Document ID: 31998R2678

REGOLAMENTO (CE) N. 2678/98 DEL CONSIGLIO del 10 dicembre 1998 recante modifica dei regolamenti (CE) n. 1890/97 e (CE) n. 1891/97 che istituiscono dazi antidumping e dazi compensativi definitivi sulle importazioni di salmone d'allevamento dell'Atlantico originario della Norvegia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1) (in appresso denominato «regolamento antidumping di base»), in particolare l'articolo 8, paragrafo 9 e l'articolo 9,
visto il regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (2) (in appresso denominato «regolamento antisovvenzioni di base»), in particolare l'articolo 13, paragrafo 9 e l'articolo 15,
vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. MISURE PROVVISORIE
(1) Nel quadro delle inchieste antisovvenzioni e antidumping avviate con due distinti avvisi pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), la Commissione ha accettato, con la decisione 97/634/CE (4), gli impegni offerti dal Regno di Norvegia e da 190 esportatori norvegesi.
(2) Dall'esame delle relazioni ricevute per il quarto trimestre del 1997 è emerso che tre esportatori norvegesi - la Icelandic Freezing Plants Norway AS, la Incofood AS e la Ma-vo Norge AS - avevano effettuato vendite sul mercato comunitario al di sotto del prezzo minimo stabilito nell'impegno e violavano pertanto gli obblighi assunti con l'impegno. Quando le è stata offerta la possibilità di correggere eventuali errori materiali, una società ha presentato documenti che dimostravano che sino a quel momento aveva segnalato alla Commissione le vendite alle sue imprese collegate nella Comunità, anziché le rivendite al primo acquirente indipendente, come richiesto ai sensi dell'impegno. Queste vendite alle imprese collegate rappresentavano la stragrande maggioranza del totale delle vendite all'esportazione del prodotto in questione nella Comunità effettuate dalla società.
(3) Di conseguenza, con regolamento (CE) n. 1789/98 (5) (in appresso denominato «regolamento del dazio provvisorio»), la Commissione ha istituito dazi antidumping e dazi compensativi provvisori sulle importazioni di salmone d'allevamento dell'Atlantico di cui ai codici NC ex 0302 12 00, ex 0304 10 13, ex 0303 22 00 ed ex 0304 20 13 originario della Norvegia ed esportato dalle tre società di cui sopra. Con lo stesso regolamento, la Commissione ha depennato le società in questione dall'allegato della decisione 97/634/CE in cui figura l'elenco delle società i cui impegni sono stati accettati.
B. PROCEDURA SUCCESSIVA
(4) Subito dopo l'istituzione dei dazi provvisori, le tre società norvegesi sono state informate per iscritto dei fatti e delle considerazioni principali in base ai quali erano stati istituiti tali dazi.
(5) Una società non ha presentato alcuna osservazione in risposta alla comunicazione della Commissione. Detta società, inoltre, aveva già informato la Commissione di aver restituito, in data 1° gennaio 1998, la sua licenza di esportazione rilasciata dalle autorità norvegesi.
(6) Entro il termine fissato nel regolamento del dazio provvisorio, le altre due società hanno presentato osservazioni scritte e hanno chiesto e ottenuto di essere ascoltate.
(7) Dopo aver ricevuto le comunicazioni scritte, la Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini dell'accertamento definitivo delle violazioni apparenti.
(8) Per quanto riguarda la società che aveva segnalato le vendite alle imprese collegate, questo ulteriore esame ha confermato le risultanze provvisorie di cui al punto 11 del regolamento del dazio provvisorio. Si è accertato, infatti, che quasi tutte le operazioni segnalate per il quarto trimestre del 1997 e quelle comprese nelle relazioni trimestrali presentate per il terzo trimestre del 1997 e per il primo e il secondo trimestre del 1998 entro i termini previsti erano in realtà vendite a imprese collegate nella Comunità e non a operatori indipendenti, mentre l'impegno stabiliva chiaramente che si dovevano segnalare queste ultime. In risposta alla comunicazione inviata dopo l'istituzione dei dazi provvisori, la società ha sostenuto che aveva semplicemente fatto un errore nella dichiarazione, e il 15 settembre 1998 ha inviato alla Commissione nuove relazioni per il terzo e il quarto trimestre del 1997 e per il primo e il secondo trimestre del 1998. La società ha sostenuto inoltre che le vendite ai primi acquirenti indipendenti segnalate nelle relazioni rivedute rispettavano la disposizione sui prezzi minimi. Non si sarebbe dunque provocato alcun pregiudizio all'industria comunitaria.
(9) Nel suo impegno, la società si era assunta l'obbligo di inviare alla Commissione, entro i termini previsti, una relazione riservata su tutte le operazioni di vendita ai primi acquirenti non collegati nella Comunità. L'impegno prevede inoltre che la mancata presentazione della relazione trimestrale secondo le modalità previste entro i termini di tempo stabiliti sia considerata una violazione dell'impegno, salvo casi di forza maggiore. Nonostante questa chiara formulazione, di cui era perfettamente informata, la società ha segnalato entro i termini stabiliti solo le vendite di trasferimento, e ha pertanto violato i suoi obblighi di dichiarazione. Le vendite di trasferimento, infatti, non consentono di trarre alcuna conclusione sui prezzi di vendita effettivi praticati ai primi acquirenti non collegati, e non permettono quindi alla Commissione di sorvegliare il comportamento della società.
(10) Considerando che il mancato rispetto degli espliciti obblighi di dichiarazione dev'essere interpretato come una violazione dell'impegno, conformemente all'articolo 8, paragrafo 7 del regolamento antidumping di base e all'articolo 13, paragrafo 7 del regolamento antisovvenzioni di base, si ritiene superfluo stabilire se i livelli dei prezzi di vendita effettivi abbiano violato la disposizione sui prezzi minimi prevista dall'impegno. Tale analisi, infatti, avrebbe potuto tutt'al più dimostrare che, oltre ad aver violato l'impegno presentando relazioni tali da impedire un effettivo monitoraggio da parte della Commissione, non era stato rispettato neppure il prezzo minimo stabilito nell'impegno.
(11) La terza società ha ammesso di aver effettuato una vendita al di sotto del prezzo minimo stabilito dall'impegno, che rappresentava la totalità delle vendite della presentazione in questione. L'esportatore ha però sostenuto che nel caso di tale operazione - che per sua ammissione costituiva una vendita speciale deliberatamente effettuata senza alcun margine di profitto - il prezzo minimo sarebbe stato rispettato se una soluzione imprevista relativa al trasporto non si fosse tradotta in un prezzo di vendita inferiore al previsto. L'esportatore ha sostenuto che le merci erano state spedite passando per un punto di confine diverso da quello previsto dalla società, e che erano state spedite su un automezzo con un carico parziale anziché a pieno carico; i costi di trasporto superiori che la società aveva dovuto sostenere avevano fatto aumentare la detrazione per chilo di prodotto relativa ai costi di trasporto all'interno della Comunità effettuata sul prezzo reso sdoganato al primo acquirente indipendente per calcolare il prezzo alla frontiera comunitaria.
A parte la difficoltà di verificare tali argomentazioni ipotetiche, emerse poco a poco nel corso di successive spiegazioni, si direbbe che la violazione derivi dal fatto che si era pianificata la vendita a un livello troppo vicino a quello del prezzo minimo, tanto da non assicurare alcun profitto. Data la chiara formulazione dell'obbligo relativo al prezzo minimo nell'impegno, che comprende la detrazione per le spese di vendita dirette nel caso delle vendite reso sdoganato, spetta alla società assicurarsi che il prezzo minimo sia rispettato, indipendentemente dalla sua maggiore o minore capacità di ottenere condizioni di trasporto favorevoli.
C. MISURE DEFINITIVE
(12) Le parti interessate sono state informate dei fatti e delle considerazioni principali in base ai quali si intendeva confermare il ritiro dell'accettazione dei loro impegni da parte della Commissione e raccomandare l'istituzione di dazi antidumping e compensativi definitivi e la riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazi provvisori. Inoltre, è stato concesso loro un termine entro il quale presentare osservazioni dopo questa comunicazione.
(13) Dopo aver attentamente esaminato le osservazioni presentate, si conclude che sarebbe opportuno istituire dazi antidumping e dazi compensativi definitivi sulle importazioni di salmone d'allevamento dell'Atlantico originario della Norvegia esportato dalle società elencate nell'allegato I.
(14) Le inchieste da cui sono scaturiti gli impegni si sono concluse con un accertamento definitivo del dumping e del pregiudizio mediante il regolamento (CE) n. 1890/97 (6) e con un accertamento definitivo delle sovvenzioni e del pregiudizio mediante il regolamento (CE) n. 1891/97 (7). Pertanto, conformemente all'articolo 8, paragrafo 9 del regolamento antidumping di base e all'articolo 13, paragrafo 9 del regolamento antisovvenzioni di base, l'aliquota dei dazi definitivi per le tre società norvegesi dovrebbe essere fissata al livello dei dazi stabiliti in questi due regolamenti.
D. RISCOSSIONE DEFINITIVA DEI DAZI PROVVISORI
(15) Nei confronti dei tre esportatori elencati nell'allegato I del presente regolamento è stata accertata una violazione dell'impegno. Si ritiene pertanto necessario riscuotere definitivamente al livello dei dazi definitivi gli importi depositati a titolo di dazi antidumping e di dazi compensativi provvisori.
E. AGGIORNAMENTO DELL'ELENCO DEGLI ESPORTATORI ESENTATI DAI DAZI ANTIDUMPING E DAI DAZI COMPENSATIVI
(16) Gli allegati del regolamento (CE) n. 1890/97 e del regolamento (CE) n. 1891/97, che esonerano dal pagamento del dazio le parti ivi elencate, devono essere modificati ritirando l'esenzione alle tre società elencate nell'allegato I del presente regolamento,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. L'allegato del regolamento (CE) n. 1890/97 è sostituito dall'allegato II.
2. L'allegato del regolamento (CE) n. 1891/97 è sostituito dall'allegato II.
Articolo 2
Sono definitivamente riscossi gli importi depositati a titolo dei dazi antidumping e dei dazi compensativi provvisori istituiti dal regolamento (CE) n. 1126/98 per il salmone d'allevamento dell'Atlantico (non allo stato libero), di cui ai codici NC ex 0302 12 00 (codice Taric: 0302 12 00*19), ex 0304 10 13 (codice Taric: 0304 10 13* 19), ex 0303 22 00 (codice Taric: 0303 22 00*19) ed ex 0304 20 13 (codice Taric: 0304 20 13*19), originario della Norvegia ed esportato dalle società elencate nell'allegato I del presente regolamento.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 10 dicembre 1998.

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