Document ID: 31986R2516

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REGOLAMENTO (CEE) N. 2516/86 DELLA COMMISSIONE
del 4 agosto 1986
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni per cuscinetti a rotolamento originari del Giappone
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare gli articoli 11 e 14,
previa consultazione in sede di comitato consultivo istituito a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
1. Nel gennaio 1985, la Commissione ha ricevuto una richiesta affinché essa procedesse, da un lato, al riesame della sua decisione del 3 giugno 1978 (2) recante accettazione degli impegni sottoscritti da taluni produttori/esportatori giapponesi nel quadro della procedura aperta nel 1977 (3) riguardante le importazioni di supporti per cuscinetti a rotolamento originari del Giappone, e dell'altro all'apertura di un'inchiesta presso i produttori/esportatori giapponesi che non avevano sottoscritto l'impegno oppure non erano stati inclusi nell'inchiesta precedente.
2. Questa denuncia, presentata dalla Federazione delle associazioni europee di fabbricanti di cuscinetti a rotolamento (FEBMA) a nome di una serie di produttori di supporti per cuscinetti a rotolamento che rappresenta praticamente quasi tutta la produzione comunitaria dei prodotti in questione, conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di un cambiamento di circostanze ritenuti sufficienti per giustificare il riesame della succitata decisione e la riapertura dell'inchiesta. Di conseguenza, in un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (1), la Commissione ha annunciato la riapertura di un'inchiesta antidumping riguardante le importazioni nella Comunità di supporti per cuscinetti a rotolamento della sottovoce ex 84.63 D I della tariffa doganale comune e corrispondente al codice Nimexe ex 84.63-12 originari del Giappone.
3. In questo parere, la Commissione ha concesso alle parti interessate un termine per rendere note per iscritto le loro osservazioni e per essere intese.
4. I produttori/esportatori e gli importatori di supporti per cuscinetti a rotolamento nonché i rappresentanti del paese esportatore e i ricorrenti sono stati avvertiti ufficialmente della riapertura dell'inchiesta.
5. Tutti i produttori/esportatori, i ricorrenti nonché taluni importatori hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto e taluni hanno risposto ai questionari loro indirizzati. Alcuni di essi hanno chiesto ed ottenuto di essere intesi.
6. Entro il termine fissato nell'avviso di riapertura, un produttore giapponese di supporti per cuscinetti a rotolamento ha comunicato alla Commissione di essere disposto a collaborare all'inchiesta. Poiché, tuttavia, questo produttore ha affermato di non avere esportato nella Comunità supporti per cuscinetti a rotolamento nel periodo di riferimento, di cui al punto B a), non è stato incluso nell'inchiesta.
7. Non sono state formulate osservazioni dagli utilizzatori comunitari di supporti per cuscinetti a rotolamento.
8. La Commissione ha raccolto tutte le informazioni da essa ritenute necessarie per esaminare e determinare in via preliminare i fatti e le ha verificate nella misura in cui ha potuto disporne in tempo utile.
9. Essa ha proceduto ad un controllo in loco presso le seguenti società:
Produttori/esportatori non comunitari:
1. Asahi Seiko Co. Ltd (Asahi), Osaka,
2. Koyo Seiko Co. Ltd (Koyo), Osaka
3. Nachi Fujikoshi Corporation (Nachi), Tokyo
4. Nippon Pillow Block Sales Co. Ltd (FYH), Tokyo
5. Nippon Seiko KK (NSK), Tokyo
6. NTN Toyo Bearing Ltd (NTN), Osaka
7. Showa Pillow Block Mfg. Co. Ltd (NBR), Osaka
Produttori comunitari:
1. RHP Group plg, Billericay Essex, RU
2. RIV-SKF Industrie Spa, Torino, Italia
3. Schaeffler Waelzlager GmbH, Homburg, RFA.
B. DUMPING
a) Osservazioni a carattere generale
10. L'inchiesta sulle pratiche di dumping riguarda il periodo 1o dicembre 1984 - 31 maggio 1985.
11. Ai fini dell'inchiesta, la società Nippon Pillow Block Manufacturing Co. Ltd e la società Nippon Pillow Block Sales Co. Ltd, stabilite in Giappone, sono state trattate, su loro richiesta, come una sola entità economica. Dai dati comunicati alla Commissione risultava, infatti, che una notevole quota del capitale di queste due società era detenuto (e le funzioni direttive in seno a dette società erano esercitate) dalle stesse persone. È stato inoltre stabilito che la sola attività esercitata dalla società Nippon Pillow Manufacturing Co. Ltd assicurava, a titolo esclusivo, la commercializzazione.
12. Tenuto conto del numero particolarmente elevato di tipi di supporti per cuscinetti a rotolamento esportati dai produttori/esportatori giapponesi nel periodo di inchiesta e dell'impossibilità materiale di stabilire per ciascuno di questi tipi un margine di dumping specifico, la Commissione ha esaminato per ciascun produttore/esportatore interessato un campione rappresentativo di detti supporti, rappresentato da 20 tipi per i quali la cifra d'affari all'esportazione verso la CEE, nel corso di questo periodo, risultava più elevata.
b) Prezzi all'esportazione
13. Le informazioni comunicate hanno consentito di appurare che le esportazioni di supporti per cuscinetti a rotolamento destinate alla Comunità avvenivano direttamente, vale a dire a società stabilite sul territorio della Comunità, o indirettamente, cioè per il tramite di società di intermediazione stabilite in Giappone: queste ultime possono essere talvolta « stabilimenti commerciali » e talvolta altri produttori giapponesi.
14. Nel caso delle esportazioni indirette, il prezzo pagato o pagabile dalla società di intermediazione al produttore viene considerato come il prezzo all'esportazione ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 8, lettera a), del regolamento (CEE) n. 2176/84, tenuto conto del fatto che, al momento della fornitura alla società di intermediazione, il produttore conosceva la destinazione finale delle merci vendute.
15. Per quanto riguarda le esportazioni dirette a società non collegate ai produttori/esportatori e stabiliti nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla base dei prezzi effettivamente pagati o pagabili dalle società.
16. Lo stesso metodo è stato provvisoriamente utilizzato per le esportazioni dirette a destinazione delle filiali, stabilite nella Comunità, dei produttori/esportatori giapponesi. Questa impostazione non significa che, per stabilire i margini di dumping definitivi applicabili ai produttori/esportatori giapponesi collegati a società stabilite nella Comunità, la Commissione rinuncia alla facoltà concessale dall'articolo 2, paragrafo 8, lettera b), del regolamento (CEE) n. 2176/84 succitato, da un lato, di procedere a una ricostruzione dei prezzi all'esportazione a partire dal prezzo di rivendita al primo acquirente indipendente e, dall'altro, di rapportare, se lo ritiene opportuno, il confronto fra il valore normale ed i prezzi all'esportazione ai prezzi all'esportazione così ricostruiti.
c) Valore normale
17. Il valore normale dei supporti per cuscinetti a rotolamento compresi nel campione rappresentativo è stato stabilito, per i produttori/esportatori interessati, sulla base della media ponderata dei prezzi di vendita interni effettivamente pagati o pagabili a questi produttori/esportatori, durante operazioni commerciali normali, per prodotti simili, destinati al consumo interno.
18. Per i produttori/esportatori le cui vendite sul mercato interno ad acquirenti indipendenti vengono effettuate esclusivamente oppure parzialmente per il tramite di società di vendita di cui detengono la totalità o una maggioranza del capitale o che controllano in altro modo, nel fissare la media ponderata di cui sopra, sono stati presi in considerazione i prezzi di vendita interni applicati da queste società agli acquirenti indipendenti. È infatti normale trattare le società di vendita ed il produttore/esportatore al quale sono collegate come una sola unità economica, se nella fattispecie queste società dipendono interamente da questo produttore/esportatore ed espletano per lui sul mercato interno funzioni che, essenzialmente, sono identiche a quelle di una succursale o di un servizio di vendita.
d) Confronto
19. Al fine di procedere ad un confronto equo fra il valore normale ed il prezzo all'esportazione dei supporti per cuscinetti a rotolamento compresi nel campione, la Commissione ha tenuto conto d'ufficio, oppure su richiesta dei produttori/esportatori interessati, di eventuali differenze che possono influire sulla comparabilità dei prezzi, quali le differenze nelle caratteristiche materiali e nelle condizioni di vendita. Tutti i confronti sono stati effettuati allo stesso stadio commerciale, cioè lo stadio uscita produttore/esportatore interessato.
1) Adeguamento per differenze nelle condizioni di vendita
20. Di norma, l'importo di questi adeguamenti è stato determinato sulla base dei dati forniti dal produttore/esportatore interessato. Tuttavia quando il produttore/esportatore interessato non ha fornito elementi sufficientemente probanti, la Commissione ha determinato l'importo degli adeguamenti da effettuare sulla base dei dati forniti dagli altri produttori/esportatori. La Commissione ha ritenuto che equivarrebbe ad incoraggiare la mancanza di collaborazione, ammettere che l'importo dell'adeguamento da operare sui valori normali o sul prezzo all'esportazione di questo produttore/esportatore può, a seconda dei casi, essere inferiore o superiore all'importo più basso o più elevato dell'adeguamento da effettuare sui valori normali o sui prezzi all'esportazione degli altri produttori/esportatori, i cui elementi comunicati sono stati ritenuti sufficienti.
21. Le richieste di adeguamento per differenze nelle condizioni di vendita presentate dai produttori/esportatori giapponesi sono state prese in considerazione soltanto quando gli interessati hanno potuto dimostrare in modo soddisfacente che esisteva una relazione funzionale diretta fra le differenze e le vendite in questione, ciò che in generale si è verificato per le richieste di adeguamento motivate da differenze nelle condizioni di credito, nelle garanzie, nell'assistenza tecnica, nell'assistenza postvendita, nelle commissioni o stipendi pagati ai venditori, nell'imballaggio, nel trasporto, nella movimentazione, nel carico e nei costi accessori.
22. Non è stato effettuato alcun adeguamento per differenze relative alle spese generali e amministrative.
L'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento (CEE) n. 2176/84, che indica gli orientamenti da seguire nell'esame delle richieste di adeguamento per differenze nelle condizioni di vendita, limita, infatti, gli adeguamenti da operare alle sole differenze che presentano una relazione diretta con le vendite considerate e stabilisce, inoltre, chiaramente il principio secondo il quale, di norma, non viene effettuato alcun adeguamento per differenze esistenti nelle spese amministrative e generali, comprese le spese di ricerca e di sviluppo o di pubblicità. Il termine condizioni di vendita, come a più riprese è stato ricordato dalle istituzioni comunitarie, è un concetto tecnico di portata relativamente ristretta, riguardante gli obblighi inerenti ad un contratto di vendita, fissati nel contratto stesso o nelle condizioni generali di vendita stabilite dal venditore.
Questo concetto implica che per poter chiedere un adeguamento per differenze nelle condizioni di vendita, il produttore/esportatore interessato deve dimostrare inequivocabilmente che i costi per i quali l'adeguamento è richiesto, sono in relazione diretta con le vendite, in occasione delle quali sono stati sostenuti, e che questa relazione è funzionale, vale a dire che detti costi sono stati sostenuti per soddisfare le condizioni di vendita. Dato che le spese generali e amministrative non hanno, di norma, come risulta dall'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento (CEE) n. 2176/84, una relazione funzionale diretta con determinate transazioni, la Commissione non ha potuto, per non contravvenire all'articolo 2, paragrafo 9, operare l'adeguamento richiesto nei casi in cui non è riuscita ad ottenere la prova dell'esistenza di detta relazione.
23. La Commissione ha inoltre ritenuto che l'affermazione della società NSK, secondo la quale le spese generali ed amministrative delle sue filiali di vendita interne erano in relazione diretta con le vendite interne poiché queste società concentravano le loro attività esclusivamente sul mercato interno giapponese, non provavano affatto che le spese generali sostenute da queste società di vendita erano state indispensabili per soddisfare gli obblighi inerenti alle vendite da esse effettuate, quali erano stato fissate nei relativi contratti o nelle condizioni generali di vendita loro applicabili.
2) Adeguamento per differenze nello stadio commerciale
24. La richiesta di adeguamento della società NSK, basata su una pretesa differenza nello stadio commerciale di effettuazione delle vendite, prese in considerazione per determinare il valore normale dei sostegni per cuscinetti a rotolamento compresi nel campione rappresentativo, e intesa ad ottenere che le spese generali complessive delle sei filiali di vendita interne di questa società venissero dedotte dai prezzi di vendita da essa praticati, è stata respinta.
25. La differenza adottata da questa società quanto allo stadio commerciale di realizzazione delle vendite da essa effettuate per il tramite delle sue filiali interne sul mercato giapponese è solo formale e non corrisponde ad un esame realistico dei fatti, dato lo stretto legame che esiste fra questa società e le sue filiali interne di vendita. Questa situazione, come è stato indicato al punto 18, ha del resto indotto la Commissione, nel calcolo del valore normale reale dei prodotti manufatti e commercializzati da questa società, a fare astrazione dalla struttura giuridica delle sue filiali di vendita e a trattare questa società e le sue filiali come una sola entità economica.
26. Se la Commissione, in seguito, dovesse ammettere l'esistenza di una differenza dello stadio commerciale e dedurre dai prezzi praticati dalle filiali di vendita della società NSK tutte le spese generali, ciò equivarrebbe a negare la necessità per la Commissione, quando si trova di fronte ad una società che dispone, come è il caso della società NSK, di mezzi finanziari che le consentono di stabilire sul suo mercato interno una struttura sociale, che si distingue nettamente da quella delle altre, di fare astrazione da questa struttura per determinare il valore normale effettivo dei prodotti manufatti da questa società. Inoltre, ciò avrebbe per conseguenza di favorire il ricorso da parte dei produttori/esportatori stranieri a procedimenti che, benché in sé leciti, renderebbero illusori, per quanto li riguarda, qualsiasi meccanismo istituito allo scopo di proteggere i produttori comunitari dalla concorrenza sleale rappresentata dalle pratiche di dumping. Essa avrebbe come conseguenza la penalizzazione indiretta dei piccoli produttori/esportatori stranieri e di conseguenza l'aggravamento delle distorsioni della concorrenza. La Commissione sarebbe quindi indotta ad agire contro una delle finalità stesse dell'azione comunitaria, cioè l'istituzione di un regime che garantisca che la concorrenza non sia falsata nel mercato comune (articolo 3, lettera f) del trattato CEE).
27. È opportuno inoltre rilevare che rifiutandosi di comunicare entro il termine impartito, l'elenco dei suoi clienti sul mercato giapponese, come era stato chiesto dalla Commissione fin dall'apertura dell'inchiesta, questa società non ha fornito alla Commissione i dati che avrebbero consentito a quest'ultima di verificare la fondatezza delle sue dichiarazioni, secondo le quali le vendite interne da essa effettuate ad acquirenti indipendenti per il tramite delle sue filiali interne erano destinate a categorie di acquirenti diverse da quelle alle quali erano destinate le sue vendite dirette ad acquirenti indipendenti e che implicavano costi supplementari.
28. In questo modo, la società NSK non ha fornito la prova che la sua richiesta era giustificata come lo esige l'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento (CEE) n. 2176/84 il quale stabilisce chiramente che quando una parte interessata chiede di prendere in considerazione una differenza per quanto concerne i fattori citati all'articolo 2, paragrafo 9, essa deve fornire la prova che la sua richiesta è giustificata.
3) Adeguamento per dissimmetria nell'impostazione seguita per la determinazione del valore normale, da una parte, e dei prezzi all'esportazione, dall'altra
29. La domanda della società NSK intesa ad ottenere la detrazione delle spese generali sostenute dalle sue filiali interne di vendita nonché il margine ragionevole di profitto sui prezzi di vendita da esse applicati sul mercato interno ad acquirenti indipendenti, è stata respinta.
30. La Commissione ha infatti ritenuto non pertinente la giustificazione addotta dalla NSK a sostegno della sua domanda. Secondo questa società, poiché nei casi dei produttori/esportatori associati agli importatori, tutti i costi degli importatori sono presi in considerazione per determinare il prezzo all'esportazione ricostruito, un metodo identico dovrebbe essere applicato quando il valore viene calcolato sulla base dei prezzi di vendita applicati ad acquirenti dalle filiali interne di vendita di questi produttori/esportatori.
31. Come è stato rilevato a varie riprese dalle istituzioni comunitarie, questo argomento confonde problemi fondamentalmente diversi, cioè la ricostruzione di prezzi all'esportazione sulla base di prezzi di rivendita ad un acquirente indipendente, la determinazione del valore normale dei prodotti manufatti e commercializzati sul mercato interno vendita e, infine, il confronto fra il valore normale ed i prezzi all'esportazione.
32. Indipendentemente da questa considerazione, è opportuno osservare che nella fattispecie non si può parlare di dissimmetria, poiché come rilevato al punto 16, la Commissione non ha ricostruito i prezzi all'esportazione.
e) Margini di dumping
33. Per i produttori/esportatori noti alla Commissione, che hanno collaborato all'inchiesta, il valore normale dei sostegni dei cuscinetti a rotolamento inclusi nel campione è stato confrontato ai prezzi all'esportazione, transazione per transazione, mentre gli adeguamenti, di cui alla lettera d), sono stati effettuati preliminarmente.
34. Questo confronto ha rilevato l'esistenza di pratiche di dumping da parte di tutti i produttori/esportatori.
35. Poiché il margine di dumping constatato per i produttori/esportatori che hanno praticato il dumping variano in funzione dei sostegni presi in considerazione e dello Stato membro destinatario, la Commissione ha fissato per ciascuno di questi produttori/esportatori un margine medio ponderato che, ponderato esso stesso in funzione del valore cif totale all'esportazione di tutti i sostegni per cuscinetti a rotolamento oggetto di un'inchiesta, ammonta a:
1.2 // // % // Asahi Seiko Co, Ltd: // 4,58 // Koyo Seiko Co. Ltd: // 3,48 // Nachi Fujikoshi Corporation: // 1,13 // Nippon Pillow Block Sales Co. Ltd: // 3,77 // Nippon Seiko KK: // 17,99 // NTN Toyo Bearing Ltd: // 9,25 // Showa Pillow Block Mfg. Co. Ltd: // 3,99
36. Per i produttori/esportatori che non si sono espressi entro i termini stabiliti o che, benché si siano espressi, non hanno potuto essere inclusi nell'inchiesta per le ragioni indicate al punto 6, il dumping è stato determinato sulla base dei fatti noti. A questo proposito, la Commissione ha ritenuto che i risultati della sua inchiesta rappresentavano la base più adeguata per calcolare il margine di dumping.
37. La Commissione ha inoltre ritenuto che essa ricompenserebbe la mancata collaborazione o darebbe la possibilità di sottrarsi all'imposizione del dazio, se essa ammettesse che il margine di dumping dei produttori/esportatori succitati può essere inferiore al margine di dumping più elevato (77,99 %) stabilito per i produttori/esportatori che hanno collaborato all'inchiesta. C. PREGIUDIZIO
a) Osservazioni a carattere generale
38. Per determinare l'incidenza che il volume e i prezzi delle importazioni di sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese, effettuate a prezzi di dumping, hanno avuto sulla produzione comunitaria, la Commissione ha tenuto conto dei fattori economici pertinenti di cui al paragrafo 1, lettera c), dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 2176/84.
39. La Commissione ha valutato l'effetto delle importazioni dei sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese sui tre produttori citati al punto 9, le cui produzioni rappresentavano praticamente tutta la produzione comunitaria di detti sostegni.
40. Essa ha ritenuto di non dover tener conto dell'effetto delle importazioni dei sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese sul quarto produttore europeo, citato nella domanda di riesame di cui al punto 1, cioè la società FAG Kugelfischer Georg Schaefer KGaA, poiché i dati di cui dispone le hanno consentito di stabilire che la sua propria produzione di sostegni rappresentava solo una parte insignificante della produzione comunitaria globale.
b) Fattori presi in considerazione
41. Il pregiudizio è stato calcolato tenendo conto dei fattori citati all'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2176/84 per i quali è stato stabilito quanto segue:
1) Volume delle importazioni
42. Gli elementi di prova di cui dispone la Commissione indicano che il volume delle importazioni nella Comunità di sostegni per cuscinetti a rotolamento originari del Giappone, venduti all'esportazione, è aumentato in modo significativo, in cifre assolute, fra il 1981 e il 1985, nonostante un calo spettacolare nel 1981 e 1982, confrontabile nondimeno a quello della produzione di detti sostegni in Europa.
43. Infatti, sulla base dei dati comunicati, la Commissione ha stabilito che queste importazioni le quali raggiungevano 2 811 000 unità nel 1981, dopo essere scese a 2 060 000 unità nel 1982, sono in seguito aumentate ininterrottamente per raggiungere 2 261 000 unità nel 1983 e 2 734 000 nel 1984. Nei primi cinque mesi del 1985, esse ammontavano a 1 477 000 unità; ciò significa che esse sono aumentate di 60 000 unità al mese rispetto al 1981, vale a dire un aumento non trascurabile del 26 %.
2) Prezzo di vendita dei sostegni importati e sottoquotazione
44. Per determinare la sottoquotazione di detti sostegni importati rispetto ai prezzi dei prodotti europei simili, la Commissione, per gli stessi motivi che hanno giustificato la sua decisione di limitarsi ad un campione rappresentativo per determinare se esistevano pratiche di dumping, si è limitata ad un numero ristretto di tipi di sostegni per cuscinetti a rotolamento.
45. Sui 20 tipi che essa aveva preso in considerazione per determinare l'eventuale esistenza o no di pratiche di dumping, per l'esame comparato dei prezzi la Commissione ha considerato quelli che erano comuni a tutti i produttori/esportatori interessati o alla maggioranza di essi.
46. L'analisi dei dati raccolti, riguardanti 4 mercati nazionali della Comunità dove si concentrano le vendite dei sostegni in questione di origine giapponese, ha rivelato che essi venivano venduti a prezzi sensibilmente inferiori a quelli fabbricati in Europa.
47. Dato che i margini di sottoquotazione constatati variavano in funzione dei tipi di sostegno e del luogo di vendita, la Commissione ha fissato un margine medio ponderato per ciascuno dei produttori/esportatori per i quali disponeva dei dati necessari.
48. I margini medi ponderati di sottoquotazione così ottenuti sono del 12,11-21,61 %.
49. Per i produttori/esportatori per i quali non disponeva dei dati necessari, la Commissione ha ritenuto che i risultati sopraindicati rappresentavano la base più adeguata per valutare il margine medio ponderato della sottoquotazione dei prodotti fabbricati/esportati da essi e che equivarrebbe a premiare la mancata collaborazione ammettere che detto margine medio può essere inferiore al margine medio più elevato stabilito per gli altri produttori/esportatori (21,61 %).
50. La Commissione è riuscita a stabilire, inoltre, sulla base dei dati comunicati, che nella maggior parte dei casi i prezzi di vendita dei sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese erano inferiori ai prezzi necessari per coprire i costi di produzione dei produttori comunitari interessati e/o garantire loro un beneficio ragionevole.
3) Impatto sull'industria comunitaria interessata
51. Se le informazioni raccolte dalla Commissione per quanto riguarda l'andamento della produzione, delle vendite, delle scorte, dell'occupazione e della quota di mercato dell'industria comunitaria interessata, nel suo complesso, durante il periodo di rifermento, non consentono di concludere che il volume delle impor tazioni ed il livello di sottoquotazione dei sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese hanno avuto un impatto negativo tangibile su quest'industria, non si può affermare lo stesso per quanto riguarda le informazioni relative ad altri fattori pertinenti, quali i prezzi di vendita dei sostegni per cuscinetti a rotolamento comunitari, lo sfruttamento delle capacità, i benefici ed il rendimento degli investimenti dei produttori comunitari nel settore di detti sostegni.
52. Ne consegue, infatti, dalle informazioni raccolte, che, nel periodo 1o gennaio 1981 - 31 maggio 1985, i produttori comunitari non hanno in generale aumentato i loro prezzi in proporzione identica all'aumento dei loro costi di produzione e all'inflazione; spesso essi hanno venduto i loro prodotti a prezzi inferiori a quelli necessari per coprire i costi di produzione e/o garantire un beneficio ragionevole allo scopo di finanziare gli investimenti indispensabili per mantenere l'apparato di produzione ad un livello accettabile, di compiere i lavori di ricerca e di sviluppo e di retribuire il capitale investito dai loro azionisti. Questa situazione è dovuta chiaramente al livello di sottoquotazione dei sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese e alla quota di mercato di detti sostegni rispetto a quelli di origine comunitaria (40: 60). Gli elementi comunicati dai produttori comunitari indicano del resto che, nella maggior parte dei casi, essi sono stati costretti a finanziare le loro operazioni nel settore dei sostegni per cuscinetti a rotolamento con i benefici che hanno potuto realizzare in altri settori di attività.
53. Per quanto riguarda lo sfruttamento delle capacità, dai dati di cui dispone la Commissione risulta che, nonostante un miglioramento sensibile della situazione complessiva dell'industria comunitaria dopo il 1982, dovuta in parte alla ripresa dell'attività economica e del consumo nella Comunità (di cui i produttori/esportatori giapponesi del resto hanno beneficiato), il tasso di sfruttamento delle capacità dell'industria comunitaria raggiungeva al 31 maggio 1985 soltanto il 72,54 %. Tale percentuale sarebbe stata inoltre sensibilmente inferiore se uno dei produttori comunitari non avesse preso la decisione, nei mesi precedenti il 31 maggio 1985, di ridurre la sua capacità di produzione. L'impossibilità per l'industria comunitaria di aumentare ulteriormente il tassi di sfruttamento delle sue capacità, nonostante la ripresa economica generale, è dovuta manifestamente al richiamo esercitato dai prezzi di vendita dei sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese su una parte della clientela nonché dal timore dei produttori europei di esporsi a difficoltà finanziarie ed economiche mediante una compressione ancora più radicale dei loro prezzi di vendita. Questo timore ha del resto indotto l'unico produttore europeo i cui risultati presentano, per il periodo di riferimento, un bilancio positivo, a ritirarsi dal settore della trasformazione, e a limitare le sue attività di vendita al solo settore in grado di garantirgli un margine di beneficio ragionevole, cioè il settore commerciale in cui dispone, del resto, di una clientela che, finora, si è dimostrata particolarmente fedele nei suoi confronti.
54. Quanto ai risultati ed al rendimento del capitale investito dall'industria comunitaria nel settore dei sostegni per cuscinetti a rotolamento, le cifre fornite dai produttori comunitari rivelano in particolare l'influenza negativa esercitata dalle importazioni di sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese ed il livello della sottoquotazione sull'industria comunitaria, poiché, fatta eccezione per la società RHP la cui situazione, come già è stato detto, è particolare, esse presentano all'incirca gli stessi saldi negativi.
55. I dati raccolti durante l'inchiesta hanno infine confermato l'affermazione contenuta nella richiesta di riesame secondo la quale la forte conorrenza sui prezzi esercitata dalle importazioni di sostegni per cuscinetti a rotolamento originari del Giappone e, quindi, l'impossibilità per i produttori stabiliti sul territorio comunitario di vendere i loro prodotti a prezzi che garantiscano loro un beneficio ragionevole, hanno indotto taluni produttori/esportatori giapponesi, durante il periodo 1o gennaio 1981 - 31 maggio 1985, a sospendere la produzione di detti sostegni sul territorio comunitario e a limitare le loro attività all'esportazione, verso la Comunità, di sostegni fabbricati in Giappone.
c) Valutazione (esistenza di un pregiudizio importante e legame di causalità)
56. Il sensibile aumento delle importazioni di sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese registrato dopo il 1981 (26 %), i livelli delle sottoquotazioni constatati nel periodo 1o dicembre 1984 - 31 maggio 1985, la relazione fra la quota di mercato dei sostegni di origine giapponesi e quella dei produttori comunitari interessati (praticamente 40: 60), l'impatto che ne deriva sull'industria comunitaria per quanto riguarda i prezzi di vendita dei sostegni comunitari, lo sfruttamento delle capacità, i benefici e il rendimento degli investimenti dei produttori comunitari in questo settore, hanno indotto la Commissione a concludere che le importazioni dei sostegni, originari del Giappone, a prezzi di dumping hanno causato un importante pregiudizio all'industria comunitaria.
57. La Commissione ha esaminato se il pregiudizio dall'industria comunitaria poteva essere imputato ad altri fattori, quali l'andamento del consumo dei sostegni per cuscinetti a rotolamento all'interno della Comunità, il volume delle importazioni provenienti da paesi diversi dal Giappone ed il livello dei prezzi di queste importazioni. 58. A seguito di questo esame, la Commissione, è giunta alla conclusione che l'andamento del consumo all'interno della Comunità aveva avuto un impatto benefico sull'industria comunitaria. Infatti, la ripresa del consumo dopo il 1982, congiunta agli sforzi di razionalizzazione e di ristrutturazione fatti dai produttori comunitari nel periodo di riferimento, spiega, in gran parte, perché nonostante il volume delle importazioni di origine giaponese e del livello di sottoquotazione constatato l'industria comunitaria sia tuttavia pervenuta ad aumentare il volume della sua produzione e delle sue vendite; essa spiega inoltre il livello dell'occupazione nel periodo di riferimento.
59. Per quanto riguarda le importazioni provenienti da paesi diversi dal Giappone ed i prezzi dei sostegni importati, gli elementi di informazione di cui dispone la Commissione non le hanno consentito di concludere che queste importazioni avrebbero colpito maggiormente l'industria comunitaria delle importazioni di sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese a prezzi di dumping.
D. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
60. Le difficoltà che l'industria comunitaria di sostegni per cuscinetti a rotolamento continua ad incontrare a causa delle importazioni a prezzi di dumping degli stessi sostegni originari del Giappone, hanno indotto la Commissione a concludere che gli interessi della Comunità esigevano il riesame e la modifica della misura antidumping adottata nel 1978 nei confronti delle importazioni di sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese.
E. DAZIO PROVVISORIO
a) Istituzione
61. Onde prevenire qualsiasi aggravamento del pregiudizio, fino all'adozione delle misure definitive, la Commissione ritiene opportuno istituire un dazio antidumiping provvisorio ad valorem sulle importazioni di sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese.
b) Aliquota del dazio
62. In base agli elementi di cui dispone, la Commissione ritiene che l'aliquota del dazio da applicare ai produttori/esportatori di sostegni per cuscinetti a rotolamento di origine giapponese, non può essere inferiore ai margini ponderati di dumping provvisoriamente stabiliti.
63. A questo proposito la Commissione ha tenuto conto del fatto che i livelli di sottoquotazione constatati per tutti i produttori/esportatori per i quali disponeva delle informazioni necessarie erano, in percentuale, superiori ai margini di dumping provvisoriamente calcolati.
F. SEGUITO DELLA PROCEDURA
64. La necessità di procedere tempestivamente ad una determinazione definitiva dei fatti richiede la fissazione di un termine entro il quale le parti interessate, che hanno risposto entro i termini stabiliti ai questionari loro inviati, possono comunicare le loro osservazioni e chiedere di essere intese,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. Viene istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni dei sostegni per cuscinetti a rotolamento della sottovoce ex 84.63 B I della tariffa doganale comune originari del Giappone.
2. I sostegni di cui al paragrafo 1 sono delle gabbie di ghisa o di lamiera di acciaio imbottita con cuscinetti a sfere interne.
3. L'aliquota del dazio antidumping, espressa in percentuale del prezzo netto, franco frontiera comunitaria, non sdoganato, viene fissata come indicato qui di seguito:
1.2.3.4 // // // // // Esportatori // Prodotti fabbricati da // Marchi di fabbrica o di commer- cializzazione // Aliquota % // // // // // 1. Asahi Seiko Co. Ltd // Asahi Seiko Co, Ltd // ASAHI // 4,58 // 2. Koyo Seiko Co. // Nippon Pillow Block Manufacturing Co. // KOYO // 3,48 // 3. Nachi Fujikoshi Corp. // Asahi Seiko Co. Ltd // NACHI // 1,13 // 4. Nippon Pillow Block Sales Co. Ltd // Nippon Pillow Block Manufacturing Co. // FYH // 3,77 // 5. Nippon Seiko KK // Nippon Seiko KK // NSK O SNR // 17,99 // 6. NTN Toyo Bearing Ltd // NTN Toyo Bearing Ltd // NTN // 9,25 // 7. Showa Pillow Block Mfg. Co. Ltd // Showa Pillow Block Mfg. Co. Ltd // NBR // 3,99 // 8. Altri // - // - // 17,99 // // // //
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 2176/84, le parti interessate a norma del presente regolamento, possono comunicare le loro osservazioni e chiedere di essere intese dalla Commissione nel mese successivo all'entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 3
1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
2. Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 2176/84, esso si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima della scadenza di questo periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 4 agosto 1986.

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