Document ID: 32002D0345

Decisione della Commissione
del 25 aprile 2001
relativa all'aiuto concesso dall'Italia all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nonché a talune sue controllate
[notificata con il numero C(2001) 1177]
(Il testo italiano è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/345/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce le Comunità europee, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni ai sensi di detti articoli(1) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera datata 4 agosto 1998 la Commissione ha comunicato all'Italia la propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in ordine agli aiuti concessi all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (qui di seguito "Poligrafico") ed a talune aziende da questo controllate.
(2) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni sull'aiuto in questione.
(3) La Commissione ha ricevuto osservazioni da parte di tre soggetti terzi e le ha trasmesse all'Italia, offrendo a quest'ultima l'opportunità di replicarvi.
(4) Le autorità italiane hanno presentato osservazioni con lettera del 1o febbraio 1999. La Commissione ha chiesto ulteriori chiarimenti con lettere del 9 febbraio e del 27 agosto 1999.
(5) Le autorità italiane hanno fornito alla Commissione le informazioni richieste con lettere datate rispettivamente 26 marzo, 27 maggio, 20 agosto e 29 novembre 1999 e 13 marzo 2000. Varie riunioni hanno avuto luogo con le autorità italiane. In particolare sono state fornite informazioni dettagliate durante la riunione svoltasi a Roma il 21 gennaio 2000.
(6) Nel corso del procedimento la Commissione è stata informata di una nuova misura di aiuto, concessa dall'Italia, nel quadro di un più ampio piano di ristrutturazione. Il 3 maggio 2000 la Commissione ha pertanto deciso di estendere il procedimento a questa nuova misura di aiuto. Tale decisione è stata comunicata all'Italia con lettera del 5 luglio 2000.
(7) La decisione della Commissione di estendere il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. La Commissione ha invitato i terzi interessati a presentare osservazioni in ordine all'aiuto di cui trattasi.
(8) La Commissione non ha ricevuto alcuna osservazione da terzi interessati.
(9) Le autorità italiane hanno inviato osservazioni con lettera del 3 agosto 2000.
II. DESCRIZIONE DELLE MISURE
(10) L'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato veniva fondato con la legge n. 2744 del 1928, al fine di accentrare in un unico ente la produzione di carta per banconote e quella di carta normale destinata allo Stato. L'ente veniva definito all'articolo 1 della suddetta legge come Ente pubblico economico sotto il controllo del ministero delle Finanze. La legge n. 559 del 1966 ridefiniva la natura e la struttura finanziaria dell'ente, trasferendo inoltre il suo controllo al ministero delle Finanze e al ministero del Tesoro. Gli obiettivi dell'Ente venivano stabiliti come segue:
- produzione di carta (sia normale che per banconote),
- pubblicazione di tutta la documentazione ufficiale dello Stato,
- pubblicazione di opere letterarie di interesse nazionale,
- gestione di impianti per la produzione di carta.
(11) Dal punto di vista finanziario, la legge attribuiva al Poligrafico la proprietà degli immobili, degli impianti e dei beni già utilizzati dal preesistente Ente e una dotazione di nuovo capitale pari a 3 miliardi di ITL la legge inoltre aboliva il canone di affitto che il Poligrafico era tenuto a versare allo Stato per l'utilizzo di detti beni (pari al 4 % del loro valore). Allo stesso tempo obbligava l'Ente a versare allo Stato il 90 % dei propri utili annuali sotto forma di dividendi.
(12) La legge n. 154 del 1978, tra l'altro, attribuiva alcuni obiettivi ulteriori al Poligrafico:
- il conio delle monete a corso legale dello Stato (sia in Italia che all'estero),
- il conio di monete artistiche e per collezione.
(13) Nel 1980 il Poligrafico veniva autorizzato ad acquisire il pacchetto di maggioranza della Cartiere Miliani di Fabriano SpA (qui di seguito "CMF"), una grande azienda produttrice di cellulosa e carta.
(14) Infine, la legge n. 266 del 1988 confermava la natura di Ente pubblico economico del Poligrafico. In quanto Ente pubblico economico sotto il controllo del ministero del Tesoro, l'Ente gode di autonomia finanziaria nei confronti dello Stato. I suoi amministratori sono nominati dal Governo italiano.
(15) Al momento dell'avvio del procedimento, il gruppo Poligrafico era composto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, capogruppo, che agisce sia come società operante sia come holding finanziaria. Il Poligrafico controllava direttamente CMF (97,3 %), Verres SpA (qui di seguito "Verres") (55 %), Editalia SpA (qui di seguito "Editalia") (71,8 %) e Editalia Film S.r.l. (71,4 %). Inoltre possedeva partecipazioni di minoranza nell'Istituto Enciclopedia Italiana Treccani SpA (10 %) e in Meccano SpA (0,6 %). Complessivamente il gruppo era composto di 27 società controllate e 7 società collegate.
(16) A sua volta, CMF, all'epoca dell'avvio del procedimento, controllava varie imprese tra cui Cellulosa Calabra SpA (qui di seguito "Cellulosa Calabra"), Naco International SpA (qui di seguito "Naco"), NWT SpA (qui di seguito "NWT"), FAD SpA e altre imprese. La struttura del gruppo Poligrafico rilevata all'epoca dell'avvio del procedimento, è illustrata nella tavola 1.
Tavola 1
Gruppo Poligrafico
(principali società) alla data del 31 dicembre 1996
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(17) Secondo il Codice civile e le leggi n. 559/66 e n. 154/78, il Poligrafico non era tenuto a redigere il bilancio consolidato. Tuttavia, su richiesta del ministero del Tesoro, dal giugno 1996 l'Ente redige il bilancio consolidato, che è esposto nella tavola 2.
(18) Il Poligrafico realizza la maggior parte del suo fatturato fornendo prodotti e servizi allo Stato secondo quanto stabilito nella succitata legge n. 559/66. In base a tale legge, il Poligrafico ha per compiti: la produzione e la fornitura della carta e delle carte valori per il fabbisogno delle pubbliche amministrazioni dello Stato. La stampa della Gazzetta ufficiale e della Raccolta ufficiale di tutti gli atti normativi della Repubblica italiana. Il conio delle monete di Stato e la fabbricazione dei contrassegni dello Stato e di tutti quei prodotti con caratteristiche tali da soddisfare esigenze di tutela della fede pubblica(2).
(19) Nel 1998 il fatturato consolidato del gruppo Poligrafico è stato ottenuto come segue:
SPAZIO PER TABELLA
(20) Il conto economico consolidato del Poligrafico è riportato nella tavola 2.
Tavola 2
Conto economico consolidato del Poligrafico
SPAZIO PER TABELLA
(21) CMF è la principale controllata operativa del Poligrafico in termini di fatturato e di produzione. Essa produce carta normale e carta valori. La tavola 3 ne riporta i principali aggregati economici e finanziari.
Tavola 3
Conto economico consolidati di CMF
SPAZIO PER TABELLA
(22) Nella decisione di avvio del procedimento, la Commissione ha individuato varie misure di aiuto concesse dallo Stato sia al Poligrafico sia a società da questo controllate. Essa ha menzionato in particolare due aumenti di capitale della CMF sottoscritti dal Poligrafico, rispettivamente negli anni 1996 e 1998, per importi pari a 54 miliardi di ITL (28 milioni di EUR) e 250 miliardi di ITL (125 milioni di EUR) nonché la remunerazione a prezzi superiori a quelli di mercato di prodotti e servizi somministrati allo Stato dal Poligrafico.
(23) Successivamente all'avvio del procedimento, il governo italiano ha adottato il decreto legge n. 116 del 21 aprile 1999 che esigeva da parte del Poligrafico la realizzazione di un ampio programma di ristrutturazione volto a trasformarlo da Ente pubblico economico in società per azioni entro il 31 dicembre 2001. A tale scopo la legge disponeva che il Poligrafico attuasse un piano di ristrutturazione triennale inteso a ripristinare la redditività e la solidità finanziaria del gruppo.
(24) Nell'ambito del procedimento, il governo italiano ha comunicato alla Commissione che la legge n. 144 del 17 maggio 1999 attribuiva al Poligrafico per i successivi vent'anni un contributo annuo di 80 miliardi di ITL (40 milioni di EUR) finalizzato al rimborso di capitale e interessi dei mutui contratti dal Poligrafico stesso per finanziare il summenzionato piano di ristrutturazione.
(25) Le autorità italiane hanno inoltre precisato l'ammontare delle risorse finanziarie accordate a CMF dal Poligrafico come segue:
- 1996: aumento di capitale di 54 miliardi di ITL (28 milioni di EUR),
- 1998: trasferimento di debiti di 227 miliardi di ITL (116 milioni di EUR), e conferimento di capitale di 30 miliardi di ITL (15 milioni di EUR),
- 1999: conferimento di capitale di 89 miliardi di ITL (46 milioni di EUR).
(26) Di tali risorse, CMF ha trasferito 272 miliardi di ITL a Cellulosa Calabra, 25 miliardi di ITL a NWT e 5 miliardi di ITL a Naco.
(27) Inoltre le autorità italiane hanno informato la Commissione che nel 1998 il Poligrafico ha concesso contributi in conto capitale a Editalia per un ammontare netto di 49 miliardi di ITL (25 milioni di EUR), per ricostituirne il capitale azionario eroso da perdite.
(28) Tutti questi importi concessi dal Poligrafico alle sue controllate sono state quindi recuperate da Poligrafico mediante il contributo annuo concessogli dallo Stato. Ai fini del presente procedimento la misura di aiuto da valutare è quella accordata al Poligrafico dalla legge n. 144 del 17 maggio 1999 (80 miliardi di ITL per 20 anni).
III. OSSERVAZIONI DI TERZI INTERESSATI
(29) La Francia ha presentato osservazioni all'avvio del procedimento, in cui sostiene che la "Direction des monnaies et médailles" non ha partecipato alle gare di appalto citate dalla Commissione nell'avvio del procedimento in relazione ai servizi di conio in India e Algeria.
(30) La Francia ha inoltre sostenuto che le attività di Verres sui mercati esteri erano alquanto limitate nel 1997 e 1998, non avendo partecipato a nessuna delle gare di appalto cui invece ha partecipato la "Direction des monnaies et médailles".
IV. OSSERVAZIONI DELL'ITALIA
(31) Il governo italiano, nella sua replica, sostiene che:
- per quanto riguarda i due aumenti di capitale sottoscritti dal Poligrafico in favore di CMF: i) gli interventi non costituiscono aiuti di Stato in quanto non hanno recato alcun vantaggio economico al beneficiario, ii) il Poligrafico ha agito alla stregua di un investitore privato in economia di mercato, iii) in ogni caso, gli eventuali aiuti sarebbero compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c),
- per quanto riguarda le presunte agevolazioni commerciali accordate al Poligrafico: esse non costituiscono aiuti di Stato, giacché lo Stato non ha mai remunerato in eccesso il Poligrafico per i prodotti e servizi somministrati da quest'ultimo.
(32) In merito al punto i), le autorità italiane affermano che i fondi concessi dal Poligrafico a CMF non ricadono nel disposto dell'articolo 87, paragrafo 1, in quanto non hanno recato un vantaggio economico al beneficiario. Esse sostengono che i due aumenti di capitale sono stati integralmente trasferiti da CMF alle sue controllate Cellulosa Calabra, Naco e NWT per finanziare la loro ristrutturazione. Dato che i fondi sono stati trasferiti a Cellulosa Calabra, Naco e NWT, secondo le autorità italiane, CMF non ha tratto alcun vantaggio economico dai fondi stessi, essendosi limitata a fungere da intermediario.
(33) Il governo italiano sostiene che i fondi concessi da CMF a Cellulosa Calabra, Naco e NWT non costituiscono aiuti di Stato dato che queste società non sono mai state attive sul mercato e quindi le misure in esame non erano in grado di alterare la concorrenza e il commercio intracomunitario. In ogni caso, Cellulosa Calabra e Naco sono state cedute ad investitori privati, mentre NWT è stata posta in liquidazione.
(34) Inoltre ii), le autorità italiane sostengono che il Poligrafico, nel concedere i fondi controversi, ha agito alla stregua di un investitore privato, giacché ha apportato i fondi necessari alla ristrutturazione di una delle sue controllate, in modo da salvaguardare il valore del suo investimento.
(35) In ogni caso iii), le autorità italiane affermano che le misure di cui trattasi, qualora dovessero essere considerate dalla Commissione come aiuti di Stato, dovrebbero comunque beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), in quanto erano volte alla ristrutturazione di un'impresa in difficoltà.
(36) In merito alle presunte agevolazioni commerciali concesse al Poligrafico sotto forma di eccessiva remunerazione dei prodotti e servizi resi allo Stato, le autorità italiane contestano l'esistenza stessa delle misure e spiegano che il prezzo dei prodotti e servizi somministrati allo Stato è fissato da un'apposita commissione costituita presso il "Provveditorato Generale dello Stato" che è responsabile per l'approvvigionamento di tutte le amministrazioni pubbliche.
(37) Secondo le autorità italiane, il prezzo è stabilito da detta commissione tenendo conto, da un lato, del prezzo di prodotti e servizi analoghi sul mercato e, dall'altro lato, dei costi di produzione sostenuti dal Poligrafico. Di conseguenza l'Italia sostiene che non si può ipotizzare un compenso eccessivo a favore del Poligrafico.
(38) Quanto ai fondi assegnati al Poligrafico con legge n. 144 del 17 maggio 1999, che non rientravano nell'ambito della decisione di avvio del procedimento, il governo sostiene che fanno parte di un vasto piano di ristrutturazione del Poligrafico inteso quale gruppo e che quindi costituiscono un aiuto compatibile ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c).
(39) Infine, per quanto riguarda i fondi accordati dal Poligrafico a Editalia, il governo italiano sostiene che erano destinati alla ristrutturazione della società e che quindi sono da considerarsi aiuto compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE.
(40) Le stesse argomentazioni sono state svolte dalle autorità italiane in relazione all'estensione del procedimento.
V. VALUTAZIONE DELLE MISURE
(41) Nel caso in esame, si deve stabilire se i fondi concessi dal Poligrafico alle sue controllate e le presunte agevolazioni commerciali:
- siano accordati dallo Stato o mediante risorse statali,
- possano falsare la concorrenza favorendo talune imprese o produzioni e
- incidano sugli scambi intracomunitari e quindi costituiscano aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1.
Presenza di risorse statali
(42) I fondi destinati al Poligrafico dalla legge n. 144 del 17 maggio 1999 provengono direttamente dal bilancio dello Stato e come tali, costituiscono manifestamente risorse statali ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1.
Vantaggio di talune imprese
(43) La Commissione ritiene che qualsiasi provvedimento finanziario concesso dallo Stato ad una determinata impresa che riduca, sotto varie forme, gli oneri di norma gravanti sul bilancio dell'impresa stessa debba essere considerato come un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87.
(44) I fondi assegnati dalla legge n. 144 del 1999 al Poligrafico (80 miliardi di ITL per 20 anni) consentiranno all'impresa di rifondere il capitale e gli interessi dei mutui contratti allo scopo di finanziare la ristrutturazione. Di fatto il Poligrafico è messo in condizione di ottenere mutui per i quali non dovrà rimborsare né il capitale né gli interessi. L'importo dei mutui che il Poligrafico potrà ottenere, senza doverne assicurare il rimborso, può essere stimato approssimativamente in 1100 miliardi di ITL (568 milioni di EUR).
(45) I mutui costituiscono una forma necessaria di finanziamento dell'attività imprenditoriale, in quanto forniscono risorse utilizzabili per coprire le spese d'esercizio e per finanziare gli investimenti o le operazioni straordinarie, come ad esempio le acquisizioni. Tuttavia, il fatto di dover rimborsare i prestiti con i relativi interessi di mercato induce le società ad esigere una maggiore redditività dai loro investimenti in modo da poter rimborsare i prestiti e ottenere un rendimento sufficiente per i soci.
(46) Nella fattispecie, il Poligrafico riceverà un prestito senza essere tenuto a rimborsarlo, giacché al rimborso provvederà lo Stato nei prossimi 20 anni. È quindi manifesto che il provvedimento in esame riduce gli oneri cui il Poligrafico dovrebbe far fronte se fosse una normale impresa commerciale non assistita dallo Stato.
(47) Pertanto i fondi destinati dalla legge n. 144 del 1999 al Poligrafico favoriscono l'impresa rispetto ai concorrenti non ammessi a fruire dello stesso provvedimento, recando così ad essa un vantaggio economico ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(48) Le autorità italiane sostengono che il Poligrafico utilizzerà una parte del mutuo per rimborsare i debiti contratti al fine di fornire risorse finanziarie a CMF (370 miliardi di ITL - 190 milioni di EUR) e ad Editalia (49 miliardi di ITL - 25 milioni di EUR). A sua volta, CMF ha utilizzato la maggior parte dei fondi ricevuti per realizzare iniezioni di capitale in talune sue controllate, più precisamente in Cellulosa Calabra (272 miliardi di ITL), Naco (5 miliardi di ITL) e NWT (25 miliardi di ITL). Pertanto, secondo le autorità italiane, le risorse erogate al Poligrafico non costituivano aiuti di Stato essendo state semplicemente trasferite a CMF, la quale, a sua volta, le ha trasferite a Cellulosa Calabra, Naco e NWT. Poiché il fatturato di queste ultime era molto limitato - se non addirittura nullo - non si può ravvisare alcuna distorsione di concorrenza nel caso di specie.
(49) La Commissione non ritiene di poter condividere tale tesi. Il Poligrafico opera come un gruppo integrato che svolge l'attività produttiva in modo diretto o tramite aziende controllate. Pertanto, pur essendo un soggetto distinto dal Poligrafico, CMF appartiene a tale gruppo e deve essere considerata, ai fini del presente procedimento, come parte di un unico gruppo economico. CMF, oltre ad essere una società di produzione integrata, opera infatti come una sub-holding del Poligrafico, detenendo partecipazioni in più di 15 società.
(50) Le misure accordate al Poligrafico sono da considerarsi destinate all'intero gruppo, a prescindere dal fatto che favoriscano la fabbricazione di taluni prodotti o la prestazione di determinati servizi ad opera del Poligrafico stesso o della CMF o di un'altra azienda controllata.
(51) Pertanto la Commissione, nel determinare se le misure in esame abbiano recato un vantaggio economico ai destinatari ai sensi dell'articolo 87, deve applicare il principio dell'investitore operante in economia di mercato ai fondi erogati dallo Stato al Poligrafico, giacché comprendono anche quelli concessi dal Poligrafico stesso alle sue controllate per finanziare la ristrutturazione di queste ultime.
(52) A questo proposito occorre esaminare se i fondi, di cui ha beneficiato il Poligrafico, siano stati concessi secondo il principio dell'investitore operante in economia di mercato(3). Diversamente, queste misure producono un vantaggio economico per il beneficiario. Infatti quest'ultimo può utilizzare tali risorse per finanziare spese e investimenti senza dover procurarsi prestiti da istituzioni finanziarie o remunerare adeguatamente le risorse ricevute.
(53) Secondo il principio dell'investitore operante in economia di mercato, una transazione finanziaria tra uno Stato e un'impresa pubblica implica l'esistenza di un aiuto statale quando non sarebbe stata effettuata da un investitore privato operante in normali condizioni di mercato. In particolare, si può presumere che sussistano aiuti di Stato quando "la situazione finanziaria dell'impresa ed in particolare il volume dell'indebitamento sono tali da far apparire ingiustificata la previsione di un rendimento normale (in dividendi o in valore) dei capitali investiti entro un termine ragionevole di tempo"(4).
(54) Sia il Poligrafico che CMF, come si può constatare dalle tavole 2 e 3, si trovavano in situazione economica difficile all'epoca in cui hanno ricevuto i fondi dai loro rispettivi azionisti. Per quanto concerne il Poligrafico, la tavola 2 indica che la situazione economica dell'Istituto si era andata gravemente deteriorando: il suo margine operativo era già diventato negativo nel 1996 ed era notevolmente peggiorato nel 1997. Anche a prescindere dalle cancellazioni una tantum del 1997, si osserva che il margine operativo (che può essere equiparato al risultato economico delle attività "industriali") era negativo per circa 100 miliardi di ITL. Malgrado il notevole miglioramento registrato nel 1997, la redditività operativa della società era rimasta negativa.
(55) Inoltre si può notare che sia nel 1997 che nel 1998 il patrimonio netto del Poligrafico era negativo. In condizioni normali le società con un patrimonio netto negativo non possono operare.
(56) Lo stesso ragionamento si può applicare, mutatis mutandis, a CMF. Come si evince dalla tavola 3, l'impresa ha subito un improvviso calo del fatturato ed ha registrato un margine operativo negativo sia nel 1997 che 1998. In quegli anni CMF ha subito notevoli perdite che ne hanno completamente eroso il capitale. È stato soltanto grazie ai conferimenti di capitale ricevuti dal Poligrafico che l'impresa ha potuto continuare ad essere operativa. È pertanto chiaro che il Poligrafico, tenuto conto dell'ultimo risultato economico della società, della sua struttura finanziaria e delle sue prospettive economiche, non poteva aspettarsi un rendimento degli investimenti che fosse accettabile per un investitore privato.
(57) Ciò premesso, lo Stato non poteva ragionevolmente attendersi un normale reddito di mercato dall'investimento realizzato nell'impresa. Il conferimento di risorse finanziarie al Poligrafico è pertanto da considerarsi come un'attribuzione di vantaggi economici al beneficiario ai sensi dell'articolo 87 e potrebbe quindi costituire un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87 del trattato CE qualora dovesse incidere sugli scambi tra Stati membri.
Effetti sul commercio comunitario
(58) La terza condizione necessaria affinché un determinato provvedimento statale sia soggetto all'articolo 87 riguarda la sussistenza di effetti reali o potenziali sugli scambi commerciali tra Stati membri. Nella fattispecie occorre valutare gli effetti sul commercio intracomunitario giacché, come ha indicato la Commissione nell'avvio del procedimento, il Poligrafico e le sue controllate operano in vari settori - produzione di pasta e carta, conio ed editoria, che sono aperti alla concorrenza e nei quali il commercio intracomunitario è notevole.
(59) Inoltre, nell'avvio del procedimento, la Commissione ha indicato chiaramente che nei succitati settori nei quali opera il Poligrafico esiste un effettivo o potenziale commercio intracomunitario. In particolare essa ha accennato al servizio di conio, alla fornitura di carta per uso amministrativo e ai servizi di editoria. La Commissione ribadisce la sua tesi per quanto riguarda l'effetto sugli scambi intracomunitari e cioè che le misure di aiuto di Stato concesse al Poligrafico o alle sue controllate alterano o minacciano di alterare il commercio intracomunitario.
(60) Inoltre la Commissione osserva che, secondo la Corte di giustizia, perché un aiuto di Stato ricada nell'articolo 87 non è necessaria un'incidenza diretta sul commercio effettivo tra Stati membri. È sufficiente che le misure rafforzino la posizione del beneficiario nei confronti di altre imprese concorrenti negli scambi intracomunitari(5). È il caso appunto dei concorrenti del Poligrafico, ma anche di altre imprese operanti nel settore del conio, dell'editoria e della stampa.
(61) Si può pertanto concludere che le misure in esame rispondono anche alla terza condizione di cui al considerando 31 e quindi costituiscono un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1.
Compatibilità con il mercato comune
(62) Dopo avere accertato che i provvedimenti in esame costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, la Commissione deve valutare se essi possano essere dichiarati compatibili con il mercato comune ai sensi delle disposizioni dettate in materia dal trattato CE.
(63) Il disposto dell'articolo 87, paragrafo 2, può essere escluso poiché le misure in questione non sono aiuti a carattere sociale destinati a singoli consumatori né aiuti tesi ad ovviare a danni arrecati da calamità naturali.
(64) Quanto al disposto dell'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) ed alla parte dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), che riguarda le regioni, va osservato che l'aiuto non appare destinato a promuovere lo sviluppo di specifiche regioni considerata la varietà di localizzazioni geografiche dove il Poligrafico è presente in quanto gruppo. Inoltre, l'aiuto non è destinato a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo né a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera b).
(65) Considerata la natura delle misure in esame, non appare applicabile nemmeno la deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera d).
(66) In conclusione, le misure d'aiuto di cui trattasi possono unicamente beneficiare della deroga prevista all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c). In quest'ottica la Commissione è tenuta a valutare la compatibilità delle misure di aiuto in base agli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà(6), dato che il procedimento è stato avviato nel 1998 in relazione agli aiuti concessi fino a quel momento. In base ai succitati orientamenti, l'autorizzazione di un piano di ristrutturazione da parte della Commissione è subordinata al soddisfacimento delle seguenti condizioni generali:
i) il ripristino della redditività a lungo termine dell'impresa;
ii) la prevenzione di indebite distorsioni della concorrenza indotte dall'aiuto;
iii) la proporzionalità degli aiuti ai costi e ai benefici della ristrutturazione;
iv) la realizzazione integrale del piano di ristrutturazione;
v) il controllo da parte della Commissione dell'attuazione del piano di ristrutturazione.
(67) La Commissione può dichiarare che gli effetti dell'aiuto non sono contrari all'interesse comunitario ed approvare la misura ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), unicamente se tutti i criteri suindicati sono soddisfatti.
(68) A tal fine le autorità italiane hanno presentato un piano di ristrutturazione organico sia per quanto concerne il Poligrafico in quanto gruppo aziendale sia in particolare CMF, incentrato lungo tre assi principali, più precisamente:
- la concentrazione dell'attività del Poligrafico sulla funzione principale del gruppo consistente nella fornitura di prodotti e servizi per la pubblica amministrazione, e conseguente eliminazione delle attività "esterne",
- la privatizzazione/liquidazione della maggior parte delle aziende controllate dal Poligrafico, della CMF e della maggior parte delle aziende controllate dalla CMF,
- la riduzione dei costi attraverso l'aumento dell'efficienza interna e la ristrutturazione.
(69) Il Poligrafico ritiene che dovrebbe ritornare ad una situazione di stabile redditività nel 2002, realizzando congrui flussi di cassa già nel 1999 e 2000, come risulta dalla tavola 4.
Tavola 4
Piano di ristrutturazione del Poligrafico
SPAZIO PER TABELLA
(70) I risultati di cui sopra verranno ottenuti riducendo drasticamente i costi di esercizio dell'impresa, in particolare quelli relativi al personale, di quasi il 50 % nonché attuando una vasta gamma di interventi di riorganizzazione interna ed eliminando la produzione di vari prodotti e servizi del Poligrafico destinati al mercato. Ad esempio è già iniziato lo smantellamento degli stabilimenti per la produzione di carta e buste normali. In termini di fatturato (nel 1997), ciò corrisponde ad un calo di circa 170 miliardi di ITL (circa 87 milioni di EUR) all'anno.
(71) Al termine del piano, il Poligrafico concentrerà la sua produzione su due categorie di prodotti, più precisamente:
- prodotti e servizi destinati alla pubblica amministrazione per i quali le autorità pubbliche impongono specifici criteri di qualità e di sicurezza in termini di non riproducibilità, fede pubblica, ecc. (categoria a). Rientrano in questa categoria i passaporti, i documenti di identità personale, i biglietti della lotteria, i buoni del Tesoro e la Gazzetta ufficiale nonché il servizio di conio per la Banca centrale. Si ritiene che questi prodotti al termine del piano di ristrutturazione, rappresentino l'85 % del fatturato dell'impresa. È chiaro chela concorrenza per questi prodotti, data la natura degli stessi, è quanto mai limitata,
- prodotti destinati alla pubblica amministrazione, ma che non richiedono lo stesso grado di sicurezza di quelli di cui alla categoria a) tra cui documenti fiscali, certificati elettorali ecc. (categoria b). Al termine del piano di ristrutturazione, i prodotti della categoria b) dovrebbero rappresentare il rimanente 15 % del fatturato del Poligrafico.
(72) Dato che il Poligrafico sospenderà la fabbricazione di tutti i suoi attuali prodotti "commerciali", il piano prevede la chiusura di tutti gli impianti di produzione preesistenti per concentrare l'attività produttiva in un solo nuovo stabilimento, ottenendo così una maggiore efficienza ed un livello più elevato di qualità del prodotto. Sarà necessario uno stabilimento separato unicamente per il servizio di conio.
(73) Inoltre, il piano prevede la vendita di tutte le aziende controllate dal Poligrafico ad eccezione di Verres e Editalia. Verres sarà mantenuta per la sua produzione di materie prime destinate al servizio di conio, mentre Editalia è rilevante ai fini dell'attività editoriale che può essere utile per le attività principali del Poligrafico. Il piano prevede inoltre la possibilità che anche queste controllate siano cedute in una fase successiva.
(74) Da notare che il piano di ristrutturazione prevede anche una notevole riduzione dei prezzi corrisposti dalla pubblica amministrazione per i prodotti e servizi somministrati prestati dal Poligrafico. Si calcola che ciò riduca il fatturato del gruppo di circa 90 miliardi di ITL alla fine del piano, in base ai dati della produzione del 1997.
(75) Sotto il profilo dell'organizzazione, il piano di ristrutturazione prevede la riduzione radicale dell'organico del Poligrafico da 5302 unità nel 1997 a 2650 unità nel 2002 e a 2550 unità nell'anno di riferimento, quando tutta la produzione sarà concentrata in un unico stabilimento. Il piano prevede inoltre la riduzione dei costi unitari del personale, modificando alcuni aspetti legali del contratto di lavoro e sostituendo dipendenti giovani più economici a quelli anziani più costosi. L'azione combinata sull'organico e sul relativo costo unitario permetterà all'impresa di ridurre i costi complessivi dell'organico da 475 miliardi di ITL (244 milioni di EUR) nel 1997 a 228 miliardi di ITL (117 milioni di EUR) nell'anno di riferimento.
(76) Da notare che alla data del 30 giugno 2000 il personale era già stato ridotto di circa 1850 unità a 3130 dipendenti ad un ritmo più rapido rispetto a quanto previsto nel piano.
(77) Il piano prevede che i costi totali per finanziare le misure testé descritte ammontino a circa 1400 miliardi di ITL (720 milioni di EUR) nel periodo 1999-2002, di cui 600 miliardi di ITL destinati alla ristrutturazione della situazione finanziaria del Poligrafico, 430 miliardi di ITL per accentrare gli impianti di produzione in un unico stabilimento e 370 miliardi di ITL per la copertura dei costi sociali occasionati dal licenziamento del personale. Il Poligrafico concorrerà al finanziamento di tale piano con circa 300 miliardi di ITL, di cui 120 miliardi di ITL provenienti dalla vendita degli attivi e delle aziende controllate, 100 miliardi di ITL da flussi di cassa relativi al periodo e 80 miliardi di ITL dalla riduzione del capitale di esercizio.
(78) I restanti 1100 miliardi di ITL, come è stato indicato nel considerando 44, deriveranno da mutui di cui lo Stato rimborserà il capitale e gli interessi.
(79) Infine, va notato che il Poligrafico introdurrà un sistema contabile analitico che permetterà di separare i costi e i ricavi dei prodotti venduti esclusivamente alla pubblica amministrazione da quelli eventualmente venduti sul mercato. Ciò eliminerà il rischio che gli aiuti destinati alle attività per le quali il Poligrafico opera come fornitore della pubblica amministrazione siano deviati verso eventuali attività per quali il Poligrafico decida di competere sul mercato.
(80) L'elemento principale della ristrutturazione del Poligrafico sarà la riduzione dei suoi costi di esercizio (di circa 200 miliardi di ITL nell'arco di tempo considerato), per effetto della riduzione di personale, della razionalizzazione della produzione e di altri interventi organizzativi. La realizzazione di questi interventi dipende dalla volontà degli amministratori della società e non dall'evoluzione favorevole delle condizioni di mercato.
(81) Per quanto riguarda il Poligrafo, dalla tavola 4 risulta che le azioni contemplate nel piano di ristrutturazione permetteranno all'Ente di ripristinare una stabile redditività a partire dal 2001. Già nel 2000 il Poligrafico registrerà un congruo flusso di cassa che permetterà il finanziamento anche di una parte delle rimanenti azioni di ristrutturazione. Da notare inoltre che questi risultati saranno conseguiti interamente mediante misure di ristrutturazione interna, a prescindere da favorevoli ipotesi di mercato. Pertanto è soddisfatta la condizione enunciata sub i).
(82) Parallelamente alla ristrutturazione del Poligrafico, il piano presentato dalle autorità italiane prevede anche la radicale ristrutturazione di CMF al fine di privatizzare al più presto possibile l'impresa. Giacché CMF è la più grande controllata del Poligrafico, è opportuno analizzarne la ristrutturazione prima che sia privatizzata.
(83) Il piano di ristrutturazione di CMF si basa sulle seguenti azioni da realizzare entro tre anni:
- lo spostamento della gamma produttiva verso prodotti a maggior valore aggiunto, quali le carte valori,
- l'uscita dal settore della carta autocopiante,
- il rinnovo degli impianti energetici, che determinano una percentuale elevata dei costi di esercizio,
- la ristrutturazione dell'organizzazione commerciale e del marketing,
- la riduzione del personale.
(84) Il piano prevede inoltre la vendita della maggior parte delle aziende controllate da CMF e delle attività non strategiche. Relativamente alle società da vendere, va ricordato che CMF ha già completato la vendita di Cellulosa Calabra, una controllata che registrava notevoli perdite. Come si è già detto al considerando 48, le autorità italiane sostengono che gli aiuti concessi a questa società, assieme a Naco e NWT, dovrebbero essere esaminati separatamente. La Commissione, per i motivi sopra descritti, ritiene che queste società - tutte con fatturato e produzione molto limitati, o nulli - rientrino nell'ambito delle attività di CMF nel settore della produzione di carta e pasta.
(85) Tuttavia, va rilevato che le difficoltà di CMF sono prevalentemente da imputarsi a Cellulosa Calabra, Naco e NWT. In particolare Cellulosa Calabra, che ha ricevuto il 90 % dei fondi destinati da CMF alle sue controllate, doveva diventare un sito di produzione in Calabria - regione svantaggiata nel quadro dell'obiettivo 1 - destinato alla produzione di carta mediante un processo speciale atto a ridurre l'utilizzazione di alberi e gli effetti inquinanti dei processi produttivi a base di cloro. Malgrado ingenti investimenti e un organico numeroso, la società non ha mai raggiunto un livello di produzione significativo limitandosi a test di produzione e di marketing. Da notare che il fatturato della società durante la prima metà del 1998, ossia prima della privatizzazione, era di soli 140 milioni di ITL (72000 di EUR). La società è stata venduta - mediante gara pubblica e trasparente - ad un gruppo di investitori che ha smantellato tutti gli impianti per la produzione di carta ed ha utilizzato il sito industriale per produrvi elettricità. Non è quindi il caso di esaminare un eventuale piano di ristrutturazione per Cellulosa Calabra.
(86) Lo stesso ragionamento vale per Naco e NWT. Entrambe le società dovevano mettere a punto nuovi processi produttivi per la produzione di carta e prodotti simili alla carta. Il fatturato di Naco nel 1997 - prima della privatizzazione - è stato di soli 170 milioni di ITL (86000 di EUR), mentre quello di NWT nel 1998 è stato di poco inferiore a 1500 milioni di ITL (770000 di EUR). Anche queste due controllate sono già state vendute - mediante gara pubblica e trasparente - a investitori privati. Il ricavato, 8 % e 2 % dei fondi destinati da CMF alle sue controllate, sono stati utilizzati per ripianare perdite pregresse.
(87) Il piano di CMF prevede che continuino la vendita e la chiusura della maggior parte delle sue controllate. Ad esempio, oltre alle già citate vendite di Cellulosa Calabra, Naco e NWT, CMF ha già venduto Polimoore SpA e FAD SpA, mentre Cargest SpA è stata posta in liquidazione, così come Cogest SpA.
(88) È stato parimenti venduto lo stabilimento di produzione di Cerreto Castello appartenente a Fabriano Soft, mentre è stata chiusa la linea di produzione di carta autocopiante di CMF.
(89) Inoltre, il piano prevede varie azioni volte a riposizionare la società in termini di prodotti e canali di distribuzione, nonché ad accrescerne l'efficienza a livello dei concorrenti. Tra queste misure figura la riduzione dell'organico dall'attuale livello di 970 unità a circa 600 unità (-40 %).
(90) L'attuazione di questi interventi dovrebbe consentire la ripresa della società. Infatti CMF dovrebbe essere in grado di conseguire un utile operativo di circa 60 miliardi di ITL (31 milioni di EUR) nel 2002 rispetto a 1 miliardo di ITL (0,5 milioni di EUR) di perdite nel 1998), come risulta dalla tavola 5.
Tavola 5
Piano di ristrutturazione di CMF
SPAZIO PER TABELLA
(91) Nel quadro di tale piano CMF sarà privatizzata conformemente al piano di ristrutturazione del suo azionista Poligrafico. A tal fine è già iniziata la procedura di vendita.
(92) Come indicato al considerando 67, la Commissione deve valutare se il piano di ristrutturazione presentato dalle autorità italiane soddisfi le cinque condizioni indicate negli orientamenti vigenti in materia.
(93) In base alla prima condizione, le misure devono permettere di ripristinare l'efficienza economico-finanziaria a lungo termine dell'impresa entro un lasso di tempo ragionevole, sulla base di ipotesi di mercato realistiche.
(94) La Commissione rileva inoltre che, per quanto riguarda CMF, si prevede che gli interventi ristrutturativi riportino la società ad una stabile efficienza economico-finanziaria nel 2002. Nell'anno di riferimento 2002, si stima che il flusso di cassa di CMF sarà di circa 60 miliardi di ITL, sufficiente per coprire i fabbisogni di esercizio e gli investimenti della società. La ristrutturazione sarà in gran parte resa possibile dagli interventi previsti da CMF per aumentare l'efficienza dell'impresa nonché dalla diminuzione dei suoi costi di esercizio. Ad esempio, si ritiene che i costi di personale diminuiscano da 75 miliardi di ITL nel 1997 a 45 miliardi di ITL nel 2002 (-40 %). Tali azioni dipendono prevalentemente dalla volontà degli amministratori della società e non da condizioni esterne di mercato.
(95) Inoltre, la Commissione prende atto dell'impegno delle autorità italiane di privatizzare quanto prima CMF nel quadro del piano di ristrutturazione del Poligrafico. La Commissione ritiene che la presenza di investitori privati rafforzerà le prospettive di redditività della società.
(96) A questo proposito va osservato che il Poligrafico ha già scelto il consulente per la vendita di CMF e che è imminente l'avvio della procedura di privatizzazione.
(97) La Commissione prende atto dell'impegno delle autorità italiane di realizzare integralmente il succitato piano di ristrutturazione secondo il calendario indicato nonché di fornire, a partire dal 30 giugno 2001, relazioni semestrali sullo stato di avanzamento dei lavori.
(98) In base alla seconda condizione, devono essere evitate indebite distorsioni della concorrenza indotte dall'aiuto. In linea di massima gli aiuti concessi dallo Stato ad un'impresa causano indebite distorsioni di concorrenza giacché collocano l'impresa in una posizione economica più favorevole rispetto ai suoi concorrenti. Di conseguenza tale effetto deve essere controbilanciato da riduzioni della capacità produttiva.
(99) Nella fattispecie, il piano di ristrutturazione mostra che il Poligrafico ridurrà notevolmente la sua capacità produttiva. In particolare, come si è indicato sopra, cesserà tutta la sua attività attuale destinata al settore commerciale e si limiterà a prodotti e servizi destinati alla pubblica amministrazione. Ciò comporta, secondo i valori del 1998, una perdita di produzione di circa 170 miliardi di ITL su un fatturato totale di 977 miliardi di ITL (17 %).
(100) Inoltre, il Poligrafico venderà la maggior parte delle sue controllate, in particolare CMF che è senz'altro l'impresa più grande in termini di capacità produttiva e fatturato. Come risulta dalla tavola 4, il fatturato del Poligrafico scenderà a 752 miliardi di ITL nel 2002 rispetto ai 998 miliardi di ITL nel 1996 e soprattutto rispetto ai 1530 miliardi di ITL del fatturato consolidato del 1996. Ciò rappresenta una riduzione di circa il 25 % in riferimento al Poligrafico stesso e del 50 % in riferimento al gruppo consolidato. Pur considerando che Verres e Editalia resteranno nel gruppo, la riduzione in termini di capacità è comunque notevole e significativa.
(101) Inoltre, come si è già detto nei punti precedenti, il Poligrafico chiuderà i suoi tre attuali stabilimenti di produzione per concentrare l'attività in un unico stabilimento nuovo ed anche ciò potrebbe indurre una riduzione significativa della capacità produttiva disponibile per il gruppo.
(102) La Commissione rileva peraltro che CMF ridurrà considerevolmente il proprio organico (-40 %) e ristrutturerà gli impianti produttivi con conseguente notevole riduzione della sua capacità di produzione. In particolare, la società chiuderà il nuovo stabilimento di Rocchetta, costruito tra il 1991 e il 1993, con una capacità potenziale di 150000-200000 tonnellate. CMF utilizzerà lo stabilimento come un terminale logistico e ridurrà progressivamente la sua produzione attuale: anche questa misura si tradurrà in un'ulteriore riduzione della capacità produttiva potenziale.
(103) La Commissione constata pertanto che, in base al piano presentato dalle autorità italiane, il Poligrafico ha già ridotto e ridurrà sostanzialmente la sua capacità produttiva accentrando i siti di produzione e vendendo la maggior parte delle sue controllate, in particolare CMF. La Commissione ritiene pertanto che l'aiuto concesso al Poligrafico non causerà indebite distorsioni di concorrenza se le misure del piano di ristrutturazione saranno attuate integralmente come previsto. È pertanto soddisfatta la seconda condizione.
(104) In base alla terza condizione, l'aiuto deve essere commisurato ai costi e ai benefici. Perché l'aiuto di Stato sia dichiarato compatibile occorre che si limiti rigorosamente al minimo necessario per finanziare il ripristino dell'efficienza economico-finanziaria e quindi non deve essere utilizzato per iniziative aggressive e perturbatrici del mercato, se non nella misura necessaria per riportare l'impresa alla redditività.
(105) Come spiegato al punto 77, il costo finanziario totale del piano di ristrutturazione dovrebbe essere di 1400 miliardi di ITL. Il Poligrafico concorrerà al finanziamento del piano in maniera significativa tramite i flussi di cassa (100 miliardi di ITL nell'intero periodo) derivanti dalle misure di razionalizzazione, mediante la vendita degli attivi e aziende controllate (120 miliardi di ITL) nonché mediante la riduzione del capitale di esercizio.
(106) Dalle informazioni fornite dalle autorità italiane risulta che i fondi ricevuti dal Poligrafico saranno autorizzati per ridurre i debiti finanziari della società, per ricostituirne il capitale netto, per finanziare le ristrutturazione delle operazioni e per coprire i costi sociali dei licenziamenti.
(107) Alla fine del 1998, il capitale netto del Poligrafico era negativo per circa 600 miliardi di ITL (308 milioni di EUR) in conseguenza delle perdite subite nel 1997 e 1998. Tali perdite erano in gran parte imputabili a cancellazioni di scorte e di attivi nonché alla necessità di apportare risorse finanziarie alle sue controllate, CMF in particolare. La Commissione ritiene che i fondi concessi dallo Stato al Poligrafico siano limitati al minimo strettamente necessario per coprire i costi della sua ristrutturazione finanziaria, organizzativa e industriale.
(108) Come si è già detto, il Poligrafico utilizzerà le risorse concesse dallo Stato, assieme alle sue risorse proprie, per coprire i costi sociali dei licenziamenti di personale (370 miliardi di ITL), per ristrutturare i suoi stabilimenti di produzione (430 miliardi di ITL - 221 milioni di EUR) e per ricostituire il suo capitale (600 miliardi di ITL - 308 milioni di EUR). Una volta terminato il piano, il Poligrafico si ritroverà con una struttura finanziaria solida caratterizzata da un livello di indebitamento normale rispetto al capitale della società.
(109) La Commissione ritiene pertanto che l'aiuto prospettato a favore del Poligrafico sia commisurato ai costi della sua ristrutturazione e non apporti un eccesso di risorse che potrebbero essere utilizzate per finanziare iniziative commerciali aggressive. La Commissione a questo proposito osserva inoltre che il Poligrafico introdurrà un sistema contabile distinto, che separerà i costi e ricavi attinenti ai prodotti venduti esclusivamente alla pubblica amministrazione da quelli relativi a prodotti destinati a clienti del settore privato. Ciò concorrerà ulteriormente ad evitare eventuali effetti diffusi dei fondi verso le (limitate) attività commerciali che sussisteranno una volta concluso il piano di ristrutturazione.
(110) La Commissione ritiene pertanto che l'aiuto concesso non abbia apportato al Poligrafico e a CMF ulteriore liquidità svincolata dal processo di ristrutturazione e utilizzabile per finanziare iniziative commerciali aggressive e nuovi investimenti non necessari ai fini della ristrutturazione.
(111) Quanto alla terza condizione è già stato detto nei precedenti punti che i beneficiari contribuiranno in maniera significativa al finanziamento delle operazioni di ristrutturazione. Per quanto riguarda il Poligrafico, come si è visto, la società parteciperà ampiamente alla ristrutturazione apportandovi circa 300 miliardi di ITL (154 milioni di EUR) di risorse proprie, provenienti dalla vendita di cespiti, controllate e stabilimenti industriali nonché dal flusso di cassa derivante dalla razionalizzazione delle sue operazioni.
(112) Per quanto riguarda CMF, la Commissione osserva che la società utilizzerà a fini di ristrutturazione circa 150 miliardi di ITL (77 milioni di EUR) di risorse interne rispetto ad un fabbisogno futuro stimato pari a 200 miliardi di ITL (103 milioni di EUR). Anche CMF venderà la maggior parte delle sue controllate (come si è detto prima, un buon numero di queste sono già state vendute o stanno per essere cedute) ed utilizzerà i proventi ottenuti per finanziare la sua propria ristrutturazione.
(113) La Commissione ritiene che entrambe le società parteciperanno in maniera significativa al finanziamento dei rispettivi piani di ristrutturazione. Pertanto è soddisfatta la terza condizione.
(114) Infine, il governo italiano si è impegnato a garantire la realizzazione integrale del piano di ristrutturazione ed a fornire alla Commissione relazioni semestrali sulla situazione economico-finanziaria del Poligrafico nonché sui progressi delle azioni di ristrutturazione della società, al fine di consentire alla Commissione di controllare la realizzazione dei piani di ristrutturazione presentati. Sono pertanto soddisfatte la quarta e quinta condizione.
VI. CONCLUSIONI
(115) La Commissione constata che l'Italia ha illegalmente dato esecuzione, in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, alle misure di aiuto testé descritte. Tuttavia essa ritiene che l'aiuto concesso al Poligrafico sia compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato purché sia realizzato integralmente il piano di ristrutturazione presentato alla Commissione nell'ambito del procedimento,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto che l'Italia ha concesso in favore dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, dell'ammontare di 80 miliardi di ITL all'anno per i prossimi 20 anni (equivalente a 1100 miliardi di ITL al valore attuale), è compatibile con il mercato comune alle condizioni indicate nell'articolo 2.
Articolo 2
L'Italia provvede alla attuazione del piano di ristrutturazione dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e presenta semestralmente, a decorrere dal 1o luglio 2001, una relazione sullo stato di avanzamento del medesimo.
Articolo 3
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, l'Italia informa la Commissione circa i provvedimenti adottati per conformarvisi
Articolo 4
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 25 aprile 2001.

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