Document ID: 32001D0105

Decisione della Commissione
del 25 ottobre 2000
relativa al regime di aiuti istituito dall'Italia (Sardegna) per la promozione e la valorizzazione dell'agricoltura biologica
[notificata con il numero C(2000) 3153]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(2001/105/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detto articolo,
considerando quanto segue:
I. Procedimento
(1) Con lettera del 3 marzo 1994, registrata il 17 marzo 1994, la Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea ha notificato, a norma dell'articolo 93 (attualmente articolo 88), paragrafo 3, del trattato, la legge regionale 9/94 (in appresso denominata "la legge regionale") che stabilisce norme per la promozione e la valorizzazione dell'agricoltura biologica. La pratica è stata protocollata con il numero N 167/94.
(2) Con lettere del 25 aprile 1994 e del 23 agosto 1994, la Commissione ha richiesto informazioni supplementari in merito a detta legge. Le autorità italiane hanno risposto con lettere datate 14 luglio 1994 e 17 ottobre 1994 e con fax del 14 febbraio 1995.
(3) Dalle informazioni fornite dalle autorità italiane è risultato che il regime di aiuti era entrato in vigore prima della notifica della legge regionale.
(4) Per tale motivo, gli aiuti previsti dalla legge regionale, cui era stato attribuito il numero N 167/94, sono stati cancellati dal registro degli aiuti notificati ed iscritti in quello degli aiuti non notificati con il numero NN 139/94.
(5) Con lettera del 27 luglio 1995, la Commissione ha informato l'Italia della propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato riguardo agli aiuti di cui all'articolo 9 e all'articolo 12, paragrafo 1, della legge regionale.
(6) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(1). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito agli aiuti di cui trattasi.
(7) La Commissione non ha ricevuto osservazioni in merito da parte degli interessati.
II. Descrizione
(8) L'articolo 9, paragrafo 1, della legge regionale stabilisce che vengano concessi contributi in conto capitale, pari al 60 % delle spese ritenute ammissibili, per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario destinate all'esercizio dell'attività agrobiologica.
(9) Tra le opere che possono beneficiare degli aiuti di cui all'articolo 9, paragrafo 1, sono compresi i sistemi e le tecnologie di trasformazione biologica dei prodotti agricoli.
(10) L'articolo 9, paragrafo 2, della legge regionale prevede, per gli investimenti di cui all'articolo 9, paragrafo 1, mutui a tasso agevolato cumulabili con i contributi a norma del paragrafo 1 sino a concorrenza del 75 % delle spese ammissibili.
(11) Possono beneficiare dei contributi di cui all'articolo 9, paragrafi 1 e 2, le imprese agricole alle quali sia stato concesso l'uso del marchio di cui all'articolo 5 della legge regionale.
(12) Il summenzionato articolo 5 istituisce un marchio regionale collettivo di origine e qualità per l'individuazione dei prodotti ottenuti con le tecniche dell'agricoltura biologica e di trasformazione biologica.
(13) L'articolo 12, paragrafo 1, della legge in oggetto prevede il ricorso alle disponibilità esistenti sul paragrafo 6.6 della legge regionale 39/73 per l'indizione di una campagna pubblicitaria a favore delle produzioni biologiche.
(14) Ai fini della concessione degli aiuti di cui trattasi, la legge regionale prevede i seguenti stanziamenti:
- per gli aiuti di cui all'articolo 9, una quota della dotazione di 1,650 miliardi di ITL (circa 852000 EUR) l'anno destinata a finanziare anche gli aiuti di cui agli articoli 10 e 11 della legge in oggetto, in merito ai quali la Commissione non ha sollevato obiezioni,
- per gli aiuti di cui all'articolo 12, paragrafo 1, una quota della dotazione di 410 ITL (circa 211750 EUR) per l'anno 1994, e della dotazione di 210 ITL (circa 108450 EUR) per gli anni successivi, destinate a finanziare anche gli aiuti di cui agli articoli 2, 6, lettera c), 8 e 12, paragrafo 2, della legge, in merito ai quali la Commissione non ha sollevato obiezioni.
(15) La Commissione ha avviato il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato in quanto nutriva dubbi sulla compatibilità del regime rispetto al mercato comune. Tali dubbi riguardavano in particolare i punti seguenti.
Per quanto riguarda l'articolo 9
(16) Gli aiuti di cui all'articolo 9, paragrafi 1 e 2, dovevano essere utilizzati, da un lato, per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario e, dall'altro, per realizzare investimenti destinati alla trasformazione dei prodotti agricoli biologici.
(17) Gli aiuti per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario (settore della produzione primaria) rientravano nel campo di applicazione del regolamento (CEE) n. 2328/91 del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agrarie(2), modificato dal regolamento (CE) n. 409/97(3), e dovevano essere oggetto di un esame distinto sulla base di tale regolamento.
(18) Dato che né il disposto dell'articolo 9 né le informazioni trasmesse dalle autorità italiane contenevano elementi che consentissero d'accertare che le imprese agricole beneficiarie dei contributi di cui all'articolo 9 soddisfacevano le condizioni di cui all'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 2328/91, gli aiuti potevano rientrare nel campo d'applicazione o dell'articolo 12, paragrafo 1, o dell'articolo 12, paragrafo 2, del summenzionato regolamento. Nella prima ipotesi, dovevano essere esaminati a norma degli articoli 92 e 93 (attualmente 87 e 88) del trattato (nella seconda ipotesi, le disposizioni degli articoli 92 e 93 del trattato non si applicavano in quanto, a norma dell'articolo 35, paragrafo 2, del summenzionato regolamento, "ad eccezione dell'articolo 92, paragrafo 2, del trattato, le disposizioni degli articoli 92, 93 e 94 del trattato non si applicano alle misure di aiuto disciplinate ... dall'articolo 12, paragrafi 2, 3 e 4 ...").
(19) Qualora si fosse applicato l'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2328/91, si sarebbe dovuto concludere che i limiti massimi d'intensità ammessi dalla Commissione per gli investimenti in questione (75 % nelle zone svantaggiate ai sensi della direttiva 75/268/CEE, 35 % nelle altre zone) erano rispettati soltanto per gli investimenti effettuati nelle zone svantaggiate.
(20) Pertanto, gli aiuti di cui all'articolo 9 concessi nel settore della produzione primaria non potevano essere considerati compatibili con il mercato comune per la quota relativa agli investimenti nelle zone non svantaggiate.
(21) Gli aiuti agli investimenti destinati alla trasformazione a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, avrebbero potuto beneficiare della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato in quanto destinati ad agevolare lo sviluppo dei settori interessati senza alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse per le ragioni che seguono.
1. Tali aiuti potevano essere considerati conformi ai criteri di scelta definiti al punto 2 dell'allegato della decisione 90/342/CEE della Commissione(4), per gli investimenti riguardanti il miglioramento delle condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli (che si applicano per analogia in sede di applicazione delle regole di concorrenza), in considerazione dell'impegno assunto dalle autorità italiane di rispettare i limiti settoriali di cui al punto 2 dell'allegato della decisione 90/342/CEE.
2. L'intensità degli aiuti rimaneva al di sotto dei massimali generalmente ammessi dalla Commissione per gli aiuti di questo tipo nelle regioni dell'obiettivo 1.
(22) Avrebbero tuttavia potuto beneficiare degli aiuti di cui all'articolo 9 soltanto le imprese agricole alle quali fosse stato attribuito il marchio di cui all'articolo 5 della legge regionale. Trattasi di un marchio regionale che associa l'origine e la qualità biologica dei prodotti. Il fatto che esso si aggiunga all'indicazione "agricoltura biologica" senza sostituirla non modifica in alcun caso il suo nesso con l'origine dei prodotti, tanto più che l'articolo 5, paragrafo 6, della legge regionale prevede una sanzione qualora il marchio venga utilizzato per contraddistinguere prodotti non ottenuti con le tecniche agricole biologiche o prodotti contenenti o derivanti da materie prime non provenienti dalla Sardegna.
(23) Le disposizioni dell'articolo 5 della legge regionale in oggetto, che favorisce i soli prodotti regionali, potevano costituire, in base alla giurisprudenza costante della Corte di giustizia delle Comunità europee, una violazione dell'articolo 30 (attualmente articolo 28) del trattato, in quanto misure equivalenti a restrizioni quantitative non giustificata ai sensi dell'articolo 36 (attualmente articolo 30) del trattato. Esse violavano inoltre l'articolo 12 del regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari(5), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2020/2000(6), secondo cui "gli Stati membri non possono, per motivi concernenti l'etichettatura, il metodo di produzione o l'indicazione dello stesso, vietare o limitare la commercializzazione dei prodotti".
(24) Tenuto conto dei summenzionati elementi, non risultava applicabile nessuna delle deroghe di cui ai paragrafi 2 e 3, dell'articolo 92 (attualmente articolo 87). Gli aiuti apparivano pertanto atti a falsare la concorrenza ed incidere sugli scambi fra gli Stati membri.
Per quanto riguarda l'articolo 12, paragrafo 1
(25) Per quanto riguarda gli aiuti alla pubblicità dei prodotti biologici, le autorità italiane avevano assicurato il rispetto dei criteri contenuti nella "Regolamentazione relativa agli aiuti nazionali a favore della pubblicità dei prodotti agricoli e di taluni prodotti non compresi nell'allegato II del trattato CEE, esclusi i prodotti della pesca"(7).
(26) Tale affermazione tuttavia contraddiceva un'altra affermazione delle stesse autorità, secondo cui le azioni riguardavano i prodotti di determinate imprese (consorzi di cooperative). Il punto 2.2 della summenzionata normativa comunitaria stabilisce tuttavia che "gli aiuti a favore della pubblicità riguardante principalmente i prodotti di una o più imprese determinate non possono assolutamente essere giustificati dall'interesse comune. In questo caso si tratterebbe di puri e semplici aiuti al funzionamento, incompatibili con il mercato comune".
(27) Dato che le autorità italiane non avevano fornito alcuna indicazione sulle modalità di realizzazione della campagna pubblicitaria prevista, nessun elemento consentiva alla Commissione di escludere che detta campagna riguardasse prodotti contraddistinti dal marchio di cui all'articolo 5 della legge regionale. Inoltre, alla luce delle considerazioni esposte in merito alle disposizioni applicabili al marchio (cfr. considerando 22), non risultava applicabile nessuna delle deroghe di cui ai paragrafi 2 e 3, dell'articolo 92 (attualmente articolo 87) del trattato.
III. Osservazioni dell'Italia e reazione della Commissione
(28) Con lettera del 23 gennaio 1996, registrata il 31 gennaio 1996, la Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea ha trasmesso la risposta delle autorità italiane alle osservazioni formulate dalla Commissione nell'avviso di avvio del procedimento.
(29) Per quanto riguarda le opere di miglioramento fondiario, le autorità italiane hanno comunicato che le zone svantaggiate e le zone non svantaggiate avrebbero beneficiato di tassi d'intervento differenziati: 60 % per la prima categoria, 35 % per la seconda.
(30) Per quanto riguarda il problema del marchio regionale, le autorità italiane hanno allegato alla risposta un disegno di legge che modifica l'articolo 5 della legge regionale, sostituendo al marchio l'elenco di cui all'articolo 8, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 2092/91. Il disegno di legge prevede inoltre che l'articolo 9 della legge regionale venga modificato, sostituendo il riferimento all'uso del marchio regionale con un riferimento all'iscrizione nel summenzionato elenco.
(31) Per quanto riguarda l'articolo 12, paragrafo 1, le autorità italiane hanno ribadito che sarebbero stati rispettati i criteri definiti dalla Comunità in materia di pubblicità dei prodotti agricoli e hanno affermato che, abolendo il marchio regionale, veniva meno la possibilità di favorire determinate imprese, in quanto della campagna pubblicitaria avrebbero beneficiato tutti i prodotti ottenuti secondo le norme del regolamento (CEE) n. 2091/92.
(32) Infine, le autorità italiane hanno fatto presente che la legge regionale non era stata attuata.
(33) Dopo aver esaminato tali informazioni, la Commissione ha chiesto alle autorità italiane, con lettera del 22 luglio 1996 (rif. 29692), di trasmettere il testo definitivo del progetto di legge di cui al considerando 30 e ha richiamato l'attenzione delle autorità italiane sugli aspetti che seguono.
Sugli aiuti previsti dall'articolo 9, paragrafi 1 e 2, della legge regionale, nel settore della produzione primaria
1. Nella lettera del 27 luglio 1995 (cfr. considerando 5), era stato sottolineato che le informazioni relative ai beneficiari non consentivano di determinare, nella fattispecie, se si dovesse assumere come base giuridica della valutazione il paragrafo 1 oppure il paragrafo 2, dell'articolo 12 del regolamento (CEE) n. 2328/91.
2. Di conseguenza, gli aiuti sono stati esaminati a norma degli articoli 92 e 93 (attualmente articoli 87 e 88) del trattato, partendo dall'ipotesi che si applicasse il summenzionato paragrafo 1 [ossia che i beneficiari soddisfacessero le condizioni degli articoli da 5 a 9 del regolamento (CEE) n. 2328/91] e si è concluso che, in tal caso, gli aiuti non sarebbero compatibili con il mercato comune a causa del superamento dei massimali autorizzati.
3. Né le informazioni fornite dal governo italiano nella lettera del 23 gennaio 1996 (cfr. considerando 28) né il progetto di legge che modifica la legge regionale hanno fornito elementi nuovi circa la rispondenza dei beneficiari alle condizioni prescritte.
4. Pertanto, non si può escludere che gli aiuti in questione rientrino nel campo d'applicazione dell'articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2328/91, in base al quale il livello degli aiuti deve restare inferiore di almeno un quarto a quello degli aiuti concessi a norma dell'articolo 7 dello stesso regolamento.
Sugli aiuti previsti dall'articolo 9, paragrafi 1 e 2, della legge regionale, nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli biologici
5. Nel progetto notificato dal governo italiano non figura alcun riferimento ai limiti settoriali applicabili agli aiuti agli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli. Con lettera del 20 ottobre 1995, è stata data comunicazione al governo italiano dei nuovi orientamenti per gli aiuti di Stato agli investimenti in questo settore, entrati in vigore il 1o gennaio 1996(8).
6. Il testo modificato della legge regionale deve pertanto tener conto delle nuove disposizioni comunitarie.
(34) Alla lettera della Commissione del 22 luglio 1996 non è stata data risposta. Di conseguenza, la Commissione non dispone del testo definitivo del disegno di legge di cui al considerando 30.
(35) Con lettera del 23 agosto 2000, registrata il 28 agosto 2000, la Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea ha chiesto alla Commissione di prendere una decisione definitiva in base alle informazioni in suo possesso, a norma dell'articolo 7, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 (attualmente articolo 88) del trattato CE(9).
IV. Valutazione del regime di aiuti
(36) Le autorità italiane non hanno risposto alla lettera della Commissione del 22 luglio 1996, ma hanno chiesto che la Commissione decida in base alle informazioni in suo possesso. Dopo l'invio della summenzionata lettera alla Commissione non è pertanto pervenuto alcun elemento nuovo che sciolga i dubbi da essa espressi nella fase dell'avvio del procedimento e che il disegno di legge trasmesso dalle autorità italiane in data 23 gennaio 1996 non ha consentito di dissipare. L'articolo 7, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 659/1999 prescrive alla Commissione di prendere una decisione negativa qualora le informazioni fornite non siano sufficienti per stabilire la compatibilità degli aiuti in questione. Nella fattispecie, in base alle informazioni disponibili, la Commissione constata quanto segue.
1. Per quanto riguarda gli aiuti previsti dall'articolo 9, paragrafi 1 e 2, della legge regionale per il settore della produzione primaria, non è tuttora possibile determinare se la base giuridica sia costituita dall'articolo 12, paragrafo 1, oppure dall'articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2328/91.
2. Nel caso in cui si applichi l'articolo 12, paragrafo 1, ossia nell'ipotesi in base alla quale la Commissione ha esaminato gli aiuti, il tasso del 60 % previsto dalla legge regionale nella sua versione iniziale potrebbe essere ammesso per le zone svantaggiate qualora gli aiuti venissero esaminati a norma degli articoli 92 e 93 del trattato (in quanto, in tal caso, la Commissione ammette per gli investimenti in questione un'intensità massima del 75 %), ma risulterebbe eccessivo per le zone non svantaggiate, per le quali il limite massimo d'intensità ammesso dalla Commissione per gli investimenti in questione è del 35 %. Con la lettera del 23 gennaio 1996, le autorità italiane hanno comunicato che il tasso d'intervento previsto per le zone non svantaggiate sarebbe stato abbassato al 35 %. Il disegno di legge di modifica allegato alla lettera non contiene alcun riferimento ai summenzionati tassi. La Commissione non è quindi in grado di stabilire se la modifica si sia effettivamente attuata, tanto più che le autorità italiane non hanno trasmesso la versione definitiva della legge di modifica.
3. Inoltre, la lettera del 23 gennaio 1996 delle autorità italiane non contiene alcuna indicazione circa l'osservanza delle condizioni di cui agli articoli da 5 a 9 del regolamento (CEE) n. 2328/91, che devono essere rispettate affinché possa essere i applicato l'articolo 12, paragrafo 1.
4. Tenuto conto di quanto precede, non si può tuttora escludere che gli aiuti debbano essere esaminati alla luce dell'articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2328/91. Benché, secondo l'articolo 35, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2328/91, le disposizioni degli articoli 92 e 93 del trattato non si applichino alle misure di aiuto disciplinate da detto articolo 12, paragrafo 2, occorre sottolineare che, in caso di applicazione di tale articolo, il livello degli aiuti deve restare inferiore di almeno un quarto a quello degli aiuti concessi a norma dell'articolo 7 dello stesso regolamento, ossia deve essere abbassato anche rispetto agli impegni delle autorità italiane.
5. Alla luce delle considerazioni suesposte, qualora si applichi l'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2328/91, la Commissione non può determinare se gli aiuti previsti dall'articolo 9, paragrafi 1 e 2, della legge regionale per il settore della produzione primaria siano compatibili con il mercato comune. Qualora sia applichi l'articolo 12, paragrafo 2, dello stesso regolamento, essa non può pronunciarsi sulle misure di aiuto nell'ambito della presente decisione, in quanto l'articolo 35, paragrafo 2, del regolamento stabilisce che "ad eccezione dell'articolo 92, paragrafo 2, del trattato, le disposizioni degli articoli 92, 93 e 94 del trattato non si applicano alle misure di aiuto disciplinate ... dall'articolo 12, paragrafi 2, 3 e 4 ...".
6. Per quanto riguarda gli aiuti previsti dall'articolo 9, paragrafi 1 e 2, della legge regionale per il settore della trasformazione dei prodotti agricoli biologici, la Commissione aveva espresso dubbi in merito alla compatibilità con il mercato comune, in quanto sarebbero stati riservati ad imprese cui era stato attribuito un marchio contrario all'articolo 28 del trattato. Alla luce della giurisprudenza costante della Corte di giustizia, infatti, il marchio che favoriva i soli prodotti regionali era atto a violare l'articolo 30 (attualmente articolo 28) del trattato, in quanto misura equivalente ad una restrizione quantitativa non giustificata dall'articolo 36 (attualmente articolo 30) del trattato (cfr. i considerando da 22 a 24).
7. Il disegno di legge recante modifica della legge regionale ha sostituito al marchio l'elenco di cui all'articolo 8, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 2092/91 e ha modificato l'articolo 9 della legge regionale, sostituendo il riferimento all'uso del marchio regionale con un riferimento all'iscrizione al summenzionato elenco.
8. Tuttavia, non avendo le autorità italiane risposto alla lettera della Commissione del 22 luglio 1996, è impossibile determinare se il progetto di modifica della legge regionale sia stato pubblicato e quale sia il suo contenuto definitivo. Di conseguenza, non è nemmeno possibile stabilire se nella legge regionale sia stato effettivamente soppresso ogni riferimento al marchio in questione e quindi se l'aiuto non continui ad essere riservato ad imprese produttrici di prodotti ottenuti da materie prime provenienti esclusivamente dalla Sardegna (cfr. considerando 22).
9. Come precedentemente esposto, il marchio risulta contrario al disposto dell'articolo 28 del trattato. Nella valutazione degli aiuti di Stato effettuata in base ai poteri attribuitile dall'articolo 88 del trattato, la Commissione non può autorizzare gli Stati membri a derogare a disposizioni del diritto comunitario diverse da quelle relative all'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1 del trattato(10).
10. Inoltre, in riferimento ai limiti settoriali vigenti per gli investimenti, le autorità italiane hanno assunto l'impegno di rispettare i limiti di cui alla decisione 90/342/CEE (cfr. considerando 21), ma non hanno dato attuazione a tale impegno nel disegno di legge di modifica allegato alla loro lettera del 23 gennaio 1996.
11. Alla luce delle considerazioni suesposte, la Commissione non può tuttora determinare la compatibilità degli aiuti previsti dall'articolo 9, paragrafi 1 e 2, della legge regionale per il settore della trasformazione dei prodotti agricoli biologici.
12. Per quanto riguarda gli aiuti alla pubblicità dei prodotti biologici di cui all'articolo 12, paragrafo 1, della legge regionale, nella lettera del 23 gennaio 1996 le autorità italiane hanno affermato che sarebbero stati rispettati i criteri fissati dalla Comunità in materia di pubblicità dei prodotti agricoli e che, con l'abolizione del marchio regionale, sarebbe venuta meno la possibilità di favorire determinate imprese, in quanto avrebbero beneficiato della campagna pubblicitaria tutti i prodotti ottenuti conformemente alle norme del regolamento (CEE) n. 2092/91.
13. Tuttavia, dato che le autorità italiane non hanno risposto alla lettera della Commissione, del 22 luglio 1996, è impossibile accertare se nella legge regionale sia stato effettivamente soppresso ogni riferimento al marchio e se, di conseguenza, il beneficio della campagna pubblicitaria non sia più riservato soltanto a determinate imprese. Inoltre, dato che le autorità italiane si sono limitate a ribadire che sarebbero stati rispettati i criteri fissati dalla Comunità in materia di pubblicità dei prodotti agricoli, senza fornire ulteriori precisazioni malgrado i dubbi espressi dalla Commissione nell'avviso di avvio di procedimento, non è nemmeno possibile stabilire di quale tasso di aiuto benefici la campagna pubblicitaria e secondo quali modalità venga realizzata.
(37) Nei procedimenti formali di esame, spetta allo Stato membro fornire ogni informazione atta a dissipare i dubbi espressi dalla Commissione in sede di analisi degli aiuti in questione. Nella fattispecie, in considerazione delle osservazioni di cui al considerando 36, la Commissione nutre tuttora forti dubbi circa la compatibilità degli aiuti in oggetto rispetto al mercato comune. Se non è possibile accertare la loro compatibilità in quanto le informazioni disponibili sono insufficienti, la Commissione non può autorizzarli(11), perché, nell'impossibilità di determinare l'ammissibilità alle deroghe di cui all'articolo 87 del trattato, rischiano di falsare la concorrenza e incidere sugli scambi tra gli Stati membri.
(38) Infine, in mancanza di informazioni, la Commissione non può nemmeno escludere che siano stati concessi aiuti dopo la trasmissione del disegno di legge di cui al considerando 30.
V. Conclusioni
(39) Alla luce delle considerazioni suesposte, la Commissione constata quanto segue.
1. Nell'ipotesi in cui sia applichi l'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2328/91, gli aiuti al settore della produzione primaria di cui all'articolo 9 della legge regionale n. 9/94 non possono beneficiare di alcuna delle deroghe previste all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato.
2. Gli aiuti al settore della trasformazione di cui all'articolo 9 della legge regionale n. 9/94 nonché gli aiuti di cui all'articolo 12, paragrafo 1, della stessa legge non possono beneficiare di alcuna delle deroghe previste all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti previsti per il settore della produzione primaria dall'articolo 9 della legge n. 9/94 della Regione Sardegna sono incompatibili con il mercato comune qualora vengano concessi a norma dell'articolo 12, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2328/91.
Articolo 2
Gli aiuti previsti per il settore della trasformazione dall'articolo 9 della legge n. 9/94 della Regione Sardegna nonché quelli previsti dall'articolo 12, paragrafo 1, della stessa legge sono incompatibili con il mercato comune.
Articolo 3
L'Italia è tenuta a sopprimere il regime di aiuti di cui agli articoli 1 e 2.
Articolo 4
1. L'Italia prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare dai beneficiari gli aiuti di cui agli articoli 1 e 2, che siano stati erogati illegalmente.
2. Il recupero deve essere eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto interno, a condizione che queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. Gli aiuti da recuperare comprendono gli interessi, a decorrere dalla data in cui gli aiuti sono stati erogati al/ai beneficiario/i fino alla data del recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione nell'ambito degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 5
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, l'Italia informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 6
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 25 ottobre 2000.

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