Document ID: 31993D0428

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 19 luglio 1993 relativa all'applicazione dell'articolo 53, secondo comma del trattato CEEA (Il testo in lingua portoghese è il solo facente fede)
(93/428/Euratom)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 53, secondo comma,
vista la lettera del 21 dicembre 1990 inviata alla Commissione dalla Empresa Nacional de Urânio SA, società di diritto portoghese,
considerando quanto segue:
I. FATTI (1) La Empresa Nacional de Urânio SA, in appresso denominata ENU, è un'impresa mineraria di produzione di concentrati di uranio naturale sul territorio portoghese, la quale si trova attualmente in gravi difficoltà a causa del mancato rinnovo di un contratto a lungo termine che praticamente copriva i tre quarti della sua produzione.
(2) L'ENU si è rivolta all'Agenzia di approvvigionamento Euratom per risolvere il problema dello smaltimento della produzione portoghese ed ha chiesto all'Agenzia di esercitare il diritto di opzione, in conformità dell'articolo 57 del trattato CEEA, sulla sua produzione. L'Agenzia ha cercato, senza risultato, degli utilizzatori disposti ad approvvigionarsi presso l'ENU.
Con lettera dell'8 dicembre 1989, il membro della Commissione responsabile per l'energia e l'Agenzia di approvvigionamento Euratom ha affermato che la politica di approvvigionamento dell'Agenzia doveva, a suo parere, includere un « procedimento speciale » atto a risolvere il problema portoghese. L'Agenzia ha continuato a cercare dei compratori per la produzione suddetta tra gli utilizzatori della Comunità, ma i suoi tentativi si sono rivelati nuovamente infruttuosi, dato che i prezzi praticati sul mercato dall'ENU non sono competitivi.
(3) Il 21 dicembre 1990, l'ENU ha chiesto formalmente alla Commissione, conformemente all'articolo 53, secondo comma e all'articolo 148 del trattato CEEA, di ripristinare i sistemi previsti al capo VI del trattato, di informarsi sugli approvvigionamenti effettuati dagli utilizzatori comunitari all'esterno della Comunità, di risarcire l'ENU per i danni subiti e di imporre all'Agenzia di ricorrere al « procedimento speciale »:
« a) che la Commissione imponga all'Agenzia, in virtù dell'articolo 53 del trattato . . . di ripristinare . . . il regolare funzionamento dei sistemi istituiti dal trattato nell'ambito del capo VI, imponendo il rispetto delle disposizioni relative alla politica comune di approvvigionamento . . .;
b) che la Commissione investighi immediatamente, ispirando la sua successiva azione ai risultati ottenuti, come sia possibile che, senza alcuna verifica da parte sua, a norma dell'articolo 66 del trattato, gli utilizzatori comunitari si riforniscano liberamente di uranio sui mercati esterni, nonostante sia disponibile e a prezzo ragionevole . . . tutta la produzione dell'ENU; e che la Commissione, direttamente o tramite l'Agenzia, prevenga risolutamente le imprese che hanno trasgredito che agirà nei loro confronti qualora effettuassero nuove importazioni nel caso in cui la produzione dell'ENU rimanesse invenduta;
c) che la Commissione accetti di discutere . . . con l'ENU l'importo della somma che deve venir versata all'ENU come equo risarcimento del danno ad essa causato dall'illegittima omissione di esercitare le competenze comunitarie da parte della Commissione e dell'Agenzia di approvvigionamento;
d) che la Commissione, imponendo l'adempimento della propria decisione - che non è stata rispettata dall'Agenzia di approvvigionamento - (imponga) all'Agenzia di prendere l'iniziativa e la sostenga nella realizzazione urgente di un procedimento speciale che consenta la soluzione immediata del problema dello smaltimento dell'uranio dell'ENU . . .;
e) che . . . pertanto . . . la Commissione imponga all'Agenzia di eseguire la decisione ad essa destinata trovando una soluzione soddisfacente, salve restando le disposizioni del trattato in modo da ovviare a difficoltà future, . . . ».
(4) Con domanda depositata alla cancellaria della Corte di giustizia in data 3 aprile 1991 (1), l'ENU ha presentato, conformemente all'articolo 148 del trattato CEEA, un ricorso per omissione (causa C-107/91) chiedendo alla Corte di voler:
« constatare l'illegittima inosservanza, da parte della Commissione, del suo obbligo di adottare e trasmettere alla ricorrente la decisione che questa le ha sollecitato in virtù dell'articolo 53 del trattato Euratom ».
(5) Nella sentenza del 16 febbraio 1993 (2), la Corte ha dichiarato che:
« La Commissione ha omesso, in violazione dell'articolo 53, secondo comma del trattato CEEA, di adottare una decisione sulla domanda presentata dalla ricorrente ai sensi dell'articolo suddetto ».
II. VALUTAZIONE GIURIDICA (6) Ai sensi dell'articolo 149 del trattato CEEA, la Commissione è tenuta a prendere i provvedimenti che l'esecuzione della sentenza della Corte di giustizia importa.
a) Punto a) della richiesta dell'ENU
(7) I sistemi di cui al capo VI del trattato CEEA, vale a dire il diritto di opzione dell'Agenzia di approvvigionamento Euratom e il diritto esclusivo di stipulare contratti di approvvigionamento, non sono mai stati abrogati. Il procedimento previsto dal regolamento dell'Agenzia di approvvigionamento della Comunità europea dell'energia atomica, del 5 maggio 1960, che fissa le modalità relative al raffronto delle offerte e delle domande di minerali, materie prime e materie fissili speciali (3), modificato dal regolamento dell'Agenzia di approvvigionamento della Comunità europea dell'energia atomica del 15 luglio 1975 (4), adottato ai sensi dell'articolo 60, sesto comma del trattato CEEA, costituisce un sistema di raffronto delle offerte e delle domande. Detto regolamento prende in considerazione le condizioni attuali di approvvigionamento e prevede che l'Agenzia eserciti il suo diritto di stipulare contratti e il suo diritto di opzione mediante la firma di contratti negoziati direttamente tra gli utilizzatori e i produttori.
Di conseguenza, è opportuno rispondere alla richiesta dell'ENU, punto a), che il funzionamento regolare dei sistemi istituiti al capo VI del trattato CEEA è assicurato dal regolamento suddetto dell'Agenzia di approvvigionamento Euratom.
b) Punto b) della domanda dell'ENU
(8) L'articolo 5 bis del regolamento dell'Agenzia di approvvigionamento Euratom autorizza gli utilizzatori della Comunità a negoziare con i produttori di loro scelta, appartenenti alla Comunità o di provenienza esterna, senza che il trattato CEEA o il suddetto regolamento impongano una « preferenza comunitaria ».
(9) L'articolo 66 del trattato CEEA non si applica nel caso presente; questa disposizione riguarda unicamente situazioni di crisi, in cui l'Agenzia non è in grado di approvvigionare gli utilizzatori, oppure soltanto a prezzi abusivi, per cui gli utilizzatori sono autorizzati a rifornirsi, a determinate condizioni, al di fuori della Comunità senza intervento alcuno da parte dell'Agenzia.
Occorre rilevare che le offerte dell'ENU sono state fatte a prezzi troppo elevati per essere competitivi e che non si è registrata alcuna risposta favorevole da parte degli utilizzatori comunitari.
(10) Per questo motivo, non è opportuno agire contro gli utilizzatori comunitari che si approvvigionano al di fuori della Comunità e che sottopongono i loro contratti alla firma dell'Agenzia ai fini della loro conclusione.
c) Punto c) della domanda dell'ENU
(11) Il 20 ottobre 1992 alla cancelleria della Corte di giustizia è stato presentato un ricorso relativo al risarcimento dei danni subiti dall'ENU (causa C-380/92) (5), attualmente in corso, in applicazione dell'articolo 188, secondo comma e dell'articolo 151 del trattato CEEA.
d) Punti d) ed e) della domanda dell'ENU
(12) I punti d) ed e) della domanda dell'ENU riguardano il « procedimento speciale » relativo allo smaltimento della produzione portoghese e devono pertanto essere esaminati congiuntamente.
Questo « procedimento speciale » che, secondo la lettera dell'8 dicembre 1989 del membro della Commissione responsabile dell'Agenzia di approvvigionamento, dovrebbe essere compreso nella politica comune di approvvigionamento dei combustibili nucleari, rientra nell'ambito del trattato CEEA e dei relativi regolamenti. Come già affermato, le norme applicabili autorizzano gli utilizzatori della Comunità a negoziare con i produttori di loro scelta. Né il trattato CEEA né il diritto derivato prevedono una « preferenza comunitaria »: l'Agenzia non è pertanto tenuta ad imporre agli utilizzatori della Comunità di approvvigionarsi presso produttori comunitari prima di concludere contratti di forniture con produttori esterni.
Di conseguenza, il « procedimento speciale » può consistere unicamente in un impegno serio e continuo da parte dell'Agenzia di approvvigionamento avente lo scopo di incitare gli utilizzatori della Comunità a rifornirsi presso l'ENU. È incontestabile che l'Agenzia si è impegnata in questo senso dal 1987,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le domande presentate dalla Empresa Nacional de Urânio con lettera del 21 dicembre 1990 sono respinte.
Articolo 2
La presente decisione è destinata a:
Empresa Nacional de Urânio SA,
Urgeiçeira, Concelho de Nelas,
P-3525 Canas de Senhorim.
Fatto a Bruxelles, il 19 luglio 1993.

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