Document ID: 32003D0226

Decisione della Commissione
del 24 settembre 2002
relativa al previsto regime di aiuti della Germania "Direttive relative alla promozione delle PMI - Sviluppo delle capacità imprenditoriali in Sassonia" - Sottoprogrammi 1 (Coaching), 4 (Partecipazioni a fiere), 5 (Cooperazione) e 7 (Promozione-design)
[notificata con il numero C(2002) 2606]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2003/226/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai suddetti articoli(1),
considerando quanto segue:
1. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera SG(98) D/9545 del 12 novembre 1998 la Commissione ha autorizzato le Richtlinien zur Mittelstandsförderung (direttive relative alla promozione delle PMI) del Land di Sassonia fino al 31 dicembre 2000(2).
(2) Con lettera del 29 dicembre 2000 (protocollata dal segretariato generale della Commissione il 3 gennaio 2001 con il numero A/47) la Germania ha comunicato ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE sei sottoprogrammi nell'ambito di una nuova versione(3) delle Richtlinien zur Mittelstandsförderung (in appresso: "il regime di aiuti") per un periodo previsto di cinque anni a partire dalla data di approvazione della Commissione. La Commissione ha richiesto informazioni complementari alla Germania con lettera del 5 febbraio 2001 (D/50478) e del 5 settembre 2001 (D/53620).
(3) La Germania ha trasmesso le informazioni complementari con lettera del 12 marzo 2001 (protocollata il 12 marzo 2001 con il numero A/3069), del 13 marzo 2001 (protocollata il 20 marzo 2001 con il numero A/3361), del 1o giugno 2001 (protocollata l'11 giugno 2001 con il numero A/34569) e del 9 ottobre 2001 (protocollata il 10 ottobre 2001 con il numero A/37882).
(4) Il 14 giugno 2001 i rappresentanti della Germania e della Commissione si sono incontrati a Berlino per discutere in merito.
(5) Con lettera del 2 agosto 2001 la Germania ha trasmesso uno studio ricapitolativo dei sei sottoprogrammi in relazione alla loro esenzione dalla incompatibilità con il mercato comune fino alla decisione definitiva della Commissione, qualora siano conformi alle disposizioni del regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE in merito agli aiuti di Stato in favore delle piccole e medie imprese(4).
(6) Con lettera SG(2001) D/292745 del 13 dicembre 2001 la Commissione ha comunicato alla Germania la propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in relazione a determinati sottoprogrammi del regime di aiuti. Il procedimento formale di esame è stato avviato per i sottoprogrammi "Coaching", "Partecipazioni a fiere", "Cooperazione" e "Promozione-design". Nella propria decisione di dare avvio al procedimento la Commissione non ha sollevato obiezioni contro i sottoprogrammi "Consulenze in materia di scambi con l'estero" e "Gestione ambientale".
(7) La Commissione ha ricordato con la stessa lettera alla Germania l'effetto sospensivo di cui all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE e rimandato all'articolo 14 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, in merito a particolari disposizioni per l'applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(5), in conformità al quale ogni aiuto illegale può essere recuperato dai beneficiari. Contemporaneamente la Commissione ha convalidato che singoli aiuti, che soddisfano tutte le condizioni del regolamento (CE) n. 70/2001, sono considerati compatibili con il mercato comune in conformità all'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento.
(8) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(6). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito alla misura in oggetto, ma non ha ricevuto alcuna osservazione da parte di terzi interessati.
(9) La Germania si è espressa in merito con lettera del 21 gennaio 2002 (protocollata con il numero A/30488).
(10) Dopo aver dato avvio al procedimento formale di esame hanno avuto luogo altre due discussioni tra i rappresentanti della Germania e della Commissione: il 19 febbraio 2002 a Bruxelles e il 10 giugno 2002 a Berlino.
2. DESCRIZIONE DELLA MISURA
2.1. Forma e base giuridica dell'aiuto
(11) Gli aiuti vengono concessi sotto forma di sovvenzioni in base agli articoli 23 e 44 della legge finanziaria del Land di Sassonia e sulla base del regime di aiuti oggetto del presente procedimento.
2.2. Dotazione e durata
(12) Il regime di aiuti ha una durata di cinque anni, calcolata a partire dal momento in cui la Commissione approva i quattro sottoprogrammi in oggetto. Per questo periodo la dotazione prevista per l'intero regime di aiuti ammonta a 89 milioni di EUR.
2.3. Beneficiario
(13) Il programma è rivolto alla promozione di piccole e medie imprese economicamente redditizie ai sensi della raccomandazione 96/280/CE della Commissione, del 3 aprile 1996, relativa alla definizione delle piccole e medie imprese(7) (in appresso: "PMI") impiantate nel Land di Sassonia, considerato area assistita ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE fino al 31 dicembre 2003. La Germania si è impegnata a rispettare le norme comunitarie in materia di aiuti di Stato nei cosiddetti rami "sensibili" dell'economia (industria carboniera, siderurgia, trasporti, fibre sintetiche e costruzione navale).
(14) Il programma di aiuti non è valido per attività che hanno come oggetto la produzione, la lavorazione e la commercializzazione delle merci elencate nell'appendice I del trattato.
2.4. Esame formale dei quattro sottoprogrammi
(15) I seguenti quattro sottoprogrammi del regime di aiuti sono oggetto del procedimento formale di esame ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE:
- Coaching (sezione 1 del programma di aiuti),
- Partecipazioni a fiere (sezione 4 del programma di aiuti),
- Cooperazione (sezione 5 del programma di aiuti),
- Promozione-design (sezione 7 del programma di aiuti).
2.5. Condizioni dei quattro sottoprogrammi
(16) Per l'applicazione del regime di aiuti il Land di Sassonia ha definito sulla base di determinati indicatori quali reddito, potere di acquisto e tasso di disoccupazione aree con particolari difficoltà. La Germania ha trasmesso alla Commissione una mappa su cui sono dettagliatamente descritte tali aree. I due terzi delle aree sono situate ai confini della Comunità.
(17) Gli aiuti derivanti dal sottoprogramma "Coaching delle imprese" hanno l'obiettivo di facilitare alle PMI l'accesso a prestazioni di consulenti esterni. La misura consente di supportare la direzione delle imprese in questioni finanziarie, tecnologiche, organizzative e del personale.
(18) Questo sottoprogramma prevede un massimale di aiuto fino al 65 % per le piccole imprese situate in aree con particolari difficoltà e fino al 50 % per le piccole e medie imprese non situate in aree difficili.
(19) Per questo sottoprogramma sono ammissibili i costi di una consulenza esterna. Le prestazioni in oggetto non possono superare i 50 giorni di consulenza all'anno né rappresentare un'attività continuativa o periodica. Sono escluse dall'aiuto le prestazioni correlate alle normali spese di funzionamento di un'impresa, quali ordinaria consulenza fiscale e legale o pubblicità.
(20) Gli aiuti derivanti dal sottoprogramma "Partecipazioni a fiere" hanno lo scopo di sostenere le PMI nella presentazione della propria impresa a fiere sul mercato comunitario e al di fuori di esso.
(21) In aree con particolari difficoltà è prevista un'intensità di aiuto fino al 60 % al massimo per la partecipazione di piccole imprese a fiere sul mercato comunitario. Per imprese non situate in aree difficili il massimale di aiuto è limitato al 50 %.
(22) Nell'ambito di questo sottoprogramma possono essere ammissibili i seguenti costi:
- locazione dello stand fieristico,
- montaggio e smontaggio dello stand da parte di terzi,
- trasporto delle merce da esporre,
- tasse di partecipazione, parcelle di interpreti e spese pubblicitarie.
(23) Questa sezione del programma prevede che un'impresa possa ricorrere a tali aiuti per un massimo di cinque volte all'anno, compresa la partecipazione ripetuta (fino a tre volte) alla stessa fiera.
(24) Obiettivo del sottoprogramma "Cooperazione" è di promuovere la collaborazione di non meno di tre-cinque PMI all'interno di una determinata regione o di un determinato settore per incrementare le capacità prestazionali e le opportunità di vendita delle imprese interessate. In particolare sono ammissibili all'aiuto:
- studi di fattibilità per progetti di cooperazione per la penetrazione di mercati regionali e settoriali,
- prestazioni di terzi in combinazione a workshop e manifestazioni informative,
- istituzione di uffici di cooperazione in Germania,
- costituzione di consorzi di vendita per la penetrazione comune di mercati esteri sul mercato comunitario o al di fuori di esso; si tratta in questo caso di un ufficio di cooperazione o di una persona di contatto in grado di offrire alla PMI o alle PMI le prestazioni necessarie per la penetrazione di un mercato estero(8).
(25) Il massimale di aiuto è generalmente pari al 65 %; per piccole imprese situate in aree con particolari difficoltà si applica un massimale di aiuto dell'80 %.
(26) Per l'istituzione di uffici di cooperazione sono ammissibili i seguenti costi:
- consulenza nonché altri servizi e attività di consulenti esterni,
- locazione, costi del materiale e stipendi dei dipendenti e del direttore dell'ufficio.
(27) Il sottoprogramma "Promozione-design" ha lo scopo di facilitare alle PMI l'accesso ai servizi di designer di prodotto professionisti.
(28) Generalmente si applica un massimale di aiuto del 50 %; per piccole imprese situate in aree con particolari difficoltà è previsto un massimale del 70 %.
(29) Possono essere ammessi i costi di imprese di design esterne per quanto riguarda i seguenti settori:
- progettazione di beni di consumo, beni di investimento e servizi,
- corporate design e design di prodotto.
(30) La Germania si è impegnata a notificare singolarmente ogni aiuto per tutti i sottoprogrammi, nel caso in cui venga superata una delle seguenti soglie:
a) i costi globali ammissibili del progetto si aggirano come minimo sui 25 milioni di EUR e l'intensità di aiuto netta è pari come minimo al 50 % del massimale netto specificato nella mappa degli aiuti a finalità regionale oppure
b) il volume complessivo dell'aiuto si aggira su un importo minimo lordo di 15 milioni di EUR.
(31) La Germania si è impegnata a dare esecuzione agli aiuti dei sottoprogrammi soltanto qualora venga presentata una relativa richiesta da parte dell'impresa interessata prima dell'inizio del progetto.
(32) La Germania ha accettato che gli aiuti derivanti dai sottoprogrammi non vengano accumulati ad altri aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE o a un finanziamento comunitario in merito agli stessi costi sovvenzionabili, qualora vengano in tal modo superati i relativi massimali dell'intensità di aiuto.
(33) La Germania si è impegnata a redigere su base annuale un rapporto sull'applicazione del programma.
3. MOTIVAZIONI PER L'AVVIO DEL PROCEDIMENTO
(34) La Commissione ha esaminato i quattro sottoprogrammi sulla base delle seguenti motivazioni in conformità al regolamento (CE) n. 70/2001 e agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale nella versione del 1998(9) (in appresso: "orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale").
(35) Gli aiuti del sottoprogramma "Coaching" per prestazioni di consulenza non relative alle normali spese di funzionamento dell'impresa soddisfacevano i criteri del regolamento (CE) n. 70/2001, nella misura in cui ai sensi dell'articolo 5, lettera a) non superino il 50 % dei costi (lordi). Questa condizione non è tuttavia soddisfatta, in quanto il sottoprogramma prevede un'intensità di aiuto fino al 65 % per piccole imprese situate in aree con particolari difficoltà. La Commissione aveva quindi seri dubbi in merito alla compatibilità del sottoprogramma con il mercato comune.
(36) Nell'ambito del sottoprogramma "Partecipazioni a fiere" l'impresa beneficiaria può ottenere un aiuto fino a cinque volte all'anno e partecipare fino a tre volte alla stessa fiera. Ciò è incompatibile con la disposizione di cui all'articolo 5, lettera b), del regolamento (CE) n. 70/2001, in base alla quale l'esenzione si applica solo alla prima partecipazione di un'impresa ad una determinata fiera o esposizione. Il sottoprogramma prevede inoltre intensità di aiuto che ai sensi dell'articolo 5, lettera b) del citato regolamento possono superare il massimale lordo del 50 %. La Commissione aveva quindi seri dubbi in merito alla compatibilità del sottoprogramma con il mercato comune.
(37) Nella misura in cui il sottoprogramma "Cooperazione" si riferisce a prestazioni di consulenza ed altri servizi di terzi a fini di cooperazione, che non sono correlati alle normali spese di funzionamento dell'impresa, la Commissione aveva presupposto che l'aiuto soddisfi i criteri del regolamento (CE) n. 70/2001, qualora ai sensi dell'articolo 5, lettera a) il massimale di aiuto non superi il 50 % lordo dei costi. Con intensità di aiuto dell'80 % per piccole imprese situate in aree con particolari difficoltà e del 65 % per piccole e medie imprese non situate in aree difficili, il sottoprogramma non è evidentemente conforme al regolamento citato.
(38) Il sottoprogramma "Cooperazione" prevede inoltre aiuti per l'istituzione di uffici di cooperazione nazionali e per la retribuzione dei relativi impiegati. Sulla base delle informazioni fornite dalla Germania, la Commissione aveva espresso seri dubbi sulla compatibilità di queste misure con le disposizioni di cui all'articolo 4 (Investimenti) del regolamento (CE) n. 70/2001. Secondo l'articolo 4, paragrafo 3, le intensità di aiuto non devono infatti eccedere il massimale degli aiuti all'investimento a finalità regionale, fissato nella mappa approvata dalla Commissione e un 15 % lordo aggiuntivo per aiuti a finalità regionale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE. La mappa degli aiuti a finalità regionale prevede per il Land di Sassonia intensità di aiuto del 35 % netto e un 15 % lordo aggiuntivo per le PMI. Le intensità di aiuto dell'80 % per piccole imprese in aree con particolari difficoltà e del 65 % per medie imprese e PMI situate in aree non difficili violano il regolamento (CE) n. 70/2001. La Commissione aveva quindi seri dubbi in merito alla loro compatibilità con il mercato comune.
(39) Inoltre il sottoprogramma "Cooperazione" comprende evidentemente misure rivolte alla costituzione e alla gestione di una rete di distribuzione all'estero nonché altre spese correnti relative alle attività di esportazione. Ciò è incompatibile con l'articolo 1 del regolamento (CE) n. 70/2001, in base al quale misure di questo tipo sono esplicitamente escluse dal campo di applicazione del regolamento. La Commissione aveva quindi seri dubbi in merito alla compatibilità di questo sottoprogramma con il mercato comune.
(40) Gli aiuti da concedere sulla base del sottoprogramma "Cooperazione" per determinati tipi di costi (stipendi per dipendenti e direttore dell'ufficio di cooperazione) comprendono inoltre in determinate circostanze aiuti al funzionamento, che rientrano negli orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale. Gli aiuti al funzionamento possono tuttavia essere concessi soltanto se conformi ad una serie di presupposti: devono essere limitati nel tempo e decrescenti e non devono essere utilizzati per promuovere le esportazioni tra gli Stati membri (punto 4.17 degli orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale); queste condizioni non sono soddisfatte per il sottoprogramma in oggetto. La Commissione aveva quindi seri dubbi in merito alla compatibilità di questo sottoprogramma con il mercato comune.
(41) Secondo la Commissione gli aiuti derivanti dal sottoprogramma "Promozione-design" rientrano effettivamente nell'articolo 5 (Consulenza ed altri servizi ed attività) del regolamento (CE) n. 70/2001, ma poiché anche in questo caso le intensità di aiuto sono superiori al massimale del 50 % ammesso ai sensi dell'articolo 5, lettera b), la Commissione aveva seri dubbi in merito alla loro compatibilità con il mercato comune.
4. OSSERVAZIONI DELLA GERMANIA
(42) La Germania ritiene che il regime di aiuti debba essere esaminato ai sensi della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato alle piccole e medie imprese(10) (in appresso: "disciplina comunitaria degli aiuti alle PMI"), in quanto il 3 gennaio 2001 - ossia prima dell'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 70/2001(11) - era già stato notificato alla Commissione con procedimento accelerato. Siccome le domande presentate dalla Commissione con lettera del 5 febbraio 2001 non erano state di carattere sostanziale, la notifica avrebbe dovuto essere considerata completa sin dall'inizio.
(43) Viste le disposizioni dei considerando 11(12) e 14(13) del regolamento (CE) n. 70/2001, la Germania ritiene che in regioni assistite ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) o c), del trattato CE e a favore di piccole imprese dovrebbero essere considerati compatibili con il mercato comune massimali di aiuto maggiori rispetto a regioni non assistite e per medie imprese. Siccome ai sensi del regolamento (CE) n. 70/2001 un massimale di aiuti del 50 % per prestazioni di consulenza e altri servizi e attività a favore delle medie imprese non situate in regioni assistite è compatibile con il mercato comune, sulla base della notifica di cui all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE dovrebbero essere concesse maggiori intensità di aiuto a favore di piccole imprese in aree conformi all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE.
(44) Visto il considerando 4(14) del regolamento (CE) n. 70/2001, la Germania sostiene che dal fatto che nell'articolo 5 del regolamento citato non siano previste per piccole imprese massimali di aiuto maggiori, non è possibile dedurre che un trattamento favorevole di piccole imprese o regioni assistite ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE sia escluso dall'approvazione da parte della Commissione. Massimali di aiuto maggiori dovrebbero essere semplicemente notificati in anticipo.
(45) Secondo la Germania la Commissione ha ampio potere discrezionale e può approvare anche direttamente i regimi di aiuto notificati sulla base di una delle disposizioni di esenzione di cui all'articolo 87 del trattato CE, anche nel caso in cui la misura notificata possa non soddisfare pienamente le condizioni del regolamento (CE) n. 70/2001. La Commissione dovrebbe comunque avere la possibilità di concedere aiuti notificati che esulano dalle disposizioni del regolamento.
(46) Con l'introduzione del regolamento (CE) n. 70/2001 la Commissione non ha tuttavia perseguito l'obiettivo di applicare criteri più severi per le intensità di aiuto, ma di semplificare i procedimenti in materia di aiuti e di evitare l'elaborazione di casi di routine. Una politica più severa degli aiuti nei confronti delle piccole imprese è incompatibile con le conclusioni del Consiglio europeo definite in occasione delle sue sessioni tenutesi a Lisbona il 23 e 24 marzo 2000 e a Stoccolma il 23 e 24 marzo 2001, che hanno annunciato l'ampliamento delle finalità orizzontali.
(47) Obiettivo e scopo del regolamento (CE) n. 70/2001, che dovrebbe sgravare la Commissione dai casi di routine, non sono stati messi in discussione dal fatto che per piccole imprese situate in regioni assistite vengano concessi massimali di aiuto maggiori, in quanto notifiche di questo tipo sono di numero limitato e costituiscono l'eccezione. Con l'introduzione del regolamento non è stata inoltre applicata alcuna misura mirata che secondo la Commissione possa aver definito una politica più severa degli aiuti; in caso contrario si sarebbe applicato un trattamento iniquo per i casi di aiuti già approvati.
(48) Per quanto riguarda il sottoprogramma "Partecipazioni a fiere" la Germania è convinta che un'unica partecipazione dell'impresa non sia sufficiente a penetrare un mercato, in quanto soltanto la ripetuta presenza ad una stessa fiera conferisce all'azienda una sufficiente notorietà. Anche a questo proposito la Commissione ha ampio potere discrezionale e può approvare gli aiuti notificati direttamente sulla base dell'articolo 87 del trattato CE e di conseguenza concedere aiuti notificati che esulano dalle disposizioni del regolamento (CE) n. 70/2001.
(49) Il sottoprogramma "Cooperazione" esula effettivamente dal campo di applicazione del regolamento (CE) n. 70/2001, in quanto prevede misure estremamente complesse a favore di gruppi di PMI, e non di singole imprese; l'istituzione di uffici e la retribuzione di dipendenti non dovrebbero essere considerati come aiuti all'investimento ai sensi dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 70/2001, ma "aiuti diretti a conseguire altri obiettivi" ai sensi del punto 4.2.8 della disciplina comunitaria degli aiuti alle PMI. Anche qualora le disposizioni del punto 4.2.8 non fossero state inserite nel nuovo regolamento (CE) n. 70/2001, la Commissione dovrebbe approvare questo tipo di aiuto direttamente sulla base dell'articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE.
(50) All'obiezione della Commissione che determinate misure del sottoprogramma "Cooperazione" potrebbero rappresentare aiuti al funzionamento, la Germania replica che il criterio dello scaglionamento decrescente ai sensi del punto 4.17 degli orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale non necessiti di essere soddisfatto a causa delle ridotte intensità di aiuto.
(51) In merito alla promozione della costituzione di consorzi di vendita sul mercato comune e al di fuori di esso, la Germania ritiene che la costituzione di un ufficio all'estero non possa essere considerato come "la costituzione e la gestione di una rete di distribuzione all'estero", in quanto i costi non sono direttamente correlati all'esportazione di merci, ma dovrebbero rappresentare un incentivo per le PMI a potenziare le proprie attività su un mercato estero - per lo meno al di fuori del mercato comune. Per tale ragione la Commissione dovrebbe approvare gli aiuti per i costi di funzionamento e di personale direttamente sulla base dell'articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE.
5. VALUTAZIONE GIURIDICA DELLA MISURA
5.1. Aiuto di Stato
(52) I quattro sottoprogrammi, oggetto del procedimento di esame ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE, rientrano per le seguenti motivazioni nelle disposizioni di cui all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE e di cui all'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE: essi prevedono di elargire sovvenzioni statali a imprese che producono merci o prestano servizi che sono oggetto di scambio tra gli Stati membri. Tali sovvenzioni consentono ai beneficiari di migliorare la loro situazione finanziaria generale e di potenziare la loro posizione sul mercato. Si deve quindi presupporre che le misure in esame siano idonee a falsare la concorrenza e di conseguenza a incidere sugli scambi tra gli Stati membri. La Germania non ha contestato tale affermazione.
5.2. Legalità dell'aiuto
(53) La Commissione constata che la Germania ha rispettato il proprio obbligo di notificazione ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
5.3. Fondamenti giuridici procedurali
(54) La Germania sostiene che il regime di aiuti notificato sia da valutare con procedimento accelerato di approvazione (cfr. considerando 42). La Commissione non condivide tale opinione. Vengono applicate le disposizioni procedurali del regolamento (CE) n. 659/1999. La regola dei 20 giorni per il procedimento accelerato non può essere applicata nel presente caso; del resto la sua applicazione non comprometterebbe il risultato della valutazione per le motivazioni esposte di seguito:
1) il regime di aiuti notificato secondo il procedimento accelerato e registrato dalla Commissione il 3 gennaio 2001 non soddisfaceva i presupposti della comunicazione della Commissione relativa al procedimento accelerato di approvazione per regimi di aiuto per le PMI e alle modifiche dei regimi di aiuto esistenti(15). Come "nuovo regime" ai sensi della presente comunicazione la misura non soddisfaceva esattamente le relative condizioni sulla base delle motivazioni per le quali la Commissione ha avviato il procedimento di esame di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE (sono esclusi dal procedimento tutti gli aiuti all'esportazione nel commercio intracomunitario). Come "modifica di un regime esistente" ai sensi della comunicazione la misura non rientrava in alcuna delle categorie ivi specificate, in quanto prevedeva di più di una semplice proroga con incremento delle risorse e non prevedeva alcun criterio di applicazione più severo;
2) il termine decorre in ogni caso soltanto a partire dal momento in cui la notifica è completa, condizione che non era più presente per il caso in oggetto, in quanto la Commissione aveva richiesto alla Germania informazioni complementari;
3) la notifica è evidentemente avvenuta dopo l'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 659/1999, le cui disposizioni procedurali hanno trovato immediata applicazione, anche nel caso in oggetto. La Germania non si è appellata alle disposizioni di cui all'articolo 4, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 659/1999;
4) la Commissione ha tra l'altro avviato il procedimento ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE anche perché si trattava di una nuova misura; a tale proposito la Germania non ha sollevato obiezioni nei tempi previsti;
5) la Commissione ha comunicato alla Germania con lettera del 5 febbraio 2001 che le integrazioni, così come previste nel regime di aiuti notificato, non possono essere approvate con procedimento accelerato; anche ciò non è stato contestato dalla Germania.
(55) La Germania ritiene che il regime di aiuti notificato sia da valutare ai sensi della disciplina comunitaria degli aiuti alle PMI (cfr. considerando 42). La Commissione non condivide tale affermazione. Il regolamento (CE) n. 70/2001 è entrato in vigore il 2 febbraio 2001. Da quel momento in poi la Commissione era tenuta ad applicare il regolamento, sebbene fosse già stato avviato l'esame della notifica. Il considerando 4 del regolamento cita inoltre: "L'applicazione della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato alle piccole e medie imprese deve cessare a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento". Non sono previste norme transitorie per gli aiuti notificati prima della data di entrata in vigore. La Commissione era ed è quindi tenuta a esaminare i sottoprogrammi notificati in conformità al regolamento (CE) n. 70/2001 - e non alla disciplina comunitaria degli aiuti alle PMI. Per la valutazione dei regimi di aiuti destinati a PMI situate in regioni assistite, la Commissione si è anche basata, per quanto necessario, sugli orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale, che l'emanazione del regolamento (CE) n. 70/2001 non ha annullato né completamente né in parte.
(56) Il commento della Germania che ci si sarebbe dovuti basare sulla disciplina comunitaria degli aiuti alle PM e non sul regolamento (CE) n. 70/2001, qualora la Commissione non avesse preso una decisione entro 20 giorni lavorativi dalla notifica originaria (cfr. considerando 42), non è rilevante ai fini della presente valutazione per le motivazioni già espresse. Non applica infatti alcuna distinzione tra gli aspetti di carattere procedurale e quelli di carattere materiale. La Commissione era ed è obbligata ad applicare il regolamento indipendentemente dalla motivazione per cui ha deciso di avviare il procedimento in seguito all'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 70/2001. La notifica originaria non soddisfaceva tuttavia le condizioni del procedimento accelerato ed era del resto incompleta. La Germania non si è appellata in nessun momento alle disposizioni di cui all'articolo 4, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 659/1999.
5.4. Compatibilità dell'aiuto con il mercato comune
5.4.1. Sottoprogramma "Coaching"
(57) Il sottoprogramma "Coaching" prevede un tipo di aiuto disciplinato dal regolamento (CE) n. 70/2001. È conforme al regolamento e di conseguenza all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE soltanto nella misura in cui prevede aiuti per prestazioni di consulenza non relative alle normali spese di funzionamento dell'impresa e qualora gli aiuti non superino il 50 % lordo dei costi ai sensi dell'articolo 5, lettera a), del regolamento citato.
(58) Tale presupposto non è tuttavia soddisfatto in quanto il sottoprogramma prevede un massimale di aiuto fino al 65 % per le piccole imprese situate in aree con particolari difficoltà nelle regioni assistite ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE. La Commissione constata quindi che questa sezione della misura non è conforme al regolamento (CE) n. 70/2001.
(59) Visto il considerando 4 del regolamento (CE) n. 70/2001, secondo il quale "le notificazioni saranno valutate dalla Commissione, in particolare, alla luce dei criteri stabiliti nel presente regolamento", la Commissione continua a valutare se è possibile approvare gli importi aggiuntivi, esercitando nuovamente il proprio ampio potere discrezionale sulla base dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE. Misure di questo tipo devono essere valutate tenendo conto della coerenza delle decisioni e assicurando parità di trattamento(16).
(60) Secondo l'esperienza della Commissione un'intensità di aiuto superiore al 50 % per una misura, quale quella in oggetto, supererebbe l'importo necessario per incentivare un'impresa ad effettuare questo tipo di spese finanziarie. Ciò è ugualmente pertinente sia per le piccole imprese sia per le piccole e medie imprese situate in regioni assistite. Maggiori intensità di aiuto comporterebbero una distorsione sproporzionata della concorrenza. In particolare, la Commissione ritiene che l'obbligo di un'impresa di sostenere almeno la metà dei costi contribuisca a incrementare l'efficienza e la redditività della misura. Secondo la Commissione una maggiore intensità di aiuto nell'ambito di questo sottoprogramma comprometterebbe di conseguenza le condizioni di scambio in misura tale da essere contraria all'interesse comune; questa sezione della misura non può quindi essere considerata compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE.
(61) La Germania sostiene che per il tipo di aiuto da valutare debba essere possibile una maggiore intensità per le piccole imprese rispetto alle medie imprese (cfr. considerando 43). La Germania rimanda in particolare al considerando 11 del regolamento (CE) n. 70/2001. La Commissione non condivide tale affermazione. Il considerando 11 del regolamento (CE) n. 70/2001 rimanda alla situazione specifica relativa alla concessione di aiuti all'investimento al di fuori di regioni assistite. Il considerando non rimanda ad aiuti di consulenti esterni. La Commissione ritiene che un massimale unico (del 50 %) per servizi di consulenti esterni per tutte le PMI sia adeguato, sia che si tratti di una piccola che di una media impresa. Rispetto ad un nuovo investimento, un tale aiuto determinerebbe generalmente un importo relativamente modesto e sotto forma di costi unici [ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 70/2001 sono esclusi i normali aiuti al funzionamento]. Inoltre, da una PMI non ci si aspetterebbe di norma che tali costi venissero finanziati con prestiti a medio termine. Per quanto riguarda i prestiti a medio termine (per fini di investimento), le PMI risultano svantaggiate a causa delle loro dimensioni relative. In tale contesto le piccole imprese risultano molto più svantaggiate delle medie imprese. Per questo motivo la Commissione ritiene che nel caso di aiuti all'investimento possa essere giustificata una differenziazione in relazione all'intensità dell'aiuto. Per aiuti di consulenti esterni, tuttavia, per i quali questo svantaggio relativo risulta meno acuto, una tale differenziazione non è giustificata.
(62) La Germania rivendica inoltre il fatto che in regioni assistite ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) e lettera c), del trattato CE e a favore di piccole imprese possa essere considerata compatibile con il mercato comune una maggiore intensità per questo tipo di aiuto (cfr. considerando 43). A tale proposito la Germania rimanda in particolare al considerando 14 del regolamento (CE) n. 70/2001. La Commissione non è d'accordo. Il considerando rimanda alla situazione specifica di aiuti all'investimento e non alla promozione di aiuti di consulenti esterni. La Commissione ritiene che un singolo massimale (fino al 50 %) di aiuti di consulenti esterni è adeguato per tutte le PMI, indipendentemente dal fatto che siano situate in regioni assistite o meno. Tali aiuti non hanno in generale né un effetto diretto né prolungato sullo sviluppo regionale e nemmeno sulla creazione di posti di lavoro - per lo meno non nel modo inteso per gli aiuti all'investimento. Non è perciò necessario consentire intensità di aiuto maggiori in regioni assistite.
(63) La Germania sostiene che la carenza di differenziazione tra le piccole e le medie imprese non sia logica per l'assegnazione di aiuti all'investimento in regioni assistite (cfr. considerando 43). La Commissione non è d'accordo. Tale affermazione non è rilevante per il presente caso, in quanto non si riferisce ad aiuti all'investimento ma ad aiuti di consulenti esterni. Per gli aiuti all'investimento, il fattore dello sviluppo regionale è più importante della dimensione relativa delle imprese. Gli Stati membri hanno comunque la facoltà di definire intensità di aiuto inferiori di quelle stabilite dal diritto comunitario. Essi potrebbero quindi definire tali intensità di aiuto inferiori per le medie imprese.
(64) Con riferimento a determinate affermazioni relativamente alla condizioni alle quali il regolamento (CE) n. 70/2001 è stato realizzato, la Germania è a favore di una decisione positiva (cfr. considerando 46 e 47). La Commissione stabilisce che gli obiettivi del regolamento (CE) n. 70/2001 sono definiti nei relativi considerando. La mancanza di misure appropriate non significa che il testo del regolamento sia identico a quello della disciplina comunitaria degli aiuti alle PMI (cosa non pertinente), ma che è piuttosto l'espressione di un'ampia gamma di politiche e di altre considerazioni, che tuttavia non possono influenzare la corretta interpretazione legale dei testi in questione.
(65) Per quanto concerne gli orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale, la Germania non ha rivendicato che le misure rappresentano un aiuto al funzionamento in una regione assistita ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE [l'articolo 5 del regolamento (CE) n. 70/2001 non trova applicazione per gli aiuti al finanziamento], né ha dimostrato che le relative premesse degli orientamenti citati (in particolare che tali aiuti sono limitati nel tempo, decrescenti e devono essere adeguati agli svantaggi da compensare) sono soddisfatte. La Commissione non ha perciò alcuna motivazione per affermare che sulla base di tale fondamento l'aiuto potrebbe essere compatibile con il mercato comune.
5.4.2. Sottoprogramma "Partecipazioni a fiere"
(66) Il sottoprogramma "Partecipazioni a fiere" prevede un tipo di aiuto disciplinato dal regolamento (CE) n. 70/2001. Esso prevede che un'impresa venga sovvenzionata fino a cinque volte all'anno, compresa la partecipazione ripetuta (fino a tre volte) alla stessa fiera. Secondo la Germania un'impresa non può valutare i vantaggi della partecipazione ad una determinata fiera dopo una sola presenza. Per tale ragione la Commissione dovrebbe essere in grado ai sensi dei considerando 11 e 14 del regolamento (CE) n. 70/2001 di concedere misure di aiuto più ingenti e intensità di aiuto maggiori (cfr. considerando 48). La Commissione non può consentirlo. Dalla valutazione eseguita dalla Commissione è risultato che il sottoprogramma non è compatibile con l'articolo 5, lettera b), del regolamento (CE) n. 70/2001, secondo il quale l'esenzione è valida soltanto per la prima partecipazione di un'impresa ad una determinata fiera o esposizione e gli aiuti non devono superare il 50 % lordo dei costi aggiuntivi sostenuti. La misura è compatibile con il mercato comune soltanto se attuata per la prima partecipazione; gli aiuti per le partecipazioni successive non sono compatibili con il mercato comune. Tale regola è necessaria in quanto soltanto in questo modo è garantito l'effetto di incentivo della misura. Se una piccola o media impresa ha partecipato una volta ad una determinata fiera, è possibile prevedere a ragione che finanzi autonomamente una seconda partecipazione dopo averne ponderato l'utilità.
(67) La Commissione ritiene inoltre che un esercizio completamente nuovo del suo potere discrezionale non possa influire in alcun modo su tale risultato. Per le motivazioni già espresse la Commissione sostiene che le risorse, con le quali si garantisce l'obiettivo di assistenza alle PMI assicurando allo stesso tempo l'effetto di incentivo ai sensi della consueta politica degli aiuti della Commissione, siano sufficienti e adeguate. Una misura mirata al mercato, come la partecipazione a una fiera per la quale venga superato il massimale del 50 % come per il sottoprogramma in oggetto, compromette le condizioni di scambio in misura tale da essere contraria all'interesse comune. La Commissione ritiene che l'obbligo di un'impresa di sostenere almeno la metà dei costi contribuisca a incrementare l'efficienza e la redditività della misura stessa. Di conseguenza la Commissione asserisce che maggiori intensità di aiuti non possono essere considerate compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE.
(68) Per quanto concerne gli orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale, la Germania non ha rivendicato che le misure rappresentano un aiuto al funzionamento in una regione assistita ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE [l'articolo 5 del regolamento (CE) n. 70/2001 non trova applicazione per gli aiuti al finanziamento], né ha dimostrato che le relative premesse degli orientamenti citati (in particolare che tali aiuti sono adeguati, limitati e decrescenti nel tempo) sono soddisfatte. La Commissione non ha perciò alcuna motivazione per affermare che sulla base di tale fondamento l'aiuto potrebbe essere compatibile con il mercato comune.
5.4.3. Sottoprogramma "Cooperazione"
(69) Il sottoprogramma "Cooperazione" comprende diverse misure di aiuto. Esso prevede aiuti per la "costituzione di uffici di cooperazione in Germania" - a copertura di spese per locazione, materiale e stipendi per i dipendenti -, mettendo a disposizione degli uffici di cooperazione e/o delle imprese interessate un importo sconosciuto di risorse. Secondo la Commissione si tratta in tal caso di aiuti al funzionamento che sono da valutare in conformità agli orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale. La Commissione insiste sul fatto che il sottoprogramma deve soddisfare senza riserve le condizioni degli orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale, che ai sensi del relativo punto 4.17 prevede che gli aiuti al funzionamento debbano essere limitati nel tempo e decrescenti e non rivolti alla promozione dell'esportazione in altri Stati membri. Lo Stato membro interessato deve inoltre dimostrare gli svantaggi esistenti e valutarne l'entità. La Commissione stabilisce che tali presupposti non sono soddisfatti in quanto il regime di aiuti è esteso a cinque anni indipendentemente dal fatto che la mappa degli aiuti a finalità regionale per la Germania sia valida fino al 31 dicembre 2003. A prescindere da ciò le misure di aiuto non vengono gradualmente ridotte; la Germania non ritiene necessario applicare uno scaglionamento decrescente a causa dei ridotti importi degli aiuti (cfr. considerando 49 e 50). La Commissione non può accettare tale obiezione; essa sostiene che la misura non è compatibile con il mercato comune, in quanto prevede aiuti al funzionamento. A tale proposito la Germania non ha inoltre dimostrato come sia possibile giustificare la misura con gli svantaggi da compensare; non è nemmeno certo se gli uffici di cooperazione vengano istituiti esclusivamente in Sassonia. La Germania ha la facoltà di concedere la misura "Costituzione di uffici di cooperazione in Germania" come aiuto "de minimis" ai sensi delle disposizioni del regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione del 12 gennaio 2001 relativamente all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE su aiuti "de minimis"(17).
(70) Altre misure di aiuto del sottoprogramma "Cooperazione" sono orientate alla "costituzione di consorzi di vendita" sul mercato comunitario e al di fuori di esso (cfr. considerando 51). In tale contesto almeno tre PMI con gamma di prodotti complementare costituiscono un ufficio comune. Sono ammessi all'aiuto i costi del personale e di funzionamento del consorzio di vendita e/o delle imprese coinvolte. La Comunità è tenuta a sostenere le PMI nella ricerca e nella penetrazione di mercati esteri. Secondo la Commissione, non essendo tuttavia differenziabile a sufficienza da una rappresentanza commerciale, tale misura riguarda pertanto la "costituzione e la gestione di una rete di distribuzione all'estero", una misura peraltro esclusa sia ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 70/2001 sia ai sensi degli orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale. Considerando la sua pluriennale prassi, la Commissione non approverà alcun aiuto che rappresenti un aiuto all'esportazione. Tale aiuto non può quindi essere considerato compatibile con il mercato comune per nessuno dei fondamenti giuridici citati, e più precisamente per le motivazioni esposte.
(71) La Commissione ritiene inoltre che un esercizio completamente nuovo del suo potere discrezionale in riferimento alle misure succitate non influirebbe in alcun modo sul risultato. Per le motivazioni esposte la Commissione sostiene che la sua consueta politica degli aiuti sia sufficiente e adeguata. Secondo il suo giudizio, nell'ambito di questo sottoprogramma intensità di aiuti fino all'80 % per la promozione di misure orientate al mercato compromettono le condizioni di scambio in misura tale da essere contrarie all'interesse comune; questa sezione della misura non può quindi essere considerata compatibile al mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE.
(72) Nella misura in cui il sottoprogramma "Cooperazione" prevede tuttavia aiuti per il ricorso a servizi di consulenti esterni e la partecipazione a fiere e seminari all'estero, è eventualmente compatibile con l'articolo 5 del regolamento (CE) n. 70/2001, qualora il massimale non superi il 50 %. Secondo la Commissione i consorzi di vendita possono offrire consulenza alle PMI in relazione ai mercati esteri e ricevere un compenso dalle PMI che usufruiscono di tali servizi di consulenza. Il regolamento (CE) n. 70/2001 tiene conto degli obblighi internazionali della Comunità: nel considerando 16 si fa riferimento all'accordo dell'Organizzazione mondiale del commercio sulle sovvenzioni e sulle misure compensative; in base ad esso "non costituiscono [...] normalmente aiuti all'esportazione gli aiuti inerenti ai costi di partecipazione a fiere commerciali né quelli per studi di consulenza necessari per il lancio di un nuovo prodotto o di un prodotto già esistente su un nuovo mercato".
5.4.4. Sottoprogramma "Promozione-design"
(73) Il sottoprogramma "Promozione-design" non è conforme per motivazioni analoghe al regolamento (CE) n. 70/2001 e non è quindi compatibile con il mercato comune, in quanto promuove il ricorso a servizi di consulenza per un importo lordo superiore al 50 %.
5.4.5. Osservazioni conclusive
(74) La Commissione constata che nel caso del regime di aiuti in oggetto non trovano applicazione le deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 2, del trattato CE, in quanto con tale misura non si persegue alcuno degli obiettivi ivi esposti e la Germania non ha presentato alcuna osservazione in proposito.
(75) Gli aiuti concessi sulla base del regime in oggetto non sono destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo né a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro e non sono nemmeno destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio. Secondo la Commissione i sottoprogrammi non possono perciò essere esonerati nemmeno ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera b) o d), del trattato CE dalla incompatibilità degli aiuti di Stato con il mercato comune. Non può essere applicata nemmeno la possibilità di esenzione ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), in quanto le misure sono rivolte alla promozione di PMI in Sassonia, il che implica una finalità orizzontale.
6. CONCLUSIONI
(76) I sottoprogrammi "Coaching", "Partecipazione a fiere" e "Promozione-design" nonché "Cooperazione" (nella misura in cui prevede aiuti per il ricorso a servizi di consulenza o la partecipazione a un'unica fiera) sono conformi al mercato comune, purché la Germania riduca le intensità di aiuto al massimale ammesso ai sensi del regolamento (CE) n. 70/2001 e limiti la concessione degli aiuti alla prima partecipazione di un'impresa ad una determinata fiera o esposizione.
(77) Nella misura in cui il sottoprogramma "Cooperazione" prevede aiuti al funzionamento, che non soddisfano le premesse degli orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale, è incompatibile con il mercato comune. Lo stesso vale per le misure di aiuto in relazione alla costituzione di consorzi di vendita nell'Unione europea, nello Spazio economico europeo e nei Paesi che sono ufficialmente candidati all'adesione all'Unione europea,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
I quattro sottoprogrammi "Coaching", "Partecipazioni a fiere", "Cooperazione" e "Promozione-design" delle Richtlinien zur Mittelstandsförderung - Verbesserung der unternehmerischen Leistungsfähigkeit (direttive relative alla promozione delle PMI - Sviluppo delle capacità imprenditoriali), in appresso "il regime di aiuti del Land di Sassonia", rappresentano aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
Articolo 2
Nella misura in cui i quattro sottoprogrammi non esulano dal campo di applicazione del regolamento (CE) n. 70/2001 e non superano le intensità di aiuto previste da tale regolamento, possono essere considerati compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE.
Nella misura in cui i quattro sottoprogrammi prevedono aiuti che esulano dal campo di applicazione del regolamento (CE) n. 70/2001 e superano le intensità di aiuto previste da tale regolamento, sono incompatibili con il mercato comune.
Articolo 3
Nella misura in cui il sottoprogramma "Cooperazione" di cui all'articolo 1 prevede aiuti al funzionamento, è incompatibile con il mercato comune.
Articolo 4
La Germania può attuare i quattro programmi di cui all'articolo 1 soltanto se verranno allineati alla presente decisione.
Articolo 5
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione la Germania informa la Commissione circa i provvedimenti adottati per conformarvisi.
Articolo 6
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 24 settembre 2002.

Labels: 18
4
19
5