Document ID: 31999D0272

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 9 dicembre 1998
relativa al progetto di provvedimento dell'Austria ai fini del risanamento della discarica "Kiener Deponie Bachmanning"
[notificata con il numero C(1998) 4195]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(1999/272/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a trasmetterle le proprie osservazioni a norma delle suddette disposizioni,
considerando quanto segue:
1. PROCEDIMENTO
Con lettera del 23 settembre 1997 le autorità austriache hanno informato la Commissione dell'intenzione del "Land" Austria Superiore di cofinanziare la decontaminazione della discarica chiusa "Kiener Deponie Bachmanning". La Commissione ha richiesto, con lettera del 20 ottobre 1997, informazioni complementari. La risposta delle autorità austriache è pervenuta il 18 novembre 1997. Dopo un incontro svoltosi a Bruxelles il 12 dicembre 1997, la Commissione, il 18 dicembre 1997, ha inviato una lettera richiedendo ulteriori ragguagli circa talune questioni non ancora chiarite. Con lettera del 21 gennaio 1998 le autorità austriache hanno trasmesso le informazioni richieste, unitamente alla notificazione ufficiale del previsto cofinanziamento dell'operazione da parte del governo federale.
Con lettera in data 22 aprile 1998, la Commissione ha informato il governo austriaco di avere avviato, in relazione all'intervento oggetto della notificazione, un procedimento a norma dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato.
La decisione della Commissione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(1). La Commissione ha invitato i terzi interessati a trasmettere le proprie osservazioni. La Commissione non ha ricevuto alcuna osservazione in merito.
2. DESCRIZIONE DEL PROVVEDIMENTO
La discarica contaminata Kiener Deponie Bachmanning, ora chiusa, è situata nell'Austria Superiore. Il terreno è iscritto nel registro del catasto di 51101 Aichkirchen con il numero 345/2.
Nel periodo dal 1975 al 1983 la discarica è stata gestita dalla società "Kieba Bau GmbH" (in fase di liquidazione), Unterseling 19, A-4672 Bachmanning, (in prosieguo: "Kieba"). Kieba, che si trova in fase di liquidazione, rientra nella definizione di "piccole e medie imprese" ai sensi della raccomandazione della Commissione(2). Il socio principale era il defunto sig. Herbert Kiener.
Il terreno appartiene ad Atlas Immobilienverwaltungs GmbH, Unterseling 19, A-4672 Bachmanning (in prosieguo: "Atlas"). Atlas è stata costituita proprio in relazione alla contaminazione, fatto noto ai soci. Si tratta di una PMI ai sensi della citata raccomandazione della Commissione. Il socio principale era anche in questo caso il sig. Kiener.
Le licenze necessarie per il risanamento della discarica sono state acquisite da ASA Oberösterreich Holding GmbH (in prosieguo: "ASA"), u[napos ]impresa attiva nel settore della decontaminazione del suolo, facente parte del gruppo francese Electricité de France (EDF) e che ai sensi della citata raccomandazione della Commissione è da considerare una grande impresa.
Il costo complessivo di decontaminazione previsto è di 313,2 milioni di ATS (scellini austriaci) (22,7 milioni di ECU). ASA ha presentato la richiesta di finanziamento pubblico degli interventi di decontaminazione alla federazione e al Land Austria Superiore, rispettivamente in data 22 maggio 1995 e 23 gennaio 1996. L'operazione verrebbe interamente finanziata dallo Stato.
a) Il governo federale si è impegnato a stanziare 206,7 milioni di ATS (15 milioni di ECU), sulla base di una decisione adottata il 12 giugno 1996 nell'ambito delle "Förderungsrichtlinien 1991 für Altlastensanierung und -sicherung" (direttive per promuovere la decontaminazione e la sicurezza delle discariche chiuse contaminate, in prosieguo "Förderungsrichtlinien 1991"), ed ha stipulato a tale scopo un contratto di sovvenzione con ASA il 20 dicembre 1996.
b) Il Land Austria Superiore si è impegnato a stanziare 106,5 milioni di ATS (7,7 milioni di ECU), sulla base di una decisione del governo regionale dell'Austria Superiore, del 7 novembre 1996, ed ha a tale scopo stipulato dei contratti di sovvenzione con ASA il 23 e il 28 aprile 1997.
I pagamenti verranno effettuati dietro presentazione delle fatture nel periodo compreso tra il 1998 e l'anno 2000.
3. POSIZIONE INIZIALE DELLA COMMISSIONE
Nella decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato la Commissione ha sostenuto quanto segue:
a) L'Austria avrebbe dovuto notificare il progetto di finanziamento da parte dello Stato a titolo di aiuto "ad hoc", poiché non è sicuro che le autorità federali abbiano applicato le Förderungsrichtlinien 1991 rispettandone tutte le disposizioni, e poiché queste non consentono al Land Austria Superiore di concedere finanziamenti.
b) Essendo in fase di liquidazione, Kieba non può comunque trarre profitto dal finanziamento statale.
c) Il finanziamento pubblico può eventualmente procurare, in maniera indiretta, un indebito beneficio ad Atlas, in termini di incremento del valore del terreno e di risparmio di costi per la decontaminazione.
d) Il compenso di ASA potrebbe procurare un indebito profitto all'impresa, visto che le autorità austriache non hanno provato in modo esauriente la sua conformità alle tariffe di mercato.
e) Non è chiaro se gli eventuali aiuti a favore di Atlas e/o ASA possano essere oggetto di deroghe a norma dell'articolo 92 del trattato.
4. POSIZIONE DELL'AUSTRIA
Il 14 luglio 1998 le autorità austriache hanno inviato una lettera in cui rendono nota la loro posizione rispetto alla decisione della Commissione di avviare il procedimento.
Le autorità austriache ribadiscono che l'inquinamento ha già provocato una pericolosa contaminazione delle acque freatiche, da cui l'urgenza di un rapido ed approfondito intervento di decontaminazione del sito. A comprova dell'urgenza di tale intervento, le autorità austriache hanno trasmesso la perizia di un esperto della gestione delle acque, datata 14 maggio 1998, la perizia di un funzionario esperto in chimica delle acque, datata 22 aprile 1998, nonché la perizia di un consulente in medicina, datata 13 maggio 1998.
Come in seguito illustrato in dettaglio, secondo le autorità austriache il finanziamento pubblico dell'intervento di decontaminazione della discarica mira unicamente a tutelare l'ambiente e non è effettuato per promuovere u[napos ]impresa. Per tale motivo il finanziamento da parte della federazione e del Land Austria Superiore non costituisce un aiuto ai sensi dell'articolo 92 del trattato. E anche qualora lo fosse, rientrerebbe in ogni modo nel campo di applicazione delle Förderungsrichtlinien 1991. In tale contesto non ha importanza il fatto che la documentazione di cui al punto 4, paragrafo 3, delle suddette direttive fosse stata inclusa o meno nel fascicolo al momento dell'autorizzazione della sovvenzione. La clausola, figurante nel contratto di sovvenzione con ASA, relativa alla disapplicazione di talune disposizioni delle Förderungsrichtlinien 1991, è stata inserita ai fini della certezza del diritto ed è conforme a quanto disposto dalle direttive medesime. Le autorità austriache precisano inoltre, che in base alle Förderungsrichtlinien 1991, i costi ammissibili per l'intervento di decontaminazione possono essere finanziati fino al 100 % e che non ha alcuna rilevanza il fatto che l'onere sia ripartito tra la federazione e altre istanze pubbliche, segnatamente il Land Austria Superiore.
A ciò si aggiunga che Kieba e Atlas non dispongono dei mezzi finanziari per effettuare gli interventi di decontaminazione della discarica. Si fa inoltre presente che nel procedimento amministrativo possono anche trascorrere dieci anni tra la prima azione delle autorità e l'esecuzione effettiva degli interventi di decontaminazione.
Per quanto riguarda gli strumenti giuridici che le autorità austriache intendono impiegare per esigere da Atlas, Kieba e dai suoi soci, il risarcimento dei costi di decontaminazione, le autorità austriache hanno presentato un parere legale, recante la data del 24 giugno 1998, formulato da due studi legali, dal quale risulta che i mezzi proposti hanno una buona possibilità di successo.
Inoltre, le autorità austriache hanno presentato un estratto del registro delle imprese, attestante che Kieba è in fase di liquidazione. Dalla lettera di un curatore fallimentare di Kieba, datata 11 maggio 1998, si evince che la conclusione del procedimento fallimentare non è ancora prevedibile.
È stato parimenti presentato un estratto del registro delle imprese riguardante Atlas. Per quanto riguarda la situazione finanziaria di Atlas, è stata trasmessa una valutazione elaborata da u[napos ]associazione per la tutela del credito. Da tale documento risulta che, oltre alla discarica contaminata, Atlas non dispone di alcun bene patrimoniale degno di nota. In base a quanto dichiarato dalle autorità austriache, Atlas ha cessato la maggioranza della sua attività. Le autorità dubitano inoltre della possibilità di imputare la responsabilità della decontaminazione della discarica ad Atlas. Quest'opinione è confermata dal parere legale formulato da due studi legali, in data 24 giugno 1998.
Le autorità austriache dichiarano che, in base alla legge per la pianificazione territoriale (oberösterreichischen Raumordnungsgesetz - OÖ ROG)(3) ed al piano regolatore (foglio 610-1/1996) del comune di Aichkirchen, il terreno in questione è destinato a prato. Le autorità austriache reputano che si debba ritenere che dopo la decontaminazione il terreno verrà destinato ad uso agricolo e forestale. Al riguardo è stata trasmessa la valutazione di un perito giudiziario giurato, indicante il valore commerciale, a decontaminazione avvenuta, stabilito mediante metodo comparativo di valore sulla base della Liegenschaftsbewertungsgesetz (legge sulla valutazione dei beni fondiari)(4).
Le autorità austriache hanno altresì precisato che ASA percepisce un compenso per i propri servizi, allegando il parere di due periti giudiziari giurati, competenti in materia di aggiudicazione di appalti, che stabilisce che il compenso è adeguato.
5. VALUTAZIONE DELL'INTERVENTO STATALE
Nel valutare il caso la Commissione si è basata sulle informazioni trasmesse dalle autorità austriache nella lettera del 14 luglio 1998.
5.1. Obblighi di notificazione
Le autorità austriache hanno approvato il finanziamento pubblico a favore degli interventi di decontaminazione il 12 luglio 1996 e hanno stipulato il contratto di sovvenzione con ASA il 20 dicembre 1996. Il finanziamento è stato stanziato sulla base delle Förderungsrichtlinien 1991.
Le Förderungsrichtlinien 1991 sono state notificate all'autorità di vigilanza dell'EFTA il 2 marzo 1993, a titolo di disposizioni preesistenti, e protocollate con il numero ESA 30-151. Nell'ambito di detto regime, il governo federale può finanziare, fino al 100 %, gli interventi di decontaminazione connessi a discariche. Il regime ha cessato di essere in vigore allorché la Commissione ha approvato le nuove Förderungsrichtlinien del 1997, mediante lettera in data 10 febbraio 1997. Nella fattispecie si applicano pertanto le Förderungsrichtlinien 1991.
La Commissione constata tuttavia che all'epoca in cui il governo federale ha autorizzato il finanziamento e firmato il contratto di sovvenzione non era ancora stata definita la procedura ottimale di decontaminazione. Gli accordi in merito sono stati firmati rispettivamente il 17 e 18 giugno 1997 ed il 14 luglio. Il punto 4, paragrafo 3, delle Förderungsrichtlinien 1991 statuisce che tali informazioni debbano essere disponibili all'atto della firma del contratto di sovvenzione. Di conseguenza le autorità austriache non hanno soddisfatto tutti i requisiti fissati dal summenzionato regime vigente in materia di aiuti.
A ciò si aggiunga che il contratto di sovvenzione stipulato tra ASA e le autorità federali esclude alcune disposizioni delle Förderungsrichtlinien 1991. Le autorità austriache hanno dichiarato al riguardo che ciò sarebbe stato necessario, in quanto il contratto di sovvenzione tra ASA e il governo federale non può imporre alcun obbligo a Kieba ed Atlas, visto che le due imprese non sono parti contraenti del contratto di sovvenzione. La Commissione ritiene che queste clausole di esclusione procurino un vantaggio all'impresa responsabile dell'inquinamento, Kieba, e all'impresa proprietaria del fondo, Atlas. Le Förderungsrichtlinien 1991 contemplano inequivocabilmente determinati obblighi per il proprietario del terreno e per il responsabile dell'inquinamento. In realtà, la federazione austriaca può accordare un finanziamento pubblico nell'ambito del suddetto regime solo qualora il proprietario del terreno ed il responsabile dell'inquinamento siano disposti o possano essere costretti ad adempiere agli obblighi previsti dal regime medesimo. Avendo escluso l'applicazione di alcune disposizioni, il governo federale non ha rispettato tutte le condizioni stabilite dalle Förderungsrichtlinien 1991.
Inoltre, a norma delle Förderungsrichtlinien 1991 il Land Austria Superiore non è autorizzato ad erogare finanziamenti, per cui le misure di finanziamento che ad esso fanno capo non rientrano nel campo d'applicazione di tale regime preesistente.
In considerazione dell'inosservanza da parte del governo federale di tutte le disposizioni delle Förderungsrichtlinien 1991 e del fatto che il finanziamento da parte del Land Austria Superiore non ricade sotto alcun regime preesistente o approvato, le autorità austriache erano tenute a notificare il progetto di finanziamento pubblico da parte del governo federale a titolo di aiuti "ad hoc", a norma dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato.
5.2. Kieba
Nel diritto amministrativo austriaco - in particolare la legge sul diritto delle acque(5), la legge sulla gestione dei rifiuti(6) e il regolamento sull'attività industriale(7) - vigono diverse disposizioni in materia di responsabilità. In base alla normativa ambientale relativa alle discariche, la responsabilità primaria va in ogni caso imputata alla persona giuridica la cui attività abbia cagionato il danno. Si considera pertanto responsabile o il gestore della discarica o la persona che ha proceduto alla sua chiusura.
L'ufficio distrettuale Wels-Land ha rilasciato a Kieba, in data 29 maggio 1978 e in data 22 maggio 1979 (Foglio WA 1-16-1976), una licenza per la gestione di una discarica di rifiuti domestici e speciali, sulla base della legge sul diritto delle acque. Kieba è anche l'impresa responsabile della chiusura della discarica. Secondo quanto affermano le autorità austriache, esistono numerose prove che attestano l'inosservanza da parte dell'impresa dei termini delle suddette licenze, sia per quanto riguarda il tipo di rifiuti trattati sia delle scadenze. Infatti, benché il 31 dicembre 1981 fosse scaduta la licenza concessa in forza della legge sul diritto delle acque, l'impresa ha continuato la propria attività, molto probabilmente fino ad aprile o maggio del 1983. Secondo quanto riferito dalle autorità austriache, Kieba sarebbe l'unica impresa individuata quale responsabile dell'inquinamento.
In conformità all'articolo 31, paragrafo 1, e all'articolo 138, paragrafo 1, della legge sul diritto delle acque ("Wasserrechtsgesetz"), all'articolo 32, paragrafo 1, della legge federale sulla gestione dei rifiuti ("Abfallwirtschaftsgesetz des Bundes") nonché all'articolo 83, paragrafo 3, del regolamento sull'attività industriale ("Gewerbeordnung"), le autorità amministrative austriache sono tenute a chiamare in causa come responsabile principale la suddetta impresa. Le autorità austriache avevano pertanto ingiunto a Kieba di risanare la discarica contaminata già il 9 agosto 1991. Kieba si è appellata contro tale decisione, vincendo il ricorso per motivi formali.
Le autorità austriache non hanno emanato alcun altro provvedimento, né intendono farlo nel prossimo futuro, visto che il 29 settembre 1996 il tribunale provinciale di Wels ha avviato una procedura fallimentare nei confronti di Kieba. Anche l'eredità del defunto socio principale di Kieba, il sig. Herbert Kiener, è stata oggetto di un procedimento d'insolvenza. Finora nessuno ha accettato l'eredità.
La Commissione rileva che, attraverso il finanziamento degli interventi di decontaminazione, la federazione e il Land Austria Superiore si accollano obblighi che incombono al soggetto responsabile. Va comunque tenuto conto del fatto che Kieba è in fase di liquidazione e non svolge più alcuna attività. Di conseguenza non può trarre profitto dal finanziamento pubblico e gli eventuali vantaggi fruiti in passato non possono più pregiudicare gli scambi tra gli Stati membri.
La Commissione prende inoltre atto dell'impegno assunto dalle autorità austriache di ricorrere a tutti i mezzi disponibili per recuperare da Kieba i costi inerenti alla decontaminazione. Per esigere la restituzione dei pagamenti ingiustamente effettuati si avvierà u[napos ]azione per arricchimento senza giusta causa, ai sensi dell'articolo 1042 del codice civile, e si agirà in giudizio per ottenere il risarcimento del danno ai sensi dell'articolo 1295.
5.3. Atlas
Le leggi federali sul diritto delle acque e sulla gestione dei rifiuti contengono disposizioni specifiche in materia di responsabilità applicabili alla proprietà fondiaria. Le autorità austriache dubitano tuttavia della possibilità di chiamare in causa Atlas sulla base di tali disposizioni della normativa ambientale. Tale giudizio è condiviso da entrambi i pareri legali.
La Commissione fa presente, tuttavia, che Atlas è stata costituita proprio in relazione alla contaminazione, fatto noto al momento della costituzione. A ciò si aggiunga che tra Atlas e Kieba intercorrono stretti rapporti societari. La Commissione ritiene pertanto che, a titolo di risarcimento, Atlas e Kieba rispondono in modo solidale. Infatti, se ASA effettua la decontaminazione fruendo di sovvenzioni statali, l'intervento finanziario potrebbe procurare un vantaggio ad Atlas, poiché l'impresa eviterebbe di sostenere i costi della decontaminazione.
La Commissione rileva che secondo le informazioni fornite dalle autorità austriache l'impresa non svolge alcuna attività commerciale degna di nota e che si troverebbe addirittura in difficoltà finanziarie. Il pericolo che il suddetto vantaggio falsi la concorrenza al momento attuale è limitato. La Commissione non può tuttavia escludere che un terzo acquisti le quote di capitale dell'impresa e sviluppi le attività aziendali in modo suscettibile di incidere sugli scambi tra gli Stati membri. Il finanziamento pubblico dell'intervento di decontaminazione rafforzerebbe la posizione di Atlas rispetto ai concorrenti del mercato SEE, i cui terreni contaminati non beneficiano di un simile intervento a titolo gratuito. Per questo motivo la Commissione non può escludere che i vantaggi di Atlas derivanti dalla sovvenzione pubblica possano incidere in futuro sulla concorrenza nel mercato SEE, falsandola. Per Atlas il finanziamento può costituire un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE.
Ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE, gli aiuti aventi le caratteristiche ivi indicate sono in linea di principio incompatibili con il mercato comune. All'articolo 92, paragrafo 2, del trattato e all'articolo 61, paragrafi 2 e 3, dell'accordo SEE sono specificati gli aiuti che, in via derogatoria, possono essere giudicati compatibili con il mercato comune. Nella fattispecie non si applica alcuna delle deroghe contemplate.
Le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 2, del trattato e all'articolo 61, paragrafo 2, dell'accordo SEE non si applicano, non trattandosi né di aiuti a carattere sociale né di aiuti destinati ad ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali, né di aiuti concessi all'economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania, che risentono della divisione della Germania.
Le deroghe contemplate all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), del trattato e all'articolo 61, paragrafo 3, lettera a), dell'accordo SEE, nonché le deroghe regionali di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE non possono essere invocate, in quanto la sede di Atlas non è situata in una zona ammessa al beneficio degli aiuti regionali.
Quanto all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), del trattato e all'articolo 61, paragrafo 3, lettera b), dell'accordo SEE, la Commissione rileva che il progetto in discorso non è conforme ai criteri applicati dalla Commissione nel valutare la conformità alla disposizione relativa ai "progetti di comune interesse europeo", e che l'aiuto non è destinato a rimediare a gravi turbative dell'economia di uno Stato membro.
Non si applica neppure la prima della deroga contemplata dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato e dall'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE, riguardante gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche, poiché il finanziamento in discorso non persegue tali finalità settoriali.
Parimenti inapplicabili sono le disposizioni derogatorie dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera d), del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera d), dell'accordo SEE, poiché gli aiuti non sono destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio.
La Commissione rileva che è altresì inequivocabilmente in contrasto con il principio "chi inquina paga", sancito dall'articolo 130 R del trattato, il fatto che il responsabile dell'inquinamento alieni il suo terreno contaminato ad una delle sue imprese, allo scopo di eludere i costi dell'intervento di decontaminazione, che l'impresa responsabile vada in fallimento e che l'attività commerciale sia proseguita dalla nuova impresa.
Per le ragioni sopra indicate, la Commissione reputa che nella fattispecie non si applichi alcuna deroga.
Essa prende tuttavia atto del fatto che le autorità austriache si sono impegnate a ricorrere a tutti i mezzi disponibili per ottenere, anche da ATLAS, la restituzione dei costi inerenti alla decontaminazione. La Commissione ritiene che il rimborso da parte di ATLAS dei costi sostenuti per la decontaminazione escluderebbe la possibilità che il finanziamento dell'intervento di decontaminazione procuri un vantaggio a tale impresa e che pertanto la misura in discussione costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92 del trattato.
5.4. ASA
In data 29 dicembre 1994, la "ASA Inerta Abfallbehandlungs GmbH" ha presentato domanda, di propria iniziativa, per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie, a norma dell'articolo 32, paragrafo 4, della legge per la promozione della tutela ambientale ("Umweltförderungsgesetz")(8) per procedere alla decontaminazione della discarica. La legge in parola è stata notificata alle autorità di vigilanza dell'EFTA come regime d'aiuti preesistente. Le licenze (UR-450000/323-1996) sono state rilasciate il 22 febbraio 1996, in base alla legge sulla gestione dei rifiuti, e l'8 marzo 1996 in base alla legge sulla tutela della natura e del paesaggio del Land Austria Superiore. Successivamente, ASA ha acquisito le licenze rilasciate alla ASA Inerta Abfallbehandlungs GmbH.
Le autorità austriache hanno stipulato dei contratti di sovvenzione con ASA, poiché solo questa impresa disponeva delle licenze necessarie. La Commissione constata che i contratti con ASA sono stati conclusi senza dare la possibilità ad altri concorrenti austriaci o stranieri di partecipare alla licitazione. Era pertanto necessario verificare se il compenso di ASA fosse conforme al prezzo di mercato.
La Commissione rileva che ASA non effettua direttamente gli interventi di decontaminazione, ma li programma e li coordina in qualità di appaltatore principale. Per i suoi servizi di appaltatore principale, ASA percepirà un compenso di 37,3 milioni di ATS (2,7 milioni di ECU) sull'importo complessivo di 313,2 milioni di ATS (22,7 milioni di ECU) previsto per i costi di decontaminazione.
Le autorità austriache hanno dimostrato che il compenso di ASA è stato fissato in base alle "Honorarleitlinien für Generalplaner" (orientamenti in materia di tariffe delle imprese incaricate del coordinamento generale), che a loro volta si basano sul "Gebührenordnung Projektmanagement" (regime tariffario per la gestione di progetti) e sul "Gebührenordnung Bauwesen" (regime tariffario per l'edilizia). Le autorità austriache hanno inoltre dimostrato che, in base agli accordi, ASA percepisce solo l'85 % degli importi indicati da tali regimi. A tal fine sono stati trasmessi i pareri elaborati da due periti giudiziari giurati, che confermano che il compenso è conforme al prezzo di mercato.
Dopo un approfondito esame delle informazioni trasmesse, la Commissione condivide il giudizio delle autorità austriache che il compenso percepito da ASA per la propria attività di pianificazione e coordinamento sia equo e che non contenga alcun elemento di aiuto di Stato, ai sensi dell'articolo 92 del trattato.
La Commissione osserva che non sono ancora concluse le indagini condotte per accertare se nell'aggiudicazione le autorità austriache si siano attenute alle disposizioni della direttiva 92/50/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi(9). La presente decisione non pregiudica in alcun modo l'esito di tali indagini.
Per quanto riguarda i lavori di decontaminazione da parte di subappaltatori, la Commissione rileva che, in base alle condizioni fissate dai contratti di sovvenzione, ASA è assoggettata alla direttiva Ö-norm-A-2050 riguardante il coordinamento delle procedure di aggiudicazione di appalti pubblici di servizi. Le autorità austriache hanno trasmesso un elenco dettagliato dei lavori che saranno eseguiti da subappaltatori, dimostrando che la maggioranza dei lavori saranno aggiudicati mediante bandi pubblici di gara. La Commissione conclude pertanto che anche nel compenso dei subappaltatori non si ravvisa alcun elemento di aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92 del trattato.
6. CONCLUSIONI
Tenendo conto delle considerazioni suesposte in merito alla valutazione del finanziamento pubblico della decontaminazione della discarica Kiener Deponie Bachmanning, la Commissione constata quanto segue:
a) l'impresa responsabile dell'inquinamento, Kieba, è in fase di liquidazione e non svolge più alcuna attività. Di conseguenza il finanziamento pubblico in questione non può arrecarle alcun vantaggio;
b) qualora gli interventi di decontaminazione siano effettuati mediante sovvenzione pubblica, Atlas potrebbe trarne un vantaggio, in termini di risparmio di costi per la decontaminazione, nel qual caso il suddetto finanziamento costituirebbe un aiuto di Stato per Atlas, aiuto per il quale non si applicano le deroghe contemplate dall'articolo 92, paragrafi 2 e 3, del trattato; esigendo la restituzione da parte di Atlas dei costi sostenuti per la decontaminazione si escluderebbe peraltro la possibilità che il finanziamento pubblico in questione costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92 del trattato;
c) l'impresa ASA, impegnata nell'intervento di decontaminazione della discarica, percepisce un compenso per la propria attività di programmazione e coordinamento. Il suddetto compenso non contiene alcun elemento qualificabile come aiuto di Stato.
Di conseguenza rispettando la suddetta condizione - del rimborso dei costi di decontaminazione da parte di Atlas - il governo federale austriaco e il Land Austria Superiore possono, sulla base della notificazione presentata, finanziare interamente gli interventi di decontaminazione. Le autorità austriache devono esigere da Atlas la restituzione della totalità dei costi in base alle procedure e disposizioni di diritto interno, con gli interessi maturati a decorrere dalla data di pagamento fino a quella del rimborso totale, calcolati applicando il tasso di riferimento impiegato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione netto degli aiuti regionali in Austria,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il previsto finanziamento pubblico della decontaminazione della discarica chiusa Kiener Deponie Bachmanning, il cui costo complessivo è di 313,2 milioni di ATS (22,7 milioni di ECU), non costituisce un aiuto di Stato, salva l'osservanza dell'articolo 2.
Articolo 2
L'Austria ingiunge ad Atlas di risarcire i costi di decontaminazione finanziati con denaro pubblico e ne ottiene l'effettivo pagamento. La restituzione avviene conformemente alle procedure e disposizioni interne, addebitando ad Atlas gli interessi maturati a decorrere dalla data di pagamento fino al rimborso dei costi di decontaminazione, calcolati prendendo a riferimento il tasso applicato per l'equivalente sovvenzione netto vigente per gli aiuti regionali in Austria.
Articolo 3
L'Austria comunica entro due mesi dalla notificazione della presente decisione le misure adottate per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica d'Austria è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 9 dicembre 1998.

Labels: 2
19
18
20