Document ID: 31988R1135

REGOLAMENTO (CEE) N. 1135/88 DEL CONSIGLIO del 7 marzo 1988 relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" e ai metodi di cooperazione amministrativa applicabili negli scambi tra il territorio doganale della Comunità, Ceuta e Melilla e le isole Canarie
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, visto l'atto di adesione della Spagna e del Portogallo, in particolare il protocollo n. 2, vista la proposta della Commissione, considerando che le regole di origine contenute nel regolamento (CEE) n. 570/86 (1) sono basate sull'impiego della nomenclatura del Consiglio di cooperazione doganale;
considerando che il Consiglio di cooperazione doganale ha approvato, il 14 giugno 1983, la "convenzione internazionale sul sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci";
considerando che il sistema armonizzato ha sostituito, a decorrere dal 1° gennaio 1988, l'attuale nomenclatura ai fini del commercio internazionale;
considerando che è perciò necessario adattare le regole di origine contenute nel regolamento (CEE) n. 570/86 nella misura in cui esse sono basate sull'impiego del sistema armonizzato;
considerando che, sulla base dell'esperienza acquisita, la presentazione delle regole di origine può essere migliorata raggruppando in una unica lista tutte le eccezioni alla regola generale consistente nel cambiamento della voce doganale e prevedendo istruzioni dettagliate sui criteri d'interpretazione;
considerando che, dopo l'adozione del regolamento (CEE) n. 570/86, i regolamenti (CEE) n. 2272/86 (2), (CEE) n. 2273/86 (3), (CEE) n. 2274/86 (4), (CEE) n. 2275/86 (5), (CEE) n. 2276/86 (6) e (CEE) n. 2277/86 (7) hanno previsto regole di origine per gli scambi preferenziali tra le isole Canarie, Ceuta e Melilla, da un lato, e la Repubblica d'Austria, la Repubblica di Finlandia, la Repubblica di Islanda, il Regno di Norvegia, il Regno di Svezia e la Confederazione svizzera, dall'altro;
considerando che tali regole sono sotto taluni aspetti più favorevoli di quello contenute nel regolamento (CEE) n. 570/86, in particolare per quanto concerne le disposizioni relative ai documenti;
considerando che è pertanto opportuno prevedere che queste regole più favorevoli siano applicabili anche agli scambi tra il territorio doganale della Comunità e le isole Canarie, Ceuta e Melilla;
considerando che è pertanto opportuno, per ragioni di chiarezza e per l'adeguato funzionamento del regime, abrogare il regolamento (CEE) n. 570/86 e sostituirlo con il presente regolamento, allo scopo di facilitare il lavoro degli utenti e delle amministrazioni doganali, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
TITOLO I Definizione della nozione di "prodotti originari" Articolo 1
1. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni che disciplinano gli scambi tra il territorio doganale della Comunità, di seguito denominato "Comunità", Ceuta, Melilla e le isole Canarie e fatti salvi i paragrafi 2 e 3, a condizione che siano stati trasportati a norma dell'articolo 5, sono considerati:
a) prodotti originari di Ceuta, di Melilla o delle isole Canarie:
- i prodotti totalmente ottenuti a Ceuta, a Melilla o nelle isole Canarie;
-i prodotti ottenuti a Ceuta, a Melilla o nelle isole Canarie e per la cui fabbricazione sono stati adoperati prodotti diversi da quelli totalmente ottenuti a Ceuta, a Melilla o nelle isole Canarie, a condizione che questi ultimi prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o di trasformazioni sufficienti, ai sensi dell'articolo 3. Tale condizione non si applica tuttavia per quanto riguarda i prodotti originari di un paese dell'EFTA (8) ai sensi delle disposizioni relative alla definizione della nozione "prodotti originari" per l'applicazione degli accordi CEE-EFTA (9) quando essi sono oggetto di lavorazioni o trasformazioni a condizione che queste siano superiori alle lavorazioni o trasformazioni enumerate all'articolo 3, paragrafo 5;
b)prodotti originari della Comunità:
-i prodotti totalmente ottenuti nella Comunità;
-i prodotti ottenuti nella Comunità e per la cui fabbricazione sono stati adoperati prodotti diversi da quelli totalmente ottenuti nella Comunità, a condizione che questi ultimi prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o di trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3. Tale condizione non si applica tuttavia per quanto riguarda i prodotti originari di un paese dell'EFTA ai sensi delle disposizioni relative alla definizione della nozione "prodotti originari" per l'applicazione degli accordi CEE-EFTA, quando essi sono oggetto di lavorazioni o trasformazioni, a condizione che queste siano superiori alle lavorazioni o trasformazioni enumerate all'articolo 3, paragrafo 5;
c)ai fini dell'applicazione della lettera a) Ceuta, Melilla e le isole Canarie sono considerate come un unico territorio.
2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera a), primo trattino, quando prodotti totalmente ottenuti nella Comunità costituiscono l'oggetto di lavorazioni o di trasformazioni a Ceuta, a Melilla o nelle isole Canarie, essi sono considerati totalmente ottenuti a Ceuta, a Melilla o nelle isole Canarie.
Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera a), secondo trattino, le lavorazioni o le trasformazioni effettuate nella Comunità sono considerate effettuate a Ceuta, a Melilla o nelle isole Canarie, nel caso in cui i prodotti ottenuti siano oggetto di ulteriori lavorazioni o trasformazioni a Ceuta, a Melilla o nelle isole Canarie.
Il presente paragrafo è applicabile a condizione che le lavorazioni o trasformazioni effettuate a Ceuta, a Melilla o nelle isole Canarie siano superiori alle lavorazioni o trasformazioni elencate all'articolo 3, paragrafo 5, e che i prodotti di cui trattasi siano stati trasportati in conformità dell'articolo 5. 3. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera b), primo trattino, quando prodotti totalmente ottenuti a Ceuta, a Melilla o nelle isole Canarie sono oggetto di lavorazioni o di trasformazioni nella Comunità, essi sono considerati totalmente ottenuti nella Comunità. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera b), secondo trattino, le lavorazioni o le trasformazioni effettuate a Ceuta, a Melilla o nelle isole Canarie sono considerate effettuate nella Comunità nel caso in cui i prodotti ottenuti siano oggetto di ulteriori lavorazioni o trasformazioni nella Comunità. Il presente paragrafo è applicabile a condizione che le lavorazioni o trasformazioni effettuate nella Comunità siano superiori alle lavorazioni o trasformazioni elencate all'articolo 3, paragrafo 5 e che i prodotti di cui trattasi siano stati trasportati in conformità all'articolo 5. 4. Ai fini dell'applicazione dei paragrafi che precedono, e sempreché tutte le condizioni previste in detti paragrafi siano soddisfatte, i prodotti ottenuti nelle isole Canarie, a Ceuta e a Melilla sono considerati prodotti originari del territorio in cui sia stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione e a condizione che i prodotti di cui trattasi siano stati trasportati in conformità dell'articolo 5. A questo fine, non sono considerate lavorazioni o trasformazioni quelle di cui all'articolo 3, paragrafo 5. 5. I prodotti enumerati nell'allegato II sono temporaneamente esclusi dall'applicazione del presente regolamento.
Si applicano tuttavia a questi prodotti, mutatis mutandis, le disposizioni relative alla cooperazione amministrativa.
Articolo 2
Ai sensi dell'articolo 1, paragrafi 1, 2 e 3, sono considerati "totalmente ottenuti" a Ceuta, a Melilla, nelle isole Canarie o nella Comunità:
a) i prodotti minerali estratti dal loro suolo o dal loro fondo marino;
b)i prodotti del regno vegetali ivi raccolti;
c)gli animali vivi ivi nati ed allevati;
d)i prodotti provenienti da animali vivi ivi allevati;
e)i prodotti della caccia o della pesca ivi praticate;
f)i prodotti della pesca marittima ed altri prodotti estratti dal mare con le loro navi;
g)i prodotti fabbricati a bordo delle loro navi-officina, esclusivamente a partire dai prodotti di cui alla lettera f);
h)gli articoli usati ivi raccolti che possono servire solamente al recupero delle materie prime;
i)gli scarti e i residui provenienti da operazioni manufatturiere ivi effettuate;
j)le merci ivi ottenute esclusivamente a partire dai prodotti di cui alle lettere da a) ad i). Articolo 3
1. Nel presente regolamento, per "capitoli" e "voci" s'intendono i capitoli e le voci doganali (codici a quattro cifre) utilizzati nella nomenclatura che costituisce il "sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci" (qui di seguito denominato "sistema armonizzato").Per "classificato" s'intende la classificazione di un prodotto o di un materiale in una determinata voce.
2. Ai fini dell'articolo 1, materiali non originari sono considerati sufficientemente lavorati o trasformati quando il prodotto ottenuto è classificato in una voce diversa da quella in cui sono classificati tutti i materiali non originari impiegati per la sua fabbricazione, fatte salve le disposizioni di cui ai paragrafi 3, 4 e 5. 3. Per i prodotti citati nelle colonne 1 e 2 della lista di cui all'allegato III, le condizioni stabilite per detti prodotti nella colonna 3 si applicano in luogo delle norme di cui al paragrafo 2. 4. Per i prodotti inseriti nei capitoli da 84 a 91 in alternativa alla condizioni stabilite nella colonna 3, l'esportatore può osservare quelle che figurano nella colonna 4 dell'elenco che figura nell'allegato III.
5. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, le lavorazioni o le trasformazioni seguenti sono sempre considerate insufficienti a conferire il carattere originario indipendentemente dal cambiamento o meno della voce tariffaria:
a) le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione nel loro stato delle merci durante il loro trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in acqua salata, solforata o addizionata con altre sostanze, estrazione di parti avariate e operazioni analoghe),b)le semplici operazioni di spolveratura, di vagliatura, di cernita, di classificazione, di assortimento (ivi compresa la compensizione di serie di merci), di lavatura, di verniciatura, di riduzione in pezzi;
c) i) i cambiamenti d'imballaggio, le divisioni e le riunioni di colli;
ii)la semplice immissione in bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione in astrucci, scatole o su tavolette, ecc.
, ed ogni altra semplice operazione di condizionamento;
d)l'apposizione sui prodotti medesimi o sul loro imballaggio di marchi, etichette o altri segni distintivi similari;
e)la semplice miscela di prodotti, anche di specie differenti, quando uno o più composti della miscela non corrispondano alle condizioni fissate dal presente regolamento per poter essere considerati originari;
f)la semplice riunione di parti di articoli per costituire un articolo completo;
g)il cumulo di due o più operazioni indicate alle lettere da a) ad f);
h)la macellazione degli animali.
Articolo 4
1. Nella lista di cui all'allegato III per "valore" s'intende il valore in dogana al momento dell'importazione di materiali non originari utilizzati, o - qualora esso non sia noto né fissato - il primo prezzo verificabile pagato per detti materiali nel territorio in questione.
Qualora sia necessario stabilire il valore dei materiali originari utilizzati, il presente paragrafo si applica "mutatis mutandis". 2. Nella lista di cui all'allegato III per "prezzo franco fabbrica" s'intende il prezzo franco fabbrica del prodotto ottenuto, detratte le imposte interne rimborsate o rimborsabili quando il prodotto ottenuto è esportato.
Articolo 5
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, sono considerati direttamente trasportati da Ceuta, da Melilla, dalle isole Canarie e dai paesi dell'EFTA nella Comunità o dalla Comunità, o dai paesi dell'EFTA a Ceuta, a Melilla o nelle isole Canarie i prodotti originari, il cui trasporto si effettua senza passare da territori diversi da quelli di cui sopra.
Tuttavia, il trasporto dei prodotti originari di Ceuta, di Melilla, delle isole Canarie, della Comunità o di un paese dell'EFTA, effettuato in una sola spedizione, può avvenire attraverso territori diversi da quelli sopramenzionati, all'occorrenza con trasbordo o con deposito temporaneo nei medesimi, a condizione che l'attraversamento di questi territori sia giustificato da ragioni geo grafiche e che i prodotti siano rimasti sotto la sorveglianza delle autorità doganali del paese di transito o del paese in cui è stato effettuato il deposito, non vi siano stati messi in commercio o immessi in consumo e vi subiscano eventualmente soltanto operazioni di scarico e carico od operazioni dirette a conservarli nel loro stato.
2. La prova che sussistono le condizioni di cui al paragrafo 1, è fornita presentando alle autorità doganali competenti della Comunità, di Ceuta, di Melilla o delle isole Canarie:
a) un titolo giustificativo del trasporto unico predisposto nel paese di esportazione, in base al quale è stato attraversato il paese di transito;
b)o un'attestazione, rilasciata dalle autorità doganali del paese di transito contenente:
una descrizione esatta delle merci;
la data di scarico e di ricarico delle merci o, eventualmente, la data del loro imbarco o sbarco, con l'indicazione delle navi impiegate;
la certificazione delle condizioni nelle quali è stata effettuata la sosta delle merci;
c)oppure, in mancanza, qualsiasi documento probatorio.
TITOLO II Metodi di cooperazione amministrativa Articolo 6
1. La prova del carattere originario dei prodotti ai sensi dell presente regolamento è fornita:
a) o da un certificato di circolazione delle merci EUR.
1 denominato qui di seguito "certificato EUR.
1", o da un certificato EUR.
1 valido a lungo termine e dalle fatture contenenti gli estremi di tale certificato, compilati conformemente all'articolo 14. Il modello del certificato EUR.
1 figura all'allegato IV;
b)o da una fattura contenente la dichiarazione dell'esportatore di cui all'allegato V, compilata conformemente all'articolo 14;
c)o da una fattura contenente la dichiarazione dell'esportatore prevista all'allegato V per qualsiasi esportatore e per qualsiasi spedizione che sia composta da uno o più colli e che contenga prodotti originari di un valore complessivo non superiore a 4 400 ECU.
Sino al 30 aprile 1989 compreso l'ECU da usarsi per la conversione nella moneta nazionale di uno Stato membro della Comunità è l'equivalente in quella moneta nazionale dell'ECU alla data del 1° ottobre 1986. Per ciascun biennio successivo, esso avrà il controvalore, in quella moneta nazionale, dell'ECU al primo giorno lavorativo del mese di ottobre dell'anno che precede detto biennio.
Gli importi nella moneta nazionale dello Stato d'esportazione equivalenti agli importi espressi in ECU, di cui al presente articolo ed all'articolo 17, sono fissati dallo Stato d'esportazione e comunicati alle altre parti contraenti.
Se detti importi eccedono gli importi corrispondenti stabiliti dallo Stato d'importazione, quest'ultimo li accetta se la merce è fatturata nella moneta dello Stato d'esportazione.
Se la merce è fatturata nella moneta di un altro Stato membro della Comunità, lo Stato importatore riconosce l'importo notificato dallo Stato considerato.
2. Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 5, quando, a richiesta del dichiarante in dogana, un articolo smontato o non montato, contemplato nei capitoli 84 ed 85 del sistema armonizzato, è importato con spedizioni scaglionate, alle condizioni fissate dalle autorità competenti, esso è considerato come un articolo unico e si può presentare un certificato di circolazione delle merci per l'articolo completo al momento dell'importazione della prima spedizione parziale.
3. Gli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili consegnati con un'attrezzatura, una macchina, un apparecchio o un veicolo che fanno parte della sua attrezzatura normale ed il cui prezzo sia compreso in quello di questi ultimi oppure non sia fatturato a parte, sono considerati un tutto unico con l'attrezzatura, la macchina, l'apparecchio o il veicolo in questione.
4. Gli assortimenti, ai sensi della regola generale 3 del sistema armonizzato, sono considerati come originari, a condizione che tutti gli articoli che entrano nella loro composizione siano originari.
Tuttavia, un assortimento composto di articoli originari e non originari è considerato come originario nel suo insieme, a condizione che il valore degli articoli non originari non superi il 15 % del valore totale degli assortimenti.
Articolo 7
1. Il certificato EUR.
1 è rilasciato dalle autorità doganali dello Stato di esportazione al momento dell'esportazione delle merci cui si riferisce.
Esso è tenuto a disposizione dell'esportatore non appena l'esportazione reale ha effettivamente luogo o è assicurata.
2. In via eccezionale, il certificato EUR.
1 può essere rilasciato anche dopo l'esportazione delle merci cui si riferisce, quando esso non sia stato rilasciato al momento dell'esportazione in seguito ad errore, ommissione involontaria o circostanze particolari.
In tal caso, il certificato è corredato di una annotazione speciale che precisa le condizioni in cui è stato rilasciato.
3. Il certificato EUR.
1 può essere rilasciato soltanto se può costituire il titolo giustificativo per l'applicazione delle disposizioni che disciplinano gli scambi tra la Comunità, Ceuta e Melilla e le isole Canarie.
4. Le domande di certificati di circolazione delle merci devono essere conservate per almeno due anni dalle autorità doganali dello Stato di esportazione.
Articolo 8
1. Il certificato EUR.
1 viene rilasciato dalle autorità doganali dello Stato di esportazione se le merci possono essere considerate prodotti originari ai sensi del presente regolamento.
2. Per verificare se le condizioni di cui al paragrafo 1 sono soddisfatte, le autorità doganali hanno la facoltà di richiedere qualsiasi documento giustificativo e di procedere a qualsiasi controllo che ritengano utile.
3. Spetta alle autorità doganali dello Stato di esportazione vigilare a che i moduli di cui all'articolo 9 siano debitamente compilati.
In particolare, esse verificano se la parte riservata alla descrizione delle merci è stata compilata in modo da rendere impossibile qualsiasi aggiunta fraudolenta.
A questo scopo la descrizione delle merci deve essere effettuata senza interlinee.
Qualora tale parte non sia completamente compilata, si deve tracciare una linea orizzontale sotto l'ultima riga e la parte in bianco deve essere annullata tracciandovi alcune linee.
4. La data del rilascio del certificato deve essere indicata nella parte dei certificati di circolazione delle merci riservata alla dogana.
Articolo 9
Il certificato EUR.
1 è compilato secondo la formula il cui modello figura nell'allegato IV.
Questa formula è stampata in una o più lingue ufficiali della Comunità. Il certificato è redatto in una di queste lingue in conformità delle disposizioni di diritto interno dello Stato di esportazione;
se lo si compila a mano, deve essere scritto con inchiostro ed in stampatello.
Il formato del certificato è di 210 × 297 mm, ed è consentita una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più per quel che concerne la lunghezza.
La carta da usare è la carta collata bianca per scrittura, priva di paste meccaniche, del peso minimo di 25 grammi al m2. Il certificato deve essere stampato con fondo arabescato di colore verde in modo da far risaltare una eventuale falsificazione con mezzi meccanici o chimici.
Gli Stati di esportazione possono riservarsi la stampa dei certificati o affidarne l'esecuzione a tipografie che abbiano ottenuto la loro autorizzazione.
In quest'ultimo caso, su ogni certificato deve essere fatto riferimento a tale autorizzazione.
Ogni certificato reca il nome e l'indirizzo del tipografo o un segno che ne consenta l'identificazione.
Esso reca, inoltre, un numero di serie stampato o meno, destinato ad individuarlo.
Articolo 10
1. Il certificato EUR.
1 viene rilasciato solo su richiesta scritta compilata dall'esportatore o, sotto la sua responsabilità, dal suo rappresentante autorizzato, sul modulo il cui modello figura all'allegato IV del presente regolamento e che sia riempito in conformità del presente regolamento.
2. Poiché il certificato EUR.
1 costituisce il titolo giustificativo per l'applicazione del regime tariffario e di contingentamento preferenziale, spetta alle autorità doganali del paese d'esportazione adottare le disposizioni necessarie per la verifica dell'origine delle merci e per il controllo degli altri dati del certificato EUR.
1. 3. L'esportatore, o il suo rappresentante, presenta con la domanda di certificato EUR.
1 ogni utile documento giustificativo, atto a fornite la prova che le merci da esportare possono dar luogo al rilascio di un certificato EUR.
1.L'esportatore si impegna a presentare, su richiesta delle autorità competenti, tutte le giustificazioni supplementari che le medesime ritengono necessarie per accertare l'esattezza del carattere originario delle merci ammissibili al regime preferenziale nonché ad accettare qualsiasi controllo della sua contabilità e delle circostanze della fabbricazione delle merci da parte delle suddette autorità. 4. L'esportatore è tenuto a conservare per almeno due anni i documenti giustificativi di cui al paragrafo 3. 5. Le disposizioni dei paragrafi 3 e 4 si applicano, mutatis mutandis, nei casi di utilizzo delle procedure di cui all'articolo 14, paragrafi 2, 3 e 11 della dichiarazione di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettere b) e c). Articolo 11
Il certificato EUR.
1 deve essere presentato, entro un termine di cinque mesi a decorrere dalla data del rilascio da parte della dogana dello Stato di esportazione, all'ufficio delle dogane dello Stato di importazione in cui sono presentate le merci.
Articolo 12
Il certificato EUR.
1 è presentato alle autorità doganali dello Stato di importazione secondo le modalità previste dalle norme ivi vigenti.
Le autorità suddette possono esigerne la traduzione.
Esse possono, inoltre, esigere che la dichiarazione di importazione sia completata da un attestato dell'importatore certificante che le merci soddisfano le condizioni richieste per l'applicazione delle disposizioni che disciplinano gli scambi tra la Comunità, Ceuta, Melilla e le isole Canarie.
Articolo 13
1. I certificati EUR.
1, presentati alle autorità doganali dello Stato di importazione dopo la scadenza del termine di presentazione di cui all'articolo 11, possono essere accettati, ai fini dell'applicazione del regime preferenziale, quando l'inosservanza del termine è dovuta a cause di forza maggiore o a circostanze eccezionali.
2. A parte tali casi, le autorità doganali dello Stato di importazione possono accettare i certificati se le merci sono state loro presentate prima della scadenza del termine suddetto.
3. L'accertamento di lievi discordanze tra le menzioni figuranti nel certificato di circolazione delle merci EUR.
1 e quelle figuranti nei documenti presentati all'ufficio doganale per l'espletamento delle formalità di importazione delle merci, non comporta ipso facto l'invalidità del certificato se viene debitamente accertato che quest'ultimo corrisponde alle merci presentante.
Articolo 14
1. In deroga all'articolo 7, paragrafi 1, 2, 3 e 5, all'articolo 10, paragrafo 1 ed all'articolo 19, è applicabile, secondo le disposizioni seguenti, una procedura semplificata riguardante la redazione della documentazione relativa alla prova dell'origine.
2. Le autorità doganali dello Stato di esportazione possono autorizzare qualsiasi esportatore, qui di seguito denominato "esportatore autorizzato", che effettui frequenti esportazioni di merci per le quali possono essere rilasciati certificati EUR.
1 e che offra alle autorità doganali ogni garanzia per controllare il carattere originario dei prodotti, a non presentare all'ufficio doganale dello Stato esportatore, al momento dell'esportazione, né la merce, né la domanda per un certificato EUR.
1 relativo alla merce, allo scopo di consentire il rilascio di un certificato EUR.
1 alle condizioni previste all'articolo 7. 3. Inoltre, le autorità doganali possono autorizzare un esportatore autorizzato a redigere certificati EUR.
1 validi per un periodo massimo di un anno a decorrere dalla data di emissione, denominati qui di seguito "certificati LT". L'autorizzazione è accordata solo quando si ritiene che il carattere originario delle merci rimanga costante durante il periodo di validità del certificato LT.
Qualora una o più merci non siano più coperte dal certificato LT, l'esportatore autorizzato deve informarne immediatamente le autorità doganali che hanno rilasciato l'autorizzazione.
Le autorità doganali dello Stato di esportazione possono, nel caso della procedura semplificata, prescrivere l'utilizzazione di certificati EUR.
1 muniti di un segno distintivo destinato a contraddistinguerli.
4. L'autorizzazione di cui ai paragrafi 2 e 3 specifica, a scelta delle autorità doganali, che la casella n. 11 "Visto della dogana" del certificato EUR.
1 deve:
a) essere munita preventivamente dell'impronta del timbro dell'ufficio doganale competente dello Stato di esportazione nonché della firma, manoscritta o no, di un funzionario del predetto ufficio;
b)oppure essere stampigliata dall'esportatore autorizzato con l'impronta di un timbro speciale ammesso dalle autorità doganali dello Stato di esportazione e conforme al modello che figura nell'allegato IX;
questa impronta può essere predisposta a stampa sui formulari.
La casella n. 11 "Visto della dogana" del certificato EUR.
1 viene eventualmente compilata dall'esportatore autorizzato.
5. Nei casi di cui al paragrafo 4, lettera a) la casella n. 7 "Osservazioni" del certificato EUR.
1 reca una delle seguenti diciture:
- PROCEDIMIENTO SIMPLIFICADO,- FORENKLET PROCEDURE,- VEREINFACHTES VERFAHREN,- APLOYSTEVMENI DIADIKASIA,- SIMPLIFIED PROCEDURE,- PROCÉDURE SIMPLIFIÉE,- PROCEDURA SEMPLIFICATA,- VEREENVOUDIGDE PROCEDURE,- PROCEDIMENTO SIMPLIFICADO.
L'esportatore autorizzato indica, all'occorrenza, nella casella n. 13 "Richiesta di controllo" del certificato EUR.
1, il nome e l'indirizzo dell'autorità doganale competente ad effettuare il controllo del certificato EUR.
1. 6. Nel caso di cui al paragrafo 3, l'esportatore autorizzato indica inoltre nella casella n. 7 del certificato EUR.
1 una delle seguenti diciture:
(con la data in cifre arabe), - CERTIFICADO LT VÁLIDO HASTA EL . . .,- LT-CERTIFIKAT GYLDIGT INDTIL . . .,- LT-CERTIFICAT GUELTIG BIS . . .,- PISTOPOIITIKON LT ISCHYON MECHRI . . .,- LT CERTIFICATE VALID UNTIL . . .,- CERTIFICAT LT VALABLE JUSQU'AU . . .,- CERTIFICATO LT VALIDO FINO AL . . .,- LT-CERTIFICAAT GELDIG TOT EN MET . . .,- CERTIFICADO LT VALIDO ATÉ . . .,nonché il riferimento dell'autorizzazione di rilascio del certificato LT.
L'esportatore autorizzato non è tenuto ad indicare nelle caselle n. 8 e n. 9 del "certificato LT" marche e numeri, numero e natura dei colli, peso lordo (kg) o altre misure (l, m3, ecc). La casella n. 8 deve tuttavia comportare una descrizione e designazione delle merci abbastanza precisa in modo da permetterne l'identificazione.
7. In deroga agli articoli 11 e 13, paragrafi 1 e 3 il certificato LT deve essere presentato all'ufficio doganale d'importazione al più tardi al momento della prima importazione delle merci a cui il certificato si riferisce.
Se l'importatore effettua le operazioni di sdoganamento presso più uffici doganali dello Stato d'importazione, le autorità doganali possono chiedergli di fornire una copia del certificato LT a ciascuno di tali uffici.
8. Quando alle autorità doganali è stato presentato un certificato LT, la prova del carattere originario delle merci importate è fornita per tutta la durata di validità del suddetto certificato, da fatture rispondenti ai seguenti requisiti:
a) se in una fattura figurano prodotti originari della Comunità o delle isole Canarie o di Ceuta e Melilla e prodotti non originari, l'esportatore è tenuto ad effettuare una chiara distinzione tra queste due categorie;
b)l'esportatore è tenuto ad indicare su ogni fattura il numero del certificato LT a cui le merci si riferiscono nonché la data limite di validità del suddetto certificato ed a menzionare il o i paesi di cui le merci sono originarie.
L'apposizione sulla fattura, da parte dell'esportatore, del numero del certificato LT nonché dell'indicazione del paese di origine equivalgono alla dichiarazione che le merci rispondono ai requisiti fissati dal presente regolamento per l'ottenimento dell'origine preferenziale negli scambi tra la Comunità e le isole Canarie, Ceuta e Melilla.
Le autorità doganali del paese d'esportazione possono esigere che le diciture suddette da apporre sulla fattura siano convalidate dalla firma a mano seguita dall'indicazione per esteso del nome e cognome della persona che firma;
c)la descrizione e la designazione delle merci sulle fatture devono essere abbastanza precise da far chiaramente apparire che le merci figurano anche sul certificato LT a cui le fatture si riferiscono;
d)le fatture possono essere redatte soltanto per merci esportate durante il periodo di validità del certificato LT a cui si riferiscono.
Esse possono tuttavia essere presentate all'ufficio doganale del luogo d'importazione entro un termine di quattro mesi a decorrere dalla data di emissione da parte dell'esportatore.
9. Nell'ambito delle procedure semplificate, le fatture conformi alle condizioni di cui al presente articolo possono essere redatte e/o trasmesse mediante sistemi di telecomunicazione o elaboratori elettronici.
Tali fatture sono accettate dalle dogane del paese d'importazione quale prova del carattere originario delle merci importate, secondo le modalità fissate dalle autorità doganali di tale paese.
10. Quando le autorità doganali del paese d'esportazione constatano che un certificato e/o una fattura redatti in conformità del presente articolo non sono validi per le merci fornite, esse ne informano immediatamente le autorità doganali del paese d'importazione.
11. Le autorità doganali possono accordare a un esportatore autorizzato la facoltà di compilare, invece del certificato EUR.
1, fatture comportanti la dichiarazione di cui all'allegato V.La dichiarazione fatta dall'esportatore autorizzato sulla fattura è redatta in una delle lingue ufficiali della Comunità. La dichiarazione è firmata a mano e deve:
a) recare come riferimento il numero dell'autorizzazione di esportatore autorizzato;
b)oppure essere munita, dall'esportatore autorizzato, dell'impronta del timbro speciale di cui al paragrafo 4, lettera b), ammesso dalle autorità doganali del paese d'esportazione.
Tale impronta può essere già stampata sulla fattura.
12. Tuttavia, le autorità doganali del paese d'esportazione possono concedere ad un esportatore autorizzato la facoltà di non firmare a mano le diciture di cui al paragrafo 8, lettera b) o la dichiarazione di cui al paragrafo 11 figuranti sulla fattura, se questa viene compilata e/o trasmessa mediante sistemi di telecomunicazione o elaboratori elettronici.
Le medesime autorità doganali stabiliscono le condizioni per l'applicazione del presente paragrafo, prevedendo se necessario l'impegno scritto dell'esportatore autorizzato ad accettare la piena responsabilità riguardo a tali diciture e dichiarazioni, come se fossero firmate di sua mano.
13. Nelle autorizzazioni di cui ai paragrafi 2, 3 e 11, le autorità doganali precisano in particolare:
a) le condizioni secondo cui sono redatte le domande di certificati EUR.
1 o di certificati LT o secondo cui è apposta sulla fattura la dichiarazione relativa all'origine delle merci;
b)le condizioni secondo cui tali domande nonché una copia delle fatture contenenti gli estremi del certificato LT e delle fatture contenenti la dichiarazione dell'esportatore vengono conservate per almeno due anni.
Nel caso dei certificati LT o delle fatture contenenti gli estremi del certificato LT, tale periodo decorre dalla data di scadenza del termine di validità del certificato LT.
14. Le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono escludere alcune categorie di merci dalle facilitazioni previste ai paragrafi 2, 3 e 11. 15. Le autorità doganali rifiutano le autorizzazioni di cui ai paragrafi 2, 3 e 11 all'esportatore che non offra tutte le garanzie che esse ritengano utili.
Le autorità doganali possono ritirare l'autorizzazione in ogni momento.
Esse devono farlo se non sono più soddisfatte le condizioni dell'autorizzazione o se l'esportatore autorizzato non offre più le garanzie suddette.
16. L'esportatore autorizzato può essere tenuto ad informare le autorità doganali, secondo le modalità da esse determinate, delle spedizioni che prevede effettuare, per consentire all'ufficio doganale competente di procedere ad un eventuale controllo prima della spedizione della merce.
17. Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano l'applicazione delle normative della Comunità, degli Stati membri e delle isole Canarie, di Ceuta e Melilla relative alle formalità doganali e all'uso dei documenti doganali.
Articolo 15
La sostituzione di uno o più certificati di circolazione con uno o più certificati è sempre possibile, a condizione che venga effettuata all'ufficio doganale dove giacciono le merci.
Articolo 16
La dichiarazione di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettere b) e c) è redatta dall'esportatore secondo la forma prescritta all'allegato V in una delle lingue ufficiali della Comunità. La dichiarazione è scritta a macchina o stampata per mezzo di un timbro ed è firmata a mano.
L'esportatore è tenuto a conservare per lo meno per due anni la copia della fattura con la dichiarazione.
Articolo 17
1. Sono ammesse come prodotti originari, senza che occorra presentare i documenti di cui all'articolo 6, paragrafo 1, le merci oggetto di piccole spedizioni indirizzate a privati o contenute nei bagagli personali dei viaggiatori, purché si tratti di importazioni prive di qualsiasi carattere commerciale, e sempre che tali merci siano dichiarate rispondenti alle condizioni richieste per l'applicazione delle presenti disposizioni e non sussista alcun dubbio circa la veridicità di tale dichiarazione.
2. Sono considerate prive di qualsiasi carattere commerciale le importazioni che presentanto un carattere occasionale e che riguardano esclusivamente merci riservate all'uso personale o familiare dei destinatari o dei viaggiatori, dette merci, per la loro natura e quantità, non devono far sorgere alcuna preoccupazione di carattere commerciale.
Inoltre, il valore globale delle merci non deve eccedere 310 ECU quando si tratta di piccole spedizioni o 880 ECU, quando si tratta del contenuto dei bagagli personali dei viaggiatori.
Articolo 18
1. Le merci spedite dalla Comunità, da Ceuta, da Melilla o dalle isole Canarie per un'esposizione in un altro paese e vendute, dopo l'esposizione, per essere importate a Ceuta, a Melilla, nelle isole Canarie o nella Comunità, beneficiano, all'importazione, delle disposizioni che disciplinano i loro scambi purché soddisfino le condizioni previste dal presente regolamento per essere riconosciute originarie e purché sia data dimostrazione probante alle autorità doganali:
a) che un esportatore ha spedito dette merci dal territorio della Comunità, da Ceuta, da Melilla o dalle isole Canarie nel paese dell'esposizione e ve le ha esposte;
b)che detto esportatore ha venduto le merci o le ha cedute ad un destinatario, a Ceuta, a Melilla, nelle isole Canarie o nella Comunità;
c)che le merci sono state spedite durante l'esposizione o immediatamente dopo a Ceuta, a Melilla, nelle isole Canarie o nella Comunità, nello stato in cui erano state inviate all'esposizione;
d)che, dal momento in cui erano state inviate all'esposizione, le merci non sono state utilizzate per scopi diversi dalla dimostrazione presso tale esposizione.
2. Alle autorità doganali deve essere presentato, nelle condizioni normali, un certificato EUR.
1 con indicazione del nome e dell'indirizzo dell'esposizione.
All'occorrenza può essere richiesta una prova documentale supplementare sulla natura delle merci e sulle condizioni nelle quali sono state esposte.
3. Il paragrafo 1 si applica a qualsiasi esposizione, fiera o manifestazione pubblica analoga, di carattere commerciale, industriale, agricolo o artigianale, diversa da quelle organizzate per finalità private in negozi o in locali commerciali, le quali abbiano per oggetto la vendita di merci straniere e durante le quali le merci restano sotto controllo doganale.
Articolo 19
1. Quando un certificato è rilasciato conformemente all'articolo 7, paragrafo 2, dopo l'effettiva esportazione delle merci a cui il certificato si riferisce, sulla domanda di cui all'articolo 7, paragrafo 3, l'esportatore deve:
- indicare il luogo e la data della spedizione delle merci cui il certificato si riferisce,-attestare che non è stato rilasciato un certificato EUR.
1 al momento dell'esportazione di dette merci e precisarne i motivi.
2. Le autorità doganali possono procedere al rilascio a posteriori di un certificato EUR.
1 soltanto dopo aver ve rificato se le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi a quelle della documentazione corrispondente.
I certificati rilasciati a posteriori devono recare nella casella "Osservazioni" una delle seguenti menzioni:
- EXPEDIDO A POSTERIORI,- UDSTEDT EFTERFOELGENDE,- NACHTRAEGLICH AUSGESTELLT,- EKDOTHEN EK TON YSTERON,- ISSUED RETROSPECTIVELY,- DÉLIVRÉ A POSTERIORI,- RILASCIATO A POSTERIORI,- AFGEGEVEN A POSTERIORI,- EMITIDO A POSTERIORI.
Articolo 20
In caso di furto, di perdita o di distruzione di un certificato EUR.
1, l'esportatore può chiedere alle autorità doganali che l'hanno rilasciato un duplicato redatto in base ai documenti di esportazione in suo possesso.
Il duplicato così rilasciato deve recare nella casella "Osservazioni" una delle seguenti menzioni:
- DUPLICADO,- DUPLIKAT,- DUPLIKAT,- ANTIGRAFO,- DUPLICATE,- DUPLICATA,- DUPLICATO,- DUPLICAAT,- SEGUNDA VIA.
Il duplicato, su cui deve essere riprodotta la data del certificato EUR.
1 originale, ha valore da tale data.
Articolo 21
1. Quando, ai fini del rilascio di un certificato EUR.
1, si applica l'articolo 1, paragrafi 2 e 3, l'ufficio doganale competente dello Stato in cui si chiede il rilascio del certificato suddetto per merci per la cui fabbricazione sono stati utilizzati prodotti provenienti da Ceuta, da Melilla, dalle isole Canarie o dalla Comunità, prende in considerazione la dichiarazione, i cui modelli figurano nell'allegato VI (A, B, C e D), fornita dall'esportatore dello Stato di provenienza o sulla fattura commerciale relativa a detti prodotti o su un allegato della medesima o su un qualsiasi documento commerciale concernente la spedizione in cui la descrizione delle merci sia sufficientemente particolareggiata per consentirne l'identificazione.
2. L'ufficio doganale competente può tuttavia chiedere all'esportatore di presentare il certificato di informazione INF 4 che è rilasciato alle condizioni di cui all'articolo 22 ed il cui modello figura nell'allegato VII, per controllare l'autenticità e la regolarità dei dati indicati nella dichiarazione di cui al paragrafo 1. Articolo 22
1. Il certificato d'informazione INF 4 relativo ai prodotti utilizzati è rilasciato su richiesta scritta dell'esportatore dei medesimi, compilata sul formulario, il cui modello figura all'allegato VIII, oppure nei casi di cui all'articolo 21, paragrafo 2, dall'ufficio doganale competente dello Stato di provenienza.
2. Il certificato viene consegnato o inviato all'esportatore che lo trasmette all'acquirente o all'ufficio doganale che ne ha chiesto la presentazione.
3. La domanda deve essere conservata dall'ufficio di spedizione per un periodo minimo di due anni.
Articolo 23
Vengono prese tutte le misure necessarie per evitare che le merci scambiate in base ad un certificato EUR.
1 e che durante il loro trasporto sostano in una zona franca siano oggetto di sostituzioni o di manipolazioni diverse da quelle destinate a conservarle nel loro stato.
Articolo 24
Per garantire la corretta applicazione del presente titolo, la Spagna e gli altri Stati membri si prestano reciproca assistenza, tramite le rispettive amministrazioni doganali, per il controllo dell'autenticità dei certificati EUR.
1, dell'esattezza delle informazioni sull'origine reale dei prodotti di cui trattasi, delle dichiarazioni degli esportatori che figurano sulle fatture e dell'autenticità e della regolarità dei certificati di informazione di cui all'articolo 21. Articolo 25
Si applicano sanzioni nei confronti di chiunque rediga o faccia redigere, per far ammettere una merce al beneficio del regime preferenziale, un documento contenente dati inesatti, allo scopo di ottenere un certificato di circolazione delle merci EUR.
1 oppure una dichiarazione dell'esportatore sulla fattura.
Articolo 26
1. Il controllo a posteriori dei certificati EUR.
1 o delle dichiarazioni degli esportatori figuranti sulle fatture viene effettuato per campione e ogniqualvolta le autorità doganali dello Stato d'importazione abbiano dubbi fondati sull'autenticità del documento o sull'esattezza delle informazioni relative all'origine reale delle merci in questione.
2. Per l'applicazione del paragrafo 1, le autorità doganali dello Stato di importazione rinviano il certificato EUR.
1 e la fattura che fa riferimento al certificato LT, o la fattura comportante la dichiarazione dell'esportatore o una copia dei suddetti documenti alle autorità doganali dello Stato di esportazione, indicando i motivi di fondo o di forma che giustificano un'inchiesta.
Esse forniscono, a corredo della domanda di controllo a posteriori, ogni documento o informazione che hanno potuto ottenere e che fanno ritenere che le menzioni riportate sul certificato EUR.
1 o sulla fattura sono inesatte.
Qualora decidano di soprassedere all'applicazione del titolo I del protocollo n. 2 allegato all'atto di adesione, in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali dello Stato di importazione offrono all'importatore la possibilità di ritirare le merci, riservandosi però di prendere le misure conservative ritenute necessarie.
3. I risultati del controllo a posteriori vengono comunicati al più presto alle autorità doganali dello Stato di importazione.
Essi devono permettere di accertare se il documento contestato si riferisce alle merci realmente esportate e se queste possono effettivamente beneficiare del regime preferenziale.
Qualora non sia possibile dirimere le contestazioni di cui sopra tra le autorità doganali dello Stato d'importazione e quelle dello Stato d'esportazione, o qualora esse creino un problema d'interpretazione del presente regolamento, dette contestazioni vengono sottoposte al comitato dell'origine istituito dal regolamento (CEE) n. 802/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativo alla definizione comune della nozione d'origine delle merci (10). Articolo 27
Si procede al controllo a posteriori dei certificati informativi INF 4 di cui all'articolo 21 nei casi previsti all'articolo 26 e secondo metodi analoghi a quelli ivi stabiliti.
Articolo 28
Gli allegati del presente regolamento costituiscono parte integrante di quest'ultimo.
Articolo 29
1. I prodotti esportati prima del 1° gennaio 1988, accompagnati da un certificato EUR.
1 o da un formulario EUR.
2, sono considerati originari in conformità alle norme in vigore il 1° gennaio 1988. 2. I certificati EUR.
1, i formulari EUR.
2 e le dichiarazioni del fornitore rilasciati o emessi anteriormente al 1° gennaio 1988 in base alle norme in vigore anteriormente a tale data sono accettati fino al 31 maggio 1988, in conformità alle norme in vigore al momento del loro rilascio.
3. Gli articoli 19 e 20 del regolamento (CEE) n. 570/86 sono applicabili nel caso di merci esportate anteriormente al 1° gennaio 1988 ed i certificati EUR.
1 rilasciati a posteriori, nonché i duplicati possono essere rilasciati in base alle norme in vigore anteriormente a tale data.
4. I formulari EUR.
2 che soddisfano le condizioni previste nei loro confronti all'articolo 6, paragrafo 1 ed all'articolo 16 del regolamento (CEE) n. 570/86 possono continuare ad essere compilati ed accettati fino al 31 dicembre 1989.Le disposizioni dell'articolo 26 del suddetto regolamento relative al controllo a posteriori sono anche applicabili ai formulari EUR.
2 di cui al primo comma del presente paragrafo.
Articolo 30
Il regolamento (CEE) n. 570/86 è abrogato.
Articolo 31
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 1988. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 7 marzo 1988.

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