Document ID: 31985D0079

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 14 dicembre 1984 relativa ad una procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/30.809 - John Deere) (I testi in lingua inglese, olandese e danese sono i soli facenti fede)
(85/79/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento di applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato CEE (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione della Grecia, in particolare l'articolo 2, l'articolo 3, paragrafo 1, e l'articolo 15, paragrafo 2,
vista la denuncia presentata alla Commissione il 3 settembre 1982 dalla National Farmers Union (sindacato nazionale degli agricoltori), conformemente all'articolo 3 del regolamento n. 17,
vista la domanda di attestazione negativa presentata alla Commissione il 12 novembre 1982, conformemente all'articolo 2 del regolamento n. 17 relativa all'articolo 13 delle condizioni generali di vendita di John-Deere-Vertrieb-Deutschland ai propri rivenditori locali,
vista la decisione della Commissione dell'8 agosto 1983 di avviare la procedura nel presente caso,
dopo aver dato modo alle imprese interessate di manifestare il proprio punto di vista relativamente agli addebiti contestati dalla Commissione, conformemente alle disposizioni dell'articolo 19, paragrafi 1 e 2, del regolamento n. 17 ed a quelle del regolamento n. 99/63/CEE della Commissione, del 25 luglio 1963, relativo alle audizioni previste dall'articolo 19, paragrafi 1 e 2, del regolamento n. 17 del Consiglio (2),
previa consultazione del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
I. I FATTI
Le parti
(1) Deere and Company è costituita in società commerciale a norma della legge vigente nello stato del Delaware negli Stati Uniti d'America, con sede legale in John Deere Road, Moline, Illinois, 61625 (USA) e con una sede europea in Steubenstrasse 36, Postfach 503, D-6800 Mannheim. Essa vende e distribuisce i propri prodotti in alcuni Stati membri della Comunità tramite succursali o filiali interamente controllate, che designano rivenditori locali indipendenti. In altri Stati membri essa nomina rivenditori nazionali indipendenti che a loro volta scelgono rivenditori locali indipendenti.
(2) Nel mercato comune, Deere and Company opera sotto le seguenti ragioni sociali:
1. John Deere Export - settore (con sede a Moline) che si occupa delle relazioni con i rivenditori nazionali indipendenti;
2. John-Deere-Vertrieb-Deutschland - succursale tedesca che tratta con i rivenditori locali in Germania;
3. John Deere italiana - succursale italiana analoga;
4. John Deere SA - filiale francese - che tratta con i rivenditori locali in Francia;
5. John Deere Ltd - filiale britannica analoga.
John Deere Export dipende da un vicepresidente alle esportazioni di Deere and Company operante a Moline, mentre le altre succursali e filiali dipendono da un vicepresidente per l'Europa, l'Africa ed il Medio Oriente operante a Mannheim (entrambi sono responsabili, come implica il loro titolo, anche per le operazioni al di fuori della Comunità). A loro volta essi dipendono da un primo vicepresidente ed amministratore delegato per le operazioni all'estero, membro del consiglio d'amministrazione di Deere and Company, operante a Moline. Nel prosieguo il gruppo Deere viene indicato come Deere.
(3) I rivenditori nazionali indipendenti che operano nella Comunità coinvolti nel caso sono:
1. NV Cofabel
Peperstraat 4A
3071 Erps-Kwerps, Belgio,
2. NV Louis Nagel & Co
PO Box 76
6500 ab Nijmegen, Paesi Bassi, e
3. Dansk Oversisk Motor Industri A/S
(DOMI)
Sdr. Ringevej 35
2600 Glostrup, Danimarca.
All'epoca esisteva inoltre un distributore nazionale in Grecia - D. Avrassogou SA - ma risulta aver cessato l'attività.
Il prodotto ed il mercato in questione
(4) Il prodotto in questione è rappresentato da macchinari agricoli; ne esiste una grande varietà ed alcuni vengono fabbricati da ditte specializzate. Alcuni fabbricanti, fra cui Deere, ne producono una vasta gamma. Inoltre, alcuni produttori di veicoli a motore, senza altri interessi nel settore, fabbricano trattori agricoli. Nella fattispecie il prodotto di cui trattasi è rappresentato da qualsiasi tipo di attrezzatura agricola, ivi compresi i trattori agricoli venduti da Deere.
(5) I mercati in questione sono soprattutto i seguenti: quello in cui agricoltori o imprese di servizi acquistano macchinari agricoli, abitualmente da rivenditori al dettaglio, quello in cui i rivenditori al dettaglio acquistano dai fabbricanti o da grossisti, e quello in cui i grossisti acquistano dai fabbricanti o da altri distributori. Il modo in cui Deere commercializza i propri prodotti, quale descritto al paragrafo 1 è tipico.
La posizione delle parti
(6) Deere è uno dei principali fabbricanti di macchinari agricoli nel mondo (quarto nella fabbricazione di trattori, secondo in quella di macchinari da foraggio) e produce anche attrezzature industriali. Nel 1983 il suo fatturato globale è ammontato a 3 908 milioni di dollari USA, di cui 3 314 per attrezzature agricole, mentre il suo fatturato per macchinari agricoli nella Comunità è stato di ... (3) ECU. La sua quota di mercato varia a seconda dello Stato membro e del tipo di attrezzatura agricola; nel 1983 esso deteneva il ... % del mercato comunitario delle mietitrebbiatrici (con quote variabili fra il ... % in Italia e il ... % in Grecia) ed il ... % di quello dei trattori (... % in Italia e ... % nei Paesi Bassi); tutti questi dati sono approssimativi e vi sono differenze nelle basi statistiche da uno Stato membro all'altro).
(7) Il fatturato di Cofabel ammontava nel 1981 a ... franchi belgi e proveniva quasi interamente da attrezzature agricole. Nagel contava un fatturato di ... fiorini e Domi di ... corone danesi, di cui ... ricavati dalla vendita di attrezzature Deere.
La procedura
(8) Il 3 settembre 1982, la National Farmers Union (sindacato nazionale degli agricoltori) del Regno Unito presentava una denuncia relativa al presunto rifiuto da parte di Cofabel di fornire un trattore ad un suo iscritto: Cofabel gli rifiutava una fornitura, sebbene egli si fosse persino offerto di effettuare il pagamento in franchi belgi e di rilevare la consegna in Belgio, perché «la fabbrica John Deere in Germania vieta questo tipo di operazioni» (testo originale inglese).
(9) Il 14 ottobre 1982, i servizi della Commissione ispezionavano la sede di Cofabel a Erps-Kwerps e il 18 e il 19 novembre, la sede europea di Deere and Company, facendosi consegnare le copie di circa 150 documenti relativi a «vendite all'estero».
(10) Il 12 novembre 1982, in nome di John-Deere-Vertrieb-Deutschland, Deere chiedeva un'attestazione negativa per l'articolo 13 delle condizioni generali di vendita, da allegare ai propri contratti con i rivenditori locali in Germania dal primo giorno di quel mese. Tale articolo era redatto nel modo seguente (testo originale tedesco).
«- Il prodotto fornito è destinato ad essere venduto all'interno del paese.
- Tuttavia qualora dovesse aver luogo una rivendita all'estero (direttamente o indirettamente, con o senza modifiche) il committente non potrà in nessun caso avere diritto a premi annuali o partecipare a programmi speciali di vendita promozionale.
- In caso di rivendita in paesi non membri della Comunità, il fornitore addebiterà un supplemento del 10 % - calcolato sul prezzo di vendita chiesto dal fornitore per il prodotto in questione.
- Il fornitore si riserva inoltre di reclamare ulteriori diritti, in particolare quello di recedere dal contratto.».
(11) Il 12 agosto 1983 la Commissione inviava una comunicazione degli addebiti a Deere ed ai rivenditori nazionali indipendenti di cui al punto 3. Il 31 agosto 1983 Deere, e il 29 settembre anche i suoi legali, esercitavano il diritto di Deere di esaminare i fascicoli della Commissione. Cofabel fece lo stesso il 7 settembre.
(12) Il 12 ottobre, Cofabel, Domi e Nagel rispondevano alla comunicazione degli addebiti senza chiedere un'audizione.
(13) Il 21 marzo 1984, la Commisisone sottoponeva a Deere gli estratti della documentazione in suo possesso, in base ai quali intendeva prendere una decisione, alcuni dei quali erano stati menzionati espressamente nella comunicazione degli addebiti, mentre altri erano stati aggiunti in risposta alla replica di Deere.
(14) Il 27 aprile 1984 Deere, tramite i propri legali, inviava le proprie osservazioni su tali estratti. L'impresa non ha fornito nessun elemento atto ad invalidare le prove in possesso della Commissione o a confutare l'interpretazione da essa fattane.
La politica ed il sistema di distribuzione di Deere and Company
Commercio parallelo - cause ed effetti
(15) Deere ha consentito alle proprie succursali una certa indipendenza nella politica di commercializzazione. Alcune delle sue succursali e alcuni rivenditori nazionali hanno praticato, in funzione della situazione sui rispettivi mercati nazionali, prezzi più bassi o sconti più consistenti di quelli delle filiali e dei rivenditori in altri Stati membri. Inoltre, le oscillazioni dei cambi, in particolare della sterlina, e le politiche dei vari governi hanno provocato occasionali divergenze di prezzo fra gli Stati membri. Questa situazione ha indotto alcuni agricoltori negli Stati dove i prezzi erano più elevati a cercare di importare dagli Stati in cui i prezzi erano più bassi, ed alcuni rivenditori stabiliti in paesi in cui vigevano prezzi più bassi a cercare di esportare nei paesi dove i prezzi erano più elevati. Si era cioè creata una situazione in cui il commercio parallelo era diventato proficuo. Ai problemi sorti da questa situazione Deere ha reagito tentando di impedire il commercio parallelo. Dai documenti di cui gli ispettori della Commissione hanno preso copia emergono prove riguardo alla politica applicata, agli effetti di tale politica e alla reazione di Deere intesa a contrastare tali effetti.
Gli accordi formali
(16) In alcuni dei contratti utilizzati da Deere o dai suoi rivenditori nazionali indipendenti erano previste clausole che vietavano le esportazioni. Ad esempio:
1. L'articolo 12 dell'accordo per la rivendita dei prodotti di John Deere Export (contratto tipo stipulato con i rivenditori nazionali), redatto in questi termini: «Le merci fornite dalla società saranno vendute al rivenditore esclusivamente per usi agricoli, e soltanto per essere utilizzate o acquistate da persone residenti nell'area di responsabilità del rivenditore» (testo originale inglese); Nagel ha firmato il suo contratto il 3 ottobre 1967 in base a tale testo;
2. Gli articoli 3 e 5 del contratto tipo di distribuzione - Cofabel NV con i rivenditori locali Cofabel, redatti in questi termini: «Articolo 3. Il distributore s'impegna a vendere le merci della società unicamente a clienti stabiliti nella zona concessagli ...». «Articolo 5. Il distributore non può vendere il materiale a clienti stabiliti al di fuori della zona concessagli. Qualsiasi richiesta o ordinazione da parte di tali clienti deve essere trasmessa alla società. Se il distributore, ciò nonostante, vende le merci in una zona concessa ad un altro distributore, la società si riserva il diritto di non eseguire l'ordinazione o di ridurre dal 3 % al 7 % lo sconto concesso ai distributori per tali macchinari. La società ha facoltà di scegliere il modo in cui procedere. Da parte sua, la società si riserva il diritto di effettuare vendite su tutto il territorio belga, qualora il distributore non desideri o non sia in grado di vendere a seguito di circostanze particolari» (testo originale francese e olandese).
3. L'articolo 12 delle condizioni generali di vendita precedentemente (1972-1977) allegate ai contratti con i propri rivenditori locali da John Deere Vertrieb Deutschland, redatto in questi termini: «L'acquirente si impegna, fatte salve le disposizioni di legge in materia, a non rivendere all'estero i prodotti acquistati, né direttamente né indirettamente con o senza modifiche. Qualora venisse meno a tale impegno egli perderebbe, fatti salvi ulteriori diritti da far valere da parte del fornitore e con effetto a partire dalla data dell'ordinazione, il diritto a qualsiasi riduzione o altro vantaggio» (testo originale tedesco). L'articolo 13 delle condizioni valide dal 1977 al 1982 è redatto in termini simili.
4. L'articolo 13 delle condizioni di vendita in Germania per il quale è stata richiesta un'attestazione negativa (vedi punto 10).
(17) Altri contratti non contengono siffatte clausole (vedi i contratti tipo di John Deere SA con i rivenditori locali o addirittura contengono espressioni del seguente tenore «... ma non costituisce alcuna restrizione territoriale» (vedi il contratto di John Deere Ltd - testo originale inglese). In tali contratti si trovano peraltro clausole che limitano la responsabilità di John Deere SA nell'accettare ordinazioni, poiché «... queste devono essere in relazione diretta con il fabbisogno della zona d'influenza del concessionario» (testo originale francese), oppure dichiarazioni come «... la prestazione del rivenditore sarà valutata esclusivamente in base all'attività esercitata nella zona di responsabilità descritta», o che prevedono l'accesso al credito condizionato da parte di Deere in base a imprecisate «... norme o requisiti di applicazione uniforme ...» (testo originale inglese).
L'applicazione degli accordi e altre pratiche
(18) Riguardo ai contratti stipulati con i suoi rivenditori, Deere si è comportata come se tutti contenessero un divieto d'esportazione.
(19) Perlomeno dal 15 ottobre 1975 Deere ha cercato, utilizzando le clausole dei contratti o altri mezzi, di persuadere o costringere i propri rivenditori a non esportare; in altri termini, ha tentato di persuaderli ad accettare un divieto di esportare come se fosse una pratica concordata.
(20) I rivenditori locali di Deere che avevano stipulato tali contratti hanno creduto che le esportazioni fossero vietate. Deere ha dichiarato ai rivenditori che, nel contesto del suo sistema globale di distribuzione, il commercio parallelo era sgradito e scorretto, ha rifiutato o minacciato di rifiutare forniture di merci chiaramente destinate all'esportazione e, secondo il direttore di John-Deere-Vertrieb-Deutschland, ha annullato i contratti con i rivenditori che esportavano. Inoltre ha cercato di fornire merce le cui caratteristiche ne rendevano difficile l'esportazione, ha dato istruzioni al proprio personale di sollecitare l'immediato pagamento di merci di cui si sapeva che erano state esportate, ed ha rifiutato sconti quantitativi, sconti speciali o altri incentivi alla vendita. Infine, Deere ha chiesto un supplemento del 5 % per le esportazioni. Nei contratti stipulati in Germania, tale supplemento riguardava unicamente le esportazioni extra al di fuori della Comunità, ma il direttore di John-Deere-Vertrieb-Deutschland ha dichiarato che il 5 % supplementare viene addebitato anche per consegne nei paesi della Comunità ovunque «... sia possibile, in modo da rendere ancora più difficile questo tipo di operazione per i rivenditori» (testo originale inglese). Le prove di questi fatti sono contenute nei documenti citati nella comunicazione degli addebiti e nella lettera a Deere del 21 marzo 1984 (vedi punto 13); inoltre, come è stato rilevato nella comunicazione degli addebiti, potrebbero essere citati molti altri documenti risalenti al periodo compreso fra il 1974 e l'ottobre 1982.
La consapevolezza di Deere di agire in modo illecito
(21) Deere and Company sapeva che il comportamento sopra descritto e, in particolare, il divieto contrattuale d'esportazione, era in contrasto con le regole di concorrenza comunitarie e nazionali, essendone stata informata dal proprio consulente legale interno. I principali dirigenti di Deere Company a Moline, ivi compreso un membro del consiglio d'amministrazione, ne erano perfettamente al corrente.
Effetti degli accordi
(22) Gli accordi hanno interessato tutti i distributori nazionali di cui al punto 3. Dalla documentazione emerge che sono coinvolti tutti gli Stati membri, ad eccezione dell'Italia, dell'Irlanda e del Lussemburgo. La stessa documentazione menziona l'esistenza di notevoli differenze di prezzo fra diversi Stati membri e gli effetti di tali differenze.
II. VALUTAZIONE GIURIDICA
A. Articolo 85, paragrafo 1
(23) L'articolo 85, paragrafo 1, dispone che sono incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi tra imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto e per effetto di impedire o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune.
(24) Deere e le parti di cui al punto 3, nonché i vari distributori locali, sono imprese ai sensi dell'articolo 85 del trattato e i contratti stipulati tra di loro sono accordi ai sensi di tale articolo.
(25) Gli accordi in questione e le pratiche concordate volte alla loro applicazione hanno tra l'altro per oggetto d'impedire a parti diverse da Deere di commercializzare prodotti Deere al di fuori dello Stato membro in cui esse sono stabilite, come esplicitamente dichiarato da Deere sia nella corrispondenza interna, sia nella corrispondenza con i propri distributori nazionali e rivenditori locali. I distributori nazionali ed i rivenditori locali hanno capito ed accettato questa situazione, anche se non sempre hanno agito in maniera conforme. Tale obiettivo illecito viene realizzato in alcuni casi contrattualmente ed in altri casi tramite un'intesa separata, corroborata da contromisure o minacce di contromisure qualora l'intesa non venisse rispettata: i contratti che non contengono disposizioni di espresso divieto contengono clausole che rendono possibili eventuali sanzioni (vedi punto 17).
(26) Deere ha obiettato che i suoi dipendenti hanno dichiarato di aver preso provvedimenti quando invece non lo hanno fatto, che le istruzioni di penalizzare il commercio parallelo sono state disattese, e che i tentativi da essa posti in atto per impedire tale commercio sono stati infruttuosi. Resta però il fatto di istruzioni diramate per ostacolare il commercio parallelo e che i dirigenti di Deere hanno effettivamente dichiarato che erano stati presi provvedimenti e che in diverse comunicazioni a rivenditori era stato ingiunto di non esportare sotto la minaccia di sanzioni in caso di trasgressione. Incombe pertanto a Deere di provare che le sue istruzioni in tal senso non sono mai state seguite e che le sue richieste sono sempre state ignorate onde dimostrarne la mancanza di effetti. Senonché, secondo la Commissione, alla luce di tutti gli elementi a sua conoscenza, Deere non ha fornito tale prova. Di conseguenza, la conclusione della Commissione è che le istruzioni e le comunicazioni in parola hanno avuto effetti concreti.
(27) Gioverà soffermarsi sulle condizioni di vendita applicate in Germania dal 1 ° novembre 1972 (punto 16, paragrafo 3). Il divieto di esportare contenuto in tali condizioni di vendita è mitigato dall'espressione «... fatte salve le disposizioni di legge in materia ...». Tuttavia la Commissione ritiene che l'articolo in questione costituisca un divieto di esportare nonostante tale riserva; l'articolo è formulato per essere letto come se l'esportazione fosse vietata, e veniva imposto senza spiegazioni né trattative, da parte di una società che avrebbe dovuto conoscere la legge, ad un gran numero di piccoli rivenditori che certamente conoscevano le disposizioni di legge meno bene di Deere e poco portati, date le circostanze, a chiedere una consulenza legale; è quindi altamente improbabile che i rivenditori fossero al corrente del fatto che un divieto di esportare, in quanto contrario alla legislazione comunitaria, non poteva essere applicato nel commercio intracomunitario. In altri termini, dato che il divieto di esportazione non è ammesso nel mercato comune, il divieto di cui trattasi non costituisce una semplice deroga, bensi un sovvertimento di una norma generale del diritto comunitario. Esistono inoltre prove del fatto che nei confronti dei rivenditori Deere ha interpretato tale disposizione in maniera categorica, senza fare alcuna menzione della riserva. Lo stesso consulente legale di Deere ha espresso dubbi sulla legittimità di tale sistema.
(28) Un'attenzione particolare merita anche l'articolo 13, per il quale Deere aveva chiesto un'attestazione negativa il 12 novembre 1982 (vedi punto 10). L'oggetto di tale articolo è di impedire le esportazioni: il secondo trattino prevede una sanzione per tutte le esportazioni, il terzo trattino contempla una sanzione per le esportazioni al di fuori della Comunità - il personale di Deere ha dichiarato di applicare questa clausola all'interno della Comunità quando possibile (vedi punto 20) - ed infine il quarto trattino minaccia l'applicazione di una sanzione molto severa in caso di esportazione.
(29) In questo modo i contratti e l'operato di Deere hanno, tra l'altro, vietato ai suoi clienti di esportare (imponendo inoltre ai distributori nazionali di vietare le esportazioni da parte dei loro rivenditori locali). Nella sentenza nella causa 19/71 (Miller International Shallplatten GmbH, Raccolta 1978, pag. 131) la Corte di giustizia ha dichiarato che «... per sua stessa natura la clausola che vieti di esportare costituisce una restrizione della concorrenza» (n. 7 della motivazione della sentanza). Nel presente caso Deere ha cercato di impedire agli acquirenti dei propri prodotti negli Stati membri dove i prezzi erano più elevati di beneficiare di un mercato unico.
(30) I prodotti di Deere detengono una quota significativa del mercato di macchinari agricoli nella Comunità (vedi punto 6). Gli stessi documenti di Deere indicano che fra i vari Stati membri si sono prodotte notevoli differenze di prezzo per i prodotti Deere, che tali differenze si sono mantenute ed hanno pertanto esercitato un persistente stimolo ad affettuare importazioni parallele (che Deere ha costantemente cercato di impedire, anche se spesso inutilmente). La Commissione può di conseguenza concludere che l'effetto delle restrizioni in questione non è trascurabile e che tali restrizioni hanno una influenza diretta e concreta sulla struttura degli scambi fra Stati membri.
(31) Di conseguenza, a tali accordi, ivi incluse le condizioni di vendita dell'articolo 13, di cui al punto 26, è applicabile l'articolo 85, paragrafo 1, del trattato.
B. Articolo 85, paragrafo 3
(32) L'articolo 85, paragrafo 1, può essere dichiarato inapplicabile ad accordi che contribuiscano a migliorare la produzione o la distribuzione dei prodotti, pur riservando agli utilizzatori una congrua parte dell'utile che ne deriva, a condizione che non contengano restrizioni che non siano indispensabili per raggiungere tali obiettivi e non diano alle parti la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi.
(33) Deere non ha notificato nessuno degli accordi in questione, né parte di essi, conformemente all'articolo 4 del regolamento n. 17, ai fini dell'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3, del trattato. Non è pertanto possibile adottare, nella fattispecie, una decisione in applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3.
(34) Anche se fossero stati notificati, gli accordi non avrebbero comunque potuto essere esentati dall'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 1, in quanto il divieto del commercio parallelo non può apparire indispensabile per un qualsiasi miglioramento della distribuzione che possa essere indotto da una rete di distribuzione ufficiale.
C. Articolo 15, paragrafo 2, del regolamento n. 17
(35) A norma dell'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento n. 17, la Commissione può infliggere ammende che variano da un minimo di mille unità di conto ad un massimo di un milione, con facoltà di aumentare quest'ultimo importo fino al 10 % del volume d'affari realizzato durante l'esercizio sociale precedente da ciascuna delle imprese che hanno partecipato all'infrazione, quando intenzionalmente o per negligenza commettano un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato. Per determinare l'ammontare dell'ammenda, occorre tener conto oltre che della gravità dell'infrazione, anche della sua durata.
(36) L'infrazione commessa da Deere è molto grave, poiché comporta un divieto di esportare e, di conseguenza, impedisce la concorrenza fra rivenditori dei prodotti Deere stabiliti in Stati membri diversi.
(37) L'infrazione è durata a lungo. Un divieto formale di esportazione è in vigore dal 1967. Nel decidere l'ammontare dell'ammenda la Commissione ha tenuto conto dell'operato di Deere nell'applicazione dei divieti di esportare a partire del 1975 (vedi punti 16, 19 e 20).
(38) La richiesta di attestazione negativa del 12 novembre 1982, a norma dell'articolo 2 del regolamento n. 17, non costituisce una notifica ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 5, del medesimo regolamento, e non preserva dall'irrogazione di ammende nemmeno la necessaria applicazione dell'articolo 13 delle condizioni generali di vendita in Germania, per il quale l'attestazione era stata richiesta.
(39) Deere ha agito intenzionalmente; essa era consapevole delle pressioni in atto verso il commercio parallelo, della sua politica volta ad impedire tale commercio e infine della dubbia legittimità di molti dei provvedimenti adottati con questo scopo nell'ambito dell'intero gruppo. Deere operante nella Comunità (ad eccezione forse di John Deere italiana) e dei vertici direttivi di Deere and Company di Moline, Illinois.
(40) La Commissione ritiene pertanto che a Deere debba essere inflitta un'ammenda.
(41) D'altra parte, dopo aver ricevuto la comunicazione degli addebiti della Commissione nell'agosto 1983, Deere e i suoi rivenditori nazionali hanno adottato provvedimenti per eliminare dai loro contratti il divieto di esportare e Deere ha cominciato a dare istruzioni al proprio personale in Europa perché si conformasse alle regole di concorrenza della Comunità. Inoltre, il settore del macchinario agricolo è in crisi e la redditività di Deere si è sensibilmente ridotta. La Commissione ne ha tenuto conto nel decidere l'ammontare dell'ammenda.
(42) I rivenditori che accettano contratti contenenti divieti di esportazione commettono del pari un'infrazione e, se gli accordi non sono notificati, sono del pari passibili di ammende. Ma nella fattispecie i divieti contrattuali di esportare sono contenuti in contratti-tipo già predisposti, ed è quindi chiaro che i rivenditori non hanno chiesto di loro iniziativa l'inclusione di tali clausole nei loro contratti e di fatto non ne hanno praticamente tenuto conto. Si tratta inoltre del primo caso di questo genere nel settore dei macchinari agricoli. La Commissione ritiene pertanto giusto non infliggere un'ammenda ai rivenditori nel presente caso.
D. Articolo 3 del regolamento n. 17
(43) A norma dell'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento n. 17, se la Commissione constata un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 85 del trattato, può obbligare, mediante decisione, le imprese interessate a porre fine all'infrazione constatata.
(44) Occorre obbligare Deere e tutti i suoi distributori negli Stati della Comunità a sopprimere, nei loro accordi e nelle loro pratiche commerciali, tutte le restrizioni territoriali nel commercio comunitario e ad astenersi dal reintrodurre tali restrizioni con altri mezzi,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
I contratti stipulati da Deere and Company con i propri rivenditori nazionali nel mercato comune e i vari contratti, contenenti divieti di esportazione, stipulati da Deere and Company, le sue filiali ed i suoi rivenditori nazionali con i loro rivenditori locali, unitamente alle pratiche con le quali i contratti sono stati applicati a decorrere del 1975, in modo da vietare, scoraggiare o penalizzare le operazioni commerciali di rivenditori al di fuori dello Stato membro in cui essi sono stabiliti costituiscono un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato CEE.
Articolo 2
L'articolo 1 si applica all'articolo 13 delle condizioni generali di vendita di John-Deere-Vertrieb Deutschland, per il quale è stata richiesta un'attestazione negativa ai sensi dell'articolo 2 del regolamento n. 17. L'attestazione negativa richiesta per tale articolo 13 è rifiutata.
Articolo 3
Le imprese in questione devono immediatamente porre fine all'infrazione di cui all'articolo 1 ed astenersi dall'adottare provvedimenti che abbiano lo stesso oggetto o effetto.
Articolo 4
1. A Deere and Company viene inflitta la seguente ammenda: 2 000 000 (due milioni di ECU), pari ad un controvalore di importo 4 465 720 (quattromilioniquattrocentosessantacinquemilasettecentoventi) DM.
2. Tale somma è versata entro tre mesi dalla data di notifica della presente decisione sul seguente conto della Commissione delle Comunità europee:
- conto n. : 260/00/64910;
- istituto bancario: Sal. Oppenheim & Cie, Koeln 1.
Articolo 5
Le imprese:
- Deere and Company
John Deere Road
Moline
USA - Illinois 61265,
- NV Cofabel
Peperstraat 4A
B-3071 Erps-Kwerps,
- NV Louis Nagel and Co.
PO Box 76
NL-6500 AB Nijmegen,
- Dansk Oversoisk Motor Industri A/S (DOMI)
Sdr. Ringvej 35
DK-2600 Glostrup
sono destinatarie della presente decisione. La presente decisione costituisce titolo esecutivo ai sensi dell'articolo 182 del trattato CEE.
Fatto a Bruxelles, il 14 dicembre 1984.

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