Document ID: 31987R2450

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REGOLAMENTO (CEE) N. 2450/87 DELLA COMMISSIONE
del 12 agosto 1987
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di mercurio originario dell'Unione Sovietica
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato con regolamento (CEE) n. 1761/87 (2), in particolare l'articolo 11,
previa consultazione in seno al comitato consultivo previsto dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
(1) Nell'ottobre 1986 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dal comitato di coordinamento delle industrie di metalli non ferrosi della Comunità, a nome di un produttore comunitario di mercurio, le Minas de Almadén y Arrayanes SA, Madrid, che rappresenta il 90 % della produzione comunitaria per il prodotto in questione. La denuncia conteneva elementi di prova in ordine all'esistenza di pratiche di dumping e di un grave pregiudizio, ritenuti sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura. La Commissione ha pertanto annunciato, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di mercurio originario dell'Unione Sovietica, presentato in bombole di contenuto netto di 34,5 kg (peso standardizzato) o altro, di cui alla sottovoce 28.05 D della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe 28.05 - 71 e 28.05 - 79, ed ha iniziato un'inchiesta.
A norma dell'articolo 13, paragrafo 4, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2176/84, la Commissione ha inoltre pubblicato un avviso relativo alle affermazioni del ricorrente secondo le quali l'importatore era o sarebbe dovuto essere al corrente che l'esportatore praticava il dumping, causando un pregiudizio (4).
(2) La Commissione ha debitamente informato l'esportatore, gli importatori notoriamente interessati e il ricorrente, ed ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di essere intese.
(3) Il produttore comunitario, l'esportatore e cinque importatori hanno reso note per iscritto le loro osservazioni.
(4) Alcuni acquirenti comunitari di mercurio hanno parimenti reso note le loro osservazioni.
(5) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni da essa ritenute necessarie ai fini di un accertamento preliminare ed ha svolto inchieste in loco presso le seguenti società:
Produttore comunitario:
Minas de Almadén y Arrayanes SA, Madrid, Spagna
Importatori comunitari:
- Lambert Metals Ltd, Londra, Regno Unito
- Comsup Trading, Londra, Regno Unito
- Derby & Co Ltd, Londra, Regno Unito
Produttore del paese di riferimento:
Placer US Inc, San Francisco, Stati Uniti d'America
Altro produttore/esportatore:
La Commissione si è inoltre recata presso Raznoimport Londra, che rappresenta l'esportatore sovietico Raznoimport Mosca.
La Commissione ha chiesto e ricevuto osservazioni scritte particolareggiate dal produttore comunitario ricorrente, dall'esportatore e dagli importatori, ed ha verificato per quanto necessario le informazioni ivi contenute.
(6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping e alle differenze di prezzo riguarda il periodo compreso tra il 1o luglio 1986 e il 28 febbraio 1987.
(7) La presente procedura non interferisce in alcun modo con le inchieste avviate a norma del regolamento n. 17 del Consiglio (5), relativo a eventuali accordi in materia di prezzi tra produttori con sede nella Comunità e in paesi terzi.
B. DUMPING
B. 1. Valore normale
(1) Per determinare se le importazioni provenienti dall'Unione Sovietica fossero oggetto di dumping, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che questo paese non ha un'economia di mercato, e si è quindi basata sul valore normale in un paese con questo tipo di economia. A tal fine, il ricorrente aveva proposto di prendere in considerazione i prezzi di vendita nella Comunità del prodotto simile originario dell'Algeria.
(2) L'esportatore sovietico ha sollevato obiezioni a tale proposta, facendo valere che il prezzo di vendita del mercurio algerino era troppo elevato, poiché il produttore comunitario ricorrente lo aveva concordato con il produttore algerino. Inoltre, dato che il prezzo del mercurio non è stato fissato su un mercato internazionale dei metalli, l'esportatore sovietico sostiene che i prezzi pubblicati nel London Metal Bulletin, un giornale specializzato nei metalli non ferrosi, vengono generalmente accettati come una valida indicazione del prezzo del mercurio sul mercato libero, per cui ci si deve basare su di essi per determinare il valore normale.
(3) La Commissione ha respinto la proposta dell'esportatore sovietico, poiché si tratta di esportazioni provenienti da un paese che non ha un'economia di mercato; occorreva quindi determinare il valore normale in base al prezzo del mercato o del valore costruito in un paese terzo a economia di mercato. Vi era inoltre motivo di ritenere che i prezzi di riferimento del London Metal Bulletin (LMB) non coprissero i costi di produzione nei paesi a economia di mercato.
(4) La scelta dell'Algeria è stata ugualmente contestata da un importatore il quale sostiene che i costi di produzione di questo paese sono troppo elevati, che esistono stretti legami con il produttore comunitario e che non si tratta realmente di un paese ad economia di mercato. Detto importatore ha proposto di scegliere come paese di riferimento gli Stati Uniti.
(5) Comunque sia, il produttore algerino non ha risposto alla richiesta di cooperazione della Commissione.
(6) La Commissione ha pertanto scelto come paese di riferimento gli Stati Uniti, dato soprattutto il carattere simile del prodotto e delle condizioni di produzione, nonché la situazione di concorrenza sul mercato americano; per di più, tutte le vendite di mercurio del produttore americano vengono effettuate sul mercato nazionale. La Commissione ha quindi ritenuto opportuno e ragionevole calcolare il valore normale su questa base. Tuttavia, avendo constatato che i prezzi a cui il mercurio è stato effettivamente venduto ai fini del consumo negli Stati Uniti erano inferiori ai costi di produzione definiti nel regolamento (CEE) n. 2176/84, la Commissione ha scartato i prezzi di vendita interni, e ha determinato il valore normale in base al valore costruito.
B. 2. Prezzo all'esportazione
(7) I prezzi all'esportazione sono stati stabiliti in base ai prezzi realmente pagati o pagabili per i prodotti venduti ai fini dell'esportazione nella Comunità.
B. 3. Confronto
(8) Nel confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione, la Commissione ha tenuto conto, quando le circostanze lo richiedevano e venivano fornite prove sufficienti, delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, quali le condizioni di pagamento e le spese di trasporto, di assicurazione e di imballaggio.
Tutti i confronti sono stati effettuati a livello franco fabbrica, e per ciascuna delle transazioni riguardanti quantitativi effettivamente entrati nella Comunità.
B. 4. Margini di dumping
(9) Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping da parte dell'esportatore Raznoimport Mosca.
Il margine di dumping è pari alla differenza fra il valore normale determinato e i prezzi all'esportazione nella Comunità.
Tali margini variano a seconda della data della transazione e sono calcolati CIF frontiera comunitaria (Rotterdam), dazi doganali non corrisposti. Il margine medio ponderato è pari al 147 %.
C. PREGIUDIZIO
(1) Dagli elementi di cui dispone la Commissione risulta che le importazioni nella Comunità di mercurio originario dell'Unione Sovietica sono passate da 0 nel 1983, nel 1984, nel 1985 e nel primo trimestre 1986 a 198 t per il solo secondo semestre 1986, con un conseguente aumento della quota di mercato detenuta dal paese esportatore interessato durante i periodi corrispondenti, che è passata da 0 a 22 % circa per il secondo semestre 1986 (o all'11 %, su base annuale, per il 1986) sull'intero mercato comunitario.
Finora, su un totale di 730 t vendute nel secondo semestre 1986 a importatori comunitari, sono effettivamente penetrate nella Comunità 198 t; il resto è ancora immagazzinato in depositi doganali di Rotterdam.
(2) L'esportatore sovietico è penetrato in pochissimo tempo sul mercato comunitario con un quantitativo piuttosto ragguardevole e, così facendo, ha provocato un calo del prezzo di vendita sul mercato comunitario a decorrere dal secondo semestre 1986. La Commissione ha esaminato i prezzi a cui il prodotto importato dall'Unione Sovietica veniva venduto nella Comunità ed ha concluso che, in media, essi erano inferiori del 17-54 % a quelli dell'industria comunitaria nel periodo oggetto dell'inchiesta, in misura molto maggiore ai prezzi praticati dal produttore comunitario prima che apparisse il mercurio sovietico e anche ai prezzi necessari per coprire i costi del produttore comunitario e consentirgli di realizzare un equo utile commerciale. Per giungere a queste conclusioni, la Commissione ha confrontato, al medesimo stadio commerciale, i prezzi fatturati dall'esportatore sovietico a commercianti internazionali CIF Rotterdam, dazi doganali corrisposti, con i prezzi fatturati dal produttore spagnolo ai consumatori finali e reso clientela, detraendo le spese di movimentazione, di magazzinaggio, di trasporto, le spese generali di amministrazione e di vendita dei suddetti commercianti internazionali, nonché un equo margine di utile.
(3) Oltre al mercurio di origine sovietica e spagnola, la Comunità importa mercurio di origine algerina, cinese, turca e finlandese. Mentre, nel 1986, l'industria comunitaria ha potuto mantenere la propria quota di mercato, anche se con gravi perdite finanziarie, la penetrazione del mercurio sovietico è andata a scapito delle importazioni comunitarie provenienti dagli altri paesi terzi, la cui quota globale di mercato è passata dal 40 % nel 1985 al 29 % nel 1986.
(4) La Commissione ha inoltre verificato se le importazioni oggetto di dumping abbiano influito sulla produzione, sullo sfruttamento del potenziale, sulle scorte e sull'occupazione: la produzione comunitaria ha subito un calo del 9 %, da cui è risultato un minore sfruttamento del potenziale. Nel 1986 il volume delle vendite è rimasto stabile provocando una diminuzione delle scorte. Per quanto riguarda l'occupazione, dai dati disponibili risulta un calo del 7 %. Ciò nonostante la Commissione non ritiene che le variazioni relativamente modeste constatate incidano in modo significativo nella determinazione del pregiudizio.
(5) A livello di redditività, invece, dopo aver registrato un utile negli anni precedenti, l'industria comunitaria ha subito un grave deterioramento per quanto riguarda i risultati finanziari 1986, e soprattutto quelli del secondo trimestre; le perdite considerevoli subite sono state causate principalmente dalla comparsa del mercurio sovietico sul mercato comunitario.
Allo scopo di penetrare sul mercato del mercurio e smerciare rapidamente il suo prodotto, l'esportatore sovietico ha effettuato le transazioni commerciali tramite i commercianti internazionali, fissando in genere i prezzi non al momento del contratto di vendita, ma in base ai prezzi indicativi delle operazioni in contanti pubblicati nel LMB e relativi ai mesi delle forniture. Tali prezzi indicativi vengono calcolati in base alle informazioni raccolte presso un numero limitato di operatori, e soltanto per una parte delle vendite in contanti. Data la mancanza di trasparenza e l'esiguità del mercato, le vendite in contanti, che pure rappresentano una proporzione assai modesta, influiscono sui prezzi stipulati nei contratti a termine; questi ultimi coprono quasi l'80 % delle vendite di mercurio, fra cui quelle del produttore comunitario.
Vendendo a commercianti internazionali, alle summenzionate condizioni, ingenti quantitativi di mercurio, l'esportatore sovietico ha provocato un grave deterioramento dei prezzi. Inoltre, per coprire la proprie operazioni commerciali e per speculare, il commerciante che ha concluso con l'esportatore sovietico il contratto più cospicuo (515 t) ha pubblicato nel suddetto giornale specializzato una serie d'inserzioni, offrendo il mercurio a prezzi decrescenti e sempre inferiori ai prezzi indicativi in esso riportati. Data l'entità del contratto - svelata da un articolo pubblicato nel LMB - questo modo di procedere ha fatto diminuire i prezzi a contanti; il commerciante ha quindi beneficiato di prezzi d'acquisto vantaggiosi presso l'esportatore sovietico, il che ha provocato un crollo generale dei prezzi del mercurio e ha costretto il produttore comunitario, nonché gli esportatori degli altri paesi terzi nella Comunità, a ridurre i prezzi.
La Commissione ritiene che, invece di subire passivamente la fluttuazione dei prezzi, l'esportatore sovietico abbia influenzato considerevolmente i prezzi del mercato, poiché ha venduto ingenti quantitativi di mercurio a due commercianti internazionali, alle condizioni di cui sopra. Il fatto che l'esportatore in causa non abbia nessun controllo sulla destinazione e sul prezzo del prodotto non ne diminuisce affatto la responsabilità: vendere tramite commercianti internazionali quantitativi così cospicui di mercurio in un lasso di tempo così breve, su un mercato la cui domanda è così poco elastica e alle condizioni summenzionate, doveva necessariamente provocare reazioni a catena sui prezzi e costituire un incentivo alla speculazione.
(6) Tra il maggio 1983 e il maggio 1986 (data in cui si è sentito parlare per la prima volta del contratto relativo a 515 t di mercurio sovietico), i prezzi in dollari statunitensi pubblicati nel LMB hanno rispecchiato una certa tendenza al ribasso. Nello stesso periodo, i prezzi del produttore comunitario, espressi in dollari, e costantemente superiori in media a quelli del LMB, sono rimasti relativamente più stabili fino al termine del 1985, per poi slittare leggermente nel primo semestre 1986. Fino agli inizi del 1986, il prezzo praticato dal produttore comunitario gli ha garantito una certa redditività di sfruttamento. Parimenti, si può ritenere che, senza le importazioni sovietiche, l'andamento dei prezzi del produttore comunitario nel secondo semestre 1986 sarebbe stato sostanzialmente identico a quello del periodo precedente.
(7) Dal giugno 1986 (data dei primi contratti dell'esportatore sovietico) al luglio 1986 (data delle prime vendite di mercurio sovietico) e infine all'ottobre 1986, i prezzi sono diminuiti di oltre il 50 %.
Si deve concludere che le esportazioni sovietiche hanno provocato un crollo generale dei prezzi del mercurio. Per poter vendere, infatti, il produttore comunitario è stato costretto ad abbassare i propri prezzi portandoli a livelli insufficienti per coprire le spese. Pur provocando notevoli perdite finanziarie, tali vendite gli hanno consentito di recuperare parte dei suoi costi. Ciò nonostante, nel secondo semestre 1986, i prezzi delle esportazioni sovietiche hanno fatto calare ulteriormente, del 35 % in media, i prezzi del produttore comunitario.
(8) Inoltre, dato il ruolo svolto dal prezzo d'acquisito e la lealtà relativa del cliente nei confronti del fornitore, le offerte a basso prezzo hanno costretto il produttore comunitario - che, contrariamente all'esportatore sovietico, vende il 92 % della sua produzione a consumatori finali e soltanto l'8 % a commercianti - a modificare le sue condizioni di vendita: mentre in precedenza l'80 % delle vendite avveniva sotto forma di contratti a lungo termine, i consumatori finali si sono gradatamente orientati verso acquisti in contanti, aggravando l'incertezza del produttore comunitario riguardo allo smercio della sua produzione.
(9) La Commissione ha cercato di determinare se il pregiudizio fosse stato causato da altri fattori quali il deprezzamento del dollaro, la tendenza al ribasso dei prezzi del mercurio e le importazioni di questo prodotto provenienti da altri paesi terzi.
Per quanto riguarda i primi due elementi, la Commissione ha constatato che, seppure in misura minore rispetto alle offerte di mercurio sovietico, essi hanno contribuito a deteriorare i risultati finanziari del produttore comunitario. Nondimeno la Commissione ha adottato un metodo di calcolo che consente di isolare il pregiudizio recato dalle importazioni oggetto di dumping.
Nel 1986, si sono importate nella Comunità circa 272 t di mercurio algerino, contro 289 t nel 1985. Come in passato, dette importazioni erano destinate a consumatori finali o a commercianti internazionali, e sono avvenute sotto forma di vendite in contanti, di contratti a termine o di vendite di compensazione. Tali vendite, i cui prezzi hanno seguito l'andamento del mercato, si sono distribuite su tutto l'anno e, prese singolarmente, non riguardavano né ingenti quantitativi disponibili in un solo contratto né un unico commerciante. Le vendite algerine, quindi, non sono all'origine del crollo dei prezzi del mercurio nel 1986.
Sempre nel 1986 si è registrato un calo delle importazioni comunitarie provenienti dagli altri paesi terzi, che riguardavano quantitativi relativamente modesti: le vendite di origine cinese sono passate da 106 t nel 1985 a 58 t nel 1986, quelle di origine turca da 63 t nel 1985 a 23 t nel 1986, e quelle di origine finlandese da 70 t nel 1985 a 15 t nel 1986.
(10) Il notevole incremento delle importazioni sovietiche e i relativi prezzi di vendita nella Comunità hanno indotto la Commissione a stabilire che gli effetti delle importazioni in dumping di mercurio originario dell'Unione Sovietica, considerati separatamente, recano un grave pregiudizio all'industria comunitaria interessata.
D. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(1) Nessun consumatore del prodotto in causa ha reso note le proprie osservazioni. Date le trascurabili ripercussioni di qualsiasi rilevante aumento del prezzo del mercurio su prodotti che lo contengono, quali le batterie e gli antiparassitari, o su procedimenti che lo utilizzano, come ad esempio la produzione di cloro e il settore nucleare, gli interessi dei consumatori finali sono sufficientemente tutelati.
(2) Tuttavia, data la situazione particolarmente grave in cui versa l'unico produttore valido di mercurio della Comunità e l'importanza economica e sociale dell'industria, la Commissione ha concluso che, nell'interesse della Comunità, occorre adottare misure opportune; per evitare che venga recato un ulteriore pregiudizio durante la procedura, tali misure dovrebbero consistere in un dazio antidumping provvisorio.
E. ALIQUOTA DEL DAZIO
(1) Data l'entità del pregiudizio subito, l'aliquota del dazio deve essere inferiore al margine di dumping provvisoriamente stabilito, ma sufficiente per eliminare il pregiudizio stesso. (2) Allo scopo di determinare l'importo del dazio provvisorio necessario per eliminare il pregiudizio subito dal produttore comunitario, la Commissione ha preso in considerazione gli elementi seguenti:
- la differenza media tra il prezzo del prodotto sovietico e il prezzo del produttore comunitario nella CEE;
- il prezzo al quale il produttore comunitario avrebbe potuto vendere nella Comunità senza la repentina e massiccia comparsa del mercurio sovietico.
Dopo un esame approfondito di questi elementi, la Commissione ha ritenuto più opportuno istituire un dazio specifico data la natura del prodotto, la fluttuazione del suo prezzo, l'esistenza di dazi doganali comunitari specifici e la conseguente semplificazione delle procedure amministrative doganali. In considerazione di quanto precede, la Commissione ha fissato l'importo del dazio a 70 ECU per bombola di contenuto netto pari a 34,5 kg (peso standardizzato) oppure a 2,03 ECU per kg netto di mercurio originario dell'Unione Sovietica.
(3) È opportuno fissare un termine entro il quale le parti in causa potranno rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere intese,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di mercurio di cui alla sottovoce 28.05 D della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe 28.05-71 e 28.05-79, originario dell'Unione Sovietica.
2. L'importo del dazio è pari a 70 ECU per bombola, di contenuto netto di 34,5 kg (peso standardizzato) oppure a 2,03 ECU per kg netto di mercurio.
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2176/84, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 2176/84, esso si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non approvi misure definitive prima dello scadere di detto periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 12 agosto 1987.

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