Document ID: 31998D0256

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 16 marzo 1998 che stabilisce misure d'emergenza in materia di protezione contro l'encefalopatia spongiforme bovina, modifica la decisione 94/474/CE e abroga la decisione 96/239/CE (98/256/CE)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l'articolo 10, paragrafo 4,
vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell'11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili agli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (2), in particolare l'articolo 9, paragrafo 4,
vista la proposta della Commissione,
(1) considerando che nuovi dati pubblicati nel Regno Unito hanno dato un ulteriore avallo all'ipotesi che esista un nesso tra l'esposizione all'agente dell'encefalopatia spongiforme bovina (BSE) e la nuova variante della malattia di Creutzfeldt-Jacob nell'uomo; che il 16 settembre 1997 il comitato consultivo britannico per le encefalopatie spongiformi (SEAC) è giunto alla conclusione che recenti ricerche hanno fornito nuove e convincenti prove che l'agente della BSE è identico a quello della nuova variante della malattia di Creutzfeldt-Jacob nell'uomo; che il 18 settembre 1997 il comitato consultivo per le sostanze patogene pericolose (ACDP) ha affermato che l'agente della BSE dovrebbe essere classificato tra gli agenti patogeni per l'uomo;
(2) considerando che, date le circostanze e quale misura d'emergenza, occorre provvisoriamente vietare la spedizione dal Regno Unito verso altri Stati membri di tutti i bovini e di tutti i prodotti consistenti integralmente o parzialmente di materiali ottenuti da bovini macellati nel Regno Unito o contenenti detti materiali e tali da poter entrare nella catena alimentare umana o animale oppure destinati ad essere utilizzati in prodotti cosmetici, farmaceutici o medici; che, per evitare distorsioni commerciali, il medesimo divieto va applicato anche alle esportazioni verso i paesi terzi;
(3) considerando che, al fine di tutelare la salute dell'uomo e degli animali nella Comunità, la Commissione ha adottato la decisione 94/474/CE, del 27 luglio 1994, che stabilisce misure di protezione contro l'encefalopatia spongiforme bovina ed abroga le decisioni 89/469/CEE e 90/200/CEE (3), la decisione 92/290/CEE, del 14 maggio 1992, recante misure di protezione contro l'encefalopatia spongiforme bovina (BSE) nel Regno Unito (4), la decisione 94/381/CE, del 27 giugno 1994, concernente misure di protezione per quanto riguarda l'encefalopatia spongiforme bovina e la somministrazione, con la dieta, di proteina derivata da mammiferi (5), e la decisione 96/449/CE, del 18 luglio 1996, relativa all'ammissione di sistemi alternativi di trattamento termico per la trasformazione di rifiuti di origine animale derivanti da ruminanti, ai fini dell'inattivazione degli agenti dell'encefalopatia spongiforme (6);
(4) considerando che il Regno Unito ha adottato misure a seguito della pubblicazione di informazioni circa alcuni casi della malattia di Creutzfeldt-Jacob sul suo territorio;
(5) considerando che il Regno Unito ha vietato l'uso di farine di carne e di ossa di mammiferi per l'alimentazione degli animali d'azienda, indipendentemente dall'origine di tali farine; che occorre precisare che non possono essere spediti dal Regno Unito le farine di carne e di ossa di mammiferi, nonché i mangimi per animali d'azienda e i fertilizzanti contenenti dette farine, che per loro natura potrebbero entrare nella catena alimentare animale;
(6) considerando che si ritiene sia basso il rischio che encefalopatie spongiformi trasmissibili (EST) possano entrare nella catena alimentare umana o animale a seguito del consumo di proteine ottenute da carnivori domestici; che tale rischio può essere ulteriormente ridotto prescrivendo che i carnivori domestici non siano alimentati con farine di carne e di ossa di mammiferi originarie del Regno Unito; che è pertanto opportuno che gli alimenti per carnivori domestici prodotti nel Regno Unito ma non contenenti farine di carne e di ossa di mammiferi originarie di tale paese possano essere spediti dal territorio di quest'ultimo verso altri Stati membri o paesi terzi;
(7) considerando che il Regno Unito ha adottato misure per la distruzione di determinati tessuti bovini;
(8) considerando che la decisione 96/239/CE della Commissione, del 27 marzo 1996, relativa a misure d'emergenza in materia di protezione contro l'encefalopatia spongiforme bovina (7), prima di essere modificata dalla decisione 96/362/CE (8), aveva vietato la spedizione dal Regno Unito verso altri Stati membri e paesi terzi, in particolare, di sperma bovino e di alcuni altri prodotti ottenuti da bovini macellati nel Regno Unito e che possono entrare nella catena alimentare animale o umana, nonché di materiali destinati ad essere utilizzati in prodotti medici, farmaceutici o cosmetici;
(9) considerando che il comitato scientifico veterinario è stato consultato il 18 aprile 1996 e il 26 aprile 1996; che in base al parere espresso da tale comitato, lo sperma bovino non presenta pericoli per la salute degli animali con riguardo alla BSE;
(10) considerando che il comitato scientifico di cosmetologia è consultato l'11 aprile 1996 sulla sicurezza di alcuni prodotti di origine bovina; che il comitato di collegamento delle associazioni europee dell'industria della profumeria e della cosmesi (Colipa) ha raccomandato ai propri membri di non utilizzare materiali di base ottenuti da bovini del Regno Unito; che tale comitato ha dichiarato che i propri membri seguono tale raccomandazione; che la ventesima direttiva 97/1/CE della Commissione, del 10 gennaio 1997, recante adeguamento al progresso tecnico degli allegati II, III, VI e VII della direttiva 76/768/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai prodotti cosmetici (9), ha temporaneamente vietato di immettere sul mercato prodotti cosmetici contenenti taluni tessuti e fluidi;
(11) considerando che il comitato scientifico dell'alimentazione umana è stato consultato il 15 aprile 1996 sulla sicurezza di alcuni prodotti di origine bovina;
(12) considerando che il comitato per le specialità farmaceutiche è stato consultato il 16 aprile 1996; che sono già state adottate misure relative alle fonti del materiale e al suo trattamento nel settore farmaceutico; che tutte le specialità farmaceutiche sono sottoposte, prima dell'immissione sul mercato, ad un procedimento di approvazione nel cui ambito viene valutato il trattamento di tutte le materie prime; che, su richiesta dell'Agenzia europea di valutazione dei medicinali, tutti i titolari di un'autorizzazione comunitaria di immissione sul mercato, o i richiedenti che hanno ottenuto il parere favorevole del comitato per le specialità medicinali o del comitato per i medicinali veterinari, hanno confermato che i prodotti in questione non contengono tessuti bovini originari del Regno Unito;
(13) considerando che successivamente sono state rese disponibili informazioni supplementari per consentire una valutazione più completa dei rischi; che su tale base, il 26 aprile 1996 il comitato scientifico veterinario ha concluso che la scelta di fonti adeguate dei materiali di origine bovina utilizzati e l'applicazione di norme minime di lavorazione che siano risultate efficaci per inattivare l'agente della BSE offrono assieme buone garanzie sulla sicurezza di questi materiali a fini alimentari o cosmetici; che, di conseguenza, il comitato scientifico veterinario ha raccomandato parametri di sicurezza per l'elaborazione di questi materiali, che sono pertanto considerati sicuri;
(14) considerando che la Commissione ha conseguentemente ritenuto che alcuni prodotti, quali la gelatina e il sego, fossero sicuri;
(15) considerando che il Regno Unito ha introdotto nel 1988 una norma che prevedeva la completa distruzione degli animali colpiti da BSE; che il Consiglio, nella riunione del 1°, 2 e 3 aprile 1996, ha concluso che i bovini di età superiore ai 30 mesi non possono entrare nella catena alimentare umana o animale né essere utilizzati in prodotti farmaceutici o cosmetici; che tali animali non dovrebbero essere utilizzati come materiale di base per alcuni prodotti di origine bovina;
(16) considerando inoltre che alcuni tessuti bovini non dovrebbero essere utilizzati come materiale di base per i prodotti suddetti;
(17) considerando che la decisione 96/362/CE ha modificato la decisione 96/239/CE al fine di introdurre deroghe al divieto per alcuni prodotti quali gelatina, sego e sperma bovino;
(18) considerando che, nel corso della riunione del 17 luglio 1996, il comitato scientifico veterinario ha approvato la relazione del 26 giugno 1996 del sottogruppo per la BSE, nella quale si raccomandava un riesame della valutazione del rischio relativa alla gelatina, definita il 26 aprile 1996 dallo stesso comitato scientifico veterinario, tenendo conto delle incertezze riguardanti l'inattivazione dell'agente della BSE e prendendo in debita considerazione quanto prescritto dalla decisione 96/362/CE;
(19) considerando che la decisione 96/362/CE ha stabilito alcune prescrizioni fondamentali che devono essere osservate prima che il Regno Unito possa spedire dal proprio territorio gelatina prodotta con materie prime ottenute da bovini; che tali condizioni non sono state rispettate e che le spedizioni non sono state autorizzate; che tuttavia, per regolarizzare la situazione in attesa di nuove conoscenze ed opinioni scientifiche, è opportuno revocare la possibilità di spedire gelatina prodotta con materie prime ottenute da bovini macellati nel Regno Unito è destinata ad usi alimentari, mangimistici, cosmetici, medici e farmaceutici; che tale orientamento è conforme al parere del comitato scientifico pluridisciplinare del 3 aprile 1997, secondo il quale nessun prodotto può essere considerato sicuro se il materiale di base utilizzato per la produzione della gelatina è potenzialmente infettivo;
(20) considerando che è opportuno consentire al Regno Unito di spedire dal proprio territorio, purché adeguatamente etichettati, gelatina e difosfato di calcio destinati a usi tecnici e prodotti con materie prime ottenute da bovini macellati nel Regno Unito;
(21) considerando che è anche opportuno consentire al Regno Unito di spedire dal proprio territorio gelatina prodotta con materie prime ottenute da bovini non macellati nel Regno Unito; che tale Stato membro ha introdotto un sistema che consente di rintracciare la gelatina in questione, in modo da garantire la possibilità di determinare l'origine delle materie prime; che la normativa comunitaria deve essere integrata con la formale introduzione di un sistema di rintracciamento; che tale sistema deve essere introdotto per altri prodotti cui non si applica il divieto generale; che va altresì introdotto un sistema di etichettatura;
(22) considerando che occorre precisare che i prodotti ottenuti da bovini non macellati nel Regno Unito devono provenire da stabilimenti autorizzati, sottoposti a controllo veterinario ufficiale e dotati di un sistema che garantisca la possibilità di risalire all'origine delle materie prime; che la spedizione di tali prodotti dal Regno Unito può comunque aver luogo immediatamente, senza ispezione previa della Commissione;
(23) considerando che è necessario prevedere adeguate garanzie per le spedizioni dal Regno Unito di taluni prodotti ottenuti da bovini non macellati nel Regno Unito;
(24) considerando che un sistema affidabile di controlli applicato nell'intera Comunità costituisce una condizione essenziale per un corretto funzionamento del mercato delle carni bovine; che da indagini condotte dall'Unità di coordinamento della lotta antifrodi (UCLAF) e dall'Ufficio alimentare e veterinario della Commissione sono emerse carenze nei controlli ufficiali della produzione, nel Regno Unito, di carni bovine destinate a venir spedite verso altri Stati membri o paesi terzi; che il sistema di controlli veterinari dev'essere dunque potenziato per prevenire le frodi;
(25) considerando che tutte le partite commerciali di carni bovine fresche che entrano nel territorio del Regno Unito, lo attraversano o da esso provengono devono essere sottoposte a controlli più rigorosi; che è opportuno stabilire che spetta all'autorità competente apporre e rimuovere i sigilli da tali partite, che esse devono essere scortate da certificati veterinari e che, per gli scambi intracomunitari, la spedizione di una partita deve essere ufficialmente notificata tramite la rete Animo, di cui alla decisione 91/398/CEE della Commissione, del 19 luglio 1991, relativa ad una rete informatizzata di collegamento tra autorità veterinarie (Animo) (10), o mediante telecopia;
(26) considerando che dev'essere potenziata anche la vigilanza veterinaria sulla lavorazione delle carni ottenute da bovini non macellati nel Regno Unito;
(27) considerando che il 25 febbraio 1997 il Regno Unito ha presentato alla Commissione una prima proposta di un «programma per l'esportazione da allevamenti certificati» («Export Certified Herds Scheme»); che nella riunione dell'11 giugno 1997 il comitato scientifico veterinario ha stimato inadeguata tale proposta; che il 1° luglio 1997 il Regno Unito ha presentato una proposta modificata; che il 17 settembre 1997 il comitato scientifico veterinario si è pronunciato su tale proposta modificata, segnalando che il principale ostacolo all'approvazione del programma per l'intero territorio del Regno Unito era rappresentato dalla mancanza di un sistema informatico globale che, abbinato ad una base di dati, consentisse di seguire gli spostamenti dei bovini vivi in Gran Bretagna, mentre un sistema adeguato sembrava esistere in Irlanda del Nord; che lo stesso comitato ha inoltre indicato come, su richiesta dei competenti servizi della Commissione, alcuni aspetti marginali del programma avrebbero potuto subire piccole modifiche per garantire l'osservanza delle prescrizioni in materia di certificazione e controllo; che dal 3 al 7 novembre 1997 l'Ufficio alimentare e veterinario ha effettuato un'ispezione di fattibilità in Irlanda del Nord; che il Regno Unito ha accettato di introdurre nuovi miglioramenti, consoni con le raccomandazioni formulate a seguito dell'ispezione; che è quindi opportuno revocare parzialmente il divieto di spedizione di prodotti ottenuti da bovini macellati in Irlanda del Nord;
(28) considerando che le ispezioni effettuate dalla Commissione hanno dimostrato che in Irlanda del Nord i controlli sono più efficaci; che è quindi opportuno procedere per gradi, iniziando con la revoca dei divieti relativi alla spedizione di prodotti ottenuti da bovini macellati, sezionati, trasformati ed immagazzinati presso stabilimenti ubicati in Irlanda del Nord ed utilizzati esclusivamente per prodotti destinati a venir spediti verso altri Stati membri o paesi terzi; che i passi successivi potranno prevedere la revoca del divieto riguardante la trasformazione in Gran Bretagna di carni idonee provenienti dall'Irlanda del Nord, fermo restando il rispetto di condizioni da definire in un momento successivo; che la Commissione inizierà immediatamente a valutare, assieme alle autorità del Regno Unito, i mezzi e le condizioni per rendere meno restrittive le prescrizioni di cui trattasi;
(29) considerando che, per prevenire frodi, le carni ottenute da bovini macellati nel Regno Unito devono recare, oltre al bollo sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, punto A, lettera e) della direttiva 64/433/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1964, relativa alle condizioni sanitarie per la produzione e l'immissione sul mercato di carni fresche (11), un bollo distinto che non possa essere confuso con il bollo sanitario comunitario;
(30) considerando che gran parte delle disposizioni della decisione 94/474/CE non sono più conformi al parere del comitato scientifico veterinario del 17 settembre 1997 e che devono pertanto essere soppresse;
(31) considerando che a norma della decisione 96/239/CE il Regno Unito è tenuto a trasmettere un rapporto sulla situazione della BSE ogni due settimane; che tale periodo è risultato troppo breve e deve essere portato a un mese;
(32) considerando che la Commissione deve continuare ad eseguire ispezioni comunitarie nel Regno Unito per verificare l'applicazione delle misure di cui alla presente decisione;
(33) considerando che quanto precede comporta una rielaborazione della decisione 96/239/CE; che a fini di chiarezza detta decisione deve essere abrogata;
(34) considerando che la presente decisione sarà riesaminata sulla base di nuovi dati scientifici;
(35) considerando che il comitato veterinario permanente non ha espresso un parere favorevole,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
CAPO I
Bovini vivi, embrioni di bovini, farine di carne e di ossa e prodotti derivati
Articolo 1
In attesa di un esame globale della situazione e in deroga alle vigenti disposizioni comunitarie in materia di protezione contro la BSE, il Regno Unito provvede affinché non siano spediti dal proprio territorio verso altri Stati membri o paesi terzi quanto segue:
a) bovini vivi ed embrioni di bovini;
b) farina di carne, farina di ossa, farina di carne e di ossa ottenute da mammiferi;
c) mangimi e fertilizzanti contenenti materiali di cui alla lettera b).
Articolo 2
In deroga all'articolo 1, gli alimenti destinati a carnivori domestici contenenti materiali di cui all'articolo 1, lettera b) possono essere spediti verso altri Stati membri o paesi terzi, purché detti materiali non siano originari del Regno Unito e vengano rispettate le condizioni di cui agli articoli 9 e 10.
CAPO II
Materiali ottenuti da bovini macellati nel Regno Unito
Articolo 3
In attesa di un esame globale della situazione e in deroga alle vigenti disposizioni comunitarie in materia di protezione contro la BSE, il Regno Unito provvede affinché non siano spediti dal proprio territorio verso altri Stati membri o paesi terzi, qualora siano stati ottenuti da animali macellati nel Regno Unito:
a) carni;
b) prodotti che possono entrare nella catena alimentare umana o animale;
c) materiali destinati ad essere impiegati in prodotti cosmetici, medici o farmaceutici.
Articolo 4
1. In deroga all'articolo 3, il Regno Unito può autorizzare la produzione e la spedizione dal proprio territorio verso altri Stati membri o paesi terzi di quanto segue:
a) aminoacidi, peptidi e sego ottenuti presso stabilimenti posti sotto sorveglianza veterinaria ufficiale e che abbiano dimostrato di operare nel rispetto delle condizioni di cui all'allegato I;
b) prodotti a base di sego e prodotti ottenuti dal sego mediante saponificazione, transesterificazione o idrolisi, se elaborati da sego ottenuto a norma del presente articolo.
2. Il Regno Unito provvede affinché i prodotti di cui al paragrafo 1 siano etichettati o altrimenti identificati in modo da indicare lo stabilimento di produzione e che possono essere utilizzati in alimenti destinati al consumo umano o animale, in cosmetici o in prodotti medici o farmaceutici.
3. Il Regno Unito provvede affinché i prodotti di cui al paragrafo 1, lettera a) spediti verso altri Stati membri conformemente al presente articolo, siano scortati da un certificato sanitario rilasciato da un veterinario ufficiale e attestante la loro conformità alla presente decisione, nonché la frequenza dei controlli ufficiali eseguiti.
4. Prima che uno stabilimento possa iniziare o riprendere le spedizioni di prodotti in forza del presente articolo, il Regno Unito comunica alla Commissione e agli altri Stati membri l'elenco degli stabilimenti di cui al paragrafo 1, lettera a), indicando per ciascuno di essi a quale fine è stato autorizzato. Il Regno Unito notifica immediatamente alla Commissione e agli altri Stati membri qualsiasi modificazione apportata a detto elenco.
5. Prima che possano iniziare o riprendere le spedizioni di prodotti di cui al paragrafo 1, vengono effettuate ispezioni comunitarie riguardanti l'esecuzione dei controlli ufficiali su ciascuno di tali prodotti.
6. La Commissione, previa consultazione degli Stati membri in seno al comitato veterinario permanente, fissa la data in cui gli stabilimenti possono iniziare o riprendere le spedizioni dei prodotti di cui al paragrafo 1, lettera a).
Articolo 5
Il Regno Unito provvede affinché la gelatina, il difosfato di calcio, il collagene, il sego, i prodotti a base di sego e i prodotti ottenuti dal sego mediante saponificazione, transesterificazione o idrolisi, ricavati, per usi tecnici, da materie prime ottenute da bovini macellati nel Regno Unito, siano etichettati o altrimenti identificati in modo da indicare lo stabilimento di produzione e la loro inidoneità ad essere utilizzati in alimenti destinati al consumo umano o animale, in cosmetici o in prodotti medici o farmaceutici.
Articolo 6
1. In deroga all'articolo 3, il Regno Unito può autorizzare la spedizione verso altri Stati membri o paesi terzi dei prodotti sottoelencati ottenuti da bovini nati ed allevati in Irlanda del Nord ed ivi macellati presso macelli utilizzati esclusivamente a tal fine, nel rispetto del presente articolo, degli articoli 7, 9, 10, 11 e 12 e dell'allegato II:
a) «carni fresche» ai sensi della direttiva 64/433/CEE;
b) «carni macinate» e «preparazioni di carni» ai sensi della direttiva 94/65/CE (12);
c) «prodotti a base di carne» ai sensi della direttiva 77/99/CEE (13).
2. Le carni fresche di cui al paragrafo 1, lettera a) devono essere state sottoposte a disossamento e all'esportazione dei tessuti aderenti, compresi i tessuti nervosi e linfatici evidenti, presso laboratori di sezionamento dell'Irlanda del Nord utilizzati esclusivamente per prodotti idonei. Il magazzinaggio deve essere effettuato presso impianti frigoriferi dell'Irlanda del Nord, in locali utilizzati esclusivamente per prodotti idonei. Le carni devono essere sezionate, immagazzinate e trasportate nel rispetto delle condizioni di cui al presente articolo nonché agli articoli 7, 9, 10, 11 e 12 e dell'allegato II.
3. Le carni fresche di cui al paragrafo 1, lettera a) possono essere utilizzate per la fabbricazione di prodotti di cui al paragrafo 1, lettera b) e c) presso stabilimenti dell'Irlanda del Nord utilizzati esclusivamente per prodotti idonei, nel rispetto delle condizioni di cui al presente articolo, nonché agli articoli 7, 9, 10, 11 e 12 e dell'allegato II.
4. Ai fini del presente articolo «prodotti idonei» sono i prodotti di cui al paragrafo 1 e i prodotti derivati da bovini non macellati nel Regno Unito, conformi alle condizioni di cui agli articoli da 9 a 13.
5. La Commissione, previa esecuzione delle ispezioni comunitarie e dopo aver informato gli Stati membri, fissa la data in cui possono iniziare le spedizioni dei prodotti di cui al paragrafo 1.
6. La Commissione riesamina le disposizioni del presente articolo almeno ogni tre mesi e prende le opportune misure secondo la procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 89/662/CEE.
Articolo 7
1. Le carni e i prodotti di cui all'articolo 6, paragrafo 1 sono marcati o etichettati con un bollo supplementare distinto che non possa essere confuso con il bollo sanitario comunitario.
2. Le carni e i prodotti di cui all'articolo 6, paragrafo 1 che sono destinati ad essere immessi sul mercato nel Regno Unito non recano il bollo supplementare di cui al paragrafo 1 del presente articolo. Qualora tale bollo fosse presente, esso viene cancellato o rimosso dalla carne o cancellato dall'etichetta al momento dell'uscita di tali carni o relativi prodotti dallo stabilimento. Il bollo sanitario comunitario non viene rimosso, salvo quando inevitabile nella fase di sezionamento.
3. Prima che inizino le spedizioni, il Regno Unito trasmette alla Commissione e agli altri Stati membri il facsimile del bollo supplementare di cui al paragrafo 1.
CAPO III
Materiali ottenuti da bovini non macellati nel Regno Unito
Articolo 8
Il Regno Unito provvede affinché siano rispettate le disposizioni degli articoli da 9 a 13 ogniqualvolta i seguenti prodotti ottenuti da bovini non macellati nel Regno Unito sono spediti dal suo territorio verso altri Stati membri o paesi terzi:
a) «carni fresche» ai sensi della direttiva 64/433/CEE;
b) «carni macinate» e «preparazioni di carni» ai sensi della direttiva 94/65/CE;
c) «prodotti a base di carne» e «altri prodotti di origine animale» ai sensi della direttiva 77/99/CEE;
d) alimenti destinati a carnivori domestici;
e) gelatina e difosfato di calcio, sego, prodotti a base di sego e prodotti ottenuti dal sego mediante saponificazione, transesterificazione o idrolisi, aminoacidi, peptidi e collagene, che possono entrare nella catena alimentare umana o animale, ovvero destinati ad essere impiegati in prodotti cosmetici, medici o farmaceutici.
Articolo 9
1. I prodotti di cui all'articolo 8 provengono e, se del caso, sono transitati da stabilimenti del Regno Unito:
a) autorizzati dall'autorità competente;
b) posti sotto sorveglianza veterinaria ufficiale oppure, ove si tratti di prodotti ottenuti dal sego mediante saponificazione, transesterificazione o idrolisi, posti sotto sorveglianza dell'autorità competente;
c) che hanno istituito un sistema di rintracciamento delle materie prime tale da attestare l'origine delle stesse durante l'intero ciclo produttivo;
d) che hanno istituito un sistema di registrazione dei quantitativi di materiali in entrata e in uscita atto a consentire controlli incrociati tra le partite in entrata e in uscita;
e) presso i quali i prodotti sono scaricati, trasformati, immagazzinati, manipolati, caricati e trasportati in modo separato o in tempi diversi rispetto ai prodotti non conformi alle condizioni di cui al presente articolo e agli articoli 10, 11 e 12.
2. Il Regno Unito comunica alla Commissione e agli altri Stati membri l'elenco degli stabilimenti conformi alle condizioni di cui al paragrafo 1, indicando per ciascuno di essi a quale fine è stato autorizzato. Il Regno Unito notifica immediatamente alla Commissione e agli altri Stati membri qualsiasi modificazione di detto elenco.
Articolo 10
1. I prodotti di cui all'articolo 8, lettere da a) a d) provengono e, se del caso, sono transitati da stabilimenti del Regno Unito
a) nei quali tutte le operazioni di scarico, trasformazione, magazzinaggio o altra manipolazione e carico dei prodotti sono effettuate sotto sorveglianza ufficiale;
b) nei quali i prodotti sono immagazzinati in locali frigoriferi non adibiti nel contempo al magazzinaggio di prodotti bovini non conformi al presente articolo e agli articoli 9, 11, 12 e 13 e che vengono chiusi a chiave e sigillati dall'autorità competente quando questa non sia presente;
c) nei quali i prodotti, ad eccezione di quelli di cui all'articolo 8, lettera d), sono marcati o etichettati con un bollo supplementare distinto che non possa essere confuso con il bollo sanitario comunitario;
d) nei quali i prodotti che potrebbero essere spediti dal Regno Unito in forza del presente articolo e degli articoli 9, 11, 12 e 13, ma destinati ad essere immessi sul mercato nel Regno Unito, non recano il bollo supplementare di cui al punto c); qualora tale bollo fosse presente, esso viene cancellato o rimosso dalla carne o cancellato dall'etichetta al momento dell'uscita di detta carne o prodotti dallo stabilimento.
Il Regno Unito trasmette alla Commissione e agli altri Stati membri il facsimile del bollo supplementare.
2. Ai fini della bollatura sanitaria e dell'applicazione dei bolli supplementari prescritte dalla legislazione comunitaria, l'autorità competente tiene e conserva sotto la propria responsabilità:
a) gli strumenti destinati alla bollatura sanitaria delle carni e all'applicazione dei bolli supplementari, consegnandoli a personale ausiliario esclusivamente al momento di procedere alla bollatura e per il tempo necessario ad effettuare la stessa;
b) tutte le etichette recanti un bollo sanitario o un bollo supplementare; tali etichette sono numerate in serie e il quantitativo richiesto può essere consegnato a personale ausiliario al momento della loro utilizzazione.
3. I prodotti di cui al paragrafo 1 sono trasportati in mezzi di trasporto sigillati dall'autorità competente.
Se tali prodotti vengono spediti verso altri Stati membri, sono scortati da un certificato sanitario rilasciato da un veterinario ufficiale in cui si attesti il rispetto delle condizioni di cui al presente articolo e agli articoli 9, 11, 12 e 13, e si forniscano indicazioni circa tutti gli stabilimenti presso i quali sono stati ottenuti, trasformati, manipolati o immagazzinati, nonché circa tutte le etichette, con i relativi numeri di serie, utilizzata per la partita.
Le carni sono scortate dal certificato sanitario di cui all'allegato IV della direttiva 64/433/CEE che reca, nella sezione «identificazione delle carni», l'indicazione di tutte le etichette della partita con i relativi numeri di serie.
Su tutti i certificati va apposta la seguente dicitura:
«prodotto conformemente alla decisione 98/256/CE.»
4. Il Regno Unito, tramite la rete Animo o mediante telecopia, informa l'autorità competente del luogo di destinazione di ciascuna partita.
Articolo 11
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 2 e l'articolo 10, paragrafo 1, lettera d), se i prodotti di cui all'articolo 8, lettera a) provengono e, se del caso, sono transitati da stabilimenti del Regno Unito, i bolli sanitari non sono asportati, salvo quando ciò sia inevitabile nella fase di sezionamento.
Articolo 12
I prodotti di cui all'articolo 8, lettera e) spediti verso altri Stati membri sono etichettati in modo che sia identificato lo stabilimento di produzione e che venga indicato che sono stati elaborati a norma della presente decisione, nonché, se del caso, che possono essere utilizzati in alimenti destinati al consumo umano o animale, in cosmetici e in prodotti medici o farmaceutici.
Articolo 13
1. Uno Stato membro che spedisca carni di cui all'articolo 8, lettera a), da uno stabilimento o da un posto d'ispezione frontaliero comunitario autorizzato nel suo territorio, attraverso il territorio del Regno Unito o verso uno stabilimento autorizzato a norma dell'articolo 9 provvede affinché dette carni siano scortate da un certificato veterinario rilasciato da un veterinario ufficiale o da un certificato rilasciato dall'autorità competente del posto d'ispezione frontaliero.
Gli originali di tutti i certificati scortano la partita sino allo stabilimento di destinazione.
2. Le carni di cui all'articolo 8, lettera a) sono trasportate in un veicolo ufficialmente sigillato.
Il sigillo può essere rotto solo a fini di ispezione ufficiale.
3. Uno Stato membro che spedisca verso uno stabilimento riconosciuto a norma dell'articolo 9 prodotti di cui all'articolo 8, lettera e) o qualsiasi materia prima destinata all'elaborazione di detti prodotti, provvede affinché essi siano etichettati o altrimenti identificati in modo da indicare lo stabilimento e lo Stato membro in cui sono stati prodotti.
CAPO IV
Disposizioni finali
Articolo 14
La Commissione effettua ispezioni comunitarie in loco nel Regno Unito per accertare l'applicazione della presente decisione, in particolare l'esecuzione dei controlli ufficiali.
Articolo 15
Il Regno Unito trasmette ogni mese alla Commissione una relazione sull'applicazione delle misure adottate in materia di protezione contro la BSE, in conformità con le disposizioni comunitarie e nazionali.
Articolo 16
La presente decisione è regolarmente riesaminata sulla base di nuovi dati scientifici. Ove del caso, la presente decisione è modificata, previa consultazione del pertinente comitato scientifico, secondo la procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 89/662/CEE.
Articolo 17
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per conformarsi alla presente decisione. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Articolo 18
La decisione 94/474/CE è modificata come segue:
1) l'articolo 1 è soppresso;
2) all'articolo 3, i paragrafi 1 e 2 sono soppressi;
3) l'articolo 4 è soppresso.
Articolo 19
La decisione 96/239/CE è abrogata.
Articolo 20
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addì 16 marzo 1998.

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