Document ID: 31999L0036

DIRETTIVA 1999/36/CE DEL CONSIGLIO
del 29 aprile 1999
in materia di attrezzature a pressione trasportabili
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 75, paragrafo 1, lettera c),
vista la proposta della Commissione(1),
visto il parere del Comitato economico e sociale(2),
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 C del trattato(3),
(1) considerando che, nell'ambito della politica comune dei trasporti, devono essere adottate ulteriori misure per garantire la sicurezza dei trasporti;
(2) considerando che ciascuno Stato membro richiede attualmente che tutte le attrezzature a pressione trasportabili destinate all'uso sul proprio territorio siano sottoposte a certificazione e a ispezione, ivi comprese ispezioni periodiche, ad opera di organismi da loro designati; che tale situazione, implicante la necessità di omologare più volte le attrezzature perché esse possano essere utilizzate in più di uno Stato membro nel corso di un'operazione di trasporto, costituisce un ostacolo alla libera prestazione dei servizi di trasporto all'interno della Comunità; che è giustificata un'azione a livello comunitario per l'armonizzazione delle procedure di omologazione, al fine di facilitare l'utilizzazione sul territorio di un altro Stato membro delle attrezzature a pressione trasportabili, nell'ambito di un'operazione di trasporto;
(3) considerando che si deve procedere all'adozione di misure per realizzare progressivamente un mercato unico dei trasporti e, in particolare, per assicurare la libera circolazione delle attrezzature a pressione trasportabili;
(4) considerando che l'azione a livello comunitario costituisce l'unico modo di pervenire all'armonizzazione, poiché gli Stati membri agendo separatamente o per mezzo di accordi internazionali non sono in grado di realizzare lo stesso grado di armonizzazione delle omologazioni relative alle attrezzature in questione; che allo stato attuale il riconoscimento delle omologazioni rilasciate nei diversi Stati membri non è soddisfacente, tenuto conto della componente di discrezionalità;
(5) considerando che una direttiva del Consiglio è lo strumento giuridico adeguato per aumentare la sicurezza di tali attrezzature, poiché essa delinea il contesto per l'applicazione uniforme e obbligatoria delle procedure di omologazione ad opera degli Stati membri;
(6) considerando che le direttive 94/55/CE(4) e 96/49/CE(5) hanno esteso al traffico nazionale l'applicazione delle disposizioni ADR(6) e RID(7), al fine di armonizzare in tutta la Comunità le condizioni di trasporto su strada e per ferrovia delle merci pericolose;
(7) considerando che le direttive 94/55/CE e 96/49/CE prevedono la facoltà di applicare ad alcune attrezzature a pressione trasportabili di nuova fabbricazione procedure di valutazione della conformità basate su moduli ai sensi della decisione 93/465/CEE(8); che tale facoltà dovrebbe essere sostituita da un obbligo ed estesa a tutte le attrezzature a pressione trasportabili di nuova fabbricazione impiegate per il trasporto di merci pericolose e che rientrano nell'ambito di applicazione delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE;
(8) considerando che la direttiva 97/23/CE(9) prevede i requisiti generali della libera circolazione e della sicurezza delle attrezzature a pressione;
(9) considerando che occorre escludere i diffusori di aerosol e le bombole per gas per apparecchi di respirazione dall'ambito di applicazione della pre sente direttiva poiché, per i diffusori di aerosol, la direttiva 75/324/CEE(10) e, per le bombole per gas per apparecchi di respirazione, la direttiva 97/23/CE garantiscono già la libertà di circolazione e la sicurezza dei dispositivi in questione;
(10) considerando che il riconoscimento dell'omologazione rilasciata dagli organismi di ispezione designati dall'autorità competente degli Stati membri, delle procedure di valutazione o di rivalutazione della conformità nonché delle procedure di ispezione periodica contribuiscono a rimuovere gli ostacoli alla libera prestazione dei servizi di trasporto; che un siffatto obiettivo non può essere conseguito in modo soddisfacente ad un altro livello dai singoli Stati membri; che, per eliminare la componente di discrezionalità, occorre stabilire chiaramente le procedure da seguire;
(11) considerando che è necessario formulare regole comuni per il riconoscimento degli organismi di ispezione designati, che garantiscono la conformità alle disposizioni delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE; che tali regole comuni consentiranno di eliminare le spese e le procedure amministrative superflue connesse all'omologazione delle attrezzature e di eliminare gli ostacoli tecnici agli scambi commerciali;
(12) considerando che, al fine di non ostacolare le operazioni di trasporto tra uno Stato membro ed un paese terzo, la presente direttiva non dev'essere applicata alle attrezzature a pressione trasportabili utilizzate esclusivamente per operazioni di trasporto di merci pericolose tra il territorio della Comunità e il territorio di paesi terzi;
(13) considerando che gli Stati membri devono designare gli organismi di ispezione abilitati ad espletare le procedure di valutazione o di rivalutazione della conformità e le ispezioni periodiche e garantire anche che tali organismi siano sufficientemente indipendenti, efficienti e professionalmente capaci di eseguire i compiti loro affidati;
(14) considerando che occorre introdurre procedure specifiche di valutazione della conformità di rubinetti e altri accessori di nuova fabbricazione utilizzati per il trasporto;
(15) considerando che occorre introdurre disposizioni concernenti la rivalutazione delle attrezzature esistenti, definita nell'allegato IV, parte II, per consentire l'applicazione della presente direttiva a tali attrezzature;
(16) considerando che il rispetto delle specifiche tecniche contenute negli allegati delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE per le attrezzature di nuova fabbricazione dev'essere accertato attraverso le procedure di valutazione della conformità descritte nell'allegato IV, parte I; che le ispezioni periodiche delle attrezzature esistenti saranno eseguite secondo le procedure di cui all'allegato IV, parte III;
(17) considerando che le attrezzature oggetto della presente direttiva devono recare un marchio che ne attesti la conformità rispetto ai requisiti delle direttive 94/55/CE o 96/49/CE e della presente direttiva per essere immesse sul mercato, riempite, utilizzate e ricaricate secondo l'uso cui sono destinate;
(18) considerando che gli Stati membri consentono la libera circolazione sul proprio territorio, l'immissione sul mercato, l'utilizzazione per qualsiasi operazione di trasporto ovvero l'utilizzazione, conforme allo scopo cui sono destinate, delle attrezzature provviste del marchio di cui all'allegato VII senza procedere ad ulteriore valutazione o senza rispettare ulteriori requisiti tecnici;
(19) considerando che è opportuno che uno Stato membro, informandone la Commissione, possa adottare misure per limitare o vietare l'immissione sul mercato e l'utilizzazione delle attrezzature, nei casi in cui ciò costituisca un rischio particolare per la sicurezza;
(20) considerando che per la modifica degli allegati della presente direttiva, nonché per il rinvio della sua data di attuazione per talune apparecchiature a pressione trasportabili occorre seguire una procedura di comitato;
(21) considerando che occorre prevedere una disposizione transitoria per l'immissione sul mercato e la messa in servizio delle attrezzature a pressione trasportabili fabbricate ai sensi della normative nazionali vigenti anteriormente alla data di attuazione della presente direttiva;
(22) considerando che le direttive 84/525/CEE(11), 84/526/CEE(12) e 84/527/CEE(13) sulle bombole per gas prevedono una procedura di conformità diversa da quella contemplata nella presente direttiva; che occorre stabilire una procedura unica per tutte le attrezzature a pressione trasportabili;
(23) considerando che occorre prevedere una procedura di ispezione periodica per le bombole per gas esistenti che siano conformi alle direttive 84/525/CEE, 84/526/CEE e 84/527/CEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
Ambito d'applicazione
1. La presente direttiva ha lo scopo di accrescere la sicurezza delle attrezzature a pressione trasportabili omologate per il trasporto interno di merci pericolose su strada e per ferrovia e di garantirne all'interno della Comunità la libera circolazione, ivi inclusi gli aspetti relativi all'immissione sul mercato, alla messa in servizio e all'utilizzazione ripetute.
2. La presente direttiva si applica:
a) per quanto riguarda l'immissione sul mercato, alle attrezzature a pressione trasportabili di nuova fabbricazione definite all'articolo 2;
b) per quanto riguarda la rivalutazione della conformità, alle attrezzature a pressione trasportabili esistenti definite all'articolo 2, conformi ai requisiti tecnici delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE;
c) per quanto riguarda l'utilizzazione ripetuta e l'ispezione periodica:
- alle attrezzature a pressione trasportabili di cui alle lettere a) e b),
- alle bombole per gas esistenti che recano il marchio di conformità previsto dalle direttive 84/525/CEE, 84/526/CEE e 84/527/CEE.
3. Le attrezzature a pressione trasportabili immesse sul mercato anteriormente al 1o luglio 2001 o, nel caso dell'articolo 18, entro due anni da tale data e non rivalutate per soddisfare i requisiti delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE, non rientrano nell'ambito d'applicazione della presente direttiva.
4. Le attrezzature a pressione trasportabili utilizzate esclusivamente per operazioni di trasporto di merci pericolose tra il territorio della Comunità e il territorio di paesi terzi, realizzate a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, e dell'articolo 7 della direttiva 94/55/CE o dell'articolo 6, paragrafo 1, e dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2, della direttiva 96/49/CE, non rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva.
Articolo 2
Definizioni
Ai fini della presente direttiva si intende per:
1) "attrezzature a pressione trasportabili":
- tutti i contenitori (bombole, tubi, fusti a pressione, recipienti criogenici, incastellature di bombole, come da definizioni contenute nell'allegato A della direttiva 94/55/CE),
- tutte le cisterne, comprese le cisterne smontabili, i contenitori cisterna (casse mobili), i serbatoi dei vagoni cisterna, i serbatoi o contenitori per batterie di veicoli o di vagoni batteria, le cisterne dei veicoli cisterna,
utilizzati per il trasporto di gas della classe 2 ai sensi degli allegati delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE, nonché per il trasporto di talune sostanze pericolose di altre classi, indicate nell'allegato VI della presente direttiva, compresi i loro rubinetti e altri accessori utilizzati per il trasporto.
Sono esclusi dalla presente definizione le attrezzature soggette alle prescrizioni generali di esenzione applicabili a piccole quantità e ai casi particolari previsti dall'allegato A della direttiva 94/55/CE e dall'allegato della direttiva 96/49/CE, nonché i diffusori di aerosol (numero ONU 1950) e le bombole per gas per apparecchi di respirazione;
2) "marchio": il simbolo di cui all'articolo 10;
3) "procedure di valutazione della conformità": le procedure previste dall'allegato IV, parte I;
4) "rivalutazione della conformità": la procedura volta a valutare a posteriori, a richiesta del proprietario, del suo mandatario stabilito nella Comunità o del detentore, la conformità delle attrezzature a pressione trasportabili già esistenti e messe in funzione anteriormente al 1o luglio 2001 o, nel caso dell'articolo 18, entro due anni da tale data alle disposizioni pertinenti degli allegati delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE;
5) "organismo notificato": un organismo di ispezione designato dall'autorità nazionale competente di uno Stato membro a norma dell'articolo 8 e che soddisfa i criteri degli allegati I e II;
6) "organismo autorizzato": un organismo di ispezione designato dall'autorità nazionale competente di uno Stato membro a norma dell'articolo 9 e che soddisfa i criteri degli allegati I e III.
Articolo 3
Valutazione di conformità per l'immissione sul mercato comunitario delle attrezzature a pressione trasportabili di nuova fabbricazione
1. I recipienti e le cisterne di nuova fabbricazione devono essere conformi alle disposizioni pertinenti delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE. La conformità di tali attrezzature a pressione trasportabili alle disposizioni sopra citate deve essere determinata da un organismo notificato e deve essere attestata esclusivamente mediante le procedure di valutazione di conformità descritte all'allegato IV, parte I, e specificate all'allegato V.
2. I rubinetti e altri accessori di nuova fabbricazione utilizzati per il trasporto devono rispettare le disposizioni pertinenti degli allegati delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE.
3. I rubinetti e altri accessori con una funzione diretta di sicurezza per l'attrezzatura a pressione trasportabile, in particolare le valvole di sicurezza, le valvole di riempimento e di drenaggio e i rubinetti delle bombole devono essere sottoposti ad una procedura di valutazione della conformità di livello pari o superiore a quella del recipiente o della cisterna su cui sono montati.
Tali rubinetti e altri accessori utilizzati per il trasporto possono essere sottoposti ad una procedura di valutazione della conformità separata da quella del recipiente o della cisterna.
4. Se le direttive 94/55/CE e 96/49/CE non contengono prescrizioni tecniche dettagliate per i rubinetti e gli accessori di cui al paragrafo 3, questi ultimi devono rispondere ai requisiti della direttiva 97/23/CE ed essere sottoposti, ai sensi di questa direttiva, ad una procedura di valutazione della conformità di categoria II, III o IV, come previsto nell'articolo 10 della direttiva 97/23/CE, a seconda che il recipiente o la cisterna rientrino nella categoria 1, 2 o 3, come previsto nell'allegato V della presente direttiva.
5. Gli Stati membri non vietano, limitano o ostacolano l'immissione sul mercato o la messa in servizio sul proprio territorio delle attrezzature a pressione trasportabili, indicate all'articolo 1, paragrafo 2, lettera a), conformi alla presente direttiva e recanti il marchio pertinente previsto dall'articolo 10, paragrafi 1 e 2.
Articolo 4
Valutazione di conformità per l'immissione sul mercato regionale delle attrezzature a pressione trasportabili di nuova fabbricazione
1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, gli Stati membri possono autorizzare nel loro territorio l'immissione sul mercato, il trasporto e la messa in servizio da parte degli utilizzatori dei recipienti, compresi i loro rubinetti e altri accessori utilizzati per il trasporto contemplati dall'articolo 1, paragrafo 2, lettera a), che siano stati sottoposti a valutazione di conformità da un organismo autorizzato.
2. Le attrezzature a pressione trasportabili la cui conformità è stata valutata da un organismo autorizzato non possono recare il marchio di cui all'articolo 10, paragrafo 1.
3. L'organismo autorizzato lavora esclusivamente per l'organizzazione di cui fa parte.
4. Le procedure applicabili se la valutazione di conformità è effettuata da un organismo autorizzato sono i moduli A1, C1, F e G descritti nell'allegato IV, parte I.
5. La Commissione sorveglia le conseguenze dell'applicazione del presente articolo, che saranno oggetto di valutazione a decorrere da 1o luglio 2004. A tal fine gli Stati membri trasmettono alla Commissione ogni informazione utile riguardante l'attuazione del presente articolo. Tale valutazione sarà corredata, eventualmente, di proposte di modifica della presente direttiva.
Articolo 5
Rivalutazione della conformità per le attrezzature a pressione trasportabili esistenti
1. La conformità delle attrezzature a pressione trasportabili indicate all'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), alle disposizioni pertinenti degli allegati delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE deve essere stabilita da un organismo notificato secondo la procedura di rivalutazione della conformità di cui all'allegato IV, parte II della presente direttiva.
Quando tali attrezzature sono fabbricate in serie, gli Stati membri possono consentire che la rivalutazione di conformità relativa ai recipienti, compresi i loro rubinetti ed altri accessori utilizzati per il trasporto, sia effettuata da un organismo autorizzato, a condizione che alla rivalutazione della conformità del tipo proceda un organismo notificato.
2. Gli Stati membri non vietano, limitano o ostacolano l'immissione sul mercato o la messa in servizio nel proprio territorio delle attrezzature a pressione trasportabili indicate all'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), conformi alla presente direttiva e che recano il marchio pertinente previsto dall'articolo 10, paragrafo 1.
Articolo 6
Ispezione periodica e utilizzazione ripetuta
1. L'ispezione periodica dei recipienti, compresi i loro rubinetti e altri accessori utilizzati per il trasporto, di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera c), è effettuata da un organismo notificato o autorizzato, secondo la procedura di cui all'allegato IV, parte III. L'ispezione periodica delle cisterne, compresi i loro rubinetti ed altri accessori utilizzati per il trasporto, è effettuata da un organismo notificato, secondo la procedura di cui all'allegato IV, parte III, modulo 1.
Tuttavia, gli Stati membri possono consentire che l'ispezione periodica delle cisterne, effettuata nel loro territorio, sia parimenti effettuata dagli organismi autorizzati, riconosciuti idonei per effettuare l'ispezione periodica delle cisterne e che operano sotto la sorveglianza di un organismo notificato, secondo la procedura di cui all'allegato IV, parte III, modulo 2, relativa all'ispezione periodica mediante garanzia di qualità.
2. Le attrezzature a pressione trasportabili indicate all'articolo 1, paragrafo 2, possono essere sottoposte ad un'ispezione periodica in qualsiasi Stato membro.
3. Gli Stati membri non possono, per motivi concernenti le attrezzature a pressione trasportabili in quanto tali, vietare, limitare o ostacolare l'utilizzazione (compresi il riempimento, il deposito, lo svuotamento e la ricarica) sul loro territorio delle attrezzature a pressione trasportabili seguenti:
- le attrezzature indicate nell'articolo 1, paragrafo 2, lettere a) e b) e lettera c), primo trattino, conformi alle disposizioni della presente direttiva e recanti il marchio corrispondente;
- le bombole per gas esistenti recanti il marchio di conformità previsto dalle direttive 84/525/CEE, 84/526/CEE e 84/527/CEE, nonché il marchio e il numero di identificazione di cui all'articolo 10, paragrafo 3, della presente direttiva, attestanti che sono state sottoposte a ispezione periodica.
4. Gli Stati membri possono stabilire requisiti nazionali riguardo al deposito o all'utilizzazione delle attrezzature a pressione trasportabili, ma non riguardo a queste stesse attrezzature o agli accessori necessari durante il trasporto. Tuttavia, essi possono mantenere, a norma dell'articolo 7, i requisiti nazionali concernenti i dispositivi per il collegamento, i codici di colore e la temperatura di riferimento.
Articolo 7
Disposizioni nazionali
1. Uno Stato membro può mantenere le sue disposizioni nazionali per quanto riguarda i dispositivi previsti per il collegamento con altre attrezzature e i codici di colore applicabili alle attrezzature a pressione trasportabili finché non vengano aggiunte norme europee di utilizzazione agli allegati delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE.
Tuttavia, ove sorgano problemi di sicurezza per il trasporto o l'utilizzazione di determinati tipi di gas, può essere previsto un breve periodo transitorio, secondo la procedura di cui all'articolo 15, per consentire agli Stati membri di mantenere le loro disposizioni nazionali anche successivamente all'aggiunta delle norme europee agli allegati delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE.
2. Gli Stati membri in cui la temperatura ambiente è regolarmente inferiore a - 20 °C possono imporre norme più severe in materia di temperatura di funzionamento del materiale destinato al trasporto nazionale di merci pericolose effettuato sul loro territorio, fino a che non siano incorporate negli allegati delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE disposizioni relative alle temperature di riferimento appropriate per zone climatiche determinate.
Articolo 8
Organismi notificati
1. Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri l'elenco degli organismi notificati, stabiliti nella Comunità, da loro designati per espletare le procedure di valutazione della conformità delle attrezzature a pressione trasportabili di nuova fabbricazione in applicazione dell'allegato IV, parte I, per rivalutare la conformità dei tipi o delle attrezzature esistenti ai requisiti previsti dagli allegati delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE, in applicazione dell'allegato IV, parte II, e/o per effettuare le ispezioni periodiche di cui all'allegato IV, parte III, modulo 1, e/o per svolgere i compiti di sorveglianza in applicazione dell'allegato IV, parte III, modulo 2. Essi notificano inoltre i numeri di identificazione loro assegnati preventivamente dalla Commissione.
La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee l'elenco degli organismi notificati, indicando il loro numero di identificazione e i compiti per i quali sono stati notificati. La Commissione provvede all'aggiornamento di tale elenco.
2. Per la designazione degli organismi notificati, gli Stati membri applicano i criteri fissati negli allegati I e II. Ciascun organismo fornisce allo Stato membro che intende designarlo esaurienti informazioni e documentazione comprovante la conformità ai criteri indicati negli allegati I e II.
3. La notifica di un organismo deve essere revocata quando lo Stato membro che l'ha effettuata constata che l'organismo non soddisfa più i criteri indicati al paragrafo 2.
Lo Stato membro informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri di ogni notifica che viene revocata.
Articolo 9
Organismi autorizzati
1. Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri l'elenco degli organismi autorizzati, stabiliti nella Comunità, da essi riconosciuti, conformemente ai criteri indicati al paragrafo 2, per provvedere alle ispezioni periodiche dei recipienti, compresi i loro rubinetti e altri accessori utilizzati per il trasporto, di cui all'articolo 2, punto 1, primo trattino, o alla rivalutazione della conformità dei recipienti esistenti, compresi i loro rubinetti e altri accessori utilizzati per il trasporto, conformi a un tipo rivalutato da un organismo notificato al fine di garantire, secondo le procedure di cui all'allegato IV, parte III, modulo 1, il continuo rispetto delle pertinenti disposizioni delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE. Essi comunicano loro inoltre il numero di identificazione assegnato preventivamente dalla Commissione.
Gli Stati membri che si avvalgono della facoltà prevista dall'articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, comunicano parimenti alla Commissione e agli altri Stati membri l'elenco degli organismi autorizzati, stabiliti nella Comunità, da essi riconosciuti ai fini dell'ispezione periodica delle cisterne.
La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee l'elenco degli organismi autorizzati che hanno ottenuto il riconoscimento, il loro numero di identificazione e i compiti per i quali sono stati riconosciuti. La Commissione provvede all'aggiornamento di tale elenco.
2. Per il riconoscimento degli organismi autorizzati, gli Stati membri applicano i criteri fissati negli allegati I e III. Ciascun organismo fornisce allo Stato membro che intende riconoscerlo esaurienti informazioni e documentazione comprovante la conformità ai criteri indicati negli allegati suddetti.
3. Il riconoscimento di un organismo deve essere revocato quando lo Stato membro che l'ha effettuato constata che l'organismo non soddisfa più i criteri indicati al paragrafo 2.
Lo Stato membro informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri di ogni riconoscimento che viene revocato.
Articolo 10
Marchio
1. Fatti salvi i requisiti per il marchio dei recipienti e delle cisterne previsti nelle direttive 94/55/CE e 96/49/CE, i recipienti e le cisterne conformi alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1, e dell'articolo 5, paragrafo 1, recano un marchio apposto ai sensi dell'allegato IV, parte I. Il marchio da utilizzare è riprodotto nell'allegato VII. Esso è apposto in modo inamovibile e in forma visibile, è corredato del numero di identificazione dell'organismo notificato che ha eseguito la procedura di valutazione della conformità dei recipienti e delle cisterne. In caso di rivalutazione, il marchio è seguito dal numero di identificazione dell'organismo notificato o autorizzato.
Per le attrezzature a pressione trasportabili conformi alle disposizioni dell'articolo 7, paragrafo 2, il numero di identificazione dell'organismo notificato o autorizzato è seguito dall'indicazione: "- 40 °C".
2. I rubinetti ed altri accessori di nuova fabbricazione con una funzione di sicurezza diretta recano il marchio di cui all'allegato VII oppure il marchio di cui all'allegato VI della direttiva 97/23/CE. Detti marchi non sono obbligatoriamente corredati del numero di identificazione dell'organismo notificato che ha effettuato la valutazione della conformità dei rubinetti e degli altri accessori utilizzati per il trasporto.
Gli altri rubinetti e accessori non sono sottoposti a requisiti particolari in materia di marchio.
3. Fatti salvi i requisiti per il marchio dei recipienti e delle cisterne previsti nelle direttive 94/55/CE e 96/49/CE, ai fini delle ispezioni periodiche ogni attrezzatura a pressione trasportabile di cui all'articolo 6, paragrafo 1, deve recare il numero di identificazione dell'organismo che ne ha eseguito l'ispezione periodica, per indicare che l'attrezzatura può continuare ad essere utilizzata.
Per quanto riguarda le bombole per gas di cui alle direttive 84/525/CEE, 84/526/CEE e 84/527/CEE, all'atto della prima ispezione periodica effettuata ai sensi della presente direttiva, il numero di identificazione di cui sopra deve essere preceduto dal marchio previsto nell'allegato VII.
4. Ai fini sia della valutazione di conformità che della rivalutazione e delle ispezioni periodiche, il numero di identificazione dell'organismo notificato o autorizzato è apposto sotto la sua responsabilità, in modo inamovibile e in forma visibile a cura dell'organismo stesso, del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità, del proprietario, del suo mandatario stabilito nella Comunità, o del detentore.
5. È vietata l'apposizione sulle attrezzature a pressione trasportabili di marchi che possano indurre in errore i terzi rispetto al significato o alla grafica del marchio di cui alla presente direttiva. È consentita l'apposizione sulle attrezzature di altri marchi, purché ciò non riduca la visibilità e la leggibilità del marchio previsto nell'allegato VII.
Articolo 11
Clausola di salvaguardia
1. Uno Stato membro, qualora constati che un'attrezzatura a pressione trasportabile, benché provvista di marchio, correttamente sottoposta a manutenzione e utilizzata per i fini ai quali è destinata, rischia di pregiudicare la salute e/o la sicurezza delle persone ed eventualmente degli animali domestici o dei beni, in occasione del trasporto e/o dell'utilizzazione, può limitare o vietare l'immissione sul mercato, il trasporto o l'utilizzazione delle attrezzature in questione o può fare in modo che esse vengano ritirate dal mercato o dalla circolazione. Esso informa immediatamente la Commissione di tale misura e indica i motivi della sua decisione.
2. La Commissione consulta senza indugio le parti interessate. Se dopo la consultazione la Commissione constata che la misura è giustificata, essa ne informa immediatamente lo Stato membro che ha preso l'iniziativa nonché gli altri Stati membri.
Se dopo questa consultazione la Commissione constata che la misura è ingiustificata, essa ne informa immediatamente lo Stato membro che ha preso l'iniziativa nonché il proprietario, il suo mandatario stabilito nella Comunità o il detentore, il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità.
3. Se un'attrezzatura a pressione trasportabile non conforme è munita del marchio di cui all'articolo 10, lo Stato membro competente adotta le misure appropriate nei confronti di chi ha apposto tale marchio e ne informa la Commissione e gli altri Stati membri.
4. La Commissione si accerta che gli Stati membri siano informati dello svolgimento e del risultato di questa procedura.
Articolo 12
Irregolare apposizione del marchio
Fatto salvo il disposto dell'articolo 11, se uno Stato membro accerta che il marchio di conformità definito nell'allegato VII è stato apposto indebitamente, il proprietario, il suo mandatario stabilito nella Comunità o il detentore, il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità è obbligato a rendere l'attrezzatura a pressione trasportabile conforme alle disposizioni relative al marchio e a porre fine alla violazione, alle condizioni imposte dallo Stato membro.
Nel caso in cui la mancata conformità persista, lo Stato membro informa immediatamente la Commissione e adotta tutte le misure atte a limitare o a vietare l'immissione sul mercato, il trasporto o l'utilizzazione dell'attrezzatura in questione o per assicurare che sia ritirato dal mercato o dalla circolazione, secondo la procedura di cui all'articolo 11.
Articolo 13
Decisioni che comportano un diniego o una limitazione
Ogni decisione adottata a norma della presente direttiva e che abbia l'effetto di limitare o vietare l'immissione sul mercato, il trasporto o l'utilizzazione di attrezzature a pressione trasportabili, o ne imponga il ritiro dal mercato o dalla circolazione, deve essere motivata in modo preciso. Essa è notificata quanto prima all'interessato, ricordando a quest'ultimo i mezzi di impugnazione di cui dispone ai sensi della legislazione vigente nello Stato membro in questione e i termini fissati per tale impugnazione.
Articolo 14
Comitato
Le modifiche necessarie per l'adeguamento degli allegati della presente direttiva sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 15.
Articolo 15
1. Con riferimento alla procedura prevista nel presente articolo, la Commissione è assistita dal comitato per il trasporto di merci pericolose istituito dall'articolo 9 della direttiva 94/55/CE, in prosieguo denominato "comitato", composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato esprime il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è espresso alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa alla votazione.
3. La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.
Se le misure previste non sono conformi al parere espresso dal comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se, alla scadenza di un termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui è stato adito, il Consiglio non ha deliberato, la Commissione adotta le misure proposte.
Articolo 16
Adozione e pubblicazione
1. Gli Stati membri adottano e pubblicano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 1o dicembre 2000. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
Articolo 17
Applicazione
1. Gli Stati membri applicano entro il 1o luglio 2001 alle attrezzature a pressione trasportabili le disposizioni adottate per conformarsi alla presente direttiva.
2. La data di cui al paragrafo 1 è rinviata per talune attrezzature a pressione trasportabili per le quali non esistano prescrizioni tecniche dettagliate o per le quali non siano stati aggiunti agli allegati delle direttive 94/55/CE e 96/49/CE sufficienti riferimenti alle norme europee pertinenti.
Le attrezzature a cui si riferisce detto rinvio e la data in cui la presente direttiva si applicherà ad esse vengono determinate secondo la procedura di cui all'articolo 15.
Articolo 18
Disposizioni transitorie
Gli Stati membri devono autorizzare l'immissione sul mercato e la messa in servizio sul loro territorio di attrezzature a pressione trasportabili che rispettano la normativa vigente nel loro territorio anteriormente al 1o luglio 2001, fino a due anni a decorrere da tale data, nonché la successiva messa in servizio di queste attrezzature immesse sul mercato prima di tale data.
Articolo 19
Sanzioni
Gli Stati membri istituiscono un sistema di sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva e adottano tutte le misure necessarie per garantirne l'applicazione. Le sanzioni previste devono essere efficaci, commisurate alle violazioni e dissuasive.
Gli Stati membri notificano le relative disposizioni alla Commissione entro il 1o dicembre 2000 e provvedono a notificarle al più presto le eventuali modifiche successive.
Articolo 20
Applicabilità di disposizioni di altre direttive
A partire dal 1o luglio 2001 o, nel caso dell'articolo 18, entro due anni a decorrere da tale data, le uniche disposizioni delle direttive 84/525/CEE, 84/526/CEE e 84/527/CEE ancora applicabili saranno quelle riportate nell'articolo 1 e nell'allegato I, parti 1, 2 e 3, di ciascuna di tali direttive.
Le disposizioni della direttiva 76/767/CEE(14) non sono più applicabili a decorrere dal 1o luglio 2001 o, nel caso dell'articolo 18, entro due anni a decorrere da tale data, per le attrezzature a pressione trasportabili che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva.
Tuttavia, le omologazioni CEE di modelli di bombole rilasciate in applicazione delle direttive 84/525/CEE, 84/526/CEE e 84/527/CEE devono essere riconosciute equivalenti alle certificazioni CE previste dalla presente direttiva.
Articolo 21
Le presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 22
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Lussemburgo, addì 29 aprile 1999.

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