Document ID: 31994D0725

I DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 27 luglio 1994 relativa alle misure decise dal governo francese nel settore suino (Il testo in lingua francese è il solo facente fede) (94/725/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto il regolamento (CEE) n. 2759/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni suine (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1249/89 (2), in particolare l'articolo 21,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni, conformemente all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, e viste tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I 1. Con lettera del 29 ottobre 1993, la Rappresentanza permamente della Francia presso le Comunità europee aveva notificato alla Commissione, in risposta alla sua richiesta di notifica del 14 settembre 1993, una misura decisa a favore del settore suino sotto forma di parziale assunzione a carico degli interessi dovuti da quest'ultimo su prestiti bancari da esso contratti. Successivamente, su domanda della Commissione del 16 dicembre 1993, le autorità francesi le hanno trasmesso informazioni supplementari con lettere del 24 gennaio e del 1o febbrario 1994.
Con lettera del 23 febbrario 1994, la Commissione ha comunicato al governo francese la propria decisione di avviare la procedura descritta all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato CE nei confronti della misura suddetta, in quanto le informazioni fornite sino allora dalle autorità francesi non consentivano di verificare se i massimali autorizzati dalla Commissione stessa per aiuti di questo tipo fossero rispettati.
2. La misura in parola consiste in una riduzione, compresa tra l'1 e il 3 %, degli interessi annuali dovuti per il 1993 su prestiti bancari immobiliari, a tasso agevolato o meno, contratti tra il 1990 e il 1992 dagli allevatori specializzati nella suinicoltura. Scopo della misura è di compensare le spese finanziarie occasionate da prestiti contratti a tassi d'interesse elevati (tassi che sono invece diminuiti nel 1993), in modo da dare ad aziende economicamente efficienti, ma trovantisi per motivi congiunturali in una situazione finanziaria difficile, la possibilità di sormontare la gravissima crisi che colpisce il settore suinicolo. Le autorità francesi hanno stanziato per il finanziamento di tale misura una somma di 30 Mio di FF.
II 1. Nell'ambito della procedura sopra citata, la Commissione ha invitato il governo francese a presentarle le sue osservazioni, le quali le sono effettivamente pervenute con lettere del 29 marzo e del 17 giugno 1994.
Mediante pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), la Commissione ha comunicato la sua decisione ai governi degli altri Stati membri ed agli altri interessati, invitandoli a sottoporre le loro eventuali osservazioni. Queste ultime le sono state presentate dai governi di due Stati membri con lettere rispettivamente dell'11 e del 16 maggio 1994, nonché da altri interessati con lettere del 4 e del 10 maggio 1994. Dette osservazioni sono state rese note alle autorità francesi con lettera del 18 luglio 1994.
2. Le autorità francesi osservano anzitutto che le misure nei confronti delle quali la Commissione ha avviato la procedura illustrata all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato CE rientrano in un complesso di interventi decisi dai pubblici poteri a favore dei suinicoltori danneggiati dalla grave e lunga crisi in cui si trova tale settore [alla fine del primo semestre 1993, riattivazione della partecipazione finanziaria alla cassa di solidarietà professionale (Stabiporc); alla fine del 1993, allungamento della durata dei prestiti a tasso agevolato, conformemente a quanto previsto per altri settori agricoli].
Dette autorità sostengono che la misura riguarda soprattutto mutui non agevolati e soltanto pochi mutui agevolati (prestiti per l'insediamento di giovani agricoltori e prestiti speciali di ammodernamento) ed affermano di aver preso i provvedimenti necessari per far rispettare i limiti fissati dalla Comunità in materia di aiuti agli investimenti nelle aziende agricole. Del resto, in data 1o giugno 1994, esse hanno invitato per iscritto l'organismo incaricato del pagamento a curare che tali limiti non vengano superati.
3. Le osservazioni trasmesse dai governi di altri Stati membri e da altri interessati contengono principalmente le tre critiche seguenti nei confronti della misura decisa dal governo francese:
- anzitutto, la crisi nel settore suino (ribasso dei prezzi, necessario adeguamento dell'offerta alla domanda) ha le stesse conseguenze per i produttori degli altri Stati membri, ma questi non hanno fruito di misure analoghe e sono quindi doppiamente svantaggiati;
- in secondo luogo, la misura francese è illegale essendo stata applicata senza venir preventivamente notificata e senza attendere una decisione della Commissione al riguardo, come prescritto dall'articolo 93 del trattato;
- infine, siffatti aiuti possono avere effetti perversi (ad esempio, mantenere e perfino incrementare la produzione francese) sia in rapporto al funzionamento ciclico del mercato (normalmente, infatti, un ribasso dei prezzi dovrebbe spingere la produzione ad adeguarsi), sia in rapporto agli sforzi compiuti dalla Commissione per tener sotto controllo il mercato delle carni suine nel quadro della politica agraria comune.
III 1. La Commissione è consapevole della crisi che colpisce dal 1993 la suinicoltura europea. Infatti, l'aumento delle capacità registrato in questo settore dal 1990 ha provocato una sovrapproduzione manifestatasi verso la fine del 1992 e aggravatasi nel 1993 - e di conseguenza un crollo dei prezzi. A livello comunitario, il rapporto tra prezzo di vendita del suino e prezzo di costo è sceso così dal 117 % circa nel gennaio 1992 all'85 % nel febbraio 1994 (dati Eurostat).
La Comunità ha presto d'altronde tempestivi provvedimenti per alleviare il mercato, fra l'altro istituendo restituzioni eccezionali all'esportazione verso la Russia.
2. Si noti che, nonostante la crisi, la posizione della Francia sul mercato comunitario ha continuato a consolidarsi negli ultimi due anni, con un aumento della produzione doppio rispetto alla media comunitaria; secondo dati forniti dall'Institut Technique du Porc, di Parigi, la produzione francese sarebbe passata da circa il 13 % della produzione comunitaria nel 1990 a quasi il 14,5 % nel 1993.
IV 1. A norma dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, « sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma, che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza ».
La misura in esame, concessa dallo Stato per determinate produzioni ed in un settore in crisi, caratterizzato da una forte concorrenza tra i produttori dei vari Stati membri, come indicato più sopra ai punti II.3 e III.1, presenta tutti i requisiti per essere considerata un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato. Questo punto non è stato contestato dal governo francese.
2. Fermo restando il principio generale d'incompatibilità enunciato al paragrafo 1 del suddetto articolo 92, sono previste alcune deroghe.
Nella fattispecie, considerando la natura e gli effetti dell'aiuto, le deroghe contemplate all'articolo 92, paragrafo 2 non sono applicabili, né del resto esse sono state invocate dal governo francese.
Non sono neppure applicabili le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), riguardanti gli aiuti destinati a favorire od agevolare lo sviluppo di determinate regioni, giacché l'aiuto di cui trattasi è concesso per l'intero territorio francese. Nemmeno in questo caso, del resto, le autorità francesi si sono richiamate alle citate disposizioni del trattato.
Manifestamente, non si applica nel caso di specie neppure la deroga prevista all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), poiché si tratta di un aiuto che non è destinato né a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo - è vero semmai il contrario, stando alle osservazioni degli altri interessati menzionate più sopra al punto II.3 - né a porre rimedio ad una grave perturbazione dell'economia francese - visto che la crisi rimane circoscritta ad un settore specifico.
Quanto alla deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), riguardante gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche, la Commissione può giudicare compatibili con il mercato comune gli aiuti settoriali che rispondano alle due condizioni seguenti: essere destinati ad agevolare lo sviluppo del settore sotto un profilo comunitario e non alterare le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune.
Ai fini del corretto funzionamento del mercato comune e per tener conto degli obiettivi indicati all'articolo 93, lettera f) del trattato, occorre dare alle deroghe un'interpretazione restrittiva, se non si vogliono avvantaggiare le industrie o le imprese di taluni Stati membri (rafforzandone artificiosamente la posizione finanziaria), pregiudicare gli scambi intracomunitari e falsare la concorrenza, senza alcuna giustificazione fondata sull'interesse comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato.
V 1. Come precisato dalla Commissione nell'avviare la procedura descritta all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, si tratta di una misura di ripianamento dei debiti a favore di una particolare categoria di produttori, misura che può essere giudicata compatibile con il mercato comune soltanto ove siano rispettate le condizioni seguenti:
a) le assunzioni a carico devono riferirsi a prestiti contratti per finanziare investimenti già effettuati;
b) l'equivalente sovvenzione cumulato degli eventuali aiuti già concessi e del nuovo aiuto non può superare i tassi generalmente ammessi dalla Commissione: per gli investimenti riguardanti la produzione primaria, 35 % (75 % nelle zone svantaggiate ai sensi della direttiva 75/268/CEE); per gli investimenti relativi alla trasformazione o alla commercializzazione non esclusi dai criteri settoriali di scelta, 55 % (75 % nelle zone dell'obiettivo n. 1) quando si tratti di progetti conformi ai programmi settoriali o ai criteri generali nell'ambito del regolamento (CEE) n. 866/90, e 35 % (50 % nelle zone dell'obiettivo n. 1) quando si tratti di altri progetti;
c) le assunzioni a carico devono far seguito ad adeguamenti dei tassi per i nuovi prestiti, introdotti per tener conto della variazione del costo del denaro, o devono riguardare aziende agricole che offrano garanzie di efficienza economica, in particolare nel caso in cui gli oneri finanziari risultanti dai prestiti contratti siano tali da mettere in pericolo l'azienda o rischino di provocarne il fallimento.
2. Tenuto conto delle informazioni già fornite dalle autorità francesi, la Commissione non ha espresso dei dubbi sull'osservanza delle condizioni definite più sopra alle lettere a) e c); lo ha fatto invece, non disponendo delle indicazioni necessarie per calcolare l'equivalente sovvenzione della misura, segnatamente in caso di cumulo con altri tipi di aiuti (prestiti o sovvenzioni), riguardo al rispetto della condizione di cui alla lettera b), relativa ai massimali di aiuto.
VI 1. In tale contesto, le osservazioni delle autorità francesi ispirano alla Commissione le considerazioni e le conclusioni sotto esposte.
2. Si noti anzitutto che la garanzia delle autorità francesi quanto al rispetto dei limiti comunitari per gli aiuti agli investimenti nelle aziende agricole, ai fini del cumulo dei vari prestiti, è insufficiente. Infatti, contrariamente a quanto affermato da tali autorità, il provvedimento in esame non costituisce un aiuto agli investimenti, bensì una misura di ripianamento dei debiti che può essere cumulata con diversi aiuti agli investimenti; i massimali di aiuto da rispettare possono quindi differire da quelli di cui le autorità francesi hanno garantito il rispetto.
Non è neppure possibile prendere in considerazione, per un aiuto accordato in modo precipitoso nel 1993, la lettera - d'altronde assai vaga - inviata il 1o giugno 1994 all'organismo incaricato del pagamento dell'aiuto stesso.
Soltanto il calcolo dell'equivalente sovvenzione cumulato dei vari aiuti possibili può quindi comprovare il rispetto dei massimali precisati più sopra al punto V.1.b).
3. Grazie alle nuove informazioni fornite dalle autorità francesi, è ora possibile conoscere tutti gli aiuti cumulabili con la misura in parola e calcolare l'equivalente sovvenzione cumulato dei medesimi.
Dalle lettere inviate dalle autorità francesi in data 29 marzo e 17 giugno 1994, risulta che gli unici altri aiuti di cui i beneficiari potenziali dell'incentivo in oggetto avevano potuto usufruire all'epoca, erano i prestiti per l'insediamento di giovani agricoltori e i prestiti speciali di ammodernamento. Poiché questi due aiuti non possono applicarsi agli stessi investimenti, l'equivalente sovvenzione massimo in caso di cumulo di aiuti per un determinato investimento potrebbe venir calcolato come segue:
- nuovo aiuto da solo: circa 2,85 %, - con un prestito d'insediamento: - in pianura circa 27,2 % (24,33 + 2,85), - in zona svantaggiata circa 36,65 % (33,8 + 2,85), - con un prestito di ammodernamento: - in pianura circa 28,85 % (26 + 2,85), - in zona svantaggiata circa 32,85 % (30 + 2,85).
Va tuttavia osservato che i giovani agricoltori che hanno beneficiato di un prestito d'insediamento hanno potuto ottenere anche un aiuto speciale a titolo di primo insediamento, conformemente all'articolo 10 del regolamento (CEE) n. 2328/91 del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agrarie (4); nel cumulo degli aiuti occorre quindi prendere in considerazione anche questo aiuto speciale. Tra il 1990 e il 1992, l'importo massimo dell'aiuto speciale poteva oscillare tra 100 800 e 178 200 FF in zona montana, tra 67 200 e 110 800 FF in zona svantaggiata, tra 52 000 e 78 000 FF in pianura. Nella seguente tabella è compendiato il calcolo dell'equivalente sovvenzione cumulato degli aiuti all'insediamento (aiuto speciale, prestito e assunzione a carico degli interessi) sulla base di ipotesi estreme di investimenti:
Equivalente sovvenzione in caso di cumulo con gli aiuti all'insediamento (12)() dal 17,3 % al 28,5 % dal 22,4 % al 54 % dal 2,6 % al 4,3 % dal 3,4 % all'8,9 % dal 44,5 % al 55,7 % dal 59 % al 90,7 % dal 29,3 % al 31,5 % dal 40 % al 45,6 %
Dalla tabella emerge quanto segue: i massimali d'aiuto autorizzati dalla Commissione per gli investimenti riguardanti la produzione primaria, pari al 35 % ovvero al 75 % nelle zone svantaggiate ai sensi della direttiva 75/268/CEE, appaiono rispettati quando si tratta di un investimento assai elevato (ad esempio 2 Mio di FF), ma possono venir superati, sia in pianura sia nelle zone svantaggiate, quando l'investimento sia poco elevato (ad esempio 300 000 FF).
4. Si devono pertanto distinguere due casi:
- In caso di assunzione a carico di interessi cumulata con prestiti di ammodernamento, i massimali di aiuto autorizzati dalla Commissione per gli investimenti nella produzione primaria sono rispettati.
In tal caso, l'aiuto in oggetto può quindi fruire della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), ed essere giudicato compatibile con il mercato comune.
- In caso di assunzione a carico di interessi cumulata con aiuti all'insediamento (prestito e aiuto speciale), il rispetto dei suddetti massimali non è garantito.
In tal caso, qualora i massimali autorizzati dalla Commissione risultino superati, l'aiuto in oggetto non può fruire della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), e deve essere quindi giudicato incompatibile con il mercato comune.
VII 1. In materia di aiuti non notificati, è opportuno rammentare che, dato il carattere imperativo delle norme procedurali definite all'articolo 93, paragrafo 3 del trattato, norme che rivestono importanza anche sotto il profilo dell'ordine pubblico e di cui la Corte di giustizia ha riconosciuto gli effetti diretti nelle sue sentenze del 19 giugno 1973 (causa 77/72: Carmine Capolongo contro Azienda Agricola Maya) (5), dell'11 dicembre 1973 (causa 120/73: Gebrueder Lorenz GmbH contro Repubblica federale di Germania) (6), del 22 marzo 1977 (causa 78/76: Steinike e Weinlig contro Repubblica federale di Germania) (7) e del 21 novembre 1991 (causa C-354/90: « Fédération nationale du commerce extérieur des produits alimentaires » e altri contro Francia) (8), il carattere illecito di un aiuto non può essere rettificato a posteriori.
Inoltre, in caso d'incompatibilità di un aiuto con il mercato comune, la Commissione, in conformità con la giurisprudenza della Corte di giustizia - si veda segnatamente la sentenza del 12 luglio 1973 (causa 70/72: Commissione contro Repubblica federale di Germania) (9), confermata dalle sentenze del 24 febbraio 1987 (causa 310/85: Deufil contro Commissione) (10) e del 20 settembre 1990 (causa C-5/89: Commissione contro Repubblica federale di Germania) (11) - può far obbligo agli Stati membri di recuperare presso i beneficiari l'importo di qualsiasi aiuto concesso illegalmente.
2. Il governo francese, avendo concesso l'aiuto in questione senza attendere che la Commissione si pronunciasse al riguardo, non si è attenuto al disposto dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato; ne consegue che, dal punto di vista del diritto comunitario, l'aiuto è illegale fin dal momento in cui è stato accordato.
Trattandosi di un aiuto concesso illegalmente, vale a dire erogato prima che la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato desse luogo a una decisione finale, la parte dell'aiuto giudicata incompatibile con il mercato comune (cfr. più sopra il punto VI.4, secondo trattino) dovrebbe fare l'oggetto di una domanda di recupero.
Benché la Commissione ignori sia l'importo esatto, sia il numero di beneficiari di questo aiuto illegale, le autorità francesi devono senz'altro esserne a conoscenza, visto che si tratta di aiuti statali cumulati. Pertanto, l'aiuto deve essere rimborsato per la parte eccedente i massimali autorizzati dalla Commissione.
Il rimborso deve essere effettuato secondo le procedure e le disposizioni della legislazione francese, in particolare quelle relative agli interessi di mora sui crediti statali, interessi che decorrono dalla data di concessione dell'aiuto.
Tale rimborso è necessario per ripristinare la situazione precedente, sopprimendo tutti i vantaggi finanziari di cui i beneficiari dell'aiuto accordato abusivamente hanno indebitamente fruito a partire dalla data di concessione del medesimo. La necessità del rimborso è ulteriormente convalidata dalla fragilità del mercato in questione.
La presente decisione lascia impregiudicate le conseguenze che la Commissione potrà eventualmente trarre sul piano del finanziamento della politica agraria comune da parte del FEAOG (Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto concesso dal governo francese sotto forma di riduzione, in misura compresa tra l'1 e il 3 %, degli interessi annuali dovuti per il 1993 su prestiti bancari contratti tra il 1990 e il 1992 dai suinicoltori specializzati è illegale, non essendo stato concesso conformemente alle norme procedurali precisate all'articolo 93, paragrafo 3 del trattato.
Articolo 2
L'aiuto concesso dal governo francese sotto forma di riduzione, in misura compresa tra l'1 e il 3 %, degli interessi annuali dovuti per il 1993 su prestiti di ammodernamento contratti tra il 1990 e il 1992 dai suinicoltori specializzati può essere giudicato compatibile con il mercato comune.
Articolo 3
L'aiuto concesso dal governo francese sotto forma di riduzione, in misura compresa tra l'1 e il 3 %, degli interessi annuali dovuti per il 1993 su prestiti per l'insediamento di giovani agricoltori, contratti tra il 1990 e il 1992 dai suinicoltori specializzati, è incompatibile con il mercto comune in virtù dell'articolo 92 del trattato, poiché il rispetto dei massimali di aiuto autorizzati dalla Commissione per gli investimenti nella produzione primaria non è garantito in caso di cumulo con altri aiuti, quali i prestiti per l'insediamento e l'aiuto speciale a titolo di primo insediamento.
Articolo 4
Il governo francese è tenuto ad abolire l'aiuto in esame, che in caso di cumulo non rispetta i massimali di cui all'articolo 3, e ad esigere il rimborso, entro tre mesi dalla data di notifica della presente decisione, della parte dell'aiuto eccedente detti massimali (35 %, 75 % nelle zone svantaggiate).
Il rimborso verrà effettuato secondo le procedure e le disposizioni della legislazione nazionale francese, in particolare quelle relative agli interessi di mora dovuti sui crediti statali. Le somme da rimborsare producono interessi a decorrere dalla data di concessione dell'aiuto.
Articolo 5
Entro tre mesi dalla data di notifica della presente decisione, il governo francese comunica alla Commissione le misure da esso adottate per conformarvisi.
Articolo 6
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 1994.

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