Document ID: 31998L0057

DIRETTIVA 98/57/CE DEL CONSIGLIO del 20 luglio 1998 concernente la lotta contro Ralstonia solanacearum (Smith) Yabuuchi et al.
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 43,
visto la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che l'organismo nocivo Ralstonia solanacearum (Smith) Yabuuchi et al. era noto precedentemente come Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith; che il termine diventerà probabilmente il nome generalmente accettato dell'organismo in questione; che la presente direttiva dovrebbe tener conto di questo sviluppo scientifico;
considerando che la produzione di patate e di pomodori occupa un posto importante nell'agricoltura della Comunità; che la resa di tale produzione è costantemente minacciata da organismi nocivi;
considerando che la protezione della coltivazione della patata e del pomodoro contro tali organismi nocivi sarebbe necessaria non soltanto per mantenere intatta la resa, ma anche per aumentare la produttività dell'agricoltura;
considerando che le misure protettive contro l'introduzione di organismi nocivi nel territorio di uno Stato membro avrebbero efficacia limitata se detti organismi nocivi non venissero combattuti simultaneamente e metodicamente in tutta la Comunità e se non se ne prevenisse la propagazione;
considerando che uno degli organismi nocivi per la patata e il pomodoro è l'agente Ralstonia solanacearum (Smith) Yabuuchi et al., agente patogeno del marciume bruno della patata e della verticillosi batterica del pomodoro; che casi di queste malattie si sono manifestati in una parte della Comunità e che sussistono ancora alcuni focolai d'infezione, ancorché di scarsa entità;
considerando che in tutto il territorio della Comunità la coltivazione della patata e del pomodoro è esposta ad un serio pericolo, se non si effettuano interventi efficaci riguardo a queste coltivazioni per localizzare questi organismi e determinarne lo stato di diffusione, prevenirne l'insorgenza e la propagazione e, qualora fossero constatati, impedirne la propagazione e combatterli ai fini della loro eradicazione;
considerando che, per conseguire tale scopo, occorre adottare determinate misure di lotta nella Comunità, che gli Stati membri devono inoltre avere la possibilità di adottare misure supplementari o più rigorose, qualora risultino necessarie e perché non vengano creati ostacoli alla circolazione delle patate o dei pomodori nella Comunità, fatto salvo il disposto della direttiva 77/93/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro l'introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali (4); che tali misure debbono essere notificate agli altri Stati membri e alla Commissione;
considerando che tali misure devono tener conto della necessità di effettuare accertamenti sistematici ufficiali per localizzare l'agente patogeno; che tali accertamenti dovrebbero comprendere procedure di ispezione e, se del caso - dato che la malattia in determinate circostanze ambientali può rimanere latente e inosservata durante la coltivazione delle patate nonché durante il magazzinaggio dei tuberi di patata - includere procedure di campionamento e di prova; che la propagazione dell'agente patogeno durante la stagione vegetativa non è il fattore più importante, ma che l'infezione può essere diffusa dalle acque superficiali nonché da certe piante solanacee selvatiche associate e che, pertanto, l'irrigazione delle colture di patate e pomodori con acque contaminate crea un evidente rischio di infezione per le colture stesse; che, inoltre, l'agente patogeno può sussistere durante l'inverno nelle piante di pomodoro e nelle patate dimenticate (spontanee), e che ciò rischia di trasportare l'infezione da una stagione all'altra; che l'infezione si trasmette anche quando le patate vengono a contatto con patate infette o con attrezzi utilizzati per l'impianto, la raccolta e la manipolazione, ovvero con imballaggi impiegati per il trasporto e il magazzinaggio, contaminati in occasione di un precedente contatto con patate infette;
considerando che la propagazione dell'agente patogeno può essere ridotta od evitata mediante disinfezione degli oggetti in causa; che la contaminazione dei tuberi-seme rappresenta un grave rischio di propagazione dell'agente patogeno; che l'infezione latente rappresenta anch'essa un grave rischio di propagazione dell'agente patogeno e che ciò può essere evitato impiegando tuberi-seme prodotti nell'ambito di un programma approvato ufficialmente, durante il quale i tuberi-seme sono stati esaminati e riscontrati esenti dall'infezione;
considerando che le attuali conoscenze sulla biologia e l'epidemiologia dell'agente Ralstonia solanacearum (Smith) Yabuuchi et al. sul piano europeo sono incomplete e che una revisione delle misure proposte si renderà prevedibilmente necessaria entro qualche stagione; che alla luce delle ulteriori ricerche sarà altresì necessario perfezionare le procedure di prova, particolarmente sotto l'aspetto della sensibilità e della specificità dei metodi, in modo da selezionare e standardizzare i più validi fra quelli disponibili;
considerando che, per stabilire nei particolari i criteri di lotta generali e quelli supplementari o più rigorosi adottati dagli Stati membri per prevenire l'introduzione dell'agente patogeno nel loro territorio, è auspicabile stabilire fra gli Stati membri e la Commissione una stretta collaborazione nell'ambito del comitato fitosanitario permanente (in prosieguo: «il comitato»),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
La presente direttiva ha per oggetto i provvedimenti da adottare negli Stati membri per combattere l'agente patogeno «Ralstonia solanacearum (Smith) Yabuuchi et al.», precedentemente noto come Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith (in prosieguo: «l'organismo nocivo»), con riferimento alle piante ospiti dell'organismo nocivo elencate nell'allegato I, sezione 1 (in prosieguo: «il materiale vegetale elencato»), allo scopo di:
a) localizzarlo e determinarne la distribuzione;
b) prevenirne la comparsa e la propagazione;
c) qualora venga individuato, prevenirne la propagazione e combatterlo ai fini della sua eradicazione.
Articolo 2
1. Gli Stati membri effettuano ogni anno accertamenti ufficiali sistematici riguardanti la presenza dell'organismo nocivo nel materiale vegetale elencato originario dei rispettivi territori nazionali. Al fine di individuare altre possibili fonti di contaminazione che minacciano la produzione del materiale vegetale elencato, essi procedono ad una valutazione dei rischi e, a meno che durante la valutazione non sia stato individuato alcun rischio di propagazione, effettuano, nelle zone di produzione del materiale vegetale elencato, accertamenti ufficiali mirati alla ricerca dell'organismo nocivo su vegetali diversi dal materiale vegetale elencato, comprese le solanacee selvatiche ospiti, nonché sulle acque superficiali impiegate per l'irrigazione o l'irrorazione del materiale vegetale elencato e sulle acque reflue scaricate dagli impianti di trasformazione industriale o di imballaggio in cui viene manipolato il materiale vegetale elencato e impiegate per l'irrigazione o l'irrorazione di questo materiale. La portata degli accertamenti mirati è definita a seconda dei rischi identificati. Gli Stati membri possono inoltre effettuare accertamenti ufficiali per la ricerca dell'organismo nocivo in altri materiali, quali terreno di coltura, suolo e rifiuti solidi di impianti di trasformazione industriale o di imballaggio.
2. Gli accertamenti ufficiali di cui al paragrafo 1 devono essere effettuati:
a) per il materiale vegetale elencato, secondo le indicazioni dell'allegato I, sezione II, punto 1, e
b) per le piante ospiti diverse dal materiale vegetale elencato, nonché per le acque, comprese le acque reflue, in base a metodi appropriati e, se del caso, saranno prelevati campioni da sottoporre a prove di laboratorio ufficiali o sotto controllo ufficiale;
c) se del caso, su altri materiali in base a metodi appropriati.
Per questi accertamenti, ulteriori particolari relativi alle procedure di ispezione e al numero, all'origine, alla stratificazione e al momento del prelievo dei campioni sono stabiliti dall'organismo ufficiale competente, quale definito dalla direttiva 77/93/CEE, in base a fondati principi scientifici e statistici e alla biologia dell'organismo nocivo, tenendo altresì conto, negli Stati membri interessati, degli specifici sistemi di produzione del materiale vegetale elencato e, se del caso, di altre piante ospiti dell'organismo nocivo.
3. Le modalità specifiche e i risultati degli accertamenti ufficiali di cui al paragrafo 1 sono notificati ogni anno agli altri Stati membri e alla Commissione, secondo le prescrizioni dell'allegato I, sezione II, punto 2. Le notifiche sono effettuate entro il 1° giugno ad eccezione di quelle relative alle patate usate come sementi ottenute dall'agricoltore e utilizzate nella sua azienda, che sono effettuate entro il 1° settembre. Le modalità specifiche e i risultati concernenti le colture si riferiscono alla produzione dell'anno precedente. I dati contenuti nelle notifiche possono essere presentati al comitato.
4. Sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 16 bis della direttiva 77/93/CEE:
- i metodi appropriati per gli accertamenti e gli esami di laboratorio di cui al paragrafo 2, primo comma, lettera b).
5. Possono essere adottati secondo la procedura di cui all'articolo 16 bis della direttiva 77/93/CEE:
- i metodi appropriati per gli accertamenti di cui al paragrafo 2, primo comma, lettera c),
- ogni ulteriore dettaglio per gli accertamenti di cui al paragrafo 2, secondo comma, allo scopo di assicurare livelli comparabili di sicurezza nei vari Stati membri.
Articolo 3
Gli Stati membri provvedono affinché, ogniqualvolta si sospetti o venga confermata la presenza nel loro territorio dell'organismo nocivo, ne venga data comunicazione ai rispettivi organismi ufficiali responsabili.
Articolo 4
1. In caso di presenza sospetta, gli organismi ufficiali competenti dello Stato membro, o degli Stati membri, dove è stato segnalato il caso, provvedono ad effettuare prove di laboratorio ufficiali o sotto controllo ufficiale utilizzando, per il materiale vegetale elencato, il metodo appropriato di cui all'allegato II secondo quanto disposto nell'allegato III, punto 1, ovvero, in tutti gli altri casi, secondo un qualsiasi altro metodo ufficialmente approvato, al fine di confermare o smentire la presenza sospetta. In caso di conferma si applicano le disposizioni dell'allegato III, punto 2.
2. In attesa della conferma o della smentita della presenza sospetta di cui al paragrafo 1, in ogni caso di presenza sospetta in cui:
i) siano stati individuati sintomi diagnostici della malattia e la prova (o le prove) di screening rapido di cui all'allegato II, sezione I, punto 1 e sezione II abbia(no) dato esito positivo, oppure
ii) la prova (o le prove) di screening rapido di cui all'allegato II, sezione 1, punto 2 e sezione III abbia(no) dato esito positivo,
gli organismi ufficiali responsabili degli Stati membri per quanto concerne la loro produzione:
a) vietano il movimento delle piante e dei tuberi di tutte le colture, partite o spedizioni da cui sono stati prelevati i campioni, a meno che esso non avvenga sotto il controllo dei servizi stessi e purché sia stata accertata l'inesistenza di rischi effettivi di propagazione dell'organismo nocivo;
b) attuano opportuni interventi per risalire all'origine della presenza sospetta;
c) introducono altri provvedimenti cautelativi commisurati al rischio stimato, in particolare per quanto riguarda la produzione del materiale vegetale elencato e il movimento di partite di tuberi-seme di patata diverse da quelle di cui alla lettera a), prodotto nel luogo da cui sono stati prelevati i campioni di cui a detta lettera a), onde scongiurare la propagazione dell'organismo nocivo.
3. Nei casi di presenza sospetta in cui esista un rischio di contaminazione del materiale vegetale elencato o delle acque superficiali da o in uno o più altri Stati membri, lo Stato membro in cui la presenza sospetta è stata segnalata notifica immediatamente agli altri Stati membri interessati le caratteristiche della manifestazione stessa, a seconda del rischio identificato e detti Stati membri collaborano opportunamente tra loro. Lo(Gli) Stato(i) membro(i) destinatario(i) della suddetta notifica adotta(ano) misure precauzionali a norma del paragrafo 2, lettera c), e intraprende(ono), ove necessario, ulteriori azioni a norma dei paragrafi 1 e 2.
4. Sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 16 bis della direttiva 77/93/CEE:
- le misure di cui al paragrafo 2, lettera c).
Articolo 5
1. Qualora le prove di laboratorio ufficiali o condotte sotto controllo ufficiale applicando, per il materiale vegetale elencato, il metodo appropriato di cui all'allegato II oppure, in tutti gli altri casi, un qualsiasi metodo ufficialmente approvato, confermino la presenza dell'organismo nocivo in un campione prelevato a norma della presente direttiva, gli organismi ufficiali responsabili di uno Stato membro, sulla base di fondati principi scientifici, della biologia dell'organismo nocivo e dei particolari sistemi di produzione, lavorazione e commercializzazione delle piante ospiti di tale organismo nocivo in detto Stato membro:
a) per il materiale vegetale elencato,
i) avviano un accertamento per determinare l'entità della contaminazione e la sua fonte o fonti primarie, ai sensi delle disposizioni dell'allegato IV ed eseguendo ulteriori esami a norma dell'articolo 4, punto 1, almeno su tutte le scorte di tuberi-seme di patata che hanno una relazione clonale, e
ii) dichiarano contaminati il materiale vegetale elencato, le spedizioni e/o le partite da cui è stato prelevato il campione, nonché i macchinari, i veicoli, i contenitori, i magazzini, o le relative parti e qualsiasi altro oggetto, compresi i materiali di imballaggio, che sia stato a contatto col materiale vegetale elencato da cui è stato prelevato il campione; dichiarano altresì contaminati, se del caso, il terreno o i terreni, l'appezzamento o gli appezzamenti di produzione sotto protezione del vegetale nonché il luogo o i luoghi di produzione dove è stato raccolto il materiale vegetale elencato e da cui è stato prelevato il campione; inoltre, per i campioni prelevati durante la stagione di crescita, dichiarano contaminati il terreno o i terreni, il luogo o i luoghi di produzione e, se del caso, l'appezzamento o gli appezzamenti di produzione sotto protezione del vegetale da cui è stato prelevato il campione,
iii) ai sensi delle disposizioni dell'allegato V, punto 1, determinano l'entità della contaminazione probabile derivante da contatti prima o dopo la raccolta, collegata col ciclo produttivo, l'irrigazione o l'irrorazione o da relazioni clonali con la contaminazione dichiarata, e
iv) delimitano una zona in base alla dichiarazione di contaminazione di cui al punto ii), alla determinazione dell'entità della contaminazione probabile di cui al punto iii) e alla potenziale propagazione dell'organismo nocivo, tenendo conto delle disposizioni dell'allegato V, paragrafo 2, punto i);
b) per le colture o le piante ospiti diverse da quelle menzionate nella lettera a), dove sia stato riconosciuto che sussiste un rischio per la produzione del materiale vegetale elencato,
i) avviano una ricerca ai sensi della lettera a), punto i), e
ii) dichiarano contaminate le piante ospiti dell'organismo nocivo da cui è stato prelevato il campione, e
iii) determinano l'entità della contaminazione probabile e delimitano una zona, ai sensi, rispettivamente, della lettera a), punti iii) e iv) e in rapporto alla produzione del materiale vegetale elencato;
c) per le acque superficiali (comprese le acque reflue di lavorazione industriali o di stabilimenti di imballaggio che manipolano materiale vegetale elencato) e per le solanacee selvatiche associate a carattere di pianta ospite, dove sia stato riconosciuto che la produzione del materiale vegetale elencato è esposta ad un rischio di contaminazione attraverso l'irrigazione, l'irrorazione o l'inondazione con acque superficiali,
i) avviano un accertamento, comprendente esami ufficiali da effettuare nei momenti appropriati su campioni di acque superficiali nonché sulle solanacee selvatiche a carattere di pianta ospite eventualmente presenti, per determinare l'entità della contaminazione, e
ii) dichiarano contaminate le acque superficiali da cui sono stati prelevati campioni, nella misura appropriata e in base all'accertamento di cui al punto i), e
iii) determinano l'entità della contaminazione probabile e delimitano una zona in base alla dichiarazione di contaminazione di cui al punto ii) e alla possibile propagazione dell'organismo nocivo, tenendo conto delle disposizioni dell'allegato V, punto 1 e punto 2 ii).
2. Gli Stati membri notificano immediatamente agli altri Stati membri e alla Commissione, ai sensi delle disposizioni dell'allegato V, punto 3, i casi di contaminazione dichiarata ai sensi del paragrafo 1, lettera a), punto ii), e lettera c), punto ii), nonché i dati specifici relativi alla delimitazione della zona di cui al paragrafo 1, lettera a), punto iv), e, se del caso, al paragrafo 1, lettera c), punto iii). I dati contenuti nella notifica ai sensi del presente paragrafo possono essere presentati al comitato.
Contemporaneamente gli Stati membri presentano alla Commissione la notifica supplementare di cui al punto 4 dell'allegato V. I dati contenuti nella notifica ai sensi del presente comma sono presentati immediatamente ai membri del comitato.
3. In seguito alla notifica di cui al paragrafo 2 e in base agli elementi ivi menzionati, gli altri Stati membri specificati nella notifica avviano un accertamento a norma del paragrafo 1, lettera a), punto i), e, dove applicabile, del paragrafo 1, lettera c), punto i), e, se del caso, intraprendono ulteriori azioni a norma dei paragrafi 1 e 2.
Articolo 6
1. Gli Stati membri vietano la messa a dimora del materiale vegetale elencato dichiarato contaminato ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dispongono che esso, sotto il controllo degli organismi nazionali responsabili, sia soggetto ad una delle disposizioni dell'allegato VI, punto 1, in modo che sia assicurata l'inesistenza di rischi identificabili di propagazione dell'organismo nocivo.
2. Gli Stati membri vietano la messa a dimora del materiale vegetale elencato ritenuto probabilmente contaminato ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera a), punto iii), e lettera c), punto iii) - compreso il materiale vegetale elencato per il quale è stato individuato un rischio, prodotto in luoghi di produzione ritenuti probabilmente contaminati ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera a), punto iii) - e dispongono che esso, sotto il controllo degli organismi nazionali responsabili, sia destinato ad un impiego appropriato o sia eliminato ai sensi dell'allegato VI, punto 2, in modo che sia assicurata l'inesistenza di rischi identificabili di propagazione dell'organismo nocivo.
3. Gli Stati membri prescrivono che i macchinari, i veicoli, i contenitori, i magazzini o le relative parti, nonché qualsiasi altro oggetto, compresi i materiali di imballaggio, dichiarati contaminati ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera a), punto ii), o ritenuti probabilmente contaminati ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera a), punto iii) e lettera c), punto iii), siano distrutti o decontaminati secondo i metodi adeguati di cui all'allegato VI, punto 3. Dopo la decontaminazione, gli oggetti in questione non sono più considerati contaminati.
4. Fatte salve le misure attuate ai sensi dei paragrafi 1, 2 e 3, gli Stati membri prescrivono che, nelle zone delimitate ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera a), punto iv), e lettera c), punto iii), sia applicata una serie di misure come precisato nell'allegato VI, punti 4.1 e 4.2. I dati relativi a tali misure sono notificati ogni anno agli altri Stati membri e alla Commissione. I dati contenuti nella notifica possono essere presentati al comitato.
Articolo 7
1. Gli Stati membri dispongono che i tuberi-seme di patata debbono essere conformi ai requisiti della direttiva 77/93/CEE e derivare direttamente da materiali, ottenuti nell'ambito di un programma ufficialmente approvato, che sono risultati esenti dall'organismo nocivo in prove ufficiali o sotto controllo ufficiale, eseguite utilizzando il metodo appropriato di cui all'allegato II.
Dette prove sono eseguite da uno Stato membro:
a) qualora sia stata confermata la presenza dell'organismo nocivo nella propria produzione di tuberi-seme di patate,
i) mediante prove effettuate sulle precedenti propagazioni, compresa la selezione clonale di partenza, e prove sistematiche effettuate su cloni di tuberi-seme di patate di base, oppure
ii) qualora sia stata accertata l'assenza di relazione clonale, mediante prove effettuate su tutti i cloni di tuberi-seme di patate di base o su precedenti propagazioni, compresa la selezione clonale di partenza, e
b) negli altri casi, su ciascuna pianta della selezione clonale di partenza oppure su campioni rappresentativi dei tuberi-seme di base o di precedenti propagazioni.
2. Possono essere adottate secondo la procedura di cui all'articolo 16 bis della direttiva 77/93/CEE:
- le modalità particolareggiate di applicazione del paragrafo 1, secondo comma, lettera a);
- le disposizioni sui campioni rappresentativi di cui al paragrafo 1, secondo comma, lettera b).
Articolo 8
Gli Stati membri vietano la detenzione e la manipolazione dell'organismo nocivo.
Articolo 9
Fatte salve le disposizioni della direttiva 77/93/CEE, gli Stati membri possono autorizzare deroghe alle disposizioni degli articoli 6 e 8 della presente direttiva, ai sensi delle disposizioni della direttiva 95/44/CE, per prove o scopi scientifici e per lavori di selezione varietale (5).
Articolo 10
Per la propria produzione gli Stati membri possono adottare, qualora risultino necessarie, misure supplementari o più rigorose per combattere l'organismo nocivo o per prevenirne la propagazione, sempreché siano conformi alle disposizioni della direttiva 77/93/CEE.
I dati relativi a tali misure sono notificati agli altri Stati membri e alla Commissione. I dati contenuti nella notifica possono essere presentati al comitato.
Articolo 11
Le eventuali modifiche degli allegati della presente direttiva, da apportare alla luce degli sviluppi tecnici e scientifici, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 16 bis della direttiva 77/93/CEE. Nel caso dei metodi stabiliti nell'allegato II e delle misure di cui all'allegato VI, punti 4.1 e 4.2, della presente direttiva, la Commissione presenta al comitato, anteriormente al 1° gennaio 2002, una relazione di riesame di tali metodi e misure elaborata alla luce dell'esperienza acquisita.
Articolo 12
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva con effetto al 21 agosto 1999. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. La Commissione ne informa gli altri Stati membri.
Articolo 13
La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 14
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 20 luglio 1998.

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