Document ID: 31999D0594

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 18 febbraio 1998
che infligge un'ammenda per omessa notificazione e per realizzazione di una concentrazione in violazione dell'articolo 4, paragrafo 1, e dell'articolo 7, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio
(Caso IV/M.920 - Samsung/AST)
[notificata con il numero C(1998) 392]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(1999/594/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese(1), modificato dall'atto di adesione della Finlandia, dell'Austria e della Svezia, in particolare l'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), e paragrafo 2, lettera b),
dopo aver dato modo alle imprese interessate di manifestare il loro punto di vista relativamente alle obiezioni sollevate dalla Commissione,
sentito il comitato consultivo in materia di concentrazioni(2),
considerando quanto segue:
(1) In data 22 aprile 1997, l'impresa Samsung Electronics Co., Ltd (in prosieguo: "Samsung") ha notificato alla Commissione la propria intenzione di realizzare un'operazione di concentrazione a norma dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 4064/89 (in prosieguo: "il regolamento sulle concentrazioni"), acquisendo il controllo, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, della società AST Research, Inc. (in prosieguo: "AST") per mezzo di un'offerta pubblica di acquisto resa nota il 14 aprile 1997. La notificazione è stata dichiarata incompleta il 24 aprile 1997 e Samsung è stata invitata a fornire ulteriori informazioni. Il 28 aprile 1997, la Commissione si è ritenuta soddisfatta delle informazioni ricevute ed ha dichiarato completa la notificazione. Il 21 aprile 1997, le parti notificanti avevano presentato una domanda di deroga all'obbligo di non realizzare la concentrazione, a norma dell'articolo 7, paragrafo 4, del regolamento sulle concentrazioni, domanda che è stata poi ritirata con lettera del 7 maggio 1997.
(2) Dopo aver vagliato la notificazione, la Commissione ha dichiarato, con decisione del 26 maggio 1997(3), che l'operazione che ne era l'oggetto rientrava nell'ambito di applicazione del regolamento sulle concentrazioni e non ha sollevato seri dubbi circa la compatibilità della stessa con il mercato comune e con il funzionamento dell'accordo SEE. Nella stessa decisione (punto 5) la Commissione ha fatto riferimento alla possibilità di infliggere un'ammenda alle parti per tardiva notificazione, in forza dell'articolo 14 del regolamento sulle concentrazioni.
(3) Le informazioni in possesso della Commissione confermavano, in modo indiscutibile, che Samsung aveva già acquisito il controllo di AST, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3, del regolamento sulle concentrazioni (cfr. considerando da 5 a 8 della presente decisione), nel gennaio 1996. Samsung non ha osservato né l'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento sulle concentrazioni, secondo il quale un'operazione di concentrazione di dimensione comunitaria deve essere notificata alla Commissione entro una settimana dall'acquisizione di una partecipazione di controllo, né l'articolo 7, paragrafo 1, secondo il quale una concentrazione che ricade nell'ambito di applicazione del regolamento sulle concentrazioni non può essere realizzata anteriormente alla notificazione entro le prime tre settimane successive alla suddetta.
(4) Il 19 giugno 1997, la Commissione ha inviato a Samsung una comunicazione delle obiezioni a norma dell'articolo 18 del regolamento sulle concentrazioni, al fine di dare all'impresa l'opportunità di manifestare il proprio punto di vista relativamente alle obiezioni stesse prima dell'eventuale adozione di una decisione in forza dell'articolo 14 del medesimo regolamento.
Il 14 luglio 1997, Samsung ha risposto alla comunicazione delle obiezioni chiedendo un'audizione a norma dell'articolo 14, paragrafi 1 e 3, del regolamento (CE) n. 3384/94 della Commissione(4), relativo alle notificazioni, ai termini e alle audizioni di cui al regolamento sulle concentrazioni. L'audizione ha avuto luogo il 23 settembre 1997.
In data 20 gennaio 1998, è stato sentito il comitato consultivo in materia di concentrazioni di imprese, come disposto dall'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento sulle concentrazioni.
I. ACQUISIZIONE DEL CONTROLLO
(5) Il 16 aprile 1997, Samsung ha spontaneamente informato la Commissione di una possibile infrazione all'articolo 4 del regolamento sulle concentrazioni, che avrebbe commesso all'atto dell'acquisizione di una partecipazione di controllo nella società AST.
(6) Il 22 aprile 1997, Samsung ha notificato alla Commissione l'operazione in questione, ma il 24 aprile 1997 la notificazione è stata dichiarata incompleta in quanto non indicava con esattezza quando Samsung avesse assunto il controllo di AST. Al momento della notificazione, Samsung deteneva già una partecipazione del 45,4 % del capitale frazionato di AST e la maggioranza dei consiglieri di amministrazione della società. Conseguentemente, la Commissione ha richiesto alcuni documenti sottoscritti da Samsung e AST, nel quadro dell'accordo di alleanza strategica, fin dal febbraio 1995. Le parti hanno presentato i documenti richiesti il 28 aprile 1997, data in cui la notificazione è divenuta effettiva.
(7) Si possono formulare le seguenti conclusioni per quanto riguarda la data a partire dalla quale Samsung ha esercitato un'influenza determinante su AST:
a) È possibile che Samsung avesse già, di fatto, il controllo di AST perlomeno dal luglio 1995, in quanto sembra che Samsung esercitasse una influenza determinante in tutti i settori di attività strategica di AST, a seguito degli accordi allora sottoscritti tra le due società(5). Inoltre, nel momento stesso in cui tali accordi venivano stipulati, Samsung forniva ad AST un sostegno finanziario, contribuendo alla copertura delle perdite di quest'ultima(6). Tuttavia il numero di amministratori che Samsung poteva nominare, in forza dello Stockholder Agreement, non poteva superare la maggioranza meno uno del numero autorizzato di amministratori. La Commissione non è in possesso di sufficienti prove a dimostrazione del fatto che Samsung abbia acquisito il controllo di AST, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3, del regolamento sulle concentrazioni, nel luglio 1995.
b) Il 21 dicembre 1995, a seguito delle continue perdite di gestione e dei conseguenti problemi di liquidità di AST, Samsung e AST hanno concluso un ulteriore accordo di sostegno (Additional Support Agreement), in virtù del quale Samsung accettava di garantire una linea di credito bancario a favore di AST per un importo di 200 milioni di USD e di portare a 100 milioni di USD la linea di credito di AST nei confronti di Samsung in relazione all'attività di vendita. In cambio di tale apporto supplementare, AST ha concesso a Samsung un'opzione di acquisto di altre 4400000 azioni ordinarie. Parallelamente alla conclusione del menzionato accordo di sostegno, Samsung e AST hanno sottoscritto la prima modifica allo Stockholder Agreement. Tale modifica permetteva a Samsung di esercitare il diritto di voto relativo alle azioni ordinarie di AST per nominare il numero di membri del consiglio di amministrazione che le competeva, con la condizione che almeno tre membri rimanessero indipendenti. Tale modifica, tuttavia, garantiva altresì che Samsung non potesse acquisire più del 49,9 % delle azioni in circolazione di AST fino al 15 dicembre 1998, senza il previo consenso della maggioranza degli amministratori indipendenti. La Commissione non possiede prove sufficienti per dimostrare che nel dicembre 1995 Samsung deteneva il controllo di AST ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3, del regolamento sulle concentrazioni, in particolare a causa delle restrizioni imposte a Samsung in relazione alla proprietà del capitale.
c) Nel gennaio 1996, Samsung ha esercitato il diritto di voto in modo da nominare 6 degli 11 membri del consiglio di amministrazione di AST. Grazie a tale maggioranza e conformemente all'atto costitutivo(7) e allo statuto(8) di AST, Samsung era in grado di determinare le attività commerciali strategiche di AST e, quindi, ne ha assunto il controllo ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3, del regolamento sulle concentrazioni. Nella lettera del 7 maggio 1997 con la quale hanno ritirato la domanda di deroga ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 4, del regolamento sulle concentrazioni, le parti hanno riconosciuto che Samsung aveva già acquisito il controllo nel gennaio 1996(9). In altri documenti esaminati dalla Commissione, sembrerebbe che le parti dessero per scontato che esistesse tra le società una situazione comparabile al controllo ai sensi del regolamento sulle concentrazioni già prima della notifica, ma non risulta possibile individuare con precisione quando sia avvenuta tale assunzione del controllo(10). Il controllo da parte di Samsung, comprovato dalla maggioranza detenuta in seno al consiglio di amministrazione di AST, è stato consolidato nell'agosto 1996, quando Samsung ha assunto la carica di presidente e di direttore generale ("Chief Executive Officer") nel consiglio di amministrazione di AST.
d) Il 13 dicembre 1996, Samsung e AST hanno concluso un secondo Additional Support Agreement, in forza del quale Samsung ha accettato di garantire una linea di credito bancario per un importo di 100 milioni di USD. In cambio di tale ulteriore aiuto, AST ha emesso a seguito di Samsung 500000 azioni privilegiate senza diritto di voto.
e) All'inizio del mese di gennaio 1997, Samsung ha informato i consiglieri indipendenti del consiglio di amministrazione di AST della possibilità di acquisire il 100 % del capitale proprio di AST. A seguito di trattative, il 14 aprile 1997 Samsung ha annunciato un'offerta pubblica di acquisto, vertente su tutte le azioni ordinarie in circolazione di AST.
(8) Sulla base degli elementi di cui sopra si può concludere che, come constatato dalla Commissione nella decisione del 26 maggio 1997 e come riconosciuto dalle parti, l'acquisizione del controllo di AST da parte di Samsung, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3, del regolamento sulle concentrazioni, è avvenuta al più tardi nel gennaio 1996.
II. NATURA DELL'INFRAZIONE
(9) La suddetta acquisizione costituiva una concentrazione di dimensione comunitaria soggetta all'obbligo di notificazione a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento sulle concentrazioni(11). Tuttavia l'operazione è stata notificata soltanto il 22 aprile 1997. Samsung ha pertanto violato l'articolo 4, paragrafo 1, e l'articolo 7, paragrafo 1, del regolamento sulle concentrazioni.
(10) Samsung ha sempre sostenuto che si trattava di un'omissione o di un errore che sarebbe stato commesso per mancanza di familiarità dei suoi rappresentanti locali in California con la definizione comunitaria di concentrazione. La Commissione ha riconosciuto che non vi era alcuna intenzione deliberata di eludere il regolamento. Tuttavia, è evidente che le disposizioni del regolamento si applicano non soltanto alle infrazioni intenzionali, ma anche alle omissioni che risultino da una negligenza.
(11) Samsung sostiene che, nel decidere in merito all'eventuale applicazione dell'articolo 14, paragrafo 2, si debba operare una distinzione tra le omissioni colpose e quelle dolose. Il regolamento sulle concentrazioni non contiene però alcun elemento che consenta di operare una tale distinzione e l'articolo 14 si riferisce esplicitamente ai casi di negligenza. Il criterio della presenza o meno di dolo può invece essere tenuto in considerazione quando si deve determinare l'importo dell'ammenda, in quanto l'articolo 14, paragrafo 3, prevede che la Commissione tenga conto della natura e della gravità dell'infrazione.
(12) Sulla base di quanto sopra esposto, la Commissione ritiene che, in quanto società multinazionale con attività molto importanti in Europa, Samsung non potesse ignorare la necessità di conformarsi alle norme comunitarie in materia di controllo delle concentrazioni. Ciò vale, con ogni probabilità, per tutte le imprese di dimensioni tali da superare le soglie stabilite dall'articolo 1 del regolamento sulle concentrazioni.
(13) Samsung è anche dell'opinione che l'articolo 14, paragrafo 2, del regolamento sulle concentrazioni dovrebbe essere applicato soltanto quando le parti coinvolte in una operazione di concentrazione agiscano in malafede, o quando l'omissione sia il risultato di una grave negligenza ovvero l'omessa notificazione abbia conseguenze negative specifiche e non trascurabili per la concorrenza. Samsung ritiene che i paragrafi 1 e 2 dell'articolo 14 del regolamento sulle concentrazioni non possano essere pertinenti entrambi in un caso simile, in quanto è naturale che le imprese che omettono di notificare una concentrazione intenzionalmente o per negligenza portino poi a termine l'operazione.
(14) La Commissione non è d'accordo nel ritenere che sussista un simile motivo per non applicare l'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), e paragrafo 2, lettera b). Le infrazioni di cui all'una o all'altra di dette norme possono avere un impatto molto diverso sul mercato. È per tale ragione che il legislatore ha previsto diverse ammende in funzione delle diverse situazioni concrete.
(15) È vero che un'impresa che ometta di notificare, e pertanto violi l'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), porta generalmente a termine l'operazione in violazione dell'articolo 14, paragrafo 2, lettera b). Tuttavia, si possono avverare situazioni in cui si applichi solo il paragrafo 1, lettera a), ad esempio quando un'impresa che abbia omesso di notificare una concentrazione non riesca successivamente a portare a termine l'operazione. Il paragrafo 2, lettera b), dell'articolo 14 può essere applicato quando un'impresa osservi l'obbligo di notificazione ma non si conformi ad altre disposizioni, ad esempio l'attesa di un periodo di tre settimane dalla notificazione prima di realizzare l'operazione. Nel primo caso, l'impresa viola l'obbligo di notificazione preventiva previsto per le concentrazioni di dimensione comunitaria, rimettendo così in questione la possibilità di esercitare un controllo efficace su tali operazioni; secondo il regolamento sulle concentrazioni, tale violazione è soggetta ad un'ammenda di importo compreso tra 1000 e 50000 ECU. Nel secondo caso l'infrazione è potenzialmente più grave; pertanto, l'ammenda prevista è più elevata e può raggiungere il 10 % del fatturato dell'impresa interessata. Un'infrazione di tale natura minaccia le fondamenta stesse del sistema comunitario di controllo delle concentrazioni, la cui funzione consiste nel prevenire i danni duraturi causati alla concorrenza attraverso operazioni strutturali che ricadono nel suo ambito di applicazione. Per conseguire tale finalità, la Commissione ha il potere di esaminare le fusioni e le acquisizioni del controllo prima che esse siano effettivamente realizzate.
(16) Samsung, quindi, ha omesso, per negligenza, di notificare una concentrazione in violazione dell'articolo 4 del regolamento sulle concentrazioni ed ha realizzato la stessa in violazione dell'articolo 7, paragrafo 1.
III. IRROGAZIONE DI AMMENDE
(17) L'articolo 14 del regolamento sulle concentrazioni stabilisce che la Commissione può, mediante decisione, infliggere ammende alle imprese che, tra l'altro, violino l'articolo 4 e l'articolo 7, paragrafo 1, del regolamento sulle concentrazioni.
(18) Samsung osserva che la Commissione dovrebbe adottare una politica di clemenza nel caso di omissioni di notificazioni involontarie e senza conseguenze negative per la concorrenza e qualora le parti richiamino spontaneamente l'attenzione della Commissione sull'errore commesso e cerchino di porvi rimedio. Samsung ritiene che infliggere sanzioni in simili circostanze sia controproducente, in quanto la Commissione rischia di indurre le imprese a non rimediare più volontariamente agli errori per tema di vedersi infliggere un'ammenda. La Commissione ritiene che, nelle circostanze descritte da Samsung, ossia in caso di omessa notificazione per negligenza di un'operazione di concentrazione che non comporti conseguenze negative per la concorrenza ed in una situazione di non complessa determinazione del controllo, un'impresa abbia tutto l'interesse ad informare la Commissione ed a notificare l'operazione avvenuta, come è stato effettivamente fatto da Samsung. Ciò facendo l'impresa corre sì il rischio di vedersi infliggere dalla Commissione un'ammenda, relativamente modesta (in funzione delle circostanze del caso) ma, al contempo, evita le conseguenze più gravi di una decisione, adottata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 14 del regolamento sulle concentrazioni, in cui sia accertato che l'impresa ha agito in malafede. Le imprese devono parimenti essere consapevoli che per un'impresa importante che superi la soglia definita per la dimensione comunitaria sarà relativamente difficile non essere scoperta in un momento successivo. Tali imprese potrebbero in seguito partecipare ad altre operazioni o concentrazioni di dimensione comunitaria e, in particolare nel caso di imprese comuni aventi carattere di concentrazione costituite con terzi, essere obbligate alla notificazione dalle controparti; esse si troverebbero in quel momento a dover rispondere delle omissioni passate. Inoltre, i concorrenti e gli altri operatori del mercato in questione potrebbero informare la Commissione di un'operazione di concentrazione non notificata(12). Conseguentemente, non sarebbe ragionevole per un'impresa di tale rilievo e natura cercare di dissimulare alla Commissione le passate omissioni. Ne consegue che non vi è alcuna necessità obiettiva di essere clementi in una situazione del genere.
(19) Nell'ambito delle considerazioni circa la politica da adottare, Samsung ha fatto riferimento ad altri sistemi di controllo delle concentrazioni ed in particolare alla politica perseguita negli Stati Uniti dalla Federal Trade Commission secondo la legge Hart-Scott-Rodino Antitrust Improvements Act del 1976. Ma le conclusioni alle quali perviene Samsung in merito alla politica statunitense, sempre che questa sia stata correttamente interpretata, non possono trovare applicazione nel sistema di controllo delle concentrazioni comunitario a causa delle differenze di sistemi legislativi, soprattutto per quanto riguarda l'obbligo di notificazione ed il periodo di attesa da rispettare. Inoltre, non è chiaro se l'omessa notificazione da parte di Samsung sarebbe stata giudicata dal sistema statunitense come il risultato di una semplice negligenza. Infatti, il termine "controllo" che viene utilizzato dalla legge Hart-Scott-Rodino comprende anche il potere contrattuale di designare la maggioranza degli amministratori di una società(13).
(20) Samsung sostiene inoltre che la Commissione non dovrebbe irrogare sanzioni in mancanza di precedenti chiari e che la Commissione non ha mai definito una politica in materia di imposizione di ammende nell'ambito del sistema di controllo delle concentrazioni comunitarie. Samsung sostiene che, per analogia con la comunicazione della Commissione sulla non imposizione o sulla riduzione delle ammende nei casi di intesa tra imprese(14), dovrebbe esistere una politica di clemenza per quanto riguarda i casi di omessa notificazione involontaria di una concentrazione, senza effetti negativi per la concorrenza. La Commissione ritiene che il dettato dell'articolo 14 del regolamento sulle concentrazioni sia particolarmente chiaro per quanto attiene al campo di applicazione ed ai poteri accordati alla Commissione stessa. Inoltre, è evidente che la comunicazione della Commissione relativa alla non imposizione o alla riduzione delle ammende nei casi di intesa tra imprese mira a tutelare interessi sotto il profilo della concorrenza diversi da quelli considerati dall'articolo 14 del regolamento sulle concentrazioni. Ad ogni modo, la Commissione intende tener conto, considerandolo come un'attenuante, del fatto che Samsung ha ammesso di aver commesso l'infrazione ed ha collaborato alle indagini della Commissione.
(21) La Commissione è del parere che si debba infliggere un'ammenda a Samsung, tenuto conto in particolare del fatto che l'omessa notificazione e l'esecuzione dell'operazione senza l'autorizzazione della Commissione hanno avuto durata prolungata (cfr. punto IV) e che per una società multinazionale come Samsung tali omissioni costituiscono un caso di negligenza manifesta sul quale non si può soprassedere. La Commissione ha il dovere di salvaguardare il principio fondamentale secondo il quale le imprese devono essere dissuase dal realizzare concentrazioni che rientrano nel campo di applicazione del regolamento sulle concentrazioni senza la debita notificazione e, conseguentemente, occorre che si avvalga dei poteri conferitile a tal fine dal Consiglio.
(22) Per questi motivi la Commissione considera necessario infliggere un'ammenda a Samsung in forza dell'articolo 14 del regolamento sulle concentrazioni.
IV. IMPORTO DELLE AMMENDE
(23) A norma dell'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento sulle concentrazioni la Commissione può, mediante decisione, infliggere alle imprese ammende varianti da 1000 a 50000 ECU, tra l'altro quando, intenzionalmente o per negligenza, omettano di notificare un'operazione di concentrazione.
A norma dell'articolo 14, paragrafo 2, essa può infliggere ammende fino a concorrenza del 10 % del fatturato totale realizzato dalle imprese interessate alle imprese che tra l'altro, intenzionalmente o per negligenza, realizzino un'operazione di concentrazione prima di averla notificata.
(24) Secondo l'articolo 14, paragrafo 3, la Commissione, nel determinare l'ammontare dell'ammenda, deve tener conto del tipo e della gravità dell'infrazione.
(25) La natura delle infrazioni commesse nella fattispecie è stata illustrata al punto II. Samsung ha omesso di notificare alla Commissione una concentrazione di dimensione comunitaria nel termine previsto dall'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento sulle concentrazioni. Inoltre, Samsung ha realizzato la concentrazione prima della notificazione obbligatoria (violando così l'articolo 7, paragrafo 1). La Commissione ha esposto al punto III le ragioni per le quali considera, nel caso specifico, che sia opportuno infliggere a Samsung una sanzione per le infrazioni commesse.
(26) Nel valutare la gravità dell'infrazione e, quindi, nel determinare l'importo dell'ammenda, la Commissione ha tenuto conto della durata dell'infrazione e di una serie di circostanze attenuanti ed aggravanti.
Durata
(27) L'omessa notificazione e la conseguente realizzazione dell'operazione di concentrazione senza l'autorizzazione della Commissione hanno avuto durata significativa. Nell'ipotesi più favorevole per Samsung, l'infrazione si è protratta dal gennaio 1996 (come constatato dalla Commissione nella sua decisione del 26 maggio 1997) fino all'aprile 1997 (quando Samsung ha informato per la prima volta la Commissione dell'omessa notificazione). Su questa base, per calcolare l'ammontare dell'ammenda la Commissione prenderà come riferimento un periodo di 14 mesi.
Circostanze attenuanti
(28) Si può tener conto delle seguenti circostanze attenuanti:
1) L'inosservanza dell'obbligo di tempestiva notificazione e la realizzazione della concentrazione non hanno avuto conseguenze nocive per la concorrenza. Tale fatto è stato verificato presso concorrenti ai quali sono state richieste informazioni, a norma dell'articolo 11 del regolamento sulle concentrazioni e la Commissione ne ha preso atto nella decisione del 26 maggio 1997. La quota del mercato comunitario detenuta da AST nel settore degli elaboratori elettronici portatili rappresenta circa il 2,5 %, mentre le vendite di Samsung nella Comunità sono trascurabili. L'operazione proposta non dà quindi origine ad alcuna sovrapposizione. Ad eccezione di una lieve flessione della quota di mercato di AST, la posizione di mercato delle parti riunite non è cambiata in modo sensibile negli ultimi tre anni.
2) Samsung ha spontaneamente informato la Commissione dell'errore commesso, prima di venire a sapere dell'infrazione, e successivamente ha notificato l'operazione.
3) Samsung ha riconosciuto di aver commesso un'infrazione ed ha cooperato con la Commissione nel corso dell'indagine.
4) Stando alle informazioni a disposizione della Commissione, la notificazione tardiva e la realizzazione della concentrazione senza autorizzazione della Commissione non erano intese ad aggirare il controllo della Commissione, ma sono derivate da mera negligenza.
5) La presente decisione costituisce la prima decisione adottata dalla Commissione a norma dell'articolo 14 del regolamento sulle concentrazioni e il presente caso costituisce la prima infrazione al regolamento sulle concentrazioni commessa da Samsung.
Circostanze aggravanti
(29) Si può tener conto delle seguenti circostanze aggravanti:
1) Samsung è una società importante che svolge attività considerevoli in Europa(15) e non può ignorare le norme comunitarie in materia di controllo delle concentrazioni.
2) La determinazione del momento dell'acquisizione del controllo ai sensi dell'articolo 3 del regolamento sulle concentrazioni non richiedeva, nella fattispecie, un'analisi dei fatti o una valutazione giuridica complesse.
(30) Conseguentemente, al fine di sanzionare le infrazioni sopra descritte e di evitare che si riproducano e tenuto conto delle circostanze del caso considerato, e soprattutto del fatto che si tratta della prima volta che viene applicato l'articolo 14 del regolamento sulle concentrazioni, la Commissione considera opportuno infliggere un'ammenda per i seguenti importi:
5000 ECU, a norma dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera a)
2000 ECU per ciascuno dei 14 mesi di ritardo, a norma dell'articolo 14, paragrafo 2, lettera b).
L'importo complessivo dell'ammenda è dunque di 33000 ECU.
(31) Il rapporto tra l'ammenda inflitta a norma dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), e quella inflitta a norma dell'articolo 14, paragrafo 2, lettera b), è considerato appropriato alla luce delle specifiche circostanze del presente caso e lascia impregiudicata la valutazione di qualsiasi futuro caso di applicazione dell'articolo 14.
(32) Il calcolo dell'ammenda inflitta a norma dell'articolo 14, paragrafo 2, lettera b), sulla base del numero dei mesi è considerato appropriato alla luce delle specifiche circostanze del presente caso e lascia impregiudicata la valutazione di qualsiasi futuro caso di applicazione dell'articolo 14,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. In forza dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CEE) n. 4064/89, è inflitta alla Samsung Electronics Co., Ltd un'ammenda di 5000 ECU per omessa notificazione di un'operazione di concentrazione in conformità dell'articolo 4 del medesimo.
2. In forza dell'articolo 14, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CEE) n. 4064/89 è inflitta alla Samsung Electronics Co., Ltd un'ammenda di 28000 ECU per aver realizzato una concentrazione in violazione dell'articolo 7 del medesimo.
Articolo 2
Le ammende di cui all'articolo 1 vengono versate, entro tre mesi dalla notificazione della presente decisione, alla Commissione delle Comunità europee sul conto n. 310-093300043-43 presso la Banque Bruxelles-Lambert, Agence européenne, Rond-Point Schuman 5, B-1040 Bruxelles.
L'importo delle ammende produce interessi decorrenti dalla data di scadenza del termine citato, al tasso applicato dall'Istituto monetario europeo alle sue operazioni in ECU il primo giorno lavorativo del mese di adozione della presente decisione, maggiorato di 3,5 punti percentuali, vale a dire il 7,75 %.
Articolo 3
La società Samsung Electronics Co., Ltd , Samsung Main Building,
250, 2-Ka, Taepyung-Ro, Chung-Ku,
Seoul , Corea , 100-742
è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 18 febbraio 1998.

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