Document ID: 31984R2464

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REGOLAMENTO (CEE) N. 2464/84 DELLA COMMISSIONE
del 24 agosto 1984
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sull'importazione di alcuni tipi di pale originarie del Brasile
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte dei paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
previa consultazione in seno al comitato consultivo previsto dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Nell'ottobre 1983 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dalla Deutscher Schaufel-Verband eV a nome dei produttori tedeschi la cui produzione rappresenta la maggior parte della produzione comunitaria del prodotto in oggetto. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping e al notevole pregiudizio da esse derivante, considerati sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura. Con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha pertanto annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di pale in ferro o in acciaio di cui alla sottovoce ex 82.01 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 82.01-10, originarie del Brasile, ed ha iniziato un'inchiesta.
(2) La Commissione ne ha informato debitamente l'esportatore e l'importatore notoriamente interessati nonché i rappresentanti del paese esportatore ed i ricorrenti, ed ha offerto a tutte le parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di essere sentite oralmente. Tutte le parti interessate hanno rese note per iscritto le proprie osservazioni e hanno chiesto ed ottenuto di essere sentite oralmente.
(3) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della valutazione preliminare ed ha avviato un'inchiesta in loco presso le seguenti ditte:
produttore CEE: Idealspaten - Bredt KG, Herdecke, Repubblica federale di Germania;
esportatore non comunitario: Metalurgica Timboense S/A, Timbo-Santa Catarina, Brasile.
(4) Nel corso dell'indagine l'esportatore e l'importatore hanno affermato che, a norma dell'articolo 4, paragrafo 5, del regolamento (CEE) n. 2176/84, i ricorrenti non avevano il diritto di presentare una denuncia. Essi sostengono che, nella denuncia, la quota tedesca della produzione comunitaria complessiva viene sopravvalutata rispetto alla cifra reale e che pertanto non può essere considerata una proporzione notevole della produzione comunitaria totale.
(5) Data la mancanza di statistiche comunitarie ufficiali relative al prodotto in questione, la Commissione ritiene ragionevole il tentativo dei ricorrenti di valutare la quota tedesca della produzione comunitaria totale. Nonostante alcuni errori rilevati dall'esportatore e dall'importatore nelle cifre presentate dai ricorrenti, l'opinione iniziale della Commissione secondo cui la produzione tedesca complessiva rappresenta una proporzione notevole di quella comunitaria totale non cambia, e pertanto i produttori tedeschi hanno il diritto di introdurre una denuncia antidumping.
(6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo dal 1o gennaio 1983 al 31 dicembre 1983.
B. Valore normale
(7) Il valore normale è stato determinato in base ai prezzi praticati sul mercato interno in Brasile.
C. Prezzi all'esportazione
(8) I prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi realmente pagati o pagabili per i prodotti venduti ai fini dell'esportazione verso la Comunità.
D. Confronto
(9) L'esportatore brasiliano sostiene che il prezzo all'esportazione e il valore normale non sono comparabili e che, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento (CEE) n. 2176/84, si deve tenere debitamente conto delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi.
(10) L'esportatore ha presentato una richiesta di adeguamento che tenga conto del fatto che i quantitativi esportati nella Comunità sono stati di gran lunga superiori a quelli venduti sul mercato brasiliano. Nella richiesta si afferma che l'adeguamento deve assumere la forma di uno sconto teorico quale verrebbe applicato se gli stessi quantitativi esportati venissero venduti sul mercato interno oppure tenendo conto dei risparmi sul costo di produzione realizzati esportando quantitativi maggiori.
La Commissione ha respinto la richiesta di adeguamento affermando che esso non è giustificato per sconti che hanno valore solo teorico; sebbene la ditta abbia cercato di documentare i risparmi di costo realizzati esportando quantitativi maggiori, le informazioni presentate non sono state sufficienti a convincere la Commissione sull'opportunità di un tale adeguamento.
(11) Quanto alle differenze nelle condizioni e nelle modalità di vendita, gli adeguamenti sono stati effettuati per differenze riguardanti le modalità di pagamento, le commissioni, le spese di trasporto e portuali.
(12) L'esportatore ha chiesto un adeguamento anche per il fondo svalutazione crediti richiesto dalla legge brasiliana.
La Commissione ha respinto la richiesta in quanto questa spesa non ha alcun rapporto diretto con le vendite in questione.
(13) L'esportatore pretendeva inoltre un adeguamento anche perché i prezzi brasiliani vengono aumentati in anticipo per tener conto dell'inflazione che si verifica tra il momento della produzione e quello della vendita; l'esportatore affermava che questo aumento non è necessario per le vendite all'esportazione a causa delle frequenti svalutazioni della moneta brasiliana.
La Commissione ha respinto la richiesta dato che il confronto tra i prezzi interni e quelli all'esportazione va fatto sulla base dei prezzi effettivamente corrisposti o richiesti per transazioni che sono avvenute nello stesso periodo di tempo.
E. Margini
(14) Dal suddetto esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping da parte della Metalurgica Timboense S/A, con un margine medio ponderato del 18,4 %.
F. Pregiudizio
(15) Per quanto riguarda il pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping, dagli elementi di prova a disposizione della Commissione emerge che le importazioni nella Comunità delle pale originarie del Brasile sono passate da 35 t nel 1980 a 369 t nel 1983. Nella Repubblica federale di Germania, il solo paese destinatario di queste importazioni, queste ultime hanno rappresentato un incremento nella quota di mercato dallo 0,9 % nel 1980 al 13,4 % nel 1983.
Non disponendo tuttavia di statistiche relative alle sole importazioni di pale, i dati utilizzati per il calcolo delle quote di mercato comprendono forti quantitativi di vanghe e pertanto la quota brasiliana del mercato tedesco è addirittura sottovalutata.
(16) Quanto ai prezzi di vendita sul mercato tedesco, la Commissione ha riscontrato che essi sono inferiori di circa il 50 % a quelli praticati dai produttori tedeschi.
(17) Per quanto riguarda la qualità delle pale importate, l'esportatore e l'importatore hanno affermato che essa è inferiore a quella del prodotto fabbricato in Germania. Su questo punto le parti in causa hanno presentato alla Commissione prove contraddittorie.
Nonostante gli elementi di prova addotti dall'esportatore e dall'importatore la Commissione non è convinta che il prodotto in dumping sia di qualità inferiore. Essa ha tuttavia deciso provvisoriamente che, anche qualora questa argomentazione venisse accolta e l'adeguamento effettuato, la rimanente differenza tra il prezzo del prodotto in dumping e quello delle pale tedesche sarebbe ancora superiore al margine di dumping provvisoriamente fissato.
(18) La Commissione ha provvisoriamente stabilito che i prezzi molto bassi e il forte incremento delle importazioni in dumping hanno determinato il calo di produzione del 35 %, la flessione delle vendite di oltre il 30 % e la perdita netta della quota di mercato subiti dai ricorrenti tra il 1980 e il 1983. Le importazioni in questione hanno provocato altresì una contrazione dei prezzi, particolarmente sensibile nel 1983, e tale che il principale produttore ricorrente, che nel 1980 godeva di una situazione di redditività, nel 1983 subiva ingenti perdite. Quanto ai produttori più piccoli la loro situazione è ancora più grave dato che, non vendendo una gamma di prodotti altrettanto varia, per la loro sopravvivenza, essi dipendono da un mercato stabile e da prezzi di vendita sufficienti a coprire i costi. A questo proposito la Commissione ha constatato che uno dei produttori più piccoli è recentemente fallito.
(19) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio subito dai ricorrenti sia stato causato da altri fattori, quali la tendenza della domanda o il volume e i prezzi di altre importazioni.
Dalle indagini svolte risulta che nella Repubblica federale di Germania, tra il 1980 e il 1983, la domanda è diminuita del 25 %, mentre le importazioni brasiliane insignificanti nel 1980 sono aumentate in proporzione tale che nel 1983 il Brasile è stato il principale paese esportatore nello Stato membro suddetto.
Per quanto riguarda altre importazioni, soprattutto dall'Europa orientale, la Commissione ha riscontrato che il loro volume, fatta eccezione per la Repubblica democratica tedesca, è diminuito in misura proporzionale al calo della domanda e che pertanto tra il 1980 e il 1983 la loro quota di mercato è rimasta stabile. Dalle informazioni disponibili risulta inoltre che, in generale, i prezzi di dette importazioni, soggette tra l'altro a restrizioni quantitative, sono superiori a livello cif frontiera comunitaria a quelli dei prodotti originari del Brasile.
Poiché l'aumento della quota di mercato brasiliana nella Repubblica federale è stato ottenuto a scapito delle importazioni dall'Europa orientale, importatore ed esportatore hanno sostenuto nel corso dell'inchiesta preliminare che qualsiasi azione contro le importazioni brasiliane avrebbe il solo effetto di incrementare le importazioni dai paesi dell'Est. La Commissione ha accertato invece che l'aumento della quota di mercato brasiliana è stato ottenuto quasi esclusivamente a spese dei produttori comunitari, il fatto che la quota di mercato dell'Europa orientale sia rimasta stabile negli ultimi 4 anni contraddice le argomentazioni dell'importatore e dell'esportatore.
Dopo aver indagato sull'affermazione secondo la quale pale di provenienza italiana sono state vendute nella Repubblica federale a prezzi particolarmente bassi, la Commissione ha rilevato che negli ultimo 4 anni la quota italiana del mercato tedesco è scesa di quasi il 45 % e che i prezzi delle pale italiane, a livello cif frontiera tedesca, sono nettamente superiori a quelli dei prodotti originari del Brasile.
(20) Tenendo quindi conto dell'aumento netto delle importazioni oggetto di dumping e dei prezzi ai quali queste ultime sono vendute nella Comunità, la Commissione ha concluso che le importazioni oggetto di dumping di alcuni tipi di pale, originarie del Brasile, provocano un notevole pregiudizio all'industria comunitaria interessata.
G. Interesse della Comunità
(21) In considerazione del margine del dumping e della portata del pregiudizio accertati provvisoriamente, la Commissione ha concluso che è nell'interesse della Comunità adottare opportune misure. Onde evitare che nel corso della procedura venga arrecato ulteriore pregiudizio, tali misure devono concretarsi nell'imposizione di un dazio provvisorio antidumping.
H. Aliquota del dazio
(22) Considerata la portata del pregiudizio arrecato, l'aliquota del dazio dovrebbe essere corrispondente al margine di dumping valutato in via provvisoria.
(23) Si deve stabilire un periodo durante il quale le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere sentite oralmente,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di pale in ferro o in acciaio di cui alla sottovoce ex 82.01 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 82.01-10, originarie del Brasile.
2. L'importo del dazio è pari al 18,4 % del prezzo cif, dazio non corrisposto.
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali. 4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è soggetta al deposito di una garanzia, pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 2176/84, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere sentite oralmente dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14, del regolamento (CEE) n. 2176/84, il presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima della scadenza di detto periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 24 agosto 1984.

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