Document ID: 31988D0328

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 22 aprile 1988
riguardante la restituzione di dazi antidumping istituiti su importazioni di alcuni cuscinetti a sfere originari di Singapore (NMB (Deutschland) GmbH)
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(88/328/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 1761/87 (2), in particolare l'articolo 16,
considerando quanto segue:
A. Procedure
(1) Con il regolamento (CEE) n. 2089/84 del Consiglio (3) il 19 luglio 1984 è stato istituito un dazio antidumping definitivo del 33,89 % sulle importazioni di alcuni cuscinetti a sfere prodotti ed esportati dal gruppo Minebea e originari di Singapore.
(2) Nel 1985 e nel 1986 la NMB (Deutschland) GmbH, Neu Isenburg, una filiale completamente controllata dalla società madre giapponese del gruppo Minebea, ha chiesto, ad intervalli regolari, la restituzione dei dazi antidumping per un importo di DM. . . (4), pagate sulle importazioni dei cuscinetti a sfere nei due anni in questione. Questo importo rappresenta parte dei dazi antidumping pagati; non è stata richiesta la restituzione della somma rimanente.
(3) A seguito dei reclami del ricorrente, la Commissione ha chiesto informazioni supplementari su taluni costi, prezzi, condizioni e attività commerciali del gruppo Minebea al di fuori di Singapore sulla base della nota della Commissione riguardante la restituzione dei dazi antidumping (1) (qui di seguito chiamato nota). Il ricorrente ha fornito tutte le informazioni supplementari richieste dalla Commissione. Successivamente, il ricorrente è stato informato delle risultanze preliminari, dandogli la possibilità di formulare le proprie osservazioni. Le sue osservazioni sono state prese in considerazione prima di prendere la presente decisione.
(4) La Commissione ha informato gli Stati membri ed ha espresso la sua opinione sulla richiesta, opinione condivisa da tutti gli Stati membri.
B. Argomenti del ricorrente
(5) Il ricorrente ha basato il suo reclamo sul fatto che, a suo parere, per talune vendite nella Comunità, i prezzi all'esportazione erano tali per cui il dumping era inesistente oppure del 33,89 % inferiore al livello del dazio definitivo.
C. Ammissibilità
(6) Le domande sono ammissibili poiché sono state inoltrate in conformità con le relative disposizioni alla legislazione antidumping comunitaria, in particolare per quanto riguarda i termini di scadenza.
D. Fondatezza
(7) Le richieste sono parzialmente fondate. A norma dell'articolo 16, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2176/84, i dazi antidumping pagati da un importatore possono essere rimborsati se l'importatore dimostra che i dazi riscossi superano il margine dumping effettivo, tenendo conto di qualsiasi applicazione di medie ponderate. A norma dell'articolo 16, paragrafo 1 e della parte seconda della nota, il ricorrente ha comprovato che il dazio riscosso supera il margine di dumping effettivo in misura variabile a seconda della spedizione e del tipo di cuscinetto, in parte dovuto ad una diminuzione del valore normale. Di conseguenza le richieste sono state ritenute fondate e il ricorrente si è dichiarato d'accordo con il calcolo della Commissione. L'importo da restituire ammonta a DM . . .
(8) Il ricorrente tuttavia ha chiesto la restituzione di un importo supplementare. Per determinare questo importo supplementare, il ricorrente si è dichiarato d'accordo con la Commissione che, per calcolare il margine di dumping, allo scopo di stabilire se è stato superato dal livello del dazio o meno, i prezzi all'esportazione debbono essere costruiti in conformità con l'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2176/84. L'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) dispone che un prezzo all'importazione deve essere costruito sulla base del prezzo al quale il prodotto importato è stato rivenduto la
prima volta ad un acquirente indipendente e che si deve tener conto di un certo margine per tutti i costi sostenuti, da un importatore collegato, fra importazione e rivendita, inclusi i dazi doganali, i dazi antidumping ed altre imposizioni oltre ad un equo margine di profitto.
Il ricorrente sostiene tuttavia che nel costruire il prezzo all'esportazione, non si debba detrarre il dazio antidumping; ciò determinerebbe un margine di dumping più basso per il calcolo della restituzione e, di conseguenza, un importo superiore da restituire.
Il ricorrente giustifica la sua domanda con il fatto che se si segue l'importazione della Commissione, le importazioni degli importatori indipendenti verrebbero trattate in modo diverso dalle importazioni effettuate da importatori collegati.
La Commissione ha esaminato questa argomentazione ma non l'ha ritenuta accettabile.
Essa è del parere che il testo dell'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) sia esplicito: tutti i dazi, inclusi i dazi antidumping, debbono essere detratti dal prezzo di rivendita. Di conseguenza, se essa accedesse alla domanda del ricorrente, la Commissione violerebbe le disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) e della parte II a, 2(b) e (c) della nota. Il regolamento (CEE) n. 2176/84 stabilisce norme diverse per determinare il prezzo all'esportazione nelle varie situazioni, in base al fatto se l'importatore è collegato all'esportatore o meno. Ciò non può essere considerato discriminatorio.
Il secondo argomento essenziale da parte del ricorrente, che ha venduto su base « dazio corrisposto », è che un semplice aumento del suo prezzo di rivendita nella Comunità per un ammontare equivalente all'ammontare del dazio, non sarebbe sufficiente per consentirgli di ottenere la restituzione. La Commissione sottolinea che se il ricorrente avrebbe venduto su base « dazio non corrisposto », un singolo aumento sarebbe stato sufficiente per consentirgli di ottenere la restituzione.
Perfino quando, come nella situazione del ricorrente, il prodotto importato è stato rivenduto nella Comunità su base « dazio corrisposto », un unico aumento del prezzo di rivendita per un ammontare equivalente all'ammontare del dazio è necessario, a condizione che la Commissione sia soddisfatta che, nelle particolari, circostanze del caso in esame, tale aumento sul prezzo pagato dal compratore indipendente elimini o riduca il margine di dumping e non rappresenti soltanto il dazio antidumping che l'importatore potrebbe rimborsare al suo cliente a seguito di una restituzione. Tal potrebbe essere il caso, per esempio, se i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita effettuata da NMB o il valore normale di Minebea si fossero ridotti dall'epoca della prima inchiesta.
Inoltre altri cambiamenti di circostanze potrebbero richiedere l'applicazione di metodi di calcolo o di adeguamenti diversi per arrivare allo stesso risultato, cioè l'eliminazione o la riduzione del margine di dumping con un unico aumento di prezzo. Nel presente caso non esiste prova che tali condizioni siano soddisfatte.
Per questi motivi la domanda del ricorrente per la restituzione di un importo supplementare è stata rifiutata,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le richieste di restituzione inoltrate dalla NMB (Deutschland) Neu Isenburg, per gli anni 1985 e 1986 sono accettate per l'importo di DM . . . e rifiutate per l'importo restante.
Articolo 2
L'importo di cui all'articolo 1 dovrà essere restituito dalla Repubblica federale tedesca.
Articolo 3
Questa decisione è destinata alla Repubblica federale tedesca ed alla NMB (Deutschland) GmbH, Neu Isenburg, Repubblica federale tedesca.
Fatto a Bruxelles, il 22 aprile 1988.

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