Document ID: 31985L0323

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DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
del 12 giugno 1985
che modifica la direttiva 64/433/CEE relativa a problemi sanitari in materia di scambi intracomunitari di carni fresche
(85/323/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare gli articoli 43 e 100,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che la direttiva 64/433/CEE (4), modificata da ultimo dalla direttiva 83/90/CEE (5), stabilisce in quali condizioni igieniche devono essere prodotte le carni fresche nei macelli e nei laboratori di sezionamento; che la stessa direttiva prevede l'esecuzione di ispezioni sanitarie; che le analisi microbiologiche effettuate, tra l'altro, su attrezzature, utensili e carcasse costituiscono un mezzo idoneo per procedere ad una valutazione obiettiva del grado di igiene;
considerando che il controllo microbiologico fornisce informazioni utili al servizio d'ispezione sanitaria e costituisce quindi un mezzo efficace per controllare e migliorare il livello igienico nelle aziende;
considerando che, per ottenere risultati attendibili, il controllo microbiologico nei macelli e nei laboratori di sezionamento deve essere eseguito secondo metodi microbiologici uniformi e che a tal fine dovrebbe essere stabilito un codice di buone pratiche in materia di igiene,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
Nell'allegato I, capitolo IV, della direttiva 64/433/CEE, occorre inserire il punto seguente:
« 18 bis) a) Il responsabile dell'azienda, il proprietario o il suo rappresentante devono far effettuare un regolare controllo igienico generale delle condizioni di produzione esistenti nell'azienda, compresi dei controlli microbiologici, conformemente al quarto comma.
Questi controlli devono essere effettuati sugli utensili, sugli impianti e sui macchinari in ogni fase della produzione e, se necessario, sui prodotti.
Egli deve essere in grado, su richiesta del servizio ufficiale, di informare il veterinario ufficiale o gli esperti veterinari della Commissione sulla natura, la periodicità e i risultati dei controlli effettuati a tal fine e indicare, se necessario, il laboratorio di controllo.
La natura, la frequenza e i metodi di campionamento e di esame batteriologico di questi controlli saranno precisati in un codice di buone pratiche in materia di igiene da elaborare secondo la procedura dell'articolo 16.
b) Il veterinario ufficiale procede a regolari analisi dei risultati dei controlli previsti alla lettera a). Egli può, in funzione di questa analisi, far effettuare esami microbiologici complementari in tutte le fasi della produzione o sui prodotti.
I risultati di queste analisi formano oggetto di una relazione le cui conclusioni o raccomandazioni sono comunicate al responsabile che provvede ad ovviare alle carenze constatate, onde migliorare le condizioni di igiene. ».
Articolo 2
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro sei mesi dall'adozione del codice di cui all'articolo 1.
Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Lussemburgo, addì 12 giugno 1985.

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