Document ID: 31988R0569

REGOLAMENTO (CEE) N. 569/88 DELLA COMMISSIONE del 16 febbraio 1988 che stabilisce modalità comuni per il controllo dell'utilizzazione e/o della destinazione di prodotti provenienti dall'intervento
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento n. 136/66/CEE del Consiglio, del 22 settembre 1966, relativo all'attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore dei grassi (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3994/87 (2), in particolare l'articolo 12, paragrafo 4 e l'articolo 26, paragrafo 3, nonché le disposizioni corrispondenti degli altri regolamenti relativi all'attuazione di un'organizzazione comune dei mercati per i prodotti agricoli,
considerando che il regolamento (CEE) n. 1687/76 della Commissione (3), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 165/88 (4), stabilisce modalità comuni per il controllo dell'utilizzazione e/o della destinazione di prodotti provenienti dall'intervento; che le disposizioni di tale regolamento sono state modificate più volte e talora in modo sostanziale; che, in occasione di nuove modifiche e ai fini di una maggiore chiarezza ed efficacia amministrativa, è opportuno codificare la normativa applicabile in materia;
considerando che l'allegato del regolamento (CEE) n. 1687/76 è stato più volte modificato e che taluni regolamenti ivi citati sono già caduchi; che è opportuno, per motivi di chiarezza, aggiornare detto allegato;
considerando che la normativa comunitaria prevede l'applicazione di un regime d'intervento nei vari settori in cui vige un'organizzazione comune dei mercati per i prodotti agricoli;
considerando che taluni prodotti provenienti dall'intervento sono oggetto di una utilizzazione e/o di una destinazione specifiche; che è necessario instaurare un regime di controllo onde garantire che tali prodotti non vengano deviati dalla loro utilizzazione e/o destinazione;
considerando che, se detto controllo è effettuato da due o più Stati membri, è opportuno applicare le disposizioni del regolamento (CEE) n. 2823/87 della Commissione, del 18 settembre 1987, relativo ai documenti da utilizzare in vista dell'attuazione delle misure comunitarie che prevedono il controllo dell'utilizzazione e/o della destinazione delle merci (5);
considerando che appare opportuno, per motivi di semplificazione amministrativa, prevedere una procedura più flessibile di quella dell'esemplare di controllo nel caso di esportazioni effettuate conformemente ai regimi previsti nel titolo IV, capitolo 1 del regolamento (CEE) n. 1062/87 della Commissione (6), modificato dal regolamento (CEE) n. 2823/87, il quale dispone che, quando un trasporto inizia all'interno e termina all'esterno della Comunità, l'ufficio doganale competente per la stazione di frontiera non deve espletare alcuna formalità;
considerando che, ai fini di una semplificazione amministrativa, è necessario prevedere una procedura uniforme applicabile ai prodotti soggetti alle organizzazioni comuni dei mercati;
considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi ai pareri di tutti i comitati di gestione interessati,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
(7) GU n. 172 del 30. 9. 1966, pag. 3025/66.
(8) GU n. L 377 del 31. 12. 1987, pag. 31.
(9) GU n. L 190 del 14. 7. 1976, pag. 1.
(10) GU n. L 18 del 22. 1. 1988, pag. 23.
(11) GU n. L 270 del 23. 9. 1987, pag 1.
(12) GU n. L 107 del 22. 4. 1987, pag. 8.
TITOLO I Disposizioni generali Articolo 1 1. Fatte salve le particolari deroghe previste dalla regolamentazione comunitaria di taluni prodotti agricoli, il presente regolamento stabilisce modalità comuni per il controllo dell'utilizzazione e/o della destinazione di prodotti provenienti da scorte d'intervento, conformemente al disposto:
- degli articolo 12 e 26 del regolamento n. 136/66/CEE (grassi);
- dell'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 1418/76 (riso) (13);
- degli articoli da 6 a 9 del regolamento (CEE) n. 804/68 (latte e prodotti lattiero-caseari) (14);
- dell'articolo 7 del regolamento (CEE) n. 805/68 (carni bovine) (15);
- dell'articolo 7 del regolamento (CEE) n. 727/70 (tabacco greggio) (16);
- degli articolo 7, 8 e 28 del regolamento (CEE) n. 2727/75 (cereali) (17);
- dell'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 2759/75 (carni suine) (18),
qualora tali prodotti siano aggetto di utilizzazione e/o di una destinazione particolari.
Ai fini dell'applicazione del presente regolamento per "spedizione" si intende l'invio di merci da uno Stato membro ad un altro Stato membro e per "esportazione" si intende l'invio di merci da uno Stato membro fuori del territorio doganale della Comunità.
2. Le disposizioni del presente regolamento si applicano anche:
- ai prodotti venduti in conformità alle disposizioni dell'articolo 21 del regolamento (CEE) n. 1035/72 (ortofrutticoli) (19);
- ai prodotti venduti ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 426/86 (prodotti trasformati a base di ortofrutticoli) (20).
3. Ai fini del presente regolamento, l'Unione economica belgo-lussemburghese (UEBL) è considerata un unico Stato membro.
(21) GU n. L 166 del 25. 6. 1976, pag. 1.
(22) GU n. L 148 del 28. 6. 1968, pag. 13.
(23) GU n. L 148 del 28. 6. 1968, pag. 24.
(24) GU n. L 94 del 28. 4. 1970, pag. 1.
(25) GU n. L 281 dell'1. 11. 1975, pag. 1.
(26) GU n. L 282 dell'1. 11. 1975, pag. 1.
(27) GU n. L 118 del 20. 5. 1972, pag. 1.
(28) GU n. L 49 del 27. 2. 1986, pag. 1.
Articolo 2 1. Dal momento del loro ritiro dalle scorte d'intervento sino al momento in cui sia stata accertata l'utilizzazione e/o la destinazione prevista, i prodotti di cui all'articolo 1 sono sottoposti a controllo doganale o a un controllo amministrativo che offra garanzie equivalenti.
2. Gli Stati membri prendono tutte le misure necessarie per garantire che il controllo di cui al paragrafo 1 venga effettuato. In particolare, queste misure fanno obbligo alle imprese che procedono ad operazioni di trasformazione o incorporazione di sottoporsi a tutti i controlli ritenuti necessari e di tenere una contabilità che consenta alle autorità competenti di effettuare i controlli medesimi.
3. I prodotti sono accompagnati dall'esemplare di controllo T 5 di cui all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 2823/87:
- se una parte del controllo di cui al paragrafo 1 deve essere effettuata in uno Stato membro diverso da quello in cui i prodotti sono ritirati dalle scorte d'intervento e se la cauzione è costituita nello Stato membro in cui sono immagazzinati i prodotti d'intervento,
oppure - se una parte del controllo di cui al paragrafo 1 deve essere effettuata in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata costituita la cauzione,
oppure - se, conformemente al regolamento (CEE) n. 1055/77 del Consiglio (29), i prodotti sono immagazzinati in uno Stato membro diverso da quello in cui ha sede l'organismo d'intervento venditore e se, inoltre, la cauzione di cui all'articolo 5 è costituita presso tale organismo d'intervento.
L'esemplare di controllo T 5 è rilasciato e utilizzato secondo le disposizioni previste dal regolamento (CEE) n. 2823/87 e dagli articoli 3, 8, 9, 10, 15, 23 e 24 del presente regolamento.
4. Se la cauzione è costituita in uno Stato membro diverso da quello in cui sono immagazzinati i prodotti d'intervento, nel documento comprovante il carattere comunitario dei prodotti spediti dallo Stato membro di ammasso verso lo Stato membro in cui è stata costituita la cauzione devono figurare le diciture speciali previste nell'allegato. Tali diciture devono essere riportate nella casella 44 della dichiarazione di immissione al consumo.
(30) GU n. L 128 del 24. 5. 1977, pag. 1.
Articolo 3 Qualora i prodotti d'intervento debbano essere spediti o esportati nello stato in cui si trovavano quando sono stati ritirati dalle scorte d'intervento, l'esemplare di controllo T 5 di cui all'articolo 2, paragrafo 3, in caso di spedizione o di esportazione, o il documento comprovante il carattere comunitario di cui all'articolo 2, paragrafo 4, in caso di spedizione, vengono rilasciati dietro presentazione di un ordine di ritiro emesso dall'organismo d'intervento.
L'ordine di ritiro deve essere numerato e recare le seguenti indicazioni:
- la descrizione dei prodotti, quale deve figurare nella casella 31 dell'esemplare di controllo T 5 di cui all'articolo 2, paragrafo 3, o nella casella più adatta del documento utilizzato di cui all'articolo 2, paragrafo 4, nonché, se del caso, qualsiasi altra indicazione necessaria per effettuare il controllo;
- la quantità, la natura, le marche e i numeri dei colli;
- la massa lorda e la massa netta dei prodotti;
- gli estremi del regolamento applicato;
- le indicazioni che devono figurare nella casella 104 e 106 dell'esemplare di controllo T 5 o nella casella più adatta del documento utilizzato.
L'ordine di ritiro è conservato dall'ufficio doganale di partenza.
Articolo 4 La prova dell'osservanza delle disposizioni relative al controllo di cui all'articolo 2, paragrafo 1, viene fornita come segue:
a) per quanto concerne i prodotti per i quali il ritiro dalle scorte d'intervento, l'utilizzazione e/o la destinazione sono stati controllati dalle autorità di un solo Stato membro, mediante documenti prescritti da detto Stato membro;
b) per quanto concerne i prodotti per i quali l'utilizzazione e/o la destinazione sono state controllate sia dalle autorità dello Stato membro in cui ha avuto luogo il ritiro delle scorte d'intervento che da quelle di uno o più altri Stati membri oppure soltanto dalle autorità di questi ultimi:
- mediante il documento o i documenti prescritti dallo Stato membro di utilizzazione e/o di destinazione;
- mediante gli esemplari di controllo T 5 rilasciati a tal fine e debitamente vistati e annotati dalle autorità doganali competenti, nel caso in cui i prodotti sono esportati tal quali;
- mediante il documento o i documenti prescritti dallo Stato membro di utilizzazione, per quanto riguarda la prova dell'avvenuta trasformazione e, nel caso in cui il controllo dell'utilizzazione e/o della destinazione abbia luogo dopo la trasformazione e venga effettuato in un altro Stato membro, mediante tutti gli esemplari di controllo rilasciati a tal fine e debitamente vistati e annotati dalle autorità doganali competenti.
Articolo 5 1. Qualora sia richiesta una cauzione per garantire il rispetto dell'utilizzazione e/o della destinazione dei prodotti di cui all'articolo 1, essa viene costituita, prima del ritiro dalle scorte:
- presso l'organismo d'intervento dello Stato membro in cui verrà effettuata o, se del caso, inizierà la trasformazione dei prodotti destinati alla trasformazione oppure alla trasformazione e all'esportazione,
- presso l'organismo d'intervento venditore negli altri casi.
2. Se la cauzione è costituita presso l'organismo d'intervento di uno Stato membro diverso da quello in cui ha sede l'organismo d'intervento venditore, il primo organismo d'intervento trasmette senza indugio all'organismo d'intervento venditore un attestato che, oltre a far riferimento alla vendita o alla gara di cui trattasi nonché al regolamento in questione, precisi l'importo della cauzione versata, la quantità dei prodotti, la loro utilizzazione e/o la loro destinazione.
Articolo 6 1. Qualora, per causa di forza maggiore, non sia stato possibile soddisfare le condizioni previste in materia di utilizzazione e/o destinazione, le autorità competenti dello Stato membro in cui è stata costituita la cauzione o, se non è stata costituita alcuna cauzione, le autorità dello Stato membro presso cui le merci sono state ritirate decidono, su richiesta dell'interessato:
a) che il termine prescritto per l'operazione sia prorogato per il periodo ritenuto necessario in considerazione della circostanza addotta, oppure b) che il controllo possa considerarsi effettuato se i prodotti sono andati definitivamente perduti.
Tuttavia, nei casi di forza maggiore in cui le misure menzionate alle lettere a) e b) non siano appropriate, le autorità competenti ne informano la Commissione, la quale può adottare le misure necessarie secondo la procedura prevista dall'articolo 38 del regolamento n. 136/66/CEE e dagli articoli corrispondenti degli altri regolamenti relativi all'organizzazione comune dei mercati.
2. L'interessato fornisce le prove delle circostanze addotte come casi di forza maggiore.
TITOLO II Prodotti soggetti ad un'utilizzazione determinata o ad una destinazione specifica all'interno della Comunità Articolo 7 Si considera che i prodotti abbiano soddisfatto le norme concernenti l'utilizzazione quando sia appurato:
a) per i prodotti destinati ad essere trasformati e/o a subire un'incorporazione, operazioni denominate in appresso "trasformazione", che le operazioni hanno effettivamente avuto luogo;
b) per i prodotti destinati alla vendita a fini di consumo diretto sotto forma di prodotti concentrati, che sono stati effettivamente concentrati, condizionati in tavolette e presi in consegna dal commercio al minuto nonché, se del caso, che l'operazione è stata compiuta entro i termini stabiliti;
c) per i prodotti destinati ad essere consumati da determinati enti e istituzioni ovvero dalle forze armate e corpi assimilati, che sono stati effettivamente forniti a tali organismi e da essi presi in consegna.
Articolo 8 1. Per quanto concerne i prodotti ritirati dall'intervento per essere spediti tal quali verso un altro Stato membro, la spedizione si effettua secondo la procedura prevista dall'articolo 2, paragrafo 4.
Nella casella 44 del documento amministrativo unico o nella casella più adatta degli altri documenti devono figurare:
- il numero dell'ordine di ritiro,
- le diciture previste nell'allegato.
2. Per quanto concerne i prodotti ritirati dall'intervento per essere spediti:
- tal quali verso un altro Stato membro in cui siano destinati ad essere consumati da determinate istituzioni, collettività ovvero dalle forze armate e corpi assimilati,
- tal quali verso un altro Stato membro dopo essere stati trasformati,
la spedizione si effettua secondo la procedura prevista dall'articolo 2, paragrafo 3.
Fra le caselle relative alle diciture speciali vengono riempite quelle recanti i numeri 103, 104 e 106.
La casella 104 è annotata in conformità e completata con la dicitura corrispondente indicata nell'allegato.
Nella casella 106 e eventualmente nella casella 108 deve figurare il numero del documento redatto dalle autorità che hanno provveduto al controllo della trasformazione.
3. Se i prodotti vengono spediti verso un terzo Stato membro, si applicano mutatis mutandis le disposizioni dell'articolo 24.
Articolo 9 Se i prodotti sono immagazzinati in uno Stato membro diverso da quello in cui ha sede l'organismo d'intervento venditore:
1. ai fini dell'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 3, terzo trattino, è considerato ufficio doganale di partenza l'ufficio doganale in cui i prodotti sono immessi in consumo;
2. ove sia applicabile l'articolo 2, paragrafo 3, terzo trattino, l'ordine di ritiro, oltre a recare le informazioni di cui all'articolo 3, indica se la cauzione è costituita presso l'organismo d'intervento venditore. In quest'ultimo caso deve figurare nella casella 106 dell'esemplare di controllo T 5 una delle seguenti diciture:
- Garantía constituida ante . . . (nombre y dirección del organismo de intervención vendedor) - Sikkerhed stillet hos . . . (navn og adresse paa det paagaeldende interventionsorgan) - Sicherheit geleistet bei . . . (Bezeichnung und Anschrift der verkaufenden Interventionsstelle) - Engyisi katatetheisa ston^.^.^. (onoma kai diefthynsi toy poloyntos foreos paremvaseos) - Security held by . . . (name and address of the selling intervention agency) - Garantie constituée auprès de . . . (nom et adresse de l'organisme d'intervention vendeur) - Cauzione costituita presso . . . (denominazione e indirizzo dell'organismo venditore) - Zekerheid gesteld bij . . . (naam en adres van het interventiebureau dat de produkten heeft verkocht) - Cauçao constituída junto de . . . (nome e morada do organismo de intervençao vendedor).
3. Se la cauzione è costituita presso l'organismo d'intervento dello Stato membro in cui il prodotto è immagazzinato o in un altro Stato membro l'organismo d'intervento venditore autorizza il ritiro dall'ammasso soltanto dopo aver ottenuto conferma che è stato predisposto il controllo prescritto dall'articolo 2, paragrafo 1.
Articolo 10 1. Gli esemplari di controllo T 5 rinviati all'ufficio doganale di partenza o all'organismo centrale dello Stato membro in cui i prodotti sono stati ritirati dalle scorte d'intervento, sono trasmessi per via ufficiale all'organismo d'intervento di detto Stato membro.
2. Ove sia applicabile l'articolo 9, paragrafo 2, ultima frase, l'organismo d'intervento di cui al paragrafo 1 trasmette l'esemplare di controllo T 5 oppure una copia o fotocopia del medesimo all'organismo d'intervento venditore.
Articolo 11 Lo svincolo della cauzione è subordinato alla presentazione della prova prevista, secondo i casi, all'articolo 4 o all'articolo 10, paragrafo 2.
Articolo 12 Se un esemplare di controllo T 5 non è rinviato all'ufficio doganale di partenza o all'organismo centralizzatore entro un periodo di tre mesi - dalla scadenza del termine fissato per l'esecuzione dell'operazione di cui trattasi o,
- dalla data del suo rilascio, qualora non sia stato fissato alcun termine a tal fine,
a causa di circostanze non imputabili all'interessato, quest'ultimo può inoltrare alle autorità competenti una domanda motivata di equivalenza accompagnata da documenti giustificativi. Tra i documenti giustificativi da presentare unitamente alla domanda di equivalenza deve figurare una conferma dell'ufficio doganale che ha controllato o fatto controllare l'utilizzazione dei prodotti dalla quale risulti che l'utilizzazione prevista è stata rispettata.
TITOLO III Prodotti esportati tal quali dalla Comunità Articolo 13 1. Si considera che i prodotti abbiano soddisfatto le norme concernenti la destinazione quando sia appurato:
a) che hanno lasciato tal quali il territorio doganale della Comunità; ai fini dell'applicazione del presente regolamento, le forniture di prodotti destinati esclusivamente ad essere consumati a bordo di piattaforme di perforazione o di estrazione - comprese le altre unità tecniche che forniscono i relativi servizi ausiliari - situate entro i limiti della piattaforma continentale europea o della piattaforma continentale della parte non europea della Comunità ma oltre una zona di tre miglia dalla linea di base che serve a misurare la larghezza delle acque marittime territoriali di uno Stato membro, sono da considerarsi uscite dal territorio doganale della Comunità, oppure b) che hanno raggiunto la loro destinazione, nel caso contemplato all'articolo 34, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 3665/87 della Commissione (31), oppure c) che sono stati collocati in un deposito di approvvigionamento riconosciuto ai sensi dell'articolo 38 del regolamento (CEE) n. 3665/87, oppure d) per quanto riguarda i prodotti del settore dei cereali, che sono diventati inadatti al consumo umano e animale e, se del caso, che l'operazione è stata realizzata entro i termini stabiliti.
(32) GU n. L 351 del 14. 2. 1987, pag. 1.
2. Ai prodotti collocati in uno dei depositi di approvvigionamento di cui al paragrafo 1, lettera c) si applicano le disposizioni degli articoli da 38 a 41 del regolamento (CEE) n. 3665/87, escluso l'articolo 40, paragrafo 3, anche se non è prevista alcuna restituzione.
3. Le disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 3, secondo comma del regolamento (CEE) n. 3665/87 sono applicabili.
Articolo 14 1. Per quanto concerne i prodotti destinati ad essere esportati nello stato in cui si trovavano al momento dell'uscita dalle scorte d'intervento, l'accettazione della dichiarazione d'esportazione da parte del servizio doganale avviene nello Stato membro in cui i prodotti sono stati ritirati dalle scorte.
2. Nella dichiarazione d'esportazione figura la dicitura "prodotto d'intervento".
3. Qualora non sia prevista alcuna restituzione per i prodotti da esportare, dopo l'accettazione della relativa dichiarazione di esportazione, essi non sono più considerati soggetti all'articolo 9, paragrafo 2 del trattato e circolano quindi in conformità delle disposizioni dell'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 222/77 del Consiglio, del 13 dicembre 1976, relativo al transito comunitario (33).
Articolo 15 Quando si utilizza l'esemplare di controllo T 5, vengono compilate le caselle relative alle diciture speciali che recano i numeri 103, 104 ed eventualmente 105, 106 e 107.
(34) GU n. L 38 del 9. 2. 1977, pag. 1.
1. 3. 88 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee La casella 104 è annotata in conformità.
Nella casella 106 deve figurare il numero dell'ordine di ritiro.
Articolo 16 Se i prodotti sono immagazzinati in uno Stato membro diverso da quello in cui ha sede l'organismo d'intervento venditore, si applicano mutatis mutandis le disposizioni dell'articolo 9, paragrafi 1 e 2 e dell'articolo 10.
Articolo 17 1. Qualora, dopo l'accettazione della dichiarazione d'esportazione da parte del servizio doganale, i prodotti siano assoggettati ad uno dei regimi previsti al titolo IV, capitolo I del regolamento (CEE) n. 1062/87 per essere avviati verso una stazione di destinazione o un destinatario fuori del territorio doganale della Comunità, essi sono da considerarsi esportati a partire dal momento in cui vengono sottoposti a detto regime.
2. Per l'applicazione del paragrafo 1, l'ufficio doganale di partenza che accetta la dichiarazione d'esportazione provvede a far apporre sul documento rilasciato come prova dell'esportazione una delle diciture seguenti:
- Salida del territorio aduanero de la Comunidad bajo el régimen de tránsito comunitario simplificado por ferrocarril o en contenedores grandes - Udgang af Faellesskabets toldomraade i henhold til ordningen for den forenklede procedure for faellesskabsforsendelse med jernbane eller store containere - Ausgang aus dem Zollgebiet der Gemeinschaft im Rahmen des vereinfachten gemeinschaftlichen Versandverfahrens mit der Eisenbahn oder in Grossbehaeltern - iExodos apo to teloneiako edafos tis Koinotitas ypo to aplopoiimeno kathestos tis koinotikis diametakomisis me sidirodromo i megala emporevmatokiqotia - Exit from the customs territory of the Community under the simplified Community transit procedure for carriage by rail or large containers - Sortie du territoire douanier de la Communauté sous le régime du transit communautaire simplifié par fer ou par grands conteneurs - Uscita dal territorio doganale della Comunità in regime di transito comunitario semplificato per ferrovia o grandi contenitori - Uitgang uit het douanegebied van de Gemeenschap onder de regeling vereenvoudigd communautair douanevervoer per spoor of in grote containers - Saída do território aduaneiro da Comunidade ao abrigo do regime do trânsito comunitário simplificado por caminho-de-ferro ou em grandes contentores.
3. L'ufficio doganale di partenza può autorizzare una modifica del contratto di trasporto, avente l'effetto di far terminare il trasporto all'interno della Comunità, soltanto nel caso in cui venga accertato:
- che, se è stata costituita una cauzione a garanzia dell'esportazione presso un organismo d'intervento, essa non è stata svincolata, oppure - che è stata costituita uno nuova cauzione.
Tuttavia, se la cauzione è stata svincolata a norma del paragrafo 1 e il prodotto non ha lasciato il territorio doganale della Comunità entro i termini prescritti, l'ufficio doganale di partenza ne informa l'organismo incaricato dello svincolo della cauzione e gli trasmette al più presto tutti i dati necessari. In tal caso la cauzione è da considerarsi indebitamente svincolata e deve essere riscosso un importo ad essa equivalente.
Articolo 18 Lo svincolo della cauzione è subordinato alla presentazione della prova prevista secondo i casi dall'articolo 4 o dall'articolo 10, paragrafo 2, e - quando il prodotto è destinato ad essere importato in un determinato paese terzo, o - quando, nel caso in cui il prodotto debba essere esportato fuori della Comunità, sussistono seri dubbi circa la destinazione effettiva del prodotto,
alla presentazione delle prove previste dagli articoli 17 e 18 del regolamento (CEE) n. 3665/87.
Inoltre, i servizi competenti degli Stati membri possono chiedere prove supplementari, atte a dimostrare in maniera ritenuta soddisfacente dalle autorità competenti che il prodotto è stato effettivamente immesso sul mercato del paese terzo d'importazione.
Articolo 19 1. Qualora siano applicabili le disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 754/76 del Consiglio, del 25 marzo 1976, relativo al trattamento tariffario applicabile alle merci in reintroduzione nel territorio doganale della Comunità (35),
- la cauzione di cui all'articolo 5, paragrafo 1 rimane incamerata se non è stata ancora svincolata,
- un importo uguale alla suddetta cauzione deve essere riscosso se la cauzione è già stata svincolata.
2. Qualora i prodotti per i quali sia stata costituita la cauzione di cui all'articolo 5, paragrafo 1 lascino il territorio doganale della Comunità e in caso di mancato espletamento delle formalità doganali di esportazione richieste per la concessione di una restituzione, ai fini del regolamento (36) GU n. L 89 del 2. 4. 1976, pag. 1.
(CEE) n. 754/76 le suddette formalità si considerano espletate e si applicano le disposizioni del paragrafo 1.
3. L'importo delle cauzioni di cui ai paragrafi 1 e 2 è considerato come cauzione incamerata ai sensi dell'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 352/78 del Consiglio (37).
4. L'interessato fornisce la prova alle autorità competenti presentando un attestato rilasciato dall'organismo d'intervento interessato da cui risulti che ricorrono le condizioni di cui al paragrafo 1 o che non è stata costituita alcuna cauzione.
Articolo 20 Se un esemplare di controllo T 5 destinato a comprovare l'esportazione non è pervenuto all'ufficio doganale di partenza o all'organismo centralizzatore entro un periodo di tre mesi dalla data del rilascio a causa di circostanze non imputabili all'interessato, quest'ultimo può inoltrare alle autorità competenti una domanda motivata di equivalenza accompagnata da documenti giustificativi. Tra i documenti giustificativi da presentare unitamente alla domanda di equivalenza devono figurare, oltre al documento di trasporto, uno o più documenti di cui all'articolo 18, paragrafi 1, 2 e 4 del regolamento (CEE) n. 3665/87.
TITOLO IV Prodotti esportati dalla Comunità previa trasformazione Articolo 21 Si considera che i prodotti abbiano soddisfatto le nor- me concernenti l'utilizzazione e la destinazione se si è ac- certato che sono state applicate le disposizioni degli arti- coli 7 e 13.
Articolo 22 1. Per quanto concerne i prodotti destinati ad essere esportati dopo essere stati trasformati, l'accettazione della dichiarazione di esportazione da parte del servizio doganale avviene nello Stato membro in cui ha avuto luogo l'ultima trasformazione.
2. Nella dichiarazione d'esportazione figura la dicitura "prodotti d'intervento".
3. Qualora non sia prevista alcuna restituzione per i prodotti da esportare, dopo l'accettazione della relativa dichiarazione d'esportazione questi prodotti non sono più considerati soggetti all'articolo 9, paragrafo 2 del trattato e circolano quindi conformemente all'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 222/77.
Articolo 23 1. Per quanto concerne i prodotti presentati all'ufficio doganale di partenza per essere spediti nello stato in cui si trovavano quando sono stati ritirati dalle scorte d'intervento, il documento comprovante il carattere comunitario di cui all'articolo 2, paragrafo 4 è completato nel modo seguente:
la casella 44 del documento amministrativo unico o la casella più adatta degli altri documenti deve recare:
- le diciture corrispondenti previste nell'allegato,
- il numero dell'ordine di ritiro,
(38) GU n. L 50 del 22. 2. 1978, pag. 1.
- la dicitura "Prodotti d'intervento da sottoporre al momento dell'esportazione alla procedura di transito comunitario esterno".
2. a) Per quanto concerne i prodotti presentati per spedizione all'ufficio doganale di partenza dopo avere subito una trasformazione nello Stato membro in cui ha avuto luogo il ritiro dalle scorte d'intervento, l'esemplare di controllo T 5 è emesso dietro presentazione di un documento rilasciato dalle autorità che hanno provveduto al controllo della trasformazione. Tale documento contiene le stesse indicazioni figuranti nell'ordine di ritiro di cui all'articolo 3 ed è conservato dall'ufficio doganale di partenza.
Tuttavia, detto documento non deve essere presentato se la trasformazione in questione è stata controllata dall'ufficio doganale di partenza.
b) Fra le caselle relative alle diciture speciali che figurano sull'esemplare di controllo T 5, vengono riempite quelle recanti i numeri 103, 104 e 106.
La casella 104 è annotata in conformità e completata con la dicitura corrispondente prevista nell'allegato.
Nella casella 106 devono figurare:
- le diciture corrispondenti previste nell'allegato,
- il riferimento al documento di cui alla lettera a),
- la dicitura "Prodotti d'intervento da sottoporre al momento dell'esportazione alla procedura di transito comunitario esterno".
3. a) Per quanto concerne i prodotti presentati per esportazione all'ufficio doganale di partenza dopo avere subito una trasformazione nello Stato membro in cui ha avuto luogo il ritiro dalle scorte d'intervento, l'esemplare di controllo T 5 è emesso dietro presentazione di un documento rilasciato dalle autorità che hanno provveduto al controllo della trasformazione. Tale documento contiene le stesse indicazioni figuranti nell'ordine di ritiro di cui all'articolo 3 ed è conservato dall'ufficio doganale di partenza.
Tuttavia, detto documento non deve essere presentato se la trasformazione in questione è stata controllata dall'ufficio doganale di partenza.
b) Fra le caselle relative alle diciture speciali che figurano sull'esemplare di controllo T 5, vengono riempite quelle recanti i numeri 103, 104 ed eventualmente 105, 106 e 107.
La casella 104 è annotata in conformità.
Nella casella 106 occorre indicare il riferimento al documento di cui alla lettera a).
Articolo 24 1. In caso di spedizione di prodotti verso un altro Stato membro per la loro trasformazione e se i prodotti trasformati:
- sono spediti in un terzo Stato membro o in un ulteriore Stato membro per una trasformazione supplementare, oppure - attraversano il territorio di almeno un terzo Stato membro per essere esportati,
il primo ufficio doganale di destinazione assolve la funzione di ufficio doganale di partenza e rilascia uno o più esemplari di controllo T 5 o ne dispone il rilascio sotto la propria responsabilità.
L'esemplare o gli esemplari di controllo T 5 sono compilati:
- a norma dell'articolo 23, paragrafo 2, lettera b) per il caso previsto dal primo comma, primo trattino;
- a norma dell'articolo 23, paragrafo 3, lettera b) per il caso previsto dal primo comma, secondo trattino,
tenendo conto della informazioni contenute nel documento comprovante il carattere comunitario dei prodotti di cui all'articolo 2, paragrafo 4 o nell'esemplare di controllo originario T 5. Inoltre, nella casella 106 dell'esemplare o degli esemplari di controllo T 5 devono essere indicati il numero di serie e la data di rilascio dell'esemplare originario e il nome dell'ufficio doganale che lo ha rilasciato.
2. Qualora le annotazioni da apporre nella casella "Controllo dell'utilizzazione e/o della destinazione" dell'esemplare di controllo T 5 dipendano da informazioni contenute in esemplari di controllo T 5 rilasciati dalle autorità doganali di altri Stati membri o in documenti nazionali rilasciati da altre autorità nazionali, l'ufficio doganale di destinazione di cui al paragrafo 1 indica sotto la dicitura "Osservazioni" il numero degli esemplari di controllo T 5 o dei documenti nazionali in questione.
3. Qualora soltanto una parte dei prodotti menzionati nell'esemplare di controllo T 5 abbia soddisfatto le condizioni prescritte, l'ufficio doganale di destinazione indica, nella casella "Controllo dell'utilizzazione e/o della destinazione" dell'esemplare di controllo T 5, la quantità di prodotti che ha effettivamente soddisfatto tali condizioni nonché la data della trasformazione.
Articolo 25 I documenti nazionali che devono essere rilasciati da uno Stato membro per accompagnare prodotti provenienti da un altro Stato membro recano le stesse diciture prescritte all'articolo 24 per la compilazione degli esemplari di controllo T 5.
Articolo 26 Si applicano a questo titolo le disposizioni dell'articolo 12 e degli articoli da 16 a 20.
TITOLO V Disposizioni finali Articolo 27 1. Gli Stati membri comunicano ogni trimestre alla Commissione i casi in cui hanno fatto ricorso all'articolo 6, paragrafo 1, precisando le circostanze addotte, i quantitativi in questione e le misure adottate.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione, il 1g marzo e il 1g settembre di ogni anno, un prospetto indicante il numero dei casi di applicazione dell'articolo 12 o dell'articolo 20, la causa del mancato rinvio degli esemplari di controllo T 5, sempreché essa sia nota, i quantitativi in questione e la natura dei documenti riconosciuti equivalenti.
Articolo 28 La Commissione può modificare l'allegato al fine di permettere una corretta applicazione in conformità dei regolamenti di cui trattasi.
Articolo 29 Il regolamento (CEE) n. 1687/76 è abrogato. Tuttavia, esso resta applicabile per le operazioni per le quali la dichiarazione di spedizione sia stata accettata anteriormente al 1g aprile 1988.
Articolo 30 Il presente regolamento entra in vigore il 1g aprile 1988.
Le disposizioni del presente regolamento si applicano ai prodotti per i quali la dichiarazione di esportazione o di spedizione sia stata accettata nello Stato membro di ammasso a decorrere dal 1g aprile 1988.
In tutti gli atti comunitari i rinvii fatti al regolamento (CEE) n. 1687/76 o ad alcuni suoi articoli si intendono fatti al presente regolamento o ai corrispondenti articoli del presente regolamento.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 16 febbraio 1988.

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