Document ID: 32007D0051

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 18 febbraio 2004
riguardante l’aiuto di Stato C 27/01 (ex NN 2/01) relativo all’esecuzione del Programma di contenimento dell’inquinamento di origine agricola (Programme de maîtrise des pollutions d'origine agricole - PMPOA) da parte della Francia nel periodo 1994-2000
[notificata con il numero C(2004) 415]
(Il testo in lingua francese è l’unico facente fede)
(2007/51/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni conformemente a detto articolo (1), e viste tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
A seguito di informazioni pervenute ai servizi della Commissione sull’esistenza, in Francia, di un Programma di contenimento dell’inquinamento di origine agricola (in appresso: «PMPOA» o «programma»), il 24 febbraio 2000 la Commissione ha inviato una lettera alle autorità francesi per chiedere precisazioni sull’applicazione di tale programma a partire dal 1994. Con lettera del 31 maggio 2000 la Francia ha trasmesso certe informazioni, alcune delle quali confermano l’esistenza del PMPOA a decorrere da tale anno. La Commissione ha sollecitato l’invio di complementi di informazione con lettera dell’11 luglio 2000 alla quale le autorità francesi hanno risposto con lettera del 26 dicembre 2000.
(2)
Il 13 febbraio 1991 le autorità francesi avevano notificato un aiuto di Stato per il miglioramento delle condizioni ambientali degli allevamenti suini che riguardava aiuti agli investimenti individuali. La Commissione ha autorizzato tale aiuto con lettera dell'11 dicembre 1991 (2). Inoltre il 20 aprile 2003 le autorità francesi hanno trasmesso il testo delle circolari DEPSE/SDEE n. 93-7005 del 2 marzo 1993 e DEPSE/SDEE n. 7027 del 5 novembre 1992, riguardanti gli aiuti agli investimenti nel settore delle carni bovine, nel quadro di un programma strutturale cofinanziato e conformemente al disposto dell’articolo 29, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2328/91 del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativo al miglioramento dell’efficienza delle strutture agrarie (3). Conformemente a tale regolamento, la Commissione ha adottato il 29 luglio 1993 una decisione che autorizza la partecipazione finanziaria della Comunità a quest’azione comune (4). L’aiuto nazionale non è peraltro stato notificato alla Commissione ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3 del trattato (5). Secondo le autorità francesi questi dispositivi, anteriori all’entrata in vigore del PMPOA, sono stati integrati in tale programma dalla circolare DEPSE n. 7016 del 22 aprile 1994 e costituiscono pertanto il risvolto «bovini e suini» del PMPOA. Neanche questa circolare è stata notificata alla Commissione ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3 del trattato.
(3)
Con lettera del 13 giugno 1994 le autorità francesi hanno notificato un aiuto di Stato agli investimenti per la protezione dell’ambiente nel settore avicolo. Questo regime, integrato successivamente nel PMPOA, di cui costituisce il risvolto «avicoltura», è stato autorizzato dalla Commissione con lettera del 26 aprile 1995 (6).
(4)
Le autorità francesi non hanno notificato ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3 del trattato né l’accordo dell’8 ottobre 1993 che crea il programma, né altri documenti che precisino le caratteristiche del PMPOA, in particolare la chiave di finanziamento del programma (7). La Commissione non è stata informata, in particolare, della partecipazione degli enti preposti alla gestione delle risorse idriche al finanziamento del programma.
(5)
Per quanto riguarda poi il settore bovino, le autorità francesi non hanno notificato alla Commissione i previsti aiuti agli investimenti.
(6)
Non è stata presentata alla Commissione alcuna notifica riguardante i giovani agricoltori.
(7)
Con lettera dell’11 aprile 2001 la Commissione ha comunicato alla Francia la propria intenzione di avviare il procedimento ex articolo 88, paragrafo 2 del trattato nei confronti del PMPOA. La presente decisione riguarda unicamente l’applicazione del PMPOA nel periodo 1994-2000.
(8)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (8). La Commissione ha invitato gli altri Stati membri e i terzi interessati a presentare le loro osservazioni sugli aiuti in questione. La Commissione non ha ricevuto osservazioni da parte di terzi. Le autorità francesi hanno trasmesso i loro commenti con lettera del 21 giugno 2001.
(9)
La proroga del PMPOA a partire dall’anno 2001 è stata autorizzata dalla Commissione con lettera del 30 ottobre 2001 (9).
II. DESCRIZIONE
1. Il dispositivo d’aiuto
(10)
Il PMPOA è frutto di un accordo fra lo Stato francese e le organizzazioni professionali agricole del paese, concluso l’8 ottobre 1993 ed entrato in vigore il 1o gennaio 1994. Il programma è destinato a permettere agli agricoltori di adeguare attrezzature e pratiche alle esigenze di una più efficace tutela dell’ambiente e, in particolare, dell’acqua. La forma di inquinamento identificata che forma oggetto del programma è l'inquinamento delle acque da parte dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti di origine minerale e organica.
(11)
Il PMPOA si prefigge in particolare il rispetto della direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole (10) (in appresso «la direttiva nitrati»), nonché delle disposizioni nazionali per l’introduzione di un codice di buone pratiche nel settore agricolo. Esso riguarda l’insieme delle modalità di produzione: allevamenti e colture.
(12)
Per conformarsi alla normativa e impedire l’inquinamento delle risorse idriche da parte delle deiezioni animali è stata considerata necessaria la realizzazione di lavori destinati a migliorare gli edifici adibiti all’allevamento e la gestione degli effluenti. Il costo dei lavori da realizzare sui soli edifici era stato valutato all’epoca, indicativamente, a circa 1 mrd EUR per un calendario destinato a protrarsi fino al 2002. È stato avviato un programma di investimenti il cui piano di finanziamento globale è il seguente: allevatori 1/3; Stato (ministero dell’Agricoltura e della pesca) ed enti territoriali 1/3 a parità; enti preposti alla gestione delle risorse idriche (11) 1/3. In cambio gli allevatori che si prestano a beneficiare degli aiuti sono soggetti alla tassa sull’inquinamento riscossa dagli enti di cui sopra.
(13)
Con nota del 24 febbraio 1994 alle competenti autorità amministrative i ministeri francesi dell’Ambiente e dell’Agricoltura hanno precisato gli elementi procedurali enucleati dal comitato di controllo nazionale incaricato dell’attuazione del programma: calendario, chiavi di finanziamento, applicazione presso gli allevatori.
(14)
Per quanto riguarda i legami fra il programma e gli impianti classificati, le autorità francesi hanno segnalato nella stessa nota che è nell’interesse dell’allevatore, una volta realizzati i lavori previsti dal contratto o dai contratti di contenimento dell’inquinamento, risultare in conformità con i decreti ministeriali del 29 febbraio 1992 relativi agli allevamenti, per le disposizioni che riguardano la protezione delle acque.
(15)
L’esecuzione del PMPOA ha seguito un’impostazione settoriale ed è stata realizzata per mezzo di circolari, in cui figuravano le modalità d’aiuto, emanate dal ministero dell’Agricoltura e della pesca ai prefetti delle regioni e dei dipartimenti. Le autorità francesi hanno inviato alla Commissione, su richiesta di quest’ultima, copia delle circolari seguenti:
-
circolare DEPSE/SDEEA n. 7016 del 22 aprile 1994, «Aides à la mise en conformité des élevages bovins et porcins» (Aiuti all’adeguamento degli allevamenti bovini e suini);
-
circolare DEPSE/SDEEA n. 7021 del 18 aprile 1995, «Aides à la mise en conformité des élevages avicoles» (Aiuti all’adeguamento degli allevamenti avicoli);
-
circolare DEPSE/SDEEA n. 7028 del 19 giugno 1995, «Aides à la mise en conformité des élevages» (Aiuti all’adeguamento degli allevamenti);
-
circolare DEPSE/SDEEA n. 7001 del 15 gennaio 1996, «Aide à la mise en conformité des élevages. Cas des jeunes agriculteurs qui s'installent à compter du 1er janvier 1996» (Aiuto all’adeguamento degli allevamenti. Caso dei giovani agricoltori insediati a decorrere dal 1o gennaio 1996).
(16)
I beneficiari degli aiuti erano gli imprenditori o i proprietari di beni immobiliari ad uso agricolo, in particolare nei settori bovino, suino e avicolo. Gli investimenti riguardavano la sistemazione di fabbricati esistenti al fine di aumentare le capacità di stoccaggio delle deiezioni animali e migliorare gli impianti di stoccaggio per raggiungere il livello richiesto dalle norme della direttiva «nitrati» (12).
(17)
Il finanziamento consisteva in un intervento dello Stato pari al 35 % dei costi, sotto forma di sovvenzione in conto capitale a copertura del 30 % dei medesimi, cui poteva aggiungersi il beneficio di un prestito agevolato il cui equivalente sovvenzione corrisponderebbe al 5 % dei costi. La partecipazione degli enti preposti alla gestione delle risorse idriche, pari ad un terzo dei costi, non era indicata nelle circolari di cui al punto 15.
(18)
Per quanto riguarda i settori bovino e suino sono stati inoltre previsti contributi, sotto forma di un aiuto in conto capitale pari al 30 % e di un prestito avente un equivalente sovvenzione del 15 %, per gli imprenditori che realizzano il loro progetto nel quadro di un piano di miglioramento materiale (PAM) nelle zone svantaggiate. I tassi sono inoltre maggiorati quando si tratta di giovani agricoltori (43,75 % in zone di pianura e 56,25 % in zona svantaggiata). Nel settore avicolo è prevista per i giovani agricoltori una maggiorazione pari al 5 % per mezzo di un prestito agevolato.
(19)
La circolare DEPSE/SDEEA n. 7001 del 15 gennaio 1996 ha modificato i tassi d’aiuto a favore dei giovani agricoltori insediati a partire dal 1o gennaio 1996. Il tasso della sovvenzione in conto capitale è portato dal 30 al 35 % nelle zone svantaggiate e nei territori rurali di sviluppo prioritari. Non è previsto alcun prestito agevolato. Nelle altre zone il tasso dell’aiuto in conto capitale è portato dal 30 al 32,5 %. È consentito un prestito complementare avente effetto di equivalente sovvenzione, pari al 2,5 %.
(20)
Per accedere agli aiuti i produttori dovevano presentare uno studio preliminare, realizzato per loro conto da tecnici riconosciuti, in base al quale veniva elaborato il progetto di investimento del produttore. L’analisi serviva come base per un contratto di contenimento dell’inquinamento (cfr. punto 21) e quindi per la definizione della base ammissibile per ciascuna delle parti che partecipavano al finanziamento pubblico dei lavori. Questi studi rappresentavano il 2 % del costo degli investimenti ed erano finanziati fino al 50 % dallo Stato e fino al 50 % dagli enti preposti alla gestione delle risorse idriche, entro un massimale di 6 000 FRF al netto dell’imposta (pari a 914 EUR).
(21)
Il contratto di contenimento dell’inquinamento era l’elemento che garantiva all’allevatore l’applicazione del dispositivo d’aiuto previsto nel PMPOA oltre al risarcimento di un’eventuale tassa da pagarsi all’ente preposto alla gestione delle risorse idriche. Si tratta di un contratto di fiducia che necessariamente mette in luce l’esistenza di problemi ambientali nell’allevamento, ma il cui obiettivo è proprio di contribuire alla loro soluzione. Esso è sottoscritto dall’insieme dei partner finanziari, fra cui l’allevatore.
2. Le argomentazioni addotte dalla Commissione nel quadro dell’avvio del procedimento d’esame
(22)
La Commissione ha ritenuto innanzitutto che la partecipazione degli enti preposti alla gestione delle risorse idriche al PMPOA costituisse aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1 del trattato. Infatti tali enti hanno partecipato in ragione di 1/3 al finanziamento dei costi d'investimento del PMPOA. I servizi della Commissione sono venuti a conoscenza di tale partecipazione soltanto in seguito alla diffusione di un rapporto di valutazione sulla gestione del bilancio del PMPOA, elaborato dall’Ispezione generale delle finanze, dal Comitato permanente di coordinamento delle ispezioni del ministero dell’Agricoltura e della pesca e dal Consiglio generale del genio rurale e delle acque e foreste (13).
(23)
La Commissione ha tenuto conto del fatto che l’articolo 2 del decreto francese n. 66-700 del 14 settembre 1966 relativo alle «Agences financières de bassin» prevede che gli enti preposti alla gestione delle risorse idriche siano enti pubblici dello Stato dotati di personalità giuridica e di autonomia finanziaria, e che pertanto la legislazione francese non lascia alcun dubbio circa il carattere pubblico degli enti in questione.
(24)
Nella decisione di avvio del procedimento la Commissione ha concluso che, alla luce delle disposizioni legislative adottate in Francia per gli enti preposti alla gestione delle risorse idriche e i loro metodi di funzionamento, nonché della giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee e del Tribunale di primo grado (14), gli enti preposti alla gestione delle risorse idriche vanno considerati come estensioni dello Stato e che il loro finanziamento degli investimenti nelle aziende agricole costituisce pertanto un aiuto di Stato (15).
(25)
La Commissione ha ritenuto che gli importi elargiti agli allevatori di bovini, suini e volatili, compresi quelli provenienti dagli enti preposti alla gestione delle risorse idriche, conferissero a tali produttori un vantaggio di cui non potevano beneficiare altre produzioni. Si trattava pertanto di un aiuto accordato dalla Francia che, falsando o minacciando di falsare la concorrenza favorendo talune imprese e talune produzioni, era tale da incidere sugli scambi fra Stati membri. Di conseguenza la misura rientra nell’ambito di competenza dell’articolo 87, paragrafo 1 del trattato.
(26)
La Commissione ha concluso inoltre che gli aiuti di Stato cui la Francia ha dato esecuzione costituivano aiuti nuovi non notificati alla Commissione che, per tale motivo, potrebbero costituire aiuti illegali ai sensi del trattato. La Commissione si basava segnatamente sull’articolo 1, lettera f), del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (16), che definisce «aiuti illegali» i nuovi aiuti attuati in violazione dell’ex articolo 93 (divenuto articolo 88), paragrafo 3 del trattato. La nozione di nuovo aiuto copre tutti gli aiuti, ossia qualsiasi regime di aiuti o qualsiasi aiuto individuale che non sia un aiuto esistente, compresa qualsiasi modifica di un aiuto esistente.
(27)
La Commissione ha ricordato che qualsiasi regime d’aiuti autorizzato dalla Commissione nel quale siano successivamente inserite modifiche di rilievo - nella fattispecie, relative alla partecipazione di un organismo pubblico al finanziamento dell’aiuto notificato alla Commissione, che alterano in misura significativa la chiave di finanziamento e quindi l’intensità dell’aiuto - costituisce un nuovo aiuto che deve essere notificato alla Commissione ai sensi dell’articolo 88 del trattato e da questa autorizzato. L’obbligo di notifica è stato sancito dall’articolo 1, lettera c) del regolamento (CE) n. 659/1999. Secondo la Commissione la variazione dell’intensità dell’aiuto sembrava costituire in sé un elemento di modifica della sostanza dell’aiuto stesso che rendeva obbligatoria la notifica ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 2 del trattato.
(28)
La Commissione ha successivamente proceduto alla valutazione degli aiuti in questione tenendo conto del punto 23.3 degli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo (17) (in appresso «gli orientamenti agricoli»), a norma del quale gli aiuti illegali ai sensi dell’articolo 1, lettera f), del regolamento (CE) n. 659/1999 sono valutati secondo le regole e gli orientamenti vigenti alla data in cui sono stati concessi.
(29)
Per quanto riguarda gli investimenti oggetto di sovvenzione e la forma assunta dagli aiuti, la Commissione ha ritenuto che quanto riguarda il settore suino il PMPOA proseguisse effettivamente il tipo di investimenti precedentemente notificati alla Commissione e che gli investimenti corrispondessero essenzialmente a quelli notificati alla Commissione e da essa autorizzati. Per quanto riguarda il settore bovino, pur non avendo all'epoca esaminato l'aiuto nell'ottica delle norme comunitarie in materia di concorrenza, all'atto dell'avvio del procedimento la Commissione ha potuto constatarne la compatibilità con tale normativa. In quanto al settore avicolo, la Commissione ha constatato che il PMPOA riproduceva esattamente il dispositivo che essa aveva precedentemente autorizzato. Per quanto riguarda infine il regime a favore dei giovani agricoltori insediatisi a decorrere dal 1o gennaio 1996, la Commissione ha constatato esso non apportava cambiamenti al regime nella parte relativa agli investimenti ammissibili, ma si limitava a modificare la forma dell'aiuto nella parte finanziata dallo Stato.
(30)
La Commissione ha potuto pertanto concludere che, per quanto riguarda la natura degli investimenti e le forme d’aiuto previste dalle autorità francesi, gli aiuti, pur essendo viziati da illegittimità, sono stati attuati in conformità con le regole comunitarie di concorrenza applicabili all’epoca. La Commissione non ha pertanto rimesso in questione questa parte dell’esecuzione dell’aiuto.
(31)
Per quanto riguarda la chiave di finanziamento la Commissione ha ricordato che, secondo il quadro normativo d’applicazione all’atto dell’entrata in vigore del programma, il massimale per gli aiuti agli investimenti a favore della protezione dell’ambiente era pari al 35 % dei costi sostenuti (45 % nelle zone svantaggiate). Infatti l’articolo 12, paragrafo 5, quinto trattino del regolamento (CEE) n. 2328/91, che prevedeva l’esame degli aiuti nazionali a norma degli ex articoli 92 e 93 (divenuti 87 e 88) del trattato e dell’articolo 6 dello stesso regolamento, autorizzava gli aiuti agli investimenti concernenti la protezione e il miglioramento dell’ambiente purché non determinassero un aumento della produzione. Nella decisione relativa all’aiuto di Stato n. N 136/91 la Commissione ha tenuto conto del fatto che era sua prassi considerare compatibile con il mercato comune un tasso del 35 % delle spese ammissibili per questo tipo d’aiuti (45 % nelle zone svantaggiate ai sensi della direttiva 75/268/CE del Consiglio, del 28 aprile 1975, sull’agricoltura di montagna e di talune zone svantaggiate (18). Questi tassi d’aiuto sono stati confermati al punto 3.2.3 della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente (19), poco dopo l’entrata in vigore del programma.
(32)
L’esistenza e la natura dei massimali in questione erano state inoltre esplicitate dalle autorità francesi nelle circolari settoriali d’applicazione del PMPOA di cui al punto 15. In esse infatti le autorità francesi scrivono che l’Unione europea ha autorizzato il tasso straordinario del 35 % per gli aiuti pubblici a favore di questo tipo di investimenti connessi al miglioramento dell’ambiente.
(33)
Tenuto conto del fatto che la chiave di finanziamento del programma prevede una partecipazione ai costi degli investimenti pari a 1/3 per lo Stato e gli enti territoriali (a parità, ossia in ragione di 1/6 per ciascuna parte), 1/3 per gli enti preposti alla gestione delle risorse idriche e 1/3 per gli imprenditori, e tenuto conto in particolare del fatto che il contributo degli enti costituisce un aiuto di Stato, nella decisione di avvio del procedimento la Commissione ha concluso che sembravano non essere stati rispettati i massimali d'aiuto autorizzati per questo tipo di investimenti. Infatti il contributo degli enti preposti alla gestione delle risorse idriche al finanziamento del PMPOA avrebbe avuto il risultato di aumentare il tasso di finanziamento pubblico ai 2/3 del costo degli investimenti, pari al 66,6 % circa dei costi sostenuti. Ciò avrebbe rappresentato, secondo la Commissione, un superamento del tasso consentito pari al 31,6 % circa (21,6 % nelle zone svantaggiate) dei costi sostenuti. Lo stesso superamento avrebbe avuto luogo per quanto riguarda il regime a favore dei giovani agricoltori insediati a decorrere dal 1o gennaio 1996, poiché le modifiche ad esso apportate riguardano unicamente la forma dell’aiuto nella parte finanziata dallo Stato e non si traducono pertanto in un aumento globale del tasso di intervento a favore di questi beneficiari.
(34)
La Commissione ha inoltre osservato che dal 1o gennaio 2000, data d’applicazione degli orientamenti agricoli, la Commissione autorizza tuttavia per questo tipo di investimenti, sulla base del punto 4.1.1.2 degli orientamenti medesimi, tassi d'aiuto pari al 40 % dei costi sostenuti (50 % per le zone svantaggiate). Per i giovani agricoltori il tasso autorizzato è pari al 45 % (55 % in zona svantaggiata). Ciò significa che, in applicazione di queste condizioni più favorevoli, per gli aiuti concessi nel 2000 il superamento dei tassi d'aiuto concessi sarebbe stato soltanto del 26,6 % (16,6 % nelle zone svantaggiate) e, per i giovani agricoltori, del 21,6 % (11,6 % nelle zone svantaggiate), per gli investimenti realizzati a decorrere dal 1o gennaio 2000 e rispondenti a tutte le condizioni previste dagli orientamenti agricoli.
(35)
Poiché gli aiuti autorizzati dalla Commissione a favore degli investimenti si basavano su un tasso di finanziamento pubblico autorizzato pari al massimo al 35 % dei costi degli investimenti suddetti (45 % nelle zone svantaggiate), oppure del 40-55 %, a seconda dei casi, a decorrere dal 1o gennaio 2000, nella decisione di avvio del procedimento d’esame la Commissione ha dovuto constatare che il livello degli aiuti concessi in applicazione del PMPOA avrebbe potuto non corrispondere al tasso d’aiuto autorizzato dalla Commissione e che pertanto qualsiasi finanziamento pubblico concesso al di là dei massimali autorizzati avrebbe costituito un aiuto di Stato incompatibile con il trattato.
(36)
Dopo avere esaminato le informazioni trasmesse dalla autorità francesi la Commissione nutriva dubbi circa la compatibilità con il mercato comune degli aiuti agli investimenti finanziati nel quadro del PMPOA durante il periodo 1994-2000, particolarmente per quanto riguarda gli importi d’aiuto che avrebbero potuto essere accordati in superamento delle intensità del 35 % o 45 % autorizzate. Per questo motivo la Commissione ha avviato il procedimento ex articolo 88, paragrafo 2 del trattato.
(37)
La Commissione ha inoltre concluso che il tasso d’aiuto utilizzato dalle autorità francesi per la realizzazione di studi sulle prospettive delle aziende era conforme alle norme di concorrenza applicabili.
III. OSSERVAZIONI PRESENTATE DALLA FRANCIA
(38)
Con lettera del 21 giugno 2001 le autorità francesi hanno presentato le loro osservazioni sulla decisione della Commissione di avviare il procedimento ex articolo 88, paragrafo 2 del trattato nei confronti dell’aiuto notificato.
(39)
Le autorità francesi hanno preso atto della messa a punto giuridica della Commissione sul carattere pubblico degli aiuti degli enti preposti alla gestione delle risorse idriche. Secondo quanto esse affermano il governo francese prevede di riesaminare la legge n. 64/1245 del 16 dicembre 1964 relativa al regime e alla ripartizione delle risorse idriche e alla lotta contro il loro inquinamento, che definisce segnatamente i principi alla base del funzionamento di tali enti al fine, in particolare, di subordinare in futuro al voto del Parlamento le modalità di calcolo delle tasse e gli orientamenti dei programmi di intervento finanziario dei medesimi enti.
(40)
Le autorità francesi ritengono tuttavia che per superare i tassi del 35 % e 45 % avrebbero potuto essere utilizzate le disposizioni dell’articolo 12, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2328/91, e successivamente dell’articolo 12, paragrafo 3, lettera d) del regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio, del 20 maggio 1997 relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agricole (20). A loro giudizio tali disposizioni permettono di non applicare i divieti d’aiuto e i limiti posti al superamento di questi tassi per certi investimenti, fra cui quelli riguardanti la protezione dell’ambiente.
(41)
Per quanto riguarda l'effetto esercitato sulla concorrenza dalla partecipazione degli enti preposti alla gestione delle risorse idriche al PMPOA, le autorità francesi ritengono che questa non favorisca in maniera ingiustificabile un settore nazionale specifico, e ciò per i motivi seguenti. Si tratta in effetti di investimenti improduttivi che, anche in presenza di tassi d'aiuto elevati, gravano sull'economia delle aziende e pongono gli allevatori interessati in una situazione sfavorevole rispetto a quelli che non realizzano tali investimenti. Questi ultimi del resto sono di gran lunga i più numerosi in Francia. A giudizio delle autorità francesi, dunque, la distorsione di concorrenza si eserciterebbe semmai, in linea generale, a scapito degli allevatori interessati e non a loro beneficio.
(42)
Secondo le autorità francesi, un’eventuale distorsione di concorrenza ai sensi dell’articolo 87 del trattato potrebbe sussistere unicamente rispetto agli allevatori di altri Stati membri che avessero effettuato lavori simili, ma con contributi finanziari soggetti ad un massimale del 35 % o del 45 % nelle zone svantaggiate. Secondo le autorità francesi la realtà di una tale distorsione potrebbe essere, di fatto, valutata solo caso per caso.
(43)
Le autorità francesi proseguono la loro argomentazione affermando che i tassi d'aiuto reali applicati a tali lavori variano sensibilmente da un allevatore all'altro, in funzione delle modalità specifiche d'applicazione del programma. Esse spiegano che i tassi in questione sono in generale nettamente inferiori al 60 % se calcolati prendendo il valore dell’aiuto espresso in percentuale dell’importo dell’investimento, conformemente all’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2328/91 e all’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 950/97.
(44)
Secondo le autorità francesi, le modalità d’applicazione degli aiuti accordati dallo Stato, comunicate alla Commissione, definiscono il quadro generale di applicazione del programma. Gli enti preposti alla gestione delle risorse idriche hanno da parte loro adottato lo stesso elenco di lavori ammissibili, ma i massimali d’aiuto non sono sempre gli stessi. A livello locale sono stati inoltre aggiunti limiti tecnici (m2 di superfici coperte di zona d’esercizio, ad esempio), sia per gli aiuti degli enti che per gli aiuti dello Stato o degli enti locali, limiti che spesso riducono la quota dei lavori ammissibili da finanziare. Per certi enti preposti alla gestione delle risorse idriche, infine, è stato possibile subordinare la base dell'aiuto ad un massimale globale per «unità di bestiame adulto azoto» (unité gros bétail azote - UGBN).
(45)
A motivo dell’introduzione di questi diversi massimali, secondo le autorità francesi il tasso reale d’aiuto accordato, rapportato alla spesa consentita dall’allevatore per i lavori ammissibili, è pertanto sempre, in pratica, inferiore ai massimali consentiti dal programma.
(46)
Le autorità francesi hanno spiegato che in occasione di opere necessarie al miglioramento dell’efficienza ambientale certi allevatori realizzano lavori di ammodernamento che non sono ammissibili e non beneficiano pertanto degli aiuti nel quadro del PMPOA.
(47)
Nel settore dell'allevamento bovino, che rappresenta l'80 % del numero di allevamenti ammissibili a beneficiare del PMPOA, il tasso d'aiuto reale medio sarebbe piuttosto modesto, compreso nella maggior parte dei casi fra il 35 e il 50 %, oltre a risultare molto variabile a seconda dei sistemi di produzione. Ciò si spiega con la grande varietà dei tipi di deiezioni, liquide, solide e, nella maggior parte dei casi, miste, e dunque degli stoccaggi, sia per la natura dei medesimi (letamai, fosse per liquami) che per la loro capacità, e con il fatto che questi investimenti negli impianti di stoccaggio, nonché nelle superfici cementate e nella copertura delle zone d'esercizio, sono soggetti a limiti tecnici o massimali finanziari particolarmente bassi.
(48)
Negli allevamenti fuori terreno dei polli e dei suini le esistenti capacità di stoccaggio degli effluenti risultano sufficienti nella maggior parte dei casi, considerando i periodi di divieto degli spandimenti. I lavori consistono allora nel ripristinare la tenuta stagna dei sistemi di stoccaggio o delle superfici cementate esistenti, o nell'installare sistemi di alimentazione bifase che riducono l'inquinamento alla fonte negli allevamenti suini, oppure nel migliorare la gestione degli escrementi negli allevamenti di pollame. Il tasso d'aiuto reale può allora essere aumentato fino al 60 % dell'importo dei lavori ammissibili, come risulta dalla tabella 1. Nella maggior parte dei casi comunque l’importo dei lavori è nettamente inferiore a quello necessario per i bovini.
(49)
Secondo le autorità francesi, uno studio relativo a 20 000 pratiche nel bacino dell’ente di gestione delle risorse idriche Loire-Bretagne dimostra che il tasso d’aiuto medio è pari al 40 %.
(50)
Di fatto una parte di queste pratiche riguarda nuove costruzioni realizzate nel quadro del programma quando, per ragioni diverse, è stato ritenuto inopportuno effettuare i lavori auspicati nei fabbricati esistenti. Secondo le autorità francesi questi casi devono essere trattati a parte, poiché l’aiuto non rientra più fra quelli concessi per la protezione dell’ambiente, bensì fra gli aiuti alla modernizzazione previsti dall’articolo 7, paragrafo 2, lettera b, del regolamento (CEE) n. 2328/91 e dall’articolo 12, paragrafo 4, lettera c), del regolamento (CE) n. 950/97. L’importo dell’aiuto non può allora superare il 35 % o il 26,25 % (rispettivamente 45 % o 38,75 % in zona svantaggiata) del costo dei lavori, a seconda che sia o no possibile all'allevatore ottenere un piano di miglioramento materiale. In questi casi il tasso reale degli aiuti è, negli esempi citati alla tabella 2, sempre molto inferiore a questi tassi: dalla colonna (a) risulta quello che sarebbe stato il costo di realizzazione dei lavori di carattere ambientale se fossero stati conservati i fabbricati.
(51)
Possono peraltro essere realizzati in una stessa azienda lavori in fabbricati esistenti e costruzioni nuove.
(52)
Infine, se si dovesse procedere ad un raffronto caso per caso, secondo le autorità francesi bisognerebbe, a rigore, escludere dal campo del medesimo, a norma dell’articolo 87 del trattato, gli agricoltori che pagano una tassa annuale ad un ente preposto alla gestione delle risorse idriche.
Tabella 1
Esempi di tassi d’aiuto reali per adeguamenti nel quadro del PMPOA
(importi in FRF)
Tipo di allevamento
Migliorie necessarie
Importo totale dei lavori (a)
Importo lavori ammissibili (b)
Importo accettato: Stato (c)
Importo accettato: ente risorse idriche (d)
Aiuto totale (e)
Tasso reale (e/b)
Allevamento misto:
52 vacche da latte, 20 vacche nutrici e rinnovo, ossia 120 UGB N
Impermeabilizzazione e copertura zona esercizio. Aumento capacità stoccaggio letame. Costruzione fossa per liquami.
334 154
257 372
236 550
236 550
141 930
55,1 %
60 vacche da latte e rinnovo, ossia 80 UGB N
Tenuta stagna della fossa esistente. Costruzione fossa scoperta. Impermeabilizzazione zona esercizio.
328 178
328 178
272 038
272 038
163 222
49,7 %
90 vacche da latte e rinnovo, ossia 120 UGB N
Creazione stoccaggio letame. Aumento capacità della fossa. Separazione acque pluvie.
Piano di spandimento.
1 220 700
671 020
495 800
495 800
252 780
36,7 %
Allevamento misto: 450 maiali per produzione salumi, 84 bovini da carne e da latte, ossia 115 UGB N
Passaggio a 9 mesi di durata per lo stoccaggio degli effluenti. Copertura zona esercizio.Fontana acqua per i maiali.
196 380
188 330
177 225
177 225
115 195
57,5 %
147 scrofe, 27 verri, 1 840 maiali da ingrasso, ossia 223 UGB N
Rete separazione acque. Copertura cortiletti.
93 180
305 510
16 163
16 163
10 505
34,4 %
210 scrofe, 1 318 maiali da ingrasso, ossia 167 UGB N
Impermeabilizzazione del reparto letame. Rete di evacuazione. Alimentazione multifase.
100 293
55 375
55 375
55 375
33 225
60 %
242 000 volatili da riproduzione, ossia 1 128 UGB N
Impianti d’evacuazione e di seccaggio degli escrementi.
1 575 200
547 700
310 930
310 930
186 558
34,6 %
Tabella 2
Esempi di tassi d’aiuto reali in caso di costruzione di fabbricati nuovi
(importi in FRF)
Tipo di allevamento
Migliorie necessarie
Costo stimato vecchi fabbricati (a)
Importo totale dei lavori (b)
Importo accettato: Stato (c)
Importo accettato: ente risorse idriche (d)
Aiuto totale (e)
Tasso reale (e/b)
80 vacche da latte e rinnovo, ossia 123 UGB N
Costruzione stalle con paglia per tutti gli animali. Posa grondaie.
380 120
468 502
328 640
90 880
118 592
25,3 %
75 vacche nutrici e seguito, ossia 116 UGB N
Costruzione stalle libere. Aumento stoccaggio liquami e letame.
280 634
741 807
212 436
111 211
97 094
13,1 %
82 vacche nutrici e seguito, ossia 134 UGB N
Costruzione stalle libere. Tenuta stagna superfici cementate. Aumento stoccaggio liquami e letame.
605 565
1 197 152
437 153
196 951
190 231
15,9 %
70 vacche nutrici e seguito, ossia 110 UGB N
Costruzione stalle libere. Tenuta stagna superfici cementate. Costruzione pozzo nero.
160 940
565 612
88 550
6 000
26 565
4,7 %
34 650 galline ovaiole, ossia 214 UGB N
Costruzione pollai. Area di stoccaggio degli escrementi. Impianto di seccaggio.
368 454
2 309 993
368 454
176 454
163 472
7,1 %
IV. VALUTAZIONE
1. Introduzione: l'articolo 87, paragrafo 1 del trattato
(53)
A norma dell’articolo 87, paragrafo 1 del trattato, «salvo deroghe contemplate dal presente trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidono sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.».
(54)
Gli articoli da 87 a 89 del trattato sono stati resi applicabili nel settore delle carni suine dall’articolo 21 del regolamento (CEE) n. 2759/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni suine (22), e nel settore delle carni bovine dall'articolo 40 del regolamento (CE) n. 1254/99 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine (23). Prima dell’adozione di quest'ultimo essi erano applicabili nello stesso settore in virtù dell’articolo 24 del regolamento (CEE) n. 805/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine (24). Nel settore del pollame essi sono stati resi applicabili dall’articolo 19 del regolamento (CEE) n. 2777/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore del pollame (25).
1.1. Esistenza di un vantaggio selettivo finanziato con risorse statali
(55)
Per quanto riguarda la natura dell’aiuto, questa va accertata a livello degli imprenditori agricoli che hanno effettuato investimenti nel quadro del PMPOA. La Commissione ritiene che il finanziamento del PMPOA abbia conferito un vantaggio selettivo agli agricoltori francesi.
(56)
La Commissione ritiene che, contrariamente a quanto asserito nelle loro osservazioni dalle autorità francesi, il carattere improduttivo degli investimenti non sopprima l’effetto di vantaggio dell’aiuto in termini puramente economici, poiché quest’ultimo si fa carico di un costo normalmente sostenuto dal beneficiario, ponendolo così in una situazione di vantaggio rispetto ai concorrenti che non ricevono un tale aiuto.
(57)
Inoltre, anche nell’ipotesi che tali investimenti improduttivi possano pesare in un primo tempo sull’economia delle aziende mettendo gli allevatori interessati (secondo quanto sostenuto dalle autorità francesi) in situazione sfavorevole rispetto a quelli che non realizzano tali investimenti, ciò non toglie che tali investimenti obbediscano ad un obbligo di legge preciso e che, a lungo termine, tutte le aziende interessate siano tenute a realizzare questo tipo di investimento per evitare di ritrovarsi in situazione di infrazione.
1.2. L’incidenza sugli scambi
(58)
Al fine di stabilire se l’aiuto oggetto della presente decisione rientra nel campo d’applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1 del trattato occorre determinare se esso si presta ad incidere sugli scambi fra Stati membri.
(59)
La Corte ha constatato che, allorché un aiuto finanziario concesso dallo Stato rafforza la posizione di una categoria di imprese nei confronti di altre imprese concorrenti negli scambi intracomunitari, questi sono da considerarsi influenzati dall’aiuto (26).
(60)
Risulta che gli aiuti oggetto della presente decisione si prestano ad incidere sugli scambi fra Stati membri se e in quanto favoriscono la produzione nazionale a scapito della produzione di altri Stati membri. Infatti i settori interessati sono particolarmente aperti alla concorrenza a livello comunitario e dunque molto sensibili a qualsiasi misura a favore della produzione nell’uno o nell’altro Stato membro.
(61)
La tabella 3 illustra il livello degli scambi commerciali tra la Francia e gli altri Stati membri per i prodotti in questione nel primo anno successivo all’entrata in vigore del PMPOA.
Tabella 3
Francia/UE 11
Carni bovine
Carni suine
Pollame
Importazioni 1994
Tonnellate
525 000
463 000
85 000
Mio ECU
1 664
860
170
Esportazioni 1994
Tonnellate
796 000
361 000
389 000
Mio ECU
2 368
669
863
1.3. Conclusioni sul carattere d’aiuto ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato
(62)
Le misure esaminate nella presente decisione costituiscono aiuti di Stato ai sensi del trattato poiché procurano ai beneficiari un vantaggio economico di cui non possono beneficiare altri settori. Di conseguenza la Commissione conclude che le misure in questione rientrano nell’ambito di competenza dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
2. L'illegalità degli aiuti in questione
(63)
L’articolo 1, lettera f) del regolamento (CE) n. 659/1999 definisce gli aiuti illegali come nuovi aiuti attuati in violazione dell’articolo 88, paragrafo 3 del trattato. Conformemente alla lettera c) dello stesso articolo del regolamento, la nozione di nuovi aiuti copre tutti gli aiuti, ossia regimi di aiuti e aiuti individuali, che non siano aiuti esistenti, comprese le modifiche degli aiuti esistenti.
(64)
Qualsiasi regime d’aiuti autorizzato dalla Commissione in cui siano successivamente introdotte modifiche di rilievo - nella fattispecie, relative alla partecipazione di un organismo pubblico al finanziamento dell’aiuto notificato alla Commissione, che alterino in maniera significativa la chiave di finanziamento e dunque l'intensità dell'aiuto - costituisce un nuovo aiuto che deve essere notificato alla Commissione ai sensi dell'articolo 88 del trattato e da questa autorizzato.
(65)
Secondo la Corte di giustizia l’obbligo, contemplato dalla prima frase dell'articolo 88, paragrafo 3 del trattato, di comunicare alla Commissione i progetti diretti ad istituire o modificare aiuti non vale solo per il progetto iniziale, ma si estende pure alle modifiche successivamente apportate a detto progetto, restando inteso che le relative informazioni possono essere fornite alla Commissione nell'ambito delle consultazioni che hanno luogo in seguito alla notifica iniziale (27).
(66)
Il suddetto obbligo di notifica è sancito dall’articolo 1, lettera c) del regolamento (CE) n. 659/1999.
(67)
Va poi precisato che l’inclusione di una scheda informativa nell’inventario degli aiuti redatto dal ministero francese dell’Agricoltura ha valore puramente informativo e non può essere qualificata di notifica ai sensi del trattato. Del resto neppure le informazioni che vi figurano fanno riferimento alla partecipazione degli enti preposti alla gestione delle risorse idriche al programma, pur confermando che la partecipazione dello Stato ammonta al 35 % dei costi degli investimenti.
(68)
La Commissione non è stata in grado di valutare né la partecipazione degli enti preposti alla gestione delle risorse idriche al programma, né gli effetti che il livello della loro partecipazione avrebbe potuto avere sull’intervento pubblico a livello degli investimenti in questione. Più concretamente, la Commissione non ha potuto esaminare le possibili ripercussioni che la partecipazione di un ente pubblico al finanziamento dell’aiuto rischia di avere in termini di intensità dell’aiuto stesso. Ne risulta che gli aiuti effettivamente concessi dalle autorità francesi non rispondevano necessariamente ai dispositivi autorizzati dalla Commissione nel quadro degli aiuti di Stato n. N 136/91 e N 342/94.
(69)
La variazione dell’intensità dell’aiuto costituisce in sé un elemento modificatore della sostanza del medesimo che rende obbligatoria la notifica ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 2 del trattato.
(70)
Per quanto riguarda particolarmente il settore bovino, le autorità francesi non hanno notificato alla Commissione gli aiuti agli investimenti previsti. Le autorità francesi hanno tuttavia asserito che, dal momento che la Commissione riteneva il dispositivo ammissibile ad una partecipazione finanziaria della Comunità, era fondato dedurre la compatibilità del medesimo con la normativa comunitaria. Ora il regolamento (CEE) n. 2328/91, in vigore all’epoca, prevedeva all’articolo 12, paragrafo 5 che gli aiuti agli investimenti concernenti la protezione e il miglioramento dell’ambiente fossero autorizzati purché non determinassero un aumento della produzione e a condizione di essere conformi alle disposizioni degli articoli da 92 a 94 (attualmente da 87 a 89) del trattato. Ciò include l’obbligo di notificare ogni regime di aiuti di Stato ai sensi dell'ex articolo 93, paragrafo 3 del trattato, tanto più che le condizioni applicate agli aiuti nel 1994 non corrispondevano alle condizioni comunicate alla Commissione nel 1991.
(71)
Da quanto precede risulta che gli aiuti di Stato cui la Francia ha dato esecuzione consistevano in nuovi aiuti non notificati alla Commissione e pertanto illegali ai sensi del trattato.
3. Esame della compatibilità dell’aiuto
(72)
Esistono tuttavia deroghe all’articolo 87 del trattato, sebbene alcune di esse manifestamente non siano applicabili, in particolare quelle previste dal paragrafo 2. Esse non sono state invocate dalle autorità francesi.
(73)
Per quanto riguarda le deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 3 del trattato, esse vanno interpretate in senso stretto nel corso dell’esame di qualsiasi programma d’aiuto a finalità regionale o settoriale o di caso individuale d’applicazione di regimi d’aiuto generali. In particolare essi possono venire accordati unicamente qualora la Commissione accertasse che l’aiuto è necessario per la realizzazione di uno degli obiettivi in questione. Accordare il beneficio delle deroghe di cui sopra ad aiuti che non comportano una tale controparte equivarrebbe a permettere che si arrechi pregiudizio agli scambi fra Stati membri e che si inducano distorsioni di concorrenza ingiustificate per quanto riguarda l’interesse comunitario e, parallelamente, indebiti vantaggi per gli operatori di certi Stati membri.
(74)
La Commissione osserva che gli aiuti in questione non sono destinati a favorire lo sviluppo economico di una regione nella quale il livello di vita è anormalmente basso oppure si abbia una grave forma di sotto-occupazione a norma dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato. Inoltre essi non sono neppure destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo oppure a porre rimedio ad un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro a norma dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera b) del trattato. Essi non sono neppure destinati a promuovere la cultura o la conservazione del patrimonio conformemente alla lettera d) dello stesso articolo.
(75)
L’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato prevede che possano considerarsi compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. Per poter beneficiare di questa deroga gli aiuti devono contribuire allo sviluppo del settore in questione.
(76)
Per quanto riguarda gli investimenti beneficiari e la forma degli aiuti, all’atto dell’avvio del procedimento la Commissione ha concluso che, pur essendo viziati da illegittimità, essi sono stati applicati in conformità con le norme comunitarie di concorrenza applicabili all’epoca. La Commissione non ha pertanto motivo di rimettere in discussione questa parte dell’applicazione dell’aiuto.
(77)
L’esame della compatibilità degli aiuti esposto ai paragrafi seguenti avrà pertanto come oggetto unicamente i tassi d’aiuto applicati dalle autorità francesi.
(78)
All’atto dell’avvio del procedimento d’esame la Commissione ha segnalato che, secondo il quadro normativo applicabile all'atto dell'entrata in vigore del programma, il massimale per gli aiuti agli investimenti a favore della protezione dell'ambiente era pari al 35 % dei costi sostenuti (45 % nelle zone svantaggiate).
(79)
Le autorità francesi ritengono tuttavia che avrebbero potuto essere utilizzate, per superare i tassi del 35 % e 45 %, le disposizioni dell’articolo 12, paragrafo 3, lettera d), del regolamento (CEE) n. 2328/91, e successivamente dell’articolo 12, paragrafo 3, lettera d), del regolamento (CE) n. 950/97. Queste disposizioni permettono, secondo le autorità francesi, di non applicare i divieti d’aiuto e i limiti di superamento di questi tassi per certi investimenti, fra cui quelli relativi alla protezione dell’ambiente.
(80)
La Commissione osserva, in via preliminare, che l’articolo 12, paragrafo 5, quinto trattino del regolamento (CEE) n. 2328/91, che prevedeva l’esame degli aiuti nazionali a norma degli ex articoli 92 e 93 (attualmente 87 e 88 del trattato) e dell’articolo 6 dello stesso regolamento, autorizzava gli aiuti agli investimenti concernenti la protezione dell’ambiente sempreché essi non causassero un aumento della produzione. La Commissione ritiene provato che nella fattispecie gli investimenti cui sono stati destinati gli aiuti non comportavano in effetti aumento della produzione, essendo esclusivamente finalizzati alla protezione dell’ambiente nelle zone rurali (in particolare stoccaggio e trattamento degli effluenti).
(81)
Per quanto riguarda più concretamente i tassi d’aiuto ammessi, nella sua decisione relativa all’aiuto di Stato n. N 136/91, indirizzata alla Francia, la Commissione ha ricordato che era sua prassi considerare compatibile con il mercato comune un tasso pari al 35 % dei costi ammissibili per questo tipo di aiuti (45 % nelle zone svantaggiate).
(82)
Questi tassi sono stati confermati dalla disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente, poco dopo che era stata data esecuzione al PMPOA. Il punto 3.2.3 di tale disciplina prevedeva ad esempio, in linea generale, che gli aiuti agli investimenti attuati a fini ambientali potessero essere autorizzati se non superavano certi livelli. La nota a fine pagina n. 14 precisava, al secondo comma, che «per gli investimenti che rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 12, paragrafi 1 e 5 del regolamento (CEE) n. 2328/91 del Consiglio (…), l’intensità massima di aiuto è del 35 % o del 45 % nelle zone (…) svantaggiate. Le intensità massime di aiuto non sono correlate alle dimensioni dell’impresa, ragion per cui esse non possono essere aumentate per le PMI, come disposto più avanti nella presente sezione. Per gli investimenti nelle regioni degli obiettivi n. 1 e n. 5 b), la Commissione si riserva il diritto di ammettere intensità di aiuto superiori, in base ad una valutazione di ciascun singolo caso, qualora accerti la fondatezza dei motivi addotti dallo Stato membro.».
(83)
Il regolamento (CEE) n. 2328/91 è stato abrogato dal regolamento (CE) n. 950/97. L’articolo 12, paragrafo 2, lettera e) di quest'ultimo precisava che gli Stati membri possono concedere aiuti agli investimenti per «la protezione e il miglioramento dell’ambiente, purché tali investimenti non determinino un aumento della capacità produttiva». Il paragrafo 3 dello stesso articolo precisava poi che «nelle aziende individuali o associate per le quali ricorrono le condizioni di ammissibilità di cui agli articoli 5 e 9, sono vietati gli aiuti agli investimenti che superino i valori e gli importi di cui all’articolo 7, paragrafi 2 e 3, e all’articolo 11». Tuttavia a norma del paragrafo 3, secondo trattino, lettera d), dello stesso articolo, questo divieto non si applica agli aiuti a favore degli «investimenti destinati alla protezione e al miglioramento dell’ambiente».
(84)
Ora, l’articolo 12, paragrafi 2 e 3 del regolamento (CE) n. 950/97 prevedeva che a tali aiuti si applicassero gli articoli da 92 a 94 (attualmente da 87 a 89) del trattato. Ciò equivaleva a rinviare alle norme di concorrenza applicabili all’epoca, ossia alla prassi comunitaria già citata nella decisione relativa all’aiuto di Stato n. N 136/91, e alle condizioni figuranti nella disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente.
(85)
Sulla base delle disposizioni in vigore nel periodo 1994-1999, descritte nella presente decisione, la Commissione non può che concludere che il tasso d’aiuto massimo applicabile nella fattispecie era pari al 35 % dei costi sostenuti (45 % nelle zone svantaggiate) e che pertanto gli aiuti concessi in percentuale superiore a questi tassi non erano conformi alle disposizioni in questione.
(86)
Per quanto riguarda tuttavia l'anno 2000, trattandosi di aiuti agli investimenti nelle aziende agricole, il punto 4.1.1.2 degli orientamenti agricoli, in vigore dal 1o gennaio 2000, stabilisce che il massimale del finanziamento pubblico, espresso in percentuale del volume dell’investimento che può beneficiare degli aiuti, sia limitato al 40 % e, riguardo alle zone svantaggiate, al 50 %. Tuttavia, qualora gli investimenti siano effettuati da giovani agricoltori entro cinque anni dall'insediamento, tali massimali possono essere elevati al 45 % e al 55 % rispettivamente.
(87)
Il punto 4.1.2.4 degli orientamenti agricoli prevede, in via eccezionale, che qualora gli investimenti comportino costi aggiuntivi attribuibili alla tutela e al miglioramento dell’ambiente, i massimali del 40 e 50 % di cui al punto 4.1.1.2 degli orientamenti stessi possano essere aumentati, rispettivamente, del 20 % e del 25 %. Questo aumento può essere pertanto accordato per investimenti aventi l’obiettivo di assicurare il rispetto di norme minime di nuova introduzione, fatte salve le condizioni definite dall’articolo 2 del regolamento (CE) n. 1750/99 della Commissione, del 23 luglio 1999, recante disposizioni d’applicazione del regolamento (CE) n 1257/99 del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) (28). Esso deve essere tassativamente limitato alle spese ammissibili supplementari necessarie alla realizzazione dell’obiettivo perseguito e non può riguardare investimenti aventi l’effetto di accrescere la capacità produttiva.
(88)
L’entrata in vigore, il 23 gennaio 2004, del regolamento (CE) n. 1/2004 della Commissione, del 23 dicembre 2003, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli (29) ha modificato la situazione giuridica per quanto riguarda il caso in oggetto. Il regolamento autorizza, a certe condizioni, gli aiuti alle piccole e medie imprese agricole esonerandole dall’obbligo di notifica previsto dall’articolo 88, paragrafo 3, del trattato.
(89)
Le autorità francesi hanno precisato che i beneficiari degli aiuti agli investimenti finanziati nel quadro del PMPOA nel corso del periodo 1994-2000 erano piccole e medie imprese ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1/2004.
(90)
All’articolo 20, paragrafo 2, il regolamento in questione prevede che gli aiuti individuali e i regimi di aiuto cui viene data attuazione prima dell'entrata in vigore del regolamento, nonché gli aiuti concessi nell'ambito di tali regimi in assenza di un'autorizzazione della Commissione e in violazione dell’obbligo di notifica di cui all’articolo 88, paragrafo 3, del trattato, siano considerati compatibili con il mercato comune ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, e siano esonerati qualora soddisfino le condizioni di cui all’articolo 3 del regolamento, con l’eccezione delle prescrizioni di cui al paragrafo 1 e al paragrafo 2, lettere b) e c), di detto articolo.
(91)
L’articolo 3, paragrafo 3, dello stesso regolamento prevede che gli aiuti concessi in base a un regime di cui al paragrafo 2 dello stesso articolo siano compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato e siano esonerati dall'obbligo di notifica di cui all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, purché rispettino le condizioni di cui al regolamento.
(92)
All’articolo 4 dello stesso regolamento figurano le condizioni da rispettare nella fattispecie, ossia nel caso di un regime d’aiuti agli investimenti non notificato a favore di piccole e medie imprese.
(93)
A norma dell’articolo 4, paragrafo 1 del regolamento, un aiuto all'investimento in aziende agricole per la produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli è compatibile con il mercato comune e non è soggetto all'obbligo di notifica in particolare se l'intensità lorda non supera il 50 % dei costi ammissibili nelle zone svantaggiate e il 40 % nelle altre zone.
(94)
Tuttavia, qualora gli investimenti comportino costi aggiuntivi attribuibili alla tutela e al miglioramento dell'ambiente, i massimali del 50 e 40 % possono essere aumentati, rispettivamente, di 25 e di 20 punti percentuali. La maggiorazione può essere concessa unicamente per investimenti intesi a superare i requisiti comunitari minimi in vigore e per investimenti effettuati per conformarsi con i nuovi requisiti comunitari minimi. La maggiorazione deve tuttavia essere limitata ai costi aggiuntivi ammissibili necessari e non si applica agli investimenti che comportano un aumento della capacità produttiva.
(95)
Nella fattispecie è evidente che si tratta di investimenti riguardanti la protezione e il miglioramento dell’ambiente, per i quali la norma ambientale applicabile era segnatamente la direttiva «nitrati». Questa norma è stata adottata nel 1991 e pertanto non poteva essere più qualificata di nuova norma nel 2000.
(96)
La Commissione si era già pronunciata su questa problematica nel quadro dell’aiuto di Stato n. N 355/2000, autorizzando il proseguimento del PMPOA a partire dall’anno 2001 e fino al 2006. Ripetendo il ragionamento seguito all'epoca, la Commissione insiste oggi sul fatto che non può ignorare che il primo programma d’azione francese per l’attuazione della direttiva «nitrati» è stato adottato soltanto nel 1997, e che i primi obblighi effettivi di risultato imposti agli allevatori sul terreno, che traducevano tale programma, sono successivi a tale data. Anche se sembra chiaro che la Francia non ha dato prova di diligenza nel recepimento della direttiva e avrebbe dovuto adottare le necessarie disposizioni entro termini superati da lunga data (30), resta innegabile che i primi obblighi imposti agli allevatori sono molto più recenti.
(97)
Contrariamente inoltre a certe altre norme comunitarie, la direttiva «nitrati» non contiene obblighi precisi ai quali gli operatori economici debbano conformarsi senza intervento preliminare dello Stato membro. La direttiva non contiene neppure date limite per l’adeguamento degli impianti.
(98)
Per questo motivo la Commissione continua ad essere del parere che, alla luce delle particolari circostanze della direttiva «nitrati», gli obblighi che incombevano agli allevatori potessero essere considerati come norme nuove ai sensi del regolamento (CE) n. 1/2004. Qualsiasi altra interpretazione sarebbe infatti tale da penalizzare gli allevatori per l’inazione mostrata dalla Francia sul piano giuridico.
(99)
La Commissione ritiene che gli investimenti realizzati in zone non vulnerabili ai sensi della direttiva «nitrati», dove non sono d’applicazione le condizioni che essa impone, potessero comunque beneficiare dei tassi maggiorati poiché vigevano norme meno severe di quelle prospettate dalla direttiva stessa e i lavori previsti andavano al di là dei requisiti minimi esistenti in queste regioni.
(100)
Per quanto riguarda gli investimenti da realizzare nelle zone vulnerabili, la Commissione, pur in coerenza con il precedente ragionamento sul carattere nuovo delle norme imposte agli allevatori, è indotta pertanto a concludere che avrebbe potuto applicarsi nella fattispecie una maggiorazione dei tassi d'aiuto, che si sarebbero così potuti fissare al 60 % del costo degli investimenti, o al 75 % nelle zone svantaggiate.
(101)
Poiché le cifre trasmesse dalle autorità francesi dimostrano che nella pratica il livello degli aiuti non ha mai superato il 60 % dei costi sostenuti, la Commissione ritiene che possano essere autorizzati gli aiuti concessi nel periodo 1994-1999 nel quadro del PMPOA.
(102)
Sulla base delle considerazioni suesposte la Commissione ritiene che la misura notificata sia compatibile con le norme comunitarie in materia di concorrenza e in particolare con l'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato.
V. CONCLUSIONE
(103)
La misura che consiste nell’accordare un aiuto agli investimenti a favore delle imprese agricole nel quadro del Programma di contenimento dell’inquinamento d’origine agricola (PMPOA) nel periodo 1994-2000 può beneficiare della deroga prevista dall’articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il regime di aiuti di Stato cui la Francia ha dato esecuzione per finanziare gli investimenti realizzati dalle aziende agricole nel quadro del Programma di contenimento dell'inquinamento d'origine agricola (PMPOA) dal 1994 al 2000 è compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato.
Articolo 2
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, 18 febbraio 2004.

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