Document ID: 32003D0216

Decisione della Commissione
del 15 gennaio 2002
relativa agli aiuti di Stato accordati dalla Repubblica francese al Crédit Mutuel
[notificata con il numero C(2001) 3956]
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2003/216/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni conformemente a detti articoli(1) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 6 febbraio 1998, la Commissione ha reso nota alle autorità francesi la sua decisione di avviare la procedura prevista dall'articolo 88, paragrafo 2, del trattato relativo alle agevolazioni statali accordate al Crédit Mutuel a titolo di meccanismo di risparmio del "Livret bleu" (libretto di risparmio defiscalizzato), la cui distribuzione in esclusiva è stata accordata al Crédit Mutuel dalle autorità francesi nel 1975. La suddetta decisione di avviare la procedura faceva seguito alla presentazione, il 25 gennaio 1991, di una denuncia da parte dell'Association française des banques (AFB), della Chambre syndicale des banques populaires (CSBP) e del Crédit Agricole, in merito agli aiuti concessi dallo Stato francese al Crédit Mutuel. La Commissione aveva sollecitato le prime informazioni relative al "Livret bleu" con lettera datata 27 maggio 1991.
(2) Le autorità francesi hanno presentato alla Commissione, con invio postale in data 8 aprile 1998, un dossier di risposta alle domande poste nella lettera di avvio della procedura.
(3) La decisione della Commissione di avviare la procedura è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni in merito all'aiuto in questione.
(4) Il 18 giugno 1998 il Crédit Mutuel ha inviato alla Commissione una comunicazione, in cui erano esposte argomentazioni aventi lo scopo di respingere la qualifica di aiuti di Stato per le disposizioni oggetto dell'avvio della procedura, nonché un dossier di contabilità analitica relativo al "Livret bleu". Anche le diverse parti interessate hanno fatto pervenire le loro osservazioni alla Commissione (cfr. sezione III).
(5) I ricorrenti hanno inviato per posta alla Commissione quattro memorandum di approfondimento in data 29 ottobre 1999, 16 maggio 2000, 16 ottobre 2000 e 19 gennaio 2001.
(6) Presa visione del dossier presentato dal Crédit Mutuel, e in particolare dei lavori di contabilità analitica relativi al "Livret bleu", i quali evidenziavano che il meccanismo del "Livret bleu" non solo non determinava alcuna sovracompensazione dei costi a carico del Crédit Mutuel, ma che, al contrario, si era tradotto in un costo netto per il Crédit Mutuel, la Commissione ha deciso di fare eseguire una revisione della contabilità analitica del "Livret bleu". A questo scopo, ha affidato l'incarico, mediante gara d'appalto, a un consulente inglese, Littlejohn Frazer (qui di seguito denominato "il consulente"), specializzato in contabilità e revisione dei conti, in associazione con due studi di commercialisti francesi, Auditec e Scacchi. I lavori di revisione contabile sono iniziati nel novembre 1998 e si sono protratti fino al 13 dicembre 1999. In data 21 luglio 1999 il Crédit Mutuel ha inviato alla Commissione una nota in cui contestava le conclusioni provvisorie formulate dal consulente. Il rapporto finale del consulente è stato sottoposto all'esame delle autorità francesi e del Crédit Mutuel il 10 gennaio 2000. Il 7 febbraio 2000 è stata indetta una riunione tecnica di consultazione fra i servizi della Commissione, assistiti dal loro consulente, le autorità francesi e il Crédit Mutuel, relativamente a tale rapporto di revisione dei conti.
(7) La Commissione ha inoltre ricevuto il 7 dicembre 1998 una comunicazione congiunta della Banque Nationale di Parigi, del Crédit Commercial de France e della Société Générale, con una copia del memorandum di richiesta che le tre banche suddette hanno depositato presso il Consiglio di Stato francese, in cui si contesta la vendita del Crédit Industriel et Commercial (CIC) al Crédit Mutuel tramite il gruppo assicurativo pubblico GAN. In questa comunicazione, le tre banche richiedono che la presente procedura venga estesa al presunto utilizzo da parte del Crédit Mutuel degli aiuti di cui avrebbe beneficiato a titolo del "Livret bleu", che in particolare gli hanno consentito di presentarsi come acquirente del CIC nell'aprile 1998. La Commissione rileva che i fatti menzionati in questo memorandum non apportano alcun elemento nuovo che consenta di determinare se il meccanismo del "Livret bleu" dia origine ad aiuti al Crédit Mutuel, né, all'occorrenza, di valutare la loro compatibilità con il trattato. La Commissione, di conseguenza, non ha dato seguito a questa domanda di estensione della presente procedura.
(8) Con lettera del 14 settembre 1999, i servizi della Commissione hanno richiesto alle autorità francesi di precisare le missioni d'interesse generale di cui è incaricato il Crédit Mutuel. Con tre comunicazioni, in data 21 febbraio 2000, 3 novembre 2000 e 5 febbraio 2001, i servizi della Commissione hanno sottoposto alla disamina delle autorità francesi vari documenti allegati alla pratica dai ricorrenti in merito all'effetto di "prodotto di richiamo" del "Livret bleu", e in particolare due studi statistici dello studio Glais, presentando altresì un'interrogazione riguardante la modifica del regime fiscale del "Livret bleu" in seguito alla delibera del Consiglio di Stato del 5 gennaio 2000 relativa all'illegalità del regime fiscale del "Livret bleu". Le autorità francesi hanno risposto con lettera datata 1o febbraio 2001.
(9) Nell'aprile 2000, quindi dopo l'avvio della procedura, la Fédération bancaire de l'Union européenne (FBUE) ha depositato una denuncia contro gli aiuti accordati dallo Stato francese al Crédit Mutuel, sotto forma di esclusività della distribuzione del libretto di risparmio defiscalizzato "Livret bleu". La denuncia era integrata da un memorandum di approfondimento del 22 gennaio 2001 che di fatto riprende la maggior parte dei documenti già allegati alla pratica dall'AFB, precisando lo statuto fiscale relativo agli interessi sul "Livret bleu" alla luce della decisione del Consiglio di Stato del 5 gennaio 2000.
(10) Nel maggio 2000, la Confederazione nazionale del Crédit Mutuel ha incaricato lo studio di audit Arthur Andersen di un lavoro comprendente la revisione della metodologia dei lavori di contabilità analitica del Crédit Mutuel e la realizzazione del conto economico del "Livret bleu". Detto incarico si è concluso nel settembre 2000 con la presentazione di un rapporto dettagliato relativo al conto economico del "Livret bleu", in cui il risultato della contabilità analitica del "Livret bleu" viene valutato pari a una perdita, pre-tassazione, di 498 milioni di FRF. La valutazione finale di una perdita è ottenuta tenendo conto di misure correttive contestabili. Il 2 febbraio 2001 è stata organizzata una riunione per discutere i risultati di questo rapporto. A seguito delle osservazioni espresse dai servizi della Commissione, il Crédit Mutuel ha richiesto ad Arthur Andersen di trasmettere una nota in data 8 febbraio 2001 per giustificare il metodo impiegato, detto "di correzione della sovraponderazione dell'attività IARD", che era stato oggetto di particolari critiche da parte dei servizi della Commissione.
(11) La Commissione ha proceduto nell'aprile 2001 a una proroga del contratto del consulente, così da consentirgli di individuare le differenze fra i due studi contabili e di determinare le modifiche dei dati o della metodologia, che all'occorrenza avrebbero potuto essere legittimamente accettate e integrate nella sua valutazione precedente. Il 23 luglio 2001 è stato presentato il rapporto finale, secondo la cui valutazione la contabilità analitica del "Livret bleu" evidenzia un utile accumulato, non capitalizzato, di 1074 milioni di FRF. Il rapporto è stato trasmesso lo stesso giorno alle autorità francesi. Il 26 luglio 2001 è stata indetta una riunione di consultazione con le autorità francesi, il Crédit Mutuel e Arthur Andersen. Il Crédit Mutuel e Arthur Andersen hanno espresso il loro disaccordo riguardo le conclusioni finali del consulente della Commissione. Arthur Andersen ha mantenuto le sue precedenti conclusioni in un documento datato 13 settembre 2001, trasmesso in allegato a una nota delle autorità francesi del 15 settembre 2001. Il 26 ottobre 2001, le autorità francesi hanno trasmesso alla Commissione una nuova nota d'analisi giuridica del "Livret bleu" rispetto al diritto comunitario della concorrenza nonché una nota del 7 gennaio 2002, relativa ai costi della missione di servizio pubblico, che riporta, senza nuovi elementi, i dati presentati dal Crédit Mutuel.
(12) In considerazione dei diversi elementi prodotti dai ricorrenti, attestanti l'esistenza di effetti di "prodotto di richiamo" che procurano al Crédit Mutuel un vantaggio dinamico di attrazione della clientela, la Commissione ha prorogato l'incarico del suo consulente nel settembre 2000 e nell'aprile 2001 relativamente alla valutazione degli effetti di "prodotto di richiamo" del "Livret bleu". Il consulente ha fatto presenti le notevoli difficoltà incontrate per ottenere dal Crédit Mutuel i dati necessari per uno studio così delicato sotto l'aspetto tecnico. Per questo motivo non è stato in grado di mettere in atto la metodologia originariamente prevista. La Commissione non è riuscita a ottenere risultati conclusivi nel corso di questa procedura.
(13) Tre dei ricorrenti, l'AFB, il Crédit Agricole e la CSBP, hanno sollecitato la Commissione a procedere in una lettera datata 25 settembre 2001. Una lettera precedente del 10 aprile 2001 aveva smentito le dichiarazioni pubblicate dalla stampa francese, secondo le quali i ricorrenti non intendevano più dare corso alla loro denuncia.
II. DESCRIZIONE DEL MECCANISMO DEL "LIVRET BLEU"
1. Introduzione
(14) Il Crédit Mutuel è stato incaricato di una missione di distribuzione del "Livret bleu", legata a rigide prerogative e obblighi. Le prerogative consistono nella distribuzione esclusiva al grande pubblico di un prodotto di risparmio defiscalizzato, il "Livret bleu" (cfr. sezione II.3) e nel versamento di una commissione di raccolta da parte della Caisse des Dépôts et Consignations (CDC). Gli obblighi si basano sull'utilizzo delle risorse raccolte tramite il "Livret bleu". Questi obblighi si sono evoluti nel tempo: in un primo momento il Crédit Mutuel aveva l'obbligo di destinare il 50 % delle risorse (quota in seguito portata al 65 %) a impieghi detti d'interesse generale (in particolare, il finanziamento di enti locali e altri organismi pubblici), mentre il saldo restava a libera disposizione della banca. A partire dal 1991, una parte crescente dei fondi è stata destinata al finanziamento dell'edilizia sociale, mediante centralizzazione delle risorse presso la CDC. Attualmente la totalità dei fondi è centralizzata presso la CDC, che versa al Crédit Mutuel, unicamente a titolo di credito centralizzato, una remunerazione equivalente al tasso d'interesse lordo fissato dalle autorità pubbliche, trasferita ai risparmiatori, nonché una commissione d'intermediazione pari all'1,3 %.
La Commissione esaminerà in che misura la distribuzione del "Livret bleu" è stata suscettibile di conferire al Crédit Mutuel vantaggi economici derivanti dalla commissione di raccolta versata dalla CDC. Qualora la commissione di raccolta superi i costi netti del sistema, cioè la differenza fra i proventi derivati da altri impieghi (impieghi liberi, impieghi d'interesse generale) e i costi reali di raccolta e gestione, tenendo conto di un margine di redditività normale, tale eccedenza verrà considerata come una sovracompensazione qualificata come aiuto di Stato.
2. Crédit Mutuel
(15) Il Crédit Mutuel è un gruppo bancario decentralizzato, costituito da una rete nazionale di casse di Crédit Mutuel con lo statuto di società cooperative. Le 1850 casse locali devono aderire a una federazione regionale e ogni federazione alla Confederazione nazionale del Crédit Mutuel, "organo centrale" della rete ai sensi della legge bancaria del 24 gennaio 1984. Le casse del Crédit Mutuel sono di proprietà di 5,7 milioni di soci. Le Caisses Fédérales sono azioniste della Caisse Centrale del Crédit Mutuel, che è l'organismo finanziario nazionale garante della liquidità finanziaria dei gruppi regionali. Il gruppo presenta le caratteristiche di un'azienda unica sottoposta a una contabilità consolidata. Lo Stato è rappresentato negli organismi da un commissario governativo, che siede nel consiglio d'amministrazione e partecipa alle assemblee generali della Confédération Nationale del Crédit Mutuel.
(16) Il Crédit Mutuel rappresenta la quinta banca francese per quanto concerne i depositi e la terza per la sua rete di circa 3300 sportelli (fine 1999). Dopo la fusione con il CIC, il gruppo Crédit Mutuel, alla fine del 1999, aveva un effettivo di 27500 dipendenti, un bilancio consolidato di 941 miliardi di FRF e presentava per l'esercizio 1999 un risultato netto del gruppo di 4,1 miliardi di FRF. Gli alti margini finanziari del gruppo sono dovuti in particolare a un coefficiente di esercizio (il rapporto fra le spese generali e il prodotto netto bancario) relativamente basso (il 66,7 % nel 1996), grazie al quale il Crédit Mutuel rientra fra le banche francesi con le spese meno elevate. Nondimeno questo livello è notevolmente superiore a quello delle banche europee più redditizie. L'ammontare dei suoi fondi si è quasi triplicato nel corso degli anni '90, raggiungendo nel 1999 61 miliardi di FRF. Nel 1997 il suo coefficiente di solvibilità (rapporto "Cooke") era del 15,8 %, ossia un livello nettamente superiore al minimo regolamentare(3) dell'8 % e superiore a quello dei suoi principali concorrenti.
(17) Il gruppo bancario CIC è stato privatizzato nell'aprile 1998 e lo Stato ha scelto il Crédit Mutuel fra diversi gruppi bancari che si erano candidati per il rilevamento del gruppo. A seguito di questa acquisizione, il gruppo costituito dal Crédit Mutuel e dal CIC è diventato uno dei principali gruppi bancari francesi con un totale di 4880 sportelli, che ne fanno la seconda rete bancaria di agenzie sul territorio francese, e con bilancio totale di circa 1300 miliardi di FRF.
(18) Il Crédit Mutuel è una rete bancaria, la cui peculiarità consiste nell'essere strutturalmente una banca di raccolta di fondi: i suoi depositi (408 miliardi di FRF nel 1998) sono superiori ai crediti che concede (345 miliardi di FRF nel 1998). Tale eccedenza di risorse sugli impieghi per la sua attività bancaria specifica fa del Crédit Mutuel essenzialmente un istituto di prestito sui mercati. Questo si spiega attraverso il suo statuto mutualistico e l'importanza della clientela di privati, il cui risparmio netto è positivo. Il Crédit Mutuel ha un ruolo di primo piano nel finanziamento di professionisti, artigiani e commercianti, agricoltori, enti locali e associazioni. Oltre alla sua attività di istituto di credito, il Crédit Mutuel è anche molto attivo nell'attività assicurativa, con la quale ha realizzato nel 1998 un prodotto netto di 23 miliardi di FRF (assicurazione vita e danni) e che contribuisce in modo significativo al suo risultato. Inoltre dispone di un proprio "know how" peculiare e comunemente riconosciuto, che ha trasferito nell'elaborazione informatica dei mezzi di pagamento e nel "banking computerizzato" (emissione di carte di pagamento ed elaborazione dei pagamenti tramite carta presso gli esercizi commerciali).
3. "Livret bleu"
(19) Il "Livret bleu" è un prodotto di risparmio regolamentato, destinato al grande pubblico, il cui diritto di distribuzione è stato accordato al Crédit Mutuel dalle autorità pubbliche in virtù della legge n. 75-1242 del 27 dicembre 1975. Il tasso di remunerazione da parte del Crédit Mutuel dei depositi sul "Livret bleu" è stabilito dallo Stato. Il tasso d'interesse commerciale stabilito e versato ai risparmiatori, al netto di imposte, è identico a quello del principale prodotto concorrente di risparmio popolare, il Livret A (distribuito dalle Caisses d'épargne - le Casse di risparmio - e dalla Posta), l'importo dei depositi non può superare il plafond fissato anche per il Livret A(4). Il "Livret bleu" ha avuto un ruolo importante per il Crédit Mutuel, in quanto ha costituito il prodotto di richiamo per la sua clientela di privati per quasi due decenni rispetto ai suoi concorrenti. La sua importanza relativa, in termini quantitativi, ha tuttavia mostrato una tendenza alla diminuzione nel corso degli ultimi anni. La quota di partecipazione del "Livret bleu" nei depositi del Crédit Mutuel, che era del 70 % nel 1975 e attorno al 60 % nel 1985, dal 1997 è scesa a un livello inferiore al 25 %.
(20) Fino al 1999, il meccanismo del "Livret bleu" era oggetto di un trattamento fiscale in deroga alle regole generali applicabili al risparmio. In effetti, il Crédit Mutuel versava ufficialmente allo Stato un terzo degli oneri fiscali normalmente dovuti a titolo di prelievo alla fonte sui redditi del risparmio e delle trattenute sociali, qualunque fosse la situazione fiscale dei risparmiatori(5). L'ammontare di questa imposta non aveva, in ogni modo, alcuna ripercussione sul risparmiatore. Il 5 gennaio 2000, il Consiglio di Stato, su incarico dell'AFB, ha dichiarato illegale il sistema d'esonero parziale del "Livret bleu" rispetto alle normative fiscali nazionali relative al prelievo alla fonte. Le autorità francesi hanno deciso, in data 13 gennaio 2000, di alzare il tasso prima della tassazione del "Livret bleu", al fine di mantenere inalterata la remunerazione netta per i depositanti. In ogni caso risulta che a partire dall'entrata in vigore del decreto del 27 settembre 1991, il Crédit Mutuel ha beneficiato di un meccanismo di "neutralizzazione" dei prelievi fiscali versati a titolo del summenzionato sistema. In altri termini, lo Stato o la Caisse des Dépôts et Consignations (CDC) hanno versato al Crédit Mutuel una somma corrispondente ai prelievi in questione, in modo che il "Livret bleu" è diventato da quell'anno un prodotto totalmente defiscalizzato, sia per il consumatore sia per il Crédit Mutuel, per lo meno per quanto concerne i fondi centralizzati presso la CDC.
(21) I fondi raccolti sul "Livret bleu", il cui ammontare ha subito una fluttuazione nel corso degli anni '90 da 80 a 100 miliardi di FRF, sono stati oggetto sin dall'inizio di svariati tipi di allocazioni.
(22) Una parte crescente di questi fondi è stata destinata obbligatoriamente, a partire dal 1991, al finanziamento dell'edilizia sociale, poiché questi fondi erano o "centralizzati", cioè versati in conto deposito alla CDC, o destinati dallo stesso Crédit Mutuel al medesimo tipo d'impiego di quelli della CDC. La CDC versa al Crédit Mutuel una commissione d'incasso fissa dell'1,3 % per i fondi centralizzati (che va ad aggiungersi al tasso d'interesse netto versato al risparmiatore). Il livello della commissione non ha mai subito modifiche dall'inizio delle operazioni di centralizzazione, quindi dal 1991. La CDC utilizza i fondi destinati al finanziamento dell'edilizia sociale per prestiti agli organismi dell'HLM, sull'esempio dell'utilizzo dei fondi del Livret A delle Caisses d'épargne e della Posta. In seguito al decreto del 27 settembre 1991, tutta la nuova raccolta di fondi sul "Livret bleu" è ormai destinata al finanziamento dell'edilizia sociale, e i fondi esistenti al 31 dicembre 1990 dovevano essere progressivamente centralizzati nella CDC per tranche annuale del 10 % fino al 2000.
(23) Un'altra parte di questi fondi era destinata a impieghi definiti in un decreto del 1o marzo 1976 e denominati "impieghi d'interesse generale" (IIG). La metà è destinata obbligatoriamente al finanziamento degli enti locali, l'altra metà alla sottoscrizione di titoli emessi dallo Stato, alle istituzioni pubbliche, e, in via accessoria, ai prestiti complementari a quelli a tasso preferenziale relativi al risparmio edilizio. Questi fondi non potevano essere utilizzati per prestiti a società commerciali. Ai sensi della legge del 27 dicembre 1975, la parte di fondi destinata a questi impieghi doveva ammontare al 50 %. Questa percentuale è stata portata al 65 % (e all'80 % della nuova raccolta di fondi) a partire dall'entrata in vigore di due decreti del 31 ottobre 1983 (questo fino al 1991)(6).
(24) Infine, il rimanente di questi fondi, inizialmente la metà, il 35 % dal 1983 al 1991(7), poi una parte decrescente nei successivi anni '90, poteva essere liberamente impiegato in conto proprio dal Crédit Mutuel, che in tal modo poteva appoggiare le sue attività bancarie concorrenziali su una parte dei fondi del "Livret bleu".
(25)
Tabella 1
Impieghi corrispondenti ai fondi del "Livret bleu"
SPAZIO PER TABELLA
Fonte:
Crédit Mutuel e Arthur Andersen.
(26) Come affermato dalle autorità pubbliche, questo meccanismo è stato concepito a una data epoca allo scopo di favorire lo sviluppo del Crédit Mutuel consentendogli, grazie a risorse a buon mercato, di sviluppare le sue attività bancarie, che si fondavano su una parte rilevante dei fondi del "Livret bleu".
(27) Il sistema è stato poi profondamente riformato a partire dal 1991 per allinearlo gradualmente al sistema del Livret A, in quanto le autorità francesi erano perfettamente consapevoli delle distorsioni che ne derivavano in termini di concorrenza. Tecnicamente, l'insieme delle risorse è ora considerato come destinato agli impieghi d'interesse generale, con una partecipazione sempre più vasta dell'edilizia sociale nell'ambito di questi impieghi d'interesse generale(8). In pratica, tutti i nuovi depositi sul "Livret bleu" sembrano essere stati destinati al finanziamento dell'edilizia sociale. La riallocazione dei fondi esistenti doveva essere scaglionata su dieci anni dal 1991 al 2000, in modo da consentire al Crédit Mutuel una ristrutturazione dei suoi attivi relativamente a [...] del suo bilancio (fine 1990). Per contro, nel 1991 era stato completamente soppresso ogni controllo amministrativo sulle aperture o chiusure di sportelli. Inoltre, il pagamento del prelievo forfettario alla fonte per gli interessi versati ai risparmiatori sui depositi nel "Livret bleu" era ufficialmente "neutralizzato"(9), vale a dire rimborsato al Crédit Mutuel da parte della CDC o dello Stato.
(28) Quando la Commissione ha deciso di avviare la presente procedura, la situazione prevalente era di tipo transitorio: i nuovi fondi raccolti sul "Livret bleu" sembravano essere stati destinati all'edilizia sociale, ma i fondi del passato sono stati stanziati con un grande ritardo rispetto all'accordo iniziale stipulato fra Crédit Mutuel e lo Stato (che prevedeva di trasferire il 10 % dei fondi ogni anno). Nel decennio trascorso, gli impieghi liberi sono rimasti molto elevati (circa [...]) come mostra la tabella 1 riportata sopra. La centralizzazione dei fondi nella CDC, tuttavia, è stata accelerata nel 1997. In effetti è intervenuto un nuovo elemento che ha accelerato e modificato la riforma degli impieghi del "Livret bleu". A seguito dell'avvio della presente procedura da parte della Commissione nel dicembre 1997 e della vendita del CIC al Crédit Mutuel nell'aprile 1998, lo Stato ha rinegoziato con il Crédit Mutuel l'accordo del 1991. All'epoca è stato deciso di centralizzare tutti i fondi del "Livret bleu" presso la CDC alla fine del 1998. La centralizzazione, in realtà, è stata definitivamente ultimata nel secondo semestre 1999.
(29) Nella comunicazione relativa all'avvio della presente procedura, la Commissione ha sottolineato che gli aiuti di Stato erano suscettibili di essere accordati al Crédit Mutuel a titolo del meccanismo del "Livret bleu" per i seguenti motivi.
(30) Primo, le risorse della CDC, che è un'istituzione pubblica, sono risorse statali(10) ai sensi dell'articolo 87 del trattato; il livello della commissione d'intermediazione dell'1,3 % doveva di conseguenza essere giustificato, al fine di verificare l'assenza di sovracompensazione degli oneri di raccolta e di gestione che confluivano nel "Livret bleu" per il Crédit Mutuel.
(31) Secondo, la componente relativa alla defiscalizzazione del libretto può costituire, come la concessione di agevolazioni fiscali da parte dello Stato, secondo la giurisprudenza della Corte(11), una risorsa statale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. La Commissione, nella comunicazione relativa all'avvio della presente procedura, ha indicato che i beneficiari dell'aiuto statale erano i risparmiatori e non il Crédit Mutuel. Tuttavia, ha sottolineato che era opportuno verificare che il Crédit Mutuel non usufruisse di questa agevolazione fiscale per mezzo del meccanismo in questione.
(32) La terza componente dell'agevolazione identificata (il margine netto d'intermediazione realizzato dal Crédit Mutuel sui fondi non centralizzati del "Livret bleu", al netto delle relative spese di gestione) è ugualmente suscettibile di mobilizzare risorse statali, trattandosi degli impieghi d'interesse generale. La maggior parte dei proventi degli impieghi d'interesse generale deriva da prestiti obbligatori ad amministrazioni pubbliche (Stato o enti locali) o ad aziende pubbliche a condizioni di tassazione regolamentate dallo Stato, che non sono necessariamente condizioni di mercato. Lo Stato è dunque in grado di controllare perfettamente la rimunerazione che ha deciso di accordare al Crédit Mutuel in ragione di questi impieghi d'interesse generale. A motivo del suo carattere obbligatorio, questo volet è parte integrante del bilancio delle entrate e spese del sistema "Livret bleu". Ne consegue che il Crédit Mutuel ha potuto trarre dai fondi non centralizzati dei proventi eccedenti i costi reali di raccolta e gestione dei depositi.
(33) Quarto, la Commissione aveva menzionato all'avvio della procedura, senza prendere posizione per mancanza di elementi sufficientemente precisi nel dossier, l'argomento dei ricorrenti concernente gli effetti vantaggiosi, in termini di attrazione della clientela, procurati dal "Livret bleu", meccanismo che verrà definito, per semplificazione, con il termine "prodotto di richiamo". Secondo i ricorrenti, il diritto esclusivo di distribuzione di un prodotto di risparmio, allettante per la sua defiscalizzazione, consentirebbe al Crédit Mutuel di attrarre e fidelizzare una clientela alla quale la rete è poi in grado di vendere altri prodotti o servizi bancari (prestiti, investimenti, assicurazioni, gestione dei mezzi di pagamento). Lo stesso ragionamento adottato per la terza componente potrebbe essere applicato relativamente a questo vantaggio: lo Stato potrebbe tenere conto degli eventuali benefici derivanti da questi effetti del "prodotto di richiamo", riducendo l'importo della commissione che versa nel quadro della raccolta dei fondi.
III. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
1. Argomenti addotti dai ricorrenti
(34) Gli argomenti addotti dai ricorrenti sono stati presentati dalla Commissione nella sua comunicazione relativa all'avvio della procedura a norma dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato. I memorandum di approfondimento trasmessi da allora riguardano i seguenti nuovi argomenti.
(35) In una nota (aggiornata a fine febbraio 1999) trasmessa nell'ottobre 1999 sull'effetto di "prodotto di richiamo" del "Livret bleu" si valuta il vantaggio finanziario derivante dal prodotto di richiamo in 17 miliardi di FRF, supponendo che l'incremento delle quote di mercato del Crédit Mutuel in tutti i segmenti, durante il periodo 1986-1997, derivi esclusivamente dalla distribuzione del "Livret bleu".
(36) In un'altra nota datata maggio 1998 e trasmessa nell'ottobre 1999 si valuta la perdita di guadagno fiscale dello Stato in 2,9 miliardi di FRF nello stesso periodo. Si tratta, in altri termini, del costo che sarebbe stato a carico del Crédit Mutuel se avesse distribuito questo prodotto senza l'esonero fiscale offrendo ai risparmiatori la stessa remunerazione al netto d'imposta.
(37) Uno studio realizzato dalla Caisse Nationale du Crédit Agricole, presentato nel maggio 2000, analizza l'evoluzione del numero di sportelli del Crédit Mutuel. Risulta che il numero complessivo di sportelli permanenti ha subito un calo dal 1991 al 1994, per poi aumentare progressivamente, tornando nel 1998 al livello del 1990. L'evoluzione varia a seconda delle regioni: il numero di sportelli si è ridotto essenzialmente nel Pays de Loire (-21 %), in Normandia (-8 %) e in leggera misura nel Nord-Pas-de-Calais (-3 %). Questo fenomeno è accentuato dal calo fra il 1994 e il 1998 del numero di sportelli non permanenti nel Pays de Loire e in Bretagna e, in misura minore, in Alsazia. Concludendo, il numero degli sportelli permanenti, poi non permanenti, è diminuito nelle regioni con forte insediamento storico del Crédit Mutuel (Pays de Loire, Bretagna, Alsazia), mentre è aumentato nelle altre regioni. È quindi probabile che il Crédit Mutuel abbia ridotto il suo insediamento nelle zone rurali per rinforzare la sua presenza nella zona urbana. Questi dati sembrano smentire le asserzioni del Crédit Mutuel, secondo le quali era stato costretto a mantenere un forte insediamento nella zona rurale nel corso degli anni '90. Essi evidenziano anche che il Crédit Mutuel è in grado di mantenere una rete eccezionalmente fitta anche dopo l'eliminazione di ogni controllo da parte dei poteri pubblici.
(38) Un memorandum dello studio Glais, in data agosto 2000, fornisce elementi statistici per quanto concerne il vantaggio concorrenziale conferito al Crédit Mutuel dal diritto esclusivo del "Livret bleu". L'esame delle serie temporali mostra che i fondi dei depositi sul "Livret bleu" nonché quelli di altri depositi hanno registrato una forte crescita fino agli anni 1985-1987. La crescita dei crediti alle famiglie perdura oltre questa data e resta più forte per il Crédit Mutuel che per i suoi principali concorrenti. L'esperto dello studio Glais ne ha dedotto che "l'effetto 'Livret bleu' sembra quindi avere svolto un ruolo di attrazione per la clientela [...] e a partire dalla metà degli anni '80, l'effetto positivo sembra essere proseguito senza crescita dei depositi. Sembra quindi che sia stata la clientela inizialmente fidelizzata ad aver alimentato la strategia espansionista del Crédit Mutuel a partire da questo periodo". L'esperto osserva inoltre che l'attività del Crédit Mutuel (essenzialmente di credito) sembra essere scollegata dall'evoluzione media del mercato bancario, in particolare costituendo un indicatore di persistenza degli shock economici aleatori sulle variabili di attività e modellizzando un'equazione semplice di domanda di credito. L'esperto considera come spiegazione logica di questo fenomeno il fatto che la clientela del Crédit Mutuel è maggiormente fidelizzata, per esempio grazie al "Livret bleu", rispetto a quella di altre reti bancarie.
(39) Il secondo rapporto dello studio Glais (datato dicembre 2000) propone una nuova analisi econometrica del grado di attrazione della clientela di ogni rete bancaria. La modellizzazione della domanda di credito in funzione dei tassi d'interesse reali permette di costruire un indicatore di sensibilità della domanda di credito ai tassi. La scelta del modello VAR (vettoriale autoregressivo) permette di tenere conto allo stesso tempo dei termini di adeguamento e dei legami di causalità multipla che possono esistere fra le variabili. A una soglia molto elevata di attendibilità statistica risulta che la domanda di credito rivolta al Crédit Mutuel sia in assoluto troppo poco sensibile a livello del tasso d'interesse (0,26), e insensibile (0,01) a livello del tasso della concorrenza (nella fattispecie, il tasso di riferimento scelto è quello del Crédit Agricole). I livelli di sensibilità ottenuti per le altre reti variano rispettivamente tra lo 0,86 e il 2,93 e tra lo 0,66 e il 3,74, ad eccezione, degna di nota, delle Caisses d'épargne (rispettivamente 0,37 e 0,47) che distribuiscono il Livret A, il libretto di risparmio, le cui caratteristiche riproducono quelle del "Livret bleu". Questi risultati corroborano, secondo l'esperto, l'ipotesi, secondo cui le due reti dispongono di mezzi che consentono loro di fidelizzare la clientela molto meglio di quanto fanno le altre reti. Ma è impossibile stabilire se la distribuzione di un libretto di risparmio defiscalizzato, o l'utilizzo di una rete ricca di succursali in diverse regioni (due strumenti comuni di cui dispongono queste reti), siano all'origine di questa fidelizzazione più forte della clientela.
2. Osservazioni di terzi interessati
(40) In risposta alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della comunicazione della Commissione relativa all'avvio della presente procedura, la Commissione ha ricevuto i commenti di numerose parti interessate.
(41) I concorrenti del Crédit Mutuel hanno sottolineato all'unanimità il pregiudizio che ritengono di subire a seguito della concessione al Crédit Mutuel del monopolio di distribuzione del "Livret bleu". Le banche, per la gran parte, hanno considerato che l'effetto di richiamo di questo prodotto defiscalizzato reca loro un pregiudizio, in quanto determina la perdita di clienti, attirati dal "Livret bleu", e si augurano la scomparsa di questo monopolio. Tali commenti sono stati indirizzati alla Commissione dai seguenti istituti:
Banque Dupuy de Parseval
Banque Natexis
Banque de Picardie
Banque Populaire de Bourgogne
Banque Populaire Bretagne Atlantique
Banque Populaire du Centre
Banque Populaire Centre-Atlantique
Banque Populaire de Champagne
Banque Populaire de la Côte d'Azur
Banque Populaire du Dauphiné et des Alpes du Sud
Banque Populaire de Franche-Comté, du Maconnais et de l'Ain
Banque Populaire du Haut-Rhin
Banque Populaire de La Loire
Banque Populaire de Lorraine
Banque Populaire de Lyon
Banque Populaire du Midi
Banque Populaire du Massif Central
Banque Populaire de l'Ouest
Banque Populaire Provençale et Corse
Banque Populaire des Pyrénées Orientales, de l'Aude et de l'Ariège
Banque Populaire du Quercy et de l'Agenais
Banque Populaire Savoisienne
Banque Populaire de la Région Économique de Strasbourg
Banque Populaire du Sud-Ouest
Banque Populaire du Tarn et de l'Aveyron
B.P.ROP Banque Populaire
Banque de Savoie
Crédit Commercial de France
Crédit Commercial du Sud-Ouest
Crédit Lyonnais
Société Générale
Union des Banques à Paris.
(42) Uno dei ricorrenti, l'AFB, ha inviato in data 4 giugno 1998 una comunicazione alla Commissione, in cui afferma che la remunerazione dell'1,3 % versata dalla CDC sugli impieghi centralizzati era eccessiva, che la differenza rispetto alla commissione dell'1,2 % versata alle Caisses d'épargne sulla raccolta del Livret A non era giustificata. Nella sua comunicazione, l'AFB dichiara di aver proposto alle autorità francesi all'inizio del 1997 di garantire la raccolta del "Livret bleu", alle stesse condizioni di centralizzazione dei fondi presso la CDC, con la remunerazione soltanto dell'1 %, ma che il governo non aveva dato risposta a tale offerta. L'AFB ha sottolineato in particolare che il rapporto dell'aprile 1998 del signor Douyère, deputato, sulla modernizzazione delle Caisses d'épargne, ha evidenziato che il costo di raccolta di una Cassa di risparmio media, come quella di Borgogna, è dello 0,96 % dei suoi fondi e che c'era ragione che il Crédit Mutuel avesse dei costi di gestione più elevati. Il Crédit Mutuel non è assoggettato, come le Caisses d'épargne, a vincoli tecnici che rendono più onerosa la gestione del libretto (la gestione del Livret A non è stata ancora informatizzata nel corso degli anni '90, come nel caso del "Livret bleu", che è gestito totalmente per via elettronica).
(43) A margine della presente procedura, la Commissione ha ricevuto anche una memoria complementare presentata dai ricorrenti, in cui si considera che l'acquisto da parte del Crédit Mutuel, nell'aprile 1997, del Crédit Industriel et Commercial (CIC), al momento della privatizzazione di questo istituto bancario, in precedenza di proprietà del gruppo pubblico assicurativo GAN, era stata possibile grazie agli aiuti di cui ha beneficiato in virtù del "Livret bleu", che gli hanno consentito di far passare la sua quota di mercato dei depositi dal 2 % nel 1969 a circa il 6,9 % nel 1997. I fondi propri dell'istituto, secondo i ricorrenti, hanno registrato una rapida crescita grazie agli aiuti in questione, passando da 650 milioni di FRF nel 1974 a 47,3 miliardi di FRF nel 1997.
(44) D'altro canto, oltre alle osservazioni a difesa del Crédit Mutuel esposte nella sezione III.3, la Commissione ha ricevuto le osservazioni di terzi, riportate qui di seguito, a favore del meccanismo del "Livret bleu":
signor Bertholet, deputato della Drôme
signor Blondel, consigliere generale del Nord
signor Cabot, direttore del Centre Régional Information Jeunesse di Tolosa
signor Cormorèche, sindaco di Montuel
signor Cornelis, consigliere generale del Nord
signor Chavannes, sindaco d'Angoulême
signor Crépeau, deputato della Charente Maritime
signor Debavelaere, senatore del Pas-de-Calais
signor Decool, sindaco di Brouckerque
signor Delevoye, senatore del Pas-de-Calais
signor Delnatte, deputato del Nord
signor Dolez, deputato del Nord
signor Ewald, delegato regionale dell'Association pour le Droit à l'Initiative Économique
signor Fronton, Union Départementale des Associations Familiales dell'Haute Garonne
signor Foy, senatore del Nord
signor Galiègue, presidente della Caisse de Crédit Mutuel di Solesmes
signora Gournay, sindaco di Caestre
signora Armelle Guinebertière, deputato al Parlamento Europeo
signor Hervé, sindaco di Rennes
signor Humez, presidente del Comité départemental de lutte contre la mucoviscidose del Pas-de-Calais
signora Ingelaere, presidente di Flandr'action
signor Juppé, deputato e sindaco di Bordeaux
signor Lapalu, presidente dell'Association Animation et Gestion d'Organismes Privés
signor Lazaro, deputato del Nord
signor Lebreton, presidente del consiglio generale delle Côtes d'Armor
signor Ledieu, sindaco di Cateau-Cambrésis
signor Leleu, amministratore del Crédit Mutuel Nord
signor Maille, presidente della Communauté Urbaine di Brest
signor Masclet, consigliere regionale del Nord-Pas-de-Calais
signor Méhaignerie, presidente del consiglio generale d'Ille et Villaine
signor Mio, consigliere regionale del Nord-Pas-de-Calais
signora Novak, presidente dell'Association pour le Droit à l'Initiative Économique
signora Permuy, consigliere regionale del Nord-Pas-de-Calais
signor Albert Rivaux, consigliere generale del Pas de Calais
signor de Rohan, presidente del consiglio regionale della Bretagna
signor Valla, consigliere generale dell'Ardèche
signor Vanlerenberghe, sindaco di Arras
signor Villain, sindaco di Cambrai
signor de Villiers, deputato della Vandea.
(45) La grande maggioranza dei terzi ha sottolineato il ruolo svolto, in particolare a livello regionale, dal Crédit Mutuel nel finanziamento dell'economia sociale e, in particolare, di associazioni senza scopo di lucro. Hanno anche sottolineato il ruolo di guida svolto dal Crédit Mutuel presso le classi popolari, che costituiscono una parte importante della sua clientela. Molti amministratori locali hanno sottolineato il ruolo svolto dal Crédit Mutuel nella creazione di aziende e di posti di lavoro, e nello sviluppo di iniziative locali, in collaborazione con gli enti locali. Altri hanno ritenuto che il Crédit Mutuel, grazie alle sue strutture decentralizzate, rispondesse meglio degli istituti centralizzati alle esigenze locali e alla necessità di uno sviluppo equilibrato del territorio.
3. Osservazioni del Crédit Mutuel
(46) Il Crédit Mutuel ha inviato alla Commissione l'11 giugno 1997 una comunicazione con i suoi commenti in risposta all'avvio della presente procedura. Il Crédit Mutuel ritiene, innanzitutto, che le condizioni di raccolta e di gestione del "Livret bleu" non si traducano in aiuti di Stato. Aggiunge, a titolo sussidiario, che qualora si trattasse di un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87 del trattato, potrebbe beneficiare dell'esenzione prevista all'articolo 86, paragrafo 2, del trattato. Eventualmente soltanto le casse locali del Crédit Mutuel beneficerebbero giuridicamente di questo aiuto.
(47) Questi argomenti sono stati ripresi e ampliati dal Crédit Mutuel in un dossier dettagliato, datato 18 giugno 1998.
(48) Il Crédit Mutuel ha motivato la libertà di assegnazione, di cui aveva beneficiato in passato per un terzo delle risorse del "Livret bleu"(12), con il fatto di essersi fatto carico di un terzo della fiscalizzazione degli interessi versati ai risparmiatori. Ne ha dedotto che questo giustifica il fatto che un terzo dei fondi del "Livret bleu" sia considerato non di pertinenza della presente procedura. Il Crédit Mutuel ha precisato che la regola di assegnazione dei due terzi dei fondi a impieghi di interesse generale andava messa in rapporto con la defiscalizzazione di due terzi del risparmio del "Livret bleu". Il Crédit Mutuel ha peraltro precisato che si addossava il rischio di mancanza di liquidità, in caso di raccolta netta (prelievi) negativa.
(49) Il Crédit Mutuel ha ritenuto che il meccanismo in questione non richiedesse la mobilizzazione delle risorse statali e non potesse, di conseguenza, dare luogo ad aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Ha sottolineato in particolare che il vantaggio fiscale in questione, a motivo delle sue peculiarità precedentemente evidenziate, non gravava sul bilancio dello Stato. Ha contestato in particolare i calcoli riportati negli allegati con il titolo "Voies et moyens" della legge finanziaria, che valutano il costo fiscale dell'esenzione parziale prodotta dal meccanismo in questione e presentano un approccio esaustivo per lo Stato del costo del "Livret bleu". In contropartita alla defiscalizzazione di una parte dei risparmiatori, ha sottolineato che la fiscalizzazione di una popolazione normalmente non fiscalizzata, o fiscalizzata a un tasso inferiore, generava introiti per lo Stato, di cui si doveva tenere conto nel bilancio fiscale netto del meccanismo, sapendo che il Crédit Mutuel avrebbe versato un'imposta equivalente ad un terzo del prelievo alla fonte. Il Crédit Mutuel ha sottolineato che, in base alle sue stime, il regime fiscale del "Livret bleu" nel periodo 1975-1996 aveva generato una risorsa netta di [...] a favore dello Stato.
(50) Il Crédit Mutuel ha contestato il fatto di potersi appropriare del vantaggio fiscale dei risparmiatori, poiché ogni anno versa nuovamente allo Stato il prelievo alla fonte di un terzo della fiscalità normalmente applicabile, di modo che il tasso reale del "Livret bleu", prima della tassazione, era in realtà il tasso nominale percepito dal risparmiatore, maggiorato di questa fiscalità prelevata alla fonte dal Crédit Mutuel. Il Crédit Mutuel ha sottolineato che aveva così riversato allo Stato circa [...] dal 1975 al 1996.
(51) Peraltro, il Crédit Mutuel ha contestato, nel caso in cui la Commissione stabilisca l'esistenza di aiuti, ogni effetto sugli scambi fra gli Stati membri: si tratta di un prodotto, sottolinea il Crédit Mutuel, che rappresenta soltanto il 5,8 % della raccolta di risparmi in Francia e lo 0,72 % in Europa. Il Crédit Mutuel è un operatore di dimensioni molto relative. Le casse locali, in assenza di uno statuto europeo di società cooperativa, non possono sviluppare la loro attività al di fuori della Francia. L'apertura di conti sul "Livret bleu" a non residenti rappresentava nel 1997 soltanto un numero minimo di libretti, nell'ordine di 8600, nonché lo 0,16 % dei fondi del "Livret bleu". In ogni modo, sottolinea il Crédit Mutuel, prima dell'applicazione nel 1993 della seconda direttiva bancaria(13), la mancata realizzazione del mercato interno bancario costituiva un ostacolo agli scambi.
(52) Il Crédit Mutuel ha contestato l'argomento del mancato guadagno per il bilancio dello Stato causato dall'assenza di una gara d'appalto, circostanza che gli aveva garantito l'esclusività della distribuzione di questo prodotto (rispetto alla situazione in cui una gara d'appalto avrebbe permesso allo Stato di selezionare un organismo che avrebbe prestato lo stesso servizio a un costo inferiore). Ha messo in evidenza che, poiché lo Stato intendeva raccogliere mediante il meccanismo in questione risorse destinate ad una missione di interesse generale, era libero di designare per questo incarico il Crédit Mutuel, la cui rete soddisfava le condizioni di raccolta richieste per canalizzare il risparmio popolare.
(53) Il Crédit Mutuel ha considerato che la differenza fra il tasso di commissione dell'1,2 % versato dalla CDC alle casse di risparmio sul Livret A e la commissione dell'1,3 % al Crédit Mutuel sul "Livret bleu" (ugualmente versata dalla CDC) era dovuta all'effetto delle dimensioni, in ragione dell'entità dei fondi del Livret A(14). I dati di contabilità analitica che ha presentato alla Commissione portano a conclusioni in base alle quali il costo medio di gestione dei depositi del "Livret bleu" è diminuito da [...] nel 1993 a [...] nel 1997, rimanendo prima del 1997 costantemente superiore al margine di commissione dell'1,3 % riservatogli dalla CDC sugli impieghi centralizzati.
(54) Il Crédit Mutuel ha considerato che l'argomento delle banche dell'AFB, secondo il quale il "Livret bleu" potrebbe essere raccolto a un costo inferiore, per una commissione d'intermediazione di solo l'1 %, doveva essere valutato relativamente a una selezione che le banche avrebbero intenzione di operare in base all'ammontare dei depositi sui libretti. Questo rifiuto di perequazione dei costi da parte delle banche dell'AFB rimetterebbe in gioco l'equilibrio globale di gestione di questo meccanismo.
(55) Il Crédit Mutuel ha sottoposto alla Commissione un rapporto che esponeva i lavori d'analisi della contabilità analitica del meccanismo del "Livret bleu". Questi lavori portano a concludere, per il periodo 1991-1997, che la raccolta e la gestione del "Livret bleu" hanno generato costi superiori ai ricavi e che il meccanismo ha raggiunto la parità soltanto in alcuni anni. Il Crédit Mutuel giunge alla conclusione che, salvo per il 1991-1992, il margine sul "Livret bleu" è stato inferiore al margine che realizza sul resto delle sue attività. Il Crédit Mutuel ha altresì inviato alla Commissione una certificazione contabile di questi lavori di contabilità analitica eseguiti da uno studio commercialista francese, Mazars e Guérard.
(56) Il Crédit Mutuel ha contestato di poter beneficiare grazie al "Livret bleu" di un vantaggio commerciale, nella misura in cui:
- i guadagni di quote di mercato dell'azienda durante il periodo in questione sarebbero determinati dalle sue prestazioni, in particolare la sua elevata produttività, e non dall'attrattiva del "Livret bleu", la cui partecipazione alle risorse della banca è andata diminuendo nel tempo. Il Crédit Mutuel ha indicato che il numero medio di clienti gestiti dai dipendenti del Crédit Mutuel era di 364 nel 1996, invece dei 150 negli altri istituti di credito francesi. Dal 1991 al 1997, il Crédit Mutuel ha guadagnato l'1,1 % della quota di mercato dei depositi, mentre le banche hanno registrato una perdita di mercato dello 0,6 %. Il Crédit Mutuel ha evidenziato che le Caisses d'épargne, che hanno un prodotto paragonabile al Livret A, avevano registrato come le banche, durante il periodo in questione, un andamento sfavorevole della loro quota di mercato per i depositi, il che smentirebbe il legame di causalità, stabilito dai ricorrenti, fra il "Livret bleu" e l'evoluzione delle quote di mercato del Crédit Mutuel,
- altri prodotti di risparmio regolamentati, come i CODEVI, istituiti dai poteri pubblici nel 1983, il Plan d'Èpargne Populaire o il Livret Jeune, sono distribuiti dalle banche e rappresentano un'alternativa reale al "Livret bleu", a tal punto che le diverse possibilità offerte da questi prodotti permettevano nel 1997 a una persona non coniugata di oltre 25 anni di costituire un risparmio defiscalizzato di 1130000 FRF (rispetto al plafond di 100000 FRF del "Livret bleu").
(57) Il Crédit Mutuel ha sottolineato che l'attrattiva del "Livret bleu" presso la sua clientela aveva avuto l'effetto di diminuire considerevolmente l'ammontare dei depositi a vista non remunerati della banca, che rappresentavano nel 1997 il 15,8 % dei suoi depositi contro una percentuale compresa tra il 36,6 % e il 40,8 % presso i suoi principali concorrenti. Questa sostituzione avrebbe avuto un effetto negativo sulla sua redditività e i suoi margini, così che il costo medio dei depositi del Crédit Mutuel sarebbe sensibilmente superiore a quello delle banche dell'AFB.
(58) Il Crédit Mutuel ha anche contestato che sia la totalità del gruppo del Crédit Mutuel a beneficiare degli aiuti all'occorrenza percepiti, e ha sottolineato che solo le casse locali, giuridicamente indipendenti, che distribuiscono il "Livret bleu", potrebbero in questa eventualità beneficiare degli aiuti.
(59) Il Crédit Mutuel ha considerato che con l'adozione nel 1975 delle disposizioni legislative(15) che hanno instaurato il "Livret bleu", lo Stato aveva istituito un meccanismo d'interesse generale di raccolta di un risparmio popolare e di assegnazione di questo a impieghi finanziari di pubblico interesse. L'insediamento del Crédit Mutuel in ambiente rurale e l'importanza della sua clientela con redditi modesti avrebbe avuto un ruolo rilevante in questa scelta. Nel 1998, il 58 % della clientela del Crédit Mutuel viveva in comuni con meno di 20000 abitanti e il 77 % dichiarava un reddito netto mensile inferiore a 10000 FRF.
(60) Il Crédit Mutuel ha sottolineato le limitazioni che gli erano state imposte:
- lo Stato avrebbe imposto al Crédit Mutuel il mantenimento di [...] sportelli istituiti nei comuni con meno di 2000 abitanti, il cui costo sarebbe stimato in [...] milioni di FRF l'anno,
- il mantenimento di "conti speciali sul 'Livret bleu'", il cui costo di gestione sarebbe superiore alla remunerazione dell'1,3 % versata dalla CDC. In caso di chiusura di questi conti, mediamente di importi bassi, [...] i "Livret bleu", che rappresentano soltanto il [...] dei fondi, potrebbero sparire. In questo modo il Crédit Mutuel realizzerebbe un risparmio valutato in [...] milioni di FRF l'anno. Il Crédit Mutuel ha stimato che la gestione dei piccoli conti dava origine a un sovraccosto di [...] dei loro fondi in considerazione delle loro caratteristiche, stabilito che più il saldo è debole, più il numero di scritture è consistente,
- fino al 1991, le aperture di sportelli sono state regolamentate di modo che la banca non avrebbe potuto svilupparsi nelle zone più attrattive, al di fuori delle sue zone d'insediamento tradizionali (l'est, il nord e la Bretagna),
- il Crédit Mutuel ha anche considerato, in modo non specifico e senza fornire dati, che si dovrebbe tenere conto di altri sovraccosti relativi agli impieghi d'interesse generale del "Livret bleu",
- il Crédit Mutuel ha infine considerato che esisteva un pericolo di trasformazione a suo danno che gli faceva correre il rischio di una variazione del margine di tasso fra il tasso a breve termine (regolamentato), applicato alle risorse del "Livret bleu" e i tassi a medio e a lungo termine che si applicano agli impieghi.
(61) Sulla base di questi elementi, il Crédit Mutuel ha considerato che, senza il "Livret bleu", non avrebbe potuto adempiere alle missioni d'interesse generale che gli sono state affidate. Ha sottolineato che la quota di fondi del "Livret bleu", la cui assegnazione era libera, aveva consentito di garantire l'equilibrio del sistema, considerati i margini insufficienti realizzati sugli impieghi d'interesse generale.
(62) Il Crédit Mutuel ha inoltre fatto valere la sua fiducia legittima nei confronti di un meccanismo che risale al 1975. Ha considerato che la lunghezza della procedura d'istruzione di una denuncia risalente al 1991 era di natura tale da violare questa fiducia legittima.
(63) In una nota del 13 dicembre 2000, il Crédit Mutuel critica il metodo adottato nel primo memorandum dello studio Glais. Mette in evidenza che altre cause possono spiegare i fenomeni statistici osservati, come il fatto che il Crédit Mutuel disponeva all'inizio del periodo in questione di una rete più fitta rispetto ai suoi concorrenti (in termini di PIL per agenzia). Ritiene che dal 1987 al 1998 il Crédit Mutuel abbia guadagnato meno quote di mercato rispetto al Crédit Agricole (il cui bilancio è più rilevante), e che il Crédit Mutuel abbia guadagnato due punti di mercato crediti rispetto ai quattro punti delle banche AFB nel loro insieme (il che a contrario conferma lo spettacolare sviluppo del Crédit Mutuel).
(64) Una nota del marzo 2000 rilasciata dal Crédit Mutuel Midi Atlantique sottolinea il carattere arbitrario dei dati di contabilità analitica riportati dal consulente della Commissione, in quanto i dati quantitativi erano oggetto di valutazioni contraddittorie e gli aspetti qualitativi (oneri conseguenti al mantenimento della rete nella zona rurale, effetto del "prodotto di richiamo") erano difficili da valutare. Il Crédit Mutuel afferma di accettare la banalizzazione del "Livret bleu", cioè la generalizzazione della sua distribuzione ad altre reti, ma si oppone a ogni rimborso d'aiuto, giudicato penalizzante per oltre cinque milioni di membri.
IV. COMMENTI DELLE AUTORITÀ FRANCESI
(65) Nella loro comunicazione dell'8 aprile 1998, le autorità francesi hanno in primo luogo considerato che il regime del "Livret bleu" non aveva alcun costo fiscale apprezzabile per lo Stato, il quale aveva optato per una fiscalizzazione uniforme dei depositanti di un terzo del prelievo alla fonte sulle rendite del risparmio, rinunciando in questo modo ai due terzi restanti del prelievo alla fonte, ma percependo in contropartita il terzo restante su una popolazione normalmente non soggetta a imposta. Su questa base, le autorità hanno contestato ogni applicazione possibile dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, a motivo dell'assenza di risorse statali mobilizzate per il meccanismo in questione.
(66) Le autorità francesi hanno peraltro sottolineato che la commissione d'intermediazione versata dalla CDC al Crédit Mutuel sui fondi del "Livret bleu" centralizzati non costituiva un aiuto, bensì la remunerazione di una prestazione resa dalla banca, il cui ammontare era stato fissato per contratto nel 1991 all'1,3 %. Hanno insistito sull'importanza dei costi di gestione del "Livret bleu" a motivo del numero di libretti, il cui importo di credito è inferiore a 5000 FRF. Facendo riferimento ai lavori di contabilità analitica realizzati dal Crédit Mutuel, hanno concluso che questo importo era pienamente giustificato.
(67) Le autorità francesi hanno contestato ogni assegnazione possibile degli scambi fino alla realizzazione del mercato unico delle attività bancarie e finanziarie, conseguente all'adozione della seconda direttiva bancaria del 15 dicembre 1989 e alla sua trasposizione nel diritto francese il 1o gennaio 1993. Dopo questa data, le autorità francesi hanno ritenuto che, in considerazione dell'assenza di statuto europeo della società cooperativa e delle limitazioni che questa situazione comportava per l'espansione oltre frontiera delle società a statuto cooperativo, come il Crédit Mutuel, le agenzie del Crédit Mutuel non svolgevano attività al di là delle frontiere nazionali. I conti del "Livret bleu" aperti a non residenti rappresentano più o meno lo 0,1 % dei fondi. Le Autorità hanno anche considerato che gli istituti bancari esteri in Francia avevano un mercato assai diverso da quello del Crédit Mutuel. Su questa base, contestano ogni possibilità che gli scambi intracomunitari siano influenzati in una misura contraria all'interesse comune.
(68) Le autorità francesi hanno sottolineato che qualsiasi vantaggio derivante dal "Livret bleu" per il Crédit Mutuel dovrebbe essere soppesato con gli oneri legati a un obiettivo d'interesse economico generale. Hanno messo in particolare evidenza la destinazione crescente dei fondi del libretto per impieghi finanziari d'interesse generale: questa percentuale è successivamente passata dal 50 % dei fondi del "Livret bleu", dal 1975 al 1983, al 65 % dal 1983 al 1991. Hanno sottolineato che, conformemente alla riallocazione dei fondi conclusa con il Crédit Mutuel nel 1991, il 100 % di questi crediti sarà stanziato a partire dal 2000 per impieghi finanziari d'interesse generale. Le autorità hanno dichiarato che intendono accelerare l'applicazione dell'accordo del 1991 in modo che la centralizzazione dei fondi possa aver luogo prima del previsto, ovvero dalla fine del 1998.
(69) Le autorità francesi hanno peraltro sottolineato che, mentre l'apertura di sportelli nel resto del settore bancario era stata liberalizzata dal 24 novembre 1986, il Crédit Mutuel era rimasto soggetto a un regime amministrativo di autorizzazioni fino al 1991 in virtù della decisione del CNC (Conseil National du Crédit) del 10 gennaio 1967. Soltanto il 1o luglio 1991 era stato abolito per il Crédit Mutuel l'obbligo di autorizzazione preventiva del comitato degli istituti di credito per ogni apertura, trasformazione, trasferimento o cessione di sportelli. Le autorità francesi hanno considerato che fino al 1991 i vincoli relativi all'insediamento geografico del Crédit Mutuel al di fuori di grandi agglomerati erano conseguenti a una scelta politica dei poteri pubblici e avevano comportato un ritardo di sviluppo nelle zone urbane.
(70) Sulla base di questi elementi, le autorità francesi hanno concluso che il Crédit Mutuel non beneficiava di alcuno aiuto di Stato a titolo del "Livret bleu" e, a titolo sussidiario, che in ogni caso un tale aiuto dovrebbe essere dichiarato, all'occorrenza, compatibile con il trattato in virtù dell'articolo 86, paragrafo 2, del trattato a motivo delle missioni d'interesse generale affidate al Crédit Mutuel. Le autorità hanno sottolineato la fiducia legittima di cui aveva goduto il Crédit Mutuel fino al deposito della denuncia alla Commissione nel 1991.
(71) In una nota trasmessa il 10 febbraio 2001, le autorità francesi hanno affermato in modo ambiguo, riguardo la modifica regolamentare avvenuta dopo la decisione del Consiglio di Stato del 5 gennaio 2000, che la conformità giuridica a questa decisione non ha comportato alcuna modifica del regime fiscale del "Livret bleu". Il risparmiatore continuerebbe a percepire un tasso di rimunerazione netta identico a quello del Livret A. Il Crédit Mutuel verserebbe sempre il prelievo alla fonte al Tesoro pubblico.
(72) Le autorità francesi hanno infine precisato che la centralizzazione completa presso la CDC dei fondi raccolti sul "Livret bleu" è stata formalizzata con un protocollo stipulato il 31 dicembre 1998 fra il ministro dell'Economia e il presidente della Confederazione nazionale del Crédit Mutuel, ed espletata completamente il 31 marzo 1999.
(73) Per concludere, in una nota del 26 ottobre 2001, le autorità francesi hanno respinto la qualifica di risorse di Stato riguardo gli impieghi d'interesse generale, considerato che la condizione di alterazione degli scambi non era stata soddisfatta prima del recepimento della seconda direttiva bancaria, che l'aiuto istituito in un mercato inizialmente chiuso alla concorrenza doveva essere considerato come un aiuto esistente. Hanno inoltre ripreso l'analisi dei dati presentata dal Crédit Mutuel e Arthur Andersen.
V. VALUTAZIONE DELLE MISURE DI COMPENSAZIONE
(74) La Commissione ricorda che, secondo una giurisprudenza costante della Corte, gli aiuti devono essere valutati sulla base dei loro effetti. Prima di formulare delle conclusioni sul carattere d'aiuto delle misure in esame, converrà quindi esaminare gli effetti del meccanismo in questione sui risultati del Crédit Mutuel.
(75) Per identificare una misura come aiuto di Stato devono essere soddisfatte certe condizioni: l'aiuto deve essere accordato dallo Stato o tramite risorse di Stato; deve conferire un vantaggio concorrenziale al beneficiario; deve avere un effetto sul commercio intracomunitario. Si esaminerà in primo luogo l'ultimo punto per passare poi all'analisi degli altri punti. Infine sarà presentata la valutazione dell'aiuto.
1. La distorsione della concorrenza e l'effetto sugli scambi fra gli Stati membri
1.1. L'effetto dell'aiuto sugli scambi dal 1975
(76) Nel 1979, la quota di mercato delle banche estere era dell'8 % per le attività di credito (4 % per le succursali senza personalità giuridica, 4 % per le affiliate in forma giuridica francese) e del 4,5 % per le attività di deposito (rispettivamente 2 % e 2,5 %). La quota delle banche europee non francesi rispetto alla totalità delle banche estere è del 50 % per i crediti, del 70 % per i depositi. Queste percentuali hanno subito una leggera evoluzione fra il 1975 e il 1979(16). Fin dagli anni '70 il Crédit Mutuel si è trovato quindi a confronto con la concorrenza delle reti straniere sul territorio francese. Il numero di banche sotto controllo estero a Parigi è rapidamente aumentato dopo il 1968, passando da 47 istituti a 86 nel 1975 e a 111 nel 1979.
(77) Secondo una giurisprudenza costante, l'effetto sugli scambi è considerato sufficiente se la posizione dell'azienda è rafforzata, rispetto ai suoi concorrenti, nel quadro del commercio intracomunitario(17). Non è necessario che il beneficiario abbia un'attività di esportazione: l'aiuto all'azienda nazionale è suscettibile di ridurre le opportunità di esportazione per le aziende degli altri Stati membri(18). Da diversi indici risulta che nel caso presente è soddisfatta la condizione di effetto sugli scambi.
a) Necessità di tenere conto della totalità delle attività del Crédit Mutuel, in particolare relativamente al credito
(78) Il Crédit Mutuel ha avuto la possibilità fino al 1999 di utilizzare una parte dei depositi del "Livret bleu" per operazioni bancarie di attività assai diverse. La distorsione della concorrenza non si è dunque limitata al mercato dei depositi, ma ha interessato perlomeno anche il mercato del credito. Le informazioni ottenute dalla Commissione riguardano essenzialmente la fine degli anni '80 e gli anni '90. Nel 1975, le operazioni sugli attivi del Crédit Mutuel sembrano essere costituite essenzialmente da crediti e acquisti di titoli pubblici. La raccolta del "Livret bleu" ha avuto un ruolo rilevante nello sviluppo delle operazioni di credito del Crédit Mutuel. La raccolta dei depositi del "Livret bleu" ha consentito al Crédit Mutuel di realizzare dei crediti di volume globale identico a quello della raccolta. La crescita della raccolta è stata molto rapida durante la seconda metà degli anni '70, di fatto i fondi di depositi provengono per il 60 % dal "Livret bleu" fino alla metà degli anni '80. Il "Livret bleu" ha consentito alla banca di sviluppare la sua offerta sul mercato del credito fin dall'istituzione del sistema, in concorrenza con le banche estere.
b) Criterio di liberalizzazione parziale dei movimenti di capitale
(79) Riguardo al mercato dei depositi, è opportuno ricordare che i trasferimenti di pagamenti e i movimenti di capitali erano possibili e, del resto, correnti (per esempio, per i lavoratori immigrati) prima del recepimento della direttiva 88/361/CEE del Consiglio (GU L 178 dell'8.7.1988, pag. 5), denominata direttiva di liberalizzazione completa dei movimenti di capitali. Secondo le informazioni ottenute dalla Commissione, il controllo dei movimenti di capitali è stato liberalizzato in Francia dal 1968(19). Dal 1975 i residenti francesi possono depositare, e hanno depositato, fondi all'estero. La regolamentazione ha previsto, a quanto sembra, un regime di dichiarazione amministrativa ex ante alla Banca di Francia, inasprito temporaneamente a partire dal 1981 in un contesto di fughe di capitali. È stato poi sostanzialmente abolito nel 1986(20). A loro volta, i residenti di altri Stati membri potevano effettuare i loro depositi in Francia, in particolare sul "Livret bleu"(21).
(80) Il diritto comunitario riguarda la liberalizzazione di certi movimenti di capitali e pagamenti. La prima direttiva del Consiglio, che riguarda l'applicazione dell'articolo 67 del trattato, fa riferimento alla liberalizzazione quanto più rapida possibile dei movimenti di capitali. Questa direttiva e quelle che in seguito l'hanno modificata(22) hanno progressivamente liberalizzato in modo incondizionato questi movimenti, così che la direttiva 88/361/CEE fa riferimento alla "liberalizzazione completa" (considerando 7). La giurisprudenza mostra che la liberalizzazione dei movimenti di capitale e dei pagamenti è stata fin dall'inizio strettamente legata alla libertà di movimento di persone, merci e servizi e alla libertà d'insediamento(23).
c) Effetto sugli scambi fra Stati membri in assenza di liberalizzazione
(81) L'effetto sugli scambi fra gli Stati membri è stato riconosciuto dalla Corte anche in assenza della liberalizzazione del mercato, così come risulta dalla sentenza pronunciata nella causa Van Eycke(24) relativa a una regolamentazione nazionale, datata 1983 e 1986, la quale fissava in pratica il livello del tasso d'interesse di certe categorie di depositi di risparmio che conferivano vantaggi fiscali. Riguardo l'articolo 85, la Corte non ha escluso che poteva esserci un'infrazione all'articolo 85, basandosi implicitamente sul fatto che la misura era suscettibile di avere un effetto sugli scambi intracomunitari ai sensi dell'articolo 85 del trattato. Il regime comunitario applicabile era quello della prima direttiva del Consiglio dell'11 maggio 1960, e non della direttiva 88/361/CEE. Questa interpretazione è confermata dalle conclusioni dell'avvocato generale Mancini: in risposta alla parte attrice che invocava l'assenza di effetti sugli scambi, l'avvocato generale ha osservato "che non esistono dubbi sul fatto che le regole della concorrenza si applicano al settore bancario (punto 3)".
(82) Si potrebbe menzionare anche il precedente caso Züchner(25), dove una giurisdizione nazionale desiderava sapere se alcune spese bancarie su un assegno emesso il 17 luglio 1979 su una banca tedesca a favore di un beneficiario residente in Italia fossero in contrasto con l'articolo 85 del trattato. La Corte ha rifiutato di escludere l'applicazione delle regole di concorrenza alla luce degli articoli 90, paragrafo 2, e 104 e seguenti del trattato, considerando quindi che questa pratica era suscettibile di avere un effetto sugli scambi.
(83) Sulla base del secondo rapporto sulla politica della concorrenza del 1972 (paragrafi da 50 a 53), la Commissione afferma che le regole della concorrenza si applicano in linea di massima al settore bancario. Il rapporto precisa che la Commissione aveva già esaminato un caso riguardante banche alla luce dell'articolo 85 e che stava esaminando gli accordi di cooperazione europea fra le banche di diversi Stati membri(26).
(84) Se esisteva un effetto sugli scambi in tutti questi casi ai sensi dell'articolo 85, è opportuno dedurne che tale effetto riguardava anche gli scambi a titolo delle regole relative agli aiuti di Stato.
1.2. Completamento della liberalizzazione del settore bancario nell'Unione europea dopo la fine degli anni '70 e rafforzamento della concorrenza
(85) Se il completamento del mercato interno risale alla seconda direttiva bancaria del 1989, è opportuno notare che il mercato è stato progressivamente liberalizzato e la concorrenza si è progressivamente rafforzata a partire dagli anni '70.
(86) La liberalizzazione completa del mercato bancario unico dell'Unione europea è stata realizzata nell'arco di oltre 30 anni. La prima direttiva bancaria 77/780/CEE del Consiglio (GU L 322 del 17.12.1977, pag. 30) pone le prime regole di armonizzazione delle regolamentazioni nazionali relative alle condizioni d'esercizio delle succursali di un istituto di credito negli altri Stati membri. Va ricordato che la libertà di insediamento delle affiliate esisteva già negli Stati membri della Comunità europea, e che la maggior parte delle grandi banche aveva affiliate all'estero, come del resto succursali senza personalità giuridica (anche in assenza di una regolamentazione uniforme nell'ambito dell'Unione). Le affiliate e succursali in Francia di banche di altri Stati membri dell'Unione europea hanno quindi potuto subire la concorrenza sleale del Crédit Mutuel anteriormente all'entrata in vigore della prima o della seconda direttiva bancaria.
(87) Una tappa decisiva in vista del mercato unico bancario è stata raggiunta con la liberalizzazione dei movimenti di capitali grazie alla direttiva 88/361/CEE, recepita dagli Stati membri entro il 1o luglio 1990. In concreto, questo provvedimento ha fortemente ampliato i flussi transfrontalieri di depositi o di investimenti. In precedenza l'amministrazione poteva controllare in modo transitorio questo flusso di capitali, se non altro per mezzo del controllo degli scambi. La Francia ha recepito la direttiva di liberalizzazione dei movimenti di capitale con i decreti 89-938 e 90-58, entrati in vigore rispettivamente il 30 dicembre 1989 e il 16 gennaio 1990. L'abolizione del controllo degli scambi, instaurata nel 1981, ha avuto luogo a partire dal 1986.
(88) La libertà di insediamento nel settore bancario è stata completata in Francia nel luglio 1992 con il recepimento della seconda direttiva bancaria 89/646/CEE(27). L'articolo 6, paragrafo 2, di tale direttiva dispone che "gli Stati membri ospitanti non possono esigere, come condizione di autorizzazione delle succursali di enti creditizi autorizzati in altri Stati membri, una dotazione iniziale il cui importo sia superiore al 50 % del capitale iniziale fissato dalle normative nazionali per l'autorizzazione di un ente creditizio della medesima natura"(28). Questo provvedimento andava recepito entro il 1o gennaio 1990. Il Consiglio ha inteso così prevenire fin dal 1990 ogni tentativo di uno Stato membro di limitare la libertà d'insediamento di una succursale mediante una regolamentazione abusiva.
(89) Ne risulta che progressivamente, e soprattutto a partire dal 1990, l'effetto sugli scambi di aiuti accordati a un istituto bancario è diventato particolarmente evidente(29), poiché ogni istituto può esercitare attività bancarie negli altri Stati membri con l'intermediazione delle succursali (la cui apertura non è più soggetta ad accordo) come pure una libera prestazione di servizio transfrontaliera.
1.3. Posizione del Crédit Mutuel sul mercato bancario francese
(90) La Commissione ha esaminato gli argomenti addotti dal Crédit Mutuel sulla competenza territoriale limitata delle casse locali del Crédit Mutuel e l'assenza d'impatto sugli scambi risultanti da un tale meccanismo. Essa rileva, tuttavia, che il Crédit Mutuel è un gruppo dotato di una personalità giuridica e di una contabilità consolidata, nonché di una solidarietà finanziaria interna a livello della confederazione che garantisce la liquidità delle federazioni regionali. Essa nota che il gruppo dispone di fondi propri rilevanti che facilitano il suo accesso ai mercati di capitale e che le agenzie di "rating" gli accordano una valutazione generale. Rileva di aver ricevuto, nel quadro della presente procedura, una risposta unica dal Crédit Mutuel e non da ciascuna agenzia locale. Non esiste alcun dubbio, né per la Commissione, né per i principali partner economici del Crédit Mutuel e i mercati finanziari, che il Crédit Mutuel sia un'azienda che può redistribuire al suo interno degli aiuti versati alla tale o tal altra entità interna del gruppo. Essa nota che, grazie alle sue dimensioni, trattandosi di uno dei principali istituti di credito francesi, il Crédit Mutuel è in grado di finanziarsi o di investire i suoi fondi sui mercati finanziari.
(91) Il Crédit Mutuel è un'azienda redditizia che ha realizzato notevoli profitti nel corso degli anni passati. Un'eventuale sovracompensazione dei costi netti di raccolta e di gestione delle missioni d'interesse economico generale gli permetterebbe di accrescere i suoi profitti e di accumulare ulteriori capitali propri. Ora, il vincolo di solvibilità (nell'economia dei mercati finanziari) risultante dalla regolamentazione bancaria europea(30) introduce un obbligo che limita le possibilità di crescita degli istituti di credito. Ogni aiuto per il funzionamento, nella misura in cui rinforza i fondi propri, presenta un effetto leva considerevole che consente di liberarsi di questi vincoli. Da questi meccanismi di vincolo di solvibilità deriva che la valutazione di una distorsione della concorrenza è più facile nel caso di aiuti a istituti di credito. Se gli aiuti, per effetto diretto o indiretto, determinano un aumento dei fondi propri, allora la distorsione della concorrenza può tradursi nell'incremento delle attività della banca.
1.4. Conclusione
(92) Gli aiuti potenziali concessi al Crédit Mutuel, tenuto conto del loro carattere di aiuti per il funzionamento, della situazione economica del settore bancario in Europa nonché dei vincoli di solvibilità specifici del settore bancario, hanno esercitato un effetto sugli scambi dall'entrata in vigore del "Livret bleu" e hanno avuto un crescente effetto di distorsione della concorrenza nell'ambito del settore finanziario. Di conseguenza, bisogna considerare che l'aiuto potenziale è un aiuto nuovo al momento della sua introduzione nel 1975.
2. Qualificazione di risorse di Stato
(93) Secondo la giurisprudenza costante, la nozione di aiuto di Stato corrisponde a ogni vantaggio derivante da risorse di Stato concesso dalle autorità pubbliche a favore di un'azienda, a condizione che questo vantaggio sia totalmente o parzialmente accordato senza contropartita finanziaria, cioè concesso senza una remunerazione o mediante una remunerazione che non rifletta il prezzo di valutazione del vantaggio in questione. Di conseguenza tale definizione comprende anche l'erogazione di risorse a un'azienda, ogni sgravio di oneri che questa dovrebbe normalmente sostenere o, ancora, ogni vantaggio che permetta all'azienda di realizzare un risparmio che influisca sui suoi costi di produzione(31).
(94) In virtù della giurisprudenza della Corte, solo i vantaggi accordati direttamente o indirettamente mediante risorse di Stato vanno considerati aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1. La Commissione verificherà in primo luogo quali sono le risorse di Stato di cui il Crédit Mutuel può aver beneficiato: 1) il vantaggio fiscale accordato ai risparmiatori; 2) la commissione di raccolta versata dalla CDC; 3) i proventi derivanti da impieghi di interesse generale, 4) i vantaggi e gli eventuali costi indiretti derivanti da; sistema del "Livret bleu".
2.1. Esonero fiscale
(95) Il sistema in vigore fino alla fine del 1999 stabiliva una deroga al regime generale di tassazione del risparmio. Esso prevede normalmente la possibilità per il risparmiatore di scegliere fra la possibilità di ricevere un tasso d'interesse lordo e integrare i proventi finanziari nel suo reddito imponibile oppure di ricevere un tasso d'interesse al netto del prelievo alla fonte. Nella fattispecie, non era stato applicato alcun prelievo poiché il Crédit Mutuel si assumeva teoricamente l'onere del pagamento di un'imposta legale pari a un terzo del prelievo alla fonte.
(96) La riduzione dell'imposta a un terzo del normale prelievo alla fonte significa che il sistema implica la mobilizzazione di risorse statali e l'adozione di un regime più favorevole per il risparmiatore rispetto alla situazione consueta. Il sistema ha un costo per lo Stato, in quanto questo avrebbe potuto eventualmente ottenere più risorse fiscali se avesse scelto di applicare la regola generale, senza limitarsi a un terzo del prelievo obbligatorio. Sembra che da questo aiuto traggano beneficio direttamente i singoli e non la banca, quindi non si può considerare il Crédit Mutuel come il diretto beneficiario dell'aiuto fiscale. Tuttavia, questo aiuto fiscale a carattere sociale è associato a un prodotto distribuito da un solo operatore, il Crédit Mutuel. L'aiuto non soddisfa quindi la condizione di compatibilità sancita dall'articolo 87, paragrafo 2, lettera a), del trattato, la quale prevede che l'aiuto sia accordato "senza discriminazioni determinate dall'origine dei prodotti"(32).
(97) Per quanto riguarda il pagamento da parte del Crédit Mutuel di un'imposta fissata ad un terzo del prelievo alla fonte normale, si può considerare legittimo che il suo ammontare sia registrato dal Crédit Mutuel negli oneri legati al "Livret bleu". Tuttavia, le conclusioni sulla base della sentenza del Consiglio di Stato del 5 gennaio 2000, che dichiarano illegale il sistema fiscale in vigore, confermano esplicitamente che il Crédit Mutuel ha beneficiato in pratica, a partire dal 1991, della "neutralizzazione" delle imposte, alle quali sono assoggettati gli interessi percepiti sul "Livret bleu", in altri termini, il rimborso da parte dello Stato o della CDC dei prelievi obbligatori pagati dal Crédit Mutuel. Concludendo, la defiscalizzazione non riguarda i due terzi, ma la totalità degli interessi sul "Livret bleu", perlomeno a partire dal decreto del 27 settembre 1991 e per quanto riguarda i fondi centralizzati.
2.2. Missione d'interesse pubblico attribuita al Crédit Mutuel
(98) Il Crédit Mutuel è stato incaricato di una missione di distribuzione del "Livret bleu" legata a rigide prerogative e obblighi. Le prerogative consistono nella distribuzione esclusiva del "Livret bleu" e nel versamento di una commissione di raccolta da parte della CDC. Gli obblighi riguardano l'utilizzo delle risorse raccolte tramite il "Livret bleu". Questi obblighi hanno subito un'evoluzione col tempo: in una prima fase, il Crédit Mutuel aveva l'obbligo di destinare il 50 % delle risorse (quota portata in seguito al 65 %) a impieghi detti d'interesse generale (in particolare finanziamento di enti locali e di altri organismi pubblici), con il saldo a libera disposizione della banca. Va notato che il Crédit Mutuel non sottostava ad alcun obbligo riguardante le condizioni dei finanziamenti relativi ai fondi liberi, in particolare in termini di tassi. A partire dal 1991, una parte crescente dei fondi è stata destinata al finanziamento dell'edilizia sociale, mediante centralizzazione delle risorse presso la Caisse des Dépôts et Consignations. Attualmente la totalità dei fondi è centralizzata presso la CDC che versa al Crédit Mutuel, unicamente a titolo di fondi centralizzati, una remunerazione equivalente al tasso d'interesse lordo fissato dai poteri pubblici, trasferita ai risparmiatori, nonché una commissione d'intermediazione pari all'1,3 %. Si osservi che, essendo la CDC un'azienda pubblica che beneficia di risorse pubbliche per la realizzazione di missioni d'interesse generale, la commissione di raccolta va considerata come una risorsa di Stato. Gli interessi sono versati ai risparmiatori, quindi il Crédit Mutuel percepisce unicamente questa commissione, che fa parte della missione di servizio pubblico di cui si è fatto carico il Crédit Mutuel ed è quindi imputabile allo Stato.
2.3. Proventi degli impieghi d'interesse generale (IIG)
(99) Gli obblighi degli impieghi d'interesse generale enumerati in modo limitativo dal decreto del 1o marzo 1976 consistevano principalmente in prestiti a enti locali e sottoscrizioni di titoli emessi o garanzie statali (obbligazioni di Stato, in particolare), e in prestiti a organismi pubblici amministratori di edilizia sociale. Sulla base delle informazioni avute, la combinazione del carattere obbligatorio di questi impieghi e del fatto che le condizioni di tasso siano state regolamentate dallo Stato e non liberamente stabilite dal mercato, conferma che si è autorizzati a considerare gli impieghi d'interesse generale come parte integrante del sistema del "Livret bleu". Sarà dimostrato successivamente che queste condizioni regolamentate hanno permesso al Crédit Mutuel di trarre vantaggi molto rilevanti da questi fondi. La definizione di questi impieghi d'interesse generale è stata modificata dal decreto del 27 settembre 1991: gli impieghi previsti sono ormai esclusivamente i prestiti di finanziamento dell'edilizia sociale e l'assegnazione in conto presso la CDC (cfr. la centralizzazione dei depositi summenzionati). Ma il passaggio dai vecchi impieghi ai nuovi è avvenuto molto lentamente nel corso degli anni '90: soltanto la nuova raccolta è stata immediatamente destinata in toto a questi nuovi impieghi a partire dal 1991.
3. Vantaggio concorrenziale
(100) Se la compensazione percepita dal Crédit Mutuel a titolo della missione di servizio pubblico, sotto forma di commissione di raccolta versata dalla CDC, supera i costi netti di questo servizio pubblico (tenendo conto della totalità degli utili e dei costi legati alla realizzazione di questa missione), il Crédit Mutuel beneficia di un vantaggio concorrenziale sulle altre banche nella misura in cui ottiene risorse supplementari non accordate alle altre banche.
4. Valutazione dell'aiuto di Stato
(101) Poiché le autorità francesi hanno ricordato l'esistenza di un servizio d'interesse economico generale legato al meccanismo del "Livret bleu", la Commissione deve fare in modo di ottenere un bilancio dei proventi e degli oneri connessi alla realizzazione di detto servizio, al fine di stabilire il giusto livello del compenso pagato dallo Stato.
(102) Si è proceduto a illustrare in primo luogo le modalità della presa in considerazione dei proventi e degli oneri nel caso specifico del "Livret bleu", in secondo luogo i principi della struttura della contabilità analitica del Crédit Mutuel, in terzo luogo i punti di disaccordo residui tra gli esperti risolti dalla Commissione, e, in quarto luogo, i risultati dopo la presa in conto dei costi e delle entrate summenzionati, derivanti dalla contabilità di gestione del "Livret bleu".
4.1. Modalità di presa in considerazione della totalità dei proventi e degli oneri legati ai fondi del "Livret bleu"
a) Il saldo dei proventi e degli oneri legati ai fondi del "Livret bleu"
(103) Il meccanismo finanziario relativo al "Livret bleu" del Crédit Mutuel deve essere valutato rispetto all'economia generale di questo regime di risparmio, cioè si deve tenere conto della totalità dei costi e degli utili derivanti dal sistema, in particolare degli utili derivanti direttamente dall'utilizzo dei fondi raccolti grazie alla missione di distribuzione di questo prodotto di risparmio defiscalizzato.
(104) Al fine di rendere più facile l'analisi degli effetti diretti, è utile ricordare qualche elemento dell'economia contabile del "Livret bleu" per il Crédit Mutuel. Sui fondi dei depositi del "Livret bleu" (riportati al passivo), si distinguono tre tipi di attivi:
- i fondi versati alla CDC (conformemente alla centralizzazione dei fondi presso la CDC),
- gli impieghi d'interesse generale (IIG),
- gli impieghi liberi.
Il sistema è caratterizzato, per le voci di passivo del bilancio, dagli oneri di interessi regolamentati dallo Stato (tassi fissi rivedibili, quindi relativamente poco volatili), per quanto riguarda l'attivo dai proventi di interessi variabili sugli impieghi d'interesse generale (IIG) e sugli impieghi liberi, e dalla commissione di raccolta fissa versata dalla CDC. La tabella 2 riassume schematicamente i principali elementi del conto economico del "Livret bleu".
(105)
Tabella 2
Schema del conto economico del "Livret bleu"
SPAZIO PER TABELLA
(106) La Commissione ha analizzato il sistema nella sua globalità per valutare la totalità dei vantaggi economici ottenuti dal Crédit Mutuel grazie al "Livret bleu". Innanzitutto lo Stato accorda al Crédit Mutuel, tramite la CDC, una commissione di raccolta per la realizzazione della missione di raccolta. Qualora, oltre alla commissione di raccolta della CDC, il "Livret bleu" apporti altri vantaggi economici al Crédit Mutuel, se ne deve tenere conto.
(107) Qualora la somma dei vantaggi economici, valutabili contabilmente (commissione di raccolta più ricavi di gestione) superi eventualmente i costi di investimento imputati (compreso un margine commerciale normale) dal Crédit Mutuel per la raccolta e la gestione dei depositi, lo Stato autorizzerebbe una sovracompensazione dei costi di distribuzione del "Livret bleu" tramite una commissione di raccolta troppo elevata. Per ottenere una tale valutazione, è indispensabile tenere conto di tutti i vantaggi economici ricavati dalla distribuzione del "Livret bleu" così come della totalità dei ricavi e oneri legati al sistema del "Livret bleu" e agli attivi su cui sono riversati i passivi, e questo per due motivi sostanziali.
(108) - In primo luogo, la Corte rammenta che conviene valutare gli aiuti sulla base dei loro effetti. Bisogna considerare che il "Livret bleu" genera entrate che non si limitano ai ricavi generati dagli impieghi d'interesse generale o dalla centralizzazione alla CDC. I depositi del "Livret bleu" hanno consentito al Crédit Mutuel di procurarsi una risorsa a condizioni più vantaggiose di quanto non sarebbe avvenuto con un semplice rifinanziamento sui mercati finanziari, e di realizzare profitti utilizzando questa risorsa, ad esempio, per impieghi d'interesse generale obbligatori o per ogni attività libera(33). Lo Stato ha il dovere di ridurre l'importo delle risorse che versa per la realizzazione di questa missione, se il Crédit Mutuel ricava degli utili su altri piani.
(109) Le entrate degli impieghi d'interesse generale vanno in ogni caso tenute in considerazione, in quanto costituiscono parte integrante degli obblighi imposti dallo Stato nel quadro del sistema "Livret bleu". Va inoltre notato che l'esclusione di certi impieghi remunerativi determinerebbe una situazione assurda: lo Stato dovrebbe compensare le perdite su certi impieghi mentre sarebbero realizzati utili sufficienti su altri impieghi all'interno del sistema "Livret bleu" di cui non verrebbe tenuto conto.
(110) La situazione è meno semplice per gli impieghi liberi, che hanno registrato una perdita di circa 1 miliardo di FRF nel periodo esaminato. Essi incidono così sul bilancio dello Stato che, in mancanza di questi impieghi, avrebbe avuto una situazione equilibrata con necessità di ridurre in proporzione la commissione di raccolta. La Commissione, tuttavia, ha ritenuto che vanno inclusi i costi netti degli impieghi liberi.
(111) La missione del consulente indipendente si è basata quindi sulla valutazione della contabilità analitica del "Livret bleu" (oneri e anche ricavi degli impieghi a cui sono attribuite le risorse) e sull'analisi della coerenza dei dati prodotti dal Crédit Mutuel. In quest'ottica, il consulente è stato incaricato d'identificare la totalità dei vantaggi legati ai ricavi realizzati sugli attivi attribuiti al "Livret bleu" e ai costi delle risorse (diversi dai normali costi di mercato). Dopo deduzione di un margine normale di redditività definito dagli esperti "costo dei fondi propri"(34), l'utile residuo (derivante dalla commissione versata dallo Stato) può costituire un aiuto di Stato incompatibile, in quanto lo Stato avrebbe dovuto pagare al Crédit Mutuel per il servizio di raccolta una remunerazione meno elevata equivalente ai costi netti e non una sovracompensazione.
(112) - In secondo luogo, il Crédit Mutuel ha citato nel corso della procedura un gran numero di vincoli o particolarità nella gestione del "Livret bleu" (cfr. la parte III per l'esposizione delle argomentazioni del Crédit Mutuel). L'approccio adottato dalla Commissione permette di mettere fine a questi problemi con riferimento alla contabilità, quindi sulla base della pratica. Esso consente di valutare concretamente il peso finanziario reale di questi vincoli a partire dai dati della passata gestione contabile del "Livret bleu".
b) Qualche precisazione tecnica
(113) La raccolta di risparmi nel quadro del "Livret bleu" presenta inoltre caratteristiche economiche specifiche che la distinguono fondamentalmente dalla raccolta normale di depositi di una banca.
(114) La natura e la fiscalità specifica del "Livret bleu" consentono di ammortizzare l'impatto della variazione dei tassi d'interesse sui movimenti di riallocazione del risparmio e questa forma di risparmio risulta meno volatile degli investimenti al tasso di mercato. Il comportamento dei risparmiatori è in primo luogo influenzato dal livello del tasso netto del "Livret bleu" rispetto agli investimenti alternativi, che presentano lo stesso grado di rischio o di liquidità: il tasso netto del "Livret bleu" è più elevato di quello del Livret B (fiscalizzato). Tutti gli investimenti equivalenti, peraltro, come quelli a tasso di mercato, sono soggetti a tassazione, quindi devono presentare un rendimento lordo sensibilmente più elevato per essere preferiti all'investimento sul libretto.
(115) In secondo luogo il comportamento dei risparmiatori è altresì legato a parametri sociologici e psicologici del tutto specifici nel caso dei libretti defiscalizzati. Poiché il rendimento del "Livret bleu" è fissato dallo Stato, i risparmiatori gli accordano maggiore fiducia. La selezione di questo tipo di risparmiatori consente di ottenere un risultato relativamente paradossale: pur trattandosi "dell'investimento remunerato" più liquido, è anche uno dei meno volatili.
(116) Storicamente, questa fiducia accordata da parte dei risparmiatori ha potuto permettere ai poteri pubblici di fissare bassi tassi di remunerazione al netto dell'inflazione. Anche nel contesto di rendimenti ben più elevati degli investimenti di mercato, il calo della raccolta di fondi è stato di una portata molto limitata nel corso degli anni '90(35).
(117) In ogni caso, la singolarità di questo metodo di raccolta di risorse, rispetto al rifinanziamento sul mercato interbancario o sui mercati finanziari, rende necessaria una valutazione concreta degli utili derivanti al Crédit Mutuel dalla gestione di tutti questi fondi, cosa che non può essere effettuata se non attraverso la contabilità analitica della rete.
(118) I lavori del consulente della Commissione tengono conto dei differenti costi e ricavi del meccanismo per il Crédit Mutuel, separando in tre parti l'analisi, secondo la destinazione delle risorse raccolte: risorse centralizzate alla CDC, assegnate agli impieghi d'interesse generale o libere. Il metodo seguito dal consulente consente anche di rispondere all'argomentazione del Crédit Mutuel, secondo la quale il sistema comporta un onere(36) per il Crédit Mutuel nella misura in cui esso deve versare allo Stato le entrate fiscali(37). Il metodo permette anche di prendere in considerazione una remunerazione normale dei fondi propri.
c) La questione degli effetti indotti del prodotto di richiamo
(119) L'analisi degli effetti del meccanismo del "Livret bleu" deve tenere conto, per determinare i costi netti e il livello adeguato di risorse versate a compensazione dallo Stato, oltre che dei summenzionati vantaggi diretti, degli eventuali vantaggi e costi indotti derivati dal meccanismo del "Livret bleu", se questi effetti hanno un'incidenza significativa.
(120) Il diritto esclusivo di distribuzione di un prodotto di risparmio attraente per la sua defiscalizzazione sarebbe suscettibile, secondo i ricorrenti, di consentire al Crédit Mutuel d'attirare e fidelizzare una clientela, alla quale, in seguito, la rete è in grado di vendere altri prodotti o servizi bancari (crediti, investimenti finanziari, assicurazioni, eccetera). La crescente diffusione degli investimenti finanziari e dei prodotti assicurativi da parte degli sportelli bancari mostrerebbe i vantaggi di cui dispongono. Se, d'altro canto, il mercato del prodotto fosse caratterizzato da un'asimmetria d'informazione tra il venditore e l'acquirente, come avviene in particolare nel caso dei prodotti finanziari, la notorietà dell'istituto per la distribuzione di prodotti di qualità o vantaggiosi per il cliente diventerebbe determinante. In questa situazione, il fatto di distribuire un prodotto vantaggioso come il "Livret bleu" per attirare il cliente potrebbe costituire un vantaggio per l'istituto, perché questo consente di procacciarsi più facilmente la clientela(38). In altri termini, il diritto potrebbe generare gli stessi effetti di costose azioni di marketing o della distribuzione di un prodotto in perdita destinato ad attirare la clientela.
(121) Nei documenti presentati dai ricorrenti si presume l'esistenza di effetti del prodotto di richiamo, senza dimostrarne formalmente l'esistenza e senza riuscire a dare una valutazione precisa dell'incidenza finanziaria di questi effetti.
(122) Per quanto riguarda le valutazioni dello studio Glais, la Commissione osserva che il Crédit Mutuel può a buon diritto affermare che queste analisi statistiche non forniscono alcuna prova certa di un effetto quantificabile del prodotto di richiamo.
(123) Nelle osservazioni dei ricorrenti sono state proposte tre valutazioni soggettive. Innanzitutto, considerato il fatto che le altre banche hanno offerto di distribuire il "Livret bleu" sulla base di una commissione dell'1 %, i ricorrenti propongono un ordine di grandezza approssimativo di questo vantaggio per il presente e il futuro(39), con un calcolo differenziale sulla base del livello della commissione percepita dal Crédit Mutuel, cioè lo 0,3 %, il che corrisponde a circa 300 milioni di FRF l'anno. Tuttavia, nulla consente di provare che i concorrenti del Crédit Mutuel possano espletare questa missione alle stesse condizioni con questo livello di remunerazione.
(124) Con il secondo metodo proposto dai ricorrenti, il vantaggio di cui ha beneficiato in passato il Crédit Mutuel può essere calcolato in base alla crescita delle sue quote di mercato. Tale metodo di valutazione degli aiuti non può essere accettato, in quanto si fonda sul postulato che l'acquisizione di quote di mercato è dovuta unicamente al "Livret bleu", mentre questo postulato non è comprovato da alcun elemento obiettivo.
(125) La terza valutazione del diritto esclusivo di distribuzione si basa sul mancato guadagno fiscale conseguente alla defiscalizzazione del "Livret bleu". Se il Crédit Mutuel avesse voluto distribuire senza defiscalizzazione un libretto di risparmio, offrendo, qualunque fosse la situazione dei risparmiatori, lo stesso rendimento netto del "Livret bleu", avrebbe effettivamente assunto un costo di opportunità uguale all'ammontare dell'imposta nozionale (potenzialmente) versata dai risparmiatori. Secondo i ricorrenti, si deve ritenere che il vantaggio fiscale, pari a 4,5 miliardi di FRF, accumulato per il periodo 1991-1997 ha fruttato al Crédit Mutuel vantaggi indotti dello stesso importo. Questo ragionamento non può essere accettato, in quanto il Crédit Mutuel non avrebbe assai verosimilmente distribuito il "Livret bleu" alle stesse condizioni se avesse dovuto assumersi integralmente il costo della defiscalizzazione, di cui del resto beneficiano direttamente i soci.
(126) I possibili vantaggi in questione sono difficili da dimostrare e da quantificare. Il vantaggio economico diretto ricavato dalla gestione del "Livret bleu" è direttamente misurabile a partire dalla contabilità del "Livret bleu". Per contro, il vantaggio economico indotto dalla vendita di altri prodotti o servizi ai clienti fidelizzati dal "Livret bleu" sarebbe rilevabile dalla contabilità analitica di questi altri prodotti, se fosse possibile fare immediatamente una distinzione fra quanto venduto ai clienti fidelizzati o attirati al Crédit Mutuel dal "Livret bleu" e quanto venduto ai clienti arrivati al Crédit Mutuel per altri motivi. Per queste ragioni il consulente della Commissione non ha potuto realizzare la valutazione degli effetti indotti attenendosi al metodo contabile applicabile per valutare i vantaggi economici diretti derivanti dal "Livret bleu".
(127) I tentativi di valutazione più sofisticati adottati dal consulente della Commissione non sono stati coronati da successo. La Commissione non ha potuto ottenere una valutazione adeguata dell'impatto finanziario teorico di questi effetti. La presente decisione si basa quindi esclusivamente sulle conclusioni tratte nel quadro della valutazione della contabilità analitica del "Livret bleu".
4.2. La costruzione della contabilità analitica del "Livret bleu"
(128) Prima di presentare i risultati dell'analisi realizzata dal consulente della Commissione, s'impone una precisazione metodologica. I lavori di valutazione del consulente si sono scontrati con l'assenza di un'effettiva contabilità analitica del "Livret bleu" e di un trattamento omogeneo della contabilità di ogni federazione del Crédit Mutuel. Inoltre tutta la ricostruzione contabile poggia sulla struttura contabile di un anno (1996), con estrapolazione degli altri anni a partire da questa struttura. In secondo luogo, essa si basa su un sondaggio relativo a un campione di federazioni, i cui rapporti di gestione sono poi estrapolati dal ricavo netto bancario della confederazione. È la migliore valutazione di cui può disporre la Commissione alla fine di quattro stime contraddittorie (cfr. la descrizione della procedura nella sezione I).
(129) Gli esperti hanno incontrato grandi difficoltà nella ricostruzione della contabilità analitica del "Livret bleu", così come testimoniano le rilevanti discrepanze delle prime valutazioni. I dati contabili si sono rivelati poco omogenei fra le diverse federazioni, che dispongono di una completa autonomia giuridica e contabile. Il ruolo della confederazione è stato più quello di coordinamento politico che di gestione, almeno fino all'inizio degli anni '90. Nel 1991, il sistema del "Livret bleu" è stato profondamente modificato e a partire da quell'anno i parametri che caratterizzano l'attività e il perimetro del Crédit Mutuel sono sufficientemente stabili da consentire l'applicazione dello stesso metodo d'analisi a tutto il periodo 1991-2000.
(130) L'analisi giuridica della natura degli aiuti derivanti dal "Livret bleu" ha evidenziato nel corso della procedura che si trattava di nuovi aiuti dopo la fine del 1975. Si è allora posta la questione del calcolo degli aiuti per il periodo relativo agli anni 1976-1990. Per la realizzazione pratica di questa valutazione si è dovuto tenere conto di due fattori:
- si può ritenere che il metodo utilizzato per gli anni 1991-2000, malgrado i suoi punti deboli, presenti una solidità sufficiente per arrivare a una valutazione adeguata degli aiuti, tuttavia non consente un'estrapolazione relativa al periodo precedente agli anni '90, in quanto esso si fonda sulla struttura delle federazioni e delle attività del 1996. In effetti, durante gli anni '70 e '80, è avvenuto un cambiamento del perimetro delle federazioni e per alcune ha avuto luogo anche una fusione. La struttura risultante dal sondaggio del 1996 non è quindi applicabile. Inoltre, tanto più si risale oltre il 1996, tanto più i suoi risultati sono approssimativi,
- la sola alternativa sarebbe la realizzazione di un altro o di numerosi altri sondaggi per il periodo passato. Questa possibilità sembra in pratica insensata: i dati contabili per date così remote sono difficili da ottenere e da elaborare, in quanto la registrazione dei servizi contabili è in gran parte scomparsa. La verifica materiale dei documenti contabili risulta molto difficile. Ora la tecnica di sondaggio non può fornire buoni risultati se i dati oggetto del sondaggio non sono assolutamente attendibili.
Concludendo, l'assenza di contabilità analitica a livello della confederazione ha portato a limitare la ricostruzione contabile al periodo che inizia con l'esercizio contabile del 1991. È apparso evidente che il calcolo del risultato contabile del "Livret bleu" non potrebbe fondarsi su un metodo di valutazione soddisfacente per il periodo anteriore (1976-1990). La Commissione ha quindi limitato il calcolo degli aiuti al periodo 1991-2000.
(131) I lavori del consulente della Commissione tengono conto dei diversi costi e ricavi del meccanismo per il Crédit Mutuel, suddividendo l'analisi in tre parti, secondo la destinazione delle risorse raccolte: risorse centralizzate alla CDC, destinate agli impieghi d'interesse generale o agli impieghi liberi. Il metodo adottato dal consulente permette anche di rispondere all'argomentazione del Crédit Mutuel, secondo la quale il sistema comporta un onere(40) per il Crédit Mutuel, che deve versare allo Stato prelievi fiscali. Il metodo permette in fine di prendere in considerazione anche una remunerazione normale dei fondi propri.
(132) È opportuno, in primo luogo, descrivere brevemente il quadro metodologico di costruzione della contabilità analitica del Crédit Mutuel. Le attività del Crédit Mutuel nel loro insieme sono suddivise in cinque settori:
- il risparmio (al cui interno si distinguono tre attività: la raccolta di depositi sul "Livret bleu", la raccolta di altri depositi e le altre forme di risparmio),
- il credito,
- l'assicurazione (IARD),
- la gestione dei mezzi di pagamento,
- la gestione della tesoreria e delle operazioni su titoli,
- i fondi di rotazione.
(133) La costruzione della contabilità analitica equivale alla valutazione della parte dei ricavi e, compito ben più arduo, della parte delle spese generali che si può destinare a ciascuno di questi settori. Tutta la costruzione è evidentemente molto sensibile a ipotesi pertinenti alle scelte di destinazione dei risultati e dei costi della banca. In quest'ottica, il ruolo del consulente, e quindi quello della Commissione, si limitano in gran parte a controllare le incoerenze interne della costruzione proposta o delle misure correttive aggiunte a posteriori a questa costruzione.
(134) A seguito della prima valutazione del risultato di contabilità analitica del "Livret bleu" fornita dal Crédit Mutuel (e "certificata" dai revisori dei conti di Mazars e Guérard), è stata eseguita una nuova valutazione da parte del consulente della Commissione. Il Crédit Mutuel ha sollecitato i servizi dei revisori dei conti di Arthur Andersen per una revisione completa della metodologia e dei dati contabili, al fine di stabilire il conto economico del "Livret bleu". Arthur Andersen ha adottato la stessa struttura del conto economico del "Livret bleu". Rispetto agli studi precedenti sono state invece introdotte due modifiche relative al trattamento e ai dati utilizzati nonché tre misure correttive ad hoc:
i) l'estensione del campione originale utilizzato dal Crédit Mutuel a due nuove federazioni, [...] e [...];
ii) l'affinamento dei principi di destinazione delle spese (generali) relative ai rapporti commerciali post-vendite;
iii) le misure correttive ad hoc riguardano il metodo di correzione della sovraponderazione dell'attività IARD nel campione, il metodo di calcolo dei costi dei fondi propri e l'introduzione di un costo di copertura della responsabilità dei soci.
(135) Il consulente della Commissione aveva già utilizzato per la sua valutazione un campione ampliato a [...]. Di conseguenza, ha controllato le modalità d'integrazione dei nuovi dati del [...] e ha convalidato l'utilizzo dei dati del campione ampliato. Se il campione costituito all'origine dal Crédit Mutuel rappresentava [...] delle spese generali del gruppo, dopo inserimento delle due federazioni regionali più importanti del Crédit Mutuel, il campione rappresenta ora [...] delle spese generali del gruppo.
(136) Un punto di disaccordo fra la valutazione iniziale del Crédit Mutuel e quella del consulente verteva sull'imputazione delle spese generali relativamente al servizio di supporto clientela post-vendite. Dopo alcune migliorie apportate da Arthur Andersen, il Crédit Mutuel e il consulente si sono accordati su un metodo comune d'imputazione delle spese generali.
(137) Nella fase della costituzione del campione, della scelta dei dati contabili e della loro elaborazione nel conto economico del "Livret bleu", la valutazione di Arthur Andersen e quella del consulente della Commissione sono concordi. I soli punti di disaccordo riguardano le summenzionate misure correttive ad hoc adottate da Arthur Andersen. In un primo momento, la Commissione risolverà gli ultimi punti di disaccordo esistenti fra il consulente della Commissione e il Crédit Mutuel. In un secondo momento, presenterà le differenti valutazioni dei ricavi del conto del "Livret bleu" per categoria d'impiego delle risorse raccolte.
4.3. Punti di disaccordo fra il consulente e il Crédit Mutuel
(138) Poiché la missione d'esame svolta dal consulente della Commissione sui lavori di Arthur Andersen non ha portato a un accordo fra il consulente e il Crédit Mutuel, spetta alla Commissione decidere fra le proposte del consulente indipendente e quelle dei revisori dei conti di Arthur Andersen incaricati dal Crédit Mutuel.
a) Metodo di correzione della sovraponderazione dell'attività IARD nel campione
(139) Nella fase di descrizione del campione finale, Arthur Andersen propone due statistiche aventi lo scopo di giudicare la "rappresentatività" del campione in termini di percentuale di spese generali destinate ai vari settori. In altri termini, si tratta di controllare se la destinazione delle spese generali ai diversi settori nel campione è conforme a quella della popolazione totale (cioè, la totalità delle federazioni del gruppo Crédit Mutuel). Il postulato di base è che per avere un campione perfettamente "rappresentativo" i settori dovrebbero essere rappresentati nelle stesse proporzioni (misurate anche in questo caso in termini di spese generali) riscontrate per la popolazione totale.
(140) La statistica costruita consiste nel confrontare la percentuale di spese generali totali nel campione [...] con la percentuale di spese generali del settore risparmio nel campione [...]. La differenza fra le due percentuali può sembrare abbastanza irrilevante perché questo scarto sia considerato come statisticamente ammissibile a titolo della fluttuazione del campionamento inerente alla tecnica di sondaggio(41), e Arthur Andersen può fondatamente giudicare questo scarto "coerente". Sebbene la relazione(42) di Arthur Andersen non sia molto esplicita, la statistica mostra che la totalità delle spese generali assegnate al settore risparmio [...] sono assegnate (incluse nel) al campione di riferimento(43). Manteniamo dunque la conclusione di Arthur Andersen in questa fase: la costruzione del campione presenta una struttura accettabile per quanto concerne il settore risparmio, quindi, a fortiori, l'attività "Livret bleu". Di conseguenza, le statistiche costruite per il "Livret bleu" non sono suscettibili d'essere falsate da problemi di struttura del campione.
(141) Una statistica analoga è costruita per il settore IARD. "Il campione [...] che rappresenta [...] del totale delle spese generali, rappresenta [...] delle commissioni IARD percepite"(44). Si può essere d'accordo sulla prima parte dell'asserzione formulata da Arthur Andersen: il settore IARD appare sovrarappresentato nel campione, e su questa base alcune statistiche relative al settore IARD ricavate dal campione possono essere falsate.
(142) Arthur Andersen ne deduce(45) che questa sovrarappresentazione dell'attività IARD implica un'assegnazione troppo rilevante delle spese di gestione all'attività IARD nel campione(46), e che conviene ridurre queste spese, ridestinandole ad altri settori. La seconda deduzione appare inesatta: è molto probabile che le spese di gestione assegnate all'IARD nel campione siano giustamente proporzionate ai ricavi del settore(47). Orbene, Arthur Andersen ha effettivamente rilevato che i ricavi (commissioni IARD) sono sovrarappresentati nel campione (cfr. considerando 141). La riduzione delle spese IARD senza la correzione dei ricavi IARD ha per conseguenza immediata di falsare il conto economico dell'IARD del campione (non abbastanza oneri per uno stesso volume di ricavi)(48), ma anche di falsare il conto economico del risparmio, se una parte delle spese IARD viene ridestinata al risparmio (troppe spese IARD e risparmio per uno stesso volume di ricavi di risparmio).
(143) Ammettendo che siano assegnate troppe spese di gestione all'IARD e non abbastanza ad altri settori, Arthur Andersen propone quindi di correggere questa sovrarappresentazione mediante un metodo ad hoc. Un campione fittizio "extra IARD" viene creato sulla base del precedente, escludendo totalmente l'attività IARD. Il consulente ha osservato (senza essere smentito) che le spese di gestione relative all'IARD, in pratica, sono state per la maggior parte ripartite ad altri settori. Viene creato un campione "teorico" associando, con una ponderazione variabile a seconda dell'anno, il campione vero e il campione "extra IARD", in modo da ottenere una struttura IARD/non IARD identica a quella rilevata sulla popolazione totale (la totalità del gruppo).
b) La Commissione non può accettare la correzione proposta per tre motivi
i) La constatazione di un errore sistematico di sovrarappresentazione del settore IARD nel campione non significa affatto che le spese di gestione assegnate al settore risparmio siano insufficienti
(144) In effetti, la variabile d'interesse nel quadro della struttura della contabilità analitica del "Livret bleu" è proprio la ripartizione delle spese di gestione relativamente al settore risparmio, non all'IARD(49). Ora, Arthur Andersen conclude che la statistica presa come riferimento indica che non esiste errore sistematico nella ripartizione delle spese di gestione relativamente al settore risparmio nel campione. In altri termini, è illogico concludere che l'errore sistematico della sovrarappresentazione del settore IARD debba comportare la riassegnazione delle spese di gestione al settore risparmio, quando la conclusione del primo ragionamento era che non esisteva errore sistematico di sovrarappresentazione del settore risparmio.
(145) In realtà, si deve comprendere che se il settore IARD è rappresentato in modo più rilevante nel campione, questo è ascrivibile a una rappresentazione meno incisiva degli altri settori (crediti, gestione dei mezzi di pagamento, gestione titoli) nel campione rispetto alla popolazione totale. Ma la prima statistica ha dimostrato che questo non riguardava il settore risparmio.
ii) La metodologia impiegata non è valida da un punto di vista statistico
(146) Può essere ammissibile migliorare, sotto l'aspetto statistico, la qualità delle statistiche ricavate dal campione (riducendo la varianza degli estimatori), calibrando il campione sulla struttura per settore della popolazione totale, sia che si consideri la struttura dei ricavi netti bancari (PNB) o quella delle spese di gestione. Il metodo proposto dal Crédit Mutuel, e adottato da Arthur Andersen(50), non ha invece alcun fondamento statistico e introduce distorsioni multiple. Il professor Tillé, consultato soltanto sulla questione della struttura del campione per l'IARD (mentre quella che ci interessa è la struttura del risparmio), ha richiamato prudentemente l'attenzione sulle conseguenze del metodo proposto: "La modifica della procedura di stima cambia le proporzioni di tutti i settori", quindi la proporzione del risparmio. È chiaro che se inizialmente non vi è sovraponderazione ("errore sistematico") delle spese per il risparmio (come sembra provare la statistica proposta da Arthur Andersen), la correzione introduce questa sovraponderazione e determina un errore sistematico, in senso statistico, proprio della statistica della nostra variabile d'interesse.
iii) La metodologia adottata ha come risultato la riassegnazione arbitraria delle spese di gestione nel settore risparmio
(147) Così come ha rilevato il consulente, nel campione teorico extra IARD, le spese di gestione IARD sono state artificialmente attribuite ad altri settori, mentre la funzione della contabilità analitica è proprio quella di identificare le spese attinenti a uno o all'altro settore. Anche associato in proporzione variabile con il vero campione(51), il risultato raggiunto (e voluto) è l'assegnazione arbitraria delle spese di gestione del settore IARD ad altri settori. Inoltre, non esiste alcun dubbio che ridurre artificialmente gli oneri relativi a questo settore, senza correggere nella stessa proporzione i ricavi che corrispondono allo stesso campione di federazioni, ha per conseguenza quello di falsare il saldo contabile dei ricavi e degli oneri.
(148) Va sottolineato che qualora la metodologia proposta fosse stata valida, essa avrebbe dovuto essere applicata anche al settore risparmio (anch'esso sovrarappresentato). In questo caso il risultato sarebbe stato una riduzione significativa delle spese di gestione assegnate al risparmio, e, conseguentemente, una maggiorazione del risultato del "Livret bleu". Non sorprende quindi che il Crédit Mutuel abbia preferito applicare arbitrariamente la correzione al settore IARD. Si può anche osservare che la statistica d'origine utilizzata da Arthur Andersen mostrerebbe, dopo correzione, una proporzione di spese di gestione assegnate al settore risparmio ancora più forte nel campione (utilizzando evidentemente gli importi delle spese di gestione risultanti dalla combinazione campione vero e campione senza IARD descritto sopra), quindi una sovrarappresentazione delle spese di gestione risparmio nel campione, questa volta senz'altro più rilevante della sovrarappresentazione dei ricavi del settore risparmio. Questa correzione porta quindi alla comparsa di un errore sistematico, questa volta perfettamente identificabile, nel calcolo del risultato di contabilità analitica per tutte le componenti del settore risparmio.
(149) Concludendo, la Commissione non può che respingere, sulla base del parere del consulente, la correzione proposta nella misura in cui essa è priva di fondamento e falsa il conto economico del "Livret bleu".
c) Metodo di calcolo della redditività dei fondi propri
(150) La costruzione della contabilità analitica permette di tenere conto della realizzazione di un margine normale sulle diverse attività. Nel caso del settore bancario, dove i margini in rapporto al ricavo netto bancario non hanno lo stesso significato che in altri tipi d'attività, il risultato è valutato, nel caso specifico, ricorrendo al concetto di costo dei fondi propri. L'espressione "costo" può dare adito a confusione: non si tratta di un onere contabile, ma di un costo (economico) d'opportunità(52), che quantifica la redditività di una data attività. Per calcolare l'utile ricavato sull'attività "Livret bleu", che supera il risultato corrispondente a una normale redditività dell'attività, è quindi necessario detrarre dall'utile un "costo dei fondi propri", il quale rappresenta la realizzazione di un margine normale sull'attività(53).
(151) La Commissione ritiene che il livello di redditività di [...], quale risulta dalla contabilità analitica interna del Crédit Mutuel(54), è il più obiettivo nella fattispecie. La Commissione ha accettato il tasso di redditività che il Crédit Mutuel utilizza all'interno per il calcolo dei costi e dei prezzi dei suoi prodotti. Questo significa che lo Stato garantisce al Crédit Mutuel un margine di redditività sull'attività "Livret bleu" a titolo di questa missione di servizio pubblico analogo alla redditività che il Crédit Mutuel si è prefissata per le sue altre attività concorrenziali a rischio. Questo tasso di redditività non fa intervenire l'imposta sulle società pagata successivamente e eventualmente sugli utili, poiché in contabilità analitica vengono considerate soltanto le imposizioni registrate nelle spese (per esempio, nelle spese d'esercizio) e non l'imposta sugli utili.
(152) L'attività di deposito presenta un rischio minore rispetto alle attività di credito o di investimento. Il tasso interno di redditività dell'attività di depositi è necessariamente più basso. Orbene, la Commissione ha accettato lo stesso tasso di redditività per l'attività di deposito e di altre attività a maggior rischio, nel caso specifico [...]. L'adozione di un tasso di redditività identico per la raccolta dei depositi e le altre attività ha l'effetto di maggiorare il tasso di redditività interna ammesso per l'attività di deposito in modo sproporzionato rispetto ai rischi insiti in questa attività. Di conseguenza, è impossibile ammettere l'argomentazione del Crédit Mutuel, secondo la quale questo tasso di redditività sarebbe troppo basso nel caso dell'attività "Livret bleu".
(153) È opportuno rammentare a questo riguardo che il Crédit Mutuel non è strutturato come una società per azioni, bensì ha uno statuto mutualistico. I soci traggono di fatto benefici diretti sotto forma di tariffe o servizi per la clientela, che vanno a ridurre il tasso apparente di redditività della banca. I soci sono allo stesso tempo clienti e hanno, in una tale configurazione mutualistica, un interesse evidente a ricavare un profitto dall'attività del Crédit Mutuel attraverso tariffe più interessanti piuttosto che attraverso utili assoggettati a imposta. Questa strategia di gestione non corrisponde a quella delle banche organizzate come società per azioni. Il Crédit Mutuel possiede un'organizzazione specifica, quindi può scegliere una politica specifica di remunerazione dei fondi propri. La Commissione condivide quindi la posizione del consulente, e quella iniziale del Crédit Mutuel, che consiste nell'adottare il costo economico reale dei fondi propri del Crédit Mutuel.
(154) La Commissione, di conseguenza, ritiene che il consulente indipendente abbia motivazioni fondate per adottare il costo dei fondi propri proposto inizialmente dal Crédit Mutuel.
d) Copertura della responsabilità dei soci
(155) Il consulente ha considerato ingiustificato il costo di garanzia dei soci del Crédit Mutuel sulle esposizioni dello stesso, imputato dal Crédit Mutuel (nel suo memorandum del giugno 1998) a riduzione del suo risultato sul "Livret bleu", in quanto non si tratta di un dato di contabilità analitica d'esercizio e il rischio in questione è totalmente dissociato dal meccanismo del "Livret bleu". Questa correzione implicava un aumento di [...] del risultato d'esercizio del "Livret bleu" per il periodo 1991-1998.
(156) Il rapporto presentato da Arthur Andersen propone un modello più sofisticato per la valutazione di questo costo e giunge a una riduzione del "costo" di questa copertura pari all'80 % del costo valutato dal Crédit Mutuel ([...] rispetto a [...] per il periodo 1991-1998). La Commissione ha preso anche nota della riserva espressa dai revisori dei conti riguardo la pertinenza di prendere in considerazione questi costi(55).
(157) Il Crédit Mutuel, in una nota inviata il 21 luglio 1999, ha riconosciuto che non esiste trasferimento contabile di questa copertura di responsabilità. Ma la rete afferma di accumulare i fondi propri in quantità sufficiente al fine di evitare ogni coinvolgimento di responsabilità dei soci. La Commissione ritiene che il mantenimento di fondi propri elevati, così come intende il Crédit Mutuel, può essere dettato da altre motivazioni, e che non esistono elementi contabili che permettano di identificare la quota di questi fondi propri che sarebbe stata effettivamente destinata a tale copertura.
(158) La Commissione rileva che Arthur Andersen, nella certificazione del conto del "Livret bleu" trasmessa alla Commissione, ha considerato che questo costo doveva ricevere un trattamento analogo agli oneri d'esercizio, in quanto il Crédit Mutuel non intende far sostenere ai suoi soci questo rischio nell'ipotesi di una sua sopravvenienza. Ai sensi di legge, detto costo sarebbe esclusivamente a carico dei soci. In altri termini, la Commissione riconosce che esiste tale rischio di coinvolgimento della responsabilità dei soci, ma è previsto dagli statuti, e come tale deve essere accettato da ogni persona che desidera diventare socio, come contropartita dei vantaggi derivanti dall'adesione.
(159) Tale assunzione della responsabilità dei soci dipende quindi da una decisione discrezionale del Crédit Mutuel. La responsabilità giuridica è a carico dei soci, mentre il Crédit Mutuel non ha da parte sua alcun obbligo di garantire i suoi soci. In realtà, non è nello spirito del suo statuto che questa responsabilità sia assunta dall'organismo mutualistico, in quanto è proprio questo meccanismo di responsabilità che costituisce la sua specificità(56).
(160) Il Crédit Mutuel ha fatto appello al testo della legge bancaria del 24 gennaio 1984, ma questa verte sui meccanismi di perequazione delle perdite fra le federazioni dell'istituto mutualistico, mentre non contempla assolutamente la copertura della responsabilità personale dei soci(57). Questi obblighi non hanno alcun rapporto con i vincoli di redditività e di fondi propri menzionati a questo riguardo dalle autorità francesi nella loro nota del 26 ottobre 2001. Arthur Andersen, in una nota del 13 settembre 2001, giustifica la realtà dei meccanismi di solidarietà in merito alla responsabilità dei soci con il fatto che il Crédit Mutuel avrebbe versato alle agenzie in deficit all'incirca [...] nel periodo preso in esame. Questi trasferimenti fra centri di profitto, che non sono specifici del Crédit Mutuel, ma sono inerenti a ogni grande società nazionale o multinazionale, non attestano assolutamente un coinvolgimento concreto della responsabilità dei soci, quanto piuttosto l'attuazione di una perequazione fra federazioni che si sostituisce alla responsabilità dei soci. Tuttavia, il ricorso a tale perequazione fra federazioni sarebbe assolutamente insufficiente per proteggere i soci da grandi rischi, il che dimostra ancora una volta come i meccanismi di perequazione e il modello di copertura di responsabilità presentato siano di natura diversa. La Commissione, in ogni caso, osserva che i risultati d'esercizio eventualmente in deficit delle federazioni che beneficiano di questo meccanismo di perequazione sono inclusi fin dall'inizio nella contabilità analitica del "Livret bleu". Di conseguenza, la contabilizzazione di un costo supplementare di mutualizzazione delle perdite porterebbe a un doppio calcolo delle eventuali perdite d'esercizio di queste federazioni.
(161) In conclusione la Commissione ritiene, attenendosi al parere del suo consulente, che il Crédit Mutuel non abbia l'obbligo giuridico di coprire i rischi assunti dai soci con operazioni diverse da quelle risultanti dalla mutualizzazione delle perdite fra federazioni(58), che non esistano elementi contabili attestanti l'attuazione di una tale copertura e che, di conseguenza, i costi presunti della copertura della responsabilità dei soci sono puramente fittizi e non possono essere accettati.
e) Conclusione
(162) In seguito all'esame di questi tre punti di disaccordo fra il consulente e il Crédit Mutuel, la Commissione ritiene che si debba accettare la valutazione eseguita dal consulente indipendente, incaricato dell'adempimento della missione di valutazione della contabilità analitica del "Livret bleu".
f) Altre precisazioni
(163) Conformemente alla politica adottata generalmente dalla Commissione, la valutazione dell'ammontare dell'aiuto di Stato non tiene conto dell'imposta sulle società nel calcolo finale di tale ammontare.
(164) Il tasso utilizzato per la capitalizzazione dei risultati annuali sarà il tasso di riferimento della Commissione per la Francia al 1o gennaio dell'anno.
(165)
Tabella 3
Tassi di riferimento annuali della Commissione per la Francia
SPAZIO PER TABELLA
4.4. Risultati del conto economico del "Livret bleu"
(166) È opportuno ricordare, a titolo informativo, i risultati delle diverse valutazioni intermedie(59) effettuate prima della valutazione finale del consulente che è stata accettata dalla Commissione.
a) Le risorse centralizzate presso la CDC
(167) Secondo il Crédit Mutuel, la commissione d'intermediazione dell'1,3 % è diventata necessaria poiché l'assegnazione delle risorse alla CDC lasciava alla banca gli oneri di gestione del "Livret bleu", mentre i proventi dell'impiego delle stesse risorse non esistevano più. Quindi, la giustificazione addotta per la commissione versata dallo Stato è che gli utili di altri impieghi non sarebbero sufficienti a coprire i costi del sistema del "Livret bleu". Secondo i calcoli recentemente prodotti dal Crédit Mutuel, il costo di gestione globale del "Livret bleu" si sarebbe attestato fra [...] e [...] dei fondi fra il 1990 e il 1993, per poi ridursi progressivamente a [...] nel 1997. Tale commissione non sembra eccessiva, secondo il Crédit Mutuel, considerate le commissioni più elevate riconosciute dallo Stato alle banche che gestiscono i CODEVI (conti di sviluppo industriale) e alla Posta per la gestione del Livret A (1,5 %). Se è vero che le Caisses d'épargne gestiscono esse stesse il Livret A per una commissione inferiore (1,2 %), questo potrebbe essere giustificato dall'effetto delle economie di scala di cui le Caisses d'épargne possono beneficiare, in quanto l'ammontare dei fondi del Livret A è circa quattro volte più elevato di quello del "Livret bleu".
(168) A questo riguardo va notato che lo Stato non ha assegnato questa missione ai migliori offerenti mediante una procedura di gara d'appalto, ma direttamente mediante negoziazione con il Crédit Mutuel, il che non fornisce a priori alcuna garanzia riguardo al livello appropriato o meno della remunerazione. Il tasso di intermediazione meno elevato accordato alle Caisses d'épargne potrebbe essere giustificato dalla massa superiore di risparmio mobilizzata dal Livret A, ma, in compenso, la dematerializzazione del "Livret bleu", a differenza del Livret A, potrebbe indurre un costo di gestione minore. Inoltre, non è dimostrato che lo Stato accordi alle Caisses d'épargne la giusta remunerazione per il servizio di raccolta che esse espletano. Ad ogni modo, l'oggetto della presente decisione verte sulla questione se il Crédit Mutuel abbia ricevuto un aiuto di Stato, non sugli altri sistemi di raccolta di risparmi applicati dalle altre banche.
(169) Le valutazioni del consulente della Commissione dimostrano che nel periodo 1991-1998 questa parte di fondi ha generato entrate lorde di oltre [...]. Dopo deduzione dei costi attinenti, il consulente conclude che il bilancio di questa attività è ritornato in attivo nel 1998 (di 26 milioni di FRF), dopo le perdite subite nel corso di tutti gli anni '90. Da questi risultati si può dedurre che la valutazione del consulente è stata per lo meno "conservatrice", perché è poco probabile che il Crédit Mutuel abbia accettato nel 1991 di proseguire sul lungo termine la raccolta di risparmi sul "Livret bleu" unicamente in previsione della centralizzazione dei depositi alla CDC, se la commissione di raccolta non gli fosse sembrata sufficiente. Al contrario, la coerenza delle stime del Crédit Mutuel e, in misura minore, di Arthur Andersen è manifestamente discutibile per quanto riguarda questo tipo di impieghi.
(170)
Tabella 4
Risultati netti del "Livret bleu" sugli impieghi centralizzati presso la CDC per il periodo 1991-1998 (margine netto in milioni di FRF e in percentuale)
SPAZIO PER TABELLA
Fonti:
Arthur Andersen, Littlejohn Frazer.
(171) Se la commissione dell'1,3 % è potuta sembrare di per sé relativamente insufficiente nel corso degli anni '90, essa ha più che compensato, a partire dal 1998, le spese di gestione del Crédit Mutuel per questa parte di fondi del "Livret bleu". Considerato che il lavoro del consulente termina nel 1998 e che il Crédit Mutuel potrebbe in futuro trarre profitto da guadagni di produttività sulla gestione del "Livret bleu", c'è motivo di chiedersi se questa commissione non sia eccessiva nel contesto della centralizzazione completa. Si noterà a questo riguardo che dal 1996 il margine è progredito regolarmente, cioè di pari passo con l'accelerazione della centralizzazione dei fondi del "Livret bleu" alla CDC. La centralizzazione completa, per economia di scala, può avere migliorato la redditività dell'attività per il Crédit Mutuel.
b) Impieghi d'interesse generale (IIG)
(172) Gli impieghi d'interesse generale hanno prodotto ricavi lordi di circa [...] nel periodo 1991-1998. Dopo deduzione dei relativi costi e voci attinenti, il margine residuo per il Crédit Mutuel è di circa [...]. Va rilevato che la valutazione iniziale del Crédit Mutuel proponeva una stima assai superiore.
(173)
Tabella 5
Risultati netti del "Livret bleu" sugli impieghi d'interesse generale per il periodo 1991-1998 (margine netto in milioni di FRF e percentuale)
SPAZIO PER TABELLA
Fonti:
Arthur Andersen, Littlejohn Frazer.
(174) Questo livello è spiegato dal fatto che si tratta di impieghi a lungo termine concessi a tassi nominali elevati e fissi, che hanno in seguito beneficiato del calo dei tassi d'interesse nonché della garanzia dello Stato. Un secondo fattore esplicativo non trascurabile riguarda il fatto che si tratta di impieghi privi di rischio, in quanto beneficiano della garanzia dello Stato, quindi un'eventuale necessità di copertura, legata all'insolvibilità dei beneficiari, non incide sulla redditività di questi impieghi. Il Crédit Mutuel si oppone alla presa in conto di questi utili poiché deriverebbero da proventi su prestiti effettuati od obbligazioni acquistate prima del 1991. Rammentiamo che la Commissione ritiene che, in considerazione dei rilevanti utili realizzati dal 1991 su questi impieghi, lo Stato avrebbe dovuto adeguare l'ammontare delle risorse statali che aveva deciso di accordare al Crédit Mutuel(60) tramite la CDC.
c) Impieghi liberi
(175) Il Crédit Mutuel e le autorità francesi hanno ritenuto che questi impieghi, in quanto liberi, non generano per la banca proventi con carattere di risorse di Stato, di modo che la Commissione potrebbe non considerarli nell'ambito della presente procedura. Tuttavia, questi impieghi in contabilità analitica sono imputati a una risorsa specifica, cioè i depositi raccolti grazie al monopolio di distribuzione del "Livret bleu". In condizioni di mercato concorrenziali, è probabile che il Crédit Mutuel non sarebbe stato in grado di procurarsi questa risorsa allo stesso costo, cosicché questi impieghi e le risorse corrispondenti devono essere presi in considerazione nell'economia globale del sistema "Livret bleu". Ad ogni modo, poiché il tasso di raccolta dei fondi destinati agli impieghi liberi è stato imposto dallo Stato, è logico prendere in considerazione questo costo.
(176) Può apparire paradossale che gli impieghi liberi abbiano generato margini negativi per il Crédit Mutuel. Il consulente ha ottenuto un risultato analogo, anche se, secondo la sua valutazione, il risultato negativo è assolutamente inferiore in valore assoluto a quello dichiarato dal Crédit Mutuel. Questa situazione è in linea di massima ascrivibile al fatto che gli impieghi hanno comportato un tasso di redditività insufficiente in rapporto al tasso di remunerazione e alle spese di gestione del "Livret bleu". La Commissione ritiene che questi dati riconfermino il carattere estremamente prudente della valutazione del consulente, che, integrando certe correzioni proposte da Arthur Andersen, arriva alla valutazione di una perdita più forte di quella valutata inizialmente dal Crédit Mutuel.
(177)
Tabella 6
Conto economico del "Livret bleu" sugli impieghi liberi per il periodo 1991-1998 (margine netto in milioni di FRF e in percentuale)
SPAZIO PER TABELLA
Fonti:
Arthur Andersen, Littlejohn Frazer.
d) Sintesi: risultato globale del conto economico
(178) La sintesi delle valutazioni per settore fornisce la valutazione finale in base al conto economico del "Livret bleu". La presente decisione della Commissione valuta l'ammontare degli aiuti accumulati nel periodo 1991-1998 a 1074 milioni di FRF.
(179)
Tabella 7
Conto economico del "Livret bleu" per impieghi per il periodo 1991-1998 (margine netto in milioni di FRF e in percentuale)
SPAZIO PER TABELLA
Fonti:
Arthur Andersen, Littlejohn Frazer.
(180) Qualora l'entità dei vantaggi economici contabili derivanti dalla gestione del "Livret bleu" (commissione di raccolta, utili della gestione degli impieghi d'interesse generale, utili della gestione per proprio conto dei fondi, cioè impieghi liberi) superi i costi sostenuti dal Crédit Mutuel per la gestione della raccolta e dei fondi, ne deriva un trasferimento di risorse pubbliche costitutivo di aiuto di Stato. In questo importo non sono presi in considerazione:
- i risultati del conto economico relativi agli anni 1999 e 2000, facilmente ottenibili applicando la metodologia contabile definita dagli esperti per gli anni 1991-1998,
- la capitalizzazione dei risultati al tasso di riferimento della Commissione alla data esatta di recupero degli aiuti da parte delle autorità francesi.
(181) Per stabilire l'ammontare della sovracompensazione relativa al periodo 1991-2000, spetterà alle autorità francesi aggiungere a questo importo il saldo contabile del 1999 e 2000 sulla base del metodo convalidato da Arthur Andersen e dal consulente della Commissione, capitalizzando questo importo anno per anno al tasso di riferimento della Commissione fino alla data del recupero dell'aiuto incompatibile.
5. Esame della compatibilità degli aiuti al Crédit Mutuel con il trattato
5.1. Esame della compatibilità con l'articolo 87 del trattato
(182) Sebbene il regime in questione di raccolta e di allocazione di un risparmio parzialmente defiscalizzato comprenda un meccanismo di sostegno a carattere sociale concesso ai beneficiari degli impieghi di interesse generale del "Livret bleu", le misure in questione non consistono, nella fattispecie, in un aiuto sociale concesso a favore di consumatori, né in un aiuto inteso a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo; non si tratta neppure di un aiuto destinato a porre rimedio a un grave dissesto economico.
(183) Poiché non si tratta nemmeno di un aiuto destinato a favorire lo sviluppo economico di regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione, né di un aiuto destinato ad agevolare lo sviluppo di talune regioni francesi, non potranno essere considerate le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) e lettera c), prima parte, del trattato.
(184) Non potrà neppure essere applicata la deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) (prima parte della prima frase), giacché il Crédit Mutuel è un istituto redditizio che non rientra in alcun piano di ristrutturazione o salvataggio.
(185) Al termine del presente procedimento, la Commissione ha concluso che gli aiuti in questione sono aiuti al funzionamento. È opportuno ricordare che gli aiuti al funzionamento rivestono un carattere particolarmente distorsivo e che non esiste alcuna deroga nel dispositivo previsto dall'articolo 87 del trattato, che consenta, nel caso presente, di dichiarare questi aiuti compatibili con il mercato comune. Le autorità francesi non hanno comunque sottoposto alla Commissione, nel quadro del presente procedimento, alcuna informazione che consenta di ritenere che questi aiuti possano beneficiare di una delle deroghe previste all'articolo 87.
5.2. Esame della compatibilità con l'articolo 86, paragrafo 2, del trattato
(186) Come rilevato dalla Commissione all'avvio del presente procedimento, in assenza di una deroga possibile ai sensi dell'articolo 87 del trattato, la sola possibilità di compatibilità degli aiuti in questione con il mercato comune consiste in un'eventuale deroga al divieto degli aiuti ai sensi dell'articolo 86, paragrafo 2, del trattato, per una missione d'interesse economico generale che sarebbe attribuita al Crédit Mutuel nel quadro del meccanismo del "Livret bleu".
(187) È opportuno, per potere applicare la deroga prevista all'articolo 86, paragrafo 2, del trattato, che il sostegno da parte dello Stato sia proporzionato all'obiettivo prefissato: in questo articolo è infatti previsto che: "Le imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale (...) sono sottoposte alle norme del presente trattato, e in particolare alle regole di concorrenza, nei limiti in cui l'applicazione di tali norme non osti all'adempimento in linea di diritto o di fatto della specifica missione loro affidata". Nel suo comunicato del 1996 sui servizi d'interesse generale in Europa, la Commissione ha indicato che eventuali eccezioni alle regole del trattato previste dall'articolo 86, paragrafo 2, erano soggette al rispetto del principio di proporzionalità, che consiste nel verificare che i mezzi impiegati siano proporzionati ai fini d'interesse generale perseguiti(61).
a) Esistenza di missioni d'interesse economico generale attinenti al meccanismo del "Livret bleu"
(188) È necessario innanzi tutto identificare le diverse missioni d'interesse generale di cui sarebbe investito il Crédit Mutuel. Insistendo sul carattere di un servizio d'interesse economico generale, il Crédit Mutuel e le autorità francesi hanno fatto riferimento a tre diverse missioni: i) raccolta di depositi destinati a finanziamenti d'interesse generale; ii) mantenimento di sportelli in determinate zone per obiettivi di assetto territoriale; e iii) incentivazione del risparmio popolare. La Commissione non si pronuncerà sulla missione d'incentivazione del risparmio(62), che non modifica il senso della decisione.
i) Meccanismo di raccolta sul "Livret bleu" dei depositi destinati a finanziamenti d'interesse generale
(189) La Commissione può ammettere(63) che la missione di raccolta di depositi sul "Livret bleu" (e, in particolare, la destinazione di tutte o parte di queste risorse a impieghi come quelli d'interesse generale o il trasferimento di questi depositi alla CDC) può costituire, nella sua globalità, una missione d'interesse generale accordata dallo Stato(64).
ii) Mantenimento di sportelli in zone rurali
(190) La Commissione rileva che il Crédit Mutuel ha sottolineato nella sua risposta all'avvio del presente procedimento che, dato l'obbligo di mantenere una presenza locale nei comuni rurali, aveva dovuto affrontare dei costi da [...] a [...] per ogni agenzia nonché un costo annuale valutato in [...]. Il Crédit Mutuel ritiene che la raccolta di risparmio tramite una rete di agenzie in ambiente rurale rientri nella missione d'interesse economico generale che gli è stata affidata. Questa argomentazione del Crédit Mutuel viene esaminata in tre fasi: verifica della realtà giuridica del vincolo di servizio pubblico addotto, esame della valutazione dei costi prodotta dal Crédit Mutuel, esame dell'evoluzione della rete del Crédit Mutuel dal 1991 successivamente alla soppressione di ogni controllo dello Stato (a datare dal 1o luglio 1991).
(191) La Commissione osserva che la rete di agenzie rurali del Crédit Mutuel esisteva già al momento della creazione del "Livret bleu" nel 1975. Le autorità francesi, secondo le quali la struttura della rete del Crédit Mutuel deriverebbe dai vincoli che esse gli avrebbero imposto, si sono limitate a fare riferimento alla legge relativa all'apertura e alla chiusura di agenzie bancarie, che è stata abrogata nel 1987. Nondimeno, dal 1987 al 1991 è stato mantenuto un regime di controllo per il Crédit Mutuel. La regolamentazione prevede un regime di autorizzazione e non un regime di divieto formale delle chiusure di agenzie o di ristrutturazione, in particolare a partire dal 1987. Questo regime di controllo è stato soppresso il 1o luglio 1991 nel quadro più generale della rinegoziazione dei rapporti contrattuali fra lo Stato e il Crédit Mutuel.
(192) L'esistenza di un controllo dello Stato non prova l'esistenza di vincoli particolari. Ora, le autorità francesi non hanno prodotto alcun atto giuridico (capitolato d'oneri, nota che stabilisca obblighi di copertura geografica) comprovante i vincoli di servizio pubblico basati sulla distribuzione geografica della rete del Crédit Mutuel riguardo a una missione d'interesse economico generale. Parimenti, il Crédit Mutuel non ha prodotto alcun documento comprovante che questo regime di controllo regolamentare abbia ostacolato i suoi progetti di ristrutturazione o riorganizzazione della rete (per esempio, sotto forma di un rifiuto della chiusura di agenzia da parte del Comité des Etablissements de Crédit). Concludendo, non è stata prodotta la prova dell'esistenza di un vincolo di servizio pubblico di divieto di chiusura di agenzie in zona rurale prima del luglio 1991. L'argomentazione non è dunque accettabile. A partire dal 1o luglio 1991, nessuna disposizione legale riguardava la gestione della rete di agenzie del Crédit Mutuel. Le autorità francesi non hanno quindi motivi fondati per invocare sotto questo aspetto l'esistenza di vincoli di servizio pubblico a partire dal 1991.
(193) Passando ora alla valutazione dei "sovraccosti" della rete rurale, la relazione di Arthur Andersen non ne fa menzione nella sua valutazione della contabilità analitica del "Livret bleu". Secondo la valutazione prodotta dal Crédit Mutuel per il periodo 1991-1997, i costi di mantenimento della rete nella zona rurale sono nell'ordine di [...]. In questa valutazione, la totalità dei costi fissi di questi sportelli in zona rurale è stata imputata al "Livret bleu" senza giustificazione(65).
(194) A seguito delle critiche formulate dal consulente della Commissione, il Crédit Mutuel ha esposto verbalmente un'altra valutazione in occasione della riunione del 7 febbraio 2000, dichiarando un ammontare tre volte inferiore. Questa volta, il Crédit Mutuel presuppone che le agenzie rurali abbiano un'attività "Livret bleu" di importanza pari a quella delle altre agenzie in termini relativi rispetto alle loro altre attività. In realtà, solo una parte marginale dell'attività di queste agenzie riguarda il "Livret bleu" e questo metodo consiste nell'assegnare al "Livret bleu" la stessa parte dei costi fissi che esso assegna ad agenzie che dedicano una parte più importante della loro attività al "Livret bleu". Questa prassi è contraria alla costruzione della contabilità analitica e per questo motivo non è stata accettata da Arthur Andersen. Parimenti, la Commissione si basa sulla contabilità analitica e, conformemente alla domanda formulata dalle autorità francesi il 7 gennaio 2002, accetta esattamente "la parte dei costi corrispondente a quella dell'attività 'Livret bleu' in seno agli sportelli", e non costi arbitrariamente più elevati, come quelli riportati nella valutazione del Crédit Mutuel.
(195) Il Crédit Mutuel fa anche notare per il periodo 1991-1998 "un mancato profitto rilevante, provocato dal contingentamento degli sportelli fino al 1991". La Commissione osserva che il regime giuridico al quale fa riferimento, non è quello di un contingentamento, ma di un controllo e che non è stata prodotta alcuna prova di contingentamento. Sapendo che il Crédit Mutuel disponeva di tutto il tempo necessario per procedere alla ristrutturazione della sua rete dal 1991, è quanto meno paradossale attribuire allo Stato un ritardo fino a sette anni nella ristrutturazione della rete. Indubbiamente se il Crédit Mutuel ha registrato un mancato guadagno (non dimostrato) dovuto alla ristrutturazione tardiva della sua rete, lo deve soltanto a una decisione di gestione autonoma, poiché non era assoggettato ad alcun controllo di qualsivoglia natura.
(196) Infine, l'evoluzione della rete del Crédit Mutuel non permette di dimostrare la realizzazione di una ristrutturazione più rilevante a partire dal luglio 1991, cioè dopo l'abolizione di ogni controllo. Il Crédit Mutuel ha mantenuto una rete rurale di grandezza equivalente, anche se non ne sussisteva l'obbligo. Il confronto eseguito nella nota del 7 gennaio 2002 dimostra inoltre che l'importanza della rete rurale del Crédit Mutuel è del tutto relativa. Rispetto al Crédit Agricole (il principale concorrente del Crédit Mutuel in termini di posizionamento sul mercato bancario privato), il Crédit Mutuel ha una parte meno importante di agenzie in zona rurale ([...] rispetto a [...]) o semi-rurale ([...] rispetto a [...]). Il Crédit Mutuel è ben posizionato sul mercato bancario rivolto ai privati, soprattutto in zona rurale. La rete rurale non deriva da un vincolo di servizio pubblico, bensì da una strategia d'impresa.
(197) Il Crédit Mutuel si è anche appellato al fatto che la quota dei fondi di CODEVI centralizzati fino al 1994 era più rilevante per il Crédit Mutuel che per altre banche. Pur trattandosi di un altro libretto defiscalizzato, la distribuzione di CODEVI si distingue da quella del "Livret bleu". Non è stato dimostrato che la natura degli accordi contrattuali fra il Crédit Mutuel e lo Stato relativamente a CODEVI abbia un legame preciso con il "Livret bleu".
b) Proporzionalità fra gli aiuti e i costi associati alle missioni affidate al Crédit Mutuel
(198) Le considerazioni precedenti hanno permesso di giungere alla conclusione che il Crédit Mutuel ha ricavato dal meccanismo del "Livret bleu" un beneficio cumulativo non capitalizzato di 1074 milioni di FRF, che ha superato i costi (includendo un margine normale di profitto) della missione di distribuzione del "Livret bleu" conferita dallo Stato, anche prima di considerare i risultati del "Livret bleu" negli anni 1999 e 2000.
(199) La Commissione sottolinea che la deroga sancita dal trattato all'articolo 86, paragrafo 2, deve essere oggetto di un'applicazione rigorosa, a carattere eccezionale. Questa è d'altronde l'interpretazione della Corte, la quale precisa che questa disposizione: "Stabilisce le condizioni che consentono alle imprese incaricate della gestione di servizi d'interesse economico generale di sottrarsi eccezionalmente alle regole del trattato"(66). Questa rigorosa applicazione appare assolutamente incompatibile con una situazione di sovracompensazione dei costi attinenti a un servizio d'interesse economico generale, che non trova alcuna giustificazione.
(200) Si deve quindi concludere che la deroga prevista dall'articolo 86, paragrafo 2, non è applicabile nel caso di sovracompensazione, come nella fattispecie, e che il beneficio netto ricavato dalla gestione del "Livret bleu" ha il carattere di un aiuto di Stato incompatibile con il trattato.
5.3. Questione della fiducia legittima
(201) La Commissione ritiene che l'appello alla fiducia legittima non consentirebbe nella fattispecie al Crédit Mutuel e alle autorità francesi di sottrarsi alle normali regole della concorrenza. Gli scambi continui di corrispondenza nel corso dell'istruttoria a partire dal 1991 e le numerose valutazioni prodotte dall'avvio della procedura escludono il riconoscimento di qualsivoglia fiducia legittima nel caso in questione dal momento della presentazione della denuncia. Da questi scambi di corrispondenza risulta evidente che le autorità francesi e il Crédit Mutuel erano perfettamente informati dell'esistenza di un problema di compatibilità con le regole della concorrenza almeno dal 1991.
VI. CONCLUSIONI
(202) L'attribuzione al Crédit Mutuel del diritto di distribuzione del "Livret bleu" configura un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Questo aiuto non può beneficiare di alcuna delle deroghe previste all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato.
(203) La deroga prevista all'articolo 86, paragrafo 2, del trattato può essere applicata soltanto parzialmente, poiché, così come dimostrato dalla revisione dei conti eseguita su incarico della Commissione, i compensi concessi nel periodo non sono strettamente limitati ai sovraccosti derivanti dalla missione d'interesse economico generale che possono essere presi in considerazione. Trattandosi della sola deroga possibile che consente di esentare le misure in questione dagli obblighi previsti dalle regole dalla concorrenza e, in particolare, dal divieto previsto all'articolo 87, paragrafo 1, ne deriva che la frazione di risorse di Stato accordate al Crédit Mutuel che supera la copertura dei costi netti di gestione e raccolta del "Livret bleu", tenuto conto di un normale margine di redditività, costituisce una sovracompensazione dei costi della missione di servizio pubblico, e di conseguenza un aiuto di Stato incompatibile con il mercato comune,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Le misure adottate dalla Francia a favore del Crédit Mutuel a titolo della raccolta e della gestione del risparmio regolamentato nel quadro del meccanismo del "Livret bleu" costituiscono aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune.
2. Questi aiuti non possono beneficiare di alcuna deroga nel quadro dell'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato. Possono in parte beneficiare della deroga prevista all'articolo 86, paragrafo 2, del trattato, qualora risultino indispensabili per la realizzazione della missione d'interesse economico generale affidata dallo Stato al Crédit Mutuel. Gli aiuti che superano i costi di raccolta e di gestione del "Livret bleu" non possono essere considerati compatibili con l'interesse comune.
Articolo 2
1.
SPAZIO PER TABELLA
Ai suddetti importi dovrà essere aggiunto il risultato della contabilità analitica del "Livret bleu" a titolo degli anni 1999 e 2000, che le autorità francesi sono tenute a valutare seguendo il metodo adottato dai revisori dei conti di Arthur Andersen e tenuto conto delle correzioni effettuate dal consulente della Commissione. Spetterà alle autorità francesi capitalizzare questi importi al tasso di riferimento della Commissione fino alla data di recupero dell'aiuto incompatibile.
2. La Francia modifica il tasso di remunerazione dei fondi del "Livret bleu" versati dalla Caisse des Dépôts e Consignations al Crédit Mutuel in modo da eliminare in futuro ogni aiuto eccedente i costi di gestione e di raccolta che possono essere presi in considerazione.
3. Le autorità francesi ingiungono al Crédit Mutuel di approntare una contabilità separata del "Livret bleu" e di pubblicarla.
4. Le autorità francesi inviano alla Commissione la relazione annuale della banca nonché una relazione triennale della contabilità del "Livret bleu".
5. La Commissione procede a ogni verifica che essa ritiene necessaria al fine di controllare che gli aiuti al Crédit Mutuel siano strettamente proporzionati alla missione d'interesse economico generale che gli è stata affidata. Qualora lo riterrà necessario, darà mandato a consulenti di procedere alla revisione della contabilità analitica del "Livret bleu".
Articolo 3
La Francia informa la Commissione, entro un termine di due mesi dalla notifica della presente decisione, dei provvedimenti adottati per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 15 gennaio 2002.

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