Document ID: 32001D0829

Decisione della Commissione
del 28 marzo 2001
relativa all'aiuto di Stato al quale l'Italia intende dare esecuzione in favore di Ferriere Nord SpA
[notificata con il numero C(2001) 1010]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2001/829/CE, CECA)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare l'articolo 4, lettera c),
vista la decisione n. 2496/96/CECA della Commissione, del 18 dicembre 1996, recante norma comunitarie per gli aiuti a favore della siderurgia(1), in particolare l'articolo 6, paragrafo 5,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detti articoli(2) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 19 febbraio 1999 le autorità italiane hanno notificato alla Commissione, conformemente all'articolo 6, paragrafo 1, della decisione n. 2496/96/CECA, la loro intenzione di concedere un aiuto in materia ambientale all'impresa siderurgica CECA Ferriere Nord SpA in base alla legge regionale 3.6.1978, n. 47, capo VI, modificata dalla legge regionale 2.1.1992, n. 2(3), ed approvata dalla Commissione [lettera SG (92) D 18803 del 22.12.1992]. La notifica riguardava un aiuto agli investimenti per un impianto di colata continua e una nuova linea di laminazione per la produzione di reti elettrosaldate.
(2) Con lettera del 3 giugno 1999 la Commissione ha comunicato al governo italiano la decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 6, paragrafo 5, della decisione n. 2496/96/CECA nei confronti dell'aiuto in oggetto, invitandolo a presentare le proprie osservazioni. La decisione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(4). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni sull'aiuto di cui trattasi.
(3) La Commissione ha ricevuto osservazioni da Ferriere Nord e da European Independent Steelworks Association (EISA), che ha poi trasmesso al governo italiano affinché potesse replicarvi. Le osservazioni formulate dal governo italiano a questo riguardo sono pervenute alla Commissione con lettera del 24 dicembre 1999.
(4) Con lettera del 21 luglio 2000 Ferriere Nord ha informato la Commissione di avere rinunciato all'aiuto pubblico per la parte relativa ad investimenti CECA. Con lettera del 25 luglio 2000 le autorità italiane hanno ritirato la parte della notifica concernente aiuti ad investimenti negli impianti di fabbricazione dei prodotti CECA mentre hanno confermato la parte della notifica concernente aiuti ad investimenti nell'impianto per la produzione di reti elettrosaldate.
(5) Con lettera del 14 agosto 2000 la Commissione ha comunicato al governo italiano la decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CECA nei confronti dell'aiuto all'impianto per la produzione di reti elettrosaldate. Tale decisione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(5). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazione al riguardo.
(6) La Commissione ha ricevuto osservazioni da Ferriere Nord e da UK Steel Association. Tali osservazioni sono state trasmesse all'Italia, la quale, invitata a replicare, ha inviato osservazioni con lettera datata 15 gennaio 2001.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'AIUTO
(7) In seguito al ritiro parziale della notifica di cui al considerando 4, l'aiuto che forma oggetto della presente decisione riguarda una sovvenzione pari al 15 % di una parte dei costi di investimento in un nuovo impianto per la produzione di reti elettrosaldate che, rispetto agli impianti tradizionali, elimina il processo di trafilatura a freddo. Secondo la domanda presentata alle autorità italiane da Ferriere Nord il 27 marzo 1996, la costruzione dell'impianto doveva essere ultimata nel marzo 1998. I costi ammissibili ammontano a 11 miliardi di ITL (5,68 milioni di EUR) e l'aiuto è pari a 1650 milioni di ITL (852154 EUR).
(8) Ferriere Nord è una società appartenente al gruppo Pittini e fabbrica sia prodotti siderurgici CECA (tondo e vergella in acciaio) che prodotti siderurgici CE (reti elettrosaldate per solai e pareti, tralicci per travi portanti ecc.). Nel 1999 l'impresa ha realizzato un fatturato di 408,1 miliardi di ITL (210,8 milioni di EUR), di cui l'84 % in Italia, l'11 % nell'Unione europea e il 5 % nel resto del mondo. Ferriere Nord è uno dei maggiori produttori europei di reti elettrosaldate.
(9) La rete elettrosaldata in acciaio è un prodotto prefabbricato di rinforzo, composto di cavi di rinforzo di acciaio trafilati a freddo, lisci o nervati, saldati insieme perpendicolarmente in modo da formare una rete. Gli scambi intracomunitari di reti saldate sono considerevoli(6).
(10) Nelle succitate decisioni di avvio dei procedimenti, la Commissione ha ritenuto che la nuova linea di laminazione fosse principalmente intesa a sostituire o aumentare la capacità produttiva dell'impresa Ferriere Nord per la produzione di rete elettrosaldata e a ridurre il numero delle operazioni necessarie per ottenere il prodotto finito rispetto agli impianti preesistenti. Si tratta di una linea completamente nuova il cui primo obiettivo consiste nella produzione di rete elettrosaldata secondo modalità più competitive. Pertanto la Commissione ha concluso che gli effetti sulle condizioni di lavoro o sull'ambiente apparivano mere conseguenze marginali dell'investimento ed ha fatto presente che le autorità italiane non hanno fornito alcuna prova attestante che il principale obiettivo del nuovo impianto consistesse nella tutela dell'ambiente o nel miglioramento delle condizioni di lavoro.
III. OSSERVAZIONI DEI TERZI INTERESSATI
(11) Con lettera del 5 novembre 1999 l'impresa Ferriere Nord SpA ha affermato che l'investimento relativo ad una nuova linea di laminazione non doveva essere considerato alla luce delle norme CECA, poiché la rete elettrosaldata è un prodotto che non rientra nell'ambito del trattato CECA, bensì del trattato CE. Gli altri argomenti addotti dall'impresa Ferriere Nord SpA erano sostanzialmente analoghi a quelli avanzati dalle autorità italiane nella lettera del 13 agosto 1999 (cfr. considerando 18-20).
(12) Con lettera del 4 novembre 1999 la European Independent Steelworks Association (EISA) ha dichiarato che l'impresa aveva già sostenuto ingenti investimenti per la produzione di rete elettrosaldata di elevata duttilità (un prodotto non CECA), che la domanda del prodotto era in aumento, che non esisteva sovraccapacità nel settore e che il prodotto di cui trattasi era fondamentale per l'industria edilizia, in particolare nelle zone ad elevata sismicità. Anche l'EISA riteneva che gli investimenti avrebbero prodotto effetti positivi significativi per la protezione dell'ambiente.
(13) Nella lettera del 10 novembre 2000 Ferriere Nord ha dichiarato che vi è una netta separazione fisica(7), industriale, produttiva, tecnologica e commerciale tra i siti produttivi CECA ed il nuovo insediamento industriale per la produzione delle reti elettrosaldate ed ha sottolineato che esiste una netta separazione economico-contabile tra gli investimenti CECA e quelli CE. Quanto alla compatibilità dell'aiuto con gli orientamenti comunitari, Ferriere Nord ha precisato che il precedente impianto produttivo di reti elettrosaldate era stato costruito negli anni '70 e che, essendo basato sulle convenzionali lavorazioni a freddo di trafilatura, raddrizzatura, taglio e giunzione con saldatura elettrica, cagionava notevoli problemi di inquinamento ambientale. La società ha affermato che per risolvere radicalmente tali problemi, essa aveva ideato e realizzato un innovativo impianto pilota caratterizzato da un originale processo produttivo, unico nel suo genere in Europa.
(14) L'inquinamento causato dal nuovo impianto sarebbe inferiore ai limiti imposti dal decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372 che recepisce in diritto interno la direttiva comunitaria 96/61/CE sulla prevenzione e sulla riduzione integrata dell'inquinamento proveniente dalle attività industriali. Il nuovo processo produttivo determinerebbe i seguenti I miglioramenti ambientali:
SPAZIO PER TABELLA
(15) Secondo l'impresa Ferriere Nord, la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente (GU C 72 del 1994) esclude soltanto che possano essere autorizzati investimenti per nuovi impianti che non migliorino la compatibilità ambientale. Se però il nuovo investimento migliora la compatibilità ambientale, l'aiuto diventa legittimo, seppure in proporzione alle sole spese destinate a tale finalità (punto 3.2.1, pag. 6). L'impresa sostiene che la Regione ha già definito non ammissibili le spese inerenti ad opere strutturali e ad impianti specifici nello stabilimento (9000 milioni di ITL), mentre i residui 11000 milioni di ITL rappresenterebbero la parte ambientale dei costi sostenuti per la realizzazione dell'impianto.
(16) Per quanto riguarda l'intensità dell'aiuto, Ferriere Nord sostiene che il contributo a fondo perduto di 1650 milioni di ITL è pari al 15 % delle spese ammissibili, il che è notevolmente inferiore al massimale autorizzato per gli aiuti diretti ad incentivare l'osservanza di criteri più rigorosi di quelli previsti dalle norme ambientali vincolanti o per quelli concessi in assenza di siffatte norme.
(17) Con lettera del 4 dicembre 2000 la UK Iron and Steel Association ha affermato che l'aiuto di cui trattasi deve essere valutato in base alle norme CECA, giacché esiste un'adeguata separazione giuridica e contabile tra le attività CE e quelle CECA, aggiungendo che l'aiuto non dovrebbe comunque essere autorizzato, data la finalità chiaramente economica dell'investimento.
IV. OSSERVAZIONI PRESENTATE DALL'ITALIA
(18) Le autorità italiane hanno rilevato, nella lettera del 3 agosto 1999, che la nuova linea di laminazione produce reti elettrosaldate, un prodotto che non rientra nel campo di applicazione del trattato CECA e che l'investimento relativo a detta nuova linea di laminazione mira non solo a ridurre l'inquinamento acustico, ma anche e soprattutto a ridurre la quantità di rifiuti di lavorazione costituiti dalle polveri di ossido di ferro (circa 3000 tonnellate/anno).
(19) Le autorità italiane hanno inoltre sostenuto che la riduzione del livello di esposizione del personale al rumore corrisponde ad uno degli obiettivi perseguiti dalla politica comunitaria in materia ambientale ai sensi dell'articolo 174 del trattato CE, ossia la protezione della salute umana. Esse hanno fatto presente che, secondo la tabella 12 del programma comunitario di politica e di azione a favore dell'ambiente e di uno sviluppo sostenibile(8), "nessuno deve essere esposto ad un livello di rumore che possa rappresentare un pericolo per la salute e la qualità della vita" e hanno inoltre sostenuto che l'esistenza di una direttiva del Consiglio in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione al rumore durante il lavoro(9) non implica che le misure prese in favore dei lavoratori non siano misure di carattere ambientale.
(20) Per quanto riguarda la compatibilità dell'aiuto con le norme comunitarie, le autorità italiane hanno affermato che il provvedimento è conforme al punto 3.2.1 della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente, poiché il nuovo impianto non è inteso a creare o sostituire la capacità produttiva di impianti preesistenti, ma esclusivamente a rendere possibile un processo innovativo di produzione che riduca notevolmente l'inquinamento acustico ed elimini i rifiuti rappresentati dalle polveri di ossido. D'altro canto, la regione Friuli-Venezia Giulia avrebbe già provveduto a escludere parte delle spese (relative alle voci opere strutturali e impianti generici) dall'importo ammesso all'aiuto.
(21) Infine, con lettere datate 17 novembre 1999 e 26 aprile 2000, le autorità italiane hanno sostenuto che ai sensi del programma istituito dalla legge regionale n. 47/78, approvato dalla Commissione, sono considerati ammissibili gli aiuti volti al miglioramento qualitativo dell'ambiente di lavoro.
(22) Le autorità italiane non hanno presentato osservazioni sulla decisione di avvio del procedimento ai sensi dell'articolo 88 del trattato CE, di cui al considerando 5. Nella lettera del 15 gennaio 2001 esse si sono limitate a replicare alle osservazioni formulate da UK Iron and Steel Association insistendo sul fatto che l'aiuto doveva essere valutato in base al trattato CE.
V. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
(23) Ferriere Nord è un'"impresa" ai sensi dell'articolo 80 del trattato CECA in quanto fabbrica prodotti elencati nell'allegato I di tale trattato. La Commissione ha tuttavia riconosciuto, nella decisione 1999/720/CE, CECA, dell'8 luglio 1999, relativa agli aiuti di Stato concessi dalla Germania alla Gröditzer Stahlwerke GmbH ed alla sua controllata Walzwerk Burg(10), che "in talune circostanze alle imprese CECA può essere applicabile il trattato CE, sempreché gli aiuti siano destinati ad attività non CECA e che le attività sovvenzionate siano nettamente separate dalle attività CECA".
(24) La rete elettrosaldata è un prodotto che non rientra nell'ambito di applicazione dell'allegato I del trattato CECA.
(25) Nel presente caso la Commissione osserva che, benché l'impresa Ferriere Nord SpA è una società singola che non tiene contabilità separate per le sue diverse attività(11), l'investimento sovvenzionato è costituito da un impianto specifico che è chiaramente individuato e distinto fisicamente dal resto dello stabilimento destinato alla fabbricazione di prodotti CECA. I prodotti fabbricati presso tale unità sono prodotti a valle rispetto ai prodotti CECA ed appartengono ad un mercato chiaramente separato (cfr. considerando 9).
(26) Pertanto, conformemente alla succitata decisione 1999/720/CE, CECA (cfr. considerando 23), la Commissione è del parere che non sussiste alcun rischio che l'aiuto possa favorire le attività CECA di Ferriere Nord SpA e quindi deve essere valutato alla luce delle disposizioni del trattato CE.
(27) Il contributo a fondo perduto costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE giacché rafforza la posizione di Ferriere Nord rispetto a quella di altre imprese concorrenti sul mercato intracomunitario. Quanto alla sua compatibilità con il mercato comune, valgono le seguenti considerazioni.
(28) La Commissione, quando valuta nuovi investimenti che presentano aspetti ambientali, deve adottare un impostazione rigorosa per impedire che le imprese ricevano aiuti apparentemente diretti alla copertura di spese ambientali ma in realtà destinati a finanziare investimenti che esse avrebbero comunque realizzato. Come ribadito sopra (cfr. considerando 10), la Commissione è stata indotta ad avviare il procedimento soprattutto dai dubbi in merito alla finalità dell'investimento.
(29) A questo riguardo, è vero che l'impresa Ferriere Nord ha sostenuto che i vecchi impianti comportavano determinati problemi e che il nuovo investimento migliora le condizioni ambientali o di lavoro (cfr. considerando 13). Ma la mera dichiarazione, da parte dell'impresa, che la tutela ambientale era il principale obiettivo dell'investimento non può dissipare i dubbi della Commissione, considerato soprattutto che si tratta di un impianto del tutto nuovo destinato come minimo a sostituire, secondo modalità più competitive, la capacità produttiva di Ferriere Nord che risaliva agli anni '70 (il nuovo impianto di elettrosaldatura, rispetto a quelli tradizionali, elimina la fase di trafilatura a freddo, aumenta l'automazione, riduce il numero di manipolazioni di prodotti, elimina i costi di smaltimento dei rifiuti).
(30) La Commissione ritiene che, data l'assenza di norme ambientali vincolanti(12), l'asserita circostanza che, al momento di adottare la decisione di costruire il nuovo impianto si era tenuto conto di considerazioni ambientali o di salute umana, doveva risultare chiaramente dai documenti interni della Ferriere Nord contemporanei alla progettazione su scala industriale del prototipo da essa costruito prima dell'investimento cui è destinato l'aiuto. Tale circostanza poteva risultare anche da altra documentazione probatoria contemporanea alla decisione di realizzare l'investimento cui è destinato l'aiuto. Tuttavia, né le autorità italiane né la società di cui trattasi hanno presentato una siffatta prova sebbene la Commissione avesse fatto presente che non era stata fornita alcuna documentazione a tal fine. La Commissione conclude pertanto che gli effetti positivi sulle condizioni di lavoro o sull'ambiente rappresentano mere conseguenze necessarie dell'investimento, di cui non si era nemmeno tenuto conto quando ne era stata decisa la realizzazione.
(31) A questo proposito, l'attuale disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente(13) definisce la tutela dell'ambiente come "qualsiasi azione volta a portare rimedio o a prevenire un pregiudizio all'ambiente fisico o alle risorse naturali" (considerando 6). Di conseguenza essa stabilisce che gli investimenti in fabbricati, impianti e attrezzature siano destinati a ridurre o ad eliminare l'inquinamento e i fattori inquinanti (considerando 36) e che i costi ammissibili siano rigorosamente limitati ai costi di investimento supplementari necessari per conseguire gli obiettivi di tutela ambientale (considerando 37)(14). Come si è già detto, la Commissione ritiene che la ragione principale dell'investimento di Ferriere Nord sia costituita unicamente da considerazioni di ordine economico e che qualsiasi miglioramento ambientale sia una conseguenza necessaria della scelta del processo produttivo operata dall'impresa. Del resto è normale che un impianto nuovo sia più efficiente sotto il profilo ambientale rispetto ad un impianto più vecchio di almeno 25 anni.
(32) In ogni caso, quand'anche si ammettesse che la tutela dell'ambiente fosse la finalità principale dell'investimento, l'argomento addotta dalle autorità italiane secondo cui l'aiuto sarebbe commisurato al miglioramento dell'ambiente non può essere accolto in quanto, se si prescinde dalle opere strutturali e dagli impianti generici, esso implica che l'intero costo dell'investimento sia ammissibile ad aiuto. Secondo l'attuale disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente (considerando 37), "I costi ammissibili sono rigorosamente limitati ai costi d'investimento supplementari ('sovraccosti') necessari per proseguire gli obiettivi di tutela ambientale". Quando il costo dell'investimento per la tutela ambientale non è facilmente isolabile dal costo totale, come avviene nel caso di specie secondo l'impresa Ferriere Nord, la Commissione deve far riferimento al costo di un investimento che sia analogo sotto il profilo tecnico, ma che non consenta di raggiungere lo stesso grado di tutela ambientale. Nella fattispecie non appare tuttavia possibile calcolare tale costo poiché, di fatto, i limitati vantaggi ambientali sono intrinseci al summenzionato impianto innovativo ed originale e qualsiasi altro impianto di elettrosaldatura che elimini la fase della trafilatura a freddo garantirebbe gli stessi risultati ambientali. Inoltre, non è stata operata alcuna detrazione per i risparmi generati dall'investimento (nemmeno per i risparmi generati dall'eliminazione dei costi di smaltimento dei rifiuti). L'aiuto non può pertanto essere considerato conforme all'attuale disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente.
(33) Quanto ai vantaggi conseguiti in termini di salute e sicurezza dei lavoratori mediante la riduzione dell'inquinamento acustico, va osservato che gli stessi non possono essere considerati inerenti alla tutela ambientale, giacché riguardano principalmente la protezione dei lavoratori. In ogni caso, benché gli interventi realizzati all'interno di stabilimenti o altri impianti produttivi per migliorare la sicurezza o l'igiene siano senz'altro rilevanti e possano eventualmente essere ammessi al beneficio di taluni aiuti(15), nella fattispecie i benefici in termini di salute e sicurezza dei lavoratori si configurano soltanto come una conseguenza marginale di un investimento produttivo che sarebbe stato comunque realizzato e per il quale l'aiuto di Stato non appare quindi giustificato.
(34) Quanto all'argomento addotto dalle autorità italiane secondo cui il regime sarebbe stato approvato dalla Commissione, la Commissione rileva che nel quadro del regime approvato l'aiuto può essere concesso per incentivare l'osservanza di nuove norme ambientali stabilite dalla legislazione di settore (cfr. nota 3). Le autorità italiane, sia nella notifica che nella loro lettera del 4 maggio 2000, hanno riconosciuto che non esistono norme ambientali vincolanti stabilite nella legislazione. Pertanto l'aiuto non può essere considerato come un'applicazione individuale di un regime già approvato.
(35) Infine la Commissione rileva che la zona nella quale è stato realizzato l'investimento non è ammissibile ad aiuti regionali e che l'impresa non è una PMI. Pertanto la misura in esame non può beneficiare di nessuna delle deroghe enunciate all'articolo 87 del trattato CE.
VI. CONCLUSIONI
(36) Considerato quanto sopra esposto, l'aiuto di Stato cui l'Italia intende dare esecuzione in favore di Ferriere Nord per investimenti in un nuovo impianto produttivo di reti elettrosaldate è incompatibile con il mercato comune,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto di Stato cui l'Italia intende dare esecuzione in favore di Ferriere Nord per investimenti in un nuovo impianto produttivo di reti elettrosaldate, pari a 1650 milioni di ITL, è incompatibile con il mercato comune.
A detto aiuto non può pertanto essere data esecuzione.
Articolo 2
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, l'Italia informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 3
È chiuso il procedimento avviato in relazione all'aiuto C 35/99 - Italia - Ferriere Nord ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 5, della decisione n. 2496/96/CECA.
Articolo 4
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 28 marzo 2001.

Labels: 1
4
19
20
18
15