Document ID: 31999R1810

REGOLAMENTO (CE) N. 1810/1999 DELLA COMMISSIONE
del 17 agosto 1999
che istituisce un dazio compensativo provvisorio sulle importazioni di fogli di polietilene tereftalato (PET) originari dell'India
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea(1), in particolare l'articolo 12,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
(1) Nel novembre 1998, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2) (in appresso "avviso di apertura"), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni nella Comunità di fogli di polietilene tereftalato (in appresso "fogli di PET") originari dell'India ed ha iniziato un'inchiesta.
(2) Il procedimento è stato aperto in seguito ad una denuncia presentata da Du Pont de Nemours International SA, Mitsubishi Polyester Film GmbH (ex Hoechst Diafoil GmbH), Toray Plastics Europe SA e Nuroll SpA, che rappresentano una quota maggioritaria della produzione comunitaria di fogli di PET. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di sovvenzioni per detto prodotto e al conseguente pregiudizio grave, considerati sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento.
Prima di aprire il procedimento la Commissione, conformemente all'articolo 10, paragrafo 9, del regolamento (CE) n. 2026/97 (in appresso "regolamento di base"), ha comunicato al governo indiano di aver ricevuto una denuncia debitamente documentata nella quale si affermava che le importazioni sovvenzionate di fogli di PET originarie dell'India erano causa di grave pregiudizio nei confronti dell'industria comunitaria. Il governo indiano è stato invitato a prendere parte a consultazioni finalizzate a chiarire gli elementi della questione e a giungere ad una soluzione concordata. Il governo dell'India ha accettato l'offerta e le consultazioni con i competenti servizi della Commissione si sono tenute a Bruxelles il 9 novembre 1998. Le osservazioni fatte dal governo indiano in merito alle affermazioni contenute nella denuncia relativa alle importazioni oggetto di sovvenzioni e al grave pregiudizio subito dalla Comunità sono state tenute in debito conto.
(3) La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura del procedimento i produttori comunitari, i produttori esportatori, gli importatori e gli utilizzatori notoriamente interessati, nonché i rappresentanti del paese esportatore e il denunziante, e ha offerto alle parti interessate la possibilità di presentare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
Il governo indiano, diversi produttori esportatori e alcuni produttori, importatori e utilizzatori della Comunità hanno reso note le loro osservazioni per iscritto. Tutte le parti che l'hanno richiesta entro i termini fissati nell'avviso di apertura hanno ottenuto un'audizione.
(4) La Commissione ha inviato un questionario a tutte le parti notoriamente interessate e ha ricevuto risposte dal governo indiano e da diversi produttori, importatori e utilizzatori della Comunità e produttori esportatori dell'India.
(5) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione preliminare delle sovvenzioni e del pregiudizio e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
a) Produttori comunitari
- DuPont Polyester Films, Contern, Lussemburgo e Wilton, Regno Unito
- Mitsubishi Polyester Film GmbH, Wiesbaden, Germania
- Nuroll Spa, Caserta, Italia
- Toray Plastics Europe SA, St-Maurice de Beynost, Francia
b) governo indiano
- ministero del Commercio
- dipartimento delle Entrate
- governo del Gujarat
- governo del Maharashtra
- governo dell'Uttar Pradesh
c) Produttori esportatori indiani
- Ester Industries Ltd., New Delhi
- Flex Industries Ltd., Noida
- Garware Plastics & Polyesters Ltd., Mumbai
- India Polyfilms Ltd./Jindal Polyester Ltd., New Delhi (società collegate)
- MTZ Polyesters Ltd., Mumbai
- Polyplex Corp. Ltd., New Delhi
d) Importatori della Comunità collegati a produttori esportatori indiani
- Garware Polyester International Ltd., Harrow, Regno Unito
e) Importatori della Comunità non collegati a produttori esportatori indiani
- Coveme Spa, San Lazzaro di Savena, Italia
- Isolcavi Sas, Monteveglio, Italia
(6) L'inchiesta relativa alle sovvenzioni ha riguardato il periodo dal 1o ottobre 1997 al 30 settembre 1998 (in appresso "periodo dell'inchiesta"). L'esame del pregiudizio ha riguardato il periodo dal 1995 alla fine del periodo dell'inchiesta (in appresso "periodo in esame").
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1. Prodotto in esame
(7) Il prodotto in esame consiste in fogli di polietilene tereftalato (PET) ed è attualmente classificabile ai codici NC 39206219 e 3920 62 90.
(8) Il mercato del prodotto può essere distinto in una serie di segmenti normalmente indicati all'interno del settore come i segmenti magnetico, dell'imballaggio, elettrico, dell'immagine e altri. A seconda del segmento, i fogli di PET possono essere utilizzati, dopo un'ulteriore trasformazione, per videocassette e pellicole fotografiche, come materiale d'imballaggio per alimenti, materiale d'isolamento per motori elettrici, cavi ecc. Ai fini dell'inchiesta, i prodotti sono stati raggruppati in tipi e distinti a seconda del segmento di mercato, dello spessore, delle proprietà di rivestimento, del trattamento superficiale, delle proprietà meccaniche e della chiarezza/opacità.
2. Prodotto simile
(9) Dall'inchiesta è risultato che i fogli di PET prodotti in India e venduti sul mercato interno o esportati verso la Comunità e quelli prodotti e venduti nella Comunità dai produttori comunitari hanno effettivamente caratteristiche fisiche e tecniche e applicazioni identiche e sono pertanto prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 5, del regolamento di base.
C. SOVVENZIONI
1. Introduzione
a) Regimi nazionali
(10) Sulla base delle informazioni contenute nella denuncia e delle risposte al questionario, la Commissione ha esaminato i seguenti cinque regimi, esistenti a livello nazionale, che assertivamente comportano la concessione di sovvenzioni all'esportazione:
- Libretto crediti
- Credito di dazi d'importazione
- Esenzione totale o parziale dal dazio d'importazione sui beni capitali
- Zone di trasformazione per l'esportazione/Unità orientate all'esportazione
- Esenzione dall'imposta sul reddito
I primi quattro regimi sono basati sulla legge sul commercio estero (sviluppo e regolamentazione) del 1992 (in vigore dal 7 agosto 1992) che ha abrogato la legge sul controllo delle importazioni e delle esportazioni del 1947. La legge del 1992 autorizza il governo indiano a emettere comunicazioni relative alla politica in materia di esportazione e importazione. Queste sono riassunte nel documento di politica in materia di esportazione e importazione, emesso ogni cinque anni e aggiornato ogni anno. Nella fattispecie, il documento attinente al periodo dell'inchiesta è quello relativo al periodo 1997-2002.
L'ultimo regime (esenzione dall'imposta sul reddito) è basato sulla legge in materia di imposta sul reddito del 1961, modificata annualmente dalla legge finanziaria.
b) Regimi regionali
(11) Sulla base delle informazioni contenute nella denuncia e delle risposte al questionario, la Commissione ha esaminato anche una serie di regimi che assertivamente comportano la concessione di sovvenzioni da parte di governi o autorità regionali di taluni Stati dell'India.
i) Stato del Gujarat
- Incentivi fiscali alle vendite
- Rimborso dell'imposta sull'elettricità
Il primo regime è basato sulla nuova politica d'incentivi industriali del Gujarat per il periodo 1995-2000. Il secondo è basato sull'articolo 3, paragrafo 2, punto vii), lettere a) e b), della legge relativa all'imposta sul consumo di elettricità di Bombay del 1958, adattata dalla decisione di adeguamento legislativo del Gujarat (Stato e soggetti concorrenti) del 1960.
ii) Stato del Maharashtra
- Incentivi fiscali alle vendite
- Rimborso della tassa daziaria ("octroi")
- Incentivo speciale al capitale
- Esenzione dall'imposta sull'elettricità
Il primo, il secondo e il terzo regime si basano sul sistema d'incentivi del governo del Maharashtra per la diffusione degli imballaggi industriali. Il quarto regime è basato su una comunicazione del governo del Maharashtra relativa all'esenzione dall'imposta sul consumo di elettricità.
iii) Stato dell'Uttar Pradesh
- Incentivi fiscali al commercio
Questo regime è basato sugli incentivi fiscali al commercio concessi dal governo dell'Uttar Pradesh (comunicazioni n. 311 e n. 312 del 31 marzo 1995).
2. Libretto crediti (Passbook Scheme - PBS)
(12) Uno strumento della politica in materia di esportazione e importazione che comporta un'assistenza all'esportazione è il libretto crediti, in vigore dal 30 maggio 1995 al 31 marzo 1997.
a) Ammissibilità
(13) Potevano beneficiare del sistema determinate categorie di esportatori, ossia quelli che fabbricavano prodotti in India e successivamente li esportavano (produttori esportatori), e quelli, anche produttori o soltanto operatori commerciali, cui fosse stato rilasciato un certificato di "Export House/Trading House/Star Trading House/SuperStar Trading House". Gli esportatori della seconda categoria, definita nel documento di politica in materia di esportazione e importazione, dovevano fornire in particolare prova della precedente attività di esportazione.
b) Attuazione pratica
(14) Qualsiasi esportatore ammissibile poteva chiedere un libretto. Questo era un documento in cui era registrato l'importo dei dazi a credito e a debito. Esso era emesso automaticamente per i produttori esportatori riconosciuti e per le case di esportazione/imprese commerciali autorizzate.
(15) All'esportazione di prodotti finiti, l'esportatore poteva chiedere un credito che poteva essere usato per pagare i dazi doganali sulle successive importazioni. Diversi elementi venivano presi in considerazione nel calcolare l'importo del credito da concedere secondo le "Standard Input/Output norms" elaborate dal governo indiano per i prodotti esportati. Le Standard Input/Output norms determinano i quantitativi di materie prime normalmente importate necessari per produrre un'unità del prodotto finito. Esse sono stabilite dallo Special Advance Licensing Committee sulla base di un'analisi tecnica del processo produttivo e di dati statistici globali. In base a queste norme il credito veniva concesso fino ad un importo corrispondente al dazio doganale di base pagabile sui fattori produttivi normalmente importati, usati dall'industria indiana produttrice del prodotto esportato in questione. Un altro elemento era il "valore aggiunto minimo" (VAM), ossia il valore minimo che il produttore indiano doveva aggiungere (in termini di fattori produttivi/costi di manodopera di origine locale) al valore dei fattori importati nel fabbricare i prodotti finiti.
(16) Il credito concesso era registrato nel libretto e poteva essere utilizzato per compensare i dazi doganali dovuti sulle successive importazioni di qualsiasi bene (ad es. materie prime, beni capitali, ecc.) tranne quelli compresi nell, "elenco restrittivo delle importazioni", definito nel quadro della politica in materia di esportazione e importazione. Tale elenco indicava i beni che non potevano essere importati o che potevano essere importati soltanto previo rilascio all'importatore di una licenza speciale da parte del governo indiano. I beni importati non dovevano essere necessariamente attinenti all'effettiva produzione dell'esportatore e potevano essere venduti sul mercato indiano.
(17) I crediti del libretto non erano trasferibili. Il libretto era valido per un periodo di 2 anni dalla data del rilascio. L'eventuale credito esistente alla fine di tale periodo poteva ancora essere utilizzato entro i successivi 12 mesi. Alla fine del terzo anno il credito non utilizzato decadeva. Nell'ambito di questo calendario generale non vi erano termini per la presentazione di richieste di credito per una particolare operazione d'esportazione.
(18) Quando tutti i crediti del libretto erano stati utilizzati, il libretto era chiuso e il titolare doveva pagare una tassa all'autorità competente.
(19) Il governo indiano ha argomentato che il PBS non è compensabile in quanto si tratta di un regime autorizzato di restituzione del dazio. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, punto ii), del regolamento di base, l'esenzione di un prodotto esportato dai dazi/oneri non si considera una sovvenzione a condizione che sia concessa in conformità delle disposizioni degli allegati I, II e III del medesimo regolamento. La lettera i) dell'allegato I (Elenco illustrativo delle sovvenzioni all'esportazione) precisa che la remissione o la restituzione di oneri relativi all'importazione in eccesso rispetto a quelli riscossi sui fattori produttivi importati utilizzati per la realizzazione del prodotto esportato costituiscono sovvenzioni all'esportazione. Inoltre, a norma dell'allegato II del regolamento di base, le autorità inquirenti, nel determinare il consumo dei fattori produttivi nel processo di produzione, devono accertare se la pubblica amministrazione del paese esportatore ha istituito un meccanismo o una procedura che consente di stabilire quali fattori produttivi sono utilizzati nel processo di produzione del prodotto esportato. Nella fattispecie tale meccanismo non esiste. Infatti, il vantaggio concesso in India agli esportatori dei prodotti in questione sotto forma di crediti era automaticamente calcolato in base alle Standard Input/Output norms, indipendentemente dal fatto che i fattori produttivi fossero stati importati o meno, che su di essi fosse stato o meno pagato un dazio o che essi fossero o non fossero stati realmente utilizzati per i prodotti destinati all'esportazione.
Inoltre, con il libretto crediti l'esportatore non era tenuto a importare fattori produttivi effettivi o a utilizzare le merci importate nel processo di produzione. Con questo sistema, infatti, all'esportazione di un prodotto finito un esportatore otteneva un credito il cui importo era basato sull'importo del dazio doganale che si riteneva fosse stato pagato sui fattori produttivi normalmente importati utilizzati nella fabbricazione del prodotto finito. Il credito poteva essere usato per compensare il dazio doganale dovuto su future importazioni di qualsiasi prodotto. Ne derivava un vantaggio per l'esportatore sotto forma di mancato pagamento del dazio sulle importazioni di qualsiasi prodotto (materie prime o beni capitali). Il sistema pertanto consentiva a un esportatore che avesse precedentemente esportato alcuni prodotti di importare merci senza pagare il dazio.
c) Conclusione sul libretto crediti
(20) Il libretto crediti non era un sistema consentito di remissione/restituzione ai sensi del regolamento di base, in quanto il credito non era calcolato in funzione dei fattori produttivi da utilizzare realmente nel processo di produzione. Inoltre, l'esportatore non era tenuto a importare in esenzione doganale merci che dovevano essere utilizzate nel processo di produzione.
In ogni caso, ammesso che il sistema in questione fosse un sistema di remissione/restituzione o di restituzione sostitutiva, non esisteva un meccanismo o una procedura che consentisse di stabilire quali fattori produttivi fossero stati utilizzati nel processo di produzione del prodotto esportato ai sensi dell'allegato I, lettera i), e degli allegati II e III del regolamento di base. A norma dell'allegato II, parte II, punto 5, e dell'allegato III, parte II, punto 3, del medesimo regolamento, qualora si accerti che la pubblica amministrazione del paese esportatore non ha istituito tale meccanismo, si rende necessario un ulteriore esame da parte del paese esportatore sulla base, rispettivamente, degli effettivi fattori produttivi consumati o delle effettive transazioni, al fine di determinare se sia stato effettuato un pagamento eccessivo. Il governo indiano non ha effettuato l'esame in questione. Quindi, la Commissione non ha esaminato se vi era o meno un'eccessiva restituzione degli oneri all'importazione sui fattori produttivi utilizzati nel processo di produzione del prodotto esportato.
(21) Il sistema costituiva una sovvenzione, in quanto il contributo finanziario dato dal governo indiano sotto forma di rinuncia ai dazi all'importazione conferiva un vantaggio al titolare del libretto crediti, che poteva importare merci in esenzione doganale usando crediti ottenuti in base a esportazioni. Si trattava di una sovvenzione condizionata, di diritto, all'andamento delle esportazioni ed è pertanto considerata specifica ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base. Si ritiene inoltre che la condizione del VAM comportasse l'uso preferenziale di merci nazionali rispetto a prodotti importati. A tale riguardo, il sistema del libretto crediti costituiva una sovvenzione specifica ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera b), del regolamento di base.
(22) All'inizio del 1997 il governo indiano ha annunciato che il sistema veniva soppresso e che non avrebbero più potuto essere presentate richieste di credito per operazioni d'esportazione effettuate dopo il 31 marzo 1997. Gli esportatori già in possesso di un libretto possono tuttavia continuare ad usarlo per un periodo di tre anni a decorrere dalla data in cui è stato concesso. Inoltre, non vi è alcun termine di presentazione per le richieste di credito basate su operazioni d'esportazione effettuate prima del 31 marzo 1997. Anche se il sistema è tecnicamente terminato, gli esportatori possono continuare a beneficiarne importando merci in esenzione doganale fino ad esaurimento di tutti i crediti o fino al 31 marzo 2000. In tali circostanze, il sistema si ritiene compensabile.
Va notato che il libretto crediti è stato sostituito dal credito di dazi d'importazione (cfr. il paragrafo 25), che è entrato in vigore con la soppressione del libretto crediti. Benché il credito di dazi d'importazione sia una versione modificata del libretto crediti, durante il periodo dell'inchiesta era possibile beneficiare di entrambi i programmi.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(23) Il vantaggio conferito ai produttori esportatori è stato calcolato in base all'importo del dazio normalmente dovuto sulle importazioni effettuate durante il periodo dell'inchiesta, ma non corrisposto in virtù del sistema. Per determinare l'intero vantaggio conferito dal sistema al beneficiario, si è proceduto ad adeguare detto importo sommando ad esso l'interesse per il periodo dell'inchiesta. Poiché i vantaggi derivanti dalle esenzioni dal dazio all'importazione sono ottenuti regolarmente durante il periodo dell'inchiesta, essi sono equivalenti ad una serie di sussidi. È prassi consueta indicare il vantaggio ottenuto dal beneficiario di un sussidio isolato sommando all'importo nominale del sussidio l'interesse commerciale annuo, in base al presupposto che il sussidio sia stato accordato il primo giorno del periodo dell'inchiesta. Tuttavia, nella fattispecie, è chiaro che i singoli sussidi possono essere stati accordati in qualsiasi momento tra il primo e l'ultimo giorno del periodo dell'inchiesta. Pertanto, invece di sommare l'interesse annuo all'importo complessivo, si ritiene appropriato presumere che sia stato ricevuto un sussidio medio a metà del periodo dell'inchiesta; l'interesse deve quindi coprire un periodo di sei mesi ed è di conseguenza equivalente alla metà del tasso commerciale annuo vigente in India durante il periodo dell'inchiesta, ossia al 7 %. L'importo così determinato (dazio non pagato maggiorato dell'interesse) è stato ripartito sul totale delle esportazioni del periodo dell'inchiesta.
(24) Due società hanno beneficiato del sistema durante il periodo dell'inchiesta e ottenuto sovvenzioni comprese tra lo 0,02 % e lo 0,009 %. Considerato che l'India è un paese in via di sviluppo cui si applica l'allegato VII dell'accordo sulle sovvenzioni dell'OMC e dato che si considera opportuno avere un atteggiamento favorevole nei confronti di tali paesi, senza ridurre sostanzialmente la legittima salvaguardia contro le importazioni sovvenzionate alla quale hanno diritto le imprese comunitarie, i vantaggi ottenuti grazie a questo regime non saranno inclusi nel computo del totale delle sovvenzioni ottenute dalle due società.
3. Credito di dazi d'importazione (Duty Entitlement Passbook Scheme - DEPB)
(25) Un altro strumento della politica in materia di esportazione e importazione che comporta un'assistenza all'esportazione è il credito di dazi d'importazione. Esso è entrato in vigore il 7 aprile 1997, subentrando al sistema del libretto crediti, terminato il 31 marzo 1997. Questo strumento comprende due tipi di credito:
- credito pre-esportazione
- credito post-esportazione.
a) Ammissibilità al credito pre-esportazione
(26) Possono beneficiare del credito pre-esportazione i produttori esportatori (ossia ogni produttore indiano che esporta) e gli operatori commerciali collegati ai produttori. Per essere ammissibile al credito una società deve aver effettuato esportazioni per un periodo di tre anni prima della richiesta di credito.
b) Attuazione pratica
(27) Qualsiasi esportatore ammissibile può chiedere una licenza. La licenza, che è rilasciata automaticamente, comporta la concessione di un importo a credito che può essere utilizzato per compensare i dazi doganali dovuti su future importazioni di merci. Il valore della licenza è calcolato in base al 5 % del valore medio annuo di tutte le esportazioni effettuate dal richiedente nei tre anni precedenti.
(28) La licenza non è trasferibile ed è valida per un periodo di 12 mesi dalla data di rilascio. Quando tutti i crediti sono stati utilizzati, dev'essere pagata una tassa all'autorità competente. La società può quindi chiedere un ulteriore credito, calcolato sempre sulla base del 5 % del valore medio delle esportazioni dei tre anni precedenti.
(29) Il credito pre-esportazione consente di effettuare importazioni in esenzione doganale di fattori produttivi necessari alla produzione di beni. I prodotti importabili in tal modo dipendono dal prodotto da fabbricare e sono stabiliti in base alle Standard Input/Output norms. I fattori produttivi che hanno beneficiato di un'esenzione dal dazio non possono essere utilizzati per scopi diversi dalla produzione del prodotto in questione.
(30) Il beneficio del regime comporta un obbligo d'esportazione. Se utilizza la licenza, il titolare è tenuto ad impiegare i beni come fattori produttivi per la fabbricazione di prodotti finiti destinati all'esportazione. Quando il titolare della licenza ha effettuato esportazioni per un valore che gli attribuisce un credito equivalente al credito pre-esportazione concessogli, il suo obbligo è considerato assolto.
c) Conclusione sul sistema di credito pre-esportazione
(31) Questo sistema di credito non è un sistema consentito di remissione/restituzione o di restituzione sostitutiva ai sensi del regolamento di base, nonostante l'esistenza del requisito dell'utilizzatore effettivo; ciò è dovuto al fatto che, come è del tutto evidente, il credito è calcolato come una percentuale del valore delle esportazioni già effettuate e non in funzione dei fattori produttivi realmente utilizzati nel processo di produzione.
(32) Inoltre, non esiste un meccanismo o una procedura che consenta di stabilire quali fattori produttivi sono utilizzati nel processo di produzione del prodotto esportato e in che quantità. A norma dell'allegato II, parte II, punto 5, e dell'allegato III, parte II, punto 3, del regolamento di base, qualora si constati che la pubblica amministrazione del paese esportatore non ha istituito tale meccanismo, si rende necessario un ulteriore esame da parte del paese esportatore sulla base, rispettivamente, degli effettivi fattori produttivi consumati o delle effettive transazioni, al fine di determinare se sia stato effettuato un pagamento eccessivo. Il governo indiano non ha effettuato l'esame in questione. La Commissione, quindi, non ha esaminato se vi era o meno un'eccessiva restituzione degli oneri all'importazione sui fattori produttivi utilizzati nella produzione del prodotto esportato.
(33) Per poter beneficiare del regime una società deve impegnarsi ad esportare: questa è chiaramente una sovvenzione all'esportazione. Si può concludere pertanto provvisoriamente che il regime è compensabile a norma dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base. Se tuttavia il governo indiano dovesse provare l'esistenza di un efficace sistema di verifica o fornire altre informazioni in tal senso, la Commissione potrà modificare tale conclusione nella fase definitiva del procedimento.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(34) Il vantaggio ottenuto dai produttori esportatori è stato calcolato come illustrato al precedente considerando 23.
(35) Due società hanno beneficiato di questo sistema durante il periodo dell'inchiesta ottenendo sovvenzioni pari all'1,31 % e al 6,84 %.
e) Ammissibilità al credito post-esportazione
(36) Il sistema di credito post-esportazione è molto simile al libretto crediti sopra descritto, di cui costituisce effettivamente un programma di sostituzione. Possono beneficiarne i produttori esportatori (ossia ogni produttore indiano che esporta) e gli operatori commerciali.
f) Attuazione pratica del sistema di credito post-esportazione
(37) Secondo questo sistema, ogni esportatore ammissibile può chiedere crediti che sono calcolati in percentuale del valore dei prodotti finiti esportati. Tali aliquote sono state stabilite dalle autorità indiane per la maggior parte dei prodotti, compresi quelli in questione, in base alle Standard Input/Output norms. Una licenza indicante l'importo del credito concesso è emessa automaticamente.
(38) Il sistema di credito post-esportazione consente l'uso dei crediti per successive importazioni di qualsiasi merce (ad es. materie prime o beni capitali) non figurante nell'elenco restrittivo delle importazioni. I beni importati possono essere venduti sul mercato interno (subordinatamente al pagamento dell'imposta sulle vendite) o utilizzati in altro modo.
(39) I crediti post-esportazione sono liberamente trasferibili. La licenza è valida per un periodo di 12 mesi dalla data di concessione. Quando tutti i crediti sono stati usati, la società deve pagare una tassa all'autorità competente.
g) Conclusione sul sistema di credito post-esportazione
(40) Il sistema è chiaramente condizionato all'andamento delle esportazioni. Quando una società esporta dei prodotti, ottiene un credito che può essere utilizzato per compensare l'importo dei dazi doganali pagabili su future importazioni di qualsiasi merce. Come il libretto crediti, non è un sistema consentito di remissione/restituzione o di restituzione sostitutiva per le stesse ragioni esposte sopra al paragrafo 20. Il sistema costituisce una sovvenzione, in quanto il contributo finanziario dato dal governo indiano sotto forma di rinuncia ai dazi all'importazione conferisce un vantaggio ad una società che può importare merci in esenzione doganale. Si tratta di una sovvenzione condizionata, di diritto, all'andamento delle esportazioni ed è pertanto considerata specifica ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base.
h) Calcolo dell'importo della sovvenzione per il credito post-esportazione
(41) Il vantaggio ottenuto dagli esportatori è stato calcolato in due modi separati a seconda dell'uso delle licenze fatto dalla società.
(42) Nell'ipotesi che la società abbia utilizzato le licenze per effettuare importazioni in franchigia doganale, i vantaggi sono stati calcolati in base al dazio doganale normalmente dovuto sulle importazioni effettuate durante il periodo dell'inchiesta e non corrisposto in virtù del regime di credito post-esportazione.
(43) Nell'ipotesi che la società abbia ceduto le sue licenze, il vantaggio è stato calcolato in base all'ammontare del credito concesso con la licenza indipendentemente dal prezzo cui sono state cedute le licenze. Alcune società hanno sostenuto che il vantaggio considerato dovrebbe limitarsi al prezzo di vendita effettivo della licenza, che è talvolta inferiore al valore nominale dei crediti connessi alla licenza. Tale argomento non può però essere accettato, in quanto la vendita di una licenza ad un prezzo inferiore al valore nominale è una decisione puramente commerciale che non altera l'ammontare del vantaggio ottenuto grazie al sistema.
(44) Per stabilire il vantaggio totale ottenuto dal beneficiario del regime, agli importi di cui sopra sono stati sommati interessi pari al 7 % per il periodo dell'inchiesta; il tasso d'interesse è stato calcolato come indicato sopra al paragrafo 23. L'importo della sovvenzione così determinato è stato ripartito sul totale delle esportazioni del periodo dell'inchiesta.
(45) Quattro società hanno beneficiato di questo regime durante il periodo dell'inchiesta ottenendo sovvenzioni varianti tra il 2,85 % e il 17,81 %.
4. Esenzione totale o parziale dal dazio d'importazione sui beni capitali (Export Promotion Capital Goods Scheme - EPCGS)
(46) Un altro strumento della politica in materia di esportazione e importazione che comporta un'assistenza all'esportazione è il sistema di esenzione per i beni capitali, introdotto il 1o aprile 1990 e modificato il 5 giugno 1995.
a) Ammissibilità
(47) Possono beneficiare di questo sistema i produttori esportatori (ossia ogni produttore indiano che esporta) e gli operatori commerciali. Dal 1o aprile 1997 ne possono beneficiare anche i produttori collegati a operatori commerciali.
b) Attuazione pratica
(48) Per beneficiare del sistema, una società deve fornire alle autorità competenti informazioni particolareggiate sul tipo e sul valore dei beni capitali che devono essere importati. A seconda dei livelli di esportazione che si impegna a realizzare, la società è autorizzata a importare beni capitali a dazio nullo o ridotto. Una licenza che autorizza l'importazione ad aliquote preferenziali è rilasciata automaticamente.
(49) Per soddisfare l'obbligo di esportazione, nella produzione dei beni esportati devono essere stati utilizzati i beni capitali importati.
(50) Per ottenere una licenza occorre pagare la tassa di domanda.
c) Conclusioni sul sistema di esenzione per i beni capitali
(51) Il sistema rappresenta una sovvenzione compensabile, in quanto il pagamento da parte di un esportatore di un dazio ridotto o nullo costituisce un contributo finanziario del governo indiano, la pubblica amministrazione rinuncia ad entrate altrimenti dovute e viene conferito un vantaggio al beneficiario con la riduzione dei dazi pagabili o la totale esenzione dal pagamento dei dazi all'importazione.
(52) La sovvenzione è condizionata, di diritto, all'andamento delle esportazioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base, in quanto non può essere ottenuta senza un impegno ad esportare merci, ed è pertanto considerata specifica.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(53) Il vantaggio conferito agli esportatori è stato calcolato in base all'importo del dazio dovuto sui beni capitali importati non corrisposto, ripartito su un periodo di 18 anni, che riflette il normale ammortamento dei beni capitali effettivamente importati in virtù del regime in questione. L'importo così calcolato imputabile al periodo dell'inchiesta è stato adeguato sommando ad esso gli interessi per il periodo dell'inchiesta in modo da determinare l'intero vantaggio conferito al beneficiario dal sistema. Dato il carattere della sovvenzione, equivalente ad un sussidio unico, è stato ritenuto appropriato il tasso d'interesse commerciale vigente in India durante il periodo dell'inchiesta, ossia il 14 %. L'importo ottenuto è stato ripartito sul totale delle esportazioni del periodo dell'inchiesta.
(54) Sei società hanno beneficiato del sistema durante il periodo dell'inchiesta e ottenuto vantaggi compresi tra l'1,44 % e il 27,66 %.
5. Zone di trasformazione per l'esportazione (Export Processing Zones - EPZ)/Unità orientate all'esportazione (Export Oriented Units - EOU)
(55) Un altro strumento della politica in materia di esportazione e importazione che comporta un'assistenza all'esportazione è il sistema relativo alle zone di trasformazione per l'esportazione/unità orientate all'esportazione, introdotto il 22 giugno 1994.
a) Ammissibilità
(56) Le società situate nelle sette zone franche individuate che si impegnano ad esportare almeno il 75 % della loro produzione possono beneficiare di determinati vantaggi. Gli stessi vantaggi sono accessibili anche alle unità orientate all'esportazione che possono essere situate ovunque in India (dette anche "zone franche autonome"). Queste ultime sono unità franche soggette alla vigilanza delle autorità doganali.
b) Attuazione pratica
(57) Le società situate nelle zone franche e le unità orientate all'esportazione possono ottenere i seguenti vantaggi:
- sospensione della riscossione dei dazi dovuti sugli acquisti di beni capitali durante il periodo di vincolo;
- esenzione dai dazi doganali dovuti sugli acquisti di materie prime e beni di consumo;
- esenzione dalle imposte indirette sui beni acquistati da fonti locali;
- rimborso dell'imposta centrale sulle vendite pagata sui beni acquistati in ambito locale.
(58) Le società situate nelle zone franche e le società che desiderano beneficiare del trattamento previsto per le unità orientate all'esportazione devono presentare una domanda alle autorità competenti. La domanda deve indicare, tra l'altro, per i cinque anni successivi, i quantitativi di produzione programmati, il valore delle esportazioni previsto, il fabbisogno di importazioni e di beni locali. Se le autorità accettano la domanda della società, questa viene informata dei termini e delle condizioni che tale accettazione comporta. Le società delle zone franche e le unità orientate all'esportazione possono essere produttrici di qualsiasi prodotto. Il riconoscimento come società di una zona franca o come unità orientata all'esportazione è valido per un periodo di cinque anni. Esso può essere rinnovato per ulteriori periodi.
c) Conclusioni sulle zone di trasformazione per l'esportazione/unità orientate all'esportazione
(59) Dato che questo regime è stato utilizzato dalle società esclusivamente per l'importazione di beni capitali, la Commissione ha valutato soltanto la compensabilità della sospensione della riscossione dei dazi dovuti sugli acquisti di beni capitali durante il periodo di vincolo.
(60) A questo proposito il sistema comporta la concessione di sovvenzioni compensabili, in quanto le agevolazioni concesse costituiscono contributi finanziari del governo indiano, l'amministrazione rinuncia a entrate altrimenti dovute e viene conferito un vantaggio al beneficiario.
(61) La sospensione della riscossione dei dazi sui beni capitali ha gli stessi effetti di un'esenzione in quanto, fintantoché gli obblighi d'esportazione non sono assolti, è unicamente la società a decidere a sua discrezione se e quando svincolare i beni capitali.
(62) La sovvenzione suindicata è condizionata, di diritto, all'andamento delle esportazioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base, in quanto non può essere ottenuta senza accettazione da parte della società di un obbligo di esportazione, e pertanto è considerata specifica e compensabile.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(63) Una società che operava come unità orientata all'esportazione riconosciuta ha utilizzato il regime in questione per l'importazione di beni capitali. Il vantaggio ottenuto da questo esportatore è stato calcolato perciò con il metodo già illustrato sopra al paragrafo 53 per il sistema di esenzione per i beni capitali (EPCGS).
(64) In base a tale metodo la società ha ricevuto un vantaggio pari allo 0,7 %.
(65) La Commissione ha accertato che un altro produttore esportatore del prodotto in questione, una società collegata a quella operante come unità orientata all'esportazione, era anch'essa un'unità orientata all'esportazione e ha importato beni capitali nel quadro del sistema in esame nella prima metà del periodo dell'inchiesta. In seguito questa società ha rinunciato allo status di unità orientata all'esportazione e ha convertito i beni capitali importati in conformità del sistema delle unità orientate all'esportazione in beni capitali importati in conformità del sistema di esenzione per i beni capitali (EPCGS). Di conseguenza, i beni capitali importati da questa società sono stati tutti esaminati alla luce di quest'ultimo sistema.
6. Esenzione dall'imposta sul reddito (Income Tax Exemption Scheme - ITES)
(66) La legge sull'imposta sul reddito del 1961 costituisce la base giuridica del sistema in oggetto. Detta legge, modificata ogni anno dalla legge finanziaria, pone la base per la riscossione delle imposte e per diverse esenzioni/detrazioni che possono essere chieste. Tra le esenzioni che possono essere chieste dalle imprese vi sono quelle di cui agli articoli 10A, 10B e 80HHC della legge, che prevedono un'esenzione sui proventi delle esportazioni. L'esenzione di cui all'articolo 10A può essere chiesta da imprese situate nelle zone franche, l'esenzione di cui all'articolo 10B da unità orientate all'esportazione e l'esenzione di cui all'articolo 80HHC da qualsiasi impresa che esporti beni.
(67) Tuttavia, poiché nessun esportatore del prodotto in questione si è avvalso di tali esenzioni, non occorre che la Commissione valuti questo regime nel contesto dell'inchiesta.
7. Regimi regionali - Incentivi fiscali alle vendite e al commercio
(68) Gli Stati di Gujarat, Maharashtra e Uttar Pradesh concedono alle imprese industriali ammissibili incentivi sotto forma di esenzione o dilazione del pagamento dell'imposta sulle vendite o dell'imposta sul commercio, per incoraggiare lo sviluppo industriale delle zone economicamente arretrate di tali Stati. Essendo praticamente identici, i due sistemi sono valutati congiuntamente.
a) Ammissibilità
(69) Per poter beneficiare del regime, le imprese devono investire in zone arretrate, devono cioè insediare un nuovo stabilimento industriale o procedere ad un grande investimento per ampliare uno stabilimento esistente o diversificarne la produzione. Dette zone, che rappresentano determinate unità territoriali nei tre Stati, sono classificate secondo il loro grado di sviluppo economico in varie categorie (ad esempio: zone molto arretrate, zone arretrate, altre zone ammissibili, ma anche zone escluse o "bandite"). I criteri principali per la fissazione dell'importo dell'incentivo sono costituiti dalla consistenza dell'investimento e dalla zona nella quale è o sarà insediata l'impresa.
b) Specificità
(70) Possono beneficiare di questi due regimi solo le società che hanno investito in determinate zone geografiche designate nella giurisdizione dello Stato interessato. Essi non sono accessibili alle società insediate al di fuori di tali zone. Il vantaggio varia a seconda della zona.
(71) I due regimi non rientrano tra le deroghe di cui all'articolo 3, paragrafo 2, lettera b), del regolamento di base, in base al quale gli aiuti destinati esclusivamente a determinate imprese possono non essere specifici se la loro ammissibilità è basata su criteri o condizioni oggettivi, poiché, tra l'altro, dovrebbero avere applicazione orizzontale e non favorire determinate imprese rispetto ad altre. I regimi in questione non sono di applicazione orizzontale dato che alcune regioni del paese o dell'entità regionale interessata non sono ammissibili. Il che significa che un'impresa di una regione ammissibile potrà ricevere l'aiuto, mentre un'impresa identica di una regione non ammissibile non potrà riceverlo. Inoltre, due imprese identiche ubicate entrambe in regioni o zone ammissibili possono ricevere importi di aiuto diversi, se i massimali delle regioni o zone interessate sono diversi.
(72) I due regimi sono pertanto specifici ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base.
c) Esame dell'ammissibilità della sovvenzione (Green-light test)
(73) Il governo indiano ha affermato che i suddetti regimi sono sovvenzioni non compensabili in quanto soddisfano i criteri di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento di base e costituiscono pertanto sovvenzioni regionali ammissibili, concesse da ciascuno degli Stati interessati.
(74) A norma del suddetto articolo, per non essere soggette a misure di compensazione, le sovvenzioni a favore di regioni svantaggiate nel territorio del paese di origine e/o di esportazione devono rispondere a certi criteri; in particolare devono essere rispettate le seguenti condizioni: 1) le sovvenzioni devono essere concesse nell'ambito di un piano generale di sviluppo regionale, 2) le regioni interessate devono essere aree geografiche contigue chiaramente delimitate, con un'identità amministrativa ed economica ben definita, e 3) le regioni interessate devono essere considerate svantaggiate sulla base di criteri neutri e oggettivi, enunciati chiaramente in leggi, regolamenti o altri documenti ufficiali. Tra questi criteri deve figurare una valutazione dello sviluppo economico basata almeno su uno dei seguenti fattori: reddito pro capite o reddito delle famiglie pro capite, o PIL pro capite (che non dev'essere superiore all'85 % della media del territorio del paese interessato), o tasso di disoccupazione misurato su un periodo di tre anni (pari almeno al 110 % della media del territorio del paese interessato).
(75) Va notato che le informazioni fornite dal governo indiano in relazione ai regimi regionali erano incomplete. Durante la visita di accertamento e in successive occasioni la Commissione ha chiesto al governo indiano le informazioni necessarie a verificare se tali regimi soddisfino i criteri indicati al paragrafo 74 e possano beneficiare di una deroga. Il governo indiano non ha finora fatto pervenire alcuna informazione in proposito.
(76) Inoltre, le autorità indiane, interrogate dalla Commissione durante la visita di accertamento sui criteri neutri e oggettivi utilizzati per definire una zona svantaggiata, non sono state in grado di fornire le statistiche per poter stabilire tali criteri.
(77) In assenza d'informazioni più precise, la Commissione è costretta a basarsi sugli elementi a sua disposizione e a concludere che la richiesta di deroga avanzata dal governo indiano per questi regimi regionali non è sufficientemente giustificata. Si conclude perciò provvisoriamente che tali regimi sono passibili di misure compensative.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(78) Il vantaggio conferito ai produttori esportatori è stato calcolato in base all'imposta sulle vendite o dell'imposta sul commercio normalmente dovuta durante il periodo dell'inchiesta e non corrisposta. L'importo così calcolato è stato maggiorato degli interessi per il periodo dell'inchiesta in modo da determinare l'intero vantaggio conferito al beneficiario dal sistema. Dato il carattere della sovvenzione, equivalente ad una serie di sussidi, è stato ritenuto appropriato applicare un tasso d'interesse del 7 %, pari alla metà del tasso commerciale vigente in India durante il periodo dell'inchiesta. L'importo ottenuto è stato ripartito sul totale delle vendite del periodo dell'inchiesta.
(79) Sei società hanno beneficiato di questi regimi nel periodo dell'inchiesta e hanno ottenuto sovvenzioni dello 0,15 % e del 5,47 %. Va notato che la sovvenzione dello 0,15 % ricevuta da una società e stata esclusa dal calcolo del totale delle sovvenzioni a favore di tale società per i motivi esposti sopra al paragrafo 24.
8. Regimi regionali - Esenzione dall'imposta sull'elettricità
(80) Gli Stati di Gujarat e Maharashtra concedono alle imprese industriali ammissibili incentivi sotto forma di esenzioni dal pagamento dell'imposta sull'elettricità, per incoraggiare lo sviluppo industriale delle zone economicamente arretrate del loro territorio, in particolare della regione di Marathwada nel Maharashtra. Essendo praticamente identici, i due regimi sono valutati congiuntamente.
a) Ammissibilità
(81) Per poter beneficiare del regime, le imprese devono investire in zone arretrate, devono cioè insediare un nuovo stabilimento industriale o procedere ad un grande investimento per ampliare uno stabilimento esistente o diversificarne la produzione.
b) Specificità
(82) Possono beneficiare di questi regimi solo le società che hanno investito in determinate zone geografiche designate nella giurisdizione degli Stati di Gujarat e Maharashtra. Questi regimi sono specifici ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base per i motivi esposti ai paragrafi 70 e 71.
c) Esame dell'ammissibilità della sovvenzione (Green-light test)
(83) Il governo indiano ha affermato che i suddetti regimi sono sovvenzioni non compensabili in quanto soddisfano i criteri di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento di base.
(84) I criteri di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento di base sono stati descritti sopra al paragrafo 74.
(85) Si ricorda che le informazioni fornite dal governo indiano in relazione ai regimi regionali erano incomplete. In assenza d'informazioni più precise, la Commissione è costretta a basarsi sugli elementi a sua disposizione e a concludere che la richiesta di deroga avanzata dal governo indiano per i regimi di esenzione dall'imposta sull'elettricità non è sufficientemente giustificata. Si conclude perciò provvisoriamente che tali regimi sono passibili di misure compensative.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(86) Il vantaggio conferito ai produttori esportatori è stato calcolato in base all'imposta sull'elettricità normalmente dovuta durante il periodo dell'inchiesta e non corrisposta. L'importo così calcolato è stato maggiorato degli interessi per il periodo dell'inchiesta in modo da determinare l'intero vantaggio conferito dal sistema al beneficiario. Dato il carattere della sovvenzione, equivalente ad una serie di sussidi, è stato ritenuto appropriato applicare un tasso d'interesse del 7 %, pari alla metà del tasso commerciale vigente in India durante il periodo dell'inchiesta. L'importo ottenuto è stato ripartito sul totale delle vendite del periodo dell'inchiesta.
(87) Due società hanno beneficiato di questi regimi nel periodo dell'inchiesta e hanno ottenuto sovvenzioni rispettivamente dello 0,25 % e del 4,13 %. Va notato che la sovvenzione dello 0,25 % ricevuta da una società è stata esclusa dal calcolo del totale delle sovvenzioni a favore di tale società per i motivi esposti sopra al paragrafo 24.
9. Regimi regionali - Rimborso della tassa daziaria ("octroi")
(88) Lo Stato di Maharashtra concede alle imprese industriali ammissibili incentivi sotto forma di un rimborso della tassa daziaria, che è un'imposta riscossa in India dalle autorità locali sui beni che entrano nel territorio di una città o di un distretto. L'importo totale rimborsabile è limitato al 100 % dell'investimento in capitale fisso. Il periodo durante il quale una società può avvalersi di tale rimborso varia a seconda della zona in cui essa è ubicata.
a) Ammissibilità
(89) Per poter beneficiare del regime, le imprese devono investire in zone arretrate, devono cioè insediare un nuovo stabilimento industriale o procedere ad un grande investimento per ampliare uno stabilimento esistente o diversificarne la produzione.
b) Specificità
(90) Possono beneficiare di questi regimi solo le società che hanno investito in determinate zone geografiche designate nella giurisdizione dello Stato di Maharashtra. Questi regimi sono specifici ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base per i motivi esposti ai paragrafi 70 e 71.
c) Esame dell'ammissibilità della sovvenzione (Green-light test)
(91) Il governo indiano ha affermato che il suddetto regime è una sovvenzione non compensabile in quanto soddisfa i criteri di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento di base.
(92) I criteri di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento di base sono stati descritti sopra al paragrafo 74.
(93) Si ricorda che le informazioni fornite dal governo indiano in relazione ai regimi regionali erano incomplete. In assenza d'informazioni più precise, la Commissione è costretta a basarsi sugli elementi a sua disposizione e a concludere che la richiesta di deroga avanzata dal governo indiano per il regime di rimborso della tassa daziaria non è sufficientemente giustificata. Si conclude perciò provvisoriamente che tale regime è passibile di misure compensative.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(94) Il vantaggio conferito ai produttori esportatori è stato calcolato in base all'imposta sull'elettricità normalmente dovuta durante il periodo dell'inchiesta e non corrisposta. L'importo così calcolato è stato maggiorato degli interessi per il periodo dell'inchiesta in modo da determinare l'intero vantaggio conferito dal sistema al beneficiario. Dato il carattere della sovvenzione, equivalente ad una serie di sussidi, è stato ritenuto appropriato applicare un tasso d'interesse del 7 %, pari alla metà del tasso commerciale vigente in India durante il periodo dell'inchiesta. L'importo ottenuto è stato ripartito sul totale delle vendite del periodo dell'inchiesta.
(95) Una società ha beneficiato di questo regime durante il periodo dell'inchiesta e ha ottenuto una sovvenzione pari all'1,46 %.
10. Regimi regionali - Incentivo speciale al capitale
(96) Un altro regime di cui possono avvalersi le imprese nello Stato del Maharashtra è quello dell'incentivo speciale al capitale, che può consistere in un contributo diretto in denaro o in un abbuono dell'imposta sulle vendite. L'importo totale della sovvenzione dipende dalla zona e dalle dimensioni dell'impresa.
a) Ammissibilità
(97) Può beneficiare di questo regime qualsiasi nuova unità di produzione o "unità pioniera" creata dopo il 1o ottobre 1988 in determinate zone, ma non le unità che siano state ampliate o abbiano diversificato le loro attività.
b) Specificità
(98) Questo regime è accessibile solo alle società che abbiano investito in determinate zone geografiche nella giurisdizione dello Stato del Maharashtra. Il regime è specifico conformemente all'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base per i motivi esposti sopra ai paragrafi 70 e 71.
c) Esame dell'ammissibilità della sovvenzione (Green-light test)
(99) Il governo indiano ha affermato che il suddetto regime è una sovvenzione non compensabile in quanto soddisfa i criteri di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento di base.
(100) I criteri di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento di base sono stati descritti sopra al paragrafo 74.
(101) Si ricorda che le informazioni fornite dal governo indiano in relazione ai regimi regionali erano incomplete. In assenza d'informazioni più precise, la Commissione è costretta a basarsi sugli elementi a sua disposizione e a concludere che la richiesta di deroga avanzata dal governo indiano per il regime d'incentivo speciale al capitale non è sufficientemente giustificata. Si conclude perciò provvisoriamente che tale regime è passibile di misure compensative.
d) Calcolo dell'importo della sovvenzione
(102) Il vantaggio conferito ai produttori esportatori è stato calcolato come illustrato sopra al paragrafo 53 per il regime di esenzione dal dazio d'importazione sui beni capitali, sulla base di un sussidio unico per il periodo dell'inchiesta, subordinato all'acquisizione di attività fisse. L'importo ottenuto è stato ripartito sul totale delle vendite del periodo dell'inchiesta.
(103) Una società ha beneficiato di questo regime nel periodo dell'inchiesta e ha ottenuto una sovvenzione pari allo 0,01 %, che è stata esclusa dal calcolo del totale delle sovvenzioni per i motivi esposti sopra al paragrafo 24.
11. Importo delle sovvenzioni compensabili
(104) L'importo totale delle sovvenzioni compensabili conformemente alle disposizioni del regolamento di base, espresse ad valorem, per ciascuno degli esportatori soggetti all'inchiesta è il seguente.
SPAZIO PER TABELLA
D. PREGIUDIZIO
1. Definizione dell'industria comunitaria
a) Produttori comunitari
(105) All'interno della Comunità il prodotto in questione è fabbricato da:
- produttori che hanno presentato la denuncia e cooperato all'inchiesta (elencati al paragrafo 5) e
- altri produttori comunitari che non hanno presentato la denuncia ma che non si sono opposti al procedimento.
Tutte queste società costituiscono i produttori comunitari ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento di base.
b) Industria comunitaria
(106) I quattro produttori che hanno presentato la denuncia soddisfano i requisiti di cui all'articolo 10, paragrafo 8, del regolamento di base, poiché realizzano più dell'80 % della produzione comunitaria totale del prodotto in questione e si considera pertanto che costituiscano l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, di detto regolamento. Essi sono indicati in appresso come "l'industria comunitaria".
2. Consumo nella Comunità
(107) Il consumo di fogli di PET nella Comunità nel periodo in esame è stato stabilito in base al volume totale delle vendite di fogli di PET dell'industria comunitaria e dei produttori comunitari che non hanno presentato la denuncia, cui sono state sommate le importazioni totali di questo prodotto nella Comunità. Per quest'ultimo dato la Commissione si è avvalsa delle statistiche di Eurostat e, nel caso dell'India, dei dati sulle esportazioni forniti dai produttori esportatori indiani.
(108) Nel valutare il consumo nella Comunità, non si è tenuto conto della produzione vincolata, che ammonta a 60000 t circa (1998), non essendo venduta sotto forma di fogli di PET. Un produttore vincolato trasforma ulteriormente la pellicola in un prodotto finale del quale i fogli di PET sono solo una delle componenti. L'inchiesta ha indicato che i produttori esportatori indiani non hanno esportato verso il mercato vincolato. Si è inoltre accertato che vi sono state solo modeste vendite, da un lato, di un produttore vincolato sul mercato non vincolato, e, dall'altro, dell'industria comunitaria sul mercato vincolato. Pertanto, i fogli di PET prodotti per il mercato vincolato e in esso utilizzati non sono entrati in concorrenza con quelli prodotti per e venduti sul mercato non vincolato e non potevano, di conseguenza, soffrire degli effetti delle importazioni sovvenzionate. Si è tenuto conto tuttavia delle modeste vendite non vincolate effettuate dal produttore vincolato per stabilire il consumo totale.
(109) In base a questi elementi, si è constatato che il consumo di fogli di PET nella Comunità è aumentato nel periodo in esame del 15,1 %. Espresso in tonnellate il consumo è ammontato a183241 nel 1995,178734 nel 1996,206772 nel 1997 e210914 nel periodo dell'inchiesta.
3. Quote di mercato e volumi delle importazioni dall'India
(110) La quota del mercato comunitario attribuibile ai produttori esportatori indiani è stata calcolata mediante il rapporto tra le esportazioni indiane totali nella CE (secondo le dichiarazioni dei produttori esportatori) e il consumo registrato nella Comunità. Si è constatato così che la quota di mercato degli esportatori indiani ammontava a 3,6 % nel 1995, 3,1 % nel 1996, 8,2 % nel 1997 e 9,6 % nel periodo dell'inchiesta. Ciò equivale ad un aumento del 167 % nel periodo in esame.
In cifre assolute l'andamento del volume delle importazioni è stato il seguente: 6534 t nel 1995, 5574 t nel 1996, 17011 t nel 1997 e 20250 t nel periodo dell'inchiesta. Ciò equivale ad un aumento del 210 %.
4. Prezzi delle importazioni sovvenzionate
a) Andamento dei prezzi
(111) I prezzi dei produttori esportatori indiani sono costantemente diminuiti dal 1995. In questo anno il prezzo medio ammontava a 3219 ECU/t, nel 1996 è sceso a 2425, nel 1997 a 1865 e durante il periodo dell'inchiesta a 1674, con una diminuzione totale pari al 48 %.
b) Sottoquotazione
(112) Per stabilire se i produttori esportatori indiani hanno praticato prezzi inferiori a quelli dell'industria comunitaria si è proceduto ad un'analisi approfondita. La media ponderata dei prezzi all'esportazione di ciascun tipo di prodotto in ciascuno dei segmenti di mercato indicati al paragrafo 8 è stata confrontata con la media ponderata dei prezzi dei prodotti dell'industria comunitaria, venduti in entrambi i casi a parti non collegate. Quando le importazioni sono avvenute tramite società collegate, sono stati utilizzati i prezzi applicati al primo cliente indipendente.
(113) All'occorrenza, i prezzi delle esportazioni indiane sono stati adeguati in funzione dei costi di trasporto, di movimentazione e d'importazione per arrivare al prezzo franco frontiera comunitaria, dazio corrisposto. Anche i prezzi dell'industria comunitaria sono stati adeguati, ove necessario, per arrivare al prezzo franco fabbrica.
(114) Dal confronto tra la media ponderata dei prezzi, debitamente adeguati, degli esportatori indiani e la media ponderata dei prezzi di vendita dell'industria comunitaria è risultato che i prezzi dei produttori esportatori indiani erano inferiori ai prezzi dei produttori comunitari del 40,1 % in media ponderata (variando tra 28,2 % e 50,5 %).
5. Situazione dell'industria comunitaria
a) Capacità
(115) La capacità dell'industria comunitaria ha registrato una crescita costante durante il periodo in esame, equivalente al 20 % (da145756 t nel 1995 a148726 t nel 1996,157683 t nel 1997 e175075 t nel periodo dell'inchiesta). Essa aveva deciso nel 1995 d'installare nuove linee di produzione per far fronte alla maggiore domanda di fogli di PET. Gli investimenti sono divenuti operativi nel giro di due-tre anni.
b) Volume di produzione
(116) La produzione totale dell'industria comunitaria ha fluttuato leggermente durante il periodo in esame registrando un aumento del 2 %. Mentre il 1995 può essere definito un anno positivo per l'industria comunitaria a causa della domanda molto elevata (132948 t), nel 1996 vi è stato un calo significativo della produzione (122977 t). Nel 1997 la produzione è aumentata di nuovo passando a128741 t, in corrispondenza di una maggiore domanda. Durante il periodo dell'inchiesta la produzione è ammontata a135287 t.
c) Utilizzo della capacità
(117) L'utilizzo della capacità dell'industria comunitaria è sceso dal 91 % nel 1995 all'83 % nel 1996, 82 % nel 1997 e 77 % nel periodo dell'inchiesta, con un calo complessivo del 15 %.
d) Volume delle vendite (fogli di PET di produzione propria)
(118) Tra il 1995 e il 1996 il volume delle vendite a parti non collegate nella Comunità indicava un calo del 7,8 % (da104750 t a 96572 t). L'anno successivo le vendite sono quasi ritornate al livello del 1995 (103629 t). Durante il periodo in esame sono aumentate dell'1 % e nel periodo dell'inchiesta sono ammontate a106138 t.
e) Volume delle vendite di prodotti importati
(119) Durante il periodo in esame gli acquisti di fogli di PET provenienti da paesi terzi da parte dell'industria comunitaria sono aumentati sensibilmente: nel 1995 la quota di tali prodotti sul volume totale delle vendite comunitarie di fogli di PET era solo del 7,6 %, mentre nel periodo dell'inchiesta essa è salita al 16,0 %. Il volume delle vendite di prodotti importati ammontava a 8595 t nel 1995, 7011 t nel 1996, 17029 t nel 1997 e 20197 t nel periodo dell'inchiesta, il che equivale ad un aumento del 135 %.
f) Quota di mercato
(120) La quota di mercato dell'industria comunitaria, calcolata in base alle vendite sul mercato comunitario di fogli di PET di sua produzione, indica un andamento negativo nel periodo in esame. La Commissione ha constatato che mentre nel 1995 l'industria comunitaria deteneva il 57,2 % del mercato, nel 1996 la sua quota era scesa al 54,1 % e nel 1997 al 50,6 %, raggiungendo il livello più basso nel periodo dell'inchiesta con il 50,4 %. Ciò corrisponde ad un calo globale del 12 %.
g) Prezzi di vendita
(121) L'inchiesta ha rivelato che l'industria comunitaria ha dovuto abbassare i prezzi del 23 % dal 1995 in poi. I prezzi di vendita (ECU/t) sono scesi da 4429 nel 1995 a 4286 nel 1996, 3631 nel 1997 e 3393 nel periodo dell'inchiesta.
h) Redditività
(122) Per quanto riguarda la redditività, si è constatato che nel 1995 l'industria comunitaria si trovava in una situazione finanziaria migliore che nel periodo dell'inchiesta. La redditività di tutte le imprese è scesa fortemente nel periodo in esame e due società in particolare hanno registrato perdite significative nel periodo dell'inchiesta. Va notato che, nel calcolare la redditività delle società nel settore dei fogli di PET, la Commissione ha escluso tutti i costi d'investimento in nuove linee di produzione citati sopra al paragrafo 115. Il margine di profitto è sceso dal 16,1 % nel 1995 al 10,6 % nel 1996, al 4,0 % nel 1997 ed è divenuto una perdita pari a -0,7 % nel periodo dell'inchiesta.
i) Occupazione
(123) L'industria comunitaria non ha ridotto sostanzialmente la sua manodopera dato che è riuscita a mantenere il volume delle vendite ad un livello costante grazie a continue riduzioni dei prezzi. In realtà la forza lavoro è aumentata fino al 1997 a causa di nuovi investimenti; in seguito il numero di occupati è però diminuito. Essi ammontavano a 2445 nel 1995, sono passati a 2519 nel 1996 e a 2588 nel 1997. Nel periodo dell'inchiesta il numero si è ridotto a 2514. L'aumento globale degli occupati è stato del 3 %.
j) Investimenti
(124) Gli investimenti hanno registrato una costante tendenza all'aumento. L'industria comunitaria ha preso le sue decisioni in questo campo nel 1995, quando il mercato era caratterizzato da un'offerta insufficiente dovuta alla crescente domanda. È stato necessario un lungo periodo prima che gli investimenti in nuove linee di produzione divenissero operativi e l'industria comunitaria ha dovuto continuare a finanziare i suoi progetti ancora per anni dopo che il mercato era entrato in una tendenza al ribasso. Il valore degli investimenti è aumentato da 24,702 milioni di ECU nel 1995 a 96,450 milioni di ECU nel 1996, 170,007 milioni di ECU nel 1997 e 203,699 milioni di ECU nel periodo dell'inchiesta, con un aumento globale del 725 %.
k) Scorte
(125) Si è constatato che nel periodo in esame le scorte sono aumentate del 23 %, raggiungendo 21783 t alla fine del periodo dell'inchiesta, mentre ammontavano a 17664 t nel 1995, 19121 t nel 1996 e 18434 t nel 1997. Allo stesso tempo la quota delle scorte in rapporto alla produzione è passata dal 13 % al 16 %.
6. Conclusioni sul pregiudizio
(126) Le vendite dell'industria comunitaria sono rimaste, nel complesso, stabili tra il 1995 e il periodo dell'inchiesta. Dopo un calo nel 1996, esse non hanno seguito l'espansione del consumo nella Comunità, che è aumentato sensibilmente, ossia di più del 15 %, passando da183000 t a211000 t durante il periodo in esame. Ciò ha determinato una riduzione costante della quota di mercato dell'industria comunitaria, che sarebbe scesa ancor più se essa non avesse ridotto i prezzi di vendita del 23 %. Lo scarso volume delle vendite ha portato anche ad un aumento del 23 % delle scorte.
(127) Nonostante un piccolo aumento di produzione e la relativa stabilità del volume delle vendite, la redditività dell'industria comunitaria è scesa sensibilmente tra il 1995 e il periodo dell'inchiesta.
(128) Di conseguenza, come indicano i fattori di pregiudizio sopra esposti, la situazione dell'industria comunitaria si è deteriorata tra il 1995 e il periodo dell'inchiesta.
(129) La Commissione ha perciò concluso in via provvisoria che l'industria comunitaria ha subito un grave pregiudizio ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento di base.
E. NESSO DI CAUSALITÀ
1. Nota preliminare
(130) Conformemente all'articolo 8, paragrafi 6 e 7, del regolamento di base, la Commissione ha esaminato se le importazioni in questione abbiano causato all'industria comunitaria un pregiudizio grave. Sono stati esaminati anche altri fattori noti, diversi dalle importazioni sovvenzionate, che potevano danneggiare l'industria comunitaria allo stesso tempo, per garantire che il pregiudizio eventualmente causato da tali altri fattori non fosse attribuito alle importazioni sovvenzionate.
2. Effetti delle importazioni sovvenzionate
(131) Il significativo aumento della quota di mercato delle importazioni indiane, dal 3,6 % del 1995 al 9,6 % nel periodo dell'inchiesta, e la forte sottoquotazione rilevata (fino al 50,5 %) hanno coinciso con il deterioramento della situazione dell'industria comunitaria, in particolare con la perdita di quote di mercato, la depressione dei prezzi e l'erosione della redditività.
(132) Di fronte alle importazioni a basso prezzo originarie dell'India, l'industria comunitaria aveva due alternative: mantenere invariati i propri prezzi, con un'evoluzione negativa delle vendite e della quota di mercato, o allinearsi ai bassi prezzi delle importazioni sovvenzionate, con ripercussioni negative sulla redditività. La maggior parte dei produttori comunitari denunzianti avevano già deciso nel 1996 di ridurre i loro prezzi. Negli anni successivi, specialmente durante il periodo dell'inchiesta, tutti hanno proceduto a nuove riduzioni, con un impatto negativo sulla redditività delle imprese. Ciò dimostra la sensibilità ai prezzi di questo mercato e il forte impatto della sottoquotazione praticata dai produttori esportatori indiani.
(133) I produttori esportatori indiani hanno obiettato che l'industria comunitaria è attiva principalmente nel segmento superiore del mercato di fogli di PET, mentre essi operano solo nel segmento inferiore. Essi hanno affermato anche che i loro canali di vendita sono diversi da quelli dell'industria comunitaria. Questi argomenti sono contraddetti dalle informazioni fornite alla Commissione dagli stessi produttori esportatori indiani e dagli importatori comunitari nelle risposte al questionario.
Innanzitutto, va ricordato che il mercato comunitario dei fogli di PET è diviso in cinque segmenti, come indicato al paragrafo 8, e i produttori esportatori indiani sono presenti in tutti i segmenti salvo quello magnetico; l'industria comunitaria è presente in tutti senza eccezioni. L'inchiesta ha rivelato che nei quattro segmenti comuni a tutti gli operatori i fogli speciali di qualità superiore sono offerti sia dall'industria comunitaria che dai produttori esportatori indiani.
Secondariamente, i produttori esportatori indiani e l'industria comunitaria utilizzano gli stessi canali di vendita, in particolare gli operatori commerciali e le imprese di trasformazione.
Pertanto, gli argomenti addotti dai produttori esportatori indiani devono essere respinti.
3. Altri fattori
a) Importazioni da altri paesi terzi
(134) Le importazioni originarie di paesi non interessati dal presente procedimento sono aumentate del 31 % nel periodo in esame, ossia ad un ritmo superiore all'aumento del consumo comunitario (15,1 %), ma inferiore all'incremento delle importazioni dall'India (210 %). Tra questi paesi figura la Corea del Sud, maggior fornitore del mercato comunitario, che ha aumentato la propria quota di mercato dall'8,3 % del 1995 al 12,9 % nel periodo dell'inchiesta. Altri due importanti fornitori del mercato comunitario nel periodo in esame, il Giappone e gli Stati Uniti, hanno registrato il primo un calo della quota di mercato dal 5,8 % al 3,6 % e il secondo un lieve aumento dal 9,1 % al 10,1 % (prodotti importati principalmente dall'industria comunitaria). I prezzi medi di queste importazioni, indicati da Eurostat, sono considerevolmente superiori ai prezzi delle importazioni dall'India.
b) Andamento del consumo nel mercato comunitario
(135) Va ricordato che il consumo nella Comunità del prodotto in questione è aumentato del 15,1 % nel periodo in esame. Il pregiudizio subito dall'industria comunitaria non può pertanto essere attribuito ad una contrazione della domanda sul mercato comunitario.
c) Sovraccapacità dell'industria comunitaria
(136) I produttori esportatori indiani hanno argomentato che una delle cause maggiori delle difficoltà dell'industria comunitaria è l'aver sviluppato una sovraccapacità nella produzione di fogli di PET. A questo proposito l'inchiesta ha confermato che tra il 1995 e il periodo dell'inchiesta i produttori comunitari hanno aumentato le proprie capacità di produzione del 20,1 %. Tale incremento si basava su una analisi fondata delle future tendenze del mercato, che si è rivelata essere grosso modo in linea con l'effettiva espansione del consumo comunitario. Va tenuto presente inoltre che la capacità non è impiegata solo nella produzione di beni destinati al mercato comunitario, bensì anche in quella di beni per l'esportazione. Infine, gli investimenti devono essere visti alla luce dei costi di capitale molto elevati e dei termini molto lunghi necessari all'installazione dei nuovi impianti. Ad ogni modo, se vi è una sovraccapacità sul mercato mondiale dei fogli di PET, è più probabile che sia stata provocata dallo sviluppo di nuove capacità di produzione in India che dagli aumenti di capacità nella Comunità. Si è constatato infatti che la capacità dei produttori esportatori indiani è aumentata del 97 % nel periodo in esame (da 62100 t a122600 t).
(137) L'inchiesta ha rivelato che il tasso di utilizzo della capacità dell'industria comunitaria è sceso dal 91,2 % del 1995 al 77,3 % nel periodo dell'inchiesta, mentre l'aumento di capacità è solo leggermente superiore a quello del consumo comunitario.
d) Competitività dell'industria comunitaria
(138) I produttori esportatori indiani hanno affermato che l'industria comunitaria ha perso il suo monopolio di fatto sul mercato della Comunità a causa della penetrazione su questo mercato delle importazioni indiane. Ciò significa, si asserisce, che l'industria comunitaria non è stata in grado di reggere la concorrenza. L'inchiesta ha indicato chiaramente che i produttori comunitari non hanno mai, nell'insieme, dominato il mercato. Già nel 1995, quando la quota di mercato delle importazioni indiane era ancora piccola, la parte del mercato comunitario coperta dalle importazioni era superiore al 30 %. Oltre agli importatori, erano presenti sul mercato sei produttori comunitari in concorrenza tra loro. L'ingresso sul mercato europeo dei produttori esportatori indiani ha creato una concorrenza sleale a causa del sovvenzionamento delle importazioni.
e) Fluttuazione dei prezzi delle materie prime
(139) I produttori esportatori indiani hanno argomentato che il calo dei prezzi dei fogli di PET sul mercato comunitario è dovuto principalmente ad una flessione del prezzo della materia prima sul mercato mondiale.
(140) Come ha rivelato l'inchiesta, i prezzi delle materie prime sono effettivamente diminuiti: il prezzo (per tonnellata) in quanto materia prima dei fogli di PET venduti dall'industria comunitaria è sceso nel periodo in esame del 17 %. Tuttavia, nello stesso periodo il prezzo di vendita (per tonnellata) dei fogli di PET finiti è diminuito in media di più del 23 %. Dato che il prezzo della materia prima rappresenta tra il 33 % e il 38 %, a seconda degli anni, dei costi di produzione totali, la diminuzione dei costi di produzione totali riconducibile al calo dei prezzi delle materie prime è del 6 % circa. Ciò significa che un calo dei prezzi delle materie prime può aver effettivamente determinato una diminuzione dei costi di produzione totali e, di conseguenza, in misura limitata, una flessione dei prezzi di vendita; ma non giustifica né una flessione reale complessiva del 23 % né l'evoluzione negativa della redditività dell'industria comunitaria.
f) Difficoltà generali del settore del poliestere
(141) I produttori esportatori indiani hanno avanzato l'ipotesi che il pregiudizio che l'industria comunitaria sostiene di aver subito sia dovuto in parte alle difficoltà esistenti in settori del poliestere diversi dai fogli di PET. Va notato però che tre dei quattro produttori comunitari denunzianti operano esclusivamente nel campo dei fogli di PET(3). Per quanto riguarda la società che opera anche in altri settori, si è constatato che questi ultimi sono stati più redditizi dei fogli di PET, soprattutto negli ultimi due anni del periodo in esame.
g) Situazione dei produttori comunitari diversi dai denunzianti
(142) Nel quadro dell'inchiesta è stata anche analizzata la situazione dei produttori comunitari diversi dai denunzianti, che operano sul mercato non vincolato della Comunità, per verificare se fosse diversa da quella dell'industria comunitaria. Si è constatato che anche tali produttori hanno subito un calo della loro quota di mercato, dal 12,4 % del 1995 al 9,4 % nel periodo dell'inchiesta. I loro prezzi di vendita (per tonnellata) dei fogli di PET sono scesi in media del 24 %, ossia di un punto percentuale in più dell'industria comunitaria. Si conclude pertanto che i produttori comunitari diversi dai denunzianti hanno registrato una tendenza negativa come l'industria comunitaria.
h) Scambi di fogli di PET effettuati dai produttori comunitari denunzianti
(143) Come indicato al paragrafo 119, l'industria comunitaria acquista sempre più spesso fogli di PET al di fuori della Comunità. Questo incremento degli scambi si spiega con il fatto che le società di tre produttori comunitari denunzianti sono state acquisite, tra il 1996 e il 1998, da società insediate negli Stati Uniti o in Giappone. Si tratta di grandi multinazionali organizzate in modo tale che la produzione della loro gamma di fogli di PET è sempre più specializzata e avviene in siti diversi, distribuiti in tutto il mondo, tra cui nella Comunità. Le società insediate nella Comunità si sono specializzate in taluni tipi di fogli di PET e integrano la gamma totale dei prodotti offerti nella Comunità con prodotti fabbricati da società dello stesso gruppo, ma situate fuori della Comunità. Allo stesso tempo, queste ultime acquistano i tipi di prodotto la cui fabbricazione è concentrata nella Comunità, per venderli sui loro rispettivi mercati geografici. Questi movimenti commerciali bidirezionali all'interno di un gruppo si traducono in un aumento degli acquisti e delle vendite all'esportazione dei produttori comunitari. Un incremento degli scambi così giustificato si può considerare un fenomeno normale derivante dalla globalizzazione dell'industria.
(144) L'attività degli scambi ha rappresentato, nel periodo dell'inchiesta, il 14,0 % del volume totale delle vendite dell'industria comunitaria. Le vendite all'esportazione dei fogli di PET prodotti dall'industria comunitaria, che sono aumentate del 7,4 % nel periodo in esame, hanno rappresentato il 16,7 % del volume totale delle vendite durante il periodo dell'inchiesta.
4. Conclusioni relative al nesso causale
(145) Non si può ignorare che fattori diversi dalle importazioni sovvenzionate originarie dell'India, in particolare le importazioni dalla Corea del Sud, possono aver contribuito a mettere in difficoltà l'industria comunitaria. Tuttavia, l'aumento sostanziale del volume delle importazioni dall'India, l'incremento della loro quota di mercato, il notevole calo dei prezzi e la sottoquotazione praticata dagli esportatori indiani hanno avuto gravi ripercussioni negative sulla situazione dell'industria comunitaria. La Commissione è perciò giunta alla conclusione che tali importazioni, prese isolatamente, hanno causato un pregiudizio grave all'industria comunitaria e il possibile pregiudizio provocato da altri fattori non è stato tale da rompere tale nesso causale.
F. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Nota preliminare
(146) La Commissione ha esaminato in via preliminare, alla luce della documentazione presentata, se, nonostante gli effetti pregiudizievoli delle importazioni sovvenzionate, non vi fossero fondati motivi per concludere che non è nell'interesse della Comunità imporre misure in questo caso particolare. A tal fine, conformemente all'articolo 31, paragrafo 1, del regolamento di base, la Commissione ha esaminato, in base alle informazioni a sua disposizione, l'impatto di eventuali misure su tutte le parti coinvolte nel procedimento nonché le conseguenze di una rinuncia a tali misure. In questo contesto è stata data particolare attenzione agli effetti che eventuali misure antisovvenzioni avrebbero, se adottate, sull'industria comunitaria, sui produttori comunitari diversi dai denunzianti, sugli importatori e sugli utilizzatori del prodotto interessato.
2. Interesse dell'industria comunitaria
(147) Come illustrato sopra, l'industria comunitaria ha dovuto affrontare delle difficoltà connesse alla presenza sul mercato d'importazioni sovvenzionate provenienti dall'India.
Si ritiene che, qualora non vengano adottate misure correttive degli effetti delle importazioni sovvenzionate, l'industria comunitaria dovrà continuare ad affrontare le sottoquotazioni e la conseguente riduzione dei prezzi che hanno portato al deterioramento della sua redditività. Se si lasciasse persistere tale situazione, i produttori comunitari non avrebbero altra alternativa che chiudere alcune linee di produzione o interi stabilimenti destinati esclusivamente alla produzione di fogli di PET.
(148) A lungo termine l'assenza di misure potrebbe mettere in pericolo la stessa sopravvivenza di tre produttori comunitari denunzianti che non fabbricano altri prodotti. Circa 2500 dipendenti dell'industria comunitaria rischierebbero di perdere il posto di lavoro, se le società in questione dovessero iniziare a chiudere i loro stabilimenti.
3. Interesse di altri produttori comunitari
(149) Come si è detto, la Commissione ha ricevuto le osservazioni di tre produttori comunitari diversi dai denunzianti, anche se solo un produttore non vincolato ha preso posizione sugli effetti delle importazioni di fogli di PET dall'India. La società in questione ha osservato che, benché le società indiane non esportino nei segmenti in cui essa opera, gli effetti indiretti dei loro prezzi sono considerevoli. L'inchiesta ha confermato che ciò è dovuto alla trasparenza del mercato dei fogli di PET: ogni variazione di prezzo in un segmento ha un effetto immediato su tutti gli altri.
Si deve pertanto concludere provvisoriamente che l'imposizione di misure di compensazione avrà un effetto positivo sulla redditività di altri produttori comunitari non vincolati, poiché determinerà un aumento dei prezzi, e, alla luce delle informazioni disponibili, non avrà ripercussioni negative sui produttori vincolati della Comunità.
4. Interesse degli importatori
(150) Come si è detto, la Commissione ha inviato questionari a tutti gli importatori noti del prodotto interessato, ossia a 12 società, di cui solo quattro hanno fornito risposte documentate. In base alle informazioni così ottenute, gli importatori nella Comunità acquisterebbero il prodotto in questione da una serie di fornitori, tra cui l'India e l'industria comunitaria. Si può concludere pertanto che, oltre ad importare fogli di PET originari dell'India, essi vendono anche fogli di PET acquistati dall'industria comunitaria. Nel caso di tre delle società che hanno risposto al questionario le vendite di fogli di PET rappresentano meno del 50 % del loro fatturato totale.
(151) Invitati a formulare osservazioni sugli effetti di un'eventuale imposizione di misure di compensazione sulla loro attività, solo due importatori hanno asserito che tali misure potevano avere per loro ripercussioni negative.
(152) Poiché non vi sono differenze di qualità sostanziali tra il prodotto importato dall'India o da altri paesi e quello prodotto nella Comunità, si ritiene che gli importatori comunitari non abbiano difficoltà ad ottenerlo da altri fornitori come lo ottengono dall'India, visto soprattutto che non vi sono difficoltà di approvvigionamento sul mercato mondiale.
In base a tali elementi, la Commissione ha concluso provvisoriamente che l'imposizione di misure di compensazione non dovrebbe avere ripercussioni gravi sugli importatori della Comunità.
5. Interesse degli utilizzatori del prodotto interessato
(153) La Commissione ha inviato il questionario anche a ventinove utilizzatori comunitari di fogli di PET e ha ricevuto due risposte documentate. In generale, in base alle risposte ricevute e in considerazione dell'esigua percentuale da esse costituita, si è concluso che l'esito dell'inchiesta non avrà, con ogni probabilità, una notevole incidenza sulle imprese che utilizzano i fogli di PET, vuoi perché questa materia prima non rappresenta per esse un fattore di costo importante, vuoi perché la produzione basata sui fogli di PET costituisce solo una piccola quota della loro produzione totale. Si può aggiungere che gli utilizzatori che acquistano il prodotto in questione dall'India, lo comprano spesso anche da altre fonti, tra cui i produttori comunitari e di altri paesi terzi.
6. Conclusioni relative all'interesse della Comunità
(154) Dopo aver esaminato i vari interessi coinvolti e tutti gli aspetti sopra esposti, la Commissione ha stabilito provvisoriamente che non vi sono motivi convincenti per non prendere misure contro le importazioni in questione.
G. DAZIO PROVVISORIO
(155) Sulla base delle conclusioni relative alle sovvenzioni, al pregiudizio, al nesso di causalità e all'interesse della Comunità, la Commissione ritiene necessario adottare misure compensative provvisorie.
(156) Per stabilire il livello di dette misure, la Commissione ha tenuto conto del fatto che la media ponderata dei prezzi dell'industria comunitaria sul mercato della Comunità è calata sensibilmente nel periodo in esame e non ha registrato livelli redditizi. In questa situazione, per eliminare gli effetti negativi delle sovvenzioni, la Commissione ha ritenuto che i prezzi delle importazioni sovvenzionate dovessero essere portati ad un livello non pregiudizievole. Questo livello è stato determinato in base alla media ponderata dei costi di produzione dell'industria comunitaria più un margine di profitto del 6 %. L'inchiesta ha stabilito che tale margine va considerato come un minimo adeguato, tenendo conto della necessità d'investimenti a lungo termine in un'industria ad alta intensità di capitale e degli utili che l'industria comunitaria poteva ragionevolmente realizzare in assenza di sovvenzioni pregiudizievoli. L'importo necessario ad eliminare il pregiudizio o il margine di pregiudizio è stato determinato mettendo a confronto, per ciascun tipo di prodotto, i prezzi all'importazione non pregiudizievoli così stabiliti e i prezzi all'importazione effettivi utilizzati per calcolare la sottoquotazione. Detto importo è stato quindi espresso in percentuale del prezzo CIF all'importazione effettivo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, corrispondente al margine di pregiudizio.
(157) A norma dell'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento di base, l'aliquota del dazio dovrebbe corrispondere al margine di sovvenzione, a meno che il margine di pregiudizio non sia inferiore. Ai produttori che hanno cooperato si applicano pertanto le seguenti aliquote del dazio:
- Ester Industries Ltd. 12,6 %,
- Flex Industries Ltd. 13,8 %,
- Garware Plastics & Polyesters Ltd. 6,7 %,
- India Polyfilms Ltd. 7,1 %,
- Jindal Polyester Ltd. 7,1 %,
- MTZ Polyesters Ltd. 37,2 %,
- Polyplex Corporation Ltd. 20,3 %.
(158) Dato l'elevato livello della cooperazione, che ha riguardato più dell'80 % delle importazioni del prodotto interessato originarie dell'India, si è ritenuto opportuno fissare l'aliquota del dazio da applicare alle società che non hanno cooperato al livello dell'aliquota più elevata stabilita per le società che hanno collaborato, ossia il 37,2 %. Tale livello assicura che non sia ricompensata la mancata collaborazione e che sia minimizzata l'evasione del dazio.
(159) Le aliquote del dazio individuali specificate nel presente regolamento sono state stabilite in base ai risultati dell'inchiesta suesposta e riflettono pertanto la situazione constatata in tale ambito. Esse si applicano esclusivamente alle importazioni di prodotti originari del paese in questione e fabbricati dalle specifiche entità giuridiche indicate. I prodotti fabbricati da qualsiasi altra società non specificamente menzionata nella parte normativa del presente regolamento, comprese le entità collegate, non possono beneficiare di tali aliquote e devono essere assoggettati all'aliquota del dazio residuale.
(160) Qualsiasi richiesta di applicazione di dette aliquote individuali, ad esempio, in seguito al cambiamento di nome di un'entità, dev'essere rivolta senza indugio alla Commissione ed essere accompagnata da tutte le informazioni utili, in particolare quelle relative ad eventuali modifiche nelle attività della società legate alla produzione, alle vendite interne e alle vendite per l'esportazione, conseguenti a tale cambiamento di nome.
H. DISPOSIZIONE FINALE
(161) A fini di buona gestione, è necessario fissare un periodo entro il quale le parti interessate che si sono manifestate entro il termine specificato nell'avviso di apertura possano presentare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite. Inoltre, va precisato che tutte le risultanze elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate ai fini dell'adozione di eventuali dazi definitivi -,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio compensativo provvisorio sulle importazioni di fogli di polietilene tereftalato (PET) di cui ai codici NC 39206219 (codice Taric 3920 62 19*10, 3920 62 19*15, 39206219*25, 3920 62 19*30, 3920 62 19*35, 3920 62 19*40, 3920 62 19*45, 3920 62 19*50, 3920 62 19*55, 3920 62 19*60, 3920 62 19*65, 3920 62 19*70, 3920 62 19*75, 3920 62 19*80, 3920 62 19*81, 3920 62 19*85, 3920 62 19*87, 3920 62 19*89, 3920 62 19*91) e 3920 62 90 (codice TARIC 39206290*30, 3920 62 90*91) originarie dell'India.
2. Le aliquote del dazio applicabili al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sono le seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
3. Salvo diversa indicazione, si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia, pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 30 del regolamento (CE) n. 2026/97, le parti interessate possono presentare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Ai sensi dell'articolo 31, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 2026/97, le parti interessate possono comunicare osservazioni sull'applicazione del presente regolamento entro un mese a decorrere dalla data della sua entrata in vigore.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
L'articolo 1 del presente regolamento si applica per quattro mesi.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 17 agosto 1999.

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