Document ID: 32002D0244

Decisione della Commissione
del 14 marzo 2000
che dichiara una concentrazione compatibile con il mercato comune e con l'accordo SEE
Caso COMP/M.1663 - Alcan/Alusuisse
[notificata con il numero C(2000) 694]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/244/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 57,
visto il regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1310/97(2), in particolare l'articolo 8, paragrafo 2,
vista la decisione della Commissione del 10 novembre 1999 di avviare il procedimento nel caso di specie,
dopo aver dato alle imprese interessate la possibilità di manifestare il proprio punto di vista sulle obiezioni sollevate dalla Commissione,
sentito il parere del comitato consultivo in materia di concentrazioni(3),
considerando quanto segue:
(1) In data 20 settembre 1999 la Commissione ha ricevuto la notifica di un progetto di concentrazione, sulla base del quale Alcan Aluminium Limited (di seguito "Alcan") acquisisce il controllo esclusivo della società Alusuisse Lonza Group AG (di seguito "Alusuisse").
(2) Il 24 settembre 1999 la notifica è stata dichiarata incompleta. In data 6 ottobre 1999 le parti hanno provveduto ad inviare le informazioni mancanti. La notifica è stata così perfezionata in data 7 ottobre 1999.
(3) Con decisione del 10 novembre 1999, la Commissione ha ritenuto che l'operazione notificata sollevasse gravi riserve circa la sua compatibilità con il mercato comune e con il funzionamento del SEE. Pertanto la Commissione ha avviato sul caso di specie il procedimento di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (CEE) n. 4064/89 (di seguito "regolamento sulle concentrazioni").
1. LE PARTI E L'OPERAZIONE
(4) Alcan è una società di diritto canadese attiva in tutti i settori dell'industria dell'alluminio. Essa opera nell'estrazione della bauxite, nella raffinazione dell'allumina, nella generazione di elettricità, nella fusione dell'alluminio, nella produzione e nel riciclaggio e nella ricerca e sviluppo.
(5) Alusuisse è una società di diritto svizzero attiva in tutti i settori dell'industria dell'alluminio. Essa opera nell'estrazione della bauxite, nella raffinazione dell'allumina, nella fusione dell'alluminio, nella produzione e nel riciclaggio, nella ricerca e sviluppo, e negli imballaggi.
(6) L'11 agosto 1999 Alcan, Alusuisse e Pechiney, quest'ultima società di diritto francese produttrice integrata di alluminio, hanno siglato un protocollo d'intesa avente ad oggetto l'integrazione delle rispettive attività nel settore dell'alluminio e degli imballaggi. In base al protocollo d'intesa e agli accordi di concentrazione firmati dalle tre società, Alcan lancerà due offerte di concambio azionario autonome e distinte, una relativa alle azioni di Alusuisse e l'altra alle azioni di Pechiney. Si tratta in entrambi i casi di operazioni a sé stanti, non subordinate l'una all'altra e che possono essere effettuate indipendentemente l'una dall'altra. Secondo le informazioni fornite dalle parti, l'offerta di Alcan per Alusuisse verrà presentata prima del lancio dell'offerta per Pechiney. Pertanto, si può ritenere che ciascuna offerta costituisca un'operazione di concentrazione a sé stante. La presente decisione è relativa all'acquisizione da parte di Alcan del controllo esclusivo di Alusuisse.
2. DIMENSIONE COMUNITARIA
(7) Il fatturato mondiale aggregato cumulato realizzato dalle imprese in oggetto ammonta a più di 5 miliardi di EUR(4). Alcan e Alusuisse presentano ciascuna un fatturato comunitario superiore ai 250 milioni di EUR, ma nessuna delle due parti realizza più dei due terzi del proprio fatturato comunitario aggregato nello stesso Stato membro. Pertanto l'operazione notificata ha dimensione comunitaria.
3. VALUTAZIONE SOTTO IL PROFILO DELLA CONCORRENZA
(8) Le parti interessate sono integrate verticalmente e operano a tutti i livelli del ciclo di produzione dell'alluminio: estrazione della bauxite, raffinazione di questa in allumina e fusione dell'allumina per produrre alluminio primario. L'alluminio primario(5) viene trasformato in prodotti semilavorati (laminati piatti o estrusi). I prodotti semilavorati possono essere successivamente trasformati in prodotti finiti. Semilavorati e prodotti finiti in alluminio trovano largo impiego in una grande varietà di applicazioni finali, ad esempio nell'industria dei trasporti, nell'edilizia, nell'industria degli imballaggi, nell'industria elettrica, ecc.
(9) Sul mercato dell'alluminio operano varie categorie di operatori. Entrambe le parti sono società produttrici integrate verticalmente. Altre società produttrici integrate operanti nel mercato del SEE sono: Pechiney, VAW, Alcoa, Norsk Hydro e Hoogovens. Esistono poi numerose imprese manifatturiere o di trasformazione dell'alluminio, vale a dire imprese non integrate che utilizzano Balluminio primario o laminati piatti come materie prime per la produzione di prodotti finiti in alluminio. Le parti coinvolte nella fusione rivestono il doppio ruolo di fornitori e di concorrenti delle più piccole imprese manifatturiere o di trasformazione non integrate attive sui vari mercati a valle delle applicazioni finali.
(10) La Commissione è giunta alla conclusione che la proposta operazione di concentrazione determinerà la creazione di una posizione dominante sui seguenti mercati: del triidrato di alluminio, delle lastre litografiche e dei contenitori semirigidi.
3.1.1. IL TRIIDRATO DI ALLUMINIO
Definizione del mercato del prodotto
(11) L'allumina viene prodotta dalla raffinazione della bauxite. Gran parte dell'allumina viene impiegata nelle fonderie per la produzione di alluminio (la cosiddetta allumina per fonderia). Il triidrato di alluminio è un prodotto intermedio del processo di fabbricazione dell'allumina per fonderia. Esso trova impiego soprattutto come ritardante di fiamma. In questo caso viene utilizzato un tipo speciale di triidrato di alluminio finemente precipitato e addensato che presenta un elevato contenuto di umidità (in genere pari al 35 %). È proprio il contenuto di acqua che gli conferisce la proprietà di ritardante di fiamma. Un altro tipo di triidrato di alluminio deidratato seguendo uno speciale procedimento viene utilizzato come pigmento per la carta o nella produzione di detergenti. Questo tipo di triidrato di alluminio è di più grossa granulometria e viene utilizzato per le sue qualità sbiancanti o per conferire maggiore lucentezza e levigatezza alla carta di qualità superiore. Un ulteriore tipo di triidrato di alluminio attivato per usi speciali viene infine utilizzato nell'industria della ceramica, in quella dei materiali refrattari e in quella del trattamento delle superfici.
(12) Le indagini svolte dalla Commissione hanno permesso di concludere che il triidrato di alluminio utilizzato come ritardante di fiamma costituisce un mercato del prodotto distinto da quello di altre qualità e tipi di allumina.
Considerazioni riguardanti l'offerta
(13) Sul versante dell'offerta il grado di sostituibilità del triidrato di alluminio utilizzato come ritardante di fiamma è molto ridotto. Nel SEE le forniture sono al momento assicurate da un numero molto limitato di imprese di raffinazione dell'allumina. Data la priorità attribuita alla produzione di allumina metallurgica, la maggior parte delle raffinerie non dispone degli impianti necessari ad estrarre il triidrato di alluminio nella fase intermedia tra il filtraggio e la calcinazione e comunque il triidrato di alluminio che potrebbero produrre conterrebbe una quantità di residui dei composti organici della bauxite tale da renderlo inutilizzabile come ritardante di fiamma. I principali fornitori di triidrato di alluminio nel SEE sono Alcan, Alusuisse, Nabaltec e Alcoa.
(14) L'indagine di mercato ha confermato che un aumento del 5-10 % del prezzo del triidrato di alluminio utilizzato come ritardante di fiamma non avrebbe l'immediato effetto di incoraggiare nuovi ingressi sul mercato, dato che un tale aumento non sarebbe sufficiente a compensare né i costi-opportunità né l'investimento finanziario richiesto. Un aumento limitato, seppure non transitorio, del prezzo non sarebbe inoltre sufficiente a spingere gli attuali operatori ad aumentare le loro capacità, dato che gli incrementi di capacità produttiva nel settore dell'allumina risultano difficili e costosi. Un aumento del prezzo del triidrato di alluminio utilizzato come ritardante di fiamma potrebbe pertanto risultare redditizio nel breve e nel medio periodo.
Considerazioni relative alla domanda
(15) Il triidrato di alluminio utilizzato come ritardante di fiamma costituisce un mercato del prodotto a sé stante, distinto da quello di altri tipi di triidrati di alluminio e di altri tipi di ritardanti di fiamma. I ritardanti di fiamma sono additivi aggiunti ai materiali organici quali plastica, tessuto o legno ovvero impiegati nel loro trattamento. Riducono la probabilità statistica dell'insorgenza di incendi in quanto accrescono la resistenza alla combustione di un'ampia gamma di potenziali sorgenti di ignizione. Il crescente utilizzo di ritardanti di fiamma nei materiali infiammabili, per lo più composti plastici quali ad esempio cavi e cablaggi, è dettato dalle disposizioni normative in materia ed è motivato dall'accresciuta consapevolezza dei consumatori per quanto riguarda le norme di sicurezza antincendio.
(16) Come già menzionato al considerando 11, altri tipi di triidrato di alluminio per usi speciali sono utilizzati come riempitivi nell'industria della carta e come ossidi nella produzione di detergenti, ceramiche, materiali refrattari, ecc. Ai diversi tipi di triidrato di alluminio corrispondono differenze nella granulometria, nella morfologia, nel contenuto di α-allumina(6) e di impurità. Sono i requisiti imposti dall'applicazione finale che dettano la scelta del tipo di allumina. Pertanto, il triidrato di alluminio finemente precipitato e addensato usato come ritardante di fiamma non può essere sostituito dal triidrato di alluminio utilizzato in una delle predette applicazioni e viceversa.
(17) L'efficacia di un ritardante di fiamma è specifica per ogni singolo materiale infiammabile. Date le crescenti preoccupazioni suscitate dalle esigenze di protezione antincendio negli edifici e negli altri locali pubblici, i composti plastici usati nella costruzione di tali edifici devono soddisfare ben precise caratteristiche di resistenza al fuoco.
(18) Il triidrato di alluminio presenta una limitata tossicità e agisce inoltre da soppressore del fumo. È utilizzato soprattutto in combinazione con il polietilene e i suoi copolimeri, nonché con i poliesteri insaturi, la gomma e gli epossidici. I mercati di impiego finale sono quelli dei rivestimenti per tappeti, del materiale elettrico, dei cavi e dei fili, dei nastri trasportatori e degli estrusi in materiale plastico. Il crescente utilizzo di triidrato di alluminio nel SEE è dovuto principalmente all'incremento del consumo di vari tipi di poliolefine, in particolare del polietilene. Alcuni copolimeri, quali i copolimeri dell'etilene/acetato di vinile in combinazione con il polietilene e il polipropilene, vengono sempre più utilizzati per la fabbricazione di guaine e rivestimenti di cavi e fili e di cavi di telecomunicazione posati nel sottosuolo. La tendenza a sostituire negli edifici pubblici i pavimenti in PVC con pavimenti in gomma sintetica rappresenta un ulteriore fattore all'origine dell'accresciuto utilizzo di triidrato di alluminio.
(19) Vi è un'altra categoria di ritardanti di fiamma utilizzabili in alternativa nelle predette applicazioni, vale a dire i ritardanti di fiamma alogenati. Le sostanze alogenate possono costituire efficaci ritardanti di fiamma; sono però tossiche e generano molto più fumo rispetto ai ritardanti di fiamma inorganici. A causa delle crescenti preoccupazioni ambientali - che porteranno presumibilmente ad un loro progressivo abbandono - le sostanze alogenate a base di fosforo vengono ora sostituite con ritardanti inorganici, in particolare il triidrato di alluminio. Tuttavia, dato che i composti plastici sono prodotti con la specificazione LSOH (low smoke, zero halogen: bassa emissione di fumi, zero alogeni), i ritardanti di fiamma alogenati non possono sostituire il triidrato di alluminio. I composti LSOH hanno un diverso tipo di acquirenti, vale a dire i produttori di cavi e di altri prodotti in materiale plastico utilizzati nell'edilizia. Tali produttori sono facilmente identificabili dai fornitori, che possono quindi avvantaggiarli o discriminarli nel fissare il prezzo. Un incremento del prezzo applicato ai produttori di composti plastici di tipo LSOH sarebbe pertanto redditizio per l'impresa che nascerà dalla fusione
(20) Per quanto riguarda la domanda di ritardanti di fiamma di tipo LSOH, le parti notificanti hanno indicato un altro ritardante di fiamma alternativo con proprietà simili a quelle del triidrato di alluminio, il diidrossido di magnesio. A parere della Commissione il diidrossido di magnesio non appartiene allo stesso mercato del triidrato di alluminio. Vi sono differenze tecniche e economiche che limitano fortemente sul versante della domanda la sostituibilità tra il triidrato di alluminio e il diidrossido di magnesio. I costi di utilizzo del diidrossido di magnesio possono essere due volte superiori a quelli del triidrato di alluminio (secondo alcuni utilizzatori, persino tre o quattro volte superiore). Ciò è dovuto in parte al suo prezzo relativo, nonché al fatto che per ottenere alte prestazioni in termini di ritardo della fiamma è necessario utilizzare volumi maggiori di diidrossido di magnesio. L'elevato quantitativo di diidrossido di magnesio utilizzato può a sua volta compromettere alcune proprietà meccaniche fondamentali del composto, quali la malleabilità e la resistenza agli urti. Si ritiene inoltre che sia difficile ottenere la distribuzione uniforme del diidrossido di magnesio nel composto. Il diidrossido di magnesio è più costoso in quanto può essere trattato a temperature più elevate rispetto al triidrato di alluminio. Mentre il triidrato di alluminio comincia a decomporsi a 230 °C, perdendo un terzo della sua massa originaria che si trasforma in vapore acqueo, il diidrossido di magnesio si decompone a 340 °C. La diversa temperatura di decomposizione termica rende il diidrossido di magnesio più indicato per determinati materiali polimerici, come le resine termoplastiche (ad esempio il polipropilene) che vengono lavorate a temperature superiori ai 200 °C. Per temperature di lavorazione inferiori, il triidrato di alluminio presenta maggiori vantaggi come riempitivo sia sotto il profilo dei costi che delle proprietà tecniche.
(21) Se si eccettuano gli altri ritardanti di fiamma, il triidrato di alluminio è il riempitivo di gran lunga più utilizzato nei composti copolimerici di tipo LSOH impiegati in numerose applicazioni come ad esempio i cavi, i fili e i rivestimenti per pavimenti. Nel corso dell'indagine di mercato condotta dalla Commissione, le aziende produttrici dei predetti prodotti hanno dichiarato che anche nel caso si verificasse un aumento del 5-10 % del prezzo del triidrato di alluminio non opterebbero per altri ritardanti di fiamma. Alcune aziende hanno dichiarato che il ricorso ad altri ritardanti comporterebbe costi elevati in quanto il triidrato di alluminio dovrebbe essere sostituito da una combinazione di vari altri ritardanti, sostituzione che richiederebbe la messa a punto di nuove formule e l'approvazione dei prodotti finali così ottenuti da parte dei clienti.
Conclusione in merito alla definizione del mercato del prodotto
(22) Sulla base di quanto illustrato ai precedenti punti, la Commissione è giunta alla conclusione che esiste un mercato del prodotto distinto del triidrato di alluminio finemente precipitato e addensato impiegato come ritardante di fiamma nella fabbricazione di composti copolimerici di tipo LSOH.
Definizione del mercato geografico
(23) L'estensione geografica del mercato del triidrato di alluminio non supera i confini del SEE. Tale limitazione sembra essere legata principalmente ai problemi di movimentazione e di logistica nonché ai connessi costi di trasporto del prodotto. Gli acquirenti di triidrato di alluminio operanti nell'industria chimica e in quella della plastica esigono forniture in tempi stretti di piccoli lotti, che non possono essere forniti a prezzi convenienti sulle lunghe distanze. L'alto contenuto di acqua del triidrato di alluminio usato come ritardante di fiamma accresce ulteriormente i costi di trasporto sulle lunghe distanze. Infine, trasportati sulle lunghe distanze in grandi quantitativi, i prodotti rischiano di deteriorarsi e divenire inutilizzabili. Nel SEE si sono registrate finora solo importazioni di quantitativi limitati, pari al 4 % del consumo in quest'area.
(24) Le parti hanno dichiarato che il mercato del triidrato di alluminio è di dimensioni mondiali e che gli acquirenti sarebbero in grado di trovare fornitori alternativi nei paesi extraeuropei. Alcoa, ad esempio, potrebbe importare maggiori quantitativi di triidrato di alluminio dall'Australia e lavorarlo nel suo impianto di Moerdijk nei pressi di Rotterdam; Reynolds potrebbe importare maggiori quantitativi di triidrato di alluminio umido dagli Stati Uniti; Alunorte potrebbe importare triidrato di alluminio umido di qualità superiore dal Brasile; Huber (Solem) potrebbe importare triidrato di alluminio trattato di elevata qualità dagli Stati Uniti; Sumitomo e Showa Denko potrebbero vendere in Europa triidrato di alluminio utilizzabile come ritardante di fiamma proveniente dal Giappone; Hungalu sta al momento attivamente pubblicizzando nell'UE la sua attività e ha recentemente aumentato di 10 kt la sua capacità produttiva annua di triidrato di alluminio precipitato.
(25) La Commissione ha verificato le predette alternative ed è giunta alla conclusione che gli acquirenti non riterrebbero queste fonti di approvvigionamento in grado di sostituire validamente i loro fornitori locali. Secondo quanto dichiarato da alcuni dei maggiori clienti, i fornitori di triidrato di alluminio umido degli Stati Uniti e del Brasile non costituiscono valide alternative in quanto possono offrire unicamente questo prodotto, che non si presta ad essere utilizzato come ritardante di fiamma. In merito ai fornitori ungheresi e dell'Estremo Oriente, i predetti clienti hanno precisato che l'approvvigionamento di triidrato di alluminio da tali paesi comporterebbe un aumento dei loro costi operativi e finali e che pertanto quei fornitori non possono rimpiazzare i fornitori con sede nel SEE. Altri acquirenti hanno ripetuto quanto da loro già dichiarato in precedenza nel corso dell'indagine di mercato, che cioè i costi aggiuntivi dovuti all'importazione di triidrato di alluminio determinerebbero un aumento del prezzo finale che a sua volta ridurrebbe la competitività dei loro prodotti (cavi) sui mercati esterni al SEE. Anche qualora si verificasse un aumento di prezzo del 5-10 %, essi non ritengono che importare triidrato di alluminio sarebbe vantaggioso.
(26) Per le predette ragioni, la Commissione ritiene che il mercato del triidrato di alluminio utilizzato come ritardante di fiamma non si estenda al di là dei confini del SEE.
Valutazione sotto il profilo della concorrenza
(27) Sul mercato europeo operano alcuni grandi fornitori di triidrato di alluminio: Alcan, Martinswerk-Alusuisse, Nabaltec e Alcoa, che rappresentano più del 95 % della produzione del SEE, mentre la restante quota è detenuta da alcuni grossisti (Eurallumina SpA, Giulini Chemie GmbH, Incemin AG, Superfos Biosector a/s).
(28) Nella successiva tabella sono riportati i dati relativi alla capacità di produzione dei fornitori di triidrato di alluminio utilizzato come ritardante di fiamma nel SEE.
SPAZIO PER TABELLA
Fonte:
Indagine della Commissione.
(29) La quota di mercato congiunta delle parti coinvolte nella fusione è pari al [65 %-75 %]*; l'altro maggior concorrente è Nabaltec. Alcan e Alusuisse sono i maggiori produttori mondiali di triidrato di alluminio finemente precipitato e addensato. Alusuisse è il più grande fornitore europeo. Il suo mercato più importante è la Germania, il paese europeo maggior consumatore di ritardanti di fiamma privi di alogeni. Alusuisse è altresì un importante produttore di diidrossido di magnesio tramite la Magnifin Magnesiaprodukte, impresa austriaca controllata al 50 %. Alcan è il secondo maggior produttore europeo di triidrato di alluminio proveniente dalla sua raffineria di Burntisland sulla costa scozzese. Nabaltec è un produttore indipendente di allumina per usi speciali. Dal 1994, anno di chiusura del suo impianto a "ciclo Bayer", la Nabaltec utilizza per la produzione di triidrato di alluminio allumina grezza per usi chimici acquistata da terzi.
(30) L'elevata quota di mercato delle parti è già di per sé indicativa del potere di cui godono sui mercati rilevanti dei ritardanti di fiamma. Vi sono inoltre altri fattori importanti, oltre all'elevata quota di mercato congiunta, che confermano che la proposta operazione di concentrazione porterà alla creazione di una posizione dominante delle parti sul mercato del triidrato di alluminio finemente precipitato e addensato impiegato come ritardante di fiamma.
(31) In sede di prima analisi del mercato del prodotto ci si è chiesti se un aumento del prezzo del triidrato di alluminio possa essere neutralizzato dalla reazione di altri fornitori di varietà diverse di allumina ovvero dal ricorso ad altri tipi di ritardanti di fiamma in sostituzione del triidrato di alluminio. Si è giunti alla conclusione che, nel medio e nel lungo periodo, non è data sostituibilità né dal lato dell'offerta né da quello della domanda.
(32) Nell'approfondita indagine di mercato svolta è stato esaminato se, in caso di incremento duraturo del prezzo del triidrato di alluminio, i clienti prenderebbero misure che consentano loro di sostituire nel lungo periodo il triidrato di alluminio con altri ritardanti di fiamma immessi sul mercato solo di recente.
(33) In risposta alla comunicazione delle obiezioni, le parti hanno dichiarato che un contenimento del prezzo del triidrato di alluminio potrebbe essere esercitato da altre sostanze ritardanti di fiamma. Si tratta di fosforo, diidrossido di magnesio, idrossido di magnesio presente in natura (brucite) ovvero ricavato dall'acqua di mare, nuovi materiali quali il MagShield o l'Ultracarb, altri prodotti inorganici quali zinco borato, stannato di zinco, idrossistannato di zinco, ossido di stagno, triossido di molibdeno e melamina.
(34) La Commissione ha compiuto una verifica di mercato di queste sostanze alternative interpellando direttamente i produttori di composti plastici di tipo LSOH che impiegano triidrato di alluminio finemente precipitato e addensato come ritardante di fiamma. Sulla base delle loro risposte sembrerebbe potersi escludere che nel lungo periodo si verifichi uno spostamento verso questo tipo di sostanze, anche in presenza di un incremento duraturo del prezzo.
(35) Uno dei maggiori acquirenti di triidrato di alluminio ha dichiarato che tutte le sostanze elencate al considerando 33 sono note e che diverse vengono già utilizzate, generalmente come componenti secondari qualora si voglia sfruttarne le proprietà sinergiche. Tuttavia, il triidrato di alluminio non può essere totalmente sostituito, tanto meno alle stesse condizioni di costo. Alcuni composti a base di fosforo sono efficaci ritardanti di fiamma ma attualmente hanno un prezzo cinque volte superiore a quello del triidrato di alluminio precipitato. Inoltre, in caso di incendio, i sistemi a base di fosforo sprigionano gas acidi, fatto questo non consentito e che non si verifica con il triidrato di alluminio. Per di più, i requisiti imposti dalla maggior parte dei clienti vietano l'utilizzo di sostanze al fosforo. Oltre a ciò, tutte le varietà di diidrossido di magnesio precipitato sono tre o quattro volte più costosi del triidrato di alluminio. Un acquirente dichiara di impiegarne una quantità modesta nei composti per usi speciali ad alte temperature, ma il prezzo ne preclude l'impiego nella maggioranza delle applicazioni. Per quanto riguarda il "Magshield" e l'"Ultracarb", entrambe le sostanze, secondo quanto dichiarato dagli utilizzatori stessi, presentano alcuni inconvenienti tecninci e possono essere impiegate soddisfacentemente solo in quantità ridotte a complemento di formule in cui il triidrato di alluminio entra come elemento di base. Anche per i materiali inorganici gli acquirenti hanno dichiarato che possono essere utili come componenti secondari in formule sinergiche a base di triidrato di alluminio, ma che in generale non offrono elevate proprietà di ritardo di fiamma. In ogni caso il loro costo è di molto superiore a quello del triidrato di alluminio. La melamina è un composto organico usato prevalentemente in combinazioni sinergiche. Tuttavia un importante inconveniente di questo materiale è l'emissione di gas tossici in caso di incendio, fatto questo che impedisce di considerarlo come un perfetto sostituito sul lato della domanda. A parere di un altro cliente "nessuna delle predette sostanze può sostituire pienamente il triidrato di alluminio e di conseguenza esse non hanno che un limitato effetto di contenimento sul prezzo del triidrato. Dato che la differenza di costo è in genere molto elevata, il prezzo del triidrato di alluminio potrebbe aumentare significativamente (forse raddoppiando il suo attuale livello) prima che [un utilizzatore]* possa considerarne l'impiego come possibili sostitutivi. Ma anche in quel caso vi sarebbero diversi problemi tecnici da affrontare, alcuni dei quali probabilmente insormontabili". La Commissione conclude pertanto che nel lungo periodo, qualora si verificasse un aumento durevole del prezzo del triidrato di alluminio, le predette sostanze non sarebbero in grado di esercitare una sufficiente concorrenza potenziale. Esse vanno pertanto considerate non tanto come sostanze alternative quanto piuttosto come sostanze complementari al triidrato di alluminio.
(36) Le parti hanno altresi sostenuto che è possibile impiegare triidrato di alluminio macinato in luogo del triidrato di alluminio finemente precipitato e addensato. Un aumento del prezzo del triidrato di alluminio indurrebbe i clienti a ricorrere a triidrato di alluminio precipitato di qualità inferiore ovvero a triidrato di alluminio finemente macinato. A questo proposito va detto che ci sono molti impianti di macinazione che potrebbero iniziare a macinare triidrato di alluminio e a venderlo come ritardante di fiamma.
(37) La Commissione ha compiuto una verifica di mercato di questi materiali alternativi interpellando direttamente gli utilizzatori di triidrato di alluminio finemente precipitato e addensato. Riassumendo, la reazione degli interpellati alle predette alternative è stata negativa. Più in particolare essi ritengono che non sia esatta l'affermazione che sia "possibile impiegare triidrato di alluminio macinato in luogo del triidrato di alluminio finemente precipitato e addensato". In genere, il materiale macinato, ad esempio il triidrato di alluminio, il diidrossido di magnesio, il carbonato di calcio, hanno proprietà ritardanti della fiamma simili alle varietà precipitate, ma a causa della maggiore granulometria non possono eguagliarne le proprietà fisiche, quali ad esempio la resistenza alla trazione e la levigatezza. Se ciò non fosse vero, infatti, non esisterebbe un mercato dei prodotti precipitati il cui prezzo è sempre di molto superiore a quello dei prodotti macinati. Recentemente sono state immesse sul mercato diverse varietà precipitate, modificate tecnicamente in modo da accrescerne le caratteristiche di lavorazione, quali ad esempio la serie ESD di Alcan. Queste caratteristiche non sono presenti nelle tradizionali varietà precipitate, per non parlare delle varietà macinate.
(38) Ugualmente negativa è stata la reazione a proposito all'affermazione che "ci sono molti impianti di macinazione che potrebbero iniziare a macinare triidrato di alluminio e a venderlo come ritardante di fiamma". I clienti hanno fatto notare che la macinazione del triidrato di alluminio non è un'operazione a basso contenuto tecnologico che qualsiasi "impianto di macinazione" potrebbe facilmente eseguire. Inoltre, da un punto di vista tecnico, gli inconvenienti dei prodotti macinati ne impediscono l'impiego per applicazioni avanzate.
(39) Le parti hanno anche sostenuto che un prezzo del triidrato di alluminio superiore ai livelli concorrenziali determinerebbe nel lungo periodo l'immissione sul mercato di nuova capacità. La Commissione ritiene tuttavia che si avrebbe solo una limita immissione di nuove capacità, insufficienti quindi a ridurre il potere di mercato delle parti. Ai considerando dal 40 al 44 vengono esaminati i possibili nuovi ingressi di operatori sul mercato del triidrato di alluminio e le conseguenze che ne deriverebbero in termini di concorrenza.
(40) Secondo quanto affermano le parti, Nabaltec, produttore già operante sul mercato, dispone di una riserva di capacità produttiva di triidrato di alluminio finemente precipitato e addensato pari a 4-5 kt. Nell'eventualità di un aumento del prezzo del triidrato di alluminio a livelli superiori a quelli concorrenziali, questo produttore sarebbe stimolato a immettere sul mercato la predetta capacità. I quantitativi addizionali corrisponderebbero ad un mero 2,7 % dell'attuale mercato del triidrato di alluminio e non avrebbero un effetto significativo sul suo prezzo.
(41) Le parti sostengono che Alcoa potrebbe anch'essa reagire qualora si verificasse un aumento di prezzo. Dovrebbe allora produrre a basso costo il materiale nelle sue raffinerie australiane e trasportarlo in Europa, stoccarlo in grandi magazzini, lavorarlo nel suo impianto di Moerdijk, nei Paesi Bassi, e avviarne da lì la distribuzione. In questo modo Alcoa potrebbe immettere sul mercato del SEE circa 10 kt addizionali di triidrato di alluminio, equivalenti a circa il 6,5 % dell'attuale mercato. Tuttavia, proprio in quanto le importazioni non sono a basso costo, il mercato del triidrato di alluminio è stato definito come limitato al SEE, definizione da applicarsi anche per Alcoa. Gli eventuali vantaggi in termini di prezzo delle importazioni dall'Australia verrebbero annullati dai costi che tali importazioni comportano (investimenti aggiuntivi, tempi per la movimentazione logistica del materiale, tariffe doganali, costi di trasporto ecc.). Pertanto, la competitività delle importazioni di Alcoa non può essere considerata una minaccia all'esercizio del potere di mercato dell'entità che nascerà dalla fusione.
(42) Le parti hanno altresì sostenuto che un aumento durevole del prezzo potrebbe stimolare l'ingresso sul mercato del produttore ungherese Hungalu, che ha recentemente sviluppato una capacità aggiuntiva di triidrato di alluminio finemente precitato e addensato pari a 10 kt, equivalenti al 6,5 % del mercato attuale. Le parti ritengono che questa capacità aggiuntiva potrebbe essere resa disponibile alla vendita sul mercato SEE. In ultimo, le parti sostengono che le imprese in possesso di impianti di macinazione, che attualmente non operano nel segmento della vendita di triidrato di alluminio, potrebbero iniziare a vendere triidrato di alluminio trattato in un lasso di tempo di pochi mesi a partire dall'aumento di prezzo.
(43) La Commissione ritiene che molto difficilmente le imprese che non hanno la loro attività di base nel mercato del triidrato di alluminio possano imporsi come fornitori di triidrato di alluminio. Non avrebbero il controllo della catena produzione/offerta in quanto dipenderebbero per i loro approvvigionamenti dai produttori di triidrato di alluminio di base. Dovrebbero quindi acquisire il know-how e la tecnologia per trasformare il materiale grezzo in triidrato di alluminio finemente precipitato e addensato utilizzabile come ritardante di fiamma. Ciò determinerebbe probabilmente un aumento della loro base dei costi, annullando quindi l'eventuale vantaggio di prezzo che potrebbero offrire a fronte di prezzi superiori ai livelli concorrenziali praticati dall'impresa che nascerà dalla fusione. Potrebbero sorgere anche problemi di accesso al mercato. Gli acquirenti di triidrato di alluminio sono molto attenti alla qualità del materiale da loro acquistato. Essi stessi devono rendere conto del loro operato ai loro clienti, che sono tenuti ad informare ogniqualvolta vi sia un cambiamento di fornitore o una modifica della formula del ritardante di fiamma ottenendone l'approvazione. È molto improbabile che in tali condizioni la prospettiva dell'ingresso di nuovi produttori nel mercato possa scoraggiare l'applicazione di un incremento di prezzo a livello anticompetitivo da parte dell'impresa che nascerà dalla fusione.
(44) In ogni caso, anche qualora tutti i predetti potenziali fornitori dovessero simultaneamente fare il loro ingresso sul mercato con il massimo dei quantitativi stimati ai punti precedenti, la quota di mercato delle parti scenderebbe dal [65 %-75 %]* a circa il [55 %-65 %]*. L'impresa che nascerà dalla fusione rimarrebbe di gran lunga il maggiore produttore e fornitore di triidrato di alluminio sul mercato europeo dei ritardanti di fiamma. Dato che i predetti quantitativi costituirebbero la massima risposta possibile in termini competitivi ad un aumento del prezzo, la perdita del [5 %-15 %]* della quota di mercato non sarebbe sufficiente a rendere non vantaggioso un incremento di prezzo a livello anticompetitivo.
(45) Le parti hanno sostenuto che l'eccesso di capacità di triidrato di alluminio impedirebbe ogni aumento del prezzo al di sopra dei livelli concorrenziali. Gli acquirenti di triidrato di alluminio hanno però dichiarato alla Commissione che in Europa si è avuto recentemente un aumento dei prezzi del triidrato di alluminio, aumento che pertanto contraddice l'affermazione che l'eccesso di capacità avrebbe l'effetto di contenere i prezzi. Tanto più che numerosi clienti hanno dichiarato di avere difficoltà a coprire tutto il loro fabbisogno di triidrato di alluminio, situazione questa che comunque non li ha indotti a ricercare fonti alternative di approvvigionamento al di fuori del SEE.
(46) Dato che sia il diidrossido di magnesio che gli altri riempitivi alternativi non costituiscono prodotti concorrenti del triidrato di alluminio nei composti di tipo LSOH prodotti a basse temperature, gli utilizzatori di triidrato di alluminio sarebbero privi di qualsiasi potere di contrattazione. Essi continuerebbero a dipendere dai fornitori con sede nel SEE per l'approvvigionamento di triidrato di alluminio da utilizzare in alcune applicazioni per le quali esso costituisce il riempitivo più adatto. Nelle loro risposte al questionario, la maggior parte degli utilizzatori ha affermato che, data l'impossibilità di trovare sostituti del triidrato di alluminio in tali applicazioni, essi sarebbero costretti ad accettare l'aumento di prezzo e, dove possibile, a scaricarlo sui loro clienti. Questi ultimi accetterebbero a loro volta l'aumento di prezzo, dato che il rispetto dei requisiti di sicurezza antincendio sarebbe un fattore preponderante rispetto alla variazione di costo.
Conclusione
(47) Sulla base di quanto precede, la Commissione conclude che l'operazione notificata creerà una posizione dominante delle parti sul mercato del SEE per il triidrato di alluminio utilizzato come ritardante di fiamma nella fabbricazione di composti copolimerici di tipo LSOH.
3.1.2. MERCATI DEI PRODOTTI LAMINATI PIATTI
(48) I prodotti laminati piatti in alluminio sono semilavorati fabbricati in impianti di laminazione dell'alluminio. Costituiscono la materia prima per la fabbricazione di numerosi prodotti finiti in alluminio (che vanno dalle lastre di alluminio per l'industria ai fogli di alluminio per uso domestico). I laminati piatti vengono prodotti secondo un procedimento di laminazione sia a caldo che a freddo eseguito rispettivamente nei laminatoi a caldo e in quelli a freddo.
(49) Tra i laminati piatti rientrano più di quindici tipi di prodotti, alcuni dei quali corrispondono ad un'applicazione finale specifica, mentre altri possono essere destinati a più usi (in quest'ultimo caso, si tratta per lo più di materiale per grossisti di difficile classificazione). Le categorie di laminati piatti prodotte nei laminatoi sono: laminati in lega comune (1xxx, 3xxx e 5xxx), laminati per l'edilizia, lamierini di alluminio (foil stock), laminati per il corpo delle lattine per bevande (beverage can body stock), laminati per le chiusure delle lattine (can end stock), laminati per contenitori per alimenti (food can stock), fogli lucidi (bright sheet), fogli saldobrasati (brazing sheet), lastre e fogli, lastre litografiche, nastri per alettatura (fin stock), altri laminati di spessore sottile (3xxx e 5xxx), laminati per carrozzeria e laminati per il trattamento a caldo.
(50) Le parti sostengono che, dato l'alto grado di sostituibilità sul lato dell'offerta, i laminati piatti costituiscono un unico mercato rilevante del prodotto. In precedenti decisioni attinenti al settore dell'alluminio la Commissione aveva considerato i laminati piatti come un unico mercato del prodotto(7). La Commissione fa osservare che quelle decisioni si riferivano a produttori di alluminio con una limitata attività nel settore dei laminati piatti del SEE e che pertanto le operazioni notificate non richiedevano alcuna approfondita analisi dei mercati dei prodotti laminati piatti del SEE dato che per questi prodotti le operazioni oggetto della decisione non presentavano alcun problema sotto il profilo della concorrenza.
(51) L'indagine di mercato nel caso di specie ha dimostrato che le condizioni di concorrenza non sono le stesse per tutti i laminati piatti. In primo luogo, il grado di sostituibilità sul lato dell'offerta varia a seconda del tipo di laminato piatto. In genere, gli impianti di laminazione dell'alluminio producono una gamma di diversi laminati piatti, il cosiddetto mix di prodotto. A ciascun tipo di laminato piatto corrisponde un prezzo diverso e la loro redditività è data dal cosiddetto margine di laminazione (vale a dire il margine di profitto derivante dalla laminazione di ciascun tipo di laminato piatto). Ogni singolo margine di laminazione "contribuisce" alla redditività generale dell'impianto. Dato che l'obiettivo ultimo di un impianto è massimizzare il profitto, i produttori di alluminio cercano di ottimizzare il mix di prodotto producendo i laminati piatti con il più alto margine di laminazione che è possibile produrre nei loro impianti di laminazione e di finitura. Tuttavia, non tutti gli impianti sono in grado di produrre tutti i tipi di laminati piatti. Pertanto, nel SEE, soltanto alcuni impianti sono in grado di produrre vari tipi di laminati piatti ad uso speciale, nella fattispecie le lastre litografiche. Questo tipo di laminato piatto è di difficile fabbricazione e pertanto richiede notevole impegno sotto il profilo gestionale, disciplina da parte degli addetti e una diversa organizzazione del lavoro. Inoltre i margini di laminazione ottenibili con questo tipo di laminato piatto possono essere inferiori a quelli di laminati più standardizzati. Gli elevati requisiti di qualità e i margini di laminazione relativamente bassi hanno dissuaso numerosi impianti dal mettere a punto i processi di produzione necessari ad includere tali prodotti nel loro mix, tanto più che gli acquirenti di questo tipo di laminato piatto sottopongono per diversi anni i loro fornitori a severi test di qualità prima di instaurare un rapporto commerciale a lungo termine. Pertanto, per quanto l'argomento della sostituibilità sul versante dell'offerta appaia pertinente per i laminati piatti standard (fogli standard, piastre, lamierini, ecc.), l'indagine di mercato non ne ha invece confermato la validità per quanto attiene a prodotti quali quelli che formano oggetto della presente decisione. Gli impianti di laminazione che attualmente non producono i predetti tipi di laminati piatti non potrebbero iniziare a competere su quei mercati in maniera tempestiva e immediata anche qualora il prezzo subisse un aumento non transitorio del 5-10 %. Pertanto, sul versante dell'offerta, la presenza di un gran numero di impianti di laminazione non influisce sulle condizioni di mercato prevalenti per quei tipi di laminati piatti che costituiscono un mercato separato del prodotto.
(52) In secondo luogo, le condizioni di concorrenza in questi mercati separati non sono influenzate dall'esistenza di impianti di laminazione dell'alluminio al di fuori del SEE. Le parti hanno sostenuto che il mercato geografico dei laminati piatti non sarebbe limitato al SEE, ma comprenderebbe i paesi dell'Europa orientale e la Turchia nonché la Russia e la CSI. In precedenti decisioni relative al settore dell'alluminio, la Commissione aveva definito il mercato dei laminati piatti un mercato che abbraccia il territorio del SEE. Nel caso di specie, l'indagine relativa a tale specifico tipo di laminato piatto (lastre litografiche) ha evidenziato che la concorrenza si applica a livello del SEE. Le tariffe doganali variano dal 7,5 % al 12 %. Anche se alcuni paesi non europei hanno accesso in esenzione doganale al mercato del SEE, per i clienti sono piuttosto le garanzie tecnologiche e di qualità offerte dai produttori e l'esigenza di forniture secondo tempistiche rigorose e di disponibilità in tempi brevi che determinano il mercato geografico di questi tipi di laminati piatti. Il trasporto sulle lunghe distanze richiede un eccellente controllo della gestione della catena dell'approvvigionamento, delle giacenze e della logistica. Dato che notoriamente i produttori non europei, nonché alcuni piccoli produttori europei, presentano un più basso livello di affidabilità della fornitura, per le forniture provenienti dai paesi dell'Europa orientale e dalla Turchia, i clienti sono costretti a mantenere scorte di magazzino maggiori, in rapporto al tasso medio delle vendite dei prodotti finiti, che per i loro approvvigionamenti provenienti dagli attuali fornitori europei, ivi comprese le parti. Le scorte maggiori determinano per i clienti un incremento dei costi relativi al capitale d'esercizio e in ultima analisi dei costi unitari. Per questo motivo, le importazioni nel SEE in provenienza dalla Russia, dalla Turchia o dai paesi dell'Europa orientale, in particolare dei due summenzionati tipi di prodotti, sono quasi inesistenti. Inoltre, per gli stessi motivi illustrati sopra, qualora si verificasse un aumento non transitorio del prezzo del 5-10 %, i clienti non sposterebbero i loro acquisti verso questi paesi. Pertanto, gli impianti che vi sono situati non possono essere considerati come facenti parte del mercato del SEE.
(53) Per quanto riguarda gli altri tipi di laminati piatti, nel 1998 le importazioni dalla Russia e dalla CSI sono state pari allo 0,7 % del consumo del SEE, mentre quelle provenienti dai paesi dell'Europa orientale e dalla Turchia non hanno superato il 5 %. Negli impianti di laminazione dei predetti paesi vengono prodotti i seguenti tipi di laminati piatti: laminati standard 1xxx, 3xxx e 5xxx, laminati per l'edilizia, lamierini di alluminio (foil stock), piastre e laminati per il trattamento a caldo - vale a dire sette tipi di laminati piatti su un totale di almeno quindici.
(54) In conclusione, la Commissione non condivide l'argomento che i laminati piatti costituiscano un unico mercato del prodotto le cui dimensioni geografiche si estendono al territorio del SEE, all'Europa orientale, alla Russia e alla Turchia. Vi è per lo meno un tipo di laminato piatto, esaminato in dettaglio nella presente decisione, che costituisce un distinto mercato del prodotto le cui dimensioni geografiche si estendono al SEE. Si tratta delle lastre litografiche. La proposta operazione di concentrazione determinerà l'acquisizione da parte delle parti in essa coinvolte e di VAW di una posizione duopolistica dominante sul mercato delle lastre litografiche.
(55) La concentrazione inoltre accrescerà in genere il grado di concentrazione nel settore della produzione di laminati piatti nel SEE. La capacità di laminazione che le parti notificanti verranno a detenere nel SEE sarà del [25 %-35 %]*, mentre la loro quota congiunta in termini di produzione effettiva sarà pari al [20 %-30 %]*. Esse deterranno inoltre il più elevato volume di capacità eccedentaria tra tutti i produttori di laminati piatti del SEE [( &gt; 30 %)]*, e avranno il numero più elevato di impianti (13 su un totale di 36) e pertanto godranno della possibilità di produrre la più ampia gamma possibile di prodotti e quindi potranno meglio di ogni altro ottimizzare il loro mix di prodotto in tutti i segmenti dei laminati piatti. Forte è il contrasto con la posizione degli altri operatori. VAW, il concorrente più diretto avrà una capacità di laminazione del [&lt; 20 %]* - vale a dire quasi tre volte inferiore - e un utilizzo della capacità del [ &gt; 80 %]*. Altri concorrenti sono in posizione ancora più svantaggiata. I dati relativi alla loro produzione e capacità sono i seguenti: Alcoa (12 %-12 %), Hoogovens (9 %-9 %), Elval (3 %-3 %), Norsk Hydro (3 %-3 %), Gränges (2 %-2 %).
(56) Le quote di mercato congiunte delle parti nel settore dei prodotti laminati piatti sono già di per sé indice del potere di mercato di cui esse godono, in particolare se si considera la posizione di mercato decisamente meno favorevole dei concorrenti più diretti. Se si considerano inoltre gli effetti della concentrazione su VAW, concorrente più immediato dell'impresa che nascerà dalla fusione, le condizioni generali di concorrenza nel settore delle applicazioni dei laminati piatti saranno fortemente alterate. Come illustrato di seguito ai considerando dal 58 all'84, ciò è dovuto al fatto che l'impresa che nascerà dalla fusione e VAW condivideranno il più grande impianto di laminazione dell'alluminio al mondo, l'impianto tedesco di Alunorf, attualmente di proprietà di un'impresa comune detenuta rispettivamente al 50 % da Alcan e da VAW.
(57) Per meglio spiegare la valutazione sotto il profilo della concorrenza di tali mercati, sono necessarie una serie di considerazioni preliminari relative ai legami esistenti tra Alcan e VAW, uno dei suoi maggiori concorrenti.
3.1.2.1. L'IMPRESA COMUNE NORF TRA ALCAN E VAW
(58) Aluminium Norf GmbH (di seguito "Norf") è un'impresa comune posseduta rispettivamente al 50 % da Alcan e da VAW, costituita nel 1965 allo scopo di costruire e gestire l'impianto di laminazione di Norf, in Germania. Si tratta di un'impresa comune di produzione che effettua lavorazioni per conto di entrambe le sue controllanti.
(59) Per quanto riguarda la struttura societaria di Norf, l'impresa comune ha assunto la forma di GmbH, ossia di società a responsabilità limitata (Srl). Il suo capitale è posseduto rispettivamente al 50 % da Alcan e da VAW. Norf ha la proprietà dei beni e delle attrezzature dell'impianto di laminazione e impiega la propria manodopera. È gestita da due amministratori che sono alle sue dipendenze. Ciascuna controllante ha il diritto di proporre uno degli amministratori; per la nomina di ciascuno dei due amministratori è richiesto l'assenso di entrambe le controllanti. Gli amministratori sono responsabili della gestione ordinaria di Norf.
(60) Norf ha un consiglio di amministrazione, di cui fanno parte due direttori nominati da Alcan, due nominati da VAW e due rappresentanti del personale. L'assemblea degli azionisti si tiene due volte l'anno.
(61) Una società di persone (Aluminium Gemeinschaft Norf - "BGB") è stata costituita con funzioni di comitato direttivo. Ne fanno parte tre rappresentati di Alcan, tre rappresentati di VAW e gli amministratori di Norf. Alcune importanti decisioni richiedono l'assenso del BGB ([...]*).
(62) Una serie di accordi costituiscono il quadro giuridico per la cooperazione tra le società controllanti di Norf. Questi accordi dimostrano che le controllanti hanno concordato ogni azione realizzata nell'impianto di Norf.
(63) [Il presente punto illustra le disposizioni degli atti costitutivi dell'impresa comune, quali l'accordo di cooperazione nonché gli altri contratti. Riassumendo, le due controllate detengono il controllo in comune di Norf; l'attività è condotta in comune dai due azionisti e la gestione è affidata a rappresentanti di entrambe le controllanti; la gestione ordinaria è esercitata da due rappresentanti, nominati ciascuno da una delle controllanti; i rappresentanti decidono all'unanimità e si attengono alle istruzioni delle controllanti, in caso contrario le questioni vengono rimesse all'associazione degli azionisti; le decisioni importanti necessitano dell'accordo delle società controllanti; le controllanti garantiscono a Norf l'accesso al loro know-how; ciascuna controllante può utilizzare a titolo gratuito i brevetti dell'altra; le controllanti decidono all'unanimità su investimenti aggiuntivi]*.
(64) La produzione nell'impianto di Norf è organizzata secondo i seguenti principi: ogni controllante ha diritto al 50 % della capacità disponibile, definita "tempo dell'impianto". Il tempo dell'impianto corrisponde al tempo necessario alla produzione di una tonnellata di laminato piatto standard. Generalmente per la produzione di altri tipi di laminati piatti (ad esempio laminati per il corpo delle lattine per bevande, lastre litografiche ecc.) è richiesto più tempo, dato che il numero dei passaggi di laminazione aumenta. Un "fattore di equivalenza" esprime il tempo supplementare richiesto per la produzione di un qualsiasi altro tipo di laminato piatto diverso da quello standard. Gli amministratori di Norf comunicano ad ogni controllante i fattori di equivalenza per ogni prodotto o tipo di laminato piatto che possono essere prodotti nell'impianto di Norf. Ogni controllante invia quindi agli amministratori di Norf le proprie previsioni in tonnellate standard. Nel caso in cui le previsioni di una delle controllanti non rispettino il volume mensile di capacità del 50 % cui essa ha diritto, lo scostamento deve essere autorizzato da entrambe le controllanti. I costi fissi sono equamente ripartiti tra le controllanti. I costi variabili sono attribuiti mediante una "tariffa di lavorazione conto terzi" e fatturati in base all'utilizzazione dell'impianto.
(65) Gli amministratori di Norf comunicano alle controllanti il volume di capacità aggregato per tutti i tipi di laminati piatti utilizzato da ciascuna controllante e il valore ponderato del "fattore di equivalenza" aggregato applicabile alla produzione di ogni controllante. Le controllanti vengono altresì informate della quota dei costi fissi nonché del totale dei costi variabili che ognuna deve sostenere, aggregati per tutti i tipi di laminati e calcolati sulla base delle tonnellate standard.
(66) Per quanto riguarda i processi produttivi, ogni controllante comunica agli amministratori di Norf il processo da utilizzarsi (ad esempio il numero di passaggi). Gli amministratori non possono comunicare questa informazione all'altra controllante.
(67) Le parti affermano che l'impresa comune di Norf non è una classica impresa comune di produzione quanto piuttosto un impianto in multiproprietà. Di conseguenza, esse sostengono che a seguito della concentrazione Norf non limiterà la concorrenza tra le società controllanti. L'impresa sarebbe stata strutturata in modo tale da minimizzare il flusso di informazioni tra le controllanti e da impedire che informazioni sensibili sotto il profilo della concorrenza trapelino dall'una all'altra. Pertanto, secondo le parti, una controllante non potrebbe anticipare le mosse concorrenziali dell'altra. Inoltre, le controllanti non si scambiano informazioni sensibili sotto il profilo della concorrenza, mentre le informazioni sul loro portafoglio clienti, sui loro prezzi di vendita, sulle quantità vendute di prodotto finito e così via, non sarebbero accessibili all'impresa comune e pertanto rimarrebbero fuori dalla portata dell'altra controllante. Dato che per determinati prodotti finiti la differenziazione ha luogo in una fase finale e viene perfino realizzata in altri impianti di laminazione (come si verifica per le lastre litografiche), una controllante non potrebbe in sostanza conoscere l'esatto mix di prodotto o la struttura dei costi dell'altra. Infine, le parti sostengono che dato che gli accordi relativi a Norf non comportano una ridistribuzione dei profitti tra Alcan e VAW, non sarebbe logico che le controllanti adottassero un comportamento collusivo.
(68) La Commissione ritiene che il grado di interdipendenza creato dall'operazione congiunta in Norf impedisce di qualificarla come semplice impianto in multiproprietà. In sostanza, Norf opera come un'impresa comune di produzione e nell'esaminarla non si possono non considerare gli aspetti cooperativi connessi alla sua gestione comune. Tra questi rientrano il principio del consenso che regola il rapporto tra le controllanti, stabilito nei vari accordi relativi all'operazione Norf. L'elevato grado di cooperazione industriale che deve instaurarsi tra le controllanti è indice del fatto che il livello di integrazione delle controllanti in Norf supera quello che ci si attenderebbe in un impianto in multiproprietà. Norf è l'unica impresa comune al mondo che ha per oggetto un impianto di laminazione(8). All'epoca in cui venne costituita, l'impresa comune fu considerata un progetto piuttosto rischioso, dato che già allora si riteneva che avrebbe potuto essere gestita ad un livello sufficiente di efficienza solo se le controllanti avessero unito le loro risorse. A Norf, sia gli impianti di produzione che la manodopera sono in comune e servono allo stesso modo i bisogni di entrambe le controllanti. Per quanto riguarda i costi operativi di Norf, [...]*. A Norf vi è un reparto comune che si occupa di determinare le sequenze di produzione di entrambe le controllanti e che mette a disposizione di entrambe i propri risultati tecnici. Secondo VAW, sotto il profilo economico non avrebbe avuto senso dar vita all'impresa comune e gestirla se il metodo di produzione di uno qualsiasi dei tipi di laminati piatti fosse stato diverso per le due controllanti.
(69) Per i vari tipi di laminati piatti prodotti nell'impianto di Norf vi sono numerose linee di produzione dedicate (ivi compresi i laminatoi a caldo e a freddo e le macchine per finitura, come ad esempio le taglierine longitudinali). L'interesse comune di entrambe le controllanti a ridurre i costi comuni è all'origine della creazione di linee dedicate. Di conseguenza, [...]*.
(70) Finora gli investimenti operati nell'impianto di Norf sono stati decisi di comune accordo. È così che la tecnologia più adatta è stata scelta con il consenso reciproco. Le specifiche tecniche degli investimenti vengono discusse e concordate congiuntamente nell'ambito del BGB.
(71) Per le predette ragioni è possibile affermare che l'impresa comune Norf non è un impianto in multiproprietà. Di conseguenza, la Commissione ritiene che la presenza di due tra i maggiori produttori di laminati piatti nel SEE in una struttura comune, destinata alla fabbricazione di prodotti in cui l'entità che nascerà dalla fusione acquisirà importanti posizioni di mercato, possa creare problemi sotto il profilo della concorrenza. Ciò sarà dovuto alla struttura legale di Norf e alla cooperazione de facto tra le controllanti che ne risulta, alla forte dipendenza di VAW da Norf e alle limitazioni di capacità cui essa è soggetta in altri impianti di laminazione, al diritto di Alcan di porre il veto sugli investimenti proposti da VAW, e alla capacità dell'impresa che nascerà dalla fusione di aumentare i costi di VAW e quindi ridurne la capacità concorrenziale. Nel complesso, l'esistenza di vincoli di capacità asimmetrici in favore dell'impresa che nascerà dalla fusione e la minaccia credibile di ritorsioni nei confronti di VAW creeranno una situazione tale da rendere sostenibile nel lungo periodo una collusione tra le controllanti di Norf. Questa situazione viene analizzata ai considerando dal 72 all'81.
(72) Innanzitutto, la struttura giuridica di Norf impone alle controllanti una costante cooperazione basata sul consenso. Perché Norf possa continuare ad operare efficacemente dopo la fusione, le controllanti dovranno trovare un consenso su numerosi aspetti del processo produttivo. Ciò accrescerà la trasparenza e la prevedibilità delle strategie competitive delle controllanti. Ad esempio, la cooperazione tecnica e finanziaria tra le controllanti sarà necessaria per [...]*. Non solo i maggiori investimenti richiederanno il consenso di entrambe le controllanti ma anche le operazioni di ordinaria amministrazione creeranno opportunità di cooperazione (quali [...]*). L'argomento addotto dalle parti in merito agli accordi relativi alla gestione e al funzionamento di Norf, in particolare quelli relativi allo scambio di informazioni, non tiene conto della differenza esistente tra la situazione precedente all'operazione di concentrazione e quella successiva all'operazione. Il problema è se la situazione competitiva cambierà a seguito all'operazione di concentrazione. A questo riguardo le parti potrebbero addurre un argomento a posteriori, affermando che nella situazione esistente prima dell'operazione di concentrazione, lo scambio di informazioni non ha impedito alle due controllanti, Alcan e VAW, di competere efficacemente l'una contro l'altra. I rapporti che si instaureranno tra l'impresa che nascerà dalla fusione e VAW, una volta che l'operazione di concentrazione sarà effettuata, sono però un problema del futuro, che può essere valutato solo nel contesto della struttura di mercato che probabilmente prevarrà a seguito dell'operazione di acquisizione notificata. Perché Norf possa continuare ad operare efficacemente dopo la fusione, Alcan e VAW dovranno trovare un consenso su numerosi aspetti del processo produttivo.
(73) In secondo luogo, la concentrazione modificherà l'incentivo di VAW a competere. VAW avrebbe in ultima analisi più interesse ad uniformare il suo comportamento competitivo a quello dell'impresa che nascerà dalla fusione piuttosto che competere aggressivamente contro di essa. Ciò è dovuto ad una combinazione di due fattori: la forte dipendenza di VAW dalla produzione di Norf e le limitazioni di capacità cui è sottoposta, nonché il diritto di Alcan di porre il veto all'espansione o ad altri investimenti (quest'ultimo elemento va considerato in connessione con la sovraccapacità dell'impresa che nascerà dalla fusione, che disporrà del maggiore volume di capacità di laminazione sottoutilizzata nel SEE).
(74) VAW dipende interamente da Norf per una serie di laminati piatti (laminati per il corpo e per le chiusure delle lattine, lastre litografiche, fogli saldobrasati, ecc.). Prima della fusione, Alcan era anch'essa dipendente da Norf; tuttavia, a concentrazione avvenuta l'entità combinata non dipenderà più da Norf, dato che l'altro partner nella fusione fornirà un apporto supplementare di capacità di laminazione a caldo. Qualora VAW decidesse di ingaggiare un'aggressiva competizione nei confronti dell'impresa che nascerà dalla fusione nell'intento di conquistare ulteriori quote di mercato, avrebbe bisogno di incrementare la sua capacità di laminazione. VAW avrebbe quindi bisogno di raggiungere un accordo con l'impresa che nascerà dalla fusione. Quest'ultima potrebbe bloccare un simile investimento se dovesse ritenere che ciò possa consentire a VAW di farle concorrenza.
(75) Le parti hanno sostenuto che VAW ha annunciato investimenti destinati all'espansione delle sue capacità in altri impianti di laminazione (Cisterna e Amburgo), e che tali espansioni ridurrebbero la dipendenza di VAW da Norf e le consentirebbero di acquisire quella capacità di cui ha bisogno per competere con l'impresa che nascerà dalla fusione. La Commissione non concorda con l'argomentazione delle parti. La progettata espansione di capacità riguarda i laminatoi a freddo che VAW possiede nei predetti impianti, impianti che sono e continueranno ad essere alimentati con nastri rilaminati a caldo provenienti da Norf. Questi laminatoi non potrebbero essere riforniti da altri laminatoi a caldo di VAW in quanto vi sono differenze tecnologiche tra i processi di laminazione a caldo impiegati a Norf e quelli utilizzati in altri laminatoi (le diverse dimensioni del prodotto rendono il sistema di Norf non equiparabile con altri laminatoi). Pertanto, diversamente da quanto argomentato dalle parti, le previste espansioni aumenteranno la dipendenza di VAW dai laminatoi a caldo di Norf.
(76) In terzo luogo, la teoria economica suggerisce che i limiti asimmetrici di capacità incidono sul grado di collusione nel breve così come nel lungo periodo. Questo rischio è ulteriormente accresciuto dalla possibilità di una minaccia credibile di ritorsione. In questo caso, l'esistenza di capacità asimmetriche in favore dell'entità che nascerà dalla fusione nonché di meccanismi de facto di punizione insiti nel funzionamento di Norf, si rifletterà sugli incentivi di VAW ad ingaggiare una guerra dei prezzi.
(77) La situazione relativa ai limiti asimmetrici di capacità è illustrata dal grado di utilizzo della capacità dell'impresa che nascerà dalla fusione pari a [&lt; 70 %]* rispetto a quello di VAW che è pari a [ &gt; 85 %]*. La condizione relativa alla minaccia credibile di ritorsioni è illustrata dall'asimmetria nel grado di dipendenza da Norf di VAW e dell'impresa che nascerà dalla fusione. La concentrazione consentirà all'impresa che nascerà dalla fusione di accrescere i costi della rivale, qualora l'impresa che nascerà dalla fusione e VAW dovessero rimanere le controllanti dell'impresa comune Norf. Sul versante dell'offerta, grazie agli ulteriori laminatoi che otterrà dai partner nella concentrazione, l'impresa che nascerà dalla fusione sarà più libera di spostare la produzione da e verso Norf, in quanto godrà di maggiore flessibilità rispetto a quanto avviene al momento per Alcan. Di conseguenza, l'impresa che nascerà dalla fusione potrebbe aumentare i costi di VAW in Norf, mentre nel contempo riorganizzerebbe la propria produzione centrandola sul nuovo sistema di laminazione dell'impresa che nascerebbe dalla fusione (è stato annunciato che una tale riorganizzazione post concentrazione porterebbe a risparmi sui costi per diverse centinaia di milioni di dollari). Infine, il vantaggio derivante dall'aumento dei costi di VAW è che VAW sarebbe costretta a praticare prezzi più alti ai suoi clienti, fatto questo che accrescerebbe la domanda di prodotti dell'impresa che nascerà dalla fusione, consentendole di incrementare i prezzi. Se invece VAW decidesse di non aumentare i prezzi, la sua redditività verrebbe a diminuire.
(78) Di seguito viene illustrato il modo in cui l'impresa che nascerà dalla fusione potrebbe accrescere i costi di VAW e nel contempo riorganizzare il proprio mix di prodotto nell'impianto di Norf. Come menzionato nei considerando dal 58 al 77, il funzionamento di Norf si basa sull'ottimizzazione comune del mix di prodotto delle controllanti. Ogni cambiamento nel mix di prodotto è suscettibile di alterare la struttura dei costi nell'impianto di Norf. In determinate circostanze il mutamento della struttura dei costi potrebbe essere più deleterio per una delle controllanti che per l'altra. Ad esempio, dato che i costi sostenuti da ciascun partner si basano sull'effettivo livello di utilizzazione degli impianti, nel caso in cui l'impresa che nascerà dalla fusione decidesse di spostare la produzione di alcuni tipi di laminati piatti da Norf o di sostituire alcuni laminati con altri, VAW sarebbe costretta a sopportare una quota sproporzionata dei costi connessi alla capacità non utilizzata. Ogni cambiamento nel mix di prodotto di Norf avrà ripercussioni sul funzionamento del processo produttivo e degli impianti connessi (campo di colata, tipo di leghe, riciclo degli scarti, numero di passaggi, impianti di finitura ecc.). Ciò altererà l'equilibrio della ripartizione dei costi sulla base del quale Norf è stata in grado di funzionare ottimamente fino ad ora. Inoltre nel funzionamento quotidiano di Norf, le società controllanti dovranno collaborare per operare efficacemente. La diminuzione dell'impegno relativo di una controllante avrà ripercussioni negative sulla redditività dell'altra. Data la forte dipendenza di VAW da Norf, è più probabile che un allentamento degli impegni dell'impresa che nascerà dalla fusione in Norf accresca i costi di VAW e incida sulla sua capacità di competere.
(79) [...]*, a causa delle modalità di ripartizione dei costi del campo di colata nell'impianto di Norf e delle modalità di ripartizione dei costi dei laminatoi, è tecnicamente possibile per l'impresa che nascerà dalla fusione aumentare i costi di produzione sopportati da VAW nell'impianto di Norf, sia riducendo il volume di attività a Norf sia cambiando il mix di prodotto dell'impianto. [...]*. Le parti ritengono che una strategia consistente nell'aumentare i costi della rivale avrebbe senso solo se il deterioramento della struttura dei costi di VAW fosse maggiore di quello dell'impresa che nascerà dalla fusione. In questo caso una riallocazione del mix di prodotto di Norf non avrebbe senso da un punto di vista economico se ciò dovesse lasciare inutilizzata la quota detenuta nell'impianto dall'impresa che nascerà dalla fusione. Secondo le parti il costo-opportunità sarebbe elevatissimo. Pertanto, un cambiamento del mix di prodotti di Norf ovvero uno spostamento della fabbricazione di determinati prodotti in altri impianti dovrebbe essere compensato da una diversa utilizzazione dell'impianto di Norf. [...]* l'impatto sui costi marginali di VAW e delle parti della dislocazione della produzione di lastre litografiche e di laminati per corpo di lattine per bevande in un impianto diverso e della destinazione dell'impianto di Norf alla produzione di altri laminati piatti. Nel caso delle lastre litografiche, le previsioni delle parti sono che i costi marginali di entrambe le controllanti aumentino e che i costi di VAW aumentino del [%]* in più rispetto a quelli dell'impresa che nascerà dalla fusione. Nel caso degli altri tipi di laminati, e in particolare dei laminati per corpo di lattine per bevande, l'aumento sarà ancora più marcato per VAW dato che la dislocazione altrove di tale prodotto determinerà risparmi di costi per l'impresa che nascerà dalla fusione [- %]* e un aumento del costo per VAW [+ %]*. Nel complesso la differenza nei costi a svantaggio di VAW sarà dell'ordine del [ &gt; 5 %]*.
(80) La Commissione non può condividere quanto affermato dalle parti secondo cui una penalizzazione in termini di costi subita da VAW infliggerebbe un aumento dissuasivo dei costi per l'impresa che nascerà dalla fusione. Come illustrato al precedente punto, in entrambe le ipotesi di dislocazione analizzate dalle parti, la penalizzazione in termini di costi per VAW è maggiore di quella che subirà l'impresa che nascerà dalla fusione. La Commissione non può inoltre accettare l'argomento che la variazione nei costi di VAW sia troppo ridotta per impedirle di competere aggressivamente. Come è stato affermato varie volte dalle parti, i margini realizzati nel settore della laminazione sono minimi. Di conseguenza, una variazione di piccola entità nella struttura dei costi potrebbe avere conseguenze significative sulla competitività di un produttore. Pertanto, VAW non avrà motivi per ingaggiare una guerra di prezzi. Al contrario, uniformerà il suo comportamento a quello dell'impresa che nascerà dalla fusione, con l'intenzione di massimizzare i profitti ad un determinato livello di produzione mediante prezzi maggiori piuttosto che tramite maggiori quote di mercato.
(81) Oltre a ciò, e indipendentemente dall'attuale dipendenza di VAW da Norf, rimane il fatto che ogni tentativo da parte sia della nuova impresa che di VAW di conquistare quote di mercato a spese dell'altra avrà necessariamente un effetto immediato sul tasso di utilizzazione di capacità/mix di prodotto nell'impianto di Norf e di conseguenza sulla struttura dei costi di entrambe le parti. L'esistenza stessa di Norf quindi modifica l'incentivo delle parti a competere. Inoltre, il fatto che la base dei costi di tutti i tipi di laminati piatti prodotti a Norf sarà la stessa, o al massimo molto simile per entrambe le parti, porterà di per sé ad una diminuzione della concorrenza sui prezzi che le parti possono realisticamente praticare l'una contro l'altra.
(82) Inoltre, l'impresa che nascerà dalla fusione e VAW sono concorrenti su numerosi altri mercati. La possibilità di ritorsioni su altri mercati, data l'esistenza di contatti su più mercati, costituisce un'altra ragione plausibile a sostegno della tesi dell'uniformarsi delle strategie tra l'impresa che nascerà dalla fusione e VAW.
(83) In occasione delle audizioni tenutesi il 31 gennaio e il 1o febbraio 2000, VAW ha illustrato pubblicamente come immagina la sua futura posizione competitiva all'indomani dell'operazione di concentrazione. VAW ritiene che sarà sotto la costante minaccia di ritorsioni mediante misure che incideranno in maniera determinante sulle sue forniture dall'impianto di Norf e pertanto sulla sua competitività. Per ogni attività, VAW dovrà anticipare la possibile reazione dei partner dell'impresa comune e tenderà ad astenersi da attività che potrebbero scatenare una reazione dell'impresa che nascerà dalla fusione. Ciò ridurrà la disponibilità di VAW ad impegnarsi in un'accesa concorrenza.
(84) Tenuto conto di quanto precede, la Commissione ritiene che l'esistenza di Norf ridurrà la concorrenza tra l'entità che nascerà dalla fusione e VAW. L'approccio che deve essere seguito nel contesto dell'analisi per il controllo delle concentrazioni impone alla Commissione di presumere la linea d'azione più razionale che, sui mercati analizzati ai considerando da 85 a 105, sarebbe quella dell'uniformarsi delle strategie competitive dell'impresa che nascerà dalla fusione e di VAW.
3.1.2.2. LASTRE LITOGRAFICHE
Definizione del mercato del prodotto
(85) Le lastre litografiche sono un tipo di laminato piatto lucido e levigato utilizzato nella fabbricazione di lastre fotografiche e da stampa. I laminatoi di alluminio producono questo tipo speciale di prodotto destinato ad essere venduto alle società produttrici di materiale fotografico, le quali dispongono di macchinari per trattarne la superficie, per tagliarlo e per rivenderlo ai consumatori finali rappresentati dalle loro controllate o dai terzi (altri produttori e tipografie di quotidiani, riviste, ecc.).
(86) Non vi è sostituibilità sul lato della domanda tra le lastre litografiche di alluminio e quelle in altri materiali, sia che si tratti di metallo o meno. Le parti sostengono tuttavia che sul lato dell'offerta esisterebbe un elevato grado di sostituibilità.
(87) L'indagine di mercato ha evidenziato che ciò non è vero. Il requisito tecnico essenziale per le lastre litografiche è una superficie estremamente levigata che deve essere accuratamente sgrassata. Dato il know-how specifico e i macchinari speciali necessari per ottenere la levigatezza richiesta, qualora si verificasse un aumento del prezzo delle lastre litografiche non tutti i laminatoi già operanti verrebbero considerati dai clienti alla stregua di loro potenziali fornitori.
(88) I clienti impongono ai loro fornitori un severo processo di qualificazione prima di iniziare a rifornirsi da loro. Un simile processo può richiedere fino a due anni e in genere prevede un programma di verifica articolato in numerose fasi, mirato a stabilire le specifiche del prodotto finale richieste dal cliente. Per essere pienamente accettati, oltre alla procedura di certificazione, ai produttori sono richiesti investimenti per 10-20 milioni di EUR e il costante miglioramento della qualità. L'esempio di Elval, illustrato nei punti che seguono, chiarisce quanto tempo possa essere necessario ad un impianto di laminazione dell'alluminio per imporsi sul mercato come fornitore qualificato di lastre litografiche. Date le elevate barriere all'ingresso in questo mercato, il numero dei produttori di alluminio operanti è limitato (Alcan, Alusuisse, VAW e Alcoa; Elval è in fase di ingresso sul mercato). Un aumento del prezzo del 5-10 % non avrebbe l'effetto di stimolare il tempestivo ingresso sul mercato di nuovi fornitori dato che l'impegno richiesto, il costo del capitale e i tempi ne renderebbe incerto l'esito, e quindi in linea generale un aumento dei prezzi di questa entità al di sopra dei livelli concorrenziali rimarrebbe incontrastato. Per queste ragioni la Commissione ritiene che le lastre litografiche costituiscano un distinto mercato rilevante del prodotto.
Definizione del mercato geografico
(89) L'estensione geografica del mercato delle lastre litografiche non supera i confini del SEE. Tutti i clienti con sede nel SEE acquistano lastre litografiche da fornitori locali. I fattori che limitano le importazioni nel SEE sono, tra l'altro, il dazio doganale pari al 7,5 % e i lunghi tempi di consegna del materiale importato. I tempi per il trasporto del materiale acquistato localmente possono essere di 1 o 2 giorni, mentre per il materiale importato si arriva alle 2-3 settimane. Le importazioni costringono i clienti ad acquistare grandi quantitativi e a creare e gestire ampi magazzini. Un altro fattore è dato dall'incertezza legata alle importazioni. I fornitori distanti non possono offrire un'assistenza tecnica post-vendita di uguale livello ai clienti con sede nel SEE. Inoltre la qualità delle lastre importate nell'UE può variare enormemente. Ciò vale in particolare per lo spessore e la larghezza delle lastre. I clienti hanno fornito esempi di dimensioni delle lastre diverse per ogni fornitura. Ciò comporta per i clienti costi aggiuntivi o perdita di prodotto. Se il materiale è di dimensioni superiori a quelle richieste deve essere ritagliato per adattarsi ai macchinari, con conseguente perdita di produzione. Se è di dimensioni minori, non è possibile intervenire in alcun modo e il prodotto deve essere restituito al fornitore oppure declassato (vale a dire, rivenduto a prezzi inferiori per essere utilizzato come laminato piatto standard).
(90) Un cliente ha importato quantitativi limitati da un fornitore giapponese. Si tratta di una controllata europea di un produttore giapponese di materiale fotografico. In base ai vigenti accordi di fornitura tra la casa madre e il fornitore giapponese di questa, è stato possibile destinare all'Europa parte dei quantitativi acquistati in Giappone. Queste importazioni equivalgono al massimo al 20 % dei fabbisogni di fornitura di quel cliente. Sono state effettuate nel quadro di un regime doganale di perfezionamento passivo, un sistema che consente di importare limitati quantitativi di un prodotto che vengono lavorati nella Comunità per essere successivamente esportati come prodotto a valore aggiunto, ossia con un diverso codice doganale di prodotto. Pertanto l'importo della tariffa doganale pagata all'atto dell'importazione viene rimborsato quando il prodotto viene riesportato.
(91) Per il resto, nel 1998 le importazioni hanno coperto il 2 % dei consumi nel SEE. Le parti sostengono che nel biennio 1994-95 le importazioni hanno rappresentato all'incirca il 5 % dei consumi e che una riduzione delle importazioni è stata causata dal venir meno dei volumi provenienti dagli Stati Uniti, a sua volta dovuta al forte apprezzamento del dollaro statunitense. Tuttavia, anche ipotizzando un deprezzamento del dollaro statunitense nei confronti dell'euro, e un aumento delle importazioni dagli Stati Uniti, non sarebbe possibile concludere che il mercato supera decisamente i confini del SEE. Le importazioni dipenderebbero dai cicli economici e dalle fluttuazioni dei cambi. Non rappresenterebbero un elemento strutturale del mercato in quanto non costituirebbero una fonte di approvvigionamento stabile e affidabile. Pertanto, ai fini della presente analisi, è possibile concludere che le dimensioni geografiche del mercato delle lastre litografiche abbracciano il territorio del SEE.
Valutazione sotto il profilo della concorrenza
(92) Nel 1998 la produzione SEE di lastre litografiche è stata pari a 189 kt. L'impresa che nascerà dalla fusione ha coperto [kt]* ovvero [45 %-55 %]* della produzione SEE (Alcan: [kt]* pari a [%]*; Alusuisse: [kt]* pari a [%]*). Vi sono solo pochi concorrenti che producono e forniscono lastre litografiche nel SEE. Tra questi: VAW ([35 %-45 %]*), Alcoa ([5 %-15 %]*) e Elval ([&lt; 5 %]*).
(93) Il grado di concentrazione nel mercato delle lastre litografiche è elevato. L'operazione di concentrazione ridurrà il numero degli attuali fornitori da cinque a quattro. Di questi, VAW è quello che più verosimilmente potrebbe rappresentare una seria minaccia competitiva al possibile esercizio di potere di mercato da parte dell'impresa che nascerà dalla fusione. Prima dell'operazione di concentrazione, VAW era il maggiore produttore e fornitore di lastre litografiche nel SEE. Tuttavia, a seguito dell'operazione di concentrazione, la Commissione non può più ritenere che VAW costituisca una credibile minaccia competitiva per l'impresa che nascerà dalla fusione. VAW procede alla finitura della sua produzione di lastre litografiche negli impianti di Grevenbroich e Cisterna, che coprono rispettivamente il 90 % e il 10 % della produzione di lastre tipografiche della VAW. Questi impianti dipendono interamente da Norf per la fornitura di nastri per lastre litografiche rilaminati a caldo (cfr. sopra la sezione relativa all'impresa comune Norf). Non esistono fonti di approvvigionamento alternative per i nastri rilaminati a caldo che presentino la necessaria qualità litografica, dato che gli unici produttori di tali nastri, vale a dire Alusuisse, Alcan e Alcoa (Inespal) sono concorrenti di VAW e pertanto difficilmente potranno rifornirla. Norf è un'impresa comune, cui Alcan e VAW partecipano con una quota rispettivamente del 50 %. Nell'analisi dell'impresa comune Norf sono state illustrate le ragioni che fanno ritenere che l'operazione di concentrazione altererà gli incentivi di VAW a competere con la nuova impresa, qualora quest'ultima e la VAW continuassero a detenere il controllo di Norf. Le caratteristiche dei singoli mercati dell'impresa che nascerà dalla fusione e di VAW e quelle del mercato delle lastre litografiche in generale, suggeriscono che a seguito dell'operazione di concentrazione gli interessi economici dei due concorrenti potrebbero coincidere.
(94) Le posizioni di mercato dell'impresa che nascerà dalla fusione e di VAW sono quasi simmetriche ([...]*). Lo stesso può dirsi per i costi di produzione, dato che da una parte le fasi iniziali della produzione (laminazione a caldo) si effettuano a Norf, mentre, dall'altra, i singoli processi effettuati in impianti separati richiedono la stessa tecnologia e quindi comportano gli stessi costi di produzione. Nell'impresa comune prevale un certo grado di trasparenza, per cui i due partner potrebbero senza difficoltà tenere sotto controllo l'uno le azioni dell'altro. Cresce quindi la possibilità per un concorrente di prevedere in tempo le iniziative degli avversari e quindi di uniformare il suo comportamento. La similarità del processo di produzione e il funzionamento dell'impresa comune accrescono il rapporto di interdipendenza tra le controllanti, il cui scopo ultimo è quello del funzionamento ottimale della loro impresa. Un'alterazione di questo equilibrio ottimale sarebbe sufficiente a scoraggiare entrambe le controllanti dall'ingaggiare un'aperta concorrenza.
(95) Le lastre litografiche sono un prodotto abbastanza omogeneo. Una volta acquisiti il know-how e la tecnologia, un produttore non può differenziare di molto il suo prodotto da quello dei concorrenti. Il prezzo costituisce quindi il fattore rilevante di concorrenza in questo mercato. Il mercato litografico è relativamente trasparente. I prezzi vengono negoziati annualmente. Vi sono solo pochi clienti, che si riforniscono sia presso VAW che presso l'impresa che nascerà dalla fusione. Nelle trattative con gli acquirenti, i fornitori vengono a conoscenza del prezzo o quanto meno del ventaglio dei prezzi offerti dai loro concorrenti. In questo modo, gli acquirenti tentano di suscitare la concorrenza tra i fornitori con l'obiettivo di conseguire un equo prezzo di mercato. Pertanto, i fornitori che partecipano alle trattative generalmente conoscono in qualsiasi momento il prezzo di mercato.
(96) Il mercato delle lastre litografiche è un mercato stagnante. Ciò è dovuto al fatto che la domanda dell'industria dell'offset è in diminuzione a causa dello sviluppo di nuovi mezzi di comunicazione non su carta, quali ad esempio i mezzi elettronici e Internet. I mercati stagnanti favoriscono comportamenti paralleli, più di quanto non facciano i mercati in grande crescita, dato che in quest'ultimo caso vi sono maggiori incentivi all'ingresso e più elevati incentivi per gli operatori esistenti a competere per accrescere la propria quota di mercato. Al contrario, sul mercato delle lastre litografiche, gli incentivi a competere sono diversi dato che un concorrente può aumentare il suo portafoglio clienti soltanto a spese di un altro concorrente. Ancora una volta, è il prezzo il più importante fattore competitivo.
(97) Infine, le predette caratteristiche del mercato sono accentuate dall'esistenza di un legame strutturale sostanziale tra i due maggiori concorrenti rappresentato dall'impresa comune Norf. L'esistenza stessa di Norf cambierà notevolmente gli incentivi delle due controllanti a competere. In particolare, VAW potrebbe ritenere più redditizio adeguarsi ad un aumento di prezzo delle lastre litografiche promosso dall'impresa che nascerà dalla fusione. In mancanza di un'adeguata risposta competitiva da parte dei fornitori locali esistenti o proveniente dalle importazioni, un aumento parallelo dei prezzi porterebbe alla massimizzazione congiunta dei profitti. Come è stato spiegato ai punti dal 58 all'84 dedicati all'analisi dell'impresa comune Norf, l'esigenza delle due controllanti di ottimizzare il mix di prodotto di Norf e di tenere la base dei costi al livello più basso possibile rende inevitabile la cooperazione tra le due controllanti. Ogni futuro investimento o cambiamento del mix di prodotto dovrà essere deciso congiuntamente. In ultima analisi le decisioni riguardanti la produzione di Norf coinvolgeranno entrambe le controllanti. Inoltre, VAW non avrebbe incentivi a competere per strappare clienti all'altro partner. Come è stato spiegato nei pertinenti punti dedicati all'impresa comune Norf, per impegnarsi in iniziative concorrenziali VAW dovrebbe necessariamente aumentare la sua capacità nell'impianto di Norf. L'impresa che nascerà dalla fusione potrebbe bloccare un tale investimento. Inoltre, l'impresa che nascerà dalla fusione potrebbe dissuadere VAW dal competere aggressivamente valendosi di una credibile minaccia di ritorsione che potrebbe essere attuata aumentando i costi di VAW in Norf e quindi rendendola non competìtiva. Le parti hanno calcolato che persino una semplice riorganizzazione del mix di prodotto nell'impianto di Norf avrebbe l'effetto di rendere i costi di VAW del [%]* superiori a quelli dell'impresa che nascerà dalla fusione. Pertanto, qualora l'impresa che nascerà dalla fusione e VAW continuassero a mantenere il controllo congiunto di Norf, VAW non potrebbe essere considerata un concorrente effettivo in grado di contrastare un incremento di prezzo delle lastre litografiche a livelli superiori a quello concorrenziale.
(98) Alcoa è l'unica reale forza competitiva sul mercato. Tuttavia le sue capacità di produzione litografica nel SEE sono limitate. Visto che essa copre solo il 9 % del mercato, per contrastare un aumento di prezzo dovrebbe o destinare una parte considerevole del suo attuale mix di prodotto alle lastre litografiche (assumendosi i relativi costi-opportunità) oppure aumentare la sua capacità. Gli incrementi di capacità non vengono attuati semplicemente per soddisfare la domanda di un solo prodotto. Comportano ingenti investimenti, sono gestiti in maniera sistemica e sono motivati da considerazioni più generali di un repentino aumento di prezzo sul mercato di un determinato prodotto, quale quello delle lastre litografiche. Per evitare di sostenere costi di espansione, Alcoa sarebbe costretta ad importare materiale dai suoi laminatoi statunitensi. Tuttavia i costi di trasporto e i dazi doganali eroderebbero ogni competitività di prezzo del materiale importato. In queste circostanze, Alcoa potrebbe ritenere più redditizio adeguarsi all'aumento di prezzo, massimizzando quindi i suoi profitti sul quantitativo venduto.
(99) Elval è infine il più piccolo dei fornitori esistenti. È dal 1990 che tenta di entrare sul mercato litografico. Persino oggi non si ritiene in grado di produrre e fornire materiale di qualità con regolarità. Elval ha prodotto materiale in via sperimentale. La prima fornitura di 500 tonnellate è stata fatta nel 1993 - vale a dire tre anni dopo aver preso la decisione di entrare su tale mercato. Il processo di qualificazione con i clienti del SEE non è ancora giunto a termine e Elval ritiene che sarà necessario un ulteriore impegno in termini di investimenti e di tempo per riuscire ad essere accettata appieno dai clienti. Elval non può pertanto essere considerata una minaccia concorrenziale sul mercato litografico del SEE.
(100) L'esempio di Elval può illustrare le notevoli barriere che impediscono l'ingresso sul mercato litografico. Oltre ai 10-20 milioni di EUR necessari per creare una linea di finitura, i laminatoi di alluminio che non hanno mai prodotto lastre litografiche devono compiere notevoli investimenti in termini di tempo e risorse per essere accettati dai clienti. Lo scarto temporale è comunque tale che qualsiasi minaccia competitiva da parte loro non avrebbe effetto se non in tempi molto lunghi, probabilmente di oltre cinque anni.
(101) Hoogovens, uno dei maggiori produttori di alluminio attualmente facente parte del gruppo Corus (British Steel e Hoogovens), produceva lastre litografiche ma ha abbandonato il mercato. Hoogovens ha dichiarato che quando ancora operava su tale mercato, non era in grado di tener testa ai crescenti requisiti di qualità imposti dai clienti, né poteva permettersi l'investimento di 20 milioni di EUR necessario per mettersi al pari dei suoi principali concorrenti che avevano creato linee di finitura appositivamente dedicate alla produzione di tale prodotto.
(102) Stando così le cose, si può concludere che la concorrenza effettiva o potenziale non è in grado di attenuare il potere di mercato che la nuova entità acquisirebbe a seguito della concentrazione.
(103) Le parti hanno sostenuto che i clienti hanno un notevole potere di contrattazione dato che si tratta di grandi imprese del settore fotografico, settore che presenta lo stesso livello di concentrazione dell'industria dell'alluminio.
(104) Tuttavia, l'indagine di mercato ha evidenziato che i clienti non dispongono necessariamente di potere di contrattazione. Il mercato delle lastre litografiche è altamente concentrato, al pari del mercato del materiale fotografico. Non vi sono elementi che confermino che prima dell'operazione di concentrazione i clienti dispongano di potere di contrattazione. Dopo l'operazione, la concentrazione dei produttori di lastre litografiche aumenterà sensibilmente. Tenuto conto degli effetti di Norf sul comportamento concorrenziale dell'impresa che nascerà dalla fusione e di VAW, e date le scarse prospettive competitive di Elval, i fornitori di lastre litografiche attualmente operanti nel SEE passeranno da quattro a due. Di questi Alcoa è di gran lunga il più piccolo. Presumibilmente il ravvicinamento tra quelli che nella situazione antecedente la concentrazione erano i fornitori più grandi e più efficienti si ripercuoterà negativamente sull'attuale equilibrio in termini di potere di contrattazione. La perdita di potere di contrattazione da parte dei clienti sarà accentuata dall'impossibilità di ricorrere a materiali alternativi e dai tempi lunghi richiesti a potenziali nuovi operatori per avviare la loro attività, acquisire il know-how e guadagnare la fiducia dei clienti. Le importazioni dal Giappone o dagli Stati Uniti accresceranno i costi operativi dei clienti e si ripercuoteranno sulla loro redditività. Come conseguenza, le importazioni non costituiranno una minaccia credibile per i fornitori locali. Nel complesso, a concentrazione avvenuta, i clienti non saranno in grado di esercitare alcun potere di contrattazione.
Conclusione
(105) Per le ragioni illustrate nei considerando precedenti, la Commissione ritiene che la concentrazione determinerà la creazione di una posizione dominante di carattere duopolistico delle parti coinvolte nella concentrazione e di VAW sul mercato SEE delle lastre litografiche.
3.1.3. MERCATO DEI MATERIALI DA IMBALLAGGIO
3.1.3.1. CONTENITORI SEMIRIGIDI
Mercato rilevante del prodotto
(106) I contenitori di alluminio semirigidi hanno vari usi: come contenitori di alimenti per animali domestici, contenitori per surgelati, vaschette per alimenti da asporto, contenitori per alimenti serviti sugli aerei e così via. I contenitori di alluminio semirigidi sono sia laccati (contenitori a pareti lisce) che nudi (contenitori a pareti ondulate). A parere delle parti il mercato rilevante comprende entrambi i tipi di contenitori di alluminio, nonché contenitori di altro materiale, quale plastica multistrato, acciaio, ovvero sacchetti. Dall'indagine di mercato, tuttavia, non sono emersi elementi a sostegno di questo argomento.
Sostituibilità sul lato della domanda
(107) A parere dei clienti interpellati, i contenitori semirigidi a pareti lisce costituiscono un mercato distinto del prodotto rispetto ai contenitori a pareti ondulate. I contenitori a pareti ondulate non possono essere sigillati ma possono essere solo chiusi con un coperchio di alluminio o di cartone metallizzato. I contenitori a pareti ondulate sono utilizzati per gli alimenti surgelati e per un'ampia gamma di prodotti dolciari e per la ristorazione destinati a rimanere a scaffale per periodi più brevi. Tutti gli alimenti umidi, tuttavia, devono essere confezionati in contenitori sterili e sigillati al fine di garantirne una lunga durata a scaffale in condizioni di sicurezza e di igiene. L'alluminio laccato presenta il grado di resistenza al calore (129°) necessario per la sterilizzazione. Solo i contenitori a pareti lisce sono muniti di un bordo di chiusura, sul quale sigillare il coperchio e consentono una durata a scaffale superiore ai due anni. Queste caratteristiche diverse si traducono in un prezzo notevolmente superiore per i contenitori a pareti lisce. La differenza di prezzo tra i contenitori rivestiti e quelli non rivestiti è dell'ordine del 25 %-50 %.
(108) Secondo quanto dichiarato dalle parti, i contenitori in plastica multistrato rappresentano un'alternativa praticabile ai contenitori in alluminio a pareti lisce. Tuttavia, la durata a scaffale dei contenitori in plastica è all'incirca di soli 6 mesi - un quarto quindi di quella dei contenitori in alluminio a pareti lisce sterilizzati. Ciò fa sì che i contenitori in alluminio vengano utilizzati in misura di gran lunga maggiore rispetto ai contenitori in plastica. Più del 60 % dei contenitori semirigidi in alluminio è utilizzato per il confezionamento degli alimenti per animali domestici. Un altro 10-15 % è destinato a contenere alimenti sterilizzati per il consumo umano. Pertanto, il 70 % dei contenitori a pareti lisce ha una lunga durata a scafale, il che determina un ciclo di approvvigionamento completamente diverso. Non è insolito pertanto che gli alimenti sterilizzati arrivino sugli scaffali dei punti vendita settimane se non mesi dopo la data di produzione.
(109) Sulla diffusione dei contenitori in plastica incide anche il tipo di commercializzazione. Secondo quanto dichiarato dalle parti, Mars utilizza contenitori in plastica multistrato per i prodotti venduti negli Stati Uniti, contenitori di cui non fa invece uso in Europa, nonostante consentano un risparmio del 20 %. Ciò è dovuto al fatto che l'aspetto della plastica mal si concilia con le marche di qualità, confezionate in contenitori di alluminio. L'esempio citato dalle parti è quello della società svizzera Säntis, la quale, a seguito di dichiarazioni sulla maggiore nocività per l'ambiente dei contenitori di alluminio rispetto ai contenitori di plastica, ha venduto a Migros, uno dei maggiori rivenditori al dettaglio svizzeri, contenitori di plastica per il confezionamento di alimenti per animali domestici. Tuttavia, come è poi emerso, i contenitori di plastica multistrato presentano maggiori problemi di riciclaggio rispetto ai contenitori in alluminio. Di conseguenza, nel 1997 Migros è tornata ad utilizzare l'alluminio, rinunciando ai contenitori in multistrato.
(110) Un'altra alternativa proposta dalle parti sono i contenitori in acciaio. L'acciaio rigido è notevolmente più pesante dell'alluminio, cosa che lo rende non adatto ad essere utilizzato per la fabbricazione del contenitore monodose da 100g. Viene quindi generalmente utilizzato per il segmento dei pluridose con un contenuto uguale o superiore ai 400g. Dal punto di vista generale della commercializzazione, i clienti evidenziano il fatto che i contenitori di alluminio presentano determinate caratteristiche, importanti in termini di marketing, che invece sono assenti nell'acciaio, quali ad esempio la maggiore facilità di apertura e - elemento importante per le marche di qualità - l'aspetto. Esistono anche contenitori in acciaio semirigido. Tuttavia, secondo le parti, il prezzo di questi contenitori in acciaio laminato semirigido sarebbe del 15-20 % superiore.
(111) Infine, le parti menzionano i sacchetti come alternativa ai contenitori in alluminio a pareti lisce. I sacchetti hanno un sottile strato interno di alluminio dello spessore di 6-9µ e possono essere sigillati. Garantiscono una durata a scaffale analoga a quella dei contenitori a pareti lisce. Sono disponibili in confezioni monodose da 100g. Negli ultimi tempi questo prodotto è riuscito a conquistare quote di mercato. La Commissione fa notare tuttavia che i sacchetti hanno sottratto quote di mercato non tanto ai contenitori a pareti lisce quanto piuttosto ai barattoli di latta. Secondo le previsioni fornite da un operatore di mercato, nel prossimo anno il comparto dei sacchetti registrerà un aumento del 20 %, i contenitori di alluminio avranno un tasso di crescita del 5 %, mentre per la latta le previsioni sono stazionarie o persino al ribasso. Ciò riflette il fatto che la domanda di confezioni monodose cresce a ritmi elevati, e che nel monodose la latta ha un ruolo decisamente secondario.
(112) Inoltre, i sacchetti sono utilizzati per prodotti semiliquidi, vale a dire alimenti a pezzi immersi in una salsa, mentre i contenitori in alluminio a pareti lisce contengono prodotti gelatinosi o di consistenza simile al quella del patè, non confezionabili in sacchetti. L'utilizzo dei sacchetti richiederebbe pertanto la riformulazione del prodotto. Di conseguenza, non tutti gli acquirenti ritengono che i sacchetti rappresentino un'alternativa ai contenitori a pareti lisce, tanto più che il ricorso ai sacchetti richiederebbe la creazione di una nuova linea di riempimento e l'avvio di una campagna pubblicitaria. Un acquirente ha valutato che i costi di tale operazione si aggirerebbero intorno ai 10 milioni di EUR. Pertanto tra i contenitori semirigidi di alluminio ricoperto e i sacchetti esiste solo una limitata sostituibilità sul lato della domanda.
(113) Le parti affermano che molti prodotti alimentari vengono confezionati sia in contenitori di plastica che in contenitori semirigidi a pareti lisce. Si tratta di confezioni monodose di marmellate e confetture, di crema per caffè o di formaggio fuso da spalmare. Tali prodotti tuttavia vengono confezionati nei contenitori di alluminio senza essere sterilizzati e quindi la loro durata a scaffale è diversa. Anche i pasti pronti serviti a bordo degli aerei sono confezionati in contenitori di alluminio a pareti lisce senza essere sterilizzati. Per tali prodotti e applicazioni vi è pertanto sostituibilità sul lato della domanda. Tuttavia, come menzionato in precedenza, queste applicazioni rappresentano meno di un terzo della domanda di contenitori a pareti lisce.
(114) Per le predette ragioni, per il confezionamento di prodotti alimentari sterilizzati, la sostituibilità sul lato della domanda tra i contenitori di alluminio a pareti lisce, da un lato, e i contenitori di plastica multistrato, i contenitori in acciaio e i sacchetti, dall'altro lato, appare molto limitata.
Sostituibilità sul lato dell'offerta
(115) Le parti affermano che esiste per i produttori un elevato grado di sostituibilità dell'offerta tra i contenitori a pareti ondulate e quelli a pareti lisce. I contenitori a pareti lisce sono prodotti da fogli laminati di alluminio, detti strisce laminate. Da questo materiale si ricava per stampaggio il contenitore, cui viene quindi aggiunto il coperchio per la chiusura. Le strisce sono costituite da foglio standard per contenitori al quale viene applicato un film di polipropilene per mezzo di un accoppiatore. Le parti sostengono che il know-how richiesto per la fabbricazione delle strisce laminate è minimo, e che non vi sono problemi di diritti di proprietà intellettuale. L'unico macchinario richiesto è un accoppiatore per applicare il film di polipropilene al laminato piatto di alluminio. Secondo le parti il costo della macchina si aggira sui [EUR]*.
(116) Se la capacità necessaria è disponibile, un produttore può produrre contenitori a pareti lisce con la stessa pressa con cui produce contenitori a pareti ondulate. Il prezzo di una nuova pressa per contenitori con una capacità di produzione di 100 milioni di pezzi (5 % del mercato) si aggira sui 160000-350000 EUR. Tuttavia, per poter effettivamente produrre contenitori a pareti lisce, il produttore di contenitori a pareti ondulate dovrebbe cambiare l'attrezzatura della macchina. Dalle indagini di mercato è emerso che il costo dello stampo per i contenitori a pareti lisce può arrivare a toccare i 125000 EUR. Dato che generalmente gli ordinativi dei clienti riguardano varie forme e dimensioni, sono necessari vari componenti per soddisfarne la domanda. Non vanno infine dimenticate le presse per i coperchi, il cui costo ammonta, attrezzatura compresa, a 150000 EUR. Pertanto un produttore di contenitori a pareti ondulate dovrebbe effettuare investimenti per circa 1-2 milioni di EUR per l'acquisto di nuovi macchinari. L'investimento totale necessario per trasformare il foglio di alluminio in striscia laminata e per iniziare a produrre contenitori a pareti lisce potrebbe essere dell'ordine dei 12 milioni di EUR. Di conseguenza la Commissione ritiene che i contenitori a pareti lisce e i contenitori a pareti ondulate costituiscano due mercati distinti.
Conclusione
(117) Per le ragioni sopra addotte, la Commissione conclude che il mercato dei contenitori semirigidi di alluminio laccato (a pareti lisce) per il confezionamento di prodotti sterilizzati è un mercato distinto, come affermato nella decisione della Commissione del 14 aprile 1993 relativa al caso IV/M322 - Alcan/Inespal(9).
Mercato geografico rilevante
(118) Le parti ritengono che i contenitori semirigidi in alluminio possono essere trasportati a costi ridotti ovunque in Europa e che i prezzi sono equiparabili in tutt'Europa. Ne consegue, a parere delle parti, che il mercato geografico rilevante si estende quanto meno al SEE. Dall'indagine di mercato è emerso che le importazioni in Europa sono marginali e che considerazioni di carattere logistico, quali ad esempio la fornitura just in time, rivestono grande importanza. Di conseguenza, ai fini della presente decisione, il mercato geografico rilevante è limitato al SEE.
Valutazione sotto il profilo della concorrenza
(119) La quota di mercato delle parti per quanto riguarda i contenitori a pareti lisce ammonta a [50 %-60 %]*. Alusuisse contribuirebbe con un ulteriore [%]* alla quota di Alcan che è del [%]*. Tra gli altri concorrenti sono da annoverare: deSter ([10 %-20 %]*), Alupack ([5 %-15 %]*), Pluspack ([&lt; 10 %]*) e Teich ([&lt; 10 %]*).
SPAZIO PER TABELLA
(120) Solo uno dei concorrenti è integrato verticalmente, vale a dire Teich. Teich fa parte del gruppo Teich/Constantia che possiede partecipazioni in AMAG, un impianto austriaco di laminazione a caldo e a freddo, che produce strisce laminate. Tutti gli altri concorrenti dipendono da terzi per la fornitura di strisce laminate. Secondo quanto dichiarato dagli operatori di mercato, i produttori non integrati, quale ad esempio Pluspack, si limitano in realtà a fustellare l'alluminio e a stampare i contenitori. Le parti affermano che [ &gt; 70 %]* del prezzo finale dei contenitori a pareti lisce è determinato dal costo dei fogli di alluminio e dalla laminazione.
(121) Le parti detengono una fortissima posizione di mercato per quanto riguarda questo materiale, ma affermano che vi sono molti fornitori indipendenti di strisce laminate. Tuttavia, fatta eccezione per VAW, società quali ad esempio Feron o Omial sono di piccole dimensioni e dispongono di capacità ridotte. Le parti affermano che Feron potrebbe facilmente accrescere la sua capacità di [tra le 2000 e le 8000 tonnellate]* incrementando il numero dei turni o cambiando più spesso il mix di prodotto. Quest'affermazione è stata però smentita da Feron. Per quanto riguarda Omial, secondo il parere di alcuni clienti, i suoi prodotti non possiedono l'elevata qualità richiesta. In una lettera fornita dalle parti, Omial chiede persino alle parti la loro cooperazione tecnica. Inoltre, queste società sono semplici trasformatori che costretti ad acquistare i fogli di alluminio dalle società integrate, quali VAW ovvero le parti, loro concorrenti dirette nel settore a valle delle strisce laminate.
(122) Tuttavia, si è verificato un caso in cui persino una società integrata, la Teich, ha avuto gravi problemi. Alcuni anni fa si era verificato uno spostamento della domanda verso i coperchi per contenitori che venivano laccati con un processo di estrusione. Teich non disponeva al suo interno della necessaria capacità di estrusione. Le parti coinvolte nella fusione si rifiutarono di fornire a Teich il tipo di coperchio in oggetto, creandole gravi difficoltà.
(123) A parere delle parti, il lato della domanda presenta un elevato grado di concentrazione. Tuttavia anche il maggior acquirente di contenitori a pareti lisce, Mars, non detiene che una quota del 25 % sul totale del mercato rispetto alla quota del [%]* delle parti. Inoltre, non vi è un solo cliente di Alcan che assorba più del [%]* delle sue vendite, e il maggior cliente di Alusuisse è destinatario del [%]* delle vendite di quest'ultima. Nel caso di Alcan il maggior operatore del mercato, i tre principali clienti assorbono il [ &gt; 50 %]* delle sue vendite, il dato per Alusuisse è pari a [ &gt; 50 %]*. A loro volta, i più importanti acquirenti, quali Mars, Nestlé o Saturn, effettuano tra il 90 % e il 100 % del proprio approvvigionamento presso le parti coinvolte nella fusione. Di conseguenza, esiste uno squilibrio del potere di contrattazione tra le parti coinvolte nella fusione e i clienti di contenitori semirigidi di alluminio laccato impiegato per il confezionamento degli alimenti per animali domestici.
(124) Le parti affermano che nel corso degli ultimi anni i prezzi dei contenitori a pareti lisce sono scesi del 10-20 %. Ciò riflette tuttavia una situazione di mercato in cui le due società maggiori si trovano ad essere tra loro concorrenti. L'operazione di concentrazione porterà alla fusione dei due maggiori fornitori di contenitori a pareti lisce, dando vita ad un'impresa le cui dimensioni saranno sei volte superiori a quelle del suo più diretto avversario. Sebbene possa essere corretto affermare che nel lasso di tempo di un anno i clienti possono far ricorso ad un altro fornitore, sembra difficile che essi riescano a trovare un fornitore che disponga di capacità di riserva da utilizzare per soddisfare la domanda. Se, in caso di aumento dei prezzi successivo all'operazione di concentrazione, una società come Mars decidesse di ricorrere ai due fornitori di minori dimensioni, Teich e Alupack, per soddisfare una parte considerevole del proprio fabbisogno di contenitori per alimenti per animali domestici, le due imprese sarebbero costrette a compiere investimenti. Tuttavia, vi è sempre il rischio che in caso di investimenti destinati a creare capacità aggiuntive le parti pratichino una tale strategia di limitazione dei prezzi per cui ai piccoli produttori converrebbe adeguarsi all'aumento di prezzo.
(125) L'aumento di prezzo potrebbe essere scaricato sui consumatori finali da Mars che è l'incontrastato leader del mercato degli alimenti per animali domestici, con una quota pari quasi a metà del mercato e che non ha diretti concorrenti. Mars possiede la più ampia gamma di prodotti di marca. Solo Nestlé, altro produttore di alimenti per animali domestici, possiede prodotti di marca simili, ma non ha le dimensioni di Mars. Il prezzo dei contenitori a pareti lisce pesa per il 30 % sul prezzo finale di vendita degli alimenti per animali domestici. Un aumento del 5 % determinerebbe un incremento dell'1,5 % del prezzo del prodotto finale, aumento che Mars non avrebbe difficoltà a trasferire sul consumatore finale. Gli altri produttori di alimenti per animali domestici, quali Saturn e Arovit, producono prodotti con il marchio del distributore. Molto probabilmente essi si adeguerebbero, dato che la differenza di prezzo tra i prodotti di marca e i prodotti con il marchio del distributore rimarrebbe la stessa.
Conclusione
(126) Considerando tutti i fattori summenzionati, la Commissione conclude che l'operazione notificata creerà una posizione dominante sul mercato dei contenitori semirigidi di alluminio laccato nel SEE.
4. IMPEGNI PROPOSTI DALLA PARTE NOTIFICANTE
(127) Il 22 febbraio 2000, la parte notificante ha proposto una serie di impegni per rimuovere le riserve sotto il profilo della concorrenza sollevate dalla Commissione nella sua comunicazione delle obiezioni del 14 gennaio 2000. Gli impegni vengono riassunti e valutati nei punti successivi, con riferimento ai singoli mercati rilevanti esaminati nello stesso ordine in cui la Commissione ha espresso le proprie obiezioni, seguito nella parte della presente decisione dedicata alla valutazione.
(128) Il testo completo degli impegni è allegato alla presente decisione e ne costituisce parte integrante.
4.1.1.1. TRIIDRATO DI ALLUMINIO
(129) L'attività del triidrato di alluminio, secondo quanto dichiarato dalle parti, designa l'impianto tedesco di triidrato di alluminio di Martinswerk, gestito da Algroup, con tutte le connesse risorse umane e le attività tangibili e intangibili.
(130) Alcan si impegna a cedere la propria partecipazione nell'attività del triidrato di alluminio entro nove mesi a decorrere dalla data della decisione della Commissione che dichiara la concentrazione compatibile con il mercato comune (di seguito "la data della decisione"). Qualora Alcan non dovesse essere in grado di operare la dismissione entro il termine dei nove mesi dalla data della decisione, può chiedere alla Commissione che il tale periodo di nove mesi venga prorogato di ulteriori tre mesi. Inoltre, qualora non dovesse essere in grado di operare la dismissione entro il termine dei dodici mesi dalla data della decisione, Alcan conferirà mandato irrevocabile ad un fiduciario di procedere alla vendita dell'attività del triidrato di alluminio entro il termine di tre mesi, senza indicazione del prezzo minimo.
(131) Al fine di rendere l'attività del triidrato di alluminio commercialmente più interessante agli occhi di possibili acquirenti, all'acquirente verranno attribuiti tutti i contratti in corso e tutti i contratti, connessi o associati con l'attività del triidrato di alluminio, conclusi nel periodo compreso tra la data dei presenti impegni (22 febbraio 2000) e la conclusione dell'operazione di vendita dell'attività del triidrato di alluminio, nonché un numero di addetti al reparto vendite, alla produzione e all'amministrazione sufficiente per consentirgli di continuare a gestire l'attività del triidrato di alluminio come un'impresa avviata.
(132) Alcan avrà soddisfatto l'impegno qualora entro il nono, il dodicesimo o il quindicesimo mese, a seconda del caso, avrà concluso un contratto vincolante per la vendita dell'attività del triidrato di alluminio con un acquirente che dovrà ottenere l'approvazione della Commissione.
Valutazione
(133) L'impegno proposto elimina la sovrapposizione delle attività delle parti coinvolte nell'operazione di concentrazione. Il test di mercato effettuato dalla Commissione ha evidenziato che l'impianto di triidrato di alluminio proposto dalle parti può essere considerato un'impresa efficiente. Inoltre, le modalità di attuazione dell'impegno proposto, in particolare il trasferimento dell'attività come un'impresa avviata, le disposizioni relative alla gestione separata, nonché il periodo di dismissione, garantiranno che l'attività del triidrato di alluminio non abbia a essere penalizzata nel corso del periodo di dismissione e che una volta conclusa la dismissione si ricreino effettive condizioni di concorrenza sul mercato del triidrato di alluminio. Se queste condizioni vengono soddisfatte, si ripristinerà la situazione esistente prima dell'operazione di concentrazione, di modo che quest'ultima, a condizione che si adempia all'impegno proposto, non determinerà la creazione di una posizione dominante sul mercato del triidrato di alluminio nel SEE.
4.1.1.2. LASTRE LITOGRAFICHE
(134) L'attività delle lastre litografiche, secondo quanto dichiarato dalle parti, designa le attività nel settore litografico attualmente gestite da Algroup nell'impianto di laminazione Star a Bridgenorth, nel Regno Unito, comprensivo del campo di colata, del laminatoio a caldo, di tutti i laminatoi a freddo e della linea di finitura delle lastre litografiche.
(135) Alcan si impegna a cedere la propria partecipazione nell'attività litografica entro nove mesi a decorrere dalla data della decisione. Qualora Alcan non dovesse essere in grado di procedere alla dismissione entro il termine dei nove mesi dalla data della decisione, può chiedere alla Commissione che il tale periodo di nove mesi venga prorogato di ulteriori tre mesi. Inoltre, qualora non dovesse essere in grado di operare la dismissione entro il termine di dodici mesi dalla data della decisione, Alcan conferirà mandato irrevocabile ad un fiduciario di procedere alla vendita dell'attività litografica entro il termine di tre mesi, senza indicazione del prezzo minimo.
(136) Al fine di rendere l'attività litografica commercialmente più interessante agli occhi di possibili acquirenti, all'acquirente verranno attribuiti tutti i contratti in corso e tutti i contratti, connessi o associati con l'attività litografica, conclusi nel periodo compreso tra la data dei presenti impegni (22 febbraio 2000) e la conclusione della vendita del comparto litografico, nonché un numero di addetti al reparto vendite, alla produzione e all'amministrazione sufficiente per consentirgli di continuare a gestire l'attività litografica come un'impresa avviata.
(137) Alcan si impegna a prestare all'acquirente dell'attività litografica, per un periodo di tre anni dalla data della conclusione dell'operazione di vendita dell'attività, l'assistenza tecnica di cui ha bisogno per continuare ad utilizzare la tecnologia Algroup attualmente impiegata nell'attività litografica.
(138) Alcan avrà soddisfatto l'impegno qualora entro il nono, il dodicesimo o il quindicesimo mese, a seconda del caso, avrà concluso un contratto vincolante per la vendita dell'attività litografica con un acquirente che dovrà ottenere l'autorizzazione della Commissione.
Valutazione
(139) L'impegno proposto elimina la sovrapposizione competitiva nel mercato delle lastre litografiche. La produzione litografica dell'impresa che nascerà dalla fusione è organizzata come segue: per Alcan nell'impianto di Norf (produzione di bobine tramite laminazione a caldo) e in uno dei laminatoi satelliti di Norf (per la finitura) e per Alusuisse nell'impianto di Bridgenorth (produzione di bobine tramite laminazione a caldo e finitura). Le parti propongono di dismettere le quote da loro possedute nel laminatoio a caldo e nel connesso campo di colata nonché nei laminatoi a freddo di Star. Uno di questi laminatoi a freddo produce principalmente lamierino di alluminio e altri laminati litografici. Operatori terzi interpellati dalla Commissione hanno confermato che qualora i laminatoi a freddo vengano ceduti all'acquirente, quest'ultimo acquisirebbe come produttore e fornitore di lastre litografiche l'autonomia che gli consentirebbe di controllare la qualità del metallo lungo tutta la catena della fornitura. Inoltre per rendere il pacchetto di dismissione più interessante agli occhi di possibili acquirenti, la parte notificante ha proposto di cedere anche un laminatoio a freddo che produce attualmente lamierino di alluminio. Quest'ulteriore misura è stata proposta al fine di rimuovere alcune perplessità emerse nel corso del test di mercato legate al fatto che i quantitativi di nastro rilaminato a caldo prodotto dal laminatoio dismesso risultavano superiori rispetto a quanto il laminatoio litografico a freddo sarebbe stato in grado di assorbire. Ciò avrebbe rappresentato un ostacolo economico al funzionamento redditizio del laminatoio a freddo in quanto l'acquirente avrebbe dovuto trovare sbocchi a tale sovraccapacità. Acquisendo sia il laminatoio a freddo di lamierino di alluminio che il laminatoio litografico l'acquirente sarà in grado di laminare a freddo la produzione eccedentaria del laminatoio a caldo e di vendere il lamierino, un laminato piatto di base, rendendo quindi redditizia non solo la gestione del laminatoio a caldo ma in generale l'attività litografica. In questo modo, grazie all'attuazione dell'impegno proposto dalla parte notificante, verranno ricreate condizioni durature di concorrenza efficace nel settore delle lastre litografiche. Inoltre, le misure di attuazione e di accompagnamento, in particolare il trasferimento dell'attività come un'impresa avviata, le disposizioni relative alla gestione separata nonché il periodo di dismissione e l'offerta di assistenza tecnica all'acquirente, garantiranno che l'attività litografica non abbia ad essere penalizzata nel corso del periodo di dismissione e che una volta conclusa la dismissione l'acquirente sia in grado di competere efficacemente sul mercato litografico. Se queste condizioni verranno soddisfatte, sarà ripristinata la situazione esistente prima dell'operazione di concentrazione e quest'ultima, a condizione che venga soddisfatto l'impegno proposto, non determinerà la creazione di una posizione dominate sul mercato delle lastre litografiche.
4.1.1.3. CONTENITORI SEMIRIGIDI IN ALLUMINIO
(140) Alcan si impegna a vendere ad un terzo, approvato dalla Commissione, macchine per lo stampaggio, di una capacità aggregata annua di almeno 3200 tonnellate, per la fabbricazione di contenitori semirigidi a pareti lisce con i relativi coperchi (di seguito "la ceduta attività dei contenitori semirigidi di alluminio"). Inoltre, su richiesta dall'acquirente, Alcan si impegna a cedere in licenza, alle normali condizioni commerciali, la sua tecnologia (e tutto il know-how ad essa associata) attualmente impiegata per la laminazione dei fogli di alluminio utilizzati per la fabbricazione dei contenitori semirigidi a pareti lisce e dei relativi coperchi.
(141) Alcan si impegna a cedere l'attività dei contenitori semirigidi in alluminio entro il termine di nove mesi dalla data della decisione ad un acquirente terzo che abbia ottenuto l'autorizzazione della Commissione. Qualora Alcan non dovesse essere in grado di procedere alla cessione entro il termine di nove mesi dalla data della decisione, può chiedere alla Commissione che tale periodo di nove mesi venga prorogato di ulteriori tre mesi. Inoltre, qualora non dovesse essere in grado di operare la cessione entro il termine di dodici mesi dalla data della decisione, Alcan conferirà mandato irrevocabile ad un fiduciario di procedere alla vendita dell'attività dei contenitori semirigidi di alluminio entro il termine di tre mesi, senza indicazione del prezzo minimo.
(142) Al fine di rendere la ceduta attività dei contenitori semirigidi di alluminio commercialmente più interessante agli occhi di possibili acquirenti, all'acquirente verranno attribuiti tutti i contratti in corso e tutti i contratti connessi o associati con la ceduta attività dei contenitori semirigidi in alluminio, nonché gli stampi speciali relativi ad ogni cliente e le altre attrezzature connesse con i contratti.
(143) Alcan offrirà all'acquirente una clausola di non concorrenza e una clausola di astensione della durata di tre anni (prorogabile di altri due anni su richiesta indirizzata dall'acquirente alla Commissione), in base alla quale Alcan, ovvero l'entità che nascerà dalla fusione, non interpellerà né solleciterà i clienti della ceduta attività dei contenitori semirigidi di alluminio che avranno acconsentito alla cessione dei loro contratti all'acquirente, salvo il caso in cui sia stato l'acquirente stesso a porre fine ai contratti.
Valutazione
(144) L'impegno proposto mira a dare vita ad un nuovo produttore e fornitore di contenitori semirigidi di alluminio a pareti lisce. Riguarda la cessione di una capacità annua corrispondente alla sovrapposizione sotto il profilo concorrenziale. I risultati del test di mercato confermano che se il nuovo acquirente avrà accesso alle macchine di stampaggio, ai contratti dei clienti, agli stampi specifici di ogni cliente, alle altre apparecchiature nonché alla tecnologia di laminazione di Alcan, l'attività verrà ceduta come un'impresa avviata. La cessione dei contratti dei clienti avrà effetto solo se accompagnata dalle clausole di non concorrenza e di astensione. Alcan ha soddisfatto tutti i predetti requisiti. Se queste condizioni verranno rispettate, una nuova forza concorrenziale nascerà su tale mercato e la concentrazione, a condizione che venga soddisfatto l'impegno proposto, non determinerà la creazione di una posizione dominate sul mercato dei contenitori semirigidi di alluminio a pareti lisce.
Conclusione in merito agli impegni proposti
(145) Sulla base della precedente valutazione degli impegni proposti, la Commissione conclude che gli impegni sono tali da consentire di risolvere i problemi sotto il profilo della concorrenza individuati nei mercati del triidrato di alluminio, delle lastre litografiche e dei contenitori semirigidi di alluminio a pareti lisce,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
A condizione che gli impegni riassunti nei considerando dal 127 al 145 e riportati in dettaglio nell'allegato siano pienamente rispettati, l'operazione di concentrazione con cui Alcan Aluminium Limited ("Alcan") acquisisce, ai sensi della definizione di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CEE) n. 4064/89, il controllo dell'impresa Alusuisse Lonza Group AG ("Alusuisse") è dichiarata compatibile con il mercato comune e con il funzionamento dell'accordo SEE.
Articolo 2
Destinataria della presente decisione è:
Alcan Aluminium Limited
1188 Sherbrooke Street West
Montreal, Quebec, Canada
Mr. David Ausland
Executive Vice President
Fatto a Bruxelles, il 14 marzo 2000.

Labels: 1
15
4
18