Document ID: 32006D0895

DECISIONE N. 895/2006/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 14 giugno 2006
che introduce un regime semplificato per il controllo delle persone alle frontiere esterne, basato sul riconoscimento unilaterale di determinati documenti, da parte di Repubblica ceca, Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Slovenia e Slovacchia, come equipollenti ai loro visti nazionali ai fini del transito nel loro territorio
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 62, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione,
deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato (1),
considerando quanto segue:
(1)
A norma dell’articolo 3, paragrafo 1, dell’atto di adesione del 2003, gli Stati membri che hanno aderito all’Unione il 1o maggio 2004 sono tenuti da questa data ad assoggettare all’obbligo del visto i cittadini dei paesi terzi elencati nell’allegato I del regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio, del 15 marzo 2001, che adotta l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all’atto dell’attraversamento delle frontiere esterne e l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (2).
(2)
A norma dell’articolo 3, paragrafo 2, dell’atto di adesione del 2003, le disposizioni dell’acquis di Schengen riguardanti le condizioni ed i criteri per il rilascio di visti uniformi per soggiorno di breve durata e le disposizioni riguardanti il riconoscimento reciproco dei visti e l’equipollenza tra i documenti di soggiorno ed i visti, si applicano nei nuovi Stati membri soltanto dopo che il Consiglio ha adottato una decisione in tal senso. Nondimeno, per i nuovi Stati membri tali disposizioni sono vincolanti con decorrenza dalla data d’adesione.
(3)
Si chiede quindi ai nuovi Stati membri di rilasciare visti nazionali, per l’ingresso o il transito nel loro territorio, ai cittadini di paesi terzi in possesso di un visto uniforme o di un visto per soggiorno di lunga durata o di un documento di soggiorno rilasciato da uno Stato membro che attua integralmente l’acquis di Schengen, oppure in possesso di un documento rilasciato dagli altri nuovi Stati membri.
(4)
I titolari di documenti rilasciati dagli Stati membri che attuano integralmente l’acquis di Schengen e dai nuovi Stati membri non costituiscono un rischio per questi nuovi Stati membri, poiché le persone in questione sono state sottoposte dagli altri Stati membri a tutti i controlli necessari. Per evitare d’imporre ai nuovi Stati membri altri oneri amministrativi ingiustificati, si dovrebbero adottare norme comuni per autorizzare questi Stati a riconoscere unilateralmente tali documenti come equipollenti al loro visto nazionale e ad introdurre un regime semplificato, basato su tale equipollenza unilaterale, per il controllo delle persone alle frontiere esterne.
(5)
Le norme comuni dovrebbero applicarsi per un periodo di transizione, sino alla data che il Consiglio stabilirà nella decisione prevista all’articolo 3, paragrafo 2, primo comma, dell’atto di adesione del 2003.
(6)
Il riconoscimento di un documento dovrebbe essere limitato ai fini del transito nel territorio di uno o più nuovi Stati membri e non dovrebbe incidere sulla possibilità dei nuovi Stati membri di rilasciare visti nazionali per soggiorni di breve durata. La partecipazione al sistema comune dovrebbe essere facoltativa e non dovrebbe imporre ai nuovi Stati membri obblighi supplementari rispetto a quelli definiti nell’atto di adesione del 2003.
(7)
Le norme comuni dovrebbero applicarsi ai visti uniformi per soggiorno di breve durata, ai visti per soggiorno di lunga durata e ai documenti di soggiorno rilasciati dagli Stati membri che attuano integralmente l’acquis di Schengen, ed anche ai visti per soggiorno di breve o di lunga durata e ai documenti di soggiorno rilasciati dagli altri nuovi Stati membri.
(8)
Le condizioni da rispettare in materia d’ingresso sono quelle stabilite all’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, che stabilisce un codice comunitario sulle norme che disciplinano il movimento delle persone attraverso le frontiere (codice Frontiere Schengen) (3) ad eccezione del disposto dell’articolo 5, paragrafo 1, lettera b), nella misura in cui la presente decisione istituisce un regime di riconoscimento unilaterale da parte dei nuovi Stati membri di determinati documenti rilasciati dagli Stati membri che attuano integralmente l’acquis di Schengen e altri documenti analoghi rilasciati dagli altri nuovi Stati membri ai fini del transito.
(9)
Poiché l’obiettivo della presente direttiva, ossia l’introduzione di un regime di riconoscimento unilaterale da parte dei nuovi Stati membri di determinati documenti emessi da altri Stati membri ai fini del transito, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può quindi, per l’entità e gli effetti della presente decisione, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. La presente decisione si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo, in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(10)
La presente decisione non rappresenta uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen ai sensi dell’accordo concluso dal Consiglio dell’Unione europea e dalla Repubblica di Islanda e dal Regno di Norvegia per quanto concerne l’associazione di questi due paesi all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen, in quanto riguarda solo gli Stati membri che non attuano ancora integralmente l’acquis di Schengen. Tuttavia, a fini di coerenza e di un adeguato funzionamento del sistema Schengen, la presente decisione concerne anche i visti e i documenti di soggiorno rilasciati da paesi terzi associati all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen e che attuano integralmente l’acquis di Schengen quali l’Islanda e la Norvegia.
(11)
Conformemente agli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell’Irlanda allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, detti Stati membri non partecipano all’adozione della presente decisione.
(12)
Conformemente agli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non partecipa all’adozione della presente decisione,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La presente decisione introduce un regime semplificato per il controllo delle persone alle frontiere esterne in base al quale Repubblica ceca, Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Slovenia e Slovacchia (di seguito i «nuovi Stati membri») possono riconoscere unilateralmente come equipollenti ai loro visti nazionali ai fini del transito, i documenti di cui all’articolo 2, paragrafo 1, e quelli di cui all’articolo 3 rilasciati da altri nuovi Stati membri ai cittadini di paesi terzi soggetti all’obbligo del visto a norma del regolamento (CE) n. 539/2001.
L’applicazione della presente decisione non riguarda i controlli da eseguire sulle persone alle frontiere esterne, in conformità del combinato disposto degli articoli da 5 a 13 e da 18 a 19 del regolamento (CE) n. 562/2006.
Articolo 2
1. Un nuovo Stato membro può considerare equipollenti al proprio visto nazionale, ai fini del transito e indipendentemente dalla cittadinanza dei titolari, i seguenti documenti:
i)
il «visto uniforme» di cui alle disposizioni dell’articolo 10 della convenzione Schengen;
ii)
il «visto per soggiorno di lunga durata» di cui alle disposizioni dell’articolo 18 della convenzione Schengen;
iii)
un «documento di soggiorno» figurante nell’allegato IV dell’Istruzione consolare comune.
2. Il nuovo Stato membro che decide di applicare la presente decisione riconosce tutti i documenti indicati al paragrafo 1, indipendentemente da quale Stato li abbia rilasciati.
Articolo 3
Il nuovo Stato membro che applica l’articolo 2 può inoltre riconoscere come equipollenti al proprio visto nazionale, ai fini del transito, i visti per soggiorno di breve o di lunga durata ed i documenti di soggiorno rilasciati da un altro o altri nuovi Stati membri.
I documenti rilasciati dai nuovi Stati membri, che possono essere riconosciuti in attuazione della presente decisione, sono elencati nell’allegato.
Articolo 4
I nuovi Stati membri possono riconoscere i suddetti documenti come equipollenti al loro visto nazionale, ai fini del transito, soltanto se i cittadini di paesi terzi transitano nel territorio del nuovo o dei nuovi Stati membri per un periodo non superiore a cinque giorni per transito.
Il periodo di validità dei documenti di cui agli articoli 2 e 3 è pari alla durata del transito.
Articolo 5
I nuovi Stati membri notificano alla Commissione la loro volontà di attuare la decisione entro il 1o agosto 2006.
La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il testo trasmessole dai nuovi Stati membri.
Articolo 6
La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Essa è applicabile sino alla data stabilita dalla decisione del Consiglio adottata a norma dell’articolo 3, paragrafo 2, dell’atto di adesione del 2003.
Articolo 7
La Repubblica ceca, la Repubblica di Estonia, la Repubblica di Cipro, la Repubblica di Lettonia, la Repubblica di Lituania, la Repubblica di Ungheria, la Repubblica di Malta, la Repubblica di Polonia, la Repubblica di Slovenia e la Repubblica slovacca sono destinatarie della presente decisione.
Fatto a Strasburgo, addì 14 giugno 2006.

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