Document ID: 31993D0353

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 9 marzo 1993 concernente l'applicazione del regime nazionale spagnolo d'incentivi regionali in una zona situata nel nord della provincia di Madrid (Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede)
(93/353/CEE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni, ai sensi del suddetto articolo 93 e tenuto conto di tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I Con lettera del 1o giugno 1987 la Commissione ha comunicato al governo spagnolo la sua decisione di approvare le zone e i massimali di aiuto del regime nazionale spagnolo d'incentivi regionali. Con lettera del 1o settembre 1987 e telex del 14 marzo 1988 la Commissione ha comunicato al governo spagnolo la sua decisione di approvare le altre disposizioni di detto regime, tra cui la forma degli aiuti e i tipi d'investimento ammissibili. In base a dette decisioni, il governo spagnolo ha progressivamente istituito il regime nazionale d'incentivi regionali (legge 50/1985, regio decreto 1535/1987), tramite i regi decreti di delimitazione delle diverse zone di aiuto.
In una zona situata nel nord della provincia di Madrid, la Sierra Norte, la Commissione aveva deciso di approvare eccezionalmente per un periodo di tre anni, salvo riesame alla scadenza di tale periodo, tenendo conto del protocollo n. 12 dell'atto di adesione della Spagna alle Comunità europee, la concessione di aiuti regionali con un massimale d'intensità del 45 % in equivalente sovvenzione netto (ESN).
Con lettera del 7 giugno 1990 della sua Rappresentanza permanente, il governo spagnolo ha chiesto alla Commissione di prorogare il massimale per detta regione, senza precisare la durata della proroga.
Dopo aver riesaminato l'opportunità di mantenere in tale zona il massimale summenzionato, la Commissione ha deciso di avviare la procedura a norma dell'articolo 93, paragrafo 2 del Trattato CEE nei confronti della concessione di aiuti con un massimale d'intensità del 45 % ESN nella Sierra Norte della provincia di Madrid, nel quadro del regime nazionale d'incentivi regionali.
Con lettera del 3 agosto 1990, la Commissione ha invitato il governo spagnolo a presentarle le sue osservazioni in materia. Gli altri Stati membri e i terzi interessati sono stati ugualmente invitati a presentare le loro osservazioni (1).
II Il governo spagnolo ha presentato le sue osservazioni con lettere del 3 e 10 ottobre 1990, nelle quali chiede che sia riesaminata la proroga della facoltà di concedere aiuti regionali nella suddetta zona con un massimale del 45 % ESN alla luce in particolare di una serie di considerazioni qui di seguito riportate.
- Il fatto che la provincia di Madrid non soddisfi le condizioni della prima fase del metodo per l'applicazione dell'articolo 93, paragrafo 3, lettera c) agli aiuti regionali non ha impedito di autorizzare, con la decisione del 1o giugno 1987, la concessione di aiuti nella zona in questione in considerazione del suo ritardo socio-economico. Tale decisione precisava che si tratta di una zona montagnosa a carattere agrario, situata sul prolungamento naturale delle province di Segovia e Guadalajara, integrantesi molto meglio nell'ambiente socio-economico di tali province che in quello di Madrid, cui essa fa capo amministrativamente.
- La situazione socio-economica della zona non è cambiata sostanzialmente nel corso degli ultimi tre anni.
- Tale zona non può essere inclusa nel contesto socio-economico del resto della provincia di Madrid. Il ricorso a dati relativi a tutta la provincia per verificare il rispetto dei criteri di applicazione dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) deve perciò essere differenziato.
- Anche se il governo spagnolo non ha fatto uso, nel quadro del regime nazionale d'incentivi regionali, della possibilità riconosciutagli dalla Commissione di concedere aiuti regionali nella Sierra Norte, i problemi di fondo persistono e tale possibilità dovrebbe perciò restare aperta.
- La provincia di Madrid non soddisfa in effetti i criteri di prodotto interno lordo (PIL) pro capite e disoccupazione strutturale relativi alla prima fase di analisi del metodo di applicazione dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), fondamentalmente a causa dell'incidenza della zona metropolitana di Madrid sulla provincia. Poiché non esistono dati a livello comunale, sembra preferibile valutare il PIL pro capite della Sierra Norte nel modo seguente:
- raffronto con il PIL delle province di Segovia e Guadalajara la cui situazione socio-economica è più simile di quella di Madrid alla situazione della Sierra Norte; il PIL pro capite di Segovia rappresentava l'84 % della media nazionale tra il 1986 e il 1988 e quello di Guadalajara è passato dall'indice 103 all'indice 99 (Spagna = 100) tra il 1985 e il 1989;
- utilizzo, come indicatore del reddito, dell'importo liquido pro capite dell'imposta sul reddito delle persone fisiche; nel 1986 l'importo medio per la Sierra Norte era di 28 792 PTA, cioè un terzo circa di quello d'insieme della comunità di Madrid, che ammontava a 85 026 PTA.
Per quanto riguarda l'occupazione, nel 1986 il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 18 % e la popolazione occupata nel settore primario della zona (2) rappresentava il 19,48 % del totale. D'altro lato il numero degli occupati nell'agricoltura è diminuito nella provincia di Madrid del 36,1 % tra il 1987 e il 1989, colpendo profondamente la Sierra Norte, data l'importanza degli impieghi agricoli in quella zona. Inoltre, tra il 1981 e il 1986 la quota dei posti di lavoro nell'industria e nel settore delle costruzioni della zona è diminuita rispettivamente dal 21,32 % al 20,05 % e dal 17,60 % all'11,81 %, mentre la quota dei posti di lavoro nei servizi è aumentata dal 48,13 % al 59,29 %.
- La tendenza allo spopolamento della zona ha portato alla perdita di un quarto della popolazione dal 1950. Tale processo di spopolamento è legato ad una forte emigrazione, principalmente giovanile, verso la zona metropolitana di Madrid. Il saldo migratorio della zona, ad esclusione del comune di Colmenar Viejo ha raggiunto il 12 tra il 1976 e il 1981. Nel 1986 l'indice d'invecchiamento (3) della zona (1) (17,5 %) era notevolmente superiore a quello della provincia di Madrid (9,3 %) e alla media nazionale (10,9 %), mentre la popolazione di età inferiore ai 16 anni rappresentava solo il 19,05 % della popolazione della zona (1).
- Le attività agricole della zona, che sono molto importanti, sono caratterizzate da una bassa produttività, date le dimensioni ridotte delle aziende (il 79 % di esse non supera i 20 ettari di terreno), la loro scarsa utilizzazione (75,4 % delle aziende sono improduttive) e l'invecchiamento della manodopera (52,7 % degli occupati in agricoltura hanno più di 50 anni).
- La prossimità della zona metropolitana di Madrid ha effetti negativi sull'assetto territoriale della zona in questione. Si notano infatti un abbandono progressivo delle attività agricole e delle abitazioni rurali in seguito all'emigrazione verso la metropoli, l'utilizzo massiccio della regione come zona di svago dei madrileni e la costruzione di cinque dighe, a detrimento della maggior parte delle terre irrigabili. Una parte dei comuni della zona, inoltre, non dispone di vie di comunicazione rapide e moderne.
- Il protocollo n. 12 dell'atto di adesione della Spagna alle Comunità europee non reca un termine finale di applicabilità. Gli obiettivi di sviluppo regionale della Spagna devono essere determinanti ai fini della considerazione di tale protocollo.
Nella lettera del 7 giugno 1990 il governo spagnolo aveva inoltre indicato che:
- nel 1986 la popolazione della zona contava 50 029 abitanti e la sua densità era di 30,5 abitanti per km2;
- il 77 % dei comuni aveva meno di 500 abitanti; alcune località rischiavano di scomparire, dato che ancora nel 1980 vi era un unico comune con meno di 100 abitanti e solo 8 con meno di 200, mentre nel 1986 il loro numero era aumentato rispettivamente a 11 e 22;
- il fatto che il tasso di disoccupazione della zona fosse inferiore alla media provinciale non era significativo, data l'importanza della sotto-occupazione nell'agricoltura.
III Gli altri Stati membri e i terzi interessati non hanno presentato osservazioni alla Commissione entro i termini stabiliti.
IV a) Gli aiuti accordati dal governo spagnolo nel quadro del regime nazionale d'incentivi regionali rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 92, paragrafo 1 del Trattato CEE.
Gli aiuti sono concessi a imprese che effettuano investimenti in talune zone del territorio spagnolo. Essi favoriscono tali imprese nella misura in cui non sono concessi per investimenti analoghi in altre zone.
Tali aiuti falsano la concorrenza, poiché rafforzano la posizione finanziaria e le possibilità d'azione delle imprese beneficiarie rispetto ai loro concorrenti. Dato che tale effetto si produce nel quadro degli scambi intracomunitari, questi subiscono le ripercussioni degli aiuti.
In particolare gli aiuti falsano la concorrenza e incidono sugli scambi tra gli Stati membri nella misura in cui le imprese beneficiarie esportano una parte della loro produzione negli altri Stati membri. Se invece tali imprese non esportano, la produzione nazionale ne risulta ugualmente favorita, poiché le possibilità per le imprese stabilite in altri Stati membri di esportare i loro prodotti verso il mercato spagnolo vengono ridotte (4);
Gli scambi risentono anche dell'influenza degli aiuti sulle decisioni d'insediamento adottate dalle imprese beneficiarie. Dato che la concessione di aiuti induce tali imprese a scegliere le zone ammissibili agli aiuti quali luoghi d'insediamento, trasferendosi eventualmente da uno Stato membro ad un altro, la produzione nei nuovi impianti e l'offerta dei prodotti da questi provenienti modificano i flussi degli scambi tra gli Stati membri.
Le considerazioni che precedono dimostrano che gli aiuti concessi nel quadro del regime nazionale spagnolo d'incentivi regionali sono contemplati dal disposto dell'articolo 92, paragrafo 1. Di conseguenza, la proroga di tali aiuti nella Sierra Norte della provincia di Madrid è incompatibile con il mercato comune, a meno che non possa essere applicata una delle deroghe previste dal Trattato.
b) Poiché nella fattispecie si tratta di aiuti regionali, le sole deroghe possibili al divieto di cui all'articolo 92, paragrafo 1, sono quelle definite all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), che prevedono il perseguimento di obiettivi nell'interesse della Comunità e non esclusivamente degli Stati membri e dei beneficiari degli aiuti. Tali deroghe vanno interpretate in modo restrittivo all'alto dell'esame dei programmi di aiuto e dei casi di applicazione.
Quando la Commissione applica tali deroghe a regimi di aiuti regionali, deve avere la certezza che le regioni interessate soffrono di problemi sufficientemente gravi rispetto alla situazione del resto della Comunità, per giustificare la concessione degli aiuti e la loro intensità. L'esame di detti regimi deve dimostrare che l'aiuto è necessario per raggiungere gli obiettivi definiti all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) o c).
c) Ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) possono essere considerati compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione.
La Commissione ritiene che tale deroga si applichi alle regioni NUTS II (5) il cui prodotto interno lordo (PIL) pro capite, misurato in standard di potere d'acquisto (SPA) non superi il 75 % della media comunitaria (6).
La regione NUTS II in cui si trova la Sierra Norte di Madrid è la comunità autonoma di Madrid il cui PIL pro capite, misurato in SPA, supera il 75 % della media comunitaria, poiché ammonta al 91 % (media degli anni 1986-1990). Di conseguenza, la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) non si applica alla comunità autonoma di Madrid e la concessione di aiuti nell'ambito del regime nazionale d'incentivi regionali nella Sierra Norte di Madrid non può essere considerata compatibile con il mercato comune in virtù di tale deroga.
d) Ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) possono essre considerati compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
La Commissione reputa che tale deroga si applichi alle regioni che rispondono ai parametri stabiliti dal metodo di applicazione dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) agli aiuti regionali nazionali (7). Secondo tale metodo, che comprende due fasi di analisi, le regioni sono valutate sulla base dell'unità geogrfica NUTS III che, in Spagna, corrisponde alla provincia. In casi eccezionali giustificati, secondo i principi di tale metodo e conformemente alla prassi della Commissione, può essere utilizzata un'unità più piccola.
e) Una provincia spagnola risponde ai parametri stabiliti nella prima fase del metodo allorché il suo reddito, misurato in termini di PIL pro capite, non supera l'85 % della media nazionale o il suo tasso di disoccupazione strutturale non è inferiore al 110 % della media nazionale.
La regione NUTS III comprendente la Sierra Norte di Madrid è la provincia di Madrid, il cui PIL pro capite supera l'85 % della media nazionale, ammontando al 125 % della stessa (media degli anni 1986-1990) e il cui tasso di disoccupazione strutturale è inferiore al 110 % della media nazionale, poiché ammonta al 76 % della stessa (media degli anni 1988-1992). Di conseguenza, la provincia di Madrid non risponde ai parametri della prima fase del metodo.
f) La prima fase di analisi deve essere completata da una seconda fase, che permetta di prendere in considerazione altri indicatori rilevanti basati sui dati statistici comunitari e nazionali disponibili. In alcune circostanze e specialmente per le regioni che si situano al margine degli indici applicati nella prima fase dell'analisi, è possibile che nella seconda fase emerga un'adeguata giustificazione di aiuti regionali anche in quelle regioni che non rispondono pienamente ai parametri stabiliti nel corso della prima fase.
La provincia di Madrid non si può però considerare una di tali regioni, poiché il suo PIL pro capite e il tasso di disoccupazione strutturale sono molto più favorevoli degli indici della prima fase e sono persino nettamente più favorevoli della media nazionale.
Per il resto, il solo indicatore rilevante a livello della provincia di Madrid fornito dal governo spagnolo è la riduzione del 36,1 % degli impieghi agricoli di tale provincia tra il 1987 e il 1989. Tale indicatore non sembra però in grado di giustificare da solo la concessione di aiuti regionali nella provincia di Madrid, dato che riguarda un settore che nel 1988 rappresentava solo l'1 % dei posti di lavoro della provincia.
Inoltre, nel corso degli ultimi anni l'evoluzione del PIL pro capite e del tasso di disoccupazione della provincia di Madrid è stata favorevole, soprattutto per quanto riguarda la situazione della disoccupazione, che è nettamente migliorata. Infatti, mentre il PIL pro capite è aumentato dal 123 % della media nazionale nel 1986 al 127 % nel 1990, il tasso di disoccupazione è diminuito dall'86 % della media nazionale nel 1988 al 70 % nel 1992.
Nemmeno la seconda fase del metodo fornisce perciò una giustificazione alla concessione di aiuti regionali nella provincia di Madrid.
g) Resta pertanto da accertare se sussistano circostanze eccezionali che giustifichino, in base al suddetto metodo, il fatto di prendere in considerazione la sola Sierra Norte piuttosto che l'insieme della provincia.
Giova ricordare che nella decisione del 1987 la Commissione aveva già individuato l'esistenza di circostanze eccezionali che giustificavano un'analisi della zona piuttosto che della provincia. In particolare la Commissione aveva tenuto conto del fatto che si trattava di una zona montagnosa a carattere agricolo, situata sul prolungamento naturale delle province di Segovia e Guadalajara, che si integrava maggiormente nell'ambiente socio-economico di tali province che in quello di Madrid, cui era assegnata amministrativamente.
La Sierra Norte resta una zona montagnosa situata sul prolungamento naturale delle province di Segovia e Guadalajara.
Il carattere agricolo della zona può essere rimesso in discussione, poiché dai dati forniti dal governo spagnolo si deduce che la percentuale di posti di lavoro nel settore primario della zona è diminuita dal 12,95 % nel 1981 all'8,85 % nel 1986 ed è perciò inferiore alla media nazionale che era del 16,1 % nel 1986. Tuttavia, la zona conserva una certa vocazione agricola, infatti in 42 dei suoi 46 comuni la percentuale di posti di lavoro nel settore primario è superiore alla suddetta media nazionale (19,48 % nel 1986).
La densità di popolazione della zona è aumentata da 23,9 abitanti/km2 nel 1981 a 30,5 abitanti/km2 nel 1986. Nonostante tale aumento, la densità demografica della zona resta più simile a quella delle province di Segovia e Guadalajara (rispettivamente 21,7 e 12 abitanti/km2) che a quella di Madrid (597,9 abitanti/km2). Sotto questo profilo lo Sierra Norte continua a far parte più dell'ambiente socio-economico di Segovia e Guadalajara che di quello di Madrid.
Inoltre, la situazione di tale zona sembra essere molto diversa da quella del resto della provincia di Madrid: l'importo liquido pro capite dell'imposta sul reddito delle persone fisiche della Sierra Norte corrisponde in media ad un terzo circa di quello dell'insieme della provincia di Madrid.
Sussistono perciò motivi che possono giustificare una ripetizione dell'analisi a livello di zona.
h) Si deduce tuttavia dalle informazioni fornite dal governo Spagnolo che il tasso di disoccupazione della zona è un pò più favorevole di quello dell'insieme della provincia, che è [si veda il precedente punto e)] nettamente inferiore alla soglia del 110 % della media nazionale prevista nel quadro della prima fase del metodo. Poiché il PIL pro capite della zona non è disponibile, non è possibile concludere che la Sierra Norte non risponda ai parametri stabiliti nel corso della prima fase. Tuttavia, il raffronto con le province di Segovia e Guadaljara lascia presumere che tali parametri non siano rispettati, poiché il PIL pro capite di queste due province ammonta rispettivamente a 94 % e 120 % della media nazionale (media degli anni 1986-1990).
i) Nel quadro della seconda fase di analisi del metodo va aggiunto che, vista la produttività apparentemente bassa delle attività agricole della zona (dimensioni ridotte e scarsa utilizzazione delle aziende, invecchiamento della manodopera), può effettivamente sussistere una sottoccupazione agricola, la cui importanza è tuttavia limitata dalle dimensioni del settore primario. Infine, nonostante l'evoluzione piuttosto sfavorevole delle caratteristiche demografiche (emigrazione, spopolamento di località, invecchiamento della popolazione), la popolazione della zona è comunque aumentata da 39 319 abitanti nel 1981 a 50 029 abitanti nel 1986. In base a tali elementi non è possibile considerare la zona ammissibile all'aiuto a titolo della seconda fase di analisi del metodo.
j) Tuttavia, nel 1991 la Commissione ha adottato orientamenti secondo i quali taluni aiuti nazionali limitati alle piccole e medie imprese (PMI) possono essere autorizzati fino alla fine del 1993, su richiesta dello Stato membro interessato, nelle zone rispondenti ai criteri di sovvenzionabilità delle politiche strutturali comunitarie a titolo degli obiettivi 2 e 5b), nelle quali tali aiuti non potrebbero essere autorizzati, secondo la valutazione della Commissione in situazioni analoghe, a titolo dei parametri abituali del metodo per le regioni che non rientrano negli obiettivi 2 o 5b).
La Sierra Norte, ad esclusione del comune di Colmenar Viejo, è attualmente ammissibile all'aiuto a titolo dell'obiettivo 5b). Di conseguenza, la concessione di aiuti a titolo del regime nazionale d'incentivi regionali nella Sierra Norte di Madrid ad esclusione del comune di Colmenar Viejo, fino al 31 dicembre 1993, limitatamente alle piccole e medie imprese definite nella disciplina degli aiuti alle PMI, può essere autorizzata conformemente agli orientamenti descritti al precedente paragrafo.
Oltre tale data qualsiasi progetto di applicazione del regime nazionale d'incentivi regionali nella Sierra Norte di Madrid dovrà essere notificato alla Commissione a titolo dell'articolo 93, paragrafo 3 del Trattato CEE.
k) Per quanto riguarda i massimali d'intensità degli aiuti, i suddetti orientamenti della Commissione del 1991 prevedono che gli aiuti che possono essere autorizzati nelle regioni in questione non siano oggetto di un massimale prestabilito. Tuttavia, dalla prassi seguita dalla Commissione in situazioni analoghe si deduce che in materia di aiuti agli investimenti i massimali d'intensità accettabili sono i seguenti: il 10 % o il 20 % dell'investimento a seconda che si tratti, rispettivamente, di progetti di PMI o di piccole imprese ai sensi delle definizioni stabilite nella disciplina degli aiuti alle piccole e medie imprese (8). In siffatto contesto, inoltre, la Commissione può autorizzare aiuti sino al 40 % dell'investimento per i progetti del settore artigianale (imprese con un massimo di 10 dipendenti) o turistico. Tali massimali sono del resto già stati autorizzati dalla Commissione in occasione degli aiuti alla regione di Madrid nel quadro dell'obiettivo 5b) (aiuto N 31/91). Pertanto, tenendo conto degli orientamenti del 1991 e nel rispetto del principio della parità di trattamento, la Commissione può autorizzare fino al 31 dicembre 1993 i massimali del regime in questione entro i limiti precedentemente menzionati.
Nell'applicazione degli aiuti vanno infine rispettate le disposizioni del diritto comunitario concernenti il coordinamento dei vari tipi di aiuto (9) nonché taluni settori dell'industria, dell'agricoltura e della pesca,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'applicazione del regime d'incentivi regionali nella Sierra Norte di Madrid, ad esclusione del comune di Colmenar Viejo, limitatamente alle piccole e medie imprese definite dalla disciplina degli aiuti alle PMI, è compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), a condizione che gli aiuti siano concessi in osservanza delle seguenti restrizioni:
- l'intensità degli aiuti non superi:
- il 40 % dell'investimento per i progetti artigianali (imprese con un massimo di 10 dipendenti) o turistici,
- il 20 % dell'investimento per altri progetti di piccole imprese definite dalla disciplina degli aiuti alle PMI e
- il 10 % dell'investimento negli altri casi;
- il regime non sia applicato dopo il 31 dicembre 1993.
Articolo 2
Nell'applicazione della presente decisione il governo spagnolo è tenuto a rispettare le disposizioni del diritto comunitario concernenti il coordinamento dei vari tipi di aiuto nonché taluni settori dell'industria, dell'agricoltura e della pesca.
Articolo 3
Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 9 marzo 1993.

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