Document ID: 31992R2333

REGOLAMENTO (CEE) N. 2333/92 DEL CONSIGLIO del 13 luglio 1992 che stabilisce le norme generali per la designazione e la presentazione dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 822/87 del Consiglio, del 16 marzo 1987, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo(1) , in particolare l'articolo 72, paragrafo 1 e l'articolo 79, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione,
considerando che il regolamento (CEE) n. 3309/85 del Consiglio, del 18 novembre 1985, che stabilisce le norme generali per la designazione e la presentazione dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati(2) , è stato modificato in modo sostanziale; che, in seguito alle numerose operazioni di codificazione cui è stata sottoposta la regolamentazione comunitaria del settore vitivinicolo, in particolare la codificazione delle norme generali per la designazione e la presentazione dei vini e dei mosti di uve che hanno formato oggetto del regolamento (CEE) n. 2392/89(3) , è opportuno, per motivi di razionalità e di chiarezza, procedere alla codificazione anche del regolamento (CEE) n. 3309/85;
considerando che la designazione e la presentazione di un prodotto devono essere intese a fornire al consumatore finale e agli organismi pubblici incaricati della gestione e del controllo del commercio del prodotto stesso informazioni corrette e precise che consentano la valutazione del prodotto in causa; che occorre quindi stabilire norme atte al raggiungimento di tale scopo;
considerando che, per quanto concerne la designazione, si deve operare una distinzione tra le indicazioni obbligatorie necessarie per l'identificazione di un vino spumante o di un vino spumante gassificato e le indicazioni facoltative, intese piuttosto a specificare le caratteristiche intrinseche di un prodotto o a individuarlo sufficientemente rispetto agli altri prodotti della stessa categoria che entrano in concorrenza sul mercato;
considerando che è opportuno stabilire un elenco completo delle indicazioni obbligatorie e precisare le condizioni necessarie per l'uso di tali indicazioni per la designazione dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati;
considerando che, per descrivere sull'etichettatura la natura del prodotto e facilitare così la scelta del consumatore appare necessaria un'informazione sul titolo alcolometrico volumico effettivo dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati; che è dunque opportuno prevedere l'iscrizione obbligatoria per i prodotti in questione del titolo alcolometrico volumico effettivo;
considerando che nella Comunità sono tradizionalmente utilizzate diciture differenti per precisare la denominazione di vendita dei vini spumanti di qualità; che per facilitare la scelta del consumatore finale occorre prevedere che l'indicazione della denominazione di vendita di questi prodotti sia fatta con una di queste diciture, senza che la dicitura «Sekt» possa servire indirettamente da indicazione di provenienza di un vino spumante;
considerando che l'esperienza acquisita dimostra che è necessario precisare che sulle etichette dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati sono ammesse soltanto le indicazioni prescritte dalle disposizioni comunitarie, per informare il consumatore sul tipo del prodotto determinato dal tenore di zucchero residuo;
considerando che per agevolare gli scambi di tali prodotti è opportuno lasciare agli interessati la scelta delle indicazioni facoltative che intendono utilizzare e non fissarne un elenco completo; che tale scelta deve tuttavia limitarsi ad indicazioni che non siano false e non rischino di indurre in errore il consumatore finale o le altre persone alle quali sono dirette;
considerando che crea una certa fiducia nel consumatore il fatto che le varie fasi della lavorazione di un vino spumante di qualità prodotto in una regione determinata (v.s.q.p.r.d.), ossia la coltura dell'uva, la vinificazione, la lavorazione del vino e la formazione della spuma, si siano svolte sotto il controllo della medesima persona fisica o giuridica; che occorre prevedere che i v.s.q.p.r.d. così ottenuti possano distinguersi mediante una dicitura particolare dagli altri vini spumanti;
considerando che le disposizioni particolari relative ai vini di qualità prodotti in regioni determinate (v.q.p.r.d.) sono stabilite dal regolamento (CEE) n. 823/87(4) ; che tali disposizioni sono state modificate, precisando le regole per l'utilizzazione dei nomi di una regione determinata ai fini della designazione dei v.q.p.r.d. compresi i v.s.q.p.r.d.; che in conformità di tali regole soltanto il nome geografico di una zona viticola che produce vini con caratteristiche qualitative particolari può essere utilizzato per designare un v.s.q.p.r.d.; che tali regole prevedono inoltre che il nome di una regione determinata possa essere combinato con una precisazione concernente il modo di elaborazione o il tipo di prodotto; che, per tutelare queste indicazioni tradizionali utilizzate per altri tipi di prodotti di provenienza ben determinata, è opportuno riservare la dicitura «crémant» a taluni v.s.q.p.r.d. elaborati in Francia e nel Lussemburgo; che, per consentire agli elaboratori di vini spumanti che hanno tradizionalmente utilizzato la dicitura «crémant» per la designazione dei loro vini spumanti di adattarsi gradualmente alle suddette norme, è opportuno prevedere una deroga a tali norme per un periodo transitorio;
considerando che per creare condizioni favorevoli ad una concorrenza leale sul mercato dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati occorre stabilire norme particolari per l'utilizzazione di alcune indicazioni facoltative di prestigio che possono valorizzare il prodotto così designato e prevedere inoltre la possibilità che le modalità d'applicazione stabiliscano norme supplementari a livello comunitario;
considerando che l'elaboratore o il venditore sono normalmente in grado, senza difficoltà, di dimostrare agli organi competenti l'esattezza delle indicazioni sull'etichetta; che tali organi non hanno sempre accesso diretto alle fonti d'informazione dell'elaboratore o del venditore; che pertanto, per rendere più efficace l'azione degli organi competenti per sorvegliare e controllare il rispetto delle disposizioni comunitarie nel settore dei vini spumanti, occorre prevedere le possibilità che essi possano, nell'ambito delle procedure applicabili nello Stato membro in cui esercitano le proprie funzioni, esigere, se del caso in collaborazione con gli organi competenti degli altri Stati membri, dall'elaboratore o dal venditore responsabili delle indicazioni figuranti sull'etichetta la prova dell'esattezza delle diciture utilizzate per la designazione; che occorre inoltre prevedere che le diciture di cui non può essere comprovata l'esattezza siano considerate non conformi alle disposizioni comunitarie;
considerando che, date le obbligazioni internazionali della Comunità e degli Stati membri in materia di protezione delle denominazioni d'origine o di indicazioni di provenienza geografica dei vini, occorre prevedere che l'uso di diciture relative ad un metodo di elaborazione possa riferirsi al nome di una unità geografica solo quando il prodotto interessato può essere designato con tale nome;
considerando che gli elementi caratteristici dei vini spumanti o dei vini spumanti gassificati sono essenzialmente determinati da fattori naturali e tecnici che intervengono fin dal momento della coltivazione della vite e della vinificazione; che, ai fini di un'applicazione uniforme, occorre conseguentemente definire per tali prodotti, come per il vino, le condizioni alle quali l'indicazione della categoria del prodotto può essere combinata con il nome dello Stato membro o con l'aggettivo da esso derivato;
considerando che è necessario che la designazione dei vini spumanti e i vini spumanti gassificati nella Comunità possa esser fatta in ognuna delle lingue ufficiali della Comunità per assicurare il rispetto del principio della libera circolazione delle merci in tutta la Comunità; che è tuttavia necessario che le indicazioni obbligatorie siano fatte in modo che il consumatore finale possa comprenderle anche se appaiono sull'etichetta in una lingua che non è la lingua ufficiale del suo paese; che è opportuno che i nomi delle unità geografiche siano scritti unicamente nella lingua ufficiale dello Stato membro in cui ha avuto luogo l'elaborazione del vino spumante affinché il vino spumante così designato sia commercializzato solo sotto la sua denominazione tradizionale; che, date le difficoltà particolari di comprensione delle indicazioni in greco risultanti dal fatto che non sono scritte in caratteri latini, occorre autorizzare la ripetizione di tali indicazioni in una o più altre lingue ufficiali della Comunità;
considerando che la presentazione dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati contiene tradizionalmente elementi tipici, quali i dispositivi di chiusura che distinguono questi prodotti dalle altre bevande; che è quindi opportuno stabilire alcune norme di presentazione relative a tali elementi tipici;
considerando che per informare il consumatore è opportuno disporre che gli imballaggi contenenti bottiglie di vini spumanti o di vini spumanti gassificati e che sono presentati alla vendita siano muniti di un'etichettatura conforme alle disposizioni comunitarie; che tuttavia si possono prevedere eccezioni per gli imballaggi specifici contenenti piccole quantità di prodotti;
considerando che, per stabilire le condizioni di una concorrenza leale tra i vari vini spumanti e vini spumanti gassificati, occorre vietare, nella designazione o nella presentazione di questi vini, gli elementi che possono creare confusione o indurre in errore le persone cui esse sono dirette; che è opportuno in particolare prevedere divieti analoghi per le marche usate per la designazione dei vini spumanti o dei vini spumanti gassificati;
considerando che l'esperienza dimostra che è necessario stabilire che il nome geografico che designa una regione determinata per un v.s.q.p.r.d. sia sufficientemente preciso da evitare qualsiasi possibilità di confusione;
considerando che, per garantire una protezione efficace dei nomi geografici utilizzati per designare i prodotti del settore vitivinicolo, occorre vietare, per la designazione e la presentazione dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati, i marchi che contengano termini identici a un nome geografico utilizzato per designare un altro vino senza che questo vino spumante abbia diritto a tale nome; che esistono tuttavia marchi conosciuti corrispondenti all'identità del titolare originario o del prestanome originario, che sono stati registrati e utilizzati senza interruzione almeno da 25 anni alla data del riconoscimento ufficiale del nome geografico in questione da parte dello Stato membro produttore; che occorre permettere che tali marchi possano continuare ad essere utilizzati;
considerando che i vini spumanti e i vini spumanti gassificati sono in concorrenza sul mercato con altre bevande spumanti e che occorre quindi adottare disposizioni per evitare confusione tra tutte queste categorie di prodotti; che, dato che il rischio di confusione è particolarmente notevole se sono utilizzate alcune lingue ufficiali della Comunità, in particolare quelle derivate dal latino, è opportuno ammettere l'uso delle denominazioni composte contenenti le parole «vino spumante» solo nel caso di un uso tradizionale ammesso alla data dell'entrata in vigore del presente regolamento dello Stato membro in cui è avvenuta l'elaborazione;
considerando che occorre prevedere la possibilità di adottare disposizioni transitorie per agevolare il passaggio dalle norme nazionali alle norme comunitarie in materia di designazione e di presentazione, in particolare per consentire lo smercio dei prodotti la cui designazione e presentazione, effettuate conformemente alle disposizioni nazionali applicabili prima dell'entrata in vigore del presente regolamento, non fossero conformi alle nuove disposizioni comunitarie;
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. Il presente regolamento stabilisce le norme generali per la designazione e la presentazione:
a) dei vini spumanti definiti al punto 15 dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 822/87, elaborati nella Comunità;
b) dei vini spumanti gassificati definiti al punto 16 dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 822/87, originari della Comunità;
c) dei vini spumanti definiti all'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 2391/89 del Consiglio, del 24 luglio 1989, che stabilisce le definizioni di taluni prodotti del settore vitivinicolo dei codici NC 2009 e 2204, originari dei paesi terzi(5) ;
d) dei vini spumanti gassificati definiti all'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 2391/89, originari dei paesi terzi.
I vini spumanti di cui alla lettera a) comprendono:
- i vini spumanti di cui all'articolo 1, secondo comma, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2332/92 del Consiglio, del 13 luglio 1992, relativo ai vini spumanti prodotti nella Comunità(6) ,
- i vini spumanti di qualità di cui all'articolo 1, secondo comma, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2332/92, e
- vini spumanti di qualità prodotti in una regione determinata (v.s.q.p.r.d.) di cui all'articolo 1, secondo comma, lettera c) del regolamento (CEE) n. 2332/92.
2. Le norme di cui al paragrafo 1 si applicano alla designazione dei prodotti ivi indicati:
a) sull'etichettatura;
b) nei registri, nei documenti di accompagnamento e negli altri documenti prescritti dalle disposizioni comunitarie, in appresso denominati «documenti ufficiali», eccettuati i documenti doganali;
c) nei documenti commerciali, in particolare nelle fatture e nelle bollette di consegna;
d) negli annunci pubblicitari, qualora il presente regolamento contenga disposizioni particolari al riguardo.
3. Le norme di cui al paragrafo 1 sono applicabili per la presentazione dei prodotti ivi indicati per quanto riguarda;
a) il recipiente, compreso il dispositivo di chiusura;
b) l'etichettatura;
c) l'imballaggio.
4. Le norme di cui al paragrafo 1 sono applicabili ai prodotti detenuti per la vendita ed a quelli già messi in circolazione.
Articolo 2
Ai fini del presente regolamento, si intende per:
- etichettatura, il complesso delle diciture, dei contrassegni, delle illustrazioni, dei marchi o di altre designazioni, che caratterizzano il prodotto, apposti sullo stesso recipiente, compreso il dispositivo di chiusura, nonché sul pendaglio appeso al recipiente e sul rivestimento del collo delle bottiglie;
- imballaggio, gli involucri protettivi, quali carte, rivestimenti di paglia d'ogni genere, cartoni e casse utilizzati per il trasporto di uno o più recipienti e/o la loro presentazione in vista della vendita al consumatore finale;
- elaboratore di un prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1, la persona fisica o giuridica ovvero l'associazione di tali persone che procede all'elaborazione o vi fa procedere per proprio conto;
- elaborazione, la trasformazione di uve fresche, mosti di uve e di vini in un prodotto menzionato all'articolo 1, paragrafo 1.
TITOLO I Designazione
Articolo 3
1. Per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, la designazione sull'etichettatura comporta l'indicazione:
a) di una dicitura che precisa la denominazione di vendita, conformemente all'articolo 5, paragrafo 2;
b) del volume nominale del prodotto;
c) di una dicitura relativa al tipo di prodotto, conformemente all'articolo 5, paragrafo 3;
d) del titolo alcolometrico volumico effettivo secondo modalità di applicazione da stabilire.
2. Per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a) e b), la designazione sull'etichettatura contiene oltre alle indicazioni elencate al paragrafo 1:
- il nome o la ragione sociale dell'elaboratore o di un venditore stabilito nella Comunità e
- il nome del comune o della frazione e dello Stato membro in cui la suddetta persona ha la sua sede,
in conformità dell'articolo 5, paragrafi 4 e 5.
Qualora sull'etichetta figuri il nome o la ragione sociale dell'elaboratore e qualora l'elaborazione abbia luogo in un comune, una frazione o uno Stato membro diversi da quelli di cui al primo comma, secondo trattino, le indicazioni ivi previste sono completate dall'indicazione del nome del comune o della frazione in cui l'elaborazione è effettuata e, se questa ha luogo in un altro Stato membro, dall'indicazione di quest'ultimo.
3. Per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere c) e d), la designazione sull'etichettatura contiene oltre alle indicazioni di cui al paragrafo 1, l'indicazione:
a) del nome o della ragione sociale dell'importatore, nonché del comune o dello Stato membro in cui questi ha la sede;
b) del nome o della ragione sociale dell'elaboratore, nonché del comune e del paese terzo in cui questi ha la sede, in conformità dell'articolo 5, paragrafi 4 e 5.
4. La designazione sull'etichettatura contiene diciture supplementari nei casi seguenti:
- per i prodotti elaborati con vini originari di paesi terzi, quali quelli previsti all'articolo 68 del regolamento (CEE) n. 822/87, la designazione sull'etichettatura indica che il prodotto è stato elaborato con vini importati e precisa il paese terzo del quale è originario il vino utilizzato per la costituzione della partita;
- per i v.s.q.p.r.d. è indicato sull'etichettatura il nome della regione determinata nella quale sono state raccolte le uve utilizzate per l'elaborazione del prodotto;
- per i vini spumanti di qualità del tipo aromatico di cui all'articolo 1, secondo comma, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2332/92, la designazione sull'etichettatura comporta l'indicazione del nome della varietà di vite da cui sono stati ottenuti, oppure la dicitura «elaborato con uve di varietà aromatiche».
Articolo 4
1. Per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, la designazione sull'etichettatura può essere completata da altre indicazioni, sempreché:
- non rischino di creare confusione nella mente delle persone cui sono destinate: ciò vale soprattutto per le indicazioni obbligatorie di cui all'articolo 3 e per quelle facoltative di cui all'articolo 6;
- sia rispettato, se del caso, l'articolo 6.
2. Gli organismi competenti in materia di vigilanza di controllo nel settore del vino spumante possono, osservando le norme generali di procedura adottate da ciascuno Stato membro, esigere dall'elaboratore o dal venditore di cui all'articolo 3, paragrafo 2, primo comma, primo trattino, la prova dell'esattezza delle diciture utilizzate per la designazione e concernenti la natura, l'identità, la qualità, la composizione, l'origine o la provenienza del prodotto in questione o dei prodotti utilizzati durante l'elaborazione dello stesso.
Allorché tale richiesta proviene:
- dall'organismo competente dello Stato membro nel quale è stabilito l'elaboratore o il venditore, la prova è richiesta direttamente a questi da detto organismo;
- dall'organismo competente di un altro Stato membro, questo fornisce all'organismo competente del paese di stabilimento dell'elaboratore o del venditore, nell'ambito della loro diretta collaborazione, tutti gli elementi utili che consentano a quest'ultimo di esigere la prova di cui trattasi; l'organismo richiedente è informato del seguito dato alla propria richiesta.
Qualora gli organismi competenti constatino che tale prova non è stata fornita, le diciture in questione sono considerate come non conformi al presente regolamento.
Articolo 5
1. Le indicazioni di cui all'articolo 3:
- sono raggruppate nello stesso campo visivo sul recipiente e
- sono presentate in caratteri chiari, leggibili, indelebili e sufficientemente grandi da risaltare sullo sfondo sul quale sono stampate e da poter essere nettamente distinte dal complesso delle altre indicazioni scritte e dei disegni.
È tuttavia ammesso che le indicazioni obbligatorie relative all'importatore figurino fuori del campo visivo nel quale sono raggruppate le altre indicazioni obbligatorie.
2. Per l'indicazione della denominazione di vendita, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), viene apposta una delle diciture seguenti:
a) per un vino spumante di cui all'articolo 1, secondo comma, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2332/92, la dicitura «vino spumante»;
b) per un vino spumante di qualità di cui all'articolo 1, secondo comma, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2332/92, diverso da quello di cui alla lettera d) del presente paragrafo, la dicitura «vino spumante di qualità» o «Sekt»;
c) per un v.s.q.p.r.d. di cui all'articolo 1, secondo comma, lettera c) del regolamento (CEE) n. 2332/92:
- la dicitura «vino spumante di qualità prodotto in una regione determinata» o «v.s.q.p.r.d.» o «Sekt bestimmter Anbaugebiete» o «Sekt bA», o
- una dicitura specifica tradizionale scelta dallo Stato membro in cui è avvenuta l'elaborazione tra quelle contemplate all'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 823/87 e riprodotta in un elenco da adottare, o
- uno dei nomi della regione determinata di v.s.q.p.r.d. di cui all'articolo 15, paragrafo 7, terzo comma del regolamento (CEE) n. 823/87, ovvero
- due di queste diciture usate congiuntamente;
d) per un vino spumante di qualità del tipo aromatico di cui all'articolo 1, secondo comma, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2332/92, la dicitura «vino spumante aromatico di qualità»;
e) per un vino spumante originario di un paese terzo:
- «vino spumante» ovvero
- «vino spumante di qualità» o «Sekt» quando le condizioni per la sua elaborazione siano state riconosciute equivalenti a quelle di cui al titolo III del regolamento (CEE) n. 2332/92.
Per tali vini spumanti, la denominazione di vendita è associata a un riferimento al paese terzo nel quale le uve utilizzate sono state raccolte, vinificate e trasformate in vino spumante. Se i prodotti utilizzati per l'elaborazione del vino spumante sono stati ottenuti in un paese terzo diverso da quello in cui l'elaborazione ha avuto luogo, in applicazione dell'articolo 3, paragrafo 3, il nome del paese in cui è avvenuta l'elaborazione deve risultare chiaramente tra le indicazioni che figurano sull'etichetta;
f) per un vino spumante gassificato originario della Comunità o di un paese terzo, la dicitura «vino spumante gassificato». Se la lingua usata per questa dicitura non indica l'aggiunta di anidride carbonica, l'etichetta è completata con i termini «ottenuto mediante aggiunta di anidride carbonica») conformemente a modalità da determinare.
3. L'indicazione della dicitura relativa al tipo di prodotto determinato dal tenore di zucchero residuo di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c), viene fatta mediante una delle diciture seguenti, comprensibili nello Stato membro o nel paese terzo di destinazione in cui il prodotto è offerto al consumo umano diretto:
- «extra brut» o «extra herb»:
se il tenore di zucchero residuo è compreso tra 0 e 6 g/l;
- «brut» o «herb»:
se il tenore di zucchero residuo è inferiore a 15 g/l;
- «extra dry», «extra trocken» o «extra seco»:
se il tenore di zucchero residuo è compreso tra 12 e 20 g/l;
- «sec», «trocken», «secco» o «asciutto», «dry», «toer», «îçñueò» o «seco»:
se il tenore di zucchero residuo è compreso tra 17 e 35 g/l;
- «demi-sec», «halbtrocken», «abboccato», «medium dry», «halvtoer», «çìssîçñïò», «semi seco» o «meio seco»:
se il tenore di zucchero residuo è compreso tra 33 e 50 g/l;
- «doux», «mild», «dolce», «sweet», «soed», «ãëõêýò», «dulce» o «doce»:
se il tenore di zucchero residuo è superiore a 50 g/l.
Se il tenore di zucchero residuo del prodotto consente l'indicazione di due delle diciture di cui al primo comma, l'elaboratore o l'importatore può usarne una sola, a propria scelta.
In deroga all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c), per i vini spumanti di qualità del tipo aromatico e i v.s.q.p.r.d. del tipo aromatico di cui all'articolo 1, secondo comma, rispettivamente lettera b) e lettera c) del regolamento (CEE) n. 2332/92, la dicitura relativa al tipo di prodotto di cui al primo comma può essere sostituita dall'indicazione del tenore di zucchero residuo espresso in grammi per litro, determinato mediante l'analisi.
Per indicare il tipo del prodotto determinato dal tenore di zucchero residuo, sono ammesse nell'etichettatura unicamente le indicazioni di cui al primo e terzo comma.
4. Il nome o la ragione sociale dell'elaboratore, nonché il nome del comune, o della frazione, e dello Stato in cui questi ha la sede sono indicati:
- per esteso, o
- per quanto riguarda i prodotti elaborati nella Comunità, in codice, sempreché figurino per esteso il nome o la ragione sociale della persona o dell'associazione di persone diverse dall'elaboratore che è intervenuto nel circuito commerciale del prodotto, nonché il comune, o la frazione, e lo Stato membro in cui tale persona o associazione hanno la sede.
5. Qualora il nome di un comune o di una frazione figuri sull'etichetta, per indicare la sede dell'elaboratore o di un'altra persona che abbia partecipato al circuito commerciale oppure per precisare il luogo dell'elaborazione e qualora tale indicazione comporti il nome di una regione determinata ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 823/87, diversa da quella che può essere utilizzata per designare il prodotto in questione, l'indicazione del nome avviene in base a un codice.
Tuttavia, gli Stati membri possono prescrivere, per la designazione dei prodotti elaborati nel proprio territorio, altre opportune misure, in particolare per quanto riguarda la dimensione dei caratteri da utilizzare per questa indicazione, in modo da evitare confusioni relative all'origine geografica del vino.
6. Le diciture indicanti il modo di elaborazione possono essere stabilite dalle modalità di applicazione.
Articolo 6
1. Il nome di un'unità geografica, diversa da una regione determinata, di dimensioni inferiori a uno Stato membro o ad un paese terzo può essere indicato unicamente per completare la designazione:
- di un v.s.q.p.r.d.,
- di un vino spumante di qualità cui è stato attribuito, mediante le modalità d'applicazione, il nome di tale unità geografica, oppure
- di un vino spumante originario di un paese terzo soggetto a condizioni di elaborazione riconosciute equivalenti a quelle di un vino spumante di qualità recante il nome di una unità geografica, nel titolo III del regolamento (CEE) n. 2332/92.
Tale indicazione è autorizzata soltanto a condizone che:
a) sia conforme alle disposizioni dello Stato membro o del paese terzo in cui è stata effettuata l'elaborazione del vino spumante;
b) l'unità geografica in causa sia delimitata con precisione;
c) tutte le uve dalle quali il prodotto in questione è stato ottenuto provengano da tale unità geografica, fatta eccezione per i prodotti contenuti nello sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio;
d) per un v.s.q.p.r.d. tale unità geografica sia situata entro i confini della regione determinata di cui il vino in causa reca il nome;
e) per i vini spumanti di qualità, il nome di tale unità geografica non sia previsto per designare un v.s.q.p.r.d.
In deroga al secondo comma, lettera c), gli Stati membri possono autorizzare l'indicazione del nome di un'unità geografica di dimensioni inferiori a una regione determinata per completare la designazione di un v.s.q.p.r.d., se il prodotto è stato ottenuto almeno per l'85 % da uve raccolte in tale unità.
2. Il nome di una varietà di vite può essere usato unicamente per completare la designazione di un prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1,
- lettera a), oppure
- lettera c), soggetto a condizioni di elaborazione riconosciute equivalenti a quelle previste nel titolo III del regolamento (CEE) n. 2332/92.
Si può indicare il nome di una varietà di vite o di un sinonimo di tale nome soltanto se:
a) la coltivazione di tale varietà e l'impiego dei prodotti da essa ottenuti sono conformi alle disposizioni della Comunità o del paese terzo in cui sono state raccolte le uve utilizzate;
b) tale varietà figura in un elenco che sarà adottato dallo Stato membro in cui sono stati ottenuti i prodotti utilizzati per la costituzione della partita; per quanto riguarda i v.s.q.p.r.d., tale elenco è compilato in conformità dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 823/87 o dell'articolo 18, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2332/92;
c) il nome di questa varietà non può essere confuso con il nome di una regione determinata o di un'unità geografica usato per designare un altro vino prodotto o importato nella Comunità;
d) il prodotto è interamente ottenuto da uve della varietà in questione, fatta eccezione per i prodotti contenuti nello sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio, e se detta varietà caratterizza in modo determinante il prodotto ottenuto.
In deroga al secondo comma, gli Stati membri produttori possono:
- ammettere l'indicazione del nome di una varietà di vite se il prodotto è ottenuto almeno per l'85 % da uve della varietà in causa, fatta eccezione per i prodotti contenuti nello sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio, e se detta varietà caratterizza in misura determinante il prodotto ottenuto;
- ammettere l'indicazione del nome di due varietà di viti se tutte le uve da cui il prodotto è stato ottenuto provengono da queste due varietà, fatta eccezione per i prodotti contenuti nello sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio, e se la miscela delle due varietà caratterizza in misura determinante il prodotto ottenuto;
- limitare l'indicazione a determinati nomi di varietà di viti di cui al secondo comma.
3. La dicitura «fermentazione in bottiglia» può essere utilizzata solamente per designare:
- un v.s.q.p.r.d.,
- un vino spumante di qualità, oppure
- un vino spumante originario di un paese terzo, soggetto a condizioni di elaborazione che sono state riconosciute equivalenti a quelle previste nel titolo III del regolamento (CEE) n. 2332/92.
L'uso della dicitura prevista al primo comma è ammesso solamente se:
a) il prodotto utilizzato è diventato spumante mediante seconda fermentazione alcolica in bottiglia;
b) la durata del processo di elaborazione comprendente l'invecchiamento nell'azienda di produzione e calcolata a decorrere dalla fermentazione destinata a rendere spumante la partita non è stata inferiore a nove mesi;
c) la durata della fermentazione destinata a rendere spumante la partita e la durata della presenza della partita sulle fecce sono state almeno di sessanta giorni;
d) il prodotto utilizzato è stato separato dalle fecce mediante filtraggio secondo il metodo di travaso o mediante sboccatura.
4. Può essere utilizzata per la designazione solo l'indicazione delle diciture «fermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale» o «metodo tradizionale» o «metodo classico» o «metodo tradizionale classico» nonché delle diciture che risultano da una traduzione di questi termini:
- un v.s.q.p.r.d.,
- un vino spumante di qualità, oppure
- un vino spumante originario di un paese terzo soggetto a condizioni di elaborazione che sono state riconosciute equivalenti a quelle previste nel titolo III del regolamento (CEE) n. 2332/92.
L'uso di una delle diciture di cui al primo comma è ammesso solamente se il prodotto utilizzato:
a) è stato trasformato in spumante mediante seconda fermentazione alcolica in bottiglia,
b) è rimasto senza interruzione sulle fecce per almeno nove mesi nella stessa azienda sin dalla costituzione della partita,
c) è stato separato dalle fecce mediante sboccatura.
5. Una dicitura relativa al metodo di elaborazione, inclusiva del nome di una regione determinata o di un'altra unità geografica o di un termine derivato da uno di questi nomi, può essere utilizzata solamente per designare:
- un v.s.q.p.r.d.,
- un vino spumante di qualità, oppure
- un vino spumante originario di un paese terzo soggetto a condizioni di elaborazione che sono state riconosciute equivalenti a quelle previste nel titolo III del regolamento (CEE) n. 2332/92.
L'uso di tale dicitura è ammesso solamente per designare un prodotto che ha diritto a un'indicazione geografica di cui al primo comma.
Tuttavia, il riferimento al metodo di elaborazione detto «méthode champenoise», se è di uso tradizionale, può essere usato in associazioni con una dicitura equivalente relativa a questo metodo di elaborazione per cinque campagne viticole a partire dal 1o settembre 1989 per vini che non hanno diritto alla denominazione controllata «Champagne».
L'uso di una delle diciture di cui al terzo comma è inoltre ammesso solamente se sono rispettate le condizioni previste al paragrafo 4, secondo comma.
6. sono riservate per quanto riguarda i v.s.q.p.r.d. che soddisfano le condizioni di cui al paragrafo 4, secondo comma:
a) la dicitura «Winzersekt» per i v.s.q.p.r.d. elaborati in Germania che soddisfano le condizioni seguenti:
- essere ottenuti con uve vendemmiate nella stessa azienda vinicola, comprese le associazioni di produttori, in cui l'elaboratore, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 4, effettua la vinificazione dell'uva destinata all'elaborazione dei v.s.q.p.r.d.;
- essere commercializzati dall'elaboratore di cui al primo trattino e presentati con etichette che contengano indicazioni sull'azienda vinicola, sul vitigno o sull'annata.
In base alla procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87 possono essere stabilite condizioni supplementari per l'utilizzazione della dicitura «Winzersekt» e per l'impiego di diciture equivalenti in altre lingue della Comunità.
Secondo la medesima procedura uno Stato membro può essere autorizzato a prevedere modalità speciali, in particolare più restrittive.
Le diciture previste nei commi precedenti possono essere utilizzate solo nella lingua d'origine;
b) la dicitura «crémant» ai v.s.q.p.r.d. elaborati in Francia o nel Lussemburgo:
- ai quali lo Stato membro in cui è stata effettuata l'elaborazione ha attribuito questa dicitura, associandola al nome della regione determinata, e
- che sono stati ottenuti rispettando regole particolari di elaborazione stabilite dallo Stato membro in questione.
Tuttavia, per cinque campagne viticole a partire dal 1o settembre 1989 la dicitura «crémant» in lingua francese o in traduzione può essere utilizzata per la designazione di altri vini spumanti che siano stati tradizionalmente designati in tal modo a tale data.
7. L'annata di raccolta può essere indicata unicamente per completare la designazione di:
- un v.s.q.p.r.d.,
- un vino spumante di qualità, oppure
- un vino spumante originario di un paese terzo soggetto a condizioni di elaborazione che sono state riconosciute equivalenti a quelle previste nel titolo III del regolamento (CEE) n. 2332/92.
L'indicazione dell'annata di raccolta è ammessa solamente se il prodotto è ottenuto almeno per l'85 % da uve raccolte durante l'annata in causa, fatta eccezione per i prodotti contenuti nello sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio.
Per i v.s.q.p.r.d. elaborati nel loro territorio, gli Stati membri possono tuttavia stabilire che l'indicazione dell'annata di raccolta è ammessa solamente se il prodotto è interamente ottenuto da uve raccolte durante l'annata in causa, fatta eccezione per i prodotti contenuti nello sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio.
8. L'uso di una dicitura indicante una qualità superiore è ammesso solamente per:
- un v.s.q.p.r.d.,
- un vino spumante di qualità, oppure
- un vino spumante originario di un paese terzo soggetto a condizioni di elaborazione che sono state riconosciute equivalenti a quelle previste nel titolo III del regolamento (CEE) n. 2332/92.
9. Uno Stato membro o un paese terzo può essere indicato con il suo nome o con l'aggettivo da esso derivato, combinato con la denominazione di vendita di cui all'articolo 5, paragrafo 2, soltanto se il prodotto stesso è stato ottenuto esclusivamente con uve raccolte e vinificate nel territorio dello stesso Stato membro o dello stesso paese terzo nel quale è avvenuta l'elaborazione del prodotto.
10. La designazione di uno dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1 può essere accompagnata da una dicitura o da un contrassegno riferentisi a una medaglia o ad un premio ottenuti tramite la partecipazione ad un concorso, o ad una qualsiasi altra distinzione, solo a condizione che tali distinzioni siano state attribuite, da un ente ufficiale o ufficialmente riconosciuto a tal fine, a un quantitativo determinato del prodotto in questione.
11. L'uso delle diciture «Premium» o «Riserva» può essere utilizzato solamente per completare:
- l'indicazione «vino spumante di qualità» o
- l'indicazione di una delle diciture di cui all'articolo 5, paragrafo 2, lettera c).
12. Se del caso, le modalità di applicazione possono stabilire:
a) condizioni per l'uso:
- della dicitura di cui al paragrafo 8;
- delle diciture relative ad un modo di elaborazione diverse da quelle di cui ai paragrafi da 3 a 6;
- delle diciture relative a caratteristiche particolari delle varietà di viti da cui il prodotto è stato ottenuto;
b) un elenco delle diciture di cui alla lettera a).
Articolo 7
Le indicazioni di cui:
- all'articolo 3 sono redatte in una o più lingue ufficiali della Comunità, in modo che il consumatore finale possa comprendere facilmente ciascuna di tali indicazioni;
- all'articolo 4 sono redatte in una o più lingue ufficiali della Comunità.
Per i prodotti messi in circolazione nel proprio territorio, gli Stati membri possono permettere che tali indicazioni siano redatte anche in una lingua diversa da una lingua ufficiale della Comunità, sempreché l'impiego di questa lingua sia d'uso corrente e tradizionale nello Stato membro interessato o in parte del suo territorio.
Tuttavia:
a) per i v.s.q.p.r.d. od i vini spumanti di qualità, l'indicazione:
- del nome della regione determinata di cui all'articolo 3, paragrafo 2, secondo comma,
- del nome di un'altra unità geografica di cui all'articolo 6, paragrafo 1,
è fatta unicamente nella lingua ufficiale dello Stato membro nel cui territorio è stata effettuata l'elaborazione; per i prodotti precitati elaborati in Grecia, tali indicazioni possono essere ripetute in una o più altre lingue ufficiali della Comunità;
b) per i prodotti originari di paesi terzi:
- l'uso di una lingua ufficiale del paese terzo in cui è avvenuta l'elaborazione è ammesso, sempreché le indicazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 1 siano redatte anche in una lingua ufficiale della Comunità;
- la traduzione in una lingua ufficiale della Comunità di talune indicazioni di cui all'articolo 4 può essere disciplinata da modalità d'applicazione;
c) per i prodotti originari della Comunità e destinati all'esportazione, le indicazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 1 redatte in una lingua ufficiale della Comunità possono essere ripetute in una lingua diversa.
Articolo 8
1. Per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, la designazione nei registri tenuti dagli elaboratori, nei documenti ufficiali e, qualora non venga compilato un documento di accompagnamento, nei documenti commerciali comporta perlomeno:
- le indicazioni obbligatorie di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettere a) e c), e, secondo il caso, paragrafo 2 o paragrafo 3,
- le indicazioni di cui all'articolo 6, ove siano riprodotte o si preveda di riprodurle sull'etichettatura.
La designazione nei registri tenuti da persone diverse dagli elaboratori comporta perlomeno le indicazioni di cui al primo comma. In tal caso le indicazioni di cui al secondo trattino possono essere sostituite nei registri dal numero del documento d'accompagnamento e dalla data della sua compilazione.
2. Le indicazioni di cui al paragrafo 1 sono fatte conformemente agli articoli 4, 5 e 6.
TITOLO II Presentazione
Articolo 9
I recipienti impiegati per l'elaborazione e la conservazione dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1 recano contrassegni in caratteri indelebili, in modo che l'organismo incaricato del controllo possa identificarne rapidamente il contenuto, sulla scorta dei registri o dei documenti che ne fanno le veci.
Tuttavia, per i recipienti di volume nominale inferiore o uguale a 60 litri, riempiti con lo stesso prodotto e immagazzinati insieme nella stessa partita, la marcatura dei recipienti può essere sostituita da quella dell'intera partita, sempreché quest'ultima sia nettamente separata dalle altre.
Articolo 10
1. I prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1 possono essere detenuti per la vendita e messi in circolazione solamente in bottiglie di vetro:
a) chiuse con:
- un tappo a forma di fungo, in sughero o altre sostanze ammesse ad entrare in contatto con gli alimenti, trattenuto da un fermaglio, coperto eventualmente da una capsula e rivestito da una lamina che ricopra tutto il tappo e interamente o parzialmente il collo della bottiglia,
- un altro dispositivo di chiusura adeguato, quando si tratti di bottiglie con un contenuto nominale non superiore a 0,20 litri, e
b) provviste di un'etichettatura conforme al presente regolamento.
Il dispositivo di chiusura di cui al primo comma, lettera a), primo e secondo trattino non può essere rivestito da una capsula o da una lamina contenenti piombo.
2. Le modalità di etichettatura che non formino oggetto del presente regolamento possono essere disciplinate dalle modalità di applicazione del medesimo, in particolare per quanto concerne:
a) l'apposizione delle etichette sui recipienti;
b) la dimensione minima delle etichette;
c) la ripartizione sulle etichette degli elementi di designazione;
d) la dimensione dei caratteri stampati sulle etichette;
e) l'uso di contrassegni, illustrazioni o marchi.
Articolo 11
1. Fatto salvo il paragrafo 2, se l'imballaggio di un prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1 reca una o più indicazioni riferentisi al prodotto imballato, tali indicazioni devono essere conformi al presente regolamento.
2. Se i recipienti contenenti un prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1 sono presentati per la vendita al consumatore finale in un imballaggio, questo deve essere rivestito di un'etichettatura conforme al presente regolamento.
Le modalità intese ad evitare un rigore eccessivo nel caso di imballaggi specifici contenenti, in piccole quantità, i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, soli o associati ad altri prodotti, sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.
TITOLO III Disposizioni generali
Articolo 12
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 1, ogni Stato membro ammette la designazione e la presentazione di prodotti menzionati all'articolo 1, paragrafo 1, originari di altri Stati membri e messi in circolazione nel proprio territorio, ove esse siano conformi alle disposizioni comunitarie e ammesse in virtù del presente regolamento nello Stato membro in cui il prodotto è stato elaborato.
Articolo 13
1. La designazione e la presentazione dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, ivi compreso qualsiasi tipo di pubblicità dei medesimi, non devono essere erronee o di natura tale da creare confusione o da indurre in errore le persone alle quali si rivolgono, in particolare per quanto riguarda:
- le indicazioni previste agli articoli 3 e 6; questa disposizione si applica anche se dette indicazioni costituiscono una traduzione, menzionano la provenienza effettiva o sono utilizzate con l'aggiunta di parole quali «natura», «tipo», «metodo», «imitazione», «marchio» o «simili»;
- le caratteristiche dei prodotti, in particolare la natura, la composizione, il titolo alcolometrico volumico, il colore, l'origine o la provenienza, la qualità, la varietà di vite, l'annata o il volume nominale dei recipienti;
- l'identità e la qualità delle persone fisiche o giuridiche o delle associazioni di persone che partecipano o hanno partecipato all'elaborazione o alla commercializzazione del prodotto.
Il nome geografico che designa una regione determinata per un v.s.q.p.r.d. deve essere sufficientemente preciso e notoriamente connesso con l'area di produzione affinché, in considerazione delle situazioni esistenti, si possano evitare le confusioni.
2. Se la designazione, la presentazione e la pubblicità concernenti i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1 sono completate con marchi, questi ultimi non devono comportare parole, parti di parole, segni o illustrazioni:
a) che siano di natura tale da creare confusioni o indurre in errore, ai sensi del paragrafo 1, le persone alle quali si rivolgono, o
b) che possono essere confusi con la designazione totale o parziale di un vino da tavola, di un vino di qualità prodotto in una regione determinata compreso un v.s.q.p.r.d. o di un vino importato la cui designazione è disciplinata da norme comunitarie o con la designazione di un altro prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1, o che siano identici alla designazione di tale prodotto, senza che i prodotti utilizzati per la costituzione della partita del vino spumante in questione abbiano diritto a tale designazione o presentazione.
3. In deroga al paragrafo 2, lettera b), il titolare di un marchio conosciuto e registrato per un prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1, che contempla termini identici al nome di una regione determinata o al nome di un'unità geografica più piccola di una regione determinata, può, anche se non ha diritto all'impiego di questo nome ai sensi del paragrafo 2, continuare ad usare questo marchio se corrisponde all'identità del suo titolare originario o del prestanome originario, purché la registrazione del marchio sia stata fatta almeno 25 anni prima del riconoscimento ufficiale del nome geografico in questione da parte dello Stato membro produttore a norma dell'articolo 1, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 823/87 per quanto riguarda i v.q.p.r.d. il marchio sia stato effettivamente utilizzato senza interruzioni.
I marchi conformi alle condizioni del primo comma non possono essere opposti all'utilizzazione dei nomi delle unità geografiche utilizzati per la designazione di un v.q.p.r.d.
Articolo 14
1. Le denominazioni di vendita di cui all'articolo 5, paragrafo 2 sono riservate ai prodotti citati all'articolo 1, paragrafo 1.
Tuttavia, gli Stati membri possono ammettere che il termine «vino spumante» possa essere utilizzato, sotto forma di denominazione composta, per la designazione di una bevanda del codice NC 2206 00 91 ottenuta dalla fermentazione alcolica di un frutto o di un'altra materia prima agricola, se l'utilizzazione di tali denominazioni composte è di uso tradizionale, conformemente alla legislazione esistente il 29 novembre 1985.
2. Le denominazioni composte di cui al paragrafo 1, secondo comma figurano sull'etichettatura in caratteri dello stesso tipo, dello stesso colore e di altezza tale da distinguerle nettamente dalle altre indicazioni.
Articolo 15
1. I v.s.q.p.r.d. possono essere messi in circolazione soltanto se il tappo reca il nome della regione determinata cui detti vini hanno diritto e le bottiglie sono munite di etichetta fin dalla partenza dal luogo di elaborazione.
Per l'etichettatura possono tuttavia essere ammesse deroghe, purché sia assicurato un controllo adeguato.
2. Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite secondo la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.
Articolo 16
1. I prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, la cui designazione o presentazione non risponda alle disposizioni del presente regolamento o alle relative modalità di applicazione non possono essere detenuti per la vendita, né messi in circolazione nella Comunità, né esportati.
Tuttavia, per quanto riguarda i prodotti destinati all'esportazione, deroghe alle disposizioni del presente regolamento possono:
- essere utilizzate dagli Stati membri qualora la legislazione del paese terzo importatore lo esiga;
- essere previste nelle modalità d'applicazione nei casi non compresi nel primo trattino.
2. Lo Stato membro sul cui territorio si trova il prodotto, la designazione o presentazione del quale non risponda alle disposizioni del paragrafo 1 prende le misure necessarie per sanzionare le infrazioni commesse secondo la gravità di queste ultime.
Lo Stato membro può tuttavia autorizzare la detenzione del prodotto in questione ai fini della vendita, dell'immissione in commercio nella Comunità o dell'esportazione sempreché la designazione e la presentazione del prodotto siano rese conformi al paragrafo 1.
Articolo 17
Nell'ambito delle modalità d'applicazione sono adottate disposizioni transitorie per quanto riguarda:
- l'immissione in circolazione dei prodotti la cui designazione o presentazione non risponda alle disposizioni del presente regolamento;
- l'utilizzazione delle scorte di etichette o di altri accessori per l'etichettatura, stampati o fabbricati prima del 1o settembre 1986.
Articolo 18
1. Il regolamento (CEE) n. 3309/85 è abrogato.
2. I riferimenti al regolamento abrogato in virtù del paragrafo 1 devono intendersi come riferimenti fatti al presente regolamento e devono essere letti secondo la tabella di concordanza che figura in allegato.
Articolo 19
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dal 1o settembre 1992, ad eccezione dell'articolo 10, paragrafo 1, secondo comma, che è applicabile e decorrere dal 1o gennaio 1993.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 13 luglio 1992.

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