Document ID: 31991D0190

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 25 febbraio 1991 relativa alle norme di polizia sanitaria e ai certificati veterinari cui è subordinata l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina dall'Austria (91/190/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica
europea,
vista la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali delle specie bovina e suina e di carni fresche in provenienza dei paesi terzi(1), modificata da ultimo dalla direttiva 91/69/CEE(2), in particolare l'articolo 8,
considerando che la vicinanza geografica dell'Austria alla Comunità incide sugli scambi di animali vivi;
considerando che, a seguito di missioni effettuate da esperti veterinari della Comunità, risulta che la situazione veterinaria in Austria è controllata da servizi veterinari validamente strutturati ed organizzati, equivalenti a quelli della Comunità e in grado di offrire garanzie soddisfacenti per quanto riguarda le malattie che possono essere trasmesse con l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina;
considerando che le norme di polizia sanitaria in Austria sono analoghe a quelle esistenti nella Comunità e che le autorità veterinarie austriache competenti hanno confermato che l'Austria è indenne da 12 mesi dalla peste bovina, dall'afta epizootica, dalla pleuro-polmonite contagiosa dei bovini, dalla febbre catarrale maligna degli ovini, dalla peste suina africana, dalla paralisi contagiosa dei suini (malattia di Teschen), dalla malattia vescicolosa e dall'esantema vescicolare dei suini, che è indenne da almeno sei mesi dalla stomatite vescicolare contagiosa e che durante detti periodi non sono state eseguite vaccinazioni contro tali malattie, esclusa l'afta epizootica;
considerando che le autorità veterinarie austriache competenti si sono impegnate a comunicare alla Commissione ed
agli Stati membri, con telescritto o telegramma, entro un termine di 24 ore, la conferma dell'insorgenza di una delle malattie summenzionate o della peste suina oppure l'adozione delle vaccinazioni contro tali malattie oppure, entro un congruo termine, le proposte di modifica delle norme austriache concernenti le importazioni di animali della specie bovina e suina, nonché del loro sperma e dei loro embrioni;
considerando che le autorità veterinarie austriache hanno accettato di applicare un sistema di lotta contro la peste suina non meno rigoroso di quello della Comunità;
considerando che la tubercolosi e la brucellosi dei bovini sono state eradicate dall'Austria, che non è autorizzata la vaccinazione dei bovini contro la brucellosi e che le misure poste in atto dalle competenti autorità austriache per prevenire una recrudescenza di queste malattie sono sufficienti ad equiparare la situazione degli allevamenti austriaci - eccetto quelli sottoposti a riserva ufficiale - a quella degli allevamenti della Comunità riconosciuti ufficialmente indenni dalla tubercolosi o dalla brucellosi;
considerando che le autorità veterinarie austriache attuano dal 1982 un programma nazionale obbligatorio di eradicazione della leucosi bovina enzootica; che l'incidenza di questa malattia è stata ridotta a livelli tali da poter qualificare l'Austria nel suo insieme come zona indenne dalla leucosi bovina enzootica; che il programma in questione sembra atto a conseguire, in un prossimo futuro, l'obiettivo della totale eradicazione della malattia in Austria; che le competenti autorità veterinarie austriache si sono impegnate a notificare immediatamente alla Commissione e agli Stati membri ogni eventuale cambiamento materiale della situazione in ordine a tale malattia;
considerando che le autorità veterinarie austriache hanno dichiarato di non avere prove dell'esistenza in Austria dell'encefalite spongiforme dei bovini e si sono impegnate a notificare alla Commissione, entro 24 ore, l'eventuale accertamento di un caso di questa malattia;
considerando che le autorità veterinarie austriache si sono impegnate a controllare ufficialmente il rilascio dei certificati previsti dalla presente decisione ed a garantire che tutti
i certificati, attestati e dichiarazioni su cui si basano i titoli di esportazione saranno conservati dai servizi ufficiali per un periodo di almeno 12 mesi dalla spedizione degli animali cui si riferiscono;
considerando che alcuni Stati membri, a seguito della loro situazione veterinaria particolare per quanto riguarda l'afta epizootica e/o la peste suina, sono autorizzati ad applicare disposizioni speciali riguardo agli animali originari della Comunità e devono pertanto essere autorizzati ad applicare disposizioni analoghe agli animali importati dall'Austria; che tali misure devono essere almeno altrettanto rigorose di quelle applicate dagli stessi Stati membri agli scambi intracomunitari;
considerando che le autorità veterinarie austriache si sono impegnate a vietare il rilascio dei certificati previsti negli allegati alla presente decisione per gli animali che sono stati importati in Austria, salvo siano stati importati sulla base di norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di quelle previste nella direttiva 72/462/CEE e nelle pertinenti decisioni complementari;
considerando che sarà necessario riesaminare la presente decisione allo scopo di uniformare le posizioni degli Stati membri prima del completamento del mercato interno, nonché adeguare la normativa comunitaria relativa alla lotta contro l'afta epizootica e la peste suina e alla loro eradicazione dalla Comunità;
considerando che le misure prevista dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1 1. Salvo il disposto del paragrafo 2, gli Stati membri autorizzano l'importazione dall'Austria dei seguenti animali:
a)animali domestici della specie bovina destinati all'allevamento o alla produzione e conformi ai requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato A, che li deve scortare;
b)animali domestici della specie bovina destinati alla macellazione e conformi ai requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato B, che li deve scortare;
c)animali domestici della specie suina destinati all'allevamento o alla produzione e conformi ai requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato C, che li deve scortare;
d)animali domestici della specie suina destinati alla macellazione e conformi ai requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato D, che li deve scortare;
2. Gli Stati membri autorizzano l'importazione dall'Austria di animali domestici delle specie bovina e suina di cui al paragrafo 1, precedentemente importati in Austria, soltanto se importati dalla Comunità o da uno dei paesi terzi di cui all'elenco allegato alla decisione 79/542/CEE del Consiglio(3), per quanto applicabile agli animali domestici di tali specie, e soltanto se all'atto dell'importazione in Austria siano state osservate norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di quelle del capitolo II della direttiva 72/462/CEE e nelle pertinenti decisioni complementari.
3. Gli Stati membri possono esigere che gli animali sottoposti a prove in forza della presente decisione siano tenuti continuamente isolati, dal momento della prima prova fino al momento della spedizione e secondo modalità approvate da un veterinario ufficiale austriaco, da tutti gli animali fissipedi non destinati all'esportazione verso la Comunità europea o il cui stato di salute non sia equivalente a quello degli animali in oggetto.
4. Gli Stati membri possono autorizzare l'introduzione temporanea nel loro territorio, in provenienza dall'Austria, di animali da allevamento o da produzione che partecipino a mostre zootecniche, a condizioni non meno rigorose di quelle applicate in casi analoghi agli animali provenienti dagli Stati membri.
Gli Stati membri possono prescrivere ulteriori requisiti per l'introduzione nel loro territorio, in provenienza dall'Austria, di maschi riproduttori delle specie bovina o suina destinati ai centri di fecondazione artificiale, purché tali requisiti siano almeno altrettanto rigorosi di quelli da essi previsti per gli animali provenienti dagli Stati membri.
L'introduzione nel territorio degli Stati membri di bovini maschi in provenienza dall'Austria, destinati alla fecondazione artificiale, resta soggetta alle condizioni prescritte dalla direttiva 88/407/CEE del Consiglio(4) per l'ammissione di tali animali a centri riconosciuti di raccolta di sperma.
5. Gli Stati membri autorizzano l'introduzione nel loro territorio, in provenienza dall'Austria, di bovini di età non superiore a 30 mesi, destinati alla produzione di carne, chiaramente identificabili mediante marchiatura accettabile per lo Stato membro importatore e provenienti da allevamenti dove non sia stato notificato né confermato alcun caso di leucosi bovina enzootica nei due anni precedenti,
senza esigere che detti animali vengano sottoposti a prove per l'accertamento della leucosi bovina enzootica.
Gli Stati membri verificano mediante ispezioni che gli animali siano chiaramente identificati, li tengono sotto osservazione fino alla macellazione e prendono tutti gli opportuni provvedimenti per evitare un eventuale contagio degli allevamenti indigeni.
6. Gli Stati membri non autorizzano l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina non elencati nel presente articolo.
Articolo 2 Fino all'entrata in vigore di misure adottate dalla Comunità per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro le malattie contagiose o infettive dei bovini o dei suini, diverse da rabbia, tubercolosi, brucellosi, afta epizootica, carbonchio ematico, peste bovina, pleuropolmonite, leucosi enzootica bovina, paralisi contagiosa suina (malattia di Teschen), peste suina, stomatite vescicolare dei suini e peste suina africana, gli Stati membri possono applicare agli animali importati dall'Austria ulteriori norme di polizia sanitaria da essi stabilite nel quadro di un programma nazionale per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro tali malattie, dandone notificazione alla Commissione e agli altri Stati membri.
Articolo 3 1. Gli Stati membri indenni dall'afta epizootica da almeno due anni che non eseguono vaccinazioni e non consentono l'introduzione nel loro territorio di animali vaccinati da meno di un anno, possono subordinare l'introduzione nel proprio territorio di bovini e suini vivi provenienti dall'Austria alle seguenti condizioni:
a)se l'Austria è indenne dall'afta epizootica da almeno due anni, non esegue vaccinazioni e non ammette nel suo territorio animali vaccinati da meno di un anno:
-garanzia che gli animali da importare non siano stati vaccinati contro l'afta epizootica;
b)se l'Austria è indenne dall'afta epizootica da almeno due anni, vengono eseguite vaccinazioni ed è autorizzata la presenza nel suo territorio di animali vaccinati nell'anno precedente:
-garanzia che gli animali da importare non siano stati vaccinati contro l'afta epizootica;
-garanzia nel caso dei bovini, che gli animali da importare abbiano reagito negativamente alla prova del virus aftoso eseguita con il metodo del raschiamento laringo-faringeo (detto «probang test»);
-garanzia che gli animali da importare abbiano reagito negativamente all'esame sierologico eseguito per rivelare la presenza di anticorpi aftosi;
-garanzia che gli animali da importare siano stati in isolamento per 14 giorni in una stazione di quarantena in Austria, sotto il controllo di un veterinario ufficiale, che nessun animale presente nella stazione di quarantena sia stato vaccinato contro l'afta epizootica nei 21 giorni precedenti l'esportazione e che nessun animale non compreso nella partita sia stato introdotto nella stazione di quarantena nello stesso periodo;
-quarantena per un periodo di 21 giorni nel territorio dello Stato membro importatore o altrove;
c)se l'Austria non è indenne dall'afta epizootica da almeno due anni:
-le garanzie di cui alla lettera b);
-quarantena per un periodo di 21 giorni nel territorio dello Stato membro importatore o altrove;
-eventuali altre garanzie decise dallo Stato membro importatore.
2. Gli Stati membri dichiarati ufficialmente indenni dalla peste suina, o dove alcune regioni dei quali sono state dichiarate tali, non possono opporsi all'entrata nel loro territorio di suini provenienti dall'Austria o da una parte del suo territorio composta da una o più regioni amministrative, dove, secondo gli accertamenti ufficiali compiuti dalle autorità veterinarie austriache:
-non siano state autorizzate vaccinazioni contro la peste suina almeno da 12 mesi;
-non si siano verificati casi di peste suina almeno da 12 mesi;
-non sia autorizzata l'introduzione di suini vaccinati, salvo suini da macello o da ingrasso di peso inferiore a 25 kg, destinati ad allevamenti di ingrasso da cui potranno uscire soltanto per la macellazione;
-gli animali destinati all'esportazione siano nati ed allevati presso aziende dove, secondo gli accertamenti ufficiali compiuti dalle autorità austriache, non vi sono suini vaccinati contro la peste suina da almeno 12 mesi e, in caso di animali d'allevamento o da produzione, hanno dato risultato negativo alla prova per gli anticorpi prodotti dalla peste suina.
Articolo 4 All'arrivo nel proprio territorio di una partita di bovini o suini proveniente dall'Austria, lo Stato membro destinatario adotta i provvedimenti ritenuti necessari, compresi reiezione, isolamento, abbattimento, distruzione o esecuzione di prove, al fine di preservare lo stato di salute degli animali. Esso notifica senza indugio alla Commissione e alle autorità austriache tali provvedimenti, debitamente motivati.
Articolo 5 La presente decisione è soggetta a riesame prima del 31 luglio 1991.
Articolo 6 Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 25 febbraio 1991.

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