Document ID: 31985D0256

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 2 maggio 1985
relativa ad una domanda di restituzione di dazi antidumping riscossi sulle importazioni di alcuni tipi di fibre acriliche originarie degli Stati Uniti d'America
(Il testo italiano è il solo facente fede)
(85/256/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità europea (1), in particolare l'articolo 16,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) In data 3 maggio 1980, con il regolamento (CEE) n. 1100/80 (2), il Consiglio ha istituito un dazio definitivo antidumping sulle importazioni di alcuni tipi di fibre acriliche originarie degli Stati Uniti d'America. L'aliquota del dazio è del 13,7 % per le fibre acriliche in fiocco di cui alla sottovoce ex 56.01 A della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 56.01-15 e del 17,6 % per i fasci da fiocco di fibre acriliche di cui alla sottovoce ex 56.02 A della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 56.02-15.
(2) Il 22 febbraio 1983 e il 2 agosto 1984, con i regolamenti (CEE) n. 485/83 (3) e (CEE) n. 2275/84 (4), il Consiglio ha modificato il regolamento n. 1100/80 escludendo dall'applicazione del dazio le esportazioni dei prodotti in questione effettuate da due società americane che avevano offerto impegni sui prezzi.
(3) Il 3 luglio 1984 ed il 31 luglio 1984 la società Tessile Fiorentina srl, Prato e in data 3 aprile 1984 il Lanificio Fratelli Becagli, SAS, Montemurlo, importatori dei prodotti in questione, hanno presentato una domanda alle autorità italiane relativa alla restituzione di importi pari, rispettivamente, a Lit . . . e a Lit . . . (5), in relazione alle loro importazioni dagli Stati Uniti. Tali importi corrispondevano ai dazi antidumping definitivi riscossi. Le autorità italiane hanno trasmesso le domande alla Commissione.
(4) Avendo i ricorrenti presentato nuove prove a sostegno, la Commissione ha preso in esame le domande ed effettuato inchieste presso le sedi dei ricorrenti.
(5) La Commissione ha informato gli Stati membri ed ha espresso il proprio parere sulla questione. Tutti gli Stati membri hanno approvato il parere della Commissione.
B. Argomentazioni dei ricorrenti
(6) I due ricorrenti hanno affermato di aver importato i prodotti in questione della società Leigh Fibers Inc., Boston, Massachusetts, un esportatore nei confronti del quale, durante il secondo riesame, non furono accertate pratiche di dumping. Secondo i ricorrenti, pertanto, non essendo state riscontrate pratiche di dumping nei confronti di tale esportatore suddetto, le cui esportazioni sono state successivamente escluse dall'applicazione del dazio, i dazi già corrisposti dovrebbero essere restituiti.
C. Ricevibilità
(7) Le domande sono ricevibili in quanto sono state presentate in conformità delle vigenti norme della legislazione comunitaria antidumping, in particolare per quanto riguarda le scadenze dei termini.
D. Fondatezza della domanda
(8) Nella propria inchiesta la Commissione ha controllato tutta la documentazione pertinente, quale le fatture degli esportatori, i moduli di sdoganamento e le ricevute dei dazi corrisposti, confrontandola con i risultati del riesame effettuato presso le sedi dall'esportatore in questione.
(9) Secondo quanto è stato accertato, le transazioni per le quali gli importatori hanno chiesto la restituzione si sono svolte prima dell'entrata in vigore del regolamento (CEE) n. 2275/84, che escludeva le esportazioni effettuate da Leigh Fibers dall'applicazione del dazio; per tale motivo i due ricorrenti hanno dovuto pagare i dazi antidumping.
(10) È stato accertato che gli importatori hanno acquistato i prodotti in questione dalla Leigh Fibers Inc., Boston Massachusetts, nei confronti della quale durante la procedura di riesame non sono state riscontrate pratiche di dumping. Dall'inchiesta è emerso inoltre che i dazi riscossi sulle singole transazioni di cui gli importatori in questione hanno chiesto la restituzione riguardavano importazioni effettuate a prezzi non oggetto di dumping.
(11) Pertanto, in conformità della procedura attualmente in vigore, i ricorsi sono considerati giustificati e le domande devono di conseguenza essere approvate,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le richieste di restituzione presentate dalla Tessile Fiorentina Srl, Prato e dal Lanificio Fratelli Becagli, SAS, Montemurlo, rispettivamente di Lit . . . e di Lit . . . vengono accolte.
Articolo 2
Gli importi di cui all'articolo 1 vengono rimborsati dalle autorità italiane.
Articolo 3
Sono destinatarie della presente decisione la Repubblica italiana, nonché le società Tessile Fiorentina Srl, Prato e Lanificio Fratelli Becagli SAS, Montemurlo.
Fatto a Bruxelles, il 2 maggio 1985.

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