Document ID: 31997R2140

REGOLAMENTO (CE) N. 2140/97 DELLA COMMISSIONE del 30 ottobre 1997 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di telecopiatrici ad uso privato originarie della Repubblica popolare cinese, del Giappone, della Corea, della Malaysia, di Singapore, di Taiwan e della Thailandia
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1), modificato dal regolamento (CE) n. 2331/96 (2), in particolare l'articolo 7,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
(1) Il 1° febbraio 1997, con un avviso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3) (in prosieguo: «l'avviso di apertura»), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di telecopiatrici ad uso privato originarie della Repubblica popolare cinese (in prosieguo: «la Cina»), del Giappone, della Corea, della Malaysia, di Singapore, di Taiwan e della Thailandia ed ha avviato un'inchiesta.
(2) Il procedimento era stato iniziato in seguito ad una denuncia presentata nel dicembre 1996 dalla Philips Personal Fax Electronik Fabrik, Communications Systems, Wien-Microelectronics. Detto denunziante rappresentava una proporzione maggioritaria della produzione comunitaria del prodotto simile. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping sul prodotto originario dei paesi suindicati e del conseguente notevole pregiudizio, che sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura del procedimento.
(3) La Commissione ha notificato ufficialmente l'apertura del procedimento ai produttori/esportatori e agli importatori notoriamente interessati, alle loro associazioni, ai rappresentanti dei paesi esportatori e al denunziante e ha offerto inoltre alle parti direttamente interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine stabilito nell'avviso di apertura.
(4) Alcuni produttori/esportatori dei paesi interessati, nonché i produttori, gli utenti e gli importatori hanno presentato le loro osservazioni per iscritto. Tutte le parti che ne hanno fatto richiesta entro il termine summenzionato e hanno chiarito i motivi particolari della domanda di audizione sono state sentite.
(5) La Commissione ha inviato questionari ai produttori comunitari, alle 37 società elencate nella denuncia quali produttori/esportatori del prodotto in causa, a tutti gli importatori notoriamente interessati e a tutte le imprese che si sono manifestate alla Commissione entro il termine stabilito nell'avviso di apertura.
(6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per determinare in via preliminare il dumping, il pregiudizio e l'interesse comunitario e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
a) Produttore comunitario
- Philips Personal Fax Electronik Fabrik, Communications Systems, Wien-Microelectronics, Austria
b) Importatori
- Telecom Eireann, Irlanda
- Telecom Finland
- Kaukomarkkinat Oy, Finlandia
- Ky Enestam, Finlandia
- Telia, Svezia
- Telecom Danmark A/S
- Oki, Regno Unito
- Canon, Paesi Bassi
- Alcatel, Francia
- Olivetti, Italia
- British Telecom, Regno Unito
- Triumph Adler, Germania
- Deutsche Telekom, Germania
c) Produttori/esportatori
Repubblica di Corea
- Samsung Electronics Co. Ltd, Seul
- Daewoo Telecom Ltd, Seul
- Nixxo Telecom Co., Ltd, Seul
- Tae Il Media Co, Ltd, Seul
Giappone
- Brother Industries, Ltd, Nagoya
- Tottori Sanyo Electric Co., Ltd, Tottori
- Murata Machinery, Ltd, Kyoto (prodotti originari della Cina)
- Funai Electric Co., Ltd, Osaka (prodotti originari della Cina)
Taiwan
- Taiwan Telecommunication Industry Co., Ltd, Taipei
- Kinpo Electronics, Inc., Taipei
- Sampo Corporation, Taipei
Singapore
- Matsushita Graphic Communication Systems (S) Pte., Ltd, Singapore
- Asia Matsushita Electric (S) Pte., Ltd, Singapore
Thailandia
- Cal-Comp Electronics (Thailandia) Co. Ltd, Bangkok
Hong Kong (prodotti originari della Cina)
- Highsonic Industrial Ltd, Hong Kong
- Murata Machinery (H.K.) Ltd, Hong Kong
- Sanyo Electronics (H.K.) Ltd, Hong Kong
- CCT Telecom Holdings Limited, Hong Kong
(7) L'inchiesta relativa al dumping riguardava il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 1996 (in prosieguo: «il periodo dell'inchiesta»), mentre il periodo considerato per determinare il pregiudizio copriva gli anni dal 1993 fino al termine del periodo dell'inchiesta.
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(8) Il procedimento riguarda le telecopiatrici ad uso privato. Esse sono impiegate essenzialmente per trasmettere e ricevere documenti su carta attraverso la rete telefonica. Vengono utilizzate spesso in casa o sul luogo di lavoro come apparecchiatura da tavolo ed offrono solitamente altre possibilità di comunicazione. Oltre alla funzione di telecopiatura e telefono e/o collegamento con un apparecchio telefonico con o senza filo, possono comprendere o meno un cassetto per la carta ed offrire una o più delle seguenti funzioni: segreteria telefonica a cassetta o digitale fotocopiatrice o intercomunicazione. Possono includere anche altre funzioni.
Ai fini delle conclusioni preliminari, le telecopiatrici ad uso privato si distinguono da quelle professionali per peso e dimensioni. Ai fini della presente inchiesta, sono considerate telecopiatrici ad uso privato solamente quelle di peso minore o uguale a 5 kg e il cui corpo principale presenta dimensioni (larghezza, profondità, altezza) non superiori a 470 mm × 450 mm × 170 mm. Per determinare peso e dimensioni, si escludono la carta ed altro materiale di consumo, nonché i telefoni senza filo.
(9) Alcune parti interessate hanno contestato la suddetta definizione del prodotto, sostenendo che è troppo vasta e potrebbe includere in futuro, con l'avanzare dello sviluppo tecnologico, anche le telecopiatrici per uso professionale o commerciale.
Dal momento che la denuncia riguarda le cosiddette telecopiatrici ad uso privato, la maggior parte del mercato complessivo delle telecopiatrici nella Comunità non rientra nel campo d'applicazione del presente procedimento, in quanto le caratteristiche di tali macchine (alimentatore per documenti, dispositivo di invio multiplo) e le dimensioni (peso medio superiore a 10 kg) le destinano chiaramente ad un uso professionale. Inoltre, solo le telecopiatrici ad uso professionale utilizzano attualmente tecniche di stampa come quelle a getto d'inchiostro o mediante «laser».
(10) Va osservato, a tale proposito, che la Commissione ha considerato la possibilità di definire il prodotto in modo più efficace, senza però riuscire a trovare, per il momento, una soluzione alternativa definitiva. Ai fini delle conclusioni preliminari, si è pertanto deciso che una definizione basata su peso e dimensioni della macchina costituiva la migliore opzione, dotata della chiarezza e della precisione necessarie per svolgere l'inchiesta e per garantire l'effettiva applicazione dei dazi eventualmente imposti. La questione della definizione del prodotto verrà ulteriormente approfondita, con particolare riguardo alle tecniche e alla qualità della stampa dal punto di vista del consumatore/utente. Quanto alle telecopiatrici che utilizzano tecniche di stampa a getto d'inchiostro o mediante «laser», visti gli argomenti delle parti interessate e visto che attualmente dette telecopiatrici sono adibite solo ad uso professionale, è opportuno escluderle dall'applicazione del dazio antidumping provvisorio.
(11) La Commissione ha constatato che le telecopiatrici ad uso privato fabbricate dall'industria comunitaria e vendute sul mercato comunitario e quelle ad uso privato fabbricate in Cina, Giappone, Corea, Malaysia, Singapore, Taiwan e Thailandia costituiscono prodotti simili o comparabili.
Poiché non vi sono differenze nelle caratteristiche e negli impieghi di base tra i diversi modelli di telecopiatrici a uso privato, la Commissione ha concluso che le telecopiatrici ad uso privato vendute sul mercato interno dei paesi esportatori e i modelli esportati nella Comunità debbono essere considerati prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento (CE) n. 384/96 (di seguito denominato «regolamento di base»). Hanno inoltre constatato che le telecopiatrici esportate dalla Cina nella Comunità e quelle vendute sul mercato interno della Repubblica di Corea - Stato selezionato quale paese di riferimento - costituiscono prodotti simili.
C. DUMPING
1. Livello di cooperazione
(12) Nel corso del presente procedimento, si è riscontrato un livello di cooperazione particolarmente basso da parte dei produttori/esportatori di Malaysia, Thailandia, Taiwan, Giappone e Cina, in quanto il volume delle esportazioni rappresentato dai produttori/esportatori che hanno collaborato costituiva soltanto una quota ridotta del totale delle esportazioni dai paesi interessati.
(13) Le informazioni fornite dai produttori/esportatori che hanno collaborato sono state sottoposte a verifica e, nella maggior parte dei casi, tenute in considerazione. Tuttavia, in casi in cui accertamenti condotti in loco hanno rivelato che parte di tali informazioni non erano accurate, fondate o sufficienti, la Commissione non ne ha tenuto conto e ha invece utilizzato i dati disponibili, in conformità dell'articolo 18 del regolamento di base.
2. Paesi ad economia di mercato
a) Metodo generale
a.1) Valore normale
(14) Per la determinazione del valore normale relativo ai paesi ad economia di mercato, la Commissione ha esaminato in primo luogo, per ciascun produttore/esportatore, se le vendite complessive di telecopiatrici ad uso privato sul mercato interno fossero rappresentative rispetto alle vendite complessive degli stessi prodotti per l'esportazione nella Comunità. In conformità dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base, le vendite sul mercato interno sono state considerate rappresentative quando il volume delle vendite complessive di ciascun produttore sul mercato interno era pari ad almeno il 5 % del volume delle vendite complessive per l'esportazione nella Comunità.
(15) La Commissione ha quindi stabilito quali modelli di telecopiatrici ad uso privato venduti sul mercato interno dalle società che avevano un volume di vendite rappresentativo potevano essere considerati identici o direttamente comparabili ai modelli venduti per l'esportazione nella Comunità.
(16) Per ciascun modello venduto dai produttori/esportatori sul rispettivo mercato interno e considerato comparabile ai modelli venduti per l'esportazione nella Comunità, la Commissione ha esaminato se le vendite sul mercato interno fossero sufficientemente rappresentative, secondo l'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base. Le vendite interne di ciascun modello sono state considerate sufficientemente rappresentative quando il volume delle vendite sul mercato interno di tale tipo di telecopiatrici ad uso privato nel periodo dell'inchiesta rappresentava almeno il 5 % del volume delle vendite per l'esportazione nella Comunità di telecopiatrici ad uso privato di tipo comparabile.
(17) La Commissione ha infine esaminato se le vendite interne di ciascun tipo potessero considerarsi realizzate nel corso di normali operazioni commerciali, verificando la percentuale delle vendite remunerative del tipo di prodotto in questione. Quando il volume delle vendite di telecopiatrici ad uso privato a prezzi netti pari o superiori al costo di produzione calcolato (vendite remunerative) rappresentava almeno l'80 % del volume complessivo delle vendite, il valore normale è stato determinato in base al prezzo effettivo sul mercato interno, calcolato come media ponderata dei prezzi applicati sul mercato interno nel periodo dell'inchiesta per tutte le vendite, remunerative o no. Quando il volume delle vendite remunerative di telecopiatrici ad uso privato rappresentava meno dell'80 % ma più del 10 % del volume complessivo delle vendite, il valore normale è stato determinato in base al prezzo effettivo sul mercato interno, calcolato come media ponderata dei prezzi applicati unicamente per le vendite remunerative.
(18) Quando il volume delle vendite remunerative di telecopiatrici ad uso privato era inferiore al 10 % del volume complessivo delle vendite, è stato considerato che il volume delle vendite di questo tipo di prodotto era insufficiente e che in tali circostanze non era possibile calcolare il valore normale in base al prezzo sul mercato interno.
(19) Quando erano riunite le condizioni di cui ai considerandi da 14 a 17, per ciascun tipo di prodotto il valore normale è stato stabilito in base al prezzo pagato o pagabile, nel corso di normali operazioni commerciali, da acquirenti indipendenti sul mercato interno del paese esportatore, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento di base.
(20) Quando non era possibile utilizzare i prezzi di un tipo di prodotto applicati sul mercato interno da un dato produttore, è stato deciso di utilizzare il valore normale costruito invece dei prezzi applicati da altri produttori/esportatori sul mercato interno, a causa della varietà di tipi di prodotto e poiché, per valutare un tipo specifico di prodotto fabbricato da una determinata società, sarebbe stato necessario prendere in considerazione elementi diversi (quali le diverse caratteristiche o funzioni). L'utilizzazione dei prezzi sul mercato interno di un'altra società nel caso in esame avrebbe richiesto l'applicazione di numerosi adeguamenti, da stabilire in gran parte in base a stime.
Di conseguenza, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento di base, il valore normale è stato costruito sommando ai costi di produzione dei modelli esportati (applicando se necessario un adeguamento) un congruo importo per le spese generali, amministrative e di vendita e per il profitto. A tal fine la Commissione ha esaminato se le spese generali, amministrative e di vendita sostenute dai produttori/esportatori interessati sul mercato interno e i profitti da essi realizzati costituissero dati attendibili. Le spese generali, amministrative e di vendita effettive sono state considerate attendibili quando il volume delle vendite della società interessata sul mercato interno poteva essere considerato rappresentativo (cfr. considerando 16).
Il margine di profitto effettivo sul mercato interno è stato utilizzato quando il volume delle vendite di telecopiatrici ad uso privato a prezzi netti superiori al costo di produzione calcolato rappresentava più del 10 % del volume complessivo delle vendite interne della società interessata. Quando tale criterio non era soddisfatto, per ciascuno dei paesi esportatori è stata utilizzata la media ponderata dei margini di profitto delle altre società.
a.2) Prezzo all'esportazione
(21) Ogniqualvolta le vendite all'esportazione di telecopiatrici ad uso privato venivano effettuate ad acquirenti indipendenti nella Comunità, il prezzo all'esportazione è stato stabilito in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8 del regolamento di base, ovvero in funzione dei prezzi all'esportazione effettivamente pagati o pagabili.
(22) Tuttavia, in taluni casi il prezzo all'esportazione non è stato considerato attendibile, poiché le vendite all'esportazione erano effettuate a parti collegate. In questi casi il prezzo è stato costruito, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 9 del regolamento di base, sulla base del prezzo al quale i prodotti importati sono stati rivenduti per la prima volta ad un acquirente indipendente.
(23) In tali circostanze, sono stati applicati adeguamenti per tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita e in considerazione dei profitti, per stabilire un prezzo all'esportazione attendibile a livello frontiera comunitaria.
(24) Il margine di profitto è stato provvisoriamente stimato al 5 %, stima considerata moderata per il settore a giudicare dalle informazioni fornite da importatori indipendenti nella Comunità in merito alla determinazione del loro margine di profitto.
a.3) Confronto
(25) Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, sono stati applicati adeguamenti per tener conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento di base.
(26) Sono quindi state effettuate detrazioni per le differenze inerenti a spese di importazione, trasporto, assicurazione, movimentazione, imballaggio, credito, sconti e garanzia, quando erano soddisfatte le condizioni richieste, ovvero ogniqualvolta ne è stata fatta richiesta entro i termini fissati e quando le parti interessate hanno potuto dimostrare l'incidenza dell'asserita differenza sui prezzi e sulla loro comparabilità.
a.4) Margine di dumping
a.4.1) Margine di dumping per le società sottoposte all'inchiesta.
(27) In conformità dell'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento di base, la media ponderata del valore normale per ciascun tipo di prodotto è stata confrontata normalmente con la media ponderata del prezzo all'esportazione. Tuttavia, ogniqualvolta la Commissione ha accertato che l'andamento dei prezzi all'esportazione era sensibilmente diverso in relazione a differenti acquirenti, regioni e periodi, e che mediante il suddetto confronto non era possibile valutare correttamente il margine di dumping praticato, i prezzi delle singole operazioni di esportazione nella Comunità sono stati confrontati con la media ponderata del valore normale.
a.4.2) Margine di dumping per le società che non hanno collaborato all'inchiesta
(28) In conformità dell'articolo 18 del regolamento di base, per le imprese che non hanno collaborato è stato calcolato un margine di dumping «residuo» in base ai dati disponibili. In considerazione dello scarso livello di collaborazione, si è deciso di adottare l'impostazione che segue:
Per ciascun paese esportatore è stata selezionata la società con il margine di dumping più elevato ed è stato identificato il tipo di prodotto maggiormente oggetto di dumping fabbricato e venduto in quantità significative da tale società. Il margine di dumping residuo è stato stabilito in base alla media ponderata del margine relativo a tale tipo di prodotto, espresso in percentuale del prezzo all'importazione CIF frontiera comunitaria. La Commissione ha ritenuto tale metodo il più adeguato per evitare di premiare l'omessa collaborazione.
b) Repubblica di Corea
(29) Quattro società hanno risposto al questionario inviato ai produttori/esportatori.
b.1) Valore normale
(30) Sulla base del metodo di cui al considerando 19, per diciannove tipi di prodotto venduti per l'esportazione nella Comunità è stato possibile determinare il valore normale in base ai prezzi sul mercato interno di tipi di prodotto comparabili, conformemente all'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base.
(31) Per tutti gli altri tipi di prodotto venduti per l'esportazione nella Comunità, si è dovuto ricorrere al valore normale costruito, come indicato al considerando 20.
(32) Sono state riscontrate gravi incoerenze nelle informazioni fornite da una delle società coreane riguardo ai costi di produzione delle telecopiatrici vendute sul mercato interno. Si è pertanto deciso di utilizzare in parte i dati disponibili per determinare il valore normale, come indicato al considerando 13, ricorrendo a tal fine alle informazioni raccolte e verificate in loco.
b.2) Prezzo all'esportazione
(33) Poiché tutte le vendite di telecopiatrici di due società e parte delle vendite di altre due società sul mercato comunitario sono state effettuate ad importatori indipendenti nella Comunità, il prezzo all'esportazione è stato stabilito in funzione dei prezzi effettivamente pagati o pagabili.
(34) Il prezzo all'esportazione delle vendite effettuate dalle due società attraverso importatori collegati è stato costruito sulla base del prezzo pagato o pagabile dal primo acquirente indipendente per il prodotto in questione, sottraendone i costi di importazione, le spese generali, amministrative e di vendita e un congruo importo per il profitto, come stabilito ai considerandi 22, 23 e 24.
(35) Nel corso della verifica in loco, la Commissione ha accertato che una società aveva registrato solo parte delle esportazioni effettuate nella Comunità, omettendo di riferire in merito alle vendite di telecopiatrici per l'esportazione nella Comunità effettuate attraverso terzi ad Hong Kong. Poiché la Commissione non ha potuto determinare il volume di dette operazioni, conformemente all'articolo 18 del regolamento di base si è deciso di stimarle al 10 % del volume complessivo delle vendite per l'esportazione nella Comunità, attribuendo inoltre a tali vendite il margine di dumping più elevato accertato per un tipo di prodotto venduto dalla società interessata ad acquirenti indipendenti.
b.3) Confronto
(36) Quando erano soddisfatte le condizioni richieste, sono state effettuate detrazioni per le differenze inerenti a trasporto, assicurazione, movimentazione, imballaggio, credito, sconti e garanzia.
(37) Tutte le imprese hanno richiesto un adeguamento per le spese di importazione. Poiché, tuttavia, le imprese si sono basate su una media calcolata per l'insieme dei prodotti e non hanno dimostrato la relazione tra il dazio corrisposto e il particolare modello di telecopiatrici in oggetto, tale richiesta è stata respinta.
(38) Tre società hanno richiesto un adeguamento per le differenze relative allo stadio commerciale, affermando che le diverse funzioni degli acquirenti sui mercati interni e sui mercati di esportazione incidevano sulla comparabilità dei prezzi. Nessuna società ha tuttavia potuto dimostrare l'esistenza di qualsiasi differenza nella politica dei prezzi applicata nei confronti di canali di vendita assertivamente differenti. L'inchiesta ha appurato che, ai fini della fissazione dei prezzi, non veniva effettuata alcuna distinzione tra le diverse fasi commerciali. Di conseguenza, in mancanza di elementi di prova circa differenze relative allo stadio commerciale che inciderebbero sulla comparabilità dei prezzi, l'adeguamento richiesto non è stato concesso.
(39) Tutte le società hanno chiesto una detrazione per il costo del credito relativamente alle vendite sul mercato interno. La richiesta è stata presentata sulla base di un sistema di pagamento mediante conto di credito rotativo senza alcuna prova di un accordo concluso tra fornitore e acquirente del prodotto al momento della vendita. La richiesta è stata respinta in quanto, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera g) del regolamento di base, può essere applicato un adeguamento unicamente per il numero di giorni concordato al momento della vendita, dato che, per la determinazione del prezzo, si può tener conto unicamente del costo del credito della durata concordata.
b.4) margine di dumping
(40) Il confronto è stato effettuato tra la media ponderata del valore normale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione per tutte le società, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento di base.
(41) Dal confronto, secondo quanto descritto al considerando 27, è emersa l'esistenza di pratiche di dumping nei confronti di tutti i produttori che hanno pienamente collaborato con la Commissione. I margini di dumping provvisori espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria sono i seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
(42) Per le società che non hanno collaborato, si è dovuto determinare il margine di dumping provvisorio residuo in base alle informazioni disponibili, come per il punto 28. Tale margine residuo, espresso in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, è stato fissato al 33,8 %.
c) Giappone
(43) Due società produttrici giapponesi hanno risposto al questionario e sono state sottoposte all'inchiesta.
c.1) Valore normale
(44) Dopo aver esaminato la rappresentatività delle vendite sul mercato interno, la comparabilità del tipo di prodotto e la rappresentatività del tipo specifico di prodotto, e dopo aver valutato se le vendite potessero considerarsi realizzate nel corso di normali operazioni commerciali, la Commissione ha calcolato i valori normali in base ai prezzi effettivi praticati sul mercato interno in tutti i casi per una delle due società e in un solo caso per l'altra società, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base.
(45) In tutti gli altri casi, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento di base, il valore normale è stato calcolato in base al valore costruito per i prodotti esportati nella Comunità, determinato secondo il metodo di cui al considerando 20, ovvero sommando ai costi di produzione dei tipi di prodotto esportati dall'impresa interessata un importo per le spese generali, amministrative e di vendita e per il profitto realizzato sul mercato interno. Il margine di profitto accertato per una delle due imprese è stato applicato al valore normale costruito per la società che non aveva realizzato vendite remunerative sufficienti.
c.2) Prezzo all'esportazione
(46) Tutte le vendite di telecopiatrici ad uso privato realizzate da società giapponesi sul mercato comunitario sono state fatte a importatori collegati nella Comunità. Di conseguenza, il prezzo all'esportazione per tali società e stato costruito in tutti i casi.
c.3) Confronto
(47) Quando erano soddisfatte le condizioni richieste, sono state effettuate detrazioni per le differenze inerenti a trasporto, imballaggio, spese di carico, credito e commissioni.
(48) Le due società hanno chiesto una detrazione per differenze inerenti alle caratteristiche fisiche tra le telecopiatrice vendute in Giappone e quelle esportati nella Comunità. Poiché l'esistenza di tale presunta differenza non è stata provata da un'effettiva differenza nel valore di mercato, come previsto dall'articolo 2, paragrafo 10, lettera a) del regolamento di base, si è deciso in via provvisoria di respingere la suddetta richiesta.
(49) Le due società hanno chiesto un adeguamento per differenze inerenti allo stadio commerciale, sostenendo che il prezzo all'esportazione costruito sarebbe a uno stadio commerciale diverso rispetto al valore normale.
La richiesta è stata respinta, in quanto gli esportatori interessati non sono stati in grado di dimostrare che il prezzo all'esportazione costruito era a uno stadio commerciale diverso rispetto al valore normale e che detta differenza incideva sulla comparabilità dei prezzi, conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, lettera d) del regolamento di base. Si deve notare che le suddette imprese non hanno potuto fornire alcuna prova delle presunte ripercussioni sui prezzi determinate da tale situazione.
(50) Nel caso in cui la richiesta relativa allo stadio commerciale venisse respinta, le due società hanno altresì chiesto adeguamenti per altri fattori, quali le retribuzioni dei venditori e altri costi collegati o per le spese promozionali. Conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, lettera k) del regolamento di base, i produttori/esportatori possono chiedere adeguamenti per differenze inerenti a fattori non contemplati dalle lettere da a) a j), qualora dimostrino che essi incidono sulla comparabilità dei prezzi. Nella fattispecie, tuttavia, poiché le imprese non hanno fornito alcuna prova che i suddetti fattori incidano sulla comparabilità dei prezzi, la richiesta è stata respinta.
c.4) Margine di dumping
(51) Dal confronto, secondo quanto descritto al considerando 27, è emersa l'esistenza di pratiche di dumping nei confronti delle due società. Tale confronto è stato effettuato tra la media ponderata del valore normale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione per entrambe le società, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento di base.
(52) I margini di dumping provvisori espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria sono i seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
(53) Per le società che non hanno collaborato, si è dovuto determinare il margine di dumping provvisorio residuo in base alle informazioni disponibili (cfr. il considerando 28). Tale margine residuo, espresso in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, è stato fissato al 121,6 %.
d) Taiwan
(54) Cinque società taiwanesi hanno risposto al questionario inviato ai produttori/esportatori e tre di esse sono state sottoposte ad inchiesta.
(55) Poiché una società ha affermato di aver esportato soltanto cinque unità (campioni), si è ritenuto che non avesse effettuato esportazioni del prodotto in causa nel corso del periodo dell'inchiesta. Detta società è stata pertanto informata dell'esclusione dal procedimento e, in mancanza di qualsiasi sua osservazione in proposito, non è stata sottoposta ad inchiesta.
d.1) Omessa collaborazione
(56) Si è ritenuto che due società taiwanesi non abbiano collaborato.
Una società ha fornito risposte in gran parte incomplete al questionario, in tal modo impedendo il calcolo del dumping. Poiché non ha risposto neppure alla lettera di richiamo, detta società non è stata sottoposta ad una verifica in loco.
La seconda società ha fornito risposte al questionario della Commissione che, per quanto incomplete in alcuni punti, sembravano contenere informazioni sufficienti per consentire un calcolo provvisorio e giustificare una verifica in loco. Nel corso di tale verifica, tuttavia, è apparso con chiarezza che alcune modifiche sostanziali presentate durante la visita non potevano venire esaminate, ciò che ha determinato notevoli difficoltà nel pervenire a conclusioni sufficientemente accurate. Inoltre, nonostante ripetute richieste in tal senso, parte delle informazioni mancanti nelle risposte al questionario non sono mai state fornite dall'impresa.
Le due società sono state pertanto informate del fatto che la Commissione ha utilizzato i dati disponibili, in conformità dell'articolo 18, paragrafo 4 del regolamento di base.
(57) All'inizio delle verifiche condotte in loco, tutti i produttori/esportatori taiwanesi sottoposti ad inchiesta hanno presentato modifiche sostanziali alle risposte fornite al questionario, ignorando quindi i termini stabiliti dalla Commissione nei questionari stessi, le lettere di richiamo e quelle precedenti alla verifica in loco.
Tale atteggiamento, oltre ad impedire alla Commissione di condurre l'inchiesta in modo appropriato, le impone un carico di lavoro aggiuntivo, giacché si tratta di completare la verifica entro termini vincolanti. D'altra parte, l'accettazione di una tale condotta porrebbe ingiustamente in situazione di svantaggio altre società che hanno rispettato i termini fissati.
Si è pertanto deciso di non tener conto di qualsiasi modifica sostanziale alle risposte fornite al questionario rispetto a fatti che avrebbero già dovuto essere a conoscenza dei produttori nel momento in cui avevano presentato le risposte originali e di cui hanno riferito per la prima volta soltanto durante la verifica in loco, applicando l'articolo 18 del regolamento di base alle sezioni pertinenti.
d.2) Valore normale
(58) Dopo aver esaminato la rappresentatività delle vendite sul mercato interno, la comparabilità del tipo di prodotto e la rappresentatività del tipo specifico di prodotto, e dopo aver valutato se le vendite potessero considerarsi realizzate nel corso di normali operazioni commerciali, secondo il metodo di cui alla sezione a.1) del presente regolamento, la Commissione ha concluso che, nel caso di due società, il valore normale per nove tipi di prodotto poteva essere calcolato in base al prezzo effettivo praticato sul mercato interno, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base.
(59) Per tutti gli altri tipi di prodotto venduti per l'esportazione nella Comunità dalle due società, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento di base, il valore normale è stato calcolato in base al valore costruito per i prodotti esportati nella Comunità. Il valore normale costruito per ciascun tipo di prodotto è stato determinato secondo il metodo di cui al considerando 20.
d.3) Prezzo all'esportazione
(60) Tutte le vendite all'esportazione di telecopiatrici ad uso privato nella Comunità da parte delle due società che hanno collaborato sono state effettuate direttamente ad acquirenti indipendenti. Di conseguenza, il prezzo all'esportazione è stato stabilito in funzione dei prezzi effettivamente pagati o pagabili, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8 del regolamento di base.
d.4) Confronto
(61) Quando erano soddisfatte le condizioni richieste, sono state effettuate detrazioni per le differenze inerenti a spese di importazione, trasporto, assicurazione, imballaggio, credito e commissioni.
(62) Un esportatore ha chiesto che venissero concesse detrazioni specifiche dal valore normale per le retribuzioni dei venditori, le spese per pubblicità e la locazione. L'impresa non ha potuto tuttavia fornire alcuna prova che i suddetti fattori incidano sulla comparabilità dei prezzi, secondo quanto previsto all'articolo 2, paragrafo 10, lettera k) del regolamento di base.
Sebbene la suddetta società abbia riconosciuto di non aver potuto provare l'esistenza di alcuna differenza di prezzo, ha tuttavia affermato che la sua richiesta si basava su differenze inerenti alle funzioni esercitate sui mercati interni e di esportazione, le quali si riflettevano in spese generali, amministrative e di vendita diverse per ciascuno di tali mercati. L'impresa non ha potuto tuttavia dimostrare l'esistenza delle presunte differenze relative alle funzioni né che esse incidano sulla comparabilità dei prezzi; di conseguenza, la richiesta è stata respinta.
d.5) Margine di dumping
(63) Dal confronto effettuato tra la media ponderata del valore normale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione, secondo quanto descritto al considerando 27, è emersa l'esistenza di pratiche di dumping nei confronti delle due società. I margini di dumping provvisori espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria sono i seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
(64) Per le rimanenti società, si è dovuto determinare il margine di dumping provvisorio in base alle informazioni disponibili (cfr. il considerando 28). Tale margine residuo, espresso in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, è stato fissato al 60,8 %.
e) Singapore
(65) Due società (un produttore e un operatore economico) appartenenti alla stessa entità economica hanno risposto al questionario e sono state in seguito sottoposte ad inchiesta.
e.1) Valore normale
(66) Le conclusioni della verifica in loco hanno accertato una parziale mancanza di collaborazione da parte dell'esportatore, poiché tale società ha omesso di riferire in merito ad un numero considerevole di operazioni sul mercato interno. In conformità dell'articolo 18, paragrafo 1 del regolamento di base, ai fini della determinazione del valore normale le vendite interne non registrate nella risposta al questionario sono state incluse a livello dei prezzi più elevati dei tipi di prodotto comparabili registrati nel questionario.
e.2) Prezzo all'esportazione
(67) Le vendite all'esportazione della suddetta società sono state effettuate direttamente ad importatori indipendenti nella Comunità o a importatori collegati. Nel primo caso, i prezzi all'esportazione sono stati stabiliti in funzione dei prezzi effettivamente pagati o pagabili per i prodotti venduti per l'esportazione nella Comunità, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8 del regolamento di base.
(68) Il prezzo delle vendite all'esportazione effettuate attraverso un importatore collegato è stato costruito sottraendo dal prezzo al quale i prodotti sono stati rivenduti per la prima volta ad un acquirente indipendente tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita nonché un congruo importo per il profitto, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 9 del regolamento di base.
e.3) Confronto
(69) Quando erano soddisfatte le condizioni richieste, sono state effettuate detrazioni per le differenze inerenti a trasporto, commissioni, imballaggio, movimentazione e credito.
(70) Il produttore/esportatore ha chiesto un adeguamento inerente ad alcuni sconti accordati, sostenendo di aver dato a titolo gratuito un certo numero di telecopiatrici ad un acquirente del mercato interno, sulla base di un accordo verbale, per compensare la diminuzione dei prezzi di mercato di alcune telecopiatrici che avrebbero fatto parte delle scorte di detto acquirente. Per lo stesso motivo, il produttore avrebbe altresì accordato alcune riduzioni di prezzo. Poiché la società non ha fornito alcuna prova del fatto che le telecopiatrici in oggetto siano state vendute durante il periodo dell'inchiesta, né che tale tipo di aiuto sia stato riconosciuto da entrambe le parti al momento della vendita, la richiesta è stata respinta.
(71) La società ha chiesto un adeguamento per differenze inerenti allo stadio commerciale, sostenendo che il prezzo all'esportazione costruito sarebbe a uno stadio commerciale diverso rispetto al valore normale.
La richiesta è stata respinta, in quanto l'esportatore interessato non è stato in grado di dimostrare che il prezzo all'esportazione costruito era a uno stadio commerciale diverso rispetto al valore normale e che detta differenza incideva sulla comparabilità dei prezzi, conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, lettera d) del regolamento di base.
(72) Qualora non venisse concesso l'adeguamento relativo allo stadio commerciale, l'esportatore ha chiesto detrazioni specifiche dal valore normale per le retribuzioni dei venditori, le spese di pubblicità e altre.
Conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, lettera k) del regolamento di base, i produttori/esportatori possono chiedere adeguamenti per differenze inerenti a fattori non contemplati dalle lettere da a) a j), qualora dimostrino che essi incidono sulla comparabilità dei prezzi. Nella fattispecie, tuttavia, poiché le imprese non hanno fornito alcuna prova che i suddetti fattori incidano sulla comparabilità dei prezzi, la richiesta è stata respinta.
(73) Il produttore/esportatore sostiene di aver versato delle commissioni alle imprese collegate in Giappone quale compenso per la partecipazione di tali società nella commercializzazione del prodotto in causa e ha chiesto una detrazione per l'importo totale di dette commissioni.
Nel corso della verifica in loco è stato appurato che le commissioni pagate alle imprese in Giappone per le vendite interne rappresentavano un semplice trasferimento interno di liquidi, in quanto non è stato possibile accertare la partecipazione delle società giapponesi collegate alle vendite sul mercato interno. Di conseguenza, è stato deciso di non tener conto della richiesta.
e.4) Margine di dumping
(74) Dal confronto effettuato tra la media ponderata del valore normale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione è emersa l'esistenza di pratiche di dumping nei confronti della società sottoposta ad inchiesta. Il margine di dumping provvisorio espresso in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria è il seguente:
SPAZIO PER TABELLA
(75) Per le società che non hanno collaborato, si è dovuto determinare il margine di dumping provvisorio in base alle informazioni disponibili (cfr. il considerando 28). Tale margine, espresso in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, è stato fissato al 64,3 %.
f) Thailandia
(76) Una sola società tailandese ha accettato di collaborare all'inchiesta della Commissione. Tale società è collegata ad uno dei produttori/esportatori taiwanesi che hanno collaborato all'inchiesta.
f.1) Valore normale
(77) L'unico produttore tailandese che ha accettato di collaborare non ha effettuato alcuna vendita del prodotto in causa sul mercato interno durante il periodo dell'inchiesta. Di conseguenza, il valore normale per tale produttore è stato costruito in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento di base.
Poiché non erano disponibili informazioni relative al mercato interno circa le vendite del prodotto simile effettuate da altri produttori né circa le vendite effettuate nello stesso settore commerciale, la Commissione ha ritenuto che le spese amministrative, generali e di vendita e l'importo per il profitto da utilizzarsi per costruire il valore normale debbano essere stabiliti in base a «qualunque altro metodo appropriato», secondo quanto previsto all'articolo 2, paragrafo 6, lettera c) del regolamento di base. A tal fine, e in assenza di qualsiasi altra informazione attendibile sul mercato tailandese, si è ritenuto opportuno tener conto della media delle spese amministrative, generali e di vendita e del profitto relativo alle vendite remunerative realizzate sul mercato interno di Taiwan. Il ricorso alle spese amministrative, generali e di vendita e al profitto di Taiwan appare giustificato, in quanto l'impresa del produttore tailandese è parzialmente di proprietà di una delle maggiori società taiwanesi e poiché Taiwan rappresenta un vasto mercato nel quale gli operatori commerciali interessati operano in situazione di concorrenza.
f.2) Prezzo all'esportazione
(78) Tutte le vendite di telecopiatrici ad uso privato da parte della società tailandese sul mercato comunitario sono state effettuate attraverso il produttore/importatore collegato di Taiwan, il quale ha provveduto a riesportare i prodotti. Il prezzo all'esportazione è stato stabilito sulla base dei prezzi pagati o pagabili alla società taiwanese da acquirenti indipendenti nella Comunità; detto prezzo è stato considerato attendibile in quanto non influenzato da relazioni intragruppo.
f.3) Confronto
(79) Quando erano soddisfatte le condizioni richieste, sono state effettuate detrazioni per le differenze inerenti a trasporto, imballaggio, spese di carico, credito e commissioni.
(80) Come già spiegato sopra, tutte le esportazioni del produttore tailandese sono state effettuate attraverso la sua società collegata a Taiwan. È stato accertato che, a motivo della relazione tra le due imprese, i prezzi applicati dal produttore tailandese non erano attendibili. Al fine di determinare un prezzo attendibile per i prodotti esportati dalla Thailandia nella Comunità, il prezzo applicato dalla società taiwanese nella Comunità è stato adeguato a livello franco frontiera tailandese. Poiché le funzioni svolte dalla società taiwanese collegata possono considerarsi analoghe a quelle di un operatore commerciale che operi dietro compenso di una commissione, è stata effettuata una detrazione del 5 % sul prezzo del prodotto venduto per la prima volta ad un acquirente indipendente nella Comunità. La cifra è stata ritenuta congrua dato il grado di coinvolgimento dell'impresa collegata nelle attività di vendita del produttore tailandese.
f.4) Margine di dumping
(81) Dal confronto effettuato tra la media ponderata del valore normale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione è emersa l'esistenza di pratiche di dumping nei confronti della società che ha collaborato all'inchiesta. Il margine di dumping provvisorio espresso in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria è il seguente:
SPAZIO PER TABELLA
(82) Per le società che non hanno collaborato, si è dovuto determinare il margine di dumping provvisorio in base alle informazioni disponibili. Tale margine, espresso in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, è stato fissato al 22,0 %.
g) Malaysia
g.1) Mancata collaborazione
(83) Nessuno dei produttori/esportatori malesi ha collaborato nel presente procedimento. In assenza di informazioni di qualsiasi tipo da parte delle società, il margine di dumping per tutte le esportazioni originarie della Malaysia è stato determinato in base ai dati disponibili, in conformità dell'articolo 18, paragrafo 1 del regolamento di base.
g.2) Margine di dumping
(84) Il margine di dumping provvisorio è stato determinato in base ai dati disponibili. Poiché non erano disponibili informazioni che consentissero di determinare il livello di dumping praticato da nessuno dei produttori/esportatori malesi, per evitare di premiare l'omessa collaborazione si è deciso di ricorrere al margine di dumping massimo riscontrato per le società che hanno collaborato, ovvero il margine accertato per uno degli esportatori giapponesi. Espresso in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, il margine è stato fissato al 109,4 %.
3. Paesi ad economia non di mercato
a) Repubblica popolare cinese
(85) Cinque società produttrici di telecopiatrici ad uso privato di origine cinese hanno collaborato alla presente inchiesta. Quattro di esse esportavano i loro prodotti nella Comunità via Hong Kong e sono state pertanto sottoposte a verifiche in loco.
(86) Salvo indicazione contraria, il metodo utilizzato per determinare il margine di dumping per la Cina è quello di cui ai considerando da 14 a 28 per i paesi ad economia di mercato.
a.1) Scelta del paese di riferimento
(87) Dato che la Cina non è un paese ad economia di mercato, si è reso necessario un confronto tra i prezzi all'esportazione applicati dagli esportatori cinesi e il valore normale determinato rispetto ad un paese terzo ad economia di mercato. Il denunziante ha proposto la Corea, proposta che la Commissione ha ripreso nell'avviso di apertura.
Al fine di ottenere un quadro dettagliato della situazione della concorrenza in ciascun mercato interno, si è deciso di chiedere alle autorità nazionali dei paesi esportatori ad economia di mercato interessati di fornire informazioni circa le importazioni di telecopiatrici in tali paesi. È stata inoltre condotta un'inchiesta per stabilire la possibilità di utilizzare i valori normali degli Stati Uniti: nessuna società statunitense, tuttavia, ha accettato di collaborare. Sebbene si sia tenuto conto delle osservazioni delle parti che avevano mosso obiezioni alla proposta iniziale, esse sono state contraddette dai risultati dell'inchiesta della Commissione o ritenute inadeguate come base per un'alternativa valida.
Infine, la Commissione ha ritenuto che la Corea fosse un paese terzo ad economia di mercato idoneo ai fini della determinazione del valore normale, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 7 del regolamento di base, a motivo delle dimensioni e dello sviluppo del mercato e del livello di concorrenza esistente tra le diverse società produttrici del prodotto in oggetto. Si può anzi affermare che le vendite del prodotto in oggetto sul mercato interno coreano siano rappresentative rispetto alle esportazioni cinesi nella Comunità. La presenza di almeno quattro produttori sul mercato interno garantisce del resto un grado sufficiente di concorrenza. Si deve infine osservare che le importazioni di telecopiatrici in Corea rappresentano una quantità non trascurabile.
a.2) Trattamento individuale
(88) Le cinque società che hanno collaborato hanno chiesto un trattamento individuale.
(89) Conformemente all'articolo 9, paragrafo 5 del regolamento di base, la politica della Commissione consiste nel calcolare un unico dazio per tutto il paese per i paesi non ad economia di mercato, tranne in casi in cui le imprese possono dimostrare un grado di indipendenza sul piano giuridico e fattuale comparabile a quello che prevarrebbe in un paese ad economia di mercato e tale da giustificare una deroga alla determinazione di un dazio unico. A tal fine sono state rivolte agli esportatori domande dettagliate circa la proprietà, la gestione, il controllo e la decisione delle politiche commerciali delle loro imprese.
(90) Di conseguenza, si è deciso di calcolare i margini di dumping individuali per due esportatori con sede a Hong Kong collegati a produttori/esportatori giapponesi che vendevano telecopiatrici ad uso privato di origine cinese fabbricati in Cina da imprese subappaltatrici. In particolare, è emerso che i prezzi all'esportazione nella Comunità e le politiche di commercializzazione erano di competenza della sede centrale in Giappone, senza alcun intervento da parte delle autorità cinesi.
(91) Nei confronti delle altre tre società, tutte stabilite in Cina, e che non hanno potuto dimostrare in modo inequivocabile la loro indipendenza sul piano giuridico e fattuale dalle autorità statali (il che è caratteristico di un paese ad economia non di mercato), verrà attribuito il dazio unico calcolato per la Cina.
a.3) Valore normale
(92) Il valore normale per gli esportatori cinesi è stato determinato in base al valore normale stabilito per le società coreane che hanno collaborato (cfr. considerando 30 e 31). In tale contesto, sono stati utilizzati i tipi di prodotto coreano venduti sul mercato interno per i quali sono state riscontrate le stesse caratteristiche dei modelli cinesi esportati nella Comunità.
a.4) Prezzo all'esportazione
(93) I procedimenti e i metodi utilizzati dalla Commissione per determinare il prezzo all'esportazione dei prodotti originari della Cina sono quelli di cui ai considerando da 21 a 24 per i paesi ad economia di mercato.
(94) I prezzi all'esportazione delle vendite effettuate attraverso gli importatori collegati sono stati costruiti sulla base del prezzo pagato o pagabile dal primo acquirente indipendente per il prodotto in questione, sottraendovi le spese generali, amministrative e di vendita e un congruo importo per il profitto, come stabilito al considerando 23. In assenza di qualsiasi informazione rappresentativa da parte di importatori indipendenti nella Comunità, il margine di profitto è stato stimato in via provvisoria al 5 %.
a.5) Confronto
(95) Quando erano soddisfatte le condizioni richieste, sono state effettuate detrazioni sul prezzo all'esportazione per le differenze inerenti a trasporto, imballaggio, credito e commissioni.
(96) Per quanto riguarda il valore normale, tutte le detrazioni accordate agli esportatori coreani (cfr. considerando 36) sono state concesse anche nel caso della Cina.
(97) Tutte le esportazioni nella Comunità dei prodotti fabbricati in Cina sono state effettuate attraverso le società collegate in Giappone, Corea o Hong Kong. Al fine di determinare un prezzo attendibile per i prodotti esportati dalla Cina nella Comunità, il prezzo applicato dalle società collegate è stato adeguato a livello franco frontiera cinese. Poiché le attività svolte dalle società collegate comprendono funzioni analoghe a quelle di un operatore commerciale, è stata accordata una detrazione, sulla base sia dei costi effettivi sostenuti che di stime ragionevoli, per tener conto del fatto che le vendite sono state effettuate attraverso paesi terzi.
(98) Una società che effettua vendite nella Comunità unicamente su base Original Equipment Manufacturing (OEM) ha chiesto un adeguamento per le differenze relative allo stadio commerciale. L'inchiesta svolta in Corea ha tuttavia appurato che non sussisteva alcuna sostanziale o specifica differenza nei prezzi applicati sul mercato coreano tra vendite ad OEM e vendite proprie. Di conseguenza, la suddetta richiesta è stata respinta.
a.6) Margine di dumping
(99) È stato effettuato il confronto tra la media ponderata del valore normale per tipo di prodotto, determinato per la Corea, e la media ponderata del prezzo all'esportazione, previo debito adeguamento di entrambi i valori.
(100) Dal confronto è emersa l'esistenza di pratiche di dumping.
(101) Per altre esportazioni dalla Cina, la determinazione del margine di dumping si è basata sui margini di dumping accertati per i tre esportatori che hanno collaborato, nonché sui dati disponibili (fonte Eurostat) relativi alle esportazioni effettuate da parti che non hanno collaborato.
(102) Il margine di dumping provvisorio per la Cina espresso in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria è fissato al 58,1 %.
(103) I margini di dumping provvisori per le società che hanno beneficiato in via provvisoria del trattamento individuale, espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria sono i seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
D. INDUSTRIA COMUNITARIA
(104) Il denunziante rappresenta più del 25 % della produzione complessiva del prodotto simile fabbricato dall'industria comunitaria. Sagem, l'altro importante produttore comunitario, non si è opposto alla denuncia. Quanto a talune società collegate ad esportatori giapponesi, trattandosi di produttori nella Comunità si tiene conto della loro situazione per determinare la causa del pregiudizio e l'interesse comunitario, ma sono esclusi dalla definizione dell'industria comunitaria: secondo una prassi consolidata delle istituzioni comunitarie, si ritiene infatti che queste società, in virtù delle loro relazioni con i produttori/esportatori interessati, siano state risparmiate dagli effetti negativi delle importazioni oggetto di dumping. Si considera quindi che il denunziante rappresenti l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento di base, poiché risponde ai requisiti di rappresentatività di cui all'articolo 5, paragrafo 4 dello stesso regolamento.
E. PREGIUDIZIO
1. Osservazioni preliminari
(105) Al fine della determinazione del pregiudizio subito dall'industria comunitaria, gli elementi di valutazione necessari si basano tanto sulle informazioni fornite dalle parti interessate e verificate nel corso del procedimento quanto su dati statistici.
2. Consumo comunitario
(106) A causa dello scarso livello di collaborazione di molti dei paesi esportatori interessati, degli operatori comunitari collegati a detti paesi e dell'altro produttore comunitario che non ha presentato denuncia (Sagem), si è dovuto determinare il consumo comunitario sottoponendo a verifica le informazioni fornite dall'industria comunitaria, nonché, in parte, basandosi sui dati disponibili più attendibili. In base a tali dati, la cifra relativa al consumo comunitario è stata ottenuta sommando i volumi delle importazioni di ciascun paese esportatore interessato ai volumi delle vendite del denunziante, dell'altro produttore comunitario (Sagem) e degli altri operatori comunitari collegati ad esportatori giapponesi. Tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta si è registrato il seguente andamento: il consumo comunitario del prodotto in causa è aumentato da 1 173 416 unità nel 1993 a 2 583 587 unità al termine del periodo dell'inchiesta, con un incremento cioè del 120 %.
3. Fattori e considerazioni relativi alle importazioni oggetto di dumping
a) Cumulo
(107) Secondo una prassi consolidata delle istituzioni comunitarie, la Commissione ha esaminato se gli effetti sull'industria comunitaria delle importazioni di telecopiatrici ad uso privato da Repubblica popolare cinese, Giappone, Corea, Malaysia, Singapore, Taiwan e Thailandia dovessero venire analizzati cumulativamente, sulla base dei criteri definiti all'articolo 3, paragrafo 4 del regolamento di base.
(108) È stato accertato che i margini di dumping stabiliti erano superiori al margine minimo, che il volume delle importazioni era notevole e che la quota di mercato minima dei paesi esportatori interessati era superiore al 2 %, vale a dire non trascurabile. Si è ritenuto inoltre che, in generale, le telecopiatrici ad uso privato importate da Repubblica popolare cinese, Giappone, Corea, Malaysia, Singapore, Taiwan e Thailandia siano simili sotto tutti gli aspetti e siano state commercializzate nella Comunità nello stesso periodo e secondo la stessa politica dei prezzi e di mercato. Tali importazioni erano in concorrenza tra di loro e con il prodotto simile dell'industria comunitaria. In tali circostanze e secondo la prassi normale della Comunità, è stato considerato che la valutazione cumulativa delle importazioni dai paesi interessati era giustificata.
b) Andamento delle importazioni dei paesi esportatori interessati
b.1) Metodo
(109) A tale proposito, si deve sottolineare che l'industria comunitaria ha fatto il suo ingresso sul mercato solamente nel 1991. Per tale motivo, dopo aver incrementato progressivamente le proprie capacità di produzione nel corso del 1993 e raggiunto le piene capacità produttive nel 1994, essa ha aumentato tali capacità, il volume di vendite e le quote di mercato nel periodo 1993-1994 a discapito degli esportatori dei paesi interessati. Nel periodo 1994-1996, tuttavia, l'industria comunitaria ha registrato una notevole diminuzione del volume di vendite e delle quote di mercato, mentre i paesi esportatori interessati mostravano aumenti significativi sotto tutti i riguardi.
(110) Di conseguenza, al fine della determinazione del pregiudizio e della causa del pregiudizio, sono stati distinti due periodi: dal 1993 al 1994 e dal 1994 al periodo dell'inchiesta.
b.2) Volume, quote di mercato e media dei prezzi
(111) Dal 1993 al 1994 i paesi esportatori interessati, pur registrando una diminuzione delle quote di mercato del 12,4 % (dal 65,3 % al 52,9 %), hanno aumentato il volume delle esportazioni verso la Comunità del 27,8 % (da 765 836 unità a 978 604 unità). In confronto, il consumo comunitario è aumentato del 57,7 %.
(112) Tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta, il volume delle importazioni dei paesi esportatori interessati è aumentato del 72,7 % (da 978 604 unità a 1 690 241 unità), con un incremento delle quote di mercato del 12,5 % (dal 52,9 % al 65,4 %). In confronto, il consumo comunitario in questo periodo è aumentato del 39,6 %.
(113) L'andamento complessivo per il periodo compreso tra il 1993 e il termine del periodo dell'inchiesta mostra che il volume delle importazioni dai paesi esportatori interessati è aumentato del 120 %.
(114) L'andamento dei prezzi all'importazione applicati dagli esportatori che hanno collaborato mostra che la media di detti prezzi è diminuita dell'11 % dal 1993 al 1994, con ulteriori decrementi del 20,5 % (1994-1995) e del 7,1 % (dal 1995 al periodo dell'inchiesta). La diminuzione complessiva dei prezzi dal 1993 al periodo dell'inchiesta si situava al 34,3 %, mentre quella dal 1994 al periodo dell'inchiesta era del 26,2 %.
Tali cifre dimostrano che gli esportatori hanno recuperato, e in proporzione persino maggiore, il volume delle importazioni e le quote di mercato persi in un primo momento in seguito all'ingresso sul mercato dell'industria comunitaria.
b.3) Sottoquotazione dei prezzi
(115) La Commissione ha esaminato se le vendite dei prodotti in causa esportati nella Comunità da tutti i paesi esportatori interessati sono state effettuate a prezzi inferiori a quelli applicati dall'industria comunitaria nel periodo dell'inchiesta.
(116) Per effettuare un confronto equo e fattibile tra i prezzi all'importazione e i prezzi di vendita applicati dall'industria comunitaria, si è fatto ricorso a determinati criteri per distinguere tra i vari tipi di prodotto in causa e poterli riunire in diversi «panieri».
Ai fini della suddetta distinzione, si è ritenuto che le seguenti tre caratteristiche fossero le più adeguate: la taglierina, la segreteria telefonica e il telefono. Su tali basi, sono state stabilite otto diverse categorie di modelli di telecopiatrici ad uso personale. Il confronto è stato effettuato unicamente tra prodotti che presentavano caratteristiche identiche.
(117) Il confronto è stato effettuato per ciascun modello, allo stesso stadio commerciale, tra i prezzi adeguati a livello franco deposito del prodotto venduto dall'industria comunitaria per la prima volta ad acquirenti indipendenti, da un lato, e i prezzi di vendita dei modelli esportati (a livello cif frontiera comunitaria inclusi i dazi doganali) nonché i prezzi applicati dagli importatori collegati nella Comunità, dall'altra, anch'essi adeguati a livello franco deposito. L'inchiesta svolta ha stabilito che i prezzi delle telecopiatrici ad uso privato importate da Cina, Giappone, Corea, Malaysia, Singapore, Taiwan e Thailandia erano notevolmente inferiori ai prezzi praticati dall'industria comunitaria durante il periodo dell'inchiesta e che sussisteva pertanto una sostanziale sottoquotazione dei prezzi. La media ponderata dei margini di sottoquotazione per esportatore era compresa tra il 5,1 % e il 21 %.
4. Situazione dell'industria comunitaria
(118) Per via degli investimenti compiuti nel 1993, l'industria comunitaria ha registrato tra il 1993 e il 1994 un aumento del 140 % del volume delle vendite e della quota di mercato di circa 9 punti. In confronto, il consumo comunitario (calcolato in unità) è aumentato nello stesso periodo del 57,7 %.
(119) D'altra parte, dal 1994 al periodo dell'inchiesta l'industria comunitaria ha registrato un calo del 14,7 % del volume delle vendite e di circa 9 punti della quota di mercato, mentre il consumo comunitario è aumentato nello stesso periodo del 39,6 %.
(120) Di conseguenza, se i quantitativi prodotti (in unità) sono aumentati del 158 % dal 1993 al 1994, hanno poi registrato un decremento del 16,6 % dal 1994 al periodo dell'inchiesta.
(121) L'indice di sfruttamento degli impianti è diminuito del 33,1 % tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta.
(122) La media dei prezzi di vendita dell'industria comunitaria ha registrato una diminuzione del 16,9 % tra il 1993 e il 1994, seguita da un incremento dell'1,5 % dal 1994 al 1995 e da un ulteriore calo del 18,7 % dal 1995 al periodo dell'inchiesta. La diminuzione complessiva dei prezzi dal 1993 al periodo dell'inchiesta si situava al 31,5 %, mentre la diminuzione dal 1994 al periodo dell'inchiesta era del 17,5 %.
(123) Tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta, le perdite nette sono aumentate del 212,8 %.
(124) Il livello occupazionale, rimasto relativamente stabile tra il 1993 e il 1995, è invece diminuito del 21,7 % dal 1995 al 1996.
(125) L'andamento negativo del volume delle vendite e delle quote di mercato dell'industria comunitaria nel periodo dal 1994 al 1996 riflette pertanto l'andamento positivo delle esportazioni dai paesi interessati nello stesso periodo.
5. Conclusioni
(126) Sulla scorta di quando precede, si conclude che l'industria comunitaria ha subito un grave pregiudizio nel periodo dal 1994 al periodo dell'inchiesta. Tale pregiudizio si è concretizzato nella diminuzione del volume delle vendite, delle quote di mercato e dell'indice di utilizzazione degli impianti, in perdite continue e crescenti e in diminuzione dei posti di lavoro. In tali circostanze e sulla base dell'andamento negativo dei suddetti indicatori economici, si conclude che l'industria comunitaria ha subito un grave pregiudizio ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di base.
F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
(127) La Commissione ha esaminato se il grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria sia stato causato dalle importazioni in dumping dai paesi interessati e se altri fattori possano aver causato detto pregiudizio o possano avervi contribuito.
1. Effetti delle importazioni in dumping
(128) L'aumento in volume e in quota di mercato delle importazioni in dumping, a prezzi inferiori a quelli dell'industria comunitaria, è coinciso con il pregiudizio subito dall'industria comunitaria, concretizzatosi in particolare in perdite notevoli del volume delle vendite e delle quote di mercato. Si ritiene che i paesi esportatori interessati abbiano recuperato, mediante le importazioni in dumping, il volume delle vendite e le quote di mercato che l'industria comunitaria aveva ottenuto inizialmente in seguito agli investimenti effettuati nel 1993. L'inchiesta ha accertato inoltre che il crescente volume delle importazioni in dumping accompagnato dall'andamento al ribasso dei prezzi hanno causato una grave depressione dei prezzi dell'industria comunitaria, a sua volta costretta a diminuire i prezzi per poter rimanere sul mercato. Nonostante tale diminuzione, nel periodo dell'inchiesta i prezzi degli esportatori interessati erano comunque inferiori a quelli dell'industria comunitaria.
(129) La suddetta politica dei prezzi degli esportatori interessati ha rappresentato un pregiudizio particolarmente grave per l'industria comunitaria nella prospettiva della trasparenza del mercato dei consumatori, il quale ha ripercussioni immediate sugli importatori e sugli operatori commerciali.
2. Effetti causati da altri fattori
(130) La Commissione ha esaminato se altri fattori, diversi dalle importazioni in dumping in oggetto, possano aver causato il pregiudizio subito dall'industria comunitaria o possano avervi contribuito.
a) Altre importazioni
(131) Si è posta particolare attenzione nel valutare se la concorrenza da altri paesi terzi possa aver contribuito a determinare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria. A tale riguardo, non si è pervenuti ad alcun risultato in merito a esportazioni significative effettuate nel periodo dell'inchiesta da nessun altro paese oltre a quelli citati nella denuncia.
b) Altri fattori pertinenti
(132) L'industria comunitaria ha subito nel periodo dal 1994 al 1995 perdite finanziarie dovute a specifiche difficoltà determinate da un prodotto progettato in funzione di e venduto ad un unico cliente. Tali perdite sono state escluse dall'analisi della redditività del denunziante in quanto non attribuibili alle importazioni in dumping.
(133) Si è anche posta attenzione nel valutare in quale misura la situazione dell'industria comunitaria, in particolare la struttura dei costi, sia stata influenzata da un ingresso sul mercato relativamente tardivo, avvenuto cioè soltanto nel 1991, quando altri concorrenti avevano già consolidato la loro presenza sul mercato per il prodotto in causa. A tale proposito, nel corso dell'inchiesta non è emerso in alcun modo che detto ingresso abbia avuto in generale, nel periodo dal 1993 al 1996, un'influenza negativa tale sui risultati economici dell'industria comunitaria da potersi definire grave, né si è avuta indicazione del fatto che i costi di avviamento relativi allo sviluppo delle capacità di produzione negli anni 1992-1993 abbiano superato il livello dei costi sostenuti di norma in tali casi. In seguito all'ingresso sul mercato nel 1991, l'industria comunitaria poteva ragionevolmente prevedere risultati finanziari positivi negli anni successivi, sempreché prevalessero eque condizioni di mercato. Tale aspettativa, che si fondava sulla sua solida base industriale e tecnologica, sulla presenza di una vasta rete di distribuzione e sulle economie di scala da conseguirsi grazie alle accresciute capacità di produzione, appariva ragionevole anche alla luce dell'espansione del mercato allora prevedibile. In contrasto con tali aspettative, tuttavia, l'industria comunitaria ha registrato una diminuzione del volume delle vendite, delle quote di mercato, del livello di occupazione e dei profitti. In conclusione, si ritiene che il suo ingresso tardivo sul mercato non abbia causato un pregiudizio grave all'industria comunitaria.
(134) Sagem (Francia), il secondo maggior produttore del prodotto in causa nella Comunità, non ha accettato di collaborare nel presente procedimento. Tuttavia, dalle relative informazioni disponibili si ricava che le sue quote di mercato, che avevano registrato un aumento dal 1993 al 1994, sono sensibilmente diminuite tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta, e inoltre che sul suo mercato più importante la società applicava normalmente i prezzi più elevati entro un gruppo di tipi di prodotto comparabili. Di conseguenza, in base ai dati disponibili, appare improbabile che tale concorrente all'interno della Comunità abbia potuto causare un grave pregiudizio.
3. Conclusioni
(135) Il tali circostanze la Commissione conclude, ai fini delle risultanze provvisorie, che l'elevato volume delle importazioni oggetto di dumping originarie della Cina, Giappone, Corea, Malaysia, Singapore, Taiwan e Thailandia, considerate isolatamente, ha causato un grave pregiudizio all'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di base.
G. INTERESSE COMUNITARIO
1. Considerazioni di principio
(136) In conformità dell'articolo 21, paragrafo 1 del regolamento di base, la Commissione ha esaminato, alla luce di tutti gli elementi di prova presentati, gli aspetti inerenti all'interesse della Comunità. Ai fini di tale valutazione, occorre prendere in particolare considerazione la finalità delle misure antidumping, che consiste nell'eliminare le distorsioni degli scambi provocate dalle pratiche di dumping e nel ripristinare una concorrenza effettiva. A tale riguardo, va osservato che nel corso del periodo dell'inchiesta l'industria comunitaria non ha esportato alcune telecopiatrici ad uso privato di sua produzione nei paesi interessati dal presente procedimento, ciò che potrebbe far desumere che l'accesso ai mercati di detti paesi le venga impedito. Nonostante l'esigenza di eliminare gli effetti pregiudizievoli del dumping, è comunque necessario valutare, nei casi in cui è accertata l'esistenza di pratiche di dumping, del pregiudizio e del rapporto di causalità, se l'adozione di misure sia chiaramente contraria all'interesse della Comunità.
2. Industria comunitaria
(137) Per quanto riguarda l'impatto potenziale dei dazi antidumping sull'industria comunitaria, si è accertato che detta industria è strutturalmente redditizia. L'eliminazione del pregiudizio subito le consentirà di rendere economicamente redditizia la sua attività e di mantenere il livello occupazionale. Tale obiettivo, secondo la strategia stabilita dall'industria, verrebbe conseguito principalmente mediante un incremento del volume delle vendite e dunque dell'indice di utilizzazione degli impianti, il che a sua volta determinerebbe immediatamente un notevole ribasso dei costi unitari di produzione e un miglioramento della situazione finanziaria dell'industria stessa.
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(138) L'incremento del volume delle vendite dell'industria comunitaria avrebbe per conseguenza un aumento della sua quota di mercato, ciò che a sua volta incrementerebbe l'offerta complessiva del prodotto comunitario sul mercato.
3. Importatori e operatori commerciali non collegati
(139) Sono stati inviati dei questionari a 33 importatori (non collegati agli esportatori interessati) e ad associazioni di consumatori e commerciali. Hanno fornito risposte soltanto 14 società di importatori non collegati (cfr. il punto 6), mentre non hanno accettato di collaborare né l'Ufficio europeo delle unioni di consumatori (BEUC) né l'Associazione per il commercio estero (FTA).
(140) Va osservato che le imprese che hanno collaborato differivano notevolmente in termini di dimensioni e di attività, poiché alcune sono grandi società di telecomunicazioni e altre operatori commerciali del prodotto in causa. È stato comunque possibile trarre conclusioni di carattere generale dai dati forniti da dette società e sottoposti a verifica.
(141) Quanto al fatturato del prodotto in oggetto, nella maggior parte dei casi esso rappresentava soltanto una piccola parte delle attività complessive delle suddette società, vale a dire in media l'1 % del fatturato globale. La media del margine lordo per il prodotto nel periodo dell'inchiesta era del 17,8 %. Quanto alla redditività netta, soltanto cinque degli importatori non collegati che hanno collaborato hanno potuto, sulla base del loro sistema di contabilità, presentare i tassi di profitto netti per il prodotto in causa. Per tali imprese, a motivo del ribasso dei prezzi di mercato nel periodo dell'inchiesta, la media della redditività netta per le telecopiatrici ad uso privato risultava negativa (-1,1 %).
(142) Riguardo agli importatori non collegati che hanno collaborato, nessun posto di lavoro era direttamente legato al prodotto interessato, in quanto gli addetti delle imprese e dei punti di rivendita rilevanti trattavano un ampio ventaglio di prodotti (e talvolta servizi) per il trattamento di dati e per le apparecchiature di telecomunicazioni, e le telecopiatrici ad uso privato rappresentavano soltanto una piccola parte della loro attività complessiva. Nessun investimento diretto di rilievo è stato del resto effettuato per il prodotto in causa.
(143) Quanto all'impatto potenziale dei dazi antidumping sugli operatori commerciali, quasi tutte le imprese hanno affermato che, data l'importanza minore del prodotto in oggetto rispetto alla loro attività globale, i dazi non avrebbero un impatto sensibile sulle vendite, i profitti e il livello occupazionale complessivi.
4. Consumatori
(144) Quanto al potenziale impatto dei dazi antidumping sui consumatori, sebbene sia stato contattato dai servizi della Commissione, l'Ufficio europeo delle unioni di consumatori (BEUC) non ha fornito alcuna informazione e pertanto non ha collaborato alla presente inchiesta. La maggior parte degli importatori ha affermato che la domanda dei consumatori dovrebbe diminuire a causa dell'aumento di prezzo dovuto ai dazi antidumping. Alcune imprese sostengono inoltre che tale aumento di prezzo favorirebbe la sostituzione delle telecopiatrici ad uso privato con il fax o la posta elettronici attraverso PC. Altre affermano invece che per via della facilità di impiego e dei costi notevolmente bassi di una telecopiatrice ad uso privato rispetto ad un PC con stampante, il prodotto in oggetto non sarebbe in pratica sostituibile con un PC. Le suddette parti sostengono dunque che l'aumento dei prezzi non dovrebbe scoraggiare i consumatori dall'acquisto dei prodotti interessati. Detti argomenti saranno approfonditi nella fase definitiva, mentre ai fini delle conclusioni provvisorie della Commissione, va notato quanto segue:
(145) Sulla base delle informazioni disponibili in questa fase, sembra che l'imposizione dei dazi antidumping determinerebbe con tutta probabilità un incremento significativo della produzione globale della Comunità, in quanto la strategia adottata dall'industria comunitaria consiste principalmente nell'aumentare il volume delle vendite (in modo da diminuire il costo unitario di produzione) piuttosto che nell'aumentare i prezzi, al fine di potenziare ulteriormente la propria competitività. Tale ipotesi appare assai probabile, dati i notevoli costi fissi sostenuti dall'industria, ciò che l'inchiesta ha confermato. Sembra inoltre giustificata l'ipotesi secondo cui tale tendenza verrebbe seguita dagli altri produttori comunitari. Si ritiene che l'impatto dei dazi antidumping sui prezzi di mercato sarebbe limitato, in quanto una quota notevole della fornitura sul mercato è di produzione comunitaria e pertanto non è soggetta alle misure antidumping. Nel corso del periodo dell'inchiesta, circa il 35 % della fornitura di prodotto sul mercato comunitario proveniva dai produttori comunitari, ovvero dall'industria comunitaria, dalla Sagem e dai produttori collegati ad esportatori giapponesi (i quali hanno deciso anch'essi di non collaborare). Secondo una stima basata sulle conclusioni provvisorie, in particolare sui dati relativi alla capacità di produzione e all'utilizzazione degli impianti da parte dell'industria comunitaria, si può ipotizzare che a seguito dell'imposizione delle misure la fornitura di prodotto sul mercato dell'insieme dei produttori comunitari aumenterebbe di circa il 50 %. Per tale quota notevole della fornitura sul mercato si ritiene che non vi dovrebbe essere un aumento di prezzo, perlomeno non in modo significativo.
(146) Secondo la proposta specificata di seguito, le vendite sul mercato comunitario del prodotto esportato dai paesi esportatori interessati sarebbero soggette ad un dazio provvisorio medio del 29 % (valore cif frontiera comunitaria). In uno scenario statico, l'impatto medio sui prezzi al consumo per circa il 65 % del mercato comunitario (secondo quanto accertato nel periodo dell'inchiesta), tenuto conto dei margini lordi comuni per operatori commerciali e dettaglianti accertati durante l'inchiesta, si situerebbe intorno al 20 %. Un'analisi più dinamica e realistica degli effetti dei dazi provvisori suggerisce tuttavia che tale impatto dovrebbe essere minore. I dazi antidumping provvisori per otto esportatori sarebbero compresi tra il 7 % e il 17 %, con un impatto sui prezzi al consumo compreso soltanto tra il 5 % e l'11 %. Tali esportatori rappresentano circa la metà delle esportazioni in causa, ovvero circa il 30 % del mercato comunitario secondo quanto accertato nel periodo dell'inchiesta. Un aumento dei prezzi per il prodotto interessato in conseguenza dell'imposizione dei dazi provvisori sarebbe pertanto inevitabile. Detto aumento sarebbe più limitato per gran parte delle importazioni, come dimostrato sopra, mentre risulterebbe maggiore per i restanti esportatori per i quali, nella fase attuale, sono stati fissati provvisoriamente margini di dumping e di pregiudizio elevati. Tuttavia, l'aumento dei prezzi deve essere considerato alla luce dei vantaggi a lungo termine per i consumatori derivanti dallo sviluppo di un'offerta alternativa rispetto ai produttori comunitari di un ventaglio completo di prodotti, inclusi i modelli più sofisticati.
(147) Come è già stato ricordato, sebbene sia stato contattato appositamente dai servizi della Commissione, l'Ufficio europeo delle unioni di consumatori (BEUC) ha deciso di non collaborare alla presente inchiesta. Precedentemente all'elaborazione dei risultati definitivi, la Commissione esaminerà più in dettaglio l'incidenza delle misure sui consumatori e prenderà in considerazione tutte le osservazioni eventualmente presentate dalle parti interessate, in particolare dalle associazioni di consumatori.
(148) Lo stesso vale per eventuali osservazioni in merito alla definizione del prodotto simile che possano avere effetti sulle considerazioni relative ad importatori, operatori commerciali e consumatori.
5. Incidenza dei dazi antidumping sulla concorrenza
(149) Alla luce delle precedenti considerazioni circa il probabile sviluppo del mercato comunitario successivamente all'imposizione dei dazi antidumping, si ritiene nella fase attuale che tali misure non avrebbero effetti significativi sulla situazione della concorrenza in tale mercato, sul quale sono in concorrenza tra loro numerosi operatori.
6. Conclusioni
(150) La Commissione ritiene che, ai fini delle conclusioni provvisorie, l'imposizione di misure antidumping relative alle importazioni di telecopiatrici ad uso privato originarie della Cina, Giappone, Corea, Malaysia, Singapore, Taiwan e Thailandia non sia contro l'interesse della Comunità.
H. DAZIO PROVVISORIO
1. Metodo
(151) Sulla base delle suddette conclusioni relative al dumping, al pregiudizio e all'interesse comunitario, la Commissione ha valutato il livello del dazio provvisorio da imporre. A tale scopo, la Commissione ha tenuto conto dei margini di dumping accertati e dell'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
(152) Per determinare il livello della soglia del pregiudizio, la Commissione ha tenuto conto della differenza (per unità) tra il prezzo non pregiudizievole (ovvero la media ponderata dei costi di produzione maggiorata del 12 % per il profitto) praticato dall'industria comunitaria, calcolato a livello franco fabbrica, e il prezzo all'importazione del prodotto interessato, dazio corrisposto. Si è riscontrato che un margine di profitto del 12 % sul costo poteva considerarsi il minimo adeguato per questo tipo di industria, nonché un importo che l'industria comunitaria poteva ragionevolmente ipotizzare in assenza di importazioni pregiudizievoli in dumping.
Come indicato alla sezione b. 3) («Sottoquotazione dei prezzi»), il confronto è stato effettuato tra gruppi di modelli di prodotto comparabili, tenuto conto dei diversi stadi commerciali. L'importo della sottoquotazione è stato poi espresso in percentuale del prezzo del prodotto importato a livello cif frontiera comunitaria.
(153) I risultati mostrano margini di pregiudizio notevolmente differenti per gli esportatori interessati, il che significa che dette imprese hanno adottato, quanto alla loro politica dei prezzi, strategie diverse relativamente alle loro attività sul mercato comunitario.
(154) Il confronto ha stabilito i seguenti margini di pregiudizio per ciascun produttore/esportatore:
SPAZIO PER TABELLA
(155) Fatta eccezione per la Cina, il margine di sottoquotazione per gli esportatori che non hanno collaborato (cfr. «Altri» sopra) è stato stabilito in base al margine massimo accertato per un singolo gruppo di modelli esportati in quantità rappresentative dagli esportatori che hanno collaborato nel paese interessato. Il margine di sottoquotazione residuo è stato determinato sulla base della media ponderata del margine per tale gruppo di modelli di prodotto, espressa in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria. Per la Cina, il margine di sottoquotazione è stato stabilito sulla base della media del margine di sottoquotazione calcolata per le tre società che hanno collaborato e a cui non è stato accordato il trattamento individuale, e sulla base dei dati disponibili per le società che non hanno collaborato.
2. Dazio antidumping provvisorio
(156) Sulla scorta di quanto precede, i dazi antidumping provvisori dovrebbero venire imposti al livello dei margini di dumping accertati, ma non dovrebbero essere superiori ai margini di pregiudizio stabiliti di cui sopra,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di telecopiatrici di peso minore o uguale a 5 kg e il cui corpo principale presenta dimensioni (larghezza, profondità, altezza) non superiori a 470 mm × 450 mm × 170 mm di cui al codice NC 8517 21 00 (codice Taric 8517 21 00 10) originarie della Repubblica popolare cinese, del Giappone, della Corea, della Malaysia, di Singapore, di Taiwan e della Thailandia, ad esclusione delle telecopiatrici che utilizzano tecniche di stampa a getto d'inchiostro o «laser».
2. L'aliquota del dazio provvisorio relativo al prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è la seguente per i prodotti originari dei paesi elencati di seguito:
SPAZIO PER TABELLA
Le sudette aliquote non si applicano ai prodotti fabbricati dalle società sottoelencate, i quali sono soggetti alle seguenti aliquote del dazio antidumping:
SPAZIO PER TABELLA
Il suddetto dazio provvisorio per la Repubblica popolare cinese non si applica ai prodotti fabbricati per conto delle società sottoelencate, che sono soggetti alle seguenti aliquote del dazio antidumping:
SPAZIO PER TABELLA
3. Salvo altrimenti disposto, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Le parti di cui all'articolo 20, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 384/96 possono comunicare le loro osservazioni per iscritto o chiedere di essere sentite dalla Commissione entro 15 giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento.
Le parti di cui all'articolo 21, paragrafo 4 del regolamento (CE) n. 384/96 possono comunicare osservazioni sull'applicazione del presente regolamento entro un mese dalla data della sua entrata in vigore.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Salvo il disposto degli articoli 7, 9, 10 e 14 del regolamento (CE) n. 384/96, il presente regolamento si applica per un periodo di sei mesi, se il Consiglio non adotta misure definitive prima della scadenza di tale periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 1997.

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