Document ID: 31999R2727

REGOLAMENTO (CE) N. 2727/1999 DELLA COMMISSIONE
del 20 dicembre 1999
relativo all'introduzione di una vigilanza comunitaria preventiva sulle importazioni di determinati prodotti siderurgici contemplati dai trattati CECA e CE originari di alcuni paesi terzi
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 3285/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo al regime comune applicabile alle importazioni e che abroga il regolamento (CE) n. 518/94(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2315/96(2), in particolare l'articolo 11,
visto il regolamento (CE) n. 519/94 del Consiglio, del 7 marzo 1994, relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi e che abroga i regolamenti (CEE) n. 1765/82, (CEE) n. 1766/82 e (CEE) n. 3420/83(3), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1138/98(4), in particolare l'articolo 9, paragrafo 1,
previe consultazioni con i comitati istituiti ai sensi dei suddetti regolamenti,
considerando quanto segue:
(1) a norma del regolamento (CE) n. 2845/98 della Commissione(5), le importazioni nella Comunità di determinati prodotti siderurgici contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio e dal trattato che istituisce la Comunità europea sono state assoggettate a una vigilanza comunitaria preventiva;
(2) ai sensi delle disposizioni dei regolamenti (CE) n. 3285/94 e (CE) n. 519/94, i prodotti contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio sono soggetti al regime comune applicabile alle importazioni e che, di conseguenza, le disposizioni relative a misure di vigilanza comunitaria per quanto riguarda i prodotti CECA devono essere adottate conformemente a quanto stabilito dai suddetti regolamenti;
(3) dall'inizio del 1998 il mercato dell'acciaio è stato gravemente turbato dalle conseguenze della crisi economica e finanziaria iniziata nel Sud-Est asiatico;
(4) dagli indicatori economici disponibili emergono le seguenti tendenze:
A. Produzione. Nel 1998 la produzione di acciaio grezzo nella Comunità è ammontata a 160 milioni di tonnellate, mantenendosi allo stesso livello del 1997. Tra gennaio e settembre 1999 è diminuita del 5,8 % circa. L'aumento nel primo semestre delle importazioni di taluni prodotti siderurgici lavorati, la ripresa piuttosto lenta dei singoli settori consumatori, l'alto livello delle scorte e l'ulteriore riduzione delle esportazioni dovrebbero determinare nel 1999 una produzione di acciaio grezzo di 155 milioni di tonnellate. Nel 2000 la produzione dovrebbe aumentare leggermente, dato che si prevede un aumento del consumo rispetto al 1999.
B. Importazioni. Nel 1998 le importazioni nella Comunità di prodotti CECA da tutti i paesi terzi sono state pari a 18,3 milioni di tonnellate, con un aumento del 50 % rispetto al 1997. Nei primi sei mesi del 1999 le importazioni di prodotti CECA sono ammontate a 9 milioni di tonnellate, con un calo del 12 % rispetto allo stesso periodo del 1998. Le importazioni di prodotti piatti sono diminuite del 29 %, mentre quelle di prodotti lunghi sono aumentate del 20 % e quelle di prodotti semilavorati dell'8 %.
C. Esportazioni. Nel 1998 le esportazioni di prodotti CECA sono diminuite del 20 % rispetto all'anno precedente, scendendo a 16,8 milioni di tonnellate. Nei primi sei mesi del 1999, le esportazioni di prodotti CECA sono state pari a 7,2 milioni di tonnellate, con un calo medio del 16 % rispetto allo stesso periodo del 1998. È probabile che nel 1999, per la seconda volta consecutiva, la Comunità diventi un importatore netto di prodotti di acciaio. Nel 1997 la Comunità ha registrato un'eccedenza netta di 8,5 milioni di tonnellate e nel 1998 un disavanzo netto di 1,5 milioni di tonnellate.
D. Per determinati prodotti di acciaio contemplati dal trattato CE si registrano tendenze analoghe: nel 1998 la produzione di tubi d'acciaio è aumentata dell'1,5 % rispetto al 1997. Le importazioni di tubi d'acciaio sono salite in media del 17 % nel 1998 rispetto al 1997. Nei primi sei mesi del 1999, le importazioni di tubi d'acciaio sono mediamente diminuite dell'11 % rispetto allo stesso periodo del 1998, ma contemporaneamente le esportazioni sono calate del 32 %;
(5) le statistiche sugli scambi della Comunità con i paesi terzi non sono disponibili entro i termini stabiliti dal regolamento (CE) n. 840/96 della Commissione(6) ed è necessario affrontare urgentemente questo problema;
(6) gli interessi della Comunità richiedono che le importazioni di determinati prodotti di acciaio siano assoggettate a vigilanza comunitaria preventiva per poter disporre di dati statistici che consentano un'analisi tempestiva dell'andamento delle importazioni;
(7) il completamento del mercato interno richiede che le formalità che devono espletare gli importatori comunitari siano identiche indipendentemente dal luogo di sdoganamento delle merci;
(8) l'immissione in libera pratica dei prodotti oggetto del presente regolamento dev'essere subordinata alla presentazione di un documento di vigilanza che rispetti condizioni uniformi;
(9) tale documento deve essere vidimato, su semplice richiesta dell'importatore, dalle autorità degli Stati membri entro un determinato termine, senza tuttavia che in tal modo l'importatore acquisisca alcun diritto all'importazione; il documento quindi dev'essere valido soltanto finché il regime applicabile alle importazioni rimane invariato;
(10) i documenti di vigilanza rilasciati ai fini della vigilanza comunitaria devono essere validi in tutta la Comunità, indipendentemente dallo Stato membro che li ha rilasciati;
(11) gli Stati membri e la Commissione devono procedere allo scambio delle informazioni ottenute nell'ambito della vigilanza comunitaria nel modo più completo possibile;
(12) il rilascio dei documenti di vigilanza, benché soggetto a condizioni uniformi a livello comunitario, deve rientrare nelle competenze delle amministrazioni nazionali;
(13) va ricordato che il rilascio di un documento di vigilanza per determinati prodotti siderurgici è soggetto alla presentazione di un documento di esportazione conformemente ai regimi istituiti nel quadro di accordi di duplice controllo con alcuni paesi terzi; il presente regolamento non si applica ai prodotti originari dei paesi soggetti a detto sistema di duplice controllo,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. A decorrere dal 1o gennaio 2000, l'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti siderurgici contemplati dai trattati CECA e CE elencati nell'allegato I è assoggettata a vigilanza comunitaria preventiva ai sensi degli articoli 11 e 12 del regolamento (CE) n. 3285/94 e degli articoli 9 e 10 del regolamento (CE) n. 519/94. Ciò vale per le importazioni originarie di tutti i paesi terzi, ad esclusione dei prodotti originari dei paesi dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA), dei paesi firmatari dell'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) e della Turchia. I prodotti assoggettati a un accordo di vigilanza tramite duplice controllo stipulato tra un paese terzo e la Comunità sono tuttavia soggetti alle condizioni stabilite da tale accordo e non al presente regolamento.
2. La classificazione dei prodotti contemplati dal presente regolamento si basa sulla nomenclatura tariffaria e statistica della Comunità (in appresso denominata "Nomenclatura combinata" oppure, in forma abbreviata, "NC"). L'origine dei prodotti contemplati dal presente regolamento è determinata conformemente alle disposizioni in vigore nella Comunità.
Articolo 2
1. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui all'articolo 1 è subordinata alla presentazione di un documento di vigilanza rilasciato dalle autorità competenti di uno Stato membro.
2. Il documento di vigilanza di cui al paragrafo 1 è rilasciato automaticamente dalle autorità competenti degli Stati membri, senza spese indipendentemente dai quantitativi richiesti, entro cinque giorni lavorativi dalla presentazione di una domanda da parte di un importatore comunitario, indipendentemente dal suo luogo di stabilimento nella Comunità. Salvo prova contraria, si considera che tale domanda sia pervenuta all'autorità nazionale competente entro tre giorni lavorativi dalla presentazione.
3. Un documento di vigilanza rilasciato da una delle autorità di cui all'allegato II è valido in tutta la Comunità.
4. Il documento di vigilanza è redatto su un modulo conforme al modello che figura nell'allegato I del regolamento (CE) n. 3285/94 del Consiglio(7). Nella domanda dell'importatore devono figurare i seguenti elementi:
a) il nome e l'indirizzo completo del richiedente (compresi i numeri di telefono e di fax e l'eventuale numero d'identificazione utilizzato dalle autorità nazionali competenti) e, se soggetto all'IVA, il suo numero di registrazione IVA;
b) se del caso, il nome e l'indirizzo completo del dichiarante o del rappresentante del richiedente (compresi i numeri di telefono e di fax);
c) il nome e l'indirizzo completo dell'esportatore;
d) la designazione precisa delle merci, compresi:
- la denominazione commerciale,
- i codici della nomenclatura combinata (NC),
- il paese d'origine,
- il paese di provenienza;
e) il peso netto (in kg) e il quantitativo nell'unità prevista se diversa dal peso netto, per voce della nomenclatura combinata;
f) il valore cif franco frontiera comunitaria delle merci, in euro, per voce della nomenclatura combinata;
g) lo stato di seconda scelta o declassato dei prodotti in questione(8);
h) il periodo e il luogo di sdoganamento previsti;
i) se la domanda costituisce il rinnovo di una precedente domanda relativa allo stesso contratto;
j) la dichiarazione che segue, datata e firmata dal richiedente, nella quale compaia il suo nome in lettere maiuscole:
"Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente domanda sono esatte e fornite in buona fede e dichiara di risiedere nella Comunità."
L'importatore deve inoltre presentare una copia del contratto di vendita o di acquisto e della fattura pro forma. Se richiesto, ad esempio nei casi in cui le merci non siano acquistate direttamente nel paese di produzione, l'importatore deve presentare un certificato di produzione rilasciato dall'acciaieria produttrice.
5. I documenti di vigilanza possono essere utilizzati solo finché rimangono in vigore le disposizioni relative alla liberalizzazione delle importazioni applicabili alle transazioni in questione. Fatte salve le eventuali modifiche del regime applicabile alle importazioni in vigore, o le decisioni adottate nel quadro di un accordo o della gestione di un contingente:
- il periodo di validità del documento di vigilanza è fissato a quattro mesi;
- i documenti di vigilanza inutilizzati o parzialmente utilizzati possono essere rinnovati per un periodo equivalente.
6. Al termine del loro periodo di validità, l'importatore rinvia all'autorità preposta al rilascio i documenti di vigilanza.
7. Le autorità competenti possono, alle condizioni da esse stabilite, consentire la presentazione di dichiarazioni o richieste trasmesse o stampate elettronicamente. Tutti i documenti e i giustificativi devono comunque essere a disposizione delle autorità competenti.
8. Il documento di vigilanza può essere rilasciato elettronicamente a condizione che gli uffici doganali in questione abbiano accesso a tale documento attraverso una rete informatica.
Articolo 3
1. Qualora si rilevi che il prezzo unitario al quale è effettuata la transazione si discosta per eccesso o per difetto da quello indicato dal documento di vigilanza di una percentuale inferiore al 5 % oppure che il quantitativo totale dei prodotti presentati per l'importazione supera il quantitativo indicato nel documento di vigilanza di una percentuale inferiore al 5 %, non risulterà preclusa l'immissione in libera pratica dei prodotti in questione.
2. Le domande relative ai documenti di vigilanza e i documenti stessi hanno carattere riservato. Essi sono noti unicamente alle autorità competenti e al richiedente.
Articolo 4
1. Gli Stati membri comunicano alla Commissione:
a) con la massima regolarità e tempestività possibile, almeno entro l'ultimo giorno di ogni mese, i quantitativi e i valori (calcolati in euro) per i quali sono stati rilasciati i documenti di vigilanza;
b) entro sei settimane dalla fine di ciascun mese, i dati delle importazioni avvenute nel corso del mese in questione, conformemente all'articolo 26 del regolamento (CE) n. 840/96.
I dati forniti dagli Stati membri sono suddivisi per prodotto, per codice NC e per paese.
2. Gli Stati membri notificano le anomalie o le frodi eventualmente constatate e, ove opportuno, precisano i motivi per i quali hanno rifiutato di concedere un documento di vigilanza.
Articolo 5
Tutte le comunicazioni previste dal presente regolamento sono inviate alla Commissione delle Comunità europee e comunicate per via elettronica nell'ambito della rete integrata appositamente creata a meno che, per imprescindibili motivi tecnici, non si debba ricorrere temporaneamente ad altri mezzi di comunicazione.
Articolo 6
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica dal 1o gennaio al 31 dicembre 2000.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 1999.

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