Document ID: 31990D0395

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 29 giugno 1990 che adotta un programma specifico di ricerca e sviluppo tecnologico nel settore sanitario: analisi del genoma umano (1990-1991) (90/395/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 130 Q, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione (1),
in cooperazione con il Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che l'articolo 130 K del trattato prevede che l'attuazione del programma quadro venga fatta mediante programmi specifici sviluppati nell'ambito di ciascuna azione;
considerando che con la decisione 87/516/Euratom, CEE (4), modificata dalla decisione 88/193/CEE, Euratom (5), il Consiglio ha adottato un programma quadro di azioni comunitarie di ricerca e di sviluppo tecnologico (1987-1991) che prevede la realizzazione di attività nel settore sanitario;
considerando che la suddetta decisione prevede che un'azione comunitaria è giustificata qualora la ricerca contribuisca, tra l'altro, a migliorare la coesione economica e sociale della Comunità e a promuovere il suo armonioso sviluppo globale, restando nel contempo coerente con la ricerca dell'eccellenza tecnica e scientifica;
considerando che due programmi pluriennali consecutivi di ricerca e formazione della Comunità economica europea nel settore delle biotecnologie (6) - il secondo dei quali è ancora in corso di svolgimento - hanno evidenziato la possibilità e l'utilità di un'azione comunitaria che promuova l'applicazione della biologia moderna per scopi scientifici medici e industriali;
considerando che nell'ambito dell'azione «Qualità della vita», paragrafo «Sanità» del programma quadro è previsto
l'avvio di nuove attività inerenti allo sviluppo della conoscenza del genoma umano;
considerando che, a seguito dell'adozione del terzo programma quadro comunitario di azioni di ricerca e di sviluppo tecnologico (1990-1994), è necessario proseguire nell'attuazione del secondo programma quadro (1987-1991) mediante i programmi specifici ivi previsti;
considerando che è quindi necessario avviare un programma specifico di studio del genoma umano e che, in particolare, occorre:
- sviluppare e diffondere le tecnologie di base riguardanti lo studio del genoma umano allo scopo di approfondire la conoscenza di fenomeni di importanza medica;
- precisare la mappa genetica dell'uomo e migliorare la mappa fisica mediante la creazione di librerie ordinate di cloni sia per poter localizzare sui cromosomi i geni di importanza medica sia per comprendere meglio le funzioni e i meccanismi genetici;
- organizzare su scala europea ed internazionale una rete coordinata dei ricercatori di tutte le discipline la cui attività può riguardare questo settore;
considerando che per il conseguimento dei succitati obiettivi occorre avviare a livello comunitario delle azioni volte a:
- colmare alcune lacune attuali nelle conoscenze scientifiche e tecnologiche;
- favorire la cooperazione tra organismi europei di ricerca allo scopo di sviluppare maggiormente le tecnologie già note e di promuovere tutti i settori di ricerca che potrebbero generare nuove vie di ricerca;
considerando che contemporaneamente verranno prese misure atte a promuovere la cooperazione tra il programma comunitario ed analoghi programmi avviati in paesi terzi o da organizzazioni internazionali;
considerando che il diritto all'identità genetica fa parte dell'integrità e della dignità della persona umana e che tali principi sono riconosciuti dalle costituzioni e dalle leggi degli Stati membri e dall'ordinamento giuridico comunitario come facenti parte dei diritti fondamentali il cui rispetto è garantito;
considerando che i risultati cui può giungere la ricerca sul genoma umano richiedono che venga elaborato un approccio
integrato che tenga conto degli aspetti medici, morali, sociali e giuridici delle loro possibili applicazioni nonché della necessità di evitare loro utilizzazioni abusive e distorte; che l'elaborazione di un approccio integrato è stato proposto dal Parlamento europeo nella sua risoluzione del 16 marzo 1989 (7);
considerando che occorre garantire il diritto dell'individuo di scegliere, in perfetta conoscenza di causa, di essere informato o meno sulle proprie caratteristiche genetiche;
considerando che, in mancanza di norme e disposizioni chiare su taluni possibili sviluppi dell'analisi del genoma, potrebbe insorgere il rischio di tentativi di intervento sul genoma umano allo scopo di rendere ereditarie le modificazioni così ottenute nonché il rischio di analisi genetiche effettuate per fini di controllo con possibili ripercussioni fondamentali sulla vita sociale; che pertanto occorre predisporre misure atte ad evitare evoluzioni inaccettabili, soprattutto in termini di medicina di «previsione»;
considerando che è inoltre necessario sviluppare nel corso del programma gli aspetti prenormativi derivanti dall'analisi del genoma umano attraverso la messa a punto di dati scientifici certi, che potranno servire ai poteri politici come base per l'adozione di una regolamentazione giusta, chiara e responsabile;
considerando che è stato consultato il Comitato della ricerca scientifica e tecnica (CREST),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Un programma specifico di ricerca e sviluppo tecnologico della Comunità economica europea nel settore dell'analisi del genoma umano, come definito nell'allegato II, è adottato per un periodo di due anni, con inizio dal 29 giugno 1990.
Articolo 2
L'importo stimato necessario per l'esecuzione del programma ammonta a 15 milioni di ecu, comprese le spese per un organico di due persone.
Una ripartizione degli importi figura a titolo indicativo nell'allegato I.
Articolo 3
Le modalità di esecuzione del programma ed i tassi della partecipazione finanziaria della Comunità sono definiti nell'allegato II.
Articolo 4
1. La Commissione trasmette annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sullo svolgimento del programma.
2. Nel secondo anno di attuazione del programma la Commissione procede ad un riesame del medesimo e ne comunica l'esito al Parlamento europeo e al Consiglio; questa relazione è corredata di eventuali proposte di modifica o di proroga del programma.
3. Un gruppo di esperti indipendenti effettua una valutazione dei risultati conseguiti che viene pubblicata sotto forma di comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio.
4. Le succitate relazioni vengono redatte alla luce degli obiettivi e dei criteri di valutazione, fissati nell'allegato II, conformemente all'articolo 2, paragrafo 2 della decisione 87/516/Euratom, CEE.
Articolo 5
La Commissione è responsabile dell'esecuzione del programma. La Commissione è assistita da un comitato consultivo, in appresso denominato «comitato», composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Articolo 6
1. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione.
2. Il parere è iscritto a verbale del comitato; inoltre ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
3. La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
Articolo 7
Si ricorre alla procedura prevista dall'articolo 6 in particolare ove trattasi:
- di stabilire il contenuto degli inviti a presentare proposte;
- di valutare i progetti presentati e di stimare l'importo del contributo comunitario ai medesimi;
- di scostarsi dalle regole generali per la partecipazione comunitaria, enunciate nell'allegato II;
- della partecipazione a taluni progetti da parte di organizzazioni e imprese di paesi terzi di cui all'articolo 8, paragrafo 2;
- di qualsiasi modifica della ripartizione indicativa delle risorse che figura nell'allegato I;
- delle misure richieste per la valutazione del programma;
- delle modalità della divulganzione, protezione e utilizzazione dei risultati delle ricerce svolte nell'ambito del programma.
Articolo 8
1. Conformemente all'articolo 130 N del trattato, la Commissione è autorizzata a negoziare accordi con organizzazioni internazionali e con paesi terzi, in particolare con quelli che partecipano alla cooperazione europea nel campo della ricerca scientifica e tecnica (COST) nonché con quelli che hanno concluso accordi quadro di cooperazione scienti-
fica e tecnica con la Comunità, allo scopo di associarli all'esecuzione del presente programma.
2. Qualora tra i paesi terzi e le Comunità europee siano stati conclusi accordi quadro di cooperazione scientifica e tecnica, le organizzazioni e imprese stabilite in tali paesi possono partecipare a un progetto intrapreso nel quadro di questo programma, sulla base del reciproco vantaggio.
3. Nessuna parte contraente stabilita all'esterno della Comunità, che partecipi ad un progetto intrapreso nel quadro del programma, può beneficiare del finanziamento comunitario di tale programma. Tale parte contraente contribuisce alle spese generali di amministrazione.
Articolo 9
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Lussemburgo, addì 29 giugno 1990.

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