Document ID: 31984D0111

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 30 novembre 1983
relativa ad un aiuto prospettato dal governo belga a favore di un fabbricante di fibre sintetiche
(I testi in lingua francese e olandese sono i soli facente fede)
(84/111/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a trasmetterle le loro osservazioni, ai sensi dell'articolo 93, ed averne preso atto,
I
considerando che, con lettera in data 20 luglio 1983, registrata dalla Commissione il 25 luglio 1983, il governo belga ha notificato alla Commissione l'intenzione di concedere un aiuto ad un'impresa in fallimento, fabbricante fibre sintetiche a Zwijnaarde; che l'aiuto ammonterebbe a 725 milioni di FB, di cui 550 milioni pagabili all'inizio del progetto ed il saldo il 1o gennaio 1984; che l'aiuto consisterebbe nell'assunzione di una partecipazione di maggioranza della Socobesom (Kooeperatieve vennootschap voor Bedrijfsomschakeling, filiale della Nationale Investeringsmaatschappij (NIM) in una società di nuova creazione; che un importante gruppo tessile privato, che si occupa essenzialmente della produzione di tappeti, assumerebbe in questa nuova società una partecipazione di minoranza di 200 milioni di FB ed utilizzerebbe una parte dell'aiuto per procedere all'operazione di salvataggio, effettuando investimenti che consentirebbero di continuare la fabbricazione di nylon dell'impresa in fallimento; che un'altra parte dell'aiuto verrebbe utilizzata per riconvertire parte delle capacità della fabbrica di Zwijnaarde verso la produzione di PVC, un rivestimento non tessile per pavimenti, e per ammodernare e potenziare le esistenti capacità di produzione di polimero 6-6;
considerando che il suddetto gruppo tessile progetta di costruire, sui terreni della società in fallimento, che sarà acquistato utilizzando la restante parte dell'aiuto, un vasto centro commerciale per la vendita della sua produzione di tappeti;
considerando che, già prima della notificazione, la Commissione aveva ricevuto vari reclami da parte di governi di Stati membri e di associazioni professionali, che l'hanno indotta a ricordare al governo belga, con i telex in data 2 giugno, 22 giugno e 12 luglio 1983, gli obblighi ad esso incombenti in virtù dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE, che prescrive la notifica preventiva degli aiuti;
considerando che, il 28 luglio 1983, la Commissione ha accusato ricevuta della notificazione;
considerando che, l'8 agosto 1983, la Commissione ha avviato nei confronti dell'aiuto in questione la procedura dell'articolo 93, paragrafo 2, primo comma, poiché esso rischiava di incidere sugli scambi fra Stati membri in misura contraria all'interesse comune, per cui sarebbe stato incompatibile con il mercato comune; considerando che, secondo la Commissione, l'aiuto non rispetterebbe inoltre le condizioni stabilite nel regime di aiuti al settore tessile e dell'abbigliamento, da essa autorizzato il 9 febbraio 1983 ed applicabile in Belgio nel 1983; che la Commissione si riferisce in particolare al fatto che la proposta di aiuti non sarebbe conforme alle condizioni stabilite da questo regime per quanto riguarda la forma dell'aiuto, la sua intensità, nonché l'esclusione di determinati sottosettori; che la Commissione ha anche sottolineato che l'aiuto prospettato violerebbe la disciplina comunitaria in materia di aiuti al settore delle fibre sintetiche, istituita nel 1977 e prorogata nel 1979, nel 1981 e nel 1983, che vieta gli aiuti intesi a creare nuove capacità in questo settore; che, l'8 agosto 1983, la Commissione ha invitato il governo belga a trasmetterle le proprie osservazioni al riguardo;
considerando che, dopo essere giunta a conoscenza del fatto che una prima quota di aiuti, di 550 milioni di FB, era stata versata alla nuova impresa il 1o agosto 1983, data di inizio delle attività, la Commissione, con telex in data 11 agosto e 5 settembre 1983, ha ricordato al governo belga che, ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato, esso non poteva dare esecuzione alle misure prospettate prima che venisse adottata una decisione definitiva nell'ambito della procedura avviata; che questi telex sono rimasti senza risposta;
II
considerando che nelle sue osservazioni, trasmesse con lettera del 6 settembre 1983 ai sensi della procedura dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato, il governo belga ha sostenuto che il progetto era economicamente redditizio; che esso ha sottolineato che il divieto di concedere aiuti al settore delle fibre sintetiche non si applicava al presente caso poiché l'aiuto era destinato ad un'operazione di ristrutturazione del produttore di fibre sintetiche in questione che, per quanto riguarda la produzione di nylon, non aveva mai cessato l'attività, con la conseguenza che l'aiuto non sarebbe servito per creare nuove capacità in questo sottosettore dell'industria tessile e dell'abbligliamento;
considerando che nella sua risposta il governo belga ha anche sostenuto di non considerare l'intervento prospettato come un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE, in quanto al progetto partecipava anche un investitore privato, per 200 milioni di FB; che, secondo il governo belga, il progetto deve essere considerato come una parziale riconversione degli impianti della fabbrica di fibre sintetiche di Zwijnaarde allo scopo di produrre rivestimenti per pavimenti in PVC e creare un centro commerciale di distribuzione dei tappeti, riducendo nel contempo le capacità produttive di nylon da 6 000 a 4 000 tonnellate annue;
considerando che nelle loro osservazioni, presentate nel quadro della procedura dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato, i governi di tre Stati membri diversi dal Belgio, dieci federazioni di imprese del settore e cinque società individuali condividono le riserve della Commissione; che essi sottolineano i problemi di sovraccapacità produttiva che affliggono il sottosettore delle fibre sintetiche, nonché la vulnerabilità del sottosettore della fabbricazione dei tappeti, dovuto al volume degli scambi e alla forte concorrenza fra gli Stati membri; che nelle osservazioni si sottolinea anche che l'aiuto prospettato trasferirebbe i problemi del produttore di fibre sintetiche in questione sugli altri concorrenti, procurandogli in tal modo un indebito vantaggio concorrenziale nei confronti degli altri fabbricanti di tappeti del mercato comune;
III
considerando che l'assunzione di una partecipazione nel capitale di una società da parte dello Stato o di un organismo pubblico parastatale può costituire un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato;
considerando che la fabbrica di fibre di Zwijnaarde, che appartiene allo Stato belga dal febbraio 1978, accusa da lungo tempo sostanziali perdite di esercizio; che queste perdite si sono costantemente aggravate fra il 1979 ed il 1982, anno in cui sono ammontate complessivamente a 1 050 milioni di FB; che nel 1981 e 1982 esse hanno superato il 30 % del fatturato; che le perdite sono state ripianate con risorse pubbliche, mentre i vari progetti di ristrutturazione tentati nello stesso periodo sono stati infruttuosi;
considerando che, il 23 aprile 1982, il governo belga ha notificato alla Commissione un progetto di ristrutturazione basato su uno studio preparato da un gruppo indipendente di esperti; che il progetto prevedeva, come unico mezzo per ripristinare l'efficienza economica dell'impresa, la cessazione della fabbricazione di nylon; che successivamente il progetto è stato abbandonato;
considerando che, nel corso dello stesso anno, la società è stata dichiarata in fallimento e che il 5 novembre 1982 è stato nominato un curatore; che sotto il suo controllo la fabbrica di nylon ha continuato a funzionare mentre tutte le altre unità hanno cessato la produzione;
considerando che acquisendo una partecipazione di maggioranza di 725 milioni di FB in una società nuova, gestita dal fabbricante di tappeti in questione, che vi assumerebbe una partecipazione di minoranza e dirigerebbe l'operazione, il governo belga si propone di immettere nuovi fondi allo scopo di salvare il produttore di fibre sintetiche in fallimento;
considerando che nella fattispecie l'operazione prospettata costituisce pertanto un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato;
considerando che una parte sostanziale della produzione di fibre sintetiche dell'impresa in fallimento, nonché un'elevata percentuale della produzione del fabbricante di tappeti sono esportate verso altri Stati membri (a quest'ultimo è stato assegnato nel 1982 l'Oscar belga per le esportazioni) e che l'aiuto concesso dal governo belga incide di conseguenza sul commercio fra Stati membri;
considerando che l'articolo 92, paragrafo 1, del trattato, prevede l'incompatibilità con il mercato comune degli aiuti che soddisfano ai criteri da esso enunciati; che le deroghe a questa incompatibilità, previste dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato, precisano obiettivi da perseguire nell'interesse della Comunità e non nell'interesse del singolo beneficiario; che tali deroghe devono essere interpretate restrittivamente nell'analisi dei regimi di aiuti regionali o settoriali e dei casi individuali di applicazione dei regimi generali di aiuti; che, in particolare, tali deroghe si applicano esclusivamente agli aiuti per i quali la Commissione sia in grado di stabilire che, in loro mancanza, il solo gioco delle forze del mercato non indurrebbe le imprese beneficiarie ad adottare un comportamento atto a contribuire alla realizzazione di uno degli obiettivi perseguiti da tali deroghe;
considerando che concedere il beneficio di tali deroghe ad aiuti che non contribuiscono alla realizzazione di uno dei suddetti obiettivi equivarrebbe a consentire perturbazioni degli scambi e distorsioni della concorrenza fra gli Stati membri, senza che ciò sia giustificato da un interesse comunitario, accordando nel contempo indebiti vantaggi ad alcuni degli Stati membri;
considerando che, nell'applicare i principi summenzionati all'esame di singoli casi di aiuto, la Commissione deve accertare che esista da parte del beneficiario una contropartita che giustifichi la concessione dell'aiuto, ossia che l'aiuto è necessario per promuovere la realizzazione di uno degli obiettivi enunciati dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato; che, quando non è possibile fornire tale dimostrazione, in particolare quando l'investimento verrebbe effettuato anche senza l'aiuto in questione, è chiaro che l'aiuto non contribuisce alla realizzazione degli obiettivi cui sono finalizzate le deroghe, ma è destinato a migliorare la situazione finanziaria dell'impresa di cui trattasi;
considerando che nella fattispecie non sembra sussistere una contropartita da parte delle due imprese beneficiarie dell'aiuto;
considerando infatti che il governo belga non è stato in grado di fornire e la Commissione di riscontrare nessuna giustificazione che consenta di stabilire che l'aiuto in questione possiede i requisiti necessari per beneficiare di una delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato;
considerando che, per quanto riguarda le deroghe perviste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), relative agli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune regioni, va osservato che la zona in cui si trova lo stabilimento dell'impresa beneficiaria non è contraddistinta da un tenore di vita anormalmente basso o da una grave forma di sottoccupazione, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a); che, quanto alla deroga di cui alla lettera c), va rilevato che l'aiuto non agevolerebbe, diversamente da quanto previsto per la deroga, lo sviluppo di talune regioni economiche, obiettivo alla cui realizzazione l'aiuto non è del resto neppure finalizzato;
considerando che, per quanto riguarda la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), la misura progettata non presenta caratteristiche che consentano di qualificarla come un progetto di comune interesse europeo o come progetto destinato a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, e la cui realizzazione giustifica l'applicazione di suddetta deroga; che, benché il Belgio sia afflitto da gravi difficoltà socioeconomiche, esse non sono le più gravi nella Comunità; che è precisamente in situazioni di questo tipo che la minaccia di una spirale degli aiuti pubblici è particolarmente reale e che qualsiasi aiuto di Stato rischia di pregiudicare il commercio fra Stati membri;
considerando che il 18 novembre 1981 la Commissione ha deciso di non muovere obiezioni nei confronti dell'attuazione di un regime di aiuti a favore del settore tessile e dell'abbigliamento in Belgio; che dall'entrata in vigore del regime di aiuti settorali le imprese belghe del settore non potevano più beneficiare di nessun altro aiuto specifico, regionale o generale;
considerando che, il 9 febbraio 1983, per espressa richiesta del governo belga che desiderava sopprimere il sistema applicato nel 1982 alle assunzioni di partecipazioni pubbliche nel capitale delle imprese beneficiarie del regime, la Commissione ha autorizzato per il 1983 un programma di aiuto modificato, che prescriveva per ogni tipo di aiuto tassativamente la forma del mutuo di importo pari al massimo al 50 % dell'investimento totale; considerando che nella decisione del 9 febbraio 1983 la Commissione ha escluso dal regime, come nel 1982, la fabbricazione di fibre e di fili sintetici; che essa ha esteso in particolare l'esclusione alla produzione di tappeti tufted, esigendo nel contempo la notifica preventiva degli interventi destinati a promuovere la fabbricazione di altri tappeti;
considerando che queste esclusioni erano motivate dai persistenti ed incontestati problemi che gli eccessi di capacità produttiva causano al settore delle fibre sintetiche nella Comunità, nonché dall'elevato grado di competitività già raggiunto dal settore dei tappeti e dei tappeti tufted in Belgio;
considerando che nel 1983, come nel 1982, le imprese belghe del settore tessile e dell'abbigliamento non possono aspirare a nessun altro aiuto specifico, regionale o generale;
considerando inoltre che l'intervento previsto, in quanto mira all'ammodernamento della produzione di nylon, non tiene conto del fatto che le fibre sintetiche sono state escluse dal regime di aiuti settoriali applicabile in Belgio nel 1983; che l'aiuto sarebbe infatti destinato a promuovere la produzione del nylon 6-6, che è un poliammide; che il poliammide figura fra i gruppi di prodotti specificatamente menzionati dalla Commissione nelle lettere del 18 novembre 1981 e del 15 febbraio 1983 al governo belga, con le quali ha autorizzato il regime di aiuti settoriali escludendone peraltro la produzione di fibre poliesteri, poliacriliche e poliammidiche;
considerando che il gruppo tessile, che dovrà assumere una partecipazione di minoranza nella società la cui creazione mira a salvare il produttore di fibre sintetiche in fallimento, intende costruire sui terreni di quest'ultimo, con i mezzi finanziari dell'aiuto, un grande centro di distribuzione per i tappeti; che questa parte dell'investimento non rispetta pertanto la condizione secondo la quale i tappeti tufted devono essere esclusi dal programma settoriale applicabile in Belgio, nonché da ogni altro aiuto;
considerando di conseguenza che l'aiuto destinato al rilancio della fabbrica di nylon ed alla creazione di un centro per la distribuzione di tappti, entrambi a Zwijnaarde, non può essere autorizzato in base al regime di aiuti settoriali applicabili in Belgio né per quanto riguarda la forma dell'aiuto, né in relazione ai prodotti beneficiari; che nessun altro aiuto può essere concesso per la realizzazione di questi programmi, dati gli eccessi di capacità che caratterizzano il settore delle fibre sintetiche e l'elevato livello di competitività già raggiunto dall'industria belga dei tappeti;
considerando che un'altra frazione dell'aiuto è destinata a finanziare in parte la creazione di una grande unità di produzione di rivestimenti per pavimenti in PVC; che le capacità di produzione di questo prodotto sono utilizzate soltanto per il 50-55 % nella CEE e che si deve evitare di incentivare la creazione di nuove capacità in questo settore tramite aiuti di Stato; che, in aggiunta, l'aiuto prospettato può incidere sugli scambi in misura contraria all'interesse comune, dato che gli altri produttori di rivestimenti per pavimenti in PVC nella Comunità sono afflitti da gravi problemi di capacità eccedentarie;
considerando che la parte restante dell'aiuto previsto deve servire per l'ammodernamento e il potenziamento delle capacità di produzione del polimero 6-6, destinate almeno in parte alla produzione di fibre poliammidiche; che il settore della produzione di materie plastiche, e soprattutto quello delle resine poliammidiche, deve far fronte a gravi difficoltà imputabili agli eccessi di capacità produttive, e che di conseguenza l'aiuto proposto è contrario all'interesse comune;
considerando che, di conseguenza, tutto l'aiuto, essendo sprovvisto di qualsiasi giustificazione compensativa nell'interesse della Comunità, ed applicabile in un settore contraddistinto da una forte concorrenza all'interno della Comunità, rischia di incidere sugli scambi fra Stati membri in misura contraria all'interesse comune; che nulla potrebbe autorizzare la Commissione a derogare al principio dell'incompatibilità degli aiuti con il mercato comune, esonerando l'aiuto di cui trattasi ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato;
considerando che la parte dell'aiuto inerente alla seconda fase del progetto, la cui attuazione è prevista per il 1o gennaio 1984, non può di conseguenza essere concessa; che deve essere restituita la parte dell'aiuto, vale a dire 550 milioni di FB, già accordata il 1o agosto 1983 in violazione dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato, che obbliga gli Stati membri a non dare esecuzione ai loro progetti prima che la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, abbia condotto ad una decisione finale,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto che il governo belga ha notificato alla Commissione con lettera del 20 luglio 1983, a favore di un produttore di fibre sintetiche stabilito a Zwijnaarde e simultaneamente a favore del gruppo tessile che dovrà rilevare e gestire la fabbrica di Zwijnaarde, è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE. Tale aiuto deve essere pertanto soppresso, e la parte dell'aiuto inerente alla seconda fase del progetto, la cui attuazione è prevista per il 1o gennaio 1984, non può essere concessa.
Articolo 2
Il Regno del Belgio informa la Commissione, nel termine di due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione, delle misure che esso ha adottato per conformarvisi.
Articolo 3
Il Regno del Belgio è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 30 novembre 1983.

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