Document ID: 32002D0825

Decisione della Commissione
del 24 aprile 2002
relativa all'aiuto di Stato al quale il Belgio ha dato esecuzione in favore del gruppo Beaulieu (Ter Leembek International)
[notificata con il numero C(2002) 1341]
(I testi in lingua francese e neerlandese sono i soli facenti fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/825/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato(1) gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli, e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con decisione del 4 ottobre 2000, notificata al Belgio il 16 ottobre 2000 [SG(D) 2000/107549], la Commissione ha deciso di chiudere il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, avviato nei confronti di taluni aiuti accordati dal Belgio in favore del gruppo Verlipack(2), ed ha revocato nel contempo la decisione del 16 settembre 1998 [SG(D) 98/8769](3), con la quale aveva deciso di non formulare obiezioni riguardo ad una parte degli stessi aiuti. La revoca è fondata sul fatto che la decisione del 16 settembre 1998 si basava su informazioni inesatte trasmesse nel corso del procedimento e d'importanza determinante per la decisione.
(2) Nel quadro dell'esame dell'aiuto la Commissione è stata informata di altre misure che potrebbero contenere elementi di aiuti di Stato in favore di Verlipack e/o del gruppo Beaulieu. Poiché si tratta di un nuovo intervento della Regione vallona, la Commissione ha invitato lo Stato belga, il 5 luglio 2000, a fornire informazioni che consentano di valutare le misure alla luce delle norme applicabili.
(3) Dopo vari richiami la Commissione ha deciso, con lettera del 19 gennaio 2001, d'ingiungere ufficialmente al Belgio di fornire le informazioni richieste per valutare la compatibilità con l'articolo 87 del trattato delle misure accordate in favore di Verlipack e/o del gruppo Beaulieu. Alcuni giorni prima della notifica dell'ingiunzione il Belgio ha presentato, con lettera protocollata il 15 gennaio 2001, la risposta alla lettera del 5 luglio 2000.
(4) Il 6 giugno 2001 la Commissione ha preso la decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato nei confronti degli aiuti. Il Belgio è stato informato con lettera dell'8 giugno 2001. Dopo aver chiesto una proroga, il Belgio ha risposto con lettera giunta alla Commissione il 26 luglio 2001.
(5) La pubblicazione di questa lettera sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(4) ha suscitato la reazione del "Collectif de défense des travailleurs licenciés" di Verlipack a Jumet e a Ghlin, con lettera del 3 dicembre 2001, e della Rappresentanza permanente del Regno Unito, con lettera del 7 dicembre 2001. Il Belgio ha risposto alla prima con lettera giunta alla Commissione il 16 gennaio 2002.
II. ANTEFATTI
II.1. Evoluzione del gruppo Verlipack
(6) Il gruppo Verlipack - fino alla dichiarazione di fallimento del 18 gennaio 1999 - è stato il maggiore produttore belga di vetro cavo da imballaggio (bottiglie e barattoli di vetro incolore o bruno per l'industria agroalimentare), con una quota di mercato del 20 % in Belgio e del 2 % nella Comunità europea. Esso impiegava 735 persone nei suoi stabilimenti di Ghlin, Jumet e Mol.
(7) Nel 1985, le autorità pubbliche belghe hanno acquisito una partecipazione nel capitale del gruppo Verlipack pari al 49 %, mentre il resto era detenuto da un operatore privato, il gruppo Beaulieu. Questa partecipazione - che era stata operata dalla "Société Nationale pour la Restructuration des Secteurs nationaux" (SNRSN) - è stata approvata dalla Commissione (aiuto N 123/85). Conformemente alla legge speciale del 15 gennaio 1989, la Regione vallona ha acquisito i titoli senza diritto di voto dei siti di Ghlin e di Jumet, mentre i titoli del sito di Mol sono stati ceduti alla Regione fiamminga.
(8) Nel 1992 il gruppo Verlipack ha beneficiato della concessione di due aiuti all'investimento per un importo complessivo di 502122500 BEF in applicazione di un regime a finalità regionale (legge del 30 dicembre 1970) approvato dalla Commissione(5). Inoltre, la concessione di un prestito partecipativo convertibile di 500 milioni di BEF da parte della "Société Régionale d'Investissement" (istituita con la legge del 2 aprile 1962) era stata oggetto di una decisione della Commissione dell'8 dicembre 1992, con la quale la Commissione aveva stabilito di non sollevare obiezioni(6). Le autorità vallone hanno in seguito spiegato che tale prestito partecipativo non è poi stato erogato per varie considerazioni interne; esse hanno inoltre indicato di avere adottato il 15 luglio 1993 una decisione che abrogava la loro decisione iniziale di accordare tali aiuti a Verlipack.
(9) Nel corso del procedimento sfociato nell'adozione della decisione del 4 ottobre 2000, il Belgio ha spiegato che il gruppo Verlipack aveva dei problemi, dovuti principalmente alla qualità della sua amministrazione e soprattutto a quella della produzione (attrezzature e tecnologia non abbastanza efficienti): se erano necessari investimenti per migliorare le attrezzature, il gruppo Beaulieu non poteva assumere completamente su di sé il carico e la gestione del suo programma di investimenti di 5500 milioni di BEF; questa situazione spiegherebbe in particolare perché la Regione vallona non ha versato gli aiuti che erano stati autorizzati.
(10) In seguito a vari aumenti di capitale realizzati dall'azionista privato (SA Imcopack Wallonie, detentrice dei siti di Ghlin e Jumet, e NV Imcopack Vlaanderen detentrice del sito di Mol, entrambe appartenenti al gruppo Beaulieu), la partecipazione pubblica è stata successivamente ridotta. Così, nel 1996, la Regione vallona partecipava al capitale delle società di gestione situate sul territorio vallone a concorrenza del 6,2 % nella SA Verlipack Jumet e dell'11,1 % nella sa Verlipack Ghlin. Al termine di questo progressivo disimpegno, le autorità pubbliche detenevano solo il 20,7 % del capitale del gruppo Verlipack.
(11) All'epoca le due società impiantate in Vallonia registravano delle perdite: la società di Ghlin ha subito una perdita operativa dell'8 % nel 1995 e del 16 % nel 1996; l'impresa di Jumet ha subito una perdita del 55 % nel 1995 e del 60 % nel 1996.
(12) Il gruppo Verlipack non sarebbe stato in grado di onorare le scadenze di rimborso dei prestiti bancari di fine 1996, rappresentanti più di 362,8 milioni di BEF, e sarebbe stato soggetto ai procedimenti di recupero delle banche.
(13) Il 1o settembre 1996, il gruppo Verlipack e il gruppo tedesco Heye-Glas hanno firmato un accordo di cooperazione tecnica.
(14) L'accordo di cooperazione tecnica fra il gruppo Verlipack e il gruppo Heye-Glas è stato poi esteso, l'11 aprile 1997, a un'assistenza amministrativa e finanziaria, con la quale il gruppo tedesco veniva implicato direttamente nella gestione e nella direzione del gruppo Verlipack. Al termine di tale operazione, le azioni detenute dalla Regione vallona nella SA Verlipack Ghlin e nella Verlipack Jumet sono state rilevate dal gruppo Beaulieu(7). Quest'ultimo e il gruppo Heye-Glas costituiscono una holding centrale, denominata Verlipack Holding I, controllata dal secondo tramite voto di maggioranza.
(15) Il capitale sociale di Verlipack Holding I è di 1,030 miliardi di BEF: è costituito da 515 milioni di BEF apportati dal gruppo Heye-Glas, mentre la parte restante è costituita dall'insieme delle attrezzature dei tre insediamenti apportato dal gruppo Beaulieu e stimato a 515 milioni di BEF. Da questa holding centrale è stata costituita una seconda holding, denominata Verlipack Holding II, dotata di un capitale di 1,230 miliardi di BEF, che è a capo dei tre siti di produzione. Gli organi di gestione dell'insieme del nuovo gruppo industriale sono concentrati al livello di Verlipack Holding II, in cui il gruppo Heye ha la maggioranza. Le direzioni dei vari servizi (commerciale, tecnico, contabile, finanziario e amministrativo) sono uniche per l'insieme del gruppo.
(16) I risultati annunciati dal gruppo Heye-Glas e Verlipack si sono tuttavia degradati in maniera significativa nel 1997. Alla data del 30 novembre 1997 dalla situazione consolidata provvisoria, non sottoposta a verifica, emergeva una perdita netta per l'anno di 828592044 BEF. Il 2 aprile 1998, le autorità vallone stimavano la perdita al 31 dicembre 1997 pari a circa 825 milioni di BEF, mentre il piano aziendale di Heye-Glas/Verlipack prevedeva una perdita di soli 368 milioni di BEF - vi era cioè uno scarto di 457 milioni di BEF rispetto alle previsioni.
(17) L'8 gennaio 1999 l'impresa Verlipack ha chiesto il concordato giudiziario per gli stabilimenti di Jumet e Ghlin ed ha annunciato la cessazione delle attività nello stabilimento di Mol. Secondo le informazioni riportate dai media, l'impresa giustificava tali misure "in parte almeno a causa della situazione difficile sul mercato del condizionamento del vetro" e "con le perdite accumulate e le previsioni non favorevoli, tenuto conto dell'eccesso di capacità di produzione del vetro sul mercato dell'Europa centrale".
(18) Il Tribunale di Commercio di Turnhout ha dichiarato, l'11 gennaio 1999, il fallimento del sito Verlipack di Mol, mentre il Tribunale di Commercio di Mons ha dichiarato, in data 18 gennaio 1999, il fallimento delle sei società del gruppo vetrario Verlipack (i siti di Ghlin e Jumet, Verlipack Belgium, Verlipack Engineering, Verlimo e Imcourlease).
(19) Verlipack Holding II, constatando di non disporre più della liquidità né delle attività sufficienti per far fronte ai debiti, l'11 febbraio 1999 ha dichiarato fallimento davanti al Tribunale di Commercio di Mons. Davanti a questo Tribunale, la Sowagep ("Société de gestion des participations de la Région wallonne dans des sociétés commerciales") è intervenuta per dichiarare di non voler recuperare il suo credito (accordando così un credito alla sua debitrice). Di conseguenza il Tribunale di Commercio di Mons ha constatato, il 31 maggio 1999, che le condizioni del fallimento non ricorrevano nel caso di Verlipack Holding II, anche se l'attività futura della società è ridotta alla sua messa in liquidazione per il venir meno del suo oggetto sociale.
II.2 Il gruppo Beaulieu
(20) Gruppo Beaulieu è la denominazione comune di una holding belga di società operanti nel settore dei tappeti e delle fibre sintetiche.
(21) Il gruppo Beaulieu (secondo fabbricante mondiale di tappeti) è di gran lunga anche il più grosso fabbricante europeo. Produce anche fibre di nylon per uso proprio, e si colloca pertanto fra i fabbricanti di tappeti che si sono integrati a monte nella produzione delle fibre di nylon.
(22) Il gruppo fa capo alla holding Ter Lembeek International, nota fino al 1994 sotto il nome di Beaulieu Wielsbeke(8).
(23) Beaulieu Wielsbeke NV, che ha rilevato le attività di Ter Lembeek International prima che tale società cambiasse denominazione, ha realizzato un fatturato di 6182220000 BEF nel 1998 e di 4821857000 BEF nel 1999, con perdite dell'ordine di 39036000 BEF nel 1998 e di 309520000 BEF nel 1999.
(24) Nel 1999 Beaulieu Wielsbeke impiegava 553 dipendenti, e il 98 % delle sue vendite era destinato all'esportazione.
III. L'INGIUNZIONE NEI CONFRONTI DEL BELGIO
(25) Nell'ambito del procedimento sfociato nell'adozione della decisione del 4 ottobre 2000, il Belgio ha descritto lo sviluppo di Verlipack nei mesi precedenti e in quelli successivi alla decisione della Commissione del 16 settembre 1998.
(26) La Commissione constata che, considerato il degrado della situazione di Verlipack a fine maggio 1998, si sono resi necessari nuovi sforzi da parte dei partner (banche, gruppo Beaulieu e Heye) nel quadro di un accordo di rilancio concluso il 5 giugno 1998. In tale contesto, e oltre alla conversione del prestito di 150 milioni di BEF della Sowagep in capitale, quest'ultima si è impegnata a trovare un nuovo investitore privato per un apporto in denaro di 100 milioni di BEF. Secondo le informazioni trasmesse dal Belgio, è risultato piuttosto rapidamente che questo nuovo piano di rilancio non dava i risultati attesi, cosicché la Sowagep non era più in grado di trovare un nuovo investitore privato.
(27) Il 26 giugno 1998 è stato deciso un nuovo aumento di capitale con un apporto di Heye(9) di 200 milioni di BEF per 19408 nuove azioni, e un apporto di Worldwide Investors Lussemburgo, trovato dal gruppo Beaulieu, di 100 milioni di BEF per 9704 nuove azioni.
(28) Nell'autunno 1998 l'impegno dell'investitore privato Worldwide Investors si è estinto con la cessione delle azioni al gruppo Beaulieu che, a sua volta, le ha cedute alla Regione vallona. La cessione è avvenuta come dazione in pagamento(10) ad estinzione del debito del gruppo Beaulieu con la Regione vallona per le azioni Verlipack detenute da quest'ultima, acquisite da questo gruppo nel dicembre 1996, valutate a 113712000 BEF e il cui rimborso, senza interessi, doveva iniziare soltanto dal 31 dicembre 2001.
(29) La Commissione constata che la dazione in pagamento del debito, il cui rimborso era fissato solo al 31 dicembre 2001, è intervenuta qualche settimana prima della presentazione dei libri contabili da parte di Verlipack.
(30) Nella sua lettera del 28 settembre 1999(11), il Belgio aveva indicato che la dazione in pagamento intervenuta nel dicembre 1998 in estinzione dei debiti del gruppo Beaulieu verso la Regione vallona poteva essere considerata come "un nuovo aumento di capitale di Verlipack, finanziato da Beaulieu, che è stato rimborsato attraverso l'estinzione del suo debito verso la regione vallona".
(31) Il Belgio, nella sua comunicazione del 10 aprile 1998(12), aveva manifestato l'intenzione di erogare a Verlipack 100 milioni di BEF sotto forma o di apporto di capitale o di prestito a lungo termine(13). Inoltre teneva "a precisare che non attuerà il suo progetto senza la previa notificazione alla Commissione e senza autorizzazione".
(32) Nella sua lettera del 14 dicembre 1998, indirizzata al Belgio nell'ambito del procedimento sfociato nell'adozione della decisione del 4 ottobre 2000, la Commissione si è riservata "di pronunciarsi riguardo a qualsiasi altro eventuale intervento delle autorità vallone in favore di Verlipack", posizione ribadita nella lettera del 13 gennaio 1999 nel quadro dello stesso caso. Il 4 febbraio 1999 il Belgio - sempre nel quadro dello stesso caso - dichiarava che "[non aveva] mai inteso finanziare il periodo di concordato, tenuto conto in particolare dei termini dell'ultima decisione [del 16 settembre 1998] della Commissione europea".
(33) Trattandosi di un nuovo intervento della Regione vallona connesso al rimborso del debito del gruppo Beaulieu nei confronti della medesima per la cessione dei titoli dei siti di Ghlin e di Jumet nel 1996, gli elementi sono stati portati a conoscenza della Commissione solo in modo indiretto.
(34) La Commissione ha informato il Belgio con lettera del 5 luglio 2000 di aver iscritto questo nuovo intervento nel registro degli aiuti non notificati con il numero NN 73/2000 per esaminarne la compatibilità con il mercato comune.
(35) In tale lettera la Commissione constatava, fra l'altro, che l'apporto di 100 milioni di BEF realizzato dalla Sowagep o dalla Regione vallona proveniva da risorse statali, ma che, trattandosi di un nuovo intervento pubblico, essa non disponeva in quel momento di tutte le informazioni necessarie per valutare la compatibilità della misura con l'articolo 87 del trattato.
(36) Nella stessa lettera, la Commissione esprimeva altresì i propri dubbi anche riguardo a un eventuale aiuto accordato dalla Regione vallona in favore del gruppo Beaulieu, dato che tale gruppo, in occasione dell'acquisizione delle quote dei siti di Ghlin e Jumet nel dicembre 1996, aveva ottenuto condizioni che non sarebbero accettabili per un istituto finanziario privato. La Commissione si chiedeva inoltre se la dazione in pagamento intervenuta nel dicembre 1998 a qualche settimana dalla presentazione dei libri contabili di Verlipack, per un importo di 100 milioni di BEF, non costituiva un aiuto in favore del gruppo Beaulieu ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(37) Nella lettera del 5 luglio 2000, la Commissione chiedeva in particolare informazioni sui seguenti aspetti: le attività di Worldwide Investors; le attività di ricerca di un investitore privato da parte della Sowagep; l'utilizzo di 100 milioni di BEF sottoscritti da Worldwide Investors nel giugno 1998; una spiegazione sulla differenza in valore delle 14214 azioni acquistate nel 1996 dal gruppo Beaulieu; una spiegazione sulla non conoscenza, da parte del gruppo tedesco Heye, di queste transazioni comportanti l'intervento delle autorità vallone; una spiegazione sulla scadenza di quattro anni senza interessi accordata dalla Regione vallona al gruppo Beaulieu per il pagamento delle 14214 azioni, nonché sulle circostanze che, a qualche settimana dalla presentazione dei libri contabili dei siti di Verlipack, e quindi con perfetta conoscenza della situazione deficitaria di Verlipack, hanno portato la Regione vallona ad accettare il rimborso anticipato di questo debito.
(38) Nella stessa lettera la Commissione si interrogava sulla determinazione del reale beneficiario dell'aumento di capitale di Verlipack, sottoscritto nel giugno 1998 da Worldwide Investors.
(39) Con lettera del 4 settembre 2000, il Belgio ha sollecitato la concessione di un termine supplementare, accordato dalla Commissione con lettera del 6 settembre 2000.
(40) Con lettera del 29 settembre 2000, la Commissione ha inviato un secondo richiamo.
(41) Il Belgio non ha presentato le informazioni richieste entro il termine impartito.
(42) Ritenendo che, in tali condizioni, il Belgio non le avesse fornito tutte le informazioni necessarie per permetterle di esaminare le misure in questione, e conformemente all'articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(14), la Commissione ha ingiunto al Belgio di fornirle tutti i documenti, informazioni e dati necessari per valutare la compatibilità con il mercato comune delle misure in oggetto in favore dell'impresa Verlipack e/o del gruppo Beaulieu. Questa decisione - che riprendeva i termini della lettera del 5 luglio 2000 per quanto riguarda le informazioni richieste - è stata notificata al Belgio con lettera del 19 gennaio 2001 [SG(D) 2001/285235].
IV. RISPOSTA DEL BELGIO E AVVIO DEL PROCEDIMENTO
(43) Con lettera del 15 gennaio 2001, il Belgio ha risposto alla lettera della Commissione del 5 luglio 2000 nei seguenti termini:
(44) Nonostante i cattivi risultati del gruppo Verlipack nel corso del 1997, si osservava dal marzo del 1998 una diminuzione delle perdite grazie a un incremento significativo della produttività. Un nuovo piano di rilancio è stato allora deciso dai partner privati e pubblici, che hanno concluso un accordo ("Heads of Agreement") il 5 giugno 1998. Tale piano può essere sintetizzato come segue:
SPAZIO PER TABELLA
(45) Per quanto riguarda gli interventi della Regione vallona, occorre precisare quanto segue:
(46) La conversione in capitale del prestito subordinato di 150 milioni di BEF è stata presa in considerazione nell'ambito della decisione finale negativa del 4 ottobre 2000.
(47) Quanto all'aumento di capitale di 100 milioni di BEF, la Regione vallona doveva cercare un investitore privato. Ora, secondo le autorità vallone, affinché il piano di rilancio potesse essere immediatamente attuato, il gruppo Beaulieu ha proposto di realizzare esso stesso questo impegno "a condizione che questo intervento sia solo temporaneo, e che esso gli venga rimborsato dal nuovo investitore che deve cercare la [Regione vallona]". Secondo il Belgio, era nel pieno interesse del gruppo Beaulieu (che aveva rinunciato a un credito di 600 milioni di BEF) che il piano di rilancio desse i risultati sperati.
(48) Nella fattispecie, è stata Worldwide Investors SA, una società lussemburghese di partecipazioni finanziarie, a procedere all'aumento di capitale di 100 milioni di BEF in favore di Verlipack il 26 giugno 1998. Secondo il Belgio, tale aumento è stato realizzato per conto del gruppo Beaulieu.
(49) Sempre secondo le autorità belghe, poiché il nuovo piano di rilancio non è riuscito ad arginare le perdite crescenti di Verlipack, la Regione vallona non ha potuto trovare un nuovo investitore privato.
(50) In tali circostanze, la Regione vallona e il gruppo Beaulieu hanno concordato di modificare le condizioni dell'accordo che ha permesso l'acquisizione, da parte del gruppo Beaulieu nel 1996, delle azioni detenute dalla Regione vallona nelle società Verlipack Ghlin e Verlipack Jumet. Secondo i termini della clausola addizionale del 20 novembre che modifica l'accordo del 1996 fra Beaulieu e la Regione vallona, il pagamento delle azioni acquisite da Beaulieu nel 1996 per un importo di 113712000 BEF "potrà essere effettuato con un versamento sul conto [della Regione vallona] o mediante dazione in pagamento di 9704 azioni ordinarie di SA Verlipack Holding II".
(51) In data 21 dicembre 1999, Worldwide Investors ha ceduto al gruppo Beaulieu 9704 azioni della società Verlipack Holding II. In cambio, il gruppo Beaulieu ha ceduto 9704 azioni della società Verlipack Holding I alla società Worldwide Investors. Il Belgio ha inoltre confermato che il gruppo Beaulieu ha ceduto alla Regione vallona nel dicembre 1998 - a una data non specificata dal Belgio, ma che si situa fra il 21 dicembre 1998 e il 31 dicembre 1998 - 9704 azioni di Verlipack Holding II "in cambio della rinuncia al credito della Regione vallona sul gruppo Beaulieu (allegato 5)(15)".
(52) Nella lettera registrata il 15 gennaio 2001, le autorità belghe presentavano esse stesse la loro risposta come incompleta per mancanza di collaborazione con il gruppo Beaulieu. Da allora non hanno inviato nessun'altra comunicazione alla Commissione, non foss'altro per sottolineare che la loro lettera copriva le questioni figuranti nell'ingiunzione a fornire informazioni.
(53) Alla luce delle informazioni disponibili, la Commissione ha concluso il 6 giugno 2001 che questa rinuncia al credito conteneva un trasferimento di risorse pubbliche imputabile allo Stato belga che configurava prima facie un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87 del trattato. La Commissione ha ritenuto inoltre che sussistessero dubbi sulla compatibilità degli aiuti di cui hanno beneficiato il gruppo Verlipack e/o il gruppo Beaulieu, e ha di conseguenza avviato il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2 del trattato. Questa decisione è stata comunicata al Belgio con lettera dell'8 giugno 2001.
V. COMMENTI DEL BELGIO
(54) Con lettera giunta alla Commissione il 27 luglio 2001, il Belgio ha ripreso le osservazioni che aveva precedentemente presentato nell'ambito dell'ingiunzione, e che possono essere sintetizzate come segue.
(55) Nonostante i cattivi risultati del gruppo Verlipack nel corso del 1997, si è osservata dal marzo del 1998 una diminuzione delle perdite grazie a un incremento significativo della produttività. Un nuovo piano di rilancio è stato allora deciso dai partner privati e pubblici, che hanno concluso un accordo ("Heads of Agreement") il 5 giugno 1998. Nell'ambito di questo piano, la Regione vallona si impegnava a i) convertire in capitale il prestito subordinato di 150 milioni di BEF, e ii) a cercare un investitore privato che apportasse 100 milioni di BEF al capitale di Verlipack.
(56) Per quanto concerne la conversione del prestito subordinato, questo elemento è stato preso in considerazione nel quadro della decisione finale negativa del 4 ottobre 2000. L'avvio del nuovo procedimento pertanto non lo riguarda.
(57) Quanto alla ricerca di un investitore privato, le autorità vallone indicano che questo impegno "non poteva essere mantenuto dalla Sowagep entro breve termine". Le autorità vallone indicano in seguito che: "Beaulieu ha allora proposto alla Sowagep di assumere questo impegno, a condizione che questo intervento fosse solo temporaneo e gli venisse rimborsato dal nuovo investitore che la Sowagep doveva cercare. Questo intervento di Beaulieu è il risultato di negoziati verbali e non è stato formalizzato da un accordo."
(58) Nella fattispecie, è stata Worldwide Investors a procedere all'aumento di capitale di 100 milioni di BEF in favore di Verlipack il 26 giugno 1998. Secondo il Belgio, tale aumento è stato realizzato per conto del gruppo Beaulieu.
(59) Sempre secondo le autorità belghe, poiché il nuovo piano di rilancio non è riuscito ad arginare le perdite crescenti di Verlipack, la Regione vallona non ha potuto trovare un nuovo investitore privato. In tali circostanze, la Regione vallona e il gruppo Beaulieu hanno concordato, con clausola addizionale del 20 novembre 1998, di modificare le condizioni dell'accordo che ha permesso l'acquisizione, da parte del gruppo Beaulieu nel 1996, delle azioni detenute dalla Regione vallona nelle società Verlipack Ghlin e Verlipack Jumet. Secondo i termini di questa clausola addizionale, il pagamento delle azioni acquisite da Beaulieu nel 1996 per un importo di 113712000 BEF avrebbe potuto essere effettuato "con un versamento sul conto [della Regione vallona] o mediante dazione in pagamento di 9704 azioni ordinarie di SA Verlipack Holding II".
(60) Secondo le autorità vallone questa clausola addizionale "mostra bene l'aspetto temporaneo dell'intervento di Beaulieu in favore del gruppo Verlipack e l'esistenza di un'operazione di conferimento per conto della Regione vallona" (pag. 7 della lettera del 26 luglio 2001).
(61) Infine, il 21 dicembre 1999, la società Worldwide Investors ha ceduto al gruppo Beaulieu 9704 azioni della società Verlipack Holding II. In cambio, il gruppo Beaulieu ha ceduto 9704 azioni della società Verlipack Holding I alla società Worldwide Investors.
(62) Il Belgio ha inoltre confermato che il gruppo Beaulieu aveva ceduto alla Regione vallona nel dicembre 1998 (a una data tuttora non specificata dal Belgio, ma che si situa fra il 21 dicembre 1998 e il 31 dicembre 1998) 9704 azioni di Verlipack Holding II "in cambio della rinuncia al credito della Regione vallona sul gruppo Beaulieu".
(63) Il valore reale di queste 9704 azioni era nullo. Dato che l'attivo di questa società era - secondo i termini del Tribunale di Commercio di Mons - "ridotto a un franco, essa si trova nell'impossibilità di ottenere un credito bancario per far fronte al suo passivo e [...], di conseguenza, vi sono le condizioni per il fallimento"(16).
VI. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(64) Il "Collectif de Défense des Travailleurs Licenciés" di Verlipack a Jumet e a Ghlin ha presentato dei commenti sui fatti rilevati dalla Commissione, e ha menzionato nelle sue osservazioni le conseguenze, sul piano sociale, della crisi del gruppo Verlipack. Ha inoltre fornito delle copie dei verbali del consiglio d'impresa di Verlipack nonché la copia di una lettera firmata da un delegato sindacale di Verlipack (sito di Ghlin).
(65) La Rappresentanza permanente del Regno Unito ha presentato delle osservazioni a nome dei principali fabbricanti del Regno Unito, la Carpet Foundation (precedentemente British Carpet Manufacturers Association):
a) i Britannici sono i principali utilizzatori di moquette in Europa, con il 97 % delle famiglie che usano questo tipo di rivestimento per il pavimento. Per ragioni evidenti, il mercato del Regno Unito è un obiettivo per la concorrenza estera, e le importazioni sono aumentate al punto che la moquette importata rappresenta attualmente il 64 % della moquette (in volume) installata nel Regno Unito (o il 47 % in valore);
b) questa crescita notevole ha minacciato l'esistenza dell'industria britannica della moquette. Nel 1970, quando le importazioni erano quasi insignificanti, l'industria della moquette impiegava 46000 persone. Ora, con le importazioni al 64 %, solo 8000 persone sono impiegate direttamente in questa industria;
c) Carpet Foundation ritiene che i principali beneficiari di questa importante penetrazione delle importazioni siano i fabbricanti stabiliti in Belgio che producono ora il 55 % della moquette importata nel Regno Unito. Nei vent'anni passati, le importazioni dal Belgio sono più che decuplicate, passando da 8 milioni di m2 nel 1980 a 85 milioni di m2 nel 2000;
d) il prezzo medio della moquette importata nel Regno Unito è di 3,83 GBP/m2, mentre quello della moquette esportata è di 6,43 GBP/m2. Le ultime cifre del DTI (Department of Trade & Industry) per il 1997 mostrano un deficit rispetto alla Comunità di 273 milioni di GBP;
e) la Commissione è a conoscenza del fatto che, in questi ultimi anni, Beaulieu è stata implicata in scenari finanziari dubbi. Per quanto riguarda il caso in oggetto, in cui Beaulieu ha saldato un debito di 113,7 milioni di BEF trasferendo alla Regione vallona 9704 azioni in Verlipack Holding II, Carpet Foundation ritiene che la Regione vallona abbia effettivamente rinunciato a un credito che costituisce l'equivalente di 1,5 milioni di GBP di aiuti di Stato. Carpet Foundation ritiene pertanto che la rinuncia a questo credito costituisca un aiuto al funzionamento in favore del gruppo Beaulieu/Verlipack, e che questo aiuto sia incompatibile con il mercato comune.
(66) Nei suoi commenti sulle osservazioni presentate dai terzi, il Belgio ha chiesto che la Commissione non tenga conto di queste osservazioni data l'assenza di rappresentatività del "Collectif des Travailleurs Licenciés".
(67) Il Belgio non ha presentato nel termine impartito commenti sulle osservazioni del Regno Unito.
VII. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
VII.1. Esistenza di un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato
(68) L'articolo 87, paragrafo 1, del trattato dichiara che sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra gli Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
(69) La nozione di aiuto è più ampia di quella di sovvenzione, e comprende anche gli interventi che, sotto forme diverse, alleggeriscono gli oneri che generalmente gravano sul bilancio di un'impresa, e che hanno effetti identici a quelli delle sovvenzioni. Ne deriva che una misura tramite la quale le autorità pubbliche accordano una rinuncia a un credito, pur non comportando alcun trasferimento diretto di risorse statali, pone i beneficiari in una situazione più favorevole degli altri contribuenti, e costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(70) Le tabelle seguenti forniscono le statistiche per i tappeti e per altri rivestimenti per i pavimenti in materia tessile, e mostrano l'esistenza di scambi fra il Belgio e il resto degli Stati membri:
SPAZIO PER TABELLA
(Fonte: Eurostat)
SPAZIO PER TABELLA
(Fonte: Eurostat)
(71) Inoltre, e tenuto conto della posizione del beneficiario degli aiuti sul mercato(17), ogni aiuto concesso a questo gruppo è di natura tale da incidere sui detti scambi e falsare la concorrenza(18). Le vendite di Beaulieu Wielsbeke NV (società figlia di Ter Lembeek International operante nel settore della moquette e dei tappeti) negli anni 1997, 1998 e 1999 sono state rispettivamente di 4379764000, 6182220000 e 4821857000 BEF.
(72) Questi dati, confortati da quelli forniti dalla Rappresentanza permanente del Regno Unito, mostrano l'esistenza di scambi considerevoli in seno alla Comunità.
VII.2. Apporto di 100 milioni di BEF a Verlipack Holding II
(73) Indipendentemente dalla complessità del dispositivo giuridico-finanziario sotteso all'intervento del giugno 1998 della società lussemburghese di partecipazioni finanziarie Worldwide Investors, che ha effettuato l'apporto di 100 milioni di BEF a Verlipack Holding II, un elemento indiscutibile emerge dal contesto: il gruppo Beaulieu nel dicembre 1998 ha saldato un debito di 113712000 BEF con la Regione vallona dando in pagamento 9704 azioni di Verlipack Holding II il cui valore nominale era di 100 milioni di BEF, mentre quello reale doveva essere notevolmente inferiore, tenuto conto della situazione patrimoniale di detta società.
(74) Per quanto riguarda il valore di queste 9704 azioni, va tenuto conto di quanto segue:
(75) L'11 febbraio 1999 Verlipack Holding II ha dichiarato la cessazione dei pagamenti presso la cancelleria del Tribunale di Commercio di Mons, che ha rilevato che la cessazione dei pagamenti risaliva al mese di giugno 1998. La decisione del Tribunale di Commercio di Mons che ne è derivata indica fra l'altro: "considerato che, secondo la società Verlipack Holding II, che ha un attivo ridotto a UN FRANCO, essa si trova nell'impossibilità di far fronte al suo passivo e che, di conseguenza, vi sono le condizioni per il fallimento".
(76) Nella fattispecie, il fallimento non è stato dichiarato. La Regione vallona è in effetti intervenuta per dichiarare di non volere recuperare il suo credito (accordando così un credito alla sua debitrice), e ha proposto di assumersi il costo di una liquidazione volontaria. Di conseguenza il Tribunale di Commercio di Mons ha constatato, il 31 maggio 1999, che le condizioni del fallimento non ricorrevano nel caso di Verlipack Holding II, anche se l'attività futura della società era ridotta alla sua messa in liquidazione per il venir meno del suo oggetto sociale.
(77) Il Belgio sostiene che il prezzo di 113712000 BEF fissato nel dicembre 1996 per le azioni senza diritto di voto e per le azioni di godimento cedute dalla Sowagep al gruppo Beaulieu non corrispondeva al loro valore. Si trattava infatti, secondo il Belgio, "di un prezzo imposto in forza del decreto reale del 7 maggio 1985"(19). In virtù dell'articolo 3 del citato decreto reale, il prezzo di riscatto delle azioni privilegiate senza diritto di voto "non può essere inferiore all'80 % del prezzo di emissione". Il prezzo di 113712000 BEF delle azioni e delle azioni di godimento riscattato dal gruppo Beaulieu nel dicembre 1996 rappresentava, secondo il Belgio, l'80 % del prezzo di emissione.
(78) L'obbligo di fissare un prezzo equivalente all'80 % del prezzo di emissione è un obbligo di legge imposto indistintamente a tutti coloro che desiderano acquistare questo tipo di azioni privilegiate.
(79) Indipendentemente dal fatto che il prezzo d'acquisto è stato fissato sulla base di una normativa nazionale applicabile indistintamente - come ha riconosciuto il Belgio nella sua lettera del 26 luglio 2001 - a quanti desiderano acquistare questo tipo di azioni privilegiate, va constatato che il prezzo così fissato doveva essere saldato dal gruppo Beaulieu. Ciò è stato confermato dalle autorità belghe quando queste hanno indicato, nella loro lettera del 15 gennaio 2001(20), che "il debito di 113712000 BEF del gruppo Beaulieu con la Regione vallona era un debito certo il cui rimborso non era assolutamente legato alla situazione finanziaria del gruppo Verlipack".
(80) Nella misura in cui - secondo la sentenza del Tribunale di Commercio di Mons del 31 maggio 1999 - l'attivo di Verlipack Holding II, che aveva dichiarato la cessazione dei pagamenti l'11 febbraio 1999, era ridotto a un franco, con la precisazione "che la cessazione dei pagamenti risaliva al mese di giugno 1998"(21), le azioni ricevute in pagamento avevano valore nullo. Accettandole come estinzione di un debito certo di 113712000 BEF, la Regione vallona ha rinunciato nei confronti del gruppo Beaulieu a un credito pari a questo importo.
(81) Di conseguenza la Commissione ritiene che questa operazione costituisca una "rinuncia di credito", come confermato dal Belgio nella lettera del 15 gennaio 2001(22). Il Belgio sostiene tuttavia che il gruppo Beaulieu non ha tratto alcun vantaggio economico da tale operazione, poiché il Belgio, con questa rinuncia al credito, avrebbe compensato il gruppo Beaulieu per "l'apporto di capitale effettuato nel giugno 1998". La differenza fra i 113712000 BEF (importo del credito) e i 100 milioni di BEF (importo nominale dell'apporto di capitale) sarebbe giustificata "dal rimborso anticipato di tale debito(23) [...] e dalla remunerazione dell'operazione di conferimento".
(82) Su quest'ultimo aspetto conviene ricordare i termini dell'accordo ("Heads of Agreement") del 5 giugno 1998. Il punto 2 indica: "Capital increase (cash) of BEF 100 promoted by Sowagep in Verlipack Holding II (to be used for corresponding capital increases in the Verlipack group companies). A new shareholder must be accepted by all shareholders of Verlipack Holding II". Il Belgio, nella lettera del 15 gennaio 2001, ha indicato che è in tale contesto che "la SOWAGEP si è impegnata a trovare un nuovo investitore privato per un apporto in contanti di 100 milioni di BEF" (pag. 2). Nella lettera del 26 luglio 2001, il Belgio indica, fra le misure previste da tale accordo: "aumento di capitale di 100 milioni di BEF da parte di un investitore privato presentato dalla Sowagep (divenuta nel frattempo Sogepa)" (pag. 6).
(83) Da tali elementi risulta che le autorità vallone si sono impegnate, nel quadro degli Heads of Agreements, a presentare un investitore e non ad apportare 100 milioni di BEF nel capitale di Verlipack Holding II.
(84) Nonostante l'ingiunzione formale, e anche dopo l'avvio del procedimento, il Belgio non ha fornito la prova dell'esistenza di un accordo fra il gruppo Beaulieu e la Regione vallona in virtù del quale Beaulieu avrebbe rilevato l'impegno assunto dalla Regione vallona (nel quadro degli Heads of Agreements) di trovare un investitore che avrebbe conferito 100 milioni di BEF.
(85) Nella fattispecie, il Belgio non ha neanche fornito la prova dell'esistenza di un accordo di conferimento fra il gruppo Beaulieu e la società lussemburghese Worldwide Investors.
(86) Il Belgio ha del resto confermato, nella sua risposta all'apertura del procedimento, che non vi è stato un accordo formale ma "negoziati verbali che non sono stati formalizzati da un accordo"(24).
(87) Se si dovesse ritenere, alla luce delle osservazioni presentate dal Belgio, che il gruppo Beaulieu ha deciso di prendere su di sé l'impegno assunto dalla Regione vallona nell'ambito degli Heads of Agreement, occorrerebbe allora concludere che il gruppo Beaulieu si è impegnato a presentare un investitore e non a effettuare un apporto di 100 milioni di BEF nel capitale di Verlipack II. Un investitore privato è stato trovato, ossia Worldwide Investors, che era disposto a correre il rischio di investire in un'impresa come Verlipack Holding II.
(88) La risposta all'avvio del procedimento suggerisce - senza che ciò sia confortato da alcun elemento concreto - che il presunto accordo verbale fra il gruppo Beaulieu e la Regione vallona, secondo il quale il primo assumerebbe l'impegno preso dalla seconda (nel quadro degli Heads of Agreement del 5 giugno 1998) di trovare un investitore che effettui un apporto di 100 milioni di BEF, avrebbe una portata che va ben al di là dell'impegno preso dalla Regione vallona nell'ambito degli Heads of Agreement (trovare un investitore che conferisca 100 milioni di BEF).
(89) Così, il gruppo Beaulieu non sarebbe solo subentrato alla Regione vallona per quanto riguarda l'impegno assunto nel quadro degli Heads of Agreement (trovare un investitore che conferisse 100 milioni di BEF), ma, andando al di là di questo impegno, esso intendeva ottenere in ogni caso l'apporto di 100 milioni di BEF nel capitale di Verlipack Holding II senza dover sostenere esso stesso tale apporto, cosa che la Sowagep gli avrebbe garantito.
(90) Sulla base degli elementi forniti dal Belgio, la Commissione ritiene che tale Stato membro non abbia dimostrato: i) l'esistenza di un accordo in virtù del quale il gruppo Beaulieu avrebbe rilevato l'impegno di trovare un investitore che effettuasse un apporto di 100 milioni di BEF; ii) l'esistenza di un secondo accordo - distinto e di portata più ampia del primo - in virtù del quale il Belgio avrebbe garantito al gruppo Beaulieu il rimborso dei 100 milioni di BEF che avrebbe dovuto apportare l'investitore privato.
(91) L'unico elemento indubbio resta il fatto che la Regione vallona ha rinunciato, il 20 novembre 1998, a un credito certo di 113712000 BEF nei confronti del gruppo Beaulieu in cambio di 9704 azioni di una società (Verlipack Holding II), la cui situazione si era ulteriormente degradata al punto da giustificare un nuovo piano di rifinanziamento nel giugno 1998, nell'ambito del quale non era stato possibile trovare un investitore privato che accettasse di realizzare un apporto di 100 milioni di BEF nel capitale sociale. L'11 febbraio 1999 l'attivo di questa società è stato valutato a un franco.
(92) Alla luce di questi vari elementi, la Commissione conclude che questa rinuncia al credito sia un trasferimento di risorse pubbliche, imputabile allo Stato belga, che configura un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87 del trattato.
VII.3. Rinuncia a un credito in favore di Verlipack Holding II
(93) L'8 gennaio 1999 l'impresa Verlipack ha chiesto il concordato giudiziario per gli stabilimenti di Jumet e Ghlin ed ha annunciato la cessazione delle attività nello stabilimento di Mol. Il Tribunale di Commercio di Turnhout ha dichiarato, l'11 gennaio 1999, il fallimento del sito Verlipack di Mol, mentre il Tribunale di Commercio di Mons ha dichiarato, in data 18 gennaio 1999, il fallimento delle sei società del gruppo vetrario Verlipack (i siti di Ghlin e Jumet, Verlipack Belgium, Verlipack Engineering, Verlimo e Imcourlease).
(94) Verlipack Holding II, constatando di non disporre più della liquidità né delle attività sufficienti per far fronte ai debiti, l'11 febbraio 1999 ha dichiarato fallimento davanti al Tribunale di Commercio di Mons. Davanti a questo Tribunale la Sowagep, "agendo su incarico e per conto della Regione vallona azionista di minoranza della società"(25), è intervenuta per dichiarare che non voleva recuperare il suo credito (accordando così un credito alla sua debitrice), e che si assumeva il costo di una liquidazione volontaria. Di conseguenza il Tribunale di Commercio di Mons ha constatato, il 31 maggio 1999, che le condizioni del fallimento non ricorrevano nel caso di Verlipack Holding II, pur sottolineando che l'attività futura della società sarebbe stata ridotta alla sua messa in liquidazione per il venir meno del suo oggetto sociale.
(95) Interrogata su questo punto in occasione dell'avvio del procedimento, la Regione vallona ha confermato che, in seguito all'adozione della decisione negativa del 4 ottobre 2000, essa ha ingiunto a Verlipack Holding II di rimborsarle gli aiuti. In seguito a questa messa in mora, il Tribunale di Commercio di Mons ha dichiarato il fallimento di Verlipack Holding II il 19 febbraio 2001.
(96) La Commissione constata che l'oggetto sociale di Verlipack Holding II era la detenzione e la gestione delle partecipazioni di una serie di società dichiarate fallite, e che questa circostanza ha portato al venir meno del suo oggetto sociale. L'unica attività della società era quindi limitata alla sua messa in liquidazione. Nella misura in cui il valore del patrimonio era nullo, nessuno dei creditori poteva ragionevolmente sperare di recuperare anche solo una parte dei propri crediti. In tali circostanze, e tenuto conto della chiusura di tutti gli impianti di produzione e del fatto che la holding era essa stessa in liquidazione, la Commissione ritiene che la rinuncia al credito accordata in favore di Verlipack Holding II non abbia implicato nella fattispecie un trasferimento di risorse pubbliche comportante un vantaggio economico per Verlipack Holding II o per gli altri creditori tale da falsare la concorrenza o gli scambi.
VII.4. Compatibilità dell'aiuto
(97) La Commissione prende atto del fatto che il Belgio non ha invocato il beneficio di nessuna delle deroghe previste dal trattato, e che la sua posizione consiste nel sostenere l'assenza di aiuti di Stato.
(98) La Commissione ritiene comunque che le deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 2, del trattato non si applichino alla misura in esame, dato che essa non costituisce un aiuto a carattere sociale concesso a singoli consumatori, né un aiuto destinato a ovviare a danni arrecati da calamità naturali o a compensare gli svantaggi economici provocati dalla divisione della Germania.
(99) Non sono neanche applicabili le deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 3, lettere a), b) e d), del trattato, poiché l'aiuto non è destinato a compensare gli svantaggi economici di certe regioni, né a promuovere la realizzazione di importanti progetti di interesse europeo, né, infine, a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio.
(100) Resta quindi da esaminare se l'aiuto in questione può o meno beneficiare della deroga prevista dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, come aiuto destinato ad agevolare lo sviluppo di talune attività, sempre che non alteri le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
(101) Le unità di produzione di certe società del gruppo Beaulieu sono, in effetti, situate in una regione assistita ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato. Queste zone beneficiano di regimi di aiuti a finalità regionale autorizzati dalla Commissione, il cui massimale è del 25 % netto. Il Belgio tuttavia, nella sua risposta all'avvio del procedimento, non ha fornito alcun elemento che permetta di classificare l'aiuto in questione come aiuto all'investimento, né che permetta di verificare l'ammissibilità di detti investimenti o di calcolare l'intensità di un tale aiuto.
(102) Di conseguenza la Commissione ritiene che, per quanto riguarda l'aiuto in questione, non ricorrano le condizioni d'applicazione della deroga prevista all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato in relazione allo sviluppo di certe regioni economiche.
(103) Gli elementi in possesso della Commissione relativi agli interventi delle autorità vallone la inducono a ritenere che le misure in questione rivestano il carattere di aiuti al funzionamento in favore del gruppo Beaulieu, aiuti incompatibili con il mercato comune.
(104) Tali misure sono infatti dirette a evitare al gruppo Beaulieu i costi che avrebbe dovuto sostenere da solo nelle normali condizioni della sua gestione corrente o delle sue attività.
(105) Come la Commissione ha avuto occasione di indicare ai punti da 4.15 a 4.17 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale(26), gli aiuti regionali destinati a ridurre le spese correnti delle imprese (aiuti al funzionamento) sono di norma incompatibili con il mercato comune.
(106) Tuttavia, aiuti di questo tipo possono essere concessi in via eccezionale a favore di imprese impiantate in regioni beneficianti della deroga prevista all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato, purché essi siano giustificati per il loro contributo allo sviluppo regionale, per la loro natura, e purché il loro livello sia proporzionale agli svantaggi che intendono compensare. Ora, la Commissione osserva che i siti di produzione del gruppo Beaulieu non sono situati in una delle regioni contemplate dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato.
(107) Tenuto conto di quanto precede, la Commissione ritiene che l'aiuto non sia compatibile con il mercato comune.
VIII. CONCLUSIONI
(108) L'aiuto di Stato al quale il Belgio ha dato esecuzione in favore del gruppo Beaulieu (Ter Lembeek International), nella forma di una rinuncia a un credito per un importo di 113712000 BEF, è incompatibile con il mercato comune.
(109) La Commissione constata che il Belgio ha dato esecuzione illegalmente all'aiuto in oggetto in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3.
(110) L'articolo 14 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio prevede che ogni aiuto illegale di cui la Commissione abbia constatato l'incompatibilità col mercato comune sia oggetto di una decisione di recupero presso il beneficiario.
(111) Per ripristinare le condizioni economiche che l'impresa avrebbe dovuto affrontare se non le fosse stato accordato l'aiuto incompatibile, le autorità belghe devono prendere tutte le misure necessarie per annullare i vantaggi che derivano dall'aiuto e per recuperarlo presso il beneficiario.
(112) L'aiuto deve essere recuperato secondo le procedure del diritto nazionale. L'aiuto da recuperare comprende interessi che decorrono dalla data in cui l'aiuto è divenuto disponibile per il beneficiario fino alla data del recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione netto nell'ambito degli aiuti a finalità regionale in Belgio(27),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto di Stato al quale il Belgio ha dato esecuzione in favore del gruppo Beaulieu (Ter Lembeek International) nella forma di una rinuncia a un credito per un importo di 113712000 BEF è incompatibile con il mercato comune.
Articolo 2
1. Il Belgio prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare dal beneficiario l'aiuto di cui all'articolo 1, già posto illegalmente a sua disposizione.
2. Il recupero viene eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto interno a condizione che queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. L'aiuto da recuperare comprende gli interessi, che decorrono dalla data in cui l'aiuto è divenuto disponibile per il beneficiario fino alla data del recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione nell'ambito degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 3
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, il Belgio informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 4
Il Regno del Belgio è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 24 aprile 2002.

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