Document ID: 31987L0217

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DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
del 19 marzo 1987
concernente la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento dell'ambiente causato dall'amianto
(87/217/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare gli articoli 100 e 235,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che i successivi programmi di azione delle Comunità europee in materia ambientale (4) mettono in evidenza la necessità di prevenire e ridurre l'inquinamento dell'ambiente; che in questo contesto l'amianto è stato posto tra le sostanze inquinanti di prima categoria, che occorre esaminare per la loro tossicità e per i loro effetti potenzialmente gravi sulla salute umana e sull'ambiente;
considerando che la direttiva 83/478/CEE (5) ha inserito nella direttiva 76/769/CEE (6), modificata da ultimo dalla direttiva 85/467/CEE (7), disposizioni che limitano l'immissione sul mercato e l'uso della crocidolite (amianto blu) e dei prodotti contenenti fibre di cocidolite ed ha fissato disposizioni particolari relative all'etichettatura dei prodotti contenenti amianto;
considerando che la direttiva 83/477/CEE (8) ha stabilito disposizioni sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con una esposizione all'amianto durante il lavoro;
considerando che la direttiva 84/360/CEE (9) ha stabilito disposizioni relative alla lotta contro l'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali;
considerando che è necessario che gli Stati membri prendano le misure necessarie per ridurre il più possibile alla sorgente e eliminare le emissioni di amianto nell'atmosfera, gli effluenti liquidi di amianto e i rifiuti solidi di amianto;
considerando che è opportuno lasciare un sufficiente periodo di tempo per l'applicazione di queste misure agli impianti esistenti;
considerando che gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità, nel rispetto delle disposizioni del trattato, di stabilire disposizioni più severe per proteggere la salute e l'ambiente;
considerando che le differenze tra le disposizioni vigenti o in fase di modifica negli Stati membri per quanto riguarda la lotta contro l'inquinamento proveniente da impianti industriali possono creare condizioni di concorrenza disuguali e avere pertanto una incidenza diretta sul funzionamento del mercato comune; che occorre pertanto procedere in questo settore al ravvicinamento delle legislazioni in virtù dell'articolo 100 del trattato;
considerando che la riduzione dell'inquinamento causato dall'amianto costituisce un'azione volta a realizzare uno degli obiettivi della Comunità nel settore della protezione e del miglioramento dell'ambiente, ma che i poteri specifici richiesti in materia non sono espressamente previsti dal trattato; che è pertanto necessario ricorrere anche all'articolo 235 del trattato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
1. La presente direttiva mira a stabilire misure ed a completare le disposizioni già in vigore al fine di ridurre e prevenire l'inquinamento causato dall'amianto nell'interesse della tutela della salute umana e dell'ambiente.
2. La presente direttiva si applica fatte salve le disposizioni stabilite dalla direttiva 83/477/CEE.
Articolo 2
Ai sensi della presente direttiva, si intendono per:
1) amianto: i seguenti silicati fibrosi:
- crocidolite (amianto blu),
- actinolite,
- antofillite,
- crisotilo (amianto di serpentino),
- grunerite di amianto (amosite),
- tremolite;
2) amianto grezzo: il prodotto risultante dalla prima frantumazione del minerale d'amianto;
3) utilizzazione dell'amianto:
le attività che comportano la lavorazione annua di quantitativi superiori a 100 kg di amianto grezzo e che riguardano:
a) la produzione di amianto grezzo a partire dal minerale di amianto, escluso ogni processo direttamente associato con l'estrazione del minerale, e/o
b) la fabbricazione e la lavorazione industriale dei prodotti seguenti contenenti amianto grezzo: l'amianto-cemento o i prodotti a base di amianto-cemento, i prodotti per frizioni a base di amianto, i filtri di amianto e i tessuti di amianto, la carta e i cartoni di amianto, i giunti di amianto, i materiali da imballaggio e da rinforzo a base di amianto, i materiali di copertura per pavimenti a base di amianto, i materiali di riempimento a base di amianto;
4) lavorazione dei prodotti contenenti amianto:
le attività che non comportano l'utilizzazione dell'amianto e che possono immettere nell'ambiente polveri contenenti amianto;
5) rifiuti:
qualsiasi sostanza o qualsiasi oggetto, quali definiti all'articolo 1 della direttiva 75/442/CEE (1).
Articolo 3
1. Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché le emissioni di amianto nell'atmosfera, gli effluenti liquidi di amianto e i rifiuti solidi di amianto siano, per quanto ragionevolmente fattibile, ridotti alla sorgente e evitati. Nel caso dell'utilizzazione dell'amianto, tali misure dovrebbero fondarsi sull'impiego della migliore tecnologia disponibile non comportante costi eccessivi, inclusi se del caso il riciclo o il trattamento.
2. Nel caso degli stabilimenti esistenti si applica la disposizione del paragrafo 1 che impone di avvalersi della migliore tecnologia disponibile non comportante costi eccessivi per ridurre ed eliminare le emissioni di amianto nell'atmosfera tenendo conto degli elementi dell'articolo 13 della direttiva 84/360/CEE.
Articolo 4
1. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 3 gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché durante l'utilizzazione dell'amianto la concentrazione di amianto negli scarichi emessi nell'atmosfera attraverso i condotti di scarico non superi il valore limite di 0,1 mg/m3 (milligrammi di amianto per m3 di aria emessa).
2. Gli Stati membri possono esonerare dall'obbligo di cui al paragrafo 1 gli impianti che emettono complessivamente un quantitativo di scarichi gassosi inferiore a 5 000 m3/ora, qualora gli scarichi di amianto nell'atmosfera non siano superiori a 0,5 g all'ora in qualsiasi momento in condizioni normali di funzionamento dell'impianto.
Quando si applica tale esonero, le competenti autorità degli Stati membri prendono le misure idonee per far sì che non vengano superati i valori di cui al primo comma.
Articolo 5
Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché:
a) tutti gli effluenti liquidi provenienti della fabbricazione di amianto-cemento siano riciclati. Qualora tale riciclo non sia economicamente realizzabile, gli Stati membri prendono le misure necessarie per far sì che l'eliminazione di rifiuti liquidi contenenti amianto non provochi inquinamento dell'ambiente idrico e di altri settori, in particolare l'atmosfera.
A tal fine:
- si applica il valore limite di 30 g di materia totale in sospensione per m3 di effluente liquido scaricato;
- per ciascun impianto in questione, le competenti autorità degli Stati membri fissano il volume di scarichi nell'acqua o il quantitativo totale di materia in sospensione scaricata per tonnellata di prodotto, tenendo presente la situazione specifica dell'impianto.
Questi limiti si applicano al punto in cui le acque residue escono dallo stabilimento industriale;
b) nella produzione di carta o cartone di amianto sia realizzato il riciclo integrale degli effluenti liquidi.
Tuttavia lo scarico degli effluenti liquidi contenenti non più di 30 g di materia in sospensione per m3 d'acqua può essere autorizzato durante le normali operazioni di pulizia o manutenzione dello stabilimento.
Articolo 6
1. Gli Stati membri prendono le disposizioni necessarie affinché siano misurati a intervalli regolari le emissioni nell'atmosfera e gli scarichi di effluenti liquidi provenienti da impianti a cui si applicano i valori limite di cui agli articoli 4 e 5.
2. Per il controllo del rispetto dei valori limite di cui agli articoli 4 e 5, le procedure e i metodi di prelievo e di analisi utilizzati saranno conformi a quelli descritti nell'allegato o a qualsiasi altra procedura e metodo che fornisca risultati equivalenti.
3. Gli Stati membri notificano alla Commissione le procedure ed i metodi da essi applicati insieme alle informazioni necessarie per valutare la pertinenza di tali procedure e metodi. Sulla scorta di tali informazioni, la Commissione verifica l'equivalenza delle diverse procedure e dei diversi metodi e ne riferisce al Consiglio cinque anni dopo la notifica della presente direttiva.
Articolo 7
Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché:
- le attività connesse alla lavorazione dei prodotti contenenti amianto non causino un rilevante inquinamento dell'ambiente dovuto a fibre o polvere di amianto;
- le attività di demolizione di edifici, strutture e attrezzature conenenti amianto, nonché la rimozione da essi di amianto o di materiali contenenti amianto, le quali comportano la dispersione di fibre o polvere di
amianto, non provochino un rilevante inquinamento dell'ambiente; a tal fine devono garantire che il piano di lavoro previsto all'articolo 12 della direttiva 83/477/CEE preveda l'applicazione di tutte le misure di prevenzione necessarie a tal fine.
Articolo 8
Fatta salva la direttiva 78/319/CEE (1), modificata da ultimo dall'atto di adesione del 1985, gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché:
- nel corso del trasporto e del deposito di rifiuti contenenti fibre o polveri di amianto, sia evitata la dispersione di tali fibre o polveri nell'atmosfera, nonché perdite liquide che possono contenere fibre di amianto;
- quando sono scaricati rifiuti contenenti fibre o polveri di amianto in discariche autorizzate a tal fine, detti rifiuti siano adeguatamente trattati, imballati o ricoperti, tenendo conto delle condizioni locali, per evitare la dispersione nell'ambiente di particelle di amianto.
Articolo 9
Ai fini della tutela della salute e dell'ambiente, uno Stato membro può stabilire disposizioni più severe di quelle previste dalla presente direttiva, attenendosi alle condizioni fissate dal trattato.
Articolo 10
La procedura di cui agli articoli 11 e 12 è fissata per adeguare l'allegato al progresso tecnico ed essa è applicata ad ogni modifica dei metodi di prelievo e di analisi previsti nell'allegato. Tale adeguamento non deve tradursi in alcuna modifica diretta o indiretta dei valori limite di cui agli articoli 4 e 5.
Articolo 11
È istituito un comitato per l'adeguamento della presente direttiva al progresso scientifico e tecnico, in appresso denominato « comitato », composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.
Il comitato stabilisce il proprio regolamento interno.
Articolo 12
1. Qualora si ricorra alla procedura definita nel presente articolo, il comitato viene investito dalla questione dal proprio presidente, sia su iniziativa di quest'ultimo, sia a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
2. Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle misure da prendere. Il comitato formula il proprio parere in merito a tale progetto entro un termine che il presidente può stabilire in relazione all'urgenza del problema. Il comitato si pronuncia a maggioranza di 54 voti; ai voti degli Stati membri è attribuita la ponderazione di cui all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato. Il presidente non partecipa al voto.
3. a) La Commissione adotta le misure progettate quando esse sono conformi al parere del comitato.
b) Quando le misure progettate non sono conformi al parere formulato dal comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone immediatamente al Consiglio una proposta relativa alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se alla scadenza del termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui è stato adito, il Consiglio non ha adottato misure, la Commissione adotta le misure proposte e le mette immediatamente in applicazione.
Articolo 13
1. La Commissione procede periodicamente ad una valutazione comparata dell'applicazione della presente direttiva da parte degli Stati membri. Gli Stati membri forniscono alla Commissione tutte le informazioni a tal fine necessarie. Il carattere di riservatezza delle informazioni fornite deve essere rispettato.
2. Ove necessario, alla luce dell'evoluzione delle conoscenze in campo medico e del progresso tecnologico, la Commissione sottopone nuove proposte volte a prevenire e ridurre l'inquinamento causato dall'amianto, ai fini della tutela della salute umana e dell'ambiente.
Articolo 14
1. Fatto salvo il paragrafo 2, gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 1988. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
2. Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie per conformarsi agli articoli 4 e 5 della presente direttiva al più presto e comunque non oltre il 30 giugno 1991 per gli impianti costruiti o autorizzati prima della data stabilita al paragrafo 1.
3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
Articolo 15
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 19 marzo 1987.

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