Document ID: 31994R3281

REGOLAMENTO (CE) n. 3281/94 DEL CONSIGLIO del 19 dicembre 1994 recante applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1995-1998 a taluni prodotti industriali originari di paesi in via di sviluppo
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che, in conformità dell'offerta presentata nel quadro della conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), la Comunità europea ha concesso, dal 1971, preferenze tariffarie generalizzate, in particolare per prodotti industriali finiti e semilavorati di paesi in via di sviluppo; che il periodo iniziale di dieci anni di applicazione del sistema di tali preferenze è scaduto il 31 dicembre 1980 e che un secondo periodo di dieci anni si è concluso il 31 dicembre 1990; che la Comunità ha prorogato tuttavia sino ad oggi il suo schema senza modifiche di sorta;
considerando che il ruolo positivo svolto in passato dal sistema nel miglioramento dell'accesso dei paesi in via di sviluppo ai mercati dei paesi che concedono preferenze è stato riconosciuto e giustifica che se ne mantenga l'applicazione per un certo periodo complementariamente ad altri mezzi di azione prioritari, in particolare la liberalizzazione multilaterale degli scambi;
considerando che la Commissione ha presentato, nelle sue comunicazioni al Consiglio datate, rispettivamente, 6 luglio 1990 e 1o giugno 1994, gli orientamenti che essa raccomandava per un nuovo decennio di applicazione del suo schema di preferenze generalizzate;
considerando che le importazioni che beneficiano delle preferenze sono notevolmente aumentate dal precedente decennio ma che la ripartizione dei vantaggi è rimasta diseguale nonostante gli effetti della politica di differenziazione adottata negli anni Ottanta;
considerando que il trattato sull'Unione europea ha dato nuovo impulso alla politica di sviluppo comunitaria nel quadro della politica esterna dell'Unione fissando come obiettivo prioritario lo sviluppo economico e sociale durevole dei paesi in via di sviluppo ed il loro inserimento armonico e graduale nell'economia mondiale;
considerando che, in tale ottica, lo schema comunitario di preferenze generalizzate deve accentuare il suo ruolo di strumento volto allo sviluppo rivolgendosi anzitutto ai paesi che ne hanno maggiormente bisogno, vale a dire i più poveri; che, peraltro, lo schema deve completare gli strumenti del GATT e facilitare l'inserimento dei paesi in via di sviluppo nell'economia internazionale e nel sistema multilaterale degli scambi; che, di conseguenza, le preferenze hanno carattere transitorio e debbono essere concesse commisuratamente alle necessità e gradualmente ritirate non appena si ritenga che tali necessità non esistano più;
considerando che la nuova offerta si fonda sull'obiettivo della neutralità globale del livello di liberalizzazione rispetto allo schema attuale quanto all'impatto del margine preferenziale sul volume potenziale del commercio preferenziale, fatti salvi i regimi speciali di incentivazione;
considerando che la nuova offerta deve tener conto anche della sensibilità di taluni settori o prodotti per l'industria comunitaria; che la protezione dei settori sensibili contro le importazioni eccessive deve essere attuata esclusivamente attraverso un duplice meccanismo di modulazione dei margini tariffari preferenziali e, in caso di emergenza, di clausole di salvaguardia; che tale meccanismo deve sostituire il sistema degli importi fissi a dazio nullo e dei massimali;
considerando che, per aumentare l'accesso al mercato comunitario e l'utilizzazione effettiva delle preferenze per i paesi in via di sviluppo mediamente o meno progrediti, è opportuno ricorrere a un meccanismo di modulazione che permetta di trasferire i margini preferenziali dai paesi più sviluppati verso i paesi meno sviluppati;
considerando che il meccanismo di modulazione deve essere applicato in modo ragionevole e progressivo per paese e per settore;
considerando che il meccanismo di modulazione settore/paese si basa sulla combinazione di un criterio di livello di sviluppo quantificato da un «indice di sviluppo» che combina il reddito pro capite e il livello delle esportazioni di prodotti manufatti del paese considerato rispetto a quelli della Comunità, da un lato, e di un criterio di specializzazione industriale relativa quantificato da un «indice di specializzazione», basato sul rapporto fra la parte di un paese beneficiario sul totale delle importazioni comunitarie in generale e la sua parte sul totale delle importazioni comunitarie per un determinato settore, dall'altro; che la combinazione di questi due criteri deve consentire di modulare secondo il livello di sviluppo gli effetti lordi dell'indice di specializzazione per quanto riguarda i settori da escludere;
considerando che il meccanismo di modulazione settore/paese deve essere altresì applicato ai paesi beneficiari le cui esportazioni di prodotti compresi nell'SPG in un determinato settore superino il quarto delle esportazioni dei paesi beneficiari nello stesso settore e per gli stessi prodotti, indipendentemente dal livello di sviluppo di tali paesi;
considerando che il meccanismo di modulazione non si applica ai paesi le cui esportazioni verso la Comunità di prodotti di un determinato settore coperti dall'SPG sono inferiori o uguali al 2 % delle esportazioni dei paesi beneficiari verso la Comunità per questo stesso settore;
considerando che l'anno statistico di riferimento per l'applicazione dei criteri del meccanismo di modulazione è il 1992 nella misura in cui questi dati siano disponibili all'atto dell'elaborazione della proposta della Commissione;
considerando che pare equo che i paesi beneficiari più progrediti siano esclusi dai vantaggi del presente regolamento a decorrere dal 1o gennaio 1998 in base a criteri oggettivi e chiaramente definiti sui quali la Commissione farà adeguate proposte entro il 1o gennaio 1997;
considerando tuttavia che i paesi impegnati in programmi efficaci di lotta contro la produzione e il traffico della droga debbono poter continuare a beneficiare del regime più favorevole ad essi già concesso nello schema precedente; che tali paesi, ai quali è opportuno aggiungere il Venezuela, beneficeranno come in passato di una franchigia di dazi, a condizione che proseguano i loro sforzi nella lotta contro la droga;
considerando inoltre che, a sostegno dell'attuazione di politiche sociali o ambientali avanzate in taluni paesi a livello di sviluppo medio, debbono essere previsti regimi particolari di assistenza che consentano di completare il regime generale dello schema di preferenze;
considerando che pare possibile incoraggiare i paesi beneficiari che lo chiedono e che non hanno ancora i mezzi per assumersi i costi ad impegnarsi in politiche effettive di tutela dei diritti dei lavoratori, segnatamente nel campo del riconoscimento della libertà sindacale e del divieto del lavoro dei minori; che pare pertanto anche possibile accordare un regime particolare più favorevole ai prodotti che siano stati fabbricati in condizioni conformi alle norme elaborate in materia dell'Organizzazione internazionale del lavoro in paesi la cui legislazione contiene, in sostanza, norme dello stesso tipo e della stessa portata, che vengano da essi effettivamente applicate;
considerando che pare anche possibile incoraggiare i paesi beneficiari ad impegnarsi in politiche effettive di protezione dell'ambiente, favorendo prodotti e metodi di produzione conformi a norme che siano state internazionalmente riconosciute come suscettibili di promuovere la realizzazione degli obiettivi definiti nelle convenzioni internazionali in materia di ambiente e nell'Agenda 21; che, a tal fine, è opportuno accordare in un primo tempo un regime particolare più favorevole ai prodotti delle foreste tropicali gestite in maniera durevole conformemente alle norme dell'Organizzazione internazionale dei legni tropicali;
considerando che tali regimi speciali di incentivazione consistono in un margine preferenziale aggiuntivo al margine preferenziale di base, la cui entità e le cui modalità di applicazione saranno decise nel 1997 dal Consiglio, su proposta della Commissione e in base all'analisi dei risultati delle discussioni, effettuate nelle sedi internazionali, sulle relazioni fra commercio e diritti dei lavoratori nonché fra commercio e ambiente;
considerando che talune circostanze particolari possono giustificare un ritiro temporaneo, totale o parziale dei vantaggi dello schema; che ciò vale nel caso della pratica di qualsiasi forma di schiavitù, dell'esportazione di prodotti fabbricati nelle carceri o dell'insufficienza di controlli in materia di esportazione e di transito della droga e di riciclaggio del denaro, del trattamento discriminatorio della Comunità nelle legislazioni dei paesi beneficiari o della non applicazione dei metodi di cooperazione amministrativa atti a garantire il buon funzionamento dello schema; che lo stesso vale anche nel caso della non osservanza degli obblighi contratti in sede di Uruguay Round di realizzare gli obiettivi concordati di accesso al mercato;
considerando che le misure di ritiro temporaneo debbono essere precedute da una procedura che consenta a tutte le parti interessate di esporre il loro punto di vista;
considerando che, al termine di una siffatta procedura, la decisione sui ritiri temporanei definiti in appresso deve essere adottata tenendo conto del contesto delle relazioni con i paesi beneficiari in questione, considerati nel loro complesso; che pertanto gli interessi comunitari possono in taluni casi essere meglio tutelati se l'esame di tale contesto, che può comprendere elementi diversi da quelli attinenti al commercio, è effettuato nell'ambito del Consiglio; che quest'ultimo deve dunque riservarsi i poteri decisionali in materia di ritiro di un paese dal beneficio del regime nella sua totalità o in parte;
considerando que risulta inopportuno concedere i vantaggi dello schema a prodotti che costituiscano oggetto di una misura antidumping o antisovvenzione laddove tale misura non tenesse conto degli effetti del regime preferenziale;
considerando che i dazi preferenziali applicabili in conformità del presente regolamento dovrebbero essere calcolati, in linea di massima, in base al dazio convenzionale della tariffa doganale comune relativo ai prodotti in questione; che essi dovrebbero tuttavia essere calcolati in base al dazio autonomo nel caso in cui, per i prodotti in questione, non sia previsto alcun dazio convenzionale o il dazio autonomo sia inferiore al dazio convenzionale,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito, per il periodo compreso tra il 1o gennaio 1995 e il 31 dicembre 1998, alle condizioni e secondo le modalità determinate nel presente regolamento, uno schema comunitario di preferenze tariffarie generalizzate, costituito da un regime generale e da regimi speciali di incentivazione.
2. Il presente regolamento si applica ai prodotti dei capitoli da 25 a 97 della tariffa doganale comune contemplati nell'allegato I. Il beneficio del presente regolamento non è concesso ai prodotti contemplati nell'allegato IX.
3. Il beneficio del regime previsto al paragrafo 1 è riservato a ciascuno dei paesi e dei territori ripresi nell'allegato III.
4. L'ammissione al beneficio di uno dei regimi preferenziali istituiti dal presente regolamento è subordinata all'osservanza della definizione dell'origine dei prodotti adottata secondo la procedura prevista all'articolo 249 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce il codice doganale comunitario (4).
TITOLO I Regime generale
Articolo 2
1. Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti della parte 1 dell'allegato I è pari all'85 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile al prodotto in questione fatte salve le disposizioni degli articoli 7 e 8 del presente regolamento.
2. Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti della parte 2 dell'allegato I è pari al 70 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile al prodotto in questione fatte salve le disposizioni degli articoli 7 e 8 del presente regolamento.
3. Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti della parte 3 dell'allegato I è pari al 35 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile al prodotto in questione fatte salve le disposizioni degli articoli 7 e 8 del presente regolamento.
4. I dazi della tariffa doganale comune sono totalmente sospesi per i prodotti della parte 4 dell'allegato I.
Articolo 3
1. I dazi della tariffa doganale comune sono totalmente sospesi per i prodotti inclusi nel presente schema per i paesi meno progrediti di cui all'allegato IV.
2. Essi sono totalmente sospesi per i paesi impegnati nella lotta contro la droga di cui all'allegato V, ferma restando la procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 3.
Articolo 4
1. È istituito un meccanismo di modulazione.
2. Il meccanismo di modulazione è applicabile ai paesi e ai settori di cui all'allegato II, parte 1, che soddisfano i criteri di cui all'allegato II, parte 2.
3. Fatte salve le disposizioni degli articoli da 5 a 8, il margine preferenziale risultante dall'applicaczione dell'articolo 2 alle importazioni di prodotti originari dei paesi e per i settori di cui al paragrafo 2, è ridotto come segue:
- per i paesi di cui all'allegato VII, il margine preferenziale è ridotto del 50 % dal 1o aprile 1995 e soppresso dal 1o gennaio 1996;
- per i paesi che non figurano nell'allegato VII, il margine preferenziale è ridotto del 50 % dal 1o gennaio 1997 e soppresso dal 1o gennaio 1998.
4. I prodotti contemplati dal trattato CECA rimangono esclusi dal regime preferenziale per i paesi che non ne beneficiavano nel 1994.
Articolo 5
1. Il meccanismo di modulazione si applica altresì ai paesi le cui esportazioni verso la Comunità di prodotti di un determinato settore coperti dal presente schema sono superiori al 25 % delle esportazioni verso la Comunità dei paesi beneficiari per questo stesso settore. Per tali paesi e settori il margine preferenziale risultante dall'applicazione dell'articolo 2 è soppresso dal 1o gennaio 1996.
2. Il meccanismo di modulazione non si applica ai paesi le cui esportazioni verso la Comunità di prodotti di un determinato settore coperti dall'SPG sono inferiori o uguali al 2 % delle esportazioni verso la Comunità dei paesi beneficiari per questo stesso settore.
3. La soppressione del margine preferenziale è d'immediata applicazione qualora risulti che l'attuazione graduale del meccanismo di modulazione comporta la concessione a taluni paesi, per determinati prodotti, di un livello di accesso nettamente più favorevole del regime applicabile nel 1993. Ciò si verifica nel caso in cui l'importo fisso a dazio zero applicabile nel 1993 ai prodotti originari dei paesi interessati dal meccanismo di modulazione fosse inferiore all'1 % o, per i prodotti di cui all'allegato I, parte 1, meno dello 0,5 % delle esportazioni totali di questo stesso prodotto originario del medesimo paese (allegato VI, parte 1) o nel caso in cui prodotti originari di paesi a cui si applica il meccanismo di modulazione fossero esclusi dal beneficio delle preferenze nel 1993 (allegato VI, parte 2). Il presente paragrafo è applicabile ai prodotti che figurano nelle colonne 2 e 3 dell'allegato VI e che sono originari dei paesi menzionati nella colonna 1 di detto allegato.
4. Il regolamento (CE) n. 1291/94 è prorogato fino al 31 dicembre 1995.
Articolo 6
I paesi beneficiari più avanzati sono esclusi dal beneficio del presente regolamento dal 1o gennaio 1998, in base a criteri oggettivi e chiaramente definiti sui quali la Commissione presenterà proposte adeguate anteriormente al 1o gennaio 1997.
TITOLO II Regimi speciali di incentivazione
Articolo 7
1. Con effetto al 1o gennaio 1998, regimi speciali di incentivazione, sotto forma di preferenze aggiuntive, possono essere messi a disposizione dei paesi, ammessi a beneficiare di dazi preferenziali in base all'SPG, che facciano una domanda scritta in cui dimostrano di aver adottato e di applicare effettivamente disposizioni legislative interne contenenti nella sostanza le norme delle convenzioni n. 87 e n. 98 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, per quanto riguarda l'applicazione dei principi del diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva e della convenzione n. 138 dell'Organizzazione internazionale del lavoro concernente l'età minima di ammissione al lavoro.
2. A tal fine, nel 1997 il Consiglio effettuerà una revisione basandosi su una relazione della Commissione relativa ai risultati dell'esame svolto in sedi internazionali quali l'OIL, l'OMC e l'OCSE, sul rapporto tra il commercio e i diritti dei lavoratori.
3. Alla luce di detta revisione e sulla base di criteri accettati a livello internazionale, obiettivi e operativi, la Commissione presenterà una proposta di decisione del Consiglio relativa alla consistenza dei regimi speciali di incentivazione di cui al paragrafo 1, nonché alle modalità della loro entrata in vigore.
Articolo 8
1. Con effetto al 1o gennaio 1998, regimi speciali d'incentivazione, sotto forma di preferenze aggiuntive, possono essere messi a disposizione dei paesi, ammessi a beneficiare di dazi preferenziali in base all'SPG, che facciano una domanda scritta in cui dimostrano di aver adottato e di applicare effettivamente disposizioni legislative interne contenenti nella sostanza le norme dell'Organizzazione internazionale dei legni tropicali relative alla gestione sosteniblile delle foreste.
2. A tal fine, nel 1997 il Consiglio effettuerà un revisione basandosi su una relazione della Commissione relativa ai risultati dell'esame svolto in sedi internazionali quali l'ITTO, l'OMC e l'OCSE, sul rapporto tra il commercio e l'ambiente.
3. Alla luce di detta revisione e sulla base di criteri appropriati, accettati a livello internazionale, obiettivi e operativi, la Commissione presenterà una proposta di decisione del Consiglio relativa alla consistenza di regimi speciali di incentivazione di cui al paragrafo 1, nonché alle modalità della loro entrata in vigore.
TITOLO III Caso di ritiro temporaneo, totale o parziale dello schema di preferenze generalizzate
Articolo 9
1. Il regime previsto dal presente regolamento può, in qualsiasi momento, essere ritirato temporaneamente, del tutto o in parte, nei casi seguenti:
- pratica di qualsiasi forma di schiavitù, quale definita nelle Convenzioni di Ginevra del 25 settembre 1926 e del 7 settembre 1956 e nelle Convenzioni dell'OIL n. 29 e n. 105;
- esportazione di prodotti fabbricati nelle carceri;
- insufficienti controlli in materia di esportazione e di transito della droga (prodotti illeciti e precursori) nonché di riciclaggio di denaro;
- frode e mancanza di cooperazione amministrativa prevista per il controllo dei certificati di origine modulo A;
- casi manifesti di pratiche commerciali sleali da parte di un paese beneficiario, ivi compresa la discriminazione della Comunità e non osservanza degli obblighi derivanti dall'Uruguay Round di realizzare gli obiettivi concordati di accesso al mercato.
2. Il ritiro temporaneo non è automatico ma scatta al termine della procedura prevista negli articoli che seguono.
Articolo 10
1. I casi di cui all'articolo 9 che potrebbero rendere necessario il ricorso a misure di ritiro temporaneo vengono comunicati alla Commissione dagli Stati membri nonché da qualsiasi persona fisica o giuridica e da qualsiasi associazione priva di personalità giuridica che possano dimostrare un interesse alla misura di ritiro temporaneo. La Commissione trasmette senza indugio tali informazioni a tutti gli Stati membri.
2. A richiesta di uno Stato membro o a richiesta della Commissione possono essere aperte consultazioni. Dette consultazioni debbono svolgersi entro gli otto giorni lavorativi successivi al ricevimento, da parte della Commissione, delle informazioni di cui al paragrafo precedente e comunque prima che venga istituita qualsiasi misura comunitaria di ritiro.
3. Le consultazioni si svolgono nell'ambito del comitato di cui all'articolo 17 che si riunisce su convocazione del suo presidente, il quale comunica agli Stati membri quanto prima possibile tutti gli elementi d'informazione utili.
4. Le consultazioni vertono in particolare sull'analisi delle condizioni contemplate all'articolo 9 nonché sulle misure che converrebbe adottare.
Articolo 11
1. Qualora, al termine delle consultazioni, risulti alla Commissione l'esistenza di elementi di prova sufficienti a giustificare l'apertura di un'inchiesta, la Commissione procede nel modo seguente:
a) mediante avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, la Commissione annuncia l'apertura di un'inchiesta e ne informa il paese interessato; l'avviso presenta una sintesi delle informazioni ricevute e precisa che qualsiasi informazione utile debba essere comunicata alla Commissione; inoltre, esso fissa i termini entro i quali gli interessati possono rendere noto per iscritto il loro parere;
b) la Commissione apre l'inchiesta per la durata di un anno o meno, in cooperazione con gli Stati membri e in consultazione con il comitato di cui all'articolo 17; se necessario, la durata dell'inchiesta può essere prolungata secondo la medesima procedura.
2. La Commissione cerca qualsiasi informazione ritenuta utile e, ove lo ritenga appropriato, previa consultazione del comitato di cui all'articolo 17, verifica le informazioni presso gli operatori economici e le autorità competenti del paese beneficiario interessato. A tale titolo, la Commissione può inviare sul posto i propri esperti allo scopo di provare le affermazioni sostenute dalla persona di cui all'articolo 10, paragrafo 1. La Commissione offre ogni opportunità alle autorità competenti del paese beneficiario interessato affinchè questo non faccia mancare la cooperazione necessaria al corretto svolgimento di tali indagini.
3. In tale compito, la Commissione può essere anche assistita da agenti dello Stato membro sul cui territorio potrebbero essere effettuate verifiche, sempre che tale Stato ne abbia espresso l'intenzione.
4. La Commissione può udire le persone interessate le quali devono essere ascoltate qualora l'abbiano chiesto per iscritto entro i termini fissati nell'avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee; dimostrando che potrebbero essere effettivamente interessate dal risultato dell'inchiesta e che esistono motivi particolari di udirle oralmente.
5. Qualora le informazioni richieste dalla Commissione non siano fornite entro un termine ragionevole o l'inchiesta venga ostacolata in maniera significativa, si potranno trarre conclusioni sulla base dei dati disponibili.
Articolo 12
1. Al termine dell'inchiesta, la Commissione sottopone al comitato di cui all'articolo 17 una relazione sulle risultanze della stessa.
2. Ove ritenga che non sia necessario adottare alcuna misura di ritiro temporaneo, la Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, previa consultazione del comitato, un avviso di chiusura dell'inchiesta, recante una relazione delle sue conclusioni sostanziali.
3. Ove ritenga che sia necessaria una misura di ritiro, la Commissione presenta una proposta appropriata al Consiglio, che delibera al riguardo a maggioranza qualificata.
Articolo 13
Il beneficio preferenziale è concesso a prodotti soggetti a misure antidumping o antisovvenzione a norma del regolamento (CEE) n. 2423/88, nella sua versione modificata, ad eccezione del caso in cui sia dimostrato che le misure in questione erano basate sul pregiudizio arrecato e su prezzi che non tenevano conto del regime tariffario preferenziale concesso al paese in questione. A tal fine la Commissione fornisce, in una comunicazione pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, l'elenco dei prodotti e dei paesi per i quali la preferenza non è concessa.
Articolo 14
1. Qualora un prodotto originario di uno dei paesi figuranti nell'allegato III sia importato a condizioni tali da provocare o da minacciare di provocare danno grave ai produttori comunitari di prodotti simili o direttamente concorrenti, i dazi della tariffa doganale comune possono essere ripristinati in qualsiasi istante per detto prodotto, a richiesta di uno Stato membro o per iniziativa della Commissione.
2. La Commissione annuncia l'avvio di un'indagine mediante avviso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Tale avviso presenta una sintesi delle informazioni ricevute e precisa che qualsiasi informazione utile debba essere comunicata alla Commissione. Esso fissa inoltre il termine entro il quale gli interessati possono rendere noto il loro parere per iscritto.
3. Studiando l'eventuale esistenza di gravi difficoltà, la Commissione prende in considerazione soprattutto gli elementi di cui all'allegato VIII nella misura in cui siano disponibili.
4. Le decisioni succitate sono adottate della Commissione entro un termine di 30 giorni lavorativi, previa consultazione del comitato istituito a norma dell'articolo 17 del presente regolamento. Qualsiasi Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro il termine di dieci giorni. In tal caso il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, può adottare una decisione diversa entro trenta giorni.
5. I paesi beneficiari interessati sono informati di tali misure prima della loro entrata in vigore effettiva.
6. Qualora circostanze eccezionali, tali da richiedere un'azione immediata, rendessero impossibile, secondo i casi, la comunicazione delle informazioni o il loro esame, la Commissione, dopo averne informato gli Stati membri, può applicare, per far fronte alla situatzione, le misure preventive strettamente necessarie rispondenti alle condizioni di cui al paragrafo 1.
7. Le disposizioni dei paragrafi precedenti non pregiudicano l'applicazione delle clausole di salvaguardia adottate in virtù della politica agricola comune ai sensi dell'articolo 43 del trattato né di quelle adottate in virtù della politica commerciale comune ai sensi dell'articolo 113 del trattato e di altre clausole di salvaguardia che dovessero essere eventualmente adottate.
TITOLO IV Disposizioni comuni
Articolo 15
1. Con riserva del paragrafo 2, le aliquote dei dazi preferenziali calcolate in conformità delle disposizioni del presente regolamento sono applicate arrotondando al primo decimale e trascurando il secondo decimale.
2. Ove la determinazione delle aliquote dei dazi preferenziali in conformità del paragrafo 1 porti ad un'aliquota dello 0,5 % o meno, i dazi preferenziali in questione sono assimilati ad un'esenzione dai dazi.
3. Gli adattamenti relativi agli allegati I e II che si rendessero necessari per modifiche apportate alla nomenclatura combinata sono stabiliti secondo la procedura prevista all'articolo 19 del presente regolamento.
Articolo 16
1. Entro sei settimane dalla fine di ogni trimestre, gli Stati membri trasmettono all'Istituto statistico delle Comunità europee i dati statistici relativi alle merci immesse in libera pratica durante il trimestre di riferimento col beneficio delle preferenze tariffarie previste dal presente regolamento. Tali dati, forniti per numero di codice della nomenclatura combinata e, se del caso, della Taric, debbono dettagliare, per paese di origine, i valori, le quantità e le unità supplementari eventualmente richieste secondo le definizioni dei regolamenti (CEE) n. 1736/75 (5) e (CEE) n. 3367/87 (6).
2. Entro l'undicesimo giorno di ciascun mese, gli Stati membri presentano alla Commissione, su richiesta di quest'ultima, i dati relativi ai quantitativi di prodotti per i quali era stato concesso nei mesi precedenti il beneficio dei presenti regimi. Gli Stati membri e la Commissione cooperano strettamente per garantire che la presente disposizione sia osservata.
Articolo 17
1. È istituito un comitato di gestione delle preferenze generalizzate, in appresso denominato il «comitato», composto di rappresentati degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.
2. Il comitato stabilisce il proprio regolamento interno.
Articolo 18
1. Il comitato può esaminare qualsiasi questione relativa all'applicazione del presente regolamento che venga evocata dal suo presidente, su iniziativa di quest'ultimo o a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
2. Sulla base di una relazione annuale della Commissione, esso esamina in qual misura è stato rispettato il principio di neutralità degli effetti del presente schema, nonché le eventuali misure previste della Commissione, e prende disposizioni, secondo la procedura di cui all'articolo 19, o mediante una proposta presentata al Consiglio, per garantire il pieno rispetto di tale principio.
3. Sempre sulla base di una relazione annuale della Commissione, esso esamina altresì l'incidenza delle disposizioni speciali in materia di droga, compresi i progressi compiuti dai paesi di cui all'allegato V nella lotta contro la droga, nonché le eventuali misure di sospensione totale o parziale del beneficio di cui all'articolo 3, previste dalla Commissione nel caso in cui tali progressi vengano giudicati insufficienti, secondo la procedura prevista all'articolo 19 e previa consultazione del paese beneficiario interessato.
Articolo 19
1. Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle disposizioni da adottare. Il comitato formula il suo parere su tale progetto entro un termine che il presidente può stabilire in funzione dell'urgenza della questione di cui trattasi. Il comitato si pronuncia alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato. Il presidente non partecipa al voto.
2. a) La Commissione adotta le disposizioni previste qualora siano conformi al parere del comitato.
b) Qualora le disposizioni previste non siano conformi al parere espresso dal comitato o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta relativa alle disposizioni da adottare. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
c) Se alla scadenza del termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui è stato adito, il Consiglio non ha deliberato, la Commissione adotta le disposizioni proposte.
TITOLO V Disposizioni transitorie
Articolo 20
1. In deroga all'articolo 2 il beneficio dei regimi preferenziali applicabili negli Stati membri nel 1994 può essere concesso per le merci immesse in libera pratica nella Comunità anteriormente al 15 marzo 1995, a condizione che:
- le merci in questione siano coperte da un contratto di acquisto concluso durante il 1994,
- possa essere dimostrato alle autorità doganali che tali merci hanno lasciato il paese di origine anteriormente al 1o gennaio 1995 e
- il beneficio di tali regimi preferenziali non sia stato sospeso da un regolamento della Commissione o per esaurimento di un contingente tariffario.
2. Le autorità doganali possono considerare soddisfatta la condizione di cui al secondo trattino del paragrafo 1 se viene loro presentato uno dei seguenti documenti:
- in caso di trasporto marittimo o per via navigabile, la polizza di carico che dimostra che le merci sono state caricate prima della data in questione;
- in caso di trasporto per ferrovia, la lettera di vettura accettata dalle ferrovie del paese di spedizione prima della data in questione;
- in caso di trasporto su strada, il carnet TIR (International Road Transport) rilasciato dall'ufficio doganale del paese di origine prima della data in questione o qualsiasi altro documento idoneo vistato dalle pertinenti autorità doganali del paese di origine prima della data in questione;
- in caso di trasporto per via aerea, la lettera di vettura aerea che dimostra che la compagnia aerea ha ricevuto le merci prima della data in questione.
Articolo 21
Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 1995.
Esso è applicabile per la durata di quattro anni.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 19 dicembre 1994.

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