Document ID: 31994D0321

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 29 aprile 1994 relativa alle condizioni di polizia sanitaria e alla certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina dalla Croazia (Testo rilevante ai fini del SEE) (94/321/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali delle specie bovina, suina, ovina e caprina, di carni fresche o di prodotti a base di carne, in provenienza da paesi terzi (1), modificata da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1601/92 (2), in particolare l'articolo 8,
considerando che l'importazione negli Stati membri di animali domestici delle specie bovina e suina è disciplinata dalla direttiva 91/496/CEE del Consiglio (3), modificata da ultimo dalla decisione 92/438/CEE (4), che ha fissato i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per gli animali che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità;
considerando che la decisione 93/242/CEE della Commissione (5), modificata da ultimo dalla decisione 94/81/CE (6), autorizza l'importazione di animali vivi da alcune regioni della Croazia;
considerando che la vicinanza geografica tra la Croazia e la Comunità incide sugli scambi di animali vivi;
considerando che, a seguito di missioni effettuate da esperti veterinari della Comunità, risulta che la situazione zoosanitaria in Croazia è controllata da servizi veterinari che, sebbene siano attualmente in fase di riorganizzazione, sono nondimeno in grado di offrire garanzie soddisfacenti per quanto riguarda le malattie che possono essere trasmesse con l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina;
considerando che le competenti autorità veterinarie croate hanno confermato che la Croazia è indenne da 24 mesi dall'afta epizootica e da 12 mesi dalla pesta bovina, dalla pleuropolmonite contagiosa dei bovini, dall'encefalopatia spongiforme dei bovini, dalla stomatite vescicolare, dalla febbre catarrale maligna degli ovini, dalla peste suina africana, dalla paralisi contagiosa dei suini (malattia di Teschen), dalla malattia vescicolosa dei suini e dall'esantema vescicolare dei suini, e che durante gli ultimi 12 mesi non sono state effettuate vaccinazioni contro tali malattie;
considerando che le competenti autorità veterinarie croate si sono impegnate a confermare alla Commissione delle Comunità europee ed agli Stati membri, con telex o telefax, entro un termine di 24 ore, l'insorgenza di una delle malattie summenzionate o della peste suina classica, oppure l'introduzione della vaccinazione contro tali malattie oppure, entro un congruo termine, le proposte di modifica delle norme croate concernenti le importazioni di animali delle specie bovina e suina, del loro sperma e dei loro embrioni;
considerando che la tubercolosi e la brucellosi dei bovini sono state eradicate dalla Croazia, che non è autorizzata la vaccinazione dei bovini contro la brucellosi e che le misure poste in atto dalle competenti autorità croate per prevenire una recrudescenza di queste malattie sono sufficienti ad equiparare la situazione degli allevamenti croati - eccetto quelli oggetto di restrizioni ufficiali - a quella degli allevamenti della Comunità riconosciuti ufficialmente indenni dalla tubercolosi o ufficialmente indenni dalla brucellosi;
considerando che le competenti autorità veterinarie croate si sono impegnate a controllare ufficialmente il rilascio dei certificati previsti dalla presente decisione ed a garantire che tutti i certificati, attestati e dichiarazioni su cui si basano i titoli di esportazione saranno conservati dai servizi ufficiali per un periodo di almeno 12 mesi dalla spedizione degli animali cui si riferiscono;
considerando che le competenti autorità veterinarie croate si sono impegnate a vietare il rilascio dei certificati previsti negli allegati della presente decisione per gli animali importati, a meno che l'importazione sia avvenuta nel rispetto di norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di quelle previste nella direttiva 72/462/CEE e nelle pertinenti decisioni complementari;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Salvo il disposto della decisione 93/242/CEE e dei paragrafi 2 e 4 del presente articolo, gli Stati membri autorizzano l'importazione dalla Croazia dei seguenti animali:
a) animali domestici della specie bovina destinati alla riproduzione o alla produzione che soddisfano i requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato A, che li deve scortare;
b) animali domestici della specie bovina destinati alla macellazione che soddisfano i requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato B, che li deve scortare;
nonché, a decorrere da una data da fissare secondo la procedura di cui all'articolo 29 della direttiva 72/462/CEE, ma comunque non prima che siano decorsi dodici mesi dalla data in cui è stata ufficialmente vietata in Croazia la vaccinazione contro la peste suina classica;
c) animali domestici della specie suina destinati alla riproduzione o all'ingrasso che soddisfano i requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato C, che li deve scortare;
d) animali domestici della specie suina destinati alla macellazione che soffisfano i requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato D, che li deve scortare;
2. Gli Stati membri autorizzano l'importazione dalla Croazia di animali domestici delle specie bovina e suina di cui al paragrafo 1, precedentemente importati in Croazia, soltanto se importati dalla Comunità o da uno dei paesi terzi riportati nell'elenco allegato alla decisione 79/542/CEE del Consiglio (7), per quanto applicabile agli animali domestici di tali specie, e soltanto se all'atto dell'importazione in Croazia sono state osservate norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di quelle previste nel capitolo II della direttiva 72/462/CEE e nelle pertinenti decisioni complementari.
3. Gli Stati membri esigono che gli animali sottoposti a prove veterinarie in forza della presente decisione siano tenuti continuamente isolati, dal momento della prima prova fino al momento della spedizione, - secondo modalità approvate da un veterinario ufficiale croato - da tutti gli animali biungulati non destinati all'esportazione verso la Comunità o in condizioni di salute non equivalenti e quelle di animali idonei a tale esportazione.
4. Gli Stati membri autorizzano l'introduzione nel loro territorio, in provenienza dalla Croazia, di animali della specie bovina soltanto qualora tali animali:
a) provengano da allevamenti che le autorità veterinarie croate hanno dichiarato indenni dalla leucosi bovina enzootica, conformemente a quanto disposto dall'allegato E della presente decisione, e nei 30 giorni precedenti l'esportazione siano stati sottoposti, con esito negativo, ad un esame individuale per la ricerca della leucosi bovina enzootica, eseguito in conformità del protocollo di cui all'allegato I della decisione 91/189/CEE della Commissione (8),
oppure
b) siano destinati alla produzione di carne, abbiano un'età non superiore a 30 mesi, provengano da allevamenti nei quali si applica un programma nazionale di eradicazione della leucosi bovina enzootica e nei quali per almeno due anni non è stato riscontrato alcun indizio di tale malattia, e siano marcati in modo permanente conformemente a quanto indicato nell'allegato F della presente decisione;
oppure
c) provengano da allevamenti nei quali si applica un programma nazionale di eradicazione della leucosi bovina enzootica, siano consegnati direttamente ad un macello e vengano colà macellati entro tre giorni lavorativi dalla data del loro arrivo.
Per quanto attiene agli animali di cui alle lettere b) e c), gli Stati membri accertano mediante ispezioni che i capi siano chiaramente contrassegnati, li tengono sotto osservazioni fino alla macellazione e prendono tutti gli opportuni provvedimenti per evitare un eventuale contagio degli allevamenti indigeni.
5. Gli Stati membri subordinano l'introduzione nel loro territorio di animali delle specie bovina e suina provenienti dalla Croazia alla garanzia che gli animali da importare non sono stati vaccinati contro l'afta epizootica.
6. Ai fini dell'introduzione nel loro territorio di suini provenienti dalla Croazia, gli Stati membri esigono la garanzia che gli animali non sono stati vaccinati contro la peste suina classica e, nel caso di suini destinati alla riproduzione o all'ingrasso, la garanzia che l'esame per la ricerca degli anticorpi determinati dalla presenza del virus della peste suina classica ha dato esito negativo.
Articolo 2
Fino all'entrata in vigore di misure adottate dalla Comunità europea per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro le malattie contagiose o infettive dei bovini o dei suini, diverse da rabbia, tubercolosi, brucellosi, afta epizootica, carbonchio ematico, peste bovina, pleuropolmonite contagiosa dei bovini, leucosi bovina enzootica, paralisi contagiosa suina (malattia di Teschen), peste suina classica, peste suina africana e stomatite vescicolare dei suini, gli Stati membri possono applicare agli animali importati dalla Croazia le norme di polizia sanitaria da essi applicate ad altri animali nell'ambito di un programma nazionale, presentato alla Commissione e da questa approvato, per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro tali malattie.
A titolo temporaneo, fino al 31 dicembre 1994, gli Stati membri possono applicare il primo comma con riguardo a programmi nazionali presentati alla Commissione, ma non ancora approvati; in tal caso essi devono comunicare senza indugio alla Commissione stessa e agli altri Stati membri ragguagli in merito alle norme di polizia sanitaria di cui trattasi.
Articolo 3
La presente decisione si applica a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla notificazione agli Stati membri.
Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 29 aprile 1994.

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