Document ID: 31986R3677

REGOLAMENTO (CEE) N. 3677/86 DEL CONSIGLIO del 24 novembre 1986 che fissa talune disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 1999/85 relativo al regime di perfezionamento attivo
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 1999/85 del Consiglio, del 16 luglio 1985, relativo al regime di perfezionamento attivo (1), in particolare l'articolo 31,
vista la proposta della Commissione,
considerando che è necessario fissare talune disposizioni relative al rilascio dell'autorizzazione di perfezionamento attivo; che a tale scopo conviene segnatamente precisare alcune regole relative all'applicazione delle condizioni economiche e determinare alcuni casi in cui tali condizioni sono considerate come soddisfatte ispirandosi alla più grande semplificazione delle procedure amministrative;
considerando che conviene precisare i casi nei quali il sistema della sospensione può essere accordato, tenuto conto della destinazione all'esportazione fuori del territorio della Comunità dei prodotti compensatori; che, quando detta destinazione non è prevista, il sistema di rimborso potrà essere concesso sempre che le condizioni previste per tale sistema siano soddisfatte; che conviene anche prevedere taluni casi in cui l'immissione in libera pratica di prodotti compensatori può essere autorizzata nel quadro del sistema della sospensione;
considerando che è necessario precisare le condizioni per ricorrere alla compensazione per equivalenza o all'esportazione anticipata ed il momento in cui il cambiamento di situazione doganale delle merci in causa avviene;
considerando che è opportuno vietare la compensazione per equivalenza, per ragioni di politica commerciale comune, per le merci necessarie alla produzione di taluni residui e cascami di metalli non ferrosi;
(1) GU n. L 188 del 20. 7. 1985, pag. 1.
considerando che è opportuno limitare il sistema secondo il quale il vincolo di merci di importazione al regime viene effettuato in uno Stato membro diverso da quello ove il regime è autorizzato e dove le operazioni di perfezionamento sono effettuate, al caso in cui si ricorra all'esportazione anticipata; che conviene prevedere un adeguato scambio d'informazioni tra questi due Stati membri;
considerando che è necessario precisare le condizioni alle quali le procedure previste sono utilizzabili nel quadro della politica commerciale comune;
considerando che è necessario prevedere misure di applicazione per quanto riguarda il vincolo delle merci al regime, l'utilizzo del sistema di rimborso e alcune destinazioni doganali per le merci o i prodotti; che se queste misure devono evitare degli abusi, esse devono essere ispirate alla più grande semplificazione per non ostacolare l'attività delle imprese che beneficiano del regime;
considerando che occorre fissare alcune aliquote forfettarie di rendimento; che a tal fine conviene basarsi sulle regole comunitarie esistenti;
considerando che è necessario prevedere regole uniformi in materia di tassazione in caso di nascita di un debito doganale; che a tale scopo è necessario segnatamente stabilire l'elenco dei prodotti compensatori che possono essere tassati secondo i propri elementi, precisare le regole particolare per gli oli di oliva e quelle relative all'applicazione di taluni dazi all'importazione di carattere agricolo; che è opportuno indicare anche alcune regole per l'applicazione degli importi compensativi monetari nel quadro del regime;
considerando che è necessario stabilire le disposizioni concernenti la ripartizione delle merci d'importazione sui prodotti compensatori nel caso in cui la determinazione dell'ammontare dei dazi all'importazione da riscuotere, da rimbosare o da sgravare lo implichi; che, tenuto conto della complessità dei calcoli ai quali tale ripartizione può condurre, è opportuno prevedere taluni esempi in cifre;
considerando che è opportuno prevedere delle regole relative all'appuramento del regime e al rimborso o allo sgravio nel quadro del sistema di rimborso;
considerando che è necessario stabilire le regole di cooperazione amministrativa per l'applicazione uniforme delle condizioni economiche ed alcune regole relative al funzionamento del regime nei casi in cui più Stati membri sono implicati;
considerando che, in mancanza del parere del comitato dei regimi doganali economici, la Commissione non ha potuto adottare le disposizioni previste in materia conformemente alla procedura di cui all'articolo 31, paragrafo 3, lettera a), del regolamento (CEE) n. 1999/85,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
TITOLO I
DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE ED AIUTI ALLA PRODUZIONE
Articolo 1
Ai sensi del presente regolamento s'intende per:
1) regolamento di base: il regolamento (CEE) n. 1999/85 del Consiglio, del 16 luglio 1985, relativo al regime di perfezionamento attivo;
2) prodotti compensatori principali: i prodotti compensatori per l'ottenimento dei quali è stato autorizzato il regime di perfezionamento attivo, qui di seguito denominato «regime»;
3) prodotti compensatori secondari: i prodotti compensatori diversi da quelli di cui al punto 2, risultanti necessariamente da operazioni di perfezionamento;
4) perdite: la parte delle merci d'importazione che viene distrutta o scompare durante l'operazione di perfezionamento, segnatamente per evaporazione, essiccazione, scarico in forma di gas o scolo nell'acqua di sciacquatura;
5) metodo della chiave quantitativa: la ripartizione delle merci d'importazione fra i vari prodotti compensatori
in funzione della quantità di tali merci;
6) metodo della chiave valore: la ripartizione delle merci d'importazione tra i vari prodotti compensatori in funzione del valore di questi ultimi;
7) compensazione per equivalenza: il sistema di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a), del regolamento di base;
8) esportazione anticipata: il sistema di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera b), del regolamento di base;
9) traffico triangolare: il sistema secondo il quale il vincolo al regime di merci d'importazione è effettuato in uno
Stato membro diverso da quello in cui tale regime è autorizzato e dove le operazioni di perfezionamento sono effettuate;
10) Stato membro d'importazione: lo Stato in cui le merci d'importazione sono vincolate al regime;
11) Stato membro di esportazione: lo Stato membro in cui i prodotti compensatori formano oggetto di una dichiarazione d'esportazione;
12) misure specifiche di politica commerciale: le misure non tariffarie stabilite, nel quadro della politica commerciale comune, dalle disposizioni comunitarie relative ai regimi applicabili alle importazioni ed alle esportazioni di merci, quali le misure di vigilanza, di salvaguardia, le restrizioni o limitazioni quantitative, i divieti d'importazione o di esportazione.
Articolo 2
1. Le merci cui si applica l'articolo 1, paragrafo 3, lettera h), quarto trattino, del regolamento di base (aiuti alla produzione) e le relative utilizzazioni sono indicate nell'allegato I.
2. L'autorità doganale può permettere l'applicazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1 per merci diverse da quelle elencate nell'allegato I che non si ritrovano nei prodotti compensatori, ma che permettono o facilitano l'ottenimento di tali prodotti, anche se esse spariscono totalmente o parzialmente nel corso dell'utilizzazione. Il presente comma non si applica alle fonti di energia, ai lubrificanti ed ai materiali ed utensili.
Ogni Stato membro comunica alla Commissione ogni sei mesi i casi in cui il presente paragrafo è applicato.
TITOLO II
CONCESSIONE DEL REGIME
CAPITOLO I
DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE
Articolo 3
1. Fatti salvi il paragrafo 4 e l'articolo 26, la domanda di autorizzazione va fatta per iscritto conformemente al modello di cui all'allegato II. Essa contiene almeno le informazioni figuranti nel predetto allegato. Essa deve essere datata e firmata.
2. L'autorità doganale, ove ritenga che le informazioni figuranti nel modello di cui al paragrafo 1 siano insufficienti, può chiedere al richiedente informazioni complementari.
3. Alla domanda devono essere allegati tutti i documenti o tutte le pezze giustificative che occorre presentare per l'esame della domanda.
4. Quando si tratti di una domanda di rinnovo dell'autorizzazione, l'autorità doganale può consentire che il titolare presenti una semplice domanda scritta nella quale figurino, in particolare, gli estremi dell'autorizzazione precedente e, se del caso, gli elementi che vanno modificati.
5. Le domande, i documenti e le pezze giustificative relativi alle domande, sono conservati dall'autorità doganale unitamente alle copia dell'autorizzazione eventualmente rilasciata.
6. Se le condizioni per la concessione dell'uno o dell'altro sistema sono soddisfatte, il richiedente può chiedere l'autorizzazione avvalendosi o del sistema della sospensione o del sistema del rimborso.
7. Se le operazioni di perfezionamento si effettuano nel quadro di un contratto di lavorazione per conto tra due persone stabilite nella Comunita, la domanda di autorizzazione è depositata dal committente o in suo nome.
8. Quando una domanda di modifica di un'autorizzazione deve essere presentata, si applica il paragrafo 4.
CAPITOLO II
CONDIZIONI DI CARATTERE GENERALE PER IL RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE
Articolo 4
1. Prima di rilasciare l'autorizzazione, l'autorità doganale controlla se siano soddisfatte le condizioni necessarie per la
concessione del regime, e segnatamente le condizioni economiche.
2. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 4, lettera a), seconda frase, del regolamento di base, per «importazioni prive di carattere commerciale» si intendono le importazioni aventi carattere occasionale, la cui natura o quantità delle merci non evidenzino intenti commerciali.
3. Ai fini dell'appllicazione dell'articolo 4, lettera c), del regolamento di base, l'autorità doganale fissa le modalità d'identificazione delle merci d'importazione nei prodotti compensatori oppure stabilisce i mezzi per accertare se siano soddisfatte le condizioni previste per il corretto svolgimento delle operazioni nell'ambito del sistema di compensazione per equivalenza.
A tal fine, l'autorità doganale fa ricorso, segnatamente, secondo i casi:
a) alla menzione o alla descrizione dei contrassegni specifici o dei numeri di fabbricazione;
b) all'apposizione di piombi, sigilli, punzonature o altri contrassegni;
c) al prelievo di campioni, illustrazioni o decrizioni tecniche;
d) alle analisi.
Articolo 5
1. Ai fini dell'applicazione delle condizioni economiche:
a) non sussistono «termini convenienti», ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), del regolamento di base, qualora i produttori stabiliti nella Comunità non siano in grado di mettere le merci comparabili a disposizione dell'operatore nel termine necessario per effettuare l'operazione commerciale prevista, sebbene una richiesta sia stata loro inviata in tempo utile;
b) per valutare se il prezzo delle merci comparabili prodotte nella Comunità renda economicamente impossibile l'operazione commerciale prevista, l'autorità doganale
tiene conto segnatamente dell'incidenza dell'utilizzazione delle merci prodotte nella Comunità sul prezzo di costo del prodotto compensatore e, di conseguenza, sullo smercio di questo prodotto sul mercato terzo, prendendo in considerazione:
- da una parte, il prezzo della merce non sdoganata, destinata a subire le operazioni di perfezionamento,
e il prezzo delle merci comparabili prodotte nella Comunità, al netto delle tasse interne rimborsate o da rimborsare in caso di esportazione, tenendo conto delle restituzioni e degli altri importi istituiti nel quadro della politica agricola comune. All'atto del
raffronto dei prezzi di cui sopra si tiene anche conto delle condizioni di vendita, segnatamente delle condizioni di pagamento e di consegna previste,
- e, dall'altra, il prezzo che può essere ottenuto per il prodotto compensatore sul mercato terzo, tenuto conto della corrispondenza commerciale o di altri elementi;
c) per «lavorazione per conto» s'intende qualsiasi perfezionamento operato sulla base delle istruzioni e per conto di un committente stabilito fuori del territorio doganale della Comunità e, in generale, dietro pagamento dei soli costi di trasformazione delle merci d'importazione direttamente o indirettamente messe a disposizione del titolare dell'autorizzazione.
2. Le merci prodotte nella Comunità sono comparabili alle merci di importazione quando rientrino nella stessa sottovoce della nomenclatura della tariffa doganale comune, presentino la stessa qualità commerciale ed abbiano le stesse caratteristiche tecniche, valutate in funzione dei prodotti compensatori da ottenere.
3. In sede di esame delle condizioni economiche non costituisce di per sé un motivo per concedere l'autorizzazione:
a) il fatto che il produttore comunitario di merci comparabili che potrebbero essere utilizzate per effettuare le operazioni di perfezionamento sia un'impresa concorrente della persona che chieda di beneficiare del regime di perfezionamento attivo;
b) il fatto che tali merci prodotte nella Comunità da un'unica impresa.
Articolo 6
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 6, punto 4, del regolamento di base, il valore è fissato a 200 000 ECU per autorizzazione, indipendentemente dal numero di operatori che effettuano l'operazione di perfezionamento.
Tuttavia, per le merci o i prodotti figuranti nell'elenco di cui all'allegato III, questo valore è fissato a 100 000 ECU.
2. Il valore di cui al paragrafo 1 è il valore in dogana delle merci valutato sulla base degli elementi conosciuti e dei documenti esibiti all'atto della presentazione della domanda.
3. L'applicazione dei paragrafi 1 e 2 può essere sospesa per una merce d'importazione determinata secondo la procedura di cui all'articolo 31, paragrafi 2 e 3, del regolamento di base.
Articolo 7
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 7 del regolamento di base, le condizioni economiche sono considerate soddisfatte per un tipo di merce d'importazione da vincolare al regime nel corso di un periodo determinato, quando il richiedente dell'autorizzazione:
a) si rifornisca nel territorio doganale della Comunità, nel corso dello stesso periodo, in misura pari all'80 % del suo fabbisogno di questo tipo di merce;
b) cerca di premunirsi contro difficoltà reali di approvvigionamento per un tipo di merce, congruamente provate all'autorità doganale, e la parte di approvvigionamento comunitario sia inferiore alla percentuale di cui alla lettera a);
c) prova all'autorità doganale di aver fatto tutto ciò che è necessario per procurarsi le merci da perfezionare sul mercato comunitario senza che alcun produttore comunitario si sia manifestato.
2. Il paragrafo 1, lettera a), non si applica alle merci di cui all'allegato II del trattato.
Articolo 8
1. La concessione dell'autorizzazione con il sistema della sospensione è subordinata alla condizione che tutti i prodotti compensatori siano destinati all'esportazione.
Tuttavia, questa condizione non è richiesta per i prodotti
compensatori secondari la cui importanza economica non è maggiore di quella dei prodotti compensatori principali.
2. Quando si tratti di un'impresa che abbia flussi continui di fabbricazione destinati, al tempo stesso, al mercato della Comunità ed ai mercati terzi, e la persona che richiede l'autorizzazione non è in condizione di indicare con precisione la parte di prodotti compensatori destinata ad essere esportata fuori del territorio doganale della Comunità, l'autorità doganale concede l'autorizzazione con il sistema della sospensione procedendo ad una ragionevole valutazione di questa parte.
CAPITOLO III
COMPENSAZIONE PER EQUIVALENZA ED
ESPORTAZIONE ANTICIPATA
Articolo 9
Fatto salvo l'articolo 10, per avvalersi della compensazione per equivalenza o dell'esportazione anticipata le merci equivalenti debbono essere classificate nella stessa sottovoce della tariffa doganale comune, essere della stessa qualità commerciale e possedere le medesime caratteristiche tecniche delle merci d'importazione.
Articolo 10
Quando le circostanze lo giustifichino, l'autorità doganale ammette che le merci equivalenti possano trovarsi in una fase
di fabbricazione più avanzata delle merci d'importazione, a condizione che la parte essenziale dell'operazione di perfezionamento cui vengono sottoposte le merci equivalenti sia effettuata nell'impresa del titolare dell'autorizzazione o nell'impresa in cui essa è effettuata per conto di questi.
Articolo 11
Per le merci di cui all'allegato IV, si applicano le disposizioni particolari che figurano in detto allegato.
Articolo 12
1. Il cambiamento di situazione doganale, di cui all'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base avviene:
a) in caso di ricorso alla compensazione per equivalenza, senza esportazione anticipata, sia per le merci di importazione che per le merci equivalenti, all'atto dell'accettazione del documento utilizzato per dare ai prodotti compensatori o alle merci tal quali una delle destinazioni doganali di cui all'articolo 18 del regolamento di base.
Tuttavia, quando il titolare dell'autorizzazione immette, sul mercato comunitario, merci d'importazione, sia tal quali, sia in forma di prodotti compensatori, prima dell'appuramento del regime, la situazione doganale muta all'atto stesso di tale immissione sia per le merci di importazione che per le merci equivalenti;
b) in caso di ricorso all'esportazione anticipata:
- per i prodotti compensatori esportati, all'atto dell'accettazione della dichiarazione d'esportazione sempreché le merci d'importazione siano vincolate al regime;
- per le merci d'importazione e le merci equivalenti, all'atto dell'accettazione della dichiarazione di vincolo al regime.
2. Il cambiamento di situazione doganale di cui al paragrafo 1 non modifica l'origine delle merci esportate.
3. In caso di distruzione totale o di perdita irreparabile delle merci tal quali o di prodotti compensatori, la parte di merci d'importazione distrutta o persa è determinata in funzione della parte di merci d'importazione presenti nelle scorte dello stesso tipo nell'impresa del titolare al momento in cui è avvenuta tale distruzione o perdita, a meno che il titolare dell'autorizzazione apporti la prova del quantitativo di merci d'importazione andato effettivamente distrutto o perso.
CAPITOLO IV
TRAFFICO TRIANGOLARE
Articolo 13
L'autorità doganale dello Stato membro di cui all'articolo 3 del regolamento di base può permettere il ricorso al traffico triangolare unicamente nel quadro del ricorso all'esportazione anticipata.
CAPITOLO V
RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE
Articolo 14
1. Fatto salvo l'articolo 26, l'autorizzazione dev'essere fatta per iscritto su un formulario conforme al modello figurante nell'allegato II. Essa deve contenere almeno le informazioni figuranti nel predetto allegato. Essa è firmata e datata.
2. L'autorizzazione è inviata al richiedente.
3. L'autorizzazione ha effetto dalla data del rilascio.
4. In casi eccezionali debitamente motivati, l'autorità doganale può rilasciare un'autorizzazione con effetti retroattivi.
Tali effetti non possono tuttavia essere anteriori alla presentazione della domanda di autorizzazione.
5. Copia dell'autorizzazione concessa è custodita dall'autorità doganale per almento tre anni civili a decorrere dalla fine dell'anno nel corso del quale cessa di essere valida.
Articolo 15
La durata di validità dell'autorizzazione è stabilita dall'autorità doganale in funzione delle condizioni economiche e tenuto conto delle particolari necessità del richiedente l'autorizzazione.
Se la durata eccede due anni, le condizioni in virtù delle quali è stata rilasciata l'autorizzazione sono riesaminate periodicamente alle scadenze indicate nell'autorizzazione medesima.
TITOLO III
FUNZIONAMENTO DEL REGIME
CAPITOLO I
MISURE SPECIFICHE DI POLITICA COMMERCIALE
Articolo 16
Quando si ricorra al sistema della sospensione, il vincolo al regime di merci non comunitarie ha per conseguenza la non applicazione delle misure specifiche di politica commerciale all'importazione previste per tali merci.
Articolo 17
Possono essere vincolate al regime con il sistema della sospensione anche le merci non comunitarie anche se esse non sono soggette ai dazi all'importazione:
a) ai fini della non applicazione delle misure specifiche di politica commerciale all'importazione previste per le stesse;
b) ai fini della non applicazione delle misure specifiche di politica commerciale all'esportazione previste per le stesse, sia tal quali, sia in forma di prodotti compensatori, fatte salve le misure specifiche di politica commerciale applicabili all'esportazione di prodotti originari della Comunità.
CAPITOLO II
FORMALITÀ PER IL VINCOLO DELLE MERCI AL REGIME NEL QUADRO DEL SISTEMA DELLA SOSPENSIONE E FORMALITÀ PER LA LORO IMMISSIONE IN LIBERA PRATICA NEL QUADRO DEL SISTEMA DEL RIMBORSO
Sezione 1
Procedura normale
Articolo 18
1. Il vincolo delle merci al regime, nel quadro del sistema della sospensione, è subordinato alla presentazione di una dichiarazione di vincolo al regime. La persona che compila la dichiarazione è denominata qui di seguito «dichiarante».
2. Il paragrafo 1 si applica anche in caso di vincolo al regime di merci d'importazione nel quadro del sistema di esportazione anticipata.
3. La dichiarazione di cui al paragrafo 1 dev'essere presentata in un ufficio doganale competente dello Stato membro in cui è stata rilasciata l'autorizzazzione. Tuttavia, qualora si ricorra al traffico triangolare, la dichiarazione di vincolo al regime delle merci d'importazione dev'essere presentata nell'ufficio doganale indicato sul bollettino INF 5
previsto dall'articolo 32.
Articolo 19
1. La dichiarazione di cui all'articolo 18 deve essere fatta per iscritto su un formulario conforme al modello ufficiale all'uopo stabilito dall'autorità doganale.
2. La dichiarazione deve essere firmata e contenere le indicazioni necessarie per l'individuazione delle merci e l'eventuale applicazione dei dazi all'importazione.
Essa deve recare, in particolare, le seguenti indicazioni:
a) nome o ragione sociale ed indirizzo del dichiarante;
b) nome o ragione sociale ed indirizzo del titolare dell'autorizzazione, quando trattasi di persona diversa dal dichiarante;
c) nome o ragione sociale ed indirizzo dell'operatore, quando trattasi di persona diversa dalle due persone suindicate;
d) designazione delle merci secondo le specificazioni figuranti nell'autorizzazione;
e) sottovoce in cui le merci figurano nella nomenclatura della tariffa doganale comune, nonché designazione delle stesse secondo le caratteristiche di detta nomenclatura o in termini sufficientemente precisi per consentire ai servizi doganali di stabilire subito e senza ambiguità che esse corrispondono alla sottovoce della tariffa doganale comune indicata nella dichiarazione;
f) estremi dell'autorizzazione;
g) numero, natura, marche e numeri dei colli contenenti le merci o, quando trattasi di merci non imballate, numero delle merci che formano oggetto della dichiarazione o dicitura «alla rinfusa», secondo il caso, oltre alle indicazioni necessarie per individuare tali merci;
h) per le merci dichiarate per un regime dopo aver formato oggetto della dichiarazione sommaria di cui all'articolo 3
della direttiva 68/312/CEE (1), il riferimento a questa dichiarazione sommaria, sempre che il servizio doganale non apponga tale indicazione;
i) per le merci che non hanno formato oggetto della dichiarazione sommaria di cui alla lettera h) e che sono dichiarate per il regime:
- senza essere state preventivamente vincolate ad un altro regime doganale, le informazioni necessarie per l'individuazione del mezzo di trasporto a bordo del quale sono pervenute all'ufficio doganale;
- dopo essere state vincolate ad un altro regime doganale, le indicazioni necessari per l'appuramento di questo regime;
- dopo essere state poste in una zona franca, se del caso, le informazioni necessarie per l'individuazione del mezzo di trasporto a bordo del quale sono pervenute all'ufficio doganale;
j) quantità delle merci;
k) nel caso di merci soggette a dazi ad valorem, il loro valore in dogana stabilito in conformità delle disposizioni del regolamento (CEE) n. 1224/80 (2);
l) nel caso di merci soggette a dazi specifici, le indicazioni e le specificazioni quantitative complementari eventualmente necessarie per l'applicazione di tali dazi;
m) nel caso di merci soggette a dazi ad valorem con un minimo di riscossione fondato su dati specifici, l'insieme delle indicazioni di cui alle lettere k) e l);
n) paese di provenienza delle merci, a norma dell'articolo 10 del regolamento (CEE) n. 1736/75 (3), e loro paese di origine, a norma del regolamento (CEE) n. 802/68 (4), o, nel caso di merci che soddisfano alle condizioni necessarie per beneficiare di un trattamento preferenziale in virtù della loro origine, a norma delle disposizioni comunitarie o convenzionali che prevedono tale trattamento preferenziale.
Articolo 20
1. L'autorità doganale può esigere che l'autorizzazione venga presentata con la dichiarazione di vincolo al regime o con la dichiarazione di immissione in libera pratica nel quadro del sistema di rimborso.
2. Devono essere allegati alle dichiarazioni tutti gli altri documenti la cui presentazione è necessaria al vincolo al regime o alla immissione in libera pratica.
(1) GU n. L 194 del 6. 8. 1968, pag. 13.
(2) GU n. L 134 del 31. 5. 1980, pag. 1.
(3) GU n. L 183 del 14. 7. 1975, pag. 3.
(4) GU n. L 148 del 28. 6. 1968, pag 1.
3. L'autorità doganale può permettere che, invece di allegare i documenti, essi siano tenuti a sua disposizione.
Articolo 21
La dichiarazione di immissione in libera pratica compilata nel quadro del sistema di rimborso deve contenere, oltre alle indicazioni richieste per l'immissione in libera pratica e agli estremi dell'autorizzazione, le indicazioni supplementari seguenti:
a) nome o ragione sociale ed indirizzo del titolare dell'autorizzazione, quando trattasi di persona diversa dal dichiarante;
b) nome o ragione sociale ed indirizzo dell'operatore, quando trattasi di persona diversa dalle due persone suindicate;
c) la designazione delle merci secondo le specificazioni figuranti nell'autorizzazione.
Articolo 22
L'autorità doganale può permettere che le indicazioni di cui all'articolo 19, paragrafo 2, lettere b) e c), e quelle di cui all'articolo 21, lettere a) e b), non vengano fornite qualora l'autorizzazione sia esibita all'atto della presentazione della dichiarazione.
Articolo 23
1. Le disposizioni dell'articolo 4, paragrafi 3, 4 e 5, e degli articoli da 5 a 10 del regolamento (CEE) n. 1751/84 della Commissione, del 13 giugno 1984, che fissa talune disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 3599/82 del Consiglio relativo al regime dell'ammissione temporanea (5), si applicano mutatis mutandis.
2. L'accettazione di una delle dichiarazioni di cui all'articolo 18 o all'articolo 21 è subordinata ad un'autorizzazione di perfezionamento attivo. In casi eccezionali, debitamente giustificati, l'autorità doganale può tuttavia accettare la dichiarazione di cui sopra senza che sia stata rilasciata la predetta autorizzazione, sempreché la domanda sia stata fatta anteriormente all'accettazione.
Sezione 2
Procedure semplificate
Articolo 24
1. Sempreché non venga pregiudicata la regolarità delle
(5) GU n. L 171 del 29. 6. 1984, pag. 1.
operazioni, l'autorità doganale permette, a richiesta dell'interessato e alle condizioni da essa stabilite, che:
a) la dichiarazione di cui agli articoli 18 o 21 non contenga talune delle indicazioni di cui agli articoli da 19 a 21 o non vi vengano allegati taluni documenti di cui all'articolo 20;
b) venga presentato, invece della dichiarazione di cui agli articoli 18 o 21, un documento commerciale o amministrativo con una domanda di vincolo al regime o di ricorso al sistema del rimborso firmata dal dichiarante;
c) il vincolo al regime di merci o il ricorso al sistema del rimborso avvenga senza che le merci le siano presentate e prima della presentazione della dichiarazione.
2. Qualora la procedura semplificata di cui al paragrafo 1, lettera c), sia autorizzata, fin dall'arrivo delle merci nei luoghi all'uopo designati, il titolare dell'autorizzazione è tenuto:
a) a comunicare tale arrivo all'autorità doganale, nella forma e secondo le modalità da essa stabilite.
Tuttavia, l'autorità doganale può:
- invece di esigere dal titolare dell'autorizzazione di attendere l'arrivo effettivo delle merci per dargliene comunicazione, autorizzarlo ad informarla non appena tale arrivo sia imminente;
- in talune circostanze particolari giustificate dalla natura delle merci in oggetto e dal ritmo accelerato delle operazioni d'importazione, dispensare il titolare dell'autorizzazione dall'obbligo di comunicarle l'arrivo delle merci volta per volta, a condizione che egli fornisca tutte le informazioni che essa reputi necessarie per poter esercitare, all'occorrenza, il suo diritto di visita;
b) ad iscrivere le merci nelle proprie scritture. L'iscrizione deve essere effettuata nella forma e secondo le modalità stabilite dall'autorità doganale. Essa deve comportare l'indicazione della data alla quale tale iscrizione ha luogo. Essa può essere sostituita da ogni altra formalità, definita dall'autorità doganale, che presenti garanzie analoghe;
c) a tenere a disposizione dell'autorità doganale tutti i documenti relativi al vincolo delle merci al regime.
3. L'autorità doganale rifiuta l'autorizzazione a beneficiare di una delle procedure semplificate di cui al paragrafo 1 alle persone:
a) che non offrano tutte le garanzie necessarie per il buono svolgimento delle operazioni;
b) le cui scritture non consentano all'autorità doganale,
quando ci si avvalga della procedura semplificata di cui al paragrafo 1, lettera c), di controllare le operazioni.
L'autorità doganale può rifiutare l'autorizzazione alle persone che non effettuino di frequente operazioni di vincolo di merci al regime.
Articolo 25
1. La dichiarazione incompleta, il documento commerciale o amministrativo e l'iscrizione nelle scritture di cui all'articolo 24 devono contenere almeno le indicazioni necessarie per identificare le merci.
L'accettazione della dichiarazione incompleta o del documento commerciale o amministrativo da parte dell'ufficio doganale o l'iscrizione nelle scritture hanno lo stesso valore giuridico dell'accettazione della dichiarazione di cui all'articolo 18 o all'articolo 21.
Se del caso viene effettuata una visita delle merci sulla base delle indicazioni figuranti nella dichiaranzione incompleta, nel documento commerciale o amministrativo o nelle scritture.
Nei casi di cui all'articolo 24, paragrafo 1, lettera c), l'iscrizione delle merci nelle scritture ha valore di svincolo.
2. La dichiarazione complementare o la dichiarazione relativa alle merci che formano oggetto dell'autorizzazione di cui all'articolo 24, paragrafo 1, dev'essere presentata all'ufficio doganale competente ovvero i documenti mancanti di cui all'articolo 24, paragrafo 1, lettera a), devono essere forniti, nei termini stabiliti dall'autorità doganale e, al più tardi, all'atto della presentazione del conto di appuramento.
L'accettazione della dichiarazione non ha lo stesso valore giuridico dell'accettazione della dichiarazione di cui all'articolo 18 o all'articolo 21.
3. L'autorità doganale può ammettere che la dichiarazione o la dichiarazione complementare rivesta carattere globale, periodico o riepilogativo.
Articolo 26
1. Quando non si applichino gli articoli 24 e 25 e le operazioni di perfezionamento riguardino:
a) la riparazione di merci, compresa la loro revisione e la loro messa a punto, oppure
b) le manipolazioni usuali di cui possono formare oggetto le merci in virtù delle disposizioni comunitarie relative ai depositi doganali e alle zone franche,
l'ufficio doganale designato dall'autorità doganale permette che la presentazione della dichiarazione di vincolo al regime o la dichiarazione di immissione in libera pratica nel quadro del sistema di rimborso costituisca, nel contempo, la domanda di autorizzazione.
In tal caso, l'autorizzazione è costituita dall'accettazione di questa dichiarazione e tale accettazione è subordinata alle condizioni relative al rilascio dell'autorizzazione.
2. L'ufficio doganale designato dall'autorità doganale può applicare la procedura di cui al paragrafo 1 nel caso di merci destinate a subire operazioni di perfezionamento attivo diverse da quelle di cui al predetto paragrafo.
Ciascuno Stato membro comunica alla Commissione gli uffici designati, precisando, per ciascuno di essi, i tipi di merci e le operazioni di perfezionamento ammesse.
3. Ove si applichino i paragrafi 1 e 2, la dichiarazione contiene anche le seguenti indicazioni:
a) nome o ragione sociale ed indirizzo dell'operatore, quando trattasi di persona diversa dal dichiarante,
b) natura dell'operazione di perfezionamento,
c) designazione commerciale e/o tecnica dei prodotti compensatori,
d) tasso di rendimento o, se del caso, modalità di determinazione di detto tasso,
e) termine per ricevere una delle destinazioni doganali previste dall'articolo 18 o dall'articolo 27 del regolamento di base,
f) luogo in cui si prevede di effettuare l'operazione di perfezionamento.
CAPITOLO III
TERMINI DI CUI ALL'ARTICOLO 14 DEL REGOLAMENTO DI BASE
Articolo 27
Quando le circostanze lo giustifichino, la proroga del termine fissato per ricevere una delle destinazioni di cui all'articolo 18 o 27 del regolamento di base può essere concessa anche dopo la scadenza del termine inizialmente concesso.
Articolo 28
Per i prodotti agricoli della stessa specie di quelli cui all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 565/80 (1), qualora detti prodotti siano destinati ad essere esportati sotto forma di prodotti trasformati o di merci di cui all'articolo 2, lettera b) o c), di detto regolamento, il termine entro il quale le merci d'importazione devono avere ricevuto una delle destinazioni di cui all'articolo 18 del regolamento di base non può eccedere sei mesi.
(1) GU n. L 62 del 7. 3. 1980, pag. 5.
Articolo 29
1. Il termine di cui all'articolo 14, paragrafo 3, del regolamento di base è stabilito tenendo conto del tempo necessario per l'approvvigionamento e il trasporto verso la Comunità delle merci d'importazione.
2. Il termine di cui al paragrafo 1 non può eccedere:
- tre mesi, per le merci facenti parte di un sistema di regolamentazione dei prezzi;
- la durata di validità del certificato d'importazione, rilasciato in conformità del regolamento (CEE) n. 2630/81
(2), per lo zucchero greggio della sottovoce 17.01 B della tariffa doganale comune;
- sei mesi, per tutte le altre merci. Tuttavia, tale termine può essere prorogato su richiesta debitamente motivata dal titolare, senza peraltro che la durata totale possa eccedere dodici mesi. Quando le circostanze lo giustifichino, la proroga può esser concessa anche dopo la scadenza del termine inizialmente concesso.
Articolo 30
1. I termini di cui agli articoli 27 e 28 sono calcolati dalla data di accettazione della dichiarazione di vincolo al regime delle merci o della dichiarazione di immissione in libera pratica nel quadro del sistema del rimborso.
2. I termini fissati in conformità dell'articolo 29 sono calcolati a partire dalla data di accettazione della dichiarazione di esportazione.
CAPITOLO IV
TASSI FORFETTARI DI RENDIMENTO
Articolo 31
1. Quando le operazioni di perfezionamento attivo riguardino merci d'importazione, di cui alla colonna 1 dell'allegato V, ai fini dell'ottenimento dei prodotti compensatori di cui alle colonne 3 e 4, l'autorità doganale applica i tassi forfettari di rendimento figuranti nella colonna 5.
2. Per beneficiare del ricorso ai tassi forfettari di rendimento di cui al paragrafo 1, le merci d'importazione devono essere di qualità sana, leale e mercantile e rispondere alla qualità tipo eventualmente stabilita dalla normativa comunitaria.
3. Ciascuno Stato membro comunica alla Commissione i casi in cui i tassi forfettari di cui al paragrafo 1 non abbiano potuto essere applicati a motivo del fatto che, benché le
(2) GU n. L 258 dell'11. 9. 1981, pag. 16.
operazioni di perfezionamento riguardino le merci d'importazione figuranti nella colonna 1 dell'allegato V, esse si concludono con l'ottenimento di prodotti compensatori diversi da quelli di cui alle colonne 3 e 4, nello stesso stadio di fabbricazione.
CAPITOLO V
TRAFFICO TRIANGOLARE
Articolo 32
1. Quando si ricorre al traffico triangolare si utilizza il bollettino d'informazioni, denominato «bollettino INF 5».
2. Il bollettino INF 5, il cui formulario è conforme al facsimile e alle disposizioni figuranti nell'allegato VI, si compone di un originale e tre copie, che vanno depositati insieme nell'ufficio doganale in cui è presentata la dichiarazione di esportazione.
Il bollettino INF 5 è compilato per i quantitativi di merci d'importazione corrispondenti ai quantitativi di prodotti compensatori esportati. Quando si prevede di effettuare importazioni scaglionate, possono essere compilati più bollettini INF 5.
Articolo 33
1. L'ufficio doganale in cui vengono espletate le formalità di esportazione vista il bollettino INF 5, conserva la copia n. 1, e consegna al dichiarante l'originale e le altre due copie.
L'ufficio doganale in cui ha avuto luogo l'esportazione fuori del territorio doganale della Comunità certifica l'uscita delle merci da tale territorio annotando l'originale e le copie del bollettino INF 5, che restituisce poi al dichiarante.
2. Quando l'ufficio doganale in cui sono espletate le formalità di esportazione è un ufficio doganale diverso da quello abilitato a controllare il regime, la copia n. 1 è inviata, dopo essere stata vistata, a quest'ultimo ufficio.
Articolo 34
1. L'indicazione relativa all'ufficio doganale d'importazione in cui verranno espletate le formalità di vincolo al regime delle merci d'importazione può essere modificata dall'ufficio doganale dello Stato membro di esportazione abilitato a controllare il regime oppure dall'ufficio doganale dello Stato membro di importazione che comunica il cambiamento effettuato all'ufficio doganale abilitato a controllare il regime.
2. In caso di furto, perdita o distruzione del bollettino INF 5, l'importatore può chiedere un duplicato all'ufficio doganale che l'ha vistato. Tale ufficio accoglie la richiesta
qualora sia fornita la prova che le merci d'importazione per le quali è chiesto un duplicato non siano state vincolate al regime.
L'originale e tutte le copie del bollettino INF 5 così rilasciato devono essere corredati di una delle seguenti diciture:
DUPLICADO
DUPLIKAT
ÁÍÔÉÃÑÁOEÏ
DUPLICATE
DUPLICATA
DUPLICATO
DUPLIKAAT
SEGUNDA VIA
Articolo 35
1. La dichiarazione di vincolo delle merci d'importazione al regime deve essere corredata dell'originale e delle copie
nn. 2 e 3 del bollettino INF 5.
2. L'ufficio doganale in cui è presentata la dichiarazione di vincolo al regime annota sull'originale e sulle copie nn. 2 e 3 del bollettino INF 5 i quantitativi di merci d'importazione vincolati al regime, nonché la data di accettazione della dichiarazione relativa al predetto vincolo. Esso rinvia senza indugio la copia n. 3 all'ufficio doganale dello Stato membro di esportazione competente a controllare il regime, consegna l'originale al dichiarante e custodisce la copia n. 2.
Articolo 36
Dopo aver ricevuto la copia n. 3 l'ufficio doganale abilitato a controllare il regime comunica senza indugio al titolare dell'autorizzazione il quantitativo di merci d'importazione vincolato al regime e la data del loro vincolo.
Articolo 37
1. Quando si ricorra al traffico triangolare e le merci d'importazione:
a) siano soggette ai dazi doganali, alle tasse di effetto equivalente o alle imposizioni istituite nel quadro della politica agricola comune o dei regimi specifici applicabili a talune merci risultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli o previsti, se del caso, in un atto di adesione, in caso di scambi tra lo Stato membro di esportazione e lo Stato membro d'importazione, o
b) diano luogo, nel quadro degli scambi di cui alla lettera a), alla concessione d'importi istituiti nel quadro della politica agricola comune o dei regimi specifici applicabili a talune merci risultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli o previsti, se del caso, in un atto di adesione,
queste imposizioni e importi sono applicati come se le merci d'importazione fossero state:
- spedite dall'esportatore dei prodotti compensatori dello Stato membro d'esportazione verso lo Stato membro d'importazione, e
- introdotte nello Stato membro d'importazione in provenienza dallo Stato membro d'esportazione, dalla persona in nome e per conto della quale la dichiarazione di vincolo al regime delle merci d'importazione è effettuata.
2. Le imposizioni o gli importi di cui al paragrafo 1 sono applicati dallo Stato membro d'importazione al momento del vincolo delle merci d'importazione al regime e dallo Stato membro d'esportazione al momento dell'appuramento del regime.
3. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, gli elementi da prendere in considerazione sono quelli in vigore all'atto dell'accettazione della dichiarazione di vincolo al regime delle merci d'importazione.
Articolo 38
Le disposizioni del presente capitolo si applicano anche in caso di esportazione anticipata di prodotti compensatori e d'importazione di merci d'importazione nello stesso Stato membro. Tuttavia, gli Stati membri possono predisporre altre procedure.
CAPITOLO VI
DISPOSIZIONI PARTICOLARI APPLICABILI IN CASO DI RICORSO AL SISTEMA DI RIMBORSO
Articolo 39
1. Le merci immesse in libera pratica nel quadro del sistema di rimborso e i prodotti compensatori ottenuti applicando questo sistema possono formare oggetto di operazioni successive di perfezionamento nel quadro di altre autorizzazioni che prevedano lo stesso sistema. L'autorità doganale rilascia eventualmente una nuova autorizzazione facendo riferimento all'autorizzazione rilasciata precedentemente.
2. Quando viene concessa un'altra autorizzazione alle condizioni previste dal paragrafo 1, si tiene conto del termine fissato nella nuova autorizzazione per il rimborso o l'abbuono dei dazi.
CAPITOLO VII
DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE RELATIVE ALLE DESTINAZIONI DOGANALI DI CUI AGLI ARTICOLI 18 E 27 DEL REGOLAMENTO DI BASE
Articolo 40
1. Fatta salva l'applicazione delle procedure semplificate,
qualsiasi prodotto compensatore o qualsiasi merce tal
quale cui verrà attribuita una delle destinazioni doganali di cui agli articoli 18 e 27 del regolamento di base dev'essere presentato all'ufficio doganale competente, abilitato dall'autorità doganale a controllare il regime, e formare oggetto delle formalità doganali previste per la destinazione in causa, in conformità delle disposizioni generali relative a tale destinazione.
Tuttavia, l'autorità doganale può consentire che detto prodotto o detta merce siano presentati ad un ufficio doganale diverso da quello di cui al primo comma.
2. Sono considerati presentati ad un ufficio doganale i prodotti compensatori o le merci tal quali la cui presenza nel perimetro dell'ufficio o in altro luogo designato dall'autorità doganale sia stata da quest'ultima segnalata nelle forme prescritte per poter provvedere alla loro sorveglianza o al loro controllo.
Articolo 41
La dichiarazione o la domanda con cui si chiede di attribuire ai prodotti compensatori o alle merci tal quali una delle destinazioni doganali di cui agli articoli 18 e 27 del regolamento di base deve contenere gli elementi necessari per l'appuramento del regime o per giustificare una domanda di rimborso.
CAPITOLO VIII
DISPOSIZIONI PARTICOLARI RELATIVE
ALL'ESPORTAZIONE
Sezione 1
Procedura normale
Articolo 42
L'esportazione diretta o effettuata dopo l'assegnazione all'una o all'altra delle destinazioni doganali di cui agli articoli 18, paragrafo 2, lettera a) o b), e 27 del regolamento di base dei prodotti compensatori o delle merci tal quali, è subordinata all'espletamento delle formalità d'esportazione.
Articolo 43
1. Le disposizioni da osservare relativamente alla presentazione di una dichiarazione d'esportazione, alla sua accettazione, alla sua rettifica e al suo annullamento, all'esame dei prodotti compensatori o delle merci tal quali dichiarati, all'eventuale prelievo di campioni, alla verifica della dichiarazione e dei documenti che a questi si riferiscono, al risultato della verifica nonché all'autorizzazione di esportare i prodotti o le merci, sono quelle adottate dagli Stati membri per conformarsi alla direttiva 81/177/CEE del Consiglio, del 24 febbraio 1981, relativa all'armonizzazione delle procedure di esportazione delle merci comunitarie (1), e alla sua direttiva di applicazione 82/347/CEE (1), tenuto conto degli obiettivi del presente regolamento.
(1) GU n. L 83 del 30. 3. 1981, pag. 40.
2. In caso di ricorso al sistema dell'esportazione anticipata si applica, mutatis mutandis, l'articolo 23, paragrafo 2.
Sezione 2
Procedure semplificate
Articolo 44
1. Sempreché non venga pregiudicata la regolarità delle operazioni, l'autorità doganale permette, alle condizioni da essa stabilite, che:
a) venga presentato, al posto della dichiarazione d'esportazione, un documento commerciale o amministrativo con una domanda di esportazione, firmata dal dichiarante,
b) l'esportazione di prodotti compensatori abbia luogo senza che essi vengano presentati all'autorità doganale abilitata a controllare l'esportazione e prima del deposito della dichiarazione d'esportazione.
2. Quando venga autorizzata la procedura semplificata di cui al paragrafo 1, lettera b), il titolare dell'autorizzazione è tenuto:
a) ad informare l'autorità doganale abilitata a controllare l'esportazione di cui al paragrafo 1, lettera b), nella forma e secondo le modalità da essa stabilite, delle spedizioni da effettuare, per consentirle di procedere, se del caso, al loro controllo prima della partenza;
b) a redigere la dichiarazione di esportazione o il documento di cui al paragrafo 1, lettera a);
c) ad annotare nelle proprie scritture le merci tal quali o i prodotti compensatori destinati all'esportazione. L'iscrizione avviene nella forma e secondo le modalità stabilite dall'autorità doganale. Essa deve recare la data alla quale ha luogo l'iscrizione. Tale iscrizione può essere sostituita da ogni altra formalità, definita dall'autorità doganale, che presenti garanzie analoghe;
d) a tenere a disposizione dell'autorità doganale tutti i documenti relativi all'esportazione delle merci tal quali o dei prodotti compensatori.
3. L'autorità doganale rifiuta l'autorizzazione a beneficiare di una delle procedure semplificate di cui al paragrafo 1 alle persone:
a) che non offrano tutte le garanzie necessarie per il buono svolgimento delle operazioni di perfezionamento attivo;
b) le cui scritture non consentano all'autorità doganale,
quando ci si avvalga della procedura semplificata di cui al paragrafo 1, lettera b), di controllare le operazioni.
(1) GU n. L 156 del 7. 6. 1982, pag. 1.
L'autorità doganale può rifiutare l'autorizzazione alle persone che non effettuino di frequente operazioni di perfezionamento attivo.
Articolo 45
1. Il documento commerciale o amministrativo e l'iscrizione nelle scritture di cui all'articolo 44 devono contenere almeno le indicazioni necessarie per identificare le merci o i prodotti e gli estremi dell'autorizzazione.
L'accettazione, da parte dell'ufficio doganale, del documento commerciale o amministrativo o l'iscrizione nelle scritture ha lo stesso valore giuridico dell'accettazione della dichiarazione d'esportazione.
Se del caso è effettuata una visita delle merci o dei prodotti sulla base delle indicazioni figuranti nel documento commerciale o amministrativo o nelle scritture.
Nei casi di cui all'articolo 44, paragrafo 1, lettera b), l'iscrizione delle merci nelle scritture ha valore di svincolo.
2. La dichiarazione relativa alle merci o ai prodotti che formano oggetto dell'autorizzazione di cui al paragrafo 1 deve essere presentata all'ufficio doganale competente nei termini stabiliti dall'autorità doganale. L'accettazione di detta dichiarazione non ha lo stesso valore giuridico dell'accettazione della dichiarazione d'esportazione.
3. L'autorità doganale può permettere che la dichiarazione rivesta carattere globale, periodico o riepilogativo.
CAPITOLO IX
DISPOSIZIONI PARTICOLARI RELATIVE ALL'IMMISSIONE IN LIBERA PRATICA
Sezione 1
Circostanze che giustificano l'immissione in libera pratica
Articolo 46
1. L'immissione in libera pratica dei prodotti compensatori o delle merci tal quali è giustificata segnatamente:
a) quando le condizioni del mercato terzo risultino modificate e rendano economicamente impossibile la prevista esportazione;
b) quando riguardi prodotti compensatori secondari la cui importanza economica non è maggiore di quella dei prodotti compensatori principali;
c) quando si tratti di merci tal quali o di prodotti compensatori nel quadro di un'autorizzazione rilasciata conformemente all'articolo 8, paragrafo 2;
d) quando l'operazione di perfezionamento prevista non possa essere effettuata per motivi tecnici e/o economici.
2. L'autorità doganale può autorizzare l'immissione in libera pratica caso per caso o globalmente. L'autorizzazione è rilasciata unicamente se non vi si oppongono le altre disposizioni comunitarie connesse all'immissione in libera pratica.
Sezione 2
Procedure semplificate
Articolo 47
1. Sempreché non venga pregiudicata la regolarità delle operazioni, l'autorità doganale permette, a richiesta dell'interessato e alle condizioni da essa stabilite, che:
a) la dichiarazione di immissione in libera pratica non contenga alcune delle indicazioni previste;
b) sia presentato, al posto della dichiarazione, un documento commerciale o amministrativo corredato di una domanda di immissione in libera pratica, firmata dal dichiarante;
c) l'immissione in libera pratica di prodotti compensatori o di merci tal quali abbia luogo senza che tali merci o prodotti le vengano presentati e prima della presentazione della dichiarazione.
2. Quando è autorizzata la procedura semplificata di cui al paragrafo 1, lettera c), il titolare dell'autorizzazione è tenuto:
a) ad informare l'autorità doganale, prima dell'uscita delle merci dai suoi locali, nella forma e secondo le modalità da essa stabilite, degli svincoli imminenti e/o a fornirle tutte le informazioni che essa reputi necessarie per poter esercitare, all'occorrenza, il suo diritto di visita;
b) a iscrivere i prodotti compensatori o le merci tal quali nelle proprie scritture. L'iscrizione avviene nella forma e secondo le modalità stabilite dall'autorità doganale. Essa deve comportare l'indicazione della data alla quale tale operazione ha luogo; essa può essere sostituita da ogni altra formalità, definita dall'autorità doganale, che presenti garanzie analoghe;
c) a tenere a disposizione dell'autorità doganale tutti i documenti relativi all'immissione in libera pratica dei prodotti compensatori o delle merci tal quali e segnatamente i certificati di importazione previsti nel quadro della politica agricola comune o i documenti previsti nel quadro della politica commerciale comune.
3. L'autorità doganale rifiuta l'autorizzazione a beneficiare della procedura semplificata di cui al paragrafo 1 alle persone:
a) che non offrono tutte le garanzie necessarie per il buono svolgimento delle operazioni di perfezionamento;
b) le cui scritture non consentano all'autorità doganale, quando ci si avvalga della procedura semplificata di cui al paragrafo 1, lettera c), di controllare le operazioni di perfezionamento.
L'autorità doganale può rifiutare l'autorizzazione alle persone che non effettuino di frequente operazioni di perfezionamento.
Articolo 48
1. La dichiarazione incompleta, il documento commerciale o amministrativo e l'iscrizione nelle scritture di cui all'articolo 47 devono contenere almeno le indicazioni necessarie per identificare i prodotti compensatori o le merci tal quali oltre agli estremi dell'autorizzazione.
L'accettazione, da parte dell'ufficio doganale, della dichiarazione incompleta, del documento commerciale o amministrativo, o l'iscrizione nelle scritture hanno lo stesso valore giuridico dell'accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica.
Se del caso, è effettuata una visita dei prodotti compensatori o delle merci tal quali sulla base delle indicazioni figuranti nella dichiarazione incompleta, nel documento commerciale o amministrativo o nelle scritture.
Nei casi di cui all'articolo 47, paragrafo 1, lettera c), l'iscrizione dei prodotti compensatori o delle merci tal quali nelle scritture ha valore di svincolo.
2. La dichiarazione complementare o la dichiarazione relativa ai prodotti compensatori o alle merci tal quali che formano oggetto dell'autorizzazione di cui al paragrafo 1 deve essere presentata all'ufficio doganale competente nei termini stabiliti dall'autorità doganale.
L'accettazione di tale dichiarazione non ha lo stesso valore giuridico dell'accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica.
3. L'autorità doganale può permettere che la dichiarazione complementare o la dichiarazione di cui al paragrafo 2 rivesta carattere globale, periodico o riepilogativo.
Articolo 49
1. Qualora sia stata rilasciata un'autorizzazione globale d'immissione in libera pratica in applicazione dell'articolo 46, le merci d'importazione possono essere immesse sul mercato comunitario, sotto forma di prodotti compensatori o di merci tal quali, senza che al momento della loro immissione sul mercato siano state espletate formalità d'immissione in libera pratica.
Solamente per l'applicazione del paragrafo 2, non si considera che le merci così immesse sul detto mercato abbiano ricevuto una delle destinazioni di cui all'articolo 18 del regolamento di base.
2. Le merci d'importazione, sotto forma di prodotti compensatori o di merci tal quali, che formano oggetto di
un'autorizzazione globale d'immissione in libera pratica rilasciata conformemente all'articolo 46 e alle quali non è stata assegnata una delle destinazioni di cui all'articolo 18 del regolamento di base allo spirare del termine stabilito sono considerate immesse in libera pratica e la dichiarazione d'immissione in libera pratica è considerata depositata ed accettata e lo svincolo come avvenuto in tal momento senza che si possa concedere una dilazione per il pagamento.
3. Per l'applicazione del regolamento (CEE) n.
222/77 (1), le merci immesse sul mercato comunitario conformemente al paragrafo 1 sono considerate comunitarie dal momento dell'immissione.
Sezione 3
Immissione in libera pratica di merci soggette a misure specifiche di politica commerciale
Articolo 50
1. L'immissione in libera pratica di merci d'importazione in forma di prodotti compensatori o di merci tal quali è subordinata all'applicazione, da parte dell'autorità doganale, delle misure specifiche di politica commerciale in vigore per le merci d'importazione all'atto dell'accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica.
2. Se l'immissione in libera pratica è chiesta in uno Stato membro diverso da quello in cui il regime è stato autorizzato, detta immissione in libera pratica è subordinata all'applicazione, da parte dell'autorità doganale dello Stato membro in cui detto regime è stato autorizzato o, a richiesta del dichiarante, da parte di quella dello Stato in cui l'immissione in libera pratica è chiesta, delle misure specifiche di politica commerciale in vigore, nello Stato membro interessato, per le merci d'importazione all'atto dell'accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica.
CAPITOLO X
DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA TASSAZIONE E ALL'APPLICAZIONE DEGLI IMPORTI COMPENSATIVI MONETARI
Sezione 1
Tassazione e applicazione degli importi compensativi monetari
Articolo 51
1. Per le merci d'importazione che all'atto dell'accettazione della dichiarazione di cui all'articolo 18 potevano beneficiare di un trattamento tariffario favorevole a motivo della loro destinazione particolare, i dazi all'importazione da riscuotere, in applicazione dell'articolo 20, paragrafo 1, del regolamento di base, sono calcolati applicando il tasso corrispondente a questa destinazione, sempre che risultino soddisfatte le condizioni previste per la concessione del beneficio di quest'ultimo, senza che sia necessario concedere alcuna autorizzazione per beneficiare di questo trattamento.
(1) GU n. L 38 del 9. 2. 1977, pag. 1.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano solo quando le merci hanno ricevuto la destinazione particolare prevista per beneficiare del regime tariffario favorevole prima dello spirare del termine fissato a tale scopo nelle disposizioni comunitarie che determinano le condizioni alle quali è subordinata l'ammissione di tali merci al benefico di tale regime. Questo termine inizia al momento dell'accettazione della dichiarazione di cui all'articolo 18. Esso può essere prorogato dall'autorita doganale qualora la merce non abbia ricevuto la destinazione per un caso fortuito o di forza maggiore o per esigenze inerenti al procedimento tecnico di utilizzo della merce.
Articolo 52
1. L'elenco dei prodotti compensatori e delle operazioni di perfezionamento da cui risultano e alle quali si applica l'articolo 21, paragrafo 1, lettera a), primo trattino, del regolamento di base figura nell'allegato VII.
2. La data da prendere in considerazione per la determinazione dei dazi all'importazione relativi ai prodotti compensatori di cui al paragrafo 1 è quella dell'accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica.
3. L'autorità doganale ammette l'applicazione dell'articolo 21, paragrafo 1, lettera a), primo trattino, del regolamento di base alla tassazione dei cascami, dei rottami, dei residui, dei ritagli e degli scarti diversi da quelli figuranti nell'elenco di cui al paragrafo 1.
Ogni Stato membro comunica ogni sei mesi alla Commissione i casi in cui sia stato applicato il presente paragrafo.
Articolo 53
1. Quando le merci d'importazione sono oli d'oliva della sottovoce 15.07 A I o 15.07 A II della tariffa doganale comune e l'immissione in libera pratica di dette merci, sia tal quali, sia in forma di prodotti compensatori della sottovoce 15.07 A II della tariffa doganale comune, è autorizzata, il prelievo da riscutere è:
- il prelievo agricolo indicato nel titolo d'importazione rilasciato nel quadro della gara, fatto salvo il disposto dell'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 3136/78 (2);
oppure
- l'ultimo prelievo agricolo minimo fissato dalla Commissione anteriormente alla data di accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica, quando è presentato il titolo di cui all'articolo 6 del presente regolamento o quando la quantità immessa in libera pratica è uguale o inferiore a 100 chilogrammi.
(2) GU n. L 370 del 30. 12. 1978, pag. 72.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano anche quando le merci d'importazione sono olive della sottovoce 07.01 N II o 07.03 A II della tariffa doganale comune ed è autorizzata l'immissione in libera pratica di prodotti compensatori della sottovoce 15.07 A II della medesima tariffa.
Articolo 54
1. In caso di immissione in libera pratica in uno Stato membro diverso da quello in cui il regime è stato autorizzato di merci tal quali o di prodotti compensatori, lo Stato membro nel quale le merci sono immesse in libera pratica:
- riscuote i dazi all'importazione diversi da quelli di cui al secondo trattino, che sono indicati sul bollettino INF 1 previsto dall'articolo 73, conformemente alle modalità ivi indicate;
- applica l'importo compensativo monetario eventualmente in vigore al momento dell'accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica fatto salvo l'articolo 10 del regolamento (CEE) n. 1677/85 del Consiglio, dell'11 giugno 1985, relativo agli importi compensativi monetari nel settore agricolo (1). Tale importo, in caso di immissione in libera pratica di merci tal quali, è quello applicabile a queste merci e, in caso di immissione in libera pratica di prodotti compensatori, quello applicabile a questi prodotti.
2. In caso di esportazione, quale definita all'articolo 1, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (CEE) n. 3154/85 della Commissione, dell'11 novembre 1985, recante modalità per l'applicazione amministrativa degli importi compensativi monetari (2), lo Stato membro d'esportazione applica gli importi compensativi monetari conformemente alle disposizioni degli articoli 7 e 8 di detto regolamento.
Articolo 55
1. Quando i prodotti compensatori sono immessi in libera pratica e l'importo dell'obbligazione doganale è stabilito sulla base degli elementi di tassazione delle merci d'importazione, conformemente all'articolo 20 del regolamento di base, le indicazioni di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettere h), i), j) e k) della direttiva 82/57/CEE della Commissione, del 17 dicembre 1981, che fissa talune disposizioni di applicazione della direttiva 79/695/CEE del Consiglio, relativa all'armonizzazione delle procedure per l'immissione in libera pratica delle merci (3), devono riferirsi alle merci tal quali.
2. Le indicazioni di cui al paragrafo 1 non debbono tuttavia essere fornite quando il bollettino d'informazioni
INF 1 o un altro documento comportante le stesse indicazioni he quelle figuranti sull'INF 1 e emesso nello stesso Stato membro dove viene effettuata l'immissione in libera pratica sia allegato alla dichiarazione di immissione in libera pratica.
(1) GU n. L 164 del 24. 6. 1985, pag. 6.
(2) GU n. L 310 del 21. 11. 1985, pag. 9.
(3) GU n. L 28 del 5. 2. 1982, pag. 38.
Sezione 2
Ripartizione delle merci d'importazione fra i prodotti compensatori
Articolo 56
La ripartizione delle merci d'importazione fra i prodotti compensatori è effettuata quando sia necessaria per determinare l'importo dei dazi all'importazione da percepire, da rimborsare o sgravare. Essa non viene effettuata, in particolare, quando la determinazione dell'obbligazione venga operata unicamente sulla base dell'articolo 21 del regolamento di base.
Articolo 57
Il metodo della chiave quantitativa (prodotti compensatori) si applica quando dalle operazioni di perfezionamento attivo si ottenga un unico tipo di prodotto compensatore. In tal caso, la quantità di merci d'importazione, corrispondente alle quantità di prodotti compensatori per i quali è sorta un'obbligazione doganale, è calcolata applicando alle quantità totali di dette merci un coefficiente corrispondente al rapporto tra la quantità di prodotti compensatori per i quali sorge un'obbligazione doganale e la quantità totale di prodotti compensatori.
Articolo 58
1. Il metodo della chiave quantitativa (merci d'importazione) si applica in conformità delle disposizioni del presente articolo quando le merci d'importazione si ritrovino, con tutte le loro componenti in ciascuno dei prodotti compensatori.
Per stabilire se tale metodo sia applicabile, non si tiene conto delle perdite.
2. La quantità di merci d'importazione utilizzata per fabbricare ciascun prodotto compensatore è determinata applicando, successivamente, alle quantità totali di merci d'importazione un coefficiente corrispondente al rapporto tra le quantità di dette merci che si ritrovano in ogni tipo di prodotto compensatore e le quantità totali di dette merci che si ritrovano nell'insieme dei prodotti compensatori.
3. La quantità di merci d'importazione, corrispondente alla quantità di prodotti compensatori per la quale è sorta un'obbligazione doganale, è determinata applicando alla quantità di merci d'importazione utilizzata per fabbricare detto prodotto, calcolata in conformità del paragrafo 2, il coefficiente stabilito alle condizioni di cui all'articolo 57.
Articolo 59
1. Il metodo della chiave valore si applica in conformità delle disposizioni del presente articolo in tutti i casi in cui non possano applicarsi gli articoli 57 e 58. Tuttavia, d'accordo col titolare dell'autorizzazione e per ragioni di semplificazione, l'autorità doganale può applicare il metodo della chiave quantitativa (merci d'importazione) invece del metodo della chiave valore, quando l'applicazione di uno o dell'altro metodo dà risultati similari.
2. Per determinare le quantità di merci d'importazione usate nella fabbricazione di ciascun tipo di prodotto compensatore, si applica, successivamente, alle quantità totali di merci d'importazione un coefficiente corrispondente al rapporto tra il valore di ciascun prodotto compensatore e il valore totale di detti prodotti, stabilito in conformità del paragrafo 3.
3. Il valore di ciascun prodotto compensatore da prendere in considerazione ai fini dell'applicazione della chiave valore è:
- il prezzo di vendita, recente, nella Comunità di prodotti indentici o similari, a condizione che esso non sia influenzato da legami tra acquirente e venditore, o, ove non si conosca tale prezzo,
- il prezzo di vendita nella Comunità «franco fabbrica», recente, a condizione ch'esso non sia influenzato da legami tra acquirente e venditore.
Se il valore non può essere determinato applicando le disposizioni del comma precedente, esso è determinato dall'autorità doganale ricorrendo a mezzi ragionevoli.
4. La quantità di merci d'importazione, corrispondente alla quantità di prodotti compensatori per la quale è nata un'obbligazione doganale, è stabilita applicando alla quantità di merci d'importazione usate nella fabbricazione di detto prodotto, calcolata in conformità del paragrafo 2, il coefficiente stabilito alle condizioni di cui all'articolo 57.
Articolo 60
I calcoli di cui agli articoli da 57 a 59 sono effettuati sulla base degli esempi di calcolo di cui all'allegato XI o conformemente a qualsiasi altro sistema che dia i medesimi risultati.
TITOLO IV
CONTO DI APPURAMENTO E DOMANDA DI RIMBORSO
CAPITOLO I
CONTO DI APPURAMENTO
Articolo 61
1. Quando si applica il sistema della sospensione il titolare dell'autorizzazione deve fornire all'autorità doganale, a meno che non vi provveda essa stessa, un conto di appuramento entro un termine ragionevole dopo la scadenza del termine stabilito in applicazione dell'articolo 14 del regolamento di base.
In questo conto devono figurare, sulla base del tasso di rendimento stabilito, da una parte, il quantitativo di merci d'importazione unitamente agli estremi delle dichiarazioni di vincolo al regime e, dall'altra, il quantitativo dei prodotti compensatori con gli estremi dei documenti a fronte dei quali tali prodotti hanno ricevuto una delle destinazioni di cui all'articolo 18 del regolamento di base. Il conto evidenzia anche il quantitativo di merci considerato immesso in libera pratica in conformità dell'articolo 49 e, a titolo orientativo, l'importo dei dazi all'importazione eventualmente esigibili.
2. Quando la determinazione dell'importo dei dazi all'importazione comporta l'individuazione degli altri elementi di tassazione delle merci d'importazione, il conto evidenzia
anche questi elementi e, all'occorrenza, la ripartizione delle merci d'importazione fra i prodotti compensatori stabilita in conformità degli articoli da 57 a 60.
3. Il titolare dell'autorizzazione tiene a disposizione dell'autorità doganale qualsiasi documento relativo alle merci considerate immesse in libera pratica in conformità dell'articolo 49, la cui presentazione sia necessaria ai fini della corretta applicazione delle disposizioni che disciplinano l'immissione in libera pratica delle merci.
4. L'autorità doganale può autorizzare la compilazione del conto di appuramento, di cui al paragrafo 1, con il sistema informatizzato o in altra forma stabilita da detta autorità.
Articolo 62
L'autorità doganale può permettere che il conto di appuramento venga effettuato sulla stessa dichiarazione di vincolo al regime.
Articolo 63
L'autorità doganale annota il conto di appuramento sulla base della verifica effettuata, informa, se necessario, il titolare dell'autorizzazione del risultato della verfica e conserva il conto e i documenti ad esso relativi per almeno tre anni civili dalla fine dell'anno nel corso del quale è stata effettuata la contabilizzazione. Tuttavia, l'autorità doganale può decidere che i documenti relativi al conto vengano conservati dal titolare dell'autorizzazione. In tal caso tali documenti devono essere conservati durante lo stesso periodo.
Articolo 64
1. Se le merci d'importazione sono state vincolate al regime fruendo della stessa autorizzazione, ma a fronte di più dichiarazioni, i prodotti compensatori o le merci tal quali che ricevono una delle destinazioni di cui all'articolo 18 del regolamento di base sono considerati ottenuti dalle merci d'importazione vincolate al regime a fronte delle dichiarazioni più vecchie.
2. Se il titolare dell'autorizzazione fornisce la prova che
i prodotti compensatori o le merci tal quali, di cui al paragrafo 1, sono stati ottenuti da determinate merci d'importazione, il paragrafo 1 non si applica.
CAPITOLO II
DOMANDA DI RIMBORSO
Articolo 65
Ove si applichi l'articolo 39, il rimborso o lo sgravio dei dazi all'importazione per una merce determinata può essere chiesto da un solo titolare di un'autorizzazione.
Articolo 66
1. Il rimborso o lo sgravio dei dazi all'importazione al titolare dell'autorizzazione è subordinato alla presentazione, all'autorità doganale dello Stato membro di cui all'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento di base, da parte dello stesso titolare dell'autorizzazione, di una domanda, in appresso denominata «domanda di rimborso». La domanda va fatta in duplice copia.
2. L'autorità doganale può autorizzare la compilazione della domanda di rimborso con il sistema informatizzato o in altra forma da essa stabilita.
PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 386R3677.1
Articolo 67
1. Nella domanda di rimborso devono figurare segnatamente le indicazioni seguenti:
a) estremi dell'autorizzazione;
b) specie e quantità delle merci d'importazione per le quali si chiede il rimborso o lo sgravio dei dazi;
c) sottovoce in cui sono contemplate le merci d'importazione nella nomenclatura della tariffa doganale comune;
d) valore in dogana delle merci d'importazione e aliquota dei dazi all'importazione di tali merci, riconosciuta dall'autorità doganale all'atto dell'accettazione della dichiarazione d'immissione in libera pratica fruendo del regime;
e) data dell'immissione in libera pratica delle merci d'importazione fruendo del regime;
f) estremi delle dichiarazioni a fronte delle quali le merci d'importazione sono state immesse in libera pratica fruendo del regime;
g) natura, quantità e destinazione doganale dei prodotti compensatori;
h) valore dei prodotti compensatori, se l'appuramento è effettuato in base alla chiave valore;
i) tasso di rendimento;
j) estremi delle dichiarazioni a fronte delle quali i prodotti compensatori sono stati vincolati per ricevere una delle destinazioni doganali di cui all'articolo 27, paragrafo 1, del regolamento di base;
k) importo dei dazi all'importazione da rimborsare o da sgravare, tenuto conto segnatamente dei dazi all'importazione relativi agli altri prodotti compensatori.
2. L'autorità doganale può permettere che la domanda non contenga talune delle indicazioni di cui al paragrafo 1, purché tali indicazioni non riguardino il calcolo dell'ammontare da rimborsare o sgravare.
3. Sono tenute a disposizione dell'autorità doganale le dichiarazioni di cui al paragrafo 1, lettere f) e j) e ogni altro documento supplementare indicato da detta autorità, quando l'autorità doganale decide che dette dichiarazioni e documenti sono conservati dal titolare dell'autorizzazione.
Articolo 68
1. Il termine di cui all'articolo 27, paragrafo 2, del regolamento di base è di sei mesi, al massimo, a decorrere dalla data di assegnazione ai prodotti compensatori di una delle destinazioni di cui all'articolo 27, paragrafo 1, del predetto regolamento.
2. Se circostanze particolari lo giustificano, l'autorità doganale può prorogare il termine di cui al paragrafo 1 anche dopo la scadenza del termine stesso.
Articolo 69
L'autorità doganale annota la domanda di rimborso sulla base della verifica effettuata, informa il titolare dell'autorizzazione del risultato della verifica e conserva la domanda e i documenti ad essa relativi per almeno tre anni civili a decorrere dalla fine dell'anno nel corso del quale essa delibera sulla domanda. Tuttavia, l'autorità può decidere che i documenti relativi alla domanda vengano conservati dal titolare dell'autorizzazione. In tal caso questi documenti devono essere conservati durante lo stesso periodo.
TITOLO V
COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA
CAPITOLO I
COMUNICAZIONI PREVISTE NEL QUADRO DELLE CONDIZIONI ECONOMICHE
Articolo 70
1. La comunicazione di cui all'articolo 8 del regolamento di base dev'essere trasmessa alla Commissione nel corso del mese che segue quello del rilascio dell'autorizzazione.
2. Se l'autorizzazione è rilasciata in conformità dell'articolo 9 del regolamento di base, si applica il termine di cui al paragrafo 1.
Se l'autorità doganale ritiene inopportuno rilasciare l'autorizzazione prima di una consultazione a livello comunitario, comunica subito alla Commissione gli estremi della domanda.
3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione:
a) le informazioni figuranti nell'allegato VIII per ogni autorizzazione, quando il valore delle merci d'importazione superi, per operatore e per anno civile, i limiti di cui all'articolo 6; una comunicazione non è necessaria quando l'autorizzazione di perfezionamento attivo sia rilasciata sulla base di una o più condizioni economiche contrassegnate con i codici seguenti: 6107, 6201, 6202, 6301, 6302, 6303;
b) le informazioni figuranti nell'allegato IX per ogni domanda di autorizzazione respinta, non essendo state reputate soddisfatte le condizioni economiche;
4. Le comunicazioni di cui al paragrafo 3 sono effettuate nel corso del mese che segue quello del rilascio dell'autorizzazione o quello in cui è stata respinta la relativa domanda. Esse sono trasmesse dalla Commissione agli altri Stati membri e sono esaminate dal comitato dei regimi doganali economici quando diano luogo ad osservazioni da parte di uno Stato membro o del presidente dello stesso comitato.
CAPITOLO II
SCAMBIO D'INFORMAZIONI TRA LE AUTORITÀ DOGANALI
Articolo 71
1. Quando i prodotti compensatori o le merci tal quali siano posti in zona franca o vincolati ad uno dei regimi
doganali di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera a), b) o d), o all'articolo 27, paragrafo 1, secondo trattino, del regolamento di base, il riquadro riservato alla designazione delle merci nel documento relativo a detto regime o in quello utilizzato in zona franca o in un altro riquadro all'uopo indicato, reca una delle seguenti diciture:
Mercancías PA
A.F.-varer
A.V.-Waren
AAìðïñaaìáôá ET
I.P. goods
Marchandises PA
Merci PA
AV-goederen
Mercadorias PA
2. Quando le merci d'importazione formino oggetto di misure specifiche di politica commerciale, e tali misure continuino ad essere applicabili all'atto del vincolo di dette merci, sia tal quali, sia in forma di prodotti compensatori, ad uno dei regimi di cui all'articolo 18 del regolamento di base, o all'atto del loro deposito in zona franca, la dicitura di cui al paragrafo 1 deve essere completata da una delle seguenti diciture:
Politica comercial
Handelspolitik
AAìðïñéêÞ ðïëéôéêÞ
Commercial policy
Politique commerciale
Politica commerciale
Handelspolitiek
Articolo 72
Qualora i prodotti o le merci di cui all'articolo 71 siano vincolati ad un regime doganale o posti in zona franca, dopo essere stati posti in zona franca o vincolati ad uno dei regimi doganali di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera a), b) o d), o all'articolo 27, paragrafo 1, secondo trattino, del regolamento di base, l'autorità doganale si assicura che le diciture di cui all'articolo 71, paragrafo 1, e, all'occorrenza, paragrafo 2, siano riportate sui documenti relativi al regime doganale o su quelli utilizzati in zona franca.
Articolo 73
1. Se l'immissione in libera pratica dei prodotti compensatori o delle merci tal quali è chiesta in uno Stato membro diverso da quello in cui il regime è autorizzato, deve essere
utilizzato il bollettino d'informazioni di cui al paragrafo 2.
2. Il bollettino d'informazioni, denominato «bollettino INF 1», deve essere redatto in un originale e in una copia su un formulario conforme al modello e alle disposizioni figuranti nell'allegato X. Tuttavia, il bollettino d'informazioni redatto su un formulario conforme al modello allegato alla direttiva 84/318/CEE (1) potrà ancora essere utilizzato fino ad esaurimento della riserva. In tal caso si applicano le note relative al bollettino INF 1 che figura nell'allegato X.
Articolo 74
1. Fatto salvo il paragrafo 5 quando venga chiesta l'immissione in libera pratica totale o parziale dei prodotti compensatori o delle merci tal quali, di cui all'articolo 71, l'autorità doganale abilitata ad autorizzare l'immissione in libera pratica chiede, mediante un bollettino INF 1 da essa vistato, all'autorità doganale che ha autorizzato il regime del perfezionamento attivo di comunicarle i dazi all'importazione da riscuotere in applicazione dell'articolo 20, paragrafo 1, o dell'articolo 27, paragrafo 3, del regolamento di base. L'originale del bollettino INF 1 è trasmesso all'autorità doganale che ha autorizzato il regime del perfezionamento attivo e la copia è conservata dall'autorità doganale che ha vistato il bollettino INF 1.
2. Quando la domanda di immissione in libera pratica riguardi prodotti o merci di cui all'articolo 71, paragrafo 2, e le misure specifiche di politica commerciale devono essere applicate nello Stato membro in cui il regime è stato autorizzato, l'autorità doganale abilitata ad autorizzare l'immissione in libera pratica chiede, mediante un bollettino INF 1, da essa vistato, all'autorità doganale che ha autorizzato il regime del perfezionamento attivo, di comunicarle se siano state applicate le misure specifiche di politica commerciale in vigore per le merci vincolate al regime del perfezionamento attivo. In questo caso, l'originale del bollettino
INF 1 è trasmesso all'autorità doganale che ha autorizzato il regime del perfezionamento attivo e la copia è custodita dall'autorità doganale che ha vistato il bollettino INF 1.
Quando venga utilizzato il bollettino INF 1 per l'applicazione di misure specifiche di politica commerciale, l'autorità che riceve il bollettino INF 1 notifica al titolare dell'autorizzazione la domanda.
3. Nel caso in cui le misure specifiche di politica commerciale devono essere applicate nello Stato membro in cui è richiesta l'immissione in libera pratica, l'autorità doganale abilitata ad autorizzare l'immissione in libera pratica chiede, mediante un bollettino INF 1, da essa vistato, all'autorità doganale che ha autorizzato il regime del perfezionamento attivo, di indicarle gli elementi necessari per l'applicazione di tali misure.
4. L'autorità doganale alla quale è inviato il bollettino
INF 1 fornisce le informazioni chieste e restituisce l'originale. Tuttavia, essa non è più tenuta a fornire queste informazioni dopo la scadenza dei termini previsti per la conservazione dei suoi archivi.
5. Il bollettino INF 1 è vistato dall'autorità doganale che ha autorizzato il regime del perfezionamento attivo, quando il titolare dell'autorizzazione lo chieda. In tal caso, essa consegna al titolare l'originale e conserva la copia.
Articolo 75
Quando prodotti compensatori ottenuti in uno Stato membro nel quadro di un'autorizzazione con il sistema del rimborso siano stati spediti in un altro Stato membro mediante un documento T 1 o uno dei documenti previsti all'articolo 7 del regolamento (CEE) n. 222/77 e tali prodotti formino oggetto di una domanda di nuova autorizzazione di perfezionamento attivo, l'autorità doganale del secondo Stato membro, invitata a rilasciare la nuova autorizzazione con sistema della sospensione o col sistema del rimborso qualora le circostanze giustifichino l'immissione in libera pratica dei prodotti in questione, fa uso del bollettino INF 1 per determinare l'importo degli eventuali dazi all'importazione da riscuotere o l'importo dell'eventuale debito doganale.
TITOLO VI
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 76
Sono abrogati:
a) l'articolo 9 del regolamento (CEE) n. 645/75 (2);
b) l'articolo 7 del regolamento (CEE) n. 3136/78;
c) l'articolo 10, paragrafo 7, del regolamento (CEE) n. 2630/81.
(1) GU n. L 166 del 26. 6. 1984, pag. 19.
(2) GU n. L 67 del 14. 3. 1975, pag. 16.
Articolo 77
Il presente regolamento entra in vigore il 1g gennaio 1987.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 24 novembre 1986.

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