Document ID: 31992D0011

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 31 luglio 1991 relativa ad un aiuto erogato dal Derbyshire County Council a Toyota Motor Corporation, un'impresa che fabbrica autoveicoli (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede) (92/11/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni (1) a norma del succitato articolo,
considerando quanto segue:
I
Il 18 aprile 1989, Toyota Motor Corporation (Toyota) e il governo del Regno Unito annunciavano che Toyota aveva deciso di costruire un nuovo stabilimento per la produzione di autoveicoli su un terreno di 280 acri situato a Burnaston, Derbyshire County, Regno Unito. Lo stabilimento doveva entrare in funzione verso la fine del 1992 con un obiettivo iniziale di 100 000 autoveicoli all'anno, da portare successivamente fino a 200 000, nella qual fase l'organico della fabbrica sarebbe stato di 3 000 unità. L'investimento totale era stimato in 400 milioni di £ (570 milioni di ecu). Non erano previsti aiuti finanziari da parte del governo centrale. Le autorità locali del Derbyshire avevano proposto un modesto aiuto per alcuni aspetti del progetto, tra cui la sistemazione del terreno e l'accesso stradale. Si era specificato che, qualora l'aiuto in questione fosse da ritenere soggetto all'obbligo di notifica alla Commissione, il governo britannico avrebbe adottato le misure necessarie. Il 26 aprile 1989 le autorità britanniche hanno scritto alla Commissione confermando il loro impegno alla notifica.
Il 7 febbraio 1990 le autorità britanniche hanno informato per iscritto la Commissione che stavano per concludersi i negoziati fra Toyota e il Derby County Council (DCC) in merito ad un complesso di misure locali a favore di Toyota. Tali misure comprendevano vari lavori di infrastruttura al di fuori del terreno di Toyota e altri servizi locali destinati a soddisfare esigenze locali consecutive all'investimento di Toyota. A loro avviso, esse non contenevano alcun elemento che potesse essere considerato come un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE.
In tale periodo venivano pubblicati articoli di stampa secondo i quali il terreno - di una superficie di 580 acri, invece dei 280 originariamente previsti - sarebbe stato venduto a Toyota ad un prezzo inferiore a quello di mercato.
Le maggior parte di tali articoli facevano ampio riferimento al verbale della riunione del Policy Committee del DCC svoltasi il 21 novembre 1989, verbale che è stato messo a disposizione della Commissione. Da tale documento risultava che il DCC aveva approvato un insieme di misure di aiuto per il reperimento e la sistemazione di un terreno destinato al progetto e per la vendita a Toyota di un primo lotto di 280 acri, come richiesto inizialmente dall'impresa, nonché di un secondo lotto, immediatamente adiacente, di 300 acri richiesto da Toyota successivamente. Dal punto di vista finanziario, il DCC aveva stabilito per l'operazione il seguente bilancio:
- Vendita di 280 acri a 35 350 £ per acro 9,9 milioni di £ - Vendita di 300 acri a 28 000 £ per acro 8,4 milioni di £ Totale 18,3 milioni di £ - Costo stimato per il reperimento e la sistemazione del terreno 13,4 milioni di £ - Costo netto stimato per le opere di viabilità e i servizi 4,9 milioni di £ Totale 18,3 milioni di £
I prezzi di vendita del terreno dovevano rispecchiare il valore di mercato di un'area di così grandi dimensioni « soggetta a notevoli vincoli di destinazione e altri » e coprire il costo delle infrastrutture di accesso e dei servizi di viabilità. Detti prezzi dovevano inoltre « soddisfare la condizione posta dalla CEE secondo cui siffatti investimenti nell'industria automobilistica non dovevano essere sovvenzionati ».
Successivamente si sono avuti uno scambio di corrispondenza e una riunione tra la Commissione e le autorità britanniche, al fine di appurare i fatti e le cifre in ordine al progetto e alle misure di aiuto proposte dal DCC. Con lettere del 9 e del 26 febbraio 1990 la Commissione ha richiamato all'attenzione delle autorità britanniche il contenuto di alcuni articoli di stampa secondo i quali il terreno nel Derbyshire sarebbe stato ceduto a Toyota ad un prezzo inferiore a quello di mercato, chiedendo che le venissero fornite, prima della riunione, informazioni più precise, in particolare copia della relazione dell'esperto distrettuale del Derbyshire (Derbyshire District Valuer) (2) sulla vendita del terreno a Toyota nonché altre relazioni del DCC in materia.
Le autorità britanniche hanno risposto alla Commissione con lettera del 26 febbraio 1990, allegando una nota che illustrava le misure offerte a Toyota dal DCC. Dalla nota risultava che il DCC aveva acquisito più terreni destinati a formare un unico lotto di 580 acri da vendere a Toyota al prezzo di 18,3 milioni di £ (26,1 milioni di ECU). Era prevista la fornitura, senza spese per Toyota, di vari servizi di infrastrutture, situati in massima parte all'interno del terreno in questione. Il DCC si prefiggeva per quanto possibile di chiudere l'operazione in pareggio coprendo il costo diretto dell'acquisto del terreno e della sua sistemazione con i proventi della sua vendita dopo averlo pienamente dotato dei servizi occorrenti. Il valore di mercato del terreno doveva essere determinato sulla base di una duplice valutazione: una relativa ad un sito « centrale » di 280 acri di proprietà pubblica, l'altra relativa ai rimanenti 300 acri appartenenti a vari privati che dovevano essere acquistati mediante espropriazione. Il sito « centrale » era stato valutato dall'esperto del venditore, il « City Estates and Valutations Officer », nel giugno 1989, pari a 12,6 milioni di £ (18 milioni di ECU). Questa valutazione era stata discussa in maniera informale con l'esperto distrettuale, che si era dichiarato soddisfatto della base sulla quale essa era stata stabilita.
Il 28 febbraio le autorità britanniche hanno nuovamente scritto alla Commissione dichiarando che il parere dell'esperto distrettuale sul valore del terreno era stato espresso oralmente e allegando la corrispondenza emanante dal DCC riguardo ai criteri di base della valutazione. In tale corrispondenza veniva sostenuta la tesi che fosse più logico considerare la costituzione e la vendita dell'intero terreno di 580 acri come una sola operazione, invece di scinderla in due operazioni riguardanti l'una il lotto « centrale » di 280 acri e l'altra l'« estensione » di 300 acri.
Alla stessa data ha avuto luogo una riunione fra la Commissione e le autorità britanniche, nel corso della quale queste ultime riconoscevano che, essendo stato superato il bilancio previsto, era poco probabile che si realizzasse l'obiettivo iniziale di chiudere la transazione in pareggio. La Commissione ha chiesto ulteriori informazioni per iscritto, fra cui la copia del contratto originale di vendita del terreno fra il DCC e Toyota, la prova della corrispondenza del prezzo di vendita del terreno con il prezzo di mercato e una conferma scritta da parte dell'esperto distrettuale quanto alla sua valutazione. Il 10 maggio le autorità britanniche hanno trasmesso alla Commissione le informazioni richieste.
Secondo le modalità dell'accordo concluso fra il DCC e Toyota il 21 febbraio 1990, Toyota avrebbe dovuto acquistare i primi 280 acri del terreno dal DCC per 9 900 000 £ (14,1 milioni di ECU), ad un prezzo medio pari a 35 357 £ per acro, mentre per i rimanenti 300 acri - di cui Toyota avrebbe avuto la facoltà di acquisire solo la parte giudicata necessaria - il prezzo sarebbe stato di 28 000 £ per acro. Qualora Toyota avesse deciso di acquistare la totalità del lotto rimanente di 300 acri, il prezzo di quest'ultimo sarebbe stato di 8,4 milioni di £ (12 milioni di ECU) e il prezzo totale del terreno di 580 acri sarebbe stato di 18,3 milioni di £ (26,1 milioni di ECU).
I primi 280 acri di terreno sono stati ufficialmente valutati dall'esperto distrettuale del Derbyshire a 12,6 milioni di £ (18 milioni di ECU), il che corrisponde ad un prezzo di 45 000 £ per acro. Tale valutazione muoveva dalla considerazione che si trattava di un terreno in piena proprietà, con la disponibilità di servizi all'interno del sito, e si basava sui prezzi correnti di mercato, scontati per tener conto del tempo necessario per il completamento delle infrastrutture. L'esperto distrettuale riconosceva che terreni molto più piccoli, adatti allo sviluppo industriale, potevano raggiungere nella regione prezzi di vendita da 200 000 a 250 000 £ per acro, ma riteneva che in caso di vendita di terreni di grandissima estensione dovesse applicarsi al prezzo per acro un elevato coefficiente di riduzione. Naturalmente, occorreva tener conto anche delle caratteristiche specifiche dei singoli terreni.
La Commissione si è dichiarata ad accettare il principio che ai prezzi di vendita riscontrati in transazioni su terreni di superficie limitata si applichi un adeguato coefficiente di riduzione qualora la transazione riguardi un terreno molto esteso. Essa ha fatto peraltro rilevare la notevole entità del coefficiente di riduzione, pari quasi all'80 %, applicato nella fattispecie. Essa ha constatato inoltre che il terreno di 280 acri è stato venduto a Toyota ad un prezzo medio per acro di sole 35 357 £, pari al 78,6 % del valore medio di 45 000 £ fissato dall'esperto distrettuale, malgrado l'obbligo incombente per legge al DCC e a tutte le autorità locali di realizzare il miglior prezzo di vendita dei beni immobili. La Commissione riteneva pertanto che il prezzo di 45 000 £ per acro dovesse rappresentare il prezzo di vendita minimo per i primi 280 acri. Di conseguenza, il prezzo di vendita dei primi 280 acri avrebbe dovuto essere, come minimo, di 12,6 milioni di £, ossia di 2,7 milioni di £ superiore al prezzo chiesto a Toyota.
Pertanto, il 25 luglio 1990, la Commissione ha deciso di avviare la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2 nei riguardi delle condizioni di vendita del terreno di 580 acri, situato a Burnaston, da parte del DCC a Toyota, in quanto tali condizioni di vendita sembravano indicare l'esistenze di un aiuto di Stato di almeno 2,7 milioni di £. La Commissione non era a conoscenza di alcuna valutazione da parte dell'esperto distrettuale in merito ai rimanenti 300 acri, la cui situazione andava chiarita alla luce delle informazioni supplementari richieste alle autorità britanniche e a seconda del fatto che l'operazione dovesse essere trattata come due vendite separate oppure come la vendita di un unico terreno. Qualora Toyota sia stata posta in condizione di acquistare il terreno ad un prezzo inferiore a quello di mercato, il fatto che l'impresa non abbia dovuto sostenere interamente il costo di tale acquisto alle normali condizioni di mercato costituirebbe un aiuto indiretto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1.
Con lettera del 17 settembre 1990, la Commissione ha invitato il governo britannico a presentarle le sue osservazioni entro il termine di un mese e a fornirle tutte le informazioni necessarie ai fini della valutazione del presente caso. Inoltre, a norma dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato CEE, la Commissione ha invitato gli altri Stati membri e i terzi interessati a presentare le loro eventuali osservazioni.
II
Nell'ambito della procedura dell'articolo 93, paragrafo 2, il governo britannico ha presentato le sue osservazioni con lettere del 16 ottobre 1990, 1o febbraio 1991 e 17 maggio 1991, nonché in occasione delle riunioni con i servizi della Commissione svoltesi il 19 marzo 1991, il 28 maggio 1991 e il 20 giugno 1991. A quest'ultima riunione hanno partecipato anche rappresentanti di Toyota. Le osservazioni fatte dai rappresentanti della società sono state successivamente trasmesse alla Commissione dai legali di Toyota con lettera del 20 giugno 1991. Nelle sue osservazioni il governo britannico ha sostenuto che la vendita del terreno a Toyota da parte del DCC non contiene alcun aiuto di Stato.
Nessun altro Stato membro o parte interessata ha presentato osservazioni a norma della procedura.
III
Con lettera del 16 ottobre 1990 il governo britannico ha risposto alla lettera del 17 settembre 1990 della Commissione relativa all'avvio della procedura, sostenendo che le transazioni fra il DCC e Toyota, quali risultanti dal relativo scambio di corrispondenza, rientrano nel contesto di normali trattative commerciali e non contengono alcun elemento di aiuto di Stato. Il governo britannico faceva tra l'altro rilevare quanto segue:
- Il trasferimento dei 580 acri va considerato come un'unica transazione che copre l'intero terreno. Toyota aveva aperto le trattative con il DCC nel gennaio 1989 relativamente alla vendita del « terreno centrale » di 280 acri, ma neanche un mese dopo aveva chiesto al DCC di esplorare la possibilità di reperire l'intero terreno di 580 acri, prima di iniziare qualsiasi discussione sul prezzo. Nell'estate del 1989 Toyota si era impegnata a comprare l'intero terreno ad un prezzo forfettario. Di conseguenza, dal febbraio 1990 in poi il DCC non è partito dal presupposto della valorizzazione dei soli 280 acri, ma piuttosto dal presupposto che Toyota avrebbe richiesto l'intero terreno (nel qual caso il prezzo di vendita sarebbe stato determinato sulla base di 580 acri) oppure avrebbe preso il « terreno centrale » e il DCC da parte sua, avrebbe valorizzato il rimanente terreno a scopi industriali o commerciali, nel qual caso il prezzo di 9,9 milioni di £ (14,1 milioni di ECU) pagato per il « terreno centrale » sarebbe stato giustificato dalla natura di « nave ammiraglia » della presenza di Toyota. In ogni caso, la somma di 9,9 milioni non era che un « residuo storico » dei primissimi giorni della trattativa e non aveva alcun significato reale. L'accordo di vendita aveva espresso la transazione in parti separate del terreno soltanto perché i decreti di esproprio emanati per acquistare i rimanenti 300 acri erano soggetti a ricorso fino al termine di gennaio 1990.
- Il prezzo di vendita di 18,3 milioni di £ (26,1 milioni di ECU) rispecchiava l'intenzione del DCC di chiudere l'operazione almeno in pareggio. Il DCC ha preso possesso del terreno mediante i decreti di esproprio nel marzo 1990 e lo ha trasferito a Toyota nel giugno 1990. Il prezzo totale da pagare da parte del DCC non poteva essere determinato fino a quando non fossero stati risolti tutti i reclami relativi agli indennizzi da pagare per gli espropri. La stima migliore ammontava a 13,4 milioni di £ (9,1 milioni di ECU), e comprendeva 11 milioni di £ pagati al Derby City Council per il trasferimento del « terreno centrale » di 280 acri e 2,4 milioni di £ per gli indennizzi relativi ai rimanenti 300 acri, somma che rispecchiava la potenziale mancanza di valorizzazione di tali terreni prima dell'arrivo di Toyota a causa dell'impossibilità di accesso e della mancanza di servizi.
- Quanto alla differenza fra il prezzo di vendita a Toyota del terreno centrale di 280 acri, pari a 9,9 milioni di £, e alla sua valutazione di 12,6 milioni di £ fatta dall'esperto distrettuale, vanno presi in considerazione numerosi fattori. La valutazione di un terreno non è una scienza esatta, in particolare per quanto riguarda un terreno unico ed eccezionalmente ampio come quello in causa. Il prezzo di vendita rispecchia i risultati di una trattativa difficile nella quale Toyota aveva una posizione particolarmente forte. Inoltre, l'esperto distrettuale non era a consocenza di varie condizioni vincolanti che avrebbero aggravato il costo della sistemazione del terreno, mentre il DCC ne era a conoscenza. In particolare, Toyota dovrà spendere 16 milioni di £, prima di iniziare i lavori di costruzione, per il livellamento e la sistemazione del terreno.
Con lettera del 20 dicembre 1990, la Commissione ha chiesto ulteriori informazioni su alcuni aspetti della transazione prima di una riunione bilaterale chiesta dalle autorità britanniche. La Commissione desiderava che le venissero comunicate le disposizioni di legge che disciplinano la vendita di beni da parte delle autorità locali, la documentazione relativa ad altre transazioni comparabili effettuate altrove nel Regno Unito, le tendenze dei prezzi dei terreni e la documentazione su altri potenziali acquirenti del terreno situato a Burnaston.
Nella sua lettera di risposta del 1o febbraio 1991, il governo britannico ha fornito ulteriori informazioni a sostegno del fatto che la compravendita del terreno dev'essere considerata come un'unica operazione relativa all'intero terreno di 580 acri. Nella lettera erano inoltre indicate le norme di legge previste dal Local Government Act del 1972 che fissano i criteri per l'alienazione di beni, secondo le quali le autorità locali non sono di regola autorizzate ad alienare un terreno « ad un prezzo inferiore al massimo che possono ragionevolmente ottenere ». Veniva infine fornita o promessa una documentazione su transazioni comparabili avvenute altrove nel Regno Unito o su un altro potenziale acquirente del terreno in causa. La lettera indicava che di regola, in casi di questo genere, non è giuridicamente richiesto né giuridicamente vincolante il parere dato dall'esperto distrettuale all'autorità locale.
In una riunione con i rappresentanti del governo britannico svoltasi il 19 marzo 1991, la Commissione ha dichiarato che, alla luce della documentazione e degli argomenti presentati dal governo britannico con le ultime lettere, essa poteva ora accettare di considerare la vendita del terreno di 580 acri da parte del DCC a Toyota come una transazione unica. Per stabilire se tale transazione contenesse elementi di un aiuto di Stato, la Commissione ha però ritenuto necessario fare effettuare una valutazione della totalità del terreno ed ha chiesto alle autorità britanniche di prendere le disposizioni necessarie. La Commissione ha suggerito, senza insistere, di affidare questo incarico all'esperto distrettuale, ritenendolo la persona più appropriata, specificando inoltre il mandato da conferirgli. I rappresentanti del governo britannico non hanno sollevato obiezioni nei riguardi della Commissione, con riserva dell'assenso dell'esperto distrettuale, o nei riguardi del mandato da conferirgli.
Con lettera del 26 marzo 1991 la Commissione ha confermato la sua richiesta di valutazione del terreno di 580 acri, da effettuarsi secondo il seguente mandato:
« La valutazione dev'essere effettuata secondo gli assunti e la metodologia adottati nella valutazione originale dell'elemento centrale del terreno in assenza di motivi di forza maggiore che possano portare a discostarsene. In particolare, la valutazione si deve basare sui valori alla data dell'accordo di vendita, ossia febbraio 1990, e deve partire dal presupposto della disponibilità di servizi fino al perimetro del terreno e della sua piena ed immediata proprietà. Essa non deve prendere in considerazione gli svantaggi che sarebbero connessi all'estensione di 300 acri, quali il difficile accesso e il più basso potenziale di sviluppo. Per quanto questo elemento possa essere importante qualora il terreno venisse valutato singolarmente, esso diventa irrilevante se i 580 acri vengono considerati un unico terreno che viene venduto con tutte le autorizzazioni necessarie ad uno sviluppo industriale. Infine, la Commissione non ritiene che la valutazione debba tenere conto dei "notevoli vincoli" relativi alla declività dal terreno e alle sue pessime condizioni citati dal governo britannico nella sua lettera del 16 ottobre 1990. Sulla base della sua esperienza la Commissione ritiene che tali "vincoli" siano in realtà normali per i terreni di ampie dimensioni destinati allo sviluppo industriale, così come sono normali, per gli stabilimenti di assemblaggio automobilistico, le palificazioni di sostegno ».
Poco dopo le autorità britanniche hanno comunicato alla Commissione che l'esperto distrettuale accettava di effettuare la valutazione.
Con lettera del 17 maggio 1991 le autorità britanniche hanno trasmesso alla Commissione la relazione dell'esperto distrettuale, chiedendo una riunione per discuterla.
Nella sua relazione l'esperto distrettuale descrive in dettaglio il sito, la sua destinazione precedente, l'autorizzazione concessa il 9 agosto 1989 per la costruzione di uno stabilimento di assemblaggio e produzione di autoveicoli con le relative condizioni e il contratto di vendita che era stato portato a sua conoscenza. Dopo aver preso conoscenza del mandato conferitogli, l'esperto distrettuale ha descritto la natura della sua valutazione nei seguenti termini.
« Desidero precisare che la mia valutazione corrisponde al mio parere relativamente al prezzo al quale si poteva ragionevolmente prevedere di vendere la proprietà sul mercato alla data della valutazione nell'ipotesi di una vendita volontaria e con il beneficio della disponibilità del contratto di vendita e dell'autorizzazione per eseguire il progetto.
Per evitare qualsiasi dubbio, essa rispecchia tutte le caratteristiche e tutti i vincoli del terreno che avrebbero potuto influenzare i venditori e gli acquirenti in normali trattative commerciali di mercato. »
Su questa base l'esperto distrettuale ha valutato il terreno a 22,5 milioni di £, aggiungendo che, dopo un'ampia ricerca su scala nazionale, non era venuto a conoscenza di nessuna transazione comparabile di queste dimensioni.
In una riunione con la Commissione svoltasi il 28 maggio 1991, i rappresentanti del governo britannico hanno sostenuto che la relazione dell'esperto distrettuale, pur valida nelle sue conclusioni, non provava l'esistenza di un aiuto di Stato. Non esisteva alcuna prova di una qualsiasi intenzione di Toyota di chiedere o ricevere un aiuto di Stato. Sotto il profilo tecnico, i rappresentanti del governo britannico hanno sostenuto che l'esperto distrettuale avrebbe dovuto essere invitato a basare la sua valutazione sui prezzi del terreno nell'aprile 1989 - quando le condizioni di vendita sono state effettivamente convenute - e non nel febbraio 1990 - quando il contratto di vendita è stato formalmente firmato. Infine, i rappresentanti del governo britannico hanno sostenuto che, anche in presenza di un aiuto di Stato, l'importo sarebbe di così scarsa entità da non pregiudicare il commercio fra Stati membri.
In un'ulteriore riunione svoltasi il 20 giugno, a cui hanno partecipato anche rappresentanti di Toyota, la Commissione ha ricevuto alcuni altri documenti, mentre altri sono stati trasmessi successivamente nello stesso giorno con lettera dei legali di Toyota. Questi ultimi documenti includevano:
- la speaking note del rappresentante principale di Toyota;
- un raffronto dei prezzi dei terreni nel South Wales, a Burnaston e Humberside;
- un ampio raffronto dei prezzi di terreni industriali non attrezzati esaminati da Toyota.
Gli altri documenti trasmessi dai rappresentanti del governo britannico includevano:
- copia di una lettera del 3 giugno 1991 dell'esperto distrettuale in risposta ad una richiesta del Ministero del commercio e dell'industria volta ad esaminare le conseguenze che avrebbe avuto sulla relazione dell'esperto il fatto di scegliere come data della valutazione il mese di aprile 1989 invece del mese di febbraio 1990. Nella lettera l'esperto distrettuale riconosceva che in quel periodo le condizioni di mercato si erano effettivamente deteriorate, ma dichiarava di « giungere alla conclusione che il valore nell'aprile 1989 non sarebbe stato inferiore a quello del febbraio 1990. Di fatto, farei la stessa valutazione in entrambe le date »;
- copie di due relazioni datate 13 e 14 giugno 1991 effettuate da una società di consulenza privata britannica, a seguito di una richiesta del 7 giugno del ministero del commercio e dell'industria, che agiva di sua propria iniziativa; la prima analizza i mutamenti nei valori dei terreni durante il periodo dall'aprile 1989 al febbraio 1990 nella zona di Derby, mentre la seconda propone una valutazione alternativa dei 580 acri nel mese di febbraio 1990. La seconda relazione, che si basa in parte su informazioni fornite da detto ministero, valuta il terreno a 19 milioni di £. L'altro studio giunge alla conclusione che, a prescindere dall'effetto Toyota, la crescita di valore del terreno nel periodo di dieci mesi sarebbe stata del 18 %;
- tabelle relative alle fasce dei valori di terreni industriali e adibiti a magazzinaggio al 1o aprile 1989 e 1990 estratte dal Property Market Report, Valuation Office.
Nel corso della riunione i rappresentanti del governo britannico hanno sostenuto che i prezzi dei terreni sono in genere notevolmente aumentati dall'aprile 1989 al febbraio 1990. Inoltre, dato che la valutazione di un terreno è inevitabilmente arbitraria e contiene un elemento soggettivo, le parti dovrebbero fissare una ragionevole fascia di prezzo più che un importo unico assoluto, in particolare per il fatto che lo stesso esperto distrettuale aveva riconosciuto di avere soltanto pochi o per niente punti di riferimento per la sua valutazione.
I rappresentanti di Toyota hanno sottolineato la loro intenzione resa nota sin dall'inizio di realizzare il progetto a Burnaston senza chiedere o ricevere aiuti di Stato dal governo centrale o dalle autorità locali. Essi hanno inoltre dichiarato di aver considerato la scelta di siti alternativi sotto l'aspetto strettamente commerciale e di aver scelto il terreno di Burnaston sulla base della convinzione che il prezzo chiesto dal DCC rappresentasse il suo valore commerciale. Essi hanno infine condiviso il parere dei rappresentanti del governo britannico secondo i quali ai fini della valutazione sarebbe stato più opportuno avere a disposizione una fascia di prezzi piuttosto che un valore unico.
Con lettera dell'11 luglio 1991 le autorità britanniche hanno trasmesso alla Commissione un altro documento interno preparato da Toyota in merito alla transazione, chiedendo alla Commissione di tener conto della documentazione presentata, in particolare quella relativa ai prezzi proposti a Toyota per siti alternativi nel Regno Unito, e di rispettare la riservatezza commerciale di alcune informazioni. Nel documento si ribadivano e si sviluppavano alcune argomentazioni generali già precedentemente presentate dal governo britannico secondo le quali la transazione non comportava aiuti di Stato. Nella lettera si sollevavano i seguenti punti:
- dato che questo sarebbe il primo caso nel quale la Commissione dovrebbe prendere una decisione su un aiuto di Stato relativo alla vendita di un terreno di proprietà pubblica, la decisione non « dovrebbe basarsi soltanto su ricerche superficiali e prove insufficienti »;
- qualsiasi valutazione del terreno dovrebbe tener conto di tutte le considerazioni pertinenti e degli obiettivi delle parti, ivi compreso il fatto che Toyota si trovava in una forte posizione nei riguardi del DCC, che offriva un terreno privo di qualsiasi infrastruttura e difficile da vendere in futuro e che era anche consapevole del notevole mancato introito qualora la vendita non fosse stata effettuata;
- la valutazione alternativa commissionata dalle autorità britanniche evidenzia talune insufficienze nella relazione dell'esperto distrettuale e rileva l'opportunità di adottare per la valutazione una fascia di prezzi - ad esempio, da 16 milioni a 24 milioni di £ - piuttosto che una somma fissa.
IV
Toyota Motor Incorporation è il principale fabbricante automobilistico del Giappone. Nel 1990 le vendite mondiali del gruppo sono ammontate a 4,4 milioni di unità, con un fatturato di 58,084 milioni di ECU. Le importazioni di autoveicoli Toyota nella Comunità, nello stesso anno, sono ammontate a 351 000 unità, pari al 2,7 % delle immatricolazioni di autoveicoli nella Comunità. L'investimento di Toyota a Burnaston annunciato nel 1989 si inquadra nel contesto di una serie di insediamenti destinati a rafforzare i legami della società con l'Europa. Secondo i termini usati dalla stessa società, Toyota è « impegnata a diventare un membro pienamente accettato dell'industria automobilistica europea ».
Il mercato degli autoveicoli nell'Europa occidentale ha registrato un periodo di rapida crescita alla fine degli anni '80, ma più di recente, con l'unica eccezione della Germania, è bruscamente calato e le prospettive a breve termine sono difficili e incerte. Nel medio e lungo termine, sembra ragionevole nella presente fase assumere il ritorno ad un tasso di crescita tendenziale dell'ordine dell'1 o del 2 %.
V
Nell'avviare la presente procedura la Commissione ha dichiarato che « per determinare l'esistenza o meno di un aiuto di Stato, occorre appurare se le condizioni di vendita del terreno a Toyota da parte del DCC si discostino dalle pratiche e dai criteri commerciali normali in misura tale che la vendita in esame costituisca un aiuto di Stato a favore di Toyota ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato ». E questo rimane il punto di partenza per la valutazione del presente caso. La Commissione riconosce pienamente che il governo britannico non abbia inteso concedere aiuti al progetto. Essa ha anche accettato fin dall'inizio che non vi sono prove per suggerire che Toyota abbia richiesto un aiuto di Stato o abbia inteso beneficiare direttamente o indirettamente di un aiuto di Stato approfittando delle condizioni di vendita del terreno. Tuttavia, questa mancanza di intenzioni da parte di Toyota non significa che la vendita del terreno da parte del DCC non abbia comportato alcun aiuto di Stato. È anche evidente che l'importo dell'aiuto in causa è poco elevato in relazione al costo globale del progetto e che Toyota sarebbe andata avanti con il progetto anche senza alcun aiuto.
Il DCC era obbligato per legge a vendere il terreno a Toyota al miglior prezzo che si potesse ragionevolmente ottenere. In pratica, secondo le autorità britanniche, tale prezzo avrebbe dovuto tener conto di fattori quali la natura e l'ubicazione del terreno, i vincoli di destinazione o altri, il mercato fondiario. Quest'ottica è conforme al punto di vista della Commissione, secondo il quale il comportamento di un'autorità pubblica nell'alienazione di un bene a favore di una società commerciale che opera nella Comunità deve corrispondere al comportamento di un venditore privato che opera in condizioni normali di economia di mercato. Non diversa è la posizione della Commissione per quanto riguarda la partecipazione delle autorità pubbliche nel capitale delle società (3). In tale contesto, un venditore privato esaminerebbe l'eventualità di offerte d'acquisto alternative e venderebbe il bene al miglior offerente. Qualora egli si rendesse conto che, a causa di circostanze particolari quali, ad esempio, le dimensioni di un terreno o i relativi vincoli di destinazione, non sono immediatamente reperibili altri potenziali acquirenti, e qualora non avesse alcun riferimento affidabile quanto al valore di mercato del bene, prima di venderlo lo sottoporrebbe ad una perizia che tenga conto di tutte le circostanze specifiche e di tutti i vincoli che ne possono condizionare il prezzo. Egli proporrebbe poi all'acquirente il prezzo risultante dalla valutazione.
Nel caso della vendita del terreno a Burnaston, il DCC non ha fatto nessuna valutazione del terreno prima di offrirlo a Toyota nell'aprile 1989. La sola valutazione si riferiva al terreno centrale di 280 acri ed è stata effettuata nel giugno 1989, ossia dopo l'offerta fatta a Toyota. Come è stato rilevato all'inizio della presente procedura, tale valutazione eccedeva il prezzo chiesto a Toyota di 2,7 milioni di £, ed il DCC non ha intrapreso alcuna azione per rivedere il prezzo di vendita al fine di tener conto di questa differenza. Il DCC non ha effettuato di propria iniziativa alcuna valutazione del rimanente terreno.
La Commissione non può accettare che l'intenzione del DCC di chiudere i conti in pareggio nell'operazione con Toyota, quale risultante dal succitato verbale del Policy Committee del DCC del 21 novembre 1989 e confermata nella successiva corrispondenza con le autorità britanniche, corrisponda al comportamento di un venditore privato. Il DCC intendeva esplicitamente pareggiare il prezzo di vendita con i costi di sistemazione del terreno e di fornitura dei servizi. I « notevoli vincoli di destinazione e altri » che, secondo il DCC, caratterizzavano il terreno ed influenzavano il suo prezzo di mercato, non sono stati applicati all'acquirente, Toyota. La Commissione non può accettare il fatto che una stima approssimativa dei costi per la sistemazione di un terreno principalmente agricolo e per la fornitura dei relativi servizi possa sostituirsi validamente al prezzo di mercato o al prezzo migliore che il DCC avrebbe potuto ragionevolmente ottenere, in quanto ciò non ha alcuna relazione con il valore di un terreno industriale (4).
In tali circostanze, e avendo accettato che la vendita del terreno debba essere considerata un'unica transazione, la Commissione non ha avuto altra alternativa che quella di far valutare il terreno totale sulla stessa base della valutazione iniziale effettuata sul terreno di 280 acri e comparare la valutazione risultante con il prezzo pagato da Toyota, al fine di stabilire se la transazione comporta un aiuto di Stato. Le autorità britanniche hanno accettato questo approccio nel marzo 1991 e non hanno formulato obiezioni nei riguardi del mandato da conferire all'esperto distrettuale per la valutazione del terreno.
Per quanto riguarda gli argomenti avanzati dal governo britannico e da Toyota successivamente alla relazione dell'esperto distrettuale, la Commissione rileva anzitutto, in maniera generale, che tali argomenti sarebbero stati più convincenti se fossero stati avanzati prima che le autorità britanniche accettassero il mandato per la valutazione richiesta dalla Commissione e prima che l'esperto distrettuale presentasse la sua relazione. Quanto al fatto che la valutazione avrebbe dovuto basarsi sui prezzi del mese di aprile 1989 e non del mese di febbraio 1990, lo stesso esperto distrettuale ha confermato che le sue conclusioni non sarebbero cambiate. Inoltre, la Commissione ritiene che dallo studio sui movimenti dei prezzi dei terreni durante questo periodo commissionato dalle autorità britanniche non risultino elementi sufficienti per contestare questa conclusione. Quanto ai costi risultanti dai presunti vincoli relativi alla declività del terreno e alle sue pessime condizioni, la Commissione ritiene che tali costi siano normali per la preparazione di un ampio terreno destinato a scopi industriali, in particolare per quanto riguarda i costi da sostenere per la palificazione di sostegno di uno stabilimento di assemblaggio automobilistico. Essi non hanno meritato alcuna considerazione speciale da parte dell'esperto distrettuale, fatta eccezione per la « topografia particolare » citata nella sua relazione.
Per quanto riguarda le valutazioni alternative commissionate dalle autorità britanniche di propria iniziativa successivamente alla presentazione della relazione dell'esperto distrettuale e alla lettera di quest'ultimo secondo la quale una valutazione effettuata sulla base dei prezzi del febbraio 1990 non avrebbe cambiato le sue conclusioni, la Commissione non intende iniziare una seconda procedura nella quale una parte vorrebbe sostituire a posteriori un esperto privato ad un esperto ufficialmente designato, in mancanza di qualsiasi motivo di forza maggiore. Ciò sarebbe nocivo all'equità e alla coerenza dell'iter decisionale della Commissione. Inoltre, la Commissione non ritiene che il contenuto della valutazione privata giustifichi le critiche alla metodologia dell'esperto distrettuale successivamente formulato da Toyota.
La Commissione non vede alcun motivo valido per cercare di sostituire nella presente fase una « fascia rappresentativa di prezzi » al prezzo unico indicato dalla relazione dell'esperto distrettuale in mancanza di qualsiasi proposta precedente formulata a tal fine o di qualsiasi criterio per la delimitazione di tale fascia. Cercare di fissare una fascia di valori nella presente fase significherebbe soltanto introdurre un elemento di arbitrio e incertezza e contrasterebbe con l'imparzialità e l'oggettività ricercate dalla Commissione nell'arco di tutta la procedura. La Commissione desidera rilevare in tale contesto che la valutazione commissionata indipendentemente dalle autorità britanniche conclude citando un'unica e precisa cifra di valutazione e non fa alcun riferimento ad una fascia nell'ambito della quale potrebbe fissarsi un « equo valore commerciale ».
Infine, la Commissione ha esaminato la documentazione riservata presentata da Toyota sui siti alternativi, unitamente alla documentazione sui valori dei terreni industriali e da adibire a magazzinaggio del Valuation Office presentata dalle autorità britanniche; essa ritiene che questa documentazione non possa inficiare la conclusione che la transazione fra il DCC e Toyota contenga un aiuto di Stato di 4,2 milioni di £.
Pertanto, la Commissione è giunta alla conclusione che la differenza di 4,2 milioni di £ fra la valutazione del terreno effettuata dall'esperto distrettuale, ossia 22,5 milioni di £, e il prezzo pagato da Toyota, ossia 18,3 milioni di £, rappresenti un aiuto di Stato alla società da parte del DCC.
Nel settore degli autoveicoli esiste un notevole commercio intracomunitario, pari a 6 398 000 unità nel 1990, ossia 48,292 milioni di ECU. L'aiuto di 4,2 milioni di £ concesso dal DCC a Toyota incide pertanto sugli scambi intracomunitari di autoveicoli e minaccia di falsare la concorrenza su questo mercato. Di conseguenza, esso costituisce un aiuto di Stato a favore di Toyota ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato.
VI
Questo aiuto, che non rientra nel quadro di alcun regime di aiuti autorizzato, avrebbe dovuto essere notificato alla Commissione a norma dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE. Inoltre, la particolare attività commerciale in causa rientra nel campo di applicazione della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato all'industria automobilistica (5), la quale prevede che « per quanto riguarda gli aiuti da concedere al di fuori di un regime di aiuti autorizzato, qualsiasi progetto di questo tipo, indipendentemente dall'intensità e dal costo, è soggetto, senza alcuna eccezione, all'obbligo di notifica a norma dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE ».
Poiché il governo britannico non ha notificato preventivamente l'aiuto in causa, la Commissione non è stata in grado di prendere posizione in merito prima della sua applicazione. Pertanto, l'aiuto è illegale in quanto è stato concesso in violazione dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato.
A questo proposito va rammentato che - a causa del carattere imperativo delle regole di procedura quali stabilite dall'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE, che sono anche rilevanti quanto all'ordine pubblico, e la cui efficacia diretta è stata riconosciuta dalla Corte di giustizia nella sua sentenza del 19 giugno 1973 nella causa 77/72 (6) - all'illegalità dell'aiuto non può essere posto rimedio a posteriori.
VII
L'articolo 92, paragrafo 3 del trattato elenca gli aiuti che sono compatibili con il mercato comune. La compatibilità con il trattato va determinata nel contesto della Comunità nel suo insieme e non di un singolo Stato membro. Ai fini del corretto funzionamento del mercato comune e tenendo conto dei principi enunciati dall'articolo 3, lettera f), le deroghe al principio dell'articolo 92, paragrafo 1, quali previste dall'articolo 92, paragrafo 3, vanno interpretate in maniera restrittiva in occasione dell'esame di un regime di aiuti o di aiuti individuali. In particolare, esse possono essere applicate soltanto quando la Commissione giunge alla conclusione che il libero gioco delle forze di mercato, da solo e senza l'aiuto, non indurrebbe il potenziale beneficiario dell'aiuto ad assumere un comportamento che possa contribuire al conseguimento di uno degli obiettivi citati dall'articolo 3.
Quanto alle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c) per gli aiuti che favoriscono o agevolano lo sviluppo di talune regioni, Burnaston, che si trova nel Derbyshire, non è situato in una regione ammissibile agli aiuti di Stato a norma dell'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) o c).
Relativamente alle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), nel presente caso non esistono motivi per considerare che l'aiuto in questione sia destinato a promuovere la realizzazione di un progetto di comune interesse europeo o a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia del Regno Unito. Il governo britannico non ha del resto avanzato alcun argomento a sostegno di questa tesi.
Per quanto riguarda infine la deroga prevista dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato a favore di « aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche », la Commissione può accettare che taluni aiuti nell'industria automobilistica siano compatibili con il mercato comune se soddisfano uno dei criteri positivi di valutazione di casi di aiuto - diversi dagli aiuti a finalità regionale - citati negli orientamenti per la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato in questo settore. Si tratta di aiuti aventi i seguenti obiettivi: salvataggio e ristrutturazione, innovazione o radicale razionalizzazione, ricerca e sviluppo, protezione dell'ambiente, formazione professionale di base. Nessuno di questi obiettivi è applicabile all'aiuto e al progetto in questione, né il governo britannico vi si è altrimenti riferito.
VIII
Nei casi di aiuti incompatibili con il mercato comune, la Commissione - facendo uso della possibilità offertale dall'articolo 93, paragrafo 2 del trattato e dalla Corte di giustizia nella sua sentenza del 12 luglio 1973, causa 70/72 (7), confermata dalla sentenza del 24 febbraio 1987, causa 310/85 (8) - può chiedere agli Stati membri di recuperare l'aiuto concesso. Le autorità britanniche devono pertanto recuperare entro due mesi l'aiuto incompatibile concesso a Toyota dal Derbyshire County Council. Tale recupero va effettuato conformemente alle disposizioni della legge nazionale, ivi comprese quelle che si riferiscono al rimborso degli interessi per debiti verso lo Stato qualora il recupero avvenga in una data successiva a quella decisa dalla Commissione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto in forma si sovvenzione pari a 4,2 milioni di £ a Toyota Motor Corporation, insito nella vendita a tale società di un terreno di 580 acri, situato a Burnaston, da parte del Derbyshire County Council nel febbraio 1990, è illegale in quanto concesso in violazione delle disposizioni dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE. Inoltre esso è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato.
Articolo 2
Il governo del Regno Unito deve provvedere alla revoca di tale aiuto mediante il rimborso di 4,2 milioni di £ da parte di Toyota al Derbyshire County Council entro due mesi dalla notifica della presente decisione. La somma da rimborsare va maggiorata degli interessi qualora il rimborso abbia luogo ad una data successiva al succitato periodo di due mesi.
Articolo 3
Il governo del Regno Unito informa la Commissione entro due mesi dalla notifica della presente decisione delle disposizioni adottate per conformarvisi.
Articolo 4
Il Regno Unito è destinatario della presente decisione. Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 1991.

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