Document ID: 31993D0438

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 30 giugno 1993 relativa ad un procedimento di applicazione dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/33407 - CNSD) (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(93/438/CEE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 e 86 del Trattato (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione della Spagna e del Portogallo, in particolare l'articolo 3, paragrafo 1,
vista la domanda dell'Associazione italiana dei corrieri aerei internazionali (AICAI), presentata conformemente all'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento n. 17,
vista la decisione della Commissione, del 25 settembre 1991, di avviare il procedimento nel presente caso,
dopo aver dato all'associazione di imprese Consiglio nazionale degli spedizionieri doganali (CNSD) la possibilità di far conoscere il suo punto di vista in relazione agli addebiti formulati dalla Commissione, conformemente al combinato disposto dell'articolo 19, paragrafo 1 del regolamento n. 17 e del regolamento n. 99/63/CEE della Commissione, del 25 luglio 1963, relativo alle audizioni previste dall'articolo 19, paragrafi 1 e 2 del regolamento n. 17 del Consiglio (2),
sentito il Comitato consultivo in materia di intese e di posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
I. I FATTI A. Le denunce (1) Alla Commissione sono pervenute varie denunce presentate da imprese industriali, commerciali e di trasporto della Comunità.
(2) I denuncianti deplorano un certo numero di difficoltà incontrate in Italia per l'espletamento delle operazioni di sdoganamento, in relazione all'esercizio dell'atto di dichiarante doganale.
(3) Una delle denunce, presentata dall'AICAI, riguarda tra l'altro la decisione del CNSD relativa alla fissazione delle tariffe da pagare agli spedizionieri per la prestazione dei servizi di sdoganamento richiesti dai corrieri internazionali.
B. Il CNSD (4) L'attività professionale degli spedizionieri doganali è disciplinata in Italia dalla legge del 22 dicembre 1960 n. 1612 (in prosieguo: legge 1612/1960) e dalle norme di applicazione contenute nel D.M. del 10 marzo 1964, nonché dal D.P.R. del 23 gennaio 1973, n. 43, recante approvazione del Testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale (in prosieguo: il D.P.R. n. 43).
(5) Per essere ammessi ad esercitare l'attività di spedizioniere doganale occorre possedere i requisiti richiesti dalla vigente legislazione doganale.
Il D.P.R. n. 43 prevede, in particolare, che la nomina a spedizioniere doganale sia conferita mediante il rilascio di un'apposita patente di validità illimitata.
La patente è subordinata al possesso di requisiti attinenti alla persona del candidato oltre che al superamento di esami, organizzati normalmente ogni tre anni.
(6) L'attività di spedizioniere doganale può essere esercitata sia come lavoratore subordinato alle dipendenze di un'impresa, sia come lavoratore autonomo.
Lo spedizioniere dipendente di un'impresa deve essere in possesso della relativa patente ed è iscritto su un elenco formato e tenuto aggiornato dal competente consiglio compartimentale; possono rappresentare unicamente il proprio datore di lavoro.
Per esercitare l'attività di spedizioniere doganale come lavoratore autonomo bisogna essere in possesso della patente ed essere obbligatoriamente iscritti all'albo nazionale che risulta dall'insieme degli albi compartimentali (attualmente 13: Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia).
Ogni spedizioniere, subordinato o autonomo, può operare unicamente nel dipartimento per il quale è abilitato.
(7) In ogni compartimento vi è un consiglio compartimentale il cui numero di compenenti dipende dal numero degli iscritti all'albo. I componenti sono eletti per un periodo di due anni dagli spedizionieri iscritti all'albo.
(8) Il consiglio compartimentale cura la formazione e la tenuta dell'elenco degli spedizionieri subordinati e dell'albo degli spedizionieri autonomi.
Inoltre, per quanto riguarda gli spedizionieri autonomi, esso è incaricato di vigilare sul comportamento degli iscritti e formula pareri in caso di contestazione tra uno spedizioniere ed uno dei suoi clienti. Ha inoltre il potere di irrogare sanzioni nei confronti degli iscritti.
(9) Il presidente è un funzionario del ministero delle finanze, capo del compartimento doganale d'ispezione. Ogni consiglio compartimentale delibera i corrispettivi per le prestazioni professionali degli spedizionieri da proporre al CNSD per la redazione della tariffa.
(10) Il CNSD ha sede in Roma e si compone di nove membri nominati per tre anni dai componenti dei consigli compartimentali.
Ne fa parte, di diritto, il direttore generale delle dogane ed imposte indirette del ministero delle finanze, con funzioni di presidente.
(11) Il CNSD provvede alla formazione dell'albo nazionale, decide sui conflitti di competenza fra i consigli compartimentali e redige la tariffa per le prestazioni professionali degli spedizionieri: si tratta di una tariffa fissa alla quale gli spedizionieri non possono derogare; eventuali deroghe possono essere decise dal CNSD per casi particolari e a titolo temporaneo.
C. Il mercato (12) Per importare delle merci in Italia o per esportarle è necessario compiere tutta una serie di formalità attinenti alle operazioni di sdoganamento ed al controllo doganale.
Secondo le norme comunitarie è possibile farsi rappresentare per l'esecuzione di tutte queste operazioni da operatori professionali, gli spedizionieri doganali, i quali dietro corrispettivo si incaricano di espletare tali formalità.
Il mercato da prendere in considerazione è, dunque, quello di questi servizi forniti dagli spedizionieri doganali.
(13) Questi servizi sono particolarmente utilizzati dai corrieri aerei internazionali.
I corrieri internazionali operano tramite organizzazioni composte da varie imprese, appartenenti per lo più ad uno stesso gruppo che organizza una rete di collegamenti tra più paesi.
(14) Ogni impresa della rete cura, nel paese di appartenenza, la raccolta (per la spedizione all'estero) e la distribuzione (per la spedizione nel proprio paese) della corrispondenza, dei plichi e dei pacchi nonché tutte le attività accessorie al trasporto. Fra le attività accessorie rientra la dichiarazione doganale. Per quel che riguarda i pacchi, il corriere li preleva presso il mittente e s'impegna a farli pervenire al destinatario.
(15) Il mittente paga il servizio e i diritti doganali, a meno che non dichiari che le spese sono a carico del destinatario. Il costo della dichiarazione doganale è sempre compreso nel corrispettivo computato al mittente. Secondo la prassi, sono a carico del destinatario soltanto i diritti doganali superiori ad un certo importo; circa il 60 % delle spedizioni comporta diritti inferiori a tale importo.
(16) Ciò considerato, il corriere italiano non ha mai contatti con il mittente estero, ma sempre e solo con il mittente italiano e, talora, in caso di superamento dell'importo fissato, con il destinatario italiano per il solo rimborso dei diritti doganali corrisposti.
(17) Normalmente, le varie spedizioni sono conglobate nei centri di smistamento in modo da poter procedere a spedizioni raggruppate per ciascuna destinazione. I rapporti con gli spedizionieri doganali sono quindi quotidiani, numerosi e riguardano un elevato numero di dichiarazioni in dogana per lo più ripetitive.
Grazie a questa organizzazione è possibile assicurare il trasporto dei pacchi in ventiquattro ore per l'Europa ed in quarantotto ore per il resto del mondo.
(18) Nel giugno 1988, alcuni giorni prima dell'entrata in vigore della nuova tariffa adottata dal CNSD e approvata con D.M. del 6 luglio 1988, è stata svolta, per incarico dell'AICAI e a cura di una società di studi di mercato, un'indagine diretta ad accertare il grado di utenza e a valutare il servizio offerto dai corrieri: l'indagine ha interessato un campione di quattrocento imprese rappresentative del mondo industriale italiano.
(19) È risultato dall'indagine che il 41,3 % delle imprese intervistate erano utenti abituali del servizio dei corrieri internazionali; di esse l'80,1 % si rivolge a corrieri privati, come i componenti dell'AICAI, il 4,8 % al CAI (corriere rapido delle poste italiane) e il 15,1 % ai servizi offerti dall'Alitalia.
(20) I motivi del ricorso a tale tipo di servizi sono risultati, per l'86,9 % delle imprese, la rapidità delle consegne, e per il 45,5 %, anche il rispetto dei tempi di consegna promessi.
(21) Per quel che riguarda i paesi di spedizione, per l'83,9 % delle imprese le spedizioni sono fatte in Europa; dall'indagine risulta inoltre che il 77,8 % delle imprese interessate realizza oltre il 35 % del fatturato all'esportazione.
(22) Dato il numero elevato di spedizioni, molti corrieri si avvalgono di spedizionieri loro dipendenti mentre, in caso di ricorso a spedizionieri autonomi, prima dell'entrata in vigore della nuova tariffa approvata, si applicavano accordi che prevedevano una tariffa forfettaria per tutte le spedizioni al di sotto di un certo valore.
(23) In effetti la tariffa adottata dal CNSD il 16 aprile 1970, e rimasta in vigore fino al luglio 1988, prevedeva una riduzione del 35 % sui minimi tariffari a favore delle case di spedizione; nulla era previsto all'epoca a favore dei corrieri, che hanno iniziato la loro attività solo nel 1980. Tuttavia, è stato loro esteso il medesimo regime. Aumenti della tariffa sono stati successivamente decisi dal CNSD ed approvati con decreto ministeriale; tali aumenti sono stati apportati mediante indicazione di un coefficiente di aumento della tariffa del 1970.
La presente decisione concerne la nuova tariffa del 1988, la sola attualmente applicata. Le imprese possono discostarsene unicamente negoziando una deroga, concessa dal CNSD, che permette loro di non applicarla.
D. La tariffa e il decreto di approvazione del 1988 (24) Ai sensi dell'articolo 14 della legge n. 1612/1960, che gli delega la redazione della tariffa per le prestazioni professionali degli spedizionieri doganali sulla base delle proposte dei consigli compartimentali, il CNSD nella seduta del 21 marzo 1988 ha adottato la tariffa attualmente in vigore.
(25) Con decreto del 6 luglio 1988 il ministero delle finanze:
- vista la legge del 22 dicembre 1960, che disciplina l'attività professionale degli spedizionieri doganali,
- vista la delibera di approvazione della tariffa adottata dal consiglio nazionale nella seduta del 21 marzo 1988,
- vista la regolarità del procedimento seguito,
ha approvato la tariffa (articolo 1) e ne ha fissato la data di entrata in vigore al giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana (3) (articolo 2) e cioè il 20 luglio 1988.
(26) La tariffa fissa vari scaglioni basati sul valore o sul peso delle merci da sdoganare e per ogni scaglione indica in talui casi un prezzo fisso e nella maggior parte dei casi una forcella con un prezzo minimo e un prezzo massimo da pagare per l'espletamento delle formalità doganali ad opera dello spedizioniere doganale.
(27) La tariffa ha introdotto un considerevole aumento dei prezzi, ribadendo inoltre quanto segue:
- gli importi indicati si riferiscono ad ogni singola operazione doganale o prestazione professionale,
- la tariffa è inderogabile come previsto all'articolo 5 che vieta ad ogni spedizioniere di applicare importi inferiori a quelli indicati,
- delle deroghe possono essere previste dal CNSD, per casi particolari e, comunque, a titolo temporaneo,
- è dato al CNSD il potere autonomo di concedere deroghe non soggette ad approvazione del Ministero e, dunque, non pubblicate nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana.
(28) L'innovazione che più ha penalizzato i corrieri è stata la modifica degli scaglioni mediante applicazione di un prezzo minimo fisso per le spedizioni, con destinazione in Italia, di valore inferiore a 3 milioni di LIT (cfr. tabella, considerando n. 30).
(29) Infatti, la tariffa precedente prevedeva scaglioni da 0 a 1 milioni di LIT che in seguito aumentavano di 1 milione di LIT fino a 10 milioni; successivamente, l'aumento di ogni scaglione era di 10 milioni. Circa il 60 % delle spedizioni rientravano nel primo scaglione e i diritti doganali erano presi a carico dal corriere.
(30) Raffronto fra le due tariffe:
Importazioni
/* Tabelle: v. GUCE */
Esportazioni
/* Tabelle: v. GUCE */
(31) Raffronto dell'incidenza della vecchia e della nuova tariffa sul valore delle merci in caso di applicazione degli importi sottoindicati
/* Tabelle: v. GUCE */
avuto l'effetto di paralizzare l'attività dei corrieri sia a causa della perdita di tempo che le nuove norme comportavano, sia a causa dei prezzi che la maggior parte dei clienti riterrebbero esorbitanti.
E. Le deroghe (32) Nella seduta dell'11 giugno 1990, il CNSD
- vista la domanda dell'AICAI;
- tenuto conto della sua decisione dell'11 luglio 1989, con la quale erano state escluse (4) dal campo d'applicazione della tariffa le spedizioni di merci di valore non superiore a 350 000 LIT, al netto delle spese di trasporto o altro;
- tenuto conto delle caratteristiche dei servizi forniti dai corrieri internazionali;
- tenuto conto del fatto che i corrieri prendono a carico la totalità dei costi del servizio fornito dagli spedizionieri doganali;
- tenuto conto dell'impegno dei corrieri di apporre sul loro listino prezzi pubblicato, nonché sui documenti che accompagnano la spedizione, la seguente menzione: « Il corrispettivo dei servizi relativi alle operazioni doganali è fissato dal decreto ministeriale del 6 luglio 1988 e dalle eventuali deroghe adottate dal consiglio nazionale ai sensi dell'articolo 6 della tariffa »,
(33) ha deciso:
- di applicare alle spedizioni eseguite dai corrieri internazionali la deroga oggetto della decisione dell'11 luglio 1989 relativamente alle merci di un valore inferiore a 350 000 LIT, al netto delle spese di trasporto e altro;
- il corrispettivo per le operazioni doganali, relativamente alle spedizioni di merci di un valore inferiore a 2 500 000 LIT effettuate dai corrieri internazionali, può essere oggetto di una riduzione che va fino a un massimo del 70 %.
(34) Questa decisione è subordinata alla condizione che i contratti fra lo spedizioniere doganale e il corriere suo cliente vengano depositati dall'AICAI presso il competente consiglio compartimentale per la prima volta anteriormente al 30 luglio 1990 e, in seguito, prima dell'inizio dell'esecuzione del contratto.
(35) Questa decisione permette inoltre ai corrieri di sottrarsi all'obbligo di fatturare individualmente sia al mittente che al destinatario l'importo dovuto per la dichiarazione doganale.
(36) Questa decisione è stata comunicata alla Commissione dalla denunciante AICAI il 4 dicembre 1991.
F. La risposta del CNSD alla comunicazione degli addebiti (37) Con lettera dell'8 gennaio 1992, indirizzata alla Commissione, il CNSD ha addotto gli argomenti seguenti:
- l'accordo concluso fra l'AICAI e il CNSD, concretatosi nella decisione del CNSD dell'11 giugno 1990 e comunicato alla Commissione dall'AICAI il 4 dicembre 1991, ha reso privo di oggetto il presente procedimento, giacché ha eliminato il contenzioso tra l'AICAI e il CNSD,
(38) - le preoccupazioni dell'AICAI, implicite nella lettera del 4 dicembre 1991 e attinenti alla revocabilità della deroga, non hanno ragion d'essere; il ricorso alla deroga è dovuto unicamente al fatto che una modifica formale della tariffa (per la quale sono stati necessari cinque anni di lavoro) richiederebbe tempi troppo lunghi e che, quindi, sarebbe impossibile dare un seguito favorevole alle eventuali e ben giustificate richieste degli operatori del settore,
(39) - d'altra parte, si è formalmente rinunciato alle azioni giudiziarie promosse davanti ai tribunali italiani per ottenere l'annullamento della tariffa essendo venuto meno l'oggetto del contendere, grazie alle deroghe.
II. VALUTAZIONE GIURIDICA A. L'articolo 85, paragrafo 1 1. Le imprese
(40) Il fatto che l'attività degli spedizionieri doganali sia considerata dal diritto italiano una libera professione non osta al fatto che gli spedizionieri doganali sono imprese che esercitano un'attività economica; in effetti, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia e da ultimo la sentenza del 23 aprile 1991, causa C-41/90, Hoefner (5), la nozione di impresa abbraccia qualsiasi entità che esercita un'attività economica, a prescindere dallo status giuridico di detta entità e delle sue modalità di finanziamento.
(41) Di conseguenza, il CNSD è un'associazione d'imprese e le sue decisioni, in quanto organo eletto dai membri per la formazione e tenuta dell'albo, sono decisioni di un'associazione di imprese, il cui scopo è disciplinare l'attività economica dei membri.
2. Decisione d'associazione di imprese
(42) Per quel che riguarda la tariffa, il CNSD ne decide in maniera autonoma il livello e le modalità d'applicazione e si comporta, quindi, come l'organo di un'associazione d'imprese classica. Una volta fissata dal CNSD, la tariffa è approvata con decreto ministeriale; tale approvazione, tuttavia, non ne modifica la natura di decisione d'associazione di imprese, come è segnatamente dimostrato dal fatto che le delibere sulle deroghe alla tariffa non necessitano di approvazione ministeriale; ne consegue che tutte le delibere concernenti la tariffa sono l'espressione della volontà del CNSD.
(43) IL CNSD non potrebbe assolutamente invocare gli obblighi, che gli sarebbero imposti dagli articoli 11 e 14 della legge 1612/1960, e cioè gli obblighi di adottare tariffe fisse che si traducono in pratica in un comportamento idoneo a violare le norme comunitarie in materia di concorrenza.
(44) Secondo la Corte di giustizia (v. ad esempio cause riunite 43/82 e 63/82 VBVB e VBBB/Commissione (6), e causa 123/83 BNIC/Clair (7) il diritto nazionale non può in alcun caso sminuire la forza del diritto comunitario della concorrenza o, ancora meno, ostacolarne o impedirne l'applicazione. L'eventuale esistenza di norme di diritto nazionale che obbligano le imprese ad adottare certi comportamenti o che incaricano, come nel caso di specie, un'associazione di imprese di adottare certi atti, non può in alcun modo impedire che sul piano giuridico la Commissione constati formalmente, per mezzo di una decisione, che l'associazione di imprese CNSD ha commesso una violazione dell'articolo 85, paragrafo 1.
3. Le restrizioni
(45) Le restrizioni della concorrenza derivanti dalla decisione del CNSD del 21 marzo 1988 sono le seguenti:
- la fissazione di una tariffa minima e massima fissa, alla quale non si può derogare individualmente, per ogni prestazione professionale eseguita dagli spedizionieri doganali;
- l'imposizione di modalità obbligatorie per la fatturazione di tale tariffa, come la fattura individuale.
(46) Queste restrizioni limitano la libertà degli spedizionieri doganali non solo per quanto attiene ai prezzi da applicare ai clienti, essendo imposta una parte fissa e uguale per tutti, ma anche per quanto attiene all'organizzazione interna dei clienti stessi la quale potrebbe prevedere l'esecuzione di operazioni raggruppate a costi ridotti; la tariffa impone, invece, una fatturazione individuale ed uniforme delle operazioni.
(47) Il fatto che il CNSD si riservi la possibilità di derogare alla tariffa in casi particolari e a titolo temporaneo, non incide sulla sussistenza delle restrizioni; le deroghe dipendono infatti dal potere discrezionale del CNSD.
Non può essere accettata la tesi del CNSD secondo la quale la concessione di deroghe, e in particolare quella dell'11 giugno 1990 a favore dei membri dell'AICAI, renderebbe privo di oggetto il presente procedimento; infatti, sono tuttora in vigore ed applicate le restrizioni insite nella tariffa e nelle modalità obbligatorie di fatturazione.
Le decisioni del CNSD di derogare alla tariffa e alle modalità obbligatorie di fatturazione hanno come unica conseguenza quella di ridurre, per gli operatori che abbiano ottenuto la deroga, gli effetti negativi delle restrizioni, non già quella di eliminare le restrizioni stesse.
(48) La possibilità offerta dalle disposizioni legislative di dar mandato per l'espletamento delle operazioni doganali ad uno spedizioniere doganale autonomo o ad uno spedizioniere doganale dipendente non è atta a limitare la gravità delle restrizioni. Infatti l'esistenza di spedizionieri doganali dipendenti non ha alcuna influenza sul mercato. Si tratta di impiegati di imprese che hanno scelto questo sistema, considerandolo meno oneroso rispetto al ricorso sistematico agli spedizionieri autonomi. I primi non sono in concorrenza con i secondi, giacché né gli spedizionieri dipendenti né le imprese che li impiegano operano sul mercato in cui sono offerti e richiesti i servizi di espletamento delle formalità doganali.
4. Pregiudizio al commercio tra Stati membri
(49) La tariffa fissata dal CNSD è suscettibile di pregiudicare il commercio fra gli Stati membri nella misura in cui fissa esattamente il prezzo di tutte le operazioni doganali, concernenti le importazioni in Italia e le esportazioni dall'Italia.
(50) Secondo la legislazione italiana vigente, ogniqualvolta le disposizioni in materia doganale prescrivono al proprietario della merce di fare una dichiarazione doganale o di compiere determinati atti o di osservare speciali obblighi e norme, ovvero gli consentono di esercitare determinati diritti, il proprietario stesso può agire a mezzo di un rappresentante, cioè uno spedizioniere doganale dipendente o autonomo.
(51) Ogni società che importa in Italia ed ogni società italiana d'esportazione che non dispone di uno spedizioniere dipendente o, dispone di uno spedizioniere non abilitato a esercitare nel compartimento doganale di esecuzione dello sdoganamento, deve tener conto di questa tariffa e della sua applicazione da parte di tutti gli spedizionieri doganali autonomi.
(52) Inoltre, se si tiene conto che nel 1990 in Italia le importazioni hanno rappresentato circa il 25 % del consumo di beni e le esportazioni circa il 18 % del prodotto interno lordo, e che circa il 58 % delle importazioni è di origine comunitaria e circa il 59 % delle esportazioni è destinato agli altri Stati membri, si deve concludere che il pregiudizio recato al commercio tra Stati membri è stato notevole.
(53) Per di più l'esistenza della tariffa ostacola gli scambi tra il mercato italiano e gli altri mercati comunitari, in quanto rende più costose e più complesse le operazioni doganali. Inoltre, il prezzo non è neanche collegato al livello della qualità del servizio o al tipo del servizio reso; infatti, i minimi e i massimi fissati non hanno alcun nesso con il servizio fornito, ma sono stabiliti con riferimento al valore delle merci o, in altri casi, al suo peso.
B. L'articolo 85, paragrafo 3 (54) In mancanza di notificazione, non si deve esaminare se la decisione del 21 marzo 1988 del CNSD possa beneficiare di un'esenzione.
Nondimeno, si può affermare che non sussistono i presupposti d'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3. Secondo la prassi amministrativa della Commissione e la giurisprudenza della Corte di giustizia, la fissazione concordata dei prezzi e, in particolare, di prezzi minimi non può beneficiare di un'esenzione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La tariffa per le prestazioni professionali degli spedizionieri doganali, adottata dal Consiglio nazionale degli spedizionieri doganali (CNSD) nella seduta del 21 marzo 1988 ed entrata in vigore il 20 luglio 1988, costituisce un'infrazione dell'articolo 85, paragrafo 1 del Trattato.
Articolo 2
Il CNSD è tenuto a prendere tutte le misure necessarie ai fini della cessazione immediata dell'infrazione menzionata all'articolo 1.
Articolo 3
Il CNSD è tenuto ad informare per iscritto gli spedizionieri doganali iscritti all'albo nazionale della presente decisione e dell'avvenuta cessazione dell'infrazione di cui all'articolo 1, precisando le conseguenze pratiche che ne derivano e, in particolare, la facoltà di ogni spedizioniere doganale di sottrarsi all'applicazione della tariffa menzionata all'articolo 1.
Il CNSD è tenuto, entro due mesi della notificazione della presente decisione, a comunicare alla Commissione le informazioni trasmesse agli spedizionieri doganali conformemente al primo comma.
Articolo 4
La presente decisione è destinata al
Consiglio nazionale degli
spedizionieri doganali (CNSD)
Via XX Settembre 3
I-00187 Roma
Fatto a Bruxelles, il 30 giugno 1993.

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