Document ID: 32003R2070

Regolamento (CE) n. 2070/2003 del Consiglio
del 24 novembre 2003
che chiude il riesame intermedio parziale delle misure antidumping applicabili alle importazioni di fluorite originaria della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea(1) (in appresso denominato "il regolamento di base"), in particolare l'articolo 11, paragrafo 3,
vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
1. Misure in vigore
(1) Nel settembre 2000, il Consiglio ha istituito, con il regolamento (CE) 2011/2000(2), un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di fluorite originaria della Repubblica popolare cinese (in appresso denominata "RPC"). Il dazio ha assunto la forma di un prezzo minimo all'importazione (in appresso denominato "MIP").
2. Apertura
(2) Il 13 giugno 2002, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3) (in appresso denominato "avviso di apertura") la Commissione ha annunciato l'apertura di un riesame intermedio parziale delle misure antidumping applicabili alle importazioni di fluorite originaria della RPC ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento di base.
(3) Il riesame è stato aperto su iniziativa della Commissione allo scopo di valutare l'adeguatezza della forma delle misure in vigore, attualmente un MIP, in quanto non opera una distinzione tra vendite a parti collegate e vendite a parti indipendenti, o tra le prime vendite alla Comunità e le vendite successive e appare ormai evidente che ciò può causare dei problemi a livello di applicazione. Di conseguenza, le misure vigenti non risultavano sufficienti a contrastare il dumping pregiudizievole.
3. Inchiesta
(4) La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura del procedimento gli importatori, gli utilizzatori notoriamente interessati, le loro associazioni, i rappresentanti del paese esportatore interessato e i produttori comunitari. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le proprie osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine fissato nell'avviso di apertura.
(5) Un'associazione di produttori comunitari, una camera di commercio della RPC, otto utilizzatori, un importatore della Comunità e un operatore commerciale degli Stati Uniti d'America hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto. Sono state sentite tutte le parti che ne abbiano fatto richiesta entro il termine fissato dimostrando di avere particolari motivi per essere sentite.
(6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione dell'adeguatezza delle misure in vigore.
B. CONCLUSIONI DELL'INCHIESTA E CHIUSURA DEL RIESAME INTERMEDIO PARZIALE
(7) L'avvio di un riesame intermedio è stato motivato dalla necessità di limitare il rischio di elusione dei dazi. Quest'ultima può verificarsi in diverse circostanze. Quando gli esportatori attualmente soggetti alle misure esportano verso la Comunità, essi possono fatturare le merci ad un prezzo superiore al MIP e compensare poi tale prezzo dopo la presentazione della dichiarazione in dogana mediante un accordo con gli importatori. Tale procedura può rendere inefficace il MIP, perché essa implica che il prodotto in questione continui ad essere esportato nella Comunità ad un prezzo inferiore al MIP. Pertanto, può verificarsi che i successivi prezzi di rivendita nella Comunità impediscano alle misure di raggiungere lo scopo voluto, cioè di eliminare gli effetti pregiudizievoli del dumping. Il rischio generale significativo di manipolazione dei prezzi quando i dazi assumono la forma di un MIP è stato posto in evidenza dalla Corte dei conti europea nella sua relazione annuale del 2004(4) (punti 1.31 e 1.35). Per far fronte a tale problema si è previsto inizialmente di sostituire il MIP con un dazio ad valorem.
(8) Sebbene generalmente il dazio ad valorem sia considerato come uno strumento più adeguato per evitare il rischio di una manipolazione dei prezzi, si è ritenuto che nelle circostanze specifiche del caso in questione tale rischio sia estremamente limitato o addirittura inesistente, dal momento che, per un lungo periodo, i prezzi all'importazione sono stati ben al di sopra del MIP. Pertanto, gli esportatori non avrebbero alcun motivo di manipolare i prezzi come descritto al considerando 7. Ciò trova conferma anche nelle osservazioni formulate dalle parti interessate, ivi compresa l'industria comunitaria, secondo le quali la misura non dovrebbe essere modificata nella sua forma.
(9) Si conclude pertanto che, a causa delle circostanze particolari e molto specifiche del caso in oggetto, attualmente non vi è alcun motivo di modificare la forma delle misure riguardanti le importazioni di fluorite originaria della RPC e che l'attuale riesame intermedio parziale dovrebbe essere chiuso senza modificare le misure antidumping istituite dal regolamento (CE) n. 2011/2000,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il riesame intermedio parziale delle misure antidumping applicabili alle importazioni di fluorite originaria della Repubblica popolare cinese, avviato ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 384/96, è chiuso senza modifiche del dazio antidumping in vigore.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 24 novembre 2003.

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