Document ID: 31996D0671

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 13 novembre 1996 relativa a una procedura in applicazione dell'articolo 83 del trattato Euratom (XVII-05-Jenson Tungsten Ltd, Hemel Hempstead) (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede) (96/671/Euratom)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 83,
dopo aver dato all'impresa Jenson Tungsten Ltd di Hemel Hempstead (Regno Unito) l'opportunità di presentare osservazioni sugli addebiti formulati dalla Commissione, considerando quanto segue:
I. FATTI
La presente decisione riguarda la violazione degli obblighi essenziali in materia di controllo di sicurezza da parte dell'impresa Jenson Tungsten Ltd (Hemel Hempstead, RU) nel periodo da maggio 1992 a ottobre 1995.
La Jenson Tungsten Ltd è un'impresa ingegneristica che opera da una sede occupata in precedenza da altre imprese che effettuavano lavorazioni sull'uranio impoverito. Da quanto risulta, quando la Jenson Tungsten ha iniziato a operare nel 1992, è entrata in possesso di una giacenza di trucioli di lavorazione di uranio impoverito, risultanti da operazioni precedenti. Di conseguenza, in qualità di proprietario delle suddette materie, la Jenson Tungsten Ltd si è assunta la responsabilità di soddisfare agli obblighi relativi al controllo di sicurezza ai sensi del capo VII del trattato Euratom. La Jenson Tungsten Ltd ora lavora nel campo della fabbricazione e della lavorazione finale di leghe di tungsteno. Non vengano più esercitate attività concernenti materiale nucleare sul sito, e non ne risultano altre in programma.
Attraverso vari tipi di corrispondenza, ispezioni e un'udienza tenutasi a Londra negli uffici della Commissione il 29 novembre 1995, sono state constatati i seguenti fatti:
- il 9 marzo 1992, l'Euratom ha effettuato un'ispezione presso l'impresa. I risultati sono stati inviati all'operatore in una lettera datata luglio 1992, indicante:
- che non esisteva un sistema di contabilità delle materie nucleari conforme ai regolamenti della Commissione. Si è pertanto richiesto all'operatore di istituire tale sistema. Esso doveva includere l'etichettatura dei contenitori del materiale stoccato, un registro contabile, una documentazione giustificativa;
- che non era possibile effettuare una verifica soddisfacente dell'inventario a causa delle registrazioni incoerenti e incomplete del materiale stoccato;
- che molti dei rapporti presentati risultavano inesatti, talvolta mancavano e altri contenevano evidenti incongruenze.
È stato inoltre ricordato all'operatore che, prima di effettuare spedizioni di materiale nucleare, esso doveva essere specificato e, al momento della spedizione, notificato ai sensi dei regolamenti della Commissione. In seguito a questa verifica e sulla base di informazioni fornite dall'operatore si è concordata una cifra relativa al materiale stoccato al 31 luglio 1992. Questo dato era di 9,073 t di uranio impoverito e di 7,5 kg di uranio naturale.
- Il 12 maggio 1994, in seguito a una lettera della direzione del controllo di sicurezza Euratom (in seguito denominato «Euratom») in data 23 marzo 1994 che richiedeva informazioni sulla situazione dei trucioli di uranio impoverito in attesa di eliminazione, la Jenson Tungsten Ltd ha confermato che 6,407 t di trucioli di lavorazione di uranio impoverito erano stati spediti il 7 ottobre 1993.
- Il 19 settembre 1994, in seguito a varie azioni risultanti dall'ispezione del 9 marzo 1992, e in seguito alla spedizione del 7 ottobre 1993, l'Euratom ha chiesto alla Jenson Tungsten Ltd di esprimere osservazioni per iscritto sui dati calcolati riguardanti l'inventario residuo di 2,666 di uranio impoverito e di 7,5 kg di uranio naturale.
- Il 7 aprile 1995, all'Euratom è pervenuta la risposta della Jenson Tungsten Ltd che dichiarava:
- che quattro contenitori contenenti trucioli di uranio impoverito rimanevano sul sito;
- che la Jenson Tungsten Ltd non era in grado di confermare il peso preciso delle materie rimanenti e che le loro migliori valutazioni basate sul peso dei contenitori già smaltiti era di 1,2 t;
- che la Jenson Tungsten Ltd intendeva spedire tutte le materie rimanenti per pesatura e smaltimento, ma non era in grado di eseguire le suddette operazioni fino a una data più tarda nel 1995 a causa di difficoltà di trattamento sul sito del destinatario;
- che la Jenson Tungsten Ltd avrebbe presentato un rapporto sulle variazioni di inventario includente dettagli relativi alle quantità precise di materie non appena dette materie fossero state spedite e verificate alle installazioni del destinatario.
- Il 26 aprile 1995 l'Euratom ha effettuato un'altra ispezione presso la Jenson Tungsten Ltd.
- Il 16 maggio 1995, i primi risultati dell'ispezione del 26 aprile sono stati inviati per telefax alla Jenson Tungsten Ltd. Essi erano considerati insoddisfacenti poiché:
- agli ispettori non era stata fornita alcuna documentazione riguardante le giacenze di materie nucleari, vale a dire che nessun documento fonte, né specifiche delle operazioni, né scritture contabili riguardanti le materie nucleari erano state rese disponibili. I contenitori non erano stati etichettati;
- è apparsa evidente una discordanza. Dal momento che era stata stabilita una quantità in giacenza di 9,073 t di uranio impoverito e di 7,5 kg di uranio naturale, il solo movimento effettuato era costituito dalla spedizione di 6,407 t di uranio impoverito. Nessuna attività, ad esempio lavorazione dell'uranio, aveva avuto luogo. Essendo la miglior valutazione dello stock residuo di 1,2 t di uranio impoverito, risultava una discrepanza di 1,466 t di uranio impoverito e di 7,5 kg di uranio naturale.
All'esercente è stata ricordata la necessità di notificare le spedizioni.
- Il 2 giugno 1995, l'Euratom ha ricevuto una risposta (non datata). La Jenson Tungsten Ltd ha fornito dettagli circa le vicende che hanno portato alla situazione insoddisfacente. In particolare, nella lettera si diceva che nel corso dell'ispezione precedente, nel marzo 1992, l'operatore aveva dichiarato che il curatore fallimentare di uno dei predecessori della Jenson Tungsten Ltd che aveva fatto fallimento, non aveva rese disponibili le scritture contabili. Nel corso dell'ispezione era stata valutata la quantità di uranio impoverito rimanente sul sito. Nella lettera si dichiarava inoltre che l'uranio naturale era stato probabilmente messo insieme ai trucioli di lavorazione e pertanto le stime erano necessariamente imprecise.
- Il 2 giugno 1995, la richiesta dell'Euratom in seguito ai risultati dell'ispezione del 26 aprile 1995 era stata comunicata in dettaglio alla Jenson Tungsten Ltd:
- le caratteristiche tecniche di base datata 18 maggio 1992 dovevano essere riviste;
- si doveva istituire un sistema contabile delle materie nucleari conforme alle prescrizioni del regolamento (Euratom) n. 3227/76. Tale richiesta era già stata effettuata per iscritto in seguito ai risultati dell'ispezione del 9 marzo 1992, ma gli ispettori avevano concluso, dopo l'ispezione del 26 aprile 1995, che tale sistema non esisteva ancora;
- questo sistema doveva includere la prescrizione, di definire qualsiasi materia nucleare, prima della spedizione, inclusi i trucioli, con un indicatore riguardante la partita, una descrizione del materiale, la categoria, il peso dell'elemento e il codice di origine. Tutte le spedizioni di materie nucleari devono essere notificate in accordo con le norme del regolamento (Euratom) n. 3227/76. Dette norme non erano state osservate, in particolare per quanto riguarda la spedizione di 6,407 t di trucioli di uranio impoverito;
- occorre spiegare le ragioni per cui le seguenti norme non sono state osservate:
- dati originali che consentono le scritture contabili,
- sistema di registrazione e di contabilità,
- documentazione da conservare per un periodo di almeno cinque anni,
- rapporti di tutte le variazioni d'inventario;
- la discordanza indicata dal telefax del 16 maggio 1995 doveva essere spiegata;
- le etichette dovevano essere applicate a ciascuno dei fusti restanti contenenti l'uranio impoverito, e ciascuna etichetta doveva indicare un unico numero indentificativo del contenitore, la categoria e la forma della materia nucleare e il peso stimato o, se disponibile, il peso misurato reale delle materie nucleari. Tutte le materie nucleari all'interno e all'esterno del sito dovevano essere identificate e dichiarate;
- l'inventario nucleare doveva essere riaccertato e i risultati dell'inventario fisico notificati entro il 31 luglio 1995;
- il campione prelevato dagli ispettori il 26 aprile 1995 doveva essere conservato in luogo sicuro nel suo contenitore sigillato fino a ulteriore comunicazione.
- Il 22 giugno 1995, nella sua risposta, la Jenson Tungsten Ltd ha dichiarato:
- che il formulario per le caratteristiche tecniche di base era stato compilato nella forma più completa possibile;
- che era stato istituito un sistema di registrazione per tener conto dei trucioli di uranio impoverito sul sito;
- che era stato attribuito un numero di partita a ciascuno dei quattro fusti il cui contenuto era definito come trucioli di uranio impoverito. Era stato usato il peso stimato;
- che nessuna registrazione di qualsiasi sorta era stata passata alla Jenson Tungsten Ltd quando essa ha acconsentito al reimballaggio dell'uranio impoverito;
- che il valore di 9,073 t il 31 luglio 1992 era una valutazione e che non era stata ancora confermata, e i 7,5 kg di uranio naturale erano stati probabilmente messi insieme con l'uranio impoverito poiché non erano stati identificati come diversi;
- che i fusti sarebbero stati etichettati;
- che quattro contenitori con un peso stimato compreso tra 1,2 t e 1,4 t rimanevano sul sito. Non v'era possibilità di pesare i contenitori sul sito;
- che si prendeva nota della richiesta di mantenere in luogo sicuro il campione dell'Euratom fino a ulteriore comunicazione.
- Il 13 ottobre 1995, l'Euratom ha effettuato un'ulteriore ispezione. Scopo della suddetta ispezione era di fare seguito a quella precedente del 26 aprile 1995 alla luce della corrispondenza che ne era seguita.
- Il 16 novembre 1995 l'Euratom ha comunicato i risultati dell'ispezione che erano considerati insoddisfacenti poiché:
- oltre al numero di identificazione, le etichette identificanti la natura e il peso del contenuto non erano ancora state applicate a ciascun contenitore;
- nonostante le richieste di essere tenuti informati ed una lettera con avviso formale di omissione di notifica di ricevimento, solo nel corso dell'ispezione del 13 ottobre 1995 si è potuta ottenere una notifica di variazione di inventario per il trasferimento di materiale del 7 ottobre 1993. L'Euratom ha dichiarato che tali ritardi erano inaccettabili e ha richiesto che qualsiasi futura dichiarazione connessa con lo stock rimanente o con movimenti di materie nucleari doveva essere effettuata in conformità del regolamento (Euratom) n. 3227/76;
- i documenti fonte giustificativi delle registrazioni relative alle giacenze non erano ancora stati resi disponibili;
- che la spiegazione fornita riguardante l'apparente discrepanza di 1,466 t di uranio impoverito e dei 7,5 kg di uranio naturale era insoddisfacente.
- Il 29 novembre 1995 si è tenuta a Londra un'udienza con i rappresentanti della Jenson Tungsten Ltd e delle autorità britanniche con l'obiettivo di chiarire la posizione della Jenson Tungsten Ltd nei confronti del trattato Euratom (capo VII), del regolamento n. 8 della Comunità europea dell'energia atomica, nonché del regolamento (Euratom) n. 3227/76. Tra i vari punti trattati, l'udienza ha portato alla conclusione:
- che la Jenson Tungsten Ltd ha omesso di tenere una registrazione adeguata per l'uranio impoverito e l'uranio naturale stoccati sul sito;
- che non erano stati forniti i documenti fonte né le specifiche delle operazioni atte a giustificare le variazioni d'inventario;
- che il sistema di contabilizzazione dei materiali era inesistente e ciò per un periodo inaccettabilmente lungo;
- che la spedizione di 6,407 t di uranio impoverito il 7 ottobre 1993 era stata dichiarata solo su richiesta e ciò dopo un lasso di tempo inaccettabilmente lungo;
- che si era sempre in attesa che venisse eseguita un'appropriata etichettatura dei trucioli di uranio impoverito rimanenti sul sito;
- che vi era una vistosa discrepanza di 1,466 t di uranio impoverito e di 7,5 uranio naturale.
I fatti succitati non sono contestati dall'operatore.
II. VALUTAZIONE GIURIDICA
A. Disposizioni legali
In virtù del materiale nucleare sotto la sua responsabilità e sul proprio sito, la Jenson Tungsten Ltd è un'impresa che rientra nei termini dell'articolo 196 lettera b) del trattato Euratom.
Essa è quindi soggetta alle disposizioni del capo VII, titolo II del trattato al regolamento (Euratom) n. 3227/76 della Commissione, del 19 ottobre 1976, relativo all'applicazione delle disposizioni sul controllo di sicurezza dell'Euratom (1) emendato dal regolamento (Euratom) n. 2130/93 (2) e al regolamento n. 8 della Comunità europea per l'energia atomica che definisce la natura e la portata degli obblighi di cui all'articolo 79 del trattato Euratom (3), nella misura in cui l'ultimo regolamento si applica alla Jenson Tungsten Ltd ai sensi dell'articolo 40 del regolamento (Euratom) n. 3227/76.
In conformità dell'articolo 77 del trattato Euratom, la Commissione deve accertarsi che, nei territori degli Stati membri:
a) i minerali, materie grezze e materie fissili speciali non siano distolti dagli usi ai quali i loro utilizzatori hanno dichiarato di destinarli;
b) siano osservate le disposizioni relative all'approvvigionamento, e qualsiasi impegno particolare relativo al controllo assunto dalla Comunità in virtù di un accordo concluso con uno Stato terzo o con un'organizzazione internazionale.
In conformità dell'articolo 197 del trattato Euratom, titolo V, «materie grezze» include l'uranio contenente una mescolanza di isotopi esistenti in natura e l'uranio con un tenore di uranio 235 inferiore al normale.
Ai sensi del primo paragrafo dell'articolo 79, titolo 2, capo VII del trattato Euratom la Commissione esige la presentazione di specifiche delle operazioni al fine di permettere la contabilità relativa ai minerali, materie grezze e materie fissili speciali utilizzati o prodotti.
Ai sensi dell'articolo 2 del regolamento n. 8, i produttori e gli utilizzatori di minerali, di materie grezze e di materie fissili speciali tengono una contabilità delle materie che permette loro di inviare alla Commissione e di giustificare i prospetti definiti dal suddetto regolamento.
Ai sensi dell'articolo 5 del regolamento n. 8, i produttori e gli utilizzatori di materie grezze o di materie fissili speciali trasmettono alla Commissione, per ciascuno dei loro impianti, al più tardi entro il 15 di ogni mese un bilancio delle materie di cui essi hanno disposto nel corso del mese precedente, al quale è allegata una ricapitolazione delle spedizioni e degli arrivi di materie avvenuti nel corso del mese, con indicazione per ciascuna di esse della data, della quantità, composizione, forma e del fornitore o destinatario.
In conformità degli articoli 81 e 82 del trattato, gli ispettori effettuano ispezioni sui minerali, i materiali grezzi e le materie fissili speciali e verificano le specifiche contabili di cui all'articolo 79.
B. Le infrazioni constatate
In seguito all'esame dei fatti da parte della direzione del controllo sicurezza Euratom, sono state constatate le seguenti infrazioni:
1. Violazione delle disposizioni dell'articolo 79 del trattato Euratom e dell'articolo 2 del regolamento n. 8 riguardante la tenuta di specifiche delle operazioni per consentire la contabilità relativa ai minerali, materie grezze e materie fissili speciali.
2. Incompatibilità del sistema di contabilità con le prescrizioni di cui agli articoli 81 e 82 del trattato nel senso che ha reso impossibili la verifica delle materie e la contabilità.
3. Violazione delle disposizioni dell'articolo 5 del regolamento n. 8 riguardante la comunicazione delle spedizioni e degli arrivi, particolarmente per quanto riguarda la spedizione di una parte sostanziale del proprio inventario del materiale nucleare nel 1993.
Giova notare che la discordanza di 1,466 t di uranio impoverito e di 7,5 kg di uranio naturale non è stata soddisfacentemente spiegata né giustificata.
C. Sanzioni da applicare
Ai sensi dell'articolo 83, paragrafo 1 del trattato, in caso di infrazione da parte delle persone o delle imprese agli obblighi loro imposti, la Commissione può pronunciare sanzioni nei loro confronti.
Tali sanzioni sono, in ordine di gravità:
a) il richiamo;
b) la revoca di vantaggi particolari, quali l'assistenza finanziaria o l'aiuto tecnico;
c) un provvedimento che ponga l'impresa, per un periodo massimo di quattro mesi, sotto l'amministrazione di una persona o di un collegio designati di comune accordo dalla Commissione e dallo Stato cui appartiene l'impresa;
d) il ritiro totale o parziale delle materie grezze o materiali fissili speciali.
Dato che il criterio determinante per l'applicazione di detto articolo è la gravità dell'infrazione commessa occorre in primo luogo effettuare un'analisi soggettiva e oggettiva della natura delle infrazioni.
Da un punto di vista obiettivo, le disposizioni violate sono elementi essenziali della legislazione comunitaria nel campo del controllo della sicurezza.
Tuttavia, i fatti constatati hanno reso possibile per la Commissione lo svolgimento del compito assegnatogli dall'articolo 2 lettera e) del trattato, ossia «di garantire, mediante adeguati controlli, che le materie nucleari non vengano distolte dalle finalità cui sono destinate».
Tuttavia, per consci che gli obblighi imposti dal trattato Euratom sono concepiti per garantire che tutte le materie nucleari, incluse le materie grezze, siano propriamente registrate, contabilizzate e notificate, vengono presi in considerazione la quantità e il tipo di materie nucleari interessate. In questo caso il materiale di cui si parla aveva uno scarso valore strategico.
Da un punto di vista soggettivo, appare che la Jenson Tungsten Ltd non abbia tenuto una registrazione appropriata né rapporti sulle materie nucleari in loco e che un sistema di contabilità di dette materie non è esistito per lungo tempo nonostante varie richieste e reclami. Ciò avrebbe normalmente portato a imporre una sanzione in conformità dell'articolo 83 paragrafo 1 lettera c).
Giova tuttavia considerare che la Jenson Tungsten Ltd non esercita un'attività comportante l'uso di materie nucleari, e che essa detiene trucioli di uranio impoverito del suo predecessore in attesa di smaltimento; la Jenson Tungsten Ltd deve istituire e tenere una registrazione dei trucioli di uranio impoverito rimanenti sul sito e apporre etichette appropriate a ciascun fusto contenente il materiale. Dette etichette devono indicare, oltre il numero di identificazione unico, il contenuto e il peso stimato del contenuto. Inoltre la Jenson Tungsten Ltd deve dichiarare qualsiasi futuro movimento di materie nucleari, in particolare la spedizione dei rimanenti trucioli di uranio impoverito per smaltimento, ai sensi del regolamento della Commissione in vigore. Deve essere istituito un sistema di documentazione fonte per i futuri movimenti.
Nel valutare i fattori oggettivi e soggettivi di cui sopra, la Commissione ritiene che le infrazioni sono tali da giustificare una sanzione.
Viste le circostanze, e in particolare che sull'installazione non vengono esercitate attività comportanti l'uso di materie nucleari o di attrezzature nucleari, e che i rimanenti trucioli di uranio impoverito verranno smaltiti non appena si potranno concludere accordi commerciali, e visto che la Jenson Tungsten Ltd non beneficia di vantaggi particolari né di assistenza finanziaria o aiuto tecnico, la sanzione appropriata da imporre è quella prevista dall'articolo 83 paragrafo 1, lettera a) del trattato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. La Jenson Tungsten Ltd ha violato gli articoli 77, 79, 81 e 82 del trattato Euratom, nonché l'articolo 2 del regolamento n. 8 poiché, per un periodo inaccettabilmente lungo, non ha istituito un sistema di contabilizzazione delle materie nucleari e in particolare non sono state rese disponibili specifiche delle operazioni, né documenti fonte riguardanti l'uranio naturale e impoverito, né si è proceduto all'etichettatura delle materie nucleari immagazzinate, ostacolando pertanto la verifica completa del sistema di contabilità.
2. La Jenson Tungsten Ltd ha violato l'articolo 5 del regolamento n. 8 per la mancata dichiarazione tempestiva di una spedizione di una parte sostanziale del proprio inventario del materiale nucleare.
Articolo 2
1. La Commissione emana un richiamo alla Jenson Tungsten Ltd.
2. Il richiamo è pronunciato nell'intesa che sia posto rimedio agli inadempimenti per quanto riguarda i documenti fonte, e che venga rettificato il sistema contabile e di etichettatura delle materie nucleari.
3. Sulla base dei rapporti di cui all'articolo 3 e delle proprie verifiche, la Commissione valuterà l'osservanza, da parte della Jenson Tungsten Ltd, delle disposizioni di cui al paragrafo 2.
Articolo 3
La Jenson Tungsten Ltd fornirà alla Commissione un rapporto con la descrizione delle misure intese a porre rimedio agli inadempimenti di cui all'articolo 1 entro tre mesi dalla data della presente decisione.
Articolo 4
1. La Jenson Tungsten Ltd, 11, Maxted Road, Hemel Hempstead UK - Herts HP2 7DX, è destinataria della presente decisione.
2. La presente decisione verrà comunicata al Regno Unito.
Fatto a Bruxelles, il 13 novembre 1996.

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