Document ID: 31993R2346

REGOLAMENTO (CEE) N. 2346/93 DEL CONSIGLIO del 23 agosto 1993 che modifica il regolamento (CEE) n. 3308/90 per l'istituzione di un dazio antidumping supplementare sulle importazioni di sacchi di tessuti poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12, l'articolo 13, paragrafo 11 e l'articolo 14,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo istituito dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. Procedura (1) Con il regolamento (CEE) n. 2051/90 della Commissione (2) è stato istituito un dazio antidumping provvisorio del 43,4 % sulle importazioni di sacchi di tessuti poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese. Il dazio è stato confermato dal regolamento (CEE) n. 3308/90 del Consiglio (3).
(2) La Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dall'Associazione europea dell'industria delle poliolefine tessili (EATP) per conto dei produttori che rappresentano la maggior parte della produzione comunitaria di sacchi di tessuti poliolefinici. Nella denuncia si affermava che l'onere del dazio antidumping era stato assunto, totalmente o in parte, dagli esportatori interessati.
(3) Dato che la denuncia conteneva sufficienti elementi di prova in merito all'assorbimento del dazio da parte degli esportatori, la Commissione, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (4), ha annunciato l'apertura di un'inchiesta ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 11 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
(4) La Commissione ha ufficialmente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati e ha dato alle parti interessate l'opportunità di comunicare osservazioni scritte.
(5) Nove esportatori cinesi hanno risposto ai questionari della Commissione. Tra le risposte ricevute dagli importatori ai quali erano stati inviati i questionari, soltanto due contenevano informazioni significative. I due importatori di cui trattasi effettuavano il 36 % circa di tutte le importazioni nella Comunità di sacchi di tessuti poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese.
(6) Nessuna parte interessata ha chiesto alla Commissione un riesame globale del regolamento (CEE) n. 3308/90 secondo l'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 2423/88. In base alle informazioni di cui dispone, la Commissione non ha inoltre ritenuto che le circostanze fossero mutate in misura sufficiente per giustificare un tale riesame d'ufficio.
(7) L'inchiesta relativa all'assorbimento del dazio antidumping da parte degli esportatori riguardava il periodo della prima inchiesta, dal 1o gennaio 1988 al 31 dicembre 1988, che era stato preso in esame ai fini del calcolo del dazio antidumping, e il periodo di nove mesi compreso tra l'istituzione del dazio antidumping provvisorio e l'apertura della presente inchiesta, vale a dire dal 1o agosto 1990 al 30 aprile 1991.
B. Prodotto (8) I prodotti in esame sono i sacchi di tessuti poliolefinici (polietilene e polipropilene), classificati al codice NC 6305 31 91, che sono soggetti al dazio antidumping definitivo di cui al considerando 1 del presente regolamento.
C. Assorbimento del dazio antidumping da parte dell'esportatore I. Assorbimento del dazio antidumping
(9) La Commissione ha basato le sue risultanze sui prezzi all'esportazione forniti dagli esportatori cinesi che hanno risposto al questionario e ha utilizzato le statistiche doganali ufficiali e le informazioni verificate presso le sedi degli importatori che hanno collaborato per convalidare i dati comunicati dagli esportatori cinesi.
(10) Dalle informazioni sui prezzi fornite dagli esportatori cinesi risulta chiaramente che, dopo l'istituzione dei dazi antidumping provvisori sulle importazioni di sacchi di tessuti poliolefinici a norma del regolamento (CEE) n. 2051/90, i prezzi all'importazione alla frontiera comunitaria (ovvero i prezzi CIF prima del pagamento dei dazi doganali e dei dazi antidumping) sono sensibilmente diminuiti.
(11) Di conseguenza, con la riduzione dei prezzi all'esportazione nella Comunità dopo l'istituzione del dazio antidumping, gli esportatori dei sacchi di tessuti poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese hanno assorbito, interamente o in parte, gli effetti del dazio antidumping.
II. Livello di assorbimento del dazio
(12) Dato che il dazio è stato assorbito con la diminuzione dei prezzi all'esportazione, il livello di assorbimento è stato calcolato in base al confronto tra i prezzi dei sacchi di tessuti poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese nel periodo 1o gennaio 1988 - 31 dicembre 1988 e i prezzi applicati nel periodo successivo all'istituzione del dazio antidumping, dal 1o agosto 1990 al 30 aprile 1991.
(13) Per determinare il livello dell'assorbimento, la Commissione ha calcolato un prezzo basato sulla media ponderata dei prezzi CIF relativa al periodo della prima inchiesta, alla quale è stato aggiunto un importo corrispondente al dazio antidumping, in modo da ottenere il prezzo al quale il prodotto in esame avrebbe dovuto essere venduto nella Comunità.
Il prezzo così ottenuto è stato confrontato con il prezzo CIF, dopo il pagamento del dazio antidumping, relativo al periodo di nove mesi successivo all'istituzione del dazio provvisorio. Per determinare questi prezzi la Commissione ha utilizzato gli stessi metodi impiegati ai fini del calcolo dei prezzi relativi al periodo della prima inchiesta e ha applicato gli stessi tassi di cambio. Dal confronto tra i prezzi, in considerazione del calo del prezzo all'esportazione, risulta che il livello di assorbimento è del 97,6 %, come percentuale dell'importo del dazio pagato sul prezzo ridotto all'esportazione.
D. Altri fattori (14) Gli esportatori cinesi hanno affermato che nell'inchiesta relativa al presunto assorbimento la Commissione avrebbe dovuto tener conto dell'incidenza delle fluttuazioni valutarie e delle variazioni dei prezzi delle materie prime in Cina sui prezzi all'esportazione nella Comunità. Gli esportatori hanno sostenuto che il calo dei loro prezzi all'esportazione, dopo l'istituzione del dazio, era dovuto a questi fattori.
A questo proposito occorre ricordare che, poiché la Repubblica popolare cinese non è un paese ad economia di mercato, il valore normale è stato determinato in base al valore normale del prodotto simile in India. La Commissione non dispone di elementi di prova sufficienti, né ha ricevuto nuovi elementi da cui risulti che il valore normale stabilito nei confronti dei produttori indiani abbia subito modifiche e in ogni caso non in misura tale da incidere sulle risultanze della presente inchiesta. In tali circostanze un riesame non è giustificato e nessuna parte interessata ha presentato una domanda in questo senso.
E. Conclusione (15) Sulla base di quanto precede, il Consiglio conclude che l'esportatore ha effettivamente sostenuto l'onere di una gran parte del dazio antidumping, per mezzo di una corrispondente riduzione dei propri prezzi all'esportazione, e che il suo margine di dumping non è inferiore alla somma del dazio originario e dell'importo assunto a suo carico.
F. Interesse della Comunità (16) Il dazio antidumping supplementare di cui all'articolo 13, paragrafo 11 del regolamento (CEE) n. 2423/88 mira a compensare l'importo del dazio antidumping sostenuto dall'esportatore, che effettivamente aumenta il margine di dumping e neutralizza l'effetto del dazio inizialmente istituito.
(17) La Commissione non ritiene che le risultanze relative all'interesse della Comunità esposte nei considerandi 7 e 8 del regolamento (CEE) n. 3308/90 debbano essere modificate.
(18) L'assorbimento del dazio antidumping da parte degli esportatori annulla gli effetti del dazio antidumping e quindi impedisce l'eliminazione del pregiudizio subito dall'industria comunitaria. Dato che l'istituzione del dazio era stata considerata conforme all'interesse della Comunità, anche una misura volta a ripristinare l'effetto di detto dazio corrisponde all'interesse della Comunità.
(19) Non sono state presentate altre argomentazioni per dimostrare che le misure supplementari sarebbero contrarie all'interesse della Comunità.
G. Dazio antidumping supplementare (20) Per compensare il livello di assorbimento e per ripristinare gli effetti del dazio iniziale, è necessario un dazio supplementare del 42,3 %, corrispondente al 97,6 % del dazio attuale, affinché i prezzi all'esportazione dei prodotti cinesi raggiungano il livello previsto nel regolamento (CEE) n. 3308/90.
(21) Dato che l'attuale dazio antidumping è pari al 43,4 % del prezzo netto, franco frontiera comunitaria, deve essere istituito un dazio supplementare del 42,3 %. Il dazio antidumping complessivo istituito sulle importazioni di sacchi di tessuti poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese è quindi dell'85,7 %.
Per motivi pratici, il dazio supplementare è istituito con una modifica del regolamento (CEE) n. 3308/90. Dato che il dazio non è modificato ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la data di scadenza del dazio antidumping, compreso il dazio supplementare, rimane invariata,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
L'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 3308/90 è sostituito dal seguente:
« 2. L'aliquota del dazio, applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è dell'85,7 %. »
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 23 agosto 1993.

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