Document ID: 31988R1969

REGOLAMENTO (CEE) N. 1969/88 DEL CONSIGLIO del 24 giugno 1988 che istituisce un meccanismo unico di sostegno finanziario a medio termine delle bilance dei pagamenti degli Stati membri
IL CONSIGLIO DELLE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare gli articoli 108 e 235,
vista la proposta della Commissione, presentata previa consultazione del Comitato monetario (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
considerando che l'articolo 108 del trattato prevede la concessione da parte del Consiglio, su raccomandazione della Commissione, di un concorso reciproco in caso di difficoltà o di grave minaccia di difficoltà della bilancia dei pagamenti di uno Stato membro; che la risoluzione del Consiglio europeo del 5 dicembre 1978, relativa all'istituzione del sistema monetario europeo e alle questioni annesse, ha confermato la necessità di un meccanismo comunitario di sostegno finanziario a medio termine delle bilance dei pagamenti;
considerando che un'operazione di prestito ad uno Stato membro deve poter essere attuata rapidamente per permettere l'adozione da parte di tale Stato membro, in tempo utile e in condizioni di cambio ordinate, delle misure di politica economica atte a prevenire il manifestarsi di una crisi acuta nella bilancia dei pagamenti e a sostenere i suoi sforzi di convergenza;
considerando che ogni operazione di prestito ad uno Stato membro deve essere collegata all'adozione, da parte del medesimo, di misure di politica economica atte a ristabilire o ad assicurare una situazione sostenibile della sua bilancia dei pagamenti e commisurate alla gravità della situazione ed all'evoluzione della medesima;
considerando che è necessario prevedere in anticipo procedure e strumenti appropriati in modo che la Comunità e gli Stati membri possano provvedere, se necessario, ad una rapida attuazione di un sostegno finanziario a medio termine, in particolare quando le circostanze richiedono un'azione immediata;
considerando che la Comunità, per provvedere al finanziamento del sostegno accordato, deve poter utilizzare il suo credito per prendere a prestito dei fondi per metterli a disposizione degli Stati membri interessati, sotto forma di prestiti; che operazioni di questo tipo sono necessarie per realizzare gli obiettivi della Comunità, come sono definiti nel trattato, segnatamente lo sviluppo armonioso delle attività economiche nell'insieme della Comunità; che il trattato non ha previsto i poteri d'azione a tal uopo richiesti, diversi da quelli dell'articolo 235;
considerando che con la decisione 71/143/CEE (3), modificata da ultimo dalla decisione 86/656/CEE (4), il Consiglio ha istituito un meccanismo di concorso finanziario a medio termine inizialmente valido per un periodo di quattro anni a decorrere dal 1° gennaio 1972; che tale meccanismo da allora è stato rinnovato e prorogato, da ultimo, di due anni, con scadenza al 31 dicembre 1988, con la decisione 86/656/CEE; che questo meccanismo prevede che gli Stati membri concedano, a concorrenza di determinati massimali, crediti a medio termine ad uno o più Stati membri che hanno difficoltà nella bilancia dei pagamenti;
considerando che con il regolamento (CEE) n. 682/81 (5), modificato dal regolamento (CEE) n. 1131/85 (6), il Consiglio ha adattato il meccanismo di prestiti comunitari destinati al sostegno delle bilance dei pagamenti degli Stati membri; che tale meccanismo prevede che la Comunità proceda, secondo le necessità e nei limiti di un massimale di esposizione debitoria, ad operazioni di raccolta di fondi per riprestarli ad uno o più Stati membri che hanno difficoltà nella bilancia dei pagamenti;
considerando che il meccanismo dei prestiti comunitari ha dimostrato la sua efficacia; che continua ad essere, nella sua concezione generale e nella modalità di applicazione, conforme agli obiettivi della Comunità; che, tenuto conto della capacità e delle condizioni dell'indebitamento della Comunità presso istituzioni finanziarie o sui mercati dei capitali, l'attivazione di questo meccanismo può costituire la forma principale del concorso reciproco previsto all'articolo 108 del trattato; che il massimale di esposizione debitoria collegato a questo meccanismo deve essere adattato in conseguenza;
considerando tuttavia che è opportuno che gli obblighi di finanziamento da parte di Stati membri, a titolo del meccanismo di concorso finanziario a medio termine, restino validi fino al passaggio alla fase definitiva del sistema monetario europeo, per poterne assicurare la coesione e la stabilità, indipendentemente dalle condizioni prevalenti sui mercati internazionali di capitali; che tuttavia è opportuno semplificare le procedure attualmente previste in caso di esonero di uno Stato membro dal contribuire o di mobilizzazione dei loro crediti da parte degli Stati membri;
considerando che è opportuno unificare il concorso finanziario a medio termine e il meccanismo di prestiti comunitari in un meccanismo unico di sostegno finanziario a medio termine,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un meccanismo comunitario di sostegno finanziario a medio termine che permetta la concessione di prestiti ad uno o più Stati membri che si trovino in difficoltà o in grave minaccia di difficoltà nella bilancia dei pagamenti correnti o in quella dei movimenti di capitali.
La consistenza, in linea di capitale, dei prestiti che possono essere accordati agli Stati membri a norma di tale meccanismo è limitata a 16 miliardi di ECU.
2. La Commissione è abilitata a contrattare, a nome della Comunità economica europea, ai sensi di una decisione adottata dal Consiglio a norma dell'articolo 3 e previa consultazione del Comitato monetario, prestiti sui mercati dei capitali o presso istituzioni finanziarie.
La consistenza, in linea capitale, dei prestiti che possono essere accordati agli Stati membri è limitata a 14 miliardi di ECU.
3. Se il ricorso ai mercati dei capitali o alle istituzioni finanziarie non può avvenire in condizioni soddisfacenti, o se il margine disponibile nel quadro del massimale di cui al paragrafo 2 risulta insufficiente, al finanziamento totale o parziale dei prestiti comunitari provvedono gli altri Stati membri, fino a concorrenza dei massimali di esposizione debitoria, in linea capitale, che figurano in allegato.
Articolo 2
Quando uno Stato membro si propone di ricorrere a fonti di finanziamento esterne alla Comunità, comportanti condizioni di politica economica, consulta preventivamente la Commissione e gli altri Stati membri per esaminare, fra l'altro, la possibilità offerta dal meccanismo comunitario di sostegno finanziario a medio termine. Tale consultazione avviene in seno al Comitato monetario.
Articolo 3
1. Il meccanismo di sostegno finanziario a medio termine può essere attivato dal Consiglio, su iniziativa:
- della Commissione che agisce a norma dell'articolo 108 del trattato in accordo con lo Stato membro che desidera ricorrere ad un finanziamento comunitario;
- di uno Stato membro che si trovi in difficoltà o in grave minaccia di difficoltà nella bilancia dei pagamenti correnti o in quella dei movimenti di capitali.
2. Il Consiglio, previo esame della situazione dello Stato membro che desidera ricorrere al sostegno finanziario a medio termine e del programma di risanamento o di accompagnamento che esso presenta a sostegno della sua domanda, decide, in linea di principio nel corso della stessa sessione:
- sulla concessione di un prestito o di una linea di finanziamento appropriata, sul suo importo e sulla sua durata media;
- sulle condizioni di politica economica alle quali è subordinato il sostegno finanziario a medio termine al fine di ripristinare o di garantire una situazione sostenibile della bilancia dei pagamenti;
- sulle modalità del prestito o della linea di finanziamento il cui versamento o prelievo sarà in linea di principio effettuato in frazioni successive; la liberazione di ogni frazione è soggetta alla verifica dei risultati ottenuti nell'attuazione del programma rispetto agli obiettivi prefissi.
3. L'eventuale finanziamento da parte degli Stati membri di tutto o parte del sostegno finanziario a medio termine è deciso dal Consiglio. In tal caso il Consiglio, oltre ad adottare le decisioni di cui al paragrafo 2, decide sull'importo dei contributi di tali Stati nonché sulle condizioni finanziarie dei crediti che essi concedono a tal fine. Il Consiglio può esonerare dal contributo uno o più Stati membri che presentino difficoltà attuali o prevedibili di bilancia dei pagamenti.
Articolo 4
In caso di introduzione o di reintroduzione di restrizioni ai movimenti di capitali in applicazione dell'articolo 109 del trattato, durante la durata del sostegno finanziario, le condizioni e le modalità di quest'ultimo sono riesaminate conformemente all'articolo 108 del trattato.
Articolo 5
La Commissione prende le misure necessarie al fine di verificare ad intervalli regolari, in collaborazione con il Comitato monetario, che la politica economica dello Stato membro beneficiario di un prestito della Comunità è conforme al programma di risanamento o di accompagnamento o alle altre eventuali condizioni approvate dal Consiglio a norma dell'articolo 3. A tal fine, lo Stato membro mette a disposizione della Commissione tutte le informazioni necessarie. In funzione dei risultati della verifica, la Commissione, previo parere del Comitato monetario, decide sui versamenti successivi.
Il Consiglio decide sulle eventuali modifiche da apportare alle condizioni di politica economica inizialmente fissate.
Articolo 6
1. I prestiti accordati a titolo del sostegno finanziario a medio termine possono intervenire a consolidamento di un sostegno monetario a breve termine accordato dalle banche centrali degli Stati membri.
2. A richiesta dello Stato membro beneficiario, i prestiti di cui al paragrafo 1 possono contemplare la possibilità di rimborso anticipato.
Articolo 7
1. Le operazioni di assunzione di prestiti e le corrispondenti operazioni di erogazione, di cui all'articolo 1, vengono eseguite con la stessa data di valuta e non devono implicare per la Comunità né trasformazione di scadenza, né rischio di cambio o di tasso di interesse, né qualsiasi altro rischio commerciale.
Le operazioni di assunzione di prestiti espresse, pagabili o rimborsabili nella moneta di uno Stato membro, possono essere concluse soltanto previa consultazione delle autorità competenti di detto Stato.
Quando uno Stato membro beneficia di un prestito accompagnato da una clausola di rimborso anticipato e decide di avvalersi di questa facoltà, la Commissione prende le disposizioni necessarie.
2. Su richiesta dello Stato membro debitore e se le circostanze permettono un miglioramento del tasso d'interesse sui prestiti, la Commissione può procedere ad un rifinanziamento o ad un riassetto delle condizioni finanziarie della totalità o di parte dei prestiti inizialmente assunti.
Le operazioni di rifinanziamento o di riassetto debbono essere realizzate alle condizioni previste dal paragrafo 1 e non devono provocare un allungamento della durata media dei prestiti oggetto di tali operazioni né un aumento dell'ammontare, espresso al tasso di cambio corrente, del capitale non ancora rimborsato alla data delle suddette operazioni.
3. Le spese in cui la Comunità incorre per la conclusione e l'esecuzione di ogni operazione sono sostenute dallo Stato membro beneficiario.
4. Il Comitato monetario è tenuto informato dello svolgimento delle operazioni di cui al paragrafo 1, terzo comma e al paragrafo 2, primo comma.
Articolo 8
1. Ogni Stato membro creditore a titolo del meccanismo di cui all'articolo 1 che venisse a trovarsi in difficoltà nella bilancia dei pagamenti e/o a subire una diminuzione improvvisa delle sue riserve valutarie, può chiedere la mobilizzazione del suo credito. Alla luce delle circostanze, il Consiglio decide la mobilizzazione, secondo le seguenti modalità o un'opportuna combinazione di esse:
- rifinanziamento effettuato tramite prestiti della Comunità presso le istituzioni finanziarie o sui mercato dei capitali, alle condizioni di cui all'articolo 7,
- trasferimento di credito presso altri Stati membri creditori,
- rimborso anticipato, totale o parziale, da parte dello o degli Stati membri debitori.
2. In caso di rifinanziamento operato in conformità del paragrafo 1, lo Stato debitore accetta che la moneta di conto in cui è stato inizialmente espresso il suo debito sia sostituita dalla moneta utilizzata per il rifinanziamento. Se del caso, lo Stato membro debitore sopporta l'eventuale onere supplementare derivante da una modifica del tasso d'interesse nonché le spese in cui la Comunità incorre per la conclusione a l'esecuzione dell'operazione.
3. Ogni Stato membro creditore può convenire con uno o più altri Stati membri il trasferimento totale o parziale del suo credito. Gli Stati membri interessati notificano tale trasferimento alla Commissione e al Comitato monetario.
4. Ogni Stato membro creditore di un prestito che prevede una clausola di rimborso anticipato prende le disposizioni necessarie quando lo Stato membro debitore decide di ricorrere a tale facoltà. Gli Stati membri interessati notificano l'operazione alla Commissione e al Comitato monetario.
Articolo 9
Per l'applicazione dei massimali di cui all'articolo 1, le operazioni di prestito sono contabilizzate al tasso di cambio del giorno in cui sono concluse. Le operazioni di rimborso sono contabilizzate al tasso di cambio del giorno in cui il prestito corrispondente è stato concluso.
Articolo 10
Le decisioni del Consiglio di cui agli articoli 3, 5 e 8 sono adottate a maggioranza qualificata, su proposta della Commissione previa consultazione del Comitato monetario.
Articolo 11
Il Fondo europeo di cooperazione monetaria prende le misure necessarie per provvedere alla gestione dei prestiti.
I fondi sono versati solo ai fini previsti all'articolo 1.
Articolo 12
Entro il 31 dicembre 1992 il Consiglio esaminerà, in base ad un rapporto della Commissione, presentato dopo aver sentito il parere del Comitato monetario e previa consultazione del Parlamento europeo, se il meccanismo istituito continua ad essere adatto per quanto riguarda i principi, le modalità e i massimali, alle esigenze che ne hanno determinato l'istituzione.
Articolo 13
1. Il regolamento (CEE) n. 682/81 e la decisione 71/143/CEE sono abrogati.
2. Le operazioni in corso di prestiti comunitari effettuate a norma del regolamento (CEE) n. 682/81 prima della data di entrata in vigore del presente regolamento sono imputate al massimale di esposizione debitoria di cui all'articolo 1, paragrafo 2, per gli importi non ancora rimborsati, valutati al loro controvalore iniziale in ECU.
3. I riferimenti agli atti abrogati a norma del paragrafo 1 devono intendersi come fatti al presente regolamento.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 24 giugno 1988.

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