Document ID: 31997D0385

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO del 10 aprile 1997 che concede il discarico alla Commissione per la gestione finanziaria del settimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 1995 (97/385/CE)
IL PARLAMENTO EUROPEO,
- visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
- vista la quarta convenzione ACP-CEE (1),
- visti i bilanci finanziari e i conti del sesto e settimo Fondo europeo di sviluppo (FES) per l'esercizio finanziario 1995 [SEC(96)0989],
- viste la dichiarazione di affidabilità e la relazione speciale della Corte dei conti a sostegno della dichiarazione di affidabilità sulle attività del sesto e del settimo Fondo di sviluppo per l'esercizio finanziario 1995 corredata delle risposta della Commissione (C4-0109/97) (2),
- vista la raccomandazione del Consiglio del 17 marzo 1997 (C4-0148/97),
- vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A4-0121/97),
1. concede il discarico alla Commissione per la gestione finanziaria del settimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 1995 sulla base dei seguenti importi:
SPAZIO PER TABELLA
SPAZIO PER TABELLA
2. esprime le proprie osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante della presente decisione;
3. incarica il suo presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione recante le sue osservazioni alla Commissione, al Consiglio, alla Corte dei conti, alla Banca europea per gli investimenti e all'assemblea paritetica ACP-UE e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (serie L).
Il Segretario generale
Julian PRIESTLEY
Il Presidente
José María GIL-ROBLES
(1) GU n. L 229 del 17. 8. 1991.
(2) GU n. L 395 del 31. 12. 1996, pag. 87 e pag. 93.
RISOLUZIONE recante le osservazioni che costituiscono parte integrante delle decisioni che concedono il discarico alla Commissione per la gestione finanziaria del sesto e settimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 1995
IL PARLAMENTO EUROPEO,
- visti gli articoli 137 e 206 del trattato che istituisce la Comunità europea,
- visti gli articoli 73 e 77 dei regolamenti finanziari applicabili rispettivamente al sesto e al settimo FES, a norma dei quali la Commissione deve adottare tutte le misure opportune per dare seguito alle osservazioni che figurano nelle decisioni i discarico,
- vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A4-0121/97),
Iscrizione in bilancio del FES
1. ribadisce il concetto basilare secondo cui i FES, in quanto fondi di sviluppo multilaterali, rappresentano il metodo più efficace ed equo per la messa a disposizione di aiuti a lungo termine a sostegno dello sviluppo strutturale; rileva nel contesto che le attuali disposizioni per il finanziamento del FES non corrispondono ancora a tale concetto, almeno fino a quando i fondi non saranno incorporati nel bilancio comunitario;
2. valuta positivamente la proposta presentata dalla Commissione alla conferenza intergovernativa di abrogare la dichiarazione n. 12 allegata al trattato CE, quale chiaro passo in direzione dell'iscrizione in bilancio del FES; invita la Commissione a presentare proposte precise al riguardo entro la fine del 1997, contestualmente ai prossimi negoziati sulla revisione delle prospettive finanziarie;
3. rileva che la responsabilità democratica della Commissione nei confronti del Parlamento europeo per quanto riguarda la gestione dei FES continua a essere sovvertita dal quadro giuridico all'interno del quale operano i FES; ritiene ciononostante che, al fine di assicurare il massimo controllo possibile sull'esecuzione dei FES, ciò non debba costituire, di per sé, un ostacolo alla concessione del discarico per l'esercizio finanziario 1995;
4. rileva di essere stato consultato sul regolamento finanziario relativo all'ottavo FES; ritiene inopportuno esprimere il proprio parere su tale proposta prima dell'avvenuta definizione del contesto giuridico nel quale si applicherà;
Esecuzione del bilancio
5. invita di nuovo la Commissione a presentare disposizioni che consentano la riassegnazione ai programmi di aiuto non programmabili degli stanziamenti destinati ai programmi indicativi nazionali o regionali, che restano inutilizzati per determinati periodi di tempo dopo il loro trasferimento ai FES successivi;
Adeguamento strutturale
6. ribadisce il suo sostegno costante al principio in base al quale il rispetto della prassi democratica deve essere una condizione preliminare per la concessione di aiuti nel quadro dello strumento di adeguamento strutturale e che l'azione comunitaria dovrebbe proporsi l'obiettivo di alleviare le gravi conseguenze sociali causate dalle riforme strutturali;
7. invita la Commissione, in consultazione con le istituzioni di Bretton Woods e altri donatori, a formulare meno condizioni, ma più chiare e realistiche, da allegare ai «pacchetti» relativi all'adeguamento strutturale; ritiene che tali condizioni e criteri debbano essere applicati universalmente e obiettivamente a tutti i paesi beneficiari sulla stessa base; riconosce, ciononostante, che la Commissione deve essere in grado di rispondere in modo flessibile alle diverse situazioni nei paesi ACP, nell'ambito di tali condizioni;
8. invita la Commissione, nel contempo, a canalizzare sempre di più gli stanziamenti relativi all'adeguamento strutturale a titolo dei FES verso i paesi le cui politiche interne consentono loro di beneficiare di tale assistenza e quindi a sospendere gli aiuti ai paesi che non sono in grado di applicare tali politiche o non sono disposti a farlo;
9. invita la Commissione ad adoperarsi maggiormente affinché gli aiuti concessi siano impiegati nel modo più equo a favore della popolazione più svantaggiata e dei settori da sostenere, in base alle norme, al fine di conseguire una distribuzione più efficiente (formazione di base, sanità);
10. invita la Commissione a non limitarsi al ruolo di finanziatore ma anche a sorvegliare l'andamento del progetto fino alla sua realizzazione;
Dichiarazione di affidabilità
11. valuta positivamente la natura chiaramente positiva della dichiarazione di affidabilità fornita dalla Corte dei conti, che rappresenta un progresso significativo rispetto alla situazione del 1994; rileva tuttavia che la Corte ribadisce che il quadro giuridico nell'ambito del quale operano i FES compromette la buona gestione finanziaria in un certo numero di settori;
Delegazioni
12. riconosce l'esigenza di distribuire le risorse destinate alle rappresentanze locali fra i vari programmi esterni comunitari; non individua ancora, tuttavia, una politica chiara, globale e coerente che consenta di stabilire quali sono le delegazioni necessarie dal punto di vista operativo.

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