Document ID: 32008R0072

REGOLAMENTO (CE) n. 72/2008 DEL CONSIGLIO
del 20 dicembre 2007
relativo alla costituzione dell’impresa comune ENIAC
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 171 e 172,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (2),
considerando quanto segue:
(1)
La decisione n. 1982/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente il settimo programma quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) (3) (in seguito denominato «settimo programma quadro»), prevede un contributo comunitario per l’istituzione di partenariati pubblico-privato a lungo termine che assumano la forma di iniziative tecnologiche congiunte (in seguito denominate «ITC») che potrebbero essere attuate mediante imprese comuni ai sensi dell’articolo 171 del trattato. Tali ITC risultano essenzialmente dal lavoro delle piattaforme tecnologiche europee, già istituite nell’ambito del sesto programma quadro, e riguardano aspetti specifici di ricerca nel loro settore. Dovrebbero associare investimenti del settore privato e finanziamenti pubblici europei, ivi compresi finanziamenti del settimo programma quadro.
(2)
La decisione 2006/971/CE del Consiglio, del 19 dicembre 2006, concernente il programma specifico «Cooperazione» che attua il settimo programma quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) (4), sottolinea la necessità di partenariati paneuropei ambiziosi tra pubblico e privato per accelerare lo sviluppo di importanti tecnologie mediante attività di ricerca di vasta portata a livello comunitario, tra cui le ITC.
(3)
Il piano «Crescita e occupazione» dell’agenda di Lisbona sottolinea la necessità di creare condizioni favorevoli per gli investimenti nella conoscenza e nell’innovazione nella Comunità per favorire la competitività, la crescita e l’occupazione.
(4)
Nelle sue conclusioni del 25 e del 26 novembre 2004, il Consiglio ha incoraggiato la Commissione a definire con maggiore precisione le nozioni di piattaforme tecnologiche e di ITC. Il Consiglio ha sottolineato che tali iniziative potrebbero contribuire al coordinamento di tutte le iniziative di ricerca comunitarie al fine di realizzare sinergie con le azioni condotte nell’ambito di iniziative esistenti, quali Eureka, tenuto conto dell’importante contributo che apportano in materia di ricerca e sviluppo (in seguito denominata «R&S»).
(5)
Alcune imprese europee e altre organizzazioni di R&S attive nel campo della nanoelettronica hanno preso l’iniziativa di istituire la piattaforma tecnologica europea nel settore della nanoelettronica (in seguito denominata «piattaforma tecnologica ENIAC») nell’ambito del sesto programma quadro. La piattaforma tecnologica ENIAC ha elaborato un’agenda strategica di ricerca sulla base di un’ampia consultazione delle parti interessate pubbliche e private. L’agenda strategica di ricerca ha individuato le priorità nel settore della nanoelettronica e ha formulato orientamenti per un’ITC in questo settore.
(6)
L’ITC nel settore della nanoelettronica fa seguito alle comunicazioni della Commissione del 6 aprile 2005«Costruire il SER della conoscenza al servizio della crescita» e del 20 luglio 2005«Azioni comuni per la crescita e l’occupazione: il programma comunitario di Lisbona», che propongono un approccio nuovo e più ambizioso in materia di partenariati pubblico-privato su vasta scala in settori di cruciale importanza per la competitività dell’Europa, individuati attraverso il dialogo con l’industria.
(7)
L’ITC nel settore della nanoelettronica risponde alla necessità di sostenere le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni onnipresenti come riportato nel rapporto «Creare un’Europa innovativa» del gennaio 2006. Il rapporto elogia inoltre il modello dell’ITC ENIAC in quanto combina i finanziamenti nazionali e comunitari nell’ambito di una chiara struttura giuridica e in modo armonizzato e sincronizzato.
(8)
L’ITC nel settore della nanoelettronica dovrebbe creare un partenariato pubblico-privato sostenibile e accrescere e sbloccare investimenti pubblici e privati nel settore della nanoelettronica in Europa che, ai fini del presente regolamento, comprende gli Stati membri dell’Unione europea (in seguito denominati «Stati membri») e i paesi associati al settimo programma quadro (in seguito denominati «paesi associati»). Tale ITC dovrebbe permettere altresì un coordinamento efficace e una sinergia delle risorse e dei finanziamenti provenienti dal programma quadro, dall’industria, dai programmi nazionali di R&S e dai dispositivi intergovernativi di R&S, contribuendo così, in prospettiva futura, a rafforzare la crescita, la competitività e lo sviluppo sostenibile dell’Europa. Infine, il suo obiettivo dovrebbe essere quello di incentivare la collaborazione tra tutte le parti interessate, quali l’industria, piccole e medie imprese (PMI) comprese, le autorità nazionali, i centri accademici e i centri di ricerca, concentrando e orientando le attività di ricerca.
(9)
L’ITC nel settore della nanoelettronica dovrebbe fissare un’agenda di ricerca concordata (in seguito denominata «agenda di ricerca»), rigorosamente conforme alle raccomandazioni dell’agenda strategica di ricerca elaborata dalla piattaforma tecnologica ENIAC. L’agenda di ricerca dovrebbe individuare e riesaminare periodicamente le priorità di ricerca per lo sviluppo e l’acquisizione di competenze essenziali per la nanoelettronica in vari settori d’applicazione, al fine di rafforzare la competitività europea e permettere l’emergere di nuovi mercati e di nuove applicazioni sociali.
(10)
L’ITC nel settore della nanoelettronica dovrebbe porsi due obiettivi che costituiscono una parte significativa dell’agenda strategica di ricerca della piattaforma tecnologica ENIAC: potenziare ulteriormente l’integrazione e la miniaturizzazione dei dispositivi e rafforzarne le funzionalità. Dovrebbe consentire di produrre materiali, apparecchiature e processi nuovi, nuove architetture, processi di produzione innovativi, metodologie di progettazione rivoluzionarie e nuovi sistemi di imballaggio e «sistematizzazione». Dovrebbe dare e ricevere impulso da applicazioni high-tech innovative nei settori seguenti: comunicazioni e informatica, trasporti, assistenza sanitaria e benessere, energia e gestione dell’ambiente, sicurezza, intrattenimento.
(11)
L’importanza e la portata degli obiettivi dichiarati dell’ITC nel settore della nanoelettronica, l’ampiezza delle risorse finanziarie e tecniche che si devono mobilitare e la necessità di conseguire un coordinamento efficace e una sinergia delle risorse e dei finanziamenti richiedono un intervento da parte della Comunità. A tal fine è necessario istituire un’impresa comune (in seguito denominata «impresa comune ENIAC») a norma dell’articolo 171 del trattato come soggetto giuridico responsabile dell’attuazione dell’ITC nel settore della nanoelettronica. Per garantire una gestione adeguata delle attività di R&S avviate nell’ambito del settimo programma quadro, l’impresa comune ENIAC dovrebbe essere istituita per il periodo fino al 31 dicembre 2017.
(12)
L’impresa comune ENIAC dovrebbe essere un organismo istituito dalla Comunità, che riceve il discarico per l’esecuzione del suo bilancio dal Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio. Tuttavia, occorrerebbe tenere conto delle specificità derivanti dalla natura delle ITC come partenariati pubblico-privato, in particolare dal contributo del settore privato al bilancio.
(13)
Gli obiettivi dell’impresa comune ENIAC dovrebbero essere perseguiti raggruppando le risorse provenienti dal settore pubblico e da quello privato per fornire un sostegno alle attività di R&S sotto forma di progetti. A tal fine, l’impresa comune ENIAC dovrebbe essere in grado di organizzare inviti a presentare proposte concorrenziali per attuare parti dell’agenda di ricerca. Le attività di R&S dovrebbero rispettare i principi etici fondamentali applicabili a titolo del settimo programma quadro.
(14)
L’impresa comune ENIAC garantirà e promuoverà un approccio sicuro, integrato e responsabile in materia di nanoelettronica, nel rispetto degli elevati standard di sicurezza già stabiliti nell’industria della nanoelettronica e conformemente alle politiche comunitarie in materia di sanità pubblica, sicurezza, ambiente e consumatori e all’azione europea «Nanoscienze e nanotecnologie: Un piano d’azione per l’Europa 2005-2009».
(15)
I membri fondatori dell’impresa comune ENIAC dovrebbero essere la Comunità, il Belgio, la Germania, l’Estonia, l’Irlanda, la Grecia, la Spagna, la Francia, l’Italia, i Paesi Bassi, la Polonia, il Portogallo, la Svezia, il Regno Unito e l’AENEAS, un’associazione che rappresenta le imprese e le altre organizzazioni di R&S operanti nel settore della nanoelettronica in Europa. L’impresa comune ENIAC dovrebbe essere aperta all’adesione di nuovi membri.
(16)
Le modalità organizzative e operative dell’impresa comune ENIAC dovrebbero essere stabilite nello statuto dell’impresa comune ENIAC come parte del presente regolamento.
(17)
Una lettera di impegno a contribuire alla creazione e all’attuazione dell’impresa comune ENIAC è stata firmata dall’AENEAS.
(18)
I progetti dovrebbero essere sostenuti con i contributi finanziari sia della Comunità sia degli Stati membri di ENIAC, oltre che con i contributi in natura delle organizzazioni di R&S che partecipano ai progetti dell’impresa comune ENIAC. Ulteriori opzioni di finanziamento potrebbero essere fornite, tra l’altro, dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), in particolare attraverso il meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi istituito congiuntamente dalla BEI e dalla Commissione, ai sensi dell’allegato III della decisione 2006/971/CE.
(19)
Il finanziamento pubblico delle attività di R&S, in seguito a inviti a presentare proposte su base aperta e concorrenziale pubblicati dall’impresa comune ENIAC, dovrebbe provenire da contributi finanziari nazionali degli Stati membri di ENIAC e dal contributo finanziario dell’impresa comune ENIAC. Il contributo finanziario dell’impresa comune ENIAC dovrebbe essere stabilito in percentuale dei costi di R&S sostenuti dai partecipanti ai progetti. Tale percentuale dovrebbe essere la stessa per tutti i partecipanti ai progetti per ogni dato invito a presentare proposte.
(20)
Per l’intera durata dell’impresa comune ENIAC, le organizzazioni di R&S che partecipano a progetti dovrebbero fornire risorse pari o superiori al finanziamento pubblico complessivo per le attività di R&S.
(21)
Poiché vi è l’esigenza di garantire condizioni di occupazione stabili e la parità di trattamento del personale e attirare personale scientifico e tecnico specializzato di ottimo livello, si dovrebbero applicare a tutto il personale assunto dall’impresa comune ENIAC lo statuto dei funzionari e il regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee, definiti dal regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 del Consiglio (5).
(22)
In quanto organismo dotato di personalità giuridica, l’impresa comune ENIAC dovrebbe essere responsabile delle proprie azioni. Ove necessario, la Corte di giustizia dovrebbe essere competente per la risoluzione delle eventuali controversie derivanti dalle attività dell’impresa comune.
(23)
La Commissione dovrebbe fornire periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio relazioni sui progressi compiuti dall’impresa comune ENIAC.
(24)
L’impresa comune ENIAC dovrebbe adottare, in conformità del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (6) (in seguito denominato «regolamento finanziario»), previa approvazione della Commissione, apposite regole finanziarie che tengano conto delle sue esigenze operative specifiche derivanti, in particolare, dalla necessità di associare finanziamenti comunitari e nazionali per sostenere le attività di R&S in modo efficiente e tempestivo. Per assicurare un trattamento armonizzato fra coloro che partecipano alle attività di ricerca dell’impresa comune ENIAC e coloro che partecipano alle azioni indirette del settimo programma quadro, è opportuno che l’imposta sul valore aggiunto non sia un costo ammissibile ai fini del finanziamento comunitario, in linea con il regolamento (CE) n. 1906/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che stabilisce le regole per la partecipazione di imprese, centri di ricerca e università alle azioni nell’ambito del settimo programma quadro e per la diffusione dei risultati della ricerca (2007-2013) (7).
(25)
Dovrebbero essere adottate misure adeguate per prevenire irregolarità e frodi e si dovrebbe provvedere a recuperare i fondi perduti, indebitamenti versati o scorrettamente utilizzati conformemente al regolamento (Euratom, CE) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee (8), al regolamento (CE, Euratom) n. 2185/96 del Consiglio, dell’11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (9), e al regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall’Ufficio per la lotta antifrode (OLAF) (10).
(26)
La politica in materia di diritti di proprietà intellettuale dell’impresa comune ENIAC dovrebbe promuovere la creazione e lo sfruttamento delle conoscenze.
(27)
Per agevolare la costituzione dell’impresa comune ENIAC, la Commissione dovrebbe essere responsabile dell’istituzione e del funzionamento iniziale dell’impresa comune ENIAC fino a che questa non abbia la capacità operativa di eseguire il proprio bilancio.
(28)
Poiché l’obiettivo del presente regolamento, ossia l’istituzione dell’impresa comune ENIAC, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri a causa della dimensione transnazionale di questa grande sfida nel campo della ricerca che rende necessario il raggruppamento delle risorse complementari finanziarie e di conoscenza di tipo transettoriale e transfrontaliero, e può dunque essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato; il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Costituzione di un’impresa comune
1. Per l’attuazione dell’iniziativa tecnologica congiunta (in seguito denominata «ITC») nel settore della nanoelettronica è costituita un’impresa comune ai sensi dell’articolo 171 del trattato (in seguito denominata «impresa comune ENIAC») per il periodo fino al 31 dicembre 2017.
2. L’impresa comune ENIAC ha sede a Bruxelles (Belgio).
Articolo 2
Obiettivi
L’impresa comune ENIAC contribuisce all’attuazione del settimo programma quadro e al tema «Tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni» del programma specifico «Cooperazione». In particolare, l’impresa comune ENIAC:
a)
definisce e attua un’agenda di ricerca per lo sviluppo di competenze essenziali per la nanoelettronica in vari settori d’applicazione, al fine di rafforzare la competitività europea e la sostenibilità e permettere l’emergere di nuovi mercati e di nuove applicazioni sociali;
b)
sostiene le attività necessarie per l’attuazione dell’agenda di ricerca (in seguito denominate «attività di R&S»), in particolare mediante la concessione di sovvenzioni ai partecipanti ai progetti selezionati a seguito di inviti a presentare proposte concorrenziali;
c)
promuove la costituzione di un partenariato pubblico-privato destinato a mobilitare e a riunire gli sforzi comunitari, nazionali e privati, a rafforzare gli investimenti complessivi nella R&S nel settore della nanoelettronica e a promuovere la collaborazione tra pubblico e privato;
d)
realizza sinergie e un coordinamento degli sforzi europei in materia di R&S nel settore della nanoelettronica, compresa, qualora possa essere creato valore aggiunto, la progressiva integrazione nell’impresa comune ENIAC delle attività correlate in questo settore, che sono attuate al momento attraverso dispositivi intergovernativi di R&S (Eureka);
e)
promuove il coinvolgimento delle PMI nelle sue attività in linea con gli obiettivi del settimo programma quadro.
Articolo 3
Status giuridico
L’impresa comune ENIAC è un organismo comunitario dotato di personalità giuridica. In ciascuno degli Stati membri gode della più ampia capacità giuridica riconosciuta alle persone giuridiche dalle legislazioni nazionali di tali Stati. Essa può, in particolare, acquistare o alienare beni mobili e immobili e stare in giudizio.
Articolo 4
Statuto
È adottato lo statuto dell’impresa comune ENIAC, che figura in allegato e costituisce parte integrante del presente regolamento.
Articolo 5
Contributo della Comunità
1. Il contributo massimo della Comunità all’impresa comune ENIAC per le spese di funzionamento e le attività di R&S è pari a 450 milioni di EUR, provenienti dagli stanziamenti nel bilancio generale dell’Unione europea assegnati al tema «Tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni» del programma specifico «Cooperazione».
2. Le modalità del contributo finanziario della Comunità sono stabilite in un accordo generale e in accordi finanziari annuali che devono essere conclusi tra la Commissione, per conto della Comunità, e l’impresa comune ENIAC.
3. Il contributo della Comunità all’impresa comune ENIAC utilizzato per finanziare progetti è concesso a seguito di inviti aperti e concorrenziali a presentare proposte.
Articolo 6
Regolamento finanziario
1. L’impresa comune ENIAC adotta un regolamento finanziario specifico conformemente all’articolo 185, paragrafo 1, del regolamento finanziario. Esso può discostarsi dalle norme stabilite dal regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione (11) che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 185 del regolamento finanziario, ove ciò sia richiesto dalle specifiche esigenze operative dell’impresa comune ENIAC e previo accordo della Commissione.
2. L’impresa comune ENIAC dispone di proprie capacità di revisione contabile interna.
Articolo 7
Personale
1. Lo statuto dei funzionari delle Comunità europee, il regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee e le norme adottate congiuntamente dalle istituzioni delle Comunità europee ai fini dell’applicazione di detto statuto e di detto regime si applicano al personale dell’impresa comune ENIAC e al suo direttore esecutivo.
2. Fatti salvi il paragrafo 3 del presente articolo e l’articolo 7, paragrafo 2, dello statuto, l’impresa comune ENIAC esercita, nei confronti del suo personale, i poteri conferiti all’autorità che ha il potere di nomina dallo statuto dei funzionari delle Comunità europee e all’autorità che può stipulare contratti in base al regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee.
3. Il consiglio di direzione, d’intesa con la Commissione, adotta le necessarie misure di attuazione previste dall’articolo 110 dello statuto dei funzionari delle Comunità europee e dal regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee.
4. Il numero degli effettivi è determinato nell’organigramma dell’impresa comune ENIAC figurante nel bilancio annuale della stessa.
5. Il personale dell’impresa comune ENIAC è composto di agenti temporanei e agenti contrattuali assunti per un periodo determinato che può essere prorogato una volta sola per un ulteriore periodo determinato. Il periodo complessivo di assunzione non può superare sette anni e non può comunque essere superiore alla durata dell’impresa comune.
6. Tutte le spese per il personale sono a carico dell’impresa comune ENIAC.
7. L’impresa comune ENIAC può adottare disposizioni per permettere il distacco di esperti presso di essa.
Articolo 8
Privilegi e immunità
All’impresa comune ENIAC e al suo personale si applica il protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee.
Articolo 9
Responsabilità
1. La responsabilità contrattuale dell’impresa comune ENIAC è disciplinata dalle disposizioni contrattuali pertinenti e dal diritto applicabile all’accordo o al contratto in questione.
2. In materia di responsabilità extracontrattuale, l’impresa comune ENIAC risarcisce, conformemente ai principi generali comuni alle leggi degli Stati membri, i danni causati dal personale nell’esercizio delle sue funzioni.
3. Qualsiasi versamento dell’impresa comune ENIAC destinato a coprire la responsabilità di cui ai paragrafi 1 e 2 nonché i costi e le spese sostenuti in relazione ad essa sono considerati come spesa dell’impresa comune ENIAC e sono coperti dalle risorse dell’impresa comune ENIAC.
4. L’impresa comune ENIAC è la sola responsabile del rispetto dei suoi obblighi.
Articolo 10
Competenza della Corte di giustizia e diritto applicabile
1. La Corte di giustizia è competente a pronunciarsi:
a)
sulle controversie tra i membri concernenti l’oggetto del presente regolamento e/o dello statuto di cui all’articolo 4;
b)
in base ad ogni clausola compromissoria contenuta negli accordi e nei contratti conclusi dall’impresa comune ENIAC;
c)
sui ricorsi promossi contro l’impresa comune ENIAC, anche contro le decisioni dei suoi organi, conformemente alle disposizioni degli articoli 230 e 232 del trattato;
d)
sulle controversie relative al risarcimento dei danni causati dal personale dell’impresa comune ENIAC nell’esercizio delle sue funzioni.
2. Per tutte le questioni non contemplate dal presente regolamento o da un altro atto di diritto comunitario, si applica la legge dello Stato in cui ha sede l’impresa comune ENIAC.
Articolo 11
Rapporto, valutazione e discarico
1. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione annuale sui progressi realizzati dall’impresa comune ENIAC. Tale relazione contiene una descrizione dettagliata dell’attuazione, compreso il numero delle proposte presentate, il numero delle proposte selezionate per il finanziamento, il tipo di partecipanti, comprese le PMI, e le statistiche per paese.
2. Entro il 31 dicembre 2010, nonché entro il 31 dicembre 2013, la Commissione assistita da esperti indipendenti procede, in base a un mandato definito, previa consultazione con l’impresa comune ENIAC, a una valutazione intermedia di tale impresa comune. Queste valutazioni riguardano la qualità e l’efficacia dell’impresa comune ENIAC e i progressi compiuti in direzione degli obiettivi stabiliti. La Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio le conclusioni della valutazione, corredate delle sue osservazioni e, se del caso, proposte di modifica del presente regolamento, compresa l’eventuale cessazione anticipata dell’impresa comune ENIAC.
3. Entro sei mesi dalla liquidazione dell’impresa comune ENIAC, la Commissione, assistita da esperti indipendenti, procede a una valutazione finale dell’impresa comune ENIAC. I risultati della valutazione finale sono presentati al Parlamento europeo e al Consiglio.
4. Il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’impresa comune ENIAC è dato dal Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio, conformemente alla procedura prevista dal regolamento finanziario dell’impresa comune ENIAC di cui all’articolo 6.
Articolo 12
Protezione degli interessi finanziari dei membri e lotta antifrode
1. L’impresa comune ENIAC garantisce che gli interessi finanziari dei suoi membri siano adeguatamente protetti effettuando o facendo effettuare gli opportuni controlli interni ed esterni.
2. In caso di irregolarità, i membri dell’impresa comune ENIAC si riservano il diritto di recuperare gli importi indebitamente spesi, anche attraverso la riduzione o la sospensione del versamento di ulteriori contributi all’impresa comune ENIAC.
3. Ai fini della lotta contro la frode, la corruzione ed altri atti illegali, si applica il regolamento (CE) n. 1073/1999.
4. L’impresa comune ENIAC effettua controlli in loco e verifiche finanziarie presso i beneficiari dei finanziamenti pubblici assegnati dall’impresa comune ENIAC. Tali controlli e verifiche sono effettuati direttamente dall’impresa comune ENIAC o dagli Stati membri di ENIAC per suo conto. Gli Stati membri di ENIAC possono effettuare fra i beneficiari dei rispettivi finanziamenti nazionali altri controlli e verifiche finanziarie da essi ritenuti necessari e ne comunicano i risultati all’impresa comune ENIAC.
5. La Commissione e/o la Corte dei conti possono, qualora necessario, effettuare controlli in loco presso i beneficiari del finanziamento dell’impresa comune ENIAC e il personale incaricato della loro assegnazione. A tal fine, l’impresa comune ENIAC garantisce che le convenzioni e i contratti di sovvenzione prevedano il diritto per la Commissione e/o la Corte dei conti di effettuare gli opportuni controlli e, qualora accertino l’esistenza di irregolarità, di imporre sanzioni dissuasive e proporzionate.
6. L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), istituito dalla decisione della Commissione 1999/352/CE, CECA, Euratom (12), dispone, nei confronti dell’impresa comune ENIAC e del suo personale, degli stessi poteri di cui dispone nei confronti dei servizi della Commissione. Non appena costituita, l’impresa comune ENIAC aderisce all’Accordo interistituzionale, del 25 maggio 1999, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione relativo alle indagini interne svolte dall’OLAF (13). L’impresa comune ENIAC adotta le misure necessarie per agevolare l’espletamento di indagini interne da parte dell’OLAF.
Articolo 13
Riservatezza
Fatto salvo l’articolo 14, l’impresa comune ENIAC protegge le informazioni sensibili la cui divulgazione potrebbe pregiudicare gli interessi dei suoi membri o dei partecipanti ai progetti.
Articolo 14
Trasparenza
1. Il regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (14), si applica ai documenti in possesso dell’impresa comune ENIAC.
2. L’impresa comune ENIAC adotta le modalità pratiche per l’applicazione del regolamento (CE) n. 1049/2001 entro il 7 agosto 2008.
3. Le decisioni adottate dall’impresa comune ENIAC ai sensi dell’articolo 8 del regolamento (CE) n. 1049/2001 possono essere oggetto di una denuncia al Mediatore europeo o di ricorso dinanzi alla Corte di giustizia, secondo le condizioni stabilite rispettivamente agli articoli 195 e 230 del trattato.
Articolo 15
Proprietà intellettuale
Le norme che disciplinano la protezione, l’utilizzo, la diffusione dei risultati della ricerca, basate sul regolamento (CE) n. 1906/2006, figurano all’articolo 23 dello statuto.
Articolo 16
Attività preparatorie
1. La Commissione è responsabile dell’istituzione e del funzionamento iniziale dell’impresa comune ENIAC fino a che questa non abbia la capacità operativa di eseguire il proprio bilancio. La Commissione svolge, conformemente al diritto comunitario, tutte le attività necessarie in collaborazione con gli altri membri fondatori e con il coinvolgimento degli organi competenti.
2. A tale scopo, fino a quando il direttore esecutivo non assume le sue funzioni in seguito alla nomina da parte del consiglio di direzione a norma dell’articolo 7, paragrafo 2, dello statuto, la Commissione può distaccare ad interim un numero limitato di suoi funzionari, compreso uno che svolga le funzioni di direttore esecutivo.
3. Il direttore esecutivo ad interim può autorizzare tutti i pagamenti coperti dagli stanziamenti previsti nel bilancio dell’impresa comune ENIAC dopo l’approvazione del consiglio di direzione e può concludere contratti, anche relativi al personale in seguito all’adozione dell’organigramma dell’impresa comune ENIAC. L’ordinatore della Commissione può autorizzare tutti i pagamenti coperti dagli stanziamenti previsti nel bilancio dell’impresa comune ENIAC.
Articolo 17
Sostegno da parte dello Stato ospitante
Un accordo di sede è concluso tra l’impresa comune ENIAC e il Belgio per quanto riguarda gli uffici, i privilegi e le immunità e gli altri elementi che il Belgio deve fornire all’impresa comune ENIAC.
Articolo 18
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 20 dicembre 2007.

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