Document ID: 31993R0054

REGOLAMENTO (CEE) N. 54/93 DEL CONSIGLIO dell'8 gennaio 1993 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di fibre sintetiche di poliesteri originarie dell'India e della Repubblica di Corea
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non nembri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo a norma del suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. Misure provvisorie (1) Con il regolamento (CEE) n. 1956/92 (2) la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di fibre sintetiche di poliesteri originarie dell'India e della Repubblica di Corea (in seguito denominata « Corea »), di cui al codice NC 5503 20 00. Il dazio è stato prorogato per un periodo massimo di due mesi con il regolamento (CEE) n. 3264/92 (3) del Consiglio.
B. Procedura successiva (2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, quasi tutti i produttori/esportatori citati nel regolamento (CEE) n. 1956/92 e il ricorrente hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti dalla Commissione e hanno comunicato per iscritto le loro osservazioni sulle risultanze provvisorie.
(3) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini delle conclusioni definitive. Le parti che ne hanno fatto richiesta sono state informate dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi antidumping definitivi e la riscossione degli importi garantiti a titolo di dazio provvisorio. È stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti potevano comunicare le loro osservazioni sulle informazioni ricevute. Le osservazioni presentate oralmente e per iscritto sono state prese in considerazione e le risultanze della Commissione sono state debitamente modificate.
(4) Data la complessità della procedura e a causa delle numerose argomentazioni presentate, non è stato possibile concludere l'inchiesta entro il termine fissato nell'articolo 7, paragrafo 9, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
C. Prodotto in esame, prodotto simile e industria comunitaria (5) Nelle risultanze provvisorie [punti 7 e 8 del regolamento (CEE) n. 1956/92] la Commissione ha concluso che, anche se esistono diversi tipi di fibre sintetiche di poliesteri aventi caratteristiche differenti per soddisfare esigenze specifiche, le caratteristiche fisiche essenziali, le applicazioni e gli impieghi erano gli stessi. Un gruppo di importatori ha tuttavia sostenuto che le fibre utilizzate per l'imbottitura avevano caratteristiche diverse da quelle degli altri tipi di fibre.
(6) La Commissione ricorda che tutti i tipi di fibre sintetiche di poliesteri hanno in linea di massima le stesse caratteristiche fisiche e che possono essere differenziate soltanto in una fase successiva della lavorazione. Le fibre utilizzate per l'imbottitura non possono inoltre essere distinte dalle altre in quanto tutti i tipi di fibre sono ottenuti con la stessa reazione chimica. Le analogie tra i due tipi di fibre compensano quindi ampiamente le differenze. Un'eventuale distinzione, inoltre, agevolerebbe l'elusione delle misure antidumping. Il Consiglio conferma queste conclusioni e le risultanze della Commissione relative al prodotto simile e all'industria comunitaria esposte nei punti 9 e 10 del regolamento suddetto (dato che le parti interessate non hanno presentato osservazioni a questo proposito).
D. Dumping 1. Valore normale
(7) Ai fini delle risultanze definitive, il valore normale è stato generalmente stabilito con gli stessi metodi impiegati per la determinazione provvisoria del dumping, in considerazione dei nuovi fatti e delle argomentazioni presentati dalle parti.
(8) Un produttore/esportatore coreano ha contestato le risultanze della Commissione e ha affermato che il valore normale dei prodotti di qualità inferiore venduti sul mercato interno doveva essere stabilito in funzione dei prezzi vigenti. Tuttavia, dato che il produttore/esportatore non ha comunicato i costi di produzione dei tipi di prodotti in questione, la Commissione non ha potuto verificare se tali vendite fossero remunative. Il valore normale dei prodotti di presunta qualità inferiore è stato quindi determinato in base ai costi di produzione e alle spese generali, amministrative e di vendita degli altri tipi di fibre venduti sul mercato interno dal produttore in questione, ai quali è stato aggiunto un margine di profitto calcolato in funzione della media degli utili realizzati sulle altre vendite di fibre sintetiche di poliesteri sul mercato interno. Il Consiglio conferma la conclusione della Commissione e le risultanze esposte nel punto 13 del regolamento (CEE) n. 1956/92.
2. Prezzo all'esportazione
(9) Il Consiglio conferma le risultanze e le conclusioni della Commissione relative al prezzo all'esportazione, sulle quali le parti interessate non hanno presentato osservazioni sostanziali.
3. Confronto
(10) Per quanto riguarda le differenze inerenti alle caratteristiche fisiche, due produttori/esportatori indiani hanno presentato nuovi elementi di prova a sostegno delle loro domande inerenti a presunte differenze tra i prodotti esportati e quelli venduti sul mercato interno. Dopo aver esaminato gli elementi di prova, la Commissione ha concluso che le domande erano fondate e ha modificato il valore normale stabilito per i produttori/esportatori interessati con un adeguamento basato sugli effetti di tali differenze sui prezzi del prodotto in India.
(11) Per quanto riguarda gli oneri all'importazione e le imposte indirette, i produttori/esportatori indiani interessati hanno riaffermato che dal valore normale avrebbe dovuto essere dedotto un importo corrispondente agli oneri all'importazione che gravano sui materiali fisicamente incorporati nei prodotti simili quando sono destinati al consumo interno e che sono rimborsati quando i prodotti sono esportati nella Comunità. A questo proposito gli esportatori hanno presentato nuovi elementi di prova sul tipo e sull'importo degli oneri all'importazione sostenuti sui materiali suddetti. Dato che con i nuovi elementi di prova è stato possibile accertare l'esistenza e l'importo dei rimborsi dei dazi, la Commissione ha dedotto dal valore normale l'importo oggetto della domanda nella misura in cui quest'ultima era giustificata.
(12) Il Consiglio conferma dette risultanze e le conclusioni esposte nei punti 15-17 del regolamento (CEE) n. 1956/92.
4. Margini di dumping
(13) I valori normali relativi ai modelli venduti sul mercato interno dai produttori/esportatori soggetti all'inchiesta sono stati confrontati con i prezzi all'esportazione di modelli analoghi prendendo in esame le singole transazioni. Dall'esame definitivo dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping per quanto riguarda le fibre sintetiche di poliesteri originarie dell'India e della Corea da parte di quasi tutti gli esportatori soggetti all'inchiesta, con un margine pari all'importo di cui il valore normale così determinato supera il prezzo all'esportazione nella Comunità.
(14) I margini di dumping variavano secondo i produttori/esportatori interessati, con la seguente media ponderata espressa in percentuale dei prezzi cif frontiera comunitaria:
- produttori/esportatori indiani:
- Indian Organic Chemicals: 2 %
- Reliance Industries: 2,1 %
- ICI India: 6 %
- India Polyfibres: 6,9 %
- Swadeshi Polytex: 7,2 %
- produttori/esportatori coreani:
- Sunkyong: 1,6 %
- Samyang: 4,8 %
(15) Non sono state accertate pratiche di dumping nei confronti della società coreana Cheil e della società indiana JCT.
(16) La Commissione ha riscontrato un elevato grado di cooperazione al procedimento antidumping da parte dei produttori/esportatori dei paesi interessati. Pertanto, nei confronti dei produttori/esportatori che non si sono manifestati nel corso della procedura oppure che non hanno collaborato pienamente con la Commissione, il margine di dumping è stato determinato in funzione degli elementi disponibili, come risulta dal punto 19 del regolamento (CEE) n. 1956/92. Per i produttori suddetti è stato considerato opportuno utilizzare il margine di dumping più elevato, pari al 7,2 % per gli esportatori indiani e al 4,8 % per gli esportatori coreani. Il Consiglio conferma tali risultanze e conclusioni.
E. Pregiudizio 1. Cumulo
(17) Il Consiglio conferma che le conseguenze delle importazioni dall'India e dalla Corea dovevano essere valutate cumulativamente, in quanto i prodotti esportati erano simili ed erano venduti simultaneamente sugli stessi mercati in quantitativi non trascurabili. Il Consiglio rileva inoltre che erano presenti sul mercato comunitario anche le importazioni di fibre sintetiche di poliesteri originarie di altri paesi: a questo proposito occorre ricordare che la Commissione ha effettuato simultaneamente il riesame delle misure antidumping istituite dal regolamento (CEE) n. 3946/88 (4) del Consiglio sulle importazioni di fibre tessili sintetiche di poliesteri originarie della Iugoslavia, del Messico, della Romania, degli Stati Uniti d'America, di Taiwan e della Turchia.
2. Determinazione del pregiudizio
(18) Nelle risultanze provvisorie [punti 23 e 34 del regolamento (CEE) n. 1956/92] la Commissione ha concluso che l'industria comunitaria aveva subito un pregiudizio sostanziale. Le conclusioni della Commissione si basavano sui seguenti fatti:
- tra il 1988 e il 1990 le importazioni dall'India e dalla Corea sono aumentate molto rapidamente, raggiungendo una quota di mercato del 6,2 % nel periodo dell'inchiesta, mentre la corrispondente quota di mercato nel 1987 era praticamente trascurabile;
- ai fini della valutazione delle importazioni oggetto di dumping, si è tenuto conto del fatto che sul mercato comunitario erano presenti anche importazioni oggetto di dumping da altri paesi, la cui quota di mercato era pari al 7,4 %;
- i prezzi dei prodotti importati in condizioni di dumping sono stati costantemente e nettamente inferiori ai prezzi dei prodotti dell'industria comunitaria, con margini di sottoquotazione compresi tra il 10 % e il 29 %;
- nel 1990 l'industria comunitaria ha subito un calo significativo delle vendite, che sono scese al di sotto del livello del 1988, nonostante gli interventi di razionalizzazione che hanno provocato la riduzione del personale e la chiusura di impianti.
Dopo l'istituzione del dazio provvisorio la Commissione non ha ricevuto nuovi elementi relativi alle risultanze suddette.
(19) Alla luce di tali conclusioni il Consiglio ritiene che l'industria comunitaria abbia subito un pregiudizio sostanziale ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
3. Causa del pregiudizio
(20) Nelle risultanze provvisorie la Commissione ha osservato che la situazione dell'industria comunitaria, che complessivamente era migliorata dopo l'istituzione nel dicembre 1988 di misure antidumping sulle importazioni di fibre sintetiche di poliesteri originarie di sei paesi (vedi punto 17), si era nuovamente deteriorata in concomitanza con l'inizio e la rapida espansione delle importazioni dall'India e dalla Corea. La Commissione ha accertato che il rapido aumento di queste importazioni, dovuto alla costante sottoquotazione e ottenuto a scapito delle importazioni soggette alle misure antidumping, ha ostacolato il risanamento dell'industria comunitaria e che pertanto le importazioni oggetto di dumping, considerate isolatamente, hanno provocato un pregiudizio sostanziale.
(21) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio potesse essere provocato da altri fattori e in particolare dal comportamento dell'industria comunitaria stessa. Dall'esame effettuato non sono tuttavia emersi elementi in base ai quali si potesse ritenere che l'industria comunitaria fosse in parte responsabile del pregiudizio accertato. Alcuni produttori/esportatori indiani hanno inoltre riaffermato che il pregiudizio doveva essere attribuito ad altri fattori, poiché la loro quota di mercato non era sufficiente per incidere sull'industria comunitaria. Il Consiglio non può accettare questa argomentazione, in quanto, secondo la prassi normalmente seguita, gli effetti delle importazioni oggetto di dumping devono essere valutati cumulativamente. Nella fattispecie la quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping, di cui le importazioni dall'India hanno una parte non trascurabile, è pari al 6,2 %. Il Consiglio ritiene che questa quota di mercato sia sufficiente per provocare effetti negativi sull'industria comunitaria, data la sensibilità dei consumatori alle variazioni di prezzo nel settore in esame e in considerazione del fatto che una parte rilevante delle importazioni da altre fonti (7,4 % del mercato comunitario) era stata venduta a prezzi di dumping.
(22) Il Consiglio approva quindi le risultanze della Commissione e conclude che le importazioni originarie della Corea e dell'India hanno provocato pregiudizio sostanziale.
F. Interesse della Comunità (23) Nelle risultanze provvisorie la Commissione ha preso in esame e valutato gli interessi dell'industria comunitaria, dei consumatori e delle altre industrie ed attività interessate. La Commissione ha tra l'altro esaminato l'argomentazione di alcuni importatori, secondo la quale le fibre sintetiche di poliesteri utilizzate per l'imbottitura avrebbero dovuto essere escluse dal campo d'applicazione della procedura, in quanto la produzione comunitaria delle stesse fibre sarebbe stata insufficiente per soddisfare la domanda. La Commissione ha invece accertato che, contrariamente a quanto affermavano gli importatori, l'industria comunitaria produce in quantitativi rilevanti tutti i tipi di fibre e dispone delle risorse sufficienti per soddisfare un eventuale incremento della domanda. Per questi motivi e alla luce delle considerazioni esposte nei punti 43-49 del regolamento (CEE) n. 1956/92, la Commissione ha concluso che nell'interesse della Comunità, considerato complessivamente, devono essere prese misure per tutelare l'industria comunitaria nei confronti della concorrenza sleale da parte delle importazioni oggetto di dumping.
(24) Il Consiglio approva le risultanze della Commissione e rileva che l'eventuale aumento dei prezzi in seguito all'istituzione di misure antidumping non avrà alcun effetto negativo sulla competitività nel mercato comunitario, data la disponibilità di diversi fornitori.
G. Dazio (25) Nei confronti dei produttori/esportatori coreani sono stati istituiti dazi antidumping provvisori con aliquote pari ai margini di dumping accertati, dato che le corrispondenti soglie del pregiudizio erano nettamente superiori. Nei confronti dei produttori/esportatori indiani le aliquote del dazio erano invece pari alla soglia del pregiudizio, che era inferiore ai margini di dumping accertati a titolo provvisorio.
(26) Poiché le risultanze della Commissione sulla determinazione dei margini di dumping relativi agli esportatori indiani esposte nei punti 10, 11 e 14 sono state confermate dal Consiglio e dato che le parti interessate non hanno comunicato alla Commissione nuovi elementi o argomentazioni riguardo al metodo seguito per il calcolo del dazio, enunciato nei punti 50-54 del regolamento (CEE) n. 1956/92, il Consiglio conclude che devono essere istituiti dazi con aliquote pari ai margini di dumping accertati a titolo definitivo. Nei confronti dei produttori/esportatori che non si sono manifestati nel corso dell'inchiesta oppure che non hanno collaborato pienamente con la Commissione, è stato ritenuto opportuno istituire un dazio definitivo pari al margine di dumping massimo accertato, corrispondente al 7,2 % per l'India e al 4,8 % per la Corea.
H. Riscossione dei dazi provvisori (27) Data la gravità e l'entità del pregiudizio provocato all'industria comunitaria dalle importazioni oggetto di dumping, il Consiglio ritiene necessario che gli importi riscossi a titolo di dazi antidumping provvisori siano riscossi sino all'importo del dazio definitivo istituito. Gli importi garantiti riguardo alla società JCT Fibres, India devono essere liberati,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di fibre sintetiche di poliesteri in fiocco, non cardate né pettinate, né altrimenti preparate per la filatura (fibre sintetiche di poliesteri), di cui al codice NC 5503 20 00, originarie dell'India e della Repubblica di Corea.
2. L'aliquota del dazio applicabile al prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è la seguente:
a) 7,2 % per le fibre sintetiche di poliesteri originarie dell'India (codice addizionale Taric 8645), fatta eccezione per le importazioni dei prodotti di cui al paragrafo 1 fabbricati dalle seguenti società, a cui si applicano le aliquote sottoindicate:
- Indian Organic Chemicals:
2 % (codice addizionale Taric 8640),
- Reliance Industries:
2,1 % (codice addizionale Taric 8644),
- ICI India:
6 % (codice addizionale Taric 8643),
- India Polyfibres:
6,9 % (codice addizionale Taric 8639),
b) 4,8 % per le fibre sintetiche di poliesteri originarie della Repubblica di Corea (codice addizionale Taric 8648), fatta eccezione per le importazioni dei prodotti di cui al paragrafo 1 che sono fabbricati dalla seguente società, a cui si applica l'aliquota sottoindicata:
- Sunkyong Industries:
1,6 % (codice addizionale Taric 8646).
3. Il dazio indicato nel paragrafo 1 non si applica alle fibre sintetiche di poliesteri prodotte dalle società Cheil Synthetic Textiles, Repubblica di Corea (codice addizionale Taric 8647) e JCT Fibres, India (codice addizionale Taric 8642).
4. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Gli importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio a norma del regolamento (CEE) n. 1956/92 sono riscossi sino alle aliquote del dazio definitivo istituito. Gli importi vincolati in eccedenza rispetto alle aliquote del dazio definitivo sono liberati.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 8 gennaio 1993.

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