Document ID: 31997R2604

REGOLAMENTO (CE) N. 2604/97 DELLA COMMISSIONE del 16 dicembre 1997 relativo all'introduzione di una vigilanza comunitaria preventiva sulle importazioni di determinati prodotti siderurgici contemplati dai trattati CECA e CE originari di alcuni paesi terzi
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 3285/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo al regime comune applicabile alle importazioni e che abroga il regolamento (CE) n. 518/94 (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2315/96 (2), in particolare l'articolo 11,
visto il regolamento (CE) n. 519/94 del Consiglio, del 7 marzo 1994, relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi e che abroga i regolamenti (CEE) n. 1765/82, (CEE) n. 1766/82 e (CEE) n. 3420/93 (3), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 847/97 (4), in particolare l'articolo 9, paragrafo 1,
previe consultazioni con i comitati istituiti ai sensi dei suddetti regolamenti,
considerando che a norma del regolamento (CE) n. 2412/96 della Commissione (5), le importazioni nella Comunità di determinati prodotti siderurgici contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio e dal trattato che istituisce la Comunità europea sono state assoggettate a una vigilanza comunitaria preventiva;
considerando che, ai sensi delle disposizioni dei regolamenti (CE) n. 3285/94 e (CE) n. 519/94, i prodotti contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio sono soggetti al regime comune applicabile alle importazioni e che, di conseguenza, le disposizioni relative a misure di vigilanza comunitaria per quanto riguarda i prodotti CECA devono essere adottate conformemente a quanto stabilito dai suddetti regolamenti;
considerando che negli ultimi anni il mercato comunitario dell'acciaio ha manifestato una certa instabilità, anche a causa della pressione delle importazioni, segnatamente da regioni con una capacità di produzione eccessiva e un ridotto consumo interno. Il mercato dell'acciaio rimaneva instabile all'inizio del 1996, ma si è stabilizzato nel corso dell'anno e si è ripreso a partire dai primi mesi del 1997. Questa tendenza positiva dovrebbe continuare nel 1998, ma tutto dipende dall'evoluzione del mercato e dei tassi di cambio. Dagli indicatori economici disponibili emergono le seguenti tendenze:
a) Produzione. Nel 1996 la produzione di acciaio grezzo nella Comunità è scesa a 148 milioni di t, con un calo del 5 % rispetto al 1995. Nei primi otto mesi del 1997 la produzione comunitaria è aumentata del 7,6 % rispetto allo stesso periodo del 1996. Per tutto il 1997, la produzione dovrebbe superare il livello del 1995, pari a 156 milioni di t.
b) Importazioni. Nel 1996, le importazioni nella Comunità di prodotti CECA da tutti i paesi terzi sono ammontate a 13,4 milioni di t, costituite per il 65 % (8,7 milioni di tonnellate) da prodotti piatti e lunghi. Nel 1996 le importazioni di tutti i prodotti CECA sono diminuite del 25 %. Questo calo delle importazioni era stato preceduto da bruschi incrementi del 30-35 % nel 1995 e nel 1994. Il calo medio del 25 % del livello delle importazioni nel 1996, inoltre, corrisponde a una riduzione del 52 % per i semilavorati e del 33 % per i prodotti lunghi, mentre le importazioni di prodotti piatti sono diminuite del 12 %. Gli Stati membri risentono in maniera diversa di queste tendenze. In alcuni Stati membri, le importazioni di determinati prodotti piatti o lunghi sono più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 1995. Nei primi sei mesi del 1997 le importazioni di prodotti CECA sono ammontate a 7,3 milioni di t, con una diminuzione media dell'1 % rispetto allo stesso periodo del 1996, corrispondente a un calo del 6 % per i semilavorati, a un calo del 3 % per i prodotti piatti e a un aumento del 22 % per i prodotti lunghi. Negli ultimi mesi del 1997 le importazioni dovrebbero aumentare. È difficile tuttavia azzardare previsioni sicure per il 1998, data l'assenza di statistiche commerciali aggiornate per tutti gli Stati membri e alla luce dei notevoli cambiamenti che si registrano nelle strutture commerciali;
c) Esportazioni. Le esportazioni di prodotti CECA sono salite a 24,5 milioni di t nel 1996. L'incremento medio del 24 % del livello delle esportazioni del 1996 rispetto al 1995 corrisponde a incrementi del 70 % per i semilavorati, del 19 % per i prodotti piatti e del 13 % per i prodotti lunghi. Per i primi sei mesi del 1997, le esportazioni di prodotti CECA sono ammontate a 10,4 milioni t, con un calo medio del 12 % rispetto allo stesso periodo del 1996, corrispondente a diminuzioni del 55 % per i semilavorati e del 4 % per i prodotti piatti e ad un aumento del 4 % per i prodotti lunghi. Tale situazione dovrebbe perdurare nel secondo semestre del 1997;
d) Per determinati prodotti di acciaio contemplati dal trattato CE si registrano tendenze analoghe:
- Nel 1996, la produzione di nastri stretti in rotoli è diminuita del 10 % rispetto al 1995. Le importazioni sono mediamente diminuite del 3 % nel 1996 rispetto al 1995. Per i primi sei mesi del 1997, le importazioni sono diminuite in media dell'8 % rispetto allo stesso periodo del 1996. Queste tendenze generali, tuttavia, non sono sufficienti a dare un'immagine delle pressioni esercitate dalle importazioni in alcune regioni della Comunità.
- Nel 1996, la produzione di tubi d'acciaio è diminuita del 3,6 % rispetto al 1995. Nei primi sei mesi del 1997, la produzione comunitaria è aumentata dell'8,4 % rispetto allo stesso periodo del 1996. Le importazioni di tubi di acciaio sono diminuite in media del 4,7 % nel 1996 rispetto al 1995. Nei primi sei mesi del 1997, le importazioni di tubi di acciaio sono mediamente aumentate dell'8 % rispetto allo stesso periodo del 1996;
considerando pertanto che le tendenze relative a determinati prodotti contemplati dai trattati CECA e CE originari di paesi terzi oggetto del presente regolamento minacciano di arrecare pregiudizio ai produttori comunitari;
considerando che le statistiche sugli scambi della Comunità con i paesi terzi non sono disponibili entro i termini stabiliti dal regolamento n. 840/96 della Commissione (6), e considerando che è necessario affrontare urgentemente questo problema per risolverlo, al più tardi, nel corso del 1998;
considerando che gli interessi della Comunità richiedono che le importazioni di determinati prodotti di acciaio siano assoggettate a vigilanza comunitaria preventiva per poter disporre di dati statistici che consentano un'analisi tempestiva dell'andamento delle importazioni;
considerando che il completamento del mercato interno implica l'uniformazione delle formalità che devono essere espletate dagli importatori comunitari indipendentemente dal luogo di sdoganamento delle merci;
considerando che l'immissione in libera pratica dei prodotti oggetto del presente regolamento dev'essere subordinata alla presentazione di un documento di vigilanza che rispetti condizioni uniformi;
considerando che tale documento deve essere vidimato, su semplice richiesta dell'importatore, dalle autorità degli Stati membri entro un determinato termine, senza tuttavia che in tal modo l'importatore acquisisca alcun diritto all'importazione, e che il documento quindi dev'essere valido soltanto finché il regime applicabile alle importazioni rimane invariato;
considerando che i documenti di vigilanza rilasciati ai fini della vigilanza comunitaria devono essere validi in tutta la Comunità, indipendentemente dallo Stato membro che li ha rilasciati;
considerando che gli Stati membri e la Commissione devono procedere allo scambio delle informazioni ottenute nell'ambito della vigilanza comunitaria nel modo più completo possibile;
considerando che il rilascio dei documenti di vigilanza, benché soggetto a condizioni uniformi a livello comunitario, deve rientrare nelle competenze delle amministrazioni nazionali;
considerando che va ricordato che il rilascio di un documento di vigilanza per determinati prodotti siderurgici è soggetto alla presentazione di un documento di esportazione conformemente ai regimi istituiti nel quadro di accordi di duplice controllo con alcuni paesi terzi, e che il presente regolamento non si applica ai prodotti originari dei paesi soggetti a detto sistema di duplice controllo,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. A decorrere dal 1° gennaio 1998, l'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti siderurgici contemplati dai trattati CECA e CE elencati nell'allegato I originari di paesi terzi diversi dai paesi dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA) o dai paesi firmatari dell'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) è assoggettata a vigilanza comunitaria preventiva ai sensi degli articoli 11 e 12 del regolamento (CE) n. 3285/94 e degli articoli 9 e 10 del regolamento (CE) n. 519/94. I prodotti assoggettati a un accordo di vigilanza tramite duplice controllo stipulato tra un paese terzo e la Comunità sono tuttavia soggetti alle condizioni stabilite da tale accordo e non al presente regolamento.
2. La classificazione dei prodotti contemplati dal presente regolamento si base sulla nomenclatura tariffaria e statistica della Comunità (in appreso denominata «Nomenclatura combinata» oppure, in forma abbreviata, «NC»). L'origine dei prodotti contemplati dal presente regolamento è determinata conformemente alle disposizioni in vigore nella Comunità.
Articolo 2
1. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui all'articolo 1 è subordinata alla presentazione di un documento di vigilanza rilasciato dalle autorità competenti di uno Stato membro.
2. Il documento di vigilanza di cui al paragrafo 1 è rilasciato automaticamente dalle autorità competenti degli Stati membri, senza spese indipendentemente dai quantitativi richiesti, entro cinque giorni lavorativi dalla presentazione di una domanda da parte di un importatore comunitario, indipendentemente dal suo luogo di stabilimento nella Comunità. Salvo prova contraria, si considera che tale domanda sia pervenuta all'autorità nazionale competente entro tre giorni lavorativi dalla presentazione.
3. Un documento di vigilanza rilasciato da una delle autorità di cui all'allegato II è valido in tutta la Comunità.
4. Il documento di vigilanza è redatto su un modulo conforme al modello che figura nell'allegato III. Nella domanda dell'importatore devono figurare i seguenti elementi:
a) il nome e l'indirizzo completo del richiedente (compresi i numeri di telefono e di telefax e l'eventuale numero di identificazione utilizzato dalle autorità nazionali competenti) e, se soggetto all'IVA, il suo numero di registrazione IVA;
b) se del caso, il nome e l'indirizzo completo del dichiarante o del rappresentante del richiedente (compresi i numeri di telefono e di telefax);
c) il nome e l'indirizzo completo dell'esportatore;
d) la designazione precisa delle merci, compresi:
- la denominazione commerciale,
- il(i) codice(i) della nomenclatura combinata (NC),
- il paese d'origine,
- il paese di provenienza;
e) il peso netto (in kg) e il quantitativo nell'unità prevista se diversa dal peso netto, per voce della nomenclatura combinata;
f) il valore cif franco frontiera comunitaria delle merci, in ecu, per voce della nomenclatura combinata;
g) lo stato di seconda scelta o declassato dei prodotti in questione (7);
h) il periodo e il luogo di sdoganamento previsti;
i) se la domanda costituisce il rinnovo di una precedente domanda relativa a uno stesso contratto;
j) la dichiarazione che segue, datata e firmata dal richiedente, nella quale compaia il suo nome in lettere maiuscole:
«il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente domanda sono esatte e fornite in buona fede e dichiara di risiedere nella Comunità.»
L'importatore deve inoltre presentare una copia del contratto di vendita o di acquisto e della fattura pro forma. Se richiesto, ad esempio nei casi in cui le merci non siano acquistate direttamente nel paese di produzione, l'importatore deve presentare un certificato di produzione rilasciato dall'acciaieria produttrice.
5. I documenti di vigilanza possono essere utilizzati solo finché rimangono in vigore le disposizioni relative alla liberalizzazione delle importazioni applicabili alle transazioni in questione. Fatte salve le eventuali modifiche del regime applicabile alle importazioni in vigore, o le decisioni adottate nel quadro di un accordo o della gestione di un contingente:
- il periodo di validità del documento di vigilanza è fissato a quattro mesi;
- i documenti di vigilanza inutilizzati o parzialmente utilizzati possono essere rinnovati per un periodo equivalente.
6. Al termine del loro periodo di validità, l'importatore rinvia all'autorità preposta al rilascio i documenti di vigilanza.
7. Le autorità competenti possono, alle condizioni da esse stabilite, consentire la presentazione di dichiarazioni o richieste trasmesse o stampate elettronicamente. Tutti i documenti e i giustificativi devono comunque essere a disposizione delle autorità competenti.
8. Il documento di vigilanza può essere rilasciato elettronicamente a condizione che gli uffici doganali in questione abbiano accesso a tale documento attraverso una rete informatica.
Articolo 3
1. Qualora si rilevi che il prezzo unitario al quale è effettuata la transazione si discosta per eccesso o per difetto da quello indicato dal documento di vigilanza di una percentuale inferiore al 5 % oppure che il quantitativo totale dei prodotti presentati per l'importazione supera il quantitativo indicato nel documento di vigilanza di una percentuale inferiore al 5 % non ne risulterà preclusa l'immissione in libera pratica dei prodotti in questione.
2. Le domande relative ai documenti di vigilanza e i documenti stessi hanno carattere riservato. Essi sono noti unicamente alle autorità competenti ed al richiedente.
Articolo 4
1. Gli Stati membri comunicano alla Commissione:
a) con la massima regolarità e tempestività possibile, e almeno entro l'ultimo giorno di ogni mese, i quantitativi e i valori (calcolati in ecu) per i quali sono stati rilasciati i documenti di vigilanza;
b) entro sei settimane dalla fine di ciascun mese, i dati delle importazioni avvenute nel corso del mese in questione, conformemente all'articolo 26 del regolamento (CE) n. 840/96.
I dati forniti dagli Stati membri sono suddivisi per prodotto, per codice NC e per paese.
2. Gli Stati membri notificano le anomalie o le frodi eventualmente constatate e, ove opportuno, precisano i motivi per i quali hanno rifiutato di concedere un documento di vigilanza.
Articolo 5
Tutte le comunicazioni previste dal presente regolamento sono inviate alla Commissione delle Comunità europee e comunicate per via elettronica nell'ambito della rete integrata appositamente creata a meno che, per imprescindibili motivi tecnici, non si debba ricorrere temporaneamente ad altri mezzi di comunicazione.
Articolo 6
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento si applica dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 1997.

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