Document ID: 31989D0348

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 23 novembre 1988
relativa agli aiuti concessi dal governo francese ad un'impresa che produce materiale per il settore automobilisco - Valéo
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(89/348/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, prima fase,
dopo aver intimato agli interessati di presentare le loro osservazioni conformemente al suddetto articolo 93, e tenuto conto di dette osservazioni,
considerando quanto segue:
I
Con lettera del 28 giugno 1985, registrata il 3 luglio 1985, il governo francese ha trasmesso alla Commissione talune informazioni relative alla concessione di un aiuto a favore di un produttore di materiale per il settore automobilistico.
L'aiuto, concesso sotto forma di un prestito del Fonds industriel de Modernisation (FIM) di importo pari a 160 milioni di FF, era destinato a contribuire al finanziamento di un programma di investimenti di 227,48 milioni di FF che l'impresa aveva previsto di realizzare durante il biennio 1984-1985 al fine di introdurre processi e tecniche di fabbricazione avanzati che consentissero la fabbricazione di nuovi prodotti. In particolare gli investimenti in questione sono i seguenti:
- prodotti termici: sviluppo di radiatori più progrediti rispondenti alle esigenze dei costruttori europei di automobili e progettazione simultanea del processo di produzione (34,185 milioni di FF);
- materiali di attrito: progettazione di prodotti rispondenti alle nuove norme di fabbricazione senza amianto imposte da regolamentazioni o da accordi privati e adattamento dei processi di fabbricazione (19,05 milioni di FF);
- motori e applicazioni: modifica di motori dei tergicristalli anteriori e posteriori, dei meccanismi e dei motori di raffredamento e automazione dei mezzi di produzione (31,96 milioni di FF);
- fanaleria: progettazione di un nuovo tipo di proiettore che utilizza una nuova tecnologia (sostituzione della tecnologia plastica alla tecnologia lamiera) con necessità di riconversione totale dello strumento di produzione (23,835 milioni di FF);
- frizioni: lancio di un prodotto totalmente nuovo - frizione automezzi pesanti a diaframma a trazione - con robotizzazione della fabbrica atta ad integrarsi in una completa riorganizzazione della gestione della produzione (39,45 milioni di FF);
- investimenti immateriali per i vari settori: (22,3 milioni di FF);
- investimento in CAD (computer aided design): (45,5 milioni di FF);
- investimento in CAPM (computer aided production management): (11,2 milioni di FF).
Con la decisione 85/378/CEE (1) la Commissione ha precisato che i prestiti FIM costituiscono aiuti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE e ne ha subordinato la concessione all'obbligo di notificare preventivamente tutti i casi concreti significativi.
Tali prestiti sono stati inizialmente concessi ad un tasso del 9,25 % (successivamente ridotto all'8,25 %) per una durata massima di 10 anni unitamente ad un periodo di grazia di due anni. Essi sono destinati a promuovere investimenti che presentano carattere innovativo e in particolare quelli che prevedono l'impianto di macchinari ed attrezzature di alta tecnologia, lo sviluppo dell'automazione dell'ufficio e della biotecnologia.
Secondo la Commissione il prestito di 160 milioni di FF sopra menzionato comportava elementi di aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 e non era atto a rispondere alle condizioni descritte dall'articolo 92, paragrafo 3 per beneficiare di una delle deroghe in esso enunciate. Di conseguenza essa ha avviato la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2 nei confronti di detto aiuto.
Con lettera del 26 febbraio 1986, la Commissione ha intimato al governo francese di presentarle le sue osservazioni, informando contemporaneamte gli altri Stati membri dell'inizio della procedura ed invitandoli a presentare le loro osservazioni con lettera del 13 maggio 1986 e avvisando i terzi interessati mediante pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee Serie C (1).
II
Con lettera del 24 dicembre 1986 le autorità francesi hanno presentato le loro osservazioni.
Secondo queste ultime il gruppo Valéo aveva previsto di realizzare, nel biennio 1984-1985, 665 milioni di FF di investimenti. Per provvedere al finanziamento di tale programma, l'impresa avrebbe fatto largo ricorso all'autofinanziamento. Essa avrebbe ottenuto altresì conferimenti da parte dei suoi azionisti e avrebbe contratto vari prestiti a lungo e medio termine presso il sistema bancario francese o sul mercato finanziario a tassi molto diversi secondo le modalità di finanziamento.
Il prestito FIM sarebbe destinato ad investimenti aventi carattere veramente innovativo e concernenti in particolare l'introduzione di processi e di tecniche di fabbricazione atte a consentire la realizzazione di prodotti realmente nuovi. Il programma di investimenti di cui trattasi non sarebbe stato oggetto di alcun aiuto pubblico e avrebbe effetti trascurabili sugli scambi infracomunitari. Le informazioni trasmesse dalle autorità francesi con lettere del 28 giugno 1985 e del 24 dicembre 1986 non hanno permesso alla Commissione né di calcolare l'elemento di aiuto del prestito FIM - non essendo state comunicate le condizioni del prestito - né di valutare il carattere degli investimenti.
Al fine di colmare tali lacune con telex del 13 febbraio 1988, la Commissione ha chiesto alle autorità francesi di trasmettere entro un termine di due settimane - successivamente prorogato fino al 10 marzo 1988 - le condizioni del prestito (in particolare la data di concessione del medesimo applicato), nonché qualsiasi informazione utile di cui tener conto in sede di valutazione da parte della Commissione della natura innovativa a livello comunitario degli investimenti sovvenzionati.
Con lettera del 15 aprile 1988 le autorità francesi hanno comunicato che il prestito FIM era stato concesso al tasso dell'8,75 % per una durata di 10 anni e che era stato corrisposto in due versamenti di 80 milioni di FF in data 8 agosto 1985 e in data 10 aprile 1986. Il prestito FIM avrebbe contribuito alla realizzazione di un programma straordinario di innovazione imperniato sull'introduzione di nuovi prodotti e sulla trasformazione dei vari processi di fabbricazione.
Nel quadro della procedura hanno presentato le loro osservazioni i governi di due altri Stati membri, nonché un'associazione di imprese.
III
Sulla base della decisione 85/378/CEE, tutti i prestiti del FIM costituiscono aiuti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE, in quanto incidono sugli scambi tra Stati membri e falsano o minacciano di falsare la concorrenza favorendo talune imprese o talune produzioni.
Il prestito FIM di 160 milioni di FF concesso dal governo francese all'impresa Valéo costituisce dunque un aiuto che ha consentito al beneficiario di realizzare una serie di investimenti senza sostenerne il costo integrale.
Va ricordato che gli elementi di aiuto dei prestiti FIM sono rappresentati dal periodo di grazia di due anni e dalla differenza tra il tasso di interesse del prestito FIM concesso all'impresa e il tasso d'interesse praticato dal Crédit National per i « prestiti per attrezzature ».
Ora, il prestito FIM di 160 milioni di FF è stato concesso al beneficiario al tasso dell'8,75 %. Alla data del primo versamento di 80 milioni di FF (8 agosto 1985) il tasso di riferimento sopraccitato era del 13 % e alla data del secondo versamento di 80 milioni di FF (10 aprile 1986), il tasso era dell'11 %. L'agevolazione in conto interesse è dunque pari a 4,25 punti all'anno per la prima quota del prestito e a 2,25 punti all'anno per la seconda quota.
IV
Sul piano procedurale, a termini dell'articolo 93, paragrafo 3 gli aiuti vanno notificati nella fase di progetto e concessi esclusivamente previa decisione della Commissione (effetto sospensivo). L'aiuto in questione è invece già stato concesso e di conseguenza esso risulta illegale per violazione delle disposizioni procedurali dell'articolo 93, paragrafo 3.
Sotto questo profilo va ricordato che tenuto conto del carattere vincolante delle regole procedurali di cui all'articolo 93, paragrafo 3 (vedi sentenze della Corte di giustizia dell'11 dicembre 1973 nella causa 120/73 - Lorenz e del 22 marzo 1977 nella causa 78/76 - Steinike), l'illegalità dell'aiuto in questione non può essere sanata a posteriori. La Commissione può inoltre obbligare gli Stati membri a sopprimere l'aiuto mediante recupero presso i beneficiari (vedi sentenza del 12 luglio 1973 nella causa 70/72, Kohlegesetz).
V
Tenuto conto delle condizioni stabilite dall'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE, la Commissione tiene a ribadire quanto segue.
Il mercato della componentistica per l'industria automobilistica sul quale opera il beneficiario dell'aiuto in questione è caratterizzato da un grande numero di prodotti notevolmente eterogenei che possono essere classificati nelle seguenti categorie: apparecchiature elettriche, motori, telai e carrozzerie.
Nella Comunità il settore della componentistica conta oltre 4 500 imprese che sono in maggior parte piccole e medie imprese altamente specializzate. Viceversa, taluni sottosettori tra cui in particolare quello delle apparecchiature elettriche e dei materiali di attrito (frizioni, freni) sono dominati da alcune grandi imprese (come ad esempio Bosch, Valéo, Lucas, GKN, Fiat) che inoltre sono spesso interrelate; ad esempio Bosch e Valéo partecipano entrambe alla Société financière d'équipements automobiles FEA che controlla varie società di produzione come la Société de Paris e du Rhône o Cibié-Projecteurs.
La componentistica per automobili risponde a due mercati diversi, cioè il mercato dei pezzi per l'industria automobilistica e il mercato dei ricambi. Si valuta che circa il 40 % del pezzi utilizzati dall'industria comunitaria dell'automobile sia fornito dall'industria di produzione di componenti. Le esportazioni di parti, pezzi staccati e accessori di veicoli francesi verso gli altri Stati membri nel 1986 avrebbero totalizzato una cifra di 3 365 miliardi di FF.
La concorrenza tra i vari produttori di componenti per automobili è dunque forte ed il commercio internazionale considerevole.
Per quanto riguarda la posizione di Valéo sui mercati in questione, come risulta dalla relazione annuale sulle attività dell'impresa, quest'ultima, con un fatturato di 11,532 miliardi di FF nel 1985 si colloca tra i cinque primi produttori europei di materiale per il settore dell'automobile. I principali rami di attività riguardano le apparecchiature elettriche motrici (alternatore, motorino d'avviamento, accensione), la fanaleria, le frizioni e i prodotti termici (radiatori di raffreddamento, apparecchi di riscaldamento e di ventilazione, condizionamento dell'aria). Inoltre, l'impresa produce materiali di attrito (dischi di frizioni e guarnizioni per freni), prodotti per tergicristalli e motori elettrici di servizio (settore motori e applicazioni), attrezzature industriali e componenti industrializzate per l'edilizia.
L'impresa Valéo è il primo produttore mondiale di guarnizioni per frizioni, di frizioni di veicoli da turismo e di proiettori di tecnica europea, il secondo fabbricante mondiale di radiatori di raffreddamento e il primo fabbricante europeo di alternatori e di motorini di avviamento.
Nel 1985 le esportazioni delle unità francesi del gruppo Valéo erano il 21 % del totale consolidato del gruppo. Inoltre il 24 % del fatturato è stato realizzato con prodotti fabbricati e venduti all'estero.
Secondo la citata relazione, nel 1984 oltre il 30 % del fatturato dei settori frizioni e motori e applicazione proviene dalle esportazioni ed oltre i due terzi del fatturato dei prodotti termici è stato realizzato in attività internazionali (esportazione e produzione all'estero).
Tenuto conto delle considerazioni sopraesposte, della situazione del mercato in questione e della posizione dell'impresa sul mercato medesimo, l'aiuto configurato come prestito FIM di 160 milioni di FF concesso all'impresa Valéo è atto a pregiudicare gli scambi tra gli Stati membri e a falsare la concorrenza ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE.
Tale aiuto falsa il gioco della concorrenza migliorando la situazione finanziaria del beneficiario e riducendo il costo degli investimenti, conferendogli così un vantaggio nella concorrenza nei confronti degli altri produttori che hanno ultimato o effettuano a proprie spese investimenti analoghi.
VI
L'articolo 92, paragrafo 1 stabilisce il principio dell'incompatibilità con il mercato comune degli aiuti che presentano le caratteristiche ivi enunciate. Per quanto riguarda le deroghe a tale principio, quelle indicate all'articolo 92, paragrafo 2 del trattato CEE sono inapplicabili nella fattispecie, tenuto conto della natura e degli obiettivi degli aiuti previsti.
Ai termini dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato CEE gli aiuti che possono essere considerati compatibili con il mercato comune devono essere valutati nel contesto comunitario e non in quello di uno solo Stato membro. Per salvaguardare il corretto funzionamento del mercato comune e tener conto dei principi di cui all'articolo 3, lettera f) del trattato CEE, le deroghe al principio dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE enunciate nel paragrafo 3 del medesimo articolo devono essere interpretate restrittivamente in sede di esame di qualsiasi regime di aiuto o di qualsiasi misura individuale di aiuto.
(1) GU n. L 216 del 13. 8. 1985, pag. 12.
(1) GU n. C 128 del 27. 5. 1986, pag. 14.
In particolare le deroghe non operano se la Commissione constata che il libero gioco delle forze del mercato in assenza di aiuti non sarebbe sufficiente, da solo, a spingere i beneficiari delle eventuali sovvenzioni ad agire per raggiungere uno degli obiettivi perseguiti.
Applicare le deroghe a casi che non contribuiscono ad un obiettivo di questo tipo sarebbe come conferire vantaggi alle industrie o alle imprese di alcuni Stati membri, incidendo sulle condizioni degli scambi tra Stati membri in misura contraria all'interesse comune.
Nella decisione 85/378/CEE relativa all'autorizzazione del regime di aiuti FIM, la Commissione ha concluso nel senso che né l'interesse industriale prioritario francese, né l'ammodernamento delle imprese industriali in quanto tale potevano essere considerate una contropartita comunitaria atta a giustificare la concessione di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3; al contrario, tali aiuti rischiano di alterare gli scambi infracomunitari in misura contraria all'interesse comune quando sono concessi in casi individuali significativi, dato che rafforzano particolarmente la posizione delle imprese beneficiarie rispetto ad altre imprese concorrenti negli scambi infracomunitari. Tale considerazione è stata la ragione principale dell'adozione di due decisioni negative una per il prestito FIM in programma nel settore delle acque minerali e del vetro cavo, decisione della Commissione 87/194/CEE del 12 novembre 1986 (1), l'altra per il prestito concesso nel settore della fabbricazione della birra, decisione della Commissione 87/303/CEE del 14 gennaio 1987 (2). La Corte di giustizia ha confermato nel merito l'imposizione della Commissione in materia (vedi sentenza del 13 luglio 1988 nella causa 102/87 - Repubblica francese contro Commissione).
Ciò premesso, sebbene le disposizioni dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) ammettano gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo di alcune regioni, va però tenuto presente che le regioni in cui l'impresa Valéo ha effettuato i suoi investimenti non presentano un tenore di vita anormalmente basso o una grave sottoccupazione ai sensi della deroga di cui al paragrafo 3, lettera a). Le regioni in questione non fanno parte di quelle che possono beneficiare della deroga medesima.
Per quanto riguarda le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b) il caso in esame non presenta elementi tali da far ritenere in un modo o nell'altro che l'aiuto in questione sia destinato a sostenere un progetto di interesse comune europeo (vedi sentenza dell'8 marzo 1988 nelle cause riunite 62/87 e 72/87) o ad ovviare ad un grave perturbamento dell'economia francese. Il governo francese non ha peraltro invocato motivi di quest'ordine per giustificare l'aiuto in questione.
L'aiuto non soddisfa nemmeno le condizioni di cui al paragrafo 3, lettera c) per quanto riguarda l'aspetto regionale. In effetti i prestiti FIM non sono in linea generale concessi ad imprese che esplicano le loro attività in regioni preventivamente determinate. Essi non hanno dunque l'obiettivo di agevolare lo sviluppo di alcune zone e nella fattispecie il governo francese non ha del resto invocato motivi di quest'ordine per giustificare l'assegnazione del prestito di 160 milioni di FF all'impresa Valéo. Di conseguenza l'aiuto non può beneficiare della deroga in questione.
Infine, per quanto riguarda la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) a favore degli aiuti destinati ad agevolare alcune attività economiche, va considerato in particolare che, sulla base della decisione 85/378/CEE, gli investimenti che possono beneficiare dei prestiti FIM sono unicamente quelli che presentano un carattere innovativo a livello comunitario.
Il governo francese ha allegato alla sua lettera del 15 aprile 1988 un documento che descrive gli investimenti al cui finanziamento contribuisce il prestito FIM.
La Commissione ha effettuato un esame tecnico approfondito di tali informazioni per determinare in quale misura gli investimenti che beneficiano degli aiuti danno luogo a vere innovazioni a livello comunitario.
Ora, la Commissione ha avuto modo di constatare che l'investimento nel comparto termico (34,185 milioni di FF) riguardante lo sviluppo di radiatori più progrediti e la simultanea progettazione del processo produttivo, è dovuto alla necessità di dare modo all'impresa di rispondere alle esigenze di ammodernamento e di mantenere la sua posizione concorrenziale sul mercato.
L'investimento nel comparto materiali di attrito (19,05 milioni di FF) riguarda la progettazione di prodotti che rispondono alle nuove norme di fabbricazione senza amianto, imposte da regolamentazioni o da accordi privati, nonché l'adattamento dei processi di fabbricazione.
L'investimento realizzato nel comparto motori e applicazioni (31,96 milioni di FF) riguarda sostanzialmente la modifica dei motori che comandano i tergicristalli anteriori e posteriori, dei meccanismi, nonché dei motori del sistema di raffreddamento oltre all'automazione degli strumenti di produzione. Le relative modifiche sono divenute necessarie a causa della diminuzione del posto disponibile in concomitanza con l'evoluzione dei veicoli per ottenere profili più areodinamici. In parallelo, gli investimenti
riguardano la messa a punto di una gamma omogenea portaspazzole per tergicristalli adattabili a tutti i veicoli e la fabbricazione di spazzole per tergicristalli.
Gli investimenti realizzati nei tre comparti sopra menzionati non presentano dunque carattere innovativo in quanto sono destinati ad aggiornare prodotti esistenti e ad ammodernare i relativi processi di fabbricazione. I concorrenti dell'impresa beneficiaria hanno dovuto affrontare i medesimi problemi ed hanno realizzato i loro investimenti senza aiuti di Stato. È assolutamente normale e nell'interesse del produttore medesimo utilizzare tecniche e materiali più progrediti che consentano una riduzione delle spese di produzione e di gestione ammodernando simultaneamente la gamma dei suoi prodotti.
Gli investimenti cui il prestito FIM ha contribuito comportano inoltre investimenti immateriali per 22,3 milioni di FF riguardanti la totalità dei comparti, nonché investimenti nei settori CAD (computer aided design) e CAPM (computer aided production management) per 45,5 e 11,2 milioni di FF. Le autorità francesi non hanno trasmesso le informazioni necessarie per consentire alla Commissione di valutare il carattere innovativo di tali investimenti. La Commissione si trova quindi in una situazione analoga a quella della decisione presa in esame nella sentenza del 10 luglio 1986 nella causa 234/84 (Meura).
Di conseguenza, l'aiuto rappresentato dalla parte del prestito FIM destinata agli investimenti nei comparti termico, materiali di attrito e motori ed applicazioni, nonché agli investimenti in materiali e agli investimenti in CAD e CAPM (computer aided design e computer aided production management) per l'importo di 115,488 milioni di FF (72,18 % del finanziamento di 160 milioni di FF a fronte di investimenti per 164, 195 milioni di FF che rappresentano il 72,18 % degli investimenti totali di 227,48 milioni di FF) non è compatibile con il mercato comune in quanto non soddisfa le condizioni stabilite dall'articolo 92, paragrafo 3 e quelle fissate dalla Commissione nella decisione 85/378/CEE. Alla data di adozione della presente decisione della Commissione, l'aiuto incompatibile è di 10,68 milioni di FF (vedi successivo punto VIII).
VII
Viceversa, le informazioni fornite dalle autorità francesi con lettera del 15 aprile 1988 hanno dato modo alla Commissione di constatare che gli investimenti realizzati nei due comparti fanaleria (23,835 milioni di FF) e frizioni (39,45 milioni di FF) non costituiscono semplici investimenti di ammodernamento, le cui spese dovrebbero essere sostenute dall'impresa senza aiuti di Stato, ma investimenti destinati a sviluppare prodotti realmente innovativi (1).
L'innovazione di questi due comparti ha in effetti dato luogo al lancio di prodotti totalmente nuovi, dovuti a un mutamento della tecnologia di fabbricazione. Trattasi nella fattispecie per il comparto fanaleria della progettazione di un nuovo tipo di proiettore basato su una nuova tecnologia (sostituzione della tecnologia plastica alla tecnologia lamiera) che comporta una totale riconversione delle strumento produttivo. Nel comparto frizioni l'innovazione riguarda il lancio di un prodotto totalmente nuovo - la frizione per automezzi pesanti a diaframma a trazione - con robotizzazioner della fabbricazione che si integra in una completa riorganizzazione della gestione della produzione.
Di conseguenza, l'aiuto rappresentato dalla parte del prestito FIM destinata agli investimenti nei comparti fanaleria e frizioni e pari a 44,512 milioni di FF (27,82 % del finanziamento di 160 milioni di FF a fronte di investimenti per 63,285 milioni di FF che rappresentano il 27,82 % degli investimenti complessivi di 227,48 milioni di FF) è compatibile con il mercato comune in quanto soddisfa le condizioni stabilite dalla Commissione nella decisione 85/378/CEE.
VIII
Alla luce delle considerazioni sopra esposte, è lecito ritenere che il prestito FIM di 160 milioni di FF, il quale comporta elementi di aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE sotto forma di agevolazioni in conto interesse e di un periodo di grazia di due anni, è stato concesso illegalmente in violazione delle disposizioni dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE.
Una parte di tale prestito, per una somma di 44,51 milioni di FF, destinata agli investimenti di carattere innovativo realizzati nei comparti fanaleria e frizioni, va considerata come un aiuto destinato ad agevolare lo sviluppo di alcune attività economiche ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato CEE, senza che esso alteri le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune ed è quindi compatibile con il mercato comune.
Viceversa, la parte del prestito destinata agli investimenti nei comparti termico, materiali di attrito e motori ed applicazioni, nonché agli investimenti immateriali e di CAD e CAPM (115,488 milioni di FF) costituisce un aiuto
incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE e deve essere soppresso mediante recupero.
A tale proposito è dunque necessario eliminare l'elemento d'aiuto incompatibile del prestito FIM chiedendo il rimborso della parte incompatibile del prestito o applicandovi le normali condizioni di mercato e, comunque, esigendo la restituzione degli interesse abbonati, incompatibili con il mercato comune di cui Valéo ha indebitamente beneficiato fino alla modifica sopra ricordata delle condizioni applicate a tale parte del prestito. Per quantificare l'elemento di aiuto, la Commissione ha calcolato anzitutto per le due quote del prestito la differenza tra il tasso di riferimento del mercato al momento della concessione del prestito (13 % alla data di concessione della prima quota e 11 % alla data di concessione della seconda quota) e il tasso di interesse del prestito concesso (8,75 % per ciascuna delle due quote); l'agevolazione in conto interessi ammonta dunque a 4,25 punti per la prima quota del prestito concessa l'8 agosto 1985 e a 2,25 punti per la seconda quota concessa il 10 aprile 1986. Alla data di adozione della presente decisione, l'agevolazione per la parte incompatibile del prestito rappresenta un beneficio di 11,2556 milioni di FF (7,8992 milioni di FF per la prima quota e 3,3564 milioni di FF per la seconda quota).
A tale importo va eventualmente aggiunta l'agevolazione in conto interesse di cui l'impresa Valéo potrebbe indebitamente beneficiare oltre il termine di due mesi di cui all'articolo 3 della presente decisione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La parte del prestito FIM pari a 115,488 milioni di FF concesso all'impresa Valéo e notificato alla Commissione in data 28 giugno 1985, contenente elementi di aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE, è illegale per violazione delle disposizioni procedurali di cui all'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE. Inoltre, l'aiuto è incompatibile con il mercato comune a norma dell'articolo 92, paragrafo 1.
Articolo 2
Il governo francese è tenuto a sopprimere gli elementi di aiuto contenuti nella parte del prestito FIM incompatibile con il mercato comune di cui all'articolo 1 chiedendone il rimborso o applicandovi un tasso di interesse conforme al tasso del mercato - tale tasso corrisponde a quello dei prestiti per attrezzature applicato dal Crédit National alla data di concessione del prestito FIM. Il governo francese è comunque tenuto ad esigere la restituzione immediata degli interessi abbonati in corrispondenza della parte incompatibile del prestito, pari a 11,2556 milioni di FF, di cui Valéo ha beneficiato fino alla data di adozione della presente decisione.
Articolo 3
Il governo francese informa la Commissione, entro il termine di due mesi a decorrere dalla data della notifica della presente decisione, delle misure adottate per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 23 novembre 1988.

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