Document ID: 31993R2172

REGOLAMENTO (CEE) N. 2172/93 DELLA COMMISSIONE del 30 luglio 1993 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di etanolamina originaria degli Stati Uniti
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
sentito il comitato consultivo ai sensi del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA (1) Nel marzo 1992 la Commissione ha ricevuto una denuncia, relativa alle importazioni di etanolamine originarie degli Stati Uniti, presentata dal CEFIC (Consiglio europeo dell'industria chimica) a nome di determinati produttori comunitari di etanolamina che realizzano quasi tutta la produzione comunitaria del prodotto in questione. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping e al conseguente pregiudizio subito dall'industria comunitaria che sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura di una procedura antidumping.
(2) Con un'avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2) la Commissione ha annunciato l'apertura di una procedura relativa alle importazioni di etanolamine originarie degli Stati Uniti, di cui ai codici NC 2922 11 00, 2922 12 00 e 2922 13 00 e ha iniziato un'inchiesta.
(3) La Commissione ha debitamente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i ricorrenti. Le parti interessate hanno avuto l'opportunità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere audizioni.
(4) I rappresentanti degli esportatori, gli importatori collegati e i ricorrenti hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto.
(6) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione provvisoria del dumping e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
a) produttori comunitari:
- BASF AG, Ludwigshafen, Germania,
- Huels AG, Marl, Germania,
- ICI Ltd, Middlesborough, Regno Unito,
- BP Chemicals Snc, Parigi, Francia;
b) produttori degli Stati Uniti:
- Union Carbide Corporation, Danbury, Connecticut,
- Oxychem, Dallas, Texas,
- Dow Chemical Company, Midland, Michigan,
- Texaco Chemical Company, Houston, Texas;
c) importatori collegati:
- Dow Benelux NV, Rotterdam, Paesi Bassi,
- Dow International BV, Rotterdam, Paesi Bassi,
- Texaco Chemical UK, Londra, Regno Unito,
- Union Carbide Benelux NV, Anversa, Belgio.
Altre informazioni sono state ottenute dalle società Dow Europe SA e Union Carbide Europe SA, situate in Svizzera, che hanno svolto alcune funzioni relative alle importazioni del prodotto nella Comunità.
(6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1o luglio 1991 e il 30 giugno 1992 (qui di seguito denominato « periodo dell'inchiesta »).
B. PRODOTTO IN ESAME (7) Descrizione del prodotto
L'etanolamina è un prodotto chimico ottenuto per reazione dell'ammoniaca acquosa con l'ossido di etilene.
Il prodotto si presenta in tre forme:
- monoetanolamina (MEA),
- dietanolamina (DEA),
- trietanolamina (TEA).
Le tre forme di etanolamina, chimicamente simili e prodotte negli stessi impianti, hanno impieghi finali parzialmente coincidenti.
Le etanolamine sono utilizzate principalmente come sostanze tensioattive (nella composizione dei detergenti, nei prodotti per l'igiene personale e nei prodotti per la pulitura multiusi, nella composizione delle cere e nei detergenti per le mani senza acqua), nonché per la purificazione dei gas e per la preparazione di metalli e di prodotti tessili.
Non esistono differenze significative tra il prodotto ottenuto nella Comunità e quello importato.
C. DUMPING (8) Valore normale
Per ciascun tipo di prodotto e per ciascun esportatore il valore normale è stato stabilito a norma dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88, ovvero in base al prezzo comparabile effettivamente pagato o pagabile nel corso di normali operazioni commerciali (vale a dire in base al prezzo medio agli acquirenti indipendenti) per il prodotto destinato al consumo nel paese d'origine. Si è ritenuto che l'utilizzazione vincolata (ovvero l'utilizzazione del prodotto da parte dei produttori stessi per la fabbricazione di derivati, quali le etilendiamine) e le vendite a società consociate non rientrassero nelle normali operazioni commerciali, dato che gli acquirenti non potevano scegliere liberamente i fornitori e che i prezzi di tali vendite erano influenzati dal rapporto esistente tra venditore e acquirente. Per ciascuna società interessata queste transazioni non superavano il 15 % di tutte le vendite e quindi le vendite restanti, in base alle quali è stato calcolato il valore normale, sono state considerate rappresentative.
(9) Prezzo all'esportazione
Dato che le importazioni del prodotto in questione sono state sempre effettuate da società collegate ai produttori statunitensi, i prezzi di vendita applicati dai produttori agli importatori non sono stati considerati attendibili. Pertanto, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, i prezzi all'esportazione sono stati costruiti in funzione dei prezzi ai quali i prodotti importati sono stati rivenduti per la prima volta a un acquirente indipendente. Si è tenuto debitamente conto di tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita, nonché di un margine di profitto del 5 %, che è stato considerato adeguato alla luce delle informazioni ottenute dalle parti interessate riguardo alle importazioni dei prodotti in questione. I costi comprendevano anche alcune spese di vendita sostenute da società consociate dei produttori statunitensi situate in un paese terzo (Svizzera), che normalmente sarebbero state a carico degli importatori nella Comunità.
(10) Confronto
Il confronto tra il valore normale e i prezzi all'esportazione, in base alle singole transazioni, è stato effettuato a livello franco fabbrica e allo stesso stadio commerciale.
Sono stati chiesti adeguamenti per tener conto di differenze inerenti alle retribuzioni del personale di vendita, all'assistenza tecnica e ad alcuni servizi di assistenza ai clienti. Quando le richieste dei produttori statunitensi erano giustificate, sono stati effettuati adeguamenti ai sensi dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2423/89.
(11) Margini di dumping
Dal confronto tra il valore normale e i prezzi all'esportazione risulta l'esistenza di un margine di dumping per le diverse società statunitensi, con una media ponderata compresa tra il 62 % e il 91 % in percentuale del valore cif.
D. PREGIUDIZIO Tra il 1988 e la fine del periodo dell'inchiesta la tendenza del volume e dei prezzi delle importazioni, nonché la situazione dell'industria comunitaria hanno avuto un'andamento costante, come dimostrano le risultanze qui di seguito esposte.
I. Volume e aumento delle importazioni oggetto di dumping, in particolare rispetto alla produzione e al consumo
(12) È stato accertato che le importazioni di etanolamina originaria degli Stati Uniti sono state effettuate unicamente da importatori collegati ai produttori degli Stati Uniti. Secondo i dati forniti dagli importatori stessi, le importazioni di etanolamina sono costantemente aumentate passando da 41 000 t nel 1988 a 48 600 t nel periodo dell'inchiesta, con un incremento del 18 %. Nello stesso periodo la produzione comunitaria è scesa di oltre l'8 % e il consumo è aumentato di appena il 4 % (vedi considerandi 16 e 20).
(13) Tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta la quota di mercato dei produttori degli Stati Uniti è passata dal 31,1 % al 35,5 %, con un incremento del 4,1 %, mentre la quota di mercato dei produttori comunitari è scesa del 7,1 % (vedi considerando 20).
II. Prezzi delle importazioni, in particolare rispetto ai prezzi dei prodotti comunitari
(14) I prezzi delle importazioni in questione, espressi franco magazzino dell'importatore collegato alla frontiera comunitaria, tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta sono diminuiti in media ponderata da 916 ecu a 537 ecu per tonnellata. In termini percentuali il calo dei prezzi era del 41 %.
(15) Dal confronto, allo stesso stadio commerciale, tra i prezzi delle importazioni in esame franco magazzino degli importatori collegati e i prezzi franco fabbrica dell'industria comunitaria risulta una costante sottoquotazione dei prezzi da parte delle importazioni.
In termini assoluti la sottoquotazione dei prezzi da parte di tutti i produttori degli Stati Uniti interessati è aumentata in media da 9 ecu nel 1988 a 27 ecu nel periodo dell'inchiesta.
Nel periodo di riferimento la sottoquotazione dei prezzi, in percentuale e in media ponderata, era del 6 %.
III. Situazione dell'industria comunitaria
a) Produzione, indice di utilizzazione degli impianti e scorte
(16) Tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta, la produzione comunitaria totale di etanolamina è scesa da 141 700 t a 130 200 t, con un calo dell'8 %.
(17) Nello stesso periodo l'indice di utilizzazione degli impianti dei diversi produttori comunitari ha avuto una flessione del 19 %, passando dal 98 % al 79 %.
(18) Il volume delle scorte dell'industria comunitaria, che tra il 1988 e il 1989 aveva registrato un aumento significativo, passando da 4 939 t a 9 059 t, era pari a 6 335 t nel 1990 ed era nuovamente sceso a 5 342 t nel periodo dell'inchiesta. Questa evoluzione è dovuta, tra l'altro, al fatto che i produttori comunitari hanno adeguato la produzione al calo della quota di mercato.
b) Vendite e quote di mercato
(19) Le vendite dell'industria comunitaria nel mercato della Comunità sono scese da 81 000 t nel 1988 a 75 000 t nel periodo dell'inchiesta. In termini percentuali il calo corrispondeva al 7,6 %.
(20) Nello stesso periodo, mentre il consumo apparente è passato da 130 800 t a 136 600 t, con un incremento del 4,4 %, la quota di mercato dell'industria comunitaria è scesa dal 62 % nel 1988 al 54,9 % nel periodo dell'inchiesta, perdendo il 7,1 % in termini percentuali.
c) Prezzi
(21) In media ponderata i prezzi di vendita dell'industria comunitaria nel mercato della Comunità, a livello 564 franco fabbrica, tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta sono scesi del 39 %, passando da 925 ecu a 564 ecu.
d) Redditività
(22) L'industria comunitaria che, in media ponderata, nel 1988 realizzava utili sul fatturato pari al 18 %, nel periodo dell'inchiesta subiva perdite del 22 %. In termini percentuali l'indice di redditività è quindi sceso del 40 %.
L'industria comunitaria ha registrato risultati negativi nonostante gli investimenti effettuati per contenere i costi e la riduzione della manodopera al minimo necessario per la sicurezza del processo di produzione.
e) Investimenti
(23) In previsione della graduale espansione del mercato comunitario delle etanolamine, l'industria comunitaria ha realizzato i necessari investimenti per quanto riguarda il volume e la qualità della produzione.
IV. Conclusioni in materia di pregiudizio
(24) L'espansione del mercato, che dovrebbe stimolare l'incremento della produzione e delle vendite, non ha avuto gli effetti previsti per l'industria comunitaria. Contrariamente alle aspettative, tra il 1988 e la fine del periodo di riferimento si è invece verificata una flessione delle vendite, della produzione e della quota di mercato. Al termine del periodo suddetto l'industria comunitaria non era più in grado di ottenere un indice adeguato di utilizzazione degli impianti, con il conseguente aumento dei costi unitari.
Il significativo calo dei prezzi ha inoltre provocato perdite considerevoli, che, oltre ad impedire all'industria comunitaria di effettuare gli investimenti necessari, hanno ostacolato l'espansione del settore e ne hanno pregiudicato la vitalità a lungo termine.
In tali circostanze è stato concluso che l'industria comunitaria subisce un pregiudizio sostanziale, caratterizzato dalla diminuzione delle vendite, dalla depressione dei prezzi e dal conseguente calo di redditività.
E. CAUSA DEL PREGIUDIZIO a) Conseguenze delle importazioni oggetto di dumping
(25) La Commissione ha esaminato in che misura il pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria sia stato provocato dalle conseguenze delle importazioni oggetto di dumping. È stato accertato che l'aumento del volume e della quota di mercato delle importazioni suddette e il calo dei prezzi corrispondenti coincidevano con la flessione delle vendite, la perdita della quota di mercato e il sensibile calo della redditività dell'industria comunitaria.
(26) La Commissione ha tra l'altro accertato che, in seguito alla costante sottoquotazione dei prezzi di queste importazioni, l'industria comunitaria è stata costretta a ridurre i prezzi nel tentativo di mantenere un adeguato indice di utilizzazione delle capacità e di salvaguardare la quota di mercato. La depressione dei prezzi, a sua volta, ha provocato un calo generalizzato della redditività, come risulta dalle perdite finanziarie subite a decorrere dal 1990.
b) Altri fattori
(27) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio subito dall'industria comunitaria fosse stato provocato da altri fattori, oltre alle importazioni oggetto di dumping. In particolare si è tenuto conto dell'andamento e dell'incidenza delle importazioni da paesi terzi non soggetti al presente procedimento e della tendenza del consumo apparente sul mercato comunitario.
(28) Dal 1988 in poi, la quota di mercato delle importazioni da altri paesi terzi (Svezia e altre fonti non identificate) è passata dal 4,7 % all'8,4 %.
(29) In tali circostanze e in considerazione della quota di mercato (35,5 %) delle importazioni oggetto di dumping, è stato concluso a titolo provvisorio che, anche se non si può escludere che le importazioni da altri paesi terzi abbiano avuto conseguenze negative, i livelli dei prezzi e il volume delle importazioni in esame, considerati isolatamente, hanno provocato pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria.
(30) In considerazione, inoltre, dell'aumento del consumo del prodotto in questione dal 1988 fino alla fine del periodo dell'inchiesta, il deterioramento della situazione dell'industria comunitaria non può essere attribuito al calo della domanda.
F. INTERESSE DELLA COMUNITÀ (31) Per quanto riguarda l'interesse della Comunità, la Commissione ha accertato che l'industria comunitaria ha potuto rifornire ininterrottamente e in misura sostanziale il mercato comunitario e che cerca costantemente di soddisfare la crescente domanda di etanolamina sul piano qualitativo e quantitativo.
Se le conseguenze negative delle importazioni di etanolamina originaria degli Stati Uniti dovessero continuare, l'industria comunitaria non potrebbe più soddisfare la domanda senza subire perdite insostenibili.
L'interruzione della produzione comunitaria avrebbe effetti negativi anche sulla redditività degli altri prodotti ottenuti negli stessi impianti integrati utilizzati per le etanolamine.
Tali perdite pregiudicherebbero la sopravvivenza dell'industria comunitaria, con gravi conseguenze in termine di occupazione, investimenti e competitività.
(32) La Commissione è consapevole degli effetti delle misure antidumping sui prezzi dei prodotti in questione per i consumatori finali.
Riguardo agli interessi dei consumatori nella Comunità, gli eventuali vantaggi a breve termine derivanti dalla depressione dei prezzi dovuta alle pratiche di dumping devono essere valutati alla luce delle conseguenze a lungo termine del mancato ripristino di una situazione di concorrenza leale. In assenza di un'azione adeguata, infatti, sarebbe gravemente minacciata la sopravvivenza dell'industria comunitaria, la cui scomparsa ridurrebbe l'offerta e la competitività a detrimento dei consumatori.
La Commissione ritiene inoltre che le eventuali conseguenze negative delle misure antidumping sulle importazioni di etanolamina originaria degli Stati Uniti siano pienamente compensate dall'esigenza di mantenere un numero sufficiente di fornitori sul mercato comunitario in una situazione di concorrenza leale.
Dai dati disponibili sul mercato statunitense risulta che, quando sul mercato operano solo tre fornitori, i prezzi applicabili ai consumatori finali tendono ad essere nettamente superiori a quelli vigenti sul mercato comunitario.
(33) Due acquirenti comunitari di etanolamina hanno chiesto alla Commissione di non prendere misure tali da escludere completamente i produttori degli Stati Uniti dal mercato comunitario. A sostegno della loro richiesta i due utilizzatori hanno affermato che i produttori comunitari non possono soddisfare interamente la domanda sul mercato della Comunità. Anche la Commissione ritiene che l'industria comunitaria non possa rifornire tutto il mercato, che deve quindi rimanere aperto ai produttori dei paesi terzi. Tuttavia, nell'interesse degli utilizzatori finali del prodotto sul mercato comunitario, è opportuno salvaguardare la sopravvivenza dell'industria comunitaria ed evitare che quest'ultima sia sostituita da un numero limitato di fornitori di paesi terzi.
(34) In tali circostanze la Commissione conclude che nell'interesse della Comunità devono essere istituite misure volte a ripristinare condizioni di concorrenza leale nel mercato comunitario della etanolamina, senza escludere i fornitori degli Stati Uniti.
G. DAZIO PROVVISORIO (35) Per stabilire le misure necessarie per eliminare il pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di dumping e per ripristinare condizioni di concorrenza leale, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che attualmente l'industria comunitaria non realizza profitti. La Commissione ha quindi calcolato il livello dei prezzi al quale l'industria comunitaria potrebbe coprire i costi e ottenere un adeguato utile sulle vendite, tenendo conto delle differenze tra i prezzi dei diversi tipi di etanolamina che sono state riscontrate sul mercato.
Nelle attuali circostanze e in considerazione delle esigenze specifiche di questo settore, è stato ritenuto adeguato un margine di utile sulle vendite pari all'8 %.
(36) Poiché i produttori degli Stati Uniti, che sono decisi a difendere le loro quote di mercato, possono assorbire in gran parte i dazi antidumping e in considerazione della vulnerabilità dell'industria comunitaria, la Commissione ha ritenuto opportuno stabilire prezzi minimi all'importazione che permetterebbero all'industria comunitaria di applicare prezzi remunerativi. Con le attuali procedure di controllo doganali relative ai prezzi di trasferimento, il rischio di elusione dei dazi antidumping per mezzo di fatturazioni irregolari alle società interessate è ridotto al minimo.
Dato che i prezzi minimi sono calcolati sui livelli dei prezzi dell'etanolamina importata, che sono congiunturalmente bassi e data l'intensità della concorrenza, anche da parte di produttori di altri paesi terzi, non esiste alcun rischio che i prezzi applicati ai consumatori finali rimangano artificialmente elevati.
(37) La Commissione ha stabilito che, a norma dell'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88 il dazio antidumping provvisorio deve essere pari al prezzo minimo all'importazione considerato necessario per eliminare il pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping, in quanto quest'ultimo non supera il valore normale.
(38) Occorre fissare un termine entro il quale le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere audizioni. A tal fine è considerato opportuno fissare un termine di un mese. Occorre inoltre precisare che tutte le risultanze elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e che possono essere riesaminate qualora la Commissione proponga l'istituzione di un dazio definitivo,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di etanolamine di cui ai codici NC 2922 11 00, 2922 12 00 e 2922 13 00, originarie degli Stati Uniti.
2. Il dazio è pari alla differenza tra gli importi qui di seguito indicati e i prezzi cif frontiera comunitaria per tonnellata, non sdoganato, quando questi ultimi sono inferiori:
a) per la MEA (monoetanolamina), codice NC 2922 11 00: 606 ecu
b) per la DEA (dietanolamina), codice NC 2922 12 00: 584 ecu
c) per la TEA (trietanolamina), codice NC 2922 13 00
- con un tenore inferiore al 99 %
(codice Taric 2922 13 00 10): 609 ecu
- con un tenore pari o superiore al 99 %
(codice Taric 2922 13 00 90): 652 ecu
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia equivalente all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Salvi gli articoli da 11 a 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima della scadenza di tale periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 30 luglio 1993.

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