Document ID: 32000D0200

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 25 novembre 1999
relativa al regime di aiuti attuato dal Portogallo per lo sdebitamento delle imprese nel settore dell'allevamento intensivo ed il rilancio della suinicoltura
[notificata con il numero C(1999) 4861]
(Il testo in lingua portoghese è il solo facente fede)
(2000/200/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2,
visti i regolamenti (CEE) n. 2759/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni suine(1), e (CEE) n. 2777/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del pollame(2), modificati da ultimo rispettivamente dai regolamenti (CE) n. 3290/94(3) e (CE) n. 2916/95(4), in particolare gli articoli 21 e 19,
dopo aver invitato le parti interessate a presentare le proprie osservazioni(5),
considerando quanto segue:
I
Procedura
(1) Il decreto legge n. 146/94, del 24 maggio 1994, ha istituito, al capitolo I, una linea di credito per lo sdebitamento delle imprese nel settore dell'allevamento intensivo e, al capitolo II, una linea di credito destinata al rilancio della suinicoltura. Tale decreto è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale portoghese(6).
(2) Non avendo ricevuto alcuna notifica dell'aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, il 26 novembre 1996 i servizi della Commissione hanno inviato alle autorità portoghesi una lettera che chiedeva conferma dell'esistenza di un siffatto aiuto, della sua entrata in vigore e delle sue eventuali implicazioni finanziarie, nonché delle caratteristiche di una delle linee di credito, entro un termine di 15 giorni lavorativi. Con lettera del 23 dicembre 1996, le autorità portoghesi hanno confermato l'esistenza del decreto legge n. 146/94, relativo ad un aiuto di Stato sotto forma di linee di credito per lo sdebitamento delle imprese nel settore dell'allevamento intensivo ed il rilancio della suinicoltura. Le misure in questione sono state quindi trasferite sul registro degli aiuti non notificati, con il numero NN 65/97.
(3) Con lettera del 23 maggio 1997 registrata il 27 maggio 1997, la rappresentanza permanente del Portogallo presso l'Unione europea ha fatto pervenire alla Commissione le informazioni chieste nelle lettere del 26 novembre 1996 e del 5 maggio 1997.
(4) Con lettera del 10 ottobre 1997, la Commissione ha informato il Portogallo di aver deciso di avviare la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato nei confronti del regime di aiuti in oggetto. Con la medesima lettera, la Commissione ha chiesto al Portogallo di presentare le sue osservazioni entro un mese a decorrere dalla data della medesima.
(5) La decisione della Commissione di avviare la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(7). La Commissione ha inviato gli altri Stati membri e gli altri interessati a presentarle le loro osservazioni in merito agli aiuti in causa nel termine di un mese a decorrere dalla data della sopra citata pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
(6) Il Portogallo ha trasmesso le proprie osservazioni con lettera del 13 gennaio 1998.
(7) La Commissione non ha ricevuto osservazioni in merito da terzi interessati.
II
Descrizione degli aiuti contestati
(8) Il decreto legge n. 146/94, del 24 maggio 1994, è inteso ad affrontare le gravi difficoltà strutturali del settore dell'allevamento intensivo "senza terra", settore che non è stato considerato ammissibile ai benefici dei programmi operativi cofinanziati dal FEAOG, sezione "orientamento". Il decreto in parola ha istituito due misure: una linea di credito per lo sdebitamento del settore dell'allevamento intensivo (accessibile alla suinicoltura, all'avicoltura ed alla coniglicoltura) e l'altra destinata al rilancio della suinicoltura (accessibile unicamente alla produzione e all'allevamento dei suini prodotti in sistema chiuso).
Linea di credito per lo sdebitamento nel settore dell'allevamento intensivo
(9) La linea di credito per lo sdebitamento nel settore dell'allevamento intensivo era finalizzata a:
- consentire ai beneficiari di negoziare i propri debiti presso gli istituti di credito, debiti che devono essere connessi all'attività di allevamento ed essere comprovati da investimenti realizzati fra il 1o gennaio 1985 e il 31 dicembre 1993 nei settori dell'ammodernamento degli impianti, della difesa sanitaria e della tutela dell'ambiente;
- mettere a disposizione di tali entità risorse da destinare alla liquidazione dei debiti contratti fra il 1o gennaio 1992 e il 31 dicembre 1993 e non pagati a fornitori di beni di investimento.
(10) Gli aiuti sono stati concessi sotto forma di bonifici di tassi di interesse su prestiti contratti presso le banche. Tali prestiti hanno una durata massima di 5 anni e sono ammortizzabili annualmente a partire dal secondo anno. I bonifici sono variabili annualmente e decrescenti a partire dal primo anno (primo anno: - 60 %; secondo anno: - 45 %; terzo anno: - 30 %). Dal quarto anno in poi i prestiti non sono stati più soggetti a bonifici. Questi ultimi sono stati calcolati rispetto al tasso di riferimento del 13 % fissato nel decreto legge n. 359/89 del 18 novembre 1989(8).
(11) L'importo totale del credito da concedere non poteva superare i 28 miliardi di PTE.
Linea di credito finalizzata al rilancio dell'attività nel settore suinicolo
(12) L'obiettivo di tale linea di credito era di rendere disponibili alle aziende suinicole mezzi finanziari destinati all'acquisto di fattori di produzione (consumo intermedio).
(13) Gli aiuti sono stati concessi sotto forma di bonifico del tasso d'interesse sui prestiti contratti presso banche. Tali prestiti avevano una durata massima di quattro anni ed erano ammortizzabili annualmente. I bonifici, espressi in percentuale dei tassi dei prestiti contratti, erano variabili annualmente e decrescenti a partire dal primo anno (primo anno: - 10 %; secondo anno: - 8 %; terzo anno: - 6 %; quarto anno: - 4 %).
(14) La dotazione globale del credito da concedere non poteva superare i 7 miliardi e 632 milioni di PTE.
III
Motivazione dell'avvio della procedura prevista all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato
(15) Le motivazioni fornite dalla Commissione a favore dell'adozione della decisione di avviare la procedura prevista all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato possono riassumersi come segue:
(16) Per quanto riguarda la linea di credito per lo sdebitamento nel settore dell'allevamento intensivo, la Commissione ha espresso il parere che tale misura non rispondesse ai requisiti necessari per essere considerata un aiuto per il salvataggio o un aiuto per la ristrutturazione di imprese in difficoltà, alla luce degli orientamenti comunitari applicabili a quella data(9). Il punto 2.2 di tali orientamenti prevede che nel settore agricolo possano continuare ad applicarsi le disposizioni speciali previste dalla Commissione per questo tipo di aiuti al settore agricolo, a discrezione degli Stati membri interessati.
(17) L'applicazione delle disposizioni speciali in materia di aiuti alla ristrutturazione delle imprese nel settore agricolo comporta il rispetto di tre condizioni: gli aiuti debbono essere legati ad investimenti realizzati in passato; gli aiuti (eventualmente combinati ad aiuti concessi anteriormente a favore di questo tipo di investimenti) non debbono superare determinati tassi; le imprese hanno l'obbligo di presentare garanzie di redditività ed essere sul punto di fallire.
(18) Secondo il parere della Commissione la linea di credito istituita in Portogallo rispetterebbe la prima condizione ma non le altre due.
(19) Quanto alla linea di credito destinata al rilancio delle attività nel settore suinicolo, la Commissione ha ritenuto che, trattandosi di un aiuto destinato all'acquisto di fattori di produzione per il rilancio dell'attività, non si sia trattato di investimenti bensì di prestiti a breve termine ("crediti di gestione"). La misura in questione non rispettava il criterio principale imposto dalla prassi comunitaria in vigore a quel momento, ossia quello di una durata massima di un anno.
IV
Argomenti presentati dal Portogallo
(20) Con lettera del 13 gennaio 1998, il governo portoghese ha presentato le proprie osservazioni in merito alle misure di cui al punto III.
(21) Come osservazioni di carattere generale, le autorità portoghesi hanno asserito che gli aiuti in parola rappresentano l'unico intervento dello Stato portoghese a favore del settore dell'allevamento intensivo, che versava in una situazione difficile, ascrivibile principalmente a tre fattori:
- apertura anticipata delle frontiere agricole, con crolli significativi dei prezzi in seguito all'aumento della pressione esercitata dalle importazioni;
- elevati tassi d'interesse applicati dalle banche, specialmente al settore agricolo;
- prezzi elevati dei mangimi a causa della siccità (e conseguente scarso raccolto) del 1993 e della posizione periferica rispetto agli altri Stati membri.
Le autorità portoghesi hanno aggiunto che, nonostante tali aiuti, la situazione di mercato dell'allevamento intensivo non è migliorata, tanto che, dal 1993, il Portogallo, da paese autosufficiente nel settore in parola, è diventato importatore netto del 20 % del proprio consumo interno.
Linea di credito per lo sdebitamento nel settore dell'allevamento intensivo
(22) Le autorità portoghesi hanno sottolineato che la Commissione riconosce che "l'importo dell'aiuto permane al di sotto dei tassi d'interesse massimi generalmente ammessi dalla Commissione (...)". In questo contesto, le medesime autorità non comprendono la portata della frase seguente: "tuttavia, la Commissione ha preso in considerazione il fatto che, poiché la violazione dei limiti massimi stabiliti è stata constatata a posteriori, detti limiti non sono stati rispettati al momento della concessione degli aiuti". Secondo le medesime autorità, la Commissione solleva la questione formale del momento in cui è stato accertato il mancato rispetto dei limiti, a scapito della questione di fondo del rispetto dei limiti massimi.
(23) La Commissione è giunta alla conclusione che il regime di aiuti non rispetta i limiti settoriali previsti dal regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio(10). Stando alle autorità portoghesi, sembrerebbe che la Commissione subordini detto regime di aiuti concesso alle aziende agricole ai limiti settoriali imposti dal sopra citato regolamento, dato che detti limiti fanno parte della politica strutturale agricola. Ciò nonostante, tale esigenza non rientra nei criteri stabiliti dagli orientamenti poiché, secondo le autorità portoghesi, la loro applicazione sarebbe addirittura impossibile.
(24) Per quanto riguarda il criterio della redditività delle imprese, le autorità del Portogallo sostengono che i criteri fissati dalla Commissione riguardano unicamente il concetto di redditività, senza precisare se si tratti di redditività economica oppure finanziaria. D'altro canto, secondo le medesime autorità, non si può presumere che le banche si limitino a verificare esclusivamente la situazione finanziaria dell'impresa.
Linea di credito finalizzata al rilancio della attività nel settore suinicolo
(25) Per quanto riguarda tale misura, alla Commissione non è pervenuta alcuna osservazione da parte del governo portoghese.
V
Valutazione degli aiuti
Applicabilità dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato
(26) L'articolo 21 del regolamento (CEE) n. 2759/75 e l'articolo 19 del regolamento (CEE) n. 2777/75 stabiliscono che gli articoli 92-94 (nuovi articoli 87-89) del trattato si applicano alla produzione ed al commercio dei prodotti di cui al all'articolo 1, paragrafo 1, dei suddetti regolamenti.
(27) Ai termini dell'articolo 87, paragrafo 1, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi commerciali tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
(28) La produzione comunitaria di carne e di altri prodotti derivati dalla carne suina, dal pollame e dai conigli è pari a 22,31 milioni di tonnellate(11). La produzione portoghese di carne e di altri prodotti derivati dai suini, pollame e conigli è di 0,54 milioni di tonnellate. Si tratta di prodotti i cui scambi commerciali fra la Comunità europea ed il Portogallo sono significativi. In effetti, a decorrere dal 1997, il Portogallo ha importato dagli altri Stati membri 75,9 migliaia di tonnellate di questi prodotti e ne ha esportato 4,1 migliaia di tonnellate. Il valore monetario di tali scambi commerciali, per quanto attiene al Portogallo, sale a 6,0 milioni di EUR per le esportazioni ed a 160,5 milioni di EUR per le importazioni.
(29) Di conseguenza, le misure in parola possono incidere sugli scambi commerciali fra gli Stati membri di prodotti derivati dai suini e dal pollame; detti scambi infatti possono subire variazioni se gli aiuti favoriscono gli operatori di un determinato Stato membro rispetto agli altri. Le misure in causa si riflettono direttamente ed immediatamente suoi costi di produzione delle imprese di allevamento intensivo in Portogallo. Pertanto, offrono un vantaggio economico rispetto alle aziende di altri Stati membri che non hanno accesso ad aiuti analoghi. Di conseguenza, esse falsano o minacciano di falsare la concorrenza.
(30) In considerazione di quanto esposto finora, le misure in questione debbono essere considerate alla stregua di aiuti statali ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1.
Possibili deroghe nel quadro dell'articolo 87 del trattato
(31) Il principio dell'incompatibilità stabilito all'articolo 87, paragrafo 1, ammette alcune eccezioni.
(32) Tuttavia, è evidente che le deroghe a tale incompatibilità, previste all'articolo 87, paragrafo 2, non sono applicabili e non sono state nemmeno invocate dalle autorità portoghesi.
(33) Le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, debbono essere interpretate in maniera restrittiva nella valutazione di un programma di aiuto a finalità regionale o settoriale oppure in ogni singolo caso in cui si applicano i regimi di aiuti generali. Pertanto, tali deroghe debbono essere consentite soltanto se la Commissione può concludere che l'aiuto è necessario ai fini della realizzazione di uno degli obiettivi enunciati. Concedere il beneficio di tali deroghe ad aiuti che non comportano questa contropartita significherebbe consentire distorsioni degli scambi commerciali fra gli Stati membri, nonché distorsioni della concorrenza prive di fondamento giuridico dal punto di vista dell'interesse comunitario, con conseguenti vantaggi illeciti per gli operatori di taluni Stati membri.
(34) L'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), prevede che possano essere considerati compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di determinate attività o regioni economiche, nella misura in cui non incidano sugli scambi tra Stati membri in maniera contraria al comune interesse.
(35) È alla luce di tale disposizione che l'aiuto va valutato.
Linea di credito per lo sdebitamento nel settore dell'allevamento intensivo
(36) Inizialmente la Commissione ha esaminato la conformità di tale linea di credito con gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà(12) in vigore alla data di concessione degli aiuti e alla data di inizio della procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2. Tali orientamenti sono stati tuttavia modificati da nuovi orientamenti comunitari(13) in vigore dal 1o gennaio 1998. Per ragioni di sicurezza giuridica, quindi, la valutazione della misura nell'ambito della decisione finale viene effettuata in base ai criteri in vigore alla data di inizio della procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2.
(37) Il punto 2.2 degli orientamenti del 1994 prevedeva la possibilità di continuare ad applicare le disposizioni speciali previste dalla Commissione per questo tipo di aiuti al settore agricolo, a discrezione degli Stati membri interessati. Il Portogallo non ha comunicato alla Commissione i criteri che avrebbe voluto applicare nell'esame delle misure.
(38) In mancanza di tali dati, quindi, l'esame della Commissione deve abbracciare tutti gli aspetti degli orientamenti in questione, segnatamente gli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione e le disposizioni speciali applicabili al settore agricolo.
(39) Quanto agli aiuti per il salvataggio, essi devono:
- consistere in aiuti alla tesoreria sotto forma di garanzie di prestiti o di prestiti rimborsabili, a tassi d'interesse commerciali;
- limitarsi all'importo occorrente per mantenere l'impresa in funzionamento (ad esempio, copertura degli oneri salariali e rifornimenti correnti);
- essere concessi unicamente per il tempo necessario (generalmente non superiore a sei mesi) all'elaborazione di un piano di ristrutturazione che sia realmente indispensabile e fattibile;
- essere giustificati da difficoltà sociali urgenti e non incidere negativamente sulla situazione industriale degli altri Stati membri.
(40) La Commissione non dispone degli elementi necessari per verificare se le condizioni di cui al considerando 39, secondo e quarto trattino, siano state rispettate o meno. Ciò nonostante, essa ha ritenuto che l'aiuto in parola non risponde ai rimanenti criteri.
(41) Per quanto riguarda la condizione di cui al primo trattino, il tasso bonificato minimo (40 % × 13 % = 5,2 %) è di gran lunga inferiore al tasso di riferimento comunitario applicabile in Portogallo nel 1994 [15,33 %, ovvero il tasso d'interesse degli aiuti a finalità regionale(14)]. Inoltre, il periodo di concessione degli aiuti (tre anni di bonifico) supera di gran lunga il normale periodo di sei mesi imposto dai criteri comunitari.
(42) In considerazione di quanto esposto finora, la linea di credito in questione non rispetta i criteri comunitari definiti per gli aiuti per il salvataggio di imprese in difficoltà.
(43) Quanto ai criteri generali per gli aiuti alla ristrutturazione delle imprese in difficoltà, la Commissione ritiene che essi non possano essere applicati nella fattispecie, in quanto comportano il rispetto, nell'elaborazione e nell'esecuzione di un piano di ristrutturazione da parte delle imprese beneficiarie, di condizioni rigorose per il ripristino della redditività - segnatamente, riduzione della capacità nei settori con sovraccapacità, contributo significativo del beneficiario dell'aiuto allo sforzo di ristrutturazione ed eliminazione degli effetti nocivi per i concorrenti - condizioni che non sono state tenute presenti dalle autorità portoghesi.
(44) In effetti, le disposizioni legislative prese in esame non prevedono in nessun caso l'elaborazione da parte delle imprese beneficiarie di piani di ristrutturazione che includano misure atte a ripristinare la redditività a lungo termine. Analogamente, trattandosi di un settore caratterizzato da sovraccapacità strutturale a livello della Comunità, non sembra sia stata presa alcuna misura volta a ridurne la capacità. Inoltre, in nessuna fase della procedura le autorità portoghesi hanno chiesto l'esame delle misure attuate alla luce dei criteri generali applicabili agli aiuti per la ristrutturazione di imprese in difficoltà.
(45) In una simile situazione, la Commissione ha valutato la conformità degli aiuti concessi alla luce delle disposizioni speciali applicabili alla ristrutturazione delle imprese in difficoltà nel settore agricolo, conformemente al punto 2.2 degli orientamenti del 1994, il che costituisce la buona pratica della Commissione per tale tipo di aiuti nel settore agricolo(15). L'applicazione di detti criteri è intesa a garantire che possano beneficiare di tali aiuti al risanamento soltanto le aziende o le industrie agricole che, pur essendo, in linea di massima, redditizie, versino, in seguito ad un intervento finalizzato al miglioramento permanente delle strutture agricole (investimento), in difficoltà finanziarie causate da avvenimenti esterni all'impresa.
(46) Le disposizioni speciali sono le seguenti:
- le prese a carico devono riguardare prestiti contratti per finanziare investimenti già realizzati;
- l'equivalente sovvenzione cumulato degli eventuali aiuti o concessi quando i prestiti sono stati contratti e degli aiuti in questione non può superare i tassi generalmente ammessi dalla Commissione e cioè: per gli investimenti a livello della produzione primaria agricola 35 % [oppure 75 % nelle zone svantaggiate, ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 950/97] e per gli investimenti a livello della trasformazione o commercializzazione dei prodotti agricoli non esclusi dai limiti settoriali previsti dalla Commissione 55 % (oppure 75 % nelle zone dell'obiettivo n. 1). Attualmente, detti limiti settoriali sono definiti negli orientamenti sugli aiuti di Stato relativi agli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli(16);
- le prese a carico devono essere successive a riadeguamenti dei tassi dei nuovi prestiti effettuati onde tenere conto della variazione dei tassi di interesse - dato che tali prese a carico devono essere inferiori o pari alla modifica dei tassi dei nuovi prestiti - oppure devono riguardare aziende agricole che presentano garanzie di redditività, in particolare nei casi in cui gli oneri finanziari derivanti dai prestiti esistenti sono tali che le aziende agricole rischiano di trovarsi in situazione precaria o addirittura di fallimento.
(47) Quanto alla condizione di cui al considerando 46, primo trattino, l'accesso alla linea di credito è stato consentito unicamente alle imprese che abbiano effettuato prestiti connessi alla loro attività economica e ad investimenti realizzati in un dato periodo, onde coprire i relativi oneri finanziari. Tali investimenti sono legati all'ammodernamento degli impianti, alla difesa sanitaria ed alla protezione dell'ambiente. In questi termini, la Commissione ritiene che tale condizione sia stata rispettata.
(48) Quanto al rispetto della condizione di cui al considerando 46, secondo trattino, lo Stato membro in questione deve poter dimostrare che l'effetto cumulato dell'aiuto alla ristrutturazione concesso e di un aiuto eventualmente accordato anteriormente per la realizzazione dell'investimento non supera i tassi massimi applicabili (35 % in linea di massima, 75 % nelle zone agricole svantaggiate). Dal momento che l'ammissibilità per la linea di credito è stata limitata alle imprese di produzione agricola, i tassi minimi per le imprese di trasformazione non sono applicabili.
(49) Quanto all'intensità dell'aiuto concesso nell'ambito di questa linea di credito, va osservato che l'aiuto nazionale si traduce in un bonifico del tasso di interesse. Secondo il metodo generalmente utilizzato dalla Commissione, l'equivalente sovvenzione netto del bonifico del tasso d'interesse, alle condizioni stabilite nel decreto legge n. 146/94, raggiunge il 21,8 % assumendo come base il valore attualizzato della differenza fra i tassi effettivamente applicati ed un tasso di riferimento, considerato tasso commerciale. Ai fini del calcolo dell'equivalente sovvenzione, la Commissione non ha tenuto conto soltanto del bonifico in percentuale rispetto al tasso di riferimento del 13 %, preso in considerazione dalle autorità portoghesi, ma anche la differenza fra questo tasso e il tasso di riferimento comunitario (tasso d'interesse degli aiuti a finalità regionale) applicabile in Portogallo alla data di concessione degli aiuti (15,33 %).
(50) Quando, all'inizio della procedura prevista all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato, la Commissione ha indicato che l'importo dell'aiuto era inferiore ai tassi massimi generalmente ammessi, essa si riferiva unicamente all'elemento dell'aiuto esistente nella linea di credito e non all'effetto cumulato degli elementi di aiuto della linea di credito e di eventuali aiuti agli investimenti ricevuti in passato; il tasso cumulato, infatti, deve essere inferiore al 35 % dei costi globali (75 % nelle zone agricole svantaggiate).
(51) Le autorità portoghesi hanno fatto osservare che, da un esame effettuato, risulta che il 100 % degli aiuti approvati nell'ambito di questa linea di credito rispettava il limite massimo del 75 % dell'equivalente sovvenzione cumulato nelle regioni agricole svantaggiate e che l'87 % degli aiuti approvati nell'ambito della medesima linea di credito rispettava il limite massimo del 35 % dell'equivalente sovvenzione cumulato nelle regioni agricole non svantaggiate.
(52) Dal momento che le autorità portoghesi non hanno comunicato le caratteristiche tecniche di detto esame, la Commissione non dispone degli elementi necessari a valutare il grado di rappresentatività e la portata della violazione della norma in questione. Ciò nonostante, dalle informazioni fornite dalle autorità portoghesi risulta che, al momento della concessione degli aiuti, i limiti non sono stati rispettati nel 13 % dei casi ammessi nelle zone agricole non svantaggiate.
(53) In tale situazione, la Commissione ritiene che, qualora si renda necessario un esame a posteriori per verificare il rispetto di detto limite, si deve necessariamente concludere che tale limite massimo non costituisce un criterio per l'approvazione degli aiuti. In effetti, nell'esecuzione della misura, detto limite massimo non è stato rispettato nel 13 % dei casi approvati nelle zone agricole non svantaggiate.
(54) Tuttavia, la Commissione ha accettato la tesi delle autorità portoghesi secondo cui generalmente le disposizioni speciali applicabili alla ristrutturazione delle imprese operanti nel settore della produzione primaria agricola, all'epoca in cui erano in vigore, non prendevano in considerazione i limiti settoriali applicabili agli investimenti nel quadro del regolamento (CE) n. 950/97.
(55) In considerazione di quanto precede, la Commissione ritiene che la condizione di cui al considerando 46, secondo trattino, non sia rispettata nei casi in cui l'equivalente sovvenzione cumulato degli aiuti agli investimenti ricevuti e della linea di credito in oggetto supera gli importi massimi che i beneficiari avrebbero potuto legittimamente ottenere in virtù delle disposizioni speciali applicabili alla ristrutturazione delle imprese in difficoltà operanti nel settore agricolo.
(56) Per quanto riguarda la condizione di cui al considerando 46, terzo trattino, la misura deve essere destinata alle aziende agricole che offrono garanzie di redditività.
(57) In un primo momento, le autorità portoghesi hanno dichiarato che, poiché si trattava di una misura intesa a favorire la rinegoziazione di prestiti bancari, esse avevano ritenuto che la verifica della garanzia di redditività fosse implicita nell'esame effettuato dagli istituti bancari prima della concessione di un prestito.
(58) Conformemente alle sua prassi corrente, la Commissione ritiene che, in linea di massima, l'esame effettuato dagli istituti finanziari prima della concessione di un prestito di consolidamento non possa sostituire l'esame inteso a verificare la reddività economica dell'impresa, nell'accezione degli orientamenti comunitari o delle già citate disposizioni speciali per il settore agricolo. In effetti, l'esame effettuato dalle banche è finalizzato, innanzitutto, a verificare se la situazione finanziaria dell'impresa lasci supporre che il prestito sarà regolarmente rimborsato o meno. Si tratta, ovviamente, di una condizione indispensabile alla redditività economica di un'impresa, ma non sufficiente ad assicurare che un'impresa sia redditizia nell'accezione degli orientamenti comunitari o delle disposizioni speciali per il settore agricolo.
(59) Ciò nonostante, la Commissione riconosce le difficoltà di ordine pratico connesse all'analisi della redditività economica a lungo termine delle aziende agricole. In tali circostanze, la redditività finanziaria può costituire un buon indice della redditività economica. Analogamente, è lecito ritenere che il numero delle aziende che sono redditizie dal punto di vista finanziario ma non da quello economico è molto ristretto.
(60) Questo terzo criterio comporta inoltre che, nel procedere alla valutazione, la Commissione prenderà in considerazione anche la causa delle difficoltà finanziarie delle imprese. Affinché gli aiuti alle imprese in difficoltà, anche se redditizie, possano essere considerati compatibili con il mercato comune, le difficoltà finanziarie debbono essere attribuibili a fattori esterni alle imprese e non a fattori inerenti alla loro gestione interna.
(61) Per quanto concerne la causa delle difficoltà delle aziende agricole, le informazioni trasmesse dalle autorità portoghesi permettono di concludere che esse sono essenzialmente correlate a fattori esterni alle imprese, segnatamente alla soppressione delle barriere doganali avvenuta in anticipo rispetto a quanto previsto nell'atto di adesione del Portogallo, agli elevati tassi d'interesse applicabili al settore agricolo ed agli elevati prezzi della materia prima, dovuti alla siccità del 1993. Tali informazioni consentono di concludere che, nella maggior parte dei casi, la causa delle difficoltà economiche debba essere ricercata in fattori esterni alle imprese.
(62) La Commissione può quindi concludere che il criterio di cui al considerando 46, terzo trattino, attinente alla redditività delle imprese beneficiarie, viene rispettato nella misura in oggetto.
(63) Concludendo, la Commissione ritiene che le disposizioni speciali applicabili alla ristrutturazione delle imprese in difficoltà nel settore agricolo non sono rispettate dalla linea di credito per lo sdebitamento nel settore dell'allevamento intensivo nei casi in cui l'equivalente sovvenzione cumulato degli aiuti agli investimenti ricevuti e della linea di credito in parola supera gli importi massimi che i beneficiari avrebbero potuto legittimamente ricevere in virtù delle disposizioni speciali applicabili alla ristrutturazione delle imprese in difficoltà nel settore agricolo.
Linea di credito finalizzata al rilancio dell'attività nel settore suinicolo
(64) Trattandosi di una misura intesa ad agevolare l'acquisto, da parte dei produttori, di fattori di produzione per l'attività nel settore suinicolo (segnatamente alimenti per animali ed altri costi di funzionamento), la linea di credito in oggetto deve essere considerata un prestito di campagna.
(65) Al momento della concessione degli aiuti, la Commissione si atteneva alla prassi corrente di non opporsi agli aiuti di Stato concessi sotto forma di prestiti a breve termine bonificati a favore del settore agricolo ("crediti di gestione") purché la loro durata fosse, al massimo, di un anno e, cumulativamente, il prestito non si limitasse ad un solo prodotto né ad una sola operazione. Entro i limiti delle spese ammissibili, la prassi corrente non imponeva alcun limite all'intensità dell'aiuto né ostacolava - a livello dei beneficiari individuali - il rinnovo automatico del prestito agevolato.
(66) Nel 1996, la Commissione ha adottato la comunicazione sugli aiuti di Stato per prestiti agevolati a breve termine nel settore agricolo ("crediti di gestione")(17). A causa delle difficoltà incontrate nell'applicazione pratica di tali orientamenti, la Commissione ha deciso, il 18 giugno 1997, di sospenderne l'applicazione.
(67) In seguito a tale sospensione, è stata rimessa in applicazione la politica anteriormente attuata dalla Commissione in materia. Così, il 2 ottobre 1997, data alla quale è stato dato l'avvio alla procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, i criteri in vigore erano quelli definiti al considerando 65. Con successiva decisione della Commissione, l'applicazione degli orientamenti comunitari è stata ripristinata a decorrere dal 30 giugno 1998.
(68) L'aiuto concesso dalla linea di credito in causa, che consiste in un bonifico del tasso d'interesse per operazioni bancarie legate a crediti di gestione (con l'equivalente sovvenzione netto pari al 3,1 %), non soddisfa alle condizioni necessarie per essere considerato compatibile con il mercato comune, conformemente alla politica corrente della Commissione; infatti la durata dell'agevolazione (4 anni) supera di gran lunga il periodo massimo consentito per questa pratica (1 anno).
(69) Pertanto, in mancanza di qualsiasi altra base giuridica che consenta di accettare tale linea di credito, quest'ultima deve essere considerata un aiuto al funzionamento, contrario alla politica consolidata della Commissione in materia di aiuti di Stato [sentenza del tribunale di primo grado dell'8 giugno 1995, nella causa 459/93, Siemens contro Commissione(18)]. Trattandosi di un tipo di aiuto di Stato che, per sua natura, non determina uno sviluppo duraturo del settore o della regione in causa, tali misure si traducono, per i beneficiari, in un miglioramento diretto delle condizioni di produzione dei prodotti in questione rispetto ad altri operatori del medesimo settore nell'Unione europea, che non fruiscono di aiuti analoghi.
Conclusione
(70) Per quanto riguarda le deroghe previste all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato, applicabili agli aiuti destinati a promuovere o ad agevolare lo sviluppo economico di talune regioni od attività, la Commissione ha concluso, sulla base dell'esame che precede ed alla luce delle disposizioni comunitarie d'applicazione, che gli aiuti in questione possono incidere sulle condizioni degli scambi commerciali in modo contrario al comune interesse.
(71) Oltre a ciò, giova tener presente che tali aiuti riguardano prodotti soggetti alle organizzazioni comuni di mercato e che esistono limiti al potere di intervento degli Stati membri nel funzionamento di tali organizzazioni, il quale rientra nella sfera di competenza esclusiva della Comunità. Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia delle Comunità europee [cfr., fra l'altro, la sentenza del 26 giugno 1979 nella causa 177/78, Pigs and Bacon(19)], le organizzazioni comuni di mercato debbono essere considerate come sistemi completi e a se stanti, ai quali gli Stati membri non possono derogare o trasgredire.
(72) Gli aiuti in parola, quindi, debbono essere considerati infrazioni alla normativa comunitaria e, pertanto, non possono beneficiare di alcuna delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3.
VI
Conclusioni
(73) Poiché gli aiuti oggetto della presente decisione non sono stati notificati alla Commissione conformemente all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, si conclude che essi sono stati concessi illegalmente ovvero senza aspettare che la Commissione si pronunciasse in merito alla loro compatibilità con il mercato comune.
(74) Inoltre, per le ragioni sopra esposte, essi sono incompatibili con il mercato comune in quanto rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, senza poter usufruire di nessuna delle deroghe previste ai paragrafi 2 e 3 del medesimo articolo.
(75) In caso di incompatibilità degli aiuti con il mercato comune, la Commissione ha l'obbligo di ricorrere alla facoltà conferitale dalla sentenza della Corte di giustizia del 12 luglio 1973, nella causa 70/72, Commissione contro Repubblica federale tedesca(20), confermata dalle sentenze del 24 febbraio 1987, nella causa 310/85, Deufil contro la Commissione(21), e del 20 settembre 1990 nella causa C-5/89, Commissione contro Repubblica federale tedesca(22), ed obbligare lo Stato membro a recuperare dai beneficiari tutti gli aiuti corrisposti illegalmente. Tale recupero è imposto altresì dall'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 2 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(23). Il rimborso è necessario per ripristinare la situazione precedente sopprimendo tutti i vantaggi finanziari di cui i beneficiari dell'aiuto illegalmente concesso avevano usufruito indebitamente a partire dalla data della sua concessione.
(76) Per quanto riguarda la linea di credito per lo sdebitamento delle imprese nel settore dell'allevamento intensivo, in considerazione del fatto che la misura avrebbe potuto essere considerata compatibile con il mercato comune se i limiti applicabili in virtù delle disposizioni speciali per la ristrutturazione delle imprese fossero stati effettivamente applicati, il rimborso deve essere effettuato nel 13 % dei casi relativi alle zone non svantaggiate nelle quali detti limiti sono stati oltrepassati.
(77) Per quanto concerne la linea di credito finalizzata al rilancio dell'attività nel settore suinicolo, gli aiuti concessi debbono essere rimborsati nella loro totalità.
(78) Il rimborso degli aiuti deve essere effettuato conformemente alle norme procedurali del diritto portoghese. All'importo da recuperare si aggiungono gli interessi maturati a decorrere dalla data di concessione degli aiuti fino alla data dell'effettivo recupero. Gli interessi debbono essere calcolati in base al tasso commerciale, ovvero il tasso utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione nell'ambito degli aiuti a finalità regionale(24).
(79) La presente decisione non pregiudica eventuali conseguenze che la Commissione potrebbe precisare ulteriormente nel piano di finanziamento della politica agricola comune da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia (FEAOG),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. La linea di credito per lo sdebitamento delle imprese nel settore dell'allevamento intensivo, istituita con il capitolo I del decreto legge n. 146/94, del 24 maggio 1994, è incompatibile con il mercato comune nei casi in cui il relativo equivalente sovvenzione, cumulato con gli aiuti agli investimenti ricevuti, supera il 35 % nelle zone agricole non svantaggiate.
2. La linea di credito finalizzata al rilancio dell'attività nel settore suinicolo, istituita con il capitolo II del decreto legge n. 146/94, del 24 maggio 1994, è incompatibile con il mercato comune.
Articolo 2
Il Portogallo deve sopprimere i regimi di aiuti di cui all'articolo 1.
Articolo 3
1. Il Portogallo dovrà adottare tutte le misure necessarie per recuperare dai beneficiari gli aiuti di cui all'articolo 1 già illegalmente erogati.
2. Il recupero va effettuato conformemente alle procedure previste dalla legislazione nazionale. Le somme da recuperare includeranno gli interessi maturati a decorrere dalla data in cui l'aiuto è stato corrisposto al beneficiario, fino alla data dell'effettivo recupero. Gli interessi saranno calcolati in base al tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione nel quadro degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 4
Il Portogallo comunicherà alla Commissione, entro due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione, le misure adottate per ottemperare alla medesima.
Articolo 5
La Repubblica del Portgallo è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 25 novembre 1999.

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