Document ID: 32013R1182

REGOLAMENTO (UE) N. 1182/2013 DEL CONSIGLIO
del 19 novembre 2013
recante modifica dei regolamenti (CE) n. 754/2009, (UE) n. 1262/2012, (UE) n. 39/2013 e (UE) n. 40/2013 con riguardo a talune possibilità di pesca
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 43, paragrafo 3,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)
Il regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio (1) dispone che le misure dell’Unione che disciplinano l’accesso alle acque e alle risorse e l’esercizio sostenibile delle attività di pesca siano stabilite tenendo conto dei pareri scientifici, tecnici ed economici disponibili e, in particolare, delle relazioni del comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP), nonché alla luce di pareri formulati dai consigli consultivi regionali.
(2)
Con il regolamento (CE) n. 754/2009 del Consiglio (2) il Consiglio ha escluso alcuni gruppi di navi dal regime di gestione dello sforzo di pesca previsto al capitolo III del regolamento (CE) n. 1342/2008 del Consiglio (3). Lo sforzo di pesca delle navi disciplinate da tale regime è attualmente stabilito all’allegato IIA del regolamento (UE) n. 39/2013 del Consiglio (4) e all’allegato IIA del regolamento (UE) n. 40/2013 del Consiglio (5).
(3)
Nel giugno 2013 il Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (CIEM) ha pubblicato il suo parere riguardo allo stock di nasello settentrionale nel 2014. Nel parere del CIEM si afferma che la biomassa dello stock ha raggiunto nel 2013 un livello record e inoltre che la mortalità per pesca è diminuita drasticamente negli ultimi anni. Secondo il CIEM, nel 2014 il TAC può essere aumentato del 49 % portandolo a 81 846 tonnellate. L’Irlanda e la Spagna hanno chiesto, alla luce di tale parere, che il TAC in vigore per il suddetto stock sia portato in corso d’esercizio da 55 105 a 69 440 tonnellate per rispettare il livello di sbarchi che il CIEM stima corrispondente con gli attuali livelli di mortalità per pesca, a loro volta compatibili con il rendimento massimo sostenibile. La richiesta è ritenuta accettabile sulla base dell’impegno degli Stati membri interessati a garantire mediante rigorosi controlli delle attività di pesca che lo sforzo di pesca e quindi i tassi di mortalità per pesca restino costanti.
(4)
Attualmente è escluso dall’applicazione del regime di sforzo di pesca stabilito dal regolamento (CE) n. 1342/2008 un gruppo di navi battenti bandiera spagnola che pescano ad ovest della Scozia. Sulla scorta delle informazioni comunicate dalla Spagna nel 2013 lo CSTEP non era in grado di valutare se le condizioni stabilite dal suddetto regolamento fossero ancora soddisfatte nel periodo di gestione 2012. È pertanto opportuno reinserire tale gruppo di navi spagnole nel regime di sforzo di pesca in questione. È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 754/2009 e l’allegato IIA del regolamento (UE) n. 39/2013.
(5)
Attualmente è escluso dall’applicazione del regime di sforzo di pesca stabilito dal regolamento (CE) n. 1342/2008 un gruppo di navi battenti bandiera francese che pescano nel Mare del Nord. Sulla scorta delle informazioni comunicate dalla Francia nel 2013 lo CSTEP ha ritenuto che le catture assegnate a tali navi abbiano superato la soglia stabilita. È pertanto opportuno reinserire tale gruppo di navi francesi nel regime di sforzo di pesca in questione. È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 754/2009 e l’allegato IIA del regolamento (UE) n. 40/2013.
(6)
Un gruppo di navi battenti la bandiera del Regno Unito adibite alla cattura di canestrelli (Aequipecten opercularis) intorno all’Isola di Man nel Mare d’Irlanda è attualmente escluso dall’applicazione del regime di gestione dello sforzo di cui al regolamento (CE) n. 1342/2008. Tuttavia, a causa di un errore di calcolo, i massimali di sforzo di cui all’allegato IIA del regolamento (UE) n. 39/2013 non rispecchiano tale esclusione. È pertanto opportuno correggere in tal senso il regolamento (UE) n. 39/2013.
(7)
Il regolamento (UE) n. 1262/2012 del Consiglio (6) fissa limiti di cattura per il 2013 e il 2014 relativamente a un elenco di squali di profondità. La Commissione ha chiesto al CIEM di dare il proprio parere se sia opportuno rivedere tale elenco. Il CIEM ha concluso che sono disponibili sufficienti elementi scientifici a sostegno dell’esclusione del boccanera (Galeus melastomus) e dell’inclusione di tutte le specie del genere Centrophorus (Centrophorus spp.) nell’elenco degli squali di profondità. È opportuno pertanto modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 1262/2012.
(8)
Conformemente all’esito delle consultazioni fra Stati costieri in merito alla gestione dello sgombro, del melù, dell’aringa atlantico-scandinava e dell’eglefino del mare del Nord, l’Unione può autorizzare le navi UE a prelevare fino al 10 % in più del contingente ad essa assegnato, purché tali quantitativi utilizzati in eccesso siano detratti dal contingente dell’Unione per il 2014. Per converso, l’Unione può prelevare nel 2014 quantitativi inutilizzati corrispondenti a un massimo del 10 % del contingente assegnatole per il 2013. È opportuno consentire tale flessibilità nella fissazione di tali possibilità di pesca allo scopo di assicurare condizioni di parità per le navi UE permettendo agli Stati membri interessati di optare per l’utilizzo di un contingente di flessibilità. Qualora uno Stato membro non abbia optato per l’utilizzo del contingente di flessibilità per uno stock particolare, è opportuno che gli articoli 3 e 4 del regolamento (CE) n. 847/96 restino d’applicazione conformemente all’articolo 10, paragrafo 2 del regolamento (UE) n. 40/2013.
(9)
In occasione della riunione annuale del 2013, la Commissione per il tonno dell’Oceano Indiano (IOTC) ha adottato una risoluzione intesa a proteggere gli squali alalunga e applicabile ai pescherecci iscritti nel registro IOTC delle navi autorizzate mediante la seguente misura pilota: divieto di detenzione a bordo, trasbordo, sbarco o magazzinaggio di parti o carcasse non sezionate di squali alalunga. La risoluzione stabilisce un’eccezione per la pesca artigianale, nella fattispecie per i pescherecci che esercitano la pesca all’interno della zona economica esclusiva (ZEE) del rispettivo Stato di bandiera. È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 40/2013.
(10)
In occasione della riunione annuale del 2010, la Commissione per la pesca nel Pacifico centro-occidentale (WCPFC) ha adottato una raccomandazione volta a limitare il numero di navi che esercitano la pesca del tonno albacora del Pacifico meridionale nella zona della convenzione WCPFC a sud di 20°S. È di conseguenza necessario garantire che le navi UE continuino a operare senza catturare tale specie bersaglio nella zona della convenzione WCPFC a sud di 20°S. È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 40/2013.
(11)
Le possibilità di pesca delle navi UE nelle acque norvegesi e delle navi norvegesi nelle acque UE sono stabilite annualmente sulla base delle consultazioni sui diritti di pesca tenute a norma dell’accordo bilaterale di pesca con la Norvegia (7). In attesa della conclusione delle consultazioni sugli accordi per il 2013, il regolamento (UE) n. 40/2013 ha fissato possibilità di pesca provvisorie per gli stock interessati. Il 18 gennaio 2013 si sono concluse le consultazioni con la Norvegia e il regolamento (UE) n. 297/2013 del Consiglio (8) ha modificato le pertinenti disposizioni del regolamento (UE) n. 40/2013. Tuttavia è stato erroneamente escluso dal regolamento (UE) n. 297/2013 lo stock di brosmio nelle acque norvegesi della zona IV. Inoltre il quantitativo di melù che la Norvegia può pescare nelle acque UE delle zone II, IVa, V, VI a nord di 56° 30′ N e VII a ovest di 12° O non rispecchia inoltre quanto convenuto nelle consultazioni con detto paese. È opportuno modificare di conseguenza l’allegato IA del regolamento (UE) n. 40/2013.
(12)
È stato individuato un errore nel numero di navi autorizzate a pescare il pesce spada e il tonno bianco nella zona della convenzione IOTC e nella capacità assegnata all’UE. È pertanto opportuno correggere di conseguenza l’allegato VI del regolamento (UE) n. 40/2013.
(13)
Conformemente all’atto di adesione del 2012 e all’adesione della Croazia in data 1o luglio 2013, le disposizioni in materia di ripartizione delle possibilità di pesca assegnate nel 2013 alla Croazia a livello di Unione dovrebbero essere inserite nei pertinenti strumenti dell’Unione. I dati riguardanti le capacità di pesca e allevamento del tonno rosso della Croazia, inseriti dal presente regolamento, rispecchiano le disposizioni del piano di ricostituzione del tonno rosso per la Croazia fino al 2013, elaborato della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT). Inoltre, conformemente all’articolo 5 del regolamento (CE) n. 302/2009 del Consiglio (9), ciascuno Stato membro deve provvedere affinché la propria capacità di pesca sia commisurata al suo contingente.
(14)
È opportuno che le disposizioni del presente regolamento relative alle limitazioni dello sforzo di pesca si applichino a decorrere dal 1o febbraio 2013. È opportuno che le disposizioni relative alle limitazioni e alle ripartizioni delle catture si applichino a decorrere dal 1o gennaio 2013, fatta eccezione per le nuove disposizioni relative alla WCPFC e alla IOTC, applicabili a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. Le disposizioni incluse quale risultato dell’adesione della Croazia all’Unione europea dovrebbero applicarsi a decorrere dalla data di tale adesione. Tale applicazione retroattiva lascia impregiudicato il principio della certezza del diritto in quanto le possibilità di pesca in oggetto non sono ancora esaurite. Poiché le modifiche dei regimi di sforzo hanno un’influenza diretta sulle attività economiche delle flotte interessate, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore immediatamente all’atto della pubblicazione,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Modifiche del regolamento (CE) n. 754/2009
All’articolo 1 del regolamento (CE) n. 754/2009, le lettere b) e j) sono soppresse.
Articolo 2
Modifiche del regolamento (UE) n. 1262/2012
L’allegato del regolamento (UE) n. 1262/2012 del Consiglio è modificato conformemente all’allegato I del presente regolamento.
Articolo 3
Modifiche del regolamento (UE) n. 39/2013
1. L’allegato I del regolamento (UE) n. 39/2013 è modificato conformemente all’allegato II del presente regolamento.
2. L’allegato IIA del regolamento (UE) n. 39/2013 è modificato conformemente all’allegato III del presente regolamento.
Articolo 4
Modifiche del regolamento (UE) n. 40/2013
Il regolamento (UE) n. 40/2013 è così modificato:
1)
è inserito l’articolo seguente:
«Articolo 6 bis
Flessibilità nella fissazione delle possibilità di pesca per taluni stock
1. Il presente articolo si applica ai seguenti stock:
a)
eglefino nella zona IV e nelle acque UE della zona IIa;
b)
melù nelle acque UE e in quelle internazionali delle zone I, II, III, IV, V, VI, VII, VIIIa, VIIIb, VIIId, VIIIe, XII e XIV;
c)
sgombro nelle zone IIIa e IV e nelle acque UE delle zone IIa, IIIb, IIIc e IIId;
d)
sgombro nelle zone VI, VII, VIIIa, VIIIb, VIIId e VIIIe, nelle acque UE e in quelle internazionali della zona Vb e nelle acque internazionali delle zone IIa, XII e XIV;
e)
sgombro nelle zone VIIIc, IX e X e nelle acque UE della zona Copace 34.1.1.;
f)
sgombro nelle acque norvegesi delle zone IIa e IVa;
g)
aringa nelle acque UE, norvegesi e internazionali delle zone I e II.
2. Per qualsiasi stock di cui al paragrafo 1 uno Stato membro può optare per un aumento del 10 % al massimo del contingente inizialmente assegnatogli nell’allegato I. Lo Stato membro interessato notifica per iscritto alla Commissione la sua decisione. All’atto di tale notifica il contingente aumentato è considerato il contingente assegnato allo Stato membro in questione per il 2013.
3. I quantitativi utilizzati nel 2013 nell’ambito di siffatto contingente aumentato che eccedono il contingente iniziale sono detratti, tonnellata per tonnellata, nel calcolo del contingente assegnato per il pertinente stock nel 2014 allo Stato membro in questione.
4. I quantitativi non utilizzati nell’ambito del contingente iniziale, fino a un massimo del 10 % di esso, sono aggiunti nel calcolo del contingente assegnato per il pertinente stock nel 2014 allo Stato membro in questione.
5. I quantitativi scambiati con altri Stati membri conformemente all’articolo 20, paragrafo 5 del regolamento (CE) n. 2371/2002 nonché i quantitativi detratti conformemente agli articoli 37, 105 e 107 del regolamento (CE) n. 1224/2009 sono presi in considerazione al fine di stabilire i quantitativi utilizzati e quelli non utilizzati ai sensi dei paragrafi 3 e 4.
6. Qualora uno Stato membro si sia avvalso dell’opzione di cui al paragrafo 2 del presente articolo per un particolare stock, gli articoli 3 e 4 del regolamento (CE) n. 847/96 non si applicano a tale stock per il suddetto Stato membro.»;
2)
all’articolo 10, paragrafo 2, sono soppressi i termini «allegato I del»;
3)
l’articolo 23 è sostituito dal seguente:
«Articolo 23
Squali
1. Nell’ambito di qualsiasi attività di pesca è vietato conservare a bordo, trasbordare o sbarcare parti o carcasse non sezionate di squali volpe di tutte le specie della famiglia Alopiidae.
2. È vietato conservare a bordo, trasbordare o sbarcare parti o carcasse non sezionate di squali alalunga (Carcharhinus longimanus) catturati nell’ambito di qualsiasi attività di pesca, fatta eccezione per le navi di lunghezza fuoritutto inferiore a 24 metri che esercitano attività di pesca esclusivamente nella zona economica esclusiva (ZEE) del rispettivo stato di bandiera e a condizione che tali catture siano destinate esclusivamente al consumo locale.
3. Gli esemplari delle specie di cui ai paragrafi 1 e 2 catturati accidentalmente non devono essere danneggiati e devono essere immediatamente rilasciati.»;
4)
l’articolo 29 è sostituito dal seguente:
«Articolo 29
Condizioni applicabili alla pesca del tonno obeso, del tonno albacora, del tonnetto striato e del tonno albacora del Pacifico meridionale
1. Gli Stati membri garantiscono che non sia aumentato il numero di giorni di pesca assegnati a navi con reti da circuizione per la pesca del tonno obeso (Thunnus obesus), del tonno albacora (Thunnus albacares) e del tonnetto striato (Katsuwonus pelamis) nella zona di alto mare della convenzione WCPFC compresa fra 20° N e 20° S.
2. Le navi UE non esercitano la pesca diretta del tonno albacora del Pacifico meridionale (Thunnus alalunga) nelle acque a sud di 20° S della zona della convenzione WCPFC.»;
5)
l’allegato IA è modificato conformemente all’allegato IV del presente regolamento;
6)
l’allegato ID è modificato conformemente all’allegato V del presente regolamento;
7)
l’allegato IIA è modificato conformemente all’allegato VI del presente regolamento;
8)
l’allegato IV è modificato conformemente all’allegato VII del presente regolamento;
9)
l’allegato VI è modificato conformemente all’allegato VIII del presente regolamento.
Articolo 5
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Tuttavia, l’articolo 3, paragrafo 1, e l’articolo 4, paragrafi 1, 2, 5 e 9 si applicano dal 1o gennaio 2013; l’articolo 1, l’articolo 3, paragrafo 2, nonché l’articolo 4, paragrafo 7, si applicano dal 1o febbraio 2013, mentre l’articolo 4, paragrafi 6 e 8, si applica dal 1o luglio 2013.
Il presente regolamento è direttamente è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 19 novembre 2013

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