Document ID: 32005D0122

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 30 giugno 2004
relativa all’aiuto di Stato al quale i Paesi Bassi intendono dare esecuzione in favore di quattro cantieri navali per sei contratti di costruzione navale
[notificata con il numero C(2004) 2213]
(Il testo in lingua neerlandese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2005/122/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
vista la disciplina della Commissione degli aiuti di Stato alla costruzione navale (1),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni (2) conformemente a dette disposizioni, e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Con lettera del 9 settembre 2002 i Paesi Bassi hanno notificato l’aiuto alla Commissione. Informazioni supplementari sono state fornite alla Commissione con lettere del 30 gennaio 2003, 16 maggio 2003, 16 luglio 2003 e 16 settembre 2003.
(2)
Con lettera dell’11 novembre 2003 la Commissione ha informato i Paesi Bassi della decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato riguardo all'aiuto in oggetto. I Paesi Bassi hanno risposto con lettere del 28 novembre 2003 e del 12 dicembre 2003.
(3)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito all’aiuto di cui trattasi.
(4)
La Commissione ha ricevuto osservazioni in merito da parte degli interessati. Essa le ha trasmesse ai Paesi Bassi offrendo l’opportunità di commentarle ed ha ricevuto i relativi commenti con lettera del 23 marzo 2004.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL’AIUTO
(5)
Le notifiche si riferiscono a una proposta di aiuto sotto forma di sovvenzioni per un importo complessivo di 21,6 milioni di EUR, a sostegno di sei contratti di costruzione navale per quattro cantieri navali olandesi: Bodewes Scheepswerven BV, Bodewes Scheepswerven Volharding Foxhol, Scheepswerf Visser e Scheepswerf de Merwede. L’aiuto è stato offerto ai cantieri a condizione che la Commissione lo approvasse.
(6)
Lo scopo dell’aiuto notificato è quello di «compensare», così affermano i Paesi Bassi, l’aiuto offerto dalla Spagna a determinati cantieri navali privati spagnoli che concorrevano per i contratti sopra citati. Secondo i Paesi Bassi, il presunto aiuto spagnolo avrebbe implicato una riduzione dei prezzi fra il 9 e il 13 %. I cantieri olandesi si sono aggiudicati tutti gli ordinativi e le navi sono attualmente in costruzione oppure vengono già consegnate. La tabella 1 che segue presenta i dettagli dell’aiuto notificato olandese.
TABELLA 1
Aiuto notificato, navi e cantieri beneficiari
(milioni di EUR)
Numero di notifica
Cantiere navale beneficiario
Navi
Importo dell’aiuto
N 601/2002
Bodewes Scheepswerven BV
4 navi portacontainer
[…] (3)
N 602/2002
Bodewes Scheepswerven BV
3 navi ro-ro
[…]
N 603/2002
Visser
peschereccio da traino per la pesca artica
[…]
N 604/2002
Bodewes Scheepswerven BV
4 navi mercantili polivalenti
[…]
N 605/2002
Bodewes Volharding Foxhol
6 navi portacontainer
[…]
N 606/2002
De Merwede
2 draghe tramoggia
[…]
(7)
Secondo i Paesi Bassi, l'aiuto proposto può essere concesso in virtù delle cosiddette disposizioni di compensazione gravosa (Matchingfonds zwaar) della decisione sulle sovvenzioni per crediti all’esportazione (Besluit Subsidies Exportfinancieringsarrangementen, in appresso «BSE»), quali inizialmente approvate dalla Commissione con lettera del 24 giugno 1992 [SG(92) D/8272 - aiuto N 134/92] (4). Tale regime ha subito diverse modifiche, la più importante delle quali è stata approvata dalla Commissione con lettera del 12 dicembre 1997, numero SG(97) D/10395 (aiuto N 337/97) (5). In tale decisione il regime è stato approvato per il periodo dal 1997 a fine 2002.
(8)
Il procedimento è stato avviato a causa di dubbi sui seguenti aspetti:
a)
la Commissione ritiene che la concessione di un aiuto per compensare un presunto aiuto illegittimo accordato da un altro Stato membro sia contraria al trattato CE e quindi dubita che l’aiuto notificato possa essere compatibile. In tale contesto essa dubita che l’approvazione del regime olandese implicasse il diritto di compensare un aiuto fornito da un altro Stato membro dell’UE;
b)
anche se il regime consentisse una tale compensazione nell’UE, la Commissione ha dubbi quanto all’osservanza dei procedimenti per stabilire l’esistenza di un aiuto illegale da compensare;
c)
la Commissione dubita poi che l’aiuto possa essere approvato sulla base dell’articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1540/98 del Consiglio, del 29 giugno 1998, relativo agli aiuti alla costruzione navale (6) (in appresso «regolamento relativo agli aiuti alla costruzione navale»), dato che tale articolo riguarda crediti all’esportazione per armatori, mentre i Paesi Bassi hanno notificato sovvenzioni per cantieri navali.
III. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(9)
Sono state ricevute osservazioni dal rappresentante dei beneficiari e da un terzo che ha chiesto di non rivelare la sua identità. Queste parti sostengono che l’aiuto deve essere autorizzato, sottolineando fra l’altro che la Commissione aveva approvato il regime compensativo, che la prova presentata, relativa al presunto aiuto spagnolo, era sufficiente e che la Spagna non aveva negato in modo abbastanza esplicito la disponibilità dell’aiuto.
(10)
Il rappresentante dei beneficiari ha poi argomentato che nulla nelle decisioni della Commissione di approvazione del regime, o nei testi del regime stesso, indica che la compensazione potrebbe essere autorizzata solo se il concorrente è di un paese terzo (non UE). Egli afferma inoltre che l’aiuto proposto è basato su un regime approvato e configura pertanto un aiuto esistente, che non può pertanto essere valutato sulla base del regolamento relativo agli aiuti alla costruzione navale.
IV. COMMENTI DEI PAESI BASSI
(11)
I Paesi Bassi affermano di avere agito secondo le disposizioni di compensazione gravosa (il regime BSE), approvate dalla Commissione e conformi ai rilevanti procedimenti OCSE. I Paesi Bassi affermano che il regime BSE non esclude una compensazione rispetto a presunti aiuti forniti da un altro Stato membro dell’UE, e che i procedimenti mostrano con sufficiente certezza che vi era in effetti un aiuto spagnolo. Pertanto i Paesi Bassi ritengono di avere la facoltà di procedere alla compensazione e che i beneficiari abbiano legittime aspettative di ricevere l’aiuto.
(12)
I Paesi Bassi ritengono inoltre che si tratti in questo caso di un aiuto esistente, poiché basato su un regime approvato, e che il fatto che le autorità olandesi abbiano comunque deciso di notificare questi casi è stata la conseguenza di uno scambio di lettere fra il ministero olandese dell’Economia e il commissario responsabile della Concorrenza. Le autorità olandesi ritengono che la Commissione in questo caso avrebbe dovuto indirizzare ai Paesi Bassi una raccomandazione contenente opportune misure prima di avviare il procedimento d’indagine formale. I Paesi Bassi ritengono infine che i dubbi della Commissione, basati sull’articolo 3, paragrafo 4, del regolamento relativo agli aiuti alla costruzione navale, quanto al diritto di concedere sovvenzioni ai cantieri navali al posto di agevolazioni di credito agli armatori, siano infondati dato che la base giuridica dovrebbe essere costituita dalle decisioni del Consiglio basate sulle norme dell’OCSE sui crediti all’esportazione.
V. VALUTAZIONE DELL’AIUTO
(13)
Conformemente all’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi fra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Secondo una giurisprudenza costante degli organi giurisdizionali comunitari, il criterio dell’incidenza sul commercio ricorre se l’impresa beneficiaria svolge un’attività economica che implichi scambi fra gli Stati membri.
(14)
La Commissione osserva che i Paesi Bassi intendono accordare sovvenzioni a quattro cantieri per la costruzione di navi, come sopra specificato. Essa osserva che i beneficiari esercitano un’attività economica che implica scambi fra gli Stati membri. La presunta ragione di esistenza della misura è difatti la concorrenza (sleale) dei cantieri di un altro Stato membro. La Commissione ritiene così che l’aiuto notificato rientri nel campo d’applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(15)
Conformemente all’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse, possono considerarsi compatibili con il mercato comune. Sulla base di tale articolo nel 1992 è stato approvato l’originario regime BSE e nel 1997 il regime modificato. Il regime prevedeva tuttavia la disposizione generale secondo la quale le richieste di sovvenzioni sarebbero state respinte qualora in contrasto col trattato CE.
(16)
La Commissione ha inoltre chiarito la sua interpretazione delle norme relative agli aiuti di Stato alla costruzione navale nella sua disciplina degli aiuti di Stato alla costruzione navale, applicabile dal 1o gennaio 2004 al 31 dicembre 2006. In precedenza gli aiuti di Stato alla costruzione navale erano disciplinati dal regolamento relativo agli aiuti alla costruzione navale.
(17)
La Corte di giustizia ha chiaramente stabilito il principio secondo il quale uno Stato membro non può agire per proprio conto per contrastare gli effetti di un aiuto illegale di un altro Stato membro. Più specificamente, la Corte ha statuito che non è possibile giustificare un aiuto sulla base del fatto che altri Stati membri hanno concesso un aiuto illegale (7). La Commissione osserva che l’aiuto notificato ha lo scopo di compensare un presunto aiuto illegale di un altro Stato membro. Questo è pertanto in contrasto con i principi generali del trattato CE. L’aiuto notificato è incompatibile con il trattato CE e non può quindi essere approvato.
(18)
Dato che i Paesi Bassi affermano che l’aiuto sarebbe compatibile con il regime BSE e perciò anche con il trattato CE, la Commissione deve valutare anche tale questione. La Commissione può concludere che l’aiuto notificato non può essere autorizzato sulla base di detto regime per due ragioni.
(19)
In primo luogo l’autorizzazione del regime BSE da parte della Commissione valeva solo fino alla fine del 2002. Dato che la Commissione deve basare le sue decisioni relative agli aiuti di Stato notificati sulla legislazione in vigore al momento della decisione, non può approvare alcun aiuto in virtù di un regime già scaduto.
(20)
In secondo luogo, anche se il regime di aiuti non fosse scaduto, la Commissione ritiene che esso non autorizzasse la concessione di aiuti per compensare presunti aiuti di un altro Stato membro.
(21)
Determinati elementi nelle decisioni della Commissione indicano in effetti che, ai sensi di tali decisioni, la compensazione all’interno dell’UE non era autorizzata:
a)
in primo luogo la Commissione, nella decisione di autorizzazione del regime, ha dichiarato che non sarebbero state accolte richieste di sovvenzioni se in contrasto con il trattato CE. Ciò significa non solo che il regime doveva essere autorizzato dalla Commissione, ma anche che la sua applicazione doveva essere conforme alle disposizioni generali del trattato CE;
b)
in secondo luogo, nella sua decisione sul regime modificato, nel 1997 (N 337/97), la Commissione ha dichiarato, come osservazione generale prima di valutare il regime, che, benché le conseguenze sugli scambi fra Stati membri sono avvertite probabilmente in modo meno sensibile nei casi di aiuti a transazioni commerciali al di fuori dell’UE (8), effetti simili non possono essere esclusi a priori. Ciò indica chiaramente che si riteneva che il regime modificato riguardasse aiuti per transazioni commerciali al di fuori dell’UE.
(22)
Le autorità olandesi hanno argomentato che la Commissione non avrebbe dovuto avviare il procedimento d’indagine formale nei confronti di un aiuto concesso sulla base di un regime approvato. La Commissione avrebbe invece dovuto indirizzare ai Paesi Bassi una raccomandazione contenente opportune misure.
(23)
A tale riguardo la Commissione osserva che sono stati i Paesi Bassi a notificare l’aiuto. Pertanto, anche se al momento della notifica esisteva un regime di aiuti, a cui si riferiscono i Paesi Bassi, è stata la notifica da parte delle autorità olandesi a portare la Commissione a trattare questo caso come un caso «ad hoc» e non come una singola applicazione di un regime. Inoltre l’aiuto, non rientrando in un regime approvato dalla Commissione, doveva essere notificato singolarmente e la Commissione era tenuta ad avviare la procedura ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 2, del trattato in caso di dubbi sulla sua compatibilità col mercato comune.
(24)
La Commissione ritiene inoltre che in questo caso non siano state rispettate tutte le condizioni del regime BSE; in particolare, non sono state fornite prove sufficienti dell’esistenza di un aiuto spagnolo illegale. In tale contesto le osservazioni dei Paesi Bassi e dei potenziali beneficiari non dissipano i dubbi espressi nella decisione di avvio della procedura. La Commissione ritiene che le autorità spagnole abbiano negato in modo chiaro la disponibilità dell’aiuto. Nelle procedure relative agli aiuti di Stato la Commissione deve in ultima analisi fare affidamento sulle dichiarazioni dello Stato membro che si suppone conceda o abbia concesso l’aiuto.
(25)
Dato che l’intesa OCSE sulle navi contiene una disposizione relativa alla compensazione, nell’avviare la procedura la Commissione ha anche esaminato la possibilità di approvare direttamente l’aiuto sulla base dell’articolo 3, paragrafo 4, del regolamento relativo agli aiuti alla costruzione navale, ora sostituito dal punto 3.3.4 della disciplina degli aiuti di Stato alla costruzione navale, in cui è stabilito che «gli aiuti sotto forma di agevolazioni di credito concesse dallo Stato ad armatori nazionali e non nazionali o a terzi per la costruzione […] di navi possono (9) essere considerati compatibili con il mercato comune e non rientrare nel massimale [per gli aiuti alla produzione] qualora siano conformi all’[…] intesa OCSE sui crediti all'esportazione di navi […]».
(26)
A tale riguardo la Commissione afferma innanzitutto di non accettare la compensazione per presunti aiuti di un altro Stato membro e che tale disposizione non è pertanto applicabile nel presente caso. La Commissione ritiene che l’uso del verbo «possono» le conferisca la facoltà di non applicare detta disposizione nel caso di compensazione di un presunto aiuto di un altro Stato membro. In secondo luogo la Commissione ricorda di non aver ricevuto alcuna nuova informazione tale da poter dissipare i suoi dubbi sulla sufficienza delle prove relative al presunto aiuto spagnolo (cfr. considerando 24). In terzo luogo, la Commissione conferma, come indicato nella decisione di avvio della procedura, che la disposizione riguarda crediti agli armatori (o a terzi), mentre l’aiuto in questione riguarda sovvenzioni a cantieri navali. La Commissione contesta infine la posizione dei Paesi Bassi sul fatto che l’aiuto debba essere valutato solo alla luce delle decisioni del Consiglio basate sulle norme OCSE relative ai crediti all’esportazione. Gli aiuti di Stato alla costruzione navale ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato devono essere obbligatoriamente valutati sulla base delle norme stabilite dalla Commissione stessa (la disciplina degli aiuti di Stato alla costruzione navale) per poter applicare le deroghe previste dal trattato all'incompatibilità degli aiuti.
(27)
La Commissione ritiene poi che non vi sia nessun’altra base giuridica che potrebbe consentire di approvare l’aiuto notificato. Le autorità olandesi non hanno inoltre invocato alcuna altra deroga del trattato.
(28)
Come già indicato, il regime BSE non era applicabile e non può quindi venire accettata nessuna legittima aspettativa dei beneficiari. I beneficiari non possono in ogni caso invocare alcuna legittima aspettativa dato che l’aiuto è stato concesso dai Paesi Bassi con riserva di approvazione da parte della Commissione.
VI. CONCLUSIONI
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’aiuto di Stato al quale i Paesi Bassi intendono dare esecuzione in favore di Bodewes Scheepswerven BV per un importo di […] EUR, in favore di Scheepswerf Visser per un importo di […] EUR, in favore di Bodewes Scheepswerf Volharding Foxhol per un importo di […] EUR e in favore di Scheepswerf De Merwede per un importo di […] EUR è incompatibile col mercato comune.
A detto aiuto non può pertanto essere data esecuzione.
Articolo 2
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, i Paesi Bassi informano la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 3
Il Regno dei Paesi Bassi è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 30 giugno 2004.

Labels: 1
19
4
18