Document ID: 31990R1613

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REGOLAMENTO (CEE) N. 1613/90 DELLA COMMISSIONE
del 13 giugno 1990
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di cuscinetti a sfere il cui maggior diametro esterno è inferiore o uguale a 30 mm, originari della Tailandia
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
previe consultazioni in seno al comitato consultivo a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
(1) Nel giugno 1988, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di cuscinetti a sfere il cui maggior diametro esterno è inferiore o uguale a 30 mm (in seguito denominati cuscinetti a sfere) originari della Tailandia ed ha avviato un'inchiesta.
(2) I prodotti oggetto dell'inchiesta corrispondono al codice NC 8482 10 10.
(3) La procedura è stata avviata in seguito alla presentazione di una denuncia, nel dicembre 1987, da parte della Federazione delle associazioni dei produttori di cuscinetti a sfere (FEBMA - Federation of European Bearing Manufacturers' Associations) a nome di quasi tutti i produttori comunitari di cuscinetti a sfere. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping sul prodotto originario della Tailandia e al pregiudizio sostanziale da esse derivante, ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura di una procedura.
(4) La Commissione ha debitamente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i ricorrenti ed ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere di essere sentite.
Tutti gli esportatori e importatori noti e la maggior parte dei produttori comunitari, rappresentati dal ricorrente, hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto.
(5) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini delle conclusioni preliminari ed ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società.
a) Produttori comunitari:
- FAG Kugelfischer Georg Schaefer KGaA, Schweinfurt, Repubblica federale di Germania,
- Georg Mueller Nuernberg AG, Nuernberg, Repubblica federale di Germania,
- Gebrueder Reinfurt GmbH & Co., KG, Wuerzburg, Repubblica federale di Germania,
- SKF Industrie SpA, Torino, Italia,
- SKF Roulements Spécialisés (ADR), Thomery, Francia,
- SKF France, Clamart, Francia,
- ROL Rolamentos Portugueses SARL, Caldas da Rainha, Portogallo.
b) Produttori esportatori tailandesi:
- NMB Thai Ltd, Ayutthaya, Tailandia.
- Pelmec Thai Ltd Bang Pa-in, Ayutthaya, Tailandia.
Le due società sono controllate interamente dalla Minebea Co Ltd, Tokyo, Giappone, presso la quale la Commissione ha svolto un'inchiesta.
c) Importatori:
- NMB GmbH, Neu Isenburg, Repubblica federale di Germania,
- NMB Italia, Mazzo di Rho, Milano, Italia,
- NMB (UK) Ltd, Bracknell, Regno Unito,
(6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo dal 1o aprile 1987 al 31 marzo 1988 (periodo dell'inchiesta).
(7) Il periodo dell'inchiesta ha superato i termini normali a causa del volume e della complessità dei dati raccolti inizialmente ed esaminati e per il fatto che per portare a termine l'inchiesta è stato necessario esaminare questioni collegate sorte nel corso della procedura, che non potevano essere previste inizialmente.
B. PRODOTTI IN ESAME
(8) I prodotti in esame sono i cuscinetti a sfere il cui maggior diametro esterno è inferiore o uguale a 30 mm, classificati al codice NC 8482 10 10.
(9) Dal punto di vista tecnico, la definizione dei prodotti in questione comprende numerosi tipi di cuscinetti standard, disponibili con diversi accessori, nonché alcuni tipi speciali fabbricati secondo le esigenze specifiche del cliente. Nell'ambito della definizione è talvolta effettuata una distinzione tra i cosiddetti cuscinetti miniaturizzati e strumentali e i cuscinetti standard di piccole dimensioni. I prodotti hanno tuttavia le stesse caratteristiche fisiche di base e non è possibile tracciare una netta linea di demarcazione.
(10) I principali componenti dei cuscinetti in esame sono l'anello interno ed esterno (normalmente di cromo e talvolta di acciaio inossidabile), una gabbia e un numero variabile di sfere. Secondo le esigenze del cliente possono essere aggiunti accessori come schermi metallici o guarnizioni di gomma e sono applicati diversi lubrificanti. I cuscinetti sono utilizzati per ridurre la frizione al fine di rendere più rapido e scorrevole il movimento delle parti delle macchine. Le principali applicazioni dei cuscinetti sono nell'industria dell'elettronica di consumo, degli elettrodomestici e dell'automazione dell'ufficio.
(11) I cuscinetti a sfere sono prodotti intermedi utilizzati per il montaggio di beni di consumo e beni strumentali oppure come pezzi di ricambio. La domanda dipende quindi direttamente dalla domanda del prodotto finito (per esempio lavatrici, aspirapolvere, videoregistratori, ventilatori e piccoli motori elettrici). I cuscinetti a sfere di piccole dimensioni incidono normalmente in misura trascurabile sul costo del prodotto finito.
C. DUMPING
i) Valore normale
(12) Le vendite dirette del prodotto simile sul mercato interno sono praticamente trascurabili, dato che nel periodo dell'inchiesta non superavano 62 650 pezzi, rispetto a 31,5 milioni di pezzi venduti nella Comunità. La quasi totale mancanza di vendite sul mercato interno è dovuta ad un accordo tra la società Minebea Co Ltd e il governo tailandese, secondo il quale la NMB Thai e la Pelmec Thai devono esportare quasi tutta la loro produzione per poter beneficiare di sovvenzioni. Le vendite effettuate sul mercato interno, corrispondenti ad appena lo 0,20 % delle vendite complessive nella Comunità, sono nettamente inferiori al limite del 5 % del volume delle esportazioni nella Comunità che è stato fissato dalla Commissione in casi precedenti. La Commissione ritiene pertanto che tali vendite non siano rappresentative e ha determinato il valore normale relativo a tutti i modelli in base al valore costruito, che a sua volta è stato calcolato tenendo conto di tutti i costi, fissi e variabili, sostenuti nel paese d'origine per i materiali e la produzione, più un importo adeguato per le spese di vendita e di gestione, nonché per le altre spese generali e il profitto.
(13) Gli esportatori hanno comunicato le informazioni relative al costo dei materiali e della produzione per tipo di prodotto e in base ai costi effettivi. Dai controlli effettuati risulta che i dati forniti sono conformi alla documentazione delle società. Tuttavia, per quanto riguarda la Pelmec, dall'analisi comparata è emersa una netta discrepanza tra i costi sostenuti nel periodo dell'inchiesta (1o aprile 1987-31 marzo 1988) e quelli relativi a ciascuno dei due esercizi finanziari che rientrano parzialmente in tale periodo (1o ottobre 1986-30 settembre 1987 e 1o ottobre 1987-30 settembre 1988). Il costo unitario è praticamente identico nel primo e nel secondo esercizio finanziario, mentre nel periodo dell'inchiesta, corrispondente alla seconda metà dell'esercizio finanziario 1987 e alla prima metà dell'esercizio 1988 (i conti relativi a tale semestre non sono stati sottoposti a certificazione), la cifra corrispondente è sensibilmente inferiore. Le spese delle società sarebbero state quindi nettamente superiori nei due semestri degli esercizi finanziari non compresi nel periodo dell'inchiesta.
La Commissione ha esaminato la questione per determinare se tali discrepanze possono rientrare nell'ambito delle « normali operazioni commerciali » oppure se devono essere corrette per salvaguardare il carattere rappresentativo del periodo dell'inchiesta. In tal caso il costo dei materiali e della produzione dovrebbe essere aumentato di un importo corrispondente al rapporto tra il costo unitario nel periodo dell'inchiesta e il costo unitario negli esercizi finanziari 1987 e 1988. In fase di calcolo provvisorio è stato tuttavia considerato opportuno evitare di apportare tali modifiche.
(14) Le spese generali, amministrative e di vendita delle sue società sono state valutate al 7 % del prezzo di vendita, secondo i dati presentati.
(15) Per quanto riguarda il margine di profitto i due produttori/esportatori hanno proposto di utilizzare il tasso del 6 % da aggiungere al costo di produzione, come era stato fatto in precedenti procedure antidumping relative alle importazioni dello stesso prodotto originario della Tailandia. (1)
Tale argomentazione non può essere accolta. A norma del regolamento (CEE) n. 2423/88, in mancanza di vendite rappresentative del prodotto simile da parte degli esportatori sul mercato interno e in mancanza di vendite di altri produttori e esportatori del prodotto simile sul mercato interno (come avviene nel presente caso), il margine di profitto deve essere calcolato « in base alle vendite effettuate dall'esportatore o da altri produttori o
esportatori operanti nello stesso settore nel paese d'origine o d'esportazione o eventualmente su altra base equa. » (Articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) in fine).
Nel corso dell'inchiesta gli esportatori hanno comunicato dati inerenti ai margini di profitto di società operanti in Tailandia per il prodotto simile oppure secondo quanto asserito, nello stesso settore di attività economica. Tali informazioni non possono essere considerate pertinenti al caso in esame dato che le società che commercializzavano il prodotto simile non erano né produttori né esportatori, mentre i produttori o gli esportatori di altri prodotti non operavano nello stesso settore di attività. La Commissione doveva quindi calcolare il margine di profitto « su altra base equa ».
In tali circostanze appare opportuno fare riferimento al profitto realizzato su alcuni cuscinetti della NMB Thai esportati dalla Tailandia e successivamente riimportati da una società indipendente che li incorpora in alcuni dispositivi di trascinamento. La società in questione riimporta in Tailandia tre tipi di cuscinetti prodotti dalla NMB Thai. Le merci sono spedite dalla NMB Thai alla Minebea Singapore e quindi rivendute alla consociata di Singapore della società indipendente (primo cliente indipendente), che a sua volta le rivende al proprio stabilimento in Tailandia (le fatture e le spedizioni seguono la stessa trafila). Questi passaggi sono resi necessari, a causa dell'accordo in materia di sovvenzioni tra la Minebea e il governo tailandese citato al punto 12.
La maggior parte di tali cuscinetti era già dall'inizio destinata alla vendita in Tailandia e i quantitativi oggetto di tali transazioni sono rilevanti. Le vendite complessive dei tre tipi di cuscinetti in questione nel periodo dell'inchiesta superavano 7 milioni di unità, corrispondenti ad un quarto delle esportazioni complessive nella Comunità.
Il margine di profitto (costo unitario/prezzo) realizzato dal gruppo Minebea su tali vendite ad un acquirente indipendente a Singapore ammonta in media ponderata al 96 %. Tale profitto è stato realizzato dalla NMB che di norma fa registrare profitti nettamente superiori a quelli della Pelmec, che è il principale esportatore di cuscinetti nella Comunità. Nella fase preliminare dell'inchiesta appare pertanto opportuno ridurre tale percentuale in misura adeguata. A tal fine la Commissione ha tenuto conto del fatto che sul volume limitato di vendite effettuate sul mercato di Singapore la Pelmec Thai ha realizzato un profitto del 54 %, mentre in media ponderata la redditività delle vendite dei cuscinetti prodotti dalla Pelmec a Singapore corrispondeva esattamente alla metà della redditività delle vendite dei cuscinetti della NMB sullo stesso mercato. Date le analogie esistenti tra le società del gruppo Minebea a Singapore e in Tailandia, principalmente in termini di gamma di prodotti, la Commissione ha considerato che tale differenza di redditività del 50 % accertata sul mercato di Singapore costituisce la base adeguata per determinare il margine di profitto nel caso in esame. La Commissione ha pertanto deciso che, ai fini del calcolo provvisorio (e fatta salva la presentazione di nuovi elementi di prova da parte delle società interessate), il margine di profitto debba essere fissato al 50 % di 96 %, ossia al 48 %, che corrisponde al 32 % del valore normale costruito. La Commissione è inoltre convinta che tale margine di profitto potrebbe essere realizzato anche in mancanza di sovvenzioni del governo tailandese agli esportatori.
ii) Prezzo all'esportazione
(16) Dato che praticamente tutte le vendite nella Comunità sono state effettuate da società interamente controllate dalla Minebea Co Ltd, i prezzi all'esportazione sono stati costruiti in base ai prezzi applicati al primo acquirente indipendente. Nel calcolo si è tenuto conto di tutte le spese (compresi gli sconti accordati nella Repubblica federale di Germania) sostenute tra l'importazione e la rivendita, nonché di un adeguato margine di profitto. In particolare sono stati presi in considerazione i costi relativi a condizioni e modalità di pagamento, trasporto, oneri all'importazione, dazi doganali, assicurazione, spese generali, amministrative e di vendita. Queste ultime sono state ripartite rispetto ai prodotti in questione in base al giro d'affari. In linea di massima le spese sono state calcolate in funzione dei dati comunicati dagli importatori collegati, che sono stati adeguatamente controllati.
Quanto all'adeguato « margine di profitto » è stato applicato un tasso del 6 %, in conformità delle osservazioni presentate dagli importatori.
iii) Confronto
(17) Il valore normale e il prezzo all'esportazione (allo stadio franco fabbrica) sono stati confrontati prendendo in esame le singole transazioni allo stesso stadio commerciale. Tutti i tipi di prodotto confrontati avevano le stesse specifiche e lo stesso grado di precisione. Ai fini del confronto sono stati presi in considerazione i tipi maggiormente rappresentativi, corrispondenti al 93 % delle vendite degli esportatori nella Comunità.
iv) Margini di dumping
(18) Dato che la NMB Thai e la Pelmec Thai, essendo controllate interamente dalla società giapponese Minebea Co Ltd, sono società collegate, appare opportuno definire un unico margine di dumping calcolato in base alla media ponderata. Espresso in percentuale del valore cif frontiera comunitaria del prodotto importato, il margine corrisponde al 6,71 %. D. PREGIUDIZIO
i) Prodotto simile
(19) I cuscinetti a sfere prodotti nella Comunità hanno le stesse caratteristiche fisiche e le stesse applicazioni dei cuscinetti definiti nel punto 8.
ii) Industria comunitaria
(20) Ai fini dell'inchiesta le società produttrici nella Comunità controllate da società giapponesi non sono considerate come industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, poiché sono collegate ad esportatori dello stesso prodotto dal Giappone nei confronti dei quali sono attualmente in vigore dazi antidumping (1). Tali misure sono ora soggette ad un riesame che si svolge contemporaneamente alla presente procedura (2). Le società controllate da imprese giapponesi vendono tutta la loro produzione alle stesse consociate giapponesi che si occupano della vendita dei cuscinetti importati dal Giappone a prezzi di dumping e traggono quindi benefici da tali pratiche commerciali sleali. In tali circostanze le società in questione non possono essere considerate come normali produttori comunitari, in quanto rappresentano piuttosto una fonte di approvvigionamento supplementare degli esportatori responsabili di pratiche di dumping. Dopo aver escluso dalla procedura le società controllate da imprese glapponesi, la Commissione ha accertato che, nel periodo dell'inchiesta, i produttori comunitari per conto dei quali era stata presentata la denuncia fabbricavano l'85 % circa della produzione comunitaria. È stato pertanto concluso che tali società, che rappresentano la maggior parte della produzione complessiva, costituiscono l'industria comunitaria.
iii) Osservazioni preliminari
(21) Ai fini della valutazione del pregiudizio si è tenuto conto del fatto che l'inchiesta relativa al presente caso è stata svolta dalla Commissione contemporaneamente alla procedura antisovvenzioni relativa alle importazioni dello stesso prodotto originario della Tailandia effettuate nello stesso periodo (3).
Nel corso di quest'ultima procedura è stato accertato che le importazioni dalla Tailandia erano oggetto di sovvenzioni e che, fatte salve eventuali conclusioni in materia di dumping, tali sovvenzioni avevano provocato pregidizio sostanziale all'industria comunitaria. Nella presente procedura, essendo stata accertata l'esistenza di pratiche di dumping, saranno esaminati gli effetti congiunti del dumping e delle sovvenzioni per determinare se il pregiudizio provocato sia sostanziale, e in caso affermativo se le importazioni in dumping abbiano contribuito in maniera rilevante al pregiudizio stesso.
iv) Volume e quote di mercato delle importazioni
(22) Tra il 1985 e il periodo dell'inchiesta le vendite complessive di cuscinetti a sfere nella Comunità sono passate da 332,5 a 356,1 milioni di pezzi, con un incremento del 7,1 %.
(23) Le vendite dei cuscinetti a sfere importati dalla Tailandia, pari a 3,1 milioni di pezzi nel 1985, sono passate a 31,5 milioni di pezzi nel periodo dell'inchiesta, con un incremento della corrispondente quota di mercato dallo 0,9 % all'8,8 %.
(24) La quota di mercato comunitaria delle importazioni da altri paesi terzi, esclusa la Tailandia, è scesa dal 59 % nel 1985 al 50 % nel periodo dell'inchiesta.
v) Prezzi
(25) Per valutare la sottoquotazione dei prezzi è stato effettuato un confronto tra il prezzo di vendita (al netto di qualsiasi sconto e riduzione) dei prodotti tailandesi e di quelli venduti dai produttori comunitari sui principali mercati della Comunità.
(26) I calcoli hanno sempre riguardato tipi di cuscinetti rappresentativi, venduti in congrui quantitativi rilevanti, di norma superiori ai 50 000 pezzi. Sono state prese in considerazione unicamente le vendite effettuate ad industrie che acquistano i cuscinetti da incorporare nel prodotto finito (per esempio produttori di aspirapolvere, videoregistratori, ecc.). Tali industrie rappresentano effettivamente i principali clienti dei produttori tailandesi e comunitari e sono praticamente gli unici acquirenti che acquistino in quantitativi sufficienti ai fini di un valido confronto.
(27) In base ad una media ponderata i prezzi dei cuscinetti a sfere importati dalla Tailandia sono inferiori ai prezzi di vendita applicati dai produttori comunitari del 17 %.
vi) Situazione dell'industria comunitaria
a) Quote di mercato
(28) Le vendite dell'industria comunitaria sul mercato della Comunità tra il 1985 e il periodo dell'inchiesta sono aumentate dal 3,5 %, passando da 112 a 116 milioni di pezzi, mentre la domanda complessiva è aumentata del 7,1 % (vedi punto 22). La quota di mercato dell'industria comunitaria è pertanto scesa dal 33,6 % al 32,5 %.
(1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1.
(2) GU n. C 147 del 4. 6. 1988, pag. 6.
(1) GU n. L 113 del 30. 4. 1986, pag. 113.
(1) GU n. L 193 del 21. 7. 1984, pag. 1.
(2) GU n. C 159 del 18. 6. 1988, pag. 2.
(3) GU n. C 147 del 4. 6. 1988, pag. 4.
b) Flessione dei prezzi
(29) È stato accertato che il livello dei prezzi era eccessivamente basso. Tra il 1985 e il periodo di vendita unitari medi applicati dalla maggior parte dei produttori comunitari alle industrie acquirenti sono infatti diminuiti.
Per i principali produttori comunitari la diminuzione media dei prezzi, in termini correnti, era compresa tra il 2,6 % e il 9 %.
c) Redditività
(30) L'indice generale di redditività dei produttori comunitari nel settore in esame è sceso del 50 % rispetto al 1985. In tali circostanze, i profitti attuali sono chiaramente inadeguati per finanziare le spese supplementari che sarebbero necessarie per salvaguardare la competitività dell'industria comunitaria. Infatti, mentre il margine di profitto al lordo delle tasse dell'industria dei cuscinetti a sfere dovrebbe essere del 15 % (vedere punto 34), la Commissione ha accertato che nel periodo dell'inchiesta l'indice di redditività dell'industria comunitaria era nettamente inferiore a tale percentuale e che, per le vendite effettuate nel corso di normali operazioni commerciali nella Comunità, non superava l'8 %.
d) Produzione, utilizzazione degli impianti ed occupazione
(31) Tra il 1985 e il periodo dell'inchiesta la produzione comunitaria è diminuita da 170,6 milioni di pezzi a 153,9 milioni di pezzi con un calo del 10 %.
(32) La capacità di produzione nella Comunità, calcolata per quanto possibile in base a due turni di lavoro e a cinque giorni lavorativi settimanali, è aumentata da 177,5 milioni di unità nel 1985 a 185,5 milioni di unità nel periodo dell'inchiesta. L'indice di utilizzazione degli impianti nello stesso arco di tempo è quindi diminuito passando dal 96 % all'83 %.
(33) Nello stesso periodo l'occupazione del settore è diminuita, con un calo del numero di addetti da 2 304 a 2 033, equivalente ad una perdita netta di 271 posti di lavoro e a una flessione del 12 %.
vii) Determinazione del pregiudizio
(34) Dopo aver esaminato gli indicatori sopra illustrati, la Commissione ha concluso che l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio sostanziale. La Commissione ritiene che il pregiudizio sia stato provocato da diversi fattori.
a) La redditività è scesa fino ad un livello eccesivamente basso. A causa del calo della redditività dal 1985 in pol, il margine di utile al lordo delle imposte sulle vendite ad acquirenti indipendenti sul mercato della Comunità e appena dell'8 % (vedere punto 30) e pertanto non è sufficiente in considerazione delle spese supplementari necessarie per salvaguardare la competitività dell'industria comunitaria. Tali spese riguardano principalmente investimenti in attività fisse, ricerca e sviluppo, addestramento professionale e marketing. La Commissione ha concluso che a tal fine è necessario un margine di profitto al lordo delle imposte del 15 %. La fissazione di un adeguato utile sulle vendite del 15 % è confermata di massimo dall'analisi storico empirica dell'andamento del profitto. Un livello di redditività adeguato era stato infatti raggiunto nel 1985, quando il margine di profitto globale rappresentava il 15 % circa delle vendite.
b) La quota di mercato dell'industria comunitaria è diminuita (vedere punto 28 in combinato disposto con i punti 22, 23 e 24).
c) Sono inoltre diminuite l'occupazione, l'utilizzazione degli impianti e la produzione (vedere punti 31, 32 e 33).
E. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
i) Pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping e dalle sovvenzioni
(35) Per quanto riguarda le vendite di grandi quantitativi alle industrie, rispetto al mercato dei distributori e degli operatori commerciali, i principali concorrenti dei produttori comunitari sono gli esportatori tailandesi.
Le vendite dei produttori comunitari sul mercato della Comunità sono destinate per l'85 % alle industrie, mentre la percentuale corrispondente per gli esportatori tailandesi è del 90 %.
(36) In mancanza di effettive differenze qualitative, particolarmente per quanto riguarda i tipi standard, il prezzo svolge una funzione determinante nella scelta del fornitore del prodotto. La sottoquotazione dei prezzi applicati dai produttori e dagli esportatori in questione, provocata dalle pratiche di dumping e dalle sovvenzioni, ha pertanto costretto i produttori comunitari a ridurre i propri prezzi (con una conseguente contrazione dei profitti) per evitare un'ulteriore perdita della quota di mercato che li avrebbe privati dei vantaggi delle economie di scala.
(37) Il netto incremento delle vendite degli esportatori tailandesi nella Comunità (destinate quasi esclusivamente al settore degli utilizzatori industriali) corrisponde ad un aumento della rispettiva quota di mercato, normalmente a scapito dei produttori comunitari. L'aumento delle esportazioni ha impedito tra l'altro all'industria comunitaria di approfittare pienamete dell'espansione della domanda dal 1985 in poi.
(38) La Commissione ritiene che, se le esportazioni tailandesi non fossero state oggetto di dumping e di sovvenzioni, i prezzi dei prodotti esportati sarebbero stati superiori e i produttori comunitari non avrebbero subito l'erosione dei prezzi e il calo della redditività. (39) Le condizioni di mercato relative al prodotto in questione e gli elementi sopra elencati mettono in evidenza che la pressione sui prezzi provocata direttamente dalle pratiche di dumping e dalle sovvenzioni delle esportazioni tailandesi e il conseguente rapido incremento del volume delle importazioni dalla Tailandia hanno provovato un pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria in termini di calo della redditività, perdita di quote di mercato e diminuzione della produzione, dell'occupazione e del tasso di utilizzazione degli impianti.
(40) La Commissione ha pertanto concluso che esiste un nesso di casualità tra gli indicatori del pregiudizio e le importazioni in dumping dalla Tailandia esaminate nel presente regolamento.
ii) Altri fattori
a) Calo delle esportazioni della Comunità
(41) Il pregiudizio subito dall'industria comunitaria è dovuto in parte all'incremento della capacità e alla diminuzione delle esportazioni della Comunità, che sono scese da 59 milioni a 38 milioni di pezzi, con conseguenze sul livello di produzione, sull'occupazione e sull'utilizzazione degli impianti. La diminuzione delle esportazioni e il conseguente calo dell'utilizzazione degli impianti (dovuto anche all'aumento della capacità) possono inoltre incidere sulla redditività, dato che si avrebbe un incremento dei costi fissi unitari.
Le conseguenze sul piano della produzione, dell'occupazione e dell'utilizzazione degli impianti (e quindi della redditività che, come in appresso indicato, è presa in considerazione per determinare il margine di pregiudizio) sarebbero state meno gravi se i produttori comunitari avessero potuto mantenere la loro quota di mercato nella Comunità in un periodo di espansione della domanda. L'industria comunitaria non ha tuttavia potuto trarre vantaggio da tale situazione, poiché l'incremento della domanda sul mercato della Comunità è stato in gran parte soddisfatto dalle importazioni a prezzi eccessivamente bassi oggetto dell'inchiesta.
Tale considerazione non inficia comunque l'argomentazione secondo la quale il calo delle esportazioni è causa di pregiudizio.
b) Importazioni dal Giappone
(42) I cuscinetti a sfere originari del Giappone sono venduti nella Comunità a prezzi di dumping e sono in concorrenza sul mercato degli utilizzatori industriali. Nel periodo dell'inchiesta, tuttavia, il volume delle vendite corrispondenti era inferiore a quello dei cuscinetti di origine tailandesi (21,7 milioni di pezzi contro 31,5 milioni) e dal 1985 in poi le vendite sono diminuite in volume di oltre il 30 %. Il margine di sottoquotazione dei prezzi di prodotti importati dal Giappone è inoltre modesto rispetto al margine di sottoquotazione del 17 % accertato nei confronti dei cuscinetti a sfere tailandesi.
Occorre inoltre rilevare che i cuscinetti giapponesi sono stati soggetti a dazi antidumping dal 1984 in poi e che numerosi esportatori giapponesi hanno trasferito la produzione in Europa.
Tuttavia, senza prendere in considerazione, ai fini del presente regolamento, l'incidenza dell'eventuale modifica dei dazi antidumping in vigore, appare evidente che anche se il livello delle importazioni di cuscinetti giapponesi resta tuttora significativo e i dazi antidumping vigenti non hanno completamente eliminato il pregiudizio da esse provocato all'industria comunitaria, l'entità del pregiudizio attualmente provocato dalle importazioni dal Giappone è abbastanza limitata
c) Importazioni da altre fonti
(43) Le importazioni da altri paesi, esclusa una parte del mercato dei cuscinetti a sfere miniaturizzati di grande precisione, non sono in concorrenza diretta con i tipi prodotti nella Comunità:
- I cuscinetti originari dell'Europa orientale e della Cina sono di qualità inferiore a quella dei prodotti comunitari o tailandesi.
- I cuscinetti originari della Svizzera sono destinati ad applicazioni specifiche e spesso miniaturizzati.
iii) Conclusione
(44) Dopo aver preso in considerazione gli altri fattori di cui ai punti 41, 42 e 43, la Commissione ha concluso che il pregiudizio residuo provocato dalle pratiche di dumping e dalle sovvenzioni è sostanziale e che le importazioni in dumping dalla Tailandia hanno contribuito in misura rilevante a tale pregiudizio.
F. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(45) Nell'interesse della Comunità è in linea di massima opportuno mantenere una situazione di concorrenza equa ed effettiva e l'obiettivo delle misure proposte nel caso in esame è di ripristinare tali condizioni. Per valutare l'interesse della Comunità, la Commissione ha tenuto conto degli interessi dell'industria comunitaria e degli utilizzatori dei cuscinetti a sfere, nonché dei consumatori finali del prodotto finito.
In mancanza di misure adeguate volte ad invertire la tendenza osservata, l'industria comunitaria che produce i cuscinetti a sfere subirebbe gravi conseguenze che ne minaccerebbero la sopravvivenza. La scomparsa di tale industria avebbe conseguenze rilevanti in termini di:
- occupazione e spese per investimenti,
- ricerca e sviluppo nei settori dell'alta tecnologia (in particolare per quanto riguarda i nuovi materiali),
- sviluppo di nuovi prodotti in settori in rapida espansione (telecomunicazioni, dispositivi elettronici per l'industria aerospaziale ed automobilistica).
Nell'interesse della Comunità occorre evitare tali conseguenze. Gli acquirenti di cuscinetti a sfere (e implicitamente i consumatori finali dei loro prodotti) potrebbero trarre qualche vantaggio dal fatto di poter acquistare prodotti a basso prezzo a causa delle sovvenzioni oppure delle pratiche di dumping.
Tali vantaggi sarebbero tuttavia minimi dato che i cuscinetti in questione incidono in misura trascurabile sul prezzo finale dei prodotti.
Gli acquirenti comunitari di cuscinetti a sfere con un diametro esterno massimo di 30 mm non hanno infatti comunicato alcuna osservazione a questo proposito.
(46) La Commissione ha pertanto concluso che nell'interesse della Comunità occorre tutelare l'industria produttrice di cuscinetti a sfere contro la concorrenza sleale dei prodotti importati a prezzi di dumping.
G. DAZIO
i) Imposizione di dazi antidumping e compensativi
(47) Nella procedura antisovvenzioni relativa allo stesso prodotto originario della Tailandia (vedere punto 21) l'aliquota del dazio compensativo (sostituito da un impegno è stata calcolata al 13 %.
(48) A norma dell'articolo 13, paragrafo 9 del regolamento (CEE) n. 2423/88 « nessun prodotto può venire assoggettato, al tempo stesso, a dazi antidumping e a dazi compensativi nell'intento di porre rimedio ad una medesima situazione risultante da un dumping o dalla concessione di una sovvenzione. »
È pertanto necessario esaminare se è possibile istituire un dazio compensativo e un dazio antidumping senza creare duplicazioni.
(49) A tal fine occorre esaminare l'incidenza delle sovvenzioni passibili di dazi compensativi sul valore normale e sul prezzo all'esportazione dei prodotti.
(50) Tutte le sovvenzioni passibili di dazi compensativi accertate vengono concesse a condizione che praticamente tutta la produzione sia esportata e pertanto sono sovvenzioni all'esportazione. Sono stati individuati due tipi di sovvenzioni:
a) esenzione dal pagamento dei dazi e delle imposte sulle importazioni di macchinari e di materiali essenziali (una piccola percentuale della sovvenzione era costituita da una riduzione delle tariffe per l'energia elettrica e dallo sgravio delle imposte indirette sui beni e servizi acquistati sul mercato interno);
b) esenzione dal pagamento dell'imposta sul reddito delle società di capitali.
(51) Occorre rilevare che nel caso in esame il valore è costruito e pertanto comprende due elementi, il costo di produzione e un adeguato margine di profitto.
(52) Il primo tipo di sovvenzione, l'esenzione dei dazi e dalle imposte sui prodotti importati, implica una riduzione del costo di produzione compreso nel valore normale e di conseguenza una diminuazione del prezzo all'esportazione (trattandosi in effetti di una sovvenzione all'esportazione). La diminuzione del prezzo all'esportazione non può pertanto essere superiore alla riduzione del valore normale e la sovvenzione non incide sul margine di dumping.
(53) Il secondo tipo di sovvenzione, l'esenzione dal pagamento dell'imposta sul reddito delle società, incide sul prezzo all'esportazione e di conseguenza sugli utili delle vendite in tutti i paesi terzi. Nella presente procedura l'elemento del valore relativo all'« adeguato margine di profotto » è stato calcolato in base alle vendite effettuate in Tailandia dal primo acquirente indipendente situato a Singapore. La sovvenzione incide quindi in misura equivalente sulla parte di margine di profitto compreso nel valore normale e sul prezzo all'esportazione.
La Commissione ritiene che le sovvenzioni accertate abbiano lo stesso effetto sul valore normale e sul prezzo all'esportazione. L'eliminazione di tali sovvenzioni con l'istituzione di un dazio compensativo oppure con l'accettazione di un impegno non ha per contro alcuna incidenza sul margine di dumping accertato. Nel caso in esame appare pertanto opportuno istituire un dazio antidumping oltre alle misure antisovvenzioni.
ii) Margine di pregiudizio
(54) Secondo la Commissione, per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria, è necessario:
- eliminare la sottoquotazione dei prezzi, valutata al 17 % (vedere punto 27),
- fare in modo che i produttori comunitari possano ottenere un adeguato utile sulle vendite, in modo da compensare la differenza del 7 % tra il profitto traguardo (15 %, vedi punto 34) e il profitto effettivamente realizzato nel periodo dell'inchiesta (8 %, vedi punto 30).
(55) Dalla somma della sottoquotazione dei prezzi (17 %) e del mancato profitto (7 %) si ottiene un margine di pregiudizio del 24 % sulla base del prezzo di rivendita nella Comunità. Tale metodo si giustifica in quanto la rilevante differenza tra i prezzi dei cuscinetti tailandesi e quelli dei prodotti comunitari sul mercato della Comunità è dovuta principalmente al fatto che le esportazioni tailandesi hanno conquistato un certo numero di clienti che acquistano grandi quantitativi e che sono stati attratti dai prezzi estremamente bassi. I produttori comunitari hanno per il momento conservato la clientela disposta a pagare prezzi superiori. Data la diversificazione della clientela e l'assenza di differenze qualitative tra i prodotti tailandesi e quelli comunitari, la semplice eliminazione della sottoquotazione del 17 % potrebbe non essere sufficiente per produrre un incremento sostanziale dei prezzi pagati ai produttori comunitari. Soltanto se a tale percentuale si aggiunge il 7 % di mancato profitto è possibile raggiungere un livello di prezzo con il quale i produttori comunitari potrebbero realizzare il margine di profitto necessario per ottenere un adeguato utile sulle vendite (vedi punto 54).
Il margine di pregiudizio, espresso in valore cif dei prodotti importati, corrisponde al 34,8 %.
iii) Forma del dazio
(56) La Commissione ritiene che, nel caso in esame, per eliminare il pregiudizio è necessario istituire un dazio antidumping corrispondente all'intero margine di dumping. L'aliquota del dazio provvisorio sulle importazioni di cuscinetti a sfere con un diametro esterno massimo non superiore a 30 mm è stata fissata al 6,7 %.
iv) Effetto congiunto del dazio antidumping e del dazio compensativo
(57) Dalla somma del dazio antidumping del 6,7 % e del dazio compensativo del 13 % (sostituito da un'imposta all'esportazione di effetto equivalente) si ottiene un'aliquota combinata del 19,7 %, nettamente inferiore al margine di pregiudizio del 34,8 % vedi punto 55).
v) Procedura successiva
(58) È millimètres, fissare un termine entro il quale le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere un'audizione. Rimane inoltre inteso che tutte le conclusioni elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate in una eventuale procedura successiva relativa all'istituzione di dazi definitivi,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio del 6,7 % del prezzo netto franco frontiera comunitaria sulle importazioni di cuscinetti a sfere il cui maggior diametro esterno è inferiore o uguale a 30 mm, corrispondenti al codice NC 8482 10 10, originari della Tailandia.
2. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
3. L'immissione in libera pratica nella Comunità del prodotto di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una garanzia, pari all'importo dal dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare per iscritto le loro osservazioni e chiedere di essere sentite dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatte salve le disposizioni degli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima della scadenza di detto periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 13 giugno 1990.

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