Document ID: 32008D0344

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 23 ottobre 2007
relativa all’aiuto di Stato C 23/06 (ex NN 35/06) concesso dalla Polonia a favore del produttore di acciaio Gruppo Technologie Buczek
[notificata con il numero C(2007) 5087]
(Il testo in lingua polacca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2008/344/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
visto il protocollo n. 8 del trattato di adesione sulla ristrutturazione dell'industria siderurgica polacca (1) (in appresso «protocollo n. 8»),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni a norma dei suddetti articoli (2),
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Nel marzo 2002 Huta Buczek (in appresso «TB-HB») ha presentato alle autorità polacche un programma di ristrutturazione. Il 7 maggio 2003 TB-HB ha assunto la denominazione di Technologie Buczek S.A. (in appresso: «TB»).
(2)
Il 5 novembre 2002 il Consiglio dei Ministri polacco ha approvato il programma di ristrutturazione e sviluppo dell'industria siderurgica in Polonia fino al 2006 (in appresso denominato «Programma nazionale di ristrutturazione» o «PNR»). Tale programma prevedeva essenzialmente la concessione di aiuti di Stato all’industria siderurgica polacca in connessione con la ristrutturazione nel periodo che va dal 1997 al 2006 per un importo massimo di 3,387 miliardi di PLN (846 milioni di euro) (3).
(3)
Il programma nazionale di ristrutturazione è stato presentato all'UE e il 25 marzo 2003 la Commissione ne ha effettuato la valutazione. Su tale base, la Commissione ha presentato una proposta di decisione al Consiglio ai fini del prolungamento della moratoria che permetteva al settore siderurgico in Polonia di ottenere un aiuto di Stato nel quadro dell’accordo europeo (che inizialmente era fino al 1997) fino alla data dell'adesione della Polonia all'UE, a condizione che fosse ripristinata la redditività dei beneficiari entro il 2006. La proposta è stata approvata dal Consiglio nel luglio 2003 (4).
(4)
L’UE ha pertanto autorizzato la Polonia, in deroga alle proprie norme (5), a concedere all’industria siderurgica un aiuto alla ristrutturazione. La decisione è stata integrata nel Protocollo n. 8 del trattato di adesione relativo alla ristrutturazione dell'industria siderurgica polacca (6). Tale protocollo autorizzava la concessione di aiuti di Stato a otto imprese indicate nell'allegato 1 del protocollo 8 tra cui TB-HB, per un importo massimo di 3.387, miliardi di PLN, entro la fine del 2003.
(5)
Al fine di garantire il rispetto delle condizioni contenute nel protocollo, il protocollo n. 8 stabilisce disposizioni precise in materia di attuazione e controllo. La Polonia deve presentare, tra l'altro, una relazione di controllo semestrale e negli anni 2003, 2004, 2005 e 2006 è stata effettuata una valutazione indipendente dei risultati del controllo (7). Nel febbraio 2004 e nell'aprile 2005 sono state presentate relazioni sulle attività di TB che sono state discusse con le autorità polacche e i beneficiari e sono state approvate dai servizi della Commissione e dalle autorità polacche.
(6)
Nel settembre 2005 TB ha modificato il suo piano individuale d'impresa (in appresso «IBP 2005») e lo ha successivamente presentato alla Commissione per l'approvazione ai sensi del punto 10 del protocollo 8. Tuttavia, poiché da quel momento l'impresa ha più volte modificato il piano e dal 2006 è in liquidazione, tale domanda è diventata priva di oggetto.
(7)
A seguito di una valutazione indipendente effettuata nel 2005, in cui è stato riscontrato che i debiti di TB nei confronti dei creditori pubblici erano in aumento e la redditività continuava ad essere deficitaria, i servizi della Commissione hanno chiesto alla Polonia informazioni supplementari con lettere del 29 marzo 2005, 1o agosto 2005 e 2 dicembre 2005. La Polonia ha risposto con lettere del 23 giugno 2005, 28 settembre 2005 e 14 febbraio 2006.
(8)
Con lettera del 7 giugno 2006 la Commissione ha informato la Polonia della propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE nei confronti della misura di aiuto di cui sopra.
(9)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea (8). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito a tale misura di aiuto.
(10)
La Commissione non ha ricevuto osservazioni da parte di terzi.
(11)
Le autorità polacche hanno risposto con lettere del 18 settembre 2006, 2 ottobre 2006 e 20 ottobre 2006. I servizi della Commissione hanno chiesto alla Polonia ulteriori informazioni con lettere del 6 novembre 2006, 18 dicembre 2006 e 15 marzo 2007 cui la Polonia ha risposto con lettere del 24 novembre 2006, 23 gennaio 2007 e 23 maggio 2007. Il 13 dicembre 2006 ha avuto luogo una riunione delle autorità polacche e dei servizi della Commissione.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'AIUTO
1. Il gruppo TB
(12)
TB è un'impresa che produce tubi, con sede a Sosnowiec, nella regione della Slesia. Fino al 2006 l'impresa produceva prodotti siderurgici e possedeva impianti per la produzione di tubi saldati in acciaio e di tubi in acciaio ad alta lega. Tali prodotti sono prodotti siderurgici ai sensi delle norme relative agli aiuti di Stato (9). Le capacità produttive totali dell'impresa sono pari a 60 000 tonnellate (10). L'impianto per la produzione dei tubi saldati si compone di quattro linee di saldatura (W 1.5, W 2 - ammodernate nel 1993 e nel 2001, W 3 - aperta nel 1999 e W 4 - aperta nel 2003) e due linee di taglio longitudinale di nastri (di cui una aperta nel 2004). Inoltre, fino al 2005, TB disponeva di un impianto per la produzione di lamine in acciaio.
(13)
TB è una società per azioni il cui capitale ammontava nel 2004 a circa 20 milioni di PLN (5 milioni di euro). L'azionista di maggioranza della società è il Górnośląski Fundusz Restrukturyzacyjny S.A. (Fondo di ristrutturazione della Bassa Slesia, in appresso «GFR») che possiede il 78,1 % delle azioni. Fino al 30 dicembre 2005 il principale azionista di GFR è stata la società Eurofaktor S.A. (in appresso: «EF») che possedeva il 51,3 % delle azioni. Gli azionisti di EF sono investitori privati tra cui: Bonum Sp. s.r.l. con il 37,25 % delle azioni, ING TFI con il 13,40 % delle azioni, Polmetal Sp. s.r.l. con l'11,31 % delle azioni, Stabilo Group Sp. s.r.l. con il 10,93 % delle azioni. Successivamente, EF ha vendute le proprie quote alla società Stabilo Group s.r.l. Azionista di minoranza di GFR è il Tesoro di Stato.
(14)
Attualmente, TB possiede quattro società controllate che svolgono attività significative:
a)
Buczek Automotive Sp. s.r.l. [in appresso «BA», originariamente denominata P.U.R.M. (Przedsiębiorstwo Usług Remontowo-Mechanicznych) «REMEBUD» Sp. srl] di cui TB possiede attualmente il 51 % delle azioni. Inizialmente, l'impresa forniva servizi di riparazione di macchinari ed attrezzature per TB. Nel dicembre 2005, TB ha trasferito a BA l'attività principale che essa svolgeva per l'industria automobilistica (TB possedeva allora il 100 % delle azioni di BA) e ne ha modificato la denominazione in BA. Il 1o dicembre 2005, sono stati trasferiti 228 dipendenti a BA che dava lavoro già a 76 persone. Il 1o gennaio 2006, TB e BA hanno firmato un accordo di leasing a tempo indeterminato, sulla base del quale BA usufruisce degli attivi di TB connessi con l'industria automobilistica. Nel novembre 2006, EF, a causa dei debiti non pagati di TB, ha fatto ipotecare le azioni di BA ed è diventata proprietaria del 49 % delle azioni di BA. La società BA è un produttore di acciaio ai sensi delle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato;
b)
Huta Buczek Sp. S.r.l. (in appresso: «HB» di cui TB possiede il 100 % delle quote) è uno stabilimento separato dall'impresa TB che produce lamine in acciaio. L'impresa dà lavoro a 227 dipendenti. La società HB è stata creata il 3 dicembre 2004 e, il giorno della sua costituzione, possedeva un capitale azionario pari a 100 000 PLN (25 000 euro). Nel 2005 e nella prima metà del 2006, TB ha accresciuto il capitale di HB mediante alcuni apporti di capitale dell'importo totale di 14 811 600 PLN. La società HB non è un produttore di acciaio ai sensi delle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato;
c)
Buczek - HB - Zakład Produkcji Rur Sp. s r. l. (in appresso «ZPR», appartiene per il 18 % a TB, mentre le rimanenti quote sono dei dipendenti dell'impresa) fornisce servizi nel settore della produzione di tubi trafilati e del taglio e della lavorazione dell'acciaio. Dà lavoro a 100 dipendenti. Nel 2001 l'impresa è stata acquisita dai dipendenti di TB per scongiurarne la chiusura. Le attrezzature per la produzione, che sono prese in leasing da TB-ZPR, appartengono a TB;
d)
SAMKOL (in cui TB possiede il 100 % delle azioni) fornisce servizi di trasporto. L'impresa è stata creata nel 1997. Il suo capitale è stato aumentato per l'ultima volta nel 2001. Precedentemente, l'80 % dei servizi veniva fornito a TB, attualmente solo il 20 % delle entrate dell'impresa proviene dalla collaborazione con TB.
2. Il piano originario di ristrutturazione
(15)
Nel 2002, al fine di superare la difficile situazione finanziaria, TB-HB ha elaborato un piano individuale d'impresa (in appresso «IBP 2002»). Come è ricordato nella decisione di avvio del procedimento, il piano operativo di ristrutturazione prevedeva la concentrazione delle attività dell'impresa sulla produzione di tubi calibrati saldati per applicazioni speciali, realizzati con nastri di acciaio rivestiti di alluminio o galvanizzati. A tal fine, era previsto l'acquisto di una maggiore quantità di attrezzature per la produzione (11).
(16)
In generale, il piano prevedeva che il costo dei potenziali investimenti fosse di 25 milioni di euro. Esso prevedeva, oltre ai principali investimenti che riguardavano la produzione e la lavorazione dei tubi per fini automobilistici e di linee di produzione di tubi saldati, progetti come l'informatizzazione, l'ammodernamento di altri progetti minori e l'acquisto di attivi duraturi. Si auspicavano altresì investimenti nel settore delle lamine, che, però, essendo stati giudicati poco realistici, sono stati rinviati.
(17)
Inoltre, nel piano era prevista l'introduzione di un programma di riduzione dei costi che comprendeva anche una riduzione del personale da 532 dipendenti a 407. A tal fine, negli anni 2002-2006 sono stati previsti costi totali pari a 2 910 000 PLN. In particolare, ai fini del taglio di 161 posti di lavoro, si prevedeva di chiedere un aiuto pubblico esterno di 823 000 PLN, pari a un equivalente sovvenzione netto di 597 000 PLN. Inoltre, era previsto un aiuto dell'importo di 2,754 milioni di PLN per la ricerca scientifica e lo sviluppo (in appresso: «R&S»), di cui 1 250 000 PLN per il 2002, che corrisponde ad un equivalente netto sovvenzione di 900 000 PLN, e 2 540 000 PLN per il 2003, che corrisponde ad un equivalente netto sovvenzione di 1 854 000 PLN (12).
(18)
Infine, erano previste misure d'aiuto anche per la ristrutturazione finanziaria per un importo di 8,411 milioni di PLN, che corrisponde ad un equivalente netto sovvenzione sotto forma di estinzione di debiti di circa 3,392 milioni di PLN [essenzialmente debiti per imposte sulle proprietà dovute all'Ufficio comunale e, in misura minore, all'Ufficio delle Imposte e all’Istituto di sicurezza sociale (ZUS)], di modifica del calendario del rimborso per debiti di un importo di 6,014 milioni di PLN nei confronti di ZUS e del Fondo statale per la riabilitazione dei disabili (PFRON), che corrisponde ad un equivalente netto sovvenzione di 5,019 milioni di PLN (5,001 milioni di PLN dovuti a ZUS e 18 000 PLN dovuti al PFRON). Obiettivo della ristrutturazione finanziaria era l'acquisto di materiali e il proseguimento delle attività di produzione dell'impresa (13).
3. Aiuti di Stato
a) Aiuto previsto nell'ambito del piano di ristrutturazione
(19)
Il programma di ristrutturazione prevedeva essenzialmente i seguenti aiuti:
Tabella 1
Aiuto di Stato previsto a favore di TB negli anni 2002-2003
Istituzione
Forma dell'aiuto
in migliaia di PNL
in migliaia di PNL
(ESN)
FGŚP (2002) (14)
Rateizzazione
136
3
FGŚP (2003)
Rateizzazione
270
15
Totale soggetto a rateizzazione
406
18
Ufficio comunale di Sosnowiec
Estinzione dei debiti
2 964
2 964
Ufficio delle Imposte
Estinzione dei debiti
163
163
ZUS
Estinzione dei debiti
265
265
Totale dei debiti estinti
3 392
3 392
ZUS
Rateizzazione
6 014
5 001
Totale
Ristrutturazione finanziaria
9 812
8 411
Ristrutturazione dell’occupazione
823
597
R&S
3 790
2 754
Valore totale dell'aiuto
14 425
11 762
(20)
Il piano di ristrutturazione conteneva anche informazioni sul fatto che negli anni 1997-2001 HB-TB aveva ottenuto un aiuto di Stato dell'importo di 4 422 411 PLN ESN. La maggior parte dell'aiuto era rappresentata da un aiuto alla ricerca e sviluppo R&S (3 243 626 PLN). Un aiuto dell'importo di 196 800 PLN era stato concesso alla protezione dell'ambiente, 132 240 PLN alla formazione e l'importo rimanente di 849 746 PLN era un aiuto a favore del processo di ristrutturazione, vale a dire un aiuto «ad hoc» (15).
(21)
L'importo totale dell' aiuto destinato a TB, e pari a 16 184 411 PLN, è stato approvato sulla base del PNR e del protocollo n. 8.
b) Aiuto di Stato ottenuto
(22)
Secondo il parere di un consulente indipendente, l'aiuto di Stato ottenuto dall'impresa negli anni 2002-2003 ammontava soltanto a 2,235 milioni di PLN (equivalente sovvenzione netto) (16). 2,045 milioni di PLN erano destinati alla ricerca e sviluppo (R&S) e 190 400 PLN alla ristrutturazione dell'occupazione (17).
(23)
Inoltre, conformemente all'IBP del 2005, l'impresa ha ottenuto una dotazione di bilancio per la ristrutturazione dell'occupazione negli anni 2004-2006 di 877 000 PLN (18). Le autorità polacche hanno spiegato che il governo aveva erogato fondi a favore dei dipendenti licenziati nel settore siderurgico per aiutarli ad rientrare nel mercato del lavoro mediante azioni di formazione che migliorassero la loro qualificazione o per incoraggiarli ad andare anticipatamente in pensione versando loro una compensazione parziale in considerazione del livello basso di redditi percepiti per i pensionamenti anticipati. La messa a disposizione di tali fondi è stata resa possibile dall'approvazione, nel dicembre 2003, della modifica della legge del 24 agosto 2001 relativa alla ristrutturazione dell’industria siderurgica mediante la precisazione che l'unico beneficiario dell'aiuto erano i dipendenti, mentre il datore di lavoro era solo un intermediario incaricato di versare tali fondi ai dipendenti licenziati.
4. Mancata realizzazione del piano di ristrutturazione - sviluppi della situazione negli anni 2003-2006
(24)
La ristrutturazione di TB non ha dato i risultati previsti dal piano di ristrutturazione ed è terminata nel 2006 con il fallimento dell'impresa dovuto alle seguenti ragioni:
a) Estinzione del debito
(25)
TB non è stata in grado di ottenere l'estinzione del debito prevista nell'IBP.
(26)
L'estinzione dei debiti nei confronti di ZUS, dell'Ufficio comunale di Sosnowiec e dell'Ufficio delle imposte per un importo di 3 392 000 PLN doveva avvenire sulla base della legge del 30 agosto 2002 relativa alla ristrutturazione di alcuni debiti istituzionali delle imprese (in appresso: «Legge del 30 agosto 2002») (19). La legge prevedeva la possibilità di una ristrutturazione dei debiti istituzionali delle imprese in gravi difficoltà finanziarie sotto forma di estinzione dei debiti. Conformemente alla legge, l'impresa interessata doveva presentare una domanda (insieme al programma di ristrutturazione) ad ognuna delle istituzioni pubbliche i cui crediti avrebbero dovuto essere ristrutturati (in appresso anche «organo di ristrutturazione»).
(27)
L'organo di ristrutturazione, dopo aver constatato che il programma di ristrutturazione proposto poteva migliorare la situazione finanziaria dell'impresa, emanava la cosiddetta decisione sulle condizioni di ristrutturazione insieme ad un elenco dei debiti oggetto della ristrutturazione. Nel caso in cui l'impresa soddisfaceva tutte le condizioni imposte dalla decisione, vale a dire il pagamento di un'imposta di ristrutturazione, la presentazione di un programma di ristrutturazione e l'assenza di altri debiti arretrati, l'organo di ristrutturazione era obbligato ad emettere una decisione «definitiva» per l'estinzione dei debiti indicati nella decisione sulle condizioni di ristrutturazione (la cosiddetta «decisione sulla conclusione della ristrutturazione»).
(28)
Tuttavia, la decisione definitiva non poteva essere emessa prima di un anno dalla data di adozione della decisione sulle condizioni di ristrutturazione e ai fini della sua emissione era indispensabile che vi fosse il parere favorevole del Direttore dell'Ufficio per la tutela della concorrenza e dei consumatori (in appresso «UTCC») quanto alla compatibilità di tale estinzione con le norme in materia di aiuti di Stato. Nel periodo successivo all'adozione della decisione sulle condizioni di ristrutturazione e prima dell'emissione della decisione sulla conclusione della ristrutturazione, i debiti per i quali era prevista l'estinzione dovevano essere iscritti come arretrati. Inoltre, dovevano essere calcolati gli interessi di penalità. Secondo la Commissione, tutto ciò era finalizzato a rendere possibile la realizzazione dell'estinzione dei debiti soltanto dopo che fosse stato constatato che l'impresa stava effettivamente effettuando il programma di ristrutturazione.
(29)
La Commissione è stata informata del fatto che ZUS, l'Ufficio comunale di Sosnowiec e l'Ufficio delle imposte non hanno proceduto all'estinzione dei debiti.
(30)
Il progetto di estinzione del debito di TB nei confronti dell'Ufficio comunale di Sosnowiec (debito a titolo di imposta sugli immobili di 2 964 000 PLN) è stato respinto dall'UTCC perché la domanda era stata presentata dopo il 31 dicembre 2003 mentre il protocollo n. 8 vietava la concessione di aiuti di Stato alle imprese del settore siderurgico dopo tale data. Pertanto, il 28 aprile 2004 l'UTCC ha annunciato che l'estinzione del debito pianificata non sarebbe stata effettuata dal momento che erano state violate le norme del protocollo n. 8. Per le stesse ragioni, il 6 febbraio 2004, l'UTCC ha espresso parere negativo in merito alla prevista estinzione del debito di TB nei confronti di PFRON.
(31)
La domanda di estinzione del debito nei confronti dell'Ufficio delle imposte (163 000 PLN) presentata da TB è stata respinta da tale Ufficio. Conformemente alla legge del 30/8/2002, ciò poteva avvenire solo se l'impresa non avesse pagato «l'imposta di ristrutturazione» (pari al 15 % del valore dei debiti da estinguere) o se l'impresa aveva altri debiti arretrati nei confronti dell'Ufficio delle Imposte.
(32)
Infine, come si evince dal piano d'impresa del 2005, per i medesimi motivi finanziari non era riuscita la ristrutturazione dei debiti nei confronti di ZUS (265 000 PLN). Come si è spiegato al punto 25, al fine di ottenere l'estinzione del debito ai sensi della legge del 30 agosto 2002, l'impresa avrebbe dovuto rimborsare o rinviare il pagamento degli altri debiti istituzionali non coperti dalla ristrutturazione. Perciò, l'IBP del 2002 prevedeva la rateizzazione del debito per un importo di 6 420 000 PLN. Pertanto, la Commissione ritiene che TB non abbia raggiunto un accordo con ZUS ai fini della rateizzazione del debito oppure che ZUS abbia preso una decisione le cui condizioni non sono state soddisfatte da TB.
b) L'aumento dell'indebitamento
(33)
Negli anni 2001-2006 sono aumentati i debiti di TB nei confronti delle seguenti istituzioni: ZUS, Ufficio comunale di Sosnowiec, Ufficio delle imposte e PFRON. L'indebitamento ha incominciato ad aumentare nel 2001 ed è proseguito costantemente fino al dicembre 2002. Dopo un breve periodo di stabilizzazione, tra il febbraio 2002 e il novembre 2003, l'indebitamento ha continuato ad aumentare. Soltanto nel periodo tra il novembre 2003 e l'ottobre 2004 l'impresa è stata di nuovo in grado di far fronte ai propri debiti, probabilmente per soddisfare quanto imposto dalla legge del 30 agosto 2002 ai fini dell'estinzione dei debiti. Tuttavia, nel novembre 2004 l'indebitamento dell'impresa ha ricominciato ad aumentare.
(34)
Nell'autunno del 2004, dopo un tentativo non riuscito di estinzione dei propri debiti, TB aveva debiti per un importo di circa 20 milioni di PNL. Ciò è stato confermato dalla quarta relazione di controllo della Polonia relativa al 2004 dell'8 marzo 2005 che conteneva una dettagliata ripartizione dei debiti.
Tabella 2
Situazione dei debiti di TB conformemente alla relazione di controllo della Polonia del marzo 2005
Creditori pubblici
(in migliaia di PNL)
Debiti alla fine del 2003
Debiti alla fine del 2004
Debiti alla fine del gennaio 2005
ZUS
14 956
13 916
14 510
Ufficio comunale di Sosnowiec
7 411
5 118
5 371
PFRON
480
678
704
Ufficio delle imposte di Sosnowiec
269
555
524
Altri
115
0
0
Totale
23 231
20 267
21 108
(35)
Successivamente, alla fine del 2004, i debiti di TB nei confronti dei creditori pubblici hanno raggiunto i 20 milioni circa di PLN. Le autorità polacche hanno affermato che nel 2004, a seguito della vendita dei beni superflui, TB è riuscita a rimborsare 5 milioni di PLN (1,2 milioni di PLN nei confronti di ZUS e 3,8 milioni di PLN nei confronti dell'Ufficio delle imposte). Ciononostante, la relazione fa presente che dopo il 2004 l'indebitamento è di nuovo aumentato e ha raggiunto, nel gennaio 2005, 21,1 milioni di PLN.
(36)
Le autorità polacche hanno successivamente corretto l'importo di cui sopra con l'importo di 20 761 milioni di PLN alla fine del 2004. Il 31.3.2005 esso è aumentato a 22,43 milioni di PLN e il 30.6.2005 a 22,91 milioni di PLN. Poi l'impresa è riuscita a vendere alcuni attivi e grazie a ciò ha ridotto, alla fine del 2005, i propri debiti a un importo di 20,87 milioni di PLN. Tuttavia, a metà del 2006, l'indebitamento è nuovamente aumentato fino a 22,11 milioni di PLN e nell'agosto 2006 - cioè all'epoca della dichiarazione di fallimento - ha raggiunto i 22,67 milioni di PLN.
(37)
Come risulta dalle informazioni ottenute dalla Commissione, nel 2004 TB non aveva presentato alcun piano di ristrutturazione completo al fine di pianificare il rimborso dei debiti.
(38)
Le autorità pubbliche, in quanto creditrici dell'impresa, hanno avviato le procedure di esecuzione previste dal diritto. Per esempio, l'Ufficio delle imposte di Sosnowiec e il ZUS hanno congelato i conti in banca dell'impresa al fine di recuperare i propri crediti. Ciò non è stato però efficace dal momento che tutte le risorse finanziarie cui si riferivano tali conti erano destinate al pagamento degli stipendi dei dipendenti.
(39)
Pertanto, il recupero dei crediti avviene in gran misura mediante la costituzione di ipoteche sulle proprietà immobiliari e l'acquisizione di un diritto di usufrutto perenne dei terreni. Inoltre, apparentemente, l'Ufficio comunale ha ottenuto il trasferimento della proprietà di alcuni attivi ai sensi dell'articolo 66 della legge fiscale.
(40)
In particolare, il recupero dei debiti nei confronti di ZUS è avvenuto mediante la costituzione di ipoteche per un importo di 25 milioni di PLN. Inoltre, ZUS detiene ipoteche sugli attivi di produzione per un importo di circa 12 milioni di PNL, di cui circa 9,5 milioni di PLN sono ipoteche di primo grado (che comprendono un'ipoteca di primo grado sulla linea di saldatura W-3 per un valore superiore a 7 milioni di PNL).
(41)
Nel maggio 2007 il curatore fallimentare ha comunicato l'elenco dei debiti riconosciuti di TB in stato di fallimento per un importo totale di 63 milioni di PNL. Tale importo comprende i debiti istituzionali. Il principale creditore dell'impresa è l'impresa EF i cui crediti sono pari a 35,9 milioni di PNL.
c) Investimenti
(42)
TB non ha pienamente realizzato il programma di investimenti previsti per un valore di 25 milioni di PLN ma ha investito soltanto circa 10 milioni di PNL e ha destinato risorse finanziarie supplementari alla ricerca e sviluppo.
(43)
L'impresa TB ha realizzato alcuni investimenti sulla base del suo IBP. Nel 2003 e 2004 gli investimenti si sono concentrati sullo sviluppo della produzione di tubi per applicazioni automobilistiche. Pertanto, nel 2003 ha commissionato la realizzazione di una linea di saldatura di tubi con rivestimento in alluminio (per un importo di 3 207 000 PLN) e nel 2004 la realizzazione di una linea di taglio longitudinale di nastri che permettesse la produzione di tubi corti (per un importo di 733 000 PLN). Inoltre, sono state ammodernate le linee di saldatura esistenti (1 063 000 PLN) e alcuni edifici (per un importo di 1 379 000 PLN, compreso l'impianto di saldatura), indispensabili per la produzione destinata all'industria automobilistica. In totale, negli anni 2002-2005, per le attività automobilistiche sono stati investiti 6,383 milioni di PLN. Le autorità polacche hanno confermato che tutti gli investimenti riguardano beni che nel frattempo sono stati dati in leasing a BA (20).
(44)
Inoltre, circa 3,5 milioni di PNL sono stati destinati ad altri investimenti relativi ai sistemi IT, all'acquisto di altri beni capitali e ad altri progetti (21).
(45)
Infine, per gli anni 2005-2006 è stato previsto un importo supplementare per gli investimenti di 12-13 milioni di PLN, con cui accelerare l'avviamento della produzione di elementi di tubi realizzati in cromo mediante l'acquisto di una nuova linea di saldatura previsto per il 2006 (per circa 6 000 000 PLN). Tale acquisto, però, a quanto risulta alla Commissione, non è stato effettuato.
d) Funzionamento globale dell'impresa
(46)
TB non è riuscita a superare le difficoltà finanziarie e non ha ottenuto alcun credito bancario.
(47)
Nel corso del periodo di ristrutturazione TB non è stata in grado di ottenere un aiuto finanziario dai creditori né dalle istituzioni finanziarie locali (22). In effetti, già nel 2003 la banca aveva limitato gli strumenti di credito offerti all'impresa. La situazione è stata risolta solo grazie all'intervento di un altro investitore finanziario, GFR, che ha riscattato un numero significativo di debiti che sono stati convertiti in prestiti a lungo termine. Ciononostante, neanche nel 2004 TB è stata in grado di ottenere un credito bancario (23).
(48)
Ciò è dovuto al fatto che nel periodo di ristrutturazione TB non è riuscita a ripristinare la redditività nonostante alcuni cambiamenti molto positivi sul mercato.
(49)
Infatti, nel 2003, come si evince dalle relazioni di controllo indipendenti, TB è rimasta nettamente al di sotto delle vendite pianificate (48 migliaia di tonnellate di tubi) e ha venduto solo 30 mila tonnellate di tubi (24). Inoltre, l'impresa era alle prese con le tariffe imposte sui nastri larghi laminati a caldo, che costituiscono la materia prima per la sua produzione, e con una strategia non riuscita per la promozione dei prezzi il cui esito sono state entrate minori. Quindi, alla fine del 2004, l'impresa ha chiuso con un margine operativo negativo di 5 milioni di PLN (il volume di affari è stato di 92 milioni di PLN). Pertanto, l'impresa non ha potuto superare in maniera positiva la prova della redditività chiesta dalla Commissione. Nella relazione sintetica del gennaio 2004, il consulente indipendente della Commissione ha affermato che TB «svolge attività commerciali, ma resta insolvente» (25).
(50)
Nel 2004 anche la terza relazione di controllo indipendente per il 2004 indicava che l'impresa TB aveva una scarsa liquidità finanziaria e che il surplus finanziario non riusciva a coprire il pagamento delle rate del credito con gli interessi per cui esisteva un rischio elevato che non riuscisse a rimborsare il credito entro i termini (26). La quarta relazione di controllo per il 2004 conteneva dati dettagliati sui debiti arretrati (cfr. il punto 33) e informava che l'impresa non aveva ottenuto aiuto dalle istituzioni finanziarie, non aveva realizzato il piano di riduzione del personale e non aveva neanche raggiunto il livello previsto di efficienza produttiva. Inoltre, per quanto riguarda la situazione finanziaria dell'impresa, veniva affermato che «tra tutte le imprese che appartengono al gruppo in esame, Technologie Buczek s.r.l. [TB] corre il rischio maggiore di perdita di liquidità finanziaria. Tale rischio non è mitigato dal profitto netto delle attività economiche svolte dal momento che esso non apporta alcun risultato in termini di afflusso supplementare di risorse finanziarie. […] L'esistenza del rischio è provata dall'alto livello di finanziamento degli attivi mediante debiti, una parte significativa dei quali consiste in debiti nei confronti delle istituzioni pubbliche. Tale situazione fa sì che chi detiene il capitale non desideri investire nell'impresa tanto più in considerazione delle difficoltà di ottenere un credito bancario».
(51)
Il parere delle autorità polacche è stato confermato dalla relazione indipendente di controllo del maggio 2005 (27), in cui si confermava che nel 2004, nonostante una forte crescita del mercato dell'acciaio e l'aumento dei prezzi dell'acciaio (i prezzi erano più alti del 30 % rispetto alle previsioni), TB aveva avuto un margine operativo negativo e vendite inferiori del 20 % a quanto previsto. Pertanto, il consulente osservava che «sulla base dei risultati dell'impresa nel 2003 e 2004, si può ritenere che esista un grande rischio che l'impresa non ritorni competitiva entro il 2006» (28).
(52)
Nel settembre 2005, la quinta relazione di controllo polacca confermava che «TB aveva perso liquidità finanziaria». Veniva inoltre sottolineato che tale perdita era dovuta allo scorporo delle attività del laminatoio (29).
e) Cambio di strategia
(53)
TB ha cambiato più volte gestione e strategia.
(54)
TB ha tentato di effettuare diversi cambiamenti strutturali nell'impresa. I responsabili della direzione dell'impresa sono stati più volte destituiti: nel 2003, nel 2005 (in febbraio e in ottobre) e nel 2006.
(55)
Alla fine del 2003, nell'ottobre 2005 e all'inizio del 2006 TB ha cambiato la propria strategia di ristrutturazione. Nell'IBP del 2005 è cambiata significativamente la strategia con la limitazione dell'attività di TB ai tubi in acciaio con rivestimento in alluminio o ai tubi realizzati con acciaio cromato. A tal fine, era prevista una riduzione del personale a 267 persone. L'IBP aggiornato imponeva chiaramente a TB l'obbligo di interrompere la produzione dei tubi in acciaio ad alta lega senza saldatura e dei tubi saldati in quanto non redditizi. L'impresa ha cessato anche di produrre tubi saldati in acciaio cromato.
(56)
Inoltre, come hanno fatto presente le autorità polacche il 14 febbraio 2006, dal 2006 TB aveva l'intenzione di mettere termine al processo di produzione nel 2007 e di restare attiva soltanto come impresa di gestione. TB doveva fondare una nuova impresa al fine di creare un'impresa polacca di punta specializzata nella produzione di tubi in alluminio e cromo per l'industria automobilistica. A tal fine, doveva essere creata un'impresa separata dal momento che «l'attuale ristrutturazione degli attivi e delle finanze di TB […] preclude la stabilizzazione finanziaria, il rimborso degli arretrati di bilancio e l'ottenimento di un credito che dia accesso a fonti più economiche di finanziamento» (30). Tale impresa doveva utilizzare le linee di saldatura W-4 e W-2, prendendole in leasing da TB, e avvalersi dell'intera forza lavoro di TB (ad esclusione di pochi dipendenti che avrebbero gestito TB). Anche le infrastrutture indispensabili sono state scorporate dai beni di TB. I rimanenti macchinari per la saldatura dovevano successivamente essere venduti a causa della ristrutturazione degli attivi. Tenuto conto che la produzione avrebbe dovuto terminare entro la fine del 2007, la Commissione ritiene che la nuova strategia di ristrutturazione comportasse, di fatto, la liquidazione di TB.
(57)
Nel frattempo, il 15 settembre 2006 TB ha chiesto l'avvio di una procedura di fallimento. Il gruppo TB in fallimento ha potuto continuare a svolgere attività economiche. L'attività di TB consiste attualmente nel dare in leasing i propri attivi alle imprese controllate. Il curatore fallimentare progetta di vendere le parti organizzate dell'impresa e continuare nel frattempo a svolgere le attività di leasing.
f) La ristrutturazione del gruppo
(58)
TB ha realizzato la ristrutturazione del gruppo e ha trasferito le attività redditizie, la produzione di lamine in acciaio cromato a HB e la produzione di tubi in acciaio alluminato e cromato a BA (cfr. il punto 14).
(59)
L'attività di TB nell'ambito della produzione di lamine non è stata riconosciuta come una parte dell'attività principale dell'impresa. Già nel 2002 l'IBP indicava che non bisognava investire ulteriormente in HB ma realizzarne la divisione.
(60)
HP è stata fondata nel dicembre 2004 e il suo capitale sociale era allora di 100 000 PLN. L'anno dopo il suo valore è aumentato a 14 911 600 PLN grazie all'apporto in data 17 gennaio 2005 di attivi per un valore di 3 330 900 PLN, nel febbraio/marzo 2005 di capitale per un valore di 3 850 000, nel novembre 2005 ancora di capitale per un valore di 1 830 700 PLN e in data 13 luglio 2006 di attivi immateriali per un valore di 5 800 000 PLN.
(61)
Sulla base del cosiddetto metodo svizzero, il valore dell'intera HB è stato valutato pari a 38 milioni di PLN. Quindi, il valore di mercato dell'impresa è sensibilmente superiore al suo valore azionario di 14,9 milioni di PLN. In effetti, HB registra dei profitti. Non ha arretrati nei confronti delle istituzioni pubbliche. Tra il giugno e il luglio 2005 HB ha acquistato da TB per un importo di 9 450 013 PLN immobili e macchinari il cui valore è stato calcolato pari a 10 430 194 PLN. Sono rimaste le ipoteche sugli attivi e, conformemente al diritto polacco (articolo 112 della legge fiscale), HB è persino diventata un debitore congiunto con TB in relazione ad alcuni debitori di TB nei confronti di ZUS.
(62)
L'attività di BA è stata rinnovata nel 2005 al fine di operare nel settore dei tubi in alluminio e cromo. A tal fine, i dipendenti di TB sono stati trasferiti a BA e nel luglio 2006 l'impresa ha avuto un apporto di capitale di 1 550 000 PLN. Inoltre, BA prende in leasing da TB gli attivi per la produzione di sistemi di scappamento per l'industria automobilistica (comprese le linee per la saldatura W2 e W4 e la linea di taglio longitudinale di nastri). L'accordo di leasing è a tempo indeterminato e BA versa, a tale titolo, ogni mese 258 000 PLN più IVA. Se ne evince che BA trae un evidente vantaggio dagli investimenti realizzati in relazione a tali attivi. In effetti, la settima relazione della Polonia conferma che TB ha trasferito a BA 20mila tonnellate di capacità produttive (31).
(63)
Nel febbraio 2004, l'impresa EF ha firmato con TB un accordo per servizi di factoring. Per ottemperare all'accordo sono state registrate le ipoteche sulle quote di HB e BA. In tal modo, EF è diventata il principale creditore di TB. Dal momento che EF era solo un azionario di GFR, i crediti di EF non vengono considerati investimenti di capitale in TB.
(64)
TB è attualmente proprietaria del 51,2 % delle azioni di BA. Le rimanenti azioni sono state rilevate da EF il 20 luglio 2006 nel corso dell'esecuzione di un'ipoteca per pagare i debiti. Il pagamento è stato effettuato sulla base del valore nominale delle quote per un importo di 7,2 milioni di PLN.
(65)
In qualità di creditore, EF ha chiesto al curatore fallimentare l'esclusione dal patrimonio fallimentare del 48,8 % delle quote di HB. La richiesta è stata però respinta dal giudice nel settembre 2006.
III. MOTIVAZIONI PER L’AVVIO DEL PROCEDIMENTO
(66)
Nella decisione di avviare il procedimento di indagine formale la Commissione ha ritenuto che la ristrutturazione di TB non fosse compatibile con il protocollo n. 8 e, considerato che il programma di ristrutturazione non è stato realizzato, ha deciso di indagare per capire:
a)
se vi sia stato un utilizzo abusivo dell'aiuto alla ristrutturazione;
b)
se la mancata esecuzione dei debiti nei confronti delle istituzioni possa essere considerata un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87 paragrafo 1 del trattato CE;
c)
se siano stati concessi aiuti finanziari per la ristrutturazione dell'occupazione dopo il 2003 che possano costituire un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1 del trattato CE.
(67)
La Commissione ha fatto presente che considera beneficiario dell'aiuto l'intero gruppo.
IV. OSSERVAZIONI DELLA POLONIA
(68)
In primo luogo, le autorità polacche contestano il fatto che vi sia stato un utilizzo abusivo dell'aiuto alla ristrutturazione. Le autorità polacche sostengono che l'aiuto non è stato interamente un aiuto alla ristrutturazione.
a)
Ciò riguarda prima di tutto l'aiuto alla ricerca e allo sviluppo erogato negli anni 2002-2003. TB ha utilizzato la maggior parte dell'aiuto concesso nell'ambito del programma di ristrutturazione per la ricerca e lo sviluppo. La Polonia ha confermato che l'aiuto è stato effettivamente utilizzato per la ricerca e lo sviluppo. La Polonia ha fornito informazioni sul regolamento del comitato direttivo per la ricerca scientifica del 30 novembre 2001 sui criteri e i metodi utilizzati per concedere e calcolare i finanziamenti statali per le scienze. Conformemente a tale regolamento, le spese per la ricerca e lo sviluppo sono state monitorate sulla base delle fatture presentate e di dettagliate relazioni annuali che indicavano che non vi era stato un utilizzo abusivo dell'aiuto.
b)
Inoltre, l'aiuto all'occupazione concesso prima del 2004 è stato riconosciuto come un aiuto compatibile con il mercato comune dal momento che la sua approvazione è stata legata ad altri fattori discussi nei negoziati di adesione. Tuttavia, le autorità polacche non sostengono che tale aiuto fosse compatibile con il mercato comune per motivi diversi dall'obiettivo di ristrutturazione.
c)
La Polonia sostiene anche che una parte dell'aiuto concessa prima del 2002 è stata effettivamente utilizzata per la ricerca e lo sviluppo, la tutela dell'ambiente e la formazione ed è stata spesa per gli obiettivi dichiarati.
(69)
In secondo luogo, le autorità polacche hanno fornito esaurienti spiegazioni da parte dei rispettivi creditori istituzionali, ZUS, l'Ufficio delle imposte di Sosnowiec e PFRON, sulle loro azioni di esecuzione al fine di sottolineare che tali istituzioni si sono comportate come creditori privati.
a)
Nell'ambito delle azioni di esecuzione, ZUS ha sequestrato i conti e i debiti dell'impresa e nel 2005 è riuscito a procedere ad un'esecuzione per un importo di 2,3 milioni di PLN. Inoltre, ZUS ha un'ipoteca sulle proprietà immobiliari di TB per un valore che supera i 25 milioni di PNL e ha costituito un'ipoteca finanziaria sugli attivi dell'impresa il cui valore è di 12,2 milioni di PLN. Secondo ZUS, non ci sono motivi per affermare che, in caso di dichiarazione di fallimento di TB, sarebbe stata rimborsata una parte maggiore di debiti piuttosto che nel caso di un'esecuzione forzata. Invece, era probabile che il prezzo ottenuto dalla vendita degli attivi sarebbe stato notevolmente più basso della maggior parte dei crediti garantiti da un'ipoteca. Inoltre, la maggior parte delle ipoteche giudiziali che gravano sugli attivi di HB, e che erano state costituite a favore di ZUS, erano state in precedenza l'oggetto di garanzie costituite per altri creditori che, nel caso in cui le proprietà immobiliari fossero vendute nell'ambito della procedura di fallimento, avrebbero la precedenza nel recupero dei debiti esistenti.
b)
L'Ufficio comunale di Sosnowiec ha proceduto ad un'esecuzione mediante sequestro dei conti bancari (il valore dei crediti per i quali vi è stata esecuzione ammonta a circa 1,7 milioni di PNL) e sequestro dei conti sotto forma di affitto (apporto di 0,5 milioni di PNL). I crediti dell'Ufficio comunale di Sosnowiec sono stati a loro volta garantiti mediante un'iscrizione di ipoteche giudiziarie per un valore totale di 3,2 milioni di PLN più gli interessi.
c)
PFRON ha informato di aver proceduto ad un'esecuzione nei confronti di TB nel 2005 mediante l'emissione di 6 titoli esecutivi che hanno portato a un rimborso parziale nel luglio 2006.
(70)
In terzo luogo, la Polonia ha risposto ai dubbi della Commissione europea per quanto riguarda l'aiuto alla ristrutturazione dell'occupazione dopo il 2003 spiegando che la legge del 24 agosto 2001 relativa alla ristrutturazione dell’industria siderurgica è stata modificata nel dicembre 2003 in modo tale da far sì che l'aiuto fosse destinato solo ai lavoratori licenziati mentre le acciaierie erano utilizzate solo come intermediari per trasferire fondi (cfr. il punto 20).
(71)
Le autorità polacche ritengono che le imprese controllate da TB possano essere considerate responsabili solo qualora esse abbiano effettivamente beneficiato dell'aiuto. Inoltre, sostengono che gli apporti di capitale e di attivi sono stati effettuati in maniera corretta. Inoltre, le autorità polacche ritengono che HB non sia un produttore di acciaio e non sia pertanto soggetta alle norme del protocollo n. 8.
V. VALUTAZIONE DELLE MISURE
1. Base giuridica applicabile
(72)
Il protocollo n. 8 stabilisce, al punto 1, che «nel rispetto di quanto stabilito dagli articoli 87 e 88 del trattato CE, gli aiuti di Stato concessi dalla Polonia ai fini della ristrutturazione a favore di settori specifici della siderurgia polacca sono conformi al mercato comune» se sono soddisfatte, tra le altre, le condizioni di cui a detto Protocollo.
(73)
Il Consiglio ha esteso il periodo di moratoria per la concessione dell’aiuto nell’ambito della ristrutturazione della siderurgia polacca nel quadro dell’accordo europeo fino alla data dell'adesione della Polonia all'UE. Tale disposizione è contenuta nel protocollo n. 8 al trattato di adesione della Polonia all'UE. Al fine di raggiungere tale obiettivo, il Protocollo copre l’arco di tempo che precede e segue l’adesione. Più precisamente, autorizza un aiuto limitato alla ristrutturazione per gli anni 1997-2003 e vieta qualsiasi aiuto ulteriore ai fini della ristrutturazione dell’industria siderurgica polacca tra gli anni 1997-2006. Sotto tale aspetto, si differenzia chiaramente dalle altre disposizioni del trattato di adesione come il meccanismo temporaneo di cui all’allegato IV (il «procedimento relativo all’esistenza di un aiuto»), che riguarda soltanto gli aiuti di Stato concessi prima dell’adesione e che sono «ancora applicabili» dopo tale data. Il Protocollo n. 8 può essere pertanto considerato una lex specialis che, per l’ambito coperto, sostituisce le altre norme del trattato di adesione (32).
(74)
Inoltre, la Commissione ritiene che la portata del programma nazionale di ristrutturazione e del protocollo n. 8 non si limiti alla portata di cui all'allegato 1 del trattato CECA. Invece, il protocollo n. 8 concerne anche alcuni settori siderurgici non coperti dal trattato CECA (33), segnatamente i tubi senza saldatura e i tubi grandi saldati. Tale campo di applicazione è conforme alla definizione dell'acciaio ai sensi delle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato (34) applicabili al momento dell'entrata in vigore del protocollo n. 8. Rientra nell'ambito del PNR che attua il protocollo n. 8. Infatti, metà dei beneficiari nell'ambito dell'ultimo PNR sono produttori di tubi, segnatamente Huta Andrzej S.A. (in fallimento), Huta Batory S.A. (in fallimento), Huta Pokój, una controllata di Mittal Steel Poland (ex PHS) e TB. Pertanto, il protocollo n. 8 si applica anche ai produttori di tubi, e nella fattispecie, a TB.
(75)
Considerato che gli articoli 87 e 88 del trattato CE non riguardano, di norma, gli aiuti concessi prima dell’adesione e che non sono più applicabili dopo l’adesione, le disposizioni del Protocollo n. 8 estendono il controllo sugli aiuti di Stato nell’ambito del trattato CE a tutti gli aiuti concessi per la ristrutturazione dell’industria siderurgica polacca negli anni 1997-2006.
(76)
Conformemente all’articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE, può essere presa una decisione dopo l’adesione della Polonia all’UE, perché, in mancanza di disposizioni specifiche nel Protocollo n. 8, devono essere applicate le norme e i principi abituali. Perciò, si applica anche il regolamento del Consiglio (CE) n. 659/1999 del 22 marzo 1999 recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE (in appresso «regolamento procedurale») (35).
2. Esistenza di un aiuto
(77)
A norma dell’articolo 87, paragrafo 1 del trattato CE, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma, che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
(78)
La Polonia è stata autorizzata, in virtù del protocollo n. 8 a concedere a TB un aiuto alla ristrutturazione per realizzare il programma di ristrutturazione.
(79)
L'aiuto poteva essere concesso, tuttavia, solo per un periodo limitato che è terminato alla fine del 2003. Dopo tale data, la Polonia non aveva più il diritto di concedere aiuti alla ristrutturazione nell'ambito del protocollo n. 8. Qualsiasi aiuto avrebbe, infatti, violato il paragrafo 18 lettera c) del protocollo n. 8 che vieta la concessione di aiuti di Stato supplementari a favore dell'industria siderurgica, e segnatamente ai beneficiari nominati nel protocollo.
(80)
Ciononostante, le autorità polacche hanno continuato a concedere o a prorogare a TB i crediti non rimborsati dopo il 2003 e ciò deve essere considerato un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1 del trattato CE.
(81)
La Commissione ricorda che l’articolo 87, paragrafo 1 del trattato CE riguarda gli interventi che sotto qualsiasi forma riducano gli oneri di bilancio di un'impresa e che pertanto, pur non essendo sovvenzioni in senso stretto, hanno lo stesso carattere e gli stessi effetti. Ciò è stato più volte confermato nei casi in cui un'istituzione pubblica responsabile della riscossione dei contributi di sicurezza sociale abbia tollerato il mancato pagamento o un ritardo nel pagamento dei contributi dal momento che tale comportamento attribuisce al beneficiario un significativo vantaggio concorrenziale visto che riduce, per tale impresa, l'onere legato al normale funzionamento del sistema di sicurezza sociale (36). Invece di concedere il rinvio dei pagamenti, il creditore pubblico avrebbe potuto chiedere il rimborso immediato dell'importo totale dovuto, se necessario facendo valere la propria ipoteca (37).
(82)
Per poter stabilire se vi sia un vantaggio che possa essere classificato come un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1 del trattato CE, la Commissione deve dimostrare che le autorità pubbliche si sono comportate nei confronti del debitore in maniera diversa rispetto a quanto avrebbe fatto un ipotetico creditore privato nella stessa situazione (38).
(83)
A titolo di osservazione preliminare, la Commissione osserva che il fatto stesso che esistesse un precedente aiuto di Stato a favore dell'impresa fa sì che non si possa esaminare, sulla base della giurisprudenza costante dei tribunali dei paesi membri, il caso dal punto di vista di un ipotetico creditore privato dal momento che è evidente che tale ipotetico creditore non avrebbe tollerato l'estinzione del debito originario poiché, altrimenti non sarebbe stato un aiuto (39). Ciò riguarda, segnatamente, la situazione di ristrutturazione dell'impresa nel corso della quale entrambe le misure di aiuto sono state applicate.
(84)
Inoltre, l'assenza di un piano di ristrutturazione aggiornato fa sì che non si possa effettuare una valutazione dal punto di vista di un ipotetico creditore privato. Anche in questo caso, secondo una giurisprudenza consolidata, se si esamina l'accordo per il prolungamento della ristrutturazione dal punto di vista dell'investitore che opera in condizioni di mercato, tale investitore avrebbe chiesto un aggiornamento completo del piano di ristrutturazione. Nessun creditore o investitore privato avrebbe accettato una ristrutturazione in assenza di tale piano (40) come è accaduto nel caso in questione.
(85)
Inoltre, anche sulla base di un ipotetico piano di ristrutturazione, nessun ipotetico investitore avrebbe sottoscritto un accordo supplementare di ristrutturazione.
(86)
La Commissione non mette in dubbio il fatto che la mancata esecuzione dei debiti istituzionali, che potevano essere estinti in virtù dell'IBP/PNR è stata giustificata per un certo periodo di tempo dai meccanismi previsti dalla legge del 30 agosto 2002. In effetti, l'esecuzione dei debiti soggetti a ristrutturazione sulla base della legge del 30 agosto 2002 era vietata fino al termine dei procedimenti di ristrutturazione o all'interruzione del procedimento per i motivi menzionati dalla legge. Inoltre, la Commissione osserva, che per quanto riguarda i debiti supplementari che non rientravano nella ristrutturazione, i creditori potevano contare su un miglioramento della situazione finanziaria di TB a seguito dell'estinzione dei debiti prevista e pertanto potevano aver ragione a sospendere l'esecuzione dei debiti fino a quando era concesso l'aiuto sulla base della legge del 30 agosto 2002.
(87)
È ovvio, tuttavia, che la ristrutturazione sulla base della legge del 30 agosto 2002 non è riuscita, in parte a causa della sua incompatibilità con il protocollo n. 8, come spiegato nel parere negativo dell’UTCC (il primo, del 6 febbraio 2004), e in parte a causa dei problemi finanziari dell'impresa che non hanno permesso a TB di rispettare le condizioni del diritto nazionale. La Commissione ritiene che le informazioni su tale fallimento debbano essere giunte a conoscenza dei principali creditori pubblici come ZUS, l'ufficio comunale e quello delle imposte, dal momento che tutti loro avevano preso parte alla ristrutturazione originaria dei debiti. Analogamente, il PFRON avrebbe dovuto essere messo in guardia dal parere dell'UTCC sull'indebitamento di TB nei confronti del PFRON.
(88)
A seguito del fallimento dell'accordo precedente sulla ristrutturazione, ci si può aspettare una prudenza particolare da parte dei creditori privati che esaminino attentamente la situazione economica dei loro debitori (41). Pertanto, un attento esame dei vantaggi derivanti dal rinvio del rimborso del debito avrebbe mostrato che l'eventuale rimborso non sarebbe stato superiore al ricavato sicuro derivante dall'eventuale liquidazione dell'impresa (42). In realtà, un nuovo accordo sul rinvio del rimborso avrebbe dovuto richiedere che la ristrutturazione portasse in ogni caso al ripristino della redditività e che i debiti non aumentassero, in modo che il creditore potesse aspettarsi la restituzione del credito in un tempo ragionevole.
(89)
Nel caso di TB, il ripristino della redditività alla fine del 2004 era estremamente in dubbio dal momento che l'impresa aveva margini operativi negativi (cfr. i punti 48-50). Il volume d'affari dell'impresa non era sufficiente a coprire i costi. Inoltre, TB non era riuscita a beneficiare della crescita nel settore siderurgico del 2004. Pertanto, tutte gli indicatori sulle prospettive di redditività futura per TB erano negativi.
(90)
Per di più, dal momento che TB non era più solvibile, i suoi debiti erano cresciuti sempre più. Dal novembre 2004 TB, nonostante il processo di ristrutturazione, non era più in condizione di rimborsare i propri debiti. Pertanto, non esisteva alcuna possibilità di recuperare i debiti arretrati nell'ambito di un'eventuale ipotetica ristrutturazione dei debiti.
(91)
Considerato che i creditori pubblici come l'ufficio comunale, ZUS, PFRON e l'ufficio delle imposte disponevano di buone garanzie, avevano la possibilità di trasformarle in contanti nell'ambito dei procedimenti di riscossione ai sensi del diritto polacco in materia fallimentare. La Commissione non può accogliere l'argomento di ZUS secondo il quale esso non disponeva di buone garanzie poiché le informazioni fornite dalle autorità polacche dimostrano che - anche se non del tutto - una parte significativa delle ipoteche erano ipoteche di primo grado (cfr. il punto 39). Considerato il peggioramento della situazione dell'impresa e dei suoi attivi, l'utilizzazione di tali garanzie sembrava più sensata dal punto di vista economico rispetto ad una ristrutturazione (43).
(92)
Inoltre, anche se un ipotetico piano di ristrutturazione avesse proposto una ipotetica ristrutturazione degli attivi, tale proposta non avrebbe ridotto la resistenza dei creditori privati alla ristrutturazione. Ciò è dovuto al fatto che tutti gli attivi di un'impresa indebitata come TB sono abitualmente gravati da un'ipoteca e quindi garantiscono in misura molto ridotta qualche entrata in caso di rivendita. Infatti, benché nel 2005 l'impresa abbia annunciato diverse volte la ristrutturazione degli attivi, non è stata in grado di realizzare una vendita per un importo superiore a 5 milioni di PLN in contanti.
(93)
La Commissione è al corrente del fatto che nel 2004 (e successivamente) TB ha effettuato qualche tentativo di rimborsare una parte del debito ma ritiene che tali rimborsi abbiano coperto solo in esigua misura gli importi degli interessi calcolati (per gli effetti di tali rimborsi si veda la tabella al punto 34).
(94)
Infine, per avere il quadro completo, va ricordato che il piano del settembre 2005 non costituiva assolutamente una base adeguata per una ulteriore ristrutturazione dei debiti. Considerato che l'impresa doveva essere liquidata, è ovvio che le attività dell'impresa non avrebbero portato a ulteriori profitti e che la liquidazione avrebbe costituito l'unica soluzione. In effetti, il piano indicava che ZUS poteva contare soltanto su un rimborso parziale del debito. Tale rimborso doveva avvenire sulla base della ristrutturazione degli attivi per un valore di 20 milioni di PLN prima della fine del 2005, cosa che appariva poco realistica per i motivi sottolineati nel paragrafo precedente. Anche i pagamenti mensili proposti dopo il 2005 per un importo di 100 000 PLN erano poco realistici considerata la scarsa solvibilità di TB che non svolgeva più attività.
(95)
Invece, TB aveva dichiarato nel suo IBP del 2005 di vedere l'unica possibilità di ripristino della redditività nel trasferimento degli attivi a BA. Ciò comportava non solo lo scorporo dell'unica attività redditizia (BA), ma determinava anche il destino di TB, cioè la sua liquidazione.
(96)
In sintesi, la Commissione ha ritenuto che un ipotetico creditore privato avrebbe optato per l'esecuzione dei suoi crediti già alla fine del 2004. All'epoca era già chiaro che TB non era in grado di onorare i suoi accordi precedenti relativi alla ristrutturazione dei debiti e che non sarebbe stata in grado di pagare i suoi debiti. Non era stato presentato un piano aggiornato e non era verosimile che l'impresa potesse iniziare a realizzare dei profitti.
(97)
Pertanto, la Polonia ha rinunciato all'esecuzione di 20,761 milioni di PLN (la quarta relazione di controllo della Polonia indicava 20,267 milioni di PLN, ma tale importo è stato successivamente rettificato dalle autorità polacche). Ciò costituisce un sostegno operativo per l'impresa ai fini della continuazione di un'attività non redditizia ed è pertanto un vantaggio concesso mediante risorse statali che minaccia di falsare la concorrenza nella misura in cui incida sugli scambi tra Stati membri, ed è pertanto incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87 del trattato CE.
(98)
Al fine di quantificare l'importo dell'aiuto, occorre simulare l'effetto ipotetico della mancata esecuzione dei debiti. Considerato che l'ipotetico creditore privato avrebbe chiesto l'esecuzione dei suoi crediti, il vantaggio che l'impresa ricava dalla mancata esecuzione è l'importo completo dei crediti che l'impresa non ha dovuto rimborsare. In altri termini, l'impresa ha a disposizione un importo che, vista la sua situazione finanziaria, non avrebbe potuto ottenere sul mercato. In particolare, se lo Stato avesse eseguito i suoi crediti, l'impresa non sarebbe stata in grado di pagare l'importo dovuto e verosimilmente sarebbe fallita. Pertanto, la mancata esecuzione ha avuto l'effetto di una concessione dell'intero importo al beneficiario (44). Quindi, il vantaggio ottenuto riguarda un importo di 20,761 milioni di PLN ottenuti dal 1o gennaio 2005. Tuttavia, considerato che un operatore economico in un'economia di mercato avrebbe proceduto all'esecuzione dei debiti originari, tali ipotetici debiti originari non sarebbero più esistiti e quindi non dovrebbero essere contati due volte.
(99)
Per quanto riguarda le misure finanziarie indicate come misure per la ristrutturazione dell'occupazione concesse dopo il 2004, i dubbi della Commissione sono stati sciolti. Non possono essere infatti considerate aiuti di Stato dal momento che, come è stato chiarito dalle autorità polacche, esse sono state concesse esclusivamente a favore dei dipendenti licenziati che non possono essere considerati parte dell'impresa. Parimenti, tali pagamenti non possono essere riferiti al datore di lavoro poiché sono effettuati dopo che i dipendenti sono stati licenziati senza una riduzione degli altri oneri che l'impresa deve sostenere in assenza di tale sostegno da parte dello Stato.
3. Aiuti attuati in modo abusivo
(100)
Il punto 18, lettera a), del protocollo n. 8 autorizza la Commissione «a prendere misure adeguate che obblighino tutte le imprese in questione a rimborsare l’aiuto ottenuto in violazione delle condizioni stabilite dal protocollo […] qualora, all’atto del controllo, emerga che le condizioni fissate dal protocollo non sono state soddisfatte».
(101)
La Commissione ritiene che TB non abbia attuato pienamente il proprio piano di ristrutturazione come stabilito al punto 9 del protocollo n. 8 e abbia contribuito al proprio fallimento con le diverse misure di cui al punto 56. La Polonia non ha confutato tali affermazioni.
(102)
Inoltre, TB non ha soddisfatto alcune disposizioni di cui al punto 9 del protocollo n. 8:
a)
TB non è stata in grado di ottenere un sostegno finanziario dai creditori e dagli istituti finanziari locali, come richiesto dal punto 9, lettera c) del protocollo n. 8;
b)
TB ha ridotto solo in parte i costi, come richiesto dal punto 9, lettera c) del protocollo n. 8. Un consulente ha confermato che tale obbligo è stato soddisfatto solo in parte (45);
c)
TB è riuscita solo in parte a realizzare la ristrutturazione dell'occupazione come elemento del programma di riduzione dei costi. Il numero dei dipendenti è passato da 550 a 294 unicamente grazie allo scorporo del laminatoio a favore di HB e non come risultato di una riduzione nell'ambito dell'attività di base (46);
d)
TB non è stata in grado di migliorare l'efficacia e l'efficienza della gestione d'impresa come richiesto dal secondo trattino del punto 9, lettera a), del protocollo n. 8. In effetti, i responsabili della gestione di TB sono cambiati più volte a partire dal 2002.
(103)
Pertanto, dal momento che TB non ha soddisfatto le condizioni stabilite dal protocollo n. 8 e non ha attuato correttamente il suo IBP, c'è stato un abuso dell'aiuto alla ristrutturazione che deve essere restituito.
4. Compatibilità dell’aiuto
a) Sulla base del PNR negli anni 1997-2003
(104)
Nella decisione di avviare il procedimento la Commissione ha affermato che altre motivazioni di compatibilità dell'aiuto con le norme del mercato comune potrebbero prevalere sul fatto che l'aiuto alla ristrutturazione non è stato utilizzato conformemente al piano di ristrutturazione. A tal fine, la Commissione ha osservato che in virtù del PNR è stato concesso non solo un aiuto alla ristrutturazione ma anche aiuti di altro tipo. Pertanto, il fallimento della ristrutturazione non significa necessariamente che tutti gli aiuti siano stati utilizzati in maniera non conforme alla loro destinazione (47), qualora possa essere dimostrato che essi sono compatibili con il mercato unico in virtù di altre norme sugli aiuti di Stato (48).
(105)
La Commissione ha fatto notare che fino al 23 luglio 2002 le norme relative agli aiuti di Stato per il settore siderurgico erano contenute della decisione della Commissione n. 2496/96/CECA del 18 dicembre 1996 recante norme comunitarie per gli aiuti a favore della siderurgia (49) (in appresso «Codice degli aiuti a favore della siderurgia») (50). Come si evince dalla pratica della Commissione all'epoca dell'applicazione del protocollo n. 8, essa ritiene, in linea di principio, che le misure di aiuto concesse conformemente ad altre discipline come la Disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo possono essere considerate compatibili con il mercato comune se la Commissione non nutre dubbi quanto alla loro compatibilità con l'allegato VI, articolo 3, paragrafo 2 del trattato di adesione (51).
(106)
In primo luogo, l'articolo 2 del Codice degli aiuti a favore della siderurgia e le norme comunitarie per gli aiuti di Stato autorizzano la concessione di aiuti conformi alle disposizioni in materia di aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo. Le sovvenzioni alla ricerca e allo sviluppo nell'ambito del PNR erano concesse da KBN ed erano coperte dal programma del Presidente di KBN del 30 novembre 2001 relativo ai criteri e al metodo per la concessione di sovvenzioni sulla base di risorse statali a favore delle scienze che è stato approvato dalla Commissione come un aiuto esistente nell'ambito della misura di aiuto PL n. 6 dell'allegato IV al trattato di adesione. Il PNR ha definito «le misure di KBN» come «strumenti di aiuto pubblico concessi sotto forma di sovvenzioni alla ricerca e allo sviluppo» diversi da «gli strumenti di ristrutturazione (52)». Il PNR contenente tali definizioni è stato approvato dalla decisione del Consiglio del luglio 2003. Pertanto, la Commissione ha deciso di non sollevare obiezioni contro le misure di aiuto di KBN negli anni 1997-2003 conformemente all'allegato IV del trattato sull'adesione e ritiene che l'aiuto sia compatibile con le norme del mercato comune in materia di ricerca e sviluppo (53).
(107)
Quindi, l'aiuto definito dall'IBP come un aiuto alla ricerca e allo sviluppo e concesso da KBN può essere considerato compatibile con il mercato comune. Inoltre, la Commissione osserva che la Polonia è stata in grado di dimostrare che l'aiuto è stato erogato solo in relazione alla realizzazione di attività nel settore della ricerca e dello sviluppo. Si tratta degli aiuti concessi negli anni 2002-2003 e degli aiuti alla ricerca e allo sviluppo tra il 1997 e il 2000.
(108)
Tuttavia, nel caso dei rimanenti aiuti alla formazione, alla ristrutturazione dell’occupazione e delle altre forme di aiuto, la Commissione non ritiene che vi siano disposizioni del Codice degli aiuti a favore della siderurgia né norme comunitarie in materia di aiuti di Stato in virtù delle quali tali aiuti potrebbero essere riconosciuti compatibili con il mercato comune.
(109)
Prima di tutto, nessuna parte dell'aiuto costituisce una misura per la tutela dell'ambiente conformemente agli orientamenti in materia (54). La Polonia ha dimostrato che l'aiuto indicato come misura per la tutela dell'ambiente nel 1997 è stato concesso ai fini della tutela dell'ambiente senza precisare, tuttavia, in alcun modo, tale fine. Neanche il fatto che tale aiuto sia stato erogato dal Fondo regionale per la tutela dell’ambiente e la gestione delle acque basta a far sì che l'aiuto sia compatibile dal momento che tali fondi sono apertamente nominati nel PNR come esempio di strumento di ristrutturazione e, contrariamente agli aiuti alla ricerca e allo sviluppo, sono nominati indipendentemente dagli strumenti di ristrutturazione (cfr. il punto 106). In secondo luogo, tale aiuto non è stato utilizzato neanche per la chiusura di capacità di produzione (articolo 4 del Codice degli aiuti a favore della siderurgia) dal momento che TB non ha chiuso nessuno degli impianti. Infine, le autorità polacche non hanno chiesto, a parte l'aiuto erogato dal Fondo per la tutela dell’ambiente, nessuna deroga nell’ambito del Codice degli aiuti a favore della siderurgia né delle norme della CE in virtù della quale l'aiuto potrebbe essere considerato compatibile con il mercato comune.
(110)
La Commissione vorrebbe anche far presente che, anche se considerasse tali misure come aiuti ammissibili alla ristrutturazione nell'ambito di un programma di ristrutturazione completo che garantisse il ripristino della redditività, la mancata realizzazione del piano di ristrutturazione e il mancato ripristino della redditività indicano il fallimento dell'intero programma di ristrutturazione e la perdita di senso di tutte le misure concesse a tal fine. Pertanto, anche gli aiuti precedentemente concessi in base a tale piano perdono fondamento e di conseguenza devono essere considerati ex post incompatibili con il mercato comune.
(111)
In realtà, la Polonia sostiene che l'aiuto alla ristrutturazione dell'occupazione era compatibile con il mercato comune dal momento che la sua approvazione era legata ad altri fattori discussi nei negoziati di adesione. La Commissione non discute questo fatto, ma ritiene che tale argomento in merito alla compatibilità non significhi che l'aiuto era compatibile in caso di assenza di un progetto di ristrutturazione. Quindi, quando fallisce la ristrutturazione, anche misure individuali come quelle per la ristrutturazione dell'occupazione, devono essere considerate come un abuso. In assenza di altre informazioni che indichino che l'aiuto era compatibile con il mercato comune per altri motivi, la Commissione deve concludere che esso è incompatibile con il mercato comune.
(112)
In conclusione, in considerazione del fatto che i rimanenti aiuti alla formazione, alla ristrutturazione dell’occupazione e le altre forme di aiuto non sono coperti da nessuna altra deroga nell'ambito del Codice degli aiuti a favore della siderurgia né di altre norme comunitarie in materia di aiuti di Stato, la Commissione ritiene che si tratti di aiuti illegali alla ristrutturazione che, conformemente al protocollo n. 8, sono incompatibili con il mercato comune. Pertanto, la Commissione sostiene che vi sia stato un utilizzo abusivo dell'aiuto denominato aiuto alla ristrutturazione dell'importo di 849 746 PLN, dell'aiuto alla formazione dell'importo di 132 240 PLN, dell'aiuto per la tutela dell'ambiente dell'importo di 196 800 PLN e dell'aiuto all'occupazione dell'importo di 190 400 PLN, per un totale di 1 369 186 PLN.
b) Aiuti al di fuori del PNR e dopo l'adesione all'UE
(113)
Inoltre, la mancata esecuzione dei debiti alla fine del 2007 costituisce un aiuto al funzionamento e, in quanto tale, è palesemente incompatibile con il mercato comune. Tale aiuto non può essere accettato come aiuto alla ristrutturazione ai sensi del protocollo n. 8 che vieta categoricamente qualsiasi aiuto dopo il 2003 né sulla base dell'articolo 87, paragrafo 3 del trattato CE. La Commissione fa presente che le autorità polacche non hanno affermato il contrario. Pertanto, la concessione di qualsiasi aiuto alle imprese TB, BA e HB dopo l'adesione della Polonia all'UE è incompatibile con le norme del mercato comune, indipendentemente dal fatto che il beneficiario (nella fattispecie HB) sia o non sia un produttore di acciaio.
5. Il beneficiario
(114)
Nella decisione di avviare il procedimento di indagine formale la Commissione ha affermato che beneficiario dell'aiuto è il gruppo TB insieme con le imprese controllate, forse ad eccezione di TB-ZPR. Ciò perché HB e BA costituiscono chiaramente una parte della stessa entità economica, il gruppo TB.
(115)
Per quanto riguarda la mancata esecuzione dei debiti per un importo di 20 761 643 milioni di PLN, nel procedimento si conferma che a beneficiarne sono state le imprese del gruppo. Tuttavia, la Commissione non è riuscita a stabilire a quanto ammontasse tale beneficio per ZPR e SAMKOL.
a)
A detenere la maggior parte delle quote di ZPR non è TB bensì i dipendenti di ZPR per cui, secondo il diritto polacco, ZPR non è membro del gruppo. Inoltre, tale impresa non è stata oggetto di alcun investimento né ha ricevuto da TB attivi o capitale negli anni 2003-2006 e verosimilmente neanche prima.
b)
SAMKOL, pur essendo membro del gruppo, non è un produttore di acciaio e non è stato oggetto di alcuna indagine né ha ricevuto da TB attivi o capitale negli anni 2003-2006 e verosimilmente neanche prima.
(116)
Il procedimento ha dimostrato che BA e HB hanno beneficiato dell'aiuto. In realtà, l'aiuto al funzionamento operativo non è rimasto all'interno di TB dal momento che la mancata esecuzione dei debiti ha permesso a TB di proseguire l'attività economica e di organizzare la propria ristrutturazione interna.
(117)
Quindi l'aiuto alla ristrutturazione e al funzionamento operativo ha permesso a TB dapprima di portare a termine gli investimenti nella produzione di tubi di scappamento per l'industria automobilistica per un importo di circa 6,383 milioni di PLN (cfr. il punto 42) realizzati negli anni 2003-2005, cosa che non sarebbe stata possibile se TB avesse dovuto onorare il proprio debito e fallire prima (55). Gli attivi indispensabili per la produzione destinata all'industria automobilistica sono attualmente utilizzati da BA. Benché BA prenda tali attivi solo in leasing da TB, l'impresa, in caso di mancata realizzazione degli investimenti, avrebbe dovuto fare tali investimenti autonomamente. Inoltre, nel prendere in leasing gli attivi, BA evita di esporsi al rischio dell'esecuzione delle ipoteche che gravano sugli attivi pur continuando ad avvalersi di diritti simili a quelli di un proprietario dal momento che il periodo di leasing è illimitato. Inoltre, è evidente che BA, come membro del gruppo TB, continua l'attività principale di TB sviluppata nell'ambito del piano di ristrutturazione,con gli attivi di produzione e la forza lavoro di TB.
(118)
In secondo luogo, il trasferimento degli attivi, della forza lavoro e del capitale a delle controllate (14,81 milioni di PLN a HB e 1,55 milioni di PLN a BA, cfr. i punti 59 e 61) è stato possibile solo perché l'aiuto al funzionamento ha salvato TB dal fallimento. Senza tale aiuto, le due imprese in questione probabilmente non sarebbero state costituite e certamente non sarebbero state in grado di operare.
(119)
Benché BA, HB e TB siano persone giuridiche diverse, la Commissione ritiene che vi sia una continuità produttiva tra esse e, in considerazione della struttura della proprietà, che le tre imprese costituiscano insieme una sola impresa (56) che quindi deve essere considerata come il beneficiario dell'aiuto (57).
(120)
Il fatto che TB abbia ottenuto una ricompensa speciale in cambio dei vantaggi ceduti (azioni in cambio di apporti di capitale e l'affitto sulla base dell'accordo di leasing) non modifica in nessun modo la valutazione di cui sopra dal momento che TB resta il proprietario finale di tutti gli attivi (in maniera diretta o indiretta) e le operazioni non miravano a conseguire un beneficio ma piuttosto alla riorganizzazione interna del gruppo. Il punto principale è che il vantaggio è stato ceduto all'interno del gruppo, vale a dire che la posizione concorrenziale di TB, creata dall'effetto distorsivo dell'aiuto, si è rilocalizzata. Il fatto che TB possieda azioni delle sue controllate non modifica minimamente tale situazione (58). Cionondimeno la Commissione non può arrivare a considerare la vendita degli attivi di TB a HB come un vantaggio nella misura in cui essa sia stata effettuata al giusto prezzo (59).
(121)
Sulla base di tale valutazione dei fatti e tenuto conto della giurisprudenza comunitaria, la Commissione ritiene che occorra chiedere al gruppo TB la restituzione dell'aiuto incompatibile con il mercato comune tenendo conto del vantaggio effettivo che esso ha attribuito (60).
(122)
La Commissione, tuttavia, non concorda con le autorità polacche sul fatto che la questione riguardi solo il primo destinatario dei crediti la cui esecuzione non è stata fatta e che pertanto costituiscono un aiuto. In tal caso, la restituzione dell'aiuto avrebbe potuto essere effettuata mediante l'iscrizione del credito nel patrimonio fallimentare di TB. Tale opzione potrebbe essere realizzata sulla base della giurisprudenza consolidata che considera la liquidazione di un'impresa come un'alternativa accettabile alla restituzione completa di un aiuto dal momento che l'obiettivo è di eliminare l'aiuto e che tale obiettivo può essere raggiunto mediante un procedimento che porterebbe alla liquidazione dell'impresa (61).
(123)
La Commissione sostiene tuttavia che la liquidazione del beneficiario originario dell'aiuto non è soddisfacente dal punto di vista della concorrenza nel caso in cui il vantaggio effettivo dell'aiuto sia passato a un'altra impresa. In tale situazione, l'iscrizione dei crediti nel patrimonio fallimentare di TB non basterebbe ad eliminare il vantaggio concorrenziale derivante dall'effettivo beneficio procurato dall'aiuto che hanno acquisito le imprese controllate da TB. Puntare solo a TB porterebbe alla vendita delle imprese controllate come persone giuridiche ma non inciderebbe sulla loro attività economica in quanto tale dal momento che la vendita non avrebbe ripercussioni sulle attività stesse, sulle finanze delle imprese e sulle loro operazioni.
(124)
Perciò, dal punto di vista della concorrenza, la restituzione dell'aiuto da parte degli effettivi beneficiari è l'unica vera opzione. Pertanto, le autorità polacche devono rivolgersi prima di tutto alle imprese controllate (e al gruppo solo nel caso in cui la restituzione dell'aiuto da parte delle imprese controllate non fosse possibile). Tale soluzione è compatibile con la giurisprudenza consolidata (62) relativa alle imprese in fallimento e, segnatamente, con la causa Seleco basata su circostanze analoghe in cui la Commissione ha affermato che la richiesta di restituzione dell'aiuto doveva essere estesa all'impresa scorporata. A differenza della causa Seleco, tuttavia, la Commissione non intende estendere la possibilità di restituzione dell'aiuto, ma opta semplicemente per il recupero del beneficio effettivamente ottenuto all'interno del gruppo. Mentre, nel caso di un'estensione della possibilità di rimborso, la questione cruciale è stabilire se lo scorporo dell'attività abbia permesso di sottrarre gli aiuti dagli attivi dell'impresa liquidata (63), ciò non è fondamentale in uno scenario all'interno del gruppo, come si è indicato sopra.
(125)
In ogni caso, i tribunali comunitari ammettono che si possa chiedere la restituzione ad un'impresa controllata se è stata questa a beneficiare di fatto dell'aiuto (64), com'è avvenuto nel caso in esame. Inoltre, la Corte di Giustizia delle Comunità europee ha accettato che la Commissione possa ottenere la restituzione dell'aiuto al di fuori di un procedimento di liquidazione al fine di eliminare il rischio che la restituzione dell'aiuto sia priva di effetti (65). Come spiegato al punto 56, TB ha deliberatamente trasferito l'attività relativa ai prodotti in acciaio per l'industria automobilistica a BA al fine di continuare l'attività che aveva beneficiato dell'aiuto (66). La Commissione ritiene tuttavia che ciò sia solo un motivo supplementare per chiedere la restituzione dell'aiuto a chi ne ha effettivamente beneficiato.
(126)
D'altronde, la Commissione non è in grado di stabilire se l'aiuto alla ristrutturazione concesso prima del 2004 e utilizzato in maniera abusiva sia stato utilizzato a beneficio delle imprese controllate da TB. La restituzione dell'aiuto deve pertanto essere chiesta a TB.
VI. CONCLUSIONI
(127)
La Commissione ritiene che la ristrutturazione di TB non sia stata realizzata correttamente e sia fallita. Pertanto, l'importo intero dell'aiuto alla ristrutturazione concesso a TB nel periodo di ristrutturazione deve essere considerato utilizzato in modo abusivo. Ciò non significa, tuttavia, che tutti gli aiuti compatibili con il mercato comune concessi ai fini della ricerca e dello sviluppo ed erogati a tali fini siano stati utilizzati in maniera abusiva.
(128)
Di conseguenza, l'aiuto alla ristrutturazione che il gruppo TB ha ricevuto negli anni 1997-2003 per un importo di 1 369 186 PLN è incompatibile con i punti 9 e 18 del protocollo n. 8 del trattato sull'adesione e deve essere restituito conformemente al punto 18 del protocollo n. 8.
(129)
Inoltre, l'aiuto alla ristrutturazione ottenuto alla fine del 2004 per un importo di 20 761 643 PLN è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87 paragrafo 1 del trattato CE e dei punti 6 e 18 del protocollo n. 8.
(130)
Come già fatto presente, tale aiuto è considerato come un aiuto ottenuto il 1o gennaio 2005 e che, in quanto tale, deve essere recuperato con gli interessi, come sottolineato al punto 133. Considerato che l'aiuto ha avuto effetti pari ad un'estinzione dei debiti, la Commissione potrebbe accettare che le autorità polacche continuassero il recupero come se il debito originario fosse stato estinto. Inoltre, la Commissione potrebbe anche accettare che, ai fini della restituzione dell'aiuto, tutti i nuovi debiti di TB contratti dopo il 2004 fossero tralasciati in considerazione del fatto che, tra l'inizio del 2005 e l'agosto del 2006, TB aveva effettuato alcuni rimborsi di debiti nei confronti di creditori pubblici che più o meno neutralizzano i debiti insorti dopo il 2004 (67). Come osservato al punto 36, l'importo totale dei debiti di TB dopo il gennaio 2005 non è mai stato inferiore a 20,76 milioni di PLN e, nell'agosto 2005, il debito di TB nei confronti dei creditori pubblici ha raggiunto i 22,7 milioni di PLN.
(131)
Ai fini della restituzione dell'aiuto occorre tener conto, come si è già detto, delle imprese che hanno effettivamente beneficiato dell'aiuto. Per quanto riguarda i 20 761 643 PLN, occorre tener conto del fatto che 7,933 milioni di PLN sono stati trasferiti a BA e 14,81 milioni a HB (si vedano i punti 117 e 118). Dal momento che la somma dei due importi, pari ad un importo di 22,643 milioni di PLN, supera l'importo dell'aiuto ottenuto, il recupero deve essere limitato all'importo totale dell'aiuto. Tale riduzione deve essere proporzionale e ciò significa che BA,che ha ottenuto il 34,6 % del vantaggio individuabile totale, deve versare il 34,6 % dell'importo da restituire (7 183 528 PLN), mentre la restituzione del rimanente 65,4 % (13 578 115 PLN) deve provenire da HB.
(132)
Inoltre, il rimborso dell'aiuto utilizzato abusivamente per un importo di 1 369 186 PLN, ricevuto prima del 2002, deve essere chiesto a TB dal momento che non c'è nulla che indichi che tale aiuto sia stato trasferito ad altri componenti del gruppo TB.
(133)
Gli importi da restituire saranno maggiorati degli interessi calcolati conformemente alle norme del regolamento di attuazione. In particolare, l’articolo 9, paragrafo 4 di tale regolamento stabilisce che, in caso di mancanza di tassi swap interbancari a cinque anni, la Commissione può, in stretta cooperazione con lo Stato membro interessato, fissare un tasso di interesse per il recupero degli aiuti di Stato sulla base di un metodo diverso o sulla base delle informazioni disponibili. Considerato che per la Polonia non erano disponibili tassi swap interbancari a cinque anni per il periodo in cui è stato concesso l’aiuto incompatibile col mercato comune, il tasso applicato per la restituzione dell’aiuto deve essere basato sul tasso percentuale disponibile che si ritiene adeguato per quel periodo. A tal fine, ci si può riferire alla pratica consolidata tra la Polonia e la Commissione (68),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’aiuto di Stato dell’importo di 20 761 643 PLN, che la Polonia ha concesso illegalmente al gruppo Technologie Buczek, viola le disposizioni dell'articolo 88, paragrafo 3 del trattato CE ed è incompatibile con il mercato comune.
Articolo 2
L’aiuto di Stato dell’importo di 1 369 186 PLN, che la Polonia ha concesso a favore del gruppo Technologie Buczek negli anni 1997-2003, non è stato utilizzato conformemente alle condizioni stabilite dal protocollo n. 8 del trattato sull'adesione e non è pertanto compatibile con le norme del mercato comune.
Articolo 3
1. La Polonia recupera l'aiuto di cui all'articolo 1 illegalmente concesso al Technologie Buczek, segnatamente dalle imprese controllate Huta Buczek s.r.l. e Buczek Automotive s.r.l., proporzionalmente all'aiuto di cui esse hanno effettivamente beneficiato. Pertanto, la Polonia recupera 13 578 115 PLN dall'impresa Huta Buczek s.r.l. e 7 183 528 PLN dall'impresa Buczek Automotive s.r.l.
2. La Polonia recupera da Technologie Buczek S.A. l'aiuto utilizzato in maniera abusiva di cui all'articolo 2, concesso al gruppo Technologie Buczek.
3. L'importo che deve essere restituito comprende gli interessi calcolati a decorrere dalla data in cui tale somma è stata messa a disposizione del beneficiario fino alla data della sua restituzione.
4. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso percentuale di interesse conformemente al capo V del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione, del 21 aprile 2004, recante disposizioni di esecuzione del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE (69).
Articolo 4
1. La restituzione dell’aiuto di cui agli articoli 1 e 2 deve avvenire immediatamente ed efficacemente.
2. La Polonia applica la presente decisione entro quattro mesi dalla data della sua notificazione.
Articolo 5
1. Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione la Polonia presenta alla Commissione le seguenti informazioni:
a)
l'importo totale (importo di base e interessi) che deve essere recuperato dal beneficiario;
b)
una descrizione dettagliata delle misure già adottate e delle misure previste per attuare la presente decisione;
c)
documenti che dimostrino che è stata chiesta al beneficiario la restituzione dell'aiuto.
2. La Polonia tiene costantemente al corrente la Commissione delle misure adottate a livello nazionale per conformarsi alla presente decisione fino alla completa restituzione dell'aiuto di cui agli articoli 1 e 2. Su richiesta della Commissione, la Polonia presenta immediatamente informazioni sulle misure già adottate e sulle misure previste per attuare la presente decisione. Inoltre, la Polonia fornisce informazioni dettagliate sull'importo dell'aiuto e degli interessi già restituiti dal beneficiario.
Articolo 6
La Repubblica polacca è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 23 ottobre 2007.

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