Document ID: 32009L0158

DIRETTIVA 2009/158/CE DEL CONSIGLIO
del 30 novembre 2009
relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova
(versione codificata)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 37,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo (1),
considerando quanto segue:
(1)
La direttiva 90/539/CEE del Consiglio, del 15 ottobre 1990, relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova di cova (2) ha subito numerose e sostanziali modificazioni (3). È opportuno, per motivi di chiarezza e di razionalizzazione, procedere alla codificazione di tale direttiva.
(2)
I volatili, in quanto animali vivi, e le uova da cova, in quanto prodotti animali, sono compresi nell’elenco dei prodotti di cui all’allegato I del trattato.
(3)
Per garantire uno sviluppo razionale della produzione di pollame ed aumentare in tal modo la produttività del settore, è opportuno fissare a livello comunitario talune norme di polizia sanitaria relative agli scambi intracomunitari di pollame e di uova da cova.
(4)
L’allevamento del pollame rientra nel quadro delle attività agricole e costituisce una fonte di reddito per una parte della popolazione rurale.
(5)
Per favorire gli scambi intracomunitari di pollame e di uova da cova, è opportuno sopprimere le disparità esistenti negli Stati membri in materia di polizia sanitaria.
(6)
Per consentire lo sviluppo armonioso degli scambi intracomunitari, è opportuno definire un regime comunitario applicabile alle importazioni in provenienza dai paesi terzi.
(7)
È opportuno, in generale, escludere dall’ambito d’applicazione del presente regolamento scambi specifici quali mostre, concorsi, competizioni.
(8)
Nelle attuali condizioni dell’allevamento avicolo moderno il miglior modo di promuovere lo sviluppo armonioso degli scambi intracomunitari di pollame e uova da cova consiste nel garantire un controllo degli stabilimenti di produzione.
(9)
È opportuno lasciare alle competenti autorità degli Stati membri la facoltà di riconoscere gli stabilimenti che soddisfano le norme previste dalla presente direttiva e di vigilare sul rispetto della loro applicazione.
(10)
Il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (4), prevede norme di commercializzazione per i prodotti nei settori delle uova e del pollame. Il regolamento (CE) n. 617/2008 della Commissione, del 27 giugno 2008, recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio con riguardo alle norme di commercializzazione per le uova da cova e i pulcini di volatili da cortile (5) ha fissato le modalità di applicazione di tale regolamento con riguardo alle norme di commercializzazione per le uova da cova e i pulcini di volatili da cortile, e in particolare per l’assegnazione di un numero distintivo di registrazione per ogni stabilimento di produzione, nonché la stampigliatura delle uova da cova. Ai fini della presente direttiva è opportuno, per motivi pratici, prendere in considerazione criteri identici per l’identificazione degli stabilimenti di produzione e la stampigliatura delle uova da cova.
(11)
Gli Stati membri dovrebbero designare i laboratori nazionali di riferimento e fornire tutti i dati e gli aggiornamenti necessari. Gli Stati membri dovrebbero mettere tutte le informazioni a disposizione degli altri Stati membri e del pubblico.
(12)
Per partecipare agli scambi intracomunitari il pollame e le uova da cova dovrebbero soddisfare taluni requisiti di polizia sanitaria, per consentire di evitare la diffusione di malattie contagiose.
(13)
È altresì opportuno fissare le norme relative al trasporto.
(14)
È opportuno prevedere che la Commissione, dati i progressi realizzati da uno Stato membro nell’eradicazione di alcune malattie del pollame, possa concedere garanzie complementari, al massimo equivalenti a quelle che lo Stato membro applica nell’ambito nazionale. In questo contesto può rivelarsi utile determinare lo statuto degli Stati membri o dei territori degli Stati membri relativamente a talune malattie che possono colpire il pollame.
(15)
Sebbene gli scambi intracomunitari di minima entità non possano, per motivi pratici, essere soggetti a tutti i requisiti comunitari, è opportuno che siano rispettate alcune norme essenziali.
(16)
Per garantire il rispetto dei requisiti previsti, è opportuno prevedere un certificato sanitario rilasciato da un veterinario ufficiale e destinato ad accompagnare il pollame e le uova da cova fino al luogo di destinazione.
(17)
Per quanto riguarda l’organizzazione e il seguito da dare ai controlli effettuati dallo Stato membro di destinazione e le misure di salvaguardia da applicare, è opportuno riferirsi alle norme generali previste dalla direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (6).
(18)
È opportuno prevedere la possibilità di controlli della Commissione, in collaborazione con le competenti autorità degli Stati membri.
(19)
La definizione di un regime comunitario applicabile alle importazioni dai paesi terzi presuppone la compilazione di un elenco di paesi terzi o di parti di essi, in provenienza dai quali possono essere importati pollame e uova da cova.
(20)
La scelta di tali paesi dovrebbe basarsi su criteri di ordine generale, quali lo stato sanitario del pollame e degli altri animali, l’organizzazione e i poteri dei servizi veterinari e la regolamentazione sanitaria vigente.
(21)
Peraltro, è opportuno non autorizzare le importazioni di pollame e di uova da cova in provenienza da paesi contaminati, o indenni da troppo poco tempo, da malattie contagiose del pollame, che presentano un pericolo per gli allevamenti della Comunità.
(22)
Le condizioni generali applicabili alle importazioni in provenienza da paesi terzi dovrebbero essere completate da condizioni particolari, fissate in funzione della situazione sanitaria di ciascuno di essi.
(23)
La presentazione, al momento dell’importazione di pollame o uova da cova, di un certificato conforme a un determinato modello costituisce uno dei mezzi efficaci per accertare l’applicazione della normativa comunitaria. Tale normativa dovrebbe comprendere disposizioni particolari, variabili a seconda dei paesi terzi, e i modelli del certificato dovrebbero essere elaborati in conseguenza.
(24)
È opportuno incaricare gli esperti veterinari della Commissione di accertare il rispetto della normativa in questione nei paesi terzi.
(25)
Il controllo all’importazione dovrebbe vertere sull’origine e sullo stato sanitario del pollame e delle uova da cova.
(26)
Al fine di tutelare la salute degli uomini e degli animali, è opportuno consentire agli Stati membri di adottare tutte le misure appropriate, comprese la macellazione e la distruzione, al momento dell’arrivo del pollame o delle uova da cova sul territorio della Comunità e durante il trasporto nel luogo di destinazione.
(27)
La costante evoluzione delle tecniche avicole richiede un periodico adattamento dei metodi di lotta contro le malattie del pollame.
(28)
Le misure necessarie per l’esecuzione della presente direttiva sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (7).
(29)
La presente direttiva fa salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale indicati nell’allegato VI, parte B,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
1. La presente direttiva definisce le norme di polizia sanitaria, che disciplinano gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova.
2. La presente direttiva non si applica al pollame destinato a mostre, concorsi o competizioni.
Articolo 2
Ai fini della presente direttiva per «veterinario ufficiale» e per «paese terzo» si intende il veterinario ufficiale e i paesi terzi quali definiti dalla direttiva 2004/68/CE del Consiglio, del 26 aprile 2004, che stabilisce norme di polizia sanitaria per le importazioni e il transito nella Comunità di determinati ungulati vivi (8).
Si applicano inoltre le seguenti definizioni; si intende per:
1)
pollame: galline, tacchini, faraone, anatre, oche, quaglie, piccioni, fagiani, pernici, e gli uccelli corridori (ratiti) allevati o tenuti in cattività ai fini della riproduzione, della produzione di carne o di uova da consumo o della fornitura di selvaggina da ripopolamento;
2)
uova da cova: le uova prodotte dai volatili, destinate all'incubazione;
3)
pulcini di un giorno: tutti i volatili di meno di 72 ore, che non sono stati ancora nutriti; tuttavia, le anatre di Barberia (Cairina moschata) o i rispettivi ibridi possono essere nutriti;
4)
pollame riproduttore: i volatili di 72 ore o più, destinati alla produzione di uova da cova;
5)
pollame da reddito: i volatili di 72 ore o più, allevati per la produzione di carne e/o di uova da consumo o per la fornitura di selvaggina da ripopolamento;
6)
pollame da macellazione: i volatili condotti direttamente al macello per essere abbattuti entro il più breve tempo e almeno entro 72 ore dal loro arrivo;
7)
branco: l’insieme dei volatili di uguale stato sanitario, tenuti in uno stesso locale o recinto e che costituiscono un’unità epidemiologica. Per il pollame in batteria il branco comprende tutti i volatili che dividono lo stesso ambiente;
8)
azienda: un impianto - che può includere uno stabilimento - utilizzato per l’allevamento o la detenzione di pollame riproduttore o da reddito;
9)
stabilimento: l’impianto o una parte di impianto situato in uno stesso luogo e destinato ai seguenti settori d'attività:
a)
stabilimento di selezione: lo stabilimento la cui attività consiste nella produzione di uova da cova destinate alla produzione di pollame riproduttore;
b)
stabilimento di moltiplicazione: lo stabilimento la cui attività consiste nella produzione di uova da cova destinate alla produzione di pollame da reddito;
c)
stabilimento di allevamento:
i)
lo stabilimento per l’allevamento del pollame riproduttore, ossia lo stabilimento la cui attività consiste nell’allevamento del pollame riproduttivo prima dello stadio riproduttivo,
oppure
ii)
lo stabilimento per l’allevamento del pollame da reddito, ossia lo stabilimento la cui attività consiste nell’allevamento del pollame ovaiolo prima dello stadio di produzione delle uova;
d)
incubatoio: lo stabilimento la cui attività consiste nell’incubazione e schiusa di uova da cova e nella fornitura di pulcini di un giorno;
10)
veterinario abilitato: il veterinario incaricato dalla competente autorità veterinaria e sotto la responsabilità della medesima dell'applicazione, in uno stabilimento, dei controlli previsti dalla presente direttiva;
11)
laboratorio riconosciuto: un laboratorio situato nel territorio di uno Stato membro, approvato dalla competente autorità veterinaria e incaricato, sotto la responsabilità della medesima, di effettuare i test diagnostici prescritti dalla presente direttiva;
12)
visita sanitaria: la visita effettuata dal veterinario ufficiale o dal veterinario abilitato, per procedere all’esame dello stato sanitario di tutto il pollame di uno stabilimento;
13)
malattie soggette a dichiarazione obbligatoria: le malattie indicate nell’allegato V;
14)
focolaio: il focolaio secondo la definizione di cui alla direttiva 82/894/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1982, concernente la notifica delle malattie degli animali nella Comunità (9);
15)
quarantena: installazione in cui il pollame è tenuto in completo isolamento, senza contatto diretto o indiretto con altri volatili, per esservi sottoposto ad un’osservazione prolungata e per subirvi varie prove di controllo nei confronti delle malattie indicate nell’allegato V;
16)
macellazione sanitaria: distruzione, soggetta a tutte le garanzie sanitarie opportune (tra cui la disinfezione), di tutti i volatili e dei prodotti infetti oppure sospetti d'infezione.
CAPO II
NORME PER GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI
Articolo 3
1. Gli Stati membri presentano alla Commissione, anteriormente al 1o luglio 1991, un piano in cui sono precisate le misure nazionali che essi intendono attuare per garantire il rispetto delle norme definite nell’allegato II, ai fini del riconoscimento degli stabilimenti per gli scambi intracomunitari di pollame e uova da cova.
La Commissione esamina i piani. Secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2, tali piani possono essere approvati oppure, prima della loro approvazione, formare oggetto di modifiche o complementi.
2. Secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2, modifiche o complementi di un programma già approvato conformemente al presente articolo, primo paragrafo, secondo comma, detto paragrafo possono:
a)
essere approvati su richiesta dello Stato membro interessato, per tener conto dell’evoluzione della situazione in tale Stato membro; o
b)
essere richiesti, per tener conto dei progressi dei metodi di prevenzione e di controllo delle malattie.
Articolo 4
Ogni Stato membro designa un laboratorio di riferimento nazionale quale responsabile del coordinamento dei metodi diagnostici previsti dalla presente direttiva e del loro uso da parte dei laboratori riconosciuti situati sul suo territorio.
Ogni Stato membro mette i dati relativi al suo laboratorio di riferimento nazionale e le loro successive modifiche a disposizione degli altri Stati membri e del pubblico.
Norme dettagliate per applicare il presente articolo in modo uniforme possono essere adottate secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2.
Articolo 5
Per essere oggetto di scambi intracomunitari:
a)
le uova da cova, i pulcini di un giorno, il pollame riproduttore e da reddito soddisfano le condizioni fissate agli articoli 6, 15, 18 e 20. Essi soddisfano inoltre tutte le condizioni fissate in applicazione degli articoli 16 e 17.
Inoltre:
i)
le uova da cova soddisfano le condizioni di cui all’articolo 8;
ii)
i pulcini di un giorno soddisfano le condizioni di cui all’articolo 9;
iii)
il pollame riproduttore e il pollame da reddito soddisfano le condizioni di cui all’articolo 10.
b)
Il pollame da macellazione soddisfa le condizioni fissate agli articoli 11, 15, 18 e 20 e quelle fissate in applicazione degli articoli 16 e 17.
c)
Il pollame, compresi i pulcini di un giorno, destinato alla fornitura di selvaggina da ripopolamento soddisfa le condizioni di cui agli articoli 12, 15, 18 e 20 e quelle fissate in applicazione degli articoli 16 e 17.
d)
per quanto riguarda la salmonellosi, il pollame destinato alla Finlandia e alla Svezia soddisfa le condizioni fissate in applicazione dell’articolo 13.
Articolo 6
Le uova da cova, i pulcini di un giorno e il pollame riproduttore e da reddito provengono:
a)
da stabilimenti che soddisfano i seguenti requisiti:
i)
devono essere riconosciuti e contrassegnati da un numero distintivo dall’autorità competente, in virtù delle norme fissate nell’allegato II, capitolo I;
ii)
all’atto della spedizione non devono essere soggetti ad alcuna misura di polizia sanitaria applicabile al pollame;
iii)
devono essere situati al di fuori di una zona soggetta, per motivi di polizia sanitaria, a misure restrittive conformi alla legislazione comunitaria, adottate in seguito ad un focolaio di una malattia alla quale il pollame è sensibile;
b)
da un branco che, al momento della spedizione, non presenta alcun sintomo clinico o sospetto di malattia contagiosa per il pollame.
Articolo 7
Ogni Stato membro redige e tiene aggiornato un elenco di enti riconosciuti ai sensi dell’articolo 6, lettera a), punto i), e dei loro numeri di registrazione e lo mette a disposizione degli altri Stati membri e del pubblico.
Norme dettagliate per applicare il presente articolo in modo uniforme possono essere adottate secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2.
Articolo 8
1. Al momento della spedizione, le uova da cova:
a)
provengono da branchi:
i)
che hanno soggiornato, da più di sei settimane, in uno o più stabilimenti della Comunità di cui all’articolo 6, lettera a), punto i);
ii)
che, se vaccinati, sono stati vaccinati alle condizioni fissate nell’allegato III;
iii)
che:
-
sono stati sottoposti ad un esame sanitario effettuato da un veterinario ufficiale o da un veterinario abilitato nel corso delle 72 ore precedenti la spedizione e, all’atto di quest’esame, non presentavano alcun sintomo clinico o sospetto di malattia contagiosa, oppure
-
sono stati sottoposti mensilmente ad un esame sanitario effettuato da un veterinario ufficiale o da un veterinario abilitato, fermo restando che l’ispezione più recente è effettuata al più presto 31 giorni prima della spedizione. Qualora si opti per questa possibilità, il veterinario ufficiale o il veterinario abilitato inoltre esamina i registri relativi allo stato sanitario del branco e valutarne lo stato corrente in base ad informazioni aggiornate fornite dal responsabile del branco durante le 72 ore precedenti la spedizione. Nel caso in cui i registri o qualsiasi altra informazione diano adito a sospetto di malattia, i branchi sono sottoposti ad un esame sanitario, effettuato da un veterinario ufficiale o da un veterinario abilitato, che escluda la possibilità di malattia contagiosa per il pollame;
b)
essere identificate conformemente al regolamento (CE) n. 617/2008;
c)
essere state sottoposte ad una disinfezione conformemente alle istruzioni del veterinario ufficiale.
2. Qualora nel branco che fornisce le uova da cova insorga, durante il periodo dell’incubazione, una malattia contagiosa del pollame che può essere trasmessa mediante le uova, è necessario informarne l’incubatoio interessato e l’autorità o le autorità competenti per l’incubatoio e il branco di origine.
Articolo 9
I pulcini di un giorno:
a)
provengono da uova da cova che soddisfano i requisiti degli articoli 6 e 8;
b)
soddisfano le condizioni di vaccinazione fissate nell’allegato III, qualora siano stati vaccinati;
c)
non presentano al momento della spedizione alcun sintomo che possa far sospettare una malattia in base all’allegato II, capitolo II, punto B, 2, lettere g) e h).
Articolo 10
Al momento della spedizione il pollame riproduttore e da reddito:
a)
ha soggiornato dopo la schiusa o da oltre 6 settimane in uno o più stabilimenti della Comunità di cui all’articolo 6, lettera a), punto i);
b)
soddisfa le condizioni di vaccinazione fissate nell’allegato III qualora sia stato vaccinato;
c)
è stato sottoposto ad un esame sanitario, effettuato da un veterinario ufficiale o da un veterinario abilitato, entro le 48 ore precedenti la spedizione, nel corso del quale non presentava alcun sintomo clinico o sospetto di malattie contagiose per il pollame.
Articolo 11
Al momento della spedizione il pollame da macellazione proviene da un’azienda:
a)
in cui ha soggiornato dopo la schiusa o da oltre 21 giorni;
b)
non soggetta ad alcuna misura di polizia sanitaria applicabile al pollame;
c)
in cui, all’atto dell’esame sanitario effettuato nei cinque giorni che precedono la spedizione dal veterinario ufficiale o abilitato sul branco di cui fanno parte i volatili destinati alla macellazione, il pollame esaminato non ha presentato alcun sintomo clinico o sospetto di malattia contagiosa per il pollame;
d)
situata al di fuori di una zona soggetta, per motivi di polizia sanitaria, a misure restrittive conformi alla legislazione comunitaria, adottate in seguito ad un focolaio di una malattia alla quale il pollame è sensibile.
Articolo 12
1. Al momento della spedizione, il pollame di più di 72 ore destinato alla fornitura di selvaggina selvatica da ripopolamento proviene da un’azienda:
a)
in cui ha soggiornato dopo la schiusa o per oltre 21 giorni e nella quale, nel corso delle due settimane che precedono la spedizione, non è stato messo in contatto con pollame recentemente introdotto;
b)
non soggetta ad alcuna misura di polizia sanitaria applicabile al pollame;
c)
in cui, all’atto dell’esame sanitario effettuato nelle 48 ore che precedono la spedizione dal veterinario ufficiale o abilitato sul branco di cui fanno parte i volatili, il pollame esaminato non presentava alcun sintomo clinico o sospetto di malattia contagiosa per il pollame;
d)
situata al di fuori di una zona soggetta, per motivi di polizia sanitaria, a divieti conformemente alla legislazione comunitaria, in seguito ad un focolaio di una malattia alla quale il pollame è sensibile.
2. Le disposizioni dell’articolo 6 non si applicano al pollame di cui al paragrafo 1.
Articolo 13
1. Per quanto riguarda la salmonellosi, per i sierotipi che non sono menzionati nell’allegato II, capitolo III A, le spedizioni di pollame da macello destinate alla Finlandia e alla Svezia sono sottoposte a un test microbiologico per campionatura nello stabilimento di origine, secondo la decisione 95/410/CE del Consiglio, del 22 giugno 1995, che stabilisce le norme relative al test microbiologico per campionatura da effettuare nello stabilimento di origine del pollame da macellazione destinato alla Finlandia e alla Svezia (10).
2. La portata del test di cui al paragrafo 1 e i metodi da seguire sono fissati sulla scorta del parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare e in base al programma operativo che la Finlandia e la Svezia devono sottoporre alla Commissione.
3. Il test di cui al paragrafo 1 non è effettuato per il pollame da macello proveniente da un’azienda cui si applica un programma riconosciuto equivalente a quello di cui al paragrafo 2 secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2.
Articolo 14
1. I requisiti degli articoli da 5 a 11 e dell’articolo 18 non si applicano agli scambi intracomunitari di pollame e uova da cova, qualora si tratti di piccole partite comprendenti meno di 20 unità, purché esse siano in conformità con il paragrafo 2 del presente articolo.
2. Il pollame e le uova da cova di cui al paragrafo 1, al momento della spedizione, provengono da branchi:
a)
che hanno soggiornato nella Comunità dalla schiusa o da almeno tre mesi;
b)
esenti, al momento della spedizione, da sintomi clinici di malattie contagiose del pollame;
c)
che, se vaccinati, soddisfano le condizioni di vaccinazione fissate nell’allegato III;
d)
non soggetti ad alcuna misura di polizia sanitaria applicabile al pollame;
e)
situati al di fuori di una zona soggetta, per motivi di polizia sanitaria, a misure restrittive conformi alla legislazione comunitaria, in seguito ad un focolaio di una malattia alla quale il pollame è sensibile.
Nel mese che precede la loro spedizione tutto il pollame della spedizione viene sottoposto, con esito negativo, alle prove sierologiche per la ricerca di anticorpi della Salmonella pullorum e della Salmonella gallinarum conformemente all’allegato II, capitolo III. Per le uova da cova o i pulcini di un giorno, nei tre mesi che precedono la spedizione il branco di origine viene sottoposto a prove sierologiche per la ricerca della Salmonella pullorum e della Salmonella gallinarum, tali da consentire di individuare, con un grado di affidabilità del 95 %, un’infezione avente una prevalenza del 5 %.
3. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano alle partite contenenti ratiti o uova da cova di ratiti.
Articolo 15
1. Per le disposizioni di pollame e di uova da cova da Stati membri o da regioni di Stati membri che praticano la vaccinazione del pollame di cui all’articolo 1 contro la malattia di Newcastle verso uno Stato membro o una regione di uno Stato membro il cui statuto è stato fissato conformemente al paragrafo 2 del presente articolo, si applicano le seguenti norme:
a)
le uova da cova provengono da branchi che:
i)
non sono vaccinati, o
ii)
sono vaccinati con vaccino inattivato, o
iii)
sono vaccinati con vaccino vivo, purché la vaccinazione sia stata effettuata almeno trenta giorni prima della raccolta delle uova da cova;
b)
i pulcini di un giorno (incluso il pollame per la fornitura di selvaggina da ripopolamento) non sono vaccinati contro la malattia di Newcastle e provengono da:
i)
uova da cova che soddisfano le condizioni di cui alla lettera a) e
ii)
incubatoi in cui i metodi di lavoro garantiscono che le uova in questione sono incubate in tempi e luoghi completamente diversi rispetto alle uova che non soddisfano le condizioni della lettera a);
c)
il pollame riproduttore e da reddito:
i)
non è vaccinato contro la malattia di Newcastle, e
ii)
è stato isolato per quattordici giorni prima della spedizione, o in un’azienda o in una stazione di quarantena controllata da un veterinario ufficiale. A tale riguardo, nessun volatile che si trovi nell’azienda d’origine o eventualmente nella stazione di quarantena è vaccinato contro la malattia di Newcastle nei ventuno giorni precedenti la spedizione e nessun volatile diverso da quelli che fanno parte della spedizione viene introdotto nell’azienda o nella stazione di quarantena durante detto periodo; inoltre, nessuna vaccinazione può essere praticata nelle stazioni di quarantena, e
iii)
è stato sottoposto, nei quattordici giorni che precedono la spedizione, a un controllo sierologico rappresentativo, con esito negativo, ai fini della ricerca di anticorpi della malattia di Newcastle secondo modalità particolareggiate fissate conformemente alla procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2;
d)
il pollame da macellazione proviene da branchi che:
i)
se non sono vaccinati contro la malattia di Newcastle, soddisfano il requisito di cui alla lettera c), punto iii),
ii)
se sono vaccinati, sono stati sottoposti, nei quattordici giorni che precedono la spedizione, ad un test effettuato ai fini dell’isolamento del virus della malattia di Newcastle secondo modalità particolareggiate fissate conformemente alla procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2.
2. Qualora uno Stato membro o una regione o più regioni di uno Stato membro desiderino che venga loro riconosciuto lo status di zona di non vaccinazione, essi possono presentare un programma di cui all’articolo 16, paragrafo 1.
La Commissione esamina i programmi comunicati dagli Stati membri. I programmi possono essere approvati nell’osservanza dei criteri indicati all’articolo 16, paragrafo 1, secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2. Secondo la stessa procedura possono essere precisate le garanzie complementari generali o specifiche che possono essere richieste negli scambi intracomunitari.
Qualora uno Stato membro o una regione di uno Stato membro ritenga di aver acquisito lo status di zona di non vaccinazione contro la malattia di Newcastle, essi possono presentare alla Commissione la domanda del riconoscimento di tale status di zone di non vaccinazione contro la malattia di Newcastle, secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2.
Gli elementi in base ai quali stabilire se attribuire ad una regione lo status di zona di non vaccinazione contro la malattia di Newcastle sono le informazioni menzionate all’articolo 17, paragrafo 1 e, in particolare, i seguenti criteri:
a)
sul pollame non sono state autorizzate vaccinazioni contro la malattia di Newcastle nei 12 mesi precedenti, ad eccezione della vaccinazione obbligatoria dei piccioni viaggiatori di cui all’articolo 17, paragrafo 3 della direttiva 92/66/CEE del Consiglio, del 14 luglio 1992, che istituisce misure comunitarie di lotta contro la malattia di Newcastle (11);
b)
i branchi da riproduzione sono stati sottoposti, almeno una volta all’anno, ai controlli sierologici per individuare la presenza della malattia di Newcastle, secondo le modalità adottate in applicazione della procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2;
c)
nelle aziende non esiste pollame che sia stato vaccinato contro la malattia di Newcastle nei 12 mesi precedenti, ad eccezione dei piccioni viaggiatori vaccinati conformemente all’articolo 17, paragrafo 3 della direttiva 92/66/CEE.
3. La Commissione può sospendere, secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2, il riconoscimento dello status di zona di non vaccinazione per la malattia di Newcastle qualora:
a)
non si riesca a controllare una grave epizoozia della malattia di Newcastle, oppure
b)
vengano abolite le restrizioni legislative che proibiscono le vaccinazioni in massa contro la malattia di Newcastle.
Articolo 16
1. Qualora uno Stato membro elabori o abbia elaborato un programma facoltativo o obbligatorio di lotta contro una malattia cui è sensibile il pollame, esso può sottoporre alla Commissione il programma, precisando in particolare:
a)
la situazione della malattia nel suo territorio;
b)
la giustificazione del programma, data l’entità della malattia e il rapporto costi/benefici previsti;
c)
la zona geografica in cui il programma sarà applicato;
d)
i vari statuti applicabili agli stabilimenti e il livello normativo imposto per ciascuna categoria nonché le procedure relative ai test;
e)
le procedure di controllo del programma;
f)
le conseguenze da trarre in caso di perdita dello statuto da parte dello stabilimento per qualsiasi motivo;
g)
le misure da prendere in caso di risultati positivi accertati all’atto di controlli effettuati conformemente alle disposizioni del programma.
2. La Commissione esamina i programmi comunicati dagli Stati membri. I programmi possono essere approvati, in osservanza dei criteri indicati al paragrafo 1, secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2. Secondo la stessa procedura, possono essere precisate le garanzie complementari generali o limitate che possono essere richieste negli scambi intracomunitari. Tali garanzie sono al massimo equivalenti a quelle che lo Stato membro prevede nell’ambito nazionale.
3. Il programma presentato dallo Stato membro può essere modificato o completato secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2. Secondo la stessa procedura, può essere approvata una modifica o un complemento di un programma già approvato e delle garanzie definite conformemente al paragrafo 2 del presente articolo.
Articolo 17
1. Uno Stato membro che si ritenga totalmente o parzialmente indenne da una delle malattie cui è sensibile il pollame, presenta alla Commissione le giustificazioni appropriate. Esso precisa, in particolare:
a)
la natura della malattia e la cronistoria della sua comparsa sul proprio territorio;
b)
i risultati dei test di controllo basati su una ricerca sierologica, microbiologica o patologica e sul fatto che la malattia deve essere obbligatoriamente dichiarata alle competenti autorità;
c)
la durata del controllo effettuato;
d)
eventualmente, il periodo durante il quale è stata vietata la vaccinazione contro la malattia e la zona geografica cui si estende il divieto;
e)
le norme che consentono di controllare l’assenza della malattia.
2. La Commissione esamina le giustificazioni comunicate dallo Stato membro. Le garanzie complementari generali o limitate che possono essere richieste negli scambi intracomunitari possono essere precisate secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2. Tali garanzie sono al massimo equivalenti a quelle applicate dallo Stato membro nell’ambito nazionale.
3. Lo Stato membro interessato comunica alla Commissione qualsiasi modifica delle giustificazioni relative alla malattia menzionate al paragrafo 1. Alla luce delle informazioni comunicate, le garanzie definite conformemente al paragrafo 2 possono essere modificate o soppresse secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2.
Articolo 18
1. I pulcini di un giorno e le uova da cova sono trasportati:
a)
in contenitori nuovi a perdere progettati a tal fine, da utilizzare una sola volta e poi distruggere; oppure
b)
in contenitori riutilizzabili, a condizione che vengano puliti e disinfettati prima di ogni riutilizzazione.
2. I contenitori di cui al paragrafo 1 in ogni caso:
a)
contengono solamente pulcini di un giorno o uova da cova di uguale specie, categoria e tipo di volatile, provenienti dallo stesso stabilimento;
b)
hanno un’etichetta indicante:
i)
il nome dello Stato membro e della regione di origine;
ii)
il numero di riconoscimento dello stabilimento di origine di cui all’allegato II, capitolo I, punto 2;
iii)
il numero di pulcini o di uova contenuti in ciascun imballaggio;
iv)
la specie di volatile cui appartengono i pulcini o le uova.
3. Gli imballaggi contenenti i pulcini di un giorno o le uova da cova possono essere raggruppati per il trasporto in appositi contenitori, sui quali figura figurano il numero di imballaggi raggruppati e le indicazioni di cui al paragrafo 2, lettera b).
4. Il pollame riproduttore o da reddito è trasportato in scatole o gabbie:
a)
contenenti soltanto volatili di uguale specie, categoria e tipo, provenienti dallo stesso stabilimento;
b)
recanti il numero di riconoscimento dello stabilimento di origine di cui all’allegato II, capitolo I, punto 2.
5. Il pollame riproduttore o da reddito e i pulcini di un giorno sono spediti entro il più breve termine allo stabilimento destinatario senza entrare in contatto con altri volatili vivi, ad eccezione del pollame riproduttore o da reddito o i pulcini di un giorno che soddisfano le condizioni della presente direttiva.
Il pollame da macellazione è avviato entro il più breve termine al macello destinatario senza entrare in contatto con altri volatili, ad eccezione del pollame da macellazione che soddisfa le condizioni della presente direttiva.
Il pollame per la fornitura di selvaggina da ripopolamento è avviato quanto prima verso il luogo di destinazione senza entrare in contatto con altri volatili, ad eccezione del pollame per la fornitura di selvaggina da ripopolamento che soddisfa le condizioni stabilite dalla presente direttiva.
6. Le scatole, le gabbie e i mezzi di trasporto sono concepiti in modo da:
a)
evitare la perdita di escrementi e da ridurre il più possibile la perdita di piume durante il trasporto;
b)
facilitare l’osservazione dei volatili;
c)
consentire la pulitura e la disinfezione.
7. I mezzi di trasporto e, salvo siano a perdere, i contenitori, le scatole e le gabbie sono, prima del carico e dopo lo scarico, puliti e disinfettati secondo le istruzioni della competente autorità dello Stato membro interessato.
Articolo 19
Il trasporto del pollame di cui all’articolo 18, paragrafo 5 è vietato attraverso zone infettate dall’influenza aviaria o dalla malattia di Newcastle, a meno che il trasporto sia effettuato su grandi assi stradali o ferroviari.
Articolo 20
Il pollame e le uova da cova che sono oggetto di scambi intracomunitari sono accompagnati durante il trasporto verso il luogo di destinazione da un certificato sanitario:
a)
conforme al modello appropriato previsto all’allegato IV, completato in conformità con il regolamento (CE) n. 599/2004 della Commissione, del 30 marzo 2004, concernente l’adozione di un modello armonizzato di certificato e di verbale d’ispezione relativi agli scambi intracomunitari di animali e di prodotti di origine animale (12);
b)
firmato da un veterinario ufficiale;
c)
redatto il giorno del carico nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro di spedizione e nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro di destinazione;
d)
valido per la durata di cinque giorni;
e)
costituito da un unico foglio;
f)
previsto, generalmente, per un unico destinatario;
g)
recante un timbro e una firma di colore diverso da quello del certificato.
Articolo 21
Gli Stati membri di destinazione, nel rispetto delle disposizioni generali del trattato, possono concedere ad uno o più Stati membri di spedizione autorizzazioni generali o limitate a casi determinati, in base alle quali possono essere introdotti nel loro territorio pollame e uova da cova dispensati dal certificato di cui all’articolo 20.
CAPO III
NORME PER LE IMPORTAZIONI IN PROVENIENZA DAI PAESI TERZI
Articolo 22
Il pollame e le uova da cova importati nella Comunità soddisfano le condizioni fissate agli articoli da 23 a 26.
Articolo 23
1. Il pollame e le uova da cova provengono da paesi terzi o da parti di essi che figurano in un elenco compilato dalla Commissione secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2. Detto elenco può essere modificato o completato secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 3.
2. Per decidere se un paese terzo o una parte di esso possa figurare nell’elenco di cui al paragrafo 1, si tiene conto, in particolare:
a)
dello stato sanitario del pollame, degli altri animali domestici e degli animali selvatici del paese terzo, con particolare riguardo alle malattie esotiche degli animali, nonché della situazione sanitaria generale di questo paese, che possono compromettere la salute della popolazione e il patrimonio zootecnico degli Stati membri;
b)
della regolarità e della rapidità delle informazioni fornite dal paese terzo per quanto riguarda la presenza sul suo territorio di malattie contagiose degli animali, in particolare quelle menzionate nell’elenco dell’Organizzazione mondiale per la salute animale;
c)
della regolamentazione del paese terzo relativa alla prevenzione e alla lotta contro le malattie degli animali;
d)
della struttura dei servizi veterinari del paese terzo e dei poteri di cui tali servizi dispongono;
e)
dell’organizzazione e dell’attuazione, nel paese terzo, della prevenzione e della lotta contro le malattie contagiose degli animali;
f)
delle garanzie che i paesi terzi possono fornire per quanto riguarda le norme previste dalla presente direttiva;
g)
dell’osservanza della normativa comunitaria in materia di ormoni e di residui.
3. L’elenco di cui al paragrafo 1 e tutte le modifiche ad esso apportate sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Articolo 24
1. Il pollame e le uova da cova provengono da paesi terzi:
a)
nei quali l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle, quali sono definite rispettivamente nella direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria (13) e nella direttiva 92/66/CEE, sono soggette a denuncia obbligatoria;
b)
che sono indenni dall’influenza aviaria e dalla malattia di Newcastle,
oppure
che, sebbene non siano indenni da queste malattie, applicano misure di lotta almeno equivalenti a quelle previste rispettivamente dalle direttive 2005/94/CE e [92/66/CEE].
2. La Commissione può, secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2, decidere a quali condizioni le disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo si applicano solo ad una parte del territorio dei paesi terzi.
Articolo 25
1. L’importazione del pollame e delle uova da cova dal territorio di un paese terzo o da una parte del territorio di un paese terzo che figura nell’elenco compilato conformemente all’articolo 23, paragrafo 1, è autorizzata soltanto se questo pollame e uova da cova provengono da branchi che:
a)
prima della spedizione hanno soggiornato ininterrottamente nel territorio o in una parte del territorio del paese terzo per un periodo da definire secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2;
b)
soddisfano le condizioni di polizia sanitaria adottate per le importazioni di pollame e di uova da cova del paese in questione conformemente alla procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2. Tali condizioni possono essere diverse a seconda delle specie e delle categorie di volatili.
2. Per fissare le condizioni di polizia sanitaria la base di riferimento utilizzata è quella delle norme definite nel capitolo II e nei corrispondenti allegati. Può essere deciso, secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2 e caso per caso, di derogare a tali disposizioni qualora il paese terzo interessato fornisca garanzie analoghe almeno equivalenti in materia di polizia sanitaria.
Articolo 26
1. Il pollame e le uova da cova sono accompagnati da un certificato redatto e firmato da un veterinario ufficiale del paese terzo esportatore.
Il certificato:
a)
è rilasciato il giorno del carico per la spedizione nello Stato membro destinatario;
b)
è redatto nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro destinatario;
c)
accompagna l’invio nel suo esemplare originale;
d)
attesta che il pollame o le uova da cova soddisfano le condizioni previste dalla presente direttiva e quelle fissate in applicazione della medesima per l’importazione dal paese terzo;
e)
ha una validità di 5 giorni;
f)
è costituito da un unico foglio;
g)
è previsto per un unico destinatario;
h)
reca un timbro e una firma di colore diverso da quello del certificato.
2. Il certificato di cui al paragrafo 1 è conforme a un modello stabilito secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2.
Articolo 27
Esperti veterinari degli Stati membri e della Commissione effettuano controlli in loco per accertare che tutte le disposizioni della presente direttiva siano effettivamente applicate.
Gli esperti degli Stati membri incaricati dei controlli sono designati dalla Commissione, su proposta degli Stati membri.
I controlli sono effettuati per conto della Comunità, che assume a proprio carico le relative spese.
La periodicità e le modalità di questi controlli sono determinate secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2.
Articolo 28
1. Secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 3, la Commissione può decidere di limitare l’importazione da un paese terzo o da una parte di esso a specie particolari, alle uova da cova, al pollame riproduttore e da reddito, al pollame da macellazione o al pollame destinato a usi particolari.
2. La Commissione può decidere, secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2, che il pollame, le uova da cova o il pollame ottenuto da uova importate devono essere tenuti in quarantena o isolati per un periodo che non può superare due mesi.
Articolo 29
Fatti salvi gli articoli 22, 24, 25 e 26, la Commissione può decidere, caso per caso, conformemente alla procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2, di autorizzazione le importazioni di pollame e di uova da cova da paesi terzi qualora dette importazioni non siano conformi agli articoli 22, 24, 25 e 26. Norme particolareggiate per siffatte importazioni sono messe a punto contemporaneamente secondo la medesima procedura. Dette norme offrono, in materia di polizia sanitaria, garanzie almeno equivalenti a quelle fornite dal capitolo II, compresi obbligatoriamente una quarantena e un test per individuare l’eventuale presenza dell’influenza aviaria, della malattia di Newcastle e di qualsiasi altra malattia.
Articolo 30
Al suo arrivo nello Stato membro di destinazione, il pollame da macellazione è condotto direttamente in un macello per essere abbattuto al più presto.
Fatte salve le condizioni particolari eventualmente fissate secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 3, la competente autorità dello Stato membro destinatario può, per esigenze di polizia sanitaria, designare il macello al quale è destinato il pollame.
CAPO IV
DISPOSIZIONI COMUNI
Articolo 31
Per gli scambi intracomunitari, le misure di salvaguardia previste dalla direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell’11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (14) si applicano al pollame e alle uova da cova.
Articolo 32
Le norme per i controlli veterinari stabilite dalla direttiva 90/425/CEE si applicano agli scambi intracomunitari di pollame e uova da cova.
Articolo 33
1. La Commissione è assistita dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, istituito dall’articolo 58 del regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare (15).
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE.
Il termine di cui all’articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.
3. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE.
Il termine di cui all’articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato a 15 giorni.
Articolo 34
Le modifiche da apportare agli allegati da I a V, in particolare per adattarli all’evoluzione dei metodi diagnostici e alle variazioni dell’incidenza economica delle malattie specifiche, sono decisi secondo la procedura di cui all’articolo 33, paragrafo 2.
Articolo 35
Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto nazionale che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
Articolo 36
La direttiva 90/539/CEE, modificata dagli atti di cui all’allegato VI, è abrogata, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale indicati all’allegato VI, parte B.
I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva e si leggono secondo la tavola di concordanza riportata all’allegato VII.
Articolo 37
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Essa si applica dal 1o gennaio 2010.
Articolo 38
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 30 novembre 2009.

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