Document ID: 31989R0176

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REGOLAMENTO (CEE) N. 176/89 DEL CONSIGLIO
del 23 gennaio 1989
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di solfato di rame originario della Bulgaria e dell'Unione Sovietica
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta della Commissione presentata previa consultazione del Comitato consultivo istituito dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Nel marzo 1984 la Commissione ha aperto una procedura antidumping riguardante le importazioni di solfato di rame originario della Bulgaria (2). Nell'ottobre 1984 la Commissione ha accettato l'impegno offerto dalla ditta bulgara Chimimport (3) e nel febbraio 1985 (4) ha chiuso l'indagine.
Nell'agosto 1986 la Commissione ha aperto una procedura di riesame delle misure antidumping vigenti dal 1983 (5), riguardanti le importazioni di solfato di rame originario dell'Unione Sovietica (6). Nell'agosto 1987 la Commissione ha accettato l'impegno di prezzo offerto dalla ditta sovietica Sojuzchimexport nell'ambito della procedura antidumping suddetta (7) e ha chiuso l'indagine (8).
Nel maggio 1988 il Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC) ha presentato alla Commissione una denuncia secondo la quale questi due impegni non sarebbero stati rispettati. La Commissione ha analizzato le informazioni ricevute e dato ai due esportatori l'occasione di formulare le loro osservazioni. Nessuno di essi ha fornito spiegazioni soddisfacenti. La Commissione ha constatato che le accuse presentate contro i due esportatori si fondavano sulle statistiche ufficiali di importazione e che nessuno di detti esportatori ha contestato queste cifre.
(2) Con il regolamento (CEE) n. 2386/88 (9) la Commissione ha revocato l'accettazione degli impegni offerti dalla ditta bulgara Chimimport nell'ottobre 1984 e dalla ditta sovietica Sojuzchimexport nell'agosto 1987 e, nell'interesse della Comunità, ha immediatamente istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni, nella Comunità, di solfato di rame originario della Bulgaria e dell'Unione Sovietica.
(3) Nel contempo la Commissione ha riaperto le indagini relative alle importazioni, nella Comunità, di solfato di rame originario della Bulgaria e dell'Unione Sovietica (10).
B. Seguito della procedura
(4) La Commissione ne ha dato informazione ufficiale agli esportatori e agli importatori notoriamente interessati fornendo alle parti direttamente interessate l'occasione di esprimere il loro punto di vista per iscritto e di chiedere un'audizione.
(5) La ditta bulgara Chimimport, la ditta sovietica Sojuzchimexport e tutti i fabbricanti comunitari ricorrenti hanno esposto il loro punto di vista per iscritto.
(6) La Commissione ha raccolto e verificato tutti i dati ritenuti necessari ed ha proceduto ad un controllo presso la sede delle imprese seguenti:
- La Cornubia SA, Bordeaux, Francia
- Manica SpA, Rovereto, Italia
- Quimigal, Lisbona, Portogallo
- Industrias Químicas del Vallés, Barcellona, Spagna
- Incomet, Madrid, Spagna
(7) L'indagine sulle pratiche di dumping ha coperto il periodo 1o luglio 1987 - 30 giugno 1988.
C. Valore normale
(8) Per appurare nuovamente se vi sia dumping sulle importazioni di solfato di rame dalla Bulgaria e dall'Unione Sovietica, la Commissione ha dovuto considerare che questi paesi non hanno economia di mercato e, pertanto, fondare i suoi calcoli sul valore normale del prodotto in un paese ad economia di mercato.
(9) La Commissione aveva deciso inizialmente di prendere in considerazione la Iugoslavia come paese di riferimento per la determinazione del valore normale. La mancanza di cooperazione da parte della ditta iugoslava consultata non ha, tuttavia, permesso di attuare questa decisione. Di conseguenza il CEFIC ha proposto il Messico come paese analogo.
(10) La Commissione ha accettato il Messico come paese analogo, dato che:
- sulla base degli elementi disponibili, non esistono differenze di rilievo nella tecnologia e nel procedimento di produzione del solfato di rame;
- esiste effettivamente una concorrenza nel settore di produzione del solfato di rame, in quanto sul mercato interno messicano sono presenti almeno cinque società produttrici.
(11) Il valore normale è stato calcolato sulla base dei prezzi praticati sul mercato interno messicano. Elementi di prova sufficienti hanno permesso alla Commissione di stabilire che quantità rappresentative di solfato di rame erano state vendute sul mercato messicano nel corso del periodo di riferimento.
D. Prezzi all'esportazione
(12) I prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla base dei prezzi effettivamente pagati o da pagare per i prodotti destinati all'esportazione nella Comunità.
E. Raffronto
(13) Per procedere ad un valido raffronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, la Commissione ha tenuto conto, ove necessario, delle differenze che incidono sulla paragonabilità dei prezzi, laddove è stato possibile stabilire in modo attendibile l'esistenza di un nesso diretto tra questi ultimi e le vendite in parola. In particolare la Commissione ha tenuto conto delle differenze di purezza e di tenore del rame, elementi riguardo ai quali gli esportatori bulgaro e sovietico hanno fornito dati sufficienti. Un caso analogo si è presentato per le differenze nelle condizioni di credito, trasporto e assicurazione.
(14) Il valore normale e i prezzi all'esportazione sono stati raffrontati allo stesso stadio commerciale, ovvero franco fabbrica.
F. Margini
(15) Dall'esame dei fatti sopra illustrati emerge l'esistenza di pratiche di dumping sulle importazioni di solfato di rame originario della Bulgaria e dell'Unione Sovietica. I margini di dumping sono stati calcolati facendo la differenza tra il valore normale stabilito e il prezzo all'esportazione nella Comunità, espresso in percentuale del valore totale cif franco frontiera comunitaria per ciascuno di questi esportatori. Ne emergono i seguenti margini di dumping:
- Bulgaria: 81 %
- Unione Sovietica: 79 %.
G. Pregiudizio
a) Volume e prezzi delle importazioni
(16) Per quanto riguarda il pregiudizio arrecato dalle importazioni oggetto di dumping, dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta che nel periodo 1o luglio 1987 - 30 giugno 1988 le importazioni di solfato di rame dalla Bulgaria e dall'Unione Sovietica nella Comunità sono aumentate del 229 % rispetto all'anno precedente, il che porta la loro quota di mercato al 14,30 % durante il periodo di riferimento. Questa evoluzione è avvenuta nonostante gli impegni assunti dagli esportatori bulgaro e sovietico che la Commissione aveva accettato e poi revocato con il regolamento (CEE) n. 2386/88.
(17) Per quanto riguarda i prezzi, le importazioni tanto dalla Bulgaria, quanto dall'Unione Sovietica sono state effettuate a prezzi inferiori a quelli praticati dai produttori comunitari. Durante il periodo di riferimento i prezzi applicati dai due esportatori interessati hanno talora raggiunto un livello inferiore alla quotazione del rame fissato dalla LME (London Metal Exchange), mentre il prezzo del rame, principale materia di base, rappresenta il 70 % circa del costo di produzione del solfato.
b) Impatto sull'industria comunitaria
(18) Dal 1o gennaio 1988 al 30 giugno 1988 le vendite dell'industria comunitaria sono diminuite nell'ordine del 10 % rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente e la loro quota di mercato è calata del 15,50 % circa. Questa situazione si è concretata nel persistere di un insufficiente utilizzo del potenziale, stagnante su un valore del 64 %. Inoltre l'industria comunitaria non è stata in grado di ripercuotere sui prezzi del solfato l'aumento dei costi del rame nonché tutti gli altri costi di produzione totale di questo prodotto, che sono andati notevolmente aumentando, con una crescita media, nel periodo 1o gennaio 1988 - 30 giugno 1988, del 52 % rispetto allo stesso periodo del 1987. I prezzi sono crollati ad un livello che non ha permesso all'industria comunitaria di coprire i costi di produzione. Di conseguenza la situazione finanziaria si è deteriorata e gli investimenti ne hanno patito. Durante il periodo di riferimento due produttori comunitari hanno cessato l'attività, in parte a seguito delle importazioni in dumping. Queste chiusure hanno determinato perdite occupazionali nel settore in parola.
c) Causalità
(19) Le difficoltà dell'industria comunitaria hanno coinciso con l'aumento delle importazioni dai paesi interessati e con i bassi prezzi di dette importazioni sul mercato comunitario.
(20) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio sia stato causato da altri elementi, quali una contrazione delle vendite dei ricorrenti nei paesi terzi, un calo della domanda comunitaria oppure un incremento delle importazioni originarie dei paesi diversi da quelli oggetto della presente procedura. Dopo un'analisi particolareggiata, è emerso che questi fattori non hanno inciso sul pregiudizio causato alla produzione comunitaria di solfato di rame, in quanto le esportazioni e la domanda comunitarie si sono mantenute allo stesso livello e non si è riscontrato alcun aumento delle importazioni originarie di paesi diversi da quelli di cui alla presente procedura.
(21) L'esportatore bulgaro ha asserito che le sue esportazioni non hanno causato pregiudizio all'industria comunitaria, avendo come destinazione finale l'Africa e il Nordamerica. Non è stato possibile accogliere questa argomentazione, a sostegno della quale l'esportatore bulgaro ha presentato attestati degli importatori belgi e britannici. Secondo le statistiche ufficiali comunitarie e le informazioni ottenute dalla Commissione, nel periodo dell'inchiesta la Bulgaria ha infatti esportato il 77 % circa delle sue esportazioni di solfato di rame verso altri Stati membri, segnatamente la Germania, la Francia, l'Irlanda, l'Italia, i Paesi Bassi e il Portogallo, per i quali non è stato fornito il minimo elemento comprovante la riesportazione.
d) Conclusione
(22) Da quanto precede emerge che, nonostante le misure in vigore, il volume delle importazioni in dumping a partire dai due paesi considerati e i prezzi ai quali sono state effettuate, considerati isolatamente, hanno causato un grave pregiudizio alla produzione comunitaria interessata.
H. Interesse della Comunità
(23) Viste le gravi difficoltà in cui versa l'industria comunitaria e l'andamento delle importazioni dai paesi interessati, nonché in particolare la cessazione dell'attività da parte di due produttori comunitari durante il periodo di riferimento, vi è motivo di temere che la mancanza di una tutela efficace contro le pratiche di dumping in parola si concreti nell'ulteriore erosione della posizione dell'industria comunitaria e ne comprometta la vitalità a lungo termine. Pertanto la Commissione ha concluso che gli interessi della Comunità esigono l'istituzione di misure antidumping definitive nei confronti delle importazioni di solfato di rame originarie della Bulgaria e dell'Unione Sovietica.
I. Dazio definitivo
a) Aliquota del dazio
(24) Per determinare l'aliquota del dazio la Commissione ha tenuto conto dei margini di dumping e dell'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio. A tal fine essa ha determinato i costi di produzione medi ponderati dei produttori comunitari, maggiorati di un ragionevole margine di profitto.
È stato preso in considerazione un margine di profitto del 5 % sui costi di produzione. Nel corso della presente indagine e delle indagini precedenti questa percentuale è sembrata necessaria a far sì che un produttore di solfato di rame possa continuare a far funzionare una fabbrica in condizioni tecniche moderne ragionevoli.
I costi di produzione, maggiorati del suddetto margine di profitto, sono stati paragonati ai prezzi all'esportazione franco frontiera comunitaria, maggiorati dei dazi doganali e di un margine per l'importatore. La differenza è stata considerata come il livello di pregiudizio da eliminare.
Dato che, nei casi delle due esportazioni interessate, il livello del pregiudizio era inferiore ai margini di dumping stabiliti, l'importo dei dazi definitivi antidumping da istituire deve corrispondere all'importo necessario per eliminare il pregidizio.
b) Forma
(25) Onde garantire l'efficacia delle misure di difesa e snellire le operazioni di sdoganamento, la Commissione ha ritenuto che il dazio definitivo dovesse assumere la forma di un dazio ad valorem.
J. Riscossione del dazio provvisorio
(26) Vista l'entità dei margini di dumping rilevati e la gravità del pregiudizio causato all'industria comunitaria, il Consiglio ritiene necessario che gli importi versati a titolo del dazio antidumping provvisorio siano riscossi interamente o a concorrenza dell'importo massimo del dazio definitivo istituito, se quest'ultimo è inferiore al dazio provvisorio, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di solfato di rame del codice NC 2833 25 00, originario della Bulgaria e dell'Unione Sovietica.
2. Le aliquote del dazio sono pari alle percentuali seguenti dei prezzi franco frontiera comunitaria per i paesi qui di seguito elencati:
- Bulgaria 58 %
- Unione Sovietica 56 %.
3. Sono di applicazione le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Gli importi versati a titolo del dazio antidumping provvisorio a norma del regolamento (CEE) n. 2386/88 vengono riscossi definitivamente a concorrenza dell'aliquota del dazio definitivo quando quest'ultima è inferiore a quella del dazio antidumping provvisorio, oppure a concorrenza di quella del dazio provvisorio negli altri casi.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 23 gennaio 1989.

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