Document ID: 31989D0573

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 30 ottobre 1989
che chiude l'inchiesta relativa alle importazioni di perossido di dicumile originarie di Taiwan, accetta impegni offerti nell'ambito della procedura di riesame relativa alle importazioni di perossido di dicumile originarie del Giappone e chiude detta procedura
(89/573/CEE)
DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 30 ottobre 1989
che chiude l'inchiesta relativa alle importazioni di perossido di dicumile originarie di Taiwan, accetta impegni offerti nell'ambito della procedura di riesame relativa alle importazioni di perossido di dicumile originarie del Giappone e chiude detta procedura
(89/573/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare gli articoli 9 e 10,
previa consultazione in sede di comitato consultivo previsto dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
(1) Nel 1983 la Commissione aveva avviato una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di perossido di dicumile originario del Giappone (2) e imposto un dazio antidumping provvisorio su detto prodotto (3), in seguito il Consiglio aveva accettato gli impegni proposti dagli esportatori giapponesi del prodotto in questione (4).
(2) Nel novembre 1988, a norma dell'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 2423/88, il Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC) ha presentato alla Commissione una domanda di riesame delle misure prese contro l'esportatore giapponese e una domanda di apertura di una procedura antidumping nei confronti delle esportazioni di perossido di dicumile originarie di Taiwan.
Le domande contenevano elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping e al pregiudizio sostanziale da esse derivante, ritenuti sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura antidumping.
(3) Di conseguenza, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (5), la Commissione ha annunciato il riesame e l'avvio di una procedura antidumping relativi alle importazioni di perossido di dicumile originarie del Giappone e di Taiwan. La Commissione ha altresì ricordato che, a norma dell'articolo 15, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88, gli impegni offerti dagli esportatori giapponesi, oggetto del riesame, saranno mantenuti in vigore in attesa del risultato dello stesso.
(4) La Commissione ne ha dato notifica ufficiale agli esportatori/produttori e importatori notoriamente interessati, ai rappresentanti del Giappone ed ai ricorrenti, fornendo inoltre alle parti direttamente in causa l'occasione di esprimere il loro parere per iscritto e di chiedere di essere sentite oralmente.
(5) I produttori comunitari, nonché i produttori/esportatori e alcuni importatori hanno rese note le loro osservazioni per iscritto. Un esportatore ha chiesto e ottenuto di essere sentito oralmente.
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare gli articoli 9 e 10,
previa consultazione in sede di comitato consultivo previsto dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
(1) Nel 1983 la Commissione aveva avviato una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di perossido di dicumile originario del Giappone (2) e imposto un dazio antidumping provvisorio su detto prodotto (3), in seguito il Consiglio aveva accettato gli impegni proposti dagli esportatori giapponesi del prodotto in questione (4).
(2) Nel novembre 1988, a norma dell'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 2423/88, il Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC) ha presentato alla Commissione una domanda di riesame delle misure prese contro l'esportatore giapponese e una domanda di apertura di una procedura antidumping nei confronti delle esportazioni di perossido di dicumile originarie di Taiwan.
Le domande contenevano elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping e al pregiudizio sostanziale da esse derivante, ritenuti sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura antidumping.
(3) Di conseguenza, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (5), la Commissione ha annunciato il riesame e l'avvio di una procedura antidumping relativi alle importazioni di perossido di dicumile originarie del Giappone e di Taiwan. La Commissione ha altresì ricordato che, a norma dell'articolo 15, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88, gli impegni offerti dagli esportatori giapponesi, oggetto del riesame, saranno mantenuti in vigore in attesa del risultato dello stesso.
(4) La Commissione ne ha dato notifica ufficiale agli esportatori/produttori e importatori notoriamente interessati, ai rappresentanti del Giappone ed ai ricorrenti, fornendo inoltre alle parti direttamente in causa l'occasione di esprimere il loro parere per iscritto e di chiedere di essere sentite oralmente.
(5) I produttori comunitari, nonché i produttori/esportatori e alcuni importatori hanno rese note le loro osservazioni per iscritto. Un esportatore ha chiesto e ottenuto di essere sentito oralmente.
(6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione preliminare del dumping ed ha effettuato indagni presso le sedi delle seguenti società:
a) Produttori comunitari
- NV Hercules Europe SA, Bruxelles, Belgio
- Montefluos, Milano, Italia
b) Produttori/esportatori non comunitari
- Concord Chemical Industrial Co. Ltd, Taipei, Taiwan
- Nippon Oli & Fats Co. Ltd (NOF), Tokio, Giappone
(7) Il periodo oggetto dell'indagine è compreso tra il 1o gennaio 1988 e il 31 dicembre 1988.
B. PRODOTTO
(2) La presente procedura riguarda le importazioni di perossido di dicumile di cui al codice NC 2909 60 10 (ex codice Nimexe 29.08-91). Questo prodotto viene usato come vulcanizzante della gomma e come additivo per il polistirene ignifugato.
(9) Per valutare l'incidenza delle importazioni di perossido di dicumile originario del Giappone e di Taiwan sull'industria comunitaria, la Commissione ha confrontato i prodotti importati con quelli dei produttori comunitari in termini di caratteristiche chimiche e fisiche e ha constatato che queste caratteristiche erano identiche e che anche l'uso del prodotto era lo stesso.
C. APERTURA DI UNA PROCEDURA ANTIDUMPING E CONCLUSIONE DELLA STESSA - TAIWAN
1. Dumping
a) Valore normale
(10) Il valore normale è stato calcolato in base ai prezzi delle transazioni realizzate ogni mese sul mercato interno dalla Concord Chemical industrial Co., che ha esportato il prodotto nella Comunità e fornito elementi di prova sufficienti.
b) Prezzi all'esportazione
(11) I prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla base dei prezzi realmente pagati o pagabili per il prodotto venduto ai fini dell'esportazione nella Comunità.
c) Confronto
(12) Nel confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione, la Commissione ha tenuto conto, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, ove necessario, delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, quali il trasporto, le commissioni e le condizioni di credito. Il valore normale mensile è stato confrontato con i prezzi all'esportazione del mese corrispondente, transazione per transazione, allo stadio franco fabbrica.
d) Margini di dumping
(13) Si è calcolato un margine di dumping pari alla differenza tra il valore normale determinato in precedenza e il prezzo all'esportazione nella Comunità, debitamente adeguato. Sulla base del prezzi franco frontiera comunitaria non è stato rilevato alcun margine di dumping.
2. Pregiudizio
(14) Constatata la mancanza di dumping, la Commissione ha ritenuto superfluo valutare se le importazioni in questione avessero causato un pregiudizio e, a maggior ragione, se vi fosse una minaccia di pregiudizio.
3. Conclusione della procedura
(15) Visto quanto sopra e data soprattutto la mancanza di dumping, la Commissione ritiene che non sia necessaria alcune misura protettiva e che la procedura debba essere conclusa.
D. RIESAME (SUNSET) - GIAPPONE
1. Dumping
a) Valore normale
(16) Il valore normale è stato calcolato in base ai prezzi delle transazioni realizzate ogni mese sul mercato interno dal NOF che ha esportato nella Comunità e ha fornito elementi di prova sufficienti.
b) Prezzo all'esportazione
(17) I prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi realmente pagati o pagabili per il prodotto venduto ai fini dell'esportazione nella Comunità.
c) Confronto
(18) Per confrontare il valore nominale con i prezzi all'esportazione, la Comunità ha tenuto conto, a norma dell'articolo (6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione preliminare del dumping ed ha effettuato indagni presso le sedi delle seguenti società:
a) Produttori comunitari
- NV Hercules Europe SA, Bruxelles, Belgio
- Montefluos, Milano, Italia
b) Produttori/esportatori non comunitari
- Concord Chemical Industrial Co. Ltd, Taipei, Taiwan
- Nippon Oli & Fats Co. Ltd (NOF), Tokio, Giappone
(7) Il periodo oggetto dell'indagine è compreso tra il 1o gennaio 1988 e il 31 dicembre 1988.
B. PRODOTTO
(2) La presente procedura riguarda le importazioni di perossido di dicumile di cui al codice NC 2909 60 10 (ex codice Nimexe 29.08-91). Questo prodotto viene usato come vulcanizzante della gomma e come additivo per il polistirene ignifugato.
(9) Per valutare l'incidenza delle importazioni di perossido di dicumile originario del Giappone e di Taiwan sull'industria comunitaria, la Commissione ha confrontato i prodotti importati con quelli dei produttori comunitari in termini di caratteristiche chimiche e fisiche e ha constatato che queste caratteristiche erano identiche e che anche l'uso del prodotto era lo stesso.
C. APERTURA DI UNA PROCEDURA ANTIDUMPING E CONCLUSIONE DELLA STESSA - TAIWAN
1. Dumping
a) Valore normale
(10) Il valore normale è stato calcolato in base ai prezzi delle transazioni realizzate ogni mese sul mercato interno dalla Concord Chemical industrial Co., che ha esportato il prodotto nella Comunità e fornito elementi di prova sufficienti.
b) Prezzi all'esportazione
(11) I prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla base dei prezzi realmente pagati o pagabili per il prodotto venduto ai fini dell'esportazione nella Comunità.
c) Confronto
(12) Nel confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione, la Commissione ha tenuto conto, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, ove necessario, delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, quali il trasporto, le commissioni e le condizioni di credito. Il valore normale mensile è stato confrontato con i prezzi all'esportazione del mese corrispondente, transazione per transazione, allo stadio franco fabbrica.
d) Margini di dumping
(13) Si è calcolato un margine di dumping pari alla differenza tra il valore normale determinato in precedenza e il prezzo all'esportazione nella Comunità, debitamente adeguato. Sulla base del prezzi franco frontiera comunitaria non è stato rilevato alcun margine di dumping.
2. Pregiudizio
(14) Constatata la mancanza di dumping, la Commissione ha ritenuto superfluo valutare se le importazioni in questione avessero causato un pregiudizio e, a maggior ragione, se vi fosse una minaccia di pregiudizio.
3. Conclusione della procedura
(15) Visto quanto sopra e data soprattutto la mancanza di dumping, la Commissione ritiene che non sia necessaria alcune misura protettiva e che la procedura debba essere conclusa.
D. RIESAME (SUNSET) - GIAPPONE
1. Dumping
a) Valore normale
(16) Il valore normale è stato calcolato in base ai prezzi delle transazioni realizzate ogni mese sul mercato interno dal NOF che ha esportato nella Comunità e ha fornito elementi di prova sufficienti.
b) Prezzo all'esportazione
(17) I prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi realmente pagati o pagabili per il prodotto venduto ai fini dell'esportazione nella Comunità.
c) Confronto
(18) Per confrontare il valore nominale con i prezzi all'esportazione, la Comunità ha tenuto conto, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, ove necessario, delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, quali il trasporto, le commissioni e le condizioni di credito. Il valore normale mensile è stato raffrontato con i prezzi all'esportazione del mese corrispondente, transazione per transazione, allo stadio franco fabbrica.
d) Margini di dumping
(19) É stato calcolato un margine di dumping pari alla differenza tra il valore normale determinato in precedenza e il prezzo all'esportazione nella Comunità, debitamente adeguato. Sulla base dei prezzi franco frontiera comunitaria, il margine medio ponderato ammonta a 52 % per NOF.
2. Pregiudizio relativo al periodo oggetto dell'inchiesta
(20) Per determinare se le importazioni in dumping hanno causato un pregiudizio all'industria comunitaria la Commissione ha tenuto conto dei seguenti elementi: 2, paragrafo 10, lettera c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, ove necessario, delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, quali il trasporto, le commissioni e le condizioni di credito. Il valore normale mensile è stato raffrontato con i prezzi all'esportazione del mese corrispondente, transazione per transazione, allo stadio franco fabbrica.
d) Margini di dumping
(19) É stato calcolato un margine di dumping pari alla differenza tra il valore normale determinato in precedenza e il prezzo all'esportazione nella Comunità, debitamente adeguato. Sulla base dei prezzi franco frontiera comunitaria, il margine medio ponderato ammonta a 52 % per NOF.
2. Pregiudizio relativo al periodo oggetto dell'inchiesta
(20) Per determinare se le importazioni in dumping hanno causato un pregiudizio all'industria comunitaria la Commissione ha tenuto conto dei seguenti elementi: a) Volume delle importazioni a prezzi di dumping
(21) La Commissione ha constatato che, tra il 1985 e il 1988, le importazioni di perossido di dicumile di origine giapponese sono rimaste stabili al livello dell'impegno quantitativo sottoscritto dal produttore giapponese.
(22) La quota di mercato detenuta dal Giappone è scesa dal 14 % all'8 % a seguito della evoluzione del consumo di perossido di dicumile nella Comunità, che è aumentata del 79 %, passando da 880 t a 1 576 t.
b) Differenza di prezzo
(23) Quanto al prezzo di queste importazioni, dagli elementi di prova in possesso della Commissione risulta che nel periodo di riferimento non sono state rilevate sottoquotazioni rispetto ai prezzi dell'industria comunitaria. È opportuno ricordare che il 60 % delle esportazioni giapponesi è orientato verso il mercato belga, dove il loro solo cliente, per motivi di sicurezza di approvvigionamento, acquista allo stesso prezzo da tutti i suoi fornitori, siano essi europei o meno. Questo prezzo è nettamente superiore a quello praticato ad altri clienti.
(24) Data la particolarità di questa situazione, la Commissione ha esaminato l'incidenza del prezzo delle importazioni giapponesi rispetto ai costi di produzione nella Comunità, al quale è stato aggiunto un profitto del 15 % ritenuto ragionevole e consueto nel settore per garantire lo sviluppo di questa industria. La Commissione ha stabilito che i prezzi giapponesi erano inferiori del 32 % sul mercato tedesco che, nella fattispecie, è il solo rappresentativo. Le vendite dell'esportatore giapponese sul mercato spagnolo sono infatti di modesta entità e il mercato belga è influenzato dalla posizione predominante dell'utilizzatore.
c) Incidenza sull'industria della Comunità
(25) La Commissione ha rilevato quanto segue:
- Produzione comunitaria
Dal 1985 al 1988 la produzione comunitaria di perossido di dicumile è passata da 590 t a 1 403 t, con un aumento di circa il 138 %.
- Utilizzazione delle capacità
L'utilizzazione della capacità produttiva comunitaria è passata dal 39 al 62 %. Sebbene questo aumento non sia trascurabile, lo sfruttamento della capacità produttiva resta molto al di sotto di quanto dovrebbe essere, soprattutto rispetto a quella dei produttori del paesi terzi interessati dall'inchiesta.
- Vendite e quote di mercato
Dal 1985 al 1988 le vendite di perossido di dicumile dei produttori comunitari sono aumentate tanto sul mercato comunitario (+128 %) come su quello dell'esportazione (+193 %). La loro quota di mercato nella Comunità è così passata dal 52 al 66 %.
- Calo dei prezzi
Da un esame delle informazioni ottenute è risultato un sensibile calo dei prezzi praticati sul mercato comunitario tra il 1985 e il 1988.
- Redditività
Sul piano della redditività, in questi ultimi anni la situazione dei produttori comunitari è nettamente peggiorata. Dal 1987 uno dei produttori ha visto aumentare notevolmente le perdite, l'altro ha subito un drastico calo dei profitti.
(26) Sulla base di questi dati la Commissione è giunta alle seguenti conclusioni:
- gli elementi di cui sopra delineano una situazione contraddittoria. Accanto ad aspetti negativi, quali la scarsa utilizzazione delle capacità produttive e soprattutto il deterioramento dei risultati finanziari, si riscontra una certa vitalità. La produzione comunitaria è notevolmente aumentata negli ultimi quattro anni, le vendite nella Comunità e all'estero hanno avuto un sostanziale incremento, la quota di mercato dei produttori comunitari è nettamente migliorata.
Oltre a questi fattori sono stati presi in considerazione anche i seguenti elementi:
- le importazioni a) Volume delle importazioni a prezzi di dumping
(21) La Commissione ha constatato che, tra il 1985 e il 1988, le importazioni di perossido di dicumile di origine giapponese sono rimaste stabili al livello dell'impegno quantitativo sottoscritto dal produttore giapponese.
(22) La quota di mercato detenuta dal Giappone è scesa dal 14 % all'8 % a seguito della evoluzione del consumo di perossido di dicumile nella Comunità, che è aumentata del 79 %, passando da 880 t a 1 576 t.
b) Differenza di prezzo
(23) Quanto al prezzo di queste importazioni, dagli elementi di prova in possesso della Commissione risulta che nel periodo di riferimento non sono state rilevate sottoquotazioni rispetto ai prezzi dell'industria comunitaria. È opportuno ricordare che il 60 % delle esportazioni giapponesi è orientato verso il mercato belga, dove il loro solo cliente, per motivi di sicurezza di approvvigionamento, acquista allo stesso prezzo da tutti i suoi fornitori, siano essi europei o meno. Questo prezzo è nettamente superiore a quello praticato ad altri clienti.
(24) Data la particolarità di questa situazione, la Commissione ha esaminato l'incidenza del prezzo delle importazioni giapponesi rispetto ai costi di produzione nella Comunità, al quale è stato aggiunto un profitto del 15 % ritenuto ragionevole e consueto nel settore per garantire lo sviluppo di questa industria. La Commissione ha stabilito che i prezzi giapponesi erano inferiori del 32 % sul mercato tedesco che, nella fattispecie, è il solo rappresentativo. Le vendite dell'esportatore giapponese sul mercato spagnolo sono infatti di modesta entità e il mercato belga è influenzato dalla posizione predominante dell'utilizzatore.
c) Incidenza sull'industria della Comunità
(25) La Commissione ha rilevato quanto segue:
- Produzione comunitaria
Dal 1985 al 1988 la produzione comunitaria di perossido di dicumile è passata da 590 t a 1 403 t, con un aumento di circa il 138 %.
- Utilizzazione delle capacità
L'utilizzazione della capacità produttiva comunitaria è passata dal 39 al 62 %. Sebbene questo aumento non sia trascurabile, lo sfruttamento della capacità produttiva resta molto al di sotto di quanto dovrebbe essere, soprattutto rispetto a quella dei produttori del paesi terzi interessati dall'inchiesta.
- Vendite e quote di mercato
Dal 1985 al 1988 le vendite di perossido di dicumile dei produttori comunitari sono aumentate tanto sul mercato comunitario (+128 %) come su quello dell'esportazione (+193 %). La loro quota di mercato nella Comunità è così passata dal 52 al 66 %.
- Calo dei prezzi
Da un esame delle informazioni ottenute è risultato un sensibile calo dei prezzi praticati sul mercato comunitario tra il 1985 e il 1988.
- Redditività
Sul piano della redditività, in questi ultimi anni la situazione dei produttori comunitari è nettamente peggiorata. Dal 1987 uno dei produttori ha visto aumentare notevolmente le perdite, l'altro ha subito un drastico calo dei profitti.
(26) Sulla base di questi dati la Commissione è giunta alle seguenti conclusioni:
- gli elementi di cui sopra delineano una situazione contraddittoria. Accanto ad aspetti negativi, quali la scarsa utilizzazione delle capacità produttive e soprattutto il deterioramento dei risultati finanziari, si riscontra una certa vitalità. La produzione comunitaria è notevolmente aumentata negli ultimi quattro anni, le vendite nella Comunità e all'estero hanno avuto un sostanziale incremento, la quota di mercato dei produttori comunitari è nettamente migliorata.
Oltre a questi fattori sono stati presi in considerazione anche i seguenti elementi:
- le importazioni dell'esportatore giapponese sono rimeste stabili dal punto di vista quantitativo. La sua quota di mercato è diminuita poiché, dato l'impegno quantitativo esistente, l'esportatore non ha potuto approfittare dell'aumento del consumo comunitario di perossido di dicumile. Nei suoi confronti non è stata riscontrata alcuna sottoquotazione di prezzo (vedi paragrafo 23), sebbene siano stati constatati alcuni prezzi inferiori a quelli praticati sul mercato comunitario (vedi paragrafo 24);
- è opportuno inoltre ricordare che il calo dei prezzi sul mercato comunitario è dovuto in parte alla concorrenza delle importazioni da Taiwan e in parte ai progressi tecnici verificatisi nel processo produttivo.
(27) Gli elementi di cui sopra hanno pertanto portato la Commissione a concludere che, anche se la situazione dell'industria comunitaria non era florida, le sue difficoltà non erano dovute alle importazioni giapponesi effettuate a prezzi di dumping.
3. Minaccia di pregiudizio in caso di scadenza delle misure antidumping esistenti
(28) Occorre tuttavia determinare se la scadenza delle misure antidumping in vigore, nei confronti del produttore giapponese, possa causare o minacci di causare un pregiudizio. dell'esportatore giapponese sono rimeste stabili dal punto di vista quantitativo. La sua quota di mercato è diminuita poiché, dato l'impegno quantitativo esistente, l'esportatore non ha potuto approfittare dell'aumento del consumo comunitario di perossido di dicumile. Nei suoi confronti non è stata riscontrata alcuna sottoquotazione di prezzo (vedi paragrafo 23), sebbene siano stati constatati alcuni prezzi inferiori a quelli praticati sul mercato comunitario (vedi paragrafo 24);
- è opportuno inoltre ricordare che il calo dei prezzi sul mercato comunitario è dovuto in parte alla concorrenza delle importazioni da Taiwan e in parte ai progressi tecnici verificatisi nel processo produttivo.
(27) Gli elementi di cui sopra hanno pertanto portato la Commissione a concludere che, anche se la situazione dell'industria comunitaria non era florida, le sue difficoltà non erano dovute alle importazioni giapponesi effettuate a prezzi di dumping.
3. Minaccia di pregiudizio in caso di scadenza delle misure antidumping esistenti
(28) Occorre tuttavia determinare se la scadenza delle misure antidumping in vigore, nei confronti del produttore giapponese, possa causare o minacci di causare un pregiudizio. A questo proposito la Commissione ha preso in considerazione gli elementi seguenti:
- il produttore giapponese, la cui produzione è fin d'ora nettamente superiore a quella di ciascuno dei produttori comunitari, prevede di aumentare la sua produzione di perossido di dicumile del 16 % entro il 1990; data la situazione del mercato comunitario, questo aumento può essere considerato significativo;
- considerando che nel 1988 le sue esportazioni nella Comunità sono state inferiori al 7 % delle sue vendite, è molto probabile che in un prossimo futuro, avendo scarse possibilità di sviluppare le sue vendite sul mercato interno e verso i paesi extracomunitari, egli abbia l'intenzione di aumentare considerevolmente la sua quota di mercato comunitario;
- la Commissione ha altresì considerato che, per il 1988, era stato stabilito un margine di dumping del 52 %. Sebbene le difficoltà incontrate dall'industria comunitaria siano dovute soprattutto ad altri fattori, è molto probabile che, se le restrizioni attualmente in vigore venissero abolite, si avrebbe una grave distorsione del mercato comunitario. Dati i sostanziali profitti realizzati sul mercato interno, l'esportatore può benissimo vendere sul mercato comunitario a prezzo di dumping e, di conseguenza, allineare i suoi prezzi su quelli degli altri produttori, se non addirittura sottoquotarli.
Ciò esporrebbe l'industria comunitaria alla concorrenza sleale dell'esportatore giapponese e potrebbe comportare ulteriori perdite per i produttori comunitari, causando loro un grave pregiudizio.
E. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(29) Considerato quanto sopra e in modo più particolare data l'entità del margine di dumping, l'effettiva minaccia di pregiudizio e la mancata reazione da parte degli utilizzatori e dei consumatori, la Commissione ritiene che non prendere provvedimenti porterebbe, a termine, alla scomparsa dell'industria comunitaria, il che renderebbe più vulnerabili, nei confronti dell'approvvigionamento, le industrie situate a valle, in particolare quella dei cavi.
A questo proposito l'esportatore giapponese ha fatto valere che sarebbe contrario all'interesse della Comunità prendere provvedimenti soltanto contro il Giappone. Quest'ultimo infatti non sarebbe più in grado di lottare contro la concorrenza, soprattutto di Taiwan, che pratica prezzi molto bassi e verrebbe quindi escluso dal mercato comunitario a vantaggio del suo concorrente.
(30) La Commissione ritiene infondato questo argomento, in quanto mantenere le misure di difesa contro il Giappone non dovrebbe incidere in modo sostanziale sulle condizioni di concorrenza attualmente esistenti tra questi due paesi, data la destinazione delle esportazioni giapponesi. In ogni modo la Commissione reputa che la misura di difesa che essa intende prendere garantirà una leale concorrenza sul mercato comunitario.
(31) Considerando quanto sopra, la Commissione conferma che è nell'interesse della Comunità mantenere le misure di difesa nei confronti delle esportazioni in questione.
F. IMPEGNO E CONCLUSIONE DELLA PROCEDURA DI RIESAME
(32) Informato sulle principali conclusioni, l'esportatore giapponese NOF ha offerto un impegno di prezzo relativo alle sue esportazioni di perossido di dicumile destinato alla Comunità.
Questo impegno porterà i prezzi all'esportazione nella Comunità ad un livello che la Commissione ritiene sufficiente per evitare il pregiudizio che la scadenza delle misure antidumping esistenti provocherebbe con certezza.
(33) A queste condizioni l'impegno deve essere considerato accettabile e, dato che il comitato consultivo non ha espresso alcuna obiezione in merito a queste proposte, l'inchiesta può essere conclusa,
DECIDE:
Articolo 1
L'impegno offerto dalla Nippon Oil and Fats Co. Ltd A questo proposito la Commissione ha preso in considerazione gli elementi seguenti:
- il produttore giapponese, la cui produzione è fin d'ora nettamente superiore a quella di ciascuno dei produttori comunitari, prevede di aumentare la sua produzione di perossido di dicumile del 16 % entro il 1990; data la situazione del mercato comunitario, questo aumento può essere considerato significativo;
- considerando che nel 1988 le sue esportazioni nella Comunità sono state inferiori al 7 % delle sue vendite, è molto probabile che in un prossimo futuro, avendo scarse possibilità di sviluppare le sue vendite sul mercato interno e verso i paesi extracomunitari, egli abbia l'intenzione di aumentare considerevolmente la sua quota di mercato comunitario;
- la Commissione ha altresì considerato che, per il 1988, era stato stabilito un margine di dumping del 52 %. Sebbene le difficoltà incontrate dall'industria comunitaria siano dovute soprattutto ad altri fattori, è molto probabile che, se le restrizioni attualmente in vigore venissero abolite, si avrebbe una grave distorsione del mercato comunitario. Dati i sostanziali profitti realizzati sul mercato interno, l'esportatore può benissimo vendere sul mercato comunitario a prezzo di dumping e, di conseguenza, allineare i suoi prezzi su quelli degli altri produttori, se non addirittura sottoquotarli.
Ciò esporrebbe l'industria comunitaria alla concorrenza sleale dell'esportatore giapponese e potrebbe comportare ulteriori perdite per i produttori comunitari, causando loro un grave pregiudizio.
E. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(29) Considerato quanto sopra e in modo più particolare data l'entità del margine di dumping, l'effettiva minaccia di pregiudizio e la mancata reazione da parte degli utilizzatori e dei consumatori, la Commissione ritiene che non prendere provvedimenti porterebbe, a termine, alla scomparsa dell'industria comunitaria, il che renderebbe più vulnerabili, nei confronti dell'approvvigionamento, le industrie situate a valle, in particolare quella dei cavi.
A questo proposito l'esportatore giapponese ha fatto valere che sarebbe contrario all'interesse della Comunità prendere provvedimenti soltanto contro il Giappone. Quest'ultimo infatti non sarebbe più in grado di lottare contro la concorrenza, soprattutto di Taiwan, che pratica prezzi molto bassi e verrebbe quindi escluso dal mercato comunitario a vantaggio del suo concorrente.
(30) La Commissione ritiene infondato questo argomento, in quanto mantenere le misure di difesa contro il Giappone non dovrebbe incidere in modo sostanziale sulle condizioni di concorrenza attualmente esistenti tra questi due paesi, data la destinazione delle esportazioni giapponesi. In ogni modo la Commissione reputa che la misura di difesa che essa intende prendere garantirà una leale concorrenza sul mercato comunitario.
(31) Considerando quanto sopra, la Commissione conferma che è nell'interesse della Comunità mantenere le misure di difesa nei confronti delle esportazioni in questione.
F. IMPEGNO E CONCLUSIONE DELLA PROCEDURA DI RIESAME
(32) Informato sulle principali conclusioni, l'esportatore giapponese NOF ha offerto un impegno di prezzo relativo alle sue esportazioni di perossido di dicumile destinato alla Comunità.
Questo impegno porterà i prezzi all'esportazione nella Comunità ad un livello che la Commissione ritiene sufficiente per evitare il pregiudizio che la scadenza delle misure antidumping esistenti provocherebbe con certezza.
(33) A queste condizioni l'impegno deve essere considerato accettabile e, dato che il comitato consultivo non ha espresso alcuna obiezione in merito a queste proposte, l'inchiesta può essere conclusa,
DECIDE:
Articolo 1
L'impegno offerto dalla Nippon Oil and Fats Co. Ltd (NOF), nel quadro della procedura di riesame relativa all'importazione di perossido di dicumile di cui al codice NC 2909 60 10, originario del Giappone, è accettato.
Articolo 2
La procedura di riesame di cui all'articolo 1 è conclusa.
Articolo 3
La procedura d'inchiesta relativa alle importazioni di perossido di dicumile di cui al codice NC 2909 60 10, originarie di Taiwan, è conclusa.
Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 1989.

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