Document ID: 31992L0040

DIRETTIVA 92/40/CEE DEL CONSIGLIO del 19 maggio 1992 che istituisce delle misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che i volatili sono compresi nell'allegato II del trattato; che la commercializzazione dei volatili costituisce un'importante fonte di reddito per la popolazione agricola;
considerando la necessità di istituire, a livello comunitario, le misure di lotta da prendere in caso di insorgenza dell'influenza aviaria in forma altamente patogena, provocata da un virus dell'influenza con caratteristiche specifiche, in prosieguo denominata «influenza aviaria» allo scopo di garantire lo sviluppo del settore avicolo e contribuire alla protezione sanitaria degli animali nella Comunità;
considerando che l'insorgere dell'influenza aviaria può rapidamente assumere un carattere di epizoozia provocando mortalità e perturbazioni tali da compromettere gravemente la redditività dell'allevamento dei volatili in generale;
considerando che è indispensabile agire non appena si sospetta la presenza di tale malattia, in modo da prendere provvedimenti immediati ed efficaci di lotta in caso di successiva conferma;
considerando che occorre evitare la diffusione della malattia fin dalla sua prima comparsa, sottoponendo ad attento controllo gli spostamenti degli animali e l'uso di prodotti che possano essere contaminati e procedendo ad eventuale vaccinazione;
considerando che la diagnosi della malattia deve essere effettuata sotto l'egida di laboratori responsabili, il cui operato deve essere coordinato da un laboratorio comunitario di riferimento;
considerando che il mantenimento di un livello zoosanitario uniforme nella Comunità presuppone l'adozione di misure comuni per la lotta contro l'influenza aviaria;
considerando che, al momento della comparsa dell'influenza aviaria, sono applicabili le disposizioni dell'articolo 3 della decisione 90/424/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa a talune spese nel settore veterinario (4);
considerando l'opportunità di affidare alla Commissione il compito di prendere le necessarie misure di applicazione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
La presente direttiva definisce le misure comunitarie di lotta da applicare in caso di comparsa dell'influenza aviaria negli allevamenti di volatili da cortile, fatte salve le disposizioni che disciplinano gli scambi intracomunitari.
La presente direttiva non si applica se la malattia viene individuata in altri volatili: tuttavia, in questo caso, lo Stato membro interessato segnala alla Commissione tutte le misure che ha adottato.
Articolo 2
Ai fini della presente direttiva si applicano, se del caso, le definizioni di cui all'articolo 2 della direttiva 90/539/CEE del Consiglio, del 15 ottobre 1990, relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova (5).
Inoltre si intende per:
a) volatile infetto qualsiasi volatile:
- in cui sia stata ufficialmente confermata la presenza dell'influenza aviaria ai sensi dell'allegato I, a seguito di un esame effettuato da un laboratorio riconosciuto, oppure
- in cui siano stati constatati, se si tratta di un secondo focolaio o di un focolaio successivo, sintomi clinici o lesioni post mortem propri dell'influenza aviaria;
b) volatile sospetto di infezione: qualsiasi volatile che presenti sintomi clinici o lesioni post mortem tali da indurre ragionevolmente a sospettare la presenza dell'influenza aviaria, o qualsiasi volatile in cui sia stata accertata la presenza del virus A dell'influenza, sottotipo H5 o H7;
c) volatile sospetto di contaminazione: qualsiasi volatile che abbia potuto essere esposto, direttamente o indirettamente, al virus dell'influenza aviaria, oppure al virus A dell'influenza, sottotipo H5 o H7;
d) autorità competente: l'autorità competente ai sensi dell'articolo 2, punto 6 della direttiva 90/425/CEE (6);
e) veterinario ufficiale: il veterinario designato dall'autorità competente.
Articolo 3
Gli Stati membri si adoperano affinché il sospetto dell'esistenza di influenza aviaria sia oggetto di notifica obbligatoria ed immediata all'autorità competente.
Articolo 4
1. Qualora in un'azienda siano presenti volatili sospetti di infezione di influenza aviaria, gli Stati membri si adoperano affinché il veterinario ufficiale applichi immediatamente i mezzi ufficiali di investigazione allo scopo di confermare o escludere la presenza della malattia e, in particolare, prelevare o far prelevare i campioni idonei per gli esami di laboratorio.
2. Non appena è notificato un caso sospetto di infezione, l'autorità competente pone l'azienda interessata sotto controllo ufficiale e dispone in particolare che:
a) venga compilato un registro di tutte le categorie di volatili presenti nell'azienda specificando, per ciascuna di esse, quanti volatili sono morti, quanti presentano sintomi clinici e quanti non presentano sintomi; il registro dovrà essere aggiornato per tener conto dei volatili nati e morti nel corso del periodo in cui si sospetta l'infezione; i dati di detto registro dovranno essere tenuti aggiornati, essere presentati su richiesta, e potranno essere controllati in occasione di ciascuna visita;
b) tutti i volatili presenti nell'azienda siano tenuti nei locali in cui sono allevati o confinati in altri locali in cui possano essere isolati per non essere in contatto con altri volatili;
c) siano proibiti gli spostamenti di volatili provenienti o destinati all'azienda;
d) sia subordinato all'autorizzazione dell'autorità competente:
- qualsiasi movimento di persone, di altri animali e di veicoli in provenienza dall'azienda o a destinazione della stessa;
- qualsiasi movimento di carni o di carcasse di volatili, mangimi, materiale, rifiuti, deiezioni, lettiere, letami o tutto ciò che è suscettibile di trasmettere l'influenza aviaria;
e) dall'azienda non siano fatte uscire uova, tranne le uova inviate direttamente in uno stabilimento riconosciuto per la fabbricazione e/o il trattamento degli ovoprodotti conformemente all'articolo 6, punto 1 della direttiva 89/437/CEE (7), e che vengono trasportate conformemente ad un'autorizzazione rilasciata dall'autorità competente. Questa autorizzazione dovrà soddisfare i requisiti dell'allegato I;
f) venga fatto ricorso a mezzi appropriati di disinfezione alle entrate ed alle uscite dei fabbricati in cui sono allevati i volatili, nonché dell'azienda stessa;
g) venga effettuata un'indagine epidemiologica conformemente all'articolo 7.
3. In attesa dell'entrata in vigore delle misure ufficiali, previste al paragrafo 2, il proprietario o il detentore di qualsiasi allevamento di volatili sospetti di infezione si adopera per garantire il rispetto delle disposizioni di cui al paragrafo 2, ad esclusione della lettera g).
4. L'autorità competente può estendere qualsiasi misura di cui al paragrafo 2 ad altre aziende qualora, tenuto conto dell'ubicazione e della configurazione dei fabbricati o di eventuali contatti con l'azienda nella quale si sospetta la presenza della malattia, vi siano fondati motivi per sospettare un'eventuale contaminazione.
5. Le misure previste ai paragrafi 1 e 2 rimangono applicabili finché la sospetta presenza dell'influenza aviaria sia esclusa dal veterinario ufficiale.
Articolo 5
1. Non appena viene confermata ufficialmente la presenza dell'influenza aviaria in un'azienda, gli Stati membri si adoperano affinché l'autorità competente dispogna, oltre all'applicazione delle misure previste all'articolo 4, paragrafo 2:
a) che tutti i volatili presenti nell'azienda siano abbattuti in loco senza indugio. I volatili morti o abbattuti e tutte le uova devono essere distrutti. Queste operazioni devono essere eseguite in modo da ridurre al minimo il rischio di diffusione della malattia;
b) che tutti i materiali o tutti i rifiuti, come il mangime, le lettiere ed il letame, suscettibili di essere contaminati vengano distrutti o sottoposti a trattamento idoneo. Quest'ultimo, eseguito conformemente alle istruzioni del veterinario ufficiale, deve garantire la distruzione del virus dell'influenza aviaria eventualmente presente;
c) che, qualora i volatili siano stati macellati durante il periodo presunto di incubazione della malattia, le carni da essi ottenute vengano, nella misura del possibile, individuate e distrutte;
d) che le uova da cova deposte durante il presunto periodo di incubazione e uscite dall'azienda siano individuate e distrutte; i pulcini già nati da queste uova devono essere posti sotto sorveglianza ufficiale; le uova da mensa deposte durante il presunto periodo di incubazione e uscite dall'azienda devono, nella misura del possibile, essere individuate e distrutte, a meno che non siano state precedentemente disinfettate in modo corretto;
e) che, ultimate le operazioni di cui alle lettere a) e b), i fabbricati adibiti all'allevamento dei volatili e le loro vicinanze nonché i veicoli usati per il trasporto e qualsiasi materiale suscettibile di essere contaminato vengano puliti e disinfettati conformemente all'articolo 11;
f) che nell'azienda non vengano reintrodotti volatili per almeno 21 giorni a decorrere dall'ultimazione delle operazioni di cui alla lettera e);
g) che venaga effettuata un'indagine epidemiologica conformemente all'articolo 7.
2. L'autorità competente può estendere le misure di cui al paragrafo 1 ad altre aziende vicine qualora la loro ubicazione, topografia o contatto con l'azienda in cui è stata confermata la presenza della malattia permettano di sospettare un'eventuale contaminazione.
Articolo 6
Nel caso di allevamenti costituiti da due o più branchi separati, l'autorità competente può, sulla base dei criteri stabiliti dalla Commissione secondo la procedura prevista all'articolo 21, derogare ai requisiti dell'articolo 5, paragrafo 1, per i branchi sani di un'azienda infetta, a condizione che il veterinario ufficiale confermi che le operazioni ivi effettuate lasciano i branchi completamente separati per quanto riguarda la stabulazione, il governo e l'alimentazione, in modo che il virus non può propagarsi da un branco all'altro.
Articolo 7
1. L'indagine epidemiologica verte sugli aspetti seguenti:
- la durata del periodo in cui l'influenza aviaria può essere stata presente nell'azienda;
- l'origine probabile dell'influenza aviaria nell'azienda e l'identificazione delle altre aziende i cui volatili possono essere stati infettati o contaminati dalla stessa fonte del virus;
- i movimenti di persone, volatili o altri animali, veicoli, uova, carni e carcasse, nonché qualsiasi materiale o materia suscettibile di aver veicolato il virus dell'influenza aviaria nell'azienda in questione o in provenienza da essa.
2. Viene istituita un'unità di crisi per coordinare pienamente tutte le misure necessarie all'eradicazione dell'influenza aviaria con la massima tempestività e per condurre l'indagine epidemiologica.
Le norme generali riguardanti le unità di crisi nazionali e l'unità di crisi comunitaria sono adottate dal Consiglio che delibera a maggioranza qualificata, su proposta della Commissione.
Articolo 8
1. Qualora il veterinario ufficiale abbia motivo per sospettare che i volatili di un'azienda possano essere stati contaminati in conseguenza di movimenti di persone, animali o veicoli o in qualsiasi altro modo, l'azienda in questione è sottoposta a controllo ufficiale conformemente al paragrafo 2.
2. Il controllo ufficiale ha lo scopo di individuare immediatamente qualsiasi caso sospetto di influenza aviaria, di tenere un registro dei volatili detenuti nell'azienda e di controllarne i movimenti nonché, ove occorra, di prendere le misure elencate al paragrafo 3.
3. Quando un'azienda è sottoposta a controllo ufficiale conformemente ai paragrafi 1 e 2, l'autorità competente vieta l'uscita di volatili dall'azienda tranne per il loro trasferimento diretto in un macello, sotto controllo ufficiale, ai fini della loro immediata macellazione. L'autorizzazione è concessa previa esecuzione, da parte del veterinario ufficiale, di un esame clinico dei volatili dal quale risulti l'assenza dell'influenza aviaria nell'azienda. Le restrizioni ai movimenti degli animali previste nel presente articolo sono applicate per un periodo di almeno 21 giorni a decorrere dall'ultima data in cui può essersi verificata la contaminazione; tali restrizioni devono comunque essere applicate per un periodo di almeno 7 giorni.
4. Qualora ritenga che le condizioni lo permettono, l'autorità competente può limitare le misure di cui al presente articolo ad una parte dell'azienda ed ai volatili che si trovano in tale parte, a condizione che i volatili in questione siano stati completamente separati dal restante quanto al ricovero, al governo e all'alimentazione e che le relative operazioni siano state eseguite da addetti diversi.
Articolo 9
1. Non appena è ufficialmente confermata la presenza dell'influenza aviaria gli Stati membri si adoperano affinché l'autorità competente delimiti, attorno all'azienda infetta, una zona di protezione di almeno 3 km di raggio, inserita in una zona di sorveglianza di almeno 10 km di raggio. Nel delimitare queste zone si tiene conto dei fattori d'ordine geografico, amministrativo, ecologico ed epizooziologico connessi all'influenza aviaria, nonché delle strutture di controllo.
2. Le misure applicate nella zona di protezione comprendono:
a) l'identificazione di tutte le aziende che detengono volatili all'interno della zona;
b) visite periodiche di tutte le aziende che detengono volatili, l'esame clinico dei volatili in questione, compresa, ove occorra, la raccolta di campioni da sottoporre ad esami di laboratorio; va tenuto inoltre un registro delle visite e dei risultati degli esami;
c) il sequestro di tutti i volatili nei locali in cui sono allevati o in qualsiasi altro locale in cui possano essere tenuti isolati;
d) il ricorso a mezzi appropriati di disinfezione agli ingressi e alle uscite delle aziende;
e) il controllo dei movimenti degli addetti alle manipolazione dei volatili, delle carcasse di volatili e delle uova, nonché dei veicoli adibiti al trasporto di volatili, di carcasse e di uova all'interno della zona; in linea di massima il trasporto di volatili è vietato, fatta eccezione per il transito sui grandi assi stradali o ferroviari;
f) il divieto di uscita dei volatili e di uova da cova dall'azienda in cui si trovano, tranne qualora l'autorità competente abbia autorizzato il trasporto:
i) di volatili destinati alla macellazione immediata in un macello situato, di preferenza, nella zona infetta o, in casi di impossibilità, in un macello designato dall'autorità competente al di fuori della zona infetta. Le carni di tali volatili devono recare il marchio sanitario speciale previsto all'articolo 5, paragrafo 1 della direttiva 91/494/CEE (8);
ii) di pulcini di un giorno o di pollastre pronte per la deposizione in un'azienda situata nella zona di sorveglianza, in cui non sono presenti altri volatili. L'azienda destinataria deve essere sottoposta al controllo ufficiale di cui all'articolo 8, paragrafo 2;
iii) di uova da cova in un incubatoio designato dall'autorità competente; prima della spedizione, le uova e gli imballaggi che le contengono devono essere disinfettati. Gli spostamenti previsti ai punti i), ii) e iii) devono essere effettuati direttamente e sotto controllo ufficiale. Essi sono autorizzati soltanto previa esecuzione, da parte del veterinario ufficiale, di una ispezione sanitaria dell'azienda. I mezzi di trasporto usati devono essere puliti e disinfettati prima e dopo l'uso;
g) il divieto di spostare o spandere letame o lettiere usate di volatili senza autorizzazione;
h) il divieto di fiere, mercati, esposizioni e altri raduni di volatili o di altri uccelli.
3. Le misure applicate nella zona di protezione restano in vigore per almeno 21 giorni dopo l'esecuzione delle operazioni preliminari di pulizia e di disinfezione dell'azienda infetta, conformemente all'articolo 11. La zona di protezione entra allora a far parte della zona di sorveglianza.
4. Le misure applicate nella zona di sorveglianza comprendono:
a) l'identificazione di tutte le aziende che detengono volatili situate nella zona;
b) il controllo dei movimenti dei volatili e di uova da cova nell'ambito della zona;
c) il divieto di uscita dalla zona dei volatili per i primi 15 giorni, tranne per il trasporto diretto dei volatili ad un macello situato fuori dalla zona di sorveglianza, designato dall'autorità competente. Le carni di tali volatili devono recare il marchio sanitario speciale previsto all'articolo 5 della direttiva 91/494/CEE;
d) il divieto di uscita dalla zona di sorveglianza di uova da cova, tranne per il trasporto ad un incubatoio designato dall'autorità competente. Prima della spedizione le uova e gli imballaggi che le contengono devono essere disinfettati;
e) il divieto di uscita dalla zona di concime e lettiere usate di volatili;
f) il divieto di fiere, mercati, esposizioni o altri raduni di volatili o di altri uccelli;
g) fatte salve le disposizioni di cui alle lettere a) e b), il divieto di trasporto di volatili, fatta eccezione per il transito sui grandi assi stradali o ferroviari.
5. Le misure applicate nella zona di sorveglianza restano in vigore per almeno 30 giorni dopo l'esecuzione delle operazioni preliminari di pulizia e di disinfezione dell'azienda infetta, conformemente all'articolo 11.
6. Qualora le zone siano situate sul territorio di più Stati membri, le autorità competenti degli Stati membri interessati collaborano allo scopo di delimitare le zone di cui al paragrafo 1. Tuttavia, se necessario, la zona di protezione e la zona di sorveglianza sono delimitate secondo la procedura di cui all'articolo 21.
Articolo 10
Gli Stati membri si adoperano affinché:
a) l'autorità competente stabilisca le procedure che le consentono di seguire i movimenti di uova e di volatili;
b) il proprietario o il detentore di volatili debba fornire, a richiesta dell'autorità competente, le informazioni relative ai volatili e alle uova che entrano o escono dall'azienda;
c) le persone addette al trasporto o alla commercializzazione di volatili e di uova devono poter comunicare all'autorità competente le informazioni relative agli spostamenti dei volatili e delle uova da esse trasportati o commercializzati e a fornire qualsiasi altro dettaglio in materia.
Articolo 11
Gli Stati membri si adoperano affinché:
a) i disinfettanti da usare e le relative concentrazioni siano ufficialmente approvati dall'autorità competente;
b) le operazioni di pulizia e disinfezione siano effettuate sotto controllo ufficiale, conformemente:
i) alle istruzioni impartite dal veterinario ufficiale,
ii) alla procedura per la pulizia e la disinfezione delle aziende infette prevista all'allegato II.
Articolo 12
La raccolta dei campioni e gli esami di laboratorio volti ad accertare la presenza del virus dell'influenza aviaria devono essere effettuati conformemente all'allegato III.
Articolo 13
Gli Stati membri si adoperano affinché l'autorità competente adotti tutte le misure necessarie per informare le persone stabilite nelle zone di protezione e di sorveglianza in merito alle restrizioni in vigore e prendano tutte le disposizioni necessarie ai fini di un'adeguata applicazione delle suddette misure.
Articolo 14
1. Gli Stati membri si adoperano affinché in ogni Stato membro sia designato:
a) un laboratorio nazionale munito delle attrezzature e del personale specializzato necessari per poter procedere alla valutazione della patogenesi degli isolati del virus dell'influenza conformemente all'allegato III, capitolo 7, nonché all'identificazione dei virus A dell'influenza e dei sottotipi H5 o H7;
b) un laboratorio nazionale incaricato del controllo dei reagenti da usare nei laboratori regionali di diagnosi;
c) un istituto o laboratorio nazionale in grado di controllare che i vaccini autorizzati siano conformi alle specificazioni stabilite dall'autorizzazione di immissione sul mercato.
2. I laboratori nazionali di cui all'allegato IV sono responsabili del coordinamento delle norme e dei metodi di diagnosi, per l'uso dei reagenti e per la prova dei vaccini.
3. I laboratori nazionali di cui all'allegato IV sono responsabili del coordinamento delle norme e dei metodi di diagnosi stabiliti da ciascun laboratorio di diagnosi dell'influenza aviaria all'interno dello Stato membro. A questo scopo essi:
a) possono fornire i reagenti diagnostici ai laboratori regionali;
b) controllano la qualità di tutti i reagenti diagnostici usati in detto Stato membro;
c) organizzano periodicamente prove comparative;
d) conservano isolati del virus dell'influenza aviaria, provenienti da casi confermati in detto Stato membro;
e) garantiscono la conferma di risultati positivi ottenuti nei laboratori diagnostici regionali.
4. I laboratori nazionali indicati nell'allegato IV cooperano con il laboratorio comunitario di riferimento previsto all'articolo 15.
Articolo 15
Il laboratorio comunitario di riferimento per l'influenza aviaria è indicato nell'allegato V. Le competenze ed i compiti di questo laboratorio sono quelli che figurano nell'allegato, fatte salve le disposizioni della decisione 90/424/CEE, in particolare l'articolo 28.
Articolo 16
La vaccinazione contro l'influenza aviaria mediante vaccini autorizzati dall'autorità competente può essere praticata soltanto per integrare le misure di lotta prese al momento della comparsa della malattia e conformemente alle disposizioni seguenti:
a) La decisione di introdurre la vaccinazione per integrare le misure di lotta viene presa, in collaborazione con lo Stato membro interessato, dalla Commissione che delibera secondo la procedura prevista all'articolo 21. Tale decisione tiene conto dei criteri seguenti:
- la concentrazione di volatili nella zona colpita,
- le caratteristiche e la composizione di ciascun vaccino utilizzato,
- le modalità di controllo della distribuzione, dell'ammasso e dell'impiego dei vaccini,
- le specie e le categorie di volatili che possono o devono essere sottoposti a vaccinazione,
- le zone in cui può o deve essere eseguita la vaccinazione.
Tuttavia in deroga al primo comma, lo Stato membro interessato può, previa notifica alla Commissione, prendere la decisione di effettuare la vaccinazione d'emergenza intorno ad un focolaio, purché non siano pregiudicati gli interessi fondamentali della Comunità. questa decisione sarà immediatamente riesaminata nell'ambito del comitato veterinario permanente, secondo la procedura prevista all'articolo 21.
b) Qualora uno Stato membro venga autorizzato, a norma della lettera a), ad effettuare la vaccinazione d'emergenza in una parte delimitata del proprio territorio, tale misura non modifica la qualifica del territorio restante purché le misure di immobilizzazione degli animali vaccinati restino in vigore per un periodo da determinare secondo la procedura prevista all'articolo 21.
Articolo 17
1. Ciascuno Stato membro redige un piano d'allarme nel quale vengono specificate le misure nazionali da applicare in caso di comparsa dell'influenza aviaria.
Il piano deve consentire l'accesso alle installazioni, alle attrezzature, al personale e a tutti gli altri materiali idonei necessari per una rapida ed efficace eradicazione del focolaio.
2. I criteri da applicare per la redazione dei piani figurano nell'allegato VI.
3. I piani redatti in conformità con i criteri indicati all'allegato VI vengono presentati alla Commissione entro 6 mesi dalla messa in applicazione della presente direttiva.
4. La Commissione esamina i piani allo scopo di determinare se essi consentano di raggiungere l'obiettivo perseguito e propone allo Stato membro in questione qualsiasi emendamento necessario, in particolare per garantirne la compatibilità con quelli degli altri Stati membri.
La Commissione approva i piani, se necessario modificati, secondo la procedura prevista all'articolo 21.
I piani possono essere successivamente modificati o completati secondo la stessa procedura, in modo da tener conto dell'evoluzione della situazione.
Articolo 18
1. Nella misura in cui ciò sia necessario all'applicazione uniforme della presente direttiva, ed in collaborazione con le autorità competenti, gli esperti della Commissione possono effettuare controlli in loco. A tal fine, essi possono verificare, controllando una percentuale rappresentativa di stabilimenti se le autorità competenti controllano il rispetto della presente direttiva da parte di detti stabilimenti. La Commissione informa gli Stati membri del risultato dei controlli effettuati.
Lo Stato membro sul cui territorio viene effettuato un controllo presta tutta l'assistenza necessaria affinché gli esperti possano espletare le loro mansioni.
Le modalità de applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 21.
Articolo 19
Le condizioni di partecipazione finanziaria della Comunità alle azioni connesse all'attuazione dalla presente direttiva sono definite nella decisione 90/424/CEE.
Articolo 20
Gli allegati sono modificati, se necessario, dal Consiglio che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, in particolare per tener conto dell'evoluzione delle ricerche e delle procedure di diagnosi.
Articolo 21
1. Qualora si faccia riferimento alla procedura definita nel presente articolo, il comitato veterinario permanente istituito dalla decisione 68/361/CEE (9), in appresso denominato «comitato», è immediatamente consultato dal proprio presidente su iniziativa di quest'ultimo o su richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
2. Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle misure da prendere. Il comitato esprime il proprio parere su tale progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza del problema. Il parere è formulato alla maggioranza di cui all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. In occasione della votazione in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione di cui al suddetto articolo. Il presidente non partecipa al voto.
3. a) La Commissione adotta le misure previste se sono conformi al parere del comitato.
b) Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato o in mancanza di parere, la Commissione presenta senza indugio al Consiglio una proposta relativa alle misure da adottare. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro tre mesi dalla data della presentazione della proposta, le misure proposte sono adottate dalla Commissione tranne nel caso in cui il Consiglio si sia pronunciato a maggioranza semplice contro le medesime.
Articolo 22
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva anteriormente al 1o gennaio 1993. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
Articolo 23
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 19 maggio 1992.

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