Document ID: 32001R1612

Regolamento (CE) n. 1612/2001 della Commissione
del 3 agosto 2001
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di ferro-molibdeno originarie della Repubblica popolare cinese
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2238/2000(2), in particolare l'articolo 7,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
1. Apertura
(1) Il 9 novembre 2000, con un avviso ("avviso di apertura") pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di ferro-molibdeno originarie della Repubblica popolare cinese (la "RPC").
(2) Il procedimento è stato avviato in seguito ad una denuncia presentata nel settembre 2000 da Euroalliages, il comitato di collegamento dei produttori di ferroleghe (il "denunciante") per conto dei produttori che rappresentano gran parte della produzione comunitaria di ferro-molibdeno (FeMo). La denuncia conteneva elementi di prova di pratiche di dumping relative al prodotto citato e del grave pregiudizio da esse derivante, considerati sufficienti per giustificare l'avvio di un procedimento.
2. Inchiesta
(3) La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura del procedimento i produttori esportatori, gli importatori e gli utilizzatori notoriamente interessati, nonché le loro associazioni, i rappresentanti del paese esportatore, i produttori comunitari denuncianti e gli utilizzatori comunitari noti. Alle parti interessate è stata data la possibilità di comunicare le proprie osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine stabilito nell'avviso di apertura.
(4) Vari produttori esportatori del paese interessato, nonché produttori, utilizzatori finali, fornitori di materia prima e importatori della Comunità hanno comunicato le proprie osservazioni per iscritto. Sono state sentite tutte le parti che ne avessero fatto richiesta entro il termine fissato e dimostrato di avere particolari motivi per essere sentite.
(5) In considerazione dell'elevato numero di produttori esportatori nel paese esportatore e ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (CE) n. 384/96 (il "regolamento di base"), si è valutata l'opportunità di ricorrere al campionamento. Per consentire alla Commissione di decidere se il campionamento fosse necessario e, in tal caso, selezionare un campione, ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 2, del regolamento di base, i produttori esportatori sono stati invitati a manifestarsi entro due settimane dall'apertura del procedimento e a fornire informazioni essenziali sulla loro produzione, il loro giro d'affari e le loro esportazioni verso la Comunità nel periodo dell'inchiesta, comunicando inoltre i nomi e le attività di tutte le società collegate.
(6) Quattordici società cinesi hanno presentato tali informazioni essenziali. Una delle quattordici società ha deciso di ritirare l'offerta di collaborazione immediatamente dopo la presentazione delle informazioni utili a valutare l'opportunità del campionamento.
(7) Per consentire ai produttori esportatori che lo desiderassero di richiedere lo status di impresa operante in economia di mercato e/o di chiedere un trattamento individuale, la Commissione ha inviato a tutti i produttori esportatori notoriamente interessati o che si fossero manifestati un apposito questionario. Dieci società hanno richiesto lo status di impresa operante in economia di mercato e/o un trattamento individuale, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera b), del regolamento di base.
(8) In considerazione del fatto che solo un produttore esportatore ha ottenuto lo status di impresa operante in economia di mercato (cfr. considerando 19), si è concluso che il campionamento non fosse necessario.
(9) La Commissione ha inviato questionari a tutte le altre parti notoriamente interessate e a tutte le altre società che si sono manifestate entro i termini stabiliti nell'avviso di apertura. Al questionario hanno risposto undici società cinesi, due produttori comunitari, due operatori comunitari, un importatore non collegato e cinque utilizzatori di ferro-molibdeno.
(10) Un produttore esportatore si è manifestato rispondendo al questionario un mese dopo il termine di cui al paragrafo 6, lettera a), comma ii), dell'avviso di apertura. A causa dell'ingente ritardo, tali informazioni non sono tuttavia state prese in considerazione.
(11) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di una determinazione provvisoria del dumping, del pregiudizio e dell'interesse della Comunità. Sono state svolte visite di verifica presso le sedi delle seguenti società:
a) Produttori esportatori nella RPC:
i) verifiche ai fini del riconoscimento dello status di impresa operante in economia di mercato:
- Tianjin The Leader Group Co. Ltd, Tianjin,
e il produttore collegato Tianjin Defu Ferroalloy Co. Ltd, Tianjin
- Xuzhou Huanyu Special Alloy Co. Ltd, Xuzhou,
- Jinzhou Sing Horn Enterprise Co. Ltd, Jinzhou,
e l'operatore commerciale collegato Sing Horn Import Export Co. Ltd,
- Jinzhou Sanda Ferro-Alloys Co. Ltd, Jinzhou,
con il produttore operante sul mercato interno collegato Jinzhou Chengguang Ferro-Alloys-Industry, Jinzhou,
- Fushun Shunkang Molybdenum Industry Co. Ltd, Fushun;
ii) verifica ai fini del riconoscimento del status di impresa operante in economia di mercato e delle risposte al questionario:
- Nanjing Metalink International Co. Ltd, Nanchino,
e la società collegata Xinzyuan Co. Ltd, Nanchino;
b) Produttori del paese analogo (USA):
- Bear Metallurgical Co., Butler, Pennsylvania,
- Thompson Creek Metals Company, Englewood, Colorado;
c) Produttori comunitari:
- Climax Molybdenum UK Ltd, Stowmarket, UK,
- Treibacher Industrie AG, Treibach-Althofen, Austria;
d) Altri operatori comunitari:
- Sadaci NV, Gent, Belgio;
e) Utilizzatori:
- Krupp Thyssen Nirosta, Krefeld, Germania,
- Georgsmarienhütte GmbH, Georgsmarienhütte, Germania.
(12) L'inchiesta relativa al dumping e al pregiudizio ha riguardato il periodo 1o ottobre 1999-30 settembre 2000 ("periodo dell'inchiesta"). Per quanto concerne le tendenze rilevanti per la valutazione del pregiudizio, la Commissione ha analizzato i dati relativi al periodo 1o gennaio 1997-30 settembre 2000 ("periodo considerato").
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1. Prodotto in esame
(13) Il prodotto in esame è il ferro-molibdeno prodotto nella RPC e esportato nella Comunità. Il ferro-molibdeno è una ferrolega composta da una percentuale variabile da 45 % a 80 % di molibdeno e, per il rimanente, da ferro e piccole percentuali di impurità ("prodotto in questione"). Il contenuto di molibdeno (Mo) è variabile ed è espresso come percentuale rispetto al peso totale del ferro-molibdeno. Il prodotto in questione è attualmente classificabile al codice NC 7202 70 00. Tale codice NC viene fornito a titolo puramente indicativo.
(14) I due principali processi usati per la produzione del ferro-molibdeno sono il processo termico e il processo elettrolitico. In entrambi i processi, il triossido di molibdeno (MoO3) di tipo tecnico viene ridotto in presenza del ferro. A causa dei motivi pratici rappresentati dall'attrezzatura di fusione, i bassi costi di produzione e il vantaggio di non dovere introdurre un alto contenuto di carbonio nel ferro-molibdeno, il processo termico è, in pratica, l'unico utilizzato. In tale processo, per ridurre a metallo la miscela di MoO3 e ossido di ferro, si utilizzano ferro-silicio, polvere di alluminio e fondenti.
(15) L'utilizzo principale del ferro-molibdeno consiste nell'aggiunta del molibdeno nella colata durante la produzione di acciaio legato e ghisa, dei quali il molibdeno potenzia alcune caratteristiche, quali la resistenza alla corrosione e al calore.
(16) L'inchiesta ha rivelato che esistono diversi tipi del prodotto in questione, a seconda della proporzione di molibdeno presente e della quantità di impurità presenti. Tutti i tipi hanno le stesse caratteristiche fisiche e chimiche di base e lo stesso utilizzo. Ai fini del presente procedimento antidumping, essi vengono quindi considerati un prodotto unico.
2. Prodotto simile
(17) La Commissione ha scoperto che le caratteristiche fisiche e chimiche di base e gli utilizzi del ferro-molibdeno importato dalla RPC sono simili al ferro-molibdeno prodotto e venduto dall'industria comunitaria nella Comunità. Inoltre, il ferro-molibdeno prodotto e venduto sul mercato interno della RPC è simile al ferro-molibdeno proveniente dalla RPC e esportato nella Comunità. Inoltre, il ferro-molibdeno prodotto e venduto nel mercato interno degli USA, che sono stati scelti come paese analogo alla RPC, è simile al ferro-molibdeno prodotto ed esportato nella Comunità dalla RPC. Si è quindi concluso che il ferro-molibdeno prodotto nella RPC e esportato nella Comunità, il ferro-molibdeno prodotto e venduto nel mercato interno della RPC, il ferro-molibdeno prodotto e venduto nel mercato interno degli USA, e quello prodotto e venduto dall'industria comunitaria sul mercato comunitario costituiscono un prodotto analogo ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento di base.
C. DUMPING
1. Status di economia di mercato
(18) Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera b), del regolamento di base, nelle inchieste antidumping relative alle importazioni provenienti dalla RPC, il valore normale sarà determinato conformemente ai paragrafi 1-6 di detto articolo per i produttori in grado di dimostrare di soddisfare i criteri di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), ovvero che relativamente alla produzione e alla vendita del prodotto in questione prevalgono condizioni di economia di mercato.
(19) Dieci produttori esportatori hanno presentato domanda di riconoscimento di status di impresa operante in economia di mercato. Tali richieste sono state esaminate sulla base dei cinque criteri di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), del regolamento di base. Quattro società hanno inviato risposte incomplete e insufficienti, prive delle informazioni o delle prove necessarie per consentire un esame approfondito del merito della richiesta. In particolare, le società non hanno inviato le relazioni del revisore dei conti e i rendiconti finanziari né informazioni relative al valore di acquisto e all'attuale valore contabile delle principali attività fisse. Le richieste di riconoscimento dello status di impresa operante in condizioni di economia di mercato sono state quindi respinte. Le rimanenti sei richieste sono state valutate meritevoli di un esame più approfondito e sono state effettuate visite di verifica presso la sede delle società richiedenti.
(20) Nel caso di tre produttori esportatori, è stato rilevato un livello significativo di interferenze statali. L'interferenza rilevata prendeva diverse forme, passando dall'influenza diretta sulla gestione della società all'imposizione di limiti alla libertà di gestione delle attività e alla creazione di distorsione dei costi di importanti input. Tali società non sono quindi riuscite a dimostrare che le loro decisioni aziendali venissero prese in risposta a tendenze del mercato dipendenti da domanda e offerta. Il criterio di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), primo trattino, del regolamento di base non risulta quindi soddisfatto.
(21) Cinque produttori esportatori non sono riusciti a dimostrare di disporre di una serie ben definita di documenti contabili di base, soggetti a revisione contabile in linea con le norme internazionali in materia di contabilità. Ne consegue che essi non hanno soddisfatto il criterio di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), secondo trattino, del regolamento di base. Le risultanze specifiche e dettagliate relative ai documenti contabili che hanno portato ad adottare tale conclusione sono state comunicate ai produttori esportatori in questione.
(22) Per tre società sono state riscontrate una serie di inadeguatezze dipendenti da attività e distorsioni tipiche del precedente sistema di economia non di mercato. In particolare, i costi di produzione e la situazione finanziaria sono risultati distorti a causa della valutazione arbitraria delle attività e, nel caso di una società, della pratica del commercio di scambio. Ne consegue che tali società non hanno soddisfatto il criterio di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), terzo trattino, del regolamento di base.
(23) La Commissione ha informato le società e l'industria comunitaria denunciante relativamente alle proprie conclusioni e ha consentito loro di presentare eventuali commenti. Alcuni produttori esportatori e il denunciante hanno fornito osservazioni sulle conclusioni dell'inchiesta relativa al riconoscimento dello status di impresa operante in economia di mercato. Questi commenti sono stati comunicati per esteso in un documento di sintesi inviato alle parti interessate.
(24) Infine, la Commissione ha concluso che le condizioni di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), del regolamento di base, che devono essere soddisfatte per ottenere lo status di economia di mercato, sono state soddisfatte dalla seguente società:
- Nanjing Metalink International Co. Ltd, Nanchino.
(25) Il comitato consultivo ha appoggiato all'unanimità le conclusioni della Commissione. I restanti produttori esportatori sono stati informati che le loro richieste dello status di impresa operante in un'economia di mercato erano state respinte.
2. Trattamento individuale
(26) La politica della Commissione è quella di calcolare un unico dazio nazionale per i paesi a economia non di mercato e per i paesi che possono beneficiare delle disposizioni di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettere b) e c), ma in cui la società non soddisfa le condizioni per il riconoscimento dello status di impresa operante in un'economia non di mercato, ad eccezione dei casi in cui le società possono dimostrare che le loro attività di esportazione sono libere da interferenze statali e che c'è un livello tale di autonomia giuridica e oggettiva dallo Stato da escludere il rischio di elusione del dazio nazionale.
(27) I nove produttori esportatori cinesi che non hanno soddisfatto i criteri di riconoscimento dello status hanno richiesto in alternativa il trattamento individuale. Per tutte le società richiedenti, la Commissione ha esaminato e verificato le informazioni ritenute necessarie per la valutazione del diritto a tale trattamento.
(28) Come illustrato al considerando 18, quattro società hanno presentato richieste di riconoscimento dello status di impresa operante in economia di mercato o di trattamento individuale incomplete e lacunose e sono state quindi escluse da un esame più dettagliato della loro situazione. Inoltre, l'entità e la natura delle insufficienze rilevate nelle richieste erano tali da non consentire la valutazione del merito della richiesta di trattamento individuale. A tali società non è stato quindi concesso il trattamento individuale.
(29) Tre produttori esportatori sono riusciti a dimostrare che le loro attività di esportazione sono libere da interferenze statali e che c'è un livello di autonomia giuridica e oggettiva dallo Stato tale da escludere il rischio di elusione del dazio nazionale, soddisfacendo in questo modo i criteri per la concessione del trattamento individuale:
- Jinzhou Sing Horn Enterprise Co. Ltd, Jinzhou,
- Jinzhou Sanda Ferro-Alloys Co. Ltd, Jinzhou,
- Fushun Shunkang Molybdenum Industry Co. Ltd, Fushun.
Le rimanenti due società non hanno soddisfatto i criteri per la concessione del trattamento individuale. In un caso, la natura dell'interferenza statale rappresentava un rischio di elusione nel caso alla società fosse stato concesso il trattamento individuale. Per quanto riguarda l'altra società, è emerso che il settore produzione del gruppo produceva anche per società diverse dall'esportatore, con il rischio che altri produttori potessero beneficiare del dazio individuale della società per inviare i prodotti nell'Unione europea.
3. Valore normale
3.1. Determinazione del valore normale per i produttori esportatori a cui non è stato riconosciuto lo status di impresa operante in economia di mercato
3.1.1. Paese analogo
(30) Conformemente all'articolo 2, paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base, il valore normale per i produttori esportatori a cui non è stato riconosciuto lo status di impresa operante in economia di mercato è stato determinato in base al prezzo rilevato in un opportuno paese analogo del prodotto comparabile a quello venduto dai produttori esportatori cinesi alla Comunità.
(31) Nell'avviso di apertura del procedimento, la Commissione ha proposto gli USA quale paese terzo ad economia di mercato adatto ai fini della determinazione del valore normale per la RPC.
(32) Alcuni produttori esportatori hanno sollevato obiezioni a questo proposito entro i termini fissati nell'avviso di apertura. Gli Stati proposti come alternativa sono stati il Cile, il Messico, l'Iran, l'India e il Sudafrica.
(33) La Commissione ha preso in considerazione tali alternative, stabilendo che in Messico, Iran, India e Sudafrica la produzione è estremamente bassa o inesistente. Di conseguenza, tali paesi non hanno potuto essere considerati validi paesi analoghi alternativi.
(34) Per quanto concerne il Cile, la Commissione ha accertato che il volume di produzione in tale paese era significativo. I produttori cileni sono quindi stati contattati e invitati a cooperare. Essi hanno tuttavia rifiutato di cooperare con la Commissione nel presente procedimento.
(35) Un'obiezione alla scelta degli USA come paese analogo riguardava il fatto che uno dei denuncianti è una società collegata ad un produttore negli USA. Tale rapporto, si è sostenuto, avrebbe potuto produrre effetti di distorsione sui dati forniti. Tali asserzioni si sono tuttavia rivelate inesatte e ingiustificate. La Commissione ha controllato se il rapporto avesse avuto un impatto di distorsione sui prezzi, i costi di produzione e la redditività del produttore USA, nel corso della verifica in loco dei dati presso la società. Non è stata rilevata alcuna traccia di tale distorsione e la Commissione si è ritenuta soddisfatta dell'accuratezza e dell'affidabilità delle informazioni fornite ai fini del presente procedimento.
(36) Un'altra obiezione sollevata contro la scelta degli USA riguardava il fatto che le norme sulla protezione ambientale sono più severe negli USA che in Cina. Per questa ragione, le società USA devono sostenere costi più elevati, rispetto ai produttori cinesi, per la protezione ambientale. A tale proposito, va osservato che anche in Cina, durante il periodo dell'inchiesta, esistevano norme per la protezione dell'ambiente, le quali sono state rispettate dalle società oggetto dell'inchiesta. Tale argomentazione non è stata quindi considerata una ragione valida per rifiutare la scelta degli USA come paese analogo. Tuttavia, i servizi della Commissione continueranno ad esaminare tale problema, e si terranno nella debita considerazione, nella fase definitiva del procedimento, tutte le differenze che si sostiene e si dimostri abbiano un'influenza sulla comparabilità dei prezzi a tale proposito.
(37) In considerazione di quanto esposto sopra, la Commissione conferma la scelta degli USA come adeguato paese analogo.
3.1.2. Determinazione del valore normale
(38) Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base, il valore normale per i produttori esportatori cui non è stato riconosciuto lo status è stato determinato in base alle informazioni, debitamente verificate, ricevute dal produttore USA. È emerso che negli USA le vendite interne di ferro-molibdeno erano rappresentative in rapporto alla quantità di prodotto in questione prodotto nella RPC e venduto per l'esportazione nella Comunità.
(39) La Commissione ha esaminato se le vendite USA del prodotto in questione potessero essere ritenute effettuate nel corso di normali operazioni commerciali, ovvero non realizzate in perdita. A tale proposito, il costo medio di produzione durante il periodo dell'inchiesta è stato confrontato con il prezzo medio delle transazioni di vendita durante lo stesso periodo. È così emerso che tutte le vendite sul mercato interno delle due società che hanno cooperato, che rappresentavano la maggioranza della produzione USA di ferro-molibdeno, erano state realizzate in perdita e non quindi nel corso di normali operazioni commerciali.
(40) Per questa ragione, il valore normale è stato costruito, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base, aggiungendo al costo di produzione sostenuto dai produttori un ragionevole margine di profitto. Va inoltre osservato che, poiché una delle società statunitensi che ha collaborato era un'impresa di trasformazione, nel suo caso i costi di produzione sono stati ottenuti sommando i costi di conversione alle materie prime e ad altri costi dell'altra società che ha cooperato. Inoltre, in assenza di un margine di profitto sulle vendite nel mercato statunitense di ferro-molibdeno durante il periodo dell'inchiesta, si è concluso che il 5 % rappresentasse una stima ragionevole di un realistico margine di profitto. Per costruire il valore normale nel presente caso è stato quindi applicato tale margine.
3.2. Costruzione del valore normale per i produttori esportatori a cui è stato riconosciuto lo status di impresa operante in economia di mercato
(41) Per il produttore esportatore a cui è stato riconosciuto lo status di impresa operante in economia di mercato, la Commissione ha determinato se il volume totale delle vendite interne del prodotto in questione fosse rappresentativo ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base, ovvero se le vendite rappresentassero almeno il 5 % del volume delle vendite all'esportazione verso la Comunità.
(42) La Commissione ha poi valutato se per tale produttore esportatore le vendite complessive interne di ciascun tipo di prodotto equivalessero al 5 % o più del volume delle vendite dello stesso tipo esportato nella Comunità.
(43) Si è infine esaminato se le vendite interne di ciascun tipo fossero state realizzate nel corso di normali operazioni commerciali, verificando la percentuale di vendite remunerative del tipo di prodotto in questione effettuate ad acquirenti indipendenti. Nei casi in cui il volume delle vendite di ferro-molibdeno effettuate a prezzo netto pari o superiore al costo di produzione calcolato rappresentava l'80 % o più del volume complessivo delle vendite e la media ponderata del prezzo di quel tipo di prodotto era pari o superiore al costo di produzione, il valore normale è stato determinato in base al prezzo effettivamente applicato sul mercato interno, calcolato come media ponderata dei prezzi di tutte le vendite sul mercato interno, remunerative o no, realizzate nel periodo dell'inchiesta. Quando il volume delle vendite remunerative di ferro-molibdeno rappresentava meno dell'80 % ma più del 10 % del volume complessivo delle vendite, il valore normale è stato determinato in base al prezzo effettivo sul mercato interno, calcolato come media ponderata dei prezzi delle sole vendite remunerative.
(44) Quando il volume delle vendite remunerative di qualsiasi tipo di ferro-molibdeno era inferiore al 10 % del volume complessivo delle vendite, è stato considerato che il volume delle vendite di questo determinato tipo di prodotto fosse insufficiente per poterne utilizzare il prezzo sul mercato interno ai fini della determinazione del valore normale.
(45) Se, per determinare il valore normale, non è stato possibile utilizzare i prezzi sul mercato interno di un particolare tipo venduto dal produttore esportatore, è stato utilizzato il valore costruito. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base, il valore normale è stato costruito aggiungendo al costo di produzione sostenuto dal produttore un congruo importo per le spese generali, amministrative e di vendita e un ragionevole margine di profitto. A tale proposito, va notato che le spese generali, amministrative e di vendita e il margine di profitto sono stati calcolati sulla base dei dati forniti dal produttore stesso.
(46) La risposta inviata da tale produttore esportatore comprendeva dati sulle vendite interne effettuate da una società di vendita collegata operante sul mercato interno. Poiché il produttore esportatore vendeva il prodotto sul mercato interno cinese anche tramite tale società e a causa della distribuzione delle funzioni tra il produttore esportatore e la società di vendita operante sul mercato interno, si è ritenuto necessario determinare il valore normale sulla base dei prezzi pagati in Cina da acquirenti indipendenti nel corso di normali operazioni commerciali.
(47) Per tale produttore esportatore che ha collaborato il valore normale è stato quindi determinato sulla base dei prezzi di vendita sul mercato interno ad acquirenti indipendenti relativamente a cinque tipi di prodotto in questione, mentre per gli altri tre tipi è stato calcolato un valore normale costruito.
4. Prezzo all'esportazione
(48) I prezzi all'esportazione sono stati calcolati ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base, ovvero in base ai prezzi all'esportazione effettivamente pagati o pagabili per il prodotto in questione applicati al primo acquirente indipendente.
5. Confronto
(49) Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione a livello franco fabbrica, sono stati applicati adeguamenti per tener conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base.
(50) Ai sensi di tale articolo, sono stati applicati, ove necessario, adeguamenti relativi a commissioni, trasporto interno, nolo marittimo, assicurazione, nolo nella CE, movimentazione, carico e costi accessori. In particolare, poiché i costi di trasporto interno sostenuti dal produttore esportatore non erano ritenuti attendibili, il relativo adeguamento si è basato sui costi del paese analogo.
6. Margine di dumping
6.1. Generale
(51) Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base, la media ponderata del valore normale è stata confrontata con la media ponderata dei prezzi all'esportazione a parità di stadio commerciale. Dal confronto è emersa l'esistenza di pratiche di dumping da parte dei produttori esportatori in questione. I margini di dumping provvisori relativi ai produttori esportatori in causa sono stati espressi come percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria dazio escluso.
6.2. Margini di dumping per i produttori esportatori che hanno cooperato a cui è stato riconosciuto lo status di impresa operante in economia di mercato oppure concesso il trattamento individuale
(52) I margini di dumping individuali sono i seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
6.3. Margini di dumping per gli altri produttori esportatori
(53) Due produttori esportatori cinesi su dieci, le cui esportazioni rappresentano una piccola percentuale delle esportazioni totali nella Comunità, e che hanno inizialmente collaborato, hanno ritirato la loro disponibilità a collaborare nel corso del procedimento. I restanti otto produttori esportatori cinesi che hanno collaborato rappresentavano circa il 34 % delle esportazioni totali nella Comunità del prodotto in questione.
(54) La Commissione ha calcolato il margine di dumping nazionale in base alle vendite per l'esportazione nella Comunità effettuate dai produttori esportatori che hanno collaborato a cui non è stato riconosciuto lo status di impresa operante in economia di mercato né concesso il trattamento individuale. La Commissione ha dapprima calcolato la media ponderata dei margini di dumping fissati per tali società che hanno collaborato. Per quanto riguarda i produttori esportatori che non hanno risposto al questionario della Commissione, che non si sono manifestati o che non hanno in alcun modo collaborato all'inchiesta, la determinazione ha dovuto essere effettuata sulla base dei dati disponibili, ai sensi dell'articolo 18 del regolamento di base. In considerazione del basso livello di collaborazione e per non premiare l'omessa collaborazione, si è concluso che il dato più appropriato sarebbe stato il margine di dumping del tipo di prodotto con il maggiore margine di dumping venduto in quantità rappresentativa scelto tra tutti i tipi di prodotto esportati dai produttori cinesi che hanno collaborato e a cui non è stato concesso né lo status di impresa operante in economia di mercato né il trattamento individuale.
(55) Il margine di dumping nazionale per la RPC fissato in tale modo corrisponde a 43,5 %.
D. INDUSTRIA COMUNITARIA
1. Produzione comunitaria
(56) Nella Comunità, il prodotto in questione è fabbricato da quattro operatori. Due di questi, Climax Molybdenum Ltd e Treibacher Industrie AG, per conto dei quali è stata presentata la denuncia, hanno pienamente collaborato all'inchiesta.
(57) Gli altri due operatori della Comunità, Ferro Alloys and Metals Ltd e Sadaci NV, hanno fornito informazioni di base anche se non hanno però risposto in modo completo al questionario, senza per questo opporsi al procedimento ("altri operatori comunitari").
(58) Si è stabilito che la produzione degli operatori sopra menzionati possa essere ritenuta la produzione comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), del regolamento di base. L'inchiesta ha rivelato che un produttore comunitario denunciante ha importato e rivenduto ferro-molibdeno proveniente dalla RPC durante il periodo dell'inchiesta. Si è stabilito che l'operatore ha effettuato tali importazioni per difendersi dalle importazioni a basso prezzo oggetto di dumping e per conservare la propria quota di mercato. Inoltre, tale attività commerciale non altera il fatto che l'interesse primario di tale società fosse la produzione di ferro-molibdeno. In effetti, il volume totale di tali importazioni è stato, per tutto il periodo considerato, inferiore al 5 % della produzione di ferro-molibdeno degli operatori comunitari.
(59) Di conseguenza, si ritiene che tutti gli operatori di cui sopra costituiscano la produzione comunitaria, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di base.
2. Definizione di industria comunitaria
(60) I due operatori comunitari che hanno collaborato, Climax Molybdenum Ltd and Treibacher Industrie AG, soddisfano le condizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento di base, in quanto essi sono responsabili della maggioranza della produzione comunitaria totale di ferro-molibdeno, ovvero del 58 %. Si ritiene pertanto che essi costituiscano l'industria comunitaria, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di base e saranno in appresso denominati "l'industria comunitaria".
E. PREGIUDIZIO
1. Consumo comunitario
(61) Per il calcolo del consumo totale apparente di ferro-molibdeno sul mercato comunitario, la Commissione ha sommato il volume delle vendite sul mercato comunitario dell'industria comunitaria e degli altri operatori comunitari e le importazioni complessive nella Comunità quali risultano dai dati Eurostat al codice NC 7202 70 00. Inoltre, tutti i volumi sono stati adeguati in modo da corrispondere al contenuto di molibdeno.
(62) Su tale base, tra il 1997 e il periodo dell'inchiesta, il consumo apparente di ferro-molibdeno nella Comunità è aumentato del 12 %, passando da 24035 t nel 1997 a 26707 t nel 1998, 23652 t nel 1999 e 26912 t nel periodo dell'inchiesta.
(63) Il consumo apparente è aumentato dell'11 % tra il 1997 e il 1998, è diminuito dell'11 % tra il 1998 e il 1999 ed è nuovamente aumentato del 14 % tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta. Tale aumento del 12 % del consumo comunitario nel periodo considerato, in particolare tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, è attribuibile allo sviluppo delle industrie dell'acciaio e del ferro.
2. Importazioni provenienti dalla RPC
a) Volume e quota di mercato delle importazioni in esame
(64) Nel periodo considerato, il volume delle importazioni nella Comunità di ferro-molibdeno provenienti dalla RPC è aumentato, secondo i dati Eurostat, del 70 %: le importazioni sono passate da 7782 t nel 1997 a 9083 t nel 1998, a 9434 t nel 1999 e a 13257 t nel periodo dell'inchiesta. Le importazioni sono aumentate del 17 % tra il 1997 e il 1998, leggermente aumentate, del 4 % tra il 1998 e il 1999, nonostante la contrazione dell'11 % del mercato comunitario nello stesso periodo e sono nuovamente, e significativamente, aumentate, del 41 %, tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, mentre, nello stesso periodo, il consumo è aumentato solamente del 14 %.
(65) La quota del mercato comunitario detenuta dalle importazioni oggetto di dumping provenienti dalla RPC è aumentata continuamente, passando dal 32,4 % del 1997 al 34 % del 1998 al 39,9 % del 1999 e al 49,3 % del periodo dell'inchiesta.
b) Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
i) Evoluzione dei prezzi
(66) Secondo Eurostat, nel periodo considerato i prezzi medi cif dazio escluso delle importazioni di ferro-molibdeno provenienti dalla RPC sono diminuiti del 24 %. I prezzi delle importazioni cinesi sono passati da 9,2 EUR/kg nel 1997 a 8,6 EUR/kg nel 1998 a 6,8 EUR/kg nel 1999 e a 7 EUR/kg nel periodo dell'inchiesta.
ii) Sottoquotazioni
(67) È stato effettuato un confronto tra i prezzi medi di vendita praticati, allo stesso livello commerciale e al netto di ogni riduzione e imposta, ad un acquirente non collegato da parte dei produttori esportatori e dall'industria comunitaria. I prezzi dell'industria comunitaria erano a livello franco fabbrica. I prezzi cif frontiera comunitaria applicati dai produttori esportatori sono stati adeguati per tenere in considerazione i dazi doganali e i costi successivi all'importazione, sulla base delle informazioni fornite dall'unico importatore non collegato che ha collaborato.
(68) Il confronto ha permesso di stabilire che durante il periodo dell'inchiesta, il ferro-molibdeno proveniente dalla Cina è stato venduto nella Comunità a prezzi inferiori ai prezzi dell'industria comunitaria di una percentuale compresa tra il 3,1 % e il 16,2 %. La media ponderata unica nazionale del margine di sottoquotazione è risultata del 14,4 %.
3. Situazione dell'industria comunitaria
a) Osservazioni preliminari
(69) Ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5, del regolamento di base, la Commissione ha valutato tutti i fattori e gli indicatori economici pertinenti che incidono sulla situazione dell'industria comunitaria. Come affermato sopra, tutti i dati relativi ai volumi sono stati adeguati in modo da corrispondere al ferro-molibdeno con un contenuto di molibdeno del 100 %.
(70) Considerato che l'industria comunitaria è composta da due sole società, i dati ad essa relativi sono stati indicizzati per tutelare la riservatezza dei dati forniti, ai sensi dell'articolo 19 del regolamento di base.
b) Capacità produttiva, produzione effettiva e indice di utilizzazione degli impianti
(71) Tra il 1997 e il 1998, la capacità produttiva è aumentata dell'11 % per poi stabilizzarsi. L'aumento non è stato dovuto a investimenti in nuove linee produttive, ma riflette gli effetti della razionalizzazione degli impianti effettuata da uno dei produttori comunitari denuncianti.
(72) La produzione dell'industria comunitaria è passata da un indice 100 nel 1997, a 154 nel 1998, a 148 nel 1999 e infine a 120 nel periodo dell'inchiesta. La produzione è aumentata in modo significativo tra il 1997 e il 1998, in coincidenza dell'aumento del consumo apparente, per poi diminuire. La diminuzione più importante è avvenuta tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, in un periodo in cui il consumo è aumentato del 14 %.
(73) Considerato lo sviluppo della produzione e della capacità, l'utilizzazione degli impianti è aumentata del 7 % tra il 1997 e il periodo dell'inchiesta. L'indice di utilizzazione degli impianti è passato da un indice 100 nel 1997, a 138 nel 1998, a 133 nel 1999 e infine a 107 nel periodo dell'inchiesta. Il calo maggiore dell'indice di utilizzo degli impianti è avvenuto tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, in coincidenza di una decisa diminuzione della produzione.
c) Scorte
(74) Nel periodo considerato le scorte sono rimaste stabili. Esse sono passate da un indice di 100 nel 1997, a 79 nel 1998, a 143 nel 1999 e nuovamente a 100 nel periodo dell'inchiesta. Nell'analisi delle scorte, va osservato che il ferro-molibdeno viene generalmente prodotto su ordinazione e che le scorte rappresentano quindi merci in attesa di essere consegnate agli acquirenti. In tale contesto, l'andamento delle scorte non sembra essere pertinente ai fini dell'esame della situazione economica dell'industria comunitaria.
d) Volume di vendita e quota di mercato
(75) Nel periodo considerato, il volume delle vendite di ferro-molibdeno ad acquirenti non collegati sul mercato comunitario è aumentato del 25 %. Esso è passato da un indice 100 nel 1997, a 161 nel 1998, a 151 nel 1999 e quindi a 125 nel periodo dell'inchiesta.
(76) La quota del mercato comunitario occupata dall'industria comunitaria è aumentata, passando dal 17 %-19 % nel 1997 al 26 %-28 % nel 1998 al 28 %-30 % nel 1999 al 20 %-22 % durante il periodo dell'inchiesta.
(77) Tale andamento deve essere analizzato alla luce del fatto che, di fronte alle importazioni a basso prezzo originarie della RPC, l'industria comunitaria ha dovuto scegliere se mantenere inalterati i propri prezzi di vendita, a scapito dello sviluppo del volume di vendita e della quota di mercato, o diminuire i prezzi di vendita e seguire l'andamento imposto dalle importazioni in esame, a scapito della redditività. Tra il 1997 e il 1999, l'industria comunitaria ha abbassato i prezzi di vendita, aumentando in questo modo il volume di vendita e la quota di mercato. Tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, l'industria comunitaria, in un tentativo di difendere la redditività, ha aumentato i prezzi, provocando una perdita a livello di volume di vendita e di quota di mercato.
e) Crescita
(78) Come riferito sopra, mentre il consumo comunitario è aumentato del 12 % nel periodo considerato, il volume di vendita dell'industria comunitaria è aumentato del 25 % e il volume delle importazioni in esame del 70 %.
(79) Tuttavia, tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, mentre il consumo comunitario aumentava del 14 %, il volume di vendita dell'industria comunitaria diminuiva del 17 %. Ne consegue che la crescita tendenziale del mercato non si è tradotta in un aumento della quota di mercato dell'industria comunitaria. Al contrario, tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, la quota di mercato dell'industria comunitaria è diminuita del 7 %-9 %, mentre, nello stesso periodo, la quota delle importazioni in esame è aumentata di circa 9,4 punti percentuali. L'industria comunitaria non ha potuto quindi beneficiare della crescita del mercato tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta.
f) Prezzi di vendita e fattori che incidono sui prezzi
(80) Nel periodo considerato, la media ponderata dei prezzi del ferro-molibdeno venduto dall'industria comunitaria è diminuita del 24 %. Esse sono passate da un indice di 100 nel 1997, a 86 nel 1998, a 71 nel 1999 e quindi a 76 nel periodo dell'inchiesta.
(81) Tale andamento dei prezzi dovrebbe essere confrontato con l'evoluzione dei costi dell'industria comunitaria. Tra il 1997 e il 1998, i costi sostenuti dall'industria comunitaria sono diminuiti del 14 % a causa della diminuzione del costo della materia prima (MoO3) e dell'aumento dell'indice di utilizzo degli impianti. Anche i prezzi sono diminuiti del 14 % e quindi la redditività è rimasta costante. Tra il 1998 e il 1999, i costi sostenuti dall'industria comunitaria sono diminuiti del 18 % a causa della diminuzione del costo della materia prima, mentre i prezzi di vendita dell'industria comunitaria sono diminuiti del 17 %. Tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, i costi sostenuti dall'industria comunitaria sono aumentati dell'8 %, mentre i prezzi da essa praticati sono cresciuti solamente del 7 %, con conseguenze negative sulla redditività. Tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, l'industria comunitaria ha quindi subito una depressione dei prezzi.
g) Occupazione
(82) Nel periodo considerato, l'occupazione comunitaria relativa alla produzione di ferro-molibdeno è aumentata del 4 %. Durante il periodo dell'inchiesta, il numero di persone occupate è passato da 89 a 92. Il numero relativamente basso di persone occupate dipende dal fatto che la produzione di ferro-molibdeno è molto più ad uso intensivo di capitale che ad uso intensivo di manodopera.
h) Produttività
(83) Nel periodo considerato, la produttività della forza-lavoro dell'industria comunitaria occupata nella produzione di ferro-molibdeno, misurata come produzione per persona occupata, è aumentata del 15 %. Essa è passata da un indice di 100 nel 1997, a 133 nel 1998, a 131 nel 1999 e quindi a 115 nel periodo dell'inchiesta.
i) Salari
(84) Nel periodo considerato, i salari individuali sono aumentati del 10 %. Ai fini dell'analisi dei salari è necessario tenere conto del fatto che i costi relativi alla manodopera rappresentano una percentuale minima dei costi totali sostenuti dall'industria comunitaria, in quanto la produzione di ferro-molibdeno è ad uso intensivo di capitale.
j) Investimenti
(85) Gli investimenti totali dell'industria comunitaria sono passati da un indice 100 nel 1997, a 155 nel 1998, a 208 nel 1999 e quindi a 49 nel periodo dell'inchiesta. Va osservato che in tutto il periodo considerato gli investimenti hanno rappresentato meno del 2 % del giro d'affari dell'industria comunitaria.
k) Redditività
(86) Tra il 1997 e il 1998, la redditività dell'industria comunitaria in termini di utili sulle vendite nette, tasse non corrisposte, è rimasta stabile ad un livello compreso tra lo 0 % e il 2 %. Il basso livello di redditività del 1997 è coinciso con la fase discendente del ciclo economico dell'industria dell'acciaio, ovvero del maggiore utilizzatore di ferro-molibdeno. Nel 1999, la redditività è salita fino all'1 %-3 %, a causa dell'utilizzo migliore degli stabilimenti produttivi e in coincidenza di un aumento della produzione dell'industria dell'acciaio. Nel periodo dell'inchiesta, nonostante la crescita del consumo di ferro-molibdeno, la redditività è diminuita (0 %-2 %), in conseguenza della diminuzione della produzione e delle vendite, che ha portato ad un aumento dei costi dell'industria comunitaria.
l) Movimenti di cassa, utili sugli investimenti e capacità di raccogliere capitale.
(87) Innanzitutto va notato che i dati relativi a flussi di cassa e utili sugli investimenti disponibili riguardano l'insieme delle società. Il flusso di cassa netto derivante da attività operative è passato da un indice 100 nel 1997, a 367 nel 1998, a 182 nel 1999 e quindi a 40 nel periodo dell'inchiesta.
(88) L'utile sugli investimenti è passato da un indice 100 nel 1997, a 129 nel 1998, a 47 nel 1999 e quindi a 40 nel periodo dell'inchiesta.
(89) L'inchiesta ha rivelato che l'industria comunitaria non ha incontrato difficoltà a livello di capacità di raccogliere capitale.
m) Entità del margine di dumping
(90) Quanto all'incidenza dell'entità del margine di dumping effettivo sull'industria comunitaria, questa non può considerarsi trascurabile dati il volume ed i prezzi delle importazioni originarie della RPC.
4. Conclusione sul pregiudizio
(91) Tra il 1997 e il periodo dell'inchiesta, il volume delle importazioni di ferro-molibdeno oggetto di dumping originarie della RPC è aumentato del 70 % mentre la quota del mercato comunitario è passata dal 32,4 % nel 1997 al 49,3 % nel periodo dell'inchiesta. L'aumento più significativo ha avuto luogo tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, quando il volume delle importazioni oggetto di dumping è aumentato del 41 %, guadagnando 9,4 punti percentuali di quota di mercato. Nel periodo considerato, ad eccezione del 1998, i prezzi medi delle importazioni oggetto di dumping originarie della RPC sono stati costantemente più bassi di quelli praticati dall'industria comunitaria. Inoltre, durante il periodo dell'inchiesta, i prezzi delle importazioni oggetto di dumping sono stati inferiori del 14,4 % a quelli dell'industria comunitaria.
(92) La valutazione dei suddetti fattori di pregiudizio dimostra che tra il 1997 e il periodo dell'inchiesta la situazione dell'industria comunitaria si è deteriorata. Per quanto, nel periodo considerato, l'industria comunitaria abbia registrato un incremento della produzione e del volume di vendite, tale incremento è stato comunque inferiore alla crescita del consumo comunitario. Ciò ha portato ad un ristagno del livello di quota di mercato dell'industria comunitaria. L'andamento della situazione economica dell'industria comunitaria è stato particolarmente negativo nel periodo tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta: la produzione è scesa del 19 %, il volume di vendita del 17 %, la quota di mercato del 7 %-9 % e l'occupazione dell'8 %. La redditività si è deteriorata passando dall'1 %-3 % nel 1999 allo 0 %-2 % nel periodo dell'inchiesta, raggiungendo un livello insufficiente ad assicurare la vitalità a lungo termine dell'industria comunitaria.
(93) Alla luce di quanto esposto, in particolare della diminuzione del volume di vendita, della quota di mercato, della produzione e della bassa redditività, si conclude in via provvisoria che l'industria comunitaria ha subito un grave pregiudizio ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di base.
F. NESSO DI CAUSALITÀ
1. Introduzione
(94) Conformemente all'articolo 3, paragrafi 6 e 7, del regolamento di base, la Commissione ha esaminato se le importazioni di ferro-molibdeno oggetto di dumping originarie della RPC abbiano arrecato all'industria comunitaria un pregiudizio di dimensioni tali da potersi definire grave. Si sono inoltre esaminati fattori noti diversi dalle importazioni oggetto di dumping che, nello stesso periodo, avrebbero potuto arrecare pregiudizio all'industria comunitaria, per assicurarsi che l'eventuale pregiudizio provocato da detti altri fattori non fosse attribuito alle importazioni oggetto di dumping.
2. Effetti delle importazioni oggetto di dumping
(95) L'ingente aumento, del 70 %, delle importazioni oggetto di dumping, che sono passate da 7782 t nel 1997 a 13257 t nel periodo dell'inchiesta, e della relativa quota del mercato comunitario, che è passata dal 32,4 % nel 1997 al 49,3 % nel periodo dell'inchiesta, nonché il livello rilevato di sottoquotazione dei prezzi (14,4 %) durante lo stesso periodo hanno coinciso con il deterioramento della situazione economica dell'industria comunitaria. La penetrazione nel mercato è stata particolarmente significativa tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, quando il volume delle importazioni è aumentato del 41 % e la quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping di 9,4 punti percentuali.
(96) È stato anche rilevato che, nello stesso periodo, l'industria comunitaria ha subito una diminuzione deI volume di vendita (- 17 %) e della quota di mercato (7 %-9 %), nonché un calo dei prezzi e della redditività (dall'1 %-3 % allo 0 %-2 %). Tale sviluppo dovrebbe essere interpretato nel contesto dell'aumento di consumo di ferro-molibdeno nel mercato comunitario, del 12 % nel periodo considerato e del 14 % tra il 1999 e il prezzo all'importazione, in coincidenza di una fase crescente del ciclo economico dell'industria dell'acciaio.
(97) Inoltre, i prezzi cinesi sono stati inferiori a quelli praticati dall'industria comunitaria in tutto il periodo considerato, con l'eccezione del 1998, e hanno esercitato una pressione tale da impedire ai prezzi dell'industria comunitaria di crescere allo stesso ritmo dei costi di produzione tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, riducendo in questo modo il livello già basso di redditività dell'industria comunitaria. A tale proposito è opportuno notare che mentre i costi della principale materia prima sono aumentati dell'8 % tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, i prezzi cinesi sono aumentati solo del 3 %. Il mercato del ferro-molibdeno è sensibile ai prezzi e trasparente, essendo il prodotto trattato sul mercato mondiale e i prezzi controllati e pubblicati da numerose riviste specializzate. Data la sensibilità del mercato ai prezzi, la crescita delle importazioni cinesi oggetto di dumping a basso prezzo, ben nota ai potenziali clienti dell'industria comunitaria, ha provocato una compressione dei prezzi dell'industria comunitaria.
(98) Si ritiene pertanto che la pressione esercitata dalle importazioni in esame, che, come dimostrato dalla notevole sottoquotazione dei prezzi rilevata, hanno aumentato il proprio volume e la propria quota di mercato grazie a prezzi bassi, abbia causato una compressione dei prezzi dell'industria comunitaria e il conseguente deterioramento della situazione finanziaria.
3. Effetti di altri fattori
a) Situazione degli altri operatori comunitari
(99) Come riferito al considerando 57, altri due operatori comunitari producono ferro-molibdeno. La situazione di tali operatori si è bruscamente deteriorata nel periodo considerato: la produzione è scesa del 44 %, il volume di vendita del 42 % e la quota del mercato comunitario è passata dal 40 %-42 % del 1997 al 20 %-22 % del periodo dell'inchiesta. Va osservato che il notevole deterioramento della situazione economica degli altri operatori comunitari è coinciso con l'aumento del volume delle importazioni di ferro-molibdeno cinesi a prezzi sempre più bassi.
(100) In considerazione del deterioramento della situazione degli altri operatori comunitari, si può concludere che tali operatori non hanno contribuito al grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
b) Eccesso di offerta a livello mondiale
(101) È stato affermato che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria è stato causato dall'incapacità dei denuncianti di adattarsi all'eccesso di offerta di ferro-molibdeno sul mercato mondiale. In particolare, si è affermato che il mercato mondiale del ferro-molibdeno sta affrontando un problema strutturale causato dalla presenza di enormi quantità di prodotti a base di molibdeno, che ha determinato un abbassamento generale dei prezzi, non attribuibile al ferro-molibdeno proveniente dalla RPC.
(102) Tra il 1997 e il 1998 la capacità dell'industria comunitaria è aumentata dell'11 %, non a causa di investimenti in nuove linee di produzione, ma semplicemente a causa della razionalizzazione degli impianti esistenti. Tra il 1998 ed il periodo dell'inchiesta, la capacità dell'industria comunitaria è rimasta stabile. Inoltre, tale assertivo eccesso di offerta di ferro-molibdeno sul mercato mondiale non può spiegare Ia perdita del volume di vendita e di quota di mercato subita dall'industria comunitaria sul mercato comunitario tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, specialmente considerando l'aumento del consumo apparente registrato nello stesso periodo.
(103) Si conclude quindi che l'eccesso di offerta a livello mondiale non può essere la causa del pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
c) Evoluzione dei prezzi delle materie prime
(104) È stata anche esaminata l'ipotesi che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria potesse essere stato causato dalle fluttuazioni del costo delle materie prime nel periodo considerato.
(105) La principale materia prima usata nella produzione del ferro-molibdeno è il MoO3. L'inchiesta ha rivelato che i prezzi di MoO3 sono diminuiti del 28 % nel periodo considerato. Più in dettaglio, essi sono scesi del 16 % tra il 1997 e il 1998, di un altro 20 % nel 1999, per poi crescere dell'8 % nel periodo dell'inchiesta.
(106) Nello stesso periodo i prezzi di vendita dell'industria comunitaria si sono evoluti analogamente ai prezzi delle materie prime. Tra il 1997 e il 1999 l'industria comunitaria è riuscita ad adeguare i propri prezzi di vendita alle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime. Tuttavia, tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta, l'industria comunitaria non ha potuto aumentare i prezzi di vendita per compensare l'aumento dei costi causato dall'aumento dei prezzi delle materie prime e dal calo dell'indice di utilizzo degli impianti. Va osservato che nello stesso periodo i prezzi delle importazioni cinesi sono stati inferiori a quelli praticati dall'industria comunitaria del 14,4 %, fatto che ha impedito all'industria comunitaria di aumentare i propri prezzi per ammortizzare l'aumento dei costi sopportati.
(107) Si può quindi concludere che sebbene l'effetto delle fluttuazioni del mercato mondiale di MoO3 abbiano avuto un impatto sull'andamento dei prezzi di vendita dell'industria comunitaria, esse non hanno sciolto il nesso causale tra le importazioni oggetto di dumping provenienti dalla RPC e il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
d) Importazioni da altri paesi terzi
(108) Secondo i dati forniti da Eurostat, il volume totale delle importazioni di ferro-molibdeno provenienti da paesi terzi diversi dalla RPC sono aumentate del 22 %, passando da 1974 t nel 1997 a 2414 t nel periodo dell'inchiesta, mentre la loro quota di mercato è aumentata passando dall'8,2 % del 1997 al 9 % del periodo dell'inchiesta. Tra il 1997 e il periodo dell'inchiesta, la media ponderata dei prezzi di tali importazioni è scesa del 24 %. Tuttavia, va osservato che i prezzi delle importazioni provenienti da altri paesi terzi sono stati, con l'eccezione del 1999, maggiori della media ponderata dei prezzi delle importazioni cinesi durante il periodo considerato.
(109) Solo le importazioni provenienti da tre paesi diversi dalla RPC, il Cile, l'Armenia e l'Iran, hanno avuto una quota di mercato comunitario maggiore dell'1 % durante il periodo dell'inchiesta.
(110) Durante il periodo dell'inchiesta le importazioni di ferro-molibdeno provenienti dal Cile sono passate da 1108 t a 887 t, mentre la loro quota di mercato comunitario è passata dal 4,2 % del 1997 al 3,3 %. Per quanto riguarda i prezzi medi delle importazioni, essi sono sempre stati maggiori di quelli delle importazioni provenienti dalla RPC e non inferiori ai prezzi di vendita praticati dall'industria comunitaria durante il periodo dell'inchiesta. In considerazione di quanto sopra, si ritiene che anche le importazioni provenienti dal Cile siano state negativamente condizionate dalle importazioni oggetto di dumping provenienti dalla RPC e che non abbiano materialmente contribuito al pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
(111) Le importazioni provenienti dall'Armenia sono passate da 145 t nel 1997 a 917 t nel periodo dell'inchiesta, mentre la loro quota di mercato comunitario è passata dallo 0,6 % del 1997 al 3,4 % del periodo dell'inchiesta. Per quanto concerne i prezzi medi delle importazioni provenienti dall'Armenia, essi sono aumentati del 17 % tra il 1997 e il 1998, diminuiti del 15 % tra il 1998 e il 1999 e quindi nuovamente aumentati del 3 % tra il 1999 e il periodo dell'inchiesta. Va osservato che i prezzi medi delle importazioni provenienti dall'Armenia sono stati inferiori a quelli praticati dall'industria comunitaria, ma allo stesso livello di quelli delle importazioni provenienti dalla RPC nel 1999 e nel periodo dell'inchiesta.
(112) Il volume delle importazioni provenienti dall'Iran è passato da 32 t nel 1997 a 489 t nel periodo dell'inchiesta, mentre la loro quota di mercato comunitario è passata dallo 0,1 % del 1997 all'1,8 % del periodo dell'inchiesta. I prezzi del ferro-molibdeno proveniente dall'Iran sono stati, ad eccezione del 1997, inferiori a quelli delle importazioni provenienti dalla RPC.
(113) In conclusione, non è possibile escludere che fattori diversi dalle importazioni oggetto di dumping provenienti dalla RPC, in particolare le importazioni provenienti dall'Armenia e dall'Iran, possano avere contribuito al pregiudizio subito dall'industria comunitaria. Tuttavia, anche se tali importazioni hanno effettivamente contribuito al pregiudizio subito dall'industria comunitaria, tale contributo risulta marginale, considerato il volume limitato di tali importazioni e l'esigua quota di mercato, molto inferiori ai livelli delle importazioni provenienti dalla RPC. Inoltre, né il denunciante né i produttori esportatori che hanno sostenuto di essere trattati in modo discriminatorio hanno suggerito che tali importazioni potessero essere state effettuate a prezzi di dumping. Per tali ragioni, le importazioni provenienti da paesi terzi diversi dalla RPC non possono sciogliere il nesso causale tra le importazioni provenienti dalla Cina e il grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
e) Commercializzazione del ferro-molibdeno da parte dell'industria comunitaria
(114) Si è inoltre considerato se l'industria comunitaria fosse stata la causa del proprio pregiudizio rivendendo il ferro-molibdeno proveniente dalla RPC.
(115) Si è tuttavia scoperto che il volume di tali vendite da parte dell'industria comunitaria nel periodo dell'inchiesta rappresentava una percentuale trascurabile delle vendite totali effettuate dall'industria comunitaria, pari a meno del 5 % del volume totale delle importazioni del prodotto in esame proveniente dalla RPC. Ciò può essere considerato un comportamento commerciale normale finalizzato alla compensazione dell'aumento delle importazioni a basso prezzo provenienti dalla RPC. È inoltre emerso che i prezzi di vendita del ferro-molibdeno commercializzato praticati dall'industria comunitaria erano allo stesso livello dei prezzi del ferro-molibdeno proveniente dalla RPC.
(116) Si è pertanto concluso, in via provvisoria, che la rivendita da parte dell'industria comunitaria del ferro-molibdeno proveniente dalla RPC non ha contribuito al pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
4. Conclusioni sul nesso di causalità
(117) Non è possibile escludere che fattori diversi dalle importazioni oggetto di dumping, in particolare le importazioni provenienti dall'Armenia e dall'Iran possano avere contribuito al pregiudizio subito dall'industria comunitaria. Tali fattori, tuttavia, non sono stati di entità tale da sciogliere il nesso di causalità tra il pregiudizio rilevato e le importazioni in esame, come rivelano la pressione sui prezzi e la sottoquotazione dei prezzi attribuibili alle importazioni provenienti dalla RPC, nonché il volume di vendita e la quota di mercato conquistati dalle importazioni cinesi a basso prezzo, che hanno avuto conseguenze negative sulla situazione dell'industria comunitaria, in particolare su produzione, volume di vendita e quota di mercato.
(118) Si conclude pertanto, in via provvisoria, che le importazioni oggetto di dumping provenienti dalla RPC prese singolarmente hanno causato grave pregiudizio all'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 6, del regolamento di base.
G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(119) Al fine di valutare l'interesse della Comunità, la Commissione ha svolto un'inchiesta in merito ai probabili effetti dell'imposizione o della non imposizione di misure antidumping nei confronti degli operatori economici interessati. Tutte le parti notoriamente interessate all'epoca dell'avvio del procedimento, ovvero l'industria comunitaria, gli importatori/operatori commerciali e gli utilizzatori industriali hanno ricevuto un questionario. Anche altre parti interessate che si sono manifestate sono state invitate a fornire informazioni sui possibili effetti dell'istituzione e della non istituzione delle misure antidumping.
1. Interesse dell'industria comunitaria
a) Natura e struttura dell'industria comunitaria
(120) L'industria comunitaria è composta da due società di medie dimensioni situate in Austria e nel Regno Unito. Una di esse appartiene ad una società multinazionale con sede negli USA, ma i cui centri di profitto relativi alla produzione e alla vendita del prodotto in questione sono situati nella Comunità. Una di queste è una società integrata a monte che produce MoO3 in parte per essere utilizzato nella produzione a valle di ferro-molibdeno oppure per la vendita a terzi. La produzione di ferro-molibdeno è ad uso intensivo di capitale e nel periodo dell'inchiesta l'industria comunitaria ha impiegato un totale di 510 persone, 92 delle quali direttamente collegate alla produzione del ferro-molibdeno. È necessario inoltre tenere conto della forza lavoro impegnata nella produzione della principale materia prima (MoO3) usata nella produzione del ferro-molibdeno, che contava 71 persone.
(121) Nonostante il grave pregiudizio, l'industria comunitaria è vitale e competitiva e può continuare ad essere attiva, per quanto riguarda il prodotto in questione, se vengono ristabilite condizioni di concorrenza leale. Va osservato che l'industria comunitaria è attiva anche a livello di altri prodotti per i quali gli utili sulle vendite sono decisamente superiori a quelli del prodotto in questione.
b) Possibili effetti sull'industria comunitaria dell'istituzione/non istituzione delle misure
(122) Dall'istituzione delle misure ci si attende che il volume di vendita del prodotto in questione sul mercato comunitario cali. Ciò permetterebbe all'industria comunitaria di recuperare la quota di mercato perduta e, aumentando l'indice di utilizzo degli impianti, di abbassare i costi produttivi unitari e di aumentare la redditività. Inoltre, in tutta probabilità, il livello dei prezzi dell'industria comunitaria aumenterebbe leggermente, anche se non dello stesso livello dei dazi antidumping, in quanto la concorrenza sarebbe comunque assicurata tra gli operatori comunitari, le importazioni provenienti dalla RPC e quelle provenienti da paesi terzi. In conclusione, si prevede che l'aumento del volume della produzione e delle vendite, da una parte, e l'ulteriore incremento dei costi unitari, dall'altra, insieme ad un modesto aumento dei prezzi, consentiranno all'industria comunitaria di migliorare la propria situazione finanziaria.
(123) D'altra parte, nel caso le misure antidumping non dovessero essere istituite, è probabile che la situazione negativa in cui versa l'industria comunitaria non migliorerebbe. L'industria comunitaria risente particolarmente della perdita di volume di vendita e di quota di mercato nonché di una insufficiente redditività. Infatti, in considerazione della diminuzione del volume di vendita, in particolare dal 1999 e del grave pregiudizio subito durante il periodo dell'inchiesta, risulta ovvio che la situazione finanziaria dell'industria comunitaria continuerà a deteriorarsi in assenza di misure adeguate. Tale tendenza può portare alla chiusura di alcune linee di produzione e/o alla chiusura di interi impianti e rappresenta quindi una minaccia per l'occupazione e gli investimenti nella Comunità. Inoltre, se la tendenza non dovesse mutare, oltre alla produzione di ferro-molibdeno verrebbe colpita anche la produzione a monte di MoO3 nella Comunità.
c) Conclusione
(124) In conclusione, l'imposizione di misure antidumping permetterebbe all'industria comunitaria di riprendersi dal dumping pregiudizievole subito.
2. Interesse degli altri operatori comunitari
(125) Sulla base delle informazioni fornite dagli altri due operatori comunitari, non risulta che gli effetti delle misure proposte sulla loro situazione sarebbero diversi da quelli descritti sopra per l'industria comunitaria. D'altra parte, risulta evidente che anche gli altri operatori comunitari hanno sofferto dell'aumento delle importazioni di ferro-molibdeno a basso prezzo. Non solo tra il 1997 e il periodo dell'inchiesta essi hanno visto ridursi la produzione del 44 % e la quota di mercato del 49 %, ma la loro situazione continuerebbe ad aggravarsi se le misure non venissero adottate. A causa della situazione finanziaria divenuta insostenibile, un operatore comunitario ha interrotto la produzione poco dopo il periodo dell'inchiesta. L'altro afferma che il continuo calo dei prezzi rende l'attività produttiva del ferro-molibdeno non redditizia, come dimostra il brusco calo della redditività tra il 1997 e il periodo dell'inchiesta, con la conseguente prospettiva di chiusura dell'impianto di produzione di ferro-molibdeno.
3. Interesse degli importatori/operatori commerciali non collegati nella Comunità
(126) La distribuzione del ferro-molibdeno nella Comunità è caratterizzata dalla presenza di un numero relativamente piccolo di importatori e di operatori commerciali che si occupano di molti altri prodotti.
(127) A 14 importatori ed operatori commerciali nella Comunità è stato inviato il questionario. Entro il termine previsto, è giunta solamente la risposta del seguente operatore commerciale:
- Grondmet Metall- und Rohstoff Vertriebs GmbH, Düsseldorf, Germania.
(128) Tale operatore commerciale rappresenta meno del 10 % del volume totale delle importazioni dalla RPC nella Commissione durante il periodo dell'inchiesta. Il basso livello di collaborazione basta a giustificare la conclusione che il risultato dell'inchiesta non avrebbe probabilmente un effetto significativo sugli importatori/operatori commerciali visto che tali società si occupano anche di altri prodotti non toccati dal presente procedimento.
(129) Se si dovessero istituire le misure antidumping, è probabile che le importazioni provenienti dalla RPC diminuirebbero e che quindi l'industria comunitaria riconquisterebbe i livelli precedenti di volume di vendita e di quota di mercato. Non si può inoltre escludere che l'istituzione delle misure antidumping produca un leggero aumento del prezzo del ferro-molibdeno nella Comunità, influendo in qualche modo sulla situazione economica di importatori e operatori commerciali.
(130) Tuttavia, la valutazione dell'impatto di qualsiasi dazio antidumping sulla situazione degli importatori e operatori commerciali dovrebbe essere fatta tenendo in considerazione lo spazio ridotto che il commercio in ferro-molibdeno occupa all'interno delle loro attività complessive. Sulla base delle informazioni fornite dal solo importatore/operatore commerciale che ha collaborato, si è scoperto che il ferro-molibdeno rappresenta meno del 15 % del giro d'affari complessivo della società che ha collaborato. L'effetto di qualsiasi misura sulle attività complessive di tale operatore commerciale sarebbe quindi limitato. L'effetto sugli importatori/operatori commerciali dell'aumento dei prezzi del ferro-molibdeno cinese dipenderà inoltre dalla loro capacità di fare accettare gli aumenti ai propri acquirenti. Le informazioni fornite dagli utilizzatori che hanno collaborato indicano che i prezzi del ferro-molibdeno importato hanno fluttuato durante il periodo ed è quindi probabile che gli importatori/operatori commerciali scarichino sugli utilizzatori gli aumenti di prezzi.
(131) Su tale base, si è concluso in via provvisoria che l'imposizione delle misure antidumping probabilmente non avrà un grave effetto negativo sulla situazione degli importatori/operatori commerciali della Comunità.
4. Interesse dell'industria utilizzatrice
a) Natura e struttura dell'industria utilizzatrice
(132) Gli utilizzatori principali di ferro-molibdeno della Comunità sono l'industria dell'acciaio e le fonderie. Si stima che tali utilizzatori rappresentino circa l'80 % - in particolare l'industria dell'acciaio il 70 % e le fonderie il 10 % - del consumo di tutti i tipi di molibdeno nella Comunità. Ne consegue che la domanda di ferro-molibdeno dipende primariamente dalla produzione di acciaio legato e di ghisa in cui il ferro-molibdeno viene utilizzato per introdurre il molibdeno in fase di colata per potenziarne alcune caratteristiche quali la resistenza alla corrosione e al calore.
(133) Il questionario è stato inviato ai 20 utilizzatori di ferro-molibdeno. Inoltre, due importanti associazioni di utilizzatori, ovvero la Confederazione europea delle industrie siderurgiche (Eurofer) e il Comitato delle associazioni delle fonderie europee (CAEF) sono state inviate a inoltrare copia del questionario ai membri interessati. Le risposte sono state inviate dai seguenti cinque produttori di acciaio:
- Edelstahl-Witten-Krefeld GmbH, Witten, Germania,
- Krupp Edelstahlprofile GmbH, Siegen, Germania,
- Krupp Thyssen Nirosta, Krefeld, Germania,
- Georgsmarienhütte GmbH, Georgsmarienhütte, Germania,
- Hüttenwerke Krupp Mannesmann GmbH, Duisburg, Germania.
(134) Inoltre, la Federazione dell'industria dell'acciaio tedesca (Wirtschaftsvereinigung Stahl) si è espressa sul possibile impatto delle misure antidumping sull'industria dell'acciaio, e le sue asserzioni sono state confermate dall'associazione tedesca delle fonderie (Deutscher Giessereiverband) e dalla CAEF.
(135) I probabili effetti dell'istituzione o non istituzione delle misure antidumping sono stati esaminati sulla base delle informazioni ricevute dalle parti che hanno collaborato. Anche se né il CAEF né le singole fonderie hanno presentato osservazioni documentate, sebbene espressamente invitate a farlo, le seguenti conclusioni sembrano quindi valide, mutatis mutandis, anche per l'industria delle fonderie.
b) Situazione economica degli utilizzatori
(136) Gli utilizzatori che hanno collaborato rappresentavano, nel periodo dell'inchiesta, circa il 7 % del consumo comunitario di ferro-molibdeno. Nel periodo dell'inchiesta, il loro giro d'affari complessivo è variato tra 277 milioni di EUR e 1760 milioni di EUR, mentre la media ponderata della redditività complessiva è passata dal 3,4 % del 1998 al 4,4 % del periodo dell'inchiesta. Il personale totale impiegato da tali società ammontava a circa 13000 persone di cui 50 coinvolte nella realizzazione del prodotto in questione.
c) Conseguenze dell'istituzione o della non istituzione di misure
(137) In base alle informazioni fornite dagli utilizzatori che hanno collaborato è emerso che, durante il periodo dell'inchiesta, il ferro-molibdeno ha rappresentato in media lo 0,6 % del costo delle materie prime e in media lo 0,4 % dei costi totali. Ne consegue che l'istituzione di una misura antidumping avrebbe un effetto trascurabile sui costi e sulla situazione finanziaria degli utilizzatori.
(138) I dati indicano che gli utilizzatori dispongono di un notevole potere d'acquisto e che esistono fonti di approvvigionamento alternative, non soggette alle misure. Inoltre, come esposto al considerando 122, è improbabile che l'industria comunitaria aumenti i propri prezzi di una percentuale pari al dazio antidumping, in quanto essa beneficerà anche dei costi ridotti derivanti dall'aumento del volume di vendita. Inoltre, il ferro-molibdeno può, in limitati processi tecnici relativi alla produzione di acciaio e ghisa, essere sostituito dal MoO3, a seconda della disponibilità e dei prezzi relativi dei differenti prodotti a base di molibdeno.
(139) Nel caso le misure non venissero istituite, gli utilizzatori continuerebbero a beneficiare degli attuali prezzi contenuti praticati sul mercato comunitario in relazione al ferro-molibdeno, che sono il risultato di pratiche commerciali sleali, pregiudizievoli e dannose per l'industria comunitaria. Va osservato tuttavia che, nel caso di riduzione o scomparsa dell'industria comunitaria, diminuirebbero anche le fonti disponibili di approvvigionamento, con ripercussioni negative per gli utilizzatori. A tale proposito, si ritiene che l'esistenza di fonti di approvvigionamento alternative sia fondamentale per garantire un livello significativo di concorrenza sul mercato comunitario e un accesso adeguato alle materie prime.
d) Conclusioni
(140) Alla luce di quanto esposto sopra, in particolare della ridotta incidenza del ferro-molibdeno sui costi complessivi degli utilizzatori, si conclude, in via provvisoria, che l'istituzione di qualsiasi misura antidumping non dovrebbe modificare la situazione degli utilizzatori comunitari.
5. Ripercussioni sulla concorrenza all'interno del mercato comunitario
(141) L'unico operatore commerciale che ha collaborato e la Wirtschaftsvereinigung Stahl si oppongono all'istituzione delle misure antidumping, sostenendo, in generale, che l'industria comunitaria non dispone di una capacità produttiva tale da soddisfare la domanda.
(142) Per quanto riguarda la situazione della concorrenza sul mercato comunitario, va osservato che lo scopo delle misure antidumping non è quello di impedire le importazioni nel mercato comunitario, ma ristabilire condizioni di concorrenza leale sul mercato. Inoltre, considerato il livello delle misure proposte e l'effetto, descritto sopra, di un aumento dei prezzi sulle industrie a valle è probabile che i produttori esportatori cinesi continuino a esportare verso il mercato comunitario, anche se non a prezzi di dumping.
(143) Inoltre, poiché non ci sono differenze qualitative tra iI prodotto in questione proveniente dalla RPC e quello proveniente da altri paesi terzi, gli importatori e gli utilizzatori comunitari potrebbero facilmente procurarsi il ferro-molibdeno da altre fonti, oltre alla RPC, soprattutto in quanto non esiste carenza di offerta sul mercato mondiale. Al contrario, l'eliminazione di pratiche commerciali sleali eviterà l'ulteriore deterioramento della situazione dell'industria comunitaria, contribuirà a garantire la disponibilità di un'ampia gamma di fonti di approvvigionamento e rafforzerà la concorrenza tra i produttori esistenti.
(144) Per quanto concerne l'insufficiente capacità dell'industria comunitaria di soddisfare la domanda, le informazioni fornite dall'industria comunitaria dimostrano che essa manca piuttosto della capacità di riserva di soddisfare l'aumento di domanda nel mercato comunitario. In effetti, l'indice di utilizzo degli impianti da parte dell'industria comunitaria durante il periodo dell'inchiesta è stato pari a circa il 50 %.
(145) D'altra parte, nel caso non dovessero essere istituite le misure antidumping, la situazione dell'industria comunitaria e degli altri operatori comunitari con molta probabilità si deteriorerebbe ulteriormente, portando a lungo andare alla scomparsa della produzione comunitaria di ferro-molibdeno. Alla luce di quanto esposto, non si può escludere che, in mancanza di misure antidumping, il numero di attori che operano sul mercato comunitario diminuisca, con conseguenti effetti negativi sulla concorrenza.
(146) Si conclude pertanto in via provvisoria che è molto improbabile che l'istituzione di misure antidumping limiti la disponibilità di ferro-molibdeno nella Comunità, considerato il livello di capacità inutilizzata dell'industria comunitaria, il livello delle misure antidumping proposte e l'esistenza di fonti di approvvigionamento alternative.
6. Conclusioni relative all'interesse della Comunità
(147) Alla luce di quanto esposto, si conclude in via provvisoria che non esistono valide ragioni, per quanto riguarda l'interesse della Comunità, contro l'adozione di misure antidumping.
H. MISURE ANTIDUMPING PROVVISORIE
(148) Alla luce delle conclusioni raggiunte in merito al dumping, al pregiudizio, al nesso di causalità e all'interesse della Comunità, si ritiene opportuno adottare misure provvisorie al fine di impedire che le importazioni in dumping arrechino ulteriore pregiudizio all'industria comunitaria.
1. Livello necessario per eliminare il pregiudizio
(149) Il livello delle misure antidumping provvisorie dovrebbe bastare ad eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria causato dalle importazioni oggetto di dumping, senza superare i margini di dumping rilevati. Al momento del calcolo dell'entità del dazio necessario ad eliminare gli effetti del dumping pregiudizievole, si è considerato che le misure dovessero essere tali da consentire all'industria comunitaria di coprire i propri costi e ottenere complessivamente un profitto al lordo di imposte pari a quello che potrebbe ragionevolmente essere ottenuto sulle vendite del prodotto simile nella Comunità in normali condizioni di concorrenza, cioè in assenza di importazioni oggetto di dumping.
(150) In base alle informazioni disponibili, è emerso in via preliminare che un margine di profitto del 5 % rispetto al giro d'affari può essere considerato un adeguato margine minimo che l'industria comunitaria potrebbe ragionevolmente ottenere in assenza di dumping pregiudizievole, considerando il livello di redditività raggiunto dall'industria comunitaria nella vendita di altri prodotti dello stesso tipo.
(151) Il livello dell'aumento dei prezzi necessario è stato quindi determinato in base ad un confronto, allo stesso stadio commerciale, tra la media ponderata dei prezzi all'importazione, utilizzata per calcolare la sottoquotazione dei prezzi, e i prezzi non pregiudizievoli del ferro-molibdeno venduto dall'industria comunitaria sul mercato comunitario. Il prezzo non pregiudizievole è stato calcolato correggendo i prezzi di vendita dell'industria comunitaria in modo che rispecchino il ragionevole margine di profitto del 5 % di cui sopra. Le differenze risultanti da tale confronto sono state espresse in percentuale del valore totale all'importazione cif.
2. Misure provvisorie
(152) Alla luce di quanto esposto sopra, si ritiene che, conformemente all'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, sia opportuno istituire dazi antidumping sulle importazioni provenienti dalla RPC a livello dei più bassi margini di eliminazione del pregiudizio e di dumping riscontrati.
(153) Per quanto concerne il dazio residuo da applicarsi ai produttori esportatori che non hanno collaborato, poiché il livello di collaborazione è stato basso e per non premiare l'omessa collaborazione, si è concluso che esso venga stabilito in base al metodo di cui al considerando 54.
(154) Le aliquote del dazio antidumping applicabili alle società a titolo individuale indicate nel presente regolamento sono state stabilite in base alle risultanze della presente inchiesta. Esse rispecchiano pertanto la situazione constatata durante l'inchiesta per le società interessate. Tali aliquote del dazio (in contrasto con il dazio nazionale applicabile a "tutte le altre società") si applicano esclusivamente alle importazioni di prodotti originari del paese interessato fabbricati dalle società, e quindi dalle persone giuridiche specifiche, citate. Le importazioni di prodotti fabbricati da qualsiasi altra società il nome e l'indirizzo della quale non compaiano espressamente nel dispositivo del presente regolamento, comprese le persone giuridiche collegate a quelle espressamente citate, non possono beneficiare di tali aliquote e saranno soggette all'aliquota del dazio applicabile a "tutte le altre società".
(155) Le eventuali richieste di applicazione di tali aliquote individuali (ad esempio in seguito ad un cambiamento della ragione sociale della società o alla creazione di nuove entità produttive o di vendita) devono essere inoltrate senza indugio alla Commissione con tutte le informazioni pertinenti, in particolare l'indicazione degli eventuali mutamenti nelle attività della società riguardanti la produzione, le vendite sul mercato interno e le vendite all'estero, connessi ad esempio al cambiamento della ragione sociale o ai cambiamenti a livello di entità produttive o di vendita. La Commissione, se del caso, procederà, sentito il comitato consultivo, a modificare debitamente il regolamento, aggiornando l'elenco delle società che beneficiano di aliquote individuali.
I. DISPOSIZIONI FINALI
(156) A fini di buona amministrazione, occorre fissare un termine entro il quale le parti interessate possano presentare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite. Va inoltre precisato che tutte le risultanze elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate ai fini dell'adozione di eventuali misure definitive,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO!
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di ferro-molibdeno di cui al codice NC 7202 70 00 originarie della Repubblica popolare cinese.
2. Le aliquote del dazio applicabili al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, per i prodotti fabbricati dalle società sotto elencate sono le seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
3. Salvo disposizione contraria, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
1. Salvo il disposto dell'articolo 20 del regolamento (CE) n. 384/96, le parti interessate possono, entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione.
2. Ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 384/96, le parti interessate possono comunicare osservazioni sull'applicazione del presente regolamento entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore dello stesso.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
L'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di sei mesi.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 3 agosto 2001.

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