Document ID: 31983D0475

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 22 giugno 1983
relativa ad un progetto di aiuti a favore di due imprese del settore tessile e dell'abbigliamento in Belgio
(I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede)
(83/475/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato, ai sensi delle disposizioni dell'articolo 93, gli interessati a presentare le loro osservazioni e viste dette osservazioni,
I
considerando che, con lettera in data 23 novembre 1982, il governo belga ha notificato alla Commissione che era sua intenzione concedere aiuti a due imprese del settore tessile e dell'abbigliamento, appartenenti l'una al comparto calzamaglie e calze da donna, l'altra al comparto tessuti ricci di cotone e biancheria da toletta e da cucina;
considerando che l'impresa del comparto calzamaglie e calze da donna, che occupa 393 addetti, intende avvalersi degli aiuti per incrementare la produzione del 12,8 % rispetto al 1981;
considerando che l'aiuto a favore di questa impresa ammonterebbe a 100,6 milioni di FB, la maggior parte dei quali sarebbe destinata alla sostituzione di macchinari;
considerando che l'impresa del comparto tessuti ricci di cotone e biancheria da toletta e da cucina, che occupa 166 addetti, intende avvalersi degli aiuti per mantenere l'attuale livello produttivo;
considerando che l'aiuto a favore di questa impresa ammonterebbe a 27,755 milioni di FB e sarebbe finalizzato alla sostituzione di macchinari ed alla costruzione di un nuovo stabilimento e di sale per esposizioni;
considerando che la Commissione ha avviato in data 21 dicembre 1982 la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, primo comma, del trattato CEE nei confronti degli aiuti in questione, motivandola con il fatto che gli aiuti altererebbero le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune e sarebbero pertanto incompatibili con il mercato comune; che la Commissione ha fatto riferimento in particolare al fatto che gli aiuti in questione sarebbero destinati soprattutto alla sostituzione di macchinari obsoleti, senza che peraltro vengano intrapresi sostanziali sforzi per la ristrutturazione delle imprese;
II
considerando che, nel presentare le proprie osservazioni nel quadro della procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE, il governo belga ha sottoposto alla Commissione proposte di aiuti modificate per entrambe le imprese in questione mettendone in evidenza gli ulteriori sforzi di ristrutturazione da effettuarsi; considerando che, nelle osservazioni presentate nel quadro della procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE, tre Stati membri diversi dal Belgio e due federazioni di imprese del sottosettore hanno confermato il punto di vista della Commissione, sottolineando i problemi di eccesso di capacità che caratterizzano il sottosettore calzamaglie e calze da donna e la sensibilità del sottosettore tessuti ricci di cotone e biancheria da toletta e da cucina, data l'importanza dei flussi commerciali ed il grado di concorrenza esistente fra gli Stati membri; che nelle predette osservazioni si evidenziava inoltre il rischio di un trasferimento delle difficoltà dalle imprese beneficiarie ai loro concorrenti qualora fossero stati erogati gli aiuti progettati;
III
considerando che gli aiuti proposti dal governo belga possono incidere sugli scambi fra Stati membri e falsare la concorrenza favorendo le imprese in questione o le loro produzioni, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE;
considerando che secondo il trattato gli aiuti per i quali ricorrono le condizioni di cui all'articolo 92, paragrafo 1, dello stesso trattato CEE sono incompatibili con il mercato comune; che le deroghe a tale incompatibilità, previste dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE, precisano gli obiettivi perseguiti nell'interesse della Comunità e non in quello esclusivo del beneficiario dell'aiuto; che tali deroghe devono essere interpretate in modo restrittivo in sede di esame sia di regimi di aiuti regionali o settoriali, sia di singoli casi di applicazione di regimi generali; che in particolare esse possono essere disposte solo qualora la Commissione sia in grado di stabilire che si contribuisce in tal modo al perseguimento degli obiettivi previsti dalle deroghe, obiettivi che l'impresa non sarebbe in grado di realizzare da sola, con i propri mezzi, in normali condizioni di mercato;
considerando che accordare il beneficio di tali deroghe ad aiuti che non implicano una contropartita di questo tipo equivarrebbe a tollerare il prodursi di un pregiudizio per gli scambi intracomunitari ed un alterarsi della concorrenza senza alcun beneficio dal punto di vista dell'interesse comunitario, concedendo nel contempo indebiti vantaggi a taluni Stati membri;
considerando che, nell'esaminare i casi concreti di aiuti alla luce dei summenzionati principi, la Commissione deve accertare che esista, da parte dell'impresa beneficiaria, una contropartita che giustifichi la concessione dell'aiuto, nel senso che quest'ultimo deve essere necessario per promuovere la realizzazione di uno degli obiettivi enunciati dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE; che, ove ciò non possa essere dimostrato, ed in particolare quando l'investimento in progetto è realizzato in ogni caso, è chiaro che l'aiuto non contribuisce alla realizzazione degli obiettivi perseguiti dalle deroghe, ma serve a migliorare la situazione finanziaria dell'impresa in questione;
considerando che, per quanto concerne le deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato CEE, per gli aiuti destinati a favorire o a facilitare lo sviluppo di talune regioni, le zone in cui sono ubicati gli stabilimenti delle imprese beneficiarie non sono considerate regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a);
considerando che, per quanto riguarda le deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), i progetti in questione non contengono alcun elemento che consenta di definirli progetti di comune interesse europeo o progetti destinati a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, la cui realizzazione giustifichi una deroga ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b) al divieto degli aiuti di cui all'articolo 92, paragrafo 1; che il Belgio appartiene alle regioni centrali della Comunità ove i problemi sociali ed economici non sono fra i più gravi ma ove più immediato è il rischio di un intensificarsi degli aiuti di Stato e di una loro incidenza sugli scambi tra Stati membri; che, stando ai dati socio-economici disponibili, l'economia belga non accusa un grave turbamento ai sensi del trattato; che, pertanto, gli aiuti in questione non sono destinati a porre rimedio a detto turbamento;
considerando che il 18 novembre 1981 la Commissione ha deciso di non sollevare obiezioni nei confronti dell'attuazione di un regime di aiuti settoriali a favore del settore tessile e dell'abbigliamento in Belgio; che, una volta entrato in vigore tale regime di aiuti settoriali, le imprese del settore non potevano beneficiare di altri aiuti specifici, regionali o generali;
considerando che un aiuto concesso ad una singola impresa nel contesto di questo regime di aiuti settoriali potrebbe beneficiare della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CEE soltanto se rispondesse a tutte le condizioni poste dalla Commissione per autorizzare questo regime di aiuti settoriali; che, nei casi in esame, particolarmente importanti sono le condizioni stabilite per quanto riguarda l'obbligo di intraprendere sostanziali sforzi di ristrutturazione per assicurare la solidità economico-finanziaria delle imprese, nonché l'obbligo di modificare le capacità e la produzione delle imprese beneficiarie;
considerando che, nel caso dell'impresa che produce calzamaglie e calze da donna, il programma di investimento modificato è stato ridotto dell'11 % rispetto al progetto presentato inizialmente alla Commissione, mentre gli sforzi di ristrutturazione hanno un'incidenza ben più netta di quella prevista nel progetto iniziale; che tale investimento ammonta a 92,499 milioni di FB, pari al 73 % dell'investimento totale; che una percentuale notevole di questa somma sarà destinata alla sostituzione di macchine da maglieria e corrisponde, quindi, a costi che in generale non sono costi di ristrutturazione ma costi che l'impresa dovrebbe normalmente sostenere da sola; che, nella fattispecie, si prevede un notevole risparmio energetico con una riduzione dei consumi del 64 % e che sarà appunto questa parte dell'investimento che, secondo la proposta di aiuto modificata, permetterà di ridurre le capacità dell'impresa del 19 % e la sua produzione dell'11 %;
considerando che in un sottosettore sensibile a livello comunitario quale quello delle calzamaglie e calze da donna, dati i gravi problemi di eccedenza di capacità e di concorrenza, detta operazione di ristrutturazione risponde all'interesse della Comunità, in quanto esiste una contropartita che giustifica l'erogazione dell'aiuto da parte del governo belga per rendere possibile tale operazione;
considerando, inoltre, che il contributo a favore di questa parte del programma di investimenti, che deve essere erogato in conformità alle condizioni stabilite dalla Commissione per il programma di aiuti settoriali a favore dell'industria tessile applicato in Belgio nel 1982, non è tale da alterare le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune;
considerando che l'aiuto da erogarsi per il 45 % a titolo di partecipazione statale e per il 25 % a titolo di prestiti sulla somma di 92,499 milioni di FB, pari cioè ad un totale di 64,749 milioni di FB, può beneficiare di una deroga ai sensi delle summenzionate disposizioni;
considerando che l'aiuto, per un importo di 24,480 milioni di FB, che il governo belga intende erogare a favore della parte residua dell'investimento (34,971 milioni di FB) e che è destinato alla sostituzione degli impianti di tintura e di finitura, non è direttamente connesso all'operazione di ristrutturazione, ma serve unicamente a rafforzare la posizione finanziaria dell'impresa in questione e rischia quindi di pregiudicare seriamente le condizioni di concorrenza;
considerando che il governo belga non è stato in grado di dimostrare, né d'altronde la Commissione di ravvisare nel comportamento dell'impresa, l'esistenza di una contropartita, sotto il profilo dell'interesse comunitario, che consenta al governo belga di giustificare l'erogazione di questa parte dell'aiuto; che l'aiuto in questione non soddisfa pertanto ai requisiti necessari per l'applicazione di una delle deroghe contemplate dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE;
considerando che, nel caso dell'impresa che produce tessuti ricci di cotone e biancheria da toletta e da cucina, il programma di investimenti modificato comporta un importo del medesimo ordine di grandezza di quello previsto dal piano presentato inizialmente alla Commissione, ma che gli sforzi di ristrutturazione hanno un'incidenza ben più netta sull'ammontare totale di quanto inizialmente previsto; che, inoltre, nelle osservazioni presentate nel quadro della procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE, il governo belga ha precisato che il 68 % dell'investimento totale di 27,150 milioni di FB è correlato a spese conseguenti a una decisione delle autorità locali che hanno imposto all'impresa di trasferirsi in una nuova zona per motivi ecologici;
considerando che, conformandosi a tale decisione, l'impresa intraprende considerevoli sforzi di ristrutturazione che ne incrementeranno la competitività e la solidità economico-finanziaria, anche perché l'attuale linea di prodotti deve venir adeguata alla tendenza evolutiva del mercato;
considerando, peraltro, che questa parte dell'investimento che, secondo la proposta di aiuto modificata, deve ridurre del 26,4 % le capacità dell'impresa, provocherà una notevole riduzione della produzione;
considerando che in un comparto sensibile a livello comunitario quale quello dei tessuti ricci di cotone e della biancheria da toletta e da cucina, data l'entità degli scambi intracomunitari, l'efficienza e la competitività dell'industria belga, questa operazione di ristrutturazione è conforme all'interesse comunitario in quanto vi è una contropartita che giustifica l'erogazione dell'aiuto da parte del governo belga per rendere possibile tale operazione;
considerando, inoltre, che il contributo a favore di questa parte del programma di investimenti, che deve essere erogato conformemente alle condizioni stabilite dalla Commissione per il programma di aiuti settoriali a favore dell'industria tessile e dell'abbigliamento applicato in Belgio nel 1982, non è tale da alterare le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune;
considerando, quindi, che l'aiuto da erogarsi per il 45 % a titolo di partecipazione statale e per il 25 % a titolo di prestiti sulla somma di 27,150 milioni di FB, pari cioè a 19,005 milioni di FB, soddisfa alle condizioni richieste per la concessione di una deroga ai sensi delle predette disposizioni;
considerando che l'aiuto per un importo di 8,75 milioni di FB, che il governo belga intende erogare a favore della parte residua dell'investimento (12,5 milioni di FB) e che è destinato alla sostituzione di impianti absoleti, non è direttamente correlato all'operazione di ristrutturazione; che, servendo unicamente a rafforzare la posizione finanziaria dell'impresa in questione, tale aiuto rischia di pregiudicare seriamente le condizioni di concorrenza; considerando che il governo belga non è stato in grado di dimostrare, né d'altronde la Commissione di ravvisare nel comportamento dell'impresa, l'esistenza di una contropartita, sotto il profilo dell'interesse comunitario, che consenta al governo belga di giustificare l'erogazione di questa parte dell'aiuto;
considerando, pertanto, che non sussistono le condizioni richieste per l'applicazione di una delle deroghe contemplate dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto progettato dal governo belga a favore di un'impresa che produce calzamaglie e calze da donna, destinato ad un investimento di ristrutturazione, è considerato compatibile con il mercato comune. Parimenti, l'aiuto progettato a favore di un'impresa che produce tessuti ricci di cotone e biancheria da toletta e da cucina, finalizzato alla costruzione di un nuovo stabilimento produttivo e di una sala per esposizioni, costruzione imposta all'impresa per motivi ecologici, nonché ad un investimento di ristrutturazione associato a questo progetto, è considerato compatibile con il mercato comune.
Sono, invece, incompatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE gli aiuti progettati a favore di entrambe le imprese summenzionate, destinati alla semplice sostituzione di macchinari.
Articolo 2
Il governo belga si astiene dal dare esecuzione al progetto di erogare gli aiuti di cui al secondo comma dell'articolo 1 e informa la Commissione, entro due mesi dalla data di notifica della presente decisione, delle misure adottate per conformarvisi.
Articolo 3
Il Regno del Belgio è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 22 giugno 1983.

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