Document ID: 32001D0099

Decisione della Commissione
del 18 gennaio 2001
che autorizza temporaneamente gli Stati membri a prevedere deroghe alla direttiva 2000/29/CE del Consiglio per le patate diverse da quelle destinate alla piantagione originarie di Cuba
[notificata con il numero C(2001) 121]
(2001/99/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell'8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità(1), in particolare l'articolo 15, paragrafo 1,
vista l'istanza presentata dai Paesi Bassi,
considerando quanto segue:
(1) In virtù della direttiva 2000/29/CE, i tuberi di patate non certificati ufficialmente come patate da semina in conformità ad altre disposizioni comunitarie e originari di Cuba non possono, di norma, essere introdotti nella Comunità a causa del rischio di introduzione di organismi nocivi esotici della patata, che potrebbero costituire un rischio fitosanitario per la Comunità.
(2) La produzione di patate primaticce a Cuba, diverse da quelle destinate alla piantagione, ottenute da patate da semina fornite da alcuni Stati membri, è ormai divenuta prassi consueta; parte dell'approvvigionamento di patate primaticce nella Comunità è assicurata mediante importazioni da Cuba.
(3) La Commissione, con le decisioni 87/306/CEE(2), 88/223/CEE(3), 89/152/CEE(4), 91/593/CEE(5), 93/36/CEE(6), 95/96/CE(7) e 96/157/CE(8), ha autorizzato deroghe, a determinate condizioni speciali di carattere tecnico, per le patate da consumo originarie della provincia Pinar del Río a Cuba nelle campagne dal 1987 al 1996, e con le decisioni 97/186/CE(9), 1999/222/CE(10) e 2000/246/CE(11) per le patate non destinate alla piantagione originarie della provincia Pinar del Río di Cuba nelle campagne dal 1997 al 2000.
(4) Non è mai stata confermata la presenza di organismi nocivi nei campioni prelevati dalle importazioni effettuate a norma delle decisioni suddette.
(5) Da informazioni fornite dalle autorità cubane e raccolte nel paese nel corso di una missione svolta nel mese di luglio 1999 dall'Ufficio alimentare e veterinario, risulta che nelle province Ciego de Avila, La Habana e Matanzas le patate non destinate alla piantagione possono essere coltivate, purché in condizioni sanitarie adeguate.
(6) Alla luce delle informazioni di cui sopra, non risulta esservi alcun rischio di propagazione di organismi nocivi per le patate non destinate alla piantagione importate dalle province Ciego de Avila, La Habana, Matanzas o Pinar del Río, sempreché siano rispettate alcune condizioni speciali di carattere tecnico.
(7) Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. In deroga all'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2000/29/CE con riguardo ai divieti di cui alla parte A, punto 12, dell'allegato III, della stessa direttiva, gli Stati membri possono autorizzare l'introduzione nel loro territorio di patate non destinate alla piantagione originarie di Cuba, alle condizioni stabilite ai paragrafi 2 e 3.
2. Le patate non destinate alla piantagione introdotte in virtù del paragrafo 1 devono soddisfare le seguenti condizioni, oltre alle condizioni stabilite negli allegati I, II e IV della direttiva 2000/29/CE:
a) sono immature, cioè patate "non suberizzate" prive di buccia, oppure sono state sottoposte ad un trattamento volto ad eliminarne la facoltà germinativa;
b) sono state coltivate nelle province Ciego de Avila, La Habana, Matanzas o Pinar del Río in zone notoriamente esenti da Ralstonia solanacearum (Smith) Yabuuchi et al.;
c) appartengono a varietà i cui tuberi-seme sono stati importati a Cuba esclusivamente a partire dagli Stati membri o da un altro Stato in provenienza dal quale non è vietata l'introduzione nella Comunità di patate destinate alla piantagione a norma dell'allegato III della direttiva 2000/29/CE;
d) sono state coltivate nelle province di cui alla lettera b) direttamente da tuberi-seme certificati in uno degli Stati membri oppure da tuberi-seme certificati in un altro Stato in provenienza dal quale non è vietata l'introduzione nella Comunità di patate destinate alla piantagione a norma dell'allegato III della direttiva 2000/29/CE, oppure sono la prima progenie diretta di tali patate da semina, che sono state coltivate nelle provincie di cui alla lettera b), certificate ufficialmente e qualificate come patata da semina conformemente alle norme attualmente vigenti a Cuba;
e) sono state coltivate in aziende che negli ultimi cinque anni non hanno coltivato patate di varietà diverse da quelle di cui alla lettera c) oppure, in caso di aziende statali, sono state coltivate in appezzamenti separati da quelli in cui negli ultimi cinque anni sono state coltivate patate di varietà diverse da quelle di cui alla lettera c);
f) sono state trattate con macchinario ad esse riservato o adeguatamente disinfettato dopo ogni uso per altri scopi;
g) non sono state tenute in depositi in cui erano state immagazzinate patate di varietà diverse da quelle di cui alla lettera c);
h) sono imballate in sacchi nuovi oppure in contenitori debitamente disinfettati; su ciascun sacco o contenitore è apposta un'etichetta ufficiale recante le informazioni indicate nell'allegato;
i) prima dell'esportazione sono state mondate della terra nonché delle foglie o di altri residui vegetali;
j) sono accompagnate da un certificato fitosanitario rilasciato a Cuba a norma degli articoli 7 e 13 della direttiva 2000/29/CE, in base all'ispezione ivi prescritta volta in particolare a certificare l'assenza dell'organismo nocivo di cui alla lettera b).
Nel certificato figura:
- sotto il titolo "dichiarazione supplementare":
- l'indicazione "La presente spedizione soddisfa ai requisiti di cui alla decisione 2001/99/CE",
- il nome della varietà,
- il numero di identificazione o il nome e l'ubicazione dell'azienda in cui sono state coltivate le patate,
- un riferimento che consenta di identificare la partita di patate da semina utilizzata conformemente alla lettera d),
- sotto il titolo "disinfestazione e/o disinfezione", ogni informazione relativa ai possibili trattamenti di cui alla lettera a), seconda ipotesi e/o di cui alla lettera h).
3. a) Le patate sono introdotte attraverso i punti d'entrata designati ai fini della presente deroga dallo Stato membro importatore nel quale sono situati; gli Stati membri notificano con sufficiente anticipo alla Commissione i rispettivi punti di entrata, unitamente al nome e all'indirizzo dell'organismo ufficiale responsabile di cui alla direttiva 2000/29/CE incaricato di ciascun punto di entrata, e li comunicano, su richiesta, agli altri Stati membri. Nel caso in cui l'introduzione nel territorio comunitario abbia luogo in uno Stato membro diverso da quello che si avvale della presente deroga, gli organismi ufficiali dello Stato membro d'introduzione informano gli organismi ufficiali dello Stato membro che si avvale della deroga e collaborano con essi affinché siano rispettate le disposizioni della presente decisione;
b) prima dell'introduzione nella Comunità, l'importatore è ufficialmente informato delle condizioni di cui al paragrafo 2, lettere da a) a j), e al paragrafo 3, lettere da a) ad e); egli notifica i dati relativi ad ogni importazione con sufficiente anticipo agli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro d'introduzione, indicando:
- il tipo di materiale,
- il quantitativo,
- la data dichiarata d'introduzione e il punto di entrata nel territorio comunitario,
- gli impianti di cui alla lettera d).
L'importatore comunica agli organismi ufficiali interessati le eventuali modifiche della notifica preventiva non appena ne viene a conoscenza e comunque prima della data d'importazione.
Lo Stato membro comunica senza indugio alla Commissione tali dati e i dettagli di eventuali modifiche;
c) le ispezioni, eventualmente comprendenti esami su campioni, prescritte ai sensi dell'articolo 13 della direttiva 2000/29/CE e in conformità con le disposizioni della presente decisione, sono effettuate dagli organismi ufficiali di cui alla suddetta direttiva; i controlli fitosanitari richiesti nell'ambito di tali ispezioni sono di competenza dello Stato membro che si avvale della deroga.
Durante i controlli fitosanitari suddetti gli Stati membri ricercano inoltre, se del caso, anche tutti gli altri organismi nocivi. Fatta salva la prima possibilità delle ispezioni di cui all'articolo 21, paragrafo 3, secondo trattino, della direttiva citata, la Commissione stabilisce in quale misura la seconda possibilità delle ispezioni di cui allo stesso trattino possa essere integrata nel programma di ispezione, conformemente a quanto stabilito all'articolo 21, paragrafo 5, terzo comma, della stessa direttiva;
d) le patate sono imballate e reimballate soltanto in impianti autorizzati e registrati dagli organismi ufficiali responsabili suddetti;
e) le patate sono imballate o reimballate in imballaggi chiusi pronti per la consegna diretta ai rivenditori o ai consumatori finali, di peso non superiore a quello abitualmente praticato a tale scopo nello Stato membro d'introduzione, e comunque non superiore a 25 kg; sull'imballaggio devono figurare il numero degli impianti registrati di cui alla lettera d) e la menzione che le patate sono originarie di Cuba;
f) gli Stati membri che si avvalgono della presente deroga provvedono, se del caso e di concerto con lo Stato membro d'introduzione, affinché vengano prelevati, da ogni consegna di 50 tonnellate di patate importate a norma della presente decisione o da parte della stessa, almeno due campioni di 200 tuberi da sottoporre ad esame ufficiale per la ricerca di Ralstonia solanacearum e di Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus, applicando il metodo comunitario stabilito per l'individuazione e la diagnosi di Ralstonia solanacearum e di Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus, e nel caso del viroide dell'affusolamento dei tuberi di patata (Potato spindle tuber viroid) applicando il metodo return PAGE o la procedura di ibridazione c-DNA; nei casi sospetti le partite devono restare separate sotto controllo ufficiale e non possono venire commercializzate o utilizzate fino a quando gli esami non abbiano escluso la presenza di Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus, di Ralstonia solanacearum o del viroide dell'affusolamento dei tuberi di patata (Potato spindle tuber viroid).
I tuberi devono inoltre essere esaminati ufficialmente per escludere la presenza di Meloidogyne chitwoodi Golden et al. (tutti i ceppi) o di Meloidogyne fallax Karssen.
Articolo 2
Gli Stati membri informano la Commissione e gli altri Stati membri, mediante la notifica di cui all'articolo 1, paragrafo 3, lettera b), sull'uso fatto dell'autorizzazione. Essi trasmettono inoltre alla Commissione e agli altri Stati membri, prima del 1o settembre 2001 e del 1o settembre 2002 rispettivamente, le informazioni concernenti i quantitativi di patate importati in virtù della presente decisione e una relazione tecnica su tutti gli esami ufficiali effettuati a norma dell'articolo 1, paragrafo 3, lettera f); copia di ciascun certificato fitosanitario viene inviata alla Commissione.
Articolo 3
1. Il disposto dell'articolo 1 si applica alle patate non destinate alla piantagione introdotte nella Comunità nei periodi compresi tra il 1o marzo 2001 e il 30 aprile 2001 e tra il 1o marzo 2002 e il 30 aprile 2002.
2. La presente decisione è revocata se viene constatato che le condizioni prescritte all'articolo 1, paragrafi 2 e 3, non sono sufficienti ad evitare l'introduzione di organismi nocivi o se tali condizioni non sono state rispettate.
Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 18 gennaio 2001.

Labels: 17
20
3
6
18
15