Document ID: 32005D0238

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 14 luglio 2004
riguardante gli aiuti concessi al settore della pesca e dell’acquacoltura in Corsica dal 1986 al 1999
[notificata con il numero C(2004) 2585]
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2005/238/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a presentare le proprie osservazioni in conformità del suddetto articolo,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Il 21 maggio 1996 si è svolta a Bruxelles una riunione tra la Francia e la Commissione riguardo alla situazione di taluni settori di attività in Corsica, tra cui quello della pesca. Nel corso di tale riunione la Commissione ha appreso che a detto settore erano stati concessi aiuti non notificati ai fini dell’esame a norma dell’articolo 93 del trattato (divenuto articolo 88).
(2)
La Commissione ha pertanto invitato la Francia, con lettera del 14 giugno 1996, a trasmettere le informazioni relative agli aiuti in questione.
(3)
Con lettera del 7 luglio 1996 la Francia ha comunicato alla Commissione di aver preso i necessari contatti con la collettività territoriale corsa ai fini della trasmissione delle informazioni richieste. Non avendo ricevuto tali informazioni, la Commissione ha inviato una prima lettera di sollecito il 12 settembre 1996.
(4)
Con lettera del 17 dicembre 1996 la Francia ha successivamente trasmesso talune informazione sugli aiuti in questione. Questi sono stati registrati il 6 gennaio 1997 con il numero NN 11/97 nel registro degli aiuti non notificati.
(5)
Dopo aver constatato che non disponeva di tutti gli elementi necessari ai fini dell’esame del regime di aiuti, la Commissione ha chiesto complementi di informazioni con lettera del 24 aprile 1997. Alcuni documenti sono stati trasmessi alla Commissione con lettere del 3 dicembre 1997 e dell’11 agosto 1998.
(6)
La Commissione ha successivamente richiesto ulteriori informazioni complementari con lettera dell’11 febbraio 1999. Il 22 febbraio 2000 la Commissione ha incontrato i rappresentanti della collettività territoriale corsa. A seguito di tale riunione, la Commissione ha nuovamente trasmesso alla Francia l’elenco delle informazioni necessarie ai fini dell’esame delle misure di aiuto. Dopo altre due lettere di sollecito, buona parte delle informazioni richieste è stata trasmessa con lettera dell’11 aprile 2001.
(7)
La Commissione ha inoltre preso conoscenza della relazione dell’Assemblea nazionale francese n. 1077 elaborata a nome della commissione di indagine sull’utilizzo dei fondi pubblici e la gestione dei servizi pubblici in Corsica (1) (di seguito «la relazione dell’Assemblea nazionale»). Tale relazione, resa pubblica nel 1998, descrive gli aiuti concessi al settore della pesca e dell’acquacoltura nel 1997 (cfr. il punto I.C.1.b della relazione).
(8)
Con lettera del 30 ottobre 2001 la Commissione ha informato la Francia della propria decisione di avviare il procedimento di indagine formale di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato in relazione alle seguenti misure di aiuto attuate in Corsica:
-
acquisto di navi nuove e d’occasione per l’intero periodo 1986-1999,
-
trasformazione e allestimento delle navi esistenti per il periodo 1o gennaio 1987-28 ottobre 1998 (con conseguente aumento della potenza della nave).
(9)
Nella stessa occasione, la Commissione ha comunicato alla Francia la propria decisione di considerare compatibili con il mercato comune gli aiuti a favore della trasformazione e dell’allestimento delle navi che non comportino un aumento della potenza della nave, nonché gli aiuti per le attrezzature a terra utilizzate dai pescatori.
(10)
Con la medesima decisione la Commissione ha inoltre invitato la Francia a trasmetterle le informazioni necessarie per l’esame degli aiuti a favore dell’acquacoltura.
(11)
Con lettera del 21 dicembre 2001 la Francia ha formulato le proprie osservazioni in merito agli aiuti per i quali era stato avviato il procedimento di indagine formale e ha trasmesso informazioni sugli aiuti a favore dell’acquacoltura.
(12)
La decisione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni sugli aiuti di cui trattasi. Alla Commissione non sono pervenute osservazioni a seguito di tale pubblicazione.
II. DESCRIZIONE
(13)
La presente decisione ha per oggetto le misure per le quali è stato avviato il procedimento di indagine formale e le misure per le quali la Commissione ha ingiunto alla Francia di trasmettere informazioni. La presente decisione riguarda pertanto le seguenti quattro categorie di aiuti:
-
aiuti per l’acquisto di navi nuove per il periodo 1986-1999,
-
aiuti a favore della trasformazione e dell’allestimento delle navi esistenti per il periodo 1o gennaio 1997-28 ottobre 1998 (con conseguente aumento della potenza della nave),
-
aiuti per l’acquisto di navi d’occasione per il periodo 1986-1999,
-
aiuti a favore dell’acquacoltura per il periodo 1994-1999.
(14)
Gli aiuti a favore della flotta peschereccia sono stati istituiti dall’Assemblea della Corsica, che il 29 marzo 1985, con delibera n. 85/10 bis, ha adottato un «regolamento degli aiuti all’ammodernamento della flotta». Tale delibera ha formato oggetto di diverse modifiche: delibere del 30 novembre 1990 (n. 90/99), 19 dicembre 1991 (n. 91/1032), 23 febbraio 1993 (n. 93/25), 9 marzo 1995 (n. 95/16), 11 settembre 1995 (n. 95/79) e 11 aprile 1997 (n. 97/36). La Francia ha precisato che l’ultima delibera citata (n. 97/36) non ha subito alcuna modifica fino alla fine del periodo di programmazione del documento unico di programmazione (DOCUP) relativo alle azioni dei Fondi strutturali in vigore a tale data, vale a dire fino al 31 dicembre 1999. Per quanto riguarda gli aiuti a favore dell’acquacoltura, la Francia ha precisato che le autorità regionali corse avevano applicato direttamente la normativa comunitaria, conformemente alla Guida degli aiuti pubblicata dall’Agenzia per lo sviluppo economico della Corsica (Agence de développement économique de la Corse - ADEC). La sezione della guida riguardante il settore della pesca e dell’acquacoltura e recante la descrizione degli aiuti ammissibili è stata trasmessa alla Commissione.
(15)
Gli aiuti risalgono al 1985. Il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (3) non precisa il termine di prescrizione per l’esame degli aiuti illegali ai sensi dell’articolo 1, lettera f), del regolamento stesso, vale a dire degli aiuti attuati senza che la Commissione abbia potuto pronunciarsi sulla loro compatibilità con il mercato comune. Tuttavia, secondo il disposto dell’articolo 15 di detto regolamento, i poteri della Commissione in materia di recupero degli aiuti sono soggetti a un periodo limite di dieci anni, il quale inizia il giorno in cui l’aiuto illegale viene concesso al beneficiario ed è interrotto da qualsiasi azione intrapresa dalla Commissione. Pertanto la Commissione non ritiene opportuno esaminare gli aiuti che beneficiano di tale prescrizione, vale a dire gli aiuti concessi oltre dieci anni prima di qualsiasi misura adottata al riguardo dalla Commissione.
(16)
La Commissione ritiene che il periodo di cui sopra sia stato interrotto dalla richiesta di informazioni da essa inviata alla Francia il 14 giugno 1996. La prescrizione si applica pertanto agli aiuti concessi ai beneficiari anteriormente al 14 giugno 1986. Essa si applica quindi, in particolare, agli aiuti concessi dalla Regione Corsica anteriormente al 14 giugno 1986 ma versati ai beneficiari soltanto negli anni successivi, dopo l’effettiva realizzazione degli investimenti ammissibili. Pertanto, nell’analisi che segue, la Commissione tiene conto degli aiuti la cui concessione è stata decisa nel periodo compreso tra il 14 giugno 1986 e il 31 dicembre 1999.
(17)
La delibera n. 85/10 bis del 1985 prevedeva la possibilità di sovvenzionare l’acquisto di navi di lunghezza inferiore a 18 metri destinate a praticare attività di pesca in Corsica sempreché, salvo deroga eccezionale, le navi in questione fossero costruite in Francia. La sovvenzione, pari al 20 % del prezzo d’acquisto, poteva essere integrata da un altro contributo del 10 % nel caso di un primo insediamento (primo acquisto di un’imbarcazione nuova) e da un ulteriore contributo, sempre del 10 %, per le imbarcazioni costruite in Corsica. Inoltre, per promuovere l’attività dei cantieri insulari tradizionali di costruzione di imbarcazioni in legno, la sovvenzione poteva essere aumentata del 20 % del costo di acquisto nel quadro di un finanziamento specifico a favore della filiera del legno. L’apporto personale dell’armatore non poteva essere inferiore al 10 %.
(18)
La delibera n. 90/99 ha modificato i tassi di aiuto portando il tasso di base dal 20 % al 30 %. L’aiuto complementare del 20 % per la costruzione in legno viene ridotto al 5 %.
(19)
La delibera n. 95/16 ha modificato i tassi di aiuto nel modo seguente: il tasso di base è mantenuto al 30 % e viene precisato che gli investimenti ammissibili comprendono l’acquisto dello scavo, delle attrezzature e di 80 pezze di rete (6 400 metri); l’aiuto erogato in caso di primo insediamento è mantenuto al 10 % e l’aiuto specifico concesso per le navi costruite in Corsica passa dal 10 al 5 %, elevabile di un ulteriore 5 % nel caso di navi in legno. È abolito l’obbligo di costruzione in Francia.
(20)
La delibera n. 95/79 ha limitato l’aiuto a favore dell’acquisto di reti ai casi di primo insediamento. Essa ha altresì soppresso il contributo del 5 % per le navi costruite in legno e in un cantiere corso.
(21)
La delibera n. 97/36 non ha apportato modifiche sostanziali alle disposizioni descritte. Viene ribadito che l’apporto personale dell’armatore non può essere inferiore al 10 %.
(22)
La delibera n. 85/10 bis del 1985 prevedeva la possibilità di sovvenzionare i lavori di trasformazione di navi di lunghezza inferiore a 18 metri, di costo pari o superiore a 25 000 franchi francesi (FRF), intesi a migliorare in modo significativo il potenziale alieutico (argano, dispositivo di recupero delle reti, scandaglio, portale, strumenti di navigazione, tamburo, ecc.) e a consentire la conservazione frigorifera del pesce o migliorare la resa energetica dei mezzi di propulsione (motore diesel di potenza adeguata alle dimensioni della nave, elica a passo variabile, ugello, ecc.).
(23)
Il contributo erogabile ammontava al 15 % del costo delle attrezzature. La delibera n. 93/25 ha portato tale aliquota al 30 % del costo dell’investimento.
(24)
La delibera n. 95/79, pur non modificando il tasso di intervento, ha precisato che, nel caso in cui l’armatore chieda di beneficiare di aiuti comunitari, la partecipazione della Corsica sarà calcolata in base al tasso di intervento previsto dal regolamento comunitario di riferimento. Il costo minimo degli investimenti sovvenzionabili è ridotto a 20 000 FRF. Per le domande di aiuto alla trasformazione o all’allestimento di navi presentate nel quadro di un primo insediamento (primo acquisto di una nave, nuova o d’occasione, da parte di un pescatore), detta delibera n. 95/79 prevedeva inoltre la possibilità di sovvenzionare l’acquisto delle prime 80 pezze di rete ad un tasso del 30 %.
(25)
La delibera n. 85/10 bis del 1985 prevedeva la possibilità di sovvenzionare l’acquisto di navi d’occasione di costo pari o superiore a 50 000 FRF ad un tasso del 10 %, che poteva essere integrato da un contributo del 5 % in caso di primo insediamento. L’apporto personale dell’acquirente non doveva essere inferiore al 15 % del costo della nave.
(26)
La delibera n. 91/1032 ha portato il tasso di base dal 10 al 15 %. La delibera n. 95/16 ha elevato tale aliquota al 20 % per le navi di meno di 20 anni.
(27)
Gli aiuti a favore dell’acquacoltura sono stati stabiliti nel quadro del contratto di piano Stato-Regione del 1994 e del documento unico di programmazione degli aiuti comunitari a titolo dell’obiettivo 1. Per l’attuazione dei progetti cofinanziati dalla Comunità è stata applicata la normativa relativa allo Strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP).
(28)
Gli aiuti riguardano investimenti collettivi o privati. Gli investimenti collettivi vertono sulla promozione dei prodotti ittici e degli studi di mercato, nonché sull’assistenza tecnica alle imprese di acquacoltura. Gli investimenti realizzati nelle imprese sono diretti a rafforzare la competitività delle imprese acquicole al fine di migliorare la qualità dei prodotti sul mercato; essi sono finalizzati all’adeguamento alle norme sanitarie e al miglioramento delle condizioni di commercializzazione dei prodotti: attrezzature di condizionamento, impianti di stoccaggio, imbarcazioni di servizio, strumenti informatici, macchine per ghiaccio, furgoni frigoriferi, ecc.
(29)
Per tener conto di eventuali finanziamenti dello SFOP, l’aliquota di aiuto non poteva superare il 25 % dell’ammontare dell’investimento.
III. MOTIVI DELL’APERTURA DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE
(30)
Ai fini della decisione di apertura del procedimento di indagine formale la Commissione ha fatto riferimento, nella sua analisi, alle varie versioni delle linee direttrici per l’esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca e dell’acquacoltura (in appresso «linee direttrici»). Conformemente al punto 3.4 delle linee direttrici del 2001 (4), attualmente in vigore, gli aiuti illegali devono essere esaminati alla luce delle linee direttrici vigenti al momento della loro concessione. Le linee direttrici applicabili nel 1986 e 1987 erano quelle pubblicate nel 1985 (5). Nel periodo successivo erano invece applicabili le seguenti linee direttrici: quelle pubblicate nel 1988 (6) per gli aiuti concessi a decorrere dal 1o gennaio 1989, quelle pubblicate nel 1992 (7) per gli aiuti concessi a decorrere dal 1o luglio 1992, quelle pubblicate nel 1994 (8) per gli aiuti concessi a decorrere dal 1o gennaio 1995 e quelle pubblicate nel 1997 (9) per gli aiuti concessi a decorrere dal 1o gennaio 1997.
(31)
La Commissione si è inoltre richiamata ai seguenti regolamenti del Consiglio relativi alle azioni comunitarie a finalità strutturale nel settore della pesca e dell’acquacoltura, cui le linee direttrici fanno costante riferimento, segnatamente per gli investimenti ammissibili e i tassi di aiuto autorizzati: regolamento (CEE) n. 2908/93 del Consiglio, del 4 ottobre 1983, che istituisce un’azione comune di ristrutturazione, ammodernamento e sviluppo del settore della pesca e di sviluppo del settore dell’acquacoltura (10), regolamento (CEE) n. 4028/86 del Consiglio, del 18 dicembre 1986, relativo ad azioni comunitarie per il miglioramento e l’adeguamento delle strutture nel settore della pesca e dell’acquicoltura (11), regolamento (CE) n. 3699/93 del Consiglio, del 21 dicembre 1993, che definisce i criteri e le condizioni degli interventi comunitari a finalità strutturale nel settore della pesca, dell’acquacoltura e della trasformazione e commercializzazione dei relativi prodotti (12), e regolamento (CE) n. 2468/98 del Consiglio, del 3 novembre 1998, che definisce i criteri e le condizioni degli interventi comunitari a finalità strutturale nel settore dell’acquacoltura e della trasformazione e commercializzazione dei relativi prodotti (13).
(32)
La Commissione ha espresso dei dubbi circa la compatibilità di tali misure per due ragioni.
(33)
In primo luogo, conformemente alle linee direttrici, la Commissione ha ricordato che gli aiuti per l’acquisto di navi nuove sono compatibili con il mercato comune se concessi per investimenti atti a contribuire al conseguimento degli obiettivi del programma di orientamento pluriennale della flotta di pesca (POP), il quale stabilisce una serie di obblighi, corredati di un inventario dei mezzi necessari per conformarvisi, fra cui l’adeguamento della capacità della flotta peschereccia di ogni Stato membro alle risorse ittiche cui esso ha accesso. La Francia non aveva conseguito gli obiettivi fissati dal POP III (14), in vigore dal 1992 al 1996. Essa doveva pertanto porre fine alla concessione degli aiuti per la costruzione e l’ammodernamento dei pescherecci a decorrere dal 1o gennaio 1997. Successivamente la Commissione ha comunicato alla Francia, con lettera del 28 ottobre 1998, che era possibile riprendere l’erogazione degli aiuti nel rispetto di determinate condizioni. Nella lettera del 30 ottobre 2001 con cui notificava alla Francia la propria decisione di avviare il procedimento di indagine formale, la Commissione ha presunto che gli aiuti erogati dal 1o gennaio 1997 al 28 ottobre 1998 fossero stati concessi in violazione delle linee direttrici applicabili per il periodo in questione.
(34)
In secondo luogo la Commissione constatava che, in funzione dei tassi di aiuto previsti e delle possibiltà di cumulo con altri regimi di aiuto, erano stati concessi aiuti non conformi al massimale autorizzato.
(35)
La Commissione ha espresso dei dubbi circa la compatibilità degli aiuti concessi dal 1o gennaio 1997 al 28 ottobre 1998 per la trasformazione e l’allestimento delle navi nei casi in cui le opere realizzate comportavano un aumento della potenza della nave in quanto, analogamente agli aiuti per l’acquisto di navi, siffatte misure non rientravano negli obiettivi del POP.
(36)
La Commissione ha espresso dei dubbi circa la compatibilità di alcuni degli aiuti concessi per l’acquisto di navi d’occasione a decorrere dal 1o gennaio 1989 in quanto la delibera dell’Assemblea della Corsica prevedeva la possibilità di erogare aiuti di questo tipo per l’acquisto di navi senza che fosse stato fissato un limite superiore d’età, mentre le linee direttrici del 1988, in vigore a tale data, escludevano la possibilità di concedere aiuti a navi di oltre 15 anni, età massima successivamente portata a dieci anni dalle linee direttrici del 1992, in vigore a partire dal 1o luglio 1992, e dalle linee direttrici successive.
(37)
D’altro canto, la Commissione ha fatto osservare alla Francia che, conformemente alle linee direttrici del 1988 e a quelle successive, l’aiuto per l’acquisto di navi d’occasione poteva essere concesso solo in caso di primo insediamento di giovani pescatori, o eventualmente in caso di accesso alle proprietà in regime di partecipazione o ancora in caso di sostituzione di una nave a seguito di una perdita totale. La Commissione ha fatto inoltre osservare che, in funzione dei tassi di aiuto previsti e delle possibilità di cumulo con altri regimi di aiuto, potevano essere stati concessi aiuti non conformi al massimale autorizzato.
IV. OSSERVAZIONI DELLA FRANCIA
(38)
La risposta della Francia illustra in modo circostanziato le ragioni per cui di fatto non sono stati superati i tassi autorizzati, anche in caso di cumulo con aiuti di origine diversa, e segnatamente con gli aiuti comunitari. A sostegno di tali affermazioni è stata allegata la Guida degli aiuti elaborata dall’ADEC.
(39)
La Francia spiega inoltre che i requisiti di età applicabili all’acquisto di navi d’occasione, quali definiti dalle linee direttrici, erano stati accolti nella guida e rispettati.
(40)
La Francia ha altresì trasmesso alla Commissione, unitamente alle osservazioni formulate a seguito dell’avvio del procedimento di indagine formale, le informazioni riguardanti gli aiuti concessi per l’acquacoltura richieste dalla Commissione con lettera del 30 ottobre 2001.
V. VALUTAZIONE
(41)
Dalle misure di aiuto in esame è derivato un vantaggio finanziario per una categoria di imprese che esercitano un’attività specifica, cioè la pesca o l’acquacoltura. Le risorse necessarie per l’attuazione di tali misure sono risorse pubbliche. Dal momento che i prodotti delle imprese beneficiarie sono venduti sul mercato comunitario, dette misure rafforzano la posizione di queste imprese sia sul mercato francese, rispetto alle imprese degli altri Stati membri che vogliono introdurvi i loro prodotti, sia sul mercato degli altri Stati membri, rispetto alle imprese che vendono i loro prodotti nei mercati in questione. Si tratta, pertanto, di misure che falsano o minacciano di falsare la concorrenza e che costituiscono, quindi, aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(42)
Tali misure possono essere considerate compatibili con il mercato comune solo se possono beneficiare di una delle deroghe previste dal trattato. Trattandosi di misure a favore del settore della pesca e dell’acquacoltura, per poter beneficiare della deroga prevista esse devono rientrare in una delle eccezioni previste dalle linee direttrici (delle quali sono state elencate nel considerando 30 le varie versioni applicabili dal 1986).
(43)
Nelle sue osservazioni la Francia ha spiegato che sono state rispettate le aliquote massime di aiuto. In effetti la Commissione constata che la Guida degli aiuti elaborata dall’ADEC precisa che l’aliquota massima non deve superare l’aliquota prevista dal regolamento sulle azioni strutturali dello SFOP. Pertanto, sotto questo profilo, gli aiuti di cui trattasi sono compatibili con il mercato comune, fatto salvo quanto in appresso specificato.
(44)
Resta infatti il problema specifico degli aiuti concessi nel periodo dal 1o gennaio 1997 al 28 ottobre 1998, dato l’obbligo imposto alla Francia di porre fine a qualsiasi aiuto a favore della costruzione o dell’ammodernamento in applicazione delle norme della politica comune della pesca, obbligo che era stato abolito con lettera del 28 ottobre 1998 (15). Nella lettera del 30 ottobre 2001, con cui notificava alla Francia l’avvio del procedimento di indagine formale, la Commissione presumeva che nel periodo in questione fossero stati concessi aiuti. Tale ipotesi era basata su due elementi: da un lato il fatto che, secondo quanto affermato nella lettera della Francia dell’11 aprile 2001, la delibera n. 97/36 dell’Assemblea della Corsica non aveva formato oggetto di ulteriori modifiche, cosa da cui si poteva dedurre che essa era stata applicata senza interruzioni dalla data della sua adozione fino alla fine del 1999 e, dall’altro, il fatto che la relazione dell’Assemblea nazionale riferiva espressamente che nel 1997 erano stati concessi aiuti per la costruzione di navi (punto I.C.1.b della relazione).
(45)
È opportuno citare un estratto della relazione dell’Assemblea nazionale:
«[…] - gli aiuti a favore della pesca e delle colture marine:
[…] Nel 1997 i servizi dell’ADEC hanno trattato 114 domande presentate sia da imprese private, nel quadro dell’ammodernamento della flottiglia e dell’acquacoltura […] Solo 16 delle 114 domande presentate sono state respinte.
L’ammontare totale delle sovvenzioni concesse dalla collettività territoriale della Corsica nel quadro di tali fascicoli ammontava a oltre 13 milioni di franchi, di cui 11,5 milioni erogati a titolo di aiuti agli investimenti e 1,6 milioni a titolo di aiuti al funzionamento. Quasi la metà degli aiuti agli investimenti riguardava operazioni di ammodernamento della flottiglia.
Nel 1997 sono stati costruiti dieci pescherecci, […]».
(46)
La Francia non ha formulato osservazioni in merito alla presunzione contenuta nella lettera della Commissione del 30 ottobre 2001, ad esempio facendo osservare che l’applicazione della delibera n. 97/36 in questione era stata sospesa o che non erano stati concessi aiuti nel periodo di cui trattasi. È quindi lecito ritenere che in tale periodo siano stati effettivamente concessi aiuti.
(47)
Secondo quanto previsto in modo costante dalle varie versioni successive delle linee direttrici, gli aiuti per l’acquisto di navi nuove erano compatibili con il mercato comune solo se concessi per investimenti rientranti negli obiettivi del POP (16). Più precisamente, per gli aiuti erogati dal 1o gennaio 1997 al 28 ottobre 1998, ai quali si applicano le linee direttrici del 1997, il punto 2.2.3.1 delle medesime indica che «gli aiuti alla costruzione di nuovi pescherecci possono essere considerati compatibili con il mercato comune, sempreché soddisfino le condizioni di cui agli articoli 7 e 10 e all’allegato III (punto 1.3) del regolamento (CE) n. 3699/93 […]».
(48)
A norma dell’articolo 10, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2699/93, «gli Stati membri possono adottare misure a favore della costruzione di navi da pesca purché rispettino, entro i termini previsti, gli obiettivi intermedi globali annuali e finali dei programmi d’orientamento pluriennali. Gli Stati membri comunicano alla Commissione, contemporaneamente a qualsiasi progetto di aiuto in materia, le disposizioni adottate per garantire il rispetto di tale condizione». In conformità di tale disposizione, la Commissione, con lettera del 4 luglio 1997, ha rammentato alla Francia che «essa deve quindi porre fine alla concessione di tutti gli aiuti a favore della costruzione e dell’ammodernamento con decorrenza dal 1o gennaio 1997.»
(49)
La Francia ha risposto con lettera dell’8 agosto 1997, precisando quanto segue: «All’inizio del 1996, non essendo stati raggiunti gli obiettivi intermedi del POP II al 31 dicembre 1995, le autorità francesi avevano già adottato le opportune disposizioni per bloccare i progetti di investimento che comportavano un aumento della capacità della flotta. Inoltre, nel luglio 1996, per accelerare la riduzione della flotta peschereccia, è stato attuato un piano di ritiro dei pescherecci dalla flotta […], che prevedeva il ritiro di 10 000-15 000 kW. Pertanto, all’inizio del 1997, la Francia riteneva di poter raggiungere i propri obiettivi nel quadro del POP III. Di conseguenza è stata autorizzata la concessione di aiuti nazionali per investimenti limitati, riguardanti essenzialmente operazioni urgenti di sostituzioni di imbarcazioni o installazione di nuovi motori […] Solo alla fine del primo semestre 1997, tuttavia, si è constatato l’effetto definitivo delle misure di ritiro dalla flotta […]».
(50)
Di fatto la Francia ha raggiunto gli obiettivi del POP solo nel secondo semestre del 1998. Con lettera del 28 ottobre 1998, la Commissione ha comunicato alla Francia che «a seguito del nostro colloquio del 21 ottobre 1998, degli incontri precedenti e delle precisazioni fornite con le vostre lettere datate 5 e 22 ottobre 1998, ho l’onore di annunciare che la direzione generale della Pesca può autorizzare la ripresa degli investimenti secondo le modalità descritte, vale a dire per azioni di portata limitata, in particolare quelle destinate ai giovani pescatori, che non comportino aumenti della capacità e siano conformi agli obiettivi del POP».
(51)
Da tale scambio di lettere si può dedurre che la Francia era perfettamente consapevole di non poter raggiungere gli obiettivi intermedi del POP III e che, ciononostante, erano stati autorizzati aiuti a favore dell’acquisto di navi nuove. Pertanto non è stata rispettata la condizione stabilita dall’articolo 10 del regolamento (CE) n. 3699/93. Ne risulta che, in applicazione del punto 2.2.3.1 delle linee direttrici del 1997, gli aiuti concessi in tale periodo per l’acquisto di navi nuove erano incompatibili con il mercato comune.
(52)
L’avvio del procedimento di indagine formale riguardava gli aiuti per la trasformazione e l’allestimento delle navi concessi nel periodo 1o gennaio 1997-28 ottobre 1998, nei casi in cui dai lavori realizzati era conseguito un aumento di potenza delle imbarcazioni. Infatti, analogamente agli aiuti per l’acquisto di navi nuove, misure di questo genere non rientravano negli obiettivi del POP.
(53)
La relazione dell’Assemblea nazionale (punto I.C.1.b) fa riferimento ad aiuti a favore dell’ammodernamento delle navi. Oltre a riferire che erano stati costruiti dieci pescherecci, tale relazione indicava che «[…] 38 navi hanno subito vari lavori di trasformazione ed allestimento, […]». È quindi evidente che nel periodo in questione sono stati concessi aiuti a favore dell’ammodernamento.
(54)
Secondo quando espressamente previsto dalle delibere successive della Regione Corsica, l’aiuto poteva riguardare l’installazione di un «motore di potenza adeguata alle dimensioni della nave». È pertanto evidente che l’aiuto a favore dell’ammodernamento poteva vertere sull’acquisto di un motore più potente. Inoltre, analogamente agli aiuti per l’acquisto di navi, la Francia non ha formulato alcuna osservazione in merito alla presunzione contenuta nella lettera del 30 ottobre 2001, in base alla quale nel periodo in questione sarebbero stati concessi aiuti per l’acquisto di motori di potenza superiore a quelli precedenti. È quindi lecito ritenere che in alcuni casi particolari siano stati effettivamente concessi aiuti a favore dell’ammodernamento dai quali è derivato un aumento della potenza.
(55)
Come nel caso degli aiuti a favore della costruzione, le linee direttrici del 1997 prevedono, al punto 2.2.3.2, che «gli aiuti per l’ammodernamento di navi da pesca in esercizio possono essere considerati compatibili con il mercato comune, sempreché soddisfino le condizioni di cui agli articoli 7 e 10 e all’allegato III (punto 1.4) del regolamento (CE) n. 3699/93 […]». L’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 3699/93 dispone che: «Gli Stati membri possono adottare misure a favore dell’ammodernamento delle navi da pesca. Tali misure sono soggette alle condizioni di cui al paragrafo 1 [costruzione delle navi] qualora gli investimenti in questione rischino di causare un aumento dello sforzo di pesca.»
(56)
Non è stata quindi rispettata la condizione dell’articolo 10 del regolamento (CE) n. 3699/93. Pertanto, in applicazione del punto 2.2.3.2 delle linee direttrici del 1997, risultano incompatibili con il mercato comune gli aiuti per l’ammodernamento concessi in tale periodo ai quali ha fatto seguito un aumento di potenza dei pescherecci.
(57)
Come è già stato indicato nel considerando 39, la Francia ha trasmesso informazioni dalle quali risultava che il criterio relativo all’età delle navi era stato effettivamente rispettato. Vengono così a cadere i dubbi espressi a questo riguardo dalla Commissione in occasione dell’avvio del procedimento di indagine formale. Lo stesso vale per il tasso massimo di aiuto ammissibile.
(58)
Inoltre, per quanto riguarda l’obbligo di riservare questo tipo di aiuti ai casi di primo insediamento di giovani pescatori o di sostituzione di una nave a seguito di una perdita totale, la Francia, nella sua risposta del 21 dicembre 2001, ha precisato che gli aiuti in questione sono stati concessi nel rispetto delle vigenti disposizioni comunitarie. Tale categoria di aiuti può quindi essere considerata compatibile con il mercato comune.
(59)
Conformemente a quanto indicato nelle varie versioni successive delle linee direttrici, gli aiuti a favore dell’acquacoltura sono compatibili con il mercato comune a condizione che siano rispettate le condizioni previste dal regolamento relativo alle azioni comunitarie a finalità strutturale nel settore della pesca.
(60)
Come la Francia ha indicato nella sua lettera del 21 dicembre 2001, tali condizioni sono state accolte nella Guida degli aiuti, la quale precisa che l’aliquota massima di aiuto autorizzata deve tener conto degli aiuti di origine diversa.
(61)
Ne consegue che gli aiuti concessi a favore dell’acquacoltura possono essere considerati compatibili con il mercato comune.
VI. CONCLUSIONI
(62)
Sono incompatibili con il mercato comune i seguenti aiuti di Stato istituiti in Francia nella Regione Corsica dalla delibera dell’Assemblea della Corsica n. 85/10 bis del 29 marzo 1985, successivamente modificata dalle delibere del 30 novembre 1990 (n. 90/99), 19 dicembre 1991 (n. 91/1032), 23 febbraio 1993 (n. 93/25), 9 marzo 1995 (n. 95/16), 11 settembre 1995 (n. 95/79) e 11 aprile 1997 (n. 97/36):
-
gli aiuti per l’acquisto di navi nuove concessi nel periodo 1o gennaio 1997-28 ottobre 1998,
-
gli aiuti per la trasformazione e l’allestimento di navi esistenti concessi nel periodo 1o gennaio 1997-28 ottobre 1998 nei casi in cui le opere realizzate hanno comportato un aumento della potenza.
(63)
Conformemente all’articolo 14 del regolamento (CE) n. 659/1999, la Francia è tenuta a procedere al recupero di detti aiuti.
(64)
Sono compatibili con il mercato comune i seguenti aiuti:
-
gli aiuti per l’acquisto di navi nuove concessi al di fuori del periodo 1o gennaio 1997-28 ottobre 1998,
-
gli aiuti per la trasformazione e l’allestimento di navi esistenti concessi al di fuori del periodo 1o gennaio 1997-28 ottobre 1998 o concessi nel corso di tale periodo senza un conseguente aumento della potenza,
-
gli aiuti per l’acquisto di navi d’occasione,
-
gli aiuti concessi a favore dell’acquacoltura,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le misure di aiuto attuate dalla Francia nella Regione Corsica e istituite dalla delibera dell’Assemblea della Corsica n. 85/10 bis del 29 marzo 1985, successivamente modificata dalle delibere del 30 novembre 1990 (n. 90/99), 19 dicembre 1991 (n. 91/1032), 23 febbraio 1993 (n. 93/25), 9 marzo 1995 (n. 95/16), 11 settembre 1995 (n. 95/79) e 11 aprile 1997 (n. 97/36), sono incompatibili con il mercato comune per quanto riguarda:
a)
gli aiuti per l’acquisto di navi nuove concessi nel periodo 1o gennaio 1997-28 ottobre 1998;
b)
gli aiuti per la trasformazione e l’allestimento di navi esistenti concessi nel periodo 1o gennaio 1997-28 ottobre 1998 nei casi in cui le opere realizzate hanno comportato un aumento della potenza.
Articolo 2
Le seguenti misure di aiuto, attuate dalla Francia nella Regione Corsica e istituite dalla delibera dell’Assemblea della Corsica di cui all’articolo 1, sono compatibili con il mercato comune:
a)
gli aiuti per l’acquisto di navi nuove concessi al di fuori del periodo 1o gennaio 1997-28 ottobre 1998;
b)
gli aiuti per la trasformazione e l’allestimento di navi esistenti concessi al di fuori del periodo 1o gennaio 1997-28 ottobre 1998 o concessi nel corso di tale periodo senza un conseguente aumento della potenza;
c)
gli aiuti per l’acquisto di navi d’occasione;
d)
gli aiuti concessi a favore dell’acquacoltura dal 1994 al 1999.
Articolo 3
1. La Francia adotta tutti i provvedimenti necessari per recuperare presso i beneficiari gli aiuti di cui all’articolo 1, già posti illegalmente a loro disposizione.
2. Il recupero viene eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto interno sempreché queste consentano l’esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. Gli aiuti da recuperare producono interessi a decorrere dalla data in cui sono stati messi a disposizione dei beneficiari e fino alla data del loro recupero. Il tasso di interesse è calcolato e applicato conformemente al capitolo V del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione (17).
Articolo 4
Entro due mesi dalla data di notifica della presente decisione la Francia informa la Commissione dei provvedimenti da essa adottati per conformarvisi.
Articolo 5
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2004.

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