Document ID: 31989D0380

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 16 giugno 1989
che autorizza alcuni Stati membri a derogare provvisoriamente a determinate disposizioni della direttiva 77/93/CEE del Consiglio per quanto riguarda i vegetali di Pinus L. originari del Giappone
(89/380/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la direttiva 77/93/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro l'introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali (1), modificata da ultimo dalla direttiva 89/359/CEE (2), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,
viste le domande presentate dagli Stati membri interessati,
considerando che, a norma della direttiva 77/93/CEE, è vietata, in linea di massima, l'introduzione nella Comunità di vegetali di Pinus L. ad eccezione dei frutti e delle sementi;
considerando che, tuttavia, l'articolo 14, paragrafo 3 della suddetta direttiva consente di derogare a tale norma, a condizione che sia accertato che non vi sono rischi di diffusione di organismi nocivi;
considerando che alcuni Stati membri hanno chiesto l'autorizzazione ad ammettere l'importazione di vegetali di Pinus del tipo « bonsai » originari del Giappone;
considerando che, con la decisione 83/355/CEE (3), modificata da ultimo dalla decisione 88/165/CEE (4), la Commissione ha autorizzato gli Stati membri interessati ad avvalersi di tali deroghe, nel rispetto di determinate condizioni tecniche; che detta autorizzazione è scaduta il 31 dicembre 1988;
considerando che è stato necessario verificare le misure di controllo e di sorveglianza adottate dalla autorità giapponesi per evitare la diffusione di organismi nocivi;
considerando che tali verifiche sono state ultimate;
considerando che la Commissione, basandosi sulle informazioni disponibili e sugli esiti dei controlli di cui sopra ha accertato che non vi sono rischi di diffusione di organismi nocivi, a condizione che siano soddisfatte determinate condizioni tecniche rigorose;
considerando che gli Stati membri interessati debbono essere quindi autorizzati a prevedere deroghe nel rispetto delle suddette condizioni tecniche, per quanto riguarda taluni vegetali di Pinus; che l'autorizzazione deve essere concessa per un periodo di tempo adeguato, con riserva di riesame alla luce dell'esperienza futura;
considerando che, tuttavia, è stato confermato che i « bonsai » giapponesi sono esportati nel periodo che va da ottobre a marzo; che non è quindi possibile applicare tali condizioni tecniche rigorose nel corso dell'attuale periodo di esportazione; che gli Stati membri devono essere pertanto autorizzati ad avvalersi di deroghe per quanto riguarda i vegetali di Pinus L. originari del Giappone, per un ulteriore periodo limitato, conformemente alle disposizioni della decisione 83/355/CEE;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. A decorrere dal 1o aprile 1989, il Belgio, la Danimarca la Germania, la Grecia, la Spagna, la Francia, l'Italia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, il Portogallo ed il Regno Unito sono autorizzati, nel rispetto delle condizioni di cui al paragrafo 2, a prevedere deroghe alle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 1 della direttiva 77/93/CEE, relativamente all'allegato III, parte A, punto 1), per quanto riguarda i vegetali di Pinus L, ad eccezione dei frutti e delle sementi, originari del Giappone.
2. Le condizioni indicate in appresso devono essere rispettate.
a) I vegetali devono essere interamente della specie « Pinus parviflora Sieb & Succ. » (Pinus pentaphylla Mayr.), oppure innestati su un portinnesto della specie Pinus, diverso da Pinus parviflora. In quest'ultimo caso, il portinnesto non deve presentare germogli.
Il numero complessivo di questi vegetali non deve superare i quantitativi stabiliti dallo Stato membro importatore, tenuto conto dei locali disponibili per la quarantena.
b) I vegetali devono essere stati fatti crescere e curati per almeno due anni consecutivi in vivai di « bonsai » ufficialmente riconosciuti. L'elenco annuale dei vivai riconosciuti di « bonsai » deve essere messo a disposizione della Commissione entro il mese di novembre di ogni anno al più tardi. In detto elenco deve figurare il numero dei vegetali prodotti in ciascuno dei vivai, nella misura in cui essi sono ritenuti adatti alla spedizione nella Comunità nell'anno successivo, nel rispetto delle condizioni previste dalla presente decisione.
c) I vegetali del genere Pinus L. prodotti nei vivai riconosciuti di « bonsai » o nelle loro immediate vicinanze devono essere stati sottoposti ad ispezione ufficiale almeno sei volte all'anno e nei momenti opportuni, per accertare la presenza degli organismi nocivi di cui trattasi.
Le ispezioni devono essere effettuate almeno mediante esame oculare di ogni filare e di tutte le parti che fuoriescono dal supporto di coltura, su una percentuale pari almeno al 10 % del numero dei vegetali in questione, con scelta causale.
Gli organismi nocivi di cui trattasi sono i seguenti:
- Bursaphelencus xylophilus (Steiner & Buehrer) Nickel e al.,
- Cercospora pini-densiflorae Hori & Nambue,
- Coleosporium paederiae,
- Coleosporium phellodendri Komr.,
- Cronartium quercuum (Berk.) Miyabe ex Shirai,
- Dendrolimus spectabilis Butler,
- Peridermium kurilense Dietel,
- Popillia japonica Newman,
- Thecodiplosis japonensis Uchida & Inouye,
- qualsiasi altro organismo nocivo non presente nella Comunità.
I vegetali esaminati debbono risultare esenti dagli organismi nocivi in questione. Quelli che risultano infetti debbono essere eliminati; i rimanenti debbono essere sottoposti, se del caso, ad un trattamento adeguato.
d) I casi in cui è constatata la presenza degli organismi nocivi di cui trattasi nel corso delle ispezioni effettuate conformemente alla lettera c) debbono essere ufficialmente trascritti su un registro; i registri devono essere messi a disposizione della Commissione, ove questa ne faccia richiesta. La constatazione della presenza di uno qualsiasi degli organismi nocivi menzionati nella lettera c) con il loro nome sicnetifico implica, per il vivaio interessato, la perdita dello statuto di cui alla lettera b). In tal caso, il riconoscimento può essere rinnovato soltanto l'anno successivo.
e) I vegetali destinati ad essere spediti nella Comunità devono rispondere alle seguenti condizioni:
- la loro crescita deve aver luogo, almeno durante gli ultimi due anni precedenti la spedizione, in un supporto di coltura artificiale o in un supporto di coltura naturale trattato, mediante fumigazione o altro trattamento termico appropriato, in modo da renderlo esente da organismi nocivi;
- in caso di innesto su un portinnesto di una specie Pinus diversa da Pinus parviflora, il portinnesto deve essere ottenuto da materiale ufficialmente riconosciuto come sano;
- almeno per la durata dello stesso periodo, i vegetali devono essere stati posti in vasi, disposti, a loro volta, su scaffalature distanti almeno 20 cm da terra;
- ciascuno dei vegetali deve recare un marchio specifico ed esclusivo, notificato all'organismo ufficiale di protezione dei vegetali giapponese, tale da permettere il riconoscimento del vegetale e l'identificazione del vivaio riconosciuto, nonché dell'anno di invasatura;
- sui vegetali non deve essere stata constatata, nel corso delle ispezioni di cui alla lettera c), la presenza degli organismi nocivi di cui trattasi e ad essi non debbono applicarsi le misure di cui alla lettera d);
- sui vegetali in questione non devono essere presenti frammenti di altri vegetali.
f) L'organismo ufficiale di protezione dei vegetali giapponese garantisce l'identità dei vegetali, dal momento della loro uscita dal vivaio fino al momento del carico per la spedizione all'esportazione, mediante piombatura dei veicoli adibiti al trasporto o altri metodi appropriati.
g) I vegetali e il supporto di coltura ad essi aderente o connesso (in appresso denominato « il materiale » sono scortati da un certificato fitosanitario rilasciato in Giappone conformemente all'articolo 7 della direttiva 77/93/CEE in base agli esami di cui all'articolo 6 della suddetta direttiva per quanto riguarda le condizioni ivi stabilite, in particolare l'assenza degli organismi nocivi di cui trattasi, nonché per quanto riguarda i requisiti di cui alle lettere da a) ad f).
Sul certificato debbono figurare le seguenti indicazioni:
- il nome o i nomi del vivaio o dei vivai riconosciuti,
- i marchi di cui alla lettera e), nella misura in cui consentono l'identificazione del vivaio riconosciuto e dell'anno di invasatura,
- l'indicazione precisa di trattamenti applicati,
- nella voce « Dichiarazione supplementare », la frase « La presente partita è conforme ai requisiti di cui alla decisione 89/380/CEE ».
h) Il materiale deve essere imballato in contenitori chiusi ufficialmente sigillati, sui quali deve essere apposto un marchio distintivo, da riprodurre sul certificato fitosanitario, che consenta l'identificazione delle partite spedite.
i) Prima che venga immesso in commercio, il materiale deve essere sottoposto ad un periodo di quarantena ufficiale successivamente all'ingresso nella Comunità, di durata non inferiore a tre mesi di crescita attiva e, durante tale periodo, deve risultare esente dagli organismi nocivi di cui trattasi.
k) La quarantena di cui alla lettera i), successiva all'ingresso nella Comunità, deve:
- avvenire sotto il controllo dell'organismo ufficiale di protezione dei vegetali dello Stato membro interessato; le varie operazioni debbono essere eseguite da personale ufficialmente riconosciuto e formato all'uopo;
- essere eseguita in un luogo ufficialmente riconsciuto e provvisto di impianti e strutture adeguate, sufficienti per contenere gli organismi nocivi e trattare il materiale in modo da eliminare qualsiasi rischio di diffusione di organismi nocivi; - comprendere, per ogni elemento del materiale:
i) esami oculari, effettuati all'arrivo e successivamente ad intervalli regolari, tenendo conto del tipo di materiale e del relativo stato di sviluppo durante il periodo di quarantena, per accertare la presenza di organismi nocivi o di sintomi dovuti ad organismi nocivi;
ii) analisi appropriate dei sintomi eventualmente constatati nel corso degli esami oculari per identificare gli organismi nocivi che sono all'origine di tali sintomi.
l) Le partite contenenti materiale nel quale, durante la quarantena successiva all'entrata, di cui alla lettera i), è stata constatata la presenza di organismi nocivi, deve essere immediatamente distrutta, tranne qualora ne sia stato ammesso con permesso speciale l'impiego a fini di ricerca scientifica ufficiale.
m) Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri i casi in cui, durante la quarantena di cui alla lettera i), è stata accertata contaminazione da parte degli organismi nocivi di cui trattasi.
n) Prima dell'introduzione in uno Stato membro, in provenienza da paesi terzi, di partite di vegetali e di materiale, l'importatore o suoi agenti danno comunicazione della spedizione con sufficiente anticipo all'autorità reponsabile dello Stato membro interessato, indicando:
- il tipo di materiale,
- il quantitativo,
- la data dichiarata di importazione,
- la località o le località in cui il materiale è immagazzinato per la prima volta dopo la fine della quarantena.
L'importatore o suoi agenti devono essere ufficialmente informati, prima dell'introduzione del materiale, delle condizioni specificate nelle lettere da a) a m).
o) Il materiale che è stato sottoposto in uno Stato membro alla quarantena successiva all'entrata di cui alla lettera i), nel quale non è stata constatata, durante il periodo di quarantena, la presenza degli organismi nocivi di cui trattasi ed è stato conservato in condizioni appropriate, è esentato, ai fini della sua introduzione in uno degli Stati membri, dall'applicazione delle condizioni di cui alla lettera i). In tal caso, il materiale può tuttavia essere introdotto in un altro Stato membro soltanto qualora siano rispettate le seguenti condizioni:
- sul certificato fitosanitario prescritto devono figurare il luogo in cui è avvenuta la quarantena e le relative date,
- prima della spedizione del materiale, devono essere fatte pervenire copie dei certificati all'organismo ufficiale di protezione dei vegetali dello Stato membro in cui il materiale è introdotto;
- nel territorio dello Stato membro in cui viene introdotto, al materiale si applicano le condizioni che tale Stato membro può stabilire per consentire un adeguato controllo fitosanitario, senza ostacolare il trasporto della partita fino al luogo di destinazione.
Articolo 2
Gli Stati membri elencati nell'articolo 1, paragrafo 1, informano gli altri Stati membri e la Commissione di tutti i casi in cui viene applicata la presente decisione.
Articolo 3
All'articolo 3, prima frase della decisione 83/355/CEE la data « 31 dicembre 1988 » è sostituita dalla data « 31 marzo 1989 ».
Articolo 4
L'autorizzazione di cui all'articolo 1 scade il 31 dicembre 1992. Essa può essere revocata anticipatamente qualora si constati che le condizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 2, sono insufficienti ad impedire l'introduzione di organismi nocivi o non sono state rispettate.
Articolo 5
Il Regno del Belgio, il Regno di Danimarca, la Repubblica federale di Germania, la Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, il Granducato del Lussemburgo, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica portoghese ed il Regno Unito sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 16 giugno 1989.

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