Document ID: 31985D0275

*****
DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 7 novembre 1984
concernente un aiuto regionale che il governo francese intende concedere ad un'impresa operante nei settori dell'orologeria, dell'ottica e dell'elettronica, a Besançon (Doubs), Francia
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(85/275/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver intimato, a norma delle disposizioni di tale articolo, agli interessati di presentare le loro osservazioni (1) ed averne preso atto, considerando quanto segue:
I
Il decreto francese n. 82-379, del 6 maggio 1982, relativo al contributo per l'assetto territoriale (Prime d'Aménagement du Territoire, PAT) (2), ha istituito un regime destinato alla promozione di attività in determinate zone geografiche del territorio nazionale; in base a questo regime il governo francese può concedere un contributo a favore di progetti industriali, terziari o di ricerca nel limite del 25 % dell'investimento al netto delle tasse, con un massimo di 50 000 FF per posto di lavoro creato, o del 17 % dell'investimento, al netto delle tasse, con un massimo di 35 000 FF per posto di lavoro creato, a seconda della zona geografica.
La Commissione ha anzitutto esaminato tale regime nel quadro dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato.
La Commissione ha ritenuto che la concessione di contributi a favore di progetti industriali poteva beneficiare della deroga all'incompatibilità degli aiuti di Stato prevista dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato, per quanto riguarda alcune zone geografiche determinate, ma che tale deroga non poteva essere ammessa per la concessione di questi premi in altre zone geografiche con una situazione socio-economica soddisfacente.
La Commissione ha dovuto pertanto iniziare la procedura dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato nei confronti della concessione di contributi in queste ultime zone geografiche e ne ha informato le autorità francesi con la lettera dell'11 giugno 1982.
In questa lettera, che annunciava l'inizio della procedura dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato, la Commissione si è rifiutata di ammettere senza riserve la concessione di premi a favore di progetti localizzati al di fuori delle zone geografiche delimitate dal decreto relativo al PAT ed ha continuato a subordinare la concessione di tali contributi ad una procedura di notifica preventiva quando trattavasi di casi significativi.
Le notifiche richieste dalla Commissione hanno lo scopo di consentirle di accertare la compatibilità della concessione di siffatti aiuti eccezionali e che derogano al trattato, in particolare all'articolo 92, paragrafo 3, dello stesso.
II
Con telescritto dell'11 febbraio 1983 il governo francese, conformemente alla predetta procedura, ha comunicato alla Commissione la propria intenzione di concedere un contributo PAT ad un'impresa operante nei settori dell'orologeria, dell'ottica e dell'elettronica, per un progetto situato a Besançon nel dipartimento del Doubs. Besançon si trova al di fuori delle zone geografiche che possono aspirare al contributo PAT, quali delimitate dal decreto francese relativo al PAT.
Il governo francese intendeva erogare un contributo di 34 milioni 475 mila FF a favore di un progetto che prevedeva un investimento complessivo di 363 milioni di FF. Il rapporto fra l'ammontare del contributo e quello dell'investimento previsto era pari al 9,5 % lordo.
Il progetto prevedeva la riconversione verso nuove attività di 985 dipendenti dell'impresa interessata a Besançon, sui 1 960 da essa occupati; il personale era impiegato nell'orologeria. Questa riconversione avrebbe dovuto comportare la creazione di attività nei settori dell'ottica e dell'elettronica.
La Commissione ha esaminato questo progetto di concessione di aiuti alla luce dell'articolo 93, paragrafo 3. Essa ha, in particolare, chiesto chiarimenti alle autorità francesi sulle giustificazioni socio-economiche della concessione di un contributo PAT eccezionale e derogatorio a Besançon.
La Commissione ha anche invitato le autorità francesi a precisarle se a favore di questo progetto fossero previsti altri aiuti pubblici, in particolare per la formazione e la ricerca. Il governo francese ha risposto al riguardo.
Nel quadro di questo esame e sulla base delle giustificazioni socio-economiche date dal governo francese, la Commissione è giunta alla conclusione che il contributo PAT previsto a Besançon non poteva beneficiare della deroga all'incompatibilità degli aiuti prevista all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c). La Commissione di conseguenza ha avviato la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, nei confronti di questo progetto e ha informato il governo francese con lettera del 15 aprile 1983.
Le osservazioni fatte pervenire dal governo francese con lettera del 27 giugno 1983 e in successive comunicazioni, l'ultima delle quali il 17 settembre 1984, non hanno fornito elementi tali da modificare la sua valutazione, in particolare per quanto riguarda la situazione socio-economica regionale di Besançon.
Fra gli altri Stati membri consultati, infine, uno di essi ha espresso il proprio appoggio all'azione della Commissione nel quadro dell'inizio della procedura dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato.
III
Il contributo che il governo francese intende concedere all'impresa interessata, il cui importo è proporzionale al numero di posti di lavoro riconvertiti verso i settori dell'ottica e dell'elettronica, rappresenta in valore nominale il 9,5 % dell'investimento complessivo progettato e favorisce questa impresa e le sue produzioni. Il sostegno finanziario migliorerebbe la posizione concorrenziale dell'impresa « X », consentendole di disporre di risorse non trascurabili.
Nei settori e nei mercati di cui trattasi un siffatto aiuto falsa, o minaccia di falsare, le condizioni di concorrenza e incide sugli scambi fra Stati membri ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato. Gli effetti di tali aiuto devono tuttavia essere differenziati a seconda delle condizioni di concorrenza proprie ai due tipi di attività interessati.
Una di dette attività riguarda il settore dell'elettronica, compreso il montaggio di sottoinsiemi e le lavorazioni effettuate per conto di imprese terze. Tale attività concerne la fabbricazione di prodotti e componenti elettronici, settore caratterizzato in generale da una concorrenza vivace, nonché da un consistente volume di scambi fra Stati membri.
L'altra nuova attività rientra nel settore dell'ottica. Essa prevede l'applicazione di una nuova tecnologia americana di fotografia a tre dimensioni, compresa la fabbricazione di apparecchi fotografici, di sviluppo e di stampa dei negativi. Attualmente questa attività sarebbe l'unica sul continente europeo. Gli scambi fra gli Stati membri potrebbero nondimeno risultare alterati nella misura in cui i prodotti ed i servizi originati da questa nuova tecnologia potranno, entro certi limiti, sostituirsi a quelli di altre imprese della Comunità che si avvalgono di tecniche di fotografia più convenzionali. Tale effetto potrà peraltro essere limitato nella misura in cui la nuova tecnologia creerà un mercato nuovo nel settore della fotografia anziché conquistarsi, per via di sostituzione, una parte del mercato già esistente.
Nei due settori in questione potrebbero verificarsi distorsioni di concorrenza e gli scambi fra gli Stati membri potrebbero risentirne se un aiuto inducesse artificialmente un'impresa ad investire in uno Stato membro anziché in un altro. Non è stato possibile stabilire se l'aiuto proposto nel caso in esame potrebbe influire in tal senso. L'articolo 92, paragrafo 1, del trattato, prevede l'incompatibilità di massima con il mercato comune degli aiuti che presentano le caratteristiche in esso enunciate. Le deroghe a questa incompatibilità, previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), che sono le uniche deroghe applicabili nella fattispecie, precisano gli obiettivi da perseguire nell'interesse della Comunità e non nell'interesse del singolo beneficiario. In sede di analisi dei regimi di aiuti regionali o settoriali, o dei casi individuali di applicazione dei regimi generali di aiuti, queste deroghe devono essere interpretate restrittivamente. In particolare, tali deroghe sono applicabili soltanto nei casi in cui la Commissione sia in grado di stabilire che, senza l'aiuto, il solo gioco delle forze del mercato non consentirebbe di ottenere dai beneficiari un comportamento atto a contribuire alla realizzazione di uno degli obiettivi che tali deroghe perseguono.
Concedere il beneficio di tali deroghe ad aiuti che non comportano una siffatta contropartita significherebbe tollerare che gli scambi fra gli Stati membri siano alterati e la concorrenza falsata senza che l'interesse comunitario lo giustifichi, concedendo nel contempo indebiti vantaggi a determinati Stati membri.
La Commissione, quando applica i principi ricordati più sopra all'esame dei regimi di aiuti a finalità regionale, deve accertarsi che nelle regioni interessate esistano, rispetto alla Comunità nel suo insieme, difficoltà sufficientemente gravi da giustificare la concessione dell'aiuto e la sua intensità, nel senso che esso è necessario per assicurare la realizzazione degli obiettivi enunciati dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) o c), del trattato. Ove ciò si possa dimostrare, è chiaro che l'aiuto non contribuisce alla realizzazione degli obiettivi perseguiti dalle deroghe ma è destinato essenzialmente a favorire le imprese beneficiarie.
In seguito ad una comunicazione della Commissione concernente i regimi generali di aiuti a finalità regionale, i rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in seno al Consiglio hanno riconosciuto, nella loro prima risoluzione del 20 ottobre 1971 (1), che gli aiuti a finalità regionale, quando sono adeguati e correttamente applicati, costituiscono uno degli strumenti indispensabili dello sviluppo regionale e consentono agli Stati membri di svolgere una politica regionale intesa ad una crescita più equilibrata fra le diverse regioni di uno stesso paese della Comunità. Di conseguenza, sulla base dei vigenti principi di coordinamento degli aiuti a finalità regionale, che mirano a limitare i rischi di una spirale degli aiuti, la Commissione deve, nella valutazione della compatibilità degli aiuti a finalità regionale con le disposizioni dell'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato, tener conto sia della situazione socio-economica delle regioni interessate a livello comunitario, sia di gravi disparità eventualmente esistenti fra le regioni di uno stesso paese.
Da un'approfondita analisi socio-economica della regione di Besançon, emerge che la deroga prevista dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), del trattato, non può essere prospettata dato che la regione non è afflitta da un tenore di vita anormalmente basso o da una grave forma di sottoccupazione. Questo fatto non è stato contestato dal governo francese né nel suo progetto iniziale, né nelle osservazioni formulate nel quadro della succitata procedura dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato. Può essere prospettata, nella fattispecie, soltanto la deroga prevista dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato, che prevede la compatibilità con il mercato comune degli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di determinate attività o di determinate regioni economiche, quando non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune.
Per determinare la compatibilità con il mercato comune dell'aiuto previsto dal governo francese a favore dell'impresa interessata, la Commissione ha applicato i suesposti principi. Dopo aver collocato la regione in questione in un contesto comunitario, confrontandone il prodotto interno lordo e la situazione occupazionale con i corrispondenti valori medi comunitari, la Commissione ha cercato di individuare le disparità eventualmente esistenti fra questa e le altre regioni a livello nazionale e di giustificare la concessione di un aiuto a finalità regionale. A tal fine la Commissione ha tenuto conto di una serie di indicatori che contraddistinguono lo sviluppo economico e la situazione dell'occupazione, vale a dire essenzialmente i redditi imponibili, la disoccupazione, l'andamento dell'occupazione, la struttura delle attività economiche, i saldi migratori ed i fattori demografici.
Attraverso l'analisi della struttura delle attività e degli altri indicatori di causalità, questo metodo ha permesso di determinare la natura dei problemi economici della regione interessata ed il loro eventuale carattere strutturale, senza peraltro constatare l'esistenza di difficoltà regionali, tali da giustificare l'aiuto prospettato.
Neppure le osservazioni dei terzi interessati contengono elementi idonei a modificare la valutazione della situazione della regione di Besançon risultante dall'analisi socio-economica effettuata dalla Commissione.
In mancanza di considerazioni di ordine regionale, un aiuto può nondimeno essere giustificato, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato, se sotto il profilo settoriale il progetto presenta caratteristiche positive che costituiscono una contropartita sufficiente per equilibrare gli effetti di distorsione dell'aiuto, nell'interesse della Comunità. Le attività previste nel settore dell'elettronica, che non presentano un particolare carattere innovatore, non sembrano tali da favorire lo sviluppo di questo settore. L'aiuto prospettato per gli investimenti in questo settore non presenta pertanto i requisiti per poter beneficiare della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c).
Le attività previste nel settore ottico offrono viceversa prospettive di sviluppo dal punto di vista settoriale. Esse risiedono in particolare nella novità e nell'originalità di questa tecnica nella Comunità e nel fatto che questo investimento potrebbe dar luogo in futuro ad attività di ricerca. In base ad una prudente quantificazione di questi aspetti è lecito ritenere che il progetto di aiuto possa beneficiare della deroga dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato, quando non ecceda il 55 % degli investimenti previsti nel settore ottico,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La Repubblica francese non può dare esecuzione al suo progetto, che prevede la concessione di un contributo PAT a favore della totalità degli investimenti realizzati a Besançon, dall'impresa « X » per la riconversione di attività nel settore dell'orologeria, progetto comunicato alla Commissione l'11 febbraio 1983 e successivamente completato da altre comunicazioni, l'ultima delle quali il 17 settembre 1984.
Articolo 2
È autorizzata l'erogazione di un contributo PAT non superiore al 9,5 % lordo del 55 % degli investimenti fissi nelle attività del settore dell'ottica. A favore degli investimenti nelle attività dell'elettronica non è ammesso il versamento di contributi PAT.
Articolo 3
Il governo francese informerà la Commissione, nel termine di quattro settimane a decorrere dalla notifica della presente decisione, delle misure adottate per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 7 novembre 1984.

Labels: 18
16
19
1