Document ID: 31996D0454

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 24 giugno 1996 relativa ad una procedura di applicazione dell'articolo 85 del trattato CE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE (IV/34.607 - Banque Nationale de Paris - Dresdner Bank) (I testi in lingua tedesca e francese sono i soli facenti fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (96/454/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, in particolare gli articoli 2, 6 e 8,
vista la domanda di attestazione negativa e la notifica ai fini della concessione di una esenzione, presentate il 27 gennaio 1993 in base agli articoli 2 e 4 del regolamento n. 17,
visto il contenuto essenziale della domanda e della notifica pubblicato (2) conformemente all'articolo 19, paragrafo 3 del regolamento n. 17 e all'articolo 3 del protocollo 21 dell'accordo sullo Spazio economico europeo,
sentito il parere del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
A. I FATTI
1. L'ACCORDO DI COOPERAZIONE NOTIFICATO
(1) La notifica
L'accordo di cooperazione è stato ufficialmente notificato alla Commissione delle Comunità europee conformemente agli articoli 2 e 4 del regolamento n. 17 il 27 gennaio 1993. L'accordo prevede una cooperazione globale e in linea di massima esclusiva a livello mondiale nel settore bancario tra la Banque Nationale de Paris SA (BNP) e la Dresdner Bank AG (DB). L'accordo è stato concluso per una durata illimitata ed approvato dalle assemblee generali delle due banche.
(2) Obiettivi della cooperazione
- Le due banche intendono far fronte alla crescente concorrenza nel settore bancario dovuta alla presenza di nuovi concorrenti quali le banche estere, le compagnie di assicurazione, le compagnie che hanno istituito la propria banca, ma anche le compagnie emittenti di carte di credito che offrono una gamma sempre più vasta di servizi finanziari. A tal fine le due banche si prefiggono di realizzare sinergie per ridurre i costi, in particolare cooperando intensamente a livello della logistica e in alcuni settori specifici della loro attività internazionale.
- Le due banche intendono in tal modo rispondere alla sfida posta dal mercato unico e dalla globalizzazione dei mercati, che richiede sempre più la fornitura di servizi finanziari internazionali alla clientela. A questo scopo esse cercheranno di rafforzare la loro presenza fuori della Germania e della Francia («paesi terzi») in modo da poter competere meglio con le banche estere ma anche per offrire alla propria clientela in Germania e in Francia una più vasta gamma di servizi finanziari internazionali.
(3) Criteri su cui si basa la cooperazione
Ciascuna delle due banche BNP e DP intende rimanere:
- sul proprio mercato nazionale, una delle banche universali principali,
- sul mercato europeo, una banca universale di primo piano con succursali o filiali almeno in tutti i maggiori paesi europei,
- presente su tutte le piazze finanziarie importanti offrendo servizi adeguati.
(4) I quattro aspetti della cooperazione
a) Cooperazione nel campo dell'organizzazione e mediante scambio di informazioni
Per realizzare sinergie, diminuire i costi e i rischi e migliorare i servizi alla clientela, l'accordo di cooperazione prevede un ravvicinamento delle due banche nel campo dell'organizzazione. È stato deciso in particolare che verranno scambiate informazioni e saranno sviluppati in comune gli strumenti informatici, la burotica e le informazioni economiche. È stata altresì decisa la conclusione degli accordi e l'approntamento dei mezzi tecnici necessari per ridurre i costi e i tempi di trasmissione dei pagamenti transfrontalieri. I partner procederanno inoltre a scambi di personale e si consulteranno prima di ogni annuncio al pubblico, compresa la pubblicità della loro cooperazione.
Si scambieranno inoltre informazioni su temi e situazioni economici e generali nonché sulle nuove opportunità d'affari, sui nuovi prodotti e sulle tecniche dei finanziamenti specializzati.
b) Settori specifici di cooperazione
Nel settore dei finanziamenti internazionali, i partner, le loro organizzazioni nei «paesi terzi» e la holding nella quale al momento opportuno raggrupperanno le loro attività nei «paesi terzi» [vedi infra, lettera c)] cercheranno di presentarsi al mercato come un'unica controparte. I partner si inviteranno a partecipare ad ogni tipo di finanziamento (prestiti diretti, leasing, strumenti finanziari o altri dispositivi) al quale partecipino banche non nazionali. Il partner invitato non potrà rifiutarsi di partecipare al finanziamento proposto se non per validi motivi che dovranno essere spiegati all'altro. Se altri istituti finanziari invitano uno dei partner alla costituzione di un sindacato finanziario, questi cercherà di far invitare anche l'altro.
Nei settori dell'intermediazione finanziaria, dei mercati dei capitali e del collocamento dei titoli nei «paesi terzi», i partner collaboreranno alla ricerca di sinergie e di economie per lo sviluppo di nuovi prodotti e per realizzare investimenti redditizi.
Nel settore dei titoli e del loro collocamento, dei prodotti derivati, della gestione patrimoniale e dell'intermediazione finanziaria le due banche coopereranno senza limite geografico. La forma di cooperazione dipende dal tipo di prodotto specifico: può avere ad oggetto lo sviluppo di nuovi prodotti o strategie, il marketing concertato o lo scambio di informazioni.
c) Cooperazione riguardante le attività fuori della Germania e della Francia («paesi terzi»)
Questo aspetto della cooperazione è inteso a potenziare i servizi finanziari internazionali offerti dalle due banche alla rispettiva clientela tramite il miglioramento e il raggruppamento delle loro organizzazioni in quei paesi.
A tal fine i partner si impegnano a ricercare sinergie, a raggruppare, in tempo utile, le rispettive attività bancarie nei «paesi terzi», salvo quelle negli Stati Uniti. Tale raggruppamento può operarsi in particolare attraverso la fusione delle operazioni in una o più filiali comuni, la partecipazione al 50 % nella filiale dell'altro partner o la creazione, al momento opportuno, di una società holding congiuntamente controllata, che sarà in un primo tempo una holding finanziaria e potrà successivamente diventare una banca a tutti gli effetti.
In caso di nuove attività, ogni partner ne informerà l'altro e discuterà con lui sulla base di uno studio di fattibilità per giungere a conclusioni armonizzate. Il partner sarà invitato a partecipare a tale attività, offerta che non può essere rifiutata se non per motivi validi debitamente spiegati.
Un partner non può disporre della propria quota in una delle attività comuni senza l'accordo espresso dell'altro. In caso di cessione, ogni partner deve proporre la propria quota all'altro. Se un partner desidera vendere un'entità di cui detenga la totalità, deve informarne l'altro e offrirgli la possibilità di pronunziarsi in materia.
Quanto alla collaborazione tra i partner, la holding e le entità stabilite nei «paesi terzi», l'accordo prevede per le transazioni internazionali l'obbligo di ricorrere o di rinviare un cliente al partner o ad una di tali entità, se uno dei partner non ha i mezzi necessari per prestare un servizio: prevede inoltre l'obbligo di accordare crediti ai clienti del partner nei paesi in cui quest'ultimo non esercita tale attività, fatte salve le condizioni ed eventualmente le garanzie da determinarsi di comune accordo fra tutte le parti interessate. Per le attività interbancarie (operazioni di cambio, titoli, contratti a premio, contratti a termine, swaps, ecc.) i partner devono dare la precedenza alle transazioni fra le entità che partecipano alla cooperazione purché siano offerte a condizioni competitive.
Gli uffici di rappresentanza dei due partner nei «paesi terzi» saranno fisicamente raggruppati mantenendo tuttavia la propria autonomia ed identità, salvo nei casi in cui risulti preferibile avere un unico ufficio comune di rappresentanza.
Se uno dei partner (di seguito «l'informante») desidera concludere con un terzo un accordo di cooperazione, sia pure geograficamente o settorialmente limitato, deve informarne l'altro partner («l'informato»). Se l'informato non è d'accordo deve spiegarne i motivi all'informante. Se, dopo aver debitamente valutato i motivi del rifiuto, l'informante mantiene la propria intenzione e per di più l'accordo previsto non riguarda nessun interesse fondamentale dell'informato, mentre potrebbe costituirne uno per l'informante, quest'ultimo sarà libero di agire come intende.
d) Cooperazione sui mercati francese e tedesco
Questo aspetto della cooperazione è diretto ad estendere la gamma dei servizi offerti attraverso le due reti e a rafforzare così la competitività delle due banche.
In questa prospettiva ogni partner si impegna a mettere a disposizione dell'altro tutti i suoi servizi al prezzo migliore e ad offrire egli stesso alla propria clientela la gamma più estesa possibile di servizi offerti dall'altro partner. Grazie alle loro attività comuni nei «paesi terzi» le due banche potranno proporre alla rispettiva clientela nazionale nuovi servizi provenienti da quei paesi.
Quanto alle attività proprie delle due banche sui loro mercati nazionali, l'accordo precisa che i partner hanno piena libertà d'azione, salvo se uno di essi intende concludere un accordo di cooperazione con uno dei suoi concorrenti nazionali: in tal caso, prima di firmare l'accordo deve informarne il partner.
Se uno dei partner non è in grado di proporre alla propria clientela nazionale un servizio internazionale, dovrà ricorrere all'altro partner, a una delle entità nei «paesi terzi» o alla holding, non appena questa sarà una banca a tutti gli effetti.
Quanto alle attività di una delle due banche sul mercato nazionale dell'altra, l'accordo di cooperazione non pone limiti all'accesso a tali mercati tramite filiali esistenti, alla creazione di nuove filiali o succursali né all'acquisizione di un concorrente nazionale del partner. Viceversa, per quanto riguarda la possibilità di operare sul mercato nazionale del partner tramite la cooperazione con un concorrente nazionale di quest'ultimo, l'accordo di cooperazione notificato limita il margine d'azione delle due banche: nessuna di esse può firmare accordi con un concorrente nazionale dell'altra salvo consenso espresso del partner. Più concretamente, se uno dei partner (l'informante) intende negoziare con un terzo un accordo di cooperazione, sia pure geograficamente o settorialmente limitato, deve informare l'altro (l'informato) di tale intenzione. Se l'informato non dà il suo consenso, deve spiegarne i motivi all'informante.
Mentre l'accordo inizialmente notificato alla Commissione riconosceva all'informato il diritto assoluto di rifiutare il suo consenso (allegato A, punto 1, paragrafo 3, ultima frase), le due banche hanno accettato, su richiesta della Commissione, di limitare il diritto di rifiuto assoluto ai casi in cui l'accordo di cooperazione con il terzo implichi l'utilizzazione di «know how» o di segreti commerciali che l'informante abbia ricevuto dall'informato o che siano il risultato della cooperazione. Il «know how» in questo contesto è quello definito dall'articolo 10 del regolamento (CE) n. 240/96 della Commissione, del 31 gennaio 1996, riguardante l'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3, a categorie di accordi di trasferimento di tecnologia (3). I limiti al diritto di rifiutare il consenso alla cooperazione di una delle banche con un concorrente nazionale dall'altra sono stati precisati in un allegato all'accordo di cooperazione che è stato notificato alla Commissione il 23 gennaio 1995.
Va precisato che il consenso del partner non è comunque necessario se l'accordo riguarda un affare corrente («trading quotidiano») anche se in materia i due partner si accorderanno reciprocamente un trattamento preferenziale.
(5) Organi istituiti dall'accordo
Il comitato di direzione della BNP e il Vorstand della DB si riuniranno due volte all'anno per prendere le decisioni necessarie in materia di strategia comune e per deliberare sulle proposte dell'accordo di cooperazione notificato che siano state loro presentate all'unanimità da una commissione.
Tale commissione, che si riunirà tre volte all'anno, presieduta a turno da una delle due banche, ha il compito di definire le priorità e le misure che i due partner devono prendere. Deve in particolare esaminare le raccomandazioni di un segretariato della cooperazione e fare proposte sui necessari emendamenti da apportare all'accordo nel corso delle riunioni semestrali del comitato di direzione della BNP e del Vorstand della DB.
Il segretariato della cooperazione, composto di rappresentanti dei due partner, deve assistere i partner nell'attuazione pratica della cooperazione ed elaborare inoltre raccomandazioni da sottoporre alla commissione circa i miglioramenti necessari da apportare all'accordo.
(6) Partecipazione incrociata
I partner intendono rafforzare la loro cooperazione al momento opportuno mediante partecipazioni incrociate fino ad un massimo del 10 %.
2. RELAZIONI ESISTENTI TRA LA BNP E LA DB
(7) La BNP e la DB hanno convenuto in passato la nomina di un amministratore rappresentante la BNP nel consiglio di vigilanza della DB e di un amministratore rappresentate la DB nel consiglio d'amministrazione della BNP.
Inoltre i due partner hanno creato un'impresa comune per accedere al mercato dell'ex Cecoslovacchia e controllano ciascuno il 37 % del capitale della BNP-KH-Dresdner Bank RT, stabilita in Ungheria, di cui la Országos Kereskedelmi és Hitelbank RT detiene il 26 %. Queste due operazioni sono state autorizzate dalla Commissione (4).
La BNP e la DB possiedono inoltre le seguenti partecipazioni congiunte:
- United Overseas Bank di Ginevra, Lugano, Lussemburgo, Monaco, Bahamas, Montevideo: BNP 50 %, DB 50 %;
- BNP-AK-Dresdner Bank AS Istanbul, Smyrne: BNP 30 %, DB 30 % e Gruppo AK-Bank 40 %;
- Société Financière pour les Pays d'Outre-mer, con attività in Africa: BNP 48,4 %; DB 25,8 %; BBL 25,8 %;
- BNP-Dresdner Bank (Polska) SA, Varsavia: BNP 50 %, DB 50 %;
- BNP-Dresdner Bank (Russia), San Pietroburgo (+ succursale a Mosca); BNP 33 %, Dresdner Bank 33 %, Europabank (filiale al 100 % di DB) 17 %, SFA (Société financière auxiliaire, Parigi, filiale al 100 % di BNP) 17 %;
- BNP-Dresdner Bank (Bulgaria) AD, Sofia: BNP 40 %, DB 40 %, EBR 20 %.
3. LE IMPRESE PARTECIPANTI ALL'ACCORDO NOTIFICATO E RELATIVA POSIZIONE SUI MERCATI FINANZIARI
(8) a) Banque Nationale de Paris
La BNP SA è una banca universale che esercita le proprie attività finanziarie direttamente o indirettamente tramite filiali soprattutto in Francia, ma anche negli altri Stati europei, nei paesi francofoni e nel mondo. In Germania possiede una filiale a Francoforte con due agenzie che ne dipendono. Inoltre, ha una filiale specializzata in fusioni ed acquisizioni.
Il bilancio consolidato nel 1994 (1993) era di 222 (224) Mrd di ECU. Su un organico di 54 469 (56 141) dipendenti, 13 169 (13 851) lavorano all'estero. La BNP ha in tutto 2 511 (2 575) sportelli, di cui 497 (567) si trovano fuori della Francia.
Il gruppo BNP detiene il 100 % del capitale della società Natio-vie, che esercita l'assicurazione sulla vita. Insieme alla UAP ha costituito un'impresa comune, la Natio-assurance, per la commercializzazione di contratti d'assicurazione danni dell'UAP.
Il capitale è così ripartito:
SPAZIO PER TABELLA
Sulla base del bilancio consolidato del 1993 la BNP si colloca al quarto posto in Francia, al settimo in Europa e al diciannovesimo nel mondo.
(9) b) Dresdner Bank
La DB è un banca universale che esercita le proprie attività finanziarie direttamente o indirettamente tramite filiali soprattutto in Germania, ma anche negli altri paesi europei ed extraeuropei. Ha inoltre due filiali in Francia: la Banque Veuve Morin-Pons SA, con succursali a Parigi, Lione e Strasburgo, e la Banque Internationale de Placement a Parigi.
Il totale del bilancio consolidato era nel 1994 (1993) di 210 (197) Mrd di ECU. Dei 44 884 dipendenti (1994), circa 3 000 lavorano all'estero. Su un totale di 1 583 succursali, 58 si trovano fuori della Germania.
In alcuni Länder tedeschi la Dresdner Bank è agente della società Allianz per la distribuzione di contratti d'assicurazione, in altri è agente della società Hamburg-Mannheimer.
Il capitale è così ripartito:
SPAZIO PER TABELLA
Sulla base del bilancio del 1993 la DB si colloca al secondo posto in Germania, al dodicesimo in Europa e al ventiseiesimo nel mondo.
4. LA POSIZIONE DELLE DUE BANCHE NEI SINGOLI STATI DEL SEE NEL 1994
(10) La cooperazione notificata si riflette su tutte le attività delle due banche. Inciderà praticamente su tutti i mercati dei servizi bancari e finanziari sui quali operano le due banche, salvo il settore dei servizi assicurativi.
La tabella che segue evidenzia la posizione delle due banche in taluni Stati membri del SEE per il complesso delle loro attività. Le percentuali che indicano la posizione della BNP e della Dresdner Bank in tali paesi sono state calcolate facendo il rapporto fra il totale di bilancio di ognuna delle due banche e quello del complesso delle banche per ciascun paese.
SPAZIO PER TABELLA
Negli altri paesi del SEE la posizioni individuale delle due banche è trascurabile, risultando in due casi inferiore all'1,4 % (DB in Irlanda e BNP in Grecia) e raggiungendo al massimo l'1 % in tutti gli altri casi.
Nei cinque principali settori dell'attività bancaria (prestiti alle banche, prestiti alla clientela, titoli, depositi bancari e depositi della clientela) la posizione occupata rispettivamente dalla BNP e dalla DB non risulta discostarsi di più del 2 % da quella indicata sopra per il complesso delle attività.
Le quote di mercato per il 1994 possono essere ricapitolate come segue:
Mercato tedesco
Dai dati dettagliati forniti per 46 diversi servizi bancari e finanziari risulta che la DB occupa, sui mercati dei servizi offerti ai privati e alle piccole imprese, posizioni che superano in pochi casi la cifra sopraindicata nella misura del 2 % circa e in un unico caso del ± 5 %, mentre nella maggior parte dei casi la quota risulta inferiore a quella globale sopra indicata. Viceversa le quote detenute sui mercati della clientela commerciale superano nettamente, nella maggior parte dei casi, la percentuale sopraindicata del ± 5 %. Per due servizi bancari offerti alla clientela commerciale la quota di mercato della DB sale anzi al ± 20 %. La posizione della BNP per i vari servizi bancari offerti sul mercato tedesco è trascurabile.
Mercato francese
Le cifre dettagliate fornite per 26 differenti servizi bancari e finanziari indicano che la BNP occupa sui mercati dei servizi proposti a privati e piccole imprese una posizione che corrisponde, con deboli scarti, alla quota sopraindicata. In un solo mercato la quota risulta all'incirca del 10 %. Le quote di mercato per i servizi proposti ai clienti commerciali sono lievemente superiori a quelle indicate sopra, salvo in un caso eccezionale in cui la quota si situa intorno al 20 %. La posizione della DB è trascurabile per vari servizi bancari da essa offerti sul mercato francese.
Mercato lussemburghese
Le cifre fornite per cinque tipi di servizi si situano per la DB in un caso intorno all'11 % e in due al di sotto del 5 % del mercato di cui trattasi, mentre in due casi la quota di mercato è trascurabile. Le cifre della BNP fornite per gli stessi cinque tipi di servizi sono inferiori al 3 % in un caso, all'1,5 % in tre e all'8 % in un altro caso, contro una posizione della DB dell'11 %.
(11) In seguito alla pubblicazione di una comunicazione (5) a norma dell'articolo 19, paragrafo 3 del regolamento n. 17, la Commissione non ha ricevuto osservazioni da parte di terzi.
B. VALUTAZIONE GIURIDICA
1. ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 DEL TRATTATO CE E ARTICOLO 53, PARAGRAFO 1 DELL'ACCORDO SEE
(12) a) Accordo fra imprese
L'accordo di cooperazione notificato è un accordo fra imprese.
b) Restrizioni di concorrenza
(13) aa) Determinazione dei mercati rilevanti nel settore dei servizi finanziari
Le attività bancarie e gli altri servizi finanziari possono essere tradizionalmente divisi in tre grandi categorie: i servizi bancari al dettaglio («retail banking»), alle imprese e agli enti pubblici («wholesale banking») e le attività connesse con i mercati finanziari (6). Ciascuna di queste tre categorie ingloba un gran numero di prodotti e servizi differenti che, ove un servizio o un prodotto non sia abbastanza intercambiabile con un altro, costituiscono ognuno un mercato rilevante di un servizio o di un prodotto distinto (7).
I servizi bancari al dettaglio («retail banking») includono un gran numero di attività: conti correnti, conti di risparmio, risparmio fuori bilancio (SICAV; fondi comuni di investimento, fondi pensione, ecc.), conti a termine, crediti alla clientela, prestiti garantiti mediante ipoteche o altri prestiti, credito al consumo alla clientela, ogni altra forma di credito alla clientela, assegni, eurochèques internazionali (8), carte di addebito, carte di credito (9), assegni turistici, ecc. nonché gli altri servizi bancari, come i servizi accessori (cassette di sicurezza, ecc.), la vendita di azioni e l'amministrazione di depositi di titoli.
I servizi bancari alle imprese e agli enti pubblici («wholesale banking») comportano le seguenti attività: depositi della clientela industriale, crediti d'investimento alle imprese ivi inclusi i finanziamenti internazionali, crediti agli enti locali, titoli a breve, factoring e leasing (10).
Le attività connesse con i mercati finanziari comprendono fra l'altro i servizi seguenti: consulenza in materia di fusioni e acquisizioni, raccolta e sottoscrizione di capitali, intervento e intermediazione sui mercati finanziari, gestione patrimoniale (11).
Per quanto riguarda i mercati geografici rilevanti va fatta la seguente distinzione: per motivi attinenti i volumi finanziari implicati, la moneta implicata, la non trasparenza dei mercati bancari esteri e le difficoltà linguistiche, le persone fisiche e le piccole imprese hanno accesso soltanto agli istituti di credito stabiliti nello Stato membro in cui risiedono. I mercati geografici rilevanti che riguardano le attività del settore della banca al dettaglio sono nazionali (12).
I servizi bancari alle imprese e agli enti pubblici («wholesale banking») sono essenzialmente nazionali perché la loro prestazione richiede un rapporto stretto fra la banca e il cliente in modo da potergli fornire i servizi più appropriati (13). Ciò non vale tuttavia per le attività che coinvolgono banche di più paesi, come i finanziamenti internazionali. Il mercato geografico di tali attività è internazionale.
Per quanto riguarda le attività sui mercati finanziari la Commissione ha in particolare constatato che le attività di emissione di azioni o di altri titoli («equity and debt issue») sono attività globali in cui gli operatori si fanno concorrenza a livello internazionale (14). Per quanto riguarda i mercati monetari, dei cambi e i mercati dei prodotti derivati («money market trading, foreign exchange trading and derivative trading») la Commissione ha constatato che la dimensione di tali mercati è internazionale (15). Per conto le attività di consulenza in materia di fusioni e di acquisizioni («merger and acquisition advice») hanno per ora un mercato geografico di dimensione nazionale (16). Per gli altri servizi di questo segmento dell'attività bancaria la dimensione geografica è internazionale, anche se tali servizi sono spesso forniti ugualmente dagli sportelli nazionali ai clienti locali.
(14) Nel capitolo che segue [bb] saranno esaminati gli effetti restrittivi dell'accordo di cooperazione sui mercati bancari nazionali. Nel capitolo successivo [cc] sarà analizzato l'impatto dell'accordo sui mercati bancari e finanziari a dimensione internazionale.
(15) bb) Effetti restrittivi dell'accordo notificato sui mercati bancari a dimensione nazionale
i) Germania e Francia
Attualmente la presenza delle due banche sul mercato nazionale dei servizi bancari del partner (BNP sul mercato tedesco, DB sul mercato francese) è limitata, come indicano i dati di bilancio e le quote di mercato realizzate in tali paesi. La cooperazione nel campo dell'organizzazione (ivi incluso lo sviluppo di nuovi strumenti informatici, lo scambio d'informazioni), dei mercati dei capitali e della gestione patrimoniale non condurrà pertanto ad una restrizione sensibile della concorrenza attuale. Lo stesso dicasi per l'accordo in base al quale ognuna delle due banche mette a disposizione dell'altra i suoi prodotti bancari affinché li distribuisca tramite i propri sportelli nazionali.
Per contro l'accordo condurrà ad una restrizione non trascurabile della concorrenza potenziale fra le due banche, per i motivi seguenti:
Anzitutto va rilevato che alcuni anni or sono il Consiglio ha soppresso l'ostacolo giuridico principale all'ingresso sui mercati esteri obbligando gli Stati membri ad introdurre la licenza unica per l'attività bancaria entro il 1° gennaio 1993 (17). Ciò ha notevolmente facilitato l'accesso delle banche a tali mercati nella Comunità. In un prossimo avvenire verranno ulteriormente migliorate le possibilità di espansione al di là delle frontiere nazionali con l'avvio della terza fase dell'unione monetaria in base all'articolo 109 J, paragrafo 4 del trattato e con l'introduzione della moneta unica. La commercializzazione dei servizi bancari al di fuori del mercato nazionale sarà inoltre facilitata dai nuovi sistemi di distribuzione dei servizi bancari [sportello automatico, telefono, elaboratore (home banking)] senza dovervi aprire una rete costosa di distribuzione più tradizionale.
Grazie a queste modifiche del quadro normativo e tecnico le grandi banche universali saranno in grado di sviluppare in maniera indipendente le proprie attività anche sui mercati esteri. Nel caso di specie, le banche firmatarie dell'accordo figurano fra le principali banche universali nel paese della loro sede principale (in base al bilancio consolidato 1993: BNP in Francia occupa il quarto posto, DB in Germania occupa il secondo posto) e a livello europeo (in base al bilancio consolidato 1993 BNP figura al settimo posto, DB al dodicesimo posto). Per questo motivo le percentuali relative alle summenzionate attività bancarie (considerando 10) che indicano la posizione delle due banche nei rispettivi mercati nazionali non bastano per riflettere il potere di mercato da esse effettivamente detenuto. Va aggiunto che i paesi in questione costituiscono mercati geografici vicini e importanti sui quali le due banche sono già attualmente presenti. Dato che esistono sempre differenze notevoli fra i servizi bancari e finanziari delle grandi banche dei vari Stati membri, è molto probabile che specie queste banche cercheranno di distribuire alcuni di tali prodotti in forma indipendente anche al di fuori del loro mercato nazionale dopo l'attuazione dell'unione monetaria.
La cooperazione nel campo dell'organizzazione e dello scambio di informazioni non si limiterà a migliorare i risultati delle due banche sul piano della gestione interna ma condurrà anche ad uno scambio della tecnologia relativa agli strumenti di banca elettronici accessibili alla clientela in modo da migliorare, armonizzare e interconnettere i sistemi di banca elettronica dei due partner. Ciò consentirà alle due banche di proporre una gamma più vasta di servizi elettronici similari e perfezionati alla loro clientela nei due paesi. In seguito a tale armonizzazione le due banche non avranno più interesse, per la maggior parte dei servizi e dei prodotti proposti, ad accedere in maniera indipendente ai mercati bancari del paese dell'altro partner e di offrirvi tali servizi.
Per la maggior parte dei prodotti bancari esistenti e da sviluppare in futuro, le due banche si sono impegnate a mettere a disposizione del partner i propri prodotti affinché li distribuisca sul proprio mercato nazionale. In questo modo le due banche si assicurano una presenza unica sui mercati bancari rispettivi. Per i servizi e prodotti resi accessibili in questo modo i due partner non avranno dunque più un interesse economico a sviluppare le proprie attività in maniera indipendente nel paese dell'altro e a intensificare così la concorrenza fra le grandi banche in Germania e in Francia. Per tali prodotti l'accordo darà pertanto luogo ad una restrizione della concorrenza autonoma delle due banche in Francia e in Germania.
La cooperazione in materia di reciproca distribuzione dei servizi e prodotti illustrata nel punto precedente è subordinata al consenso delle due banche per quanto riguarda i singoli servizi e prodotti. Se uno dei partner non intende distribuire attraverso i propri sportelli un servizio o un prodotto propostogli dall'altro, quest'ultimo non è libero di cooperare, ad esempio ai fini della distribuzione di tali servizi e prodotti, con un'altra banca. Per effetto della clausola di esclusiva contenuta nell'allegato A.1, paragrafo 3 dell'accordo [vedi considerando 4, lettera d), quinto e sesto comma], il partner che rifiuta di commercializzare un prodotto nel proprio mercato nazionale può anche impedire all'altro di fare distribuire il prodotto in questione da un'altra banca di tale paese se il prodotto implica tecnologie o segreti di affari comuni o di sua provenienza. In particolare, per i nuovi prodotti che possono rendere più difficile la commercializzazione di un prodotto esistente, tale clausola può restringere la concorrenza potenziale fra le due banche. Il fatto che una siffatta cooperazione esterna all'accordo di una delle banche non può essere vietata dall'altra se non in caso di interesse legittimo di quest'ultima (perché il servizio o il prodotto in questione implica tecnologie comuni o tecnologie e segreti commerciali propri di quest'ultima), riduce semplicemente gli effetti restrittivi della clausola in questione, senza eliminarli.
ii) I «paesi terzi»
La cooperazione inciderà anche sui mercati bancari nei «paesi terzi». Le misure a livello dell'organizzazione e dello scambio di informazioni, il raggruppamento delle entità in tali paesi e la cooperazione particolarmente stretta ad esempio nel marketing di titoli, rafforzeranno la debole posizione delle due banche in tali paesi e consentirà loro di fare meglio concorrenza alle banche ivi stabilite. Nondimeno, tenuto conto della limitata presenza delle due banche e dello sviluppo prevedibile delle loro attività in tali paesi, si può escludere su tali mercati una restrizione sensibile della concorrenza.
Per quanto riguarda il mercato lussemburghese, l'accordo non restringe la concorrenza in maniera sensibile: il mercato dei servizi bancari e finanziari lussemburghese è molto aperto e tutti i grandi gruppi bancari dell'Europa e del mondo vi sono presenti. In queste circostanze non si può prevedere una restrizione della concorrenza per quanto riguarda tale paese.
(16) cc) Restrizioni di concorrenza sui mercati bancari e finanziari a dimensione internazionale
Come indicato nel considerando 13, ultimo comma, alcune attività bancarie a favore delle imprese e la maggioranza delle attività sui mercati finanziari hanno una dimensione internazionale. La collaborazione concordata nel campo dei finanziamenti internazionali, mercati dei capitali, titoli e loro collocamento, prodotti derivati, gestioni patrimoniali e investment banking [vedi sopra considerando 4, lettera b)] produce dunque i suoi effetti in settori dell'attività bancaria che hanno dimensione internazionale. Visto il peso relativo delle due banche nel contesto internazionale e sui mercati finanziari, la cooperazione in questi settori non permetterà alla BNP e alla DB di restringere la concorrenza in maniera sensibile per quanto riguarda tale attività. Anzi essa stimolerà la concorrenza in quanto, rafforzando la posizione delle due banche a livello internazionale, consentirà loro in futuro di meglio tener testa alla concorrenza delle grandi banche internazionali, in particolare americane e asiatiche.
(17) c) Pregiudizio agli scambi transfrontalieri
Il pregiudizio agli scambi tra la Germania e la Francia risulta dal fatto che, in seguito all'entrata in vigore dell'accordo, le due banche non avranno più un interesse economico di farsi concorrenza per la maggior parte dei servizi e prodotti sui loro rispettivi mercati nazionali. Ciò vale sia per i settori in cui si scambiano conoscenze tecnologiche per sviluppare nuovi servizi e prodotti sia per i settori in cui si affideranno la distribuzione reciproca dei propri prodotti tramite i rispettivi sportelli nazionali.
In caso di mancato accordo fra le due banche su tale distribuzione reciproca dei rispettivi servizi e prodotti, la clausola che permette all'una di impedire all'altra di procedere alla distribuzione sul mercato nazionale dell'altra in cooperazione con un'altra banca, conferisce a ciascuna il diritto di interdire una concorrenza transfrontaliera e pregiudica pertanto lo scambio di servizi bancari fra due Stati membri.
2. APPLICABILITÀ DELL'ESENZIONE IN BASE ALL'ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3 DEL TRATTATO CE E DELL'ARTICOLO 53, PARAGRAFO 3 DELL'ACCORDO SEE PER QUANTO RIGUARDA LA RESTRIZIONE DELLA CONCORRENZA SUI MERCATI DEI SERVIZI BANCARI A DIMENSIONE NAZIONALE IN GERMANIA E IN FRANCIA
(18) a) Miglioramento della produzione e della distribuzione
Un miglioramento della produzione dei servizi finanziari offerti ai privati e alle imprese risulta dal fatto che nel quadro della loro cooperazione le due banche miglioreranno la propria organizzazione, in particolare introducendo nuovi strumenti informatici ed ampliando le loro fonti di informazioni economiche. Grazie al trasferimento delle conoscenze tecnologiche esistenti che, in base agli elementi comunicati alla Commissione dalle due banche, interesserà oltre la metà delle loro attività, i due partner saranno in grado di offrire servizi perfezionati o nuovi alla loro clientela. A titolo di esempio, in seguito alla instaurazione della cooperazione, esse potranno offrire ai loro clienti nuovi servizi e prodotti di banca elettronica, nuove possibilità per quanto riguarda la gestione dei conti e dei crediti a livello nazionale e transfrontaliero, nuove forme di informazioni e di consulenze finanziarie e nuove possibilità per quanto riguarda la gestione delle operazioni sui mercati dei capitali, dei nuovi tipi di titoli e di prodotti derivati. Inoltre saranno in grado di sviluppare nuove formule di prestiti per investimenti e di finanziamenti all'importazione ed esportazione.
La cooperazione migliorerà inoltre la distribuzione dei servizi e prodotti del partner. Quasi la metà dei servizi analizzati beneficerà di un tale miglioramento per effetto dell'impegno assunto da ciascuna delle due banche di mettere a disposizione dell'altra i propri prodotti per offrirli sul rispettivo mercato nazionale attraverso i propri sportelli. Ciò consentirà di effettuare allo sportello di una delle banche un'operazione addebitando un conto corrente presso l'altra. L'interconnessione dei sistemi informatici permetterà inoltre di migliorare i servizi bancari transfrontalieri, ivi compresi in particolare i pagamenti transfrontalieri. La cooperazione risponderà dunque all'obiettivo della Commissione di migliorare i servizi offerti dai sistemi di pagamento transfrontalieri (18).
(19) b) Vantaggi per gli utilizzatori
Gli utilizzatori, in particolare i privati e le imprese in Germania e in Francia beneficeranno dei miglioramenti qualitativi e quantitativi dei servizi bancari e della loro distribuzione reciproca tramite gli sportelli delle due banche e dell'introduzione di nuove forme e mezzi di banca elettronica.
(20) c) Carattere indispensabile delle restrizioni per raggiungere tali obiettivi
Le clausole relative alla cooperazione fra le due banche, in particolare quelle riguardanti lo scambio reciproco di conoscenze tecnologiche e la distribuzione reciproca sui rispettivi mercati nazionali, sono indispensabili per raggiungere gli obiettivi summenzionati.
Il fatto che ciascuna banca abbia il diritto di vietare all'altra di concludere un accordo di cooperazione con un concorrente nazionale del partner, se tale cooperazione implica tecnologie comuni o tecnologie e segreti d'affari del partner è indispensabile per conseguire detti miglioramenti. Senza questo diritto di veto nessuna delle due banche sarebbe disposta a mettere a disposizione dell'altra le conoscenze tecnologiche necessarie per il miglioramento dei servizi. Nello stesso tempo è opportuno che le due banche abbiano la possibilità di proteggere i propri segreti d'affari poiché l'interconnessione informatica darà inevitabilmente accesso anche ad informazioni che costituiscono segreti d'affari del partner.
(21) d) Eliminazione della concorrenza
Per quanto riguarda i mercati tedesco e francese è da escludere che l'accordo elimini la concorrenza. Vista la posizione relativa delle due banche rispetto alle altre banche operanti in questi due paesi e vista la posizione delle due banche nei settori dell'attività bancaria dei rispettivi partner (per maggiori dettagli vedi considerando 10) non si prevede che la cooperazione a livello della distribuzione e dello sviluppo di nuovi servizi e prodotti consentirà loro di eliminare la concorrenza nei vari segmenti dell'attività bancaria.
Inoltre i nuovi prodotti bancari che le due banche proporranno in futuro non sono protetti in base al diritto di proprietà intellettuale. È perciò molto probabile che le altre istituzioni creditizie, in particolare le grandi banche universali presenti su tali mercati, fra cui alcune esercitano rilevanti attività all'estero o hanno a loro volta stipulato accordi di cooperazione con enti creditizi esteri, saranno ugualmente in grado di proporre nuovi prodotti.
3. DURATA DELL'ESENZIONE
(22) In virtù dell'articolo 8 del regolamento n. 17, la decisione di applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato è accordata per un periodo determinato. Per fissare la durata dell'esenzione, la Commissione ha tenuto conto, da un lato, del fatto che i mercati finanziari saranno oggetto d'un cambiamento fondamentale in futuro, in particolare a seguito dalla messa in opera dell'unione monetaria. Tale cambiamento apporterà probabilmente a medio termine un aumento della concorrenza sui mercati finanziari in Europa. D'altra parte, la cooperazione notificata è complessa e concernerà praticamente tutte le attività della BNP e della DB. La messa in opera efficace durerà parecchi anni. Una durata dell'esenzione per un periodo di dieci anni s'avvera appropriato prima di riesaminare, a seguito di una eventuale richiesta delle parti, gli effetti della cooperazione sulla concorrenza. La durata del periodo dell'esenzione decorre dalla data in cui le due banche hanno confermato la loro disponibilità a modificare la clausola che conferiva loro un diritto di veto assoluto nel caso in cui una di esse intendesse concludere un accordo di cooperazione con un concorrente nazionale dell'altro partner, ossia il 23 gennaio 1995,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CE e dell'articolo 53, paragrafo 1 dell'accordo SEE sono dichiarate inapplicabili per il periodo dal 23 gennaio 1995 al 22 gennaio 2005, ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato CE e dell'articolo 53, paragrafo 3 dell'accordo SEE, nei riguardi dell'accordo di cooperazione fra la Banque Nationale de Paris SA e la Dresdner Bank AG notificato alla Commissione e corredato dell'emendamento riguardante l'allegato A.1, paragrafo 3, ultima frase.
Articolo 2
I destinatari della presente decisione sono:
1) Banque Nationale de Paris SA
16, Boulevard des Italiens
F-75009 Paris
2) Dresdner Bank AG
Jürgen-Ponzto-Platz 1
D-60301 Frankfurt am Main
Fatto a Bruxelles, il 24 giugno 1996.

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