Document ID: 31990R0547

*****
REGOLAMENTO (CEE) N. 547/90 DELLA COMMISSIONE
del 2 marzo 1990
con cui è istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di determinati prodotti rientranti nella categoria dell'acido glutammico e dei suoi sali originari dell'Indonesia, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della Tailandia e sono accettati gli impegni offerti in merito alle importazioni degli stessi prodotti originari di detti paesi
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
previa consultazione del comitato consultivo istituito da detto regolamento,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
1. La Commissione ha ricevuto una denuncia da parte della Confédération européenne des industries chimiques (CEFIC) a nome di determinati produttori ai quali è ascrivibile l'intera produzione comunitaria di acido glutammico e dei suoi sali. La denuncia conteneva sufficienti elementi di prova in merito alle pratiche di dumping e al pregiudizio da esse derivante ritenuti sufficienti per giustificare l'avvio di un procedimento. Con un avviso pubblicato nella Gazetta ufficiale delle Comunità europee (2) la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di acido glutammico e dei suoi sali, originari dell'Indonesia, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della Tailandia, e ha iniziato un'inchiesta.
I prodotti in questione sono l'acido glutammico e i suoi sali utilizzati principalmente come aromatizzanti nei prodotti alimentari, quali minestre e conserve di pesci e carni, di cui al codice NC 2922 42 00.
2. La Commissione ha ufficialmente informato gli esportatori e gli importatori direttamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori e i produttori comunitari e ha offerto alle parti direttamente interessate l'opportunità di comunicare osservazioni per iscritto.
3. La Commissione ha chiesto tutte le informazioni ritenute necessarie alle parti direttamente interessate e ha effettuato, ove necessario, verifiche in loco presso le seguenti imprese:
a) produttori comunitari:
Orsan SA, Parigi
Biacor SA, Padova
Peniberica SA, Pamplona
b) produttori/esportatori nella Comunità:
Indonesia:
PT Ajinomoto Indonesia, Giacarta
PT Sasa, Giacarta
PT Miwon Indonesia, Giacarta
Corea:
Chell Sugar Co. Ltd, Seul
Seoul Miwon Co. Ltd, Seul
Taiwan:
Tung Hai Fermentation Industry Corporation, Taichung
Ve Wong Corporation, Taipei
Wei-Chuan Foods Corporation, Taipei
Tailandia:
Thai Fermentation Industry Co., Bangkok
SCT Co., Bangkok
c) importatori nella Comunità
Danimarca:
K. Dirach Aps, Roskilde
Francia:
SAPA, Ezanville
Repubblica federale di Germania:
Henry Lamotte, Brema
Tesco Chemie, Duesseldorf
Grecia:
Boukaouris, Pireo
Italia:
Olimpo, Milano
Ygmar, Milano
Paesi Bassi:
Chemimpo BV, 's Hertogensbosch
DCT Chemie, Zwindrecht
Leduc Chemie BV, Vught
Spagna:
Preparados Alimenticios, SA, Barcellona
Gallina Blance, SA, Barcellona
Sumex, SA, Barcellona
Regno Unito:
Unilever, Londra
Albright and Wilson, Warley
Protan Ltd, Alton
4. Diversi esportatori e produttori dei paesi esportatori e quasi tutti gli importatori hanno pretermesso l'opportunità di tutelare i propri interessi fornendo le informazioni chieste nei questionari inviati alle parti interessate e collaborando alla verifica delle informazioni stesse.
5. Non sono state comunicate osservazioni per conto dei consumatori comunitari di acido glutammico e dei suoi sali.
6. L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo 1o aprile 1987 - 31 marzo 1988.
7. A causa del numero elevato di paesi esportatori interessati, il periodo necessario per lo svolgimento dell'inchiesta è stato superiore al normale.
B. DEFINIZIONE DEL PRODOTTO
8. Dall'inchiesta è emerso che la produzione e gli scambi di acido glutammico e dei suoi sali si svolgono su scala molto limitata e che durante il periodo dell'inchiesta non sono state effettuate esportazioni di tali prodotti verso la Comunità. La produzione e gli scambi riguardano invece quasi esclusivamente il glutammato monosodico, un sale in forma di cristalli o di polvere cristallina. L'inchiesta è stata pertanto limitata all'unico tipo di glutammato monosodico prodotto nella Comunità, in forma di cristalli medi e piccoli per applicazioni industriali. Appare pertanto opportuno chiudere la procedura relativa alle importazioni di acido glutammico e dei suoi sali, escluso il glutammato monosodico.
C. DUMPING
9. Per quanto riguarda le importazioni provenienti dalla Repubblica di Corea e da Taiwan il valore normale è stato determinato in base ai prezzi comparabili effettivamente pagati o pagabili sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali per un prodotto simile destinato al consumo. Si è tenuto debitamente conto di tutti gli sconti direttamente collegati alle vendite in questione. Inoltre, per effettuare un valido confronto, sono state prese in esame unicamente le vendite relative ai prodotti trasportati alla rinfusa oppure in sacchi di almeno 25 kg, dato che quasi tutti i prodotti esportati erano trasportati in sacchi di tale capacità.
Riguardo alle importazioni dall'Indonesia e dalla Tailandia, è stato accertato a titolo provvisorio che i prezzi ai quali i prodotti sono stati venduti per il consumo nel paese d'origine dai produttori e dagli esportatori interessati erano inferiori al rispettivi costi di produzione quali definiti nell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento (CEE) n. 2423/88 e che tali vendite sono state effettuate in quantitativi rilevanti a prezzi che non consentivano il recupero di tutti i costi equamente ripartiti nel periodo dell'inchiesta. I valori normali relativi ai produttori sono stati pertanto determinati in base al costo di produzione, nonché alle spese di vendita e di gestione, più un margine di utile del 6 %, ritenuto equo alla luce dei normali margini di profitto ottenuti negli stessi settori commerciali. Per un esportatore tailandese che non ha prodotto né venduto glutammato monosodico sul mercato interno il valore normale è stato determinato in base al costi del suo fornitore, in conformità all'articolo 2, paragrafo 3, lettera c) del regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio.
Prezzo all'esportazione
10. In ciascun caso il prezzo all'esportazione è stato determinato in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto venduto all'esportazione nella Comunità e imballato in sacchi da 25 kg, dato che quasi tutti i prodotti esportati sono stati trasportati in sacchi di tale capacità.
D. CONFRONTO
11. Nel confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione si è tenuto debitamente conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, quando le parti interessate hanno potuto dimostrare che la loro richiesta in tal senso era giustificata. A questo proposito sono stati effettuati adeguamenti in considerazione delle differenze relative a trasporto, assicurazione, movimentazione, carico e costi accessori, imballaggio, credito e retribuzioni dei venditori.
E. MARGINE DI DUMPING
12. Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping, con un margine pari alla differenza tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, con gli opportuni adeguamenti. Nei confronti dei produttori e degli esportatori che hanno collaborato nel corso dell'inchiesta sono stati accertate le seguenti medie ponderate dei margini di dumping, espresse in percentuale del prezzo netto franco frontiera comunitaria:
Indonesia
PT Sasa, Giacarta 47,0 %
Repubblica di Corea
Chell Sugar Co. Ltd, Seul 12,1 %
Seoul Miwon Co. Ltd, Seul 16,8 %
Taiwan
Tung Hai Fermentation
Industry Corporation, Taipei 42,6 %
Ve Wong Corporation, Taipei 54,3 %
Tailandia
Thai Fermentation Industry Co.
Bangkok 34,3 %
SCT Co., Bangkok 34,7 % Per gli esportatori che non hanno né communicato osservazioni né collaborato nel corso dell'inchiesta, il margine di dumping provvisorio è stato determinato in base al margine massimo accertato nei confronti degli esportatori che hanno collaborato all'inchiesta. Tale margine di dumping è stato determinato separatamente per ciascun paese esportatore.
F. PREGIUDIZIO
Volume e prezzo delle importazioni
13. Il volume delle importazioni di glutammato monosodico originario dei quattro paesi interessati, pari a 2 797 t nel 1984, è passato a 5 141 t nel 1987 e a 5 506 t nel primo semestre 1988, con un incremento della corrispondente quota di mercato comunitario dal 7,1 % nel 1984 al 23,1 % nel primo semestre 1988.
14. I prezzi dei prodotti importati nella Comunità dagli esportatori dei paesi interessati, dopo essere aumentati in media del 2,6 % tra il 1984 e il 1985, sono sensibilmente diminuiti nel 1986 e tale tendenza è rimasta costante sino alla prima metà del 1988. Il prezzo medio dei prodotti in questione importati nella Comunità nei primi sei mesi del 1988 era inferiore del 29,1 % alla media corrispondente del 1984. I prezzi medi dei prodotti importati dai singoli paesi hanno registrato un calo compreso tra il 22,6 % e il 36 %.
Incidenza sull'industria comunitaria
15. Tra il 1984 e il primo semestre 1988 la quota di mercato dei produttori comunitari è scesa dal 91,2 % al 74,9 %, con una flessione del 16,3 %. Nello stesso periodo la quota di mercato dei prodotti importati è aumentata del 16,0 %.
16. Nonostante l'incremento della domanda di glutammato monosodico verificatosi nella Comunità tra il 1984 e i primi sei mesi del 1988, i produttori comunitari sono stati costretti a ridurre i propri prezzi nel tentativo di salvaguardare la quota di mercato nei confronti dei prodotti oggetto di dumping, i cui prezzi medi sul mercato comunitario erano sensibilmente diminuiti. Di conseguenza, nel periodo in esame i prezzi medi dei produttori comunitari sono scesi del 25,8 % sino ad un livello insufficiente per compensare i costi. Il calo dei prezzi è stato più marcato a partire dal 1986.
17. Nonostante l'incremento della domanda di glutammato monosodico nella Comunità, la produzione dell'industria comunitaria, che era rimasta praticamente stabile tra il 1984 e il 1987, con volumi annui compresi tra 53 000 t e 55 000 t, è scesa a un volume di 42 000 t su base annua nella prima metà del 1988. Tale flessione era dovuta principalmente alla chiusura provvisoria degli impianti di un produttore comunitario, nonché in parte alla diminuzione della produzione presso gli altri stabilimenti nella Comunità.
18. La chiusura provvisoria degli impianti di un produttore comunitario, alla quale si è fatto riferimento nel paragrafo 17, si era resa necessaria in seguito agli effetti congiunti della perdita di quota di mercato e del livello eccessivamente basso dei prezzi. L'attività era stata interrotta nel giugno 1987 e gli impianti erano ancora chiusi al termine del periodo dell'inchiesta (31 marzo 1988).
19. L'industria comunitaria, che tra il 1984 e il 1985 era complessivamente in grado di realizzare utili, nel 1986 ha cominciato a subire perdite finanziarie, che si sono ulteriormente aggravate nel 1987.
Cumulo
20. Per valutare se fosse opportuno cumulare le importazioni provenienti da tutti i paesi soggetti all'inchiesta, la Commissione ha considerato la comparabilità dei prodotti importati sotto il profilo della natura delle merci, dei volumi importati, del livello dei prezzi e del grado di competitività rispetto ai prodotti dell'industria comunitaria. In base a tali elementi la Commissione ha concluso che il cumulo delle importazioni ai fini della determinazione del pregiudizio era giustificato.
Causa del pregiudizio e altri fattori
21. Dagli elementi disponibili risulta che, mentre i produttori comunitari hanno perduto quote di mercato, i prodotti importati hanno conquistato crescenti parti di mercato nella Comunità. Il livello eccessivamente basso dei prezzi applicati dai produttori comunitari coincide inoltre con il calo dei prezzi dei prodotti importati.
La Commissione ha esaminato se il pregiudizio subito dai produttori comunitari sia stato causato da altri fattori, quali le importazioni provenienti da altri paesi terzi. A questo proposito, la Commissione ha tenuto conto del fatto che i prodotti importati provenienti dall'Austria e dalla Svizzera erano originari dei paesi soggetti all'inchiesta e che i quantitativi importati erano trascurabili. È stato inoltre accertato che tra il 1984 e la prima metà del 1988 la quota di mercato delle importazioni da altri paesi terzi corrispondeva al massimo all'1 % (uno per cento). Non sono stati forniti elementi di prova per dimostrare che tali importazioni erano state effettuate a prezzi di dumping.
Conclusioni
22. In considerazione degli elementi delineati nei punti da 12 a 20, la Commissione ha concluso che gli effetti delle importazioni in dumping dai paesi soggetti all'inchiesta costituiscono un pregiudizio notevole per l'industria comunitaria del glutammato monosodico. G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
23. Date le gravi perdite finanziarie subite dai produttori comunitari di glutammato monosodico, se non fossero adottate misure volte ad eliminare il pregiudizio provocato dalle importazioni in dumping la sopravvivenza dell'industria comunitaria sarebbe minacciata, con gravi conseguenze sull'occupazione. La Commissione ha pertanto concluso che nell'interesse della Comunità occorre evitare un ulteriore pregiudizio nel corso della procedura e che è opportuno istituire un dazio antidumping provvisorio.
La Commissione ha tenuto conto del fatto che il costo del glutammato monosodico ha un'incidenza trascurabile sul costo degli alimenti nei quali è contenuto. Le misure antidumping non avrebbero quindi un'incidenza significativa sui prezzi degli alimenti per i consumatori.
H. DAZIO PROVVISORIO
24. Per determinare l'importo del dazio provvisorio la Commissione ha tenuto conto dei margini di dumping accertati a titolo provvisorio e dell'aliquota del dazio necessaria per eliminare il pregiudizio. L'importo minimo necessario per eliminare il pregiudizio è stato stabilito in base ai costi del produttore comunitario più efficiente, ai quali è stato aggiunto un equo margine di utile, che, ufficialmente, è inferiore al 10 %. L'importo del dazio è stato pertanto stabilito confrontando i prezzi all'esportazione con gli importi minimi necessari per eliminare il pregiudizio. Il dazio a livello cif corrisponde pertanto al margine di dumping accertato a titolo provvisorio oppure, se tale importo è inferiore, alla differenza tra i prezzi minimi necessari per eliminare il pregiudizio e i prezzi all'esportazione.
25. Per salvaguardare l'efficacia delle misure di difesa e per agevolare le operazioni di sdoganamento, la Commissione ha deciso di istituire un dazio provvisorio in forma di dazio specifico espresso in termini di ecu per chilogrammo.
I. IMPEGNI
26. Gli esportatori e i produttori che hanno collaborato all'inchiesta, dopo essere stati informati in merito alle principali risultanze provvisorie, hanno offerto impegni relativi alle loro esportazioni dirette nella Comunità. Detti impegni avranno l'effetto di aumentare i prezzi di un importo che non supera comunque i margini di dumping accertati a titolo provvisorio e che è sufficiente per eliminare il pregiudizio. Sul piano amministrativo appare inoltre possibile controllare la corretta applicazione degli impegni. Di conseguenza, la Commissione ha concluso che gli impegni offerti sono accettabili.
Il comitato consultivo non ha espresso obiezioni nei confronti dell'accettazione degli impegni.
J. CONSIDERAZIONI FINALI
27. In conformità della procedura prevista, è necessario fissare un termine entro il quale le parti che hanno collaborato all'inchiesta possano comunicare osservazioni sulle risultanze provvisorie della Commissione e chiedere di essere sentite,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Sono accettati gli impegni assunti dalle seguenti società:
PT Sasa, Ciacarta
Chell Sugar Co. Ltd, Seul
Seoul Miwon Co. Ltd, Seul
Tung Hai Fermentation Industry Corporation, Taichung
Ve Wong Corporation, Taipei
Thai Fermentation Industry Co., Bangkok
SCT Co., Bangkok
L'inchiesta relativa alle importazioni dei prodotti esportati da tali società è chiusa.
Articolo 2
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di glutammato monosodico di cui al codice NC 2922 4 00, originario dell'Indonesia, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della Tailandia (codice Taric 8400).
2. L'aliquota del dazio corrisponde ai seguenti importi:
- 0,510 ecu per chilogrammo per le importazioni dei prodotti originari dell'Indonesia; sono escluse dall'applicazione del dazio le importazioni effettuate direttamente dalla società PT Sasa, Giacarta (codice addizionale Taric 8401);
- 0,189 ecu per chilogrammo per le importazioni dei prodotti originari della Repubblica di Corea (codice addizionale Taric 8402); sono escluse dall'applicazione del dazio le importazioni effettuate direttamente dalle società Chell Sugar Co. Ltd, Seul e Seoul Miwon Co. Ltd, Seul (codice addizionale Taric 8403);
- 0,653 ecu per chilogrammo per le importazioni dei prodotti originari di Taiwan (codice addizionale Taric 8404); sono escluse dall'applicazione del dazio le importazioni effettuate direttamente dalle società Tung Hai Fermentation Industry Corporation, Taichung e Ve Wong Corporation, Taipei (codice addizionale Taric 8405);
- 0,407 ecu per chilogrammo per i prodotti importati originari della Tailandia (codice addizionale Taric 8406); sono escluse dall'applicazione del dazio le importazioni effettuate direttamente dalle società Thai Fermentation Industry Co., Bangkok e SCT Co., Bangkok (codice addizionale Taric 8407).
3. Si applicano le disposizioni vigenti in materie di dazi doganali. 4. L'immissione in libera pratica, nella Comunità, dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito cauzionale pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 3
È chiusa la procedura relativa alle importazioni di acido glutammico e dei suoi sali, escluso il glutammato monosodico.
Articolo 4
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare osservazioni scritte e chiedere di essere sentite dalla Commissione.
Articolo 5
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, l'articolo 2 del presente regolamento è applicabile per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitve prima della scadenza di tale periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 2 marzo 1990.

Labels: 1
3
4
5