Document ID: 31996R2113

REGOLAMENTO (CE) N. 2113/96 DEL CONSIGLIO del 25 ottobre 1996 che stabilisce talune misure di conservazione e di controllo applicabili alle attività di pesca nell'Atlantico
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
(1) considerando che, ai sensi dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 3760/92 del Consiglio, del 20 dicembre 1992, che istituisce un regime comunitario della pesca e dell'acquacoltura (3), il Consiglio può stabilire le condizioni di accesso dei pescherecci comunitari alle acque e alle risorse;
(2) considerando che il regolamento (CEE) n. 2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca (4), si applica a tutte le attività di pesca e a tutte le attività connesse esercitate sul territorio e nelle acque marittime sotto la sovranità o la giurisdizione degli Stati membri, nonché tutte le attività esercitate da pescherecci comunitari operanti nelle acque di paesi terzi o in alto mare, salvo le disposizioni particolari contenute negli accordi di pesca conclusi dalla Comunità con paesi terzi o nelle convenzioni internazionali di cui la Comunità è parte;
(3) considerando che la convenzione sulla conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico, in appresso denominata «convenzione», è stata approvata con la decisione 81/691/CEE (5); che essa è entrata in vigore per la Comunità il 21 maggio 1982;
(4) considerando che la Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico, in appresso denominata «CCAMLR», istituita dalla convenzione, ha adottato, su raccomandazione del proprio comitato scientifico, talune misure di conservazione applicabili in particolare alle risorse alieutiche nelle acque al largo della Georgia del Sud;
(5) considerando che il regolamento (CEE) n. 2245/85 del Consiglio, del 2 agosto 1985, che stabilisce talune misure tecniche di conservazione delle risorse alieutiche dell'Antartico (6), ha dato attuazione a queste misure di conservazione, e ha subito modifiche annuali a scapito della chiarezza della legislazione;
(6) considerando che è pertanto necessario sostituire il regolamento (CEE) n. 2245/85 con un nuovo regolamento che riprenda le misure di conservazione della CCAMLR attualmente in vigore;
(7) considerando che i membri della CCAMLR hanno dichiarato di voler applicare le ultime misure di conservazione, adottate il 4 novembre 1995, su base transitoria, senza attendere che esse diventino vincolanti, in considerazione del fatto che alcune di queste misure riguardano le campagne di pesca iniziate il 1° luglio 1995;
(8) considerando che la Comunità europea, essendo parte contraente della convenzione, deve far sì che le misure adottate dalla CCAMLR siano applicate ai pescatori comunitari con effetto dalle date previste;
(9) considerando che è necessario prevedere un meccanismo che consenta al Consiglio di dare attuazione, su proposta della Commissione, secondo una procedura semplificata, alle altre misure di conservazione adottate dalla CCAMLR;
(10) riconoscendo l'importanza mondiale dell'Antartico quale zona sensibile dal punto di vista ambientale, che è stata ampiamente risparmiata dalle attività umane,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. Il presente regolamento si applica ai pescherecci comunitari che pescano e conservano a bordo pesce proveniente dalle risorse biologiche marine della zona situata a sud di 60 ° di latitudine sud e della zona compresa tra questa latitudine e la convergenza antartica, che costituiscono parte dell'ecosistema marino antartico, escluse le risorse situate nelle acque soggette alla giurisdizione dello Stato costiero eventualmente esistente secondo il diritto internazionale.
2. Il presente regolamento non pregiudica le disposizioni della convenzione ed opera in linea con gli obiettivi di questa e con le disposizioni dell'atto finale della conferenza che la ha adottata.
3. La convergenza atlantica di cui al paragrafo 1 è la linea che unisce i seguenti punti lungo paralleli di latitudine e meridiani di longitudine: 50° S, 0 - 50 °S, 30 °E- 45 °S, 30 °E - 45 °S, 80 °E - 55 °S, 80 °E - 55 °S, 150 °E - 60 °S, 150 °E - 60 °S, 50 °W - 50 °S, 50 °W - 50 °S, 0 °.
Articolo 2
1. Solamente le navi che figurano nell'elenco di cui al paragrafo 2 sono autorizzate a svolgere delle attività di pesca nella zona definita all'articolo 1.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione l'elenco delle navi battenti la loro bandiera e immatricolate nella Comunità che intendono svolgere attività di pesca nella zona definita all'articolo 1 venti giorni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento e, successivamente, almeno 30 giorni prima che inizino tali attività.
3. L'elenco trasmesso alla Commissione contiene il numero interno d'iscrizione dello schedario delle navi da pesca, a norma dell'articolo 1 del regolamento (CE) n. 109/94 della Commissione, del 19 gennaio 1994, relativo allo schedario comunitario delle navi da pesca (7).
Articolo 3
Gli Stati membri comunicano alla Commissione l'intenzione dei loro pescherecci di praticare la pesca del granchio nella sottozona FAO 48.3 Antartico. La notifica è trasmessa quattro mesi prima della data di inizio prevista dell'attività di pesca. La Commissione esamina la notifica, ne verifica la conformità alle norme applicabili e informa gli Stati membri delle proprie conclusioni. Gli Stati membri possono rilasciare il permesso di pesca speciale, all'atto della ricezione delle conclusioni della Commissione o entro 10 giorni dalla data della notifica. La Commissione informa la CCAMLR di conseguenza, al più tardi tre mesi prima dell'inizio dell'attività di pesca.
Articolo 4
1. È vietata la pesca diretta di Notothenia rossii nella zona sottozona FAO 48.1 Antartico, nella zona peninsulare, nella sottozona FAO 48.2 Antartico attorno alle Orcadi del Sud e nella sottozona FAO 48.3 Antartico, attorno alla Georgia del Sud.
2. È vietata la pesca diretta di pesci nelle sottozone FAO 48.1 e 48.2 Antartico, salvo che per fini scientifici.
3. È vietata, sino al 2 novembre 1996, la pesca diretta di Gobionotothen gibberifrons, Chaenocephalus aceratus, Pseudochaenichthys georgianus, Lepidonotothen squamifrons e Patagonotothen guntheri nella sottozona FAO 48.3 Antartico.
Articolo 5
1. Per ogni campagna di pesca, il totale delle catture ammissibili (TAC) per Euphausia superba è fissato a
a) 1 500 000 t nella zona FAO 48 Antartico,
b) 450 000 t nella divisione FAO 58.2 Antartico.
Una campagna di pesca inizia il 1° luglio e finisce il 30 giugno dell'anno successivo.
2. Il TAC per Dissostichus eleginoides è fissato a:
a) 4 000 t nella sottozona FAO 48.3 Antartico dal 1° marzo al 31 agosto 1996,
b) 28 t nella sottozona FAO 48.4 Antartico dal 1° marzo al 31 agosto 1996 oppure una volta esaurito il TAC di cui alla lettera a),
c) 297 t nella divisione FAO 58.5.2 Antartico dal 4 novembre 1995 al 30 giugno 1996.
3. Il TAC per Champsocephalus gunnari è fissato a:
a) 311 t nella decisione FAO 58.5.2 Antartico dal 4 novembre 1995 al 30 giugno 1996,
b) 1 000 t nella sottozona FAO 48.3 Antartico dal 4 novembre 1995 al 31 marzo 1996.
La pesca diretta di Champsocephalus gunnari nella sottozona FAO 48.3 Antartico e nella regione degli Shag Rocks è interrotta se le catture accessorie di una delle specie di cui al paragrafo 6, punto i) superano i massimali stabiliti.
Se, nel corso della pesca diretta di Champsocephalus gunnari, le catture accessorie di una delle specie di cui al paragrafo 6, punto i) in una retata superano il 5 %, il peschereccio deve spostarsi verso un'altra zona di pesca ad almeno 5 miglia nautiche di distanza; per un periodo di cinque giorni è vietato alla nave di pescare entro un raggio di 5 miglia nautiche dal luogo in cui le catture accessorie hanno superato il tetto del 5 %.
4. Il TAC del granchio, Paralomis spp. (ordine Decapoda, sottordine Reptantia), è fissato a:
- 1 600 t nella sottozona FAO 48.3 Antartico dal 4 novembre 1995 al 2 novembre 1996.
5. Il TAC di Electrona carlsbergi è fissato a:
- 109 000 t nella sottozona FAO 48.3 Antartico dal 4 novembre 1995 al 2 novembre 1996, di cui in massimo di 14 500 t nella regione degli Shag Rocks, definita come la zona delimitata dalle coordinate 52 °30'S, 40 °W; 52 °30'S, 44 °W; 54 °30'S, 40 °W e 54 °30'S, 44 °W.
La pesca diretta di Electrona carlsbergi nella sottozona FAO 48.3 Antartico e nella regione degli Shag Rocks è interrotta se le catture accessorie di una delle specie menzionate al paragrafo 6, punto i) superano i massimali stabiliti.
Se, nel corso della pesca diretta di Electrona carlsbergi, qualsiasi cattura accessoria di una delle specie di cui al paragrafo 6 punto i) in una retata è superiore al 5 %, il peschereccio si sposta verso un'altra zona di pesca ad almeno 5 miglia nautiche di distanza; per un periodo di almeno cinque giorni è vietato alla nave di pescare in un raggio di 5 miglia nautiche dal luogo in cui le catture acccessorie hanno superato il tetto del 5 %.
6. i) Per quanto riguarda la pesca nella sottozona FAO 48.3 Antartico, le catture accessorie di Gobionotothen gibberifrons sono limitate a 1 470 t, quelle di Chaenocephalus aceratus a 2 200 t e quelle di Pseudochaenichthys georgianus, Notothenia rossii e Lepidonotothen squamifrons a 300 t per ognuna di tali tre specie.
ii) Se, nel corso della pesca diretta di Dissostichus eleginoides o Champsocephalus gunnari nella divisione FAO 58.5.2 Antartico, qualsiasi cattura accessoria delle specie Lepidonotothen squamifrons, Notothenia rossii, Channichthys rhinoceratus o Bathyrajja spp. in una retata è superiore al 5 %, il peschereccio si sposta verso un'altra zona di pesca ad almeno 5 miglia nautiche di distanza; per un periodo di almeno cinque giorni è vietato alla nave di pescare in un raggio di 5 miglia nautiche dal luogo in cui la cattura accessoria ha superato il tetto del 5 %.
7. Nel biennio dal 5 novembre 1994 al 2 novembre 1996 il TAC di Lepidonotothen squamifrons nella divisione FAO 58.4.4 Antartico (Ob Bank e Lena Bank) è fissato a:
- 715 t nel Lena Bank e 435 t nell'Ob Bank.
8. Le catture di una delle specie di cui sopra effettuate da una nave comunitaria per la ricerca scientifica rientrano nelle limitazioni delle catture in vigore per ciascuna specie catturata e definite nei paragrafi da 1 a 7.
Articolo 6
1. La pesca di Dissostichus eleginoides nella divisione FAO 58.5.2 Antartico è vietata, tranne qualora vengano utilizzate reti da traino.
2. Per la pesca del granchio, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 4, è autorizzato solamente l'impiego di nasse (trappole). Le catture debbono limitarsi ad individui maschi sessualmente maturi; tutte le femmine e i maschi sotto taglia debbono essere rilasciati. Per le specie Paralomis spinosissima e P. Formosa possono essere tenuti a bordo gli individui maschi aventi un carapace con una larghezza minima di 102 mm e 90 mm rispettivamente. I granchi trasformati in mare devono essere congelati in trance (queste consentono di determinare la taglia minima del granchio).
3. La pesca di Dissostichus eleginoides nelle sottozone FAo 48.3 e 48.4 Antartico è vietata, tranne qualora siano utilizzati palangari.
4. È vietata la pesca di Chamsocephalus gunnari con reti a strascico nella sottozona FAO 48.3 Antartico.
Articolo 7
Le navi comunitarie sono soggette e tre diversi sistemi di dichiarazione delle catture e dello sforzo:
1) ai fini dell'applicazione del sistema di dichiarazione delle catture e dello sforzo su base mensile, il periodo di dichiarazione considerato è il mese civile;
2) ai fini dell'applicazione del sistema di dichiarazione delle catture e dello sforzo per periodo di 10 giorni ogni mese civile è diviso in tre periodi di dichiarazione designati con le lettere A, B e C che vanno rispettivamente dal 1° al 10, dall'11 al 20 e dal 21 all'ultimo giorno del mese;
3) ai fini dell'applicazione del sistema delle dichiarazioni di cattura e dello sforzo per periodi di 5 giorni, ogni mese civile è diviso in 6 periodi di dichiarazione designati con le lettere A, B, C, D, E e F che vanno rispettivamente dal 1° al 5, dal 6 al 10, dall'11 al 15, dal 16 al 20, dal 21 al 25 e dal 26 all'ultimo giorno del mese.
Articolo 8
1. Il sistema di dichiarazione delle catture e dello sforzo per periodo di 5 giorni si applica:
- alla pesca di Dissostichus eleginoides nelle sottozone FAO 48.3 e 48.4 Antartico, a decorrere dal 1° marzo 1996;
- alla pesca di Champsocephalus gunnari nella sottozona FAO 48.3 Antartico;
- alla pesca di Lepidonotothen squamifrons nella divisione FAO 58.4.4 Antartico.
2. Il sistema di dichiarazione delle catture e dello sforzo per periodo di 10 giorni si applica:
- alla pesca del granchio Paralomis spp. (ordine Decapoda, sottordine reptatia) nella sottozona FAO 48.3 Antartico. I dati relativi alle catture effettuate tra il 31 luglio e il 25 agosto 1996 sono trasmessi alla Commissione entro il 25 settembre 1996,
- alla pesca di Chamosocephalus gunnari e Dissostichus eleginoides e altre specie d'alto mare nella divisione FAO 58.5.2 Antartico.
3. Il sistema di dichiarazione delle catture su base mensile si applica:
- alla pesca di Electrona Carlsbergi nella sottozona FAO 48.3 Antartico,
- alla pesca di Euphasia superba nella zona FAO 48 Antartico e nella divisione FAO 58.4.2 Antartico.
4. I sistemi di dichiarazione delle catture e dello sforzo si applicano a tutte le specie pescate ai fini della ricerca scientifica, ogniqualvolta le catture in un determinato periodo oltrepassano le 5 t.
Articolo 9
1. Entro un giorno dalla fine del rispettivo periodo di dichiarazione, i capitani dei pescherecci comunitari trasmettono una dichiarazione delle catture e dello sforzo alle competenti autorità dello Stato membro di bandiera.
2. Entro tre giorni dalla fine di ciascun periodo di dichiarazione, gli Stati membri notificano alla Commissione la dichiarazione delle catture e dello sforzo trasmessa da ogni peschereccio battente la loro bandiera e immatricolato nel loro territorio. Ogni dichiarazione deve specificare il periodo di dichiarazione considerato.
3. Entro cinque giorni dalla fine di ciascun periodo di dichiarazione, la Commissione notifica alla CCAMLR le dichiarazioni delle catture e dello sforzo ricevute a norma del paragrafo 2.
Articolo 10
La dichiarazione delle catture e dello sforzo deve contenere le seguenti informazioni relative al periodo considerato:
- il nome della nave e la marcatura esterna di identificazione della nave,
- le catture totali della specie considerata,
- il numero complessivo di giorni e di ore di pesca effettiva,
- le catture di ogni specie e le specie oggetto di catture accessorie conservate a bordo,
- per la pesca con palangari, il numero di ami.
Articolo 11
1. Gli Stati membri notificano alla Commissione le catture totali, ripartite per peschereccio, che le unità battenti la propria bandiera e immatricolate nel proprio territorio hanno effettuato nel periodo compreso tra il 1° luglio 1995 e la fine del primo mese successivo al mese in cui il regolamento entra in vigore. Tale notifica deve essere effettuata entro dieci giorni dalla fine di tale periodo.
2. I pescherecci che pescano i granchi (Paralomis spp.) nella sottozona FAO 48.3 Antartico e nella divisione FAO 58.4.2 Antartico comunicano alla Commissione, entro il 25 agosto 1996, i seguenti dati relativi ai granchi catturati prima del 31 luglio 1996:
- il numero e la distanza tra le nasse, la posizione, la data, la profondità, e i tempi d'immersione, nonché dati sulle catture (numero e peso) di granchi di taglia commerciabile quanto più precisi possibile, (comparti di max 0,5 ° latitudine e 1 ° di longitudine) per ogni periodo di dieci giorni;
- le specie, la taglia e il sesso di un campione rappresentativo di granchi prelevato secondo la procedura di cui all'allegato I (prelevamento giornaliero di un campione tra 35 e 50 granchi dal trave salpato subito prima di mezzogiorno) e le catture accessorie;
- ogni altro dato pertinente disponibile, secondo quanto specificato nell'allegato I.
Articolo 12
1. I pescherecci comunitari che pescano Dissostichus eleginoides e Electrona carlsbergi nelle sottozone FAO 48.3 e 48.4 Antartico e le navi che pescano nella zona 48.3 durante la campagna di pesca 1995/1996 trasmettono mensilmente, entro il 15 del mese successivo, una dichiarazione dello sforzo e dai dati biologici alla competente autorità dello Stato membro di cui battono bandiera.
2. Alla fine di ciascun mese gli Stati membri trasmettono le informazioni così ricevute alla Commissione che li comunica immediatamente alla CCAMLR.
3. Le informazioni contenute nella dichiarazione dello sforzo e dei dati biologici comprendono:
- i dati relativi ad ogni retata necessari per compilare il formulario dettagliato della CCAMLR sulle catture e lo sforzo nella pesca con palangari (formulario C2 ultima versione per Dissostichus eleginoides e Electrona carlsbergi e formulario C1 per Chamsocephalus gunnari). Tra questi dati figurano il numero di uccelli marini e di mammiferi marini, suddivisi per specie, catturati e uccisi;
- un campione rappresentativo delle dimensioni dei pesci che compongono le catture (formulario B2, ultima versione). La misurazione della lunghezza dei pesci deve riguardare la lunghezza totale arrotondata al centimetro inferiore e i campioni rappresentativi della composizione delle catture debbono essere prelevati da un'unica zona di pesca. Qualora il peschereccio si sposti da una zona di pesca a un'altra nel corso di uno stesso mese, occorre indicare separatamente, per ogni zona di pesca, la composizioni delle catture in base alle lunghezze.
Articolo 13
In seguito alla notifica da parte della CCAMLR alla Commissione dell'avvenuto esaurimento del TAC relativo ad uno stock o gruppo di stock stabilito dall'articolo 5 oppure allo scadere della campagna di pesca di cui all'articolo 5, ai pescherecci comunitari è vietato pescare lo stock o gruppo di stock in questione, nonché detenere a bordo, trasbordare o sbarcare pesce catturato dopo tale data.
Articolo 14
1. Per la pesca diretta delle specie o gruppo di specie Notothenia rossii, Dissostichus eleginoides, Gobionotothen gibberifrons, Notothenia kempi, Lepidonotothen squamifrons e Champsocephalus gunnari è vietato l'utilizzo di reti da traino, sciabiche danesi o reti analoghe composte, anche in parte, di maglie di dimensioni inferiori a quelle stabilite nell'allegato III. È vietato l'utilizzo di qualsiasi mezzo o dispositivo di ostruzione ovvero di riduzione delle dimensioni delle maglie.
2. Per le reti di cui al paragrafo 1, la dimensione minima delle maglie prescritta dall'allegato III è determinata secondo le seguenti norme:
A. Descrizione dei misuratori
a) I misuratori che servono a determinare le dimensioni delle maglie sono strumenti piatti di 2 mm di spessore, fabbricati in materiale resistente e indeformabili. Essi presentano lati paralleli che si restringono con una serie di bisellature secondo un rapporto di convergenza di 1: 8 su ciascun lato, oppure solamente bordi convergenti secondo il medesimo rapporto. All'estremità più stretta è praticato un foro.
b) I misuratori recano sulla faccia l'indicazione della larghezza in millimetri della sezione a lati paralleli. Su quest'ultimo è impressa una graduazione millimetrica e la larghezza è indicata ad intervalli regolari.
B. Impiego del misuratore
a) La rete è stirata nel senso della lunghezza diagonale delle maglie.
b) Un misuratore conforme alla descrizione di cui al punto a è inserito con l'estremità più stretta nell'apertura della maglia, perpendicolarmente al piano della rete.
c) Il misuratore è introdotto nell'apertura delle maglie manualmente oppure per mezzo di un peso o di un dinamometro, finché è bloccato dalla resistenza della maglia sui bordi convergenti.
C. Scelta delle maglie da misurare
a) Le maglie da misurare formano una serie di 20 maglie consecutive scelte nel senso dell'asse longitudinale della rete.
b) Non devono essere misurate maglie situate a meno di 50 cm dalla cucitura, dai cavi o dalla sagola di chiusura. Questa distanza è misurata perpendicolarmente alla cucitura, ai cavi o alla sagola di chiusura, con la rete stirata nella direzione in cui si effettua la misura. Non si misurano inoltre maglie rammendate o strappate, né quelle utilizzate per fissare accessori alla rete.
c) In deroga alla lettera a), non è necessario che le maglie misurate siano consecutive qualora l'applicazione della lettera b) renda ciò impossibile.
d) Le reti devono essere misurate bagnate ma non gelate.
D. Misura delle singole maglie
La dimensione di ciascuna maglia corrisponde alla larghezza del misuratore nel punto in cui esso, impiegato conformemente al punto B, è bloccato.
E. Determinazione della dimensione delle maglie
La dimensione delle maglie della rete corrisponde alla media aritmetica, in millimetri, delle misure del numero totale di maglie scelte e misurate secondo i metodi di cui ai punti C e D; la media arrotondata al millimetro più vicino.
Il numero totale delle maglie da misurare è indicato al punto F.
F. Svolgimento della procedura d'ispezione
a) L'ispettore misura una serie di 20 maglie scelte a norma del punto C inserendo manualmente il misuratore senza usare un peso o un dinamometro. La dimensione delle maglie della rete è quindi determinata a norma del punto E.
Qualora, in seguito al calcolo della dimensione, quest'ultima si riveli non conforme alle norme in vigore, l'ispettore misura altre due serie di 20 maglie scelte a norma del punto C.
Egli procede quindi ad un nuovo calcolo della dimensione delle maglie tenendo conto delle 60 maglie già misurate. Fatto salvo quanto disposto alla lettera b), il valore così ottenuto rappresenta la dimensione delle maglie della rete.
b) Se il comandante della nave contesta la dimensione delle maglie determinata a norma della lettera a), non si tiene conto di tale misurazione e la rete viene rimisurata utilizzando un peso o un dinamometro fissato al misuratore, la cui scelta è lasciata alla discrezione dell'ispettore. Il peso dev'essere fissato (con un gancio) al foro praticato all'estremità più stretta del misuratore. Il dinamometro può essere fissato o al foro praticato all'estremità più stretta del misuratore, o all'estremità più larga dello stesso. Il grado di precisione del peso o del dinamometro deve essere certificato dall'autorità nazionale competente.
Per le reti che hanno maglie di dimensione pari o inferiore a 35 mm, determinata a norma della lettera a), si applica una forza di 19,61 newton (equivalente ad una massa di 2 kg) e per le altre una forza di 49,03 newton (equivalente ad una massa di 5 kg).
Qualora si utilizzi un peso o un dinamometro per determinare la dimensione delle maglie ai sensi del punto E, è sufficiente misurare una serie di 20 maglie soltanto.
3. Le misure applicabili per ridurre la mortalità accidentale degli uccelli marini dovuta alla pesca con palangari sono illustrate nell'allegato IV.
Articolo 15
1. Ai fini del presente articolo, per nuova attività di pesca si intende la pesca di una specie effettuata utilizzando un particolare metodo di pesca in una sottozona FAO Antartico, escluse le sottozone FAO 58.6 e 58.7 Antartico e la divisione FAO 58.5.1 Antartico per la quale la CCAMLR non ha mai ricevuto:
a) la minima informazione sulla distribuzione, l'abbondanza, le caratteristiche demografiche, la resa potenziale e l'identità delle popolazioni ricavate da ricerche/studi di ampia portata o da campagne di pesca sperimentale;
b) né alcun dato sulle catture e sullo sforzo;
c) né alcun dato sulle catture e sullo sforzo relativi alle due più recenti campagne di pesca effettuate.
2. È vietato l'esercizio di una nuova attività di pesca nella zona di applicazione della convenzione salvo qualora sia stato autorizzato a norma del paragrafo 6.
3. Il titolare di un peschereccio comunitario che intenda avviare una nuova attività di pesca nella zona di applicazione della convenzione ne informa le autorità competenti dello Stato membro di cui il peschereccio batte bandiera presentando loro tutte le informazioni indicate al paragrafo 4 che è in grado in fornire.
4. Lo Stato membro che è stato informato dell'intenzione di avviare una nuova attività di pesca nella zona di applicazione della convenzione avverte la Commissione immediatamente e comunque almeno quattro mesi prima della successiva riunione annuale della CCAMLR.
La notifica dello Stato membro è corredata da tutte le informazioni fra quelle in appresso indicate che esso è in grado di fornire:
a) la natura dell'attività di pesca prevista, comprese le specie bersaglio, i metodi di pesca, la regione proposta e i livelli minimi di cattura necessari per garantire un'attività di pesca redditizia;
b) informazioni biologiche ricavate da ricerche/studi approfonditi e di ampia portata concernenti la distribuzione, l'abbondanza, le caratteristiche demografiche e l'identità delle popolazioni;
c) informazioni dettagliate sulle specie dipendenti e affini e sui possibili effetti su di esse dell'attività di pesca proposta;
d) informazioni estrapolate da altre attività di pesca nella regione o da altre attività di pesca analoghe in altre regioni che possano servire ad una valutazione della resa potenziale.
5. La Commissione trasmette per esame alla CCAMLR le informazioni fornite a norma del paragrafo 4, insieme ad ogni altra informazione utile di cui disponga.
6. Non appena la CCAMLR ha preso una decisione, la nuova attività di pesca è autorizzata.
- dalla Commissione, se la CCAMLR non ha adottato misure conservative nei confronti della nuova attività di pesca, ovvero
- dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, in tutti gli altri casi.
Articolo 16
Per attività di pesca sperimentale s'intende un'attività di pesca che era precedentemente considerata una «nuova attività di pesca» ai sensi dell'articolo 15. Un'attività di pesca continua ad essere considerata come sperimentale sino all'acquisizione di informazioni sufficiente per
a) valutare la distribuzione, l'abbondanza e le caratteristiche demografiche delle specie bersaglio, in modo da poter effettuare una stima della resa potenziale dell'attività di pesca,
b) misurare il potenziale impatto di tale attività sulle specie dipendenti e affini, e
c) consentire al comitato scientifico istituto dalla Convenzione di calcolare e indicare i livelli adeguati di cattura e, se del caso, sui livelli di sforzo di pesca e sugli attrezzi da pesca.
Le pertinenti informazioni richieste sono enumerate nell'allegato V.
Articolo 17
1. Gli Stati membri i cui pescherecci intendono intraprendere attività di ricerca scientifica per le quali le possibilità di cattura sono inferiori a 50 t trasmettono direttamente alla CCAMLR, inviando una copia alla Commissione, le seguenti informazioni:
- nome e marcatura esterna della nave,
- divisione e sottozona nella quale s'intende effettuare la ricerca,
- date previste di entrata e di uscita dalla zona della convenzione,
- obiettivo della ricerca,
- attrezzatura da pesca che probabilmente si utilizzerà.
2. Le navi comunitarie di cui al paragrafo 1 non sono soggette alle misure di conservazione concernenti le maglie regolamentari, il divieto di certi attrezzi da pesca, le zone chiuse alla pesca, le campagne di pesca e i limiti concernenti la taglia, né alle norme in materia di dichiarazioni diverse da quelle di cui all'articolo 5, paragrafo 8 e all'articolo 8, paragrafo 4.
3. Almeno sei mesi prima della data prevista per l'inizio delle ricerche, gli Stati membri i cui pescherecci intendono effettuare attività di ricerca scientifica per le quali la cattura complessiva prevista è di oltre 50 t presentano alla CCAMLR, per esame, i programmi di ricerca utilizzando il formulario predisposto dalla CCAMLR, e ne inviano copia alla Commissione. La pesca prevista ai fini della ricerca non più iniziare sino a quando la procedura di esame da parte della CCAMLR sia stata completata e la decisione notificata.
4. Gli Stati membri trasmettono alla CCAMLR, inviandone copia alla Commissione, i dati relativi alle catture e allo sforzo legati ad eventuali attività di ricerca scientifica soggette ai paragrafi 1, 2 e 3 utilizzando il formulario C4. Essi trasmettono un succinto bilancio alla CCAMLR, con copia alla Commissione, entro 180 giorni dal completamento delle attività di ricerca. Un bilancio dettagliato dei risultati della ricerca deve essere inviato entro 12 mesi alla CCAMLR, con copia alla Commissione.
Articolo 18
Nell'allegato II sono stabilite le norme per il regime sperimentale della pesca del granchio nella sottozona FAO 48.3 Antartico durante le campagne 1995/1996 - 1997/1998 e le zone di pesca autorizzate.
Articolo 19
I pescherecci comunitari devono avere a bordo almeno un osservatore scientifico designato dalla CCAMLR ogniqualvolta sono impegnati nella pesca di:
- Lepidonotothen squamifrons nella sottozona FAO 58.4.4 Antartico dal 5 novembre 1995 al 2 novembre 1996;
- Dissostichus eleginoides nelle sottozone FAO 48.3 e 48.4 dal 1° marzo al 31 agosto 1996;
- Champsocephalus gunnari nella sottozona FAO 48.3 dal 4 novembre 1995 al 31 marzo 1996. Ogni nave che intende partecipare a questa attività di pesca è tenuta a effettuare la ricerca scientifica prevista nel relativo schema; lo Stato membro interessato trasmette l'elenco delle posizioni proposte per la ricerca sulla pesca da traino alla CCAMLR e alla Commissione, almeno un mese prima dell'inizio della ricerca.
Articolo 20
È vietato l'utilizzo, da parte dei pescherecci, di cinghie d'imballaggio di materia plastica per chiudere le casse di esche a decorrere dalla campagna 1996/1997.
È vietato l'impiego di tali cinghie di imballaggio per altri usi sulle navi che non dispongono di inceneritori a bordo a decorrere dalla campagna 1996/1997.
Articolo 21
Le modifiche del presente regolamento necessarie per attuare le raccomandazioni adottate dalla CCAMLR sono decise dal Consiglio a maggioranza qualificata, su proposta della Commissione.
Articolo 22
Il regolamento (CEE) n. 2245/85 è abrogato.
Articolo 23
Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 25 ottobre 1996.

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