Document ID: 32009D0853

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 26 novembre 2009
che autorizza la Francia a concludere un accordo, rispettivamente, con Saint Pierre e Miquelon, Mayotte, la Nuova Caledonia, la Polinesia francese e Wallis e Futura affinché i trasferimenti di fondi tra la Francia e ognuno dei suddetti territori siano considerati come trasferimenti di fondi all’interno della Francia in conformità con il regolamento (CE) n. 1781/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio
[notificata con il numero C(2009) 9254]
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(2009/853/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 1781/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, riguardante i dati informativi relativi all’ordinante che accompagnano i trasferimenti di fondi (1), in particolare l’articolo 17,
vista la domanda della Francia,
considerando quanto segue:
(1)
A norma dell’articolo 17 del regolamento (CE) n. 1781/2006, il 28 novembre 2007 la Francia ha chiesto una deroga per i trasferimenti di fondi tra, da una parte, rispettivamente Saint Pierre e Miquelon, Mayotte, la Nuova Caledonia, la Polinesia francese e Wallis e Futuna e, dall’altra, la Francia.
(2)
In conformità con l’articolo 17, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1781/2006, i trasferimenti di fondi tra, rispettivamente, Saint Pierre e Miquelon, Mayotte, la Nuova Caledonia, la Polinesia francese e Wallis e Futuna e la Francia sono considerati alla stessa stregua di trasferimenti di fondi all’interno della Francia dal 4 dicembre 2007.
(3)
Nel corso della riunione del comitato in materia di prevenzione del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo del 16 giugno 2009 gli Stati membri sono stati informati del fatto che la Commissione ritiene di aver ricevuto le informazioni necessarie per esaminare la domanda della Francia.
(4)
Saint Pierre e Miquelon, Mayotte, la Nuova Caledonia, la Polinesia francese e Wallis e Futuna non fanno parte del territorio della Comunità quale è definito all’articolo 299 del trattato CE. Tuttavia, in virtù della decisione del Consiglio del 31 dicembre 1998, da un lato Saint Pierre e Miquelon e Mayotte e, dall’altro, in virtù del protocollo 27 relativo alla Francia allegato al trattato CE la Nuova Caledonia, la Polinesia francese e Wallis e Futuna fanno parte dell’area monetaria della Francia. Di conseguenza, Saint Pierre e Miquelon, Mayotte, la Nuova Caledonia, la Polinesia francese e Wallis e Futuna soddisfano il requisito definito all’articolo 17, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1781/2006.
(5)
I prestatori di servizi di pagamento di Saint Pierre e Miquelon, Mayotte, della Nuova Caledonia, della Polinesia francese e di Wallis e Futuna partecipano direttamente ai sistemi di pagamento e di regolamento della Francia, in particolare al CORE e al Target2-Banque de France. Pertanto, essi soddisfano il requisito di cui all’articolo 17, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1781/2006.
(6)
L’applicazione dei regolamenti comunitari a Saint Pierre e Miquelon, Mayotte, alla Nuova Caledonia, alla Polinesia francese e a Wallis e Futuna necessita l’adozione di una normativa specifica da parte della Francia. L’adozione, da parte della Francia, dell’ordinanza n. 2009-102, del 30 gennaio 2009, riguardante i dati informativi relativi all’ordinante che accompagnano i trasferimenti di fondi da e verso Saint Pierre e Miquelon, Mayotte, la Nuova Caledonia, la Polinesia francese e Wallis e Futuna garantisce che detti territori hanno integrato nei rispettivi ordinamenti giuridici disposizioni corrispondenti a quelle previste nel regolamento (CE) n. 1781/2006.
(7)
L’ordinanza n. 2009-103, del 30 gennaio 2009, concernente il blocco dei beni in vista, in particolare, della lotta contro il finanziamento del terrorismo, garantisce l’applicazione di misure appropriate a Saint Pierre e Miquelon, Mayotte, alla Nuova Caledonia, alla Polinesia francese e a Wallis e Futuna al fine di irrogare sanzioni finanziarie ai soggetti giuridici o alle persone incluse negli elenchi delle Nazioni Unite o dell’Unione europea.
(8)
L’ordinanza n. 2006-60, del 19 gennaio 2006, che aggiorna la legislazione finanziaria ed economica applicabile a Mayotte, alla Nuova Caledonia, alla Polinesia francese e a Wallis e Futuna e il decreto n. 2006-736, del 26 giugno 2006, relativo alla lotta contro il riciclaggio di denaro e che modifica il codice finanziario e monetario, nonché la legge n. 2004-130, dell’11 febbraio 2004, che riforma lo statuto di alcune professioni legali e giudiziarie, garantiscono che a Saint Pierre e Miquelon, Mayotte, nella Nuova Caledonia, nella Polinesia francese e a Wallis e Futuna vige un regime di antiriciclaggio di denaro equivalente a quello in atto sul territorio francese relativamente ai trasferimenti di fondi.
(9)
Di conseguenza, Saint Pierre e Miquelon, Mayotte, la Nuova Caledonia, la Polinesia francese e Wallis e Futuna hanno adottato norme identiche a quelle fissate nel regolamento (CE) n. 1781/2006 e impongono ai loro prestatori di servizi di pagamento di applicarle, soddisfacendo quindi il requisito di cui all’articolo 17, paragrafo 1, lettera c), del suddetto regolamento.
(10)
È quindi opportuno concedere alla Francia la deroga richiesta.
(11)
Le misure previste nella presente decisione sono conformi al parere del comitato in materia di prevenzione del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La Francia è autorizzata a concludere accordi con Saint Pierre e Miquelon, Mayotte, la Nuova Caledonia, la Polinesia francese e Wallis e Futuna in modo che i trasferimenti di fondi tra la Francia e ciascuno dei territori summenzionati siano trattati come trasferimenti di fondi all’interno della Francia ai sensi del regolamento (CE) n. 1781/2006.
Articolo 2
La Francia è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 26 novembre 2009.

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