Document ID: 32008R0521

REGOLAMENTO (CE) N. 521/2008 DEL CONSIGLIO
del 30 maggio 2008
che istituisce l’Impresa Comune «Celle a combustibile e idrogeno»
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 171 e 172,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo,
considerando quanto segue:
(1)
La decisione n. 1982/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente il settimo programma quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) (1), (di seguito il «settimo programma quadro») prevede un contributo comunitario per l’istituzione di partenariati pubblico/privato di lungo termine che assumano la forma di iniziative tecnologiche congiunte (di seguito «ITC») che potrebbero essere attuate mediante imprese comuni ai sensi dell’articolo 171 del trattato. Tali ITC sono il risultato dei lavori delle piattaforme tecnologiche europee, già istituite nell’ambito del sesto programma quadro, e riguardano aspetti specifici di ricerca nel rispettivo settore. Dovrebbero associare investimenti del settore privato e finanziamenti pubblici europei, ivi compresi i finanziamenti del settimo programma quadro.
(2)
La decisione 2006/971/CE del Consiglio, del 19 dicembre 2006, concernente il programma specifico «Cooperazione» che attua il settimo programma quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) (2), sottolinea la necessità di partenariati paneuropei pubblico/privato ambiziosi per accelerare lo sviluppo di importanti tecnologie e attività di ricerca di vasta portata a livello comunitario, tra cui segnatamente le ITC.
(3)
Il piano «Crescita e occupazione» dell’agenda di Lisbona sottolinea la necessità di creare nella Comunità condizioni favorevoli per gli investimenti nella conoscenza e nell’innovazione al fine di favorire la competitività, la crescita e l’occupazione.
(4)
Nel marzo 2007 il Consiglio europeo ha concluso che gli Stati membri erano determinati a promuovere le ecoinnovazioni mediante un approccio ambizioso, sfruttando pienamente le potenzialità offerte dai mercati guida in settori quali le tecnologie sostenibili e sicure a bassa emissione di carbonio, le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e delle risorse; ha riconosciuto l’esigenza di rafforzare la ricerca in materia di energia, in particolare per accelerare la competitività delle energie sostenibili, specie quelle rinnovabili, e delle tecnologie a basse emissioni di carbonio e l’ulteriore sviluppo delle tecnologie di efficienza energetica.
(5)
Nelle conclusioni del 3 marzo 2003, del 22 settembre 2003 e del 24 settembre 2004, il Consiglio ha sottolineato l’importanza di realizzare ulteriori azioni a seguito del Piano d’azione 3 % per la ricerca e la politica d’innovazione, in particolare nuove iniziative destinate ad intensificare la cooperazione tra l’industria e il settore pubblico al fine di finanziare la ricerca rafforzando i collegamenti pubblico/privato transnazionali.
(6)
Nel novembre 2003 il Consiglio europeo ha adottato un’iniziativa europea per la crescita. Tale iniziativa comprende, nel programma Quick-start, un settore di progetto dedicato all’«economia dell’idrogeno», per il quale è stato previsto uno stanziamento totale di 2 800 Mio EUR tra il 2004 e il 2015 e che potrebbe beneficiare di finanziamenti nell’ambito dei programmi quadro di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (di seguito «RST») e dei fondi strutturali.
(7)
Nel maggio 2003 un gruppo ad alto livello sull’idrogeno e le celle a combustibile ha presentato una relazione prospettiva intitolata «Hydrogen Energy and Fuel Cells - a vision of our future», che raccomandava tra l’altro di costituire un partenariato nel settore delle tecnologie delle celle a combustibile e dell’idrogeno con un aumento sostanziale del bilancio di RST, nonché un programma pilota e di dimostrazione per estendere gli esercizi di convalida delle tecnologie al settore dello sviluppo dei mercati.
(8)
Nel dicembre 2003 la Commissione ha agevolato la creazione della piattaforma tecnologica europea «Idrogeno e celle a combustibile», che riunisce tutte le parti interessate in uno sforzo comune per realizzare la visione del gruppo ad alto livello. Nel marzo 2005 tale piattaforma tecnologica ha adottato un’agenda strategica di ricerca e una strategia di intervento, intese ad accelerare lo sviluppo e la commercializzazione delle tecnologie delle celle a combustibile e dell’idrogeno nella Comunità.
(9)
La sfida tecnologica rappresentata dalle celle a combustibile e dall’idrogeno è molto complessa e di grande portata e la dispersione delle competenze tecniche è molto elevata. Di conseguenza, per raggiungere una massa critica in termini di volume di attività, eccellenza e potenziale d’innovazione, occorre affrontare questa sfida in modo mirato e coerente a livello dell’UE. Ciò, e il relativo contributo potenziale alle politiche comunitarie, in particolare in materia di energia, ambiente, trasporti, sviluppo sostenibile e crescita economica, richiede l’applicazione dell’approccio ITC in questo settore.
(10)
L’obiettivo dell’ITC «Celle a combustibile e idrogeno» è di attuare un programma di attività di RST in Europa nei settori delle celle a combustibile e dell’idrogeno. Queste attività dovrebbero essere realizzate, sulla base della piattaforma tecnologica europea «Idrogeno e celle a combustibile», con la cooperazione e la partecipazione di parti interessate provenienti dal comparto industriale, comprese le piccole e medie imprese (di seguito «PMI»), i centri di ricerca, le università e le regioni.
(11)
Sono necessarie significative innovazioni in una serie di settori affinché le tecnologie delle celle a combustibile e dell’idrogeno siano utilizzate in modo efficace. Si dovrebbe porre un accento adeguato sulla ricerca a lungo termine, tenendo conto del parere espresso dagli organi consultivi dell’impresa comune «Celle a combustibile e idrogeno» (di seguito «impresa comune FCH»).
(12)
In considerazione del partenariato pubblico/privato, che vede la collaborazione di parti interessate di grande livello e delle sue attività a lungo termine, dei vantaggi socioeconomici previsti per i cittadini europei, della messa in comune di risorse finanziarie e del cofinanziamento nel settore delle attività di RST delle celle a combustibile e dell’idrogeno fornito dalla Commissione e dall’industria, delle competenze scientifiche e tecniche di alto livello richieste nonché del contributo dei diritti di proprietà intellettuale, è essenziale istituire un’impresa comune FCH ai sensi dell’articolo 171 del trattato. Tale soggetto giuridico dovrebbe garantire l’utilizzo coordinato e la gestione efficiente dei fondi assegnati all’ITC sulle «Celle a combustibile e idrogeno». L’impresa comune FCH dovrebbe essere istituita per un periodo fino al 31 dicembre 2017 per garantire una gestione adeguata delle attività di ricerca avviate ma non terminate nel corso del settimo programma quadro.
(13)
Gli obiettivi dell’impresa comune FCH dovrebbero essere conseguiti mediante la messa in comune di risorse provenienti dal settore pubblico e da quello privato a sostegno delle attività di RST, allo scopo di aumentare l’efficacia complessiva degli sforzi di ricerca a livello europeo e accelerare lo sviluppo e l’introduzione delle tecnologie connesse alle celle a combustibile e all’idrogeno. A tal fine, l’impresa comune FCH dovrebbe essere in grado di organizzare inviti a presentare proposte su base concorrenziale per progetti intesi a attuare attività di RST. Le attività di ricerca dovrebbero rispettare i principi fondamentali ed etici applicabili al settimo programma quadro.
(14)
I membri fondatori dell’impresa comune FCH dovrebbero essere la Comunità, rappresentata dalla Commissione in quanto rappresentante del settore pubblico, ed il gruppo industriale europeo per l’iniziativa tecnologica congiunta «Celle a combustibile e idrogeno» (di seguito «il gruppo industriale»), che rappresenta gli interessi delle imprese ed è aperto alle imprese private. Un gruppo di ricerca può diventare membro dell’impresa comune FCH.
(15)
I costi amministrativi dell’impresa comune FCH dovrebbero essere sostenuti, in contanti, in misura uguale dalla Comunità e dal gruppo industriale fin dall’inizio. Se viene costituito il gruppo di ricerca, anch’esso dovrebbe contribuire ai costi amministrativi.
(16)
I costi operativi dovrebbero essere finanziati dalla Comunità, dall’industria e dagli altri soggetti giuridici pubblici e privati che partecipano alle attività. Ulteriori opzioni di finanziamento potrebbero essere fornite, tra l’altro, dalla Banca europea per gli investimenti, in particolare attraverso il meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi istituito congiuntamente dalla Banca europea per gli investimenti e dalla Commissione, ai sensi dell’allegato III della decisione 2006/971/CE.
(17)
Conformemente al settimo programma quadro e alla decisione 2006/975/CE del Consiglio, del 19 dicembre 2006, concernente il programma specifico da attuare mediante azioni dirette del Centro comune di ricerca nell’ambito del settimo programma quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) (3), Centro comune di ricerca, il Centro comune di ricerca può all’occorrenza partecipare ad ITC. Il Centro comune di ricerca ha una competenza specifica nei settori delle celle a combustibile e dell’idrogeno ed è pertanto opportuno chiarire che il suo eventuale contributo ad iniziative tecnologiche congiunte non è destinato a far parte del contributo della Comunità previsto negli atti giuridici che istituiscono le iniziative tecnologiche congiunte.
(18)
L’impresa comune FCH dovrebbe essere un organismo istituito dalla Comunità, che riceve il discarico per l’esecuzione del bilancio dal Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio. Tuttavia, si dovrebbe tener conto delle specificità derivanti dalla natura dell’ITC quale partenariato pubblico/privato, in particolare dal contributo del settore privato al bilancio.
(19)
L’impresa comune FCH dovrebbe adottare, conformemente al regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (4), e previo accordo della Commissione, un regolamento finanziario specifico che tenga conto delle sue esigenze operative specifiche derivanti, in particolare, dalla necessità di riunire finanziamenti comunitari e privati per sostenere le attività di RST in modo efficiente e tempestivo. Per assicurare un trattamento armonizzato di coloro che partecipano alle attività di ricerca dell’impresa comune FCH e coloro che partecipano alle azioni indirette del settimo programma quadro, è opportuno che l’imposta sul valore aggiunto non sia un costo ammissibile ai fini del finanziamento comunitario, in linea con il regolamento (CE) n. 1906/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che stabilisce le regole per la partecipazione di imprese, centri di ricerca e università alle azioni nell’ambito del settimo programma quadro e per la diffusione dei risultati della ricerca (2007-2013) (5).
(20)
Le modalità organizzative e operative dell’impresa comune FCH dovrebbero essere stabilite nello statuto dell’impresa comune FCH, nel quadro del presente regolamento.
(21)
La politica dell’impresa comune FCH in materia di diritti di proprietà intellettuale dovrebbe stabilire che la proprietà dei diritti è attribuita ai partecipanti dei progetti, quali titolari della proprietà industriale creata a seguito dell’iniziativa tecnologica congiunta FCH, e ne dovrebbe permettere un adeguato sfruttamento.
(22)
Dovrebbero essere adottate misure adeguate per prevenire irregolarità e frodi e si dovrebbero prendere i provvedimenti necessari per recuperare i fondi perduti, indebitamenti versati o scorrettamente utilizzati conformemente al regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee (6), al regolamento (CE, Euratom) n. 2185/96 del Consiglio, dell’11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (7), e al regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) (8).
(23)
In quanto organismo dotato di personalità giuridica, l’impresa comune FCH dovrebbe essere responsabile delle sue azioni. Ove necessario, la Corte di giustizia delle Comunità europee dovrebbe essere competente per la risoluzione delle eventuali controversie derivanti dalle attività dell’impresa comune FCH.
(24)
Poiché l’obiettivo del presente regolamento, ossia la costituzione dell’impresa comune FCH, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri a causa della dimensione transnazionale e della portata delle sfide individuate nel campo della ricerca, che rendono necessario il raggruppamento delle risorse complementari finanziarie e di conoscenza di tipo transettoriale e transfrontaliero, e può dunque essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire, in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Costituzione
1. Ai fini dell’attuazione dell’iniziativa tecnologica congiunta (di seguito «ITC») «Celle a combustibile e idrogeno» è costituita un’impresa comune ai sensi dell’articolo 171 del trattato (di seguito «impresa comune FCH») per il periodo fino al 31 dicembre 2017.
2. L’impresa comune FCH ha sede a Bruxelles (Belgio).
Articolo 2
Obiettivi
1. L’impresa comune FCH contribuisce all’attuazione del settimo programma quadro e in particolare dei temi «Energia», «Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione», «Ambiente (cambiamenti climatici inclusi)» e «Trasporti (aeronautica compresa)» del programma specifico «Cooperazione».
2. In particolare, l’impresa comune:
a)
mira a portare l’Europa all’avanguardia mondiale delle tecnologie delle celle a combustibile e dell’idrogeno e a consentire la penetrazione commerciale delle tecnologie delle celle a combustibile e dell’idrogeno, contribuendo a fare in modo che le forze del mercato commerciale producano i sostanziali vantaggi pubblici potenziali;
b)
sostiene la ricerca, lo sviluppo tecnologico e la dimostrazione (di seguito «RST») negli Stati membri e nei paesi associati al settimo programma quadro (di seguito «paesi associati») in modo coordinato per superare le carenze del mercato e concentrarsi sullo sviluppo di applicazioni commerciali, in modo da facilitare ulteriori sforzi delle imprese volti a una rapida introduzione delle tecnologie delle celle a combustibile e dell’idrogeno;
c)
sostiene l’attuazione delle priorità RST dell’ITC «Celle a combustibile e idrogeno», segnatamente mediante la concessione di sovvenzioni a seguito di inviti a presentare proposte su base concorrenziale;
d)
mira ad incoraggiare l’aumento degli investimenti pubblici e privati destinati alla ricerca sulle tecnologie delle celle a combustibile e dell’idrogeno negli Stati membri e nei paesi associati.
Articolo 3
Status giuridico
L’impresa comune FCH è un organismo comunitario dotato di personalità giuridica. In ciascuno degli Stati membri della Comunità europea gode della più ampia capacità giuridica riconosciuta alle persone giuridiche dalle legislazioni nazionali di tali Stati. Essa può, in particolare, acquistare o alienare beni mobili e immobili e stare in giudizio.
Articolo 4
Statuto
È adottato lo statuto dell’impresa comune FCH, che figura in allegato e costituisce parte integrante del presente regolamento.
Articolo 5
Contributo della Comunità
1. Il contributo massimo della Comunità all’impresa comune FCH a copertura dei costi amministrativi ed operativi è pari a 470 Mio EUR. Il contributo proviene dagli stanziamenti del bilancio generale dell’Unione europea assegnato ai temi «Energia», «Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione», «Ambiente (cambiamenti climatici inclusi)» e «Trasporti (aeronautica compresa)» del programma specifico «Cooperazione» che attua il settimo programma quadro, conformemente a quanto disposto dall’articolo 54, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002.
2. Le modalità del contributo finanziario della Comunità sono stabilite mediante un accordo di finanziamento generale e accordi di finanziamento annuali che devono essere conclusi tra la Commissione, per conto della Comunità, e l’impresa comune FCH.
3. Il contributo comunitario all’impresa comune FCH utilizzato per finanziare progetti è assegnato a seguito di inviti a presentare proposte su base aperta e concorrenziale e di una valutazione effettuata con l’assistenza di esperti indipendenti.
4. Gli eventuali contributi finanziari o in natura del Centro comune di ricerca all’impresa comune FCH non sono considerati facenti parte del contributo della Comunità di cui al paragrafo 1.
Articolo 6
Regolamento finanziario
1. L’impresa comune FCH adotta un regolamento finanziario specifico conformemente all’articolo 185, paragrafo 1, del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002. Esso può discostarsi dalle regole stabilite dal regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (9), ove ciò sia richiesto dalle esigenze operative specifiche dell’impresa comune FCH e previo accordo della Commissione.
2. L’impresa comune FCH dispone di proprie capacità di revisione contabile interna.
Articolo 7
Personale
1. Lo statuto dei funzionari delle Comunità europee, il regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee e le norme adottate congiuntamente dalle istituzioni delle Comunità europee ai fini dell’applicazione di detto statuto e di detto regime si applicano al personale dell’impresa comune FCH e al suo direttore esecutivo.
2. Fatti salvi il paragrafo 3 del presente articolo e l’articolo 6, paragrafo 3, dello statuto, l’impresa comune FCH esercita, nei confronti del suo personale, i poteri conferiti all’autorità che ha il potere di nomina dallo statuto dei funzionari delle Comunità europee e all’autorità autorizzata a stipulare contratti in base al regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee.
3. Il consiglio di direzione adotta, in accordo con la Commissione, le misure di attuazione necessarie di cui all’articolo 110 dello statuto dei funzionari delle Comunità europee e al regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee.
4. Il numero degli effettivi è determinato nella tabella dell’organico dell’impresa comune FCH che sarà stabilita nel bilancio annuale della stessa.
5. Il personale dell’impresa comune FCH è composto di agenti temporanei e agenti contrattuali assunti per un periodo determinato che può essere prorogato una volta sola per un ulteriore periodo determinato. Il periodo complessivo di assunzione non può superare sette anni e non può comunque essere superiore alla durata dell’impresa comune.
6. Tutti i costi relativi al personale sono a carico dell’impresa comune FCH.
Articolo 8
Privilegi e immunità
All’impresa comune FCH e al suo personale si applica il protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee.
Articolo 9
Responsabilità
1. La responsabilità contrattuale dell’impresa comune FCH è disciplinata dalle pertinenti disposizioni contrattuali e dalla legge applicabile all’accordo o al contratto in questione.
2. In materia di responsabilità non contrattuale, l’impresa comune FCH risarcisce, conformemente ai principi generali comuni alle leggi degli Stati membri, i danni causati dai suoi agenti nell’esercizio delle loro funzioni.
3. Qualsiasi pagamento dell’impresa comune FCH destinato a coprire la responsabilità di cui ai paragrafi 1 e 2 come pure i costi e le spese sostenute in relazione ad essa sono considerati spese dell’impresa comune FCH e sono coperti dalle risorse dell’impresa comune FCH.
4. Solo l’impresa comune FCH risponde delle proprie obbligazioni.
Articolo 10
Competenza della Corte di giustizia e diritto applicabile
1. La Corte di giustizia è competente a pronunciarsi:
a)
sulle controversie tra i membri concernenti l’oggetto del presente regolamento e dello statuto di cui all’articolo 4;
b)
in virtù di una clausola compromissoria contenuta negli accordi o contratti conclusi dall’impresa comune FCH;
c)
sui ricorsi promossi contro l’impresa comune FCH, ivi comprese le decisioni dei suoi organi, conformemente alle disposizioni degli articoli 230 e 232 del trattato;
d)
sulle controversie relative al risarcimento dei danni causati dal personale dell’impresa comune FCH nell’esercizio delle sue funzioni.
2. Per tutte le questioni non contemplate dal presente regolamento o da altri atti di diritto comunitario, si applica la legge dello Stato in cui ha sede l’impresa comune FCH.
Articolo 11
Rapporto, valutazione e discarico
1. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione annuale sui progressi realizzati dall’impresa comune FCH. Tale relazione contiene una descrizione dettagliata dell’attuazione, compreso il numero delle proposte presentate, il numero delle proposte selezionate per il finanziamento, il tipo di partecipanti, comprese le PMI, e le statistiche per paese.
2. Entro il 30 maggio 2011, e comunque non oltre il 30 giugno 2011, nonché entro il 31 dicembre 2013, la Commissione, assistita da esperti indipendenti, procede, in base a un mandato stabilito previa consultazione con l’impresa comune FCH, a una valutazione intermedia di tale impresa comune. La valutazione riguarda la qualità e l’efficacia dell’impresa comune FCH e i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi stabiliti. La Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio le conclusioni della valutazione, corredate delle sue osservazioni e, se del caso, di proposte di modifica del presente regolamento, compresa l’eventuale cessazione anticipata dell’impresa comune.
3. Entro sei mesi dalla liquidazione dell’impresa comune, la Commissione, assistita da esperti indipendenti, procede a una valutazione finale dell’impresa comune FCH. I risultati della valutazione finale sono presentati al Parlamento europeo e al Consiglio.
4. Il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’impresa comune FCH è dato dal Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio, conformemente a una procedura prevista dal regolamento finanziario dell’impresa comune FCH.
Articolo 12
Tutela degli interessi finanziari dei membri e misure antifrode
1. L’impresa comune FCH garantisce che gli interessi finanziari dei suoi membri siano adeguatamente tutelati effettuando o facendo effettuare gli opportuni controlli interni ed esterni.
2. Qualora l’impresa comune FCH o il suo personale commettano delle irregolarità, i membri dell’impresa comune FCH si riservano il diritto di recuperare gli importi indebitamente spesi, anche attraverso la riduzione o la sospensione del versamento di ulteriori contributi all’impresa comune FCH.
3. Ai fini della lotta contro la frode, la corruzione e altre attività illecite si applica il regolamento (CE) n. 1073/1999.
4. L’impresa comune FCH effettua controlli in loco e verifiche finanziarie presso i beneficiari dei finanziamenti pubblici assegnati dall’impresa comune FCH.
5. La Commissione e/o la Corte dei conti possono, qualora necessario, effettuare controlli in loco presso i beneficiari del finanziamento dell’impresa comune FCH e il personale incaricato dell’assegnazione di tali fondi. A tal fine, l’impresa comune FCH garantisce che le convenzioni e i contratti di sovvenzione prevedano il diritto per la Commissione e/o la Corte dei conti di effettuare, a nome dell’impresa comune FCH, gli opportuni controlli e, qualora accertino l’esistenza di irregolarità, di imporre sanzioni dissuasive e proporzionate.
6. L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (di seguito «OLAF»), istituito dalla decisione 1999/352/CE, CECA, Euratom della Commissione (10), dispone, nei confronti dell’impresa comune FCH e del suo personale, degli stessi poteri di cui dispone nei confronti dei servizi della Commissione. Non appena costituita, l’impresa comune FCH aderisce all’Accordo interistituzionale, del 25 maggio 1999, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione relativo alle indagini interne svolte dall’OLAF (11). L’impresa comune FCH adotta le misure necessarie per agevolare l’espletamento di indagini interne da parte dell’OLAF.
Articolo 13
Riservatezza
Fatto salvo l’articolo 14, l’impresa comune FCH protegge le informazioni sensibili la cui divulgazione potrebbe pregiudicare gli interessi dei suoi membri o dei partecipanti alle sue attività.
Articolo 14
Trasparenza
1. Il regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (12), si applica ai documenti in possesso dell’impresa comune FCH.
2. L’impresa comune FCH adotta le modalità pratiche per l’applicazione del regolamento (CE) n. 1049/2001 entro il 15 dicembre 2008.
3. Le decisioni adottate dall’impresa comune FCH ai sensi dell’articolo 8 del regolamento (CE) n. 1049/2001 possono essere oggetto di una denuncia al Mediatore europeo o di ricorso dinanzi alla Corte di giustizia, secondo le condizioni stabilite rispettivamente agli articoli 195 e 230 del trattato.
Articolo 15
Proprietà intellettuale
L’impresa comune FCH adotta regole distinte che disciplinano la protezione, l’utilizzo e la diffusione dei risultati della ricerca di base ai principi del regolamento (CE) n. 1906/2006 (di seguito «regole di partecipazione del settimo programma quadro»), secondo le disposizioni dell’articolo 25 dello statuto e garantiscono che, ove opportuno, la proprietà intellettuale derivante dalle attività di RST di cui al presente regolamento sia protetta e che i risultati della ricerca siano utilizzati e diffusi.
Articolo 16
Attività preparatorie
1. La Commissione è responsabile dell’istituzione e del funzionamento iniziale dell’impresa comune FCH fino a che questa non abbia la capacità operativa di eseguire il proprio bilancio. La Commissione svolge, conformemente al diritto comunitario, tutte le attività necessarie in collaborazione con i suoi membri e con il coinvolgimento degli organi competenti.
2. A tale scopo, fino a quando il direttore esecutivo non assume le sue funzioni in seguito alla nomina da parte del consiglio di direzione a norma dell’articolo 6, paragrafo 4, dello statuto, la Commissione può distaccare ad interim un numero limitato di suoi funzionari, compreso uno che svolga le funzioni di direttore esecutivo.
3. Il direttore esecutivo ad interim può autorizzare tutti i pagamenti coperti dagli stanziamenti previsti nel bilancio dell’impresa comune FCH dopo l’approvazione del consiglio di direzione e può concludere contratti, anche relativi al personale in seguito all’adozione della tabella dell’organico dell’impresa comune FCH. L’ordinatore della Commissione può autorizzare tutti i pagamenti coperti dagli stanziamenti previsti nel bilancio generale dell’impresa comune FCH.
Articolo 17
Sostegno da parte dello Stato ospitante
L’impresa comune FCH e il Belgio concludono un accordo di sede per quanto riguarda gli uffici, i privilegi e le immunità e le altre forme di supporto che il Belgio deve fornire all’impresa comune FCH.
Articolo 18
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 30 maggio 2008.

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