Document ID: 32000D0359

Decisione della Commissione
del 2 febbraio 2000
relativa al regime di aiuti applicato dall'Italia in favore delle società cooperative della regione Sicilia
[notificata con il numero C(2000) 384]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2000/359/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità d'applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(1), in particolare l'articolo 14,
dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni conformemente all'articolo 88 paragrafo 2, primo comma(2), e tenuto conto delle osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 25 ottobre 1993, le autorità italiane avevano notificato tardivamente alla Commissione, ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, la legge 1o settembre 1993 n. 25 della Regione Sicilia, recante misure in favore dell'occupazione, che, poiché già adottata, è stata iscritta nel registro degli aiuti non notificati con il n. NN113/93. Detta legge si compone di 165 articoli che introducono nuovi regimi di aiuti e modificano decine di regimi già esistenti. Dopo un esame preliminare, è risultato necessario scindere il caso in tre parti riguardanti rispettivamente:
- gli articoli 44 e 50 della legge n. 25/1993 e il capitolo VII della medesima (articoli 77-105): misure in favore del settore agricolo e forestale (aiuto NN 113/B/93),
- l'articolo 55, rettificato dall'articolo 5 della legge regionale n. 6/1995: misure in favore delle cooperative (aiuto NN 79/96),
- il resto della legge regionale n. 25/1993 (aiuto NN 113/A/93).
(2) La presente decisione riguarda unicamente il regime di aiuto istituito dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993, rettificato dall'articolo 5 della legge regionale n. 6/1995, e i relativi casi d'applicazione.
(3) Il 25 marzo 1998, la Commissione ha deciso di avviare il procedimento previsto dall'articolo 88, paragrafo 2, del trattato nei confronti del regime di aiuti previsto dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993, rettificato dall'articolo 5 della legge 10 gennaio 1995 n. 6 della Regione Sicilia, e nei confronti del regime di aiuti previsto dall'articolo 36 della legge 9 maggio 1986 n. 23 della stessa Regione, modificato dall'articolo 55 della legge n. 25/1993.
(4) Con fax del 25 marzo 1998 [SG(98) D/32049](3), è stata inviata alle autorità italiane l'erronea comunicazione che non venivano formulate obiezioni.
(5) Con lettera del 2 luglio 1998 [SG(98) D/5241], la Commissione ha comunicato all'Italia la sua decisione di avviare il procedimento previsto dall'articolo 88, paragrafo 2, del trattato nei confronti del regime previsto dall'articolo 55 della legge n. 25/1993, rettificato dall'articolo 5 della legge regionale n. 6/1995, e nei confronti del regime previsto dall'articolo 36 della legge regionale n. 23/1986, modificato dall'articolo 55 della legge n. 25/1993. Con la stessa lettera, la Commissione ha ingiunto all'Italia di fornirle, entro un mese dalla data di ricevimento, tutti i documenti, informazioni e dati utili ai fini dell'esame della compatibilità, con l'articolo 87 del trattato, degli aiuti accordati nel quadro delle misure di cui ai regimi sopra menzionati.
(6) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(4).
(7) La Commissione ha invitato gli altri Stati membri e i terzi interessati a presentare, entro un mese dalla data di pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, le loro osservazioni in merito ai provvedimenti in causa.
(8) Le autorità italiane hanno comunicato le loro osservazioni con lettera del 26 marzo 1999. La Commissione non ha ricevuto altre osservazioni dai terzi interessati. All'ingiunzione della Commissione le autorità italiane non hanno dato alcuna risposta. Hanno invece comunicato che la maggior parte delle osservazioni contenute nella lettera di avvio del procedimento riguardano il regime previsto dall'articolo 36 della legge regionale n. 23/1986, che sarebbe già stato approvato dalla Commissione, e che il regime istituito dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993 non è mai stato applicato.
(9) Tenuto conto dell'erronea comunicazione del 25 marzo 1998, con lettera del 1o luglio 1999 le autorità italiane sono state invitate a confermare che l'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993 non è ancora mai stato applicato e ad impegnarsi ad abrogarlo, segnalando loro che, in mancanza di risposta entro quindici giorni lavorativi decorrenti dalla data della succitata lettera, la Commissione avrebbe potuto adottare una decisione definitiva sulla base delle informazioni in suo possesso.
(10) Con lettera del 21 gennaio 2000, registrata il 26 gennaio 2000, le autorità italiane hanno indicato che il regime istituito dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993 non è mai stato applicato.
II. DESCRIZIONE
(11) L'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993 aggiunge un comma all'articolo 36 della legge regionale n. 23/1986, il quale istituisce un regime di aiuti a favore delle società cooperative. Secondo le autorità italiane, quest'ultima legge era stata notificata alla Commissione, che ne aveva comunicato l'approvazione, come dimostrerebbe il telex n. 6891 del 25 ottobre 1986, mediante il quale la Rappresentanza permanente d'Italia comunicava alle autorità siciliane che la Commissione non formulava osservazioni particolari nei riguardi del regime.
(12) L'articolo 36 della legge regionale n. 23/1986 prevede un regime di aiuti in favore delle cooperative, consistente in prestiti agevolati concessi dall'Istituto regionale di credito alle cooperative (in prosieguo "IRCAC") al tasso del 4 %, della durata massima di 20 anni, non eccedenti 5 miliardi di ITL, per il finanziamento di progetti riguardanti:
a) l'aumento della produttività e dell'occupazione tramite l'incremento dei mezzi di produzione e/o l'ammodernamento, mediante innovazioni e miglioramenti, dei mezzi di produzione e/o dei servizi tecnici;
b) la valorizzazione dei prodotti anche attraverso il miglioramento della qualità;
c) la razionalizzazione del sistema di distribuzione;
d) la sostituzione, in misura non superiore al 50 %, delle passività finanziarie conseguenti la realizzazione dei progetti sopra menzionati;
e) la ristrutturazione e la riconversione degli impianti di produzione.
Qualora le cooperative comprendano tra i loro membri dei lavoratori cassaintegrati e/o licenziati, le operazioni di finanziamento che beneficiano delle succitate condizioni possono riguardare i progetti per:
f) la realizzazione e l'acquisto di installazioni nei settori della produzione, distribuzione, turismo e servizi;
g) l'ammodernamento e l'ampliamento dei progetti di cui ai precedenti punti da a) ad e).
(13) L'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993 autorizza il governo della Regione Sicilia a concedere una garanzia sussidiaria in favore dell'IRCAC per le operazioni di finanziamento delle cooperative per l'acquisto di beni aziendali, quando tali beni non costituiscono una garanzia sufficiente alla copertura dei prestiti concessi all'impresa cooperativa dall'IRCAC.
(14) Il cumulo con altri regimi di aiuti non è da escludere, dal momento che la legge non contiene un esplicito divieto.
III. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(15) Nessun interessato ha inviato osservazioni nell'ambito del procedimento previsto all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato riguardante il regime in oggetto.
IV. COMMENTI DELL'ITALIA
(16) Nella lettera del 26 marzo 1999, le autorità italiane deplorano il ritardo e l'incomprensibile differenza di contenuto fra la nota del 25 marzo 1998, che non formulava obiezioni sui due regimi di aiuti di cui all'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993 e all'articolo 36 della legge regionale n. 23/1986, e la nota del 2 luglio 1998, che comunicava l'avvio del procedimento ex articolo 88, paragrafo 3, del trattato nei confronti dei due regimi succitati.
(17) Le autorità italiane segnalano inoltre che la maggior parte delle osservazioni della Commissione, contenute nella decisione di avvio del procedimento, si riferiscono al regime di aiuti previsto dalla legge regionale n. 23/1986 che, a loro avviso, è stato approvato dalla Commissione come dimostrerebbe il telex n. 6891 del 25 ottobre 1986 della Rappresentanza permanente d'Italia con cui la stessa Rappresentanza permanente comunicava alle autorità siciliane che la Commissione non formulava osservazioni particolari.
(18) Inoltre le autorità italiane segnalano che, alla data del 26 marzo 1999, l'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993, rettificato dall'articolo 5 della legge regionale n. 6/1995, non è mai stato applicato.
(19) Infine, con lettera del 21 gennaio 2000, le autorità italiane confermano che il regime istituito dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993, rettificato dall'articolo 5 della legge regionale n. 6/1995, non è mai stato applicato.
V. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
Carattere di aiuto delle misure previste dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993, rettificato dall'articolo 5 della legge regionale n. 6/1995
(20) In seguito alle informazioni delle autorità italiane e ai risultati delle ricerche effettuate nell'ambito del presente procedimento, la Commissione constata che il regime di aiuti di cui all'articolo 36 della legge regionale n. 23/1986 è stato approvato l'8 ottobre 1986. Tale regime costituisce pertanto un aiuto esistente ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 1, del trattato, fatto salvo l'effettivo rispetto delle opportune misure accettate dall'Italia per quanto riguarda gli aiuti a finalità regionale.
(21) L'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993, modificato dall'articolo 5 della legge regionale n. 6/1995, istituisce un nuovo regime che non modifica il regime iniziale relativo ai prestiti agevolati previsto dall'articolo 36 della legge regionale n. 23/1986. Infatti un prestito agevolato può essere accordato come previsto dall'articolo 36 della legge regionale n. 23/1986 con o senza le garanzie di cui all'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993. Si tratta quindi di due regimi distinti. La presente valutazione del carattere di aiuto delle misure in causa riguarda unicamente il regime delle garanzie previsto dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993.
(22) Il regime delle garanzie di cui all'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993 avrebbe dovuto essere notificato alla Commissione in fase di progetto, come dispone l'articolo 88, paragrafo 3, del trattato. Le autorità italiane hanno omesso di farlo e avendo effettuato una notificazione solo dopo l'adozione della legge regionale, sotto il profilo del diritto comunitario gli aiuti sono illegittimi, in quanto le disposizioni dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato non sono state rispettate.
(23) Le garanzie concesse per la copertura dei mutui sottoscritti dalle cooperative presso I'IRCAC costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, in quanto permettono a dette cooperative di ottenere prestiti a condizioni più vantaggiose di quelle normalmente reperibili sui mercati finanziari. Grazie alla garanzia pubblica, le cooperative possono beneficiare di tassi più bassi e/o offrire una cauzione meno elevata. Inoltre, è probabile che senza la garanzia pubblica alcune cooperative non potrebbero ottenere un prestito, ad alcuna condizione. La garanzia dunque può permettere alle cooperative di continuare le loro attività, o persino di eliminare dal mercato dei concorrenti che sono privi di vantaggi analoghi, o di restare in attività invece di essere eliminate o ristrutturate. La garanzia costituisce un vantaggio per le imprese che operano in certe zone del territorio italiano.
(24) La garanzia pubblica falsa la concorrenza perché rafforza le possibilità d'azione delle imprese beneficiarie rispetto ai concorrenti che non godono degli stessi vantaggi. Se lo stesso effetto si produce anche negli scambi intracomunitari, l'aiuto incide su di essi.
(25) In particolare, l'aiuto previsto dal regime delle garanzie istituito dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993 falsa la concorrenza ed incide sugli scambi fra Stati membri nel caso in cui le imprese beneficiarie esportino una parte della loro produzione negli altri Stati membri; parimenti, se tali imprese non esportano, la loro produzione nazionale è favorita, in quanto le imprese con sede in altri Stati membri avranno ridotte possibilità di esportare i loro prodotti nel mercato italiano(5).
(26) La garanzia costituisce un aiuto di Stato, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, che falsa la concorrenza ed è idonea ad incidere sugli scambi fra Stati membri.
Compatibilità delle misure previste dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993
(27) Determinato che le misure previste dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993 costituiscono un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, la Commissione deve esaminarne la compatibilità con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato.
(28) Quanto all'applicabilità delle deroghe previste dal trattato, la Commissione ritiene che, non trattandosi di un aiuto a carattere sociale [articolo 87, paragrafo 2, lettera a)], né di un aiuto destinato ad ovviare ai danni arrecati da calamità naturali o da altri eventi eccezionali [articolo 87, paragrafo 2, lettera b)], e poiché non ricade nel disposto dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera c), l'aiuto in questione non può beneficiare di alcuna delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
(29) Si rileva che il regime di aiuti previsto dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993 interviene per permettere alle cooperative di proseguire le loro attività, sgravandole dei costi di realizzazione di taluni investimenti. L'elemento di aiuto insito nella garanzia corrisponde alla differenza tra il tasso che il mutuatario pagherebbe sul libero mercato e il tasso effettivamente ottenuto grazie alla garanzia, al netto di qualsiasi premio pagato per la garanzia. Nel caso in cui la cooperativa, a causa della sua situazione finanziaria, non fosse in grado di ottenere il prestito senza la garanzia dello Stato, l'ammontare dell'aiuto associato alla garanzia coincide con il totale del prestito.
(30) La garanzia, nel caso si riferisse a prestiti concessi per il finanziamento di progetti di cui al considerando 12, lettere b), c), d) ed e), della presente decisione, non avrebbe l'effetto di stimolare investimenti iniziali ai sensi degli aiuti regionali, bensì quello di sgravare le imprese delle spese correnti connesse alla sottoscrizione di prestiti peraltro già sovvenzionati allo scopo di realizzare operazioni che non hanno carattere d'investimento iniziale: sotto questo aspetto l'aiuto può costituire un aiuto al funzionamento.
(31) Gli aiuti al funzionamento, per i loro effetti particolarmente distorsivi, non possono essere considerati compatibili con il mercato comune, se non in via del tutto eccezionale e nelle sole regioni più sfavorite. Pertanto, la loro autorizzazione è subordinata ad un certo numero di condizioni restrittive, come quella di essere limitati nel tempo. Tali condizioni restrittive sono state successivamente rafforzate, e sulla base dei nuovi orientamenti in materia di aiuti a finalità regionale(6), è previsto di massima il divieto degli aiuti al funzionamento, i quali possono essere accordati solo eccezionalmente a condizione che siano limitati nel tempo e decrescenti.
(32) Non disponendo di alcun elemento che le consenta di accertare l'effettivo rispetto delle succitate condizioni d'applicazione della deroga prevista dal trattato, la Commissione ritiene che dette condizioni d'applicazione non sono rispettate.
(33) Se la garanzia si riferisce a prestiti concessi per il finanziamento di progetti di cui al considerando 12, lettera a), della presente decisione, essa può configurare un aiuto subordinato alla realizzazione di un investimento iniziale: non disponendo di elementi che le consentano di calcolare l'intensità dell'aiuto e diversificare il rispetto delle regole in materia di cumulo e di quelle previste per i settori sensibili, la Commissione considera che le condizioni d'applicazione della deroga regionale prevista dal trattato non sono rispettate. Il regime d'aiuti è presentato come avente l'effetto di aumentare l'occupazione, ma la Commissione constata che nel caso in esame si tratta di posti di lavoro unicamente connessi alla realizzazione di un investimento. Ne consegue che l'aiuto va esaminato come aiuto regionale e che l'applicazione degli orientamenti comunitari per gli aiuti all'occupazione non è, sotto questo aspetto, pertinente.
(34) Se la garanzia si riferisce a prestiti concessi per il finanziamento di progetti di cui al considerando 12, lettera g), della presente decisione, essa può avere natura di aiuto subordinato alla realizzazione di un investimento iniziale: non disponendo di alcun elemento che le consenta di calcolare l'intensità dell'aiuto e di verificare il rispetto delle regole in materia di cumulo e di quelle previste per i settori sensibili, la Commissione considera che le condizioni di applicazione della deroga regionale prevista dal trattato non sono rispettate.
(35) Se la garanzia di Stato è necessaria alle cooperative per ottenere il prestito per il finanziamento delle operazioni descritte al considerando 12 della presente decisione, gli aiuti in loro favore costituiscono aiuti alle imprese in difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà(7), nel caso in cui i progetti in questione risultino necessari perché le imprese beneficiarie possano restare in attività. Pertanto detti aiuti vanno esaminati anche alla luce degli orientamenti citati.
(36) La Commissione, non disponendo di elementi che le consentano di considerare che le condizioni previste dagli orientamenti comunitari per gli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione delle imprese sono effettivamente soddisfatte, ritiene che le condizioni di applicazione della deroga settoriale prevista dal trattato non siano rispettate.
(37) Sulla base di quanto precede, gli aiuti previsti dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993 non possono beneficiare delle deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del trattato e rimangono quindi soggetti al principio d'incompatibilità enunciato dall'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Per ragioni evidenti, non sono neppure applicabili le deroghe ex articolo 87, paragrafo 3, lettere b) e d).
VI. CONCLUSIONI
(38) La Commissione constata che l'Italia ha illegittimamente adottato il regime di aiuto in questione, in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3.
(39) Sulla base dell'analisi elaborata al considerando 5 della presente decisione, la Commissione constata che l'aiuto accordato nell'ambito del regime previsto dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993, rettificato dall'articolo 5 della legge regionale n. 6/1995, è incompatibile con il mercato comune.
(40) Quando aiuti incompatibili sono illegalmente concessi, a norma dell'articolo 14 del regolamento (CE) n. 659/1999, la Commissione esige che, lo Stato membro ne chieda ai beneficiari la restituzione per ripristinate lo status quo. Nel caso in esame, quantunque le autorità italiane abbiano affermato che l'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993, rettificato dall'articolo 5 della legge regionale n. 6/1995, non era mai stato applicato, ogni eventuale attribuzione del beneficio del regime in causa deve formare oggetto di un'azione di ricupero.
(41) Il recupero avviene conformemente alle norme di procedura nazionali. Le somme da recuperare producono interessi dalla data alla quale sono state messe a disposizione dei beneficiari fino al loro ricupero effettivo. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione nel quadro degli aiuti a finalità regionale.
(42) Il recupero, in considerazione del legittimo affidamento suscitato nelle autorità italiane dall'erronea comunicazione loro inviata il 25 marzo 1998, non riguarda gli aiuti eventualmente concessi nel periodo 25 marzo 1998-2 luglio 1998, data alla quale è stata notificata alle autorità italiane la decisione di avvio del procedimento ex articolo 88, paragrafo 2, del trattato, nei confronti del regime in oggetto,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il regime di aiuti previsto dall'articolo 55 della legge regionale n. 25/1993, rettificato dall'articolo 5 della legge regionale n. 6/1995, illegittimamente adottato dall'Italia, è incompatibile con il mercato comune.
Articolo 2
L'Italia è tenuta a sopprimere il regime di aiuti di cui all'articolo 1.
Articolo 3
L'Italia adotta tutti i provvedimenti necessari per recuperare dai beneficiari gli aiuti di cui all'articolo 1 che fossero già stati illegittimamente concessi, in particolare quelli eventualmente concessi in data antecedente al 25 marzo 1998 e successivamente al 2 luglio 1998.
Il recupero è effettuato in conformità alle procedure di diritto nazionale. Le somme da recuperare producono interessi dalla data in cui sono state poste a disposizione dei beneficiari, fino alla data di effettivo recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione nell'ambito degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 4
Entro due mesi dalla data di notificazione della presente decisione, l'Italia comunica alla Commissione i provvedimenti adottati per conformarvisi.
Articolo 5
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 2 febbraio 2000.

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