Document ID: 32008D0806

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
dell'11 marzo 2008
relativa al regime di aiuti di Stato C 61/03 (ex NN 42/01) cui l'Italia ha dato esecuzione a favore dell'industria aeronautica
[notificata con il numero C(2008) 845]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2008/806/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo avere invitato le parti interessate a presentare le loro osservazioni conformemente alle suddette disposizioni (1),
considerando quanto segue:
(1)
La misura in esame riguarda i singoli aiuti destinati ai progetti di ricerca e sviluppo in campo aeronautico. Gli aiuti sono stati concessi dall'Italia a norma della legge 24 dicembre 1985 n. 808 «Interventi per lo sviluppo e l'accrescimento di competitività delle industrie operanti nel settore aeronautico» (di seguito «legge n. 808/1985»). La Commissione ha approvato il regime nel 1986 (2).
1. PROCEDIMENTO
(2)
Il 7 ottobre 1999 e nuovamente il 12 gennaio 2001 la Commissione ha ricevuto una denuncia secondo la quale l'Italia aveva concesso aiuti illegittimi a singoli progetti di ricerca e sviluppo (di seguito «R&S») eseguiti dall'industria aeronautica italiana.
(3)
La Commissione ha chiesto informazioni l'8 maggio 2000, fornite dalle autorità italiane il 1o agosto. Il denunciante ha fornito ulteriori informazioni con lettere del 27 aprile 2001 e 30 maggio 2002.
(4)
Il 1o febbraio 2001 le autorità italiane hanno fornito alla Commissione alcune informazioni riguardanti gli aiuti non notificati concessi dall'Italia a 13 singoli progetti di R&S.
(5)
Con lettere del 14 agosto 2001 e 24 agosto 2001 la Commissione ha chiesto alle autorità italiane ulteriori informazioni riguardo ai progetti. L'Italia ha risposto il 31 ottobre 2001 fornendo ulteriori informazioni riguardo a sei casi.
(6)
Nel 2002 la Commissione ha richiesto ad esperti indipendenti una valutazione dei sei progetti. Le relazioni sono state consegnate alla Commissione il 7 aprile 2003 e il 23 aprile 2003.
(7)
Su richiesta delle autorità italiane si sono tenuti due incontri il 27 maggio 2003 e il 30 giugno 2003.
(8)
Il 1o ottobre 2003 la Commissione ha avviato il procedimento d'indagine formale (di seguito «la prima decisione di avvio del procedimento») in relazione a sei casi di aiuto di importo elevato a favore di progetti di ricerca e sviluppo che non erano stati notificati individualmente dall'Italia, contrariamente alle norme applicabili in materia di aiuti a R&S, vale a dire la comunicazione della Commissione «Disciplina comunitaria per gli aiuti di stato alla ricerca e sviluppo» (3) (di seguito «la disciplina del 1996») e la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore di R&S del 1986 (4) (di seguito «la disciplina del 1986»). Per quanto riguarda i sei casi, la Commissione ha espresso alcune perplessità sulla loro compatibilità con le norme applicabili in materia di aiuti per la R&S (5).
(9)
Dopo la prima decisione di avvio del procedimento hanno trasmesso osservazioni le seguenti parti, rispettivamente:
a)
con lettera del 3 febbraio 2004, protocollata dalla Commissione il 4 febbraio 2004, l'Italia. Con lettera del 18 febbraio 2004, protocollata dalla Commissione il 23 febbraio 2004, l'Italia ha trasmesso una versione riveduta delle sue osservazioni;
b)
con lettera del 20 febbraio 2004, protocollata dalla Commissione lo stesso giorno, la Francia;
c)
con lettera del 20 febbraio 2004, protocollata dalla Commissione il 23 febbraio 2004, Finmeccanica;
d)
con lettera del 23 febbraio 2004, protocollata dalla Commissione lo stesso giorno, un terzo interessato che ha preferito mantenere l'anonimato ha trasmesso le sue osservazioni.
(10)
Con lettera del 22 marzo 2004, le osservazioni pervenute alla Commissione sono state inoltrate all'Italia.
(11)
Con lettera del 26 maggio 2004, protocollata dalla Commissione il 28 maggio 2004, l'Italia ha risposto a tali osservazioni.
(12)
Con lettera del 1o luglio 2004, protocollata dalla Commissione il 6 luglio 2004, il terzo interessato ha fornito ulteriori informazioni riguardo all'applicazione della legge n. 808/1985, che costituisce il regime di aiuto approvato dei sei casi di cui alla prima decisione di avvio del procedimento.
(13)
Con lettera del 3 agosto 2004, protocollata dalla Commissione il 4 agosto 2004, l'Italia ha fornito ulteriori informazioni sulla legge n. 808/1985 e sull'applicazione della stessa ai casi di cui al procedimento di indagine originario.
(14)
Con lettera del 19 agosto 2004, protocollata dalla Commissione il 20 agosto 2004, il terzo interessato ha fornito ulteriori informazioni sulla legge n. 808/1985 e sull'applicazione della stessa a casi individuali.
(15)
Con lettera del 13 settembre 2004, la Commissione ha chiesto ulteriori informazioni all'Italia sui casi in esame nell'ambito del procedimento di indagine originario.
(16)
Con lettera del 20 settembre 2004, protocollata dalla Commissione il 22 settembre 2004, il terzo interessato ha fornito ulteriori informazioni sulla legge n. 808/1985 e sull'applicazione della stessa a casi individuali.
(17)
Con lettera del 30 settembre 2004, protocollata dalla Commissione il 1o ottobre 2004, l'Italia ha risposto alla succitata lettera della Commissione del 13 settembre 2004.
(18)
Con lettera del 12 ottobre 2004, la Commissione ha avvertito l'Italia che riteneva che avesse fornito risposte incomplete alla sua lettera del 13 settembre 2004. La Commissione ha fatto presente all'Italia la sua richiesta, precisando che in caso di mancata risposta o di risposta incompleta, avrebbe ingiunto al governo italiano di fornire informazioni ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE (6) (di seguito «il regolamento di procedura»).
(19)
Con lettera del 15 ottobre 2004, protocollata dalla Commissione lo stesso giorno, e con lettera del 22 ottobre 2004, protocollata dalla Commissione il 25 ottobre 2004, l'Italia ha risposto alla succitata lettera della Commissione del 12 ottobre 2004.
(20)
Il 10 dicembre 2004 la Commissione ha deciso (7) di ingiungere all'Italia di fornire informazioni ed ha richiesto una risposta completa agli interrogativi sollevati nella succitata lettera del 13 settembre 2004.
(21)
Con lettera del 19 gennaio 2005, protocollata dalla Commissione il 21 gennaio 2005, l'Italia ha risposto all'ingiunzione di fornire informazioni.
(22)
Con lettera del 10 marzo 2005, protocollata dalla Commissione il 14 marzo 2005, l'Italia ha inviato un complemento di informazioni alla sua risposta all'ingiunzione di fornire informazioni.
(23)
Con decisione del 22 giugno 2005 (8) la Commissione ha deciso di ampliare l'ambito d'applicazione del procedimento (di seguito la «seconda decisione di avvio del procedimento»). Il 12 ottobre 2005 la seconda decisione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (9).
(24)
Con lettera del 17 giugno 2005 le autorità italiane hanno osservato che l'ambito delle due decisioni di avvio del procedimento riguardava questioni sensibili per la sicurezza nazionale.
(25)
Con lettera del 15 luglio 2005 la Commissione ha risposto che la sua indagine si sarebbe limitata esclusivamente agli aspetti civili e che la valutazione dei progetti importanti ai fini della sicurezza nazionale sarebbe stata eseguita precisamente per escluderli dall'ambito d'applicazione della decisione finale.
(26)
Su richiesta delle autorità italiane, con lettere del 6 settembre 2005 e 18 novembre 2005 la Commissione ha trasmesso all'Italia tutti i documenti menzionati nella seconda decisione di avvio del procedimento, ossia quelli inviati dal terzo interessato.
(27)
Il 24 ottobre 2005 le autorità italiane hanno presentato le loro prime osservazioni in seguito alla seconda decisione di avvio del procedimento, riguardanti principalmente il funzionamento del regime generale.
(28)
Il 30 novembre 2005 le autorità italiane hanno formulato ulteriori osservazioni, integrate da una serie di annessi il 6 dicembre 2005.
(29)
L'11 novembre 2005 il terzo interessato ha formulato le proprie osservazioni in seguito alla seconda decisione di avvio del procedimento. Il 19 dicembre 2005 tali osservazioni sono state trasmesse alle autorità italiane, che hanno risposto con lettera del 6 marzo 2006.
(30)
Il 3 maggio 2006 ha avuto luogo un incontro tra la Commissione e le autorità italiane. A seguito di tale incontro, la Commissione ha chiesto ulteriori informazioni con lettera del 23 maggio 2006, con la quale richiamava l'attenzione delle autorità italiane sulle informazioni chieste nell'ambito della seconda decisione di avvio del procedimento.
(31)
Il 5 maggio 2006 le autorità italiane hanno formulato le loro osservazioni sulla natura di una parte delle informazioni, in particolare sulla possibilità di attribuire o meno alla Corte dei conti l'elenco dei progetti incluso nelle dichiarazioni fatte dal terzo interessato.
(32)
Il 29 giugno 2006 le autorità italiane hanno inoltre trasmesso la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (di seguito «CIPE») adottata il 22 marzo 2006 che, secondo le intenzioni delle autorità italiane, mirava a garantire che il regime fosse conforme alle norme sugli aiuti di Stato in materia di R&S.
(33)
L'11 luglio 2006 le autorità italiane hanno formulato le loro prime osservazioni in risposta alla lettera del 23 maggio 2006.
(34)
Il 17 ottobre 2006 le autorità italiane hanno completato l'invio delle osservazioni in risposta alla lettera della Commissione e hanno fornito un elenco dei progetti finanziati nel quadro del regime. Il 24 ottobre 2006 esse hanno fornito gli allegati menzionati nella precedente lettera.
(35)
Con lettera del 12 dicembre 2006 la Commissione ha chiesto ulteriori informazioni sui piani di rimborso riguardanti i progetti che figuravano nell'elenco fornito dalle autorità italiane e ha proposto di discutere a livello tecnico i piani di concessione e rimborso dei singoli progetti.
(36)
A seguito della riunione del 30 marzo 2007, le autorità italiane hanno fornito il 24 aprile 2007 le informazioni riguardanti il calcolo completo relativo ai progetti e trasmesso due note concernenti due progetti menzionati nella seconda decisione di avvio del procedimento (A139 e BA609).
(37)
Dopo un altro incontro tenutosi il 26 aprile 2007, negli uffici della rappresentanza permanente d'Italia presso l'UE è stato organizzato il 4 maggio 2007 un incontro in occasione del quale le autorità italiane hanno permesso ad una delegazione della Commissione di visionare dei documenti (considerati classificati per ragioni di sicurezza nazionale) riguardanti i due progetti summenzionati.
(38)
Il 23 maggio 2007 si è tenuta una riunione finale sui piani di rimborso per i singoli progetti.
(39)
La Commissione ha chiesto alcune formazioni con lettera del 21 giugno 2007. La lettera riportava in allegato i piani riguardanti i singoli progetti di R&S, ivi comprese le condizioni per il rimborso dei prestiti.
(40)
L'Italia ha risposto a tale lettera il 1o agosto 2007, indicando il suo accordo riguardo ai piani allegati all'ultima lettera della Commissione e fornendo informazioni sugli altri punti sollevati in tale lettera. Altre informazioni complementari sono state inviate il 1o ottobre 2007.
(41)
Il 5 ottobre 2007 si è tenuta un'altra riunione con le autorità italiane, alla quale hanno partecipato il commissario Kroes e il ministro Bersani.
(42)
Le autorità italiane hanno fornito ulteriori informazioni con lettere datate 29 ottobre 2007, 27 novembre 2007 e 12 dicembre 2007.
(43)
La Commissione ha chiesto ulteriori informazioni con lettera del 23 novembre 2007.
(44)
Le riunioni con la Francia o con il terzo interessato anonimo hanno avuto luogo nelle seguenti date: 21 marzo 2006, 18 ottobre 2006, 10 novembre 2006, 22 maggio 2007, 5 luglio 2007, 6 settembre 2007, 14 e 19 novembre 2007 e 11 febbraio 2008.
2. DESCRIZIONE DEL REGIME APPROVATO NEL 1986
(45)
Come indicato al considerando 1, la Commissione ha approvato il regime di aiuto di R&S al settore aeronautico in Italia nel 1986. Nella decisione la Commissione osservava che le esatte modalità del finanziamento pubblico, in particolare per quanto riguarda i rimborsi, sarebbero state fissate successivamente per ogni singolo progetto.
(46)
Nella sua decisione la Commissione ha richiamato la necessità di notificare tutti i singoli aiuti superiori alla soglia di 20 milioni di ECU per quanto riguarda i costi ammissibili, in conformità del punto 5.5 della disciplina del 1986 (10).
(47)
È emerso che le autorità italiane non hanno mai notificato alla Commissione, a norma dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE, alcun caso di applicazione della legge n. 808/1985.
(48)
Il campo d'applicazione originario della legge n. 808/1985 notificata alla Commissione stanziava in bilancio 690 miliardi di ITL per gli interventi previsti, da erogare nel corso del periodo 1985-1989. Il campo di applicazione della legge originariamente notificata è stato ampliato diverse volte dopo il 1989, mediante decisioni di rifinanziamento adottate dal governo italiano. Nessuno di tali ampliamenti è stato notificato alla Commissione a norma dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato.
(49)
Con l'entrata in vigore della disciplina del 1996 (11) le autorità italiane hanno approvato (12) le opportune misure, tra cui le nuove soglie di notifica pari a 25 milioni di ECU per i costi ammissibili e 5 milioni di ECU per gli aiuti.
(50)
Nel corso del 2001 e del 2002, la Commissione e le autorità italiane hanno avuto uno scambio di corrispondenza (13) in relazione al regime. L'obiettivo di tale corrispondenza era quello di attuare alcune modifiche al regime per renderlo conforme ai criteri stabiliti dalla disciplina del 1996.
(51)
In seguito allo scambio di corrispondenza l'Italia ha adottato un testo per l'attuazione dei criteri della suddetta disciplina (14). Dopo aver ricevuto tale documento, trasmessole il 22 novembre 2002, la Commissione ha accettato gli impegni dell'Italia con lettera del 18 dicembre 2002.
(52)
La legge n. 808/1985 prevedeva tre tipi di possibili interventi dello Stato a favore delle società dell'industria aeronautica. Da allora ne è rimasto soltanto uno, che forma l'oggetto della presente decisione, ossia gli interventi ai sensi dell'articolo 3, lettera a), della stessa legge.
(53)
Tali interventi consistono nel finanziamento, da parte dello Stato, di una parte dei costi dei progetti di R&S eseguiti da società italiane in collaborazione con società straniere in campo aeronautico.
3. DUBBI SOLLEVATI NELLA PRIMA DECISIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO
(54)
La prima decisione di avvio del procedimento riguardava tredici progetti individuali di R&S.
(55)
In detta prima decisione la Commissione ha sollevato alcuni dubbi riguardo alla compatibilità di una serie di grandi progetti di R&S (elencati al considerando 60, nella tabella 1) non notificati in conformità delle vigenti norme in materia di aiuti alla R&S [la disciplina del 1986 e la disciplina del 1996 (15)].
(56)
In particolare, la Commissione dubitava che:
a)
una parte dei compiti di diversi progetti potessero essere classificati come attività di sviluppo precompetitivo: A109X, A109DEF, MD95 (16), MD11, DO328 Panels e DO328EC;
b)
l'aiuto avesse avuto un effetto di incentivazione in diversi progetti: A109X, A109DEF, MD95, MD11, DO328 Panels e DO328EC.
(57)
La Commissione non ha sollevato alcuna obiezione riguardo a quattro altri progetti (DO328, MD11 winglet, ATR72 e EH101), in base alle informazioni disponibili all'epoca.
(58)
La Commissione ha convenuto che un progetto - […] (17) - rientrasse nell'ambito di applicazione dell'articolo 296, paragrafo 2, del trattato.
(59)
Infine, la Commissione ha riconosciuto che, in base alle informazioni disponibili all'epoca, due progetti (cabine pressurizzate, A119 Koala) erano al di sotto delle soglie di notifica individuale.
(60)
La tabella che segue riassume le informazioni riguardanti tali progetti.
Tabella 1
Progetti menzionati nella prima decisione di avvio del procedimento
Progetto
Beneficiario
Commento
1)
Cabine pressurizzate
Alenia
All'epoca considerato al di sotto della soglia di notifica individuale
2)
A109X
Agusta
Dubbi sulla classificazione delle attività di R&S e sull'effetto incentivo
3)
A119 Koala
Agusta
All'epoca considerato al di sotto della soglia di notifica individuale
4)
A109DEF
Agusta
Dubbi sulla classificazione delle attività di R&S e sull'effetto incentivo
5)
MD95
Alenia
Dubbi sulla classificazione delle attività di R&S e sull'effetto incentivo
6)
[…]
[…]
Rientrante nell'ambito dell'articolo 296 del trattato
7)
MD11LWR
Alenia
Dubbi sulla classificazione delle attività di R&S e sull'effetto incentivo
8)
DO328EC
Aermacchi
Dubbi sulla classificazione delle attività di R&S e sull'effetto incentivo
9)
DO328 Panels
Aermacchi
Dubbi sulla classificazione delle attività di R&S e sull'effetto incentivo
10)
DO328
Aermacchi
Nessuna obiezione sollevata sulla base delle informazioni disponibili in quel momento
11)
MD11 Winglet
Alenia
Nessuna obiezione sulla base delle informazioni disponibili in quel momento
12)
ATR72
Alenia
Nessuna obiezione sulla base delle informazioni disponibili in quel momento
13)
EH101 utility
Agusta
Nessuna obiezione sulla base delle informazioni disponibili in quel momento
4. I BENEFICIARI
(61)
I beneficiari menzionati nella prima decisione di avvio del procedimento erano i seguenti:
a)
Agusta, ribattezzata AgustaWestland in seguito alla fusione con la Westland, un'impresa del gruppo Finmeccanica specializzata in elicotteri;
b)
Alenia, un'impresa del gruppo Finmeccanica specializzata nelle aerostrutture;
c)
Aermacchi, un'impresa del gruppo Finmeccanica da gennaio 2003, originariamente specializzata nella realizzazione di aerei per l'addestramento militare che ha successivamente diversificato le proprie attività nel campo delle aerostrutture.
(62)
In base alle informazioni fornite in seguito alla prima decisione, sono risultati altri due beneficiari:
a)
Avio, un'impresa specializzata in motori aeronautici; Avio apparteneva precedentemente al gruppo Fiat (con il nome FiatAvio); successivamente è stata acquisita dal gruppo di private equity Carlyle, con una quota minoritaria detenuta da Finmeccanica. Nel 2006 Avio è passata sotto il controllo del gruppo di private equity Cinven, con una quota del 25 % detenuta da Finmeccanica;
b)
Piaggio Aero Industries (di seguito «Piaggio») è un'impresa che produce strutture e motori aeronautici; è nata nel novembre del 1998, quando un gruppo di azionisti ha acquisito le attività e rilevato i progetti delle attività aerospaziali dell'impresa precedentemente nota come Rinaldo Piaggio SpA, come confermato dallo scambio di corrispondenza (fornito dalle autorità italiane) tra il ministero dell'Industria e Piaggio Aero Industries.
5. OSSERVAZIONI DELL'ITALIA SUI DUBBI SOLLEVATI NELLA PRIMA DECISIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO
(63)
L'Italia ha riconosciuto che le informazioni di cui disponeva la Commissione, riguardo ai progetti in ordine ai quali erano sollevati dubbi nella prima decisione di avvio del procedimento, erano totalmente insufficienti. L'Italia ha inoltre riconosciuto che, proprio a causa di questa mancanza di informazioni, la Commissione aveva ragione di nutrire perplessità riguardo a tali progetti. Per fugare tali dubbi, l'Italia ha fornito ampie informazioni sui progetti, in particolare per quanto riguarda l'ammissibilità dei costi nelle fasi di ricerca e l'effetto di incentivazione dell'aiuto.
(64)
Per quanto attiene al progetto A109DEF, l'Italia ha fornito una descrizione dettagliata del progetto di R&S per lo sviluppo dell'elicottero, con particolare riferimento all'installazione di un nuovo tipo di motore, i pattini, il rotore, i sistemi avionici e la fusoliera. Le autorità italiane hanno inoltre fornito il calendario di attuazione dei progetti, dal quale risulta che le innovazioni contenute nelle sopraccitate componenti sono state realizzate molto prima della loro certificazione (avvenuta nel 1998) e della loro applicazione all'elicottero A109 Power dotato del motore Turbomeca, la cui certificazione risale al giugno del 2001. Questa successione di eventi dimostrerebbe inoltre che l'aiuto ha avuto un effetto di incentivazione nella misura in cui le tecnologie erano nuove e non erano state installate su alcun aeromobile.
(65)
Per quanto attiene al progetto A109X, l'Italia ha fornito una descrizione dettagliata del progetto di R&S, con particolare riferimento al rotore di coda, al sistema di trasmissione, al rotore principale e alla fusoliera. L'Italia ha indicato che le specificità del progetto A109X - il rotore principale con cinque pale, il rotore anticoppia intubato nella deriva e il riduttore a ruote piano-coniche - non erano presenti in nessun altro prodotto Agusta. Le autorità italiane hanno inoltre indicato che il progetto A109X mira a sviluppare una nuova generazione di elicotteri, la cui introduzione sul mercato è prevista dopo il 2009.
(66)
Per quanto attiene ai progetti MD95 e MD11, le autorità italiane hanno riconosciuto che le informazioni di cui disponeva la Commissione al momento della prima decisione di avvio del procedimento erano insufficienti per operare una distinzione tra i due progetti, che dovrebbero essere considerati separati, anche se entrambi riguardano la fusoliera.
(67)
Secondo le autorità italiane, il progetto MD95 comportava attività classificate come ricerca industriale e sviluppo precompetitivo, poiché consentiva ad Alenia di migliorare la sua conoscenza delle fusoliere per grandi aeromobili. Le attività riguardavano in particolare le metodologie di calcolo per la progettazione delle fusoliere, lo sviluppo di codici specifici per la tolleranza al danno delle fusoliere e il miglioramento delle conoscenze generali nell'ambito della società riguardo ad alcuni aspetti di ingegneria, come ad esempio le soluzioni strutturali a prova di incendio e la corrosione dei materiali.
(68)
Per quanto riguarda il progetto MD11, le autorità italiane indicano che le attività di R&S riguardavano lo sviluppo di un prototipo nell'ambito della ricerca preliminare. Il progetto ha permesso di creare banche dati e processi di sviluppo per l'impiego delle nuove tecnologie riguardanti le fusoliere di aeromobili, il che rappresentava una nuova attività per Alenia.
(69)
In secondo luogo, le autorità italiane hanno fornito una giustificazione dell'effetto di incentivazione dell'aiuto relativo a questi due progetti. L'aiuto ha permesso ad Alenia di aumentare in maniera significativa la spesa destinata alla R&S, ossia del […] del fatturato complessivo della società nell'arco dei quattro anni di durata dei progetti. Secondo l'Italia, i progetti avrebbero permesso ad Alenia di migliorare le sue conoscenze tecnologiche al di là del suo normale livello.
(70)
Per quanto concerne i due progetti relativi al DO328, le autorità italiane hanno innanzitutto specificato che essi riguardano i cosiddetti progetti DO328 Panels e DO328 Extended Capacity (EC) (18). Il DO328 basic riguardava lo sviluppo, ad opera di Aermacchi, del know-how tecnologico per l'aviazione civile. Fino alla fine degli anni '80 Aermacchi si era occupata principalmente di aerei per l'addestramento militare.
(71)
Il progetto DO328 Panels riguardava lo sviluppo di shells, precedentemente prodotti dalla ditta coreana Daewoo. Il progetto comprendeva anche lo sviluppo di tecniche e di tecnologie di assemblaggio (alcune delle quali non sono state applicate al prodotto finale) e lo sviluppo di due prototipi.
(72)
Secondo le autorità italiane, l'obiettivo del DO328EC era aumentare il numero di passeggeri mediante lo sviluppo di una nuova fusoliera, di ali e strutture modificate (ad esempio per tener conto dei diversi carichi), ecc. Le autorità italiane hanno fornito informazioni particolareggiate sui compiti individuati nella prima decisione di avvio del procedimento, descrivendo in dettaglio le fasi di ricerca.
(73)
Infine, le autorità italiane hanno fornito informazioni dettagliate sull'effetto di incentivazione dell'aiuto per i due progetti DO328. Esse richiamano l'attenzione sull'importanza dei progetti per Aermacchi, considerando che rappresentavano quasi la metà delle attività globali di R&S della società nel periodo 1996-1999. Le autorità italiane hanno inoltre dichiarato che Aermacchi non sarebbe stata capace di finanziare tali progetti di R&S con le proprie risorse e non sarebbe stata in grado di partecipare al progetto generale guidato da Dornier.
6. OSSERVAZIONI DI TERZI SULLA PRIMA DECISIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO
6.1. Finmeccanica
(74)
Finmeccanica ha formulato le proprie osservazioni soltanto dopo la prima decisione (19), a nome di tutte le società appartenenti al gruppo: Agusta, Aermacchi e Alenia. Finmeccanica ha dichiarato di essere sostanzialmente controllata dallo Stato italiano (20).
(75)
Finmeccanica ha inviato le proprie osservazioni per fugare i dubbi sollevati dalla Commissione nella prima decisione di avvio del procedimento riguardanti i sei progetti. In tale occasione Finmeccanica ha dichiarato che intendeva integrare le osservazioni formulate dal governo italiano, che essa condivideva e alle quali faceva riferimento, aggiungendo quanto segue, rispettivamente per i sei progetti:
a)
A109D/E/F: secondo Finmeccanica le tre versioni del progetto contengono diversi elementi di innovazione tecnologica (rotore, carrello di atterraggio) e sono dotate di motori diversi (rispettivamente Allison, PW e Turbomeca), il che ha comportato processi di certificazione diversi per le singole versioni;
b)
A109X: Finmeccanica sostiene che l'elicottero non rappresenta semplicemente una versione diversa dell'A109. Si tratta in realtà di un elicottero totalmente nuovo che, nei piani della società, dovrebbe essere all'origine di una nuova generazione di elicotteri bimotori da lanciare sul mercato a partire dal 2009;
c)
MD95: Finmeccanica ha spiegato in dettaglio perché, a suo avviso, le attività svolte da Alenia nell'ambito dei compiti rappresentano delle spese di R&S;
d)
MD11: Finmeccanica ha spiegato in dettaglio perché, a suo parere, le attività svolte da Alenia nell'ambito dei compiti rappresentano delle spese di R&S;
e)
DO328 - Panels: Finmeccanica ha fatto riferimento alle osservazioni formulate dalle autorità italiane in relazione a questo progetto attuato da Aermacchi;
f)
DO328 - Extended Capacity: Finmeccanica ha fatto riferimento alle osservazioni formulate dalle autorità italiane in relazione a questo progetto attuato da Aermacchi. Essa ha aggiunto che questo progetto è fondamentalmente diverso rispetto a quello precedente, poiché si è concluso con due prototipi, che sarebbero ancora visibili sul sito della società.
(76)
Per quanto riguarda l'effetto di incentivazione dell'aiuto ricevuto per tali progetti, Finmeccanica ha dichiarato quanto segue:
a)
per i due elicotteri (A109D/E/F e A109X), Finmeccanica ha dichiarato che, a suo avviso, senza l'aiuto, la società non sarebbe stata in grado di attuare i progetti a causa dei rischi associati al rendimento a lungo termine. In secondo luogo, Finmeccanica ha dichiarato che le spese e l'organico di R&S di Agusta sono aumentati di quattro punti percentuali nel periodo 1995-1999;
b)
per quanto riguarda i progetti di avionica di Alenia (MD11 e MD95), Finmeccanica ha dichiarato che essi hanno permesso alla società di specializzarsi nello sviluppo di sottosistemi per fusoliere. Secondo Finmeccanica, Alenia ha dovuto potenziare in maniera significativa il suo know-how tecnologico per entrambi i processi di sviluppo, per la creazione dei prototipi e per il collaudo;
c)
per quanto riguarda i progetti di avionica di Aermacchi (DO328 Panels e DO328EC), Finmeccanica ha dichiarato che essi non rappresentavano l'attività principale della società, la quale era specializzata nel settore militare, in particolare nel settore degli aerei destinati all'addestramento dei piloti. L'aiuto ha permesso ad Aermacchi di avviare l'attività di R&S in campo civile, che era chiaramente aggiuntiva rispetto all'attività di R&S svolta dalla società.
6.2. Francia
(77)
Le autorità francesi hanno formulato le proprie osservazioni soltanto dopo la prima decisione di avvio del procedimento (21). In particolare esse hanno sollevato tre punti: a) hanno richiamato l'attenzione sullo strumento di aiuto, che a loro avviso costituirebbe un anticipo rimborsabile; b) hanno chiesto che venissero garantiti i rimborsi; c) infine, hanno indicato una serie di altri progetti, diversi da quelli cui faceva riferimento la decisione, che potenzialmente potrebbero aver beneficiato dell'aiuto nell'ambito del regime e che a loro avviso l'Italia non avrebbe notificato individualmente.
6.3. Il terzo interessato anonimo
(78)
Il terzo interessato anonimo è intervenuto due volte nel procedimento, formulando le proprie osservazioni sia in seguito alla prima sia alla seconda decisione di avvio del procedimento.
(79)
Le sue osservazioni riguardo alla prima decisione di avvio del procedimento sono riportate ai considerando che seguono.
(80)
Il terzo ha confermato che, a suo avviso, i dubbi espressi dalla Commissione riguardo ai sei progetti erano fondati.
(81)
Ha dichiarato che, a suo avviso, la Commissione dovrebbe estendere l'indagine a diversi altri progetti (tra cui gli elicotteri AB139, BA609, A119).
(82)
Ha chiesto alla Commissione di verificare che l'aiuto concesso ai sensi della legge n. 808/1985 sia stato effettivamente applicato ai progetti in questione e che altri progetti siano stati esclusi a causa della mancanza di prototipi o della mancata partecipazione da parte dell'industria italiana.
(83)
Ha chiesto alla Commissione di verificare gli effettivi importi finanziari associati ai sei progetti in questione.
(84)
Ha chiesto alla Commissione di esortare l'Italia a sospendere i pagamenti per quanto riguardava i progetti in corso.
(85)
Ha chiesto alla Commissione di verificare lo strumento di aiuto utilizzato a norma della legge n. 808/1985 e di chiedere di conseguenza la restituzione dell'aiuto illegittimamente concesso.
(86)
Ha chiesto alla Commissione di assicurare che la legge n. 808/1985 fosse modificata per garantire la restituzione dell'aiuto sulla base di condizioni finanziarie coerenti con la disciplina in materia di R&S.
(87)
Ha chiesto alla Commissione di imporre l'obbligo di rendicontazione annuale insieme ad efficaci misure di revisione contabile attuate, ove opportuno, dalla Commissione.
(88)
Il terzo interessato ha allegato alle proprie osservazioni una serie di documenti, tra cui le relazioni del ministero dell'Industria al Parlamento italiano sulla situazione dell'industria aerospaziale (anni 1996-2001). Inoltre, ha utilizzato le informazioni contenute in tali relazioni per sostenere anche che il numero di progetti non notificati era di gran lunga superiore ai sei progetti esaminati nell'ambito del procedimento.
7. OSSERVAZIONI DELL'ITALIA RIGUARDO ALLE OSSERVAZIONI DI TERZI SULLA PRIMA DECISIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO
(89)
L'Italia non ha formulato alcuna osservazione riguardo alle osservazioni presentate da Finmeccanica.
(90)
Per quanto riguarda le osservazioni presentate dalla Francia e dal terzo interessato, l'Italia ha osservato innanzitutto che esse andavano ben al di là del campo di applicazione del procedimento. L'Italia ha criticato questi tentativi di estendere il campo di applicazione, perché a suo avviso non erano suffragati da alcun elemento di prova.
(91)
L'Italia ricorda che, a suo avviso, il regime costituiva un aiuto esistente, poiché era stato approvato nel 1986 (22) e poiché nel 2002 la Commissione ha riconosciuto che l'aiuto era stato di fatto reso conforme alle norme applicabili in materia di aiuti alla R&S (cfr. considerando 50, A parere dell'Italia, il regime, in quanto conforme, non poteva essere messo in discussione per un caso che riguardava soltanto singole misure adottate in base ad esso, a meno che non si potesse dimostrare che la decisione di approvare il regime poggiava su informazioni sbagliate, il che avrebbe allora condotto a una possibile revoca a norma dell'articolo 9 del regolamento di procedura.
(92)
In secondo luogo, l'Italia ha dichiarato che, a suo avviso, lo strumento di aiuto era compatibile con il trattato.
(93)
L'Italia ha inoltre dichiarato che il terzo interessato si è basato erroneamente sulle relazioni al Parlamento sull'attuazione della legge n. 808/1985, poiché gli importi riportati nelle relazioni non corrispondono a quelli effettivamente concessi per i progetti. L'Italia ha chiarito che nelle relazioni il ministero ha incluso i suoi obiettivi riguardanti i progetti che potevano essere finanziati a norma della legge n. 808/1985. Tuttavia, nella procedura di bilancio, la normale prassi era che tali obiettivi non venissero raggiunti con i fondi disponibili, il cui livello era di gran lunga inferiore a quanto indicato nelle suddette relazioni. Inoltre, anche gli importi riportati nelle relazioni riguardanti i singoli progetti rappresentavano dei semplici obiettivi, dal momento che il ministero decideva l'importo effettivo dell'aiuto da concedere al singolo progetto soltanto dopo aver ricevuto gli stanziamenti effettivi, i quali erano solitamente inferiori ai livelli previsti.
(94)
L'Italia ha quindi contestato l'argomentazione della Francia e del terzo interessato secondo la quale i beneficiari dell'aiuto potrebbero essere autorizzati a non rimborsarlo. Secondo l'Italia i rimborsi devono avvenire nei tempi stabiliti nelle decisioni di concedere l'aiuto. L'Italia ha inoltre aggiunto che, in base alla legislazione nazionale, lo Stato può rinunciare ad un credito soltanto nel caso specifico della liquidazione di una società.
(95)
L'Italia ha chiarito che i pagamenti sono stati effettuati mediante i cosiddetti «limiti d'impegno», in base ai quali i pagamenti a favore del beneficiario vengono eseguiti dopo che sono state sostenute le spese e iniziano dopo il primo anno di spesa e continuano per un periodo di 10-15 anni. Il rimborso inizia un anno dopo la fine del periodo di pagamento, ossia 11 o 16 anni dopo l'inizio del progetto.
(96)
Per quanto riguarda le osservazioni specifiche fatte dal terzo interessato riguardo ai progetti di R&S, l'Italia ha innanzitutto rinviato alle osservazioni presentate in risposta alla prima decisione di avvio del procedimento.
(97)
In secondo luogo, l'Italia ha formulato osservazioni specifiche sui progetti in risposta alle osservazioni del terzo interessato. Per quanto riguarda il progetto A109X, l'Italia ha dichiarato che il progetto riguardava l'elaborazione di tecnologie da applicare agli elicotteri soltanto dopo un lungo periodo di sviluppo. Essa ha inoltre precisato che il nome A109X veniva utilizzato come nome generico e riguarda un elicottero che risulterà totalmente innovativo dopo il completamento della fase di sviluppo.
(98)
L'Italia ha inoltre specificato che, sebbene fosse stato preso in considerazione ad un certo punto, il progetto A109 Power non ha mai ricevuto sostegno nel quadro della legge n. 808/1985.
(99)
Per quanto riguarda il finanziamento per il progetto A109X, l'Italia ha indicato che la cifra menzionata dal terzo interessato era puramente indicativa. L'importo dell'aiuto effettivamente concesso per il progetto era di 33,6 milioni di EUR, mentre l'ulteriore importo di 49 miliardi di lire per il periodo 2002-2005 menzionato dal terzo interessato non è mai stato corrisposto.
(100)
Per quanto riguarda il progetto A109D/E/F, l'Italia ha contestato l'argomentazione del terzo interessato in base alla quale esso avrebbe riguardato in effetti il progetto A109 Power, certificato nel 1996. L'Italia ha spiegato che l'obiettivo principale del progetto era sviluppare una nuova versione A109F, con motore, rotore e slitte nuovi, successivamente certificata nel giugno del 2001, 30 mesi dopo la fine del progetto di R&S.
(101)
In risposta alle dichiarazioni del terzo interessato sullo sviluppo di Agusta, l'Italia ha scritto che le informazioni e i dati forniti dal terzo interessato non sono corretti. Agusta deteneva in media una quota pari a circa il [20-30 %] del mercato europeo degli elicotteri leggeri bimotori nel periodo 1994-2000, rispetto ad oltre il 60 % del suo principale concorrente, Eurocopter (23). Il suo fatturato derivava principalmente dal settore militare ([ 70 %]). In termini di prodotti, Agusta disponeva soltanto di un elicottero in due dei segmenti, rispetto ai tre o quattro di Eurocopter in ciascuno degli stessi segmenti. Secondo le autorità italiane, Agusta era una società che era riuscita a trasformarsi da attore minore nel settore a concorrente a pieno titolo, grazie ad aiuti legittimi e compatibili per le attività di R&S, ad alleanze strategiche e all'innovazione tecnologica.
(102)
Infine, per quanto riguarda l'esistenza di altri progetti non notificati, le autorità italiane hanno risposto alle osservazioni presentate dalla Francia e dal terzo interessato affermando che tali dichiarazioni si basavano su un'interpretazione errata delle relazioni al Parlamento. L'Italia ha inoltre formulato osservazioni su alcuni dei progetti menzionati dal terzo interessato o nelle relazioni.
(103)
Secondo l'Italia: alcuni progetti non sarebbero mai stati finanziati; alcuni progetti avrebbero beneficiato di un aiuto inferiore alla soglia per la notifica individuale; alcuni progetti sarebbero stati di natura militare; alcuni altri progetti (MD95 e MD11) sarebbero già stati inclusi nel campo di applicazione della prima decisione, mentre un altro era stato escluso dalla Commissione nella decisione di avviare il procedimento.
(104)
Considerando i dubbi sollevati nella seconda decisione di avvio del procedimento e le successive discussioni sull'elenco finale dei progetti non notificati, non è necessario descrivere in dettaglio tali progetti in questo punto della motivazione.
8. ESISTENZA DI NUOVI DUBBI
(105)
Nella prima decisione di avvio del procedimento la Commissione ha sollevato alcuni dubbi sul contenuto di R&S di sei progetti e sul loro effetto di incentivazione.
(106)
Nella prima decisione di avvio del procedimento era già stato osservato che la valutazione da parte della Commissione dei progetti di R&S doveva tener conto dei seguenti elementi:
a)
il tempo trascorso dalla data di concessione dell'aiuto;
b)
la difficoltà di svolgere all'epoca (nel 2003) una valutazione ragionevole dell'effetto di incentivazione di tali progetti, con i criteri applicabili in base alle discipline del 1986 e del 1996, nel contesto delle condizioni scientifiche, tecniche ed economiche del settore aeronautico di 10-15 anni prima;
c)
la formulazione generale di alcune delle norme applicabili (disciplina del 1986).
(107)
Le autorità italiane hanno fornito informazioni dettagliate sulle attività ammissibili a beneficiare dell'aiuto. L'Italia ha riconosciuto che, sulla base delle informazioni di cui disponeva la Commissione all'epoca, i dubbi erano giustificati.
(108)
Con le informazioni fornite la Commissione è oggi in grado di valutare meglio il contenuto dei diversi progetti e in particolare dei compiti individuati nella prima decisione di avvio del procedimento.
(109)
Per quanto riguarda la classificazione delle attività come attività ammissibili di R&S, la Commissione è ora in grado di affermare che le informazioni fornite dall'Italia riguardo ai singoli progetti consente di comprendere in dettaglio la distribuzione delle attività tra ricerca industriale e sviluppo precompetitivo.
(110)
La Commissione riconosce inoltre che le informazioni fornite dall'Italia riguardo all'effetto di incentivazione dell'aiuto concesso a questi progetti sono sufficienti a dimostrare che senza tale aiuto i beneficiari non li avrebbero attuati.
(111)
Tuttavia, questa valutazione è stata effettuata sulla base delle informazioni disponibili all'epoca, in particolare per quanto riguarda il numero dei progetti da valutare.
(112)
Ai fini della formulazione di tali conclusioni, la Commissione è partita dal presupposto che le autorità italiane avessero ragione a descrivere il tipo di aiuto come prestito agevolato, il cui capitale è sempre interamente rimborsabile.
(113)
Questo ragionamento ha influito in maniera determinante sui risultati della valutazione della Commissione, in particolare perché l'equivalente sovvenzione lordo dell'aiuto rappresenta un elemento fondamentale per stabilire se un aiuto individuale supera la soglia di notifica individuale.
(114)
Da quando la Commissione ha avviato l'indagine sulla denuncia iniziale relativa all'attuazione della legge n. 808/1985, le autorità italiane hanno sostenuto che, perlomeno per i 13 casi di cui alla prima decisione di avvio del procedimento, l'aiuto è stato erogato sotto forma di prestiti agevolati, senza interessi, ma il cui capitale era sempre interamente rimborsabile.
(115)
La Francia e il terzo interessato hanno contestato queste dichiarazioni, affermando che la quota capitale doveva essere rimborsata soltanto nella misura in cui i programmi interessati costituivano un successo commerciale (24).
(116)
La Commissione ha cercato di stabilire quale delle interpretazioni fosse quella corretta, perlomeno per i sei casi che formavano l'oggetto del procedimento al quale hanno partecipato la Francia e il terzo interessato.
(117)
La Commissione ha quindi fatto riferimento alle modalità di attuazione dettagliate, che, come previsto dalla legge n. 808/1985 e dalla decisione della Commissione del 1986 sulla stessa (25), dovrebbero essere fissate mediante l'elaborazione di ulteriore normativa.
(118)
Per valutare in dettaglio se e in base a quale meccanismo la quota capitale dei prestiti deve essere rimborsata, la Commissione ha chiesto alle autorità italiane di fornirle una coppia dei singoli provvedimenti di concessione dei prestiti (di seguito «i provvedimenti di concessione») in relazione ai sei casi.
(119)
Le autorità italiane hanno fornito innanzitutto alla Commissione alcuni estratti delle decisioni di concedere l'aiuto. In particolare, gli estratti non comprendevano la motivazione dei provvedimenti. Le autorità italiane hanno giustificato tale scelta con motivi di sicurezza nazionale. La motivazione dei provvedimenti di concessione degli aiuti a norma della legge n. 808/1985 sarebbe comune per i progetti civili e militari. Pertanto, anche se i sei casi riguardano aeromobili civili, le motivazioni dei relativi provvedimenti di concessione conterrebbero anche informazioni legate alla sicurezza nazionale.
(120)
Gli estratti dei provvedimenti di concessione forniti dalle autorità italiane non consentivano alla Commissione di adottare una posizione definitiva sulle condizioni riguardanti il rimborso dei prestiti.
(121)
In particolare, l'articolo riguardante la restituzione (26) è scritto in maniera ambigua, poiché stabilisce all'inizio che l'aiuto verrà restituito mediante quote progressive calcolate sulla base degli incassi relativi alle vendite, ma poi aggiunge che ciò avverrà secondo le modalità stabilite nella decisione di concedere l'aiuto, che comprende un grafico con un piano fisso di rimborso, per il 100 % del capitale.
(122)
In nessuno degli estratti trasmessi vi è una disposizione in grado di conciliare questi due aspetti apparentemente contrastanti.
9. INGIUNZIONE DI FORNIRE INFORMAZIONI
(123)
Poiché non si poteva escludere che tale disposizione sarebbe stata inclusa nelle parti mancanti dei testi, la Commissione ha emesso un'ingiunzione di fornire informazioni (27) con la quale chiedeva il testo integrale dei provvedimenti di concessione.
(124)
L'Italia ha risposto (28) all'ingiunzione di fornire informazioni affermando che, a suo avviso, essa aveva trasmesso alla Commissione tutte le informazioni pertinenti riguardanti i provvedimenti di concessione. L'Italia ha aggiunto inoltre che la motivazione di tali decisioni faceva riferimento a importanti questioni di sicurezza nazionale, che non potevano essere rivelate a terzi e neanche al beneficiario. L'Italia concludeva che, a suo parere, le motivazioni non potevano in alcun caso contenere clausole aggiuntive rispetto a quelle incluse nel testo.
(125)
Va sottolineato che l'Italia non ha risposto in maniera positiva a quest'ingiunzione a fornire informazioni. In altre parole, essa ha continuato a negare l'accesso al testo integrale dei documenti richiesti dalla Commissione.
(126)
Nelle successive presentazioni delle osservazioni in risposta alla estensione del procedimento, tuttavia, l'Italia ha trasmesso tutti i documenti richiesti. Si può quindi affermare in ultima analisi che l'Italia ha risposto all'ingiunzione di fornire informazioni.
(127)
Per concludere su questo punto, la Commissione osserva che la risposta dell'Italia non era soddisfacente, stando alle disposizioni di cui all'articolo 12 del regolamento di procedura. In secondo luogo, l'argomentazione in base alla quale la motivazione fosse rilevante ai fini della sicurezza nazionale e non potesse pertanto essere rivelata al beneficiario si è dimostrata errata, poiché le copie che l'Italia ha successivamente inviato alla Commissione confermano che i beneficiari hanno ricevuto, e firmato, le copie integrali dei provvedimenti di concessione.
(128)
Tuttavia, alla fine l'Italia ha fornito le informazioni richieste.
10. DUBBI SOLLEVATI NELLA DECISIONE DI ESTENDERE IL PROCEDIMENTO (SECONDA DECISIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO)
(129)
Come menzionato nella seconda decisione di avvio del procedimento, nel corso del procedimento sono emersi diversi nuovi problemi (29).
(130)
Innanzitutto, la Commissione è venuta a conoscenza dell'esistenza di due documenti che indicavano che il rimborso del capitale del prestito non era ancora avvenuto.
(131)
Il primo documento è stato inviato dal terzo interessato (30). Si tratta di una relazione di un'importante banca commerciale sulla posizione finanziaria di Finmeccanica. Nella relazione, datata 12 agosto 2004, la [banca d'investimento] scrive che Finmeccanica avrebbe dichiarato che «il capitale deve essere rimborsato soltanto quando le consegne eccedano un determinato volume ([…]) per cui Finmeccanica ha rimborsi molto bassi da effettuare nei primi 15 anni ed è molto meno probabile che debba restituire tutto l'anticipo».
(132)
Il secondo documento era una relazione della Corte dei conti italiana sull'applicazione della legge n. 808/1985 (31). Nella sezione 6 di tale documento la Corte dei conti analizza la situazione del rimborso dei prestiti.
(133)
La relazione della Corte menzionava un decreto ministeriale (32) che descrive in maniera dettagliata il meccanismo di restituzione dei prestiti concessi ai sensi della legge n. 808/1985. Le autorità italiane non hanno mai trasmesso il decreto ministeriale alla Commissione e sembrerebbe che esso non sia stato reso pubblico neanche in Italia. La Corte dei conti lo cita soltanto menzionando il numero di registrazione presso la Corte.
(134)
Secondo la Corte dei conti il meccanismo descritto nel suddetto decreto ministeriale prevederebbe in particolare che i previsti rimborsi siano riportati in un grafico che illustra le quote da restituire allo Stato. Tuttavia, l'obbligo di rispetto del piano di rimborso viene a mancare quando il risultato del programma, dal punto di vista tecnico o economico, non corrisponde a quello inizialmente previsto.
(135)
La relazione della Corte dei conti dichiarava inoltre che la parte del capitale effettivamente rimborsata variava da 0,86 % a 80,18 %, basandosi su una quota complessiva di rimborsi del 68,92 % rispetto al totale dei prestiti erogati, e affermava che in alcuni casi i rimborsi erano stati ritardati o non avevano avuto luogo (33).
(136)
In secondo luogo, la Francia e il terzo interessato hanno inviato elenchi di altri progetti che avrebbero beneficiato di aiuti e che l'Italia non avrebbe notificato. Le cifre fornite dai terzi riguardavano l'importo dei prestiti piuttosto che gli equivalenti sovvenzione lordi. Il rapporto tra importo dei prestiti e equivalenti sovvenzione lordi dipende dalle modalità di rimborso dell'aiuto. Come osservato ai considerando da 109 a 122, la Francia, il terzo interessato e le autorità italiane sono di parere contrastante a tal riguardo.
(137)
Quando sono state interrogate in proposito, le autorità italiane hanno spiegato che le cifre fornite dai terzi erano parzialmente errate. In particolare, le relazioni che il terzo interessato ha citato come propria fonte principale contenevano soltanto l'ipotesi di un possibile aiuto futuro. Non tutti i progetti presi in considerazione ai fini dell'aiuto in questa relazione sarebbero stati effettivamente avviati. Inoltre, alcuni dei progetti che sono stati varati non avrebbero ricevuto un aiuto o avrebbero ricevuto un aiuto inferiore a quello inizialmente previsto nelle relazioni. Infine, alcuni dei progetti sarebbero di natura militare.
(138)
In terzo luogo, la Commissione è venuta a conoscenza di due progetti (AB139 e BA609) e in particolare ha sollevato dubbi sul fatto che tali progetti potessero essere classificati come militari, come dichiarato dalle autorità italiane.
(139)
Per riassumere, poiché le informazioni disponibili non erano esaurienti e dal momento che la Commissione era venuta a conoscenza di taluni documenti e di talune informazioni che sollevavano nuovi problemi, essa ha deciso di estendere il campo di applicazione del procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2 (mediante la «seconda decisione di avvio del procedimento»).
(140)
Nella seconda decisione di avvio del procedimento la Commissione ha espresso tre dubbi principali.
(141)
Il primo riguardava la natura dello strumento di aiuto, ossia il fatto che la quota capitale dei prestiti di cui alla legge n. 808/1985 venisse sempre rimborsata per intero.
(142)
La Commissione ha inoltre espresso seri dubbi sul fatto che le autorità italiane le avessero segnalato tutti i casi individuali che superavano la soglia di notifica individuale, sia nell'ambito della decisione iniziale del 1986, sia delle opportune misure approvate dall'Italia nel 1996.
(143)
Infine, la Commissione ha espresso seri dubbi sul fatto che i progetti AB139 e BA609 possano essere classificati come militari, come affermato dalle autorità italiane.
(144)
La seconda decisione di avvio del procedimento affermava chiaramente che, sebbene il procedimento di indagine originario riguardasse soltanto sei casi e sebbene le osservazioni formulate da terzi fossero state trasmesse nell'ambito di tale procedimento, era evidente che i nuovi dubbi sollevati mediante tali osservazioni non riguardavano soltanto i sei casi.
(145)
Tali dubbi riguardavano l'intera applicazione della legge n. 808/1985. Essi riguardavano quindi tutte le applicazioni individuali di detta legge e di conseguenza anche ciascuno dei 13 casi (34), ivi compresi quelli che si riteneva non richiedessero la notifica preliminare e quelli sui quali la Commissione non ha sollevato obiezioni nella sua decisione del 1o ottobre 2003.
(146)
La seconda decisione di avvio del procedimento non riguardava i progetti individuali al di sotto della soglia di notifica individuale, fatte salva la seguente eccezione. I dubbi sollevati dalla Commissione riguardavano infatti l'applicazione della legge n. 808/1985, ivi comprese tutte le singole decisioni di concedere l'aiuto il cui importo era inferiore alla soglia di notifica individuale e che sono state adottate a partire dal 22 novembre 2002.
(147)
Infine, la seconda decisione di avvio del procedimento indicava chiaramente che il suo campo di applicazione era limitato agli aiuti individuali concessi per progetti civili.
(148)
La Commissione ha osservato che, in detta fase della sua analisi, essa ha ritenuto che i progetti che consistono nel modificare un prodotto militare per adattarlo a impieghi civili andrebbero considerati come progetti civili.
11. OSSERVAZIONI DELL'ITALIA SULLA SECONDA DECISIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO
a) Riguardo alla procedura
(149)
In primo luogo, l'Italia ha precisato che le sue osservazioni sono state presentate insieme a Finmeccanica.
(150)
L'Italia ha osservato che la Commissione riconosce nella seconda decisione che il regime di aiuti introdotto dalla legge n. 808/1985 rappresenta un aiuto esistente, poiché era stato approvato dalla Commissione nel 1986 e ancora una volta nel 2002.
(151)
L'Italia ha osservato che la seconda decisione si basava sull'articolo 16 del regolamento o sull'articolo 13 del regolamento di procedura.
(152)
L'Italia ha quindi dichiarato che non condivideva la qualifica di applicazione abusiva dell'aiuto, poiché questa nozione riguarderebbe soltanto l'uso scorretto dell'aiuto ricevuto dal beneficiario. Secondo l'Italia, tutti gli aiuti concessi nell'ambito del regime sono stati utilizzati per lo scopo originariamente previsto. L'Italia respinge questa qualifica soprattutto per quanto riguarda gli aiuti individuali concessi dopo il 20 novembre 2002.
(153)
Secondo l'Italia, se la Commissione avesse voluto esaminare individualmente ciascun aiuto concesso nell'ambito del regime avrebbe dovuto farlo nell'ambito dell'esame permanente dei regimi di aiuti esistenti, in base all'articolo 88, paragrafo 1, del trattato.
(154)
Per quanto riguarda la possibilità di avviare il procedimento a norma dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato, l'Italia ha scritto che essa è esclusa dal regolamento di procedura, a meno che tali casi non siano individuati in maniera esatta, precisa e concreta.
(155)
Concludendo con gli aspetti procedurali, l'Italia ha osservato che la seconda decisione di avvio del procedimento ha creato una situazione di incertezza giuridica a causa della mancanza di una chiara definizione del suo campo d'applicazione.
b) Sviluppo del regime
(156)
Nella sua risposta alla seconda decisione di avvio del procedimento l'Italia ha innanzitutto chiarito l'evoluzione storica del regime. Secondo l'Italia, la responsabilità dei programmi militari era tradizionalmente attribuita anche al ministero dell'Industria.
(157)
In secondo luogo, l'Italia ha fornito un riepilogo degli adattamenti del regime alla disciplina del 1996 e delle opportune misure adottate. Essa ha inoltre illustrato gli elementi essenziali del futuro regime, che devono ancora essere recepiti in un nuovo regolamento interno (35).
(158)
In terzo luogo, l'Italia ha formulato le proprie osservazioni riguardo ai rimborsi. Per quanto riguarda la relazione della Corte dei conti citata nella seconda decisione, le autorità italiane hanno chiesto un'interpretazione autentica della relazione da parte della stessa Corte. Quest'ultima sostiene innanzitutto che la relazione riguarda solamente il periodo fino al 1998. Pertanto, considerando la brevità del periodo esaminato, sarebbe sbagliato formulare delle conclusioni generali.
(159)
In secondo luogo, la relazione confermerebbe che per tutti i progetti le vendite sono iniziate e sono stati effettuati i rimborsi, anche se con qualche ritardo.
(160)
Infine, per quanto riguarda la possibilità che lo Stato rinunci al credito (il che avverrebbe se i prestiti non dovessero essere rimborsati), la Corte dei conti ha confermato che, secondo un principio generale della pubblica amministrazione italiana, non è possibile rinunciare ad un credito. La Corte ha dichiarato pertanto che un decreto ministeriale non può prevedere alcuna rinuncia. La Corte ha concluso che nella relazione essa non ha mai citato la possibilità di una rinuncia al credito da parte della pubblica amministrazione.
(161)
Per quanto riguarda i rimborsi, l'Italia ha riconosciuto che in casi limitati vi sono stati dei ritardi, ma ha aggiunto che i rimborsi vengono fissati nei piani definiti nelle decisioni di concedere l'aiuto. Secondo l'Italia, il beneficiario deve firmare una clausola che obbliga l'azienda a rimborsare la quota capitale del prestito ricevuto.
(162)
L'Italia ha dichiarato che la Commissione avrebbe sollevato dubbi riguardo al rimborso anche a causa della relazione della [banca d'investimento] su Finmeccanica citata nella seconda decisione di avvio del procedimento.
(163)
Secondo l'Italia, la relazione indicava chiaramente che la frase citata nella seconda decisione di avvio del procedimento - «il capitale deve essere rimborsato soltanto quando le consegne eccedano un determinato volume (elevato) per cui Finmeccanica ha rimborsi molto bassi da effettuare nei primi 15 anni ed è molto meno probabile che debba restituire tutto l'anticipo» - era preceduta da una frase che la qualificava in maniera più precisa come riguardante le attività nel settore della difesa della società.
(164)
Infine, secondo l'Italia, la Commissione nutriva dubbi riguardo ai rimborsi dei prestiti perché l'Italia avrebbe negato l'accesso ai testi integrali delle decisioni di concedere l'aiuto.
(165)
A tale proposito, l'Italia ha ricordato che la motivazione è identica per tutte le decisioni di concedere l'aiuto, ivi comprese quelle relative ai progetti militari. Inoltre, l'Italia dichiara che, a suo parere, le motivazioni omesse non potevano contenere altre condizioni aggiuntive rispetto al testo delle stesse decisioni.
(166)
L'Italia ha affermato che lo strumento di aiuto utilizzato è un prestito agevolato con piani di rimborso fissi che sono sempre stati rispettati, salvo alcune limitate eccezioni. Inoltre, l'Italia ha dichiarato che i prestiti sono stati erogati ai beneficiari attraverso i cosiddetti «limiti d'impegno» in un arco di tempo di 10-15 anni ovvero immediatamente in unica soluzione, ma in questo caso scontando un intervento da parte di una banca. Il rimborso inizierebbe il primo anno successivo all'ultima erogazione.
(167)
Per concludere riguardo allo strumento di aiuto e al rimborso, l'Italia ha sostenuto che lo strumento utilizzato erano i prestiti agevolati.
(168)
L'Italia ha formulato le proprie osservazioni anche riguardo ai due elicotteri menzionati nella seconda decisione di avvio del procedimento (AB139 e BA609).
(169)
Insieme a tali osservazioni l'Italia ha fornito i documenti richiesti riguardanti la base giuridica:
a)
delibera CIPE del 15 aprile 1986 sulla prima attuazione della legge n. 808/1985;
b)
decreto del ministro dell'Industria dell'8 giugno 1986 sulle modalità di presentazione delle richieste di aiuto;
c)
decreto del ministro del Tesoro del 7 febbraio 1987, sul ruolo di Mediocredito Centrale (36);
d)
decreto del ministro dell'Industria del 14 marzo 1988, che descrive in maggior dettaglio i criteri di attuazione della legge n. 808/1985 (37);
e)
comunicato stampa del Comitato interministeriale per la politica industriale (di seguito «CIPI») del 30 maggio 1991, sulle collaborazioni con partner stranieri;
f)
legge 4 giugno 1991 n. 181, di rifinanziamento del regime;
g)
legge 19 luglio 1993, n. 237, di rifinanziamento del regime;
h)
delibera CIPI del 28 dicembre 1993, con nuove direttive di attuazione del regime;
i)
legge 22 novembre 1994, n. 644, che trasforma lo strumento di aiuto in cosiddetti «limiti d'impegno»;
j)
decreto del ministro dell'Industria del 31 maggio 1995 sugli aspetti del regime non associati alla R&S;
k)
delibera CIPE dell'8 agosto 1996, che modifica le condizioni di ammissibilità e fissa le priorità;
l)
legge 7 agosto 1997, n. 266, di rifinanziamento del regime, che finanzia anche il programma EFA (European fighter aircraft);
m)
delibera CIPE del 22 dicembre 1998, che modifica le priorità e i criteri di ammissibilità;
n)
decreto del presidente del Consiglio del 6 agosto 1999, che mantiene la gestione amministrativa del regime nelle mani del governo;
o)
legge 23 dicembre 2000, n. 388, di rifinanziamento del regime;
p)
delibera CIPE del 2 agosto 2002, che modifica i criteri di selezione, le attività ammissibili e le intensità dell'aiuto.
(170)
L'Italia ha fornito un quadro completo del finanziamento generale del regime (gli importi sono espressi in miliardi di lire), riportato nella seguente tabella.
Tabella 2
Stanziamenti per la legge n. 808/1985
Leggi
'93
'94
'95
'96
'97
'98
'99
'00
'01
'02
'03
'04
Successivi
Totale
808/85
690
181/91
150
237/93
50
50
50
50
50
50
50
50
50
50
500
237/93
50
50
50
50
50
50
50
50
50
50
500
644/94
25
25
25
25
25
25
25
25
25
25
250
644/94
50
50
50
50
50
50
50
50
50
50
500
266/97
105
105
105
105
105
105
105
315
1 050
488/99
45
45
45
45
495
675
488/99
44
44
44
528
660
388/00
40
40
40
480
600
350/03
19,3
270,2
290
Totale
5 865
(171)
Secondo l'Italia, fino alla data della seconda decisione (22.6.2005) dei 3 029 milioni di EUR (pari a 5 865 miliardi di lire) erano stati utilizzati 2 878 milioni di EUR, mentre i restanti 151 milioni di EUR non erano ancora stati impegnati.
(172)
L'Italia ha inoltre fornito la ripartizione delle spese:
a)
1 311 milioni di EUR sarebbero stati utilizzati per i progetti riguardanti la sicurezza nazionale;
b)
1 327 milioni di EUR sarebbero stati utilizzati per i progetti civili approvati fino a novembre 2002;
c)
239 milioni di EUR sarebbero stati utilizzati per i progetti civili approvati dopo il novembre 2002.
(173)
Secondo l'Italia, 510 milioni di EUR sarebbero stati utilizzati per finanziare progetti di interesse europeo.
(174)
L'Italia ha inoltre risposto alla richiesta di fornire un elenco di tutti progetti civili finanziati dalla legge n. 808/1985 e che erano al di sopra delle soglie di notifica individuale, nonché un elenco completo dei progetti finanziati dal 22 novembre 2002. Nella sua lettera del 24 ottobre 2005 l'Italia ha formulato le proprie osservazioni sui progetti menzionati nella seconda decisione di avvio del procedimento.
(175)
L'Italia ha inoltre dichiarato che non vi erano altri progetti di aiuti al di sopra delle soglie di notifica individuale.
(176)
L'Italia ha anche trasmesso una tabella che elenca i programmi riguardanti la sicurezza nazionale finanziati dal regime.
(177)
Infine, per quanto riguarda i ritardi nel rimborso di progetti specifici, l'Italia ha dichiarato che vi sono stati problemi soltanto per due progetti (DO328 Panels e DO328EC). L'Italia ha affermato che il progetto eseguito da Aermacchi ha incontrati alcuni problemi a causa del fallimento di Fairchild Dornier GmbH, il socio principale.
12. OSSERVAZIONI DEL TERZO INTERESSATO IN SEGUITO ALLA SECONDA DECISIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO
(178)
Le osservazioni e le richieste del terzo interessato dopo la seconda decisione di avvio del procedimento sono riportate di seguito.
(179)
Il terzo ha chiesto alla Commissione di dichiarare illegittimi gli aiuti erogati a norma della legge n. 808/1985 e di disporne il recupero a norma dell'articolo 11 del regolamento di procedura.
(180)
Il terzo ha chiesto alla Commissione di verificare gli strumenti di aiuto utilizzati nel quadro del regime.
(181)
Ha chiesto alla Commissione di recuperare tutti gli aiuti erogati in violazione delle norme in materia di aiuti di Stato, a norma dell'articolo 14 del regolamento di procedura.
(182)
Ha chiesto alla Commissione di richiedere la sospensione dei pagamenti futuri previsti dal regime, in mancanza di giustificazioni adeguate del fatto che gli aiuti fossero destinati ad attività di R&S.
(183)
Ha chiesto alla Commissione di adoperarsi affinché la legge n. 808/1985 sia modificata per permettere il rimborso degli aiuti a condizioni finanziarie conformi alla disciplina comunitaria in materia di aiuti alla R&S.
(184)
Ha chiesto alla Commissione di estendere l'indagine per verificare la compatibilità con le norme in materia di aiuti di Stato di altri regimi relativi al settore aerospaziale in Italia e inoltre di verificare che tali regimi non siano utilizzati per eludere la decisione della Commissione sulla legge n. 808/1985.
(185)
Ha chiesto alla Commissione di imporre al governo italiano l'obbligo di presentare una relazione annuale esaustiva, con facoltà della Commissione di chiedere, ove necessario, eventuali misure di revisione contabile.
(186)
Il terzo interessato ha allegato alle sue osservazioni una serie di documenti, tra cui la relazione della Corte dei conti italiana del 12 agosto 2003 sull'attuazione della legge n. 808/1985, assieme ad una tabella, tratta da tale relazione, relativa a 164 progetti, il testo del decreto del ministro dell'Industria del 14 marzo 1988, il testo delle leggi di rifinanziamento della legge n. 808/1985 ed infine estratti delle relazioni annuali di Avio e Finmeccanica relative al 2003 e al 2004.
13. RISPOSTA DELL'ITALIA ALLE OSSERVAZIONI DEL TERZO INTERESSATO RELATIVE ALLA SECONDA DECISIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO
(187)
In seguito alle osservazioni del terzo interessato, le autorità italiane hanno chiesto un chiarimento sul campo di applicazione del procedimento, ovverosia se questo riguardasse l'intero regime o solamente gli aiuti individuali concessi a titolo del regime che fossero soggetti all'obbligo di notifica individuale.
(188)
L'Italia ha poi comunicato che le cifre presentate dal terzo interessato anonimo, scaricate dal sito web del ministero, si riferiscono ad un campo di applicazione maggiore rispetto al regime. Tali dati comprendono infatti non solamente gli aiuti concessi nel quadro della legge n. 808/1985, ma anche altri programmi industriali attinenti alla sicurezza nazionale (come […]) finanziati nel quadro di provvedimenti diversi.
(189)
[…]
(190)
L'Italia sostiene che il fatto che il regime previsto dalla legge n. 808/1985 permettesse il finanziamento di programmi sia civili che militari ha creato confusione presso il terzo interessato anonimo. Secondo l'Italia, una confusione analoga era presene nella relazione della Corte dei conti sulla legge n. 808/1985.
(191)
L'Italia ha presentato la tabella sotto riprodotta che permette di mettere a confronto i finanziamenti riportati nelle relazioni sugli incentivi e citati nelle osservazioni del terzo interessato anonimo e i finanziamenti a titolo della legge n. 808/1985.
Tabella 3
Confronto tra diverse fonti di informazione sui finanziamenti della legge n. 808/1985
(milioni di EUR)
Impegni
2000
2001
2002
2003
Relazione 2004 sugli incentivi (pag. 181)
287
492
710
501
Interventi legge n. 808
18
94
280
189
Differenza
269
398
430
312
(192)
L'Italia ha inoltre fornito l'elenco dei programmi militari pertinenti finanziati in questi anni che potrebbero spiegare dette differenze: […].
(193)
Per quanto concerne la relazione annuale 2003 di Finmeccanica, a cui fa riferimento il terzo interessato, l'Italia sostiene che una buona porzione dell'aumento delle spese a favore di attività di R&S è imputabile all'ingresso nella società della Aermacchi (circa […]).
(194)
L'Italia ha ammesso l'esistenza di ritardi in alcune procedure di rimborso, che ha giustificato innanzitutto con i lunghi periodi di pagamento (da dieci a quindici anni), di modo che essi andrebbero piuttosto considerati rimborsi tardivi.
(195)
L'Italia ha riconosciuto i problemi relativi ad un progetto specifico, il DO328EC, ma ha affermato che non è in alcun modo ipotizzabile la rinuncia dello Stato ai rimborsi.
(196)
In risposta alle osservazioni specifiche del terzo interessato, le autorità italiane hanno fornito le seguenti argomentazioni.
(197)
L'Italia ritiene inaccettabile la richiesta del terzo interessato che la Commissione dichiari illegittimi sei progetti sui quali questa aveva espresso dubbi nel quadro della prima decisione e ordini il recupero degli aiuti corrispondenti. L'Italia ritiene che tale richiesta sia contraria all'articolo 11 del regolamento di procedura.
(198)
Secondo l'Italia, il procedimento riguarderebbe soltanto le applicazioni individuali del regime, ovvero progetti che la Commissione avrebbe individuati in maniera puntuale, nella fattispecie i tredici progetti menzionati nella prima decisione di avvio del procedimento. L'Italia sostiene di avere già provveduto a sospendere i finanziamenti a favore di tali progetti, in attesa che la Commissione adotti una decisione finale.
(199)
A proposito della richiesta del terzo interessato che la Commissione imponga l'obbligo di presentare una relazione annuale e altre misure di controllo, il governo italiano si dichiara disposto a presentare eventuali relazioni conformemente a quanto previsto all'articolo 21 del regolamento di procedura. Tuttavia, le autorità italiane non sarebbero d'accordo sull'imposizione di ulteriori obblighi di rendicontazione, che risulterebbero sproporzionati e iniqui rispetto agli obblighi cui sono soggetti, per quanto riguarda i regimi di aiuto al settore in questione, gli altri Stati membri.
(200)
Nelle sue osservazioni, il terzo interessato fa riferimento al bilancio di Avio (relazione annuale 2004), citando in particolare una frase in cui si afferma che se non si registrano entrate, il prestito non viene rimborsato («If no revenues are earned, no reimbursement is due»). Le autorità italiane hanno affermato di avere chiesto spiegazioni alla società. Il giurista consultato da Avio avrebbe confermato che, nel quadro del regime, i beneficiari dell'aiuto sono obbligati a restituire integralmente gli importi ricevuti, indipendentemente dal successo del programma. Avio ha affermato che quanto contenuto nella relazione annuale 2004 si basava su una interpretazione fallace del regime e che sarebbe stato modificato nella relazione annuale successiva.
(201)
L'Italia ha fornito informazioni sulle ulteriori leggi a cui il terzo interessato fa riferimento nelle sue osservazioni, precisando che le seguenti leggi - la legge n. 421/96, la legge n. 388/00, la legge finanziaria 2003 e la legge n. 140/99 (quest'ultima riguardante specificamente velivoli militari da trasporto) - avevano lo scopo esclusivo di finanziare progetti militari attinenti alla sicurezza nazionale.
(202)
Relativamente alla relazione della Corte dei conti, l'Italia osserva innanzitutto che il terzo interessato aveva allegato alle proprie osservazioni due tabelle («tables or charts») estratte dalla fig. 3 e dalla fig. 5 della stessa relazione e precisa che tali file Excel non apparivano nella versione a cui si fa riferimento nella seconda decisione, ma solo nella versione Word presente nella relazione. L'Italia aggiunge che non risultano chiare le tecniche investigative tramite le quali il terzo interessato ha avuto accesso a tali tabelle.
(203)
L'Italia sottolinea che a suo parere è del tutto inappropriato attribuire tali cifre alla Corte dei conti, considerato che esse non appaiono in questa forma nel testo della relazione.
(204)
Tuttavia, l'Italia ha fornito alcune osservazioni sul contenuto delle tabelle, che si riferiscono a 164 decisioni di concessione di aiuti, per un importo complessivo di 3 miliardi di EUR.
(205)
L'Italia ha innanzitutto osservato in proposito che tale importo comprende numerose imprecisioni, tra cui doppi conteggi e aiuti non concessi. Inoltre, le tabelle comprenderebbero anche progetti attinenti alla sicurezza nazionale, tra cui alcuni finanziati nel quadro di altre leggi e che quindi non rientrano nel campo di applicazione del regime in questione. Per concludere, l'Italia sostiene che l'importo esatto degli aiuti concessi nel quadro del regime corrisponde al valore citato nelle osservazioni presentate dall'Italia […].
14. VALUTAZIONE
(206)
Per valutare il caso, la Commissione verificherà in primo luogo l'esistenza di aiuti e ne valuterà la compatibilità.
(207)
In secondo luogo, la Commissione chiarirà il campo di applicazione del presente procedimento, nonché la relativa base procedurale.
(208)
In terzo luogo, la Commissione valuterà se i dubbi espressi nel quadro della prima decisione di avvio del procedimento possano essere dissipati.
(209)
In quarto luogo, la decisione indicherà l'elenco dei progetti ai quali essa si applica, e fornirà una valutazione, in base delle informazioni disponibili, sulla loro compatibilità, comprese le condizioni da applicare affinché la loro compatibilità sia rispettata.
(210)
Infine, la Commissione trarrà le proprie conclusioni in merito ai singoli progetti e spiegherà perché tali conclusioni non riguardano i due elicotteri rispetto al cui carattere militare sono stati espressi dubbi nel quadro della seconda decisione di avvio del procedimento.
14.1. Esistenza di aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE e discipline di compatibilità applicabili
(211)
Una misura costituisce aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, quando, attraverso la concessione di risorse statali, favorisce certe imprese ed incide sugli scambi tra Stati membri, distorcendo o minacciando di distorcere la concorrenza.
(212)
Come indicato sia nella prima sia nella seconda decisione di avvio del procedimento, le misure in esame costituiscono degli aiuti. Questa valutazione non è stata contestata dall'Italia, né da alcuna delle parti intervenute nel procedimento.
(213)
I prestiti forniti nel quadro della legge n. 808/1985 sono chiaramente selettivi, per il fatto che ne fruiscono soltanto società attive nel settore aeronautico.
(214)
I prestiti in questione sono concessi tramite fondi provenienti dal bilancio statale e comportano quindi risorse statali.
(215)
I prestiti sono erogati senza interessi, per cui conferiscono un vantaggio alle società che ne beneficiano rispetto alle società che devono finanziare i propri progetti a condizioni di mercato. In un prestito senza interessi l'elemento di vantaggio si calcola appunto prendendo in considerazione la differenza tra gli interessi che un'impresa pagherebbe su un prestito a condizioni di mercato corrispondente e l'interesse agevolato, che nel caso in esame è zero. Perciò, il prestito è sempre rimborsato secondo il piano stabilito al momento della concessione e l'aiuto è calcolato come la somma degli interessi cui rinunzia lo Stato.
(216)
Nella maggior parte dei casi, i progetti riguardano prodotti (elicotteri, piccoli velivoli o talvolta parti di velivoli più grandi) caratterizzati da significativi scambi intracomunitari.
(217)
Gli aiuti forniti dall'Italia a progetti di R&S nel settore aeronautico a titolo della legge n. 808/1985 rientrano nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(218)
L'Italia e le altre parti nel procedimento convengono inoltre nel considerare che la compatibilità con il trattato debba essere esaminata sulla base delle regole che riguardano l'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), agli aiuti a progetti di R&S.
(219)
Gli aiuti in questione devono essere considerati illegittimi in quanto mai notificati dall'Italia.
(220)
Come chiaramente indicato nella disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato in favore di ricerca, sviluppo e innovazione (di seguito «la disciplina 2006») (38), in linea con la comunicazione della Commissione relativa alla determinazione delle norme applicabili alla valutazione degli aiuti di Stato illegittimamente concessi (39), la Commissione, in caso di aiuti non notificati, applica:
-
la disciplina del 2006, se gli aiuti sono stati concessi dopo la sua entrata in vigore,
-
la disciplina applicabile al momento della concessione degli aiuti, in tutti gli altri casi.
(221)
Di conseguenza, per l'analisi della compatibilità dei progetti con l'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, la Commissione applicherà rispettivamente la disciplina R&S del 1986 e la disciplina R&S del 1996 a seconda della data di concessione degli aiuti.
14.2. Oggetto della decisione
(222)
La presente decisione si limita ai singoli aiuti che l'Italia ha concesso a progetti di R&S di carattere civile nel settore aeronautico nel quadro della legge n. 808/1985.
(223)
Essa riguarda innanzitutto i sei progetti sui quali la Commissione ha espresso dubbi specifici nel quadro della prima decisione di avvio del procedimento.
(224)
Essa riguarda inoltre gli altri progetti menzionati nella prima decisione di avvio del procedimento, in quanto le successive informazioni a questi attinenti rendono possibile una valutazione diversa, soprattutto per quanto riguarda l'obbligo di notifica individuale.
(225)
In terzo luogo, la decisione riguarda altri aiuti individuali concessi dall'Italia a progetti superiori alle soglie di notifica fissate dalle discipline R&S del 1986 e del 1996. Tali progetti non erano noti alla Commissione all'epoca della prima decisione. Alcuni di essi sono menzionati nella seconda decisione in quanto possibili casi di aiuti individuali non notificati.
(226)
Non è possibile sostenere, come fa l'Italia, che un procedimento d'indagine debba individuare fin dall'inizio tutti i progetti che rientrano nel suo campo di applicazione, in quanto la Commissione non è necessariamente a conoscenza, nel momento in cui avvia il procedimento, del numero di progetti che potrebbero rientrare nel procedimento.
(227)
La presente decisione riguarda singole applicazioni di un regime che l'Italia avrebbe dovuto notificare individualmente, ma non ha notificato. La portata della mancata notifica è eccezionale anche perché l'Italia non ha notificato nessuno dei progetti per oltre dieci anni. A causa della persistenza del mancato rispetto dell'obbligo di notifica previsto dall'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, e alla luce delle osservazioni dei terzi e sulla base delle informazioni disponibili, nella seconda decisione di avvio del procedimento la Commissione ha chiaramente indicato che il procedimento avrebbe riguardato tutti i singoli progetti che rientrano nel regime e che avrebbero dovuto essere notificati individualmente.
(228)
La seconda decisione di avvio del procedimento non ha fissato alcuna data specifica a partire dalla quale i singoli progetti non notificati avrebbero cominciato a dover essere compresi nell'oggetto del procedimento e ritenuti singole applicazioni della legge n. 808/1985. In ogni caso, le autorità italiane hanno spesso permesso al beneficiario di non rimborsare integralmente gli aiuti e ciò va considerato alla stregua della concessione di nuovi aiuti.
(229)
È opportuno ricordare l'importanza delle singole notifiche superiori a determinate soglie ai fini del controllo degli aiuti di Stato. La disciplina del 2006 indica chiaramente che, per meglio orientare l'analisi della Commissione, le singole misure superiori a determinate soglie devono fare oggetto di un esame dettagliato. Lo scopo dell'esame dettagliato è garantire che importi elevati di aiuti alla R&S&I a favore di uno stesso beneficiario non alterino la concorrenza in misura contraria all'interesse comune, ma contribuiscano invece a tale interesse comune in misura proporzionata.
(230)
Nel periodo in esame, le soglie di notifica individuale sono cambiate. Secondo la disciplina del 1986, esse si applicavano a partire dai progetti con costi ammissibili superiori ai 20 milioni di ECU.
(231)
Secondo la disciplina del 1996, i progetti soggetti all'obbligo di notifica individuale alla Commissione erano quelli con costi ammissibili superiori a 25 milioni di ECU e che beneficiavano di aiuti superiori a 5 milioni di ECU (40).
(232)
Per quanto riguarda la necessità di menzionare, nella decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato, in modo esatto, preciso e corretto i singoli progetti interessati, la Commissione osserva quanto segue.
(233)
Essa ha avviato un procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, individuando in modo preciso 13 progetti. Sulla base delle informazioni disponibili all'epoca, essa ha sollevato dubbi su 6 progetti e non ha sollevato obiezioni su sette di essi.
(234)
È diventato però evidente che, da una parte, lo strumento di aiuto utilizzato dall'Italia e dall'altra la sua applicazione, caratterizzata dai ritardi dei rimborsi, erano tali da modificare la valutazione dei tredici progetti. L'Italia riconosce che le informazioni di cui disponeva la Commissione all'epoca non erano corrette e non corrispondevano alle condizioni effettive degli aiuti concessi e non correttamente rimborsati.
(235)
È diventata altresì evidente l'esistenza di altri casi che l'Italia non aveva notificato individualmente, nonostante le discipline R&S e la decisione del 1986 contenessero indicazioni chiare in proposito.
(236)
È inoltre emerso che nella maggior parte dei casi valutati nella presente decisione i rimborsi non rispettavano i calendari iniziali; al contrario, erano permessi ritardi, che si traducevano in condizioni più generose per i beneficiari. Tali condizioni nuove e più generose corrispondono a nuovi aiuti.
(237)
Per concludere, il procedimento concerne un numero di progetti che consistono nella concessione di aiuti illegittimi.
14.3. Dubbi espressi nel quadro della prima decisione di avvio del procedimento
(238)
La Commissione ha potuto valutare le informazioni presentate dall'Italia sui costi ammissibili e sull'effetto di incentivazione per i sei programmi di cui alla prima decisione di avvio del procedimento, che sono ora inclusi nell'elenco dei progetti (cfr. considerando 281, tabella 4).
(239)
La Commissione ha potuto verificare che per ogni progetto i costi corrispondevano alle attività di ricerca industriale e di attività di sviluppo precompetitivo.
(240)
La Commissione ha potuto verificare l'effetto di incentivazione degli aiuti per ognuno dei sei progetti. La valutazione è stata realizzata tenendo conto del lasso di tempo trascorso da quando l'Italia ha adottato la decisione di concedere gli aiuti.
(241)
D'altra parte, tuttavia, come indicato nei considerando da 105 a 122, è emerso che altri aspetti cruciali degli aiuti, in particolare lo strumento di aiuto, non erano definiti chiaramente e non permettevano alla Commissione di esprimersi in modo definitivo in merito alla loro compatibilità. Prima di presentare la valutazione dei singoli progetti, è pertanto necessario valutare le informazioni disponibili relative agli altri dubbi espressi nel quadro della seconda decisione di avvio del procedimento.
14.4. Dubbi espressi nel quadro della seconda decisione di avvio del procedimento
(242)
Per giungere ad una conclusione definitiva in merito ai singoli aiuti concessi nel quadro del regime, è necessario in primo luogo valutare tutte le informazioni relative all'evoluzione del regime, comprese la base giuridica e le modifiche di bilancio.
(243)
In secondo luogo, è necessario valutare la natura dello strumento di aiuto e l'attuazione dei provvedimenti di concessione degli aiuti.
(244)
In terzo luogo, è necessario stabilire un elenco dei singoli progetti che l'Italia non ha notificato e valutare le condizioni finanziarie relative ad ognuno di essi e, se necessario, verificare le condizioni del rimborso, assieme alle disposizioni relative al controllo del rispetto di tali condizioni.
(245)
Infine, un capitolo a parte è dedicato alla valutazione delle informazioni relative ai due elicotteri presentati come elicotteri militari, di cui ai considerando da 399 a 408.
14.4.1. Evoluzione del regime
(246)
La Commissione dispone allo stato attuale di un quadro esatto degli sviluppi del regime nel suo complesso.
(247)
L'Italia ha potuto fornire informazioni sufficienti sul finanziamento complessivo dei progetti, per permettere alla Commissione di farsi un'idea più generale. Ciò riguarda in particolare il problema rappresentato dal fatto che il regime in esame è stato utilizzato dall'Italia per finanziare sia progetti civili sia progetti attinenti alla sicurezza nazionale. I dati relativi al finanziamento complessivo sarebbero quindi fuorvianti se dovessero essere interpretati come utilizzati dall'Italia per sostenere soltanto progetti civili di R&S nel settore aeronautico.
14.4.2. Natura dello strumento di aiuto
(248)
Per quanto riguarda la natura dello strumento di aiuto, l'Italia ha fornito una documentazione completa relativamente ai progetti che essa avrebbe dovuto notificare individualmente, conformemente alle soglie previste dalle discipline R&S che si sono succedute nel tempo.
(249)
L'Italia ha indicato che la natura dello strumento era ibrida, nel senso che consisteva in un prestito agevolato il cui piano di rimborso dipendeva dalle previsioni di vendita del prodotto realizzato. Secondo l'Italia, tali piani di rimborso erano fissi.
(250)
I prestiti agevolati erano concessi in base al tasso di riferimento esistente al momento della concessione del prestito più un premio.
(251)
Per ciascun progetto, le autorità italiane hanno definito, al momento della concessione, una teorica intensità massima dell'aiuto, calcolata sulla base dei costi ammissibili e tenendo conto di eventuali bonus.
(252)
In alcuni casi, tuttavia, tale intensità non è stata rispettata e l'aiuto è stato concesso al beneficiario a condizioni più favorevoli, con un'intensità più alta di quella massima ammissibile a norma delle discipline R&S.
(253)
Inoltre, in pratica, i piani di rimborso spesso non sono stati rispettati, secondo due modalità diverse. In un senso, i pagamenti ai beneficiari evidenziavano ritardi rispetto ai piani iniziali, o per il ritardo accumulato dal progetto o perché lo Stato provvedeva ai pagamenti in ritardo. Così, in alcuni casi, l'intensità effettiva degli aiuti è risultata più bassa dell'intensità iniziale.
(254)
Più significativamente, in molti casi i rimborsi non rispettavano i piani iniziali. Di conseguenza, in molti casi, l'intensità iniziale diventava maggiore, in quanto i beneficiari fruivano dell'ulteriore vantaggio rappresentato dalla possibilità di rimborsi tardivi.
(255)
L'Italia ha inviato alla Commissione un certo numero di lettere che riportavano le richieste di pagamento del rimborso che essa aveva spedito ai beneficiari, ma è chiaro che tali lettere hanno sortito un effetto limitato. In alcuni casi, un beneficiario ha ricevuto numerose lettere relativamente allo stesso progetto, senza che ne siano seguite azioni volte ad un effettivo rimborso, ma anche senza azioni di recupero da parte dello Stato (41).
(256)
In conclusione, gli aiuti concessi ai progetti evidenziano due problemi potenziali: a) un'intensità iniziale che in alcuni casi ha superato l'intensità massima permessa; e b) il rimborso insufficiente che ha fatto sì che tale intensità aumentasse ancora di più.
(257)
L'Italia, congiuntamente con la Commissione, ha definito una metodologia che permette di risolvere entrambi i problemi. Inizialmente, per ogni progetto è stata definita l'intensità massima come la minore tra l'intensità massima teorica (42) e l'intensità iniziale. Un'intensità iniziale inferiore significava che l'importo degli aiuti specifici accordati aveva un effetto di incentivazione sufficiente perché l'impresa si impegnasse nel progetto. Ogni aumento di intensità rispetto al valore fissato inizialmente va considerato un nuovo aiuto.
(258)
Successivamente, è stata calcolata l'intensità dell'aiuto cumulata. Nell'anno in cui l'intensità dell'aiuto cumulata raggiunge il livello dell'intensità massima come definita al considerando 257, il beneficiario deve rimborsare l'intero capitale del prestito non rimborsato. Se l'intensità massima fosse già stata raggiunta precedentemente, allora andrebbero calcolati gli interessi composti rispetto al prestito non rimborsato per gli anni intercorsi fino al rimborso completo del prestito. Il livello del tasso di interesse corrisponde al tasso di riferimento dell'anno in cui è stata raggiunta l'intensità massima e quindi di ogni anno di ulteriore ritardo.
(259)
La metodologia definita permette quindi di garantire il rispetto delle intensità massime definite nelle discipline R&S (43).
14.4.3. L'elenco dei progetti non notificati
(260)
La comprensione comune e corretta dello strumento di aiuto ha permesso di definire l'elenco dei progetti che l'Italia avrebbe dovuto notificare individualmente. Quando un aiuto prende la forma di un prestito a tasso agevolato, il valore significativo è l'importo degli interessi a cui lo Stato rinuncia. Considerata l'incertezza relativa alla natura dello strumento di aiuto, nemmeno l'Italia aveva un'idea precisa di quali progetti andassero notificati individualmente (44) o dovessero essere inclusi nell'elenco ex post di quelli che avrebbero dovuto essere notificati.
(261)
Per stabilire l'elenco è stato necessario procedere a varie richieste di informazioni.
(262)
Inizialmente, l'Italia ha negato di non avere notificato alcun progetto individuale oltre a quelli menzionati nella prima decisione di avvio del procedimento. Successivamente, essa ha ammesso che l'elenco dei progetti non notificati era più lungo ed ha presentato tutte le informazioni e tutti gli elementi di prova necessari.
(263)
Esistono parecchi fattori che concorrono a spiegare le difficoltà della definizione dell'elenco dei progetti non notificati.
(264)
In primo luogo, va osservato che il regime è stato applicato sin dal 1986.
(265)
In secondo luogo, il numero di progetti interessati è necessariamente elevato. Comprendendo i progetti che non sono soggetti a notifica individuale, il numero dei progetti finanziati nel periodo in esame supera abbondantemente i cento.
(266)
In terzo luogo, la presenza nell'elenco di numerosi progetti militari ha aumentato la confusione. La Commissione osserva che anche la relazione della Corte dei conti evidenzia una certa confusione in merito alla natura dei progetti.
(267)
Le informazioni disponibili sui progetti finanziati erano frammentarie e spesso confuse, anche a motivo del fatto che le relazioni dello stesso governo al Parlamento italiano riguardavano un elenco di progetti futuri piuttosto che i progetti effettivamente finanziati.
(268)
Vi sono elenchi che sono stati presentati dal terzo interessato ed altri menzionati direttamente dalla Commissione, per esempio i tredici progetti di cui alla prima decisione di avvio del procedimento e l'elenco dei progetti citati nella seconda decisione di avvio del procedimento.
(269)
La relazione della Corte dei conti non conteneva un elenco dei progetti, ma solamente cifre, grafici e tabelle di natura generale. La versione Word del documento, tuttavia, disponibile sul sito Internet della Corte nel 2005, permetteva di estrapolare dati più precisi a partire dai grafici generali.
(270)
Nella sua comunicazione dell'11 novembre 2005, il terzo interessato ha inserito questi ultimi dati. La Commissione, nella sua richiesta di informazioni del 23 maggio 2006, ha utilizzato la maggior parte (45) dei progetti indicati nell'elenco presentato dal terzo interessato anonimo per segnalare all'Italia che, con ogni probabilità, esisteva ancora un certo numero di progetti non notificati relativamente ai quali l'Italia non aveva fornito le informazioni richieste.
(271)
Da una parte, l'Italia ha negato (46) che l'elenco del terzo interessato potesse essere attribuito alla Corte dei conti, argomentando che lo stesso elenco consisteva in una estrapolazione effettuata da una persona anonima a partire dal sistema informatico della Corte. Per tale motivo, secondo le autorità italiane, sarebbe stato scorretto attribuire l'elenco alla Corte, in quanto esso sarebbe stato il risultato di una manipolazione operata da terzi. Poiché l'elenco è caratterizzato da un certo numero di errori e imprecisioni, sarebbe sbagliato attribuirlo alla Corte dei conti.
(272)
Poiché l'Italia ha infine deciso di presentare un elenco completo di singoli progetti sottoposti ad obbligo di notifica individuale, la Commissione non è tenuta a pronunciarsi sulla veridicità delle informazioni precedentemente ricevute (47).
(273)
In generale, la discussione relativa all'elenco dei progetti non notificati è stata difficile; dopo due anni, tuttavia, essa ha permesso alle autorità italiane e alla Commissione di individuare un certo numero di singoli progetti che l'Italia non aveva notificato.
(274)
Come richiesto nella seconda decisione di avvio del procedimento, l'Italia ha inoltre presentato un elenco dei progetti al di sotto della soglia di notifica individuale approvato dopo il 20 novembre 2002. In merito a tale elenco, la Commissione può concludere, da una parte, che esso corrisponde alla dotazione finanziaria complessiva della legge n. 808/1985 nel periodo in esame e, dall'altra che esso riguarda effettivamente progetti al di sotto della soglia di valutazione individuale (48).
14.5. Valutazione dell'elenco definitivo di progetti civili
(275)
L'elenco dei singoli progetti che l'Italia non ha notificato alla Commissione comprende 17 progetti.
(276)
L'elenco comprende i progetti in merito ai quali la Commissione è in grado di giungere ad una conclusione relativamente alla loro compatibilità con il trattato, ma non pregiudica il fatto che in futuro la Commissione possa adottare provvedimenti riguardanti altri progetti non notificati dei quali non è attualmente a conoscenza o progetti di cui è a conoscenza ma per i quali dispone di informazioni insufficienti ai fini di una decisione, o perché le informazioni sono incomplete o perché esse indicano che il progetto in questione risulta attualmente al di sotto della soglia di notifica, mentre nuove informazioni potrebbero modificare tale valutazione.
(277)
Per ciascun progetto, la Commissione è in possesso del piano iniziale di finanziamento e di rimborso stabilito al momento della concessione dell'aiuto e della situazione reale degli effettivi pagamenti da parte dello Stato e degli effettivi rimborsi da parte dei beneficiari. I piani comprendono le correzioni previste dalla metodologia di cui sopra (49).
(278)
Sulla base delle informazioni disponibili sui progetti, e tenendo in considerazione il fatto che i progetti sono tutti delle applicazioni individuali di uno stesso regime di aiuto, la Commissione non dispone di elementi che la facciano dubitare del fatto che l'aiuto fosse destinato ad aiutare attività classificabili come attività di R&S secondo le definizioni delle discipline R&S.
(279)
Per quel che concerne l'effetto di incentivazione, la Commissione innanzi tutto nota che il punto 8, paragrafo 2, della disciplina del 1986 richiedeva solamente che l'aiuto incoraggiasse uno sforzo addizionale in materia di R&S o che consentisse all'impresa di rispondere a condizioni eccezionali per le quali le risorse proprie dell'azienda beneficiaria erano troppo limitate. Nel punto 6 della disciplina del 1996 l'effetto di incentivazione veniva considerato presente sulla base di fattori quantitativi o di altri fattori considerati pertinenti da parte dello Stato membro, che fosse capace di dimostrare che lo stesso progetto di R&S non sarebbe stato realizzato senza aiuto o che sarebbe stato meno ambizioso o che non sarebbe stato realizzato con la stessa durata.
(280)
La Commissione non ha elementi che la facciano dubitare dell'effetto di incentivazione degli aiuti in esame. Gli aiuti hanno consentito ai beneficiari di intraprendere attività di R&S addizionali rispetto alle loro normali attività di ricerca e di realizzare progetti di R&S che altrimenti non avrebbero potuto realizzare con i loro soli mezzi. Inoltre, in linea con la valutazione di progetti simili nel settore aeronautico, la Commissione nota che gli aiuti ai progetti in esame hanno permesso ai beneficiari di realizzare progetti rischiosi che non avrebbero potuto finanziare da soli. Infine, la Commissione nota che per la maggior parte si tratta di progetti internazionali che richiedono sforzi supplementari di collaborazione.
(281)
Di seguito viene descritto ciascun progetto, con i costi ammissibili complessivi e l'importo degli aiuti ricevuti. La valutazione comprende inoltre, per i sei progetti relativamente ai quali sono stati sollevati dubbi nel quadro della prima decisione di avvio del procedimento, le informazioni disponibili sulle attività ammissibili e sull'effetto di incentivazione. Per tutti i progetti sono precisate le conseguenze dell'applicazione della metodologia di cui al considerando 257.
Tabella 4
Elenco dei progetti oggetto della presente decisione
Progetto
Impresa
Oggetto
Anno
A109DEF
Agusta
elicottero
1997
A109X
Agusta
elicottero
1999
A119 Koala
Agusta
elicottero
1997
DO328
Aermacchi
aerostruttura
1991
DO328EC
Aermacchi
aerostruttura
1996
DO328 Panels
Aermacchi
aerostruttura
1996
ATR72
Alenia
aerostruttura
dal 1988 al 1994 (5 progetti)
ATR42 500
Alenia
aerostruttura
1992
MD11 LWRP J/S
Alenia
aerostruttura
1996
Falcon 2000
Alenia
aerostruttura
1994
MD11 Winglet
Alenia
aerostruttura
1989
MD95
Alenia
aerostruttura
1996 e 1998
GE90B
Avio
motore
1994
GE90 Growth
Avio
motore
1996
LPT PW308
Avio
motore
1997
Falcon 2000
Piaggio
aerostruttura
1994
Cabine
Alenia
aerostruttura
1999
a) Progetto A109DEF realizzato da Agusta
(282)
Il progetto, relativo ad un elicottero e realizzato dalla Agusta, è consistito nello sviluppo di diverse versioni dell'A109 per adattarlo a diversi sistemi di propulsione, al fine di soddisfare i più rigorosi criteri in termini di sicurezza, performance di volo e impatto ambientale. Le versioni D, E ed F corrispondono alle versioni motorizzate delle società Allison, Pratt & Whitney e Turbomeca. Secondo l'Italia, le versioni D ed E non sono mai state sviluppate.
(283)
Il progetto è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento (progetto n. 4). Gli investimenti sono stati effettuati tra il 1996 e il 1998. Nel quadro della prima decisione di avvio del procedimento, la Commissione ha espresso dubbi sulla classificazione delle attività di R&S e sull'effetto di incentivazione.
(284)
Relativamente alle attività di R&S, le autorità italiane hanno fornito informazioni più dettagliate sui compiti. In primo luogo, la Commissione osserva che nel quadro del progetto sono stati sviluppati numerosi prototipi e che le versioni D ed E non sono state né portate a termine né commercializzate.
(285)
In secondo luogo, la Commissione nota che le tecnologie più direttamente interessate - motore e carrello a pattini nuovi - sono state certificate soltanto nel giugno 2001. Secondo l'Italia, gli sviluppi relativi al rotore devono ancora essere introdotti nel prodotto finale, anche se i risultati delle attività di R&S sono stati positivi.
(286)
La sequenza degli eventi indicherebbe che gli aiuti al progetto di R&S realizzato tra il 1996 e il 1998 hanno permesso alla società Agusta di inserire nuove tecnologie, con un orizzonte temporale di oltre 30 mesi. Di conseguenza, per la società Agusta l'aiuto avrebbe avuto un effetto di incentivazione.
(287)
L'investimento ammissibile (50) è stato pari a 69 790 milioni di lire (51). L'importo degli aiuti, in termini di interessi a cui lo Stato ha rinunciato è stato di 24 450 milioni di lire. Di conseguenza, l'intensità iniziale degli aiuti è stata fissata al 35,03 %, rispetto ad una intensità massima teorica del 31 % ammessa dalla disciplina del 1996. L'intensità cumulata ha raggiunto il massimo ammesso del 31 % nel 2004.
(288)
Nel 2007, Agusta deve quindi rimborsare immediatamente la quota capitale non rimborsata (19 300 milioni di lire) più i 7 811 milioni di lire previsti dalle tabelle di rimborso relative a tale anno. Inoltre, devono essere corrisposti i tassi di interesse composto a partire dal 2005, per un totale alla data del 31 dicembre 2007 di […] milioni di lire.
(289)
La Commissione può quindi giungere alla conclusione che l'aiuto può essere considerato compatibile secondo la disciplina R&S del 1996 dal momento che ha riguardato attività di R&S ed ha avuto un effetto di incentivazione per la società Agusta, a condizione che essa rimborsi immediatamente il saldo del debito e gli interessi composti.
b) Progetto A109X realizzato da Agusta
(290)
Il progetto riguarda un elicottero della società Agusta. Nella prima decisione di avvio del procedimento è indicato come progetto n. 2. La Commissione ha espresso dubbi sulla classificazione delle attività di R&S e sull'effetto di incentivazione.
(291)
Secondo l'Italia, il progetto, realizzato nel periodo 1999-2001, era volto allo sviluppo di un elicottero affatto nuovo in previsione di un ingresso nel mercato dopo il 2009. Il peso dell'elicottero sarebbe compreso tra le 3 e le 3,5 tonnellate e verrebbe inoltre utilizzato per sviluppi sul mercato militare.
(292)
L'Italia è riuscita a dimostrare che l'A109X è un progetto affatto diverso rispetto ai progetti A109DEF, A109 Power e A119 Koala. Le principali differenze tecnologiche riguardano il rotore a cinque pale, il rotore di coda e la trasmissione a ruote piano-coniche.
(293)
Per quanto riguarda l'effetto di incentivazione, l'Italia è riuscita a dimostrare che il progetto A109X è un nuovo progetto la cui conclusione non è prevista prima del 2009. L'aiuto avrebbe quindi permesso ad Agusta di intraprendere attività di R&S che erano molto lontane dal mercato e rischiose da un punto di vista tecnologico.
(294)
Gli investimenti ammissibili effettuati dalla società sono stati pari a 67 144 milioni di lire. Gli aiuti percepiti sotto forma di interessi a cui lo Stato ha rinunciato sono stati pari a 13 902 milioni di lire, corrispondenti ad un'intensità del 20,70 %, inferiore quindi all'intensità massima iniziale ammissibile secondo la disciplina del 1996, corrispondente al 33 %.
(295)
Il piano di rimborso è stato però modificato per tenere conto del fatto che gli aiuti sono stati erogati in modo diverso dal previsto e che l'importo del prestito è risultato inferiore. I rimborsi relativi a questo progetto seguiranno quindi il piano modificato fino al 2018.
(296)
La Commissione può quindi giungere alla conclusione che gli aiuti a favore del progetto in questione sono compatibili con la disciplina del 1996 in quanto hanno riguardato attività di R&S ammissibili ed hanno avuto un effetto di incentivazione, a condizione che venga completato il piano di rimborso entro il 2018.
c) Progetto A119 Koala realizzato da Agusta
(297)
Il progetto riguarda lo sviluppo di un elicottero da parte di Agusta. L'A119 Koala è la versione utility di un elicottero a otto posti munito di motore turbo singolo e destinato al mercato civile.
(298)
Il progetto era inserito, come progetto n. 3, nell'elenco dei progetti di cui alla prima decisione di avvio del procedimento. Nel quadro di tale decisione, sulla base delle informazioni allora disponibili, la Commissione aveva stabilito che il progetto non fosse soggetto all'obbligo di notifica individuale alla Commissione e che quindi non rientrasse nel campo di applicazione della prima decisione.
(299)
Successivamente, è emerso che, in realtà, l'importo degli investimenti ammissibili e l'importo degli aiuti erano tali che il progetto avrebbe dovuto essere notificato individualmente alla Commissione.
(300)
Gli aiuti sono stati accordati nel 1997 per investimenti ammissibili relativi al periodo 1997-1999 di 58 137 milioni di lire. L'aiuto percepito corrisponde a un'intensità del 26,92 %, inferiore all'intensità massima ammissibile iniziale del 32 % secondo la disciplina R&S del 1996.
(301)
I rimborsi relativi al progetto in questione seguiranno quindi il piano fino al 2009.
(302)
La Commissione può quindi concludere che il progetto relativo all'elicottero A119 Koala realizzato da Agusta è compatibile con la disciplina del 1996 a condizione che il piano di rimborso venga rispettato.
d) Progetto DO328 realizzato da Aermacchi
(303)
Il progetto riguarda la versione di base del DO328 ed è stato realizzato dalla Aermacchi. Il DO328 è un aereo a reazione adibito al trasporto regionale sviluppato dalla società Dornier. La società Aermacchi era incaricata dello sviluppo di due segmenti della fusoliera e dell'assemblaggio dell'intera fusoliera, composta da 13 pannelli prodotti dalla società coreana Daewoo per la Dornier.
(304)
Il progetto di R&S ha permesso alla Aermacchi di acquisire le conoscenze necessarie per sviluppare i due segmenti e assemblare la fusoliera. Tali attività rappresentavano una novità per la società, che fino a quel momento si era concentrata sugli aerei per addestramento militare. Le attività ammissibili sono state realizzate nel 1990 e nel 1991.
(305)
Il progetto è menzionato come progetto n. 10 nella prima decisione di avvio del procedimento. Nel quadro di tale decisione, la Commissione aveva deciso di non sollevare obiezioni in merito al progetto, poiché, sulla base delle informazioni disponibili, essa lo riteneva compatibile.
(306)
Tuttavia, le informazioni presentate dall'Italia nell'ambito del presente procedimento indicano chiaramente che la situazione finanziaria del progetto deve portare alla modifica della prima conclusione.
(307)
Le informazioni oggi disponibili indicano che l'investimento ammissibile era pari a 60 722 milioni di lire e che l'intensità massima iniziale del 43 %.
(308)
Si sono però registrati numerosi ritardi nei rimborsi, come hanno riconosciuto anche le autorità italiane. L'intensità ammissibile del 43 % prevista dalla disciplina del 1986 è stata raggiunta già nel 1996. Poiché l'intensità massima è stata raggiunta, Aermacchi deve immediatamente rimborsare il saldo del debito, pari a 34 019 milioni di lire. Inoltre, sull'importo dovuto da Aermacchi vanno calcolati gli interessi composti a partire dal 1996, per un totale alla data del 31 dicembre 2007 di […] milioni di lire.
(309)
La Commissione può concludere che il progetto relativo alla versione di base del DO328 può essere considerato compatibile con il trattato sulla base della disciplina R&S del 1986, a condizione che Aermacchi rimborsi immediatamente il saldo del debito con applicazione degli interessi composti.
e) Progetto DO328 EC realizzato da Aermacchi
(310)
Il progetto di Aermacchi ha riguardato lo sviluppo di una versione estesa dell'aereo da trasporto regionale DO328 sviluppato dalla società Dornier. La versione estesa avrebbe consentito di trasportare da 40 a 50 passeggeri. Il progetto sembra non esser stato finalizzato, non da ultimo perché la società Dornier, successivamente Dornier-Fairchild, è stata messa in liquidazione. Il progetto è stato realizzato nel periodo compreso tra il 1995 e il 1997.
(311)
Il progetto è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento (progetto n. 8). La Commissione aveva espresso dubbi sulla classificazione delle attività di R&S e sull'effetto di incentivazione.
(312)
Per quanto riguarda le attività di R&S, le autorità italiane sono state in grado di dimostrare che le attività di estensione del velivolo prevedevano la riprogettazione di intere sezioni della fusoliera, cercando di contenere al minimo l'impatto sul peso del velivolo e sui costi del progetto. Nel quadro del progetto, Aermacchi aveva realizzato due prototipi.
(313)
Per quanto riguarda l'effetto di incentivazione, le autorità italiane hanno dimostrato che il finanziamento destinato al progetto (assieme all'altro progetto relativo ai pannelli del DO328) permetteva un aumento considerevole delle spese di attività di R&S della Aermacchi. Nel periodo tra il 1993 e il 1999 (relativo ai due progetti) i costi per i due progetti DO328 hanno raggiunto il […] % delle spese complessive destinate alle attività di R&S. L'Italia ha inoltre argomentato che, a causa della sua specializzazione nel settore militare, Aermacchi non era abituata a lavorare su progetti civili ed ha dovuto procedere ad adeguamenti considerevoli, che hanno reso necessari ulteriori investimenti.
(314)
Gli investimenti ammissibili relativi al progetto sono stati pari a 66 360 milioni di lire. L'intensità massima iniziale, fissata dalla autorità italiane al momento della concessione degli aiuti, era pari al 43,49 % (inferiore alla soglia massima ammessa nel quadro della disciplina R&S del 1996, che era del 44 %). Il piano di rimborso indica che tale intensità sarà raggiunta nel 2010, quando l'intero saldo del debito dovrà essere rimborsato allo Stato.
(315)
La Commissione può quindi concludere che gli aiuti concessi ad Aermacchi per il progetto DO328EC sono compatibili con il trattato e la disciplina del 1996 e che i dubbi relativi alle attività di R&S ammissibili e all'effetto di incentivazione sono stati dissipati. La società beneficiaria Aermacchi dovrà rimborsare l'intero importo non rimborsato entro il 2010.
f) Progetto DO328 Panels realizzato da Aermacchi
(316)
Questo progetto è stato realizzato dalla Aermacchi tra il 1993 e il 1999 ed ha riguardato lo sviluppo di concetti innovativi per ottenere elementi modulari di varie dimensioni longitudinali che sarebbero serviti per realizzare fusoliere di diverse lunghezze, riducendo nel contempo i costi di sviluppo.
(317)
Il progetto è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento come progetto n. 9. La Commissione ha espresso dubbi sulla classificazione delle attività di R&S e sull'effetto di incentivazione.
(318)
Per quanto riguarda le attività di R&S, le autorità italiane sono riuscite a dimostrare che il progetto aveva lo scopo di trasferire lo sviluppo dei pannelli della fusoliera dalla Daewoo alla Aermacchi e di riesaminare e ripensare l'intero progetto. Il progetto riguardava inoltre l'utilizzo di materiali composti.
(319)
Per quanto riguarda l'effetto di incentivazione, le autorità italiane hanno fornito sufficienti informazioni sulle attività di R&S di Aermacchi, che dimostrano che il progetto in questione riguardava attività nuove per la società dal punto di vista della portata e delle tecnologie. Le autorità italiane hanno inoltre fornito informazioni sull'evoluzione delle spese di Aermacchi a favore delle attività di R&S, come indicato nel quadro del progetto DO328EC.
(320)
Gli investimenti ammissibili sono stati pari a 51 480 milioni di lire. Al momento della concessione dell'aiuto, l'intensità iniziale era del 42,30 % (inferiore quindi all'intensità massima del 44 % ammessa dalla disciplina R&S del 1996).
(321)
Tale intensità è stata raggiunta nel 2006, quando l'intensità cumulata attualizzata ha raggiunto il valore di 42,51 %. Va pertanto rimborsato l'intero saldo del debito di 54 454 milioni di lire (che comprende 37 751 milioni di lire previsti per il 2007 e 16 703 milioni di lire non rimborsati), compresi gli interessi composti che alla data del 31 dicembre 2007 erano pari a […] milioni di lire.
(322)
La Commissione può quindi concludere che gli aiuti accordati ad Aermacchi per il progetto DO328 Panels sono compatibili con il trattato e la disciplina R&S del 1996 dato che i dubbi relativi alle attività di R&S ammissibili e all'effetto di incentivazione sono stati dissipati, e a condizione che Aermacchi rimborsi immediatamente l'intero saldo del debito e i relativi interessi composti.
g) Progetto ATR72 realizzato da Alenia
(323)
Nella prima decisione di avvio del procedimento si menzionava il progetto della società Alenia (52) relativo ad un velivolo a reazione per trasporto regionale (progetto n. 12). La Commissione non ha espresso dubbi in proposito, sulla base delle informazioni disponibili all'epoca. È tuttavia emerso con evidenza che c'erano altri progetti relativi all'ATR72 (53) per i costi ammissibili sostenuti dalla società negli anni successivi. Nell'ultima decisione di concedere gli aiuti sono state definite le condizioni definitive per i vari aiuti a favore dell'ATR72.
(324)
Il progetto riguarda lo sviluppo di aerostrutture per l'aereo a reazione per trasporto regionale sviluppato dal consorzio ATR, un'impresa comune al 50 % tra Alenia Aeronautica e EADS.
(325)
Complessivamente, gli investimenti ammissibili per l'ATR72 sono stati pari a 165 442 milioni di lire. L'intensità massima iniziale era del 49 %.
(326)
Tuttavia, gli aiuti concessi sono stati superiori a tale livello di intensità. Vi sono stati rimborsi, ma non completi e non conformi al piano. Pertanto, i tassi di interesse devono essere calcolati a partire dal momento in cui l'intensità cumulata ha raggiunto il livello massimo del 49 % previsto dalla disciplina R&S del 1986, ovverosia a partire dal 1998. La società deve di conseguenza rimborsare immediatamente l'importo del prestito non rimborsato di 31 573 milioni di lire. Inoltre, Alenia deve pagare interessi composti, alla data del 31 dicembre 2007 pari a […] milioni di lire.
(327)
Alla luce delle nuove informazioni disponibili, la Commissione può concludere che i progetti relativi all'ATR72 realizzati dalla società Alenia possono essere considerati compatibili con il trattato e la disciplina del 1986 a condizione che la società Alenia rimborsi immediatamente il saldo del debito e corrisponda gli interessi composti.
h) Progetto ATR42-500 realizzato da Alenia
(328)
Il progetto è stato realizzato dalla società Alenia e riguarda lo sviluppo dell'ultima versione del velivolo a reazione per trasporto regionale ATR42, un aereo in grado di trasportare fino a 50 passeggeri. Il progetto non è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento. Gli aiuti sono stati concessi nel 1994.
(329)
Complessivamente, gli investimenti ammissibili sono stati pari a 35 997 milioni di lire. L'intensità iniziale di aiuto era del 35,87 % (quindi inferiore all'intensità massima del 49 % prevista dalla disciplina R&S del 1986).
(330)
Poiché i rimborsi hanno registrato dei leggeri ritardi e i calcoli effettivi relativi all'intensità dell'aiuto raggiungono il livello del 47,75 %, l'applicazione della metodologia fa insorgere l'obbligo di rimborsare immediatamente il saldo del debito: il rimborso già previsto nel 2007 di 20 027 milioni di lire a cui si aggiunge il resto dell'importo non rimborsato di 17 961 milioni di lire. Alenia deve pagare interessi composti, che a partire dal 2003 fino al 31 dicembre 2007 raggiungono un importo di […] milioni di lire.
(331)
La Commissione può concludere che il progetto relativo all'ATR42-500 realizzato dalla Alenia può essere considerato compatibile con il trattato e con la disciplina del 1986, a condizione che Alenia rimborsi immediatamente e integralmente il prestito non rimborsato e corrisponda gli interessi composti.
i) Progetto MD11 Lower Panels realizzato da Alenia
(332)
Il progetto della Alenia riguarda lo sviluppo e l'introduzione di nuovi procedimenti e concetti di sviluppo automatizzato di aerostrutture, in particolare per quanto riguarda il muso e la coda dell'MD11. Il progetto è stato realizzato nel 1996-1997.
(333)
Il progetto è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento come progetto n. 7. La Commissione aveva espresso dubbi sulla classificazione delle attività di R&S e sull'effetto di incentivazione.
(334)
Alla luce delle informazioni fornite dalle autorità italiane, la Commissione può concludere che i compiti in cui si suddivide il progetto si riferiscono ad attività R&S ammissibili, poiché riguardano sviluppi e procedimenti attinenti a prototipi.
(335)
Per quanto riguarda l'effetto di incentivazione, le autorità italiane sono riuscite a dimostrare che gli aiuti hanno permesso alla Alenia di aumentare le proprie spese destinate alle attività di R&S fino a raggiungere livelli paragonabili a quelli caratteristici del settore ([…]). Inoltre, gli aiuti avrebbero permesso alla Alenia di realizzare attività supplementari rispetto a quelle attuali. Infine, secondo l'Italia, gli aiuti avrebbero permesso di ottenere un notevole miglioramento tecnologico delle attività di Alenia, che si è tradotto nella diminuzione delle necessità di rilavorazione o di riprogettazione dei pannelli e nella riduzione dei tempi di assemblaggio.
(336)
L'investimento programmato era pari a 69 711 milioni di lire, con un'intensità dell'aiuto del 30,32 %, inferiore quindi alla intensità massima del 35 % prevista dalla disciplina R&S del 1986.
(337)
Tuttavia, il progetto è stato realizzato con un campo di applicazione molto più limitato e gli investimenti sono stati pari a 36 266 milioni di lire. L'intensità dell'aiuto è stata del 15,65 %. Il capitale del prestito è stato integralmente rimborsato nel 2002.
(338)
La Commissione può quindi concludere che gli aiuti relativi al progetto MD11 Lower Panels (MD11LWR) sono compatibili con il trattato e la disciplina del 1996.
j) Progetto Falcon 2000 realizzato da Alenia
(339)
Il progetto è stato realizzato dalla Alenia ed ha riguardato l'aerostruttura del business jet Falcon 2000 della Dassault. Alenia ha lavorato alla fusoliera posteriore, sulle gondole del motore, sui piloni di supporto motori e sulla carenatura delle ali.
(340)
Il progetto, che non è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento, è stato realizzato nel periodo 1991-1993.
(341)
Gli investimenti ammissibili sono stati pari a 30 520 milioni di lire. L'intensità dell'aiuto derivante dal prestito agevolato era del 38,16 %, ovverosia leggermente superiore all'intensità massima iniziale (37,5 %) prevista dalla disciplina del 1986.
(342)
Poiché tale intensità massima del 37,5 % è già stata raggiunta nel 2006, Alenia è tenuta a rimborsare immediatamente tutto il saldo del debito di 11 605 milioni di lire (corrispondenti ai 5 725 milioni di lire dovuti per il 2007 e i rimanenti 5 880 milioni di lire). Alenia deve inoltre corrispondere gli interessi composti, che alla data del 31 dicembre 2007 erano pari a […] milioni di lire.
(343)
La Commissione può concludere che il sostegno concesso ad Alenia per il progetto Falcon 2000 può essere considerato compatibile con il trattato e la disciplina del 1986, a condizione che Alenia rimborsi immediatamente l'intero saldo del debito e corrisponda gli interessi composti.
k) Progetto MD11 Winglet realizzato da Alenia
(344)
Questo progetto è stato realizzato da Alenia e riguarda lo sviluppo di metodi di calcolo, la caratterizzazione di nuovi materiali ad alta rigidità e la messa a punto di procedimenti di polimerizzazione avanzata per applicazione aeronautica. Il progetto ha previsto inoltre l'applicazione di tali tecnologie allo sviluppo di una struttura in grado di ridurre le turbolenze generate dalle estremità delle ali dell'MD11.
(345)
Il progetto è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento come progetto n. 11. Sulla base delle informazioni disponibili all'epoca, la Commissione non aveva espresso dubbi relativamente a tale progetto. È però emerso con evidenza che le condizioni della concessione dell'aiuto erano diverse rispetto alle informazioni a disposizione.
(346)
Il progetto è stato realizzato tra il 1987 e il 1989. La massima intensità teorica ammissibile del progetto prevista alla disciplina R&S del 1986 era del 41 %. I finanziamenti ammissibili sono stati pari a 21 826 milioni di lire.
(347)
L'intensità di aiuto del prestito versato a partire dal 1990 è stata però del 48,63 %. L'intensità massima del 41 % è stata raggiunta nel 1995, anno in cui il debito avrebbe dovuto essere rimborsato e a partire dal quale vanno calcolati gli interessi. Alenia è quindi tenuta a rimborsare l'importo non rimborsato di 4 236 milioni di lire ed a pagare interessi composti, che alla data del 31 dicembre 2007 erano pari a […] milioni di lire.
(348)
La Commissione può concludere che il progetto MD11 Winglet può essere considerato compatibile con la disciplina R&S, a condizione che Alenia rimborsi immediatamente il saldo del debito e corrisponda gli interessi composti.
l) Progetto MD95 realizzato da Alenia
(349)
Questo progetto della Alenia riguarda lo sviluppo e l'introduzione di nuovi procedimenti e di concetti per lo sviluppo automatizzato di grandi aerostrutture. Il progetto prevedeva inoltre la convalida dei procedimenti e dei concetti elaborati nella fabbrica di Nola (nella regione italiana della Campania).
(350)
Le attività relative al progetto sono state realizzate tra il 1996 e il 1999. Il progetto è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento come progetto n. 5. La Commissione aveva espresso dubbi sulla classificazione delle attività di R&S e sull'effetto di incentivazione.
(351)
Per quanto riguarda le attività di R&S, le autorità italiane hanno dimostrato che Alenia aveva investito in nuovi programmi informatici e metodi di calcolo da applicare ai prototipi. Le attività hanno inoltre riguardato l'uso comparativo di soluzioni strutturali per le componenti della fusoliera e lo studio di nuovi sistemi di protezione di tali componenti dalla corrosione.
(352)
Per quanto riguarda l'effetto di incentivazione, le autorità italiane sono riuscite a dimostrare che questo progetto e i lavori realizzati sull'MD11 (cfr. progetto MD11LWR) hanno permesso ad Alenia di acquisire nuove conoscenze in materia di fusoliere. Inoltre, gli aiuti hanno permesso ad Alenia di aumentare le spese a favore delle attività di R&S.
(353)
I costi di investimento ammissibili nel quadro del progetto sono stati pari a 149 629 milioni di lire, mentre l'intensità massima di aiuto prevista dalla disciplina R&S del 1996 era del 38 %.
(354)
Tale intensità sarà raggiunta nel 2009. Pertanto, Alenia sarà tenuta a rimborsare, alla fine del 2008, l'intero saldo del debito (pari a 96 701 milioni di lire).
(355)
La Commissione può concludere che i dubbi relativi alle attività di R&S e all'effetto di incentivazione dell'aiuto concernenti l'MD95 sono dissipati. La Commissione ritiene che l'aiuto a favore dell'MD95 può essere considerato compatibile con il trattato e con la disciplina del 1996, a condizione che Alenia rimborsi integralmente, alla fine del 2008, l'intero saldo del debito.
m) Progetto Falcon 2000 realizzato da Piaggio
(356)
Questo progetto, realizzato da Piaggio, riguarda il Falcon 2000 (54). Piaggio ha lavorato al progetto in parallelo alla Alenia, ma su compiti distinti. Il lavoro della Piaggio ha riguardato in particolare l'analisi strutturale (lineare e non lineare), l'analisi della tolleranza ai danni alla struttura e l'analisi strutturale di eventi specifici (impatto di uccelli, resistenza alle collisioni e ammaraggi di fortuna).
(357)
Il progetto, che non è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento, è stato realizzato tra il 1991 e il 1993.
(358)
Gli investimenti ammissibili ammontano a 31 038 milioni di lire. L'intensità dell'aiuto è stata inizialmente fissata, secondo le condizioni di concessione del prestito agevolato, al 37,75 %, ovvero ad un livello inferiore rispetto all'intensità massima del 38 % prevista dalla disciplina del 1986.
(359)
Tenendo conto di un diverso piano di rimborso, l'aiuto è stato concesso ad un'intensità pari al 33,23 %. Secondo tale piano, la Piaggio può rimborsare il prestito fino al 2009.
(360)
La Commissione può concludere che il progetto Falcon 2000 realizzato da Piaggio può essere considerato compatibile con il trattato e la disciplina del 1986 a condizione che il piano di rimborso sia rispettato.
n) Progetto GE90B realizzato da Avio
(361)
Questo progetto è stato realizzato da Avio e riguarda il GE90, un motore sviluppato dalla General Electric. Avio era responsabile per il 7 % del motore, una quota di lavoro maggiore rispetto a motori precedenti. In particolare, Avio era responsabile dello sviluppo di grandi parti della turbina a bassa pressione.
(362)
Il progetto, che non è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento, è stato realizzato tra il 1991 e il 1993.
(363)
Gli investimenti ammissibili sono stati pari a 35 674 milioni di lire. Tenendo conto delle attività di R&S realizzate, l'intensità massima prevista dalla disciplina del 1986 era del 32,5 %.
(364)
Tuttavia, fin dall'inizio, il prestito agevolato prevedeva un'intensità maggiore di tale livello massimo. Appena l'intensità cumulata raggiunge il massimo consentito, la quota capitale non rimborsata del prestito deve essere pagata e si devono calcolare gli interessi. Nel caso in oggetto, l'intensità iniziale è stata raggiunta nel 2005. L'importo che Avio deve rimborsare immediatamente è pari a 40 939 milioni di lire (4 688 milioni di lire dovuti per il 2007 più l'importo non rimborsato di 36 251 milioni di lire). Gli interessi che Avio deve corrispondere immediatamente ammontano alla data del 31 dicembre 2007 a […] milioni di lire.
(365)
La Commissione può pertanto concludere che l'aiuto concesso alla Avio per il progetto GE90B può essere considerato compatibile con il trattato e la disciplina del 1986, a condizione che Avio rimborsi immediatamente il saldo del debito e corrisponda gli interessi composti.
o) Progetto GE90 GROWTH realizzato da Avio
(366)
Questo progetto realizzato da Avio riguarda una versione potenziata del motore GE90 sviluppato dalla General Electric. Il progetto GE90 Growth consisteva di tre motori diversi, destinati ad equipaggiare velivoli Boeing e Airbus impegnati in voli sopra l'oceano Pacifico. Anche in questo caso, Avio era responsabile per il 7 % del programma e responsabile di grandi parti della turbina a bassa pressione.
(367)
Il progetto, che non è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento, è stato realizzato tra il 1996 e il 1997.
(368)
Gli investimenti ammissibili sono stati pari a 46 434 milioni di lire. Tenendo conto delle attività di R&S realizzate, l'intensità massima consentita dalla disciplina R&S del 1996 era del 36,25 %.
(369)
Tale intensità è stata raggiunta nel 2006. A partire da tale data, Avio è tenuta a rimborsare allo Stato l'intero saldo del debito di 47 064 milioni di lire (compresi 2 123 milioni di lire, che avrebbero originariamente dovuto essere rimborsati nel 2007, e il saldo del debito di 44 941 milioni di lire) e a corrispondere interessi composti.
(370)
La Commissione può concludere che l'aiuto concesso ad Avio per il progetto GE90 è compatibile con il trattato e la disciplina del 1996, a condizione che Avio rimborsi immediatamente l'intero saldo del debito e corrisponda gli interessi composti.
p) Progetto LPT PW308 realizzato da Avio
(371)
Questo progetto, realizzato da Avio, riguardava la turbina a bassa pressione di un motore Pratt & Whitney (PW308) destinato ad un grande business jet (e a piccoli velivoli a reazione per trasporto regionale).
(372)
Il progetto, che non è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento, è stato realizzato tra il 1997 e il 1998.
(373)
I costi ammissibili sono stati pari a 30 688 milioni di lire. L'intensità massima ammissibile iniziale prevista dalla disciplina R&S del 1996 era del 36 %. L'aiuto erogato alla Avio e il piano di rimborso previsto raggiungono un'intensità del 33,88 %. Conformemente al piano, Avio rimborserà l'aiuto fino al 2013.
(374)
La Commissione può concludere che l'aiuto concesso alla Avio per il progetto relativo alla turbina a bassa pressione del PW308 può essere considerato compatibile con il trattato e la disciplina del 1996 a condizione che il piano di rimborso venga rispettato.
q) Progetto Cabine pressurizzate realizzato da Alenia
(375)
Questo progetto, realizzato da Alenia, riguarda cabine pressurizzate di grandi aerei civili.
(376)
Il progetto è menzionato nella prima decisione di avvio del procedimento come progetto n. 1. In quel contesto, sulla base delle informazioni disponibili all'epoca, la Commissione aveva deciso che il progetto non fosse soggetto all'obbligo di notifica individuale alla Commissione e che quindi esulasse dal campo di applicazione di tale decisione.
(377)
Successivamente è emerso che l'importo dell'investimento ammissibile previsto al momento della concessione dell'aiuto e l'importo dell'aiuto concesso erano in realtà tali da far insorgere l'obbligo di notifica individuale alla Commissione.
(378)
Il progetto è stato realizzato tra il 1999 e il 2001. L'aiuto è stato concesso sulla base di costi ammissibili previsti pari a 67 758 milioni di lire, con un'intensità iniziale che le autorità italiane hanno fissato al 25,74 % (ovverosia ad un livello inferiore all'intensità massima prevista dalla disciplina R&S del 1996).
(379)
Tuttavia, i versamenti effettivi dell'aiuto e i costi ammissibili sono risultati inferiori al piano iniziale e i costi sono stati pari a 27 122 milioni di lire. L'aiuto raggiungerà comunque l'intensità iniziale del 25,74 % nel 2008. Nel 2008, Alenia è quindi tenuta a rimborsare il saldo del debito, pari a 29 244 milioni di lire.
(380)
La Commissione può concludere che l'aiuto concesso alla Alenia per il progetto relativo alle cabine pressurizzate può essere considerato compatibile con il trattato e la disciplina R&S del 1996 a condizione che nel 2008 Alenia rimborsi l'intero importo del debito non rimborsato.
(381)
La seguente tabella riporta in sintesi l'impatto della metodologia su ogni progetto, con le cifre espresse in euro ad un tasso di cambio arrotondato di 1 936 lire per 1 EUR.
Tabella 5
Elenco dei progetti con relativo ammontare
Progetto
Società
Condizioni di rimborso
A109DEF
Agusta
Saldo del debito da pagare immediatamente (14 milioni di EUR) più gli interessi composti
A109X
Agusta
Piano da rispettare fino al rimborso completo nel 2018
A119 Koala
Agusta
Piano da rispettare fino al rimborso completo nel 2009
DO328
Aermacchi
Saldo del debito da pagare immediatamente (17,571 milioni di EUR) più gli interessi composti
DO328EC
Aermacchi
Piano da rispettare fino al rimborso completo nel 2010
DO 328 Panels
Aermacchi
Saldo del debito da pagare immediatamente (28,127 milioni di EUR) più gli interessi composti
ATR72
Alenia
Saldo del debito da pagare immediatamente (16,308 milioni di EUR) più gli interessi composti
ATR42 500
Alenia
Saldo del debito da pagare immediatamente (19,621 milioni di EUR) più gli interessi composti
MD11 LWRP J/S
Alenia
Prestito rimborsato integralmente
Falcon 2000
Alenia
Saldo del debito da pagare immediatamente (5,994 milioni di EUR) più gli interessi composti
MD11 Winglet
Alenia
Saldo del debito da pagare immediatamente (2,188 milioni di EUR) più gli interessi composti
MD95
Alenia
Piano da rispettare fino al rimborso completo nel 2008
GE90B
Avio
Saldo del debito da pagare immediatamente (21,146 milioni di EUR) più gli interessi composti
GE90 Growth
Avio
Saldo del debito da pagare immediatamente (24,309 milioni di EUR) più gli interessi composti
LPT PW308
Avio
Piano da rispettare fino al rimborso completo nel 2013
Falcon 2000
Piaggio
Piano da rispettare fino al rimborso completo nel 2009
Cabine
Alenia
Saldo del debito da pagare immediatamente (15,105 milioni di EUR)
14.6. Condizioni di rimborso
(382)
Come indicato, per la maggior parte dei progetti che l'Italia non ha notificato è stato necessario modificare i piani di rimborso. In molti casi, il saldo del debito va pagato immediatamente. In alcuni di tali casi, i beneficiari devono corrispondere gli interessi, calcolati a partire dall'anno in cui è stata raggiunta l'intensità massima prevista. In altri casi, il rimborso del saldo del debito sarà anticipato rispetto al piano originale di cui alle decisioni di concedere l'aiuto.
(383)
I piani di rimborso relativi a ciascuno dei progetti di cui sopra sono stati definiti congiuntamente dalla Commissione e dalle autorità italiane. Nella loro lettera del 31 luglio 2007, queste si sono impegnate a garantire il rispetto dei piani di rimborso relativi ai progetti.
(384)
In quei casi in cui è indicato che i beneficiari devono rimborsare immediatamente, ciò deve essere inteso nel rispetto di un termine di due mesi. Questo periodo è giustificato dal fatto che alcuni elementi di aiuto potrebbero essere parzialmente divenuti incompatibilità in quanto l'intensità d'aiuto era superiore all'intensità massima ammissibile (vale a dire l'intensità ammissibile secondo le discipline R&S oppure l'intensità iniziale al momento della concessione dell'aiuto) (55). Interessi composti vanno calcolati dall'anno in cui la massima intensità è stata raggiunta, a norma del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione, del 21 aprile 2004, recante disposizioni di esecuzione del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato (56).
(385)
Le autorità italiane hanno riconosciuto che alcuni progetti contengono elementi di aiuto illegittimo e incompatibile. Hanno espresso il loro accordo alle condizioni indicate nella presente decisione per eliminare la distorsione della concorrenza attraverso un recupero effettivo e immediato di tali aiuti.
(386)
In secondo luogo, le autorità italiane si sono impegnate a rispettare le condizioni di controllo dei rimborsi degli aiuti compatibili, attraverso l'invio di un rapporto annuale sui rimborsi ricevuti dai beneficiari, certificati da un revisore.
(387)
Ciò permetterà alla Commissione di monitorare il rispetto delle condizioni relative a ciascun progetto. Tale esercizio di monitoraggio non implica alcun onere aggiuntivo, ma mira semplicemente a garantire il rispetto delle condizioni stabilite nella presente decisione ed accettate dall'Italia.
(388)
Le autorità italiane hanno fornito informazioni alla Commissione relativamente al decreto legge n. 159/07 (57) in virtù del quale le somme che Finmeccanica verserà in base alla presente decisione vengono riassegnate in previsione di un pagamento da parte dell'ENEA - un ente pubblico che opera nel settore dell'energia - nel quadro della composizione di un contenzioso con Finmeccanica, in seguito ad una decisione della Corte di appello di Roma.
(389)
La Commissione non ha bisogno di analizzare in questa fase se le transazioni sulla base del DL 159/07 implichino la concessione di nuovi aiuti di Stato per rimborsare l'aiuto illegittimo oggetto della presente decisione. Queste transazioni hanno luogo al di fuori dell'ambito di questa procedura. Questa decisione quindi non pregiudica un'indagine che la Commissione dovesse decidere di iniziare sulle transazioni effettuate sulla base del DL 159/07.
(390)
La Commissione ricorda che la giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee è chiara sul punto ed è stata di recente riassunta nell'opinione dell'avvocato generale Geelhoed (58) nel caso Lucchini (59). In questo caso la Corte di giustizia era chiamata a decidere, in via pregiudiziale se una decisione di un tribunale nazionale possa vanificare l'esercizio da parte della Commissione delle sue competenze esclusive di controllo della compatibilità degli aiuti di Stato con il mercato interno, e eventualmente, di ordinarne il recupero.
(391)
Ne consegue che lo Stato ha l'obbligo di rispettare il primato del diritto comunitario e la competenza esclusiva della Commissione nel determinare la compatibilità o meno di un aiuto di Stato. Una decisione nazionale in materia di aiuto, (nella forma di un decreto legge o di una sentenza) non possono rimpiazzare la procedura prevista per una valida concessione di un aiuto, che è conclusa solo quando la Commissione concede la sua autorizzazione.
14.7. Conclusioni della valutazione dei singoli progetti
(392)
Come illustrato ai considernado da 248 a 259, la metodologia garantisce che gli aiuti concessi ad un progetto non superino l'intensità massima prevista dalla disciplina applicabile. Nella valutazione di aiuti a favore di grandi progetti di R&S, l'intensità dell'aiuto, ovverosia la sua proporzionalità, è uno dei principali aspetti della valutazione della Commissione sulla compatibilità dell'aiuto.
(393)
La Commissione ha inoltre verificato se è stata rispettata l'intensità massima iniziale. Se un prestito agevolato, a causa delle modalità con cui è versato o rimborsato, raggiunge un'intensità di aiuto superiore al livello determinato al momento della concessione dell'aiuto, l'aiuto superiore a tale intensità iniziale deve essere considerato un nuovo aiuto. Poiché tale nuovo aiuto verrebbe concesso con ogni probabilità dopo la conclusione del progetto, ed in ogni caso soltanto per effetto di rimborsi tardivi, tale nuovo aiuto non avrebbe alcun effetto di incentivazione per il beneficiario. Per questo motivo, esso non sarebbe compatibile nel quadro di nessuna disciplina R&S. Se gli scadenziari di rimborso sono adattati in maniera di assicurare che l'intensità massima ammissibile è rispettata, l'aiuto per questi progetti può essere considerato compatibile.
(394)
La Commissione nota inoltre che è una caratteristica comune nel settore aeronautico che i progetti abbiano una lunga durata e che i rimborsi vengano effettuati per un periodo anche superiore ai quindici anni, anche tenendo conto del fatto che anche i ricavi dai progetti spesso sono disponibili solo nel lungo termine. Nel caso presente, i pagamenti sono spesso stati spalmati su più annualità, ed i rimborsi sono iniziati solo dopo la fine dell'ultimo pagamento e per un periodo superiore ai dieci anni. Nell'insieme la durata media dei progetti, calcolata dal loro inizio fino al rimborso finale, è di circa diciotto anni.
(395)
Per quanto riguarda i 17 progetti in esame, la Commissione può pertanto concludere che l'intensità di aiuto corretta conformemente alla metodologia rispetta le condizioni di cui alle discipline.
(396)
A tale conclusione si giunge tenendo conto delle informazioni disponibili e in considerazione della loro lunga durata.
(397)
La Commissione è inoltre stata in grado di valutare, per quanto riguarda i sei progetti relativamente ai quali aveva espresso dubbi nel quadro della prima decisione di avvio del procedimento, e tenendo in considerazione il lungo periodo intercorso dalla loro realizzazione, che la classificazione delle attività di R&S era corretta e corrispondeva alla prassi seguita dalla Commissione.
(398)
Infine, la Commissione è stata in grado di valutare che gli aiuti concessi a tali progetti hanno avuto un effetto di incentivazione.
15. I DUE ELICOTTERI DESCRITTI COME ELICOTTERI MILITARI
(399)
Come l'Italia ha spiegato nella sua risposta dell'ottobre 2005, il regime è stato utilizzato per finanziare attività di R&S militari. Già nel quadro della prima decisione è stato riconosciuto che uno dei progetti doveva essere considerato un progetto militare e quindi rientrante nell'ambito dell'articolo 296 del trattato.
(400)
Le autorità italiane hanno fornito alcune informazioni relative ai due elicotteri menzionati nella seconda decisione di avvio del procedimento.
(401)
Il terzo interessato ha presentato alcune osservazioni relative ad entrambi gli elicotteri.
(402)
In sintesi, per quanto riguarda l'A139, l'Italia ha illustrato lo sviluppo dell'elicottero, anche per quanto concerne il suo acronimo, affermando che l'elicottero civile AW139 sarebbe stato sviluppato da Agusta congiuntamente con alcuni partner senza beneficiare di alcun aiuto di Stato.
(403)
Secondo l'Italia, invece, Agusta avrebbe beneficiato di aiuti per sviluppare un elicottero militare, l'[…], che si troverebbe in fase finale di sviluppo.
(404)
Il terzo interessato ha affermato che, a suo parere, l'A139 è un elicottero interamente civile.
(405)
Per quanto riguarda il BA609, l'Italia ha affermato che la partecipazione di Agusta al progetto riguardava lo sviluppo di un rotore basculante (tilt-rotor) per uso militare.
(406)
Il terzo interessato afferma invece che tutte le informazioni relative al progetto disponibili al pubblico indicherebbero che il BA609 è un elicottero destinato ad un impiego civile.
(407)
Alla luce delle informazioni disponibili, la Commissione non è in grado di giungere ad una conclusione relativamente ai due progetti. Essa si riserva il diritto di presentare all'Italia ulteriori richieste di informazioni per chiarire alcuni aspetti dei progetti, prima di adottare una decisione finale. I due progetti in questione non rientrano pertanto nel campo di applicazione della presente decisione e saranno oggetto di una decisione separata.
(408)
In ogni caso, la natura e l'obiettivo militare di un equipaggiamento non è di per sé sufficiente per una esenzione dalle regole comunitarie sulla base dell'articolo 296 del trattato. Una tale misura deve anche essere necessaria per la protezione degli essenziali interessi di sicurezza di uno Stato membro. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia l'articolo 296 deve essere interpretato in senso restrittivo e limitato a casi eccezionali, chiaramente definiti. Inoltre, l'onere di provare che ricorrono le condizioni per la deroga incombe allo Stato membro.
16. CONCLUSIONE
(409)
Tenendo conto di tutti gli elementi di cui sopra, la Commissione ha deciso di chiudere il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato relativamente ai 17 singoli progetti di R&S che l'Italia non ha notificato e che devono pertanto essere ritenuti illegittimi.
(410)
Gli aiuti individuali ai sensi dell'articolo 1, lettera e), del regolamento di procedura, che avrebbero dovuto essere notificati, ma non lo sono stati, costituiscono aiuti illegittimi a norma dell'articolo 1, lettera f), del regolamento di procedura. Per quanto riguarda gli aiuti illegittimi, la presente decisione è adottata conformemente all'articolo 13 del regolamento di procedura.
(411)
Come risulta dall'articolo 13 del regolamento di procedura, nel caso di decisioni di avvio del procedimento d'indagine formale, il procedimento si conclude con una decisione a norma dell'articolo 7. La presente decisione è adottata a norma dell'articolo 7, paragrafo 4, del regolamento di procedura, per tutti i progetti individuali menzionati, secondo le condizioni di rimborso indicate per ciascun progetto.
(412)
La Commissione può concludere in merito ai dubbi espressi nella prima decisione di avvio del procedimento riguardo sei progetti: i compiti corrispondono ad attività di R&S e gli aiuti hanno avuto un effetto di incentivazione per i beneficiari.
(413)
La Commissione può concludere che lo strumento di aiuto utilizzato per tutta l'applicazione del regime ha preso la forma di prestiti agevolati con interessi a tasso zero. In parecchi casi, però, nell'applicazione dello strumento non sono state rispettate le condizioni iniziali e ai beneficiari sono state concesse condizioni più generose.
(414)
La Commissione e le autorità italiane sono riuscite a definire una metodologia in grado di correggere intensità iniziali troppo elevate e l'applicazione non sufficientemente rigorosa degli aiuti.
(415)
La Commissione ha ricevuto dalle autorità italiane un elenco di progetti non notificati, con piani di rimborso calcolati con la metodologia applicata a ciascun progetto.
(416)
L'Italia si è impegnata a rispettare i piani di rimborso per ciascun progetto.
(417)
L'Italia si è impegnata a rispettare le condizioni di monitoraggio indicate, ovverosia a garantire che i rimborsi immediati siano effettuati entro due mesi dalla data della presente decisione e che la Commissione riceva relazioni annuali dettagliate relativamente alle fasi future dei rimborsi.
(418)
L'elenco dei progetti non esclude eventuali progetti di cui la Commissione può venire a conoscenza o eventuali progetti in merito ai quali la Commissione può ricevere ulteriori informazioni.
(419)
Al contrario, la Commissione non è in grado di giungere ad una conclusione in merito ai due progetti menzionati nel quadro della seconda decisione di avvio del procedimento, relativamente ai quali aveva espresso dubbi sulla loro natura di progetti militari. La Commissione si riserva il diritto di richiedere all'Italia ulteriori informazioni in proposito, in vista di una decisione da adottare nel prossimo futuro,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti individuali concessi dall'Italia per progetti di R&S nel settore aeronautico con la legge 24 dicembre 1985, n. 808, articolo 3, lettera a), elencati al secondo comma del presente articolo, sono compatibili con il mercato comune a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, del trattato, subordinatamente al rispetto delle condizioni di cui agli articoli 2 e 3 della presente decisione.
I progetti interessati sono i seguenti:
a)
aiuti in favore di Agusta: progetti A109DEF; A109X; A119 Koala;
b)
aiuti in favore di Aermacchi: progetti DO328; DO328EC; DO328 Panels;
c)
aiuti in favore di Alenia: progetti ATR72; ATR42 500; MD11 LWRP J/S; Falcon 2000; MD11 Winglet; MD95; Cabine pressurizzate;
d)
aiuti in favore di Avio: progetti GE90B; GE90 Growth; LPT PW308;
f)
aiuti in favore di Piaggio: progetto Falcon 2000.
Articolo 2
La Repubblica italiana assicura che le seguenti condizioni siano rispettate per ciascuno dei progetti e dei beneficiari seguenti:
a)
aiuto in favore di Agusta
i)
per il progetto A109DEF, il saldo del debito e gli interessi composti sono rimborsati immediatamente;
ii)
per il progetto A109X, il piano di rimborso è rispettato fino al rimborso completo del prestito entro il 31 dicembre 2018;
iii)
per il progetto A119 Koala, il piano di rimborso è rispettato fino al rimborso completo del prestito entro il 31 dicembre 2009;
b)
aiuto in favore di Aermacchi
i)
per il progetto DO328, il saldo del debito e gli interessi composti sono rimborsati immediatamente;
ii)
per il progetto DO328EC, il piano di rimborso è rispettato fino al rimborso completo del prestito entro il 31 dicembre 2009;
iii)
per il progetto DO328 Panels, il saldo del debito e gli interessi composti sono rimborsati immediatamente;
c)
aiuto in favore di Alenia
i)
per il progetto ATR72, il saldo del debito e gli interessi composti sono rimborsati immediatamente;
ii)
per il progetto ATR42-500, il saldo del debito e gli interessi composti sono rimborsati immediatamente;
iii)
per il progetto Falcon 2000, il saldo del debito e gli interessi composti sono rimborsati immediatamente;
iv)
per il progetto MD11 Winglet, il saldo del debito e gli interessi composti sono rimborsati immediatamente;
v)
per il progetto MD95, il piano di rimborso è rispettato fino al rimborso completo del prestito entro il 31 dicembre 2008;
vi)
per il progetto Cabine pressurizzate, il saldo del debito e gli interessi composti sono rimborsati immediatamente;
d)
aiuto in favore di Avio
i)
per il progetto GE90B, il saldo del debito e gli interessi composti sono rimborsati immediatamente;
ii)
per il progetto GE90 Growth, il saldo del debito e gli interessi composti sono rimborsati immediatamente;
iii)
per il progetto LPT PW308, il piano di rimborso è rispettato fino al rimborso completo del prestito entro il 31 dicembre 2013.
e)
Aiuto in favore di Piaggio
i)
per il progetto Falcon 2000, il piano di rimborso è rispettato fino al rimborso completo del prestito entro il 31 dicembre 2013.
Articolo 3
1. Il rimborso immediato deve essere effettuato entro il termine di due mesi dalla data della presente decisione, con le procedure previste dalla legge nazionale, purché permettano un'esecuzione immediata ed efficace della decisione.
2. Gli interessi applicati per il rimborso immediato sono calcolati su base composta a norma del regolamento (CE) n. 794/2004.
3. Entro due mesi dalla notifica della presente decisione, la Repubblica italiana fornisce alla Commissione le seguenti informazioni:
a)
l'ammontare totale recuperato presso i beneficiari;
b)
una descrizione dettagliata delle misure prese e da prendere per conformarsi alla presente decisione;
c)
documentazione comprovante che l'aiuto è stato rimborsato.
4. La Repubblica italiana informa la Commissione del progresso delle misure nazionali adottate per conformarsi alla presente decisione, fino al completo rimborso degli aiuti di cui all'articolo 2.
Essa fornisce immediatamente, su semplice richiesta della Commissione, informazioni sulle misure adottate e previste per conformarsi alla presente decisione.
Essa fornisce altresì informazioni dettagliate riguardo all'ammontare degli aiuti rimborsati e degli interessi pagati dai beneficiari.
5. Per gli aiuti il cui piano di rimborso si estende oltre il 2008, l'Italia fornisce alla Commissione un rapporto annuale sui pagamenti ricevuti dai beneficiari, certificato da revisori.
Articolo 4
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, l'11 marzo 2008.

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