Document ID: 31993R1836

REGOLAMENTO (CEE) N. 1836/93 DEL CONSIGLIO del 29 giugno 1993 sull'adesione volontaria delle imprese del settore industriale a un sistema comunitario di ecogestione e audit
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 130 S,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che gli obiettivi e i principi della politica ambientale della Comunità, quali stabiliti nel trattato ed esposti in modo particolareggiato nella risoluzione del Consiglio delle Comunità europee e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del 1o febbraio 1993, concernente un programma comunitario di politica e di azione in relazione all'ambiente e allo sviluppo sostenibile (4), nonché nelle precedenti risoluzioni del 1973 (5), 1977 (6), 1983 (7) e 1987 (8) riguardanti un programma comunitario di politica e di azione in materia di protezione dell'ambiente consistono, in particolare, nel prevenire, ridurre e, nella misura del possibile, eliminare l'inquinamento segnatamente alla fonte, in base al principio « chi inquina paga », nel garantire una buona gestione delle risorse e nel promuovere l'uso di una tecnologia pulita o più pulita;
considerando che l'articolo 2 del trattato quale sarà formulato conformemente al trattato sull'Unione europea, firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992, stabilisce che uno dei compiti della Comunità consiste nel promuovere in tutta la Comunità una crescita sostenibile e che la risoluzione del Consiglio del 1o febbraio 1993 sottolinea l'importanza di tale crescita sostenibile;
considerando che il programma « Per uno sviluppo durevole e sostenibile », presentato dalla Commissione e la cui impostazione generale è stata approvata con la risoluzione del Consiglio del 1o febbraio 1993, pone in rilievo il ruolo e le responsabilità delle imprese per il rafforzamento dell'economia e per la protezione dell'ambiente in tutta la Comunità;
considerando che l'industria ha una sua responsabilità per quanto riguarda la gestione dell'impatto ambientale delle sue attività e dovrebbe quindi adottare un approccio attivo in questo campo;
considerando che questa responsabilità richiede che le imprese introducano ed attuino politiche, obiettivi, programmi in materia ambientale nonché sistemi efficaci di gestione ambientale; che le imprese dovrebbero adottare una politica ambientale che, oltre ad assicurare la conformità con tutte le pertinenti disposizioni regolamentari in materia ambientale, includa impegni finalizzati al costante e ragionevole miglioramento dell'efficienza ambientale;
considerando che l'applicazione di sistemi di gestione ambientale da parte delle imprese deve tener conto dell'esigenza di garantire la consapevolezza e la formazione dei lavoratori nell'elaborazione e nell'attuazione di tali sistemi;
considerando che i sistemi di gestione ambientale dovrebbero comprendere procedure di audit ambientale per aiutare la direzione dell'impresa a valutare la conformità con il sistema a l'efficacia con cui il sistema stesso consente di attuare la politica ambientale dell'impresa;
considerando che la comunicazione di informazioni al pubblico da parte delle imprese sugli aspetti ambientali delle loro attività costituisce un elemento essenziale per la buona gestione dell'ambiente ed una risposta all'interesse crescente del pubblico per l'informazione in questo settore;
considerando che le imprese dovrebbero pertanto essere incoraggiate ad elaborare e a divulgare periodicamente dichiarazioni ambientali contenenti informazioni destinate al pubblico sull'effettiva situazione dell'ambiente nei loro siti industriali e sulle loro politiche e i loro programmi, obiettivi e dispositivi di gestione in materia ambientale;
considerando che la trasparenza e la credibilità delle attività delle imprese in questo settore si accrescono allorché le politiche ambientali delle imprese, i loro programmi, i sistemi di gestione, le procedure di audit e le dichiarazioni ambientali vengono esaminati per verificare se siano conformi ai pertinenti requisiti del presente regolamento e allorché le dichiarazioni ambientali sono convalidate da verificatori ambientali accreditati;
considerando che è necessario prevedere un riconoscimento ed una supervisione indipendenti e neutrali dell'attività dei verificatori ambientali onde assicurare la credibilità del sistema;
considerando che le imprese dovrebbero essere incoraggiate a partecipare a tale sistema su base volontaria; che per assicurare un'attuazione equivalente del sistema in tutta la Comunità, le norme, le procedure e i requisiti essenziali devono essere gli stessi in tutti gli Stati membri;
considerando che un sistema comunitario di ecogestione e audit dovrebbe nella prima fase essere focalizzato sul settore industriale in cui sono già in uso i dispositivi di gestione e di audit ambientali; che è auspicabile applicare, in via sperimentale, disposizioni analoghe a settori che esulano dall'industria, quali la distribuzione commerciale e il servizio pubblico;
considerando che per evitare aggravi ingiustificati alle imprese e garantire la coerenza tra il sistema comunitario e le norme nazionali, europee e internazionali applicabili ai dispositivi di gestione ambientale e agli audit, dette norme riconosciute dalla Commissione con una apposita procedura si considerano conformi ai corrispondenti requisiti del presente regolamento cosicché le imprese non debbano raddoppiare le relative procedure;
considerando che è importante che le piccole e medie imprese partecipino al sistema comunitario di ecogestione e audit e che si dovrebbe incoraggiare la loro partecipazione introducendo o promuovendo misure e strutture di assistenza tecnica intese a mettere a disposizione di queste imprese la competenza e il sostegno necessari;
considerando che la Commissione dovrebbe, conformemente ad una procedura comunitaria, adattare gli allegati del regolamento, riconoscere le norme nazionali, europee ed internazionali applicabili ai dispositivi di gestione ambientale, fissare orientamenti per stabilire la frequenza degli audit ambientali e promuovere la collaborazione fra Stati membri per quanto riguarda il riconoscimento e la supervisione dei verificatori ambientali;
considerando che il presente regolamento, dovrebbe essere riveduto dopo un determinato periodo di tempo alla luce dell'esperienza acquisita,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il sistema di ecogestione e audit e i suoi obiettivi 1. È istituito un sistema comunitario, in seguito denominato « sistema comunitario di ecogestione e audit » o « sistema » al quale possono aderire volontariamente le imprese che svolgono attività industriali, per la valutazione e il miglioramento dell'efficienza ambientale delle attività industriali e per la presentazione al pubblico dell'informazione pertinente.
2. L'obiettivo del sistema consiste nel promuovere costanti miglioramenti dell'efficienza ambientale delle attività industriali mediante:
a) l'introduzione e attuazione, da parte delle imprese, di politiche, programmi e sistemi di gestione dell'ambiente in relazione ai loro siti;
b) la valutazione sistematica, obiettiva e periodica dell'efficienza di tali elementi;
c) l'informazione del pubblico sull'efficienza ambientale.
3. Questo sistema non pregiudica le vigenti disposizioni di legge comunitarie o nazionali o le norme tecniche, relative ai controlli ambientali, né pregiudica i doveri delle imprese derivanti da tali disposizioni di legge e norme.
Articolo 2
Definizioni Ai fini del presente regolamento s'intende per:
a) politica ambientale: gli obiettivi ed i principi d'azione dell'impresa riguardo all'ambiente ivi compresa la conformità alle pertinenti disposizioni regolamentari in materia ambientale;
b) analisi ambientale: un'esauriente analisi iniziale dei problemi ambientali, degli effetti e dell'efficienza ambientali, relativi alle attività svolte in un sito;
c) programma ambientale: una descrizione degli obiettivi e delle attività specifici dell'impresa, concernenti una migliore protezione dell'ambiente in un determinato sito, ivi compresa una descrizione delle misure adottate o previste per raggiungere questi obiettivi e, se del caso, la scadenza stabilite per l'applicazione di tali misure;
d) obiettivi ambientali: gli obiettivi particolari che l'impresa si prefigge in ordine all'efficienza ambientale:
e) sistema di gestione ambientale: la parte del sistema di gestione complessivo comprendente la struttura organizzativa, la responsabilità, le prassi, le procedure, i processi e le risorse per definire e attuare la politica ambientale;
f) audit ambientale: uno strumento di gestione comprendente una valutazione sistematica, documentata, periodica e obiettiva dell'efficienza dell'organizzazione, del sistema di gestione e dei processi destinati alla protezione dell'ambiente, al fine di:
i) facilitare il controllo di gestione delle prassi che possono avere un impatto sull'ambiente;
ii) valutare la conformità alle politiche ambientali aziendali;
g) ciclo di audit: periodo in cui tutte le attività di un dato stabilimento sono sottoposte ad audit, conformemente alle esigenze dell'articolo 4 e dell'allegato II, relativamente a tutti gli aspetti ambientali pertinenti citati nell'allegato I, punto C;
h) dichiarazione ambientale: dichiarazione elaborata dall'impresa in conformità delle disposizioni del presente regolamento e in particolare dell'articolo 5;
i) attività industriale: qualsiasi attività elencata nelle sezioni C e D della classificazione delle attività economiche nella Comunità europea (NACE Rev. 1), stabilita dal regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio (9), nonché la produzione di elettricità, gas, vapore e acqua calda, ed il riciclaggio, il trattamento, la distruzione o lo smaltimento di rifiuti solidi o liquidi;
j) impresa: l'organizzazione che esercita un controllo gestionale complessivo sulle attività svolte in un determinato sito;
k) sito: l'intera area in cui sono svolte, in un determinato luogo, le attività industriali sotto il controllo di un'impresa, nonché qualsiasi magazzino contiguo o collegato di materie prime, sottoprodotti, prodotti intermedi, prodotti finali e materiale di rifiuto, e qualsiasi infrastruttura e qualsiasi impianto, fissi o meno, utilizzati nell'esercizio di queste attività;
l) revisore: individuo o gruppo di lavoro, appartenente al personale dell'impresa o esterno ad essa, che opera per conto della direzione generale dell'impresa, in possesso, individualmente o collettivamente, delle competenze di cui all'allegato II, punto C e sufficientemente indipendente dalle attività che controlla per esprimere un giudizio obiettivo;
m) verificatore ambientale accreditato: qualsiasi persona o organismo indipendente dall'impresa oggetto di verifica che abbia ottenuto un accreditamento in conformità delle condizioni e procedure dell'articolo 6;
n) sistema di accreditamento: sistema per l'accreditamento e il controllo dei verificatori ambientali, gestito da una istituzione o organizzazione imparziale designata o creata dallo Stato membro, dotato di competenze e risorse sufficienti e con procedura appropriate per svolgere le funzioni definite dal presente regolamento per tale sistema;
o) organismi competenti: gli organismi designati dagli Stati membri in conformità dell'articolo 18 per svolgere i compiti indicati nel presente regolamento.
Articolo 3
Partecipazione al sistema Il sistema è aperto alle imprese che gestiscono uno o più siti in cui si svolge un'attività industriale. Affinché il sito sia registrato nel sistema, l'impresa deve:
a) adottare una politica ambientale aziendale conformemente ai pertinenti requisiti dell'allegato I che, oltre a provvedere affinché tutte le pertinenti disposizioni regolamentari in materia ambientale siano rispettate, includa impegni finalizzati ad un ragionevole costante miglioramento dell'efficienza ambientale, in vista della riduzione delle incidenze ambientali a livelli che non oltrepassino quelli che corrispondono all'applicazione economicamente praticabile della migliore tecnologia disponibile;
b) effettuare un'analisi ambientale del sito per quanto concerne agli aspetti indicati nell'allegato I, punto C;
c) introdurre, alla luce dei risultati di tali analisi, un programma ambientale per il sito e un sistema di gestione ambientale applicabile a tutte le attività svolte nel sito. Il programma ambientale deve essere volto alla realizzazione degli impegni contenuti nella politica ambientale dell'impresa indirizzati al costante incremento dell'efficienza ambientale; il sistema di gestione ambientale deve essere conforme alle esigenze dell'allegato I;
d) effettuare o far effettuare, conformemente al disposto dell'articolo 4, audit ambientali nei siti in questione;
e) fissare, alla luce dei risultati dell'audit, al più elevato livello appropriato di direzione, obiettivi volti al costante miglioramento dell'efficienza ambientale, e rivedere adeguatamente il programma ambientale per consentire il conseguimento di tali obiettivi nel sito;
f) elaborare, conformemente all'articolo 5, una dichiarazione ambientale specifica per ciascun sito sottoposto ad audit; la prima dichiarazione deve anche includere le informazioni di cui all'allegato V;
g) far esaminare la politica, il programma, il sistema di gestione, la procedura di analisi o di audit e la dichiarazione o le dichiarazioni ambientali al fine di accertarne la conformità alle pertinenti esigenze del presente regolamento e far convalidare le dichiarazioni ambientali, ai sensi dell'articolo 4 e dell'allegato III;
h) comunicare le dichiarazioni ambientali convalidate all'organismo competente dello Stato membro in cui è situato lo stabilimento e portarle alla conoscenza del pubblico in modo appropriato nello Stato membro interessato previa registrazione del sito in questione ai sensi dell'articolo 8.
Articolo 4
Audit e convalida 1. L'audit ambientale interno di un sito può essere effettuato da revisori dell'impresa, oppure da persone od organismi esterni che operano per conto dell'impresa. In entrambi i casi l'audit si effettua secondo i criteri indicati nell'allegato I, punto C e nell'allegato II.
2. La frequenza degli audit è fissata secondo i criteri indicati nell'allegato II, punto H, sulla base di linee direttrici stabilite dalla Commissione ai sensi della procedura di cui all'articolo 19.
3. Le politiche, i programmi e i sistemi di gestione, le procedure di analisi o di audit e le dichiarazioni ambientali sono esaminati al fine di accertarne la conformità alle esigenze del presente regolamento, e le dichiarazioni ambientali sono convalidate, sulla base dell'allegato III, da un verificatore ambientale accreditato indipendente.
4. Il verificatore ambientale accreditato deve essere indipendente dal revisore del sito.
5. Ai fini del paragrafo 3 e fatta salva la competenza delle autorità nazionali in materia di controllo per quanto riguarda le disposizioni regolamentari, i verificatori ambientali accreditati verificano:
a) se è stata fissata la politica ambientale e se essa soddisfa le esigenze dell'articolo 3 e le pertinenti esigenze indicate nell'allegato I;
b) se il programma e il sistema di gestione ambientali sono stati stabiliti e sono operativi nel sito e se essi sono conformi alle pertinenti esigenze dell'allegato I;
c) se l'analisi e l'audit ambientali sono svolti in conformità delle pertinenti esigenze degli allegati I e II;
d) se i dati e le informazioni contenuti nella dichiarazione ambientale sono attendibili e se la dichiarazione include in modo adeguato tutte le rilevanti questioni ambientali relative al sito.
6. La dichiarazione ambientale è convalidata dal verificatore ambientale accreditato solo se sono soddisfatte le condizioni di cui ai paragrafi 3, 4 e 5.
7. I revisori esterni e i verificatori ambientali accreditati hanno l'obbligo di non divulgare, senza l'autorizzazione della direzione dell'impresa, le informazioni e i dati raccolti nello svolgimento delle attività di audit o di verifica.
Articolo 5
Dichiarazione ambientale 1. Per ciascun sito che partecipa al sistema viene redatta una dichiarazione ambientale in seguito all'analisi ambientale iniziale e al completamento di ogni audit o ciclo di audit successivo.
2. La dichiarazione ambientale è concepita per il pubblico ed è redatta in forma concisa e comprensibile. Possono esservi allegati documenti tecnici.
3. La dichiarazione ambientale comprende in particolare i seguenti elementi:
a) una descrizione delle attività dell'impresa nel sito in questione;
b) una valutazione di tutti i problemi ambientali rilevanti connessi con le attività in questione;
c) un compendio dei dati quantitativi concernenti le emissioni inquinanti, la produzione di rifiuti, il consumo di materie prime, di energia e acqua, il rumore e, se del caso, altri aspetti ambientali rilevanti;
d) altri fattori relativi all'efficienza ambientale;
e) una presentazione della politica, del programma e del sistema di gestione dell'ambiente applicati dall'impresa nel sito in questione;
f) la scadenza per la presentazione della dichiarazione successiva;
g) il nome del verificatore ambientale accreditato.
4. La dichiarazione ambientale deve porre in evidenza le variazioni di rilievo rispetto alla dichiarazione precedente.
5. Inoltre si richiede che venga elaborata annualmente, negli anni intermedi, una dichiarazione ambientale semplificata, che comprenda come minimo i dati previsti dal paragrafo 3, lettera c) e, se del caso, ponga in evidenza le variazioni rilevanti rispetto alla dichiarazione precedente. Tali dichiarazioni semplificate saranno convalidate solo alla fine dell'audit o ciclo di audit.
6. Non si richiede tuttavia la redazione annuale delle dichiarazioni ambientali per i siti:
- in cui il verificatore ambientale accreditato ritiene che, in particolare nei casi di piccole e medie imprese, la natura e la dimensione delle attività siano tali da non richiedere un'ulteriore dichiarazione ambientale fino al termine dell'audit successivo, e
- in cui si sono verificate poche variazioni di rilievo rispetto alla dichiarazione ambientale precedente.
Articolo 6
Accreditamento e controllo dei verificatori ambientali 1. Ciascuno Stato membro istituisce un sistema volto ad accreditare i verificatori ambientali indipendenti e a controllarne le attività. A tal fine gli Stati membri possono ricorrere alle istituzioni esistenti in materia di accreditamento o agli organismi competenti di cui all'articolo 18, oppure designare o creare altri organismi con statuto appropriato.
Gli Stati membri provvedono affinché la struttura di questi organismi sia tale da garantire la loro indipendenza e imparzialità nell'esecuzione dei loro compiti.
2. Gli Stati membri provvedono affinché questi organismi siano pienamente operativi entro i ventun mesi successivi alla data dell'entrata in vigore del presente regolamento.
3. Gli Stati membri provvedono all'opportuna consultazione delle parti interessate, nell'istituzione e nella direzione degli organismi di accreditamento.
4. L'accreditamento dei verificatori ambientali e il controllo delle loro attività si effettuano in conformità delle esigenze dell'allegato III.
5. Gli Stati membri informano la Commissione delle misure adottate in conformità del presente articolo.
6. La Commissione, conformemente alla procedura stabilita nell'articolo 19, promuove la collaborazione tra gli Stati membri al fine in particolare di:
- evitare l'incongruenza tra i criteri, le condizioni e le procedure da essi applicati per l'accreditamento dei verificatori ambientali;
- favorire il controllo delle attività dei verificatori ambientali negli Stati membri diversi da quelli in cui hanno ottenuto l'accreditamento.
7. I verificatori ambientali accreditati in uno Stato membro possono esercitare attività di verifica in qualsiasi altro Stato membro, previa notifica e sotto il controllo dell'organismo di accreditamento dello Stato membro in cui ha luogo la verifica.
Articolo 7
Albo dei verificatori ambientali accreditati Gli organismi di accreditamento stabiliscono, rivedono e aggiornano l'albo dei verificatori ambientali accreditati in ciascuno Stato membro e ogni sei mesi comunicano tale albo alla Commissione.
La Commissione pubblica un albo complessivo per la Comunità sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 8
Registrazione dei siti 1. L'organismo competente registra un sito e gli conferisce un numero di registrazione non appena gli sia pervenuta una dichiarazione ambientale convalidata e l'eventuale quota di registrazione pagabile a norma dell'articolo 11 ed accerti che il sito soddisfa tutte le condizioni imposte dal presente regolamento. Esso informa la direzione del sito della registrazione dello stesso.
2. L'organismo competente aggiorna annualmente l'elenco dei siti di cui al paragrafo 1.
3. Se un'impresa omette di presentare all'organismo competente una dichiarazione ambientale convalidata e di versare la quota di registrazione entro tre mesi dalla data in cui ciò le è stato richiesto ovvero ogniqualvolta l'organismo competente concluda che il sito non soddisfa più tutte le condizioni del presente regolamento, il sito è cancellato dal registro e la direzione del sito ne è informata.
4. Se un organismo competente è informato dall'autorità competente in materia di controllo di una violazione delle pertinenti disposizioni regolamentari in materia di ambiente verificatasi nel sito, esso rifiuta la registrazione di detto sito o lo sospende dal registro a seconda del caso e informa di ciò la direzione dello stesso.
Il rifiuto o la sospensione sono annullati se l'organismo competente riceve dall'autorità competente in materia di controllo assicurazioni adeguate del fatto che è stato posto rimedio alla violazione e che esistono accordi soddisfacenti atti a garantire che non si ripeterà.
Articolo 9
Pubblicazione dell'elenco dei siti registrati Entro la fine di ogni anno, gli organismi competenti comunicano alla Commissione direttamente o tramite le autorità nazionali, a seconda di quanto è stato deciso dallo Stato membro interessato, gli elenchi di cui all'articolo 8 con i relativi aggiornamenti.
L'elenco di tutti i siti registrati nella Comunità è pubblicato ogni anno dalla Commissione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 10
Dichiarazione di partecipazione al sistema 1. Per i siti registrati le imprese possono servirsi di una delle dichiarazioni di partecipazione elencate nell'allegato IV, destinate a presentare con chiarezza la natura del sistema.
Il grafico non può essere utilizzato senza una delle dichiarazioni di partecipazione ad esso allegate.
2. La menzione dei siti deve figurare, ove del caso, con la dichiarazione di partecipazione.
3. La dichiarazione di partecipazione non può essere utilizzata per la pubblicità di prodotti o sui prodotti o sui relativi imballaggi.
Articolo 11
Spese e quote Un sistema di quote secondo modalità stabilite dagli Stati membri può essere predisposto per le spese amministrative sostenute in relazione alle procedure di registrazione di siti e all'autorizzazione di verificatori ambientali, come pure per le spese per la promozione del sistema.
Articolo 12
Relazione con norme nazionali, europee e internazionali 1. Si considerano conformi alle corrispondenti esigenze del presente regolamento le imprese che applicano norme nazionali, europee o internazionali per i sistemi di gestione dell'ambiente e gli audit e che sono certificate, secondo appropriate procedure di certificazione, conformi a tali norme a condizione che:
a) le norme e le procedure siano riconosciute dalla Commissione conformemente alla procedura fissata nell'articolo 19;
b) effettui la certificazione un organismo il cui accreditamento è riconosciuto nello Stato membro in cui è situato il sito.
Le menzioni delle norme e dei criteri riconosciuti sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
2. Per permettere la registrazione di tali siti nell'ambito del presente sistema, le imprese interessate devono comunque soddisfare le esigenze relative alla dichiarazione ambientale di cui agli articoli 3 e 5, compresa la convalida, nonché le esigenze di cui all'articolo 8.
Articolo 13
Promozione della partecipazione delle imprese in particolare delle piccole e medie imprese 1. Gli Stati membri possono promuovere la partecipazione delle imprese al sistema di ecogestione e audit, in particolare delle piccole e medie imprese, organizzando o promuovendo azioni e strutture di assistenza tecnica intese a mettere a disposizione di queste imprese la competenza e il sostegno necessari per l'osservanza delle regole, delle condizioni e delle procedure definite nel presente regolamento, in particolare per l'introduzione di politiche, programmi e sistemi di gestione dell'ambiente, per eseguire l'audit, e predisporre le dichiarazioni e la relativa convalida.
2. La Commissione presenta al Consiglio adeguate proposte volte a rafforzare la partecipazione delle piccole e medie imprese al sistema, in particolare mediante l'informazione, la formazione e l'assistenza strutturale e tecnica, e concernenti l'audit e la verifica.
Articolo 14
Inclusione di altri settori A titolo di esperimento, gli Stati membri possono applicare a settori diversi da quello industriale, ad esempio al commercio e ai servizi pubblici, disposizioni analoghe a quelle previste dal sistema di ecogestione e audit.
Articolo 15
Informazione Ogni Stato membro provvede con mezzi adeguati affinché:
- le imprese siano informate del contenuto del presente regolamento;
- il pubblico sia informato degli obiettivi e delle modalità principali del sistema.
Articolo 16
Infrazioni Gli Stati membri adottano gli opportuni provvedimenti legislativi o amministrativi per il caso di inosservanza del disposto del presente regolamento.
Articolo 17
Allegati Gli allegati del presente regolamento sono adattati dalla Commissione, conformemente alla procedura dell'articolo 19, in base all'esperienza acquisita con l'applicazione del sistema.
Articolo 18
Organismi competenti 1. Ogni Stato membro designa, entro i dodici mesi successivi all'entrata in vigore del presente regolamento, l'organismo competente cui spetta l'esecuzione dei compiti previsti dal presente regolamento, in particolare degli articoli 8 e 9, e ne informa la Commissione.
2. Gli Stati membri provvedono affinché la composizione degli organismi competenti sia tale da garantire che detti organismi siano indipendenti e imparziali e applichino in modo coerente le disposizioni del presente regolamento. Gli organismi competenti dispongono in particolare di procedure per prendere in considerazione le osservazioni delle parti interessate, relative ai siti registrati o all'eliminazione o alla sospensione di siti dalla registrazione.
Articolo 19
Comitato 1. La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni del comitato viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa alla votazione.
3. a) La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.
b) Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte.
Articolo 20
Revisione Al più tardi cinque anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione riesamina il sistema alla luce dell'esperienza acquisita durante il suo funzionamento e, se necessario, propone al Consiglio opportune modifiche concernenti in particolare il campo d'applicazione del sistema e l'eventuale introduzione di un logo.
Articolo 21
Entrata in vigore Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile ventun mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 29 giugno 1993.

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