Document ID: 31996D0034

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 20 dicembre 1995 recante posizioni relative all'imposta denominata « Imposta sulla produzione e sulle importazioni (APIM) » in applicazione dell'articolo 5, paragrafi 2, 4, 5 e 6 del regolamento (CEE) n. 1911/91 del Consiglio relativo all'applicazione delle disposizioni del diritto comunitario alle isole Canarie (Regno di Spagna) (Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede) (96/34/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 1911/91 del Consiglio, del 26 giugno 1991, relativo all'applicazione delle disposizioni del diritto comunitario alle isole Canarie (1), in particolare l'articolo 5, paragrafo 6,
dopo aver consultato le autorità spagnole conformemente al medesimo articolo,
considerando quanto segue:
I
A causa della sua posizione geografica, la regione delle isole Canarie è soggetta a gravi difficoltà, superiori a quelle della maggior parte delle altre regioni comunitarie. Il termine di « ultraperifericità » ad essa applicato abbraccia tutta una serie di ostacoli che hanno ripercussioni economiche e sociali imputabili in particolare modo alla lontananza, al suo essere costituita di una molteplicità di isole, all'orografia vulcanica poco adatta alla produzione agricola ed industriale, alla scarsità di risorse energetiche e di materie prime.
II
La Comunità europea ha riconosciuto l'esistenza di tale situazione con misure idonee, contenute nell'atto di adesione del Regno di Spagna (2), che rispecchiano anche la situazione economica, storica e fiscale dell'arcipelago. Poiché l'esperienza aveva tuttavia dimostrato che lo sviluppo di queste isole sarebbe stato meglio garantito da un'integrazione più completa nelle politiche comuni e nel processo di realizzazione del mercato interno, con il regolamento (CEE) n. 1911/91, relativo all'applicazione delle disposizioni del diritto comunitario alle isole Canarie, sono state adottate, su richiesta delle autorità spagnole, delle misure in tal senso.
Con riferimento all'imposta denominata « Imposta sulla produzione e sulle importazioni » (APIM), l'articolo 5, paragrafo 6 del citato regolamento prevede che nel corso del 1995 la Commissione, previa consultazione delle autorità spagnole, esamini l'incidenza delle misure prese sull'economia delle isole Canarie e le prospettive della loro integrazione nel territorio doganale comunitario. Sulla base di tale esame, le autorità spagnole potranno essere autorizzate a mantenere in vigore le esenzioni, totalmente o parzialmente, al massimo fino al 31 dicembre 2000.
D'altra parte, il paragrafo 2 del medesimo articolo prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 1996, le aliquote dell'imposta vengano ridotte nella proporzione del 20 % all'anno, in modo da consentirne la soppressione totale al 31 dicembre 2000.
III
L'APIM è una delle varie misure previste dal regolamento (CEE) n. 1911/91 per facilitare il processo di graduale e completa integrazione delle isole Canarie nella Comunità europea. Questa imposta transitoria mira ad agevolare l'adeguamento della produzione locale alle esigenze del mercato unico attraverso un sistema di esenzioni che contribuisce alla promozione delle attività locali senza tuttavia alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
La Commissione ha esaminato l'incidenza dell'imposta sulla situazione economica e sociale dell'arcipelago ed il suo potenziale impatto sulle finanze pubbliche degli enti locali. Lo studio approfondito della Commissione evidenzia alcuni aspetti. In particolare:
- Il turismo, in forte crescita, è il settore chiave delle isole così come, seppure in misura minore, l'edilizia ad esso legata. In rapporto al resto della Spagna, questa situazione ha consentito risultati economici positivi che però incidono negativamente sui prezzi.
- Le importazioni hanno risentito, dal 1991, dell'introduzione dell'APIM ma anche della congiuntura economica e delle misure doganali che figurano nel regolamento (CEE) n. 1911/91, quantunque esse si riferiscano solo agli scambi extracomunitari. Fino ad un certo punto è possibile affermare che l'effetto di riduzione delle importazioni attribuibile esclusivamente all'APIM tende ad esaurirsi.
- L'analisi dell'impatto della pressione fiscale dell'APIM indica valori più elevati per l'energia elettrica e, in generale, per i settori industriali che dipendono dalle importazioni.
- La soppressione dell'APIM provocherebbe una lieve riduzione dei prezzi in tutti i settori, che risulta tuttavia leggermente più marcata in quelli che dipendono più direttamente dalle importazioni.
- Presa isolatamente, la soppressione dell'APIM sulle importazioni si tradurrebbe in un aumento di quest'ultime del 2,5 %. Determinati settori, quali quello tessile e del legname, presentano tuttavia un aumento più significativo.
- Si avrebbero ripercussioni anche sulla produzione e sull'occupazione nelle isole. È possibile ipotizzare una riduzione media del 2 % per la produzione e dell'1 % circa per l'occupazione. L'incidenza negativa è tuttavia variabile a seconda dei settori: la produzione tessile potrebbe per esempio scomparire ed altri settori industriali, come per esempio gli « altri prodotti finiti » (gioielleria, strumenti musicali, fotografia, giocattoli), il legname, le industrie metallurgiche e le miniere potrebbero risentirne significativamente.
IV
L'entrata in vigore dell'APIM nel 1991, con le aliquote di imposta e le esenzioni per la produzione interna previste nel regolamento (CEE) n. 1911/91, consente di modulare, in maniera globalmente positiva, gli sforzi in rapporto alle specifiche difficoltà di adattamento dell'economia delle Canarie rispetto al resto della Comunità.
Pertanto, su richiesta delle autorità spagnole e dopo averle consultate,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le aliquote dell'imposta denominata « Imposta sulla produzione e sulle importazioni (APIM) », in vigore ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 1911/91, relativo all'applicazione delle disposizioni del diritto comunitario alle isole Canarie, sono ridotte del 20 % dell'aliquota iniziale il 31 dicembre di ogni anno e per la prima volta il 31 dicembre 1996, in modo da consentire la soppressione dell'imposta al 31 dicembre 2000.
Articolo 2
Le autorità spagnole sono autorizzate a mantenere in vigore totalmente le esenzioni in vigore fino al 31 dicembre 2000 al più tardi. Tali esenzioni devono contribuire allo sviluppo economico e sociale delle isole Canarie nell'ambito del quadro comunitario di sostegno senza essere tali da falsare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
Articolo 3
Le autorità spagnole comunicano quanto prima alla Commissione le misure prese in applicazione della presente decisione.
Articolo 4
Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 1995.

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