Document ID: 31991R2805

REGOLAMENTO (CEE) N. 2805/91 DELLA COMMISSIONE del 23 settembre 1991 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di carta termica originaria del Giappone
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
sentito il comitato consultivo a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
(1) Nell'ottobre 1990, la Commissione ha ricevuto una denuncia, presentata dalla Wiggings Teape Thermal Papers Limited, che rappresenta la maggior parte della produzione comunitaria di carta termica. La denuncia conteneva elementi di prova in merito alle pratiche di dumping sulle importazioni del prodotto in questione originario del Giappone e al conseguente pregiudizio, che sono stati considerati sufficienti per giustificare l'apertura di una procedura.
(2) Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di carta termica originaria del Giappone, di cui ai codici NC ex 3703 90 90 e ex 4810 11 90 e ha avviato un'inchiesta.
(3) La Commissione ha debitamente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i ricorrenti. Le parti direttamente interessate hanno avuto inoltre l'opportunità di comunicare le loro osservazioni e di chiedere un'audizione.
(4) Alcuni importatori, esportatori e produttori giapponesi noti hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto. Anche la società Renker GmbH & Co. KG, che fabbrica il prodotto in questione nella Comunità, ha comunicato, per iscritto, le proprie osservazioni, di cui tuttavia non è stato possibile tener conto, poiché l'esame di tali informazioni, che sono state presentate oltre il termine fissato nell'avviso di apertura, avrebbe provocato un ritardo eccessivo nello svolgimento dell'inchiesta.
Cinque dei nove produttori giapponesi noti non hanno fornito le necessarie informazioni chieste dalla Commissione. Alcune industrie che trasformano il prodotto in questione nella Comunità hanno comunicato le loro osservazioni.
Diversi produttori/esportatori hanno chiesto e ottenuto audizioni.
(5) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione preliminare e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
a) Produttore comunitario
Wiggings Teape Thermal Papers Ltd, Lincoln, Regno Unito;
b) Produttori/esportatori giapponesi
- Produttori
Jujo Paper Co. Ltd, Tokyo
Kanzaki Paper Manufacturing Co. Ltd, Tokyo
Mitsubishi Paper Mills Ltd, Tokyo
Tomoegawa Paper Co. Ltd, Tokyo
- Esportatori
Japan Pulp and Paper Company Ltd, Tokyo
Marubeni Corporation, Tokyo
Mitsubishi Corporation, Tokyo
Mitsui and Company Ltd, Tokyo;
c) Importatori nella Comunità
- Germania Mitsubishi International GmbH, Duesseldorf
Japan Pulp and Paper GmbH, Duesseldorf - Paesi Bassi Tomoegawa Europe BV, Amsterdam - Regno Unito Mitsubishi Corporation, Londra.
(6) La Commissione ha chiesto e ricevuto informazioni scritte e orali particolareggiate dal produttore comunitario ricorrente, da quattro dei nove produttori giapponesi noti, nonché dagli esportatori e dagli importatori suddetti. Gli altri cinque produttori giapponesi noti hanno deciso di non rispondere al questionario della Commissione, benché uno di essi abbia chiesto e ottenuto di essere sentito.
(7) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1o aprile 1990 e il 31 dicembre 1990 (periodo dell'inchiesta).
B. PRODOTTO IN ESAME, PRODOTTO SIMILE
(8) L'avviso di apertura della presente procedura riguardava la « carta termica ricoperta di sostanze chimiche che reagiscono al calore rivelando un'immagine, destinata ad essere utilizzata in apparecchi che trasmettono e ricevono elettronicamente documenti e che stampano copie in facsimile dei suddetti documenti ». Dall'inchiesta è tuttavia emerso che negli apparecchi facsimile può essere utilizzata anche la carta termica diversa da quella destinata specificamente a tali apparecchi, in quanto le caratteristiche fisiche di base di tale prodotto sono identiche a quelle della carta per fax. Tuttavia, ai fini dell'istituzione del dazio antidumping provvisorio, il prodotto in esame è la carta termica destinata agli apparecchi facsimile (in seguito denominata « carta per fax »).
(9) La carta per fax è disponibile in due forme diverse, ovvero in bobine di fabbrica e in rotoli. Le bobine di fabbrica, che hanno di norma grandi dimensioni, sono trasformate (con operazioni di taglio longitudinale o di altro tipo) in rotoli di dimensioni inferiori, che possono essere direttamente utilizzati negli apparecchi facsimile.
Tanto le bobine di fabbrica, quanto i rotoli sono disponibili in diverse qualità. Tutte le qualità sono considerate prodotti simili.
(10) Un produttore giapponese ha sostenuto che le bobine di fabbrica sono diverse dai rotoli e che pertanto dovrebbero essere considerate come un prodotto distinto.
Dall'inchiesta è tuttavia emerso che le uniche differenze tra la carta per fax in rotoli e le bobine di fabbrica sono dovute al processo di taglio e che le bobine rappresentano una fase già molto avanzata del processo di produzione della carta termica. Le caratteristiche tecniche di base della carta termica non subiscono inoltre modifiche sostanziali, in quanto il prodotto di per sé stesso, in quanto carta per fax, rimane invariato. Si ritiene pertanto che la carta termica, nelle due forme in cui è disponibile, costituisca un unico prodotto ai fini della procedura provvisoria.
(11) I prodotti fabbricati e venduti dall'industria comunitaria e quelli originari del Giappone presentano le stesse caratteristiche e le stesse differenze di qualità e hanno proprietà equivalenti.
(12) La Commissione ritiene pertanto che la carta per fax fabbricata e venduta dai produttori comunitari, in bobine di fabbrica oppure in rotoli, costituisca un'unica categoria di prodotto e che, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12, del regolamento (CEE) n. 2423/88, sia simile sotto tutti gli aspetti al prodotto importato dal Giappone.
C. DUMPING
1. Generalità
(13) I produttori/esportatori giapponesi di carta per fax utilizzano diversi canali di vendita e di distribuzione tanto per le vendite sul mercato interno, quanto per quelle all'esportazione.
Le vendite della maggior parte dei produttori sul mercato interno sono state effettuate attraverso società collegate, mentre per le esportazioni intervengono frequentemente, in qualità di intermediari, le cosiddette imprese commerciali, benché i produttori siano quasi sempre a conoscenza della destinazione delle merci.
2. Valore normale
(14) Per i prodotti venduti sul mercato giapponese il valore normale è stato determinato a titolo provvisorio in base alla carta per fax che corrispondeva alle qualità più vendute all'esportazione (almeno il 70 % in volume delle esportazioni di ciascuna società) e spedite nella Comunità nel periodo dell'inchiesta. Il valore normale per le società produttrici è stato determinato in base alla media ponderata dei prezzi di vendita della carta per fax sul mercato interno al primo acquirente indipendente, al netto di tutti gli sconti e riduzioni direttamente collegati a tali vendite. È stato accertato che tali transazioni fossero effettuate nel corso di normali operazioni commerciali e che il loro volume corrispondesse ad almeno il 5 % del volume delle esportazioni nella Comunità per lo stesso tipo di prodotto.
Quando il volume delle vendite di un determinato tipo di prodotto sul mercato interno era inferiore al 5 % del volume delle esportazioni nella Comunità, il valore normale è stato determinato, per quanto possibile, in base al prezzo di vendita sul mercato interno giapponese di un tipo di prodotto comparabile.
(15) Tuttavia, quando
- il prezzo di vendita sul mercato interno giapponese di un tipo di prodotto identico o comparabile era inferiore al costo di produzione dello stesso tipo, oppure
- i quantitativi venduti sul mercato giapponese erano inferiori al 5 % del volume delle esportazioni dello stesso tipo di prodotto nella Comunità,
il valore normale è stato costruito in funzione del costo di produzione del tipo di prodotto venduto sul mercato interno, al quale sono stati aggiunti un importo per le spese generali, amministrative e di vendita, calcolato in riferimento alle spese sostenute dal produttore, e un margine di profitto medio del 18 %, stabilito in considerazione delle vendite remunerative dei prodotti simili da parte del produttore in questione oppure, se del caso, di altri produttori nel paese di origine. Tale margine di profitto è stato considerato adeguato, in quanto è stato determinato in base al profitto effettivo realizzato dai produttori giapponesi soggetti all'inchiesta.
3. Prezzo all'esportazione
(16) Quando le vendite sono state effettuate dai produttori (o dalle imprese commerciali giapponesi ad essi collegate) a società consociate nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati costruiti in base ai prezzi di rivendita al primo acquirente indipendente nella Comunità, debitamente adeguati per tener conto di tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita, compresi i dazi doganali e un margine di profitto del 6 %. Tale percentuale è stata considerata adeguata ai fini delle risultanze provvisorie e alla luce dei profitti realizzati per prodotti analoghi.
(17) Quando le vendite sono state effettuate dai produttori (oppure dalle imprese commerciali giapponesi ad essi collegate) direttamente ad acquirenti indipendenti nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi pagati o pagabili dall'importatore, al netto delle imposte, nonché di tutti gli sconti e riduzioni.
(18) In considerazione del tipo di prodotto, gli adeguamenti relativi alle spese di trasporto, imballaggio e movimentazione, che erano necessari per costruire i prezzi all'esportazione, sono stati effettuati su base quantitativa, mentre gli adeguamenti relativi alle spese generali, amministrative e di vendita sono stati applicati in funzione del fatturato. Per costruire i prezzi all'esportazione si è inoltre tenuto conto degli sconti o delle riduzioni accordate dall'importatore collegato agli acquirenti indipendenti.
4. Confronto
(19) Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione e in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, i valori normali e i prezzi all'esportazione sono stati adeguati in considerazione delle spese di vendita di cui all'articolo 2, paragrafo 10, per poter essere confrontati allo stesso stadio commerciale. Alcune società hanno chiesto adeguamenti relativi alle spese generali. In conformità delle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 9 del regolamento suddetto, gli adeguamenti relativi a tali spese sono stati effettuati soltanto qualora sia stato dimostrato che erano in rapporto diretto con le vendite in esame.
Il valore normale per i tipi di prodotto venduti sul mercato interno è stato confrontato con il prezzo all'esportazione dei tipi di prodotto comparabili prendendo in esame le singole transazioni.
5. Margini di dumping
(20) I margini di dumping corrispondevano all'importo complessivo del quale i valori normali superavano i prezzi all'esportazione nella Comunità.
(21) I margini di dumping determinati ed espressi in percentuale del valore totale CIF delle importazioni erano i seguenti:
Jujo Paper Co. Ltd, Tokyo 0,0 %
Kanzaki Paper Manufacturing Co. Ltd, Tokyo 10,3 %
Mitsubishi Paper Mills Ltd, Tokyo 24,7 %
Tomoegawa Paper Co. Ltd, Tokyo 24,8 %
(22) Poiché una percentuale significativa delle società giapponesi interessate non ha collaborato alla presente procedura, la Commissione ha fondati motivi per dubitare che i risultati dell'inchiesta antidumping relativi ai quattro produttori che hanno collaborato siano effettivamente rappresentativi delle altre società produttrici. La Commissione ritiene pertanto che non sia opportuno applicare alle società che non hanno collaborato i margini di dumping accertati per le società che hanno collaborato.
(23) In conformità delle disposizioni dell'articolo 7, paragrafo 7 del regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, la Commissione ha pertanto stabilito i margini di dumping relativi ai produttori che non hanno risposto al questionario della Commissione in base agli elementi disponibili.
Nella fattispecie, ai fini delle risultanze provvisorie, si è ritenuto che i dati contenuti nella denuncia fornissero la base più adeguata per determinare il margine di dumping, che è stato pertanto fissato al 55,3 %.
D. PREGIUDIZIO
1. Consumo nella Comunità e quote di mercato delle importazioni oggetto di dumping
(24) Dato che numerose società giapponesi hanno rifiutato di collaborare, tutte le cifre relative al volume, al valore e alla quota di mercato delle importazioni sono state determinate in base alle stime. A tal fine la Commissione ha tenuto conto dei dati provenienti da relazioni di mercato indipendenti.
(25) Per quanto riguarda le dimensioni del mercato, il consumo stimato di carta per fax nella Comunità è rapidamente aumentato passando da 5 500 t nel 1987 a 35 000 t nel 1990 (proiezione delle cifre relative a sei mesi su un anno intero), con un incremento del 536 %.
(26) Secondo le stime, le importazioni in dumping di carta per fax di origine giapponese sono passate da 1 725 t nel 1987 a 23 750 t nel 1990, con un incremento del 1 276 %. Occorre tuttavia rilevare che circa la metà di tale incremento è stata registrata tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta.
La quota di mercato delle importazioni in dumping è passata dal 31 % nel 1987 al 68 % nel 1990, con un incremento del 119 %.
2. Prezzi di rivendita delle importazioni e sottoquotazione
(27) La Commissione ha rilevato che nel periodo compreso tra gennaio e dicembre 1990 i prezzi delle importazioni in dumping nella Comunità sono diminuiti del 30 % circa.
(28) Per quanto riguarda la sottoquotazione dei prezzi la Commissione ha confrontato la media ponderata dei prezzi di vendita degli esportatori e dei produttori comunitari, al netto di tutti gli sconti e delle imposte, calcolata in base alle vendite nella Comunità è stata quindi confrontata con le cifre corrispondenti relative ai singoli esportatori interessati in base ai rispettivi prezzi di vendita nella Comunità e ponderate per il volume delle vendite.
(29) Un esportatore ha contestato il confronto tra i prezzi al livello della rivendita al primo acquirente indipendente nella Comunità, sostenendo che le sue vendite (rotoli di carta per fax) non erano effettuate allo stesso stadio commerciale di quelle del ricorrente (bobine di fabbrica). La Commissione, ai fini di un equo confronto, ha adeguato i prezzi di vendita dei rotoli rispetto a quelli delle bobine di fabbrica, tenendo conto di tutti i costi e dei profitti collegati alle operazioni di trasformazione. Negli adeguamenti si è tenuto quindi conto della differenza relativa allo stadio commerciale.
In base a tali confronti, la Commissione ha accertato che nel periodo dell'inchiesta i prezzi di vendita della carta per fax di origine giapponese erano inferiori a quelli dell'industria comunitaria di un margine massimo del 22,8 %.
3. Situazione dell'industria comunitaria
a) Produzione, capacità, coefficiente di utilizzazione degli impianti e scorte
(30) La Commissione ha accertato che tra il 1987 e il 1990 la produzione comunitaria di carta per fax è complessivamente aumentata, anche se, prendendo in considerazione unicamente il periodo compreso tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta, si registra una flessione dell'8,5 %.
(31) Tra il 1987 e il periodo dell'inchiesta la capacità complessiva dell'industria comunitaria è aumentata, mentre l'indice di utilizzazione degli impianti è nettamente diminuito.
(32) Tra il 1987 e il periodo dell'inchiesta non si sono registrate variazioni notevoli della consistenza delle scorte.
b) Vendite
(33) Tra il 1987 e il periodo dell'inchiesta, il volume delle vendite dell'industria comunitaria è aumentato del 255 %. Tale incremento non era tuttavia conforme al tasso di espansione del mercato comunitario, che era nettamente superiore (vedi punto 25). Inoltre, tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta, l'aumento in volume delle vendite dell'industria comunitaria non superava il 3 %, mentre il mercato comunitario nel suo complesso è cresciuto del 39 %.
c) Quota di mercato
(34) Poiché, nel corso dell'inchiesta, la maggior parte dei produttori giapponesi non ha fornito i dati necessari, le dimensioni complessive del mercato comunitario sono state calcolate in base a stime. È stato così stabilito che la quota di mercato del ricorrente tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta ha avuto una flessione del 4 % circa.
d) Prezzi
(35) Tra il 1989 e la fine del 1990 i prezzi di vendita dell'industria comunitaria sono costantemente diminuiti. L'industria comunitaria ha potuto limitare la perdita della quota di mercato unicamente adeguandosi ai prezzi fissati sul mercato dalle importazioni in dumping. In base ad un indice 100 per il 1989, i prezzi dei prodotti comunitari in questione nel periodo dell'inchiesta corrispondevano ad un indice 71.
e) Redditività
(36) La Commissione ha accertato che tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta i risultati finanziari dell'industria comunitaria si sono deteriorati. Fino al 1989, l'industria operava con margini di profitto considerati sufficienti. Tuttavia, a causa del netto calo dei prezzi dalla fine del 1989 in poi, nel periodo dell'inchiesta sono state registrate perdite considerevoli.
4. Conclusioni relative al pregiudizio
(37) Alla luce degli elementi suddetti, la Commissione ritiene che l'industria comunitaria abbia subito un pregiudizio sostanziale ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88, principalmente in forma di calo dei profitti e di perdita di quota di mercato, in seguito alla diminuzione e alla sottoquotazione dei prezzi.
E. CAUSALITÀ
1. Effetti delle importazioni oggetto di dumping
(38) Dall'inchiesta della Commissione risulta che l'incremento delle importazioni in dumping a prezzi costantemente decrescenti ha coinciso con la flessione dei prezzi dell'industria comunitaria. Data la trasparenza del mercato, i bassi prezzi dei prodotti esportati dal Giappone hanno provocato il calo dei prezzi dell'industria comunitaria. Quest'ultima, inoltre, ha perduto una parte della quota di mercato, non potendo diminuire ulteriormente i suoi prezzi per adeguarsi a quelli determinati sul mercato dalle importazioni in dumping. I produttori comunitari non hanno quindi potuto beneficiare dell'espansione della domanda registrata tra il 1987 e il 1990, né delle economie di scala che sarebbero state realizzate con l'incremento del volume delle vendite. La situazione dell'industria comunitaria si è quindi costantemente deteriorata.
(39) Un esportatore ha sostenuto che il calo dei prezzi era dovuto all'impiego di tecnologie e di know-how più efficaci, con il quale è stato possibile ridurre i costi di produzione.
Alcuni esportatori giapponesi hanno affermato che la produttività dell'industria comunitaria è inferiore e che tale elemento dovrebbe essere preso in considerazione al momento della valutazione del pregiudizio. La Commissione non condivide tale opinione. Occorre ricordare che l'industria comunitaria, a causa delle importazioni in dumping, non ha potuto beneficiare dei vantaggi di costo che sarebbero derivati dalle economie di scala, data l'espansione del mercato della carta termica. In una procedura antidumping, inoltre, gli eventuali vantaggi di costo degli esportatori sono pertinenti unicamente a condizione che si riflettano indiscriminatamente nei prezzi all'esportazione e in quelli applicati sul mercato interno. In assenza di pratiche di dumping, gli esportatori giapponesi, i cui prezzi nella Comunità sono inferiori ai costi di produzione, avrebbero dovuto applicare prezzi nettamente superiori. In tal caso l'industria comunitaria avrebbe potuto vendere a prezzi sufficienti per realizzare un profitto adeguato.
2. Altri fattori
(40) Per quanto riguarda gli eventuali altri fattori, dall'inchiesta è emerso che il volume e i prezzi delle importazioni originarie di altri paesi terzi non potevano essere considerati responsabili del pregiudizio accertato, in quanto tali importazioni erano trascurabili rispetto alle dimensioni globali del mercato comunitario della carta per fax. Non sono stati inoltre accertati elementi relativi alla sottoquotazione dei prezzi di tali importazioni.
F. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Considerazioni generali
(41) L'eliminazione delle pratiche commerciali sleali con l'istituzione di misure antidumping contribuirà a ripristinare una situazione di concorrenza leale nella Comunità. Attualmente, infatti, le società giapponesi, nei cui confronti sono state accertate pratiche di dumping, vendono a prezzi inferiori ai costi di produzione. Se non sarà frenato il rapido calo dei prezzi delle importazioni in dumping dal Giappone e se non sarà ripristinato un livello di prezzi remunerativi, l'industria comunitaria della carta per fax dovrà far fronte ad un ulteriore deterioramento della sua situazione già critica e molto probabilmente sarà costretta a cessare totalmente l'attività. La Comunità sarebbe in tal caso privata di un'industria ad alta tecnologia, con effetti negativi sul piano della ricerca e dello sviluppo e dell'occupazione. Quando tali effetti negativi sono compensati dagli interessi a breve termine degli utilizzatori finali che beneficerebbero di forniture di carta per fax a basso prezzo, appare evidente che nell'interesse della Comunità è opportuno sostenere a lungo termine l'industria del settore, affinché rimanga efficacemente operativa. L'incremento del prezzo della carta per fax avrebbe inoltre un effetto trascurabile sui costi di esercizio complessivi sostenuti dalle società e dagli enti pubblici (i principali utilizzatori finali della carta per fax).
2. Industrie di trasformazione
(42) Alcuni importatori interessati hanno sostenuto che l'istituzione di misure e i conseguenti aumenti dei prezzi sul mercato comunitario avrebbero costretto l'industria comunitaria di trasformazione a cessare la propria attività. È stato tuttavia accertato che tale industria, che opera a livello intermedio, potrebbe trasferire l'incremento dei prezzi derivante dai dazi antidumping agli operatori immediatamente successivi nella catena di produzione e quindi, da ultimo, agli utilizzatori e ai consumatori.
(43) Alla luce di tutti gli elementi presi in esame, nell'interesse della Comunità è opportuno tutelare l'industria in questione.
G. DAZIO PROVVISORIO
(44) Per eliminare il pregiudizio subito nel corso della procedura, l'industria comunitaria deve nuovamente realizzare utili. A tal fine il livello dei prezzi di vendita deve aumentare, affinché l'industria comunitaria possa realizzare un profitto adeguato.
(45) La Commissione ha pertanto calcolato un prezzo traguardo per i tipi più rappresentativi di carta per fax prodotti dall'industria comunitaria, in base alla media ponderata dei costi di produzione effettivi degli stessi tipi del prodotto, alla quale è stato aggiunto un adeguato margine di profitto.
(46) La Commissione ritiene che, in considerazione del ciclo vitale tecnico relativamente breve della carta per fax, un tasso di profitto del 18 % al lordo delle imposte sia il minimo necessario per coprire, tra l'altro, gli investimenti negli impianti di produzione e le spese per ricerca e sviluppo. Tale margine di profitto è inoltre conforme a quello realizzato dai produttori giapponesi sul mercato interno.
(47) La Commissione ha calcolato la differenza tra i prezzi di vendita effettivi dei prodotti importati nella Comunità dal Giappone e la soglia di pregiudizio dell'industria comunitaria, vale a dire il costo di produzione più un adeguato margine di profitto.
(48) La differenza massima espressa a livello CIF frontiera comunitaria così calcolata per le società che hanno collaborato nel corso dell'inchiesta era del 54,9 %. Le singole differenze calcolate per ciascuna società giapponese superavano i margini di dumping accertati per tali società. Il dazio da istituire nei confronti delle società suddette deve quindi corrispondere ai margini di dumping accertati, vale a dire:
Jujo Paper Co. Ltd, Tokyo 0,0 %
Kanzaki Paper Manufacturing Co. Ltd, Tokyo 10,3 %
Mitsubishi Paper Mills Ltd, Tokyo 24,7 %
Tomoegawa Paper Co. Ltd, Tokyo 24,8 %
(49) Come risulta dal punto 4, nel caso in esame numerosi produttori giapponesi, che rappresentano circa il 30 % delle importazioni nella Comunità di carta per fax originaria del Giappone, hanno rifiutato di collaborare.
La Commissione ha ritenuto che il dazio da istituire nei confronti delle società che non hanno collaborato debba essere stabilito in base agli elementi disponibili. In tal caso il dazio corrisponde alla differenza massima accertata fra i prezzi di vendita dei prodotti giapponesi nella Comunità e la soglia di pregiudizio dell'industria comunitaria, vale a dire al 54,9 %. Tale percentuale è inferiore al margine di dumping calcolato per le stesse società (vedi punto 23).
(50) Occorre fissare un termine entro il quale le parti interessate possano comunicare le loro osservazioni e chiedere un'audizione. Occorre inoltre specificare che tutte le risultanze elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e potrebbero essere riesaminate qualora la Commissione proponga l'istituzione di dazi definitivi,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di carta termica destinata ad essere utilizzata negli apparecchi facsimile, originaria del Giappone, di cui ai seguenti codici NC: ex 3703 90 90 (codice TARIC 3703 90 90 * 10) ex 4810 11 90 (codice TARIC 4810 11 90 * 10).
2. L'aliquota del dazio antidumping per i prodotti di cui al paragrafo 1 è del 54,9 % (codice addizionale TARIC 8602), espressa in percentuale del prezzo netto franco frontiera comunitaria, non sdoganato, fatta eccezione per i prodotti fabbricati dalle seguenti società, alle quali si applicano le seguenti aliquote del dazio antidumping, espresse in percentuale del prezzo netto franco frontiera comunitaria, non sdoganato:
Kanzaki Paper Manufacturing Co. Ltd, Tokyo
(codice addizionale TARIC 8598) 10,3 %
Mitsubishi Paper Mills Ltd, Tokyo
(codice addizionale TARIC 8599) 24,7 %
Tomoegawa Paper Co. Ltd, Tokyo
(codice addizionale TARIC 8600) 24,8 %
Non si applicano dazi antidumping alla società Jujo Paper Co. Ltd, Tokyo (codice addizionale TARIC 8601).
Articolo 2
Salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro trenta giorni a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Salvi gli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima della scadenza di detto periodo. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 23 settembre 1991.

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