Document ID: 32010D0730

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 30 novembre 2010
relativa alla liquidazione dei conti di alcuni organismi pagatori della Germania per quanto riguarda le spese finanziate dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) per l’esercizio finanziario 2009
[notificata con il numero C(2010) 8277]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(2010/730/UE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune (1), in particolare gli articoli 30 e 32, paragrafo 8,
previa consultazione del comitato dei fondi agricoli,
considerando quanto segue:
(1)
Con la decisione 2010/258/UE della Commissione (2) sono stati liquidati, per l’esercizio finanziario 2009, i conti di tutti gli organismi pagatori con l’eccezione degli organismi pagatori tedeschi «Baden-Württemberg», «Hessen», «IBH» e «Helaba», degli organismi pagatori italiani «AGEA» e «ARBEA», e dell’organismo pagatore rumeno «PIAA».
(2)
Sulla base dei nuovi elementi di informazione presentati e di controlli supplementari, la Commissione può ora adottare una decisione in merito alla completezza, all’esattezza e alla veridicità dei conti trasmessi dagli organismi pagatori tedeschi, «Baden-Württemberg», «Hessen», «IBH» e «Helaba».
(3)
A norma dell’articolo 10, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio per quanto riguarda il riconoscimento degli organismi pagatori e di altri organismi e la liquidazione dei conti del FEAGA e del FEASR (3) gli importi che devono essere recuperati da ciascuno Stato membro o versati al medesimo, conformemente alla decisione di liquidazione dei conti di cui all’articolo 10, paragrafo 1, di detto regolamento, sono determinati detraendo gli importi mensili versati durante l’esercizio finanziario in questione, nella fattispecie il 2009, dalle spese riconosciute per lo stesso anno a norma del paragrafo 1. La Commissione detrae tale importo dai pagamenti mensili relativi alle spese effettuate nel secondo mese successivo alla decisione di liquidazione dei conti, o lo aggiunge agli stessi.
(4)
A norma dell’articolo 32, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1290/2005, qualora il recupero non abbia avuto luogo nel termine di quattro anni dalla data del primo verbale amministrativo o giudiziario, oppure nel termine di otto anni in caso di procedimento giudiziario dinanzi ai tribunali nazionali, le conseguenze finanziarie del mancato recupero sono per il 50 % a carico dello Stato membro e per il 50 % a carico del bilancio comunitario. L’articolo 32, paragrafo 3, del suddetto regolamento impone agli Stati membri, all’atto della trasmissione dei conti annuali, di comunicare alla Commissione una tabella riepilogativa dei procedimenti di recupero avviati in seguito ad irregolarità. Il regolamento (CE) n. 885/2006 specifica le modalità di applicazione dell’obbligo di comunicazione degli importi oggetto di recupero. Nell’allegato III del suddetto regolamento è riportato il modello di tabella che doveva essere trasmessa dagli Stati membri nel 2010. Sulla base delle tabelle compilate dagli Stati membri, la Commissione deve decidere in merito alle conseguenze finanziarie del mancato recupero di importi corrispondenti a irregolarità risalenti rispettivamente ad oltre quattro o ad oltre otto anni. Tale decisione lascia impregiudicate le future decisioni di conformità a norma dell’articolo 32, paragrafo 8, del regolamento (CE) n. 1290/2005.
(5)
A norma dell’articolo 32, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1290/2005 gli Stati membri possono decidere di non portare avanti il procedimento di recupero. Tale decisione può essere adottata soltanto se i costi già sostenuti e i costi prevedibili del recupero sono globalmente superiori all’importo da recuperare o se il recupero si riveli impossibile per insolvenza del debitore o delle persone giuridicamente responsabili dell’irregolarità, constatata e riconosciuta in virtù del diritto nazionale dello Stato membro interessato. Se la decisione è stata presa entro un termine di quattro anni dal primo verbale amministrativo o giudiziario che accerta l’irregolarità, o entro il termine di otto anni in caso di procedimento giudiziario dinanzi ai tribunali nazionali, le conseguenze finanziarie del mancato recupero devono essere per il 100 % a carico del bilancio comunitario. Nella tabella riepilogativa di cui all’articolo 32, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1290/2005 figurano gli importi per i quali lo Stato membro ha deciso di non procedere al recupero e le relative giustificazioni. Detti importi non sono imputati agli Stati membri interessati e sono di conseguenza a carico del bilancio comunitario. Tale decisione lascia impregiudicate le future decisioni di conformità a norma dell’articolo 32, paragrafo 8, del regolamento citato.
(6)
Nel liquidare i conti degli organismi pagatori in questione, la Commissione deve tener conto degli importi già trattenuti per quanto riguarda gli Stati membri interessati in base alla decisione 2010/258/UE.
(7)
Ai sensi dell’articolo 30, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1290/2005, la presente decisione non pregiudica ulteriori decisioni della Commissione, intese ad escludere dal finanziamento comunitario le spese non effettuate in conformità della normativa comunitaria,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Sono liquidati i conti degli organismi pagatori tedeschi «Baden-Württemberg», «Hessen», «IBH» e «Helaba» per quanto riguarda le spese dell’esercizio finanziario 2009 finanziate dal FEAOG, sezione «garanzia».
Gli importi da recuperare presso gli Stati membri o da versare ai medesimi a norma della presente decisione, compresi quelli derivanti dall’applicazione dell’articolo 32, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1290/2005, sono indicati nell’allegato.
Articolo 2
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 30 novembre 2010.

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