Document ID: 31980R0458

REGOLAMENTO (CEE) N. 458/80 DEL CONSIGLIO del 18 febbraio 1980 relativo alla ristrutturazione dei vigneti nel quadro di operazioni collettive
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che l'unica possibilità di eliminare progressivamente gli squilibri sul mercato vitivinicolo va ricercata in un complesso di misure coerenti;
considerando che, data la situazione strutturale dei vigneti di vini da tavola e di v.q.p.r.d., occorre, ai fini di un progressivo ripristino dell'equilibrio sul mercato vitivinicolo, migliorare le strutture di base di tali vigneti onde razionalizzare il lavoro nelle aziende viticole ed elevare i redditi agricoli;
considerando che occorre riservare le misure di ristrutturazione dei vigneti produttori di vini da tavola alle zone di consolidata vocazione viticola naturale che non sono interessate da talune azioni previste dalla regolamentazione comunitaria;
considerando che una ristrutturazione del vigneto può essere efficace soltanto se le relative operazioni riguardano una superficie sufficientemente estesa e sono realizzate su base collettiva;
considerando che le operazioni di ristrutturazione possono comportare, a seconda dei casi, oltre alla sostituzione delle viti, operazioni di riassetto stradale o di carattere idraulico od altre operazioni tecniche necessarie per il miglioramento delle strutture di base del vigneto in questione;
considerando che, in taluni casi, l'azione di ristrutturazione viticola esige un'azione preliminare di ricomposizione il cui costò supera sovente le possibilità dei viticoltori ; che è pertanto necessario prevedere che gli Stati membri possano concedere aiuti nazionali destinati alla realizzazione della ricomposizione del vigneto sia per i v.q.p.r.d. che per i vini da tavola;
considerando che, per beneficiare del finanziamento comunitario, i progetti devono inoltre, fra l'altro, contribuire ad un miglioramento duraturo delle condizioni di lavoro nelle aziende agricole, garantire la produzione di vini di buona qualità e presentare una giustificazione economica sufficiente;
considerando che, per armonizzare le azioni della Comunità e quelle degli Stati membri interessati, è necessario che i progetti che possono essere finanziati dal Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia, in appresso denominato «Fondo», abbiano ottenuto l'approvazione dello Stato membro interessato e che quest'ultimo partecipi al finanziamento;
considerando che, per garantire l'osservanza da parte dei beneficiari delle condizioni stabilite per la concessione del contributo del Fondo, occorre prevedere una procedura di controllo efficace, nonché la possibilità di sospendere, ridurre ovvero sopprimere il contributo;
considerando che la concessione di un premio forfettario per ettaro ristrutturato rende più agevole l'attuazione della misura sul piano amministrativo;
considerando che la misura prevista riveste interesse comunitario e mira a conseguire gli obiettivi enunciati all'articolo 39, paragrafo 1, lettera a), del trattato ; che essa costituisce pertanto un'azione comune ai sensi dell'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio, del 21 aprile 1970, relativo al finanziamento della politica agricola comune (4), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 929/79 (5);
considerando che un intervento del Fondo sotto forma di un rimborso pari al 30 % dell'importo del (1)GU n. C 232 del 30.9.1978, pag. 7. (2)GU n. C 6 dell'8.1.1979, pag. 66. (3)GU n. C 171 del 9.7.1979, pag. 16. (4)GU n. L 94 del 28.4.1970, pag. 13. (5)GU n. L 117 del 12.5.1979, pag. 4. premio forfettario concesso dagli Stati membri rappresenta una partecipazione adeguata della Comunità;
considerando che per l'approvazione dei progetti occorre prevedere una procedura che garantisca una stretta cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione nell'ambito del comitato permanente per le strutture agrarie istituito dall'articolo 1 della decisione del Consiglio del 4 dicembre 1962, relativa al coordinamento delle politiche di struttura agricola (1) ; che occorre inoltre prevedere la consultazione del comitato del Fondo di cui all'articolo 11 del regolamento (CEE) n. 729/70;
considerando che è opportuno precisare gli aiuti che possono essere concessi a favore del vigneto destinato alla produzione di vini da tavola;
considerando che la direttiva 78/627/CEE del Consiglio, del 19 giugno 1978, relativa al programma di accelerazione della ristrutturazione e di riconversione della viticoltura in alcune regioni mediterranee della Francia (2), è già in vigore in tali regioni che si trovano in una situazione sfavorevole per quanto riguarda i redditi agricoli e l'occupazione ; che, per garantire un'applicazione uniforme di certe disposizioni fondamentali relative alle varie azioni di ristrutturazione, è indispensabile allineare certe disposizioni della direttiva su quelle del presente regolamento ; che tale allineamento richiede l'entrata in vigore del presente regolamento nelle regioni interessate a partire dal 1º marzo 1980,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. Onde migliorare le strutture di base dei vigneti e razionalizzare il lavoro nelle aziende viticole, creando al tempo stesso le premesse per un miglioramento qualitativo dei vini, è istituita un'azione comune ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 729/70.
2. L'azione comune è attuata nei territori dei vigneti che producono vini da tavola e dei vigneti atti alla produzione di v.q.p.r.d., ad eccezione: - delle superfici classificate nella categoria 3 quale è definita agli articoli 29 e 29 bis del regolamento (CEE) n. 337/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (3), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 454/80 (4);
- dei vigneti nella regione Languedoc-Roussillon e nei dipartimenti Ardèche, Bouches-du-Rhône, Var e Vaucluse per la durata dell'azione prevista dalla direttiva 78/627/CEE del Consiglio, del 19 giugno 1978, relativa al programma di accelerazione della ristrutturazione e di riconversione della viticoltura in alcune regioni mediterranee della Francia (5);
- dei vigneti nella regione delle Charantes destinati alla produzione di vino atto a produrre talune acqueviti a denominazione di origine.
3. La Commissione può, in conformità del disposto dei titoli II e III, concedere un contributo all'azione comune rimborsando per il tramite del Fondo, sezione «orientamento», le spese effettuate dagli Stati membri per progetti di operazioni collettive di ristrutturazione.
TITOLO I Progetti di operazioni collettive di ristrutturazione
Articolo 2
1. Ai sensi del presente regolamento si intende per progetto di operazioni collettive di ristrutturazione del vigneto qualsiasi progetto di reimpianto di viti realizzato da imprenditori agricoli nell'ambito di un contratto vincolante stipulato tra loro.
Tuttavia, il progetto può comprendere anche nuovi impianti qualora essi risultino tecnicamente indispensabili per rendere più efficaci le misure di ristrutturazione e siano conformi alle disposizioni degli articoli 30, 30 ter, 30 quater e 30 sexies del regolamento (CEE) n. 337/79.
Tali nuovi impianti non possono superare: - il 10 % della superficie ristrutturata destinata alla produzione di v.q.p.r.d.;
- il 10 % della superficie ristrutturata destinata alla produzione di vini da tavola.
2. I contratti stipulati tra gli imprenditori agricoli di cui al paragrafo 1 vertono sulle condizioni (1)GU n. 136 del 17.12.1962, pag. 2892/62. (2)GU n. L 206 del 29.7.1978, pag. 1. (3)GU n. L 54 del 5.3.1979, pag. 1. (4)Vedi pag. 7 della presente Gazzetta ufficiale. (5)GU n. L 206 del 29.7.1979, pag. 1. d'impianto del vigneto e di esecuzione dei lavori connessi, in modo da garantire in particolare una razionalizzazione del lavoro e dell'impiego dei macchinari.
3. Un progetto di operazioni collettive di ristrutturazione deve interessare a) per i v.q.p.r.d., una superficie vitata minima ristrutturata che garantisca il conseguimento degli obiettivi enunciati all'articolo 3,
b) per i vini da tavola, una superficie vitata ristrutturata non inferiore a 100 ha costituita da vigneti non frazionati di almeno, in linea di massima, 2 ha.
Tuttavia, se le condizioni naturali di produzione inerenti al progetto non consentono la costituzione di territori aventi una superficie minima di 2 ha, la parte della superficie viticola che non risponde ai criteri stabiliti al paragrafo 1 non può superare il 10 % della superficie viticola prevista dal progetto.
4. Ai sensi del presente regolamento, si intende per nuovo impianto o reimpianto ogni impianto di viti realizzato in conformità della corrispondente definizione di cui all'allegato IV bis del regolamento (CEE) n. 337/79.
5. Le disposizioni del presente articolo in materia di impianti di viti si applicano anche alle operazioni di ristrutturazione effettuate nel contesto della direttiva 78/627/CEE.
Articolo 3
I progetti di operazioni collettive di ristrutturazione devono: a) contribuire ad un miglioramento duraturo delle condizioni di lavoro nelle aziende agricole interessate e di conseguenza ad un aumento del reddito da lavoro,
b) garantire il miglioramento qualitativo dei vini prodotti,
c) offrire sufficienti garanzie di efficacia economica.
Articolo 4
I progetti di operazioni collettive di ristrutturazione devono comportare: a) le diverse misure di ristrutturazione previste,
b) il costo previsto delle operazioni di ristrutturazione,
c) la fissazione dell'importo degli aiuti alla ristrutturazione previsti,
d) le disposizioni obbligatorie relative all'orientamento e alla distanza d'impianto nonché al modo di conduzione del vigneto, salve restando le disposizioni del regolamento (CEE) n. 338/79,
e) l'indicazione delle varietà di viti da utilizzare.
Articolo 5
1. L'aiuto alla ristrutturazione dei vigneti è concesso sotto forma di un premio per ettaro di vigneto ristrutturato.
2. Lo Stato membro fissa l'importo del premio tra 2 418 e 3 022 ECU per ettaro ristrutturato, in funzione della situazione strutturale attuale e del costo delle operazioni relative alla ristrutturazione del vigneto.
Tuttavia, per tener conto di situazioni particolari, gli Stati membri possono superare il limite massimo di cui al primo comma.
Per i nuovi impianti, l'importo eleggibile non può superare 2 418 ECU per ettaro ristrutturato.
TITOLO II Procedura d'esame dei progetti
Articolo 6
1. I progetti devono essere presentati dallo Stato membro interessato.
2. Per poter beneficiare del contributo del Fondo, i progetti devono aver ottenuto il parere favorevole dello Stato membro nel cui territorio verranno eseguiti.
3. I progetti devono essere corredati degli elementi che consentano di stabilire che soddisfano le condizioni di cui al titolo I.
4. I dati che devono essere contenuti nei progetti e la forma della loro presentazione sono stabiliti secondo la procedura prevista dall'articolo 12, previa consultazione del comitato del Fondo sugli aspetti finanziari.
Articolo 7
1. La Commissione approva i progetti secondo la procedura prevista dall'articolo 12, previa consultazione del comitato del Fondo sugli aspetti finanziari.
2. La decisione della Commissione viene notificata allo Stato membro interessato e al beneficiario.
TITOLO III Disposizioni finanziarie e generali
Articolo 8
1. Ad eccezione del supplemento di premio accordato in applicazione dell'articolo 5, paragrafo 2, secondo comma, sono imputabili al Fondo, sezione orientamento, le spese effettuate dagli Stati membri nell'ambito dell'azione prevista dal presente regolamento per i progetti approvati in conformità dell'articolo 7, entro il limite massimo di 223 800 ha di superfici vitate ristrutturate.
2. Il Fondo, sezione orientamento, rimborsa agli Stati membri il 30 % delle spese imputabili.
Articolo 9
1. La durata prevista per la realizzazione dell'azione comune è di sette campagne viticole a decorrere dall'entrata in applicazione del presente regolamento.
2. Il costo previsto dell'azione comune a carico del Fondo ammonta, per il periodo di cui al paragrafo 1, a 175,7 milioni di unità di conto europee.
3. L'articolo 6, paragrafo 5, del regolamento (CEE) n. 729/70 si applica al presente regolamento.
Articolo 10
1. Le domande di rimborso riguardano le spese effettuate dagli Stati membri nel corso di un anno civile e devono essere presentate alla Commissione anteriormente al 1º luglio dell'anno successivo.
2. Il contributo del Fondo, sezione orientamento, viene deciso in conformità dell'articolo 7, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 729/70.
3. Il Fondo può concedere anticipi in funzione delle modalità di finanziamento adottate dallo Stato membro interessato, nonché dello stato di avanzamento dei lavori previsti dai progetti.
4. Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite secondo la procedura prevista dall'articolo 13 del regolamento (CEE) n. 729/70.
Articolo 11
1. Fatto salvo il disposto dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 729/70, gli Stati membri adottano, conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative nazionali, le misure necessarie al recupero delle somme pagate, qualora gli impegni di cui all'articolo 3 non siano rispettati.
Essi comunicano alla Commissione le misure applicate e, in particolare, la tengono periodicamente informata dello stato di avanzamento delle relative procedure amministrative e giudiziarie.
2. Le somme recuperate sono versate agli organismi o ai servizi pagatori, i quali le detraggono, proporzionalmente al finanziamento comunitario, dal computo delle spese finanziate dal Fondo.
3. Le conseguenze finanziarie derivanti dall'impossibilità di recuperare le somme pagate sono sostenute dalla Comunità proporzionalmente al finanziamento comunitario.
4. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura prevista dall'articolo 13 del regolamento (CEE) n. 729/70.
Articolo 12
1. Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nel presente articolo, il comitato permanente per le strutture agrarie è chiamato a pronunciarsi dal suo presidente sia su iniziativa di quest'ultimo sia a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
2. Il rappresentante della Commissione presenta un progetto delle misure da adottare. Il comitato permanente per le strutture agrarie formula un parere in merito a tali misure nel termine che il presidente può stabilire in relazione all'urgenza dei problemi in esame. Il comitato si pronuncia a maggioranza di 41 voti ; ai voti degli Stati membri è attribuita la ponderazione di cui all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato. Il presidente non partecipa alla votazione.
3. La Commissione adotta le misure che sono di immediata applicazione. Tuttavia, qualora tali misure non siano conformi al parere del comitato permanente per le strutture agrarie, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio ; in tal caso, essa può differire l'applicazione delle misure da essa decise di un mese al massimo a decorrere dalla comunicazione.
Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, può adottare una decisione diversa entro il termine di un mese.
Articolo 13
1. Sono vietati gli aiuti a favore dei vigneti destinati alla produzione di vini da tavola, fatta eccezione per gli aiuti concessi in applicazione: - dell'articolo 8 della direttiva 72/159/CEE del Consiglio, del 17 aprile 1972, relativa all'ammodernamento delle aziende agricole (1), modificata da ultimo dalla direttiva 78/1017/CEE (2);
- dell'articolo 12 della direttiva 75/268/CEE del Consiglio, del 28 aprile 1975, sull'agricoltura di montagna e di talune zone svantaggiate (3), modificata dalla direttiva 76/401/CEE (4), limitatamente alle azioni di reimpianto;
- del presente regolamento e della direttiva 78/627/CEE, per l'attuazione di azioni di ristrutturazione nel quadro di operazioni collettive, entro il limite degli importi di aiuti eleggibili previsti.
2. Tuttavia il presente regolamento non osta alla concessione di aiuti previsti dalle regolamentazioni nazionali e destinati alla realizzazione di operazioni di ricomposizione del vigneto.
Articolo 14
Il presente regolamento entra in vigore il 1º marzo 1980.
Esso si applica a decorrere dal 1º settembre 1980, ad eccezione dell'articolo 2, paragrafo 5, che è applicabile dal 1º marzo 1980.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 18 febbraio 1980.

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