Document ID: 31991R0541

REGOLAMENTO (CEE) N. 541/91 DEL CONSIGLIO del 4 marzo 1991 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cloruro di bario originario della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta della Commissione, presentata previa consultazione in seno al comitato consultivo istituito a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
A. Misure provvisorie
(1) Con il regolamento (CEE) n. 2402/89 (2), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di cloruro di bario originario della Repubblica popolare cinese e della Repubblica democratica tedesca. Tale dazio è stato prorogato per un periodo massimo di due mesi in forza del regolamento (CEE) n. 3555/89 del Consiglio (3).
B. Seguito del procedimento
(2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, gli esportatori del prodotto di cui trattasi hanno chiesto e ottenuto un'audizione. Gli stessi esportatori hanno inoltre comunicato le loro osservazioni per iscritto.
(3) Sono state offerte alle parti, ed esse se ne sono avvalse, tutte le possibilità di esercitare i diritti di cui all'articolo 7, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
(4) La Commissione ha tenuto conto di tutte le osservazioni presentate prima che essa formulasse le conclusioni definitive, le quali sono state confermate dal Consiglio.
C. Situazione del territorio della ex Repubblica democratica tedesca
(5) In data 3 ottobre 1990, il territorio della Repubblica democratica tedesca è diventato formalmente parte della Repubblica federale di Germania e, quindi, parte integrante della Comunità europea. Poiché il regolamento (CEE) n. 2423/88 detta le norme di protezione contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità, ne deriva che il procedimento antidumping relativo alle importazioni di cloruro di bario originarie del suddetto territorio non ha più base legale e diviene privo di oggetto.
D. Prodotto oggetto dell'inchiesta e prodotti simili
(6) Nel regolamento (CEE) n. 2402/89 la Commissione ha stabilito una distinzione tra il cloruro di bario cristallizzato e il cloruro di bario anidro; in base ai risultati di un supplemento di inchiesta dopo l'istituzione del dazio provvisorio, tale distinzione è stata tuttavia abbandonata.
(7) Dall'esame delle caratteristiche fisiche delle due forme del prodotto risulta che le differenze sono trascurabili. La formula chimica è infatti identica, fatta eccezione per la presenza di molecole d'acqua nel cloruro di bario cristallizzato; è inoltre possibile passare facilmente dall'una all'altra forma attraverso un semplice processo di essiccamento. Anche per l'aspetto le differenze tra le due forme sono minime, poiché il colore è identico e i cristalli hanno le dimensioni di granelli di sabbia, mentre il prodotto anidro è in polvere. Anche l'imballaggio è praticamente lo stesso.
(8) Date le applicazioni estremamente diversificate del cloruro di bario cristallizzato non era possibile trarre conclusioni definitive in merito all'utilizzazione del prodotto. Inoltre, anche se le applicazioni del cloruro di bario anidro sono più specifiche, ciò non significa che esista un mercato distinto, dato che il prodotto cristallizzato può essere facilmente trasformato in anidro. Il mercato del prodotto anidro rimane pertanto aperto anche ai produttori del cloruro di bario cristallizzato. Il cloruro di bario cristallizzato e anidro è quindi considerato come un unico prodotto ai fini del presente procedimento.
(9) Il cloruro di bario prodotto dall'industria comunitaria è identico a quello originario della Repubblica popolare cinese.
E. Dumping
a) Valore normale
(10) Dato che la Repubblica popolare cinese non ha un'economia di mercato, nell'inchiesta preliminare il valore normale è stato determinato, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, in base al prezzo al quale un prodotto simile è venduto in un paese terzo ad economia di mercato. A tal fine sono stati presi in esame i prezzi degli Stati Uniti d'America, per i motivi e alle condizioni esposti nei considerando 10-13 del regolamento (CEE) n. 2402/89.
(11) Poiché non è stato possibile, per motivi indipendenti dalla Commissione, verificare in loco i prezzi vigenti sul mercato statunitense, è stato necessario trovare una soluzione alternativa. I numerosi tentativi presi in tal senso hanno incluso i contatti con numerosi produttori di cloruro di bario sufficientemente rappresentativi situati in altri paesi terzi nonché con autorità locali cui si è chiesto di intervenire per ottenere una collaborazione delle società interpellate. Tali tentativi non hanno tuttavia dato risultati entro termini ragionevoli.
(12) In considerazione di tali difficoltà la Commissione, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, ha dovuto determinare il valore normale in base al prezzo applicato nella Comunità, debitamente adeguato per tener conto di un margine di profitto inferiore al 10 %, corrispondente al margine di profitto del produttore che ha ottenuto i migliori risultati in tale settore. I due esportatori interessati sono stati informati di tale decisione. L'esportatore cinese aveva precedentemente contestato la scelta degli Stati Uniti d'America come paese di riferimento. Per contro, nessuna obiezione è stata sollevata contro la decisione di stabilire il valore normale in base ai prezzi vigenti nella Comunità.
b) Prezzo all'esportazione
(13) Ai fini dell'adozione di misure provvisorie, il prezzo all'esportazione è stato stabilito in base alle informazioni pubblicate da Eurostat in assenza di risposta da parte dell'esportatore cinese.
(14) Nel corso della fase finale dell'inchiesta la Commissione ha ricevuto alcune informazioni sui prezzi e sulle condizioni di pagamento applicati dall'esportatore cinese. Benché incompleti, tali dati confermano le conclusioni raggiunte al momento dell'adozione delle misure provvisorie e in particolare le conclusioni esposte nel considerando 14 del regolamento (CEE) n. 2402/89.
c) Confronto
(15) Per confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione applicati dall'esportatore cinese la Commissione ha tenuto debitamente conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi. Si è tenuto conto, tra l'altro, delle condizioni di pagamento e del costo del trasporto dallo stabilimento dell'esportatore sino alla frontiera comunitaria. Tali adeguamenti sono stati calcolati in funzione delle informazioni disponibili al momento dell'inchiesta preliminare e confermate nella fase finale dell'inchiesta.
(16) Tutti i confronti sono stati effettuati allo stadio franco fabbrica.
(17) Il margine è stato determinato confrontando il valore normale mensile con i prezzi all'esportazione registrati mensilmente da Eurostat per i singoli Stati membri.
d) Margine di dumping
(18) Sono confermate le conclusioni dell'inchiesta preliminare relative all'esistenza di pratiche di dumping in occasione delle esportazioni nella Comunità di cloruro di bario originario della Repubblica popolare cinese. Il margine di dumping è pari alla differenza tra il valore normale determinato e il prezzo all'esportazione nella Comunità.
(19) Per le importazioni originarie della Repubblica popolare cinese, in base al prezzo franco frontiera, il margine di dumping è del 50,13 %.
(20) Il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione che si riferiscono alla Repubblica popolare cinese esposte nei considerando 10-19.
F. Pregiudizio
(21) Poiché il presente procedimento nei confronti dell'ex Repubblica democratica tedesca è privo di oggetto per i motivi enunciati nel considerando 5, la Commissione ha esaminato se le importazioni di cloruro di bario originario della Repubblica popolare cinese, considerate isolatamente, avessero provocato oppure minacciassero di cagionare un pregiudizio per l'industria comunitaria.
(22) A questo proposito si è tenuto conto, tra l'altro, del volume e dell'andamento di tali importazioni, del margine di sottoquotazione dei prezzi applicati dai produttori comunitari, nonché della capacità produttiva della Repubblica popolare cinese e della sua politica di esportazione in altri paesi terzi. In base alle risultanze elaborate a tale proposito [considerando 20-33 e 35-44 del regolamento (CEE) n. 2402/89], non contestate dall'esportatore, è stato concluso che, anche senza tener conto delle importazioni dall'ex Repubblica democratica tedesca, le importazioni di cloruro di bario originario della Repubblica popolare cinese hanno cagionato e minacciano di cagionare un pregiudizio per l'industria comunitaria.
(23) L'esportatore cinese persiste nel negare di essere la causa di un pregiudizio o di una minaccia di pregiudizio nel caso in esame. I suoi argomenti, tuttavia, non hanno potuto essere accolti per i motivi seguenti.
(24) Quanto all'argomento secondo il quale le esportazioni cinesi sarebbero state raramente effettuate a prezzi inferiori al prezzo minimo imposto dal regolamento (CEE) n. 2370/83 del Consiglio (4), la Commissione constata che, indipendentemente dalla mancanza di documenti completi e attendibili a sostegno di tale affermazione, l'osservanza di un provvedimento, di per sé stesso, non garantisce l'assenza di pratiche di dumping o del conseguente pregiudizio.
(25) Quanto all'affermazione secondo la quale il costo delle materie prime e della manodopera giustificherebbe i bassi prezzi all'esportazione, la Commissione osserva che l'argomento non è pertinente ai fini della determinazione del pregiudizio e non toglie nulla all'esistenza di sottoquotazioni di cui al considerando 24 del regolamento (CEE) n. 2402/89.
(26) L'esportatore ha inoltre affermato che il volume delle esportazioni è diminuito dopo l'istituzione di misure antidumping definitive nel 1983. A questo proposito va rilevato che, mentre tale flessione rappresenta una normale conseguenza delle misure di protezione commerciale, tuttavia l'esportatore ha potuto conservare una considerevole quota del mercato comunitario, nonostante tali misure.
(27) Il Consiglio conferma pertanto le conclusioni di cui sopra e quelle esposte nel regolamento (CEE) n. 2402/89 in materia di pregiudizio (considerando 20-39 escluso il 34) e di minaccia di pregiudizio (considerando 40-44).
G. Interesse della Comunità
(28) Il Consiglio conferma i fatti e le conclusioni esposti nei considerando 45, 46, 47, 49, 51 e 52 del regolamento (CEE) n. 2402/89. Il Consiglio ritiene che il mantenimento in attività delle imprese comunitarie avrà conseguenze positive per la concorrenza nel mercato della Comunità e che la scomparsa di una parte importante della produzione comunitaria minaccerebbe l'approvvigionamento dei consumatori della Comunità. È quindi necessario intervenire per salvaguardare l'interesse della Comunità.
II. DAZIO DEFINITIVO
(29) Per quanto riguarda le importazioni dalla Repubblica popolare cinese, in considerazione del pregiudizio cagionato e della minaccia di pregiudizio per l'industria comunitaria dopo la scadenza delle misure nell'agosto 1988, il Consiglio conclude che è necessario istituire un dazio antidumping ad valorem definitivo.
(30) Per determinare l'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio e la minaccia di pregiudizio, la Commissione ha tenuto conto sia del livello dei prezzi all'esportazione dei prodotti di cui trattasi, sia di un prezzo di vendita minimo che permetta ai produttori comunitari di compensare i costi di produzione relativi al periodo dell'inchiesta e di realizzare un ragionevole margine di profitto. Questo è stato calcolato in base agli utili realizzati dal produttore che aveva ottenuto i migliori risultati prima dell'incremento delle esportazioni a prezzi di dumping. È stato quindi effettuato un confronto tra i due prezzi, debitamente adeguati per tener conto della commissione dell'importatore e del dazio doganale. La differenza tra i due prezzi, espressa in percentuale del valore cif dei prezzi all'esportazione, è la percentuale dell'aumento dei prezzi necessaria per eliminare il pregiudizio e la minaccia di pregiudizio. Tale percentuale è pari al 25,8 % del prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto. Il Consiglio condivide tali considerazioni.
III. RISCOSSIONE DEL DAZIO PROVVISORIO
(31) A causa delle difficoltà incontrate per determinare il valore normale, non è stato possibile concludere l'inchiesta entro i termini fissati dall'articolo 11, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88. Il Consiglio constata pertanto che gli importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio sono liberati,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cloruro di bario di cui al codice NC 2827 38 00 originario della Repubblica popolare cinese.
2. L'aliquota del dazio è pari al 25,8 % del prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto.
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali. Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 4 marzo 1991.

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