Document ID: 31984R2690

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REGOLAMENTO (CEE) N. 2690/84 DELLA COMMISSIONE
del 21 settembre 1984
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di corindone artificiale originario della Repubblica popolare cinese e della Cecoslovacchia e chiude la procedura relativa alle importazioni dello stesso prodotto originario della Spagna e della Iugoslavia
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte dei paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare gli articoli 9 e 11,
previa consultazione in seno al comitato consultivo previsto dal regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Nel giugno 1983 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dal Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC), a nome di fabbricanti comunitari che rappresentano l'intera produzione del prodotto in questione. La denuncia conteneva elementi di prova circa l'esistenza di pratiche di dumping e del notevole pregiudizio che ne derivava, ritenuti sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura. Di conseguenza, la Commissione, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), ha annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di corindone artificiale della sottovoce 28.20 B della tariffa doganale comune, corrispondente al codice NIMEXE 28.20-30, originario della Repubblica popolare cinese, della Cecoslovacchia, della Spagna e della Iugoslavia, e ha iniziato un'inchiesta.
(2) La Commissione ha debitamente informato gli esportatori e importatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori e i ricorrenti, offrendo alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di chiedere di essere intese. La maggior parte degli esportatori interessati, nonché tutti gli importatori e i produttori interessati hanno reso note le loro osservazioni per iscritto.
(3) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per determinare il margine di dumping e l'entità del pregiudizio, e ha effettuato indagini in loco presso i seguenti:
a) Produttori comunitari:
- Sofrem SA, Parigi, Francia
- Samim Abrasivi SpA, Milano, Italia
- Dynamit Nobel AG, Troisdorf, Repubblica federale di Germania
- Lonza-Werke GmbH, Waldshut-Tiengen, Repubblica federale di Germania
- Hermann C. Stark Berlin GmbH, Duesseldorf, Repubblica federale di Germania
- Universal Abrasives Ltd, Stafford, Regno Unito
b) Esportatori:
Tovarna Dusika Ruse n.sol.o., Ruse, Iugoslavia
c) Importatori:
- Continentale Erzgesellschaft mbH, Duesseldorf, Repubblica federale di Germania
- Alfred Hempel GmbH & Co, Duesseldorf, Repubblica federale di Germania
- Kerimpex Handelsgesellschaft mbH, Selb/Bayern, Repubblica federale di Germania
- Mineralienwerke GmbH, Duisburg, Repubblica federale di Germania
- Smyris Srl, Milano, Italia
- Veneta Mineraria, Milano, Italia
La Commissione ha chiesto e ottenuto osservazioni scritte circostanziate dalla maggioranza degli esportatori, dagli importatori interessati, nonché da tutti i produttori comunitari ricorrenti, e ha verificato per quanto necessario le informazioni ivi contenute.
Due dei tre fabbricanti spagnoli citati nella denuncia hanno dichiarato che le loro esportazioni nella Comunità durante il periodo di riferimento sono state insignificanti e non hanno voluto fornire dettagli in merito alle loro vendite sul mercato interno o alle loro esportazioni. Essi hanno però fornito informazioni sulla cessazione di attività, alla fine del 1982, dell'altro produttore spagnolo citato, il quale ha apparentemente effettuato la maggior parte delle esportazioni verso la Comunità.
L'esportatore cinese citato nella denuncia non ha fornito alla Commissione alcuna informazione circa le esportazioni cinesi nella Comunità.
Nel caso della Repubblica popolare cinese e della Spagna, pertanto, l'indagine si è basata su informazioni relative ai prezzi all'esportazione e ai quantitativi esportati forniti dagli importatori italiani e tedeschi.
(4) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping verte sul periodo ottobre 1982-settembre 1983.
B. Valore normale
(5) Per stabilire se le importazioni dalla Repubblica popolare cinese e dalla Cecoslovacchia hanno formato oggetto di dumping, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che questi paesi non hanno un'economia di mercato ed ha quindi basato i suoi accertamenti sul valore normale in un paese a economia di mercato.
(6) La denuncia di dumping era basata su un raffronto tra i prezzi all'esportazione praticati dai produttori cinesi e cecoslovacchi e i prezzi franco fabbrica praticati in Spagna sul mercato interno; per la Iugoslavia, il raffronto si basava sul prezzo interno franco fabbrica e sul prezzo all'esportazione nella Comunità.
(7) Dato che i fabbricanti spagnoli non hanno fornito informazioni circostanziate, si è deciso di stabilire il valore normale sulla base dei prezzi dei prodotti venduti sul mercato iugoslavo, i quali presentano molte affinità, in termini di caratteristiche tecniche di base, con i prodotti importati che si ritengono oggetto di dumping. Nessuno degli esportatori o importatori ha formulato obiezioni contro questa scelta, anche se alcuni produttori hanno suggerito, in una fase alquanto avanzata dell'inchiesta, di assumere quale base i prezzi praticati sul mercato austriaco. Ciò avrebbe però richiesto notevoli adeguamenti per tener conto di differenze qualitative. La Commissione, quanto meno nella fase attuale della procedura, ha deciso di mantenere la propria preferenza per i prezzi praticati sul mercato iugoslavo.
(8) Non avendo i fabbricanti spagnoli fornito informazioni di sorta circa i loro prezzi sul mercato interno, i servizi della Commissione hanno ritenuto che i prezzi interni iugoslavi fossero il miglior riferimento, più attendibile - in ogni caso - delle informazioni che figurano nella denuncia.
(9) Il produttore di corindone artificiale in Iugoslavia, che si può ritenere un paese a economia di mercato, è risultato lavorare secondo normali criteri di redditività, anche se i margini sulle esportazioni superano generalmente di gran lunga quelli sulle vendite interne. Delle tre varietà fondamentali di corindone prese in considerazione ai fini della procedura, si è riscontrato che sul mercato interno iugoslavo solo quella bianca veniva venduta in perdita. In questo caso, il valore normale è stato costruito aggiungendo un margine di profitto identico a quelli accertati sul mercato interno al prezzo di costo del prodotto. Per le altre due varietà di corindone artificiale il valore normale si fondava sui prezzi interni.
C. Prezzi all'esportazione
(10) In un caso, nel quale l'importazione nella Comunità non era indipendente dall'esportatore, il prezzo all'esportazione è stato ricostruito in base alle prime vendite nella Comunità ad acquirenti indipendenti, previa deduzione delle spese di gestione accertate e di un margine di profitto del 5 %, ritenuto ragionevole alla luce di quanto riscontrato presso gli importatori indipendenti.
(11) Negli altri casi, i calcoli si sono basati sul prezzo fatturato da un esportatore a un importatore indipendente nella Comunità, tenendo conto degli abbuoni usuali per consentire un raffronto adeguato tra questi prezzi all'esportazione e i valori normali accolti al fine di determinare i margini di dumping.
D. Confronto
(12) I valori normali sono stati confrontati con i prezzi all'esportazione franco fabbrica, opportunamente ponderati in funzione del trasporto, dei termini di credito, dei costi accessori e delle eventuali commissioni. Ove necessario, sono state effettuate deduzioni per ogni trasformazione del prodotto, successiva all'importazione nella Comunità, necessaria per ottenere condizioni comparabili a quelle di altri prodotti importati sotto il profilo tecnico o qualitativo.
(13) I calcoli sono stati effettuati su base mensile. I risultati ottenuti sono stati quindi corretti in funzione dei quantitativi importati durante il periodo di riferimento, onde ottenere un margine medio ponderato.
E. Margini
(14) Dal suddetto esame dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping da parte degli esportatori cinesi e cecoslovacchi, con un margine pari alla differenza tra il valore determinato in via preliminare e il prezzo all'esportazione nella Comunità. (15) L'entità dei margini varia a seconda dello Stato membro importatore della varietà di corindone artificiale, con la seguente media ponderata:
1.2.3 // // corindone marrone // corindone bianco // - Repubblica popolare cinese // 8,3 % // 6,2 % // - Cecoslovacchia // 7,9 % // 8,9 %.
Per le importazioni originarie della Spagna e della Iugoslavia non si sono riscontrati margini di dumping. Di conseguenza, la procedura nei confronti di queste importazioni va chiusa.
F. Pregiudizio
(16) Per quanto riguarda il pregiudizio arrecato dalle importazioni oggetto di dumping, dagli elementi di prova a disposizione della Commissione emerge che le importazioni nella Comunità di corindone artificiale dalla Cecoslovacchia e dalla Repubblica popolare cinese sono salite da 3 955 t nel 1980 a 6 296 t nel 1983, con un incremento del 59,2 %; ne è conseguito un aumento della quota di mercato detenuta da questi paesi esportatori, passata dal 2,1 % al 3,9 %. La quota di mercato detenuta dai produttori comunitari è scesa dal 76,2 % al 71,6 % nello stesso periodo e la produzione totale dell'industria comunitaria è caduta da 193 081 t nel 1979 a 109 275 t nei primi nove mesi del 1983, pari a un calo del 24,5 % circa, se si proiettano su un intero anno i dati per il 1983; l'indice di sfruttamento medio del potenziale produttivo è sceso dal 90,6 % al 70,4 % nello stesso periodo. Contemporaneamente, il consumo di corindone artificiale nella Comunità è diminuito del 18,7 % tra il 1980 e il 1983.
(17) Nel 1983 i prezzi di rivendita (valori ponderati medi franco fabbrica) delle importazioni dalla Cecoslovacchia e dalla Repubblica popolare cinese sono risultati inferiori ai prezzi praticati dai produttori comunitari di un margine oscillante tra il 9,5 % e il 30 %. Nella maggior parte dei casi, questi prezzi sono stati inferiori ai costi variabili di produzione dei produttori comunitari e in tutti i casi comunque inferiori ai costi globali.
(18) Apparentemente, l'incidenza che ne è conseguita per l'industria comunitaria è stata un calo occupazionale del 17,1 % fra il 1980 e il 1983. Le importazioni oggetto di dumping hanno costretto i produttori comunitari a vendere a prezzi che non hanno permesso loro di spuntare un utile ragionevole o addirittura di coprire, nel 1983, più del 73 % dei loro costi.
G. Interesse della Comunità
(19) L'associazione comunitaria di fabbricanti di materiale refrattario ha sostenuto che l'istituzione di misure di salvaguardia sarebbe contraria all'interesse della Comunità, in quanto diminuirebbe la capacità concorrenziale dei produttori e provocherebbe problemi occupazionali in quel settore, il cui numero di addetti è superiore a quello dell'industria di corindone artificiale.
(20) In considerazione delle difficoltà cui è confrontata l'industria comunitaria di corindone, la Commissione è tuttavia giunta alla conclusione che è nell'interesse della Comunità intraprendere un'azione e imporre un dazio provvisorio per prevenire un ulteriore pregiudizio durante il rimanente periodo d'inchiesta.
H. Aliquota del dazio
(21) Dopo aver comparato i prezzi e costi ponderati medi dei produttori comunitari, tenuto conto delle condizioni di redditività in cui operano attualmente, la Commissione ha deciso di istituire un dazio provvisorio antidumping pari al margine di dumping riscontrato.
(22) È opportuno fissare un periodo di tempo entro il quale le parti interessate possano rendere note le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere intese,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di corindone artificiale della sottovoce 28.20 B della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 28.20-30, originario della Repubblica popolare cinese e della Cecoslovacchia.
2. L'aliquota del dazio è fissata come segue:
1.2.3 // // corindone marrone // corindone bianco // - Repubblica popolare cinese // 8,3 % // 6,2 % // - Cecoslovacchia // 7,9 % // 8,9 %
del prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto.
3. Si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è soggetta al deposito di una cauzione pari all'importo del dazio provvisorio. Articolo 2
La procedura antidumping relativa alle importazioni di corindone artificiale originario della Spagna e della Iugoslavia è chiusa.
Articolo 3
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 2176/84, le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere intese dalla Commissione entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del del regolamento (CEE) n. 2176/84, esso è applicabile per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non approvi misure definitive dello scadere di detto periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 21 settembre 1984.

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