Document ID: 31987R4021

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REGOLAMENTO (CEE) N. 4021/87 DELLA COMMISSIONE
del 23 dicembre 1987
che istituisce un regime di autorizzazioni applicabili alle importazioni in Francia di alcuni tipi di scarpe di tela o di sparto, nonché di pantofole ed altre calzature da camera
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 1766/82 del Consiglio, del 30 giugno 1982, relativo al regime comune applicabile alle importazioni dalla Repubblica popolare cinese (1), in particolare l'articolo 11,
visto il regolamento (CEE) n. 3420/83 del Consiglio, del 14 novembre 1983, relativo ai regimi d'importazione dei prodotti originari dei paesi a commercio di Stato non liberalizzati a livello comunitario (2), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2273/87 (3), in particolare l'articolo 9, paragrafi 3 e 4,
previa consultazione in seno ai comitati consultivi istituiti dai regolamenti suddetti,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Con regolamento (CEE) n. 3667/84 della Commissione (4), modificato (5), la Commissione ha istituito un regime di autorizzazioni all'importazione, in Francia, di alcuni tipi di scarpe di tela o di sparto e di pantofole ed altre calzature da camera originarie della Cina. La Commissione ha in tal modo tenuto conto dei provvedimenti presi dalle autorità del principale paese esportatore, la Repubblica popolare cinese, a norma dei quali l'esportazione in Francia dei prodotti in questione è subordinata ad un certificato di esportazione in modo da rispettare determinati limiti quantitativi fissati per il 1985, il 1986 e il 1987.
(2) Il 16 luglio 1987 le autorità francesi hanno fatto presente alla Commissione che, con la scadenza dei provvedimenti in questione, fissata per il 31 dicembre 1987, i produttori francesi possono nuovamente subire un pregiudizio notevole.
(3) La domanda francese era corredata di elementi di prova relativi all'andamento delle importazioni ed alle condizioni nelle quali queste ultime vengono effettuate, in particolare per quanto riguarda i prezzi. Venivano inoltre forniti dati in merito all'incidenza di tali importazioni sull'industria produttrice di pantofole e di scarpe di tela o di sparto.
(4) Avendo deciso, previa consultazione, che esistevano elementi di prova sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta, la Commissione, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (6), ha annunciato l'apertura di una procedura comunitaria di inchiesta relativa alle importazioni in Francia dei prodotti in questione originari della Cina ed ha avviato l'inchiesta.
(5) La Commissione ha ufficialmente informato gli importatori notoriamente interessati ed ha offerto a tutte le parti interessate la possibilità di comunicare per iscritto le loro osservazioni e di chiedere un'audizione.
Osservazioni sono state presentate dalla Federazione nazionale dell'industria delle calzature a nome dei produttori francesi.
(6) Alla Cina è stata offerta la possibilità di comunicare le proprie osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione. Le informazioni non riservate contenute nella relazione sull'inchiesta sono state comunicate alle autorità del principale paese esportatore, vale a dire la Repubblica popolare cinese.
(7) Durante l'inchiesta, la Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni da essa ritenute necessarie e ha effettuato controlli presso le seguenti società:
Produttori francesi:
- Ets Etchandy, Mauléon,
- Aguer & Fils S.A., Mauléon,
- Ets Victor, Bayonne;
Sono stati inoltre consultati i seguenti importatori:
- Atlex, Paris,
- Borsumij Wehy France, Wissous,
- Chauss-Europe, Le Havre,
- Dresco, Saint-Maur (Paris),
- Interco, Saint-Pierre Montlimart,
- Netter & Cie, Paris,
- Rondinaud, Rivières,
- Savignard, Loudun,
- Sogamax, Ales Cédex.
Gli importatori, nonché la loro federazione e associazione nazionali, sono stati intesi. Essi hanno essenzialmente sostenuto che le scarpe di tela o di sparto e le pantofole cinesi non sono concorrenti rispetto a quelle di produzione francese, in quanto la loro qualità non è comparabile.
(8) Il confronto tra i prezzi è stato effettuato per il periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 luglio 1987.
B. Prodotti e industrie interessati
(9) I prodotti oggetto dell'inchiesta sono, da un lato, le pantofole e altre calzature da camera con suola esterna di tessuto, di cui alla voce ex 64.04 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 64.04-10 nonché le pantofole e calzature da camera con tomaia di materie tessili, di cui alla sottovoce ex 64.02 B della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 64.02-60 e, dall'altro, le scarpe di tela o di sparto di tutti i tipi, tanto con suole esterne di materia plastica artificiale (di cui alla sottovoce ex 64.02 B della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 64.02-69), quanto con suole esterne di altre materie (voce ex 64.04 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 64.04-90).
(10) Dall'inchiesta effettuata dalla Commissione risulta che è necessario distinguere le pantofole dalle scarpe di tela, sia sul piano dell'andamento delle importazioni e dei prezzi, che su quello dell'incidenza di dette importazioni sull'industria francese, in quanto i produttori di pantofole e quelli di scarpe di tela costituiscono due industrie diverse.
C. Pantofole
(11) L'inchiesta ha confermato che le pantofole originarie della Cina, tanto quelle di cui alla sottovoce ex 64.02 B della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 64.02-60, quanto quelle di altre voci, hanno generalmente suole di tessuto ricoperte di materia plastica e che le pantofole con suole di gomma o di materia plastica artificiale, prodotte dall'industria francese, sono prodotti simili o direttamente concorrenti. L'incidenza delle importazioni delle pantofole cinesi è stata quindi valutata rispetto alla produzione francese di pantofole con suole di gomma o di materia plastica artificiale, indipendentemente dal fatto che la tomaia sia o meno di materie tessili.
(12) In seguito all'entrata in vigore, nel gennaio 1985, del regime istituito con il regolamento (CEE) n. 3667/84 nei confronti delle pantofole originarie della Cina, il livello delle importazioni originarie della Cina è stato pari a 20,9 milioni di paia nel 1985, a 22,8 milioni di paia nel 1986 e a 15 milioni di paia nel 1987 (7 mesi), vale a dire al livello cui le autorità cinesi avevano deciso di limitare le loro esportazioni. Si riscontra in compenso un accentuato incremento, negli ultimi anni, delle importazioni di pantofole di cui alla voce ex 64.02-60, non soggette a misure di salvaguardia (+195 % dal 1985 al 1986, e uguale tendenza nel 1987).
(13) I prezzi di rivendita delle importazioni suddette in Francia sono stati nettamente inferiori a quelli praticati dai produttori della Comunità, con scarti tra i prezzi compresi in media tra il 30 % e il 70 % a seconda degli articoli.
(14) Per quanto riguarda l'incidenza delle importazioni suddette sui produttori francesi di pantofole, l'inchiesta della Commissione ha messo in evidenza la persistenza di gravi difficoltà economiche.
Dall'inchiesta è emerso che nel periodo in esame il consumo apparente si è mantenuto relativamente stabile, sui 70 milioni di paia dal 1980 in poi. La produzione di pantofole, in diminuzione dal 1980 (51 milioni di paia) si è stabilizzata sui 45 milioni di paia, con un massimo di 48 milioni di paia nel 1986 grazie all'autolimitazione. Quest'ultima ha quindi consentito di limitare al 30 % la quota di mercato francese detenuta dalla Cina, lasciando contemporaneamente ai produttori francesi la possibilità di diversificare la loro produzione e di ampliare il loro campionario, orientandosi verso articoli di qualità media.
(15) Tuttavia, dall'inchiesta risulta che l'industria francese è molto vulnerabile di fronte alla concorrenza cinese. Il mercato delle pantofole di qualità inferiore è essenzialmente detenuto dalle importazioni extracomunitarie, soprattutto cinesi. La tendenza alla diminuzione del numero di occupati (11 000 unità nel 1984, 9 700 nel 1987) e di aziende (67 nel 1983, 60 nel 1986) non ha subito mutamenti. Inoltre, nonostante il regime adottato, i risultati finanziari delle imprese sono rimasti molto mediocri.
Data la percentuale ancora elevata della quota di mercato delle importazioni cinesi (30 %), e visto il basso prezzo delle medesime, la sospensione delle misure di salvaguardia provocherebbe inevitabilmente un nuovo e rilevante incremento delle importazioni, che sarebbe di per sé fonte di notevole preiudizio. D. Scarpe di tela o di sparto
(16) Con l'istituzione, nel gennaio 1985, del regime all'importazione di cui al regolamento (CEE) n. 3667/84, le importazioni dirette dalla Cina avrebbero dovuto essere pari a 3,2 milioni di paia nel 1985, a 3,4 milioni di paia nel 1986 e a 3,6 milioni di paia nel 1987. In realtà, le importazioni effettive hanno superato i limiti fissati dalle autorità cinesi e comunicati alla Commissione. Pertanto, nel 1985, la Commissione ha dovuto modificare i limiti quantitativi fissati per gli anni 1986 e 1987, portandoli rispettivamente a 3,15 milioni di paia e a 3,35 milioni di paia.
Le importazioni originarie della Cina sono state pari a 3,3 milioni di paia nel 1985, a 3,9 milioni di paia nel 1986 e a 4 milioni di paia nel 1987 (7 mesi).
La quota di mercato delle importazioni cinesi, pari al 25 % nel 1984, è ulteriormente aumentata nel 1985 e nel 1986 sino a raggiungere il 43 %.
(17) Dall'inchiesta è emerso che le scarpe di tela o di sparto cinesi e quelle francesi erano in apparenza di qualità identica.
I prezzi di rivendita dei prodotti in oggetto sul mercato francese sono stati inferiori del 60 % circa rispetto a quelli praticati dai produttori francesi. Peraltro il prezzo di vendita cif delle scarpe di tela o di sparto cinesi in Europa è di molto inferiore al costo di produzione, in quanto corrisponde appena al costo della materia prima.
(18) Dall'inchiesta risulta che i produttori francesi di scarpe di tela o di sparto continuano ad accusare difficoltà economiche.
Non si è verificata infatti un'inversione della tendenza alla diminuzione del numero di occupati, che ha continuato a decrescere fino a 750 unità nel 1987, con un calo del 38 % in tre anni; quanto al numero delle aziende, esso è sceso da 16 nel 1983 a 11 nel 1987.
La produzione francese, che era già scesa da 14 milioni di paia nel 1979 a 10 milioni nel 1984, ha continuato a diminuire nel 1985 (9,8 milioni di paia), nel 1986 (9,1 milioni di paia) e nel 1987 (stima: 8,7 milioni di paia).
(19) Si può concludere che attualmente il mercato delle scarpe di tela o di sparto di qualità inferiore è detenuto dalle importazioni extracomunitarie, soprattutto cinesi. Per far fronte alla concorrenza cinese i produttori francesi hanno intrapreso un'ampia ristrutturazione, orientandosi verso prodotti più costosi e incrementando le esportazioni.
(20) Visti i risultati dell'inchiesta e tenuto conto dei prezzi praticati dagli eportatori cinesi e della loro considerevole e crescente capacità produttiva, la sospensione delle misure di salvaguardia provocherebbe un massiccio incremento delle importazioni, che arrecherebbe un grave pregiudizio e comprometterebbe la ristrutturazione avviata.
E. Misure di salvaguardia
(21) Dagli elementi sopra esposti, tanto per le pantofole quanto per le scarpe di tela o di sparto risulta che la sospensione dell'autolimitazione arrecherebbe un sostanziale pregiudizio all'industria francese. Il rinnovo delle misure di salvaguardia per un periodo di tre anni risulta necessario al fine di ostacolare il meno possibile lo sviluppo armonioso del commercio mondiale e consentire alle imprese francesi interessate di portare avanti il processo di ristrutturazione.
(22) Tenuto conto di tale situazione, in conformità dell'articolo 6 dell'accordo commerciale e di cooperazione economica concluso tra la Comunità e la Repubblica popolare cinese (1), principale esportatore, si sono svolte consultazioni tra la Commissione e le autorità cinesi per trovare una soluzione ai problemi creati dalle importazioni in oggetto.
(23) In seguito alle consultazioni e ai sensi del suddetto articolo 6, le autorità cinesi hanno comunicato alla Commissione i provvedimenti presi dal loro governo, a norma dei quali l'esportazione in Francia di pantofole e di scarpe di tela o di sparto è subordinata ad un certificato di esportazione, che viene rilasciato in modo da rispettare i limiti quantitativi sottoindicati per le esportazioni di detti prodotti verso la Francia negli anni 1988, 1989 e 1990.
(in migliaia di paia)
1.2.3.4.5.6.7 // // // // // // // // Designazione delle merci // Numero della tariffa doganale comune // Codice Nimexe // Codice della nomenclatura combinata // 1988 // 1989 // 1990 // // // // // // // // Pantofole ed altre calzature da camera // ex 64.04 // ex 64.04-10 // ex 64.05-10 90 64.05-20 91 ex 64.05-90 90 // 25 000 // 25 900 // 26 700 // // ex 64.02 B // ex 64.02-60 // 64.04-19 10 64.04-20 10 ex 64.05-90 10 // // // // Scarpe di tela o di sparto // ex 64.04 // ex 64.04-90 // ex 64.05-10 90 64.05-20 99 ex 64.05-90 90 // 3 700 // 3 900 // 4 100 // // ex 64.02 B // ex 64.02-69 // 64.04-19 90 ex 64.04-20 90 // // // // // // // // // //
Se del caso, tali limiti quantitativi sono maggiorati mediante riporto di quantità non utilizzate nell'anno precedente, o diminuiti di quantità utilizzate mediante anticipo sui limiti quantitativi dell'anno successivo.
(24) Tenuto conto delle misure prese dal governo cinese, è opportuno, per quanto riguarda le importazioni in Francia di pantofole e di scarpe di tela o di sparto, prevedere le misure necessarie per controllare il corretto funzionamento del sistema di limitazione delle esportazioni adottato dalle autorità della Repubblica popolare cinese.
(25) Poiché dall'inchiesta è emerso che l'aumento delle importazioni originarie della Repubblica popolare cinese riguarda esclusivamente il mercato francese, la salvaguardia degli interessi comunitari non rende necessaria un'azione immediata nei confronti degli Stati membri,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. L'importazione in Francia dei prodotti qui di seguito indicati, originari della Repubblica popolare cinese, è subordinata ad un'autorizzazione all'importazione rilasciata dalla autorità francesi.
1.2.3.4 // // // // // Numero della tariffa doganale comune // Codice Nimexe // Codice della nomenclatura combinata // Descrizione delle merci // // // // // ex 64.04 // ex 64.04-10 // ex 6405 10 90 6405 20 91 ex 6405 90 90 // Pantofole e altre calzature da camera // ex 64.02 B // ex 64.02-60 // 6404 19 10 6404 20 10 ex 6405 90 10 // // ex 64.04 // ex 64.04-90 // ex 6405 10 90 6405 20 99 ex 6405 90 90 // Scarpe di tela o di sparto // ex 64.02 B // ex 64.02-69 - // 6404 19 90 ex 6404 20 90 // // // // //
Tale autorizzazione all'importazione è valida unicamente nello Stato membro che l'ha rilasciata.
2. L'autorizzazione all'importazione di cui al paragrafo 1 è rilasciata automaticamente e gratuitamente entro un limite massimo di cinque giorni lavorativi a decorrere dal giorno della presentazione da parte dell'importatore dell'originale del certificato di esportazione corrispondente ai quantitativi richiesti, emesso dalle autorità cinesi, fino a concorrenza dei limiti quantitativi annui destinati allo Stato membro in questione. Articolo 2
La procedura comunitaria d'inchiesta relativa al riesame dell'andamento delle importazioni di alcuni tipi di pantofole e di altre calzature da camera, nonché di scarpe di tela o di sparto, è chiusa.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile dal 1o gennaio 1988 al 31 dicembre 1990.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 23 dicembre 1987.

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