Document ID: 31983D0313

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
dell'8 febbraio 1983
relativa ad un aiuto concesso dal governo francese alle imprese di pesca per la salvaguardia dell'occupazione nel settore marittimo
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(83/313/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto il regolamento (CEE) n. 100/76 del Consiglio, del 19 gennaio 1976, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3443/80 (2), in particolare l'articolo 26, nonché il regolamento (CEE) n. 3796/81 del Consiglio (3), che ha sostituito dal 1o giugno 1982 il regolamento (CEE) n. 100/76, in particolare l'articolo 28,
dopo aver intimato agli interessati, conformemente all'articolo 93, paragrafo 2, primo comma, di presentare le loro osservazioni e viste queste osservazioni,
I
considerando che, su richiesta della Commissione in data 12 ottobre 1979, con lettera del 21 aprile 1980 le autorità francesi hanno informato la Commissione, ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE, della concessione, per il 1979 e il 1980, di un aiuto alle imprese di pesca inteso a salvaguardare l'occupazione nelle regioni costiere;
considerando che detto aiuto consisteva, in pratica, in una sovvenzione di 0,105 franchi francesi per litro di gasolio consumato; che esso veniva concesso a tutte le imprese di pesca e che lo stanziamento previsto per tale aiuto era di 53 milioni di franchi francesi per il 1979 e per il 1980;
considerando che, da quanto risulta, in Francia è stato concesso questo aiuto regolarmente dal 1974 in poi; che nel 1974 e nel 1975 esso era stato autorizzato dalla Commissione e che quest'ultima non si era opposta alle sua proroga nel 1977;
considerando che, secondo il governo francese, questo aiuto dovrebbe ovviare agli effetti negativi che l'aumento eccezionale dei costi di esercizio, la scarsità delle catture, il riassetto dell'attività di pesca e la mancanza di indispensabili misure comunitarie hanno sull'armamento, situazione che ha provocato un forte disarmo che mette in pericolo, a termine, l'occupazione nelle regioni costiere;
considerando che, secondo il governo francese, il riferimento al carburante vale soltanto come criterio di concessione, ma che l'aiuto deve essere considerato come un aiuto all'occupazione;
considerando che, a norma dei succitati articoli dei regolamenti (CEE) n. 100/76 e (CEE) n. 3796/81, l'aiuto suddetto rientra nel campo d'applicazione degli articoli da 92 a 94 del trattato CEE;
considerando che, a conclusione di un primo esame, la Commissione ha ritenuto che l'aiuto, concesso dal 1974, non costituiva più un aiuto transitorio, bensì un aiuto al funzionamento senza una effettiva contropartita da parte dei beneficiari; che esso ha una forte incidenza diretta sulla concorrenza e sugli scambi tra gli Stati membri e che, di conseguenza, esso non è compatibile con il mercato comune a norma dell'articolo 92 del trattato e che, di conseguenza, aveva deciso di avviare nei suoi confronti la procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2, del trattato; che, a tal fine, con lettera del 22 luglio 1980 essa ha intimato al governo francese di presentare le sue osservazioni;
considerando che nel giugno 1981 la Commissione è stata informata del proposito del governo francese di continuare a concedere questo aiuto dopo il 1980, nonostante fosse in corso la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, nonché di raddoppiarne l'importo; che, su richiesta della Commissione, in data 3 e 27 luglio 1981 il governo francese ha dichiarato trattarsi soltanto di un progetto, il quale sarebbe stato notificato alla Commissione al momento opportuno;
considerando che nel dicembre 1981 la Commissione ha appreso che il governo francese aveva effettivamente deciso di raddoppiare l'aiuto in questione a decorrere dal luglio 1981; che, a seguito di una richiesta di conferma inoltrata con telescritto del 22 dicembre 1981, il governo francese ha confermato queste informazioni con telescritto dell'8 gennaio 1982 e notificato, a norma dell'articolo 93, paragrafo 3, del
trattato CEE la proroga ed il raddoppio dell'importo dell'aiuto in questione per il 1982, con identiche modalità di concessione; che l'aiuto in questione è stato fissato al livello di 0,21 franchi francesi per litro di carburante consumato; che è stato previsto uno stanziamento di 106 milioni di franchi francesi e che tale notifica significa, implicitamente, che l'aiuto in questione è stato concesso nel 1981 senza essere stato preventivamente notificato alla Commissione;
considerando che la Commissione ha deciso di avviare nei confronti di questo nuovo aiuto la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato; che, a tal fine, con lettera del 25 febbraio 1982 essa ha intimato al governo francese di presentare le proprie osservazioni;
considerando che, da quanto precede, risulta che il governo francese ha palesemente mancato agli obblighi ad esso incombenti ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE;
II
considerando che, nelle risposte inviate alla Commissione in data 13 ottobre 1980 e 6 aprile 1982, il governo francese ha dichiarato che la concessione, nel 1980, nel 1981 e nel 1982 dell'aiuto per la salvaguardia dell'occupazione nel settore marittimo, non falsa la concorrenza, com'è dimostrato dal regolare aumento dal 1977 in poi delle importazioni francesi di prodotti del mare, e soprattutto di quelle provenienti dagli altri Stati membri della Comunità e che non si tratta di un aiuto al consumo di carburante in quanto esso non è rapportato all'aumento del prezzo del petrolio, ma, al contrario, ha carattere decrescente; che, inoltre, nonostante il raddoppio concesso nel 1982, l'entità dell'aiuto rispetto al prezzo del carburante è diminuita dopo il 1977 dal 17 al 12 %;
considerando che, secondo il governo francese, scopo dell'aiuto in questione è di consentire alle imprese di pesca di adeguarsi alle nuove condizioni e di evitare una degradazione probabilmente irreversibile delle attività ed un calo dei redditi, se non addirittura la soppressione di posti di lavoro in regioni scarsamente industrializzate e notevolmente intercluse, nonché particolarmente dipendenti dall'attività di pesca, e ciò in attesa di decisioni comunitarie; che detto aiuto è considerato transitorio ed infine che altri Stati membri, di fronte a situazioni del genere, hanno adottato provvedimenti identici o di effetto comparabile;
considerando che vari Stati membri, nonché numerose organizzazioni professionali, hanno trasmesso le loro osservazioni alla Commissione; che taluni Stati membri e organizzazioni professionali condividono il parere della Commissione; che altri Stati membri ritengono che la carenza di una politica comune nel settore della pesca possa indurre gli Stati membri a istituire aiuti propri onde evitare l'aggravarsi della situazione attuale; che numerose organizzazioni professionali auspicano che la concessione di aiuti a favore della pesca sia armonizzata nell'ambito della Comunità;
III
considerando che le sovvenzioni al consumo di carburante di cui trattasi incidono direttamente sui costi di produzione dei beneficiari e offrono loro un indubbio vantaggio rispetto agli altri pescatori comunitari;
considerando che la concessione di questo aiuto dal 1974 ne annulla il carattere transitorio; che nel 1975 la Commissione ha chiaramente indicato agli Stati membri, e segnatamente alle autorità francesi, di non ritenere opportuna una proroga degli aiuti al consumo di carburante a favore del settore della pesca, da essa autorizzati nel 1974 e nel 1975;
considerando che l'aumento delle importazioni francesi di prodotti del mare non elimina l'incidenza di un aiuto sugli scambi intracomunitari e sulla concorrenza;
considerando che il riferimento fatto dal governo francese ad aiuti analoghi concessi da altri Stati membri non è pertinente in quanto la semplice esistenza di un aiuto in uno Stato membro non può in alcun caso giustificare la concessione di un aiuto analogo in un altro Stato membro;
considerando che gli scambi intracomunitari dei prodotti della pesca destinati al consumo umano sono rilevanti e rappresentano il 30 % circa del volume totale degli sbarchi destinati al consumo umano in tutta la Comunità; che, dal canto suo, il mercato francese è alimentato per il 60 % circa dai propri sbarchi, per il 20 % circa da importazioni provenienti dai paesi terzi e per il restante 20 % circa da importazioni provenienti dagli altri Stati membri; che la Francia esporta il 16 % della sua produzione, di cui due terzi negli altri Stati membri;
considerando che l'aiuto in questione è unicamente diretto al consumo di carburante e non può essere considerato un aiuto all'occupazione; che, infatti, l'impiego di questo aiuto non è stato subordinato ad alcuna condizione e che, in particolare, esso non dipende dal livello occupazionale delle imprese che ne beneficiano;
considerando che il fatto che l'aiuto in questione non sia rapportato all'aumento del prezzo del petrolio non ne muta il carattere di aiuto al consumo di carburante;
considerando che la carenza di decisioni comunitarie in ordine alla politica comune nel settore della pesca non costituisce un valido argomento per gli Stati membri per erogare aiuti nazionali;
considerando inoltre che i pescatori comunitari da vari anni devono far fronte ad un aumento molto sensibile dei prezzi dei carburanti e che la concorrenza è molto intensa sul mercato comunitario dei prodotti della pesca; IV
considerando che da quanto precede risulta che l'aiuto istituito dal governo francese è idoneo a pregiudicare gli scambi tra gli Stati membri e a falsare, o minacciare di falsare, la concorrenza ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE;
considerando che, a norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE, gli aiuti conformi ai criteri in esso enunciati sono incompatibili, in linea di massima, con il mercato comune; che le deroghe a questa incompatibilità, previste dal paragrafo 3 di detto articolo - le uniche ad essere applicate nella fattispecie - precisano gli obiettivi perseguiti nell'interesse della Comunità e non soltanto in quello di settori economici particolari di un'economia nazionale; che queste deroghe devono essere interpretate rigorosamente all'atto dell'esame di qualsiasi programma di aiuto a finalità regionale o settoriale o di qualsiasi singolo caso in cui vengono applicati regimi di aiuti generali; che esse possono essere concesse soltanto quando, a giudizio della Commissione, l'aiuto è necessario per realizzare uno degli obiettivi contemplati da queste disposizioni;
considerando che il fatto di accordare il beneficio di dette deroghe ad aiuti che non implicano contropartita del genere equivarrebbe a consentire pregiudizi agli scambi tra Stati membri e distorsioni di concorrenza ingiustificate sotto il profilo dell'interesse comunitario ovvero a concedere vantaggi ingiustificati per taluni Stati membri;
considerando che nella fatispecie non si è potuta ravvisare l'esistenza di una contropartita del genere e che il governo francese non ha potuto giustificare, né la Commissione ha potuto individuare alcuna giustificazione che permetta di stabilire che gli aiuti di cui trattasi soddisfano ai requisiti per l'applicazione di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE;
considerando che non si tratta palesemente di un aiuto destinato a favorire o ad agevolare lo sviluppo di talune regioni e che, di conseguenza, in questo caso non si può applicare l'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato, relativo all'aspetto regionale;
considerando che detti aiuti non costituiscono un importante progetto di comune interesse, né misure atte a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia francese; che, di conseguenza, l'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), del trattato non è applicabile;
considerando che un aiuto al consumo di carburante, in quanto inteso a diminuire il costo di taluni mezzi di produzione, costituisce un aiuto al funzionamento senza produrre effetti duraturi sulla situazione economica dei beneficiari; che, di regola, la Commissione si è sempre opposta ad aiuti di questo genere, in quanto non soddisfano, di norma, ai requisiti necessari perché possano beneficiare delle deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CEE, non facilitando lo sviluppo di talune attività previsto da questa disposizione;
considerando che, nella comunicazione al Consiglio del 25 maggio 1978, relativa alla sua politica in materia di aiuti settoriali, la Commissione ha chiaramente indicato che gli aiuti temporanei destinati a ovviare alle conseguenze sociali di una situazione di crisi devono essere collegati con obiettivi di ristrutturazione del settore interessato e subordinati alla volontà dei beneficiari di adeguarsi alle nuove condizioni; che questo non è il caso degli aiuti in questione;
considerando che, da quanto precede, l'aiuto in questione non soddisfa ai requisiti prescritti per beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto alla salvaguardia dell'occupazione nelle imprese di pesca, concesso dal 1979 al 1982 in Francia, è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE. Di conseguenza, siffatto aiuto non deve essere concesso.
Articolo 2
Entro un mese dalla notifica della presente decisione, la Repubblica francese comunica alla Commissione i provvedimenti da essa adottati per conformarvisi.
Articolo 3
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, l'8 febbraio 1983.

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