Document ID: 31983R1059

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REGOLAMENTO (CEE) N. 1059/83 DELLA COMMISSIONE
del 29 aprile 1983
relativo ai contratti di magazzinaggio per il vino da tavola, il mosto di uve, il mosto di uve concentrato e il mosto di uve concentrato rettificato
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 337/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3082/82 (2), in particolare l'articolo 7, paragrafo 6, l'articolo 8, paragrafo 3, l'articolo 9, paragrafo 5, l'articolo 12 bis, paragrafo 5 e l'articolo 65,
considerando che il regolamento (CEE) n. 2600/79 della Commissione (3), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3150/82 (4), ha stabilito le modalità di applicazione relative ai contratti di magazzinaggio per il vino da tavola, il mosto di uve, il mosto di uve concentrato e il mosto di uve concentrato rettificato; che tale regolamento ha subito numerose modifiche, per cui è opportuno rifonderlo in un nuovo testo, apportandovi al tempo stesso alcuni ritocchi che risultano necessari;
considerando che il regolamento (CEE) n. 337/79 prevede la concessione di aiuti al magazzinaggio privato dei vini da tavola, dei mosti di uve, dei mosti di uve concentrati e dei mosti di uve concentrati rettificati; che, in conformità dell'articolo 7, paragrafo 1, e dell'articolo 8, paragrafo 1, dello stesso regolamento, la concessione degli aiuti è subordinata alla conclusione di contratti di magazzinaggio; che occorre adottare modalità di applicazione relative alla conclusione, al contenuto, al periodo di validità e agli effetti di tali contratti;
considerando che, a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 337/79, i contratti sono conclusi tra gli organismi d'intervento e i produttori che ne fanno domanda; che occorre definire che cosa si intenda per produttore e, tenuto conto degli obblighi ad esso imposti, esigere che sia proprietario del prodotto oggetto del magazzinaggio;
considerando che è necessario istituire un controllo efficace dei prodotti oggetto di contratti di magazzinaggio; che, a tal fine, è in particolare necessario prevedere che l'organismo d'intervento di uno Stato membro possa concludere contratti soltanto per quantitativi immagazzinati nel territorio dello stesso Stato membro e sia informato di ogni eventuale cambiamento relativo al prodotto o al luogo in cui è immagazzinato;
considerando che, onde uniformare le modalità di conclusione dei contratti, occorre che questi vengano stipulati sulla base di un modello identico per tutta la Comunità e sufficientemente preciso da consentire l'identificazione del prodotto di cui trattasi;
considerando che l'esperienza acquisita nell'attuazione dei diversi regimi di magazzinaggio privato dei prodotti agricoli dimostra che è opportuno precisare fino a qual punto il regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del Consiglio (5) è applicabile per la determinazione dei periodi di tempo, delle date e dei termini previsti da tali regimi, e definire esattamente le date di inizio e di fine del magazzinaggio contrattuale;
considerando che l'articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 dispone che, se l'ultimo giorno del periodo di tempo è un giorno festivo, una domenica o un sabato, il periodo stesso termina con lo scadere dell'ultima ora del giorno lavorativo successivo; che l'applicazione di tale disposizione ai contratti di magazzinaggio può contrastare con l'interesse degli operatori e persino creare tra di essi disparità di trattamento; che è pertanto opportuno derogarvi per la determinazione dell'ultimo giorno del magazzinaggio contrattuale;
considerando che, affinché la conclusione dei contratti influisca sull'evoluzione dei prezzi di mercato, occorre prescrivere che i contratti possono essere conclusi soltanto per un quantitativo apprezzabile;
considerando che è necessario limitare l'aiuto al magazzinaggio ai prodotti che influiscono sull'evoluzione dei prezzi di mercato; che è pertanto opportuno concedere l'aiuto soltanto per i prodotti sfusi; che, per gli stessi motivi, i contratti devono riguardare esclusivamente prodotti aventi un sufficiente livello qualitativo; che occorre inoltre limitare la conclusione dei contratti relativi ai vini da tavola a vini in avanzata fase di elaborazione, senza peraltro impedire, nel periodo di validità del contratto, i trattamenti o processi enologici necessari alla buona conservazione del prodotto;
considerando che, per favorire il miglioramento qualitativo della produzione, occorre fissare il titolo alcolometrico minimo del vino e del mosto che possono formare oggetto di misure di magazzinaggio; che, nello steso intento, occorre inoltre prevedere per il vino da tavola, che forma oggetto di contratti di magazzinaggio a lungo termine, la possibilità di fissare condizioni più restrittive in funzione della qualità del raccolto;
considerando che, per evitare abusi, è necessario precisare che a un vino da tavola che è stato oggetto di un contratto di magazzinaggio non può essere attribuita la qualifica di v. q. p. r. d.;
considerando che, onde evitare che i prodotti che formano oggetto di contratto influiscano sulla situazione del mercato, occorre vietare la loro commercializzazione e talune azioni ad essa preliminari durante il periodo per il quale è concluso il contratto;
considerando che, per tener conto dell'evoluzione della situazione del mercato, è opportuno disporre che i contratti comportino una clausola atta a permetterne la risoluzione in condizioni determinate; che, in particolare, la durata del contratto deve essere abbreviata qualora un'alterazione sensibile della qualità di tutto o parte del prodotto oggetto del contratto ne esiga l'immissione immediata sul mercato o lo renda inadatto ad essere consumato tal quale;
considerando che, a norma dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 337/79, i mosti di uve oggetto di un contratto a lungo termine possono essere trasformati in mosti di uve concentrati o in mosti di uve concentrati rettificati durante il periodo di validità del contratto; che, poiché detta trasformazione costituisce un'operazione normale, è opportuno autorizzarla a titolo permanente;
considerando che è necessario che l'organismo d'intervento sia informato di qualsiasi trasformazione di mosti di uve soggetti a contratto di magazzinaggio, affinché si possa procedere ai necessari controlli;
considerando che la trasformazione di mosti di uve in mosti di uve concentrati e mosti di uve concentrati rettificati implica una diminuzione di volume del prodotto immagazzinato e di conseguenza delle spese di magazzinaggio; che, d'altra parte, poiché il prodotto ottenuto presenta una plusvalenza, la diminuzione delle spese di magazzinaggio è compensata dall'aumento degli interessi; che, in caso di trasformazione del prodotto, risulta pertanto giustificato mantenere, per tutto il periodo di validità del contratto, l'importo dell'aiuto al livello calcolato sulla base dei quantitativi di mosti di uve sotto contratto prima della trasformazione; che i prodotti ottenuti devono peraltro possedere i requisiti imposti dalla regolamentazione comunitaria;
considerando che l'importo dell'aiuto al magazzinaggio privato deve essere stabilito tenendo conto delle spese tecniche di magazzinaggio e degli interessi; che dette spese non variano secondo il tipo di prodotto, mentre gli interessi sono proporzionali al valore del medesimo; che, per tener conto di tale situazione e semplificare la gestione dei contratti conclusi, occorre fissare l'importo dell'aiuto per giorno e per ettolitro, nonché per gruppi di vini da tavola e di mosti; che, in applicazione dell'articolo 9, paragrafo 4, terzo comma, del regolamento (CEE) n. 337/79, l'importo dell'aiuto per i mosti di uve concentrati deve essere fissato applicando all'importo dell'aiuto per i mosti di uve un coefficiente di 1,5;
considerando che, per garantire l'efficacia della misura, tenendo conto anche delle esigenze amministrative degli organismi d'intervento, occorre prevedere termini per il versamento degli aiuti; che, tuttavia, per sopperire alla necessità di cassa dei produttori nel caso dei contratti a lungo termine, è opportuno dare agli Stati membri la possibilità di istituire un regime di anticipi subordinati alla costituzione di una appropriata cauzione;
considerando che, qualora alla scadenza di un contratto di magazzinaggio di vino da tavola sussistano le condizioni per la conclusione di un nuovo contratto per lo stesso prodotto, e il produttore ne faccia domanda, le formalità relative alla conclusione possono essere semplificate;
considerando che il comitato di gestione per i vini non ha espresso un parere nel termine stabilito dal presidente,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il presente regolamento stabilisce le modalità di applicazione per la conclusione dei contratti di magazzinaggio di cui agli articoli 7, 8, 9 e 12 bis del regolamento (CEE) n. 337/79, in appresso denominati « contratti ».
Ai fini dell'applicazione del presente regolamento, sono considerati:
a) come « prodotti » i vini da tavola, i mosti di uve, i mosti di uve concentrati e i mosti di uve concentrati rettificati;
b) come vini che si trovano in stretta relazione economica con il vino da tavola del tipo:
- A I, i vini da tavola bianchi aventi un titolo alcolometrico effettivo superiore a 12 % vol e che non fanno parte del tipo A II e del tipo A III,
- R I, i vini da tavola rossi aventi un titolo alcolometrico effettivo superiore a 12 % vol e non superiore a 12,5 % vol e che non fanno parte del tipo R III,
- R II, i vini da tavola rossi aventi un titolo alcolometrico effettivo superiore a 12,5 % vol e che non fanno parte del tipo R III; Le disposizioni del presente regolamento relative ai vini da tavola rossi si applicano anche ai vini da tavola rosati.
Articolo 2
1. Gli organismi d'intervento concludono contratti soltanto con produttori singoli o con gruppi di produttori.
Ai sensi del presente regolamento, per « produttore » si intende ogni persona fisica o giuridica ovvero ogni associazione di tali persone che trasformi o faccia trasformare:
- uve fresche in mosto di uve,
- mosto di uve in mosto di uve concentrato o mosto di uve concentrato rettificato,
- uve fresche, mosto di uve o mosto di uve parzialmente fermentato in vino da tavola.
2. Un produttore può concludere un contratto soltanto per un prodotto ottenuto a sua cura o sotto la sua responsabilità e di cui sia ancora il proprietario.
Articolo 3
L'organismo d'intervento di uno Stato membro può concludere contratti soltanto per i prodotti immagazzinati nel territorio di detto Stato membro.
Articolo 4
1. Il contratto è redatto in almeno due copie, di cui una è destinata al produttore e l'altra è conservata dall'organismo d'intervento.
2. Nel contratto devono essere indicati almeno:
a) il nome e l'indirizzo del produttore o dei produttori interessati,
b) il nome e l'indirizzo dell'organismo d'intervento,
c) la natura del prodotto (vino da tavola, mosto di uve, mosto di uve concentrato o mosto di uve concentrato rettificato),
d) il luogo o i luoghi di magazzinaggio,
e) i dati che consentono di identificare i recipienti nei quali il prodotto è immagazzinato,
f) il quantitativo,
g) il colore,
h) il tenore di anidride solforosa totale espresso in mg/1,
i) l'importo dell'aiuto espresso in ECU,
j) il primo e l'ultimo giorno del periodo di magazzinaggio, fatte salve le disposizioni degli articoli 9 ed 11.
Per il vino da tavola, il contratto indica altresì:
k) il titolo alcolometrico volumico totale,
l) il titolo alcolometrico volumico effettivo,
m) il tenore di acidità totale espresso in g/l o in milliequivalenti/1,
n) il tenore di acidità volatile espresso in g/1 o in milliequivalenti/1,
o) il tipo di cui appartiene o con il quale è in stretta relazione economica.
Per il mosto di uve, il mosto diuve concentrato o il mosto di uve concentrato rettificato, figurano altresì nel contratto:
p) l'indicazione cifrata fornita, alla temperatura di 20 °C, dal rifrattometro utilizzato secondo il metodo di cui all'allegato II del regolamento (CEE) n. 337/79.
3. Gli Stati membri possono:
a) esigere indicazioni supplementari per l'identificazione del prodotto in causa, in particolare la menzione:
- della varietà di vite,
- della regione di produzione delle uve;
b) non esigere, per quanto riguarda il vino da tavola bianco, l'indicazione del tenore di acidità volatile.
Articolo 5
Salvo i contratti di magazzinaggio conclusi in applicazione dell'articolo 12 bis del regolamento (CEE) n. 337/79, i contratti riguardano un quantitativo minimo di 100 ettolitri per i vini da tavola, di 30 ettolitri per i mosti di uve e di 10 ettolitri per i mosti di uve concentrati e i mosti di uve concentrati rettificati.
Articolo 6
1. Possono formare oggetto di contratto soltanto i prodotti sfusi e, per quanto concerne i vini da tavola, i prodotti che soddisfino alle condizioni previste, per essere offerti o consegnati per il consumo umano diretto, in conformità dell'articolo 51 del regolamento (CEE) n. 337/79.
2. Salvo i vini da tavola dei tipi R III, A II e A III, i vini da tavola non possono avere un titolo alcolometrico effettivo inferiore a 10 % vol. Ogni anno possono essere previste, in funzione della qualità del raccolto, condizioni più restrittive per quanto riguarda la qualità dei vini da tavola che possono formare oggetto di contratti di magazzinaggio a lungo termine.
3. I mosti di uve non possono avere un titolo alcolometrico volumico naturale inferiore al titolo alcolometrico naturale minimo previsto per la zona vitivola dalla quale provengono. 4. Alla domanda di conclusione del contratto sono allegati:
- Un bollettino d'analisi datato di non più di un mese dalla data in cui è stata ricevuta la domanda e contenente almeno i dati di cui all'articolo 4, paragrafo 2, tranne quelli di cui alle lettere b), i), j) e
- per il vino da tavola una dicharazione che è stato effettuato il primo travaso.
5. Un contratto relativo ad un vino da tavola non può essere concluso anteriormente alla data del primo travaso del vino in questione.
6. Un vino da tavola che è stato oggetto di un contratto di magazzinaggio non può, successivamente, essere riconosciuto come v.q.p.v.d., né essere utilizzato per l'elaborazione di un v.q.p.r.d. Tale disposizione lascia impregiudicate le disposizioni dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CEE) n. 338/79 del Consiglio (1).
Articolo 7
1. Gli Stati membri prendono tutti i provvedimenti atti a consentire i necessari controlli. In particolare, verificano l'identità e il volume del prodotto oggetto del contratto, nonché l'osservanza delle disposizioni dell'articolo 15.
2. I produttori sono tenuti a consentire in qualsiasi momento il controllo di cui al paragrafo 1.
Articolo 8
1. I termini, le date e le condizioni di cui al presente regolamento sono determinati in conformità del regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71. Tuttavia, l'articolo 3, paragrafo 4, di tale regolamento non si applica per determinare la durata del periodo di magazzinaggio.
2. Il primo giorno del periodo di magazzinaggio è il giorno successivo a quello della stipulazione del contratto.
3. Tuttavia, se un contratto è concluso per un periodo di magazzinaggio che abbia inizio dopo il giorno successivo a quello della sua stipulazione, il primo giorno del periodo di magazzinaggio non può essere posteriore:
- al 16 febbraio, per i contratti di magazzinaggio a lungo termine,
- all'ottavo giorno successivo a quello della stipulazione del contratto, per i contratti di magazzinaggio a breve termine.
- al giorno successivo all'ultimo giorno stabilito per la stipulazione dei contratti di magazzinaggio di cui all'articolo 12 bis, paragrafo 2, secondo capoverso, primo trattino, del regolamento (CEE) n. 337/79, per tali contratti di magazzinaggio.
Articolo 9
Salvo i contratti conclusi in applicazione dell'articolo 12 bis del regolamento (CEE) n. 337/79, i contratti relativi ai vini da tavola stabiliscono che l'organismo d'intervento può porre fine al versamento dell'aiuto e ai corrispondenti obblighi del produttore, per l'intero quantitativo immagazzinato o per parte di esso, qualora si verifichino le condizioni di cui all'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 337/79.
La decisione di porre fine al versamento dell'aiuto ed ai corrispondenti obblighi del produttore è adottata nell'ambito delle modalità di applicazione.
Articolo 10
1. I produttori, che hanno concluso un contratto di magazzinaggio a lungo termine per mosti di uve, possono trasformare, del tutto o in parte, tali mosti in mosti di uve concentrati o in mosti di uve concentrati rettificati durante il periodo di validità del contratto.
2. I produttori interessati comunicano per iscritto all'organismo d'intervento la data d'inizio delle operazioni di trasformazione previste dal paragrafo 1.
La comunicazione deve pervenire all'organismo d'intervento almeno quindici giorni prima della data d'inizio delle operazioni di trasformazione.
Nel mese successivo alla fine delle operazioni di trasformazione, i produttori trasmettono all'organismo d'intervento un bollettino d'analisi del prodotto ottenuto, menzionando almeno i dati di cui all'articolo 4, paragrafo 2, tranne quelli di cui alle lettere b), i) e j).
3. Quando si procede alla trasformazione di cui al paragrafo 1, l'importo dell'aiuto al magazzinaggio per il prodotto oggetto del contratto è uguale all'importo di cui all'articolo 12, lettera c). L'aiuto è calcolato per tutta la durata del magazzinaggio, sulla base di quantitativi di mosti di uve che formano oggetto del contratto prima della trasformazione.
Articolo 11
1. Qualora, durante il periodo di validità del contratto, si manifesti un'alterazione sensibile della qualità del prodotto che forma oggetto del medesimo, il produttore ne informa immediatamente l'organismo d'intervento, allegando un bollettino d'analisi giustificativo.
2. Qualora, in occasione di un controllo effettuato dall'organismo d'intervento o da altro organismo di controllo, si constati che un prodotto che forma oggetto di un contratto ha subito, durante il periodo di validità del medesimo, un'alternazione della qualità, l'organismo d'intervento ne informa immediatamente il produttore, allegando un bollettino d'analisi giustificativo.
3. In base alle circostanze di cui ai paragrafi 1 e 2, l'organismo d'intervento può decidere di porre fine al contratto anticipatamente, ed alla data da esso determinata, per il quantitativo di prodotto che ha subito l'alterazione della qualità. A tal fine, esso può ordinare che si proceda a qualsiasi verifica necessaria.
Articolo 12
L'importo dell'aiuto al magazzinaggio, valido per tutta la Comunità, è fissato forfettariamente per giorno e per ettolitro come segue:
a) per i vini da tavola dei tipi R I, R II, R III e A I, e per i vini da tavola che si trovano in stretta relazione economica con questi tipi di vino da tavola, a 0,0118 ECU;
b) per i vini da tavola dei tipi A II e A III, nonché per i vini da tavola che si trovano in stretta relazione economica con questi tipi di vino da tavola, a 0,0174 ECU;
c) per i mosti di uve
- ottenuti da varietà di viti diverse da quelle del tipo Sylvaner, Mueller-Thurgau o Riesling, a 0,0141 ECU;
- ottenuti da varietà di viti del tipo Sylvaner, Mueller-Thurgau o Riesling, a 0,0208 ECU;
d) per i mosti di uve concentrati
- ottenuti mediante concentrazione dei mosti di cui alla lettera c), primo trattino, a 0,0472 ECU;
- ottenuti mediante concentrazione dei mosti di cui alla lettera c), secondo trattino, a 0,0521 ECU;
e) per i mosti di uve concentrati rettificati, a 0,0472 ECU.
Articolo 13
Il tasso rappresentativo da applicare per convertire in monete nazionali gli importi di cui all'articolo 12 è, per ogni giorno di magazzinaggio contrattuale, il tasso rappresentativo da applicare nel settore vinicolo nello stesso giorno.
Articolo 14
1. L'organismo d'intervento versa l'importo dell'aiuto al più tardi tre mesi dopo la data di scadenza del contratto.
Tuttavia, per i contratti a lungo termine conclusi durante la campagna viticola 1982/1983, gli Stati membri possono continuare a versare l'importo dell'aiuto in tre rate, di cui le due prime pagate al più tardi quattro settimane dopo l'ultimo giorno di ciascun trimestre; l'ultima rata al più tardi quattro settimane dopo la scadenza del contratto.
2. In deroga al paragrafo 1, primo comma, e per i contratti di magazzinaggio a lungo termine conclusi a decorrere dalla campagna 1983/1984, gli Stati membri possono autorizzare l'inserimento nel contratto, su richiesta del produttore, di una clausola aggiuntiva che prevede il versamento di due anticipi sull'importo dell'aiuto, calcolati per trimestre e versati ciascuno al più tardi tre mesi dopo l'ultimo giorno di ogni trimestre. In tal caso:
- l'anticipo viene versato a condizione che il produttore abbia costituito, anteriormente all'ultimo giorno di ciascun trimestre, una cauzione uguale al 110 % dell'importo corrispondente a ciascun versamento a nome dell'organismo d'intervento,
- il versamento del saldo è effettuato al più tardi tre mesi dopo la data di scadenza del contratto.
Per trimestre si intende il periodo di tre mesi successivo al primo giorno del magazzinaggio di cui all'articolo 8, paragrafo 2 o 3. L'importo da versare è quello dovuto per il trimestre trascorso.
3. Le cauzioni, di cui al paragrafo 2, sono costituite sotto forma di una garanzia fornita da un istituto che soddisfa ai criteri fissati dallo Stato membro da cui dipende l'organismo d'intervento.
Le cauzioni sono svincolate non appena sia effettuato il versamento del saldo.
Qualora, in conformità dell'articolo 17, paragrafo 1, lettera a), l'aiuto non sia dovuto, le cauzioni restano totalmente incamerate.
Qualora l'applicazione delle misure, di cui all'articolo 17, paragrafo 1, lettera b), dia luogo alla determinazione dell'importo dell'aiuto ad un livello inferiore all'importo già versato, l'importo della cauzione viene ridotto del 110 % dell'importo versato in eccesso rispetto all'aiuto dovuto. La cauzione così diminuita viene svincolata al più tardi 3 mesi dopo la data di scadenza del contratto.
4. Nel caso previsto dall'articolo 11, paragrafo 3, l'aiuto è dovuto proporzionalmente dalla durata effettiva del contratto. Il versamento di tale aiuto viene effettuato al più tardi tre mesi dopo la data di scadenza del contratto.
Articolo 15
Durante il periodo di validità del contratto:
a) il produttore non può mettere in vendita, vendere o commercializzare altrimenti il prodotto che forma oggetto del contratto;
b) fatto salvo il disposto dell'articolo 10, i prodotti che formano oggetto del contratto possono essere sottoposti soltanto ai trattamenti o ai processi enologici necessari per la loro conservazione;
c) i prodotti che formano oggetto di un contratto non possono essere condizionati in recipienti di contenuto inferiore a 50 litri. In deroga al primo comma, lettera a), il produttore può impegnarsi, durante il periodo di validità del contratto, a consegnare il vino da tavola oggetto del contratto sin dalla scadenza del medesimo ad una distillazione per la quale il prezzo d'acquisto del vino è fissato al regolamento (CEE) n. 337/79 o da un regolamento di applicazione di quest'ultimo.
Gli stessi prodotti non possono essere nello stesso tempo oggetto di un contratto di ammasso privato ed essere soggetti al regime di cui all'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 565/80 del Consiglio (1).
Articolo 16
1. Il produttore informa preventivamente, nel termine fissato dallo Stato membro, l'organismo d'intervento di ogni cambiamento che sopravvenga nel periodo di validità del contratto per quanto riguarda:
a) il luogo di magazzinaggio
o
b) il condizionamento del prodotto, se tale cambiamento comporta una modifica del numero dei recipienti nei quali il prodotto è immagazzinato.
2. Qualora il produttore intenda trasportare il prodotto oggetto del contratto in un luogo di magazzinaggio situato in un'altra località o in un luogo che non gli appartenga, il trasporto può essere effettuato soltanto previa autorizzazione dell'organismo d'intervento, che deve essere informato in conformità del paragrafo 1.
Articolo 17
1. Salvo caso di forza maggiore:
a) l'aiuto non è corrisposto se il produttore non adempie gli obblighi contratti a norma degli articoli 7, paragrafo 2, 15 e 16, nonché, eventualmente, dell'articolo 10, paragrafo 2;
b) se il produttore non adempie uno degli obblighi contratti a norma del presente regolamento o del contratto, diversi da quelli della lettera a), l'aiuto dovuto viene diminuito di un importo fissato dall'autorità competente secondo la gravità dell'infrazione commessa.
2. Nei casi di forza maggiore riconosciuti, l'organismo d'intervento adotta le misure che ritiene necessarie tenuto conto delle circostanze.
3. Gli Stati membri informano la Commissione del seguito da essi dato alle domande di ricorso alla clausola di forza maggiore.
Articolo 18
Qualora, alla scadenza del periodo di validità di un contratto per vini da tavola, sussistano ancora le condizioni per la conclusione di contratti:
- può essere concluso un nuovo contratto per lo stesso vino da tavola,
- gli organismi d'intervento possono, su domanda del produttore, convalidare il vecchio contratto per un nuovo periodo, adattandone le indicazioni.
Un nuovo bollettino d'analisi è necessario soltanto se l'ultimo bollettino presentato per lo stesso vino da tavola risale ad oltre 6 mesi.
Articolo 19
1. Ogni Stato membro designa un organismo d'intervento autorizzato ad applicare le misure previste dagli articoli 7, 8, 9 e 12 bis, del regolamento (CEE) n. 337/79 e dal presente regolamento.
2. Ogni Stato membro comunica immediatamente alla Commissione il nome e l'indirizzo di detto organismo.
3. Gli Stati membri in cui sono conclusi contratti comunicano alla Commissione, al più tardi il giorno 10 di ogni mese per il mese precedente:
a) i quantitativi di prodotti sotto contratto all'inizio del mese considerato,
b) i quantitativi di prodotti per i quali sono stati conclusi contratti o i cui contratti sono scaduti durante il mese considerato,
c) i quantitativi di prodotti sotto contratto alla fine del mese considerato,
d) i quantitativi di mosti di uve trasformati in mosti di uve concentrati o in mosti di uve concentrati rettificati nel periodo di validità del contratto, nonché i quantitativi ottenuti.
Articolo 20
1. Il regolamento (CEE) n. 2600/79 è abrogato.
Tuttavia, il suo articolo 4 è applicabile fino al 31 agosto 1983.
2. In tutti gli atti comunitari, i richiami al regolamento (CEE) n. 2600/79 o ai suoi articoli si intendono riferiti al presente regolamento o ai corrispondenti articoli del presente regolamento.
Articolo 21
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Tuttavia:
- l'articolo 4 è applicabile a decorrere dal 1o settembre 1983;
- l'articolo 12 si applica a decorrere dal 16 dicembre 1982.
- l'articolo 14, paragrafi 1 e 4, si applica ai contratti conclusi a decorrere dal 16 dicembre 1982.
In deroga all'articolo 14, paragrafo 1, primo comma, per i contratti scaduti a decorrere dal 16 dicembre 1982 e fino alla data di entrata in vigore del presente regolamento, l'organismo d'intervento versa l'importo dell'aiuto entro il 15 luglio 1983.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 29 aprile 1983.

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