Document ID: 31986D0498

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 25 marzo 1986
relativa ad un aiuto a favore dei produttori italiani di zucchero
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(86/498/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto il regolamento (CEE) n. 1785/81 del Consiglio, del 30 giugno 1981 (1), relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero, modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 606/82 (2), in particolare l'articolo 44,
dopo aver intimato agli interessati di trasmetterle le loro osservazioni ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 2, primo comma, del trattato (3),
considerando quando segue:
I
Il 14 novembre 1984, in occasione della riunione del comitato di gestione per lo zucchero, la Commissione ha preso conoscenza di una misura d'aiuto prevista dalla delibera del comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) dell'11 ottobre 1984 (4), dal provvedimento n. 39/1984 del 24 ottobre 1984 (5) e dal provvedimento n. 41/1984 del 16 novembre 1984 (6).
Questa misura prevede la concessione di un aiuto ai produttori italiani di zucchero per lo zucchero proveniente dalla produzione nazionale o dalla raffinazione di zucchero greggio importato, a concorrenza di:
- 59,12 Lit/kg per lo zucchero bianco giacente al 29 ottobre 1984, schiavo di imposta di fabbricazione e per il quale non è stato ancora pagato il sovrapprezzo (l'importo da pagare per quest'ultimo sarà quindi pari a quello precedentemente in vigore maggiorato di 22 Lit),
oppure
- 37,12 Lit/kg per lo zucchero bianco giacente alla data del 29 ottobre 1984, libero da imposta di fabbricazione e per il quale è stato pagato il sovrapprezzo (importo precedentemente in vigore).
II
Con lettera del 23 novembre 1984 indirizzata al governo italiano, la Commissione ha deciso di avviare, relativamente alla misura di cui sopra, la procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2, del trattato. In seguito, tale procedura è stata estesa a tutte le specifiche disposizioni d'applicazione della delibera del CIPE dell'11 ottobre 1984 e, in particolare, a quelle previste dal provvedimento n. 41/1984. Nell'ambito di tale procedura la Commissione ha intimato al governo italiano di presentare le proprie osservazioni.
Essa ha altresì invitato gli altri Stati membri, nonché gli interessati diversi dagli Stati membri, di presentare le loro osservazioni.
III
Il 10 dicembre 1984, con lettera n. 9692, protocollata il 13 dicembre 1984, il governo italiano ha risposto alla lettera della Commissione e, nel corso della riunione del Consiglio del 14 e 15 gennaio 1985, ha chiesto l'applicazione dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato e con tele
scritto n. 4660/85 del 7 febbraio 1985 si è rivolto ufficialmente al Consiglio onde ottenere l'autorizzazione ad erogare l'aiuto in questione, ai sensi del citato articolo 93, paragrafo 2, terzo comma, del trattato. Il Consiglio non ha tuttavia adottato alcuna decisione in merito entro i termini fissati dal trattato.
Il 23 aprile 1985, nel corso di una riunione bilaterale chiesta dalle autorità italiane ai servizi della Commissione, il governo italiano ha confermato la propria posizione, invocando la sospensione della procedura a norma dell'articolo 93, paragrafo 2.
Il 22 luglio 1985 le autorità italiane hanno tuttavia comunicato l'intenzione di modificare l'aiuto; nel corso della riunione bilaterale del 1o ottobre 1985 e nell'ultimo telescritto del 29 ottobre 1985, esse hanno illustrato la misura modificata, che si configurerebbe attualmente come un aiuto agli investimenti a favore dell'industria saccarifera italiana, ai sensi della legge 19 dicembre 1983, n. 700, recante « Disposizioni per il risanamento del settore della barbabietola da zucchero » (aiuto n. 10/84).
Nella lettera al governo italiano del 23 maggio 1984, la Commissione ha considerato tale legge compatibile con il mercato comune tenendo conto del fatto che essa era destinata a permettere il risanamento del settore saccarifero in Italia. Globalmente, l'aiuto in questione e quelli previsti dalla legge citata non supereranno l'aliquota massima autorizzata dalla Commissione (50 % per le zone centrosettentrionali e 75 % per quelle del mezzogiorno).
IV
Con le lettere del 14 gennaio 1985 e del 21 gennaio 1985 le autorità irlandesi e danesi hanno espresso il loro appoggio alla decisione della Commissione.
V
I quantitativi di zucchero per i quali dovrebbe essere concesso l'aiuto ai produttori, espressi in rapporto ai quantitativi prodotti ed importati in Italia, sono i seguenti:
- quantitativo di zucchero giacente, detenuto dai produttori alla data del 29 ottobre 1984, interessato dall'aiuto:
59 685 t (secondo le informazioni fornite dalle autorità italiane), vale a dire
- 4,68 % della produzione italiana per la campagna 1984/1985, pari a 1 274 milioni di t (fonte Eurostat),
- 24,8 % delle quantità importate nel corso della campagna 1984/1985 (fonte Eurostat).
Sulla base di tali dati, l'ammontare totale dell'aiuto raggiungerebbe i 2,6 miliardi di lire italiane (1 778 milioni di ECU);
- quantitativo di zucchero importato annualmente come tale dagli Stati membri (EUR-10) (fonte Eurostat):
- campagna 1982/1983: 283 000 t
- campagna 1983/1984: 273 000 t
- campagna 1984/1985: 239 773 t.
Dato che la produzione italiana di zucchero non riesce a coprire il fabbisogno, essa è limitata alla quota A.
VI
1. Nella lettera del 23 novembre 1984 con la quale è stata avviata la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato, la Commissione aveva indicato alle autorità italiane che gli aiuti di 59,12 Lit/kg e 37,12 Lit/kg concessi ai produttori per lo zucchero proveniente dalla produzione nazionale o dalla raffinazione di zucchero greggio importato e giacente alla data del 29 ottobre 1984 conformemente a quanto previsto dalle disposizioni italiane costituiscono aiuti di funzionamento privi di qualsiasi effetto duraturo sul miglioramento delle strutture del settore interessato; favoriscono la produzione nazionale a scapito dello zucchero importato da altri Stati membri dopo il 29 ottobre 1984; tali aiuti, per loro natura, falsano altresì la concorrenza, in quanto possono incidere direttamente sui prezzi e quindi sugli scambi intracomunitari e sono per di più in contrasto con l'organizzazione comune del mercato del settore dello zucchero.
2. La misura in questione presenta le caratteristiche che, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato, rendono un aiuto incompatibile con il mercato comune.
Le deroghe a questo principio, previste dall'articolo 92, paragrafo 2, del trattato, non possono essere invocate, in quanto palesemente inapplicabili nella fattispecie. Quanto alle deroghe previste dal paragrafo 3 dello stesso articolo, esse precisano gli obiettivi da perseguire con la concessione degli aiuti, specificando che devono rivestire un interesse comunitario; in particolare tali deroghe possono essere concesse solo se la Commissione è in grado di stabilire che l'aiuto è necessario al conseguimento dei fini perseguiti da queste disposizioni. Accordare il beneficio delle suddette deroghe ad aiuti che non offrano tale contropartita significherebbe accettare una situazione pregiudizievole per gli scambi tra Stati membri, distorsioni della concorrenza non giustificate da un interesse comunitario e, conseguentemente, vantaggi arbitrari per taluni Stati membri.
La misura qui considerata non era manifestamente destinata a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), né era volta a porre rimedio a un grave perturbamento dell'economia dello Stato membro interessato, ai sensi della medesima disposizione.
Per quanto concerne le deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), relative ad aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico di talune regioni, come pure delle attività di cui alla citata lettera c), si deve constatare che gli aiuti previsti sarebbero andati ad esclusivo beneficio di alcuni produttori, senza che fossero prese in considerazione esigenze di adeguamento o di migliora mento delle strutture aziendali del settore saccarifero, obiettivi di risparmio energetico o prospettive di sviluppo nell'ambito regionale. Conseguentemente, gli aiuti avrebbero dovuto essere considerati aiuti di funzionamento concessi ai produttori beneficiari, e in quanto tali catalogati tra quelli nei confronti dei quali la Commissione ha sempre espresso un'opposizione di principio, dato che la loro erogazione non è soggetta a condizioni che permettano l'applicazione delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c).
3. La concessione dell'aiuto considerato avrebbe contraddetto il principio secondo il quale gli Stati membri non hanno più la potestà di decidere unilateralmente in materia di redditi nell'ambito di un'organizzazione comune di mercato erogando provvidenze del tipo in questione.
Esistono altresì limiti al potere degli Stati membri di intervenire direttamente nel funzionamento delle organizzazioni comuni di mercato, le quali comportano un regime di prezzo comune, che è ormai di competenza esclusiva della Comunità.
Pertanto, anche se fosse stato possibile prendere in considerazione una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, del trattato, il fatto che la misura d'aiuto in esame costituisse un'infrazione all'organizzazione comune di mercato avrebbe escluso la possibilità di applicare tale deroga.
VII
1. Dall'ultima risposta del governo italiano, datata 29 novembre 1985, si evince che gli aiuti ai produttori sono stati modificati e si configurano attualmente come misure di incentivazione degli investimenti, adottate nel quadro della ristrutturazione e del risanamento del settore saccarifero italiano in base alla legge 19 dicembre 1983, n. 700, che la Commissione ha considerato compatibile con il mercato comune.
2. Con lettera del 23 maggio 1984, la Commissione, considerato l'obiettivo di ristrutturazione e risanamento perseguito dalla citata legge, ha infatti espresso al riguardo un parere favorevole, fatta salva l'esigenza che:
- i piani specifici d'intervento di cui all'articolo 1 di tale legge le siano notificati a norma dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato prima della loro esecuzione;
- le siano parimenti notificati, a norma della medesima disposizione del trattato, le modalità d'applicazione d'ordine finanziario relative ai prestiti a lunga scadenza previsti dall'articolo 2, lettera c) della suddetta legge e dall'articolo 3, sesto comma, del decreto legge 12 agosto 1983, n. 371.
La Commissione ha precisato che questo orientamento si giustifica soltanto se effettivamente il piano di risanamento:
- ha una durata limitata (cinque anni),
- si prefigge un obiettivo di produzione, che non superi i quantitativi prodotti in passato, né quelli previsti nelle quote A e B fissate dai vigenti regolamenti comunitari, vale a dire 15,7 milioni di quintali di zucchero l'anno, relativamente ad una durata ottimale della campagna.
La Commissione ha sottolineato che questa presa di posizione non può pregiudicare quella d'ordine generale che essa aveva espresso nella propria lettera datata 1o febbraio 1972 indirizzata alla Repubblica italiana come a tutti gli altri Stati membri, con la quale venivano vietati tutti gli aiuti agli investimenti nel settore delle barbabietole e della canna da zucchero e in quello dello zucchero.
3. Gli aiuti ai produttori di cui al punto 1, che secondo le informazioni delle autorità italiane non sarebbero ancora stati erogati, saranno concessi nel rispetto dei massimali autorizzati dalla Commissione e comunicati da quest'ultima agli Stati membri con lettera del 30 ottobre 1985. Per l'Italia detti massimali sono:
- 50 % al centro-nord e 75 % nel mezzogiorno per i progetti che rientrano nel quadro dei programmi nazionali o regionali approvati dalla Commissione ai sensi del regolamento (CEE) n. 355/77 del Consiglio (1);
- 35 % al centro-nord e 50 % nel mezzogiorno per gli altri progetti.
4. Tenuto conto di quanto precede, la Commissione non ha più motivo di sollevare obiezioni riguardo alla concessione di questi aiuti, fatta salva la riserva delle assicurazioni di cui al precedente punto 1,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La Commissione delle Comunità europee non solleva obiezioni in merito alla misura concernente l'aiuto a favore dei produttori italiani di zucchero, a condizione che:
1. la concessione dell'aiuto di 59,12 Lit/kg e di 37,12 Lit/kg a favore dei produttori italiani di zucchero per lo zucchero bianco in giacenza al 29 ottobre 1984, proveniente dalla produzione nazionale o dalla raffinazione di zucchero greggio importato risulti dall'applicazione della legge 19 dicembre 1983, n. 700, ed avvenga nel rispetto della decisione con la quale la Commissione ha approvato tale legge;
2. l'aiuto qui considerato e quelli previsti dalla legge citata non superino, congiuntamente, i seguenti massimali:
a) 50 % al centro-nord e 75 % nel mezzogiorno per i progetti che rientano nel quadro dei programmi nazionali o regionali approvati dalla Commissione ai sensi del regolamento (CEE) n. 355/77;
b) 35 % al centro-nord e 50 % nel mezzogiorno per gli altri progetti.
Articolo 2
L'italia informa la Commissione, nel termine di due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione, circa il seguito che avrà dato alle disposizioni di cui all'articolo 1.
Articolo 3
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 25 marzo 1986.

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