Document ID: 31991D0153

DECISIONE DELLA COMMISSIONE dell'11 gennaio 1991 relativa ad un procedimento ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/31.624 - Vichy) (il testo in lingua francese è il solo facente fede) (91/153/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione della Spagna e del Portogallo, in particolare gli articoli 4 e 6 e l'articolo 15, paragrafo 6,
vista la notificazione inviata dalla Société d'hygiène dermatologique de Vichy il 29 agosto 1989, relativa agli accordi su cui si fondano il sistema di distribuzione selettiva dei prodotti cosmetici Vichy applicato in Francia ed il sistema di vendita esclusiva in farmacia praticato negli altri Stati membri della Comunità,
dopo aver dato modo alle imprese interessate di esprimere il loro punto di vista sugli addebiti loro comunicati, conformemente all'articolo 19, paragrafo 1 del regolamento n. 17 e alle disposizioni del regolamento della Commissione n. 99/63/CEE (2),
considerando quanto segue:
I. I FATTI
A. Oggetto della decisione
(1) Con lettera in data 26 luglio 1985, i Laboratoires d'application dermatologique de Vichy et Cie, consociata francese della Société d'hygiène dermatologique de Vichy (denominata in appresso Vichy), avevano notificato alla Commissione un sistema di distribuzione esclusiva dei prodotti cosmetici Vichy in farmacia, limitato alla Francia. Secondo tale sistema, per essere riconosciuto distributore dei prodotti Vichy era necessario possedere la qualifica di farmacista titolare di farmacia. In quel periodo il Conseil de la concurrence francese aveva intrpreso l'esame dei sistemi di distribuzione esclusiva praticati da Vichy. La notificazione è divenuta successivamente priva d'oggetto, in quanto il sistema di distribuzione in Francia è stato modificato a seguito di una decisione del Conseil de la concurrence (3), confermata dalla Cour d'appel di Parigi (4) e dalla Cour de cassation (5). Le autorità giudiziarie francesi, applicando il diritto nazionale e il diritto comunitario della concorrenza, hanno accertato che la distribuzione esclusiva in farmacia costituiva un'infrazione dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CEE. Tuttavia, i produttori possono esigere in Francia che un venditore di prodotti cosmetici nei punti di vendita diversi dalle farmacie abbia la qualifica professionale di laureato in farmacia.
(2) Questo sistema di distribuzione, modificato per la Francia, è stato oggetto di notificazione della Vichy in data 29 agosto 1989. Nel contempo è stata trasmessa alla Commissione una prima notificazione del sistema di distribuzione per gli altri Stati membri (esclusa la Danimarca, dove i prodotti Vichy non sono distribuiti), da cui risulta che al di fuori della Francia continua ad applicarsi il sistema di distribuzione esclusiva in farmacia.
(3) L'oggetto della presente decisione è limitato a questo sistema di distribuzione esclusiva in farmacia, nella misura in cui i requisiti previsti vanno al di là della qualifica professionale di laureato in farmacia. Ne sono pertanto esclusi il sistema di distribuzione selettiva praticato in Francia ed altre clausole, che la Commissione si riserva di esaminare successivamente in una decisione definitiva. Si tratta in particolare dell'ubicazione dei punti di vendita, della presentazione dei prodotti, dell'ambiente di marchio, della disponibilità della gamma e delle scorte, della messa a disposizione delle fatture in caso di nuova cessione e delle regole per la concessione di sconti annuali.
B. Le parti interessate
(4) La Vichy è una società controllata al 100 % dal gruppo L'Oréal. Nel 1987 il fatturato di L'Oréal era di circa 3,4 miliardi di ecu, di cui 116,5 miliardi di ecu di fatturato Vichy.
(5) I distributori autorizzati di Vichy sono:
- i farmacisti titolari di farmacia, aventi rapporti contrattuali (sia mediante contratti scritti di distribuzione, sia mediante costante applicazione di condizioni generali di vendita) con gli agenti generali di Vichy o con i grossisti-distributori;
- i grossisti-distributori vincolati da contratti di grossisti (lettere-convenzioni) o dalle condizioni generali di vendita.
C. I prodotti
(6) I prodotti cosmetici Vichy costituiscono una gamma completa di prodotti per la cura del viso e del corpo. La gamma non comprende profumi contenenti alcole.
(7) Esiste una distinzione tra cosmetico e medicinale: il commercio di cosmetici, infatti, non richiede altre precauzioni oltre a quelle previste dalla legislazione nazionale e comunitaria in materia di controllo dell'innocuità dei prodotti cosmetici. Il controllo non può essere eseguito dal farmacista, che non conosce le formule esatte di composizione dei prodotti.
(8) La Vichy non si è opposta alla constatazione della Commissione, secondo cui la scelta della distribuzione esclusiva in farmacia non è fondata su alcuna caratteritistica tecnica o qualitativa dei prodotti Vichy superiore ai cosmetici distribuiti da L'Oréal in altri circuiti di distribuzione, come le profumerie e il supermercati. Rispetto ai cosmetici venduti nei supermercati, la gamma Vichy è più completa ed elaborata, mentre è meno completa ed elaborata delle gamme di cosmetici di lusso vendute in profumeria.
D. I prezzi
(9) Stando ai dati comunicati dalla Vichy per il 1988, i prezzi medi di vendita ai dettaglianti differiscono da uno Stato membro all'altro: [ . . . ] franchi francesi (6) in Portogallo, [ . . . ] franchi francesi nel Regno Unito, [ . . . ] franchi francesi nella Repubblica federale di Germania, [ . . . ] franchi francesi nei Paesi Bassi, con uno scarto oscillante da 2 a 3 o da 100 a 171. Fino alla data della notificazione, gli agenti generali della Vichy consigliavano ai farmacisti il prezzo di vendita ai consumatori, generalmente il doppio del prezzo medio di vendita ai dettaglianti.
E. I sistemi di distribuzione Vichy
(10) La coerenza del sistema di esclusività è garantita da una sorta di « clausola di salvaguardia della rete distributiva » che obbliga i distributori a vendere soltanto a distributori autorizzati o a distributori che accettano per iscritto di adempiere alla stessa obbligazione. Questa clausola si trova tanto nei contratti di distribuzione individuali (Germania) e nelle lettere-convenzioni concluse con i grossisti (Belgio, Lussemburgo), quanto nelle condizioni generali di vendita indicate sul retro delle fatture, delle bolle d'ordinazione e dei listini dei prezzi (negli altri Stati membri). Quanto alla nuova cessione all'interno della rete, la « clausola CEE », contenuta nei contratti e nelle condizioni generali, consente ai farmacisti di cedere i prodotti solo ad altri farmacisti in altri Stati membri.
F. Il mercato dei cosmetici
(11) I prodotti cosmetici comprendono i prodotti di bellezza e d'igiene personale, prodotti per i capelli e profumi a base di alcole. Questi prodotti sono venduti in quattro diversi circuiti di distribuzione:
- la grande distribuzione [supermercati, negozi di prodotti chimico-farmaceutici e di articoli casalinghi (drogueries), ipermercati];
- la distribuzione selettiva (profumerie e grandi magazzini di lusso);
- le farmacie;
- la vendita diretta (in particolare la vendita per corrispondenza).
I prodotti cosmetici sono venduti sotto marchi diversi. In genere ogni marchio è riservato a un circuito di distribuzione ben determinato. I marchi venduti in farmacia non si trovano nel circuito della profumeria o della grande distribuzione. Vi sono produttori che offrono un'ampia varietà di prodotti, come la società L'Oréal, che selezionano i circuiti in base al prestigio dei marchi che detengono. La Vichy ha osservato che i prodotti nuovi ed innovativi sono in genere distribuiti anzitutto in farmacia e, in seguito, quando i consumatori hanno acquisito l'abitudine di comprarli, sono diffusi su più vasta scala (con altri marchi) nella grande distribuzione e nelle profumerie di lusso. Il tempo necessario per questo passaggio in farmacia sembra differire notevolmente da un prodotto all'altro e tende a ridursi sempre di più.
(12) In base ad uno studio richiesto dalla Commissione (7) la segmentazione dei circuiti di distribuzione corrisponde ad una disparità dei prezzi medi per determinati prodotti. È frequente, quindi, che un prodotto destinato ad un certo uso sia venduto nella grande distribuzione con un marchio A ad un prezzo 100, proposto in farmacia con un marchio B al prezzo di 150-200 e venduto in profumeria con un marchio C, ad un prezzo di 300-400.
(13) Sulle vendite totali di cosmetici, le vendite in farmacia costituivano nel 1987 una percentuale del 4,8 % nella Repubblica federale di Germania, il 9 % in Francia, il 16,5 % in Italia e il 44,1 % (di cui 33 % Boots) nel Regno Unito. Le statistiche fornite dalla Vichy dimostrano una lieve flessione per il circuito farmaceutico in Francia, mentre nella Repubblica federale di Germania la quota di mercato del circuito farmaceutico è aumentata in misura maggiore rispetto al mercato globale.
(14) La quota di mercato detenuta dalla Vichy nelle vendite in farmacia è del [. . .] % per la Francia, del [. . .] % per la Germania, del [. . .] % per l'Italia e del [. . .] % per il Regno Unito.
G. La normativa nazionale relativa alle farmacie e ai prodotti parafarmaceutici
(15) Il possesso di una laurea in farmacia è l'unica qualifica professionale personale necessaria per esercitare l'attività di farmacista titolare di farmacia. In otto Stati membri (Belgio, Francia, Italia, Spagna, Grecia, Lussemburgo, Portogallo, Danimarca) le autorizzazioni all'apertura di una farmacia sono limitate, in modo da mantenere un certo rapporto fra numero delle farmacie e numero di abitanti e/o una certa distanza geografica tra le farmacie stesse. In Germania, Irlanda, Regno Unito e Paesi Bassi il diritto di un laureato in farmacia ad aprire una farmacia non è soggetto a restrizioni di carattere quantitativo. Nel Regno Unito e in Irlanda le farmacie non hanno il monopolio assoluto della distribuzione dei prodotti medicinali, molti dei quali sono venduti anche in altri punti di vendita (ad esempio « drugstores », negozi di prodotti chimico-farmaceutici e di articoli casalinghi).
(16) In tutti gli Stati membri i farmacisti hanno diritto di vendere prodotti parafarmaceutici. In cinque Stati membri (Belgio, Germania, Italia, Francia, Portogallo), esiste un elenco tassativo dei prodotti parafarmaceutici, mentre negli altri Stati membri i farmacisti sono liberi di vendere prodotti diversi dai medicinali, entro i limiti dell'etica professionale.
Nella maggior parte degli Stati membri esistono norme deontologiche o di etica professionale che impongono ai farmacisti di rispettare dei limiti alla concorrenza commerciale. Alcuni di questi vincoli, come il divieto di fare pubblicità al di fuori della farmacia, di lanciare campagne di prezzi ridotti od offerte di sconto, vigono, con lievi differenze da uno Stato membro all'altro, anche per i prodotti parafarmaceutici.
II. VALUTAZIONE PROVVISORIA AI SENSI DELL'ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 DEL TRATTATO CEE
In base ai fatti attualmente noti, la Commissione non procede ad una valutazione definitiva dell'accordo notificato, ma, dopo un esame provvisorio, trae le seguenti conclusioni:
(17) I contratti di distribuzione conclusi tra gli agenti generali della Vichy ed i grossisti-distributori o i farmacisti-dettaglianti sono accordi tra imprese ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1. Lo stesso dicasi per le condizioni generali di vendita sistematicamente riprodotte sul retro delle fatture, sulle bolle d'ordinazione e sui listini di prezzo. L'impiego ripetuto di questi documenti implica che i distributori di Vichy li abbiano tacitamente approvati ed accettati e che essi costituiscano, quindi, un accordo generale prestabilito valido per le innumerevoli singole ordinazioni (sentenza della Corte di giustizia, dell'11 gennaio 1990, nella causa C-277/87 - Sandoz, punto 12 della motivazione). I contratti di distribuzione e le condizioni generali di vendita contengono una clausola secondo la quale possono essere distributori dei prodotti Vichy solo coloro che sono in possesso della qualifica di farmacista titolare di farmacia; pertanto i distributori sono obbligati a vendere esclusivamente a titolari di farmacie.
(18) L'accordo in causa ha per oggetto e con effetto di restringere il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune:
a) Nel sistema di distribuzione selettivo considerato, la selezione del rivenditore fondata sulla qualifica di farmacista titolare di farmacia non corrisponde ai criteri che la Corte di giustizia ritiene conformi all'articolo 85, paragrafo 1, in numerose cause (8) e, in particolare per i prodotti cosmetici, nella causa n. 31/80 L'Oréal/De nieuwe Amck (9). Subordinando l'autorizzazione ai distributori al possesso della qualifica di « farmacista titolare di farmacia », la Vichy non applica un criterio obiettivo di carattere qualitativo per definire la qualifica professionale del rivenditore o del suo personale. La laurea in farmacia attesta che il laureato è considerato in possesso di tutte le conoscenze professionali in farmacologia, biologia, tossicologia e dermatologia necessarie per gestire una farmacia. Tuttavia, la Vichy non si accontenta di questa qualifica professionale per soddisfare le esigenze di consulenza che desidera fornire ai clienti.
b) Il criterio di selezione di « farmacista titolare di farmacia » aggiunge all'elemento di qualifica professionale un elemento supplementare di limitazione, quantitativa e non qualitativa del numero dei rivenditori potenziali.
Sebbene il numero delle farmacie sia piuttosto elevato nella maggior parte degli Stati membri, in otto dei dodici Stati membri esiste un « numerus clausus » per l'apertura di farmacie. Nella causa Binon/AMP (vedi nota n. 8), la Corte di giustizia ha considerato quantitativo il criterio di selezione dei rivenditori basato su un numero minimo di abitanti per punto di vendita. Lo stesso vale nel caso in cui la selezione avvenga in modo indiretto, tramite restrizioni all'apertura.
c) Contrariamente a quanto preteso dalla Vichy durante l'audizione, la scelta da parte di un produttore del modo in cui i suoi prodotti vengono distribuiti deve restare soggetta ad una proporzionalità tra le proprietà del prodotto ed i criteri di selezione imposti dal produttore stesso, condizione richiesta dalla Corte di giustizia nella causa L'Oréal (10).
Anche se si considerasse il criterio della qualifica di « farmacista titolare di farmacia » un criterio obiettivo di carattere qualitativo, si dovrebbe constatare che il criterio imposto eccede i limiti di quanto è necessario per preservare la qualità del prodotto e garantire il buon uso.
La normativa nazionale e comunitaria in materia di prodotti cosmetici mira a che essi non presentino pericoli per la salute dei consumatori e che la commercializzazione non richieda cautele supplementari, come quelle previste per i medicinali. Secondo la Vichy, i suoi prodotti cosmetici hanno una gamma più completa e più elaborata rispetto ai cosmetici venduti nella grande distribuzione, senza che vi sia una differenza reale ed obiettiva sul piano qualitativo o tecnico.
La preoccupazione della Vichy di offrire ai propri clienti una consulenza identica a quella prevista per l'uso dei medicinali non potrà quindi essere considerata un'esigenza derivante dalle proprietà del prodotto, ma una strategia commerciale, intesa a creare e conservare un'immagine di marchio che si avvantaggia della reputazione delle farmcacie sotto il profilo della salute e della sicurezza.
Va osservato, in proposito, che i prodotti con marchi di gamma superiore della società L'Oréal, venduti nelle profumerie di lusso da venditori che non sono titolari di diplomi scientifici, ma con la qualifica professionale di estetista, comprendono gamme ancora più complete ed elaborate di quelle Vichy.
d) La Vichy non ha potuto dimostrare in modo convincente che la qualifica professionale di farmacista titolare di farmacia è superiore a quella di laureato in farmacia, per quanto riguarda le conoscenze necessarie per dare un consiglio qualificato agli acquirenti di cosmetici. Secondo la Vichy, il farmacista titolare di farmacia avrebbe una competenza superiore a quella del laureato in farmacia, in quanto beneficia di un aggiornamento permanente delle sue conoscenze nel settore della salute, grazie alla sua principale attività di vendita di medicinali, all'impostazione scientifica e all'esperienza acquisita nei contatti costanti e personali con i clienti. Partendo da un medesimo livello di cognizioni professionali comprovate dalla laurea, non vi sono motivi evidenti per negare l'interesse del farmacista subordinato ad un aggiornamento delle proprie conoscenze necessarie per la consulenza scientifica da offrire ai consumatori di cosmetici. Il farmacista subordinato avrà anzi il vantaggio di potersi concentrare e specializzare in problemi dermatologici e cosmetici. L'esperienza professionale ed il contatto con i clienti devono essere acquisiti nello stesso modo dal farmacista che inizia la propria attività in una farmacia di cui è titolare e dal laureato nella stessa disciplina che comincia a vendere cosmetici in un negozio.
L'influenza della deontologia che la Vichy ha fatto valere durante l'audizione sarà quasi irrilevante sul piano delle conoscenze professionali.
e) La Vichy ha avanzato una serie di argomentazioni che illustrano i vantaggi della farmacia rispetto agli altri circuiti di distribuzione, come ad esempio l'ambiente, che garantisce l'immagine di serietà e di riservatezza, l'organizzazione materiale delle farmacie (gamma completa di giacenza o consegna rapida), l'assenza di possibilità di manipolazione dei prodotti, la possibilità di ritirare immediatamente i prodotti in caso di necessità ed il carattere della farmacia come luogo non di semplice passaggio, ma anche di dialogo. Questi vantaggi non derivano, però, dalla qualifica professionale del farmacista, bensì dalle caratteristiche del circuito farmaceutico in quanto istituzione e negozio. Queste argomentazioni si basano quindi su criteri di carattere quantitativo.
f) La distinzione tra la qualifica professionale attestata dalla laurea e la qualità di « farmacista titolare di farmacia », che comporta elementi supplementari, non è un criterio di valutazione artificiale, come pretende la Vichy. Essa, al contrario, sta alla base del sistema di distribuzione della Vichy e di altri produttori di cosmetici in Francia.
Dato che il criterio di selezione applicato dalla Vichy non è conforme ai criteri enunciati dalla Corte di giustizia, gli accordi che escludono qualsiasi forma di commercializzazione al di fuori del circuito farmaceutico hanno per oggetto e per effetto di restringere il gioco della concorrenza.
(19) L'accordo in causa restringe il gioco della concorrenza ed incide in modo sensibile sul commercio tra gli Stati membri.
In assenza di tale restrizione, si può prevedere un aumento notevole degli scambi tra gli Stati membri, dovuto all'aumento del numero dei punti di vendita e alle differenze dei prezzi medi di vendita ai dettaglianti, che variano fino al 30 % da uno Stato membro all'altro. Rivenditori diversi dai farmacisti avrebbero maggiori mezzi e capacità di utilizzare gli scarti di prezzo tra gli Stati membri, al fine di effettuare importazioni parallele, in particolare specializzandosi nella vendita di cosmetici.
Per valutare il carattere di sensibile restrizione del gioco della concorrenza nonché l'incidenza sugli scambi tra gli Stati membri, si deve prendere in considerazione l'effetto cumalativo risultante dall'esistenza di sistemi paralleli di distribuzione esclusiva in farmacia per tutte i marchi di cosmetici venduti nel circuito farmaceutico. La quota di mercato della dermofarmacia si situa tra il 5 el 40 % del mercato globale dei cosmetici. Si può dunque constatare che la restrizione del gioco della concorrenza e l'incidenza sugli scambi tra gli Stati membri possono essere qualificate come sensibili indipendentemente dalla delimitazione del mercato pertinente.
(20) Dopo un esame provvisorio, si può pertanto concludere che gli accordi in causa violano l'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CEE per quanto riguarda la distribuzione esclusiva in farmacia. Questa conclusione concorda sia con il risultato cui è pervenuta la Cour d'appel di Parigi nel valutare l'articolo 85, paragrafo 1 (11), sia con le considerazioni della Commissione nella decisione 90/33/CEE (« APB ») (12).
III. VALUTAZIONE PROVVISORIA IN BASE ALL'ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3
(21) L'esame dell'articolo 85, paragrafo 3 deve includere i vantaggi che secondo la Vichy offre il circuito farmaceutico, e così sensibilizzati:
a) I farmacisti titolari di farmacia garantirebbero un assortimento completo della gamma, se non con una scorta completa, almeno con l'approvvigionamento rapido delle farmacie tramite i servizi di distribuzione di medicinali di cui si servono i grossisti farmaceutici nonché l'aiuto reciproco tra farmacisti;
b) Il ruolo del farmacista titolare di farmacia consentirebbe al fabbricante, che assume il rischio d'investire somme cospicue per mettere a punto nuovi prodotti, di ottenere la collaborazione del farmacista stesso per il successo del loro lancio;
c) il passaggio obbligato dei prodotti innovativi in farmacia consentirebbe di sfruttare il ruolo « educativo » del farmacista e nel contempo di commercializzare, una volta formatesi le abitudini del consumatore, prodotti analoghi con altri marchi in altri circuiti di distribuzione, in particolare nella grande distribuzione;
Il vantaggio del consumatore sarebbe quello di poter scegliere tra circuito farmaceutico ed altri circuiti, ciascuno con vantaggi propri;
e) La distribuzione di prodotti cosmetici innovativi non si potrebbe concepire, in una prospettiva di successo tanto industriale quanto commerciale, senza l'indispensabile complemento della consulenza al momento della scelta. La vendita dei prodotti Vichy, quindi, sarebbe indissociabile dalla funzione di consulente del farmacista.
(22) Allo stadio attuale del procedimento, non è ancora necessario definire se i vantaggi derivanti dalla qualifica professionale del farmacista (ad esempio, consulenza per i clienti, trasmissione d'informazioni al produttore) costituiscano un presupposto per un'esenzione, data la portata limitata della presente decisione.
(23) La valutazione degli argomenti della Vichy deve tener conto del fatto che non si tratta di impedire la distribuzione dei prodotti Vichy in farmacia. Fintantoché il procedimento verte solo sul sistema di distribuzione esclusiva in farmacia, l'alternativa meno gravosa per la Vichy resta quella di ampliare limitatamente l'accesso alla rete distributiva. Ai farmacisti, infatti, non sarebbe affatto vietato continuare a vendere i prodotti Vichy a titolo non esclusivo e la Vichy resta libera d'imporre criteri di selezione qualitativi, come la laurea in farmacia, per i punti di vendita diversi dalle farmacie.
(24) I vantaggi di cui al punto 21, lettere da a) ad e), non sono tali da poter migliorare la produzione.
(25) Anzitutto, il miglioramento della distribuzione di cui al punto 21, lettera a) non può essere ritenuto valido, in quanto l'efficace organizzazione dell'approvvigionamento del circuito farmaceutico non è una diretta conseguenza dell'accordo considerato. Il servizio è offerto per garantire l'approvvigionamento della popolazione in medicinali. Inoltre, l'obbligazione di offrire la gamma completa non è una condizione di riconoscimento e non risulta neppure tra le condizioni generali di vendita. Anche al di fuori della farmacia, questi vantaggi di distribuzione possono essere assicurati mediante clausole contrattuali.
(26) La promozione del progresso tecnico ed economico di cui al punto 21, lettera b) non può consistere nel fatto che la vendita esclusiva corrisponde all'interesse economico individuale della Vichy di recuperare i costi d'investimento. Inoltre, la Vichy non è affatto privata dell'assistenza del farmacista per conseguire il successo voluto nel lancio dei prodotti innovativi.
(27) Gli argomenti della Vichy di cui al punto 21, lettera c), anch'esso relativo alla promozione del progresso tecnico ed economico, sono contraddetti dal fatto che la commercializzazione successiva al di fuori del circuito farmaceutico si effettua con altri marchi. Prima facie, questa situazione rispecchia più il desiderio del produttore di creare una duratura immagine di marchio in farmacia, che l'intento di preparare la commercializzazione sul mercato generale.
(28) Gli argomenti della Vichy relativi al miglioramento della distribuzione e alla promozione del progresso tecnico ed economico non possono essere considerati tali da consentire di riservare al consumatore un vantaggio equo. Il fatto che la commercializzazione di prodotti dello stesso tipo avvenga con marchi diversi da un circuito all'altro non consente al consumatore di operare una scelta obiettiva. Senza l'esclusiva in farmacia, la scelta del consumatore sarebbe più vasta e non gli sarebbe tolta la possibilità di acquistare prodotti in farmacia, qualora volesse essere consigliato dal farmacista.
(29) È inoltre opportuno osservare che l'esclusiva in farmacia non risulta indispensabile per ottenere i vantaggi di cui sopra [punto 21, lettere da a) ad e)]. Nulla impedisce alla Vichy di continuare a vendere in farmacia, a titolo non esclusivo, disponendo così di tali vantaggi.
(30) Data l'influenza della deontologia e dell'etica professionale dei farmacisti, il ruolo della concorrenza tra i marchi all'interno del circuito farmaceutico resta limitato. La Vichy non è stata in grado di dimostrare che la concorrenza tra marchi diversi sia all'interno della rete farmaceutica, sia da un circuito di distribuzione all'altro, sarebbe sufficientemente forte da poter controbilanciare l'assenza di concorrenza nell'ambito dello stesso marchio.
(31) Dopo l'esame provvisorio dei requisiti di cui all'articolo 85, paragrafo 3, si può quindi concludere che le disposizioni del paragrafo 1 non possono essere dichiarate inapplicabili all'accordo in causa.
IV. APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 15, PARAGRAFO 6 DEL REGOLAMENTO N. 17
(32) Nella sentenza dell'inizio del 1988 (13), la Cour d'appel di Parigi aveva constatato che il Conseil de la concurrence giustamente aveva ritenuto che le intese in causa, cioè l'esclusione di qualsiasi forma di commercializzazione diversa da quella in farmacia, rientravano nella sfera d'applicazione dell'articolo 85 del trattato di Roma. Tale sentenza è stata confermata dalla Cour de cassation francese.
Dal dicembre 1988, la Vichy era al corrente dell'istruzione di una pratica concernente una denunzia, presentata il 13 maggio 1988 dalla ditta tedesca COSIMEX, contro il suo sistema di distribuzione esclusiva in farmacia.
Nella decisione « APB » del 14 dicembre 1989 (14), la Commissione constata ai punti 28 e 29 che l'esclusiva di vendita in farmacia limitava la concorrenza nella fase della distribuzione dei prodotti farmaceutici in Belgio ed impediva inoltre che l'accordo nella sua versione notificata potesse ottenere un'esenzione ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3.
Dopo essersi conformata, per quanto riguarda la Francia, al diritto comunitario, ampliando l'accordo di distribuzione ai titolari di una laurea in farmacia, nell'agosto 1989 la Vichy ha notificato il nuovo sistema di distribuzione per la Francia. Nel contempo, per gli altri Stati membri (esclusa la Danimarca) la Vichy ha notificato invece il sistema di distribuzione non modificato, basato sulla vendita esclusiva in farmacia. La Vichy, tuttavia, non ha avanzato argomenti atti a giustificare, ai sensi dell'articolo 85, la coesistenza di due sistemi di distribuzione diversi all'interno del mercato comune.
Ciò considerato, la Commissione ritiene che la prosecuzione della distribuzione esclusiva in farmacia in dieci Stati membri costituisca un'infrazione grave e manifesta dell'articolo 85. La Commissione si riserva di adottare in seguito una decisione definitiva, previo esame approfondito dei due sistemi notificati dalla Vichy.
È pertanto indispensabile una comunicazione della Commissione ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 6 del regolamento n. 17. In forza di tale norma, la presente decisione esclude, per quanto riguarda la distribuzione esclusiva in farmacia, la non irrogabilità delle ammende che normalmente consegue alla notificazione di un accordo,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La Commissione, previo esame provvisorio ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 6 del regolamento n. 17, ritiene che sussistano le condizioni di applicazione dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato e che non sia giustificata l'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3 per quanto riguarda le disposizioni degli accordi conclusi tra la Société d'hygiène dermatologique de Vichy ed i grossisti-distributori e i farmacisti-dettaglianti, nella parte in cui detti accordi prevedono la distribuzione esclusiva dei prodotti cosmetici Vichy in farmacia, subordinando cioè l'autorizzazione alla distribuzione dei prodotti Vichy alla qualifica di farmacista titolare di farmacia.
Articolo 2
La Société d'hygiène dermatologique de Vichy, 28 rue du Président Wilson, F-03201 Vichy, Francia, è destinataria della presente decisione. Fatto a Bruxelles, l'11 gennaio 1991.

Labels: 18
4
1