Document ID: 31993D0109

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 15 febbraio 1993 che autorizza la Repubblica Francese a prorogare l'applicazione di una misura di deroga all'articolo 17, paragrafo 2 della sesta direttiva (77/388/CEE) in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari
(93/109/CEE)IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva (77/388/CEE) del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (1), in particolare l'articolo 27,
vista la decisione 89/488/CEE del Consiglio, del 28 luglio 1989, che autorizza la Repubblica Francese ad applicare una misura di deroga all'articolo 17, paragrafo 2 della sesta direttiva (77/388/CEE) (2),
vista la proposta della Commissione a seguito della sua relazione sull'applicazione della decisione 89/488/CEE,
considerando che in conformità dell'articolo 27, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, può autorizzare ogni Stato membro a introdurre misure particolari di deroga a detta direttiva, allo scopo di semplificare la riscossione dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) o di evitare talune frodi o evasioni fiscali;
considerando che il governo della Repubblica Francese, con lettera registrata presso il segretariato generale della Commissione il 22 ottobre 1992, ha chiesto di essere autorizzato a prorogare l'applicazione della deroga concessa in precedenza per una durata limitata con la decisione 89/488/CEE ai sensi dell'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE;
considerando che la misura particolare in questione consiste nell'esclusione totale del diritto a deduzione dell'IVA di cui sono gravate le spese relative a beni e servizi quando la percentuale dell'uso privato di tali beni e servizi è superiore al 90 % del loro uso complessivo, al fine di evitare di dover tassare una prestazione di servizi a sé medesimi la cui base imponibile sarebbe particolarmente difficile da determinare;
considerando che detta misura consente di evitare talune frodi o evasioni fiscali e che comunque impedisce che si possa avere in taluni casi un consumo non tassato, semplificando nel contempo il trattamento IVA di talune operazioni;
considerando che detta misura costituisce una deroga all'articolo 17, paragrafo 2 della direttiva 77/388/CEE ai sensi del quale un soggetto passivo è autorizzato a dedurre l'IVA che grava sui beni e servizi impiegati ai fini delle sue operazioni soggette ad imposta;
considerando che la domanda di proroga di detta misura può essere accolta a talune condizioni e previo adeguamento del relativo dispositivo giuridico, conformemente alle osservazioni formulate dalla Commissione sulla sua applicazione nel periodo 1990-1992;
considerando che la proroga di detta misura oltre il 31 dicembre 1996 necessita una nuova autorizzazione del Consiglio sulla base di una proposta della Commissione, corredata di una relazione della Commissione sull'applicazione di detta autorizzazione;
considerando che la proroga temporanea di detta misura di deroga non influisce, in linea di principio, sull'importo dell'IVA da versare allo stadio del consumo finale;
considerando inoltre che essa non avrà, in linea di principio, un'incidenza negativa sulle risorse proprie delle Comunità europee provenienti dall'IVA;
considerando che gli altri Stati membri sono stati informati il 20 novembre 1992 della domanda di proroga della misura di deroga presentata dal governo della Repubblica Francese,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
In deroga all'articolo 17, paragrafo 2 della direttiva 77/388/CEE, la Republicca Francese è autorizzata, fino al 31 dicembre 1996, ad escludere dal diritto alla deduzione dell'IVA di cui sono gravate le spese relative a taluni beni e servizi quando la percentuale del loro impiego per l'uso privato del soggetto passivo o per l'uso del suo personale o, più generalmente, a fini estranei alla sua impresa è superiore al 90 % del loro uso complessivo.
Articolo 2
Alla luce di una relazione della Commissione sull'applicazione dell'autorizzazione di cui all'articolo 1, eventualmente corredata di una proposta di decisione, il Consiglio, deliberando sulla base di detta proposta, stabilisce prima del 31 dicembre 1996 se l'autorizzazione debba essere prorogata.
Articolo 3
La Repubblica Francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addì 15 febbraio 1993.

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