Document ID: 31994D0266

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 21 dicembre 1993 sul progetto di concessione di aiuti alla SST-Garngesellschaft mbH, Turingia (Il testo il lingua tedesca è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (94/266/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
avendo invitato gli interessati a presentare osservazioni a norma di detto articolo 93, e viste tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I Il 6 aprile 1993 la Commissione ha deciso di avviare la procedura dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato CE nei confronti della proposta, formulata dalle autorità tedesche, di erogare un aiuto di 4 669 000 DM a SST-Garngesellschaft mbH, un'impresa di proprietà familiare situata a Brattendorf, nel Land di Turingia, per coprire parzialmente il costo di installazione di nuovi impianti per la produzione di fibre fiocco poliesteri. L'intera produzione del nuovo stabilimento è destinata a fornire il reparto filatura dell'impresa per la fabbricazione di filo poliestere speciale che non viene prodotto altrove nella Comunità.
L'intensità complessiva dell'aiuto è del 30,2 %, per costi totali d'investimento che ammontano a 15 460 000 DM.
Nonostante il fatto che l'aiuto proposto sarebbe stato fornito nel quadro di regimi d'aiuto regionale autorizzati dalla Commissione, il progetto non è stato debitamente notificato alla Commissione ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CE, in ottemperanza agli obblighi di notifica enunciati nella disciplina comunitaria degli aiuti al settore delle fibre sintetiche (1) (nel prosieguo « la disciplina comunitaria »).
Nel decidere di avviare la procedura la Commissione ha rilevato altresì la sussistenza di dubbi circa la necessità di aiuti atti a compensare gli svantaggi economici causati dalla divisione della Germania, affermata dalle autorità tedesche. Inoltre l'investimento beneficiario porterebbe ad un aumento della capacità produttiva anziché alla sua significativa riduzione, richiesta dalla disciplina comunitaria.
Il governo tedesco è stato informato della decisione della Commissione con lettera recante la data del 13 aprile 1993. I terzi interessati sono stati informati mediante pubblicazione della lettera (2).
II Il governo tedesco ha presentato le sue osservazioni con lettere recanti le date del 7 giugno, 14 luglio e 2 dicembre 1993 e nel corso di riunioni con la Commissione tenutesi il 7 luglio, 6 ottobre e 30 novembre 1993.
Le autorità tedesche hanno osservato che, prima dell'unificazione economica e monetaria con la Repubblica federale di Germania il 1o luglio 1990, la produzione di fibre sintetiche e le decisioni d'investimento nell'ex Repubblica democratica tedesca erano in larga misura sotto il controllo di un'unica organizzazione, il Chemiefaserkombinat « Wilhelm Pieck », Schwarza. La produzione era limitata alle fibre e ai fili di tre soli polimeri rientrati nel campo d'applicazione della disciplina comunitaria: poliammide, poliacrilonitrile e poliestere. La fibra di polipropile era importata dalla Cecoslovacchia e dalla Bulgaria nel quadro degli accordi Comecon.
Le autorità tedesche hanno dichiarato che tra il 1985 e il 1989 la produzione di fibre sintetiche nella RDT era stata la seguente:
Produzione "(in tonnellate) Filo di poliammide 42 903 46 279 48 561 53 493 54 Fiocco di poliammide 5 634 5 970 6 066 5 253 6 Filo poliestere 26 470 25 845 25 737 25 388 26 Fiocco poliestere 43 509 35 332 43 603 42 406 44 Fiocco acrilico 36 430 36 717 35 024 48 456 58 Totale 154 946 150 143 158 991 174 996 190
I livelli di produzione del 1989, rispetto ad una capacità produttiva totale di 192 000 t, non hanno subito mutamenti significativi prima dell'unione economica e monetaria con la Repubblica federale il 1o luglio 1990.
Le autorità tedesche hanno osservato che dopo l'unificazione il Chemiefaserkombinat Schwarza è stato smantellato e si è dato il via ad un'operazione di ristrutturazione dell'industria delle fibre sintetiche nei nuovi Laender, destinata a liberare il processo decisionale in fatto di investimenti e di prodotti dai vincoli imposti dall'economia pianificata dell'ex RDT e a ridurre la capacità produttiva, precedentemente utilizzata al 100 %, al livello di consumo previsto nei nuovi Laender, stimato a circa 150 000 t.
Le autorità tedesche hanno dichiarato che il livello tecnologico degli impianti sotto il controllo del Chemiefaserkombinat e la struttura economica dell'industria in generale non corrispondevano alla situazione del resto della Comunità, per l'impossibilità in cui si erano trovati i responsabili della gestione degli impianti produttivi di reagire all'andamento del mercato o di decidere la propria strategia d'investimento senza dover tener conto di un consenso politico basato su ulteriori fattori, come lo sviluppo del settore in altri paesi del blocco orientale. Di conseguenza, mentre i produttori comunitari erano stati in grado di ristrutturare e razionalizzare le proprie attività sfruttando nuove tecnologie, sviluppando nuovi prodotti ed affacciandosi su nuovi mercati, queste strategie erano state precluse all'industria dell'ex RDT. Di conseguenza, per la ristrutturazione nei nuovi Laender sarebbe necessario sia adeguare gli impianti delle società eredi del Chemiefaserkombinat, sia incoraggiare gli investimenti di nuove società come SST.
Le autorità tedesche hanno illustrato gli effetti prodotti dal controllo statale sull'industria osservando che, mentre i fabbricanti di fibre sintetiche in altri paesi della Comunità hanno reagito all'andamento della domanda aumentando progressivamente la propria capacità di produzione di fibra fiocco e di filamento continuo di polipropilene (da 104 000 t nel 1979 a 549 000 t nel 1992), nell'ex RDT non esisteva alcuna produzione di fibre o fili di polipropilene.
Inoltre, pur considerando attualmente eccessive le stime da loro fatte in passato circa le dimensioni che assumerebbe la riduzione totale di capacità indotta dalla ristrutturazione dell'industria nei nuovi Laender, le autorità tedesche sono certe che tale processo imporrà pesanti oneri ai nuovi Laender, con notevoli perdite di posti di lavoro, causando gravi disagi di carattere economico e sociale nelle aree interessate. Il Land di Turingia è stato particolarmente colpito dalla ristrutturazione delle industrie tessili e delle fibre sintetiche, con una riduzione superiore all'85 % del numero di occupati tra il 1o gennaio 1991 e il 31 dicembre 1992.
Le autorità tedesche hanno dichiarato che l'investimento in questione si inserisce nell'attuale strategia di ristrutturazione dell'industria delle fibre sintetiche nell'ex RDT. Entro la fine del 1994 l'effetto netto della ristrutturazione, tenuto conto dell'investimento in questione, sarebbe rappresentato da una riduzione pari al 25 % circa della capacità totale dell'ex RDT.
Il totale in questione si compone dei seguenti tipi di fibra:
Capacità "(in tonnellate) Filo di poliammide 44 Filo poliestere 27 Fiocco poliestere 39 Fiocco acrilico 20 Fibra di polipropilene 12 Totale 143 075
La suddivisione secondo le varie imprese è la seguente:
Maerkische Faser AG 30 000 20 Rhône-Poulenc Rhotex 1 Thueringischen Faser AG 15 SST-Garngesellschaft 9 Hoechst 5 000 27 Lausitzer Teppichfaserwerk 23 000 12 Totale 44 875 27 000 39 200 20 000 12
III L'unica parte a presentare osservazioni scritte nel quadro della procedura dell'articolo 93, paragrafo 2 è stata l'associazione Apparel, Knitwear & Textiles Alliance: con lettera recante la data del 29 settembre 1993 dette osservazioni sono state presentate al governo tedesco che non ha però formulato in merito alcun commento.
Osservazioni orali sono state ricevute dal Comitato internazionale del rayon e delle fibre sintetiche.
IV L'intervento in questione costituisce indubbiamente un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CE, in quanto consentirebbe a SST-Garngesellschaft mbH di effettuare i progettati investimenti senza doverne sostenere tutti i costi. Inoltre, data l'esistenza di scambi intracomunitari di fiocco di poliestere (circa 165 000 t di fibre non lavorate nel 1992 e circa 6 000 t di fibre lavorate), l'aiuto proposto probabilmente indurrebbe una distorsione della concorrenza e inciderebbe sugli scambi tra Stati membri.
L'aiuto in questione ammonta in totale a 4 669 000 DM, con un'intensità del 30,2 % ed è composto di due elementi: una sovvenzione di 3 410 000 DM nel quadro del regime comune dello Stato federale dei Laender per il miglioramento delle strutture economiche regionali, il cui ventiduesimo piano generale è stato recentemente approvato dalla Commissione (3), con un'intensità del 22,08 %, e un aiuto di 1 259 000 DM sotto forma di sgravio fiscale agli investimenti nell'ambito di un regime la cui proroga è stata anch'essa recentemente autorizzata dalla Commissione (4), con un'intensità dell'8,14 %. Per entrambi i regimi l'intensità degli aiuti è inferiore ai livelli autorizzati dalla Commissione.
Tuttavia l'aiuto in questione, favorendo un produttore di fibre sintetiche, potrebbe essere considerato compatibile con il mercato comune solo purché non incidesse in maniera negativa sulle condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
A partire dal 1977 gli aiuti all'industria delle fibre sintetiche sono stati soggeti a limitazione. L'attuale versione della disciplina comunitaria riguarda la produzione e testurizzazione di quattro fibre (poliestere, poliammidiche, acriliche e polipropileniche), a prescindere dall'utilizzo finale, e la loro polimerizzazione quando sia integrata (in fatto di macchinari) con la produzione di fibre. La disciplina comunitaria stabilisce chiaramente che l'autorizzazione delle proposte di aiuto ai produttori di fibre sintetiche sia subordinata ad una significativa riduzione della capacità produttiva del potenziale beneficiario. Una tale riduzione non è possibile, poiché la SST non produce attualmente fibre sintetiche. L'aiuto non soddisfa quindi le condizioni fissate dalla disciplina comunitaria. Inoltre le autorità tedesche non hanno fornito alcuna argomentazione approfondita a sostegno del loro parere, secondo il quale all'aiuto progettato si applicherebbe l'articolo 92, paragrafo 2, lettera c). Trattandosi di un nuovo investimento, e in assenza di argomenti in senso contrario, non risulta provata la necessità di aiuti destinati a compensare gli svantaggi economici causati dalla divisione della Germania, oltre a quelli previsti nel quadro di regimi autorizzati dalla Commissione ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3. L'articolo 92, paragrafo 2, lettera c) non è pertanto di applicazione.
Tuttavia, ferme restando le disposizioni del codice comunitario, la Commissione riconosce che l'industria delle fibre sintetiche nell'ex RDT era caratterizzata da una struttura unica ed eccezionale. In particolare la Commissione tiene conto del fatto che l'industria era riunita sotto il controllo di un'unica holding, il Chemiefaserkombinat, che determinava specificamente la natura e il volume degli investimenti all'interno del settore nonché l'ubicazione degli impianti produttivi, e che i responsabili dell'industria erano vincolati dalla necessità di conformarsi ad obiettivi politici anziché alle forze di mercato.
La Commissione prende inoltre atto dell'inefficienza e mancanza di competitività dell'industria dell'ex RDT, che operava nel quadro restrittivo di un'economia pianificata e al di fuori dei liberi mercati, e riconosce la conseguente necessità di una ristrutturazione.
La Commissione riconosce inoltre il contributo specifico che l'investimento per il quale si progetta l'aiuto regionale apporterebbe alla coesione della Comunità. In particolare esso creerebbe 80 posti di lavoro in una zona che ha sofferto un pesante calo di occupazione successivamente all'unificazione della Germania ed è tra le regioni ammissibili ad aiuti a partire dal 1994 nel quadro dell'obiettivo 1 dei fondi strutturali.
Inoltre, il Land della Turingia può essere classificato, in considerazione della sua situazione socioeconomica (il PIL pro capite espresso in SPA è di molto inferiore al 75 % della media comunitaria), come regione ammissibile agli aiuti regionali ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato CE.
Nel considerare il progetto di erogazione di aiuti a SST la Commissione è pertanto disposta a tener conto della strategia di ristrutturazione dell'industria delle fibre sintetiche nell'ex RDT, tenuto conto dell'interesse comune a migliorare, mediante opportuna riduzione, il tasso di utilizzo della capacità per la produzione di fibre sintetiche nella Comunità.
Tra il 1978 (primo anno in cui sono stati imposti vincoli agli aiuti al settore delle fibre sintetiche nella Comunità) e il 1992 si è assistito ad una riduzione del 25 % circa della capacità totale del settore, in quanto i produttori, talvolta beneficiando di aiuti di Stato, hanno effettuato in concomitanza con gli interventi di ristrutturazione o abbandonato la produzione di fibre sintetiche per altre attività. Nel calcolare la percentuale di riduzione non si tiene conto né degli effetti causati dall'aggiunta della capacità dell'ex RDT dopo il 1o luglio 1990, data dell'unificazione economica e monetaria della Germania, né delle modifiche intervenute nella capacità di produzione della fibra di polipropilene che, come si è osservato in precedenza, in conformità agli accordi Comecon non era prodotta nell'ex RDT.
Durante questo periodo il tasso medio di utilizzo della capacità per la produzione comunitaria di fibre sintetiche rientranti nel campo d'applicazione del codice è aumentato dal 63 % circa del 1977 all'82 % circa del 1989, per ridursi in seguito all'80 %, anche in conseguenza dell'unificazione tedesca e dell'aggiunta della capacità produttiva dell'ex RDT che si trovava sotto controllo comunista nel Chemiefaserkombinat.
La Commissione riconosce che l'attuale strategia di ristrutturazione dell'industria delle fibre sintetiche dell'ex RDT, ristrutturazione di cui l'investimento in questione costituisce un elemento, porterà ad una riduzione netta di capcità del 25 %, diminuendo la capacità totale da 192 000 a 143 075 t. Poiché una riduzione di questa portata era stata realizzata nel resto della Comunità tra il 1977 e il 1992, si tratta di una contrazione significativa che è pertanto nell'interesse comune.
Alla luce di tutte queste considerazioni, e ferme restando le disposizioni della disciplina comunitaria la Commissione conclude che, in quanto elemento specifico dell'attuale strategia di ristrutturazione dell'industria delle fibre sintetiche dell'ex RDT, che ne ridurrà la capacità a 143 075 t, l'aiuto proposto per SST-Garngesellschaft è compatibile con il mercato comune,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La concessione di aiuti per un totale di 4 669 000 DM a SST-Garngesellschaft mbH per l'installazione di impianti per la produzione di fibra fiocco poliestere è compatibile con il mercato comune e può beneficiare delle misure previste dal regime comune dello Stato federale e dei Laender per il miglioramento delle strutture economiche regionali e del regime di sgravio fiscale per gli investimenti.
Articolo 2
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 21 dicembre 1993.

Labels: 7
18
19
1