Document ID: 31984D0496

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 17 aprile 1984
concernente un aiuto del governo belga a favore di un'impresa di Tournai che produce in particolare impianti per l'industria alimentare
(I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede)
(84/496/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver intimato agli interessati di trasmettere le loro osservazioni, conformemente alle disposizioni di tale articolo, e viste dette osservazioni,
considerando che il governo belga, tramite le proprie autorità regionali, ha deciso di intervenire a favore di un'impresa di Tournai che fabbrica in particolare impianti per l'industria alimentare; che questo intervento è consistito nell'assunzione di una partecipazione di 145 milioni di FB nel capitale dell'impresa da parte di una finanziaria pubblica a vocazione regionale ed in un abbuono di interessi del 5 % su un credito di 19,6 milioni di FB;
considerando che la Commissione, giunta a conoscenza della decisione di concedere questi aiuti, si è rivolta al governo belga con i telex del 22 luglio 1982 e del 17 settembre 1982, richiamando alla sua attenzione gli obblighi ad esso incombenti in forza delle disposizioni dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE in materia di notifica preventiva dei progetti di aiuto; che il governo belga ha risposto a queste richieste di informazioni il 25 novembre 1982;
considerando che la Commissione ha deciso di avviare la procedura dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE e che, con lettera del 7 gennaio 1983, essa ha invitato il governo belga a trasmetterle le proprie osservazioni al riguardo; che in tale lettera essa ha rilevato che all'aiuto era stata data esecuzione senza rispettare la procedura dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE;
considerando che, con lettera del 23 marzo 1983, il governo belga ha confermato che la partecipazione nel capitale dell'impresa era stata decisa il 23 giugno 1982; che esso ha inoltre sottolineato che l'aiuto, sotto forma di un abbuono di interessi del 5 % su un credito di 19,6 milioni di FB, deciso il 6 maggio 1980, era insufficiente ad incidere sulla concorrenza e sugli scambi fra Stati membri; che, proponendo di vietare alla SRIW (Société régionale d'investissement de Wallonie) quale società pubblica di finanziamento, di sostenere con fondi pubblici l'azione di ristrutturazione dell'impresa interessata, la Commissione avrebbe posto la SRIW in una situazione discriminatoria rispetto ai gruppi finanziari privati;
considerando che i governi di due Stati membri e due organizzazioni professionali del settore interessato hanno comunicato di condividere le preoccupazioni della Commissione sull'aiuto belga;
considerando che gli aiuti concessi dal governo belga sono nella fattispecie tali da alterare gli scambi fra Stati membri e falsare o minacciare di falsare la concorrenza ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE favorendo l'impresa interessata, ed in particolare la produzione di impianti per l'industria alimentare; considerando infatti che, per quanto riguarda l'aiuto concesso nel maggio del 1980 sotto forma di un abbuono di interesse del 5 % su un prestito di 19,6 milioni di FB, questo aiuto, nonostante la sua intensità relativamente modesta, può incidere sugli scambi e falsare la concorrenza, in particolare per il fatto che la decisione di concedere tale abbuono di interessi non è stata presa isolatamente ma è stata concomitante a quella di erogare un altro aiuto sotto forma di garanzie dello Stato per un importo di 75 milioni di FB;
considerando che conferimenti di capitale effettuati tanto dal governo centrale quanto da altri organismi pubblici dipendenti dalle autorità dello Stato possono costituire aiuti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE;
considerando che, nella fattispecie, la situazione finanziaria dell'impresa rappresentava un tale handicap da rendere molto improbabili per l'impresa il reperimento sui mercati dei capitali privati dei fondi indispensabili alla sua sopravvivenza;
considerando che l'assunzione di una partecipazione di 145 milioni di FB da parte della SRIW nel capitale dell'impresa in questione, alle prese con gravi e ripetute difficoltà finanziarie, costituisce un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE e non un conferimento di capitale di rischio secondo la normale prassi della società in un'economia di mercato;
considerando che, a partire dal 1977, gli utili lordi dell'impresa non hanno mai consentito di generare le risorse finanziarie necessarie per coprire gli ammortamenti degli impianti; che le perdite in media sono state pari al 5 % circa del fatturato nel corso di tale periodo, durante il quale soltanto nel 1978 si è avuto un risultato positivo; che dal 1979 il cash-flow è stato negativo, il che esclude con ogni probabilità che l'impresa sia in grado di finanziare senza aiuti pubblici il programma di investimento previsto per 110 milioni di FB; che lo Stato belga è già intervenuto nell'aprile del 1979 con un conferimento di capitale di 40 milioni di FB e nel maggio del 1979 con una garanzia pubblica su un mutuo bancario di 45 milioni di FB nonché con un abbuono di interessi del 7 % su un credito di 34 milioni di FB; che esso è nuovamente intervenuto nel maggio del 1980 con una garanzia pubblica su un credito di 75 milioni di FB destinato a ricostituire il capitale di esercizio dell'impresa e nell'agosto del 1980 con un conferimento di capitale di 150 milioni di FB nel quadro di una ristrutturazione finanziaria che ha avuto come risultato una riduzione dell'indebitamento dell'impresa in questione;
considerando che, nella misura in cui un aiuto finanziario concesso da uno Stato membro rafforza la posizione di un'impresa rispetto ad altre imprese concorrenti negli scambi comunitari, si deve ritenere che questi ultimi sono influenzati dall'aiuto;
considerando che, nella fattispecie, l'impresa in questione esporta circa il 40 % della propria produzione in altri Stati membri e che gli aiuti concessi dal governo belga hanno avuto l'effetto di ridurre gli oneri finanziari di tale impresa procurandole in tal modo un vantaggio rispetto ai suoi concorrenti, che devono direttamente sostenere tali oneri;
considerando che l'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE prevede l'incompatibilità di principio con il mercato comune degli aiuti che presentano le caratteristiche da esso specificate; che le deroghe a tale incompatibilità, previste dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE, che sono le sole che potrebbero essere applicate nella fattispecie, precisano gli obiettivi da perseguire nell'interesse della Comunità e non in quello del solo beneficiario dell'aiuto; che dette deroghe devono essere interpretate restrittivamente in sede di esame sia dei regimi di aiuti a finalità regionale o settoriale, sia dei casi particolari di applicazione di regimi di aiuti a finalità generale; che, in particolare, esse sono applicabili soltanto se la Commissione è in grado di accertare che, senza l'aiuto, il solo gioco delle forze del mercato non permetterebbe di ottenere che le imprese beneficiarie adottino un comportamento idoneo a contribuire alla realizzazione di uno degli obiettivi perseguiti da tali deroghe;
considerando che concedere il beneficio delle suddette deroghe ad aiuti che non implicano siffatte contropartite equivarrebbe a permettere che gli scambi tra gli Stati membri siano alterati e che la concorrenza sia falsata, senza che ciò sia affatto giustificato dall'interesse comunitario, ed a concedere a determinati Stati membri un vantaggio indebito;
considerando che, nell'applicazione dei principi menzionati più sopra in sede di esame dei casi particolari di aiuto, la Commissione deve accertarsi che da parte dell'impresa beneficiaria esista una contropartita che giustifichi la concessione dell'aiuto, ossia che l'aiuto è necessario a promuovere la realizzazione di uno degli obiettivi enunciati dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE; che, quando ciò non possa essere dimostrato, è ovvio che l'aiuto non contribuisce alla realizzazione degli obiettivi perseguiti con le deroghe, ma serve a migliorare la situazione finanziaria dell'impresa beneficiaria;
considerando che, nella fattispecie, l'esistenza di tale contropartita non è riscontrabile presso l'impresa beneficiaria dell'aiuto;
considerando infatti che il governo belga non ha potuto fornire e la Commissione non ha potuto riscontrare nessuna giustificazione che consentisse di accertare che l'aiuto in questione soddisfa i requisiti per l'applicazione di una delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE; considerando che, per quanto riguarda le deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato CEE relative agli aiuti destinati a favorire o ad agevolare lo sviluppo di determinate regioni, va osservato che la zona di Tournai non è una regione caratterizzata da un tenore di vita anormalmente basso o da una grave sottoccupazione ai sensi della deroga di cui alla lettera a); che, per quanto riguarda la deroga di cui alla lettera c), l'aiuto belga non presenta le caratteristiche necessarie per contribuire allo sviluppo di determinate regioni economiche, come previsto da tale disposizione;
considerando che, per quanto riguarda le deroghe dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), del trattato CEE, l'aiuto di cui trattasi non presenta nessuna caratteristica che consenta di qualificarlo come progetto di comune interesse europeo ovvero progetto destinato a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, e la cui promozione giustifica una deroga, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), del trattato CEE, all'incompatibilità degli aiuti prevista dal paragrafo 1 dello stesso articolo; che il Belgio fa parte delle regioni centrali della Comunità, ossia delle regioni che, in un contesto comunitario, non devono far fronte ai problemi sociali ed economici più gravi, mentre il rischio di una spirale degli aiuti è invece fra i più reali e, più che in altre regioni, qualsiasi aiuto minaccia di incidere sugli scambi tra gli Stati membri; che, d'altro lato, dalle informazioni socio-economiche disponibili per il Belgio, non emergono elementi tali da indicare l'esistenza di un grave turbamento della sua economia, come contemplato dal trattato; che l'intervento del governo belga non mira a far fronte ad una tale situazione;
considerando infine che, per quanto riguarda le deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CEE a favore degli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche, si rileva che il settore della produzione di impianti per l'industria alimentare presenta attualmente un eccesso di capacità manifesto e che l'andamento di questo settore giustifica la conclusione che mantenere in funzione capacità produttive mediante risorse pubbliche sarebbe contrario all'interesse comune; che ciò vale anche quando la concessione dell'aiuto sia abbinata ad uno sforzo di ristrutturazione finanziaria, commerciale o dell'apparato produttivo,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti a favore di un'impresa del settore della produzione di impianti per l'industria alimentare concessi dal governo belga nel maggio del 1980 e nel giugno del 1982 sono incompatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE e devono di conseguenza essere soppressi.
Articolo 2
Il governo belga informa la Commissione, nel termine di tre mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione, delle misure adottate per conformarvisi.
Articolo 3
Il Regno del Belgio è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 17 aprile 1984.

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