Document ID: 32006R1543

REGOLAMENTO (CE) N. 1543/2006 DELLA COMMISSIONE
del 12 ottobre 2006
che modifica il regolamento (CE) n. 474/2006 che istituisce un elenco comunitario dei vettori aerei soggetti a un divieto operativo all’interno della Comunità ai sensi del capo II del regolamento (CE) n. 2111/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, modificato dal regolamento (CE) n. 910/2006
(Testo rilevante ai fini del SEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 2111/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2005, relativo all’istituzione di un elenco comunitario di vettori aerei soggetti a un divieto operativo all’interno della Comunità e alle informazioni da fornire ai passeggeri del trasporto aereo sull’identità del vettore aereo effettivo e che abroga l’articolo 9 della direttiva 2004/36/CE (1) (di seguito «il regolamento di base»), in particolare l’articolo 4,
considerando quanto segue:
(1)
Il 22 marzo 2006 la Commissione ha adottato il regolamento (CE) n. 474/2006 che istituisce l’elenco dei vettori aerei soggetti a un divieto operativo all’interno della Comunità ai sensi del capo II del regolamento (CE) n. 2111/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio (2).
(2)
Il 20 giugno 2006 la Commissione ha adottato il regolamento (CE) n. 910/2006 che modifica il regolamento (CE) n. 474/2006 che istituisce l’elenco dei vettori aerei soggetti a un divieto operativo all’interno della Comunità ai sensi del capo II del regolamento (CE) n. 2111/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio (3).
(3)
Conformemente all’articolo 4, paragrafo 2, del regolamento di base e all’articolo 2 del regolamento (CE) n. 473/2006 della Commissione, del 22 marzo 2006, che stabilisce le norme di attuazione relative all’elenco comunitario dei vettori aerei soggetti a un divieto operativo all’interno della Comunità ai sensi del capo II del regolamento (CE) n. 2111/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio (4), uno Stato membro ha chiesto di aggiornare l’elenco comunitario.
(4)
A norma dell’articolo 4, paragrafo 3, del regolamento di base, gli Stati membri hanno comunicato alla Commissione informazioni pertinenti ai fini dell’aggiornamento dell’elenco comunitario di cui trattasi. Su tale base, la Commissione deve decidere di aggiornare l’elenco comunitario di propria iniziativa o a richiesta a degli Stati membri.
(5)
A norma dell’articolo 7 del regolamento di base e dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 473/2006, la Commissione ha informato tutti i vettori aerei interessati direttamente o, laddove ciò non era possibile, per il tramite delle autorità responsabili della vigilanza regolamentare nei loro confronti, indicando i fatti salienti e le considerazioni atte a motivare una decisione che imponga ai vettori il divieto operativo nella Comunità o a modificare le condizioni di un divieto operativo imposto a un vettore aereo incluso nell’elenco comunitario.
(6)
A norma dell’articolo 7 del regolamento di base e dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 473/2006, la Commissione ha dato la possibilità ai vettori aerei interessati di consultare i documenti trasmessi dagli Stati membri, di presentare le proprie osservazioni scritte e di essere ascoltati, entro 10 giorni lavorativi, dalla Commissione nonché dal comitato per la sicurezza aerea (5).
(7)
A norma dell’articolo 3 del regolamento (CE) n. 473/2006, la Commissione e, in alcuni casi specifici, alcuni Stati membri hanno consultato le autorità responsabili della vigilanza regolamentare sui vettori aerei interessati.
(8)
È dimostrato che l’operatore DAS Air Cargo (DAZ), certificato in Kenya, è una filiale di Dairo Air Services (DSR), vettore certificato in Uganda. I due vettori utilizzano lo stesso velivolo. Pertanto, qualsiasi misura decisa nei confronti di DSR dovrebbe applicarsi anche a DAZ.
(9)
Esistono gravi e comprovate carenze sotto il profilo della sicurezza a carico della compagnia Dairo Air Services. Tali carenze sono state individuate dai Paesi Bassi, dal Regno Unito, dal Belgio, dalla Francia, dalla Germania e dalla Spagna nel corso di ispezioni a terra effettuate nell’ambito del programma SAFA (6). Il ripetersi dei risultati negativi di tali ispezioni indica che sussistono carenze sistematiche in materia di sicurezza. Nonostante la cooperazione con gli Stati membri e i singoli interventi correttivi effettuati dalle autorità ugandesi e da Dairo Air Services, il reiterarsi delle ispezioni con esito negativo indica la persistenza delle carenze sistematiche nel campo della sicurezza.
(10)
L’autorità dell’aviazione civile del Regno Unito ha effettuato un’ispezione di Dairo Air Services e Das Air Cargo, dalla quale è emerso che tra il 21 aprile e il 25 luglio 2006 la manutenzione degli aeromobili utilizzati dai due vettori era stata effettuata da una società sprovvista della necessaria autorizzazione, con conseguenti gravi rischi per la sicurezza.
(11)
Non rispondendo in modo adeguato e tempestivo a una richiesta d’informazioni rivoltale dall’autorità dell’aviazione civile dei Paesi Bassi concernente l’aspetto della sicurezza delle sue attività, DSR ha evidenziato mancanza di trasparenza.
(12)
Sulla base dei criteri comuni, è stato accertato che Dairo Air Services e DAS Air Cargo non soddisfano le prescritte norme di sicurezza e che dovrebbero pertanto essere inserite nell’allegato A.
(13)
Su invito delle autorità dell’aviazione civile del Kirghizistan, un gruppo di esperti europei ha effettuato, dal 10 al 15 settembre 2006, una missione conoscitiva nel paese asiatico. La relazione del gruppo di esperti evidenzia che le autorità dell’aviazione civile del Kirghizistan hanno dimostrato insufficiente capacità di attuare e far rispettare le norme di sicurezza pertinenti in conformità degli obblighi assunti con la convenzione di Chicago.
(14)
Inoltre, la maggior parte di vettori ispezionati dagli esperti europei, benché titolari di certificati di operatore aereo (COA) rilasciati dal Kirghizistan, non ha la sede principale delle proprie attività nel Kirghizistan, in violazione delle prescrizioni di cui all’allegato 6 della convenzione di Chicago.
(15)
Sulla base dei criteri comuni, è stato accertato che tutti i vettori aerei certificati nel Kirghizistan non rispettano le pertinenti norme di sicurezza e dovrebbero pertanto essere soggetti a un divieto operativo e inclusi nell’allegato A.
(16)
Le autorità del Kirghizistan hanno dimostrato alla Commissione di aver revocato i certificati di operatore aereo ai due vettori seguenti: Phoenix Aviation e Star Jet. Poiché i due vettori in questione, certificati nel Kirghizistan, hanno in seguito cessato le attività, non dovrebbero essere inclusi nell’allegato A.
(17)
Le autorità della Repubblica democratica del Congo hanno comunicato alla Commissione di aver rilasciato un COA ai seguenti vettori: Air Beni, Air Infini, Bel Glob Airlines, Bravo Air Congo, Gomair, Katanga Airways, Sun Air Services, Zaabu International. Poiché tali vettori sono certificati dalle autorità della Repubblica democratica del Congo, che hanno dimostrato di non essere in grado di effettuare adeguati controlli di sicurezza, essi dovrebbero essere inseriti nell’allegato A.
(18)
Le autorità della Repubblica democratica del Congo hanno dimostrato alla Commissione di aver revocato i certificati di operatore aereo ai vettori seguenti: African Business and Transportations, Air Charter Services, Air Plan International, Air Transport Service, ATO - Air Transport Office, Congo Air, Dahla Airlines, DAS Airlines, Espace Aviation Services, Funtshi Aviation Service, GR Aviation, JETAIR - Jet Aero Services, Kinshasa Airways, Okapi Airways, Scibe Airlift, Shabair, Trans Service Airlift, Waltair Aviation, Zaire Aero Service (ZAS). Poiché i vettori in questione, certificati nella Repubblica democratica del Congo, hanno in seguito cessato le attività, dovrebbero essere ritirati dall’allegato A.
(19)
Le autorità della Liberia hanno dimostrato alla Commissione di aver revocato i certificati di operatore aereo ai vettori seguenti: Air Cargo Plus, Air Cess (Liberia), Air Liberia, Atlantic Aviation Services, Bridge Airlines, Excel Air Services, International Air Services, Jet Cargo-Liberia, Liberia Airways, Liberian World Airlines, Lonestar Airways, Midair Limited, Occidental Airlines, Occidental Airlines (Liberia), Santa Cruise Imperial Airlines, Satgur Air Transport, Simon Air, Sosoliso Airlines, Trans-African Airways, Transway Air Services, United Africa Airlines (Liberia). Poiché i vettori in questione, certificati in Liberia, hanno in seguito cessato le attività, dovrebbero essere ritirati dall’allegato A.
(20)
Le autorità della Sierra Leone hanno dimostrato alla Commissione di aver revocato i certificati di operatore aereo ai vettori seguenti: Aerolift, Afrik Air Links, Air Leone, Air Salone, Air Sultan Limited, Air Universal, Central Airways Limited, First Line Air, Inter Tropic Airlines, Mountain Air Company, Orange Air Services, Pan African Air Services, Sierra National Airlines, Sky Aviation, Star Air, Transport Africa, Trans Atlantic Airlines, West Coast Airways. Poiché i vettori in questione, certificati in Sierra Leone, hanno in seguito cessato le attività, dovrebbero essere ritirati dall’allegato A.
(21)
Le autorità dello Swaziland hanno dimostrato alla Commissione di aver revocato i certificati di operatore aereo ai vettori seguenti: African International Airways, Air Swazi Cargo, East Western Airways, Galaxy Avion, Interflight, Northeast Airlines, Ocean Air, Skygate International, Swazi Air Charter, Volga Atlantic Airlines. Poiché i vettori in questione, certificati nello Swaziland, hanno in seguito cessato le attività, dovrebbero essere ritirati dall’allegato A.
(22)
Le autorità dello Swaziland e del Sudafrica hanno dimostrato in modo sufficiente che il certificato di operatore aereo, rilasciato a African International Airways sotto l’egida dell’autorità dell’aviazione civile (AAC) dello Swaziland, è stato ritirato e che il vettore opera attualmente con un nuovo certificato di operatore aereo rilasciato dall’AAC del Sudafrica, che ne ha pertanto la responsabilità per quanto riguarda i controlli di sicurezza. Di conseguenza, sulla base dei criteri comuni, e salva restando la facoltà di verificare l’effettiva osservanza delle pertinenti norme di sicurezza tramite ispezioni a terra, l’African International Airways dovrebbe essere rimossa dall’allegato A.
(23)
Air Service Comores Ltd ha risposto a una richiesta rivoltale dalle autorità dell’aviazione civile francesi, asserendo di aver avviato un piano di azione allo scopo di correggere le carenze di sicurezza individuate nel corso di ispezioni a terra. Tuttavia, non vi è ancora alcuna prova che sia stato attuato un piano di azione adeguato per tutte le operazioni di Air Service Comores.
(24)
Le autorità delle Comore responsabili della supervisione regolamentare della compagnia Air Service Comores hanno fornito alle autorità francesi dell’aviazione civile informazioni sufficienti in relazione alla sicurezza dell’aeromobile LET 410 UVP con numero di registrazione D6-CAM.
(25)
Di conseguenza, sulla base dei criteri comuni, la Commissione conclude che il vettore Air Service Comores soddisfa i pertinenti requisiti di sicurezza esclusivamente per i voli operati con l’aeromobile LET 410 UVP con numero di registrazione D6-CAM. Il vettore Air Service Comores deve pertanto essere soggetto a limitazioni operative e deve essere spostato dall’allegato A all’allegato B.
(26)
Ariana Afghan Airlines ha presentato richiesta di essere ritirata dall’elenco comunitario, ha fornito documentazione a supporto di tale richiesta e ha mostrato una forte volontà di cooperare con la Commissione e gli Stati membri. Tuttavia, poiché il vettore non ha ancora completato l’attuazione di un adeguato piano correttivo, la Commissione ritiene che Ariana Afghan Airlines dovrebbe rimanere sull’elenco comunitario.
(27)
Ariana Afghan Airlines ha comunicato di aver cessato le operazioni con l’aeromobile Airbus A-310 registrato in Francia e avente numero di registrazione F-GYYY, che è stato venduto.
(28)
Pertanto, sono mutate le condizioni applicabili al divieto comunitario imposto a Ariana Afghan Airlines. Il vettore dovrebbe essere soggetto a divieto per la totalità delle sue operazioni e rimanere quindi sull’elenco di cui all’allegato A.
(29)
La documentazione presentata da Air Koryo e dalle autorità dell’aviazione civile della Repubblica democratica di Corea (DPRK) indica che il vettore ha avviato un piano d’azione correttivo allo scopo di allinearsi pienamente e in tempi brevi alle pertinenti norme di sicurezza.
(30)
Inoltre, le autorità dell’aviazione civile della Repubblica democratica di Corea (DPRK) hanno comunicato che, attualmente, Air Koryo non ha il permesso di operare voli verso destinazioni europee e non potrà farlo fin quando non disporrà di aeromobili in grado di rispettare le pertinenti norme di sicurezza internazionali.
(31)
Sulla base dei criteri comuni è stato pertanto concluso che la compagnia Air Koryo non soddisfa ancora appieno le pertinenti norme di sicurezza e che pertanto dovrebbe essere mantenuta sull’elenco di cui all’allegato A.
(32)
Su invito del vettore, un gruppo di esperti europei ha effettuato, dall’11 al 15 settembre 2006, una missione conoscitiva presso Phuket Air a Bangkok, Thailandia. La relazione della missione evidenzia che, se da un lato il vettore ha compiuto significativi progressi dopo la sua inclusione nell’elenco comunitario, dall’altro esso deve porre rimedio a sostanziali carenze in materia di sicurezza.
(33)
Pur riconoscendo gli sforzi prodigati dal vettore per conseguire i progressi che la relazione ha documentato, come pure la manifesta volontà di cooperazione mostrata dal vettore e dal dipartimento tailandese dell’aviazione civile, la decisione di ritirare Phuket Air dall’elenco comunitario sembra prematura; essa potrà essere presa in considerazione una volta ricevute e analizzate informazioni che confermino la piena attuazione del piano d’azione correttivo avviato dal vettore.
(34)
Sulla base dei criteri comuni è stato pertanto concluso che la compagnia Phuket Air non soddisfa ancora appieno le pertinenti norme di sicurezza e che pertanto dovrebbe essere mantenuta nell’elenco di cui all’allegato A.
(35)
Il vettore conosciuto precedentemente con il nome «Helios Airways» opera ora come A Jet Aviation. Il certificato di operatore aereo di Helios Airways ha subito quindi una modifica relativa al cambio di nome, passato a A Jet Aviation (7).
(36)
Un’indagine realizzata dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), conformemente all’articolo 45 del regolamento (CE) n. 1592/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio (8), e dalle Autorità aeronautiche comuni (JAA) nel corso di un’ispezione congiunta che ha avuto luogo tra l’ottobre 2005 e l’agosto 2006 (9), ha permesso di individuare carenze gravi in materia di sicurezza in relazione alle operazioni di A Jet Aviation/Helios Airways.
(37)
Dopo consultazioni con l’EASA, le JAA e la Commissione, le autorità cipriote dell’aviazione civile responsabili della supervisione regolamentare del vettore in questione hanno dimostrato di aver adottato misure provvisorie per rimediare alle carenze accertate in materia di sicurezza.
(38)
Sulla base di quanto precede la Commissione ritiene che, allo stadio attuale, A Jet Aviation/Helios Airways non dovrebbe essere inserita nell’elenco comunitario. Tuttavia, nei prossimi mesi la situazione del vettore e l’esercizio delle responsabilità di supervisione da parte delle autorità cipriote dell’aviazione civile saranno attentamente monitorate dalla Commissione in cooperazione con l’EASA e le JAA.
(39)
A seguito di carenze individuate da diversi Stati membri, questi ultimi e la Commissione hanno avviato consultazioni con la Johnsons Air e le autorità dell’aviazione civile del Ghana responsabili della supervisione regolamentare del vettore in questione.
(40)
La Johnsons Air ha trasmesso informazioni circa un piano d’azione mirante a correggere le carenze in materia di sicurezza individuate. Le autorità competenti del Ghana, inoltre, dovrebbero presentare sollecitamente un programma di supervisione delle operazioni del vettore Johnsons Air al di fuori del Ghana.
(41)
Sulla base di quanto precede la Commissione ritiene che, allo stadio attuale, Johnsons Air non dovrebbe essere inserita nell’elenco comunitario. Fatta salva la possibilità di effettuare ulteriori verifiche dell’effettiva osservanza delle pertinenti norme di sicurezza tramite adeguate ispezioni a terra, la Commissione intende riesaminare tra tre mesi la situazione di Johnsons Air sulla base del programma di supervisione che dovrà essere presentato dalle autorità dell’aviazione civile del Ghana.
(42)
A seguito di gravi carenze sotto il profilo della sicurezza individuate da diversi Stati membri e indicanti problemi sistematici in tale ambito, tali Stati membri e la Commissione hanno avviato consultazioni con Pakistan International Airlines e le autorità dell’aviazione civile del Pakistan responsabili della supervisione regolamentare del vettore in questione.
(43)
La Commissione ha invitato Pakistan International Airlines a fornire gli elementi comprovanti l’adozione di un piano d’azione correttivo per porre rimedio in tempi brevi alle sistematiche carenze in materia di sicurezza. Le autorità competenti del Pakistan hanno preannunciato inoltre l’elaborazione di un piano d’azione per rafforzare le attività di supervisione del vettore, che dovrà essere presentato urgentemente alla Commissione.
(44)
In attesa della presentazione dei piani sopramenzionati entro i termini previsti e dell’approvazione degli stessi da parte delle autorità del Pakistan, la Commissione ritiene che, allo stadio attuale, Pakistan International Airlines non dovrebbe essere inserita nell’elenco comunitario. Tuttavia, conformemente all’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento di base, la Commissione, qualora i piani menzionati non siano presentati nei termini previsti o siano giudicati insufficienti, adotterà le misure del caso. Inoltre, gli Stati membri intendono effettuare ulteriori verifiche dell’effettivo rispetto delle pertinenti norme di sicurezza mediante sistematiche ispezioni a terra del vettore in questione.
(45)
A seguito di carenze individuate da diversi Stati membri, la Commissione ha avviato consultazioni con le autorità russe responsabili della supervisione regolamentare del vettore in questione e ha sentito in proposito lo stesso vettore.
(46)
Il vettore Pulkovo ha trasmesso informazioni circa un piano d’azione mirante a correggere, entro un termine preciso, le carenze sistematiche in materia di sicurezza individuate e a migliorare la propria organizzazione per gestire meglio gli aspetti della sicurezza. Il piano è stato formalmente approvato dalle autorità russe. Le autorità competenti della Russia hanno presentato inoltre un piano d’azione per rafforzare le proprie attività di supervisione del vettore.
(47)
Sulla base di quanto precede la Commissione ritiene che, allo stadio attuale, il vettore Pulkovo non dovrebbe essere inserito nell’elenco comunitario. Fatta salva la possibilità di effettuare ulteriori verifiche dell’effettiva osservanza delle pertinenti norme di sicurezza, anche tramite adeguate ispezioni a terra, la Commissione intende riesaminare, entro tre mesi, la situazione di Pulkovo, o del vettore che dovesse nascere dalla preannunciata fusione di Pulkovo con un altro vettore russo, e delle autorità responsabili della supervisione regolamentare del citato vettore, avvalendosi della collaborazione dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea e delle autorità degli eventuali Stati membri interessati. Sia il vettore che le competenti autorità russe hanno accettato questa procedura.
(48)
A tutt’oggi, nonostante le richieste specifiche da essa inoltrate, la Commissione non ha avuto alcuna prova della piena attuazione di adeguate misure correttive da parte degli altri vettori aerei inclusi nell’elenco aggiornato il 20 giugno 2006, né da parte delle autorità responsabili della supervisione regolamentare dei suddetti vettori aerei. Di conseguenza, sulla base dei criteri comuni, la Commissione conclude che questi vettori aerei debbano continuare a essere soggetti a un divieto operativo.
(49)
Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di sicurezza aerea,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento (CE) n. 474/2006, modificato dal regolamento (CE) n. 910/2006, è modificato come segue:
1)
l’allegato A del regolamento è sostituito dall’allegato A del presente regolamento;
2)
l’allegato B del regolamento è sostituito dall’allegato B del presente regolamento.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno Stato membro.
Fatto a Bruxelles, il 12 ottobre 2006.

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