Document ID: 31997D0042

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 9 gennaio 1997 relativa a una richiesta di deroga dalla Francia a titolo dell'articolo 14 della direttiva 92/51/CEE (Il testo in lingua francese è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (97/42/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 92/51/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, relativo ad un secondo sistema generale di riconoscimento della formazione professionale, che integra la direttiva 89/48/CEE (1), in particolare l'articolo 14,
avendo ricevuto il 19 giugno 1996 una nota della Francia che sollecita una deroga a titolo dell'articolo 14 della direttiva 92/51/CEE per l'inquadramento di talune discipline sportive,
dopo aver consultato, in data 8 luglio 1996, i coordinatori nazionali per la direttiva 92/51/CEE,
dopo aver indirizzato alla Francia, il 12 settembre 1996, una lettera che chiede un complemento di informazioni,
dopo aver ricevuto, il 17 ottobre 1996, la risposta data dalla Francia a tale richiesta di ulteriori informazioni,
considerando quanto segue:
I. QUADRO GENERALE
(1) La direttiva 92/51/CEE ha introdotto un secondo sistema generale di riconoscimento delle formazioni professionali, che integra la direttiva 89/48/CEE (2). Quest'ultima ha istituito un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni. La direttiva 92/51/CEE si riferisce ai diplomi di livello diverso da quelli che sono contemplati dalla direttiva 89/48/CEE.
(2) La direttiva 92/51/CEE poggia sul principio della fiducia reciproca. Ciò significa in particolare che, quando nello Stato membro ospitante l'accesso ad una professione o il suo esercizio è subordinato al possesso di un diploma, di un certificato o di un attestato di competenza, l'autorità competente di tale Stato membro non può rifiutare al cittadino di un altro Stato membro, per difetto di qualificazione, di accedere a tale professione o di esercitarla alle stesse condizioni vigenti per i propri cittadini, se il richiedente possiede il diploma che è prescritto da un altro Stato membro per accedere a questa medesima professione sul suo territorio, o per esercitarla, e che è stato ottenuto in detto Stato membro.
(3) Tuttavia, questa regola non impedisce che lo Stato membro ospitante, in taluni casi previsti dalla direttiva 92/51/CEE, imponga al richiedente di seguire un tirocinio di adattamento o di sottoporsi ad una prova attitudinale. Le condizioni sono fissate dagli articoli 4, 5 e 7 della direttiva 92/51/CEE. Se lo Stato membro ospitante esercita tale facoltà, deve lasciare al richiedente la possibilità di scegliere fra il tirocinio di adattamento e la prova attitudinale.
II. ARTICOLO 14 DELLA DIRETTIVA 92/51/CEE
L'articolo 14 della direttiva 92/51/CEE dispone che:
«1. Qualora uno Stato membro, in applicazione dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), secondo trattino, seconda frase o dell'articolo 5, terzo comma, o dell'articolo 7, lettera a), secondo comma, seconda frase, non intenda lasciare al richiedente la scelta tra il tirocinio di adattamento e la prova attitudinale, esso comunica immediatamente alla Commissione il progetto della relativa disposizione, informandola nel contempo dei motivi che rendono necessaria l'adozione di siffatta disposizione.
La Commissione informa immediatamente gli altri Stati membri circa tale progetto; essa può anche consultare in merito il gruppo di coordinamento di cui all'articolo 13, paragrafo 2.
2. Fatta salva la facoltà della Commissione e degli altri Stati membri di presentare osservazioni circa il progetto, lo Stato membro può adottare la disposizione soltanto se la Commissione non vi si è opposta entro tre mesi mediante decisione.
3. Su richiesta di uno Stato membro o della Commissione, gli Stati membri comunicano loro senza indugio il testo definitivo di una disposizione conseguente all'applicazione del presente articolo.»
III. RICHIESTA DELLA FRANCIA
(1) Con nota pervenuta alla Commissione il 19 giugno 1996, la Francia ha sollecitato una deroga a titolo dell'articolo 14 della direttiva 92/51/CEE per l'inquadramento di talune discipline sportive. Tale nota era accompagnata da un progetto di decreto e da una serie di argomentazioni. La richiesta riguarda la professione di istruttore sportivo e mira, per talune discipline sportive, ad ottenere una deroga al principio della libera scelta del candidato.
(2) Tale richiesta verte unicamente sullo stabilimento. In Francia, infatti, la prestazione di servizi degli istruttori sportivi rientra ormai in un altro quadro regolamentare (decreto n. 96-1011 del 25 novembre 1996 relativo alla prestazione di servizi di istruttore sportivo da parte dei cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea o di un altro Stato aderente allo Spazio economico europeo).
(3) Il progetto di decreto presentato dalla Francia prevede l'applicazione di una procedura di riconoscimento che rispetti la scelta del migrante fra prova attitudinale e tirocinio di adattamento. Nondimeno, nel caso delle cinque professioni contemplate all'allegato del progetto di decreto, una disposizione prevede che «il Ministro dello sport può imporre la prova attitudinale». Secondo il progetto presentato alla Commissione, tale prova attitudinale potrebbe essere imposta nelle cinque discipline sportive seguenti: maestri di sci, guide alpine, istruttori di sport subacquei, istruttori di paracadutismo e istruttori di speleologia.
(4) Le autorità francesi si sono premurate di precisare che questa richiesta, formulata nel quadro dell'articolo 14, non rimette in questione il principio della fiducia reciproca, ma «tende al contrario a confermarlo nel caso delle attività in cui sono in gioco obiettivi di interesse generale quali la salvaguardia della sicurezza.»
(5) Secondo le autorità francesi, questa richiesta si giustifica col carattere pericoloso delle corrispondenti discipline sportive. Le autorità francesi ritengono che, in tali casi, la misura di compensazione più appropriata sia la prova attitudinale. A loro giudizio, la facoltà lasciata ai richiedenti di scegliere fra due tipi di misure di compensazione non fornisce tutte le garanzie richieste e potrebbe indurre ad occultare delle lacune tecniche incompatibili con l'esercizio della professione.
(6) Le autorità francesi ritengono peraltro che la prova attitudinale costituisca la maniera più efficace per garantire la padronanza tecnica dell'attività da parte del candidato e la sua capacità di gestire ed organizzare i soccorsi.
(7) Le autorità francesi aggiungono, infine, che la pericolosità delle cinque attività contemplate è accresciuta dagli elementi connessi con l'ambiente, per natura infido, in cui si svolge l'attività.
IV. DISCUSSIONE NEL GRUPPO DEI COORDINATORI
Conformemente all'articolo 14 della direttiva 92/51/CEE, la richiesta francese di deroga è stata presentata agli Stati membri. Essa è stata inviata a tutti i coordinatori del sistema generale di riconoscimento dei diplomi. Inoltre, come è previsto al medesimo articolo 14, è stata discussa nel corso della riunione del gruppo dei coordinatori che si è tenuta l'8 luglio 1996. In quella sede, i rappresentanti francesi hanno potuto esporre la loro richiesta e rispondere alle domande della Commissione e delle varie delegazioni.
V. DOMANDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI
Dopo un primo esame della domanda francese e in seguito alla riunione del gruppo dei coordinatori dell'8 luglio 1996, la Commissione ha ritenuto necessario rivolgere alla Francia, con lettera del 12 settembre 1996, cinque domande complementari. La Francia ha risposto in maniera completa a queste cinque domande con nota del 14 ottobre 1996, pervenuta alla Commissione il 17 ottobre 1996.
VI. CONSIDERAZIONI GENERALI
(1) La libera circolazione delle persone costituisce una libertà fondamentale garantita dal trattato. Su tale base, una giurisprudenza costante della Corte di giustizia ha proibito non solo le discriminazioni patenti, fondate sulla nazionalità, ma anche le misure che, pur applicandosi indistintamente ai cittadini nazionali e agli altri cittadini comunitari, raggiungono di fatto lo stesso risultato. Nondimeno, le misure nazionali che possono turbare o rendere meno agevole l'esercizio delle libertà fondamentali garantite dal trattato possono essere ammesse se soddisfano quattro condizioni: che si applichino in maniera non discriminatoria, che si giustifichino con imprescindibili motivi d'interesse generale, che siano tali da garantire la realizzazione dell'obiettivo che perseguono e che non vadano oltre quanto è necessario per raggiungerlo. Se è vero che la libertà di stabilimento costituisce una libertà fondamentale, l'analisi della richiesta della Francia deve prendere in considerazione questi quattro criteri.
(2) Nella loro richiesta di deroga, le autorità francesi precisano che sono contemplate solo le «attività in cui sono in gioco obiettivi d'interesse generale quali la salvaguardia della sicurezza» e sottolineano la specificità delle cinque discipline considerate: ambiente infido, pericoli oggettivi, ambiente non circoscritto né provvisto di segnaletica, necessità di conoscenze relative all'organizzazione dei soccorsi, ecc. La Commissione riconosce che le cinque attività contemplate presentano un particolare carattere di pericolosità e che per tale ragione si può invocare nella fattispecie la salvaguardia della sicurezza come «motivo imprescindibile di interesse generale». Nell'ambito di queste cinque attività, la Commissione ammette inoltre che l'obbligo fatto al migrante di sottoporsi a una prova attitudinale, quando la sua formazione verte su materie sostanzialmente diverse da quelle che figurano nel programma del diploma imposto in Francia, può costituire una misura atta a garantire il conseguimento dell'obiettivo perseguito, che è appunto la salvaguardia della sicurezza. Analogamente, la Commissione ammette che per le cinque discipline la prova attitudinale, a differenza del tirocinio di adattamento, può, garantendo nel contempo la padronanza tecnica dell'attività da parte del candidato come pure la sua capacità a gestire e ad organizzare i soccorsi, rivelarsi più indicata a verificare come il candidato stesso reagisce in una situazione reale. Tale misura sembra anche proporzionata al fine perseguito. Nella domanda formulata dalla Francia, infine, nessun elemento evidenzia un carattere discriminatorio. I brevetti sportivi rilasciati dallo Stato francese nelle cinque discipline contemplate vengono concessi infatti in seguito a prove selettive che consentono di assicurarsi al tempo stesso della perizia tecnica, delle qualità pedagogiche e delle attitudini del candidato a garantire la sicurezza e a far scattare i dispositivi di soccorso.
In via di principio, quindi, la mancanza di libertà di scelta tra tirocinio di adattamento e prova attitudinale si può giustificare nella fattispecie. Ciò che importa peraltro è che, nell'attuazione pratica delle misure auspicate dalle autorità francesi, siano pienamente rispettati i criteri sopra enumerati.
(3) Dato che la libertà di stabilimento costituisce una libertà fondamentale, la Commissione intende comunque limitare il suo accordo nel tempo per poter valutare con certezza, al termine del periodo di prova, le difficoltà pratiche che potrebbero derivare dall'attuazione di tale deroga.
La Commissione accetta pertanto di dare il suo accordo alla richiesta della Francia per un periodo limitato che si concluderà il 31 luglio 1999.
(4) Tale periodo dovrà consentire alle autorità francesi di valutare se le misure previste nella richiesta di deroga siano effettivamente le più adeguate per raggiungere l'obiettivo perseguito. Esso dovrà inoltre permettere a tutte le parti interessate di rilevare le difficoltà pratiche di attuazione e di comunicarle alla Commissione.
(5) Allo scadere di detto periodo, la Francia dovrà presentare un rapporto di valutazione sull'«attuazione della deroga ex articolo 14». Tale rapporto dovrà fornire alla Commissione tutte le informazioni quantitative e qualitative riguardanti l'esecuzione delle prove attitudinali. Al termine di questo periodo, la Commissione raccoglierà anche le osservazioni degli Stati membri interessati e di tutte le parti coinvolte (sindacati, organizzazioni di viaggio, scuole di sci, associazioni e ogni altro organismo interessato). Il rapporto di valutazione della Francia e tutte le osservazioni delle varie parti dovranno pervenire alla Commissione entro il 30 aprile 1999. Se la Francia desidera continuare a beneficiare della deroga, dovrà presentare una richiesta in tal senso unitamente al suo rapporto di valutazione.
(6) Qualora al termine del periodo di prova la Commissione intenda respingere la richiesta della Francia, l'eventuale decisione negativa dovrà essere presa nei tre mesi che seguono detta richiesta e al più tardi il 31 luglio 1999, nella forma prevista all'articolo 14 della direttiva 92/51/CEE. Conformemente a tale articolo, in mancanza di una decisione negativa della Commissione nel termine di cui sopra, la deroga sarà rinnovata automaticamente senza limitazioni di durata,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
In deroga all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 92/51/CEE, la Francia è autorizzata, per un periodo limitato che scade il 31 luglio 1999, ad imporre una prova attitudinale ai candidati che, per stabilirsi in Francia, intendono beneficiare del riconoscimento del loro diploma di istruttore o di insegnante di sport e la cui formazione mostra sostanziali differenze rispetto a quella richiesta in Francia. Tale deroga vale solo per cinque professioni seguenti: maestri di sci, guide alpine, istruttori di sport subacquei, istruttori di paracadutismo e istruttori di speleologia.
Articolo 2
La Francia presenta alla Commissione, entro il 30 aprile 1999, un rapporto di valutazione sull'«attuazione della deroga ex articolo 14».
Articolo 3
Gli Stati membri che lo desiderino e tutte le parti interessate sono invitati a presentare alla Commissione le loro osservazioni in merito a tale deroga entro il 30 aprile 1999.
Articolo 4
Nel caso in cui desideri che la deroga prevista all'articolo 1 sia confermata senza limiti di durata al di là del 31 luglio 1999, la Francia presenta alla Commissione, entro il 30 aprile 1999, una nuova richiesta conformemente all'articolo 14 della direttiva 92/51/CEE. Nei tre mesi che seguono la richiesta della Francia, la Commissione prende una decisione nelle forme previste all'articolo 14 della direttiva 92/51/CEE.
Articolo 5
La presente decisione entra in vigore a decorrere dalla data della sua notifica.
Articolo 6
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 9 gennaio 1997.

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