Document ID: 31996D0664

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 21 novembre 1996 riguardante l'adozione di un programma pluriennale per la promozione della diversità linguistica della Comunità nella società dell'informazione (96/664/CE)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130, paragrafo 3,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
visto il parere del Comitato delle regioni (3),
(1) considerando che l'avvento della società dell'informazione apre all'industria, e in particolare all'industria del settore linguistico, nuove prospettive per la comunicazione e per gli scambi sui mercati europei e mondiali, caratterizzati da una grande diversità linguistica e culturale;
(2) considerando che l'industria e tutti gli altri operatori interessati devono elaborare soluzioni specifiche e adeguate per sormontare le barriere linguistiche se vogliono beneficiare pienamente dei vantaggi del mercato interno e restare concorrenziali sui mercati mondiali;
(3) considerando che il settore privato in questo campo è costituito principalmente di piccole e medie imprese (PMI), le quali incontrano notevoli difficoltà nel rivolgersi ai vari mercati nelle differenti lingue e devono pertanto essere sostenute, soprattutto se si tiene conto della loro capacità di offrire occupazione;
(4) considerando che è necessario stimolare l'uso delle tecnologie, degli strumenti e dei metodi che riducono il costo del trasferimento dell'informazione tra persone o applicazioni che fanno uso di lingue diverse, ferma restando l'esigenza di garantire la qualità delle traduzioni, in particolare nel caso della traduzione letteraria, che richiede un lavoro specifico di creazione;
(5) considerando che il Consiglio europeo, nella sessione di Corfù del 24 e 25 giugno 1994, ha sottolineato l'importanza degli aspetti culturali e linguistici della società dell'informazione e, nella sessione di Cannes del 26 e 27 giugno 1995, ha ribadito l'importanza per l'Unione europea della sua diversità linguistica; che la Conferenza dei Ministri del G7 tenutasi a Bruxelles il 25 e 26 febbraio 1995 ha richiamato l'attenzione sull'importanza della diversità linguistica e culturale nella società dell'informazione globale;
(6) considerando che l'avvento della società dell'informazione potrebbe permettere ai cittadini europei un più ampio accesso all'informazione e offrire loro un'eccezionale opportunità di beneficiare della ricchezza e della diversità culturali e linguistiche dell'Europa;
(7) considerando che le politiche in materia linguistica sono di competenza degli Stati membri, nel rispetto del diritto comunitario; che, tuttavia, la promozione dello sviluppo degli strumenti di trattamento della lingua e della loro utilizzazione è un settore d'attività in cui è necessaria un'azione comunitaria per permettere la realizzazione di sostanziali economie di scala e la coesione tra le diverse zone linguistiche; che le azioni da svolgere sul piano comunitario devono essere proporzionate agli obiettivi da raggiungere e riguardare soltanto i campi che si prestano alla realizzazione di un valore aggiunto per la Comunità;
(8) considerando che gli Stati membri potrebbero prevedere di impiegare i fondi strutturali nell'ambito del presente quadro regolamentare per sviluppare le capacità linguistiche nel contesto della società dell'informazione;
(9) considerando che la Comunità dovrebbe tener conto degli aspetti culturali e linguistici della società dell'informazione;
(10) considerando che si devono compiere sforzi per assicurare che tutti i cittadini europei abbiano uguali opportunità di partecipare alla società dell'informazione, indipendentemente dalle loro condizioni sociali, culturali, linguistiche o geografiche;
(11) considerando che è essenziale offrire ai cittadini un equo accesso all'informazione; che tale informazione dovrebbe essere messa a disposizione nella loro lingua;
(12) considerando che le lingue che rimangono fuori dalla società dell'informazione correrebbero il rischio di una più o meno rapida emarginazione;
(13) considerando che l'accesso all'informazione dovrebbe essere potenziato dalla conoscenza di altre lingue da parte dei cittadini; che, pertanto, a questo programma si aggiungono iniziative della Comunità per diffondere l'insegnamento di altre lingue comunitarie nelle scuole;
(14) considerando che è nell'interesse della Comunità sostenere la realizzazione di un'infrastruttura che favorisca la creazione e lo sfruttamento delle risorse linguistiche necessarie per migliorare gli strumenti e i servizi linguistici e per far progredire le attività di ricerca e sviluppo tecnologico (RST);
(15) considerando che, allo scopo di ridurre i costi di comunicazione e salvaguardare la diversità linguistica, è opportuno accrescere all'interno della Comunità la conoscenza dei servizi multilingui che si avvalgono di tecnologie, risorse e standards linguistici, promuovendo la loro fornitura ed integrandoli nelle applicazioni informatiche;
(16) considerando che si dovrebbero incoraggiare le industrie delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione a sviluppare norme che tengano conto della diversità linguistica e a integrarle nei prodotti e nelle applicazioni;
(17) considerando che è utile che le istituzioni comunitarie e le amministrazioni interessate degli Stati membri rafforzino la loro collaborazione per favorire lo sviluppo e l'utilizzazione a costi ridotti degli strumenti linguistici necessari all'adempimento dei loro compiti facendo pieno uso delle strutture del presente programma e dell'iniziativa comunitaria adottata sulla base della decisione 95/468/CE del Consiglio, del 6 novembre 1995, relativa alla contribuzione comunitaria alla trasmissione telematica di dati tra amministrazioni all'interno della Comunità (IDA) (4);
(18) considerando che dovrebbe essere assicurato uno stretto coordinamento tra le azioni svolte in applicazione del presente programma ed altre iniziative nazionali e comunitarie, come è precisato in particolare nel piano d'azione della Commissione «La via europea verso la società dell'informazione», e che esse dovrebbero essere realizzate in sinergia con le iniziative della Commissione in materia di istruzione, formazione, audiovisivo, scambio di informazioni, RST e PMI;
(19) considerando che la Commissione deve garantire la complementarità e la sinergia con altre iniziative comunitarie correlate mediante opportuni meccanismi di coordinamento;
(20) considerando che l'attuazione del programma dovrebbe essere oggetto di un controllo costante e sistematico, affinché lo si possa adattare, ove occorra, all'evoluzione del multilinguismo; che, a tempo debito, sarà effettuata una valutazione indipendente dello stato di avanzamento del programma che fornisca gli elementi d'informazione necessari per determinare gli obiettivi delle azioni successive;
(21) considerando che a conclusione del programma dovrebbe essere effettuata una valutazione finale dei risultati ottenuti in rapporto agli obiettivi stabiliti dalla presente decisione;
(22) considerando che le azioni del programma non pregiudicheranno in alcun caso le regole in materia di concorrenza della Comunità;
(23) considerando che, fatte salve le competenze dell'autorità di bilancio definite dal trattato, [nel presente atto] è inserito per tutta la durata del programma un importo di riferimento finanziario ai sensi del punto 2 della dichiarazione del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione del 6 marzo 1995;
(24) considerando che la partecipazione di organizzazioni internazionali e di persone giuridiche di paesi terzi all'attuazione, in tutto o in parte, del programma può comportare vantaggi reciproci, nel rispetto delle politiche generali della Comunità relative a tali organizzazioni; che la cooperazione con i paesi terzi in questo campo dovrebbe essere integrata da programmi di cooperazione economica e tecnica della Comunità con i paesi terzi,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
È adottato un programma comunitario le cui finalità sono:
- accrescere all'interno della Comunità la conoscenza di servizi multilingui che si avvalgono di tecnologie, risorse e standard linguistici e promuoverne la fornitura;
- creare condizioni favorevoli allo sviluppo delle industrie nel settore linguistico;
- ridurre i costi del trasferimento delle informazioni tra le lingue, in particolare nell'interesse delle PMI;
- contribuire alla promozione della diversità linguistica della Comunità.
Ai fini della presente decisione:
a) per «servizi multilingui» si intendono i servizi che permettono la comunicazione tra utenti di lingue diverse all'interno della Comunità;
b) per «industrie del settore linguistico» si intendono le società, istituzioni e operatori professionali che forniscono o permettono la fornitura di servizi mono o multilingui in settori quali il reperimento delle informazioni, la traduzione, l'ingegneria linguistica e i dizionari elettronici.
Articolo 2
Per la realizzazione degli obiettivi di cui all'articolo 1 sono intraprese, secondo le linee d'azione di cui all'allegato I e le modalità di attuazione del programma specificate nell'allegato III, le seguenti azioni:
- sostegno alla creazione di una struttura di servizi per le risorse linguistiche e incoraggiamento della associazioni interessate a tale creazione;
- incentivazione dell'uso di tecnologie, risorse e norme linguistiche e della loro integrazione nelle applicazioni informatiche;
- promozione dell'utilizzazione di strumenti linguistici avanzati nel settore pubblico comunitario e degli Stati membri;
- misure di accompagnamento.
Nessuna di tali azioni deve consistere in una ripetizione di quelle già svolte in questi campi nell'ambito di programmi comunitari o nazionali.
In tutti i programmi predisposti si tiene conto nelle misure della Comunità delle esistenti intese di cooperazione per l'utilizzazione in comune delle risorse sul piano nazionale, comunitario e internazionale per quanto riguarda traduzione, terminologia, lessici e corpus, in modo da utilizzare le strutture disponibili e evitare duplicazioni.
Articolo 3
Il programma ha inizio il giorno dell'adozione della presente decisione e ha una durata di tre anni.
L'importo di riferimento finanziario per l'esecuzione del presente programma per il periodo di cui sopra ammonta a 15 milioni di ecu.
Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio entro i limiti delle prospettive finanziarie.
Una ripartizione indicativa degli importi considerati necessari figura nell'allegato II.
Articolo 4
1. La Commissione è responsabile dell'attuazione del programma e del suo coordinamento con gli altri programmi comunitari.
La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza stabilita dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni al comitato viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa alla votazione.
3. a) La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.
b) Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte.
Articolo 5
1. La procedura di cui all'articolo 4 si applica:
- all'adozione del programma di lavoro,
- alla ripartizione delle uscite del bilancio,
- ai criteri e al contenuto degli inviti a presentare proposte,
- alla valutazione dei progetti proposti per il finanziamento comunitario in seguito all'invito a presentare proposte e l'importo stimato del contributo comunitario per ciascun progetto ove questo sia pari o superiore a 100 000 ecu; qualora l'importo del contributo comunitario sia inferiore a 100 000 ecu per ciascun progetto, la Commissione informa unicamente il comitato in merito ai progetti e al risultato della loro valutazione,
- alle misure relative alla valutazione del programma,
- a qualsiasi inosservanza delle regole di norma applicate di cui all'allegato III,
- alla partecipazione a progetti di persone giuridiche provenienti da paesi terzi e di organizzazioni internazionali.
2. La Commissione tiene regolarmente informato il comitato dei progressi compiuti nell'attuazione del programma nella sua globalità.
Articolo 6
1. La Commissione si assicura che le azioni di cui alla presente decisione siano subordinate ad un'effettiva stima preliminare, al controllo e alla successiva valutazione.
2. Durante l'attuazione dei progetti e dopo il loro completamento la Commissione valuta il modo in cui sono stati realizzati nonché l'impatto della loro attuazione onde accertare se gli obiettivi originari sono stati conseguiti.
Nel far ciò la Commissione analizza in particolare in quale misura il gruppo bersaglio delle PMI abbia beneficiato dei progetti realizzati.
3. I beneficiari prescelti presentano una relazione annuale alla Commissione.
4. La Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni, dopo l'esame da parte del comitato di cui all'articolo 4, una valutazione intermedia e una valutazione finale, realizzate sulla base di un'analisi effettuata da esperti indipendenti, dei risultati ottenuti con l'attuazione delle linee d'azione di cui all'allegato I. In base a tali risultati, la Commissione può presentare proposte intese ad adeguare l'orientamento del programma.
L'analisi è presentata prima dell'approvazione di ogni ulteriore programma.
Articolo 7
La partecipazione al programma può essere aperta, secondo la procedura di cui all'articolo 4, senza sostegno finanziario da parte della Comunità, alle persone giuridiche stabilite nei paesi terzi e alle organizzazioni internazionali, qualora tale partecipazione contribuisca efficacemente all'attuazione del programma e tenendo presente il principio del vantaggio reciproco.
Articolo 8
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addì 21 novembre 1996.

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