Document ID: 31992D0218

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 26 marzo 1992 relativa all'adozione di un programma specifico di ricerca e di sviluppo tecnologico nel settore della biotecnologia (1990-1994) (92/218/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 130 Q, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione (1),
in cooperazione con il Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che con la decisione 90/221/Euratom, CEE (4) il Consiglio ha adottato un terzo programma quadro per le azioni comunitarie nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico (1990-1994), definendo in particolare le azioni da svolgere per contribuire a sviluppare il potenziale europeo necessario a comprendere e a sfruttare le proprietà e le strutture della materia vivente; che la presente decisione va adottata tenendo conto delle motivazioni esposte nel preambolo della decisione precitata;
considerando che l'articolo 130 K del trattato dispone che il programma quadro sia attuato mediante programmi specifici sviluppati nell'ambito di ciascuna azione;
considerando che la ricerca e lo sviluppo tecnologico in questo settore devono essere connessi con le varie politiche e con i vari obiettivi comunitari pertinenti;
considerando che, a norma dell'articolo 4 e dell'allegato I della decisione 90/221/Euratom, CEE, l'importo stimato necessario per la totalità del programma quadro comprende un importo di 57 milioni di ecu per l'azione centralizzata di diffusione e di valorizzazione dei risultati, da ripartire proporzionalmente all'importo previsto per ciascuna delle azioni;
considerando che nel contesto di questo programma è necessario procedere a una valutazione dell'impatto economico e sociale, nonché degli eventuali rischi tecnologici;
considerando che la ricerca fondamentale nel settore della biotecnologia deve essere incoraggiata nell'insieme della Comunità;
considerando che oltre al programma specifico concernente le risorse umane e la mobilità è necessario incoraggiare nel contesto del presente programma la formazione dei ricercatori;
considerando che la ricerca biologica, in particolare quella che utilizza i metodi del DNA ricombinante, è spesso soggetta a legislazioni nazionali alle quali i contraenti devono ottemperare;
considerando che il Consiglio ha adottato, il 23 aprile 1990, la direttiva 90/219/CEE sull'impiego confinato di microorganismi geneticamente modificati (5) e la direttiva 90/220/CEE sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (6);
considerando che lo sviluppo positivo della biotecnologia può essere intensificato mediante azioni concertate;
considerando che vanno intraprese azioni per garantire che si dedichi la necessaria attenzione agli effetti etici e sociali di questi progetti e alla loro applicazione nell'agricoltura, industria, sanità e ambiente; che siffatte azioni garantiranno che venga messa a disposizione del pubblico l'informazione concernente il contenuto del programma;
considerando che i risultati che si possono conseguire con la ricerca genetica rendono necessaria l'adozione di un'impostazione integrata che tenga conto degli aspetti scientifico, di sicurezza, etico e giuridico delle eventuali applicazioni e della necessità di assicurare che i risultati non vengano utilizzati in maniera impropria o siano soggetti a travisamento;
considerando che la Commissione ha annunciato l'intenzione di esaminare ulteriormente le implicazioni etiche della biotecnologia avvalendosi dell'appropriata struttura consultiva;
considerando che la decisione 90/221/Euratom, CEE stabilisce che le azioni comunitarie in materia di ricerca dovranno essere intese a rafforzare in particolare le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria europea e ad incoraggiare l'industria rendendola più competitiva su scala internazionale; che tale decisione prevede inoltre che l'azione comunitaria è giustificata qualora la ricerca contribuisca, tra l'altro, a migliorare la coesione economica e sociale della Comunità e a promuovere il suo armonioso sviluppo globale, restando nel contempo coerente con l'obiettivo dell'eccellenza scientifica e tecnica; che si prevede che il programma nel settore della biotecnologia contribuirà al conseguimento di tali obiettivi;
considerando che è necessario far partecipare, per quanto possibile, le piccole e medie imprese (PMI) al presente programma; che occorre tener conto delle loro esigenze particolari, lasciando impregiudicata la qualità scientifica e tecnica del programma;
considerando che la ricerca nel campo della biotecnologia può condurre a migliorare l'efficenza e la vitalità dell'agricoltura e dell'industria, la salvaguardia dell'ambiente e della sanità, e i prodotti di qualità per i consumatori;
considerando che, secondo l'articolo 130 G del trattato, le azioni svolte dalla Comunità per potenziare le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria europea e favorire lo sviluppo della sua competitività includono il promovimento della collaborazione in materia di ricerca e sviluppo tecnologico con paesi terzi ed organizzazioni internazionali; che tale collaborazione può dimostrarsi particolarmente fruttuosa per lo svolgimento del presente programma;
considerando che occorre, come previsto nell'allegato II della decisione 90/221/Euratom, CEE rafforzare le conoscenze di base nel campo della biologia, in quanto fondamento comune e integrato necessario per le applicazioni all'agricoltura, alle industrie, all'alimentazione e all'ambiente;
considerando che il comitato della ricerca scientifica e tecnica (Crest) è stato consultato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
È adottato, per il periodo dal 26 marzo 1992 al 31 dicembre 1994, un programma specifico di ricerca e di sviluppo tecnologico nel settore della biotecnologia, come definito nell'allegato I.
Articolo 2
1. L'importo stimato necessario per l'attuazione del programma di cui all'articolo 1 ammonta a 162,36 milioni di ecu, comprese le spese amministrative e per il personale che ammontano a 7 milioni di ecu.
2. Nell'allegato II è contenuta una ripartizione indicativa dei fondi.
3. Se il Consiglio adotta una decisione in applicazione dell'articolo 1, paragrafo 4 della decisione 90/221/Euratom, CEE, la presente decisione forma oggetto di un adeguamento corrispondente.
Articolo 3
Le modalità particolareggiate di attuazione del programma, compreso il tasso di partecipazione finanziaria della Comunità, sono definiti nell'allegato III.
Articolo 4
1. Nel secondo anno di attuazione del programma la Commissione procede ad un riesame del programma e trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale una relazione sui risultati di tale valutazione, presentando, se necessario proposte di modifica.
2. Al termine del programma, la Commissione procede tramite un gruppo di esperti indipendenti ad una valutazione dei risultati conseguiti. La relazione di tale gruppo, accompagnata dalle osservazioni della Commissione, sarà presentata al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale.
3. Le relazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 sono elaborate tenendo presenti gli obiettivi fissati nell'allegato I della presente decisione e in conformità dell'articolo 2, paragrafo 4 della decisione 90/221/Euratom, CEE.
Articolo 5
1. La Commissione è responsabile dell'esecuzione del programma.
2. I contratti conclusi dalla Commissione disciplinano i diritti e gli obblighi di ciascuna parte, ivi comprese le modalità di divulgazione, protezione e valorizzazione dei risultati delle ricerche, in conformità delle disposizioni adottate a norma dell'articolo 130 K, secondo comma del trattato.
3. Viene redatto conformemente agli obiettivi di cui all'allegato I, ed eventualmente aggiornato, un programma di lavoro che definisce nei particolari gli scopi e il tipo dei progetti da avviare, nonché le corrispondenti disposizioni finanziarie da adottare. La Commissione pubblica gli inviti a presentare proposte di progetti in base al programma di lavoro.
Articolo 6
La Commissione è assistita da un comitato composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle misure da prendere. Il comitato formula il proprio parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione di cui all'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.
Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro un periodo di tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte.
Articolo 7
1. La procedura prevista dall'articolo 6 è applicabile:
- alla redazione e all'aggiornamento del programma di lavoro di cui all'articolo 5, paragrafo 3;
- al contenuto degli inviti a presentare proposte;
- alla valutazione dei progetti e delle azioni concertate previsti nell'allegato III e dell'importo stimato dal contributo comunitario agli stessi, quando l'importo è superiore a 0,3 milioni di ecu;
- alle deroghe alle norme generali fissate nell'allegato III;
- alla partecipazione a qualsiasi azione di organizzazioni e imprese di paesi terzi, di cui all'articolo 8;
- a qualsiasi adeguamento della ripartizione dell'importo che figura, a titolo indicativo, nell'allegato II;
- alle misure intese alla valutazione del programma;
- alle modalità di divulgazione, protezione ed utilizzazione dei risultati delle ricerche effettuate nell'ambito del programma.
2. Quando, in applicazione del paragrafo 1, terzo trattino, l'importo del contributo comunitario è inferiore o uguale a 0,3 milioni di ecu, la Commissione informa il comitato dei progetti e delle azioni concertate e del risultato della loro valutazione.
La Commissione informa il comitato anche in merito all'attuazione delle misure di accompagnamento di cui all'allegato III.
Articolo 8
1. La Commissione è autorizzata a negoziare, conformemente all'articolo 130 N del trattato, accordi internazionali con i paesi terzi membri della Cost, in particolare i paesi membri dell'Efta e i paesi dell'Europa centrale e orientale, per associarli totalmente o parzialmente al programma.
2. Quando accordi quadro di cooperazione scientifica e tecnica sono stati conclusi tra la Comunità e paesi terzi europei, gli organismi e le imprese stabiliti in questi stessi paesi possono, secondo la procedura prevista all'articolo 6 ed in funzione del criterio del reciproco vantaggio, essere ammessi a partecipare ad azioni intraprese nell'ambito di questo programma. Per progetti nel settore 3 dell'allegato I questa opzione può essere estesa agli organismi e alle imprese stabiliti in altri paesi terzi, nonché a organizzazioni internazionali impegnate nella ricerca in tale settore.
Nessun contraente stabilito al di fuori della Comunità, il quale partecipi ad un'azione avviata nell'ambito del programma, può beneficiare del finanziamento che la Comunità concede al programma. Detto contraente partecipa alle spese amministrative generali.
Articolo 9
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addì 26 marzo 1992.

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