Document ID: 31994D1074

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 5 dicembre 1995 relativa alla concessione di aiuti da parte della Germania all'impresa Textilwerke Deggendorf GmbH, Turingia (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (94/1074/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Cominità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo che istituisce lo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati, conformemente agli articoli di cui sopra, a presentare osservazioni e tenuto conto di tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I Con lettera del 4 dicembre 1992 il governo tedesco ha notificato alla Commissione conformemente all'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CE e al codice degli aiuti al settore delle fibre sintetiche 1991-1992 allora in vigore (1), una proposta di aiuto a Textilwerke Deggendorf GmbH (TDG) a favore di investimenti per un totale di 112 Mio de DM (58 Mio di ECU) in immobili facenti parte dello stabilimento di Leinefelde, Turingia, recentemente acquistato da TDG, e in apparecchiature per la filatura da fibre discontinue di poliamide e poliestere di filati singoli contenenti fibre discontinue di nylon o altri poliamidi per almeno l'85 % del peso. I filati singoli verrebbero poi venduti a fabbricanti di tappeti ed altri.
L'aiuto proposto comprende una sovvenzione pari a 23 460 000 DM (12,15 Mio di ECU) a titolo del regime comune per il miglioramento della struttura economica regionale (Verbesserung der regionalen Wirtschaftsstruktur), uno sgravio fiscale sugli invenstimenti (Investitionszulage) pari a 6 696 000 DM (3,45 Mio di ECU) a titolo della legge sugli sgravi agli investimenti e un bonifico d'interessi su un prestito di 14 652 000 DM (7,60 Mio di ECU) concesso dalla Kreditanstalt fuer Wiederaufbau.
Il 24 marzo 1993 la Commissione ha deciso di avviare la procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2 del trattato CE nei confronti di tali aiuti.
La Commissione è giunta a tale decisione considerando che in base alle informazioni fornite dal governo tedesco non era chiaro se gli investimenti che avrebbero beneficiato di aiuti contenessero aspetti che rientravano nel campo di applicazione del codice degli aiuti al settore delle fibre sintetiche o nella disciplina comunitaria degli aiuti all'industria tessile. A causa di tale incertezza il progettato aiuto a TDG sembrava in grado di falsare la concorrenza e incidere sugli scambi tra gli Stati membri ed essere pertanto incompatibile con il mercato comune.
La Commissione ha preso atto anche del fatto che TDG pobrebbe trarre indirettamente beneficio dall'aiuto progettato in qualità di proprietaria dell'impianto di Leinefelde. Nella sua decisione 86/509/CEE (2), la Commissione ha stabilito che gli aiuti, costituiti da una sovvenzione pari a 6 120 000 DM e un bonifico d'interessi su un prestito di 11 Mio di DM, concessi dal governo tedesco a TDG tra il 1981 e il 1983 erano illegali e pertanto incompatibili con il mercato comune e ha chiesto al governo tedesco di esigerne il rimborso. Finché l'aiuto non fosse stato rimborsato la competitività di TDG avrebbe continuato ad essere sostenuta artificialmente. Per questo motivo, nelle sue successive decisioni 91/391/CEE (3) e 92/330/CEE (4) relative a due proposte del governo tedesco di concedere aiuti a TDG, la Commissione ha stabilito in entrambi i casi che l'aiuto era compatibile con il mercato comune, ma ha chiesto ugualmente alle autorità tedesche di sospenderne il pagamento finché non fosse stato interamente rimborsato l'aiuto oggetto della decisione 86/509/CEE. Il governo tedesco ha fatto ricorso presso la Corte di giustizia europea per l'annullamento della decisione 91/391/CEE e TDG ha fatto ricorso contro la stessa decisione e contro la decisione 92/330/CEE, cosicché nessuna di esse è per il momento giuridicamente definitiva.
Nell'avviare la procedura ex articolo 93, paragrafo 2 nei confronti dell'ultimo progetto del governo tedesco di concedere aiuti a TDG, la Commissione ha affermato che, anche se la procedura dovesse concludersi con una decisione positiva di autorizzazione degli aiuti in parola, essa avrebbe comunque chiesto al governo tedesco di sospendere il pagamento di una parte degli aiuti finché non fossero stati rimborsati i precedenti aiuti illegali e incompatibili; il pagamento della restante parte degli aiuti sarebbe invece stato autorizzato. La quota degli aiuti di cui dovrebbe essere sospeso il pagamento corrisponderebbe alla differenza tra l'importo totale degli aiuti da rimborsare al governo tedesco, conformemente alla decisione 86/509/CEE, e l'importo totale degli aiuti autorizzati con le decisioni 91/391/CEE e 92/330/CEE, il cui pagamento era stato sospeso in attesa del rimborso degli aiuti precedenti.
Con lettera del 7 aprile 1993 la Commissione ha informato il governo tedesco di aver avviato la procedura ex articolo 93, paragrafo 2 del trattato CE nei confronti del progetto di aiuti a TDG. Gli altri Stati membri e i terzi interessati sono stati informati mediante pubblicazione della lettera sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (1) II Con lettere del 7 giugno 1993, 7 dicembre 1993 e 23 giugno 1994, nonché in occasione di una riunione con la Commissione svoltasi il 7 luglio 1993, il governo tedesco ha presentato le osservazioni illustrate qui di seguito.
Gli aiuti progettati a favore di investimenti nello stabilimento di Leinefelde non avranno, secondo il governo tedesco, alcun effetto sulla produzione di fibre sintetiche da parte di TDG, dato che le necessarie fibre discontinue saranno fornite da terzi e non dalla stessa TDG, che produce solo filati tessili industriali di poliestere e poliamide. Fibre sintetiche non sono mai state prodotte nello stabilimento di Leinefelde. Inoltre, in conseguenza del progettato aiuto e dell'acquisto dello stabilimento di Leinefelde da parte di TDG la capacità di filatura tessile annua dello stabilimento sarà ridotta da 23 000 t a 7 000 t. Il governo tedesco ha sottolineato anche che l'impresa tessile Leinefelde Textilwerke GmbH, anch'essa insediata in Turingia, non ha alcuna relazione commerciale con lo stabilimento di TDG di Leinefelde.
L'investimento creerà 70 nuovi posti di lavoro nel primo anno, 80 nel secondo anno e altri 50 nel terzo anno per un totale di 200 dipendenti assunti in pianta stabile, 60 % dei quali saranno donne. Tra il 1° gennaio 1991 e il 31 dicembre 1992 il numero totale dei lavoratori occupati nel settore tessile nel Land Turingia è sceso da 25 540 a 3 739 unità, con una riduzione dell'85 % circa. Considerando che l'attuale livello di disoccupazione ammonta a Leinefelde a più del 42 %, la creazione di 200 posti di lavoro dovrebbe essere un vantaggio significativo per la regione.
Il governo tedesco ha affermato che, a suo parere, la Commissione non ha la facoltà di tener conto del fatto che precedenti aiuti illegali ed incompatibili con il mercato comune concessi a TDG non erano stati ancora rimborsati in conformità della decisione 86/509/CEE. Ai sensi del trattato CE la Commissione può solo decidere se un aiuto è o non è compatibile con il mercato comune e non può chiedere allo Stato membro di sospenderne il pagamento in attesa dell'esecuzione di una precedente decisione, specialmente nei casi in cui, come quello in questione, è in corso un'azione presso un tribunale nazionale per ottenere il rimborso dell'aiuto. Da parte sua, TDG sostiene che la richiesta di rimborsare l'aiuto è incompatibile con il principio di tutela delle aspettative legittime. Il governo tedesco ha menzionato anche di aver espresso opinioni analoghe nel quadro della sua azione intesa ad ottenere l'annullamento della decisione 91/391/CEE.
III Nelle loro osservazioni, formulate nel quadro della procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, l'International Rayon & Sythetic Fibres Committee (CIRFS), l'Apparel, Knitwear & Textiles Alliance (AKTA) e il governo del Regno Unito hanno sostenuto la decisione della Commissione di avviare la procedura ex articolo 93, paragrafo 2 in merito all'ultimo progetto di concedere aiuti a TDG, esprimendo preoccupazione per il fatto che gli aiuti illegali e incompatibili concessi a TDG tra il 1981 e il 1983 non siano stati ancora rimborsati. AKTA ha proposto che la Commissione, se stabilisce che gli aiuti progettati sono compatibili con il mercato comune, sospenda il pagamento di ogni nuovo aiuto finché non sarà stata attuata la decisione 86/509/CEE. CIRFS condivide questo punto di vista e suggerisce alla Commissione di chiedere al governo tedesco di addebitare a TDG gli interessi relativi alla parte di aiuti di cui attende il rimborso.
Le osservazioni ricevute nel quadro della procedura sono state trasmesse al governo tedesco.
IV La procedura ex articolo 93, paragrafo 2 è stata avviata nei confronti di un progetto di aiuti a TDG articolato in tre operazioni diverse (2), per un totale di equivalente sovvenzione netto del 17,88 %:
- una sovvenzione di 23 460 000 DM a titolo del regime comune per il miglioramento della struttura economica regionale, per il quale la Commissione ha recentemente autorizzato il ventiduesimo programma quadro (3) (equivalente sovvenzione netto del 13,64 %);
- un sgravio fiscale per investimenti fino a 6 696 000 DM nel quadro della legge sugli sgravi agli investimenti autorizzata dalla Commissione (1) (equivalente sovvenzione netto del 3,89 %);
- un bonifico d'interessi dell'1,38 % su un prestito decennale di 14 652 000 DM da parte della Kreditanstalt fuer Wiederaufbau al 7,75 % con due anni di dilazione del rimborso (equivalente sovvenzione netto dello 0,35 %).
L'aiuto progettato rientra nel campo di applicazione dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CE e dell'articolo 61, paragrafo 1 dell'accordo SEE, poiché consentirebbe alla società di effettuare l'investimento senza doverne sostenere interamente i costi.
L'aiuto progettato è stato debitamente notificato alla Commissione, conformemente all'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CE e del codice degli aiuti al settore delle fibre sintetiche 1991-1992.
La Commissione è stata perciò in grado di formulare il suo punto di vista e di valutare l'aiuto in questione.
Nel favorire TDG l'aiuto in questione ne rafforzerebbe la posizione rispetto ai concorrenti che devono adeguarsi ai mutamenti senza beneficiare di aiuti o beneficiando di aiuti autorizzati perché compatibili con il mercato comune e il funzionamento dell'accordo SEE. L'aiuto in questione falsa pertanto la concorrenza e incide sugli scambi ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CE e dell'articolo 61 dell'accordo SEE.
Esiste un commercio nel campo dei filati singoli contenenti fibre descontinue di nylon o altri poliammidi per almeno l'85 % del peso tra gli Stati membri e all'interno dello Spazio economico europeo (approssimativamente 19 000 t nel 1992, anno più recente per il quale si dispone di dati) e, di conseguenza, vi è concorrenza tra i produttori europei e tra i loro prodotti. Ne consegue che, nel favorire TDG l'aiuto in questione ne rafforza la posizione di mercato rispetto agli altri produttori che devono adeguarsi ai mutamenti senza beneficiare di aiuti o beneficiando di aiuti autorizzati perché compatibili con il mercato comune e, dal 1° gennaio 1994, con il funzionamento dell'accordo SEE. L'aiuto falsa pertanto la concorrenza e incide sugli scambi ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CE e dell'articolo 61 dell'accordo SEE.
Il gorverno tedesco non ha fornito alcun argomento specifico a sostegno della sua opinione, secondo la quale all'aiuto progettato dovrebbe essere applicata la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 2, lettera c). In assenza di tali giustificazioni non sembrano sussistere prove sufficienti della necessità delle misure specifiche in questione per compensare gli svantaggi economici determinati dalla divisione della Germania e al di fuori dei regimi di aiuto autorizzati dalla Commissione ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3. L'articolo 92, paragrafo 2, lettera c) non è pertanto di applicazione.
La deroga prevista dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) riguarda gli aiuti intesi a promuovere lo sviluppo economico di talune regioni. Il Land della Turingia figura tra le regioni ammissibili a beneficiare di aiuti nel quadro dell'obiettivo 1 dei Fondi strutturali e, alla luce della situazione socioeconomica (il PIL/PPA è notevolmente inferiore al 75 % della media comunitaria) è classificato come regione ammissibile all'aiuto regionale in virtù dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato CE.
Tuttavia, gli effetti settoriali degli aiuti regionali al settore tessile e delle fibre sintetiche devono essere controllati anche nel caso delle regioni più depresse della Comunità.
Dal 1977 le condizioni alle quali possono essere concessi aiuti al settore delle fibre sintetiche sono regolate da una disciplina i cui termini e il cui ambito di applicazione sono periodicamente oggetto di revisione, l'ultima delle quali è avvenuta nel 1992 (2). Il progettato aiuto al produttore di fibre sintetiche TDG, pertanto, deve essere valutato alla luce dell'attuale disciplina, che è in vigore dal dicembre 1992.
L'attuale disciplina prescrive la notifica di qualsiasi proposta di aiuto, sotto qualsiasi forma, ai produttori di fibre sintetiche che sia destinata a sostenerne le attività produttive. Essa stabilisce i criteri che la Commissione deve applicare nell'esaminare le proposte di aiuti agli investimenti effettuati da imprese che rientrano nel campo di applicazione della disciplina. La disciplina specifica tra l'altro che il beneficiario dell'aiuto agli investimenti dovrebbe procedere ad una significativa riduzione delle sue capacità produttive e che le imprese dovrebbero finanziare con risorse proprie tutti gli investimenti nell'ampliamento o nel mantenimento delle capacità da esse considerati necessari per adeguare la loro produzione all'evoluzione del mercato e agli sviluppi tecnologici.
Nel caso in esame non ci sarebbe alcuna connessione tra l'investimento che dovrebbe essere sostenuto con l'aiuto progettato e la produzione di fibre sintetiche da parte di TDG. L'aiuto, pertanto, non rientra nel campo di applicazione del codice degli aiuti al settore delle fibre sintetiche.
Le condizioni alle quali possono essere concessi aiuti all'industria tessile sono stabilite nella disciplina comunitaria degli aiuti all'industria tessile. Poiché l'aiuto progettato è inteso a sostenere gli investimenti in capacità di filatura di tessili, deve essere valutato alla luce della disciplina, la quale stabilisce, tra l'altro, che gli aiuti nazionali individuali che creano capacità supplementari in quei settori dell'industria tessile e dell'abbigliamento in cui sussiste un eccesso strutturale di capacità o una stagnazione persistente del mercato devono essere evitati e che gli aiuti non possono essere autorizzati se determinano un incremento della capacità. Nel caso in esame l'aiuto progettato determinerebbe una riduzione della capacità di filatura dello stabilimento di Leinefelde. Tale aiuto è pertanto conforme alla disciplina comunitaria degli aiuti all'industria tessile.
Di conseguenza, l'aiuto progettato è compatibile con il mercato comune in virtù dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato CE, nella misura in cui è concesso in conformità con il pertinente regime di aiuti. Esso è anche compatibile con il funzionamento dell'accordo SEE.
V Tuttavia, come la Corte di giustizia ha sostenuto, ad esempio nella sentenza del 3 dicembre 1991 (1), quando la Commissione esamina la compatibilità di un aiuto di Stato con il mercato comune e il funzionamento dell'accordo SEE deve tener conto di tutti i fattori rilevanti, comprese, se del caso, le circostanze già considerate in una precedente decisione e gli obblighi che tale decisione può aver imposto ad uno Stato membro.
Pertanto, nella sua valutazione del progettato aiuto a TDG la Commissione deve tener conto della decisione 86/509/CEE, contro la quale non è stato fatto ricorso presso la Corte di giustizia ed è divenuta giuridicamente definitiva. Inoltre, la Commissione deve tener conto anche delle decisioni 91/391/CEE e 92/330/CEE; il governo tedesco ha presentato ricorso presso la Corte di giustizia per l'annullamento della decisione 91/391/CEE e TDG ha fatto ricorso contro le due decisioni, cosicché nessuna di esse è ancora giuridicamente definitiva.
Benché il governo tedesco abbia intentato un'azione legale presso i tribunali nazionali per recuperare gli aiuti illegali e incompatibili versati a TDG tra il 1981 e il 1983, come richiesto dalla decisione 86/509/CEE, tali aiuti non sono stati ancora rimborsati. Secondo i calcoli della Commissione, la somma totale che dovrebbe essere rimborsata al governo tedesco ammonterebbe al 30 giugno 1994, senza tener conto degli interessi dovuti per il ritardo nel rimborso del bonifico d'interessi, a 11 601 000 DM. La competitività di TDG continuerà ad essere artificialmente sostenuta, incidendo negativamente sugli scambi all'interno dello Spazio economico europeo in misura contraria al comune interesse, finché il governo tedesco non avrà recuperato i precedenti aiuti illegali e incompatibili.
Per questo motivo l'aiuto oggetto della presente decisione, benché sia compatibile con il mercato comune e con il funzionamento dell'accordo SEE, non dovrebbe essere interamente erogato finché il governo tedesco non abbia ricevuto il rimborso degli aiuti oggetto della decisione 86/509/CEE. Questa situazione è la conseguenza diretta del comportamento negligente del governo tedesco e di TDG, i quali hanno agito in violazione dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CE.
Nella lettera del 7 aprile 1993 la Commissione ha fatto riferimento alla duplice distorsione della concorrenza risultante dal mancato rimborso dell'aiuto oggetto della decisione 86/509/CEE. L'opinione del governo tedesco secondo la quale la Commissione non può tener conto di decisioni precedenti riguardanti TDG non può essere accettata e non è coerente con la summenzionata sentenza e con altre sentenze analoghe della Corte di giustizia.
Pertanto, tenendo conto delle decisioni 86/509/CEE, 91/391/CEE e 92/330/CEE nel contesto di un'ulteriore proposta di aiuti a TDG, si dovrebbe chiedere al governo tedesco di sospendere il pagamento di una parte dell'aiuto finché non sarà stato rimborsato il precedente aiuto illegale ed incompatibile, in applicazione della decisione 86/590/CEE, mentre il pagamento della restante parte di aiuto dovrebbe essere autorizzato. La sospensione del pagamento di una parte de progettato aiuto è tanto più necessario in quanto la Commissione non ha altri strumenti coercitivi a disposizione per accelerare o assicurare il rispetto della decisione 86/509/CEE.
Secondo i calcoli della Commissione la parte di aiuto il cui pagamento dovrebbe essere sospeso ammonta a 5 160 700 DM (2,65 Mio di ECU). Questa somma corrisponde al saldo totale dell'aiuto che deve essere rimborsato al governo tedesco conformemente alla decisione 86/509/CEE, che, secondo i calcoli della Commissione, ammontava a 11 601 000 DM al 30 giugno 1994, meno il totale degli aiuti autorizzati con le decisioni 91/391/CEE e 92/330/CEE, che, secondo i calcoli della Commissione, ammontano rispettivamente 6 005 300 DM e 435 000 DM, il cui pagamento è stato però sospeso in attesa del recupero del precedente aiuto.
Dalle precedenti considerazioni risulta che l'aiuto che il governo tedesco si propone di concedere a TDG è compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato CE e con il funzionamento dell'accordo SEE. Tuttavia, il pagamento di una parte dell'aiuto pari a 5 160 700 DM deve essere sospeso finché gli aiuti illegali e incompatibili con il mercato comune erogati a TDG tra il 1981 e il 1983 siano stati rimborsati al governo tedesco, conformemente alla decisione 86/509/CEE.
La richiesta diretta al governo tedesco di sospendere il pagamento di parte del previsto aiuto oggetto della presente decisione non è in conflitto con i termini di sospensione dell'aiuto di cui alle decisioni 91/391/CEE e 92/330/CEE. In primo luogo la richiesta di ciascuna decisione di sospendere il pagamento ha lo stesso fine, cioè di persuadere il governo tedesco e TDG a conformarsi alla decisione 86/509/CEE e procedere al rimborso degli aiuti illegali e incompatibili versati a TDG tra il 1981 e il 1983. In secondo luogo l'obbligo contenuto in ciascuna decisione di sospendere il pagamento cesserà automaticamente di avere effetto nel momento in cui gli aiuti saranno rimborsati. Infine il totale dell'aiuto sospeso in virtù della presente decisione e delle decisioni 91/391/CEE e 92/330/CEE equivale al totale degli aiuti che devono essere rimborsati al governo tedesco conformemente alla decisione 86/509/CEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti che le autorità tedesche intendono accordare a Textilwerke Deggendorf GmbH, costituiti da una sovvenzione pari a 23 460 000 DM in base al regime comune per il miglioramento della struttura economica regionale (Verbesserung der regionalen Wirtschaftsstruktur), uno sgravio fiscale agli investimenti (Investitionszulage) per 6 696 000 DM a norma della legge sugli sgravi agli investimenti e un bonifico d'interessi su un prestito decennale di 14 652 000 DM della Kreditanstalt fuer Wiederaufbau al 7,75 % con due anni di dilazione del rimborso sono compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato CE e con il funzionamento dell'accordo SEE.
Articolo 2
Le autorità tedesche sono tenute a sospendere il versamento di una parte degli aiuti di cui all'articolo 1 della presente decisione pari a 5 160 700 DM, finché non avranno proceduto al recupero degli aiuti illegali e incompatibili accordati a Textilwerke Deggendorf GmbH tra il 1981 e il 1983 di cui all'articolo 1 della decisione 86/509/CEE.
Articolo 3
Il governo tedesco informa la Commissione, entro il termine di due mesi a decorrere dalla data di notifica della presente decisione, delle misure prese per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione
Fatto a Bruxelles, il 5 dicembre 1994.

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