Document ID: 31982D0053

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 17 novembre 1981
relativa ad una procedura in applicazione dell'articolo 15 del regolamento n. 17 del Consiglio
(IV/30.211 - Comptoir commercial d'importation)
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(82/53/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio del 6 febbraio 1962 (1), in particolare l'articolo 15, paragrafo 1, lettera b),
considerando la lettera della Commissione del 27 ottobre 1978 al Comptoir commercial d'importation (CCI), contenente una domanda ufficiale d'informazioni in forza dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento n. 17,
considerando la risposta di CCI alla Commissione del 17 novembre 1978,
vista la decisione della Commissione dell'8 maggio 1981 di avviare, nel caso in esame, una procedura,
dopo aver sentito le imprese interessate, conformemente all'articolo 19, paragrafo 1, del regolamento n. 17 e al regolamento n. 99/63/CEE della Commissione (2),
visto il parere del comitato consultivo in materia d'intese e posizioni dominanti formulato, conformemente all'articolo 10 del regolamento n. 17, il 18 settembre 1981,
I
I FATTI
Considerando che i fatti possono riassumersi come segue:
A. L'IMPRESA
1. Il Comptoir commercial d'importation (in appresso « CCI ») è un'impresa di diritto francese con sede a Parigi. La sua attività consiste nell'importazione e nella rivendita di una vasta gamma di prodotti. Essa importa tra l'altro motori elettrici per aspirapolvere per uso domestico ed industriale, forniti dall'impresa giapponese Matsushita Electric Trading Company Ltd (in appresso denominata « Matsushita »).
2. Questi motori vengono importati per essere rivenduti a fabbricanti di aspirapolvere per uso domestico e industriale che li montano nei prodotti finiti.
B. LA DENUNCIA
Fra gennaio e agosto 1978 la Commissione ha ricevuto informazioni secondo le quali CCI rifiutava di fornire motori elettrici Matsushita a fabbricanti nel Regno Unito.
In particolare, la Commissione ha avuto conoscenza di una lettera inviata da CCI ad un fabbricante del Regno Unito il 10 agosto 1978, nella quale l'impresa dichiarava di non poter vendere motori a clienti situati fuori della Francia.
L'inchiesta della Commissione
a) La richiesta d'informazioni della Commissione
Il 27 ottobre 1978 la Commissione ha inviato a CCI una richiesta d'informazioni in applicazione dell'articolo 11 del regolamento n. 17.
La lettera raccomandata menzionava, come di consueto, le sanzioni previste dal suddetto regolamento qualora l'impresa avesse fornito informazioni inesatte.
Il tenore della lettera era il seguente:
« La Commissione ha raccolto informazioni secondo le quali i rapporti commerciali tra la Vostra impresa e la società Matsushita-Tokyo comporterebbero restrizioni agli scambi fra gli Stati membri della Comunità. Alcune di queste restrizioni potrebbero costituire infrazioni alle regole della concorrenza.
Per potere esaminare la situazione alla luce delle disposizioni degli articoli 85 e 86 del trattato, gradirei ottenere le seguenti informazioni:
1. copia del documento o dei documenti che definiscono la natura dei vostri rapporti con la società Matsushita.
2. . . . (Fatturato).
3. . . . (Prodotti Matsushita).
La presente domanda d'informazioni è formulata sulla base dell'articolo 11 del regolamento n. 17/62 del Consiglio. Gradirei ottenere le informazioni richieste nel termine di due settimane a decorrere dal ricevimento della presente ».
Con lettera raccomandata del 17 novembre 1978, CCI forniva la seguente risposta:
« Accusiamo ricevuta della vostra domanda del 27 scorso.
1. Non beneficiamo di nessun contratto scritto nei nostri rapporti con la società Matsushita Electric Trading Co., di Tokio (Giappone), che oltre alla nostra impresa rifornisce anche direttamente altri clienti. Tutti i prodotti vendutici dal nostro fornitore vengono offerti ai nostri clienti francesi, e talvolta anche esteri, senza nessuna restrizione di vendita o di rivendita.
Per determinati motori industriali richiestici da taluni clienti esteri, il nostro fornitore non ci ha fissato i prezzi di vendita, con la conseguenza che non possiamo trattarli.
La nostra attività si esercita in linea di principio esclusivamente in Francia, dato che non disponiamo all'estero di uffici commerciali, né di servizi di assistenza o di manutenzione per i clienti.
2. . . . (Fatturato).
3. . . . (Prodotti Matsushita).
In definitiva, confermiamo che non prescriviamo nessuna restrizione di vendita o di rivendita, qualunque sia il paese di destinazione, Francia o estero, per tutti i prodotti Matsushita, motori compresi, che rappresentono lo 0,3 % del nostro fatturato globale (. . .) ».
b) La verifica della Commissione
La Commissione ha proceduto ad una verifica in applicazione dell'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento n. 17 presso la sede di CCI il 7 agosto 1979. CCI era stato preventivamente informato di tale visita, e il presidente direttore generale dell'impresa vi ha assistito.
Nel corso di tale visita, CCI ha fornito copia di una serie di documenti, comprese lettere e telescritti riguardanti la denuncia in questione.
Il 15 agosto 1979, la Commissione ha effettuato analoga ispezione presso la sede del fabbricante britannico interessato, ottenendo da questi copia di ulteriori lettere riguardanti la stessa pratica.
c) Il risultato delle verifiche
I documenti ottenuti dalla Commissione nel corso delle suddette ispezioni hanno rivelato i seguenti fatti:
a) CCI è l'unico distributore dei motori Matsushita per aspirapolvere in Francia. Ciò risulta in particolare dal telescritto inviato da Matsushita a CCI il 5 dicembre 1977: « Ovviamente ci siamo rifiutati di obbligarci nei confronti di (. . .). CCI è il nostro solo distributore esclusivo di questo articolo in Francia ».
b) Nel dicembre 1977 il distributore Matsushita nel Regno Unito si è lamentato del fatto che un cliente francese di CCI aveva cercato di esportare motori Matsushita dalla Francia verso il Regno Unito.
Matsushita informò il distributore e CCI che nessun motore sarebbe stato fornito a CCI in vista della sua riesportazione verso il Regno Unito. Un estratto di un telescritto di Matsushita a CCI in data 9 dicembre 1977 afferma quanto segue: « in ogni caso cercate di verificare se (. . .) conta in futuro di produrre in Francia, perché altrimenti non possiamo fornire i prodotti ».
c) Il 26 luglio 1978 il direttore di un'impresa britannica che fabbrica aspirapolvere prese contatto con CCI per chiedergli di fornirgli circa 10 000 motori elettrici all'anno. Pare tuttavia che questi ordini dovevano essere effettuati includendo quelli di un cliente francese.
d) Il 26 luglio 1978 CCI comunicò per telex a Matsushita i termini del suddetto ordine e chiese l'autorizzazione di fornire una parte dell'ordinazione al cliente francese di Parigi e di inviare il resto direttamente nel Regno Unito.
e) Con telescritto del 27 luglio 1978 Matsushita respinse tale richiesta a motivo dei propri rapporti commerciali con i distributori britannici.
f) Il 31 luglio 1978, CCI inviò 3 telescritti con i quali sollecitava Matsushita a permettere forniture nel Regno Unito.
g) Il 3 agosto 1978, il fabbricante britannico scrisse a CCI chiedendo conferma dei prezzi e delle date di fornitura.
h) Il 10 agosto 1979 Matsushita con piena conoscenza di quanto precede inviò il seguente telescritto a CCI: « Dati i nostri rapporti con (il cliente britannico), non possiamo fornirvi i motori (. . .).
Se (il cliente francese) fabbricherà direttamente gli aspirapolvere in Francia, potremo effettuare la fornitura. Se non accetta questa proposta, per favore astenetevi. . . ».
i) Il 10 agosto 1978, CCI scrisse al fabbricante britannico quanto segue:
« In seguito alla riunione con il nostro signor Versein e alle richieste da noi formulare a Matsushita, dobbiamo purtroppo comunicarvi che non possiamo fornirvi motori per il montaggio nel Regno Unito.
Siamo autorizzati a vendere solamente in Francia, e possiamo fornire al cliente francese i motori che egli monterà, modificherà o preassemblerà, ecc., in Francia ».
j) Il 21 agosto 1978, il fabbricante britannico scrisse a CCI quanto segue:
« In risposta alla vostra lettera del 10 agosto, abbiamo preso nota del suo contenuto. Ci sorprende il fatto che non siate autorizzati a fornirci motori in Inghilterra, tanto più che facciamo parte della CEE. Non avremmo pensato che il governo francese si sarebbe opposto al fatto che ci vendiate dei prodotti. Per favore comunicateci se è il governo francese oppure Matsushita che non vi permette di fornirci i motori ».
k) Il 6 settembre 1978, CCI rispose nel modo seguente:
« In seguito alla vostra lettera del 21 agosto, ci duole comunicarVi che non siamo autorizzati a vendere motori Matsushita al di fuori della Francia.
Questa restrizione è dovuta al fatto che noi siamo di distributori dei motori Matsushita per la Francia e che il nostro accordo con Matsushita non ci autorizza a vendere in altri paesi. Come sapete, la regolamentazione francese ci obbliga a vendere i prodotti da noi trattati a qualsiasi cliente francese in grado di pagare. Ma non siamo obbligati a vendere all'estero e, in questo caso speciale, Matsushita protegge il proprio distributore, ciò che è del tutto vero ».
l) L'8 novembre 1978, CCI informò con telescritto Matsushita di aver ricevuto conferma che gli aspirapolvere sarebbero stati montati in Francia. Il telescritto precisava inoltre:
« Necessario richiamare Vostra attenzione su rigorosa regolamentazione concernente libertà di circolazione all'interno del mercato comune. Ricevuta domanda di informazioni a tale riguardo. Sono in procinto di inviare al sig. Niki copia della corrispondenza. Consiglio grande prudenza ».
La lettera di CCI a Matsushita del 7 novembre 1978 aveva il seguente contenuto:
« In allegato ci pregiamo inviare:
a) copia di una lettera del 27 ottobre 1978 inviataci dalla Commissione delle Comunità europee di Bruxelles,
b) copia della nostra risposta che intendiamo inviare prima del 18 novembre.
In considerazione dei vostri telescritti, rif. CIE 1573 del 25 ottobre 1978 e CIE 1474 del 10 agosto 1978, ci siamo astenuti dal fornire al fabbricante britannico. Crediamo che (il fabbricante britannico) abbia presentato denuncia ».
m) L'8 novembre 1978, il presidente direttore generale di CCI, Pierre Khan, scrisse al sig. Gilles Paris, direttore tecnico di CCI, firmatario della maggior parte dei telscritti indirizzati a Matsushita, quanto segue:
« Riguarda lettera della Commissione delle Comunità europee
In allegato:
1. lettera CEE del 27 ottobre 1978,
2. copia del mio progetto di risposta del novembre 1978, che verrà inviata il 17,
3. copia della mia lettera del 7 novembre al sig. Niki.
Se prima del 17 p.v. dovessi ricevere un telescritto del sig. Niki, cambierò forse alcuni termini della mia lettera. Quest'ultima è stata comunque ben ponderata e, tenuto conto delle lettere inviate al (produttore britannico), non posso far altro che menzionare un paravento. Lei può portare con sé copia di dette lettere giovedì prossimo, qualora dovesse vedere il sig. Niki o un suo diretto collaboratore ».
n) Il 14 novembre 1978, CCI indirizzò un telescritto a Matsushita nel quale si lamentava per il ritardo nella fornitura al cliente francese. Il tenore del telescritto è il seguente: « Prima di passare l'ordine, abbiamo ricevuto istruzioni da parte Vostra di accettare l'ordine soltanto se quest'ultimo era destinato alla fabbricazione in Francia per il mercato francese. È quanto abbiamo fatto. Non comprendiamo il motivo per cui volete ritardare la spedizione, dato che abbiamo scrupolosamente seguito le Vostre istruzioni. Abbiamo inoltre nuove difficoltà con la Commissione delle Comunità europee poiché noi abbiamo seguito le vostre istruzioni e dei problemi di fornitura con voi per la stessa ragione ».
La risposta di CCI alla comunicazione degli addebiti
Nella sua risposta alla comunicazione degli addebiti, nonché nel corso dell'audizione, CCI ha affermato tra l'altro che la propria lettera del 17 novembre 1978 in risposta alla domanda della Commissione non conteneva informazioni inesatte. Le lettere datate 10 agosto 1978 e 6 settembre 1978, destinate al Regno Unito, sarebbero state scritte per errore da un tecnico che sostituiva momentaneamente il personale in vacanza e che non era al corrente del contenuto della pratica. Si trattava pertanto di un incidente isolato. CCI ha inoltre sostenuto che in ogni caso la domanda d'informazioni non era né chiara, né precisa, e pertanto non conforme agli articoli 11 e 15 del regolamento n. 17.
Nel corso dell'audizione, il sig. Alain Kahn, direttore generale di CCI dichiarava peraltro che il tecnico in questione era in realtà il sig. Gilles Paris, direttore tecnico del CCI.
CCI informava la Commissione con lettera del 18 agosto 1981, cioè dopo l'audizione, che Matsushita aveva dato il 18 ottobre 1979 il suo accordo perché fossero assicurate le forniture al fabbricante britannico. Quest'ultimo ha fatto egualmente sapere alla Commissione che un accordo era stato trovato e che le forniture erano assicurate in modo soddisfacente.
II
VALUTAZIONE GIURIDICA
In forza dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 17, la Commissione può, mediante decisione, infliggere alle imprese ammende varianti da cento a cinquemila ECU quando, intenzionalmente o per negligenza, forniscano indicazioni inesatte in risposta ad una domanda rivolta a norma dell'articolo 11, paragrafo 3.
Ai sensi del paragrafo 1 dell'articolo 11 citato, la Commissione può raccogliere tutte le informazioni necessarie presso le imprese interessate.
Per l'assolvimento di tale compito, la Commissione invia dapprima alle imprese una richiesta d'informazioni scritta.
Tale richiesta deve indicare, ai sensi del paragrafo 3 del detto articolo 11, la base giuridica, lo scopo della domanda e le sanzioni previste dall'articolo 15, paragrafo 1, lettera b), nel caso in cui siano fornite informazioni inesatte.
Infine, l'articolo 11, paragrafo 5, dello stesso regolamento prevede che un termine per la risposta sia imposto dalla Commissione all'impresa interessata.
Deve essere dunque inteso come richiesta ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera b), l'insieme del documento equivalente a richiesta d'informazioni ai sensi dell'articolo 11, paragrafi 1, 3 e 5, e non solo le domande poste per avere informazioni. Nel quadro di tale richiesta, la lettera inviata in risposta dall'impresa deve essere valutata nel suo insieme e questa valutazione non deve limitarsi alle risposte alle precise domande poste dalla Commissione.
Ne consegue che deve essere considerata come una risposta ad una richiesta d'informazioni, ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera b), la risposta alle precise domande della Commissione, le informazioni che vanno al di là del quadro specifico di dette domande così come le informazioni fornite volontariamente dall'impresa e che non si collegano direttamente ad una specifica domanda della Commissione.
CCI è un'impresa ai sensi dell'articolo 15 del regolamento n. 17. La Commissione ha rivolto una domanda di informazioni a CCI il 27 ottobre 1978 in applicazione dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento n. 17 e CCI ha risposto il 17 novembre 1978.
La Commissione, nella parte introduttiva della sua richiesta d'informazioni, informava CCI che era stata informata che le relazioni commerciali fra CCI e Matsushita potevano dar luogo a delle restrizioni agli scambi fra Stati membri tali da costituire delle infrazioni alle regole di concorrenza.
La Commissione richiedeva, fra l'altro, copia del documento o dei documenti che definivano la natura delle relazioni commerciali fra le due imprese. Inoltre la domanda conteneva il riferimento tanto alla base giuridica quanto alle sanzioni previste qualora l'impresa avesse fornito informazioni inesatte.
Nella sua risposta alla Commissione, CCI ha dichiarato che non esisteva alcun contratto scritto con Matsushita, né ha fornito alcun documento sulle sue relazioni con Matsushita ed ha aggiunto che i detti rapporti non comportavano restrizioni di sorta in ordine alla vendita e alla rivendita dei prodotti in questione offerti ai suoi clienti in Francia o all'estero. Questa informazione era riconfermata alla fine della detta lettera. Senonché, i documenti rinvenuti nel corso delle verifiche della Commissione e in particolare i telescritti trovati presso la sede di CCI rivelano rapporti commerciali che contraddicono quanto dichiarato da CCI nella risposta alla domanda di informazioni della Commissione.
Lo scambio di telescritti dimostra infatti che CCI sapeva di dover ottenere il preventivo consenso di Matsushita prima di effettuare forniture all'estero o quanto meno nel Regno Unito, e che Matsushita avrebbe rifiutato l'autorizzazione poiché l'esportazione dei propri prodotti dalla Francia verso il Regno Unito nuoceva agli interessi del suo distributore inglese di prodotti Matsushita. Benché non esistesse nessun accordo di distribuzione scritto, il fatto che CCI sapesse di dover ottenere l'autorizzazione preventiva di Matsushita e di doversi conformare alle istruzioni impartite con i telescritti, indica l'esistenza di un accordo tra le parti ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato CEE.
Inoltre, l'esistenza di un accordo è espressamente menzionata nella lettera di CCI al fabbricante britannico in data 6 settembre 1978, e, in forza di tale accordo, CCI non era autorizzato a vendere in altri paesi oltre che in Francia.
Di conseguenza, l'informazione fornita da CCI alla Commissione, in risposta alla lettera di quest'ultima basata sull'articolo 11 del regolamento n. 17, è inesatta dato che Matsushita vietava a CCI di rifornire un cliente in un altro Stato membro della CEE, come risulta dallo scambio di telescritti menzionato più sopra.
La Commissione ritiene che CCI le ha intenzionalmente fornito informazioni inesatte. Dai fatti risulta che CCI era al corrente delle regole del diritto comunitario concernenti la libera circolazione delle merci all'interno del mercato comune, nonché dell'obbligo di fornire informazioni esatte alla Commissione. È anche chiaro che CCI conosceva l'esatto motivo della richiesta di informazioni della Commissione. Infatti, da essa risultava chiaramente che la Commissione aveva ricevuto informazioni che l'avevano indotta a ritenere che i rapporti tra CCI e Matsushita potevano restringere la concorrenza. È in questo particolare contesto che la Commissione ha cercato, da un lato, di conoscere l'esatta natura di detti rapporti commerciali e, dall'altro, di accertare se vi erano infrazioni.
In più CCI ha scelto di fornire alla Commissione nella sua risposta alla richiesta d'informazioni delle informazioni generali sulla vendita e rivendita dei prodotti Matsushita; informazioni queste che, ove ci si limiti alle sole domande poste dalla Commissione, come ritenuto da CCI, travalicano l'ambito della richiesta.
CCI sospettava giustamente che la domanda di informazioni della Commissione era stata motivata da una denuncia del fabbricante britannico e, pur avendo consultato Matsushita al riguardo, ha intenzionalmente deciso di negare il contenuto di detta denuncia e di ingannare deliberatamente la Commissione dissimulando oculatamente la vera situazione, come risulta dal memorandum interno indirizzato dal sig. Kahn al sig. Paris 1'8 novembre 1978.
È quindi chiaro che CCI sapeva bene quale era lo scopo della richiesta della Commissione, cioè l'ostacolo alle esportazioni verso il Regno Unito.
Contrariamente alle affermazioni scritte ed orali di CCI in risposta alla comunicazione degli addebiti, la Commissione si è formata la convinzione che non si sia trattato di un caso isolato, risultato dall'ignoranza di un impiegato che effettuava una sostituzione per ferie. I fatti dimostrano che il sig. Paris era in costante contatto con Matsushita durante tutto il periodo in esame. Egli era direttamente associato all'attuazione della politica di commercializzazione della propria impresa, come risulta dalla nota inviatagli dal sig. Kahn, l'8 novembre 1978.
La Commissione ritiene che l'infrazione commessa da CCI è grave. Infatti, nonostante CCI si sia adoperato per convincere Matsushita di cambiare opinione per permettergli di rifornire un cliente britannico che d'altronde Matsushita gli ha in seguito permesso, la sua risposta inesatta aveva lo scopo di dissimulare deliberatamente alla Commissione una situazione suscettibile di costituire un'infrazione grave, ossia un divieto di esportare. Tale divieto è, come CCI ben sapeva, incompatibile con una delle finalità fondamentali del trattato CEE, ossia la creazione di un mercato unico.
L'ammenda
In tale circostanza la Commissione, ritenendo che il fatto che CCI abbia fornito un'informazione inesatta deve essere condannato con il massimo dell'ammenda previsto dall'articolo 15,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il Comptoir commercial d'importation ha fornito intenzionalmente il 17 novembre 1978 un'informa zione inesatta in risposta alla domanda rivoltagli dalla Commissione il 27 ottobre 1978, conformemente all'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento n. 17.
Articolo 2
In forza dell'articolo 15 del regolamento n. 17, al Comptoir commercial d'importation è inflitta un'ammenda di 5 000 (cinquemila) ECU ossia 30 946,90 franchi francesi (trentamilanovecentoquarantasei franchi francesi e novanta centesimi).
Il pagamento dell'ammenda deve essere effettuato presso la Société générale di Parigi sul conto n. 5 770 006 5 della Commissione delle Comunità europee, nel termine di tre mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione al Comptoir commercial d'importation.
Articolo 3
La presente decisione costituisce titolo esecutivo, conformemente alle disposizioni dell'articolo 192 del trattato che istituisce la Comunità economica europea.
Articolo 4
Il Comptoir commercial d'importation, 42, rue Étienne Marcel, F-75801 Parigi, è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 17 novembre 1981.

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