Document ID: 31997D0873

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 12 dicembre 1997 relativa a una procedura in applicazione dell'articolo 83 del trattato Euratom (XVII-06-ENUSA Juzbado) (Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede) (97/873/Euratom)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, ed in particolare l'articolo 83,
visto che la Empresa Nacional del Uranio SA (Spagna) ha avuto l'opportunità di esprimere il proprio punto di vista sulle obiezioni sollevate dalla Commissione,
considerando quanto segue:
I. I FATTI
La presente decisione riguarda l'esportazione non dichiarata di materie nucleari dalla Spagna verso gli Stati Uniti d'America effettuata dalla Empresa Nacional del Uranio SA, in appresso denominata «ENUSA», nel corso del mese di febbraio 1997.
L'ENUSA gestisce un impianto di fabbricazione di combustibile nucleare, «Fábrica de Elementos Combustibles de Juzbado», situato in Juzbado, Salamanca (Spagna). Le materie nucleari utilizzate per questa attività industriale vengono ricevute sotto forma di polveri di biossido di uranio, che viene trasportato dai fornitori a Juzbado in fusti che, dopo essere stati vuotati, vengono rispediti al fornitore. Un fornitore regolare di detto biossido di uranio è, tra gli altri, la General Electric di Wilmington, North-Carolina (USA), in appresso denominata «GE».
In seguito a una lettera del 19 marzo 1997 inviata dall'ENUSA alla direzione «Controllo di sicurezza Euratom» della Commissione, che recava in allegato una relazione dell'ENUSA sull'incidente oggetto della presente decisione, nonché dell'audizione tenutasi a Lussemburgo presso gli uffici della Commissione il 16 aprile 1997, si sono potuti appurare i seguenti fatti su cui l'ENUSA e la Commissione concordano:
- nel mese di dicembre 1996, sei fusti contenenti 13 kg di uranio naturale, 65 826 g di uranio arricchito al 3,95 % e 3 675 g di uranio arricchito al 4,4 % dovevano essere depositati presso l'installazione. L'area destinata allo stoccaggio era la stessa in cui l'ENUSA depositava abitualmente i fusti pieni ricevuti dai suoi fornitori di biossido d'uranio, e la stessa in cui tali fusti vengono raccolti dopo essere stati svuotati per essere rispediti al fornitore originale.
- visto che quest'area di stoccaggio si trova al di fuori della zona controllata, i sei fusti dovevano essere imballati, cosa che è stata fatta in modo molto simile a quello in cui i fusti vuoti vengono imballati anche per le spedizioni: lo stesso tipo di contenitori per il trasporto (tre in totale) sono stati utilizzati per questo scopo.
- conformemente alle procedure interne, questi tre contenitori di trasporto pieni avrebbero dovuto essere idoneamente etichettati e sigillati per indicare chiaramente che essi contenevano materie nucleari e non erano vuoti. Inoltre, il trasferimento all'area di stoccaggio avrebbe dovuto essere registrato nel computer dell'impianto. In questo caso tuttavia, i sigilli sono stati correttamente apposti, ma nessuna etichetta è stata applicata sui contenitori di trasporto e anche il trasferimento all'area di stoccaggio non era stato registrato.
- come risultato, i tre contenitori di trasporto pieni si trovano nello stesso locale dei contenitori vuoti, che è lo stesso locale in cui vengono organizzate le spedizioni dei contenitori vuoti. I tre contenitori pieni succitati potevano pertanto essere distinti da quelli vuoti solo per un piccolo sigillo, altrimenti l'apparenza esterna era identica.
- durante questo periodo è stato effettuato un controllo dell'esistenza fisica di articoli contenenti materie nucleari, in accordo con le procedure interne di controllo. Questo controllo ha rivelato che i sei fusti in questione mancavano dalla zona di trattamento. Di conseguenza, l'impiegato responsabile ha cancellato le sei voci dall'inventario, operazione che era autorizzato ad effettuare. Egli non ha pertanto notificato oltre quanto constatato.
- quando, il 20 gennaio 1997, è stata organizzata una normale spedizione di ritorno di 150 contenitori di fusti vuoti alla GE, non si è notato che questi tre contenitori non erano vuoti. Le procedure interne richiedevano un controllo radiologico di ciascun contenitore, ma questa misurazione dell'operatore non ha rivelato la presenza di alcuna materia nucleare. Non si è notato che il fenomeno dei contenitori sigillati senza etichette costituiva una situazione irregolare dal punto di vista procedurale, e i numeri dei sigilli non sono stati né controllati né notificati.
- i tre contenitori pieni sono stati spediti insieme a quelli vuoti alla GE il 5 febbraio 1997.
- in seguito al loro ricevimento, il 7 marzo 1997, la GE ha notato che alcuni dei contenitori non erano vuoti e ha notificato il fatto all'ENUSA. L'ENUSA ha immediatamente avviato un'inchiesta; un primo risultato ha confermato l'esistenza di un errore di spedizione.
- l'8 marzo 1997 l'ENUSA ha informato dei fatti la direzione «Controllo di sicurezza» della Commissione.
- il 19 marzo 1997 l'ENUSA ha presentato alla direzione «Controllo di sicurezza» della Commissione una relazione speciale come previsto dal paragrafo 4.2 delle disposizioni particolari di sicurezza.
II. VALUTAZIONE GIURIDICA
A. Disposizioni giuridiche
A motivo delle attività svolte, l'ENUSA è un'impresa ai sensi dell'articolo 196, lettera b) del trattato. A tale titolo essa è assoggettata alle disposizioni del capitolo 7, titolo II, di detto trattato, nonché alle disposizioni del regolamento (Euratom) n. 3227/76 della Commissione, del 19 ottobre 1976, relativo all'applicazione delle disposizioni sul controllo di sicurezza dell'Euratom (1), modificato da ultimo dal regolamento (Euratom) n. 2130/93 (2) e dalla decisione della Commissione, del 23 marzo 1995, che stabilisce le disposizioni particolari sul controllo relativo a tale impresa.
In conformità dell'articolo 77 del trattato, la Commissione deve accertarsi che, nei territori degli Stati membri:
a) minerali, materie grezze e materie fissili speciali non siano distolti dagli usi ai quali i loro utilizzatori hanno dichiarato di destinarli;
b) siano osservate le disposizioni relative all'approvvigionamento e qualsiasi impegno particolare relativo al controllo assunto dalla Comunità in virtù di un accordo concluso con uno Stato terzo o con un'organizzazione internazionale.
Inoltre la Commissione esige, in conformità dell'articolo 79 del trattato, la tenuta e la presentazione di specifiche delle operazioni, al fine di permettere la contabilità relativa ai minerali, materie grezze e materie fissili speciali, utilizzati o prodotti. Gli stessi obblighi sussistono per le materie grezze e le materie fissili speciali trasportate.
In forza dell'articolo 10 del regolamento (Euratom) n. 3227/76, l'impresa deve redigere specifiche contabili che mettano in evidenza per ogni area di bilancio materie, tra l'altro, tutte le variazioni di inventario, al fine di consentire in qualsiasi momento la determinazione dell'inventario contabile.
In tal modo, per tutte le variazioni d'inventario, i documenti contabili contengono, per ogni partita di materie nucleari, i dati di identificazione delle materie, i dati riguardanti la partita e i dati fonte. Essi precisano separatamente, per ogni partita di materie nucleari, le quantità di uranio, di torio e di plutonio. Essi indicano inoltre, per ogni variazione d'inventario, la data della variazione e, se del caso, l'area di bilancio materie di spedizione e l'area di bilancio materie di destinazione e il destinatario.
L'articolo 11 del regolamento (Euratom) n. 3227/76 stabilisce che le specifiche delle operazioni indicano per ogni area di bilancio materie, tra l'altro, i dati di esercizio usati per determinare le variazioni della quantità e della composizione delle materie nucleari.
Infine, per quanto riguarda le esportazioni, l'articolo 24 del regolamento (Euratom) n. 3227/76 dispone quanto indicato in appresso:
a) le persone e le imprese notificano preventivamente alla Commissione ogni esportazione di materie grezze o di materie fissili speciali. La notifica preventiva è tuttavia richiesta soltanto:
i) se la spedizione è superiore a un chilo effettivo (3);
ii) se le disposizioni particolari sul controllo lo prescrivono, nel caso di impianti che trasferiscono normalmente considerevoli quantità di materie in uno stesso Stato, anche se nessuna spedizione singola è superiore a un chilo effettivo;
b) la notifica è effettuata dopo la conclusione del contratto relativo al trasferimento e comunque in modo da pervenire alla Commissione otto giorni lavorativi prima che le materie siano preparate per la spedizione;
c) la notifica va effettuata conformemente al formulario riprodotto nell'allegato V del regolamento suddetto.
Per quanto riguarda le condizioni alle quali va richiesta la notifica preventiva nel corso di un'operazione di entrata e di uscita, le disposizioni particolari sul controllo per l'ENUSA, fissate con la decisione del 23 marzo 1995, prevedono che siano altresì richieste notifiche preventive per le esportazioni inferiori a un chilo effettivo.
Oltre a detta notifica e allo scopo di consentire in particolare controlli incrociati, il regolamento (Euratom) n. 3227/76 prevede all'articolo 32 che ogni persona o impresa che, nei territori degli Stati membri, trasporti materie grezze o materie fissili speciali ovvero detenga temporaneamente queste materie durante il trasporto, può riceverle o consegnarle soltanto dietro rilascio di una ricevuta debitamente firmata e datata. La ricevuta deve indicare il nome di colui che consegna tali materie e di colui che le riceve, le quantità trasportate, la natura, la forma e la composizione delle stesse.
B. Infrazioni constatate
Dall'esame dei fatti ammessi dall'impresa ENUSA, risulta che l'esportazione non dichiarata di materie nucleari verso gli Stati Uniti ha comportato le seguenti infrazioni:
1) Violazione delle disposizioni riguardanti la registrazione delle variazioni di inventario previste all'articolo 10, lettera a) del regolamento (Euratom) n. 3227/76.
2) Violazione delle disposizioni di cui all'articolo 11, lettera a) del suddetto regolamento, in particolare per quanto riguarda i dati operativi usati per stabilire le variazioni delle quantità e la composizione delle materie nucleari.
3) Omessa notifica preventiva di un'esportazione prevista dall'articolo 24 del medesimo regolamento in connessione con il codice 1.3.2 delle disposizioni particolari sul controllo.
Va infine constatato un'infrazione dell'articolo 32 del medesimo regolamento. Non essendo stato informato dall'ENUSA delle quantità, della natura, della forma e della composizione delle materie nucleari, il trasportatore non ha potuto rilasciare la ricevuta atta a consentire i controlli.
C. Sanzione applicabile
Ai sensi dell'articolo 83, paragrafo 1 del trattato, in caso di infrazione da parte delle persone o delle imprese agli obblighi loro imposti, la Commissione può irrogare sanzioni nei loro confronti.
Tali sanzioni sono, in ordine di gravità:
a) il richiamo;
b) la revoca di vantaggi particolari, quali l'assistenza finanziaria o l'aiuto tecnico;
c) un provvedimento che ponga l'impresa, per un periodo massimo di quattro mesi, sotto l'amministrazione di una persona o di un collegio designati di comune accordo dalla Commissione e dallo Stato cui appartiene l'impresa;
d) il ritiro totale o parziale delle materie grezze o materie fissili speciali.
Poiché il criterio determinante per l'applicazione di tale articolo è costituito dalla gravità dell'infrazione commessa, è necessario determinare in primo luogo la natura delle violazioni constatate, sia dal punto di vista oggettivo che soggettivo.
Da un punto di vista oggettivo risulta che le disposizioni violate costituiscono elementi essenziali della normativa comunitaria in materia di controllo di sicurezza, il cui rispetto è indispensabile ai fini della realizzazione dell'obiettivo di cui all'articolo 77 del trattato.
I fatti constatati hanno inoltre messo la Commissione nell'impossibilità di assolvere il compito affidatole dall'articolo 2, lettera e) del trattato, ovvero «garantire mediante adeguati controlli, che le materie nucleari non vengano distolte dalle finalità cui sono destinate».
Va osservato a questo proposito che la Commissione attribuisce un'importanza tutta particolare al controllo delle esportazioni di materie nucleari, in specie nei casi in cui esse potrebbero essere facilmente arricchite a tassi di valore strategico.
Sotto il profilo soggettivo giova anche osservare che il comportamento addebitato non era intenzionale e non può pertanto essere assimilato a uno storno. Inoltre, gli ispettori della Commissione hanno stabilito che i fatti constatati sono primariamente il risultato dell'inosservanza di procedure di lavoro interne dovute ad errore umano di singoli dipendenti dell'ENUSA. Queste procedure di lavoro possono essere migliorate ulteriormente. Giova tuttavia notare che, se esse fossero state correttamente seguite, i fatti constatati non si sarebbero verificati.
Si osserva tuttavia che non si sono verificati problemi sostanziali, poiché la Commissione ha iniziato ad applicare controlli di sicurezza all'installazione fin dal 1986. Negli inventari annuali di verifica delle materie detenute sono state riscontrate solo differenze minime tra l'inventario fisico e l'inventario contabile. L'operatore ha sempre e coerentemente dimostrato un atteggiamento di attenzione e di consapevolezza quanto alle disposizioni e ai controlli in materia di sicurezza.
Nel valutare i fattori oggettivi e soggettivi di cui sopra, la Commissione ritiene che le infrazioni dell'ENUSA sono tali da giustificare una sanzione.
Considerate le circostanze, e in particolare che non vi sono stati benefici speciali per l'ENUSA, quali assistenza finanziaria o tecnica, la Commissione ritiene che la sanzione appropriata da imporre è quella prevista dall'articolo 83, paragrafo 1, lettera a) del trattato.
Il richiamo della Commissione deve pertanto definire le azioni che l'ENUSA deve intraprendere per garantire che in futuro non si verifichino più eventi di tale natura, tanto più che l'ENUSA esegue dette operazioni di trasferimento in contenitori su base regolare e intende continuare questa attività.
A questo scopo, l'ENUSA presenterà alla Commissione, entro tre mesi dall'emissione del presente richiamo, una relazione sulle azioni intraprese nei seguenti campi:
1) procedure di formazione del personale;
2) definizione dei diritti di accesso al sistema informatico usato per la contabilità delle materie nucleari;
3) disposizioni interne necessarie per identificare correttamente e distinguere i contenitori vuoti da quelli pieni;
4) procedure e gli strumenti pratici usati per le verifiche fisiche del materiale in entrata e in uscita;
5) documentazione e idonea applicazione di qualsiasi modifica e miglioramento dei punti da 1 a 4.
Inoltre, gli ispettori della Commissione dovranno essere in grado di verificare l'attuazione di ogni singolo punto delle suddette azioni attraverso una o più ispezioni, al fine di redigere una relazione di valutazione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La «Empresa Nacional del Uranio SA» ha violato l'articolo 79 del trattato Euratom, come attuato dagli articoli 10, 11 e 24 del regolamento (Euratom) n. 3227/76, nonché il codice 3.1.2 della decisione della Commissione, del 23 marzo 1995, sulle disposizioni particolari di controllo, per effetto:
a) dell'omessa notifica preventiva di un'esportazione;
b) del mancato rispetto delle disposizioni vigenti in materia di registrazione delle variazioni di inventario;
c) del mancato rispetto delle disposizioni vigenti in materia di elaborazione di specifiche delle operazioni riguardanti le variazioni delle quantità e le variazioni della composizione delle materie nucleari.
Articolo 2
1. La Commissione emette un richiamo a carico della Empresa Nacional del Uranio SA.
2. Il richiamo è emesso con la condizione che venga ovviato alle infrazioni elencate nell'articolo 1, in modo che non si possano ripetere durante le operazioni future.
3. Sulla base dei rapporti di cui all'articolo 3 e delle proprie verifiche, la Commissione valuterà l'osservanza da parte della Empresa Nacional del Uranio SA delle disposizioni di cui al paragrafo 2.
4. Qualora la Empresa Nacional del Uranio SA non fornisca alla Commissione il rapporto di cui all'articolo 3, paragrafo 1 o se non venisse ovviato ad una qualsiasi delle infrazioni di cui all'articolo 1, la Commissione potrà prendere in considerazione l'imposizione di un'ulteriore sanzione.
Articolo 3
1. Le Empresa Nacional del Uranio SA fornirà alla Commissione entro tre mesi dalla notifica della presente decisione, un rapporto con la descrizione delle misure intese a porre rimedio alle infrazioni di cui all'articolo 1, e inoltre nei seguenti campi:
a) procedure di formazione del personale;
b) definizione dei diritti di accesso al sistema informatico usato per la contabilità delle materie nucleari;
c) disposizioni interne necessarie per identificare correttamente e distinguere tra containers vuoti e pieni;
d) procedure e gli strumenti pratici usati per le verifiche fisiche del materiale in entrata e in uscita;
e) documentazione e idonea applicazione di qualsiasi modifica e miglioramento dei punti da a) a d).
2. In seguito al ricevimento del suddetto rapporto, gli ispettori della Commissione verificheranno presso la Empresa Nacional del Uranio SA l'applicazione dei punti da a) ad e) del paragrafo 1. La valutazione della Commissione di cui all'articolo 2, paragrafo 3 si baserà sulle suddette verifiche.
3. La Empresa Nacional del Uranio SA garantirà agli ispettori della Commissione, oltre ai loro diritti stabiliti dal trattato, l'accesso a tutti i documenti, uffici e personale per garantire che le verifiche menzionate al paragrafo 2 siano portate a termine.
Articolo 4
1. La Empresa Nacional del Uranio SA Ctra. Salamanca-Ledesma Km 26, Apdo. Correos 358, E-37080 Juzbado (Salamanca) è destinataria della presente decisione.
2. La presente decisione verrà comunicata alla Spagna.
Fatto a Bruxelles, il 12 dicembre 1997.

Labels: 3
15
14
18