Document ID: 31989D0455

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DECISIONE DEL CONSIGLIO
del 24 luglio 1989
che stabilisce un'azione comunitaria per l'elaborazione di progetti pilota di lotta contro la rabbia, in vista della sua eradicazione o prevenzione
(89/455/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che il persistere della rabbia in alcune zone della Comunità comporta un rischio di propagazione che costituisce una minaccia per il patrimonio zootecnico della Comunità, che può nuocere alla redditività dell'allevamento, e per la salute umana;
considerando che la persistenza della rabbia può creare ostacoli al commercio di animali vivi tra Stati membri, a motivo dell'instaurazione di misure di controllo sul movimento degli animali;
considerando che è quindi necessario incoraggiare l'elaborazione di progetti pilota di grandi dimensioni, per lottare contro la rabbia, in vista della sua eradicazione o prevenzione; che a tal fine è necessario un aiuto finanzario comunitario;
considerando che è necessario fornire le strutture per l'elaborazione e l'esame dei risultati di tali progetti pilota, in particolare nelle zone di frontiera; che è necessario associare a tali progetti le organizzazioni nazionali di volontari per il contributo che la loro azione dà alla preservazione e conservazione delle flora e della fauna degli Stati membri;
considerando che è necessario anche stabilire una procedura comunitaria di cooperazione fra gli Stati membri e la Commissione per la realizzazione dei piani relativi ai progetti pilota,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
È istituita un'azione comunitaria per l'elaborazione di progetti pilota di grandi dimensioni volti ad eradicare o a prevenire la rabbia negli animali selvatici della Comunità, mediante vaccini destinati ad immunizzare le volpi per via orale.
Articolo 2
La rabbia è una malattia soggetta a denuncia obbligatoria per tutte le specie.
Articolo 3
Ai fini dell'applicazione della presente decisione, gli Stati membri di cui all'articolo 4, paragrafo 1 elaborano, alle condizioni ivi previste, progetti pilota di grandi dimensioni volti ad immunizzare le volpi per via orale.
I progetti pilota nazionali o transfrontalieri riguardano una superficie minima di 6 000 km2 o la superficie totale nazionale dello Stato membro in cui sia costatata la presenza della rabbia. Viene data la precedenza ai piani che prevedono una cooperazione transfrontaliera. Un progetto pilota può includere una zona limitrofa appartenente ad un paese terzo.
I progetti pilota sono elaborati tenendo conto dei confini naturali a amministrativi, del grado di diffusione della rabbia e della situazione epidemiologica. Essi devono indicare il costo previsto dei vaccini, delle esche e delle eventuali azioni previste al comma seguente, nonché il costo totale annuo previsto dell'operazione.
I progetti pilota possono comprendere azioni di conservazione o di preservazione della flora e della fauna realizzate sul territorio del progetto pilota da organizzazioni di volontari.
La Commissione fissa, secondo la procedura prevista all'articolo 9, le modalità di collaborazione con i paesi terzi limitrofi che desiderassero associarsi al progetto pilota di uno Stato membro.
Articolo 4
1. Entro sei mesi dalla data di notifica della presente decisione, ed in seguito ogni anno, gli Stati membri sul cui territorio è stata costatata la presenza della rabbia trasmettono alla Commissione i progetti pilota di cui all'articolo 3, prima di realizzarli. Se nel corso della durata dell'azione la presenza della rabbia è costatata in uno Stato membro, anche questo trasmette un progetto pilota sei mesi prima della sua attuazione ed in seguito ogni anno. Se uno Stato membro sul cui territorio non è stata costatata la presenza della rabbia si considera tuttavia minacciato da una possibile invasione della rabbia in provenienza da un paese vicino, anche esso può trasmettere un progetto pilota sei mesi prima della sua attuazione ed in seguito ogni anno.
2. La Commissione esamina i progetti pilota trasmessi ai sensi del paragrafo 1 per decidere se sono conformi agli obiettivi della presente decisione e possono pertanto beneficiare di un contributo finanziario comunitario. Entro quattro mesi dalla recezione, la Commissione approva secondo la procedura prevista all'articolo 9 i progetti pilota, dopo averli esaminati ed, eventualmente modificati.
3. Modalità per il coordinamento dei progetti pilota degli Stati membri saranno adottate secondo la procedura prevista all'articolo 9.
4. Alle date fissate dalla Commissione nella decisione di approvazione, di cui al paragrafo 2, gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie a realizzare i progetti pilota di lotta contro la rabbia in vista della sua eradicazione o prevenzione.
Articolo 5
1. Per le misure previste dalla presente decisione è concesso un aiuto finanziario comunitario.
2. Le spese sostenute dagli Stati membri per le misure adottate per realizzare i progetti pilota approvati a norma dell'articolo 9 possono fruire dell'aiuto comunitario entro i limiti fissati negli articoli 6 e 7.
Articolo 6
1. L'importo stimato dell'aiuto imputabile al bilancio della Comunità per il periodo di cui al paragrafo 2 è di 9,3 milioni di ECU.
2. La presente azione si applica per tre anni.
Articolo 7
1. L'aiuto finanziario comunitario è destinato:
- all'acquisto di vaccino antirabbico per via orale e delle esche, destinati alle volpi;
- al finanziamento di azioni di tutela e conservazione su scala limitata, effettuate in regioni in cui organizzazioni di volontari si prestano gratuitamente per la posa delle esche;
- alla copertura delle spese per la posa delle esche su grande scala, ove le organizzazioni di volontari non si prestino ad effettuarla gratuitamente.
2. La Comunità rimborsa agli Stati membri:
- 0,5 ECU per ogni vaccino con esca distribuito nella zona interessata da un progetto pilota,
- le spese sostenute per realizzare azioni di conservazione e preservazione di piccole dimensioni in zone interessate da progetti pilota, qualora le organizzazioni di volontari si siano gratuitamente prestate per la posa delle esche, per un massimo di 10 000 ECU all'anno per zona interessata da un progetto pilota e per un periodo massimo di tre anni,
- fino ad un massimo del 50 % delle spese effettive per la distribuzione di cui al paragrafo 1, terzo trattino.
3. Il contributo della Comunità ai paesi terzi associati ai progetti pilota è limitato all'importo di cui al paragrafo 2, primo trattino.
Il versamento è effettuato entro i limiti degli stanziamenti in bilancio, su presentazione dei documenti giustificativi alla Commissione.
4. Si applicano mutatis mutandis gli articoli 8 e 9 del regolamento (CEE) n. 729/70 (1), modificato, da ultimo, dal regolamento (CEE) n. 2048/88 (2),
5. Le norme d'attuazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 9.
Articolo 8
In collaborazione con le autorità degli Stati membri, la Commissione effettua controlli regolari in loco per verificare, sotto il profilo veterinario, se i piani vengono attuati.
Gli Stati membri prevedono le disposizioni necessarie per agevolare tali controlli ed in particolare per garantire che gli esperti possano disporre, qualora lo richiedano, di tutte le informazioni e di tutta la documentazione necessarie per constatare l'esecuzione dei progetti pilota.
Le disposizioni d'attuazione del presente articolo, in particolare per quanto concerne la frequenza e le modalità dei controlli di cui al primo comma, le norme relative alla designazione di veterinari ufficiali e la procedura che essi devono seguire per redigere i rapporti, sono stabilite secondo la procedura prevista all'articolo 9.
Articolo 9
1. Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nel presente articolo, il comitato veterinario permanente, istituito con la decisione 68/361/CEE (1), in appresso denominato « comitato », è immeditamente consultato dal presidente, su iniziativa di quest'ultimo o su richiesta di uno Stato membro.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il proprio parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame.
Il parere è formulato alla maggioranza prevista nell'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
3. La Commissione adotta le misure previste se sono conformi al parere del comitato.
4. Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato o in mancanza di tale parere, la Commissione presenta senza indugio al Consiglio una proposta relativa alle misure da adottare. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi dalla data in cui è stato adito, la Commissione adotta le misure proposte.
Articolo 10
Prima della scadenza del periodo triennale previsto dall'articolo 6, paragrafo 2, la Commissione presenta una relazione al Consiglio sui risultati ottenuti, se del caso o con una proposta volta a proseguire l'azione intrapresa.
Articolo 11
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addì 24 luglio 1989.

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