Document ID: 31987R2347

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REGOLAMENTO (CEE) N. 2347/87 DEL CONSIGLIO
del 23 luglio 1987
che istituisce un dazio antidumping definitivo sugli orologi da polso meccanici originari dell'Unione Sovietica
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione previe consultazioni in seno al comitato consultivo istituito dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Con il regolamento (CEE) n. 1882/82 (2), il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sugli orologi da polso meccanici originari dell'Unione Sovietica.
(2) A seguito di detta misura, la società Timex Corporation, Dundee, ha presentato un ricorso alla Corte di gustizia delle Comunità europee ai sensi dell'articolo 173, paragrafo 2 del trattato per chiedere l'annullamento parziale dell'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 1882/82.
Con la sentenza in causa 264/82 (3) la Corte ha annullato l'articolo in questione ed ha disposto che il dazio antidumping istituito con il regolamento suddetto continuasse ad essere applicato fino a che gli organi competenti non avessero preso i provvedimenti necessari per l'esecuzione della sentenza.
(3) In conformità della sentenza, la Commissione, in qualità di istituzione competente, ha proceduto, insieme alla Timex, ad esaminare quale fosse la procedura più opportuna da seguire. Sulla base del tempo trascorso dall'inchiesta iniziale e del mutamento di circostanze intervenuto per quanto riguarda in particolare i produttori di orologi da polso meccanici del mercato analogo, Hong Kong, è stato ritenuto opportuno riaprire la procedura e avviare un'inchiesta a livello comunitario. Pertanto, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (4), la Commissione ha annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di alcuni orologi da polso meccanici della voce ex 91.01 della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe ex 91.01-37 e 57, originari dell'Unione Sovietica.
(4) La Commissione ha ufficialmente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, nonché i produttori comunitari, ed ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere noto per iscritto il loro punto di vista e di essere intese.
Il principale produttore comunitario, Timex, la cui produzione rappresenta una parte notevole della produzione comunitaria del prodotto in oggetto, ha reso noto per iscritto il proprio punto di vista ed è stato inteso; esso ha inoltre chiesto ed ottenuto di essere informato dei fatti e delle considerazioni essenziali sulla base dei quali s'intendeva raccomandare un'azione definitiva. L'esportatore sovietico non ha collaborato all'inchiesta.
(5) Al fine di verificare i prezzi all'esportazione nella Comunità del prodotto in oggetto e l'entità del pregiudizio arrecato all'industria comunitaria, la Commissione ha svolto ispezioni in loco presso il principale importatore interessato, Global Watches Ltd, e il principale produttore comunitario, Timex Corporation.
(6) L'inchiesta relativa al dumping copre il periodo compreso fra gennaio e ottobre 1985.
B. Valore normale
(7) Per stabilire se i prodotti originari dell'Unione sovietica siano stati importati in dumping, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che l'Unione Sovietica non ha un'economia di mercato. In tale circostanza, il valore normale viene in genere determinato sulla base del prezzo di vendita, o del valore costruito, di un prodotto simile in un paese terzo ad economia di mercato.
(8) Nella prima inchiesta, la Commissione aveva scelto come mercato analogo quello di Hong Kong.
Tuttavia, come nella procedura precedente, anche in quella attuale la Timex ha obiettato che il prezzo di riferimento più adatto per stabilire il valore normale era quello degli orologi da polso meccanici svizzeri. Secondo la Timex infatti l'impiego di dati relativi agli orologi da polso prodotti ad Hong Kong avrebbe sollevato problemi di attendibilità e il processo di fabbricazione dei produttori svizzeri avrebbe consentito un confronto più equo che non quello dei produttori di Hong Kong.
(9) Dopo aver visitato la sede di tre dei maggiori produttori di orologi da polso meccanici di Hong Kong, vale a dire Kaybee International Ltd, Foremost Trading Company e Swiss Watch and Jewellery Manufacturing Company, la Commissione ha concluso che le informazioni ottenute erano attendibili. Per quanto riguarda la natura delle operazioni di fabbricazione o di assemblaggio effettuate ad Hong Kong, la Commissione continua a ritenere che la struttura del processo di fabbricazione nel paese in questione, pur essendo uno dei criteri di scelta del mercato analogo, non sia necessariamente determinante. In ogni caso, non è dimostrato che acquistare elementi o sottoparti da ditte esterne (come nel caso di Hong Kong) piuttosto che produrli all'interno (come si sostiene avvenga in Unione Sovietica) incida notevolmente sul prezzo di vendita finale. Inoltre, l'industria svizzera, proposta dalla Timex come l'industria simile più adatta per stabilire il valore normale, opera anch'essa (come Hong Kong) utilizzando elementi e sottoparti acquistati.
Pertanto, in mancanza di alternative soddisfacenti a Hong Kong o alla Svizzera, la Commissione non ha ravvisato l'opportunità di cambiare la propria opinione basata sui motivi di cui al regolamento (CEE) n. 84/82 (1) che istituiva un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni del prodotto in questione e confermata nel regolamento (CEE) n. 1882/82, secondo la quale scegliendo Hong Kong come mercato analogo il valore normale era stato determinato in maniera appropriata ed equa conformemente all'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2176/84. Di conseguenza, il valore normale è stato stabilito sulla base del prezzo a cui gli orologi da polso simili a quelli esportati nella Comunità dall'Unione Sovietica sono realmente stati venduti dai produttori di Hong Kong. Dopo aver inviato alle parti interessate una descrizione particolareggiata degli orologi da polso ritenuti simili, la Commissione non ha ricevuto obiezioni in merito alla loro comparabilità.
(10) Dato che le tre società di Hong Kong presso le quali la Commissione ha effettuato un'indagine non effettuano praticamente alcuna vendita del prodotto in questione sul mercato interno, conformemente all'articolo 2, paragrafo 5, lettera a), punto ii) del regolamento (CEE) n. 2176/84, il valore normale è stato determinato sulla base dei prezzi praticati da queste società per le esportazioni, comprese quelle nella Comunità. In caso di variazioni di prezzo per modelli di Hong Kong paragonabili, è stata calcolata la media ponderata dei valori normali.
C. Prezzo all'esportazione
(11) I prezzi all'esportazione dei prodotti sovietici sono stati determinati in base ai prezzi realmente pagati per i prodotti in questione venduti ai fini dell'esportazione nella Comunità.
D. Confronto
(12) Per effettuare un equo confronto tra il valore normale e i prezzi all'esportazione la Commissione ha tenuto conto, ove necessario, delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, quali quelle della natura delle merci e delle condizioni e modalità di vendita, nei casi in cui l'esistenza di un rapporto diretto tra dette differenze e le vendite in questione è stata dimostrata in modo soddisfacente. Tale è stato il caso per le differenze riguardanti imballaggio, trasporto, movimentazione e costi accessori. Per quanto riguarda la natura dei prodotti, gli orologi da polso sovietici sono stati importati senza cinturino o braccialetto e i movimenti hanno generalmente 17 pietre. È stato pertanto effettuato un opportuno adeguamento in considerazione del fatto che il prodotto di Hong Kong viene venduto completo di cinturino o braccialetto e che il movimento ha in genere una sola pietra.
Tutti i confronti sono stati effettuati a livello franco-fabbrica ed hanno coperto il 70 % circa delle esportazioni effettuate durante il periodo di riferimento.
E. Margini di dumping
(13) Dal confronto tra valore normale e i prezzi all'esportazione è emersa l'esistenza di pratiche di dumping per tutte le importazioni di orologi da polso meccanici originari dell'Unione Sovietica effettuate durante il periodo di riferimento.
Il margine di dumping è pari alla differenza tra il valore normale e i prezzi all'esportazione nella Comunità; espresso in percentuale del valore normale cif delle esportazioni del prodotto in questione, esso è pari al 13,4 %.
F. Pregiudizio
(14) Per quanto riguarda il pregiudizio arrecato dalle importazioni effettuate in dumping, dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta che le importazioni nella Comunità del prodotto in esame dell'Unione Sovietica sono passate da 350 000 unità circa nel 1982 a 1 050 000 unità circa nel 1985, con un incremento del 200 %. Dato che nel 1985 oltre il 90 % di queste importazioni è stato effettuato dal Regno Unito, il pregiudizio è stato valutato principalmente sulla base di informazioni riguardanti la situazione di detto Stato membro.
(15) Con l'immissione sul mercato di orologi da polso al quarzo con indicatore analogico o numerico a cristalli liquidi di basso prezzo, le vendite di orologi meccanici nella Comunità hanno registrato un calo costante. Nel 1985, sul totale degli orologi da polso venduti, quelli meccanici rappresentavano il 19 % circa contro quasi il 30 % nel 1982. L'aumento delle vendite di orologi da polso sovieitici ha determinato un considerevole incremento della quota di mercato detenuta dalle importazioni dall'Unione Sovietica.
Nel Regno Unito, Stato membro in cui sono state effettuate quasi tutte le vendite dei prodotti sovietici ed è stato venduto il maggior numero di orologi da polso meccanici relativamente costosi, la quota di mercato è salita dal 9 % circa nel 1982 al 32 % circa nel 1985.
(16) Dagli elementi di prova di cui la Commissione dispone in materia di prezzi risulta che, nel periodo di riferimento, gli orologi da polso sovietici sono stati venduti a prezzi inferiori fino al 20 % rispetto a quelli praticati dal produttore comunitario. Nel fare il calcolo si è tenuto conto del fatto che gli orologi da polso sovietici vengono generalmente importati senza cinturino o bracciale né confezione, che vengono poi aggiunti dall'importatore.
(17) L'impatto delle importazioni in dumping sul produttore comunitario consiste in un calo della quota di mercato nel Regno Unito dal 35 % circa nel 1982 al 18 % nel 1985. Durante questo periodo, la Timex ha cercato di aumentare regolarmente i suoi prezzi. Tuttavia, data la relativa stabilità dei prezzi degli orologi da polso sovietici, la differenza di prezzo è ulteriormente aumentata con conseguenti perdite per la Timex in termini sia di volume che, più in particolare, di quota di mercato.
(18) Nonostante l'aumento dei prezzi da parte della Timex, l'effetto prodotto dalla perdita di volume sui costi unitari è consistito nel fatto che in ciascuno degli anni 1983-1985 la società ha subito perdite sulle vendite di orologi da polso meccanici.
(19) Un'ulteriore conseguenza delle importazioni effettuate in dumping sull'industria comunitaria è stata una considerevole riduzione della manodopera impiegata nella fabbricazione di orologi da polso meccanici.
(20) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio sia stato causato da altri fattori, quali un mutamento del modello di consumo. Mentre negli ultimi anni il consumo degli orologi da polso meccanici nella Comunità è costantemente diminuito, le vendite di orologi da polso sovietici sono effettivamente aumentate in termini di volume, con un conseguente aumento della quota di mercato detenuta da questi prodotti.
Si era sostenuto inoltre che il pregiudizio subito dalla Timex per quanto riguarda gli orologi da polso meccanici fosse dovuto a problemi aziendali. Anche se ciò può essere stato in parte vero, un considerevole sforzo di razionalizzazione e diversificazione è stato attuato in due fabbriche di orologi da polso meccanici della Timex nella Comunità, per cercare di ridurre la componente costi fissi del costo totale dei prodotti.
Pertanto, l'incremento del volume delle importazioni effettuate in dumping e i relativi bassi prezzi di vendita nella Comunità hanno indotto la Commissione a stabilire che gli effetti delle importazioni in dumping di orologi da polso meccanici originari dell'Unione Sovietica, considerati separatamente, costituiscono un pregiudizio sostanziale per l'industria comunitaria interessata.
G. Interesse della Comunità
(21) Nessuna osservazione è stata ricevuta in merito alla questione se nel caso in esame sia nell'interesse della Comunità istituire misure antidumping. Data l'entità del pregiudizio arrecato dalle importazioni effettuate in dumping e, in particolare, la possibilità di una ulteriore esuberanza di personale negli stabilimenti dei produttori comunitari, la Commissione ha concluso che nell'interesse della Comunità occorre adottare misure opportune, vale a dire, nella fattispecie, istituire un dazio antidumping definitivo.
H. Aliquota del dazio
(22) La Commissione ed il Consiglio, in qualità di istituzioni competenti della Comunità, ritengono che, riaprendo la procedura ed effettuando la presente inchiesta, si sia provveduto ad eseguire la sentenza della Corte nella causa 264/82 e che il dazio antidumping istituito con regolamento (CEE) n. 1882/82 non debba essere ulteriormente mantenuto in vigore. Tuttavia, essendo emerso che le importazioni nella Comunità di orologi da polso meccanici originari dell'Unione Sovietica erano nuovamente effettuate in dumping e tenendo conto del pregiudizio da esse arrecato, in particolare del livello delle perdite subite dal produttore comunitario, si ritiene opportuno istituire un dazio antidumping definitivo che elimini il pregiudizio constatato. L'aliquota del dazio dovrebbe essere pertanto pari al 13,4 %.
(23) Nessuna obiezione in merito è stata sollevata in seno al comitato consultivo,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di orologi da polso meccanici della voce ex 91.01 della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe ex 91.01-37 e 57, originari dell'Unione Sovietica. 2. L'importo del dazio antidumping definitivo è pari al 13,4 % del valore franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto.
3. Detto prezzo franco frontiera comunitaria non sdoganato è netto se le effettive condizioni e modalità di vendita prevedono che il pagamento venga effettuato entro 30 giorni dalla data di spedizione e viene diminuito dell'1 % per ciascun mese di dilazione del pagamento.
4. Si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Per quanto riguarda le importazioni in Spagna e in Portogallo, il dazio antidumping istituito o riscosso a norma dell'articolo 1 viene riscosso soltanto nella misura in cui l'importo cumulativo del dazio doganale applicato in detti Stati membri per il prodotto in questione e del dazio antidumping non ecceda l'importo cumulativo del dazio fissato nella tariffa doganale comune e del dazio antidumping per lo stesso prodotto.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 23 luglio 1987.

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