Document ID: 31990D0554

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 14 febbraio 1990
relativa al progetto di decreto ministeriale spagnolo sul sostegno logistico alla flotta da pesca nel 1988
(Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede)
(90/554/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati, a norma dell'articolo 93, paragrafo 2, primo comma del trattato, a presentare osservazioni e dopo aver preso conoscenza di queste ultime,
considerando quanto segue:
I. Antefatti e descrizione - Procedura
Con lettere della rappresentanza permanente del Regno di Spagna presso le Comunità europee, inviate il 29 settembre 1988 e il 30 gennaio 1989 e protocollate presso la Commissione in data rispettivamente 4 ottobre 1988 e 1o febbraio 1989, il governo spagnolo ha notificato alla Commissione, conformemente all'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE, un progetto di decreto ministeriale sul sostegno logistico alla flotta da pesca nel 1988, nonché alcune informazioni complementari richieste dalla Commissione il 25 ottobre 1988.
Aiuto al sostegno logistico della flotta da pesca
Per facilitare l'approvvigionamento delle flottiglie spagnole operanti in zone lontane e soggette pertanto a difficoltà di rifornimento, il governo spagnolo ha stanziato circa 750 000 ecu per la concessione di aiuti alle operazioni intese ad approvvigionare i pescherecci mediante navi di sostegno logistico (mercantili, petroliere, ecc.). Il progetto di decreto definisce la procedura cui è subordinata la corresponsione di tali aiuti.
L'aiuto, destinato a coprire nella misura massima del 75 % i costi delle navi di sostegno logistico, verrà accordato di preferenza per le operazioni volte ad approvvigionare quei pescherecci che, operando permanentemente nelle zone di pesca senza possibilità di rifornimento nei porti comunitari ed avendo difficoltà a rifornirsi in porti stranieri, sono costretti a ricorrere alle suddette navi di sostegno.
Gli armatori di pescherecci che appartengano a un'organizzazione spagnola ufficialmente riconosciuta di produttori specializzati nella pesca oceanica possono presentare domanda per l'aiuto in questione, allegando documenti da cui risulti che le operazioni di rifornimento avvengono mediante navi di sostegno logistico. Ove la domanda sia accolta, le autorità spagnole rimborsano parzialmente i noli della nave di sostegno utilizzata.
L'incentivo progettato sarà concesso principalmente alle flottiglie di pescherecci congelatori da traino od a sciabica (attrezzati per la cattura di tonni o naselli o molluschi e crostacei). Il progetto prende in considerazione l'intervento di navi di sostegno logistico soltanto in condizioni normali e non si estende ai casi di emergenza.
Esame del progetto da parte della Commissione
Dopo un primo esame, la Commissione aveva giudicato che l'aiuto al sostegno logistico della flotta da pesca fosse un aiuto al funzionamento, privo di contropartita reale da parte dei beneficiari, mirante a una diminuzione dei costi di produzione ed avente pesanti conseguenze dirette per la concorrenza e gli scambi intracomunitari. Esso era quindi considerato incompatibile col mercato comune in virtù dell'articolo 92 del trattato CEE.
La Commissione aveva pertanto deciso di avviare nei confronti di tale aiuto la procedura illustrata all'articolo 93, paragrafo 3 del trattato e, con lettera del 31 marzo 1989, aveva invitato il governo spagnolo a presentare le proprie osservazioni.
Osservazioni degli interessati
Una sola organizzazione spagnola di produttori ha trasmesso alla Commissione le proprie osservazioni, esprimendo il suo disappunto per l'intervallo trascorso fra la prima notifica e la decisione della Commissione di avviare la procedura previste dall'articolo 92, paragrafo 2 del trattato. Nel sottolineare il carattere eccezionale dell'approvvigionamento mediante navi di sostegno logistico - giacché queste navi interverrebbero soltanto quando, per l'eccessiva distanza da qualsiasi porto, ogni rifornimento portuale fosse impossibile o possibile solo a prezzi esorbitanti - la suddetta organizzazione sosteneva che l'aiuto previsto rientrava fra gli « aiuti all'assistenza tecnica in mare » di cui al punto II.B.5 delle « linee direttrici per l'esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca » (1).
II. Osservazioni del governo spagnolo
Il governo spagnolo, rispondendo all'invito della Commissione del 31 marzo 1989 con lettera del 10 maggio 1989, ha presentato varie osservazioni in merito alla sostanza e all'opportunità del progetto in discussione.
Secondo detto governo, l'approvvigionamento in questione si limita alle necessità immediate cui i pescherecci non possono generalmente far fronte con i propri mezzi, non disponendo di attrezzature adeguate e di rifornimenti sufficienti. Gli aiuti di cui trattatasi non falsano né minacciano di falsare la concorrenza fra gli Stati membri e, comunque, non alterano le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune. Essi possono pertanto essere considerati aiuti all'assistenza tecnica in mare, come quelli definiti al punto II.B.5 delle summenzionate linee direttrici. A questo proposito, la lettera della Commissione del 31 marzo 1989 presenta un'incoerenza linguistica rispetto al testo spagnolo ed a quello francese delle linee direttrici: si tratta dell'espressione « aux cas d'urgence », che nel testo spagnolo delle linee direttrici è tradotta « a las necesidades inmediatas » e nella lettera « una situaciòn de emergencia ».
Quanto all'opportunità degli aiuti stessi, il governo spagnolo ha fornito le spiegazioni seguenti:
- La flotta operante a grande distanza è svantaggiata rispetto agli armatori che si riforniscono nei porti comunitari, sia per la lontananza dai porti di approvvigionamento, sia per i prezzi praticati in questi porti.
- La flotta operante a grande distanza si trova ad essere, sotto il profilo della concorrenza, relativamente svantaggiata sul mercato comunitario sia rispetto alle flotte comunitarie costiere e di altura (prodotti freschi sostitutivi), sia rispetto alle flotte operanti al limite delle zone di pesca abituali, che fruiscono di una preferenza alla frontiera comunitaria, sia rispetto alle flotte dei paesi a commercio di Stato, fortemente sovvenzionate, che esercitano la loro attività beneficiando delle stesse condizioni di accesso alle zone di pesca abituali.
III. Valutazione giuridica
Il rimborso - previsto dal progetto di decreto spagnolo - di una parte del nolo della nave di sostegno utilizzata per l'approvvigionamento di un peschereccio può essere accordato agli armatori appartenenti ad un'organizzazione riconosciuta di produttori specializzati nella pesca oceanica. Conformemente all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 105/76 del Consiglio, del 19 gennaio 1976, relativo al riconoscimento delle organizzazioni di produttori nel settore della pesca (2), spetta allo Stato membro interessato decidere il riconoscimento delle organizzazioni di produttori di cui all'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 3796/81 del Consiglio, del 29 dicembre 1981, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca (3).
In linea di massima, verrebbero rimborsati soltanto gli armatori che praticano la pesca oceanica e che utilizzano una nave di sostegno logistico per approvvigionare i loro pescherecci. Verrebbe data la preferenza alle domande riguardanti il rifornimento di pescherecci operanti in permanenza nelle zone di pesca, privi della possibilità di approvvigionarsi nei porti comunitari e costretti, per la difficoltà di approvvigionarsi in porti stranieri, a ricorrere a navi di sostegno logistico.
Si tratterebbe di operazioni di approvvigionamento inerenti all'esercizio della pesca da parte del peschereccio in causa e non limitate esclusivamente a casi di emergenza od a situazioni imprevedibili.
Generalmente le operazioni logistiche svolgono una funzione importante nell'esercizio della pesca oceanica. Gli armatori dei pescherecci che praticano questo tipo di pesca devono ricercare un equilibrio tra la necessità di avere un massimo di giornate di piena attività, in vista di risultati redditizi, e d'altro canto la necessità di ridurre al minimo le giornate inattive sul piano della pesca perché dedicate ad operazioni come rifornimento, la sostituzione dell'equipaggio, il trasporto del pescato e la manutenzione del natante e degli attrezzi da pesca. In questa situazione, gli armatori devono scegliere tra i servizi offerti dagli Stati litoranei e l'uso di una nave di sostegno.
Di conseguenza, il rimborso di una parte del nolo di una nave di sostegno utilizzata per l'approvvigionamento di un peschereccio contribuisce a ridurre i costi di produzione ed a migliorare il reddito del beneficiario.
Il progetto di decreto notificato ha lo scopo di ottenere che la flotta spagnola dedita alla pesca oceanica possa beneficiare per il suo approvvigionamento di prezzi analoghi a quelli praticati nei porti comunitari. Tenuto conto di questo obiettivo, nonché delle modalità d'applicazione previste dal progetto stesso, la Commissione considera il rimborso di una parte del nolo della nave di sostegno utilizzata per l'approvvigionamento di un peschereccio alla stregua di un aiuto al funzionamento, senza contropartita reale da parte del beneficiario.
La concessione di siffatto aiuto alla flotta spagnola per la pesca oceanica, composta di pescherecci congelatori da traino od a sciabica (attrezzati per la cattura di tonni, naselli, crostacei e molluschi), rischia di rafforzare la competitività degli armatori spagnoli che ne usufruiranno, soprattutto rispetto agli armatori di pescherecci per la pesca oceanica degli altri Stati membri (come quelli italiani o francesi). Infatti, la flotta di pesca oceanica più importante sul piano comunitario in termini di produzione e numero di battelli è quella spagnola, che nel 1988 ha registrato la cattura di circa 185 000 t di tonno congelato, 60 000 t di crostacei e molluschi e 120 000 t di nasello congelato. Gli sbarchi della flotta spagnola rappresentano oltre il 60 % degli sbarchi comunitari dei suddetti prodotti e per alcuni di questi, come il nasello congelato, la proporzione può essere valutata addirittura all'80 %. È quindi evidente che l'aiuto in programma falserebbe la concorrenza nel settore della pesca.
Gli scambi intracomunitari dei prodotti sopracitati sono considerevoli; nel 1988, infatti, la Spagna ha importato dagli altri Stati membri ed esportato verso i medesimi rispettivamente 9 800 e 54 000 t di tonno, 154 000 e 48 000 t di crostacei e molluschi, nonché 74 000 e 19 700 t di naselli. La misura in esame influenzerebbe pertanto il commercio intracomunitario.
Di conseguenza, tale aiuto, in quanto incide sugli scambi all'interno della Comunità, falsa o quanto meno minaccia di falsare la concorrenza soprattutto nei confronti degli armatori degli altri Stati membri che, nell'esercizio della pesca oceanica, si trovano in una situazione analoga a quella degli armatori spagnoli. L'aiuto stesso non può essere considerato compatibile col mercato comune solo perché destinato ad ovviare agli svantaggi rilevati dal governo spagnolo, o perché è stata data una traduzione imprecisa ad alcuni termini riguardanti in realtà una categoria di aiuti che non comprende affatto l'aiuto in questione.
IV
Trattandosi di un provvedimento di sostegno finanziato mediante risorse statali e avente per effetto di rafforzare la competitività di taluni armatori spagnoli rispetto a quelli degli altri Stati membri, l'incentivo previsto dal progetto di decreto notificato è soggetto al regime dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato che dichiara incompatibili col mercato comune gli aiuti rispondenti a siffatte caratteristiche.
Considerate la natura e le finalità dell'aiuto, non si applicano nella fattispecie le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 2 del trattato che, del resto, non sono state fatte valere dal governo spagnolo.
Quanto alle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato, esse possono essere accordate in vista di obiettivi d'interesse comunitario e non già nell'interesse di settori particolari di un'economia nazionale. Queste deroghe devono essere interpretate « stricto sensu » nell'esame di qualsiasi programma di aiuti a finalità regionale o settoriale e possono essere riconosciute unicamente nei casi in cui la Commissione accerti l'assoluta necessità degli aiuti stessi per l'attuazione di uno degli obiettivi definiti dalle corrispondenti disposizioni del trattato CEE.
Riconoscere la validità di tali deroghe per aiuti sprovvisti di contropartita significherebbe ammettere ostacoli agli scambi intracomunitaria e distorsioni di concorrenze prive di qualsiasi giustificazione sotto il profilo dell'interesse comunitario.
Nel caso in esame non si è potuta constatare l'esistenza di alcuna contropartita e l'unica motivazione che il governo spagnolo abbia saputo dare, e che la Commissione sia riuscita a ravvisare, consiste praticamente nell'opportunità di concedere un vantaggio finanziario alla flotta spagnola di pesca oceanica che incontra difficoltà di approvvigionamento. Questa motivazione non consente però di dedurre che l'aiuto in causa risponde alle condizioni previste per l'applicazione di una delle deroghe contemplate all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato.
Infatti, per quanto riguarda la deroga a favore degli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività, le misure progettate dal governo spagnolo non sono idonee a produrre effetti di sviluppo economico ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato. Inoltre, la rilevante entità del commercio intracomunitario nel settore della pesca impedisce di presumere che le condizioni degli scambi non risulterebbero alterate in misura contraria all'interesse comune.
Non si tratta di aiuti al funzionamento direttamente connessi con un piano di ristrutturazione giudicato compatibile col mercato comune.
Il loro carattere generale vieta di considerarli alla stregua di aiuti all'assistenza tecnica in mare, i quali sono compatibili col mercato comune soltanto ove l'assistenza sia limitata ai casi d'emergenza cui un peschereccio non è normalmente in grado di far fronte con attrezzature e mezzi di rifornimento propri, ai sensi del punto II.B.5 delle linee direttrici. Questa disposizione relativa all'assistenza tecnica in mare si riferisce in realtà ad un'assistenza fornita in circostanze veramente straordinarie. Da quanto precede, si desume che l'aiuto previsto dal progetto di decreto notificato non presenta i requisiti prescritti per l'applicazione di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafi 2 e 3 del trattato ed è pertanto incompatibile col mercato comune,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'erogazione degli aiuti previsti dal progetto di decreto ministeriale spagnolo sul sostegno logistico alla flotta da pesca nel 1988, notificato il 29 settembre 1988, per le operazioni di approvvigionamento, mediante navi di sostegno logistico, dei pescherecci che praticano la pesca oceanica, è incompatibile col mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE, in quanto non si tratta d'incentivi accordati per l'assistenza tecnica in mare limitata ai casi d'emergenza cui un peschereccio non può normalmente far fronte con attrezzature e mezzi di rifornimento propri, a norma delle « linee direttrici per l'esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca ». Di conseguenza, l'entrata in vigore e la corresponsione di taluni aiuti non sono autorizzate.
Articolo 2
La Spagna comunica alla Commissione, entro due mesi dalla data di notifica della presente decisione, le misure da essa adottate per conformarvisi.
Articolo 3
Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 14 febbraio 1990.

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