Document ID: 32007D0784

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 18 luglio 2007
che dichiara una concentrazione compatibile con il mercato comune e il funzionamento dell’accordo SEE
(Caso COMP/M.4504 - SFR/Télé 2 France)
[notificata con il numero C(2007) 3443]
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2007/784/CE)
Il 18 luglio 2007 la Commissione ha adottato una decisione in un caso di concentrazione in conformità del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio, del 20 gennaio 2004, relativo al controllo delle concentrazioni tra imprese (1), in particolare l’articolo 8, paragrafo 2, di detto regolamento. Una versione non riservata del testo integrale della decisione nella lingua facente fede e nelle lingue di lavoro della Commissione è disponibile sul sito Internet della direzione generale della Concorrenza, all’indirizzo: http://ec.europa.eu/comm/competition/index_it.html
PREMESSA
(1)
Il 28 novembre 2006 la Commissione ha ricevuto la notificazione, ai sensi dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio («il regolamento CE sulle concentrazioni») del progetto di concentrazione mediante il quale SFR SA («SFR», Francia), impresa controllata congiuntamente da Vivendi SA («Vivendi», Francia) e da Vodafone Group plc («Vodafone», Regno Unito), acquisisce, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del succitato regolamento del Consiglio, il controllo esclusivo delle attività di accesso a Internet e di telefonia fissa dell’impresa Télé 2 France («Télé 2», Francia, affiliata del gruppo Télé 2) mediante acquisto di partecipazioni. L’attività di telefonia mobile di Télé 2 non rientra nell’ambito della presente operazione.
(2)
SFR è una società francese attiva nel settore della telefonia mobile in Francia, il cui controllo è detenuto da Vivendi e da Vodafone.
(3)
Vivendi è la società madre di un gruppo francese attivo nei settori dei media e delle telecomunicazioni. Il gruppo Vivendi è principalmente presente nei settori della televisione a pagamento (attraverso il gruppo Canal+), del cinema, della musica, dei giochi interattivi e delle telecomunicazioni.
(4)
Vodafone è la società madre di un gruppo britannico attivo sia come operatore di reti di telefonia mobile che come fornitore di altri servizi di telecomunicazioni in diversi Stati membri dell’Unione europea nonché al di fuori di quest’ultima.
(5)
Télé 2 France (Télé 2) è l’affiliata francese del gruppo Télé 2. L’impresa è attiva nei settori della telefonia fissa, della fornitura di accesso a Internet e, infine, della televisione a pagamento in seguito al lancio, nel giungo 2006, di un’offerta di televisione via DSL (2). Télé 2 è attiva anche nel settore della telefonia mobile.
(6)
L’indagine di mercato ha rivelato che l’operazione notificata può provocare un notevole indebolimento della pressione concorrenziale esercitata dagli operatori DSL sull’insieme dei mercati della televisione a pagamento in Francia e quindi, a termine, il rincaro dei prezzi e la diminuzione della qualità dell’offerta. Sussistono quindi seri dubbi circa il rischio che l’operazione notificata ostacoli in maniera significativa la concorrenza effettiva nel mercato comune o in una parte sostanziale di quest’ultimo. Tuttavia SFR e Vivendi hanno proposto rimedi appropriati che permettono di dissipare tali dubbi.
I. DEFINIZIONE DEI MERCATI
Introduzione
(7)
La presente operazione concerne il settore della televisione a pagamento in Francia, che, schematicamente, è organizzato come segue. A monte, si trovano i detentori dei diritti di diffusione sui programmi determinati (film, serie, eventi sportivi, ecc.). A livello intermedio, gli editori di canali producono internamente i loro propri programmi e/o acquisiscono diritti di diffusione su programmi (film, serie, eventi sportivi, ecc.) al fine di costituire il contenuto dei loro canali. A valle, i distributori acquistano dagli editori il diritto di diffondere i loro canali e costituiscono offerte di televisione a pagamento sotto forma di pacchetti di canali accessibili mediante abbonamento. La distribuzione delle offerte di televisione a pagamento ai consumatori finali può essere effettuata attraverso diversi modi di trasmissione, di cui i principali in Francia sono il cavo, il satellite, la DSL e il sistema erziano (analogico e digitale).
Mercati di prodotti
I mercati «a monte» dell’acquisizione di diritti di diffusione audiovisiva
(8)
I principali criteri di segmentazione e di distinzione dei diritti di diffusione di programmi audiovisivi sono:
i)
la natura del programma: opere cinematografiche e serie recenti; eventi sportivi; altri contenuti audiovisivi (programmi di archivio e di flusso televisivo);
ii)
la piattaforma di distribuzione: cavo, satellite, DSL ed erziano analogico nonché erziano digitale;
iii)
il tipo di fusione: canali televisivi lineari classici e servizi di televisione non lineari [Pay Per View («PPV») e Video on Demand («VoD»)].
(9)
Sui mercati a monte, gli operatori televisivi via DSL sono essenzialmente attivi in Francia nell’acquisto di diritti di diffusione in VoD. Pur limitandosi, prima dell’operazione, all’edizione di servizi VoD, Télé 2 era un’impresa potenzialmente atta ad entrare sul mercato dell’acquisto di diritti di diffusione in VoD. Ai fini della valutazione della presente operazione sotto il profilo della concorrenza e sulla base dei risultati dell’indagine di mercato, occorre definire un mercato distinto per l’acquisto di diritti di opere cinematografiche destinate a una diffusione in VoD.
I mercati «intermedi» della commercializzazione di canali
(10)
I mercati intermedi mettono in relazione editori di canali di televisione e distributori di servizi di televisione a pagamento. Secondo la prassi decisionale costante della Commissione si opera una distinzione tra i canali gratuiti che sono in gran parte finanziati dai proventi pubblicitari (eventualmente integrati, nel caso dei canali pubblici, da risorse pubbliche) e i canali a pagamento che sono principalmente finanziati da risorse derivanti dai canoni pagati dai distributori.
(11)
La Commissione ha previsto in numerose occasioni una segmentazione in funzione delle tematiche dei differenti canali (in particolare canali premium e canali di sport) senza tuttavia definire la questione. A prescindere dalla necessità di siffatta definizione, la Commissione ritiene che un pacchetto di canali attraente sia costituito da un pacchetto «di base» composto da varie tematiche principali (premium, cinema, giovani, sport, informazione) e completato da un insieme di altre tematiche più o meno intercambiabili.
(12)
Infine, le autorità della concorrenza non segmentano in linea di massima, secondo il sistema tecnico di distribuzione (ossia distinguendo le diverse piattaforma di diffusione quali il cavo, il satellite o, più di recente, la DSL), in quanto gli editori auspicano in generale di ottenere la commercializzazione più ampia possibile dei loro canali al fine di massimizzare la loro remunerazione e perlomeno di essere presenti sull’insieme delle piattaforme di diffusione attraverso contratti esclusivi multipiattaforme.
Il mercato a valle della distribuzione al dettaglio di servizi di televisione a pagamento
(13)
Secondo prassi costante della Commissione, la distribuzione di televisione a pagamento e quella di televisione gratuita costituiscono mercati di prodotti distinti. Infatti, le offerte di televisione a pagamento e di televisione gratuita sono scarsamente intercambiabili dal punto di vista della domanda. L’esame della presente operazione non ha contestato questa segmentazione fondamentale.
(14)
Del resto, l’indagine di mercato realizzata nell’ambito della presente operazione tende a confermare che non è necessario segmentare il mercato in funzione dei diversi modi di diffusione della televisione a pagamento (cavo, satellite, DSL, erziano) tenuto conto in particolare della crescente convergenza di diverse piattaforme a livello del contenuto. Inoltre, ai fini del presente caso, non è necessario stabilire se i servizi emergenti di distribuzione di televisione mediante le piattaforme di telefonia mobile costituiscono un mercato distinto dal momento che, da un lato, SFR è, già fin da prima che si realizzi la presente operazione, operatore di telefonia mobile e visto che, d’altra parte, l’attività di telefonia mobile di Télé 2 non rientra nella presente operazione.
Mercati geografici
(15)
Per quanto riguarda l’insieme dei mercati testé definiti, conformemente a una prassi decisionale costante, la Commissione opta per una dimensione nazionale. Per quanto riguarda l’acquisizione di contenuti (diritti o canali) le trattative tra offerenti e richiedenti sono organizzate su base nazionale (sia per i diritti relativi sia a contenuti nazionali che esteri). Per quanto riguarda il mercato a valle della distribuzione di servizi di televisione a pagamento, va osservato che i diversi modi di diffusione coprono l’insieme del territorio nazionale (satellite) oppure tendono a coprire progressivamente l’insieme o gran parte di detto territorio (TNT, DSL e cavo). Inoltre, va sottolineato che i distributori di televisione a pagamento applicano una politica tariffaria uniforme all’insieme del territorio.
II. ANALISI SOTTO IL PROFILO DELLA CONCORRENZA
Il funzionamento del mercato prima dell’operazione notificata
(16)
Prima dell’operazione in questione, il gruppo Vivendi era direttamente attivo nella distribuzione di televisione a pagamento in Francia via satellite nonché per via erziana. I pacchetti dei canali di Vivendi sono anche proposti via DSL. Tuttavia, non disponendo nella fase pre-operazione, di infrastruttura DSL, Vivendi deve necessariamente servirsi della rete di operatori DSL per distribuirli. Gli operatori DSL sono quindi soltanto vettori di pacchetti di Vivendi e in nessun caso ne sono distributori giacché Vivendi conserva il rapporto commerciale diretto con gli abbonati ai suoi pacchetti.
(17)
Pertanto gli operatori DSL tra cui Télé 2 intervengono a titolo di distributori sul mercato della televisione a pagamento soltanto per i loro pacchetti «proprietari», ossia per i pacchetti composti di canali e servizi di televisione di cui essi stessi acquisiscono dagli editori il diritto di diffusione e che propongono quindi direttamente ai consumatori finali. Questi pacchetti di proprietà sono commercializzati nell’ambito di offerte definite «multiple pay» comprendenti anche servizi di telecomunicazioni (telefonia e/o accesso Internet ad alta velocità).
(18)
Le piattaforme DSL e di televisione digitale terrestre (TNT) costituiscono i modi di distribuzione più dinamici e i principali vettori di crescita nel mercato della televisione a pagamento in Francia, mentre il satellite e il cavo registrano una crescita relativamente moderata in termini di numero di abbonati. Tenuto conto della crescita prevedibile nei prossimi anni della parte della popolazione francese che dispone di una connessione DSL, il numero di abbonati alle offerte multiple play degli operatori DSL dovrebbe meccanicamente continuare a crescere in maniera considerevole.
(19)
Il dinamismo degli operatori DSL è dovuto al fatto che essi godono di determinati vantaggi comparativi rispetto alle altre piattaforme:
-
vantaggi commerciali del «multiple pay» (Internet ad alta velocità, telefonia su IP, televisione e, progressivamente, telefonia mobile) non replicabili dal satellite e dalla TNT,
-
vantaggi tecnici: servizio fornito mediante la linea telefonica classica (doppino di rame), possibilità di servizi innovativi tra cui la VoD (contrariamente al satellite e alla TNT per mancanza di una via di ritorno) oltre ai servizi classici di PPV.
(20)
Tuttavia, l’indagine di mercato ha rivelato che i pacchetti televisivi proprietari degli operatori DSL esercitano, attualmente, una debole pressione concorrenziale sulle offerte del gruppo Vivendi data la loro impossibilità di accedere a contenuti televisivi attraenti. Orbene, tale limitazione deriva direttamente dai contratti di esclusiva conclusi da Vivendi con la quasi totalità degli editori di canali più interessanti e più noti in Francia, sia che si tratti di editori terzi che di editori appartenenti al suo gruppo.
Effetti orizzontali
(21)
Sulla base delle informazioni raccolte nel corso dell’indagine di seconda fase, la Commissione ritiene che la quota di mercato di Vivendi rappresenti il [60-70] % del numero di abbonati. In ogni caso, la quota di mercato di Vivendi in termini di fatturato è notevolmente superiore alla sua quota di mercato calcolata sulla base del numero di abbonati a causa del prezzo di vendita delle sue offerte di televisione rispetto a quelli dei concorrenti.
(22)
Télé 2 detiene una quota di mercato molto bassa, inferiore all’1 %. Secondo i dati della parte notificante, nel 2006 Télé 2 ha rappresentato metà del 2 % di nuovi abbonati netti sulla totalità del mercato.
(23)
Se la debole quota di mercato di Télé 2 può essere imputata ad un ingresso relativamente tardivo sul mercato della televisione a pagamento (giugno 2006), tuttavia non sembra che questa impresa svolga un ruolo specifico sul mercato né che sia chiamata a svolgerlo in un futuro prevedibile. Secondo elementi concreti forniti dalla parte notificante e dai terzi interrogati nell’ambito dell’indagine di mercato, la parte di mercato attuale di Télé 2 è globalmente rappresentativa della pressione concorrenziale che esercita o che può esercitare sul mercato. L’indagine di mercato ha infatti dimostrato che Télé 2 non beneficia di vantaggi specifici rispetto ad altri operatori DSL e che quindi non è destinata, in assenza della presente operazione, a crescere più rapidamente della media del mercato.
(24)
Ciò nonostante l’indagine di mercato ha dimostrato che se Télé 2 dovesse beneficiare di un trattamento privilegiato da parte di Vivendi in termini di accesso ai contenuti audiovisivi potrebbe rapidamente e in maniera significativa rafforzare la sua posizione sul mercato a valle della distribuzione di televisione a pagamento.
Effetti verticali
(25)
L’indagine di seconda fase, a sostegno dei gravi dubbi espressi nella decisione di avvio del procedimento, ha chiaramente confermato che gli incentivi di Vivendi a continuare a non avvantaggiare taluni operatori DSL in termini di accesso al contenuto (canali e programmi audiovisivi) spariranno o saranno ridotti in maniera alquanto significativa dopo l’operazione. Infatti, non appena Vivendi diventerà un operatore DSL a pieno titolo, i suoi incentivi a non discriminare tra gli operatori DSL verranno meno. Avrà infatti interesse a favorire SFR/Télé 2 in modo da captare a suo vantaggio la maggior parte possibile della crescita del segmento DSL del mercato a valle della distribuzione della televisione a pagamento.
(26)
La posizione alquanto significativa detenuta da Vivendi sui mercati a monte e intermedio le permetterebbe di rafforzare considerevolmente il pacchetto proprietario di SFR/Télé 2 destinandogli contenuti (canali o diritti audiovisivi) attraenti e/o differenziati non accessibili agli altri operatori DSL oppure a condizioni meno vantaggiose di quelle che sarebbero accordate a SFT/Télé 2. Dal momento che la componente telecomunicazione (telefonia e Internet) delle offerte multiple pay degli operatori DSL è relativamente standardizzata, siffatto potenziamento della componente televisiva dell’offerta multiple pay di Télé 2 avrebbe un forte effetto differenziatore e aumenterebbe sensibilmente l’attrattiva della sua offerta.
(27)
Infatti, queste misure di discriminazione rafforzerebbero significativamente l’attrattiva delle offerte di Télé 2 (e quindi la sua base di abbonati) senza alcuna possibilità per gli operatori DSL concorrenti di accedere a contenuti alternativi equivalenti. Di conseguenza, la posizione degli operatori DSL sul mercato a valle della distribuzione di televisione a pagamento sarebbe resa alquanto fragile, il che avrebbe anche l’effetto di indebolire la loro posizione di potenziali acquirenti di diritti di distribuzione di canali o di diritti di diffusione di programmi audiovisivi. Di conseguenza, il potere di negoziazione di Vivendi sui mercati a monte e intermedio sarebbe considerevolmente potenziato dall’ampliamento della sua base di abbonati.
Conclusione
(28)
Concludendo, l’operazione proposta quale notificata inizialmente comporta il rischio di provocare un indebolimento della nascente pressione concorrenziale esercitata dagli operatori di DSL sul mercato a valle della distribuzione di televisione a pagamento, che è già fragile, data la posizione ormai molto importante detenuta da Vivendi sull’insieme dei mercati della televisione a pagamento in Francia. L’indebolimento della concorrenza potenziale degli operatori DSL sul mercato a valle avrebbe per effetto di rafforzare in egual misura le posizioni molto forti detenute da Vivendi sui mercati a monte e intermedio.
III. LE MISURE CORRETTIVE
(29)
Per ovviare ai rischi per la concorrenza testé illustrati, il 13 giugno 2007 SFR e Vivendi hanno presentato determinati impegni. Essenzialmente tali impegni riguardano le condizioni di accesso a tre tipi di contenuto: i canali (impegni 1 e 2), i pacchetti e mini pacchetti di canali (impegno 3) e i diritti VoD (impegno 4).
(30)
Gli impegni concernono tre categorie di canali:
-
i «canali della categoria 1» sono «i canali tematici lineari (ossia che non comprendono i servizi di VoD e di sVoD) editi dal gruppo Vivendi»,
-
i «canali della categoria 2» sono «i canali tematici lineari editi da terzi (ivi compresi gli azionisti di minoranza di Canal+ Francia) di cui il gruppo Vivendi deterrebbe i diritti di distribuzione esclusivi sull’xDSL», e
-
i «canali della categoria 3» sono «i canali tematici lineari editi da terzi (ivi compresi gli azionisti di minoranza di Canal+ Francia) di cui il gruppo Vivendi non deterrebbe i diritti di distribuzione esclusivi sull’xDSL».
(31)
L’impegno 1 è volto a garantire che Vivendi non accorderà condizioni più vantaggiose a SFR/Télé 2 rispetto agli altri operatori DSL per quanto riguarda i canali che edita o i canali per i quali detiene o deterrebbe diritti di distribuzione esclusivi su DSL. Infatti, in base a tale impegno, Vivendi deve offrire agli operatori DSL i canali distribuiti da SFR/Télé 2 a condizioni normali di mercato che non potranno essere meno favorevoli di quelle accordate a SFR/Télé 2.
(32)
L’impegno 1 non riguarda i canali di cui al punto 21 degli impegni sottoscritti da Vivendi e dal gruppo Canal Plus dinnanzi il ministro francese incaricato dell’economia nell’ambito dell’operazione Canal Satellite/TPS. L’interpretazione di tale impegno è stata precisata da SFR e da Vivendi che, in una lettera del 13 giugno 2007, hanno confermato che tale impegno permetterebbe di escludere qualsiasi rischio di discriminazione positiva a vantaggio di SFR/Télé 2 per quanto riguarda l’accesso a questi sette canali.
(33)
L’impegno 2 vieta a SFR/Télé 2 di acquisire o di sfruttare diritti esclusivi di distribuzione su DSL. L’importanza di tale impegno deriva dal fatto che i canali della categoria 3 sono gli unici disponibili agli operatori DSL che desiderino differenziarsi dalle offerte di Vivendi sviluppando offerte televisive proprietarie indipendentemente da Vivendi. Orbene, SFR/Télé 2 sarebbe stata in grado di acquisire la distribuzione esclusiva via DSL di detti canali avvalendosi della posizione forte di Vivendi sul mercato globale dell’acquisizione di canali in seguito alla realizzazione della presente operazione.
(34)
L’impegno 2 prevede una clausola di rendez-vous che permette alla Commissione di esercitare un controllo ex ante sull’eventuale acquisizione di diritti DSL esclusivi sui canali della categoria 3 da parte di SFR/Télé 2 e di accertarsi in tal modo che l’acquisizione di siffatti diritti da parte di SFR/Télé 2 non privi in pratica gli altri operatori DSL della possibilità di sviluppare le loro offerte televisive proprietarie indipendentemente da Vivendi.
(35)
L’impegno 3 vieta a Vivendi di privilegiare gli abbonati di SFR/Télé 2 per quanto concerne l’accesso alle offerte di canali che distribuisce, ossia: il pacchetto Canal+ (che raggruppa attualmente quattro canali premium, a carattere prevalentemente sportivo e cinematografico in prima diffusione) e le offerte Canal Satellite e TPS che, nelle loro varie tipologie, raggruppano molteplici decine di canali tematici (giovani, informazione, scoperte, cinema in seconda diffusione ecc.). L’offerta Canal+ e le offerte Canal Satellite e TPS costituiscono offerte «premium» di televisione a pagamento in Francia per le quali non esistono alternative immediate sul mercato francese. A tale titolo costituiscono un complemento importante per gli abbonati alle offerte multiple play degli operatori DSL che auspicano di poter accedere ad un’ampia offerta di televisione a pagamento.
(36)
L’impegno 3 vale anche per i servizi di PPV editi da Vivendi di cui Vivendi dovesse curare l’edizione. Si applica in particolare al servizio di PPV Foot+ che distribuisce contenuti sportivi di forte richiamo (e quindi importanti in termini di nuovi abbonati) e notevolmente differenziati.
(37)
L’impegno 4 vieta a Vivendi e a SFR di acquisire diritti VoD esclusivi su film americani e film francesi recenti. L’obiettivo di tale impegno è quindi di permettere agli operatori DSL concorrenti di SFR/Télé 2 di accedere ai diritti VoD sui film americani e francesi recenti che costituiscono contenuti importanti per partecipare alla differenziazione delle offerte di televisione a pagamento. È stata instaurata una clausola di rendez-vous per il caso in cui l’evoluzione delle pratiche di mercato dovesse far constatare che i concorrenti di Vivendi acquisiscono in esclusiva diritti VoD.
(38)
Le disposizioni relative all’applicazione e al monitoraggio degli impegni permettono di garantire un controllo efficace degli impegni e infine di garantirne l’efficacia. In particolare gli impegni prevedono una procedura rapida di risoluzione del contenzioso (tribunale arbitrale).
(39)
La durata degli impegni è di 5 anni. Siffatta durata sembra sufficiente tenuto conto della dinamica di mercati connessi alle nuove tecnologie. Questo periodo di 5 anni ha peraltro il vantaggio di far coincidere la durata dei presenti impegni con gli impegni assunti dinnanzi le autorità francesi della concorrenza in occasione della fusione Canal Satellite/TPS.
(40)
Visto quanto sopra si può concludere che gli impegni forniti da SFR e Vivendi, una volta attuati, sono di natura tale da eliminare l’insieme dei problemi di concorrenza sollevati dall’operazione notificata sui mercati della televisione a pagamento in Francia.
IV. CONCLUSIONE
(41)
Fatto salvo il pieno rispetto da parte di SFR e di Vivendi dei loro impegni, si conclude che l’operazione prevista non ostacolerà in maniera significativa una concorrenza effettiva nel mercato comune o in una parte sostanziale del medesimo. Di conseguenza la concentrazione notificata, quale modificata dagli impegni presentati da SFR e Vivendi, è dichiarata compatibile con il mercato comune e con il funzionamento dell’accordo SEE, ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2, dell’articolo 8, paragrafo 2, e dell’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento CE sulle concentrazioni nonché dell’articolo 57 dell’accordo SEE.

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