Document ID: 32003D0791

Decisione della Commissione
del 5 giugno 2002
relativa all'aiuto di Stato al quale la Repubblica federale di Germania ha dato esecuzione in favore dell'impresa Eisenguss Torgelow GmbH
[notificata con il numero C(2002) 2008]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2003/791/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni conformemente ai detti articoli(1) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con fax del 29 dicembre 1999 le autorità tedesche hanno comunicato alla Commissione l'adozione di misure finanziarie in favore dell'impresa Eisenguss Torgelow GmbH ("EGT"), con sede a Torgelow, Meclemburgo-Pomerania occidentale, registrate dalla Commissione il 3 gennaio 2000 come aiuto NN 6/2000. Poiché l'aiuto è stato corrisposto all'impresa prima della notificazione, le misure sono state registrate come aiuto di Stato non notificato (NN) conformemente all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE. Con lettere del 31 gennaio e 26 maggio 2000 e del 15 giugno, 16 luglio e 13 settembre 2001, la Commissione ha richiesto ulteriori informazioni. La Germania ha risposto con lettere del 23 marzo, 24 maggio, 4 luglio, 1o e 5 settembre 2000 e 17 aprile, 10 e 28 agosto 2001.
(2) Con lettera del 5 novembre 2001 la Commissione ha comunicato alla Germania la propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE nei riguardi dell'aiuto ed il caso è stato registrato con il numero C 77/2001. La Germania ha presentato osservazioni, pervenute in data 21 gennaio 2002.
(3) La decisione della Commissione di avviare il procedimento d'indagine formale è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni in merito all'aiuto. Le osservazioni degli interessati sono pervenute in data 10 aprile 2002.
II. DESCRIZIONE
(4) EGT ha rilevato l'ex impresa pubblica Gießerei Torgelow GmbH ("GT"), la quale, dopo essere stata privatizzata nel 1993, è fallita nel 1997. Il 1o maggio 2001 anche EGT ha presentato istanza di fallimento.
(5) L'impresa operava nel settore della fonderia e le sue attività riguardavano la fabbricazione e la lavorazione di pezzi fusi. Produceva principalmente parti per motori, impianti e macchinari.
(6) Nel 1999 EGT contava 87 dipendenti, con un fatturato di 5592000 DEM.
1. La privatizzazione
(7) Il 17 giugno 1993 GT è stata privatizzata dalla Treuhandanstalt ("THA") e ceduta al sig. Helmut Schumann per 1 DEM. Nel 1996 contava 80 dipendenti, con un fatturato di 8771000 DEM. L'impresa è fallita il 1o settembre 1997.
2. La ristrutturazione
(8) Nel corso della procedura fallimentare, il curatore ha deciso di mantenere GT in attività al fine di cercare nuovi investitori per l'impresa.
(9) La Germania afferma che, dei dodici potenziali investitori, soltanto un gruppo di investitori ha presentato un'offerta di acquisto per l'impresa. Il 6 aprile 1998 i nuovi investitori hanno costituito EGT nell'ottica di proseguire l'attività di GT e a partire dal 1o maggio 1998 EGT ha preso in affitto i necessari beni patrimoniali. Nell'agosto 1998 è stato siglato un contratto per l'acquisto dei beni patrimoniali, entrato in vigore nel giugno 1999. Il prezzo d'acquisto corrisposto è stato di 500000 DEM.
(10) I nuovi investitori erano:
a) Neue Harzer Werke ("NHW") (20 %);
b) il signor Dieter Brunke (20 %);
c) Saparmet (20 %);
d) Allgemeine Industrie Beteiligungs- und Produktionsgesellschaft mbH ("AIP"), il cui unico azionista era il signor Dierk Behrmann (20 %);
e) Unitool GmbH, il cui unico azionista era il signor Lüpertz (20 %).
(11) Secondo le informazioni in possesso della Commissione, tra gli investitori esistevano le seguenti relazioni:
a) Dieter Brunke era l'amministratore delegato di NHW;
b) Saparmet era la società madre cui faceva capo Metallwerke Harzgerode ("MWH");
c) il signor Dierk Behrmann era l'amministratore delegato di EGT, MWH e, a partire dal marzo 1999, di NHW. Deteneva inoltre il 24 % delle azioni di NHW e il 38 % delle azioni di MWH.
(12) NHW e MWH erano entrambe attive nello stesso settore in cui operava EGT. Secondo le informazioni in possesso della Commissione, tra il 1996 e il 1998 NHW, che dal 1996 era anch'essa in corso di ristrutturazione(3), contava tra 173 e 176 dipendenti e realizzava un fatturato compreso tra 13,4 e 20 milioni di DEM. Nel settembre 2000 NHW è fallita. Nel 1998 (1999) MWH contava circa 400 dipendenti e, su un totale di bilancio di 116 milioni di DEM (144 milioni di DEM), realizzava un fatturato di 112 milioni di DEM (104 milioni di DEM).
(13) Qui di seguito sono riportati alcuni dati finanziari significativi per il periodo 1998-2001:
SPAZIO PER TABELLA
(14) Il 1o maggio 2001 EGT è stata dichiarata fallita. Durante il procedimento fallimentare, l'impresa è stata mantenuta in attività e i beni patrimoniali sono stati rilevati da un nuovo investitore, CHL Handels- und Projektierungsgesellschaft mbH ("CHL"), il quale, secondo la Germania, non aveva alcun legame con l'impresa fallita. La Germania afferma che il principale criterio sui cui si è basata la vendita è stato il prezzo d'acquisto e CHL, che ora esercita l'attività dell'impresa con il nome di Eisengießerei Torgelow GmbH, aveva presentato la migliore offerta.
3. La ristrutturazione
(15) La ristrutturazione ha avuto luogo nel periodo 1998-2000. Secondo il piano di ristrutturazione, EGT si sarebbe dovuta concentrare su mercati di nicchia, per esempio la produzione di volumi ridotti di pezzi fusi realizzati su misura. Al fine di evitare la dipendenza da un unico segmento o cliente specifico, EGT non avrebbe dovuto realizzare più del 30 % del suo fatturato in un unico segmento e non oltre il 20 % con un unico cliente. Il piano prevedeva che EGT operasse in stretta cooperazione con i nuovi investitori. L'intento era di ottenere un incremento delle vendite del 30 % nel 2000. Secondo la Germania, per il 2001 era previsto un ulteriore aumento del 100 %.
(16) I costi di ristrutturazione sono stati indicati come segue:
SPAZIO PER TABELLA
4. Aiuto per il salvataggio e la ristrutturazione
(17) Sono stati concessi i seguenti aiuti per il salvataggio di GT o la ristrutturazione di EGT:
SPAZIO PER TABELLA
5. Altri contributi finanziari
(18) Secondo le informazioni iniziali fornite dalla Germania, il finanziamento della ristrutturazione comprendeva i seguenti contributi da parte dell'impresa beneficiaria e di fonti esterne di finanziamento commerciale:
a) finanziamento del prezzo d'acquisto di 500000 DEM e prestiti degli azionisti per un totale di 1500000 DEM;
b) garanzia del 20 % fornita da Deutsche Bank AG ("Deutsche Bank"), cioè 940 000 DEM, su una linea di credito di 2700000 DEM al tasso d'interesse del 7,75 % annuo e prestito nel quadro del programma ERP (rifinanziato dalla KfW, misura n. 4) di 1955830 DEM al tasso d'interesse del 3,75 % annuo, concesso nel luglio 1999;
c) prestito ponte di 485000 DEM al tasso d'interesse del 7,75 % annuo, concesso da Deutsche Bank nel luglio 1999 fino al giugno 2000, in attesa del versamento del premio pubblico all'investimento;
d) prestiti per un ammontare di 1600000 DEM, concessi da Deutsche Bank nell'agosto 2000 e rifinanziati dalla KfW lo stesso mese (misura n. 10);
e) parziale riduzione del salario accettata dai lavoratori tra il 1999 e il 2000, per un ammontare di 1550000 DEM;
f) flusso di cassa di 161000 DEM.
(19) I contributi finanziari effettuati da Deutsche Bank nel 1999 erano assicurati da una garanzia statale dell'80 % (misura n. 3) e da garanzie collaterali fornite dall'impresa beneficiaria e dagli investitori, tra cui un'ipoteca accesa da EGT (5 milioni di DEM), il trasferimento di proprietà a titolo di garanzia di macchinari, impianti e giacenze, la cessione di crediti e garanzie personali.
6. Decisione di avviare il procedimento a norma dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE
(20) Nella decisione di avviare il procedimento d'indagine formale, EGT è stata anche considerata beneficiaria dell'aiuto al salvataggio originariamente concesso a Gießerei Torgelow, l'impresa in liquidazione cui è subentrata, in quanto lo scopo effettivo dell'aiuto era di rendere possibile la costituzione e la successiva ristrutturazione di EGT.
(21) Si è inoltre ritenuto che il rifinanziamento di un prestito di Deutsche Bank di 622085 DEM al tasso d'interesse del 6 % annuo da parte della KfW (misura n. 12) costituisse un aiuto, in quanto la misura è stata adottata da un ente pubblico a condizioni che un investitore privato avrebbe probabilmente reputato inaccettabili.
(22) Per quanto riguarda la compatibilità dell'aiuto con il mercato comune, la Commissione si è chiesta:
a) se non fosse l'intero gruppo di imprese costituito da EGT, NHW e MWH, nel quale era stata integrata EGT, a dover essere considerato beneficiario dell'aiuto, alla luce dei legami esistenti tra alcune di tali imprese in virtù dell'influenza esercitata da diversi investitori e della cooperazione tra le imprese stesse. Il beneficiario poteva quindi essere un'impresa di maggiori dimensioni;
b) se quattro misure dichiaratamente concesse nel quadro di regimi approvati, cioè il rifinanziamento di prestiti per un importo di 1955830 DEM (misura n. 4) e di 977915 DEM (misura n. 10) da parte della KfW, le sovvenzioni all'investimento (GA-Mittel) per un importo di 3760000 DEM (misura n. 5) e un premio all'investimento di 1660000 DEM (misura n. 6), rispettassero le condizioni previste da tali regimi, in quanto sussistevano dubbi in merito a se le intensità massime dell'aiuto ammesse per le sovvenzioni all'investimento e il massimale degli aiuti cumulati fossero stati rispettati;
c) se l'aiuto fosse stato versato solo per il periodo necessario ad elaborare il piano di ristrutturazione, cioè per colmare la lacuna fino alla concessione dell'aiuto alla ristrutturazione, dal momento che il prestito destinato al salvataggio è stato rimborsato solo parzialmente sedici mesi dopo il suo esborso e dodici mesi dopo l'inizio della ristrutturazione;
d) se l'aiuto fosse stato concesso a un'impresa in difficoltà, in quanto non era chiaro se EGT potesse essere considerata l'unico beneficiario dell'aiuto alla ristrutturazione;
e) se il piano di ristrutturazione fosse adeguato per ripristinare la redditività dell'impresa, in quanto:
i) il piano prevedeva la cooperazione con NHW, una delle imprese investitrici, che dal 1996 fino al fallimento nel 2000 ha incontrato a sua volta continue difficoltà,
ii) sussistevano dubbi in merito a se il progetto di distribuire le risorse tra i vari segmenti del settore rientrasse nel piano di ristrutturazione,
iii) non era certo che il piano di ristrutturazione si basasse su ipotesi realistiche;
f) se l'aiuto fosse limitato al minimo necessario per eseguire il piano di ristrutturazione, in quanto i contributi del beneficiario mediante risorse proprie e finanziamenti esterni ammontava, a parere della Commissione, a soli 2000000 di DEM, ossia all'11,5 % dei costi di ristrutturazione.
(23) La Commissione dubitava quindi che l'aiuto fosse conforme ai criteri indicati negli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà del 1999(4).
III. OSSERVAZIONI PRESENTATE DALLA GERMANIA
(24) Nella sua risposta alla decisione di avviare il procedimento d'indagine formale, la Germania ha affermato che EGT soddisfa i criteri della raccomandazione 96/280/CE del 3 aprile 1996 della Commissione relativa alla definizione delle piccole e medie imprese(5), in quanto l'impresa non detiene partecipazioni in altre imprese e nessun'altra persona fisica o giuridica detiene più del 25 % del capitale o dei diritti di voto di EGT. Inoltre, EGT, NHW e MWH sono imprese indipendenti, con risorse finanziarie e mezzi di produzioni e nettamente separati. Le relazioni di fornitura tra EGT e MHW, per esempio, rappresentato solo il 12,1 % del fatturato totale di EGT.
(25) Per quanto riguarda l'aiuto al salvataggio, la Germania rileva che i prestiti erogati sono stati in seguito interamente rimborsati ed il ritardo nel pagamento era dovuto al fatto che gli importi da rimborsare si dovevano attingere dai proventi della vendita di GT, l'impresa fallita cui è subentrata EGT.
(26) Riguardo al rifinanziamento del prestito di Deutsche Bank di 622085 DEM al tasso d'interesse del 6 % annuo da parte della KfW (misura n. 12), la Germania sostiene che il fatto che Deutsche Bank abbia accordato tale linea di credito dimostra che la banca considerava ragionevole il suo rischio sussidiario e tale contributo può quindi essere considerato un finanziamento esterno.
(27) In merito alla questione se il piano di ristrutturazione fosse in grado di ripristinare la redditività di EGT, si afferma che la relazione con NHW prevista dal piano di ristrutturazione era d'importanza trascurabile e, in realtà, la clientela era distribuita tra nove grandi clienti, nessuno dei quali rappresentava più del 15 % del fatturato di EGT. Inoltre, il piano si basava su una pianificazione dettagliata della clientela/fatturato e il portafoglio ordini era costantemente aumentato.
(28) Per quanto riguarda i contributi del beneficiario mediante risorse proprie e finanziamenti esterni, la Germania dichiara che:
a) la fornitura di fondi propri da parte degli investitori è costituita da un conferimento di capitale di 500000 DEM e da prestiti per 2200000 DEM;
b) un prestito di Deutsche Bank di 660000 DEM al tasso d'interesse del 9,25 % annuo, utilizzato per il prefinanziamento di un prestito pubblico successivamente non concesso, si deve considerare come finanziamento esterno;
c) il flusso di cassa è un contributo del beneficiario dell'aiuto in quanto, sebbene l'importo richiesto non possa essere garantito, gli investitori devono comunque finanziarlo nel caso in cui non sia generato dall'impresa. Secondo la Germania, questa era la situazione in cui si trovava EGT e quindi gli investitori hanno dovuto aumentare il capitale di 264000 DEM;
d) la garanzia del 20 % fornita da Deutsche Bank su una linea di credito di 2700000 DEM al tasso d'interesse del 7,75 % annuo, indipendentemente da una garanzia statale sussidiaria, dev'essere considerata come finanziamento esterno, in quanto l'intero prestito era assicurato da garanzie collaterali fornite dall'impresa prima della garanzia sussidiaria. La Germania rileva inoltre che il tasso d'interesse del 7,5 % non era fisso, ma variabile e alla fine del 2000 ammontava al 9,26 %;
e) il tasso d'interesse per il calcolo dell'abbuono di interessi contenuto in un prestito di 1956000 DEM concesso da Deutsche Bank non va accertato alla luce della situazione dell'impresa prima della ristrutturazione, bensì delle sue prospettive di recupero.
(29) La Germania ha infine fornito maggiori informazioni in merito all'applicazione di alcuni regimi, secondo le quali, a causa di investimenti più cospicui e di misure di R& S, i costi di ristrutturazione sarebbero superiori a quelli originariamente preventivati e, in realtà, ammonterebbero a 18965000 DEM.
IV. OSSERVAZIONI PRESENTATE DAI TERZI INTERESSATI
(30) Eisengießerei Torgelow GmbH, attuale denominazione dell'impresa, ha presentato osservazioni in merito all'aiuto. Afferma di essere venuta a conoscenza della cessione delle attività soltanto attraverso un annuncio ufficiale pubblicato sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung e sull'Handelsblatt. Dopo aver esaminato l'invito, ha deciso di presentare un'offerta nel quadro della gara, alla quale hanno preso parte anche altri offerenti.
V. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
(31) Secondo l'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi mediante risorse statali che, favorendo talune imprese, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
1. Aiuti di Stato
(32) L'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE si applica a tutte le misure finanziarie cui la Germania ha dato esecuzione in favore dell'impresa beneficiaria. Tutte queste misure prevedono il conferimento di vantaggi economici a un'impresa, la quale non sarebbe stata in grado di ottenerli da fonti commerciali. Le misure costituiscono quindi aiuti di Stato. Per loro natura, tali aiuti possono falsare la concorrenza. Tenuto conto della natura dell'aiuto e dell'esistenza di scambi intracomunitari nel settore in cui opera l'impresa beneficiaria, le misure finanziarie concesse rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1.
(33) Per quanto riguarda l'aiuto dichiaratamente concesso nel quadro di regimi approvati, la Commissione precisa che i regimi in questione non saranno esaminati ulteriormente nella presente decisione. Di conseguenza, non è necessario stabilire se EGT debba essere considerata una piccola o media impresa.
(34) L'aiuto al salvataggio di 500000 DEM (misura n. 2) e la sovvenzione per la ristrutturazione di 2000000 DEM (misura n. 11) sono misure che un'impresa in difficoltà non avrebbe potuto ottenere alle stesse condizioni da fonti commerciali. Ai fini della presente decisione, tali misure devono quindi essere considerate come un aiuto ad hoc.
(35) Per quanto riguarda il prestito di Deutsche Bank di 1600000 DEM al tasso d'interesse del 6 % annuo, va rilevato che l'intero importo è stato rifinanziato dalla KfW, che si è anche fatta carico del 50 % del rischio sussidiario. Per l'importo di 978000 DEM (misura n. 10), il rifinanziamento rientra nel quadro di un regime di aiuti approvato e non è quindi necessario procedere alla sua valutazione nell'ambito della presente decisione.
(36) Il restante importo di 622085 DEM (misura n. 12) del suddetto prestito non rientrava in alcun regime. Il 50 % del rischio sussidiario per 311042 DEM relativo alla quota rifinanziata al di fuori del regime dev'essere considerato come un aiuto ad hoc, in quanto, nel periodo in cui ha percepito l'aiuto, EGT era un'impresa in difficoltà e non sarebbe stata in grado di ottenere tale finanziamento da fonti commerciali.
(37) Inoltre, contrariamente al parere espresso dalla Germania nella sua risposta alla decisione di avviare il procedimento d'indagine formale, la Commissione ritiene che, in assenza del rifinanziamento pubblico, EGT non avrebbe ottenuto tale prestito al tasso d'interesse del 6 % annuo da Deutsche Bank. La decisione di Deutsche Bank di concedere il prestito al tasso del 6 % non può essere considerata come una valutazione indipendente del rischio che esuli dal rifinanziamento pubblico. Se invece, come propone la Germania stessa, si valuta il contributo di Deutsche Bank nell'ambito di un piano generale, si deve concludere che il tasso d'interesse del 6 % di fatto è stato accordato in conseguenza del rifinanziamento pubblico del prestito. Pertanto, la differenza tra i costi effettivi e i costi ai tassi di mercato dev'essere considerata come un aiuto ad hoc. Poiché è impossibile confrontare queste condizioni con le condizioni di mercato presenti all'epoca, si assume come base il tasso di riferimento della Commissione più il 4 %, conformemente alla comunicazione della Commissione relativa al metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione(6). Nel 2000, data in cui è stato concesso il prestito, il tasso di riferimento era del 5,7 %, da cui si ottiene, come base per il confronto con le condizioni di mercato, un tasso d'interesse del 9,7 %. Di conseguenza, la Commissione ritiene che anche l'importo rappresentato dalla differenza tra i due tassi d'interesse, cioè il 3,7 % annuo di 622085 DEM, debba essere considerato come un aiuto ad hoc per la ristrutturazione.
(38) La Commissione rileva inoltre che la Germania non ha assolto il proprio obbligo a norma dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE. Da un punto di vista formale, l'aiuto è quindi illegittimo. Può tuttavia essere dichiarato compatibile con il mercato comune se le condizioni per le deroghe previste all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato CE risultano soddisfatte.
2. Deroghe a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE
(39) Le misure che rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE che non costituiscono aiuti esistenti sono in genere incompatibili con il mercato comune, fatta eccezione per i casi in cui si applichino le deroghe previste all'articolo 87, paragrafi 2 o 3. La Germania non ha affermato che l'aiuto soddisfi le condizioni di cui all'articolo 87, paragrafo 2, e dalle circostanze del caso risulta evidente che tali disposizioni non sono applicabili. L'aiuto in questione deve quindi essere valutato alla luce dell'articolo 87, paragrafo 3, del trattato, che conferisce alla Commissione il potere discrezionale di autorizzare aiuti di Stato in talune circostanze specifiche. Le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere b), d) ed e), non sono state invocate nel presente caso e sono infatti inapplicabili. L'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), conferisce alla Commissione il potere di autorizzare aiuti di Stato destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione. Il Land Meclemburgo-Pomerania occidentale rientra nel campo d'applicazione di questa disposizione. Nel presente caso, tuttavia, lo scopo principale dell'aiuto era di favorire lo sviluppo di un determinato settore economico, anziché lo sviluppo economico di una regione. Pertanto, l'aiuto alla ristrutturazione concesso in conformità del piano proposto dev'essere valutato a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE e non dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a).
(40) Negli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (gli "orientamenti") del 1999, la Commissione ha precisato le condizioni essenziali per un esercizio favorevole del suo potere discrezionale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato. A norma del punto 7.5 degli orientamenti, la Commissione esamina la compatibilità degli aiuti non notificati sulla base degli orientamenti qualora l'aiuto, o una parte di esso, sia stato concesso dopo la pubblicazione degli orientamenti stessi nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Sebbene il piano di ristrutturazione di EGT sia stato elaborato nel 1998, una parte dell'aiuto in esame è stata concessa nel 1999 o in un periodo successivo. Gli orientamenti si applicano quindi alle misure in questione.
a) Aiuti al salvataggio
(41) Per quanto riguarda il mancato rispetto dei termini previsti per il rimborso dell'aiuto al salvataggio (misura n. 2), la Commissione prende atto delle osservazioni formulate dalla Germania nella sua risposta alla decisione di avviare il procedimento d'indagine formale, secondo cui l'aiuto è stato in seguito interamente rimborsato e il ritardo nel pagamento è stato dovuto al fatto che l'importo doveva essere attinto dai proventi della vendita di GT, l'impresa fallita cui è subentrata EGT. In conformità della sua prassi precedente in casi analoghi(7), la Commissione ritiene che le condizioni per la concessione dell'aiuto al salvataggio fossero soddisfatte.
b) Aiuti alla ristrutturazione
(42) La Commissione rileva innanzitutto che il momento da prendere in considerazione per la valutazione dell'aiuto alla ristrutturazione a norma degli orientamenti è quello nel quale è stato elaborato il piano di ristrutturazione.
(43) La misura n. 11, la garanzia sussidiaria del 50 % e l'abbuono di interessi relativo alla misura n. 12 devono essere valutati come aiuti ad hoc alla ristrutturazione.
(44) Nella decisione di avviare il procedimento d'indagine formale, la Commissione ha espresso dubbi in merito a se le seguenti condizioni stabilite dagli orientamenti per l'autorizzazione degli aiuti al salvataggio fossero soddisfatte.
1. Ammissibilità dell'impresa
(45) Alla luce delle informazioni disponibili, secondo le quali EGT non faceva parte di un più ampio gruppo economico, la Commissione rileva che le riserve formulate in merito a se EGT potesse essere considerata un'impresa in difficoltà sono state risolte.
2. Ripristino della redditività
(46) Per quanto riguarda i dubbi in merito a se il piano di ristrutturazione fosse in grado di ripristinare la redditività di EGT, la Commissione prende atto delle osservazioni presentate dalla Germania, secondo le quali la clientela era distribuita tra diversi acquirenti e la relazione con NHW era d'importanza trascurabile.
(47) Tuttavia, l'affermazione secondo cui il piano di ristrutturazione si basava su una pianificazione dettagliata della clientela/fatturato non può dissipare i dubbi fondamentali in merito a se il piano fosse basato su ipotesi realistiche. La Commissione rimane del parere che il considerevole aumento delle vendite e dei profitti previsto, che non corrisponde ai dati di mercato per il settore emersi dall'analisi del mercato, non è realistico. Secondo la Germania, le vendite di EGT sarebbero dovute aumentare del 30 % nel 2000 e di un ulteriore 100 % nel 2001. I dati raccolti nell'ambito dell'analisi di mercato rivelano che le vendite nel settore della fonderia in generale e nel segmento delle parti per motori e trasmissioni in particolare in realtà stanno diminuendo. Sebbene questo aspetto sia stato rilevato anche nella decisione di avviare il procedimento d'indagine formale, le informazioni fornite dalla Germania non spiegano il motivo per cui le vendite di EGT sarebbero dovute migliorare alla luce dell'andamento previsto per il mercato e per il segmento in cui opera EGT. Va inoltre rilevato che, secondo le informazioni trasmesse, i costi del personale per dipendente hanno subito un aumento significativo, fatto che, nel contesto descritto, ha ulteriormente compromesso l'efficacia del piano. La Commissione ritiene quindi che il piano di ristrutturazione non fosse adeguato per ripristinare la redditività dell'impresa. Questa conclusione è confermata dal fatto che nel 2001 l'impresa ha dovuto presentare istanza di fallimento.
3. Aiuto limitato al minimo
(48) Gli orientamenti impongono ai beneficiari dell'aiuto di contribuire in maniera significativa al programma di ristrutturazione sia con fondi propri sia ricorrendo a fonti esterne di finanziamento commerciale.
(49) I costi di ristrutturazione ammontano a 18965000 DEM.
(50) La Commissione rileva che, secondo le ultime informazioni trasmesse dalla Germania, il contributo del beneficiario mediante risorse proprie o finanziamenti esterni ammonta a 3900000 DEM, ripartiti come segue:
SPAZIO PER TABELLA
Nota:
La tabella contiene cifre arrotondate e non è aritmeticamente corretta.
(51) Per quanto riguarda gli altri contributi che, secondo la Germania, andrebbero considerati come contributi del beneficiario mediante risorse proprie o finanziamenti esterni, la Commissione ribadisce il parere espresso nella decisione di avviare il procedimento d'indagine formale, secondo cui tali contributi non possono essere considerati un contributo del beneficiario.
(52) Tuttavia, alla luce del fatto che, secondo le ultime informazioni pervenute, i contributi del beneficiario mediante risorse proprie o finanziamenti esterni sono notevolmente superiori rispetto a quanto indicato nella valutazione preliminare, la Commissione conclude che le sue riserve iniziali in merito a se il beneficiario abbia effettivamente contribuito in maniera significativa alla ristrutturazione sono state risolte.
VI. CONCLUSIONE
(53) La Commissione ritiene che la Germania abbia concesso l'aiuto in oggetto in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE. Sulla base della sua valutazione, la Commissione conclude inoltre che l'aiuto ad hoc per la ristrutturazione è incompatibile con il mercato comune, in quanto non soddisfa le condizioni previste dagli orientamenti.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti concessi dalla Repubblica federale di Germania all'impresa Eisenguss Torgelow GmbH, Torgelow, Meclemburgo-Pomerania occidentale, sotto forma di una sovvenzione di 2000000 DEM (1022583 EUR), una garanzia sussidiaria per 311042 DEM (159033 EUR) fornita dal Kreditanstalt für Wiederaufbau in relazione al prestito di 622085 DEM (318067 EUR) concesso da Deutsche Bank AG e un abbuono di interessi del 3,7 % sul medesimo prestito, sono incompatibili con il mercato comune.
Articolo 2
1. La Repubblica federale di Germania adotta tutte le misure necessarie per recuperare gli aiuti di cui all'articolo 1, illegittimamente concessi al beneficiario.
2. Il recupero è effettuato senza indugi conformemente alle procedure previste dalla legislazione nazionale, a condizione che esse consentano l'esecuzione immediata ed efficace della presente decisione. Gli importi da recuperare producono interessi a decorrere dalla data di concessione dell'aiuto al beneficiario fino alla data di recupero. Gli interessi sono calcolati in base al tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione nel quadro degli aiuti regionali.
Articolo 3
Entro due mesi dalla data di notifica della presente decisione la Repubblica federale di Germania comunica alla Commissione le disposizioni adottate per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presentate decisione.
Fatto a Bruxelles, il 5 giugno 2002.

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