Document ID: 32014D0885

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 29 aprile 2014
relativa agli aiuti di Stato SA.34825 (2012/C), SA.34825 (2014/NN), SA.36006 (2013/NN), SA.34488 (2012/C) (ex 2012/NN), SA.31155 (2013/C) (2013/NN) (ex 2010/N) cui la Grecia ha dato esecuzione in favore del gruppo Eurobank in materia di: ricapitalizzazione e ristrutturazione di Eurobank Ergasias SA; aiuti per la ristrutturazione a Proton Bank attraverso la creazione e la capitalizzazione di Nea Proton e l’ulteriore ricapitalizzazione di New Proton Bank tramite il Fondo ellenico di stabilità finanziaria; risoluzione di Hellenic Postbank attraverso la creazione di una banca ponte
[notificata con il numero C(2014) 2933]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(2014/885/UE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 108, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli Stati membri e gli altri interessati a formulare osservazioni a norma delle suddette disposizioni (1),
considerando quanto segue:
1. PROCEDIMENTO
1.1. PROCEDIMENTI RELATIVI AL GRUPPO EUROBANK GROUP (2) («LA BANCA» (3))
(1)
Con decisione del 19 novembre 2008, la Commissione ha approvato un regime di «misure di sostegno agli istituti di credito in Grecia» (in appresso il «regime di sostegno alle banche greche») con l’obiettivo di garantire la stabilità del sistema finanziario greco. Il regime di sostegno alle banche greche consente la concessione di aiuti in base alle tre misure che lo costituiscono (una misura di ricapitalizzazione, una di garanzia e una relativa ai prestiti obbligazionari pubblici (4)). Nel maggio 2009, in virtù della prima delle misure summenzionate, la Grecia ha ricapitalizzato EFG Eurobank Ergasias SA (5).
(2)
In base al considerando 14 della decisione del 19 novembre 2008, occorreva notificare alla Commissione un piano di ristrutturazione per i beneficiari della misura di ricapitalizzazione.
(3)
Il 2 agosto 2010 le autorità greche hanno trasmesso alla Commissione un piano di ristrutturazione relativo al gruppo Eurobank. La Commissione ha registrato il piano e i relativi aggiornamenti successivi, nonché le informazioni supplementari trasmesse dalle autorità greche, con numero SA.30342 (PN 26/2010) e successivamente con numero SA.32789 (2011/PN).
(4)
La Banca ha ripetutamente beneficiato delle garanzie di Stato sugli strumenti di debito e sui prestiti obbligazionari pubblici in base al regime di sostegno alle banche greche (6). Inoltre ha beneficiato della concessione di un sostegno alla liquidità sotto forma di un credito di ultima istanza [emergency liquidity assistance, ELA] garantito dallo Stato (in appresso «ELA garantito dallo Stato»).
(5)
Il 20 aprile 2012 il Fondo ellenico di stabilità finanziaria (in appresso «l’HFSF») ha trasmesso alla Banca una lettera con la quale si impegnava a partecipare a un aumento previsto del capitale sociale della Banca. Il 28 maggio 2012 l’HFSF ha concesso una ricapitalizzazione ponte alla Banca per un importo pari a 3 970 milioni di EUR (in appresso «prima ricapitalizzazione ponte»).
(6)
Nel maggio 2012 le autorità greche hanno notificato alla Commissione la lettera d’impegno che era stata trasmessa dall’HFSF alla Banca. La Commissione l’ha registrata come aiuto non notificato (con il numero SA.34825 (2012/NN)] poiché la misura era già stata adottata.
(7)
Il 27 luglio 2012 la Commissione ha avviato un procedimento di indagine formale sulla prima ricapitalizzazione ponte (in appresso «la decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank») (7).
(8)
Nel dicembre 2012, l’HFSF ha concesso alla Banca una seconda ricapitalizzazione ponte del valore di 1 341 milioni di EUR (in appresso «seconda ricapitalizzazione ponte»). Il 21 dicembre 2012 l’HFSF ha trasmesso alla Banca una lettera con la quale si impegnava a partecipare a un aumento del capitale sociale della Banca e all’emissione di strumenti di capitale convertibili per un importo complessivo massimo di 528 milioni di EUR (8). Le autorità greche hanno notificato tali misure alla Commissione il 27 dicembre 2012.
(9)
Nel maggio 2013 l’HFSF ha partecipato all’aumento di capitale sociale della Banca che era stato concordato nel dicembre 2012. Ha convertito la prima e la seconda ricapitalizzazione ponte in azioni e ha effettuato un ulteriore conferimento di capitale del valore di 528 milioni di EUR a favore della Banca (in appresso la «ricapitalizzazione della primavera 2013»).
(10)
Il 19 dicembre 2013 le autorità greche hanno trasmesso alla Commissione informazioni sui termini della ricapitalizzazione della primavera 2013.
(11)
Il 31 marzo 2014 l’HFSF ha trasmesso alla Banca una lettera con la quale si impegnava a partecipare all’aumento previsto del capitale sociale della Banca.
(12)
Il 16 aprile 2014 le autorità greche hanno trasmesso alla Commissione un piano di ristrutturazione definitivo per la Banca (in appresso «il piano di ristrutturazione»), notificando inoltre alla Commissione l’impegno assunto dall’HFSF di assicurare la piena copertura della successiva ricapitalizzazione della Banca. In pari data hanno anche trasmesso informazioni sull’ELA garantito dallo Stato, affermando di voler continuare a fornire alla Banca questo sostegno alla liquidità, nonché le garanzie statali sugli strumenti di debito e sui prestiti obbligazionari pubblici, in base al regime di sostegno alle banche greche (9).
(13)
La Commissione ha tenuto numerose riunioni, teleconferenze e scambi di messaggi di posta elettronica con rappresentanti delle autorità greche e della Banca.
(14)
La Grecia accetta, in via del tutto eccezionale, che la presente decisione sia adottata solo in lingua inglese.
1.2. PROCEDIMENTO RELATIVO ALLE ATTIVITÀ ACQUISITE
1.2.1. Procedimento relativo a Nea Proton Bank
(15)
Il 26 luglio 2012 la Commissione ha adottato una decisione relativa all’aiuto di Stato SA. 34488 (2012/C), «Aiuti a Nea Proton Bank tramite la creazione e capitalizzazione della stessa» (10) (in appresso «decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton»). Con tale decisione, la Commissione ha aperto un procedimento di indagine formale riguardante: i) il finanziamento nell’ambito del meccanismo di risoluzione del Fondo ellenico di garanzia dei depositi e degli investimenti (in appresso «HDIGF») e da parte dell’HFSF, per 1 121,6 milioni di EUR per coprire il deficit di finanziamento tra attività e passività di Proton Bank, che erano state trasferite a Nea Proton Bank; ii) un conferimento di capitale azionario iniziale del valore di 250 milioni di EUR da parte dell’HFSF a beneficio di Nea Proton Bank e iii) un conferimento di nuovo capitale azionario del valore di 300 milioni di EUR da parte dell’HFSF a favore di Nea Proton Bank, che è stato anticipato contestualmente all’adozione della decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton. La Commissione ha invitato la Grecia a presentare osservazioni e a fornire tutte le informazioni pertinenti che potessero servirle per valutare le misure di aiuto. Nella sezione 1 della decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton è descritta dettagliatamente la procedura relativa a Proton Bank, compresa la risoluzione di Proton Bank, la creazione di Nea Proton Bank, la copertura del deficit di finanziamento e il conferimento di capitale azionario iniziale effettuato dall’HFSF a beneficio di Nea Proton Bank.
(16)
Il 1o agosto 2012 l’HFSF ha sottoscritto un aumento di capitale azionario di 230 milioni di EUR a beneficio di Nea Proton Bank.
(17)
Il 5 settembre 2012 la Grecia ha presentato osservazioni sulla decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton, redatte dalla Banca centrale greca e dall’HFSF.
(18)
Il 31 dicembre 2012 l’HFSF ha sottoscritto un ulteriore aumento di capitale azionario, del valore di 35 milioni di EUR, a beneficio di Nea Proton Bank.
(19)
Nel maggio 2013 l’HFSF ha avviato la procedura per la vendita di Nea Proton Bank.
(20)
Il 12 luglio 2013 le autorità greche hanno informato la Commissione in merito all’intenzione della Banca di acquisire Nea Proton Bank. La Commissione ha risposto il 15 luglio 2013.
(21)
Il 15 luglio 2013 la Banca ha sottoscritto un accordo vincolante con l’HFSF per l’acquisizione del 100 % dei titoli azionari e dei diritti di voto di Nea Proton Bank al prezzo d’acquisto di 1 EUR e l’HFSF si è impegnato a effettuare una ricapitalizzazione del valore di 395 milioni di EUR in contanti, a beneficio di Nea Proton Bank, prima che quest’ultima venisse venduta.
(22)
Il 29 luglio 2013 le autorità greche hanno notificato alla Commissione il suddetto conferimento di capitale di 395 milioni di EUR a beneficio di Nea Proton Bank.
1.2.2. Procedimento relativo alla nuova TT Bank
(23)
Il 6 maggio 2013 la Commissione ha adottato una decisione relativa all’aiuto di Stato SA. 31155 (2013/C), «Aiuto di Stato a TT Hellenic Postbank SA di Stato a TT Hellenic Postbank SA attraverso la New TT Hellenic Postbank S.A.» (in appresso «decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT») (11). In virtù di tale decisione la Commissione ha aperto il procedimento di indagine formale riguardante: i) un conferimento di capitale del valore di 500 milioni di EUR da parte dell’HFSF a favore di New TT Hellenic Postbank SA (in appresso «nuova TT Bank»); ii) uno stanziamento del valore di 4,1 miliardi di EUR (12) per coprire il deficit di finanziamento (13) derivato dal trasferimento delle attività della Hellenic Postbank SA («TT Bank») alla nuova TT Bank; iii) un conferimento di capitale di 224,96 milioni di EUR da parte della Grecia alla TT Bank, sotto forma di titoli azionari privilegiati, ai sensi del regime di sostegno alle banche greche e iv) un intervento dell’HDIGF per l’importo di 0,68 miliardi di EUR a favore degli attivi di T Bank SA («T Bank») che erano stati trasferiti alla TT Bank. La Commissione ha invitato la Grecia a presentare osservazioni e a fornire tutte le informazioni pertinenti che potessero servirle per valutare l’aiuto alla ristrutturazione. La sezione 1 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT descrive dettagliatamente la procedura relativa alla risoluzione di T Bank tramite la vendita alla TT Bank e alla risoluzione di TT Bank tramite la creazione della nuova TT Bank.
(24)
Nel giugno 2013 l’HFSF ha avviato la procedura per la vendita della nuova TT Bank.
(25)
Il 15 luglio 2013 le autorità greche hanno informato la Commissione in merito alla decisione dell’HFSF di vendere la nuova TT Bank alla Banca, indicandone i motivi.
(26)
Il 15 luglio 2013 la Banca ha sottoscritto un accordo vincolante con l’HFSF per l’acquisizione del 100 % dei titoli azionari e dei diritti di voto della nuova TT Bank.
(27)
Il 19 luglio 2013 la Grecia ha presentato le proprie osservazioni sulla decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT.
2. DESCRIZIONE
2.1. LA BANCA E LE DIFFICOLTÀ IN CUI VERSA
2.1.1. Il contesto generale del settore bancario greco
(28)
Il prodotto interno lordo (PIL) reale della Grecia è diminuito del 20 % dal 2008 al 2012, come evidenziato nella tabella 1. Conseguentemente, le banche greche hanno dovuto far fronte a un tasso d’insolvenza in rapida crescita sui prestiti alle famiglie e alle aziende greche (14). Tali sviluppi hanno inciso negativamente sull’andamento delle attività delle banche greche e causato un aumento della domanda di capitale.
Tabella 1
Crescita del PIL reale in Grecia, 2008-2013
Grecia
2008
2009
2010
2011
2012
2013
Crescita del PIL reale in %
-0,2
-3,1
-4,9
-7,1
-6,4
- 4 (stima)
Fonte:
Eurostat, dati disponibili online all’indirizzo http://epp.eurostat.ec.europa.eu/tgm/table.do?tab=table&init=1&plugin=1&language=en&pcode=tec00115
(29)
Inoltre, nel febbraio 2012, la Grecia ha attuato uno scambio di obbligazioni con il settore privato, scambio noto come Private Sector Involvement (PSI), ossia Partecipazione del settore privato (in appresso «il programma PSI»). Le banche greche sono state coinvolte nel programma PSI, nel corso del quale il governo greco ha offerto ai detentori di bond del settore privato nuovi titoli (comprensivi di nuove obbligazioni pubbliche greche (Greek government bonds, in appresso «GGB»), titoli indicizzati al PIL e note di pagamento del programma PSI emesse dal Fondo europeo di stabilità finanziaria (in appresso «FESF»)] in cambio dei GGB esistenti, con uno sconto nominale del 53,5 % e durate maggiori (15). Il 9 marzo 2012 le autorità greche hanno annunciato i risultati dello scambio di obbligazioni (16). Lo scambio ha dato luogo a perdite considerevoli per i detentori delle obbligazioni (pari al 78 % del valore nominale medio dei vecchi GGB per le banche greche, secondo le stime della Banca centrale greca) e a una domanda di capitale che è stata registrata retroattivamente negli stati finanziari del 2011 delle banche greche.
Tabella 2
Perdite totali correlate al PSI delle principali banche greche (in milioni di EUR)
Banche
Valore nomi-nale dei GGB
Valore nominale dei presti-ti statali
Valore nomi-nale totale
Perdite PSI dei GGB
Perdite PSI dei prestiti statali
Totale delle perdite PSI lorde
Totale delle perdite PSI lorde/Capitale di classe 1 (17) (%)
Totale delle perdite PSI lorde/Totale delle attività (%)
BCG
13 748
1 001
14 749
10 985
751
11 735
161,0
11,0
Eurobank
7 001
335
7 336
5 517
264
5 781
164,5
7,5
Alpha
3 898
2 145
6 043
3 087
1 699
4 786
105,7
8,1
Piraeus
7 063
280
7 343
5 686
225
5 911
226,0
12,0
Postbank (TT Bank)
4 197
175
4 372
3 306
138
3 444
618,3
24,8
Nea Proton Bank
934
0
934
216
0
216
378,8
12,6
Fonte:
Banca centrale greca, Report on the Recapitalisation and the Restructuring of the Greek Banking Sector, dicembre 2012, pag. 14
(30)
Poiché le banche greche, a seguito del programma PSI e del perdurare della recessione, hanno subito ragguardevoli deficit di capitale, il memorandum di politiche economiche e finanziarie (in appresso «MPEF») dell’11 marzo 2012, facente parte del secondo programma di aggiustamento economico per la Grecia a cura del governo greco, dell’Unione europea, del Fondo monetario internazionale (in appresso «FMI») e della Banca centrale europea (in appresso «BCE»), ha reso disponibili fondi per la ricapitalizzazioni di tali banche. Le autorità greche hanno stimato in 50 miliardi di EUR la domanda complessiva di ricapitalizzazione delle banche e i costi di risoluzione da finanziare con il suddetto programma (18). Tale importo è stato calcolato sulla base di uno stress test effettuato dalla Banca centrale greca per il periodo compreso tra il dicembre 2011 e il dicembre 2014 (in appresso «lo stress test del 2012»), fondato sulla previsione delle perdite sui prestiti a cura di Blackrock (19). I fondi per la ricapitalizzazione delle banche greche vengono resi disponibili attraverso l’HFSF. La tabella 3 sintetizza il calcolo della domanda di capitale per le principali banche greche risultante dallo stress test del 2012.
Tabella 3
Stress test del 2012: Domanda di capitale delle principali banche greche (in milioni di EUR)
Banche
Capitale di classe 1 di riferimento (dic 2011)
Totale delle perdite PSI lorde
(dic 2011)
Previsioni relative al PSI
(giugno 2011)
Perdite cumulative lorde
Proiezioni per il rischio di credito
Riserve per perdi-te su crediti
(dic 2011)
Generazione di capitale interno
Capitale di classe 1 - target (dic 2014)
Doman-da di capitale
BCG
7 287
-11 735
1 646
-8 366
5 390
4 681
8 657
9 756
Eurobank
3 515
-5 781
830
-8 226
3 514
2 904
2 595
5 839
Alpha
4 526
-4 786
673
-8 493
3 115
2 428
2 033
4 571
Piraeus
2 615
-5 911
1 005
-6 281
2 565
1 080
2 408
7 335
Postbank (TT Bank)
557
-3 444
566
-1 482
1 284
- 315
903
3 737
Nea Proton Bank
57
- 216
48
- 482
368
34
115
305
Fonte:
Banca centrale greca, Report on the Recapitalisation and the Restructuring of the Greek Banking Sector, dicembre 2012, pag. 8
(31)
Secondo l’MPEF di marzo 2012, «alle banche che presentano piani di raccolta di capitale affidabili sarà data l’opportunità di chiedere e ricevere sostegno pubblico in modo da preservare gli incentivi al settore privato a conferire capitale, minimizzando in tal modo l’onere per i contribuenti» (20). La Banca centrale greca ha reputato affidabili solo le quattro maggiori banche (Eurobank, Banca nazionale di Grecia, Piraeus Bank e Alpha Bank) (21), che nel maggio 2012 hanno beneficiato di una prima ricapitalizzazione da parte dell’HFSF.
(32)
I depositi nazionali presso le banche greche sono diminuiti complessivamente del 37 % tra la fine del 2009 e il giugno 2012 a causa della recessione e dell’incertezza politica. Queste banche hanno dovuto pagare tassi di interesse più elevati per cercare di mantenere i depositi, i cui costi sono aumentati, riducendo il margine di interesse netto delle banche. Essendo state escluse dai mercati del finanziamento all’ingrosso, le banche greche sono diventate totalmente dipendenti dal finanziamento di Eurosistema (22), una quota crescente del quale consisteva in un credito di ultima istanza (in appresso «ELA») accordato dalla Banca centrale greca. Gli importi ottenuti da queste banche sono stati particolarmente elevati nella seconda metà del 2012.
(33)
Dopo le elezioni svoltesi nel giugno 2012, lo stock dei depositi è ricominciato a salire e, complessivamente, il finanziamento dell’Eurosistema a beneficio delle banche greche è sceso a partire dal 31 dicembre 2012.
(34)
Il 3 dicembre 2012 la Grecia ha avviato un programma di riacquisto dei nuovi GGB ricevuti nel quadro del programma PSI a prezzi che variavano tra il 30,2 % e il 40,1 % del loro valore nominale (23). Le banche greche hanno partecipato a questo programma di riacquisto, che ha cristallizzato le ulteriori perdite nei loro bilanci in quanto la perdita contabile (ossia la differenza tra il valore di mercato e il valore nominale) registrato all’epoca del programma PSI è divenuta definitiva e irreversibile (24).
(35)
Nel dicembre 2012 le quattro maggiori banche greche hanno beneficiato di una seconda ricapitalizzazione da parte dell’HFSF.
(36)
Nell’autunno del 2013 la Banca centrale greca ha avviato un nuovo stress test per valutare la solidità della posizione patrimoniale delle banche greche, sia a fronte di uno scenario di base che di uno scenario negativo.
(37)
Nel luglio 2013 la Banca centrale greca ha affidato a un consulente il compito di svolgere uno studio preliminare sui portafogli prestiti di tutte le banche greche. Il consulente ha effettuato delle proiezioni relative alle perdite su crediti (in appresso «PPC») su tutti i portafogli prestiti nazionali delle banche greche e sui prestiti a rischio per la Grecia nelle filiali e nelle succursali estere per un periodo superiore ai tre anni e mezzo e per il ciclo di vita del prestito. L’analisi presentava PPC in due scenari macroeconomici: uno scenario di base e uno negativo. La Banca centrale greca ha operato una stima delle PPC per i portafogli di prestiti esteri avvalendosi di alcuni contributi del consulente.
(38)
In base alla valutazione delle PPC a cura di quest’ultimo, la Banca centrale greca ha valutato a sua volta la domanda di capitale con l’assistenza tecnica di un secondo consulente.
(39)
Gli elementi fondamentali della valutazione della domanda di capitale effettuata con lo stress test del 2013 erano i) le PPC (25) sui portafogli dei prestiti bancari su base consolidata per il rischio greco e il rischio estero, al netto delle riserve esistenti per perdite su crediti e ii) la redditività operativa stimata delle banche per il periodo giugno 2013 - dicembre 2016, sulla base di un adeguamento prudenziale dei piani di ristrutturazione che erano stati sottoposti alla Banca centrale greca durante il quarto trimestre del 2013. La tabella 4 sintetizza il calcolo della domanda di capitale per le principali banche greche in base allo scenario di base per lo stress test del 2013.
Tabella 4
Stress test del 2013: Domanda di capitale consolidata delle banche greche nello scenario di base (in milioni di EUR)
Banche
Capitale di classe 1 di riferimento (giugno 2013) (1)
Riserve per perdite su crediti
(giugno 2013) (2)
PPC per il rischio greco (3)
PPC per il rischio estero (26) (4)
Generazione di capitale interno (5)
Tasso di capitale di classe 1 dello stress test (dicem-bre 2016) (6)
Domanda di capitale
(7)=(6)-(1)-(2)-(3)-(4)-(5)
BCG (27)
4 821
8 134
-8 745
-3 100
1 451
4 743
2 183
Eurobank (28)
2 228
7 000
-9 519
-1 628
2 106
3 133
2 945
Alpha
7 380
10 416
-14 720
-2 936
4 047
4 450
262
Piraeus
8 294
12 362
-16 132
-2 342
2 658
5 265
425
Attica
225
403
- 888
0
106
243
397
Panellinia
61
66
- 237
0
-26
31
169
Fonte:
Banca centrale greca, 2013 Stress Test of the Greek Banking Sector(Stress test del settore bancario greco), marzo 2014, pag. 42.
(40)
Il 6 marzo 2013 la Banca centrale greca ha annunciato i risultati dello stress test del 2013 e ha richiesto alle banche di trasmettere i loro piani di raccolta di capitale entro la metà di aprile 2014 per coprire la domanda di capitale nello scenario di base.
2.1.2. Le attività economiche della Banca
(41)
La Banca svolge servizi bancari universali principalmente in Grecia e nell’Europa orientale e sud-orientale (Cipro, Romania, Bulgaria, Serbia e Ucraina), offre una gamma completa di prodotti bancari e finanziari a famiglie e aziende e opera nei seguenti settori: servizi bancari al dettaglio, alle imprese e ai privati, gestione di attivi, assicurazioni, buoni del Tesoro, mercati dei capitali e altri servizi. La Banca è registrata in Grecia e i suoi titoli azionari sono quotati alla Borsa Valori di Atene. Il 31 dicembre 2012 la Banca impiegava 17 427 persone in tutto, di cui circa la metà lavorava in Europa orientale e sud-orientale, mentre l’altra metà lavorava in Grecia (29).
(42)
La Banca ha preso parte al programma PSI, scambiando GGB e prestiti statali con un valore nominale di 7 336 milioni di EUR. I suoi oneri relativi a tale programma ammontavano a circa 5 781 milioni di EUR al lordo delle imposte e sono stati interamente registrati nei libri contabili del 2011 (30). Durante il programma di riacquisto del dicembre 2012, la Banca ha venduto i nuovi GGB che aveva ricevuto nell’ambito del programma PSI con un forte sconto sul valore nominale. Tale vendita ha cristallizzato le perdite sui nuovi GGB.
(43)
I dati chiave della Banca a dicembre 2010, dicembre 2011, dicembre 2012 e dicembre 2013 (dati consolidati) sono riportati nella tabella 5.
Tabella 5
Dati chiave di Eurobank, 2010, 2011, 2012 e 2013
Profitti e perdite
(in milioni di EUR)
2010
2011
2012
2013
(comprende la nuova TT Bank e Nea Proton Bank a partire dalla data della loro acquisizione)
Proventi netti da interessi
2 103
2 965
1 461
1 294
Totale entrate d’esercizio
2 730
2 226
1 755
1 587
Totale spese d’esercizio
-1 280
-1 123
-1 052
-1 071
Entrate al lordo degli accantonamenti
1 450
1 103
703
516
Perdite correlate al rischio di credito
-1 273
-1 328
-1 655
-1 920
Perdite PSI
-6 012
- 363
Altre perdite
- 737
- 373
- 522
Risultato netto
84
-5 496
-1 440
-1 157
Dati selettivi in volume (in milioni di EUR)
31 dicembre 2010
31 dicembre 2011
31 dicembre 2012
31 dicembre 2013 (comprende la nuova TT Bank e Nea Proton Bank)
Totale prestiti e anticipi a clienti
53 412
48 094
43 171
45 610
Totale depositi
41 173
32 459
30 752
41 535
Totale delle attività
87 188
76 822
67 653
77 586
Patrimonio netto totale (31)
6 094
875
- 685
4 523
Fonti:
2013: Risultati di bilancio 2013 - Stati finanziari consolidati, pagg. 3 e 4: http://www.eurobank.gr/Uploads/pdf/EN%20Consol%20AR%202013.pdf; 2012 e 2011: Risultati di bilancio 2012 - Stati finanziari consolidati, pagg. 3 e 4: http://www.eurobank.gr/Uploads/pdf/Annual%20Report%202012.pdf; 2010: EFG Eurobank - Comunicato Stampa, Risultati relativi all’intero esercizio 2011, pagg. 5 e 6: http://www.eurobank.gr/Uploads/pdf/Annual%20Report%20AQ2011.pdf
(44)
Dalla tabella 5 si evince che, a parte le enormi perdite registrate nel 2011 per via del programma PSI (5 781 milioni di EUR (32)), la Banca ha subito un calo delle entrate (dovuto, inter alia, al costo più elevato dei depositi) nonché perdite di valore ingenti e in aumento sul suo portafoglio prestiti in Grecia e all’estero. I flussi in uscita dai depositi hanno inciso negativamente sulla posizione di liquidità della Banca e il suo rapporto tra prestiti e depositi ha raggiunto il 148 % al 31 dicembre 2011, mentre a tale data il 42 % del suo bilancio era finanziato dall’Eurosistema.
(45)
In base allo stress test del 2013, i cui risultati sono stati annunciati il 6 marzo 2014, la Banca centrale greca ha stimato la domanda di capitale della Banca in 2 945 milioni di EUR nello scenario di base. Tale importo era al netto di misure correttive, ossia, si presuppone già che la Banca attui tali misure sotto forma di cessioni, che contribuirebbero a ridurre la domanda di capitale.
(46)
Per coprire tale importo, valutato in 2 945 milioni di EUR, la Banca ha proposto delle misure correttive potenziate che, tuttavia, genereranno solo effetti leggermente superiori rispetto a quelli supposti dalla Banca centrale greca in sede di calcolo della domanda di capitale. Queste misure comprendono la vendita di ulteriori attività (vendita di […] (33), vendita del […]% della controllata assicurativa e la riduzione al 20 % della partecipazione alle attività immobiliari da parte di […]) (34).
(47)
Poiché queste misure correttive potenziate possono coprire solo una parte molto ridotta della domanda di capitale individuata, il 12 aprile 2014 l’assemblea generale straordinaria degli azionisti ha deciso di procedere a un aumento di capitale di 2 864 milioni di EUR, sotto forma di un’emissione di titoli non soggetta a prelazione (ossia un aumento di capitale con l’annullamento dei diritti di prelazione) a investitori internazionali e di un’offerta al pubblico in Grecia. Qualora la domanda degli investitori privati risulti insufficiente a coprire l’intero aumento di capitale, l’HFSF provvederà a colmare il deficit sottoscrivendo i nuovi titoli azionari restanti, previa conversione in azioni degli strumenti subordinati di capitale esistenti della Banca.
2.2. LE ACQUISIZIONI DI ATTIVITÀ BANCARIE GRECHE DA PARTE DELLA BANCA
(48)
Il 15 luglio 2013 la Banca ha sottoscritto due accordi vincolanti con l’HFSF per acquisire il 100 % dei titoli azionari e dei diritti di voto di Nea Proton Bank e della nuova TT Bank.
2.2.1. Acquisizione di Nea Proton Bank
Risoluzione di Proton Bank e di Nea Proton Bank
(49)
Il 9 ottobre 2011 la Banca centrale greca ha proceduto alla risoluzione di Proton Bank. La licenza di Proton Bank è stata revocata dalla Banca centrale greca, che l’ha messa in liquidazione (35).
(50)
Su proposta della Banca centrale greca e a seguito della decisione del ministro delle Finanze (36), Nea Proton Bank è stata fondata come istituto di credito temporaneo, dove sono stati trasferiti tutti i depositi (al dettaglio, bancari e del governo), la rete di filiali e attivi selezionati (prestiti e portafoglio titoli) di Proton Bank, che ha conservato i crediti in strumenti di capitale, i debiti subordinati e i prestiti ad alto rischio. L’HFSF ha conferito a Nea Proton Bank un capitale azionario iniziale di 250 milioni di EUR (37) e ne è stato l’unico azionista. Il bilancio di apertura di Nea Proton Bank era pari a circa 3 miliardi di EUR.
(51)
Al termine del 2011, le attività ponderate per il rischio (in appresso «APR») (38) di Nea Proton Bank ammontavano a 1,2 miliardi di EUR.
Acquisizione di Nea Proton Bank da parte della Banca
(52)
La normativa greca sulla risoluzione delle crisi bancarie prevede che l’HFSF debba cedere le proprie partecipazioni in un istituto di credito temporaneo entro due anni dalla data della decisione ministeriale che istituisce tale istituto (39). In linea con quest’obbligo e ai sensi dell’MPEF, l’HFSF ha proceduto alla vendita delle proprie partecipazioni in Nea Proton Bank. Il consulente finanziario dell’HFSF ha contattato un vasto numero di potenziali investitori (comprese banche greche, banche straniere e finanziatori), ma solo due, ossia la Banca e un fondo hedge statunitense, hanno presentato offerte finali. Solo l’offerta fatta dalla Banca è stata considerata conforme alla lettera d’invito dell’HFSF e quindi valida.
(53)
Al 31 maggio 2013, le APR di Nea Proton Bank ammontavano a 811 milioni di EUR, il suo patrimonio di vigilanza era pari a - 203 milioni di EUR e a Nea Proton Bank occorreva una ricapitalizzazione complessiva di 276 milioni di EUR per raggiungere un tasso di capitale di classe 1 del 9 %. La Banca ha versato un corrispettivo in contanti di 1 EUR in cambio del 100 % dei titoli azionari e dei diritti di voto di Nea Proton Bank e ha richiesto all’HFSF di ricapitalizzare Nea Proton Bank per un valore di 395 milioni di EUR che, eccettuati i 276 milioni di EUR necessari per riportare il tasso di adeguatezza patrimoniale di Nea Proton Bank al 9 %, avrebbe permesso di far fronte, con altri 119 milioni di EUR, ad ulteriori accantonamenti per perdite su prestiti e alle perdite previste al lordo delle imposte fino al 2016. In base ai termini della vendita, l’HFSF si è impegnato a coprire la domanda di capitale di Nea Proton Bank prima del completamento della transazione, contribuendo con 395 milioni di EUR in contanti.
2.2.2. Acquisizione della nuova TT Bank
Risoluzione di TT Bank e della nuova TT Bank
(54)
Il 18 gennaio 2013 le autorità greche hanno proceduto alla risoluzione di TT Bank. La licenza di TT Bank è stata revocata dalla Banca centrale greca, che l’ha messa in liquidazione (40).
(55)
Su proposta della Banca centrale greca e a seguito della decisione del ministro delle Finanze (41), la nuova TT Bank è stata fondata come istituto di credito temporaneo, dove sono stati trasferiti 10,8 miliardi di EUR di attivi (sotto forma di contanti, buoni del Tesoro, prestiti produttivi, depositi al dettaglio, finanziamenti centralizzati e GGB (42)). TT Bank ha conservato attività nette complessive per un valore di 1,2 miliardi di EUR, «sotto forma di» crediti in strumenti di capitale, prestiti non produttivi, attività e passività fiscali di TT, nonché contributi e oneri di ogni tipo. L’HFSF ha conferito alla nuova TT Bank un capitale azionario iniziale di 500 milioni di EUR e ne è stato l’unico azionista. Dopo il conferimento, il bilancio di apertura della nuova TT Bank era pari a circa 15,1 miliardi di EUR.
Acquisizione della nuova TT Bank da parte della Banca
(56)
Nel quadro degli impegni previsti dall’MPEF, l’HFSF ha proceduto alla vendita delle sue partecipazioni nella nuova TT Bank, ottemperando in tal modo all’obbligo di cedere i suoi titoli azionari presenti in tale istituto di credito temporaneo entro due anni dalla fondazione di quest’ultimo. Il suo consulente finanziario ha contattato un vasto numero di potenziali investitori, tra cui banche greche, banche straniere e finanziatori. Solo le quattro banche greche principali hanno presentato offerte finali, tra cui è stata scelta quella della Banca.
(57)
La Banca ha concordato di versare in totale 681 milioni di EUR, sotto forma di azioni ordinarie di nuova emissione, per acquistare la nuova TT Bank. In base all’accordo di sottoscrizione, il corrispettivo iniziale versato dalla Banca ha subito ulteriori adeguamenti in base a una valutazione del valore delle attività nette (43).
(58)
Di conseguenza, l’assemblea generale straordinaria degli azionisti del 26 agosto 2013 ha approvato l’aumento del capitale azionario della Banca di 425 625 000 EUR, tramite l’emissione di 1 418 750 000 nuove azioni ordinarie (44) con un valore nominale di 0,3 EUR ciascuna e un prezzo d’offerta di 0,48 EUR ciascuna. L’aumento di capitale è stato sottoscritto interamente dall’HFSF tramite contributo in natura, sotto forma di tutte le azioni della nuova TT Bank detenute dall’HFSF, per un valore complessivo di 681 milioni di EUR. Dopo tale transazione, la partecipazione azionaria dell’HFSF nella Banca è salita dal 93,5 % al 95,2 %.
2.3. MISURE DI AIUTO
(59)
La Banca ha beneficiato delle misure di sostegno al capitale A, B1, B2, B3, B4 e C e di misure di sostegno alla liquidità L1 e L2. Proton Bank e Nea Proton Bank hanno beneficiato delle misure Pr1, Pr2 Pr3, NP1, NP2 e NP3. T Bank, TT Bank e la nuova TT Bank hanno beneficiato delle misure T, TT, NTT1 e NTT2.
2.3.1. Misure di aiuto concesse alla Banca ai sensi del regime di sostegno alle banche greche
(60)
La Banca ha ottenuto diverse forme di aiuto ai sensi del regime di sostegno alle banche greche, in base alla misura di ricapitalizzazione, alla misura di garanzia e alla misura relativa ai prestiti obbligazionari pubblici.
2.3.1.1. Sostegno dello Stato alla liquidità concesso in base alla misura di garanzia e alla misura relativa ai prestiti obbligazionari pubblici (misura L1)
(61)
La Banca ha beneficiato e continua a beneficiare dell’aiuto previsto dalla misura di garanzia e dalla misura relativa ai prestiti obbligazionari pubblici, aiuto che nella presente decisione verrà indicato in appresso come «misura L1». Al 30 novembre 2013 (45), le garanzie concesse alla Banca ammontavano a circa 13,9 miliardi di EUR. A tale data non risultava alcun prestito in corso di obbligazioni pubbliche alla Banca. Al 15 aprile 2011, la Banca aveva ricevuto prestiti obbligazionari pubblici per un valore di 1 737 milioni di EUR e aveva beneficiato di 13,6 miliardi di EUR di garanzie statali ai sensi del regime di sostegno alle banche greche.
(62)
Nel piano di ristrutturazione per la Banca da loro trasmesso alla Commissione il 16 marzo 2014, le autorità greche hanno dichiarato la loro intenzione di continuare a concedere garanzie e a prestare obbligazioni pubbliche, ai sensi del regime, durante il periodo di ristrutturazione.
2.3.1.2. Ricapitalizzazione da parte dello Stato, concessa in base alla misura di ricapitalizzazione del regime di sostegno alle banche greche (misura A)
(63)
Nel maggio 2009, la Banca ha ricevuto un conferimento di capitale del valore di 950 milioni di EUR (46) (misura A) in base alla misura di ricapitalizzazione del regime di sostegno alle banche greche. Tale conferimento equivaleva al 2 % circa delle APR di cui la Banca disponeva all’epoca.
(64)
La ricapitalizzazione è avvenuta sotto forma di titoli azionari privilegiati, sottoscritti dalla Grecia, con cedola del 10 % e una durata di cinque anni. Nel 2010 la durata delle azioni privilegiate è stata estesa e la loro remunerazione è stata aumentata. Da questo punto in poi, se le azioni privilegiate non vengono ammortizzate entro cinque anni dall’emissione e l’assemblea generale degli azionisti non ha adottato alcuna decisione in merito al loro ammortamento, il ministro delle Finanze greco aumenterà la cedola del 2 % ogni anno su base cumulativa (ciò significa che la cedola sarà del 12 % per l’anno sei, del 14 % per l’anno sette ecc.).
2.3.2. ELA garantito dallo Stato (misura L2)
(65)
L’ELA è una misura eccezionale che permette a un istituto finanziario solvibile che abbia problemi temporanei di liquidità di ricevere un finanziamento da parte dell’Eurosistema senza che tale operazione rientri nella politica monetaria unica. Il tasso di interesse pagato dall’istituto finanziario per l’ELA è di […] punti base superiore all’interesse che paga per un regolare rifinanziamento della Banca centrale.
(66)
La Banca centrale greca è responsabile per il programma ELA. In altri termini, essa ne sostiene tutti i costi e se ne accolla i rischi derivanti (47). La Grecia ha accordato alla Banca centrale greca una garanzia statale che si applica all’importo complessivo dell’ELA concessa dalla Banca centrale greca. L’adozione dell’articolo 50, paragrafo 7, della legge greca 3943/2011, che modifica l’articolo 65, paragrafo 1, della legge greca 2362/1995, ha permesso al ministro delle Finanze di accordare garanzie in nome dello Stato alla Banca centrale greca al fine di salvaguardare i crediti rivendicati da quest’ultima nei confronti degli istituti creditizi. Le banche che beneficiano dell’ELA devono pagare allo Stato una commissione di garanzia pari a […] punti base.
(67)
Al 31 dicembre 2011, la Banca aveva beneficiato di 14,95 miliardi di EUR a titolo di ELA garantito dallo Stato (48), mentre al 31 dicembre 2012 aveva beneficiato di 12 miliardi di EUR allo stesso titolo.
2.3.3. Misure di aiuto concesse alla Banca tramite l’HFSF
(68)
A partire dal 2012, la Banca ha beneficiato di diverse misure di sostegno al capitale accordate dall’HFSF. La tabella 6 presenta una panoramica di queste misure di aiuto.
Tabella 6
Misure di aiuto al capitale concesse alla Banca tramite l’HFSF
1o ricapitalizzazione ponte - mag 2012 (in milioni di EUR)
2o ricapitalizzazione ponte - dic 2012 (in milioni di EUR)
Lettera d’impegno - dic 2012
(in milioni di EUR)
Ricapitaliz-zazione di primavera 2013 - mag 2013 (in milioni di EUR)
Impegno di ricapitaliz-zazione - apr 2014 (in milioni di EUR)
Misura
B1
B2
B3
B4
C
Importo
(in milioni di EUR)
3 970
1 341
528
5 839
2 864
2.3.3.1. La prima ricapitalizzazione ponte (misura B1)
(69)
I considerando 15-32 della decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank forniscono una descrizione dettagliata della prima ricapitalizzazione ponte del maggio 2012 (misura B1). Il contesto e le caratteristiche principali di questa misura sono riportati nella presente sezione.
(70)
Il 20 aprile 2012, l’HFSF ha trasmesso alla Banca una lettera con la quale si impegnava a partecipare a un aumento previsto del capitale sociale della Banca per un importo complessivo massimo di 4,2 miliardi di EUR.
(71)
In base alla misura B1, il 28 maggio 2012 l’HFSF ha trasferito alla Banca obbligazioni del FESF per un valore di 3,97 miliardi di EUR, in linea con le disposizioni per le ricapitalizzazioni ponte previste dalla legge greca 3864/2010 che ha istituito l’HFSF (in appresso «legge HFSF»). Le obbligazioni del FESF trasferite alla Banca erano a tasso variabile, con una durata di sei e dieci anni e la data di emissione del 19 aprile 2012. Nel considerando 48 della decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank, la Commissione aveva già stabilito che «La ricapitalizzazione ponte approvata il 28 maggio 2012 costituisce l’attuazione dell’obbligo assunto nella lettera d’impegno e dunque la prosecuzione del medesimo aiuto». Entrambi gli importi forniti nella lettera d’impegno e nella prima ricapitalizzazione ponte sono stati calcolati dalla Banca centrale greca per garantire che la Banca raggiungesse un tasso di capitale totale dell’8 % al 31 dicembre 2011, data della registrazione retroattiva della ricapitalizzazione ponte nei libri contabili della Banca. Come si può evincere dalla tabella 3, la misura B1 ha coperto solo una parte limitata della domanda di capitale complessiva individuata dallo stress test del 2012. Si presumeva che la Banca raccogliesse il capitale mediante un futuro aumento dello stesso e la finalità della ricapitalizzazione ponte era esclusivamente quella di preservare l’idoneità della Banca per il finanziamento della BCE finché l’aumento di capitale non fosse stato realizzato.
(72)
Per quanto riguarda il periodo compreso tra la data della prima ricapitalizzazione ponte e la data della sua conversione in azioni ordinarie ed altri strumenti finanziari convertibili, l’accordo di pre-sottoscrizione tra la Banca e l’HFSF ha stabilito che la Banca dovesse pagare all’HFSF una commissione annuale dell’1 % sul valore nominale delle obbligazioni del FESF e che il pagamento di ogni cedola e gli interessi maturati su tali obbligazioni in tale periodo avrebbe rappresentato un ulteriore conferimento da parte dell’HFSF (49).
2.3.3.2. La seconda ricapitalizzazione ponte (misura B2)
(73)
Nell’autunno del 2012 la Banca ha registrato ulteriori perdite. Pertanto il suo capitale è nuovamente sceso al di sotto dei requisiti patrimoniali minimi per l’idoneità al finanziamento della BCE.
(74)
Si è resa dunque necessaria una seconda ricapitalizzazione ponte. Il 21 dicembre 2012 l’HFSF ha effettuato una seconda ricapitalizzazione ponte del valore di 1 341 milioni di EUR (misura B2), versati anche in questo caso mediante il trasferimento alla Banca di obbligazioni del FESF.
2.3.3.3. La lettera d’impegno del 21 dicembre 2012 (misura B3)
(75)
Oltre a effettuare la seconda ricapitalizzazione ponte, il 21 dicembre 2012 l’HFSF ha trasmesso alla Banca una lettera con la quale si impegnava a partecipare all’aumento del capitale sociale della Banca e all’emissione di strumenti convertibili per un importo complessivo massimo di 528 milioni di EUR (misura B3).
(76)
Sommando il totale delle due ricapitalizzazioni ponte (misure B1 e B2) all’importo supplementare impegnato nel dicembre 2012 (misura B3), si evinceva che l’HFSF aveva impegnato una cifra equivalente alla domanda di capitale complessiva individuata dallo stress test del 2012 (5 839 milioni di EUR (50)).
2.3.3.4. La ricapitalizzazione della primavera 2013 (misura B4)
(77)
Il 30 aprile 2013, l’assemblea generale degli azionisti ha approvato un aumento del capitale azionario della Banca per un valore di 5 839 milioni di EUR («la ricapitalizzazione della primavera 2013»). La Banca ha pertanto emesso 3 789 317 357 nuovi titoli azionari con un valore nominale di 0,30 EUR al prezzo di 1,54 EUR per azione.
(78)
Nella stessa data, l’assemblea generale degli azionisti ha inoltre stabilito che l’intero ammontare del capitale sarebbe pervenuto dall’HFSF e sarebbe stato pagato in natura, sotto forma di obbligazioni del FESF.
(79)
Di conseguenza, nel maggio 2013 l’HFSF ha conferito alla Banca in totale 5 839 milioni di EUR sotto forma di azioni ordinarie (misura B4). Tale importo equivale al totale delle misure B1, B2 e B3.
(80)
Mediante la ricapitalizzazione della primavera 2013, la prima e la seconda ricapitalizzazione ponte (misure B1 e B2) sono state convertite in una ricapitalizzazione permanente ed è stato tradotto in pratica l’impegno di concedere un ulteriore aiuto in conto capitale (misura B3).
(81)
Il prezzo delle nuove azioni è stato fissato al 50 % della media ponderata per i volumi di scambio del prezzo quotato in Borsa nei 50 giorni di negoziazione antecedenti alla determinazione del prezzo d’offerta. In seguito al raggruppamento azionario stabilito dall’assemblea generale degli azionisti del 30 aprile 2012 (51), il prezzo delle nuove azioni è stato fissato a 1,54 EUR per titolo azionario.
(82)
Immediatamente dopo la ricapitalizzazione della primavera 2013, l’HFSF è diventato l’azionista di maggioranza della Banca con una partecipazione del 98,56 %. Tuttavia, una volta che la banca ha portato a termine un altro intervento di gestione delle passività, tale partecipazione è scesa al 93,55 % nel giugno 2013 (cfr. la sezione 2.4.5). Nell’agosto 2013 la Banca ha emesso nuovi titoli azionari a beneficio dell’HFSF, ai fini dell’acquisizione della nuova TT Bank. In seguito a tale operazione, la partecipazione azionaria dell’HFSF è risalita al 95,23 % (52).
2.3.3.5. L’impegno di ricapitalizzazione del 2014 (misura C)
(83)
Il 6 marzo 2014 la Banca centrale greca ha riferito i risultati di uno stress test svolto nella seconda metà del 2013 e ha indicato che, secondo lo scenario di base, la domanda di capitale della Banca per il periodo 2014-2016 avrebbe raggiunto i 2 945 milioni di EUR.
(84)
Il 31 marzo 2014 l’HFSF ha inviato alla Banca una lettera in cui comunicava di avere l’intenzione e la possibilità di sostenere qualsiasi aumento di capitale azionario effettuato ai sensi della legge HFSF 3864/2010, emendata il 31 marzo 2014, e necessario per soddisfare la domanda di capitale individuata nel corso dello stress test. La legge HFSF prevede che, qualora al termine del periodo di sottoscrizione, si riscontri una domanda insufficiente da parte degli investitori privati a un prezzo determinato dal Consiglio generale dell’HFSF, in base a due valutazioni indipendenti, l’HFSF sottoscriverà tutti i titoli azionari restanti, previa conversione in azioni degli strumenti subordinati di capitale esistenti della Banca, come recita l’articolo 6a.
(85)
Il 12 aprile 2014, l’assemblea straordinaria degli azionisti ha approvato un aumento di capitale azionario del valore di 2 864 milioni di EUR, ai sensi della legge HFSF, indicando che il prezzo d’offerta non avrebbe potuto essere inferiore al prezzo nominale di 0,30 EUR per azione e che il prezzo minimo avrebbe dovuto essere stabilito dall’HFSF (53).
(86)
In conformità alla legge HFSF, l’HFSF ha nominato due consulenti indipendenti per determinare il valore della Banca. Il 10 aprile 2014 i due consulenti hanno portato a termine il loro lavoro. Ciascuno di loro ha stabilito una propria forcella di valutazione della Banca e le due forcelle presentavano una significativa fascia di sovrapposizione. In base a tali valutazioni, il 14 aprile 2014 Consiglio generale dell’HFSF ha stabilito il prezzo corrispondente a quello minimo al quale i nuovi titoli azionari della Banca possono essere offerti agli investitori e il prezzo al quale, se necessario, sosterrà l’emissione di titoli (54). Il 15 aprile 2014 ha inoltre approvato l’offerta, presentata da un consorzio di investitori, di sottoscrivere 1,3 miliardi di EUR di nuovi titoli azionari al prezzo di 0,30 EUR per azione («investitore primario» (55) (56)).
(87)
Il 24 aprile 2014 Eurobank ha annunciato l’inizio del «book building» a un prezzo variabile tra 0,30 EUR e 0,33 EUR (57). Qualora la domanda sia sufficiente a coprire del tutto l’importo di 2 864 milioni di EUR ad un prezzo superiore a 0,30 EUR, l’investitore primario dovrà adeguare il suo prezzo a quello superiore o annullare i suoi ordini. In tal caso riceverà un’indennità. Qualora la domanda da parte degli investitori privati (compresa quella da parte dell’investitore primario) sia sufficiente a coprire del tutto l’importo di 2 864 milioni di EUR ad un prezzo pari a 0,30 EUR, l’investitore primario beneficerà della priorità nell’assegnazione. Qualora la domanda (compresa quella da parte dell’investitore primario) sia insufficiente per effettuare la copertura del suddetto importo a un prezzo di 0,30 EUR, i debiti subordinati saranno convertiti in nuovi titoli azionari. Come previsto ai sensi della legge HFSF, tutte le azioni non sottoscritte dopo la conversione dei debiti subordinati verranno sottoscritte dall’HFSF allo stesso prezzo, ossia 0,30 EUR per titolo azionario.
2.3.4. Misure di aiuto alle attività acquisite
2.3.4.1. Misure di aiuto a Proton Bank e Nea Proton Bank
(88)
Dal 2008 Proton Bank e Nea Proton Bank hanno beneficiato di diverse misure di aiuto. La tabella 7 presenta una panoramica di queste misure di aiuto.
Tabella 7
Quadro generale delle misure di sostegno al capitale concesse a Proton e Nea Proton Bank
Beneficiario dell’aiuto
Misura
Tipologia di aiuto
Ente che ha concesso l’aiuto
Data dell’esborso
Importo (in milioni di EUR)
Attività di Proton Bank
Pr1
Conferimento di capitale in base alla misura di ricapitalizzazione Azioni privilegiate dello Stato greco
Stato
Maggio 2009
80
Pr2
Prestito di titoli di Stato greci in base alla misura relativa ai prestiti obbligazionari pubblici
Stato
Aprile 2009
78
Pr3
Garanzia statale per le obbligazioni emesse in base alla misura di garanzia
Stato
Luglio 2010
149,4
Attività di Nea Proton Bank
NP1
Trasferimento del deficit di finanziamento da PB a NPB
Copertura del deficit di finanziamento trasferito da PB a NPB
HDIGF
9.10.2011
862
Calcolo e successiva copertura dell’importo del deficit di finanziamento trasferito da PB a NPB (parte 2)
HFSF
14.5.2012
259,6
Importo complessivo di NP1
1 121,6
NP2
Conferimenti di capitale azionario a beneficio di NPB nel 2011 e nel 2012
Capitale azionario iniziale
HFSF
9.10.2011
220
Capitale azionario iniziale
HFSF
3.2.2012
30
Capitale iniziale complessivo
250
Nuovo capitale azionario
HFSF
1.8.2012
230
Nuovo capitale azionario
HFSF
31.12.2012
35
Nuovo capitale complessivo
265
Importo complessivo di NP2
515
NP3
Ricapitaliz-zazione prima della vendita a Eurobank
Capitale azionario
HFSF
28.8.2013
395
2.3.4.1.1 Misure di aiuto a Proton Bank
i) Ricapitalizzazione da parte dello Stato a beneficio di Proton Bank (misura Pr1)
(89)
Nel maggio 2009, lo Stato greco ha conferito a Proton Bank 80 milioni di EUR, che all’epoca equivalevano al 4,6 % circa delle sue APR. Questo conferimento di capitale è stato effettuato, in base alla misura di ricapitalizzazione prevista dal regime di sostegno alle banche greche, sotto forma di titoli azionari privilegiati.
ii) Sostegno dello Stato alla liquidità a favore di Proton Bank (misure Pr2 e Pr3)
(90)
Proton Bank ha inoltre beneficiato di misure di aiuto (misura di garanzia e misura relativa ai prestiti obbligazionari) previste dal regime di sostegno alle banche greche. Nell’aprile 2009 Proton Bank ha ricevuto titoli di Stato greci per un importo di 78 milioni di EUR (misura Pr2) e nel luglio 2010 ha ricevuto una garanzia statale per obbligazioni emesse dal valore nominale di 149,4 milioni di EUR (misura Pr3). Le obbligazioni garantite dallo Stato sono state trasferite a Nea Proton Bank nel giorno della risoluzione, ma sono state annullate il 5 gennaio 2012. I titoli di Stato greci sono scaduti nel dicembre 2011 e non sono stati rinnovati.
2.3.4.1.2. Misure di aiuto a Nea Proton Bank
i) Copertura del deficit di finanziamento di Nea Proton Bank, pari a 1 121,6 milioni di EUR (misura NP1)
(91)
Nel quadro della risoluzione di Proton Bank, le autorità greche hanno individuato un deficit di finanziamento relativo a Nea Proton Bank. In conformità a una decisione della Banca centrale greca del 9 ottobre 2011, nel dicembre dello stesso anno l’HDIGF ha versato 862 milioni di EUR a Nea Proton Bank in virtù del meccanismo di risoluzione. Il 19 gennaio 2012 la Banca centrale greca ha calcolato l’importo del deficit di finanziamento in 1 121,6 milioni di EUR e successivamente, in linea con una decisione della stessa Banca centrale greca del 9 aprile 2012 (58), l’HFSF (59) ha versato l’importo restante di 259,6 milioni di EUR il 14 maggio 2012. In tal modo l’HFSF e il meccanismo di risoluzione dell’HDIGF hanno coperto il deficit di finanziamento.
ii) Conferimenti di capitale da parte dell’HFSF a beneficio di Nea Proton Bank nel 2011 e nel 2012 (misura NP2)
(92)
L’HFSF ha erogato aiuti di Stato a Nea Proton Bank sotto forma di capitale azionario iniziale (azioni ordinarie) del valore di 250 milioni di EUR, corrisposti in due tranche il 9 ottobre 2011 e il 3 febbraio 2012.
(93)
In base al piano di ristrutturazione aggiornato di Nea Proton Bank presentato il 16 luglio 2012, ultima versione del piano che era stato notificato alla Commissione all’epoca della decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton, Nea Proton Bank necessitava di un capitale aggiuntivo di 300 milioni di EUR, in parte perché aveva subito perdite a causa del programma PSI (registrando perdite di valore pari a 146,5 milioni di EUR nel 2011 relative ai GGB e ulteriori perdite per 22 milioni di EUR, integrate nei risultati del primo trimestre del 2012), e in parte perché, dal 2011 al 2016, gli oneri erano aumentati rispetto ai livelli preventivati al momento della fondazione di Nea Proton Bank.
(94)
In base al piano di ristrutturazione aggiornato di Nea Proton Bank presentato il 16 luglio 2012, questa domanda di capitale avrebbe dovuto tradursi in un conferimento di 285 milioni di EUR nel 2012 e in un altro conferimento di 15 milioni nel 2014. Di fatto, l’HFSF ha sostanzialmente conferito a Nea Proton Bank 230 milioni di EUR il 1o agosto 2012 e 35 milioni di EUR il 31 dicembre 2012.
iii) Conferimento di capitale da parte dell’HFSF a beneficio di Nea Proton Bank prima della vendita a Eurobank (misura NP3)
(95)
In base al contratto di vendita del 15 luglio 2013, l’HFSF si era già impegnata a conferire a Nea Proton Bank l’importo di 395 milioni di EUR (60), che ha versato il 28 agosto 2013.
2.3.4.2. Misure di aiuto alla nuova TT Bank
(96)
Dal 2008 T Bank, TT Bank e la nuova TT Bank hanno beneficiato di diverse misure di aiuto. La tabella 8 presenta una panoramica di tali misure.
Tabella 8
Quadro generale delle misure di aiuto concesse a T Bank e TT Bank
Beneficiario dell’aiuto
Misura
Descrizione
Ente che ha concesso l’aiuto
Data
Importo dell’aiuto di Stato (in milioni di EUR)
Attività di T Bank trasferite a TT Bank (61)
T
Copertura del deficit di finanziamento trasferito da T Bank a TT Bank (parte 1)
HDIGF
Dicembre 2011
450
Calcolo e successiva copertura dell’importo del deficit di finanziamento trasferito da T Bank a TT Bank (parte 2)
HFSF
14.2.2013
227
Importo complessivo di T
677
TT Bank
TT
Conferi-mento di capitale
Conferimento di capitale in base alla misura di ricapitalizzazione: azioni privilegiate dello Stato greco
Stato
Maggio 2009
224,96
Nuova TT Bank (banca ponte)
NTT1
Trasferi-mento del deficit di finanzia-mento da TT a NTT
Copertura del deficit di finanziamento trasferito da TT Bank alla nuova TT Bank (parte 1)
HFSF
29.1.2013
2 730,8
Calcolo e successiva copertura dell’importo del deficit di finanziamento trasferito da TT Bank alla nuova TT Bank (parte 2)
HFSF
14.6.2013
1 001,7
Importo complessivo di NTT1
3 732,6
NTT2
Conferi-mento di capitale azionario iniziale
Capitale azionario iniziale della nuova TT Bank
HFSF
29.1.2013
500
2.3.4.2.1 Misure di aiuto a T Bank
Intervento del meccanismo di risoluzione dell’HDIGF a beneficio di T Bank per un valore di 677 milioni di EUR (misura T)
(97)
L’HFSF e il meccanismo di risoluzione dell’HDIGF hanno coperto il deficit di finanziamento derivato dal trasferimento delle attività di T Bank a TT Bank, deficit che rappresenta la differenza tra il valore equo delle attività e il valore equo delle passività trasferite da T Bank a TT Bank. In conformità a una decisione della Banca centrale greca del 17 dicembre 2011, il meccanismo di risoluzione dell’HDIGF ha coperto, versando l’importo di 450 milioni di EUR (62), i due terzi circa del deficit di finanziamento stimato. Una volta calcolato il deficit di finanziamento in circa 677 milioni di EUR, in linea con una decisione della Banca centrale greca del 9 aprile 2012 (63), il 14 febbraio 2013 l’HFSF (64) ha versato il saldo di 227 milioni di EUR (65) alla nuova TT Bank.
2.3.4.2.2 Misure di aiuto a TT Bank
Ricapitalizzazione da parte dello Stato a beneficio di TT Bank (misura TT)
(98)
Nel maggio 2009, TT Bank ha ricevuto dallo Stato greco un conferimento di capitale del valore di 224,96 milioni di EUR, che all’epoca equivalevano al 2,9 % circa delle sue APR. Questo conferimento, sotto forma di titoli azionari privilegiati, è stato effettuato in base alla misura di ricapitalizzazione prevista dal regime di sostegno alle banche greche.
2.3.4.2.3 Misure di aiuto alla nuova TT Bank
i) Copertura del deficit di finanziamento della nuova TT Bank per un valore di 3 732,6 milioni di EUR (misura NTT1)
(99)
L’HFSF ha coperto il deficit di finanziamento della nuova TT Bank, deficit che rappresenta la differenza tra il valore delle attività e il valore nominale delle passività trasferite da TT Bank alla nuova TT Bank. In conformità a una decisione della Banca centrale greca del 18 gennaio 2013, il 29 gennaio 2013 l’HFSF ha versato l’importo di 2 730,8 milioni di EUR (66), corrispondente ai due terzi circa del deficit di finanziamento stimato. La Banca centrale greca ha calcolato l’importo del deficit di finanziamento in 3 732,6 milioni di EUR (67) e successivamente, in linea con una decisione della stessa Banca centrale greca del 21 maggio 2013, il 14 giugno 2013 l’HFSF ha versato l’importo restante di 1 001,7 milioni di EUR alla nuova TT Bank.
ii) Conferimenti di capitale da parte dell’HFSF a beneficio della nuova TT Bank (misura NTT2)
(100)
L’HFSF è stato l’unico azionista della nuova TT Bank e le ha concesso aiuti di Stato sotto forma di capitale azionario iniziale (azioni ordinarie) del valore di 500 milioni di EUR.
2.4. IL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE E IL NUOVO MODELLO AZIENDALE
(101)
Il 16 aprile 2014 la Grecia ha presentato il piano di ristrutturazione della Banca, nel quale viene spiegato come quest’ultima, in qualità di aggregazione risultante dall’acquisizione di Nea Proton Bank e della nuova TT Bank, intenda ripristinare la propria redditività a lungo termine.
2.4.1. Operazioni nazionali
(102)
Mediante il piano di ristrutturazione, la Banca si concentrerà sulle sue attività bancarie principali in Grecia. Le sue operazioni internazionali, che nel 2010 costituivano il 26 % circa dei prestiti (68), erano già scese al 20 % alla fine del 2012 e diminuiranno ulteriormente al […]% entro la fine del 2018 (69).
(103)
La priorità massima della Banca è ripristinare la redditività e l’autonomia finanziaria delle proprie operazioni bancarie nazionali entro la fine del periodo di ristrutturazione (31 dicembre 2018). A tale scopo, il piano di ristrutturazione prevede una serie di misure volte a migliorare l’efficienza operativa della Banca e il margine di interesse netto, nonché misure che ne rafforzino la posizione patrimoniale e la struttura di bilancio.
(104)
Per quanto concerne l’efficienza operativa, la Banca aveva già avviato un vasto programma di razionalizzazione ben prima di acquisire la nuova TT Bank e Nea Proton Bank e dal 2010 ha ridotto la propria presenza fisica in Grecia. A livello autonomo (escludendo le acquisizioni della nuova TT Bank e di Nea Proton Bank), ha ridotto il numero delle proprie filiali da 564 nel giugno 2008 a […] nel 2014, nonché la propria forza lavoro greca (che è passata da 10 142 dipendenti nel 2008 a 9 037 nel 2012) (70).
(105)
Fino al termine del piano di ristrutturazione, la Banca prevede di ridurre ulteriormente sia il numero delle filiali, passando dalle 645 - su una base pro forma - del 31 dicembre 2012 a […] al 31 dicembre 2018, sia il numero dei dipendenti, passando da 12 430 a […], su una base pro forma, ossia tenendo conto di Nea Proton Bank e della nuova TT Bank (71).
(106)
La maggiore efficienza in termini di filiali e personale contribuirà a far diminuire il costo complessivo delle attività bancarie greche combinate del […]%, passando da 913 milioni di EUR all’anno nel 2013 (72) a […] milioni di EUR nel 2018 (73). Di conseguenza, il coefficiente di esercizio previsto per le attività greche della Banca, pari al 60 % nel 2012, scenderà al di sotto del […]% alla fine del periodo di ristrutturazione.
(107)
Il piano di ristrutturazione descrive anche come la Banca migliorerà i propri costi di finanziamento, un aspetto fondamentale per il ripristino della redditività. La Banca spera di poter pagare tassi di interesse più bassi sui propri depositi grazie a un contesto più stabile e, in particolare, alla stabilizzazione e alla ripresa previste dell’economia greca, che dovrebbe ripartire dal 2014 in poi. Si prevede che in Grecia gli spread sui depositi (media dei depositi a termine, depositi a vista e interessi sui libretti di risparmio) scenderanno dai 223 punti base nel 2012 a […] punti base nel 2018 (74). Tale previsione verrebbe realizzata principalmente pagando tassi di interesse molto più bassi sui depositi a tempo. Analogamente, la Banca dipenderà meno dai finanziamenti relativi al credito di ultima istanza e, più in generale, da quelli dell’Eurosistema, che caleranno dal 42,9 % (2012) delle sue attività totali, a livello di gruppo, al […]% nel 2018 (75).
(108)
Il piano di ristrutturazione prevede inoltre che la Banca consolidi il proprio bilancio. Il suo rapporto tra prestiti e depositi in Grecia scenderà al […]% nel 2018 (rispetto al 160 % del 2012 e al 115 % del 2013) (76), mentre la sua adeguatezza patrimoniale segnerà un miglioramento, con un tasso del capitale di classe 1 del […]% a livello di gruppo nel 2018 (77) (rispetto al valore negativo del capitale netto registrato antecedentemente alla prima ricapitalizzazione ponte).
(109)
Un’altra priorità strategica della Banca è rappresentata dalla gestione dei prestiti non produttivi. Oltre a prospettare un miglioramento dei processi creditizi riguardanti sia l’origine dei prestiti che la ristrutturazione di quelli non produttivi, il piano si concentra sulla gestione delle esposizioni deteriorate, con la creazione di una nuova unità correttiva che sarà dedicata alla ristrutturazione di tali esposizioni e si avvarrà delle competenze di 30-50 manager per le relazioni con la clientela (78). Nel 2015 il tasso dei prestiti non produttivi raggiungerà il […]% a livello di gruppo (il […]% per il mercato interno greco (79)) e successivamente tornerà a diminuire, con un tasso previsto del […]% alla fine del periodo di ristrutturazione (80) (tasso che in Grecia era pari al 30 % prima della cancellazione dei debiti). Grazie alla ripresa dell’economia greca, i crediti in sofferenza della Banca centrale greca scenderanno da 1 652 milioni di EUR nel 2013 a […] milioni di EUR nel 2018 (81).
(110)
Il miglioramento dell’efficienza operativa, la riduzione del margine di interesse netto e del costo dei rischi permetteranno alla Banca di ripristinare la propria redditività in Grecia dal 2015 in poi. La Banca prevede che, su base consolidata, le sue perdite ammonteranno a […] milioni di EUR nel 2014 e a […] milioni di EUR nel 2015, mentre il suo utile ammonterà a […] milioni di EUR, a […] milioni di EUR e a […] milioni di EUR nel 2016, 2017 e 2018 rispettivamente (82). Il rendimento del suo capitale raggiungerà il […]% nel 2018 (83). Tale livello di redditività verrà raggiunto principalmente dal mercato greco (con un rendimento del capitale pari al […]% al termine del periodo di ristrutturazione) mentre […] e […] registreranno livelli di redditività più bassi (pari al […]% e al […]% rispettivamente).
2.4.2. Attività bancarie internazionali
(111)
La Banca ha già avviato la riduzione del debito e la ristrutturazione della propria rete internazionale, oltre ad aver venduto le succursali in Turchia (Eurobank Tefken) e in Polonia (EFG Poland). Il deficit commerciale, ossia la differenza tra le consistenze dei depositi e dei prestiti per una determinata succursale della rete internazionale, è sceso da 1,7 miliardi di EUR nel 2010 a 0,8 miliardi di EUR, mentre i costi operativi si sono ridotti del 9 % tra il 2010 e il 2012 (84).
(112)
La Banca continuerà a ridurre la leva finanziaria e a ristrutturare la propria rete internazionale, impegnandosi in particolare a ridurre, entro il 30 giugno 2017, l’entità del suo portafoglio delle attività internazionali a 8,77 miliardi di EUR, nonché a ridurlo ulteriormente a 3,5 miliardi di EUR nel caso in cui l’HFSF dovesse conferire più di un miliardo di EUR in occasione del prossimo aumento di capitale azionario.
(113)
Una delle opzioni vagliate dalla Banca nell’ambito del piano di ristrutturazione per conseguire tale obiettivo consiste nel vendere le attività in […] (85).
(114)
Tali cessioni rappresentano il […]% delle attività estere della Banca al 31 dicembre 2012. Le attività estere dovrebbero pertanto ammontare a […] miliardi di EUR al 31 dicembre 2018, con una rete internazionale basata soprattutto su [....] e […].
(115)
Il piano di ristrutturazione evidenzia la necessità di ridurre la dipendenza delle succursali estere dalla loro società madre greca relativamente alle loro richieste di finanziamento e di continuare a salvaguardare la posizione patrimoniale della Banca.
(116)
A tale scopo, la Banca sta programmando l’attuazione di un significativo programma di riduzione dei costi nella rete internazionale, […]. Nel […], per esempio, le filiali di […] verranno chiuse e la forza lavoro sarà ridotta di […] dipendenti a partire dal 31 dicembre 2012, finché non verrà venduta la succursale nel […] (86).
(117)
La Banca ridurrà il proprio finanziamento complessivo alle succursali estere da 2 miliardi di EUR nel 2012 a […] nel 2018 (87), mentre il rendimento del capitale toccherà il […]% e il […]% nel […] e nel […] rispettivamente.
2.4.3. Attività non bancarie: vendita delle attività assicurative e immobiliari
(118)
La Banca ha ridotto al di sotto del 35 % la sua quota di proprietà della succursale immobiliare Eurobank Properties, tramite un aumento di capitale azionario che ha avuto un impatto positivo sul proprio tasso del capitale di classe 1 (88). La Banca cederà la succursale entro il 31 dicembre 2018.
(119)
Inoltre la Banca prevede di vendere le sue succursali assicurative entro il […].
2.4.4. Raccolta di capitale privato e contributo da parte degli attuali azionisti e creditori subordinati
(120)
La Banca è riuscita ad effettuare una raccolta di capitale sul mercato, riducendo in tal modo l’aiuto di Stato che richiedeva.
(121)
Antecedentemente alla ricapitalizzazione della primavera 2013 si è verificata una forte diluizione degli azionisti, poiché l’HFSF ha ricevuto il 98,56 % dei titoli azionari della Banca, lasciando agli azionisti preesistenti solo il restante 1,44 %. Pertanto, nel giugno 2013 l’HFSF ha preso il controllo di tutta la Banca. Dal 2008 non vengono pagati dividendi in contanti.
(122)
Nel febbraio 2012 la Banca si è offerta di riacquistare gli strumenti ibridi dagli investitori privati a un prezzo compreso tra il 40 % e il 50 % del loro valore nominale. Tale prezzo di riacquisto è stato determinato in base al valore di mercato degli strumenti e includeva un premio di non oltre dieci punti percentuali, aggiunto al fine di incoraggiare gli investitori a partecipare all’operazione. L’offerta è stata accettata per quasi il 50 % del valore nominale complessivo degli strumenti che, considerati i costi della transazione, hanno fruttato alla Banca un utile di 248 milioni di EUR (89).
(123)
Nel maggio 2013 la Banca ha annunciato un altro intervento di gestione delle passività, offrendo ai detentori del debito l’opportunità di convertire i loro titoli di classe 1 inferiori e di classe 2 inferiori, con una consistenza di 662 milioni di EUR, in azioni ordinarie, alla pari. Il prezzo di conversione è stato fissato in modo che fosse uguale a quello per la sottoscrizione versato dall’HFSF durante la ricapitalizzazione della primavera 2013 (90). Il tasso di accettazione è stato del 48 %. Poiché i detentori delle obbligazioni di classe 1 inferiori e di classe 2 inferiori hanno convertito i loro titoli in strumenti subordinati di classe inferiore senza movimenti di cassa, il capitale raccolto ha raggiunto i 317 milioni di EUR.
(124)
In seguito alle due operazioni di riacquisto, il volume del debito subordinato e ibrido è sceso da 1 045 milioni di EUR (al 31 dicembre 2011) a 283 milioni di EUR (al 31 dicembre 2013) (91).
2.5. IMPEGNI DELLE AUTORITÀ GRECHE
(125)
La Grecia si è impegnata affinché la Banca e le sue affiliate attuino il piano di ristrutturazione presentato il 16 aprile 2014 e si è assunta ulteriori impegni relativi all’attuazione di tale piano («gli impegni»). Gli impegni, elencati nell’allegato, sono sintetizzati nella presente sezione.
(126)
In primo luogo lo Stato greco si è impegnato affinché la Banca ristrutturi le sue attività commerciali in Grecia, fissando un numero massimo di filiali e dipendenti, nonché un tetto per i costi complessivi da rispettare entro il 31 dicembre 2017 (92).
(127)
Lo Stato greco si è inoltre impegnato affinché la Banca riduca il costo dei depositi raccolti in Grecia e osservi un tetto per il rapporto tra prestiti e depositi entro il 31 dicembre 2017 (93).
(128)
Per quanto concerne le succursali estere della Banca, lo Stato greco si è impegnato affinché la Banca non effettui ulteriori interventi di sostegno al capitale, a meno che non si verifichino le condizioni previste. Lo Stato greco si è inoltre impegnato affinché la Banca riduca considerevolmente l’indebitamento delle sue attività internazionali entro il 30 giugno 2018 (94).
(129)
La Grecia si è impegnata affinché la Banca ceda le proprie attività assicurative, la propria succursale immobiliare nonché alcuni titoli, oltre a ridurre l’entità del suo portafoglio private equity. Inoltre, la Banca si asterrà dall’acquistare titoli non rientranti nella categoria investimento, salvo talune eccezioni (95).
(130)
La Grecia si è assunta una serie di impegni relativi al governo societario della Banca, tra cui abbassare la remunerazione dei dipendenti e dei quadri direttivi della Banca, rendere la Banca conforme alla normativa greca sul governo societario e impostare una struttura organizzativa adeguata ed efficiente (96).
(131)
Lo Stato greco si è inoltre impegnato affinché la Banca migliori la propria politica creditizia, al fine di impedire qualsiasi discriminazione in ogni fase del processo creditizio e di garantire che le decisioni in merito alla concessione e alla ristrutturazione dei prestiti siano finalizzate ad ottimizzare la redditività della Banca, nonché l’impegno di migliorarne il monitoraggio del rischio di credito e della ristrutturazione dei prestiti (97).
(132)
Alcuni impegni riguardano le operazioni della Banca con mutuatari collegati e sono volti a garantire che la Banca non si discosti da prassi bancarie prudenti quando concede o ristruttura prestiti nei confronti dei suoi dipendenti, dirigenti e azionisti, nonché di enti pubblici, partiti politici e società di media (98).
(133)
Infine, la Grecia si è impegnata ad imporre alla Banca ulteriori restrizioni, quali un divieto di distribuire cedole e dividendi, un divieto di acquisizione e un divieto di pubblicità (99).
(134)
Questi impegni verranno monitorati fino al 31 dicembre 2018 da un fiduciario.
(135)
A parte, nel quadro dell’attuale aumento di capitale della Banca, dal momento che l’HFSF lo sta sostenendo, lo Stato greco si è impegnato ad attuare le misure previste dall’articolo 6a della legge HFSF, modificata il 30 marzo 2014, una disposizione che mira a ripartire l’importo residuo del deficit patrimoniale di un istituto creditizio tra i detentori dei suoi strumenti di capitale e di altre passività subordinate, ove necessario, prima di qualsiasi conferimento di capitale da parte dell’HFSF.
3. MOTIVI PER L’AVVIO DEI PROCEDIMENTI DI INDAGINE FORMALE
3.1. MOTIVI PER L’AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE RIGUARDANTE LA PRIMA RICAPITALIZZAZIONE PONTE
(136)
Il 27 luglio 2012 la Commissione ha aperto il procedimento di indagine formale per verificare se siano state soddisfatte le condizioni della comunicazione sul settore bancario del 2008 (100) per quanto riguarda l’adeguatezza, la necessità e la proporzionalità della prima ricapitalizzazione ponte effettuata dall’HFSF a beneficio della Banca (misura B1).
(137)
Per quanto concerne l’adeguatezza della misura, poiché l’aiuto è stato concesso dopo la ricapitalizzazione e il sostegno alla liquidità e considerato il periodo prolungato del salvataggio, la Commissione ha espresso dubbi sul fatto che la Banca avesse adottato tutte le misure possibili per evitare di avere bisogno di ulteriori aiuti in futuro (101). Inoltre, non era chiara per la Commissione l’identità di chi avrebbe controllato la Banca una volta che la prima ricapitalizzazione ponte fosse sostituita da una ricapitalizzazione definitiva (102) in quanto la Banca avrebbe potuto passare sotto il controllo dallo Stato o di azionisti privati di minoranza. La Commissione ha affermato di voler assicurare che la qualità della gestione della Banca e, in particolare, le sue operazioni di erogazione dei prestiti, non si deteriorassero.
(138)
Per quanto riguarda la necessità della prima ricapitalizzazione ponte, al considerando 66 della decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank la Commissione ha espresso dubbi sul fatto che la Banca avesse adottato tutte le misure possibili per evitare di avere bisogno di ulteriori aiuti in futuro. Inoltre, essendo la durata della ricapitalizzazione ponte incerta, la Commissione non ha potuto stabilire se la misura fosse sufficiente e conforme ai principi di remunerazione e condivisione degli oneri previsti nella normativa in materia di aiuti di Stato. Oltretutto, poiché i termini della conversione della prima ricapitalizzazione ponte in una ricapitalizzazione definitiva non erano noti quando è stata adottata la decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank, la Commissione non ha potuto valutarli.
(139)
Per quanto riguarda la proporzionalità della misura, la Commissione ha dubitato che le garanzie (i divieti di pubblicità, di distribuire cedole e dividendi, di esercitare opzioni di acquisto e di riacquisto descritti al considerando 71 della decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank) fossero sufficienti in relazione alla prima ricapitalizzazione ponte. Inoltre, al considerando 72 della decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank, la Commissione ha affermato che le distorsioni della concorrenza potrebbero essere causate dall’assenza di norme per impedire che l’HFSF coordini tutte le quattro maggiori banche greche (ossia la Banca, Alpha Bank, la Banca nazionale di Grecia e Piraeus Bank) e dalla mancanza di garanzie adeguate per evitare che tali banche scambino informazioni commerciali riservate. Pertanto la Commissione ha proposto di nominare un fiduciario che sia fisicamente presente nella Banca.
3.2. MOTIVI PER L’AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE RIGUARDANTE NEA PROTON BANK
(140)
Il 26 luglio 2012 la Commissione ha aperto il procedimento di indagine formale per verificare se l’intervento del valore di 1 122 milioni di EUR nell’ambito del meccanismo di risoluzione dell’HDIGF (misura NP1), nonché il conferimento di capitale per 250 milioni di EUR e quelli per un totale di 300 milioni di EUR effettuati dall’HFSF (misura NP2) a beneficio di Nea Proton Bank fossero conformi ai criteri generali di compatibilità e ai requisiti della comunicazione sul settore bancario del 2008, della comunicazione sulla ricapitalizzazione (103) e della comunicazione sulla ristrutturazione (104) (ripristino della redditività sul lungo termine, condivisione degli oneri, limitazione dell’aiuto al minimo indispensabile e delle distorsioni della concorrenza).
(141)
Per quanto concerne l’adeguatezza delle misure, la Commissione ha affermato che tali misure costituivano una forma adeguata di aiuto al salvataggio.
(142)
Per quanto concerne la necessità delle misure, la Commissione ha osservato che l’intervento del meccanismo di risoluzione dell’HDIGF era necessario sia in termini di importo che di forma, mentre i conferimenti di capitale dell’HFSF erano necessari solo dal punto di vista della forma. Tuttavia, in merito all’importo dei conferimenti di capitale dell’HFSF, al considerando 59 della decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton la Commissione ha espresso dubbi sulla capacità di Nea Proton Bank di ripristinare autonomamente la propria redditività sul lungo termine e sul fatto che una ristrutturazione su base autonoma costituisse l’opzione meno costosa possibile. Inoltre, ai considerando 60 e 61 della decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton, la Commissione ha affermato che l’impossibilità da parte di Nea Proton Bank di remunerare la ricapitalizzazione da parte dell’HFSF ha fatto sorgere dubbi sulla sua sostanziale solidità, rendendo pertanto necessaria una profonda ristrutturazione.
(143)
Per quanto concerne la proporzionalità delle misure, la Commissione ha ritenuto che tali misure fossero proporzionate come aiuto al salvataggio.
(144)
In merito al ripristino della redditività sul lungo termine di Nea Proton Bank, al considerando 65 della decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton la Commissione ha espresso dubbi sulla possibilità per la banca di rendersi redditizia autonomamente.
(145)
La Commissione nutriva inoltre dubbi sull’adeguatezza della ristrutturazione proposta, ritenendo che fosse necessaria una ristrutturazione più profonda a causa dell’assenza di una remunerazione sufficiente.
3.3. MOTIVI PER L’AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE RIGUARDANTE LA NUOVA TT BANK
(146)
Il 6 maggio 2013 la Commissione ha aperto il procedimento di indagine formale per verificare se la copertura di 4,1 miliardi di EUR del deficit di finanziamento relativo alle attività trasferite da TT Bank alla nuova TT Bank (misura NTT1), il conferimento di capitale di 500 milioni di EUR da parte dell’HFSF a beneficio della nuova TT Bank (misura NTT2), il conferimento di capitale di 224,96 milioni di EUR a TT Bank, sotto forma di azioni privilegiate, ai sensi del regime di sostegno alle banche greche (misura TT) e l’intervento del valore di 0,68 miliardi di EUR nell’ambito del meccanismo di risoluzione dell’HDIGF a favore delle attività di T Bank che erano state trasferite a TT Bank (misura T) fossero conformi ai criteri generali di compatibilità e ai requisiti della comunicazione sul settore bancario del 2008, della comunicazione sulla ricapitalizzazione e della comunicazione sulla ristrutturazione (ripristino della redditività sul lungo termine, condivisione degli oneri, riduzione dell’aiuto al minimo indispensabile e delle distorsioni della concorrenza).
(147)
La Commissione ha ritenuto che entrambe le misure NTT2 e NTT1 fossero idonee e necessarie, in termini di forma, come aiuto al salvataggio. Per quanto concerne la necessità della misura NTT2 in termini di importo, la Commissione, dubitando della possibilità per la nuova TT Bank di ripristinare autonomamente la propria redditività sul lungo termine, ha ritenuto che la ristrutturazione autonoma potesse non risultare la sola né la meno costosa opzione disponibile (105). Per quanto concerne la remunerazione di entrambe le misure, secondo la Commissione la copertura del deficit di finanziamento ha rappresentato un costo definitivo che non è stato compensato da proventi successivi e ha reso necessaria una profonda ristrutturazione (106).
(148)
Per quanto concerne la proporzionalità di entrambe le misure, la Commissione ha ritenuto che le misure NTT2 e NNT1 fossero proporzionate come aiuto al salvataggio nel breve termine, ma al considerando 79 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT ha richiesto che venissero introdotte rapidamente misure per limitare le ricadute negative.
(149)
Per quanto concerne la compatibilità della misura T, il 16 maggio 2012 la Commissione l’aveva già approvata temporaneamente come aiuto al salvataggio nella sua decisione relativa alla risoluzione di T Bank («decisione T Bank») (107), ma non ha potuto concedere un’approvazione definitiva all’aiuto alle attività di T Bank che erano state trasferite a TT Bank. Nella decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT (108), la Commissione ha prorogato l’autorizzazione della misura come aiuto al salvataggio fino all’adozione di una decisione definitiva su una versione aggiornata del piano di ristrutturazione per TT Bank.
(150)
Per quanto concerne la compatibilità di queste misure con la comunicazione sulla ristrutturazione, la Commissione ha espresso dubbi sulla capacità della nuova TT Bank di ripristinare autonomamente la propria redditività sul lungo termine. Questo scetticismo era dovuto al numero limitato delle misure proposte che la nuova TT Bank avrebbe dovuto adottare per generare profitti in futuro, alle incertezze legate al piano di prepensionamento volontario per quanto riguarda le tempistiche e il tasso di accettazione da parte dei dipendenti, alla mancanza di ulteriori misure per ridurre i costi del personale, all’assenza di misure per razionalizzare la rete delle filiali dopo l’acquisizione di T Bank e, contestualmente, al mancato sfruttamento delle potenziali sinergie (109).
(151)
Nei considerando 90 e 91 della nuova decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, la Commissione si è dichiarata perplessa sulla possibilità di attuare l’ambiziosa riduzione dei margini di interesse sui depositi esistenti e l’aumento dei margini relativi alla produzione di nuovi prestiti senza che la nuova TT Bank perda una quantità considerevole di clienti e conceda prestiti a rischio. Inoltre, la Commissione dubitava che la nuova TT Bank riuscisse a raddoppiare il proprio portafoglio prestiti societario e, considerando la mancanza di competenza, a conseguire come da programma una forte crescita dei proventi netti da interessi.
(152)
Pertanto, al considerando 95 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT la Commissione ha ritenuto che il reintegro di TT Bank in una società finanziaria più grande e redditizia avrebbe potuto aumentare le prospettive di redditività della nuova TT Bank, in quanto avrebbe permesso di razionalizzare i costi, rideterminare i prezzi dei depositi e dei nuovi prestiti e disporre di una gamma più vasta di prodotti.
(153)
Poiché la nuova TT Bank ha rilevato le attività economiche precedentemente svolte nell’ambito di TT Bank, comprese quelle di T Bank, la Commissione ha avviato un procedimento di indagine formale per stabilire se le misure T e TT abbiano rappresentato una soluzione nel lungo termine per la redditività della nuova TT Bank e ha invitato le parti interessate a presentare osservazioni.
(154)
Per quanto concerne la condivisione degli oneri, la Commissione ha ritenuto che la ristrutturazione su base autonoma abbia gonfiato i relativi costi, dubitando pertanto che l’aiuto di Stato fosse limitato al minimo necessario. Inoltre, la Commissione ha fatto presente che, nonostante il conseguimento di una sufficiente condivisione degli oneri tra gli azionisti e i detentori del debito subordinato, cosa che probabilmente costituiva il massimo traguardo raggiungibile, l’assenza di remunerazione ha reso necessaria una profonda ristrutturazione, sia in termini di misure per la redditività che di misure per limitare le distorsioni della concorrenza. La Commissione ha osservato altresì che il fatto che una gran parte delle perdite registrate sia derivata dalla remissione del debito a favore dello Stato ha giustificato una minore remunerazione (110).
(155)
Per quanto concerne le distorsioni della concorrenza, la Commissione ha rilevato che l’entità ingente dell’aiuto ricevuto da TT Bank e delle attività di T Bank trasferite e l’assenza di remunerazione hanno causato una profonda ristrutturazione e la riduzione della presenza sul mercato della nuova TT Bank. Inoltre, se è vero che le perdite sono dovute principalmente al fatto di detenere dei GGB, la Commissione ha osservato che, in proporzione alle sue dimensioni, la TT Bank ne possedeva di più di altre banche greche e ha ritenuto che ciò fosse sintomo di un’assunzione di rischi non adeguata (111). Infine ha affermato che, benché la nuova TT Bank sia rimasta sul mercato quasi quanto TT Bank vi era rimasta prima, le distorsioni della concorrenza sarebbero limitate per via delle dimensioni relativamente ridotte della nuova TT Bank e per l’assenza di attività estere. Tuttavia, la Commissione ha dubitato che fossero state adottate misure sufficienti per limitare le distorsioni indebite della concorrenza, ritenendo che un divieto di esercitare un’influenza predominante sui prezzi e altri vincoli comportamentali possano rendersi necessari (112).
4. OSSERVAZIONI DELLE PARTI INTERESSATE SUL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE RIGUARDANTE LA PRIMA RICAPITALIZZAZIONE PONTE
OSSERVAZIONI DI UNA BANCA GRECA
(156)
Il 3 gennaio 2013 la Commissione ha ricevuto osservazioni presentate da una banca greca sulla decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank. La banca ha fatto presente che la ricapitalizzazione delle banche greche da parte dell’HFSF ha costituito, in linea di principio, un gradito passo avanti verso un sistema bancario più sano e redditizio e non ha formulato obiezioni in merito alla ricapitalizzazione di Eurobank.
(157)
Tuttavia, pur esprimendo il proprio pieno sostegno al principio della ricapitalizzazione delle banche greche da parte dell’HFSF, la banca suddetta ha fatto presente che, al fine di minimizzare le distorsioni della concorrenza e di evitare discriminazioni, si aspettava che la ricapitalizzazione da parte dell’HFSF venisse ampliata a tutte le banche operanti in Grecia a condizioni analoghe.
5. OSSERVAZIONI DELLA GRECIA SUI PROCEDIMENTI DI INDAGINE FORMALE
5.1. OSSERVAZIONI DELLA GRECIA SUL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE RIGUARDANTE LA PRIMA RICAPITALIZZAZIONE PONTE
(158)
Il 5 settembre 2012 la Grecia ha presentato osservazioni, sulla decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank, redatte dalla Banca centrale greca e dall’HFSF.
5.1.1. Osservazioni a cura della Banca centrale greca
(159)
Per quanto riguarda l’adeguatezza della prima ricapitalizzazione ponte, la Banca centrale greca ha osservato che l’importo di 18 miliardi di EUR con cui, nel maggio 2012, l’HFSF ha provveduto alla ricapitalizzazione delle quattro maggiori banche greche, era inferiore all’importo finale necessario affinché queste banche raggiungessero gradualmente e mantenessero un tasso di capitale di classe 1 del 10 % entro giugno 2012 e del 7 % in uno scenario di stress negativo della durata di tre anni. Inoltre ha osservato che la prima ricapitalizzazione ponte era temporanea, poiché il processo di ricapitalizzazione si sarebbe concluso con aumenti di capitale azionario da parte delle suddette quattro banche.
(160)
La Banca centrale greca ha fatto anche presente che la ricapitalizzazione delle maggiori banche greche fa parte di una ristrutturazione a più lungo termine del settore bancario greco e che, se una banca resta nelle mani di privati, probabilmente la gestione rimarrà la stessa, mentre se una banca diventa di proprietà dello Stato, ossia di proprietà dell’HFSF, quest’ultimo può nominare una nuova direzione che, in ogni caso, sarà sottoposta alla valutazione della Banca centrale greca. La Banca centrale greca ha affermato di verificare su base continuativa il quadro relativo al governo societario, l’adeguatezza della direzione e il profilo di rischio di ogni banca per garantire che non vengano assunti rischi eccessivi, aggiungendo inoltre che l’HFSF aveva già nominato dei rappresentanti nel Consiglio direttivo delle banche ricapitalizzate.
(161)
Per quanto riguarda la necessità della prima ricapitalizzazione ponte, la Banca centrale greca ha osservato che la ricapitalizzazione della Banca è stata limitata a quanto necessario per assicurare la conformità ai requisiti patrimoniali minimi (8 %) di allora, e che il periodo prolungato precedente alle ricapitalizzazioni era dovuto al brusco deterioramento dell’ambiente operativo in Grecia e all’impatto del programma PSI, nonché alla complessità dell’intero progetto e alla necessità di ottimizzare la partecipazione degli investitori privati agli aumenti di capitale azionario.
(162)
Per quanto riguarda la proporzionalità della prima ricapitalizzazione ponte, la Banca centrale greca ha fatto presente che la piena attuazione del piano di ristrutturazione da presentare alla Commissione è garantita dal fatto che la sospensione del diritto di voto dell’HFSF sarà revocata nel caso in cui, inter alia, il piano di ristrutturazione venga sostanzialmente violato. La Banca centrale greca ha inoltre osservato che le difficoltà della Banca non erano dovute né a una sottovalutazione dei rischi da parte della direzione della Banca né a condotte commerciali aggressive.
5.1.2. Osservazioni a cura dell’HFSF
(163)
Per quanto riguarda l’adeguatezza della prima ricapitalizzazione ponte, in merito al problema della potenziale interferenza dello Stato nel caso in cui quest’ultimo conceda tramite l’HFSF aiuti di Stato per importi elevati e l’HFSF disponga del diritto di voto a pieno titolo, le banche finanziate da tale fondo non sono considerate enti pubblici, non sono e non passeranno sotto il controllo dello Stato neppure dopo essere state ricapitalizzate definitivamente dall’HFSF. L’HFSF ha specificato di essere un ente giuridico di diritto privato totalmente indipendente, con autonomia decisionale, e di non essere soggetto al controllo del governo, ai sensi dell’articolo 16C, paragrafo 2, della legge HFSF, in base a cui gli istituti di credito ai quali l’HFSF abbia fornito sostegno patrimoniale non fanno parte del settore pubblico in generale. Ha anche fatto riferimento alla struttura di governance dell’HFSF.
(164)
Per quanto riguarda l’intervento dell’HFSF nella gestione della Banca, l’HFSF ha osservato che ne avrebbe rispettato l’autonomia senza interferire con la sua gestione ordinaria, in quanto il suo ruolo si limita a quanto disposto dalla legge HFSF, e che non ci sarebbe stata alcuna interferenza né coordinamento da parte dello Stato e che le decisioni della Banca relative all’erogazione dei prestiti (inter alia in materia di garanzie collaterali, determinazione dei prezzi e solvibilità dei mutuatari) sarebbero state adottate in base a criteri commerciali.
(165)
L’HFSF ha aggiunto che la legge HFSF e l’accordo di pre-sottoscrizione hanno stabilito garanzie adeguate al fine di impedire agli attuali azionisti privati di assumersi rischi eccessivi e ha richiamato l’attenzione su elementi quali i) la nomina di rappresentanti dell’HFSF in qualità di membri indipendenti e non esecutivi del Consiglio direttivo della Banca e la loro presenza nelle commissioni; ii) la due diligence dimostrata dall’HFSF nella Banca; e iii) il fatto che, dopo la ricapitalizzazione definitiva, i suoi diritti di voto sarebbero stati limitati al necessario affinché la Banca si conformasse ai termini del piano di ristrutturazione.
(166)
Per quanto riguarda la necessità della prima ricapitalizzazione ponte e, in particolare, il livello della remunerazione dell’aiuto, l’HFSF ha affermato che tale livello era stato concordato con i rappresentanti della Commissione, della BCE e dell’FMI, tenendo conto che la prima ricapitalizzazione ponte sarebbe stata convertita in una ricapitalizzazione definitiva prima del 30 settembre 2012, termine che è stato fissato nel marzo 2012 nell’MPEF da parte della Commissione, della BCE, dell’FMI e dello Stato greco.
(167)
Per quanto riguarda la proporzionalità della prima ricapitalizzazione ponte, l’HFSF ha osservato di aver adottato misure, come quelle descritte nel considerando (165) della presente decisione, che costituiscono garanzie sufficienti in considerazione degli importi elevati ricevuti a titolo di aiuto e del periodo prolungato del salvataggio. Inoltre, l’HFSF ha dichiarato che sono in atto misure adeguate per garantire che le banche cui l’HFSF partecipa non scambino tra loro informazioni commerciali riservate. Queste misure comprendono la nomina di diversi rappresentanti dell’HFSF per queste banche, gli incarichi - affidati a tali rappresentanti - che prevedono specificamente la salvaguardia contro il flusso di informazioni da un rappresentante all’altro e chiare istruzioni interne che vietano ai funzionari di trasmettere informazioni commerciali riservate sulle banche. Inoltre, l’HFSF ha affermato di non esercitare i propri diritti in relazione alle banche in modo tale da rischiare di impedire, limitare, distorcere, ridurre in misura significativa o inibire la concorrenza effettiva. Infine, l’HFSF ha evidenziato che i membri del suo Consiglio direttivo e i suoi dipendenti sono soggetti a norme di riservatezza e ad obblighi fiduciari rigorosi, nonché a disposizioni riguardanti il segreto professionale relativamente ai suoi affari.
5.2. OSSERVAZIONI DELLA GRECIA SUL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE RIGUARDANTE NEA PROTON BANK
(168)
Il 5 settembre 2012 la Grecia ha presentato osservazioni, sulla decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton, redatte dalla Banca centrale greca e dall’HFSF.
5.2.1. Osservazioni a cura della Banca centrale greca
(169)
La Banca centrale greca ha osservato che Nea Proton Bank, in qualità di istituto di credito temporaneo di proprietà dell’HFSF, non ha potuto presentare un piano aziendale autonomo a più lungo termine. Inoltre, la Banca centrale greca ha affermato che sta seguendo attentamente l’attuazione del piano aziendale approntato dall’HFSF per Nea Proton Bank e presentato alla Commissione al fine di garantire che Nea Proton Bank possa essere venduta entro il periodo previsto dalla normativa.
(170)
Per quanto riguarda il tasso di crescita della redditività, la Banca centrale greca ha evidenziato che la maggior parte di tale crescita era stata prevista per il 2013 (periodo per il quale si preventivava l’aumento a 55,3 milioni di EUR dei proventi netti da interessi contro i 22,7 milioni di EUR previsti per il 2012), che sarebbe derivata principalmente dalla riduzione delle spese totali relative agli interessi e sarebbe stata il frutto di due fattori: il rinnovamento dei depositi a termine che producevano rendimenti elevati a termini più vantaggiosi e la riduzione del 30 % delle consistenze complessive dei depositi durante la prima metà del 2012. Inoltre, la Banca centrale greca ha sottolineato che, dal 2013 in poi, l’evoluzione dei dati relativi ai proventi netti da interessi non avrebbe incontrato ostacoli e non avrebbe dato adito a dubbi sulla capacità di Nea Proton Bank di conseguire l’obiettivo.
5.2.2. Osservazioni a cura dell’HFSF
(171)
Per quanto riguarda la necessità delle misure a beneficio di Nea Proton Bank, l’HFSF ha osservato che la Banca centrale greca è l’autorità competente a decidere in merito a qualsiasi misura di risoluzione e che l’HFSF ha conferito il capitale minimo necessario a fini normativi.
(172)
Per quanto riguarda il ripristino della redditività sul lungo termine di Nea Proton Bank, l’HFSF ha fatto riferimento al quadro di risoluzione in base a cui avrebbe dovuto vendere Nea Proton Bank entro due anni e ha concordato con la Commissione che Nea Proton Bank avrebbe potuto far parte di un ente più grande e redditizio. Benché il piano di ristrutturazione per Nea Proton Bank fosse basato su un modello «autonomo», l’HFSF ha spiegato che il suo obiettivo era quello di agevolare la vendita di quella banca rendendola maggiormente allettante per gli investitori e migliorandone i risultati finanziari. L’HFSF ha affermato che i conferimenti di capitale non solo hanno permesso a Nea Proton Bank di rispettare il rapporto minimo di adeguatezza patrimoniale, ma hanno anche migliorato la sua posizione finanziaria e la sua attrattiva ai fini di un’eventuale fusione futura con altre piccole banche. L’HFSF ha inoltre osservato che il conferimento di nuovo capitale si era reso necessario per coprire le perdite di valore relative al programma PSI e l’aumento degli oneri sui prestiti.
(173)
L’HFSF ha fatto presente che Nea Proton Bank aveva migliorato i propri costi di finanziamento e l’affidabilità dei depositi. Nea Proton Bank ha ridotto la dipendenza dall’Eurosistema durante il 2012 e rafforzato la propria posizione di liquidità. Il conferimento di nuovo capitale ha contribuito a ridurre i tassi di interesse sui depositi e a migliorare i margini sui tassi di interesse. Nea Proton Bank aveva già rideterminato i prezzi di parte del suo portafoglio prestiti fissandoli in base al rischio, con tassi di interesse ben al di sopra del costo di finanziamento. Inoltre, l’andamento del tasso di crescita dei proventi netti da interessi avrebbe rispettato le previsioni, con una prudente espansione nel segmento di mercato delle imprese, oltre a migliorare la qualità del portafoglio.
(174)
L’HFSF ha osservato che, nel 2012, Nea Proton Bank aveva diminuito sensibilmente i suoi costi operativi, che le sue due uniche succursali avrebbero cessato l’operatività, che la sua partecipazione alle mediazioni assicurative si era fortemente ridotta e avrebbe posto termine alle sue attività di negoziazione per conto proprio.
(175)
Infine, l’HFSF ha fatto presente che le distorsioni della concorrenza sarebbero state limitate, considerando la modesta partecipazione azionaria di Nea Proton Bank rispetto al volume totale delle attività bancarie in Grecia e il fatto che non stesse considerando la possibilità di effettuare una raccolta aggressiva di depositi.
5.3. OSSERVAZIONI DELLA GRECIA SUL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE RIGUARDANTE LA NUOVA TT BANK
(176)
Il 19 luglio 2013 il ministero delle Finanze greco ha presentato le proprie osservazioni sulla decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT.
(177)
Per quanto riguarda la necessità della misura NTT1, il ministero delle Finanze ha aggiunto che il valore esatto delle attività e delle passività trasferite alla nuova TT Bank è stato definito in base alla relazione dei revisori esterni in conformità all’articolo 63E, paragrafo 6, della legge greca 3601/2007.
(178)
Per quanto riguarda la necessità della misura NTT2, il ministero delle Finanze ha rilevato che il secondo programma di aggiustamento economico per la Grecia (seconda revisione - maggio 2013) contemplava la vendita della nuova TT Bank a un terzo entro il 15 luglio 2013.
(179)
Per quanto riguarda la remunerazione delle misure NTT1 e NTT2, il ministero delle Finanze ha osservato che l’HFSF, che ha coperto il deficit di finanziamento fino al 31 dicembre 2013 al posto dell’HDIGF, ha un diritto di prelazione rispetto ad altri creditori chirografari in caso di liquidazione delle attività che sono rimaste di proprietà di TT Bank e che solo i diritti degli impiegati di ricevere il 50 % della loro retribuzione sono prioritari rispetto alla prelazione dell’HFSF. Pertanto il ministero ha affermato che del prodotto della liquidazione di tali attività si avvantaggerà principalmente l’HFSF, riducendo in tal modo i costi sostenuti dallo Stato.
(180)
Per quanto riguarda il ripristino della redditività sul lungo termine della nuova TT Bank, il ministero delle Finanze ha osservato che quest’ultima, in qualità di istituto di credito temporaneo, ha dovuto essere venduta entro due anni dalla sua fondazione, in conformità all’articolo 63E della legge greca 3601/2007. La vendita della nuova TT Bank sarebbe stata completata entro il 15 luglio 2013, in linea con l’MPEF del maggio 2013, garantendo così la redditività sul lungo termine delle sue attività.
6. VALUTAZIONE DELL’AIUTO RELATIVO ALLE ATTIVITÀ ACQUISITE
6.1. VALUTAZIONE DELL’AIUTO RELATIVO A NEA PROTON BANK
6.1.1. Esistenza e importo dell’aiuto
(181)
La Commissione deve stabilire l’esistenza dell’aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato. In base a tale disposizione, sono aiuti di Stato gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
6.1.1.1. Esistenza dell’aiuto nelle misure concesse nell’ambito del regime di sostegno alle banche greche (misure Pr1, Pr2 e Pr3)
(182)
Il conferimento di capitale del valore di 80 milioni di EUR da parte dello Stato greco a beneficio di Proton Bank nel maggio 2009 (misura Pr1), i titoli di Stato greci, per un totale di 78 milioni di EUR, ricevuti da Proton Bank nell’aprile 2009 (misura Pr2) e la garanzia statale accordata a Proton Bank per obbligazioni emesse del valore nominale di 149,4 milioni di EUR nel luglio 2010 (misura Pr3) sono stati concessi ai sensi del regime di sostegno alle banche greche (113). Nella decisione che ha approvato tale regime, la Commissione ha concluso che le misure accordate in base ad esso avrebbero costituito aiuto di Stato.
(183)
Come affermato al considerando 38 della decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton, Nea Proton Bank custodisce le attività economiche di Proton Bank. Le misure Pr1, Pr2 e Pr3 hanno avvantaggiato Nea Proton Bank, in quanto hanno contribuito alla stabilizzazione e alla prosecuzione delle attività economiche che sono state trasferite a tale banca e che altrimenti non esisterebbero più. Pertanto la Commissione ritiene che Nea Proton Bank abbia tratto vantaggio dalle attività economiche ad essa trasferite.
6.1.1.2. Esistenza dell’aiuto nella copertura del deficit di finanziamento di Nea Proton Bank (misura NP1)
(184)
Nei considerando da 31 a 37 della decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton, la Commissione ha già stabilito che la misura NP1, ossia l’intervento nell’ambito del meccanismo di risoluzione dell’HDIGF e da parte dell’HFSF per coprire il deficit di finanziamento, costituisce aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato. Al considerando 38 della stessa decisione, la Commissione ha ritenuto Nea Proton Bank il beneficiario della misura dal momento che essa custodisce le attività economiche di Proton Bank, che continuano a esistere grazie all’aiuto ricevuto.
6.1.1.3. Esistenza dell’aiuto nel conferimento di capitale azionario iniziale da parte dell’HFSF e del conferimento di nuovo capitale azionario da parte dell’HFSF nel 2012 (misura NP2)
(185)
Ai considerando (41) - (43) della decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton, la Commissione ha già stabilito che il conferimento di capitale da parte dell’HFSF, del valore di 250 milioni di EUR, e i conferimenti di capitale previsti all’epoca di tale decisione, per un totale di 300 milioni di EUR, costituivano aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato. Come affermato al considerando (93) della presente decisione, rispetto al possibile conferimento di 300 milioni di EUR di nuovo capitale, alla fine l’HFSF ha contribuito nel 2012 con 265 milioni di EUR, portando l’ammontare complessivo dell’aiuto alla ricapitalizzazione nel 2011 e nel 2012 a 515 milioni di EUR (misura NP2).
6.1.1.4. Esistenza dell’aiuto nel conferimento di capitale da parte dell’HFSF a beneficio di Nea Proton Bank prima della sua vendita alla Banca (NP3)
(186)
La Commissione ritiene che il conferimento di capitale da parte dell’HFSF a beneficio di Nea Proton Bank prima della sua vendita alla Banca, per un importo di 395 milioni di EUR, costituisca aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato.
(187)
Il conferimento di capitale è stato effettuato dall’HFSF, ente istituito e finanziato dallo Stato greco per sostenere le banche, e pertanto è stato realizzato utilizzando risorse statali. Inoltre la misura ha carattere selettivo, in quanto il conferimento di capitale avvantaggia esclusivamente Nea Proton Bank.
(188)
L’intervento offre peraltro a Nea Proton Bank un chiaro vantaggio poiché permette alle sue attività bancarie di continuare a esistere. Senza il conferimento di capitale, Nea Proton Bank, i cui fondi propri sono pesantemente negativi, sarebbe fallita. In tali circostanze non sarebbe stato possibile vendere Nea Proton Bank e integrarla in un ente più grande. Inoltre, la ricapitalizzazione di 395 milioni di EUR non è conforme al principio dell’investitore privato, anzi ha permesso che la vendita di Nea Proton Bank avvenisse al prezzo di un euro. Un investitore privato avrebbe deciso di non procedere alla ricapitalizzazione e di lasciare fallire Nea Proton Bank, risparmiando quindi 395 milioni di EUR.
(189)
Nea Proton Bank è in concorrenza con altre banche, comprese succursali di banche estere che sono attive in Grecia o potenzialmente interessate ad entrare nel mercato greco. Il conferimento di capitale produce dunque un effetto sugli scambi commerciali tra gli Stati membri e può falsare la concorrenza.
(190)
Pertanto la Commissione conclude che il conferimento di capitale di 395 milioni di EUR a beneficio di Nea Proton Bank costituisce aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato.
Il beneficiario della misura NP3
(191)
Come è stato già spiegato al considerando (188), la Commissione ritiene che Nea Proton Bank sia il beneficiario del conferimento di capitale di 395 milioni di EUR in suo favore, in quanto l’aiuto ha permesso la prosecuzione delle sue attività economiche nell’ambito della Banca.
(192)
Per stabilire se la vendita di Nea Proton Bank costituisca un aiuto di Stato alla Banca, in linea con il punto 49 della comunicazione sul settore bancario del 2008, la Commissione deve valutare se siano soddisfatti determinati requisiti, verificando in particolare se: i) il processo di vendita sia stato aperto e non discriminatorio; ii) la vendita sia avvenuta a condizioni di mercato; e iii) l’istituzione finanziaria o il governo abbiano massimizzato il prezzo di vendita delle attività e passività interessate.
(193)
La Banca ha acquisito le azioni di Nea Proton Bank perché ha presentato l’unica offerta valida nel quadro di una procedura di gara non discriminatoria e aperta alle altre banche e istituzioni finanziarie. Un consulente finanziario dell’HFSF ha contattato un numero cospicuo di banche, istituzioni finanziarie e finanziatori, ma solo quattro hanno espresso interesse ad acquistare Nea Proton Bank e solo due, ossia la Banca e un fondo hedge (114), hanno presentato offerte finali. L’offerta della Banca è stata l’unica conforme alla lettera d’invito dell’HFSF.
(194)
Avendo il consulente finanziario contattato un numero cospicuo di banche e stabilito in anticipo i requisiti e l’arco temporale che le offerte avrebbero dovuto rispettare per essere considerate valide, la Commissione ritiene che la procedura di gara fosse aperta e non discriminatoria e conclude che, in virtù di questo, si possa escludere la presenza di un aiuto a beneficio dell’acquirente.
(195)
La Banca ha versato il corrispettivo di un euro e l’HFSF si è assunta l’impegno di ricapitalizzare Nea Proton Bank prima che venisse venduta. Il prezzo negativo (considerando la ricapitalizzazione di Nea Proton Bank avvenuta appena prima della sua vendita) non esclude che il prezzo di vendita rispecchi il valore di mercato dell’azienda (115), dal momento che il capitale azionario netto di Nea Proton Bank era chiaramente negativo e, secondo le previsioni, avrebbe continuato a registrare delle perdite. La Commissione non ha motivo di credere che l’offerta presentata e il prezzo versato non rispecchiassero il prezzo di mercato dell’azienda. Di conseguenza, in conformità al punto 49 della comunicazione sul settore bancario del 2008, al punto 20 della comunicazione sulla ristrutturazione e alla sua prassi decisionale (116), la Commissione conclude che il prezzo di vendita corrispondeva al prezzo di mercato e che si possa escludere l’esistenza di un aiuto alla Banca.
6.1.1.5. Conclusione sull’esistenza e sull’importo dell’aiuto ricevuto
(196)
In base ai considerando (182) - (190), la Commissione ritiene che le misure Pr1, Pr2 e Pr3, NP1, NP2 e NP3 soddisfino tutte le condizioni di cui all’articolo 107, paragrafo 1, del trattato e costituiscano aiuto di Stato. Per quanto concerne le misure Pr1, Pr2 e Pr3, la Commissione conclude che, avendo esse contribuito alla prosecuzione delle attività di Proton Bank che in seguito sono state trasferite a Nea Proton Bank, si può ritenere che tali misure abbiano avvantaggiato anche Nea Proton Bank, che ha rilevato le suddette attività. Come già affermato nel considerando (184), il beneficiario della misura NP1 è Nea Proton Bank, che ha rilevato le attività di Proton Bank ad essa trasferite. Inoltre, Nea Proton Bank è anche il beneficiario delle misure NP2 e NP3.
(197)
Pertanto la Commissione conclude che le attività di Nea Proton Bank hanno ricevuto un aiuto di Stato sotto forma di sostegno al capitale per un valore di 2 111,6 milioni di EUR (misure Pr1, NP1, NP2 e NP3), oltre a garanzie statali per 149,4 milioni di EUR (misura Pr3) e titoli di Stato greci per 78 milioni di EUR (misura Pr2), come sintetizzato nella tabella 9.
Tabella 9
Quadro generale dell’aiuto totale ricevuto da Proton e Nea Proton Bank
Beneficiario dell’aiuto
Misura
Tipologia di aiuto
Importo dell’aiuto (in milioni di EUR)
Attività di Proton Bank
Pr1
Ricapitalizzazione
80
Attività di Nea Proton Bank
NP1
Copertura del deficit di finanziamento trasferito da PB a NPB
1 121,6
NP2
Ricapitalizzazione
515
NP3
Ricapitalizzazione
395
Aiuto totale in conto capitale concesso
2 111,6
Beneficiario dell’aiuto
Misura
Tipologia di aiuto
Attività di Proton Bank
Pr2
Prestiti obbligazionari
78
Pr3
Garanzie
149,4
Aiuto totale alla liquidità concesso
227,4
6.1.2. Base giuridica della valutazione di compatibilità
(198)
A norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato, la Commissione può dichiarare compatibile con il mercato interno un aiuto quando questo sia finalizzato a «porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro».
(199)
La Commissione è consapevole che la crisi finanziaria mondiale può turbare gravemente l’economia di uno Stato membro e che le misure a sostegno delle banche possono porre rimedio a tale turbamento. Ciò è stato confermato nella comunicazione sul settore bancario del 2008, nella comunicazione sulla ricapitalizzazione e nella comunicazione sulla ristrutturazione. La Commissione ritiene che le condizioni per l’autorizzazione di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato, continuino ad essere soddisfatte, trovandosi i mercati finanziari nuovamente sotto pressione. La Commissione ha ribadito questa opinione adottando la comunicazione di proroga del 2011 (117) e la comunicazione sul settore bancario del 2013 (118).
(200)
Per quanto concerne l’economia greca, nelle proprie decisioni che approvano e prorogano il regime di sostegno alle banche greche e nei propri interventi a favore delle misure di aiuto concesse dallo Stato greco a singole banche (119), la Commissione ha riconosciuto l’esistenza di un grave rischio di turbamento dell’economia del paese e che il sostegno statale alle banche è appropriato per porre rimedio a tale situazione. La base giuridica per la valutazione delle misure di aiuto dovrebbe pertanto essere l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato.
(201)
Affinché sia compatibile ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato, un aiuto deve soddisfare i criteri generali di compatibilità:
a) adeguatezza: la misura di aiuto deve essere ben mirata per poter raggiungere in maniera efficace l’obiettivo di porre rimedio a un grave turbamento dell’economia; ciò non accadrebbe se la misura non fosse atta a porre rimedio al turbamento;
b) necessità: la misura d’aiuto deve essere necessaria, sia nell’importo sia nella forma, al conseguimento dell’obiettivo previsto; pertanto l’importo della misura deve essere quello minimo necessario al conseguimento dell’obiettivo e la misura deve assumere la forma più appropriata per porre rimedio al turbamento;
c) proporzionalità: gli effetti positivi della misura devono essere correttamente bilanciati rispetto alle distorsioni della concorrenza, onde limitare queste ultime al minimo necessario per raggiungere gli obiettivi delle misure stesse.
(202)
Durante la crisi finanziaria la Commissione ha elaborato criteri di compatibilità per diversi tipi di misure di aiuto. Nella comunicazione sul settore bancario del 2008 sono stati esposti per la prima volta dei principi per valutare tali misure.
(203)
La comunicazione sulla ricapitalizzazione (120) presenta ulteriori indicazioni sul livello di remunerazione richiesto per i conferimenti di capitale pubblico.
(204)
Infine, la Commissione ha spiegato nella comunicazione sulla ristrutturazione (121) come avrebbe valutato i piani di ristrutturazione. Nella propria valutazione del piano di ristrutturazione della Banca, in base alla comunicazione sulla ristrutturazione, la Commissione terrà conto di tutte le misure elencate nella tabella 7.
6.1.3. Valutazione di compatibilità delle misure di aiuto in base alla comunicazione sul settore bancario del 2008 e alla comunicazione sulla ricapitalizzazione
6.1.3.1. Compatibilità delle misure Pr1, Pr2 e Pr3 con la comunicazione sul settore bancario del 2008
(205)
Le misure Pr1, Pr2 e Pr3 sono state concesse ai sensi del regime di sostegno alle banche greche. Le misure previste da tale regime sono state già ritenute compatibili con il mercato interno nella decisione della Commissione del 19 novembre 2008.
6.1.3.2. Compatibilità delle misure NP1 e NP2 con la comunicazione sul settore bancario del 2008 e la comunicazione sulla ricapitalizzazione
(206)
La Commissione ha approvato le misure NP1 e NP2 come aiuti al salvataggio nella decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton. Tuttavia, come affermato al considerando (142), la Commissione si è dichiarata perplessa in merito alla necessità dell’importo della misura NP2, ossia sulla possibilità per Nea Proton Bank di ripristinare autonomamente la propria redditività sul lungo termine, e ha pertanto dubitato che la ristrutturazione autonoma fosse l’opzione meno costosa possibile. Per fugare tali perplessità Nea Proton Bank è stata venduta alla Banca il 15 luglio 2013. Poiché Nea Proton Bank è stata venduta alla Banca mediante una procedura aperta, trasparente e non discriminatoria, il corrispettivo versato dalla Banca è considerato il prezzo di mercato. Conseguentemente, l’importo dei titoli azionari conferiti dallo Stato prima della vendita era necessario affinché quest’ultima avvenisse con successo. L’integrazione di Nea Proton Bank nelle attività della Banca risolverà i problemi di Nea Proton Bank in materia di redditività sul lungo termine, alla luce del piano di ristrutturazione trasmesso dalla Banca alla Commissione.
6.1.3.3. Compatibilità della misura NP3 con la comunicazione sul settore bancario del 2008 e la comunicazione sulla ricapitalizzazione
6.1.3.3.1. Adeguatezza
(207)
Per quanto concerne l’adeguatezza della misura NP3, il conferimento di capitale da parte dell’HFSF, del valore di 395 milioni di EUR, a beneficio di Nea Proton Bank prima della sua vendita alla Banca, la Commissione ritiene che la misura sia adeguata perché ha contribuito alla prosecuzione delle attività di Nea Proton Bank, che non sarebbe stata possibile senza l’aiuto dell’HFSF, in quanto Nea Proton Bank aveva un capitale netto negativo quando è stata venduta alla Banca e continuava a registrare perdite. Nessuna banca avrebbe acquistato Nea Proton Bank se quest’ultima non fosse stata prima ricapitalizzata. Pertanto la misura garantisce il mantenimento della stabilità finanziaria in Grecia. In base a ciò, la Commissione ritiene che la misura sia adeguata come aiuto al salvataggio.
6.1.3.3.2. Necessità
(208)
In base alla comunicazione sul settore bancario del 2008, la misura di aiuto deve essere necessaria, nell’importo e nella forma, al conseguimento dell’obiettivo previsto. Ciò implica che l’importo del conferimento di capitale debba essere quello minimo necessario al conseguimento dell’obiettivo.
(209)
Come la Banca centrale greca ha affermato, con lettera del 19 luglio 2013, una messa in liquidazione di Nea Proton avrebbe potuto causare un effetto domino, scatenando una nuova crisi sistemica e minando la fiducia, recentemente ripristinata, nel sistema bancario dopo il completamento del processo di ricapitalizzazione. La Commissione ritiene che, sulla base di questi elementi di stabilità finanziaria, la misura NP3 fosse necessaria.
(210)
Per quanto riguarda l’entità dell’intervento, l’importo di 395 milioni di EUR è stato determinato da una procedura di gara aperta e non discriminatoria. La Banca aveva portato a termine una verifica di due diligence su Nea Proton Bank. L’offerta della Banca, che richiedeva una ricapitalizzazione del valore di 395 milioni di EUR prima dell’acquisto di Nea Proton Bank, è stata calcolata in modo da rispettare il rapporto minimo di adeguatezza patrimoniale, pari al 9 %, e consentire ulteriori apporti, del valore di 119 milioni di EUR, per far fronte ad ulteriori accantonamenti per perdite su prestiti e alle perdite previste al lordo delle imposte fino al 2016. La Commissione conclude che l’aiuto di 395 milioni di EUR era necessario.
(211)
Per quanto riguarda la remunerazione dell’aiuto, considerando che il prezzo di vendita è stato fissato a un euro, l’HFSF non riceverà alcun rimborso; il suo contributo è assimilabile a una sovvenzione. Come indicato nel punto 44 della comunicazione sulla ricapitalizzazione, la remunerazione insufficiente di un conferimento di capitale è ammissibile solo nel caso di banche in difficoltà che non siano in grado di versare alcuna remunerazione. La Commissione ritiene che questo sia il caso di Nea Proton Bank. L’assenza di remunerazione comporta la necessità di una profonda ristrutturazione, in linea con la comunicazione sulla ricapitalizzazione.
(212)
In conclusione, la misura è necessaria come aiuto al salvataggio, sia nell’importo sia nella forma, per conseguire l’obiettivo di limitare il turbamento del sistema bancario greco e dell’economia nel suo complesso.
6.1.3.3.3. Proporzionalità
(213)
La Commissione osserva che, a seguito della fusione per incorporazione di Nea Proton Bank con la Banca, le attività economiche di Nea Proton Bank sono state trasferite alla Banca. Il fatto che l’aiuto salvi tali attività potrebbe teoricamente causare distorsioni della concorrenza. Tuttavia, la Commissione rileva le dimensioni modeste di Nea Proton Bank e la possibilità per i concorrenti, offerta dal processo di vendita, di presentare offerte per l’acquisizione di Nea Proton Bank. Inoltre, immediatamente dopo il loro trasferimento, le attività economiche di Nea Proton Bank verranno interamente integrate nella Banca e smetteranno di esistere come concorrente o attività economica distinta. Pertanto la Commissione conclude che l’aiuto non dà luogo a distorsioni indebite della concorrenza.
6.1.3.3.4 Conclusione sulla compatibilità della misura NP3 con la comunicazione sul settore bancario del 2008 e la comunicazione sulla ricapitalizzazione
(214)
La Commissione conclude quindi che la misura NP3 è adeguata, necessaria e, alla luce della profonda ristrutturazione prevista per la Banca in cui sono ora integrate le attività economiche di Nea Proton Bank, proporzionata all’obiettivo previsto.
6.1.4. Compatibilità delle misure di aiuto con la comunicazione sulla ristrutturazione
(215)
Nei considerando 60, 61, 78 e 79 della decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton, in merito alle misure NP1 e NP2, la Commissione ha osservato che probabilmente Nea Proton Bank non sarebbe riuscita a remunerare l’aiuto di Stato ricevuto e ha sottolineato che ciò comportava una profonda ristrutturazione. Al considerando 211 la Commissione ha fatto presente che, per quanto riguarda la remunerazione dell’aiuto, poiché il prezzo di vendita è stato fissato a un euro, l’HFSF non riceverà alcun rimborso relativamente ai 395 milioni di EUR conferiti appena prima della vendita (misura NP3). Inoltre, lo Stato greco non riceverà a sua volta alcun rimborso relativamente alle azioni privilegiate emesse a beneficio di Nea Proton Bank nel maggio 2009, dal momento che i crediti in strumenti di capitale relativi a quei titoli azionari sono rimasti alla liquidata Proton Bank. Pertanto la Commissione conclude che l’assenza di remunerazione comporta la necessità di una profonda ristrutturazione, sia in termini di misure per la redditività che di misure per limitare le distorsioni della concorrenza.
6.1.4.1. Redditività sul lungo termine delle attività di Nea Proton Bank mediante la vendita
(216)
In base al punto 21 della comunicazione sulla ristrutturazione, qualora l’istituto di credito in difficoltà non possa ripristinare in modo credibile la redditività a lungo termine, occorre prendere in considerazione la possibilità di liquidarlo a condizioni normali o di venderlo all’asta. Gli Stati membri possono dunque incoraggiare l’uscita dal mercato di operatori non efficienti, consentendo nel contempo che il processo di uscita abbia luogo in tempi adeguati che tutelino la stabilità finanziaria.
(217)
Nella decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton, la Commissione ha sollevato seri dubbi in merito alla possibilità per Nea Proton Bank di ripristinare autonomamente la sua redditività sul lungo termine e ha indicato le sinergie che si potrebbero ottenere integrandola in un grande istituto finanziario.
(218)
A questo proposito, il punto 17 della comunicazione sulla ristrutturazione spiega che la vendita di una banca in difficoltà ad un’altra istituzione finanziaria può contribuire al ripristino della redditività a lungo termine, se l’acquirente è efficiente ed in grado di assorbire il trasferimento della banca in difficoltà, e potrebbe contribuire al ripristino della fiducia del mercato. Inoltre, in linea con l’MPEF, occorreva consolidare ulteriormente il settore bancario e l’HFSF doveva vendere Nea Proton Bank entro il 15 luglio 2013.
(219)
Come affermato nella sezione 7.5.2 la Banca, in base al suo piano di ristrutturazione, può essere considerata un’istituzione efficiente. Pertanto il trasferimento alla Banca delle attività di Nea Proton Bank permette di ripristinare la loro redditività sul lungo termine. Inoltre, il fatto che Nea Proton Bank sia pienamente integrata nella Banca e scompaia dal mercato come concorrente autonomo costituisce una profonda ristrutturazione, resa necessaria dell’insufficiente remunerazione dell’aiuto di Stato.
6.1.4.2. Contributo proprio e condivisione degli oneri
(220)
Nella decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton, la Commissione ha espresso dubbi sulla riduzione al minimo dei costi di ristrutturazione, dubbi basati sull’osservazione in base alla quale Nea Proton Bank non avrebbe potuto ripristinare autonomamente la redditività sul lungo termine senza sostenere spese elevate. L’integrazione di Nea Proton Bank nella banca, un ente più grande che dispone di infrastrutture informatiche e di una struttura di gestione dei rischi, fuga queste perplessità, in quanto la vendita alla Banca contribuisce a ridurre al minimo i costi di ristrutturazione.
(221)
Per quanto riguarda il contributo a tali costi da parte degli azionisti e dei detentori del debito subordinato, la Commissione ha già stabilito al considerando (77) della decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton che gli azionisti e i detentori del debito subordinato non sono stati trasferiti a Nea Proton, ma sono rimasti a Proton Bank, l’istituto in liquidazione. Pertanto, la Commissione ha ritenuto che sia stata effettuata una sufficiente condivisione degli oneri tra azionisti e detentori del debito subordinato.
6.1.4.3. Misure per limitare le distorsioni della concorrenza
(222)
In merito alle misure per limitare le distorsioni della concorrenza, il punto 30 della comunicazione sulla ristrutturazione afferma che «per valutare la necessità di misure di questo tipo, la Commissione prende come punto di partenza le dimensioni, l’entità e la portata dei settori di operatività che avrebbe la banca in questione con l’esecuzione di un piano di ristrutturazione credibile. La natura e la forma di tali misure dipenderanno da due criteri: in primo luogo, l’importo degli aiuti e le condizioni e circostanze in cui sono stati concessi e, in secondo luogo, dalle caratteristiche del mercato o dei mercati sui quali opererà la banca beneficiaria».
(223)
Per quanto concerne l’importo degli aiuti ricevuti, la Commissione osserva che tali aiuti sono stati concessi sotto forma di capitale per un totale di 2 111,6 milioni di EUR (misure Pr1, NP1, NP2, NP3), nonché sotto forma di sostegno dello Stato alla liquidità per 149,4 milioni di EUR (Pr3) e titoli di Stato greci per 78 milioni di EUR (Pr2). La misura Pr1 corrispondeva all’epoca al 4,6 % delle APR di Proton Bank. La misura NP1 (la copertura del deficit di finanziamento derivato dal trasferimento delle attività da Proton Bank a Nea Proton Bank) equivaleva a circa il 36 % delle APR di Proton Bank al termine del 2010 e all’84 % della APR di Nea Proton Bank all’epoca della sua costituzione. Il conferimento di capitale azionario iniziale da parte dell’HFSF a beneficio di Nea Proton Bank, che costituiva parte della misura NP2, corrispondeva al 18,8 % circa delle APR di tale banca all’epoca della sua costituzione. I conferimenti di nuovo capitale azionario, che costituivano parte della misura NP2, equivalevano al 34,2 % circa delle APR di Nea Proton Bank (in base ai dati del 31 dicembre 2012 (122)). Come si afferma al punto 80 della decisione di avvio del procedimento riguardante New Proton, le misure NP1 e NP2 rappresentavano più del 50 % delle APR di Proton Bank e oltre il 130 % delle APR di Nea Proton Bank. Il conferimento di capitale azionario prima della vendita alla Banca, ossia la misura NP3, corrispondeva al 48,7 % circa delle APR di Nea Proton Bank (in base ai dati del 31 maggio 2013). Tali importi conferiti a titolo di aiuto, contestualmente all’assenza di remunerazione, rendono necessaria una profonda riduzione della presenza sul mercato del beneficiario.
(224)
Per quanto concerne il mercato su cui Nea Proton Bank operava, al considerando (82) della decisione di avvio del procedimento riguardante Nea Proton la Commissione ha evidenziato che Proton Bank era una banca di dimensioni molto ridotte (con una quota di mercato pari all’1 % circa delle attività totali delle banche greche) e conseguentemente le attività e le passività di Proton Bank che sono state trasferite a Nea Proton Bank erano relativamente modeste rispetto all’entità del sistema bancario greco. Pertanto la Commissione ha concluso che, nonostante l’importo dell’aiuto fosse eccezionalmente elevato, le distorsioni della concorrenza causate dall’aiuto concesso a Nea Proton Bank si potevano considerare limitate.
(225)
Inoltre, le attività di Nea Proton Bank sono state offerte alla concorrenza attraverso un’asta aperta. Dopo la sua vendita, Nea Proton Bank ha smesso di esistere come concorrente autonomo, dal momento che è stato completamente integrato nella Banca.
(226)
La Commissione conclude che, considerando l’entità modesta di Nea Proton Bank, il processo di vendita aperto e il fatto che Nea Proton Bank cessi di esistere come concorrente autonomo, si possono escludere distorsioni indebite della concorrenza, nonostante l’importo ingente dell’aiuto e l’assenza di remunerazione.
6.1.4.4. Conclusione sulla compatibilità con la comunicazione sulla ristrutturazione
(227)
In base all’analisi di cui ai considerando 216-226 più sopra, la Commissione conclude che la vendita di Nea Proton Bank e la sua integrazione nella Banca assicurano la redditività sul lungo termine di Nea Proton Bank, che l’aiuto è limitato al minimo necessario e che non ha dato luogo a distorsioni indebite della concorrenza.
(228)
Pertanto tutte le misure di aiuto elencate nella tabella 7 devono essere dichiarate compatibili con il mercato interno.
6.2. VALUTAZIONE DELL’AIUTO RELATIVO ALLA NUOVA TT BANK
6.2.1. Esistenza e importo dell’aiuto
(229)
La Commissione deve stabilire se le misure costituiscano o meno aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato.
6.2.1.1. Esistenza dell’aiuto nella copertura del deficit di finanziamento relativo alle attività e passività di T Bank che sono state trasferite (misura T)
(230)
Nei punti 26 - 32 della decisione T Bank, la Commissione ha già stabilito che la misura T, ossia l’intervento nell’ambito del meccanismo di risoluzione dell’HDIGF e da parte dell’HFSF per coprire il deficit di finanziamento relativo alle attività e alle passività trasferite a TT Bank, costituisce aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato. Al punto 33 di tale decisione, la Commissione ha ritenuto che le attività economiche di T Bank trasferite a TT Bank siano il beneficiario dell’aiuto di Stato, in quanto esse continuano a esistere grazie all’aiuto ricevuto.
6.2.1.2. Esistenza dell’aiuto nella ricapitalizzazione concessa a TT Bank in base alla misura di ricapitalizzazione (misura TT)
(231)
Il conferimento di capitale per 224,96 milioni di EUR da parte dello Stato greco a beneficio di TT Bank (misura TT) è stato accordato in base alla misura di ricapitalizzazione prevista dal regime di sostegno alle banche greche (123). Nella decisione che ha approvato tale regime, la Commissione ha concluso che le misure accordate in base ad esso avrebbero costituito aiuto di Stato. La misura TT ha costituto dunque aiuto a beneficio di TT Bank.
(232)
Come ha osservato la Commissione nel punto 98 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, quest’ultima ha rilevato le attività economiche precedentemente svolte all’interno di TT Bank, T Bank compresa.
6.2.1.3. Esistenza dell’aiuto nella copertura del deficit di finanziamento della nuova TT Bank (misura NTT1)
(233)
Nei considerando 53-57 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, la Commissione ha già stabilito che la misura NTT1, ossia l’intervento da parte dell’HFSF per coprire il deficit di finanziamento della nuova TT Bank, costituisce aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato. Al punto 54 della stessa decisione, la Commissione ha ritenuto che la nuova TT Bank sia il beneficiario della misura, dal momento che essa rileva le attività economiche di TT Bank, che continuano a esistere grazie all’aiuto ricevuto.
6.2.1.4. Esistenza dell’aiuto nel conferimento di capitale azionario iniziale (misura NTT2)
(234)
Nei considerando 49-52 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, la Commissione ha già stabilito che la misura NTT2, ossia il conferimento di capitale azionario iniziale per 500 milioni di EUR da parte dell’HFSF a beneficio della nuova TT Bank, costituisce aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato.
6.2.1.5. Esistenza dell’aiuto alla Banca in quanto acquirente della nuova TT Bank
(235)
La Banca ha acquistato le azioni della nuova TT Bank nell’ambito di una procedura di gara aperta e non discriminatoria. In base alle informazioni ricevute dalle autorità greche il 15 luglio 2013, un consulente finanziario ha contattato un numero cospicuo di investitori e di banche greche ed estere, ma solo le quattro maggiori banche greche hanno presentato delle offerte finali. Il fatto che il consulente finanziario abbia preso contatto con molte banche permette alla Commissione di concludere che la procedura di gara è stata aperta e non discriminatoria. L’offerta della Banca è stata ritenuta la migliore considerando l’importo e il tipo di corrispettivo offerti.
(236)
In particolare, la Banca ha concordato di versare all’HFSF 681 milioni di EUR in tutto, sotto forma di azioni ordinarie di nuova emissione. La seconda offerta più alta era un’offerta in contanti di 500 milioni di EUR, che pertanto era inferiore del 26,58 % rispetto a quella della Banca. Secondo la lettera dell’8 luglio 2013 della Banca centrale greca, tutte le offerte in contanti provenienti da una banca nazionale che facesse ancora affidamento sul finanziamento dell’Eurosistema non potevano essere considerate, specialmente nel caso in cui la banca stesse beneficiando del credito di ultima istanza. Pertanto la seconda offerta più elevata non era conforme ai requisiti della Banca centrale greca.
(237)
Occorre inoltre osservare che, in base al contratto di vendita, l’HFSF ha ricevuto 1 418,75 milioni di azioni ordinarie della Banca al prezzo d’offerta di 0,48 EUR ciascuna (124). La partecipazione azionaria dell’HFSF nella Banca è salita dal 93,55 % al 95,23 %.
(238)
Pertanto la Commissione conclude che l’acquisizione non costituisce aiuto a beneficio dell’acquirente.
6.2.1.6. Conclusione sull’esistenza dell’aiuto
(239)
In base a quanto precede, la Commissione ritiene che le misure T, TT, NTT1 e NTT2 costituiscano tutte aiuto di Stato. Per quanto concerne la misura T, la Commissione conclude che l’aiuto ha avvantaggiato le attività di T Bank, in quanto esse sono state trasferite a TT Bank e, successivamente, alla nuova TT Bank. Per quanto concerne la misura TT, la Commissione conclude che l’aiuto ha avvantaggiato le attività di T Bank che sono state trasferite a TT Bank. Il beneficiario delle misure NTT1 e NTT2 è la nuova TT Bank.
(240)
Pertanto, la Commissione conclude che le attività economiche di T Bank, essendo state rilevate da TT Bank e in seguito dalla nuova TT Bank, hanno beneficiato dell’aiuto alla ricapitalizzazione, pari a 677 milioni di EUR, mentre le attività svolte da TT Bank custodite dalla nuova TT Bank hanno beneficiato di un aiuto di Stato, sotto forma di sostegno al capitale, pari a 4 457,96 milioni di EUR (misure TT, NTT1 e NTT2).
Tabella 10
Quadro generale dell’aiuto totale ricevuto da T Bank, TT Bank e nuova TT Bank
Beneficiario dell’aiuto
Misura
Descrizione
Importo dell’aiuto (in milioni di EUR)
Attività di T Bank
T
Copertura del deficit di finanziamento trasferito da T a TT
677
Attività di TT Bank
TT
Ricapitalizzazione
224,96
Attività della nuova TT Bank
NTT1
Copertura del deficit di finanziamento trasferito da TT Bank alla nuova TT Bank
3 732,6
NTT2
Capitale azionario iniziale
500
6.2.2. Base giuridica della valutazione di compatibilità
(241)
A norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato, la Commissione può dichiarare compatibile con il mercato interno un aiuto quando questo sia finalizzato a «porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro».
(242)
Come illustrato nei considerando 199 e 200, la base giuridica per la valutazione delle misure di aiuto alle banche greche dovrebbe essere attualmente l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato.
(243)
Come indicato nel considerando 201, affinché sia compatibile ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato, un aiuto deve soddisfare i criteri generali di compatibilità: adeguatezza, necessità e proporzionalità.
(244)
I principi per la valutazione di tali misure sono stati esposti per la prima volta nella comunicazione sul settore bancario del 2008.
(245)
La comunicazione sulla ricapitalizzazione (125) presenta ulteriori indicazioni sul livello di remunerazione richiesto per i conferimenti di capitale pubblico.
(246)
Infine, la Commissione ha spiegato nella comunicazione sulla ristrutturazione (126) come avrebbe valutato i piani di ristrutturazione. Nella propria valutazione del piano di ristrutturazione della Banca, in base alla comunicazione sulla ristrutturazione, la Commissione terrà conto di tutte le misure elencate nella tabella 8.
6.2.3. Compatibilità delle misure di aiuto con la comunicazione sul settore bancario del 2008 e la comunicazione sulla ricapitalizzazione
6.2.3.1. Compatibilità della misura T con la comunicazione sul settore bancario del 2008 e la comunicazione sulla ricapitalizzazione
(247)
Per quanto concerne la misura T, nella sua decisione T Bank la Commissione ha rilevato che l’intervento è conforme ai requisiti dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato e ha deciso che era compatibile con il mercato interno, per motivi di stabilità finanziaria, per un periodo di sei mesi a partire dalla data di adozione della decisione suddetta. Le autorità greche non hanno presentato un piano di ristrutturazione aggiornato per TT Bank che tenesse conto dell’integrazione delle attività di T Bank in TT Bank prima della fine di tale periodo semestrale. Tuttavia, al punto 83 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, la Commissione ha ritenuto che l’omissione fosse comprensibile, in quanto era stata adottata una decisione nel corso della risoluzione di TT Bank. Poiché le autorità greche hanno presentato un piano di ristrutturazione per la nuova TT Bank nel gennaio 2013 e un piano aggiornato nel marzo 2013 che fanno entrambi riferimento alle attività trasferite da T Bank a TT Bank, la Commissione, nella sua decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, ha approvato temporaneamente la misura T come aiuto al salvataggio fino a quando non è stata adottata una decisione definitiva sulle misure T, TT, NTT1 e NTT2.
6.2.3.2. Compatibilità della misura TT con la comunicazione sul settore bancario del 2008
(248)
Nella sua decisione del 19 novembre 2008 (127) la Commissione ha già concluso che la misura TT, concessa nel maggio 2009 in qualità di misura di ricapitalizzazione prevista dal regime di sostegno alle banche greche, costituisce un aiuto al salvataggio compatibile con la comunicazione sul settore bancario del 2008. La decisione del 19 novembre 2008 non ha fatto riferimento alla comunicazione sulla ricapitalizzazione, che all’epoca non era stata ancora adottata.
6.2.3.3. Compatibilità delle misure NTT1 e NTT2 con la comunicazione sul settore bancario del 2008 e la comunicazione sulla ricapitalizzazione
(249)
La Commissione ha già approvato temporaneamente le misure NP1 e NP2 come aiuti al salvataggio nella decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT.
6.2.4. Compatibilità delle misure di aiuto T, TT, NTT1 e NTT2 con la comunicazione sulla ristrutturazione
6.2.4.1. L’assenza di una remunerazione adeguata dell’aiuto: un elemento da considerare nella valutazione ai sensi della comunicazione sulla ristrutturazione
(250)
Al considerando 45 della decisione T Bank, la Commissione ha osservato che probabilmente l’HDIGF e l’HFSF non avrebbero ricevuto alcun rimborso e che la copertura del deficit di finanziamento trasferito da T Bank a TT Bank è dunque assimilabile a una sovvenzione. Inoltre, secondo la conclusione di cui al punto 101 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, l’HFSF poteva prevedere solo un recupero parziale del suo conferimento di capitale azionario iniziale del valore di 500 milioni di EUR (misura NTT2). Oltretutto, la Commissione ha osservato che non ci sarebbe stata alcuna remunerazione per la copertura, da parte dell’HFSF, del deficit finanziario trasferito da TT Bank alla nuova TT Bank (misura NTT1) e che è assai poco probabile che l’HFSF recuperi gran parte dei 3,7 miliardi di EUR. Infine, la Commissione fa presente che, con ogni probabilità, lo Stato non recupererà alcun importo in merito alla misura TT, in quanto i suoi crediti in strumenti di capitale relativi ai titoli privilegiati emessi nel maggio 2009 sono rimasti a TT Bank, che è stata messa in liquidazione.
(251)
Come indicato nei considerando 77 e 102 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, l’assenza di remunerazione comporta la necessità di una profonda ristrutturazione, sia in termini di misure per la redditività che di misure per limitare le distorsioni della concorrenza.
6.2.4.2. Redditività sul lungo termine delle attività della nuova TT Bank mediante la vendita
(252)
Il punto 21 della comunicazione sulla ristrutturazione afferma che, qualora l’istituto di credito in difficoltà non possa ripristinare in modo credibile la redditività a lungo termine, occorre prendere in considerazione la possibilità di liquidarlo a condizioni normali o di venderlo all’asta.
(253)
Nella sezione 3.2.4.1 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, la Commissione ha espresso seri dubbi sulla possibilità, da parte della nuova TT Bank, di ripristinare la propria redditività sul lungo termine in modo autonomo e di conseguire l’aumento degli utili previsto. Inoltre ha evidenziato che la nuova TT Bank aveva adottato solo un numero ridotto di misure per generare profitti, senza metterne in atto altre per ridurre i costi del personale e razionalizzare la rete delle filiali, e ha fatto riferimento alle sinergie che si sarebbero potute ottenere integrando la nuova TT Bank in un grande istituto finanziario.
(254)
A questo proposito, il punto 17 della comunicazione sulla ristrutturazione spiega che la vendita di una banca in difficoltà ad un’altra istituzione finanziaria può contribuire al ripristino della redditività a lungo termine, se l’acquirente è efficiente ed in grado di assorbire il trasferimento della banca in difficoltà, e potrebbe contribuire al ripristino della fiducia del mercato. Inoltre, in linea con l’MPEF, la vendita della nuova TT Bank costituiva un atto prioritario, considerando l’interesse pubblico e la stabilità finanziaria, nonché la tutela delle attività dell’HFSF.
(255)
Come affermato nella sezione 7.5.2, la Banca può essere considerata un’istituzione efficiente in base al suo piano di ristrutturazione. Pertanto il fatto che le attività della nuova TT Bank facciano ora parte della Banca permette di ripristinare la loro redditività sul lungo termine. La nuova TT Bank non esiste più come concorrente autonomo. La fusione operativa tra la nuova TT Bank e la Banca è stata portata a termine entro il 14 aprile 2014 e la rete delle filiali di «Hellenic Postbank» verrà ridotta (la Banca intende mantenere il marchio «Hellenic Postbank» per alcune filiali, mentre il marchio «T-Bank» non verrà mantenuto e quasi tutte le filiali «T-Bank» verranno chiuse) contestualmente alla piena integrazione operativa nella Banca delle funzioni di back office e altre funzioni delle sedi centrali. La Commissione conclude che il piano di ristrutturazione garantisce il conseguimento di una profonda ristrutturazione resa necessaria dall’insufficiente remunerazione.
6.2.4.3. Contributo proprio e condivisione degli oneri
(256)
Le perplessità in merito alla possibile crescita dei costi di ristrutturazione, espresse dalla Commissione nel considerando 99 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT per via della ristrutturazione autonoma della nuova TT Bank, sono state risolte dal piano di uscita volontaria (128), attuato dalla nuova TT Bank in modo autonomo nel luglio 2013, e dalla vendita della nuova TT Bank alla Banca. In particolare, la razionalizzazione della rete delle filiali, la totale integrazione di T Bank e la piena integrazione operativa della nuova TT Bank nella Banca limitano al minimo i costi di ristrutturazione.
(257)
Per quanto riguarda il contributo da parte degli azionisti e dei detentori del debito subordinato, la Commissione ha già stabilito, al considerando 100 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, che gli azionisti e i detentori del debito subordinato non sono stati trasferiti alla nuova TT Bank, ma sono rimasti a TT Bank, l’istituto in liquidazione. Pertanto, la Commissione ha ritenuto che sia stata effettuata una sufficiente condivisione degli oneri tra azionisti e detentori del debito subordinato.
(258)
Di conseguenza, la Commissione reputa che i costi di ristrutturazione siano limitati al minimo e che sia stata conseguita una sufficiente condivisione degli oneri. Tuttavia, come già affermato al considerando 251, l’assenza di remunerazione ha comportato la necessità di una profonda ristrutturazione, sia in termini di misure per la redditività che di misure per limitare le distorsioni della concorrenza.
6.2.4.4. Misure per limitare le distorsioni della concorrenza
(259)
In merito alle misure per limitare le distorsioni della concorrenza, il punto 30 della comunicazione sulla ristrutturazione afferma che «per valutare la necessità di misure di questo tipo, la Commissione prende come punto di partenza le dimensioni, l’entità e la portata dei settori di operatività che avrebbe la banca in questione con l’esecuzione di un piano di ristrutturazione credibile. La natura e la forma di tali misure dipenderanno da due criteri: in primo luogo, l’importo degli aiuti e le condizioni e circostanze in cui sono stati concessi e, in secondo luogo, dalle caratteristiche del mercato o dei mercati sui quali opererà la banca beneficiaria».
(260)
Per quanto concerne l’importo dell’aiuto ricevuto, la Commissione ricorda di avere osservato, al considerando 104 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, che la nuova TT Bank ha ricevuto aiuti per 4,6 miliardi di EUR (misure NTT1 e NTT2), che costituiscono oltre il 70 % delle APR di TT Bank e oltre il 90 % delle APR della nuova TT Bank. Inoltre la Commissione ha evidenziato che la TT Bank (l’ente giuridico che precedentemente svolgeva le attività custodite dalla nuova TT Bank) aveva già ricevuto aiuti ai sensi del regime di sostegno alle banche greche (129), beneficiando di un primo conferimento di capitale di 224,96 milioni di EUR sotto forma di azioni privilegiate (misura TT), equivalenti al 2,9 % delle APR all’epoca in suo possesso. Inoltre, all’atto della risoluzione di T Bank, le attività di quest’ultima trasferite a TT Bank hanno ricevuto un aiuto di circa 678 milioni di EUR (misura T) per agevolare la risoluzione, un importo pari al 37,7 % delle APR di T Bank alla data di riferimento della fusione (31 marzo 2011). Tali importi conferiti a titolo di aiuto, contestualmente all’assenza di remunerazione, rendono necessaria una profonda ristrutturazione.
(261)
D’altronde, al considerando 104 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, la Commissione ha specificato le circostanze in cui l’aiuto è stato concesso. In particolare, sembra che una quota significativa delle perdite registrate da TT Bank negli anni recenti non sia imputabile alle attività di rischio, bensì al fatto di detenere dei GGB. La Commissione ha inoltre osservato che le elevate perdite sui prestiti alle famiglie e alle aziende sono dovute principalmente alla recessione straordinariamente lunga e profonda e non alla concessione di prestiti a rischio. Pertanto l’aiuto sembra causare modeste distorsioni alla concorrenza. Tuttavia, la Commissione ha fatto presente che TT Bank, in proporzione alle sue dimensioni, ha detenuto molti più GGB delle altre banche greche, un fattore che rispecchia una certa assunzione di rischi non adeguata.
(262)
Come già affermato, la nuova TT Bank non esiste più come concorrente autonomo con una propria politica indipendente. Il piano di ristrutturazione si basa sul presupposto della completa integrazione della nuova TT Bank, anche se la Banca continuerà a utilizzare il marchio «Hellenic Postbank» per alcune filiali e alcuni prodotti.
(263)
Per quanto concerne il mercato su cui la nuova TT Bank operava, al considerando 106 della decisione di avvio del procedimento riguardante la nuova TT, la Commissione ha evidenziato che TT Bank era una banca di medie dimensioni in Grecia (i suoi depositi corrispondevano al 6 % circa del totale nazionale) e che le attività e le passività di TT Bank trasferite alla nuova TT Bank erano relativamente modeste rispetto all’entità del sistema bancario greco. Pertanto la Commissione ha concluso che, nonostante l’importo dell’aiuto fosse eccezionalmente elevato, le distorsioni della concorrenza causate dall’aiuto concesso alla nuova TT Bank si potevano considerare limitate.
(264)
Il ridimensionamento previsto della rete delle filiali di «Hellenic Postbank», con una riduzione di circa 50 filiali (130) su 196, conferma ulteriormente la valutazione di cui al considerando 263 in base alla quale le distorsioni della concorrenza causate dall’aiuto concesso alla nuova TT Bank si potevano ritenere piuttosto limitate.
(265)
Inoltre, le attività della nuova TT Bank sono state offerte alla concorrenza attraverso un’asta aperta e non discriminatoria.
(266)
Si è resa necessaria una quota significativa delle misure di aiuto NTT1 e NTT2 a causa di una remissione del debito a favore dello Stato (realizzata attraverso il programma PSI) e della recessione eccezionalmente lunga, più che a causa di condotte inadeguate nella prestazione di credito. Inoltre, le dimensioni delle attività della nuova TT Bank erano modeste, il processo di vendita è stato aperto, trasparente e non discriminatorio e la nuova TT Bank cesserà di esistere come concorrente autonomo. Pertanto la Commissione conclude che, nonostante l’importo elevato dell’aiuto e l’assenza di un’adeguata remunerazione per l’aiuto di Stato concesso, si possono escludere distorsioni indebite della concorrenza.
6.2.4.5. Conclusione sulla compatibilità delle misure di aiuto T, TT, NTT1 e NTT2 con la comunicazione sulla ristrutturazione
(267)
La Commissione conclude che la vendita della nuova TT Bank alla Banca e la relativa ristrutturazione assicurano la redditività della nuova TT Bank sul lungo termine, la limitazione degli aiuti al minimo necessario e l’assenza di distorsioni indebite della concorrenza.
(268)
Tutte le misure di aiuto elencate nella tabella 8 devono essere dichiarate compatibili con il mercato interno.
7. VALUTAZIONE DELL’AIUTO CONCESSO ALLA BANCA
7.1. ESISTENZA E IMPORTO DELL’AIUTO
(269)
La Commissione deve stabilire l’esistenza dell’aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato.
7.1.1. Esistenza dell’aiuto nelle misure concesse nell’ambito del regime di sostegno alle banche greche
7.1.1.1. Sostegno dello Stato alla liquidità concesso in base alla misura di garanzia e alla misura relativa ai prestiti obbligazionari pubblici (misura L1)
(270)
La Commissione ha già stabilito, nelle decisioni che approvano e prorogano il regime di sostegno alle banche greche (131), che il sostegno alla liquidità accordato ai sensi del regime stesso costituisce aiuto. La consistenza delle garanzie al 15 aprile 2011 ammontava a 13 600 milioni di EUR e aveva raggiunto i 13 932 milioni di EUR al 30 novembre 2013. Costituirebbe aiuto anche un ulteriore sostegno alla liquidità accordato in base al regime suddetto.
7.1.1.2. Ricapitalizzazione da parte dello Stato in base al regime di capitalizzazione (misura A)
(271)
La Commissione ha già stabilito, nella decisione del 19 novembre 2008 relativa al regime di sostegno alle banche greche, che le ricapitalizzazioni da concedere in base alla misura di ricapitalizzazione prevista da tale regime costituiscono aiuto. La Banca ha ricevuto 950 milioni di EUR sotto forma di azioni privilegiate, un importo pari al 2 % delle proprie APR (132).
(272)
Nel 2010 la Grecia ha introdotto diverse modifiche relativamente ai parametri tecnici di tali azioni privilegiate. Poiché queste modifiche aumentano la remunerazione dell’aiuto di Stato, con una crescita automatica della cedola pari al 2 % all’anno nel caso in cui le azioni privilegiate non vengano riscattate entro cinque anni, la Commissione conclude che le alterazioni dei parametri tecnici non comportino alcun vantaggio per la Banca e, di conseguenza, non implichino aiuti di Stato supplementari.
7.1.2. Esistenza dell’aiuto nell’ELA garantito dallo Stato (misura L2)
(273)
Al punto 51 della comunicazione sul settore bancario del 2008, la Commissione ha spiegato che la fornitura di fondi della banca centrale alle istituzioni finanziarie non costituisce aiuto quando sono soddisfatte contemporaneamente quattro condizioni, ossia la solvibilità dell’istituzione finanziaria, la copertura del dispositivo garantito, il tasso di interesse addebitato all’istituzione e l’assenza di controgaranzie dello Stato. Poiché l’ELA garantito dallo Stato accordata alla Banca non soddisfa queste quattro condizioni, in particolare perché è garantita dallo Stato ed è accompagnata da altre misure di sostegno, essa costituisce aiuto.
(274)
L’ELA garantito dallo Stato soddisfa le condizioni di cui all’articolo 107, paragrafo 1, del trattato. In primo luogo, poiché questa misura prevede una garanzia statale a favore della Banca centrale greca, tutte le perdite verranno prese in carico dallo Stato. Pertanto la misura comporta l’utilizzo di risorse pubbliche. L’ELA permette alle banche di ottenere dei finanziamenti in un periodo in cui esse non hanno accesso al mercato del finanziamento all’ingrosso e alle operazioni regolamentari di rifinanziamento dell’Eurosistema. L’ELA garantito dallo Stato concede dunque un vantaggio alla Banca cui è stata accordata e, dal momento che è limitata al settore bancario, tale misura è selettiva. Inoltre, l’ELA garantito dallo Stato falsa la concorrenza perché consente alla Banca di continuare ad operare sul mercato e le impedisce di trovarsi in situazioni di insolvenza e di dover uscire dal mercato. Poiché la Banca è attiva in altri Stati membri e vi sono istituzioni finanziarie di altri Stati membri che operano o potrebbero essere interessate ad operare in Grecia, il vantaggio accordato alla Banca incide sugli scambi tra Stati membri.
(275)
L’ELA garantito dallo Stato (misura L2) costituisce aiuto di Stato. L’importo dell’ELA garantito dallo Stato è variato nel corso del tempo e al 31 dicembre 2012 ammontava a circa 12 miliardi di EUR.
7.1.3. Esistenza dell’aiuto nelle misure concesse tramite l’HFSF
7.1.3.1. Prima ricapitalizzazione ponte (misura B1)
(276)
Nella sezione 5.1 della decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank, la Commissione ha già concluso che la prima ricapitalizzazione ponte costituisce aiuto di Stato. Il capitale ricevuto ammontava a 3 970 milioni di EUR.
7.1.3.2. Seconda ricapitalizzazione ponte (misura B2)
(277)
La misura B2 è stata attuata con l’ausilio di risorse dell’HFSF che, come spiegato nel considerando 47 della decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank, comprendono risorse pubbliche.
(278)
Per quanto concerne l’esistenza di un vantaggio, la misura B2 ha fatto aumentare il tasso di capitale della Banca a un livello che le ha permesso di continuare a operare sul mercato e di accedere al finanziamento dell’Eurosistema. Inoltre, la remunerazione della misura B2 consiste negli interessi maturati sui titoli del FESF e in una commissione supplementare dell’1 %. Poiché tale remunerazione è manifestamente inferiore a quella di analoghi strumenti di capitali sul mercato, la Banca non sarebbe stata certamente in grado di raccogliere tale capitale sul mercato a quelle condizioni. Pertanto la misura B2 ha conferito un vantaggio alla Banca mediante risorse statali e, essendo stata concessa solo alla Banca, presenta carattere selettivo.
(279)
In seguito all’attuazione della misura B2, la posizione della Banca si è rafforzata poiché quest’ultima ha ricevuto le risorse finanziarie necessarie per continuare a soddisfare i requisiti patrimoniali, causando dunque distorsioni alla concorrenza. Inoltre, poiché la banca opera in altri mercati bancari europei e istituti finanziari di diversi Stati membri operano in Grecia, in particolare nel mercato assicurativo, la misura B2 è tale da poter incidere sugli scambi tra Stati membri.
(280)
La Commissione ritiene che la misura B2 costituisca aiuto di Stato. È stata notificata come aiuto dalle autorità nazionali. Il capitale ricevuto ammontava a 1 341 milioni di EUR.
7.1.3.3. Lettera d’impegno (misura B3).
(281)
Con la misura B3, l’HFSF si è impegnata a conferire il capitale aggiuntivo necessario per completare la ricapitalizzazione della Banca fino alla concorrenza dell’importo richiesto dalla Banca centrale greca nel quadro dello stress test del 2012. Poiché l’HFSF riceve le proprie risorse dallo Stato, la Commissione conclude che la lettera impegna risorse statali. Le circostanze in cui l’HFSF può concedere sostegno alle istituzioni finanziarie sono precisamente definite e limitate dalla legge. Di conseguenza, l’impiego di queste risorse statali è imputabile allo Stato. L’HFSF si è impegnato a fornire fino a 528 milioni di EUR di nuovo capitale.
(282)
La lettera d’impegno ha concesso un vantaggio alla Banca perché garantiva ai depositanti che la Banca sarebbe stata in grado di raccogliere l’intero importo del capitale necessario, ossia che l’HFSF avrebbe fornito il capitale nel caso in cui la Banca non fosse riuscita a raccoglierlo sul mercato. Oltretutto, quest’impegno ha agevolato la raccolta di capitale privato rassicurando gli investitori che, se la Banca non avesse trovato parte del capitale sul mercato, l’HFSF avrebbe provveduto a fornirla. Nessun investitore privato avrebbe accettato di impegnarsi prima che fossero noti i termini della ricapitalizzazione, tanto più che, all’epoca, la Banca non aveva accesso al mercato dei capitali.
(283)
Poiché la Banca opera in altri mercati bancari europei e poiché istituti finanziari di diversi Stati membri operano in Grecia, in particolare nel mercato assicurativo, la misura B3 è tale da poter incidere sugli scambi tra Stati membri e falsare la concorrenza.
(284)
Pertanto la misura B3 costituisce aiuto ed è stata notificata come aiuto di Stato dalle autorità greche il 27 dicembre 2012.
7.1.3.4. La ricapitalizzazione della primavera 2013 (misura B4)
(285)
La ricapitalizzazione della primavera 2013 (misura B4) consiste nella conversione della prima e della seconda ricapitalizzazione ponte (misure B1 e B2) e della lettera d’impegno (B3) in una ricapitalizzazione definitiva del valore di 5 839 milioni di EUR sotto forma di azioni ordinarie. Poiché la misura B4 rappresenta la conversione di un aiuto già concesso, essa comporta l’utilizzo di risorse statali, ma non aumenta l’importo nominale dell’aiuto. Tuttavia, trattandosi di una ricapitalizzazione definitiva e non temporanea, come nel caso delle misure B1 e B2, incrementa il vantaggio accordato alla Banca (e conseguentemente la distorsione della concorrenza). Rispetto alla misura B3, che è solo un impegno e non una vera e propria ricapitalizzazione, la misura B4 ha accresciuto l’adeguatezza patrimoniale della Banca ed è pertanto più vantaggiosa.
(286)
La Commissione osserva che tale sostegno non è stato concesso a tutte le banche che operano in Grecia. Per quanto concerne la distorsione della concorrenza e l’effetto sugli scambi commerciali, la Commissione rileva che, per esempio, l’aiuto ha permesso alla Banca di portare avanti le proprie operazioni in altri Stati membri quali Romania o Bulgaria. Una messa in liquidazione della Banca avrebbe comportato la fine delle attività all’estero mediante la loro stessa liquidazione o la loro vendita. Inoltre, le attività assicurative della Banca centrale greca sono in concorrenza con quelle delle succursali di compagnie assicurative di altri Stati membri, perciò la misura falsa la concorrenza e incide sugli scambi commerciali tra Stati membri. Pertanto la misura B4 costituisce aiuto di Stato.
7.1.3.5. Conclusione sulle misure B1, B2, B3 e B4
(287)
Le misure B1, B2, B3 e B4 costituiscono aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato. L’importo dell’aiuto di Stato compreso nelle misure B1, B2, B3 e B4 ammonta a 5 839 milioni di EUR, cifra che corrisponde all’importo del sostegno dello Stato attualmente versato alla Banca dall’HFSF.
(288)
In base al punto 31 della comunicazione sulla ristrutturazione, la Commissione deve valutare l’aiuto sia dal punto di vista del suo importo assoluto che «relativamente alle attività ponderate per il rischio della banca». Le misure B1, B2, B3 e B4 sono state accordate nel corso di un periodo lungo un anno (dall’aprile 2012 al maggio 2013), durante il quale il valore delle APR della Banca ha subito una variazione. Sorge dunque la domanda su quale importo delle APR vada utilizzato, ossia se occorra impiegare come riferimento quello riscontrato all’inizio o quello riscontrato alla fine del periodo. Le misure B1, B2, B3 e B4 sono finalizzate alla copertura di un fabbisogno di capitale individuato dalla Banca centrale greca nel marzo 2012 (mediante lo stress test di quello stesso anno). In altre parole, la domanda di capitale coperta da queste misure era già stata calcolata nel marzo 2012. La Commissione ritiene dunque che l’importo dell’aiuto compreso nelle misure B1, B2, B3 e B4 vada confrontato con le APR della Banca al 31 marzo 2012. Si ricorda inoltre che la Banca centrale greca, dopo il marzo 2012 e fino alla ricapitalizzazione della primavera 2013, non ha tenuto conto delle acquisizioni effettuate dalle banche greche per adeguare - verso l’alto o verso il basso - la propria domanda di capitale. Tale fattore dimostra ad abundantiam che le misure B1, B2, B3 e B4 erano misure di aiuto riguardanti il perimetro della Banca al 31 marzo 2012.
(289)
La prima e la seconda ricapitalizzazione ponte e la lettera d’impegno ammontavano complessivamente a 5 839 milioni di EUR, un importo che rappresenta il 13,8 % delle APR della Banca al 31 marzo 2012.
7.1.3.6. L’impegno di ricapitalizzazione del 2014 (misura C)
(290)
Il 31 marzo 2014 la Banca ha ricevuto dall’HFSF una lettera d’impegno a partecipare all’aumento del capitale azionario della Banca per un importo complessivo massimo di 2 864 milioni di EUR (misura C). La misura comporta l’impiego di risorse statali per i motivi esposti al considerando 277 e costituisce un vantaggio per la Banca in quanto garantisce che quest’ultima troverà il capitale che le occorre, rassicurando i depositanti e agevolandola nella raccolta di capitale presso gli investitori privati.
(291)
Se gli investitori privati non sottoscriveranno l’intero importo della ricapitalizzazione, l’HFSF dovrà di fatto conferire il capitale alla Banca in attuazione della lettera d’impegno, rispetto alla quale tale conferimento costituirebbe un vantaggio molto maggiore per la Banca. Infatti, a differenza di una mera lettera d’impegno, l’effettivo conferimento di capitale aumenta l’adeguatezza patrimoniale della Banca.
(292)
Né la lettera d’impegno né la sua potenziale attuazione sotto forma di apporto di capitale effettivo sono conformi al principio dell’investitore operante in un’economia di mercato: quand’anche l’HFSF dovesse acquistare i nuovi titoli azionari allo stesso prezzo degli investitori privati, le circostanze della partecipazione dell’HFSF sarebbero molto diverse da quelle degli investitori privati che sottoscriveranno le nuove azioni. L’HFSF si è impegnato a sottoscrivere, se necessario, l’intero aumento di capitale azionario prima che qualsiasi investitore privato si fosse formalmente impegnato ad acquistare titoli azionari. Gli investitori privati che comprano nuove azioni saranno sicuri che la Banca raccoglierà comunque tutto il capitale necessario, in quanto l’HFSF servirà da sostegno e acquisterà tutti i titoli azionari non sottoscritti dagli investitori privati. Secondariamente, l’HFSF parteciperà al conferimento solo nel caso in cui la domanda da parte degli investitori privati sia insufficiente al valore minimo della forbice di prezzi annunciata. L’HFSF conferirà dunque il capitale che la Banca non riuscirà a reperire sul mercato allo stesso prezzo per ciascun titolo azionario e, di conseguenza, fornirà capitale per un importo o a un prezzo che il mercato non è disposto ad accettare.
(293)
Dal momento che è stata concessa esclusivamente alla Banca, la misura C è selettiva. La posizione della Banca si è rafforzata poiché quest’ultima ha ricevuto le risorse finanziarie necessarie per continuare a soddisfare i requisiti patrimoniali stabiliti dalla Banca centrale greca. La misura accorda dunque un vantaggio che falsa la concorrenza. Inoltre, poiché la banca opera in altri mercati bancari europei e poiché istituti finanziari di diversi Stati membri operano in Grecia, in particolare nel mercato assicurativo, la misura C è tale da poter incidere sugli scambi tra Stati membri.
(294)
L’impegno di ricapitalizzazione del 2014 costituisce aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato. L’importo dell’aiuto compreso in questa misura è di 2 864 milioni, ossia il 7,5 % delle APR della Banca al 31 dicembre 2013 (133).
(295)
Qualora conferisca effettivamente capitali supplementari alla Banca in attuazione di questo impegno, l’HFSF incrementerà il vantaggio a favore della Banca e le distorsioni della concorrenza, ma non aumenterà l’importo nominale dell’aiuto (134).
7.1.4. Conclusione sull’esistenza e sull’importo dell’aiuto ricevuto
(296)
Le misure A, B1, B2, B3 e B4 e C costituiscono aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato.
Tabella
Quadro generale dell’aiuto totale ricevuto dalla Banca
Rif.
Misura
Tipo di misura
Importo dell’aiuto
Aiuto/APR
A
Azioni privilegiate
Sostegno al capitale
950 milioni di EUR
2 %
B1 B2 B3 B4
Prima ricapitalizzazione ponte
Seconda ricapitalizzazione ponte
Lettera d’impegno
Ricapitalizzazione della primavera 2013
Sostegno al capitale
5 839 milioni di EUR
13,8 %
C
Impegno di ricapitalizzazione del 2014
Impegno a fornire sostegno al capitale
2 864 milioni di EUR
7,5 %
Aiuto totale in conto capitale concesso alla Banca
9 653 milioni di EUR
15,8 %
Capitale totale versato alla Banca
6 789 milioni di EUR [l’importo potrebbe raggiungere i 9 653 milioni di EUR se l’HFSF dovesse conferire l’intero importo dell’aumento di capitale dell’aprile 2014]
23,7 %
Rif.
Misura
Tipo di misura
Importo nominale dell’aiuto
L1
Sostegno alla liquidità
Garanzia
13 932 milioni di EUR
Al 30 novembre 2013
L2
ELA garantita dallo Stato
Finanziamento e garanzia
12 000 milioni di EUR
Al 31 dicembre 2012
Aiuto totale alla liquidità concesso alla Banca
25 932 milioni di EUR
7.2. BASE GIURIDICA PER LA VALUTAZIONE DI COMPATIBILITÀ
(297)
Secondo la conclusione del considerando 200, la base giuridica per la valutazione delle misure di aiuto dovrebbe essere l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato (135).
(298)
Durante la crisi finanziaria la Commissione ha sviluppato criteri di compatibilità per diversi tipi di misure di aiuto. I principi per la valutazione di tali misure sono stati esposti per la prima volta nella comunicazione sul settore bancario del 2008.
(299)
Nella comunicazione sulla ricapitalizzazione e nella comunicazione di proroga del 2011 si possono trovare orientamenti relativi alle misure di ricapitalizzazione.
(300)
La comunicazione sulla ristrutturazione definisce l’approccio adottato dalla Commissione per valutare i piani di ristrutturazione, in particolare la necessità di ripristinare la redditività, di garantire un contributo adeguato da parte del beneficiario e limitare le distorsioni della concorrenza.
(301)
Questo quadro è stato integrato dalla comunicazione sul settore bancario del 2013, che si applica alle misure di aiuto notificate dopo il 1o agosto 2013.
7.2.1. Base giuridica per la valutazione della compatibilità del sostegno alla liquidità concesso alla Banca (misura L1)
(302)
Il sostegno alla liquidità di cui la Banca ha già beneficiato è stato approvato definitivamente in virtù delle decisioni successive che hanno autorizzato le misure ai sensi del regime di sostegno alle banche greche, nonché attraverso le modifiche e le proroghe del regime (136). Ogni sostegno futuro alla liquidità a favore della Banca dovrà essere concesso ai sensi di un regime debitamente approvato dalla Commissione. Prima che tale aiuto venga concesso, i suoi termini dovranno essere autorizzati dalla Commissione e pertanto non devono essere ulteriormente valutati nella presente decisione.
7.2.2. Base giuridica per la valutazione della compatibilità delle azioni privilegiate (misura A)
(303)
La ricapitalizzazione concessa nel 2009, sotto forma di azioni privilegiate (misura A), è stata accordata ai sensi della misura di ricapitalizzazione approvata nel 2008 in quanto parte del regime di sostegno alle banche greche, in base alla comunicazione sul settore bancario del 2008. Pertanto, questa misura non deve essere nuovamente valutata ai sensi della suddetta comunicazione, bensì esclusivamente ai sensi della comunicazione sulla ristrutturazione.
7.2.3. Base giuridica per la valutazione della compatibilità dell’ELA garantito dallo Stato (misura L2)
(304)
La compatibilità dell’ELA garantito dallo Stato (misura L2) dovrebbe essere innanzitutto valutata in base alla comunicazione sul settore bancario del 2008 e alla comunicazione di proroga del 2011. Qualsiasi ELA garantito dallo Stato e concessa dopo il 1o agosto 2013 rientra nell’ambito della comunicazione sul settore bancario del 2013.
7.2.4. Base giuridica per la valutazione della compatibilità delle ricapitalizzazioni a cura dell’HFSF (misure B1, B2, B3 e B4)
(305)
La compatibilità delle ricapitalizzazioni a cura dell’HFSF (misure B1, B2, B3 e B4), in particolare per quanto concerne la remunerazione, dovrebbe essere innanzitutto valutata in base alla comunicazione sul settore bancario del 2008, alla comunicazione sulla ricapitalizzazione e alla comunicazione di proroga del 2011. Nella decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank, la Commissione ha espresso dubbi sulla compatibilità della misura B1 con le suddette comunicazioni. Essendo state attuate antecedentemente al 1o agosto 2013, queste misure non rientrano nell’ambito della comunicazione sul settore bancario del 2013. La compatibilità delle ricapitalizzazioni a cura dell’HFSF (misure B1, B2, B3 e B4) andrebbe inoltre valutata in base alla comunicazione sulla ristrutturazione.
7.2.5. Base giuridica per la valutazione della compatibilità dell’impegno di ricapitalizzazione del 2014 (misura C)
(306)
La compatibilità dell’impegno di ricapitalizzazione del 2014 (misura C) dovrebbe essere valutata in base alla comunicazione sul settore bancario del 2013, che stabilisce nuovi requisiti relativamente al contributo dei creditori subordinati e alla remunerazione dei quadri direttivi, nonché in base alla comunicazione sulla ricapitalizzazione e alla comunicazione di proroga del 2011. La compatibilità della misura C dovrebbe essere inoltre valutata in base alla comunicazione sulla ristrutturazione.
7.3. CONFORMITÀ DELLA MISURA L2 ALLA COMUNICAZIONE SUL SETTORE BANCARIO DEL 2008, ALLA COMUNICAZIONE DI PROROGA DEL 2011 E ALLA COMUNICAZIONE SUL SETTORE BANCARIO DEL 2013
(307)
Affinché sia compatibile ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato, un aiuto deve soddisfare i criteri generali di compatibilità: adeguatezza, necessità e proporzionalità.
(308)
Poiché le banche greche sono state escluse dai mercati all’ingrosso e sono diventate totalmente dipendenti dal finanziamento della banca centrale, come indicato al considerando (32), e non essendo riuscita ad ottenere in prestito una quantità sufficiente di fondi attraverso le operazioni regolamentari di rifinanziamento, la Banca ha dovuto beneficiare dell’ELA garantito dallo Stato per procurarsi liquidità sufficiente ed evitare in tal modo un default. La Commissione reputa che la misura L2 costituisca un meccanismo adeguato per porre rimedio al grave turbamento economico che il default della Banca avrebbe causato.
(309)
Poiché l’ELA garantito dallo Stato comporta un costo di finanziamento relativamente elevato per la Banca, quest’ultima dispone di un incentivo sufficiente ad evitare di affidarsi a tale fonte di finanziamento per sviluppare le proprie attività. La Banca ha dovuto pagare un tasso di interesse di […] punti base più elevato rispetto a quello per le operazioni di rifinanziamento con l’Eurosistema e inoltre ha dovuto versare allo Stato una commissione di garanzia pari a […] punti base. Di conseguenza, il costo complessivo dell’ELA garantito dallo Stato alla Banca è molto più alto rispetto ai normali costi di rifinanziamento della BCE. In particolare, la differenza tra il primo e i secondi è maggiore dell’importo della commissione di garanzia richiesto dalla comunicazione di proroga del 2011, perciò la remunerazione complessiva addebitata dallo Stato si può considerare sufficiente. Per quanto riguarda l’importo dell’ELA garantito dallo Stato, la Banca centrale greca e la BCE lo rivedono regolarmente, in base all’effettivo fabbisogno della Banca, monitorandone attentamente l’impiego e garantendo che sia limitato al minimo necessario. Pertanto la misura L2 non fornisce alla Banca una liquidità eccessiva che potrebbe essere utilizzata per finanziare attività che distorcano la concorrenza. Tale liquidità è infatti limitata all’importo minimo necessario.
(310)
Un monitoraggio così accurato dell’impiego dell’ELA garantito dallo Stato e una regolare verifica per controllare che sia limitato al minimo assicurano inoltre che questa liquidità sia proporzionale e non causi distorsioni indebite della concorrenza. La Commissione osserva inoltre che la Grecia si è impegnata ad attuare una serie di misure finalizzate a limitare le ricadute negative, in base all’analisi di cui alla sezione 7.6, garantendo così ulteriormente che la dipendenza dal sostegno alla liquidità termini il più presto possibile e che tale aiuto sia proporzionale.
(311)
La misura L2 è pertanto conforme alla comunicazione sul settore bancario del 2008 e alla comunicazione di proroga del 2011. Poiché la comunicazione sul settore bancario del 2013 non ha introdotto ulteriori requisiti in merito alle garanzie, la misura L2 è conforme anche a tale comunicazione.
7.4. CONFORMITÀ DELLE MISURE B1, B2, B3 E B4 ALLA COMUNICAZIONE SUL SETTORE BANCARIO DEL 2008, ALLA COMUNICAZIONE SULLA RICAPITALIZZAZIONE E ALLA COMUNICAZIONE DI PROROGA DEL 2011
(312)
Come indicato al considerando 201, affinché un aiuto sia compatibile ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato, esso deve soddisfare i criteri generali di compatibilità (137): adeguatezza, necessità e proporzionalità.
(313)
La comunicazione sulla ricapitalizzazione e la comunicazione di proroga del 2011 presentano ulteriori indicazioni sul livello di remunerazione richiesto per i conferimenti di capitale pubblico.
7.4.1. Adeguatezza delle misure
(314)
La Commissione ritiene che le ricapitalizzazioni dell’HFSF (misure B1, B2, B3 e B4) siano adeguate in quanto impediscono il fallimento della Banca. Senza tali misure, le sue attività non avrebbero potuto proseguire perché la Banca aveva un capitale netto negativo alla fine del 2012 (138).
(315)
A questo proposito, nella decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank, la Commissione ha osservato che la Banca è una delle istituzioni bancarie maggiori in Grecia, sia in termini di prestiti che di raccolta di depositi, ed è pertanto una banca sistemicamente importante per la Grecia. Di conseguenza, un default della Banca avrebbe creato un grave turbamento per l’economia greca. Nelle circostanze di allora, le istituzioni finanziarie in Grecia incontravano difficoltà nell’accesso ai finanziamenti e la mancanza di fondi limitava la loro capacità di erogare prestiti per l’economia greca. In tale contesto, il suo turbamento sarebbe stato aggravato dal default della Banca. Inoltre, le misure B1, B2, B3 e B4 sono state messe in atto principalmente a causa del programma PSI, che è stato un evento assolutamente straordinario e imprevedibile e non la conseguenza di una cattiva gestione o dell’assunzione di rischi eccessivi da parte della Banca. Le misure suddette sono legate in particolare all’esito del programma PSI e contribuiscono al mantenimento della stabilità finanziaria in Grecia.
(316)
Nella decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank, la Commissione ha espresso dubbi sul fatto che fossero stati adottati immediatamente tutti i provvedimenti possibili per evitare che la Banca avesse nuovamente bisogno di aiuti in futuro. Come indicato nei considerando 130-132 della presente decisione, la Grecia si è impegnata ad attuare una serie di iniziative attinenti al governo societario e alle operazioni commerciali della Banca. Come esposto nei considerando 102-104 e nel considerando 111, la Banca ha anche ristrutturato globalmente le sue attività e ha già effettuato molte cessioni e tagli alle spese, fugando pertanto i dubbi della Commissione.
(317)
Nella decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank, la Commissione ha espresso dubbi anche sul fatto che vi fossero sufficienti garanzie nel caso in cui la Banca venisse assoggettata al controllo dello Stato, o nel caso in cui gli azionisti privati avessero mantenuto tale controllo lasciando al contempo allo Stato la maggioranza della proprietà. La Commissione osserva che gli impegni descritti ai considerando 131 e 132 garantiscono lo svolgimento delle operazioni creditizie della Banca secondo i criteri commerciali e la protezione delle attività quotidiane dall’interferenza dello Stato. Il quadro dei rapporti concordato tra l’HFSF e la Banca garantisce inoltre che gli interessi dello Stato, in qualità di azionista principale, siano protetti dall’assunzione di rischi eccessivi da parte della direzione della Banca.
(318)
Le misure B1, B2, B3 e B4 garantiscono dunque il mantenimento della stabilità finanziaria in Grecia. Sono state adottate iniziative importanti per ridurre al minimo le perdite future e assicurare che le attività della Banca non vengano pregiudicate da una governance inadeguata. Sulla base di questi presupposti, la Commissione ritiene che le misure B1, B2, B3 e B4 siano adeguate.
7.4.2. Necessità - limitazione dell’aiuto al minimo
(319)
In base alla comunicazione sul settore bancario del 2008, la misura di aiuto deve essere necessaria, nell’importo e nella forma, al conseguimento dell’obiettivo previsto. Ciò significa che l’importo del conferimento di capitale deve essere quello minimo necessario per raggiungere l’obiettivo.
(320)
L’importo del sostegno al capitale è stato calcolato dalla Banca centrale greca nell’ambito di uno stress test, in modo da garantire che il capitale di classe 1 rimanesse al di sopra di un determinato livello nel corso del periodo 2012-2014, come risulta dalla tabella 3. Pertanto il conferimento non si è tradotto in un apporto di capitale eccessivo a favore della Banca. Come spiegato al considerando (316), sono stati adottati provvedimenti per ridurre il rischio che la Banca potesse avere nuovamente bisogno di aiuti in futuro.
(321)
Per quanto concerne la remunerazione della prima e della seconda ricapitalizzazione ponte (misure B1 e B2), la Commissione ricorda che tali misure sono state accordate nel maggio 2012 e nel dicembre 2012 e i relativi importi sono stati pagati in natura, sotto forma di obbligazioni del FESF. L’HFSF ha ricevuto a titolo di remunerazione, dalla data di erogazione di queste obbligazioni del FESF fino alla data della ricapitalizzazione della primavera 2013, gli interessi maturati sui titoli suddetti e una commissione dell’1 % (139). Come è stato sottolineato nella decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank, tale remunerazione è inferiore rispetto alla fascia (compresa tra il 7 % e il 9 %) definita nella comunicazione sulla ricapitalizzazione. Tuttavia, il periodo di remunerazione bassa è rimasto limitato a un anno per quanto riguarda la misura B1 e a cinque mesi per quanto riguarda la misura B2 (ossia fino alla conversione della ricapitalizzazione ponte in una normale ricapitalizzazione mediante emissione di azioni ordinarie, vale a dire la misura B4). Mentre la prima e la seconda ricapitalizzazione ponte non hanno causato la diluizione degli azionisti, la ricapitalizzazione della primavera 2013, consistente nella conversione della prima e della seconda ricapitalizzazione ponte, ha dato luogo a una forte diluizione di quegli azionisti, in quanto la loro partecipazione al capitale della Banca è scesa all’1,4 %. La situazione anomala instauratasi a partire dalla data della prima ricapitalizzazione ponte è dunque giunta al termine e i dubbi espressi nella decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank sono stati pertanto fugati.
(322)
Inoltre, considerata la causa atipica delle difficoltà della Banca, con perdite dovute principalmente a una remissione del debito a favore dello Stato (il programma PSI e il riacquisto del debito, che si sono tradotti in un vantaggio considerevole per lo Stato, ossia in una riduzione del debito) e alle conseguenze di una recessione prolungata nel proprio mercato nazionale, la Commissione può accettare questo scostamento provvisorio dai requisiti standard in materia di remunerazione stabiliti nella comunicazione sulla ricapitalizzazione (140).
(323)
La misura B3 consisteva in un impegno a fornire capitale che è stato effettuato nel dicembre 2012 ed attuato con un conferimento di capitale effettivo nel maggio-giugno 2013, ossia solo cinque mesi dopo. Per questo motivo, e per le ragioni esposte al considerando (322), è ammissibile che non sia stata pagata alcuna remunerazione per tale impegno.
(324)
Per quanto concerne la misura B4, in base al punto 8 della comunicazione di proroga del 2011, il conferimento di capitale deve essere sottoscritto con uno sconto sufficiente rispetto al prezzo delle azioni, previo adeguamento in base all’effetto di diluizione, in modo da offrire allo Stato una ragionevole prospettiva di adeguata remunerazione. Benché questa ricapitalizzazione non presentasse uno sconto significativo rispetto al prezzo delle azioni adeguato in base all’effetto di diluizione, era di fatto impossibile ottenere uno sconto considerevole rispetto al prezzo teorico senza diritto di sottoscrizione (141). Prima della ricapitalizzazione della primavera 2013, il patrimonio della Banca era negativo e la sua capitalizzazione di mercato era pari a un paio di centinaia di milioni di EUR soltanto. In simili circostanze sorge spontanea la domanda se sia il caso di dover estromettere o meno tutti gli azionisti esistenti. La Commissione osserva che il prezzo d’emissione è stato fissato con uno sconto del 50 % rispetto al prezzo di mercato medio nei cinquanta giorni antecedenti alla determinazione del prezzo d’emissione stesso, e che si è verificata una rimarchevole diluizione degli azionisti preesistenti, dal momento che dopo quella ricapitalizzazione essi detenevano solo l’1,4 % dei titoli azionari della Banca. Pertanto l’applicazione di un ulteriore sconto rispetto al prezzo di mercato avrebbe prodotto soltanto un impatto trascurabile sulla remunerazione dell’HFSF. Considerando la situazione specifica delle banche greche esposta al considerando (322), e poiché la domanda di aiuto è da imputarsi a una remissione del debito a favore dello Stato, la Commissione ritiene che il prezzo d’emissione sia sufficientemente basso.
(325)
In conclusione, le misure B1, B2, B3 e B4 sono necessarie come aiuto al salvataggio sia nell’importo che nella forma.
7.4.3. Proporzionalità - misure che limitano le ricadute negative
(326)
La Banca ha ricevuto aiuti di Stato per un importo molto alto, cosa che può determinare gravi distorsioni della concorrenza. Tuttavia, la Grecia si è impegnata ad attuare una serie di misure finalizzate a limitare le ricadute negative. In particolare, gli impegni assunti prevedono la prosecuzione delle operazioni della Banca secondo i criteri commerciali, come spiegato ai considerando (131) e (132). Lo Stato greco si è anche impegnato a imporre un divieto di acquisizione e ad effettuare una serie di cessioni all’estero e relativamente ad attività non bancarie in Grecia, come indicato al considerando (133). I limiti alle distorsioni della concorrenza saranno ulteriormente valutati nella sezione 7.6.
(327)
È stato nominato un fiduciario nella Banca per monitorare la corretta esecuzione degli impegni in materia di governo societario e di operazioni commerciali, in modo da evitare qualsiasi mutamento negativo nelle pratiche commerciali della Banca e limitare così le ricadute negative.
(328)
Infine, il 16 aprile 2014 è stato trasmesso alla Commissione un nuovo piano di ristrutturazione completo, che sarà valutato nella sezione 7.6.
(329)
In conclusione, i dubbi espressi nella decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank sono stati dissipati e, alla luce del punto 15 della comunicazione sul settore bancario del 2008, le misure B1, B2, B3 e B4 sono proporzionate.
7.4.4. Conclusione sulla conformità delle ricapitalizzazioni dell’HFSF alla comunicazione sul settore bancario del 2008, alla comunicazione sulla ricapitalizzazione e alla comunicazione di proroga del 2011
(330)
La Commissione conclude quindi che le ricapitalizzazioni a cura dell’HFSF (misure B1, B2, B3 e B4) sono adeguate, necessarie e proporzionate in base al punto 15 della comunicazione sul settore bancario del 2008, alla comunicazione sulla ricapitalizzazione e alla comunicazione di proroga del 2011.
7.5. CONFORMITÀ ALLA COMUNICAZIONE SULLA RISTRUTTURAZIONE DELLE ACQUISIZIONI DELLA NUOVA TT BANK E DI NEA PROTON BANK DA PARTE DELLA BANCA
(331)
Secondo i punti 23 e 40 della comunicazione sulla ristrutturazione, di norma le acquisizioni di imprese da parte di banche beneficiarie di aiuti sono in contrasto con gli obblighi di limitare i costi di ristrutturazione e le distorsioni della concorrenza. Inoltre, tali acquisizioni possono mettere a repentaglio o complicare il ripristino della redditività. Pertanto la Commissione deve valutare se le acquisizioni effettuate dalla Banca possano essere compatibili con la comunicazione sulla ristrutturazione.
7.5.1. Conformità dell’acquisizione della nuova TT Bank con la comunicazione sulla ristrutturazione
7.5.1.1. Impatto dell’acquisizione della nuova TT Bank sulla redditività a lungo termine della Banca
(332)
Dal punto di vista dell’autonomia finanziaria operativa, l’acquisizione effettuata dalla Banca favorirà il ripristino della sua redditività sul lungo termine perché la fusione di due banche che operano sullo stesso mercato geografico offre l’opportunità di realizzare importanti sinergie, per esempio attraverso la chiusura di filiali e la riduzione del personale e delle spese generali. La Banca acquisirà i clienti e i depositanti, tagliando considerevolmente i costi di distribuzione, e chiuderà la maggior parte delle filiali «T-Bank» e alcune delle filiali «Hellenic Postbank», oltre a razionalizzare le funzioni delle sedi centrali.
(333)
Per quanto riguarda le posizioni di liquidità, la transazione influisce positivamente anche sul rapporto tra prestiti e depositi della Banca, riducendolo sensibilmente rispetto ai livelli eccessivi che aveva raggiunto perché nella nuova TT Bank i depositi superavano abbondantemente i prestiti. In particolare, nella sua lettera all’HFSF dell’8 luglio 2013, la Banca centrale greca ha osservato che la Banca si era trovata sotto una forte pressione nei due anni antecedenti alla transazione e aveva perso quote di mercato in Grecia, affidandosi in misura considerevole al finanziamento dell’Eurosistema e al credito di ultima istanza. Nella sua lettera, la Banca centrale greca aveva fatto riferimento al grave deficit di finanziamento, al rapporto consolidato tra prestiti e depositi, che era pari al 132 %, e al peggioramento della percezione della Banca da parte dei clienti, indicando che l’acquisizione della nuova TT Bank da parte della Banca avrebbe determinato «un aumento consistente dei depositi del[la Banca], migliorandone il profilo generale di finanziamento, la percezione da parte dei depositanti e la possibilità di attrarre nuovi depositi a condizioni più allettanti di quelle attuali».
(334)
L’acquisizione contribuisce dunque a risanare la posizione di liquidità della Banca, cosa essenziale ai fini del ripristino della redditività sul lungo termine. La Commissione ha riconosciuto l’impatto positivo dell’acquisizione in una lettera dei suoi servizi all’HFSF dell’8 luglio 2013, nella quale ha fatto presente che il progetto di piano di ristrutturazione della Banca, inviato dalla Grecia prima dell’acquisizione della nuova TT Bank, non aveva soddisfatto il requisito del ripristino della redditività sul lungo termine perché, alla fine del periodo di ristrutturazione, la Banca presentava un bilancio vulnerabile. Nella stessa lettera la Commissione specificava che «l’acquisizione della [nuova TT Bank], con il suo numero elevato di depositi, costituirebbe un contributo fondamentale al ripianamento del bilancio del[la Banca] e, conseguentemente, al ripristino della sua redditività sul lungo termine». La valutazione era giustificata dall’impatto di un’acquisizione di questo tipo sulla posizione di liquidità della Banca: «In base ai dati della fine del 2012, l’acquisizione farebbe scendere immediatamente [il] rapporto tra prestiti e depositi dal 155 % al 123 %, cosa che dovrebbe permettere di soddisfare il requisito [della Commissione alla] fine del 2017».
(335)
Pertanto la Commissione ritiene che l’acquisizione sia un fatto positivo ai fini della redditività della Banca sul lungo termine.
7.5.1.2. Impatto dell’acquisizione sull’importo dell’aiuto richiesto dalla Banca
(336)
In linea con il punto 23 della comunicazione sulla ristrutturazione, gli aiuti alla ristrutturazione non dovrebbero essere impiegati per l’acquisizione di altre imprese, bensì limitarsi alla copertura dei costi necessari al ripristino della redditività della Banca.
(337)
Poiché la Banca ha pagato il prezzo d’acquisto sotto forma di nuovi titoli azionari, l’acquisizione non è stata finanziata attraverso aiuti di Stato. Di conseguenza, la domanda di capitale determinata dal versamento del prezzo d’acquisto è stata subito coperta dall’emissione di nuove azioni, in modo da evitare che tale versamento provocasse un aumento netto della domanda di capitale della Banca. Inoltre, l’HFSF era proprietario al 100 % della nuova TT Bank, per cui tutte le nuove azioni emesse dalla Banca sono state assegnate all’HFSF, ossia allo Stato.
(338)
Di per sé, l’acquisizione non comporterà ulteriori aiuti di Stato perché la nuova TT Bank ne ha soddisfatto i requisiti patrimoniali. Inoltre, questo istituto di credito temporaneo era stato fondato solo alcuni mesi prima di essere acquisito. Poiché gli attivi di una banca in fallimento vengono verificati e valutati ad un prezzo congruo prima di essere trasferiti a un istituto di credito temporaneo, si può supporre che il portafoglio prestiti della nuova TT Bank non presentasse perdite nascoste o non sufficientemente coperte.
(339)
Concludendo, nella fattispecie e in via eccezionale, l’acquisizione della nuova TT Bank non viola il principio secondo cui l’aiuto deve essere contenuto entro il minimo necessario.
7.5.1.3. Effetto distorsivo dell’acquisizione sulla concorrenza
(340)
In linea con i punti 39 e 40 della comunicazione sulla ristrutturazione, gli aiuti di Stato non devono essere utilizzati per acquisire imprese concorrenti a scapito di aziende che non ne beneficiano. Il punto 41 della stessa comunicazione afferma inoltre che le acquisizioni possono essere autorizzate qualora facciano parte di un processo di consolidamento necessario per ripristinare la stabilità finanziaria o garantire una concorrenza effettiva, che il processo di acquisizione dovrebbe essere equo e che il risultato dovrebbe garantire condizioni di concorrenza effettiva sui mercati rilevanti.
(341)
La nuova TT Bank non era una banca redditizia su base autonoma. Il suo consolidamento è stato richiesto ai sensi dell’MPEF del 15 maggio 2013 e la transazione può essere dunque considerata parte di un processo di consolidamento necessario per un ripristino della stabilità finanziaria del tipo descritto nel punto 41 della comunicazione sulla ristrutturazione.
(342)
Nessun offerente non sovvenzionato ha presentato un’offerta valida per acquisire la nuova TT Bank e il processo di vendita è stato aperto, trasparente e non discriminatorio. Dunque la Banca non ha escluso alcun offerente non sovvenzionato. Poiché l’acquisizione è stata autorizzata dall’autorità ellenica per la concorrenza (142), la Commissione presuppone che l’esito del processo di vendita abbia garantito condizioni di concorrenza effettiva in Grecia.
(343)
In tale contesto, si può concludere che l’acquisizione della nuova TT Bank è compatibile con la sezione 4 della comunicazione sulla ristrutturazione.
7.5.1.4. Conclusione sull’acquisizione della nuova TT Bank
(344)
La Commissione conclude che, alla luce della situazione particolare delle banche greche (143) e delle caratteristiche specifiche dell’acquisizione della nuova TT Bank, tale acquisizione è compatibile con i requisiti previsti dalla comunicazione sulla ristrutturazione.
7.5.2. Conformità dell’acquisizione di Nea Proton Bank con la comunicazione sulla ristrutturazione
7.5.2.1. Impatto dell’acquisizione di Nea Proton Bank sulla redditività a lungo termine della Banca
(345)
Dal punto di vista dell’autonomia finanziaria operativa, l’acquisizione di Nea Proton Bank dovrebbe favorire il ripristino della redditività della Banca sul lungo termine perché la fusione di due banche che operano sullo stesso mercato geografico offre l’opportunità di realizzare importanti sinergie, per esempio attraverso la chiusura di filiali e la riduzione del personale e delle spese generali.
(346)
L’acquisizione di Nea Proton Bank permette alla Banca di trarre profitto da tali sinergie. La Banca ne acquisirà i clienti e i correntisti e chiuderà la maggior parte delle filiali, razionalizzando il sistema informativo e le funzioni della sede centrale. La transazione ha inoltre ridotto il rapporto tra prestiti e depositi della Banca, in quanto il valore di tale rapporto era inferiore per Nea Proton Bank. Infatti, alla fine del giugno 2013, il rapporto netto tra prestiti e depositi della Banca si aggirava sul 135,79 %, mentre quello di Nea Proton Bank si assestava intorno al 52,68 %.
(347)
Concludendo, l’acquisizione ha avuto un effetto positivo sulla redditività della Banca.
7.5.2.2. Impatto dell’acquisizione di Nea Proton Bank sull’importo dell’aiuto necessario per la Banca
(348)
In linea con il punto 23 della comunicazione sulla ristrutturazione, gli aiuti alla ristrutturazione non devono essere impiegati per l’acquisizione di altre imprese, ma solo per la copertura dei costi necessari al ripristino della redditività.
(349)
La Banca ha versato un prezzo simbolico per acquistare Nea Proton Bank (un euro), mentre l’entità acquisita è stata adeguatamente ricapitalizzata prima di essere venduta. La ricapitalizzazione comprendeva accantonamenti per perdite future su prestiti e perdite operative (144). Di conseguenza, l’acquisizione al prezzo di un euro di una banca adeguatamente capitalizzata non ha provocato l’aumento della domanda di capitale della Banca.
(350)
Concludendo, l’acquisizione di Nea Proton Bank non viola il principio secondo cui l’aiuto deve essere contenuto entro il minimo necessario.
7.5.2.3. Effetto distorsivo dell’acquisizione di Nea Proton Bank sulla concorrenza
(351)
In linea con i punti 39 e 40 della comunicazione sulla ristrutturazione, gli aiuti di Stato non devono essere utilizzati per acquisire imprese concorrenti a scapito di aziende che non ne beneficiano.
(352)
Nea Proton Bank non era una banca redditizia su base autonoma. Il suo consolidamento è stato richiesto ai sensi dell’MPEF del 15 maggio 2013. L’acquisizione può essere dunque considerata parte di un processo di consolidamento necessario per un ripristino della stabilità finanziaria del tipo descritto nel punto 41 della comunicazione sulla ristrutturazione.
(353)
La Commissione osserva inoltre che nessun offerente non sovvenzionato ha presentato un’offerta valida per acquisire Nea Proton Bank e che il processo di vendita è stato aperto, trasparente e non discriminatorio. Dunque la Banca non ha escluso alcun offerente non sovvenzionato. Poiché l’acquisizione è stata autorizzata dall’autorità ellenica per la concorrenza (145), la Commissione presuppone che l’esito del processo di vendita garantisca condizioni di concorrenza effettiva in Grecia.
(354)
In tale contesto, si può concludere che l’acquisizione di New Proton Bank è compatibile con la sezione 4 della comunicazione sulla ristrutturazione.
7.5.2.4. Conclusione sull’acquisizione di Nea Proton Bank
(355)
La Commissione conclude che, alla luce delle caratteristiche specifiche dell’acquisizione di Nea Proton Bank, tale acquisizione è compatibile con i requisiti previsti dalla comunicazione sulla ristrutturazione.
7.6. CONFORMITÀ DELLE MISURE A, B1, B2, B3, B4 E C ALLA COMUNICAZIONE SULLA RISTRUTTURAZIONE E DELLA MISURA C ALLA COMUNICAZIONE SUL SETTORE BANCARIO DEL 2013
7.6.1. Cause di difficoltà e conseguenze per la valutazione ai sensi della comunicazione sulla ristrutturazione
(356)
Come indicato nelle sezioni 2.1.1 e 2.1.2, le difficoltà con cui si confronta la Banca sono dovute principalmente alla crisi del debito sovrano e alla profonda recessione della Grecia e dell’Europa meridionale. Per quanto riguarda il primo fattore, il governo greco ha perso l’accesso ai mercati finanziari e ha dovuto infine negoziare un accordo con i suoi creditori nazionali e internazionali, ossia il programma PSI, che ha determinato una riduzione del 53,3 % dei crediti nei confronti dello Stato. Inoltre, il 31,5 % dei crediti è stato scambiato con nuovi GGB a tassi di interesse inferiori e di durata maggiore. Nel dicembre 2012 lo Stato ha riacquistato questi nuovi GGB dalle banche greche a un prezzo oscillante tra il 30,2 % e il 40,1 % del loro valore nominale, cristallizzando in tal modo un’ulteriore perdita per le banche greche. Oltre all’impatto del programma PSI e del riacquisto del debito sulla sua posizione patrimoniale, la Banca ha anche riscontrato flussi in uscita enormi tra il 2010 e la metà del 2012 causati dal rischio che, per via di un debito pubblico insostenibile e della recessione economica, la Grecia finisse fuori dalla zona euro.
(357)
Le misure B1, B2, B3 e B4 ammontano a 5 839 milioni di EUR, che corrispondono all’incirca al totale delle perdite registrate a seguito del programma PSI (5 781 milioni di EUR). In un caso del genere, e qualora le difficoltà non siano dovute principalmente a un’eccessiva assunzione di rischi, il punto 14 della comunicazione di proroga del 2011 prevede che la Commissione alleggerisca i requisiti.
(358)
La Commissione riconosce che la domanda di capitale è in parte dovuta alla regolare esposizione di un’istituzione finanziaria al rischio sovrano del proprio paese, fatto evidenziato anche nei considerando 58 e 69 della decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank. Conseguentemente, per la Banca c’è meno bisogno di affrontare, rispetto ad altre istituzioni finanziarie sovvenzionate che hanno accumulato rischi eccessivi, questioni relative al rischio morale nel proprio piano di ristrutturazione. Pertanto, poiché le misure di aiuto hanno un minor effetto distorsivo, i provvedimenti adottati per limitare le distorsioni della concorrenza dovrebbero essere proporzionalmente alleggeriti. Dal momento che il programma PSI e il riacquisto del debito costituiscono una remissione dello stesso a favore dello Stato, la remunerazione da parte di quest’ultimo relativa alla ricapitalizzazione delle banche può essere inferiore.
(359)
Tuttavia, avendo l’economia greca registrato un regresso del 25 % circa dal 2008, la Banca deve adeguare la sua organizzazione, la struttura dei costi e la sua rete commerciale a questo nuovo ambiente per ripristinare la redditività. Pertanto, nonostante l’assenza di questioni relative al rischio morale, la Banca deve ristrutturare le sue operazioni in Grecia per garantire la redditività sul lungo termine.
(360)
La Commissione osserva inoltre che l’esposizione della Banca al rischio sovrano greco era maggiore di quello di alcune altre banche in Grecia. Conseguentemente, non tutte le perdite registrate sui GGB (ossia sul programma PSI) sono imputabili alla regolare esposizione di un’istituzione finanziaria al rischio sovrano del proprio paese.
(361)
La seconda causa all’origine delle difficoltà della Banca è costituita dalle perdite sui prestiti alle famiglie e alle aziende greche. La Commissione ritiene che tali perdite siano principalmente dovute alla contrazione del PIL del 25 % circa in cinque anni (dunque una contrazione eccezionalmente grave e prolungata) e non a una condotta rischiosa della Banca nell’erogazione dei prestiti. Di conseguenza, l’aiuto concesso per coprire quelle perdite non crea un rischio morale, come nel caso di un aiuto che protegga una banca dalle conseguenze di politiche rischiose adottate in passato. Pertanto l’aiuto produce un minor effetto distorsivo (146).
(362)
Tuttavia, parte della domanda di capitale e delle perdite sui prestiti della Banca deriva da alcune delle sue succursali internazionali in Romania, Bulgaria, Polonia e Ucraina. Nel 2012, per esempio, la Banca ha registrato perdite in Romania, Bulgaria e Ucraina, mentre le relative succursali hanno beneficiato di un finanziamento intragruppo del valore di 1,8 miliardi di EUR.
(363)
Dagli stress test effettuati nel 2012 per determinare la domanda di capitale della Banca è emerso inoltre che tale domanda derivava in parte dalle perdite sui prestiti esteri che, in base alle proiezioni, si stimavano in 1 228 milioni di EUR secondo lo scenario di base e in 1 622 milioni di EUR secondo quello negativo.
(364)
In conclusione, il punto 14 della comunicazione di proroga del 2011 riguarda una parte significativa delle perdite e la conseguente domanda di aiuto, il che permette alla Commissione di alleggerire i suoi requisiti. La domanda di aiuto deriva in parte da perdite sui prestiti greci dovute alla recessione eccezionalmente lunga e profonda e non alla concessione di prestiti a rischio, e l’aiuto concesso in tali circostanze, non creando un rischio morale, produce un minor effetto distorsivo.
(365)
Infine, la domanda di aiuto è imputabile in parte all’assunzione di rischi da parte della Banca stessa, specialmente per quanto riguarda le sue succursali estere, e al fatto di detenere una quantità maggiore di GGB.
7.6.2. Redditività
(366)
Un piano di ristrutturazione deve garantire che l’istituzione finanziaria sia in grado di ripristinare la sua redditività sul lungo termine entro la fine del periodo di ristrutturazione (sezione 2 della comunicazione sulla ristrutturazione). Nel caso in esame, per periodo di ristrutturazione s’intende il periodo compreso fra la data di adozione della presente decisione e il 31 dicembre 2018.
(367)
In linea con i punti 9 - 11 della comunicazione sulla ristrutturazione, la Grecia ha presentato un piano di ristrutturazione completo e dettagliato che fornisce informazioni esaustive sul modello aziendale della Banca. Il piano individua inoltre le cause delle difficoltà della Banca e le misure adottate per affrontare tutti i problemi di redditività che ha incontrato e, in particolare, descrive la strategia scelta per preservare l’efficienza operativa e far fronte al tasso elevato di prestiti non produttivi, alla scarsa efficienza operativa, alla debolezza della sua posizione di liquidità e di capitale e alle sue attività estere dipendenti dalla società madre per quanto concerne il loro finanziamento e il loro capitale.
7.6.2.1. Attività bancarie greche
(368)
Per quanto riguarda la liquidità e la dipendenza della Banca dal finanziamento dell’Eurosistema, il piano di ristrutturazione prevede una crescita del bilancio limitata in Grecia, mentre la base dei depositi dovrebbe riprendere ad aumentare. La dipendenza dall’ELA, che ha già registrato un calo, continuerà a diminuire, contribuendo a ridurre il costo di finanziamento della Banca.
(369)
L’impegno relativo al rapporto tra depositi e prestiti, descritto nel considerando (127), garantisce che la struttura di bilancio della Banca diventi sostenibile entro la fine del periodo di ristrutturazione. Anche la vendita di titoli e di altre attività secondarie consoliderà la posizione di liquidità della Banca, garantendo che quest’ultima non debba ricorrere ai mercati all’ingrosso. A causa dello stress che tuttora grava sulla suddetta posizione di liquidità, la Commissione può accettare la richiesta delle autorità greche di poter fornire liquidità alla Banca in base alla misura di garanzia e alla misura relativa ai prestiti obbligazionari pubblici del regime di sostegno alle banche greche.
(370)
Per diminuire i propri costi di finanziamento, la Banca si è anche impegnata a ridurre ulteriormente i tassi di interesse che paga sui depositi, come descritto nel considerando (127). La Commissione osserva che tale riduzione costituirà un contributo fondamentale al miglioramento della redditività della Banca al lordo degli accantonamenti.
(371)
Dall’inizio della crisi la Banca ha significativamente razionalizzato la sua rete commerciale in Grecia attraverso una riduzione del numero delle filiali e dei dipendenti. Entro il 2018, le sue spese complessive saranno diminuite di un ulteriore […]% rispetto al 2013 (147). Per conseguire quest’obiettivo, la Banca si è impegnata a ridurre le sue filiali e i suoi dipendenti fino a un massimo di […] e […] rispettivamente al 31 dicembre 2017, con un tetto massimo per la spesa complessiva in Grecia pari a 800 milioni di EUR. Il coefficiente di esercizio previsto sarà inferiore al […]% alla fine del periodo di ristrutturazione. La Commissione ritiene che il piano di ristrutturazione preservi l’efficienza della Banca nel nuovo ambiente di mercato.
(372)
Un altro settore fondamentale è rappresentato dalla gestione dei prestiti non produttivi, dal momento che costituiscono il 29,4 % del portafoglio al 31 dicembre 2013 (148). La Banca prevede di istituire un dipartimento apposito che si occupi della gestione di tali prestiti e si è anche assunta l’impegno di rispettare standard elevati in termini di politica creditizia, al fine di massimizzare il valore per la Banca in ogni fase del processo del credito, come indicato nei considerando (131) e (132).
7.6.2.2. Governo societario
(373)
Un altro punto meritevole di attenzione è il governo della Banca, dal momento che, al 31 dicembre 2013, l’HFSF deteneva il 95,23 % dei suoi titoli azionari. Alla luce dei risultati registrati dalle banche pubbliche in Grecia, nel 2013 la Banca e l’HFSF hanno concordato un accordo specifico relativamente ai rapporti, accordo che protegge l’attività quotidiana della Banca dall’eccessiva interferenza del suo azionista principale, garantendo al contempo che l’HFSF possa seguire l’attuazione del piano di ristrutturazione e impedire che la direzione della Banca si assuma rischi eccessivi attraverso opportune procedure di consultazione. La Banca si è inoltre assunta l’impegno di monitorare attentamente la propria esposizione ai mutuatari collegati.
(374)
La legge HFSF, modificata nel 2014, prevede che i titoli azionari sottoscritti dall’HFSF durante la ricapitalizzazione della primavera 2013 non conferiscano diritto di voto qualora almeno il 50 % dell’aumento di capitale del 2014 venga sottoscritto da investitori privati. Per quanto concerne il ripristino della redditività sul lungo termine della Banca, la Commissione sarebbe incline a non valutare negativamente il controllo accordato agli azionisti privati nel caso in cui investano nella Banca somme considerevoli di capitali propri. La Commissione osserva altresì che la restrizione del diritto di voto per l’HFSF non si applicherà ai voti riguardanti lo statuto societario della Banca, le operazioni societarie o altre decisioni strategiche. La Commissione approva il fatto che l’HFSF riacquisti automaticamente il diritto di voto a pieno titolo qualora la Banca non attui il proprio piano di ristrutturazione. Queste disposizioni assicurano che l’HFSF, pur non intervenendo nelle operazioni quotidiane della Banca, possa preservare i propri interessi in qualità di azionista e di autorità incaricata di garantire la corretta attuazione del piano di ristrutturazione.
7.6.2.3. Attività internazionali
(375)
Alcune attività internazionali della Banca hanno esaurito in passato il suo capitale, la sua liquidità e la sua redditività, come spiegato nei considerando (362) e (363).
(376)
Il piano di ristrutturazione prevede che la Banca muti il proprio modello aziendale, concentrandosi maggiormente su […]. La Banca ha già venduto la sua succursale non redditizia in Polonia (EFG Poland) e ha anche cominciato a razionalizzare le altre per consolidare il processo di sottoscrizione dei prestiti e ridurre il deficit di finanziamento delle succursali. Sta programmando la cessione della […] succursale […] (149) e ristrutturerà ulteriormente le operazioni delle succursali […] e […] prima della loro eventuale vendita in una fase successiva, come indicato nel considerando (116).
(377)
La redditività generale delle operazioni estere verrà ripristinata a partire dal […] in poi. Alla stessa data, il finanziamento accordato alle succursali estere sarà stato ridotto di […] rispetto al livello riscontrato al 31 dicembre 2012.
(378)
Pertanto la Commissione pensa che la Banca avrà ristrutturato e ridimensionato sufficientemente queste succursali estere per evitare di dover richiedere nuovi apporti di capitale e incorrere in problemi di liquidità in futuro. L’impegno descritto al considerando (128), consistente nell’astenersi dall’effettuare conferimenti ingenti di capitale a favore delle succursali internazionali, garantisce inoltre che queste ultime non rappresentino una minaccia per il capitale o per la liquidità.
7.6.2.4. Conclusione sulla redditività
(379)
Lo scenario di base descritto nella sezione 2.4 dimostra che, alla fine del periodo di ristrutturazione, la Banca sarà in grado di realizzare un guadagno tale da permetterle di coprire tutte le proprie spese e ottenere un rendimento di capitale adeguato e commisurato al suo profilo di rischio. Infatti, secondo lo scenario di base, il rendimento del capitale della Banca sarà pari al […]% nel 2018. Contestualmente, si prevede che la posizione patrimoniale della Banca rimanga su livelli soddisfacenti in quanto, dal 2014 in poi, il tasso di adeguatezza patrimoniale non scenderà al di sotto del […]%.
(380)
Infine, la Commissione prende anche atto dello scenario negativo descritto nel piano di ristrutturazione della Banca presentato dalle autorità greche. Tale scenario si basa su una serie di presupposti concordati con l’HFSF e tiene conto di una più lunga e più profonda recessione, nonché di una deflazione più grave dei prezzi degli immobili (150). Secondo il piano di ristrutturazione, la Banca è in grado di sostenere uno stress di entità ragionevole poiché, nello scenario avverso, la Banca rimarrebbe redditizia alla fine del periodo di ristrutturazione, con un rendimento del capitale del […]% e un tasso del capitale di classe 1 del […]% nel 2018.
(381)
Gli stress test del 2013 effettuati dalla Banca centrale greca confermano che il nuovo capitale che verrà raccolto nel 2014, ossia 2 864 milioni di EUR, è sufficiente per far fronte allo scenario di base nel periodo di ristrutturazione. La Banca presenterà inoltre un piano relativo al capitale contingente alla Banca centrale greca, comprensivo di misure da attuare nel caso in cui la situazione economica dovesse ulteriormente peggiorare. La Commissione ricorda che, nella valutazione della domanda di capitale secondo lo scenario di base, la Banca centrale greca ha già introdotto diversi adeguamenti che hanno determinato un aumento nella stima del fabbisogno di capitale rispetto a quella effettuata dalla Banca secondo il proprio scenario di base. La stima eseguita dalla Banca centrale greca relativamente a tale scenario può essere dunque considerata una sorta di stress test. Per giungere alla conclusione che la Banca è redditizia, la Commissione non le richiede di disporre in anticipo di un capitale sufficiente a coprire la domanda di capitale prevista dalla Banca centrale greca nello scenario di stress negativo, in quanto tale livello di stress è elevato.
(382)
Inoltre è positivo il fatto che la Banca si asterrà dall’acquistare ulteriori titoli non rientranti nella categoria investimento, il che contribuirà a preservare la sua posizione di liquidità e di capitale.
(383)
Pertanto la Commissione può concludere che la Banca ha adottato misure sufficienti per affrontare i problemi di redditività delle attività bancarie nazionali e delle attività estere.
7.6.3. Contributo proprio e condivisione degli oneri
7.6.3.1. Valutazione della conformità delle misure A, B1, B2, B3 e B4 alla comunicazione sulla ristrutturazione
(384)
Come afferma la comunicazione sulla ristrutturazione, le banche e i loro azionisti devono contribuire alla ristrutturazione nella misura del possibile per assicurare che l’aiuto sia limitato al minimo necessario; perciò le banche devono impiegare risorse proprie per finanziare la ristrutturazione, per esempio mediante la cessione di attivi, mentre gli azionisti devono, ove possibile, assorbire le perdite della banca. Gli impegni assunti dalla Banca devono garantire che le sue risorse vengano utilizzate e che i vecchi azionisti e gli investitori privati, detenendo capitale ibrido della Banca, contribuiscano alla ristrutturazione.
7.6.3.1.1. Contributo proprio della Banca: cessioni e riduzione dei costi
(385)
La Banca ha ceduto un notevole numero di attività al fine di consolidare la propria adeguatezza patrimoniale e la vendita delle sue grandi succursali polacche e turche ha migliorato la sua posizione patrimoniale di circa 750 milioni di EUR. Queste cessioni hanno anche potenziato la sua posizione di liquidità e l’aumento di capitale azionario di Eurobank Properties ha permesso alla Banca di incrementare il proprio patrimonio di 200 milioni di EUR.
(386)
Il piano di ristrutturazione prevede la vendita di ulteriori attivi di […] e […]. In particolare, la Banca si è assunta l’impegno di ridurre l’entità dei suoi attivi esteri a 8,77 miliardi di EUR. Considerando la riduzione dell’indebitamento e le cessioni già effettuate, dopo l’attuazione di questo ridimensionamento supplementare la presenza geografica in Grecia della Banca si sarà considerevolmente ridotta.
(387)
Inoltre, la Banca si è impegnata a diminuire ulteriormente l’entità dei suoi attivi esteri qualora dovesse richiedere un conferimento di capitale dall’HFSF superiore a 1 miliardo di EUR e, in tal caso, ridurrebbe il proprio portafoglio delle attività internazionali a non più di 3,5 miliardi di EUR. In caso di un conferimento di capitale (misura C) inferiore a 1 miliardo di EUR, gli investitori privati contribuiranno con un apporto di almeno 1,5 miliardi di EUR, dunque superiore a quello dell’HFSF, che farebbe diminuire sensibilmente l’importo dell’aiuto richiesto, ottimizzando così la condivisione degli oneri.
(388)
La Banca si è anche assunta l’impegno di vendere la sua grande e redditizia compagnia assicurativa controllata.
(389)
Per limitare le sue esigenze patrimoniali, la Banca si è impegnata a non utilizzare capitale per sostenere o aumentare le dimensioni delle sue succursali estere, come descritto nel considerando (128), e a non effettuare ulteriori acquisizioni.
(390)
Tra gli impegni della Banca c’è anche l’attuazione di un programma di vasta portata per la riduzione dei costi, come indicato nella sezione 2.4.2. Le sue spese diminuiranno ulteriormente fino al 2018. […]
(391)
In particolare, lo Stato greco si è assunto un impegno in base al quale, fino al […], la Banca non verserà un’annualità di retribuzione (stipendio, contributo previdenziale, bonus) superiore a […] ad alcun impiegato o dirigente. Inoltre, qualora l’HFSF dovesse sottoscrivere tutti i titoli azionari della Banca, la Grecia applicherà, in base all’impegno assunto in merito, un tetto salariale in linea con la comunicazione sul settore bancario del 2013 (151).
7.6.3.1.2. Condivisione degli oneri da parte degli azionisti storici e raccolta di nuovo capitale sul mercato.
(392)
La ricapitalizzazione della primavera 2013 (misura B4) ha causato una forte diluizione degli azionisti esistenti della Banca. Infatti la loro partecipazione si era ridotta dal 100 % (prima della suddetta ricapitalizzazione) all’1,44 % soltanto. La Commissione osserva inoltre che la Banca non paga dividendi in contanti dal 2008 e, infine, si compiace del fatto che l’HFSF conferirà nuovo capitale solo nel caso in cui la Banca non riesca a raccoglierlo sul mercato a un prezzo ritenuto ragionevole e determinato in base a due valutazioni indipendenti.
7.6.3.1.3. Condivisione degli oneri da parte dei detentori del debito subordinato
(393)
I detentori del debito subordinato della Banca hanno contribuito al pagamento dei suoi costi di ristrutturazione. La Banca ha eseguito diversi interventi di gestione delle passività al fine di generare capitale. Il totale delle passività scambiate ammontava a 748 milioni di EUR, con una plusvalenza di 565 milioni di EUR, come descritto nei considerando 122 e (123).
(394)
Gli strumenti ancora in sospeso sono soggetti al divieto di cedola di cui al considerando (133). La Commissione ritiene pertanto che sia garantita un’adeguata ripartizione degli oneri tra gli azionisti ibridi privati della banca e che, in merito a questo punto, siano soddisfatti i criteri della comunicazione sulla ristrutturazione.
(395)
In conclusione, considerando quanto esposto nella sezione 7.6.1, la Commissione ritiene che la Grecia abbia attuato misure sufficienti, relativamente al contributo proprio e alla condivisione degli oneri, per ridurre al minimo necessario l’importo delle misure di aiuto A, B1, B2, B3 e B4.
7.6.3.2. Valutazione della compatibilità della misura C con la comunicazione sul settore bancario del 2013
(396)
La comunicazione sul settore bancario del 2013 integra la comunicazione sulla ristrutturazione e richiede una migliore condivisione degli oneri e l’ottenimento di sostegno al capitale da parte delle banche per attuare misure aggiuntive finalizzate alla riduzione al minimo dell’aiuto. In base al punto 29 della comunicazione sul settore bancario del 2013, lo Stato membro è tenuto a dimostrare che siano stati utilizzati nella massima misura possibile tutti i mezzi per limitare l’aiuto al minimo necessario. A tale scopo, lo Stato membro deve presentare un piano di raccolta di capitale, garantire un’adeguata ripartizione degli oneri tra gli azionisti e i creditori subordinati e impedire il deflusso di fondi prima della decisione di ristrutturazione. Secondo la comunicazione sul settore bancario del 2013, il piano di raccolta di capitale dovrebbe comprendere emissioni di diritti, attività volontarie di gestione delle passività, cessioni che generino capitale, misure di riduzione della leva finanziaria, la mancata distribuzione degli utili e altre misure quali, per esempio, l’adozione di politiche rigorose in materia di costi e di remunerazione.
(397)
Il punto 47 della comunicazione sul settore bancario del 2013 prevede che, una volta individuati dei deficit di capitale, una banca debba impedire il deflusso di fondi mediante una serie di misure finalizzate a tale scopo quali divieti regolari di distribuire cedole e dividendi o di esercitare un’influenza predominante sui prezzi nonché divieti di acquisizione o di pubblicità. La Commissione osserva che la Banca osserva già questi divieti perché sono già inclusi nell’elenco degli impegni presentato dalla Grecia, come descritto nel considerando (133), e che la Banca non paga dividendi in contanti dal 2008.
(398)
L’impegno di ricapitalizzazione del 2014 (misura C) rappresenta una sorta di cuscinetto per assorbire le perdite future determinate dallo stress test effettuato nel 2013 dalla Banca centrale greca, i cui risultati sono stati divulgati il 6 marzo 2014 e mostrano che occorrono alla Banca 2 945 milioni di EUR di nuovo capitale per coprire le perdite future in uno scenario di stress. La misura C copre solo la restante domanda di capitale nella misura in cui: i) essa non si può coprire con ulteriori cessioni o misure che prevedano aumenti di capitale (la Commissione ritiene che la Banca abbia analizzato tutte le potenziali cessioni e si sia impegnata a realizzare tutte quelle che possano ridurre la domanda di capitale nel quadro del piano relativo al capitale presentato dalla Banca centrale greca) e ii) non viene coperta dagli investitori privati nel quadro dell’aumento di capitale azionario che verrà effettuato nell’aprile 2014. Pertanto questa misura non si traduce in un apporto di capitale eccessivo a favore della Banca.
(399)
Come spiegato nei considerando 385-395, la Banca ha già preso provvedimenti prima dello stress test per ridurre al minimo l’importo del capitale richiesto. Qualora, nel quadro dell’attuale raccolta di capitale, la Banca riesca a raccoglierne la maggior parte presso gli investitori privati e l’aiuto supplementare versato dall’HFSF resti inferiore a 1 miliardo di EUR, non sarà necessario un ulteriore contributo proprio da parte della Banca. Tuttavia, nel caso in cui l’importo dell’aiuto versato in applicazione della misura C superi quel livello, sarebbe opportuno che la Banca cedesse altre attività.
(400)
Per quanto concerne la condivisione degli oneri, la comunicazione sul settore bancario del 2013 stabilisce che un’adeguata ripartizione comporti contributi da parte di azionisti, detentori di capitale ibrido e di debito subordinato prima che venga concesso un aiuto sotto forma di sostegno al capitale. La Commissione osserva che lo Stato greco ha modificato il proprio quadro legislativo nazionale per garantire che i creditori subordinati contribuiscano alle spese di ristrutturazione della Banca prima di eventuali conferimenti di nuovo capitale a suo favore. La Commissione rileva inoltre che la Grecia si è assunta l’impegno di attuare le misure di cui all’articolo 6a della legge HFSF, modificata nel 2014, che prevede la ripartizione del deficit patrimoniale tra i detentori dei suoi strumenti di capitale e di altre passività subordinate, ove necessario. Benché tale condivisione degli oneri sia prevista solo dopo la data dell’impegno di ricapitalizzazione del 2014 (misura C), in base al punto 45 della comunicazione sul settore bancario del 2013, la Commissione ritiene che, qualora il debito subordinato e il capitale ibrido venissero convertiti obbligatoriamente all’atto dell’impegno, ciò determinerebbe risultati sproporzionati. Qualora la Banca dovesse raccogliere capitali sufficienti presso i privati per coprire tutto il suo fabbisogno patrimoniale determinato dallo stress test svolto dalla Banca centrale greca, la conversione del debito subordinato si rivelerebbe sproporzionata. Pertanto l’impegno della Grecia di far intervenire i creditori subordinati prima che si provveda a versare alla Banca qualsiasi importo a titolo di sostegno al capitale è sufficiente a garantire una condivisione degli oneri adeguata.
(401)
Inoltre, al fine di assicurare la più ampia partecipazione dei proprietari della banca al ripristino di un capitale adeguato durante la fase di ristrutturazione, la Grecia si è impegnata affinché, fino al termine del periodo di ristrutturazione, la Banca trattenga i dividendi e non paghi alcuna cedola che non sia tenuta a versare per legge. Così, conformemente al punto 26 della comunicazione sulla ristrutturazione e al punto 47 della comunicazione sul settore bancario del 2013, la Banca non si avvarrà dell’aiuto statale per remunerare fondi propri nel caso in cui le attività della banca non generino utili sufficienti.
(402)
La Banca si è inoltre assunta l’impegno di non pagare fino al 31 dicembre 2017 ad alcuno dei suoi dipendenti o dirigenti un’annualità di retribuzione (stipendio, contributo previdenziale, bonus) superiore a quella del Governatore della Banca centrale greca (non considerando l’eventuale rinuncia del Governatore ad una parte della sua retribuzione). Inoltre, qualora l’HFSF dovesse sottoscrivere tutti i titoli azionari della Banca, la Grecia applicherà, in base all’impegno assunto in merito, un tetto salariale in linea con la comunicazione sul settore bancario del 2013 (152).
(403)
La Commissione deve valutare se questo impegno, che riguarda due scenari, soddisfi i requisiti previsti dalla comunicazione sul settore bancario del 2013.
(404)
Nel primo scenario, qualora l’HFSF non conferisca effettivamente nuovo capitale a beneficio della Banca, l’aiuto previsto dalla misura C si limiterà a un mero impegno di sottoscrizione d’un aumento di capitale e l’HFSF non verserà un solo euro perché tutti i nuovi titoli azionali saranno stati sottoscritti da investitori privati. La comunicazione sul settore bancario del 2013 prevede che le restrizioni in materia di retribuzione possano essere revocate una volta che gli aiuti siano stati rimborsati. Tuttavia, l’aiuto previsto da tale impegno di sottoscrizione relativamente a un eventuale aumento di capitale non potrà essere rimborsato se l’impegno in questione non verrà mai messo in atto (dal momento che lo Stato non ha mai versato denaro alla Banca). In tali circostanze, la Commissione può accettare che le restrizioni alla retribuzione si applichino per un periodo di tempo determinato. La Commissione ritiene che l’impegno assunto dallo Stato greco, impegno che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2017 (ossia per tre anni e otto mesi, terminando un anno prima della fine del piano di ristrutturazione), rappresenti una corretta applicazione dell’ultimo paragrafo del punto 38 della comunicazione sul settore bancario del 2013. Essendo la retribuzione annuale del Governatore della Banca centrale greca inferiore al tetto fissato nel secondo paragrafo del punto 38 della suddetta comunicazione, e applicandosi tale impegno all’intero gruppo, la Commissione reputa che l’impegno proposto dalla Grecia per il caso in cui l’HFSF non sottoscriva alcun titolo azionario nel quadro dell’aumento di capitale in programma sia in linea con il punto 38 della comunicazione.
(405)
Per quanto riguarda il secondo scenario, nel quale l’HFSF dovrebbe sottoscrivere tutte le azioni della banca, la Grecia si è ripromessa di modificare l’impegno affinché sia conforme alla comunicazione sul settore bancario del 2013. La Commissione osserva che, qualora l’HFSF sottoscrivesse tutti i titoli azionari, la durata del tetto retributivo dovrebbe essere modificata per rimanere conforme alla comunicazione summenzionata e dovrebbe protrarsi fino alla fine del piano di ristrutturazione (31 dicembre 2018) o fino ad una transazione equivalente al rimborso dell’aiuto. Dal momento che la Banca non può rimborsare le azioni ordinarie, la Commissione riconosce che vendere le azioni con profitto sul mercato secondario si potrebbe considerare una soluzione equivalente a un rimborso dell’aiuto.
(406)
Concludendo, in entrambi gli scenari l’impegno relativo alle restrizioni in materia di retribuzione assunto dallo Stato greco soddisfa i requisiti della comunicazione sul settore bancario del 2013.
(407)
Per quanto riguarda la remunerazione dell’aiuto di Stato, la comunicazione di proroga del 2011 richiede che vengano emessi nuovi titoli azionari con uno sconto rispetto al prezzo di mercato, previo adeguamento in base all’effetto di diluizione. La Commissione rileva che la finalità di questo requisito è quella di assicurare che lo Stato riceva una remunerazione sufficiente per la sua partecipazione azionaria nella Banca e che si verifichi una diluizione proporzionale degli azionisti storici. Nel caso della misura C, lo Stato è già l’azionista principale della Banca, detenendo oltre il 90 % dei suoi titoli azionari. Pertanto, uno sconto eccessivo rispetto al prezzo di mercato diminuirebbe la remunerazione dell’aiuto di Stato per quanto concerne la misura B4 e rischierebbe di tradursi in un aiuto agli investitori qualora lo sconto determinasse una sottovalutazione del valore della Banca. Per evitare una situazione di questo genere, il prezzo di sottoscrizione non potrà essere inferiore ad un minimo stabilito in base a due perizie eseguite da valutatori indipendenti. Gli accordi dettagliati relativi alla determinazione del prezzo tutelano dunque l’HFSF da una diluizione eccessiva da parte dei nuovi investitori, garantendo al contempo che l’HFSF sottoscriva nuovi titoli azionari ad un prezzo corrispondente al valore della Banca. In queste circostanze, la Commissione può approvare la possibilità di emettere le nuove azioni con uno sconto sull’attuale prezzo di mercato che sia inferiore a quello previsto dalla comunicazione di proroga del 2011 e ritiene che il prezzo minimo sia accettabile.
(408)
Se i titoli venissero emessi ad un prezzo più alto, si correrebbe il rischio di scoraggiare gli investitori privati dal partecipare all’aumento di capitale azionario e conseguentemente si limiterebbe la raccolta di capitale privato.
(409)
Pertanto la Commissione reputa adeguato il livello di contributo proprio e di condivisione degli oneri relativamente alla misura C.
7.6.3.3. Conclusione sul contributo proprio e sulla condivisione degli oneri
(410)
La Commissione osserva che, in confronto all’importo totale ricevuto della ricapitalizzazione statale, il contributo proprio e la condivisione degli oneri tramite la vendita di attività sono molto più bassi rispetto ai livelli che di solito la Commissione ritiene sufficienti. Tuttavia, a fronte delle considerazioni esposte nella sezione 7.6.1, in base a cui la Commissione può accettare un contributo proprio e una condivisione degli oneri inferiori, si può ritenere che le misure previste dal piano di ristrutturazione in termini di contributo proprio e di ripartizione degli oneri siano sufficienti.
(411)
Il piano di ristrutturazione è conforme ai requisiti della comunicazione sul settore bancario del 2013 anche per quanto riguarda la misura C.
7.6.4. Misure per limitare le distorsioni della concorrenza
(412)
In base alla comunicazione sulla ristrutturazione, il piano di ristrutturazione deve prevedere misure volte a limitare distorsioni della concorrenza e a garantire un settore finanziario concorrenziale. Inoltre, tali misure devono affrontare questioni relative al rischio morale e garantire che gli aiuti di Stato non siano utilizzati per il finanziamento di comportamenti anticoncorrenziali.
(413)
Conformemente al punto 31 della comunicazione sulla ristrutturazione, nel valutare l’importo dell’aiuto e le distorsioni della concorrenza generate dalle misure in esame, la Commissione deve tenere conto dell’importo dell’aiuto sia in termini assoluti che relativi, nonché del grado di ripartizione degli oneri e della posizione di mercato dell’istituto finanziario dopo la ristrutturazione. Al riguardo, la Commissione ricorda che la Banca è stata oggetto di una ricapitalizzazione statale corrispondente al 16 % delle sue APR (misura C esclusa). Con la misura C, la Banca beneficia dell’impegno a conferire altri 2 864 miliardi di EUR, grazie a cui l’aiuto totale in conto capitale raggiunge il 23,7 % delle APR della Banca. Oltre al sostegno al capitale, la Banca ha anche beneficiato del sostegno alla liquidità, ottenendo garanzie di liquidità che ammontavano a 13 600 milioni di EUR al 15 aprile 2011 e a 13 932 milioni di EUR al 30 novembre 2013, pari al 17 % del bilancio della Banca in tale data, e beneficiando dell’ELA garantito dallo Stato per un importo di 12 miliardi di EUR al 31 dicembre 2012, ossia il 18 % del bilancio della Banca in quella data. La necessità di attuare misure per limitare potenziali distorsioni della concorrenza è pertanto giustificata dall’entità considerevole dell’importo di tale aiuto. Inoltre, la Banca centrale greca possiede una quota di mercato cospicua, che al 31 dicembre 2012 era pari al 17 % per i prestiti e al 12 % per i depositi. In seguito alle acquisizioni della nuova TT Bank e di Nea Proton Bank, tali quote sono aumentate raggiungendo il 20,7 % per i prestiti e il 18,8 % per i depositi nel settembre 2013 (153).
(414)
La Commissione ricorda che le difficoltà della Banca sono dovute principalmente a shock esterni quali la crisi del debito sovrano e la recessione prolungata che sta perturbando l’economia greca dal 2008, come è stato osservato nel considerando (69) della decisione di avvio del procedimento riguardante Eurobank. Le questioni relative al rischio morale sono meno gravi, in quanto la Banca non sembra essersi assunta rischi eccessivi e, come analizzato nella sezione 7.6.1, l’effetto distorsivo della misura di aiuto è minore alla luce di questi fattori, come lo è la necessità di adottare misure per limitare le distorsioni della concorrenza. Per questi motivi la Commissione può ammettere in via eccezionale che, nonostante l’importo dell’aiuto sia elevato, il piano di ristrutturazione non preveda alcun ridimensionamento del bilancio e dei prestiti in Grecia.
(415)
Tuttavia, la Commissione fa presente che le ricapitalizzazioni statali hanno permesso alla Banca di portare avanti le proprie attività bancarie sui mercati stranieri e quelle assicurative in Grecia.
(416)
A questo proposito, la Commissione evidenzia che la Banca, oltre ad aver già messo in atto la riduzione della leva finanziaria e la ristrutturazione della propria rete internazionale, si è assunta l’impegno di vendere le proprie attività assicurative entro […] e di ridurre l’entità dei propri attivi internazionali entro il 31 dicembre 2018, cosa che comporterà probabilmente ulteriori cessioni in […] e […], nonché l’impegno di non utilizzare gli aiuti per finanziare la crescita di tali attività. La Commissione ritiene che ridurre maggiormente le attività straniere costituisca un provvedimento proporzionato nel caso in cui l’HFSF versi alla banca, in applicazione della misura C, un importo superiore a 1 miliardo di EUR a titolo di aiuto in conto capitale. Come indicato nel considerando (295), in seguito a tale versamento l’aiuto produrrebbe un maggior effetto distorsivo rispetto al mero impegno di partecipare all’aumento di capitale. Tuttavia, un conferimento di nuovo capitale inferiore a 1 miliardo di EUR comporterebbe una maggiore partecipazione, per un importo di almeno 1,5 miliardi di EUR, da parte degli investitori privati. Inoltre, una maggiore partecipazione privata si tradurrebbe in un’ulteriore condivisione degli oneri, come spiegato nel considerando (388). Il punto 31 della comunicazione sulla ristrutturazione afferma che, ai fini della valutazione delle misure relative alla condivisione degli oneri, si terrà conto sia del prezzo pagato per l’assistenza ottenuta dallo Stato che del grado di tale condivisione. Pertanto, eventuali ulteriori distorsioni della concorrenza resteranno limitate nel caso di un conferimento da parte dell’HFSF inferiore a 1 miliardo di EUR.
(417)
Lo Stato greco si è anche impegnato ad imporre un divieto di acquisizione, garantendo che la Banca non utilizzerà l’aiuto di Stato ricevuto per acquisire nuove attività. Tale divieto contribuisce ad assicurare che l’aiuto venga impiegato esclusivamente per sostenere il ripristino della redditività delle attività bancarie greche anziché, per esempio, la crescita sui mercati esteri.
(418)
Parimenti, l’impegno a ridurre gli interessi insostenibilmente elevati sui depositi greci garantisce che l’aiuto non verrà utilizzato per finanziare strategie insostenibili di raccolta di depositi che determinano una distorsione della concorrenza sul mercato greco. Analogamente, l’impegno ad attuare linee guida rigorose per quanto riguarda la determinazione dei prezzi dei nuovi prestiti, in base a un’adeguata valutazione del rischio di credito, impedirà alla Banca di falsare la concorrenza sul mercato greco con inopportune strategie di fissazione dei prezzi sui prestiti alla clientela.
(419)
Considerando la situazione specifica descritta nella sezione 7.6.1 e le misure previste dal piano di ristrutturazione, la Commissione ritiene che siano state adottate misure sufficienti per limitare le distorsioni della concorrenza.
7.7. MONITORAGGIO
(420)
In base alla sezione 5 della comunicazione sulla ristrutturazione, la Commissione richiede regolari relazioni per verificare che il piano di ristrutturazione sia attuato correttamente. Come affermato negli impegni (154), lo Stato greco assicurerà che il fiduciario, già nominato dalla Banca con l’approvazione della Commissione, monitori gli impegni assunti dalla Grecia in materia di ristrutturazione delle attività nazionali ed estere, di governo societario e di operazioni commerciali. Pertanto la Commissione reputa che sia garantito un monitoraggio adeguato per quanto riguarda l’attuazione del piano.
8. CONCLUSIONE
(421)
La Commissione ritiene che la Grecia abbia attuato illegittimamente le misure di aiuto SA.34825 (2012/C), SA.34825 (2014/N), SA.36006 (2013/NN), SA.34488 (2012/C, ex 2012/NN), SA.31155 (2013/C) (2013/NN) in violazione dell’articolo 108, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, dal momento che sono state attuate prima di essere notificate formalmente. Tuttavia la Commissione ritiene che il piano di ristrutturazione, unitamente agli impegni di cui agli allegati, assicuri il ripristino della redditività della Banca sul lungo termine, sia sufficiente in termini di condivisione degli oneri e di contributo proprio oltre ad essere adeguato e proporzionale ai fini della compensazione degli effetti distorsivi che le misure di aiuto esaminate nella presente decisione producono sulla concorrenza. Il piano di ristrutturazione e gli impegni presentati soddisfano i criteri della comunicazione sulla ristrutturazione e, pertanto, le misure di aiuto possono essere considerate compatibili con il mercato interno,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Le seguenti misure attuate o pianificate dalla Grecia costituiscono aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato:
a)
il credito di ultima istanza concesso a Eurobank Ergasias SA. («Eurobank») dalla Banca centrale greca e garantita dalla Repubblica ellenica (misura L2);
b)
la seconda ricapitalizzazione ponte, del valore di 1 341 milioni di EUR, accordata a Eurobank dal Fondo ellenico di stabilità finanziaria («HFSF») nel dicembre 2012 (misura B2);
c)
la lettera d’impegno, del 21 dicembre 2012, relativa al conferimento di 528 milioni di EUR da parte dell’HFSF a beneficio di Eurobank (misura B3);
d)
la ricapitalizzazione, del valore di 5 839 milioni di EUR, accordata a Eurobank dall’HFSF nel maggio 2013 (misura B4);
e)
l’impegno di ricapitalizzazione, del valore di 2 864 milioni di EUR, accordato dall’HFSF dopo l’aumento di capitale azionario, per l’importo di 2 864 milioni di EUR, approvato dall’assemblea straordinaria degli azionisti il 12 aprile 2014 ai sensi della legge HFSF 3864/2010 modificata (misura C);
f)
il conferimento di capitale di 395 milioni di EUR accordato dall’HFSF a Nea Proton Bank il 28 agosto 2013 (misura NP3).
2. Alla luce del piano di ristrutturazione relativo al gruppo Eurobank, ossia Eurobank Ergasias S.A e tutte le sue succursali (succursali e filiali greche ed estere, bancarie e non bancarie), presentato il 16 aprile 2014 e degli impegni assunti dalla Grecia il 16 aprile 2014, le seguenti misure costituiscono aiuto di Stato compatibile con il mercato interno:
a)
il conferimento di capitale di 950 milioni di EUR accordato dalla Grecia a Eurobank nel maggio 2009 in base al regime di ricapitalizzazione (misura A);
b)
l’assistenza di liquidità di ultima istanza concessa a Eurobank dalla Banca centrale greca e garantita dallo Stato greco a partire dal luglio 2011, per un importo di 12 miliardi di EUR al 31 dicembre 2012 (misura L2);
c)
la prima ricapitalizzazione ponte, del valore di 3 970 milioni di EUR, accordata a Eurobank dall’HFSF nel maggio 2012 (misura B1);
d)
la seconda ricapitalizzazione ponte, del valore di 1 341 milioni di EUR, accordata a Eurobank dall’HFSF nel dicembre 2012 (misura B2);
e)
la lettera d’impegno, del 21 dicembre 2012, relativa al conferimento di 528 milioni di EUR da parte dell’HFSF a beneficio di Eurobank (misura B3);
f)
la ricapitalizzazione, del valore di 5 839 milioni di EUR, accordata a Eurobank dall’HFSF nel maggio 2013 (misura B4);
g)
l’impegno di ricapitalizzazione, del valore di 2 864 milioni di EUR, accordato dall’HFSF dopo l’aumento di capitale azionario, per l’importo di 2 864 milioni di EUR, approvato dall’assemblea straordinaria degli azionisti il 12aprile 2014 ai sensi della legge HFSF 3864/2010 modificata (misura C);
h)
il conferimento di capitale di 80 milioni di EUR accordato dallo Stato greco a Proton Bank nel maggio 2009 (misura Pr1);
i)
la copertura del deficit complessivo di finanziamento, per un valore di 1 121,6 milioni di EUR, da parte del Fondo ellenico di garanzia dei depositi e degli investimenti (HDIGF) e da parte dell’HFSF, per le attività trasferite da Proton Bank a Nea Proton Bank, nell’ottobre 2011 e nel maggio 2012 (misura NP1);
j)
il conferimento di capitale, per un totale di 515 milioni di EUR, concesso dall’HFSF a Nea Proton Bank nell’ottobre 2011, nel febbraio 2012, nell’agosto 2012 e nel dicembre 2012 (misura NP2);
k)
il conferimento di capitale di 395 milioni di EUR accordato dall’HFSF a Nea Proton Bank il 28 agosto 2013 (misura NP3).
l)
la copertura del deficit complessivo di finanziamento, per un valore di 677 milioni di EUR, da parte dell’HDIGF e dell’HFSF, per le attività trasferite da T Bank a Hellenic Postbank («TT Bank»), nel dicembre 2011 e nel febbraio 2013 (misura T);
m)
il conferimento di capitale di 224,96 milioni di EUR accordato dallo Stato greco a TT Bank nel maggio 2009 (misura TT);
n)
la copertura del deficit complessivo di finanziamento, per un valore di 3 732,6 milioni di EUR, da parte dell’HFSF, per le attività trasferite da TT Bank a New Hellenic Postbank («nuova TT Bank»), nel gennaio e nel giugno 2013 (misura NTT1);
o)
il conferimento di capitale di 500 milioni di EUR accordato dall’HFSF alla nuova TT Bank il 29 gennaio 2013 (misura NTT2).
Articolo 2
La Repubblica ellenica è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 29 aprile 2014

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