Document ID: 31984D0507

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 27 giugno 1984
relativa ad un progetto di aiuto da accordare da parte del Lussemburgo a favore di un investimento effettuato a Bascharage da un produttore di vetro piatto
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(84/507/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver intimato, ai sensi del suddetto articolo agli interessati di presentare le loro osservazioni ed averne preso atto,
considerando quanto segue:
I
La legge lussemburghese del 28 luglio 1973, applicata con decreto granducale del 27 novembre 1973 e successivamente prorogata dal decreto granducale del 15 febbraio 1982, ha disposto provvedimenti a sostegno dell'economia lussemburghese, e in particolare mediante abbuoni d'interesse, garanzie statali, sovvenzioni in capitale, esenzioni fiscali ed aiuti per l'acquisto e la conversione di terreni e fabbricati.
La Commissione ha esaminato la citata legge lussemburghese ed ha deciso di non formulare obiezioni all'applicazione settoriale della stessa, a condizione che il governo del Granducato notifichi preventivamente ed in tempo utile alla Commissione i casi di applicazione settoriale della legge lussemburghese di espansione economica del 28 luglio 1973.
II
Conformemente alla procedura, con lettera del 10 novembre 1982, il governo lussemburghese ha informato la Commissione della propria intenzione di concedere un aiuto a norma della legge del 28 luglio 1973 per un progetto di investimento di un produttore di vetro piatto a Bascharage.
L'investimento consiste nella creazione di un'unità produttiva per la fabbricazione di vetro piatto di elevate prestazioni con una capacità di produzione annuale di 3,5 milioni di m2 destinato all'industria della costruzione e all'edilizia. Il 70 % circa della produzione verrebbe esportato nella Repubblica federale di Germania, nel Belgio, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito. L'impresa lussemburghese occupa 160 persone e l'investimento dovrebbe creare altri 100 posti di lavoro, 50 dei quali destinati in via prioritaria a ex lavoratori dell'industria siderurgica. L'investimento complessivo è stato stimato a 1 100 milioni di franchi lussemburghesi.
L'aiuto proposto assumerebbe la forma di una sovvenzione in capitale di 132 milioni di franchi lussemburghesi pari al 12 % del costo dell'investimento. Il governo lussemburghese ha motivato l'aiuto affermando che esso creerebbe nuovi posti di lavoro in una regione socialmente colpita dalla ristrutturazione siderurgica. III
Dopo un esame preliminare della notifica, la Commissione ha giudicato l'aiuto previsto incompatibile con il mercato comune in quanto esso falserebbe la concorrenza e inciderebbe sugli scambi fra Stati membri in misura contraria al'interesse comune data, in particolare, la sovraccapacità del settore del vetro piatto, compreso il vetro piatto specializzato a livello comunitario. La Commissione ha pertanto deciso di avviare la procedura dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE e, con lettera del 2 agosto 1983, ha intimato al governo lussemburghese di presentare le proprie osservazioni.
Con lettera del 21 dicembre 1983 il governo lussemburghese dichiarava che il 25 % della capacità di produzione prevista dall'investimento avrebbe sostituito importazioni da paesi terzi; che le stime dell'impresa indicavano buone prospettive di mercato per vetri piatti specializzati rivestiti; che l'analisi di mercato per i tipi di vetro piatto ad elevate prestazioni; che il progetto doveva essere valutato alla luce della ristrutturazione dell'industria siderurgica lussemburghese.
Le osservazioni dei governi di altri quattro Stati membri, delle federazioni dei produttori di vetro piatto di cinque Stati membri e di un'organizzazione europea, presentate a norma dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE, condividono le preoccupazioni della Commissione in ordine all'incidenza dell'aiuto proposto sulla concorrenza e sugli scambi. Le federazioni hanno sottolineato i problemi di sovraccapacità del settore dei vetri piatti lavorati ed hanno evidenziato le negative previsioni a medio termine per i vetri piatti rivestiti e temprati. A loro avviso, qualsiasi aumento della capacità dell'industria aggraverebbe la situazione.
IV
La sovvenzione proposta dal governo lussemburghese costituisce un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE, in quanto consentirebbe all'impresa di effettuare l'investimento senza sopportarne l'intero costo. Dati gli effetti dell'aiuto proposto sulla capacità e sulle esportazioni di altri Stati membri, si può concludere che l'aiuto possa falsare la concorrenza ed incidere sugli scambi in misura contraria all'interesse comune.
L'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE prevede l'incompatibilità di massima con il mercato comune degli aiuti che presentano le caratteristiche da esso enunciate; le deroghe a questa incompatibilità, previste dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE precisano obiettivi perseguiti nell'interesse della Comunità e non in quello del solo beneficiario dell'aiuto. Tali deroghe devono essere interpretate in modo restrittivo allorché si esamini un qualsiasi programma di aiuti a finalità regionale o settoriale, o un qualsiasi singolo caso di applicazione dei regimi di aiuti generali; in particolare, esse sono applicabili solo nel caso in cui la Commissione sia in grado di stabilire che, senza l'aiuto, il gioco delle forze di mercato non consentirebbe, da solo, alle imprese beneficiarie di comportarsi in modo tale da contribuire alla realizzazione di uno degli obiettivi che tali deroghe perseguono.
Concedere il beneficio di tali deroghe ad aiuti che non implicano una contropartita di questo tipo equivarrebbe a tollerare un pregiudizio per gli scambi intracomunitari ed una alterazione della concorrenza senza che ciò possa essere giustificato dall'interesse comunitario, concedono nel contempo indebiti vantaggi a taluni Stati membri.
Nell'applicare i principi sopracitati all'esame dei singoli casi di applicazione dei regimi di aiuti generali, la Commissione deve verificare che esista, da parte dell'impresa beneficiaria, una contropartita che giustifichi la concessione dell'aiuto, nel senso che quest'ultimo sia necessario per promuovere la realizzazione di uno degli obiettivi enunciati dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE. Ove non lo si possa dimostrare e, più specialmente, ove l'investimento previsto venga nondimeno effettuato, è chiaro che l'aiuto non contribuisce alla realizzazione degli obiettivi perseguiti dalle deroghe, ma serve a migliorare la situazione finanziaria dell'impresa di cui trattasi.
Nella fattispecie non risulta l'esistenza di tale contropartita da parte dell'impresa beneficiaria dell'aiuto.
Il governo lussemburghese infatti non ha potuto fornire né la Commissione ha potuto rilevare, alcuna giustificazione che consenta di stabilire che l'aiuto in questione ottempera alle condizioni richieste per l'applicazione di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE. L'aiuto in parola non può beneficiare della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato CEE in quanto nel Lussemburgo il tenore di vita non è anormalmente basso né vi si registra una grave forma di sottoccupazione; per quanto concerne la deroga di cui alla lettera c), il governo lussemburghese non ha specificato aree che necessitano di un aiuto speciale regionale.
Per quanto riguarda la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), del trattato CEE, un investimento di questo tipo è generalmente realizzato con le normali condizioni di mercato; inoltre, l'investimento in questione non possiede caratteristiche peculiari tali da esser considerato un importante progetto di comune interesse europeo o un progetto tale da rimediare ad un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, la cui promozione giustifichi una deroga, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), del trattato CEE, alla incompatibilità degli aiuti prevista dall'articolo 92, paragrafo 1. Va peraltro osservato che il Lussemburgo fa parte delle regioni centrali della Comunità, ossia di quelle che non sono le più gravemente colpite da problemi sociali ed economici, mentre la minaccia di una spirale degli aiuti pubblici è particolarmente reale e più che altrove qualsiasi aiuto di Stato rischia di pregiudicare gli scambi tra Stati membri. Del resto, dalle informazioni disponibili in merito alla situazione socio-economica del Lussemburgo non emergono elementi che consentano di concludere che esista un grave turbamento dell'economia come previsto dal trattato. La legge lussemburghese del 28 luglio 1973 non può essere applicata nei singoli casi allo scopo di risolvere tale situazione.
Adottare un'altra decisione consentirebbe al Lussemburgo, nell'attuale congiuntura caratterizzata da una crescita lenta e da un elevato tasso di disoccupazione nella Comunità, di deviare a proprio vantaggio investimenti che potrebbero essere effettuati in altri Stati membri meno favoriti. La recente evoluzione della situazione socio-economica della Comunità giustifica il mantenimento di tale impostazione per quanto concerne il programma stesso e gli eventuali casi di applicazione.
Da ultimo, per quanto riguarda le deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CEE per « gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche », l'esame del mercato del vetro piatto specializzato rivela che le imprese del settore si trovano dinanzi a problemi di domanda stagnante e basso tasso di utilizzazione delle capacità ed hanno provocato la riduzione dell'occupazione e la chiusura di unità di produzione. Ogni eventuale aiuto destinato a creare nuove capacità finirebbe per aggravare i problemi di capacità esistenti e deteriorare la situazione finanziaria delle imprese del settore, particolarmente in altri Stati membri, tanto più che, secondo le previsioni di mercato del settore del vetro piatto la capacità inutilizzata dovrebbe raddoppiare entro il 1987; inoltre, una parte sostanziale della produzione dell'impresa dovrebbe essere esportata verso gli altri Stati membri. Risulta di conseguenza evidente che gli scambi tra Stati membri verrebbero falsati dall'aiuto in questione in misura contraria all'interesse comune, anche se l'investimento creerebbe nuovi posti di lavoro per ex lavoratori dell'industria siderurgica.
Alla luce di quanto sopra, il progetto di aiuto del governo lussemburghese non soddisfa alle condizioni necessarie per beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
È fatto divieto al Lussemburgo di dare esecuzione al proprio progetto, notificato alla Commissione con lettera del 10 novembre 1982, di concedere un aiuto a norma della legge di espansione economica del 28 luglio 1973 a favore di un investimento effettuato a Bascharage da un produttore di vetro piatto.
Articolo 2
Il Lussemburgo informa la Commissione, nel termine di due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione, dei provvedimenti adottati per conformarvisi.
Articolo 3
Il Granducato del Lussemburgo è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 27 giugno 1984.

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