Document ID: 31986D0021

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 4 febbraio 1986
che accetta gli impegni assunti nell'ambito della procedura antidumping relativa alle importazioni di alcuni tipi di zoccoli originari della Svezia
(86/21/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 10,
previe consultazioni in seno al comitato consultivo istituito dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. Azione provvisoria
1. Con regolamento (CEE) n. 2823/85 (2), modificato dal regolamento (CEE) n. 3475/85 (3), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di zoccoli originari della Svezia.
B. Procedura successiva
2. Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, i due esportatori svedesi che avevano cooperato nell'inchiesta e i cui prodotti erano stati colpiti di detto dazio, hanno protestato presso la Commissione rendendo noti i rispettivi punti di vista. Essi hanno anche chiesto ed ottenuto di essere informati in merito ai fatti e alle considerazioni essenziali sulla base dei quali la Commissione intendeva raccomandare un'azione definitiva.
Inoltre, altri esportatori si sono rivolti per la prima volta alla Commissione protestando ed esprimendo i rispettivi punti di vista sul dazio; alcuni rappresentanti delle autorità svedesi hanno presentato poi alla Commissione, per conto di tutta l'industria di zoccoli del loro paese, osservazioni scritte e orali sul dumping e sul pregiudizio.
C. Dumping
3. Sulla base di alcune di queste osservazioni e, in particolare, dei nuovi elementi di prova forniti sui costi di trasporto dalla Svezia franco fabbrica cif frontiera comunitaria, il margine di dumping per la Torpatoffeln è stato ridotto dall'11 % al 5,2 %. Il margine per la B. J. Traesko è stato, tuttavia, confermato al 7 %. Si ritiene che queste ultime risultanze sul dumping debbano essere considerate definitive.
4. Per quanto riguarda gli esportatori che si sono rivolti alla Commissione soltanto dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio e gli esportatori che non hanno pienamente cooperato nell'inchiesta o che non si sono rivolti alla Commissione nel corso della stessa, il dumping è stato determinato sulla base dei dati disponibili. È stato ritenuto, in proposito, che i risultati dell'inchiesta costituivano la base più idonea per la determinazione del margine di dumping e che, determinando per gli esportatori suddetti un margine di dumping inferiore al margine del 7 % stabilito per un esportatore che aveva cooperato nell'inchiesta, si sarebbe offerta un'opportunità di evadere il dazio e indotto un atteggiamento non collaborativo nelle inchieste future. È stato pertanto ritenuto opportuno applicare agli esportatori in oggetto lo stesso margine del 7 %.
D. Pregiudizio
5. La Commissione ha ricevuto osservazioni, presentate a nome degli esportatori svedesi, intese a dimostrare che il pregiudizio all'industria comunitaria era stato causato da fattori diversi dalle importazioni svedesi, in particolare del livello degli scambi intracomunitari dei prodotti in questione. Dalla verifica di queste affermazioni è emerso, tuttavia, che, benché lo scambio intracomunitario dei prodotti di cui al codice Nimexe che copre i prodotti in esame fosse rilevante, esso riguardava per lo più calzature diverse dagli zoccoli in oggetto. Si ritengono pertanto definitive le risultanze di cui al regolamento (CEE) n. 2823/85, secondo le quali il volume delle importazioni svedesi in dumping durante il periodo di riferimento (1,6 milioni di paia) e il prezzo al quale questi prodotti erano stati venduti nella Comunità (inferiore dell'11 % al 49 % rispetto al prezzo praticato dai produttori comunitari), considerati indipendentemente da altri fattori, avevano arrecato un pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria.
E. Interessi della Comunità
6. Data l'entità del pregiudizio subìto dai produttori comunitari ricorrenti, principalmente a causa della differenza tra i prezzi, che ha raggiunto un margine del 49 %, e data la probabilità che, in mancanza di misure di salvaguardia, la sopravvivenza dell'industria comunitaria sia compromessa, la Commissione ha concluso che è nell'interesse della Comunità adottare opportune misure.
F. Dazio definitivo
7. Alla luce di quanto detto sopra e considerando in particolare l'entità della differenza di prezzo, compresa fra l'11 % ed il 49 %, l'aliquota del dazio antidumping definitivo che verrà applicato agli esportatori svedesi è pari al 7 %.
Dal dazio sono esenti gli esportatori Lavi, a carico del quale non è stata accertata alcuna pratica di dumping, e Ugglebo Toffeln, per il quale è risultato un margine di dumping che può essere ritenuto minimo. Per quanto riguarda detti esportatori la procedura è chiusa.
G. Impegni
8. In seguito alle consultazioni in seno al comitato d'azione concertata, come previsto dall'accordo tra la Comunità economica europea e il Regno di Svezia (1), alcuni esportatori interessati, informati sui risultati della procedura successiva all'istituzione del dazio provvisorio, hanno offerto impegni che la Commissione ha ritenuto sufficienti per eliminare il dumping accertato e che sono pertanto considerati accettabili. Di conseguenza, detti esportatori sono esenti dal dazio e la procedura nei loro confronti è chiusa.
9. Il comitato consultivo non ha sollevato alcuna obiezione in merito,
DECIDE:
Articolo 1
Vengono accettati, nell'ambito della procedura antidumping relativa ad alcuni tipi di zoccoli con suole esterne di cuoio naturale, cuoio artificiale, gomma o plastica e con tomaie di cuoio naturale o rivestito di PVC, di cui alla sottovoce ex 64.02 A della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 64.02-41, originari della Svezia, gli impegni assunti dai seguenti esportatori:
- Arbesko AB, OErebro,
- Balsfiord Import & Export AB, Haelsingborg,
- Ceder-Sko AB, Bjursaas,
- Dalex AB, Bjursaas,
- Embla-Clogman AB, Soelvesborg,
- Excelsior AB, Kumla,
- Expert Trasko, Orrefors,
- G. O.-Produkter, Ljungbyholm,
- Hejco Yrkesklaeder AB, Hyssna,
- Hultgrens Footwear AB, Tingsryd,
- HB Haellabotten, Kumla,
- Ikea Svenska AB, AElmhult,
- June Trading, Joenkoebing,
- AB Karlskoga Traetoffelfabrik, Karlskoga,
- Klostertoffeln AB, Aaskloster,
- Knulp HB, Uttran,
- Konga Skyddsskotillverkning AB, Vissefjarda,
- K. Wik Import Export AB, Lund,
- Lis-Toffel, Falkenberg,
- LT Skor AB, Knislinge,
- Munkens AB, Munkedal,
- AB Nowa Li, Limmared,
- Nya Baastadtoffeln AB, Baastad,
- AB Nymans Toffelfabrik, Vetlanda,
- Oscaria AB, OErebro,
- Rolfson Sko AB, Aaskloster,
- Skaane Toffeln, Haelsingborg,
- AB Supinator, Landvetter,
- Swecap AB, Malmoe,
- Tollarps Tofflor AB, Tollarp,
- Tyringe-Tofflan, Tyringe,
- HB Tomex, OErkelljunga,
- Torpatoffeln AB, Torpsbruk,
- Yngve Brodd Aktiebolag, Moelndal,
- Westbo Toffelfabrik, Smaalandsstenar.
Articolo 2
La procedura antidumping di cui all'articolo 1 è chiusa per quanto riguarda gli esportatori di cui sopra, nonché le società Lavi Kristianstad, Svezia e Ugglebo Toffeln AB Paryd, Svezia.
Fatto a Bruxelles, il 4 febbraio 1986.

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