Document ID: 32001D0376

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 18 aprile 2001
concernente determinate misure rese necessarie dall'insorgere di casi di encefalopatia spongiforme bovina in Portogallo e intese ad attuare un regime d'esportazione su base cronologica
[notificata con il numero C(2001) 834]
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2001/376/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell'11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili agli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), modificata da ultimo dalla direttiva 92/118/CEE (2), in particolare l'articolo 9, paragrafo 4,
vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (3), modificata da ultimo dalla direttiva 92/118/CEE, in particolare l'articolo 10, paragrafo 4,
considerando quanto segue:
(1)
La decisione 98/653/CE della Commissione, del 18 novembre 1998, recante misure d'emergenza rese necessarie dall'insorgere di casi d'encefalopatia spongiforme bovina in Portogallo (4), modificata da ultimo dalla decisione 2000/104/CE (5), vieta la spedizione e l'esportazione di prodotti di origine bovina.
(2)
L'attuale tasso di incidenza della BSE in Portogallo, calcolato rispetto agli ultimi 12 mesi e per milione di capi bovini di età superiore a 24 mesi, è di 170 casi. Secondo il codice zoosanitario dell'Ufficio internazionale delle epizoozie (UIE), edizione 2000, un paese o una zona sono classificati come caratterizzati da un elevato tasso di incidenza della BSE se quest'ultimo, calcolato rispetto agli ultimi dodici mesi, è risultato pari o superiore a cento casi per milione di capi bovini di età superiore a ventiquattro mesi presente in tale paese o zona.
(3)
Il codice zoosanitario dell'UIE raccomanda che le carni e i prodotti a base di carne di origine bovina provenienti da paesi o da zone classificati come ad alta incidenza di BSE siano esportati solo laddove sussistano determinate condizioni rigorose, quali un divieto effettivo sull'uso di mangimi, un sistema di identificazione permanente che consenta di risalire alla fattrice e alla mandria di origine dei bovini, la rimozione del materiale specifico a rischio nonché la macellazione e la completa distruzione di taluni animali ad alto rischio, come la progenie e le coorti di nascita degli animali infetti.
(4)
L'UIE raccomanda inoltre che le carni e i prodotti di origine bovina siano considerati idonei all'esportazione solo nell'ambito di due regimi, vale a dire: un programma di certificazione degli allevamenti, che indichi che i prodotti sono stati ottenuti da animali nati, allevati e rimasti in allevamenti in cui nessun caso di BSE è stato segnalato negli ultimi sette anni, o un programma cronologico, che indichi che i prodotti sono stati ottenuti da animali nati successivamente alla data di applicazione di un divieto effettivo sull'uso di mangimi.
(5)
Il divieto di somministrare ad animali d'allevamento alimenti contenenti proteine di mammiferi e ai ruminanti alimenti contenenti grassi di mammiferi è stato introdotto in Portogallo il 4 dicembre 1998. Contemporaneamente sono stati vietati la conservazione, il magazzinaggio e la commercializzazione di proteine di mammiferi e determinati grassi e sono state ritirate dal mercato le partite esistenti.
(6)
Un'ispezione condotta dal 14 al 18 giugno 1999 in Portogallo dall'Ufficio alimentare e veterinario ha accertato il ritiro dal mercato delle partite esistenti e l'applicazione corretta dei controlli dell'efficacia del divieto sui mangimi.
(7)
Il 4 dicembre 1998 è entrato in vigore in Portogallo il divieto di utilizzo di materiali specifici a rischio nell'alimentazione umana o nell'alimentazione animale. Tale divieto è stato prorogato conformemente alla decisione 2000/418/CE della Commissione, del 29 giugno 2000, che disciplina l'impiego di materiale a rischio per quanto concerne le encefalopatie spongiformi trasmissibili (6), quale modificata dalla decisione 2001/2/CE (7).
(8)
Conformemente al piano nazionale d'eradicazione della BSE attuato in Portogallo, le coorti di nascita e la progenie di animali infetti saranno abbattute e distrutte.
(9)
A partire dal 1o luglio 1999 è stato adottato in Portogallo un nuovo sistema nazionale centralizzato di identificazione e di registrazione dei bovini (SNIRB).
(10)
Il Portogallo ha presentato alla Commissione il 3 dicembre 1999 una prima richiesta relativa ad un programma per l'esportazione su base cronologica, inteso ad autorizzare, a determinate condizioni, la spedizione di prodotti provenienti da animali nati dopo una certa data. Tali proposte tecniche sono state successivamente modificate e integrate il 18 febbraio, il 24 marzo, il 27 luglio e il 22 settembre. Le proposte modificate e integrate forniscono un quadro adeguato per consentire la spedizione e l'esportazione di prodotti derivati da bovini macellati in Portogallo.
(11)
Le misure volte all'attuazione di tale regime d'esportazione e d'abbattimento delle progenie saranno prese in esame dall'Ufficio alimentare e veterinario della Commissione prima che sia dato inizio alla spedizione di carni e di prodotti a base di carne. Qualora i risultati di tale esame risultino soddisfacenti, la Commissione fisserà la data a partire dalla quale dare il via alle spedizioni.
(12)
La decisione 98/653/CE contiene disposizioni che autorizzano la spedizione di tori da corrida, provenienti dal Portogallo, destinati a partecipare a corride in altri Stati membri. È necessario stabilire una procedura che consenta il rinvio in Portogallo dei tori non utilizzati allo scopo previsto. Inoltre va chiarita la regolamentazione in materia di trattamento delle carcasse dei tori da corrida originari del Portogallo.
(13)
Per motivi di trasparenza, la decisione 98/653/CE deve essere abrogata.
(14)
Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
CAPITOLO I
Campo di applicazione
Articolo 1
1. In deroga alle vigenti disposizioni comunitarie in materia di protezione contro l'encefalopatia spongiforme bovina (BSE), la presente decisione introduce misure specifiche rese necessarie dall'insorgere di casi di BSE in Portogallo.
2. Le disposizioni della presente decisione che si applicano al Portogallo, non si applicano, tuttavia, alla regione autonoma delle Azzorre. Le disposizioni della presente decisione che si applicano agli altri Stati membri, si applicano anche alla regione autonoma delle Azzorre. Il Portogallo provvede tuttavia affinché le disposizioni di cui agli articoli da 2 a 14 si applichino alle spedizioni effettuate da altre parti del suo territorio verso le Azzorre.
CAPITOLO II
Bovini vivi, embrioni di bovini, farine di carne e di ossa e prodotti derivati
Articolo 2
Il Portogallo provvede affinché non siano spediti dal proprio territorio verso altri Stati membri o paesi terzi:
a)
bovini vivi ed embrioni di bovini;
b)
farina di carne, farina di ossa, farina di carne e di ossa ottenute da mammiferi;
c)
mangimi e fertilizzanti contenenti materiali di cui alla lettera b).
Articolo 3
In deroga all'articolo 2, lettera a), il Portogallo può autorizzare la spedizione di tori da corrida dal suo territorio in altri Stati membri che abbiano dato il loro benestare, conformemente alle condizioni fissate nell'allegato I.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri l'elenco delle arene e delle strutture annesse autorizzate a ricevere tori da corrida.
Gli Stati membri di destinazione provvedono affinché le carcasse dei tori da corrida siano incenerite conformemente alle condizioni di cui all'allegato I. Qualora i tori non siano utilizzati a scopo di combattimento, gli Stati membri di destinazione devono provvedere affinché gli animali siano abbattuti e inceneriti o rinviati in Portogallo conformemente alle condizioni di cui all'allegato I.
Gli Stati membri di destinazione tengono un'adeguata contabilità che dimostri il rispetto del presente articolo.
Articolo 4
In deroga all'articolo 2, lettera b), il Portogallo può autorizzare la spedizione dal suo territorio ad altri Stati membri o a paesi terzi di alimenti destinati a carnivori domestici contenenti materiali di cui alla presente disposizione, purché detti materiali non siano originari del Portogallo e vengano rispettate le condizioni di cui agli articoli 14, 16, 17 e 18.
Articolo 5
In deroga all'articolo 2, lettere b) e c), il Portogallo può autorizzare la spedizione in altri Stati membri che abbiano autorizzato l'invio del materiale di cui alle presenti disposizioni ai fini di incenerimento conformemente alle condizioni di cui all'allegato II.
Gli Stati membri di destinazione comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri l'elenco degli impianti di incenerimento autorizzati a ricevere tale materiale.
Gli Stati membri di destinazione provvedono a che tali materiali siano inceneriti conformemente alle disposizioni di cui all'allegato II.
Gli Stati membri di destinazione tengono un'adeguata contabilità che dimostri il rispetto del presente articolo.
CAPITOLO III
Materiali ottenuti da bovini macellati in Portogallo
Articolo 6
Il Portogallo provvede affinché non siano spediti dal proprio territorio verso altri Stati membri o paesi terzi, qualora siano stati ottenuti da animali macellati in Portogallo:
a)
carni;
b)
prodotti che possono entrare nella catena alimentare umana o animale;
c)
materiali destinati ad essere impiegati in cosmetici, medicinali o dispositivi medici.
Articolo 7
In deroga all'articolo 6, il Portogallo può autorizzare la spedizione dal proprio territorio verso altri Stati membri o paesi terzi di aminoacidi, peptidi e sego ottenuti presso stabilimenti posti sotto sorveglianza veterinaria ufficiale e che abbiano dimostrato di operare nel rispetto delle condizioni di cui all'allegato III.
Tali prodotti vanno etichettati o altrimenti identificati in modo da indicare lo stabilimento di produzione e la loro idoneità ad essere utilizzati in alimenti destinati al consumo umano o animale, in cosmetici, medicinali o dispositivi medici.
Qualora tali prodotti siano spediti verso altri Stati membri, essi devono essere scortati da un certificato sanitario rilasciato da un veterinario ufficiale e attestante la loro conformità alla presente decisione, nonché la frequenza dei controlli ufficiali eseguiti.
Il Portogallo comunica alla Commissione e agli altri Stati membri l'elenco degli stabilimenti di cui al paragrafo 1, indicando per ciascuno di essi a quale fine è stato autorizzato. Il Portogallo notifica immediatamente alla Commissione e agli Stati membri qualsiasi modificazione apportata a tale elenco.
Articolo 8
In deroga all'articolo 6, il Portogallo può autorizzare la spedizione dal proprio territorio verso altri Stati membri o paesi terzi di:
a)
prodotti contenenti sego prodotto conformemente alle disposizioni dell'articolo 7;
b)
prodotti ricavati dal sego mediante saponificazione, transesterificazione o idrolisi, prodotti conformemente alle condizioni di cui all'allegato III.
Tali prodotti vanno etichettati o altrimenti identificati in modo da indicare lo stabilimento di produzione e la loro idoneità ad essere utilizzati in alimenti destinati al consumo umano o animale, in cosmetici, medicinali o dispositivi medici.
Articolo 9
In deroga all'articolo 6, il Portogallo può autorizzare la spedizione, da parte dei laboratori veterinari nazionali di Lisbona e Porto a istituti ufficialmente riconosciuti di altri Stati membri o di paesi terzi, di campioni provenienti da bovini abbattuti in Portogallo e destinati ad essere utilizzati per esami di laboratorio o per la ricerca scientifica sulla BSE e test diagnostici della BSE.
Articolo 10
Il Portogallo provvede affinché la gelatina, il difosfato di calcio, il collagene, il sego, i prodotti a base di sego e i prodotti ottenuti dal sego mediante saponificazione, transesterificazione o idrolisi, ricavati, per usi tecnici, da materie prime ottenute da bovini macellati in Portogallo, siano etichettati o altrimenti identificati in modo da indicare lo stabilimento di produzione e la loro inidoneità ad essere utilizzati in alimenti destinati al consumo umano o animale, in cosmetici, medicinali o dispositivi medici.
Articolo 11
1. In deroga all'articolo 6, il Portogallo può autorizzare la spedizione verso altri Stati membri o paesi terzi dei prodotti sottoelencati ottenuti da bovini nati ed allevati in Portogallo ed ivi macellati presso macelli che non vengono utilizzati per la macellazione di bovini inidonei, nel rispetto del presente articolo, degli articoli 12, 16, 17 e 18 e dell'allegato IV:
a)
«carni fresche» quali definite dalla direttiva 64/433/CEE del Consiglio (8);
b)
«carni macinate» e «preparazioni di carni» ai sensi della direttiva 94/65/CE del Consiglio (9);
c)
«prodotti a base di carne» ai sensi della direttiva 77/99/CEE del Consiglio (10);
d)
alimenti destinati a carnivori domestici.
2. Le carni fresche di cui al paragrafo 1, lettera a), devono essere state sottoposte a disossamento e all'asportazione dei tessuti aderenti, compresi i tessuti nervosi e linfatici evidenti, presso laboratori di sezionamento del Portogallo che non vengono utilizzati per il sezionamento dei prodotti bovini inidonei.
3. I prodotti di cui al paragrafo 1, lettere b), c) e d), devono essere realizzati con carni fresche di cui al paragrafo 1, lettera a), presso stabilimenti del Portogallo che non vengono utilizzati per la fabbricazione di prodotti bovini inidonei, nel rispetto delle condizioni di cui al presente articolo, nonché degli articoli 12, 16, 17 e 18 e dell'allegato IV.
4. Il magazzinaggio dei prodotti di cui al paragrafo 1 viene effettuato presso impianti frigoriferi del Portogallo, in locali che non sono utilizzati per il magazzinaggio di prodotti bovini inidonei e che vengono chiusi a chiave e sigillati dall'autorità competente quando questa non sia presente. Le carni devono essere sezionate, immagazzinate e trasportate nel rispetto delle condizioni di cui al presente articolo, nonché degli articoli 12, 16, 17 e 18 e dell'allegato IV.
5. Ai fini del presente articolo «prodotti idonei» sono i prodotti di cui al paragrafo 1 e i prodotti derivati da bovini non macellati in Portogallo, conformi alle condizioni di cui agli articoli da 14 a 19.
6. Ai fini della presente decisione «locale» è un vano o qualsiasi struttura all'interno di un vano provvista di una barriera fisica che possa essere adeguatamente chiusa a chiave.
Articolo 12
1. Le carni e i prodotti di cui all'articolo 11, paragrafo 1, sono marcati o etichettati con un bollo supplementare distinto che non possa essere confuso con il bollo sanitario comunitario o con il bollo supplementare distinto di cui all'articolo 14.
2. Le carni e i prodotti destinati ad essere immessi sul mercato in Portogallo non recano tale bollo supplementare. Qualora tale bollo fosse presente, esso viene cancellato o rimosso dalla carne o cancellato dall'etichetta al momento dell'uscita di detta carne o di detti prodotti dallo stabilimento nel rispetto delle condizioni di cui agli articoli 15 e 16. Il bollo sanitario comunitario non viene rimosso, salvo quando inevitabile nella fase di sezionamento.
3. Prima che inizino le spedizioni, il Portogallo trasmette alla Commissione e agli altri Stati membri il facsimile del bollo supplementare di cui al paragrafo 1.
CAPITOLO IV
Materiali ottenuti da bovini non macellati in Portogallo
Articolo 13
Il Portogallo provvede affinché siano rispettate le disposizioni del presente capitolo quando i seguenti prodotti ottenuti da bovini non macellati in Portogallo sono spediti dal suo territorio verso altri Stati membri o paesi terzi:
a)
«carni fresche» ai sensi della direttiva 64/433/CEE;
b)
«carni macinate» e «preparazioni di carni» ai sensi della direttiva 94/65/CE;
c)
«prodotti a base di carne» e «altri prodotti di origine animale» ai sensi della direttiva 77/99/CEE;
d)
alimenti destinati a carnivori domestici;
e)
gelatina e difosfato di calcio, sego, prodotti a base di sego e prodotti ottenuti dal sego mediante saponificazione, transesterificazione o idrolisi, aminoacidi, peptidi e collagene, che possono entrare nella catena alimentare umana o animale, ovvero destinati ad essere impiegati in cosmetici, medicinali o dispositivi medici.
Articolo 14
1. Le carni e i prodotti di cui all'articolo 13, lettere da a) a c), sono marcati o etichettati con un bollo supplementare distinto che non possa essere confuso con il bollo sanitario comunitario o con il bollo supplementare distinto di cui all'articolo 12.
2. Qualora tali carni e prodotti siano destinati ad essere immessi sul mercato in Portogallo non devono recare tale bollo supplementare. Qualora tale bollo fosse presente, esso viene cancellato o rimosso dalla carne o cancellato dall'etichetta al momento dell'uscita di detta carne o di detti prodotti dallo stabilimento conformemente alle disposizioni di cui agli articoli 15 e 16. Il bollo sanitario comunitario non viene rimosso, salvo quando inevitabile nella fase di sezionamento.
3. Prima che inizino le spedizioni, il Portogallo trasmette alla Commissione e agli altri Stati membri il facsimile del bollo supplementare di quel paragrafo 1.
Articolo 15
I prodotti di cui all'articolo 13, lettera e), che vengono spediti verso altri Stati membri sono etichettati in modo da indicare lo stabilimento di produzione e che essi sono stati fabbricati conformemente alle disposizioni della presente decisione e, se del caso, la loro idoneità ad essere utilizzati in alimenti destinati al consumo umano o animale, in cosmetici, medicinali o dispositivi medici.
CAPITOLO V
Stabilimenti e certificazione
Articolo 16
1. I prodotti di cui agli articoli 11 e 13 provengono e, se del caso, sono transitati da stabilimenti del Portogallo in possesso dei seguenti requisiti:
a)
che siano stati autorizzati dall'autorità competente;
b)
che siano posti sotto sorveglianza veterinaria ufficiale oppure, ove si tratti di prodotti ottenuti dal sego mediante saponificazione, transesterificazione o idrolisi, posti sotto sorveglianza dell'autorità competente;
c)
che abbiano introdotto un sistema di rintracciamento delle materie prime tale da attestare l'origine delle stesse durante l'intero ciclo produttivo;
d)
che abbiano istituito un sistema di registrazione dei quantitativi di materiali in entrata e in uscita atto a consentire controlli incrociati tra le partite in entrata e in uscita;
e)
che i prodotti vi siano scaricati, trasformati, immagazzinati, manipolati, caricati e trasportati in modo separato o in tempi diversi rispetto ai prodotti non conformi alle condizioni di cui al presente articolo e agli articoli 11, 12, 14, 15, 17 e 18.
2. Il Portogallo comunica alla Commissione e agli altri Stati membri l'elenco degli stabilimenti conformi ai requisiti di cui al paragrafo 1, indicando per ciascuno di essi a quale fine è stato autorizzato. Il Portogallo notifica immediatamente alla Commissione e agli altri Stati membri qualsiasi modificazione di detto elenco.
Articolo 17
1. I prodotti di cui agli articoli 11 e 13, lettere da a) a d), provengono e, se del caso, sono transitati da stabilimenti del Portogallo in possesso dei seguenti requisiti:
a)
che tutte le operazioni di scarico, trasformazione, magazzinaggio o altra manipolazione e carico dei prodotti vi siano effettuate sotto sorveglianza ufficiale;
b)
che i prodotti vi siano immagazzinati in locali frigoriferi non adibiti nel contempo al magazzinaggio di prodotti bovini non conformi al presente articolo e agli articoli 11, 12, 14, 15, 16, 18 e 19 e che vengono chiusi a chiave e sigillati dall'autorità competente quando questa non sia presente.
2. Ai fini della bollatura sanitaria e dell'applicazione dei bolli supplementari di cui agli articoli 12 e 14, l'autorità competente tiene e conserva sotto la propria responsabilità quanto segue:
a)
gli strumenti destinati alla bollatura sanitaria delle carni e all'applicazione dei bolli supplementari, consegnandoli a personale ausiliario esclusivamente al momento di procedere alla bollatura e per il tempo necessario ad effettuare la stessa;
b)
tutte le etichette recanti un bollo sanitario o un bollo supplementare. Tali etichette sono numerate in serie e il quantitativo richiesto può essere consegnato a personale ausiliario al momento della loro utilizzazione.
3. I prodotti di cui al paragrafo 1 sono trasportati in mezzi di trasporto sigillati dall'autorità competente.
Articolo 18
1. I prodotti di cui agli articoli 11 e 13, lettere da a) a d), spediti verso altri Stati membri devono essere scortati da un certificato sanitario rilasciato da un veterinario ufficiale in cui si attesti il rispetto delle condizioni di cui al presente articolo e agli articoli 11, 17 e 19, e si forniscano indicazioni circa tutti gli stabilimenti presso i quali sono stati ottenuti, trasformati, manipolati o immagazzinati, nonché circa tutte le etichette, con i relativi numeri di serie, utilizzata per la partita, che garantiscano la rintracciabilità di ogni unità.
2. Le carni sono scortate dal certificato sanitario di cui all'allegato IV della direttiva 64/433/CEE che reca, nella sezione «identificazione delle carni», l'indicazione di tutte le etichette della partita con i relativi numeri di serie, che garantiscano la rintracciabilità di ogni unità.
3. Su tutti i certificati va apposta la seguente dicitura: «prodotto conformemente alla decisione 2001/376/CE della Commissione».
4. Il Portogallo, tramite la rete ANIMO, prevista dalla decisione 91/398/CEE della Commissione (11) o mediante telecopia, informa l'autorità competente del luogo di destinazione di ciascuna partita.
5. Qualora tali prodotti vengano spediti verso paesi terzi, sono scortati da un certificato sanitario rilasciato da un veterinario ufficiale in cui si attesti il rispetto delle condizioni di cui alla presente decisione.
CAPITOLO VI
Transito e ricezione di materiale proveniente da altri Stati membri
Articolo 19
1. Uno Stato membro che spedisca carni di cui all'articolo 13, lettera a), da uno stabilimento o da un posto d'ispezione frontaliero comunitario autorizzato nel suo territorio, attraverso il territorio del Portogallo o verso uno stabilimento autorizzato a norma dell'articolo 16 provvede affinché dette carni siano scortate da un certificato veterinario rilasciato da un veterinario ufficiale o da un certificato rilasciato dall'autorità competente del posto d'ispezione frontaliero.
Gli originali di tutti i certificati scortano la partita sino allo stabilimento di destinazione.
2. Le carni di cui all'articolo 13, lettera a), sono trasportate in un veicolo ufficialmente sigillato.
Il sigillo può essere rotto solo a fini di ispezione ufficiale.
3. Uno Stato membro che spedisca verso uno stabilimento autorizzato a norma dell'articolo 16 prodotti di cui all'articolo 13, lettera e), o qualsiasi materia prima destinata all'elaborazione di detti prodotti, provvede affinché essi siano etichettati o altrimenti identificati in modo da indicare lo stabilimento e lo Stato membro in cui sono stati prodotti.
CAPITOLO VII
Controllo, rapporti e ispezioni
Articolo 20
Il Portogallo trasmette ogni mese alla Commissione una relazione sull'applicazione delle misure adottate in materia di protezione contro le encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE), in conformità con le disposizioni comunitarie e nazionali.
Articolo 21
La Commissione procede ad ispezioni comunitarie sul posto:
a)
in Portogallo per verificare l'esecuzione dei controlli ufficiali riguardanti ognuno dei prodotti di cui agli articoli 7 e 8 prima che possa cominciare o riprendere la spedizione di tali prodotti;
b)
in Portogallo per verificare l'applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 11 e 12 e all'allegato IV prima che possa cominciare la spedizione dei prodotti di cui all'articolo 11;
c)
in Portogallo per verificare l'applicazione delle disposizioni della presente decisione, in particolare riguardo all'esecuzione dei controlli ufficiali;
d)
in Portogallo per esaminare gli sviluppi relativi all'incidenza della malattie, l'effettiva osservanza delle pertinenti misure nazionali, nonché procedere ad una valutazione dei rischi al fine di stabilire se siano stati adottati provvedimenti idonei a fronteggiare ogni tipo di rischio;
e)
nello Stato membro di destinazione per verificare l'applicazione, se del caso, delle disposizioni di cui all'articolo 5 e all'allegato II, prima che possa cominciare la spedizione dei materiali di cui all'articolo 5.
Articolo 22
1. La Commissione, dopo aver valutato i protocolli previsti nell'allegato I, punto 18, e averne informato gli Stati membri, fissa la data alla quale può cominciare la spedizione dei tori da corrida in applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 3.
2. La Commissione, tenendo conto delle ispezioni di cui all'articolo 21, e dopo aver informato in merito gli Stati membri, fissa le date alle quali può cominciare o riprendere la spedizione di materiali o prodotti in applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 5, 7 e 11.
CAPITOLO VIII
Disposizioni finali
Articolo 23
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per conformarsi alla presente decisione. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Articolo 24
La decisione 98/653/CE è abrogata.
Ogni riferimento alla decisione abrogata si intende fatto alla presente decisione.
Articolo 25
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 18 aprile 2001.

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