Document ID: 31988D0395

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 15 giugno 1988
che invita l'Italia a revocare le nuove misure adottate al fine di premunirsi contro l'introduzione di organismi nocivi associati a funghi coltivati freschi
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(88/395/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la direttiva 77/93/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro l'introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali (1), modificata da ultimo dalla direttiva 88/272/CEE della Commissione (2), in particolare l'articolo 15, paragrafo 2,
considerando che uno Stato membro, se ritiene che esista un pericolo imminente d'introduzione o di propagazione nel proprio territorio di organismi nocivi, può adottare provvisoriamente le disposizioni complementari necessarie al fine di premunirsi contro questo pericolo, a condizione che comunichi senza indugio agli altri Stati membri e alla Commissione le misure adottate, accompagnate da una relazione sui motivi che le hanno causate, conformemente all'articolo 15, paragrafo 1 della direttiva 77/93/CEE;
considerando che il 22 maggio 1987 l'Italia ha adottato misure che vietano dal 1o giugno al 31 dicembre 1987 l'introduzione nel territorio nazionale di funghi coltivati freschi (decreto del 22 maggio 1987: divieto d'importazione di funghi coltivati freschi) (3);
considerando che nella riunione del comitato fitosanitario permanente tenutasi il 22 giugno 1987 l'Italia ha comunicato agli altri Stati membri e alla Commissione le misure adottate, specificandone i motivi;
considerando che la Commissione, con decisione 87/393/CEE (4), ha invitato l'Italia a revocare le misure adottate al fine di premunirsi contro l'introduzione di organismi nocivi associati a funghi coltivati freschi, in quanto dagli argomenti addotti in tale occasione dalle autorità italiane non risultava che esistesse un pericolo imminente ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1 della direttiva 77/93/CEE;
considerando che l'Italia ha revocato tali misure il 28 ottobre 1987, ma ha adottato lo stesso giorno una nuova normativa recante misure fitosanitarie per l'importazione in Italia di funghi coltivati freschi (Decreto ministeriale del 28 ottobre 1987 concernente misure fitosanitarie per l'importazione di funghi coltivati freschi);
considerando che in virtù delle nuove misure adottate i funghi coltivati freschi possono essere introdotti in Italia soltanto a condizione che:
- sia stata effettuata nel paese d'origine un'analisi di laboratorio dei funghi per accertare l'assenza dei nematodi Ditylenchus myceliophagus e Aphelenchoides composticola;
- i funghi siano accompagnati da un certificato fitosanitario rilasciato dal paese d'origine;
- sullo stesso certificato fitosanitario figuri una «dichiarazione complementare » attestante l'assenza dei nematodi summenzionati e recante il nome del laboratorio in cui è stata eseguita l'analisi;
considerando che le nuove misure adottate dall'Italia impongono le seguenti formalità sul luogo d'importazione:
- prelievo di campioni per analisi di laboratorio, su un terzo delle partite di funghi coltivati freschi, da parte del servizio fitosanitario italiano nel corso dei controlli fitosanitari necessari per il rilascio dei certificati di importazione dei funghi coltivati freschi;
- divieto di commercializzare le partite sottoposte a compionamento fintanto che i risultati delle analisi non siano stati comunicati all'importatore e al ministero dell'agricoltura e delle foreste;
considerando che le autorità italiane, con telescritto in data 5 novembre 1987, hanno informato la Commissione delle nuove misure adottate, ma non le hanno notificate agli altri Stati membri;
considerando tuttavia che l'Italia ha motivato le nuove misure da essa adottate con il fatto che il nematode Ditylenchus myceliophagus era stato identificato con certezza in campioni prelevati su funghi coltivati freschi provenienti da uno Stato membro;
considerando che i funghi coltivati freschi vengono prodotti in condizioni rigorosamente controllate utilizzando substrati di coltivazione trattati in modo da avere i requisiti richiesti per una buona produzione; che pertanto gli eventuali nematodi scoperti in tracce di substrato aderenti ai funghi coltivati freschi raccolti normalmente non dovrebbero più essere patogeni;
considerando che, anche nel caso in cui si riscontrassero nematodi vivi associati a funghi coltivati freschi, questi funghi sono destinati alla vendita per il consumo umano diretto, sicché la presenza di tali nematodi, sebbene dannosa per la qualità dei funghi, non costituisce di per sé un rischio per la funghicoltura in Italia;
considerando che, secondo le conoscenze scientifiche, la presenza dei nematodi Aphlenchoides composticola e Ditylenchus myceliophagus è stata segnalata nella maggior parte dei paesi che coltivano funghi nelle regioni temperate; che l'ubiquità e la frequenza di questi nematodi derivano dalla vasta gamma di ospiti tra i funghi terricoli; che non sono disponibili dati dai quali risulti che i nematodi summenzionati non siano presenti anche in Italia;
considerando che, sebbene da molti anni si sapesse che l'Aphelenchoides composticola e il Ditylenchus myceliophagus potevano risultare dannosi alla funghicoltura e fossero note la loro ubiquità e frequenza, non è stato ritenuto opportuno emanare norme specifiche nei loro confronti nel quadro del regime fitosanitario comunitario al momento dell'adozione della direttiva 77/93/CEE, che nemmeno in seguito si è ritenuto necessario includere i nematodi summenzionati nel campo d'azione delle misure protettive contro l'introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali;
considerando che si può pertanto affermare che l'eventuale presenza dei nematodi considerati in partite di funghi coltivati freschi importati in Italia non costituisce un pericolo imminente ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1 della direttiva 77/93/CEE;
considerando quindi che l'Italia dovrebbe revocare immediatamente le nuove misure che ostacolano l'importazione di funghi coltivati freschi;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'Italia è tenuta a revocare immediatamente il « Decreto ministeriale del 28 ottobre 1987 concernente misure fitosanitarie per l'importazione di funghi coltivati freschi ».
Articolo 2
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 15 giugno 1988.

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