Document ID: 31991R3330

REGOLAMENTO (CEE) N. 3330/91 DEL CONSIGLIO del 7 novembre 1991 relativo alle statistiche sugli scambi di beni tra Stati membri
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 100 A,
vista la proposta della Commissione (1),
in cooperazione con il Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che il completamento del mercato interno presuppone l'eliminazione delle frontiere fisiche tra Stati membri; che un livello soddisfacente di informazione sugli scambi di beni tra Stati membri deve dunque essere determinato ricorrendo a mezzi che non implichino controlli, neppure indiretti, alle frontiere interne;
considerando che l'analisi della situazione in cui la Comunità e gli Stati membri verranno a trovarsi dopo il 1992 ha messo in luce che, sul piano dell'informazione relativa agli scambi di beni tra Stati membri, esigenze concrete sussisteranno;
considerando che una parte di tali esigenze non può essere soddisfatta attraverso un'informazione molto aggregata, non essendo di natura macroeconomica come quelle, per esempio, che si riferiscono alla contabilità nazionale o alla bilancia dei pagamenti; che, tra l'altro, la politica commerciale, le analisi settoriali, la disciplina della concorrenza, la gestione e l'orientamento dell'agricoltura e della pesca, lo sviluppo regionale, le previsioni energetiche e l'organizzazione dei trasporti devono, al contrario, potersi fondare su una documentazione fornita di dati numerici che dia una visione il più possibile attuale, esatta e dettagliata del mercato interno;
considerando che l'informazione sugli scambi di beni tra Stati membri contribuirà in modo particolare a misurare i progressi del mercato interno, ad accelerarne, di conseguenza, il completamento e a consolidarne la realizzazione con cognizione di causa; che detta informazione può rivelarsi uno degli strumenti utili per valutare l'evoluzione della coesione economica e sociale;
considerando che, fino alla fine del 1992, le statistiche degli scambi di beni tra Stati membri beneficiano delle formalità, della documentazione e dei controlli che le amministrazioni doganali prescrivono, per necessità loro proprie o per quelle di altri uffici, agli speditori e ai destinatari di merci in circolazione tra gli Stati membri, ma che l'eliminazione delle frontiere fisiche e di quelle fiscali fa per l'appunto scomparire;
considerando che, pertanto, occorrerà raccogliere direttamente presso gli speditori e i destinatari i dati necessari alle statistiche degli scambi di beni tra Stati membri, ricorrendo a metodi e a tecniche che ne garantiscano la completezza, l'attendibilità e l'attualità senza costituire per gli interessati, e in particolare per le piccole e medie imprese, un onere sproporzionato rispetto ai risultati che gli utenti di tali statistiche sono legittimati ad attendersi;
considerando che la normativa in materia si dovrà applicare, d'ora in poi, a tutte le statistiche degli scambi di beni tra Stati membri - anche a quelle che non saranno state armonizzate prima del 1993 o che non saranno state rese obbligatorie a livello comunitario;
considerando che le statistiche degli scambi di beni tra Stati membri si definiscono in base ai movimenti di merci che ne formano l'oggetto; che esse possono contenere dati relativi al trasporto, la cui raccolta verrebbe effettuata contemporaneamente a quella dei dati specifici di ciascuna di tali statistiche, con conseguente alleggerimento dell'onere globale dell'informazione;
considerando che i privati trarranno vantaggi evidenti dal mercato interno; che è opportuno evitare che le norme riguardanti l'informazione statistica riducano ai loro occhi la portata di detti vantaggi; che la fornitura di tali informazioni imporrebbe loro un obbligo ritenuto quanto meno inopportuno e di cui non sarebbe, d'altronde, possibile verificare l'adempimento senza un impiego sproporzionato di mezzi; che è quindi ragionevole considerare che tali persone non siano più tenute a fornire tali informazioni al di fuori di indagini periodiche adeguate;
considerando che il nuovo sistema di raccolta da instaurare deve potersi applicare alla totalità delle satistiche degli scambi di beni tra Stati membri; che, dunque, esso va definito in un quadro generale in cui si integrino nuovi concetti inerenti soprattutto al campo d'applicazione, ai fornitori delle informazioni ed alla trasmissione dei dati;
considerando che l'economia stessa del sistema consiste nell'utilizzo delle reti amministrative collegate e, in particolare, di quella dell'amministrazione dell'IVA, onde garantire alla statistica un minimo di controllo indiretto senza peraltro dover accrescere l'onere dei soggetti passivi; che altresì bisogna evitare che tra gli interessati tenuti a fornire l'informazione si ingeneri confusione tra i loro obblighi statistici e fiscali;
considerando che è urgente sfruttare le attuali risorse documentarie per costituire in ciascuno Stato membro una documentazione di base relativa agli speditori e ai destinatari di merci, oggetto della statistica del commercio tra gli Stati membri, in modo da individuarne quelli più importanti per il periodo successivo al 1992 e sviluppare con il loro concorso procedimenti moderni di trasmissione dell'informazione;
considerando che, solo alla prova dei fatti, sarà possibile individuare le lacune o le debolezze del nuovo sistema di raccolta; che il suo miglioramento e la sua semplificazione dovranno essere effettuati in tempi ragionevoli per impedire che i suoi difetti si ripercuotano sfavorevolmente sugli scambi di beni tra Stati membri;
considerando che, tra le statistiche degli scambi di beni tra Stati membri, quella relativa al commercio tra gli Stati membri deve essere trattata per prima, per evidenti ragioni di interesse e di continuità; che, tuttavia, devono esservi apportati sostanziali adattamenti per tener conto delle nuove condizioni del mercato interno dopo il 1992; che occorre rivedere, tra l'altro, la definizione del suo contenuto, la nomenclatura delle merci ad essa applicabile e l'elenco dei dati da raccogliere per definirla; che è opportuno definire senza indugio il criterio di funzionamento delle soglie statistiche per evitare, a carico delle piccole e medie imprese, oneri sproporzionati rispetto ai costi di gestione;
considerando che è necessario che la Commissione sia assistita da un comitato che le assicuri la collaborazione regolare degli Stati membri, soprattutto per risolvere le problematiche che inevitabilmente si porranno nel campo dell'informazione sugli scambi di beni tra Stati membri in seguito alle numerose innovazioni introdotte dal nuovo sistema di raccolta;
considerando che la legislazione comunitaria in materia dovrà essere sistematicamente integrata da disposizioni che devono essere adottate ora dal Consiglio ora dalla Commissione;
considerando che talune disposizioni del presente regolamento devono entrare in vigore senza indugio per consentire alla Comunità ed agli Stati membri di prepararsi alle conseguenze pratiche che esso comporterà a decorrere dal 1o gennaio 1993;
considerando che una di tali conseguenze consiste, da un lato, nell'abrogare il regolamento (CEE) n. 2954/85 del Consiglio, del 22 ottobre 1985, che istituisce talune misure relative all'uniformazione e alla semplificazione delle statistiche del commercio tra gli Stati membri (4), e, dall'altro, nel rendere inapplicabile alle statistiche degli scambi di beni tra Stati membri il regolamento (CEE) n. 1736/75 del Consiglio, del 24 giugno 1975, relativo alle statistiche del commercio estero della Comunità e del commercio tra gli Stati membri della stessa (5), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1629/88 (6),
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
La Comunità e gli Stati membri elaborano le statistiche degli scambi di beni tra Stati membri conformemente alle norme stabilite dal presente regolamento durante il periodo di transizione che inizia il 1o gennaio 1993 e termina al momento del passaggio a un regime unificato d'imposizione nello Stato membro d'origine. CAPITOLO I Generalità
Articolo 2
Ai sensi del presente regolamento e fatte salve le disposizioni particolari, si intende per:
a) « scambi di beni tra Stati membri »: il trasferimento di merci da uno Stato membro verso un altro;
b) « merci »: tutti i beni mobili, ivi compresa la corrente elettrica;
c) « merci comunitarie »: le merci:
- interamente ottenute nel territorio doganale della Comunità senza apporto di merci provenienti da paesi terzi o da territori che non fanno parte del territorio doganale della Comunità;
- provenienti da paesi o da territori che non fanno parte del territorio doganale della Comunità e che sono in libera pratica in uno Stato membro;
- ottenute, nel territorio doganale della Comunità, dalle merci di cui al secondo trattino, oppure dalle merci di cui al primo e secondo trattino;
d) « merci non comunitarie »: le merci diverse da quelle di cui alla lettera c). Fatti salvi gli accordi conclusi con taluni paesi terzi - per l'applicazione del regime del transito comunitario - sono altresì considerate non comunitarie le merci che, benché soddisfino le condizioni di cui alla lettera c), sono reintrodotte nel territorio doganale della Comunità dopo essere state esportate fuori da tale territorio;
e) « Stato membro »: se il termine viene considerato nella sua accezione geografica, il suo territorio statistico;
f) « territorio statistico di uno Stato membro »: il territorio occupato da tale Stato membro all'interno del territorio statistico della Comunità, così come esso è definito all'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 1736/75;
g) « merci in libera circolazione sul mercato interno della Comunità »: le merci che sono ammesse in conformità della direttiva 77/38/CEE (7) a circolare da uno Stato membro ad un altro senza formalità preliminari o formalità connesse con il passaggio delle frontiere interne;
h) « privato »: ogni persona fisica non soggetta all'IVA nel quadro di un determinato scambio di beni.
Articolo 3
1. Sono oggetto delle statistiche degli scambi di beni tra Stati membri tutte le merci che circolano da uno Stato membro ad un altro.
Oltre alle merci che circolano all'interno del territorio statistico della Comunità, si considerano come circolanti da uno Stato membro ad un altro anche quelle che, nel corso di questo movimento, valicano la frontiera esterna della Comunità, indipendentemente dal fatto che, in seguito, attraversino o no il territorio di un paese terzo.
2. Il paragrafo 1 riguarda sia le merci non comunitarie che le merci comunitarie, che siano oggetto o meno di transazione commerciale.
Articolo 4
1. Tra le merci di cui all'articolo 3:
a) sono oggetto della statistica del transito quelle che vengono trasportate, con o senza interruzione di carico, attraverso uno Stato membro senza esservi immagazzinate per motivi non inerenti al trasporto;
b) sono oggetto della statistica dei depositi quelle di cui all'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 1736/75, nonché quelle che entrano o escono dai depositi determinati dalla Commissione ai sensi dell'articolo 30 del presente regolamento;
c) sono oggetto della statistica del commercio tra Stati membri quelle che non rispondono alle condizioni di cui alle lettere a) e b) oppure quelle che rispondono a tali condizioni, ma vengono espressamente designate dal presente regolamento o dalla Commissione, ai sensi dell'articolo 30;
d) il Consiglio determina, su proposta della Commissione, quelle che sono oggetto di altre statistiche degli scambi di beni tra Stati membri.
2. Fatta salva la normativa comunitaria sulla rilevazione statistica dei trasporti di merci, i dati relativi al trasporto delle merci, oggetto delle statistiche di cui al paragrafo 1, vengono inclusi, se necessario, nell'elenco dei dati che si riferisce a ciascuna di tali statistiche, alle condizioni e secondo le modalità fissate dal presente regolamento o dalla Commissione, ai sensi dell'articolo 30.
Articolo 5
Fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 15, i privati sono esentati dagli obblighi che comporta l'elaborazione delle statistiche di cui all'articolo 4.
Questa esenzione si applica anche alla persona tenuta a fornire l'informazione che, in qualità di soggetto passivo dell'IVA, beneficia, nello Stato membro in cui l'imposta va pagata, di uno dei regimi particolari previsti dagli articoli 24 e 25 della direttiva 77/388/CEE. La presente disposizione è estesa, mutatis mutandis, ai soggetti istituzionalmente esenti dall'IVA e ai soggetti passivi esonerati che, in conformità dell'articolo 28, paragrafo 7 della direttiva precitata, non sono tenuti a presentare una dichiarazione fiscale. CAPITOLO II Il sistema permanente di raccolta di dati statistici Intrastat
Articolo 6
Ai fini dell'elaborazione delle statistiche degli scambi di beni fra Stati membri, viene istituito un sistema permanente di raccolta di dati statistici, qui appresso denominato sistema Intrastat.
Articolo 7
1. Il sistema Intrastat viene applicato negli Stati membri ogniqualvolta essi si definiscono, in virtù del paragrafo 4, come paesi partner di uno scambio di beni tra Stati membri.
2. Il sistema Intrastat si applica alle merci di cui all'articolo 3:
a) che si trovano in libera circolazione nel mercato interno della Comunità;
b) che, non potendo circolare nel mercato interno della Comunità se non dopo aver adempiuto le formalità prescritte dalla legislazione comunitaria sulla circolazione delle merci, sono espressamente indicate o dal presente regolamento o dalla Commissione ai sensi dell'articolo 30.
3. La raccolta dei dati relativi alle merci di cui all'articolo 3, alle quali non si applica il sistema Intrastat, è regolamentata dalla Commissione ai sensi dell'articolo 30, nel quadro delle formalità previste al paragrafo 2, lettera b).
4. Il sistema Intrastat si applica:
a) alla statistica del commercio tra gli Stati membri, ai sensi degli artioli da 17 a 28;
b) alla statistica del transito ed alla statistica dei depositi, ai sensi delle disposizioni emanate dal Consiglio, su proposta della Commissione, in applicazione dell'articolo 31.
5. Salvo decisione contraria presa dal Consiglio su proposta della Commissione, specificamente in attuazione dell'articolo 31, le disposizioni nazionali relative alle statistiche di cui al paragrafo 4 del presente articolo cessano di essere applicabili, nella misura in cui riguardano la raccolta dei dati, dopo il 31 dicembre 1992.
Articolo 8
Fatte salve le disposizioni dell'articolo 5, l'obbligo di fornire l'informazione richiesta dal sistema Intrastat compete ad ogni persona fisica o giuridica che intervenga in uno scambio di beni tra Stati membri.
Tra le persone cui incombe tale obbligo, la persona tenuta a fornire l'informazione relativa a ciascuna delle statistiche cui si applica il sistema Intrastat è designata dalle corrispondenti disposizioni specifiche.
Articolo 9
1. L'obbligato all'informazione richiesta dal sistema Intrastat può trasferirne l'onere su un terzo che risieda in uno Stato membro, senza che con ciò venga meno la responsabilità in materia dell'obbligato stesso.
L'obbligato all'informazione trasmette a tale terza persona ogni informazione necessaria all'adempimento dei suoi obblighi.
2. Si può esigere che il suddetto obbligato notifichi ai servizi competenti per l'elaborazione delle statistiche degli scambi di beni tra Stati membri, su loro richiesta esplicita, che, per un determinato periodo di riferimento,
- tutta l'informazione che deve formare oggetto della dichiarazione periodica di cui all'articolo 13, paragrafo 1 è stata fornita o dall'interessato stesso o da un terzo,
- egli ha trasferito l'onere di fornire l'informazione richiesta dal sistema Intrastat sul suddetto terzo, che egli identifica.
3. Il paragrafo 1 non è applicabile:
a) nei casi in cui si applica l'articolo 28, paragrafo 4;
b) negli Stati membri in cui la dichiarazione periodica prevista all'articolo 3, paragrafo 1 non è distinta dalla dichiarazione periodica richiesta a fini fiscali, e a condizione che le disposizioni fiscali vigenti in materia di obblighi di dichiarazione vietino il trasferimento di cui al paragrafo 1.
4. Le modalità di applicazione dei paragrafi 1, 2 e 3 sono stabilite dalla Commissione ai sensi dell'articolo 30.
Articolo 10
1. Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari affinché i propri servizi che sono competenti per l'elaborazione delle statistiche sugli scambi di beni tra Stati membri dispongano entro il 1o gennaio 1993 di un registro degli operatori intracomunitari.
2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1 sono elencati, alla spedizione gli speditori, all'arrivo i destinatari e, ove necessario, i dichiaranti, ai sensi del regolamento (CEE) n. 2792/86 della Commissione (8), che tra il 1o gennaio 1991 e il 31 dicembre 1992 intervengono nel commercio tra gli Stati membri.
3. Il paragrafo 2 non si applica negli Stati membri che adottano i provvedimenti necessari affinché, al più tardi il 1o gennaio 1993, la loro amministrazione fiscale disponga di un registro:
a) in cui siano elencati i soggetti passivi dell'IVA intervenuti, nel corso dei dodici mesi che precedono tale data, negli scambi di beni tra Stati membri, in qualità di speditori, alla spedizione, e in qualità di destinatari, all'arrivo;
b) destinato ad elencare i soggetti istituzionalmente esenti dall'IVA e i soggetti passivi esonerati dall'IVA che, a decorrere da tale data, effettuano i loro acquisti, ai sensi della direttiva 77/388/CEE, in base alle disposizioni dell'articolo 28, paragrafo 7 della medesima.
In questi Stati membri, la suddetta amministrazione fiscale fornisce ai servizi statistici, di cui al primo paragrafo, oltre al numero di identificazione di cui al paragrafo 6, le informazioni che figurano in tale registro che servono all'identificazione degli operatori intracomunitari, alle condizioni necessarie per l'applicazione del presente regolamento.
4. L'elenco minimo dei dati da rilevare nel registro degli operatori intracomunitari, oltre al numero di identificazione di cui al paragrafo 6, è stabilito dalla Commissione in conformità all'articolo 30.
5. A decorrere dal 1o gennaio 1993, la gestione e l'aggiornamento del registro degli operatori intracomunitari sono garantiti negli Stati membri dai servizi competenti in materia per mezzo delle dichiarazioni di cui all'articolo 13, paragrafo 1, degli elenchi di cui all'articolo 11, paragrafo 1 e di altre fonti amministrative.
Se necessario, la Commissione stabilisce, in conformità dell'articolo 30, le altre norme relative alla gestione e all'aggiornamento del registro degli operatori intracomunitari che devono essere applicate negli Stati membri dai servizi competenti in materia.
6. Salvo eccezioni, che essi dovranno documentare nei confronti dei fornitori dell'informazione statistica, i servizi statistici competenti utilizzano, nei rapporti con tali fornitori, e in particolare ai fini dell'applicazione dell'articolo 13, paragrafo 1, il numero d'identificazione loro imposto dall'amministrazione fiscale competente.
Articolo 11
1. L'amministrazione fiscale competente di uno Stato membro fornisce almeno trimestralmente ai servizi competenti, nel medesimo Stato membro, per l'elaborazione delle statistiche degli scambi di beni tra gli Stati membri gli elenchi dei soggetti passivi dell'IVA i quali hanno dichiarato di aver effettuato, nel periodo in esame, acquisti o consegne in altri Stati membri.
2. Gli elenchi di cui al paragrafo 1 comprendono inoltre:
a) i soggetti passivi dell'IVA che hanno dichiarato di avere effettuato, durante il periodo in questione, scambi di beni tra Stati membri che, pur non risultando da acquisti o da consegne, devono essere oggetto di una dichiarazione fiscale periodica;
b) coloro che sono istituzionalmente esenti dall'IVA e i soggetti passivi dell'IVA esonerati che hanno dichiarato di avere realizzato, durante lo stesso periodo, scambi di beni tra Stati membri che devono essere oggetto di una dichiarazione fiscale periodica.
3. Tali elenchi riportano, per ogni operatore, il valore degli scambi di beni tra Stati membri, che l'operatore stesso ha menzionato a norma dell'articolo 28, paragrafo 7 della direttiva 77/388/CEE, nella sua dichiarazione fiscale periodica.
4. Alle condizioni che la Commissione stabilisce, in modo restrittivo, ai sensi dell'articolo 30, l'amministrazione fiscale competente in uno Stato membro fornisce inoltre ai servizi competenti, nel medesimo Stato membro, per l'elaborazione delle statistiche degli scambi di beni tra gli Stati membri, o di propria iniziativa o su richiesta di questi ultimi, ogni informazione atta a migliorare la qualità dei dati statistici che i soggetti passivi dell'IVA comunicano in ogni caso all'amministrazione fiscale competente per adempiere oblighi di carattere fiscale.
Le informazioni ad essi comunicate ai sensi del primo comma vengono utilizzate, nei confronti dei terzi, dai servizi statistici in base alle norme applicate dall'amministrazione fiscale.
5. Indipendentemente dall'organizzazione amministrativa degli Stati membri, l'obbligato all'informazione statistica deve comprovare l'informazione che fornisce in relazione ai dati comunicati all'amministrazione fiscale competente, solo nei limiti stabiliti dai paragrafi 1, 2 e 3 e dalle disposizioni di cui al paragrafo 4.
6. Nei suoi rapporti con i soggetti passivi dell'IVA riguardanti la dichiarazione periodica che essi devono trasmetterle a fini fiscali, l'amministrazione fiscale competente ricorda loro gli obblighi che possono loro competere in qualità di obbligati all'informazione richiesta dal sistema Intrastat.
7. Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 4 e 6, per « soggetti passivi dell'IVA » si intendono anche i soggetti istituzionalmente esenti dall'IVA ed i soggetti passivi esonerati dall'IVA che effettuano i loro acquisti ai sensi dell'articolo 28, paragrafo 7 della direttiva 77/388/CEE.
8. Se necessario, la Commissione definisce, ai sensi dell'articolo 30, le modalità d'assistenza amministrativa tra servizi nazionali competenti per l'elaborazione delle statistiche degli scambi di beni tra Stati membri, che riguardano Stati membri differenti.
Articolo 12
1. I supporti dell'informazione statistica richiesta dal sistema Intrastat vengono adottati dalla Commissione, ai sensi dell'articolo 30, per ciascuna delle statistiche degli scambi di beni tra Stati membri.
2. Per tener conto della loro particolare organizzazione amministrativa, gli Stati membri possono introdurre supporti diversi da quelli di cui al paragrafo 1, a condizione che venga lasciata agli obbligati all'informazione la scelta di utilizzare gli uni o gli altri.
Gli Stati membri che si avvalgono di questa opportunità ne informano la Commissione.
3. I paragrafi 1 e 2 non sono applicabili:
a) nei casi in cui si applica l'articolo 28, paragrafo 4;
b) negli Stati membri in cui la dichiarazione periodica prevista all'articolo 13, paragrafo 1 non è distinta dalla dichiarazione periodica richiesta a fini fiscali, e nella misura in cui le disposizioni fiscali vigenti in materia di obblighi di dichiarazione vi si oppongano.
Articolo 13
1. L'informazione statistica necessaria per il sistema Intrastat è oggetto di dichiarazioni periodiche, che le persone tenute a fornire l'informazione statistica trasmettono ai servizi nazionali competenti nei termini e nei modi stabiliti dalla Commissione in conformità dell'articolo 30.
2. La Commissione stabilisce, ai sensi dell'articolo 30:
- qualora non vi abbia già provveduto il presente regolamento, il periodo di riferimento applicabile a ciascuna delle statistiche degli scambi di beni tra Stati membri;
- le modalità di trasmissione dell'informazione, in particolare al fine di mettere a disposizione delle persone tenute a fornire l'informazione le reti di uffici di raccolta regionali.
3. Le dichiarazioni periodiche, di cui al paragrafo 1 o, in ogni caso, l'informazione in esse contenuta vengono conservate dagli Stati membri almeno per due anni a decorrere dalla fine dell'anno civile che ha costituito il periodo di riferimento di tali dichiarazioni.
Articolo 14
L'obbligato all'informazione statistica che non adempie gli obblighi che gli competono in virtù del presente regolamento è passibile delle sanzioni che gli Stati membri stabiliscono ai sensi delle loro disposizioni nazionali in materia.
Articolo 15
Conformemente all'articolo 30, possono essere organizzate indagini periodiche sugli scambi di beni tra Stati membri effettuati da privati, nonché sui movimenti di merci o sugli operatori intracomunitari esclusi dalle rilevazioni o che godono di misure di semplificazione in virtù di disposizioni specifiche relative alle varie statistiche degli scambi di beni.
Articolo 16
La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in tempo utile sul funzionamento del sistema Intrastat per un suo eventuale adeguamento al termine del periodo di transizione di cui all'articolo 1, e ciò per ciascuna statistica sugli scambi di beni tra gli Stati membri relativa al succitato sistema. CAPITOLO III La statistica del commercio tra gli Stati membri
Articolo 17
La statistica del commercio tra gli Stati membri riprende i movimenti di merci che lasciano lo Stato membro di spedizione, da un lato, ed i movimenti di merci che entrano nello Stato membro di arrivo, dall'altro.
Articolo 18
1. Si intende per Stato membro di spedizione lo Stato membro nel quale le merci che ne escono sono oggetto di spedizione.
Ai sensi del presente capitolo, si intende per spedizione l'invio di merci di cui al paragrafo 2 verso una destinazione situata in un altro Stato membro.
2. In un determinato Stato membro, possono essere oggetto di una spedizione:
a) le merci comunitarie che, in questo Stato membro:
- non sono in transito diretto o in transito interrotto;
- sono in transito diretto o in transito interrotto ma, essendo entrate in tale Stato membro come merci non comunitarie, vi sono state in seguito immesse in libera pratica;
b) le merci non comunitarie collocate, mantenute od ottenute in tale Stato membro nel regime doganale di perfezionamento attivo o in quello della trasformazione sotto controllo doganale.
Articolo 19
Si intende per Stato membro d'arrivo lo Stato membro nel quale le merci che vi entrano:
a) come merci comunitarie
- non sono in transito diretto o in transito interrotto in tale Stato membro;
- sono in transito diretto o in transito interrotto in tale Stato membro, ma lo abbandonano in seguito a formalità di esportazione al di fuori del territorio statistico della Comunità;
b) in qualità di merci non comunitarie, di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera b),
1) sono immesse in libera pratica;
2) sono mantenute o collocate nuovamente in regime doganale di perfezionamento attivo o in quello di trasformazione sotto controllo doganale.
Articolo 20
Ai fini della raccolta dei dati necessari alla statistica del commercio tra gli Stati membri, le disposizioni di cui al capitolo II sono completate dalle seguenti:
1) fatte salve le disposizioni dell'articolo 34, il sistema si applica alle merci di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera a) e all'articolo 19, lettera a);
2) sono paesi partner di uno scambio di beni tra Stati membri, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, lo Stato membro di spedizione e lo Stato membro di arrivo;
3) lo Stato membro di spedizione nel sistema Intrastat è definito come quello nell'ambito del quale le merci, che da esso vengono spedite a destinazione di un altro Stato membro, hanno la posizione indicata all'articolo 18, paragrafo 2, lettera a), primo trattino e - qualora si applichino loro le disposizioni dell'articolo 28, paragrafo 7 della direttiva 77/388/CEE - secondo trattino;
4) lo Stato membro di arrivo nel sistema Intrastat è definito come quello nell'ambito del quale le merci che vi entrano in provenienza di un altro Stato membro, hanno la posizione indicata all'articolo 19, lettera a), primo trattino e - qualora si applichino loro le disposizioni dell'articolo 28, paragrafo 7 della direttiva 77/388/CEE - secondo trattino;
5) la persona tenuta a fornire l'informazione, di cui all'articolo 8, è la persona fisica o giuridica che:
a) risiedendo nello Stato membro di spedizione:
- ha stipulato, indipendentemente dal contratto di trasporto, il contratto avente per effetto la spedizione delle merci o, altrimenti,
- procede, o fa procedere, alla spedizione delle merci o, altrimenti,
- è in possesso delle merci che sono oggetto della spedizione;
b) risiedendo nello Stato membro di arrivo:
- ha stipulato, indipendentemente dal contratto di trasporto, il contratto avente per effetto la consegna delle merci o, altrimenti,
- prende, o fa prendere, in consegna le merci o, altrimenti,
- è in possesso delle merci che sono oggetto della consegna;
6) la Commissione adotta in tempo utile le disposizioni di cui all'articolo 7, paragrafo 3;
7) fatto salvo l'articolo 33, il periodo di riferimento, di cui all'articolo 13, paragrafo 2, primo trattino, è il mese civile nel corso del quale hanno inizio o hanno termine - a seconda dei casi - i movimenti di merci da rilevare ai sensi del presente articolo.
Articolo 21
Nel supporto dell'informazione statistica da trasmettere ai servizi competenti:
- fatto salvo l'articolo 34, le merci sono designate in modo tale da potere essere classificate facilmente e con precisione nella suddivisione più dettagliata alla quale appartengono nella vigente versione della nomenclatura combinata;
- deve anche essere menzionato per ogni tipo di merce il numero di codice ad otto cifre corrispondente a tale suddivisione della nomenclatura combinata.
Articolo 22
1. Nel supporto dell'informazione statistica, gli Stati membri sono designati con le espressioni codificate, alfabetiche o numeriche, che la Commissione stabilisce ai sensi dell'articolo 30.
2. Fatte salve le disposizioni adottate in materia dalla Commissione, ai sensi dell'articolo 30, gli obbligati all'informazione si conformano, per l'applicazione del paragrafo 1, alle istruzioni degli uffici nazionali competenti per l'elaborazione della statistica del commercio tra gli Stati membri.
Articolo 23
1. Per ogni tipo di merce, nel supporto dell'informazione statistica da trasmettere ai servizi competenti devono essere menzionati i dati seguenti:
a) nello Stato membro d'arrivo, lo Stato membro di provenienza delle merci, ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 1;
b) nello Stato membro di spedizione, lo Stato membro di destinazione delle merci, ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 2;
c) la quantità delle merci, in massa netta e in unità supplementari;
d) il valore delle merci;
e) la natura della transazione;
f) le condizioni di consegna;
g) la presunta forma di trasporto.
2. Gli Stati membri non possono richiedere che, nel supporto dell'informazione statistica, siano indicati dati diversi da quelli di cui al paragrafo 1, fatta eccezione per i dati seguenti:
a) nello Stato membro d'arrivo, il paese d'origine; tuttavia, questo dato può essere richiesto solo nei limiti del diritto comunitario;
b) nello Stato membro di spedizione, la regione d'origine; nello Stato membro d'arrivo, la regione di destinazione;
c) nello Stato membro di spedizione, il porto o l'aeroporto di carico; nello Stato membro d'arrivo, il porto o l'aeroporto di scarico;
d) nello Stato membro di spedizione e nello Stato membro di arrivo il porto o l'aeroporto presunto di trasbordo situato in un altro Stato membro sempreché in quest'ultimo sia elaborata una statistica del transito;
e) se del caso, il regime statistico.
3. Qualora non vi provveda già il presente regolamento, la definizione dei dati di cui ai paragrafi 1 e 2 e le modalità in base alle quali essi vengono indicati nel supporto dell'informazione statistica sono stabilite dalla Commissione, ai sensi dell'articolo 30.
Articolo 24
1. Qualora le merci, prima di raggiungere lo Stato membro di arrivo, vengano introdotte in uno o più Stati membri intermedi divenendovi oggetto di soste o di operazioni giuridiche non inerenti al trasporto, si considera come Stato membro di provenienza l'ultimo Stato membro in cui tali soste od operazioni giuridiche hanno avuto luogo. Negli altri casi, lo Stato membro di provenienza coincide con lo Stato membro di spedizione.
2. Si intende per Stato membro di destinazione l'ultimo Stato membro noto, al momento della spedizione, come quello verso il quale le merci devono essere spedite.
3. In deroga all'articolo 23, paragrafo 1, lettera a), l'obbligato all'informazione nello Stato membro di arrivo può, nell'ordine in appresso indicato:
- menzionare lo Stato membro di spedizione, se non gli è noto lo Stato membro di provenienza;
- menzionare lo Stato membro di acquisto, ai sensi del paragrafo 4, se non gli è noto lo Stato membro di spedizione.
4. Per Stato membro di acquisto si intende lo Stato membro in cui risiede il contraente della persona fisica o giuridica che ha stipulato, indipendentemente dal contratto di trasporto, il contratto avente per effetto la consegna di merci nello Stato membro di arrivo.
Articolo 25
1. La Comunità e gli Stati membri elaborano i risultati del commercio tra gli Stati membri sulla scorta dei dati di cui all'articolo 23, paragrafo 1.
2. Gli Stati membri che non elaborano, inoltre, i risultati del commercio tra gli Stati membri sulla base dei dati di cui all'articolo 23, paragrafo 2, si astengono dal prescriverne la raccolta.
3. La Comunità e gli Stati membri elaborano i risultati del commercio tra gli Stati membri tenendo conto delle disposizioni che la Commissione adotta, ai sensi dell'articolo 30, per quanto riguarda le esclusioni generali o particolari e le soglie statistiche.
4. Ogni disposizione avente per effetto di escludere dall'elaborazione dei risultati del commercio tra gli Stati membri merci previste agli articoli 18 e 19, dispensa anche dall'obbligo di fornire l'informazione statistica relativa a merci così escluse.
Articolo 26
1. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione i risultati mensili della loro statistica del commercio tra gli Stati membri. Tali risultati rendono conto dei dati di cui all'articolo 23, paragrafo 1.
2. Se necessario, le modalità di detta trasmissione sono stabilite dalla Commissione ai sensi dell'articolo 30.
3. I dati che gli Stati membri dichiarano riservati alle condizioni previste dall'articolo 32 sono da essi trasmessi conformemente al regolamento (Euratom, CEE) n. 1588/90 del Consiglio, dell'11 giugno 1990, relativo alla trasmissione all'Istituto statistico delle Comunità europee di dati statistici protetti dal segreto (9).
Articolo 27
Le disposizioni relative alla semplificazione dell'informazione statistica sono decise dal Consiglio su proposta della Commissione.
Articolo 28
1. Ai sensi del presente capitolo, le soglie statistiche si definiscono come i limiti, espressi in valore, superati i quali gli obblighi dei relativi fornitori dell'informazione sono o sospesi o resi meno gravosi.
L'applicazione di dette soglie lascia impregiudicate le disposizioni dell'articolo 15.
2. Le soglie statistiche si distinguono in soglie d'esclusione, d'assimilazione e di semplificazione.
3. Le soglie d'esclusione sono quelle di cui beneficiano i fornitori dell'informazione, di cui all'articolo 5, secondo comma.
Esse si applicano in tutti gli Stati membri e vengono fissate, per ciascuno di essi, in base alle disposizioni fiscali nazionali, adottate conformemente alla direttiva 77/388/CEE.
4. Le soglie d'assimilazione dispensano i fornitori dell'informazione dalle dichiarazioni previste all'articolo 13, paragrafo 1; questi adempiono i loro obblighi al riguardo mediante il deposito della dichiarazione fiscale periodica che sono tenuti a depositare, in quanto soggetti passivi dell'IVA, ivi inclusi i soggetti passivi ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 7.
Le soglie d'assimilazione si applicano in tutti gli Stati membri e vengono fissate, per ciascuno di essi, a livelli superiori alle soglie d'esclusione.
5. Le soglie di semplificazione consentono ai fornitori dell'informazione di derogare dall'articolo 23, menzionando semplicemente, nelle dichiarazioni previste all'articolo 13, paragrafo 1, per ciascuna specie di merci, oltre al numero di codice previsto all'articolo 21, secondo trattino, lo Stato membro di provenienza o di destinazione e il valore delle merci.
Fatto salvo il disposto del paragrafo 9, primo comma, esse si applicano ai livelli di cui al paragrafo 8 negli Stati membri in cui le soglie d'assimilazione siano inferiori a tali livelli.
Negli Stati membri in cui le soglie d'assimilazione sono fissate a livelli pari o, ai sensi del paragrafo 9, primo comma, superiori a quanto stabilito al paragrafo 8, le soglie di semplificazione sono facoltative.
6. Le soglie d'assimilazione e di semplificazione si esprimono in valori annuali di transazioni intracomunitarie.
Le soglie d'assimilazione e di semplificazione vengono stabilite per flusso di spedizione o di arrivo.
Esse si applicano separatamente agli operatori intracomunitari alla spedizione e agli operatori intracomunitari all'arrivo. Fatto salvo il disposto del paragrafo 10, gli Stati membri che si avvalgono della possibilità di cui al paragrafo 9, primo comma possono tuttavia fissare gli obblighi delle persone tenute a fornire l'informazione sia alla spedizione che all'arrivo in base al flusso che presenta l'importo maggiore in valori annuali delle loro transazioni intracomunitarie.
Le soglie di assimilazione e di semplificazione possono variare a seconda dello Stato membro, del gruppo di prodotti e del periodo.
7. Ai fini dell'applicazione da parte degli Stati membri delle soglie di assimilazione e di semplificazione, la Commissione stabilisce, conformemente all'articolo 30, i requisiti di qualità ai quali devono rispondere i dati che gli Stati membri elaborano ai sensi dell'articolo 25, paragrafo 1.
8. Le soglie di semplificazione sono fissate a 100 000 ecu alla spedizione e a 100 000 ecu all'arrivo.
Purché i requisiti di qualità di cui al paragrafo 7 lo permettano, la Commissione può aumentare, conformemente all'articolo 30, i livelli delle soglie di semplificazione.
9. Ferma restando la conformità alle disposizioni del pragrafo 7, gli Stati membri possono fissare le proprie soglie di assimilazione o di semplificazione a livelli superiori a quelli stabiliti dal paragrafo 8 per le soglie di semplificazione. Essi ne informano la Commissione.
Per conformarsi alle disposizioni del paragrafo 7, gli Stati membri possono derogare, per quanto necessario, ai requisiti del paragrafo 5, secondo comma. Essi ne informano la Commissione.
La Commissione può invitare gli Stati membri a presentare una giustificazione per le misure che essi adottano, fornendole ogni informazione pertinente.
10. Qualora l'applicazione delle soglie d'assimilazione e di semplificazione da parte degli Stati membri abbia conseguenze sulla qualità della statistica del commercio tra gli Stati membri, tenuto conto degli elementi d'informazione forniti dai medesimi, oppure sull'alleggerimento dell'onere delle persone tenute a fornire le informazioni, così da compromettere gli obiettivi del presente regolamento, la Commissione, conformemente all'articolo 30, adotta le disposizioni che ripristinano tali condizioni di qualità o di alleggerimento. CAPITOLO IV Comitato delle statistiche degli scambi di beni tra Stati membri
Articolo 29
1. Viene istituito un comitato delle statistiche degli scambi di beni tra Stati membri, denominato qui di seguito « comitato », composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
2. Il comitato stabilisce il proporio regolamento interno.
3. Il comitato può esaminare qualsiasi questione relativa all'applicazione del presente regolamento che sia sollevata dal suo presidente, sia di propria iniziativa che dietro richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
Articolo 30
1. Le norme necessarie all'applicazione del presente regolamento sono adottate in base alla procedura definita dai paragrafi 2 e 3.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
3. La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio.
In tal caso la Commissione può differire di un mese al massimo, a decorrere da tale comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine di cui al secondo comma. CAPITOLO V Disposizioni finali
Articolo 31
Su proposta della Commissione il Consiglio adotta le disposizioni necessarie alla realizzazione, da parte della Comunità o dei suoi Stati membri, delle statistiche, oggetto dell'articolo 4, diverse dalla statistica del commercio tra gli Stati membri.
Articolo 32
1. Il Consiglio, su proposta della Commissione, stabilisce le condizioni alle quali gli Stati membri possono dichiarare riservati i dati da essi elaborati in applicazione del presente regolamento o dei regolamenti da esso previsti.
2. Fino alla fissazione delle condizioni di cui al paragrafo 1, restano applicabili le norme degli Stati membri in materia.
Articolo 33
La Commissione può, conformemente alla procedura di cui all'articolo 30, adeguare le disposizioni del presente regolamento, ove necessario,
- alle conseguenze delle modifiche apportate alla direttiva 77/388/CEE;
- a movimenti particolari di merci ai sensi della regolamentazione statistica comunitaria.
Articolo 34
1. Per quanto riguarda sia le merci cui si applica il sistema Intrastat, sia le altre, al fine di agevolare il compito delle persone tenute a fornire l'informazione, la Commissione può adottare, conformemente all'articolo 30, procedure semplificate di raccolta dell'informazione e, in particolare, creare le condizioni per un più esteso ricorso all'elaborazione automatica e alla trasmissione elettronica dell'informazione.
2. Al fine di tenere conto della loro particolare organizzazione amministrativa, gli Stati membri possono istituire procedure semplificate diverse da quelle previste al paragrafo 1, a condizione che le persone tenute a fornire l'informazione abbiano comunque la scelta della procedura a cui ricorrere.
Gli Stati membri che si avvalgono di questa facoltà ne informano la Commissione.
Articolo 35
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Gli articoli da 1 a 9, 11, l'articolo 13, paragrafo 1 e gli articoli da 14 a 27 si applicano a decorrere dalla data di messa in applicazione del regolamento (CEE) n. 2726/90 del Consiglio, del 17 settembre 1990, relativo al transito comunitario (10), sempreché non implichino l'adozione, da parte del Consiglio o della Commissione, prima di tale data, delle disposizioni applicative del presente regolamento.
A decorrere dalla data di cui al secondo comma, il regolamento (CEE) n. 2954/85 è abrogato e il regolamento (CEE) n. 1736/75 cessa di applicarsi alle statistiche degli scambi di beni tra Stati membri alle quali era applicabile. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 7 novembre 1991.

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