4
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30 giugno 1990.
Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Articolo 5
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 21 marzo 1989.

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