Document ID: 31999R2742

REGOLAMENTO (CE) N. 2742/1999 DEL CONSIGLIO
del 17 dicembre 1999
che stabilisce, per il 2000, le possibilità di pesca e le condizioni ad esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura e che modifica il regolamento (CE) n. 66/98
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 3760/92 del Consiglio, del 20 dicembre 1992, che istituisce un regime comunitario della pesca e dell'acquacoltura(1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 66/98 del Consiglio, del 18 dicembre 1997, che stabilisce talune misure di conservazione e di controllo applicabili alle attività di pesca nell'Antartico e che sostituisce il regolamento (CE) n. 2113/96(2) in particolare l'articolo 21,
vista la proposta della Commissione,
considerando quanto segue:
(1) a norma dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 3760/92, il Consiglio provvede, sulla scorta dei pareri scientifici disponibili e, in particolare, della relazione redatta dal comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca, ad adottare le misure necessarie ai fini di uno sfruttamento razionale e responsabile delle risorse su base sostenibile;
(2) in base all'articolo 8, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 3760/92, spetta al Consiglio, a norma dell'articolo 4 di detto regolamento, fissare il totale ammissibile di catture (TAC) per ogni tipo di pesca o gruppo di tipi di pesca; le possibilità di pesca debbono essere assegnate agli Stati membri e ai paesi terzi a norma dell'articolo 8, paragrafo 4, punto iv) di detto regolamento;
(3) ai fini di un'efficace gestione dei TAC e dei contingenti suddetti, occorre stabilire le condizioni specifiche cui sono soggette le operazioni di pesca;
(4) occorre stabilire i principi e talune procedure di gestione della pesca a livello comunitario, in modo che i singoli Stati membri possano provvedere alla gestione delle navi battenti la loro bandiera;
(5) secondo quanto disposto all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 847/96 del Consiglio, del 6 maggio 1996, che introduce condizioni complementari per la gestione annuale dei TAC e dei contingenti(3), è necessario indicare quali stock siano soggetti alle varie misure ivi definite;
(6) secondo la procedura prevista negli accordi e nei protocolli in materia di pesca, la Comunità ha tenuto consultazioni sulla pesca con il Regno di Norvegia(4), con il governo della Danimarca e il governo locale delle isole Faerøer(5), il governo locale della Groenlandia(6); con la Repubblica d'Islanda(7); con la Repubblica estone(8), con la Repubblica lettone(9) e con la Repubblica lituana(10);
(7) a norma dell'articolo 122 dell'atto di adesione del 1994, le condizioni alle quali possono essere pescati i quantitativi attribuiti nel quadro dell'adesione rimangono identiche a quelle applicabili immediatamente prima dell'entrata in vigore del trattato di adesione del 1994;
(8) a norma dell'articolo 124 dell'atto di adesione del 1994, gli accordi di pesca conclusi dal Regno di Svezia e dalla Repubblica di Finlandia con paesi terzi sono gestiti dalla Comunità; conformemente a tali accordi, la Comunità ha tenuto consultazioni con la Repubblica di Polonia e la Federazione russa;
(9) la Comunità è parte contraente di numerose organizzazioni regionali per la pesca; tali organizzazioni hanno raccomandato per determinate specie la fissazione di limiti di cattura e altre norme di conservazione; è quindi opportuno che la Comunità attui tali raccomandazioni;
(10) per motivi di conservazione degli stock, la commissione interamericana per il tonno tropicale (IATTC) ha accettato di fissare limiti di cattura per taluni stock di tonnidi nell'oceano Pacifico; è opportuno che la Comunità si adegui a tali limiti al fine di collaborare alla conservazione degli stock in causa;
(11) l'utilizzazione delle possibilità di pesca deve essere conforme alla normativa comunitaria in materia, in particolare al regolamento (CEE) n. 2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca(11), al regolamento (CE) n. 1626/94 del Consiglio, del 27 giugno 1994, che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca nel Mediterraneo(12), al regolamento (CE) n. 1627/94 del Consiglio, del 27 giugno 1994, che stabilisce le disposizioni generali relative ai permessi di pesca speciali(13), al regolamento (CE) n. 66/98, al regolamento (CE) n. 88/98 del Consiglio, del 18 dicembre 1997, che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca nelle acque del mar Baltico, dei Belt e dell'Øresund(14) e al regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio, del 30 marzo 1998, per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame(15);
(12) per contribuire alla conservazione degli stock ittici, è necessario che nel 2000 vengano applicate talune misure complementari relative al controllo e alle condizioni tecniche delle attività di pesca;
(13) per istituire un sistema globale di TAC e di contingenti, è appropriato trasferire alcune disposizioni dal regolamento (CE) n 66/98 del Consiglio al presente regolamento, in particolare quelle relative ai divieti di pesca, ai TAC, ai periodi di applicazione e alle condizioni specifiche cui sono soggette le operazioni di pesca;
(14) per ottemperare agli obblighi internazionali che incombono alla Comunità quale parte contraente della convenzione sulla conservazione delle risorse marine viventi in Antartide (CCAMLR) e, di conseguenza, all'obbligo di applicare le misure adottate dalla commissione CCAMLR, le pertinenti date di applicazione sono quelle corrispondenti all'inizio dei rispettivi periodi di applicazione dei TAC specificati nell'allegato 1 g;
(15) per garantire il sostentamento dei pescatori della Comunità, è importante che le zone di pesca vengano aperte il 1o gennaio 2000; data l'urgenza della questione, è opportuno concedere una deroga al periodo di sei settimane di cui al punto I.3 del protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali nell'Unione europea allegato al trattato di Amsterdam,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPITOLO I
AMBITO D'APPLICAZIONE E DEFINIZIONI
Articolo 1
1. Il presente regolamento fissa per il 2000 le possibilità di pesca di taluni stock e gruppi di stock ittici applicabili
i) alle navi battenti bandiera degli Stati membri e immatricolate in detti Stati, in seguito denominate "navi comunitarie" o "navi CE", in zone dove sono imposti limiti di cattura, e
ii) alle navi battenti bandiera dei paesi terzi e immatricolate in tali paesi, in seguito denominate "navi dei paesi terzi", in acque soggette alla sovranità o alla giurisdizione degli Stati membri, in seguito denominate "acque comunitarie" o "acque CE",
nonché le condizioni specifiche in cui tali possibilità di pesca possono essere utilizzate.
Tuttavia, nel caso di taluni stock antartici le possibilità di pesca vengono fissate per il periodo specificato all'allegato 1 g.
2. Ai fini del presente regolamento, le possibilità di pesca sono espresse sotto forma di:
a) TAC o numero di navi autorizzate a pescare e/o durata di tali autorizzazioni;
b) parti dei TAC disponibili per la Comunità;
c) contingenti assegnati alla Comunità nelle acque dei paesi terzi;
d) attribuzione agli Stati membri delle possibilità di pesca comunitarie di cui alle lettere b) e c) sotto forma di contingenti;
e) attribuzione ai paesi terzi di contingenti di pesca nelle acque comunitarie.
Articolo 2
1. Le definizioni delle zone CIEM(16), COPACE(17) (Atlantico centro-orientale o zona principale di pesca FAO 34), NAFO(18) e CCAMLR(19) figurano rispettivamente nel regolamento (CEE) n. 3880/91 del Consiglio, del 17 dicembre 1991, relativo alla trasmissione di statistiche sulle catture nominali da parte degli Stati membri con attività di pesca nell'Atlantico nord-orientale(20), nel regolamento (CE) n. 2597/95 del Consiglio, del 23 ottobre 1995, relativo alla trasmissione di statistiche sulle catture nominali da parte degli Stati membri con attività di pesca in zone diverse dell'Atlantico settentrionale(21), nel regolamento (CEE) n. 2018/93 del Consiglio, del 30 giugno 1993, relativo alla trasmissione di statistiche sulle catture e l'attività degli Stati membri con attività di pesca nell'Atlantico nord-occidentale(22) e nel regolamento (CE) n. 66/98.
2. Ai fini del presente regolamento valgono le seguenti definizioni:
a) la zona di regolamentazione NAFO corrisponde alla parte della zona della convenzione NAFO non soggetta alla sovranità o alla giurisdizione degli Stati costieri;
b) lo Skagerrak è limitato, ad ovest, da una linea tracciata dal faro di Hanstholm al faro di Lindesnes e, a sud, da una linea tracciata dal faro di Skagen al faro di Tistlarna, indi fino al punto più vicino alla costa svedese;
c) il Kattegat è limitato, a nord, da una linea tracciata dal faro di Skagen al faro di Tistlarna, indi fino al punto più vicino della costa svedese e, a sud, da una linea tracciata da Capo Hasenøre a Capo Gnibens Spids, da Korshage a Spodsbjerg e da Capo Gilbjerg a Kullen;
d) il mare del Nord comprende la sottozona CIEM IV e la parte della divisione CIEM IIIa non inclusa nella definizione dello Skagerrak contenuta nella lettera b);
e) l'unità di gestione 3 comprende le sottodivisioni CIEM 30 e 31 e la parte della sottodivisione 29 situata a nord di 59°30' di latitudine nord.
CAPITOLO II
POSSIBILITÀ DI PESCA E CONDIZIONI AD ESSE ASSOCIATE PER LE NAVI COMUNITARIE
Articolo 3
1. Le possibilità di pesca per le navi comunitarie nelle acque comunitarie o in quelle internazionali sono fissate negli allegati 1 e 2.
2. Le navi comunitarie sono autorizzate ad effettuare catture, nei limiti dei contingenti fissati all'allegato 1, nelle acque soggette, in materia di pesca, alla giurisdizione delle Faerøer, della Groenlandia, dell'Islanda, della Lituania, della Lettonia, della Norvegia - compresa la zona di pesca intorno a Jan Mayen -, della Polonia e della Federazione russa, nel rispetto delle condizioni stabilite agli articoli 7 e 12.
3. Gli importi da versare per il 2000 in virtù degli accordi sulle relazioni in materia di pesca tra la Comunità europea e le Repubbliche di Lettonia e Lituania sono fissati come segue:
SPAZIO PER TABELLA
I suddetti contributi sono versati su conti designati dalle autorità dello Stato interessato.
Articolo 4
La ripartizione tra gli Stati membri delle possibilità di pesca non pregiudica:
a) gli scambi effettuati a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 3760/92;
b) le riassegnazioni effettuate a norma dell'articolo 21, paragrafo 4, dell'articolo 23, paragrafo 1, e dell'articolo 32, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2847/93;
c) gli sbarchi supplementari autorizzati a norma dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 847/96;
d) i quantitativi riportati a norma dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 847/96;
e) le detrazioni effettuate a norma dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 847/96.
Articolo 5
Flessibilità dei contingenti
Gli stock soggetti a TAC precauzionali o analitici, gli stock cui non si applicano le condizioni di flessibilità interannuale di cui agli articoli 3 e 4 del regolamento (CE) n. 847/96 e gli stock ai quali si applicano i coefficienti di penalizzazione di cui all'articolo 5, paragrafo 2, dello stesso regolamento, sono fissati per il 2000 nell'allegato 3.
Articolo 6
Condizioni per lo sbarco delle catture normali e accessorie
1. Egrave; vietato conservare a bordo o sbarcare pesci provenienti da stock per i quali siano state stabilite possibilità di pesca, salvo nei seguenti casi:
(i) se le catture sono state effettuate dalle navi di uno Stato membro o di un paese terzo che dispone di un contingente non ancora esaurito, oppure
(ii) se la parte del TAC disponibile per la Comunità non è stata ripartita tra gli Stati membri per mezzo di contingenti e se detta parte non è ancora esaurita, oppure
(iii) per tutte le specie, aringhe e sgombri esclusi, se le catture sono mischiate ad altre specie e sono state effettuate con reti aventi maglie di dimensioni pari o inferiori a 32 mm nelle regioni 1 e 2 od a 40 mm nella regione 3, a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 850/98, e se non sono suddivise a bordo o allo sbarco, oppure
(iv) per le aringhe, se le catture rispettano le condizioni stabilite dall'articolo 2 del regolamento (CE) n. 1434/98 del Consiglio, del 29 giugno 1998, che precisa le condizioni alle quali è ammesso lo sbarco di aringhe destinate a fini industriali diversi dal consumo umano diretto,(23); oppure
(v) per gli sgombri, se le catture sono mischiate a catture di sugarelli o sardine, se gli sgombri non superano il 10 % del peso totale di sgombri, sugarelli e sardine a bordo, e se le catture non sono suddivise, oppure
(vi) se le catture sono state effettuate nel corso di ricerche scientifiche svolte in base al regolamento (CE) n. 850/98.
Tutti gli sbarchi vengono dedotti dal contingente oppure dalla parte della Comunità, ove questa non sia stata ripartita tra gli Stati membri tramite contingenti, salvo il caso di catture effettuate in base a quanto dispongono i punti iii), iv), v) e vi).
2. In deroga al paragrafo 1, qualora venga esaurita una delle possibilità di pesca di cui all'allegato 2, è fatto divieto alle navi che effettuano attività di pesca oggetto del relativo limite di sbarcare catture non sottoposte a cernita e contenenti aringhe.
3. Per determinare la percentuale delle catture accessorie e per procedere alla loro assegnazione si applica l'articolo 4 del regolamento (CE) n. 850/98.
Articolo 7
Limiti di accesso
1. Nessuna attività di pesca è consentita alle navi comunitarie nello Skagerrak entro il limite di 12 miglia nautiche dalle linee di base della Norvegia. Tuttavia, le navi battenti bandiera della Danimarca o della Svezia sono autorizzate a pescare fino a 4 miglia dalle linee di base della Norvegia.
2. Le attività di pesca che le navi comunitarie sono autorizzate a svolgere nelle acque soggette alla giurisdizione dell'Islanda sono limitate alla zona definita dalle linee che congiungono i seguenti punti:Area sud occidentale
1. 63°12'N e 23°05'W attraverso 62°00'N e 26°00'W
2. 62°58'N e 22°25'W
3. 63°06'N e 21°30'W
4. 63°03'N e 21°00'W di lì 180°00'S;
Area sud orientale
1. 63°14'N e 10°40'W
2. 63°14'N e 11°23'W
3. 63°35'N e 12°21'W
4. 64°00'N e 12°30'W
5. 63°53'N e 13°30'W
6. 63°36'N e 14°30'W
7. 63°10'N e 17°00'W di lì 180°00'S.
Articolo 8
Condizioni particolari per l'aringa del mare del Nord
Le misure di cui all'allegato 4 si applicano alla cattura, alla cernita e allo sbarco di aringhe del mare del Nord, dello Skagerrak e del Kattegat.
Articolo 9
Altre misure tecniche e di controllo
Le misure tecniche di cui all'allegato 5 si applicano nel 2000 in aggiunta a quelle stabilite nei regolamenti (CE) n. 850/98, (CE) n. 88/98 e (CE) n. 1626/94.
CAPITOLO III
POSSIBILITÀ DI PESCA E CONDIZIONI AD ESSE ASSOCIATE PER LE NAVI DEI PAESI TERZI
Articolo 10
Le navi battenti bandiera delle Barbados, della Guiana, del Giappone, della Corea del Sud, della Lituania, della Lettonia, della Norvegia, della Polonia, della Federazione russa, del Suriname, di Trinidad e Tobago e del Venezuela, nonché le navi immatricolate nelle Faerøer, sono autorizzate ad effettuare catture nelle acque comunitarie entro i limiti dei contingenti fissati nell'allegato 1 e nel rispetto delle condizioni previste agli articoli 11 e 13.
Articolo 11
Fatte salve le restrizioni di accesso stabilite dalla normativa comunitaria, le attività di pesca delle navi battenti bandiera
(i) della Norvegia o immatricolate nelle Faerøer sono limitate alle parti della zona di pesca di 200 miglia situate oltre 12 miglia nautiche dalle linee di base degli Stati membri nel mare del Nord, nel Kattegat, nel mar Baltico e nell'oceano Atlantico a nord di 43°00' di latitudine nord; le attività di pesca nello Skagerrak da parte delle navi battenti bandiera della Norvegia sono autorizzate al largo di quattro miglia nautiche dalle linee di base della Danimarca e della Svezia;
(ii) della Lettonia e della Lituania sono limitate alle parti della zona di pesca di 200 miglia situate oltre 12 miglia nautiche dalle linee di base degli Stati membri nel mar Baltico a sud di 59° 30' di latitudine nord;
(iii) della Polonia o della Federazione russa sono limitate alle parti della zona di pesca di 200 miglia situate oltre 12 miglia nautiche dalle linee di base della Svezia nel mar Baltico a sud di 59°30' di latitudine nord;
(iv) delle Barbados, della Guiana, di Suriname, di Trinidad e Tobago, del Giappone, della Corea del sud e del Venezuela sono limitate alle parti della zona di pesca di 200 miglia situate oltre 12 miglia nautiche dalle linee di base del dipartimento francese della Guiana.
CAPITOLO IV
REGIME DI LICENZE PER LE NAVI COMUNITARIE
Articolo 12
1. In deroga alle norme generali sulle licenze di pesca e sui permessi di pesca speciali di cui al regolamento (CE) n. 1627/94, la pesca nelle acque dei paesi terzi è subordinata al possesso di una licenza rilasciata dalle autorità del paese terzo interessato. Tuttavia, le suddette disposizioni non si applicano alle attività di pesca nelle acque norvegesi del mare del Nord effettuate da:
a) navi di stazza pari o inferiore a 200 GT,
b) navi che pescano specie destinate al consumo umano e diverse dallo sgombro,
c) navi svedesi, secondo la prassi abituale.
2. Il numero massimo di licenze e le altre condizioni ad esse associate sono fissati nell'allegato 6. Le domande di licenza devono indicare i tipi di pesca praticati, nonché il nome e le caratteristiche delle navi per le quali si richiede il rilascio delle licenze e devono essere indirizzate dalle autorità degli Stati membri alla Commissione. La Commissione trasmette le domande alle autorità del paese terzo interessato.
3. Le navi comunitarie rispettano le misure di conservazione e controllo nonché tutte le altre disposizioni vigenti nella zona in cui effettuano la loro attività.
4. Le navi comunitarie provviste di licenza per una determinata pesca selettiva nelle acque delle Faerøer possono praticare un'altra pesca selettiva previa notifica del cambiamento alle autorità delle Faerøer.
CAPITOLO V
REGIME DI LICENZE PER LE NAVI DEI PAESI TERZI
Articolo 13
1. La domanda di licenza o di un permesso di pesca speciale presentata dall'autorità di un paese terzo alla Commissione dev'essere corredata dei seguenti dati:
(a) nome della nave;
(b) numero di immatricolazione;
(c) lettere e cifre esterne di identificazione;
(d) porto di immatricolazione;
(e) nome ed indirizzo del proprietario o del noleggiatore;
(f) stazza lorda e lunghezza fuori tutto;
(g) potenza del motore;
(h) indicativo di chiamata e frequenza radio;
(i) metodo di pesca previsto;
(j) zona di pesca prevista;
(k) specie di pesci che si intendono catturare;
(l) periodo per il quale è richiesta la licenza.
In deroga all'articolo 28 ter del regolamento (CE) n. 2847/93, le navi norvegesi di stazza inferiore a 200 GT sono esentate dall'obbligo di possedere una licenza e un permesso di pesca.
2. Le licenze e i permessi di pesca speciali devono essere tenuti a bordo. Le navi immatricolate nelle Faerøer sono esentate da tale obbligo.
3. Il numero massimo di licenze e le condizioni particolari ad esse associate sono fissati nell'allegato 6.
4. Le navi dei paesi terzi autorizzate a pescare alla data del 31 dicembre 1999 possono continuare le loro operazioni dall'inizio dell'anno 2000 fino a quando non siano presentati alla Commissione, e da essa approvati, gli elenchi delle navi autorizzate a pescare.
5. Le licenze e i permessi di pesca speciali possono essere annullati ai fini del rilascio di nuove licenze e dei nuovi permessi di pesca speciali. L'annullamento ha effetto il giorno precedente la data del rilascio delle nuove licenze e dei nuovi permessi di pesca speciali da parte della Commissione. La validità delle nuove licenze e dei nuovi permessi di pesca speciali decorre dal giorno in cui sono rilasciati.
6. Le licenze e i permessi di pesca speciali sono ritirati, in tutto o in parte, prima della scadenza in caso di esaurimento del contingente di cui all'allegato 1 per lo stock in questione.
7. Le licenze e i permessi di pesca speciali sono ritirati in caso di mancato adempimento degli obblighi previsti dal presente regolamento.
8. Per un periodo massimo di dodici mesi non possono essere rilasciati licenze e permessi di pesca speciali alle navi, per le quali non siano stati adempiuti gli obblighi previsti dal presente regolamento.
9. La Commissione comunica alle autorità del paese terzo interessato i nomi e le caratteristiche delle navi che nel mese o nei mesi successivi non saranno autorizzate a pescare nella zona di pesca comunitaria a seguito di un'infrazione alle norme pertinenti.
Articolo 14
1. Le navi dei paesi terzi devono rispettare le misure di conservazione e di controllo nonché tutte le altre disposizioni che disciplinano le attività di pesca delle navi comunitarie nella zona in cui esse operano, compresi il regolamento (CE) n. 2847/93, il regolamento (CE) n. 1627/94, il regolamento (CE) n. 88/98, il regolamento (CE) 850/98 e il regolamento (CEE) n. 1381/87 della Commissione, del 20 maggio 1987, che stabilisce le modalità di applicazione relative alla marcatura ed alla documentazione delle navi da pesca(24).
2. Le navi di cui al paragrafo 1 devono tenere un giornale di bordo nel quale sono registrati i dati di cui all'allegato 7.
3. Le navi dei paesi terzi, eccettuate le navi norvegesi che svolgono attività di pesca nella divisione CIEM IIIa, trasmettono alla Commissione le informazioni di cui all'allegato 8 secondo le disposizioni ivi previste.
CAPITOLO VI
DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER LE NAVI COMUNITARIE NELLE ZONE REGOLAMENTATE DA ORGANIZZAZIONI REGIONALI PER LA PESCA
Zona della NAFO
Articolo 15
Partecipazione comunitaria
1. Gli Stati membri comunicano alla Commissione l'elenco di tutte le navi da pesca battenti la loro bandiera o immatricolate nel loro territorio che intendono partecipare alle attività di pesca nella zona di regolamentazione NAFO non oltre il 20 gennaio 2000 o, successivamente, almeno trenta giorni prima della data in cui prevedono di iniziare detta attività. Tale informazione comprende le seguenti indicazioni:
(a) nome della nave;
(b) numero di immatricolazione ufficiale attribuito dalle autorità nazionali competenti;
(c) porto d'immatricolazione della nave;
(d) nome del proprietario o del noleggiatore
(e) dichiarazione secondo cui il comandante ha ricevuto un esemplare delle norme vigenti nella zona di regolamentazione NAFO;
(f) principali specie che la nave intende catturare nella zona di regolamentazione NAFO;
g) sottozone in cui la nave intende operare.
2. Per le navi che battono temporaneamente la bandiera di uno Stato membro (locazione a scafo nudo), tale informazione comprende le seguenti indicazioni:
(a) data a partire dalla quale la nave è stata autorizzata a battere la bandiera dello Stato membro;
(b) data a partire dalla quale la nave è stata autorizzata dallo Stato membro ad esercitare l'attività di pesca nella zona di regolamentazione NAFO;
(c) Stato nel quale la nave è immatricolata o era precedentemente immatricolata e la data a partire dalla quale non batte più bandiera di tale Stato;
(d) nome della nave;
(e) numero di immatricolazione ufficiale della nave attribuito dalle autorità nazionali competenti;
(f) porto d'immatricolazione della nave dopo il trasferimento;
(g) nome del proprietario o del noleggiatore;
h) dichiarazione secondo cui il comandante ha ricevuto un esemplare delle norme vigenti nella zona di regolamentazione NAFO;
i) principali specie che la nave intende catturare nella zona di regolamentazione NAFO;
j) sottozone in cui la nave intende operare.
Articolo 16
Pesca dell'ippoglosso nero
Gli Stati membri trasmettono alla Commissione i rispettivi piani di pesca delle loro navi che svolgono la pesca dell'ippoglosso nero della zona di regolamentazione NAFO non oltre il 20 gennaio 2000 o, successivamente, almeno 30 giorni prima della data in cui prevedono di iniziare detta attività. Nel piano di pesca si deve indicare, tra l'altro, la nave o le navi che inizieranno la pesca di questa specie. Il piano di pesca rappresenta lo sforzo di pesca totale che verrà messo in atto per questa specie in rapporto alle possibilità di pesca di cui dispone lo Stato membro che effettua la comunicazione.
Gli Stati membri trasmettono alla Commissione, non oltre il 31 dicembre 2000, una relazione sull'attuazione dei rispettivi piani di pesca, la quale deve precisare il numero di navi che hanno effettuato questo tipo di pesca e il numero totale dei giorni di pesca.
Articolo 17
Misure tecniche
1. Dimensione delle maglie delle reti
È vietato l'uso di reti da traino aventi in qualsiasi loro parte maglie di dimensione inferiore a 130 mm per la pesca selettiva delle specie elencate nell'allegato 9; tale dimensione è ridotta a 60 mm per la pesca selettiva del totano.
Le navi che pescano i gamberi (Pandalus borealis) utilizzano reti con maglia minima di 40 mm.
2. Attacco di dispositivi alle reti
È vietato l'uso di mezzi o dispositivi diversi da quelli descritti nel presente paragrafo che ostruiscano le maglie di una rete o ne riducano la dimensione.
Teli, reti o altri materiali possono essere fissati al letto del sacco per ridurne o impedirne l'usura.
Dispositivi speciali possono essere fissati al cielo del sacco, a condizione che non ne ostruiscano le maglie. L'uso di foderoni è limitato a quelli descritti nell'allegato 10.
Le navi che pescano i gamberi (Pandalus borealis) utilizzano griglie di selezione aventi uno spazio massimo tra le sbarre di 22 mm.
3. Catture accessorie
Le catture accessorie delle specie elencate nell'allegato 1e per le quali la Comunità non abbia fissato alcun contingente in una parte della zona di regolamentazione NAFO ed effettuate nella parte suddetta nel corso della pesca selettiva di qualsiasi specie, non devono superare, per ciascuna specie a bordo, 2500 kg oppure il 10 % in peso di tutto il pescato a bordo, se quest'ultimo quantitativo è superiore. Tuttavia, in una parte della zona di regolamentazione in cui sia vietata la pesca selettiva di talune specie, le catture accessorie di ciascuna delle specie elencate nell'allegato 1e non devono superare rispettivamente 1250 kg o il 5 %.
Le suddette percentuali sono calcolate prendendo, per ogni specie, la percentuale in peso delle catture totali, esclusa la cattura di specie soggette a limiti per le catture accessorie, e si basano sulle catture effettuate in ogni zona e per ogni stock.
Per le navi che pescano i gamberi (Pandalus borealis), nel caso che la totalità delle catture accessorie di tutte le specie comprese nell'allegato 1e superi il 5 % del peso per ogni tiro di rete, le navi cambiano immediatamente zona (minimo a 5 miglia nautiche) al fine di evitare ulteriori catture accessorie di tali specie.
Le catture di gamberelli non sono utilizzate nel calcolo del livello di catture accessorie di specie demersali.
4. Taglia minima dei pesci
I pesci provenienti dalla zona di regolamentazione NAFO la cui taglia sia inferiore alle dimensioni prescritte nell'allegato 11 non possono essere trasformati, tenuti a bordo, trasbordati, sbarcati, trasportati, immagazzinati, venduti, esposti o messi in vendita, ma devono essere immediatamente rigettati in mare. Se le catture di pesci sotto misura superano in taluni luoghi di pesca il 10 % del quantitativo totale, la nave deve spostarsi di almeno 5 miglia nautiche prima di continuare la pesca. Ogni pesce trasformato appartenente ad una specie per la quale è fissata una taglia minima nell'allegato 11 e che non raggiunge la taglia corrispondente stabilita nell'allegato 12 è considerato proveniente da un pesce sotto misura.
Articolo 18
Misure di controllo
1. I comandanti delle navi si conformano agli articoli 6, 8, 11 e 12 del regolamento (CEE) n. 2847/93 e iscrivono nel giornale di bordo le informazioni elencate nell'allegato 13 del presente regolamento.
A norma dell'articolo 15 dello stesso, gli Stati membri devono altresì comunicare alla Commissione le catture delle specie non contingentate.
2. Durante la pesca selettiva di una o più specie elencate nell'allegato 9, non possono essere tenute a bordo reti le cui maglie siano di dimensioni inferiori a quelle indicate all'articolo 17, paragrafo 1. Tuttavia, le navi che nel corso della stessa bordata pescano in zone diverse dalla zona di regolamentazione NAFO possono tenere a bordo tali reti, purché queste siano correttamente fissate e non siano disponibili per un impiego immediato, cioè:
(a) le reti devono essere staccate dai rispettivi pannelli, cavi e corde da traino o da strascico;
(b) le reti che si trovano sul ponte o sopra il ponte devono essere fissate saldamente a una parte della sovrastruttura.
3. I comandanti delle navi comunitarie tengono, per le catture delle specie elencate nell'allegato 1e:
(a) un registro di produzione recante, per specie e per prodotto trasformato, la produzione cumulativa; oppure
(b) un piano di magazzinaggio, dei prodotti trasformati recante l'ubicazione, per specie, dei prodotti nella stiva.
I comandanti devono prestare l'assistenza necessaria per consentire la verifica dei quantitativi dichiarati nel registro di produzione e dei prodotti trasformati conservati a bordo.
4. I comandanti delle navi battenti bandiera di uno Stato membro e immatricolate nella Comunità che pescano lo scorfano nella zona 3M notificano ogni secondo lunedì alle autorità competenti dello Stato membro di cui la nave batte la bandiera o nel quale essa è immatricolata, i quantitativi di scorfano pescati nella zona 3M nel periodo di due settimane che si conclude alle ore 24,00 della domenica precedente.
5. Le navi battenti bandiera di uno Stato membro e immatricolate nella Comunità non effettuano operazioni di trasbordo nella zona di regolamentazione NAFO senza previa autorizzazione delle autorità competenti dello Stato membro di cui battono bandiera o in cui sono immatricolate.
Articolo 19
Pesca dello scorfano
1. Gli Stati membri comunicano alla Commissione, entro le ore 12,00 di ogni secondo martedì per la quindicina che si è conclusa alle ore 24,00 della domenica precedente, le quantità di scorfano catturate nella divisione 3M della zona di regolamentazione dalle navi battenti bandiera di uno Stato membro e immatricolate nella Comunità.
Articolo 20
Dati scientifici e statistici
1. Gli Stati membri forniscono, per le navi battenti la loro bandiera e immatricolate nella Comunità che pescano la limanda nella divisione 3LNO della zona di regolamentazione NAFO:
(a) sulla base dei dati pertinenti registrati nei giornali di bordo a norma dell'articolo 18, paragrafo 1, i dati statistici mensili relativi alle catture nominali e ai quantitativi rigettati in mare, ripartiti per zone unitarie di estensione non superiore a 1° di latitudine e a 1° di longitudine;
(b) campionamenti per taglia, effettuati sulla stessa scala di cui alla lettera a) e riepilogati per mese, sia per le catture nominali che per i pesci rigettati in mare.
2. Gli Stati membri forniscono, per le navi battenti la loro bandiera e immatricolate nella Comunità e che pescano scorfani e pleuronettiformi presso il Flemish Cap:
(a) oltre alle normali comunicazioni, i dati statistici mensili sui quantitativi rigettati in mare di merluzzi bianchi, sulla base dei dati pertinenti registrati nei giornali di bordo a norma dell'articolo 18, paragrafo 1;
(b) separatamente per ciascuno dei due tipi di pesca, campionamenti per taglia dei merluzzi bianchi catturati, assieme a dati sulla profondità per ciascun campione, riepilogati per mese.
3. I campioni per taglia sono prelevati da tutte le parti delle catture di ciascuna specie considerata in modo che venga prelevato dalla prima retata ogni giorno almeno un campione statistico significativo. La taglia del pesce è misurata dalla parte anteriore della testa all'estremità della pinna caudale.
I campioni per taglia prelevati secondo quanto disposto al primo comma sono considerati rappresentativi di tutte le catture della specie considerata.
AQUE INTERNAZIONALI COMPRESE NELLA ZONA DI REGOLAMENTAZIONE NEAFC
Articolo 21
1. Entro e non oltre il 20 gennaio 2000, gli Stati membri comunicano alla Commissione l'elenco delle navi che battono la loro bandiera e immatricolate nella Comunità cui è concesso il diritto di pescare l'aringa nelle sottozone CIEM I e II e lo scorfano atlantico nella zona della convenzione NEAFC(25) e, successivamente, ogni modifica, ivi compresa l'aggiunta all'elenco almeno 30 giorni prima dell'inizio dell'attività di pesca della nave. Si considerano autorizzate alla pesca dello scorfano atlantico nella zona sopra indicata unicamente le navi comprese nell'elenco.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione ogni mercoledì prima delle ore 12, per la settimana che si è conclusa alle ore 24 della domenica precedente, i quantitativi di aringa o di scorfano atlantico catturati dalle navi battenti la loro bandiera e immatricolate nella Comunità e il numero delle loro navi che esercitano questo tipo di pesca.
PESCA DELLE SPECIE ALTAMENTE MIGRATORIE REGOLAMENTATA DA ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI PER LA PESCA
Articolo 22
1. Per le operazioni di pesca che non sono soggette alle disposizioni degli articoli 6 e 8 del regolamento (CEE) n. 2847/93, gli Stati membri:
- predispongono sistemi di registrazione e di campionamento che consentano di stimare ogni mese i quantitativi totali di pesce degli stock indicati nell'allegato 1f che sono stati sbarcati e trasbordati da navi battenti la loro bandiera e immatricolate nella Comunità, nonché i quantitativi totali sbarcati nei loro porti da navi battenti bandiera di un altro Stato membro o immatricolate nella Comunità;
- anteriormente al 15 di ogni mese, comunicano alla Commissione, per gli stock indicati nell'allegato 1f, i quantitativi totali che sono stati sbarcati o trasbordati nel mese precedente da navi battenti la loro bandiera e immatricolate nella Comunità, nonché i quantitativi totali sbarcati nei loro porti da navi battenti bandiera di un altro Stato membro e immatricolate nella Comunità.
2. La pesca del tonno rosso con reti a circuizione è proibita
- alle navi che operano esclusivamente o prevalentemente nell'Adriatico, dal 1o al 31 maggio in tutto il Mediterraneo e dal 16 luglio al 15 agosto in tutto il Mediterraneo ad eccezione dell'Adriatico;
- alle navi che operano esclusivamente o prevalentemente nel Mediterraneo, ad eccezione dell'Adriatico, dal 16 luglio al 15 agosto in tutto il Mediterraneo e dal 1o al 31 maggio nell'Adriatico.
Gli Stati membri provvedono affinché le norme di cui sopra si applichino a tutte le navi battenti la loro bandiera o immatricolate nella Comunità.
Ai fini del presente regolamento, il limite meridionale del mare Adriatico è costituito dalla linea che congiunge la frontiera greco-albanese e il capo Santa Maria di Leuca.
3. In deroga al regolamento (CE) n. 1626/94, per il 2000 si applicano le seguenti taglie minime:
SPAZIO PER TABELLA
4. In deroga al regolamento (CE) n. 850/98, nel 2000 si applicano le seguenti taglie minime:
SPAZIO PER TABELLA
ZONA DELLA CCAMLR
Articolo 23
Gli articoli 4 e 5 del regolamento (CE) n. 99/68 della zona CCAMLR sono abrogati.
Articolo 24
1. La pesca selettiva delle specie elencate nell'allegato 14 è vietata nelle zone e durante i periodi ivi indicati.
2. I TAC, i periodi di applicazione e le relative condizioni figurano nell'allegato 1 g.
3. Le condizioni specifiche cui è soggetta l'utilizzazione delle possibilità di pesca nella zona CCAMLR sono le seguenti:
(a) se, nel corso della pesca selettiva di Champsocephalus gunnari nella sottozona statistica 48.3, le catture accessorie di Gobionotothen gibberifrons, Chaenocephalus aceratus, Pseudochaenichthys georgianus, Notothenia rossii o Lepidonotothen squamifrons in una retata:
(i) sono superiori a 100 kg e al 5 % in peso delle catture totali di tutte le specie ittiche, oppure
(ii) sono pari o superiori a 2 tonnellate,
il peschereccio si sposta verso un'altra zona di pesca ad almeno cinque miglia nautiche. Per almeno cinque giorni esso non ritorna in un raggio di cinque miglia nautiche dal luogo in cui le catture accessorie hanno superato il 5 %.
(b) Se, nel corso della pesca selettiva di Champsocephalus gunnari nella sottozona statistica 48.3 o nella divisione statistica 58.5.2, una retata contiene più di 100 kg di Champsocephalus gunnari e oltre il 10 % degli esemplari di Champsocephalus gunnari ha una lunghezza totale inferiore a 24 cm, il peschereccio si sposta verso un'altra zona di pesca ad almeno cinque miglia nautiche. Per almeno cinque giorni esso non ritorna in un raggio di cinque miglia nautiche dal luogo in cui le catture di Champsocephalus gunnari di lunghezza totale inferiore a 24 cm hanno superato il 10 %.
(c) Se, nel corso della pesca selettiva di Electrona carlsbergi, le catture accessorie di Gobionotothen gibberifrons, Chaenocephalus aceratus, Pseudochaenichthys georgianus, Notothenia rossii o Lepidonotothen squamifrons in una retata:
i) sono superiori a 100 kg e al 5 % in peso delle catture totali di tutte le specie ittiche, oppure
ii) sono pari o superiori a 2 tonnellate,
il peschereccio si sposta verso un'altra zona di pesca ad almeno cinque miglia nautiche. Per almeno cinque giorni esso non ritorna in un raggio di cinque miglia nautiche dal luogo in cui le catture accessorie hanno superato il 5 %.
(d) Se, nel corso della pesca selettiva di Dissostichus eleginoides o Champsocephalus gunnari nella divisione statistica 58.5.2, le catture accessorie di Lepidonotothen squamifrons o Channichthys rhinoceratus in una retata sono pari o superiori a due tonnellate, per almeno cinque giorni il peschereccio non utilizza lo stesso metodo di pesca in un raggio di cinque miglia nautiche dal luogo in cui le catture accessorie hanno superato le due tonnellate.
(e) Per luogo in cui le catture accessorie hanno superato i massimali di cui al presente paragrafo si intende il tragitto seguito dal peschereccio dal punto in cui l'attrezzo da pesca è stato per la prima volta calato in mare al punto in cui è recuperato.
(f) Si deve comunicare il numero di esemplari e il peso totale di Dissostichus eleginoides rigettati, compresi gli esemplari con carne di aspetto gelatinoso. Questi pesci vanno imputati al TAC.
CAPITOLO VII
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 25
Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 2000.
Qualora i TAC relativi alla zona CCAMLR siano fissati per periodi anteriori al 1o gennaio 2000, l'articolo 24 si applica a decorrere dall'inizio di ciascuno dei rispettivi periodi di applicazione dei TAC.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 17 dicembre 1999.

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