Document ID: 31991L0492

DIRETTIVA DEL CONSIGLIO del 15 luglio 1991 che stabilisce le norme sanitarie applicabili alla produzione e alla commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi (91/492/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che, per l'attuazione del mercato interno e in particolare per garantire un armonioso funzionamento dell'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca istituita con il regolamento (CEE) n. 3796/81 (4), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2886/89 (5), è necessario che la commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi non sia più ostacolata dalle divergenze fra le normative sanitarie in vigore negli Stati membri; che si potrà così armonizzare maggiormente la produzione e la commercializzazione, garantire pari condizioni di concorrenza e fornire al tempo stesso un prodotto di qualità al consumatore;
considerando che la direttiva 79/923/CEE del Consiglio, del 30 ottobre 1979, relativa ai requisiti di qualità delle acque destinate alla molluschicoltura (6), dispone che è necessario stabilire i requisiti sanitari cui devono rispondere i prodotti della molluschicoltura;
considerando che, per tutelare la salute dei consumatori, si devono fissare requisiti per tutte le fasi di raccolta, manipolazione, conservazione, trasporto e distribuzione dei molluschi bivalvi vivi; che tali requisiti si applicano anche agli echinodermi, ai tunicati ed ai gasteropodi marini;
considerando che è importante, qualora sorga un problema sanitario dopo l'immissione sul mercato di molluschi bivalvi vivi, poter risalire allo stabilimento speditore e alla zona di raccolta d'origine; che è quindi necessario istituire un sistema di registrazione e di bollatura che consenta di identificare il percorso di un lotto dopo la raccolta;
considerando che è importante stabilire norme sanitarie per il prodotto finale; che tuttavia le conoscenze scientifiche e tecniche non sono ancora sufficientemente sviluppate per risolvere definitivamente taluni problemi sanitari, sicché è necessario instaurare, per garantire una protezione sanitaria ottimale della collettività, un sistema comunitario che consenta di adottare rapidamente e, se del caso, di rafforzare le norme sanitarie onde prevenire contaminazioni virali o altri rischi per la salute dell'uomo;
considerando che i molluschi bivalvi vivi provenienti da zone di raccolta che non consentono un consumo diretto e senza rischi possono essere resi salubri con un processo di depurazione o mediante stabulazione in acqua pulita per un periodo adeguato; che occorre quindi redigere un elenco sia delle zone nelle quali possono essere raccolti molluschi destinati al consumo umano diretto nonché delle zone di produzione i cui molluschi devono essere depurati o stabulati;
considerando che spetta anzitutto al produttore accertare che i molluschi bivalvi vivi siano conformi alle presenti disposizioni sanitarie; che incombe alle autorità competenti degli Stati membri provvedere, mediante controlli e ispezioni,
affinché il produttore rispetti le disposizioni sanitarie suddette; che le autorità competenti devono in particolare controllare regolarmente le zone di raccolta in modo da accertare che i molluschi di dette zone non contengano microrganismi né sostanze tossiche in quantità ritenute pericolose per la salute dell'uomo;
considerando che si devono istituire misure di controllo comunitario per garantire l'applicazione uniforme delle disposizioni della presente direttiva in tutti gli Stati membri;
considerando che le norme, i principi e le misure di salvaguardia di cui alla direttiva 90/675/CEE del Consiglio, del 10 dicembre 1990, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per i prodotti che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità (7), devono applicarsi nel caso di specie;
considerando che nell'ambito degli scambi intracomunitari si applicano anche le norme fissate dalla direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell'11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (8), modificate dalla direttiva 90/675/CEE;
considerando che i molluschi bivalvi vivi prodotti in un paese terzo e destinati ad essere commercializzati nel territorio della Comunità non devono fruire di un regime più favorevole di quello vigente nella Comunità; che, per il controllo delle norme di produzione e di commercializzazione nei paesi terzi, è opportuno istituire una procedura comunitaria che consenta alla Comunità di applicare un regime comune d'importazione fondato su norme equivalenti;
considerando che per tener conto di certe situazioni particolari conviene accordare deroghe a taluni stabilimenti in attività prima del 1o gennaio 1993, per consentire loro di adeguarsi all'insieme delle condizioni stabilite dalla presente direttiva;
considerando che nel caso degli animali vivi che si possono consumare mentre sono vivi conviene derogare, per quanto concerne la data di scadenza, alle norme della direttiva 79/112/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1978, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità (9), modificata da ultimo dalla direttiva 91/72/CEE (10);
considerando che conviene prevedere la possibilità di adottare misure transitorie per fronteggiare l'assenza di talune norme di applicazione;
considerando che è opportuno affidare alla Commissione il compito di adottare determinate misure di applicazione della presente direttiva; che occorre istituire a tale scopo procedure di stretta ed efficace collaborazione tra la Commissione e gli Stati membri nell'ambito del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
CAPITOLO I Disposizioni generali
Articolo 1
La presente direttiva stabilisce le norme sanitarie che disciplinano la produzione e la commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi destinati al consumo umano diretto o alla trasformazione prima del consumo.
La presente direttiva si applica, escluse le disposizioni relative alla depurazione, agli echinodermi, ai tunicati ed ai gasteropodi marini.
Articolo 2
Ai fini della presente direttiva si intende per:
1) molluschi bivalvi: i molluschi lamellibranchi filtratori;
2) biotossine marine: le sostanze tossiche accumulate dai molluschi bivalvi con l'assorbimento di plancton contenente tossine;
3) acqua di mare pulita: l'acqua marina o l'acqua salmastra, da utilizzare alle condizioni stabilite dalla presente direttiva, che non presenta contaminazioni microbiologiche e composti tossici o nocivi di origine naturale o immessi nell'ambiente, come quelli elencati nell'allegato della direttiva 79/923/CEE, in quantità tali da compromettere i requisiti sanitari o alterare il gusto dei molluschi bivalvi;
4) autorità competente: l'autorità centrale di uno Stato membro competente ad effettuare i controlli veterinari o qualsiasi autorità cui essa abbia delegato tale competenza;
5) rifinitura: la conservazione di molluschi bivalvi vivi che per la loro qualità non richiedono la stabulazione o il trattamento in uno stabilimento di depurazione, in bacini o in qualsiasi altro impianto contenente acqua di mare pulita o in bacini naturali allo scopo di asportarne sabbia, fanghi o muco;
6) produttore: la persona fisica o giuridica che raccoglie molluschi bivalvi vivi con qualsiasi mezzo in una zona di raccolta allo scopo di trattarli e immetterli sul mercato;
7) zona di produzione: le parti di mare, di laguna o di estuario dove si trovano giacimenti naturali di molluschi bivalvi oppure luoghi utilizzati per la coltivazione di molluschi bivalvi, dove questi ultimi vengono raccolti vivi;
8) zona di stabulazione: le parti di mare, di laguna o di estuario riconosciute dall'autorità competente, chiaramente delimitate e segnalate mediante boe, paletti o qualsiasi altro strumento fisso e destinate esclusivamente alla depurazione naturale dei molluschi bivalvi vivi;
9) centro di spedizione: l'impianto, a terra o galleggiante, riconosciuto, riservato al ricevimento, alla rifinitura, al lavaggio, alla pulitura, alla calibratura e al confezionamento dei molluschi bivalvi vivi idonei al consumo umano;
10) centro di depurazione: lo stabilimento riconosciuto comprendente bacini alimentati con acqua marina naturalmente pulita o resa pulita con adeguato trattamento, in cui i molluschi bivalvi vivi sono collocati per il tempo necessario all'eliminazione dei contaminanti microbiologici affinché diventino idonei al consumo umano;
11) stabulazione: l'operazione che consiste nel trasferire molluschi bivalvi vivi in zone marine o lagunari riconosciute o in zone di estuari riconosciute, sotto la sorveglianza dell'autorità competente, per il tempo necessario all'eliminazione dei contaminanti. Ciò non include l'operazione specifica di trasferimento di molluschi bivalvi in zone più adatte ad una crescita o ingrasso ulteriori;
12) mezzi di trasporto: le parti riservate al carico negli autoveicoli, nei veicoli su rotaia e negli aeromobili, nonché le stive dei pescherecci o i contenitori per il trasporto terrestre, marittimo o aereo;
13) confezionamento: l'operazione mediante la quale i molluschi bivalvi vivi sono posti in materiali d'imballaggio idonei allo scopo;
14) partita: il quantitativo di molluschi bivalvi vivi manipolato in un centro di spedizione o trattato in un centro di depurazione e successivamente destinato a uno o più clienti;
15) lotto: il quantitativo di molluschi bivalvi vivi prelevato in una zona di produzione e destinato successivamente ad essere consegnato ad un centro di spedizione riconosciuto, ad un centro di depurazione, ad una zona
di stabulazione o ad uno stabilimento di trasformazione;
16) commercializzazione: la detenzione o l'esposizione per la vendita, la messa in vendita, la vendita, la consegna o qualsiasi altra forma di immissione sul mercato di molluschi bivalvi vivi destinati al consumo umano crudi o a fini di trasformazione nella Comunità, con conclusione della cessione diretta, sul mercato locale, di piccoli quantitativi dal pescatore costiero al venditore al minuto o al consumatore i quali devono essere assoggettati ai controlli sanitari prescritti dalle normative nazionali per il controllo della vendita al minuto;
17) importazione: l'introduzione nel territorio della Comunità di molluschi bivalvi vivi provenienti da paesi terzi;
18) coliformi fecali: batteri a forma di bastoncelli, aerobi facoltativi, gram-negativi non sporigeni, citocromossidasi-negativi, che fermentano lattosio con produzione di gas in presenza di sali biliari o di altri agenti tensioattivi con proprietà analoghe inibitorie della crescita in un minimo di 24 ore ad una temperatura di 44 oC ± 0,2 oC;
19) E. coli: coliformi fecali che producono indolo dal triptofano in 24 ore alla temperatura di 44 oC
± 0,2 oC.
CAPITOLO II Disposizioni per la produzione comunitaria
Articolo 3
1. La commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi per
il consumo umano diretto è soggetta alle seguenti condizioni:
a) provengono da zone di produzione che possiedono i requisiti prescritti nel capitolo I dell'allegato. Tuttavia, per quanto riguarda i pettinidi, questa disposizione si applica unicamente ai prodotti dell'acquacoltura, come definiti all'articolo 2, punto 2 della direttiva 91/493/CEE del Consiglio, del 22 luglio 1991, che stabilisce le norme sanitarie applicabili alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti della pesca (;);
b) sono stati raccolti e trasportati dalla zona di produzione a un centro di spedizione, un centro di depurazione, una zona di stabulazione o uno stabilimento di trasformazione, osservando le norme prescritte nel capitolo II dell'allegato;
c) nei casi previsti dalla presente direttiva, sono stati stabulati in zone riconosciute a tal fine e conformi alle norme prescritte nel capitolo III dell'allegato;
d) sono stati manipolati in condizioni igieniche e, se del caso, depurati in stabilimenti riconosciuti a tal fine e rispondenti ai requisiti prescritti nel capitolo IV dell'allegato;
e) possiedono i requisiti fissati nel capitolo V dell'allegato;
f) sono stati oggetto di un controllo sanitario ai sensi delle disposizioni del capitolo VI dell'allegato;
g) sono stati debitamente confezionati ai sensi delle disposizioni del capitolo VII dell'allegato;
h) sono stati conservati e trasportati in condizioni igieniche soddisfacenti ai sensi delle disposizioni dei capitoli VIII e IX dell'allegato;
i) recano il bollo sanitario previsto nel capitolo X dell'allegato.
2. I molluschi bivalvi vivi destinati a subire un'ulteriore trasformazione devono rispondere ai requisiti pertinenti di cui al paragrafo 1 ed essere trattati conformemente alle disposizioni della direttiva 91/493/CEE.
Articolo 4
Gli Stati membri provvedono a che chiunque manipoli molluschi bivalvi vivi nelle fasi di produzione e di commercializzazione prenda le misure necessarie per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva.
In particolare, i responsabili dei centri di spedizione e di depurazione provvedono affinché:
- sia regolarmente prelevato e analizzato un numero rappresentativo di campioni per esami di laboratorio onde stabilire un quadro cronologico, in funzione delle zone da cui provengono i lotti, delle caratteristiche sanitarie dei molluschi bivalvi vivi prima e dopo la manipolazione in un centro di spedizione o in un centro di depurazione;
- sia tenuto un registro, da tenere a disposizione delle autorità competenti, in cui vengono annotati i risultati dei controlli effettuati.
Articolo 5
1. a) L'autorità competente procede al riconoscimento dei centri di spedizione e dei centri di depurazione dopo averne accertata la conformità alle disposizioni della presente direttiva. Essa prende le misure necessarie se le condizioni richieste non sono più soddisfatte. A tal fine essa tiene conto in particolare delle conclusioni di un eventuale controllo effettuato conformemente all'articolo 6, paragrafo 1.
Tuttavia, all'espressa condizione che i molluschi vivi provenienti da tali centri rispondano alle norme d'igiene stabilite dalla presente direttiva, gli Stati possono, per le prescrizioni concernenti le attrezzature e le strutture di cui al capitolo IV dell'allegato, da precisarsi anteriormente al 1o ottobre 1991 secondo la procedura prevista all'articolo 12, concedere ai centri di spedizione e di depurazione un periodo supplementare, sino al 31 dicembre 1995, per conformarsi ai requisiti per il riconoscimento previsti al capitolo precitato. Possono ottenere tale deroga soltanto gli stabilimenti che esercitino la loro attività al 31 dicembre 1991 e che avranno sottoposto all'autorità nazionale competente, anteriormente al 1o luglio 1992, una richiesta debitamente motivata a tal fine. Questa richiesta deve comportare un piano e un programma di lavori che precisi i termini entro i quali gli stabilimenti potranno conformarsi ai requisiti predetti. Qualora venga richiesto un contributo finanziario della Comunità, potranno essere accettati soltanto i progetti conformi ai requisiti della presente direttiva.
L'autorità competente redige un elenco dei centri di spedizione e dei centri di depurazione riconosciuti, ai quali attribuisce un numero ufficiale.
L'elenco dei centri di spedizione e dei centri di depurazione riconosciuti e qualsiasi modifica successiva vanno comunicati da ogni Stato membro alla Commissione, che a sua volta comunica le informazioni agli altri Stati membri.
b) Gli stabilimenti vengono regolarmente ispezionati e controllati sotto la responsabilità dell'autorità competente, che deve avere libero accesso a tutte le parti degli stabilimenti per accertare l'osservanza delle disposizioni della presente direttiva.
Qualora dalle ispezioni e dai controlli risultasse che le disposizioni della presente direttiva non vengono osservate, l'autorità competente adotta i provvedimenti opportuni.
2. a) L'autorità competente redige un elenco, precisandone l'ubicazione e i confini, delle zone di produzione e di stabulazione dalle quali i molluschi bivalvi vivi possono essere prelevati conformemente alle disposizioni della presente direttiva e, in particolare, di quelle del capitolo I dell'allegato.
L'elenco deve essere comunicato agli operatori interessati dalla presente direttiva, in particolare ai produttori e ai responsabili dei centri di depurazione e dei centri di spedizione.
. b) Le zone di produzione e di stabulazione vengono sorvegliate sotto la responsabilità dell'autorità competente conformemente alle disposizioni della presente direttiva.
Qualora da tale sorveglianza risultasse che le disposizioni della presente direttiva non vengono più osservate, l'autorità competente chiude la zona di produzione o di stabulazione in questione fintanto che la situazione non si sia normalizzata.
3. L'autorità competente può vietare la produzione e la raccolta di molluschi bivalvi nelle zone considerate inadeguate a tal fine per motivi sanitari.
Articolo 6
1. Laddove sia necessario per l'applicazione uniforme della presente direttiva, esperti della Commissione possono effettuare controlli sul posto in collaborazione con le autorità competenti degli Stati membri; in particolare essi possono verificare se i centri e le zone di produzione e di stabulazione sono effettivamente conformi alle disposizioni della presente direttiva. Lo Stato membro, nel cui territorio viene effettuato il controllo, presta agli esperti l'assistenza necessaria per l'adempimento della loro missione. La Commissione comunica agli Stati membri l'esito dei controlli.
2. Le modalità di applicazione del paragrafo 1 sono stabilite secondo la procedura prevista all'articolo 12.
3. La Commissione può elaborare raccomandazioni con indicazione delle linee direttrici per le buone pratiche di fabbricazione applicabili nelle diverse fasi della produzione e della commercializzazione.
Articolo 7
1. In particolare per quanto riguarda l'organizzazione ed il seguito da riservare ai controlli che saranno effettuati dallo Stato membro di destinazione e alle misure di salvaguardia da mettere in atto si applicano le norme previste dalla direttiva 89/662/CEE per quanto concerne i molluschi bivalvi vivi, agli echinodermi, ai tunicati ed ai gasteropodi marini, destinati al consumo umano.
2. La direttiva 89/662/CEE è così modificata:
a) nell'allegato A viene aggiunto il seguente trattino:
«- Direttiva 91/492/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, che stabilisce le norme sanitarie applicabili alla produzione e alla commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi (GU n. L 268 del 24. 9. 1991, pag. 1.»;
b) nell'allegato B è soppresso il seguente trattino:
«- molluschi bivalvi vivi destinati al consumo umano».
CAPITOLO III Disposizioni per le importazioni provenienti da paesi terzi
Articolo 8
Le disposizioni applicate alle importazioni di molluschi bivalvi vivi in provenienza dai paesi terzi devono essere almeno equivalenti a quelle previste per la produzione e la commercializzazione dei prodotti comunitari.
Articolo 9
Per garantire l'applicazione uniforme delle disposizioni di cui all'articolo 8 si applica la procedura seguente:
1) esperti della Commissione e degli Stati membri effettuano controlli sul posto per accertare se le norme di produzione e di commercializzazione possono considerarsi equivalenti a quelle applicate nella Comunità.
Gli esperti degli Stati membri cui sono affidati questi controlli vengono designati dalla Commissione su proposta degli Stati membri.
I controlli sono svolti per conto della Comunità, che si assume l'onere delle relative spese.
La frequenza e le modalità di tali controlli sono stabilite secondo la procedura prevista all'articolo 12;
2) per decidere se le norme di produzione e di commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi in un paese terzo possono considerarsi equivalenti a quelle della Comunità si prendono in considerazione soprattutto:
a) la legislazione del paese terzo;
b) l'organizzazione dell'autorità competente del paese terzo e dei suoi servizi ispettivi, i poteri attribuiti a tali servizi e la sorveglianza a cui sono sottoposti, nonché le possibilità di cui dispongono detti servizi per vigilare sull'effettiva osservanza della normativa nazionale vigente;
c) le norme sanitarie effettivamente applicate per la produzione e la commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi, in particolare per la sorveglianza delle zone di raccolta in relazione alla contaminazione microbiologica e ambientale, nonché alla presenza di biotossine marine;
d) la regolarità e la rapidità delle informazioni trasmesse dal paese terzo sulla presenza di plancton contenente tossine nelle zone di raccolta e, in particolare, di specie che non esistono nelle acque comunitarie, nonché sui rischi che questa presenza può presentare per la Comunità;
e) le garanzie che il paese terzo può fornire in merito al rispetto dei requisiti fissati al capitolo V dell'allegato;
3) secondo la procedura di cui all'articolo 12, la Commissione adotta:
a) l'elenco dei paesi terzi che soddisfano le condizioni di equivalenza di cui al paragrafo 2;
b) per ciascun paese terzo, le condizioni particolari d'importazione applicabili ai molluschi bivalvi vivi. Tali condizioni devono comprendere:
i) i tipi di certificati sanitari che devono accompagnare ogni partita destinata alla Comunità;
ii) una deliminazione delle zone di produzione nelle quali i molluschi bivalvi vivi possono essere prelevati e dalle quali possono essere importati;
iii) l'obbligo di comunicare immediatamente alla Comunità qualsiasi cambiamento relativamente al riconoscimento delle zone di produzione;
iv) l'eventuale depurazione dopo l'arrivo nel territorio della Comunità;
c) l'elenco degli stabilimenti dai quali è autorizzata l'importazione di molluschi bivalvi vivi. A tale scopo vengono redatti uno o più elenchi di stabilimenti. Uno stabilimento può figurare in un elenco soltanto se è ufficialmente riconosciuto dall'autorità competente del paese terzo che esporta nella Comunità. Il riconoscimento è rilasciato se sono soddisfatte le seguenti condizioni:
- rispondenza a requisiti equivalenti a quelli prescritti dalla presente direttiva,
- sorveglianza dello stabilimento da parte di un servizio ufficiale di controllo del paese terzo;
4) le decisioni di cui al punto 3 possono essere modificate secondo la procedura prevista all'articolo 12.
Le decisioni e le relative modifiche sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie L;
5) in attesa delle decisioni di cui al paragrafo 3, gli Stati membri applicano alle importazioni dei molluschi bivalvi
vivi provenienti dai paesi terzi condizioni almeno equivalenti a quelle relative alla produzione e all'immissione sul mercato dei prodotti comunitari.
Articolo 10
Le norme ed i principi previsti dalla direttiva 90/675/CEE sono applicabili, in particolare per quanto riguarda l'organizzazione e il seguito da riservare ai controlli che devono essere effettuati dagli Stati membri e le misure di salvaguardia da attuare.
Senza pregiudizio dell'osservanza delle norme e dei principi di cui al primo comma del presente articolo e in attesa dell'attuazione delle decisioni di cui all'articolo 8, punto 3) ed all'articolo 30 della direttiva 90/675/CEE, le pertinenti modalità nazionali di applicazione dell'articolo 8, punti 1 e 2 di detta direttiva rimangono applicabili.
CAPITOLO IV Disposizioni finali
Articolo 11
I capitoli dell'allegato possono essere modificati dal Consiglio che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione.
Anteriormente al 1o gennaio 1994 la Commissione presenta al Consiglio, previo parere del comitato veterinario scientifico, una relazione concernente il contenuto dei capitoli I e V dell'allegato, eventualmente corredata di proposte di modifica di detti capitoli.
Articolo 12
1. Qualora sia fatto riferimento alla procedura definita nel presente articolo, il comitato veterinario permanente, in appresso denominato «comitato», è investito senza indugio della questione dal suo presidente, su iniziativa di quest'ultimo o a richiesta di uno Stato membro.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni al comitato, viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa alla votazione.
3. a) La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.
. b) Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione
sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte, tranne nel caso in cui il Consiglio si sia pronunciato a maggioranza semplice contro tali misure.
Articolo 13
Per tener conto dell'eventuale assenza, al 1o gennaio 1993, di una decisione sulle modalità di applicazione della presente direttiva, si potranno adottare, per un periodo di due anni, le misure transitorie necessarie, secondo la procedura prevista all'articolo 12.
Articolo 14
La Commissione, previa consultazione degli Stati membri, presenta al Consiglio, anteriormente al 1o luglio 1992, una relazione sui requisiti minimi in materia di strutture ed attrezzature che dovranno essere rispettate dai piccoli centri di spedizione o da piccole aziende che provvedono alla distribuzione sul mercato locale e situati in regioni soggette a particolari vincoli quanto al loro approvvigionamento, corredate di eventuali proposte sulle quali il Consiglio, deliberando secondo la procedura di voto prevista all'articolo 43 del trattato, si pronuncerà entro il 31 dicembre 1992.
Le disposizioni della presente direttiva verranno riesaminate prima del 1o gennaio 1998 dal Consiglio che delibera su proposte della Commissione basate sull'esperienza acquisita.
Articolo 15
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva prima del 1o gennaio 1993. Essi ne informano la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffato riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
Articolo 16
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 15 luglio 1991.

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