Document ID: 31985D0592

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 31 luglio 1985
relativa ad aiuti concessi dal governo francese nel settore bovino
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(85/592/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,visto il regolamento (CEE) n. 805/68 del Consiglio, del
27 giugno 1968, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 868/84 (2), in particolare l'articolo 24,dopo aver intimato agli interessati, conformemente alle disposizioni dell'articolo 93, paragrafo 2, primo comma, di presentare le loro osservazioni (3),considerando quanto segue:I. ANTECEDENTI E DESCRIZIONE
1AntecedentiAvuta conoscenza di modifiche previste in materia di aiuti nel settore delle carni bovine concessi nel quadro di contratti di allevamento, il 25 novembre 1981, l'11 gennaio e il 17 febbraio 1982 la Commissione ha chiesto al governo francese informazioni complementari rispetto agli elementi sommari che figurano nell'inventario degli aiuti; la prevista modifica degli importi degli aiuti è stata peraltro notificata dal governo francese il 29 dicembre 1981 nel quadro della conferenza agricola annuale 1981.
Gli aiuti della conferenza agricola annuale 1981 hanno giustificato, il 10 marzo 1982, l'avvio della procedura di
cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato per mancanza di informazioni. Le misure in oggetto comprendevano fra l'altro la misura generale «Aiuti all'allevamento ovino e bovino». Con nota della rappresentanza permanente della Francia n. 242 del 26 luglio 1982, le autorità francesi hanno precisato che nel capitolo «Aiuti versati a titolo dei contratti d'allevamento nel settore bovino» figurava un «Premio destinato ad incoraggiare l'allattamento materno dei vitelli». Tale premio è il proseguimento di un'azione descritta nell'inventario degli aiuti.Il 17 settembre 1982 nuove precisazioni sono pervenute alla Commissione. Quest'ultima aveva infatti ricordato più volte (telex dell'11 gennaio, del 16 febbraio, del
10 marzo, del 9 giugno e del 18 agosto 1982) che le notificazioni dovevano comprendere non soltanto i nuovi aiuti, ma anche le modifiche di aiuti compresi nell'inventario, in forma più precisa rispetto alle schede d'inventario.Con lettera del 23 marzo 1984 (SG(84) D/3989) la Commissione ha informato il governo francese che si sarebbe riservata la propria posizione, da notificare ulteriormente, circa il premio per l'allattamento materno dei vitelli.Con telex n. 11471 del 5 settembre 1984 il direttore generale dell'agricoltura ha chiesto informazioni complementari al fine di accertare se il premio per l'allattamento materno dei vitelli fosse o meno compreso nel meccanismo della misura prevista dal regolamento (CEE)
n. 1357/80 del Consiglio, del 5 giugno 1980, che istituisce un regime di premio per il mantenimento delle vacche nutrici
2DescrizioneaBase giuridica, importo, beneficiari. La misura si basa su una decisione del ministro dell'agricoltura del 6 dicembre 1968. Nel 1982 l'aiuto consisteva in un premio di 300 FF / vitello destinato alla macellazione, nutrito esclusivamente con latte materno in allevamenti che non effettuano consegne di latte e che comprendono solo talune razze determinate. L'aiuto è stato portato da 250 a 300 FF il 1g gennaio 1982. Considerando la parità 1 ECU = 6,08656 FF valida fra il 1g gennaio 1982 e il 5 maggio 1983, ciò equivale a un aiuto di 49,29 ECU. Il premio si scompone in 270 FF per l'allevatore e 30 FF per l'«Association nationale des producteurs de veaux fermiers», al fine di incoraggiare questo tipo di produzione. Secondo la scheda d'inventario, sarebbe interessata soltanto una ventina di associazioni di produttori o di piccole cooperative della Francia centrale (Corrèze - Lot - Creuse - Dordogne). Nell'ottobre 1984 il governo francese ha informato la Commissione della sua intenzione di portare da 300 a 370 FF l'importo massimo del premio.bIl meccanismo della concessione dell'aiuto è analogo a quello applicato per i contratti di allevamento bovino, per i quali la Commissione ha adottato il
14 settembre 1982 (C(82) 1319 def.) una decisione negativa nel quadro della procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato. Gli aiuti incompatibili consistevano in premi forfettari concessi, nel quadro di contratti di allevamento, per capo di bestiame consegnato, per quanto riguarda i bovini adulti e in funzione del peso per quanto riguarda i bovini giovani, nonché in complementi di prezzo per i bovini magri.Al principio di ogni esercizio l'ONIBEV (Office nazional interprofessionel du bétail et des viandes) stipula con ciascuna associazione di produttori «convenzioni quadro», in cui sono precisate le condizioni di concessione dei premi e le misure di qualità che devono essere obbligatoriamente rispettate, nonché le relative modalità di controllo.3MotivazioneA loro volta, le associazioni di produttori concedono gli aiuti agli allevatori che sottoscrivono gli impegni contrattuali.Stando alle risposte dello stato membro, il premio il produttore di vitelli allevati con latte materno rinuncia al reddito regolare e garantito che gli procurerebbe il latte in cambio di un introito a termine, più aleatorio, costituito dalla vendita del vitello;inoltre, se il produttore allevasse i vitelli con alimenti da ingrassamento classici, egli beneficerebbe, attraverso il prezzo dell'alimento, della sovvenzione comunitaria concessa al latte in polvere;
lo sbocco limitato di questa produzione non costituisce un incentivo sufficiente a garantirne lo sviluppo.Si tratta di una produzione e di un mercato alquanto limitati. Non esistendo un mercato comunitario di questi prodotti, sono escluse distorsioni di concorrenza.II. DESCRIZIONE GENERALE DEL SETTORE
1Situazione del mercatoRispetto alle mandrie di vacche nutrici della CEE, il patrimonio francese si presenta come segue:al 31 dicembre 1981 la Comunità dei dieci contava
5,9 milioni di vacche nutrici: la Francia rappresentava il 48 %, il Regno Unito il 23,9 %, l'Italia il 12,8 %, l'Irlanda il 6,8 %, la Germania il 2,6 % e il Belgio il 2,1 %.Le vacche nutrici forniscono prodotti di qualità. Grazie al sistema di allevamento e di produzione, le vacche nutrici non sono soggette alla mungitura e non forniscono quindi né latte né prodotti lattiero-caseari. I vitelli allevati con latte materno sono venduti all'età di tre mesi, quando raggiungono un peso carcassa di circa 100 kg. In Francia sono allevati principalmente nelle piccole aziende familiari del Limousin meridionale in monoallevamento e nella regione sudoccidentale con un sistema di produzione complementare. La produzione annua è dell'ordine di 500 000 capi, di cui 100 000 circa sono commercializzati dalle associazioni di produttori. Una categoria speciale è quella dei vitelli pesanti dell'Aveyron, venduti all'età di sei mesi con un peso carcassa di 150-200 kg.2Legami della misura nazionale francese con la misura disciplinata dalla regolamentazione comunitariaIl premio per i vitelli in allattamento materno costituisce una misura nazionale del tutto distinta dal premio per il mantenimento delle vacche nutrici istituito con il regolamento (CEE) n. 1357/80, entrato in vigore nel 1981 (regolamento (CEE) n. 1581/81 della Commissione) (1).A parere delle autorità francesi, il premio per i vitelli in allattamento materno è inteso a incoraggiare la produzione di vitelli di qualità. La maggior parte delle vacche nutrici che beneficiano del premio comunitario non allevano vitelli destinati alla macellazione in giovane età, ma per lo più animali che diventeranno bovini adulti.
I criteri di assegnazione del premio ai vitelli in allattamento materno rispondono specificatamente all'obiettivo di questa misura e differiscono da quelli applicati per la concessione del premio alle vacche nutrici. Possono beneficiare del premio soltanto i vitelli:con ascendenti paterni di razza «Limousin», «garonnaise», «charolaise» o «blonde d'Acquitaine»;nati e ingrassati nell'azienda e nutriti esclusivamente con latte materno.Il produttore beneficiario deve:appartenere a un'associazione di produttori riconosciuta per questo tipo di produzione;rispettare le norme di tale associazione (conferimento totale e controllo della produzione);alla nascita, registrare e identificare i vitelli presso l'associazione.Queste norme rigorose sono giustificate dalla necessità di consentire il controllo della produzione, per garantire al consumatore un prodotto di qualità.Non è peraltro escluso che taluni beneficiari del premio per i vitelli in allattamento materno possano anche beneficiare del premio previsto dalla regolamentazione comunitaria.3Spese effettuateIn base alle comunicazioni delle autorità francesi del
23 ottobre 1984, le spese sostenute per l'aiuto (premio al mantenimento delle vacche nutrici) disciplinato dalla regolamentazione comunitaria (regolamento (CEE)
n. 1357/80), distinguendo fra la parte del premio imputabile al FEAOG-garanzia (15 ECU per vacca nutrice nel 1984) e la parte del premio complementare finanziata dallo stato membro (massimale di 25 ECU
per vacca nutrice nel 1984), risultano dalla tabella
seguente: SPAZIO PER TABELLA
Le cifre comunicate per la campagna 1983/1984 riguardano il bilancio parziale stabilito al 3 aprile 1984.Inoltre, tali cifre sono comunicate con riserva di modifica (contestazione di un fascicolo, controversia, ecc. . . .).Secondo le stesse comunicazioni, le spese effettuate per l'aiuto «Premio destinato a incoraggiare l'allattamento materno dei vitelli» sono:
SPAZIO PER TABELLA
Le previsioni per il 1984 sono di 80 000 vitelli circa.III. INCOMPATIBILITÀ DELLA MISURA
Si tratta della modifica di aiuti istituiti nel 1969/1970, che figurano nell'inventario degli aiuti nazionali comunicato della Francia ai servizi della Commissione.1A norma dell'articolo 24 del regolamento (CEE)
n. 805/68, gli aiuti suindicati rientrano negli articoli 92, 93 e 94 del trattato.Concessi ai membri di associazioni di produttori o di piccole cooperative, i premi hanno consentito agli allevatori di beneficiare di una posizione concorrenziale più vantaggiosa rispetto agli altri allevatori di vitelli, che non percepiscono tale aiuto. L'aiuto concesso per unità può alterare la concorrenza e incidere negativamente sugli scambi tra stati membri, tanto più che la Francia è il maggior produttore comunitario di carni bovine e una cospicua parte della produzione francese di vitelli e animali magri viene esportata in altri stati membri.Le misure in questione rispondono quindi ai criteri di cui all'articolo 92, paragrafo 1 del trattato; tale disposizione dichiara incompatibili con il mercato comune gli aiuti che soddisfano ai criteri da esso enunciati.Le deroghe a questa incompatibilità, previste dall'articolo 92, paragrafo 2, non sono applicabili agli aiuti in questione. Le deroghe previste al paragrafo 3 dello stesso articolo precisano gli obiettivi da perseguire nell'interesse della Comunità e non soltanto di particolari settori dell'economia nazionale. Tali deroghe devono essere interpretate restrittivamente nell'analisi dei programmi di aiuto a finalità regionale o settoriale o di qualsiasi
caso individuale di applicazione dei regimi generali di aiuto.In particolare, le deroghe possono essere concesse soltanto nei casi in cui la Commissione può accertare che l'aiuto è necessario alla realizzazione di uno degli obiettivi previsti da dette disposizioni. In caso contrario,
la concessione del beneficio di tali deroghe ad aiuti che non contribuiscono alla realizzazione di uno dei suddetti obiettivi equivarrebbe a consentire perturbazioni degli scambi e distorsioni della concorrenza fra gli stati membri; senza che ciò sia giustificato da un interessse comunitario, accordando nel contempo indebiti vantaggi a taluni stati membri.Nella fattispecie, gli aiuti non consentono di constatare l'esistenza di tale contropartita. Il governo francese non è stato in grado di fornire, né la Commissione di riscontrare alcuna giustificazione che consenta di stabilire che possiede i requisiti necessari per beneficiare di una delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3 del trattato.È del tutto escluso che tali aiuti siano destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), essendo in contraddizione con i principi dell'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine.Non si tratta nemmeno di misure intese a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia di uno stato membro, ai sensi della stessa disposizione.Per quanto riguarda le deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c) relative agli aiuti destinati a favorire o ad agevolare lo sviluppo economico di talune regioni o di talune attività di cui alla lettera c), occorre constatare che gli aiuti sono concessi in funzione dei quantitativi di prodotto, esclusi criteri di adattamento o di miglioramento strutturale delle imprese, di risparmio di energia o di sviluppo nel quadro regionale. Pertanto, le misure si devono considerare aiuti di funzionamento, ai quali la Commissione, in linea di principio, si è sempre opposta in quanto le condizioni della loro concessione escludono la possibilità di beneficiare di una delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a)
e c).2Esistono peraltro dei limiti al potere degli stati membri d'intervenire direttamente nel funzionamento delle organizzazioni comuni di mercato comprendenti un regime di prezzi comuni, le quali sono ormai di esclusiva competenza della Comunità.La concessione dell'aiuto in causa è incompatibile con il principio secondo cui gli stati membri non hanno più la facoltà di decidere unilateralmente sui redditi degli agricoltori nel quadro di un'organizzazione comune di mercato mediante la concessione di aiuti di questo tipo.Inoltre, tale misura si aggiunge ad una misura avente obiettivi analoghi, decisa a livello comunitario con il regolamento (CEE) n. 1357/80. La misura comunitaria è intesa, in particolare, a garantire agli allevatori specializzati nella produzione di carne bovina di qualità il mantenimento del reddito a un livello sufficiente. Il
premio previsto dalla regolamentazione comunitaria può essere concesso soltanto alle aziende che non consegnano il latte e si scompone in due parti: una parte finanziata dal FEAOG-garanzia e una parte, denominata «premio complementare», che può essere concessa nel quadro di massimale finanziato dallo stato membro; secondo la regolamentazione comunitaria, il «premio complementare» non deve creare discriminazioni fra gli allevatori di uno stesso stato membro.Secondo i dati comunicati alla Commissione, il governo francese utilizza questa possibilità di «premio complementare» fino ai limiti massimi autorizzati dalla regolamentazione comunitaria.L'aiuto nazionale ai «vitelli in allattamento materno» deve essere considerato un supplemento di aiuto per alcuni beneficiari del premio previsto dalla regolamentazione comunitaria.Quand'anche fosse prospettabile una deroga ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato, il carattere d'infrazione che rivestono le misure di aiuto in esame sotto il profilo dell'organizzazione comune di mercato esclude l'applicazione di tale deroga.3Il premio ai vitelli in allattamento materno non rientra nel regime di indennità compensativa previsto agli articoli 5 e 7 della direttiva 72/268/CEE del Consiglio, del 28 aprile 1975, sull'agricoltura di montagna e di talune zone svantaggiate (1), modificata dal regolamento (CEE) n. 797/85 (2). Tale regime prevede una indennità compensativa che non può superare 97 ECU per UBA.In virtù dell'allegato della direttiva, questa indennità può essere applicata soltanto a bovini di oltre sei mesi, mentre la misura nazionale per i vitelli in allattamento materno interessa soltanto i vitelli venduti all'età di tre mesi o all'età di sei mesi nel caso particolare del vitello pesante dell'Aveyron. Il principio della direttiva consiste appunto nell'escludere l'indennità compensativa per i vitelli di meno di 6 mesi.L'articolo 5 di detta direttiva vieta peraltro la concessione di indennità compensative per gli svantaggi naturali permanenti che superano determinati limiti o che non soddisfano determinate condizioni nelle zone che figurano nell'elenco adottato conformemente alla procedura prevista all'articolo 2, paragrafo 2. Il premio ai vitelli in allattamento materno potrebbe anche aggiungersi all'indennità compensativa prevista dalla direttiva 75/268/CEE per una stessa mandria. La Francia beneficia infatti dell'applicazione di tale direttiva. I dipartimenti Creuse, Corrèze de Lot sono in parte classificati fra le zone di montagna (articolo 3, paragrafo 3 della direttiva) e in parte fra le zone svantaggiate (articolo 3, paragrafo 4); il dipartimento della Dordogne è classificato tra le zone svantaggiate (articolo 3, paragrafo 4). Il premio per i vitelli in allattamento materno risulta quindi incompatibile anche con il suddetto articolo 2, paragrafo 2.
4In conclusione, il premio ai vitelli in allattamento materno deve essere considerato incompatibile con il mercato comune e quindi soppresso.5La presente decisione non pregiudica le eventuali conseguenze che la Commissione potrà trarre per quanto riguarda il recupero dell'aiuto presso i beneficiari nonché il finanziamento della politica agraria comune da parte del FEAOG,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il vantaggio finanziario rappresentato dal premio inteso ad incoraggiare l'allattamento materno dei vitelli è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato e deve essere soppresso.
Articolo 2
Il governo francese informa la Commissione, nel termine di due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione, dei provvedimenti che esso ha adottato per conformarsi alle disposizioni dell'articolo 1.
Articolo 3
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 1985.

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