Document ID: 32007D0638

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 24 settembre 2007
relativa alla vaccinazione d'emergenza in Italia contro l'influenza aviaria a bassa patogenicità
[notificata con il numero C(2007) 4393]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(2007/638/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il tratto che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE (1), in particolare l'articolo 54, paragrafo 2,
considerando quanto segue:
(1)
La direttiva 2005/94/CE stabilisce le misure minime di lotta applicabili in caso di comparsa di un focolaio di influenza aviaria nel pollame o in altri volatili in cattività.
(2)
In forza della decisione 2005/926/CE della Commissione, del 21 dicembre 2005, che introduce misure integrative di lotta contro le infezioni da virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità in Italia e abroga la decisione 2004/666/CE (2) l'Italia ha effettuato la vaccinazione contro l'influenza aviaria a bassa patogenicità fino alla fine del 2006.
(3)
A partire dal mese di maggio del 2007 in alcune parti dell'Italia settentrionale sono scoppiati focolai di influenza aviaria a bassa patogenicità e conformemente alla direttiva 2005/94/CE sono state adottate misure di lotta contro la diffusione del virus.
(4)
Nei mesi di luglio e agosto 2007 è stato riscontrato un aumento dei focolai di influenza aviaria a bassa patogenicità, soprattutto del sottotipo H7, e si continuano a registrare ulteriori focolai della malattia. È stato segnalato un piccolo numero di focolai causati da virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità del sottotipo H5.
(5)
Il gruppo di esperti scientifici sulla salute e il benessere degli animali, nei pareri scientifici sull'uso della vaccinazione nella lotta contro l'influenza aviaria espressi dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare nel 2005 (3) e nel 2007 (4), ha sostenuto che la vaccinazione d'emergenza e preventiva contro l'influenza aviaria costituisce un valido strumento che integra le misure di lotta contro tale malattia.
(6)
In Italia i focolai di influenza aviaria a bassa patogenicità interessano una zona ad elevata densità di pollame e la situazione epidemiologica è tuttora in evoluzione.
(7)
Le autorità italiane hanno effettuato una valutazione di rischio e hanno individuato un particolare rischio di ulteriore diffusione del virus nelle zone interessate. Con lettera del 7 settembre 2007 l'Italia ha quindi presentato alla Commissione per approvazione un piano di vaccinazione d'emergenza.
(8)
La Commissione ha esaminato il piano con le autorità italiane e lo ritiene conforme alle pertinenti disposizioni comunitarie. Visto l'evolvere della situazione epidemiologica in Italia, è opportuno approvare il piano di vaccinazione d'emergenza presentato dall'Italia in modo da integrare le misure di lotta adottate da detto Stato membro, nonché introdurre determinate restrizioni alla movimentazione di pollame, uova da cova di pollame, pulcini di un giorno e alcuni prodotti avicoli.
(9)
In base al piano di vaccinazione l'Italia intende vaccinare alcune categorie di pollame avvalendosi di una strategia DIVA (strategia di distinzione degli animali infetti dagli animali vaccinati), mediante l'impiego di vaccini monovalenti contro il virus dell'influenza aviaria del sottotipo H7 e vaccini bivalenti contro i sottotipi H7 e H5.
(10)
Devono essere impiegati unicamente vaccini autorizzati a norma della direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari (5) o del regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali per uso umano e veterinario, e che istituisce l'agenzia europea per i medicinali (6).
(11)
È opportuno inoltre effettuare la sorveglianza e il monitoraggio degli allevamenti vaccinati e non vaccinati, secondo quanto indicato nel piano di vaccinazione d'emergenza.
(12)
Le misure previste dalla decisione 2005/926/CE non sono più idonee ed è quindi opportuno abrogare detta decisione.
(13)
Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Oggetto, campo di applicazione e definizioni
1. La presente decisione stabilisce alcune misure da applicare in Italia laddove si proceda alla vaccinazione d'emergenza in alcune aziende avicole particolarmente a rischio di introduzione dei virus dell'influenza aviaria. Tali misure comprendono determinate restrizioni riguardanti la movimentazione e la spedizione di pollame, uova da cova di pollame, pulcini di un giorno e alcuni prodotti derivati dal pollame.
2. La presente decisione si applica lasciando impregiudicate le misure di lotta contro i focolai di influenza aviaria a bassa patogenicità adottate dall'Italia a norma della direttiva 2005/94/CE.
Articolo 2
Piano di vaccinazione d'emergenza
1. Il piano di vaccinazione d'emergenza contro l'influenza aviaria a bassa patogenicità in Italia, presentato dall'Italia alla Commissione il 7 settembre 2007 («il piano di vaccinazione d'emergenza») è approvato.
2. L'Italia attua il piano di vaccinazione d'emergenza nelle zone elencate nell'allegato I («zone della vaccinazione d'emergenza»).
Essa garantisce un'attuazione efficace del piano di vaccinazione d'emergenza.
3. La Commissione pubblica il piano di vaccinazione d'emergenza sul proprio sito Internet.
Articolo 3
Vaccini da utilizzare
L'Italia garantisce che il pollame venga vaccinato secondo il piano di vaccinazione d'emergenza con uno dei seguenti tipi di vaccino autorizzati a norma della direttiva 2001/82/CE o del regolamento (CE) n. 726/2004:
a)
un vaccino eterologo inattivato del virus dell'influenza aviaria, sottotipo H7; oppure
b)
un vaccino eterologo inattivato bivalente contenente entrambi i sottotipi H5 e H7 del virus dell'influenza aviaria.
Articolo 4
Restrizioni alla movimentazione del pollame
1. L'autorità competente assicura che il pollame proveniente da e/o originario di aziende ubicate in Italia e nelle quali sia stata effettuata la vaccinazione d'emergenza («aziende interessate dalla vaccinazione d'emergenza») non venga movimentato verso altre parti d'Italia né spedito in altri Stati membri.
2. In deroga al paragrafo 1, il pollame da macello proveniente da e/o originario di aziende interessate dalla vaccinazione d'emergenza può essere movimentato verso altre parti d'Italia o spedito in altri Stati membri qualora il pollame sia originario di allevamenti:
a)
sottoposti ad esame prima del carico, con esito negativo, conformemente al punto 1 dell'allegato II;
b)
destinati a un macello:
i)
ubicato in Italia e la macellazione avvenga immediatamente dopo l'arrivo; oppure
ii)
ubicato in un altro Stato membro, previo accordo dello Stato membro di destinazione, e la macellazione avvenga immediatamente dopo l'arrivo.
Articolo 5
Restrizioni alla movimentazione delle uova da cova di pollame
L'autorità competente assicura che le uova da cova di pollame provenienti da e/o originarie di aziende interessate dalla vaccinazione d'emergenza vengano movimentate verso altre parti d'Italia o spedite in altri Stati membri, solo nel caso in cui le uova da cova:
a)
siano originarie di allevamenti sottoposti ad esame, con esito negativo, conformemente al punto 2 dell'allegato II;
b)
siano state disinfettate prima della movimentazione o della spedizione conformemente a un metodo approvato dall'autorità competente;
c)
siano trasportate direttamente all'incubatoio di destinazione;
d)
siano rintracciabili nell'incubatoio.
Articolo 6
Restrizioni alla movimentazione dei pulcini di un giorno
L'autorità competente assicura che i pulcini di un giorno provenienti da e/o originari di aziende interessate dalla vaccinazione d'emergenza vengano movimentate verso altre parti d'Italia o spedite in altri Stati membri, solo nel caso in cui i pulcini di un giorno:
a)
siano nati da uova da cova di pollame che soddisfino le condizioni di cui all'articolo 5,
b)
siano accasati in un capannone in cui non sia presente altro pollame.
Articolo 7
Certificazione sanitaria per gli scambi intracomunitari di partite di pollame, uova da cova di pollame e pulcini di un giorno
L'autorità competente assicura che i certificati sanitari per gli scambi intracomunitari di pollame, uova da cova di pollame e pulcini di un giorno provenienti dall'Italia e/o originari dell'Italia rechino la seguente dicitura:
«Le condizioni di polizia sanitaria della presente partita sono conformi alla decisione 2007/638/CE».
Articolo 8
Restrizioni alla movimentazione delle uova da tavola
L'autorità competente assicura che le uova da tavola provenienti da e/o originarie di aziende interessate dalla vaccinazione d'emergenza vengano movimentate verso altre parti d'Italia o spedite in altri Stati membri, solo nel caso in cui le uova da tavola:
a)
siano originarie di allevamenti sottoposti ad esame, con esito negativo, conformemente al punto 2 dell'allegato II;
b)
vengano trasportate direttamente:
i)
in un centro d'imballaggio designato dall'autorità competente, siano confezionate in imballaggi a perdere e siano applicate tutte le misure di biosicurezza imposte dall'autorità competente; oppure
ii)
in uno stabilimento per la fabbricazione di ovoprodotti, secondo quanto previsto dall'allegato III, sezione X, capitolo II, del regolamento (CE) n. 853/2004, nel quale devono essere manipolate e trattate conformemente all'allegato II, capitolo XI, del regolamento (CE) n. 852/2004.
Articolo 9
Restrizioni alla movimentazione di carni di pollame, carni macinate, preparazioni di carni, carni separate meccanicamente e prodotti a base di carne costituiti da o contenenti carni di pollame
1. L'autorità competente assicura che le carni di pollame provenienti da e/o originarie di aziende interessate dalla vaccinazione d'emergenza vengano movimentate verso altre parti d'Italia o spedite in altri Stati membri, solo nel caso in cui le carni:
a)
siano ottenute da pollame conforme all'articolo 4;
b)
siano prodotte nel rispetto del regolamento (CE) n. 853/2004, allegato II e allegato III, sezioni II e III, e siano sottoposte a controlli in conformità al regolamento (CE) n. 854/2004, allegato I, sezioni I, II e III e allegato I, sezione IV, capitoli V e VII.
2. L'autorità competente assicura che le carni macinate, le preparazioni di carni, le carni separate meccanicamente e i prodotti a base di carne costituiti da o contenenti carni di pollame provenienti da e/o originari di aziende interessate dalla vaccinazione d'emergenza vengano movimentate verso altre parti d'Italia o spedite in altri Stati membri, solo nel caso in cui essi siano ottenuti:
a)
da carni conformi al paragrafo 1;
b)
nel rispetto dell'allegato III, sezioni V e VI, del regolamento (CE) n. 853/2004.
Articolo 10
Monitoraggio e sorveglianza
La sorveglianza e il monitoraggio degli allevamenti vaccinati e non vaccinati vengono effettuati secondo quanto indicato nel piano di vaccinazione d'emergenza.
Articolo 11
Relazioni
L'Italia presenta alla Commissione una relazione preliminare sull'attuazione del piano di vaccinazione d'emergenza entro il 1o novembre 2007 e successive relazioni trimestrali entro un mese dalla fine di ciascun trimestre.
La Commissione garantisce l'informazione del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali in merito a tali relazioni.
Articolo 12
Riesame delle misure
Le misure di cui alla presente decisione sono riesaminate alla luce dell'evoluzione della situazione epidemiologica in Italia e di ogni nuova informazione al riguardo.
Articolo 13
Abrogazione
La decisione 2005/926/CE è abrogata.
Articolo 14
Applicazione
La presente decisione si applica dal 24 settembre 2007 al 31 marzo 2008.
Articolo 15
Destinatari
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 24 settembre 2007.

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