Document ID: 31986D0187

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 13 novembre 1985
relativa agli aiuti sotto forma di abbuono d'interesse concessi dalla Grecia all'esportazione di tutti i prodotti esclusi quelli petroliferi
Il testo in lingua greca è il solo facente fede
(86/187/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2,
visto il regolamento (CEE) n. 2727/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1019/84 (2), in particolare l'articolo 22, nonché le disposizioni corrispondenti degli altri regolamenti relativi all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti agricoli,
dopo aver intimato agli interessati, conformemente all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, di presentare le loro osservazioni e viste dette osservazioni (3),
considerando quanto segue:
I
Gli articoli 92, 93 e 94 del trattato CEE sono divenuti integralmente applicabili, in forza delle disposizioni degli articoli 42 e 43 dello stesso trattato, alla maggior parte dei prodotti dell'allegato II del trattato CEE. Agli altri prodotti compresi nell'allegato suddetto sono applicabili, a norma dell'articolo 4 del regolamento n. 26 (4) relativo all'applicazione di alcune regole di concorrenza alla produzione e al commercio dei prodotti agricoli, soltanto le disposizioni dell'articolo 93, paragrafo 1 e paragrafo 3, prima frase; la presente decisione non concerne quindi questi ultimi prodotti.
II
Con telex n. 51686 del 2 febbraio 1984, la Commissione ha chiesto al governo greco informazioni sulla concessione di un aiuto all'esportazione di cereali che la Grecia avrebbe istituito nell'aprile 1983. Un telex di sollecito è stato inviato il 21 marzo 1984. La risposta inviata dalla Grecia con il telex del 16 aprile 1984 è stata giudicata incompleta dai servizi della Commissione, che hanno domandato informazioni complementari con un nuovo telex del 19 giugno 1984 e con un telex di sollecito il 24 luglio 1984. Con telex del 10 agosto, il governo greco ha chiesto che fosse prorogato di un mese il termine prescritto, in modo da poter preparare la sua risposta, che è stata finalmente data con la lettera del 18 ottobre 1984.
La lettera in questione precisa che:
- le autorità elleniche accordano un abbuono del 6 % o del 3 % degli interessi sui prestiti concessi dalle autorità agli esportatori di cereali (il tasso applicato normalmente agli esportatori è del 18,5 %);
- l'aiuto è versato unicamente alla condizione che l'importo ottenuto dagli esportatori all'atto della vendita sia rapidamente rimpatriato e convertito in dracme;
- l'abbuono è versato nel quadro della riforma generale del regime creditizio istituito dal governo greco, che si presenta come segue:
1,2 // A. Anteriormente all'aprile 1983: 1.2 // Tipo di prestito // Tasso d'interesse // Prestiti destinati ad alimentare i fondi di rotazione // 21,5 % // Prestiti agli investimenti e alle imprese di trasformazione di prodotti agricoli // 18,5 % // Prestiti alle imprese artigianali // 14,0 % // Prestiti all'esportazione, prefinanziamento e finanziamento delle esportazioni // 10,5 % // B. Dall'aprile 1983: // // Tipo di prestito // Tasso d'interesse // Prestiti alle industrie // 21,5 % // Prestiti alle imprese esportatrici di prodotti agricoli trasformati // 18,5 % // Prestiti alle imprese artigianali // 14,0 %
- inoltre, il rimborso del 6 % o del 3 % (nel caso in cui il prestito è stato accordato al tasso del 14 %) è stato fissato tenendo conto, da un lato, dell'aumento generale dei tassi d'interesse e, dall'altro, della durata media dei prestiti destinati a finanziare le esportazioni, nonché del fatto che il rimborso si applica all'esportazione di tutti i prodotti, esclusi quelli petroliferi;
- si tratta di una misura di carattere puramente monetario, in quanto è destinata ad incoraggiare gli esportatori greci a rimpatriare rapidamente le valute estere ottenute nonché ad unificare il sistema dei tassi d'interesse applicabili alle esportazioni greche;
- per tali motivi, l'intervento del governo greco non va considerato come un aiuto all'esportazione dei prodotti greci.
III
Dopo aver esaminato questa misura, la Commissione ha informato il governo greco con lettera del 4 gennaio 1985 che:
- l'abbuono d'interessi in causa costituisce di fatto un aiuto all'esportazione incompatibile con le disposizioni dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato e con la normativa comunitaria relativa all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (l'importo dell'aiuto ammontava a circa 10 dollari la tonnellata per la farina esportata e a 12 dollari per la semola);
- l'argomento del governo greco, secondo cui si tratterebbe di una misura di carattere puramente monetario, non impedisce di concludere che questo aiuto può favorire l'esportazione di prodotti greci a detrimento di prodotti simili provenienti da altri Stati membri e che può quindi essere assimilato ad una misura di aiuto a favore delle esportazioni, incompatibile con l'articolo del trattato suindicato;
- se, con l'adozione di un abbuono del 6 % o del 3 % sul tasso d'interesse applicabile nella fattispecie, il governo greco persegue determinati obiettivi di ordine monetario, non può per questo avvalersi di misure incompatibili con altre norme della legislazione comunitaria. Per tale motivo, sebbene gli Stati membri conservino una competenza assai vasta in campo monetario, tale facoltà non li autorizza ad adottare e ad applicare misure nazionali incompatibili con altre disposizioni della normativa comunitaria;
- la risposta fornita dal governo greco il 18 ottobre 1984 dimostra chiaramente che il sistema degli abbuoni d'interesse sui crediti all'esportazione si applica non solo ai cereali ma a tutti i prodotti, esclusi quelli petroliferi;
- la Commissione ha pertanto deciso di avviare nei confronti della misura in questione la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato CEE per tutti i prodotti che possono beneficiare di questa misura.
Nell'ambito di tale procedura, la Commissione ha inti- mato al governo greco, agli altri Stati membri e agli interessati diversi dagli Stati membri di presentare le loro osservazioni.
IV
Con lettera dell'11 marzo 1985, il governo greco ha risposto alla lettera della Commissione del 4 gennaio 1985 precisando quanto segue:
- l'abbuono d'interesse in causa si inserisce nel quadro del cambiamento generale della politica del governo greco circa i tassi d'interesse in atto dall'aprile 1983. A seguito di tale cambiamento i tassi d'interesse a carico delle industrie di trasformazione esportatrici sono passati dal 10,5 % al 12,5 %;
- a causa dell'aumento dei tassi d'interesse, gli esportatori greci devono ora, in linea generale, sostenere un onere finanziario maggiore di quello che gravava su di loro prima della riforma del regime generale dei crediti applicabile in Grecia;
- globalmente considerato, il nuovo sistema di finanziamento dei crediti all'esportazione applicabile dall'aprile 1983 risulta neutro sul piano delle sue ripercussioni sulla competitività delle imprese esportatrici greche.
V
Le autorità elleniche sono venute meno all'obbligo che incombe loro a norma dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE: anzitutto non notificando questa misura e, in secondo luogo, mettendola ad esecuzione - dall'aprile 1983 - senza che la Commissione potesse pronunciarsi in merito.
Questa infrazione ha creato una situazione particolarmente grave per il settore agricolo, perché l'aiuto all'esportazione contravviene in sostanza alle organizzazioni comuni di mercato ed è quindi incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato.
Gli abbuoni d'interesse (del 6 % o del 3 %) che la Grecia ha previsto dal 1983 a favore delle esportazioni dei propri prodotti, esclusi quelli petroliferi, facilitano artificialmente il loro smaltimento sui mercati comunitari ed extracomunitari, in quanto riducono notevolmente le spese incorse all'atto della vendita sui mercati esteri.
Va tenuto presente infatti che i prodotti greci formano oggetto di un notevole flusso di scambi (nel 1982 il 46,3 % del valore totale delle esportazioni greche, ossia 4 381 milioni di ECU, proveniva dalle vendite ad altri Stati membri; nel 1984 il valore delle esportazioni ha raggiunto il 13,6 % del prodotto interno lordo) e che il commercio all'esportazione è oggetto di una forte concorrenza tra le imprese greche e quelle degli altri Stati membri.
Inoltre, facilitando la creazione dei nuovi sbocchi commerciali o almeno il loro mantenimento, questo intervento (la cui importanza è direttamente collegata al volume delle esportazioni effettuate) incoraggia i produttori greci ad aumentare i quantitativi prodotti, consentendo loro in tal modo di ridurre - tra l'altro mediante economie di scale - i prezzi di costo e di aumentare di conseguenza la loro competitività su tutti i mercati. Per questi motivi l'aiuto in causa, che colloca i produttori greci in una posizione concorrenziale più favorevole di quella degli altri produttori che non fruiscono di tale intervento, può falsare la concorrenza e incidere sugli scambi tra Stati membri.
Le misure in causa rispondono quindi ai criteri enunciati nell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE, dove è prevista l'incompatibilità di massima con il mercato comune degli aiuti conformi ai criteri suddetti.
Le deroghe a tale incompatibilità previste dall'articolo 92, paragrafo 2, non sono evidentemente applicabili a questi aiuti. Quelle contemplate al paragrafo 3 dello stesso articolo precisano gli obiettivi perseguiti nell'interesse della Comunità e non solo in quello di settori particolari dell'economia nazionale. Queste deroghe vanno interpretate rigorosamente quando si procede all'esame di qualsiasi programma di aiuto a finalità regionale o settoriale o di qualsiasi caso individuale in cui si applichino regimi di aiuto generali.
Esse possono essere concesse soltanto se la Commissione può accertare che l'aiuto è necessario per realizzare uno degli obiettivi perseguiti da tali disposizioni. Far beneficiare di queste deroghe aiuti che non comportano tale contropartita equivarrebbe ad autorizzare pregiudizi agli scambi tra Stati membri e distorsioni di concorrenza ingiustificate sul piano dell'interesse comunitario e, in corrispondenza, vantaggi indebiti a favore di alcuni Stati membri.
Nella fattispecie, non si può constatare per questi aiuti l'esistenza di tale contropartita. Il governo greco non è stato infatti in grado di fornire, né la Commissione di rilevare alcun argomento in base al quale si potesse stabilire che gli aiuti in questione soddisfano le condizioni richieste per l'applicazione di una delle deroghe previste all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato CEE.
Non si tratta di misure destinate a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b, poiché a causa delle loro possibili ripercussioni sugli scambi tali aiuti nuocciono all'interesse comune.
Non si tratta nemmeno - anche ammettendo che il nuovo sistema istituito dall'aprile 1983 sia più efficace del precedente nell'agevolare il rimpatrio delle valute - di misure destinate a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia dello Stato membro in causa ai sensi della stessa disposizione.
Quanto alle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), per gli aiuti destinati a favorire o ad agevolare lo sviluppo economico di regioni nonché quello di talune attività indicate alla stessa lettera c), va osservato che questa misura, dato il suo carattere di aiuto al funzionamento, non può migliorare in modo permanente le condizioni in cui si trovano le aziende e le imprese beneficiarie dell'aiuto, poiché una volta cessato l'aiuto si troverebbero nella stessa situazione strutturale in cui erano prima dell'entrata in vigore di questo intervento di Stato.
Gli aiuti vanno pertanto considerati come aiuti al funzionamento delle imprese interessate. In linea di massima, la Commissione si è sempre opposta a questo tipo di aiuti, in quanto per la loro concessione non sussistono le condizioni richieste per l'applicazione di una delle deroghe previste all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c).
D'altra parte, per quanto concerne in particolare gli aiuti a favore dell'esportazione dei prodotti compresi nell'allegato II del trattato e soggetti all'organizzazione comune di mercato, sono stati posti dei limiti alla facoltà degli Stati membri d'intervenire direttamente sul funzionamento delle organizzazioni comuni di mercato recanti un sistema di prezzi comuni, le quali sono ormai di competenza esclusiva della Comunità.
La concessione degli aiuti contemplati in questo settore disconosce il principio secondo cui gli Stati membri non hanno più il potere di deliberare unilateralmente sui redditi degli agricoltori nell'ambito di un'organizzazione comune dei mercati con la concessione di aiuti di questo tipo.
Anche nel caso in cui si fosse potuta prospettare per i prodotti agricoli una deroga ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, il carattere d'infrazione che contraddistingue le misure di aiuto in esame nei confronti delle organizzazione comuni di mercato interessate esclude l'applicazione di tale deroga ai prodotti suinidicati.
Gli aiuti in oggetto non soddisfano quindi le condizioni richieste per beneficiare di una delle deroghe dell'articolo 92, e devono essere considerati incompatibili con il mercato comune, sicché le autorità elleniche devono adottare i provvedimenti necessari per porre fine a questi aiuti.
La presente decisione non pregiudica le conseguenze che la Commissione potrà trarre, se del caso, in merito al recupero degli aiuti suddetti dai beneficiari nonché in merito al finanziamento della politica agricola comune da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto sotto forma di abbuono d'interesse del 6 % o del 3 % che le autorità elleniche accordano, a determinate condizioni, agli esportatori dei prodotti agricoli compresi nell'allegato II del trattato CEE e per i quali, a norma degli articoli 42 e 43, sono divenuti integralmente appli cabili gli articoli 92, 93 e 94, nonché agli esportatori di tutti gli altri prodotti non compresi nell'allegato suddetto, esclusi i prodotti petroliferi, è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE e deve essere quindi soppresso.
Articolo 2
Entro un mese dalla notifica della presente decisione, la Grecia informa la Commissione sui provvedimenti da essa adottati per conformarvisi.
Articolo 3
La Repubblica ellenica è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 13 novembre 1985.

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