Document ID: 31994D0819

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 6 dicembre 1994 che istituisce un programma d'azione per l'attuazione di una politica di formazione professionale della Comunità europea (94/819/CE)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 127,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
deliberando in conformità all'articolo 189 C del trattato (3),
1. considerando che il trattato conferisce alla Comunità la responsabilità di attuare una politica di formazione professionale che rafforzi ed integri le azioni degli Stati membri;
2. considerando che tale politica deve essere attuata nel pieno rispetto delle responsabilità degli Stati membri per il contenuto e l'organizzazione della formazione professionale e che essa esclude qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri;
3. considerando che il Consiglio, con decisione 63/266/CEE ha stabilito i principi generali per l'attuazione di una politica comune di formazione professionale (4) e che l'applicazione di tali principi generali spetta agli Stati membri e alle istituzioni competenti della Comunità nel quadro del trattato;
4. considerando che con le decisioni 86/365/CEE (5) e 89/27/CEE (6) il Consiglio ha approvato le due fasi del programma COMETT volto a potenziare la cooperazione fra le università e le imprese in materia di formazione nell'ambito delle tecnologie;
5. considerando che con decisione 89/657/CEE (7) il Consiglio ha approvato il programma d'azione EUROTECNET volto a promuovere l'innovazione nel settore della formazione professionale derivante dal mutamento tecnologico nella Comunità europea;
6. considerando che con decisione 90/267/CEE (8) il Consiglio ha approvato il programma d'azione FORCE per lo sviluppo della formazione professionale continua nella Comunità europea;
7. considerando che con decisione 87/569/CEE (9) il Consiglio ha approvato e successivamente modificato il programma d'azione PETRA per la formazione professionale dei giovani e per la preparazione dei giovani alla vita attiva e professionale;
8. considerando che con decisione 89/489/CEE (10) il Consiglio ha adottato il programma d'azione LINGUA inteso a promuovere la conoscenza delle lingue straniere nella Comunità europea;
9. considerando che, in base alle relazioni di valutazione dei programmi d'azione comunitari, riprese nella relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale, la cooperazione comunitaria in materia di formazione professionale conferisce un autentico valore aggiunto alle azioni svolte dagli Stati membri e all'interno di essi;
10. considerando che, nel proprio documento di lavoro sugli orientamenti dell'azione comunitaria in materia di istruzione e di formazione, la Commissione ha preannunciato il proprio obiettivo di razionalizzazione e di semplificazione dei programmi d'azione in materia di formazione professionale in un programma unico, potenziando gli aspetti più promettenti in termini di valore aggiunto e d'impulso europeo;
11. considerando che la Commissione, nella raccomandazione 87/567/CEE del 24 novembre 1987, relativa alla formazione professionale delle donne (11), incoraggia gli Stati membri a potenziare i provvedimenti a favore della parità delle possibilità; che, con il terzo programma d'azione comunitaria a medio termine (1991-1995) per la parità delle possibilità fra le donne e gli uomini (12), la Commissione si impegna a portare avanti gli scambi di esperienze e di know-how tramite la rete IRIS e a sviluppare tale rete, onde meglio definire le necessità delle donne in materia di formazione, promuovere le formazioni innovatrici e sviluppare una metodologia europea in materia; che deve essere compiuto uno sforzo di formazione specifica perché le donne possano accedere a nuovi settori professionali e per favorire la ripresa di un'attività professionale dopo un'interruzione;
12. considerando che, nella risoluzione dell'11 giugno 1993, relativa all'istruzione e alla formazione professionale per gli anni Novanta (13), il Consiglio ha ritenuto necessario migliorare la qualità della formazione professionale negli Stati membri, onde incoraggiare permanentemente le possibilità per le persone di sviluppare le proprie conoscenze e le proprie attitudini e di contribuire in tal modo al potenziamento della coesione economica e sociale, nonché alla competitività delle economie europee;
13. considerando che in tale risoluzione dell'11 giugno 1993, relativa all'istruzione e alla formazione professionale per gli anni Novanta, il Consiglio ha constatato che la Comunità può contribuire significativamente alla cooperazione tra gli Stati membri, adottando un'impostazione globale e coerente nell'ambito dell'istruzione e della formazione intesa a sostenere e completare le politiche degli Stati membri;
14. considerando che la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori, adottata dai Capi di Stato e di governo di undici Stati membri della Comunità europea nella riunione del Consiglio europeo a Strasburgo il 9 dicembre 1989, prevede al punto 15 che:
«15. Ogni lavoratore della Comunità europea deve poter accedere alla formazione professionale e beneficiarne nell'arco della vita attiva. Per quanto riguarda le condizioni di accesso alla formazione professionale non vi possono essere discriminazioni basate sulla nazionalità.
Le autorità pubbliche competenti, le imprese o le parti sociali, nelle loro rispettive sfere di competenza, dovrebbero predisporre sistemi di formazione continua e permanente che consentano a ciascuno di riqualificarsi, in particolare fruendo di congedi-formazione, di perfezionarsi ed acquisire nuove conoscenze tenuto conto in particolare dell'evoluzione tecnica.»;
15. considerando che con la raccomandazione 93/404/CEE del 30 giugno 1993 relativa all'accesso alla formazione professionale continua (14), il Consiglio ha raccomandato agli Stati membri di orientare, tenendo conto delle risorse disponibili e delle responsabilità rispettive delle autorità pubbliche competenti, delle imprese e delle parti sociali e nel rispetto della diversità delle legislazioni e/o delle prassi nazionali, la loro politica di formazione professionale nel senso che qualsiasi lavoratore della Comunità debba poter avere accesso alla formazione professionale permanente senza nessuna forma di discriminazione e beneficiarne per tutto il corso della sua vita attiva;
16. considerando che il valore aggiunto dell'azione comunitaria deve essere potenziato e rafforzato in funzione dello sviluppo progressivo di uno spazio aperto della formazione e delle qualifiche professionali, connesso al funzionamento del mercato unico, tenendo conto della risoluzione del Consiglio del 3 dicembre 1992 sulla trasparenza delle qualifiche (15);
17. considerando che la relazione di sintesi della Commissione elaborata in base ai contributi degli Stati membri a partire dal memorandum sulla formazione professionale negli anni Novanta ha posto in evidenza le tendenze di massima cui tutti gli Stati membri sono confrontati in questo spazio aperto della formazione e delle qualifiche professionali;
18. considerando che il Consiglio europeo, il 10 e 11 dicembre 1993, ha concluso che, a motivo delle specificità istituzionali, legislative o contrattuali proprie a ciascuno Stato membro, l'azione della Comunità deve concentrarsi sulla definizione di obiettivi, lasciando agli Stati membri la scelta dei mezzi adeguati alla propria situazione, all'interno di un quadro generale definito di comune accordo, e che, per potenziare la capacità dell'economia europea a creare posti di lavoro, gli Stati membri dovrebbero ispirarsi ai suggerimenti contenuti nel Libro bianco della Commissione sulla strategia a medio termine a favore dello sviluppo, della competitività e dell'occupazione e prendere in considerazione con spirito positivo il Libro bianco sulla politica sociale europea: uno strumento di progresso per l'Unione;
19. considerando che, per promuovere uno sviluppo coerente della formazione professionale, occorre fissare un quadro comune di obiettivi per l'attuazione del presente programma, al fine di sostenere e integrare le iniziative degli Stati membri nel settore della formazione professionale;
20. considerando che occorre inserire i vari provvedimenti nell'ambito di quattro grandi settori: il primo volto a sostenere il miglioramento dei sistemi e dei dispositivi di formazione professionale negli Stati membri; il secondo volto a sostenere il miglioramento delle azioni di formazione professionale, anche mediante la cooperazione università-imprese, riguardanti le imprese e i lavoratori; il terzo volto a sostenere lo sviluppo delle competenze linguistiche, delle conoscenze e della diffusione delle innovazioni nel settore della formazione professionale; il quarto riguardante le misure collaterali;
21. considerando che la promozione dell'apprendimento di lingue straniere nell'ambito della formazione professionale costituisce un elemento fondamentale nello sviluppo di una dimensione europea nella formazione professionale;
22. considerando che i provvedimenti contemplati dal programma sono tutti diretti verso un obiettivo di cooperazione transnazionale che conferisce un perspicuo valore aggiunto alle azioni condotte dagli Stati membri o dai protagonisti nel mercato della formazione nel rispetto del principio di sussidiarietà;
23. considerando che gli Stati membri devono adottare le disposizioni necessarie per assicurare il coordinamento e l'organizzazione sul piano nazionale dell'attuazione del presente programma, prevedendo, in particolare, tenuto conto delle esperienze acquisite nei circuiti e strutture esistenti, le strutture e i meccanismi adeguati sul piano nazionale;
24. considerando che la Commissione dovrà vigilare sulla coerenza d'insieme tra il presente programma, il programma d'azione comunitaria nel settore dell'istruzione e le altre misure comunitarie; che occorre promuovere l'attuazione di una complementarità operativa tra il presente programma e i programmi d'iniziativa comunitaria, nonché il coordinamento delle attività tra il presente programma e il quarto programma quadro di ricerca e sviluppo;
25. considerando che occorre garantire, in collaborazione fra la Commissione e gli Stati membri, un controllo permanente e una valutazione sistematica del presente programma e dei relativi provvedimenti;
26. considerando che il presente programma dovrebbe essere aperto alla partecipazione dei paesi associati dell'Europa centrale e orientale (PECO), conformemente ai termini dei protocolli addizionali agli accordi di associazione relativi alla partecipazione ai programmi comunitari da concludere con tali paesi; che il presente programma dovrebbe essere aperto alla partecipazione di Cipro e di Malta sulla base dei fondi supplementari secondo gli stessi criteri di quelli applicati ai paesi dell'AELS in conformità a procedure da concordare con questi Stati,
DECIDE:
Articolo 1
Fissazione del programma
1. La presente decisione fissa un programma d'azione per l'attuazione di una politica di formazione professionale della Comunità che rafforza e integra le azioni degli Stati membri, nel pieno rispetto della responsabilità di questi ultimi per quanto riguarda il contenuto e l'organizzazione della formazione professionale, ad esclusione di qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri.
2. Il programma d'azione è denominato programma «LEONARDO DA VINCI» ed è attuato per il periodo dal 1o gennaio 1995 al 31 dicembre 1999.
3. Pur rispettando le specificità istituzionali, legislative o contrattuali proprie di ciascuno Stato membro, l'azione della Comunità si basa su un quadro comune di obiettivi per l'attuazione del presente programma, inteso a sostenere e integrare le iniziative degli Stati membri nel settore della formazione professionale.
4. Le misure comunitarie di cui all'articolo 4 e all'allegato sono attuate in base al quadro comune degli obiettivi di cui al paragrafo 3 e sono intese a supportare e integrare le azioni avviate dagli Stati membri e all'interno di essi.
5. La procedura di controllo prevista all'articolo 9 è intesa ad analizzare i risultati ottenuti e a trarne insegnamenti per il proseguimento dell'azione della Comunità.
Articolo 2
Definizioni
Ai fini della presente decisione e tenuto conto delle differenze esistenti tra i sistemi e i dispositivi degli Stati membri, si intende per:
a) «formazione professionale iniziale», qualsiasi forma di formazione professionale iniziale, compresi l'insegnamento tecnico e professionale e i sistemi di apprendistato, che consenta l'accesso dei giovani a una qualifica professionale riconosciuta dalle autorità competenti dello Stato membro nel quale essa è conseguita;
b) «formazione professionale permanente», qualsiasi formazione professionale intrapresa da un lavoratore nella Comunità nell'arco della sua vita lavorativa;
c) «continuum», la cooperazione trasversale tra i settori della formazione nonché le misure riguardanti la continuità della formazione nell'arco della vita;
d) «orientamento professionale», l'attività di consulenza e d'informazione per quanto riguarda la scelta e la mobilità professionali, consulenza da fornire sia nell'ambito dei cicli di istruzione e di formazione professionale che attraverso iniziative d'informazione individuali;
e) «impresa», qualsiasi impresa del settore pubblico o privato, indipendentemente dalle dimensioni, dallo stato giuridico o dal settore economico nel quale opera, nonché ogni tipo di attività economica, compresa l'economia sociale;
f) «lavoratore», qualsiasi persona occupata o meno avente un legame con il mercato del lavoro, compresi i lavoratori autonomi;
g) i) «parti sociali a livello nazionale», le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali;
ii) «parti sociali a livello comunitario», le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori che partecipano al dialogo sociale a livello comunitario;
h) «organo di formazione», qualsiasi istituto pubblico, a partecipazione pubblica o privato che, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali, preveda o attui azioni di formazione professionale, di perfezionamento, di aggiornamento o di riqualificazione, a prescindere dalle rispettive denominazioni negli Stati membri;
i) «università», qualsiasi istituto di insegnamento superiore che, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali, rilasci qualifiche o diplomi di livello superiore, a prescindere dalle rispettive denominazioni negli Stati membri;
j) «apprendistato e formazione aperti e a distanza», qualsiasi forma di formazione professionale flessibile che comporti:
- il ricorso a tecnologie e a servizi di informazione e di comunicazione, a carattere tradizionale o avanzato, e
- il supporto di consulenze e di assistenza individualizzata.
Articolo 3
Quadro comune di obiettivi
Il quadro comune di obiettivi previsto all'articolo 1, paragrafo 3, è inteso a contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'articolo 127 del trattato attraverso i seguenti obiettivi;
a) migliorare la qualità e la capacità innovativa dei sistemi e dei dispositivi di formazione professionale degli Stati membri;
b) sviluppare la dimensione europea nella formazione e l'orientamento professionali;
c) promuovere la formazione nell'arco della vita allo scopo di favorire un adattamento permanente delle competenze inteso a rispondere alle esigenze dei lavoratori e delle imprese, di contribuire alla riduzione della disoccupazione, nonché di facilitare il pieno sviluppo della persona;
d) dare la possibilità a tutti i giovani della Comunità che lo desiderino di effettuare un anno o, se possibile, due anni o più di formazione professionale iniziale che si aggiungano alla frequenza scolastica obbligatoria a tempo pieno e sfocino in una qualifica professionale riconosciuta dalle autorità competenti dello Stato membro in cui è rilasciata;
e) incoraggiare misure specifiche di formazione professionale destinate ad adulti privi di qualifiche professionali adeguate, e soprattutto ad adulti privi di istruzione adeguata;
f) migliorare lo status e l'attrattiva dell'insegnamento e della formazione professionali e favorire una parità di valori tra titoli accademici e qualifiche professionali;
g) promuovere la formazione professionale dei giovani e la preparazione dei giovani alla vita adulta e professionale in vista delle esigenze della società e del mutamento tecnologico;
h) incoraggiare azioni particolari di formazione professionale a favore dei giovani svantaggiati privi di formazione adeguata e in particolare dei giovani che escono dal sistema scolastico senza una formazione adeguata;
i) promuovere la parità di accesso alla formazione professionale iniziale e permanente a favore delle persone svantaggiate per esempio a motivo di fattori socioeconomici, geografici o etnici ovvero a causa di menomazioni fisiche o mentali; una speciale attenzione dev'essere riservata alle persone soggette a rischi diversi suscettibili di determinare la loro esclusione sociale ed economica;
j) sostenere le politiche di formazione professionale nel senso che ogni lavoratore della Comunità possa avere accesso alla formazione professionale permanente senza alcuna forma di discriminazione durante tutta la sua vita attiva;
k) promuovere la pari opportunità di donne e uomini per l'accesso e la partecipazione effettiva alla formazione professionale, in particolare per aprire loro nuovi settori professionali e per favorire la ripresa di un'attività professionale dopo un'interruzione;
l) promuovere la pari opportunità dei lavoratori migranti, dei loro figli e dei minorati per l'accesso nonché per la partecipazione effettiva alla formazione professionale;
m) - promuovere la cooperazione per quanto riguarda le esigenze in materia di competenze e le necessità di formazione e
- incoraggiare l'acquisizione e la trasparenza delle qualifiche e la comprensione delle competenze chiave adeguate allo sviluppo tecnologico, al funzionamento del mercato interno, ivi comprese la libera circolazione di beni, servizi, persone e capitali alla competitività delle imprese e alle esigenze del mercato del lavoro;
n) promuovere la formazione professionale tenuto conto dei risultati dei programmi di ricerca e di sviluppo tecnologici, in particolare attraverso la cooperazione tra le università e le imprese nel settore della formazione alle tecnologie, alla loro applicazione e al loro trasferimento;
o) promuovere lo sviluppo progressivo di uno spazio europeo aperto della formazione e delle qualifiche professionali, in particolare mediante lo scambio di informazioni e di esperienze sugli ostacoli all'applicazione della libera prestazione dei servizi degli organi di formazione;
p) sostenere le attività volte a sviluppare le competenze linguistiche nelle azioni di formazione professionale;
q) promuovere lo sviluppo dei dispositivi di orientamento professionale per dare ad ognuno la possibilità, nell'arco della vita, di un orientamento professionale di qualità;
r) favorire lo sviluppo dei metodi di autoformazione sul luogo di lavoro e dei metodi di apprendimento e di formazione aperti e a distanza, in particolare per facilitare l'accesso alla formazione professionale permanente;
s) incoraggiare lo sviluppo e l'integrazione delle competenze chiave nelle azioni di formazione professionale per promuovere l'acquisizione di qualifiche flessibili e di competenze personali, necessarie alla mobilità dei lavoratori e alle esigenze delle imprese.
Articolo 4
Misure comunitarie
1. La Commissione attua, di concerto con gli Stati membri, le misure comunitarie previste nell'allegato.
2. La Commissione adotta, di concerto con gli Stati membri, le misure che consentano di assicurare una transizione adeguata dalle azioni già avviate nell'ambito dei programmi COMETT, EUROTECNET, FORCE, PETRA e LINGUA alle misure comunitarie da attuare nell'ambito del presente programma.
3. Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie per assicurare il coordinamento e l'organizzazione a livello nazionale dell'attuazione del presente programma, in particolare prevedendo le strutture e i meccanismi appropriati a tale livello.
Articolo 5
Finanziamento
1. L'ammontare dei mezzi finanziari comunitari ritenuto necessario per l'attuazione del presente programma è di 620 milioni di ecu, nel quadro delle prospettive finanziarie 1993-1999.
2. L'autorità di bilancio determina gli stanziamenti disponibili per ciascun esercizio tenendo conto dei principi di sana gestione di cui all'articolo 2 del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.
Articolo 6
Comitato
1. La Commissione è assistita da un comitato composto da due rappresentanti per ciascuno Stato membro e presieduto dal rappresentante della Commissione.
2. Per quanto riguarda gli argomenti di cui al paragrafo 3, lettera b), il comitato è assistito da sottocomitati e/o da gruppi di lavoro in settori specifici (segnatamente formazione professionale iniziale, formazione professionale permanente, cooperazione università-imprese).
3. Il comitato formula pareri sui punti seguenti:
a) - orientamenti generali riguardanti il sostegno finanziario che sarà fornito dalla Comunità (importi, durata e beneficiari);
- questioni riguardanti l'articolazione interna del presente programma;
- modalità di selezione, controllo, valutazione, diffusione e trasferimento dei risultati;
b) - priorità delle misure comunitarie di cui all'allegato parte A, punti I.2 e II.2 e programma di lavoro annuale che ne risulta;
- questioni riguardanti l'equilibrio generale del presente programma;
- ogni altra questione riguardante l'attuazione del presente programma.
4. Per quanto riguarda le materie di cui al paragrafo 3, lettera a), il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame.
Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio.
In tal caso, la Commissione differisce l'applicazione delle misure da essa decise di un termine di due mesi.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine di cui al comma precedente.
5. Per quanto riguarda le materie di cui al paragrafo 3, lettera b), il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione.
Il parere è iscritto nel processo verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua posizione figuri nel processo verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
Articolo 7
Parti sociali
Senza pregiudizio per lo svolgimento della procedura di cui all'articolo 6, paragrafi 4 e 5, la Commissione può consultare il comitato su qualsiasi questione riguardante l'applicazione della presente decisione.
In occasione di tale consultazione, un numero uguale a quello dei rappresentanti degli Stati membri, di rappresentanti delle parti sociali, nominati dalla Commissione sulla base delle proposte delle parti sociali a livello comunitario, partecipano ai lavori quali osservatori.
Essi hanno diritto di richiedere che la loro posizione sia iscritta al verbale delle riunioni del comitato.
Articolo 8
Coerenza e complementarità
1. La Commissione vigila sulla coerenza complessiva fra il presente programma e il programma di azione comunitario nel settore dell'istruzione e le altre misure comunitarie.
2. La Commissione e gli Stati membri incoraggiano il ricorso a una complementarità operativa fra il presente programma e i programmi d'iniziativa comunitaria.
Nell'ambito delle loro responsabilità per quanto concerne l'attuazione dei quadri comunitari di sostegno, gli Stati membri hanno la possibilità di stabilire una concordanza tra il presente programma e i Fondi strutturali, conformemente alle disposizioni che disciplinano il funzionamento dei suddetti Fondi.
La Commissione e gli Stati membri vigilano in particolare affinché le misure comunitarie attuate nel contesto del presente programma completino gli interventi strutturali nel settore della formazione professionale incoraggiando:
a) la realizzazione di azioni transnazionali di formazione professionale;
b) la diffusione delle informazioni comparative sui sistemi e sui dispositivi di formazione professionale;
c) una maggiore coerenza con le politiche a favore dell'occupazione e con quelle che sostengono la parità di opportunità nell'accesso alla formazione professionale iniziale;
- per gli uomini e le donne e
- per i gruppi meno favoriti;
d) una maggiore coerenza con le politiche intese a sviluppare la formazione professionale quale importante fattore di sviluppo regionale e locale equilibrato, tenendo conto delle caratteristiche specifiche delle regioni interessate.
3. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, incoraggia il coordinamento delle attività tra il presente programma e il quarto programma quadro di ricerca e sviluppo.
4. La Commissione, in collaborazione con le parti sociali a livello comunitario, si adopera per sviluppare il coordinamento tra il presente programma e il dialogo sociale a livello comunitario.
5. La Commissione si assicura l'ausilio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (CEDEFOP) nell'attuazione del presente programma, secondo le condizioni stabilite dal regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio, del 10 febbraio 1975, relativo all'istituzione di un centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (16).
6. La Commissione informa con regolarità il comitato consultivo per la formazione professionale dello sviluppo del presente programma.
Articolo 9
Partecipazione di altri paesi
1. Il programma è aperto alla partecipazione dei paesi associati dell'Europa centrale e orientale (PECO) conformemente ai termini dei protocolli addizionali agli accordi di associazione relativi alla partecipazione a programmi comunitari da concludere con questi paesi.
2. Il programma è aperto alla partecipazione di Cipro e di Malta in base agli stanziamenti supplementari secondo gli stessi criteri applicati ai paesi dell'EFTA e secondo procedura da stabilire con i suddetti paesi.
Articolo 10
Controllo, valutazione e relazioni
1. Il presente programma è oggetto di un controllo permanente, effettuato in comune dalla Commissione e dagli Stati membri.
Tale controllo viene garantitio per mezzo delle relazioni di cui al paragrafo 3 e di attività specifiche.
2. Il presente programma costituisce oggetto di una valutazione periodica, realizzata in comune dalla Commissione e dagli Stati membri.
I risultati delle misure comunitarie costituiscono oggetto di valutazioni esterne e obiettive periodiche conformemente ai criteri stabiliti in conformità alla procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 4.
3. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione, entro il 31 dicembre 1996 e entro il 31 dicembre 1999, relazioni sull'attuazione e l'impatto del presente programma nonché sui sistemi e i dispositivi riguardanti la formazione professionale esistenti negli Stati membri.
4. La Commissione presenterà al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al comitato consultivo per la formazione professionale:
- entro il 31 dicembre 1997, una relazione intermedia sull'attuazione del presente programma;
- entro il 30 giugno 1998, una comunicazione sulla questione del proseguimento del presente programma corredata, eventualmente, di una proposta adeguata;
- entro il 30 giugno 2000, una relazione finale sull'attuazione del presente programma.
Fatto a Bruxelles, addì 6 dicembre 1994.

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