Document ID: 32008D0723

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 18 luglio 2007
relativa all’aiuto di Stato C 37/05 (ex NN 11/04) al quale la Grecia ha dato esecuzione - Fondo di riserva esente da imposta
[notificata con il numero C(2008) 3251]
(Il testo in lingua greca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2008/723/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detti articoli (1),
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
In base alle informazioni raccolte dalla Commissione, alla Grecia è stato chiesto, con lettera datata 22 ottobre 2003 (D/56772), di fornire informazioni su diverse misure incluse in un progetto di legge riguardante «Misure di sviluppo e di politica sociale - Obiettività dei controlli fiscali e altre disposizioni», al fine di stabilire fino a che punto queste costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 87 del trattato CE. In base alle disposizioni di una di queste misure proposte, alcune società sono autorizzate a istituire uno speciale fondo di riserva esente da imposta pari fino al 35 % dei loro utili, al fine di realizzare investimenti di pari importo. Inoltre, la Commissione ha ricordato alla Grecia l’obbligo di notificare alla stessa Commissione tutte le misure che costituiscono aiuto prima della loro attuazione, ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
(2)
Con lettera del 27 novembre 2003 (A/38170) le autorità greche hanno fornito alcune delle informazioni richieste. Poiché le risposte non erano complete, la Commissione ha ricordato alle autorità greche, con lettera datata 3 dicembre 2003 (D/57817), la propria richiesta e il proprio potere di esigere dalla Grecia le informazioni richieste, ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (2). Successivamente, la Commissione ha ricevuto due lettere datate 8 dicembre 2003 (A/38600) e 21 gennaio 2004 (A/30440), in cui le autorità greche fornivano ulteriori informazioni. Tuttavia, le risposte sono state molto generali e non sufficientemente dettagliate da consentire alla Commissione di valutare le misure ai sensi degli articoli 87 e 88 del trattato CE.
(3)
Il 15 gennaio 2004 è stata emanata in Grecia la legge n. 3220/2004, riguardante «Misure di sviluppo e di politica sociale - Obiettività dei controlli fiscali e altre disposizioni», entrata in vigore il 30 gennaio 2004 con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Ellenica (GURE A 15/2004).
(4)
La Commissione, con lettera del 13 maggio 2004 [COM(2004) 1894], ha adottato un’ingiunzione di fornire informazioni ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 659/1999. La Commissione ha notificato la propria decisione alle autorità greche tramite lettera del 14 maggio 2004.
(5)
Con lettera datata 17 giugno 2004, registrata dalla Commissione in data 23 giugno 2004 [CAB(2004) 1647], le autorità greche hanno fornito una parte delle informazioni necessarie a valutare se la misura in questione fosse conforme all’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
(6)
Con lettere datate 7 settembre 2004 (D/56332), 21 settembre 2004 (D/56733) e 27 gennaio 2005 (D/50744), la Commissione ha chiesto ulteriori informazioni. La Grecia ha fornito alla Commissione ulteriori informazioni tramite lettere datate 6 dicembre 2004, registrata dalla Commissione il 13 dicembre 2004 (A/39659), 11 gennaio 2005, registrata dalla Commissione il 17 gennaio 2005 (A/30523) e 25 aprile 2005, registrata dalla Commissione il 29 aprile 2005 (A/33595).
(7)
Con lettera del 13 luglio 2005, la Commissione ha informato le autorità greche della propria intenzione di emettere un’ingiunzione di sospensione ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999. Con lettera del 25 luglio 2005, registrata dalla Commissione il 29 luglio 2005 (A36189) le autorità greche hanno proposto di abrogare la misura, ma soltanto con effetto sulle entrate e sugli utili maturati dopo il 1o gennaio 2005, mantenendola invece in vigore per le entrate e gli utili realizzati prima di tale data.
(8)
Con lettera del 20 ottobre 2005 (3), la Commissione ha informato la Grecia della propria decisione di avviare il procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE sulle misure di aiuto. In questa decisione, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (4), la Commissione ha invitato le parti interessate a presentare le loro osservazioni in merito alla misura.
(9)
Con lettere datate 18 novembre 2005 e 21 dicembre 2005, registrate dalla Commissione rispettivamente il 22 novembre 2005 (A/39597) e il 23 dicembre 2005 (A/40796), la Grecia ha chiesto di prorogare il termine per la presentazione delle proprie osservazioni riguardo alla decisione del 20 ottobre 2005.
(10)
Con lettere datate 25 novembre 2005 e 12 gennaio 2006 la Commissione ha accordato entrambe le proroghe dei termini.
(11)
Con lettera del 30 gennaio 2006, registrata dalla Commissione il 31 gennaio 2006 (A/30817), la Grecia ha presentato ulteriori informazioni e ha richiesto una terza proroga del termine, che non è stata concessa dalla Commissione.
(12)
Tramite fax datato 14 febbraio 2006, registrato dalla Commissione lo stesso giorno (A/31227), la Federazione delle industrie greche, in qualità di terzo, ha richiesto una proroga del termine di presentazione delle proprie osservazioni riguardo alla decisione del 20 ottobre 2005. La Commissione ha rifiutato di concedere questa proroga tramite lettera del 20 febbraio 2006, perché ha ritenuto sufficiente il periodo stabilito per la presentazione dei commenti, che ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999non dovrebbe superare di norma un mese. Inoltre, non è stata fornita alcuna giustificazione particolare a sostegno della richiesta di proroga del termine.
(13)
Tramite fax datato 28 febbraio 2006, registrato dalla Commissione lo stesso giorno (A/32693), la Federazione delle industrie greche (FIG) ha presentato le proprie osservazioni in qualità di terzo interessato.
(14)
Tramite messaggio di posta elettronica datato 6 aprile 2006, registrato dalla Commissione lo stesso giorno (A/32693) e con lettere datate 16 giugno 2006 e 26 ottobre 2006, registrate dalla Commissione rispettivamente il 20 giugno 2006 (A/34774) e il 30 ottobre 2006 (A/38658), la Grecia ha presentato ulteriori informazioni. Nella lettera del 16 giugno 2006, la Grecia ha dichiarato che le informazioni inviate tramite lettera datata 6 aprile 2006 devono essere considerate nel quadro di questa procedura e non come una notifica separata.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEL REGIME DI AIUTI
II.1. Obiettivo del regime
(15)
L’articolo 2 della legge greca 3220/2004 (in prosieguo «la misura» o «il regime») intende promuovere lo sviluppo economico nelle regioni della Grecia, l’aumento dell’occupazione e dell’imprenditorialità e il miglioramento della competitività dell’economia.
II.2. Base giuridica del regime
(16)
La base giuridica del regime è costituita dalla legge greca 3220/2004 riguardante «Misure di sviluppo e di politica sociale - Obiettività dei controlli fiscali e altre disposizioni» (5) (in prosieguo legge 3220/2004), entrata in vigore il 28 gennaio 2004 con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Ellenica (GURE A 15/2004). Le autorità greche stabiliscono, inoltre, che i costi ammissibili pertinenti, le intensità d’aiuto e le imprese e i progetti ammissibili sono indicati nella legge 2601/1998 (6) sullo sviluppo regionale (in prosieguo legge 2601/1998).
II.3. Forme di aiuto
(17)
L’aiuto assumerà la forma di un fondo di riserva speciale esente da imposta, creato da un beneficiario utilizzando fino ad un massimo del 35 % dei sui utili cumulati non distribuiti relativi all’esercizio 2004. Il fondo può essere inoltre creato utilizzando fino ad un massimo del 50 % degli utili relativi al 2003, al netto degli utili del 2002 oppure, se le imprese hanno realizzato un investimento ammissibile nel 2003, il fondo di riserva può essere creato mediante un importo al massimo pari all’investimento effettuato, ma non superiore al 35 % degli utili cumulati non distribuiti del 2003. L’aiuto viene concesso nel momento in cui la dichiarazione dei redditi del beneficiario è accettata dalle autorità fiscali greche. In linea di massima ciò ha avuto luogo nella prima metà del 2004 e del 2005. Il fondo può essere utilizzato dalle imprese di cui all’articolo 3 della legge 2601/1998, indipendentemente dalla loro categoria fiscale o dalla loro ubicazione. Tale riserva è destinata a realizzare, durante i tre anni successivi alla creazione del fondo, investimenti di entità pari almeno alla dotazione del fondo.
(18)
Dopo la fase triennale a partire dalla data di creazione del fondo di riserva esente da imposta, la parte della riserva utilizzata per investimenti ammissibili andrà ad accrescere il capitale dell’azienda e sarà esonerata dall’imposta sul reddito. Entro il primo anno della fase triennale i beneficiari devono spendere almeno un terzo del fondo di riserva speciale realizzando l’investimento. La parte del fondo che non sarà stata investita nel corso dei tre anni dovrà essere dichiarata come reddito integrativo e sarà tassata secondo le disposizioni fiscali generali, con l’aggiunta degli interessi legali. Il tasso di interesse legale sarà pari almeno all’1 % al mese per l’importo dovuto, ossia almeno al 12 % all’anno e pertanto molto più elevato del tasso di riferimento del 4,43 % per gli aiuti concessi nel 2004 e del 4,08 % per gli aiuti concessi nel 2005 (7).
II.4. Beneficiari e delimitazioni settoriali
(19)
Per poter beneficiare del regime di aiuti le imprese devono essere attive nell’ambito di uno dei 23 settori definiti all’articolo 3 della legge 2601/1998. Il primo settore, quello industriale (8), comprende la produzione di materiale tessile, la produzione di metalli di base e la fabbricazione di automobili (9). Gli altri settori sono: produzione di energia sostenibile (10), ricerca applicata e sviluppo tecnologico (11), servizi high-tech (12), sviluppo software (13), servizi di qualità (14), industria mineraria (15), estrazione e trattamento di minerali e marmo (16), agricoltura e pesca intensive (17), cooperative agricole e agroindustriali (18), confezionamento di prodotti agricoli e pesce (19), sviluppo urbano (20), parcheggi pubblici (21), aziende di gas liquido e carburanti (22), trasporto in aree chiuse remote (23), grandi joint venture (24), grandi società commerciali internazionali (25), imprese commerciali (26), centri di cura e riabilitazione e istituti per invalidi (27), specifiche imprese turistiche (28), monasteri per la costruzione di ostelli e centri culturali (29), ingegneria (30), imprese ubicate in edifici vincolati architettonicamente o con una produzione tradizionale o con una denominazione di origine protetta (31). Le società attive nel settore industriale, nonché in quello dell’agricoltura e della pesca intensive possono utilizzare il regime anche per le loro attività al di fuori della Grecia (32). Le società commerciali internazionali possono utilizzare il regime per le loro attività sia in Grecia che fuori dalla Comunità (33).
(20)
L’articolo 3 della legge 2601/1998 definisce anche per ogni settore una specifica serie di spese che possono essere effettuate tramite il fondo. Solo le imprese che effettuano investimenti rientranti nelle categorie citate nell’articolo 3 della legge 2601/1998 possono beneficiare del regime. Le autorità greche hanno confermato che la misura si applica a tutte le ditte aventi sede in qualunque parte del territorio greco, senza distinzione tra imprese nazionali e straniere o tra imprese nuove e vecchie.
II.5. Progetti ammissibili
(21)
Gli aiuti riguardano tanto i costi di investimento quanto i costi operativi collegati alle attività commerciali definite nell’articolo 3 della legge 2601/1998. Nel caso dei costi di investimento, non viene fatta alcuna differenza tra investimento iniziale e investimento di sostituzione. I progetti di investimento possono riguardare principalmente:
-
costruzione, ampliamento e modernizzazione di impianti ed edifici, misure paesaggistiche (34),
-
costruzione di strutture di stoccaggio (35),
-
acquisto di edifici inutilizzati (36),
-
acquisto di spazi industriali (37),
-
acquisto di macchinari moderni nuovi e altre attrezzature (38),
-
informatizzazione dei sistemi di automazione, relativi software e formazione connessa (39),
-
mezzi di trasporto all’interno di grandi stabilimenti e di trasporto del personale (40),
-
camion frigoriferi (41),
-
edifici e attrezzature destinati all’alloggio e alle esigenze sociali dei lavoratori (42),
-
investimenti a favore dell’ambiente (43),
-
investimenti in energie rinnovabili, cogenerazione, risparmio energetico (44),
-
costruzione, ampliamento e modernizzazione di laboratori di ricerca applicata (45),
-
siti di riciclaggio (46),
-
investimenti per l’efficienza (47),
-
costruzione di reti idriche e di trasporto del vapore (48),
-
computer (49),
-
software (50),
-
perfezionamento dei software, fino al 60 % dell’investimento totale (51),
-
opere di accesso alle miniere (52),
-
attrezzature e mezzi di trasporto per le isole (53),
-
attrezzature di trasporto (54),
-
arredi, attrezzature (55),
-
camion di seconda mano (56).
(22)
I costi operativi possono comprendere, per lo più:
-
conversione e ristrutturazione di vecchi siti, edifici o impianti (57),
-
spese di locazione (58),
-
studi per l’applicazione di nuove tecnologie (59),
-
costi di trasferimento per motivi ambientali (60),
-
realizzazione di piani aziendali di valore superiore a 1 miliardo di dracme (circa 2,9 milioni di EUR) (61),
-
formazione (62),
-
attuazione di piani aziendali di ristrutturazione in relazione ad aziende che non si trovano in difficoltà (63),
-
introduzione di processi e certificazione di prodotti e studi connessi (64),
-
ristrutturazione di impianti ai fini di una maggiore flessibilità (65),
-
innovazione e prototipi innovativi (66),
-
registrazione di brevetti (67),
-
introduzione e adattamento di tecnologie ambientali (68),
-
acquisto di materiali di moltiplicazione (69),
-
studi su organizzazione e mercati (70),
-
studi sull’idoneità agli aiuti (71).
II.6. Intensità dell’aiuto
(23)
L’esenzione fiscale corrisponde alla totalità dell’imposta sulle società, in relazione agli utili iscritti nel fondo di riserva. L’aliquota dell’imposta sulle società applicabile è del 35 %. Almeno un terzo del fondo di riserva deve essere speso entro il primo anno dalla sua creazione, mentre il resto deve essere speso entro tre anni al più tardi. Per calcolare l’intensità massima di aiuto sia l’aiuto che la spesa devono essere attualizzati al termine del primo anno. Il tasso di interesse da utilizzare è il tasso di riferimento e di attualizzazione comunitario (72) applicabile alla Grecia al momento della concessione dell’aiuto, che era del 4,43 % per il 2004 e del 4,08 % per il 2005. Le massime intensità di aiuto possibili, pertanto, sono rispettivamente del 37,05 % e del 36,89 % (73).
II.7. Cumulo di aiuti
(24)
La legge 3220/2004 esclude in maniera esplicita il cumulo con gli aiuti concessi ai sensi della legge 2601/1998. Le autorità greche hanno confermato che non esistono altri regimi di aiuti in grado di sostenere gli stessi costi ammissibili.
II.8. Durata e bilancio del regime
(25)
Le imprese indicate nell’articolo 3 della legge 2601/1998 possono creare una speciale riserva esente da imposta, ai sensi dell’articolo 2 della legge 3220/2004 degli utili maturati solo nel corso del 2003 e del 2004. Il bilancio del regime non viene citato e dato che il regime costituisce un beneficio fiscale, le entrate governative totali non percepite non sono limitate e dipendono dagli utili passati e dagli investimenti ammissibili effettuati durante gli anni 2005-2007, nonché dalle richieste correlate.
III. RAGIONI CHE HANNO CONDOTTO ALL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO
(26)
La Commissione ha ritenuto che il regime di aiuti non notificato costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. Il regime prevede l’impiego di risorse statali, offre un vantaggio ai beneficiari, è selettivo e incide sugli scambi. Poiché la misura era nuova ed è stata applicata senza preventiva notifica alla Commissione, costituisce un aiuto illegale.
(27)
La Commissione ha esaminato il regime alla luce dell’articolo 87 del trattato CE e in particolare delle regole specifiche sugli aiuti di Stato applicabili. La Commissione nutriva seri dubbi circa la conformità della misura con i criteri delle regole applicabili e di conseguenza circa la sua compatibilità con il mercato comune.
IV. OSSERVAZIONI DI TERZI
(28)
La Federazione delle industrie greche (in prosieguo «FIG») ha presentato le proprie osservazioni in qualità di terzo interessato.
(29)
La FIG ha fatto notare innanzitutto che la Commissione ha limitato notevolmente i suoi diritti, respingendo la richiesta di proroga del termine di presentazione delle proprie osservazioni.
(30)
Quindi, la FIG ha affermato che la misura è di carattere generale e non selettivo. Sebbene alcuni aspetti della misura siano selettivi, la riserva esente da imposta è stata creata allo scopo di sostenere determinati tipi di costi di investimento di qualunque impresa, pertanto deve essere considerata come una misura fiscale generale.
(31)
La FIG sostiene che la misura sia un aiuto esistente ai sensi dell’articolo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 659/1999. Secondo la Federazione, la legge 3220/2004 adatta semplicemente il metodo di istituzione della riserva, che rientra in un regime di aiuti di Stato istituito attraverso la legge 2601/1998, approvato dalla Commissione.
(32)
La FIG ritiene che la legge 3220/2004 introduca un adattamento tecnico, ossia la possibilità di creare una riserva esente da imposta prima dell’investimento, e che non abbia alcuna influenza concreta sul campo d’applicazione, sulla quantità o sull’effetto del regime.
(33)
Inoltre, la FIG sostiene che né l’esistenza di un gruppo più ampio di beneficiari, né un aumento del bilancio e nemmeno gli investimenti di maggiore entità citati dalla Commissione derivino direttamente dal cambiamento nel metodo di creazione della riserva.
(34)
Secondo la FIG, anche se altri cambiamenti introdotti dalla legge 3220/2004 dovessero essere considerati come nuovi aiuti, dovrebbero essere considerati come una modifica separabile nel regime di aiuti esistente. In questo caso, dovrebbero essere notificate soltanto le nuove disposizioni in questione e la classificazione del regime modificato quale aiuto esistente non risulterebbe modificata (74).
(35)
Per la FIG, il ragionamento contenuto nella decisione di avvio è poco chiaro ed ambiguo e, nella misura in cui la Commissione ha basato la propria decisione su altri fattori, non ha adempiuto al dovere di spiegarne i motivi, ai sensi dell’articolo 253 del trattato CE.
(36)
La FIG critica il fatto che la decisione di avvio non spiega il calcolo dell’intensità degli aiuti, per consentire un confronto con l’intensità degli aiuti stabilita dalla legge 2601/1998.
(37)
La FIG argomenta quindi che anche se la Commissione ha ritenuto che le modifiche separabili dovessero essere notificate come nuovo aiuto, la loro compatibilità avrebbe dovuto essere valutata per ogni singolo beneficiario su base individuale (75). Facendo questo, la Commissione deve considerare in particolare la propria decisione precedente (in cui la legge 2601/1998 è stata considerata un aiuto compatibile) come un quadro di riferimento che non può essere modificato nell’ambito di questa procedura.
V. OSSERVAZIONI DELLA GRECIA
V.1. La legge 3220/2004 è un aiuto esistente
(38)
Per le autorità greche, il fatto che l’aiuto in esame sia stato introdotto da una legge diversa dalla precedente legge 2601/1998 non è sufficiente a definirlo come nuovo aiuto, secondo la giurisprudenza della Corte (76).
(39)
La Grecia sostiene che l’articolo 2, paragrafo 2, della legge 3220/2004 non cambia il periodo in cui l’investimento viene realizzato.
(40)
Inoltre, la Grecia sostiene che una modifica al momento in cui le imprese costituiscono la riserva non ha alcuna relazione diretta con un aumento del gruppo di beneficiari.
(41)
La Grecia ritiene, inoltre, che non vi sia una correlazione diretta tra l’ampliamento della gamma dei beneficiari e la distorsione della concorrenza.
(42)
Le autorità greche ritengono necessario anche dividere le imprese che beneficiano della legge 3220/2004 in due categorie:
-
quelle già autorizzate a formare un fondo di riserva esente da imposta ai sensi del regime istituito dalla legge 2601/1998. In questo caso non esiste un nuovo vantaggio economico, pertanto l’aiuto dovrebbe essere considerato un aiuto esistente. Di conseguenza, non sussisteva l’obbligo di notifica e non può esservi un recupero,
-
quelle che non avevano diritto a essere incluse nell’ambito di applicazione della legge 2601/1998, per le quali la misura poteva essere considerata come nuovo aiuto; tenuto conto di questo, la compatibilità con le disposizioni del trattato CE dovrebbero essere valutate caso per caso.
(43)
Infine, la Grecia sostiene che i motivi espressi dalla Commissione per descrivere la misura introdotta dalla legge 3220/2004 come nuovo aiuto di Stato sono poco chiari e inadeguati e che questo costituisce una violazione dell’articolo 253 del trattato CE.
V.2. Possibilità di inclusione della misura nelle discipline comunitarie esistenti per gli aiuti di Stato compatibili
(44)
Le autorità greche ritengono che gli investimenti fatti a partire dal fondo di riserva esente da imposta abbiano i requisiti necessari ad essere inclusi nei seguenti quadri di riferimento per gli aiuti di Stato legittimi:
-
comunicazione della Commissione relativa agli aiuti de minimis (77),
-
orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (in prosieguo «gli Orientamenti») (78),
-
disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento (in prosieguo «DMS») (79),
-
decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 152/01/COL, del 23 maggio 2001, che modifica la guida sull’applicazione delle disposizioni SEE in materia di aiuti di Stato agli aiuti per la tutela dell’ambiente (80), (in prosieguo «disciplina per la tutela dell’ambiente»),
-
disciplina comunitaria per gli aiuti di stato alla ricerca e sviluppo (in prosieguo «disciplina R&S») (81),
-
regolamento (CE) n. 68/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, sull’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti alla formazione (82) (in prosieguo «regolamento di esenzione per categoria relativo alla formazione»),
-
regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (83) (in prosieguo «regolamento di esenzione per categoria relativo alle PMI»),
-
orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato nel settore agricolo (84),
-
orientamenti per l’esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca e dell’acquacoltura, nella formulazione applicabile a questi aiuti (85).
(45)
Sono esclusi gli aiuti alle imprese in difficoltà e gli aiuti alle esportazioni e la misura in questione può essere utilizzata dalle ditte straniere con sede in Grecia.
(46)
Le autorità greche hanno incluso nella loro risposta anche una bozza di proposta di legge destinata a includere la misura negli attuali quadri di riferimento sugli aiuti di Stato. Esse propongono di trattare retroattivamente i fondi di riserva esenti da imposta come aiuti di Stato e di istituire un’autorità nazionale che esamini la conformità ex post di ogni singolo caso con le regole comunitarie sugli aiuti di Stato.
V.3. Informazioni sugli investimenti contemplati dalle regole comunitarie sugli aiuti di Stato
(47)
Secondo le autorità greche, 3 315 imprese hanno ricevuto una somma inferiore a 100 000 EUR, pertanto questi casi possono essere considerati come rientranti nel regime de minimis. Per quanto riguarda le altre 320 imprese, era già iniziato, ed era in corso, l’esame caso per caso.
(48)
Sulla base dei controlli già conclusi, gli investimenti che secondo le autorità greche possono essere conformi agli Orientamenti rappresentano:
-
l’intero fondo di riserva esente da imposta di 84 imprese,
-
parte del fondo di riserva di 103 imprese.
V.4. Conseguenze finanziarie di una decisione negativa da parte della Commissione su questa questione
(49)
Le autorità greche ritengono che una decisione negativa e il conseguente recupero degli importi erogati avrebbe effetti disastrosi per il paese. Le autorità greche suggeriscono che, in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, la Commissione potrebbe eccezionalmente tenere conto delle insostenibili conseguenze finanziarie della propria sentenza e limitarle (86).
VI. VALUTAZIONE
VI.1. Qualifica di aiuto di Stato
(50)
La Commissione ritiene che la misura in esame soddisfi tutte e quattro le condizioni cumulative richieste per essere considerata aiuto ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, come spiegato in maniera più dettagliata nella comunicazione della Commissione sull’applicazione delle norme relative agli aiuti di Stato alle misure collegate alla tassazione diretta delle imprese (87).
(51)
La Corte di giustizia ha affermato coerentemente che una misura tramite la quale le autorità pubbliche concedono ad alcune imprese un’esenzione fiscale che, sebbene non comporti un trasferimento di risorse statali, colloca i beneficiari in una posizione più favorevole rispetto ad altri soggetti fiscali, rappresenta un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE (88).
VI.1.1. Risorse statali
(52)
Innanzitutto, la misura implica delle risorse statali, in quanto lo stato greco rinuncia a entrate fiscali che gli competono.
VI.1.2. Vantaggio
(53)
In secondo luogo, la misura offre un vantaggio ai beneficiari, in quanto sono autorizzati a istituire un fondo di riserva esente da imposta pari al 35 % dei loro utili per il 2004 (esercizio finanziario 2005) e fino al 50 % per il 2003 (esercizio finanziario 2004) degli utili rimanenti dopo la detrazione degli utili del 2002 (esercizio finanziario 2003). Il fatto che una parte degli utili dei beneficiari non sia tassata li solleva da spese normalmente sostenute dal loro bilancio. Se il fondo di riserva non è stato utilizzato e non viene riscosso alcun interesse o un interesse inferiore al tasso di riferimento e di attualizzazione comunitario per la Grecia sul pagamento differito delle imposte, anche la differenza tra il debito d’imposta, compreso l’interesse di riferimento composto e l’importo effettivo da pagare costituisce un beneficio.
(54)
Il fondo di riserva non utilizzato deve, secondo le legislazione greca, essere tassato in base al tasso di interesse legale. Tale tasso dovrà essere pari almeno all’1 % al mese per l’importo dovuto, che è almeno del 12 % all’anno e pertanto molto superiore al tasso di riferimento del 4,43 % per gli aiuti concessi nel 2004 e del 4,08 % per gli aiuti concessi nel 2005 (89). Di conseguenza, le entrate fiscali a cui lo Stato ha rinunciato, che sono state messe nel fondo e sono tassate al tasso di interesse legale, non costituiscono un vantaggio e pertanto non vengono identificate come aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE perché la loro natura non è più vantaggiosa di quella di un prestito alle condizioni di mercato, che si presume essere pari, per i prestiti alle imprese non in difficoltà, al tasso di riferimento, secondo la comunicazione della Commissione sul metodo di determinazione dei tassi di riferimento e di sconto (90), con la possibile aggiunta di 400 punti di base o più se non è garantita l’affidabilità.
VI.1.3. Selettività
(55)
In terzo luogo, la misura è selettiva perché offre benefici soltanto alle società che svolgono le attività commerciali indicate nell’articolo 3 della legge 2601/1998. Solo le società attive nei settori citati e non in quelli non compresi nell’elenco possono beneficiare della misura. Inoltre, secondo l’articolo 3 della legge 2601/1998 per alcuni settori è necessario ricorrere al diritto derivato perché diventino idonei per i benefici. Secondo le autorità greche questo diritto derivato non è stato applicato. Infine, per ogni settore si applica un elenco diverso di attività idonee, con la conseguenza che le società che operano in settori diversi beneficiano della misura a un livello diverso. Di conseguenza, la misura è selettiva anche all’interno dei settori elencati nell’articolo 3 della legge 2601/1998. Pertanto, la tesi sostenuta dalle autorità greche e dai terzi secondo cui questo regime rappresenta una misura fiscale generale è priva di fondamento.
VI.1.4. Effetti sugli scambi e distorsione della concorrenza
(56)
In quarto luogo, la misura influisce sulla concorrenza e sugli scambi tra gli Stati membri. Poiché la misura offre un vantaggio ai beneficiari, può distorcere o minacciare di distorcere la concorrenza. Inoltre, le attività citate nell’articolo 3 della legge 2601/1998 sono effettivamente soggette a scambi intra-comunitari. Di conseguenza i beneficiari della misura non sono esclusi dalla conduzione di attività economiche che comportino scambi tra gli Stati membri. Pertanto, il regime di aiuti è suscettibile di influire sugli scambi e di distorcere la concorrenza.
VI.1.5. Conclusione
(57)
Da quanto esposto in precedenza si evince che la misura in questione costituisce un regime di concessione di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. È importante tenere presente anche che la legge 2601/1998, cui fanno riferimento le autorità greche, era già considerata un regime di aiuti di Stato dalla Commissione, seppure ritenuto compatibile (91).
VI.2. Qualifica del regime come aiuto illegale
(58)
In base all’articolo 1, lettera f), del regolamento (CE) n. 659/1999, sono «aiuti illegali» i nuovi aiuti attuati in violazione dell’articolo 93, paragrafo 3 [attualmente articolo 88, paragrafo 3], del trattato. Secondo l’articolo 1, lettera c), dello stesso regolamento sono «nuovi aiuti» tutti gli aiuti che non siano aiuti esistenti, comprese le modifiche degli aiuti esistenti.
(59)
In base alla giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, la modifica, in quanto tale degli aiuti esistenti deve essere classificata come nuovo aiuto ed è solo laddove la modifica influisce sull’effettiva sostanza del regime originale che quest’ultimo viene trasformato in un nuovo regime di aiuti. Non vi è alcuna modifica sostanziale di un regime esistente quando il nuovo elemento è chiaramente separabile dal regime esistente (92).
(60)
Tuttavia, questa misura presenta numerose e rilevanti differenze procedurali e sostanziali.
VI.2.1. Modifiche procedurali
(61)
Innanzitutto, questa misura non era una semplice sostituzione delle misure esistenti, bensì una nuova misura indipendente, in quanto non abrogava né sostituiva alcuna misura precedente. Inoltre, i periodi di validità delle misure non erano successivi.
(62)
Le autorità greche hanno confermato, come affermato in precedenza, che le disposizioni dell’articolo 2 della legge 3220/2004 erano essenzialmente intese a integrare la legge 2601/1998, che ha ottenuto l’approvazione della Commissione nel 1999 nel quadro del caso NN 59/A/1998, quale sistema di sviluppo regionale nazionale, ai sensi degli Orientamenti (93). Va segnalato che la legge 2601/1998 è stata abrogata a partire dal febbraio del 2005. Ciononostante, la Commissione osserva che questa misura è un nuovo aiuto.
(63)
In primo luogo, la legge 3220/2004 si applica a una serie di progetti in settori diversi e fa riferimento all’elenco di settori e progetti idonei riportato nell’articolo 3 della legge 2601/1998. Tuttavia, non afferma esplicitamente di modificare quest’ultima. Inoltre, le due disposizioni erano in vigore contemporaneamente, dato che la legge 3220/04 è entrata in vigore il 28 gennaio 2004 e la misura di aiuto ai sensi della legge 2601/1998 ha cessato di essere valida il 23 dicembre 2004, mentre la legge 2601/1998 è stata abrogata a partire dal febbraio del 2005. Infine, sebbene i periodi di creazione dei fondi ai sensi dei due regimi non coincidessero, i periodi di applicazione delle misure erano contemporanei, in quanto entrambe le leggi si applicavano agli utili degli anni 2003 e 2004. Il fatto che le due misure siano state applicate contemporaneamente dimostra che una non modificava né sostituiva l’altra. Di conseguenza, temporaneamente questa misura non è una semplice sostituzione o continuazione della misura approvata nell’ambito del caso NN 59/A/1998 (94), ma rappresenta un regime di aiuti separato.
(64)
In secondo luogo, la procedura prevista per la concessione dell’aiuto è stata modificata, con conseguenze sulle condizioni che le società devono soddisfare per poter ottenere l’aiuto.
(65)
Ai sensi della legge 2601/1998 gli aiuti dovevano essere richiesti alle autorità greche, che dovevano approvare la richiesta prima della loro concessione. Secondo la decisione di approvazione della legge 2601/1998 (95), le autorità greche si sono impegnate a verificare i limiti di cumulo e di combinazione degli aiuti, il rispetto del quadro R&S del 1996, la disciplina per la tutela dell’ambiente del 1994, l’esclusione delle attrezzature di trasporto nel settore dei trasporti e l’esclusione degli aiuti alle esportazioni. Inoltre, le autorità avevano l’obbligo e la possibilità, dopo il ricevimento della domanda, di verificare queste questioni.
(66)
Ai sensi della legge 3220/2004 la creazione di una speciale riserva esente da imposta era consentita direttamente sulla base delle disposizioni relative alle imposte sul reddito, senza alcun obbligo del beneficiario di dichiarare alle autorità greche specifiche informazioni sulle attività ammissibili. Le autorità greche non avevano nemmeno la possibilità di rifiutare gli aiuti in base agli impegni presi nel procedimento che aveva portato all’approvazione degli aiuti concessi ai sensi della legge 2601/1998.
(67)
Secondo la decisione di approvazione della legge 2601/1998, le autorità greche dovevano certificare l’attuazione dell’investimento per consentire la costituzione del fondo di riserva esente da imposta. Pertanto i beneficiari dovevano innanzitutto utilizzare risorse di finanziamento proprie per poter essere idonei all’aiuto. Nella legge 3220/2004 non è reperibile alcun obbligo di questo tipo.
(68)
Per quanto riguarda l’argomentazione sollevata dalle autorità greche secondo cui, almeno in alcuni casi, l’aiuto avrebbe potuto essere stato conferito in base alla legge 2601/1998, occorre osservare che questa argomentazione è irrilevante poiché la procedura prevista dalla nuova misura era diversa e meno complessa e i criteri per l’ottenimento dell’aiuto, nonché i benefici per tutti i potenziali beneficiari erano stati ampliati.
VI.2.2. Modifiche sostanziali
(69)
In primo luogo, in base alla decisione della Commissione nel caso NN 59/A/1998 (96), ai sensi della legge 2601/1998, era ammissibile soltanto l’investimento iniziale, con l’unica eccezione dell’aiuto operativo per il trasferimento in zone industriali, mentre ai sensi della legge 3220/2004 può essere concesso anche l’aiuto operativo comprensivo dell’investimento di sostituzione, oltre ad altri aiuti operativi per le attività ammissibili. Ai sensi della legge 2601/1998, l’investimento sostenuto da aiuti doveva essere mantenuto per cinque anni, mentre l’articolo 2, paragrafo 9, della legge 3220/2004 richiede soltanto il mantenimento dei beni d’investimento o degli elementi del capitale fisso stabiliti dall’articolo 2, paragrafo 2, per tre anni di calendario.
(70)
Inoltre, ai sensi della legge 2601/1998, erano consentiti quattro tipi di aiuti:
a)
sovvenzione a fondo perduto collegata all’investimento iniziale;
b)
abbuono di interessi in relazione a prestiti a medio o lungo termine (almeno quattro anni) ottenuti per finanziare l’investimento iniziale;
c)
sovvenzione per coprire il costo di locazione di nuove apparecchiature;
d)
agevolazioni fiscali sottoforma di fondo esente da imposta dal 40 % al 100 % dell’importo dei costi di investimento ammissibili, a seconda dei settori e delle aree geografiche.
(71)
La legge 3220/2004 non contiene disposizioni circa le prime tre forme di aiuto riportate al paragrafo 70, lettere a), b) e c). Inoltre, le riserve esenti da imposta possono essere utilizzate per tutte le spese ammissibili, fino al 100 %, indipendentemente dalla zona e dalla quantità dei costi di investimento ammissibili.
(72)
In secondo luogo, è stato modificato il periodo in cui è stato istituito il fondo esente da imposta rispetto al periodo della spesa per le attività ammissibili. I fondi di riserva esenti da imposta, ai sensi della legge 2601/1998, potevano essere creati nell’anno della spesa per l’attività ammissibile o fino a dieci anni dopo. Ai sensi della legge 3220/2004, i fondi potevano essere creati nei tre anni precedenti la spesa per l’attività ammissibile. La nuova misura ha molti più vantaggi ai fini del flusso di cassa perché consente alle imprese di beneficiare dell’esenzione fiscale prima dell’investimento. Inoltre, il funzionamento della misura ha conseguenze diverse sulle possibilità dei beneficiari di intraprendere i progetti idonei. Il numero di beneficiari del nuovo regime può essere aumentato includendo le società che, in base alla misura precedente, non avevano abbastanza liquidità per finanziare i loro progetti anticipatamente, mentre sono riuscite a farlo grazie all’aggiunta dell’esenzione fiscale. A questo riguardo, è irrilevante il fatto che siano stati aumentati il bilancio totale degli aiuti o i benefici a particolari imprese. Il fatto che le condizioni globali della nuova misura siano nel complesso meno restrittive è sufficiente a concludere che quest’ultima costituisce un nuovo aiuto.
(73)
Nelle loro osservazioni scritte, le autorità greche si basano molto sulla sentenza del 9 agosto 1994 della Corte di giustizia nella causa C-44/93 Namur Les Assurances du credit (97). In questa causa, la Corte ha indicato che il fatto che la misura potrebbe in situazioni ipotetiche portare a un aumento del bilancio degli aiuti non dovrebbe essere considerato come un’indicazione del suo carattere di nuovo aiuto, se l’aiuto viene fornito in base a precedenti disposizioni legislative che rimangono inalterate. Tuttavia, la Commissione ritiene che l’analisi precedente dimostri chiaramente che le disposizioni della legge 3220/2004 sono molto diverse da quelle della legge 2601/1998. Conseguentemente, non ritiene che la sentenza sia attinente a questo caso.
(74)
Le autorità greche sostengono anche che l’ampliamento della gamma dei beneficiari non produce una distorsione della concorrenza. Tuttavia, nella giurisprudenza della Corte e nella pratica della Commissione è molto evidente che qualunque aiuto di Stato nei settori soggetti alla concorrenza è suscettibile di produrre una distorsione della concorrenza. Di conseguenza, deve essere notificato perché la Commissione ne valuti la compatibilità.
(75)
Infine, contrariamente all’affermazione delle autorità greche secondo cui le argomentazioni addotte dalla Commissione nella sua decisione di avviare il procedimento di indagine formale sono poco chiare e inadeguate, occorre osservare che la Commissione ha indicato in tale decisione due motivi che l’hanno indotta a considerare la misura quale nuovo aiuto: 1) una base giuridica diversa; e 2) uno strumento diverso che ricorre a tempi differenti di creazione del fondo e che potrebbe avere pertanto conseguenze diverse sul mercato interno. La Commissione ha fornito come esempio il possibile ampliamento del gruppo dei beneficiari o un aumento della dotazione. La Commissione ritiene che questa motivazione sia adeguata all’atto in discussione, in quanto illustra in modo chiaro e inequivocabile il ragionamento seguito dalla Commissione e consente alle persone interessate di verificare i motivi della decisione.
VI.2.3. Nuovo aiuto
(76)
La Commissione ritiene che l’analisi riportata sopra abbia individuato una serie di indicatori che suggeriscono che il regime istituito dalla legge 3220/2004 debba essere correttamente considerato un nuovo regime di aiuti. In particolare, il regime creato da questa legge è coesistito per qualche tempo con il regime istituito dalla legge 2601/1998 e contiene diverse condizioni e procedure per la concessione dell’aiuto.
(77)
Tuttavia, anche se la legge 3220/2004 potrebbe essere considerata un’alterazione di un regime precedente, è chiaro che le modifiche introdotte da questa legge sono di natura sostanziale, in quanto influiscono sulla valutazione della compatibilità della misura di aiuto con il mercato comune (98) e non sono puramente formali o amministrative. Inoltre, le modifiche avevano valore per tutti i beneficiari e tutte le attività ammissibili. Di conseguenza, il nuovo regime ha modificato lo strumento di aiuto nel complesso e non è quindi nettamente separabile dall’aiuto esistente.
(78)
Pertanto, contrariamente alle affermazioni delle autorità greche, la misura costituisce nel complesso un nuovo aiuto.
VI.2.4. Aiuto illegale
(79)
Le autorità greche non hanno notificato la misura prima della sua attuazione e l’hanno applicata, contravvenendo all’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE. Di conseguenza, la misura costituisce un aiuto illegale ai sensi dell’articolo 1, lettera f), del regolamento (CE) n. 659/1999.
VI.3. Compatibilità del regime di aiuti illegali
(80)
Avendo stabilito che il regime comporta aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, è necessario valutare se la misura possa essere ritenuta compatibile con il mercato comune.
(81)
La Commissione ha esaminato il regime alla luce dell’articolo 87 del trattato CE valutando, in particolare, se queste disposizioni si applichino in base a:
-
gli Orientamenti (99),
-
la DMS (100),
-
gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (in prosieguo «Orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione») (101),
-
la disciplina per la tutela dell’ambiente (102),
-
il quadro di riferimento R&S (103),
-
il regolamento di esenzione per categoria relativo alla formazione (104),
-
il regolamento di esenzione per categoria relativo alle PMI (105),
-
gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato nel settore agricolo (106),
-
gli orientamenti per l’esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca e dell’acquacoltura, nella formulazione applicabile a questo aiuto (107).
Gli aiuti sono stati valutati in base alle norme valide al momento della loro concessione.
(82)
Durante il periodo dell’indagine preliminare, le autorità greche hanno formulato una serie di dichiarazioni relative alla restrizione della fornitura degli aiuti, nel tentativo di mitigare i limiti della compatibilità con gli Orientamenti. Tra queste, l’impegno a rispettare la disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento e a non concedere aiuti alle imprese in difficoltà. Ciononostante, il vantaggio viene concesso ai beneficiari direttamente dalla legge, senza alcuna condizione aggiuntiva o discrezionalità amministrativa. Solo il sostegno ad alcuni settori e progetti richiede l’adozione di atti applicativi per essere effettivo. Tranne nelle circostanze in cui è necessario ricorrere ad atti applicativi, sembra impossibile che le autorità greche possano mettere in pratica eventuali impegni contro gli interessi di contribuenti che invocano diritti riconosciuti loro dalla legge. Di conseguenza, tali impegni non possono essere tenuti in considerazione nella valutazione della misura.
(83)
La Commissione non può accettare né le argomentazioni addotte dalle autorità greche né quelle espresse dalla FIG (108). In particolare, per quanto riguarda l’argomentazione addotta dalle autorità greche, secondo cui gli aiuti alle imprese che erano già autorizzate a creare un fondo di riserva esente da imposta ai sensi del regime precedente costituiscono aiuti esistenti, la Commissione osserva che la condizione di ammissibilità in base a un regime esistente non giustifica gli aiuti forniti nell’ambito di un regime nuovo. Nella loro risposta alla decisione della Commissione di avviare un procedimento di indagine formale, le autorità greche hanno proposto di istituire un’autorità nazionale che esamini ex post la conformità di ogni singolo caso alle norme comunitarie sugli aiuti di Stato. La Commissione osserva che l’esame della compatibilità degli aiuti è una sua prerogativa, pertanto questa proposta non può essere accettata.
VI.3.1. Applicazione del regolamento de minimis
(84)
Il regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d’importanza minore (109) (in prosieguo «regolamento de minimis») non può essere applicato all’insieme del regime. La legge non contiene disposizioni che limitino a 100 000 EUR la quantità di aiuti che un beneficiario può ricevere (110). Inoltre, non vengono rispettate le disposizioni dell’articolo 3 del regolamento (CE) n. 69/2001 relative al cumulo e al controllo.
(85)
Per quanto riguarda i settori della pesca e dell’agricoltura, le disposizioni speciali per gli aiuti de minimis sono stabilite dal regolamento (CE) n. 1860/2004 della Commissione, del 6 ottobre 2004, sull’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de minimis nei settori dell’agricoltura e della pesca (111). Questo regolamento è entrato in vigore il 1o gennaio 2005 e riguarda gli aiuti concessi prima della sua entrata in vigore, se i singoli aiuti soddisfano tutte le condizioni esposte agli articoli 1 e 3.
(86)
Il regolamento (CE) n. 1860/2004 stabilisce che gli aiuti concessi nel campo dei prodotti agricoli o della pesca fino a 3 000 EUR per beneficiario, per un qualunque periodo di tre anni entro una quota massima stabilita per ogni Stato membro (per la Grecia, per l’agricoltura e la pesca rispettivamente di 34 965 000 EUR e 2 036 370 EUR), non sono aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, a condizione che non siano fissati sulla base del prezzo o della quantità dei prodotti immessi sul mercato, che non siano collegati ad esportazioni (legati alle quantità esportate, all’istituzione e al funzionamento di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti collegate all’attività di esportazione), né vincolati all’uso di prodotti interni a scapito dei prodotti importati. Nel quadro del regime basato sulla legge 3220/2004, gli aiuti conformi alle condizioni suddette non verranno considerati aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(87)
La legge non contiene disposizioni che limitino la quantità di aiuti che un beneficiario può ricevere a 3 000 EUR o all’importo de minimis massimo stabilito per la Grecia. Inoltre, non vengono rispettate le disposizioni dell’articolo 3 del regolamento (CE) n. 1860/2004 relative al cumulo e al controllo.
(88)
Il regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de minimis (112) può essere applicato (secondo l’articolo 5, paragrafo 1, del suddetto regolamento, al settore dei trasporti e alle imprese attive nel trattamento e nella commercializzazione dei prodotti agricoli, qualora gli aiuti soddisfino tutte le condizioni esposte negli articoli 1 e 2. Questi articoli richiedono che la quantità di aiuti che un beneficiario può ricevere sia limitata ai massimali ammissibili, stabiliti dall’articolo 2, paragrafo 2, ovvero 200 000 EUR per le imprese attive nel trattamento e nella commercializzazione dei prodotti agricoli e 100 000 EUR per il settore dei trasporti. Inoltre, richiedono che vengano escluse le imprese attive nel trattamento e nella commercializzazione dei prodotti agricoli qualora:
a)
la quantità degli aiuti venga fissata sulla base del prezzo o della quantità dei prodotti acquistati dai produttori primari o immessi sul mercato dalle imprese interessate;
b)
gli aiuti siano subordinati al loro trasferimento parziale o completo ai produttori primari.
Infine, gli aiuti destinati all’acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada da parte di imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi dovrebbero essere esclusi.
(89)
La legge non contiene alcuna disposizione che limiti la quantità di aiuti che un beneficiario può ricevere. Inoltre, non vengono rispettate le disposizioni degli articoli 1 e 2 del regolamento (CE) n. 1998/2006.
(90)
Ne consegue che il regime non soddisfa le condizioni stabilite dai regolamenti.
VI.3.2. Compatibilità ai sensi degli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (Orientamenti)
(91)
La misura dovrebbe prima essere esaminata sulla base degli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (Orientamenti). La produzione primaria dei prodotti agricoli elencati nell’allegato I del trattato CE, il settore della pesca e quello del carbone sono esclusi dal campo di applicazione degli Orientamenti. Tuttavia, ai sensi della presente misura, la produzione agricola può beneficiare degli aiuti in due settori, agricoltura intensiva e pesca, oltre che cooperative agricole e agro-industriali. Inoltre, il sostegno all’estrazione del carbone può essere fornito nell’ambito dei settori dell’attività mineraria, dell’estrazione in cava e della lavorazione dei minerali o del marmo. Di conseguenza, in ogni caso, gli aiuti in questi settori non possono essere giustificati ai sensi degli Orientamenti.
(92)
In base agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, la concessione degli aiuti è subordinata a varie condizioni, sia per quanto riguarda l’investimento iniziale che per i costi operativi più elevati. La presente legge non chiarisce quale dei due sarebbe applicabile.
(93)
In primo luogo, in base al punto 4.4 degli Orientamenti, l’investimento iniziale dovrebbe riguardare il capitale fisso relativo all’avviamento di uno stabilimento nuovo, all’ampliamento di uno stabilimento esistente o all’avvio di una nuova attività oppure all’acquisto di uno stabilimento che ha chiuso o che avrebbe dovuto chiudere se non fosse stato acquistato, ma che non appartiene a un’impresa in difficoltà. La Commissione non ritiene che le spese ammissibili per gli investimenti ai sensi della presente misura rispettino questa definizione e pertanto si qualifichino come investimento iniziale. L’investimento di sostituzione non è escluso dai progetti d’investimento ammissibili, ad esempio laddove i progetti riguardino mezzi di trasporto all’interno di grandi stabilimenti e di trasporto del personale, computer, arredi e attrezzature, opere di accesso alle miniere o camion di seconda mano. L’investimento in edifici e attrezzature destinati all’alloggio e alle esigenze sociali dei lavoratori non sembra essere un investimento produttivo. Nel settore del trasporto verso zone remote inaccessibili e prive di sbocchi al mare, i progetti relativi ai mezzi di trasporto includono attrezzature di trasporto che rientrano nella base tipo, il che è contrario agli Orientamenti (113). L’acquisto di software e il perfezionamento dei software fino al 60 % dell’investimento totale supera il limite del 25 % dell’investimento in beni immateriali oltre alla base tipo. Non vengono poste altre condizioni necessarie per includere il software tra i costi ammissibili (114). Inoltre, poiché costituisce l’attività corrente nel settore dello sviluppo del software, il perfezionamento dei software si qualifica come spesa operativa in tale settore. Conformemente all’articolo 3, paragrafo 2, della legge 2601/1998, l’aiuto agli investimenti può essere concesso anche per attività al di fuori della Grecia. Tuttavia, ciò non è ammissibile ai sensi degli Orientamenti.
(94)
Inoltre, la massima intensità di aiuto, che in questa misura raggiunge il 37,05 % e il 36,89 % dei costi ammissibili per gli anni 2004 e 2005 rispettivamente, eccede la massima intensità di aiuto così come viene definita nell’ambito della mappa degli aiuti regionali per la Grecia (115). In particolare, sembra che nelle zone A e B, conformemente alla mappa degli aiuti regionali per la Grecia, possano essere superati i massimali d’intensità di aiuto per i progetti ai sensi dell’articolo 5 della legge 2601/1998 (ossia il 35 %), quelli per gli eventuali progetti cofinanziati in conformità con il quadro comunitario di sostegno (116) (ossia il 35 %) e quelli per altri progetti (nessun aiuto regionale fornito per le zone A, 18,4 % per le zone B). Nelle zone C e D i massimali per i progetti di turismo (ossia il 33,2 %) e per altri progetti (35,1 %) possono essere superati.
(95)
La misura non contiene l’obbligo di mantenere l’investimento iniziale per almeno cinque anni come prescritto al punto 4.10 degli Orientamenti.
(96)
In secondo luogo, in base al punto 4.15 degli Orientamenti, l’aiuto operativo può essere giustificato eccezionalmente in termini di contributo allo sviluppo regionale, laddove il suo livello sia proporzionale agli svantaggi a cui intende ovviare. Tuttavia, la Commissione non ha ricevuto alcuna di tali indicazioni e nutre seri dubbi in merito al fatto che questa misura di così ampio respiro, che interessa l’intero territorio della Grecia e numerosi settori ampiamente definiti, possa contrastare gli svantaggi regionali specifici.
(97)
Pertanto, la Commissione osserva che il regime nel suo complesso non rispettando il campo d’applicazione, la definizione di investimento iniziale e l’intensità dell’aiuto, è incompatibile ai sensi degli Orientamenti. Inoltre, fin dall’inizio, nessun aiuto individuale ai sensi del regime è stato associato all’obbligo legale di mantenere l’investimento iniziale per almeno cinque anni nella regione assistita. Nessun aiuto operativo individuale è stato giustificato fin dall’inizio. Di conseguenza nessun aiuto individuale concesso ai sensi del presente regime può essere considerato compatibile ai sensi degli Orientamenti.
VI.3.3. Compatibilità ai sensi della DMS (2002)
(98)
La disciplina multisettoriale (2002) richiede la notifica di tutti gli aiuti agli investimenti a finalità regionale se l’aiuto proposto supera l’aiuto massimo ammissibile che può ottenere un investimento di 100 milioni di EUR ai sensi della scala ridotta della DMS dei massimali degli aiuti regionali. Questa misura non esclude gli aiuti destinati ai grandi progetti d’investimento, non include un obbligo di notifica di tali casi individualmente né applica massimali di aiuto più bassi in questi casi.
(99)
Di conseguenza, la Commissione rileva che la misura non rispetta le summenzionate condizioni della DMS, e, pertanto, è incompatibile ai sensi della DMS. Inoltre, al fine di essere compatibile con la DMS (2002), il regime deve essere conforme agli Orientamenti. Tuttavia, non è questo il caso, come indicato nella parte precedente. In particolare, fin dall’inizio nessun aiuto individuale ai sensi del regime è stato associato a un obbligo legale di mantenere l’investimento iniziale per almeno cinque anni nella regione assistita. Pertanto, nessun aiuto individuale concesso ai sensi del presente regime può essere considerato compatibile ai sensi della DMS (2002).
VI.3.4. Compatibilità ai sensi degli orientamenti sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione
(100)
Le autorità greche hanno spiegato che la misura non era applicabile alle imprese in difficoltà. Infatti, avrebbe potuto essere utilizzata solo da imprese in attivo. Di conseguenza, la compatibilità del presente regime ai sensi degli orientamenti sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione è esclusa. Pertanto, nessun aiuto individuale concesso ai sensi del presente regime può essere dichiarato compatibile con i presenti orientamenti.
VI.3.5. Compatibilità ai sensi della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente
(101)
La Commissione ha inoltre valutato se l’aiuto concesso ad alcuni progetti potesse essere ritenuto compatibile con la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente. I seguenti investimenti potrebbero essere valutati ai sensi della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente: investimenti a favore dell’ambiente (117), introduzione e adattamento di tecnologie ambientali, investimenti in energie rinnovabili, cogenerazione, risparmio energetico e costruzione e ampliamento di siti di riciclaggio.
(102)
Il punto 28 della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente consente la concessione di un aiuto all’investimento alle PMI entro un periodo di tre anni dall’adozione di nuove norme comunitarie obbligatorie. Questo regime non collega l’aiuto all’introduzione di nuove norme comunitarie e non definisce chiaramente i costi d’investimento.
(103)
Il punto 29 della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente consente la concessione di un aiuto all’investimento, se quest’ultimo permette alle imprese di raggiungere standard di tutela dell’ambiente superiori a quelli descritti nelle norme comunitarie. Il presente regime non subordina l’aiuto al raggiungimento di standard di tutela dell’ambiente superiori a quelli descritti nelle norme comunitarie e non definisce chiaramente i costi d’investimento.
(104)
Il punto 30 della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente consente la concessione di un aiuto all’investimento in risparmio energetico. Il presente regime non definisce chiaramente i costi d’investimento.
(105)
Il punto 31 della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente consente la concessione di un aiuto all’investimento alla cogenerazione, se l’efficienza della conversione è particolarmente elevata. Il presente regime non subordina l’aiuto all’ottenimento di un’efficienza di conversione particolarmente elevata, non definisce chiaramente i costi d’investimento e potrebbe non rispettare le massime intensità di aiuto pertinenti indicate nella disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente.
(106)
Il punto 32 della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente consente la concessione di un aiuto all’investimento per promuovere le fonti di energia rinnovabili in assenza di norme comunitarie obbligatorie. Il presente regime, tuttavia, non fornisce una definizione precisa delle fonti di energia rinnovabile e pertanto non risulta chiaro quanto possa essere estesa l’applicabilità del punto 32 della disciplina comunitaria. Inoltre, il regime non definisce chiaramente i costi d’investimento e non è palese se vengano rispettate o meno le massime intensità di aiuto.
(107)
Anche se gli investimenti fossero ammissibili ai sensi di tale punto della disciplina, la Grecia non ha dimostrato la possibilità che il costo ammissibile sia conforme alle condizioni dei punti 36 e 37 della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente, che definisce gli investimenti e i costi ammissibili.
(108)
Il punto 38 della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente consente la concessione di aiuti per la bonifica di siti industriali inquinati, qualora la persona responsabile dell’inquinamento non sia identificata o non possa essere obbligata a sostenere il costo. Il presente regime non subordina l’aiuto al fatto che la persona responsabile dell’inquinamento non venga identificata o non possa essere obbligata a sostenere il costo.
(109)
Il punto 39 della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente consente la concessione di aiuti all’investimento se l’impresa ubicata in ambiente urbano o in una zona designata «Natura 2000» ed esercente - nel rispetto della legislazione in vigore - un’attività che provoca un grave inquinamento, deve, proprio a causa di tale ubicazione, lasciare il luogo in cui è insediata spostandosi in una zona più adeguata. Il cambiamento dell’ubicazione deve essere motivato da considerazioni di tutela ambientale e far seguito a una decisione amministrativa o giudiziaria che ordini il trasferimento e l’impresa deve rispettare le norme ambientali più rigorose vigenti nella nuova regione di insediamento. L’intensità dell’aiuto può essere al massimo pari al 30 % dei costi ammissibili o al 40 % per le PMI. I costi ammissibili sono quelli connessi all’acquisto di terreni, alla costruzione o all’acquisto di nuovi impianti di identica capacità di quelli abbandonati, meno i benefici derivanti dal trasferimento degli impianti. L’eventuale economia di costo o qualunque profitto derivato da un aumento della capacità per i primi cinque anni di funzionamento nonché i costi di un investimento tecnicamente paragonabile che non fornisca lo stesso livello di protezione ambientale sarebbero da dedurre dai costi ammissibili all’aiuto all’investimento. Tuttavia, questo regime non fornisce alcuna di tali riduzioni di costi ammissibili. Il presente regime non subordina l’aiuto alle limitazioni summenzionate, all’obbligo di trasferimento e ai costi ammissibili. La massima intensità di aiuto del 30 % per le grandi imprese non viene rispettata dal regime. Inoltre, non è escluso l’aiuto operativo al trasferimento.
(110)
Per quanto riguarda la spesa per la costruzione e l’ampliamento delle strutture per produrre materie prime e altri materiali a partire da imballaggi e prodotti già utilizzati, il regime non esclude che l’aiuto venga utilizzato per riciclare materiali da fonti esterne al beneficiario. Ciò non è in linea con il principio del «chi inquina paga», il quale richiede che un’impresa investa per migliorare i propri risultati in materia d’ambiente e per ridurre il proprio inquinamento (118). Di conseguenza, la disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente non è applicabile alla costruzione e all’ampliamento degli impianti di riciclaggio che saranno utilizzati per il riciclaggio di materiali da fonti esterne al beneficiario. In assenza della possibilità di valutare la presente misura ai sensi della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente, la Commissione ha effettuato una valutazione direttamente ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE. In passato, la prassi della Commissione è stata di valutare tali casi ai sensi di tre criteri supplementari: 1) l’aiuto non dovrebbe risollevare gli inquinatori originari dall’onere che questi dovrebbero sopportare ai sensi del diritto comunitario; 2) i materiali trattati non sarebbero altrimenti stati raccolti o sarebbero stati trattati con una modalità meno rispettosa dell’ambiente; 3) i progetti dovrebbero essere innovativi, ad esempio, le tecnologie dovrebbero andare «al di là dello stato dell’arte» (119). Il regime non garantisce che l’aiuto alla spesa per la costruzione e l’ampliamento delle strutture per la produzione di materie prime e altri materiali a partire da imballaggi e prodotti già utilizzati soddisfi i tre criteri supplementari summenzionati.
(111)
Inoltre, non è escluso che l’aiuto operativo possa essere concesso nell’ambito dell’introduzione e dell’adattamento di tecnologie ambientali. Questo aiuto potrebbe essere giustificato solo se fosse fornito per gestione dei rifiuti, risparmio energetico, energia rinnovabile o cogenerazione. L’aiuto dovrebbe soddisfare le condizioni ai sensi dei punti da 43 a 67 della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente. Tuttavia, tale misura non indirizza l’aiuto operativo verso gli scopi definiti né segue le condizioni pertinenti.
(112)
I dubbi espressi dalla Commissione durante l’apertura del procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE persistono, pertanto il regime non può essere dichiarato compatibile.
(113)
Di conseguenza, la Commissione osserva che il regime non rispetta le summenzionate condizioni della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente o la condizione dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE come constatato dalla prassi della Commissione e, pertanto, è incompatibile ai sensi della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente e ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE. Inoltre, la Commissione ha preso in esame tutti i punti della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente e la prassi della Commissione ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), e ha riscontrato che le autorità greche non hanno dimostrato che qualunque aiuto individuale sarebbe, a partire dal momento della sua concessione, compatibile ai sensi della presente disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente o della prassi della Commissione, ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE (120).
VI.3.6. Compatibilità ai sensi della disciplina R&S
(114)
Conformemente all’ultimo capoverso della sezione 10.3 della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione del 30 dicembre 2006 (121), la disciplina applicata per la valutazione di un aiuto di Stato illegale è quella in vigore nel momento in cui è stato concesso l’aiuto, ad esempio, la disciplina R&S (122).
(115)
È possibile che alcuni progetti siano correlati alle attività di sviluppo e ricerca e, pertanto, la Commissione li ha presi in considerazione anche nel contesto della disciplina R&S. Si tratta di progetti di costruzione, ampliamento o modernizzazione di laboratori per la ricerca applicata, perfezionamento di software, studi per l’applicazione di nuove tecnologie, innovazione e prototipi innovativi e registrazione di brevetti.
(116)
La Commissione fa notare che l’aiuto ai progetti summenzionati potrebbe rientrare nel campo di applicazione materiale della disciplina R&S, solo nella misura in cui tali progetti consistano in attività di ricerca, come definito nell’allegato I della disciplina R&S. Inoltre, la Commissione considera che tali progetti non rientrino esclusivamente nella ricerca e sviluppo, come definito nell’allegato I della disciplina R&S. In base al testo della legge, i costi ammissibili ai sensi della misura non devono necessariamente corrispondere a quelli ai sensi della disciplina R&S.
(117)
Inoltre, laddove i progetti di ricerca o lo sviluppo di brevetti che ricevono aiuti riguardino lo sviluppo pre-competitivo, il massimale per l’intensità d’aiuto generalmente applicabile della Grecia pari al 35 % [25 % per l’intensità di base + 10 % per le regioni di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettera a)], viene superato se non sono applicabili abbuoni straordinari, poiché la massima intensità d’aiuto ai sensi della misura raggiunge il 37,05 % e il 36,89 % rispettivamente per il 2004 e il 2005. Conformemente alle norme sugli aiuti di Stato, l’aiuto per il costo della registrazione di un brevetto non è ammissibile se il richiedente è una grande impresa. Tuttavia, le grandi imprese non sono escluse dall’ottenimento dell’aiuto per la registrazione di un brevetto ai sensi del regime.
(118)
Nel caso delle grandi imprese, prima di concedere l’aiuto, occorre stabilire e verificare l’effetto d’incentivazione. Questa condizione, ai sensi della disciplina R&S, era applicabile a tutti gli aiuti per R&S alle grandi imprese, compresi gli aiuti fiscali. Tuttavia, il regime non fornisce indicazioni in merito a come stabilire l’effetto di incentivazione prima di concedere l’aiuto. Poiché l’impresa destinataria dell’aiuto non era obbligata ad aumentare le attività di R&S, nemmeno il fatto che per alcune imprese si potrebbe ottenere come risultato un aumento delle attività di R&S può giustificare l’effetto d’incentivazione poiché questo potrebbe essere stato causato da fattori esterni all’aiuto.
(119)
Inoltre, nel settore dell’agricoltura, non è stato possibile osservare alcuna prova della conformità con le quattro condizioni elencate nella comunicazione della Commissione del 1998 che modifica la disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo (123).
(120)
Di conseguenza, la Commissione osserva che il regime non rispetta le summenzionate condizioni della disciplina R&S e pertanto è incompatibile ai sensi della disciplina R&S. Inoltre, nessun aiuto individuale concesso ai sensi del regime alle grandi società era, fin dall’inizio, subordinato all’adempimento della condizione dell’effetto d’incentivazione. Le autorità greche non hanno dimostrato la compatibilità ai sensi della disciplina R&S di qualunque aiuto individuale a partire dal momento della sua concessione. Pertanto nessun aiuto individuale concesso ai sensi del presente regime può essere considerato compatibile con la disciplina R&S.
VI.3.7. Compatibilità ai sensi del regolamento (CE) n. 68/2001 («regolamento di esenzione per categoria relativo alla formazione»)
(121)
La Commissione ha valutato l’aiuto alla formazione correlato all’introduzione dei sistemi di automazione dei processi (124), formazione sull’utilizzo di software (125) e altra formazione (126) ai sensi del regolamento di esenzione per categoria relativo alla formazione.
(122)
Dal testo della legge non è possibile evincere se i costi ammissibili ai sensi della misura corrispondono a quelli ai sensi del regolamento di esenzione per categoria relativo alla formazione. Qualora la formazione a cui è destinato l’aiuto sia specifica per quell’impresa, il massimale d’intensità d’aiuto per le grandi società pari al 35 % [25 % per l’intensità di base + 10 % per le regioni di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettera a)] potrebbe essere superato, poiché la massima intensità d’aiuto ai sensi della misura per gli anni 2004 e 2005 raggiunge rispettivamente il 37,05 % e il 36,89 %.
(123)
Di conseguenza, la Commissione rileva che il regime non rispetta le summenzionate condizioni del regolamento di esenzione per categoria relativo alla formazione e pertanto non può essere considerato compatibile ai sensi dello stesso.
VI.3.8. Compatibilità ai sensi del regolamento (CE) n. 70/2001 («regolamento di esenzione per categoria relativo alle PMI»)
(124)
La Commissione osserva che la misura non opera alcuna differenza tra gli importi degli aiuti, i settori ammissibili o i progetti in base alle dimensioni del beneficiario. Pertanto, la misura non può, nel complesso, essere considerata compatibile ai sensi del regolamento di esenzione per categoria relativo alle PMI. Tuttavia, tale regolamento potrebbe essere applicabile qualora l’aiuto venga concesso ai sensi della misura alle piccole e medie imprese, così come sono definite nell’allegato I del regolamento di esenzione per categoria relativo alle PMI.
(125)
L’aiuto all’investimento alle PMI in Grecia, che è nel suo intero territorio ammissibile per gli aiuti regionali ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE, è soggetto a massimali d’intensità d’aiuto superiori del 15 % rispetto ai massimali ai sensi degli Orientamenti. Ciò si applica a tutti i progetti d’investimento che vengono inclusi nel paragrafo 21 della presente decisione, ad eccezione dell’investimento nel settore dell’agricoltura, dell’investimento in mezzi di trasporto nell’ambito del settore dei trasporti (127) e degli investimenti diretti all’estero (128). I massimali d’intensità d’aiuto vengono violati per progetti diversi da quelli del settore del turismo, come i garage nelle zone A e B conformemente alla mappa degli aiuti regionali per la Grecia (non è previsto alcun aiuto regionale per le zone A, 18,4 % per le zone B e un 15 % d’integrazione per le PMI). Inoltre, la condizione per poter applicare tale massimale elevato è quella di mantenere l’investimento nella regione beneficiaria per almeno cinque anni. Tuttavia, ciò non è necessario ai sensi della misura. Nel settore dei trasporti, i costi dei mezzi di trasporto e le attrezzature di trasporto non dovrebbero essere inclusi nei costi ammissibili.
(126)
L’investimento estero diretto al di fuori della Grecia può essere soggetto all’aiuto alle piccole imprese solo fino al massimale d’intensità d’aiuto del 15 % e del 7,5 % per le medie imprese. Tuttavia, entrambi questi massimali possono essere superati ai sensi della presente misura.
(127)
Gli studi per l’applicazione di nuova tecnologia, gli studi correlati all’introduzione di processi e certificazione di prodotti, gli studi sull’organizzazione e sui mercati e gli studi sull’ammissibilità agli aiuti possono beneficiare degli aiuti alle PMI. Tuttavia, la misura non garantisce che questi servizi siano forniti da consulenti esterni. Non è escluso che tali studi siano un’attività continua o periodica correlata all’attività operativa abituale.
(128)
Di conseguenza, la Commissione osserva che il regime non rispetta le summenzionate condizioni del regolamento di esenzione per categoria relativo alle PMI ed è pertanto incompatibile ai sensi dello stesso.
VI.3.9. Compatibilità ai sensi degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo
(129)
Nel settore agricolo, l’analisi deve essere condotta a due livelli: per le attività di trasformazione e commercializzazione, da un lato, e per la produzione primaria dall’altro, restando inteso che, in entrambi i casi, la legislazione comunitaria pertinente da tenere in considerazione è quella in vigore al momento della concessione dell’aiuto, ad esempio, gli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo (in prosieguo, «orientamenti agricoli») e il regolamento (CE) n. 1860/2004 della Commissione, del 6 ottobre 2004, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de minimis nei settori dell’agricoltura e della pesca (129).
(130)
Per quanto riguarda la produzione primaria, le pertinenti disposizioni da tenere in considerazione, sulla base delle misure, delle spese ammissibili e dei costi operativi definiti dalla legge 3220/2004, sono quelli descritti ai punti 4.1, 13 e 14 degli orientamenti agricoli, dedicati rispettivamente agli aiuti all’investimento, aiuti intesi a promuovere la produzione e la commercializzazione di prodotti agricoli di qualità e aiuti per la prestazione di assistenza tecnica.
(131)
In conformità con il punto 4.1 degli orientamenti agricoli, le spese ammissibili nel quadro degli investimenti potrebbero includere la costruzione, l’acquisizione o il miglioramento di beni immobili, l’acquisto di nuove macchine e attrezzature compresi i programmi informatici, e spese generali, come onorari di architetti, ingegneri e consulenti, studi di fattibilità, acquisizione di brevetti o licenze, fino al 12 % dell’importo corrispondente alle altre spese citate. L’aiuto per l’acquisto di piante è consentito tranne che per le piante annuali. Gli importi dell’aiuto descritti nello stesso punto rappresentano il 40 % delle spese ammissibili nelle zone «normali» e il 50 % nelle zone svantaggiate, con un aumento di cinque punti percentuali per i giovani agricoltori che realizzano l’investimento entro cinque anni dall’avvio dell’attività.
(132)
Per essere ammissibili per l’aiuto, le aziende agricole devono anche essere conformi ai requisiti minimi del settore dell’ambiente, del trattamento e dell’igiene degli animali e gli investimenti devono puntare su prodotti per i quali possa essere trovato uno sbocco di mercato normale. L’importo totale delle spese ammissibili non deve superare il limite dell’investimento totale ammissibile per il sostegno fissato dallo Stato membro in conformità con l’articolo 7 del regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) e che modifica ed abroga taluni regolamenti (130).
(133)
In caso di trasferimento di fabbricati agricoli, possono essere considerate diverse possibilità:
-
qualora il trasferimento sia imposto da un esproprio che, in conformità alla legislazione dello Stato membro interessato, dà diritto ad indennizzo, il pagamento di tale indennizzo non verrà di norma considerato aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato,
-
in altri casi, se il trasferimento consiste semplicemente nello smantellamento, nella rimozione e nella ricostruzione delle strutture esistenti, può essere accettato un aiuto fino al 100 % sulla base dei costi effettivamente sostenuti,
-
se il trasferimento comporta vantaggi per l’agricoltore, che potrà fruire di strutture più moderne, il contributo di quest’ultimo equivale almeno al 60 % o al 50 %. nelle zone svantaggiate, dell’aumento di valore delle strutture interessate successivamente al trasferimento (o al 55 % e 45 % rispettivamente se il beneficiario è un giovane agricoltore),
-
se il trasferimento comporta un aumento della capacità produttiva, il contributo del beneficiario deve essere almeno pari al 60 %, o al 50 % nelle zone svantaggiate, delle spese relative a tale aumento (o al 55 % e 45 % rispettivamente se il beneficiario è un giovane agricoltore).
(134)
Quando gli investimenti sono realizzati per ragioni ambientali, il punto 4.1.2.4 degli orientamenti agricoli afferma che i tassi degli aiuti del 40 % o 50 % nelle zone svantaggiate potrebbero essere aumentati di 20 o 25 punti percentuali qualora l’investimento superi i requisiti minimi comunitari in vigore. In tal caso, la maggiorazione deve essere limitata ai costi aggiuntivi ammissibili necessari per raggiungere l’obiettivo a cui si fa riferimento e non si applica nel caso di investimenti che determinano un aumento della capacità produttiva.
(135)
Conformemente al punto 13 degli orientamenti agricoli, l’aiuto all’introduzione di processi e certificazione di prodotti e studi connessi non può superare i 100 000 EUR per beneficiario nell’arco di tre anni, o, per le PMI, il 50 % dei costi ammissibili, a seconda di quale dei due è maggiore.
(136)
Conformemente al punto 14 degli orientamenti agricoli, l’aiuto alla formazione non può superare i 100 000 EUR per beneficiario nell’arco di tre anni o, per le PMI, il 50 % dei costi ammissibili, a seconda di quale dei due è maggiore. Inoltre, devono essere soddisfatte talune condizioni: tutti gli aventi diritto della zona interessata devono poter accedere a tali aiuti e dove il servizio è fornito da gruppi di produttori o altre organizzazioni di reciproco sostegno agricolo, gli aiuti non devono essere limitati ai membri del gruppo o dell’organizzazione in questione e il contributo per i costi amministrativi del gruppo o dell’organizzazione devono essere limitati ai costi di fornitura del servizio.
(137)
Sulla base delle informazioni disponibili per la Commissione, sembra che le intensità dell’aiuto calcolate per il regime (37,05 % per il 2004 e 36,89 % per il 2005) non superino quelle stabilite nei vari punti degli orientamenti agricoli summenzionati, tuttavia non è possibile determinare se sono state soddisfatte tutte le condizioni elencate nei punti da 131 a 136 della presente decisione, tranne nel caso di misure di trasferimento, qualora le disposizioni del regime siano conformi alle regole descritte al punto 133. In particolare se:
-
non esiste alcuna prova a dimostrazione del fatto che tra i costi operativi elencati al punto 22 alle operazioni di leasing abbia fatto seguito l’acquisto del bene al termine del leasing,
-
non esiste alcuna prova a dimostrazione del fatto che costi come quelli correlati a studi per l’applicazione della nuova tecnologia, registrazione di brevetti, studi sull’ammissibilità all’aiuto e studi sull’organizzazione e sui mercati siano stati presi in considerazione solo fino al 12 % delle altre spese ammissibili elencate al punto 131 nel calcolo dell’aiuto,
-
non esiste alcuna prova che dimostri che le attività di formazione siano state sostenute in conformità con le disposizioni del punto 14.1 degli orientamenti agricoli,
-
non esiste alcuna prova che dimostri che l’aiuto correlato all’introduzione di processi e certificazione di prodotti e studi connessi sia stato concesso in conformità con il punto 13 degli orientamenti agricoli,
-
non esiste alcuna prova che dimostri che le piante annuali siano state escluse dalla finalità dell’aiuto accantonato per l’acquisto di piante,
-
non esiste alcuna prova a sostegno del fatto che tutte le aziende agricole che hanno ricevuto aiuti nel quadro del regime siano conformi alle norme minime stabilite per l’ambiente, l’igiene e il trattamento degli animali e che gli investimenti siano concentrati su prodotti per i quali sia possibile reperire sbocchi di mercato.
(138)
I dubbi espressi dalla Commissione durante l’apertura del procedimento descritto all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE persistono, pertanto il regime non può essere dichiarato compatibile.
(139)
Gli aiuti alla trasformazione e alla commercializzazione di prodotti agricoli sono disciplinati dal punto 4.2 degli orientamenti agricoli, che contengono due serie di norme:
-
una prima serie in base a cui l’aiuto può essere concesso fino al 50 % delle spese ammissibili nelle regioni obiettivo 1 e fino al 40 % nelle altre regioni; la spesa ammissibile consiste nella costruzione, nell’acquisizione o nel miglioramento di beni immobili, nell’acquisto di nuove macchine e attrezzature compresi i programmi informatici, e in spese generali, come onorari di architetti, ingegneri e consulenti, studi di fattibilità, acquisizione di brevetti o licenze, fino al 12 % dell’importo corrispondente alle altre spese citate; per poter accedere all’aiuto, il beneficiario deve, come nel caso della produzione primaria, soddisfare le norme minime riguardanti l’ambiente, l’igiene e il trattamento degli animali; inoltre non può essere concesso alcun aiuto tranne qualora esistano prove sufficienti in grado di dimostrare che è possibile reperire sbocchi di mercato normali per i prodotti interessati e devono essere specificatamente notificati alla Commissione i progetti di investimento le cui spese ammissibili superino i 25 milioni di EUR o laddove gli aiuti superino i 12 milioni di EUR, in conformità con l’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE,
-
una seconda serie di norme per il caso di aiuti di Stato agli investimenti correlati alla trasformazione e alla commercializzazione di prodotti agricoli concessi entro il quadro di un regime di aiuti regionali precedentemente approvato dagli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale.
(140)
Nel caso preso in esame, è applicabile solo la prima serie di norme, poiché il regime ai sensi del quale sono previsti gli aiuti per la trasformazione e la commercializzazione di prodotti agricoli non è approvato ma contestato dalla Commissione.
(141)
Come nel caso della produzione primaria, la Commissione nota che le intensità d’aiuto calcolate per il regime non superano quelle stabilite al punto 4.2 degli orientamenti agricoli, tuttavia non è possibile determinare se sono state soddisfatte tutte le condizioni citate nel primo capoverso del punto 139 della presente decisione. In particolare:
-
non esiste alcuna prova che dimostri che, tra i costi operativi elencati al punto 22, alle operazioni di leasing abbia fatto seguito l’acquisto del bene al termine del leasing,
-
non esiste alcuna prova che dimostri che costi come quelli correlati agli studi per l’applicazione di nuova tecnologia, registrazione di brevetti, studi sull’ammissibilità degli aiuti e studi sull’organizzazione e sui mercati siano stati presi in considerazione solo fino al 12 % delle altre spese ammissibili elencate al punto 139 summenzionato nel calcolo dell’aiuto,
-
non esiste alcuna prova che dimostri che tutte le società che hanno ottenuto aiuti nel quadro del regime soddisfino le norme minime nei settori dell’ambiente, dell’igiene e del trattamento degli animali e che gli investimenti siano concentrati sui prodotti per i quali sia possibile reperire sbocchi di mercato,
-
non esiste alcuna prova a dimostrazione del fatto che tutti i progetti di investimento in attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli siano progetti con spese ammissibili non superiori ai 25 milioni di EUR o in cui l’aiuto non superi i 12 milioni di EUR.
(142)
I dubbi espressi dalla Commissione durante l’avvio del procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE persistono, pertanto il regime non può essere dichiarato compatibile.
(143)
Di conseguenza, tranne nel caso di misure di trasferimento, la Commissione nota che il regime non rispetta le summenzionate condizioni degli orientamenti agricoli, e pertanto, è incompatibile ai sensi degli orientamenti agricoli. Inoltre, la Commissione ha riscontrato che le autorità greche non hanno dimostrato la compatibilità ai sensi dei presenti orientamenti o della prassi della Commissione ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE di qualsiasi aiuto individuale a partire dal momento della sua concessione.
VI.3.10. Compatibilità ai sensi delle linee direttrici per l’esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca e dell’acquacoltura
(144)
Le società attive nel settore della pesca e dell’acquacoltura possono beneficiare della misura in esame. I progetti di aiuti di Stato correlati alla pesca e all’acquacoltura dovranno essere considerati nel contesto delle linee direttrici per l’esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Dopo l’entrata in vigore della legge greca 3220/2004 che disciplina il regime degli aiuti in questione, le linee direttrici sono state modificate a partire dal 1o gennaio 2005. Ne consegue che le linee direttrici per l’esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca e dell’acquacoltura dal 2001 (131) dovrebbero essere applicate all’aiuto concesso prima del 1o novembre 2004. Le linee direttrici attuali si applicano dal 2004 (132) agli aiuti concessi dopo il 1o novembre 2004.
(145)
In genere, va notato che nessun aiuto di Stato dovrebbe essere dichiarato compatibile dalla Commissione se lo Stato membro interessato non ha comunicato l’importo totale dell’aiuto per misura nonché l’intensità di aiuto. Nel corso della valutazione del regime deve essere tenuto in considerazione l’effetto cumulativo per il beneficiario di tutte le sovvenzioni statali. Il regime in esame non fornisce questi dettagli né consente tale valutazione. Inoltre, il regime non assicura che lo Stato membro verificherà la conformità del beneficiario con le norme della politica comune per la pesca.
(146)
Entrambe le versioni delle linee direttrici prevedono un divieto per gli aiuti che non impongono alcun obbligo al beneficiario. Queste linee direttrici sottolineano l’importanza dell’applicazione del controllo di tali aiuti, specialmente di quelli concessi sotto forma di sgravi fiscali. Poiché lo Stato membro non ha fornito alcuna informazione che consenta di valutare gli aiuti alla pesca e all’acquacoltura, la Commissione deve considerare tali aiuti incompatibili.
(147)
Gli aiuti all’investimento dovrebbero essere verificati dalla Commissione rispetto ai diversi tipi di beneficiari (pescatori, acquacoltura, attività di trasformazione e commercializzazione). Ogni singola applicazione delle misure dovrebbe essere valutata separatamente sulla base delle condizioni dettagliate elencate nelle linee direttrici. Le informazioni contenute nel regime non consentono tale valutazione.
(148)
Sulla base di quanto sopra, la Commissione considera l’articolo 2 della legge 3220/2004 riguardante la pesca e l’acquacoltura, non compatibile. I dubbi espressi dalla Commissione durante l’apertura del procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE persistono, pertanto il regime non può essere dichiarato compatibile. Di conseguenza, la Commissione ha riscontrato che le autorità greche non hanno dimostrato la compatibilità ai sensi delle presenti linee direttrici (133) di qualsiasi aiuto individuale a partire dal momento della sua concessione.
VI.3.11. Compatibilità ai sensi dell’articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato CE
(149)
In questo caso non può essere applicata alcuna delle eccezioni ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 2, del trattato CE poiché la misura non mira al raggiungimento degli obiettivi elencati in dette disposizioni.
(150)
Ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE, l’aiuto è considerato compatibile con il mercato comune quando è inteso a promuovere lo sviluppo economico delle zone in cui il tenore di vita è basso in misura anormale o in cui è presente un tasso elevato di disoccupazione. I criteri per la valutazione della compatibilità ai sensi di questo articolo si riflettono nelle norme specifiche così come sono state precedentemente trattate.
(151)
Per quanto riguarda l’articolo 87, paragrafo 3, lettera b), del trattato CE, l’aiuto in questione non è inteso a promuovere l’esecuzione di un importante progetto di interesse comune a livello europeo né a porre rimedio a un grave turbamento nell’economia della Grecia, né è inteso a promuovere la cultura o la tutela del patrimonio.
(152)
L’articolo 87, paragrafo 3, lettera d), del trattato CE riguarda la cultura e la tutela del patrimonio laddove tale aiuto non influisca sulle condizioni degli scambi e della concorrenza nella Comunità in misura contraria all’interesse comune. Ciò può riguardare l’aiuto ai monasteri per la costruzione di alloggi turistici e centri culturali e alle imprese situate in edifici vincolati architettonicamente o con attività di produzione tradizionale oppure con una denominazione di origine protetta per quanto riguarda la riparazione e la ristrutturazione degli edifici vincolati, l’investimento in macchinari tradizionali o la certificazione di prodotti tradizionali o processi che sono considerati patrimonio naturale. Tuttavia, la Commissione non è in possesso di alcuna informazione riguardante il carattere di patrimonio culturale di tali attività, l’entità dell’aiuto e il suo impatto sulle condizioni degli scambi. La Commissione non può, pertanto, concludere che queste misure siano compatibili ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera d), del trattato CE.
(153)
Infine, è necessario esaminare se l’aiuto si può qualificare per l’eccezione descritta nell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE il quale afferma che può essere considerato compatibile un aiuto finalizzato ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche o di determinate zone economiche qualora tale aiuto non influisca negativamente sulle condizioni degli scambi in misura contraria all’interesse comune. I criteri per la valutazione della compatibilità ai sensi dell’articolo in questione si riflettono nelle norme specifiche così come sono state ivi trattate in precedenza. Qualsiasi aiuto non conforme con le condizioni ai sensi delle norme specifiche richiede una giustificazione dettagliata, che non viene fornita dalle autorità greche. Pertanto, la Commissione non può concludere in merito alla compatibilità delle presenti misure direttamente ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE.
VI.4. Conclusione
(154)
Poiché il regime degli aiuti, nel complesso e in tutte le sue parti, tranne per quanto riguarda, nell’ambito del settore agricolo, il trasferimento di edifici adibiti ad aziende agricole, non si qualifica per alcuna delle eccezioni descritte nel trattato, la Commissione conclude che il regime di aiuti è incompatibile con il mercato comune, tranne per quanto riguarda, nel settore agricolo, il trasferimento di edifici adibiti ad aziende agricole, per cui, sulla base dell’analisi sopra condotta, gli aiuti concessi:
-
non costituiscono aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, quando i risultati ottenuti da un trasferimento di edifici eseguito in seguito ad espropriazione, in conformità con la legislazione dello Stato membro interessato, diano diritto a compensazione, oppure
-
sono compatibili con il mercato comune negli altri casi descritti al punto 133.
(155)
Un aiuto individuale concesso ai sensi del regime può essere considerato compatibile con il mercato comune:
-
ai sensi del regolamento (CE) n. 69/2001, solo se l’importo totale dell’aiuto concesso ai sensi del regime combinato con tutti gli altri aiuti de minimis ricevuti dal beneficiario nel corso dei tre anni precedenti non supera i 100 000 EUR e rispetta tutte le condizioni sostanziali del regolamento,
-
ai sensi del regolamento (CE) n. 1860/2004, solo se l’importo totale dell’aiuto concesso ai sensi del regime combinato con tutti gli altri aiuti de minimis ricevuti dal beneficiario nel corso dei tre anni precedenti non supera i 3 000 EUR e rispetta tutte le condizioni sostanziali del regolamento,
-
ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006, solo se l’importo totale degli aiuti alle imprese attive nel settore dei trasporti e nell’ambito delle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli concessi ai sensi del regime combinato con tutti gli altri aiuti de minimis ricevuti dal beneficiario nel corso dei tre anni precedenti non supera i 100 000 EUR, per le imprese attive nel settore dei trasporti, e i 200 000 EUR per le imprese che si dedicano ad attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e rispettano tutte le condizioni sostanziali dell’articolo 1 e dell’articolo 2 del regolamento,
-
ai sensi di qualsiasi altro regolamento in materia di aiuti di Stato o regime di aiuti approvato, solo se l’aiuto individuale è compatibile con tutte le condizioni sostanziali del regolamento pertinente o del regime al momento della concessione.
(156)
Qualsiasi altro aiuto individuale concesso ai sensi del regime deve essere considerato incompatibile con il mercato comune.
VII. RECUPERO
(157)
Conformemente all’articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999, nel caso di decisioni negative relative a casi di aiuti illegali la Commissione adotta una decisione con la quale impone allo Stato membro interessato di adottare tutte le misure necessarie per recuperare l’aiuto dal beneficiario.
(158)
Possono essere recuperati solo gli aiuti incompatibili. La compatibilità dovrà essere stabilita a livello del progetto beneficiario dell’aiuto. In un secondo momento si dovrà stabilire se, al momento della concessione e conformemente alle norme in vigore in quel momento, l’aiuto fosse compatibile con le norme comunitarie in materia di aiuti di Stato o con un regime di aiuto esistente.
(159)
Quando la Commissione approva un aiuto notificato, la misura di aiuto deve garantire il soddisfacimento di tutte le condizioni delle norme in vigore. Il mancato soddisfacimento di una condizione è causa di incompatibilità. Di conseguenza, una misura di aiuto illegale non dovrà ricevere alcun trattamento di favore durante la valutazione della compatibilità. Al fine di poter giudicare una misura compatibile, tutte le condizioni sostanziali devono essere soddisfatte fin dall’inizio. Ne consegue che gli eventuali tentativi di introdurre retroattivamente ulteriori condizioni non ovvierebbero all’incompatibilità della misura di aiuto al momento della concessione dell’aiuto stesso.
(160)
Solo gli aiuti che rientrano nell’ambito di applicazione dei regolamenti de minimis (CE) n. 69/2001 e (CE) n. 1860/2004, di alcune disposizioni dei regolamenti di esenzione per categoria relativi alla formazione e alle PMI e di alcune disposizioni degli orientamenti agricoli potrebbero essere considerati conformi a tutte le condizioni sostanziali dal momento della concessione.
(161)
Per quanto concerne le affermazioni della Grecia secondo cui la Commissione dovrebbe limitare l’entità del recupero poiché questo potrebbe avere conseguenze finanziare intollerabili per la Grecia, la Commissione osserva che, conformemente alla giurisprudenza della Corte (134), lo Stato membro può addurre a giustificazione del mancato recupero dell’aiuto solo l’assoluta impossibilità di farlo. Tuttavia, difficoltà finanziarie non costituiscono tale assoluta impossibilità.
(162)
Le sentenze nelle cause citate dalla Grecia (135) fanno riferimento alla possibilità di una potenziale limitazione della validità retroattiva di una decisione della Corte di giustizia delle Comunità Europee, che limiti gli effetti temporali di una sentenza in casi eccezionali, laddove la sentenza possa avere ripercussioni economiche gravi dovute, in particolare, a un elevato numero di rapporti giuridici avviati in buona fede e qualora le suddette pratiche siano state adottate a causa dell’incertezza delle disposizioni comunitarie.
(163)
Le argomentazioni della Grecia non sono accettabili nel caso di specie poiché si tratta di una misura di aiuto di Stato non notificata e pertanto non approvata. Le circostanze attenuanti, citate nella giurisprudenza a cui fa riferimento la Grecia (136), dell’azione in buona fede e dell’incertezza delle disposizioni comunitarie, pertanto, non possono essere ragionevolmente addotte.
(164)
Per quanto riguarda la possibile buona fede, i beneficiari non possono fare appello alla buona fede, se non potevano fare legittimo affidamento sulla ricezione dell’aiuto. Conformemente alla giurisprudenza consolidata (137), il legittimo affidamento sulla regolarità dell’aiuto può essere creato solo dalle istituzioni comunitarie, tramite una decisione approvata o non agendo contro una misura incompatibile quando avrebbero dovuto farlo. Tuttavia, dal procedimento si evince che la Commissione ha segnalato alle autorità greche la propria preoccupazione relativamente alla compatibilità della misura non appena ne è venuta a conoscenza, solo qualche mese dopo la sua entrata in vigore. In seguito, la Commissione ha proseguito la propria indagine. Di conseguenza, la Grecia non può invocare il legittimo affidamento contro un possibile recupero dell’aiuto. Inoltre, le disposizioni comunitarie sugli aiuti di Stato non possono essere accusati di contenere elementi di incertezza.
(165)
La Commissione rifiuta pertanto la possibilità di invocare le restrizioni o le eccezioni relativamente al recupero dell’aiuto dell’aiuto irregolare erogato dalla Grecia,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Il regime di aiuti di Stato adottato dalla Grecia è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell’articolo 2 della legge 3220/2004.
2. Nel settore agricolo, l’aiuto concesso per il trasferimento di edifici adibiti ad aziende agricole non costituisce aiuto di Stato come definito all’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, qualora i risultati ottenuti dal trasferimento eseguito in seguito ad espropriazione che, in conformità con la legislazione dello Stato membro interessato, diano diritto a compensazione. Tale aiuto è compatibile con il mercato comune negli altri casi di trasferimento.
Articolo 2
Gli aiuti individuali concessi nel quadro del regime di cui all’articolo 1, paragrafo 1, della presente decisione non costituiscono aiuto se, nel momento in cui sono concessi, soddisfano le condizioni fissate da un regolamento adottato in forza dell’articolo 2 del regolamento (CE) n. 994/98 del Consiglio (138) in vigore al momento della concessione.
Articolo 3
Gli aiuti individuali concessi ai sensi del regime di cui all’articolo 1, paragrafo 1, della presente decisione che, al momento in cui sono stati concessi, soddisfacevano le condizioni fissate da un regolamento adottato in forza dell’articolo 2 del regolamento (CE) n. 994/98 o da un altro regime di aiuti approvato sono compatibili con il mercato comune fino al massimo d’intensità d’aiuto applicabile a quel tipo di aiuto.
Articolo 4
1. La Grecia dovrà recuperare dai beneficiari l’aiuto incompatibile concesso ai sensi del regime di cui all’articolo 1, paragrafo 1, della presente decisione.
2. Alle somme da recuperare dovranno essere applicati gli interessi a partire dalla data in cui esse sono state messe a disposizione dei beneficiari fino al loro effettivo recupero.
3. Gli interessi sono calcolati secondo il regime dell’interesse composto in conformità con il capitolo V del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione (139).
4. La Grecia dovrà annullare tutti i pagamenti di aiuti in sospeso ai sensi del regime di cui all’articolo 1, paragrafo 1, con effetto a decorrere dalla data di notifica della presente decisione.
Articolo 5
1. Il recupero dell’aiuto concesso ai sensi del regime di cui all’articolo 1, paragrafo 1, dovrà essere immediato ed efficace.
2. La Grecia dovrà assicurare che la presente decisione venga applicata entro quattro mesi a partire dalla data di notifica della presente decisione.
Articolo 6
1. Entro due mesi a partire dalla data di notifica della presente decisione, la Grecia dovrà presentare le informazioni seguenti:
a)
l’elenco dei beneficiari che hanno ricevuto l’aiuto ai sensi del regime di cui all’articolo 1, paragrafo 1, e l’importo totale dell’aiuto ricevuto da ciascuno di essi ai sensi del regime;
b)
l’importo totale (capitale e interessi) da recuperare da ciascun beneficiario;
c)
una descrizione dettagliata delle misure già adottate e pianificate per assicurare la conformità con la presente decisione; e
d)
documenti che dimostrino che è stato ordinato ai beneficiari di restituire l’aiuto.
La Grecia dovrà presentare tali informazioni utilizzando il modulo fornito in allegato.
2. La Grecia dovrà mantenere la Commissione informata in merito ai progressi delle misure nazionali adottate per applicare la presente decisione finché non è stato completato il recupero degli aiuti concessi ai sensi del regime di cui all’articolo 1, paragrafo 1. Dovrà presentare immediatamente, su semplice richiesta della Commissione, informazioni sulle misure già intraprese e pianificate per essere conforme con la presente decisione. Inoltre, dovrà fornire informazioni dettagliate riguardanti gli importi di aiuto e gli interessi già recuperati dai beneficiari.
Articolo 7
La Repubblica ellenica è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 18 luglio 2007.

Labels: 2
18
19
4