Document ID: 31988D0605

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
dell'8 giugno 1988
relativa al disegno di legge della regione Sicilia (Italia) per la creazione di un fondo regionale destinato ad incoraggiare l'esportazione di agrumi
(88/605/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto il regolamento (CEE) n. 1035/72 del Consiglio, del 18 maggio 1972, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2238/88 (2), in particolare l'articolo 31,
dopo aver intimato agli interessati, conformemente all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, di presentare le loro osservazioni (3),
considerando quanto segue:
I
1. Con lettera della Rappresentanza permanente d'Italia presso le Comunità europee, del 25 marzo 1987, registrata il 1o aprile 1987, il governo italiano ha notificato alla Commissione, conformemente all'articolo 93, paragrafo 3 del trattato, il disegno di legge della regione Sicilia, relativo alla creazione di un fondo regionale destinato ad incoraggiare l'esportazione di agrumi.
2. La misura consiste nella creazione di un fondo di rotazione, che ha come obiettivo la concessione di prestiti quinquennali a tasso ridotto (6 %) a favore delle esportazioni di agrumi. I beneficiari diretti dell'aiuto sono imprese esportatrici di agrumi.
II
1. Con lettera del 9 giugno 1987, n. SG(87)D/7156, inviata al governo italiano, la Commissione ha comunicato di aver deciso di avviare nei confronti dell'aiuto in questione la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato.
2. Con tale lettera, la Commissione ha informato le autorità italiane di aver ritenuto che l'aiuto abbia le caratteristiche di un aiuto al funzionamento, contrario alla posizione costante della Commissione in materia di applicazione degli articoli 92, 93 e 94 del trattato; una tale misura porta direttamente ad una riduzione artificiale dei costi, al miglioramento delle condizioni di produzione e all'aumento delle possibilità di smercio dei produttori interessati, rispetto ad altri produttori di altri Stati membri, che non beneficiano di aiuti analoghi.
L'aiuto in questione può quindi falsare la concorrenza e incidere sugli scambi tra gli Stati membri: esso risponde ai criteri di cui all'articolo 92, paragrafo 1, ma non può beneficiare delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafi 2 e 3.
La Commissione ritiene inoltre che la normativa comunitaria in materia di organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli (regolamento (CEE) n. 1035/72) costituisca un sistema completo ed esaustivo, che esclude, per gli Stati membri, qualsiasi possibilità di adottare misure complementari autonome.
L'aiuto regionale costituisce quindi un'infrazione delle disposizioni comunitarie.
3. Nel quadro della procedura avviata, la Commissione ha intimato al governo italiano di presentare le sue osservazioni.
La Commissione ha intimato anche agli altri Stati membri e agli interessati diversi dagli Stati membri di presentare le loro osservazioni.
III
Con lettera del 5 gennaio 1988, il governo italiano ha risposto alla lettera d'intimazione della Commissione, formulando le seguenti osservazioni:
a) Secondo le autorità regionali, la misura ha un effetto congiunturale di grande importanza per il settore produttivo agrumicolo e persegue due obiettivi:
i) favorire il mantenimento del livelli di commercializzazione nel settore degli agrumi. La crisi del settore degli agrumi, infatti, deriva da difficoltà di smercio delle produzioni isolate e dalla concorrenza di altri paesi (Spagna ed Israele). La misura regionale a favore dell'esportazione è puramente congiunturale e destinata a porre rimedio ad una grave perturbazione dell'economia siciliana;
ii) garantire il mantenimento del livello dell'occupazione.
Le autorità regionali hanno precisato che l'occupazione della manodopera delle imprese esportatrici è in buona misura stagionale e coincide grosso modo con la durata della campagna agrumicola.
Nella regione siciliana il problema della disoccupazione presenta aspetti drammatici.
b) La misura, stando alle autorità regionali, non falserebbe la concorrenza tra la Sicilia e gli Stati membri; essa favorirebbe piuttosto lo sviluppo economico della regione, in cui si riscontra un tenore di vita basso ed una grave forma di sottoccupazione. La misura potrebbe quindi usufruire della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato.
IV
Quanto alle argomentazioni avanzate dalle autorità italiane, va sottolineato quanto segue:
a) Per risolvere le difficoltà del mercato agrumicolo si devono adottare tutte le misure necessarie nel quadro dell'organizzazione comune del mercato, per evitare, in particolare, che nascano difficoltà ancora maggiori da misure nazionali unilaterali che potrebbero trasferire i problemi esistenti nelle regioni aiutate verso altre regioni produttrici di agrumi, in cui un tale aiuto non è previsto.
b) Le difficoltà del mercato agrumicolo non sono nuove; questo mercato, per alcuni prodotti, è caratterizzato infatti da eccedenze strutturali permanenti, che non sono ancora diminuite, nonostante i programmi comunitari di risanamento strutturale attuati per il settore agrumicolo in Italia. L'aiuto regionale è inteso a mantenere livelli accettabili di commercializzazione degli agrumi, consentendo in tal modo un migliore smaltimento delle produzioni sovvenzionate. Tale aiuto non incoraggia quindi i produttori ad adottare le misure strutturali necessarie per porre rimedio in maniera duratura alle difficoltà endemiche constatate in Italia.
La Commissione non ritiene che la misura prevista sia tale da porre rimedio alle difficoltà sociostrutturali della regione Sicilia, in particolare a causa degli effetti negativi che essa può produrre sul risanamento del settore interessato.
La concessione dell'aiuto all'esportazione incoraggia il mantenimento delle colture esistenti e l'aumento della produzione degli agrumi. Esso potrebbe, pertanto, avere l'effetto indiretto di aumentare i quantitativi offerti sul mercato e avere così un'incidenza sugli scambi intracomunitari.
c) La protezione dell'occupazione nelle aziende interessate sarà garantita meglio e a più lungo termine da misure di risanamento strutturale nel settore della produzione, che da una misura congiunturale, i cui effetti scompariranno non appena ne sarà sospesa l'applicazione. Quest'ultima misura potrebbe invece aumentare artificialmente gli effettivi delle aziende, senza dare a questi effettivi supplementari alcuna garanzia a lungo termine.
d) Tenuto conto di quanto precede, le motivazioni presentate dalle autorità italiane non possono essere accettate.
V
I quantitativi che potrebbero essere oggetto dell'aiuto nel 1987 ammontano a circa 225 600 t (75,9 milioni di ECU) di agrumi, di cui circa 126 600 t esportate verso paesi terzi e 99 000 t verso gli altri Stati membri. La Spagna esporta 2 430 270 t (971,068 milioni di ECU).
La quota di mercato delle esportazioni italiane è del 7,6 % rispetto al totale delle esportazioni comunitarie (circa 2 960 200 t e 1 210,2 milioni di ECU).
Le esportazioni italiane di agrumi nel mondo costituiscono il 9,2 % della produzione di questo paese (il 4 % per l'esportazione verso gli Stati membri).
La produzione agrumicola italiana nel 1987 era di circa 2 448 000 t (per una superficie di 182 675 ha), che corrisponde al 30 % circa della produzione comunitaria. Il maggiore produttore di agrumi è la Spagna, con circa 4 202 000 t ed una superficie di 256 250 ha.
Il mercato dei principali agrumi è in genere ampiamente rifornito; nel 1986-1987 le misure comunitarie di ritiro hanno interessato in Italia 1 083 300 t (236,2 milioni di ECU) complessivamente, per i mandarini, le arance ed i limoni, il che equivale all'80 % circa delle misure di ritiro in tutta la Comunità. Le possibilità d'esportazione non possono aumentare di molto rispetto agli attuali livelli. VI
1. Gli articoli 92, 93 e 94 del trattato si applicano alla produzione e al commercio degli agrumi in virtù dell'articolo 31 del regolamento (CEE) n. 1035/72.
L'aiuto in questione offre un vantaggio particolare agli esportatori ed indirettamente ai produttori siciliani di agrumi, procurando loro artificialmente un apporto finanziario che non avrebbero potuto trovare sul mercato in condizioni normali. Di conseguenza, tale aiuto ha per effetto di falsare la concorrenza tra i beneficiari dell'aiuto e gli altri operatori che non lo ricevono, in Italia e negli altri Stati membri.
La creazione di un fondo regionale destinato a promuovere l'esportazione di agrumi può incoraggiare i produttori a mantenere, se non ad aumentare, la loro produzione agrumicola.
L'instaurazione di tale misura ha come effetto diretto quello di aumentare i quantitativi offerti all'esportazione verso gli altri Stati membri: l'aiuto incide quindi sugli scambi intracomunitari.
La misura in questione risponde ai criteri di cui all'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, tale disposizione prevede l'incompatibilità di principio con il mercato comune degli aiuti in causa.
2. L'aiuto in causa costituisce inoltre una misura non prevista dalla normativa comunitaria relativa al settore degli ortofrutticoli.
Detta normativa è concepita come un sistema completo ed esaustivo, che esclude, in questo campo, qualsiasi facoltà degli Stati membri di adottare misure autonome, che, inoltre, potrebbero trasferire i problemi esistenti nelle regioni che concedono l'aiuto verso altre regioni produttrici di agrumi, in cui tale aiuto non è previsto. Ne consegue che l'aiuto regionale considerato costituisce un'infrazione alla suddetta normativa.
3. Le deroghe all'incompatibilità con il mercato comune, di cui all'articolo 92, paragrafo 2, non sono, manifestamente, applicabili all'aiuto considerato. Le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3 precisano gli obiettivi perseguiti nell'interesse della Comunità e non soltanto nell'interesse di settori specifici dell'economia nazionale. Dette deroghe devono essere interpretate in maniera rigida.
Le deroghe possono essere concesse soltanto nel caso in cui l'aiuto sia necessario per realizzare uno degli obiettivi indicati nelle disposizioni stesse. Concedere il beneficio di dette deroghe ad aiuti che non implicano tale contropartita, significherebbe consentire interferenze negli scambi tra gli Stati membri e distorsioni della concorrenza prive di giustificazione quanto all'interesse comunitario e, correlativamente, indebiti vantaggi per alcuni Stati membri.
Nella fattispecie l'aiuto non consente di constatare l'esistenza di tale contropartita. Il governo italiano, infatti, non è stato in grado di fornire, né la Commissione di individuare, alcuna giustificazione che consenta di stabilire che l'aiuto in causa soddisfi le condizioni richieste per l'applicazione di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato.
Non si tratta di misure destinate a « promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo », ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), dato che a causa degli effetti che esso può avere sugli scambi, l'aiuto è contrario all'interesse comune.
Non si tratta neppure di una misura intesa a « porre rimedio a un grave turbamento dell'economia » dello Stato membro interessato, ai sensi della stessa disposizione.
Quanto alle deroghe di cui agli articoli 92, paragrafo 3, lettere a) e c), per gli aiuti destinata a favorire o ad agevolare lo sviluppo economico di determinate regioni, nonché quello di talune attività di cui alla succitata lettera c) va osservato che la misura in questione non può migliorare in modo duraturo le condizioni in cui versa il settore economico beneficiario dell'aiuto, poiché quando l'aiuto non venisse più concesso, il settore si troverebbe nella stessa situazione strutturale esistente prima dell'entrata in vigore dell'intervento nazionale.
La Commissione normalmente non accetta aiuti all'esportazione all'interno del mercato comune. Questa posizione sarebbe sufficiente per dichiarare inaccettabile tale misura.
L'aiuto in causa, infatti, induce artificialmente gli esportatori della regione a mantenere i livelli attuali di commercializzazione; esso comporta inoltre effetti negativi per il risanamento del settore. D'altro canto, la protezione dell'occupazione nelle imprese della regione interessata dall'aiuto sarebbe garantita in modo più stabile e a più lungo termine con misure di risanamento strutturale e non con misure puramente congiunturali.
Di conseguenza, gli aiuti sono considerati aiuti di funzionamento per le imprese interessate, tipo di aiuto al quale la Commissione si è, per principio, sempre opposta in quanto la loro concessione non è connessa a condizioni atte a farli beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c).
Inoltre, anche se fosse stato possibile applicare una deroga a norma dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato, per i prodotti agricoli, ciò non sarebbe stato possibile a causa del carattere d'infrazione delle misure d'aiuto in questione nei confronti dell'organizzazione comune di mercato interessata.
D'altro canto tale misura, con l'effetto che potrebbe avere sulla produzione di agrumi, potrebbe anche far aumentare le spese del Fondo europeo agricolo d'orientamento e di garanzia. Anche per questo, la misura in oggetto va considerata contraria all'interesse comune. 4. Ne consegue che l'aiuto in causa è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato; di conseguenza, il suddetto disegno di legge non può essere attuato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto previsto dal disegno di legge n. 155/86 della regione Sicilia, relativo alla creazione di un fondo regionale inteso ad incoraggiare l'esportazione di agrumi è incompatibile con il mercato comune, ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE e non può essere concesso.
Articolo 2
Il governo italiano informa la Commissione, entro un mese a decorrere dalla data di notifica della presente decisione, delle misure da esso adottate per conformarsi alla decisione stessa.
Articolo 3
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, l'8 giugno 1988.

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