Document ID: 31991D0389

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 18 luglio 1990 riguardante aiuti della città di Amburgo (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (91/389/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo
comma,
dopo aver dato la possibilità agli interessati di presentare osservazioni conformemente a detto articolo, e tenuto conto di tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I.
1. La Commissione è venuta a conoscenza, prima in un caso (Montblanc-Simplo) (1), poi in tre altri casi (Chemische Fabrik Promonta GmbH, Bridgestone Reifen GmbH, Fielmann Verwaltung KG) (2), della decisione della città di Amburgo di concedere determinati aiuti. Nessuno di questi aiuti è stato notificato alla Commissione a norma dell'articolo 93,
paragrafo 3 del trattato CEE. La Commissione ha informato il governo federale che, a suo giudizio, nei quattro casi ad essa noti si trattava probabilmente dell'applicazione di un regime di aiuti. Nonostante la richiesta esplicita della Commissione, il governo federale non ha preso posizione al riguardo. Dopo ripetuti solleciti riguardanti i quattro casi
concreti e dopo l'apertura del procedimento a norma dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE (3), il governo federale ha trasmesso alla Commissione ulteriori informazioni (4). Da queste risulta che negli anni 1986, 1987 e 1988 la città di Amburgo ha concesso 33 sovvenzioni «antiesodo» a favore di 31 imprese per un totale di 27,3 milioni di DM su un volume globale di investimenti di 345,8 milioni di DM. L'intensità degli aiuti oscilla tra il 2,3 % (1,5 % equivalente sovvenzione netto) e il 17,5 % lordo (11,2 % ESN), con una media del 7,9 % lordo (circa 5,1 % ESN). In cifre assolute gli aiuti a favore delle singole imprese oscillano fra 50 000 DM (circa 25 000 ecu) e 4,95 milioni di DM (circa 2,5 milioni di ecu). Gli aiuti sono stati erogati sotto forma di aiuti agli investimenti.
2. Dopo un primo esame dei quattro casi a sua conoscenza la Commissione non ha potuto escludere, in particolare, che alcuni degli aiuti siano stati cumulati con altre sovvenzioni notificate o meno, aumentando in tal modo in misura significativa l'intensità globale. Inoltre, la Commissione ha concluso che la città di Amburgo concedeva aiuti anche ad altre imprese. Per quanto riguarda i quattro casi a sua conoscenza come anche eventuali altri aiuti, la Commissione non disponeva a quel momento di alcuna informazione in merito alle disposizioni di legge in base alle quali erano stati concessi gli aiuti. Essa ignorava pertanto sia il titolo e la data di pubblicazione della legge corrispondente, sia gli obiettivi, la durata e le condizioni di erogazione degli aiuti, i requisiti dei beneficiari, gli stanziamenti ecc. Né la legge né alcuno dei casi concreti di applicazione, la cui notifica era obbligatoria, hanno formato oggetto di un esame o di una decisione da parte della Commissione a norma degli articoli 92 e 93 del trattato.
Per quanto riguarda i quattro casi citati, la Commissione era giunta a suo tempo alla conclusione che gli aiuti concessi dalla città di Amburgo non potevano beneficiare delle
deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato CEE.
Date queste riserve, la Commissione ha iniziato il procedimento dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, ed ha informato in proposito il governo federale con lettera del 3 maggio 1989 e i governi degli altri Stati membri con lettere del 6 dicembre 1989, invitandoli a trasmettere osservazioni. L'inizio del procedimento è stato reso noto a norma dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee dell'8 dicembre 1989 (5).
II.
Il governo federale ha comunicato alla Commissione osservazioni scritte in data 23 agosto 1989 (6) e 3 gennaio 1990 (7) nonché osservazioni orali nel corso di un colloquio che ha avuto luogo il 7 novembre 1989.
Nella comunicazione del 23 agosto 1989 il governo federale fa riferimento anzitutto a tre precedenti comunicazioni riguardanti i quattro casi in questione e nelle quali sarebbero stati resi noti alla Commissione tutti i dettagli e le condizioni di erogazione degli aiuti. La base giuridica per la concessione degli aiuti in questione sarebbe costituita dal bilancio di previsione della città di Amburgo, che viene adottato ogni anno dal Parlamento; non esisterebbe infatti un programma di aiuti speciale per la città di Amburgo. La voce di bilancio a carico della quale sono stati versati gli aiuti è stata notificata alla Commissione com lettere del 12 marzo 1987 (8) e del 7 marzo 1988 (9).
Gli aiuti sarebbero stati concessi sotto forma di aiuti agli investimenti. L'assunto della Commissione, secondo cui sarebbero stati concessi altri aiuti - eventualmente sotto altra forma - sarebbe infondata. Nei quattro casi in questione, la città di Amburgo non avrebbe né ceduto terreni ad un prezzo inferiore al valore di mercato, né acquistato un vecchio complesso industriale ad un prezzo superiore al valore normale di mercato, né sovvenzionato costi supplementari di urbanizzazione, né fornito direttamente o indirettamente ulteriori prestazioni che non corrispondano a quelle normalmente fornite da un venditore. Le aree industriali urbanizzate sarebbero pertanto state vendute a prezzi di mercato.
Il governo federale contesta inoltre i calcoli della Commissione secondo cui l'intensità degli aiuti oscillerebbe tra il 5 % e l'11,1 % lordo; secondo i propri calcoli, tale intensità si situerebbe al di sotto del valore massimo citato.
Inoltre sarebbe infondato l'assunto della Commissione che in certi casi gli aiuti siano stati cumulati con altri aiuti, notificati o meno: le quattro citate imprese non avrebbero beneficiato di ulteriori contributi per i loro progetti. Gli aiuti concessi dalla città di Amburgo, tenuto conto dei vantaggi dell'insediamento all'interno del territorio urbano, sarebbero stati mantenuti entro limiti che non superano normalmente
l'intensità degli aiuti di importanza minore (7,5 % lordo). Secondo le autorità tedesche è pertanto assolutamente
escluso che l'intensità degli aiuti raggiunga il 43 % in termini lordi.
Nelle trattative con le imprese si è tenuto conto oltre che della possibilità di un trasferimento degli impianti produttivi verso i paesi dell'Estremo Oriente anche delle potenziali sovvenzioni nella zona circostante la città di Amburgo. In quanto nucleo di un più ampio bacino economico e del lavoro, Amburgo deve far fronte, per quanto riguarda la localizzazione degli impianti produttivi, da un lato alla concorrenza di altri continenti (trasferimento delle attività produttive verso paesi d'oltremare con basso costo del lavoro), ma dall'altro anche ad una concorrenza nell'ambito della propria regione. Infatti le zone periferiche prospere del bacino economico di Amburgo possono beneficiare di aiuti notevolmente superiori rispetto a quelli nel centro della città particolarmente colpito dalla crisi dei cantieri navali, della navigazione e dei settori connessi.
Per quanto riguarda l'insediamento delle imprese, Amburgo si troverebbe in una situazione di forte concorrenza con la regione circostante la quale, nel corso del periodo di cui trattasi, pur essendo dotata di una infrastruttura equivalente, avrebbe potuto teoricamente concedere, in certe località, aiuti pari o anche superiori al 25 % degli investimenti (ivi incluso l'aiuto all'investimento del 10 % e gli ammortamenti speciali fino al 50 % spettanti per legge).
Una località, che economicamente e geograficamente rientra nella zona circostante la città di Amburgo e che non si differenzia dai quartieri periferici della città stessa, avrebbe offerto, ad una delle imprese, dopo la conclusione delle trattative con Amburgo, un aiuto agli investimenti notevolmente superiore.
Secondo il governo federale gli aiuti agli investimenti non potevano falsare la concorrenza, se non altro poiché erano notevolmente inferiori a quelli erogabili ed effettivamente offerti in altre località situate nelle immediate vicinanze, sebbene la situazione socioeconomica di queste località fosse molto più favorevole di quella di Amburgo, soprattutto sotto il profilo della disoccupazione; ciononostante la Commissione non si sarebbe opposta alla concessione di tali aiuti più elevati.
Il governo federale fa rilevare inoltre che la città di Amburgo dovrebbe essere trattata alla stessa stregua delle regioni danesi in cui la Commissione avrebbe autorizzato misure di aiuto senza che sussistessero i necessari requisiti. Per giustificare tale deroga, la Commissione si sarebbe richiamata all'intenso sovvenzionamento nelle regioni tedesche situate nelle vicinanze di Flensburg. La città di Amburgo avrebbe cercato, finora senza successo, di far ridurre l'intensità del sovvenzionamento nelle zone circostanti. L'influenza effettiva di Amburgo sulle decisioni a questo riguardo non sarebbe tuttavia superiore a quella del governo danese.
Secondo le autorità tedesche non si può neppure accogliere la tesi che i tassi di aiuto più bassi applicati da Amburgo, che sono inferiori ai limiti stabiliti per gli aiuti di importanza minore, siano atti a perturbare la concorrenza intracomunitaria.
Il governo federale fa inoltre valere che, qualora si fossero trasferite nella regione immediatamente circostante, le imprese avrebbero potuto beneficiare degli aiuti ammessi in tali zone.
Infine, il governo federale fa presente che la città di Amburgo ha dovuto far fronte, negli ultimi anni, ad una crisi nella costruzione navale, nella navigazione e in altri comparti marittimi e settori connessi. La Commissione aveva riconosciuto la necessità di un intervento, autorizzando il regime di aiuti per la riqualificazione dei cantieri navali di Amburgo con lettera del 31 luglio 1987. Dato il persistere dei mutamenti strutturali, la città di Amburgo cerca di trattenere sul suo territorio le imprese in espansione stabilite ed operanti in settori non marittimi per favorire la creazione di posti di lavoro compensativi. La perdita completa degli aiuti economici spettanti alla città di Amburgo in base alla costituzione della Repubblica federale di Germania non mancherebbe, data l'attuale elevata disoccupazione strutturale, di accelerare l'esodo delle imprese e quindi di aggravare ulteriormente la crisi dell'occupazione.
Nella riunione del 7 novembre 1989, i rappresentanti del governo federale hanno ammesso per la prima volta - contraddicendo la propria comunicazione del 23 agosto 1989 - che la città di Amburgo aveva concesso aiuti anche in altri casi. Su richiesta della Commissione, i rappresentanti del governo federale si sono riservati di trasmetterle ulteriori elementi di informazione sui singoli casi. Essi hanno invece
negato che la Hamburger Gesellschaft fuer Wirtschaftsfoerderung (Società per la promozione economica di Amburgo) sia intervenuta con proprie misure di aiuto.
Per quanto riguarda gli aiuti a favore dell'impresa Montblanc-Simplo GmbH, il governo federale ha comunicato con lettera del 3 gennaio 1990 che il canone superficiario per il terreno acquistato dalla città di Amburgo era stato determinato sulla base del valore di mercato del terreno calcolato secondo i metodi usuali; tale canone non conterebbe alcun elemento di aiuto. Inoltre, nel caso in questione, la città di Amburgo avrebbe acquistato il terreno industriale dalla Montblanc al prezzo di mercato e lo avrebbe rivenduto allo stesso prezzo.
Infine, il governo federale ha notificato gli aiuti concessi nel 1986-1988 ad altre 27 imprese per evitarne l'esodo, specificando l'entità degli investimenti, l'ammontare dell'aiuto, il numero di posti di lavoro ad Amburgo ed il fatturato, ma senza fornire ulteriori spiegazioni in merito ai singoli casi.
Negli anni 1986-1988 sono stati pertanto concessi i seguenti aiuti agli investimenti a favore delle seguenti imprese:
(in DM)
20.
Nome
Ammontare
dell'aiuto
agli investimenti
Volume degli
investimenti
1.
Carl Schroedter (GmbH & Co.)/VSG
Verfahrenstechnik fuer Schiffsbetr.
100 000
3 000 000
2.
Erich Wagner & Co.
150 000
2 400 000
3.
Mock & Reimers GmbH
175 000
2 142 000
4.
Oellerking Gebaeudereinigungsgesellschaft GmbH
75 000
1 037 700
5.
Krupp Corpoplast Maschinenbau GmbH
1 500 000
17 440 000
6.
Heinr. Ambrosius GmbH
215 500
2 155 000
7.
8.
aa
a
s
Montblanc-Simplo GmbH
2 875 000
825 000
23 000 000
11 000 000
9.
10.
aa
a
s
Bridgestone Reifen GmbH
3 262 000
1 690 000
41 600 000
3 380 000
11.
Chemische Fabrik Promonta GmbH
1 100 000
48 000 000
12.
Fielmann Verwaltung GmbH
2 000 000
26 100 000
13.
E. F. Oppermann GmbH & Co.
1 664 300
9 510 000
14.
Berendsohn AG
1 066 000
13 330 000
15.
KG Wilh. Liebelt GmbH & Co.
620 000
7 290 000
16.
Harms & Wende GmbH & Co.
500 000
5 950 000
17.
SECA Vogel & Halke GmbH & Co.
2 970 000
33 000 000
18.
KRASA Kraemer & Sawitsch GmbH & Co.
200 000
3 509 400
19.
Classen & Co. GmbH
75 000
888 000
20.
Fr. Daub & Soehne (GmbH u. Co.)
248 000
2 480 000
21.
«REPRO 68» Lithographie u. Klischee GmbH
850 000
9 511 000
22.
Geo Poulson GmbH & Co.
100 000
2 532 000
23.
J. H. Peters & Bey GmbH
160 000
2 618 500
24.
Manfred Hechtl Gebaeudereinigungs- und
Beteiligungs-GmbH
71 000
850 000
25.
L. W. C. Michelsen GmbH
200 000
4 000 000
26.
Arno Geerds
190 000
3 015 700
27.
Horst Roeder & Co. (GmbH & Co.)
418 000
4 400 000
28.
Juki (Europe) GmbH
1 735 000
23 143 900
29.
Emil Deiss KG
360 000
4 300 000
30.
Dresser Pleuger GmbH
600 000
8 400 000
31.
Bijou Brigitte modische Accessoires AG
232 500
3 105 000
32.
Hans-Joachim Sauer GmbH & Co.
50 000
1 700 000
33.
Rofin Sinar Laser-GmbH
1 000 000
21 025 000
III.
Né i governi degli Stati membri né altri interessati hanno presentato osservazioni, entro il termine assegnato, in merito al procedimento avviato dalla Commissione.
IV.
1. Nell'avviare il procedimento, la Commissione è partita dal presupposto che, oltre agli aiuti agli investimenti, la città di Amburgo abbia concesso anche altre forme di aiuti (ad esempio, riduzione del prezzo di vendita del nuovo terreno, riacquisto del vecchio terreno ad un prezzo superiore a quello di mercato, riduzione dei costi supplementari per opere di urbanizzazione e assunzione di altri costi relativi a misure considerate dalla città di Amburgo come misure infrastrutturali). Inoltre la Commissione ha considerato che in certi casi il cumulo con altri aiuti notificati o non notificati abbia consentito tassi di intensità molto elevati.
Con lettere del 27 ottobre 1987, 19 aprile 1988, 23 agosto 1989 e 3 gennaio 1990 il governo federale ha contestato la tesi della Commissione secondo cui, oltre agli aiuti agli investimenti, sarebbero stati concessi aiuti sotto altra forma.
Nel caso concreto dell'impresa Montblanc-Simplo GmbH il governo federale ha dichiarato che il canone superficiario per il terreno acquistato dalla città di Amburgo era stato stabilito sulla base del prezzo al metro quadrato generalmente richiesto in questa nuova zona industriale e con gli abituali metodi di calcolo. L'area fino ad allora occupata dall'impresa Montblanc-Simplo GmbH sarebbe stata acquistata dalla città di Amburgo al prezzo di mercato e rivenduta allo stesso prezzo.
In base alle informazioni in possesso della Commissione, queste operazioni immobiliari non favoriscono l'impresa e non rappresentano pertanto neppure un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato. Anche negli altri casi, la Commissione non dispone di elementi atti a corroborare il suo assunto iniziale. Di conseguenza la Commissione non persiste in tale assunto e chiude il procedimento nei riguardi della concessione di aiuti supplementari diversi dagli aiuti agli investimenti nonché nei riguardi del cumulo degli aiuti agli investimenti con altre forme di aiuti. Resta tuttavia da esaminare, nella presente decisione, se gli aiuti a favore degli investimenti destinati ad evitare l'esodo delle imprese siano compatibili con il mercato comune.
2. Gli aiuti della città di Amburgo destinati a prevenire l'esodo delle imprese sono aiuti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato per i seguenti motivi.
Gli aiuti in questione vengono concessi dalla città di Amburgo. Il fatto che l'ente erogatore degli aiuti sia un ente territoriale non osta all'applicazione dell'articolo 92, paragrafo 1, come è stato confermato espressamente dalla Corte di giustizia con sentenza del 14 ottobre 1987 nella causa 248/84.
Gli aiuti vengono concessi a favore di investimenti effettuati da determinate imprese ad Amburgo. Tali imprese risultano avvantaggiate dal fatto che gli aiuti riducono il costo dei loro investimenti.
Gli aiuti in questione falsano o rischiano di falsare il gioco della concorrenza in quanto contribuiscono a migliorare, in misura quantificabile, la situazione reddituale delle imprese beneficiarie ed offrono pertanto a tali imprese un più ampio margine di azione rispetto ai loro concorrenti che non beneficiano degli stessi aiuti.
Tali distorsioni della concorrenza sono sensibili. I tassi degli aiuti si situano tra l'1,5 % e l'11,2 % in equivalente sovvenzione netto; l'intensità media netta ammonta al 5,1 %. La corrispondente diminuzione dei costi degli investimenti conferisce alle imprese beneficiare un vantaggio considerevole nei confronti dei concorrenti che non beneficiano di aiuti.
Inoltre, nella misura in cui inducono le imprese ad insediarsi altrove o a restare in una determinata località, gli aiuti possono configurare un'ulteriore distorsione della concorrenza ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1. Infatti l'istituzione di un sistema inteso a garantire che la concorrenza non sia falsata nel mercato comune [art. 3, lettera f) del trattato] implica anche che le imprese stabiliscano il luogo del loro insediamento in piena autonomia, senza che la loro decisione sia influenzata o determinata dall'esistenza o meno di aiuti. Nei casi in esame risulta che sono stati accordati importi e tassi di aiuto differenziati per trattenere le imprese ad Amburgo. Così ad esempio aiuti ammontanti a 50 000 DM o pari all'1,5 % in equivalente sovvenzione netto sono già stati considerati sufficienti per incentivare le imprese ad insediarsi ad Amburgo o per prevenire la loro partenza.
Questa constatazione non può essere confutata dall'argomento secondo cui la distorsione della concorrenza nei casi in esame sarebbe esclusa, se non altro, per il fatto che ad Amburgo gli aiuti agli investimenti sono notevolmente inferiori a quelli ammessi in zone immediatamente limitrofe e che la Commissione non si è opposta ad una maggiore intensità degli aiuti in tali zone benché il loro tasso di occupazione fosse più favorevole. Il fattore determinante per stabilire se un aiuto sia compatibile con il mercato comune non si basa infatti sulla valutazione isolata dell'ammontare di un aiuto, delle distorsioni della concorrenza che ne derivano o di un determinato indicatore socioeconomico. Nell'adottare la sua decisione, la Commissione deve accertare anzitutto se ricorrono tutte le condizioni per l'applicazione dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato - tra cui rientra anche l'esistenza di una distorsione della concorrenza. In seguito, essa deve esaminare se l'aiuto può beneficiare di una delle deroghe del trattato. Nell'ambito di tale esame essa tiene conto, fra l'altro, delle finalità dell'aiuto applicando criteri specifici per ognuna delle deroghe. In ogni caso la Commissione deve formulare la propria decisione non già sulla base di singoli elementi, bensì dopo aver ponderato tutti gli elementi da prendere in considerazione.
Gli aiuti in questione pregiudicano inoltre gli scambi tra Stati membri.
Conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia, la Commissione deve esaminare, sulla base di questi elementi
di fatto, se il programma è atto a favorire soprattutto imprese che partecipano agli scambi tra Stati membri (sentenza nella causa 248/84). A questo riguardo occorre accertare che gli Stati membri che concedono aiuti senza ottemperare al loro obbligo di notifica a norma dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato, non siano avvantaggiati rispetto a quelli che notificano gli aiuti allo stadio di progetto (sentenza nella causa 301/87).
Nell'avviare il procedimento a norma dell'articolo 93, paragrafo 2, la Commissione ha presunto che oltre ai quattro casi individuali di cui era a conoscenza, venissero o fossero stati concessi aiuti anche a favore di altre imprese. Essa ha pertanto aperto il procedimento nei riguardi di questo o di questi programmi di aiuti e di ogni loro caso di applicazione. È vero che non esiste un programma speciale di aiuti per Amburgo. Tuttavia, tutti gli aiuti concessi nei 33 casi noti sono stati erogati dallo stesso organismo istituito a tal fine (Hamburger Kredit-Kommission), per lo stesso motivo (prevenzione dell'esodo) e a carico della stessa linea di bilancio. Ciò significa che di fatto sussistono gli elementi costitutivi di un programma. L'esame della Commissione può svolgersi pertanto in modo analogo all'esame di un programma.
Non occorre tuttavia esaminare in ogni singolo caso di applicazione se gli aiuti concessi dalla città di Amburgo per prevenire l'esodo delle imprese configurino un pregiudizio per gli scambi fra Stati membri, perché altrimenti la Repubblica federale sarebbe avvantaggiata rispetto ad altri Stati membri che notificano i loro aiuti allo stadio di progetto. In base all'esperienza si può infatti presumere che tra le imprese beneficiarie figurino anche imprese che partecipano agli scambi intracomunitari.
Anche i casi successivamente comunicati alla Commissione confermano che gli aiuti concessi dalla città di Amburgo per prevenire l'esodo delle imprese sono andati essenzialmente a favore di imprese che partecipano agli scambi intracomunitari ossia che offrono prodotti o servizi oggetto di scambi intracomunitari.
Come già detto gli aiuti finanziari rafforzano la posizione delle imprese beneficiarie nei confronti dei loro concorrenti.
Nella misura in cui ciò avviene nell'ambito degli scambi intracomunitari si deve ritenere che gli aiuti incidano anche su tali scambi.
Infine, gli scambi intracomunitari risultano falsati anche dal fatto che gli aiuti incidono sulle decisioni di insediamento delle imprese beneficiarie. Ciò si è verificato in tutti i casi qui esaminati, perché, come indicato dalle autorità tedesche stesse, gli aiuti hanno lo scopo di impedire l'esodo delle imprese. Nei quattro casi concreti in esame, il governo federale ha fatto presente che le trattative con le imprese hanno rivelato che, per quanto riguarda la scelta del luogo di insediamento, Amburgo è esposta alla concorrenza non solo di altri continenti ma anche di altre località della propria regione. È però molto improbabile che queste imprese, caratterizzate generalmente da una elevata mobilità, si limitino semplicemente ad una scelta fra questi due estremi, senza prendere anche in considerazione la possibilità di un
trasferimento in un altro Stato membro della Comunità. Di conseguenza, facendo desistere un'impresa dalla sua decisione di trasferire la sede da uno Stato membro ad un altro, il mancato trasferimento dell'impresa stessa e il mantenimento della produzione e dell'offerta nella sede originaria contribuiscono a consolidare le correnti degli scambi esistenti tra Stati membri e incidono quindi indirettamente sugli scambi all'interno della Comunità.
Tenuto conto di quanto precede, gli aiuti della città di Amburgo oggetto della presente decisione ricadono sotto il divieto generale dell'articolo 92, paragrafo 1.
3. A norma dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato, il governo federale era tenuto ad informare la Commissione del progetto di aiuti in tempo utile perché la Commissione potesse pronunciarsi al riguardo. Il governo federale non ha ottemperato a tale obbligo in nessuno dei citati casi. Le informazioni fornite su richiesta della Commissione non costituiscono infatti una notifica ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3, ed erano inoltre incomplete per quanto riguarda determinati elementi, le condizioni di erogazione e i casi concreti di applicazione. Nei bilanci di previsione comunicati annualmente dal Bund e dai Laender, la Commissione non ha potuto individuare gli aiuti destinati a prevenire l'esodo delle imprese. Il governo federale stesso ha d'altronde precisato con lettera del 7 dicembre 1987 che da queste comunicazioni generali non si può trarre affatto la conclusione che il governo federale riconosca a tutte le voci di spesa ivi indicate la qualifica di aiuti. Del resto, il governo federale ha nel frattempo cessato l'invio di tali comunicazioni.
4. Gli aiuti erogati dalla città di Amburgo per prevenire l'esodo delle imprese non costituiscono né aiuti a carattere sociale concessi a singoli utilizzatori, né aiuti destinati a rimediare ai danni causati da calamità naturali o altri eventi straordinari, né aiuti a favore di determinate zone della Repubblica federale tedesca che risentono della divisione della Germania. Pertanto, essi non possono beneficiare delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 2. Non trattandosi inoltre né di aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo o a porre rimedio a una grave distorsione dell'economia di uno Stato membro né di aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche, non possono applicarsi neppure l'articolo 92, paragrafo 3 lettera b) né la corrispondente disposizione dell'articolo 92, paragrafo 3 lettera c).
5. Nel caso di specie si tratta di aiuti che devono essere considerati aiuti regionali. Pertanto le uniche eventuali deroghe al divieto generale degli aiuti da prendere in considerazione sono quelle previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), le quali stabiliscono gli obiettivi perseguiti nell'interesse della Comunità e non già soltanto nell'interesse degli Stati membri e dei beneficiari. In sede di esame dei programmi di aiuti e dei singoli casi di applicazione queste deroghe vanno interpretate in senso restrittivo.
In particolare, le deroghe possono essere applicate soltanto qualora la Commissione constati che, il mero gioco delle forze di mercato non indurrebbe le imprese beneficiarie a
tenere un comportamento concorrente alla realizzazione di uno degli obiettivi definiti nelle disposizioni derogatorie.
La concessione di tali deroghe nei casi in cui non esista tale nesso di causa-effetto equivarrebbe a mettere in pericolo gli scambi tra Stati membri e a consentire che la concorrenza venga falsata senza contropartita sul piano comunitario.
Nell'applicare i suddetti principi all'esame dei regimi di aiuti, la Commissione deve assicurarsi che nelle regioni in questione sussistano, rispetto all'insieme della Comunità, difficoltà sufficientemente gravi da giustificare la concessione dell'aiuto e la sua intensità. Da tale esame deve risultare che l'aiuto è necessario per realizzare gli obiettivi enunciati dall'articolo 92, paragrafo 3 lettere a) o c). Se questa prova non può essere fornita, si deve ritenere che l'aiuto non contribuisca alla realizzazione degli obiettivi indicati nelle deroghe, ma serva essenzialmente a favorire le imprese interessate.
6. A norma dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), si possono considerare compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione.
Nel suo metodo di applicazione di tale disposizione del trattato agli aiuti statali a finalità regionale, metodo a cui si fa qui espressamente riferimento, la Commissione ha stabilito che sussiste un livello di vita anormalmente basso o una grave forma di sottoccupazione quando constata in una regione un PIL in SPA (prodotto interno lordo espresso in standard di potere di acquisto) pro capite inferiore al 75 % della media comunitaria. In base a tale criterio tali regioni possono pertanto beneficiare della deroga prevista dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera a). Nell'esaminare le regioni in questione sulla base di tale parametro, la Commissione è giunta alla conclusione che la situazione economica e sociale della Repubblica federale di Germania non giustifica, né nel suo complesso né in singole zone, l'applicazione di tale disposizione. La Commissione ha già difeso tale punto di vista in varie occasioni, come ad esempio nella decisione 87/15/CEE (10) del 19 febbraio 1986. Nel presente caso tale valutazione è suffragata anche dal fatto che durante il periodo 1985-1987 l'indice medio del PIL espresso in standard di potere d'acquisto si situava ad Amburgo a 187,7 (Comunità a dodici = 100).
7. In base all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo di talune regioni economiche possono essere considerati compatibili con il mercato comune quando non alterano le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune.
Ai fini dell'applicazione di tale deroga, la Commissione dispone di un potere discrezionale che essa esercita tenendo conto di determinati fattori economici e sociali. La Corte di
giustizia ha affermato che, da un lato, gli aiuti devono essere esaminati nel contesto comunitario (sentenza 730/79) e che, dall'altro, la Commissione può autorizzare gli aiuti destinati a promuovere lo sviluppo economico di regioni svantaggiate rispetto alla media nazionale (sentenza 248/84). Ai fini dell'applicazione dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), la Commissione ha adottato un metodo che tiene conto di questi due criteri, collegati fra di loro: essa esamina la situazione socioeconomica della regione nel suo contesto sia nazionale che comunitario e misura la differenza esistente tra la regione stessa e la media nazionale, onde accertare se tale differenza possa essere considerata rilevante nel contesto comunitario. La Commissione accerta altresì se gli aiuti regionali «non alterano le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse».
Si può considerare che gli aiuti regionali non alterano le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse soltanto qualora si accerti che
- senza gli aiuti, le forze di mercato non sarebbero state in grado di rimuovere le difficoltà o di promuovere lo sviluppo necessario delle regioni interessate,
- l'ammontare degli aiuti è adeguato a tali difficoltà,
- la concessione degli aiuti non falsa eccessivamente la concorrenza in determinati settori economici.
La Commissione ha del resto già applicato tali principi in occasione di precedenti decisioni in materia di aiuti regionali.
8. La Commissione ha esaminato la situazione socioeconomica della città di Amburgo sotto il profilo nazionale e comunitario. Per assicurare un raffronto sistematico ed obiettivo sotto il profilo comunitario, la Commissione ha elaborato un metodo che permette di fissare, per il territorio di ogni Stato membro, delle soglie generali di ammissibilità degli aiuti, basate sulla disoccupazione strutturale e sul prodotto interno lordo pro capite. La Commissione ha illustrato tale metodo nella sua comunicazione del 12 agosto 1988 (11).
Le soglie applicate nell'ambito del metodo vengono aggiornate regolarmente in base ai dati più recenti. In base ai valori attuali, nella Repubblica federale tedesca l'aiuto è ammissibile in linea di massima nelle regioni in cui il prodotto interno lordo o il valore aggiunto lordo pro capite è inferiore al 74 % della media federale o il tasso medio di disoccupazione supera il 143 % della media federale su un arco di cinque anni.
La Commissione ha proceduto all'esame degli aiuti sulla base delle soglie attualmente vigenti e dei dati più recenti sul valore
aggiunto lordo e sul tasso di disoccupazione. Anche se gli aiuti sono già stati accordati negli anni 1986-1988, l'utilizzazione di questi dati più recenti non pregiudica affatto la città di Amburgo.
Nella prima fase dell'analisi si ottiene per la città di Amburgo un prodotto interno lordo pro capite nella media degli anni 1983/1985/1987 di 162,9 punti e un tasso di disoccupazione medio negli anni dal 1984 al 1988 di 126,5 punti (Germania = 100).
Ciò significa che in base a questa valutazione iniziale, gli aiuti concessi nell'area di Amburgo non possono essere considerati compatibili con il mercato comune.
Questa analisi basata su valori-soglia costituisce soltanto una valutazione iniziale che può essere rettificata nella seconda fase dell'esame qualora l'applicazione di altri indicatori conduca ad una diversa valutazione della situazione attuale o futura delle regioni interessate.
Nella seconda fase la Commissione ha esaminato in particolare l'andamento dei dati riguardanti la disoccupazione e il prodotto interno lordo.
I risultati sono i seguenti:
Il tasso di disoccupazione della città di Amburgo è aumentato costantemente dal 1984 in poi, rispetto alla media comunitaria, situandosi nel 1984 a 112, nel 1985 a 121, nel 1986 e 1987 a 130 e nel 1988 a 145. Ciò significa che in seguito all'ultimo forte aumento è stata addirittura leggermente superata la soglia attualmente vigente di 143.
Tuttavia va considerato che per ottenere un quadro realistico dell'effettiva situazione sul mercato del lavoro di Amburgo bisogna tener conto anche del tradizionale ed importante flusso di pendolari che lavorano nell'area di Amburgo. L'unità geografica di base, ossia i bacini di lavoro, previsti dall'azione comune del Bund e dei Laender destinata al «Miglioramento della struttura economica regionale», tiene del resto conto di tali migrazioni pendolari.
Nel bacino di lavoro di Amburgo nel suo complesso l'indice di disoccupazione è stato il seguente (Stato federale = 100): 1984: 116, 1985: 127, 1986: 136, 1987: 144, 1988: 140. Si constata anche qui in un primo tempo un rapido aumento del tasso di disoccupazione fino al 1987. A partire dal 1988 l'indice è sceso di nuovo al di sotto della soglia di 143. Con un indice di 132 la disoccupazione strutturale (tasso medio di disoccupazione nel periodo 1984-1988) si situava comunque molto al di sotto di tale valore.
Il prodotto interno lordo pro capite nella città di Amburgo ha raggiunto i seguenti indici: 160,0 nel 1983, 163,8 nel 1985 e 165 nel 1987 (Stato federale = 100). Ciò dimostra un ulteriore miglioramento del già elevato potenziale economico della città di Amburgo.
Ma anche altri indicatori socioeconomici riflettono la situazione favorevole di Amburgo: in occasione della recente ridefinizione delle zone di sviluppo che rientrano nell'azione comune, fra i 179 bacini del lavoro tedeschi Amburgo figurava al settimo posto per la massa salariale e al terzo posto per quanto riguarda le infrastrutture.
Già in base ad un primo bilancio parziale si constata che il notevole aumento della disoccupazione, tenuto conto del tuttora elevato potenziale economico e della situazione socioeconomica in complesso favorevole di Amburgo, non giustifica ancora una deroga a norma dell'articolo 93, paragrafo 3, lettera c) del trattato.
9. Per giustificare la concessione dei suddetti aiuti, il governo federale aveva inoltre fatto riferimento alla riduzione dei posti di lavoro ad Amburgo verificatasi nella costruzione navale, nella navigazione e in altri settori connessi.
In effetti, tra il 1984 e il 1988 il numero dei posti di lavoro nell'industria cantieristica è sceso da 8 026 a 5 721 (media annuale). Per valutare queste cifre bisogna però tener conto delle seguenti circostanze: il peso della costruzione navale nell'industria di trasformazione (imprese con più di 20 addetti) ha subito in passato una costante diminuzione tanto da rappresentare nel 1986 appena il 5,3 %. Rispetto al volume globale dell'occupazione, gli addetti dell'industria cantieristica rappresentavano nel 1986 ad Amburgo soltanto lo 0,8 %. Anche tenendo conto della quota rappresentata dall'indotto dell'industria cantieristica, appare chiaramente che in complesso la costruzione navale non costituisce più il settore determinante per lo sviluppo economico della città. Anche l'aumento della disoccupazione ad Amburgo è imputabile soltanto in misura ridotta all'aumento della disoccupazione nella costruzione navale. Infatti, mentre il numero dei disoccupati è aumentato di 14 615 ad Amburgo negli anni 1984-1986, nell'industria navale si è registrata soltanto una perdita di 1 100 posti di lavoro. Infine va notato che la flessione dell'occupazione nell'industria cantieristica sembra essersi arrestata: infatti i posti di lavoro sono aumentati in questo settore da 5 672 (media mensile gennaio-settembre 1988) a 5 894 (media mensile gennaio-settembre 1989) pari ad un aumento del 3,9 %. In complesso, la soppressione dei posti di lavoro nella costruzione navale e nei settori connessi non permette pertanto di giustificare la concessione di aiuti regionali.
Il fatto che la Commissione abbia autorizzato il regime di aiuti per la riqualificazione dei cantieri di Amburgo può in realtà essere interpretato nel senso che la Commissione ha riconosciuto la necessità di un intervento a favore di questo settore. Nel rilasciare tale autorizzazione, non si è trattato tuttavia di stabilire se l'aiuto in questione fosse sufficiente o meno per rispondere a questa necessità di intervento. In nessun caso si può interpretare la decisione della Commissione nel senso che essa pregiudica l'autorizzazione di ulteriori aiuti a favore di Amburgo. Del resto, tale autorizzazione nonché altri aiuti ed altre misure che essa non ha contestato come anche i programmi a favore di Amburgo che essa ha approvato (come ad esempio il programma Renaval per Amburgo-centro) mostrano che, contrariamente a quanto teme il governo federale, la Commissione non ha preteso e non pretende la rinuncia totale a ogni misura di incentivazione dell'economia.
In conclusione, si può affermare che in base al metodo stabilito dalla Commissione per l'applicazione dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) agli aiuti regionali concessi dagli Stati membri, la città di Amburgo non può beneficiare di aiuti regionali. Va anche sottolineato che questa zona, ossia l'intero bacino del lavoro di Amburgo, che figura in base al metodo di delimitazione tedesco al settimo posto fra i 179 bacini del lavoro tedeschi, non è stata notificata alla Commissione, né ora né in passato, come zona di sviluppo da parte del governo federale. Pertanto, in sede di decisione sugli aiuti regionali nella Repubblica federale di Germania, la Commissione non ha neppure riconosciuto tale zona come zona di sviluppo.
10. Gli aiuti a favore di Amburgo non si giustificano neppure facendo valere che, in zone direttamente confinanti aventi caratteristiche socioeconomiche in parte più favorevoli, la Commissione non si è opposta a tassi di aiuto più elevati.
Gli aiuti erogati in una parte della zona di sviluppo dell'azione comune «Miglioramento della struttura economica regionale» confinante con Amburgo e rientrante in base alla delimitazione tedesca nello Zonenrandgebiet, sono stati autorizzati dalla Commissione in base all'articolo 92, paragrafo 2, lettera c) del trattato. Ai termini di tale disposizione «sono compatibili con il mercato comune gli aiuti concessi all'economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania che risentono della divisione della Germania, nella misura in cui sono necessari a compensare gli svantaggi economici provocati da tale divisione».
Come dimostrato, un'autorizzazione di aiuti regionali nella zona di Amburgo può intervenire soltanto sulla base dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c). Secondo la delimitazione tedesca, la zona di Amburgo non rientra nello Zonenrandgebiet né è stata notificata alla Commissione a norma dell'articolo 92, paragrafo 2, lettera c): neanche la Commissione ravvisa, nella situazione particolare di questa zona, alcun elemento che giustifichi la concessione di aiuti. La Commissione prende atto del fatto che il governo federale considera che la concessione di aiuti a favore dello Zonenrandgebiet sfavorisce Amburgo. Ciò non costituisce tuttavia un motivo per concedere aiuti a favore di imprese amburghesi e innescare in tal modo una spirale di sovvenzioni che sarebbe nefasta per i bilanci pubblici e per le altre imprese della Comunità.
11. La concessione di aiuti ad Amburgo non può giustificarsi neppure facendo presente che la Commissione ha approvato la concessione di aiuti nelle regioni danesi confinanti con lo Zonenrandgebiet tedesco benché non fossero ivi raggiunte le soglie di ammissibilità.
A questo riguardo va anzitutto rilevato che nelle zone di frontiera tra due Stati membri la prima fase dell'esame in base al metodo stabilito per l'applicazione dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) può dar luogo a risultati falsati, dato che i valori-soglia modificati sono calcolati sulla base non soltanto di valori comunitari ma anche di valori nazionali.
Pertanto è teoricamente possibile che zone frontaliere di due Stati membri che presentano analoghi problemi regionali
siano valutate in maniera differente nella prima fase dell'esame. Come dimostrato più sopra, il raffronto operato sulla base dei valori-soglia costituisce tuttavia soltanto una valutazione iniziale, la quale viene poi completata nella seconda fase. La Commissione deve a questo riguardo considerare che nelle zone frontaliere anche gli aiuti che, in condizioni normali, incidono soltanto sulla concorrenza intraregionale relativamente alla scelta del luogo di insediamento, con molta probabilità pregiudicano anche gli scambi tra Stati membri. In questo caso la Commissione deve perciò vigilare affinché gli aiuti concessi in regioni frontaliere limitrofe aventi analoghi problemi regionali siano trattati in maniera analoga in sede di controllo degli aiuti. Nel caso delle regioni frontaliere danesi l'esame effettuato in base a questo metodo, che include anche un raffronto con le regioni limitrofe della Germania federale, ha permesso alla Commissione di concludere che i relativi aiuti regionali possono essere considerati compatibili con il mercato comune. Conformemente alla regola stabilita nei principi di coordinamento, gli aiuti destinati a risolvere problemi di differente natura, intensità e urgenza devono essere a loro volta differenziati; i tassi massimi degli aiuti autorizzati dalla Commissione in Danimarca sono però in ogni caso inferiori a quelli applicati nelle regioni di sviluppo tedesche limitrofe.
12. Infine, la concessione di aiuti destinati a prevenire l'esodo da Amburgo non può essere neppure giustificata con la tesi che i tassi di aiuto si mantengono entro l'ordine di grandezza (7,5 % lordo) previsto dalla regolamentazione comunitaria sugli aiuti di importanza minore.
Anzitutto l'applicazione di questa regolamentazione è soggetta a determinati criteri: all'epoca dell'approvazione degli aiuti a favore di Amburgo da parte delle autorità tedesche (1986-1988) essa riguardava soltanto imprese con un massimo di 100 addetti e un fatturato annuo massimo di 10 milioni di ecu. I casi di aiuto in esame mostrano tuttavia che ad Amburgo sono state sovvenzionate anche imprese di dimensioni superiori. In secondo luogo, l'intensità degli aiuti di importanza minore non può superare il 7,5 % lordo. Nei casi di cui trattasi si constata che tale massimale non è stato rispettato. In terzo luogo, i criteri valevoli per gli aiuti di importanza minore si applicano soltanto agli aiuti preventivamente notificati a norma dell'articolo 93, paragrafo 3, alla Commissione e da questa autorizzati. Nei casi di specie tale notifica non ha avuto luogo.
13. Inoltre il governo federale non ha giustificato la concessione dei summenzionati aiuti né con motivi settoriali né con motivi di altra natura. Anche da parte della Commissione non è stato individuato alcun elemento che le permetta di concludere che gli aiuti soddisfano le condizioni previste per l'applicazione di una delle deroghe dell'articolo 92, paragrafi 2 e 3.
In conclusione, la concessione da parte della città di Amburgo di aiuti destinati a prevenire l'esodo delle imprese non è compatibile con il mercato comune.
14. Gli aiuti in questione sono illegali, non avendo il governo federale adempiuto agli obblighi derivanti dall'articolo 93, paragrafo 3 del trattato, e sono, come più sopra illustrato, incompatibili con il mercato comune a norma degli articoli 92 e 93. In nessuno dei citati casi il governo federale
ha informato la Commissione dei progetti di aiuti in tempo
utile per permetterle di pronunciarsi al riguardo. Anzi, nella maggior parte dei casi, il governo federale ha ammesso solo in ultimo - dopo aver ancora negato l'esistenza di altri casi nella sua risposta del 28 agosto 1989 all'apertura della procedura - la concessione di ulteriori aiuti negli anni 1986-1988.
Le autorità di Amburgo non avevano e non hanno il diritto di autorizzare e di versare tali aiuti. Come aveva già ribadito nelle lettere indirizzate al governo federale (12) la Commissione - avvalendosi della facoltà prevista dall'articolo 93, paragrafo 2 e riconosciuta dalla Corte di giustizia nella sentenza 70/72 del 12 luglio 1973 e nella sentenza 310/85 del 24 febbraio 1987 - può esigere, in caso di aiuti incompatibili con il mercato comune, che gli Stati membri esigano la restituzione, da parte dei beneficiari, degli aiuti versati illegalmente. Poiché gli aiuti in questione della città di Amburgo sono da considerare illegali essi devono, nella misura in cui siano già stati versati, essere rimborsati dalle imprese beneficiarie. La richiesta di rimborso è una conseguenza logica della illiceità e incompatibilità degli aiuti, e poiché l'obbligo di notifica preventiva di un nuovo aiuto previsto dall'articolo 93, paragrafo 3 costituisce una regola fondamentale, si deve assumere che le imprese che ricevono aiuti statali sappiano che tali aiuti devono essere notificati preventivamente alla Commissione e che in caso di assenza di tale notifica la Commissione può chiedere il rimborso degli aiuti stessi. Da parte dei beneficiari di aiuti non notificati non
può sussistere pertanto un legittimo affidamento. I beneficiari stessi sono tenuti ad accertare se gli aiuti sono stati
notificati. Se i beneficiari non si assicurano della avvenuta
notifica dell'aiuto in questione, essi non possono invocare il principio del legittimo affidamento;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il programma di aiuti della città di Amburgo inteso a prevenire l'esodo delle imprese è illegale essendo stato istituito in violazione dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato, ed è incompatibile con il mercato comune ai sensi degli articoli 92 e 93 del trattato. Il governo federale è tenuto ad abrogare il programma, con effetto dal giorno della sua entrata in vigore, nel termine di due mesi dalla data di pubblicazione della presente decisione.
Articolo 2
Le autorità di Amburgo non erano autorizzate a concedere e a versare aiuti negli anni 1986-1988 alle imprese elencate in appresso, nell'ambito del programma di aiuti di cui all'articolo 1. Il governo federale esigerà dalle singole imprese il rimborso degli aiuti, da effettuarsi entro due mesi dalla data di pubblicazione della presente decisione, a concorrenza dei seguenti importi:
(in DM)
20.
Nome
Ammontare della
sovvenzione
1.
Carl Schroedter (GmbH & Co.)/VSG Verfahrenstechnik fuer Schiffsbetr.
100 000
2.
Erich Wagner & Co.
150 000
3.
Mock & Reimers GmbH
175 000
4.
Oellerking Gebaeudereinigungsgesellschaft GmbH
75 000
5.
Krupp Corpoplast Maschinenbau GmbH
1 500 000
6.
Heinr. Ambrosius GmbH
215 500
7.
8.
aa
a
s
Montblanc-Simplo GmbH
2 875 000
825 000
9.
10.
aa
a
s
Bridgestone Reifen GmbH
3 262 000
1 690 000
11.
Chemische Fabrik Promonta GmbH
1 100 000
12.
Fielmann Verwaltung GmbH
2 000 000
13.
E. F. Oppermann GmbH & Co.
1 664 300
14.
Berendsohn AG
1 066 000
15.
KG Wilh. Liebelt GmbH & Co.
620 000
16.
Harms & Wende GmbH & Co.
500 000
17.
SECA Vogel & Halke GmbH & Co.
2 970 000
18.
KRASA Kraemer & Sawitsch GmbH & Co.
200 000
19.
Classen & Co. GmbH
75 000
20.
Fr. Daub & Soehne (GmbH u. Co.)
248 000
21.
«REPRO 68» Lithographie u. Klischee GmbH
850 000
22.
Geo Poulson GmbH & Co.
100 000
23.J. H. Peters & Bey GmbH 160 000(;) IV E (87)D/3334 del 7. 8. 1987, IV E 3(87)D/6597 del 18. 11. 1987, IV E 3(87)D/7009 del 6. 1. 1988, IV E 3(88)D/7148 del 22. 1. 1988, 80290 - IV E 3 del 15. 4. 1988 e SG(89)D/5660 del 3. 5. 1989.
(in DM)
20.
Nome
Ammontare della
sovvenzione
24.
Manfred Hechtl Gebaeudereinigungs- und Beteiligungs-GmbH
71 000
25.
L. W. C. Michelsen GmbH
200 000
26.
Arno Geerds
190 000
27.
Horst Roeder & Co. (GmbH & Co.)
418 000
28.
Juki (Europe) GmbH
1 735 000
29.
Emil Deiss KG
360 000
30.
Dresser Pleuger GmbH
600 000
31.
Bijou Brigitte modische Accessoires AG
232 500
32.
Hans-Joachim Sauer GmbH & Co.
50 000
33.
Rofin Sinar Laser-GmbH
1 000 000
Il governo federale è tenuto a ricuperare i summenzionati aiuti conformemente alle disposizioni della propria legislazione nazionale, ivi incluse le disposizioni in materia di interessi di mora sui crediti dello Stato. La presente disposizione si applica anche alle imprese che hanno beneficiato di tali aiuti senza che la Commissione ne sia stata informata.
Articolo 3
Il governo federale informa la Commissione, entro il termine di due mesi dalla data di notificazione della presente decisione, delle misure da esso adottate per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 18 luglio 1990.

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