Document ID: 31980D0045

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 15 gennaio 1980 recante disposizioni sulla definizione e l'applicazione di prescrizioni tecniche e di norme
(80/45/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione,
considerando che con decisione del 10 dicembre 1979, relativa alla conclusione degli accordi multilaterali derivanti dai negoziati commerciali degli anni 1973-1979, il Consiglio ha approvato, a nome della Comunità economica europea, l'accordo sugli ostacoli tecnici agli scambi, in appresso denominato « accordo »;
considerando che, tenuto conto dei diritti e degli obblighi internazionali che la Comunità si assume accettando tale accordo, le prescrizioni tecniche e le norme, nonché i relativi metodi di controllo, sono applicabili a tutti i prodotti, indipendentemente dalla loro origine, partendo dal presupposto che tutte le parti contraenti applichino l'accordo in modo tale da assicurare reciprocità e mutui vantaggi;
considerando che occorre prevedere una procedura per verificare l'esistenza di tale reciprocità e per consentire di adottare le misure appropriate;
considerando che è necessario esaminare se e in quale misura la conformità alle prescrizioni tecniche e alle norme comunitarie o nazionali possa essere determinata in base a risultati di prove effettuate da organismi competenti di paesi terzi o degli Stati membri o a certificati o marchi da essi rilasciati; che, qualora non siano state ancora adottate direttive, uno Stato membro che intenda riconoscere controlli effettuati in un paese terzo deve informarne la Commissione e gli altri Stati membri adducendone i motivi;
considerando infino che le misure della presente decisione sono atte ad assicurare l'esecuzione degli obblighi derivanti dalle suddette disposizioni e che permettano alla Comunità di adempiere meglio alla sua funzione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
TITOLO I
Principi
Articolo 1
1. Le regolamentazioni tecniche, le norme e i sistemi di certificazione e di controllo previsti dalle direttive intese ad eliminare gli ostacoli tecnici agli scambi intracomunitari sono applicabili, alle condizioni particolari eventualmente fissate da tali direttive, a tutti i prodotti che si trovano sul mercato comune indipendentemente dalla loro origine, fatte salve tuttavia le disposizioni del titolo III.
2. Gli Stati membri adottano tutte le misure utili di loro competenza affinché le regolamentazioni tecniche, le norme e i sistemi di certificazione e di controllo che non sono armonizzati a livello comunitario ma sono in vigore negli Stati membri e sono stabiliti sia dai pubblici poteri, sia da organismi non governativi, siano applicabili, alle condizioni particolari eventualmente fissate dai testi nazionali, a tutti i prodotti che si trovano sui mercati in questione, indipendentemente dalla loro origine, fatte salve tuttavia le disposizioni del titolo III.
TITOLO II
Riconoscimento di controlli effettuati in un altro Stato membro o in un paese terzo
Articolo 2
1. Qualora alcuni prodotti o alcuni aspetti di certi prodotti non siano ancora stati armonizzati a livello comunitario, si applicano le seguenti disposizioni:
a) Se uno Stato membro prevede di ammettere che la conformità alle disposizioni dei suoi regolamenti tecnici e delle sue norme nazionali sia accertata in base a prove effettuate da organismi competenti di un paese terzo o a certificati o marchi da essi rilasciati nell'ambito di sistemi, esso ne informa la Commissione e gli altri Stati membri adducendone i motivi.
b) Quanto al riconoscimento di controlli fra Stati membri, la Commissione si informa presso questi ultimi sulle possibilità di permettere che la conformità alle disposizioni dei regolamenti tecnici e delle norme nazionali sia accertata in base a risultati di prove effettuate da organismi competenti di altri Stati membri o a certificati o marchi da essi rilasciati.
2. Qualora siano già state adottate o proposte direttive, si applicano le seguenti disposizioni:
a) La Commissione esamina la possibilità di proporre modifiche di direttive già adottate per permettere che la conformità alle disposizioni delle suddette direttive sia accertata in base ai risultati di prove effettuate da organismi di paesi terzi o a certificati o marchi di conformità da essi rilasciati.
b) All'atto dell'elaborazione di nuove proposte di direttive la Commissione esamina in quale misura esse possano consentire di accertare la conformità alle disposizioni di dette direttive in base ai risultati di prove, ai certificati o ai marchi di cui alla lettera a).
TITOLO III
Misure in caso di non reciprocità
Articolo 3
1. Gli Stati membri informano la Commissione e gli altri Stati membri di tutti i casi in cui ritengono che un vantaggio derivante direttamente o indirettamente dall'accordo venga annullato o compromesso, o che la realizzazione di uno degli obiettivi dell'accordo sia compromessa da una o più altre parti contraenti, o che i loro interessi commerciali siano sensibilmente lesi e di conseguenza risulti compromessa o cessi la reciprocità fra le concessioni fatte dalla Comunità nell'ambito dell'accordo e quelle effettivamente applicate da questa o queste altre parti.
2. La Commissione trasmette le informazioni ricevute anche agli Stati membri.
Articolo 4
Entro dieci giorni lavorativi dall'invio delle informazioni agli Stati membri, La Commissione convoca il comitato previsto dall'articolo 8 per esaminare la situazione.
Articolo 5
1. Se sono già state adottate direttive comunitarie per la materia in questione, la Commissione, dopo aver consultato, conformemente all'articolo 4, il comitato previsto dall'articolo 8, decide le misure appropriate che saranno adottate conformemente alle disposizioni dell'accordo.
2. La decisione della Commissione è immediatamente notificata al Consiglio e agli Stati membri ed è applicabile dopo dieci giorni lavorativi se nessuno Stato membro ha presentato ricorso al Consiglio durante tale periodo. Su richiesta di uno Stato membro, formulata entro i dieci giorni lavorativi, il Consiglio, decidendo a maggioranza qualificata, può confermare, modificare o abrogare la decisione della Commissione. La decisione della Commissione è applicabile dopo sessanta giorni dalla notifica al Consiglio, se quest'ultimo non ha deciso entro tale termine.
3. Durante il periodo di validità delle misure adottate conformemente ai paragrafi 1 e 2, la Commissione consulta regolarmente il comitato previsto dall'articolo 8 suull'effettiva applicazione di dette misure e sulle loro conseguenze. Se, in base a dette consultazioni, la Commissione ritiene che la sua decisione debba essere modificata o abrogata, essa decide al riguardo conformemente alla procedura di cui ai paragrafi 1 e 2.
4. Uno Stato membro può prendere misure provvisorie fino al momento in cui la Commissione deciderà conformemente al paragrafo 1. Le misure adottate della Commissione sono applicabili alla scadenza di un termine di dieci giorni lavorativi se nessuno Stato membro ha presentato ricorso al Consiglio. Se uno Stato membro presenta ricorso al Consiglio entro il termine di dieci giorni lavorativi, si applicano i provvedimenti provvisori nazionali e la decisione della Commissione è sospesa fino alla decisione del Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata. La o le misure provvisorie nazionali rimangono in vigore finché non interviene la decisione del Consiglio.
Articolo 6
1. Se non sono state ancora adottate direttive comunitarie per la materia in questione, lo Stato membro o gli Stati membri che abbiano trasmesso le informazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 1, possono adottare idonee misure. Essi ne informano la Commissione e gli altri Stati membri.
2. Se più Stati membri adottano misure, cercheranno di coordinarle.
3. Su richiesta di uno Stato membro o della Commissione, possono aver luogo consultazioni all'interno del comitato previsto dall'articolo 8.
Articolo 7
Dopo aver consultato il comitato previsto dall'articolo 8, la Commissione può prendere decisioni o fare idonee proposte di modifica delle misure adottate conformemente agli articoli 5 o 6, tenendo conto delle raccomandazioni del comitato degli ostacoli tecnici agli scambi di cui all'articolo 13 dell'accordo.
TITOLO IV
Disposizioni finali
Articolo 8
1. È istituito un comitato per l'applicazione a livello comunitario dell'accordo relativo agli ostacoli tecnici agli scambi, composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.
2. Il comitato fissa il suo regolamento interno.
3. Il comitato è adito dal suo presidente, sia di sua propria iniziativa, sia a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
4. Qualora si ricorra al parere del comitato, quest'ultimo si pronuncia a maggioranza qualificata.
Articolo 9
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addì 15 gennaio 1980.

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