Document ID: 31998D1686

DECISIONE N. 1686/98/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20 luglio 1998 che stabilisce il programma d'azione comunitaria «Servizio volontario europeo per i giovani»
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 126,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
visto il parere del Comitato delle regioni (3),
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 B del trattato (4), alla luce del progetto comune approvato il 30 giugno 1998,
(1) considerando che i Consigli europei di Essen (9-10 dicembre 1994), di Cannes (26-27 giugno 1995), di Madrid (15-16 dicembre 1995) e di Dublino (13-14 dicembre 1996) hanno sottolineato la necessità di intraprendere nuove azioni onde favorire l'integrazione sociale e professionale dei giovani in Europa;
(2) considerando che le conclusioni del Consiglio europeo di Firenze (21-22 giugno 1996) hanno sottolineato l'importanza di agevolare l'inserimento dei giovani nella vita attiva e hanno preso atto con interesse, a tale proposito, dell'idea di un servizio volontario europeo;
(3) considerando che il Consiglio europeo di Amsterdam (16-17 giugno 1997) ha espresso il proprio interesse per le attività di volontariato;
(4) considerando che il Consiglio ha chiesto alla Commissione di proporre misure concrete onde agevolare la cooperazione transnazionale nel campo del servizio volontario;
(5) considerando, nella risoluzione del 5 ottobre 1995 sulla cooperazione con i paesi terzi nell'ambito della gioventù (5), che il Consiglio sottolinea l'importanza di intensificare, in particolare nel campo del servizio volontario, la cooperazione con i paesi terzi con cui la Comunità ha concluso accordi di associazione o di cooperazione;
(6) considerando che il Consiglio europeo del 25 e 26 giugno 1984 ha chiesto agli Stati membri di adottare le misure necessarie per incoraggiare i giovani a partecipare a progetti organizzati dalla Comunità al di fuori delle sue frontiere e ha raccomandato agli Stati membri di riconoscere tra gli obiettivi della loro politica sociale l'introduzione della protezione sociale dei volontari per lo sviluppo o l'eliminazione delle carenze in tale ambito;
(7) considerando che il Parlamento ha a sua volta espresso il proprio sostegno ad uno sviluppo del servizio volontario a livello della Comunità, in particolare nella risoluzione del 22 settembre 1995 sull'istituzione di un servizio civile europeo (6);
(8) considerando che la politica di cooperazione nel settore della gioventù, grazie allo sviluppo dell'educazione informale, è complementare alla politica dell'istruzione prevista dal trattato e che è necessario svilupparla;
(9) considerando che attività di servizio volontario esistono parimenti, in forma diversificata, in vari Stati membri e che diverse organizzazioni non governative operano in tale ambito;
(10) considerando che tali esperienze sono rimaste limitate e che occorre sviluppare qualitativamente e quantitativamente le azioni transnazionali di servizio volontario;
(11) considerando che occorre creare nuove possibilità per il trasferimento e la realizzazione di esperienze e di buone prassi e promuovere nuovi partenariati;
(12) considerando che una valutazione ex ante in merito ad un programma pluriennale di servizio volontario è stata effettuata in modo indipendente sulla falsariga dei principi sviluppati dalla Commissione in merito alla seconda fase del programma SEM 2000 («Gestione sana ed efficace»);
(13) considerando che la presente decisione pone in atto un quadro comunitario mirante a contribuire allo sviluppo delle attività transnazionali di servizio volontario; che gli Stati membri dovrebbero adottare misure adeguate e coordinate per rimuovere gli ostacoli giuridici e amministrativi al fine di migliorare ulteriormente l'accesso dei giovani al programma e facilitare il riconoscimento della specificità della situazione del giovane volontario;
(14) considerando che la partecipazione dei giovani ad attività di servizio volontario costituisce una forma di educazione informale, la cui qualità sarà basata in ampia misura su azioni di preparazione appropriata, comprese quelle linguistiche e culturali, contribuisce al loro orientamento futuro e all'ampliamento dei loro orizzonti, favorisce lo sviluppo delle loro competenze sociali, di una cittadinanza attiva, di un'integrazione equilibrata nella società da un punto di vista economico, sociale e culturale e consente altresì di promuovere la consapevolezza di un'autentica cittadinanza europea;
(15) considerando che la creazione di un servizio volontario europeo deve essere condotta in armonia con le altre azioni comunitarie a favore della gioventù sviluppate in particolare nell'ambito del programma «Gioventù per l'Europa» (7); che, di conseguenza, è opportuno assicurarne la complementarità;
(16) considerando che occorre rafforzare i legami tra le azioni condotte nell'ambito del presente programma, la lotta contro le diverse forme di esclusione, compresi il razzismo e la xenofobia, la cooperazione con i paesi terzi e le azioni sviluppate nel contesto della politica sociale, in particolare gli interventi a favore della formazione e dell'accesso dei giovani all'occupazione sostenuti dal Fondo sociale europeo (mainstream e iniziativa comunitaria Occupazione-Youthstart);
(17) considerando che, per facilitare la transizione verso la vita attiva, occorre prevedere vincoli di complementarità tra il servizio volontario europeo e, in particolare, le iniziative locali per l'occupazione;
(18) considerando che il servizio volontario può contribuire a rispondere a nuovi bisogni della società e può inoltre indicare nuovi tipi di attività e di mestieri;
(19) considerando che è necessario che la partecipazione alle azioni di servizio volontario contemplate dalla presente decisione avvenga su base puramente volontaria; che dovrebbe trattarsi di attività senza scopo di lucro nelle quali il progetto di accoglienza costituisca un luogo di attività educativa informale per il giovane volontario; che, di conseguenza, tale attività non è in nessun caso assimilabile ad un'occupazione;
(20) considerando che occorre che i giovani volontari partecipanti al presente programma dispongano di mezzi di sussistenza sufficienti;
(21) considerando che è necessario che le attività di servizio volontario europeo non si sostituiscano al servizio militare, alle formule di servizi alternativi previsti in particolare nel caso dell'obiezione di coscienza e al servizio civile obbligatorio esistenti in vari Stati membri; che esse non dovrebbero avere l'effetto di limitare o sostituire il lavoro retribuito potenziale o esistente;
(22) considerando che la Commissione e gli Stati membri devono cercare di garantire la complementarità tra le attività del servizio volontario europeo e le svariate azioni analoghe a livello nazionale;
(23) considerando che occorre che la domanda di partecipazione al servizio volontario europeo sia aperta a tutti i giovani legalmente residenti in uno Stato membro, senza nessuna discriminazione;
(24) considerando che la concessione della carta di soggiorno e, all'occorrenza, del visto è di competenza delle autorità degli Stati membri e che il concetto di «legalmente residente» è definito dal diritto nazionale;
(25) considerando che è necessario che l'attuazione del presente programma si fondi su strutture decentrate designate dagli Stati membri, in stretta cooperazione con le autorità nazionali responsabili in materia di gioventù, onde assicurare che l'azione comunitaria coadiuvi e integri le attività nazionali, nel rispetto del principio di sussidiarietà quale definito all'articolo 3 B del trattato;
(26) considerando che le attività nel campo del servizio volontario europeo interessano direttamente le autorità locali e regionali visto il ruolo che esse potrebbero svolgere nel dare sostegno diretto ai progetti, ma anche nello sviluppo di un'informazione locale e nel monitoraggio dei giovani al termine del loro servizio;
(27) considerando il ruolo importante che dovrebbero svolgere le parti sociali nello sviluppo di un servizio volontario europeo, non soltanto per evitare qualsiasi attività di sostituzione di occupazioni retribuite, potenziali o esistenti, ma anche nel contesto del seguito dato all'esperienza acquisita onde contribuire all'integrazione attiva dei giovani nella società;
(28) considerando del pari il ruolo importante che dovrebbe svolgere il settore associativo per permettere a tutti i giovani, in particolare a quelli in maggiore difficoltà, di partecipare a tali programmi;
(29) considerando che è opportuno attuare un monitoraggio permanente che tenga conto in particolare del parere delle parti sociali e del settore associativo;
(30) considerando che la Commissione e gli Stati membri hanno cura di favorire la loro cooperazione con le organizzazioni non governative operanti nel settore della gioventù, nonché nei settori sociale, dell'ambiente, della cultura e della lotta contro le diverse forme di esclusione;
(31) considerando che l'accordo sullo Spazio economico europeo prevede un'ampia cooperazione nel campo dell'istruzione, della formazione e della gioventù tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e gli Stati dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA) che partecipano allo Spazio economico europeo, dall'altro; che l'articolo 4 del protocollo 31 precisa che gli Stati dell'EFTA che fanno parte dello Spazio economico europeo partecipano, a decorrere dal 1° gennaio 1995, a tutti i programmi comunitari già in vigore o adottati nel settore dell'istruzione, della formazione e della gioventù;
(32) considerando che il programma «Servizio volontario europeo per i giovani» è aperto alla partecipazione dei paesi associati dell'Europa centrale e orientale (PECO), conformemente alle condizioni stabilite negli accordi europei o nei protocolli aggiuntivi, conclusi o da concludere, relativi alla partecipazione di tali paesi a programmi comunitari; che il programma è aperto alla partecipazione di Cipro e di Malta sulla base di stanziamenti supplementari secondo le stesse regole applicate agli Stati dell'EFTA che fanno parte dello Spazio economico europeo secondo procedure da concordarsi con tali paesi e fatte salve le procedure da espletare per la partecipazione di Malta;
(33) considerando che la promozione di una cittadinanza attiva nonché l'acquisizione di un'esperienza di educazione informale, da un lato, e il contributo dei giovani alla cooperazione tra la Comunità e i paesi terzi, dall'altro, rappresentano importanti obiettivi del programma «Servizio volontario europeo per i giovani»;
(34) considerando che vari accordi di associazione e di cooperazione prevedono la possibilità di scambi di giovani;
(35) considerando che la presente decisione definisce, per tutta la durata del programma, una dotazione finanziaria che costituisce il riferimento principale, ai sensi del punto 1 della dichiarazione del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione del 6 marzo 1995 (8), per l'autorità di bilancio nell'ambito della procedura di bilancio annuale;
(36) considerando che le prospettive finanziarie della Comunità sono valide fino al 1999 e che dovranno essere rivedute per il periodo successivo a tale data;
(37) considerando che, in vista della conclusione della terza fase del programma «Gioventù per l'Europa», il 31 dicembre 1999, la Commissione presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio - entro il 31 dicembre 1997 - una relazione contenente le sue riflessioni sugli «assi prioritari in materia di politica di cooperazione nel settore della gioventù per l'anno 2000»;
(38) considerando che il 20 dicembre 1994 è stato raggiunto un accordo su un modus vivendi tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione in merito alle misure di esecuzione degli atti adottati secondo la procedura di cui all'articolo 189 B del trattato (9),
DECIDONO:
Articolo 1
Istituzione del programma
1. La presente decisione istituisce il programma d'azione comunitaria «Servizio volontario europeo per i giovani», denominato in appresso «programma», concernente le attività di servizio volontario europeo nella Comunità e nei paesi terzi per i giovani legalmente residenti in uno Stato membro.
Il programma è adottato per il periodo dal 1° gennaio 1998 al 31 dicembre 1999.
2. Il presente programma rientra nel quadro degli obiettivi generali di una politica di cooperazione nel settore della gioventù quali definiti nel programma «Gioventù per l'Europa» (articolo 1, paragrafo 2). Esso è destinato, nel rispetto della parità di opportunità fra gli uomini e le donne, a stimolare la mobilità e la solidarietà dei giovani nel contesto di una cittadinanza attiva, a promuovere un'esperienza di educazione informale in diversi settori d'attività e a consentire loro di acquisirla, gettando così le basi per il loro orientamento futuro, a incoraggiare, mediante la loro partecipazione ad attività transnazionali di utilità collettiva, il loro contributo attivo al servizio degli ideali di democrazia, tolleranza e solidarietà nel contesto della costruzione europea nonché alla cooperazione tra la Comunità europea e i paesi terzi.
Articolo 2
Quadro - Obiettivi - Mezzi
1. Il presente programma, fondato su una cooperazione intensificata tra gli Stati membri, propone ai giovani di età compresa di norma tra i 18 ed i 25 anni un'esperienza formativa informale certificata, a livello transnazionale, che si impernia nel contempo sull'acquisizione di competenze e di capacità e sull'esercizio di una cittadinanza responsabile onde rafforzare la loro integrazione attiva nella società. I giovani che partecipano alle attività del presente programma sono in appresso chiamati anche «giovani volontari».
2. In conformità con gli obiettivi generali di cui all'articolo 1, gli obiettivi specifici del presente programma sono i seguenti:
a) incoraggiare lo spirito d'iniziativa, la creatività e la solidarietà dei giovani per consentire loro di integrarsi attivamente nella società e contribuire al raggiungimento degli obiettivi del programma;
b) intensificare la partecipazione dei giovani che risiedono legalmente in uno Stato membro ad attività transnazionali - di lunga o di breve durata - al servizio della collettività, nella Comunità o nei paesi terzi, in particolare quelli con i quali la Comunità abbia concluso accordi di cooperazione. Tali attività non devono avere l'effetto di limitare o sostituire il lavoro retribuito potenziale o esistente;
c) favorire il riconoscimento del valore di un'esperienza di educazione informale acquisita in un contesto europeo;
d) facilitare l'accesso al programma di tutti i giovani.
3. A tal fine, e in conformità con gli obiettivi generali di cui all'articolo 1 e con gli obiettivi specifici di cui al paragrafo 2 del presente articolo, i punti principali del presente programma, specificati nell'allegato, sono i seguenti:
a) sostenere attività transnazionali - di lunga o di breve durata - al servizio della collettività, nella Comunità e nei paesi terzi;
b) sostenere iniziative volte a promuovere partenariati imperniati sul servizio volontario europeo ed azioni innovative di reti;
c) sostenere azioni e progetti miranti a promuovere il monitoraggio dei giovani volontari e a valorizzare concretamente l'esperienza acquisita da questi ultimi nell'ambito del servizio volontario europeo, al fine di favorirne così l'integrazione attiva nella società;
d) sviluppare e sostenere una preparazione adeguata, in particolare linguistica e interculturale, e l'inquadramento dei giovani volontari, nonché dei responsabili pedagogici e dei responsabili della gestione dei progetti europei, onde consentire ai giovani volontari di beneficiare di azioni di qualità legate agli obiettivi del programma;
e) promuovere la qualità dell'insieme delle attività del programma, nonché lo sviluppo della loro dimensione europea e contribuire alla cooperazione nel campo della gioventù sostenendo, laddove possibile, gli sforzi degli Stati membri al fine di migliorare i servizi e le misure a favore del servizio volontario europeo, in particolare mediante azioni volte a fornire ai giovani informazioni concernenti gli obiettivi del programma nonché mediante studi e una valutazione continuativa che consentano di adattare, se del caso, le modalità di attuazione e gli orientamenti del programma ai bisogni che dovessero manifestarsi.
Articolo 3
Disposizioni finanziarie
1. La dotazione finanziaria per l'attuazione del presente programma è fissata per il periodo 1998-1999 a 47,5 milioni di ecu e corrisponde alle attuali prospettive finanziarie.
2. Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio entro i limiti delle prospettive finanziarie.
Articolo 4
Accesso al programma - Azione positiva
1. Un'attenzione particolare è dedicata all'accesso di tutti i giovani, senza discriminazione, alle attività del programma.
2. La Commissione e gli Stati membri vigilano affinché si compia uno sforzo speciale a favore dei giovani che, per motivi di ordine culturale, sociale, fisico, economico o geografico, incontrano maggiori difficoltà a partecipare ai programmi d'azione esistenti sia a livello comunitario che a livello nazionale, regionale e locale. A tal fine, essi tengono conto delle difficoltà incontrate da tale gruppo.
Articolo 5
Partecipazione dei paesi associati
Il presente programma è aperto alla partecipazione dei PECO, conformemente agli accordi europei o ai protocolli aggiuntivi, conclusi o da concludere, relativi alla partecipazione di tali paesi a programmi comunitari. Il presente programma è aperto alla partecipazione di Cipro e Malta, sulla base di stanziamenti supplementari, secondo le stesse regole applicate agli Stati dell'EFTA che fanno parte dello Spazio economico europeo, secondo procedure da concordarsi con tali paesi e fatte salve le procedure da espletare per la partecipazione di Malta.
Articolo 6
Attuazione, legami con altre azioni, cooperazione internazionale
1. La Commissione assicura l'attuazione del presente programma.
2. La Commissione e gli Stati membri assicurano la coerenza e la complementarità delle azioni da svolgere nell'ambito del presente programma e degli altri programmi e iniziative della Comunità in questo settore, in particolare il programma «Gioventù per l'Europa» e quelli che prevedono la possibilità di finanziare progetti rivolti a giovani volontari di paesi terzi, nonché delle azioni intraprese in tale campo dagli Stati membri.
3. La Commissione e gli Stati membri incoraggiano la cooperazione relativa al presente programma onde assicurare che le azioni siano complementari a quelle delle organizzazioni internazionali competenti, in particolare quelle del Consiglio d'Europa.
Articolo 7
Cooperazione con gli Stati membri
1. La Commissione e gli Stati membri adottano le misure che essi considerano idonee per sviluppare le strutture create a livello comunitario e nazionale onde realizzare gli obiettivi del programma, agevolare l'accesso al programma da parte dei giovani e degli altri partner a livello locale, assicurare la valutazione e il monitoraggio delle azioni previste dal programma e applicare i meccanismi di concertazione e di selezione. In questo ambito la Commissione e gli Stati membri adottano misure intese a garantire un'informazione e una sensibilizzazione adeguate dei volontari sui loro diritti ed obblighi a livello europeo, nazionale e locale, e si sforzano di contribuire attivamente alla complementarità tra le attività del servizio volontario europeo e le svariate azioni nazionali analoghe.
2. Ciascuno Stato membro si adopera nei limiti del possibile per adottare le misure che considera necessarie e auspicabili ai fini di un corretto funzionamento del programma, in particolare per quanto riguarda gli ostacoli giuridici e amministrativi all'accesso dei giovani al programma, gli ostacoli alla mobilità transnazionale dei giovani volontari e al riconoscimento della specificità della situazione del giovane volontario.
Articolo 8
Certificazione
La partecipazione dei giovani volontari al servizio volontario europeo nonché l'esperienza e le competenze da essi acquisite in tale periodo sono certificate da un documento elaborato dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 9, paragrafi 2 e 3.
Articolo 9
Comitato
1. Nell'attuazione del presente programma la Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto di misure concernenti:
- il regolamento interno del comitato;
- le modalità di attuazione;
- la pianificazione annuale dei lavori per l'attuazione delle azioni del programma;
- l'equilibrio generale tra i diversi capitoli del programma;
- i criteri in base ai quali stabilire la ripartizione indicativa dei finanziamenti tra gli Stati membri;
- il documento che certifica la partecipazione al servizio volontario europeo;
- le modalità di controllo e di valutazione del programma.
Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio. In tal caso:
- la Commissione può differire di due mesi, a decorrere da tale comunicazione, l'applicazione delle misure da essa stabilite;
- il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine previsto al primo trattino.
3. La Commissione può consultare il comitato su tutte le questioni concernenti l'attuazione del presente programma.
In tal caso, il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione.
Il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
Articolo 10
Monitoraggio e valutazione
1. A decorrere dall'attuazione della presente decisione la Commissione adotta le misure necessarie per assicurare il monitoraggio e la valutazione continua del programma tenendo conto degli obiettivi generali e specifici di cui agli articoli 1 e 2, degli obiettivi specifici definiti in allegato, delle disposizioni previste all'articolo 4 nonché delle eventuali indicazioni del comitato istituito ai sensi dell'articolo 9.
2. La Commissione presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio, in tempo utile, una relazione che terrà conto segnatamente dei risultati delle azioni comunitarie in materia di gioventù, corredata, all'occorrenza, di opportune proposte, ai fini di un'impostazione coerente in materia di azioni nel settore della gioventù nella prospettiva dell'anno 2000.
Articolo 11
La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatto a Bruxelles, addì 20 luglio 1998.

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