Document ID: 32002D0064

Decisione della Commissione
del 25 luglio 2001
relativa a un presunto aiuto di Stato a favore del gruppo americano Reebok in relazione al suo stabilimento a Rotterdam, Paesi Bassi
[notificata con il numero C(2001) 2383]
(Il testo in lingua olandese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/64/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detto articolo(1), e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 31 luglio 1998 la Commissione ha ricevuto una denuncia secondo la quale il gruppo americano Reebok sarebbe stato indotto ad impiantare la sua nuova fabbrica nel porto di Rotterdam attraverso un aiuto di Stato illegale. In seguito a questa denuncia i servizi della Commissione, il 23 settembre 1998, hanno chiesto informazioni supplementari alle autorità olandesi. Con lettere del 2 ottobre 1998 e del 7 gennaio 1999 le autorità olandesi hanno chiesto una proroga per la risposta, e hanno infine fornito le informazioni richieste con lettera del 2 febbraio 1999.
(2) Con lettera del 9 giugno 1999 la Commissione ha informato i Paesi Bassi della propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE riguardo all'aiuto in oggetto. Con lettera dell'8 settembre 1999 le autorità olandesi hanno trasmesso alla Commissione le proprie osservazioni e ulteriori dati.
(3) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata il 14 agosto 1999 sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni sull'aiuto di cui trattasi. La Commissione ha ricevuto osservazioni in merito da una parte interessata il 14 settembre 1999. Le ha trasmesse ai Paesi Bassi offrendo l'opportunità di commentarle e ha ricevuto le relative osservazioni nel giro di un mese.
(4) Su richiesta le autorità olandesi hanno trasmesso ulteriori informazioni sul presunto aiuto con lettere del 7 luglio 2000, 17 luglio 2000, 6 dicembre 2000, 15 dicembre 2000, 8 febbraio 2001, 9 aprile 2001, 22 maggio 2001, 27 giugno 2001 e 6 luglio 2001. Riunioni con le autorità olandesi hanno avuto luogo il 4 luglio e il 25 ottobre 2000.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEL PRESUNTO AIUTO
(5) Il gruppo americano Reebok ("Reebok") è uno dei maggiori fabbricanti a livello mondiale di calzature sportive in particolare, con attività in circa 170 paesi e un fatturato netto di circa 2,9 miliardi di USD (2,72 miliardi di EUR) nel 1999. I prodotti di Reebok sono fabbricati in Asia e trasportati in Europa per nave.
(6) Nel periodo 1993-1994 Reebok ha riveduto la sua rete di distribuzione in Europa, dove all'epoca aveva otto magazzini di stoccaggio. L'intenzione era quella di ristrutturare la logistica e di dotarsi di un centro di distribuzione per l'Europa, probabilmente nel Benelux, e di due cosiddetti "pick and pack centres" (centri di raccolta e imballaggio). Per l'ubicazione del centro di distribuzione Reebok ha ricevuto diverse offerte. L'impresa ha deciso alla fine di accettare quella di un lotto di 11,4 ha nel Distripark Maasvlakte al porto di Rotterdam. Secondo le autorità olandesi la decisione del gruppo si è basata su considerazioni strategiche come una riduzione dei costi e dei tempi di trasporto.
(7) Secondo il denunciante, Reebok ha ricevuto un aiuto di Stato illegale come incentivo per impiantare il suo centro di distribuzione al porto di Rotterdam, un'area non situata in una regione assistita. Tale aiuto consisterebbe in quattro misure:
- condizioni preferenziali di locazione di un lotto di terreno nel Distripark Maasvlakte a un prezzo di 8,50 NLG per m2 all'anno,
- condizioni preferenziali di accesso a tutta una serie di infrastrutture nell'area,
- una sovvenzione per i costi del lavoro,
- vantaggi doganali, ossia agevolazioni per l'insediamento e il funzionamento delle attività di Reebok da parte della dogana del distretto di Rotterdam.
(8) Le autorità olandesi hanno dichiarato che l'Autorità portuale di Rotterdam (Gemeentelijk Havenbedrijf Rotterdam, GHR), l'impresa incaricata dello sviluppo e della gestione del sito portuale in questione, è un'impresa pubblica che opera tuttavia secondo il "principio dell'investitore privato in un'economia di mercato", e che per i suoi investimenti mira a un rendimento del 7,5 % circa con un periodo medio di ammortamento di 25 anni.
(9) Dette autorità hanno inoltre indicato che il canone di locazione di 8,50 NLG/m2 (3,9 EUR/m2) stabilito per Reebok per l'area di 11,4 ha è un normale prezzo di mercato alla luce della redditività di tutto il progetto di investimento Distripark Maasvlakte, canone del tutto comparabile a quelli di aree concorrenti di altri porti europei. Per quanto riguarda le condizioni di accesso alle infrastrutture, il governo olandese ha spiegato che l'installazione di questo tipo di strutture di base era compreso nell'investimento complessivo nell'area, e che di essa era tenuto conto nel canone di locazione. Ogni utente doveva inoltre pagare l'allacciamento ai servizi di pubblica utilità esistenti, come l'elettricità, il gas, l'acqua e le telecomunicazioni.
(10) Per quanto riguarda la presunta sovvenzione per i costi del lavoro, il governo olandese ha giustificato i finanziamenti in virtù di misure quali la Wet Vermindering Afdracht Loonbelasting en Premie Volksverzekering (WVA, "Legge sulla riduzione dell'imposta sui salari e dei contributi per la sicurezza sociale"), la Jeugdwerkgarantiewet ("Legge sulla garanzia del lavoro dei giovani") e il landelijke Kaderregeling Scholing Werkzoekenden (KSW, "Regime nazionale per la formazione delle persone in cerca di occupazione"), che secondo le autorità olandesi sono misure generali e non costituiscono aiuti ai sensi dell'articolo 87 del trattato CE. Esse hanno inoltre sottolineato che Reebok non avrebbe beneficiato di alcuna agevolazione finanziaria dalla dogana.
(11) Il governo olandese ha tuttavia indicato che la GHR ha concesso, su base ad hoc, una somma di 4,25 milioni di NLG (1,9 milioni di EUR) a titolo di incentivo, da versare in diverse rate in funzione del numero di posti di lavoro supplementari creati, e denominato "incentivo in denaro".
Motivi che giustificano l'avvio del procedimento
(12) La Commissione è giunta alla conclusione che la sovvenzione per il costo del lavoro e le presunte agevolazioni doganali non costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(13) La Commissione non ha potuto tuttavia escludere che l'incentivo in denaro e le condizioni di locazione - compreso l'accesso alle infrastrutture(3) - concesse a Reebok dalla GHR configurino un aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, ed ha avviato il procedimento riguardo a queste due misure.
(14) L'incentivo in denaro di 4,25 milioni di NLG (1,9 milioni di EUR) costituiva apparentemente un aiuto di Stato poiché esso era accordato mediante risorse statali dall'impresa pubblica GHR, e andava a favore di uno specifico gruppo, ossia Reebok. L'aiuto era concesso su base ad hoc, e aveva come unico scopo quello di indurre Reebok a stabilire la sua nuova fabbrica nel Distripark Maasvlakte. Questo punto di vista è corroborato dal fatto che le autorità olandesi lo hanno descritto come "una somma concessa a titolo di incentivo, che verrà versata in diverse rate in funzione del tasso di investimento e del numero di posti di lavoro supplementari da creare". Non è stata fornita alcun'altra giustificazione o argomentazione commerciale, come usano fare gli investitori privati. Rafforzando la posizione finanziaria di Reebok, l'incentivo in denaro minacciava inoltre di falsare la concorrenza e di incidere sugli scambi fra Stati membri sul mercato interno delle calzature nel SEE.
(15) Il canone di locazione di 8,50 NLG/m2 (3,9 EUR/m2) pagato da Reebok per l'area di 11,4 ha è stato stimato come inferiore del 30 % circa al canone medio previsto. La Commissione ha dichiarato che, in linea di principio, un'impresa privata o pubblica può praticare prezzi diversi, ma che le differenze devono essere non discriminatorie e devono essere giustificate da ragioni commerciali, devono cioè risultare da misure concorrenziali dirette ad attirare clienti. Devono essere al tempo stesso garantiti la copertura dei costi e un rendimento ragionevole del capitale investito.
(16) La Commissione ha tuttavia ritenuto improbabile che un investitore privato avrebbe offerto condizioni così favorevoli, soprattutto per il fatto che lo sconto non sembrava risultare da economie di scala. Si trattava apparentemente di un caso di discriminazione in termini di prezzo, e di una misura che non era inoltre conforme al principio dell'investitore privato in un'economia di mercato. In tale contesto bisognava poi tenere conto del fatto che più del 60 % dell'intero Distripark Maasvlakte all'epoca non era ancora affittato, e secondo la Commissione non era certo che i più alti canoni di locazione previsti avrebbero potuto essere praticati. La Commissione ha calcolato che la GHR avrebbe subito una perdita sul capitale investito se per le restanti aree avesse ottenuto solo il canone di 8,50 NLG/m2 (3,9 EUR/m2) concordato con Reebok. Non disponendo di dati più precisi, la Commissione non ha potuto tuttavia esaminare se il canone di locazione praticato per Reebok fosse del tutto paragonabile a quelli di altri porti europei, come ha sostenuto il governo olandese.
(17) In tale fase preliminare di esame, la Commissione non poteva pertanto escludere che le condizioni di locazione preferenziali, fra cui l'accesso alle infrastrutture, costituissero un aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Tali condizioni di locazione erano concesse dalla GHR, che è un'impresa pubblica. Risultavano favorire Reebok rispetto ad altri produttori di calzature sportive nell'Unione europea e minacciavano di falsare il gioco della concorrenza e di incidere sugli scambi fra Stati membri, non solo sul mercato delle calzature nell'Unione europea, ma anche sul mercato dei parchi industriali. La Commissione ha chiesto al governo olandese di fornire ulteriori dati sulla struttura giuridica e l'assetto proprietario della GHR, sui precisi criteri secondo i quali viene concesso l'incentivo in denaro, sui contratti di locazione di altri affittuari, e una documentazione sulle condizioni di locazione di aree equivalenti in altri porti europei.
III. COMMENTI DEI PAESI BASSI
(18) Le autorità olandesi hanno fornito informazioni sulla struttura giuridica e sull'assetto proprietario della GHR. Secondo tali dati la GHR fa capo alla persona giuridica di diritto pubblico "comune di Rotterdam", e non ha personalità giuridica di per se stessa. Nei commenti è stato confermato che la GHR è un'impresa pubblica ai sensi dell'articolo 86 del trattato CE. La GHR è stata costituita per sviluppare, dirigere e gestire il porto e il relativo complesso industriale, fra cui il Distripark Maasvlakte. Dal punto di vista finanziario la GHR è un'entità separata dal resto del comune di Rotterdam, cosa che trova la sua espressione formale nel fatto che redige annualmente un bilancio e un conto profitti e perdite. Essa deve inoltre ammortizzare tutti i suoi investimenti e coprire le spese per il personale, le merci e i servizi con la gestione delle infrastrutture portuali. Le autorità olandesi hanno indicato che la GHR, nello svolgere le sue funzioni, agisce conformemente al principio dell'investitore in un'economia di mercato.
(19) Per quanto riguarda l'incentivo in denaro, le autorità olandesi hanno dichiarato, nella loro lettera dell'8 settembre 1999, che la GHR voleva far partecipare Reebok ai risparmi realizzati e derivanti dall'entità dell'area affittata al gruppo. Esse hanno inoltre dichiarato: "Il pagamento di questo importo a Reebok è legato ai progressi compiuti nella creazione di posti di lavoro. Ogni volta che viene raggiunto un livello previamente convenuto, viene versata una parte dell'incentivo. Reebok ha ora annunciato di aver raggiunto il livello che dà luogo al pagamento dell'intero importo". In una lettera successiva il governo olandese ha dichiarato che la GHR aveva sospeso il pagamento degli importi ancora da versare come incentivo dopo l'avvio del procedimento da parte della Commissione, e che fino a quel momento (1998) essa aveva versato 1,625 milioni di NLG (0,7 milioni di EUR). In seguito alle discussioni in cui la Commissione ha messo in dubbio la giustificazione dell'incentivo in denaro, le autorità olandesi hanno annunciato che stavano valutando la revoca di tale misura e il recupero dell'importo già versato più gli interessi. Con lettera del 21 giugno 2001 il governo olandese ha documentato il recupero di 1,872 milioni di NLG, ossia il valore attualizzato di 1,625 milioni di NLG, inviando alla Commissione una copia di un estratto conto, e la decisione del GHR di annullare l'incentivo in denaro nonché l'impegno di non procedere a nessun altro pagamento a tale titolo.
(20) Per quanto riguarda le condizioni di locazione, le autorità olandesi hanno dichiarato che i prezzi nel Distripark Maasvlakte, nel porto di Rotterdam, sono elevati rispetto a quelli di aree analoghe in altri porti europei. Le autorità olandesi hanno presentato alla Commissione uno studio comparativo svolto in merito da consulenti. Le autorità olandesi hanno inoltre dichiarato che il canone di 8,50 NLG/m2 concordato con Reebok rientrava nella forbice tariffaria applicata ai clienti della categoria "European Distribution Centres", la cui attività non è legata a un porto marittimo e potrebbe essere trasferita all'interno del paese, dove i canoni di locazione sono in generale più bassi. Non erano tuttavia disponibili altri dati sui canoni di locazione per questo tipo di terreni situati più all'interno. Pertanto, su richiesta della Commissione, le autorità olandesi hanno presentato nel dicembre del 2000 un secondo studio svolto da consulenti indipendenti sugli attuali canoni di locazione medi per terreni comparabili più all'interno. Le autorità olandesi hanno altresì fornito le copie di altre due offerte ricevute da Reebok quando il gruppo era ancora alla ricerca di un sito.
(21) Le autorità olandesi hanno poi spiegato che il livello del canone di locazione chiesto dalla GHR dipende da criteri quali il periodo in cui il contratto è concluso, l'ampiezza del lotto o l'interesse presentato dal cliente per la stessa GHR, ad esempio per quanto riguarda il flusso di merci e le entrate che ne derivano per la GHR. Le autorità olandesi ritengono che si tratti di criteri oggettivamente giustificati e che non comportano alcun trattamento discriminatorio. Il canone di locazione concordato per Reebok non comportava inoltre alcuna perdita sull'investimento di GHR nel Distripark Maasvlakte ed era pertanto conforme al principio dell'investitore operante in un'economia di mercato. A sostegno di tale posizione le autorità olandesi hanno fornito calcoli dettagliati dei singoli elementi di costo e di reddito, con la relativa attualizzazione. Hanno inoltre presentato i tabulati con i dati grezzi relativi alle spese, alle entrate e ai risparmi, per permettere alla Commissione di formulare una propria valutazione.
(22) Esse hanno poi presentato i contratti di locazione di tutti gli attuali affittuari, dai quali risulta che i prezzi fissati variano da [...](4) a [...](5). Secondo i dati forniti solo 33,7 degli 86,6 ha del Distripark Maasvlakte(6) sono dati in locazione: è attualmente negoziata la locazione di [...](7), e per [...](8) non vi sono interessati.
(23) Le autorità olandesi hanno altresì fornito calcoli dettagliati relativi ai risparmi sui costi realizzati in virtù delle grandi dimensioni dell'area affittata da Reebok(9). Poiché Reebok ha un'area tre-quattro volte più estesa di un lotto normale, non si è reso necessario costruire la strada di collegamento inizialmente prevista fra terreni occupati normalmente da quattro locatari. I risparmi sono stati inoltre realizzati sui costi dell'allacciamento dei terreni alla rete fognaria, sulla rete antincendio che collega i diversi edifici dei locatari e sulle vie di accesso. Su richiesta della Commissione le autorità olandesi hanno infine fornito un calcolo di questi risparmi effettuato da un'impresa di costruzioni e che conferma quanto riferito.
IV. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(24) In seguito alla pubblicazione della decisione della Commissione di avviare il procedimento, il Regno Unito(10) ha presentato le osservazioni qui riassunte. Il governo britannico approva l'indagine della Commissione sulla concessione a Reebok dell'aiuto in oggetto, che comporta importanti ripercussioni per l'industria calzaturiera del Regno Unito, in quanto la concessione di un aiuto a un'impresa così grande avrebbe effetti negativi per gli altri fabbricanti di calzature sportive che non ricevono questo tipo di sussidi. Dato che le calzature, e in particolare le calzature sportive, sono un prodotto molto sensibile ai prezzi, un aiuto di questa entità ad uno degli operatori sul mercato comporterebbe una distorsione molto grave della concorrenza nel settore. Vi è in particolare un fabbricante di calzature sportive, nel Regno Unito, che subirebbe un grave pregiudizio per la concessione dell'aiuto a Reebok. Tale impresa sostiene che il mancato recupero dell'aiuto concesso a Reebok falserebbe la concorrenza nel settore calzaturiero europeo, e in particolare nel Regno Unito.
V. RISPOSTA DEI PAESI BASSI ALLE OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(25) Le autorità olandesi hanno negato sia che gli accordi fra l'Autorità portuale e Reebok costituiscano un aiuto di Stato, e che tali accordi avrebbero in particolare conseguenze per la posizione dell'impresa citata dalle autorità britanniche. Questa impresa si rivolge principalmente al mercato americano, e solo in esigua misura al mercato britannico. Inoltre, ogni fabbricante di calzature e di altri articoli sportivi ha bisogno di un centro di distribuzione, e gli stessi accordi potrebbero essere conclusi con questi fabbricanti se si installassero a Rotterdam. Inoltre, fino a quel momento, il centro di distribuzione di Rotterdam aveva comportato per Reebok delle perdite finanziarie; calcolato per paio di calzature, l'accordo fra l'Autorità portuale e il gruppo verte su un importo estremamente esiguo. Non vi è pertanto da temere alcuna conseguenza significativa per l'impresa menzionata dal Regno Unito.
VI. VALUTAZIONE DELLA MISURA
(26) In seguito alla revoca dell'incentivo in denaro e al recupero della parte già versata (cfr. considerando 19), il procedimento ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato può considerarsi chiuso sotto questo aspetto.
(27) Per quanto riguarda le condizioni di locazione, non è stato contestato il fatto che esse siano state concesse dalla GHR, che fa capo al comune di Rotterdam e che è pertanto un investitore pubblico. Tuttavia, lo status giuridico dell'investitore non basta a stabilire se le condizioni di locazione per Reebok comportano un elemento di aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Determinante a tale riguardo è se il comportamento dell'investitore pubblico sia o meno comparabile a quello di un investitore privato (principio dell'investitore privato in un'economia di mercato), come ha indicato la Corte di giustizia nella causa Tubacex(11).
(28) Nessun investitore privato è tuttavia presente nel settore in cui svolge le sue attività l'Autorità portuale, ossia gli investimenti nella preparazione o nell'attrezzatura di terreni per clienti privati in un porto (prosciugamento di aree coperte dall'acqua, installazione di infrastrutture come strade, canalizzazioni e altre reti). Queste attività vengono generalmente svolte o da autorità portuali dipendenti dallo Stato o dal comune, o direttamente dagli stessi comuni. Tanto meno gli investitori privati svolgono attività nel campo della preparazione di siti e di infrastrutture per l'installazione di imprese più all'interno.
(29) Non avendo la possibilità di paragonare il comportamento della GHR con il quello di investitori privati la Commissione, come primo passo, ha esaminato il livello dei canoni di locazione per terreni simili in altri porti europei o in zone più all'interno, allo scopo di confrontarli con il canone pagato da Reebok nel Distripark Maasvlakte. In secondo luogo la Commissione ha esaminato se il canone pagato da Reebok genera un utile netto per la GHR che permetta di considerarlo come un "canone di mercato". In terzo luogo la Commissione deve stabilire se il prezzo relativamente basso pagato da Reebok sia oggettivamente giustificato, ad esempio da risparmi sui costi.
(30) Gli studi effettuati da due consulenti indipendenti, e presentati dalle autorità olandesi, mostrano che i canoni di locazione per "terreni asciutti" in altri porti del Nord Europa sono sensibilmente più bassi che a Rotterdam. Dallo studio presentato per primo (e che riguarda fra l'altro i porti di Le Havre, Dunkerque, Zeebrugge, Anversa, Amburgo, Bremerhaven, Moerdijk, Vlissingen, Amsterdam e Rotterdam) risulta che gli affitti medi per il periodo 1993-1998 vanno da 4,75 NLG/m2 a 9,75 NLG/m2 - e quest'ultima cifra, ossia il livello medio più alto, è registrata a Rotterdam. Il secondo studio, che di fatto è incentrato su un'altra questione (vedi considerando 31) fornisce una visione generale dei canoni di affitto massimi per i sei porti maggiori (Rotterdam, Anversa, Amburgo, Brema/Bremerhaven, Dunkerke e Le Havre), che variano all'incirca fra i 14 NLG/m2 e i 4 NLG/m2. Anche fra i canoni di affitto massimi riportati in tale studio, il più elevato è quello di Rotterdam.
(31) A seguito dell'affermazione delle autorità olandesi, secondo la quale Reebok non dipendeva da un sito portuale e avrebbe potuto installare il suo centro di distribuzione più all'interno, dove i terreni sono generalmente meno cari, è stato presentato un altro studio. In tale studio vengono paragonati i canoni di locazione di "siti interni" (non portuali) nel nord della Francia (Pas-de-Calais), in Belgio e nei Paesi Bassi, per tenere conto delle alternative teoriche disponibili per Reebok in base alla sua esigenza di limitare i costi di trasporto. I canoni medi annuali per siti interni riportati da questo studio variano da 0,6 NLG/m2 a 8,3 NLG/m2 e sono generalmente, a parte gli estremi, notevolmente meno cari dei siti portuali.
(32) Dai dati emerge che il canone di locazione pagato da Reebok a Rotterdam si colloca non solo all'interno, ma anche nel segmento superiore della forcella dei canoni praticati sul "mercato", ossia i canoni per i lotti di terreno nei porti nordeuropei o in siti interni. Il fatto di optare per un sito con un canone relativamente alto indica inoltre che Reebok non ha basato la sua decisione principalmente sui costi del terreno, ma anche su criteri strategici generali come le conseguenze di una tale ubicazione dal punto di vista del trasporto. Ciò è avvalorato dal fatto che Reebok ha rifiutato un'offerta per installarsi del tutto gratuitamente in un sito che per 99 anni non avrebbe comportato alcuna spesa. Questo indica d'altro lato che i siti ubicati in altri porti o più all'interno non erano a parere di Reebok del tutto paragonabili. Inoltre, i terreni ubicati in altri porti o all'interno sono anch'essi offerti e gestiti da comuni o imprese pubbliche, e non da investitori privati. Per questo la Commissione chiede, come criterio supplementare da soddisfare per poter considerare il canone pagato da Reebok come un "canone di mercato", che esso generi un utile netto per la GHR.
(33) La Commissione ha quindi esaminato in secondo luogo se l'investimento della GHR nel progetto Reebok era redditizio. Dato che in questo settore non vi sono investitori privati, non è possibile disporre, a fini di confronto, di un tasso di rendimento di mercato su investimenti di questo tipo. Il requisito minimo quindi è che, deducendo i costi del progetto (valore attualizzato al 1o gennaio 1998) dalle entrate (valore attualizzato al 1o gennaio 1998), ne risulti per la GHR un valore attuale netto positivo.
(34) Le autorità olandesi hanno presentato alla Commissione i calcoli della GHR relativi agli elementi di costo e di reddito su un periodo di 25 anni. Secondo tali calcoli le entrate derivanti dal canone pagato da Reebok, al 1o gennaio 1998, ammontavano a [...](12), e il valore attualizzato della parte dei costi totali riferibile a Reebok(13), meno i risparmi sui costi ottenuti grazie a questa impresa, ammontavano a [...](14). Ciò dà luogo a un valore attuale netto positivo di [...](15)(16).
(35) La Commissione ha infine esaminato la questione della differenziazione dei prezzi, ossia il fatto che altri locatari nel Distripark Maasvlakte pagano canoni più elevati. Questa situazione solleva la domanda se la GHR abbia accordato a Reebok un trattamento preferenziale. Le imprese private o pubbliche possono in linea di principio praticare prezzi differenziati, a condizione che la politica in materia di prezzi non porti a perdite sul capitale investito e non abbia carattere discriminatorio nei confronti di altri clienti. Il primo criterio è stato sopra esaminato e può essere considerato come soddisfatto (cfr. considerando 34). Per soddisfare il secondo criterio, le riduzioni di prezzo devono corrispondere ai risparmi realizzati sui costi, ad esempio risparmi derivanti dai maggiori volumi acquistati o risultanti da altre economie di scala.(17)
(36) La media ponderata degli affitti annuali(18) già concordati nel Distripark Maasvlakte e attestati dai contratti presentati alla Commissione è pari a [...](19). Ne deriva che Reebok ha beneficiato di una riduzione di [...](20), o del 15 % circa. Il valore attualizzato dell'importo totale di questa riduzione su un periodo di 25 anni, al 1o gennaio 1998, è secondo i calcoli della Commissione pari a [...](21), cifra inferiore al valore attualizzato dei risparmi sui costi di [...](22)(23), ottenuti in virtù della grande superficie del lotto preso in locazione da Reebok (cfr. anche considerando 23). È quindi possibile stabilire che lo sconto sul canone di locazione concesso a Reebok è giustificato dai risparmi sui costi.
VII. CONCLUSIONI
(37) La Commissione ritiene che le condizioni di locazione sopra descritte siano conformi al principio dell'investitore in un'economia di mercato, e che pertanto esse non costituiscano un aiuto di Stato né contengano elementi di aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE e dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
È chiuso il procedimento di indagine formale relativo all'importo di 4,25 milioni di NLG (1,9 milioni di EUR), concesso a titolo di incentivo, e in merito al quale i Paesi Bassi hanno fornito prove convincenti del fatto che esso è stato revocato e che la somma già versata, inclusi gli interessi dovuti fino alla data del rimborso, calcolati in base al tasso di riferimento, è stata restituita.
Articolo 2
Il canone di locazione pagato da Reebok per il lotto nel Distripark Maasvlakte, nel porto di Rotterdam, conformemente al contratto concluso il 25 giugno 1998 da Reebok e dalla Gemeentelijk Havenbedrijf Rotterdam (Autorità portuale di Rotterdam), non costituisce un aiuto né contiene elementi di aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE e dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE.
Articolo 3
Il Regno dei Paesi Bassi è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 25 luglio 2001.

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