Document ID: 31999D0719

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 30 marzo 1999
relativa all'aiuto di Stato che la Francia intende accordare, come aiuto allo sviluppo, per la vendita di due navi costruite negli "Chantiers de l'Atlantique" e gestite da "Renaissance Financial" nella Polinesia francese
[notificata con il numero C(1999) 903]
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(1999/719/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
vista la direttiva 90/684/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1990, concernente gli aiuti alla costruzione navale(1), prorogata dal regolamento (CE) n. 2600/97(2), in particolare l'articolo 4, paragrafo 7,
dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni a norma di detti articoli,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
Con lettera datata 4 febbraio 1998 la Francia ha notificato alla Commissione l'aiuto che intendeva accordare per due navi che dovevano essere costruite negli "Chantiers de l'Atlantique". Con lettera in data 20 marzo 1998, la Francia ha fornito alla Commissione informazioni complementari.
Con lettera datata 18 giugno 1998 e una rettifica del 30 luglio 1998 la Commissione ha informato la Francia della decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato riguardo a detto aiuto.
La Commissione ha pubblicato la decisione di avviare il procedimento nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3). In essa la Commissione invitava le parti interessate a presentarle le loro osservazioni.
La Commissione non ha ricevuto osservazioni dalle parti interessate. La Francia ha comunicato le proprie osservazioni alla Commissione con lettere datate 9 luglio 1998, 31 agosto 1998 e 25 febbraio 1999.
II. DESCRIZIONE DELL'AIUTO
L'aiuto allo sviluppo a favore della Polinesia francese deve essere concesso sotto forma di vantaggio fiscale legato all'acquisto di due navi da costruire negli "Chantiers de l'Atlantique". L'aiuto è stato notificato a norma dell'articolo 4, paragrafo 7, della direttiva 90/684/CEE (in prosieguo: "la direttiva sulla costruzione navale").
L'aiuto deve essere accordato in forza di un regime fiscale(4) che prevede vantaggi fiscali per investimenti nei dipartimenti e territori francesi. La Commissione ha approvato tale regime con lettera datata 27 gennaio 1993(5), nella quale precisava che l'applicazione del regime era soggetto alle regole, alle discipline e agli orientamenti comunitari concernenti gli aiuti accordati nei vari settori e per varie finalità.
Le navi devono essere vendute a degli investitori la cui situazione finanziaria consente loro di trarre profitto dall'esenzione fiscale offerta agli investitori che reinvestono i loro profitti nelle navi. Lo sgravio fiscale è pari al 41,6 %, vale a dire il tasso di intensità dell'aiuto. Il gruppo di investitori noleggerà le navi a "Renaissance Financial", (in prosieguo: "RF"). RF è tenuta a gestire le navi nella Polinesia francese per almeno cinque anni (sette anni a decorrere dall'ordinativo). Oltre à ciò, l'impresa si è impegnata nei confronti degli investitori a riacquistarle al termine di questo periodo. Le navi hanno un valore contrattuale di [(...)](6) di FRF.
RF, controllata dall'impresa americana "Renaissance Cruise Inc.", è stata creata con lo scopo di acquistare e gestire queste due navi; al momento della notificazione RF era domiciliata a Parigi. La Francia precisa che senza tale aiuto l'operatore non potrebbe acquistare queste navi alle condizioni normali del mercato perché il tasso di interesse normale sarebbe troppo alto per consentire la loro gestione nella Polinesia francese. Malgrado il vantaggio proveniente dall'aiuto, il bilancio di previsione per la gestione di queste navi sarà in pareggio solo se il tasso di riempimento è superiore al 75 %. Di fatto, è probabile che nei primi cinque anni di gestione l'operatore vada incontro a perdite annuali di 50 milioni di FRF. Le autorità francesi ne concludono che, senza l'aiuto, il progetto non è redditizio.
La Francia afferma inoltre che le autorità regionali della Polinesia francese si sono fissate come obiettivo lo sviluppo del turismo, in particolare delle crociere. L'obiettivo cui si tende è di portare il tasso di aumento annuale del turismo, attualmente del 3,2 %, a circa il 9 % nel 2010. Essa precisa che il progetto si inserisce perfettamente nel perseguimento di questo obiettivo. Le due navi, di 350 cabine ciascuna, permetteranno di triplicare l'offerta di crociere già dalla fine del 1999. Le autorità locali della Polinesia francese avrebbero peraltro accolto il progetto con molto favore.
La Commissione ha deciso di avviare il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato in quanto nutriva dei dubbi sulla compatibilità dell'aiuto allo sviluppo con le condizioni fissate all'articolo 4, paragrafo 7, della direttiva sulla costruzione navale.
L'articolo 4, paragrafo 7, della direttiva sulla costruzione navale dispone che gli aiuti concessi come aiuti allo sviluppo ad un paese in via di sviluppo possono essere considerati compatibili con il mercato comune purché soddisfino le condizioni all'uopo stabilite dal gruppo di lavoro n. 6 dell'OCSE nell'accordo concernente l'interpretazione degli articoli 6, 7 e 8 dell'accordo sui crediti all'esportazione di navi nonché nelle clausole aggiuntive o rettificative di tale accordo (in prosieguo: "i criteri dell'OCSE"). La Commissione deve verificare in particolare la specifica finalità di "sviluppo" dell'aiuto previsto e assicurarsi che tale aiuto rientri nel campo d'applicazione dell'accordo precitato.
I criteri dell'OCSE prevedono tra l'altro che il donatore dell'aiuto fornisca garanzie appropriate che il proprietario reale risiede nel paese beneficiario e che l'impresa beneficiaria non è una controllata non operativa di una compagnia straniera(7).
Nel caso in questione, la Commissione ritiene che tale disposizione debba essere interpretata nel senso che impone al proprietario l'obbligo di risiedere nella Polinesia francese. Dato che gli investitori risiedevano in Francia e l'operatore era registrato a Parigi, la Commissione esprimeva dei dubbi sulla compatibilità dell'aiuto previsto con i criteri dell'OCSE.
Oltre a ciò, mentre il turismo è un settore prioritario sul piano dello sviluppo nella regione del Pacifico, alla luce delle condizioni particolari della sua applicazione, la Commissione non era convinta che il progetto avesse un'effettiva finalità di "sviluppo". La finalità di "sviluppo" dell'aiuto in questione alla Polinesia francese sembrava limitata in quanto i beneficiari immediati dell'aiuto erano gli investitori che godevano di un'esenzione fiscale. In altri termini, i beneficiari dell'aiuto quantificabile non risiederebbero sul territorio in via di sviluppo. Gli unici vantaggi che ne trarrebbe la Polinesia francese sarebbero gli eventuali passeggeri supplementari che visitano il territorio, e il guadagno proverrebbe principalmente dalle spese dei turisti in visita alle isole, fatto che ha tra l'altro un impatto favorevole sull'occupazione locale.
Inoltre, la Commissione non era convinta che la redditività del progetto fosse di modesta entità, come indicato nella stima, dato che le imprese private francesi investirebbero i loro profitti nelle navi. Un investitore non impegna, logicamente, dei capitali in un progetto se non pensa di ricavarne un profitto.
La Commissione ha pertanto avviato il procedimento poiché a questo stadio dell'esame non era chiaro se fossero soddisfatti i criteri dell'OSCE e se potesse essere verificata l'esistenza della finalità di "sviluppo".
III. OSSERVAZIONI DELLA FRANCIA
Nel corso del procedimento, la Francia ha dichiarato che la Commissione aveva approvato l'applicazione della legge Pons a progetti analoghi. La Commissione aveva accettato, in passato, di non rimettere in questione tali progetti gestiti in un territorio d'oltremare. Di conseguenza, per il procedimento analogo avviato nel 1995, la Commissione indicava nella sua lettera SG(97) D/500 del 23 gennaio 1997 che l'applicazione della legge era limitata solo per le navi destinate ai dipartimenti d'oltremare. Pertanto delle navi come il "Club Med II" o, più recentemente, il "Paul Gauguin" potranno continuare a beneficiare del regime di cui all'articolo 4, paragrafo 7, della direttiva sulla costruzione navale quando saranno assegnate principalmente ai territori d'oltremare.
Il vero scopo della legge Pons era aiutare le società d'oltremare a sviluppare le loro attività, per compensare gli svantaggi specifici che si trovano ad affrontare (insularità nel caso della Polinesia francese). L'aiuto permette agli investitori di raggrupparsi in una coproprietà che mette le navi a disposizione dell'esercente. La società RF, domiciliata a Parigi, noleggia le navi degli investitori per gestirli nella Polinesia francese per almeno cinque anni (sette anni a decorrere dall'ordinazione). Inoltre, RF si è impegnata presso gli investitori a riacquistare le navi al termine di questo periodo. Il rendimento è legato a provvedimenti di carattere fiscale in quanto il beneficio dell'aiuto è trasferito alla società che gestisce le navi, che ne è il beneficiario reale. Questa manovra permette di retrocedere effettivamente l'aiuto fiscale alla società gerente.
Inizialmente si era previsto che RF fosse domiciliata in Francia (territorio metropolitano) per garantire una sicurezza maggiore agli investitori, che contrattano quindi con un'impresa stabilita sul territorio metropolitano. Questa elezione di domicilio non incide assolutamente sul fatto che le navi siano effettivamente gestite nella Polinesia francese. Tuttavia la Francia ha confermato alla Commissione che il domicilio operativo della società RF verrebbe trasferito nella Polinesia francese; trasferimento che necessiterebbe comunque un periodo di tre mesi, ma che sarebbe precedente all'entrata in servizio della prima nave, prevista per luglio 1999. Questa nuova società non avrà una sede nella Francia metropolitana e RF opererà solo come società madre depositaria dei titoli.
La Francia obietta inoltre che la gestione delle navi avrebbe un impatto favorevole sullo sviluppo economico della Polinesia francese. Nel programma strategico della Polinesia francese adottato dal governo di questo territorio per il periodo 1996-2005 il turismo è un punto prioritario. Al termine del periodo, deve apportare risorse nette dell'ordine di 3 miliardi di FRF all'anno. In tale contesto, il potenziale sviluppo delle crociere nella Polinesia francese è molto importante in considerazione dei 4 milioni di km2 di oceano entro i quali è situata e dell'esistenza di centinaia di isole o isolotti di configurazione estremamente variata.
Le crociere previste da RF si prestano agli obiettivi ricercati dal governo della Polinesia francese, in quanto comprendono soggiorni a terra in alberghi e scali, dove intervengono fornitori locali. Gli organizzatori hanno già effettuato tre missioni preparatorie per reperire i punti di scalo, garantire il collegamento con gli operatori locali e studiare il ritmo migliore di visite per ciascuna isola, onde costituire dei gruppi di persone di dimensioni ragionevoli che consentano di rispettare l'ambiente. L'infrastruttura attuale, tenuto conto degli assetti complementari previsti entro due anni dalle autorità locali, sembra compatibile con la dimensione delle navi al momento della loro entrata in servizio.
Il programma stabilito dagli organizzatori per le escursioni valuta le spese a [(...)](8) di FRF all'anno, per nave. Queste previsioni coincidono con le vendite di escursioni a terra realizzate nel corso di crociere alle Seicelle con delle navi appartenenti alla casa madre RF. Vanno aggiunti circa [(...)](9) di FRF all'anno di spese di trasferimenti aerei e spese, per un importo equivalente, effettuate dai passeggeri per acquisti locali (souvenir, artigianato, fiori, ristorazione, ecc.). Una parte considerevole delle spese di gestione di RF (spese portuali, approvvigionamenti, spese di manutenzione locale, ecc.) andrà peraltro al territorio. Sulla base dei conti di gestione, si può dire che le spese di questo tipo, che avvantaggeranno il territorio, sono pari a circa [(...)](10) di FRF all'anno, per nave. Riassumendo, i vantaggi economici per la Polinesia francese si possono valutare a circa 145 milioni di FRF all'anno, per nave.
Infine, la Francia fa rilevare il numero di posti di lavoro creati nel territorio in seguito all'arrivo di queste navi. Oltre ai posti sulle navi o a terra creati dall'armatore, vale a dire una quarantina di persone, si conteranno infatti quelli prodotti dalle varie sistemazioni turistiche, dall'accoglienza e dalle varie attività organizzate, turistiche, folcloristiche e artigianali, nonché quelli indotti, in campo agroalimentare, dall'acquisto di prodotti sul mercato locale. In totale, con l'entrata in servizio di queste navi si valutano i posti di lavoro diretti e indiretti a 852.
IV. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
L'articolo 4, paragrafo 7, della direttiva sulla costruzione navale precisa che gli aiuti concessi come aiuti allo sviluppo ad un paese in via di sviluppo non sono soggetti a massimale. Possono essere considerati compatibili con il mercato comune se sono conformi alle disposizioni adottate all'uopo dal gruppo di lavoro n. 6 dell'OCSE nell'accordo concernente l'interpretazione degli articoli 6, 7 e 8 dell'accordo sui crediti all'esportazione delle navi, nonché nelle clausole aggiuntive o rettificative di tale accordo. Qualsiasi progetto di aiuto individuale di questo tipo deve essere notificato previamente alla Commissione che verifica la finalità specifica di "sviluppo" dell'aiuto in questione e si assicura che tale aiuto rientri nel campo d'applicazione dell'accordo precitato.
Come la Commissione ha fatto sapere agli Stati membri con lettera SG(89) D/311 del 3 gennaio 1989, i progetti di aiuto allo sviluppo devono soddisfare i seguenti criteri dell'OCSE:
1) l'aiuto non deve essere concesso per la costruzione di navi destinate a operare sotto bandiera di comodo;
2) se l'aiuto non può essere considerato un aiuto pubblico allo sviluppo nel quadro dell'OCSE il donatore dell'aiuto deve confermare che questo è accordato in virtù di un accordo intergovernativo;
3) il donatore dell'aiuto deve dare garanzie appropriate che il proprietario reale risiede nel paese beneficiario e che l'impresa beneficiaria non è una controllata non operativa di una compagnia straniera;
4) il beneficiario deve impegnarsi a non vendere la nave senza l'autorizzazione dei pubblici poteri.
Inoltre, l'aiuto concesso deve comportare una percentuale di "dono" di almeno il 25 %.
Nella lettera agli Stati membri SG(97) D/4333 del 10 giugno 1997, la Commissione ha fornito un elenco aggiornato dei paesi che possono beneficiare di un aiuto allo sviluppo conformemente alla direttiva sulla costruzione navale.
Basandosi sulla notifica e sulle osservazioni presentate dalla Francia nel corso della procedura, la Commissione ritiene che nel caso in questione tutte le condizioni in materia di sviluppo fissate nelle lettere SG(89) D/311 del 3 gennaio 1989 e SG(97) D/4333 del 10 giugno 1997 sono soddisfatte.
1) Le navi sono gestite sotto bandiera francese, che non è una bandiera di comodo.
2) La Polinesia francese figura nell'allegato della lettera SG(97) D/4333 del 10 giugno 1997 relativa ai paesi che possono fruire di un aiuto allo sviluppo.
3) La Commissione ammette le argomentazioni sviluppate dalla Francia, secondo cui RF è il beneficiario reale dell'aiuto e, dato che RF è obbligata a riacquistare le navi, può esserne considerata il proprietario effettivo. D'altra parte, ammettendo che i proprietari attuali sono degli investitori francesi, questi possono essere domiciliati in qualsiasi territorio francese nel mondo. Oltre a ciò, se, come la Francia precisa, RF sarà registrata nella Polinesia francese, il proprietario può essere considerato residente su questo territorio. Inoltre, RF non è una controllata non operativa di un'impresa straniera.
4) L'operatore è tenuto a gestire le navi nella Polinesia francese per almeno cinque anni (sette anni a decorrere dall'ordinazione). Dato che RF si è impegnata nei confronti delle autorità francesi a gestire la navi nella Polinesia francese, queste non possono essere vendute all'insaputa del governo francese.
Inoltre, il livello di "dono" OCSE supera il minimo richiesto del 25 %.
Per quanto riguarda la finalità di "sviluppo" del progetto, la Commissione riconosce l'importanza di uno sviluppo del turismo nella Polinesia francese. Essa non ha trovato informazioni che confermano ciò che inizialmente temeva, vale a dire che la redditività delle navi sia inferiore a quanto prevedeva la Francia. La Francia ha precisato che gli investimenti sarebbero vantaggiosi per gli investitori, benché la società gerente si attenda una perdita nei primi cinque anni.
Oltre a ciò, sulla base dell'analisi effettuata dalla Francia e dalla quale emergono degli effetti economici globali per la Polinesia francese pari a 300 milioni di FRF all'anno, oltre alla creazione di oltre 800 posti di lavoro, la Commissione è certa che le navi apporteranno un contributo significativo allo sviluppo economico e avranno un'incidenza positiva sull'occupazione. La Commissione ritiene peraltro che l'aiuto sia necessario perché, in mancanza di esso, le navi non sarebbero probabilmente gestite nella Polinesia francese. In primo luogo, RF non sarà obbligata a gestirle in questa regione. In secondo luogo, le modeste prospettive di guadagno nella Polinesia francese incoraggerebbero la società gerente a metterle in servizio altrove. Infine, dato che "Renaissance Cruise Inc." è già attiva verso altre destinazioni, potrebbe adattare i suoi programmi e gestire le navi là dove può attendersi un rendimento superiore. Per questa ragione la Commissione ritiene che l'aiuto sia necessario affinché queste navi siano effettivamente gestite nella Polinesia francese e contribuiscano in tal modo allo sviluppo del territorio.
È evidente che se le navi non sono gestite nella Polinesia francese non produrranno alcuno sviluppo economico in questo territorio. Di conseguenza è essenziale che l'aiuto sia legato alla condizione che queste navi siano messe in servizio nella Polinesia francese. La Francia si è impegnata affinché siano gestite esclusivamente in questo territorio per almeno cinque anni. La Commissione ha deciso di subordinare l'approvazione dell'aiuto a questa condizione affinché la finalità di "sviluppo" del progetto non sia rimesso in questione.
Va notato che, se questa decisione non è rispettata e quindi l'aiuto non può essere considerato conforme all'articolo 4, paragrafo 7, della direttiva sulla costruzione navale, l'aiuto dovrà essere allora considerato come un aiuto ai cantieri. In questo caso, la Commissione ordinerà alla Francia di recuperare l'aiuto presso il cantiere. Inoltre, il fatto che la Commissione abbia approvato dei progetti in passato, quando il medesimo regime è stato applicato per accordare degli aiuti allo sviluppo a territori francesi, non la esime dall'obbligo di verificare se l'applicazione alla costruzione navale sia conforme alle norme relative agli aiuti di Stato alla costruzione navale.
V. CONCLUSIONI
Considerato quanto precede, la notificazione e le osservazioni presentate dalla Francia nel corso del procedimento hanno permesso di fugare i dubbi che avevano indotto la Commissione ad avviare il procedimento stesso. Con riserva del trasferimento della residenza di RF da Parigi alla Polinesia francese e dell'utilizzazione esclusiva delle navi in questo territorio per almeno cinque anni, la Commissione ritiene che l'aiuto sia conforme all'articolo 4, paragrafo 7, della direttiva sulla costruzione navale,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto che la Francia intende accordare sotto forma di vantaggi fiscali legati alla vendita da parte degli "Chantiers de l'Atlantique" di due navi e la cui intensità è pari, secondo la notificazione, al 41,6 %, è compatibile con il mercato comune con riserva delle condizioni enunciate all'articolo 2.
Articolo 2
La Francia provvede affinché l'impresa "Renaissance Financial" sia registrata nella Polinesia francese anteriormente alla fornitura della prima delle due navi. Inoltre, le navi devono essere gestite unicamente nella Polinesia francese per almeno cinque anni.
Articolo 3
La Francia informa la Commissione, entro i due mesi dalla notificazione della presente decisione, delle misure prese per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 30 marzo 1999.

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