Document ID: 31996R2258

REGOLAMENTO (CE) N. 2258/96 DEL CONSIGLIO del 22 novembre 1996 relativo ad azioni di risanamento e di ricostruzione a favore dei paesi in via di sviluppo (PVS)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 W,
vista la proposta della Commissione (1),
deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 C (2),
considerando che la Commissione, nella comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio del 12 maggio 1993 su un «programma speciale di sostegno al risanamento nei paesi in via di sviluppo», ha sottolineato la specificità e l'importanza del bisogno di aiuto al risanamento strutturale e alla ricostruzione dei paesi in via di sviluppo gravemente danneggiati a seguito di guerre, di disordini civili e di calamità naturali;
considerando che le conclusioni del Consiglio (Sviluppo) del 2 dicembre 1993 sull'aiuto al risanamento hanno definito i principali obiettivi, le condizioni e i criteri inerenti a detto aiuto e hanno sottolineato la necessità che esso sia impostato e attuato attraverso uno stretto coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri;
considerando che è necessario che la Commissione vigili affinché le azioni avviate nei settori dell'aiuto umanitario, del risanamento e dello sviluppo si attuino in maniera coerente e continua;
considerando che il Parlamento europeo ha sottolineato, nella sua risoluzione del 16 novembre 1993 (3), l'entità del bisogno di aiuto al risanamento strutturale dei paesi in via di sviluppo e ha ritenuto opportuno, per far fronte a queste esigenze, istituire una speciale linea finanziaria nel bilancio generale delle Comunità europee, dotata di risorse finanziarie consistenti;
considerando che il Parlamento europeo ha sottolineato la necessità di iscrivere le azioni di risanamento strutturale in uno schema di sviluppo a medio o a lungo termine;
considerando che il Parlamento ha fatto inoltre osservare l'opportunità di considerare come altamente prioritaria la questione della rapidità dell'aiuto e della sua efficacia;
considerando che l'autorità competente ha iscritto nel bilancio alcune linee destinate a finanziare programmi di risanamento nell'Africa australe (B7-3210) e azioni di ripristino e ricostruzione a favore dei paesi in via di sviluppo (B7-6410);
considerando che è necessario stabilirne le modalità di gestione,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. La Comunità attua azioni di risanamento e di ricostruzione a favore dei paesi in via di sviluppo di cui al paragrafo 2, in via prioritaria a favore di quelli meno sviluppati, che sono stati gravemente danneggiati a seguito di guerre, di disordini civili o di calamità naturali. Tali azioni, di durata limitata, da avviare il più rapidamente possibile, senza compromettere la qualità della valutazione, sono intese a contribuire a ristabilire il funzionamento dell'economia e delle capacità istituzionali necessarie per restaurare la stabilità sociale e politica di tali paesi e soddisfare le esigenze dell'insieme delle popolazioni colpite. Esse devono gradatamente sostituire l'aiuto umanitario e preparare la ripresa dell'aiuto allo sviluppo a medio e lungo termine. In particolare, esse devono permettere il rientro dei profughi, degli sfollati, dei militari smobilitati, nonché il reinserimento di tutta la popolazione nell'ambito della normale vita civile nei paesi e nelle regioni d'ordine.
2. Beneficiano del presente regolamento i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, i paesi mediterranei, i paesi dell'America latina e dell'Asia nonché i paesi in via di sviluppo del Caucaso e dell'Asia centrale.
Articolo 2
1. Nel decidere le azioni si deve tener conto, per quanto possibile, dell'esistenza di un livello minimo di sicurezza e dell'effettivo impegno in un processo di transizione rispettoso dei valori democratici e delle libertà fondamentali.
2. Le azioni da attuare a titolo del presente regolamento riguardano in via prioritaria i seguenti settori: ripresa duratura del sistema produttivo, riadattamento materiale e funzionale delle infrastrutture di base, ivi compreso lo sminamento, il reinserimento sociale, segnatamente a favore dei rifugiati, degli sfollati e dei militari smobilitati, e il ripristino delle capacità istituzionali necessarie alla fase di risanamento soprattutto a livello locale.
Articolo 3
I partner della cooperazione ammessi al sostegno finanziario a titolo del presente regolamento sono: le organizzazioni regionali ed internazionali, le organizzazioni non governative, le amministrazioni e gli enti pubblici nazionali, provinciali e locali e le organizzazioni a dimensione comunitaria, gli istituti e gli operatori pubblici o privati.
Articolo 4
1. I mezzi che possono essere impiegati nell'ambito delle azioni di cui all'articolo 1 comprendono soprattutto studi, assistenza tecnica, formazione o altri servizi, forniture e lavori, audit e missioni di valutazione e di controllo.
2. Il finanziamento comunitario può coprire sia spese d'investimento, ad esclusione dell'acquisto di beni immobili, che spese correnti (ossia spese d'amministrazione, di manutenzione e di funzionamento), tenuto conto che il progetto deve essere inteso a che i beneficiari sostengano successivamente l'onere delle spese correnti.
3. Per ciascuna azione di cooperazione è richiesto un contributo finanziario dei partner definiti all'articolo 3. Il contributo è richiesto entro i limiti delle possibilità dei partner interessati ed in funzione delle caratteristiche di ciascuna azione. In casi specifici e se il partner è un'ONG o un'organizzazione a dimensione comunitaria il contributo può essere in natura.
4. Possono essere ricercate possibilità di cofinanziamento con altri finanziatori, in particolare con gli Stati membri.
5. Sono prese le misure necessarie per contraddistinguere il carattere comunitario degli aiuti forniti nell'ambito del presente regolamento.
6. Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità previsti dal trattato e allo scopo di garantire la massima efficacia di queste azioni nel loro insieme, la Commissione può prendere tutte le misure necessarie per il coordinamento, in particolare:
a) la creazione di un sistema per lo scambio e l'analisi costante di informazioni sulle azioni già finanziate e quelle per cui è previsto il finanziamento da parte della Comunità e degli Stati membri;
b) il coordinamento nel paese di attuazione delle azioni, mediante incontri periodici e scambi d'informazioni tra i rappresentanti della Commissione e degli Stati membri nel paese beneficiario.
7. La Commissione può prendere, in consultazione con gli Stati membri, le iniziative necessarie per assicurare un buon coordinamento con gli altri finanziatori interessati, in particolare con quelli del sistema delle Nazioni Unite.
Articolo 5
Il sostegno finanziario a titolo del presente regolamento è dato sotto forma di aiuti non rimborsabili.
Articolo 6
1. La Commissione ha il compito di istruire, decidere e gestire le azioni di cui al presente regolamento secondo le procedure di bilancio e le altre procedure in vigore, in particolare quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità.
2. I progetti ed i programmi sono valutati tenuto conto dei seguenti fattori:
- efficacia e fattibilità delle operazioni,
- aspetti culturali, sociali, ambientali e connessi alla parità uomo-donna,
- sviluppo istituzionale necessario per conseguire gli obiettivi del progetto,
- esperienza acquisita in operazioni analoghe.
3. Le decisioni riguardanti le azioni il cui finanziamento ai sensi del presente regolamento supera il valore di 2 milioni di ecu per azione sono prese secondo la procedura di cui all'articolo 7.
La Commissione trasmette al comitato di cui all'articolo 7 informazioni sintetiche sulle decisioni di finanziamento che intende prendere su progetti o programmi per un valore inferiore a 2 milioni di ecu. Queste informazioni sono comunicate almeno una settimana prima della decisione.
4. La Commissione è autorizzata ad approvare, senza chiedere il parere del comitato di cui all'articolo 7, gli impegni supplementari necessari per coprire gli eventuali superamenti previsti o constatati a titolo delle azioni, purché il superamento o il fabbisogno supplementare sia inferiore o uguale al 20 % dell'impegno inizialmente fissato nella decisione di finanziamento.
Quando l'impegno supplementare di cui al primo comma è inferiore a 4 milioni di ecu, il comitato di cui all'articolo 7 è informato della decisione presa dalla Commissione. Qualora tale impegno supplementare è superiore a 4 milioni di ecu ma inferiore al 20 % del finanziamento iniziale, è richiesto il parere del comitato.
5. Qualsiasi convenzione o contratto di finanziamento concluso ai sensi del presente regolamento prevede in particolare che la Commissione e la Corte dei conti possono effettuare controlli in loco secondo le consuete modalità definite dalla Commissione nel quadro delle disposizioni in vigore, in particolare quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.
6. Quando le azioni comportano convenzioni di finanziamento tra la Comunità e i paesi beneficiari, esse prevedono che i pagamenti di tasse, dazi e oneri non siano a carico della Comunità.
7. La partecipazione alle gare e ai contratti d'appalto è aperta, a parità di condizioni, a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dello Stato beneficiario. Essa può essere estesa ad altri paesi in via di sviluppo e, in casi eccezionali debitamente giustificati, ad altri paesi terzi.
8. Le forniture sono originarie degli Stati membri o dello Stato beneficiario o di altri paesi in via di sviluppo. In casi eccezionali debitamente giustificati, le forniture possono provenire da altri paesi.
Articolo 7
1. La Commissione è assistita dal comitato geografico competente.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.
Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro il termine di un mese a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte.
Articolo 8
Una volta l'anno si procede ad uno scambio di opinioni sulla base degli orientamenti generali per le azioni da attuare nel corso dell'anno seguente presentati dal rappresentante della Commissione nel quadro di una riunione congiunta dei comitati di cui all'articolo 7, paragrafo 1.
Articolo 9
Alla fine di ogni esercizio finanziario la Commissione sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione annuale comprendente la sintesi delle azioni finanziate nel corso dell'esercizio e una valutazione sull'esecuzione del presente regolamento durante lo stesso esercizio.
La sintesi contiene in particolare informazioni riguardanti gli operatori con i quali sono stati conclusi i contratti d'appalto o di esecuzione d'opera.
La relazione include altresì un riassunto delle eventuali valutazioni esterne effettuate su azioni specifiche.
La Commissione comunica agli Stati membri, entro e non oltre un mese dalla decisione, le azioni e i progetti approvati, indicandone importo, caratteristiche, paese beneficiario e partner.
Articolo 10
La Commissione effettua valutazioni periodiche delle azioni finanziate dalla Comunità per stabilire se i loro obiettivi siano stati conseguiti e al fine di fornire linee direttrici per migliorare le azioni future. La Commissione presenta una sintesi delle valutazioni effettuate al Comitato di cui all'articolo 7, che potrebbe eventualmente esaminarle. Le relazioni di valutazione sono a disposizione degli Stati membri che ne fanno richiesta.
Articolo 11
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione complessiva delle azioni finanziate dalla Comunità a titolo del presente regolamento, corredata di proposte per il futuro e, se necessario, le proposte di modifica da apportarvi.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 22 novembre 1996.

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