Document ID: 32000R0799

Regolamento (CE) n. 799/2000 della Commissione
del 17 aprile 2000
che chiude l'inchiesta relativa alla presunta elusione, mediante operazioni di assemblaggio nella Comunità, delle misure antidumping istituite dal regolamento (CEE) n. 2861/93 del Consiglio nei confronti delle importazioni di alcuni tipi di dischi magnetici (microfloppy da 3,5 pollici) originari di Taiwan e della Repubblica popolare cinese e revoca la registrazione delle importazioni di parti di microfloppy introdotta con regolamento (CE) n. 1646/1999
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 905/98(2), in particolare gli articoli 9, 13 e 14,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
(1) Il 29 luglio 1999, con regolamento (CE) n. 1646/1999(3), la Commissione ha aperto, ai sensi dell'articolo 13 del regolamento (CE) n. 384/96 (in appresso denominato "regolamento di base"), un'inchiesta relativa alla presunta elusione, mediante operazioni di assemblaggio nella Comunità, dei dazi antidumping istituiti dal regolamento (CEE) n. 2861/93 del Consiglio(4), modificato dal regolamento (CE) n. 2537/1999(5), nei confronti delle importazioni di alcuni tipi di dischi magnetici (microfloppy da 3,5 pollici) originari di Taiwan e della Repubblica popolare cinese e, a norma dell'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base, ha incaricato le autorità doganali di registrare le importazioni delle parti principali di microfloppy oggetto della presente inchiesta.
(2) L'inchiesta è stata aperta a seguito di una domanda presentata il 14 giugno 1999 dal comitato dei produttori europei di floppy disk (Diskma). La domanda conteneva elementi di prova sufficienti, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 3, del regolamento di base, in merito all'elusione dei dazi antidumping sulle importazioni di microfloppy da 3,5 pollici originari di Taiwan e della Repubblica popolare cinese, mediante l'importazione di parti di microfloppy provenienti da detti paesi utilizzate per operazioni di assemblaggio nella Comunità. Questi elementi di prova sono stati considerati sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta.
(3) La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura dell'inchiesta le autorità di Taiwan e della Repubblica popolare cinese e ha inviato questionari all'assemblatore di microfloppy citato nella domanda e al suo esportatore collegato di Taiwan. Questionari sono stati inviati anche ai produttori esportatori della Repubblica popolare cinese e di Taiwan che hanno collaborato all'inchiesta iniziale. Le società interessate hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto.
(4) L'inchiesta riguardava il periodo compreso tra il 1o luglio 1998 e il 30 giugno 1999 (in appresso denominato "PI").
(5) La Commissione ha ottenuto risposte esaurienti dalle seguenti società:
i) Esportatori di parti di microfloppy:
- CMC Magnetics Corporation, Taipei, Taiwan ("CMC")*,
- Vigobyte International Corporation, California, USA.
ii) Assemblatore della Comunità
- Europa Magnetics Corporation, Cramlington, UK ("EMC")*.
(6) La Commissione ha verificato tutte le informazioni ritenute necessarie e ha effettuato visite di verifica presso le sedi delle società contrassegnate da un asterisco.
B. PORTATA DELL'INCHIESTA
(7) L'articolo 13, paragrafi 1 e 2, del regolamento di base prevede che le misure antidumping in vigore possano essere estese alle importazioni di parti dal paese soggetto alle misure, qualora le misure in vigore vengano eluse. L'obiettivo della presente inchiesta era valutare se erano soddisfatti i criteri di cui all'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento di base.
C. RISULTATI
1. Condizione di cui all'articolo 13, paragrafo 2, lettera a): inizio o sostanziale aumento delle operazioni
(8) La EMC ha iniziato le operazioni nel 1993 e da allora le sue attività sono aumentate costantemente e sostanzialmente. Le vendite di microfloppy assemblati alla EMS sono iniziate immediatamente dopo l'istituzione delle misure antidumping nei confronti del Giappone, della Repubblica popolare cinese e di Taiwan nell'ottobre 1993 e sono aumentate di circa il 270 % tra il 1994 e il PI. Nello stesso periodo, la quota di mercato comunitaria della EMC è aumentata di circa il 420 %. L'aumento sostanziale delle vendite è stato accompagnato da un'analoga crescita della capacità di assemblaggio. Si stima che l'attuale capacità dell'EMC rappresenti una quota rilevante della domanda complessiva della Comunità, anche se l'utilizzazione della capacità è diminuita negli ultimi anni, in linea con il relativo calo del consumo comunitario. Si ritiene pertanto che la condizione di cui all'articolo 13, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base sia soddisfatta.
2. Condizioni di cui all'articolo 13, paragrafo 2, lettera b): criteri del 60 % e del 25 %
(9) Conformemente all'articolo 13, paragrafo 2, lettera b), del regolamento di base, per accertare l'elusione, la Commissione ha dovuto verificare se il valore dei pezzi provenienti dai paesi soggetti alle misure era uguale o superiore al 60 % del valore complessivo dei pezzi del prodotto assemblato e se il valore aggiunto ai pezzi era non superiore al 25 % del costo di produzione.
(10) L'inchiesta ha accertato che la EMC non ha acquistato parti di microfloppy provenienti dalla Repubblica popolare cinese. Le parti di microfloppy utilizzate dalla EMC nelle operazioni di assemblaggio sono state prevalentemente fornite dalla società madre dell'assemblatore a Taiwan (CMC). Notevoli quantitativi di una componente di base sono stati forniti da una società indirettamente collegata all'EMC, che non aveva sede né nella Comunità né nella Repubblica popolare cinese o a Taiwan. Le parti restanti erano originarie della Comunità.
i) Primo criterio: 60 % del valore totale dei pezzi che costituiscono il prodotto assemblato
(11) Per effettuare il test del 60 %, sono state prese in considerazione tutte le parti soggette ad inchiesta. È stato escluso dal calcolo l'imballaggio, che non può essere considerato una caratteristica fisica e tecnica del prodotto e viene aggiunto in una fase successiva del processo di produzione, quando tutte le attività di assemblaggio sono già concluse. Il valore dei componenti è stato stabilito in base al prezzo d'acquisto delle merci consegnate presso la sede dell'assemblatore (inclusi cioè le spese di trasporto e, eventualemente, i dazi all'importazione). Si è tenuto conto del livello "consegna alla sede dell'assemblatore" anche per i prezzi non considerati prezzi prevalenti, che sono stati pertanto costruiti.
(12) È stato quindi effettuato un confronto fra il valore dei pezzi originari di Taiwan e il valore complessivo dei pezzi del prodotto assemblato. È stato riscontrato che il valore delle parti originarie di Taiwan superava di gran lunga il 60 % del valore complessivo dei pezzi. Si è quindi concluso che il primo criterio di cui all'articolo 13, paragrafo 2, lettera b), del regolamento di base fosse soddisfatto.
ii) Secondo criterio: 25 % del valore aggiunto ai pezzi immessi
(13) Per effettuare il test del 25 %, il valore aggiunto alle parti immesse è stato generalmente determinato sommando i costi di ammortamento e di manodopera e gli altri costi comuni di produzione sostenuti dall'assemblatore per tali pezzi. Ai fini del calcolo, non si è tenuto conto delle spese generali amministrative e di vendita. Per i motivi summenzionati (cfr. considerando 11), sono stati esclusi anche i costi della manodopera e le spese generali di fabbricazione relative all'imballaggio. Il valore aggiunto così determinato è stato quindi espresso in percentuale del costo di produzione, che consiste nel valore di tutti i pezzi, basato sul prezzo d'acquisto prevalente reso fabbrica, maggiorato del valore aggiunto ai pezzi durante l'assemblaggio o le operazioni di completamento.
Del valore aggiunto sono stati detratti gli importi delle sovvenzioni statali connesse ai costi di produzione del prodotto assemblato.
(14) È stato riscontrato che il valore aggiunto medio così determinato nel periodo dell'inchiesta era superiore alla soglia del 25 % stabilita dall'articolo 13, paragrafo 2, lettera b), del regolamento di base. Di conseguenza, il secondo criterio menzionato in tale articolo non è soddisfatto e l'operazione di assemblaggio non può essere considerata un'elusione ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento di base.
3. Considizioni di cui all'articolo 13, paragrafo 2, lettera c): indebolimento degli effetti riparatori del dazio ed elementi di prova dell'esistenza del dumping
(15) Non si è ritenuto necessario esaminare questi aspetti, in quanto l'inchiesta ha dimostrato che il criterio del 25 % non è soddisfatto e che quindi il procedimento deve essere chiuso.
D. CHIUSURA DELL'INCHIESTA
(16) Alla luce dei risultati e delle considerazioni di cui sopra, la presente inchiesta relativa all'elusione deve essere conclusa senza estensione dei dazi antidumping istituiti. La registrazione delle parti di microfloppy introdotta con regolamento (CE) n. 1646/1999 va pertanto interrotta e il detto regolamento deve essere abrogato.
(17) Il comitato consultivo è stato sentito e non ha sollevato obiezioni in merito alla chiusura dell'inchiesta.
(18) Le parti interessate sono state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali la Commissione ha deciso di chiudere l'inchiesta e hanno avuto modo di presentare le loro osservazioni. L'unica osservazione sostanziale è giunta dalla EMC che, pur concordando con le conclusioni della Commissione, ha ritenuto non appropriata l'esclusione dei costi di imballaggio,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
È chiusa l'inchiesta, aperta con regolamento (CE) n. 1646/1999, relativa alla presunta elusione, mediante operazioni di assemblaggio nella Comunità, delle misure antidumping istituite dal regolamento (CEE) n. 2861/93 nei confronti delle importazioni di alcuni tipi di dischi magnetici (microfloppy da 3,5 pollici) originari di Taiwan e della Repubblica popolare cinese.
Articolo 2
Il regolamento (CE) n. 1646/1999 è abrogato.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 17 aprile 2000.

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