Document ID: 32009D0157

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 16 luglio 2008
concernente la misura di aiuto a cui la Francia ha dato esecuzione a favore del gruppo IFP [C 51/05 (ex NN 84/05)]
[notificata con il numero C(2008) 1330]
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2009/157/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare le proprie osservazioni conformemente ai suddetti articoli (1) e viste tali osservazioni,
considerando quanto segue:
1. PROCEDURA
(1)
Con lettera del 25 novembre 2004, registrata il 29 novembre 2004 col numero CP221/2004, la Commissione ha ricevuto un reclamo riguardante un presunto aiuto di Stato illegale a favore dell’Institut Français du Pétrole (IFP, Istituto francese del petrolio) e di una delle sue controllate, la società Axens. Il ricorrente, temendo ripercussioni negative sul mercato, ha pregato di non rivelare la sua identità.
(2)
Con lettera del 21 dicembre 2005, la Commissione ha notificato alla Francia la decisione di avviare la procedura di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato contro la suddetta misura.
(3)
La decisione di avvio della procedura presa dalla Commissione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare le proprie osservazioni sulla misura in questione.
(4)
Con lettera del 16 gennaio 2006, registrata lo stesso giorno, la Francia ha chiesto una proroga di un mese per trasmettere le proprie osservazioni, proroga che la Commissione ha concesso con lettera del 19 gennaio 2006. Con lettera del 23 febbraio 2006, registrata lo stesso giorno, la Francia ha trasmesso alla Commissione le proprie osservazioni.
(5)
Con lettera del 15 marzo 2006, registrata lo stesso giorno, la società UOP ha chiesto una proroga di un mese per presentare le proprie osservazioni, proroga che la Commissione ha concesso con lettera del 22 marzo 2006.
(6)
Con lettera del 17 marzo 2006, registrata lo stesso giorno, la società Haldor Topsoe A/S ha chiesto una proroga di un mese per presentare le proprie osservazioni, proroga che la Commissione ha concesso con lettera del 22 marzo 2006.
(7)
Con lettera del 20 marzo 2006, registrata il 22 marzo 2006, la società Axens ha trasmesso alla Commissione le proprie osservazioni sulla misura in questione.
(8)
Con lettera del 12 aprile 2006, registrata lo stesso giorno, la società Haldor Topsoe A/S ha chiesto una ulteriore proroga fino al 24 aprile 2006 per presentare le proprie osservazioni, proroga che la Commissione ha concesso con lettera del 19 aprile 2006.
(9)
Con lettera del 18 aprile 2006, registrata il 19 aprile 2006, la società UOP ha trasmesso alla Commissione le proprie osservazioni sulla misura in questione.
(10)
Con lettera del 19 aprile 2006, la Commissione ha chiesto al ricorrente di fornire una versione non riservata del reclamo, versione pervenuta alla Commissione con lettera del 26 aprile 2006, registrata il 27 aprile 2006.
(11)
Con lettera del 3 maggio 2006, registrata lo stesso giorno, la società Haldor Topsoe A/S ha chiesto una ulteriore proroga che la Commissione ha negato con lettera del 4 maggio 2006.
(12)
Con lettera del 22 giugno 2006, la Commissione ha trasmesso alla Francia copia delle osservazioni formulate dalle società UOP e Axens, nonché del reclamo, con acclusa una richiesta di ulteriori informazioni. Con lettera del 4 luglio 2006, registrata il 5 luglio 2006, la Francia ha chiesto una proroga del termine concesso dalla Commissione con lettera del 7 luglio 2006. Con lettera dell’8 settembre 2006, registrata dalla Commissione il 12 settembre 2006, la Francia ha trasmesso alla Commissione i propri commenti sulle osservazioni formulate dalle parti interessate e le risposte agli ulteriori quesiti posti dalla Commissione.
(13)
Peraltro, con lettera del 18 luglio 2006, registrata il 19 luglio 2006, la Francia ha comunicato alla Commissione la trasformazione dell’IFP in ente pubblico a carattere industriale e commerciale (EPIC).
(14)
Con lettera del 13 ottobre 2006, la Commissione ha domandato alla Francia ulteriori ragguagli che le autorità francesi hanno inviato con lettera del 24 ottobre 2006, registrata il 26 ottobre 2006.
(15)
Il 15 giugno 2007 si è tenuta una riunione di lavoro tra la Francia e la Commissione.
(16)
Con lettera del 19 giugno 2007, la Commissione ha domandato alla Francia ulteriori precisazioni. Con lettera del 10 luglio 2007, la Francia ha chiesto un’ulteriore proroga fino al 31 agosto 2007, richiesta parzialmente accolta dalla Commissione che, con lettera dell’11 luglio 2007, ha concesso una proroga soltanto fino al 13 agosto 2007. La Francia ha comunicato le ulteriori informazioni alla Commissione con lettere del 9 e del 22 agosto 2007, registrate rispettivamente il 9 e il 22 agosto 2007.
2. DESCRIZIONE
2.1. Gruppo IFP
(17)
Fino al 2006, l’IFP era un istituto professionale di diritto privato (3) senza capitale né azionisti, posto sotto il controllo economico e finanziario del governo francese (4). A seguito del decreto n. 2006-797 del 6 luglio 2006, adottato in applicazione della legge n. 2005-781 del 13 luglio 2005, l’IFP è diventato un ente pubblico a carattere industriale e commerciale (EPIC). La questione dell’esistenza di un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato, risultante da tale cambiamento di forma giuridica, è oggetto di esame da parte della Commissione nel quadro di un’altra procedura (NN 11/08).
(18)
A norma del suo statuto, l’IFP assolve tre missioni: una missione di ricerca e sviluppo nel campo della prospezione petrolifera e di gas e delle tecnologie di raffinazione e petrolchimica, una missione di formazione di ingegneri e tecnici e una missione di informazione e documentazione di tali comparti. Un contratto programmatico con lo Stato definisce, su base quinquennale, i principali obiettivi e orientamenti del suo operato.
(19)
In cambio, l’IFP beneficia di una dotazione di bilancio annuale concessa dallo Stato; tale sostegno pubblico è stato pari a 144 milioni di EUR nel 2005 e a 167,5 milioni di EUR nel 2006 (5).
(20)
La società Axens è nata dalla fusione, avvenuta il 29 maggio 2001 (con effetto retroattivo al 1o gennaio 2001), tra la società Procatalyse SA (controllata al 100 % da ISIS, all’epoca a sua volta controllata dall’IFP al 52,8 %) e la direzione industriale dell’IFP contestualmente esternalizzata. Il 22 ottobre 2001, l’IFP ha riacquisito da ISIS la sua partecipazione in Axens, per cui attualmente detiene il 100 % del capitale. Axens opera sul mercato dei catalizzatori e delle tecnologie per raffinerie e industrie petrolchimiche. Il volume di affari consolidato è stato pari a 304,9 milioni di EUR nel 2005 e a 308,45 milioni di EUR nel 2006, derivanti per circa un terzo dall’attività di licenza di processi (6). Nel 2006, la società occupava 636 addetti (7). La sua quota del mercato mondiale delle unità di raffinazione in licenza esistenti è stimata al 7 % (8).
(21)
Peraltro, l’IFP detiene direttamente e indirettamente (tramite la holding finanziaria IFP Investissements) tutte le quote di varie società, tra cui Beicip-Franlab e Prosernat. Beicip-Franlab è una società commerciale costituita dall’IFP nel 1967, specializzata nello sviluppo e nella distribuzione di software nel settore «esplorazione-giacimenti», nonché nella realizzazione di studi e nella fornitura di consulenza. Nel 2006, il suo volume di affari è stato pari a 42 milioni di EUR e la società occupava 166 addetti (9). Prosernat è invece una società commerciale acquisita nel 2001 nel contesto della cessione di IFP Investissements all’IFP da parte di ISIS. La società fornisce studi e servizi, nonché attrezzature complete nel campo del trattamento del gas e del recupero dello zolfo. Nel 2006 il suo volume di affari è stato pari a 49,9 milioni di EUR e la società occupava 71 addetti (10).
2.2. Decisioni precedenti della Commissione
(22)
Dal 1944, data della sua costituzione, alla fine del 2002, l’IFP ha percepito il gettito di una imposta parafiscale su alcuni prodotti petroliferi. Il riversamento di tale imposta è stato oggetto della decisione 96/615/CE della Commissione, del 29 maggio 1996, concernente il rinnovo dell’imposta su alcuni prodotti petroliferi a favore dell’Istituto francese del petrolio per il quinquennio 1993-1997 (11), decisione nella quale si concludeva che, in applicazione del punto 2.4 della disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e allo sviluppo (12) del 1996 (qui di seguito «disciplina R & S del 1996»), il versamento del gettito di un’imposta parafiscale a favore dell’IFP per il quinquennio 1993-1997 non rientrava nel campo di applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(23)
Il 3 ottobre 1997 la Francia ha trasmesso alla Commissione un nuovo decreto sull’imposta parafiscale riscossa su alcuni prodotti petroliferi a favore dell’IFP, senza sostanziali variazioni, per il quinquennio 1998-2002. Nella decisione del 4 febbraio 1998 (13), la Commissione non ha mosso obiezioni alla sua attuazione per il quinquennio 1998-2002.
2.3. Accordi esclusivi tra l’IFP e Axens
(24)
Con lettere del 1o marzo e del 18 maggio 2001 (di seguito «lettere del 2001»), la Francia ha segnalato alla Commissione un progetto di riorganizzazione delle attività di ricerca dell’IFP nel campo della raffinazione, della petrolchimica e del gas chiedendole di confermare che il progetto non avrebbe rimesso in discussione l’analisi effettuata dalla Commissione nelle sue precedenti decisioni.
(25)
Il progetto prevedeva di affidare la gestione della commercializzazione dei risultati in tale ambito a un’entità commerciale costituita dalla fusione della direzione industriale dell’IFP e della società Procatalyse, controllata direttamente dall’IFP e specializzata in sviluppo industriale, produzione e vendita di qualunque prodotto chimico.
(26)
In aggiunta al trasferimento del nucleo essenziale della direzione industriale dell’IFP, oltre alla clientela e ai contratti esistenti, effettuato a fronte di una quota maggioritaria nella nuova controllata, il progetto comportava la firma da parte dell’IFP e della controllata dei seguenti accordi e convenzioni:
a)
un contratto esclusivo di licenza quadro, della durata di dieci anni, secondo il quale la controllata può utilizzare la proprietà intellettuale presente e futura dell’IFP soprattutto in materia di processi nel suo ambito di attività per fornire prestazioni di engineering ai clienti in riferimento a tali processi e conferire loro il diritto di utilizzare le tecnologie correlate sotto forma di sublicenze di brevetti;
b)
un contratto di licenza prodotti, della durata di dieci anni, secondo cui la controllata può utilizzare la tecnologia presente e futura dell’IFP nel suo ambito di attività per produrre e vendere ai propri clienti catalizzatori, adsorbenti, masse di captazione, attrezzature, altri prodotti e software messi a punto dall’IFP;
c)
una convenzione di ricerca industriale, della durata di dieci anni, secondo cui [l’IFP propone alla sua controllata i risultati delle proprie ricerche nel campo della raffinazione e della petrolchimica, affinché quest’ultima possa proseguire, ove lo desideri, la ricerca nel quadro di un progetto congiunto con l’IFP e successivamente sfruttare detti risultati. Nel caso in cui la controllata non dovesse avvalersi di tale possibilità, l’IFP può proporre i propri risultati ad altre imprese. Ciascun partner si fa carico dei costi della sua partecipazione al progetto e, concluso il progetto di ricerca, l’IFP detiene diritti di proprietà sui prodotti e i processi, mentre la controllata dispone dei diritti di proprietà relativi alle fasi di industrializzazione dei prodotti e dei processi] (14).
(27)
In cambio, la controllata versa all’IFP, da un lato, diritti sui contratti di licenza, dall’altro, un compenso […] (15) per l’accesso alla capacità di ricerca dell’IFP.[…] (15)
(28)
La Commissione ha ritenuto che il progetto di riorganizzazione dell’IFP presentato fosse conforme alle condizioni stabilite dalla sua decisione del 4 febbraio 1998 concernente il rinnovo dell’imposta parafiscale riscossa su alcuni prodotti petroliferi per il quinquennio 1998-2002 e lo ha comunicato alla Francia con lettera di servizio D/52473 del 19 giugno 2001.
(29)
Conformemente al progetto presentato, il 29 maggio 2001 è stata costituita la società Axens, controllata dell’IFP. Gli accordi tra l’IFP e Axens sono entrati in vigore il 1o gennaio 2001 per un periodo di dieci anni.
(30)
Con lettera del 27 novembre 2002, la Francia ha segnalato alla Commissione la sostituzione del gettito dell’imposta parafiscale con una dotazione di bilancio a favore dell’IFP a decorrere dal 1o gennaio 2003.
2.4. Accordi esclusivi tra l’IFP e Beicip-Franlab
(31)
Una convenzione esclusiva di sviluppo, commercializzazione e utilizzo, siglata il 28 maggio 2003 con effetto retroattivo al 1o gennaio 2003, della durata di dieci anni, stabilisce che [l’IFP proponga a Beicip-Franlab i risultati delle proprie ricerche su algoritmi, modelli o metodologie sviluppati dall’IFP nel settore «esplorazione-giacimenti» e che Beicip-Franlab possa chiedere all’IFP di realizzare prodotti su tale base. L’IFP è titolare di tutti i diritti di proprietà sui prodotti software sviluppati. Beicip-Franlab copre tutti i costi di sviluppo dei prodotti sostenuti dall’IFP e versa vari compensi integrativi volti a coprire manutenzione e diritti di utilizzo] (14).
(32)
Il 16 dicembre 2005 è stato firmato un atto integrativo con effetto retroattivo al 1o gennaio 2005 che modifica le modalità di compenso, pur ribadendo il principio della copertura totale dei costi di sviluppo da parte di Beicip-Franlab.
2.5. Accordi esclusivi tra l’IFP e Prosernat
(33)
Il 18 agosto 2003, tra l’IFP e Prosernat sono stati firmati un accordo di licenza quadro e una convenzione di ricerca industriale con effetto retroattivo al 1o gennaio 2002, della durata di dieci anni, secondo cui [l’IFP propone i risultati delle proprie ricerche condotte nel settore delle tecnologie di trattamento del gas e di recupero dello zolfo. L’IFP è titolare dei diritti di proprietà relativi alle correlazioni, ai processi e alle attrezzature specifiche associate ai processi. Se è interessata alla loro commercializzazione, Prosernat deve realizzare per proprio conto, conservando i relativi diritti di proprietà, i lavori di industrializzazione di questi processi per i quali, in tal caso, può ottenere una concessione di licenza esclusiva] (14).
(34)
A fronte della licenza concessa per i processi, Prosernat è tenuta a versare una royalty di […] (15) sul volume di affari annuale costituito dai diritti per sublicenze corrispondenti ai primi quattro anni. Dopo i primi quattro anni, è previsto che tale percentuale passi a […] (15). La percentuale della royalty per le attrezzature è invece definita caso per caso. Il compenso dell’IFP per l’accesso di Prosernat ai risultati dei suoi lavori di ricerca ammonta a […] (15) del volume di affari annuale complessivo realizzato da Prosernat.
3. MOTIVI CHE HANNO CONDOTTO ALL’AVVIO DELLA PROCEDURA DI ESAME FORMALE
(35)
Nell’avviare la procedura di esame formale, la Commissione ha manifestato i seguenti dubbi in merito all’intervento dello Stato francese a favore del gruppo IFP e alle giustificazioni all’epoca formulate dalla Francia.
(36)
In primo luogo, la Commissione ha ritenuto che le condizioni stabilite nelle sue precedenti decisioni non fossero più rispettate. È opportuno rammentare che, le sue decisioni precedenti erano motivate:
a)
dall’inesistenza di aiuti diretti a livello di IFP, visto che quest’ultimo era un centro di ricerca senza scopo di lucro che non svolgeva attività commerciale. Conformemente al punto 2.4, primo comma della disciplina R & S del 1996, il finanziamento pubblico delle attività di ricerca e sviluppo perseguite da istituti pubblici di insegnamento superiore o ricerca senza scopo di lucro non è, di norma, soggetto alle disposizioni dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato;
b)
dall’inesistenza di aiuti indiretti alle imprese che acquisiscono la ricerca realizzata dall’IFP, in quanto il potenziale vantaggio risultante dal trasferimento dei risultati era fruibile da tutte le imprese senza discriminazione. In proposito, la Commissione aveva osservato che l’IFP trasferiva i risultati delle proprie ricerche alle imprese con quattro modalità: divulgazione in ambito pubblico, prestazioni di servizio fatturate in base ai costi effettivi sostenuti dall’istituto, ricerca collaborativa e vendita di licenze. Negli ultimi due casi, la Commissione ha ritenuto che, per quanto le imprese non si facessero interamente carico dei costi della ricerca, il vantaggio fosse comunque fruibile da tutte le imprese senza discriminazione, a prescindere dalla loro nazionalità;
c)
dall’inesistenza di aiuti indiretti alle società le cui quote erano detenute dall’IFP, dato che quest’ultimo collaborava con tali imprese alle stesse condizioni applicate alle altre di cui non deteneva quote. In ragione della presenza di altri azionisti, della partecipazione minoritaria dell’IFP in società operanti nel suo ambito di ricerca e della sua collaborazione con tali imprese alle stesse condizioni applicate alle altre imprese delle quali non deteneva quote, la Commissione ha concluso che tali imprese non usufruivano di un trattamento più favorevole.
(37)
La Commissione ha riscontrato viceversa che dal 2001 l’IFP ha intrapreso un’attività commerciale sempre più strutturata e preponderante grazie all’introduzione di Axens sul mercato delle tecnologie di raffinazione e petrolchimica e alla stipula con essa di accordi esclusivi di ricerca e licenza. Tale controllata commerciale, pertanto, detenuta maggioritariamente dall’IFP, può contare su un accesso privilegiato ai lavori di ricerca e sviluppo condotti dall’istituto nel suo ambito di attività. Nella decisione di avvio della procedura la Commissione ha ritenuto quindi i motivi che giustificanti le decisioni del 1996 e del 1998 non fossero più validi e che il punto 2.4, primo comma della disciplina R & S del 1996 non fosse più applicabile nell’ambito di attività di Axens, concludendo così per l’esistenza di un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato a favore dell’IFP e della sua controllata Axens.
(38)
Inoltre, poiché l’IFP detiene una partecipazione maggioritaria in altre due controllate commerciali, vale a dire Beicip-Franlab e Prosernat, e avendo firmato con esse accordi esclusivi, la Commissione non ha potuto escludere l’esistenza di un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1 del trattato anche negli ambiti di attività di tali controllate.
(39)
In secondo luogo, la Commissione ha analizzato la compatibilità dell’aiuto alla luce delle varie disposizioni del trattato, giungendo alla conclusione che, visti i suoi obiettivi, il potenziale aiuto potrebbe essere analizzato unicamente nel contesto delle disposizioni dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato e più specificamente nel contesto della disciplina R & S del 1996. In assenza di giustificazioni al riguardo da parte della Francia, la Commissione ha espresso dubbi quanto al fatto che concorrano le condizioni necessarie per autorizzare l’aiuto a norma di tali disposizioni.
(40)
La Commissione ha pertanto invitato la Francia a fornire nelle proprie osservazioni:
a)
elementi che consentano di stabilire in che misura l’IFP e le sue controllate possano considerarsi entità distinte i cui rapporti obbediscono a una logica di mercato;
b)
una distinzione chiara, secondo la direttiva 80/723/CEE della Commissione, del 25 giugno 1980, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche (16), tra le attività economiche e quelle non economiche dell’IFP e delle sue controllate onde appurare la percentuale della sovvenzione pubblica che sostiene le attività commerciali del gruppo;
c)
una dimostrazione precisa della compatibilità degli eventuali aiuti con le norme comunitarie in materia di aiuti alla ricerca e allo sviluppo.
4. OSSERVAZIONI DELLA FRANCIA IN MERITO ALL’AVVIO DELLA PROCEDURA DI ESAME FORMALE
4.1. Sul contesto della procedura in corso
(41)
In primo luogo, la Francia sottolinea che il regime di finanziamento dell’IFP è stato oggetto di due decisioni della Commissione, le quali concludevano entrambe per l’inesistenza di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(42)
In secondo luogo, la Francia rammenta che la riorganizzazione del 2001 si è tradotta nell’attribuzione a controllate delle attività commerciali dell’IFP nel campo della raffinazione e della petrolchimica, in precedenza esercitate in parte internamente dalla direzione industriale dell’IFP stesso e in parte dalla società Procatalyse, controllata indirettamente dall’IFP. La Francia è dell’avviso che lo scopo di tale riorganizzazione fosse ricondurre le attività dell’IFP verso la sua missione di interesse generale, affidatale dallo Stato, di sostegno alla ricerca e allo sviluppo nel campo degli idrocarburi e delle nuove tecnologie per l’energia e l’ambiente.
(43)
In tale contesto, la Francia ritiene che le lettere del 2001 costituiscano notifiche ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato e rivendica il fatto che la lettera trasmessa il 5 marzo 2001 conteneva una nota informativa, un modulo di notifica debitamente compilato (17) e cinque allegati tecnici, tra cui la convenzione di ricerca industriale e gli accordi di licenza. La Francia rammenta inoltre la riunione (18) e lo scambio di informazioni (19) intervenuto successivamente, segnalando peraltro di aver ricevuto una conferma di ricevimento da parte della Commissione in data 7 maggio 2001 (20). Essa ricorda di aver chiesto alla Commissione di confermare che il progetto di riorganizzazione non avrebbe rimesso in discussione l’analisi effettuata dalla Commissione stessa nelle sue precedenti decisioni.
(44)
La Francia ritiene dunque che la lettera di servizio D/52473 del 19 giugno 2001, in cui la Commissione confermava che il progetto di riorganizzazione dell’IFP presentato era conforme alle condizioni stabilite nella decisione del 4 febbraio 1998, concernente il rinnovo dell’imposta parafiscale riscossa su alcuni prodotti petroliferi per il quinquennio 1998-2002, abbia creato una situazione di legittima fiducia. Essa rammenta che, in detta lettera, la Commissione ha ritenuto che il progetto di riorganizzazione non modificasse né la natura delle attività dell’IFP né la posizione delle imprese francesi rispetto ad altre imprese comunitarie in riferimento alle attività di commercializzazione di processi e non ha sollevato obiezioni di sorta in merito ai progetti di convenzione, nemmeno in ordine al diritto di prelazione, di cui pure era stata negli scambi con la Francia sin dal 5 marzo 2001. Secondo la Francia, ciò l’avrebbe legittimata a credere che la creazione di Axens e la firma delle convenzioni tra l’IFP e Axens non si configurassero come di aiuti di Stato. La Francia ribadisce che la costituzione di Axens e la stipula delle convenzioni tra l’IFP e Axens sono state eseguite secondo il progetto sottoposto alla Commissione nel marzo 2001.
(45)
Quanto ai cambiamenti intervenuti successivamente e di cui la Commissione non è stata informata, la Francia fornisce i seguenti elementi. Da un canto, secondo la Francia, l’assunzione del controllo totalitario di Prosernat e Axens da parte dell’IFP a fine 2001 non è imputabile a una scelta dell’IFP, in quanto è riconducibile di fatto a soggetti indipendenti. La Francia fa peraltro rilevare che per la Commissione, stando alla lettera di servizio D/52473 del 19 giugno 2001, il fatto che l’IFP detenesse almeno la maggioranza delle quote della nuova entità sembrava una garanzia di non discriminazione. D’altro canto, essendo le convenzioni sottoscritte tra l’IFP e Prosernat simili a quelle intervenute tra l’IFP e Axens, la Francia non avrebbe reputato necessario trasmetterle alla Commissione. Infine, la Francia ha ritenuto non indispensabile trasmettere alla Commissione la convenzione siglata tra l’IFP e Beicip-Franlab, giacché essa prevedeva una copertura totale dei costi dell’IFP.
(46)
La Francia rammenta di aver segnalato alla Commissione la variazione intervenuta nella modalità di finanziamento dell’IFP con lettera del 27 novembre 2002.
4.2. Sul rispetto da parte dell’IFP della direttiva 80/723/CEE
(47)
La Francia è del parere che il principio della separazione dei conti per attività sancito dall’articolo 1 della direttiva 80/723/CEE sia rispettato. In proposito, essa aggiunge che il bilancio dell’IFP è suddiviso in cinque centri di risultati, una missione di «informazione» e una voce «ricerca esplorativa», il che consente di operare una distinzione tra le diverse attività dell’IFP.
(48)
Inoltre, la Francia descrive la modalità di classificazione dei progetti all’interno dei centri di risultati:
a)
i progetti di acquisizione di competenze, spesso sviluppati in collaborazione con altri istituti di ricerca, hanno lo scopo di far emergere nuove idee;
b)
i progetti di ricerca industriale sono condotti dall’IFP con o senza la collaborazione di terzi. Per il centro di risultati «esplorazione-produzione», i progetti riguardano la ricerca di soluzioni che possano sfociare in metodologie, software, additivi chimici, attrezzature, processi e competenze. Per il centro di risultati «raffinazione-petrolchimica», i progetti comportano lo sviluppo di processi e prodotti per la produzione di carburanti, combustibili e intermediari petrolchimici sfruttando tutte le fonti di carbonio accessibili;
c)
i progetti «attrezzature specializzate» concernono lo sviluppo di banchi di prova, attrezzature di prova, impianti di sperimentazione e circuiti di prova, nonché l’introduzione di software specifici e la gestione di database;
d)
i progetti «attività di sostegno» comprendono le azioni per il miglioramento della qualità, la verifica del programma e la gestione dei diritti di proprietà intellettuale.
(49)
Infine, la Francia fornisce informazioni relative al sistema di contabilità analitica dell’IFP, che consente l’imputazione di ricavi (esclusa la dotazione di bilancio dello Stato) e costi per progetto all’interno di ogni centro di risultati.
4.3. Sulla distinzione tra l’IFP e le sue controllate
(50)
La Francia contesta l’analisi della Commissione secondo cui l’IFP e Axens costituirebbero un’entità economica unica. Essa ritiene infatti che l’IFP e le sue controllate costituiscano entità distinte con missioni di natura diversa.
(51)
Anzitutto, la Francia è dell’avviso che l’attività di ricerca dell’IFP rappresenti una missione di interesse generale finalizzata a garantire nel lungo periodo la sicurezza degli approvvigionamenti di idrocarburi, che rientra in una logica riconosciuta a livello nazionale, comunitario e mondiale.
(52)
In secondo luogo la Francia ritiene che, nella fattispecie, il richiamo alla nozione di imprese collegate, che figura nell’allegato I della raccomandazione della Commissione del 6 maggio 2003 riguardante la definizione delle micro, piccole e medie imprese (21) (di seguito «raccomandazione PMI»), non sia pertinente. La Francia rammenta inoltre la giurisprudenza comunitaria secondo cui il possesso dell’intero pacchetto azionario di una controllata da parte della sua capogruppo non è sufficiente a dimostrare l’esistenza di un controllo da parte di quest’ultima. La Francia sottolinea altresì che l’esistenza di un accordo esclusivo non implica necessariamente una mancanza di autonomia, altrimenti l’articolo 81 del trattato riguardante siffatti accordi tra imprese indipendenti non avrebbe scopo. Infine, la Francia ritiene che l’immagine comune dell’IFP e di Axens sul mercato derivi giocoforza dal fatto che Axens distribuisce prodotti frutto della ricerca condotta dall’IFP, ma tale accomunamento deve essere distinto dalla mancanza di autonomia di comportamento.
(53)
In terzo luogo, la Francia fornisce elementi volti a dimostrare l’autonomia delle controllate dell’IFP. In proposito sottolinea che ogni controllata elabora la propria strategia facendola convalidare dal proprio consiglio di amministrazione, che non è costituito unicamente da rappresentanti dell’IFP. Essa aggiunge che i contratti stipulati tra l’IFP e le sue controllate rispettano le norme di diritto comune in materia di convenzioni regolamentate e, in virtù di ciò, il rappresentante dell’IFP non prende parte alla votazione quando si tratta di questioni riguardanti i suddetti contratti; la Francia precisa che ogni controllata dispone di propri comitati e di piena autonomia gestionale sotto il controllo degli azionisti, che si esercita attraverso un reporting classico. La Francia spiega inoltre che l’IFP e le sue controllate dispongono di servizi finanziari e contabili gerarchicamente e geograficamente indipendenti, dotati di sistemi di informazione e gestione distinti. Infine, la Francia chiarisce che le controllate dell’IFP definiscono liberamente i prodotti e i servizi che commercializzano, precisando al riguardo che Axens è libera di accettare o rifiutare i lavori presentati dall’IFP e descrivendo diversi esempi di processi per i quali Axens intrattiene altri rapporti contrattuali al fine di completare la copertura delle sue esigenze a livello di ricerca.
4.4. Sull’esistenza di un aiuto di Stato
(54)
La Francia ritiene che il finanziamento dell’IFP, ente senza scopo di lucro, non costituisca un aiuto di Stato, conformemente al punto 2.4, primo comma, della disciplina R & S del 1996.
(55)
Anzitutto, la Francia asserisce che, secondo il punto 2.4, secondo comma della disciplina R & S del 1996, «quando i risultati di questi lavori di R & S finanziati dallo Stato sono messi a disposizione delle imprese comunitarie secondo criteri non discriminatori, la Commissione presume che di norma non sussista aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 92 [diventato 87], paragrafo 1, del trattato CE».
(56)
Al riguardo, la Francia ribadisce che l’IFP realizza numerosissimi lavori di ricerca, i cui risultati sono messi a disposizione delle imprese comunitarie senza discriminazione. Tra gli strumenti introdotti per assicurare l’accessibilità dei risultati delle sue attività, vi sono una rivista scientifica e la redazione di articoli, la presentazione di lavori in occasione di convegni, la pubblicazione e la diffusione in rete di opere, la presenza all’interno di varie associazioni scientifiche e la costituzione di partenariati con altri centri di ricerca, nonché le formazioni dottorali.
(57)
La Francia precisa che tre quarti del bilancio per la ricerca del centro di risultati «esplorazione-produzione» sono destinati unicamente a lavori di ricerca fondamentale, i cui risultati sono ampiamente divulgati senza operare alcuna discriminazione. Quanto al centro di risultati «raffinazione-petrolchimica», la Francia afferma che i risultati di tanti lavori di ricerca sono a loro volta divulgati senza discriminazione alcuna.
(58)
In secondo luogo, la Francia ritiene che il ragionamento della Commissione nelle sue decisioni del 1996 e del 1998, secondo cui «si può constatare che l’IFP, pur non fatturando sempre il costo effettivo della ricerca, non pratica discriminazioni nei confronti delle imprese alle quali cede i risultati della ricerca effettuata in proprio e in collaborazione», sia ancora valido.
(59)
In proposito, essa sottolinea che, nel campo «esplorazione-produzione», l’IFP realizza lavori di ricerca industriale per conto di svariati partner industriali, che assumono la forma di una semplice cooperazione o di progetti industriali comuni (joint industrial projects) per più clienti, aperti alla partecipazione di chiunque.
(60)
Quanto al mercato della raffinazione e della petrolchimica, la Francia è del parere che i versamenti effettuati da Axens per i lavori messi a sua disposizione dall’IFP siano rispondenti alle condizioni del mercato. A tale contropartita finanziaria, la Francia aggiunge la spesa sostenuta da Axens per la realizzazione di compiti complementari necessari allo sfruttamento di tali lavori di ricerca, nonché i costi aggiuntivi di cui Axens ha dovuto farsi carico per l’utilizzo di tecnologie e prodotti che non erano dell’IFP. Secondo la Francia, la rilevante percentuale del suo volume di affari dedicata alle attività di ricerca è un indicatore chiaro dell’inesistenza di un vantaggio concorrenziale tratto da Axens dai lavori di ricerca eseguiti per suo conto dall’IFP. La Francia fornisce elementi per dimostrare che gli importi spesi da Axens per le proprie attività di ricerca sono nettamente superiori alla media del settore.
(61)
Peraltro la Francia afferma che, nonostante il diritto di prelazione concesso ad Axens, parecchi lavori di ricerca condotti dal centro di risultati «raffinazione-petrolchimica» vanno a beneficio di diversi partner industriali in vari Stati.
(62)
La Francia conclude pertanto che l’intervento dello Stato a favore dell’IFP non costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato e che le controllate dell’IFP non traggono alcun vantaggio dal loro accesso ai risultati della ricerca condotta dall’IFP per loro conto.
4.5. Sulla compatibilità di un potenziale aiuto di Stato con il trattato
(63)
La Francia afferma che, nel caso in cui l’intervento dello Stato a favore dell’IFP dovesse essere interpretato come aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato a favore di Axens, tale aiuto sarebbe comunque compatibile con il mercato comune, e fornisce elementi volti a dimostrare che l’aiuto potrebbe considerarsi compatibile con il trattato in applicazione della deroga prevista dal suo stesso articolo 87, paragrafo 3, lettera c).
(64)
In primo luogo, la Francia ritiene che il finanziamento da parte dello Stato dei lavori di ricerca industriale di Axens non superi i tetti fissati dalla disciplina R & S del 1996, fornendo in proposito gli importi dei costi dell’IFP imputati ai lavori di ricerca industriali condotti con Axens e dei ritorni finanziari versati da quest’ultima. […] (15)
(65)
In secondo luogo, la Francia asserisce che un potenziale aiuto a favore di Axens avrebbe un effetto incentivante e, al riguardo, fornisce una serie di statistiche che dimostrano una progressione sia dell’ammontare della spesa sostenuta da Axens per la ricerca e lo sviluppo, sia del personale assegnato alla ricerca e allo sviluppo, sia del rapporto tra spesa interna e volume di affari. Inoltre, la Francia illustra una serie di esempi di progetti di Axens che non avrebbero potuto essere realizzati senza il sostegno dell’IFP. La Francia, infine, argomenta che tutti i concorrenti di Axens, soprattutto americani, usufruiscono di notevoli sostegni pubblici.
(66)
Da ultimo, la Francia rammenta l’importanza strategica degli aiuti di Stato all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo, importanza riconosciuta dalla Commissione stessa nell’ambito del rilancio della strategia di Lisbona e trasposta nel piano di azione per gli aiuti di Stato.
5. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
5.1. Contenuto del reclamo all’origine dell’apertura della procedura
(67)
Il ricorrente, temendo ripercussioni commerciali negative, non desidera che la sua identità sia resa nota. Ciò premesso, il ricorrente è dell’avviso che i suoi interessi siano direttamente minacciati dalla sovvenzione concessa dalla Francia all’IFP e/o alla sua controllata Axens. Dalla sua costituzione nel 2001, Axens, concorrente del ricorrente, perseguirebbe una politica commerciale aggressiva riguardante licenze di tecnologie sviluppate interamente grazie alle attività di ricerca e sviluppo della sua capogruppo, l’IFP.
(68)
Il reclamo si concentra sugli ambiti di attività specifici dell’IFP, ossia tecnologie e catalizzatori per la raffinazione, il trattamento del gas e la produzione petrolchimica, nonché sull’attività di licenza di Axens in tali ambiti. Il ricorrente ritiene che, in questi settori, Axens sia un concorrente diretto di altri operatori del mercato senza farsi carico dei costi di ricerca e sviluppo, poiché Axens è il distributore esclusivo delle tecnologie sviluppate dall’IFP grazie al sostegno finanziario dello Stato. Inoltre, sempre secondo il ricorrente, il binomio IFP/Axens è in grado di condurre attività di ricerca e sviluppo che non sarebbero redditizie per operatori non sovvenzionati.
(69)
A giudizio del ricorrente, le caratteristiche di un aiuto di Stato sono ravvisabili nella sovvenzione diretta dello Stato a favore dell’IFP, nella costituzione e nella capitalizzazione da parte dell’IFP della controllata commerciale Axens, nel finanziamento della sezione raffinazione e petrolchimica dell’IFP, che ha come distributore esclusivo Axens, nonché nelle licenze esclusive che l’IFP concede ad Axens per le sue tecnologie.
(70)
Il ricorrente ritiene che l’attuale finanziamento delle attività dell’IFP e di Axens da parte dello Stato, non notificato alla Commissione e non contemplato da alcuna precedente sua decisione, costituisca un aiuto di Stato illegale, sottolineando in proposito le differenze esistenti di fatto tra le conclusioni delle precedenti decisioni della Commissione e l’attuale situazione dell’IFP e di Axens:
-
la controllata Axens è un’entità commerciale,
-
Axens può contare su un accesso esclusivo o privilegiato ai servizi o ai risultati dell’attività di ricerca dell’IFP,
-
l’IFP detiene il 100 % delle quote del capitale di Axens,
-
sul mercato delle tecnologie, la maggior parte degli operatori, compreso il ricorrente, non è sovvenzionata; le attività sovvenzionate del binomio IFP/Axens inducono una distorsione dei prezzi.
(71)
Il ricorrente è pertanto del parere che l’IFP differisca notevolmente dal modello di ente pubblico di ricerca senza scopo di lucro di cui al punto 2.4 della disciplina R & S del 1996 nel campo delle attività commerciali della sua controllata Axens. Il ricorrente pensa, viceversa, che l’IFP e Axens costituiscano una sola entità economica operante sul mercato in diretta concorrenza con gli altri operatori. Secondo il ricorrente, diversi elementi indicherebbero che l’IFP e Axens debbano considerarsi un’entità economica unica e, dunque, un’impresa ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato:
-
l’IFP detiene il 100 % del capitale di Axens,
-
l’IFP agisce quale azionista a tutti gli effetti partecipando alla definizione della strategia delle sue controllate,
-
il personale di Axens e quello dell’IFP si recano insieme presso i potenziali clienti,
-
Axens utilizza il suo nome abbinato alle tecnologie dell’IFP (come dimostra il logo di Axens che incorpora quello dell’istituto).
(72)
Le risorse concesse dallo Stato francese al binomio IFP/Axens per finanziare la ricerca nel settore delle tecnologie di raffinazione, trattamento del gas e petrolchimica costituiscono risorse di Stato. Secondo le stime del ricorrente, la spesa per la ricerca e lo sviluppo sostenuta dall’IFP in tali ambiti si aggirerebbe sui 100 milioni di EUR, mentre Axens ne rimborserebbe soltanto la metà alla sua capogruppo. Il ricorrente crede pertanto che l’aiuto a favore del binomio IFP/Axens sia dell’ordine di 50 milioni di EUR all’anno.
(73)
Il vantaggio concorrenziale deriva, a giudizio del ricorrente, dal fatto che il binomio IFP/Axens non deve coprire interamente i costi di ricerca e sviluppo, per cui, nei settori in questione, può esercitare una pressione al ribasso sui prezzi del mercato. A parere del ricorrente, un siffatto vantaggio introduce il rischio di un’effettiva esclusione dal mercato di altri operatori.
(74)
Secondo il ricorrente, il mercato delle tecnologie è un mercato mondiale o perlomeno europeo. Il sostegno dello Stato a favore del binomio IFP/Axens incide quindi sugli scambi intracomunitari.
(75)
Il ricorrente ritiene dunque che il sostegno dello Stato a favore del binomio IFP/Axens costituisca decisamente un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(76)
Il ricorrente afferma che lo sviluppo delle tecnologie di raffinazione, essendo un’attività vicina al mercato i cui risultati sono direttamente commercializzabili, non rientra nella definizione di attività precompetitive di cui alla disciplina R & S del 1996. Pertanto, tale aiuto concesso al binomio IFP/Axens sarebbe un aiuto al funzionamento incompatibile con le norme del trattato in materia di aiuti di Stato.
(77)
Il ricorrente sottolinea che, anche se le attività del binomio IFP/Axens fossero considerate attività di sviluppo precompetitive, l’aiuto supererebbe la soglia ammissibile definita dalla disciplina R & S del 1996 per siffatte attività, pari al 25 %, e probabilmente supererebbe anche la soglia del 50 % fissata per la ricerca industriale.
(78)
Anche supponendo che si tratti di attività di ricerca e sviluppo secondo la definizione datane dalla disciplina R & S del 1996, il ricorrente pensa che l’effetto incentivante dell’aiuto sia discutibile. A suo giudizio, infatti, l’aiuto al binomio IFP/Axens scoraggia gli altri operatori del mercato dall’investire in ricerca e sviluppo in tali ambiti poiché i loro redditi, subendo l’effetto di un aiuto di Stato, non permettono di compensare i costi di ricerca e sviluppo.
(79)
Il ricorrente conclude quindi che l’aiuto di Stato a favore del binomio IFP/Axens è illegale e incompatibile con il mercato comune.
5.2. Osservazioni formulate da Axens
(80)
In primo luogo, Axens rammenta di essere stata costituita nel 2001 per riunire in una sola entità a vocazione commerciale le attività dell’IFP legate ai processi di raffinazione e petrolchimica e quelle della controllata che produceva catalizzatori. La società afferma di disporre di tutte le funzioni (finanziaria, legale, risorse umane) per esercitare la propria attività in completa autonomia, sottolineando che la sua gestione quotidiana è garantita dal suo inquadramento sotto la responsabilità del presidente-direttore generale. Axens ritiene che il numero di decisioni prese a livello di consiglio di amministrazione sia molto limitato ed è persuasa che l’azionariato lasci ai suoi dirigenti ampia autonomia per quanto concerne le decisioni commerciali industriali, contestando in tal senso l’analisi della Commissione secondo cui l’IFP e Axens costituirebbero un’entità economica unica.
(81)
In secondo luogo, Axens ricorda che la riorganizzazione del 2001 è avvenuta conformemente al progetto espressamente convalidato dalla Commissione. Axens pensa che sulla validità di detto quadro giuridico e finanziario si potesse fare legittimamente affidamento. Se ciò venisse rimesso in discussione, il suo sviluppo potrebbe risultarne seriamente ostacolato.
(82)
In terzo luogo, Axens sottolinea che la maggior parte degli operatori sui mercati delle tecnologie e dei catalizzatori per la raffinazione e la petrolchimica si avvale di una combinazione di ricerca svolta internamente e in collaborazione. Criterion, controllata di Shell, avrebbe accesso alla ricerca di quest’ultima, ABB Lummus avrebbe stipulato accordi con Chevron e Shell, UOP con Total e altri operatori, Albermale con ExxonMobil e così via. Axens afferma che la sua collaborazione con l’IFP rientra in tale contesto ed è stata strutturata in maniera trasparente mediante tre convenzioni di ricerca e licenza, convenzioni che, dal punto di vista di ciascuna delle parti, sarebbero fondate su una logica commerciale classica. Axens ritiene che il fatto che la percentuale del suo volume di affari destinata alla spesa per la ricerca sia paragonabile all’impegno profuso dai suoi concorrenti costituisca un’ulteriore conferma del fatto che essa non trae alcun vantaggio dai rapporti con l’IFP.
(83)
Da ultimo, Axens sottolinea di dover far fronte alla concorrenza di operatori molto potenti, spesso sostenuti attivamente dai rispettivi Stati di origine. Negli Stati Uniti, il Department of Energy (Dipartimento dell’energia) destinerebbe infatti al sostegno di progetti un bilancio di diverse centinaia di milioni di dollari.
5.3. Osservazioni formulate da UOP
(84)
La società UOP Limited, con sede sociale nel Regno Unito, dispone di due siti di produzione, nel Regno Unito e in Italia, e opera in diciassette Stati membri. Specializzata in progettazione, engineering, concessione in licenza di processi come conversione del petrolio, produzione di carburanti puliti, desolforazione di carburanti, tecnologie petrolchimiche e servizi correlati, essa produce anche catalizzatori, filtri molecolari, assorbenti e altre attrezzature specializzate.
(85)
UOP e il binomio IFP/Axens sono concorrenti nel settore delle tecnologie di produzione e desolforazione della benzina, delle tecnologie di produzione ed estrazione di aromatici, nonché nel campo dei catalizzatori per una vasta gamma di processi di produzione di carburanti puliti. UOP accoglie favorevolmente l’apertura della procedura di esame formale nei confronti dell’aiuto versato all’IFP e concorda sostanzialmente con le conclusioni della Commissione.
(86)
In primo luogo, UOP percepisce una netta evoluzione delle attività dell’IFP negli ultimi anni. L’IFP avrebbe dunque ristrutturato un’attività di licenze, relativamente insignificante e aperta a tutte le società, in maniera da competere direttamente con gli operatori privati sul mercato dei processi. UOP ricorda che la giurisprudenza comunitaria impone che, nel momento in cui uno Stato decide di agire come operatore economico, deve muoversi nelle stesse condizioni di un operatore privato. UOP ritiene, in proposito, che un disavanzo di esercizio di oltre 555 milioni di EUR negli ultimi tre anni non sia accettabile per un normale azionista.
(87)
In tale contesto, UOP ha chiesto alla Commissione di emettere contro la Francia un’ingiunzione di sospensione del sostegno pubblico a favore dell’IFP ai sensi dell’articolo 11 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (22).
(88)
In secondo luogo, UOP ritiene che il fatto che il binomio IFP/Axens non debba coprire tutta la spesa per la ricerca e lo sviluppo non solo gli abbia consentito di conquistare una quota significativa del mercato delle tecnologie di raffinazione e petrolchimica, ma anche di mettere a repentaglio la redditività dei suoi concorrenti. Quanto all’effetto incentivante dell’aiuto, UOP asserisce che la vicinanza al mercato e il basso livello di attività di ricerca e sviluppo del binomio IFP/Axens sono elementi che porterebbero a concludere per una totale assenza di un siffatto effetto. Infine, UOP è dell’avviso che l’eventuale effetto positivo di un aiuto sarebbe largamente compromesso dal rischio di esclusione degli operatori privati sui mercati interessati perché, a suo giudizio, a medio termine gli operatori privati dovranno ridurre la spesa per la ricerca e lo sviluppo al fine di restare competitivi di fronte a un concorrente ampiamente sovvenzionato.
(89)
In terzo luogo, UOP condivide l’analisi della Commissione secondo cui l’IFP e la sua controllata Axens costituirebbero un’entità economica unica. Da un canto, portano a tale conclusione la composizione della compagine societaria, il personale di inquadramento, i rapporti preferenziali e il grado di integrazione economica dell’IFP e della sua controllata Axens. In proposito, UOP sottolinea che l’integrazione economica delle due entità è accertata, posto che Axens è l’unico distributore delle tecnologie sviluppate dall’IFP, nonché il primo e potenzialmente unico destinatario dei suoi risultati. Siffatti accordi dimostrano, a parere di UOP, che l’IFP e Axens sono inequivocabilmente dipendenti l’uno dall’altra, operano di concerto e perseguono interessi identici sul mercato. D’altro canto, UOP pensa che, in quanto azionista unico di Axens, l’IFP possa stabilire la strategia dell’impresa a breve e medio termine.
(90)
In quarto luogo, UOP è convinta, come la Commissione, che, per non esservi vantaggio a favore del binomio IFP/Axens, il bilancio dell’IFP stanziato per l’attività di ricerca e lo sviluppo condotta in collaborazione con Axens o per suo conto dovrebbe essere finanziato dai redditi realizzati sul mercato.
(91)
In quinto luogo, UOP suggerisce che la Commissione tenga conto della specificità del mercato delle licenze delle tecnologie di processi nel momento in cui tenta di stabilire una corrispondenza tra le attività di ricerca e sviluppo del binomio IFP/Axens e le categorie di ricerca definite nell’allegato I della disciplina R & S del 1996, specificità che deriverebbe dal fatto che il binomio IFP/Axens e i suoi concorrenti non commercializzano un prodotto o un servizio, bensì un processo. Secondo UOP, l’abitudine del settore di designare lo sviluppo di un processo commercializzabile con l’espressione «ricerca e sviluppo» o «R & S» non deve fare perdere di vista alla Commissione il fatto che tale sviluppo si situa a valle delle attività di ricerca e sviluppo secondo la definizione datane nella disciplina R & S del 1996. Al riguardo, UOP soggiunge che l’attività di ricerca e sviluppo per le industrie che si occupano di processi di raffinazione e petrolchimica può essere suddivisa nelle seguenti fasi:
a)
una fase di ricerca di base, nel corso della quale si sviluppano e verificano nuovi concetti, a livello di materiali e processi, fino alla dimostrazione del loro principio (23);
b)
una fase di sviluppo di processi e materiali, nel corso della quale i nuovi concetti scoperti a tale livello sono sviluppati per un’applicazione commerciale;
c)
una fase di sviluppo dell’applicazione, nel corso della quale si costruiscono gli strumenti, che consente di prevedere prestazioni riproducibili e fabbricare materiali per proporre il processo in un contesto competitivo.
(92)
UOP ritiene che le fasi a) e b) siano parte integrante dello sviluppo commerciale.
(93)
Da ultimo, UOP, pur condividendo l’analisi della Commissione in merito all’unicità economica dell’IFP e della sua controllata Axens, ha voluto fornire alcuni elementi aggiuntivi nell’ipotesi in cui, al termine della procedura di esame formale, la Commissione dovesse concludere che l’IFP e Axens costituiscono due entità economiche distinte. Secondo UOP, il mercato dei processi propone prodotti non paragonabili. Pertanto, l’unico modo per garantire che Axens paghi il prezzo di mercato per i risultati dell’IFP consisterebbe nel ricorrere a una procedura di gara. UOP ritiene, ad esempio, che il diritto di prelazione rappresenti in sé un vantaggio perché, concedendolo ad Axens, l’IFP rinuncia alla possibilità di cedere i propri risultati mediante una procedura di gara al miglior offerente sul mercato.
6. COMMENTI DELLA FRANCIA SULLE OSSERVAZIONI FORMULATE DAGLI INTERESSATI
(94)
I commenti della Francia riguardano le osservazioni di UOP e il reclamo.
6.1. In risposta alle osservazioni di UOP
(95)
In primo luogo, la Francia contesta l’affermazione di UOP relativa all’esistenza di un’entità unica IFP/Axens ribadendo l’autonomia di Axens rispetto all’IFP e il fatto che l’IFP è un istituto di ricerca, insegnamento e documentazione, il che lo differenzia fondamentalmente dalla sua controllata Axens e da UOP Limited.
(96)
Quanto all’autonomia di Axens rispetto all’IFP, la Francia rammenta innanzitutto che, secondo una giurisprudenza comunitaria ormai consolidata, la struttura di detenzione del capitale di una controllata non costituisce, di per sé, un criterio sufficiente per stabilire se la controllata in questione possa considerarsi o meno economicamente autonoma rispetto alla sua capogruppo. Axens, nonostante appartenga interamente all’IFP, è totalmente indipendente sul mercato, indipendenza confermata da vari elementi:
a)
Axens dispone di un iter decisionale autonomo e un’organizzazione finanziaria e umana propria;
b)
Axens stabilisce liberamente la propria politica commerciale, i propri obiettivi di vendita e i propri margini lordi;
c)
Axens interviene sul mercato della raffinazione e della petrolchimica a proprio nome e per proprio conto, disponendo del potere di contrattare senza preliminare autorizzazione dell’IFP;
d)
Axens è finanziariamente autonoma rispetto all’IFP nei limiti dei poteri riservati specificamente dal suo statuto e non è l’unico distributore delle tecnologie dell’IFP.
(97)
Quanto alla natura di istituto di ricerca senza scopo di lucro propria dell’IFP, la Francia ribadisce la sua affermazione secondo cui l’IFP è un istituto di ricerca il cui scopo primario è svolgere attività di ricerca e divulgare i risultati di tali attività mediante l’insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di tecnologia, reinvestendo interamente nella ricerca o nella diffusione dei suoi risultati gli utili realizzati.
(98)
In secondo luogo, visto che le risorse trasferite dallo Stato all’IFP non costituiscono un aiuto di Stato conformemente al punto 2.4, primo comma della disciplina R & S del 1996, la Francia contesta l’affermazione di UOP secondo cui tali risorse (24) costituirebbero un aiuto al funzionamento.
(99)
In terzo luogo, a parere di UOP, quasi tutto il sostegno pubblico versato all’IFP servirebbe a finanziare lavori orientati al mercato, ragion per cui la disciplina R & S del 1996 non sarebbe applicabile, affermazione contestata però dalla Francia, la quale rammenta che l’IFP svolge innanzitutto una missione di interesse generale incentrata sulla ricerca fondamentale e la valorizzazione dei suoi risultati, nonché sull’insegnamento e la divulgazione delle sue conoscenze, da non confondersi con gli obiettivi rigorosamente commerciali perseguiti da operatori privati come UOP e Axens.
(100)
Inoltre, i lavori di ricerca svolti dall’IFP per Axens nell’ambito della convenzione di ricerca industriale sono, da un lato, studi di fattibilità tecnica e, dall’altro, lavori di ricerca industriale. L’IFP non svolge invece lavori di ricerca precompetitiva per conto di Axens, la quale si fa interamente carico di tali ricerche finanziandole. I prospetti finanziari forniti con le osservazioni della Francia del febbraio 2006 dimostrano che l’IFP rispetta pienamente le disposizioni della direttiva 80/723/CEE, ragion per cui la Francia ritiene che la dotazione di bilancio sia utilizzata in maniera corretta per condurre a buon fine la missione di interesse generale dell’istituto e finanziare lavori di ricerca e sviluppo ai sensi della disciplina R & S del 1996.
(101)
In quarto luogo, secondo UOP, il diritto di prelazione conferirebbe un vantaggio ad Axens che non pagherebbe il prezzo di mercato per un siffatto diritto. Orbene, la Francia sottolinea l’importanza di valutare il risultato economico globale dei compensi versati da Axens all’IFP. Oltre ai dividendi, gli elementi di tale compenso globale (consistente nel compenso versato per il diritto di prelazione e le royalty corrisposte per le convenzioni di licenza quadro e licenza prodotti) sono stati stabiliti nel 2001 secondo una logica economica, logica volta a garantire che Axens non traesse un vantaggio economico dal suo rapporto con l’IFP, assicurando nel contempo all’IFP un ritorno adeguato e stabile di anno in anno, sufficientemente indipendente dalla combinazione risultante dalle vendite puntuali di Axens, ciò al fine di evitare il rischio per l’IFP di eccessive fluttuazioni delle risorse.
(102)
La Francia sostiene che soltanto questo compenso globale, effettivamente sostenuto da Axens, rapportato al suo volume di affari totale, deve essere analizzato alla luce delle condizioni di mercato. Visti tali elementi, il diritto di prelazione non creerebbe alcun vantaggio competitivo a favore di Axens né distorcerebbe la concorrenza.
(103)
Da ultimo, la Francia contesta anche l’affermazione secondo cui l’esistenza di un presunto aiuto di Stato illegale a favore del binomio IFP/Axens avrebbe arrecato danni ai concorrenti e ostacolato la dinamica di innovazione. La Francia fa notare che la società UOP Limited è l’unico concorrente, tra i tanti esistenti, ad aver condiviso le proprie osservazioni con la Commissione, sottolineando peraltro che non viene fornita alcuna prova di tali presunti danni.
(104)
Infine, la Francia ritiene che la dinamica di innovazione sul mercato della raffinazione e della petrolchimica non sia ostacolata. In proposito, sul mercato delle licenze di tecnologie e dei catalizzatori, dall’analisi delle quote di mercato emergerebbe una netta predominanza del gruppo UOP. Se realmente esiste un potere di mercato, secondo la Francia, questo andrebbe ricondotto al gruppo UOP, non ad Axens, e lo Stato francese aggiunge che, quand’anche il potere di mercato di UOP si fosse indebolito, tale indebolimento deriverebbe dai suoi errori strategici, soprattutto sul mercato della desolforazione sul quale UOP ha rinunciato a investire restando, dunque, al di fuori di un’attività che è una forte generatrice di redditi.
6.2. In risposta al reclamo anonimo
(105)
In primo luogo, la Francia ribadisce che la riorganizzazione delle attività l’IFP è stata debitamente notificata alla Commissione. Le lettere del 2001 in cui segnalava alla Commissione il progetto di riorganizzazione interna con il quale si erano attribuite a controllate le attività commerciali dell’IFP costituiscono incontestabilmente notifiche ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato.
(106)
In secondo luogo, la Francia rammenta le argomentazioni formulate nelle sue osservazioni (cfr. sezione 4.3) e in risposta ai commenti di UOP (cfr. considerando 95 e successivi) che contraddicono l’affermazione secondo cui l’IFP e Axens costituiscono un’unica entità economica.
(107)
In terzo luogo, la Francia insiste sul fatto che dai lavori di ricerca dell’IFP condotti nell’ambito del centro di risultati «raffinazione-petrolchimica» traggono beneficio diversi partner industriali di vari Stati […] (15), non solo Axens come asserisce il reclamante.
(108)
In quarto luogo, contrariamente all’affermazione del reclamante secondo cui più della metà del reddito di Axens sarebbe generata dalla vendita di licenze di processi e dalla fornitura di servizi afferenti, la Francia asserisce che la percentuale dell’attività «licenza di tecnologie» (process licensing) rispetto al volume di affari di Axens negli anni 2003, 2004 e 2005 è stata rispettivamente pari al 36 %, al 38 % e al 31 %.
(109)
In quinto luogo, la Francia contesta l’affermazione del ricorrente secondo cui Axens non disporrebbe di propri mezzi di ricerca. Axens dispone al contrario di risorse umane e materiali proprie per portare a buon fine i suoi lavori di sviluppo precompetitivo in vista dell’omologazione prima dell’immissione sul mercato: software di dimensionamento, strumenti di simulazione di processi, apparecchi di valutazione di catalizzatori e adsorbenti, nonché impianti pilota di sviluppo di catalizzatori e simulazione di concatenamenti di fasi unitarie prima dell’estrapolazione industriale. Le risorse di Axens le avrebbero peraltro permesso di concludere lo sviluppo di prodotti e processi proposti da terzi diversi dall’IFP.
(110)
In sesto luogo, la Francia ribadisce che l’IFP, in ragione della sua missione e delle sue attività, presenta sempre le caratteristiche di un istituto senza scopo di lucro esercitante a tutti gli effetti una missione di interesse generale conferitagli dallo Stato, analisi che sarebbe confermata dall’esercizio e dall’organizzazione dell’IFP e delle sue controllate, visto che l’IFP avrebbe fatto in modo che le sue controllate commerciali siano completamente autonome e indipendenti. Essa ritiene dunque che il finanziamento dell’IFP, ente senza scopo di lucro, non costituisca un aiuto di Stato, conformemente al punto 2.4, primo comma, della disciplina R & S del 1996.
(111)
In settimo luogo, la Francia confuta specificamente l’affermazione secondo cui l’attività di ricerca dell’IFP sarebbe assimilabile alla semplice messa a punto di un «processo tecnologico» (technology process) in grado di essere utilizzato direttamente da società commerciali per la loro produzione industriale, fornendo al riguardo informazioni dettagliate in merito ai cicli di sviluppo di processi e prodotti.
(112)
In ottavo luogo, essa rimanda alle osservazioni formulate a seguito dell’apertura della procedura in merito all’affermazione del ricorrente secondo cui il compenso versato per i lavori di ricerca condotti dall’IFP per conto di Axens non sarebbe conforme alle condizioni di mercato (cfr. considerando 60).
(113)
In nono luogo, la Francia contesta l’affermazione secondo cui l’ammontare dell’aiuto eventuale di cui usufruirebbe Axens si aggirerebbe sui 50 milioni di EUR per l’anno 2003, basandosi in merito sui prospetti finanziari forniti.
(114)
Da ultimo, la Francia ritiene che, contrariamente a quanto afferma il ricorrente, sia prassi più che normale per i concorrenti di Axens usufruire di sostegni pubblici (diretti e indiretti) per portare a termine i lavori di ricerca e sviluppo. A titolo esemplificativo, il gruppo UOP riceve finanziamenti per i propri programmi interni di ricerca e sviluppo dal National Institute of Standards and Technologies (NIST), esternalizzando peraltro parte della propria ricerca tramite partenariati con istituti, laboratori di ricerca o università, i quali beneficiano anch’essi di fondi pubblici. UOP collabora, ad esempio, con il Pacific Northwest National Laboratory, l’Argonne National Laboratory, il Synchrotron Catalysis Consortium dell’Università del Delaware, il College of Engineering dell’Università dell’Illinois a Urbana Champaign e il SINTEF norvegese.
7. VALUTAZIONE
7.1. Esistenza di un aiuto di Stato
7.1.1. Identificazione dei potenziali beneficiari
(115)
Nelle decisioni del 1996 e del 1998, la Commissione ha ritenuto che il sostegno pubblico concesso alle attività di ricerca e sviluppo condotte dall’IFP non rientrasse nel campo di applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato poiché l’IFP era un ente di ricerca senza scopo di lucro non impegnato in attività commerciali.
(116)
Nondimeno, nella decisione di apertura della procedura, per i motivi sintetizzati nel considerando 37 della presente decisione, la Commissione ha rimesso parzialmente in discussione detta analisi, ritenendo in particolare che l’IFP, per il tramite delle sue controllate Axens, Beicip-Franlab e Prosernat, avesse intrapreso attività economiche rispettivamente sul mercato delle tecnologie di raffinazione e petrolchimica, sul mercato della consulenza in materia di sfruttamento di campi petroliferi e committenza di software di sfruttamento petrolifero, così come sul mercato delle tecnologie di trattamento del gas e recupero dello zolfo (di seguito «mercati interessati»). È dunque opportuno valutare se la sovvenzione pubblica versata all’IFP non equivalga a un aiuto di Stato sui mercati interessati.
(117)
Per appurare l’esistenza di un aiuto di Stato, la Commissione ha proceduto all’identificazione di eventuali beneficiari. La Commissione è dell’avviso che, in un’analisi concorrenziale, l’IFP e le sue controllate Axens, Beicip-Franlab e Prosernat non possano considerarsi operatori economici distinti, basandosi essenzialmente in proposito sul possesso diretto, da parte dell’IFP, del 100 % del capitale di Axens e del 100 % del capitale di Beicip-Franlab, nonché sul possesso indiretto del 100 % del capitale di Prosernat.
(118)
Nelle sue analisi concorrenziali, come indice di indipendenza delle imprese, la Commissione abitualmente utilizza la composizione della compagine societaria. In proposito, la Commissione rammenta che la valutazione del criterio della composizione della compagine societaria, come precisa l’articolo 3, paragrafo 3, dell’allegato della raccomandazione PMI, consente di escludere dalla definizione di PMI i gruppi di imprese il cui potere economico supererebbe quello di una PMI. La raccomandazione PMI ritiene che alcune imprese siano «collegate» nel momento in cui un’impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto derivanti dalle quote di un’altra impresa, raccomandazione utilizzata peraltro anche in altre comunicazioni della Commissione, tra cui gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà (25) al fine di stabilire l’indipendenza di un’impresa. La composizione della compagine societaria è anche ripresa nell’articolo 5, paragrafo 4, lettera b), del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio, del 20 gennaio 2004, relativo al controllo delle concentrazioni tra imprese («regolamento comunitario sulle concentrazioni») (26), come pure nell’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 772/2004 della Commissione, del 27 aprile 2004, concernente l’applicazione dell’articolo 81, paragrafo 3, del trattato CE a categorie di accordi di trasferimento di tecnologia (27).
(119)
Oltre al criterio della composizione della compagine societaria, la Commissione considera vari elementi che, nell’insieme, confermano la sua analisi secondo cui l’IFP e le sue controllate, dal punto di vista dei clienti e dei concorrenti sui mercati interessati, non sono scindibili. Come emerge dalla sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee Intermills/Commissione (28), «benché ciascuna delle tre imprese industriali sia una persona giuridica distinta dalla vecchia società Intermills, tutte queste imprese costituiscono un solo gruppo, quanto meno con riguardo all’aiuto concesso dalle autorità belghe. La Commissione poteva quindi considerare l’intero gruppo come un’unica “impresa” ai fini dell’applicazione dell’articolo 92 del trattato».
(120)
Quanto alle missioni e alle attività dell’IFP e delle sue controllate, la Commissione osserva che, sebbene l’obiettivo principale e lo status dell’IFP differiscano da quelli delle sue controllate, la valorizzazione dei risultati dell’attività di ricerca e sviluppo dell’IFP sul mercato nondimeno rientra tra le priorità definite dallo Stato nel suo contratto programmatico con l’IFP e fa parte della strategia di sviluppo dell’istituto. Si tratta infatti di «ottenere un ritorno finanziario dalla spesa per la ricerca e lo sviluppo che amplifichi il suo impegno di ricerca» sfruttando le opportunità offerte dai mercati:
-
nel campo «raffinazione-petrolchimica», il contratto programmatico afferma che «l’ambizione dell’IFP, durante il decennio in corso, è ampliare il suo ambito di intervento e accrescere le sue quote di mercato per diventare un interlocutore insostituibile a livello mondiale. […] [Si tratta di] rafforzare il nuovo polo costituito dalla direzione industriale dell’IFP e da Procatalyse [Axens], destinato a beneficiare dell’effetto trainante delle vendite di licenze e a valorizzare al meglio il potenziale di ricerca e sviluppo dell’IFP in tale ambito».
-
nel campo «esplorazione-produzione», «è opportuno sfruttare al meglio, caso per caso, le “competenze del gruppo”, e segnatamente quelle delle controllate dirette, traendo tutte le sinergie possibili da tale dispositivo, al fine di garantire la copertura più efficace possibile dei mercati» (29).
(121)
Quanto al controllo effettivo delle controllate, la Commissione ha tenuto conto, da un lato, della presenza di personale di inquadramento dell’IFP ai livelli decisionali delle controllate e, dall’altro, dei centri decisionali per quel che riguarda gli orientamenti strategici e le decisioni fondamentali:
-
Axens: al 10 novembre 2005, su nove membri del consiglio di amministrazione sei fanno anche parte del personale di inquadramento dell’IFP e, in particolare, cinque sono rappresentati nel comitato esecutivo dell’IFP. Il consiglio di amministrazione è l’unico organo autorizzato ad adottare il bilancio, il piano di investimenti e il piano di finanziamento annuale di Axens; inoltre, spese di investimento superiori a 762 000 EUR devono essere convalidate dal consiglio di amministrazione.
-
Beicip-Franlab: al 1o gennaio 2003, su sette membri del consiglio di vigilanza di Beicip-Franlab tre fanno parte del personale di inquadramento dell’IFP. Conformemente allo statuto di Beicip-Franlab, il consiglio di vigilanza esercita un controllo permanente sulla gestione del direttivo.
-
Prosernat: al 1o gennaio 2003, su cinque amministratori del consiglio di amministrazione di Prosernat tre fanno anche parte del comitato esecutivo dell’IFP. Il consiglio di amministrazione di Prosernat decide in merito ai piani strategici, al bilancio annuale, alla creazione di nuove attività, nonché agli accordi di joint venture.
(122)
La Commissione osserva che gli accordi esclusivi, essendo convenzioni regolamentate, sono disciplinati da norme precise secondo cui il rappresentante dell’IFP all’interno del consiglio di amministrazione non prende parte alla votazione sulle questioni concernenti gli accordi esclusivi. Ciò detto, però, anche se il rappresentante dell’IFP non partecipa alla votazione, altri membri del consiglio di amministrazione, anch’essi dirigenti dell’IFP, vi prendono parte.
(123)
La Commissione concede che gli accordi esclusivi non costituiscono, di per loro, un indice di mancanza di autonomia delle imprese. La Commissione rileva tuttavia che tali contratti sono essenziali per le attività economiche delle controllate.
(124)
La Commissione considera inoltre il fatto che le possibilità di ricerca collaborativa con altre imprese nel campo di attività delle controllate sono rigorosamente inquadrate dagli accordi esclusivi. L’IFP, ad esempio, può intraprendere un progetto di ricerca nell’ambito di attività delle controllate in questione soltanto se queste non desiderano realizzarlo dopo l’esercizio del diritto di prelazione (30). Analogamente, l’IFP dispone di un diritto di prelazione su tutti i lavori di ricerca che le controllate in questione intendono condurre. Solo una volta esercitato il diritto di prelazione da parte dell’IFP, le controllate in questione possono proporre il progetto di ricerca ad altre imprese (31). La Commissione ritiene che tali restrizioni confermino la forte integrazione economica tra l’IFP e le controllate in questione.
(125)
Inoltre, la Commissione ha tenuto conto dell’esistenza di contratti di messa a disposizione, specialmente di locali e personale:
-
per Axens: locali, servizio mensa, personale, prestazioni amministrative,
-
per Beicip-Franlab: tesoreria, personale,
-
per Prosernat: servizi legali e finanziari.
(126)
Quanto alla percezione dell’IFP e delle sue controllate sui mercati interessati, la Commissione ritiene che vari elementi indichino che l’IFP e le controllate in questione hanno una presenza e un’immagine comuni presso i loro clienti e concorrenti. Oltre alla dicitura «IFP Group Technologies» che compare nei loghi di Axens e Prosernat, esistono collegamenti diretti tra i siti Internet delle controllate in questione e il sito Internet dell’IFP. In più, sul loro sito Internet, Axens e Prosernat fanno riferimento all’impegno di ricerca e sviluppo dell’IFP nel loro campo di attività (32). Analogamente, l’ufficio di Beicip-Franlab nel Bahrein è denominato «IFP Middle East Consulting». Inoltre, l’IFP e Axens partecipano insieme a diversi convegni (33). La Commissione ha altresì riscontrato vari riferimenti a una sola entità IFP/Axens in pubblicità e pubblicazioni (34), nonché sui siti Internet di operatori del settore (35).
(127)
La Commissione ha infine notato una sovrapposizione tra i campi di attività dell’IFP e quelli delle controllate Axens, Beicip-Franlab e Prosernat, il che rafforza la necessità di considerare il gruppo IFP come una sola impresa.
(128)
Concludendo, l’obiettivo di valorizzazione dei risultati dell’attività di ricerca e sviluppo si pone al centro della strategia di sviluppo dell’IFP, come precisa il suo contratto programmatico con lo Stato. Inoltre, il possesso del capitale delle controllate e la presenza di personale dirigente dell’IFP all’interno del loro inquadramento dimostrano un controllo legale e di fatto delle controllate in questione da parte dell’IFP. Infine, gli accordi esclusivi tra l’IFP e le controllate in questione nei campi fondamentali per le loro attività testimoniano l’integrazione economica delle entità in esame. Peraltro, l’immagine e la presenza comune dell’IFP e delle sue controllate nei mercati interessati ne costituiscono un ulteriore segnale. La Commissione ritiene dunque che, tenuto conto della sua prassi decisionale e della giurisprudenza della Corte di giustizia, le controllate in questione non possano essere distinte dalla loro capogruppo, l’IFP, in quanto operatori economici sui mercati interessati.
(129)
Alla luce di quanto precede, la Commissione è dell’avviso che, per le loro attività sul mercato delle tecnologie di raffinazione e petrolchimica, sul mercato della consulenza in materia di sfruttamento di campi petroliferi e committenza di software di sfruttamento petrolifero, così come sul mercato delle tecnologie di trattamento del gas e recupero dello zolfo, i beneficiari di un eventuale aiuto di Stato siano le entità IFP, Axens, Beicip-Franlab e Prosernat.
7.1.2. Accertamento del vantaggio selettivo finanziato con risorse di Stato
(130)
Avendo dimostrato che l’IFP, per il tramite delle sue controllate Axens, Beicip-Franlab e Prosernat, esercita attività economiche, il sostegno pubblico concesso all’istituto dallo Stato negli ambiti di attività delle tre controllate può rientrare nel campo di applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(131)
Il quesito al quale la Commissione deve rispondere prima di concludere per l’esistenza di un vantaggio concorrenziale è il seguente: il finanziamento pubblico dell’IFP va anche a vantaggio delle attività economiche che l’istituto svolge sui mercati interessati? In proposito, la Commissione ha precisato la propria interpretazione della nozione di aiuto nel caso in cui una stessa entità eserciti attività sia economiche che non economiche nell’ambito della nuova disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione (36) del 2006, che rispecchia la posizione della Commissione in merito: «Se uno stesso ente svolge attività sia di natura economica che non economica, per evitare sovvenzioni incrociate dell’attività economica, il finanziamento pubblico dell’attività non economica non rientra nel campo di applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1, qualora i due tipi di attività e i relativi costi e finanziamenti possano essere chiaramente distinti. La prova della corretta imputazione può consistere nel bilancio di esercizio annuo delle università e degli organismi di ricerca» (37).
(132)
In altre parole, la Commissione deve appurare se, attraverso il finanziamento da parte dello Stato delle attività non economiche dell’IFP, si abbia un sovvenzionamento incrociato delle attività economiche. A tal fine, la Commissione ha proceduto all’analisi dei conti dell’IFP al fine di stabilire l’eventuale ammontare della sovvenzione pubblica destinato ad attività commerciali. Infatti, essendo l’IFP e le controllate in questione soggetti giuridici distinti, i loro conti sono separati. La Commissione è dell’avviso che, se vi è sovvenzione delle attività economiche, questa risulta dal livello dei compensi versati dalle controllate in questione alla capogruppo e si rispecchia nei conti dell’IFP.
(133)
In primo luogo, la Commissione prende debitamente nota del fatto che il bilancio dell’IFP è ripartito per tipo di attività in sette centri di risultati, il che consente di separare contabilmente in maniera effettiva le attività di ricerca e sviluppo, quelle di formazione, quelle di divulgazione delle conoscenze e quelle di gestione del portafoglio dell’IFP.
(134)
In tale contesto, la Commissione ritiene che i conti pertinenti ai fini del suo esame siano quelli del centro di risultati «raffinazione-petrolchimica» per le attività svolte nel settore delle tecnologie di raffinazione e petrolchimica e per quelle condotte nell’ambito delle tecnologie di recupero dello zolfo, nonché quelli del centro di risultati «esplorazione-produzione» per le attività svolte nel campo della consulenza in materia di sfruttamento di campi petroliferi e committenza di software di sfruttamento petrolifero, così come per le attività nel settore delle tecnologie di trattamento del gas. A giudizio della Commissione, il finanziamento pubblico dei progetti realizzati nel contesto della voce «ricerca esplorativa» non rientrano nell’ambito della sua analisi poiché tali progetti appartenenti alla ricerca fondamentale ai sensi dell’allegato I della disciplina R & S del 1996, sono ad alto rischio e non sono destinati a un settore preciso.
(135)
In secondo luogo, la Commissione è del parere che il sistema di contabilità analitica introdotto dall’IFP consenta di imputare correttamente ricavi (esclusa la dotazione di bilancio dello Stato) e costi a ogni centro di risultati. Essa rileva in proposito che la contabilità analitica dell’IFP si basa sulla nozione di progetto. I progetti sono riuniti per centro di risultati. All’interno di ogni centro di risultati, i progetti sono repertoriati per segmento o per tipo. L’imputazione di costi e ricavi a ogni centro di risultati viene eseguita progetto per progetto. La Commissione rileva inoltre che il bilancio e i conti annuali dell’IFP sono sottoposti al controllo esterno e indipendente di due revisori contabili.
(136)
In terzo luogo, la Commissione osserva che i centri di risultati dispongono di proprie entrate, mentre la dotazione di bilancio dello Stato non è attribuita loro analiticamente, il che può comportare un disavanzo contabile tra ricavi e oneri imputati. Le entrate proprie comprendono compensi per prestazioni, royalty su licenze e dividendi versati dalle controllate.
(137)
In quarto luogo, la Commissione riscontra che tutti i costi sostenuti dall’IFP per un determinato progetto sono tenuti presenti e comprendono non solo gli oneri direttamente imputabili al progetto (approvvigionamento di forniture e piccole attrezzature non immobilizzabili, prestazioni esterne, trasferte, assicurazioni, documentazione, manutenzione e locazione specifiche del progetto), bensì anche gli oneri indiretti (retribuzioni e contributi sociali per il personale, ammortamento di immobilizzazioni materiali e immateriali, spese generali). Gli oneri indiretti sono imputati al progetto proporzionalmente al numero di persone * ora in base a una tariffa oraria calcolata a seconda della categoria di personale considerata (ingegnere, tecnici, ecc.). La Commissione ritiene che tale metodo di imputazione sia obiettivo e pertinente da un punto di vista contabile, viste le attività interessate.
(138)
In quinto luogo, la Commissione nota che il costo dei progetti orizzontali realizzati all’interno dei centri di risultati per i segmenti «attrezzature specializzate» e «attività di sostegno» si ripercuote anche a livello di progetto sia direttamente, sia proporzionalmente al totale degli oneri del segmento a cui appartiene (acquisizione di competenze o ricerca industriale).
(139)
Da ultimo, la Commissione prende debitamente nota del fatto che le messe a disposizione accessorie di cui al considerando 125 sono oggetto di convenzioni tra l’IFP e le controllate in questione. Tali prestazioni sono fatturate dall’IFP in base a tutti i suoi costi e imputate ai centri di risultati corrispondenti.
(140)
La Commissione è dunque in grado di concludere che gli oneri dei centri di risultati «raffinazione-petrolchimica» ed «esplorazione-produzione» rispecchiano di fatto interamente i costi delle attività dell’IFP sui mercati interessati.
(141)
Ciò premesso, la Commissione prende atto del fatto che non sussiste un’esatta corrispondenza tra i centri di risultati «raffinazione-petrolchimica» ed «esplorazione-produzione», da un lato, e i campi di attività delle controllate in questione, dall’altro. In altre parole, per riprendere la terminologia utilizzata nelle convenzioni di ricerca, i centri di risultati raggruppano attività negli ambiti esclusivi delle controllate, ma anche in quelli non esclusivi.
(142)
Da un canto, il centro di risultati «raffinazione-petrolchimica» ingloba le attività di ricerca e sviluppo dell’IFP nel settore delle tecnologie di recupero dello zolfo, i cui risultati sono sfruttati dalla controllata Prosernat, nel settore delle tecnologie di raffinazione, petrolchimica, GTL (gas to liquid), esteri di oli vegetali per gasoli, i cui risultati sono sfruttati dalla controllata Axens, nonché nel campo del CTL (coal to liquid), della biomassa (esclusi esteri di oli vegetali per gasoli) e della produzione di idrogeno, i cui risultati sono sfruttati in collaborazione con altri partner industriali.
(143)
D’altro canto, il centro di risultati «esplorazione-produzione» comprende i lavori di ricerca e sviluppo dell’IFP nell’ambito della consulenza in materia di sfruttamento di campi petroliferi e committenza di software di sfruttamento petrolifero, i cui risultati sono sfruttati dalla controllata Beicip-Franlab, nel settore delle tecnologie di trattamento del gas, i cui risultati sono sfruttati dalla controllata Prosernat, ma anche nel campo del recupero di CO2 e del trasporto dell’idrogeno, i cui risultati sono sfruttati in collaborazione con altri partner industriali.
(144)
Inoltre, la Commissione tiene conto del fatto che vari progetti condotti nell’ambito dei centri di risultati «raffinazione-petrolchimica» ed «esplorazione-produzione» per il segmento «acquisizione di competenze» rientrano nell’ambito della ricerca fondamentale ai sensi dell’allegato I della disciplina R & S del 1996 e vedono i loro risultati largamente divulgati presso imprese comunitarie senza alcuna discriminazione. Tali progetti sono volti a fare emergere nuove idee attraverso una ricerca creativa molto a monte, oltre che a sviluppare competenze. La Francia ha presentato alla Commissione l’elenco dei progetti realizzati per tali segmenti con una serie di schede descrittive. La Commissione prende altresì nota del fatto che l’IFP divulga i risultati di tali lavori attraverso diversi strumenti come la propria rivista scientifica Oil & Gas Science and Technology, consultabile liberamente in rete, l’organizzazione e la partecipazione a convegni, la pubblicazione di opere, i partenariati con altri centri di ricerca e la formazione dottorale.
(145)
Tenuto conto degli elementi esposti nei considerando da 133 a 139, la Commissione è del parere che il sistema di contabilità analitica dell’IFP consenta di rintracciare tutti i costi sostenuti e i compensi percepiti per le sue attività economiche. La Commissione osserva tuttavia che nell’attuale organizzazione dei conti dell’IFP, la distinzione tra attività economiche e non economiche richiede un’analisi approfondita dei conti dei centri di risultati, progetto per progetto. Essa ritiene pertanto che, per il futuro, l’IFP debba organizzare e pubblicare i suoi conti in maniera da distinguere più chiaramente le attività economiche da quelle non economiche, ad esempio raggruppando quelle economiche all’interno di uno stesso centro di risultati, conformemente ai principi sanciti dalla direttiva 2006/111/CE.
(146)
Al termine dell’esame dei conti dei centri di risultati dell’IFP, la Commissione è in grado di stabilire l’ammontare dei costi dei progetti di ricerca e sviluppo, nonché le risorse proprie dell’IFP negli ambiti di attività esclusivi delle controllate Axens e Prosernat, ossia le tecnologie di raffinazione, petrolchimica, GTL ed esteri di oli vegetali per gasoli, nonché quelle di trattamento del gas e recupero dello zolfo:
Tabella 1
(EUR)
2003
2004
2005
2006
Costi
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
Risorse proprie
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
Disavanzo contabile
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
(147)
Poiché da tali dati emerge un disavanzo contabile, le attività commerciali dell’IFP nel settore delle tecnologie di raffinazione, petrolchimica, GTL ed esteri di oli vegetali per gasoli, nonché delle tecnologie di trattamento del gas e recupero dello zolfo, non sono completamente finanziate da risorse proprie e, pertanto, usufruiscono del finanziamento concesso all’istituto dallo Stato, il che rappresenta un vantaggio selettivo finanziato con risorse di Stato.
(148)
Il disavanzo maturato nel quadriennio 2003-2006 ammonta dunque, per i due mercati interessati, a [meno di 50 milioni di EUR] (15), importo nondimeno nettamente inferiore a quello ipotizzato da UOP.
(149)
Le attività dell’IFP nel campo della consulenza in materia di sfruttamento di campi petroliferi e committenza di software di sfruttamento petrolifero meritano un discorso a parte. La Commissione, infatti, rileva che la convenzione di sviluppo tra l’IFP e la sua controllata Beicip-Franlab, modificata con atto integrativo firmato in data 16 dicembre 2005 e in vigore dal 1o gennaio 2005, prevede che Beicip-Franlab rimborsi all’IFP tutti i costi, attualizzati al tasso di interesse legale, dei lavori svolti dall’istituto nell’ambito di attività di Beicip-Franlab, compresi quelli di ricerca su algoritmi, modelli e metodologie. La Commissione, inoltre, ha verificato i compensi versati da Beicip-Franlab all’IFP nel 2003 e nel 2004 e osserva che coprono ampiamente il costo dei lavori svolti dall’istituto nell’ambito esclusivo della sua controllata.
(150)
La Commissione può dunque concludere che i lavori dell’IFP e di Beicip-Franlab sono finanziati interamente dai redditi realizzati sul mercato della consulenza in materia di sfruttamento di campi petroliferi e committenza di software di sfruttamento petrolifero. Su tale mercato, l’IFP e Beicip-Franlab non usufruiscono, quindi, di un vantaggio concorrenziale.
7.1.3. Conclusione in merito all’esistenza di un aiuto
(151)
Per concludere, alcune attività dell’IFP esulano dal campo delle sue attività non economiche poiché danno luogo a uno sfruttamento commerciale da parte delle sue controllate. La Commissione, infatti, è giunta alla conclusione che le controllate in questione non possono considerarsi operatori autonomi dalla loro capogruppo perché le loro attività si integrano nella strategia di sviluppo dell’IFP, l’istituto esercita un controllo non soltanto legale bensì anche di fatto; una serie di accordi esclusivi dimostra l’esistenza di una forte integrazione economica e, infine, l’IFP e le controllate in questione hanno un’immagine comune presso gli operatori dei settori interessati.
(152)
Inoltre, l’IFP usufruisce, per le proprie attività commerciali, escluso l’ambito di attività della controllata Beicip-Franlab, di un parziale finanziamento pubblico, il che costituisce un vantaggio selettivo in quanto è concesso a una sola impresa. Tale finanziamento, inoltre, proviene dallo Stato.
(153)
La Commissione è del parere che negli ambiti di attività di Axens e Prosernat, siano soddisfatti anche gli altri criteri dell’esistenza di un aiuto.
(154)
La Commissione ritiene che qualunque contributo alle attività negli ambiti di specializzazione di Axens e Prosernat rafforzi la posizione concorrenziale dell’IFP e delle sue controllate e potenzialmente implichi una distorsione della concorrenza.
(155)
Quanto all’ambito di attività dell’IFP e di Axens, la Commissione prende debitamente atto delle informazioni trasmesse dalla Francia, richiamate da Axens nelle proprie osservazioni, tese a dimostrare l’ammontare elevato, segnatamente rispetto alle altre imprese del settore, degli ulteriori costi per la ricerca finanziati dalla controllata Axens con risorse proprie. In tali circostanze, la Commissione crede che da tale ammontare non si possa desumere l’inesistenza di un vantaggio poiché dall’analisi dei conti dell’IFP emerge chiaramente un disavanzo contabile tra i costi e le risorse nell’ambito di attività di Axens.
(156)
Per ciò che riguarda l’ambito di attività dell’IFP e di Prosernat, la Commissione prende debitamente atto delle osservazioni formulate dalla Francia secondo cui la collaborazione alla maggior parte dei progetti realizzati nel settore della ricerca e dell’esplorazione petrolifera sia a disposizione, senza discriminazione, di numerosi partner industriali. Resta nondimeno il fatto che alcuni progetti rientrano negli accordi esclusivi intercorsi tra l’IFP e Prosernat e, pertanto, le collaborazioni con altri partner industriali sono rigorosamente inquadrate e limitate. Ne consegue per Prosernat un vantaggio selettivo finanziato con risorse di Stato.
(157)
Inoltre, tale distorsione della concorrenza può avere effetti sugli scambi intracomunitari perché i settori di attività delle controllate in questione rappresentano mercati concorrenziali a livello mondiale. Il mercato delle tecnologie di raffinazione e petrolchimica è un mercato di dimensioni mondiali, aperto alla concorrenza sin dagli anni Cinquanta. I concorrenti dell’IFP e di Axens su tale mercato sono essenzialmente UOP, Chevron, Lummus, Shell, ExxonMobil, Haldor Topsoe e ConocoPhillips. Sul mercato delle tecnologie di trattamento del gas e recupero dello zolfo, l’IFP e Prosernat sono in concorrenza con fornitori di attrezzature di trattamento di gas come le società KCC, KPS, SIIRTEC-NIGI, Hanover Maloney, Frames, TDE e GPS, con concessori di licenze di tecnologie di addolcimento di gas come UOP, ExxonMobil, Shell Global Solutions, BASF, Eneos e Huntsman, nonché con specialisti dello zolfo come Jacobs, Black & Veath Pritchard, Lurgi, Parsons, Technip-KTI, SIIRTEC-NIGI e CBI & TPA.
(158)
La Commissione ricusa dunque l’argomentazione formulata dalla Francia secondo cui non concorrerebbero tutti gli elementi necessari per definire il sostegno pubblico alle attività dell’IFP e delle sue controllate Axens e Prosernat come un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(159)
La Commissione, infine, precisa che la questione dell’esistenza di un ulteriore aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato, risultante dalla nuova forma giuridica di EPIC e da un’eventuale garanzia illimitata dello Stato a favore dell’IFP che discenderebbe da tale forma (38), è oggetto di analisi distinta da parte della Commissione nel quadro di un’altra procedura (NN 11/08), esame distinto reso possibile segnatamente dal carattere relativamente recente di questa nuova forma giuridica rispetto a tutte le misure esaminate dalla presente decisione.
7.2. Legalità dell’aiuto
(160)
La Commissione ha dimostrato che l’IFP e le sue controllate Axens e Prosernat usufruiscono di un vantaggio selettivo finanziato con risorse di Stato, vantaggio derivante dalla mancata copertura con risorse proprie delle attività di ricerca e sviluppo negli ambiti di specializzazione di Axens e Prosernat. La mancata copertura dei costi dell’IFP negli ambiti di attività di Axens e Prosernat è dovuta ai meccanismi di trasferimento all’interno del gruppo stabiliti dagli accordi esclusivi intervenuti tra l’IFP e Axens, da un lato, e l’IFP e Prosernat, dall’altro. La Commissione ritiene pertanto che l’esistenza dell’aiuto derivi dalla concomitanza dell’esistenza di controllate commerciali e dalla stipula di accordi esclusivi tra tali controllate e la capogruppo, poiché questi ultimi non garantiscono la copertura totale dei costi dei lavori condotti dall’IFP per conto di Axens e Prosernat. A titolo di promemoria, gli accordi intervenuti tra l’IFP e Axens sono entrati in vigore il 1o gennaio 2001, mentre quelli tra l’IFP e Prosernat il 1o gennaio 2002.
(161)
La Commissione prende debitamente atto delle osservazioni formulate dalla Francia e sintetizzate nella sezione 4.1, desumendone, in particolare, che la Francia ritiene di aver notificato l’essenziale dei cambiamenti strutturali e contrattuali alla Commissione nel 2001. La Commissione ritiene però che l’evoluzione dell’attività commerciale dell’IFP dal 2001 per il tramite delle sue controllate sia di portata tale da incidere significativamente su qualunque analisi economica e giuridica condotta in precedenza, ragion per cui ribadisce la sua valutazione, sviluppata nel punto 3.2 della decisione di apertura della procedura, per quanto concerne l’illegalità dell’aiuto secondo cui l’aiuto in questione deve considerarsi illegale a partire dalla data di scadenza della validità della sua decisione del 1998, vale a dire il 1o gennaio 2003.
(162)
La Commissione prende atto delle osservazioni della Francia e di Axens in merito alla situazione di fiducia legittima creatasi in capo ai beneficiari. Ciò premesso, visti gli elementi che seguono, poiché la Commissione conclude che l’aiuto concesso all’IFP e alle sue controllate è compatibile con il mercato comune, non è necessario che la Commissione si pronunci su tale aspetto.
7.3. Richiesta di ingiunzione di sospensione
(163)
La Commissione non ha accolto la richiesta di UOP di adottare una decisione che ingiunga alla Francia di sospendere il versamento di qualunque aiuto illegale. Infatti, da un lato, il sostegno pubblico concesso all’IFP costituisce la fonte principale di finanziamento di altre attività che prescindono dalle attività economiche dell’IFP e delle sue controllate Axens e Prosernat, quali quelle di formazione, ricerca fondamentale, ricerca e sviluppo in collaborazione e di divulgazione dei risultati delle attività di ricerca e sviluppo, che la Commissione considera, in linea di principio, attività non economiche e che rappresentano oltre il 90 % del sostegno pubblico concesso all’IFP. Dall’altro, la Commissione ha ritenuto che una siffatta decisione non fosse pertinente in quanto era ragionevole anticipare la compatibilità almeno di una parte dell’aiuto.
7.4. Base per l’analisi della compatibilità dell’aiuto
(164)
Prima di esaminare le fasi di ricerca previste dalla disciplina R & S del 1996, la Commissione deve stabilire se le attività condotte dall’IFP oggetto di un aiuto di Stato effettivamente rientrino nel contesto delle attività di ricerca e sviluppo. In proposito, la Commissione si richiama al manuale di Frascati (39) contenente una serie di definizioni della ricerca e dello sviluppo con classificazioni delle loro attività costitutive.
(165)
Tale manuale fornisce criteri che consentono di operare una distinzione tra le attività di ricerca e sviluppo e le attività scientifiche, tecnologie e industriali connesse. Il criterio fondamentale proposto dal manuale è l’esistenza, per quanto concerne la ricerca e lo sviluppo, di un elemento di novità non trascurabile e la dissipazione di un’incertezza scientifica e/o tecnologica.
(166)
Alcuni criteri ulteriori consistono segnatamente negli obiettivi dei progetti, il carattere ignoto dei fenomeni, delle strutture o delle relazioni studiati dai progetti, la novità dell’applicazione di conoscenze o tecniche già acquisite, la forte probabilità che i progetti conducano a una nuova comprensione (più ampia o approfondita) di fenomeni, relazioni o principi di trattamento in grado di interessare più di un’organizzazione, il fatto che i risultati siano brevettabili, il tipo di personale assegnato ai progetti, i metodi utilizzati, la generalità delle conclusioni e dei risultati di un progetto, nonché eventualmente l’abituale classificazione del progetto in altre categorie di attività.
(167)
Infine, il manuale di Frascati precisa che «se l’obiettivo principale dei lavori è apportare nuovi miglioramenti tecnici al prodotto o al processo, essi rientrano nella definizione di R & S. Se, viceversa, il prodotto o processo o l’approccio è in larga misura “fisso” e l’obiettivo principale è trovare sbocchi, definire piani di preproduzione o garantire che il sistema di produzione o controllo funzioni correttamente, non si tratta di R & S».
(168)
La Commissione osserva che le attività condotte dall’IFP in collaborazione con la sua controllata Axens riguardano lo sviluppo di nuovi processi e prodotti (catalizzatori, adsorbenti) per la produzione di combustibili, carburanti e intermediari petrolchimici al minor costo possibile e rispettosi dell’ambiente partendo da tutte le fonti di carbonio accessibili. La Commissione rileva che le attività svolte dall’IFP in collaborazione con la sua controllata Prosernat concernono lo sviluppo di nuovi processi e attrezzature per il trattamento del gas naturale e il recupero dello zolfo.
(169)
In tale contesto, l’elemento nuovo dei progetti sta nei componenti, nei loro rapporti e/o nelle caratteristiche dei processi o prodotti target. Per ogni progetto, sono individuabili alcuni punti fermi. A titolo esemplificativo, l’IFP ha realizzato un progetto volto alla messa a punto di un nuovo processo di produzione di basi paraffiniche ad alto numero di ottano partendo da cariche più pesanti di quelle attualmente trattate per rispondere al problema della riduzione del contenuto di aromatici del pool benzina.
(170)
Inoltre, la Commissione tiene conto del fatto che i lavori oggetto di sostegno pubblico sono preliminari all’omologazione dei processi e dei prodotti. Essa osserva, peraltro, che i risultati dei progetti condotti sono di vasta portata e brevettati, che il personale assegnato a tali progetti è essenzialmente costituito da ricercatori e tecnici e che i metodi si basano sulla sperimentazione, l’interpretazione e la modellizzazione. Infine, la Commissione constata che le attività dello stesso tipo svolte da altri operatori del settore sono abitualmente classificate come attività di ricerca (40).
(171)
In conclusione, la Commissione non può accettare l’argomentazione del reclamante, il quale sostiene che le attività di cui alla presente procedura non possono definirsi ricerca e sviluppo. La Commissione ritiene, viceversa, che le attività condotte dall’IFP in collaborazione con le sue controllate rientrino effettivamente in tale contesto.
(172)
Trattandosi di un aiuto di Stato a lavori di R & S, le norme applicabili alla valutazione della compatibilità sono quelle riguardanti gli aiuti di Stato alla ricerca e allo sviluppo. Poiché l’aiuto, risultante dall’esistenza di controllate commerciali con le quali l’IFP ha stipulato accordi esclusivi tra il 1o gennaio 2001 e il 1o gennaio 2003, è ritenuto illegale a partire dal 1o gennaio 2003, le norme applicabili all’esame della compatibilità sono costituite dalla disciplina R & S del 1996.
7.5. Compatibilità dell’aiuto
7.5.1. Fasi della ricerca
(173)
L’allegato I della disciplina R & S del 1996 fornisce una definizione della ricerca industriale e delle attività di sviluppo precompetitive:
a)
la ricerca industriale è costituita da ricerche pianificate o indagini critiche «miranti ad acquisire nuove conoscenze, con l’obiettivo di utilizzare tali conoscenze per mettere a punto nuovi prodotti, processi produttivi o servizi o per migliorare in maniera significativa prodotti, processi produttivi o servizi esistenti»;
b)
le attività di sviluppo precompetitive hanno come finalità «la concretizzazione dei risultati della ricerca industriale in un piano, un progetto o un disegno per prodotti, processi produttivi o servizi nuovi, modificati o migliorati, siano essi destinati alla vendita o all’utilizzazione, compresa la creazione di un primo prototipo non idoneo a fini commerciali. Tale attività può inoltre comprendere la formulazione teorica e la progettazione di altri prodotti, processi produttivi o servizi nonché progetti di dimostrazione iniziale o progetti pilota, a condizione che tali progetti non siano né convertibili né utilizzabili a fini di applicazione industriale o sfruttamento commerciale. Essa non comprende le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche se tali modifiche possono rappresentare miglioramenti».
(174)
In tale contesto, la Commissione ha analizzato il ciclo e la ripartizione dei lavori risultanti dalla convenzione di ricerca industriale che lega l’IFP alla sua controllata Axens, nonché gli elenchi completi e le schede descrittive dei progetti condotti tra il 2003 e il 2006 fornite dalla Francia.
(175)
L’IFP svolge lavori di ricerca che sono intesi a verificare la fattibilità di una via di sintesi e corrispondono a studi di fattibilità preliminari ai lavori di ricerca industriale ai sensi della disciplina R & S del 1996:
a)
per un catalizzatore, si preparano e testano campioni su quantità estremamente ridotte (dell’ordine di un grammo), spesso sotto forma di polvere, per studiarne le reazioni chimiche. Tale fase conduce alla descrizione di una modalità operativa che consente la preparazione di un campione di catalizzatore che presenta un’attività e/o una selettività ricercata;
b)
per una tecnologica o un processo, la fattibilità è stabilita partendo da simulazioni numeriche, studi su carta di schemi e sperimentazioni di concetti.
(176)
Si realizza inoltre un esame preliminare della situazione in materia di brevetti per accertarsi del carattere innovativo della ricerca. Conclusi tali lavori, l’IFP presenta una documentazione scientifica e tecnica alla sua controllata, la quale esercita il proprio diritto di prelazione.
(177)
Nel momento in cui Axens intende proseguire le ricerche sulla base di una siffatta documentazione, l’IFP svolge lavori di ricerca industriale «volti ad acquisire le nuove conoscenze o i perfezionamenti che permettono la messa a punto di nuovi processi, prodotti e tecnologie o il perfezionamento di quelli già esistenti» (41). Tali lavori consistono nello studio di nuove vie di sintesi o del loro perfezionamento su una scala non correlata a quella industriale. La Commissione ritiene che essi siano volti alla convalida di concetti e rientrino nella ricerca industriale ai sensi della disciplina R & S del 1996:
a)
per un catalizzatore, tale fase copre la sperimentazione di nuove vie di sintesi. La formulazione definita all’atto dei lavori di ricerca viene testata su lotti dell’ordine del chilogrammo, cambiamento di scala che, nella maggior parte dei casi, produce differenze a livello di struttura e proprietà. Si eseguono un bilancio e analisi dettagliate degli effluenti prodotti dal catalizzatore ottenuto e si studiano gli effetti dei composti inibitori e dei veleni;
b)
per un processo, i lavori di ricerca industriali hanno lo scopo di studiare gli elementi di base delle tecnologie, le condizioni appropriate di utilizzo del catalizzatore e gli elementi di dimensionamento del sistema di reazione. Partendo da una mappatura delle prestazioni generata in tale fase, si costruisce un modello.
(178)
Conclusi i lavori di ricerca industriale, l’IFP fornisce alla sua controllata una documentazione concernente il catalizzatore o il processo. A questo punto, Axens decide eventualmente di proseguire lo sviluppo svolgendo lavori di sviluppo precompetitivo al fine di predisporre l’industrializzazione. I lavori condotti in questa fase riguardano i test e il consolidamento dei risultati dei lavori della fase descritta nel considerando 177 su prototipi rappresentativi della catena industriale:
a)
per un catalizzatore, si produce un lotto di verifica del prodotto su una scala rappresentativa della catena industriale adeguando le modalità operative ottenute dai lavori di ricerca industriale, adeguamento che dà luogo, eventualmente, a cambiamenti a livello di materie prime per ragioni di costo, igiene, sicurezza o salvaguardia ambientale. I prototipi vengono testati su una carica di riferimento e modificati per raggiungere le prestazioni auspicate. Per completare la mappatura delle prestazioni del catalizzatore, si conducono test. Soltanto a questo punto si scelgono analizzatori e attrezzature;
b)
per un procedimento, si effettua uno studio di analisi dei rischi e si realizzano schemi industriali di processi o combinazioni di processi e un libro bianco dei processi in cui si precisa la gestione degli eventi.
(179)
Si designa peraltro un comitato di esperti per stabilire e convalidare le fasi di omologazione del processo o prodotto. Soltanto dopo l’omologazione, che consente di accertare se i vincoli ambientali e di sicurezza sono stati effettivamente tenuti presenti, si prende la decisione di immissione sul mercato del processo e/o prodotto che può dar luogo a una prima unità industriale (42). I prodotti e i processi derivanti da tali lavori, pertanto, sono commercializzati unicamente dopo essere stati omologati e non danno luogo a una prima unità industriale nell’ambito di detti lavori.
(180)
La Commissione ritiene che questi lavori non siano assimilabili a operazioni di routine sulla catena industriale in quanto si situano al di fuori del quadro dello sfruttamento industriale. La Commissione conclude che tali lavori rientrano nelle attività di sviluppo precompetitive di cui alla disciplina R & S del 1996, notando tra l’altro che, in tutti i casi, i loro costi sono finanziati interamente con risorse proprie dalla controllata Axens.
(181)
Quanto ai lavori condotti dall’IFP in collaborazione con la controllata Prosernat, la Commissione rileva che il ciclo e la ripartizione dei lavori tra l’IFP e detta controllata sono disciplinati da una convenzione di ricerca industriale che, applicata al settore delle tecnologie di trattamento del gas e recupero dello zolfo, segue il medesimo modello della convenzione di ricerca industriale che lega l’IFP alla controllata Axens, analisi confermata dall’esame degli elenchi completi e delle schede descrittive dei progetti realizzati tra il 2003 e il 2006 forniti dalla Francia.
(182)
Per concludere, la Commissione è dell’avviso che le attività oggetto di finanziamento con risorse di Stato siano effettivamente conformi alle fasi di ricerca definite nell’allegato I della disciplina R & S del 1996. La Commissione rileva in tutti i casi che le attività più vicine al mercato, ossia quelle di sviluppo precompetitivo e commerciale, sono interamente finanziate dalle controllate con risorse proprie sfruttando redditi realizzati sui mercati, mentre il finanziamento pubblico riguarda unicamente le fasi di ricerca industriale. La Commissione, pertanto, non può accettare l’argomentazione di UOP secondo cui l’aiuto di Stato del quale usufruirebbero le attività economiche dell’IFP e delle sue controllate Axens e Prosernat costituirebbe un aiuto al funzionamento.
7.5.2. Costi ammissibili
(183)
L’allegato II della disciplina R & S del 1996 definisce la spesa che è possibile considerare nel calcolo dell’intensità degli aiuti alla ricerca e allo sviluppo:
-
costo del personale (ricercatori, tecnici e altro personale di supporto, impiegato esclusivamente nell’attività di ricerca),
-
costo di strumenti, attrezzature, terreni ed edifici utilizzati in forma esclusiva e permanente (salvo quando alienati secondo modalità commerciali) per l’attività di ricerca,
-
costi dei servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente per l’attività di ricerca, ivi compreso l’acquisto presso fonti esterne di ricerche, conoscenze tecniche, brevetti, ecc.,
-
spese generali aggiuntive sostenute in conseguenza diretta dell’attività di ricerca,
-
altri costi di gestione (ad esempio per materiali, forniture e prodotti simili) sostenuti in conseguenza diretta dell’attività di ricerca.
(184)
L’allegato II della disciplina R & S del 1996 precisa inoltre che, nel momento in cui sono imputabili anche ad altre attività, e segnatamente ad altri lavori di ricerca e sviluppo, i costi devono essere ripartiti tra l’attività di ricerca e sviluppo sovvenzionata e le altre attività.
(185)
Da un lato, la Commissione prende atto del fatto che gli oneri direttamente imputabili ai progetti riguardano subappalti, trasferte, assicurazioni, documentazione, nonché forniture e piccole attrezzature. Essi corrispondono rispettivamente a costi di servizi di consulenza e affini, spese generali aggiuntive e altre spese di gestione. La Commissione constata che tali oneri sono sostenuti direttamente ed esclusivamente in conseguenza delle attività di ricerca.
(186)
Dall’altro, la Commissione osserva che gli altri oneri imputabili ai progetti riguardano il costo del personale di ricerca, gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali, nonché altre spese generali e corrispondono rispettivamente al costo del personale, ai costi di strumenti, attrezzature, terreni ed edifici, nonché alle spese generali aggiuntive. Tali costi sono sostenuti direttamente in conseguenza delle attività di ricerca e sono ripartiti tra i diversi progetti di ricerca proporzionalmente al tempo dedicato dal personale di ricerca a ogni progetto.
(187)
Peraltro, i costi dei progetti di R & S orizzontali concernenti i metodi e le attrezzature utilizzati negli altri progetti di ricerca e sviluppo sono assimilabili a spese generali aggiuntive sostenute direttamente in conseguenza delle attività di ricerca. I costi di tali progetti orizzontali sono imputati proporzionalmente ai costi di ogni progetto di R & S. La Commissione è dell’avviso che i metodi di imputazione utilizzati siano adeguati.
(188)
La Commissione conclude che i costi dei progetti sono conformi ai costi ammissibili definiti nell’allegato II della disciplina R & S del 1996.
7.5.3. Intensità degli aiuti
(189)
Conformemente al punto 5.4 della disciplina R & S del 1996, l’intensità massima consentita per studi di fattibilità tecnica preliminari a progetti di ricerca industriale corrisponde al 75 %. In applicazione del punto 5.3 della disciplina, l’intensità massima consentita per progetti di ricerca industriale è pari al 50 %. Secondo il punto 5.5 della disciplina, l’intensità massima consentita per progetti di sviluppo precompetitivo è del 25 %. Infine, ai sensi del punto 5.9 della disciplina, per attività che riguardino sia la ricerca industriale che lo sviluppo precompetitivo, l’intensità massima consentita è pari alla media ponderata delle intensità di aiuto consentite per i due tipi di ricerca.
(190)
In primo luogo, la Commissione osserva che, tra il 2003 e il 2006, l’IFP ha finanziato con risorse proprie, grazie ai compensi versati dalle sue controllate e senza intervento finanziario dello Stato, più del 50 % dei costi dei suoi studi di fattibilità tecnica e dei suoi lavori di ricerca industriale. La Commissione nota che l’intensità ammissibile può essere superiore al 50 % se si considera la quota degli studi di fattibilità tecnica che potrebbero usufruire di un aiuto avente un’intensità del 75 %. Il prospetto di seguito, preparato dalla Commissione, è stato redatto sulla base degli elenchi di progetti contenenti il dettaglio dei costi annuali per progetto e per fase di ricerca, nonché sulla base dell’estratto delle risorse dell’IFP. In tale esercizio, la Commissione ha seguito un approccio conservativo includendo tutti i costi rientranti direttamente o indirettamente (43) negli ambiti di attività esclusivi di Axens e Prosernat ed escludendo tutti i ricavi che non fossero quelli versati da Axens e Prosernat (44).
Tabella 2
2003
2004
2005
2006
Numero annuale di progetti realizzati (45)
Ambito di attività IFP/Axens
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
Ambito di attività IFP/Prosernat
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
Totale
48
54
55
68
Costo annuale degli studi di fattibilità tecnica (EUR)
Ambito di attività IFP/Axens
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
Ambito di attività IFP/Prosernat
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
Totale
5 759 184
4 032 859
4 392 411
7 393 767
Costo annuale dei lavori di ricerca industriale (EUR)
Ambito di attività IFP/Axens
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
Ambito di attività IFP/Prosernat
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
Totale
40 180 231
48 536 142
38 183 597
49 007 913
Risorse proprie (EUR)
Ammontare
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
[…] (**)
Aiuto di Stato annuale (EUR)
Ammontare
18 958 910
19 243 217
8 952 630
11 280 522
Intensità
41 %
37 %
21 %
20 %
Intensità massima consentita (46)
53 %
52 %
53 %
53 %
(191)
In secondo luogo, la Commissione prende nota del fatto che la quota di finanziamento con risorse proprie delle attività di ricerca dell’IFP e delle sue controllate può essere più elevata se si tiene conto delle attività di sviluppo precompetitive che potrebbero usufruire di un aiuto avente un’intensità del 25 %. Infatti, le attività di sviluppo precompetitive sono interamente finanziate dalle controllate Axens e Prosernat con risorse proprie, senza intervento finanziario dello Stato o dell’IFP.
(192)
In terzo luogo, la Commissione ha verificato il rispetto delle intensità consentite per fase di ricerca sulla base degli elenchi annuali dei progetti realizzati tra il 2003 e il 2006. Per gli anni successivi, la Francia dovrà trasmettere una relazione annuale alla Commissione affinché quest’ultima possa sincerarsi del rispetto delle intensità di aiuto per fase di ricerca e per progetto. Tale relazione dovrà illustrare tutti i progetti condotti negli ambiti di attività di Axens e Prosernat precisandone i costi per fase di ricerca e l’ammontare del finanziamento pubblico e delle risorse proprie assegnate dall’IFP e dalle sue controllate. La Commissione ritiene che, per garantire il rispetto delle intensità consentite, la quota dell’aiuto debba restare inferiore al 50 %.
(193)
Da ultimo, la Commissione osserva che il rispetto delle intensità dipende in larga misura dall’ammontare delle risorse proprie di cui dispone l’IFP per i suoi progetti negli ambiti in questione. Tali risorse proprie sono essenzialmente costituite dai compensi versati dalle controllate Axens e Prosernat all’IFP. La Commissione è dunque dell’avviso che negli accordi esclusivi che disciplinano tali compensi si debba inserire una clausola al fine di garantire che alla capogruppo sia versato un compenso minimo non forfettario che copra almeno il 25 % dei costi degli studi di fattibilità preliminari ai lavori di ricerca industriale, il 50 % dei costi di ricerca industriale e, ove del caso, il 75 % dei costi delle attività di sviluppo precompetitive condotte dall’IFP negli ambiti di attività delle controllate (47).
(194)
In conclusione, la Commissione ritiene che le intensità di aiuto consentite dalla disciplina R & S del 1996 siano rispettate purché concorrano le condizioni precisate nei considerando 192 e 193.
7.5.4. Cumulo
(195)
Le disposizioni della disciplina R & S del 1996 in materia di cumulo, specificate nel punto 5.12, sono rispettate. La Commissione, infatti, ha calcolato l’ammontare del finanziamento pubblico totale prescindendo dalla sua origine.
7.5.5. Effetto incentivante
(196)
In primo luogo, la Commissione prende atto del fatto che le attività di ricerca dell’IFP e delle sue controllate sono guidate da una logica, incentivata dallo Stato, tesa a garantire a lungo termine la sicurezza degli approvvigionamenti energetici. Gli idrocarburi rivestono infatti un’importanza strategica per l’attuale economia degli Stati membri, segnatamente in ragione della loro preponderanza nei trasporti e nella chimica. Le attività dell’IFP e delle sue controllate si iscrivono in un triplice contesto di crescita della domanda energetica principalmente dovuta alla progressione della mobilità e degli scambi commerciali, progressivo esaurimento delle riserve di petrolio e gas e controllo delle emissioni di gas a effetto serra. La Commissione nota che la ricerca dell’IFP e delle sue controllate è incentrata soprattutto sulle seguenti priorità:
a)
rinnovare le riserve e aumentare la produzione di petrolio e gas. Si tratta non solo di innalzare il tasso di successo nell’esplorazione e la percentuale di recupero dei giacimenti, ma anche di consentire lo sfruttamento di risorse non convenzionali (offshore ultra-profondo, greggi extra-pesanti, sabbie asfaltiche, ecc.). A titolo esemplificativo, uno dei principali interventi condotti in tale ambito è lo sviluppo di un processo per i gas a contenuto elevato di H2S e CO2;
b)
ideare processi di raffinazione puliti e ad alta efficacia. Si tratta di ottimizzare la produzione di carburanti e basi petrolchimiche riducendo nel contempo l’impatto sull’ambiente delle industrie della raffinazione e della petrolchimica. Inoltre, la valorizzazione dei giacimenti non convenzionali implica lo sviluppo di tecnologie di conversione. Tale ambito raggruppa segnatamente le ricerche in materia di idrogenazione;
c)
sviluppare carburanti innovativi e tecnologie per motori al fine di ridurre le emissioni e il consumo dei veicoli. In proposito, l’utilizzo di carburanti gassosi ad alto contenuto di idrogeno costituisce uno dei principali ambiti esplorati;
d)
diversificare le fonti energetiche per la produzione di carburanti. Al riguardo, un ambito prioritario è rappresentato dalla produzione di carburanti di sintesi partendo da diverse fonti energetiche (biomassa, gas o carbone).
(197)
La Commissione osserva che i programmi di ricerca dell’IFP sono analizzati da comitati tecnici la cui composizione e le cui modalità di intervento sono disciplinate dal ministero della tutela e che consentono di garantire l’effettivo perseguimento di dette priorità.
(198)
In secondo luogo, la Commissione prende nota del fatto che lo sviluppo di nuove tecnologie in ambito energetico, tra le quali si annoverano in particolare i biocarburanti e il recupero del gas, figura tra le priorità comunitarie in materia di ricerca, politica energetica e politica ambientale.
(199)
In terzo luogo, la Commissione rileva che, grazie al sostegno pubblico, l’IFP e le sue controllate hanno potuto portare a buon fine attività di ricerca integrative che non si sarebbero potute realizzare a causa dei rischi tecnologici o della notevole incertezza dei ritorni sull’investimento. Infatti, soprattutto nel settore delle tecnologie della raffinazione e della petrolchimica, i considerevoli rischi associati alle prime unità industriali impongono alle imprese operanti su tale mercato una grande selettività per quanto concerne i progetti di ricerca e sviluppo. Ad esempio, l’IFP e Axens hanno potuto realizzare i seguenti progetti di ricerca: nuovi catalizzatori e nuove tecnologie nel campo degli idrotrattamenti di distillati medi, adsorbente e tecnologia più efficienti per la produzione di paraxilene, nuovo processo nel campo del GNL basato sull’utilizzo di nuovi concetti e tecnologie derivanti dal settore della refrigerazione, nuovo processo più pulito ed efficiente per la produzione di biodiesel mediante esterificazione di oli vegetali.
(200)
In quarto luogo, la Commissione nota dal 2002 un’evoluzione positiva dei diversi indicatori dell’impegno posto nell’attività di ricerca e sviluppo dall’IFP e dalle sue controllate Axens e Prosernat. La spesa e il personale previsti per la ricerca e lo sviluppo dall’istituto e da tali controllate negli ambiti esclusivi di attività di queste ultime hanno registrato una progressione, anche a fronte di una diminuzione del 41 % dell’aiuto di Stato nel quadriennio 2003-2006:
Tabella 3
Progressione degli indicatori nel quadriennio 2003-2006
IFP/Axens
IFP/Prosernat
Spesa prevista per la ricerca e lo sviluppo nell’ambito esclusivo
[…] (**)
[…] (**)
Personale previsto per la ricerca e lo sviluppo nell’ambito esclusivo
[…] (**)
[…] (**)
(201)
In quinto luogo, la Commissione rileva che la quota della spesa per la ricerca e lo sviluppo rispetto al volume di affari è particolarmente elevata. Nell’ambito di attività di Prosernat, nel 2006 corrispondeva al 9 %, mentre nell’ambito di attività di Axens, sempre nel 2006, era pari 13 %, percentuali che risultano nettamente superiori alle cifre riscontrate nel settore. Infatti, per quattro società di riferimento nell’ambito di attività di Axens, la quota della spesa per la ricerca e lo sviluppo rispetto al volume di affari varierebbe dal 2,3 al 10 % (48).
(202)
In sesto luogo, la Commissione considera il fatto che l’IFP e le sue controllate devono confrontarsi, negli ambiti di applicazione delle loro ricerche, con regolamentazioni diverse a seconda delle zone geografiche e in continua evoluzione. In particolare, dal 2000, nel settore della raffinazione si promulgano norme ambientali sempre più rigide. Ai rischi scientifici e tecnologici specifici dei progetti di R & S si sommano, dunque, notevoli rischi normativi. In più, i risultati delle ricerche condotte l’IFP e dalle sue controllate sono difficilmente tutelabili in ragione, da un lato, del gran numero di paesi in cui avviene lo sfruttamento dei risultati e, dall’altro, della diversità delle legislazioni sui brevetti applicabili nei vari Stati.
(203)
In settimo luogo, la Commissione ritiene che, contrariamente a quanto afferma UOP, il sostegno pubblico concesso all’IFP e alla sua controllata Axens, considerate le sue proporzioni o la sua natura, non è in grado di ostacolare gli incentivi dinamici del mercato delle tecnologie di raffinazione. Innanzitutto, la Commissione osserva che l’offerta su tale mercato è molto differenziata per un numero limitato di clienti. Una stima mondiale delle unità di raffinazione o petrolchimica in esercizio nel 2005 recensisce, ad esempio, sette tipi di processi. Inoltre, i clienti selezionano una tecnologia sulla base di diversi criteri di cui alcuni, come il costo del relativo impianto e la redditività dell’investimento, che sono ritenuti decisivi, sono però completamente estranei ai progetti di ricerca sovvenzionati. Infine, la Commissione constata che alcuni concorrenti dell’IFP e di Axens godono di una posizione concorrenziale forte che dovrebbe consentire loro di proseguire i rispettivi piani di ricerca e sviluppo su tale mercato. UOP, ad esempio, ha conquistato una quota del mercato mondiale pari al 57 % in termini di valore delle unità di raffinazione concesse in licenza esistenti, a fronte di una quota per l’IFP e Axens soltanto del 7 %.
(204)
Da ultimo, la Commissione nota che anche i partner commerciali dell’Unione europea stanziano bilanci notevoli per finanziare la ricerca in campo energetico. Ad esempio, nel 2005, il dipartimento dell’energia americano prevedeva un bilancio di 5,794 miliardi di dollari, in costante aumento da una quindicina di anni, dipartimento che sovvenziona numerosi programmi di ricerca, soprattutto nel campo dei biodiesel. La Commissione prende atto del fatto che i concorrenti dell’IFP e di Axens usufruiscono anch’essi di sostegni pubblici notevoli. È in particolare il caso di UOP, che riceve fondi dal National Institute of Standards and Technology per i propri lavori di ricerca nel settore dei catalizzatori (49). UOP usufruirebbe inoltre di sostegni pubblici indiretti grazie a numerosi partenariati con istituti di ricerca e università.
(205)
In conclusione, la Commissione ritiene che l’aiuto a favore dell’IFP e delle sue controllate Axens e Prosernat abbia un effetto incentivante, visti l’ambito strategico delle ricerche condotte, la progressione qualitativa e quantitativa dell’impegno di ricerca profuso, nonché i rischi e le difficoltà specifici degli ambiti di attività interessati. La Commissione è altresì del parere che l’aiuto non dovrebbe ostacolare la dinamica di innovazione sui mercati, prendendo peraltro atto del sostegno concesso dagli altri Stati ai concorrenti dell’IFP.
(206)
La relazione annuale che dovrà essere trasmessa dalla Francia alla Commissione fino alla cessazione degli accordi esclusivi in essere tra l’IFP e le sue controllate Axens e Prosernat dovrà dimostrare che l’effetto incentivante dell’aiuto è sempre presente.
7.6. Conclusione
(207)
Alla luce di tutti gli elementi che precedono, la Commissione conclude che l’aiuto concesso all’IFP e alle sue controllate Axens e Prosernat è conforme alle disposizioni della disciplina R & S del 1996 purché siano rispettate le condizioni enunciate nei considerando 192, 193 e 206,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La misura a cui la Francia ha dato esecuzione a favore dell’Institut Français du Pétrole (IFP, Istituto francese del petrolio) e della sua controllata Beicip-Franlab non costituisce un aiuto ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
Articolo 2
1. La misura a cui la Francia ha dato esecuzione a favore dell’IFP e delle sue controllate Axens e Prosernat costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
2. Tale aiuto è compatibile con il mercato comune a norma dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato purché siano rispettate le condizioni previste dagli articoli da 3 a 6 della presente decisione.
Articolo 3
1. La presente decisione è valida fino alla cessazione degli accordi esclusivi in vigore alla data della stessa tra l’IFP e le sue controllate Axens e Prosernat (di seguito «accordi esclusivi»).
2. Qualunque proroga o modifica degli accordi esclusivi deve essere notificata alla Commissione.
Articolo 4
1. L’IFP deve organizzare e pubblicare i propri conti in maniera da operare una netta distinzione tra le proprie attività economiche e quelle non economiche.
2. Fino alla data di cessazione degli accordi esclusivi, la Francia è tenuta a trasmettere alla Commissione una relazione finanziaria annuale affinché quest’ultima possa verificare l’ammontare dei fondi pubblici concessi alle attività dell’IFP negli ambiti di specializzazione esclusivi di Axens e Prosernat.
Articolo 5
1. Fino alla data di cessazione degli accordi esclusivi, la Francia è tenuta a trasmettere alla Commissione una relazione annuale dettagliata dei progetti realizzati dall’IFP negli ambiti di attività esclusivi di Axens e Prosernat che precisi, per ogni progetto, i costi per ciascuna fase di ricerca, l’ammontare dei fondi pubblici concessi e l’effetto incentivante dell’aiuto.
2. La Francia è tenuta a notificare singolarmente alla Commissione gli aiuti di importo superiore alle soglie previste dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione del 2006.
Articolo 6
Gli accordi esclusivi devono essere modificati in maniera da prevedere un compenso minimo per l’IFP da parte di Axens e Prosernat che copra almeno il 25 % dei costi degli studi di fattibilità preliminari a lavori di ricerca industriale, il 50 % dei costi di ricerca industriale e il 75 % dei costi di sviluppo precompetitivo dell’IFP negli ambiti di cui agli accordi esclusivi.
Articolo 7
La Francia è tenuta a segnalare alla Commissione, entro un termine di due mesi dalla data di notifica della presente decisione, le misure intraprese per conformarvisi.
Articolo 8
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 16 luglio 2008.

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