Document ID: 31979R0345

REGOLAMENTO (CEE) N. 345/79 DEL CONSIGLIO del 5 febbraio 1979 che stabilisce, nel settore vitivinicolo, le norme generali relative alla concessione delle restituzioni all'esportazione e i criteri per la fissazione del loro ammontare
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 337/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (1) ed in particolare l'articolo 20, paragrafi 1 e 3,
vista la proposta della Commissione (2),
considerando che le restituzioni all'esportazione di prodotti soggetti all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo devono essere fissate secondo taluni criteri che consentano di coprire la differenza tra i prezzi di detti prodotti nella Comunità e nel commercio internazionale; che al tal fine è necessario tener conto, da un lato, della situazione dell'approvvigionamento dei prodotti considerati e dei loro prezzi nella Comunità, e, dall'altro, della situazione dei prezzi praticati nel commercio internazionale;
considerando che la concessione di restituzioni può essere limitata all'esportazione di alcuni fra i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 337/79; che occorre limitarla ai prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettere b) e c), di detto regolamento in ragione della loro particolare importanza economica;
considerando che, data la disparità dei prezzi ai quali i prodotti in questione sono offerti occorre, per coprire la differenza tra i prezzi praticati nel commercio internazionale e quelli praticati nella Comunità, prendere in considerazione le spese commerciali e di resa;
considerando che per consentire l'osservazione dell'evoluzione di tali prezzi occorre che i prezzi stessi siano determinati secondo taluni principi; che a questo scopo è opportuno prendere in considerazione, per quanto concerne i prezzi praticati nel commercio internazionale, i corsi constatati sui mercati dei paesi terzi e i prezzi praticati nei paesi di destinazione, nonché i prezzi constatati alla produzione nei paesi terzi e i prezzi d'offerta franco-frontiera della Comunità; che, per quanto riguarda i prezzi nella Comunità, è opportuno basarsi sui prezzi praticati che si rivelano più favorevoli per l'esportazione;
considerando che è necessario prevedere la possibilità di una differenziazione dell'ammontare delle restituzioni secondo la destinazione dei prodotti in ragione delle condizioni particolari d'importazioni di taluni paesi di destinazione;
considerando che, allo scopo di offrire agli esportatori della Comunità una certa garanzia quanto alla stabilità delle restituzioni e dell'elenco dei prodotti che ne usufruiscono, è necessario prevedere che la fissazione delle restituzioni abbia luogo secondo una periodicità determinata in funzione degli usi commerciali;
considerando che, per evitare distorsioni di concorrenza, è necessario che il regime amministrativo al quale sono sottoposti gli operatori sia il medesimo in tutta la Comunità,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. Il presente regolamento stabilisce le norme relative alla fissazione e alla concessione delle restituzioni all'esportazione per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 337/79.
2. Le restituzioni possono essere accordate soltanto per i prodotti seguenti:
b) 22.04 Mosti di uve parzialmente fermentati, anche mutizzati con metodi diversi dall'aggiunta di alcole 22.05 Vini di uve fresche; mosti di uve fresche mutizzati con alcole (mistelle) c) 08.04 A II Uve fresche diverse dalle uve da tavola 22.10 A Aceti di vino
Articolo 2
Le restituzioni sono fissate prendendo in considerazione i seguenti elementi:
a) la situazione e le prospettive di evoluzione
- sul mercato della Comunità, dei prezzi dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2 e delle disponibilità,
- nel commercio internazionale, dei prezzi di tali prodotti;
b) le spese di commercializzazione e le spese di trasporto più favorevoli dai mercati della Comunità fino ai porti o altri luoghi di esportazione della Comunità, nonché le spese commerciali e di resa ai paesi di destinazione;
c) gli obiettivi dell'organizzazione comune del mercato vitivinicolo volti ad assicurare a detto mercato una situazione equilibrata e uno sviluppo naturale sul piano dei prezzi e degli scambi;
d) l'interesse di evitare perturbazioni sul mercato della Comunità;
e) l'aspetto economico delle esportazioni previste.
Articolo 3
1. I prezzi sul mercato della Comunità sono stabiliti tenendo conto dei prezzi praticati che si rivelino più favorevoli per l'esportazione.
2. I prezzi nel commercio internazionale sono stabiliti tenendo conto:
a) dei corsi constatati sui mercati dei paesi terzi;
b) dei prezzi più favorevoli all'importazione in provenienza dai paesi terzi, praticati nei paesi terzi di destinazione;
c) dei prezzi alla produzione constatati nei paesi terzi esportatori, tenuto conto, se del caso, delle sovvenzioni accordate da questi paesi;
d) dei prezzi d'offerta franco-frontiera della Comunità.
Articolo 4
Quando la situazione del commercio internazionale o le esigenze specifiche di taluni mercati lo rendono necessario, la restituzione per la Comunità può essere, per un determinato prodotto, differenziata secondo la destinazione.
Articolo 5
La periodicità in base alla quale sono fissati l'elenco dei prodotti per i quali è effettivamente accordata una restituzione nonché l'importo della restituzione stessa, è stabilita secondo la procedura di cui all'articolo 67 del regolamento (CEE) n. 337/79.
Articolo 6
1. La restituzione è pagata quando è fornita la prova che i prodotti
a) sono stati esportati fuori della Comunità,
b) sono di origine comunitaria, salvo in caso di applicazione delle disposizioni dell'articolo 7.
2. In caso di applicazione delle disposizioni dell'articolo 4, la restituzione è pagata alle condizioni di cui al paragrafo 1, purché sia fornita la prova che il prodotto ha raggiunto la destinazione per la quale è stata fissata la restituzione.
Tuttavia, possono essere previste deroghe a tale norma, secondo la procedura di cui al paragrafo 3, con riserva di condizioni da determinare che offrono garanzie equivalenti.
3. Possono essere adottate disposizioni complementari secondo la procedura di cui all'articolo 67 del regolamento (CEE) n. 337/79.
Articolo 7
1. Nessuna restituzione viene accordata all'atto dell'esportazione di prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, importati da paesi terzi e riesportati verso paesi terzi salvo che l'esportatore fornisca la prova:
a) dell'identità tra il prodotto da esportare e il prodotto precedentemente importato,
b) della riscossione dei dazi doganali ed eventualmente della tassa di compensazione all'atto dell'importazione di tale prodotto.
2. In tal caso, la restituzione è uguale, per ciascun prodotto, al dazio doganale e alla tassa di compensazione riscossi all'importazione se la somma di questi due oneri è uguale o inferiore alla restituzione applicabile nel giorno dell'esportazione; se tale somma è superiore alla restituzione applicabile nel giorno dell'esportazione, la restituzione è uguale a quest'ultima.
Articolo 8
1. Il regolamento (CEE) n. 957/70 del Consiglio, del 26 maggio 1970, che stabilisce, nel settore vitivinicolo, le norme generali relative alla concessione delle restituzioni all'esportazione e i criteri per la fissazione del loro ammontare (3), è abrogato.
2. I richiami al regolamento abrogato in virtù del paragrafo 1 devono intendersi riferiti al presente regolamento.
Articolo 9
Il presente regolamento entra in vigore il 2 aprile 1979.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 5 febbraio 1979.

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