Document ID: 32002D0411

Decisione della Commissione
del 12 marzo 2002
concernente l'aiuto di Stato cui la Spagna ha dato esecuzione a favore dei produttori di latte vaccino considerati prioritari
[notificata con il numero C(2002) 905]
(Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/411/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto il regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1670/2000(2), in particolare l'articolo 37,
Dopo aver invitato gli interessati a presentare le rispettive osservazioni, conformemente al succitato articolo(3),
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Tramite una denuncia, la Commissione è stata informata che la Spagna aveva dato esecuzione ad un aiuto per l'acquisizione di quantitativi di riferimento da parte dei produttori di latte vaccino. Con lettere del 27 gennaio 1999 e del 23 maggio 2000 la Spagna ha fornito alla Commissione informazioni complementari al riguardo.
(2) Con lettera del 2 febbraio 2001 la Commissione ha comunicato alla Spagna la sua decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato in relazione all'aiuto in questione.
(3) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(4). La Commissione ha inoltre invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito all'aiuto in questione.
(4) Alla Commissione non sono pervenute osservazioni al riguardo, da parte degli interessati.
(5) Con lettera dell'11 giugno 2001 la Spagna ha inviato varie osservazioni.
II. DESCRIZIONE PARTICOLAREGGIATA DELL'AIUTO
(6) Denominazione, regime: aiuto per l'acquisizione di quote latte.
(7) Stanziamenti finanziari: lo stanziamento previsto per il 1998 era di 40 milioni di ESP (240404,84 EUR).
(8) Durata: il regime di aiuto doveva essere applicato nella campagna 1998-1999, ma è stato sospeso il 31 dicembre 1998 in attesa della decisione della Commissione in merito alla sua compatibilità con il trattato.
(9) Beneficiari: i produttori di latte vaccino appartenenti alle categorie di allevatori considerati prioritari ai fini dell'attribuzione delle quantità di riferimento provenienti dalla riserva nazionale, conformemente al decreto regio n. 1888/1991, del 30 dicembre 1991, che istituisce un piano di ristrutturazione del settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari(5).
(10) Obiettivo dell'aiuto: agevolare l'acquisizione di quantitativi di riferimento per i produttori di latte considerati prioritari, in conformità del decreto regio n. 1888/1991.
(11) Effetti possibili dell'aiuto: infrazione delle disposizioni dell'organizzazione comune dei mercati del settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari.
(12) Intensità dell'aiuto, costi sovvenzionabili, cumulo: l'aiuto consiste in un abbuono dei tassi di interesse dei prestiti contratti con istituti di credito per acquisire quantitativi di riferimento presso altri produttori. Le condizioni dei prestiti sono le seguenti: durata di sessanta mesi; importo massimo sovvenzionabile di 4 milioni di ESP (24040,48 EUR); tasso d'interesse del 6 % per i primi ventiquattro mesi e, successivamente, tasso mensile medio del MIBOR su un anno, con un punto aggiuntivo; abbuono di quattro punti. L'equivalente sovvenzione, calcolata secondo il metodo applicato agli aiuti all'investimento nel quadro del regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio, del 20 maggio 1997, relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agricole(6), è pari all'11 % del costo d'acquisizione del quantitativo di riferimento. Gli aiuti non possono essere cumulati con altri aiuti per lo stesso tipo di spese.
(13) Motivazioni che hanno condotto all'avvio del procedimento: l'aiuto concesso dalla Spagna costituirebbe un'infrazione alle disposizioni dell'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari in quanto si tratta di un intervento pubblico non autorizzato dalle suddette disposizioni in un campo di competenza esclusiva della Comunità.
III. OSSERVAZIONI DELLA SPAGNA
(14) Con lettera dell'11 giugno 2001 la Spagna ha fatto rilevare quanto segue.
(15) Ad avviso dello Stato membro, si può considerare che i quantitativi di riferimento siano un bene patrimoniale dell'azienda, come peraltro risulterebbe dal disposto dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 3950/92 del Consiglio, del 28 dicembre 1992, che istituisce un prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari(7), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 603/2001 della Commissione(8). L'articolo 8 dello stesso regolamento autorizza i trasferimenti di quantitativi di riferimento tra aziende e titolari e consente anche di accettare un'indennità economica per il trasferimento di questi diritti alla riserva nazionale. La lettera b) dello stesso articolo 8 stabilisce che i quantitativi di latte liberati in tal modo possono essere riassegnati ad altri allevatori dietro versamento di una somma, in una o più rate annuali.
(16) La quota individuale di produzione di una azienda è uno strumento di produzione e, come tale, può dar diritto ad un aiuto per l'acquisto di quantitativi di riferimento. Conformemente al punto 4.1.1.6 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo(9), non verranno concessi aiuti all'acquisto di diritti di produzione se non in conformità alle disposizioni specifiche dell'organizzazione comune di mercato pertinenti e ai principi di cui agli articoli 87 e 88 del trattato.
(17) Secondo la Spagna l'obiettivo dell'aiuto è conforme a quelli dei regolamenti comunitari e, in particolare, a quello relativo alla ristrutturazione del settore del latte. L'aiuto in questione contribuisce alla ristrutturazione del settore in quanto esso attiva meccanismi che favoriscono una certa mobilità dei quantitativi di riferimento in un determinato ambito geografico, in base a criteri oggettivi. Esiste una contraddizione nel fatto che la normativa comunitaria consente la riassegnazione di quantitativi di riferimento con una sovvenzione del 100 %, mentre un aiuto di importo molto inferiore e volto allo stesso obiettivo non viene autorizzato.
(18) Per quanto concerne l'affermazione della Commissione secondo cui l'aiuto costituisce un'infrazione dell'articolo 38 del regolamento (CE) n. 1255/1999 che vieta gli aiuti il cui importo viene stabilito in funzione del prezzo o della quantità prodotta, la Spagna fa rilevare che l'aiuto in questione non ha effetti sui prezzi né sulle quantità globali che verranno prodotte, dato che le quantità prodotte vengono fissate per ciascuna campagna e per ciascuno Stato membro e che i prezzi d'intervento sono identici per tutti gli Stati membri.
IV. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
Articolo 87, paragrafo 1, del trattato
(19) Gli articoli 87 e 88 del trattato sono applicabili nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari in virtù dell'articolo 37 del regolamento (CE) n. 1255/1999.
(20) Ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
(21) Gli aiuti in esame conferiscono ai beneficiari un vantaggio che riduce gli oneri che normalmente gravano su di loro. Tali aiuti sono concessi dallo Stato o mediante risorse statali. Essi sono specifici o selettivi in quanto favoriscono talune imprese o talune produzioni, segnatamente i produttori di latte appartenenti alle categorie di allevatori considerati prioritari nelle Asturie.
(22) Per essere materia di pertinenza dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, gli aiuti devono inoltre incidere sulla concorrenza e sugli scambi commerciali tra Stati membri. Questo criterio implica che il beneficiario della misura eserciti un'attività economica. Secondo la giurisprudenza costante su questa disposizione, si considera che vi sia un'incidenza sugli scambi commerciali quando l'impresa beneficiaria esercita un'attività economica oggetto di scambi commerciali tra Stati membri. Il semplice fatto che l'aiuto rafforzi la posizione dell'impresa rispetto ad altre imprese concorrenti nel commercio intracomunitario fa sì che si possa considerare che tali aiuti incidano sugli interscambi commerciali.
(23) Nel caso in esame i beneficiari esercitano un'attività economica, la produzione di latte, che costituisce oggetto di interscambi commerciali tra gli Stati membri. Di fatto, gli scambi commerciali tra la Spagna e gli altri Stati membri sono considerevoli: nel 1999 la Spagna ha importato 435778 tonnellate di latte vaccino dagli altri Stati membri ed essa ne ha esportati 195426(10).
(24) Pertanto, tali aiuti possono incidere sugli scambi di latte vaccino tra gli Stati membri, il che avviene nel caso in cui gli aiuti favoriscono operatori attivi in uno Stato membro rispetto a quelli di altri Stati membri. Le misure in questione producono un effetto diretto e immediato sui costi di produzione del latte vaccino in Spagna. Di conseguenza, tali aiuti costituiscono un vantaggio economico rispetto alle aziende che non hanno accesso, in altri Stati membri, ad aiuti comparabili. Essi pertanto falsano o minacciano di falsare la concorrenza.
(25) Tenuto conto di quanto precede, gli aiuti in questione devono essere considerati aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
Possibile compatibilità nel quadro dell'articolo 87 del trattato
(26) Al principio di incompatibilità sancito all'articolo 87, paragrafo 1, sono tuttavia previste eccezioni.
(27) Le eccezioni a detta incompatibilità previste all'articolo 87, paragrafo 2, non sono manifestamente applicabili al caso in esame. Peraltro, esse non sono state invocate neppure dalle autorità spagnole.
(28) Le eccezioni previste all'articolo 87, paragrafo 3, devono essere interpretate in modo restrittivo nell'esame di un programma di aiuti con finalità regionale o settoriale oppure in qualsiasi caso singolo di applicazione di regimi di aiuti generali. La loro applicazione può essere riconosciuta solo quando la Commissione stabilisce che l'aiuto è necessario per l'attuazione di qualche obiettivo considerato. Concedere il beneficio di tali eccezioni per aiuti che non soddisfacessero tale condizione equivarrebbe ad ammettere infrazioni alle norme sugli scambi commerciali tra Stati membri e distorsioni di concorrenza senza alcuna motivazione basata sull'interesse comunitario e, di conseguenza, presupporrebbe la concessione di vantaggi indebiti agli operatori di determinati Stati membri.
(29) La Commissione ritiene che gli aiuti in questione non siano stati concepiti come aiuti regionali per l'attuazione di nuovi investimenti o per la creazione di posti di lavoro né per compensare, in modo generalizzato, svantaggi di carattere infrastrutturale per l'insieme dei produttori della regione, bensì come aiuti al funzionamento a favore del settore agricolo. Di conseguenza, si tratta di aiuti di tipo eminentemente settoriale che devono essere valutati a fronte del disposto dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato.
(30) A norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), possono considerarsi compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misure contraria al comune interesse.
(31) Il regime di aiuti in questione deve essere valutato particolarmente alla luce di questa disposizione.
(32) Ai sensi del punto 23.3 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo, gli aiuti illegali ai sensi dell'articolo 1, lettera f), del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(11), saranno valutati secondo le regole e gli orientamenti vigenti alla data in cui sono stati concessi.
(33) Gli aiuti in questione, concessi nel 1998 senza essere stati notificati alla Commissione, costituiscono un aiuto illegale ai sensi dell'articolo 1, lettera f), del regolamento (CE) n. 659/1999 e devono essere valutati secondo le norme vigenti a quel momento.
(34) Il regime del prelievo supplementare introdotto con il regolamento (CEE) n. 857/84 del Consiglio(12), abrogato e sostituito dal regolamento (CEE) n. 3950/92, che si prefigge di ridurre lo squilibrio tra offerta e domanda di latte e di prodotti lattiero-caseari nonché le conseguenti eccedenze di produzione, rappresenta attualmente uno dei meccanismi fondamentali della suddetta organizzazione comune di mercato.
(35) Il regolamento (CEE) n. 3950/92 definisce il margine di manovra di cui fruiscono gli Stati membri nell'applicazione del regime del prelievo.
(36) Ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 3950/92, lo Stato membro può alimentare la riserva nazionale, senza superare il suo quantitativo di riferimento globale, in seguito ad una riduzione lineare dell'insieme dei quantitativi di riferimento individuali, per accordare quantitativi supplementari o specifici a produttori determinati secondo criteri oggettivi fissati con l'accordo della Commissione. Inoltre, fatto salvo l'articolo 6, paragrafo 1, i quantitativi di riferimento di cui dispongono i produttori che non abbiano commercializzato latte o altri prodotti lattieri in un periodo di dodici mesi entrano a far parte della riserva nazionale e possono venire riassegnati in conformità del primo comma. Nel caso in esame, per giustificare gli aiuti in questione, la Spagna non può invocare tale disposizione: le quantità di riferimento per il cui acquisto sono stati concessi gli aiuti non provengono dalla riserva nazionale, non sono stati liberati grazie ad una riduzione lineare dell'insieme dei quantitativi di riferimento individuali né corrispondono ai quantitativi di riferimento di produttori che non hanno commercializzato latte o altri prodotti lattiero-caseari durante un periodo di dodici mesi.
(37) L'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 3950/92 stabilisce le disposizioni che gli Stati membri possono applicare ai fini della ristrutturazione della produzione lattiera. L'elenco delle misure previste è esaustivo e quindi gli Stati membri dispongono, in questo quadro normativo, di strumenti precisi e sufficienti per promuovere la ristrutturazione e una maggiore efficacia delle strutture produttive. La concessione di aiuti per l'acquisizione di quote presso altri produttori non compare tra le misure previste. Anzi, la lettera b) dell'articolo 8 dispone che gli Stati membri possono stabilire, in base a criteri obiettivi, le condizioni alle quali i produttori possono ottenere, all'inizio di un periodo di dodici mesi e dietro preventivo pagamento, la riassegnazione, da parte dell'autorità competente o dall'organismo da essa designato, di quantitativi di riferimento liberati definitivamente alla fine del precedente periodo di dodici mesi da altri produttori dietro versamento, in una o più rate annuali, di un'indennità pari al pagamento anzidetto.
(38) L'organizzazione comune di mercato non si limita alle disposizioni relative al regime dei prezzi, ma è costituita da vari meccanismi e disposizioni che, congiuntamente, formano il quadro "completo ed esaustivo" nel quale la Commissione riafferma che non possono esserci eccezioni e che, secondo la giurisprudenza costante della Corte, esclude qualsiasi possibilità per gli Stati membri di prendere misure che sarebbero tali da costituire infrazioni o deroghe alla normativa comunitaria [cfr. sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 26 giugno 1979 - causa 177/78, Pigs and Bacon Commission contro McCarren and Company Limited(13)].
(39) L'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte - come peraltro qualsiasi altra organizzazione comune di mercato - è fondata sul principio di un mercato aperto cui può accedere qualsiasi produttore e il cui funzionamento è disciplinato unicamente dagli strumenti previsti dall'organizzazione stessa.
(40) L'aiuto concesso dalla Spagna costituisce quindi infrazione delle disposizioni dell'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari in quanto si concretizza in un intervento statale non autorizzato dalle suddette disposizioni in un ambito di competenza esclusiva della Comunità.
(41) L'applicazione degli articoli 87, 88 e 89 deve essere conforme alle disposizioni dei regolamenti in materia. In altri termini, il ricorso da parte di uno Stato membro alle disposizioni degli articoli 87, 88 e 89 non può prevalere sulle disposizioni del regolamento che disciplina l'organizzazione di mercato di cui trattasi e, di conseguenza, la Commissione non può approvare in alcun modo un aiuto che sia incompatibile con le disposizioni di una organizzazione comune di mercato o che ostacolerebbe il buon funzionamento di detta organizzazione.
(42) In merito alle asserzioni della Spagna, la Commissione intende precisare quanto segue.
(43) Aiuti per l'acquisizione di diritti di produzione possono essere concessi soltanto se sono conformi alle disposizioni dell'organizzazione comune del mercato in questione. L'aiuto concesso non è conforme alle disposizioni dell'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari per i motivi indicati più sopra. Anche se l'obiettivo dei suddetti aiuti non consiste nel recar pregiudizio a detta organizzazione, il suo effetto (come quello di qualsiasi altra misura che falsi le regole di funzionamento del mercato nel settore considerato) il suo effetto potrebbe essere lo stesso.
(44) La ristrutturazione del settore del latte viene condotta nell'intera Comunità secondo i meccanismi definiti dalla normativa comunitaria che prevede strumenti sufficienti a tal fine senza che sia necessario ricorrere ad aiuti di Stato come quelli in esame.
(45) D'altro canto, secondo la giurisprudenza costante, una volta che la Comunità abbia istituito un'organizzazione comune di mercato in un determinato settore, spetta ad essa, nell'ambito della politica agricola comune, cercare le soluzioni di problemi che possono sorgere in tale settore. Pertanto gli Stati membri devono astenersi da ogni provvedimento unilaterale, anche se atto a servire da sostegno alla politica comune della Comunità [cfr. sentenza della Corte di giustizia, del 6 novembre 1990 - causa C-86/89, Repubblica italiana contro Commissione delle Comunità europee(14)].
(46) Inoltre, gli aiuti per l'acquisizione di quote potrebbero produrre un rincaro del prezzo di queste ultime e recare così pregiudizio al buon funzionamento dell'organizzazione comune di mercato. Tale rischio di aumento del prezzo deriva dal fatto che il venditore di quantitativi di riferimento, nel momento in cui sarà a conoscenza che l'acquirente fruirà di un aiuto per il finanziamento del costo di tale acquisto, potrebbe essere indotto ad aumentare il suo prezzo di vendita in funzione dell'aiuto.
(47) In una precedente occasione, la Commissione ha già ritenuto incompatibili con il mercato comune, ai sensi del disposto dell'articolo 87 (ex articolo 92) del trattato, gli aiuti concessi sotto forma di prestiti ad interesse ridotto per l'acquisto di quantitativi di riferimento [cfr. decisione 96/616/CE della Commissione(15), relativa ad aiuti concessi dalla Regione Friuli-Venezia Giulia (Italia)]. In effetti, gli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo precisano, al punto 4.1.1.6, che non verranno concessi aiuti all'acquisto di diritti di produzione, se non in conformità alle disposizioni specifiche dell'organizzazione comune di mercato pertinente e ai principi di cui agli articoli 87, 88 e 89 del trattato.
(48) Di conseguenza la Commissione non può accogliere con favore le argomentazioni presentate dalla Spagna.
Conclusione
(49) In base a quanto precede e alle norme comunitarie applicabili, la Commissione ritiene che, per quanto concerne le eccezioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), per gli aiuti destinati a favorire o ad agevolare lo sviluppo economico di determinate regioni o di determinate attività, gli aiuti in questione possono alterare le condizioni degli scambi commerciali in misura contraria al comune interesse.
(50) Pertanto, detti aiuti costituiscono infrazione della normativa comunitaria e al loro riguardo non può essere invocata alcuna delle eccezioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, del trattato.
V. CONCLUSIONI
(51) La Commissione constata che la Spagna ha dato illegalmente esecuzione all'aiuto in esame, in infrazione del disposto dell'articolo 88, paragrafo 3. Tale aiuto non è stato notificato alla Commissione e la sua concessione è stata illegale, dato che è avvenuta prima che la Commissione si pronunciasse in merito alla sua compatibilità con il mercato comune.
(52) Inoltre, per i motivi esposti più sopra, tali aiuti sono incompatibili con il mercato comune poiché essi rientrano nel campo applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, e al loro riguardo non può essere invocata nessuna delle eccezioni di cui ai paragrafi 2 e 3 del suddetto articolo.
(53) In caso di incompatibilità di taluni aiuti con il mercato comune, la Commissione deve avvalersi della possibilità offertale dalla sentenza della Corte di giustizia, del 12 luglio 1973, nella causa 70/72, Commissione contro Repubblica federale di Germania(16), confermata dalle sentenze del 24 febbraio 1987 nella causa 310/85, Deufil GmbH und Co. KG contro Commissione(17) e del 20 settembre 1990 nella causa C-5/89, Commissione contro Repubblica federale di Germania(18), ed obbligare lo Stato a recuperare presso i beneficiari l'importo degli aiuti illegalmente concessi. Tale obbligo di ricupero, che ricorre anche all'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999, risulta necessario per ristabilire la situazione precedente, sopprimendo così tutti i vantaggi finanziari di cui hanno fruito indebitamente i beneficiari da quando sono stati loro concessi gli aiuti.
(54) Gli aiuti concessi devono essere rimborsati integralmente.
(55) Il rimborso degli aiuti deve aver luogo secondo le procedure previste dalla legislazione spagnola. Gli importi da ricuperare devono produrre interessi dal momento della concessione degli aiuti sino al loro effettivo ricupero. Tali interessi devono essere calcolati sulla base del tasso commerciale, prendendo come riferimento il tasso applicato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione nel contesto degli aiuti regionali, in conformità di quanto previsto dagli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale(19).
(56) La presente decisione non pregiudica in alcun modo le conseguenze che eventualmente la Commissione trarrà sul piano del finanziamento della politica agricola comune da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto di Stato cui la Spagna ha dato esecuzione a favore dei produttori di latte vaccino per l'acquisizione di quantitativi di riferimento non è compatibile con il mercato comune.
Articolo 2
1. La Spagna adotterà tutte le misure necessarie per ricuperare dai rispettivi beneficiari l'aiuto di cui all'articolo 1 e illegalmente messo a loro disposizione.
2. Detto ricupero ha luogo senza indugio, conformemente alle procedure del diritto interno spagnolo purché queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. L'importo degli aiuti da ricuperare è comprensivo degli interessi prodotti a partire dalla data alla quale gli aiuti sono stati messi a disposizione dei beneficiari sino alla data del loro ricupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento applicato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione nel quadro degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 3
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione la Spagna informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 4
Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 12 marzo 2002.

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