Document ID: 32001D0690

Decisione della Commissione
del 21 dicembre 2000
relativa al regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali al quale la Svezia intende dare esecuzione
[notificata con il numero C(2000) 4354]
(Il testo in lingua svedese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2001/690/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli(1),
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 22 ottobre 1999, registrata presso la Commissione il 25 ottobre 1999, la Svezia ha notificato, a norma dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, un regime modificato di aiuti alla riduzione degli oneri sociali, il quale modifica ed estende il precedente regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali ("Stödordningen för nedsättning av socialavgifter"), scaduto il 31 dicembre 1999. Nel 1997 la Commissione aveva adottato riguardo a tale regime le opportune misure, recanti il numero E 8/96 (lettera della Commissione n. SG (97) D/6781 del 7 agosto 1997).
(2) Con lettera n. D/64905 del 25 novembre 1999, la Commissione ha chiesto informazioni supplementari riguardo all'aiuto in oggetto. Le autorità svedesi hanno inviato le informazioni richieste con lettera del 21 dicembre 1999, registrata dalla Commissione il 22 dicembre 1999.
(3) Con lettera del 4 aprile 2000(2) la Commissione ha informato le autorità svedesi della sua decisione d'iniziare, riguardo al regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali, il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2.
(4) La decisione della Commissione d'iniziare la procedura è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3). La Commissione ha chiesto alle parti interessate di presentare osservazioni sul regime di aiuti in oggetto.
(5) La Commissione ha ricevuto le osservazioni di una parte interessata.
(6) Le autorità svedesi hanno inviato la loro risposta ufficiale con lettera dell'11 maggio 2000.
(7) Il 12 e 27 ottobre e il 21 novembre 2000 si sono svolte riunioni tra i servizi della Commissione e le autorità svedesi per discutere sul regime di aiuti.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'AIUTO
(8) Obiettivo e forma dell'aiuto concesso
Obiettivo dell'aiuto è contribuire allo sviluppo di zone a scarsa densità di popolazione nella Svezia settentrionale. Per conseguire tale obiettivo, vengono ridotti di otto punti percentuali i contributi da pagare per i lavoratori subordinati delle imprese site nelle regioni ammissibili e operanti in settori o rami di attività ammissibili.
(9) Regioni ammissibili
La zona ammissibile per gli aiuti in oggetto è la zona assistita A(4) nella Svezia settentrionale, eccettuate alcune frazioni dei comuni di Östersund e di Krokom. La zona ammissibile per l'aiuto conta circa 430000 abitanti, ossia circa il 4,8 % della popolazione svedese. L'elenco particolareggiato delle zone ammissibili figura nella lettera con la quale la Commissione ha notificato alla Svezia la sua decisione d'iniziare riguardo al regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE(5).
(10) Settori/rami di attività ammissibili
Il regime di aiuti si applica a imprese appartenenti ai seguenti settori od operanti nei seguenti rami di attività:
- attività in regime di appalto, locazioni e riparazioni,
- alberghi, pensioni e campeggi,
- ristoranti e caffè gestiti in combinazione con alberghi, pensioni e campeggi,
- raccolta dei rifiuti, servizi di pulizie, lavanderie,
- attività ricreative e servizi culturali, eccettuate le biblioteche,
- attività gestite da organizzazioni senza scopo di lucro, culturali e religiose e da gruppi d'interesse,
- uffici che svolgono attività amministrative riguardanti la gestione aziendale, la conduzione economica e la gestione delle retribuzioni, la contabilità, l'elaborazione computerizzata dei dati, lavori attuariali, vendite ed accettazione di ordinazioni per telefono.
Il regime di aiuti non si applica agli uffici che svolgono funzioni amministrative per conto d'imprese attive nella produzione, lavorazione e commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all'allegato I del trattato CE né alle imprese dei seguenti settori delicati: pesca, carbone, acciaio, trasporti, cantieristica navale, fibre sintetiche, motoveicoli.
(11) Cumulo
Non si può concedere una riduzione degli oneri sociali a un richiedente che abbia ottenuto nel medesimo periodo un aiuto ai trasporti nell'ambito del regime modificato di politica regionale di contributi ai trasporti (n. 146/99).
(12) Durata
Il regime di aiuti scadrà il 31 dicembre 2000.
(13) Stanziamenti
Gli stanziamenti per il 2000 ammontano a 313734000 corone svedesi (pari a circa 36634000 EUR).
III. INIZIO DEL PROCEDIMENTO DI CUI ALL'ARTICOLO 88, PARAGRAFO 2 DEL TRATTATO CE
(14) Nella sua decisione d'iniziare riguardo al regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE(6), la Commissione ha espresso dubbi sulla compatibilità di tale misura di aiuto notificata con le norme sugli aiuti di Stato vigenti nella Comunità.
a) Le autorità svedesi hanno giustificato la riduzione degli oneri sociali come aiuto ai trasporti, inteso a compensare i sovraccosti che le imprese ammissibili devono sostenere a causa della distanza. Nella sua decisione d'iniziare il procedimento la Commissione ha espresso dubbi sulla possibilità di far rientrare il concetto di "sovraccosti dovuti alla distanza" nel concetto di "sovraccosti per il trasporto di merci".
b) D'altro canto, la Commissione ha anche posto in questione la possibilità di stabilire un nesso diretto tra l'importo dell'aiuto ricevuto dai beneficiari nell'ambito del regime di aiuti ed i sovraccosti di trasporto da questi effettivamente sostenuti.
(15) Nella sua decisione d'iniziare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, la Commissione ha anche indicato che avrebbe esaminato se le difficili condizioni climatiche e altre speciali circostanze potessero fornire una motivazione supplementare per l'aiuto che viene erogato nell'ambito del regime di aiuti in oggetto.
IV. COMMENTI DELLA SVEZIA
(16) Con lettera dell'11 maggio 2000 la Svezia ha presentato commenti sulla decisione della Commissione d'iniziare riguardo al regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2. Tali commenti si possono riassumere come segue.
a) L'aiuto in oggetto è uno strumento efficace per promuovere lo stabilirsi d'imprese di servizi nelle regioni che soffrono di gravi svantaggi (remota ubicazione settentrionale, condizioni climatiche sfavorevoli, grande distanza e scarsa densità di popolazione).
b) Il concetto di "sovraccosti per il trasporto di merci" non si presta molto ad essere applicato al settore dei servizi: per loro stessa natura, la massima parte delle imprese di servizi non devono procedere al trasporto di grandi quantitativi di merci. È vero invece che tali imprese devono sostenere costi onerosi, a carattere permanente e diretto, dovuti alla grande distanza, alla scarsa densità di popolazione e alle condizioni climatiche sfavorevoli. Uno studio commissionato dal governo svedese conferma che le imprese di servizi della Svezia settentrionale devono sostenere "costi dovuti alla distanza" più onerosi rispetto alle imprese della zona di Stoccolma.
c) In passato la Commissione ha adottato una definizione più ampia dei "sovraccosti per il trasporto di merci", comprendente per esempio i costi di trasferimento del personale.
d) Lo studio commissionato dalla Svezia mostra che, per le imprese incluse nel campione, i sovraccosti dovuti alla distanza sostenuti per ogni dipendente dalle imprese della Svezia settentrionale sono molto più elevati dell'importo medio dell'aiuto per ogni dipendente erogato nell'ambito del regime di aiuti. Di conseguenza, non vi sono rischi che l'aiuto erogato nell'ambito del regime di aiuti costituisca per i beneficiari una sovraccompensazione rispetto ai sovraccosti dovuti alla distanza da loro sostenuti.
e) I costi amministrativi della gestione del regime di aiuti sono bassi.
f) La Norvegia applica un regime di aiuti (per gli oneri di sicurezza sociale a differenziazione regionale), approvato dall'autorità di vigilanza EFTA, che è analogo al regime svedese di aiuti alla riduzione degli oneri sociali.
V. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(17) Il governo norvegese è stato l'unica parte interessata a presentare osservazioni. Con lettera del 27 luglio 2000 le autorità norvegesi hanno confermato che la Norvegia applica un regime di aiuti analogo al regime svedese di aiuti agli oneri sociali, che è stato approvato dall'autorità di vigilanza EFTA a norma dell'articolo 62 e del protocollo 27 dell'accordo SEE. Molte delle argomentazioni sostenute dalla Norvegia sono analoghe a quelle presentate dalla Svezia [si tratta delle argomentazioni riassunte alle lettere a), b), d) ed e), del precedente considerando 16]. Inoltre, la Norvegia osserva che sinora non sono state presentate denunce secondo le quali il regime svedese di aiuti alla riduzione degli oneri sociali o il regime norvegese di aiuti agli oneri di sicurezza sociale distorca le condizioni di concorrenza. Perdipiù, il regime svedese di aiuti si applica principalmente a imprese del settore dei servizi, le quali di norma prestano servizi sui mercati locali. Di conseguenza, la Norvegia ritiene improbabile che il regime di aiuti in oggetto abbia effetti di rilievo sulla concorrenza e sugli scambi commerciali nel SEE.
VI. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
L'esistenza dell'aiuto
(18) La Commissione ritiene che il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, poiché risponde a tutte le condizioni per l'applicazione del paragrafo di tale articolo. Le argomentazioni al riguardo vengono presentate qui di seguito.
(19) Aiuti sotto qualsiasi forma: Nell'ambito del regime di aiuti in oggetto, l'aiuto viene erogato in forma di riduzione dei contributi sociali che i datori di lavoro devono pagare per i loro dipendenti in imprese site nelle regioni ammissibili e operanti in settori o rami di attività ammissibili.
(20) Aiuti concessi dagli Stati, oppure mediante risorse statali: Versare allo Stato i contributi di sicurezza sociale è un obbligo dei datori di lavoro, e tali pagamenti costituiscono per il governo svedese un'importante fonte di reddito. Nella sua notificazione, la Svezia ha indicato che l'attuazione del regime di aiuti sarebbe costata al ministero svedese delle finanze 313734000 corone svedesi (circa 36634000 EUR) a titolo di gettito fiscale perduto per l'esercizio 2000.
(21) Aiuti: Il regime di aiuti riduce i costi salariali delle imprese ammissibili. Per ogni singola impresa, i vantaggi dipendono dal numero di dipendenti e dalle loro retribuzioni. Le imprese che beneficiano della riduzione degli oneri sociali ne traggono un vantaggio in termini di concorrenza, poiché godono di uno sgravio parziale del loro onere fiscale.
(22) Aiuti che favoriscano talune imprese o talune produzioni: Secondo la Commissione, il criterio di selettività risulta soddisfatto, poiché l'aiuto viene concesso esclusivamente a imprese site in determinate regioni (una parte della Svezia settentrionale) e operanti in determinati settori (principalmente i servizi).
(23) Aiuti che falsino o minaccino di falsare la concorrenza: L'effetto del regime di aiuti consiste nel ridurre il totale dei costi salariali delle imprese ammissibili. Per ogni singola impresa, il vantaggio preciso dipende dal numero di dipendenti e dalle loro retribuzioni. L'aiuto in oggetto incide direttamente sui costi di produzione delle imprese ammissibili. Di conseguenza, la Commissione deve concludere che il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali può accrescere la competitività di tali imprese nei confronti delle imprese di altri Stati membri. È chiaro che la concorrenza può risultare falsata se vantaggi di questo tipo vengono concessi a imprese per il fatto che sono site in determinate regioni e operano in un determinato ramo di attività.
(24) Aiuti che falsino la concorrenza nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri: Quando si tratta di un regime di aiuti del tipo in oggetto (e non di un aiuto per uno scopo specifico), la Corte di giustizia delle Comunità europee ha sancito che, nel caso "di un programma di aiuti, la Commissione può limitarsi a studiarne le caratteristiche onde stabilire se, a causa dell'entità o dell'alta percentuale delle sovvenzioni, delle caratteristiche degli investimenti incentivati o di altre modalità del programma stesso, questo dia un notevole vantaggio ai beneficiari rispetto ai loro concorrenti e sia tale da favorire essenzialmente le imprese che partecipano agli scambi fra Stati membri"(7) (il corsivo è stato aggiunto nel presente documento). Il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali è aperto a vari settori dei servizi ed anche alle imprese, indipendentemente dal settore di appartenenza(8), che svolgano attività amministrative riguardanti la gestione aziendale, la conduzione economica e la gestione delle retribuzioni, la contabilità, l'elaborazione computerizzata dei dati, lavori attuariali, vendite ed accettazione di ordinazioni per telefono. È chiaro, quindi, che il regime in oggetto potrebbe applicarsi anche ad imprese la cui attività economica abbia come scopo gli scambi tra Stati membri.
Base giuridica dell'aiuto
(25) Il regime di aiuti è stato notificato a norma dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
Compatibilità dell'aiuto
(26) Una volta stabilito che il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, la Commissione ha esaminato se tale regime risponda alle condizioni per ottenere una delle deroghe previste ai paragrafi 2 e 3 del medesimo articolo 87.
(27) La Commissione ritiene che al regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali non possano applicarsi le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 2, del trattato CE, poiché le misure di aiuto in oggetto non si prefiggono nessuno degli scopi elencati in tale paragrafo. Del resto, la Svezia non ha sostenuto che ciò potesse essere il caso.
(28) L'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE non si applica al regime di aiuti in oggetto, poiché per l'esercizio 2000 nessuna zona della Svezia risponde alle condizioni per gli aiuti regionali previsti in tale paragrafo(9).
(29) Lo scopo degli aiuti previsti nel regime non è né promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo né porre rimedio a un grave turbamento nell'economia di uno Stato membro né promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio: di conseguenza, la Commissione ritiene che al regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali non si applichino né la lettera b) né la lettera d), del paragrafo 3, dell'articolo 87 del trattato CE. A tale riguardo, è anche importante osservare che le autorità svedesi non hanno preteso una deroga per il loro regime di aiuti in base a una di tali condizioni.
(30) In considerazione di ciò, la Commissione ha esaminato l'aiuto ai sensi della lettera c), del paragrafo 3, dell'articolo 87 del trattato CE. Da tale esame sono risultate le osservazioni esposte qui di seguito.
a) Il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali si applica a zone a scarsa densità di popolazione della Svezia settentrionale. Poiché lo scopo degli aiuti è promuovere lo sviluppo di tali zone, essi vanno esaminati in base agli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale(10).
b) Il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali consente alle autorità svedesi di fornire aiuto a singole imprese senza che l'impresa beneficiaria debba procedere a nuovi investimenti o creare posti di lavoro ai sensi del punto 4.4 degli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale.
c) Ne consegue che il regime di aiuti in oggetto consente alle autorità svedesi di erogare aiuti, nelle zone ammissibili, nell'intento di ridurre le normali spese correnti dei beneficiari. Simili aiuti costituiscono un aiuto al funzionamento.
d) In varie comunicazioni, e più in particolare negli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, la Commissione ha indicato che l'aiuto al funzionamento, per il suo accentuato effetto di distorsione, può essere considerato compatibile con il mercato comune soltanto in casi eccezionali. Negli Orientamenti sono menzionate soltanto due eccezioni:
- a norma del punto 4.15 degli Orientamenti, un aiuto di questo tipo può essere concesso nelle regioni che beneficiano della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a). Come si è detto al punto 28 della presente decisione, nessuna zona della Svezia risponde alle condizioni per tale deroga. L'eccezione in oggetto non può dunque applicarsi al regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali,
- a norma del punto 4.16 degli Orientamenti, un aiuto inteso a compensare in parte i sovraccosti di trasporto può essere autorizzato nelle regioni ultraperiferiche oppure in regioni a scarsa densità di popolazione che beneficiano della deroga prevista alla lettera a) oppure alla lettera c), del paragrafo 3, dell'articolo 87.
Nella sua decisione d'iniziare riguardo al regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, la Commissione ha stabilito che le zone ammissibili nell'ambito del regime di aiuti rispondono ai criteri di regione a scarsa densità di popolazione ai sensi della lettera c), del paragrafo 3, dell'articolo 87.
In considerazione di ciò, la Commissione ha esaminato se il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali risponda ai criteri per gli aiuti ai trasporti di cui al punto 4.16 e nell'allegato II degli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale. I risultati di tale esame sono esposti nel seguente paragrafo e).
e) La Commissione ritiene che il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali non soddisfi le seguenti condizioni indicate al punto 4.16 e nell'allegato II degli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale:
- nella nota 37 e nel secondo trattino dell'allegato II degli Orientamenti si precisa che gli aiuti ai trasporti possono essere concessi esclusivamente per i sovraccosti di trasporto dovuti agli spostamenti di merci,
- secondo il primo trattino dell'allegato II degli Orientamenti, gli aiuti devono servire esclusivamente a compensare i sovraccosti di trasporto e in nessun caso può aversi una sovraccompensazione,
- secondo il terzo trattino dell'allegato II degli Orientamenti, gli aiuti ai trasporti devono essere oggettivamente quantificabili ex ante in base a un coefficiente di "aiuto per chilometro percorso" oppure a un coefficiente di "aiuto per chilometro percorso" e di "aiuto per unità di peso".
L'importo dell'aiuto che viene erogato a un'impresa ammissibile nell'ambito del regime di aiuti non ha nessun nesso con i sovraccosti di trasporto che l'impresa ammissibile in questione debba effettivamente sostenere: l'entità dell'aiuto dipende dai costi salariali dell'impresa, i quali dipendono a loro volta dal numero di dipendenti e dalla media delle loro retribuzioni. È quindi difficile argomentare che gli aiuti siano "oggettivamente quantificabili ex ante" in base a un coefficiente di "aiuto per chilometro percorso" oppure a un coefficiente di "aiuto per chilometro percorso" e di "aiuto per unità di peso". Ne consegue che non si può neanche escludere che, almeno in determinati casi, vi sia una sovraccompensazione per i sovraccosti di trasporto.
La Svezia giustifica l'aiuto concesso nell'ambito del regime di aiuti argomentando che le imprese di servizi della Svezia settentrionale devono sostenere costi, dovuti alla distanza, superiori a quelli delle imprese di servizi della zona di Stoccolma. La Svezia definisce questi costi dovuti alla distanza come costi di viaggio e d'installazione, di telecomunicazioni e di gestione, di formazione e di altri servizi aziendali, il che va molto oltre il concetto dei "sovraccosti dovuti agli spostamenti di merci" che possono essere accettati come giustificazione per concedere aiuti ai trasporti ai sensi degli Orientamenti (nota 37 e secondo trattino dell'allegato II). Inoltre, basarsi sui sovraccosti dovuti alla distanza, nel senso della definizione svedese, come motivo per concedere un aiuto ai trasporti non garantisce che non vi sia sovraccompensazione per i sovraccosti effettivamente sostenuti dai beneficiari degli aiuti per procedere al trasporto di merci.
f) Secondo la Commissione, i fattori attinenti alle condizioni climatiche sfavorevoli, alla scarsa densità di popolazione, all'ubicazione remota e alla grande distanza sono tutte caratteristiche correlate tra loro: la scarsa densità di popolazione e la grande distanza sono dovute, in gran parte, alle sfavorevoli condizioni climatiche e all'ubicazione remota delle zone in questione. La Commissione riconosce che, tutti insieme, questi fattori costituiscono per la Svezia settentrionale un notevole svantaggio. È per questo che negli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale sono previste disposizioni speciali a favore delle regioni a scarsa densità di popolazione, quali la Svezia settentrionale. La possibilità di concedere aiuti ai trasporti è soltanto una di tali disposizioni speciali previste negli Orientamenti a favore delle regioni di questo tipo. Inoltre, al punto 3.10.4 degli Orientamenti è prevista per le regioni a scarsa densità di popolazione una facilitazione per ottenere la deroga riconosciuta a determinate regioni a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c). Perdipiù, a norma del punto 4.10.8 degli Orientamenti è concessa agli Stati membri la facoltà di accrescere l'intensità degli aiuti regionali a favore delle zone a scarsa densità di popolazione rispetto a quanto è consentito nelle altre regioni di cui alla lettera c), del paragrafo 3, dell'articolo 87 (ad eccezione delle regioni ultraperiferiche). Secondo la Commissione, questi provvedimenti costituiscono nel loro insieme una compensazione ragionevole per gli svantaggi di cui soffrono le zone a scarsa densità di popolazione.
g) La Svezia non ha sostenuto che il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali rientri nel campo di applicazione degli Orientamenti in materia di aiuti all'occupazione(11). Nondimeno, gli aiuti erogati nell'ambito del regime in oggetto potrebbero essere presentati come un contributo inteso a preservare i posti di lavoro nelle zone interessate, aventi scarsa densità di popolazione. La Commissione ha quindi esaminato tale possibilità. Ai sensi del punto 22 degli Orientamenti, la Commissione può essere autorizzata a concedere aiuti al mantenimento dell'occupazione esclusivamente se risultino soddisfatti i due seguenti criteri:
- gli aiuti siano intesi a porre rimedio ai danni provocati da calamità naturali o da altri eventi eccezionali ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera b), del trattato CE,
- gli aiuti siano limitati alle regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a).
La Commissione ritiene che nessuno dei due suddetti criteri risulti soddisfatto per quanto riguarda il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali.
h) La portata del regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali non è limitata a progetti di R & S, ad aiuti alla formazione, alla tutela dell'ambiente od a progetti miranti al salvataggio e alla ristrutturazione a norma della Disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo(12), della Disciplina degli aiuti di Stato destinati alla formazione(13), della Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente(14) o degli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà(15). Il regime di aiuti in oggetto non è limitato neanche alle piccole e medie imprese quali sono definite nella Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato alle piccole e medie imprese(16). La Commissione conclude quindi che il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali non soddisfa neppure i criteri per ottenere una deroga ai sensi dei suddetti orientamenti e discipline.
In considerazione di ciò, la Commissione ritiene che il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali non soddisfi i criteri per ottenere nessuna delle deroghe previste all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c).
(31) Per quanto riguarda le altre osservazioni presentate dalla Svezia e dalla Norvegia (considerando 16 e 17), la Commissione fa notare quanto segue.
a) Il fatto che la Svezia ritenga il regime di aiuti uno strumento efficace per favorire lo stabilirsi d'imprese di servizi nella regione ammissibile mostra con chiarezza che il regime in oggetto incide in misura considerevole sulla concorrenza. Secondo la Commissione, tuttavia, se un determinato regime di aiuti è efficace in termini d'incidenza sullo sviluppo regionale, ciò non significa necessariamente che tale regime di aiuti sia anche compatibile con il trattato. A norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, gli aiuti intesi ad agevolare lo sviluppo di determinate regioni possono esser considerati compatibili con il mercato comune soltanto se non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
b) Allo stesso modo, ai fini della valutazione della compatibilità dell'aiuto con il mercato comune, la Commissione ritiene irrilevante che un determinato regime di aiuti sia poco costoso o facile da attuare.
c) Il fatto che in Norvegia venga applicato un analogo regime di aiuti (ossia il regime di aiuti alla riduzione degli oneri di sicurezza sociale a differenziazione regionale) non è un motivo sufficiente per approvare il regime svedese di aiuti alla riduzione degli oneri sociali. In tale contesto, la Corte di giustizia CE ha sancito che "un'eventuale violazione, da parte di uno Stato membro, d'un obbligo impostogli dal trattato, in relazione col divieto di cui all'articolo 92, non può essere giustificato dalla circostanza che altri Stati membri siano anch'essi venuti meno a detto obbligo. Più distorsioni della concorrenza non hanno sugli Stati membri l'effetto di neutralizzarsi reciprocamente, ma anzi si cumulano fra loro, il che ne aumenta le conseguenze pregiudizievoli per il mercato comune"(17).
d) Infine, il fatto che la Commissione abbia adottato una posizione più flessibile nella sua decisione del 1997 di opportune misure (E 8/96)(18) per quanto riguardava il predecessore del regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali, scaduto il 31 dicembre 1999, non può servire da giustificazione per approvare il regime modificato di aiuti formante oggetto della presente decisione. A tale proposito, la Corte di giustizia CE ha sancito che "un atto di portata generale non [è] modificabile implicitamente con una decisione individuale, la quale non può essere invocata successivamente, in forza dei principi di parità di trattamento e di tutela del legittimo affidamento, per giustificare una nuova inosservanza delle predette norme"(19).
(32) In base all'analisi presentata ai considerando da 26 a 31, la Commissione ritiene che il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali non soddisfi i criteri per una deroga ai sensi dell'articolo 87, paragrafi 2 e 3. Di conseguenza, la Commissione considera tale regime di aiuti incompatibile con il mercato comune.
(33) La presente decisione non incide sulla facoltà dello Stato membro in questione di applicare le regole sugli aiuti a condizioni minime oppure di concedere aiuti ad attività a carattere non economico oppure di erogare aiuti che non influiscano sugli scambi tra gli Stati membri. Non ha rilevanza che si tratti di aiuti basati o no sul notificato regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il regime di aiuti alla riduzione degli oneri sociali è incompatibile con il mercato comune. A detto aiuto non può pertanto essere data esecuzione.
Articolo 2
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, la Svezia informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 3
Il Regno di Svezia è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 21 dicembre 2000.

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