Document ID: 31990R1735

6401
Calzature impermeabili con suole esterne e tomaie di gomma o di materia plastica, la cui tomaia non è stata né unita alla suola esterna mediante cucitura o con ribadini, chiodi, viti, naselli o dispositivi simili, né formata da differenti pezzi uniti con questi stessi procedimenti
6402
Altre calzature con suole esterne e tomaie di gomma o di materia plastica, escluse le pantofole e le altre calzature da camera di cui al codice NC 6402 99 50
6403
Calzature con suole esterne di gomma, di materia plastica, di cuoio naturale o ricostituito e con tomaie di cuoio naturale, escluse le pantofole e altre calzature da camera di cui ai codici NC 6403 59 50 e 6403 99 50
6404
Calzature con suole esterne di gomma, di materia plastica, di cuoio naturale o ricostituito e con tomaie di materie tessili, escluse le pantofole e le altre calzature da camera di cui ai codici NC 6404 19 10 e 6404 20 10
6405
Altre calzature, escluse le pantofole e le altre calzature da camera di cui al codice NC 6405 20 91 // //*****
REGOLAMENTO (CEE) N. 1735/90 DELLA COMMISSIONE
del 21 giugno 1990
che istituisce una vigilanza comunitaria preventiva applicabile alle importazioni di taluni tipi di calzature originari della Corea del Sud e di Taiwan
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 288/82 del Consiglio, del 5 febbraio 1982, relativo al regime comune applicabile alle importazioni (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3365/89 (2), in particolare l'articolo 10, para- grafo 1,
previe consultazioni in seno al comitato istituito dal regolamento (CEE) n. 288/82,
considerando quanto segue:
PROCEDURA
Nell'agosto 1988 la Commissione è stata informata da taluni Stati membri del fatto che le importazioni nella Comunità di calzature originarie della Corea del Sud e di Taiwan continuavano ad aumentare, nonostante le misure di limitazione autorizzate per l'Italia (3) e la Francia (4). In tale occasione, i suddetti Stati membri e altri che erano contrari all'applicazione di nuove misure di carattere regionale hanno chiesto alla Commissione di riesaminare a livello dell'intero mercato comunitario l'evoluzione di tali importazioni e il loro effetto sull'industria comunitaria.
Le domande degli Stati membri erano corredate di elementi di prova relativi all'andamento delle importazioni dei prodotti in questione e alle condizioni in cui esse vengono effettuate, in particolare a livello di prezzi.
Sono state altresì fornite indicazioni riguardo all'impatto delle importazioni in esame sulla produzione comunitaria di prodotti simili e concorrenti.
Avendo deciso, previa consultazione, che gli elementi in suo possesso erano tali da giustificare un'inchiesta, la Commissione ha annunciato, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (5), l'apertura di una procedura d'inchiesta comunitaria sulle importazioni nella Comunità di calzature originarie della Corea del Sud e di Taiwan.
La Commissione ha ufficialmente informato gli importatori notoriamente interessati ed ha offerto a tutte le parti interessate la possibilità di rendere noto per iscritto il loro punto di vista e di chiedere un'audizione.
Molti importatori hanno colto l'occasione per comunicare per iscritto il loro punto di vista rispondendo al questionario loro inviato dai servizi della Commissione.
Vari argomenti sono stati addotti a nome dei produttori comunitari dalle diverse federazioni nazionali dell'industria calzaturiera e dalla Confederazione europea dell'industria calzaturiera (CEC).
Inoltre, durante tutto il mese di dicembre del 1988, la Commissione ha organizzato audizioni alle quali hanno partecipato le seguenti organizzazioni e società:
Produttori:
- Confédération Européenne de l'Industrie de la Chaussure, B-1030 Bruxelles
- Fédération Nationale de l'industrie de la Chaussure de France, F-75008 Parigi
- Hauptverband der Deutschen Schuhindustrie e. V; D-6050 Offenbach a/Main
- Associazione nazionale calzaturifici italiani, I-20123 Milano
- Fédération belge de l'industrie de la Chaussure, B-1030 Bruxelles
- Federatie van Nederlandse Schoenfabrikanten, NL-5037 AA Tilburg
- British Footwear Manufacturers Federation, UK London W1V 5HB
- Federation of Irish Footwear Manufacturers, IRL Dundalk
- Skofabrikantforeningen, DK-1358 Copenaghen
- Hellenic Association of Footwear Manufacturers and Exporters, GR-11710 Atene
- Federación de industrias del Calzado español, E-28006 Madrid
- Associação portuguesa dos Industrias de Calçado, componentes e artigos de Peles e seus sucedaneos, P-4000 Porto
Importatori nella CEE:
- Reebok France, F-78530 Buc
- Reebok Deutschland GmbH, D-8011 Heimstetten
- Reebok International Ltd, UK Bolton BL1 1PP
- Oppenheimer Wolff & Donnelly, B-1050 Bruxelles
rappresentante: Nike (UK) Ltd, Nike International Ltd (Deutschland)
- British Sports and allied industries Federation, UK-Croydon CRO 9XY
- Federation of Irish sports distributors, IRL-Dublin 4
- Hi-Tec Sports PLC, UK-Essex SS2 6GH
- Foreign Trade Association, B-1200 Bruxelles
Esportatori fuori della CEE:
- Oppenheimer Wolff & Donnelly, B-1050 Bruxelles
rappresentante: Korean Footwear Exporters Association
Nel corso dell'inchiesta la Commissione ha raccolto e verificato tutti i dati ritenuti necessari ed ha effettuato controlli in loco in Belgio, Spagna, Grecia, Portogallo e Regno Unito.
Le società visitate dai servizi della Commissione sono le seguenti:
Belgio:
Produttori:
- Euro-Vana, B-3290 Diest
- NV Monarca, B-2500 Lier
Importatore:
- Joggingsport, B-1080 Bruxelles
Spagna:
Produttori:
- Alex Shoes SL, E-03204 Elche
- Peter SA, E-03204 Elche
- Pikolinos, E-0329 Elche
- Grupp International SA, E-Alicante
- Lois Shoes - Valiente, E-03400 Villena
- Divine Shoes SL, E-03600 Elda
- Juan Gomez, E-97 Elda
- Lucas Calzados SA, E-03400 Villena
- Petit Shoes, E-03400 Villena
Grecia:
Produttori:
- »Last" Paliokostas Bros SA, GR-Liossa Atene
- Jonn Dourambeis, GR-Pireo
- Attica SA, GR-Atene
- Diana, GR-Neon Iraklion Attica
- A Dynamides SA, GR-Atene
- Omega SA, GR-Atene
- Ropa-Rodopes Shoe Ind, GR-Atene
- Athanasios Tsigiras SA Shoe Ind, GR-Atene
- Vergina Shoes Ltd, GR-Atene
- Vioghian SA, GR-Atene
Importatore:
- Dicas - Dimitris S. Kasimis, GR-Atene
Portogallo:
Produttori:
- Kyaia, P-4802 Guimarães
- Sanjo, P-3701 São João da Madeira
- Rillago, P-4523 Feira
- Lima's/Halley, P-3702 São João da Madeira
- Pratik - Jefaris, P Felgueiras
- Basilius -Calçado SA, P-3706 São João da Madeira
- Mariano & Mariano Ltd, P-3703 São João da Madeira
Regno Unito:
Produttori:
- J. H. Hirst Ltd, Rossendale, UK-Lancs BB4 9HT
- Fiona Footwear Ltd, UK-MD Glan CF31 1DN
- Eatough Ltd, UK-Leicester
- Asworth & Hoyle Ltd, UK-Lancs BB4 4PW
- Mansfield Shoe Co. (1981) Ltd, UK-Notts NG18 5QA
- K-Shoes Ltd - Clarks, UK-Cumbria LA9 7BT
PRODOTTI INTERESSATI E PRODOTTI SIMILI
I prodotti oggetto dell'inchiesta importati dalla Corea del Sud e da Taiwan comprendono tutti i tipi di calzature di ogni genere di cui ai codici NC 6401, 6402, 6403, 6404 e 6405.
Sul mercato comunitario esistono molteplici tipi di calzature che possono essere classificate secondo diversi criteri, quali materiali di fabbricazione, consumatori, forma, prezzo, ecc.
Di fronte a una così grande varietà, per determinare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria, la Commissione ha esaminato i prodotti comunitari simili ai prodotti importati e quelli direttamente concorrenti.
A tal fine ha cercato, in un primo tempo, di analizzare la situazione del mercato comunitario dal punto di vista dei criteri secondo i quali le calzature vengono commercializzate. Allo stadio della commercializzazione le calzature sono classificate secondo criteri che tengono principalmente conto del consumatore (uomo, donna, bambino) e della funzione (città, sport, svago, ecc.).
Tuttavia, ai fini della determinazione del pregiudizio, era impossibile procedere nel modo sopra indicato, data la mancanza di corrispondenza tra le statistiche di vendita e quelle disponibili sulla produzione dei vari tipi di calzature e sulle importazioni.
In tale contesto la classificazione più adeguata è risultata quella utilizzata dall'Istituto statistico delle Comunità europee e dalla Federazione europea della calzatura, essenzialmente basata sui materiali impiegati per la tomaia. Secondo tale classificazione le calzature sono suddivise in sei categorie, di cui quattro principali [ovvero calzature con tomaia di cuoio (1), di materia plastica (2), di gomma (3) e di materie tessili (4)] e due che raggruppano i restanti tipi di calzature [ovvero le pantofole (5) e le altre calzature (espadrilles e sandali) (6)].
Nonostante la suddivisione nelle suddette categorie, tutte le calzature hanno caratteristiche di base identiche.
Inoltre, per quanto riguarda l'uso, la diversità non impedisce, in linea di principio, il medesimo uso per calzature di categorie diverse, né usi differenti per una medesima categoria. Si può pertanto concludere che in generale le diverse categorie di calzature sono intercambiabili.
Il grado di intercambiabilità varia secondo le categorie. Esso è molto limitato per le pantofole, da scarso a considerevole, secondo gli Stati membri in funzione dei fattori climatici, per le altre calzature (espadrilles e sandali), notevole tra le altre quattro categorie e addirittura molto elevato tra le calzature con tomaia di cuoio e le calzature con tomaia di materia plastica, che, oltre ad offrire uguali possibilità d'uso, hanno un aspetto molto simile così che, nella maggior parte dei casi, un osservatore non esperto non è in grado di distinguerle (7).
Il consumatore si avvale di questa intercambiabilità in funzione di fattori molto diversi quali moda, pubblicità, stagione, clima o luogo di utilizzazione, ma la scelta finale è determinata dal prezzo e dalla possibilità di utilizzare lo stesso tipo di calzatura per usi diversi. Può quindi scegliere, per un uso o una serie di usi determinati, una calzatura di materia plastica, invece che di cuoio, di materie tessili o di gomma, o invece di sandali, espadrilles o pantofole.
La Commissione ritiene pertanto che le analogie esistenti sia a livello di caratteristiche di base che di possibilità di impiego tra le calzature delle categorie « cuoio », « materia plastica », « materie tessili », « gomma », « altre calzature » e pantofole prevalgano sulle differenze. Le calzature appartenenti a queste categorie possono quindi essere considerate sufficientemente simili e concorrenti.
INDUSTRIA PRODUTTRICE
Nel determinare l'industria comunitaria che può essere colpita da un pregiudizio grave e/o da una minaccia di pregiudizio grave a causa delle importazioni originarie della Corea del Sud e di Taiwan, è opportuno notare che l'industria comunitaria produce tutti i tipi di calzature importate da detti paesi terzi e interessate dalla presente procedura.
Benché in modo diverso a seconda delle varie categorie di calzature, l'industria comunitaria è presente in tutti gli Stati membri.
Tuttavia, le calzature di cuoio costituiscono la principale produzione di ciascuno degli Stati membri, mentre all'estremo opposto la produzione di calzature di gomma è marginale e in declino.
Per quanto riguarda la produzione comunitaria simile alle categorie di calzature in questione, essa è costituita per il 65 % da calzature di cuoio, per il 16 % da calzature di materia plastica, per il 10 % da pantofole, per il 5,4 % da calzature di materie tessili, per il 2,1 % da altre calzature e per l'1,5 % da calzature di gomma.
CONSUMO NELLA COMUNITÀ
Il consumo globale di calzature è rimasto praticamente invariato passando da 1 189 milioni di paia nel 1985 a 1 219 milioni di paia nel 1988.
Esaminando la situazione delle categorie di calzature interessate, si constata che il consumo di calzature di cuoio è leggermente diminuito, passando da 597,7 milioni di paia a 594,5 milioni di paia e che quello di calzature di materia plastica è diminuito da 206,3 a 176,3 milioni di paia. Invece, il consumo di calzature di materie tessili è aumentato da 166,7 a 179 milioni di paia, quello di altre calzature (espadrilles e sandali) da 30,9 a 88,5 milioni di paia, quello delle calzature di gomma da 15,4 a 17,2 milioni di paia e quello di pantofole da 172,6 a 179,1 milioni di paia.
IMPORTAZIONI DI CALZATURE IN OGGETTO ORIGINARIE DELLA COREA DEL SUD E DI TAIWAN
Le importazioni di calzature originarie della Corea del Sud e di Taiwan nel loro insieme sono aumentate in misura significativa tra il 1985 e il 1988, anche se per alcune categorie risulta che il livello più elevato è stato raggiunto nel 1987. Le misure regionali prese in Italia e in Francia nel 1988 hanno infatti provocato una lieve diminuzione delle importazioni.
a) Importazioni globali
Le importazioni originarie della Corea del Sud e di Taiwan hanno tuttavia continuato ad aumentare ad un ritmo elevato, passando da 37,1 milioni di paia nel 1985 a 47,7 nel 1986, a 79 nel 1987 e a 87,5 nel 1988 per quanto riguarda la Corea del Sud e da 63,4 milioni di paia nel 1985 a 80,4 nel 1986, a 106,8 nel 1987 e a 99,4 nel 1988 per quanto riguarda Taiwan.
(1) GU n. L 35 del 9. 2. 1982, pag. 1.
(2) GU n. L 325 del 10. 11. 1989, pag. 1.
(3) GU n. L 54 dell'1. 3. 1988, pag. 59.
(4) GU n. L 166 dell'1. 7. 1988, pag. 6.
(5) GU n. C 215 del 17. 8. 1988, pag. 6.
(1) Codici NC 6403 11 00, 19 00, 20 00, 30 00, 40 00, 51 11, 51 15, 51 19, 51 91, 51 95, 51 99, 59 11, 59 31, 59 35, 59 39, 59 91, 59 95, 59 99, 91 11, 91 13, 91 16, 91 18, 91 91, 91 93, 91 96, 91 98, 99 11, 99 31, 99 33, 99 36, 99 38, 99 91, 99 93, 99 96, 99 98.
(2) Codici NC 6401 10 90, 91 90, 92 90, 99 90,
6402 11 00, 19 00, 20 00, 30 90, 91 90, 99 31, 99 39, 99 91, 99 93, 99 96, 99 98.
(3) Codici NC 6401 10 10, 91 10, 92 10, 99 10,
6402 30 10, 91 10, 99 10.
(4) Codici NC 6404 11 00, 19 90, 20 90.
(5) Codici NC 6402 99 50, 64 03, 59 50, 64 03, 99 50, 6404 19 10, 6404 20 10, 6405 20 91.
(6) Codici NC 6405 10 10, 10 90, 20 10, 20 99, 90 10, 90 90.
(7) Per quanto riguarda le calzature di queste due ultime categorie (cuoio e materia plastica), e più in particolare quelle di qualità scadente o media, vi è intercambiabilità anche sul piano della fabbricazione, i cui sistemi possono essere impiegati, con modifiche minime, sia per la produzione in cuolo che per quella in materia plastica.
Le quote di mercato della Corea del Sud e di Taiwan sono pertanto aumentate passando rispettivamente tra il 1985 e il 1988 dal 3,1 % al 7,2 % e dal 5,3 % all'8,2 %. Cumulativamente la quota di mercato dei due paesi è passata dall'8,4 % al 15,4 %.
b) Importazioni per categorie
Importazioni di calzature con tomaia di cuoio
Per quanto riguarda più in particolare le importazioni nella Comunità di calzature con tomaia di cuoio, esse sono passate da 2,9 milioni di paia nel 1985 a 6,1 nel 1986, a 12,7 nel 1987 e a 23,6 nel 1988 per la Corea del Sud e da 4,8 milioni di paia nel 1985 a 9 nel 1986, a 16,8 nel 1987 e a 20,6 nel 1988 per Taiwan.
La quota di mercato nel 1988 era del 4 % per la Corea del Sud e del 3,5 % per Taiwan. Cumulativamente essa è passata dall'1,3 % al 7,5 %.
Importazioni di calzature con tomaia di materia plastica
Le importazioni di calzature di materia plastica sono passate da 0,9 milioni di paia nel 1985 a 1,5 1986 e a 3,6 nel 1987 e nel 1988 per la Corea del Sud e da 16,2 milioni di paia nel 1985 a 21,3 nel 1986, a 36,3 nel 1987 e a 31,3 nel 1988 per Taiwan.
La quota di mercato delle calzature di materia plastica originarie di quest'ultimo paese è stata considerevole, in quanto è passata dal 7,9 % nel 1985 al 17,8 % nel 1988.
Nel suo insieme, la quota di mercato delle importazioni in esame è passata dall'8,3 % al 19,8 %.
Importazioni di calzature con tomaia di materie tessili
Le importazioni di calzature di materie tessili sono passate da 22,2 milioni di paia nel 1985 a 23,9 nel 1986, a 38,6 nel 1987 e a 34,6 nel 1988 per la Corea del Sud e da 32,8 milioni di paia nel 1985 a 37,7 nel 1986, a 39,1 nel 1987 e a 36,2 nel 1988 per Taiwan.
La quota di mercato delle calzature di materie tessili nel 1988 era pari al 19,3 % per la Corea del Sud e al 20,2 % per Taiwan. Cumulativamente è passata dal 33 % al 39,5 %.
Importazioni di « altre » calzature (espadrilles e sandali)
Le importazioni di « altre calzature » sono passate da 0,9 milioni di paia nel 1985 a 1,6 nel 1986 e nel 1987 e a 1,5 nel 1988 per la Corea del Sud e da 1,3 milioni di paia nel 1985 a 2,9 nel 1986, a 3,3 nel 1987 e a 2 milioni nel 1988 per la Corea.
La quota di mercato di questa categoria di calzature nel 1988 era pari all'1,7 % per la Corea del Sud e al 2,3 % per Taiwan. Cumulativamente è passata da 7,1 % a 4 %.
Importazioni di calzature con tomaia di gomma
Le importazioni di calzature di gomma sono passate da 0,7 milioni di paia nel 1985 a 0,9 nel 1986, a 1 milione nel 1987 e a 0,9 milioni nel 1988 per la Corea del Sud e da 0,2 milioni di paia nel 1985 a 0,4 nel 1986, a 0,6 nel 1987 e a 0,2 nel 1988 per Taiwan.
La quota di mercato delle calzature di gomma nel 1988 era pari al 5,2 % per la Corea del Sud e all'1,2 % per Taiwan. Cumulativamente è passata da 5,8 % a 6,4 %.
c) Importazioni di pantofole
Le importazioni di pantofole sono passate da 9,5 milioni di paia nel 1985 a 13,7 nel 1986, a 21,5 nel 1987 e a 23,3 nel 1988 per la Corea del Sud e da 8,1 milioni di paia nel 1985 a 9,1 nel 1986, a 11,7 nel 1987 e a 9,7 nel 1988 per Taiwan.
La quota di mercato delle pantofole nel 1988 era pari al 14,2 % per la Corea del Sud e al 5,5 % per Taiwan. Cumulativamente è passata da 10,2 % a 19,7 %.
PREZZO DELLE CALZATURE
La Commissione ha effettuato un confronto tra i prezzi delle calzature importate dalla Corea del Sud e da Taiwan e quelli delle calzature di produzione comunitaria.
Il confronto è stato effettuato per tipi di calzature uguali. Dall'analisi è emersa una sostanziale sottoquotazione. I prezzi cif delle calzature importate sono stati in generale inferiori del 60 % circa rispetto ai prezzi praticati dai produttori comunitari.
Per quanto riguarda le calzature di cuoio, la sottoquotazione varia tra il 34 % in Irlanda e in Spagna e il 67 % nei Paesi Bassi per la Corea del Sud e dal 25 % in Irlanda e in Italia ad un massimo del 71 % nei Paesi Bassi per Taiwan.
Per quanto riguarda le calzature di materia plastica, la sottoquotazione varia tra il 32 % in Irlanda e il 72 % in Francia per la Corea del Sud e tra il 16 % in Irlanda e l'80 % in Grecia per Taiwan.
Quanto alle calzature di materie tessili, la sottoquotazione dei prezzi in Francia si colloca al 33 % per la Corea del Sud e al 32 % per Taiwan.
PREGIUDIZIO PER L'INDUSTRIA COMUNITARIA
L'industria calzaturiera comunitaria ha registrato un progressivo deterioramento della sua situazione nel periodo 1985-1988, come conferma l'andamento negativo dei principali indicatori economici:
- l'indice di utilizzazione degli impianti è diminuito a livello comunitario dell'8 % circa, in particolare del 21 % in Grecia, del 15 % in Francia, dell'11 % in Spagna, del 10 % in Italia e nella UEBL, del 9 % in Irlanda e del 4 % in Portogallo e nel Regno Unito. Pertanto, nel 1988 gli impianti erano utilizzati al 46 % in Grecia, al 75 % in Danimarca, al 70 % in Spagna, al 72 % in Italia e nella UEBL, al 92 % nella Repubblica federale di Germania, al 95 % in Portogallo e al 96 % nel Regno Unito.
- La produzione globale è diminuita, passando da 1 194 a 1 048 milioni di paia. In particolare, la produzione di calzature di cuoio è diminuita da 749,9 a 679,4 milioni di paia, quella delle calzature di materia plastica da 196,4 a 163,9 milioni di paia, quella delle calzature di materie tessili da 71,1 a 57 milioni di paia, quella delle « altre calzature » da 27,7 a 22,5 milioni di paia, quella delle calzature di gomma da 20,2 a 16,2 milioni di paia e quella di pantofole da 130,2 a 106,6 milioni di paia.
- La quota di mercato comunitario detenuta dai produttori comunitari è diminuita dal 74,4 % al 57,2 %. In particolare essa è passata dall'88 % al 77,6 % per le calzature di cuoio, dall'81,4 % al 60,6 % per le calzature di materia plastica, dal 43 % al 18,6 % per quelle di materie tessili, dal 22,3 % al 20 % per le « altre » calzature, dall'81,6 % al 68,8 % per le calzature di gomma e dall'89,5 % al 73,5 % per le pantofole.
- Parallelamente alla diminuzione delle vendite si sono formate notevoli giacenze, passate da 19,3 a 76 milioni di paia nello stesso periodo.
- I risultati finanziari delle imprese del settore rivelano perdite considerevoli per la maggior parte di esse.
- I sostanziali investimenti per il rinnovamento delle tecnologie e la modernizzazione delle strutture effettuati nonostante la precarietà della situazione generale non hanno ancora prodotto tutti i risultati previsti a livello di ripresa e redditività. Inoltre, molte imprese, a causa della loro situazione finanziaria, hanno incontrato difficoltà nel reperire finanziamenti.
- Il numero delle imprese è sceso da 16 318 nel 1985 a 15 000 circa nel 1988, con un conseguente calo degli addetti, passati nello stesso periodo da 387 400 a 347 600.
Causalità
La Commissione ha constatato che il calo della produzione comunitaria è direttamente connesso all'aumento delle importazioni dalla Corea del Sud e da Taiwan.
Infatti, la diminuzione della quota di mercato dell'industria comunitaria tra il 1985 e il 1988 (- 17 %) è stata contemporanea e quasi equivalente all'aumento della quota di mercato dei due paesi terzi interessati (15,4 %).
L'impatto delle importazioni varia secondo le categorie: è più evidente per le calzature di materia plastica e tessile che per quelle di cuoio. Tuttavia, dall'inchiesta è emerso che, data l'intercambiabilità, il forte aumento delle importazioni di calzature di materia plastica e tessile ha direttamente contribuito al calo della produzione comunitaria delle calzature di cuoio, superiore a 70 milioni di paia.
Dato che il prezzo delle calzature è un elemento decisivo per la loro commercializzazione, la sottoquotazione delle importazioni in esame ha costretto i produttori comunitari ad abbassare il loro prezzo di vendita. Per le categorie di calzature con elevato grado di intercambiabilità questo effetto è stato ancora più rilevante.
Tale circostanza è stata confermata dalle inchieste in loco presso produttori comunitari e importatori, che hanno rilevato un nesso evidente tra l'offerta di prodotti importati a basso prezzo, il calo dei prezzi dei prodotti comunitari e le perdite di ordinazioni a vantaggio dei prodotti importati.
Inoltre, la pressione esercitata dalle vendite a basso prezzo ha compromesso l'esito delle iniziative di ristrutturazione.
L'impatto delle importazioni è stato aggravato dalla frammentazione dell'industria comunitaria in un gran numero di piccole e medie imprese, molte delle quali non hanno potuto far fronte alle condizioni di mercato determinate dall'aumento delle importazioni a basso prezzo.
Altri fattori di pregiudizio
La Commissione ha esaminato se il pregiudizio subito dall'industria comunitaria potesse essere attribuito ad altri fattori.
Per quanto riguarda il consumo, la Commissione ne ha constatato un lieve aumento (+3 %). Esso non rientra pertanto fra le cause del pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
Alcuni importatori hanno chiamato in causa l'insufficiente competitività dell'industria comunitaria. Se è vero che essa deve far fronte ad un elevato costo della manodopera, è anche vero che per compensare tale fattore ha intrapreso un processo di razionalizzazione della produzione ed effettuato investimenti per l'introduzione di nuove tecnologie. Essa è globalmente competitiva, in particolare nel settore delle calzature di cuoio, come dimostra l'entità delle esportazioni, complessivamente pari nel 1988 a 263 milioni di paia, ovvero al 25 % della produzione totale e al 70 % circa di quella in cuoio.
Per quanto riguarda le importazioni originarie di paesi terzi diversi dalla Corea del Sud e da Taiwan, nel periodo di riferimento (1985-1988) i principali fornitori della Comunità sono stati, in ordine di importanza della loro quota di mercato comunitario, Cina (12,3 %), Tailandia (1,7 %) e Brasile (1,7 %). Le importazioni di calzature originarie degli ultimi due paesi citati, pur presentando un tasso di incremento alquanto elevato (Brasile + 240 % e Tailandia +125 %), hanno un impatto ancora trascurabile. Se ne può pertanto dedurre che esse non possono aver contribuito in misura veramente significativa al deterioramento dell'industria comunitaria.
Tuttavia, nella prospettiva che le suddette importazioni continuino ad aumentare allo stesso ritmo, la Commissione, con il regolamento (CEE) n. 274/90 (1) ha istituito sulle stesse una vigilanza a posteriori.
Le importazioni cinesi, pur essendosi affermate sul mercato in misura considerevole, sono costituite in gran parte da pantofole, espadrilles e sandali o in piccola parte da calzature di materie tessili, di scarso valore unitario.
Per quando riguarda la categoria delle « altre » calzature (essenzialmente espadrilles), la quota di mercato della Cina è leggermente aumentata (+5 %). Fatta eccezione per le pantofole, l'unico aumento sostanziale si è verificato nella categoria delle calzature di materie tessili, che rappresenta una percentuale molto modesta (5,4 %) dell'intera produzione comunitaria di calzature.
Se le importazioni di calzature originarie del Brasile, della Cina e della Tailandia hanno avuto un impatto negativo sulla situazione dell'industria comunitaria, tale impatto, per i motivi sopra descritti e tenuto conto dell'insieme delle importazioni, non ha contribuito, nel periodo 1985-1988, in modo sostanziale al pregiudizio subito dall'industria comunitaria ai sensi del regolamento (CEE) n. 288/82.
Conclusione
La Commissione ritiene che l'aumento delle importazioni dalla Corea del Sud e da Taiwan di calzature, in volume e quota di mercato, nonché la differenza tra i prezzi dei prodotti importati e quelli dei prodotti comunitari simili e direttamente concorrenti, arrechino un pregiudizio grave ai produttori comunitari. Pur non essendo le uniche cause del pregiudizio constatato, questi due fattori ne possono essere considerati la causa principale.
Interesse della Comunità
La Commissione ritiene pertanto che nell'interesse della Comunità sia opportuno difendere l'industria comunitaria contro il rischio di una nuova ondata di importazioni dalla Corea del Sud e da Taiwan per consentirle di evitare un ulteriore peggioramento della sua situazione, di frenare le perdite di posti di lavoro e di ovviare ai conseguenti problemi sociali.
Essa ha constatato che l'industria comunitaria ha già preso le misure necessarie per adeguarsi alle nuove condizioni di concorrenza del mercato comunitario e per rafforzare la propria competitività, avviando un processo di rinnovamento a livello di tecnologie di produzione e di trattamento e prova dei materiali (miglioramento e uniformazione dei componenti). Questo processo richiede tuttavia risorse finanziarie adeguate agli investimenti necessari. Nella situazione attuale la maggior parte delle imprese, non traendo alcun profitto, o quasi, dalla vendita dei propri prodotti, non può procurarsi i mezzi per tali investimenti.
È in questo contesto che il 19 marzo 1990 la Commissione ha presentato al Consiglio, che l'ha approvata, una comunicazione intesa a proporre modi e mezzi per migliorare il settore, in modo che la sua ristrutturazione sia terminata alla fine del 1992.
La Commissione ritiene quindi che l'adozione di opportune misure consentirebbe all'industria comunitaria di realizzare gli obiettivi perseguiti dalla ristrutturazione in atto.
La Commissione ha inoltre considerato l'argomento secondo il quale le misure di salvaguardia non sarebbero nell'interesse della Comunità in quanto contrarie all'interesse dei consumatori in termini di disponibilità di un'ampia scelta a basso prezzo. La Commissione non sottovaluta l'importanza di questo aspetto a breve termine. Essa teme, tuttavia, che il deterioramento cui la situazione dell'industria comunitaria sarebbe esposta in mancanza di misure adeguate possa avere, a medio termine, conseguenze molto più negative per i consumatori. Infatti, le ripercussioni sui prezzi di tali misure sarebbero compensate dalla difesa di una produzione di qualità e da un'offerta più ampia. La presenza sul mercato di prodotti comunitari di qualità costituirebbe per i consumatori una difesa contro il rischio di un abbassamento di qualità delle importazioni.
Tuttavia, la Commissione considera che le pantofole costituiscono un caso a parte.
Considerata la situazione globale nella Comunità, l'opportunità di misure di protezione nei confronti delle importazioni di tale prodotto non sembra prevalere sull'interesse dei consumatori. La produzione di pantofole, infatti, non rappresenta che una piccola parte del valore della produzione comunitaria di calzature. Una protezione dell'industria comunitaria di questo settore non avrebbe per la maggior parte degli Stati membri che un impatto positivo ridotto e dunque non gioverebbe che in maniera minima a tale industria.
Inoltre il mercato dello Stato membro principale produttore già beneficia di una salvaguardia comunitaria di carattere regionale nei confronti del paese terzo principale esportatore verso la Comunità.
La Commissione si riserva il diritto di riesaminare la situazione di tale produzione alla scadenza delle suddette misure a carattere regionale.
In presenza di tali circostanze e tenuto conto del limitato grado di intercambiabilità delle pantofole, la Commissione considera che allo stato attuale non è nell'interesse della Comunità adottare misure nei confronti delle importazioni di pantofole originarie della Corea del Sud e di Taiwan.
Al termine dell'inchiesta, la Commissione ha informato le autorità coreane e l'Associazione dei fabbricanti di calzature di Taiwan delle constatazioni sopra esposte.
Le autorità coreane si sono impegnate, con lettera alla Commissione, a subordinare, a decorrere dal 1o luglio 1990, l'esportazione verso la Comunità delle calzature appartenenti alle categorie « cuoio », « materia plastica », « materie tessile », « gomma », e « altre » ad un certificato di esportazione, nonché a rilasciare detto certificato in modo da rispettare per le esportazioni di tali prodotti verso la Comunità, fino al 31 dicembre 1992, le correnti tradizionali di traffico nell'ambito dei seguenti limiti quantitativi:
dal 1o luglio al 31 dicembre 1990: 26 000 000 paia
1991: 55 120 000 paia
1992: 58 420 000 paia
Dal canto suo, l'Associazione dei fabbricanti di calzature di Taiwan ha informato per lettera la Commissione che a decorrere dal 1o luglio 1990 le esportazioni verso la Comunità di calzature delle categorie « cuoio », « materia plastica », « materie tessili », « gomma » e « altre calzature » saranno subordinate a l'emissione di una dichiarazione d'esportazione da parte degli esportatori e saranno limitate in modo da rispettare le correnti tradizionali di traffico nell'ambito dei seguenti limiti quantitativi per le esportazioni di tali prodotti verso la Comunità fino al 31 dicembre 1992:
dal 1o luglio al 31 dicembre 1990: 45 300 000 paia
1991: 96 000 000 paia
1992: 101 700 000 paia
La Commissione ha preso atto di detti impegni e ritiene che, a questo stadio, essi siano sufficienti per compensare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria, senza ricorso a misure comunitarie di restrizione delle importazioni.
Tuttavia, dato che le importazioni effettuate a tali condizioni minacciano comunque di arrecare un pregiudizio ai produttori comunitari interessati, la Commissione ritiene opportuno istituire una vigilanza comunitaria preventiva per le importazioni dei prodotti in questione. Pertanto, occorre subordinare l'immissione in libera pratica nella Comunità delle calzature in questione alla concessione di un documento di importazione. Questo documento è rilasciato in modo automatico, gratuitamente, per qualsiasi quantitativo richiesto, entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla presentazione delle domande, a qualsiasi importatore stabilito nella Comunità, su presentazione di un certificato di esportazione rilasciato dai competenti organismi della Corea del Sud o di una dichiarazione di esportazione dell'esportatore nel caso di Taiwan e per i medesimi prodotti figuranti su detti documenti,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
A decorrere dal 1o luglio 1990, l'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti elencati in allegato originari della Corea del Sud e di Taiwan è soggetta a vigilanza preventiva conformemente alla procedura di cui agli articoli 11 e 14 del regolamento (CEE) n. 288/82.
Articolo 2
1. L'immissione in libera pratica in uno Stato membro dei prodotti di cui all'articolo 1 è subordinata alla presentazione di un documento di importazione rilasciato dalle competenti autorità dello Stato membro importatore.
2. Il documento d'importazione di cui al paragrafo 1 è rilasciato automaticamente dalla competente autorità dello Stato membro importatore, gratuitamente, per qualsiasi quantitativo richiesto, entro un termine massimo di cinque giorni lavorativi a decorrere dalla presentazione della domanda da parte di qualsiasi importatore della Comunità, indipendentemente dal suo luogo di stabilimento nella Comunità stessa, su presentazione di un documento di esportazione verso la Comunità rilasciato dai competenti organismi della Corea del Sud o di una dichiarazione d'esportazione dell'esportatore di Taiwan e per gli stessi prodotti figuranti su detti documenti. Il documento d'importazione può essere utilizzato nei tre mesi successivi alla data di rilascio all'importatore.
3. La domanda presentata dall'importatore contiene i seguenti dati:
a) nome e indirizzo dell'importatore e dell'esportatore;
b) designazione del prodotto con indicazione:
- della denominazione commerciale,
- del corrispondente codice NC,
- del paese d'origine,
- del paese di provenienza;
c) prezzo cif franco frontiera e quantità in paia;
d) data o date e luogo o luoghi previsti per l'importazione,
ed è accompagnata dal documento d'esportazione rilasciato dai competenti organismi della Corea del Sud o dalla dichiarazione d'esportazione dell'esportatore di Taiwan.
Articolo 3
Gli Stati membri comunicano alla Commissione, nei dieci giorni successivi alla fine di ciascun mese, i quantitativi in paia per i quali sono stati rilasciati, nel corso dello stesso mese, documenti d'importazione. Le comunicazioni degli Stati membri sono ripartite per prodotto (designazione commerciale, codice NC) e per paese terzo d'origine.
Articolo 4
L'allegato II del regolamento (CEE) n. 288/82 è modificato con l'inserimento dei codici NC dei prodotti di cui all'articolo 1, seguito dal segno + nella colonna « EUR ».
Articolo 5
La procedura comunitaria d'inchiesta relativa all'andamento delle importazioni nella Comunità di calzature originarie della Corea del Sud e di Taiwan è chiusa.
Articolo 6
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è applicabile dal 1o luglio 1990 al 31 dicembre 1992.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 21 giugno 1990.

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