Document ID: 31999D0153

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 27 maggio 1998 relativa ad un procedimento a norma del regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio (Caso n. IV/M.993 - Bertelsmann/Kirch/Premiere) [notificata con il numero C(1998) 1439] (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (1999/153/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto l'Accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 57, paragrafo 2, lettera a),
visto il regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese (1), modificato dal regolamento (CE) n. 1310/97 (2), in particolare l'articolo 8, paragrafo 3,
vista la decisione della Commissione del 22 gennaio 1997 di avviare un procedimento nel caso di specie,
dopo aver dato alle imprese interessate la possibilità di manifestare il loro punto di vista sulle obiezioni mosse dalla Commissione,
sentito il comitato consultivo in materia di concentrazioni di imprese (3),
CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:
(1) Il 1° dicembre 1997 la Commissione ha ricevuto notifica di un progetto di concentrazione ai sensi dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio (in appresso «regolamento sulle concentrazioni»). Con tale operazione le imprese CLT-UFA SA (in appresso «CTL-UFA») e Taurus Beteiligungs-GmbH & Co.KG (in appresso «Taurus») intendono acquisire, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, il controllo congiunto di Premiere Medien GmbH & Co. KG (in appresso «Premiere»), BetaDigital Gesellschaft für digitale Fernsehdienste mbH (in appresso «BetaDigital») e BetaResearch Gesellschaft für Entwicklung und Vermarktung digitaler Infrastrukturen mbH (in appresso «BetaResearch»). La proposta concentrazione verrà realizzata mediante l'acquisto di quote di partecipazione.
(2) Il 15 dicembre 1997 la Commissione ha deciso, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, e dell'articolo 18, paragrafo 2, del regolamento sulle concentrazioni, di sospendere la realizzazione della concentrazione proposta, fino all'adozione di una decisione definitiva.
(3) Con lettera del 22 dicembre 1997 il governo tedesco ha informato la Commissione, ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento sulle concentrazioni, che la concentrazione minacciava di creare o di rafforzare una posizione dominante da cui risultava che una concorrenza effettiva sarebbe stata ostacolata in modo significativo in sei mercati in Germania, ciascuno dei quali costituiva un mercato geografico distinto ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 7 del regolamento sulle concentrazioni.
(4) In data 22 gennaio 1998, la Commissione ha deciso di avviare la procedura a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), del regolamento sulle concentrazioni e dell'articolo 57 dell'accordo SEE.
(5) Il comitato consultivo ha discusso il progetto della presente decisione il 6 e il 25 maggio 1998.
I. LE PARTI
(6) Bertelsmann AG (in appresso «Bertelsmann») è l'impresa capogruppo del gruppo tedesco leader nel settore dei media. Il gruppo Bertelsmann opera soprattutto nel campo dell'editoria (libri e riviste), dei club del libro, dell'industria tipografica, dell'edizione e delle registrazioni musicali e detiene partecipazioni in televisioni commerciali. CLT-UFA è un'impresa comune di Bertelsmann e Audiofina SA, nella quale le società madri hanno concentrato i propri interessi europei in campo televisivo, compresa la partecipazione in Premiere.
(7) Taurus è una holding facente capo al gruppo Kirch (in appresso «Kirch»). Kirch è il principale fornitore tedesco di film e programmi televisivi di intrattenimento ed è anch'esso attivo nel campo delle televisioni commerciali. Il gruppo opera principalmente in Germania.
II. L'OPERAZIONE
(8) Premiere, fornitore tedesco di televisione a pagamento (la cosiddetta «pay-tv»), è attualmente di proprietà di CLT-UFA e Canal+ SA in appresso «Canal+»), che detengono entrambe una quota del 37,5 %, e di Kirch, che ne possiede il 25 %. L'operazione prevede che Canal+ ceda la propria partecipazione e che CLT-UFA e Kirch aumentino le loro quote in Premiere fino a raggiungere il 50 % ciascuna. Nel contempo Kirch chiuderà la propria pay-tv digitale, DF 1, trasferendo l'attivo di DF 1 a Premiere. Kirch trasferirà inoltre il proprio canale sportivo DSF a Premiere mettendo a disposizione di Premiere i propri diritti di pay-tv e di pay-per-view (televisione pagata a consumo) concedendo una sublicenza a prezzo [. . .] (4). Premiere diventerà una piattaforma di diffusione di programmi e di commercializzazione di pay-tv digitale che impiegherà la tecnologia d-box messa a disposizione da Kirch, che opera con un sistema proprietario di criptazione. A questo scopo Premiere realizzerà e commercializzerà pacchetti di programmi di produzione propria o acquistati da altri. Premiere fornirà inoltre servizi di gestione degli abbonamenti («Subscriber Management Services» = «SMS») sia per Premiere Digital che per altri operatori. Premiere costituirà l'infrastruttura di decodificatori («set top box») necessaria per captare la televisione digitale. Per la televisione digitale trasmessa via satellite, Premiere gestirà anche il sistema di accesso (accesso condizionato).
(9) Nel contempo, CLT-UFA acquisirà una partecipazione del 50 % in Beta Digital, che è attualmente interamente controllata da Kirch. BetaDigital gestisce un centro di trasmissione (playout centre) per la televisione digitale trasmessa via satellite e fornirà in futuro a Premiere, nonché a terzi interessati, servizi connessi alla preparazione e alla trasmissione, come codificazione, compressione video, multiplexing e collegamento in salita a satelliti. BetaDigital fornisce attualmente servizi di collegamento in salita al satellite a DSF, PRO 7 ed a [. . .].
(10) CLT-UFA acquisirà inoltre il 50 % di BetaResearch, attualmente detenuta interamente da Kirch. BetaResearch detiene licenze esclusive a tempo indeterminato (per la Germania, l'Austria e la parte germanofona della Svizzera) per la tecnologia di criptazione Beta per la criptazione di programmi basata sul decodificatore d-box. Il titolare della licenza della tecnologia di accesso è DigCo BV, di cui Kirch e Irdeto BV, di proprietà del gruppo sudafricano MIH, detengono ciascuna il 50 %. BetaResearch opera nello sviluppo del software dei decodificatori e continuerà a sviluppare il software di criptazione e di gestione per la tecnologia d-box. BetaResearch concederà la licenza per questa tecnologia a Premiere, Deutsche Telekom AG (in appresso «Telekom») e ad altri fornitori di programmi e produttori di decodificatori; produrrà inoltre direttamente moduli per l'accesso condizionato (in appresso «moduli CA») e «smartcards» da fornire ai produttori di d-box. L'impresa realizza inoltre contratti e progetti per conto terzi ed ha già ottenuto commesse in tal senso da [. . .].
(11) Con l'intesa relativa alla neutralità della piattaforma cablata per la televisione digitale nei confronti dei fornitori di programmi (Verständigung zur programmanbieter-neutralen Kabelplattform für das digitale Fernsehen), Telekom è entrata a far parte dell'accordo concluso tra Kirch e Bertelsmann sulla tecnologia di accesso Beta basata sul decodificatore d-box e svilupperà su questa base una piattaforma tecnica per la distribuzione digitale di programmi di pay-tv attraverso la propria rete cablata. Telekom intende acquisire una partecipazione in BetaResearch per garantirsi i necessari diritti sulla tecnologia di accesso Beta basata sul decodificatore d-box. Questa operazione è l'oggetto del procedimento IV/M.1027 - Deutsche Telekom/BetaResearch. Anche se dal punto di vista formale si tratta di due progetti di concentrazione distinti che sono quindi stati notificati separatamente, si tratta in effetti di due operazioni strettamente connesse. Tali operazioni permetteranno infatti di costituire il contesto necessario all'introduzione della televisione digitale in Germania.
III. LA CONCENTRAZIONE
(12) Premiere è attualmente controllata congiuntamente da CLT-UFA, Kirch e Canal+, dato che tutti e tre i soci dispongono di un diritto di veto sulle decisioni rilevanti per il mercato. La concentrazione modificherà l'assetto di tale controllo. Con il ritiro di Canal+, CLT-UFA e Kirch deterranno ciascuna una quota del 50 % in Premiere e la controlleranno congiuntamente, poiché dovranno prendere di comune accordo le decisioni aziendali strategiche. Nel contempo, Kirch conferirà a Premiere considerevoli attivi patrimoniali di significativa importanza per il mercato, sia attraverso il conferimento di DF1 e dell'emittente sportiva DSF che mediante il trasferimento dei propri diritti di pay-tv e pay-per-view. Il trasferimento a Premiere della attività in campo digitale di Kirch determinerà un notevole ampliamento delle attività commerciali di Premiere.
(13) Premiere svolgerà in modo permanente tutte le funzioni di un'entità economica autonoma e non dovrebbe assumere un compito di coordinamento del comportamento concorrenziale di CLT-UFA e Kirch. Premiere continuerà a fornire pay-tv in Germania sviluppando anche la pay-tv digitale, oltre ai programmi analogici di pay-tv prevalenti in precedenza, sia come fornitore di programmi che a livello di piattaforma di diffusione di programmi e di commercializzazione. Anche se continua per ora a ricevere i diritti di trasmissione in pay-tv da Taurus, una volta scaduti gli accordi conclusi da Taurus con i titolari dei diritti, Premiere acquisirà direttamente tali diritti da [. . .]. A concentrazione avvenuta, Kirch e CLT-UFA/Bertelsmann opereranno sul mercato della pay-tv e su quello dei diritti di trasmissione in pay-tv solo attraverso la propria partecipazione in Premiere. L'aumento delle quote di Premiere detenute da CLT-UFA e Kirch dopo il ritiro di Canal+ e il contemporaneo sviluppo da parte di Premiere di una piattaforma digitale di diffusione di programmi e di commercializzazione costituiscono di conseguenza una concentrazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni.
(14) CLT-UFA e Kirch deterranno ciascuna una quota del 50 % in BetaDigital e la controlleranno congiuntamente. BetaDigital svolgerà stabilmente tutte le funzioni di un'entità economica autonoma senza determinare un coordinamento del comportamento concorrenziale di CLT-UFA e Kirch. Anche se al momento gli acquirenti dei servizi tecnici di BetaDigital sono prevalentemente imprese collegate a CLT-UFA e a Kirch, la fornitura di questi servizi a terzi è non solo prevista ma, in una certa misura, già realizzata. Da ciò si può dedurre che, quando la televisione digitale sarà più diffusa in Germania, BetaDigital opererà sempre più spesso per conto di terzi. Di conseguenza, BetaDigital deve essere considerata un'impresa con piena funzionalità. Dato che nel settore dei servizi tecnici per la televisione digitale è attiva, in qualche misura, solo CLT-UFA (attraverso Cologne Broadcasting Center GmbH), non vi sarà alcun coordinamento del comportamento concorrenziale di CLT-UFA e Kirch. La partecipazione di CLT-UFA in BetaDigital costituisce quindi una concentrazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del relativo regolamento, ossia un'impresa comune avente natura di concentrazione.
(15) All'inizio, CLT-UFA e BetaTechnik, di proprietà del gruppo Kirch, deterranno ciascuna il 50 % di BetaResearch. Dopo che Telekom avrà acquisito una partecipazione in BetaResearch, essa sarà controllata congiuntamente da Telekom, CLT-UFA e Kirch. Nell'accordo per la ristrutturazione di BetaResearch (in appresso «accordo di ristrutturazione»), è previsto che le decisioni aziendali importanti, quali [. . .], siano approvate all'unanimità dall'assemblea dei soci. BetaResearch svolgerà stabilmente tutte le funzioni di un'entità economica autonoma e non determinerà un coordinamento del comportamento concorrenziale di CLT-UFA e Kirch. BetaResearch concederà licenze sulla tecnologia d-box alle imprese - quali Telekom e BetaDigital - che intendono offrire servizi tecnici per la televisione digitale, nonché ai fornitori di programmi che desiderano prestare in proprio i necessari servizi tecnici. BetaResearch assegnerà inoltre licenze ai produttori di decodificatori interessati fornendo loro moduli CA e svilupperà software per decodificatori anche per terzi. Si può di conseguenza presumere che BetaResearch, oltre ad intrattenere rapporti d'affari con le proprie società madri e con le imprese ad esse associate, svolgerà un'attività non trascurabile di concessione di licenze a terzi e avrà di conseguenza un proprio accesso al mercato. BetaResearch va dunque considerata un'impresa a pieno titolo. Poiché solo CLT-UFA opera nel campo della tecnologia digitale di criptazione per la televisione a pagamento (attraverso la partecipazione di Bertelsmann in Seca SA) non sussiste il rischio di un coordinamento del comportamento concorrenziale tra CLT-UFA e Kirch. La partecipazione di CLT-UFA in BetaResearch costituisce di conseguenza una concentrazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del relativo regolamento, ossia un'impresa comune avente natura di concentrazione.
IV. DIMENSIONE COMUNITARIA
(16) Bertelsmann e Kirch hanno un fatturato mondiale aggregato di oltre 5 miliardi di ECU, mentre ciascuna delle due imprese realizza un fatturato comunitario di oltre 250 milioni di ECU. Solo Kirch realizza più di due terzi del proprio fatturato complessivo comunitario in un unico Stato membro, ossia la Germania. Di conseguenza, la concentrazione è di dimensione comunitaria e non costituisce un caso di cooperazione a norma dell'accordo SEE.
V. VALUTAZIONE A NORMA DELL'ARTICOLO 2 DEL REGOLAMENTO SULLE CONCENTRAZIONI
(17) La concentrazione proposta ha effetti principalmente sui seguenti mercati:
- televisione a pagamento;
- servizi tecnici per televisione a pagamento.
A. MERCATI DEL PRODOTTO RILEVANTI
1. Televisione a pagamento
(18) La televisione a pagamento (pay-tv) costituisce un mercato del prodotto rilevante distinto da quello della televisione a libero accesso (la cosiddetta «free tv»), ossia la televisione commerciale finanziata tramite la pubblicità e quella pubblica finanziata con il canone e in parte con gli introiti pubblicitari (5). Mentre nel caso della televisione finanziata con il canone e gli introiti pubblicitari sussiste una relazione di scambio solo tra il fornitore di programmi e l'industria pubblicitaria, nel caso della televisione a pagamento sussiste una relazione di scambio unicamente tra il fornitore di programmi e i telespettatori abbonati. Di conseguenza, le condizioni di concorrenza di ciascuno dei due tipi di televisione sono diverse. Mentre nel caso della televisione finanziata mediante canone e/o pubblicità i parametri chiave sono le quote di ascolto e le tariffe pubblicitarie, nel caso della televisione a pagamento i fattori chiave sono la programmazione orientata secondo gli interessi dei gruppi di telespettatori destinatari e i livelli dei prezzi di abbonamento. Secondo uno studio della GfK-Fernsehforschung gli abbonati alla televisione a pagamento dedicano in media il 90 % del loro «tempo televisivo» giornaliero alla free tv e il 10 % alla pay-tv. Il fatto che gli abbonati, nonostante il fatto che la guardino in misura relativamente scarsa, siano disposti a pagare un canone elevato per la pay-tv dimostra che questa costituisce un prodotto chiaramente delimitabile con una specifica utilità aggiuntiva. Con il procedere della digitalizzazione si potrebbe produrre, con l'andar del tempo, una certa convergenza tra pay-tv e free tv. Ciò varrebbe soprattutto nel caso che un giorno anche i canali della televisione ad accesso gratuito dovessero essere prevalentemente offerti, abbinati a pacchetti digitali, da operatori di televisione a pagamento. Ma questa eventuale evoluzione futura non basta a giustificare la presa in considerazione, al momento, di un mercato complessivo comprendente sia la pay-tv che la free tv. Il mercato della pay-tv comprende anche servizi quali il «pay-per-channel» e il «pay-per-view». Il mercato della televisione a pagamento non può essere suddiviso in pay-tv analogica e digitale. La pay-tv digitale, infatti, è solo un ulteriore sviluppo della pay-tv analogica e non costituisce quindi un mercato rilevante distinto sotto il profilo del prodotto. Del resto è da presumere che nel corso dei prossimi anni la pay-tv trasmessa in forma analogica verrà completamente sostituita dalla pay-tv trasmessa in forma digitale. Secondo il piano aziendale («Business Plan») di Premiere gli abbonamenti analogici dovrebbero essere trasformati senza soluzione di continuità in abbonamenti digitali, finché nel [. . .] vi saranno soltanto abbonati digitali.
2. Servizi tecnici per la televisione a pagamento
(19) La fornitura della televisione a pagamento richiede una infrastruttura tecnica specifica che consenta di criptare i messaggi televisivi e di renderli disponibili in forma decodificata agli spettatori autorizzati a riceverli. Quest'ultima operazione avviene grazie ad un decodificatore installato nell'abitazione di ogni abbonato alla pay-tv. I decodificatori per la ricezione di televisioni digitali a pagamento non decodificano solo i messaggi criptati nel sistema di accesso, ma li convertono anche in modo da consentire la ricezione dei segnali digitali da parte di apparecchi televisivi analogici. I settori della distribuzione via cavo e via satellite utilizzano decodificatori diversi.
(20) Oltre alla base di decodificatori, la televisione a pagamento necessita anche di un sistema di accesso condizionato. Tale sistema comprende la combinazione dei segnali televisivi con le informazioni relative all'autorizzazione degli abbonati e la relativa criptazione, la trasmissione di dati criptati che contengono, oltre al messaggio televisivo, informazioni relative all'autorizzazione degli abbonati alla televisione a pagamento e le cosiddette «smartcards», che sono messe a disposizione dell'utente e sono in grado di decodificare i dati criptati relativi all'autorizzazione e di trasferirli al decodificatore.
(21) Dall'infrastruttura descritta derivano gli specifici servizi necessari per la gestione della televisione a pagamento. Si tratta essenzialmente della messa a punto del controllo di accesso e della commercializzazione dei decodificatori e delle smartcards. I servizi tecnici destinati alla televisione a pagamento richiedono l'utilizzo di una tecnologia diversa a seconda che la trasmissione dei segnali della televisione digitale avvenga via satellite o via cavo. Per quanto concerne la radiodiffusione via satellite, il segnale televisivo, dopo essere stato trattato dall'emittente centrale, viene inviato al rispettivo trasponditore satellitare che lo ritrasmette e viene ricevuto direttamente da ciascuno degli abbonati alla televisione via satellite per mezzo di un apposito decodificatore per la ricezione satellitare. Nel caso della cablodistribuzione, invece, i messaggi televisivi trattati sono inizialmente inviati dal trasponditore satellitare ad una testa di rete cablata, dove vengono adattati alla trasmissione via cavo ed immessi successivamente nelle relative reti. Sebbene la distribuzione via cavo e la diffusione satellitare utilizzino tecniche specifiche, non sembra necessario suddividere il mercato dei servizi tecnici destinati alla televisione a pagamento in due mercati distinti, poiché sia la diffusione satellitare che la distribuzione via cavo richiedono gli stessi servizi tecnici per la gestione della televisione a pagamento. In definitiva, tuttavia, la questione può rimanere irrisolta poiché non influenza la valutazione del caso sotto il profilo della concorrenza.
B. MERCATI GEOGRAFICI RILEVANTI
(22) Il mercato geografico rilevante per i mercati del prodotto sopra descritti è limitato alla Germania o al massimo al territorio di lingua tedesca composto dalla Germania, dall'Austria, dalla zona di lingua tedesca del Belgio e dalla Svizzera di lingua tedesca. Sulla base delle preferenze televisive della popolazione, si potrebbe ascrivere al territorio di lingua tedesca anche il Lussemburgo.
1. Televisione a pagamento
(23) Anche se in determinati mercati di nicchia esistono canali televisivi, come il canale sportivo Eurosport, che vengono trasmessi in tutta Europa, la trasmissione televisiva è generalmente organizzata su base nazionale. Come già affermato dalla Commissione in una serie di decisioni (6), a causa soprattutto delle differenze normative, delle barriere linguistiche, di fattori culturali e di altre condizioni di concorrenza diverse nei singoli Stati membri (ad esempio la struttura del mercato della televisione via cavo), si deve presupporre che i mercati della fornitura di programmi televisivi sono nazionali.
(24) La Germania costituisce di conseguenza il mercato geografico rilevante per la televisione a pagamento. La Commissione è giunta alla medesima conclusione nel caso MSG Media Service, anche se in tale decisione si specifica che, tenendo conto della mancanza di barriere linguistiche, potrebbe esistere in futuro un mercato per la televisione a pagamento in lingua tedesca (7). Le indagini della Commissione nel caso in esame hanno evidenziato una serie di fattori in base alle quali si può presumere che il mercato geografico rilevante per la pay-tv si estenda in questo caso oltre la Germania e, tenendo conto della mancanza di barriere linguistiche, comprenda l'intero territorio di lingua tedesca. Tuttavia, la questione può, in ultima analisi, rimanere aperta, poiché la valutazione della concorrenza risultante dalla concentrazione sarebbe la stessa anche presupponendo l'esistenza di un mercato che comprenda tutto questo territorio.
2. Servizi tecnici per la televisione a pagamento
(25) I servizi tecnici per la televisione a pagamento sono strettamente connessi all'offerta di canali televisivi a pagamento. Nella decisione adottata nel caso MSG Media Service (8), la Commissione ha stabilito che il mercato geografico rilevante era limitato alla Germania, aggiungendo tuttavia che, nella misura in cui i fornitori tedeschi di canali digitali a pagamento potevano acquisire abbonati anche in altre regioni di lingua tedesca, il mercato di MSG si sarebbe probabilmente esteso anche a tali zone. Nella fattispecie, il mercato dei servizi tecnici per la televisione a pagamento dovrebbe comprendere l'intero territorio di lingua tedesca sia presupponendo l'esistenza di un mercato distinto per le trasmissioni via satellite che nell'ipotesi di un unico mercato delle trasmissioni via satellite e via cavo.
C. EFFETTI DELLA CONCENTRAZIONE
1. Organizzazione di televisione a pagamento in Germania a seguito della concentrazione
a) Piattaforma di programmazione
(26) Premiere costituirà una piattaforma di diffusione di programmi e di commercializzazione e distribuirà i propri programmi sia attraverso la rete cablata, utilizzando la piattaforma tecnica di Telekom, sia via satellite, utilizzando la propria piattaforma tecnica. Premiere comporrà pacchetti di programmi prodotti in proprio e/o commissionati a terzi e li rivenderà sia direttamente che attraverso intermediari; fornirà inoltre servizi di gestione degli abbonamenti sia a Premiere Digital che ad altri fornitori di programmi. In primo luogo Premiere costituirà l'infrastruttura di decodificatori («set top box») necessaria per ricevere la televisione digitale.
b) Piattaforma tecnica
(27) La piattaforma tecnica in senso stretto, ossia il controllo dell'accesso condizionato e la fornitura dei relativi servizi tecnici, viene organizzata in maniera diversa a seconda che si tratti di trasmissione via satellite o via cavo. La piattaforma tecnica cripta i segnali del programma da trasmettere che vengono inviati dal fornitore del programma e li trasmette agli abbonati. In caso di trasmissione via satellite, il controllo dell'accesso e i relativi servizi tecnici verranno gestiti da BetaDigital, mentre in caso di distribuzione via cavo il controllo dell'accesso verrà gestito da Telekom, che fornirà una guida elettronica di programmazione sotto forma di navigatore di basi.
(28) La tecnologia di decodifica fa parte della piattaforma tecnica. CLT-UFA, Kirch e Telekom hanno deciso di utilizzare la tecnologia d-box e la tecnologia di controllo dell'accesso Beta - sviluppata in collaborazione con Kirch - per la criptazione nella diffusione di programmi via cavo e nella trasmissione via satellite. Onde garantire l'utilizzo della tecnologia di accesso Beta da parte di Premiere e Telekom da un punto di vista strutturale, CLT-UFA e Telekom acquisiranno una partecipazione in BetaResearch, che detiene i diritti sui sistemi di criptazione e di decodifica.
2. Il mercato della televisione a pagamento
a) Posizione dominante
(29) L'operazione proposta creerà o rafforzerà una posizione dominante di Premiere sul mercato tedesco della televisione a pagamento.
i) Premiere avrà una posizione di quasi monopolio come fornitore di televisione a pagamento
(30) Attualmente, Premiere e DF1 sono sostanzialmente gli unici fornitori di pay-tv in Germania. Anche se Canal+ opera in Germania, fornendo il pacchetto di programmi «Multithématiques» che consiste di tre canali tematici a pagamento, tale pacchetto viene attualmente trasmesso tramite la piattaforma di DF1. Premiere ha circa 1,5 milioni di abbonati (dati del novembre 1997), di cui circa 100 000 abbonati a Premiere Digital (dati del dicembre 1997). DF 1 dispone di [ SPAZIO PER TABELLA
Si deve presumere che CLT-UFA eserciti un controllo congiunto sulle emittenti nelle quali detiene una partecipazione di minoranza.
(79) Kirch detiene le seguenti partecipazioni in emittenti di free tv in Germania:
SPAZIO PER TABELLA
(Al Bundeskartellamt è stata notificata l'intenzione di acquistare un ulteriore 16 % di SAT1).
Anche in questo caso si deve presumere che Kirch eserciti attualmente perlomeno un controllo congiunto su SAT1.
(80) Oltre a ciò il signor Thomas Kirch, figlio del proprietario di Kirch, detiene le seguenti partecipazioni:
SPAZIO PER TABELLA
Tra PRO7 e Kirch esistono relazioni anche al di là del rapporto di parentela tra i rispettivi proprietari ovvero azionisti di maggioranza. Esistono infatti anche rapporti d'affari di lunga data, visto che si stima che PRO7 copra fino al [40 60 %] del suo fabbisogno di programmi approvvigionandosi presso Kirch.
ii) Quote di ascolto
(81) Le quote di ascolto (share) detenute dalle emittenti tedesche di free tv nel 1996 erano le seguenti:
Emittenti di diritto pubblico:
SPAZIO PER TABELLA
Emittenti nella sfera d'influenza di CLT-UFA:
SPAZIO PER TABELLA
Emittenti nella sfera d'influenza di Kirch:
SPAZIO PER TABELLA
(82) Da quanto sopra, risulta che le emittenti di diritto pubblico hanno una quota di pubblico del 40 % circa mentre quella delle emittenti private si aggira intorno al 60 %. Il settore delle emittenti private è quasi completamente suddiviso tra le due famiglie di emittenti di CLT-UFA e di Kirch, ognuna delle quali ha una posizione altrettanto forte.
iii) Quote detenute sul mercato della pubblicità televisiva
(83) Secondo dati forniti dalle parti sulla base dei fatturati pubblicitari lordi, le singole emittenti detenevano le seguenti quote del mercato tedesco della pubblicità in televisione:
Emittenti di diritto pubblico:
SPAZIO PER TABELLA
Emittenti nella sfera d'influenza di CLT-UFA:
SPAZIO PER TABELLA
Emittenti nella sfera d'influenza di Kirch:
SPAZIO PER TABELLA
(Un quadro identico, con qualche piccola variazione, si ottiene procedendo al calcolo delle quote di mercato sulla base delle entrate pubblicitarie nette).
(84) Da questa ripartizione delle quote di mercato risulta una situazione delle emittenti di diritto pubblico assai diversa da quella esistente sotto il profilo delle quote di ascolto. Mentre possono contare su una quota del 40 % circa dei telespettatori, le emittenti pubbliche detengono una quota del mercato della pubblicità televisiva inferiore al 10 %. La ragione di questo fenomeno dovrebbe risiedere soprattutto nel fatto che le emittenti di diritto pubblico, in virtù della legislazione sui media, devono limitarsi a dedicare alla pubblicità solo 20 minuti al giorno, da trasmettere esclusivamente prima delle ore 20.00. Le emittenti private possono invece trasmettere pubblicità per un tempo che va fino al 15 % della durata quotidiana delle trasmissioni. Esse possono in particolare trasmettere pubblicità anche nel «prime time» dopo le ore 20.00.
(85) Le emittenti di diritto pubblico si finanziano quindi essenzialmente con i proventi del canone, che ammontano a circa 7 miliardi di DEM all'anno. Questa somma corrisponde all'incirca al fatturato pubblicitario netto realizzato dall'insieme di tutte le emittenti televisive sul mercato tedesco della pubblicità televisiva.
(86) Le due famiglie di emittenti di CLT-UFA e Kirch si aggiudicano insieme circa il 90 % delle entrate pubblicitarie delle televisione tedesca; la posizione di Kirch, con il 50 % circa, è un po' più forte di quella di CLT-UFA con il 40 % circa. Le entrate pubblicitarie sono concentrate nelle mani del leader di mercato RTL nonché delle emittenti SAT1 e PRO7. Queste tre emittenti raggiungono insieme una quota di mercato del 76 %.
2) Ulteriore rafforzamento della posizione dominante di Premiere sul mercato della pay-tv
(87) La pay-tv e la free tv costituiscono, come già spiegato, due mercati distinti. Tuttavia tra i due mercati esistono relazioni reciproche. Quanto più varia e attraente è l'offerta di programmi delle emittenti ad accesso gratuito, tanto minore è l'incentivo per i telespettatori a sottoscrivere in più un abbonamento alla televisione a pagamento. Questa interrelazione è comprovata dalla lentezza, in confronto alla Francia o al Regno Unito, dello sviluppo della pay-tv in Germania, che dovrebbe essere dovuta soprattutto all'abbondanza dell'offerta di televisione ad accesso gratuito in tale paese.
(88) L'attrattiva di un'emittente dipende in modo decisivo dai programmi per i quali detiene i diritti. Se un'emittente ha una posizione di primo piano nella televisione a pagamento e nella televisione ad accesso gratuito e in più detiene i diritti sui programmi più importanti per la free tv e la pay-tv, si trova nelle condizioni di gestire l'interrelazione tra i due tipi di televisione. Dopo la realizzazione della concentrazione progettata CLT-UFA e Kirch si troverebbero appunto in una simile posizione.
i) Vi è da attendersi che CLT-UFA e Kirch cercheranno ogni volta di acquistare allo stesso tempo i diritti di pay-tv e di free tv
(89) Nel corso del procedimento le parti hanno dichiarato che i diritti di pay-tv e di free tv sarebbero stati in linea di massima acquistati separatamente. Se Premiere avrebbe provveduto all'acquisto dei diritti di pay-tv, l'attività di acquisto di programmi di CLT-UFA e Kirch sarebbe rimasta limitata al settore della free tv. Solo in casi eccezionali i diritti di pay-tv e di free tv sarebbero stati acquistati congiuntamente da una delle imprese interessate.
(90) Dopo notizie di stampa che, facendo riferimento a documenti interni di Bertelsmann, rivelavano l'intenzione di coordinare pay-tv e free tv, Bertelsmann ha corretto le sue dichiarazioni originarie. In una presa di posizione pubblica Bertelsmann ha ammesso che si mirava ad una cooperazione tra emittenti di free tv facenti capo a CLT-UFA e Premiere, in quanto utile dal punto di vista imprenditoriale. In questa cooperazione rientrerebbe anche l'acquisto dei diritti. Analogamente, poco tempo dopo, il dr. Dornemann, membro del comitato direttivo di Bertelsmann competente per il settore televisivo, ha illustrato in un'intervista (14) i vantaggi dell'acquisto combinato dei diritti di free tv e pay-tv.
(91) Un'azione coordinata di CLT-UFA e Premiere per l'acquisto dei diritti sui programmi appare effettivamente come la strategia più probabile dal punto di vista imprenditoriale. CLT-UFA dispone con Premiere e le emittenti di free tv della sua famiglia di emittenti di tutta la catena per lo sfruttamento dei diritti sui programmi, ossia diritti di pay-per-view, pay-tv, prima visione televisiva in free tv, seconda visione televisiva in free tv. Sarebbe perciò naturale acquistare i diritti per l'intera catena di utilizzazione. CLT-UFA verrebbe così messa in condizioni di sfruttare in modo strategicamente ottimale i diritti. Ad esempio i diritti sullo sport possono essere utilizzati in modo da trasmettere gli avvenimenti più importanti in pay-tv (ad esempio le finali dei campionati di calcio), mentre gli eventi meno importanti possono essere offerti in free tv. Per i diritti sui film, l'intervallo tra la trasmissione in pay-tv e le finestre per la prima e la seconda visione in free tv può ad esempio essere determinato in base ad una strategia unitaria.
(92) È vero che attualmente i diritti, in particolare quelli sui film delle Majors di Hollywood, vengono solo parzialmente venduti in pacchetti comprendenti i diritti a tutti gli stadi di utilizzazione. La situazione potrebbe però mutare se i produttori si trovassero di fronte, sul lato della domanda, operatori in grado di sfruttare l'intera catena dei diritti. Inoltre il potere di contrattazione che risulterebbe dalla combinazione, sul lato della domanda, dell'elevato fabbisogno di programmi del pacchetto di canali digitali di Premiere con le emittenti di free tv di CLT-UFA potrebbe indurre i detentori dei diritti a vendere pacchetti comprendenti sia la pay-tv che la free tv.
(93) Se dunque le dichiarazioni di Bertelsmann sull'acquisto combinato di diritti di pay-tv e free tv appaiono plausibili, non si vede motivo perché Kirch non dovrebbe perseguire la medesima strategia. Kirch dispone allo stesso modo di CLT-UFA di una famiglia di emittenti e, a concentrazione avvenuta, in quanto socio detentore del controllo congiunto di Premiere, dell'unica piattaforma di televisione a pagamento esistente in Germania. È dunque da attendersi che Kirch tenterà di realizzare acquisti combinati di diritti di pay-tv e free tv.
(94) Il prezzo dei diritti in pay-tv viene normalmente fissato in funzione del numero degli abbonati, garantendo però un determinato numero minimo di abbonati. Con il crescere del numero degli abbonati di Premiere, l'importanza economica dei diritti di pay-tv rispetto ai diritti di free tv aumenterà, ed aumenterà anche la loro importanza strategica per le attività televisive di CLT-UFA e Kirch nel loro insieme. Poiché Premiere viene gestita congiuntamente da CLT-UFA e Kirch, non sarebbe sensato che CLT-UFA e Kirch continuassero ad acquistare in ogni caso separatamente i diritti di pay-tv e free tv, qualora le attività di pay-tv assumessero un'importanza sempre crescente rispetto a quelle di free tv. Ma questo è appunto ciò che dovrebbe avvenire, almeno stando al piano aziendale di Premiere concordato nell'accordo di consorzio. Secondo tale documento il fatturato netto di Premiere [. . .].
ii) CLT-UFA e Kirch sono in condizione di seguire, sulle loro emittenti di free tv, strategie di programmazione che facciano guadagnare abbonati alla pay-tv di Premiere Digital
(95) Le parti hanno ripetutamente dichiarato che lo sviluppo di Premiere per farne una piattaforma per la pay-tv digitale avrebbe richiesto ingenti investimenti. Nella già citata intervista con la Süddeutsche Zeitung (15) il dr. Dornemann, membro del comitato direttivo di Bertelsmann, ha indicato a titolo di previsione un ammontare di investimenti pari a 13,5 miliardi di DEM fino all'anno 2007 e perdite di avviamento di 2,5 miliardi di DEM. È evidente che CLT-UFA e Kirch avranno tutto l'interesse a far aumentare al massimo il numero degli abbonati di Premiere. Data l'interrelazione illustrata sopra tra pay-tv e free tv, un coordinamento della programmazione di Premiere e delle famiglie di emittenti di free tv di CLT-UFA e Kirch potrebbe dare un contributo essenziale alla realizzazione di questo obiettivo.
(96) Si tratterebbe innanzitutto di rendere complementari la programmazione di Premiere e delle emittenti di free tv. Ad esempio si può, come già detto, organizzare la trasmissione di manifestazioni sportive in modo tale da destare l'interesse dei telespettatori con avvenimenti meno importanti in free tv (per esempio gironi eliminatori dei campionati di calcio) per poi trasmettere i momenti culminanti (finali) in pay-tv o pay-per-view. Per quanto riguarda le attività televisive di Bertelsmann una simile complementarità della programmazione è stata resa più facile dalla fusione nel 1997 di CLT ed UFA. Ormai tutte le attività televisive sono infatti riunite sotto l'insegna di CLT-UFA, che detiene ora una partecipazione di maggioranza nella più importante emittente di free tv, RTL.
(97) Inoltre esiste almeno nel medio termine - con il crescere dell'importanza della pay-tv - un interesse di CLT-UFA e Kirch a limitare la forza di attrazione delle emittenti di free tv in modo da indurre il massimo numero di telespettatori a sottoscrivere un abbonamento alla pay-tv. Una strategia simile sarebbe normalmente esposta al rischio di comprare l'aumento del numero degli abbonati al prezzo di un calo delle entrate pubblicitarie. Questo rischio, nel caso in esame, esiste tuttavia solo in misura limitata. Come detto sopra, il campo delle emittenti di free tv è suddiviso quasi esclusivamente tra le due famiglie di emittenti facenti capo rispettivamente a CLT-UFA e Kirch (che hanno insieme una quota di circa il 92 % degli spettatori delle televisioni private). Una strategia concordata di CLT-UFA e Kirch per ridurre l'attrazione della free tv potrebbe quindi solo provocare spostamenti degli investimenti pubblicitari verso le emittenti di diritto pubblico. Poiché tali emittenti non possono però estendere, a causa delle limitazioni della pubblicità che sono loro imposte dalla legge, i loro spazi pubblicitari e, in particolare, non possono trasmettere pubblicità nel «prime time», la possibilità di trasferimento degli introiti pubblicitari alle emittenti di diritto pubblico è estremamente limitata.
(98) Qualora le emittenti di televisione ad accesso gratuito di CLT-UFA e Kirch dovessero diventare tutte insieme meno attraenti, è quindi prevedibile che si verificherebbe una rilevante perdita di entrate pubblicitarie solo se gli inserzionisti, vedendo calare il numero dei telespettatori, trasferissero in misura rilevante i loro stanziamenti pubblicitari dalla televisione ad altri media, e soprattutto verso la stampa. Ci si può attendere che ciò si verifichi solo in caso di un crollo drammatico del numero di telespettatori. I minuti di ascolto delle emittenti private in Germania sono aumentati del 15 % circa tra il 1993 e il 1996. Nello stesso periodo di tempo i fatturati pubblicitari ai prezzi del 1993 sono cresciuti del 35 %. Questo conferma che il numero dei telespettatori e l'intensità della pubblicità televisiva non sono necessariamente correlati tra loro. Inoltre va considerato che alla perdita di entrate pubblicitarie per CLT-UFA e Kirch si contrapporrebbe un guadagno nella più lucrativa pay-tv.
3) Conclusione
(99) Il prevedibile acquisto combinato di diritti di pay-tv e free tv e la prevedibile complementarità della programmazione contribuiranno ad un ulteriore rafforzamento della posizione dominante di Premiere sul mercato della pay-tv.
d) Conclusioni
(100) Per i motivi suesposti è da presumersi che la concentrazione progettata porterà ad una posizione dominante duratura di Premiere sul mercato della televisione a pagamento in Germania. Il prevedibile acquisto combinato di diritti di pay-tv e free tv e la prevedibile complementarità della programmazione contribuiranno ad un ulteriore rafforzamento della posizione dominante di Premiere sul mercato della pay-tv.
(101) Sarebbe da attendersi che Premiere acquisterebbe una posizione dominante destinata a durare anche nel caso in cui si presupponesse l'esistenza di un mercato delle trasmissioni di pay-tv comprendente tutto il territorio di lingua tedesca. Per questo mercato varrebbero sostanzialmente le stesse considerazioni formulate per il mercato tedesco. Vi è tuttavia una differenza: in Austria, diversamente che in Germania, le reti cablate sono esclusivamente nelle mani di operatori privati. Mentre in Germania, per via della frammentazione dell'attività di distribuzione televisiva via cavo e della posizione di Telekom di operatore praticamente unico di reti di distribuzione al livello di rete 3, i cablodistributori privati, indipendentemente dal problema dell'accesso a contenuti di richiamo, non sono in grado di offrire una piattaforma di programmi alternativa a quella di Premiere, in Austria almeno i maggiori operatori privati di televisione via cavo sarebbero teoricamente in grado di creare una piattaforma di programmi alternativa, sia pure limitata alla loro regione. Visto che però Premiere in Germania è riuscita ad imporre contro Telekom il modello di trasporto via cavo, è presumibile che Premiere rifiuterebbe anche nel resto del territorio di lingua tedesca di far commercializzare i suoi programmi dai cablodistributori. Ciò sarebbe in linea con la strategia seguita finora da Premiere per i suoi programmi analogici. Fino ad oggi Premiere non ha consentito la commercializzazione diretta in Austria dei suoi programmi da parte di operatori di televisione via cavo. Nell'autunno del 1997 Premiere aveva sì rinunciato all'esigenza di una commercializzazione in proprio e si era mostrata pronta a lasciare ad un grande cablodistributore austriaco il programma Premiere analogico. Poco prima che il contratto fosse concluso, però, Premiere ha ritirato la sua offerta. È quindi presumibile, in definitiva, che Premiere, a concentrazione avvenuta, sarà e rimarrà la sola piattaforma di programmi e di commercializzazione anche sull'insieme del territorio di lingua tedesca, poiché nessuna altra impresa disporrà delle risorse di programmi necessarie per costituire una piattaforma di programmi e Bertelsmann e Kirch controllano l'infrastruttura dei decodificatori.
3. Mercato dei servizi tecnici per la pay-tv
a) Posizione di monopolio di BetaDigital e Telekom
(102) La concentrazione conferirà a BetaDigital una posizione di monopolio di lungo termine nell'ambito dei servizi tecnici nel settore della trasmissione via satellite. A seguito della parallela concentrazione tra Deutsche Telekom e BetaResearch, Telekom acquisirà il monopolio della gestione del controllo d'accesso nel settore della trasmissione via cavo.
(103) BetaDigital è già attualmente l'unico fornitore di servizi tecnici per la trasmissione di segnali digitali via satellite. Le parti hanno dichiarato che anche Bertelsmann presterebbe, su scala limitata, servizi tecnici per la pay-tv tramite cologne Broadcasting Center GmbH. Le parti non hanno tuttavia fornito alcuna precisazione circa tali attività.
(104) A concentrazione avvenuta Telekom sarà inoltre l'unico fornitore di servizi tecnici per la trasmissione di segnali digitali sulle reti cablate. CLT-UFA, Kirch e Telekom hanno stabilito nell'accordo di ristrutturazione di BetaResearch che Telekom utilizzerà esclusivamente la tecnologia di accesso Beta basata sul decodificatore d-box per la prestazione di servizi tecnici per la trasmissione di programmi TV digitali sulle sue reti cablate a banda larga.
b) Carattere duraturo della posizione dominante
(105) BetaDigital acquisirà un monopolio di lungo termine sul mercato dei servizi tecnici per la trasmissione di dati digitali, quanto meno nel settore della trasmissione via satellite. Anche nel settore della trasmissione via cavo Telekom resterà prevedibilmente l'unico fornitore di servizi tecnici per la trasmissione di pay-tv sulle reti cablate in Germania e deterrà pertanto anch'essa una posizione di monopolio di lungo termine. Questa valutazione si basa sulle considerazioni esposte in appresso.
i) A seguito della concentrazione la tecnologia d-box diverrà di fatto lo standard digitale nel territorio di lingua tedesca
(106) La televisione a pagamento presuppone un'infrastruttura tecnica particolare che può essere creata dal fornitore di pay-tv ovvero da un terzo, di solito un gestore di rete cablate. La struttura delle reti cablate in Germania non consente agli operatori privati di reti cablate di creare da soli l'infrastruttura tecnica necessaria per la trasmissione della pay-tv, in quanto le «isole cablate» che essi gestiscono sono per lo più troppo piccole per giustificare le spese di investimento che dovrebbero sostenere per mettere a punto una propria tecnica di accesso condizionato ed una base alternativa di decodificatori per la pay-tv. Inoltre i cablodistributori privati controllano solo alcune parti dei livelli di rete 3 e 4 interessati dalla diffusione della televisione via cavo. Al livello 3, che corrisponde alla rete di distribuzione che va dalla «testa di rete», dove il segnale digitale del programma viene ricevuto ed immesso nelle reti cablate, fino al limite della proprietà privata delle singole abitazioni servite, la maggior parte delle reti è di proprietà di Telekom. Pertanto i gestori privati di reti cablate potrebbero creare un'infrastruttura tecnica alternativa per la trasmissione di pay-tv soltanto con la partecipazione di Telekom.
(107) Dopo la concentrazione Premiere trasmetterà televisione digitale sulla base della tecnologia e del decodificatore d-box. Telekom offrirà i servizi tecnici per la pay-tv nel settore della trasmissione via cavo sulla base della tecnologia di accesso Beta e del decodificatore d-box. In tal modo le imprese che sarebbero destinate a creare ciascuna un'infrastruttura per la televisione digitale ed a fornire i relativi servizi si sono accordate sulla scelta della tecnologia di accesso Beta sulla base del decodificatore d-box. Si deve pertanto supporre che nel territorio di lingua tedesca non esisterà nel prossimo futuro alcuna piattaforma tecnica alternativa per la televisione digitale.
ii) Il monopolio di Premiere come piattaforma di programmazione impedisce nel lungo periodo l'introduzione di una tecnologia alternativa
(108) L'installazione di un'infrastruttura tecnica alternativa per la trasmissione di pay-tv richiederebbe investimenti elevati. Tuttavia i potenziali fornitori sarebbero disposti ad apportare i capitali necessari soltanto in presenza di adeguate possibilità di successo sul mercato. Ciò presupporrebbe che in Germania si potesse inserire un altro fornitore di pay-tv il quale potesse creare, autonomamente o attraverso terzi, una propria piattaforma tecnica sulla base di una tecnologia alternativa di acceso. Come spiegato precedentemente, tuttavia, l'ingresso sul mercato di un altro fornitore di pay-tv è improbabile, data l'attuale posizione privilegiata di Premiere in termini di abbonati ed in particolare di accesso alle risorse di programmi.
(109) Inoltre una tecnologia di accesso e di decodifica alternativa si potrebbe realizzare ugualmente soltanto nel settore della trasmissione via satellite, in quanto CLT-UFA, Kirch e Telekom hanno già convenuto nell'accordo di ristrutturazione che Telekom utilizzerà esclusivamente la tecnologia di accesso Beta sulla base del decodificatore d-box nella prestazione di servizi tecnici per la trasmissione di programmi tv digitali sulle sue reti cablate a banda larga. In tal modo anche qualsiasi potenziale fornitore di pay-tv nonché di servizi ad accesso condizionato nel settore delle reti cablate di Telekom sarebbe comunque costretto ad utilizzare, tramite Telekom, la tecnologia di accesso Beta ed il decodificatore d-box.
iii) Qualunque potenziale fornitore di un sistema di controllo di accesso dipenderà dalla politica di BetaResearch in materia di licenze
(110) BetaResearch è il titolare del diritto di licenza del sistema di accesso condizionato utilizzato nella d-box. Le parti hanno dichiarato che per ragioni di sicurezza viene sviluppato un sistema di accesso condizionato su base proprietaria. Anche altri fornitori di pay-tv con esperienza nel mercato della televisione a pagamento, come Canal+ e BSkyB, preferiscono l'impiego di sistemi di accesso condizionato di tipo proprietario per assicurare una migliore protezione della sicurezza della trasmissione dei dati. Conformemente allo standard DVB esistono due possibilità per evitare che uno spettatore abbonato a diverse emittenti di pay-tv con diversi sistemi di accesso condizionato sia costretto ad utilizzare diversi decodificatori, vale a dire la tecnologia «Simulcript» e la cosiddetta «interfaccia comune» (in appresso «CI»).
(111) L'interfaccia comune consente l'uso di un solo decodificatore per i più diversi sistemi di accesso condizionato, il che significa che qualsiasi terzo fornitore di pay-tv e di servizi tecnici può utilizzare un sistema di accesso condizionato sulla base del decodificatore disponibile. Contrariamente alla tecnologia «Simulcript», il terzo operatore non deve stipulare, con l'impresa che ha installato la base, un accordo relativo al collegamento del sistema di accesso del terzo al sistema di accesso condizionato del decodificatore di tipo proprietario. In caso di impiego di un sistema di accesso condizionato proprietario è essenziale che l'accesso a tale sistema sia garantito senza alcuna discriminazione. Ciò presuppone, secondo la Commissione, che il titolare del diritto di licenza per la tecnologia di decodifica possa prendere le proprie decisioni commerciali senza subire l'influenza di un fornitore di programmi. Nella fattispecie tale autonomia non esiste, dato che BetaResearch è controllata in maggioranza da imprese che hanno propri interessi da difendere in qualità di fornitori di programmi.
(112) Considerato che tutti i fornitori esistenti e potenziali di televisione digitale a pagamento e Telekom, in qualità di fornitore di servizi tecnici nel settore della distribuzione via cavo, si sono accordati sull'uso della tecnologia di accesso Beta e del decodificatore d-box, è escluso che in Germania si possa installare una base di decodificatori alternativa. Qualsiasi potenziale fornitore di servizi ad accesso condizionato dovrebbe pertanto utilizzare anche il decodificatore d-box. Il d-box funziona con un sistema di codifica che si trova al suo interno (su base proprietaria) sviluppato da BetaResearch. I potenziali fornitori di servizi tecnici per pay-tv dipendono pertanto dalla concessione di una licenza per la tecnologia di accesso Beta da parte di BetaResearch. Ciò vale sia per la trasmissione via satellite sia per la trasmissione via cavo. BetaResearch non dovrebbe tuttavia avere alcun interesse economico ad esporre BetaDigital o Telekom, che detiene una partecipazione nel suo capitale, alla concorrenza sul mercato dei servizi tecnici per la pay-tv, concedendo licenze per lo sfruttamento del sistema di accesso condizionato nel settore della trasmissione via satellite e via cavo. In tal modo BetaResearch potrebbe impedire ad altri fornitori di servizi l'accesso al mercato tramite la politica perseguita in materia di concessione di licenze.
iv) Il controllo dell'infrastruttura di decodifica conferisce a Bertelsmann/Kirch il controllo delle diverse applicazioni basate sulla d-box
(113) Grazie ad un'interfaccia di programma applicativo (in appresso «API») i terzi che desiderano creare applicazioni proprie hanno accesso al sistema operativo del decodificatore. Un esempio tipico di questo tipo di applicazioni è la guida elettronica dei programmi (EPG) che fa apparire sullo schermo i programmi disponibili sotto forma di menu. Allo stato attuale ancora non esiste una versione ufficiale del decodificatore d-box dotato di interfaccia con il sistema operativo. Di conseguenza i terzi che vogliono utilizzare le proprie applicazioni sul d-box dovrebbero farle mettere a punto da BetaResearch nel codice sorgente del sistema operativo.
(114) Le parti hanno dichiarato che BetaResearch metterà a punto un'API per il d-box e che l'interfaccia sarà messa a disposizione del pubblico entro la fine del 1998. Non è stata ancora fornita alcuna informazione sulla politica che verrà seguita in materia di licenze ed in particolare sull'entità del canone per l'uso dell'API. Pertanto allo stato attuale è impossibile valutare se rispetto all'API di altri fornitori quali OpenTV o MediaHighway l'API di BetaResearch sarà offerta alle normali condizioni del mercato. Si può tuttavia presumere che data l'imminenza del lancio della d-box l'API di cui sarà dotato non potrà che avere una funzionalità limitata. Questa ipotesi è confortata dal fatto che dopo aver introdotto la loro API sul mercato, gli altri fornitori l'hanno migliorata continuamente nel corso degli anni per garantire l'uso completo delle funzioni della tecnologia di decodifica e favorire pertanto lo sviluppo di applicazioni complesse.
(115) Secondo le parti, l'API della d-box prevederà due possibilità per l'attuazione di applicazioni. Nel primo caso l'applicazione viene attuata con l'aiuto delle funzioni dell'API, ovvero essa funziona direttamente a livello dell'API («native applications»). Una siffatta applicazione può funzionare soltanto sul d-box. Su tutti gli altri sistemi l'applicazione non funzionerebbe. Nel secondo caso l'API è dotata di una «virtual machine» (in appresso «VM») che trasforma le funzioni specifiche dell'API in funzioni indipendenti. In questo modo lo sviluppo e l'attivazione di un'applicazione è possibile indipendentemente dall'API. Le parti hanno sostenuto che i lavori in sede di DVB per la definizione delle specifiche di un'API standardizzata che funziona come una VM dovrebbero prevedibilmente concludersi entro la metà del 1998. BetaResearch potrebbe allora dare il via allo sviluppo del prodotto, che potrebbe richiedere altri sei-nove mesi.
(116) Finché non sarà disponibile un'API standardizzata, l'API della d-box consentirà di utilizzare soltanto applicazioni su base proprietaria, il che significa che per la creazione delle proprie applicazioni è necessaria una licenza dell'API. Le parti affermano inoltre che in futuro le funzioni dell'API potranno essere ampliate qualora i licenziatari lo desiderino. In tal caso questi ultimi sarebbero tuttavia tenuti ad indicare dettagliatamente per quale ragione deve essere prevista una determinata funzione. BetaResearch deciderà successivamente se aggiungere o meno tale funzione. Si può presumere che saranno aggiunte solo funzioni che presentano un interesse per BetaResearch ovvero per le imprese che la controllano. L'eventuale inclusione della funzione richiesta comporterà costi che saranno parzialmente o integralmente a carico del licenziatario, il quale non avrà alcuna possibilità di scelta in quanto BetaResearch è l'unico titolare del diritto di licenza per l'API della d-box. Inoltre il licenziatario non ha alcuna possibilità di influire sulla sollecita esecuzione dei lavori di sviluppo presso BetaResearch. In questo contesto vi è già motivo di dubitare che BetaResearch manterrà sufficienti capacità di sviluppo da adibire a progetti da attuare su richiesta dei licenziatari. Infatti BetaResearch dovrà tener conto soprattutto delle scadenze previste per la commercializzazione di nuove versioni dell'API e investire le sue risorse per rispettarle e non per la sollecita esecuzione di altri lavori di sviluppo a favore di licenziatari in concorrenza con Premiere.
(117) Inoltre l'API della d-box, almeno inizialmente, non disporrà, contrariamente ad altri sistemi già commercializzati, di assistenza e strumenti di programmazione che consentono di realizzare in modo rapido ed economico applicazioni complesse, autonomamente o tramite prestatori di servizi esterni. In questo modo i licenziatari dell'API della d-box saranno costretti ad affidare tutti i lavori di sviluppo di applicazioni a BetaResearch, in quanto solo questa impresa sarà in grado di mettere a punto applicazioni complesse. L'alternativa di realizzare direttamente l'applicazione è esclusa per un licenziatario già per ragioni di costo e soprattutto per via della mancanza di conoscenze specifiche sull'API della d-box.
c) Conclusione
(118) Per i motivi predetti la concentrazione progettata darà luogo prevedibilmente ad una posizione dominante durevole di BetaDigital sul mercato dei servizi tecnici per la pay-tv nel settore della trasmissione via satellite e, a causa del controllo dell'infrastruttura dei decodificatori da parte di Bertelsmann e Kirch, ad un ulteriore rafforzamento della posizione dominante di Premiere sul mercato della televisione a pagamento. La posizione dominante di Premiere sul mercato della pay-tv darà inoltre luogo ad un ulteriore rafforzamento della posizione dominante di BetaDigital sul mercato dei servizi tecnici per la pay-tv trasmessa via satellite nell'area di lingua tedesca. Se si ritiene che i servizi tecnici per la trasmissione via satellite e via cavo costituiscono un solo mercato, la concentrazione progettata, unitamente alla parallela concentrazione Deutsche Telekom/BetaResearch, creerà un duopolio in posizione dominante sul mercato di lingua tedesca. Né BetaDigital né Telekom saranno esposte ad una concorrenza effettiva su questo mercato. Dato l'uso di una tecnologia comune ed il legame societario tra loro esistente tramite BetaResearch, è improbabile che vi sarà concorrenza tra BetaDigital e Telekom.
VI. EVOLUZIONE DEL PROGRESSO TECNICO ED ECONOMICO
(119) Le parti sostengono che solo mettendo in comune le risorse di Bertelsmann e Kirch è possibile allestire l'infrastruttura necessaria affinché la televisione digitale possa affermarsi. La predisposizione di una base di decodificatori comporterebbe un costo pari a circa [500 1 000] DEM per ciascuna famiglia abbonata, vale a dire costi pari a circa [1,5 10] miliardi di DEM nell'ipotesi di [3 10] milioni di abbonati in dieci anni. A tali costi andrebbero ad aggiungersi ulteriori investimenti per [50 300] milioni di DEM per la costituzione del centro di trasmissione digitale e per la tecnologia di accesso condizionato. Vanno infine considerati anche gli investimenti relativi ai programmi, che nei prossimi anni dovrebbero ammontare a svariati miliardi di DEM. Tuttavia, una volta allestita un'infrastruttura digitale grazie agli investimenti realizzati dalle parti, altri operatori sarebbero in grado di offrire tutta una serie di servizi accessori con una spesa relativamente contenuta, tanto più che con l'affermarsi della televisione a pagamento digitale i telespettatori saranno sempre meno restii a pagare un supplemento per avere accesso a nuovi canali.
(120) Queste affermazioni delle parti sollevano notevoli perplessità già sul piano dei fatti. È effettivamente probabile che, quantomeno nei primi anni della televisione digitale, gli utenti tenderanno a noleggiare piuttosto che acquistare i decodificatori necessari, i quali dovranno pertanto essere prefinanziati. I costi di tale operazione non possono tuttavia essere dell'ordine di grandezza menzionato dalle parti. Attualmente il canone di locazione di una d-box ammonta a circa [10 30] DEM. Nell'allegato 2c dell'accordo tra CLT-UFA e Taurus, il prezzo di acquisto di una d-box Nokia tra l'agosto 1995 ed il dicembre 1999 viene stimato pari a circa [400 1 000] DEM. Considerando canoni di locazione mensili di [10 30] DEM ([100 400] DEM l'anno), il prezzo d'acquisto da prefinanziare verrebbe ammortizzato già dopo [1 5] anni. È solo durante tale periodo che dovrebbero essere sostenute spese per interessi, le quali tenderebbero comunque a ridursi con l'aumento del numero di riscossioni del canone. Dopo [1 5] anni, il canone percepito per la locazione di un decodificatore costituirebbe già un profitto. Questa ipotesi appare confermata dal piano aziendale di Premiere del 7 novembre 1997 [. . .], dove alla voce «finanziamenti necessari per i decodificatori» figurano per il 1998 costi pari a [100 200] milioni di DEM, che diminuiscono progressivamente per arrivare a [10 30] milioni di DEM nel 2002. I costi per il periodo di cinque anni considerato ammontano quindi, nell'ipotesi di [2 5] milioni di abbonati, a [200 500] milioni di DEM. Evidentemente, nell'indicare i costi relativi alla base di decodificatori, le parti hanno omesso di prendere in considerazione i canoni di locazione. Ad ogni modo, tali costi non sono dell'ordine di grandezza indicato dalle parti.
(121) Sebbene Bertelsmann e Kirch sostengano di essere le sole a poter offrire, insieme, una gamma di programmi sufficientemente interessanti per garantire il successo della televisione digitale, non hanno fornito prove tangibili a sostegno di tale affermazione. Di fatto, questa situazione si produrrebbe se, da un lato, Kirch decidesse di riservare esclusivamente a Premiere le sue risorse di programmi ed in particolare i diritti sui programmi di maggiore richiamo (premium) e, dall'altro, a causa di una simile politica di isolamento, dovesse trovarsi in difficoltà economiche a causa degli ingenti impegni finanziari assunti con gli output deals conclusi. Tuttavia, una situazione del genere, che si prospettava prima dell'accordo tra Bertelsmann e Kirch, non è necessariamente inevitabile.
(122) Infine, per quanto le parti contribuiscano effettivamente al successo della diffusione della televisione digitale grazie all'installazione di una infrastruttura digitale, nonché all'offerta congiunta di programmi interessanti, va osservato, come già esposto in precedenza, che proprio attraverso questa azione comune esse determinano una preclusione del futuro mercato della pay-tv digitale e ne assumono durevolmente il controllo. La concentrazione in esame elimina in tal modo la possibilità che il mercato in oggetto possa svilupparsi all'insegna della concorrenza. Per quanto la concentrazione contribuisca alla diffusione della televisione digitale e quindi al progresso tecnico ed economico, tale contributo non è rilevante sotto il profilo del regolamento sulle concentrazioni. A tale proposito va osservato che il criterio del progresso tecnico ed economico di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera b), si applica a condizione che non costituisca impedimento alla concorrenza. Inoltre, appare estremamente dubbio che la concentrazione contribuisca effettivamente in senso positivo all'evoluzione del progresso tecnico ed economico. Tenuto conto della preclusione del mercato e del controllo che ne assumerebbero le parti, altri eventuali fornitori di pay-tv digitale e di servizi multimediali non possono infatti svilupparsi liberamente e senza incontrare ostacoli. C'è da temere piuttosto che una simile situazione possa frenare l'evoluzione della televisione digitale e di altri servizi digitali sotto il profilo tecnico ed economico.
VII. IMPEGNI PROPOSTI DALLE PARTI
1. Impegni proposti
(123) Con lettere del 28 aprile e del 4 maggio 1998 le parti hanno proposto di assumere una serie di impegni destinati ad ovviare alle obiezioni mosse nei confronti del progetto di concentrazione. Si illustrano qui di seguito gli elementi essenziali degli impegni proposti.
a) Diritti sui programmi
(124) Il 25 % dei diritti di trasmissione in pay-tv oggetto degli «output deals» di Kirch e CLT-UFA con le case produttrici di Hollywood [. . .] verrebbe messo a disposizione di terzi per un determinato periodo. Ogni anno si svolgerebbe una gara per i diritti relativi a due anni dopo. Il 25 % dei diritti di ciascuna casa di produzione comprenderebbe sempre il 25 % dei diritti di pay-tv per le categorie [. . .]. Il prezzo dei diritti di pay-tv verrebbe stabilito sulla base dei contratti conclusi con gli «Studios» di Hollywood, vale a dire del prezzo pagato dal maggiore operatore di pay-tv attivo sul mercato in questione. Gli «Studios» stessi non sarebbero ammessi alla gara come acquirenti. L'offerta relativa alla cessione di una scelta del 25 % dei diritti di trasmissione in pay-tv facenti parte dei contratti sull'intera produzione è valida per tutto il tempo durante il quale Premiere rimarrà titolare di cinque dei sette «output deals» per i diritti di pay-tv, ma al più tardi fino al 1° gennaio 2003.
b) Struttura dei pacchetti di programmi
(125) Premiere liberalizzerebbe la sua offerta di programmi, rinunciando ad imporre l'abbonamento al proprio pacchetto di base come condizione per abbonarsi ai suoi canali cinematografici e sportivi. Questo impegno vale finché non si sia insediata nel mercato una seconda piattaforma dotata di pacchetti di programmi di grande richiamo («premium»), ma al più tardi fino al 1° gennaio 2003.
c) Operatori di reti cablate
(126) I partecipanti alla concentrazione sono pronti a collaborare con gli operatori di reti cablate nell'attività di distribuzione. Questa include, oltre alla ricerca di nuovi clienti, la fornitura di informazioni e servizi ausiliari nel lavoro di commercializzazione. I rapporti con i clienti continuerebbero però a far capo a Premiere. Gli operatori di reti cablate otterrebbero un adeguato compenso finanziario per la loro opera.
d) Diritti di pay-tv e free tv
(127) Premiere acquisterebbe per proprio conto i diritti di pay-tv che le occorrono e non acquisterebbe alcun diritto di trasmissione in free tv, in modo che non avvengano acquisti abbinati di diritti di pay-tv e free tv tramite Premiere.
e) BetaResearch
(128) Telekom si propone di costituire un comitato di esperti tecnici aperto a tutte le imprese che si occupino di televisione digitale. Le raccomandazioni di tale comitato verrebbero messe in atto sul modello degli accordi già esistenti tra Bertelsmann, Kirch, Telekom, ARD e ZDF. I soci di BetaResearch sono inoltre disposti a lasciare ad imprese terze, tramite una holding intermedia, fino al 25 % del capitale sociale. Alle partecipazioni di terzi non sarebbero però collegati diritti di veto, mentre i diritti di veto finora detenuti da Bertelsmann, Kirch e Telekom permarrebbero. Le parti ribadiscono il ruolo guida di Kirch, in particolare per quanto riguarda la nomina dei dirigenti.
(129) BetaResearch concederebbe immediatamente, a richiesta, a chiunque gliela chieda al fine di prestare servizi di decodifica per sé o a favore di terzi, una licenza per il sistema di accesso condizionato (licenza obbligatoria) sulla base di un contratto tipo aperto a tutti. Qualora non si riuscisse a raggiungere un accordo sulle condizioni, e in particolare sui canoni di licenza, sulla loro congruità deciderebbe inappellabilmente un organo arbitrale.
(130) BetaResearch si impegna a rendere pubblica, entro la fine del 1998, l'interfaccia API della rete d-box (in appresso «native API») e a sottomettersi alle decisioni di un organo arbitrale in caso di controversia sulla concessione di licenze. Inoltre BetaResearch si impegna ad integrare la «native API» con l'interfaccia che sarà standardizzata dalla DVB, non appena la DVB avrà definito lo standard in questione. BetaResearch riprenderebbe inoltre tutti i futuri standard DVB.
(131) BetaResearch concederebbe licenze di produzione a condizioni standardizzate ad ogni produttore interessato e si sottometterebbe al giudizio di un organo arbitrale in caso di controversia sulle condizioni. I decodificatori potrebbero essere offerti sul mercato a condizione di superare un «technical verification test» da parte di BetaResearch. La certificazione dei produttori potrebbe essere effettuata, entro due tre anni, da terzi indipendenti.
f) BetaDigital
(132) Qualora terzi intendessero usufruire dei servizi di BetaDigital e non riuscissero a mettersi d'accordo sulle condizioni, anche BetaDigital si sottometterebbe al giudizio inappellabile di un organo arbitrale.
2. Valutazione
a) Diritti sui programmi
(133) È improbabile che un potenziale operatore di pay-tv deciderebbe di entrare sul mercato sulla base del 25 % dei diritti di pay-tv compresi negli «output deals» oggetto dell'offerta. Qualsiasi terzo dovrebbe infatti pagare il prezzo valido per Premiere. Poiché questo si fonda sul numero degli abbonati di Premiere (con la garanzia di un numero minimo di abbonati), un nuovo operatore si assumerebbe un rischio assai rilevante, che crescerebbe costantemente con il probabile rapido aumento del numero degli abbonati della stessa Premiere. Secondo la proposta delle parti un terzo interessato dovrebbe decidere entro una determinata data, ogni anno, quanti diritti intende acquisire per il secondo anno dopo quello in corso. Un terzo potrebbe quindi acquistare oggi solo diritti per l'anno 2000 e non per prima. Ma nel 2000 Premiere, secondo il suo piano aziendale, dovrebbe avere circa [. . .] milioni di abbonati ed è questa la base sulla quale dovrebbe essere calcolato il prezzo. Un terzo dovrebbe allora pagare circa 2,3 milioni di USD per ogni film. In questo contesto va tenuto presente che le case produttrici di Hollywood sono escluse, nell'impegno proposto, dal novero dei concorrenti al (ri)acquisto dei diritti. In questo modo le parti hanno escluso a priori proprio gli unici compratori potenziali che sarebbero presumibilmente in grado di permettersi di assumere il rischio dell'acquisizione dei diritti. Inoltre l'offerta è limitata nel tempo alla fine dell'anno 2002. I diritti potrebbero quindi di fatto essere ceduti per un periodo di tre anni. Va altresì tenuto presente che l'impegno riguarda esclusivamente gli «output deals» con le «Majors» di Hollywood: i diritti sulle manifestazioni sportive, che accanto ai film di grande richiamo costituiscono un ingrediente di decisiva importanza per un canale «premium», ne sono esclusi. In definitiva l'impegno non è atto ad offrire un'opportunità per la costituzione di una seconda piattaforma di offerta di programmi.
b) Struttura dei pacchetti di programmi
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(134) Le parti fanno valere che l'ingresso nel mercato di potenziali offerenti di pacchetti di base e di programmi sportivi viene facilitata se gli abbonati non sono costretti, come condizione per ottenere un abbonamento ai canali cinematografici «premium» e sportivi di Premiere, a sottoscrivere innanzitutto un abbonamento al pacchetto di base della stessa Premiere. Questo impegno può effettivamente rendere più agevole, per una piattaforma di programmi alternativa, la conquista di abbonati ad un pacchetto di base in concorrenza con quello di Premiere. Esso non darebbe invece che uno scarso contributo al sorgere stesso di una simile piattaforma alternativa, in quanto questa potrebbe costituirsi solo mettendo insieme dei canali di grande richiamo («anchor channels»).
c) Operatori di reti cablate
(135) Le parti hanno offerto solo di collaborare nella distribuzione con gli operatori di reti cablate. Questi continuano perciò a vedersi preclusa la possibilità di una commercializzazione in proprio di Premiere, e quindi l'instaurazione di un rapporto diretto con i clienti, nonché la possibilità di scomposizione e ricomposizione dei pacchetti di programmi. Perché gli operatori di reti cablate potessero costituire una piattaforma di programmi alternativa sarebbe però necessario - oltre ad una collaborazione con Telekom, vista la struttura attuale della rete - almeno che essi avessero il diritto di acquisire i singoli pacchetti di programmi offerti da Premiere, e in particolare i canali cinematografici e sportivi di maggior richiamo, di unirli a canali di terzi e di offrirli in tale forma ai propri clienti via cavo.
d) Diritti di pay-tv e free tv
(136) Così come è formulato, l'impegno permette a Premiere di acquistare i diritti occorrenti non solo presso altri fornitori, ma anche da Kirch e CLT-UFA. Sarebbe quindi possibile per Kirch e CLT-UFA acquistare esse stesse diritti di pay-tv e free tv combinati. L'impegno è quindi privo di significato.
e) BetaResearch
(137) L'offerta di Telekom di costituire un comitato di esperti tecnici non rappresenta altro che l'apertura a terzi del già esistente comitato di esperti cui partecipano ARD e ZDF. Va tenuto presente che, ai termini dell'accordo con ARD e ZDF, il comitato è chiamato a deliberare in merito alle questioni relative allo sviluppo tecnico, ma non ha il potere di imporre la messa in atto delle proprie raccomandazioni.
(138) Con l'offerta a terzi, secondo la proposta delle parti, della possibilità di acquisire una partecipazione in BetaResearch, si potrebbe conseguire una certa trasparenza delle decisioni riguardanti lo sviluppo futuro della tecnologia. Poiché tuttavia la partecipazione di terzi sarebbe limitata al 25 % e alla holding intermedia non verrebbe concesso alcun diritto di veto, Bertelsmann e Kirch, in quanto fornitori dominanti di televisione a pagamento, e Telekom, in quanto operatore dominante di reti cablate, manterrebbero il controllo congiunto di BetaResearch e quindi il controllo dell'evoluzione tecnica.
(139) L'introduzione di una licenza obbligatoria per il sistema di controllo dell'accesso e di una procedura arbitrale per la risoluzione delle controversie sulle condizioni, e in particolare sui canoni di licenza, potrebbe in qualche misura contribuire a far sì che i terzi vengano trattati senza discriminazioni nella concessione di licenze. Questo impegno non altera però in alcun modo il fatto che lo sviluppo della tecnologia per la quale vengono concesse le licenze è controllato da Bertelsmann, Kirch e Telekom. Per quanto riguarda l'obbligo di BetaResearch di rendere pubblica, entro la fine del 1998, l'interfaccia API della rete di d-box e di sottomettersi ad un organo arbitrale in caso di controversie sulla concessione di licenze, nonché di integrare nell'interfaccia che sarà standardizzata dalla DVB, non appena questa sarà stata definita, la «native API», si tratta essenzialmente dell'esplicitazione per iscritto di qualcosa che le parti avevano già dichiarato essere nelle loro intenzioni. L'impegno di BetaResearch a concedere licenze di produzione a condizioni standardizzate ad ogni produttore interessato e di sottomettersi al giudizio di un organo arbitrale in caso di controversia sulle condizioni può certo contribuire all'instaurazione di una concorrenza tra produttori di decodificatori; rimane tuttavia inalterato il fatto che Bertelsmann e Kirch, quali fornitori di televisione a pagamento in posizione dominante, e Telekom, quale fornitore dominante di reti cablate, controllano lo sviluppo della tecnologia dei decodificatori.
f) BetaDigital
(140) L'impegno di BetaDigital di attenersi anch'essa alle decisioni inappellabili di un organo arbitrale in caso di controversia sulle condizioni non altera per nulla il fatto che BetaDigital deterrà una duratura posizione di monopolio sul mercato dei servizi tecnici per la pay-tv via satellite.
g) Valutazione complessiva
(141) Con gli impegni proposti le parti assicurano sotto il profilo tecnico una certa trasparenza e l'accesso alla tecnologia della d-box. Le parti non sono però disposte a rinunciare al controllo esclusivo che esercitano su detta tecnologia e specialmente sul suo sviluppo futuro. Gli impegni proposti non sono neppure atti ad offrire opportunità realistiche di costituzione di una piattaforma alternativa di offerta di programmi e di commercializzazione nel settore della pay-tv. Premiere continuerà ad essere in grado di dettare le condizioni per l'ingresso sul mercato di terzi. Al tempo stesso, senza la possibilità di una piattaforma alternativa di programmi, gli impegni offerti per quanto riguarda gli aspetti tecnici, almeno per quanto concerne la concessione di licenze per il sistema di controllo dell'accesso, perdono ulteriormente valore, in quanto senza una seconda piattaforma di programmi non ci si può neppure attendere che possa essere creata una piattaforma tecnica alternativa.
3. Ulteriori impegni proposti
(142) Il 13 maggio 1998 le parti hanno integrato e ampliato gli impegni offerti in precedenza come segue:
a) Operatori di reti cablate
(143) Oltre alla collaborazione nella distribuzione già offerta, Premiere concederebbe agli operatori di reti cablate, a determinate condizioni, il diritto di commercializzare i suoi programmi e quindi la possibilità di instaurare un rapporto diretto con i clienti. I produttori di programmi per free tv, pay-tv e pay-per-view sono tuttavia esclusi per principio dalla partecipazione alla commercializzazione. Questa non avverrebbe in esclusiva, vale a dire che Premiere e gli operatori di reti cablate si troverebbero in concorrenza tra loro nella commercializzazione di Premiere presso i clienti. I dati dei clienti acquisiti dai cablodistributori dovrebbero però essere messi a disposizione di Premiere affinché questa possa inserirli nel suo SMS, in modo da poter proporre anche a tali clienti offerte e servizi supplementari (quali il pay-per-view) e trasmettere loro le informazioni generali destinate alla clientela. È esclusa la commercializzazione da parte di operatori di reti cablate delle offerte di pay-per-view di Premiere.
(144) I cablodistributori devono offrire pacchetti della stessa composizione di quelli di Premiere. Non è consentita la scomposizione dei programmi all'interno dei singoli pacchetti e neppure della struttura dei pacchetti di Premiere nel suo complesso. Gli operatori di reti cablate possono invece commercializzare nel contempo pacchetti di programmi e singoli programmi di altri produttori. A seguito della rinuncia di Premiere all'abbinamento del pacchetto di base con i pacchetti «premium» (cfr. considerando 125), i clienti dei cablodistributori avrebbero la possibilità di abbonarsi, oltre che alle combinazioni di pacchetti di Premiere, anche ad un pacchetto di base proprio del cablodistributore stesso. L'acquisto di tale pacchetto non può però costituire una condizione per ottenere un abbonamento ai programmi di Premiere. Il prezzo dei pacchetti di Premiere per gli operatori di reti cablate verrebbe fissato sulla base del prezzo di vendita praticato da Premiere sul mercato via cavo, deducendo i costi risparmiati per aver affidato a terzi la commercializzazione. I cablodistributori devono offrire decodificatori d-box a noleggio identici a quelli di Premiere e attingere, fino ad esaurimento, al contingente di decodificatori Nokia (un milione di pezzi).
(145) I cablodistributori non devono abusare della libertà loro concessa nell'offerta dei programmi via cavo per limitare la commercializzazione dei programmi di Premiere sotto il profilo della capacità: sono cioè tenuti ad assumersi la commercializzazione dell'intera gamma di pacchetti di Premiere. In caso contrario Premiere non ha l'obbligo di cederne la commercializzazione. In caso di strozzature di capacità, Premiere e gli operatori di reti cablate sono tenuti a conformarsi alle direttive degli organismi dei Länder competenti per i media ovvero a mettersi d'accordo su un'altra procedura obiettiva per l'assegnazione delle capacità.
b) Reti cablate
(146) Il 20 maggio 1998 Telekom ha inoltre dichiarato che avrebbe tenuto a disposizione di un eventuale terzo fornitore di programmi due canali digitali sull'iperbanda al più tardi fino al 31 dicembre 1999. Telekom è inoltre pronta ad ampliare, in collaborazione con gli operatori di reti di livello 4, la capacità dei cavi sulla banda IV, ma solo laddove è possibile un rifinanziamento da parte dei cablodistributori (reti di livello 3 e 4).
c) BetaResearch
(147) Per quanto riguarda l'offerta di una partecipazione in BetaResearch a terzi, tramite una holding intermedia (cfr. considerando 128), tutti i soci (ossia Bertelsmann, Kirch, Telekom e la holding intermedia) devono avere gli stessi diritti. Per la determinazione della maggioranza in caso di voto valgono le disposizioni di legge (nessun quorum particolare). I diritti speciali riconosciuti finora ai singoli soci sono soppressi.
4. Valutazione
a) Operatori di reti cablate
(148) I nuovi impegni proposti dalle parti non sono atti a creare le condizioni per il sorgere di una piattaforma alternativa di offerta e di commercializzazione di programmi, come pure di una piattaforma tecnica alternativa nel settore della distribuzione via cavo. Nella loro lettera di accompagnamento le parti stesse affermano che «i partner per una messa in atto economicamente redditizia di queste forme di commercializzazione non esistono attualmente nel mercato tedesco ovvero, almeno in passato, non si sono dimostrati affatto disposti a compiere gli investimenti necessari per la realizzazione delle infrastrutture corrispondenti». In realtà, data l'attuale struttura delle reti cablate, non è possibile per gli operatori privati di reti cablate costituire una propria piattaforma di offerta e di commercializzazione di programmi e una propria piattaforma tecnica.
(149) Come illustrato al considerando 63, gli operatori privati di reti cablate sono in grande maggioranza attivi solo al livello di rete 4 (cablaggio delle abitazioni, isole cablate). Le reti di livello 3 (distribuzione dalle stazioni di testa fino ai confini delle proprietà private) sono quasi tutte di proprietà della Telekom. Attualmente i cablodistributori privati dipendono quindi, di norma, dai servizi a monte di Telekom al livello di rete 3. Ma la creazione di una piattaforma alternativa dei cablodistributori privati è impossibile senza l'uso del livello di rete 3. A causa della frammentazione della rete cablata tedesca e della posizione di Telekom di gestore praticamente unico delle reti di distribuzione di livello 3, gli operatori privati di reti cablate sono quindi al momento attuale nell'impossibilità di offrire una piattaforma di programmi alternativa in concorrenza con Premiere.
(150) Nel corso del presente procedimento Telekom non si è mostrata disposta a instaurare una collaborazione con i cablodistributori privati per la costituzione di una piattaforma cablata alternativa o almeno a cedere loro l'uso del livello di rete 3. Telekom ha sì dichiarato in data 22 maggio 1998, rispondendo ad una domanda su come si potesse superare la separazione tra i livelli di rete 3 e 4, che coloro (fornitori di programmi, operatori di reti di livello 4 che avessero voluto fruire delle prestazioni di Telekom per una piattaforma cablata digitale e una piattaforma di commercializzazione digitale avrebbero potuto concludere con la Telekom stessa appositi contratti. Qualora gli operatori di reti di livello 4 lo desiderassero, la separazione tecnica e di gestione tra livello 3 e livello 4 avrebbe potuto essere superata anche attraverso la combinazione delle prestazioni di operatori di livello 3 e 4. Queste dichiarazioni sono però rimaste così vaghe e generiche da non poter costituire una base sufficiente per attendersi che la separazione tra i livelli di rete 3 e 4 possa essere superata fino a permettere la costituzione di una piattaforma di offerta e di commercializzazione di programmi da parte degli operatori del livello 4. In particolare, per quanto riguarda la prospettata combinazione delle prestazioni rispettive di Telekom e degli operatori di livello 4 e con quali modalità tecniche ed economiche tale combinazione potrebbe diventare effettivamente operativa. Rimane del tutto indefinito se gli operatori di livello 4 avrebbero un proprio accesso al livello 3 e in particolare se avrebbero la possibilità di gestire un sistema ad accesso condizionato e come ciò potrebbe essere reso tecnicamente possibile. Sulla base delle dichiarazioni di Telekom, quindi, si deve continuare a presupporre che in ultima analisi Telekom intenda prestare i servizi tecnici necessari solo in proprio e che gli operatori del livello 4 continuerebbero a dipendere dalla Telekom stessa. Ciò significa anche, in particolare, che sarebbe preclusa la costituzione di una piattaforma tecnica alternativa, poiché la gestione del sistema di accesso condizionato nella rete cablata rimarrebbe a Telekom. È quindi altamente probabile che il superamento della separazione tra i livelli di rete 3 e 4 sarebbe realizzabile solo dopo la ristrutturazione e la privatizzazione delle reti cablate di Telekom, qualora esse, una volta scorporate, venissero gestite da società regionali con la partecipazione dei cablodistributori privati. Telekom non ha rilasciato però alcuna dichiarazione vincolante in merito alla data e alla forma dell'eventuale ristrutturazione. La ristrutturazione e la privatizzazione avranno quindi prevedibilmente luogo solo in un momento in cui il vantaggio di Premiere, grazie al patrimonio di abbonati che sarà riuscita a costituirsi, sarà così grande che piattaforme alternative potrebbero solo difficilmente affermarsi sul mercato.
(151) Inoltre, sulla base degli impegni proposti i cablodistributori non sarebbero neppure in grado di offrire programmi in pay-tv con le stesse possibilità concorrenziali di Premiere. Infatti essi non potrebbero proporsi come fornitori di programmi di pay-tv ed offrire, ad esempio, programmi regionali da loro prodotti: essi potrebbero offrire programmi supplementari solo commercializzando canali di terzi. Inoltre essi non potrebbero né commercializzare le offerte di pay-per-view di Premiere né offrire una propria scelta di programmi in pay-per-view, mentre è proprio attraverso l'offerta di pay-per-view, visto che i diritti per questa modalità di trasmissione non sono venduti in esclusiva, che potrebbe più facilmente essere organizzata una pay-tv autonoma. Infine, i pacchetti di Premiere dovrebbero essere offerti tali e quali, il che renderebbe i cablodistributori completamente dipendenti dalla stessa Premiere per quanto riguarda il parametro essenziale costituito dalla scelta della composizione dei pacchetti.
(152) Gli operatori di reti cablate dovrebbero inoltre mettere a disposizione di Premiere i dati dei loro clienti, senza alcuna contropartita da parte di Premiere. La comunicazione dei dati dei clienti è tuttavia una prassi del tutto insolita nel settore, che assicura a Premiere un notevole vantaggio competitivo. Il calcolo del prezzo, effettuato deducendo dal prezzo di vendita di Premiere i costi risparmiati grazie alla commercializzazione da parte di terzi, racchiude in sé il pericolo che i programmi di Premiere non possano essere commercializzati a condizioni redditizie dai cablodistributori. Rimane del tutto imprecisato chi sarebbe chiamato a determinare l'ammontare dei costi risparmiati e secondo quali criteri questi sarebbero definiti.
b) Reti cablate
(153) Il fatto che due canali digitali nell'iperbanda vengano riservati all'utilizzazione da parte di potenziali terzi fornitori di programmi può sì contribuire in teoria, grazie alla capacità aggiuntiva che verrebbe in tal modo messa a disposizione, alla concorrenza sotto il profilo dell'offerta di programmi. Una simile misura non è però di per sé idonea ad aprire una reale possibilità di creazione di una piattaforma alternativa di programmi sulle reti cablate. Sembra straordinariamente difficile costituire tale piattaforma nell'arco di un anno e mezzo soltanto. Del resto i cablodistributori privati, se vogliono commercializzare Premiere, non sono autorizzati ad offrire propri programmi di pay-tv e dovrebbero quindi limitarsi a commercializzare canali di terzi: le loro possibilità di costituire una piattaforma di programmi che occupi i due canali sono perciò fortemente ridotte. D'altra parte un fornitore di programmi che volesse costituire una piattaforma sulla base del 25 % dei diritti di pay-tv offerti non potrebbe usufruire di tali diritti prima del 2000. Egli dovrebbe inoltre, se volesse utilizzare i due canali, sottoscrivere un contratto decennale, pur avendo accesso solo fino alla fine del 2002 al 25 % dei diritti di pay-tv provenienti dagli output deals offerto dalle parti. La messa a disposizione di capacità aggiuntive prospettata da Telekom attraverso l'ampliamento della banda IV non trova riscontro in preparativi concreti ed è da considerare quindi solo come una generica dichiarazione d'intenti.
c) BetaResearch
(154) L'impegno a riconoscere gli stessi diritti a tutti i soci di BetaResearch, compresa la holding intermedia che riunirebbe i terzi, potrebbe essere in linea di principio idoneo a risolvere il problema del controllo della tecnologia da parte dei fornitori di programmi. Se il diritto di veto dei gestori di pay-tv CLT-UFA e Kirch viene soppresso e tutti i soci hanno gli stessi diritti, negli organi sociali sono possibili, sotto il profilo formale, maggioranze diverse. Va tuttavia considerato che il numero dei soci di BetaResearch sarebbe limitato a quattro, visto che i terzi potrebbero acquisire una partecipazione solo tramite la holding intermedia. Una decisione a maggioranza potrebbe dunque essere presa solo con il consenso di almeno tre dei quattro soci. Ciò significa che CLT-UFA e Kirch insieme sarebbero sempre in grado di bloccare una deliberazione e conserverebbero la possibilità di imporre insieme i loro interessi, impedendo la presa di una decisione a loro sgradita. La holding intermedia dei terzi potrebbe far valere i propri interessi nei confronti dei gestori di pay-tv CLT-UFA e Kirch unicamente alleandosi con Telekom, in modo da votare di concerto contro CLT-UFA e Kirch e bloccare così qualunque decisione a maggioranza. Sembra però naturale che Telekom, visto che presterà servizi tecnici per la pay-tv sulla base della tecnologia d-box, avrà più interessi in comune con CLT-UFA e Kirch piuttosto che con la holding intermedia dei terzi. Se ne deduce che le possibilità di CLT-UFA e Kirch, come fornitori di pay-tv in posizione dominante, e di Telekom, come operatore dominante di reti cablate, di controllare insieme la tecnologia e la sua ulteriore evoluzione sarebbero sì limitate sotto il profilo formale, ma continuerebbero a sussistere immutate in pratica.
d) Valutazione complessiva
(155) Da quanto precede risulta che gli impegni proposti non sono sufficienti, anche nella loro versione ampliata, per risolvere i problemi esistenti sotto il profilo della concorrenza. Tali impegni non sono infatti idonei ad offrire una possibilità realistica di costituzione di una piattaforma alternativa di offerta e di commercializzazione di programmi via cavo da parte dei cablodistributori privati. Ciò significa al tempo stesso che è esclusa la nascita di una piattaforma tecnica alternativa sulle reti cablate, dato che Telekom rimarrebbe l'unico gestore del sistema di accesso condizionato sul cavo. È vero che l'allargamento a terzi della cerchia dei soci di BetaResearch, con la contestuale soppressione dei diritti di veto e dei diritti speciali riconosciuti ai soci attuali, rappresenta una concessione importante, poiché in tal modo verrebbe modificato l'assetto strutturale che garantisce il controllo della tecnologia e del suo ulteriore sviluppo. Ma poiché l'impossibilità di una piattaforma alternativa di offerta di programmi rende impossibile anche la nascita di una piattaforma tecnica alternativa, l'impegno proposto per quanto riguarda BetaResearch non è sufficiente, neppure in combinazione con gli impegni già proposti in precedenza dalle parti in materia di licenza del sistema di accesso condizionato, API e licenza di produzione, ad evitare una posizione dominante duratura di Telekom sul mercato della prestazione di servizi tecnici per la pay-tv sulle reti cablate e un rafforzamento duraturo della sua posizione dominante sul mercato delle reti cablate, a danno dei cablodistributori privati.
VIII. CONCLUSIONE
(156) Per i motivi suesposti, è da ritenere che il progetto di concentrazione in oggetto determini la creazione o il rafforzamento di una posizione dominante con il risultato di ostacolare una concorrenza effettiva in una parte sostanziale del mercato comunitario. La concentrazione deve pertanto essere dichiarata incompatibile con il mercato comune a norma dell'articolo 8, paragrafo 2, del regolamento sulle concentrazioni,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La concentrazione notificata, consistente nell'assunzione del controllo congiunto, da parte delle imprese CLT-UFA SA e Taurus Beteiligungs-GmbH & Co. KG, delle imprese Premiere Medien GmbH & Co. KG, BetaDigital Gesellschaft für digitale Fernsehdienste mbH e BetaResearch Gesellschaft für Entwicklung und Vermarktung digitaler Infrastrukturen mbH è dichiarata incompatibile con il mercato comune e con il funzionamento dell'accordo SEE.
Articolo 2
Sono destinatarie della presente decisione:
CLT-UFA SA
Boulevard Pierre Frieden, 45
L-2850 Luxembourg
Taurus Beteiligungs-GmbH & Co.KG (KirchGruppe)
Robert-Bürkle-Strasse 2
D-85737 Ismaning
Fatto a Bruxelles, il 27 maggio 1998.

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