Document ID: 32001D0663

Decisione della Commissione
del 15 giugno 2001
relativa a un procedimento a norma dell'articolo 81 del trattato CE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE
(COMP/34.950 - Eco-Emballages)
[notificata con il numero C(2001) 1611]
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2001/663/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato(1), modificato da ultimo dal regolamento n. 1216/1999/CE(2), e in particolare l'articolo 2,
vista la domanda di attestazione negativa e la notificazione al fine di ottenere un'esenzione, presentate, ai sensi dell'articolo 2 e dell'articolo 4 del regolamento n. 17, il 17 dicembre 1993,
vista la pubblicazione del contenuto essenziale della domanda e della notificazione, conformemente all'articolo 19, paragrafo 3 del regolamento n. 17(3),
dopo aver consultato il comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
A. INTRODUZIONE
(1) Eco-Emballages SA (di seguito denominata "Eco-Emballages") organizza, sul territorio francese, un sistema di raccolta differenziata e di riciclaggio dei rifiuti di imballaggi domestici. Il sistema è inteso a rendere effettiva l'applicazione del decreto francese sugli imballaggi. La notifica è relativa agli accordi su cui si fonda il funzionamento del sistema. La presente decisione riguarda i contratti notificati quali attualmente in vigore, ossia con le modifiche intervenute nel corso del procedimento e con quelle apportate da Eco-Emballages su richiesta dei servizi della Commissione, come spiegato in appresso.
B. IL QUADRO NORMATIVO
(2) Il decreto francese n. 92-377 (in appresso "il decreto"), adottato il 1o aprile 1992 e in vigore dal 1o gennaio 1993, reca applicazione, per i rifiuti risultanti dagli imballaggi da smaltire, della legge francese n. 75-633 del 15 luglio 1975 modificata, relativa allo smaltimento dei rifiuti e al recupero dei materiali. A tale riguardo gli Stati membri hanno anche obblighi comunitari, derivanti dalla direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio(4).
(3) Ai sensi dell'articolo 1, tale decreto si applica a tutti gli imballaggi di origine domestica. In base alla definizione di cui all'articolo 2, si intende con "produttore" chiunque imballi o faccia imballare i propri prodotti in vista della loro immissione in commercio, e con "imballaggio" qualsiasi contenitore o supporto destinato a racchiudere un prodotto e a facilitarne il trasporto o la presentazione per la vendita.
(4) L'articolo 4 del decreto prevede che qualsiasi produttore o importatore i cui prodotti sono commercializzati in imballaggi oppure, qualora il produttore o l'importatore non possano essere identificati, la persona responsabile della prima immissione in commercio di tali prodotti, sia tenuto a "contribuire o provvedere allo smaltimento di tutti i propri rifiuti di imballaggio" (di seguito il termine "produttore" indica tutti coloro che hanno tale obbligo). Nello stesso articolo si precisa che il produttore può rivolgersi a un organismo o a un'impresa omologata dalle autorità pubbliche per effettuare le operazioni di smaltimento (di seguito "organismo" quando ci si riferisce a un sistema collettivo), oppure può recuperare direttamente gli imballaggi predisponendo un dispositivo di consegna o allestendo siti specificamente destinati a tale scopo (sistema individuale).
(5) In base all'articolo 4, paragrafo 2, del decreto, i produttori aderenti a un organismo devono identificare i propri prodotti. Secondo tale disposizione il produttore "identifica gli imballaggi il cui trattamento è affidato a un organismo [...] secondo le modalità determinate in base al seguente articolo 5". L'articolo 5 prevede che "i soggetti [...] che ricorrono, per lo smaltimento dei propri imballaggi utilizzati, ai servizi di un organismo [...], stipulano un contratto che precisa in particolare il criterio d'identificazione di detti imballaggi nonché il volume previsto dei rifiuti da recuperare annualmente [...]". L'articolo 10 prevede che un produttore che sceglie di predisporre un dispositivo di consegna lo segnali in modo visibile sugli imballaggi, e che un produttore che allestisce siti specificamente destinati al deposito degli imballaggi faccia approvare dalle autorità competenti le modalità di controllo del suo sistema. Il 21 dicembre 1999 l'articolo 10 del decreto è stato modificato, e non prevede più l'obbligo di segnalare sugli imballaggi l'esistenza di un sistema individuale.
(6) Dall'articolo 6 del decreto discende che un organismo può ricevere dai ministeri competenti (ministero dell'Ambiente come responsabile principale) un'omologazione per tale attività per un periodo massimo di sei anni. Detto organismo concluderà accordi con i produttori, nonché con società incaricate del ritiro e del recupero e con le collettività territoriali. Alla richiesta di omologazione dovrà essere allegato un capitolato d'oneri in cui siano specificate le basi del contributo finanziario richiesto ai produttori al fine di consentire all'organismo di recuperare, a valore nullo o positivo, gli imballaggi selezionati per tipo di materiale. Analogamente, il capitolato d'oneri deve fissare le basi dei versamenti effettuati dall'organismo omologato al fine di garantire alle collettività territoriali il rimborso dei sovraccosti che possono risultare dalla cernita dei rifiuti.
(7) In virtù dell'articolo 8 del decreto, l'organismo omologato è tenuto a trasmettere annualmente a talune autorità pubbliche una relazione d'attività, nonché i risultati ottenuti in materia di recupero e di riciclaggio dei rifiuti d'imballaggio.
(8) Con la circolare del 23 luglio 1992, relativa all'omologazione prevista dal decreto, è stata istituita una commissione consultiva di omologazione che comprende 33 membri: cinque rappresentanti dello Stato, sei delle collettività locali, sette di organizzazioni professionali rappresentative delle industrie produttrici di beni imballati, cinque di organizzazioni professionali rappresentative di industrie produttrici di materiali di imballaggio e di imballaggi, due di organizzazioni professionali rappresentative della distribuzione commerciale, due di organizzazioni professionali rappresentative di imprese per lo smaltimento dei rifiuti e il recupero dei materiali, tre di associazioni per la difesa dell'ambiente e tre di organizzazioni dei consumatori. La commissione è interpellata in particolare in merito alle richieste di omologazione ed è informata in merito alle relazioni annuali di attività degli organismi omologati.
(9) Quando un organismo presenta un capitolato d'oneri concernente il suo sistema per l'approvazione da parte dei ministeri competenti, le autorità interessate verificano la rispondenza ad una serie di criteri generali preesistenti e possono imporre condizioni supplementari. Possono inoltre non accettare le proposte formulate in tale richiesta.
(10) Da quanto emerge, inoltre, le autorità pubbliche fissano in modo identico i tariffari a monte (vale a dire i contributi dei produttori aderenti ai sistemi di raccolta differenziata e di riciclaggio dei rifiuti di imballaggi domestici) e quelli a valle (i sostegni finanziari alle collettività locali) per tutti gli organismi omologati attivi nello stesso campo. In effetti, la proposta più recente relativa ai tariffari di ogni organismo omologato in Francia si basa su uno stesso studio indipendente (dell'istituto di ricerche di mercato Sofres) sui costi della raccolta differenziata dei rifiuti domestici e della gestione del sistema. Ai costi così stimati, ripartiti per materiale, ma non per collettività locale, vanno aggiunte le spese relative alla struttura dell'organismo. Secondo le autorità francesi, tariffari a valle differenziati indurrebbero le collettività locali a orientarsi verso l'organismo che offre il contributo più elevato, favorendo così un possibile aumento del tariffario a monte e quindi dei prezzi al consumo. Inversamente, tariffari a monte differenziati indurrebbero i produttori a collaborare con l'organismo che offra i prezzi più bassi. Secondo le autorità francesi, la presenza di tariffari differenziati sarebbe quindi pregiudizievole per l'equilibrio economico e finanziario, per il rendimento e per la continuità dei dispositivi. Le autorità affermano che il mantenimento di due o più organismi omologati attivi nello stesso campo conduce così all'unicità dei tariffari, senza peraltro escludere differenziazioni per quanto concerne, ad esempio, la qualità del servizio e dei servizi complementari offerti alle collettività, né soffocare la concorrenza che può riflettersi nella proposta di prestazioni migliori o di soluzioni innovative al momento della rinegoziazione delle omologazioni.
C. LA PARTE NOTIFICANTE E LE SUE ATTIVITÀ
(11) Eco-Emballages è una società per azioni di diritto privato, fondata nel 1992 e con sede a Levallois-Perret, in Francia. Suoi azionisti sono la Compagnie pour le financement d'Eco-Emballages, denominata Ecopar e costituita da produttori e da loro associazioni professionali (70 % del capitale), cinque settori del recupero industriale, vale a dire acciaio, alluminio, carta-cartone, plastica e vetro (4 % del capitale ciascuno), società operanti nella distribuzione e loro organismi professionali nonché, conformemente allo statuto, i suoi amministratori.
(12) La società è stata omologata dai ministri competenti per occuparsi dello smaltimento dei rifiuti derivanti dagli imballaggi usati per la cui raccolta i produttori o gli importatori di prodotti di uso o consumo domestico abbiano concluso accordi con la società stessa. La prima omologazione, rilasciata il 12 novembre 1992 per una durata di sei anni a partire dal 1o gennaio 1993, è stata rinnovata il 30 agosto 1996 per altri sei anni a partire dal 1o luglio 1996, e ancora l'11 giugno 1999, sempre per sei anni a partire dal 1o gennaio 1999.
(13) Eco-Emballages ha stipulato e stipula contratti con:
- la società Pro Europe per l'utilizzo del logo e del marchio "punto verde" (in appresso: "punto verde"),
- "produttori" che non desiderano occuparsi direttamente dello smaltimento dei rifiuti. Con l'adesione a Eco-Emballages, il produttore adempie agli obblighi impostigli dal decreto. Eco-Emballage si assicura il proprio finanziamento tramite i corrispettivi versati dai produttori che partecipano al sistema,
- "collettività locali" ossia singoli comuni o consorzi di comuni, responsabili, in base alla legge francese, dello smaltimento dei rifiuti domestici in generale. Sono in effetti le collettività locali ad occuparsi, direttamente o tramite subappalto, della raccolta. Previa stipulazione di un contratto con Eco-Emballages, esse ricevono da quest'ultima un sostegno finanziario per tale operazione,
- industrie (in appresso chiamate "settori") che si impegnano a riciclare le materie prime recuperate. Una volta selezionati, gli imballaggi domestici sono in effetti consegnati alle società incaricate del loro recupero in vista del riciclaggio. Eco-Emballages riceve regolarmente dalle collettività locali relazioni che attestano l'avvenuto riciclaggio.
Eco-Emballages ha inoltre elaborato un modello di contratto "operativo di recupero" fra le società designate per il recupero e le collettività locali, nonché un modello di contratto di "ricerca e sviluppo".
(14) Nel 1997 Eco-Emballages ha realizzato un fatturato netto di 565,6 milioni di franchi francesi (dai contributi dei produttori) e, tenuto conto del ricorso ad accantonamenti per oneri futuri, il totale dei proventi della gestione è ammontato a 1,463 miliardi di franchi francesi. Nel 1998 il fatturato netto è stato di 504,5 milioni di franchi francesi e il totale dei proventi della gestione di 790,5 miliardi di franchi francesi. Nel 1999, le cifre corrispondenti sono state di 600 milioni e 1,042 miliardi di franchi francesi. Il fatturato per il 2000 è stato di 1,12 miliardi di franchi francesi.
D. GLI ACCORDI NOTIFICATI
(15) La notifica riguarda lo statuto di Eco-Emballages, il contratto per l'utilizzo del "punto verde", il contratto tipo "produttore", il contratto tipo "collettività locale", il contratto "settore", il contratto tipo "operativo di recupero" (allegato ai contratti "settore"), nonché il contratto tipo "ricerca e sviluppo".
(16) Nel corso del procedimento Eco-Emballages ha aggiornato o sostituito alcuni dei contratti notificati. Con il consenso della parte notificante, la presente decisione della Commissione riguarda i contratti notificati quali attualmente in vigore.
1. Statuto della società
(17) Ai termini dello statuto, obiettivo di Eco-Emballages è, in particolare, l'organizzazione di sistemi di smaltimento dei rifiuti e di recupero dei materiali, e, più specificamente, il trattamento degli imballaggi di imprese soggette agli obblighi previsti dalla succitata legge n. 75-633 e dai relativi decreti di applicazione.
2. Contratti di utilizzo del "punto verde"
(18) Il "punto verde" è utilizzato nel sistema di Eco-Emballages per identificare, come richiesto dalla legge, i beni dei produttori aderenti.
(19) Dal 10 dicembre 1996, grazie al contratto concluso con Packaging Recovery Organisation Europe (qui di seguito "Pro Europe"), Eco-Emballages dispone della licenza principale esclusiva, sul territorio francese, per l'utilizzo del "punto verde" e per la concessione di sublicenze agli aderenti(5). Eco-Emballages, tuttavia, è tenuta a informare i propri aderenti del fatto che l'utilizzo del "punto verde" al di fuori della Francia è soggetto all'autorizzazione della parte competente.
(20) Dal 4 dicembre 1998, in base a un terzo accordo supplementare stipulato con Pro Europe, Eco-Emballages ha anche l'obbligo di concedere sublicenze ai "systems active regionally and/or for specific materials" ("sistemi regionali e/o sistemi che si occupano di materiali specifici") in Francia, a condizione che si conformino ai requisiti per la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti di imballaggi previsti dalla direttiva 94/62/CE e fatte salve talune condizioni prestabilite. Eco-Emballages ha concesso una sublicenza non esclusiva alla società Adelphe SA (in appresso denominata "Adelphe") per l'utilizzo del "punto verde" nel suo sistema sul territorio francese, fino al 31 dicembre 2002. Adelphe deve versare a Eco-Emballages una somma corrispondente alla sua quota nei diritti richiesti da Pro Europe.
3. Contratti "produttore"
(21) Eco-Emballages propone ai produttori un contratto di adesione standard oppure uno semplificato destinato a piccoli contributori singoli o raggruppati in sindacati o federazioni, il cui fatturato annuo totale sui prodotti imballati e destinati alle famiglie sul territorio francese, prima delle imposte, è inferiore a 2 milioni di franchi francesi.
(22) Il produttore ottiene il diritto di apporre il "punto verde" sui propri imballaggi: in realtà si tratta di un obbligo perché i prodotti che fanno parte del sistema devono obbligatoriamente essere identificati in questo modo. Ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, del contratto tipo, il diritto di utilizzazione si estende a tutti prodotti fabbricati, importati, commercializzati e/o immessi sul mercato dal contraente. Contro il pagamento del contributo, Eco-Emballages libera il produttore dai suoi obblighi in materia di smaltimento, cernita e recupero dei rifiuti di imballaggi.
(23) Spetta al produttore compilare, a posteriori, le dichiarazioni sulla base delle quali viene calcolato il suo contributo e in cui devono essere indicati gli imballaggi contrassegnati dal "punto verde" da lui commercializzati in Francia.
(24) Il contributo finanziario del produttore è determinato in funzione di un tariffario. A partire dal gennaio 1999, il tariffario si compone di un forfait per imballaggio e di un contributo a peso, fissato per ciascun materiale. Quest'ultimo include il fabbisogno finanziario specifico per ciascun materiale e una parte delle spese non imputabili.
(25) Il contratto prevede che il tariffario possa variare nel corso della sua durata. Eco-Emballages può decidere di adeguare l'importo del contributo al massimo una volta all'anno e previo accordo della commissione del tariffario (composta da membri scelti fra gli azionisti) e del comitato di gestione del tariffario (composto da rappresentanti dei produttori, dei settori e di Eco-Emballages, e istituito nel quadro dell'omologazione). Le proposte vengono quindi sottoposte al consiglio di amministrazione di Eco-Emballages, nonché alle autorità competenti per l'approvazione. In base alle omologazioni del 1996 e del 1999, la modifica dipende dall'estensione delle attività del titolare presso le collettività locali e dalla valutazione del fabbisogno finanziario per materiale, quale definito all'articolo 6 del decreto. Tale fabbisogno si basa su valutazioni economiche, tecniche ed ecologiche, con l'obiettivo di favorire la diminuzione alla fonte della quantità (peso e volume) dei rifiuti di imballaggi. Il tariffario non deve "introdurre discriminazioni illegittime fra i materiali di imballaggio". Le risorse provenienti dall'applicazione del tariffario devono servire a garantire l'equilibrio economico e finanziario del dispositivo, senza generare eccedenze operative a fine esercizio. Il sostegno finanziario versato per ciascun materiale, compresa la quota delle spese non imputabili, dovrebbe essere integralmente coperto dai contributi ricevuti a titolo di tale materiale. Le risorse provenienti dall'applicazione del tariffario devono anche garantire un aumento progressivo e consistente della raccolta, senza effetti di soglia, chiaramente visibile a medio termine per i produttori.
(26) Il capitolato d'oneri proposto da Eco-Emballages e allegato al rinnovo dell'omologazione del 1999 contiene, inoltre, i seguenti "principi": "Il tariffario dei produttori è comune alle società omologate: viene calcolato in funzione del quantitativo di base globale di imballaggi che possono affluire a tali società. Saranno possibili trasferimenti finanziari fra società omologate al fine di tenere conto della specificità del loro quantitativo di base in termini dei relativi materiali. Nelle previsioni di attività delle società omologate si tiene conto di tali trasferimenti finanziari, con l'obiettivo di raggiungere, per ogni esercizio, un equilibrio (saldo in pareggio) dei trasferimenti da operare(6)".
(27) Nel contratto tipo notificato all'origine, i contratti di adesione avevano una durata di tre anni e venivano quindi rinnovati tacitamente di anno in anno, salvo disdetta sei mesi prima della scadenza di uno dei periodi annuali di tacito rinnovo. Circa il 75 % dei contratti in corso alla fine del 1998, che rappresentavano circa il 94 % dei contributi, erano di questo tipo. Nella nuova omologazione del 1996, la durata è stata portata a sei anni, tacitamente rinnovabile per tre anni. L'articolo 13 del contratto tipo prevede la risoluzione anticipata in caso di inadempimento di una delle parti.
(28) La versione del luglio 2000 prevede inoltre l'applicazione di interessi di mora per contributi tardivi (tasso d'interesse legale maggiorato di due punti), per ogni adesione avvenuta dopo il 31 dicembre 1993, e ciò "allo scopo di non indurre discriminazioni fra gli aderenti".
(29) Il contratto produttore prevede infine che Eco-Emballages garantisca una totale riservatezza in merito a tutte le informazioni finanziarie o commerciali comunicatele dai produttori o di cui essa può venire a conoscenza nell'attuazione del contratto.
4. Contratti "collettività locale"
(30) I fondi versati dai produttori vengono ridistribuiti alle collettività locali tramite numerosi tipi di contratti. Se Eco-Emballages ha concluso in passato contratti "monomateriale", "staffetta", e "sito pilota", oggi stipula solo contratti "programma di durata" per una raccolta multimateriale. Il contratto tipo, secondo la sua stessa formulazione, "è volto a regolamentare le relazioni fra Eco-Emballages e la collettività locale, che si impegna a sviluppare un progetto di raccolta differenziata dei cinque materiali".
(31) In base alle condizioni fissate nella sua omologazione, Eco-Emballages può stipulare contratti con tutte le collettività locali che ne facciano richiesta, per quantità massime di imballaggi equivalenti a quelle per cui i produttori hanno concluso contratti con essa. Il contratto deve rispettare le disposizioni del codice generale delle collettività territoriali (parte legislativa) e del codice dei comuni (parte regolamentare).
(32) Nella versione dell'8 luglio 1994, il contratto "programma di durata" viene stipulato per un periodo di sei anni. In base all'articolo 12, al momento del rinnovo dell'omologazione, Eco-Emballages deve proporre alle collettività una clausola aggiuntiva di proroga, la cui durata deve essere decisa fra le parti, senza tuttavia superare la durata della nuova omologazione. Secondo Eco-Emballages, la durata di sei anni soddisfa le collettività locali che, in considerazione dei consistenti investimenti richiesti, desiderano una relazione per quanto possibile stabile con Eco-Emballages. Ai sensi dell'articolo 14 il contratto può essere risolto in caso di inadempimento di una delle parti.
(33) Nel quadro di un contratto "programma di durata", Eco-Emballages offre alle collettività locali la garanzia del recupero dei rifiuti di imballaggi domestici raccolti e selezionati al livello qualitativo richiesto (rispettando i requisiti tecnici minimi, o "RTM") per il riciclaggio. La collettività ha la facoltà di non optare per questa garanzia per parte o per la totalità dei materiali.
(34) Quando la collettività opta per la garanzia di recupero, il contratto prevede che, per tutta la durata del contratto stesso, essa consegni tutte le tonnellate del materiale in oggetto, raccolte e selezionate in conformità degli RTM, alla(e) società designata(e) per il recupero. Secondo Eco-Emballages, tale requisito è stato adottato per consentire il calcolo dei sostegni da essa forniti e per verificare l'effettivo riciclaggio di tutti gli imballaggi.
(35) Qualora tuttavia, nel corso del contratto, la collettività individui una formula di riciclaggio nuova e innovatrice, è possibile introdurre un'eccezione al principio del recupero da parte della società designata. Tale eccezione deve essere approvata dal settore che normalmente effettuerebbe il riciclaggio.
(36) Quando la collettività non opta per la garanzia di recupero per uno, più o tutti i materiali, il contratto prevede che essa debba garantire che le società cui si rivolge recuperino tutte le tonnellate selezionate in conformità degli RTM e le trattino con procedimenti tecnologici che permettano l'effettivo riciclaggio di questi materiali, e che ne informino trimestralmente la collettività ed Eco-Emballages. I nomi di tali società devono essere indicati nel contratto "programma di durata".
(37) Nel quadro del contratto "programma di durata" e dell'ultima omologazione, indipendentemente dal fatto di avere optato per la garanzia di recupero, la collettività riceve da Eco-Emballages i seguenti sostegni:
- un sostegno finanziario per ogni tonnellata selezionata in conformità degli RTM, d'importo variabile a seconda del materiale,
- un sostegno finanziario per il recupero energetico,
- un sostegno per la comunicazione locale,
- sostegni temporanei per situazioni particolari: avvio, habitat verticale, habitat rurale a bassa densità di popolazione, "ambasciatori della raccolta differenziata" nel quadro dei programmi per l'occupazione giovanile, ecc.,
- un aiuto per i contenitori nel caso di raccolta del vetro per apporto volontario.
(38) Il calcolo dei sostegni citati è effettuato applicando il tariffario approvato dalle autorità pubbliche, ed è specificato nei contratti. Esso tiene conto, in particolare, della popolazione che effettivamente partecipa alla raccolta differenziata.
(39) Il prezzo minimo di ritiro versato alla collettività dalla società designata è fissato nel contratto "programma di durata". In base tanto all'omologazione iniziale di Eco-Emballages quanto ai suoi successivi rinnovi, fatte salve alcune riserve, tale prezzo è positivo per acciaio, alluminio e vetro, mentre è fissato a zero per carta-cartone e plastica.
(40) Se la collettività locale non ha optato per la garanzia di recupero e stipula un contratto con una società di recupero di sua scelta, in base a quanto previsto nella richiesta di omologazione di Eco-Emballages del 1996 essa deve vendere i prodotti a prezzi di mercato.
5. Contratti "settore" (per tipo di materiale) e contratti operativi di recupero
(41) I contratti "settore" (o convenzioni di recupero) regolamentano i rapporti fra Eco-Emballages e le imprese che si impegnano a ritirare e riciclare gli imballaggi raccolti, a condizione che tali imballaggi siano conformi agli RTM. Esistono cinque settori di recupero, corrispondenti ciascuno a un tipo di materiale:
- acciaio: inizialmente Sollac SA, i cui diritti e obblighi sono stati trasferiti, nel 2000, a Usinor-Packaging SA,
- alluminio: Frange Aluminium Recyclage SA,
- carta-cartone: Revipac,
- plastica: Valorplast SA, e
- vetro: Chambre syndicale des verreries mécaniques de France o CSVMF.
(42) Eco-Emballages non conclude simultaneamente convenzioni con più imprese o organismi per uno stesso materiale.
(43) Dopo il rinnovo, le convenzioni scadranno il 30 giugno 2004 (acciaio) e rispettivamente il 31 dicembre 2004 (alluminio, carta-cartone, plastica e vetro). Una decisione in merito alla proroga oltre la data limite dovrà essere presa, in tutti i casi, al più tardi tre mesi prima della scadenza.
(44) Alle convenzioni di recupero è allegata anche una convenzione di gestione che definisce le attribuzioni, l'organizzazione e il funzionamento dei due comitati istituiti fra il settore del materiale in oggetto e Eco-Emballages, e che prevede l'elaborazione di un conto per materiale, che rappresenta la quota delle risorse nette di Eco-Emballages destinata a ciascun materiale. Inoltre, un metodo di correzione mediante applicazione di un coefficiente correttore permette di tenere conto, in particolare nell'assegnazione delle spese non imputabili, dei risultati eterogenei e dei diversi tassi di riciclaggio rilevati per i vari materiali.
(45) Le operazioni di recupero, nel quadro di una garanzia di recupero, sono svolte non dai settori citati, ma da società designate da ciascuno di essi, cosiddette "società designate per il recupero" [repreneurs désignés]. Eco-Emballages dichiara di non aver alcuna influenza sulla scelta di tali società. Tuttavia, i contratti conclusi fra queste ultime e le collettività locali, denominati "contratti operativi di recupero", devono basarsi su contratti tipo, "al fine di non snaturare la garanzia fornita dai settori". In questo contesto, Eco-Emballages ha proposto un modello per ciascun settore tranne la plastica.
(46) Le varie convenzioni di recupero devono prevedere che, se c'è una garanzia di recupero, la collettività garantisce al settore o alla società di recupero un'esclusiva sul recupero di tutte le tonnellate selezionate sul suo territorio, e questo per tutta la durata del contratto fra Eco-Emballage e la collettività interessata.
6. Contratti di ricerca e sviluppo
(47) La partecipazione di Eco-Emballages alle attività di ricerca e sviluppo è di carattere essenzialmente finanziario. In cambio, il contraente si impegna ad attuare a livello industriale il processo in questione oppure a consentire a Eco-Emballages di farlo. Tali contratti disciplinano le questioni di proprietà intellettuale.
E. MERCATI RILEVANTI E INTERESSATI
(48) La Commissione ha individuato tre mercati rilevanti o interessati. Il primo mercato su cui opera Eco-Emballages è quello del servizio offerto ai produttori facendosi carico dell'obbligo che a loro incombe di contribuire o provvedere allo smaltimento dei rifiuti di imballaggi domestici: può essere definito "mercato dei sistemi collettivi per l'assunzione dell'obbligo di recupero e di riciclaggio degli imballaggi domestici" e denominato anche "mercato di adesione". Si potrebbe anche considerare che i sistemi individuali e i sistemi collettivi fanno parte di uno stesso mercato - che sarebbe allora quello dei sistemi di recupero e di riciclaggio degli imballaggi domestici -, senza che l'analisi esposta in appresso ne risulti modificata.
(49) Il secondo mercato interessato è quello della raccolta differenziata e della cernita degli imballaggi domestici, per tutti i materiali, da parte delle collettività locali, ossia il "mercato della raccolta differenziata". Nell'ambito di questo mercato gli organismi omologati offrono un sostegno alle collettività locali in cambio di servizi di raccolta e di selezione, o, viceversa, le collettività locali contribuiscono all'attuazione del sistema di Eco-Emballages in cambio di un corrispettivo finanziario.
(50) Il terzo mercato interessato è quello del riciclaggio dei materiali a livello di società di recupero e settori: si tratta del "mercato del riciclaggio".
(51) Non è necessario nella fattispecie definire con maggior precisione i mercati dei servizi di cui trattasi, poiché i contratti non pongono problemi di concorrenza.
(52) Per quanto riguarda i primi due mercati dei servizi di cui sopra, il mercato geografico è il territorio francese. Eco-Emballages è omologata ed opera sull'insieme di tale territorio. Ad esso sono limitati anche i suoi diritti relativi al "punto verde". Per quanto riguarda il terzo mercato dei servizi, non è necessario nella fattispecie determinare con precisione se corrisponda sempre al territorio francese o se si estenda ai paesi limitrofi o vicini.
(53) Queste definizioni di mercato rilevante del prodotto (mercato d'adesione) e di mercato geografico (territorio del paese interessato) sono analoghe a quelle adottate nella decisione della Commissione, del 20 aprile 2001, relativa al sistema della società Der Grüne Punkt - Duales System Deutschland AG ("DSD").
F. STRUTTURA DEI MERCATI
(54) Obiettivo ufficiale di Eco-Emballages è il riciclaggio, nel giugno 2002, di una percentuale degli imballaggi domestici dei produttori aderenti pari al 75 %. Attualmente la percentuale di raccolta e di riciclaggio è già del 60 %.
(55) Alla fine del 1997 Eco-Emballages era presente in 9664 comuni, raggruppati in 281 collettività locali, su oltre 36000 comuni e oltre 2000 collettività locali in cui è suddivisa la Francia. Alla fine del 1998 era presente in 533 collettività locali rappresentanti 13862 comuni. Alla fine del 1999 in 19487 comuni e alla fine del 2000 in 1114 collettività locali rappresentanti 24013 comuni.
(56) Nel 1997 i produttori affiliati erano 9135, oltre 700 dei quali con sede fuori dalla Francia. Nel 1998 Eco-Emballages aveva 9311 aderenti. Nel 1999 ne contava 9419 e nel 2000 9593.
(57) Dei 4,854 milioni di tonnellate di imballaggi domestici presenti sul mercato francese nel 2000, 3,395 milioni di tonnellate sono state immesse da membri di Eco-Emballages. Per quanto riguarda i diversi materiali, sono affluite a Eco-Emballages: 1,37 milioni di tonnellate di vetro su 2,55, 0,79 milioni di tonnellate di materie plastiche su 0,9, 0,88 milioni di tonnellate di carta-cartone su 1,0 e 0,355 milioni di tonnellate di metalli su 0,395(7).
(58) Quanto alla concorrenza a livello di sistemi collettivi, va menzionata Adelphe, che il 5 febbraio 1993 ha ricevuto l'omologazione per, in un primo tempo, la raccolta e il riciclaggio degli imballaggi prodotti nel settore dei vini e degli alcolici. Tale omologazione è stata estesa il 15 ottobre 1996, in modo che l'impresa potesse "concludere contratti con [i produttori] la cui attività riguarda principalmente il settore dei vini e degli alcolici, al fine di riciclare gli imballaggi domestici per i quali è concluso il contratto". Adelphe poteva così trattare imballaggi provenienti dalle imprese di tale settore indipendentemente dal materiale utilizzato. Alla fine del 1997 contribuivano al suo sistema quasi 12000 produttori, quattro dei quali con sede fuori dalla Francia. Secondo Adelphe, nel 1997 la quota di imballaggi domestici del settore dei vini e degli alcolici da essa trattata è stata dell'ordine dell'88 %. Il 28 febbraio 2000, l'omologazione della società è stata rinnovata per un periodo di sei anni a decorrere dal 1o gennaio 1999, ed essa può quindi concludere ora contratti con società di tutti i settori allo stesso titolo di Eco-Emballages. Quanto ai contratti con le collettività locali, l'attività di Adelphe si concentra attualmente su dipartimenti prevalentemente rurali.
(59) Va inoltre menzionata l'associazione Cyclamed, omologata per un sistema individuale nel settore degli imballaggi di medicinali, e il grande distributore E. Leclerc, omologato per un sistema riguardante le sue borse per la spesa. Questi sistemi individuali non sono tuttavia tenuti a raggiungere gli stessi tassi di raccolta e di riciclaggio dei sistemi collettivi.
G. MODIFICHE APPORTATE E IMPEGNI ASSUNTI SU RICHIESTA DELLA COMMISSIONE
(60) Il 18 gennaio 2000 i servizi della Commissione hanno comunicato a Eco-Emballages che certe clausole dei contratti potevano rientrare nel campo d'applicazione dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE, e che, così com'erano formulate, non potevano beneficiare dell'esenzione prevista dall'articolo 81, paragrafo 3, del trattato stesso.
(61) Il 28 febbraio 2000 Eco-Emballages ha proposto di modificare tali clausole per rispondere alle osservazioni della Commissione. Ha in seguito precisato ulteriormente il contenuto di tali impegni e ne ha proposti di supplementari. Eco-Emballages ha effettivamente modificato e/o aggiunto le seguenti disposizioni nei contratti notificati e ha assunto i seguenti impegni:
a) Anche se Eco-Emballages può esigere che ogni produttore affiliato adempia gli obblighi derivanti dal decreto, e di conseguenza contribuisca o provveda all'eliminazione di tutti i propri rifiuti di imballaggio, rientrano nel suo sistema solo i prodotti per i quali gli aderenti hanno dichiarato gli imballaggi all'impresa. Ogni produttore è quindi tenuto a dichiarare a Eco-Emballages solo gli imballaggi dei prodotti ad uso domestico che sono oggetto del contratto. Il produttore può in effetti stipulare contratti con Eco-Emballages soltanto per alcuni tipi di materiale, e per la totalità oppure per una parte degli imballaggi in tale materiale.
b) Poiché il sistema di Eco-Emballages riguarda gli imballaggi di prodotti destinati al mercato francese, un produttore che (per errore) abbia dichiarato all'impresa imballaggi di prodotti esportati potrà, fornendo gli adeguati giustificativi, chiedere a Eco-Emballages di rettificare la sua situazione.
c) Ogni produttore può ora porre fine al contratto alla scadenza annuale, rispettando il previsto preavviso di sei mesi.
d) Anche se Eco-Emballages può esigere che ogni collettività locale raccolga e selezioni i cinque materiali, le collettività possono stipulare con l'impresa contratti anche solo per uno o più materiali, concludendo contratti con un altro organismo per gli altri materiali.
e) Ciascuna collettività locale può, in qualsiasi momento, risolvere unilateralmente il contratto senza pagamento di alcuna indennità. In tal caso Eco-Emballages fornirà alla collettività locale, su richiesta di questa, tutti gli elementi necessari relativi alla propria proposta per consentirle di confrontare, per ciascun materiale, le offerte di organismi diversi.
f) Tutti i contratti operativi di recupero fra le collettività locali e le società designate per il recupero possono essere modificati senza che sia richiesto l'accordo di Eco-Emballages.
g) Per quanto riguarda l'utilizzo del "punto verde" da parte di altri sistemi, in applicazione del terzo accordo supplementare con Pro Europe (cfr. sopra, considerando 20) Eco-Emballages si considera tenuta, all'occorrenza, a concedere a ogni sistema concorrente una sublicenza di medesima estensione territoriale e di medesimo contenuto della sua licenza principale.
h) Il contratto quadro fra Eco-Emballages e Adelphe è stato modificato il 16 febbraio 2001 in modo tale che nessuna parte potrà esigere l'elenco dei membri dell'altra, ma potrà chiederle di confermare entro un termine di otto giorni se un dato produttore che utilizza il "punto verde" sia o meno un affiliato.
i) Eco-Emballages non percepisce mai dai produttori alcun importo che non sia la contropartita del servizio reso facendosi carico dell'espletamento dell'obbligo derivante dal decreto.
j) Nel caso di un sistema misto (il produttore aderisce a Eco-Emballages per una parte dei suoi imballaggi, e per i restanti ricorre a un sistema individuale omologato dalle autorità competenti, a cui egli aderisce o che egli stesso ha creato), se gli imballaggi coperti dal sistema Eco-Emballages sono la maggioranza, il produttore è autorizzato ad apporre il "punto verde" sulla loro totalità, compresi quelli rientranti nel sistema individuale. Il produttore dovrà poter fornire, su richiesta di Eco-Emballages e non sistematicamente, una certificazione dei suoi revisori dei conti relativa alla quantità di imballaggi coperti dal sistema individuale. Se invece la maggioranza degli imballaggi rientra nel sistema individuale, il produttore deve in linea di massima limitare l'apposizione del "punto verde" al solo quantitativo di imballaggi coperti dal sistema Eco-Emballages, a meno che non ritenga ciò inadeguato e irrazionale. In tal caso, purché possa dimostrare che il sistema individuale porta a risultati di riciclaggio e di recupero equivalenti a quelli richiesti dalle autorità francesi per i sistemi collettivi francesi, e possa fornire ad Eco-Emballages, su richiesta e non sistematicamente, una certificazione dei suoi revisori dei conti relativa alla quantità di imballaggi coperti dal sistema individuale, il produttore potrà apporre il "punto verde" sull'insieme dei suoi imballaggi domestici.
k) Nel caso in cui un produttore sia autorizzato in Francia ad avere un sistema individuale per l'insieme dei suoi imballaggi, e se gli stessi tipi di imballaggi rientrano in un sistema collettivo di raccolta e di riciclaggio che utilizza il "punto verde" in un altro paese membro del SEE, Eco-Emballages - a condizione che tale produttore dimostri che il sistema individuale porta a risultati di riciclaggio e di recupero equivalenti a quelli richiesti dalle autorità francesi per i sistemi collettivi francesi - gli proporrà un contratto che lo autorizza a distribuire sul territorio francese imballaggi recanti il "punto verde". Il produttore dovrà tuttavia apporre sugli imballaggi, accanto al "punto verde", una menzione o un'indicazione che faccia chiaramente capire al consumatore francese che quell'imballaggio non ha contribuito a un sistema collettivo francese. Se le parti non raggiungono un accordo sulla natura della menzione entro un termine di tre mesi, il presidente del Tribunale di commercio francese territorialmente competente, su richiesta della parte più diligente, nominerà un esperto secondo la procedura della perizia d'urgenza.
l) La clausola relativa agli interessi di mora per adesione tardiva è stata completata precisando che tali interessi sono dovuti a decorrere dal 31 dicembre 1993 o dalla data, se posteriore, di inizio dell'attività soggetta al decreto del 1o aprile 1992, se i prodotti interessati non sono stati coperti né da un'adesione a un altro sistema di riciclaggio né sono stati oggetto di procedimenti per non conformità al decreto.
(62) La nuova versione del contratto "produttore" [cfr. considerando 61, lettere a), b) e c)] è in vigore dal 21 giugno 2000. Per quanto riguarda la nuova versione del contratto "programma di durata" con le collettività locali [considerando 61, lettere d) ed e)], Eco-Emballages ha informato la Commissione che l'Associazione dei sindaci francesi (Association des Maires de France) l'ha approvata il 12 luglio 2000, che le clausole aggiuntive dei contratti in corso sono state inviate alle collettività locali interessate, e che i nuovi contratti successivamente firmati contengono anche tali disposizioni. La modifica di cui al considerando 61, lettera f), è stata a sua volta confermata dall'impresa alla Commissione con lettera del 7 luglio 2000. L'impegno di cui al considerando 61, lettera g), deriva dall'interpretazione data da Eco-Emballages al suo contratto con Pro Europe del 4 dicembre 1998. La modifica di cui al considerando 61, lettera h), è in vigore dal 16 febbraio 2001. Gli impegni di cui al considerando 61, lettere i), j), k) e l), infine, sono stati presentati il 14 marzo 2001.
H. OSSERVAZIONI DEI TERZI INTERESSATI
(63) Non è stata presentata alcuna denuncia formale contro il sistema notificato.
(64) A seguito della pubblicazione della comunicazione a norma dell'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento n. 17, la Commissione ha ricevuto osservazioni da parte di due società terze interessate. Tali osservazioni vertono, in particolare, sulle condizioni delle sublicenze per l'utilizzo del "punto verde" da parte dei sistemi concorrenti, sulla portata dei contratti "produttore" e sui tariffari per i contributi di questi ultimi, nonché sulla richiesta di Eco-Emballages che la decisione della Commissione abbia effetto retroattivo.
(65) Dopo un esame approfondito di tali osservazioni la Commissione ritiene di non aver motivo di rivedere la propria posizione provvisoria favorevole, e ciò per le ragioni esposte in appresso.
(66) In primo luogo va precisato che, come già indicato, l'esame della questione relativa alle condizioni delle sublicenze ha portato a una modifica in base alla quale Eco-Emballages non potrà più esigere l'elenco degli aderenti delle società titolari delle stesse.
(67) Per quanto riguarda l'esistenza di una licenza principale per paese e di sublicenze, nella presente decisione la Commissione non si pronuncia su tale questione, che è oggetto di un'istruttoria distinta. Occorre pertanto precisare che la presente decisione non comporta alcuna valutazione, né favorevole né sfavorevole, in merito ai principi per il rilascio di licenze stabiliti da Pro Europe.
(68) In secondo luogo, la Commissione ammette che il tariffario per i produttori sia calcolato tenendo conto del cosiddetto principio "chi inquina paga". Lo studio indipendente già menzionato (considerando 10) ha permesso di individuare un costo per materiale in funzione dei vari tipi di raccolta (apporto volontario, raccolta a domicilio) e dell'area locale in cui essa avviene (rurale, semiurbana, urbana o di altro tipo). Questa media ponderata è la base del contributo per materiale, dato che, secondo il decreto, sono rimborsati alle collettività territoriali i sovraccosti che possono risultare dalla cernita dei rifiuti. Sarebbe eccessivo esigere una differenziazione più dettagliata, ossia relativa a uno stesso materiale. La plastica è difatti il solo a poter essere suddiviso in diversi tipi, ed è improbabile che il consumatore li distingua. Per di più, al momento dell'immissione in commercio del prodotto imballato, i due parametri di calcolo sopra citati non sono noti. Inoltre, dato che il tariffario si compone di un forfait per imballaggio, volto a scoraggiare la proliferazione di piccoli imballaggi, e di un contributo a peso fissato per ciascun materiale, il produttore è spinto a ridurre alla fonte gli imballaggi, poiché meno imballa i suoi prodotti minore sarà il suo contributo finanziario.
(69) In terzo luogo, il fatto che le autorità pubbliche approvino tariffari identici per sistemi attivi nello stesso campo traduce un intervento dello Stato e non un'intesa(8). Questa situazione risulta in effetti dalla volontà delle autorità pubbliche di garantire il mantenimento della raccolta differenziata e del riciclaggio degli imballaggi domestici sul mercato francese. Secondo le autorità francesi, una differenziazione dei tariffari dei sostegni alle collettività locali fra imprese omologate rischierebbe di tradursi in una tendenza all'aumento. L'instaurazione di un tariffario unico risponde invece all'esigenza di limitare tale fenomeno, che potrebbe favorire oltretutto un aumento delle spese. Le autorità francesi hanno inoltre spiegato che i costi relativi alla raccolta differenziata e alla selezione dei rifiuti d'imballaggi domestici sono periodicamente esaminati dall'Agenzia per l'ambiente e per la gestione energetica (Agence de l'environnement et de la maîtrise de l'énergie, "ADEME"), e che la fissazione dei tariffari tiene conto di tali analisi. Inoltre, secondo le autorità francesi, finché i "sovraccosti" legati alla raccolta differenziata e alla selezione che devono essere rimborsati alle collettività sono determinati a livello nazionale per tipo di raccolta e non a seconda delle collettività stesse, risulterebbe difficile per le autorità pubbliche optare per un'altra soluzione. Le autorità competenti, inoltre, prima di fissare i tariffari in base a criteri di interesse pubblico, sentono la commissione consultiva in cui sono presenti tutte le parti interessate, compresi i consumatori.
I. ARTICOLO 81, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO CE E ARTICOLO 53, PARAGRAFO 1, DELL'ACCORDO SEE
a) Accordi fra imprese che possono pregiudicare il commercio fra Stati membri
(70) Gli accordi fra Eco-Emballages e i produttori nonché quelli fra Eco-Emballages e i settori di recupero sono accordi fra imprese, poiché tutte queste persone fisiche e giuridiche esercitano un'attività economica. Quanto a sapere se gli accordi conclusi con le collettività locali sono accordi fra imprese ai sensi dell'articolo 81 del trattato CE, occorre distinguere fra l'ipotesi in cui lo Stato agisca esercitando il potere d'imperio, e quella in cui svolga attività economiche di natura industriale o commerciale consistenti nell'offrire beni o servizi sul mercato(9). Dato che le collettività locali stipulano contratti con Eco-Emballages per ricevere un sostegno finanziario in cambio dell'organizzazione di un servizio di raccolta differenziata dei rifiuti domestici e della prova del loro riciclaggio, e, inoltre, vendono gli imballaggi domestici selezionati alle società di recupero che forniscono loro le prove dell'avvenuto riciclaggio, si tratta di un'attività economica di natura industriale e commerciale nel senso sopra indicato. Il fatto che le collettività agiscano perché obbligate dalla legge a smaltire i rifiuti domestici non basta per poter ritenere che si tratti dell'esercizio del potere d'imperio. Di conseguenza, conformemente all'articolo 86, paragrafo 2, del trattato CE, tali accordi sono sottoposti alle regole di concorrenza comunitarie nei limiti in cui l'applicazione di tali regole non osti all'adempimento, in linea di diritto e di fatto, della specifica missione di smaltimento dei rifiuti domestici affidata ai comuni e alle collettività locali.
(71) Dato che un certo numero di aderenti proviene da altri Stati membri, il contratto "produttore" può quindi incidere sul commercio fra Stati membri. Gli altri accordi servono a ridistribuire i contributi dei produttori alle collettività, perché queste raccolgano gli imballaggi e li facciano riciclare dalle società di recupero. Le modifiche apportate ai sostegni per le collettività hanno anche ripercussioni sui contributi dei produttori. Ne consegue che il sistema funziona come un tutto unico e che l'insieme dei contratti ha quindi effetti reali o potenziali sensibili sul commercio fra Stati membri.
b) Statuto
(72) Lo statuto non contiene alcuna clausola di esclusiva che limiti la libertà dei soci di operare sui mercati rilevanti, e non è quindi contrario all'articolo 81 del trattato CE.
c) Durata e portata dei contratti "produttore"
(73) Dal momento che tutti i produttori hanno la possibilità di porre fine ogni anno al contratto, la Commissione ritiene che, per quanto riguarda la durata, la loro libertà di scelta e di azione non sia indebitamente limitata. I sistemi concorrenti hanno inoltre la possibilità di accedere al mercato d'adesione e non vi è preclusione.
(74) Analogamente, poiché viene espressamente confermato(10) che un produttore può scegliere di aderire al sistema soltanto per alcuni tipi di materiali, per la totalità oppure per una parte degli imballaggi in ciascun materiale, la Commissione ritiene che, per quanto riguarda la portata dei contratti, si applichi lo stesso ragionamento di cui al considerando 73.
(75) Quanto alla clausola relativa agli interessi di mora per contributi tardivi, applicati per ogni adesione avvenuta dopo il 31 dicembre 1993, essa non pone problemi di accesso al mercato d'adesione per i sistemi concorrenti e non costituisce un abuso manifesto.
d) Durata e portata dei contratti "collettività locale"
(76) Poiché viene espressamente confermato(11) che le collettività locali hanno la facoltà di risolvere il contratto in qualsiasi momento, la Commissione ritiene che, per quanto riguarda la durata, la loro libertà di scelta e di azione non sia indebitamente limitata. I sistemi concorrenti hanno inoltre la possibilità di accedere al mercato della raccolta differenziata e non vi è preclusione.
(77) Analogamente, poiché è espressamente confermato(12) che le collettività locali possono stipulare contratti con Eco-Emballages per uno o più materiali, e con un altro organismo per gli altri materiali, la Commissione ritiene che, per quanto riguarda la portata dei contratti, si applichi lo stesso ragionamento di cui al considerando 76.
(78) L'obbligo, per la collettività locale, di stipulare contratti con Eco-Emballages per tutte le tonnellate selezionate di un dato materiale non costituisce nella fattispecie una restrizione della concorrenza ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE. Questo perché la collettività può liberamente porre fine al contratto, e questa clausola non crea pertanto alcuna esclusiva che incida in maniera sensibile sulla situazione concorrenziale del mercato della raccolta differenziata.
e) Durata dei contratti "settore" di recupero
(79) Si tratta di contratti che hanno una durata di sei anni. Eco-Emballages stipula solo un contratto "settore" per ogni materiale. L'impresa ha l'obbligo di presentare per ogni materiale, alle collettività locali che optano per la garanzia di recupero la società designata per il recupero in tale settore. Tale esclusiva è unilaterale, e il contratto non vieta alle imprese designate per il settore di lavorare con altri eventuali sistemi. Per due dei cinque materiali (alluminio e acciaio), secondo le informazioni disponibili, esiste del resto un solo fabbricante sul mercato francese, e non vi è dunque possibilità di scelta relativamente al settore. Se la collettività locale non opta per la garanzia di recupero, essa può scegliere liberamente la società di recupero: in questo modo qualsiasi società di recupero può quindi avere accesso al mercato del riciclaggio dei materiali raccolti dalle collettività locali.
(80) Poiché Eco-Emballages non può garantire essa stessa il recupero alle collettività locali, ha bisogno a tale fine di un contratto "settore" per ogni materiale per tutta la durata dei suoi obblighi. Sulla base delle informazioni disponibili la Commissione ritiene che l'accesso al mercato del riciclaggio non sia limitato in maniera notevole dai contratti in questione, poiché la garanzia di recupero è facoltativa per le collettività locali, e il sistema di Eco-Emballages riguarda solo un po' più di un terzo dei rifiuti d'imballaggi sul mercato francese (nel 1997, 5,4 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggi domestici su 13 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggi). Il vetro è il solo materiale ad essere maggioritariamente trattato dal sistema di Eco-Emballages o da quello di Adelphe, ma poiché l'impresa designata per il recupero nel settore è una camera sindacale che aveva predisposto il dispositivo ripreso successivamente dai sistemi collettivi, il sistema di Eco-Emballages non produce effetti sensibili sul mercato del riciclaggio. In tali particolari circostanze del mercato francese, la Commissione ritiene che la durata di questi contratti non costituisca una restrizione della concorrenza in violazione dell'articolo 81, paragrafo 1 del trattato CE.
f) Intervento nei contratti sul mercato del riciclaggio
(81) Gli accordi notificati contengono disposizioni relative al prezzo minimo di recupero pagato dalle società di recupero alla collettività locale, e quindi concernenti una relazione cui Eco-Emballages è estranea. Tale prezzo minimo di recupero è fissato nei contratti "collettività" e "settore" per una durata di sei anni. Esso non è tuttavia che un prezzo "minimo", e quello effettivamente pagato dipende dalla situazione del mercato, purché sia sempre almeno nullo o positivo. Eco-Emballages partecipa alla determinazione di tale prezzo, poiché il sistema è basato su una condivisione dei costi fra i produttori, le collettività e i settori, e l'impresa agisce come "interfaccia" fra le parti. Non potrebbe inoltre garantire tale prezzo alle collettività locali se non partecipasse alla sua determinazione. Questo intervento di Eco-Emballages sulle condizioni di acquisto, da parte dei settori, dei rifiuti raccolti dalle collettività locali, è volto a evitare a queste ultime di dover correre i rischi legati alle incertezze del mercato e di dover pagare per fare riciclare i propri rifiuti di imballaggi, cosa che potrebbe dissuaderle dal partecipare al sistema. L'esistenza di tale prezzo minimo permette in effetti alle collettività di aderire al sistema e di far riciclare le tonnellate di rifiuti selezionate. Il prezzo effettivamente pagato può sempre superare il prezzo minimo stabilito. Il profitto di Eco-Emballages è solo indiretto. Per tali ragioni, l'esistenza e i risultati di tale intervento non sono contrari all'articolo 81, paragrafo 1 del trattato CE.
g) Utilizzo del "punto verde"
(82) Nella misura in cui Eco-Emballages, come si è impegnata a fare, concede ad altri sistemi collettivi la possibilità di utilizzare il "punto verde" nel loro sistema in cambio della partecipazione al pagamento degli importi richiesti da Pro Europe, il contratto che le attribuisce la licenza principale in Francia non crea alcuna esclusiva ingiustificabile e non è contrario all'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE.
(83) Quanto al diritto e all'obbligo dei produttori di apporre il "punto verde" sugli imballaggi, la Commissione, con la decisione relativa a DSD emessa in un procedimento d'applicazione dell'articolo 82 del trattato per il mercato tedesco, si è pronunciata in modo sfavorevole in merito alla pratica che prevede che il corrispettivo da versare sia legato non all'utilizzo del servizio che libera il produttore dagli obblighi di recupero e riciclaggio degli imballaggi, ma semplicemente all'apposizione del marchio "punto verde" sugli imballaggi stessi. Tenuto conto degli impegni assunti per quanto riguarda l'utilizzo del marchio "punto verde" da parte dei produttori che partecipano parallelamente o esclusivamente a un sistema individuale o a un altro sistema collettivo, si rileva che le condizioni che vincolano detti produttori non creano alcuna esclusiva a vantaggio di Eco-Emballages e a danno dei suoi concorrenti effettivi e potenziali. Inoltre, i problemi che nel caso di DSD hanno portato alla decisione negativa per abuso di posizione dominante non si pongono attualmente sul mercato francese.
(84) Infine, se un prodotto recante il "punto verde" viene esportato e se è fornita una prova adeguata di questo fatto, Eco-Emballages non potrà chiedere alcun contributo per l'uso del "punto verde" sull'imballaggio. Analogamente, non è dovuto all'impresa alcun contributo se un prodotto recante il "punto verde" è trattato in Francia da un sistema concorrente.
(85) In tali circostanze, i contratti e le clausole applicati da Eco-Emballages relativamente all'utilizzo del "punto verde" non violano l'articolo 81, paragrafo 1 del trattato CE.
h) Conclusione
(86) In conclusione, tenuto conto degli argomenti sviluppati nei paragrafi precedenti, e a condizione che gli impegni assunti siano rispettati, l'instaurazione e la gestione del sistema di Eco-Emballages secondo i testi e i contratti attualmente in vigore non rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 81, paragrafo 1 del trattato CE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Sulla base degli elementi di cui è a conoscenza, e in particolare visti gli impegni elencati al considerando 61 della presente decisione, la Commissione constata di non aver motivo di intervenire, ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE e dell'articolo 53, paragrafo 1 dell'accordo SEE, riguardo agli accordi notificati, relativi a un sistema di raccolta differenziata e di riciclaggio dei rifiuti di imballaggi domestici instaurato da Eco-Emballages S.A, quali attualmente in vigore.
Articolo 2
Eco-Emballages SA 44, avenue Georges-Pompidou F - 92302 Levallois-Perret Cedex, è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 15 giugno 2001.

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