Document ID: 32002D0266

Decisione del Consiglio
del 25 marzo 2002
che autorizza la Francia ad applicare aliquote d'accisa differenziate ad alcuni biocarburanti, a norma dell'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 92/81/CEE
(2002/266/CE)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 92/81/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali(1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 4,
vista la proposta della Commissione,
considerando quanto segue:
(1) Con lettera 17 novembre 2000 la Francia ha chiesto di essere autorizzata ad applicare aliquote di accisa differenziate a favore, da un lato, degli esteri metilici di oli vegetali (EMOV) incorporati nel gasolio da riscaldamento e nel gasolio e, dall'altro, dei derivati dell'alcole etilico la cui componente alcolica è di origine agricola, incorporati nei carburanti super e nelle benzine. In quest'ultimo caso, si tratta essenzialmente dell'etil-ter-butil-etere (ETBE) composto ossigenato contenente alcole di origine agricola e isobutene, prodotto derivato dalla raffinazione del petrolio.
(2) In seguito alla richiesta di informazioni complementari da parte della Commissione, la Francia ha presentato le informazioni necessarie per l'esame del fascicolo con lettere datate 18 gennaio 2001 e 21 febbraio 2001.
(3) Gli altri Stati membri sono stati informati della richiesta.
(4) Con lettera 19 aprile 2001 la Commissione ha dovuto chiedere che la questione fosse discussa in sede di Consiglio ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4, terzo comma della direttiva 92/81/CEE.
(5) Dal 1985 la Commissione e il Consiglio incoraggiano lo sviluppo delle energie rinnovabili e, in particolare, dei biocarburanti. La direttiva 85/536/CEE del Consiglio, del 5 dicembre 1985, sul risparmio di greggio mediante l'impiego di componenti di carburanti di sostituzione(2), sottolinea l'interesse rappresentato dai biocarburanti per ridurre la dipendenza degli Stati membri dalle importazioni di petrolio e autorizza ad incorporare l'etanolo nelle benzine fino al 5 % in volume e l'ETBE fino al 15 %. Inoltre, le decisioni 93/500/CEE del Consiglio(3) e 98/352/CE del Consiglio(4) e la decisione n. 646/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(5), hanno adottato il programma Altener riguardante la promozione delle energie rinnovabili nella Comunità per portare la quota di mercato dei biocarburanti al 5 % del consumo totale dei veicoli a motore nel 2005. Il Libro bianco del 1997 sulle fonti energetiche rinnovabili, raccomanda inoltre di fissare un obiettivo di produzione di 18 milioni di tonnellate di biocarburanti liquidi per il 2010, con l'obiettivo globale di raddoppiare la percentuale di energie rinnovabili nel consumo di energia nel 2010. Il Libro verde della Commissione "Verso una strategia europea di sicurezza dell'approvvigionamento energetico" ribadisce il ruolo fondamentale che i dispositivi fiscali possono svolgere nel conseguimento di tali obiettivi, riducendo il differenziale del prezzo di costo fra biocarburanti e prodotti concorrenti. Il 12 marzo 1997 la Commissione ha presentato una proposta di direttiva che ristruttura il quadro comunitario di imposizione dei prodotti energetici, la quale prevede la possibilità di concedere esenzioni a favore dei biocarburanti fuori dell'ambito di progetti pilota ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE. Infine, il 7 novembre 2001 la Commissione ha adottato un piano d'azione e due proposte di direttiva intese a sostenere l'impiego dei carburanti di sostituzione nel settore dei trasporti, partendo da misure regolamentari e fiscali intese a promuovere i biocarburanti.
(6) La deroga richiesta dalle autorità francesi s'inserisce pertanto nel quadro dell'approccio comunitario di sviluppo delle filiere dei biocarburanti, con obiettivi di tutela ambientale e di sicurezza dell'approvvigionamento energetico.
(7) Il dispositivo giuridico francese poggia sull'articolo 25 della legge finanziaria rettificativa per il 1997, sul decreto n. 98-309 del 22 aprile 1998 che stabilisce le condizioni necessarie per poter rispondere al bando di gara per la commercializzazione sul territorio francese di biocarburanti che possono beneficiare di una riduzione della TIPP, nonché sul decreto del 22 aprile 1998 che crea la commissione d'esame delle richieste di riconoscimento delle unità di produzione di biocarburanti.
(8) Tale dispositivo, in vigore dal 1o novembre 1997, è stato istituito sulla base della decisione della Commissione del 9 aprile 1997 (in seguito denominata "decisione del 9 aprile 1997"), che stabiliva che le riduzioni della TIPP a favore degli EMOV e dell'ETBE costituivano aiuti di Stato compatibili con il mercato comune. La decisione del 1997 precisava che il regime in questione poteva essere considerato un progetto pilota.
(9) Il dispositivo giuridico francese di applicazione di aliquote d'accisa differenziate del 1997 (in seguito denominato: "il dispositivo del 1997"), ha durata illimitata. Esso prevede il rilascio, da parte delle autorità francesi, di un'autorizzazione che consente ad un depositario autorizzato, che realizza le miscele "biocarburanti/oli minerali", di beneficiare a valle della riduzione dell'accisa. Le autorizzazioni vengono concesse per un periodo di tre o nove anni dalla data del rilascio.
(10) Il dispositivo del 1997 comprende in particolare i seguenti elementi:
SPAZIO PER TABELLA
(11) Il dispositivo del 1997 rispetta l'aliquota d'accisa minima di cui agli articoli 3, 4 e 5 della direttiva 92/82/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali(6), come risulta dalla tabella seguente:
SPAZIO PER TABELLA
(12) Quando i biocarburanti sono introdotti negli impianti petroliferi sotto controllo doganale (depositi fiscali di produzione e di immagazzinamento), dove vengono incorporati nei prodotti petroliferi, viene rilasciato all'operatore che procede a tale operazione un certificato di esenzione per un importo corrispondente al volume ricevuto, moltiplicato per l'aliquota dell'esenzione. Tali certificati vengono successivamente indicati sulle dichiarazioni di commercializzazione di prodotti petroliferi.
(13) Quando la miscela viene realizzata in uno Stato membro diverso dalla Francia, il documento di accompagnamento del prodotto indica che il prodotto petrolifero contiene un biocarburante e la natura di questo. Nel momento in cui l'accisa è esigibile in Francia, viene rilasciato un certificato di esenzione per un importo corrispondente al volume del biocarburante contenuto nel prodotto petrolifero moltiplicato per l'aliquota dell'esenzione.
(14) La deroga richiesta ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE si basa sul dispositivo del 1997, che verrà tuttavia modificato per tener conto, da un lato, della presente decisione e, dall'altro, della decisione definitiva della Commissione relativa alla compatibilità degli aiuti di Stato a favore dei biocarburanti.
(15) A titolo eccezionale, tenuto conto delle condizioni specifiche ed uniche del caso in questione, la presente decisione va applicata con effetto al 1o novembre 1997 e deve riguardare anche le deroghe concesse dall'entrata in vigore del dispositivo del 1997.
(16) Ai sensi della decisione del 9 aprile 1997, le riduzioni dell'imposta nazionale sui prodotti petroliferi (Taxe Intérieure de Consommation sur les Produits Pétroliers -TIPP) a favore degli EMOV e dell'ETBE costituivano aiuti di Stato compatibili con il mercato comune. La decisione precisava che il regime in questione poteva essere considerato un progetto pilota e, pertanto, rientrava nell'ambito d'applicazione dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE, che prevede che gli Stati membri possano applicare esenzioni o riduzioni dell'aliquota di accisa sugli oli minerali nel quadro di progetti pilota per lo sviluppo tecnologico di prodotti meno inquinanti, in particolare per quanto riguarda i combustibili ottenuti da risorse rinnovabili. Non si è pertanto ritenuto necessario decidere di autorizzare esenzioni specifiche dall'accisa ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE. Pertanto, anche alla luce del quadro normativo e della politica legislativa comunitaria di cui al considerando (5), si può ritenere che gli operatori economici che beneficiano delle riduzioni della TIPP previste dal dispositivo del 1997 abbiano agito in buona fede.
(17) Con la sentenza del 27 settembre 2000 nella causa T-184/97 (BP Chemicals/Commissione)(7), il Tribunale di primo grado delle Comunità europee ha parzialmente annullato la decisione del 9 aprile 1997 per quanto riguarda la filiera ETBE.
(18) La causa riguardava una domanda di annullamento della decisione del 9 aprile 1997 presentata da BP Chemicals, il principale produttore europeo di etanolo sintetico. Il Tribunale ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato contro la decisione per quanto riguardava le misure applicabili alla filiera esteri. Esso ha concluso che le misure attinenti alla filiera esteri non modificavano in maniera rilevante la situazione giuridica del ricorrente e non colpivano pertanto i suoi interessi. Per quanto riguarda le misure applicabili alla filiera ETBE, il Tribunale ha concluso che la Commissione ha violato l'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE, decidendo che il regime in questione poteva rientrare nel quadro di un progetto pilota ai sensi di detta disposizione. Il Tribunale ha concluso che la Commissione, violando le disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE, sia andata al di là dei poteri che le sono conferiti dall'articolo 93, paragrafo 3 del trattato.
(19) Al punto 78 della motivazione la sentenza del Tribunale di primo grado ha precisato che nulla si oppone a che regimi di defiscalizzazione a favore di una migliore penetrazione dei biocarburanti sul mercato possano costituire oggetto di una decisione del Consiglio adottata in applicazione dell'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE. Il Tribunale non ha quindi considerato l'esenzione illegale per motivi di fondo, ma ha ritenuto che si dovesse applicare la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 4 della suddetta direttiva.
(20) L'annullamento della parte della decisione del 9 aprile 1997 riguardante la filiera ETBE ricolloca quindi giuridicamente questa parte del dossier nella fase precedente all'adozione della decisione annullata, ossia nel 1997.
(21) Inoltre, sebbene la sentenza del Tribunale non riguardi la filiera esteri a causa dell'irricevibilità di questa parte del ricorso, sembrerebbe logico che le misure applicabili alla filiera esteri non rientrino nel quadro di progetti pilota ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE. L'attuale domanda delle autorità francesi è quindi la logica conseguenza dell'annullamento parziale della decisione della Commissione del 9 aprile 1997, visto che colloca l'esenzione nel quadro procedurale adeguato.
(22) In seguito alla sentenza del Tribunale di primo grado, il 29 novembre 2000 la Commissione ha avviato il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2 del trattato relativamente all'aiuto C 64/2000 "biocarburanti - Francia"(8). L'esame effettuato in tale ambito riguarda il dispositivo giuridico nazionale francese dall'entrata in vigore, il 1o novembre 1997.
(23) Non si possono autorizzare deroghe di durata illimitata. Inoltre, un periodo di sei anni è adeguato, in termini economici, per soddisfare le esigenze di programmazione dei progetti di investimento nel caso in questione. Singole deroghe della durata massima di sei anni a decorrere dalla data di rilascio dell'autorizzazione sarebbero quindi adeguate per le unità di produzione di biocarburanti. Le unità di produzione di biocarburanti dovrebbero ricevere l'autorizzazione delle autorità francesi entro il 31 dicembre 2003.
(24) Occorre limitare le distorsioni a livello di concorrenza e incentivare i produttori e i distributori di biocarburanti a ridurre i costi di produzione, in particolare attraverso riduzioni d'accisa modulate in funzione dell'evoluzione dei corsi delle materie prime.
(25) La Commissione esamina periodicamente le riduzioni e le esenzioni per verificare che esse non comportino distorsioni della concorrenza, non ostacolino il funzionamento del mercato interno e restino compatibili con le politiche comunitarie in materia di tutela ambientale, dell'energia e dei trasporti,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. La Francia è autorizzata ad applicare un'aliquota d'accisa differenziata alle miscele impiegate come carburanti "benzine/derivati dell'alcole etilico la cui componente alcolica è di origine agricola (DAE)".
2. La Francia è autorizzata ad applicare un'aliquota d'accisa differenziata alle miscele impiegate come carburanti "gasolio/esteri metilici di oli vegetali (EMOV)".
3. Per beneficiare di una riduzione delle accise sulle miscele contenenti EMOV e DAE, utilizzate come carburante ai sensi della direttiva 92/81/CEE, le autorità francesi devono concedere la propria autorizzazione alle unità di produzione dei biocarburanti in questione entro il 31 dicembre 2003.
Tali autorizzazioni hanno una validità massima di sei anni, a decorrere dalla data del rilascio.
La riduzione prevista nell'autorizzazione può essere applicata dopo il 31 dicembre 2003, fino al termine dell'autorizzazione. Essa non è rinnovabile.
4. Le riduzioni d'accisa non possono superare 35,06 EUR/hl o 396,64 EUR/t per gli EMOV e 50,23 EUR/hl o 297,35 EUR/t per i DAE utilizzati nelle miscele di cui al paragrafo 1.
5. Le aliquote d'accisa applicabili alle miscele di cui al paragrafo 1 devono rispettare gli obblighi di cui alla direttiva 92/82/CEE, in particolare le aliquote minime di cui agli articoli 4 e 5.
Articolo 2
1. La Francia è autorizzata ad applicare un'aliquota d'accisa differenziata alla miscela "gasolio da riscaldamento/esteri metilici di oli vegetali".
2. Per beneficiare di una riduzione delle accise sulle miscele contenenti EMOV e utilizzate come combustibile ai sensi della direttiva 92/81/CEE, le autorità francesi devono concedere la propria autorizzazione alle unità di produzione dei biocombustibili in questione entro il 31 dicembre 2003.
Tali autorizzazioni hanno una validità massima di sei anni, a decorrere dalla data del rilascio.
La riduzione prevista nell'autorizzazione può essere applicata dopo il 31 dicembre 2003, fino al termine dell'autorizzazione. Essa non è rinnovabile.
3. Le riduzioni di accisa non possono superare 35,06 EUR/hl o 396,64 EUR/t per gli EMOV utilizzati nelle miscele di cui al paragrafo 1.
4. L'aliquota d'accisa applicabile alla miscela di cui al paragrafo 1 deve rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva 92/82/CEE, in particolare l'aliquota minima di cui all'articolo 3.
Articolo 3
Le riduzioni di accisa sono modulate in funzione dell'evoluzione dei corsi delle materie prime, per non comportare una sovracompensazione dei costi aggiuntivi di produzione dei biocarburanti.
Articolo 4
La presente decisione si applica a decorrere dal 1o novembre 1997.
Essa scade il 31 dicembre 2003.
Articolo 5
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addì 25 marzo 2002.

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