Document ID: 32003D0469

Decisione della Commissione
del 27 novembre 2002
relativa al regime di aiuti di Stato "Programma del Land Turingia volto a rafforzare il capitale circolante delle imprese" ("Thüringer Umlaufmittelprogramm") al quale la Germania ha dato esecuzione
[notificata con il numero C(2003) 4359]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2003/469/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE,
considerando quanto segue:
1. PROCEDIMENTO
(1) Nel 1993 è entrato in vigore il regime relativo al programma del Land Turingia del 20 luglio 1993 volto a rafforzare il capitale circolante delle imprese (in appresso "il regime in oggetto")(1). Il regime è stato considerato dalle autorità regionali conforme alle disposizioni "de minimis" dettate dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (in appresso "disciplina comunitaria per le PMI")(2) del 1992 e pertanto non è stato notificato ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
(2) A seguito di un articolo di stampa relativo a questo programma di prestiti, a titolo del quale imprese prive di garanzie bancarie sufficienti hanno manifestamente ottenuto prestiti a condizioni vantaggiose per finanziare scorte di prodotti, la Commissione ha chiesto alla Germania informazioni con lettera GD IV/D 3761 del 2 maggio 1994 in modo da poter esaminare la compatibilità di questo regime con il mercato comune. Con lettera del 31 maggio 1994 la Germania ha comunicato le informazioni seguenti: il programma del Land Turingia del 20 luglio 1993 volto a rafforzare il capitale circolante delle imprese era destinato alle piccole e medie imprese (come definite nella disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato alle PMI) finanziariamente solide ma che, per via delle loro piccole dimensioni, della mancanza di garanzie bancarie e della situazione generale del mercato dei capitali, avevano difficoltà a procurarsi finanziamenti esterni. Le imprese in difficoltà non potevano beneficiare di questi prestiti, ma avevano la facoltà di sollecitare aiuti nel quadro di altri regimi autorizzati. Inoltre il regime era stato concepito come programma "de minimis" conformemente alle disposizioni corrispondenti della disciplina comunitaria per le PMI del 1992.
(3) La Germania si è allineata alla valutazione delle autorità della Turingia, secondo le quali il regime non era soggetto all'obbligo di notifica previsto dall'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
(4) In seguito ad una richiesta di informazioni della Commissione del 29 maggio 1995, la Germania ha trasmesso con lettera del 27 giugno 1995 una copia del regime in oggetto.
(5) Nel quadro del procedimento C 85/98 (ex NN 106/98, applicazione scorretta delle disposizioni de minimis nel quadro del programma per il consolidamento delle imprese del Land Turingia del 20 luglio 1993) la Germania ha confermato con lettera dell'8 giugno 1998 che il regime in oggetto era giunto a scadenza il 16 gennaio 1996. Con lettera del 7 dicembre 1998 la Germania ha fornito informazioni sull'esecuzione del regime e sulle imprese beneficiarie dalle quali la Commissione ha dedotto che avevano beneficiato degli aiuti anche imprese dei settori sensibili (prodotti enumerati all'allegato 1 del trattato CE). Da queste informazioni si deduceva inoltre che imprese in difficoltà che avevano ottenuto lo stesso anno o l'anno precedente aiuti nel quadro di regimi autorizzati a favore di imprese in difficoltà avevano beneficiato di prestiti a titolo del regime in oggetto. Questa deduzione è stata confermata da una lettera della Germania del 29 gennaio 1999, dalla quale risultava che alcuni beneficiari del regime in oggetto avevano altresì percepito aiuti nel quadro del programma di consolidamento del 20 luglio 1993 la cui applicazione scorretta è oggetto del procedimento C 85/98.
(6) Con lettera SG (99) D/3539 del 18 maggio 1999 la Commissione ha informato le autorità tedesche della sua decisione di avviare la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in relazione alla misura in oggetto.
(7) La decisione della Commissione di avviare la procedura è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3). La Commissione ha invitato tutti gli interessati a presentare osservazioni in merito alla misura di cui trattasi, ma non ha ricevuto alcuna risposta da altri interessati.
La Germania ha presentato le proprie osservazioni con lettere del 24 giugno 1999 e del 19 agosto 1999.
(8) La Germania ha presentato le proprie osservazioni conclusive con lettera del 26 novembre 2001.
2. DESCRIZIONE DELLA MISURA
2.1. Titolo e base giuridica
(9) Gli aiuti sono concessi dalla Thüringer Aufbaubank, banca pubblica per lo sviluppo e la ricostruzione del Land Turingia, per conto del Ministero dell'economia e dei trasporti del Land Turingia in base agli articoli 23, 44 e 44a del Thüringer Landeshaushaltsordnung a titolo del regime in oggetto.
2.2. Beneficiari
(10) Il regime in oggetto è destinato alle piccole e medie imprese (PMI), definite in base ai criteri del "fatturato" e del "numero dei dipendenti" (ma non "dell'indipendenza") previsti dalla disciplina per le PMI, alle giovani imprese, alle imprese rilevate dai loro dipendenti e alle imprese riprivatizzate, con priorità ai progetti di consolidamento. Al punto 3 ("beneficiari degli aiuti") il regime prevede espressamente l'ammissibilità del settore agroalimentare, che può riguardare le attività enumerate all'allegato I del trattato ma anche altre attività. Gli altri settori sensibili (siderurgia, costruzioni navali, fibre sintetiche, industria automobilistica, agricoltura, pesca, trasporti e industria carboniera) non sono espressamente esclusi. In casi eccezionali (su decisione del ministro competente) gli aiuti possono essere concessi anche a favore di imprese il cui fatturato e numero di dipendenti superano i massimali indicati nella disciplina per le PMI.
2.3. Durata
(11) Il regime del Land Turingia volto a rafforzare il capitale circolante delle imprese è entrato in vigore a tempo indeterminato il 20 luglio 1993 e il 16 gennaio 1996 è stato sostituito da un nuovo regime di aiuti relativo al programma di prestiti per le piccole e medie imprese del Land Turingia.
2.4. Obiettivi
(12) Il regime in oggetto è destinato alle imprese che non dispongono di garanzie bancarie sufficienti e non sono in grado di pagare i tassi di interesse elevati richiesti per i prestiti a breve termine e propone loro prestiti a tasso agevolato per il finanziamento del loro capitale circolante. A norma del suo punto 1 ("obiettivo degli aiuti") "il regime mira ad aiutare le piccole e medie imprese al momento della loro costituzione o del loro consolidamento, in particolare per salvaguardare l'impresa e i posti di lavoro".
(13) Gli aiuti sono concessi sotto forma di prestiti a tasso agevolato che la Thüringer Aufbaubank versa ai beneficiari tramite la loro banca abituale (Hausbank) che si assume il rischio in via principale. La banca abituale del beneficiario può fruire di una garanzia per il 60 % dell'importo del prestito; il regime non prevede il versamento di alcun premio per la garanzia. La Thüringer Aufbaubank e la banca abituale del beneficiario ricevono un compenso unico per la gestione della pratica pari allo 0,1 % dell'importo del prestito.
(14) È esclusa una rinegoziazione delle scadenze del debito a spese della Thüringer Aufbaubank.
(15) I prestiti vengono concessi ad un tasso di interesse compreso tra il 5 % e l'8 % per un periodo di tre anni prorogabile. Il ministro competente del Land può autorizzare altre modalità.
2.5. Intensità
(16) Il punto 5 del regime ("Natura, portata ed entità dell'aiuto") fa riferimento al carattere "de minimis" del regime e alle disposizioni "de minimis" della disciplina per le PMI del 1992.
(17) Il regime prevede che il calcolo dell'elemento di aiuto insito nel prestito a tasso agevolato venga effettuato sulla base della differenza tra il tasso di interesse reale e il tasso di riferimento in vigore. Sebbene per il prestito non sia previsto un massimale diretto, l'aiuto che un'impresa può richiedere per la stessa finalità nell'arco di 36 mesi (ovvero l'elemento di aiuto derivante dall'abbuono di interesse) non deve superare il limite fissato dalla regola "de minimis" della disciplina per le PMI(4) del 1992. L'elemento di aiuto costituito dalla garanzia non è stato preso in considerazione.
(18) Secondo i documenti forniti dalla Germania nel quadro del procedimento preliminare, i prestiti concessi dal 1993 al 1996 rappresentano un importo complessivo di 202 milioni di DEM su un totale di 460 prestiti, di cui una ventina all'industria alimentare. In almeno due casi (Thuro Back Südthüringer Backwaren e Bergner & Weiser GmbH) imprese che avevano ottenuto lo stesso anno o l'anno precedente aiuti a titolo di un regime autorizzato a favore di imprese in difficoltà hanno beneficiato di questi prestiti.
2.6. Cumulo
(19) Il regime in oggetto non contiene disposizioni relative al cumulo di aiuti.
2.7. Motivazioni per l'avvio della procedura
(20) La Commissione ha avviato la procedura per via dell'applicazione del regime a favore di imprese operanti nei settori sensibili e di imprese in difficoltà. Per contro, non ha espresso obiezioni per quanto riguarda l'applicazione del regime a favore di imprese sane che non operano nei settori sensibili.
(21) La Commissione ha motivato la sua decisione come segue.
(22) Giacché dal regime in oggetto non sono esclusi i settori sensibili, la regola "de minimis" della disciplina per le PMI del 1992 è applicata in modo scorretto. Infatti in base al punto 3.2 della disciplina per le PMI, questa regola non si applica agli aiuti alle imprese operanti in settori che sono oggetto di regole speciali. Giacché il regime è stato applicato ad uno di questi settori, la Commissione ha dovuto considerarlo come un aiuto non notificato.
(23) Per via delle specificità dei settori sensibili le misure in questione hanno costituito aiuti di Stato a favore di imprese ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE e dell'articolo 61 dell'accordo SEE. Gli aiuti hanno consentito ad imprese che solo difficilmente avevano accesso al mercato dei capitali di contrarre prestiti ai fini del finanziamento del loro capitale circolante a condizioni preferenziali e di mantenere le loro attività o persino di estenderle. Pertanto secondo la Commissione le misure erano in grado di compromettere la concorrenza.
(24) Nella misura in cui sono stati concessi prestiti nei settori sensibili ad imprese sane, la Commissione ha avuto dubbi quanto alla compatibilità del regime in oggetto con le disposizioni in vigore sugli aiuti a finalità regionale.
(25) I prestiti a favore di imprese sane dei settori sensibili costituiscono aiuti al funzionamento che la Commissione ha dovuto esaminare alla luce delle disposizioni in vigore sugli aiuti a finalità regionale. In base alla pratica costante della Commissione, gli aiuti di questa natura devono rispondere in particolare ai criteri seguenti:
a) devono esser limitati nel tempo e decrescenti;
b) possono essere autorizzati soltanto nelle regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE;
c) i settori sensibili devono essere esclusi.
(26) Nella decisione di apertura della procedura, la Commissione ha tenuto conto del fatto che il regime non prevedeva il carattere decrescente degli aiuti e che i settori sensibili non erano esclusi.
(27) Dalle informazioni fornite dalla Germania è emerso che in almeno due casi il regime in oggetto era andato a beneficio di imprese in difficoltà secondo la definizione di tali imprese contenuta negli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà del 1994, in appresso "orientamenti del 1994"(5). Il dispositivo del regime non prevede l'esclusione delle imprese in difficoltà. Pertanto la Commissione ne ha dedotto che il regime si applica anche alle imprese in difficoltà.
(28) I prestiti a tasso agevolato corredati della garanzia della Thüringer Aufbaubank e concessi a favore di imprese in difficoltà potevano superare il massimale "de-minimis". Al momento del calcolo del massimale, l'elemento di aiuto costituito dalla garanzia e le difficoltà particolari delle imprese beneficiarie avrebbero dovuto essere prese in considerazione. In effetti l'elemento di aiuto costituito dalla garanzia deve riflettere il rischio particolare che un'impresa in difficoltà presenta e può raggiungere l'importo totale del prestito garantito.
(29) Di conseguenza l'applicazione del regime in oggetto ad imprese in difficoltà rispecchiava la presa in considerazione insufficiente delle disposizioni de minimis, salvo quando il totale del prestito e degli altri aiuti che dovevano essere presi in considerazione per via delle disposizioni relative al cumulo non superavano il massimale "de minimis". Tuttavia, nella forma di applicazione all'esame, la Commissione ha dovuto considerare il programma del Land Turingia volto a rafforzare il capitale circolante delle imprese come un regime di aiuti non notificato.
(30) I prestiti hanno apportato mezzi finanziari che hanno consentito alle imprese beneficiarie di evitare di essere eliminate dal mercato. L'uscita di un'impresa dal mercato comporta l'eliminazione delle eccedenze di capacità esistenti oppure l'acquisizione da parte dei concorrenti delle quote di mercato liberate, migliorando in entrambi i casi la loro redditività. Il regime in oggetto non esclude la concessione di prestiti ad imprese che partecipano agli scambi intracomunitari. Pertanto si presume che le misure finanziarie interessate dalla procedura abbiano potuto compromettere il commercio fra gli Stati membri.
(31) I prestiti per il rafforzamento del capitale circolante concessi dalla Thüringer Aufbaubank ad imprese in difficoltà costituivano pertanto aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE e dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE e devono pertanto essere valutati alla luce degli orientamenti pertinenti.
(32) Nella misura in cui il regime ha per oggetto il salvataggio di un'impresa in difficoltà, gli orientamenti pertinenti prevedono che, per essere compatibili, gli aiuti al salvataggio devono essere concessi o in forma di prestiti pubblici alle condizioni di mercato o in forma di garanzia statale per i crediti privati. Nel caso in esame questa condizione non è soddisfatta dato che i prestiti sono corredati da tassi d'interesse agevolati. Inoltre gli orientamenti pertinenti prevedono la notifica individuale degli aiuti alle grandi imprese e alle imprese dei settori sensibili. Il regime in oggetto, per contro, non esclude gli aiuti a favore delle grandi imprese ed è stato applicato in un settore sensibile.
(33) Nella misura in cui il regime in oggetto aveva come obiettivo la ristrutturazione di un'impresa in difficoltà, la Commissione ha constatato che gli orientamenti pertinenti - confermati da ultimo dagli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà del 1999(6) - subordinavano la compatibilità essenzialmente al rispetto delle condizioni seguenti:
a) presentazione e realizzazione di un piano di ristrutturazione che permetta di ristabilire la redditività a lungo termine dell'impresa;
b) limitazione dell'importo dell'aiuto al minimo indispensabile per raggiungere tale obiettivo;
c) contributo adeguato dell'impresa beneficiaria e dei suoi soci;
d) rispetto delle norme applicabili ai settori sensibili, il che necessita la notifica dei casi individuali;
e) notifica individuale degli aiuti a favore delle grandi imprese;
f) salvo casi eccezionali e che esulano dalla responsabilità dell'impresa, divieto di concedere ripetutamente aiuti alla ristrutturazione.
(34) Il regime in oggetto non prevede la notifica individuale degli aiuti erogati alle grandi imprese né vieta la concessione ripetuta di aiuti alla ristrutturazione.
3. OSSERVAZIONI DELLA GERMANIA
(35) Nelle sue osservazioni la Germania quantifica in 365 il numero dei prestiti concessi a titolo del programma per il rafforzamento del capitale circolante, per un importo totale di 81,6 milioni di EUR. Secondo la Germania la differenza rispetto alle cifre indicate nella decisione di apertura della procedura è dovuta al fatto che queste ultime comprendevano i prestiti per il rafforzamento del capitale circolante del programma di prestiti del Land Turingia del 1996 che è oggetto del procedimento C 87/98 (ex NN 137/98).
(36) Secondo la Germania le cifre indicate nella decisione di apertura della procedura in merito alle società Thuro Back Südthüringer Backwaren e Bergner & Weiser GmbH non corrispondono alla realtà in quanto nessuna di queste due imprese ha beneficiato di un prestito per il suo capitale circolante a titolo del programma del Land Turingia volto a rafforzare il capitale circolante delle imprese.
(37) La Germania sostiene che il programma del Land Turingia volto a rafforzare il capitale circolante delle imprese non era applicabile alle imprese in difficoltà. È vero che il regime non escludeva esplicitamente le imprese in difficoltà e che, su un totale di 365 prestiti, 3 sono stati concessi ad imprese in difficoltà, ma la sua accessibilità per le imprese in difficoltà non era stata né stabilita né prevista. Il programma del Land Turingia volto a rafforzare il capitale circolante delle imprese deve essere considerato congiuntamente con il programma per il consolidamento delle imprese del Land Turingia (procedura C 85/98, ex NN 106/98). A differenza del regime in oggetto, il campo di applicazione di quest'ultimo comprendeva esplicitamente le imprese in difficoltà.
(38) Inoltre la Germania afferma che l'ampiezza del rischio proprio delle banche abituali dei beneficiari costringe tali banche a verificare accuratamente la solvibilità del debitore e a limitare il rischio di credito.
(39) Secondo le affermazioni della Germania, il calcolo del massimale "de minimis" è stato effettuato esclusivamente a partire dall'elemento di aiuto costituito dalla differenza tra il tasso di interesse reale applicato al debitore finale e il tasso di riferimento. Al momento dell'esecuzione del programma relativo al capitale circolante l'elemento di aiuto della garanzia non è stato preso in considerazione in quanto "dal 1993 fino all'inizio del 1996 le autorità tedesche ignoravano che occorreva tenere conto dell'elemento di aiuto costituito dalla garanzia". Questa situazione è cambiata soltanto a partire dalla lettera della Commissione D/54570 dell'11 novembre 1998.
(40) Per quanto riguarda i settori sensibili, la Germania sostiene che la concessione di aiuti alle imprese dei settori sensibili era esclusa dalla menzione che figura al punto 5 del regime in oggetto che indica esplicitamente che "i prestiti [...] sono concessi nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (GU C 213 del 19.8.1992, pag. 2)". Con questa menzione, secondo la Germania le disposizioni relative ai settori sensibili erano direttamente applicabili ed il sostegno di questi settori era formalmente escluso.
(41) Sempre secondo la Germania nessun prestito è stato assegnato ad imprese dei settori sensibili di cui al punto 1.6 della disciplina per le PMI del 1992.
(42) La Germania afferma inoltre che solo dal 1998 sono entrate in vigore le disposizioni speciali degli orientamenti per gli aiuti di Stato relativi agli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli(7) del 1996 in virtù della decisione 1999/183/CE della Commissione del 20 maggio 1998 in merito agli aiuti di Stato nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli che potrebbero essere concessi dalla Germania sulla base degli esistenti regimi di aiuto con finalità regionale(8). Non sarebbero pertanto esistite regole speciali durante il periodo 1993-1996.
(43) Dei 365 prestiti per il capitale circolante confermati, soltanto 5 sarebbero stati assegnati ad imprese del settore dei prodotti alimentari e voluttuari.
(44) Secondo la Germania l'applicazione a titolo eccezionale del regime di aiuti ad imprese diverse dalle PMI ha rispettato la regola "de minimis" stabilita dalla disciplina per le PMI del 1992.
(45) La Germania ha comunicato alla Commissione, sotto forma di tabella, l'elenco dei prestiti per il rafforzamento del capitale circolante concessi dal 1993 al 1995. Da questo elenco emerge che, sui 365 prestiti concessi, 3 hanno riguardato imprese in difficoltà. Inoltre dalla tabella emerge che soltanto 5 prestiti sono stati concessi ad imprese del settore sensibile dell'agricoltura mentre, secondo una lettera della Germania del 29 gennaio 1999, una ventina di prestiti erano stati concessi ad imprese del settore alimentare.
(46) Dai documenti comunicati dalla Germania non risulta secondo quali criteri siano stati definiti il settore sensibile dell'agricoltura e le imprese in difficoltà.
4. VALUTAZIONE DELLA MISURA
4.1. Sussistenza dell'aiuto di Stato
(47) Sebbene qualsiasi aiuto finanziario a favore di un'impresa alteri in misura più o meno rilevante le condizioni di concorrenza, non tutti gli aiuti hanno effetti sensibili sul commercio e sulla concorrenza fra gli Stati membri. A partire da questo presupposto, in base all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE vengono esclusi dall'obbligo di notifica gli aiuti che non superano un importo massimo assoluto e in qualità di aiuti "de minimis" non rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(48) Che cosa sia da intendersi per aiuto "de minimis" secondo la Commissione è stato definito per la prima volta dalla disciplina comunitaria per le PMI del 1992(9). Il punto 3.2 fissa il campo di applicazione della regola "de-minimis" ad un importo pari a 50000 ECU per impresa per ciascuna grande categoria di spese (ad esempio l'investimento, la formazione) nell'arco di un periodo di tre anni. Pertanto gli aiuti ad hoc che non superano 50000 ECU per un determinato tipo di spese e i regimi in virtù dei quali l'importo dell'aiuto che una determinata impresa poteva ricevere per un dato tipo di spese su un periodo di tre anni era limitato a questo importo non dovevano più essere notificati a norma dell'articolo 88, paragrafo 3 (ex articolo 93, paragrafo 3) del trattato CE a condizione che la concessione dell'aiuto o le modalità del regime avessero previsto espressamente la condizione che un aiuto supplementare accordato alla stessa impresa per lo stesso tipo di spesa su altre fonti di finanziamento o nel quadro di altri regimi non avesse portato l'importo totale dell'aiuto di cui beneficiava l'impresa ad un livello superiore al limite di 50000 ECU. Il punto 3.2. precisava che la regola "de minimis" non si applicava ai settori sensibili (siderurgia, costruzioni navali, fibre sintetiche, industria automobilistica, agricoltura, pesca, trasporti e industria carboniera).
(49) La comunicazione della Commissione del 1996 relativa agli aiuti "de minimis"(10) ha modificato la regola "de minimis" della disciplina per le PMI del 1992. L'importo massimo complessivo di aiuto "de minimis" veniva aumentato a 100000 ECU su un arco di tre anni a decorrere dal momento del primo aiuto "de minimis". Questo importo comprendeva tutti i tipi di aiuti pubblici che venivano concessi come aiuto "de minimis" e non pregiudicava la possibilità che il beneficiario ricevesse altri aiuti sulla base di regimi approvati dalla Commissione.
(50) Questa regola non si applicava ai settori coperti dal trattato CECA, alle costruzioni navali, al settore dei trasporti e agli aiuti per spese per le attività agricole o la pesca.
(51) L'articolo 1 del regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d'importanza minore ("de minimis")(11) ha ampliato il campo di applicazione della regola "de minimis" di cui all'articolo 1, che continua comunque a non essere applicabile agli aiuti nel settore dei trasporti e alle attività che si riferiscono a produzione, trasformazione o distribuzione delle merci elencate nell'allegato I del trattato CE. Il regolamento non viene applicato nemmeno agli aiuti ad attività connesse all'esportazione, ad esempio agli aiuti direttamente correlati ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o alle spese correnti di attività di esportazione. Infine dal campo di applicazione del regolamento sono esclusi gli aiuti condizionati all'impiego preferenziale prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.
(52) Secondo l'articolo 2 del suddetto regolamento il totale degli aiuti "de minimis" concessi a un'impresa non può superare l'importo di 100000 EUR nell'arco di un periodo di tre anni. Tale massimale si applica indipendentemente dalla forma degli aiuti o dall'obiettivo perseguito.
(53) Poiché il regolamento (CE) n. 69/2001 è entrato in vigore soltanto il 2 febbraio 2001 mentre il periodo di validità del regime in oggetto era compreso fra il 20 luglio 1993 e il 16 gennaio 1996, sussistono dei dubbi in merito al fatto se la Commissione per la sua decisione possa applicare con effetto retroattivo il regolamento (CE) n. 69/2001 alle misure finanziarie adottate prima della sua entrata in vigore oppure se debba fare riferimento al regime "de minimis" della disciplina comunitaria per le PMI del 1992 valida nel periodo in oggetto e alla comunicazione "de minimis" della Commissione (consecutio legis).
(54) Il regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione non contiene alcuna indicazione in merito alla sua applicabilità per la valutazione di aiuti concessi prima della sua entrata in vigore. Tuttavia non esclude l'applicazione a casi precedenti che sono comunque soggetti al meccanismo di controllo di cui all'articolo 3 del regolamento (CE) n. 69/2001. La Commissione è giunta alla conclusione che, data la mancanza di un'altra normativa esplicita, è il regolamento (CE) n. 69/2001 che deve essere applicato agli aiuti "de minimis" concessi prima della sua entrata in vigore. Da un lato il regolamento (CE) n. 69/2001, esonerando dall'obbligo di notifica una determinata categoria di misure, rappresenta una disposizione di diritto procedurale e pertanto dovrebbe trovare immediata applicazione ai procedimenti in corso. D'altro lato, l'immediata applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 è in armonia con gli obiettivi di semplificazione procedurale e decentramento che ne stanno alla base. Soltanto per gli aiuti che non rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 e di conseguenza non possono essere esentati su questa base, la Commissione farà ricorso a quelle disposizioni che erano in vigore al momento della concessione dell'aiuto. Poiché il regolamento (CE) n. 69/2001 è in linea di massima più tollerante delle rispettive disposizioni "de minimis" precedenti e queste ultime vengono comunque applicate qualora l'aiuto non venga esonerato in applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001, si tiene conto adeguatamente dei principi giuridici generali delle aspettative legittime e della certezza del diritto. Dal punto di vista economico la Commissione ritiene che una misura finanziaria che non possa essere classificata come "aiuto" ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE a norma del regolamento (CE) n. 69/2001 attualmente in vigore in un mercato integrato, in passato non abbia potuto costituire un "aiuto" in un mercato meno integrato. Nel procedere all'esame delle misure finanziarie la Commissione si baserà sul regolamento (CE) n. 69/2001, non escludendo la possibilità di applicare quelle disposizioni che erano in vigore al momento dell'adozione delle misure, qualora queste ultime non siano esentate dal regolamento (CE) n. 69/2001.
(55) L'avvio della procedura riguarda quindi sia il regime che i casi che non rientrano nel campo di applicazione settoriale del regolamento (CE) n. 69/2001 o di altre disposizioni "de minimis" pertinenti, ovvero i casi inclusi nel campo di applicazione settoriale del regolamento (CE) n. 69/2001 e delle precedenti normative rilevanti e in cui tramite il cumulo con altri aiuti viene però superato il massimale "de minimis" stabilito.
(56) Gli aiuti destinati alle attività che si riferiscono alla produzione, trasformazione o distribuzione delle merci elencate nell'allegato I del trattato CE sono pertanto esclusi a priori dal campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001.
(57) Pertanto la Commissione ritiene che tutti i prestiti per il capitale circolante concessi ad imprese del settore alimentare esulano dal campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 e della regola "de minimis" precedente pertinente quando abbiano per oggetto la fabbricazione di prodotti dell'allegato I del trattato CE in quanto in questo caso vanno ascritti al settore sensibile dell'agricoltura.
(58) L'argomentazione della Germania secondo cui le disposizioni speciali degli orientamenti per gli aiuti di Stato relativi agli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli del 1996 sarebbero in vigore solo dal 1998 è in questo caso irrilevante poiché tali disposizioni speciali non hanno influito sul campo di applicazione delle disposizioni "de minimis"(12).
(59) Secondo la Commissione il restante campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 e delle altre disposizioni "de minimis" pertinenti è stato oltrepassato in quanto è stato superato il massimale stabilito dall'articolo 2 nel regolamento (CE) n. 69/2001 e nelle altre disposizioni "de minimis" a causa dell'elemento di aiuto della garanzia non considerato al momento dell'erogazione del prestito per il finanziamento del capitale circolante. Il regime in oggetto non garantisce in alcun modo che il massimale "de minimis" sia stato rispettato in ogni caso, in particolare quando il regime è destinato alle imprese in difficoltà con l'elevato rischio di insolvenza che tali imprese presentano.
(60) Secondo la Commissione i beneficiari del regime sono anche imprese in difficoltà.
(61) Per poter distinguere un'impresa in difficoltà da un'impresa sana, la Commissione ha introdotto al punto 2.1. degli orientamenti del 1994(13) una spiegazione del concetto. Questa definizione di un'impresa in difficoltà è confermata essenzialmente dalla prassi decisionale costante della Commissione, come risulta nell'ottava relazione della Commissione delle Comunità europee sulla politica della concorrenza del 1979 (punti 227-229)(14).
(62) In base agli orientamenti del 1994 per imprese in difficoltà, concetto al quale la Commissione si riferisce in sostanza nella presente decisione, si intendono le imprese "incapaci di riprendersi con le risorse di cui dispongono o ottenendo i fondi necessari dagli azionisti o dal mercato". "I sintomi tipici sono un peggioramento della redditività o un aumento delle perdite, una diminuzione del fatturato, un aumento delle scorte, un eccesso di capacità, una riduzione del cash-flow, l'aumento dell'indebitamento e degli oneri da interessi ed un basso valore del capitale netto. Nei casi più gravi, la società può già essere insolvente o in liquidazione".
(63) Secondo il punto 3 ("Beneficiari dell'aiuto") del dispositivo del regime, quest'ultimo è destinato alle giovani imprese, alle imprese rilevate dai loro dipendenti e alle imprese riprivatizzate, con priorità alle richieste relative a misure di consolidamento. La Commissione ritiene che questa integrazione delle imprese che necessitano di essere consolidate indica che quelle che avevano bisogno di essere risanate e rientravano nella definizione di imprese in difficoltà potevano anch'esse beneficiare di prestiti a tasso agevolato per il finanziamento del capitale circolante.
(64) La Germania sostiene che il programma del Land Turingia volto a rafforzare il capitale circolante delle imprese deve essere considerato congiuntamente con il programma per il consolidamento delle imprese dello stesso Land. A differenza del regime in oggetto, il campo di applicazione di quest'ultimo comprendeva esplicitamente le imprese in difficoltà. La Germania ritiene pertanto che per valutare il contenuto del regime, non si deve considerare isolatamente il dispositivo del regime, ma che al contrario occorre includere nell'esame anche il programma per il consolidamento e determinare il campo di applicazione del programma per il capitale circolante considerando i due regimi congiuntamente. In tal caso si constaterebbe che il programma per il capitale circolante non era applicabile alle imprese in difficoltà.
(65) Questa argomentazione non è convincente come prova della non applicazione del regime a imprese in difficoltà. Secondo il dispositivo il regime aveva l'obiettivo di aiutare le imprese al momento della loro creazione e del loro consolidamento, in particolare per allontanare i rischi gravanti sull'impresa e sul mantenimento del livello occupazionale. Inoltre le richieste riguardanti misure di consolidamento dovevano essere esaminate prioritariamente.
(66) La Germania sostiene inoltre che il rischio proprio della banca abituale dell'impresa consentiva di verificare la solvibilità del debitore.
(67) In effetti, anche se la probabilità che il beneficiario fosse effettivamente un'impresa in difficoltà è stata ridotta dal rischio residuo della banca del beneficiario, l'agevolazione di imprese in difficoltà non è in alcun modo esclusa dal dispositivo del regime. La Commissione è inoltre dell'avviso che per la banca del beneficiario, in particolare nel caso di imprese in difficoltà, potrebbe essere vantaggioso partecipare alla concessione di prestiti previsti dal regime, in quanto la concessione di prestiti per il finanziamento del capitale circolante migliora nel complesso la solvibilità dell'impresa riducendo il rischio di insolvenza per quanto riguarda i prestiti già concessi in precedenza dalla banca del beneficiario. In effetti per una banca può risultare economicamente opportuno ridurre un elevato rischio di insolvenza già in essere per vecchi prestiti mettendo a disposizione dell'impresa nuovi fondi per la sua ristrutturazione. Ciò vale in particolare nel caso in cui il rischio a ciò correlato venga in parte assunto dallo Stato.
(68) Gli elenchi dei singoli beneficiari degli aiuti approvati o corrisposti a titolo del regime, inviati dalla Germania, dimostrano infine che sono state incentivate imprese in difficoltà. Del resto la Germania ha ammesso nelle sue osservazioni che imprese in difficoltà avevano beneficiato del programma del Land Turingia volto a rafforzare il capitale circolante delle imprese.
(69) L'elemento di aiuto costituito dalla garanzia avrebbe dovuto essere preso in considerazione nel calcolo dell'importo di aiuto dei prestiti, tenuto conto soprattutto dei rischi di insolvenza che le imprese in difficoltà presentano.
(70) Questa valutazione non cambia anche se in una delle sue osservazioni la Germania suggerisce che nel 1993 e 1996 le autorità tedesche non erano a conoscenza del fatto che per calcolare il valore dell'aiuto si dovesse tener conto dell'elemento di aiuto correlato alla garanzia e ai particolari rischi per la concessione di prestiti alle imprese in difficoltà. La Commissione non condivide questa opinione in quanto già nel 1989 aveva inviato una lettera agli Stati membri nella quale specificava che riteneva rientrare nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE tutte le garanzie assunte dallo Stato(15). Le autorità tedesche avrebbero dovuto per lo meno nutrire dubbi in merito al carattere di aiuto delle misure relative alla concessione di garanzie per prestiti alle imprese con problemi di solvibilità, notificando puntualmente alla Commissione le misure previste dal regime in modo che questa potesse esprimersi in proposito.
(71) Secondo la comunicazione della Commissione sull'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato concessi sotto forma di garanzie(16) l'equivalente sovvenzione di una garanzia in un determinato anno si calcola:
a) allo stesso modo dell'equivalente sovvenzione dei prestiti agevolati, assumendo come contributo in conto interessi la differenza tra il tasso di mercato e quello conseguito grazie alla garanzia statale, previa deduzione dei premi versati;
b) come differenza fra l'importo garantito del debito in essere moltiplicato per il fattore di rischio (probabilità di inadempimento) e i premi pagati ossia (importo garantito moltiplicato per il rischio) meno premio;
c) con qualsiasi altro metodo obiettivamente giustificato e generalmente riconosciuto.
(72) La Commissione conferma così l'opinione sostenuta da lungo tempo per cui se al momento della decisione del prestito la probabilità di insolvenza del debitore è palesemente assai elevata, il valore dell'aiuto può raggiungere l'importo della somma effettivamente assicurata con la garanzia.
(73) L'elemento di aiuto della garanzia può peraltro determinare un superamento del massimale "de minimis" anche per imprese sane.
(74) Secondo la Commissione il regime del Land Turingia e i casi di applicazione sono da interpretarsi come aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE qualora non rientrino nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001, o siano soggetti al regolamento (CE) n. 69/2001 ma superino il massimale "de minimis". Lo stesso vale per le altre disposizioni "de minimis" che erano in vigore quando fu data esecuzione alle misure.
(75) Nella misura in cui si rivolgeva a imprese in difficoltà, il regime consentiva che le imprese beneficiarie ricevessero da una banca privata risorse finanziarie che altrimenti, a causa della loro situazione finanziaria, non avrebbero ottenuto alle normali condizioni di credito da istituti privati.
(76) Questi mezzi finanziari consentivano all'impresa beneficiaria di rimanere sul mercato ovvero di rafforzare la sua posizione sul mercato. L'uscita di un'impresa dal mercato comporta l'eliminazione delle eccedenze di capacità esistenti oppure l'acquisizione da parte dei concorrenti delle quote di mercato liberate, migliorando in entrambi i casi la loro redditività. I prestiti per il finanziamento del capitale circolante non escludono la concessione di prestiti a imprese che fabbricano prodotti o forniscono servizi per i quali avviene uno scambio intracomunitario. Pertanto si presume che le misure finanziarie oggetto della procedura possano compromettere il commercio fra gli Stati membri.
(77) Anche le imprese sane non avrebbero ricevuto queste risorse finanziarie alle condizioni offerte e di conseguenza con i prestiti ricevuti hanno potuto migliorare la propria posizione rispetto alla concorrenza sul mercato comune. Ciò vale in particolare per le imprese sane operanti nei settori sensibili. I mercati dei settori sensibili a livello comunitario si contraddistinguono per eccessi di capacità. L'agevolazione finanziaria di queste imprese specifiche determinata dai prestiti per il finanziamento del capitale circolante ha comportato un consolidamento della loro posizione rispetto a quella di altri concorrenti nel commercio intracomunitario e di conseguenza poteva pregiudicare gli scambi.
(78) Pertanto il regime può falsare o minaccia di falsare la concorrenza.
(79) La Commissione giunge pertanto alla conclusione che il regime del Land Turingia e i relativi casi di applicazione siano da interpretare come aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE a favore di imprese che operano in ambito intracomunitario.
4.2. Legalità dell'aiuto
(80) La Commissione deplora che la Germania abbia concesso gli aiuti violando l'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
4.3. Compatibilità dell'aiuto con il mercato comune qualora venga oltrepassato il campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 o quello del regime "de minimis" pertinente
(81) La Commissione ha esaminato il regime partendo dal presupposto che era destinato sia alle imprese sane che alle imprese in difficoltà.
(82) Quando gli aiuti sono stati concessi ad imprese in difficoltà si trattava di aiuti di accompagnamento/alla ristrutturazione o di aiuti al salvataggio ai sensi dell'ottava relazione della Commissione delle Comunità europee sulla politica di concorrenza del 1979 e degli orientamenti del 1994(17) confermati dagli orientamenti del 1999(18).
(83) Quando gli aiuti sono stati concessi ad imprese sane di settori sensibili, si tratta di aiuti al funzionamento ai sensi della comunicazione della Commissione sui regimi di aiuto a finalità regionale del 1979(19) e della comunicazione del 1988 della Commissione in merito al metodo di applicazione dell'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), agli aiuti regionali(20). Queste comunicazioni sono state confermate dagli orientamenti per gli aiuti di Stato a finalità regionale(21) del 1998.
(84) Di seguito viene esaminata la compatibilità del regime sulla base delle rispettive disposizioni applicabili(22).
(85) Nella misura in cui è prevista la ristrutturazione di imprese in difficoltà, la prassi della Commissione e gli orientamenti del 1994 hanno prescritto, come condizione di compatibilità con il mercato comune, essenzialmente l'osservanza dei seguenti criteri:
a) presentazione e realizzazione di un piano di ristrutturazione che permetta di ristabilire la redditività a lungo termine dell'impresa;
b) contributo adeguato dell'impresa beneficiaria e dei suoi soci;
c) limitazione dell'ammontare dell'aiuto a quanto necessario per raggiungere questo obiettivo;
d) rispetto delle norme applicabili ai settori sensibili, il che necessita di norma la notifica dei casi individuali;
e) notifica individuale di aiuti a favore delle grandi imprese;
f) tranne casi eccezionali, non prevedibili e fuori dal controllo dell'impresa, gli aiuti alla ristrutturazione possono essere concessi una sola volta.
(86) In base al regime in oggetto, la sola condizione per la concessione dei fondi era che la banca abituale richiedente partecipasse in modo appropriato, con proprie risorse, al finanziamento del capitale circolante.
(87) Per contro il regime non prevedeva la presentazione di un piano di ristrutturazione valido che, tenuto conto del prestito per il finanziamento del capitale circolante, permettesse di ristabilire la redditività a lungo termine dell'impresa.
(88) Il dispositivo del regime non prevede il divieto di concessione ripetuta di aiuti alla ristrutturazione e la limitazione dell'importo dell'aiuto al minimo indispensabile per il raggiungimento dell'obiettivo perseguito. Né la Germania ha indicato se si sia tenuto conto di questi criteri al momento della concessione dei prestiti.
(89) Il regime in oggetto non prevedeva la notifica individuale degli aiuti a favore delle grandi imprese né la presa in considerazione delle regole specifiche per i settori sensibili.
(90) La Commissione è pertanto del parere che, nella misura in cui il regime prevede aiuti alla ristrutturazione a favore di imprese in difficoltà, questi aiuti non sono compatibili con il mercato comune.
(91) Per quanto riguarda il salvataggio di imprese in difficoltà, la politica stabilita in questo settore prescrive come condizione di compatibilità con il mercato comune che gli aiuti al salvataggio vengano concessi sotto forma di prestiti pubblici alle condizioni del mercato o sotto forma di garanzia pubblica a copertura di prestiti di origine privata. Nel caso in esame questa condizione non è stata soddisfatta dato che i prestiti erano corredati da tassi d'interesse agevolati.
(92) Nella misura in cui il regime ha come oggetto la concessione di aiuti al salvataggio, questi aiuti non sono compatibili con il mercato comune.
(93) I prestiti a favore di imprese sane dei settori sensibili costituiscono aiuti al funzionamento che la Commissione ha dovuto esaminare alla luce delle disposizioni in vigore sugli aiuti a finalità regionale.
(94) Il Land Turingia è classificato come regione da assistere ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) (ex articolo 92, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE. Le comunicazioni della Commissione sugli aiuti a finalità regionale del 1979 e del 1988(23) prevedevano effettivamente che, tenuto conto delle particolari difficoltà di queste regioni, la Commissione poteva autorizzare eccezionalmente alcuni aiuti al funzionamento ma a talune condizioni.
(95) Una condizione imperativa per la concessione di un aiuto al funzionamento era che l'aiuto contribuisse ad uno sviluppo economico durevole ed equilibrato e non determinasse sovraccapacità settoriali a livello comunitario onde evitare che i problemi settoriali a livello comunitario fossero più gravi delle difficoltà regionali iniziali. In questo contesto occorreva un'impostazione settoriale che tenesse conto delle regole e degli orientamenti comunitari per taluni settori di attività industriale (siderurgia, costruzioni navali, fibre sintetiche, tessile e abbigliamento) e dell'agricoltura nonché delle disposizioni relative alle imprese artigianali che trasformano prodotti agricoli. Queste regole e orientamenti comunitari si oppongono alla concessione di aiuti al funzionamento nei settori interessati.
(96) Nella misura in cui gli aiuti costituiscono aiuti al funzionamento concessi ad imprese sane dei settori sensibili, essi non sono compatibili con il mercato comune in quanto le regole e gli orientamenti comunitari riguardanti i settori sensibili che vietano la concessione di aiuti al funzionamento ad imprese sane avrebbero dovuto essere osservati prima della concessione dell'aiuto.
(97) La Commissione ritiene che per il caso in esame le deroghe dell'articolo 87, paragrafo 2, del trattato CE non siano pertinenti poiché il regime non persegue nessuno degli obiettivi ivi elencati. In effetti la Germania non ha chiesto di beneficiare di queste deroghe(24).
(98) La Commissione è giunta alla conclusione che, ad eccezione degli orientamenti per la valutazione degli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà, al regime non sono applicabili disposizioni speciali relative ad aiuti a finalità orizzontale conformemente all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, in quanto il regime non persegue alcuno di questi obiettivi speciali né la Germania ha rivendicato che ciò sia il caso.
(99) Secondo la Commissione gli aiuti non perseguono nemmeno lo scopo di promuovere importanti progetti di comune interesse europeo o di eliminare gravi fattori di disturbo nella vita economica di uno Stato membro. Gli aiuti non hanno nemmeno la funzione di promuovere la cultura e preservare il patrimonio culturale. La Commissione è giunta quindi alla conclusione che né l'articolo 87, paragrafo 3, lettera b), né l'articolo 87, paragrafo 3, lettera d), del trattato CE sono applicabili al presente regime.
(100) Alcuni casi di applicazione del presente regime sono stati possibilmente oggetto di un altro procedimento formale di esame ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE. La presente decisione non li riguarda.
5. CONCLUSIONE
(101) Il regime di aiuti è illegale. Gli aiuti che esulano dal campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 o, qualora non siano riconducibili a detto regolamento, esclusi da altri regimi "de minimis" in vigore al momento di attuazione della misura sono stati concessi illegalmente.
(102) Il regime di aiuti è incompatibile con il mercato comune nella misura in cui autorizza, nella sua parte "non de minimis", aiuti al salvataggio sotto forma di prestiti agevolati, consente la concessione di aiuti alla ristrutturazione senza tenere conto delle condizioni imposte dalla pratica costante della Commissione, non impone l'obbligo di notifica individuale per i settori sensibili e non esclude gli aiuti a favore di imprese sane operanti in settori sensibili.
(103) Di conseguenza l'applicazione del regime al di fuori dell'ambito di validità del regolamento (CE) n. 69/2001 o delle altre regole "de minimis" a favore di imprese in difficoltà o riguardanti la concessione di aiuti al funzionamento a imprese in buona salute non è compatibile con il mercato comune.
(104) Secondo la costante prassi decisionale della Commissione gli aiuti concessi illegalmente e incompatibili a norma dell'articolo 87 del trattato CE devono essere rimborsati dal beneficiario qualora non rientrino nel quadro delle disposizioni "de minimis". Questa prassi è stata confermata dall'articolo 14 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio del 22 marzo 1999 recante modalità di applicazione dell'articolo 93, del trattato CE(25). Secondo l'articolo 14 del predetto regolamento lo Stato membro interessato deve adottare tutte le misure necessarie per recuperare l'aiuto dal beneficiario. Per chiarire il numero dei casi per i quali si richiede il rimborso la Commissione ritiene che la Germania debba redigere un elenco di tutte le imprese escluse dal campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il regime di prestiti volto a rafforzare il capitale circolante del Land Turingia (in appresso "il regime") prevede aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
Il regime non prevede aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, se i pagamenti rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 oppure, qualora ne siano esclusi, rientrano in quello delle disposizioni "de minimis" in vigore al momento dell'esecuzione delle misure, e, se cumulati con altri aiuti "de minimis", non superano i rispettivi massimali "de minimis" del regolamento (CE) n. 69/2001 ovvero delle precedenti disposizioni pertinenti.
Il regime non prevede aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, se i pagamenti sono concessi a favore di imprese che producono merci o forniscono servizi non oggetto di scambi intracomunitari.
Nella misura in cui il regime rientra nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, gli aiuti concessi sono illegali.
Articolo 2
Nella misura in cui il regime prevede aiuti a favore di imprese sane non operanti nei settori sensibili, è compatibile con il mercato comune.
Articolo 3
Nella misura in cui il regime prevede aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione a favore di imprese in difficoltà, non è compatibile con il mercato comune qualora esso rientri nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
Articolo 4
Nella misura in cui prevede aiuti al funzionamento a favore di imprese operanti in settori sensibili, il regime non è compatibile con il mercato comune qualora esso rientri nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
Articolo 5
La Germania adotta tutte le misure necessarie a recuperare dai beneficiari gli aiuti menzionati all'articolo 3 e all'articolo 4, che sono stati loro concessi illegalmente.
Il recupero viene eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto interno a condizione che queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. L'aiuto da recuperare comprende gli interessi che decorrono dalla data in cui l'aiuto illegale è stato messo a disposizione dei beneficiari, fino alla data dell'effettivo recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 6
La presente decisione non riguarda i casi di applicazione del regime che sono già stati oggetto di un altro procedimento formale d'esame o di una decisione formale della Commissione. La Germania redige un elenco dei casi in questione.
Articolo 7
Nell'ambito dell'esecuzione della presente decisione la Germania redige l'elenco delle imprese che sono escluse dal campo di applicazione settoriale del regolamento (CE) n. 69/2001 o che, considerando l'elemento di aiuto della garanzia e altri aiuti "de minimis" concessi nel periodo in esame, superano il massimale previsto dal regolamento (CE) n. 69/2001.
Nel quadro dell'esecuzione della presente decisione, la Germania redige l'elenco di tutte le imprese in difficoltà che non rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 e hanno beneficiato del regime e precisa i criteri in virtù dei quali un'impresa è stata considerata in difficoltà.
In questo contesto la Germania elabora un metodo per l'identificazione dell'elemento di aiuto della garanzia.
Nell'ambito dell'esecuzione della presente decisione la Germania redige l'elenco delle imprese che hanno beneficiato del regime e non rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 e che producono merci o prestano servizi che non sono oggetto di scambi intracomunitari, specificando i rispettivi criteri.
Articolo 8
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, la Germania informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 9
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 27 novembre 2002.

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