Document ID: 32008D0719

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 30 aprile 2008
relativa all’aiuto di Stato C 56/06 (ex NN 77/06) al quale l’Austria ha dato esecuzione per la privatizzazione di Bank Burgenland
[notificata con il numero C(2008) 1625]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2008/719/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 1, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo,e in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo avere invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli (1) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Il 4 aprile 2006 la Commissione ha ricevuto una denuncia da un consorzio di investitori ucraini e austriaci (di seguito «consorzio») (2) per presunta violazione da parte dell’Austria delle norme sugli aiuti di Stato nel processo di privatizzazione di Hypo Bank Burgenland AG (di seguito «BB»). In particolare la gara d’appalto, che secondo il denunciante sarebbe stata non equa, non trasparente e discriminatoria nei suoi confronti non si sarebbe conclusa con la vendita di BB al migliore offerente (il consorzio), bensì alla società di assicurazione austriaca Grazer Wechselseitige Versicherung in solido con GW Beteiligungserwerbs- und verwaltungs (di seguito «GRAWE»).
(2)
In data 12 aprile 2006 è stata inviata una prima richiesta di informazioni all’Austria. Il 25 aprile 2006 l’Austria ha richiesto una proroga del termine, parzialmente concessa con lettera del 28 aprile 2006. L’Austria ha replicato con due lettere, rispettivamente datate 15 maggio 2006 e 1o giugno 2006. Il 27 giugno 2006 si è tenuto un incontro con le autorità austriache. Il 17 luglio 2006 è stata inviata una seconda richiesta di informazioni, cui ha fatto seguito la risposta completa il 18 settembre 2006.
(3)
Nel frattempo, con e-mail e con lettere del 21 aprile 2006 e del 2 giugno 2006, alla Commissione sono pervenute ulteriori informazioni dal consorzio.
(4)
Con lettera del 21 dicembre 2006, la Commissione ha informato l’Austria della decisione di avviare il procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in relazione alla misura di aiuto.
(5)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento di indagine formale (di seguito «decisione di avvio del procedimento») è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3). La Commissione ha chiesto alle parti interessate di presentare le proprie osservazioni sulla misura in questione.
(6)
Alla Commissione sono, quindi, pervenute le osservazioni delle parti interessate. La parte ungherese ha presentato alcune informazioni entro i termini stabiliti e altre oltre i termini, senza fornire ragioni specifiche. Le osservazioni pervenute entro i termini sono state spedite il 22, il 26 e il 27 febbraio 2007 e il 9 marzo 2007. Ulteriori informazioni provenienti da tale parte interessata sono state ricevute dopo la scadenza, in data 19 e 28 marzo 2007.
(7)
Anche l’offerente GRAWE, presunto beneficiario dell’aiuto di Stato, ha inviato le proprie osservazioni. Tali osservazioni sono state spedite il 9 marzo 2007, insieme con una richiesta di proroga che è stata concessa. GRAWE ha successivamente presentato ulteriori osservazioni con lettera del 19 aprile 2007; in data 26 aprile 2007 alla Commissione è pervenuto un fascicolo completo, corredato di allegati. Dopo l’incontro con la Commissione dell’8 gennaio 2008, GRAWE ha presentato ulteriori osservazioni in data 5 febbraio 2008.
(8)
L’Austria ha presentato le proprie osservazioni dopo l’apertura del procedimento di indagine formale in data 1o marzo 2007, dopo la concessione di una proroga.
(9)
Tutte le osservazioni pervenute entro i termini (parte ungherese) o nel periodo di proroga (GRAWE) sono state inoltrate all’Austria, cui è stata data l’opportunità di commentarle. Le osservazioni dell’Austria sono pervenute con lettera del 5 giugno 2007. In data successiva, precisamente l’8 febbraio 2008, la Commissione ha inviato tutte le restanti informazioni pervenute oltre il termine da parte di GRAWE o della parte terza ungherese all’Austria per le proprie osservazioni.
(10)
Si sono, inoltre, tenuti una serie di incontri alla presenza di Austria, GRAWE e autorità ucraine. L’ultima riunione con l’Austria si è svolta il 1o aprile 2008. L’Austria ha fatto, inoltre, pervenire ulteriori osservazioni tramite e-mail nelle seguenti date: 14 dicembre 2007, 23 gennaio, 25 febbraio, 5 marzo e 9 aprile 2008.
(11)
In data 22 marzo 2007, il denunciante, che non aveva presentato osservazioni sulla decisione di avvio del procedimento di indagine formale, ha aggiornato la Commissione sullo stato di avanzamento di uno dei suoi procedimenti aperti in Austria (decisione della suprema corte regionale «Oberlandesgericht») del 5 febbraio 2007 e successivi ricorsi del denunciante alla corte suprema «Oersted Gerichtshof» dell’Austria). Il denunciante ha presentato una serie di azioni presso i tribunali austriaci, che ad oggi hanno avuto sempre esito negativo.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL’AIUTO
1. Il consorzio (il denunciante)
(12)
Il denunciante è un consorzio austro-ucraino che, al momento della vendita di BB, era composto da due società per azioni ucraine, Ukrpodshipnik e Ilyich, e da due società austriache, SLAV AG e SLAV Finanzbeteiligung GmbH, quest’ultima fondata allo scopo specifico di acquistare BB. Ukrpodshipnik e Ilyich sono grandi gruppi ucraini, con quasi 100 000 dipendenti e con un fatturato annuo totale di circa 4 Mrd USD in vari settori: siderurgico, cantieristico, condutture, metallurgico e produzione di energia. Il gruppo Ukropodshipnik è attivo anche nei mercati finanziari tramite la Commercial Bank Active Bank Ltd (di seguito «Active Bank») che dal 2002 opera in Ucraina con licenza bancaria piena. SLAV AG è stata fondata a Vienna nel 1992 come filiale della Ukrpodshipnik corporation ed opera come società commerciale. Le azioni della società sono quotate alla borsa di Vienna. Il fatto che dopo la vendita ci sia stata una riorganizzazione dei membri costituenti il consorzio, in seguito alla quale la SLAV AG è il nuovo proprietario delle società con sede in Ucraina è irrilevante ai fini della valutazione del presente procedimento.
(13)
Il consorzio, con l’acquisto di BB, aveva due grandi obiettivi strategici. In primo luogo il consorzio, già attivo sul mercato finanziario ucraino, mirava ad uno sviluppo di questo segmento economico. In secondo luogo, esportando nel mondo la parte maggiore del suo prodotto, BB avrebbe avuto accesso ai mercati internazionali e sostenuto l’espansione internazionale del consorzio. Il piano economico di BB redatto dal consorzio rifletteva tali obiettivi strategici e avrebbe, quindi, modificato l’assetto regionale di BB.
(14)
La redditività economica del consorzio non è stata messa in discussione né nelle informazioni a disposizione della Commissione, né nelle osservazioni presentate da terzi in seguito dell’apertura del procedimento. Informazioni negative sulla serietà del consorzio sono pervenute solo in una fase tardiva dell’indagine, quando le autorità austriache hanno evidenziato alla Commissione un caso tedesco in cui l’autorità federale per il controllo dei servizi finanziari (Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht, di seguito «BaFin») aveva interdetto la cessione di quote di una banca tedesca ad un gruppo ucraino non precisato per via di dubbi relativi all’origine non chiara dei fondi, valutazione successivamente confermata da un tribunale amministrativo tedesco (4).
2. GRAWE (il beneficiario)
(15)
L’acquirente GRAWE è composto da Grazer Wechselseitige Versicherung AG e GW Beteiligungserwerbs- und -verwaltungs-G.m.b.H. GRAWE ed è uno dei maggiori gruppi austriaci per i servizi finanziari, caratterizzato da una posizione ben consolidata. Il gruppo opera nel settore assicurativo, bancario e immobiliare in Austria e in numerosi paesi dell’Europa centrale, con filiali in Slovenia, Croazia, Belgrado, Sarajevo, Banja Luka, Ungheria, Bulgaria, Romania, Ucraina, Repubblica di Moldova e di Podgorica. La maggior parte delle sedi centrali è sita nelle capitali. Grazer Wechselseitige Versicherung AG offre tutti i tipi usuali di polizze assicurative e, inoltre, tra i suoi prodotti ci sono anche servizi finanziari e di leasing. La sede centrale è a Graz, mentre gli uffici centrali si trovano in tutte le principali città austriache. L’incasso annuo di premi del 2006 è stato di 660 Mio EUR e il numero dei contratti assicurativi gestiti è ammontato a 3,3 Mio EUR.
(16)
Nel 2006, Grazer Wechselseitige Versicherung AG deteneva direttamente azioni in due enti del settore bancario e degli investimenti. Il maggiore era una partecipazione al 43,43 % in Hypo Group Alpe Adria, un gruppo finanziario nella regione alpino-adriatica. Hypo gruppo Alpe Adria ha uffici in Austria, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Germania, Ungheria, Italia, Liechtenstein, Repubblica di Macedonia (ex Jugoslavia), Montenegro, Serbia, Slovenia e Ucraina. Il numero dei dipendenti è di oltre 6 500 con oltre 1 milione di clienti; nel 2006 aveva un attivo di oltre 30 Mrd EUR. Nel 1989, GRAWE ha acquisito la Capital Bank, un’istituzione indipendente che negli ultimi anni si è specializzata nel settore bancario privato e di investimento con la gestione di circa 70 fondi di investimento.
(17)
Il piano economico redatto da GRAWE per l’acquisizione di BB non prevedeva modifiche del modello economico di BB per l’integrazione della stessa nelle attività bancarie già in essere del gruppo.
(18)
Nel 2007, GRAWE ha ceduto il 15 % della sua holding a Hypo Group Alpe Adria registrando notevoli profitti. Utilizzando il riporto delle perdite di BB pari a […] (5) Mio EUR (6), GRAWE ha ottenuto risparmi fiscali (7) che ha utilizzato per compensare il prezzo netto di […] Mio EUR (8) pagato per BB.
3. Hypo Bank Burgenland AG (BB)
(19)
Fino alla sua vendita, Hypo Bank Burgenland AG era una società per azioni di diritto austriaco con sede legale a Eisenstadt, in Austria. Prima della vendita di BB al gruppo assicurativo austriaco GRAWE, a cui si riferisce l’aiuto di Stato in questione, e dopo l’assemblea degli azionisti di marzo 2005, la regione federale del Land Burgenland (di seguito «Land Burgenland») deteneva il 100 % del capitale azionario (9). Il gruppo BB aveva solo una rilevanza regionale, con un valore netto di bilancio di circa 3,3 Mrd EUR nel 2005.
(20)
Prima della cessione, BB operava in forza di una piena licenza bancaria nella regione del Land Burgenland e in Ungheria occidentale, dove controllava al 100 % la filiale Sopron Bank RT. Istituita come banca ipotecaria regionale, il compito di BB era promuovere le operazioni monetarie e creditizie nel Land Burgenland. Tradizionalmente il suo settore era la concessione di prestiti ipotecari e l’emissione di obbligazioni ipotecarie e comunali. Al momento della vendita, la banca operava a tutto campo, offrendo anche tutti gli altri servizi bancari e finanziari.
(21)
Fino alla sua privatizzazione, BB beneficiava ancora della garanzia pubblica denominata Ausfallhaftung (10). A seguito di un accordo tra la Commissione e l’Austria che ha portato alla decisione della Commissione C(2003) 1329 def. (11), in base alla quale la Ausfallhaftung doveva essere annullata entro il 1o aprile 2007. Di norma, tutte le garanzie in essere al 2 aprile 2003 continuano ad essere coperte dalla Ausfallhaftung fino allo loro estinzione. Dopo tale data, la Ausfallhaftung può essere mantenuta dal 2 aprile 2003 al 1o aprile 2007 per le obbligazioni di nuova istituzione qualora non scadano dopo il 30 settembre 2017. Tuttavia la privatizzazione di BB ha avuto come effetto il fatto che il periodo di transizione è terminato in anticipo, alla data di chiusura dell’operazione con GRAWE, quindi il 12 maggio 2006 (12). Le nuove obbligazioni successive a tale data non sono più coperte dalla Ausfallhaftung. Il 31 dicembre 2005, le obbligazioni coperte dalla Ausfallhaftung ammontavano approssimativamente a 3,1 Mrd EUR, esclusa l’emissione delle obbligazioni supplementari descritta nel considerando 44.
(22)
Per via di precedenti perdite, BB doveva riportare perdite fiscali per un valore di circa 376,9 Mio EUR al 31 dicembre 2004. Dal 1o gennaio 2005, la normativa fiscale austriaca permette alle società (appartenenti allo stesso gruppo) di compensare tra loro profitti e perdite. L’entità della compensazione dipende dalla specifica struttura della società.
4. La ristrutturazione di BB
(23)
Con decisione del 7 maggio 2004 (13) (di seguito «decisione di ristrutturazione»), la Commissione ha approvato l’aiuto per la ristrutturazione di BB per un totale di 360 Mio EUR, consistente in due misure: un accordo di garanzia del 20 giugno 2000 tra il Land Burgenland e BB [171 Mio EUR + 5 % di interessi (14)] e un contratto quadro datato 23 ottobre 2000, che consiste in un atto di rinuncia al ricorso da parte della Bank Austria a BB per complessivi 189 Mio EUR, una clausola di ritorno in bonis tra le due parti del contratto (15) e un accordo di garanzia da parte del Land Burgenland per BB pari ad un totale di 189 Mio EUR (16).
(24)
La decisione di ristrutturazione includeva i seguenti emendamenti retrospettivi all’accordo di garanzia del 20 giugno 2000 e al contratto quadro. L’accordo di garanzia del 20 giugno 2000 è stato emendato in modo tale che l’utile operativo annuale di BB non verrà più utilizzato per ridurre l’importo coperto dalla garanzia fornita dal Land Burgenland e BB potrà richiedere la garanzia solo dopo la chiusura dei conti annuali dell’esercizio 2025. Il Land Burgenland avrà facoltà di estinguere completamente o in parte la garanzia a BB a far data dalla chiusura dei conti annuali per l’esercizio finanziario 2010. Il contratto quadro del 23 ottobre 2000 è stato emendato nel seguente modo: gli utili annuali di BB non saranno più utilizzati per adempiere gli obblighi derivanti dalla clausola di ritorno in bonis nei confronti della Bank Austria AG. Il Land Burgenland adempierà l’obbligo di ritorno in bonis nei confronti della Bank Austria ed erogherà gli importi ancora dovuti ai sensi dell’accordo di garanzia prima della privatizzazione di BB con un pagamento a saldo.
(25)
Gli emendamenti relativi all’utilizzo degli utili annuali per ridurre gli importi garantiti non avrebbero avuto effetto se BB non fosse stata privatizzata. Fino al momento in cui il Land Burgenland era titolare di BB, non venivano modificate le due garanzie, gli utili annuali di BB servivano alla riduzione degli importi garantiti e non veniva modificata la clausola di ritorno in bonis di BB.
(26)
La privatizzazione di BB era un elemento essenziale del piano di ristrutturazione approvato dalla Commissione. Il Land Burgenland ha considerato la privatizzazione di BB come la migliore garanzia per mantenere a lungo termine la redditività della banca
(27)
A seguito della decisione della Commissione e a partire dal 2003, il Land Burgenland ha fatto due tentativi per vendere e privatizzare BB, entrambi andati falliti. Il terzo tentativo, cioè la misura di aiuto di Stato di seguito descritta, è iniziato con l’annuncio sui media del 18 ottobre 2005.
5. La privatizzazione di BB
5.1. Il processo di privatizzazione
(28)
La Commissione rileva che le parti coinvolte nella vendita di BB presentano descrizioni divergenti della procedura di vendita. Tuttavia, per la Commissione i seguenti aspetti della vendita di BB, come definiti nella decisione di avvio del procedimento e integrati nelle osservazioni dell’Austria e di GRAWE, non sono controversi.
(29)
Nel 2005, il Land Burgenland ha avviato un terzo bando di gara per la privatizzazione di BB. La banca internazionale di investimenti HSBC Trinkaus & Burkhardt KGaA, Düsseldorf, insieme con la HSBC plc, Londra (insieme di seguito «HSBC»), che avevano ricevuto l’incarico di eseguire il processo di privatizzazione, hanno pubblicamente annunciato, a livello nazionale il 18 ottobre 2005, l’intenzione di vendere BB nella Gazzetta ufficiale di Vienna (Amtsblatt zur Wiener Zeitung) e nell’edizione in lingua inglese del Financial Times Europe del 19 ottobre 2005 a livello internazionale, invitando le parti interessate all’acquisto di azioni di BB di presentarsi.
(30)
All’annuncio hanno risposto 24 potenziali offerenti, interni ed esterni all’Unione europea, mentre solo 14 hanno manifestato ufficialmente il loro interesse al bando di gara e sono stati ammessi tramite apposita notifica a passare alla fase successiva della procedura di gara. Nella lettera di invito, si chiedeva ai potenziali offerenti di presentare un’offerta indicativa, non vincolante per l’acquisto della banca prima del 6 dicembre 2005.
(31)
Solo tre dei 14 potenziali offerenti hanno presentato entro i termini un’offerta indicativa il cui ammontare era rispettivamente di 65 Mio EUR, 100 Mio EUR e 140 Mio EUR (17), passando alla seconda fase finalizzata ad arrivare ad un’offerta vincolante, la cui scadenza era il 6 febbraio 2006. Questa seconda fase comprendeva, in particolare, l’obbligo di diligenza (due diligence) da realizzare in uno spazio Internet dal 7 gennaio al 30 gennaio 2006, seguita da una serie di ulteriori presentazioni e incontri. Gli offerenti, durante e dopo il processo di due diligence, avevano anche la possibilità di porre quesiti.
(32)
Il 6 febbraio 2006 due offerenti hanno presentato un’offerta vincolante: GRAWE e il consorzio.
(33)
Le offerte vincolanti sono state successivamente oggetto di trattativa singola con i due offerenti. Le trattative sono terminate il 4 marzo 2006.
(34)
Il 5 marzo 2006, il Land Burgenland ha aggiudicato il contratto a GRAWE nonostante il prezzo di acquisto offerto da GRAWE (100,3 Mio EUR) fosse decisamente inferiore al prezzo offerto dal consorzio (155 Mio EUR). La decisione si è basata su una raccomandazione scritta di HSBC (di seguito «la raccomandazione») del 4 marzo 2006, integrata da spiegazioni verbali fornite ai membri del governo del Land Burgenland nel giorno della decisione. Il governo del Land Burgenland ha formalmente concluso la cessione il 7 marzo 2006. La transazione è stata chiusa il 12 maggio 2006.
(35)
Alla vigilia della chiusura, BB ha emesso obbligazioni per un importo di 700 Mio EUR. Nel 2005 era stata prevista l’emissione di ulteriori obbligazioni prima della privatizzazione per un importo di soli 320 Mio EUR. L’emissione è stata effettuata in conformità alla Ausfallhaftung. La Capital Bank, una controllata di GRAWE, ha sottoscritto 350 Mio EUR su un totale di 700 Mio EUR di obbligazioni.
5.2. Criteri di selezione contenuti nella lettera di invito al bando
(36)
La lettera di invito al bando di gara riportava i seguenti criteri di valutazione delle offerte, basati sulla decisione del governo del Land Burgenland del 6 settembre 2005:
a)
il prezzo di acquisto e l’affidabilità del pagamento dello stesso;
b)
il mantenimento dell’autonomia di BB;
c)
la prosecuzione delle attività di BB e, contemporaneamente, il fatto di evitare di ricorrere alla Ausfallhaftung;
d)
la disponibilità ad effettuare gli aumenti di capitale necessari;
e)
la sicurezza dell’operazione;
f)
i tempi di realizzazione dell’operazione.
(37)
La lettera di invito al bando stabiliva inoltre che l’azionista di BB, in base alla raccomandazione, avrebbe effettuato una selezione discrezionale degli offerenti che avrebbero potuto partecipare alla seconda fase del processo di cessione.
5.3. La clausola di garanzia nel contratto con GRAWE
(38)
Il contratto con GRAWE contiene l’assicurazione del Land Burgenland che gli accordi di garanzia, oggetto della decisione di ristrutturazione, e il contratto di vendita non violano le norme sull’aiuto di Stato. Tale garanzia è integrata da una clausola che dà diritto all’acquirente GRAWE di essere rimborsato dal Land Burgenland in caso di recuperi ordinati da un’eventuale decisione negativa della Commissione. Qualora le norme sull’aiuto di Stato vietassero tale adeguamento del prezzo di vendita, l’acquirente avrebbe potuto, in base a tale clausola, rescindere il contratto.
5.4. La raccomandazione della HSBC
(39)
La raccomandazione mette a confronto l’offerta di GRAWE e quella del consorzio in base ai criteri di selezione sopra indicati. Da tale analisi emerge che il prezzo di acquisto dovrebbe favorire la decisione a vantaggio del consorzio. Tuttavia, in considerazione degli altri criteri, quali affidabilità del pagamento del prezzo di acquisto, prosecuzione delle attività della banca e rinuncia a fare ricorso alla Ausfallhaftung, aumento di capitale e sicurezza dell’operazione, la HSBC raccomanda di effettuare la vendita a GRAWE (cfr. i considerando 27-29 della decisione di avvio del procedimento).
III. DECISIONE DI AVVIARE IL PROCEDIMENTO D’INDAGINE FORMALE A NORMA DELL’ARTICOLO 88, PARAGRAFO 2, DEL TRATTATO CE
(40)
La Commissione ha deciso di avviare l’indagine formale ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE per le ragioni di seguito esposte.
(41)
In applicazione dei principi stabiliti nella XXIII relazione della Commissione sulla politica di concorrenza (18), la Commissione non ha potuto accertare che la vendita sia avvenuta senza un aiuto di Stato, in quanto il consorzio, pur presentando un’offerta decisamente migliore, non è stato scelto dal Land Burgenland come acquirente di BB. Inoltre ci sono divergenze nella descrizione della procedura di offerta presentata dal denunciante e dall’Austria.
(42)
Per quanto riguarda la procedura del bando di gara, la Commissione ha espresso dubbi sul fatto che fosse trasparente, incondizionata e non discriminatoria. La Commissione si è chiesta, in particolare, se gli offerenti avessero ricevuto lo stesso trattamento durante la procedura del bando di gara e se alcune delle condizioni relative alla vendita, riportate nella lettera di invito al bando di HSBC, potessero essere state previste da un venditore privato.
(43)
La Commissione ha, inoltre manifestato ulteriori perplessità sulla trasparenza della selezione finale, in quanto non veniva specificato il peso dei criteri e nella lista dei criteri mancava quello supplementare del «rifinanziamento di BB dopo la vendita», sottolineato durante le trattative (cfr. per maggiori dettagli i considerando 65-69 della decisione di avvio del procedimento).
(44)
Inoltre, la Commissione non ha potuto escludere la possibilità che GRAWE avesse ricevuto un vantaggio economico per le ragioni qui di seguito riportate.
a)
La differenza di prezzo, che mostra come nella vendita di BB a GRAWE non sia stato pagato il prezzo di mercato;
b)
l’emissione delle ulteriori obbligazioni coperte dalla Ausfallhaftung per un valore pari a 380 Mio EUR, che mancava nel piano economico di BB fornito ai potenziali acquirenti e che sembra non sia stata offerta al consorzio;
c)
la presenza delle suddette condizioni connesse alla vendita che potrebbe aver scoraggiato la presentazione di offerte migliori o di offerte da parte di altri competitori.
(45)
La Commissione ha anche citato l’effetto potenziale del riporto delle perdite fiscali sul valore economico delle offerte. Inoltre, un motivo di ulteriori perplessità era la clausola di garanzia contenuta nel contratto con GRAWE.
(46)
Per quanto riguarda la stipula del contratto relativo al risarcimento per l’estinzione anticipata (Vorfälligkeitsentschädigung) dell’accordo di garanzia del 20 giugno 2000, la Commissione si è chiesta se la decisione di ristrutturazione fosse stata pienamente rispettata dall’Austria.
IV. OSSERVAZIONI PRESENTATE DALLE PARTI INTERESSATE
(47)
La Commissione ha ricevuto osservazioni dal beneficiario GRAWE e da una terza parte ungherese (19). Le osservazioni di GRAWE supportano ed integrano gli argomenti presentati dall’Austria e, pertanto, verranno commentate congiuntamente in seguito.
(48)
La parte ungherese ha presentato una serie di documenti che si riferiscono ad una presunta frode, relativa principalmente alle operazioni di BB in Ungheria, dove è sita la filiale Sopron Bank RT. Si sostiene che per tenere nascosta la frode era necessario vendere BB all’offerente austriaco. La parte ungherese ha fornito numerosi documenti relativi in particolare ad una serie di filiali con sede in Ungheria collegate con BB, quali estratti dei registri al commercio, atti costitutivi delle imprese in questione, verbali delle assemblee annuali o altri dati della società, chiaramente relativi a periodi precedenti alla vendita di BB. La Commissione non ha potuto stabilire connessioni rilevanti tra tali documenti e la procedura di privatizzazione da valutare ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato. Pertanto tali osservazioni non sono state prese in considerazione.
V. OSSERVAZIONI DELL’AUSTRIA E DI GRAWE
(49)
L’Austria, con il pieno appoggio di GRAWE, ha ribadito e sostenuto gli argomenti già presentati prima della decisione da parte della Commissione di aprire il procedimento di indagine formale.
1. Ammissibilità
(50)
Per motivi procedurali, l’Austria sosteneva che la Commissione non dovesse analizzare il ricorso in questione, dato che il consorzio, non essendo ancora entrato nel mercato bancario europeo, non era un concorrente e pertanto non poteva essere definito «parte interessata» ai sensi dell’articolo 1, lettera h), del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, che stabilisce le regole per l’applicazione dell’articolo 93 (ora articolo 88) del trattato CE (20). La presunta discriminazione sarebbe stata collegata alla libertà di stabilimento e di libera circolazione di capitale; l’ingresso nel mercato bancario europeo non poteva essere ottenuto tramite il procedimento di aiuto di Stato. La Commissione doveva anche tenere conto del fatto che il consorzio non era attivo a causa della decisione di apertura del procedimento da parte della Commissione e aveva reso noto di non essere ulteriormente interessato all’acquisto della banca.
(51)
La Commissione starebbe andando oltre i propri poteri discrezionali esaminando tale caso. L’Austria ha evidenziato che i tribunali austriaci hanno trattato in modo approfondito il presente caso di aiuto di Stato con l’audizione di numerosi testimoni e con approfondita valutazione dei fatti, concludendo che la procedura di gara era stata condotta in modo aperto, corretto e trasparente. La Commissione avrebbe dovuto avallare tale opinione invece di aprire un procedimento di indagine formale.
2. Aspetti generali collegati alla procedura di gara e i suoi risultati
(52)
L’Austria ha sottolineato che la procedura del bando di gara era stata aperta, corretta e trasparente, come confermato dai tribunali austriaci che si occupavano del procedimento. La decisione finale non è stata presa prima del 4 marzo 2006. Tutte le parti hanno avuto le stesse opportunità, ricevendo le informazioni necessarie per la loro due diligence, che hanno poi utilizzato in modi differenti.
(53)
Pur sussistendo notevoli riserve verso il consorzio fin dal lancio della procedura di gara, il consorzio non è stato escluso sulla base dell’offerta indicativa, ma è stato mantenuto nella procedura di gara per tutto il tempo possibile. Tale comportamento era conforme a quello di un venditore privato che, in questo modo, tiene alta la concorrenza tra gli offerenti per ottenere il prezzo massimo. Inoltre, l’Austria si aspettava che il consorzio si presentasse con un partner finanziario forte, come aveva annunciato durante le trattative. In tal modo, il consorzio avrebbe potuto cambiare radicalmente la situazione.
(54)
GRAWE ha dichiarato di non aver percepito di essere stata trattata in modo preferenziale durante la procedura di gara, né dal Land Burgenland né dall’autorità austriaca dei mercati finanziari (FMA).
(55)
L’Austria ha sottolineato che la raccomandazione della HSBC era solo una sintesi del processo di privatizzazione e non poteva essere considerata come la sola base per la decisione presa. Obiettivo della raccomandazione era solo quello di fornire un breve riepilogo della procedura e delle offerte. Le conclusioni della raccomandazione sono state integrate da spiegazioni verbali, fornite ai decisori. A questo proposito, l’Austria ha aggiunto una nota redatta da HSBC per assistere il Land Burgenland nella replica alla prima richiesta di informazione della Commissione del 12 aprile 2006, contenente l’ulteriore commento a tali osservazioni. Secondo l’Austria, la raccomandazione non doveva essere considerata come l’opinione di esperti sul valore della banca, cosa, peraltro non richiesta dalla normativa europea. La decisione del 5 marzo 2006 era invece basata sull’esperienza acquisita nel corso del processo di privatizzazione, sulla raccomandazione, sulle valutazioni verbali e sui chiarimenti confidenziali forniti dai rappresentanti di HSBC.
(56)
Una serie di elementi presenti sia nelle comunicazioni dell’Austria che nelle osservazioni di GRAWE riguardano la comparabilità delle offerte fatte dai due offerenti.
(57)
Per quanto attiene il rimborso per l’estinzione anticipata (Vorfälligkeitsentschädigung) dell’accordo di garanzia del 20 giugno 2000, l’Austria ha sostenuto che la Commissione non aveva correttamente interpretato le disposizioni fornite nelle offerte dei due partecipanti finali. Il risarcimento dipendeva dal fatto che il Land Burgenland avrebbe erogato i suoi pagamenti ai sensi dell’accordo di garanzia alcuni anni prima di quanto previsto (21). In questo caso non si trattava di un elemento del prezzo di acquisto, come sembra ritenere la Commissione. Il risarcimento, inoltre, non si riferiva alla precedente decisione di ristrutturazione di BB, ma serviva a ridurre l’aiuto di Stato che all’epoca era stato autorizzato dalla Commissione.
(58)
Per quanto riguarda le clausole di garanzia e i periodi di garanzia indicati nei contratti di vendita con GRAWE e con il consorzio, l’Austria sostiene che si tratti del risultato delle trattative condotte singolarmente con ognuna delle parti. Le differenze concordate per i limiti di responsabilità, per l’importo delle esenzioni e per i periodi di garanzia (due anni per il consorzio e tre anni per GRAWE) non erano discriminanti nei confronti dei due offerenti.
(59)
L’onere annuale di 100 000 EUR per la Ausfallhaftung, da pagare fino al 2017 al Land Burgenland, era previsto solo nella bozza di contratto con il consorzio. A chiarimento, l’Austria ha evidenziato che il contratto con GRAWE non prevedeva l’onere annuale in quanto questo era già incluso nel prezzo di vendita offerto da GRAWE.
(60)
In relazione all’emissione di nuove obbligazioni, l’Austria ha sostenuto che la decisione del consiglio di amministrazione di emettere nuove obbligazioni pari ad un importo di 380 Mio EUR, ad integrazione di una precedente decisione, basata sulle previsioni del piano economico di BB, di emettere obbligazioni per un valore di 320 Mio EUR a settembre 2005, era stata presa indipendentemente dalla imminente privatizzazione e dal futuro titolare di BB. Il Land Burgenland non riteneva necessario citare l’emissione delle obbligazioni nella lettera di invito al bando, in quanto tale elemento non sarebbe stato decisivo per la vendita. Tuttavia, entrambi gli offerenti erano stati informati durante il periodo di due diligence che l’emissione sarebbe stata fatta, indipendentemente dell’identità dell’acquirente. Solo GRAWE aveva inserito tale elemento nella bozza di contratto. L’Austria ha sottolineato che l’emissione di ulteriori 380 Mio EUR di obbligazioni era stata decisa per ottenere i massimi benefici dalle favorevoli condizioni di rifinanziamento previste dalla Ausfallhaftung. Tale aspetto era stato ripetutamente citato nel corso delle trattative con il consorzio. Qualora, infatti, BB fosse stata venduta al consorzio, lo stesso avrebbe tratto vantaggi dalle migliori condizioni di rifinanziamento in misura molto maggiore rispetto all’acquirente GRAWE. L’Austria sosteneva che le condizioni di rifinanziamento di BB, in caso di vendita al consorzio, sarebbero state più onerose in quanto, a differenza di GRAWE, il consorzio non era quotato e aveva la propria sede in Ucraina; per tali ragioni BB avrebbe ottenuto le condizioni migliori di rifinanziamento, ipotizzando al massimo un rating «BB» o «B».
(61)
Per quanto riguarda l’accordo speciale con GRAWE di trasferire prima della chiusura, quattro delle filiali immobiliari di BB di nuovo al Land Burgenland al loro valore contabile di 25 Mio EUR, l’Austria ha rilevato che il revisore di BB ha confermato in data 31 dicembre 2005 che il valore di mercato della proprietà sarebbe stato pari al valore contabile e, pertanto, il trasferimento avrebbe avuto solo un effetto sulla liquidità. Ai fini della comparazione delle due offerte non era necessario prendere in considerazione tale effetto sulla liquidità.
(62)
Il consorzio aveva offerto alla stipula del contratto un anticipo di 15 Mio EUR su un conto fiduciario della Active Bank, con sede in Ucraina. Mentre GRAWE doveva versare al momento della stipula l’intero importo del prezzo di vendita.
(63)
L’Austria era dell’opinione che tale clausola, prevista anche nella bozza di contratto con il consorzio (22), fosse un elemento standard in qualsiasi contratto di vendita di questo tipo, in quanto facente parte delle condizioni di vendita ed essendo conforme alla normativa sugli aiuti di Stato. Tale clausola era nell’interesse legittimo dell’acquirente di BB, che non era stato disposto ad offrire un prezzo più elevato e che poteva incorrere nella richiesta di ulteriori pagamenti derivanti da un ordine di riscossione conseguente ad una decisione sull’aiuto di Stato. Inoltre, la Commissione deve considerare che la clausola prevedeva il diritto dell’acquirente di recedere dal contratto, se ritenuta non valida ai sensi delle norme sugli aiuti di Stato.
(64)
Secondo GRAWE, i dubbi della Commissione erano non rilevanti in quanto mancava l’ordine di riscossione. GRAWE ha sottolineato che l’acquirente in una gara di appalto ha a disposizione mezzi estremamente limitati per impedire che il comportamento del venditore pubblico sia potenzialmente rilevante ai fini di una eventuale valutazione sull’aiuto di Stato. GRAWE sosteneva che tale clausola fornisse allo Stato ulteriori motivazioni per rispettare la normativa sugli aiuti di Stato ed era quindi nell’interesse della Commissione.
3. La conformità di mercato del prezzo di vendita pagato da GRAWE
(65)
Secondo l’Austria, la presentazione di tre offerte indicative da parte di tre offerenti, di cui GRAWE era il secondo, dimostrava che la procedura di gara era stata aperta e trasparente ottenendo come risultato il prezzo di mercato. Questo dimostra che l’offerta di GRAWE non era inferiore al valore di mercato di BB.
(66)
L’Austria si riferiva all’esito del secondo tentativo di privatizzazione di BB. Tutte le quattro offerte in quella fase si aggiravano intorno a 85-93 Mio EUR. L’importo di 100,3 Mio EUR versati da GRAWE poteva quindi essere considerato conforme alle condizioni del mercato.
(67)
Secondo la normativa in materia di aiuti di Stato, l’Austria non era obbligata a vendere la banca tramite procedura di gara aperta, ma era libera di scegliere tra procedura aperta e una valutazione da parte di esperti. Inoltre, non sussisteva aiuto di Stato se il prezzo di vendita si manteneva nell’ambito di queste precedenti valutazioni. In tale contesto, la Commissione non aveva tenuto conto che l’Austria aveva già presentato una serie di studi nella prima fase dell’indagine, confermando la sua opinione che il prezzo pagato da GRAWE fosse conforme alle condizioni di mercato.
(68)
L’Austria e GRAWE hanno supportato le loro argomentazioni riferendosi ai seguenti studi e documenti:
a)
valutazione indicativa di BB eseguita da HSBC: tale studio concludeva che se BB fosse stata privatizzata e venduta ad un acquirente con una buona situazione creditizia, il suo valore sarebbe stato nell’ambito di 50-70 Mio EUR a seconda del valore attributo al riporto di perdite fiscali. Il valore del capitale azionario sarebbe stato pari a 33,4 Mio EUR (23);
b)
valutazione del capitale economico d’impresa di BB effettuata da gmc-unitreu Wirtschaftsprüfungs- und Steuerberatungs GmbH, in caso di acquisizione di tutte le azioni del Land Burgenland per preparare la privatizzazione di BB. Partendo da cifre simili a quelle considerate da HSBC, lo studio ha concluso che al 30 giugno 2004, BB valeva da tra 44,4 e 53,9 Mio EUR (24);
c)
la valutazione fatta dallo stesso consorzio che supponeva un capitale economico d’impresa di BB nell’ambito di 50-75 Mio EUR.
(69)
Inoltre, l’Austria sosteneva che gli offerenti avevano presentato il loro prezzo alle condizioni previste dalla procedura di gara di appalto e pertanto entrambe le offerte erano superiori all’effettivo valore di mercato.
(70)
L’Austria ha offerto di incaricare un esperto indipendente di svolgere un ulteriore studio per verificare che sia stato pagato un prezzo in linea con le condizioni di mercato.
4. Il ruolo della Ausfallhaftung nella vendita di BB
(71)
Durante l’intera l’indagine, l’Austria ha sottolineato più volte, con il supporto di GRAWE, l’importanza della Ausfallhaftung e il conseguente interesse finanziario del Land Burgenland nella vendita di BB. Il criterio di «prosecuzione delle attività di Bank Burgenland ed evitare di fare ricorso Ausfallhaftung» era una delle condizioni che l’Austria ha pubblicato nella procedura di gara e che, quindi, era nota a tutti gli interessati. In tale contesto, l’Austria e GRAWE hanno presentato gli argomenti di seguito riportati.
(72)
La base della Ausfallhaftung è nella legge austriaca. Tuttavia, essendo una società per azioni «AG», BB ha una forma giuridica di diritto privato e la stessa garanzia è un istituto di diritto privato (sezione 1356 del codice civile generale); le condizioni e l’entità della garanzia fornite dal Land Burgenland erano perciò disciplinate dalle norme del diritto privato. Lo Stato aveva agito in qualità di titolare di Bank Burgenland e non nella sua capacità di diritto pubblico. Non accettando questo argomento, la Commissione ignorava la separazione dei poteri, esistente in Austria, tra legislatura (fonte della Ausfallhaftung), ed esecutivo del Land Burgenland, che aveva preso la decisione di vendere BB. Il rapporto tra il Land Burgenland e BB potrebbe essere assimilato alla situazione di una casa madre che fornisce la garanzia per una sua filiale sotto forma di lettera amministrativa. Tale garanzia verrebbe presa in considerazione al momento della vendita di una filiale, come nel caso di qualsiasi rischio fuori bilancio. L’Austria, inoltre, confermava tale opinione facendo riferimento ad una sentenza della corte suprema austriaca del 4 aprile 2006 (25).
(73)
Inoltre, la Commissione e l’Austria avevano concordato l’abolizione della garanzia, considerata come aiuto esistente, dopo un periodo di transizione. Fino al momento della sua abolizione, la Ausfallhaftung sarebbe stata «legalizzata», autorizzando il Land Burgenland a prenderla in considerazione nella vendita di BB. La garanzia non era stata fornita dal Land Burgenland con la prospettiva del processo di privatizzazione e l’Austria non aveva strumenti legali per estinguere la garanzia prima della vendita di BB. Se, in tali circostanze, il rischio connesso con la Ausfallhaftung non poteva essere preso in considerazione, la Commissione avrebbe effettivamente impedito al Land Burgenland di privatizzare BB. Questo avrebbe contraddetto la richiesta di privatizzazione, contenuta nella precedente decisione della Commissione su BB e limitato arbitrariamente la libertà degli Stati membri di privatizzare i loro attivi.
(74)
L’opinione dell’Austria è stata confermata dalla prassi della Commissione e dai tribunali europei. In particolare, la Commissione aveva accettato che le garanzie e il rischio fuori bilancio potessero essere presi in considerazione nella procedura di privatizzazione (26). Nel caso Gröditzer Stahlwerke, la Corte di giustizia delle Comunità europee ha anche implicitamente riconosciuto che dovesse essere presa in considerazione una garanzia fornita dallo Stato, rilevante ai fini della liquidazione dell’impresa (27). Era, quindi, rilevante il riconoscimento della Ausfallhaftung come aiuto in essere.
(75)
Il rischio del possibile ricorso alla Ausfallhaftung dipendeva dal futuro profilo di rischio della banca e, di conseguenza, dal profilo di rischio del suo proprietario. Il Land Burgenland considerava non accettabile il rischio che il proprietario fosse il consorzio. Il fatto che BB rimanesse sotto la supervisione della FMA non modificava tale prognosi, in quanto la FMA interveniva solo ex post.
(76)
L’Austria ha fornito il calcolo dell’importo concesso dalla Ausfallhaftung e uno scenario di liquidazione. L’Austria ha dichiarato che l’approccio utilizzato nel calcolo era identico a quello presentato alla Commissione nella decisione di ristrutturazione.
(77)
GRAWE ha dichiarato che in questo contesto era errato prevedere uno scenario di liquidazione in quanto il Land Burgenland doveva decidere non della liquidazione di BB, ma quale acquirente scegliere. Lo scenario della liquidazione era previsto per una diversa situazione (decisione sull’aiuto di ristrutturazione). Inoltre, in una situazione di Ausfallhaftung, il Land Burgenland non sarebbe stato in grado di richiedere la liquidazione dell’intero attivo, in quanto tutti creditori avrebbero potuto indirizzare le loro richieste direttamente al Land Burgenland.
(78)
L’Austria ha collegato questo elemento al criterio di «prosecuzione delle attività di BB ed evitare il ricorso alla garanzia», sostenendo che l’annuncio della vendita di BB al consorzio avrebbe provocato l’aumento del rifinanziamento di BB e una significativa uscita di liquidità con la conseguente attivazione della Ausfallhaftung. La liquidità di BB, a seguito della vendita, era stata un fattore cruciale in tale decisione. Il consorzio non aveva, inoltre, escluso la possibilità del ritiro dei depositi da parte dei clienti o la cancellazione delle linee di credito interbancarie, sebbene in misura decisamente inferiore a quella stimata dall’Austria. Mentre il consorzio prevedeva un massimo di 500 Mio EUR di ritiri, l’Austria ha presentato calcoli che quantificavano l’uscita di liquidità netta nella migliore delle ipotesi pari a 750 Mio EUR, nella peggiore a 1,25 Mrd EUR. Il consorzio aveva l’onere di dimostrare che era in grado di assicurare il rifinanziamento, ma non è riuscito in tale compito. Al contrario, ha fornito solo lettere di intenti non vincolanti, rilasciate da diverse banche.
(79)
L’Austria ha inoltre sottolineato che su tale punto avrebbe avuto meno perplessità se il consorzio avesse presentato un partner finanziario forte, come aveva annunciato durante le trattative.
5. Questioni relative all’autorizzazione della vendita da parte di FMA
(80)
L’Austria ha spiegato che, in base alla sezione 20 della legge bancaria, la FMA poteva eseguire il cosiddetto «fit & proper test» (test di idoneità) dell’acquirente di una banca, solo dopo la sottoscrizione delle parti di un accordo vincolante. La valutazione di più potenziali proprietari non rientra nei poteri della FMA. Per la stessa ragione, non era possibile fornire alla Commissione ex post una tale valutazione richiesta dalla decisione di apertura del procedimento. Di conseguenza, la FMA aveva rifiutato di esaminare i documenti del consorzio e di GRAWE, in quanto entrambi i potenziali acquirenti avevano fornito alla FMA documenti per ottenere il permesso prima della vendita (28). La richiesta fatta alla FMA è stata di procedere alla valutazione di qualsiasi operazione in modo assolutamente obiettivo.
(81)
L’Austria ha, tuttavia, affermato di aver cercato di ottenere una dichiarazione relativa ai due offerenti rimasti. Informalmente, la FMA aveva indicato che per la valutazione di GRAWE, che era ben nota all’autorità, sarebbero state necessarie solo alcune settimane. Al contrario, la valutazione del consorzio coinvolgeva anche altre autorità al di fuori dell’Unione europea per cui ci sarebbero voluti presumibilmente più di tre mesi. In ogni caso, la FMA era tenuta per legge a fornire una risposta entro tre mesi; altrimenti la vendita si sarebbe intesa come autorizzata. Per tale motivo, la vendita al consorzio avrebbe avuto come conseguenza un divieto preliminare di vendita da parte della FMA, che poi una volta effettuata la valutazione avrebbe potuto revocare tale divieto. L’intero processo poteva durare fino ad un anno. Secondo la FMA, il risultato sarebbe stato «completamente incerto».
(82)
In tale contesto, l’Austria ha sottolineato che il Land Burgenland era stato costretto a cedere BB in base alla propria previsione della valutazione definitiva della FMA. In ogni caso, l’Austria riteneva che la FMA non avrebbe mai autorizzato la vendita al consorzio. Di seguito vengono riportate le principali considerazioni su cui si basava la previsione del Land Burgenland.
(83)
Nel 1994 SLAV International Bank AG aveva presentato richiesta di licenza bancaria in Austria. La richiesta era stata rifiutata in data 17 novembre 1997. Uno dei motivi del rifiuto era che il fondo ucraino, a quel tempo proprietario, non applicava i principi contabili internazionali (IAS). Ad esclusione di un piccolo membro del consorzio, la Active Bank Ltd con attività solo in Ucraina, nessuna attività bancaria era stata realizzata fino a quel momento dal gruppo. Nessuno dei membri del consorzio era stato valutato da un’agenzia di rating riconosciuta a livello internazionale. Di contro, con GRAWE, Bank Burgenland avrebbe acquisito un partner di esperienza nei settori del mercato bancario e capitale valutato con rating «A» e ben noto alla FMA.
(84)
In modo analogo, l’Austria ha fatto riferimento all’esperienza dei due precedenti tentativi falliti di privatizzare BB. Specialmente durante il secondo tentativo, finito senza esiti nell’agosto 2005, aveva partecipato una banca con sede in Lituania con proprietario russo e l’Austria aveva avuto ragioni per credere che la FMA avrebbe vietato tale operazione.
(85)
L’Austria ha evidenziato, inoltre, che per la decisione sarebbe stato necessario altro tempo, in quanto mancava un accordo di collaborazione che costituisse la base per la reciproca cooperazione e lo scambio di informazioni tra FMA e la Ukrainian National Bank.
(86)
Inoltre, per salvaguardare la sua buona reputazione, era nell’interesse di GRAWE intervenire nel caso in cui BB avesse avuto delle difficoltà. La stessa cosa non poteva dirsi per il consorzio. L’Austria ha, altresì, evidenziato che, avendo un proprietario con sede in Ucraina, BB non avrebbe mai ottenuto un rating «A» come GRAWE, ma al massimo un rating compreso tra «BB» e «B», in base al principio che un’impresa non può avere una valutazione superiore a quella del paese dove si trova la sua sede principale.
6. Ulteriori elementi della previsione del Land Burgenland
(87)
L’Austria ha anche presentato un’osservazione alla HSBC confermando tutte le considerazioni fatte dal Land Burgenland circa la probabilità che la FMA avrebbe autorizzato la transazione e che si potesse fare ricorso alla Ausfallhaftung nel caso di una decisione a favore di GRAWE. La differenza di prezzo era pienamente compensata dal minor rischio derivante dalla vendita a GRAWE.
(88)
Motivo di preoccupazione era fornito, inoltre, dal piano economico del consorzio. Il piano economico era stato presentato in ritardo, il 27 febbraio 2006 e aveva integrato la Active Bank Ltd, con sede in Ucraina. Anzi il consorzio ha messo ciò come condizione all’acquisto di BB. In ogni caso c’erano una serie di elementi in tale piano economico che il Land Burgenland considerava estremamente rischiosi per la stessa esistenza di BB.
(89)
In particolare, solo una minima parte del nuovo capitale impegnato dal consorzio era stata destinata al rafforzamento delle attività regionali di BB (17 Mio EUR su un totale di 85 Mio EUR), il resto veniva invece riservato alla Active Bank con sede in Ucraina. Secondo il piano economico, il futuro centro di gravità delle attività economiche sarebbe stata l’Ucraina invece che il Land Burgenland, con tutte le conseguenze derivanti dai rischi del cambio.
(90)
Il Land Burgenland, inoltre, non comprendeva le modalità di integrazione da parte del consorzio della Active Bank, il cui valore era sovrastimato. Per ragioni di cautela, il Land Burgenland partiva dallo scenario peggiore per BB, in cui il fallimento di Active Bank avrebbe seriamente messo in pericolo e persino portato all’insolvenza BB.
(91)
Partendo da quel piano economico, il Land Burgenland non avrebbe venduto BB anche se il consorzio fosse stato l’unico offerente (29).
(92)
Inoltre, l’Austria era preoccupata dal fatto che la FMA avrebbe avuto bisogno di molto più tempo per valutare la vendita del consorzio. La privatizzazione in tempi brevi di BB si rendeva, però, necessaria per via della decisione relativa alla ristrutturazione di BB. Inoltre, GRAWE aveva presentato la propria offerta con scadenza al 31 marzo 2006. Il Land Burgenland rischiava di rimanere senza acquirenti se la FMA avesse vietato la vendita.
(93)
Il 5 marzo 2008 l’Austria faceva riferimento ad una sentenza di un tribunale tedesco che confermava la decisione di BaFin che vietava la vendita di azioni di una banca tedesca ad un gruppo ucraino. L’Austria, pur non asserendo che il gruppo ucraino coinvolto in questo caso fosse il consorzio, riteneva, in ogni caso, che la sua previsione veniva supportata dalla decisione per la quale erano stati necessari alla BaFin 13 mesi.
(94)
A giudizio dell’Austria, la questione di una vendita in tempi ristretti era strettamente collegata alla necessità di salvaguardare la sicurezza dell’operazione. Il fallimento del terzo tentativo di privatizzazione avrebbe messo in pericolo la sicurezza della banca e avrebbe significato per BB avviare un procedimento di insolvenza con il ricorso alla Ausfallhaftung.
7. Altri metodi di valutazione del rischio presentati dall’Austria e da GRAWE
(95)
L’Austria ha presentato ulteriori spiegazioni della raccomandazione da parte di HSBC, che segue un approccio basato sugli impegni con garanzia completa. Il lieve aumento della probabilità che la Ausfallhaftung potesse essere attivata in caso di vendita di BB al consorzio, è bastato a compensare la differenza tra le due offerte e a spingere la decisione in favore di GRAWE.
(96)
GRAWE, sostenuto dall’Austria, ha presentato una perizia basata su un modello di prezzi opzionali per spiegare e giustificare la vendita a GRAWE. La perizia degli esperti giunge alla conclusione che, anche supponendo un lieve aumento dell’1,83 % di volatilità dell’attivo a seguito della vendita di BB al consorzio, il rischio derivante per il Land Burgenland in termini di Ausfallhaftung sarebbe aumentato notevolmente. Quindi si riteneva giustificata la decisione di vendere BB a GRAWE.
(97)
In fase avanzata della procedura, il 22 febbraio 2008, L’Austria ha presentato uno studio sulle modalità di valutazione da parte del mercato dei capitali delle garanzie del tipo della Ausfallhaftung. Un’esposizione più dettagliata dell’approccio realizzato da Morgan Stanley, è stata presentata il 9 aprile 2008. L’analisi parte dall’ipotesi che il Land Burgenland potesse ri-assicurarsi sul mercato dei capitali contro il rischio di Ausfallhaftung tramite il derivato creditizio denominato «credit default swap». L’Austria sosteneva che il risultato dell’analisi mostrava che la decisione del Land Burgenland era giustificata. Il costo di tale assicurazione era stimato a 51,3-64,1 Mio EUR in caso di vendita di BB a GRAWE e a 521,6 Mio EUR in caso di vendita di BB al consorzio. Le stime della Morgan Stanley erano inferiori (354 Mio EUR in data 12 maggio 2006), ma sono state comunque considerate a supporto delle conclusioni dell’Austria.
8. Compatibilità dell’aiuto con il mercato comune
(98)
L’Austria non ha presentato alcun commento sulla compatibilità dell’aiuto con il mercato comune.
(99)
GRAWE sostiene che la misura, se fosse considerata aiuto di Stato, dovrebbe essere considerata compatibile con il mercato comune ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE. La privatizzazione di BB era strettamente legata alla precedente decisione di ristrutturazione, in base alla quale doveva continuare ad operare come banca regionale nel Land Burgenland. Giudicando dal suo piano economico, il consorzio non prevedeva un tale orientamento. Questo, inoltre, avrebbe compromesso la corretta applicazione della decisione di ristrutturazione.
VI. VALUTAZIONE GIURIDICA DELL’AIUTO
1. Ammissibilità
(100)
In primo luogo la Commissione ricorda che, ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 1, del Regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, essa è tenuta ad esaminare le informazioni sul presunto aiuto di Stato illegale indipendentemente dalla fonte. L’Austria, pertanto, presuppone l’esistenza di un margine discrezionale di cui, in realtà, la Commissione non dispone, essendo obbligata per legge a trattare il ricorso presentato dal consorzio. Il consorzio, essendo l’unico concorrente di GRAWE nella fase finale della procedura del bando per l’acquisizione di BB, è indubbiamente «parte interessata» secondo la definizione dell’articolo 1, lettera h), del regolamento summenzionato. Sviluppi successivi, quali gli interventi sulla stampa in cui si suggeriva che il consorzio avesse abbandonato le sue intenzioni iniziali di comprare la banca, non incidono in alcun modo sull’obbligo della Commissione di proseguire le sue indagini. A questo riguardo, la Commissione desidera evidenziare che il consorzio non ha ritirato la denuncia (30).
(101)
La Commissione evidenzia che le decisioni del tribunale nazionale cui l’Austria fa riferimento non definiscono né limitano la propria competenza a valutare il caso ai sensi degli articoli 87 e 88 del trattato CE. A questo riguardo, la Commissione rileva anche che nessun risultato delle decisioni fornite è basato realmente sulla normativa sugli aiuti di Stato (31).
2. Esistenza dell’aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE
(102)
Conformemente all’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. La privatizzazione di BB deve rispettare tutti i criteri di detto articolo per essere qualificata come aiuto di Stato.
2.1. Aiuti di Stato nel contesto della privatizzazione: il quadro giuridico
(103)
Come stabilito nella decisione di avvio del procedimento, la valutazione della Commissione nel contesto della privatizzazione parte da una serie di principi stabiliti nella XXIIIa relazione sulla politica di concorrenza (di seguito «relazione sulla concorrenza») e relativa prassi (32).
(104)
Uno dei fatti indicati nella relazione che permette alla Commissione di supporre, senza ulteriori analisi, la non sussistenza dell’aiuto di Stato è che l’impresa viene venduta al miglior offerente. Nel presente caso è tuttavia evidente come BB non sia stata venduta al miglior offerente. Tale circostanza è di per sé sufficiente per aprire il procedimento di indagine formale (33).
(105)
Un altro importante elemento di cui tener conto nel contesto della privatizzazione sono le condizioni connesse a tale vendita. Nella decisione di avvio del procedimento, la Commissione fa riferimento all’importanza che la relazione sulla concorrenza attribuisce a tale aspetto, quando chiede come condizione per dichiarare la privatizzazione priva di aiuto di Stato, che il bando di gara debba essere aperto a tutti gli interessati, trasparente e non condizionato dall’esecuzione di altri atti come l’acquisizione di beni patrimoniali diversi da quelli del bando per la prosecuzione di determinate attività.
(106)
La Commissione ricordava anche la propria decisione relativa a Stardust Marine, in cui si sottolineava l’importanza del carattere «non discriminatorio del procedimento» (34). In linea con la comunicazione della Commissione relativa agli elementi di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità (35) (di seguito «comunicazione sulla vendita di terreni»), la Commissione assume ora la posizione secondo cui le condizioni possono essere imposte in linea di principio, se tutti i potenziali acquirenti debbono e possono rispettare tale obbligo, indipendentemente dalla natura degli affari dell’acquirente (36). In tale contesto, la Commissione notava che i criteri scelti per la vendita della banca potevano implicare condizioni ed essere valutati come tali (per maggiori dettagli cfr. i paragrafi 141-143 di seguito riportati).
(107)
Durante il procedimento di indagine formale, in un primo momento sembrava che l’Austria partisse dall’ipotesi che la comunicazione sulla vendita di terreni potesse applicarsi direttamente alla privatizzazione di un’impresa e in un secondo momento, sembrava che l’Austria ipotizzasse che una potenziale procedura di gara scorretta potesse essere superata tornando alle precedenti valutazioni indipendenti che erano state eseguite nel contesto della privatizzazione di BB. L’Austria ha persino proposto di commissionare un nuovo studio sul valore di mercato di BB.
(108)
La rilevanza specifica delle condizioni relative all’operazione è esaminata ai considerando 141-143. Come osservazione generale sul primo punto, tuttavia, si deve notare che è necessario distinguere tra le regole relative alla privatizzazione e le regole relative a terreni e fabbricati. La relazione sulla concorrenza, pur stabilendo che la procedura tramite bando di gara non è l’unico strumento possibile per le privatizzazioni, parla esplicitamente delle privatizzazioni e fornisce orientamenti sui prerequisiti della procedura per garantire che la privatizzazione non implichi un aiuto di Stato. La Relazione sulla concorrenza non afferma che la valutazione indipendente dell’ente da privatizzare, eseguita prima della vendita, sia sufficiente per stabilire che una vendita ad un determinato prezzo debba essere considerata automaticamente esente da aiuti di Stato. Questo è particolarmente evidente dove sia stato effettivamente eseguito un bando di gara.
(109)
La possibilità di stabilire il prezzo di mercato tramite una valutazione è solo citata nella Comunicazione sulla vendita dei terreni, come strumento di definizione del prezzo in assenza di procedura di gara d’appalto. Anche nel caso della vendita di terreni, dai termini e dalla struttura della Comunicazione sulla vendita di terreni consegue che uno Stato membro non può giustificare la vendita ad una persona diversa dal maggior offerente facendo riferimento alla valutazione. Nel caso di vendita di terreni, come nel caso della privatizzazione, la procedura di gara deve avere come risultato la fissazione del prezzo di mercato.
(110)
Tuttavia la Commissione ritiene che non sia così nel presente caso, anche supponendo che si possa accettare l’opinione dell’Austria sulla applicabilità della comunicazione sulla vendita di terreni. Vero è che la comunicazione sulla vendita di terreni accetta sia il bando di gara aperto sia la valutazione ex ante come strumenti validi per dimostrare l’assenza di aiuto di Stato. Tuttavia, quest’ultimo approccio è a priori ammissibile solo se la valutazione è stata effettuata prima della vendita. Dato che il Land Burgenland ha scelto il bando di gara aperto che ha dato come esito offerte valide per il mercato, sarebbe incoerente accettare valutazioni precedenti e scartare le offerte più elevate come suggerito dall’Austria nel secondo punto riportato nel considerando 107.
(111)
La proposta dell’Austria poteva essere considerata solo se l’esito della gara era invalidato per la mancanza di una procedura di gara aperta, trasparente e non condizionata.
(112)
A tale riguardo, la Commissione considera che la gara di appalto ha prodotto due offerte valide, sebbene la Commissione non può completamente escludere che il numero di offerte potesse essere maggiore se alla vendita non fossero state applicate determinate condizioni (l’effetto delle condizioni sarà oggetto di discussione approfondita nei considerando 14-143). Rispetto alle valutazioni indipendenti, sono proprio le offerte presentate per l’acquisto di BB che meglio permettono di definire il valore di mercato del progetto di vendita, in quanto le stesse non riflettono solo una valutazione ipotetica, ma un’offerta effettiva.
(113)
Partendo da ciò, qualsiasi precedente valutazione di BB presentata dall’Austria diventa irrilevante per la valutazione del presente caso (37). Inoltre, la valutazione ex post, proposta dall’Austria, non è rilevante in presenza della procedura di gara e delle offerte valide prodotte dalla stessa.
(114)
Alla luce delle condizioni applicate, la Commissione nota che, anche se la società fosse stata venduta al maggior offerente ad un prezzo decisamente più elevato di quello stimato, ci sarebbe stato comunque aiuto di Stato qualora il prezzo pagato dall’investitore privato fosse stato inferiore a quello che si sarebbe avuto in assenza di tali condizioni (38).
(115)
In conclusione, la Commissione deve valutare la privatizzazione di BB ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, senza riferimento alla comunicazione sulla vendita di terreni o alla relazione sulla concorrenza, dato che non sussiste la presunzione di «privo di aiuto».
2.2. Esistenza dell’aiuto di Stato
(116)
Il Land Burgenland è uno dei nove Stati federali dell’Austria. Le risorse del Burgenland possono essere in linea di principio «concesse da uno Stato membro o tramite risorse statali» in conformità dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(117)
Inoltre, la Commissione evidenziando le attività transfrontaliere e internazionali di GRAWE, indica che qualsiasi vantaggio derivante da risorse statali influenzerebbe la concorrenza del settore bancario e avrebbe un impatto sul commercio intracomunitario (39).
(118)
Tuttavia, la vendita di BB a GRAWE si configura come aiuto di Stato solo se il Land Burgenland non si comportasse da operatore economico del mercato, fornendo un vantaggio selettivo all’acquirente. La situazione sarebbe diversa se il Land Burgenland non agisse come parte venditrice privata e accettasse un prezzo di vendita inferiore al valore di mercato di BB. Nel valutare questa questione, la Commissione applica il test del «venditore privato».
(119)
Nell’applicazione di tale principio, è necessario valutare l’effettiva procedura di gara e le offerte prodotte per stabilire se e in quale misura era stato concesso un vantaggio a GRAWE. Due sono gli elementi che possono dare luogo ad un vantaggio. Primo, vendere la società al secondo miglior offerente e, secondo, l’influenza delle condizioni sul valore della società per tutti gli offerenti.
(120)
Il Land Burgenland aveva ricevuto un’offerta dal consorzio con un valore che era superiore all’offerta di GRAWE, per un importo di 54,7 Mio EUR. Un operatore di mercato può, tuttavia, accettare eccezionalmente un’offerta inferiore se:
a)
primo, sia ovvio che la vendita al miglior offerente non sia realizzabile; e
b)
secondo, sia giustificato considerare fattori diversi dal prezzo. Il fatto che il valore nominale dell’offerta vincitrice non fosse il più alto, non è di per sé una evidenzia irrefutabile che si tratti di aiuto di Stato. Il concetto «offerta migliore» può essere interpretato in modo più ampio, tenendo in considerazione le differenze del rischio fuori bilancio (40).
(121)
Il primo aspetto dipende essenzialmente dal fatto se il Land Burgenland possa fare affidamento sul pagamento del prezzo di acquisto, che è noto come sicurezza dell’operazione (primo elemento) e se si possa prevedere che il consorzio possa ottenere le necessarie autorizzazioni dall’autorità finanziaria del mercato (o da qualsiasi altra autorità nell’operazione) (secondo elemento).
(122)
Il secondo aspetto dipende dalla presenza di altri fattori come le garanzie o i rischi fuori bilancio, che possono essere presi in considerazione dal venditore pubblico, dal Land Burgenland, e che compenserebbero la differenza di prezzo della migliore offerta.
(123)
Riguardo la sicurezza dell’operazione come primo elemento del primo aspetto, la Commissione sottolinea, per ragioni di chiarezza, che questo sia riferito all’abilità del venditore di pagare il prezzo di acquisto e, in questo contesto, niente di più (41). La Commissione concorda con l’Austria che questo sia un elemento cruciale del processo di vendita. Non è possibile che un venditore privato scelga un acquirente se esiste la possibilità realistica che non venga versato il prezzo di acquisto.
(124)
Per tutto il corso della procedura, l’Austria non ha sostenuto che il consorzio non sarebbe stato in grado di pagare il prezzo di acquisto. Alla luce del potere economico delle società del consorzio (descritte nel considerando 12, la Commissione non vede motivi per dubitare della fattibilità del finanziamento dell’acquisto di 155 Mio EUR. Il consorzio ha proposto un anticipo di 15 Mio EUR da versare su conto fiduciario presso la Active Bank con sede in Ucraina per dimostrare la sua capacità di pagare l’importo di 155 Mio EUR.
(125)
È evidente che un venditore del mercato privato non scelga un acquirente che, con tutta probabilità, non ottenga le necessarie autorizzazioni da parte di FMA (o di qualsiasi altra autorità coinvolta nell’operazione). L’Austria sosteneva che la FMA non avrebbe mai autorizzato la vendita di BB al consorzio, neanche nel caso in cui tale offerta fosse stata l’unica. Secondo l’Austria, l’offerta di GRAWE, anche se non fosse stata la maggiore, sarebbe stata in ogni caso l’offerta migliore.
(126)
Da un punto di vista procedurale, la Commissione non mette in discussione che la legge austriaca vietasse alla FMA di eseguire in presenza di più offerenti il test di idoneità ai sensi della sezione 20 della legge in materia bancaria. È un requisito comune nelle procedure di questo tipo che un determinato acquirente debba essere identificato prima di poter conferire l’approvazione. È pertanto coerente che la FMA abbia scartato le richieste di approvazione del consorzio e di GRAWE prima della decisione di vendita. In base alla legge austriaca, la Commissione accetta anche che non fosse possibile una dichiarazione ex post da parte della FMA.
(127)
La Commissione rileva, tuttavia, che la FMA ha fornito informazioni fattuali sulla sua procedura o sulla precedente richiesta di SLAV AG, ma non ha mai autorizzato apertamente l’opinione dell’Austria a tal proposito, ma ha confermato alla Commissione che il risultato della sua indagine era «completamente aperto».
(128)
In tale contesto, la Commissione nota, inoltre, che la FMA ha evitato di fare dichiarazioni generiche, indipendentemente dal caso in oggetto, su elementi che avrebbe considerato cruciali per la sua valutazione, come per esempio l’esistenza del rating dell’acquirente. Non c’è quindi alcun elemento che indichi che questa o qualsiasi altra considerazione avanzata dall’Austria avrebbe influenzato negativamente la sua valutazione, o addirittura portato necessariamente ad un risultato negativo.
(129)
In assenza di tali dichiarazioni dalla FMA o di altre prove, la Commissione non può accettare l’argomento dell’Austria che la FMA avrebbe sicuramente vietato la transazione con il consorzio.
(130)
Inoltre, la durata della procedura necessaria a FMA (meno di tre mesi per GRAWE, ma fino ad anno per il consorzio) non è sufficiente per squalificare il consorzio. L’Austria evidenzia che BB sarebbe stata danneggiata dal prolungarsi dell’incertezza, finendo in difficoltà. Tuttavia, né in principio né in concreto la Commissione può accettare tale argomento. In linea di principio, questo sarebbe considerato come discriminante nei confronti di eventuali offerenti al di fuori dell’Unione europea, forse anche di un altro Stato membro, dato che tale ragionamento potrebbe essere applicato a qualsiasi potenziale acquirente attualmente non noto alla FMA, quindi a qualsiasi impresa non austriaca. Per quanto riguarda il caso in oggetto, la Commissione nota che BB non si trovava in situazione di difficoltà nel periodo della vendita. Le procedure di vendita erano in corso dal 2003, quindi non si spiega la necessità dell’urgenza. In questo contesto, non è neanche accettabile l’argomento che GRAWE aveva stabilito una scadenza per la sua offerta, in quanto questo avrebbe fornito numerose opportunità per rendere discriminanti le procedure del bando.
(131)
Con riferimento alle considerazioni del Land Burgenland circa la previsione della decisione della FMA, la Commissione non può neanche accettare il riferimento fatto dall’Austria ad una precedente richiesta di licenza bancaria avanzata da un predecessore di SLAV AG nel 1994. La Commissione evidenzia la non comparabilità delle due situazioni, anche se il test di idoneità da eseguire in relazione alla vendita di BB è solo uno dei requisiti necessari per richiesta di una licenza bancaria (42). Tuttavia, la struttura proprietaria del primo richiedente era piuttosto diversa e la situazione politica dell’Ucraina è anche notevolmente cambiata da allora. Inoltre, l’unica ragione avanzata dall’Austria per motivare la mancata autorizzazione, e cioè la non applicazione dei principi contabili internazionali (IAS) da parte del fondo proprietario dell’impresa, sembrerebbe essere di natura puramente formale in quanto niente fa pensare che il rispetto dei principi contabili internazionali IAS fosse una questione rilevante per il consorzio di diversa composizione al momento della vendita di BB. Dato che FMA è tenuta per legge a valutare senza pregiudizi ogni nuova richiesta, la Commissione non pensa che la procedura precedente relativa ad una parte diversa avrebbe avuto alcuna influenza sulla vendita al consorzio di BB da parte del Land Burgenland.
(132)
La Commissione rifiuta anche le dichiarazioni non supportate da fatti dell’Austria, formulate per sminuire la credibilità del consorzio come acquirente. La decisione della Commissione deve basarsi sui fatti. Tale punto riguarda, in primo luogo, il riferimento fatto dall’Austria alla seconda procedura di privatizzazione, in cui, secondo l’Austria, la FMA aveva lasciato intendere che la vendita ad una banca con sede in Lituania con proprietario russo non sarebbe stata autorizzata. Non solo questa supposizione non è corroborata dai fatti, ma si riferisce anche ad una parte diversa. In secondo luogo, le autorità austriache, in una fase molto avanzata della procedura, facevano riferimento ad una sentenza di tribunale che confermava una decisione di BaFin che vietava la vendita di azioni di una banca tedesca ad un gruppo ucraino non identificato (43). Tale informazione non sarebbe stata disponibile in quella fase e quindi non può aver dato luogo ad alcuna decisione da parte di FMA. Infine, come già ricordato, la Commissione rileva che FMA è tenuta ad esaminare ogni singolo caso di per sé.
(133)
In base a quanto precedentemente esposto, la Commissione conclude che non ci sono né prove né indicazioni che la FMA avrebbe vietato la vendita al consorzio. Un venditore del mercato privato non avrebbe, quindi, squalificato il consorzio su questa base.
(134)
Come in ogni altro procedimento, la Commissione conferma che possono essere presi in considerazione solo quei fattori che sarebbero interessanti per un investitore economico del mercato (44). Questo esclude i rischi derivanti dagli eventuali obblighi di rimborso per gli aiuti di Stato che non riguardano un investitore economico del mercato (45). Per quanto concerne la privatizzazione di BB, l’elemento decisivo in proposito è l’esistenza della Ausfallhaftung, con cui l’Austria giustifica la vendita a GRAWE.
(135)
La Commissione è dell’opinione che la Ausfallhaftung sia un elemento che non doveva essere considerato dal Land Burgenland. Come affermato nella decisione di avvio del procedimento, prendere in considerazione la Ausfallhaftung avrebbe confuso il ruolo del Land Burgenland nella veste di garante dell’aiuto di Stato e il Land Burgenland nella veste di venditore della banca.
(136)
La Commissione, per prima cosa, rifiuta l’argomento dell’Austria che mette in discussione la classificazione della Ausfallhaftung come aiuto di Stato (in essere). Alla luce della decisione della Commissione C(2003) 1329 def. sull’abolizione della Ausfallhaftung (46), emessa a seguito dell’accordo tra l’Austria e la Commissione e non impugnata dall’Austria di fronte alle Corti europee, tale argomento non è accettabile. L’Austria, in caso di disaccordo a considerare la Ausfallhaftung come aiuto di Stato, come risulta nel corso di questo procedimento, avrebbe avuto la possibilità di portare la questione di fronte alla Corte di giustizia.
(137)
Inoltre, a risposta degli argomenti avanzati dall’Austria per sostenere la legalità dell’aiuto di Stato in essere, si dovrebbe sottolineare che nella misura in questione si tratta pur sempre di un aiuto di Stato erogato da una pubblica autorità. Tutte le decisioni finora adottate dalla Corte stabiliscono chiaramente il principio di base che il ruolo dello Stato come venditore di un’impresa e il ruolo dello Stato e i suoi obblighi come autorità pubblica non dovrebbe essere confuso, quando si effettua il test per gli investitori dell’economia di mercato (47). Non ci sono precedenti a sostegno dell’opinione dell’Austria che un investitore economico del mercato prenderebbe in considerazione una garanzia classificata come aiuto di Stato: per ipotesi, nessun investitore avrebbe emesso una garanzia non conforme ai principi del mercato e la decisione dell’abolizione della Ausfallhaftung conferma che la Ausfallhaftung non era concessa in termini di mercato. La Corte di giustizia ritiene che le garanzie considerate come aiuti di Stato illegali, non potrebbero essere prese in considerazione nel calcolare i costi potenziali della liquidazione (48). Questo, al contrario, non significa che possa essere presa in considerazione una misura di aiuto di Stato esistente. La Commissione non ritiene che la legalità o meno dell’aiuto di Stato sia rilevante. Una misura classificata come aiuto di Stato, non verrebbe mai concessa da un venditore privato che non avrebbe, quindi, preso in considerazione tale misura (49).
(138)
La situazione poteva essere differente se il Land Burgenland, come investitore privato, avesse concesso una garanzia commerciale e non un aiuto di Stato. Tuttavia non è questo il caso.
(139)
L’Austria non ha indicato altri fattori, quali rischi fuori bilancio o garanzie diverse dalla Ausfallhaftung, che avrebbero potuto essere presi in considerazione per la valutazione delle offerte.
(140)
Alla luce di dette constatazioni e considerando che la condizione definita come «prosecuzione delle operazioni di BB e, allo stesso tempo, l’evitare il ricorso alla Ausfallhaftung» è stato uno degli elementi decisivi nella decisione del Land Burgenland di vendere BB a GRAWE, nonostante l’offerta fosse inferiore, la Commissione ritiene che l’Austria non abbia assunto un comportamento da investitore del mercato privato. Il vantaggio economico concesso a GRAWE è almeno pari alla differenza tra l’offerta del consorzio e l’effettivo prezzo di vendita (50).
2.3. Condizioni connesse con la vendita di BB
(141)
Nonostante la scelta dell’offerta inferiore già dimostri l’esistenza dell’aiuto di Stato, la Commissione era tenuta anche a valutare l’impatto delle condizioni del bando di gara sul prezzo di vendita. Come affermato, la Commissione ha messo in dubbio nella decisione di avvio del procedimento che si trattasse di un bando aperto, trasparente e non discriminante. Inoltre, la Commissione si chiedeva quale fosse l’impatto delle condizioni sui potenziali offerenti, che avrebbero potuto rinunciare a presentare l’offerta, e sul prezzo degli stessi (prezzi potenzialmente inferiori a quelli di un bando di gara non condizionato).
(142)
Sulla base delle informazione raccolte durante il procedimento di indagine, la Commissione ritiene che il consorzio, da un punto di vista esclusivamente procedurale (due diligence, possibilità di incontri, FMA) non sembra essere stato sfavorito dagli esperti di HSBC incaricati di eseguire la procedura del bando. La Commissione considera che tale opinione sia anche confermata dall’indagine eseguita dal tribunale regionale di Eisenstadt come dimostrato dall’ordinanza del 20 maggio 2006 (51).
(143)
La Commissione ha valutato l’impatto delle condizioni sulle offerte. Le condizioni stabilite nella procedura di privatizzazione possono far ritenere che il Land Burgenland non si sia impegnato ad ottenere il prezzo più alto per la banca. La Commissione non ha motivi per considerare che tale circostanza abbia limitato il numero degli offerenti o influenzato il prezzo. Non sono pervenute osservazioni da terzi interessati inizialmente all’acquisto di BB e poi scoraggiati dalle condizioni contenute nella lettera di invito del bando di gara. Il bando era stato anche sufficientemente pubblicizzato. Anche altre condizioni del bando possono essere messe in discussione («limiti di tempo», «intenzione di aumenti di capitale necessari e mantenimento dell’autonomia di BB»), il loro impatto sul valore delle offerte non è evidente. La Commissione, pertanto, non ha riscontrato alcuna prova o indicazione a sostegno dell’ipotesi che una procedura che permettesse la realizzazione dell’intero potenziale di BB avrebbe ottenuto un’offerta più elevata. Il consorzio suggerisce che il livello della propria offerta sia stato ridotto per le condizioni contenute nella lettera di invito al bando di gara. Il consorzio, pur accettando che il prezzo di acquisto e la sicurezza della transazione fossero un criterio valido per qualsiasi venditore, ha rilevato che la condizione della «prosecuzione delle operazioni di BB e, allo stesso tempo, l’evitare il ricorso alla Ausfallhaftung» o «di effettuare i necessari aumenti di capitale» non sarebbe state realizzabili in futuro. Di conseguenza, in questo particolare caso considerando che la procedura di gara ha prodotto due offerte valide (52) e che non è possibile identificare l’impatto delle condizioni sul prezzo di vendita, l’offerta maggiore sembra essere ben rappresentativa del prezzo di mercato (53).
2.4. Altre considerazioni relative alla «Ausfallhaftung»
(144)
Sebbene la Commissione non possa accettare la posizione dell’Austria sulla rilevanza della Ausfallhaftung nel presente procedimento, ha comunque esaminato gli argomenti forniti dall’Austria su tale ipotesi errata. Tuttavia, la Commissione ritiene che, pur accettando la posizione dell’Austria e pur tenendo conto della Ausfallhaftung, rimane il fatto che l’offerta di GRAWE non può essere l’offerta migliore.
(145)
In caso di liquidazione di BB, si sarebbe valutato il suo attivo e utilizzati gli utili per il rimborso dei creditori. Se gli utili derivanti dalla liquidazione dell’attivo non fossero stati sufficienti per rimborsare i creditori, si sarebbero utilizzati i fondi di BB pari a circa 90 Mio EUR. Le obbligazioni residue sarebbero state ripartite omogeneamente tra i creditori con la conseguente insolvenza. La Ausfallhaftung, come richiesta diretta da parte dei creditori di BB contro il Land Burgenland, obbligherebbe il Burgenland ad intervenire e a compensare completamente i creditori per l’insolvenza degli impegni coperti dalla Ausfallhaftung. La parte di impegni coperti dalla Ausfallhaftung scenderebbe dal 100 % alla chiusura dell’operazione (maggio 2006) a quasi 0 % nel 2017.
(146)
La liquidazione di BB potrebbe essere provocata dalle difficoltà della banca a rifinanziare se stessa nel mercato dei capitali o a rispettare i requisiti normativi, come il rapporto del capitale minimo.
(147)
L’Austria sosteneva che il problema della liquidità si sarebbe presentato non appena il consorzio avrebbe emesso un annuncio per la stampa. Il ritiro netto si sarebbe attestato tra i 500 Mio EUR nell’ipotesi migliore e fino a 1,25 Mrd EUR nella peggiore. Il consorzio non sarebbe stato in grado di fornire nuova liquidità in tale proporzione. Pertanto la vendita di BB al consorzio non era nemmeno da prendere in esame come opzione.
(148)
La Commissione riconosce che l’annuncio della vendita di BB al consorzio da parte del Land Burgenland avrebbe potuto portare al ritiro dei depositi e delle linee interbancarie, ma i calcoli presentati dall’Austria sembrano errati per una serie di motivi. In base ad eventi comparabili, non è realistica l’ipotesi di un ritiro del 50-60 % dei depositi (54). Il ritiro di liquidità per le nuove imprese in una tale situazione di crisi verrebbe limitato dalla BB al minimo richiesto (55). Inoltre, guardando ai calcoli presentati dall’Austria, l’attivo commerciabile non viene liquidato o viene liquidato solo in parte (56) e alcune posizioni di ritiro di liquidità sono incomprensibili (57). La Commissione è dell’opinione che, persino in una situazione di crisi, il previsto ritiro di liquidità poteva essere compensato e limitato da una gestione efficiente e preventiva della liquidità di BB e che il conseguente flusso netto in uscita avrebbe potuto essere tenuto sotto controllo. In questo contesto, la Commissione intende sottolineare che BB e il proprietario avrebbero potuto adottare misure preventive per limitare il ritiro di liquidità e nota che il Land Burgenland si era già impegnato a raccogliere 380 Mio EUR di nuova liquidità per BB emettendo nuove obbligazioni coperte dalla Ausfallhaftung prima della vendita della banca. La Commissione non può convenire con l’argomento presentato dall’Austria secondo cui l’emissione di ulteriori obbligazioni, che fornivano a BB la liquidità aggiuntiva per un importo di 380 Mio EUR, non sarebbe stata un fattore decisivo per gli offerenti della banca, visto che, allo stesso tempo, l’Austria sostiene che la prevista riduzione della liquidità era un motivo per non vendere BB al consorzio. Si potrebbe anche argomentare rispondendo che il Land Burgenland avrebbe potuto risolvere la questione della liquidità, se considerata significativa, emettendo ulteriori obbligazioni per un valore pari alla liquidità mancante, come è stato fatto quando GRAWE ha emesso nuove obbligazioni per 380 Mio EUR.
(149)
Alla luce di quanto esposto, la Commissione presume che l’eventuale insolvenza o liquidazione sarebbe stata più un effetto delle questioni normative che delle riduzione di liquidità a seguito dell’annuncio dell’operazione. L’Austria sostiene che il rischio di insolvenza, in caso di vendita di BB al consorzio, sarebbe sostanzialmente maggiore che nel caso in cui il nuovo titolare fosse GRAWE. GRAWE continuerebbe le attività regionali di BB concentrate sui servizi finanziari per le imprese e le famiglie non modificando l’attuale modello di attività. Secondo il piano economico presentato dal consorzio, il modello economico di BB avrebbe preso una direzione più rischiosa includendo attività come la finanza internazionale. L’eventuale integrazione della Active Bank in BB avrebbe esposto BB a fluttuazioni del tasso di cambio dell’euro contro la divisa ucraina, la cui copertura è molto costosa. L’Austria sosteneva, inoltre, che altri fattori, quali mancanza di esperienza nel settore bancario e basso rating del consorzio, avrebbero notevolmente aumentato il rischio di insolvenza di BB.
(150)
La Commissione riconosce che la previsione dello sviluppo a lungo termine di BB nei due scenari di vendita è solo un’ipotesi. Il Land Burgenland deve accettare al momento della vendita di BB al nuovo proprietario, indipendentemente se questo sia GRAWE o il consorzio, che avrà un’influenza molto limitata sul nuovo orientamento strategico della banca. In questo contesto è importante notare che il futuro modello economico di BB non può essere definito nel contratto di vendita in modo vincolante, ma è responsabilità del nuovo proprietario decidere il nuovo orientamento strategico della banca, compresi gli aumenti di capitali necessari e le future integrazioni di altre società.
(151)
La gestione delle attività dei nuovi proprietari è, comunque, delimitata dalle normative vigenti in materia bancaria. Da un lato, come banca austriaca operante con una licenza bancaria austriaca, BB continua ad essere monitorata dall’autorità di sorveglianza bancaria austriaca e deve quindi rispettare i requisiti di altre banche europee (rapporto del capitale minimo). Dall’altro lato, facendo parte integrante di una rete finanziaria globale, BB deve avere almeno un rating sufficiente per gli investimenti per ottenere il rifinanziamento interbancario. Inoltre, BB deve rispettare anche i requisiti dei fondi delle agenzie di rating. Rischi di maggiore entità devono, perciò, essere accompagnati da una quota adeguata di capitale proprio versato dai titolari.
(152)
La Commissione non può, inoltre, accettare l’argomento dell’Austria che sia indispensabile che il futuro proprietario di BB debba avere una grande esperienza bancaria. La gestione di BB non è infatti il ruolo specifico del proprietario, ma della direzione. In aggiunta, la Commissione non comprende per quale motivo il rating di BB dopo la vendita debba essere identico a quello di GRAWE o dello Stato ucraino, come sostenuto dall’Austria. Da una parte, GRAWE ha affermato di non fornire una garanzia generale (Patronatserklärung) per BB e, quindi, la banca sarà valutata principalmente in base ai risultati conseguiti. D’altra parte BB rimane una banca austriaca con sede in Austria e quindi il presunto rating B dello Stato ucraino, che avrebbe avuto importanza per una banca ubicata in quel paese, è ad un primo esame irrilevante. In questo contesto è anche importante notare che BB continuerà ad essere coperta dalla garanzia Ausfallhaftung.
(153)
Nonostante tutto ciò, non è possibile escludere completamente che BB, indipendentemente dal nuovo proprietario, possa affrontare serie difficoltà in futuro e che l’insolvenza/la liquidazione diventino inevitabili. In tale scenario è importante comprendere che BB è una banca molto piccola (in base al bilancio rappresenta assai meno dell’1 % delle dimensioni delle maggiori banche europee) e che la liquidazione di BB avrebbe un effetto ridotto o persino trascurabile sul sistema bancario austriaco o europeo. La vendita dell’attivo di BB, per un importo pari a circa 3,5 Mrd EUR (crediti, obbligazioni, azioni, strumenti derivati, immobili) sui mercati finanziari globali non determinerebbe un disfunzionamento del mercato e pertanto i mercati, e specialmente i prezzi dell’attivo, rimarrebbero stabili.
(154)
L’Austria ha presentato un possibile scenario in caso di liquidazione, in cui si ipotizza che la liquidazione dell’attivo avvenga nel 2006 e che il prezzo ottenibile dall’attivo dipenda dal suo rischio ponderato. Gli adeguamenti fatti sono dell’ordine del 2 % per 0 % di credito ponderato al rischio (RWA) e fino al 20 % per 100 % di credito ponderato al rischio. La liquidazione comprende adeguamenti di 90 Mio EUR per la liquidazione delle voci fuori bilancio. Dopo la deduzione dei fondi propri, si prevede che la Ausfallhaftung e, pertanto, il Land Burgenland dovrebbero intervenire con circa 270 Mio EUR nell’ipotesi di una liquidazione.
(155)
La Commissione concorda con la metodologia generale dello scenario di liquidazione presentata dall’Austria per ottenere una prima stima delle perdite potenziali previste in caso di insolvenza di BB. La Commissione è, tuttavia, dell’opinione che l’adeguamento dell’attivo sia troppo elevato (10-20 % di adeguamento sui crediti ipotecari, che possono essere convertiti in titoli e venduti in pacchetti) e non comprende gli adeguamenti fuori bilancio. Inoltre, l’Austria ipotizzava la probabilità al 100 % che la liquidazione avvenisse nel 2006 e pertanto teneva conto del valore nominale dell’attivo. Tale scenario non appare tuttavia realistico.
(156)
Riferendo queste osservazioni allo scenario di liquidazione, la Commissione concludeva che ogni punto percentuale di probabilità di ricorrere in futuro alla Ausfallhaftung, poteva corrispondere per il Land Burgenland al massimo ad 1 milione di EUR. Pertanto, per compensare la differenza di prezzo dell’offerta del consorzio, doveva essere ipotizzata una probabilità che il nuovo proprietario di BB incorresse nell’insolvenza superiore di oltre il 50 % rispetto a quella di GRAWE. La Commissione non vede motivi a supporto di tale ipotesi e conclude sostenendo che l’offerta di GRAWE non sarebbe, in ogni caso, stata la migliore, anche se il Land Burgenland avesse considerato la Ausfallhaftung un fattore di valutazione.
(157)
L’Austria e GRAWE hanno presentato anche altri metodi di valutazione dei possibili rischi connessi ai due offerenti (58). La Commissione considera che il metodo generale, applicato allo scenario di liquidazione, sia quello che meglio tenga conto delle condizioni specifiche in caso di liquidazione, e perciò non solo è il più appropriato ma è il più trasparente e adeguato per stimare il rischio derivante dalla Ausfallhaftung. Gli altri metodi presentati dall’Austria non sono rilevanti e, inoltre, non sono chiari oppure risultano basati su ipotesi improprie o non applicabili alle specifiche condizioni del caso.
2.5. La clausola di garanzia relativa all’aiuto di Stato nel contratto con GRAWE
(158)
Il contratto di vendita tra il Land Burgenland e GRAWE contiene una clausola di garanzia che stabilisce che il Land Burgenland è tenuto a risarcire a GRAWE l’importo determinato dalla Commissione in un’eventuale decisione di recupero (oltre a tutti i relativi costi procedurali dell’acquirente). Sebbene l’acquirente mantenga la facoltà di rescindere il contratto in caso di adeguamento illegale del prezzo di acquisto, questo elemento del contratto di acquisto deve essere evidenziato nella decisione. In primo luogo, tale clausola di garanzia, negoziata dopo la procedura di gara, modifica le condizioni della vendita per l’acquirente e avrebbe potuto indurre GRAWE a presentare un’offerta superiore; ma l’aspetto più importante è che una tale clausola di garanzia appare come un modo per aggirare la decisione eventualmente adottata dalla Commissione. Questo contrasta fortemente con l’obbligo degli Stati membri di attuare le decisioni della Commissione e di cooperare con la stessa. Pertanto, l’applicazione di tale clausola si configurerebbe come un nuovo aiuto di Stato per GRAWE.
2.6. Conclusione definitiva sull’esistenza dell’aiuto di Stato
(159)
In conclusione, la vendita di BB a GRAWE costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
3. Compatibilità con il mercato comune
(160)
Nella decisione di avvio del procedimento, la Commissione indicava che, sulla scorta delle informazioni disponibili, non appariva applicabile nessuna delle ragioni per dichiarare l’aiuto compatibile ai sensi dell’articolo 87, paragrafi 2 o 3.
(161)
L’Austria si è impegnata a dimostrare che la misura non costituisce un aiuto di Stato. Gli unici argomenti della possibile compatibilità dell’aiuto con il mercato comune sono stati presentati dal beneficiario. A giudizio di GRAWE, la precedente decisione sull’aiuto per la ristrutturazione di BB, prevedeva che BB, dopo la privatizzazione (requisito essenziale per dichiarare l’aiuto compatibile con il mercato comune), dovesse mantenere il suo orientamento regionale. Solo il piano economico di GRAWE soddisfaceva tale requisito.
(162)
La Commissione rileva che la decisione di ristrutturazione non fornisce alcun supporto a tale argomento. A prescindere dalle misure operative, funzionali e finanziarie offerte dall’Austria e approvate dalla Commissione, la privatizzazione è un ulteriore elemento per garantire la redditività a lungo termine della banca. La precedente decisione prende in esame gli effetti di un’ipotetica liquidazione di BB, e in tale contesto la Commissione ammette che «i servizi finanziari di base potrebbero risultare scarsamente disponibili in determinate regioni rurali del Land Burgenland» (59). Tuttavia, questa affermazione non implica una condizione di questo tipo nel processo di privatizzazione, che non viene citata in nessun altro luogo.
(163)
Sulla base di quanto precedentemente esposto, sono confermate le conclusioni originarie della Commissione. L’aiuto non può essere dichiarato compatibile con il mercato comune.
4. Piena efficacia della decisione 2005/691/CE della Commissione sulla ristrutturazione di Bank Burgenland
(164)
Nella decisione di avviare il procedimento di indagine formale, la Commissione metteva in dubbio l’ammissibilità dell’estinzione anticipata dell’accordo di garanzia del 20 giugno 2000, approvato nella decisione della Commissione del 7 maggio 2004, in quanto tale operazione poteva essere in conflitto con la decisione relativa alla ristrutturazione di BB. Tuttavia, dopo ulteriore esame, la Commissione ritiene che l’operazione sia conforme a detta decisione.
5. Recupero
(165)
Dal momento che la misura è stata attuata senza precedente notifica alla Commissione ed è incompatibile con la normativa in materia di aiuti di Stato, l’Austria dev’essere invitata a recuperare l’aiuto dal beneficiario.
(166)
L’importo da recuperare deve essere tale da eliminare l’aiuto stesso. In base alle conclusioni della sezione VI, punti 2.2 e 2.3, l’aiuto in oggetto ammonta in questo caso alla differenza tra l’offerta del consorzio e l’effettivo prezzo di vendita.
(167)
In base a tale approccio, il calcolo della differenza non è, tuttavia, pari al valore nominale delle due offerte, che ammonterebbe a 54,7 Mio EUR. Al fine di rendere le due offerte completamente comparabili, è necessario effettuare degli adeguamenti basati sui diversi accordi contrattuali con GRAWE e con il consorzio. Entrambe le offerte comprendevano una serie di condizioni accessorie da quantificare e comparare con le condizioni dell’offerta migliore. La Commissione considera pertanto che, ai fini del recupero dell’importo dell’aiuto, detta differenza tra le due offerte debba essere calcolata dall’Austria nel modo seguente.
(168)
Per quanto attiene il risarcimento relativo all’estinzione anticipata dell’accordo di garanzia del 20 giugno 2000, il rimborso di 15 Mio EUR effettuato dal Land Burgenland al consorzio è maggiore di 2,1 Mio ERU rispetto al rimborso di 12,9 Mio EUR a GRAWE. Quindi, per compensare la differenza tra l’offerta del consorzio e l’effettivo prezzo di vendita deve essere fatta una correzione di 2,1 Mio EUR.
(169)
La quantificazione dell’impatto delle differenze dei vari accordi sui limiti delle obbligazioni, sugli importi delle esenzioni e sul periodo di garanzia è una questione complessa. L’Austria sostiene che, in generale, l’approccio concordato con GRAWE e con il consorzio era bilanciato e non conferiva un vantaggio apprezzabile ad uno degli offerenti. La Commissione concorda con l’Austria che l’impatto degli accordi di garanzia sulla differenza di prezzo è limitato ma, in ogni caso, considera necessario effettuare una quantificazione. In base alle informazioni disponibili, la Commissione non è in grado di stabilire se i diversi accordi di garanzia conferiscano un vantaggio a uno dei due singoli offerenti e, pertanto, l’Austria deve fornire un riepilogo comparativo di tutti gli accordi di garanzia. Inoltre, l’Austria dovrà quantificare l’impatto finanziario di tali accordi sul prezzo di acquisto proposto da entrambi gli offerenti.
(170)
La provvigione annuale di 100 000 EUR, che il consorzio deve corrispondere per la prosecuzione della garanzia Ausfallhaftung fino al 2017, costituisce una fonte ulteriore di entrate per il Land Burgenland e, pertanto, è necessario effettuare una correzione delle differenze tra l’offerta del consorzio e l’effettivo prezzo di vendita per un importo pari al valore attuale delle provvigioni pagate fino al 2017.
(171)
L’emissione di nuovi titoli aggiuntivi per un importo pari a 380 Mio EUR ai sensi della garanzia pubblica non veniva menzionata né nella lettera della procedura di gara né nella bozza di contratto con GRAWE. La Commissione è dell’opinione che un tale accordo rivestisse un’importanza notevole nel processo di vendita e, quindi, dovesse essere incluso nella bozza di contratto con il consorzio. Inoltre, il consorzio confermava di non avere tenuto conto nell’offerta dell’emissione di ulteriori obbligazioni. Pertanto, la Commissione è dell’opinione che la differenza tra l’offerta del consorzio e l’effettivo prezzo di vendita debba essere corretta verso l’alto, a causa del vantaggio concesso a GRAWE derivante dal rifinanziamento pari a ulteriori 380 Mio EUR. La base per il calcolo è il tasso di interesse pagato da BB per le ulteriori obbligazioni pari a 380 Mio EUR, comparato con i costi di rifinanziamento di BB dopo la chiusura.
(172)
La Commissione non ha ricevuto alcuna informazione che le permetta di valutare definitivamente se il trasferimento di quattro filiali immobiliari di BB al Land Burgenland, prima della stipula al loro valore contabile di 25 Mio EUR, rappresenti un vantaggio tale da rendere necessaria la correzione della differenza tra l’offerta del consorzio e l’effettivo prezzo di vendita. La correzione sarebbe necessaria se il valore di mercato della proprietà fosse inferiore o superiore al suo valore contabile. L’Austria deve fornire una valutazione da parte di un esperto indipendente, nominato da un ente indipendente, sul valore di mercato delle quattro filiali immobiliari di BB. Questa valutazione deve tenere conto delle rendite ottenibili sul mercato.
(173)
La Commissione è dell’opinione che non è, invece, necessaria una correzione per gli l’interessi dell’anticipo di 15 Mio EUR, versati dal consorzio su un conto fiduciario della Active Bank con sede in Ucraina per il periodo che va dalla sottoscrizione del contratto e la chiusura, in quanto tali interessi sono accreditati allo stesso consorzio.
(174)
Per quanto attiene la questione del riporto di perdite fiscali, sollevata nella decisione di avvio del procedimento, la Commissione, dopo la valutazione, ritiene che non ne debba essere tenuto conto ai fini della quantificazione dell’importo dell’aiuto. In ogni caso la Commissione ritiene che il potenziale beneficio a terzi del riporto di perdite fiscali debba essere considerato nella valutazione di BB (approccio del miglior proprietario).
VII. CONCLUSIONE
(175)
La Commissione ritiene che l’Austria abbia arbitrariamente concesso un aiuto di Stato a GRAWE in relazione alla privatizzazione di BB, in violazione dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE. L’aiuto non è compatibile con il mercato comune. L’intero importo dell’aiuto di Stato deve essere quantificato dall’Austria, calcolando la differenza tra le due offerte finali presentate nell’ambito della gara di appalto, con le correzioni precedentemente esposte,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’aiuto di Stato illegalmente concesso dall’Austria, in violazione dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE, a favore di GRAWE è incompatibile con il mercato comune. L’aiuto corrisponde alla differenza tra le due offerte finali, presentate nell’ambito della procedura di gara di appalto, con le correzioni stabilite in base ai parametri di cui ai considerando 167-174 della presente decisione.
Articolo 2
1. L’Austria procede al recupero dell’aiuto di cui all’articolo 1 presso il beneficiario.
2. Le somme da recuperare comprendono gli interessi che decorrono dalla data in cui sono state poste a disposizione del beneficiario fino a quella del loro effettivo recupero.
3. Gli interessi sono calcolati secondo il regime dell’interesse composto conformemente al regolamento (CE) n. 794/2004.
Articolo 3
1. Il recupero dell’aiuto di cui all’articolo 1 è immediato ed effettivo.
2. L’Austria assicura l’attuazione della presente decisione entro quattro mesi dalla data della sua notifica.
Articolo 4
1. Entro due mesi dalla notifica della presente decisione, l’Austria trasmette le seguenti informazioni alla Commissione:
a)
l’importo complessivo (capitale e interessi) che dev’essere recuperato presso il beneficiario, calcolato in base ai parametri stabiliti nella presente decisione, insieme ad una spiegazione dettagliata del metodo usato per calcolare tale importo e la valutazione della proprietà da parte di un esperto indipendente;
b)
una descrizione dettagliata delle misure già adottate e previste per conformarsi alla presente decisione;
c)
i documenti attestanti che al beneficiario è stato imposto di rimborsare l’aiuto.
2. L’Austria tiene informata la Commissione circa i progressi delle misure nazionali prese per attuare la presente decisione fino al completo recupero dell’aiuto di cui all’articolo 1 e, su richiesta della Commissione, fornisce immediatamente informazioni sulle misure già adottate e previste per conformarsi alla presente decisione. Essa fornisce inoltre informazioni dettagliate riguardo all’importo dell’aiuto e degli interessi già recuperati presso il beneficiario.
Articolo 5
La Repubblica d’Austria è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 30 aprile 2008.

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