Document ID: 32005D0709

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 2 agosto 2004
relativa all'aiuto di Stato al quale la Francia ha dato esecuzione in favore di France Télécom
[notificata con il numero C(2004) 3061]
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2005/709/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detti articoli (1), e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Con lettera del 31 gennaio 2003, la Commissione ha comunicato alla Francia la propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE (di seguito «la decisione di avvio del procedimento») in relazione alle misure finanziarie disposte dalle autorità francesi a sostegno di France Télécom (di seguito «FT» o «l’impresa») e al regime di tassa professionale applicabile a tale operatore. La descrizione delle circostanze che hanno portato ad avviare tale procedimento non è riportata nel testo della presente decisione (2).
(2)
La decisione è stata notificata alla Francia il 31 gennaio 2003. Il 7 marzo 2003, dopo la correzione degli errori, è stata notificata alla Francia una rettifica.
(3)
Con lettere del 4 aprile 2003, 15 maggio 2003 e 29 gennaio 2004 la Francia ha comunicato alla Commissione informazioni complementari.
(4)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea (3). La Commissione ha invitato i terzi interessati a presentare le loro osservazioni sulle misure d’aiuto in questione.
(5)
La Commissione ha ricevuto in merito le seguenti osservazioni da parte di terzi interessati:
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21 marzo 2003: osservazioni di Cable and Wireless plc e Cable and Wireless SA
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11 aprile 2003: osservazioni di Cegetel
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10 aprile 2003: osservazioni di AFORS Télécom
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11 aprile 2003: osservazioni di LDCOM
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11 aprile 2003: osservazioni di A (4)
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10 aprile 2003: osservazioni di Tiscali
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11 aprile 2003: osservazioni di Worldcom France
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11 aprile 2003: osservazioni di B (4)
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11 aprile 2003: osservazioni di Bouygues SA e Bouygues Télécom (BT) (5)
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14 aprile 2003: osservazioni di Telecom Italia
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14 aprile 2003: osservazioni di C (4)
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29 aprile 2003: osservazioni di B
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30 aprile 2003: osservazioni di LDCOM (6).
(6)
Il 16 maggio 2003 le ha trasmesse alla Francia offrendole la possibilità di formulare delle osservazioni.
(7)
Le autorità francesi hanno presentato le loro osservazioni con lettera del 30 giugno 2003 e del 29 luglio 2003.
(8)
La Commissione ha ricevuto altre informazioni e documenti da terzi interessati il cui elenco segue:
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23 giugno 2003: lettera di LD COM
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25 giugno 2003: lettera di D (4)
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27 ottobre 2003: lettera di MCI
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16 ottobre 2003: lettera di ECTA
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25 giugno 2003: lettera di E (4)
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7 gennaio 2004: lettera di BT
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16 gennaio 2004: lettera di BT
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19 marzo 2004: lettera di FT
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5 aprile 2004: lettera di Tiscali
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17 maggio 2004: lettera di LDCOM
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26 maggio 2004: lettera di BT
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22 giugno 2004: lettera di FT
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30 giugno 2004: fax di FT
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2 luglio 2004: fax di FT
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16 luglio 2004: fax di BT.
(9)
La Commissione ha chiesto chiarimenti supplementari alle autorità francesi con lettere inviate alle seguenti date:
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11 settembre 2003 (risposta delle autorità francesi del 20 ottobre 2003)
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11 novembre 2003 (risposta delle autorità francesi del 4 dicembre 2003)
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12 gennaio 2004 (risposta delle autorità francesi del 21 gennaio 2004)
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2 febbraio 2004 (risposta delle autorità francesi del 16 febbraio 2004)
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1o giugno 2004 (risposta delle autorità francesi durante la riunione del 16 giugno 2004).
(10)
La Commissione ha inviato alle autorità francesi, il 3 maggio 2004 e il 14 giugno 2004, le lettere di cui al punto 8.
(11)
La Commissione ha ascoltato i rappresentanti dei terzi interessati durante diverse riunioni nel corso del procedimento.
(12)
La Commissione ha incontrato le autorità francesi e FT il 22 gennaio 2004, il 16 e il 23 giugno 2004.
(13)
Con fax del 5 luglio 2004, le autorità francesi hanno presentato alla Commissione i nuovi calcoli relativi al regime speciale di tassa professionale. Il 13, 15 e 16 luglio 2004, le autorità francesi hanno presentato alla Commissione osservazioni complementari.
II. DESCRIZIONE
(14)
Oggetto della presente decisione è unicamente il regime speciale di tassa professionale applicabile a FT, come precisato nella decisione di avviare il procedimento.
(15)
Dal momento che la misura in esame è già stata descritta in maniera dettagliata nella decisione di avviare il procedimento (7), tale descrizione sarà ripresa nella presente decisione solo ove necessario.
(16)
Fino al 1990, le attività della società FT erano svolte da una direzione del ministero responsabile delle Poste e Telecomunicazioni. In quanto servizio pubblico amministrativo dello Stato, l’ex direzione generale delle Telecomunicazioni non era soggetta a nessuna delle seguenti tasse: i) tassa professionale, ii) tasse fondiarie sulle proprietà edificate o meno e iii) imposta sulle società (8). La società disponeva di un bilancio allegato a quello dello Stato che era ampiamente in attivo e che è stato assoggettato a un versamento a beneficio del bilancio generale a titolo degli utili operativi nonché ad alcuni prelievi al fine di finanziare azioni specifiche.
(17)
La legge n. 90-568 del 2 luglio 1990, relativa all’organizzazione del servizio pubblico delle poste e telecomunicazioni, ha trasformato l’ex direzione generale delle Telecomunicazioni in due persone giuridiche di diritto pubblico distinte (La Poste e FT) dotate di autonomia finanziaria e soggette al diritto commerciale. Il fatto di dotare i due enti di personalità giuridica avrebbe dovuto portare ad applicare la fiscalità di diritto comune. Infatti, conformemente all’articolo 1654 del Code général des impôts (di seguito CGI): «Le istituzioni pubbliche, le attività industriali o commerciali dello Stato, le imprese in cui lo Stato o gli enti locali possiedono delle partecipazioni devono pagare, alle condizioni fissate dal diritto comune, le imposte e le tasse di qualsiasi natura cui sono assoggettate le imprese private che effettuano le stesse operazioni». Quindi, FT avrebbe dovuto essere assoggettata alla fiscalità di diritto comune sin dalla data della sua costituzione, il 1o gennaio 1991 (art. 1 della legge n. 90-568 del 2 luglio 1990). Tuttavia, contrariamente a tale principio, cui fa d’altronde riferimento la stessa legge n. 90-568 (9), il legislatore ha istituito delle norme fiscali di deroga al diritto comune per FT (articoli 18-21 della legge n. 90-568) nell’ambito di due regimi, un regime «transitorio» applicabile dal 1o gennaio 1991 al 1o gennaio 1994, e un regime «definitivo», applicabile dal 1o gennaio 1994 e senza limitazioni di durata:
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1991-1993: L’articolo 19 della legge n. 90-568 ha sancito il principio secondo cui, per il periodo dal 1o gennaio 1991 al 1o gennaio 1994, FT sarebbe stata assoggettata solo alle imposte e tasse effettivamente sostenute dallo Stato. Pertanto, in questo periodo, FT, come lo Stato, non doveva pagare imposte come la tassa professionale, la tassa fondiaria o l’imposta sulle società. Nello stesso periodo, e in virtù dello stesso articolo, FT doveva versare dei contributi al bilancio dello Stato (in particolare al bilancio civile di ricerca e sviluppo) «a titolo di prelievo a favore del bilancio generale». Tali contributi erano fissati ogni anno dalle leggi finanziarie entro i limiti di un determinato importo (10).
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1994-2003: In applicazione della legge n. 90-568 (articolo 18) e dell’articolo 1654 CGI, FT è stata assoggettata al regime fiscale di diritto comune a partire dal 1o gennaio 1994, ad eccezione delle imposizioni dirette locali (tassa fondiaria, tassa professionale) per le quali la legge n. 90-568 ha previsto condizioni particolari per quanto riguarda le aliquote, la base e le modalità di imposizione. Secondo una prima stima delle autorità francesi, il vantaggio che FT ha ricavato dal regime speciale di tassa professionale ad essa applicato è pari a circa 198 milioni di EUR all’anno (11). Sulla base dei dati forniti successivamente dalle autorità francesi, invece, l’importo sarebbe più basso (cfr. in appresso il considerando 54 e seguenti). Tale regime speciale di tassa professionale, previsto senza limitazioni di durata, è stato abolito dalla legge finanziaria del 2003 (12).
III. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(18)
Dal momento che si limitano a ripetere le argomentazioni della decisione della Commissione, le osservazioni inviate dagli interessati non sono ripetute nella presente decisione.
IV. OSSERVAZIONI DELLE AUTORITÀ FRANCESI
(19)
L’argomentazione delle autorità francesi è incentrata su un punto fondamentale, vale a dire che il regime speciale istituito dallo Stato in favore di FT non ha procurato un vantaggio all’impresa. Infatti, le autorità francesi ammettono che FT è stata assoggettata a un regime speciale relativo alla tassa professionale dal 1991 al 2002, ma ritengono che tale regime non le abbia procurato alcun vantaggio e non abbia in alcun modo inciso sulle risorse pubbliche, perché ha portato ad un’imposizione fiscale di FT più elevata di quella cui essa sarebbe stata assoggettata sulla base del diritto comune. La conclusione delle autorità francesi si basa sui tre seguenti punti:
-
tra il 1991 e il 1993, FT è stata assoggettata a un prelievo a beneficio del bilancio generale che, secondo le autorità francesi, equivale al pagamento della tassa professionale e comprende (segnatamente) l’importo della tassa professionale stessa,
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le autorità francesi insistono sul fatto che la legge n. 90-568 ha istituito una volta per tutte un regime fiscale unico applicabile a FT dal 1991 al 2003. Esse ritengono che sia opportuno procedere a un calcolo globale del vantaggio conferito da tale regime a FT per il periodo complessivo 1991-2003. Ciò significa che, secondo loro, un’imposizione fiscale eccessiva di FT di un anno potrebbe «compensare» un’imposizione fiscale insufficiente di FT di un altro anno,
-
secondo le autorità francesi, le modalità di imposizione dell’impresa per quanto riguarda la tassa professionale e l’imposta sulle società sono indissociabili; conviene, pertanto, studiare insieme i diversi elementi dell’imposizione fiscale di FT in tutto il periodo 1991-2003. Poiché la tassa professionale entra nel calcolo dell’importo imponibile, alla correzione di un’eventuale imposizione fiscale insufficiente per quanto riguarda la tassa professionale dovrebbe accompagnarsi una riduzione dell’importo dell’imposta sulle società.
(20)
In secondo luogo, le autorità francesi sostengono che la misura in questione dovrebbe essere considerata come già esistente. Infine, nelle riunioni con la Commissione che si sono svolte il 16 e il 23 giugno 2004, le autorità francesi hanno contestato la fondatezza dei calcoli che esse stesse avevano precedentemente presentato alla Commissione per quanto riguarda la differenza tra la tassa professionale pagata da FT e quella che quest’ultima avrebbe dovuto pagare se fosse stata assoggettata al diritto comune. Secondo le autorità francesi, sarebbe impossibile calcolare con certezza l’imposizione fiscale insufficiente di FT per quanto riguarda la tassa professionale a partire dal 1994. Pertanto, secondo le autorità francesi, la Commissione non dovrebbe deliberare in merito. Con lettera del 5 luglio 2004, le autorità francesi hanno presentato alla Commissione nuovi calcoli (effettuati dalla stessa FT), che non hanno la pretesa di essere più precisi di quelli presentati precedentemente ma che mirano semplicemente ad illustrare l’impossibilità di calcolare con precisione il vantaggio di cui ha beneficiato FT grazie al regime speciale di tassa professionale a partire dal 1994.
V. VALUTAZIONE DELL’AIUTO
(21)
L’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE prevede che sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi fra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Nella decisione di avviare il procedimento, la Commissione ha constatato che, a priori, erano presenti tutti gli elementi costitutivi di un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. Nella presente decisione si ricordano solo le conclusioni fondamentali di tale analisi e cioè (13):
-
FT ha beneficiato di un trattamento speciale per quanto riguarda la tassa professionale (istituita con gli articoli 18-21 della legge n. 90-568),
-
tale trattamento speciale ha potuto procurarle un vantaggio (secondo le stime delle autorità francesi stesse),
-
le disposizioni speciali applicabili a FT in materia di tassa professionale sono state decise dal Parlamento con una legge promulgata dal presidente della Repubblica francese, fatto che non lascia alcun dubbio sull’imputabilità di tale misura allo Stato,
-
nella misura in cui FT ha pagato meno tasse delle imprese assoggettate al diritto comune, ciò incide sulle risorse pubbliche,
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dal momento che FT opera in un settore come quello delle telecomunicazioni in cui c’è molta concorrenza, i vantaggi di cui beneficia FT falsano o minacciano di falsare la concorrenza,
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dal momento che FT opera su mercati che sono stati progressivamente aperti alla concorrenza a partire dalla fine degli anni 1980, qualsiasi vantaggio dato a FT dallo Stato può incidere sugli scambi fra Stati membri.
1. Gli anni 1991-1993
(22)
Per analizzare il regime della tassa professionale nel periodo 1991-1993, occorre esaminare il primo argomento delle autorità francesi secondo cui il prelievo a vantaggio del bilancio generale versato da FT dal 1991 al 1993 era di natura fiscale e si può pertanto ritenere che esso comporti il pagamento della tassa professionale secondo modalità specifiche. Per quanto riguarda questo punto, la Commissione osserva che, conformemente alla giurisprudenza, l’esistenza di un aiuto non può essere negata per il fatto che un’impresa che beneficia di un regime fiscale vantaggioso è assoggettata ad altro titolo ad imposizioni più onerose (14). Ogni imposta, infatti, risponde a una logica e a presupposti diversi.
(23)
Per quanto riguarda la natura fiscale del prelievo, la Commissione sottolinea innanzitutto che esso non è esplicitamente legato dalla legge alla tassa professionale. La legge non prevede assolutamente che tale prelievo sia dovuto al posto della tassa professionale. Inoltre, l’importo del prelievo non era definito sulla base dei parametri che determinano l’importo della tassa professionale.
(24)
Inoltre, nella decisione di avviare il procedimento, la Commissione ha constatato che l’importo della somma forfettaria pagata da FT allo Stato a titolo di contributo al bilancio generale era equivalente all’utile che le P.T.T versavano allo Stato nel 1989 e nel 1990. Essa ha ritenuto, pertanto, che il pagamento di tale somma era più simile a un prelievo sui risultati di gestione di FT che ad un’imposizione speciale relativa alla tassa professionale.
(25)
Prima del 1990, quando le attività di FT erano ancora svolte da una direzione del Ministero responsabile delle Poste e delle telecomunicazioni, il bilancio di tale direzione era in attivo. Per compensare il disavanzo del bilancio generale dello Stato, tale bilancio è stato assoggettato a un prelievo a beneficio del bilancio generale a titolo «degli utili di gestione» a cui si sono aggiunti in seguito altri prelievi destinati a finanziare azioni specifiche. Nel 1988, il governo ha preso l’impegno di stabilizzare entro il 1992 il contributo del bilancio legato al bilancio generale a 13,7 miliardi di FRF per il 1989 e di 14 miliardi di FRF per il 1990. Tale importo è stato considerato come riferimento dalla legge n. 90-568 quando questa ha fissato il prelievo imposto a FT a vantaggio del bilancio generale per gli anni 1991, 1992 e 1993 (15).
(26)
Più in generale, le caratteristiche di tale prelievo (pagamento forfettario, importo stabilito tenendo conto degli utili di gestione dell’impresa nel passato) non sono quelle dell’imposizione fiscale tradizionale.
(27)
Considerate le sue origini e le sue modalità di definizione, tale prelievo si avvicina a una partecipazione ai risultati di gestione.
(28)
Tuttavia, anche se non è esplicitamente legato per legge alla tassa professionale, tale prelievo è legato al regime fiscale specifico applicabile a FT. Infatti, la legge n. 90-568 ha previsto nello stesso capitolo intitolato «fiscalità» e nello stesso articolo, che FT non doveva pagare imposte (oltre a quelle pagate dallo Stato) e che doveva pagare tale prelievo in favore del bilancio generale, dal momento che le due disposizioni si applicano nello stesso periodo (dal 1o gennaio 1991 al 1o gennaio 1994).
(29)
Inoltre, tale prelievo presenta alcuni elementi tipici di una imposizione, si tratta cioè di un contributo finanziario riscosso a titolo definitivo, senza contropartita e dalle pubbliche autorità, dallo Stato o da un altro ente pubblico. Infine, tale prelievo procura risorse allo Stato.
(30)
Sembrerebbe quindi che l’obiettivo dell’articolo 19 della legge fosse di istituire un periodo transitorio di 3 anni durante il quale FT avrebbe continuato a versare allo Stato le stesse somme del passato a titolo di partecipazione ai risultati di esercizio e al tempo stesso sarebbe stata esentata dal pagamento di qualsiasi imposta (oltre a quelle pagate dallo Stato). L’assoggettamento immediato di FT alla fiscalità di diritto comune avrebbe comportato, tra l’altro, il pagamento di imposte locali (a beneficio degli enti locali e non del bilancio generale dello Stato, come per esempio la tassa professionale), e ciò avrebbe rischiato di provocare una riduzione del contributo di FT a beneficio del bilancio nazionale (dal momento che non veniva immediatamente istituita una nuova forma di partecipazione ai risultati di gestione).
(31)
In conclusione, sembrerebbe che il prelievo a beneficio del bilancio generale a cui FT è stata assoggettata dal 1991 al 1993 fosse di natura mista, in parte fiscale e in parte di partecipazione ai risultati di gestione dal momento che tale prelievo tendeva a garantire che, durante un periodo transitorio di 3 anni, l’impresa avrebbe versato allo Stato una somma equivalente a quella che essa avrebbe versato se avesse pagato le imposte alle condizioni di diritto comune, più una somma supplementare corrispondente a un prelievo sui risultati di esercizio. In altri termini, il prelievo speciale che FT ha versato allo Stato tra il 1991 e il 1993 assolveva una duplice funzione: in parte quella di pagamento di diverse imposte e - per il resto - quella di partecipazione dello Stato proprietario ai risultati di gestione dell’impresa.
(32)
Alla luce di quanto precede (e segnatamente della natura parzialmente fiscale del prelievo e del collegamento tra tale prelievo e il regime fiscale specifico dell’impresa), anche in assenza di indicazioni testuali esplicite secondo cui tale prelievo deve essere considerato come una modalità specifica di pagamento della tassa professionale, la Commissione conclude che il prelievo in questione negli anni 1991-1993 assolveva in parte la funzione di pagamento di diverse imposte compresa la tassa professionale e - per il resto - quella di partecipazione dello Stato proprietario ai risultati di gestione dell’impresa.
(33)
A tale proposito è opportuno aggiungere che, sulla base delle informazioni presentate dalle autorità francesi, negli anni 1991-1993 il prelievo in questione era più consistente delle imposte che FT avrebbe dovuto pagare se fosse stata soggetta al regime della tassa professionale e dell’imposta sulle società di diritto comune. Ne deriva che, durante tale periodo, FT non dovrebbe aver beneficiato di alcun vantaggio connesso all’esenzione dalla tassa professionale. Tuttavia, la Commissione ricorda che, negli anni 1991-1993, FT è stata soggetta solo alle imposte e tasse effettivamente sostenute dallo Stato (segnatamente non ha pagato l’imposta fondiaria). Pertanto, per assicurarsi che l’esenzione dalla tassa professionale e la sostituzione con il prelievo in questione non abbia conferito un vantaggio fiscale a FT, la Commissione ha chiesto alle autorità francesi se tale prelievo fosse superiore rispetto a tutte le altre imposte che FT avrebbe pagato qualora fosse stata assoggettata alle condizioni di diritto comune (e non soltanto superiore alla somma della tassa professionale e dell’imposta sulle società) (16). Durante le riunioni con la Commissione che si sono svolte il 16 e il 23 giugno 2004, le autorità francesi hanno confermato che tale prelievo era effettivamente superiore alla somma di tutte le altre imposte. Pertanto, la Commissione ritiene che FT non abbia beneficiato di vantaggi nel periodo 1991-1993, dal momento che era assoggettata a un prelievo speciale di natura mista che assolveva la funzione, in parte, di pagamento di diverse imposte e - per il resto - di prelievo sui risultati di esercizio, prelievo speciale che era più elevato della somma delle imposte e delle tasse da cui FT era esonerata.
2. Gli anni 1994-2003
(34)
Per analizzare il regime della tassa professionale nel periodo 1994-2003, occorre esaminare il secondo e il terzo argomento delle autorità francesi.
(35)
Le autorità francesi insistono sul fatto che la legge n. 90-568 ha stabilito una volta per tutte un regime fiscale unico applicabile a FT dal 1991 al 2002. Secondo loro, è opportuno procedere a un calcolo globale del vantaggio che il regime ha potuto offrire a FT per il periodo complessivo 1991-2002. Ciò significa che, secondo loro, una imposizione eccessiva di FT in un determinato anno potrebbe «compensare» una imposizione insufficiente di FT in un altro anno. Più precisamente, le autorità francesi sostengono che l’imposizione insufficiente di FT nel periodo «definitivo» (1o gennaio 1994-1o gennaio 2003) sia compensata da un’imposizione eccessiva (dovuta al pagamento del prelievo) nel periodo «transitorio» (1o gennaio 1991-31 dicembre 1993). Infatti, l’importo pagato da FT allo Stato come prelievo per gli anni 1991, 1992 e 1993 sarebbe fino a tal punto più elevato, rispetto a quello che avrebbe dovuto pagare nel quadro di un’imposizione di diritto comune, da superare il vantaggio che FT avrebbe ricavato dalle modalità specifiche di definizione della tassa professionale nel periodo «definitivo».
(36)
Tale argomento non può essere accolto. La legge no 90-568 ha stabilito due regimi di imposizione chiaramente distinti:
-
un regime «transitorio» dal 1991 al 1994, durante il quale FT era esonerata da qualsiasi imposta oltre a quelle pagate dallo Stato e doveva pagare allo Stato una somma forfettaria come «prelievo a beneficio del bilancio generale»,
-
dopo il 1994, un regime che doveva essere definitivo (la legge non ha previsto una data di scadenza per l’applicazione di tale regime ed è stata necessaria una nuova legge nel 2003 perché tale regime fosse abolito); nell’ambito di tale regime, FT era soggetta alle condizioni di diritto comune a tutte le imposte, tranne le tasse fondiarie e la tassa professionale per cui erano previste condizioni speciali.
(37)
Secondo la giurisprudenza, un aiuto dato a un’impresa non può essere «compensato» da un onere specifico che gravi sulla stessa impresa a un altro titolo. La Corte ha infatti escluso che uno sgravio degli oneri sociali afferenti agli assegni familiari che va a beneficio di talune imprese «compensi» un onere supplementare che grava sulle medesime imprese per l’assicurazione disoccupazione (17).
(38)
In applicazione di tale giurisprudenza, la Commissione può ammettere solo che la «imposizione ridotta» di FT a titolo della tassa professionale a partire dal 1994 possa essere compensata dal prelievo speciale pagato da FT tra il 1991 e il 1994 che non era specificamente legato alla tassa professionale. Infatti, come la Commissione ha già constatato, la legge n. 90-568 non dispone assolutamente che il prelievo speciale sia dovuto al posto della tassa professionale. L’importo di tale prelievo non era definito neanche sulla base dei parametri che determinano l’importo della tassa professionale ma in riferimento agli utili che le P.T.T avevano versato allo Stato nel 1989 e 1990. Tenuto conto della sua storia e delle modalità di definizione, tale prelievo è più simile a un prelievo sui risultati di gestione che a un’imposizione particolare ai fini della tassa professionale. Ciò avrebbe dovuto di norma portare la Commissione a escludere qualsiasi compensazione e a considerare che il mancato pagamento della tassa professionale nel periodo «transitorio» costituisce anche un vantaggio specifico conferito all’impresa.
(39)
A titolo eccezionale, la Commissione ha accettato che il prelievo pagato dall’impresa tra il 1991 e il 1993 equivaleva anche a un pagamento della tassa professionale. Infatti, in considerazione della natura ambigua di tale prelievo che sembra legato al regime fiscale specifico applicabile a FT (18), del fatto che tale prelievo superava l’importo che sarebbe risultato dall’applicazione dei regimi fiscali di diritto comune e visto il carattere transitorio del regime in questione, la Commissione ha deciso di accordare il beneficio del dubbio all’impresa e quest’ultima ha accettato di riconoscere la natura parzialmente fiscale del prelievo e il fatto che equivaleva anche a un pagamento d’imposta. Tuttavia, qualsiasi parte del prelievo che superasse l’onere fiscale applicabile di norma in virtù del diritto comune, potrebbe essere considerata solo come una retribuzione del capitale, circostanza che esclude qualsiasi base giuridica per effettuare una compensazione. Infatti, una compensazione tra gli importi pagati da FT a titolo di prelievi sugli utili di gestione e l’imposizione ridotta di FT a titolo della tassa professionale porterebbe a una confusione di prelievi di natura diversa (riduzioni d’imposta con proventi di natura patrimoniale), che non può essere ammessa.
(40)
Infine, la Commissione osserva che la legge n. 90-568 non aveva assolutamente previsto una compensazione dell’imposizione ridotta di FT a partire dal 1994 mediante una imposizione in eccesso a titolo degli anni 1991-1994. Ora, un calcolo globale come quello proposto dalle autorità francesi comporterebbe la riqualificazione a posteriori del surplus d’imposizione che FT afferma di aver pagato nel corso del periodo «transitorio» come un anticipo d’imposta (un credito d’imposta) da dedurre dagli anni futuri, cosa che non rientrava affatto negli obiettivi che si poneva la legge n. 90-568 quando ha istituito tali due regimi. Se le autorità francesi propongono ora di effettuare la compensazione tra prelievi di natura diversa (il prelievo speciale di natura mista - al tempo stesso fiscale e di dividendo - e la imposizione insufficiente di FT a titolo della tassa professionale) applicabili a due periodi diversi, ciò non è assolutamente dovuto all’applicazione delle regole fiscali normali del diritto francese, ma deriva da una razionalizzazione a posteriori volta ad evitare il recupero dell’aiuto di cui ha beneficiato FT.
(41)
In conclusione, la Commissione non può accettare il secondo argomento delle autorità francesi secondo cui occorrerebbe procedere a un calcolo globale del vantaggio di cui FT ha beneficiato per effetto di tale regime a per tutto il periodo 1991-2002.
(42)
Ciò significa che la differenza tra la tassa professionale effettivamente pagata da FT e quella che avrebbe dovuto essere pagata in virtù del diritto comune dal 1o gennaio 1994 al 1o gennaio 2003 costituisce un aiuto di Stato, dal momento che rappresenta un vantaggio per FT concesso mediante risorse che altrimenti avrebbero integrato il bilancio dello Stato.
(43)
La Commissione non può più accettare l’argomento in base al quale la tassa professionale rientra nel calcolo del risultato imponibile e secondo cui la correzione di un’eventuale imposizione ridotta a titolo della tassa professionale dovrebbe essere accompagnata da una revisione al ribasso dell’importo dell’imposta sulle società, dal momento che le modalità d’imposizione dell’impresa a titolo della tassa professionale e dell’imposta sulle società sarebbero indissociabili.
(44)
Infatti tale argomento è stato respinto dal Tribunale che ha chiaramente affermato che «[…] la Commissione non deve, nelle sue decisioni che ordinano il recupero di aiuti di Stato, calcolare gli effetti dell'imposta sulla somma degli aiuti da recuperare, poiché tale calcolo rientra nel campo di applicazione del diritto nazionale, ma deve limitarsi a indicare l'importo lordo da recuperare. Ciò non impedisce che, in occasione del recupero, le autorità nazionali deducano all'occorrenza, in forza della propria normativa interna, determinate somme, a condizione che l'applicazione di tali norme interne non renda praticamente impossibile tale recupero o non sia discriminatoria rispetto a casi analoghi retti unicamente dalla normativa nazionale» (19).
VI. AIUTO NUOVO
(45)
Quanto alla natura dell’aiuto, la Commissione conferma la sua conclusione preliminare esposta nella decisione di avvio del procedimento secondo cui l’aiuto in questione deve essere considerato nuovo. Infatti, il regime di deroga alla tassa professionale è stato istituito con una legge del 1990 (cioè dopo l’entrata in vigore del trattato) proprio per evitare che la costituzione di FT in quanto impresa pubblica comportasse il suo assoggettamento alla fiscalità del diritto comune. Inoltre, a partire dal 1988 il settore delle telecomunicazioni è stato progressivamente liberalizzato. Dal momento che FT ha beneficiato, a partire dal 1994, di aiuti connessi al regime specifico di tassa professionale e che a tale data i mercati su cui FT operava erano, almeno parzialmente, concorrenziali (20), la Commissione deve concludere che la misura in questione è un aiuto nuovo.
VII. PRESCRIZIONE
(46)
Le autorità francesi ritengono che in ogni caso il presunto regime di aiuti in favore di FT, istituito con la legge n. 90-568, costituisce un regime di aiuti esistenti che non possono essere recuperati. Osservano che il regime è stato istituito con la legge n. 90-568 del 2 luglio 1990 e ritengono che l’aiuto sia stato concesso al beneficiario il 2 luglio 1990 (quindi il giorno in cui la legge è stata adottata). Dal momento che l’avvio del procedimento è stato deciso il 30 gennaio 2003, quindi dopo il termine di 10 anni a partire dalla concessione dell’aiuto, le autorità francesi sostengono che, conformemente all’articolo 15 del regolamento (CE) n. 659/1999, il presunto aiuto in favore di FT godrebbe del beneficio delle norme comunitarie sul periodo limite per il recupero degli aiuti di Stato.
(47)
In proposito, è opportuno ricordare che l’articolo 15 prevede quanto segue:
«1. I poteri della Commissione per quanto riguarda il recupero degli aiuti sono soggetti ad un periodo limite di 10 anni.
2. Il periodo limite inizia il giorno in cui l'aiuto illegale viene concesso al beneficiario come aiuto individuale o come aiuto rientrante in un regime di aiuti. Qualsiasi azione intrapresa dalla Commissione o da uno Stato membro, che agisca su richiesta della Commissione, nei confronti dell'aiuto illegale interrompe il periodo limite. Ogni interruzione fa ripartire il periodo da zero. Il periodo limite viene sospeso per il tempo in cui la decisione della Commissione è oggetto di un procedimento dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee.
3. Ogni aiuto per il quale è scaduto il periodo limite è considerato un aiuto esistente.».
(48)
Occorre osservare che il termine di 10 anni, previsto dall’articolo 15 del regolamento (CE) n. 659/1999 «lungi dall'essere espressione di un principio generale che trasformi un nuovo aiuto in aiuto esistente, esclude solamente il recupero degli aiuti istituiti più di dieci anni prima del primo intervento della Commissione» (21). Ne consegue che, in applicazione dell’articolo 15 del regolamento, l’aiuto di cui ha beneficiato FT a titolo del regime specifico di tassa professionale non perde il suo carattere di aiuto nuovo per il fatto che tale regime è stato istituito oltre 10 anni fa. Semplicemente, in virtù di tale disposizione, la Commissione può chiedere il recupero solo per gli aiuti di cui l’impresa abbia beneficiato durante i dieci anni che precedono il suo intervento. Ora, visto che FT ha beneficiato dell’aiuto a partire dall’esercizio 1994 e in cui la decisione di avvio del procedimento risale al 30 gennaio 2003, la Commissione deve chiedere il recupero dell’aiuto in questione nella sua totalità.
(49)
Va ricordato, inoltre, che, secondo l’articolo 15 del regolamento (CE) n. 659/1999, «i poteri della Commissione per quanto riguarda il recupero degli aiuti sono soggetti ad un periodo limite di 10 anni» e che il periodo limite inizia «il giorno in cui l'aiuto illegale viene concesso al beneficiario […] come aiuto rientrante in un regime di aiuti». Ciò che conta, quindi, in base al regolamento, è la data in cui l’aiuto individuale è stato concesso al beneficiario nell’ambito di un regime di aiuti e non la data in cui il regime stesso è stato istituito. In altri termini, l’articolo 15 del regolamento nega alla Commissione la possibilità di recuperare gli aiuti concessi illegalmente al beneficiario più di 10 anni prima, e non quelli concessi in virtù di regimi di aiuto istituiti più di 10 anni prima, contrariamente a quanto pretendono le autorità francesi. Ne deriva che, nel caso dei regimi di aiuto, il termine limite per il recupero decorre non dal giorno in cui è stato istituito il regime, ma dal giorno in cui l’aiuto è stato effettivamente concesso al beneficiario. La legge n. 90-568 ha istituito un regime di aiuti in favore di FT (22). Quindi, il termine per gli aiuti concessi a FT in virtù di tale regime fiscale specifico decorre non dal giorno dell’adozione della legge n. 90-568, ma dal giorno in cui l’aiuto è stato effettivamente concesso a FT, vale a dire ogni anno al momento in cui era dovuta la tassa professionale.
(50)
Per quanto riguarda l’interruzione del decorso del termine, non serve una decisione formale della Commissione perché tale termine sia interrotto, contrariamente a quanto sostengono le autorità francesi. Secondo l’articolo 15 del regolamento (CE) n. 659/1999 «qualsiasi azione intrapresa dalla Commissione […] nei confronti dell'aiuto illegale interrompe il periodo». Il Tribunale ha giudicato che una semplice richiesta di informazioni può interrompere il periodo limite previsto dall'articolo 15 del regolamento (CE) n. 659/1999 (23). Nel caso specifico, la prima richiesta di informazioni inviata dalla Commissione alle autorità francesi sul regime speciale di tassa professionale applicabile a FT risale al 28 giugno 2001. È pertanto in tale data che è stato interrotto il periodo limite ai sensi dell’articolo 15 del regolamento (CE) n. 659/1999 (24).
(51)
Pertanto, soltanto gli aiuti concessi a FT oltre 10 anni prima della prima richiesta di informazioni (cioè prima del 28 giugno 1991) potrebbero essere non più recuperabili. Ora, poiché l'aiuto è stato concesso a FT a partire dall'esercizio 1994 nell'ambito del regime della tassa professionale applicabile per il periodo 1994-2003, la Commissione deve ordinare il recupero dell'aiuto in questione nella sua totalità.
VIII. COMPATIBILITA DELL’AIUTO
(52)
Le autorità francesi non hanno fatto valere alcun argomento preciso a sostegno della compatibilità dell’aiuto. La Commissione sottolinea che per i motivi di cui ai punti 122 e 123 della decisione di avvio del procedimento ritiene che l'aiuto non sia compatibile con il mercato comune ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 2 o 87, paragrafo 3, lettere a), c) (con riferimento allo sviluppo economico di alcune regioni), d) ed e). Inoltre, l'aiuto in questione non è legato ad alcun progetto di ristrutturazione dell'impresa ma costituisce piuttosto un aiuto al funzionamento. Pertanto, l'aiuto non può essere considerato compatibile sulla base dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c) (con riferimento allo sviluppo economico di alcune attività economiche).
IX. CONCLUSIONE
(53)
Alla luce di quanto precede la Commissione constata che:
-
il regime della tassa professionale applicabile nel periodo 1991-1993 non costituisce un aiuto di Stato,
-
la differenza tra la tassa professionale effettivamente pagata da FT e quella che avrebbe dovuto essere versata in base al diritto comune dal 1o gennaio 1994 al 31 dicembre 2002 costituisce un aiuto di Stato. Tale aiuto è un aiuto nuovo cui la Francia ha dato esecuzione illegalmente in violazione dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE. L’aiuto non è compatibile con il mercato comune e, di conseguenza, deve essere recuperato.
(54)
Secondo le stime contenute nella relazione trasmessa al Parlamento dalla Direzione generale delle imposte, nel novembre 2001 «la normalizzazione immediata delle condizioni di imposizione di France Télécom per quanto riguarda la tassa professionale avrebbe comportato per l'impresa, ad aliquota immutata [vale a dire indipendentemente dalle decisioni prese dagli enti locali], una maggiorazione dell'imposizione fiscale pari a circa 198 milioni di EUR». Tuttavia, con lettera del 15 maggio 2003 le autorità francesi hanno presentato alla Commissione informazioni più precise sull’imposizione ridotta di FT a titolo del regime specifico di tassa professionale (cfr. la tabella in appresso):
In milioni di EUR
Esercizio
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
Cumulo
Simulazione dell’imposizione sulla base del diritto comune
674
786
830
923
1 012
1 092
1 035
1 039
971
8 362
Imposizione effettiva di FT
560
667
694
785
855
914
940
913
894
7 222
Importo versato in meno
114
119
136
138
157
178
95
126
77
1 140
Fonte: risposta delle autorità francesi del 15 maggio 2003.
-
Le autorità francesi hanno calcolato in maniera esatta la tassa professionale che FT avrebbe versato nel 2000, 2001 e 2002 se fosse stata assoggettata al regime di diritto comune sulla base della ripartizione a livello locale delle attrezzature e dei beni mobili, delle basi fondiarie e degli stipendi dopo l’applicazione delle aliquote di imposizione locali,
-
esse hanno stimato la tassa professionale degli anni 1994-1999 con riferimento all’importo della tassa professionale che avrebbe pagato FT nel 2000 se fosse stata assoggettata al regime di diritto comune, corretto in funzione dell’evoluzione della base imponibile e delle aliquote di imposizione a partire dal 1991, dal momento che i dati disponibili non permettevano di effettuare un calcolo esatto per gli anni precedenti al 2000 considerata la difficoltà di ricostituire le basi e le aliquote locali,
-
si evince da tali stime che l’importo degli aiuti da recuperare è di 1 140 milioni di EUR.
(55)
Con lettera del 29 gennaio 2004, le autorità francesi hanno comunicato alla Commissione che la tassa professionale dovuta dall’impresa nel 2003 (primo anno di applicazione del regime di diritto comune) ammontava a 773 milioni di EUR, ossia una cifra notevolmente inferiore ai 971 milioni di EUR simulati per il 2002, quando l’importo della tassa professionale dovuta non era ancora noto. Le autorità francesi hanno sottolineato che l’estrapolazione a ritroso di tale dato agli anni precedenti confermava e rafforzava la loro posizione, dal momento che essa mostrava che vi era stata un’imposizione in eccesso di FT rispetto al diritto comune.
(56)
Infine, durante le riunioni con la Commissione del 16 e del 23 giugno 2004, le autorità francesi hanno sostenuto che i calcoli precedentemente presentati alla Commissione non erano precisi ed era impossibile calcolare con certezza l’importo dell’aiuto di cui aveva beneficiato FT per il periodo 1994-2003. Pertanto, hanno invitato la Commissione a non prendere decisioni sul presunto aiuto di cui FT avrebbe beneficiato per quanto riguarda il regime speciale di tassa professionale.
(57)
Per quanto riguarda tale ultimo argomento, la Commissione osserva innanzitutto che esso è nuovo e contraddice la posizione precedente delle autorità francesi che avevano presentato delle stime il 15 maggio 2003, confermandole e completandole il 29 gennaio 2004. Le autorità francesi non hanno d’altronde rimesso in discussione la validità di tali stime durante tutta la durata del procedimento. Soltanto nelle riunioni del giugno 2004, quando è risultato che l’esame della Commissione stava per terminare, le autorità francesi hanno contestato le stime fornite precedentemente. In tali circostanze, l’argomento dell’impossibilità di calcolare con precisione l’importo degli aiuti di cui ha beneficiato FT non può essere accettato.
(58)
D’altro canto, le autorità francesi hanno presentato alla Commissione, in data 5 luglio 2004, nuove stime relative alla tassa professionale che FT avrebbe dovuto pagare se fosse stata assoggettata al diritto comune tra il 1991 e il 2002. Con fax del 13 luglio 2004, le autorità francesi hanno precisato che «tali stime si fondano soltanto sull’importo effettivo, noto ora, della tassa professionale che FT ha pagato per il 2003, secondo le modalità di diritto comune». Con fax del 16 luglio 2004, le autorità francesi hanno precisato la metodologia utilizzata per tali nuove stime:
-
le autorità francesi hanno stabilito che l’importo netto della tassa professionale di FT per l’anno 2003 ammonta a 773 milioni di EUR,
-
successivamente hanno calcolato il contributo per la tassa professionale che FT avrebbe pagato in virtù della legge n. 90-568 sulla base delle dichiarazioni di FT per l’anno 2003; tale importo ammonta a 696 milioni di EUR,
-
le autorità francesi hanno poi constatato che le nuove disposizioni in vigore (applicazione del regime di diritto comune sulla base dei tassi effettivi e delle basi reali) avrebbero avuto l’effetto di una maggiorazione per l’esercizio 2003 pari a 77 milioni di EUR, vale a dire dell’11,06 % del contributo che sarebbe stato dovuto in applicazione delle norme precedentemente in vigore,
-
tale percentuale di maggiorazione è stata quindi applicata ai contributi effettivamente versati da FT tra il 1991 e il 2002,
-
da tali stime si ricava che l’imposizione di FT nel periodo 1994-2002 è stata inferiore al normale per un importo pari a 798 milioni di EUR.
In milioni di EUR
Esercizio
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
Totale
Simulazione dell’imposizione alle condizioni del diritto comune
622
741
771
872
949
1 015
1 044
1 014
992
8 020
Imposizione effettiva di FT
560
667
694
785
855
914
940
913
894
7 222
Importo versato in meno
62
74
77
87
94
101
104
101
98
798
Fonte: lettera delle autorità francesi del 5 luglio 2004.
(59)
A causa delle informazioni divergenti fornite dalle autorità francesi, la Commissione non è in grado al momento attuale di definire l’importo preciso dell’aiuto da recuperare, ma ritiene che FT abbia beneficiato di un aiuto di Stato di importo indicativo compreso tra 798 e 1 140 milioni di EUR in conto capitale, cui vanno aggiunti gli interessi a partire dalla data in cui sono stati messi a disposizione del beneficiario fino alla data del loro recupero (25). L’importo esatto dell’aiuto da recuperare sarà definito dalla Commissione, in collaborazione con le autorità francesi, nell’ambito della procedura di recupero entro il 1o novembre 2004.
(60)
In conclusione, la Commissione ritiene che il regime specifico di tassa professionale applicabile a FT tra il 1994 e il 2003 le ha procurato un vantaggio che costituisce un aiuto di Stato, in quanto è stata assoggettata a un’imposizione inferiore rispetto al diritto comune. Tale aiuto di Stato, che è stato concesso dalle autorità francesi in violazione dell’obbligo di notificazione preventiva, è incompatibile con il mercato comune e deve essere recuperato. La Commissione invita le autorità francesi, conformemente al loro dovere di cooperazione leale, a collaborare con essa per definire l’importo esatto dell’aiuto da recuperare,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’aiuto di Stato, concesso illegalmente dalla Francia, in contrasto con l’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE, in favore di France Télécom mediante il regime della tassa professionale applicabile a tale impresa nel periodo 1o gennaio 1994 - 31 dicembre 2002 [previsto dalla legge n. 90-568 (articolo 18) e dall’articolo 1654 CGI] è incompatibile con il mercato comune.
Articolo 2
1. La Francia prende tutte le misure necessarie per recuperare da France Télécom l’aiuto di cui all’articolo 1.
2. Il recupero viene eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto interno a condizione che queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della decisione.
3. L'aiuto da recuperare comprende gli interessi, che decorrono dalla data in cui l'aiuto è divenuto disponibile per il beneficiario fino alla data del recupero.
4. Gli interessi sono calcolati conformemente alle disposizioni del capo V del regolamento (CE) n. 794/2004 del 21 aprile 2004 recante disposizioni di esecuzione del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE (26).
Articolo 3
La Francia informa la Commissione, entro due mesi dalla data di notificazione della presente decisione, delle misure che prevede di prendere e che ha già preso per conformarvisi. A tal fine la Francia deve utilizzare il questionario allegato alla presente decisione.
Articolo 4
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 2 agosto 2004.

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