Document ID: 31991D0055

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 19 dicembre 1990 riguardante l'imposizione di un'ammenda in base all'articolo 19 del regolamento (CEE) n. 4056/86 (IV/32.450) (Il testo in lingua francese è il solo facente fede) (91/55/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 4056/86 del Consiglio, del 22 dicembre 1986, che determina le modalità di applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato ai trasporti marittimi (1), in particolare gli articoli 16 e 19;
considerando quanto segue:
I. I FATTI
(1) Secrétama è una società di diritto civile costituita nel 1954 per fornire servizi connessi con il funzionamento di accordi tra compagnie di navigazione marittima; la società, la cui sede sociale è stabilita a Parigi (Francia), rue de Courcelles, n. 167, svolge compiti di coordinamento, esecuzione e controllo nell'ambito di comitati armatoriali di cui fanno parte vettori operanti tra la Francia e vari Stati africani.
(2) Con lettere rispettivamente del 3 e 22 luglio 1987, l'Associazione degli armatori danesi e il governo danese hanno presentato una denuncia a norma dell'articolo 10 del regolamento (CEE) n. 4056/86 contro i summenzionati comitati armatorioli e Secrétama, in particolare per quanto riguarda le pratiche messe in atto in Francia allo scopo di limitare o precludere l'accesso al traffico da parte della concorrenza. Con lettere del 15 giugno e 5 ottobre 1988 la Commissione ha chiesto informazioni a Secrétama a norma dell'articolo 16 del regolamento (CEE) n. 4056/86. Nelle due lettere, la Commissione ha fatto riferimento alle disposizioni dell'articolo 19 dello stesso regolamento riguardanti le sanzioni applicabili in caso di trasmissione di informazioni inesatte in risposta ad una richiesta di chiarimenti. Con lettere del 13 luglio e 7 novembre 1988 Secrétama ha risposto alle summenzionate richieste.
(3) Con lettera del 22 dicembre 1988, la Commissione ha trasmesso a Secrétama una comunicazione di addebiti in cui fa presente che alcune delle informazioni contenute nelle summenzionate lettere le sembravano inesatte e che di conseguenza essa si riservava la possibilità di infliggere a Secrétama un'ammenda in base all'articolo 19, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (CEE) n. 4056/86. Con lettera del 6 febbraio 1989 Secrétama ha presentato le sue osservazioni in risposta alla comunicazione degli addebiti chiedendo inoltre, a norma dell'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 4056/86, di poter esporre il suo punto di vista nel corso di un'audizione. L'audizione ha avuto luogo il 20 giugno 1989.
La Commissione, con lettera del 28 febbraio 1990 e a complemento della sua comunicazione di addebiti, ha trasmesso a Secrétama, per eventuali osservazioni, nuovi documenti che confermano i suoi addebiti. Con lettera del 29 marzo 1990 Secrétama ha presentato le sue osservazioni senza, tuttavia, chiedere di essere ascoltata nel corso di una nuova audizione.
(4) Le informazioni fornite da Secrétama e che formano oggetto della presente decisione sono le seguenti:
i) Pagine 5 e 6 della lettera di Secrétama del 13 luglio 1988: dopo aver descritto la formula di ripartizione dei carichi operata nel quadro dei comitati armatoriali, Secrétama precisa nell'ambito di una « risposta generale » al questionario rivoltole dalla Commissione:
« Questa formula, a cui le compagnie di navigazione marittima nonché i caricatori e spedizionieri sono abituati, consente evidentemente una gestione armatoriale più elastica rispetto ai sistemi unilaterali vigenti in alcuni altri traffici e sulla maggior parte delle rotte euroafricane. Essa presenta inoltre alcuni altri vantaggi, in particolare, pur avendo punti in comune con i sistemi di ripartizione in pool, non ne ha gli inconvenienti (regolamenti finanziari, ammende, ecc.).
ii) Pagina 8: in risposta alla seguente domanda della Commissione:
« Una compagnia che non beneficia di un'autorizzazione di carico o di una quota può esercitare ciò nonostante un'attività di trasporto di linea sulle rotte marittime considerate? In caso negativo, indicare la natura degli ostacoli che lo impediscono (misure legislative o regolamentari degli Stati considerati, accordi interstatali o altre misure) »,
Secrétama indica:
« Una compagnia che non beneficia di un'autorizzazione di carico o di un obiettivo di realizzazione in unità paganti, ha effettivamente la possibilità di esercitare la sua attività di trasporto tra i porti francesi e i porti africani in questione.
Per quanto riguarda eventuali ostacoli legali o regolamentari a questa facoltà, essi non sono riconducibili in alcun caso alle prassi dei comitati armatoriali, e in ogni caso, da parte nostra, non siamo in grado di valutare l'applicazione di tali disposizioni di ordine pubblico. »
iii) In merito ad un decreto interministeriale senegalese allegato in forma di progetto alla richiesta di informazioni della Commissione del 15 giugno 1988, Secrétama indica (pagina 10 della lettera del 13 luglio):
« Il documento ufficiale della Repubblica senegalese di cui ci avete trasmesso copia sotto il riferimento n. 32450/146-155 e sub 3 ci era totalmente ignoto fino ad oggi. »
Secrétama aggiunge, in risposta ad una domanda della Commissione riguardante il contenuto del decreto:
« Abbiamo constatato con sorpresa che vi si fa riferimento da un lato ad una commissione mista franco-senegalese e dall'altro alla nostra designazione come segretariato per la Francia del comitato armatoriale. »
II. VALUTAZIONE
(5) Le richieste di informazioni rivolte dalla Commissione a Secrétama miravano essenzialmente ad accertare:
i) se i comitati armatoriali operano su ciascuna delle rotte marittime considerate una ripartizione dei carichi e, in caso affermativo, se tale ripartizione si applica alla totalità del traffico;
ii) come viene controllata l'osservanza, da parte delle compagnie, della ripartizione dei carichi;
iii) se esiste un sistema di sanzioni applicabile sia alle compagnie aderenti ai comitati armatoriali che oltrepassino le quote di carico loro assegnate, sia alle compagnie che pur non essendo membri di un comitato acquisiscono ciò nondimeno carichi in concorrenza con i membri dei comitati.
(6) Nella risposta del 13 luglio 1988, Secrétama ha confermato che i comitati armatoriali procedono nel loro ambito ad una ripartizione dei carichi esportati dalla Francia verso undici Stati dell'Africa occidentale e centrale; Secrétama ha specificato inoltre che esso assiste i comitati nell'elaborazione di questa ripartizione (elaborando in particolare dati statistici) e controlla, sempre per conto dei comitati, l'osservanza della ripartizione dei carichi attestando sui documenti che gli vengono sottoposti dai differenti armatori nei principali porti francesi che tali armatori si sono conformati alle decisioni prese dai comitati.
(7) Per contro, nella lettera del 13 luglio 1988, Secrétama ha cercato di negare implicitamente l'esistenza di un sistema di sanzioni destinato ad assicurare l'osservanza della disciplina dei comitati armatoriali, di metterne in dubbio l'esistenza e infine di negare ogni responsabilità da parte dei comitati armatoriali e quindi di Secrétama stesso, nell'applicazione di tali sistemi:
i) In effetti nell'illustrare la «formula » di funzionamento dei comitati armatoriali [vedi supra, punto 4 i)], Secrétama indica che essa non comporta alcun sistema di sanzioni pecuniarie, il che costituisce a suo dire un « vantaggio » della formula stessa. È naturalmente comprensibile che Secrétama si riferisca anzitutto, per la natura delle sue funzioni, alle regole istituite dai comitati armatoriali e non già a disposizioni di ordine pubblico prese dagli Stati il cui commercio estero è coperto in parte dall'attività di tali comitati. Tuttavia nel definire l'assenza di sanzioni pecuniarie interne ai comitati armatoriali come un vantaggio, Secrétama cerca di indurre la Commissione a concludere che questo vantaggio non è controbilanciato da un sistema di sanzioni, eventualmente esterno ai comitati, ma nondimeno destinato a garantire l'osservanza della loro disciplina. In effetti, se così fosse, l'assenza di un sistema di sanzioni all'interno stesso dei comitati non costituirebbe affatto un vantaggio per la compagnia di navigazione marittima che intenda trasportare un volume di carico superiore alla sua quota o indipendentemente dalla disciplina dei comitati armatoriali. Qualificare l'assenza di sanzioni interne ai comitati armatoriali come un vantaggio equivale dunque a negare implicitamente l'esistenza di qualsiasi sistema di sanzioni.
ii) Interrogato dalla Commissione sull'esistenza di ostacoli (ivi comprese misure legislative o regolamentari) destinati ad impedire ad una compagnia di navigazione marittima di operare al di fuori dei Comitati armatoriali, Secrétama [punto 4 ii)] ha messo in dubbio l'esistenza di siffatte misure definendole « eventuali ».
D'altra parte, affermando di non essere a conoscenza delle disposizioni regolamentari applicabili nel traffico franco-senegalese [punto 4 iii)], Secrétama ha potuto indurre la Commissione a dubitare dell'esistenza di tali disposizioni. Infatti, il decreto in questione era stato presentato alla Commissione dai ricorrenti sotto forma di semplice progetto preliminare (senza data, riferimento, né firma) ed era stato trasmesso come tale a Secrétama. A quello stadio dell'indagine, la Commissione non era dunque in grado di stabilire se il decreto in questione era stato effettivamente adottato e applicato. Affermando di non avere avuto conoscenza del documento, Secrétama, che esercita in particolare le funzioni di segretariato del Comitato armatoriale Francia-Senegal e che a tale titolo, si ritiene, dovrebbe essere meglio informata della Commissione delle eventuali disposizioni di ordine pubblico riguardanti questo traffico, poteva indurre la Commissione a concludere che le disposizioni contenute nel decreto non erano in applicazione. Nella misura in cui il contenuto del decreto mette in evidenza il ruolo svolto dal comitato armatoriale (e da Secrétama) nel funzionamento di un sistema di ripartizione dei carichi che secondo lo stesso documento si applica alla totalità del traffico e comporta sanzioni sostanziali nei riguardi degli armatori contravvenienti, Secrétama doveva rendersi conto che per la Commissione era della massima importanza sapere se queste disposizioni erano realmente in vigore.
iii) Infine, Secrétama ha cercato di negare ogni responsabilità dei comitati armatoriali nell'applicazione dei sistemi di sanzione sostenendo che questi « eventuali ostacoli [. . .] non sono riconducibili in nessun caso alle prassi dei comitati armatoriali » [punto 4 ii)].
(8) Rispondendo nel modo più sopra indicato alle richieste di informazioni della Commissione, Secrétama ha fornito informazioni inesatte atte ad indurre la Commissione a conclusioni erronee sui fatti che formano oggetto dell'indagine.
(9) Infatti, nella maggior parte degli undici Stati africani il cui commercio con la Francia è coperto, per quanto riguarda il traffico marittimo di linea, da comitati armatoriali, esistono regolamentazioni che comportano un regime di sanzioni applicabile alle navi che imbarcano, a partire dalla Francia, carichi al di fuori del controllo di Secrétama. In alcuni di questi Stati, Secrétama è citato nominativamente come organismo incaricato di apporre i visti sui manifesti. È questo il caso in particolare della regolamentazione senegalese menzionata nella lettera della Commissione del 15 giugno 1988. In altri casi, la regolamentazione stessa non designa l'agente competente per il rilascio di tali visti, ma lascia tale designazione alla discrezione del consiglio dei caricatori o della compagnia di navigazione marittima nazionale del paese in questione. Resta di fatto che in tutti i casi considerati, come confermato da Secrétama stesso, la ripartizione effettiva dei carichi sulle rotte di linea tra la Francia e questi undici Stati terzi viene operata dai comitati armatoriali e controllata da Secrétama e che di conseguenza il visto (o l'autorizzazione, o l'attestazione) la cui assenza comporta, in base alle summenzionate regolamentazioni, l'applicazione di sanzioni, è effettivamente quello apposto da Secrétama.
(10) Vari documenti contenuti nel fascicolo (a cui Secrétama ha avuto accesso) confermano l'applicazione di sanzioni in caso di mancata osservanza della ripartizione dei carichi. Si tratta dei seguenti documenti:
i) una lettera di avvertimento rivolta dall'amministrazione marittima di uno Stato africano ad una compagnia « contravveniente », in cui si precisa che la compagnia potrà partecipare al traffico di tale Stato con la Francia soltanto dopo aver ricevuto l'autorizzazione del comitato di servizio (comitato armatoriale) e che ogni carico effettuato senza tale autorizzazione implicherà l'applicazione rigorosa delle disposizioni in vigore;
ii) vari verbali di contravvenzione redatti dal Consiglio nazionale dei caricatori di un altro Stato africano per merci importate in violazione delle norme vigenti in materia di ripartizione dei carichi, nonché scambi di lettere tra tale Consiglio e le compagnie « contravvenienti ». Alcuni di questi verbali e lettere riguardano merci importate dalla Francia. Orbene, a conoscenza della Commissione - e Secrétama non ha fornito informazioni che indichino il contrario - il comitato armatoriale è l'unico organismo competente per ripartire i carichi esportati dalla Francia verso lo Stato africano in questione. La Commissione constata inoltre che alcuni dei verbali in questione sono stati redatti su formulari stampati con l'intestazione « Trasporto di merci imbarcate senza timbro Secrétama ». Il solo fatto che l'autorità che infligge le sanzioni ha ritenuto necessario far stampare un apposito formulario così intestato, tende a dimostrare che l'applicazione delle sanzioni non ha carattere eccezionale (anche se in alcuni casi risulta che gli stessi formulari sono stati utilizzati poco opportunamente nei riguardi di « infrazioni » commesse in partenza da paesi europei diversi dalla Francia, ossia su traffici non coperti dal comitato armatoriale). Del resto, alcune ammende sono state inflitte per « infrazioni » che risalgono alla fine del 1985, ossia poco dopo l'entrata in vigore delle disposizioni adottate, mediante decreto, dallo Stato africano interessato all'inizio del mese di novembre 1985. La Commissione non è in grado di accertare la frequenza delle ammende inflitte da allora in poi. In ogni caso, il solo fatto che ammende del genere siano state inflitte per la mancata osservanza della ripartizione dei carichi disposta dal comitato armatoriale e controllata da Secrétama, esercita con ogni probabilità un effetto dissuasivo sulle compagnie che intendano operare al di fuori della disciplina del comitato;
iii) un telex rivolto il 21 novembre 1988 dal Consiglio dei caricatori dello Stato africano menzionato al punto ii) ad una compagnia di navigazione marittima europea. Il telex conferma l'imposizione di un'ammenda per « mancanza del timbro Secrétama » su un carico in partenza da Marsiglia e precisa « che prima di qualsiasi imbarco in un porto francese l'armatore deve rivolgersi ai rappresentanti di Secrétama per ottenere l'autorizzazione di carico sotto forma di timbro apposto sul manifesto ».
(11) Secrétama esercita apparentemente la sua attività esclusivamente sul territorio francese; di conseguenza esso non è soggetto alle giurisdizioni di Stati terzi, né è tenuto a conoscere le loro regolamentazioni in materia marittima.
(12) In realtà risulta che Secrétama ha avuto conoscenza dell'esistenza di queste normative nonché, in sostanza, del loro contenuto (anche se quest'ultimo può variare da uno Stato africano all'altro), perlomeno per quanto riguarda le disposizioni applicabili ai traffici marittimi con la Francia. Ciò risulta in particolare dai seguenti fatti:
i) Secrétama esercita le funzioni di segretariato di comitati armatoriali i quali si occupano esclusivamente dell'organizzazione del traffico marittimo tra la Francia e undici Stati dell'Africa occidentale e centrale. È difficile supporre che a questo titolo Secrétama non abbia avuto conoscenza del quadro normativo in cui si operano questi traffici. Tanto più che Secrétama, a parte le sue funzioni di segretario di comitati armatoriali o di conferenze marittime, si presenta in un opuscolo, da esso predisposto, in qualità di società di consulenza nel settore dei trasporti marittimi; Secrétama non può perciò ignorare le normative in vigore, soprattutto sui traffici relativamente ai quali esercita compiti di gestione e di controllo;
ii) Come già indicato (punto 9), varie regolamentazioni adottate da Stati africani fanno esplicito riferimento a Secrétama come organo incaricato di esercitare il controllo sulla ripartizione dei carichi operato dai comitati armatoriali; esse prevedono sanzioni in caso di sbarco di merci sprovviste del visto di Secrétama. È inconcepibile, in tutti i casi considerati, che siffatte disposizioni abbiano potuto essere adottate senza che Secrétama ne sia stato informato prima o, al limite, dopo la loro adozione;
iii) Ciò è vero in particolare per quanto riguarda il decreto senegalese più sopra menzionato, il quale fa riferimento in vari articoli a Secrétama e che Secrétama ha invece dichiarato di ignorare del tutto. In effetti:
a) Tale documento è stato menzionato esplicitamente in una riunione del comitato armatoriale Francia-Senegal dell'11 dicembre 1987 nella quale Secrétama era rappresentato da due delegati e del cui processo verbale Secrétama ha in seguito assicurato la distribuzione alle compagnie aderenti;
b) Il decreto in questione, che in base al suo articolo finale « sarà pubblicato ovunque sia necessario », è pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica senegalese la quale è accessibile, come accertato dalla Commissione, a chiunque ne faccia richiesta presso gli archivi amministrativi del Senegal; è da notare che almeno una volta all'anno rappresentanti di Secrétama si recano nel Senegal per una riunione del comitato armatoriale;
c) Il decreto reca la data del 1981 e si applica da allora al traffico franco-senegalese, senza mai essere stato, per quanto consti alla Commissione, né modificato né abrogato; Secrétama non può sostenere che in sette anni di attività sul traffico franco-senegalese è rimasto nell'ignoranza di tale documento;
d) Il decreto in questione è stato adottato nel luglio 1981; nella susseguente riunione del comitato armatoriale del 16 settembre (a cui hanno partecipato rappresentanti di Secrétama) è stato deciso che Secrétama avrebbe provveduto alla diffusione del documento presso gli armatori interessati al traffico franco-senegalese. Secrétama ha proceduto a questa diffusione mediante lettera circolare del 7 settembre 1981;
e) Secrétama è destinatario di una copia del telex indirizzato dagli armatori francesi in data 30 giugno 1981 alla Compagnie sénégalaise de navigation maritime in cui i mittenti si dichiarano « molto felici di apprendere la firma imminente del decreto riguardante le sanzioni da applicare agli armatori che contravvengano alla regolamentazione del traffico marittimo adottata dal Comitato armatoriale »;
f) Secrétama è destinatario di una lettera di un armatore francese del 19 novembre 1981 da cui risulta che l'armatore ha chiesto « l'applicazione delle sanzioni previste dal decreto senegalese » nei riguardi di un armatore che aveva violato le regole della ripartizione del traffico;
g) Secrétama è destinatario di una copia di una lettera del 18 novembre 1986 con cui Secrétasen (Secrétariat commun des armements sénégalais) ricorda al direttore della marina mercantile senegalese che « il decreto interministeriale n. 6678 dell'8 luglio 1981 ha organizzato imperativamente il traffico marittimo tra la Francia e il Senegal ».
h) Secrétama è in possesso di copia di un telex indirizzato da USINA Dakar a varie compagnie di navigazione marittima in data 25 febbraio 1984 per ricordare gli obblighi e le sanzioni risultanti a loro carico dall'applicazione del « decreto interministeriale recante regolamentazione del traffico marittimo franco-senegalese dell'8 luglio 1981 ».
iv) Secrétama stesso ha ammesso nel corso dell'audizione di essere stato a conoscenza, al momento dell'istituzione del comitato armatoriale Francia-Niger, di disposizioni nazionali nigeriane che prevedevano sanzioni pecuniarie in caso di mancanza del visto di Secrétama sui manifesti delle merci trasportate via mare in provenienza dalla Francia;
v) Da alcuni telex indirizzati da Secrétama ad una compagnia facente parte dei comitati armatoriali, la quale aveva superato la sua quota di carico a destinazione di tre Stati africani, risulta che Secrétama è intervenuto presso le autorità dei tre Stati per chiedere di applicare la regolamentazione prevista in queste circostanze. In almeno uno dei tre casi considerati tale intervento ha condotto effettivamente all'imposizione di un'ammenda. Secrétama non può perciò sostenere in buona fede di aver chiesto l'applicazione di norme della cui esistenza dubitava.
(13) Secrétama ha confermato, in risposta agli addebiti mossi nei suoi riguardi dalla Commissione, che la maggior parte degli accordi armatoriali prevedono che « ogni caso di mancata applicazione delle modalità pratiche di attuazione di un'organizzazione di traffico sarà segnalato agli interessati ad ogni buon fine ». Nel traffico nord-sud gli interessati in questione (autorità amministrative o Consigli di caricatori) sono, in base alle regolamentazioni locali, competenti per infliggere ammende. Informando tali interessati « ad ogni buon fine » dei casi di mancata applicazione di cui è a conoscenza (sia che si tratti del superamento delle quote di carico da parte dei membri di comitati armatoriali che di carichi effettuati al di fuori dei comitati stessi), Secrétama sa che espone i contravventori all'applicazione di sanzioni, anche se non è sempre informato, caso per caso, del seguito riservato ai suoi interventi.
Va rilevato inoltre che nel caso citato nel paragrafo precedente al punto v), Secrétama non si è limitato ad informare « le autorità di destinazione », ma ha inoltre « chiesto » loro di applicare le misure previste in tali circostanze.
In queste condizioni Secrétama non poteva sostenere in buona fede che « gli eventuali ostacoli legali o regolamentari [ . . . ] non hanno alcuna connessione con le pratiche dei comitati armatoriali ».
(14) Negando implicitamente o mettendo in dubbio l'esistenza di sistemi di sanzione di cui era a conoscenza, Secrétama ha intenzionalmente fornito alla Commissione informazioni inesatte in risposta al questionario che gli era stato rivolto.
Esso ha agito nello stesso modo, sempre intenzionalmente, cercando di negare ogni responsabilità dei comitati armatoriali nell'applicazione di questi sistemi.
(15) L'articolo 16, paragrafi 1 e 4 del regolamento (CEE) n. 4056/86 dispone che, nell'esercizio dei compiti che le sono attribuiti dal regolamento stesso, la Commissione può raccogliere tutte le informazioni necessarie presso le imprese e che i titolari o i rappresentanti di tali imprese sono tenuti a fornirle le informazioni richieste.
L'articolo 19, paragrafo 1, lettera b) di detto regolamento dispone che la Commissione può, mediante decisione, infliggere ammende da 100 a 5 000 ecu alle imprese o associazioni di imprese che intenzionalmente o per negligenza forniscono informazioni inesatte in risposta ad una domanda loro rivolta a norma dell'articolo 16, paragrafo 3 dello stesso regolamento.
Come risulta dai punti precedenti, Secrétama ha deliberatamente e reiteratamente fornito informazioni inesatte atte ad indurre la Commissione a formulare conclusioni errate nella pratica in causa.
La Commissione ritiene che l'infrazione commessa rivesta un carattere particolarmente grave; il carattere ripetitivo dell'infrazione esclude che essa abbia potuto essere commessa per negligenza. Infine, Secrétama non poteva ignorare che agendo in questo modo violava le regole della concorrenza poiché la Commissione non aveva mancato di menzionare nella sua richiesta di informazioni le disposizioni pertinenti dell'articolo 19 del regolamento (CEE) n. 4056/86.
In tali circostanze si giustifica l'applicazione, a carico di Secrétama, di un'ammenda elevata, entro i limiti previsti dall'articolo 19 del regolamento (CEE) n. 4056/86,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1
Secrétama ha violato le disposizioni dell'articolo 16, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 4056/86 fornendo informazioni inesatte in risposta ad una domanda rivolta in base all'articolo 16, paragrafo 3 dello stesso regolamento. Articolo 2
A carico di Secrétama è inflitta un'ammenda di 5 000 ecu, da pagarsi entro il termine di tre mesi dalla data di notifica della presente decisione mediante versamento, in ecu, sul conto della Commissione delle Comunità europee n. 310-0933000-43, Banque Bruxelles-Lambert, Agence européenne, Rond-Point Robert Schuman 5, B-1040 Bruxelles.
A decorrere dalla scadenza di tale termine, la somma dovuta produce automaticamente interessi al tasso applicato dal Fondo europeo di cooperazione monetaria alle proprie operazioni in ecu nel primo giorno lavorativo del mese in cui è adottata la presente decisione, maggiorato di 3,5 punti, ossia 14 %. Articolo 3
Secrétama, 167, rue de Courcelles, 75017 Parigi (Francia), è destinataria della presente decisione.
La presente decisione costituisce titolo esecutivo ai sensi dell'articolo 192 del trattato CEE.
Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 1990.

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