Document ID: 31997D2228

DECISIONE N. 2228/97/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 13 ottobre 1997 che istituisce un programma comunitario d'azione in materia di beni culturali (programma Raffaello)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 128,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
visto il parere del Comitato delle regioni (3),
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 B del trattato (4), visto il progetto comune approvato il 2 luglio 1997 dal Comitato di conciliazione,
(1) considerando che la realtà più evidente e più rilevante dell'Europa intesa come un'unica entità non è soltanto di ordine geografico, politico, economico e sociale, ma anche di ordine culturale;
(2) considerando che in base al titoto IX del trattato, che è specificamente dedicato alla cultura, la Comunità deve contribuire al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri, nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune;
(3) considerando che l'articolo 128 del trattato individua come un settore d'intervento specifico i beni culturali; che questi ultimi sono l'espressione delle identità nazionali e regionali, nonché dei legami tra i popoli, e che occorre garantirne la salvaguardia e renderli più accessibili ai cittadini (anche a quelli che soffrono di un handicap), per favorire una migliore conoscenza e un rispetto reciproci;
(4) considerando che un'azione comunitaria può contribuire a una migliore salvaguardia dei beni culturali, giacché essa incentiva lo scambio delle esperienze e delle tecniche d'intervento, oltre a promuovere forme di sinergia e associazioni operative;
(5) considerando che la salvaguardia dei beni culturali, per i suoi risvolti socioeconomici, si inquadra in un progetto di società e può fornire un contributo significativo alla creazione di posti di lavoro, alla promozione del turismo e allo sviluppo regionale, nonché al miglioramento della qualità di vita e dell'ambiente quotidiano dei cittadini, e che il lavoro creativo contemporaneo può svolgere un ruolo importante in tale campo;
(6) considerando che la cultura costituisce un campo d'azione di rilievo nella prospettiva della società dell'informazione, come sottolineato nella comunicazione della Commissione «Verso la società dell'informazione in Europa: un piano d'azione»;
(7) considerando la necessità di svolgere ricerche a livello comunitario relative alla salvaguardia di beni culturali e la necessità altresì di porre in essere queste attività comunitarie di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione in base alle disposizioni del programma quadro di RST (5), dalle quali il presente programma può trarre vantaggio;
(8) considerando l'esperienza acquisita dalla Commissione nell'ambito delle azioni condotte finora, in particolare in materia di beni architettonici, nonché i risultati delle consultazioni che la Commissione ha organizzato con tutte le parti interessate;
(9) considerando l'importanza che il Parlamento europeo attribuisce all'azione comunitaria a favore dei beni culturali, in particolare alla formazione, alla ricerca, alla sensibilizzazione dei giovani e degli adolescenti, alla cooperazione con i paesi terzi e con il Consiglio d'Europa, nonché ai nessi con le altre politiche comunitarie, in particolare per quanto riguarda la formazione e lo sviluppo regionale (6);
(10) considerando le risoluzioni del Parlamento europeo relative al contributo della Comunità ai lavori di restauro dei beni architettonici di eccezionale valore (7);
(11) considerando l'interesse manifestato dal Consiglio per una maggiore cooperazione in materia di beni architettonici, di oggetti e opere d'arte e di archivi, in particolare per quel che riguarda gli scambi di conoscenze, la documentazione e la formazione, e visto il ruolo di rilievo svolto dalle reti di organizzazioni culturali ai fini della cooperazione culturale in Europa (8);
(12) considerando che nella sua comunicazione del 29 aprile 1992 sulle «Nuove prospettive per l'azione della Comunità in campo culturale», la Commissione sottolinea l'opportunità di estendere l'azione comunitaria ai beni culturali mobili e di promuovere il dialogo e la cooperazione tra gli operatori del settore, nonché la diffusione delle esperienze e dell'informazione di tipo specialistico; che il Parlamento europeo e il Consiglio hanno incoraggiato questa impostazione (9);
(13) considerando che le istituzioni europee hanno sottolineato quanto sia importante integrare i vari aspetti dei beni culturali in un'azione comunitaria coerente (10) che tenga conto della ricchezza e della diversità dei beni culturali mobili e immobili, e si fondi sui lavori dei numerosi operatori del settore;
(14) considerando che resta importante trasmettere il valore della tutela dei beni culturali ad un pubblico quanto più possibile vasto attraverso un'informazione generale;
(15) considerando che l'azione della Comunità dovrebbe tener conto del carattere evolutivo della definizione di beni culturali e prendere in considerazione tutte le loro forme, favorendo impostazioni interdisciplinari;
(16) considerando che la Commissione ha organizzato consultazioni con tutte le parti interessate, in particolare con le amministrazioni degli Stati membri, con gli operatori tecnici, con le organizzazioni non governative, con le fondazioni e le associazioni, al fine di preparare un programma d'azione in materia di beni culturali;
(17) considerando che i beni culturali nella Comunità presentano numerosi collegamenti con paesi terzi; che pertanto si tratta di un ambito privilegiato per sviluppare forme di cooperazione con i paesi terzi, con il Consiglio d'Europa e altre organizzazioni internazionali competenti nel settore dei beni culturali, ad esempio l'Unesco, in base alle prescrizioni del trattato e alle conclusioni e risoluzioni suddette;
(18) considerando che nelle conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen, riunito dal 21 al 23 giugno 1993, è stata chiesta l'apertura dei programmi comunitari ai paesi dell'Europa centrale e orientale che hanno concluso accordi di associazione; considerando, che la Comunità ha firmato con alcuni paesi terzi gli accordi di cooperazione comprendenti una parte culturale;
(19) considerando che la presente decisione stabilisce, per tutta la durata del presente programma, una dotazione finanziaria che costituisce il riferimento privilegiato, a norma del punto 1 della dichiarazione del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione del 6 marzo 1995, per l'autorità di bilancio nell'ambito della procedura annuale di bilancio;
(20) considerando che le azioni del presente programma terranno altresì conto della complementarità con azioni che possono essere avviate nell'ambito di altre politiche comunitarie;
(21) considerando che l'attuazione del presente programma si fonda su una stretta collaborazione con le autorità degli Stati membri per garantire che l'azione comunitaria venga a sostenere e integrare le attività nazionali, sempre nel rispetto del principio di sussidiarietà quale definito all'articolo 3 B del trattato;
(22) considerando che, alla luce dell'esperienza, potrebbe rivelarsi necessario procedere ad una modifica dei limiti fissati per il contributo finanziario della Comunità ai diversi tipi di progetti di cui all'allegato (azioni I, II e III);
(23) considerando che il 20 dicembre 1994 è stato raggiunto un accordo sul modus vivendi tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione relativo alle misure di esecuzione degli atti adottati secondo la procedura di cui all'articolo 189 B del trattato (11),
HANNO DECISO QUANTO SEGUE:
Articolo 1
La presente decisione istituisce il programma comunitario di azione in materia di beni culturali - programma Raffaello - nei termini di cui all'allegato, qui di seguito chiamato «il presente programma», per il periodo compreso tra il 1° gennaio 1997 ed il 31 dicembre 2000.
Il presente programma è destinato, attraverso la cooperazione, ad appoggiare e integrare l'azione degli Stati membri in materia di beni culturali di importanza europea.
Articolo 2
Fatti salvi i poteri degli Stati membri nella definizione di beni culturali, ai fini del campo di applicazione del presente programma si intende per:
- «beni culturali» i beni immobili e mobili (i musei e le collezioni, le biblioteche, gli archivi, compresi gli archivi fotografici, cinematografici e sonori), i beni archeologici e subacquei, i beni architettonici, i complessi e i siti e i paesaggi di valore culturale (insiemi di beni culturali e naturali);
- «preservazione»: qualsiasi attività che contribuisca a meglio conoscere, gestire, conservare, restaurare, valorizzare i beni culturali ed a agevolarne l'accesso.
Articolo 3
Il presente programma incoraggia la cooperazione a livello europeo tra gli Stati membri in materia di beni culturali. Esso appoggia e integra la loro azione in base al principio di sussidiarietà, contribuendo al pieno sviluppo delle culture nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, ponendo nel contempo in rilievo il patrimonio culturale comune.
A tal fine, e in base all'obiettivo generale di cui all'articolo 1, secondo comma, gli obiettivi specifici del programma fondati sullo sviluppo della cooperazione transnazionale sono i seguenti:
a) incoraggiare la conservazione e il restauro dei beni culturali d'importanza europea, contribuendo alla loro valorizzazione e promuovendone la conoscenza;
b) incoraggiare lo sviluppo della cooperazione transnazionale tra le istituzioni e/o gli operatori nel settore dei beni culturali, per contribuire allo scambio delle conoscenze ed allo sviluppo delle modalità d'intervento di maggiore efficacia in materia di salvaguardia dei beni culturali;
c) migliorare l'accesso ai beni culturali a libello europeo ed incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini, in particolare dei bambini, dei giovani, degli svantaggiati e di coloro che vivono nelle regioni periferiche e nelle zone rurali della Comunità, alla salvaguardia ed alla valorizzazione dei beni culturali europei;
d) incentivare la cooperazione transnazionale in materia di sviluppo delle nuove tecnologie applicate alle varie categorie e discipline del settore, nonché per la preservazione dei mestieri e delle tecniche tradizionali connessi con i beni culturali;
e) stimolare la consapevolezza della dimensione dei beni culturali negli altri programmi e politiche comunitari;
f) favorire la cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali competenti.
Articolo 4
Per realizzare i suddetti obiettivi, definiti nell'articolo 3, secondo comma, i progetti sviluppati nel quadro del programma «Raffaello» dovranno essere caratterizzati da una dimensione europea e presentare un valore aggiunto rispetto alle azioni condotte negli Stati membri, nonché soddisfare i seguenti criteri:
- contribuire a diffondere la conoscenza dei beni culturali, anche mediante le informazioni ad essi relative;
- presentare un interesse a livello comunitario in ragione del loro carattere esemplare, innovatore ed informativo;
- vertere su problemi relativi alla salvaguardia di beni culturali e contribuire allo sviluppo delle modalità d'intervento di maggiore efficacia in materia di preservazione;
- essere atti a produrre un effetto moltiplicatore in termini culturali, educativi o socioeconomici.
Articolo 5
Le azioni descritte nell'allegato sono svolte al fine di realizzare gli obiettivi elencati nel secondo comma dell'articolo 3. Esse sono attuate secondo la procedura di cui all'articolo 7.
Articolo 6
1. Il presente programma è aperto alla partecipazione dei paesi associati dell'Europa centrale e orientale, in base alle condizioni stabilite nei protocolli addizionali agli accordi di associazione relativi alla partecipazione a programmi comunitari conclusi o da concludere con tali paesi. Il programma è aperto alla partecipazione di Cipro e di Malta nonché alla cooperazione con altri paesi terzi che hanno concluso accordi di associazione o di cooperazione contenenti clausole culturali, sulla base di stanziamenti supplementari da assegnare secondo procedure da convenire con questi paesi.
2. La Comunità e gli Stati membri favoriscono la cooperazione con il Consiglio d'Europa e con altre organizzazioni internazionali competenti in materia di beni culturali (ad esempio l'Unesco), accertandosi, nel rispetto dell'identità propria e dell'autonomia d'azione di ogni istituzione e organizzazione, della complementarità degli strumenti impiegati ed adoperandosi per l'impiego ottimale delle risorse.
Articolo 7
1. La Commissione attua il programma in base alla presente decisione.
2. La Commissione è assistita da un comitato composto da due rappresentanti per ogni Stato membro e presieduto dal rappresentante della Commissione. I membri del comitato possono farsi assistere da esperti o consiglieri.
3. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato progetti di misure concernenti:
- le priorità e gli orientamenti generali delle misure descritte in allegato ed il relativo programma annuale,
- l'equilibrio generale tra tutte le azioni,
- le modalità e i criteri di selezione dei diversi tipi di progetti descritti nell'allegato (azioni I, II, III e IV),
- il sostegno finanziario che sarà fornito dalla Comunità (importi, durata, ripartizione e beneficiari),
- le modalità di controllo e di valutazione del presente programma, nonché le conclusioni del rapporto di valutazione previsto all'articolo 11 e ogni misura di modifica del presente programma che ne deriva.
Il comitato formula il suo parere sui progetti di misure di cui al comma precedente entro un termine che il presidente può stabilire in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio.
In tal caso:
a) la Commissione può differire di un periodo di due mesi a partire dalla data di tale comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise;
b) il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine di cui alla lettera a).
4. La Commissione può consultare il comitato su tutte le questioni concernenti l'attuazione del presente programma che non rientrino tra quelle di cui al paragrafo 3.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere su tale progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, eventualmente procedendo a votazione.
Il parere è iscritto a verbale; inoltre ciascuno Stato membro ha diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
Articolo 8
1. La dotazione finanziaria per l'attuazione del presente programma per il periodo di cui all'articolo 1 è fissata a 30 milioni di ecu, senza ripartizione annuale.
2. Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio entro i limiti delle prospettive finanziarie.
3. La dotazione finanziaria di cui al paragrafo 1 sarà oggetto di riesame anteriormente alla fine del secondo anno su proposta della Commissione tenuto conto della situazione di bilancio e dei risultati ottenuti nel corso della prima fase del programma.
Articolo 9
La Commissione, eventualmente in collaborazione con gli Stati membri, cercherà di rendere coerenti e complementari le azioni previste nel programma e gli altri programmi culturali nonché i programmi svolti in base ad altre disposizioni del trattato che abbiano aspetti concernenti i beni culturali; essa valuta altresì l'effetto globale di questi sui beni culturali.
Articolo 10
1. Decorsi due anni e sei mesi dall'attuazione del presente programma, e nei sei mesi successivi, la Commissione, sentito il comitato, presenta al Parlamento europeo e al Consiglio un rapporto dettagliato di valutazione dei risultati ottenuti, accompagnato, se del caso, da adeguate proposte di adattamento del programma. Tale rapporto è inteso a valutare, in termini qualitativi e quantitativi, in quale misura il programma ha permesso di realizzare gli obiettivi di cui all'articolo 3.
2. Al termine dell'esecuzione del presente programma, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato delle regioni una relazione qualitativa e quantitativa sull'attuazione e sui risultati del programma rispetto agli obiettivi di cui al paragrafo 1.
Articolo 11
Il programma, corredato delle indicazioni pratiche per ciascuna delle azioni o misure, relative alla procedura, ai termini di presentazione delle candidature, nonché alla documentazione che deve accompagnare la domanda, è pubblicato ogni anno nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie C.
La Commissione accorda priorità alla pubblicità e alla diffusione delle informazione relative al presente programma, affinché l'insieme degli operatori e delle reti culturali siano informati e sensibilizzati alle azioni che li riguardano.
Tutti i progetti che ricevono sostegno finanziario nel quadro del programma devono essere contrassegnati dall'emblema dell'Unione europea e indicare la fonte del finanziamento.
Fatto a Bruxelles, addì 13 ottobre 1997.

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