Document ID: 32000D0668

Decisione della Commissione
del 12 luglio 2000
relativa agli aiuti di Stato accordati dall'Italia sotto forma di agevolazioni fiscali previste dalla legge italiana n. 549/95 in favore di imprese del settore della cantieristica navale
[notificata con il numero C(2000) 2448]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2000/668/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente al citato articolo(1) e tenuto conto delle medesime,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 5 marzo 1996, della Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea, le autorità italiane avevano notificato alla Commissione la legge N. 549/95 (in prosieguo, "la legge") recante agevolazioni fiscali a favore di talune imprese.
(2) Con lettera del 21 maggio 1997, la Commissione ha informato l'Italia della propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 6, paragrafo 5, della decisione n. 2496/96/CECA e dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato (divenuto articolo 88, paragrafo 3, del trattato) nei confronti dell'applicazione degli aiuti in questione ai settori sensibili tra cui il settore dell'acciaio, dell'automobile, dei cantieri navali e delle fibre sintetiche.
(3) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni sulla misura in questione.
(4) La Commissione ha ricevuto osservazioni da parte degli interessati che ha quindi trasmesso all'Italia con lettera del 24 ottobre 1997, fornendole la possibilità di commentarle.
(5) Il 13 maggio 1998 la Commissione ha adottato la decisione 1999/148/CE, CECA relativa agli aiuti di Stato sotto forma di agevolazioni fiscali previsti dalla legge n. 549/95 per imprese dei settori dell'automobile, della cantieristica navale, delle fibre sintetiche, nonché imprese siderurgiche soggette al trattato CECA(3). All'articolo 3 di detta decisione, la Commissione ha ingiunto all'Italia di fornirle ogni elemento ed informazione utile per permetterle di valutare la compatibilità con il mercato comune degli aiuti in favore delle imprese dei settori automobilistico, della cantieristica navale e delle fibre sintetiche.
(6) In seguito a tale decisione, le autorità italiane hanno indirizzato la circolare n. 218/E del 14 settembre 1998(4), alle associazioni di categoria interessate nonché agli uffici periferici del ministero delle Finanze che invitava le imprese operanti nei settori predetti ad indirizzare apposita comunicazione al ministero dell'Industria "per mettere quest'ultimo in condizione di inoltrare all'organismo comunitario ogni elemento utile per consentire la valutazione di compatibilità comunitaria delle agevolazioni in parola".
(7) Dall'esame effettuato dalle autorità italiane delle comunicazioni ricevute in virtù di detta circolare è risultato che soltanto due imprese soggette alle regole comunitarie pertinenti hanno beneficiato di agevolazioni fiscali. Si tratta, nella fattispecie, dei cantieri navali CLEMNA Soc. Coop. a RL (ammontare delle imposte non versate: 46249000 ITL - circa 24000 EUR) e CRN - Costruzioni Meccaniche Riparazioni Navali Srl (ammontare delle imposte non versate: 56708000 ITL - circa 27000 EUR). Nessuna di queste due imprese (CLEMNA Soc. Coop. a RL nel frattempo è stata posta in liquidazione coatta amministrativa) ha fornito elementi utili per valutare la compatibilità comunitaria delle agevolazioni in causa. Ciò premesso, con lettera del 6 dicembre 1999, le autorità italiane hanno comunicato alla Commissione che il ministero delle Finanze era in grado di procedere al recupero delle imposte non versate. Analogamente, con lettera dell'8 maggio 2000, esse hanno comunicato che detto ministero aveva avviato il procedimento per il recupero delle succitate imposte non versate.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'AIUTO
(8) La legge notificata prevedeva aiuti agli investimenti sotto forma di esenzioni fiscali sugli utili reinvestiti. Il regime si applicava a tutte le imprese situate nelle zone degli obiettivi 1, 2 e 5b nonché alle imprese di ridotte dimensioni situate nel restante territorio nazionale. Erano tali le imprese che avevano realizzato, nel periodo di imposta successivo a quello in corso alla data del 12 giugno 1994, un fatturato inferiore a 5 miliardi di ITL con un organico massimo di venti dipendenti.
(9) La legge in esame prevedeva in particolare l'esclusione del 50 % del reddito di impresa reinvestito. Potevano beneficiare di tale agevolazione soltanto gli utili destinati al finanziamento di investimenti realizzati nel 1996 e che superavano la media degli investimenti realizzati nei cinque anni precedenti. Gli investimenti ammissibili erano quelli riguardanti la realizzazione di nuovi impianti, l'ampliamento e l'ammodernamento di stabilimenti esistenti nonché l'acquisto di beni strumentali nuovi, anche tramite contratti di locazione finanziaria.
III. OSSERVAZIONI DELL'ITALIA
(10) Le autorità italiane non hanno contestato la decisione della Commissione né sotto il profilo formale né sotto il profilo sostanziale. Esse hanno invece adottato le misure necessarie per giungere ad una soluzione che rispetti le regole comunitarie (cfr. punto 6) e, successivamente, hanno avviato il recupero delle imposte non versate dalle imprese dei settori contemplati nella decisione della Commissione di avvio del procedimento.
IV. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
(11) Le misure in esame costituiscono aiuti a favore delle imprese poiché hanno l'effetto di ridurre selettivamente, in favore dei beneficiari, i costi che sono normalmente a carico delle imprese concorrenti. Peraltro, soltanto talune imprese possono beneficiare di tali riduzioni, più precisamente quelle situate nelle zone degli obiettivi 1, 2 e 5b nonché le imprese di dimensioni ridotte ai sensi della legge, e le piccole e medie imprese.
(12) Di conseguenza tali aiuti, concessi sotto forma di agevolazioni fiscali, falsano la concorrenza tra imprese e possono incidere sugli scambi intracomunitari.
(13) Dette imprese erano soggette alle norme speciali sugli aiuti di Stato contenute nella direttiva 90/684/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1990, concernente gli aiuti alla costruzione navale(5), modificata da ultimo dalla direttiva 94/73/CE(6). Detta direttiva è stata prorogata dal regolamento (CE) n. 3094/95 del Consiglio(7) e dal regolamento (CE) n. 1904/96 del Consiglio(8). L'articolo 11, paragrafo 2, comma b), della citata direttiva stabilisce che gli Stati membri devono notificare preventivamente alla Commissione e non rendere operativi, senza la sua autorizzazione, le decisioni di applicare, alle imprese contemplate dalla direttiva, regimi di aiuti a finalità generale o regionale. La comunicazione della Commissione del 6 marzo 1996 relativa agli aiuti de minimis(9) non si applica al settore della costruzione navale.
(14) Gli aiuti accordati dall'Italia durante il 1996 sotto forma di agevolazioni fiscali non sono stati notificati alla Commissione né, "a fortiori", autorizzati da quest'ultima e sono pertanto illegali, come constatato dalla Commissione all'articolo 3 della decisione 1999/148/CE, CECA.
(15) Quanto alla loro compatibilità con il mercato comune, le autorità italiane non hanno fornito informazioni che permettano di stabilire la compatibilità delle succitate misure di aiuto con la direttiva 90/684/CE. Esse hanno invece avviato il recupero.
V. CONCLUSIONI
(16) Alla luce di quanto sopra, la Commissione conclude che gli aiuti che l'Italia ha concesso sotto forma di agevolazioni fiscali in forza della legge n. 549/95, nel corso dell'anno 1996, alle imprese del settore della cantieristica navale CLEMNA Soc. Coop. a RL e CRN - Costruzioni Meccaniche Riparazioni Navali Srl sono illegali, in quanto tali aiuti non sono stati notificati né, "a fortiori", autorizzati dalla Commissione preventivamente alla loro concessione. Essi sono inoltre incompatibili con il mercato comune in quanto non possono beneficiare di nessuna delle deroghe previste dalla direttiva 90/684/CEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti di Stato cui l'Italia ha dato esecuzione sotto forma di agevolazioni fiscali in favore della CLEMNA Soc. Coop. a RL e della CRN - Costruzioni Meccaniche Riparazioni Navali Srl, per l'ammontare di 46249000 ITL e, rispettivamente, di 53708000 ITL sono incompatibili con il mercato comune.
Articolo 2
1. L'Italia adotta le misure necessarie per recuperare presso i beneficiari gli aiuti di cui all'articolo 1 già posti illegalmente a loro disposizione.
2. Il recupero è effettuato senza indugio secondo le procedure del diritto nazionale, purché queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. Gli aiuti da recuperare sono maggiorati degli interessi maturati dalla data in cui sono stati posti a disposizione dei beneficiari fino alla data del recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione netto nell'ambito degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 3
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, l'Italia informa la Commissione delle misure adottate per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 12 luglio 2000.

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