Document ID: 31984D0406

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 10 agosto 1984
che accetta gli impegni offerti nell'ambito della procedura antidumping relativa alle importazioni di vetro detto « di orticoltura » e di alcuni tipi di vetro tirato originari della Cecoslovacchia, della Repubblica democratica tedesca, dell'Ungheria, della Polonia, della Romania e dell'USSR e che chiude detta procedura
(84/406/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 10,
previa consultazione in seno al comitato consultivo previsto dal regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Nell'aprile 1983, la Commissione ha ricevuto una denuncia dal « Comité permanent des industries du verre de la Communauté économique européenne » a nome di produttori britannici, tedeschi e belgi di vetro detto « di orticoltura » e di alcuni tipi di vetro tirato, che, complessivamente, rappresentano quasi tutta la produzione comunitaria interessata. La denuncia conteneva elementi di prova comprovanti l'esistenza di dumping e del conseguente notevole pregiudizio, ritenuti sufficiente per giustificare l'avvio di una procedura. Di conseguenza, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di vetro detto « di orticoltura » e di alcuni tipi di vetro tirato di cui alla sottovoce ex 70.05 della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe 70.05-10, 63 e 65, originari della Cecoslovacchia, della Repubblica democratica tedesca, della Polonia, della Romania e dell'USSR, e ha avviato un'inchiesta.
(2) Nel novembre 1983 la Commissione ha ricevuto dal « Comité permanent des industries du verre de la Communauté économique européenne » una denuncia supplementare con la quale i ricorrenti chiedevano che la procedura venisse estesa alle importazioni di vetro « di orticoltura » e di alcuni tipi di vetro tirato originari dell'Ungheria. La denuncia conteneva elementi di prova comprovanti l'esistenza di dumping e di un grave pregiudizio; pertanto la procedura antidumping relativa al vetro « di orticoltura » e ad alcuni tipi di vetro tirato è stata estesa all'Ungheria. La Commissione ne ha dato comunicazione con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3).
(3) La Commissione ha informato debitamente gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati nonché i ricorrenti ed ha offerto alle parti l'opportunità di rendere note le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
(4) La maggior parte dei produttori, alcuni esportatori ed importatori hanno reso note le loro osservazioni per iscritto. La maggioranza degli esportatori nonché taluni importatori hanno chiesto e ottenuto di essere intesi oralmente.
(5) Delle informazioni sono state fornite da consumatori di vetro detto « di orticoltura ».
(6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di una determinazione preliminare ed ha svolto inchieste in loco presso i seguenti:
produttori comunitari:
- Flachglas AG, Gelsenkirchen, Repubblica federale di Germania,
- Glaceries de Saint-Roch SA, Sambreville, Belgio,
- Pilkington Glass Limited, St Helens, Regno Unito,
- Glaverbel SA, Bruxelles, Belgio,
- Vereinigte Glaswerke GmbH, Aachen, Repubblica federale di Germania;
importatori comunitari:
- Central Tradimpex Limited, Londra, Regno Unito,
- Farmiloe and Farmiloe Ltd, Londra, Regno Unito,
- Liminex GmbH, Bremerhaven, Repubblica federale di Germania,
- Witting Brothers Ltd, Bromley, Regno Unito;
consumatore comunitario:
Halls Homes and Gardens Limited, Tonbridge, Regno Unito.
(7) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il secondo semestre del 1982 e il primo semestre del 1983.
B. Valore normale
(8) Per determinare se le importazioni dalla Cecoslovacchia, dalla Repubblica democratica tedesca, dall'Ungheria, dalla Polonia, dalla Romania e dall'USSR fossero state effettuate in dumping, la Commissione ha tenuto conto del fatto che tali paesi non hanno un'economia di mercato ed ha pertanto dovuto basare i suoi calcoli sul valore normale in un paese ad economia di mercato. A tal fine, i ricorrenti hanno suggerito il mercato finlandese. La maggioranza degli esportatori e degli importatori ha respinto questa proposta per i seguenti motivi:
- in Finlandia esiste un unico produttore che, si adduce, detiene un monopolio virtuale per via dei dazi dall'importazione e della situazione geografica del paese;
- le vendite sul mercato finlandese sono considerate esigue e non rappresentative;
- uno dei ricorrenti possiede una quota notevole della società finlandese.
Pertanto, come base del valore normale sono stati proposti, alternativamente, i prezzi interni in Iugoslavia, i prezzi all'esportazione dalla Spagna, i prezzi interni in Svizzera oppure i costi di produzione nella Comunità. La Commissione ha constatato che il processo di fabbricazione, le norme tecniche e la tecnologia in Spagna sono analoghi a quelli degli esportatori interessati. Dato che in Spagna non esiste un mercato interno per il prodotto in questione (per motivi climatici, l'impiego di vetro detto « di orticoltura » è tipico dei paesi nordici) per determinare il valore normale si è ritenuto opportuno e ragionevole basarsi sui prezzi praticati all'esportazione verso il Regno Unito e i Paesi Bassi per il vetro di spessore pari a 3 e 4 mm.
C. Prezzi all'esportazione
(9) I prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla base dei prezzi effettivamente pagati o pagabili per i prodotti destinati all'esportazione nella Comunità.
D. Confronto
(10) Nel confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione, la Commissione ha tenuto opportunamente conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, quali, ad esempio, le condizioni e le modalità di vendita, nei casi in cui si potevano debitamente dimostrare. Dette differenze riguardano in particolare i termini di credito, le spese di trasporto, assicurazione, movimentazione e carico. Tutti i confronti sono stati effettuati a livello franco fabbrica.
E. Margini
(11) Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping da parte di tutti gli esportatori interessati, con un margine pari alla differenza tra il valore normale stabilito e il prezzo all'esportazione nella Comunità.
(12) I margini variano a secondo dell'esportatore e dello Stato membro importatore; il margine medio ponderato per ciascun esportatore oggetto dell'inchiesta è il seguente:
1.2 // - Glassexport Ltd, Liberec, Cecoslovacchia: // 15,9 % // - Strojmaterialintorg, Mosca, USSR: // 12,8 % // - Minex-Export-Import Enterprise, Varsavia, Polonia: // 8,5 % // - Romsit, Enterprise for Foreign Trade, Bucarest, Romania: // 9,3 % // - Berlino, Volkseigener Aussenhandelsbetrieb, Berlino, Repubblica democratica tedesca: // 13,6 % // - Ferunion Hungarian Trading Company for Technical Goods, Budapest, Ungheria: // 5,0 %
F. Prodotto simile
(13) Gli esportatori dell'Europa orientale hanno asserito che i produttori comunitari fabbricano il vetro con il processo float mentre essi applicano tuttora il processo Pittsburgh o Fourcault. Essi sostengono che il vetro « di orticoltura » ottenuto con il processo float è un prodotto di alta tecnologia che non può essere considerato come un prodotto simile a quello fabbricato con il processo Pittsburgh/Fourcault.
(14) Il vetro « di orticoltura », sia esso ottenuto con il processo float oppure Pittsburgh/Fourcalt, è di forma identica e in genere si presenta pretagliato secondo dimensioni standard, con uno spessore compreso tra 2,5 e 4,5 mm. È un sottoprodotto del processo float oppure Pittsburgh/Fourcault. La sua applicazione è generalmente la stessa, e consiste nel coprire le intelaiature per serre, tanto nel settore commerciale quanto in quello privato. Ambedue i tipi di vetro sono ottenuti dalla stessa materia prima e la loro composizione chimica è fondamentalmente identica. Il grado di trasparenza non differisce di molto. In considerazione di quanto precede, si può pertanto concludere che il vetro prodotto nella Comunità e quello esportato dai paesi dell'Europa orientale sono prodotti simili. Esiste nondimeno un'eccezione a questa conclusione e riguarda il cosiddetto vetro « Horticast », prodotto dalla società Pilkington negli Stati Uniti. Si tratta di un vetro fabbricato con il processo float, la cui superficie smerigliata viene ottenuta passando la lastra attraverso speciali rulli. Ne risulta un vetro che, pur essendo translucido, non è più del tutto trasparente, a differenza del vetro detto « di orticoltura » ottenuto dagli altri prodottori. Il vetro « Horticast », pertanto, non è considerato un prodotto simile ed è stato escluso dall'inchiesta.
G. Pregiudizzio
(15) Per quanto riguarda il pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping, dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione emerge che le importazioni nella Comunità dalla Cecoslovacchia, dalla Repubblica democratica tedesca, dall'Ungheria, dalla Polonia, dalla Romania e dall'USSR di vetro detto « di orticoltura » nonché di taluni tipi di vetro tirato sono passate da 66 431 a 72 787 t tra il 1981 e il 1983, con un conseguente incremento della quota di mercato detenuta dai paesi esportatori da 61 a 75 % nello stesso periodo. Le vendite dei produttori comunitari sono diminuite da 79 000 t a 12 000 t dal 1979 al primo semestre del 1983.
(16) I prezzi di vendita delle importazioni effettuate in dumping erano sino al 27 % inferiori ai prezzi praticati dai produttori comunitari e inferiori a quelli necessari per coprire i costi di produzione di questi ultimi.
(17) La Commissione ha esaminato altre eventuali cause di pregiudizio quali il volume e i prezzi di importazioni non oggetto di dumping oppure il calo della domanda. Le importazione di vetro « di orticoltura » da paesi non oggetto della procedura sono comunque minime.
Nella Comunità, il consumo è diminuito del 12 % tra il 1981 e il 1983. Nondimeno, è stato appurato che il declino nella produzione comunitaria ha coinciso con l'aumento delle importazioni oggetto di dumping. Il sensibile aumento di queste ultime ed i prezzi ai quali esse sono state immesse sul mercato comunitario hanno indotto la Commisssione a concludere che le importazioni in dumping di vetro detto « di orticoltura » nonché di taluni tipi di vetro tirato originari della Cecoslovacchia, della Repubblica democratica tedesca, dell'Ungheria, della Polonia, della Romania e dell'USSR, considerate singolarmente, hanno arrecato un grave pregiudizio all'industria comunitaria interessata.
H. Interesse della Comunità
(18) I consumatori comunitari hanno asserito che il ricorso a misure di salvaguardia non sarebbe nell'interesse della Comunità in quanto determinerebbe un aumento dei costi dell'industria dell'orticoltura. Tuttavia in considerazione delle gravi difficoltà in cui versa l'industria comunitaria interessata e dell'incidenza marginale di un aumento di prezzo del vetro detto « di orticoltura » sui costi sostenuti dal settore orticolo, la Commissione ha concluso che è nell'interesse della Comunità adottare opportune misure.
I. Impegni
(19) Gli esportatori interessati sono stati informati delle principali risultanze dell'inchiesta preliminare ed hanno presentato le loro osservazioni in merito. In seguito, sono stati offerti impegni da:
- Glassexport Ltd, Liberec, Cecoslovacchia,
- Strojmaterialintorg, Mosca, URSS,
- Minex-Export-Import Enterprise, Varsavia, Polonia,
- Romsit, Enterprise for Foreign Trade, Bucarest, Romania,
- Glas-Keramik, Volkseigener Aussenhandelsbetrieb, Berlino, Repubblica democratica tedesca,
- Ferunion Hungarian Trading Company for Technical Goods, Budapest, Ungheria,
per quanto riguarda le loro esportazioni nella Comunità di vetro detto « di orticoltura » e di taluni tipi di vetro tirato.
(20) Detti impegni consistono in rialzi dei prezzi all'esportazione nella Comunità al livello che la Commissione, tenuto conto del prezzo di vendita necessario per offrire un adeguato profitto ai produttori comunitari, nonché del prezzo di acquisto, dei costi e del margine di profitto degli importatori comunitari, ha ritenuto necessario per eliminare il pregiudizio. Gli aumenti di prezzo non superano in nessun caso i margini di dumping accertati durante l'inchiesta.
Di conseguenza, gli impegni offerti sono ritenuti accettabili e la procedura può pertanto essere chiusa senza l'istituzione di dazi antidumping.
Il comitato consultivo non ha sollevato obiezioni a questo proposito,
DECIDE:
Articolo 1
Gli impegni offerti da:
- Glassexport Ltd, Liberec, Cecolsovacchia,
- Strojmaterialintorg, Mosca, USSR,
- Minex-Export-Import Enterprise, Varsavia, Polonia,
- Romsit, Enterprise for Foreign Trade, Bucarest, Romania,
- Glas-Keramik, Volkseigener Aussenhandelsbetrieb, Berlino, Repubblica democratica tedesca,
- Ferunion Hungarian Trading Company for Technical Goods, Budapest, Ungheria,
nell'ambito della procedura antidumping relativa alle importazioni di vetro detto « di orticoltura » ed alcuni tipi di vetro tirato di cui alla sottovoce ex 70.05 della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe 70.05-10, 63 e 65, originari della Cecoslovacchia, della Repubblica democratica tedesca, dell'Ungheria, della Polonia, della Romania e dell'URSS sono accettati.
Articolo 2
La procedura antidumping di cui all'articolo 1 è chiusa.
Fatto a Bruxelles, il 10 agosto 1984.

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