Document ID: 31998D0204

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 30 luglio 1997 recante approvazione condizionata degli aiuti accordati dalla Francia al gruppo GAN (Il testo in lingua francese è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (98/204/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, e in particolare gli articoli 92 e 93,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, e in particolare gli articoli 61 e 62,
dopo aver invitato gli interessati, conformemente agli articoli succitati, a presentare le loro osservazioni (1),
considerando quanto segue:
1. INTRODUZIONE
Il GAN è un gruppo finanziario pubblico attivo nei settori bancario e assicurativo che dal 1993 ha incontrato notevoli difficoltà in seguito a perdite registrate sugli attivi legati al settore immobiliare e nel comparto delle attività assicurative. Tali difficoltà avevano indotto lo Stato francese a decidere, nel 1995, di concedere un sostegno al GAN sotto forma di aumento di capitale tramite il conferimento di titoli per 2,86 miliardi di franchi francesi (FRF).
Il 18 settembre 1996 la Commissione, dopo aver esaminato il piano di ristrutturazione del GAN e della sua affiliata UIC nonché la relazione di revisione contabile preparata dalla banca consulente del Tesoro (la Morgan Stanley), aveva deciso di considerare tale operazione come un aiuto di Stato non notificato (aiuto NN 43/96) e di autorizzarlo subordinatamente all'esecuzione integrale del piano di ristrutturazione presentatole. Tale piano prevedeva, tra l'altro, la cessione della maggioranza del capitale del gruppo bancario CIC, per permettere il ripristino della redditività economico-finanziaria e minimizzare gli effetti distorsivi dell'aiuto.
Con lettere del 28 febbraio e del 3 marzo 1997, le autorità francesi hanno comunicato che gli aiuti autorizzati erano insufficienti, tenuto conto, in particolare, del deterioramento della situazione finanziaria del gruppo nelle attività di finanziamento del settore immobiliare e l'insuccesso della procedura di privatizzazione del CIC. Di conseguenza esse notificavano aiuti supplementari per un importo di circa 20 miliardi di FRF.
Il 12 marzo 1997 la Commissione ha deciso di riaprire la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato nei confronti dell'aumento di capitale di 2,86 miliardi di FRF realizzato nel 1995, nonché di avviare la stessa procedura nei confronti delle nuove misure di aiuto notificate, in particolare l'aumento di capitale di 11 miliardi di FRF da realizzare nel 1997 e l'impegno dello Stato di accollarsi le perdite del GAN stimate a 9 miliardi di FRF. La decisione della Commissione è stata comunicata alle autorità francesi con lettera dell'8 aprile 1997 (SG/97/D/2644).
Al fine di analizzare dettagliatamente i documenti trasmessi dalle autorità francesi concernenti la situazione del gruppo GAN, il suo piano di ristrutturazione e in particolare la sua efficienza economico-finanziaria, la Commissione si è avvalsa della consulenza di una banca d'affari internazionale di primo piano.
Nell'ambito della precedente procedura le autorità francesi hanno collaborato pienamente con la Commissione fornendo tutti gli elementi di informazione richiesti. Con lettera del 18 luglio 1997 il ministro francese dell'Economia, delle Finanze e dell'Industria ha comunicato alla Commissione gli impegni del governo concernenti il gruppo GAN. Nessuna osservazione scritta è pervenuta da terzi interessati entro i termini stabiliti dalla presente procedura.
2. IL GAN E LE RAGIONI DEL SUO DISSESTO
Il GAN è un gruppo finanziario quotato in borsa, controllato dallo Stato (che detiene oltre l'80 % del capitale della Société centrale du GAN, holding del gruppo) e attivo nei settori assicurativo e bancario. Nel settore assicurativo, il GAN si colloca al quinto posto in Francia in termini di fatturato (circa 53,5 miliardi di FRF nel 1996), dopo i gruppi privati AXA-UAP e AGF. Gli altri principali concorrenti sono il gruppo privato Victoire e le mutue. La quota di mercato del GAN nel mercato francese dell'assicurazione è pari al 5 % circa. Il GAN detiene il controllo del 93 % del gruppo bancario CIC, una rete di 10 banche regionali con un bilancio totale di oltre 600 miliardi di FRF e un margine di intermediazione di circa 17 miliardi di FRF nel 1996 che lo colloca al quinto posto nell'elenco delle banche aderenti all'Associazione bancaria francese (2). Il gruppo CIC, che è particolarmente attivo nel finanziamento delle PMI, è anche presente nel settore immobiliare tramite la controllata UIC, che è stata in seguito trasferita al GAN. Attualmente l'UIC è controllata per il 97 % dalla Société centrale du GAN. Il gruppo detiene anche partecipazioni industriali.
Il gruppo GAN conta 9 600 dipendenti nel settore assicurativo in Francia (di cui 5 150 addetti all'amministrazione, 2 450 produttori dipendenti, 2 000 agenti), 4 100 persone nel settore assicurativo all'estero, 21 350 persone nel gruppo bancario CIC e 560 nell'UIC.
Le attività del GAN riguardano tutte le attività assicurative, che comprendono l'assicurazione contro i danni (sia imprese che privati), l'assicurazione sulla vita e quella che comporta una capitalizzazione. Le differenti società di assicurazione fanno capo alla holding GAN SA. La rete di distribuzione dei prodotti è costituita da intermediari, da agenti e dalla società Socapi. Quest'ultima, essendo una società in compartecipazione (50/50) del GAN e del gruppo bancario CIC, utilizza la rete bancaria del gruppo CIC per distribuire i prodotti del ramo assicurazione vita. Benché l'attività congiunta bancario-assicurativa sia molto sviluppata tra i gruppi bancari e quelli assicurativi, il GAN è praticamente l'unica società di assicurazioni francesi che controlla un gruppo bancario (3), mentre è molto più comune la situazione inversa, ossia il controllo di imprese assicurative da parte di gruppi bancari.
Il GAN è anche presente all'estero (soprattutto in Gran Bretagna, ma anche in Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Svizzera, Marocco, Stati Uniti, Canada) ove realizza circa il 25 % del suo fatturato.
Le difficoltà del GAN provengono sia dal settore bancario che da quello assicurativo: il primo è stato particolarmente colpito dalla crisi dell'immobiliare e dal deterioramento della situazione finanziaria delle PMI, mentre l'assicurazione-danni ha subito il contraccolpo dell'aggressiva strategia di espansione attuata al momento della svolta ciclica del mercato. Nel 1993 le sofferenze sui crediti e sui cespiti legati a progetti immobiliari detenuti dal gruppo bancario CIC, tramite la sua controllata UIC e la società specializzata Sofal, per circa 19 miliardi di FRF, hanno obbligato il GAN ad intervenire per escludere l'UIC dal perimetro di consolidamento del CIC e consentirle, in tal modo, di rispettare gli obblighi regolamentari in materia bancaria. In seguito lo scadimento del valore di detti impegni si è rivelato insostenibile per lo stesso GAN che ha dovuto ricorrere a due strutture di dismissione per deconsolidare tali rischi dal suo bilancio. Tuttavia poiché il gruppo GAN è sia il garante che la fonte di finanziamento delle strutture di dismissione, i rischi connessi a dette strutture non sono stati risolti, ma scaglionati nel tempo e ripartiti fra diversi enti del gruppo, nella speranza che i profitti del gruppo possano compensare le perdite di dette strutture. Di fronte a risultati insufficienti nel settore assicurativo, il GAN non ha avuto la possibilità di compensare il deficit del comparto immobiliare e ha dovuto ricorrere al sostegno dello Stato, che ha deciso di apportargli 2,86 miliardi di titoli ELF e CIC nel 1995 ed altri aiuti per circa 20 miliardi nel 1997. Il sostegno dello Stato ha pertanto permesso al GAN di limitare le sue perdite a livello consolidato a 1,8 miliardi di FRF nel 1995 e a 5,7 miliardi di FRF nel 1996.
Le difficoltà del GAN e in particolare della sua controllata bancaria UIC, s'iscrivono nel contesto della crisi del settore immobiliare francese, che si è prodotta dopo gli eccessi speculativi della fine degli anni '80 e che ha colpito in misura diversa vari enti finanziari, in particolare pubblici. Pertanto gli enti che erano sulla cresta dell'onda speculativa, gli enti specializzati nel finanziamento del settore immobiliare e quelli che hanno reagito troppo tardi alla svolta del mercato hanno subito ingenti perdite. Alcuni enti, in particolare pubblici, tra cui il Crédit Lyonnais, il Comptoir des Entrepreneurs, il Crédit Foncier, la Société Marseillaise de Crédit, il GAN hanno potuto ricorrere al sostegno dello Stato. Altri, tra cui i gruppi Suez e Paribas, hanno dovuto procedere a drastiche ristrutturazioni. Altri infine, come la BRED, hanno potuto beneficiare del fondo collettivo di garanzia delle banche popolari. Altri ancora, tra cui la Hénin e la Banque Pallas Stern, sono stati posti in amministrazione controllata.
Il mondo francese delle assicurazioni attraversa un periodo di profondo turbamento provocato dal passaggio ad un sistema sempre più competitivo, avviato nel 1989 con la riforma del Codice delle assicurazioni. Di conseguenza i margini si sono ridotti e, in assenza di una ristrutturazione adeguata a livello delle imprese e del settore, la redditività è crollata. Tra il 1984 e il 1994 il rendimento dei fondi propri dell'assicurazione danni è sceso dal 14 % allo 0,4 % e quello dell'assicurazione vita dal 18 % all'8,9 %. L'attività nel ramo assicurazione danni è stata caratterizzata da una svolta ciclica all'inizio degli anni '90, che ha interessato il rischio «imprese» e il rischio «autoveicoli», con un aumento molto accentuato dei tassi di sinistri e dei costi di indennizzo.
Nel ramo assicurazione danni, il GAN paga oggi lo scotto di una politica inadeguata di sviluppo, finalizzata alla conquista di parti di mercato a qualsiasi prezzo che l'ha condotto ad assumere rischi eccessivi. Il mondo delle mutue e dei gruppi privati, tra cui AXA, è stato relativamente meno colpito, in quanto si è mantenuto più distanziato dalle speculazioni immobiliari ed ha istituito un sistema più efficace di controllo del danno probabile.
La tabella seguente riporta le perdite registrate dal GAN a partire dal 1992, quali comunicate dalle autorità francesi (tabella 1).
SPAZIO PER TABELLA
Il recente forte deterioramento della situazione finanziaria del GAN è stato messo in evidenza dalle revisioni contabili effettuate sulle affiliate immobiliari del gruppo. Secondo le autorità francesi, a metà del 1996, il GAN ha comunicato al suo azionista nuove previsioni per il 1996 in netto deterioramento, che compromettevano definitivamente la prospettiva di un ritorno in pareggio nel 1996. In particolare il GAN prevedeva una nuova perdita in relazione all'UIC, mentre i risultati dell'assicurazione erano inferiori alle previsioni. Per la rapidità di tale deterioramento e per il carattere sempre più inquietante delle previsioni circa i risultati per il 1996, lo Stato ha deciso di subordinare la sua approvazione dei conti semestrali 1996 alla realizzazione di una revisione contabile completa dell'immobiliare prima della chiusura dei conti 1996. Il riesame completo della situazione della controllata UIC e delle strutture di dismissione ha rivelato un fabbisogno supplementare di circa 14 miliardi di FRF ed ha indotto lo Stato a decidere di intervenire una seconda volta a sostegno del GAN con una serie di aiuti per 20 miliardi di FRF.
3. VALUTAZIONE DEL CONTENUTO DI AIUTO DELLE MISURE DI SOSTEGNO FINANZIARIO DEL GAN
Nel valutare gli interventi pubblici, la Commissione in generale applica il principio «dell'investitore privato operante in economia di mercato» come indicato nella sua comunicazione sulle imprese pubbliche (4). Tale comunicazione stabilisce che si è in presenza di un aiuto qualora vengano erogati finanziamenti pubblici a condizioni alle quali un investitore privato, nelle normali condizioni di un'economia di mercato, non avrebbe accettato di finanziare un'impresa. Per quanto concerne le partecipazioni pubbliche al capitale sociale di un'impresa, si ritiene che un investitore privato non avrebbe avviato una determinata operazione e che quindi sussista una presunzione di aiuto quando la situazione finanziaria dell'impresa non garantisce il ritorno ad un livello di rendimento normale (in dividendi o in valori) del capitale investito in un lasso di tempo ragionevole (5). Nel caso della concessione di garanzie pubbliche sussiste una presunzione di aiuto di Stato quando la garanzia non è remunerata oppure quando la sua remunerazione non può essere considerata sufficiente, considerati i rischi particolarmente elevati o troppo prolungati dell'operazione.
Le misure che possono contenere elementi di aiuto di Stato riguardano innanzitutto l'aumento di capitale di 2,86 miliardi di FRF realizzato nel 1995 tramite il conferimento di titoli ELF e CIC - operazione che non era stata notificata - nonché le misure di recente notificate per un importo totale di 20 miliardi di FRF.
La prima operazione, ammontante a 2,86 miliardi di FRF, consisteva nel conferimento da parte dello Stato di 5 327 509 azioni Elf Aquitaine (pari al 2 % circa del suo capitale), di 2 041 428 azioni della Compagnie Financière de CIC et de l'Unione européenne (pari al 7,13 % circa del suo capitale) e di 1 125 724 certificati di diritti di voto della Compagnie Financière de CIC et de l'Union européenne (pari al 7,13 % circa dei suoi diritti di voto) a fronte di un aumento della partecipazione dello Stato nel GAN di 10 829 505 azioni della Société Centrale du GAN, pari al 18,93 % del suo capitale a conferimento avvenuto.
La seconda operazione, per un importo di 20 miliardi di FRF, comprende quanto segue:
a) 11 miliardi di conferimento in capitale per ricostituire i fondi propri dell'UIC, una volta registrate le perdite del 1996, e per garantire alle società di assicurazione una struttura finanziaria adeguata, tenuto conto delle disposizioni applicabili, ripartiti in 7,1 miliardi per l'UIC e 3,9 miliardi di FRF per le società di assicurazione;
b) l'impegno dello Stato di accollarsi le perdite per un importo stimato di 9 miliardi di FRF che il GAN constaterà in occasione dell'attivazione delle garanzie che sarà indotto ad accordare, nel quadro del piano di ristrutturazione, per i prestiti concessi alla società di dismissione immobiliare costituita nel 1994, denominata Bâticrédit Finance et Cie.
3.1. Valutazione del precedente aiuto
Il 18 settembre 1996 la Commissione, in base alle informazioni disponibili, aveva ritenuto che l'aumento di capitale di 2,86 miliardi di FRF costituisse un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato, che poteva tuttavia essere considerato compatibile ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), benché non fosse stato notificato.
In effetti l'analisi del piano di ristrutturazione non permetteva di affermare che l'operazione avrebbe prodotto un rendimento sufficiente per concludere che lo Stato aveva agito come un investitore privato. Il «business plan» prevedeva che il GAN registrasse una perdita di 1 785 milioni di FRF nel 1995 e realizzasse un utile pari a 120 ed a 1 574 milioni di FRF rispettivamente nel 1996 e 1997. Anche accettando le ipotesi del «business plan», era evidente che i profitti futuri non erano sufficienti per compensare la perdita iniziale e il mancato guadagno dei primi anni sull'investimento, né in valore assoluto né in valore attualizzato ad un tasso di rendimento interno soddisfacente, stimato pari al 12 % (6). Per il periodo successivo, secondo le ipotesi formulate dal GAN di un livello di redditività del 12 % circa, era altrettanto evidente che il GAN non avrebbe potuto realizzare profitti addizionali tali da compensare le perdite pregresse e, allo stesso tempo, da assicurare allo Stato azionista un rendimento adeguato. La Commissione aveva altresì osservato che lo Stato era l'unico azionista del GAN a partecipare all'operazione, avendo gli altri azionisti (in particolare azionisti di borsa ed azionisti esteri) deciso di astenervisi.
Nell'ambito della presente procedura le autorità francesi non hanno apportato nuovi elementi atti a modificare tale conclusione. Di conseguenza rimane del tutto valida la conclusione già all'epoca formulata dalla Commissione sul carattere di aiuto dell'aumento di capitale di 2,86 miliardi di FRF.
3.2. Valutazione delle nuove misure di aiuto
Per quanto riguarda le nuove misure pubbliche in favore del gruppo GAN, comprendenti aumenti di capitale per circa 11 miliardi di FRF e una garanzia di Stato stimata a circa 9 miliardi, le autorità francesi hanno affermato che tali misure sono diventate necessarie in seguito al riesame completo della situazione della controllata UIC e delle strutture di dismissione, che ha rivelato un fabbisogno di copertura di circa 14 miliardi di FRF, collocando il gruppo, e in particolare alcune delle sue società, in situazione fortemente incompatibile con i vincoli prudenziali e regolamentari cui è soggetto.
Questi risultati riflettono, tra l'altro:
- il deterioramento del mercato immobiliare nonché i costi, notevolmente più elevati del previsto, legati al processo di acquisizione dei cespiti;
- un cambiamento di ottica che si traduce in una rapida cessione dei cespiti immobiliari, il cui valore contabile è stato ristimato sulla base del valore commerciale tenuto conto dei rendimenti richiesti dagli operatori del mercato;
- cambiamenti di metodi contabili e delle relative modalità di applicazione, finalizzati alla registrazione immediata nei conti dell'UIC dei costi futuri di detenzione in portafoglio nonché dell'insieme degli onorari, spese amministrative, spese di commercializzazione e di liquidazione e vari oneri futuri.
Pertanto il fabbisogno dell'UIC per la copertura dei tre elementi di cui sopra ammonta a 5,4 miliardi di FRF, cui si aggiungono le perdite dell'esercizio 1996, calcolate secondo i metodi contabili precedenti, pari a circa 2,5 miliardi di FRF, per cui l'UIC si trova in situazione nettamente negativa. Quanto alle strutture di dismissione, il loro costo ammonterebbe a circa 6 miliardi di FRF.
Considerato tale deterioramento, l'intervento dello Stato permetterà di ridurre di oltre la metà l'ammontare dell'esposizione netta dell'UIC e delle strutture di dismissione che scenderà da 26,1 miliardi nel 1995 a 11,4 miliardi nel 1996, di cui 7,7 miliardi di FRF sono classificati come incagli coperti a concorrenza del 74,7 %. Il tasso di copertura delle sofferenze sui crediti immobiliari ammonta al 69,2 % al lordo e al 73,4 % per quanto riguarda gli incagli.
Tali misure fanno parte di un piano di ristrutturazione globale del GAN che peraltro conferma gli impegni già assunti nel quadro del piano di risanamento approvato dalla Commissione nella sua decisione del 18 settembre 1996. L'obiettivo principale del meccanismo scelto dal governo è di permettere la privatizzazione, a data ravvicinata, del polo assicurativo GAN SA, del gruppo bancario CIC nonché dell'UIC.
Vari elementi indicano che le misure in questione costituiscono aiuti di Stato. In primo luogo esse sono state notificate dalle autorità francesi che le hanno definite aiuti di Stato. In secondo luogo va osservato che lo Stato con ogni probabilità agisce da solo senza l'appoggio degli altri azionisti. Inoltre, il piano di ristrutturazione presentato dalle autorità francesi mostra che lo Stato non sarà in grado di recuperare integralmente quanto investito né di ottenere una remunerazione dell'intervento proporzionata al rischio. Pertanto tali misure devono essere considerate aiuti di Stato.
La Commissione osserva altresì che i costi dell'operazione di salvataggio per lo Stato sarebbero stati meno elevati se si fosse effettuata prima un'analisi approfondita simile a quella compiuta di recente. Di fronte alla svolta ciclica dell'attività, un investitore privato sarebbe intervenuto più presto e più radicalmente per evitare i rischi suindicati piuttosto che attendere vari anni come hanno fatto le autorità francesi. La svalutazione della quotazione dell'azione GAN durante i 25 mesi precedenti l'annuncio dell'ultimo aiuto di Stato (da circa 280 FRF all'inizio del 1995 a quasi 100 FRF alla fine di gennaio 1997) ne è una conferma.
Le misure di aiuto notificate sono divenute necessarie alla sopravvivenza del GAN, essendo fallito il piano di risanamento predisposto nel 1995 e rafforzato nel 1996. Come si è già detto, in base a detto piano, il GAN avrebbe dovuto realizzare un utile di 120 milioni di FRF nel 1996 e di 1 574 milioni di FRF nel 1997. In realtà, senza l'appoggio dello Stato, le perdite nel 1996 saranno quasi di 15 miliardi di FRF, ponendo pertanto il gruppo in situazione netta negativa. Il sostegno dello Stato permetterà al GAN di limitare le perdite per il 1996 a circa 5,7 miliardi. Pertanto, dal 1992 in poi sono state registrate perdite per circa 35 miliardi di FRF, di cui 27 miliardi di FRF dalla sola UIC, la controllata del gruppo, che ne finanzia la promozione immobiliare.
Le autorità francesi hanno spiegato il fallimento del piano imputandolo alle revisioni contabili avviate nel 1996 in relazione agli attivi immobiliari, che hanno rivelato una situazione finanziaria molto più grave di quella emersa dalle perizie anteriori. Tuttavia la Commissione ritiene che le ragioni di tale fallimento siano anche da imputarsi al fatto che le attività di base del GAN, in particolare quella assicurativa, hanno registrato risultati meno buoni del previsto, che, di conseguenza, non hanno permesso al GAN di compensare le perdite e i costi di detenzione in portafoglio dell'immobiliare. Inoltre la sospensione della privatizzazione del CIC ha certamente accelerato il fallimento del primo piano di ristrutturazione, privando il GAN delle risorse liquide necessarie alla sua ristrutturazione.
La privatizzazione del CIC era stata infatti decisa nel 1996 al fine di rafforzare il piano elaborato nel 1995 e giudicato ambizioso dalla banca d'affari Morgan Stanley, in quanto non avrebbe permesso di risolvere i problemi dei finanziamenti intragruppo. La sospensione della privatizzazione del CIC, che configura un mancato adempimento di una decisione della Commissione europea, è ancora più grave in quanto non è stata decisa in base a motivi tecnici inderogabili, ma, secondo quanto affermano le autorità francesi, a causa di opposizioni di ordine politico, dato che un'offerta ferma era già stata presentata e dichiarata accettabile dalla «Commission de privatisation française».
Considerato che il fallimento del primo piano di risanamento non deriva da elementi esterni, ma soprattutto dalla svalutazione dei cespiti immobiliari, da risultati meno favorevoli del previsto delle attività di base del gruppo GAN nonché dall'insuccesso della privatizzazione del CIC, è logico pensare che l'analisi delle ragioni dei punti deboli del gruppo GAN non sia stata sufficientemente approfondita né svolta a tempo debito. Dato che lo Stato non ha agito come un investitore privato in un'economia di mercato, i suoi interventi in favore del GAN sono da considerarsi di conseguenza aiuti di Stato.
Quanto alla stima dell'ammontare dell'aiuto, si deve innanzitutto considerare che l'aumento di capitale è destinato a coprire perdite e a soddisfare il fabbisogno di fondi propri necessario per rispettare le disposizioni vigenti in materia bancaria e assicurativa. Pertanto va ritenuto che l'intero importo di 11 miliardi di aumento di capitale configuri aiuto di Stato.
Per quanto concerne la garanzia, si tratta di valutare l'aiuto che essa comporta, essendo la cifra di 9 miliardi soltanto una stima del costo che lo Stato finirà per sostenere. In linea di massima la stima di 9 miliardi indicata dalle recenti revisioni contabili non dovrebbe essere superata, dato che l'approccio utilizzato per la valutazione dell'ammontare della garanzia si fonda sull'ipotesi di una rapida cessione dei cespiti e dell'assunzione di tutte le altre spese, inclusi i costi di detenzione. Tuttavia, considerato che i cespiti da gestire sono particolarmente ingenti, numerosi e complessi, è opportuno essere particolarmente prudenti, tanto più che le revisioni contabili effettuate in passato hanno costantemente sottovalutato l'ammontare delle coperture effettivamente necessarie. Tale prudenza è giustificata dall'entità dei cespiti che restano potenzialmente al di fuori dell'ambito di copertura della garanzia: benché il tasso di copertura degli attivi sia stato elevato al 77,5 % nel 1996, le strutture di dismissione rivelano tuttora un'esposizione non coperta di 3,6 miliardi alla data del 31 marzo 1997. Tale prudenza è inoltre giustificata dalla più forte svalutazione contabile dei cespiti posti recentemente sul mercato da altri enti rispetto a quella considerata per il GAN, ma anche dalla considerazione che la fissazione di un termine per la vendita dei cespiti al di là di quello previsto potrebbe comportare costi di detenzione supplementari. A questo proposito va ribadito che il piano prevede la cessione completa dei cespiti entro un periodo massimo di due anni e che fino a tale data i costi di detenzione sono stati coperti. Tuttavia una proroga del termine di cessione potrebbe rivelarsi estremamente costosa, essendo i costi netti di detenzione nel 1996 ammontati a quasi 1,4 miliardi di FRF. Inoltre resta da dimostrare la capacità di reperire potenziali acquirenti per taluni beni: a questo riguardo è stata approvata una dotazione forfetaria di 500 milioni di FRF che però non è stata certificata dalla società di revisione contabile KPMG, secondo il cui parere tale stima avrebbe richiesto un'analisi più approfondita.
Nell'ambito della procedura è altresì emerso che l'impegno dello Stato nei confronti del GAN copre anche l'eventuale fabbisogno futuro di fondi propri da parte dell'UIC necessari per garantire il rispetto delle regole prudenziali. Le modalità dell'intervento dello Stato a questo proposito non sono ancora state precisate e l'intervento stesso resta in sospeso. Sulla base degli elementi forniti dalle autorità francesi, la Commissione ritiene che tale intervento non farà necessariamente aumentare gli aiuti di Stato netti in favore del GAN, e ne giustifica al contempo l'atteggiamento prudente.
Concludendo, la Commissione ritiene che se la stima del valore medio degli impegni dello Stato rispetto al GAN può ammontare a 9 miliardi, permangono grosse incertezze ed è giustificata l'adozione di un margine di variazione del ± 10 % dell'importo di tale stima. Di conseguenza la Commissione fissa ad un massimo di 9,9 miliardi di FRF l'aiuto di Stato costituito dagli impegni assunti dal governo francese nei confronti del gruppo GAN.
3.3. I costi delle soluzioni alternative
Prima di esaminare dettagliatamente il piano di ristrutturazione del GAN per verificare la compatibilità degli aiuti in questione con il ripristino della redditività economico-finanziaria dell'impresa, occorre innanzitutto esaminare la questione, che presenta due aspetti, dei costi dell'intervento di Stato rispetto ad altre soluzioni. Innanzitutto si tratta di valutare se la soluzione prescelta dallo Stato sia, in assoluto e rispetto a qualsiasi altra soluzione, ivi compresa quella del non intervento, la meno costosa, il che consentirebbe eventualmente di concludere che lo Stato ha agito come un investitore privato. Secondariamente si deve appurare se la soluzione prescelta sia la meno costosa rispetto a qualsiasi altra soluzione di risanamento per valutare se l'aiuto si limiti allo stretto minimo necessario alla ristrutturazione. Il primo aspetto concerne il carattere di aiuto dell'operazione, il secondo la sua compatibilità.
Le autorità francesi, pur avendo notificato le misure a titolo di aiuto di Stato, hanno sostenuto che detti interventi rappresentano in assoluto la soluzione meno costosa per lo Stato francese. Di conseguenza, a questo punto, è necessario esaminare il primo aspetto della questione dei costi delle soluzioni alternative. Il secondo aspetto sarà analizzato nel quadro dell'esame di compatibilità.
Secondo le autorità francesi l'alternativa consisterebbe nella scelta tra il risanamento delle strutture finanziarie del gruppo GAN, che rende necessarie la ricapitalizzazione e la garanzia annunciate, ma deve consentire una rapida privatizzazione, e la prosecuzione del processo attuale, il quale è inevitabilmente destinato a portare ad una liquidazione costosa per lo Stato che dovrebbe assumersene integralmente i costi. La liquidazione dell'UIC non sarebbe prospettabile in quanto inciderebbe sul resto del gruppo, portando ad un costo finanziario e sociale notevolmente superiore a quello risultante dal piano di ristrutturazione, costo cui lo Stato non potrebbe sottrarsi. Le autorità francesi hanno fatto valere che l'UIC continua ad essere finanziata per 23 miliardi di FRF, di cui 1,5 miliardi a titolo dei depositi ricevuti dal pubblico, 15 miliardi di finanziamenti acquisiti sui mercati e 6,25 miliardi da parte del CIC. Il GAN, in qualità di azionista di riferimento dell'UIC, sarebbe stato obbligato in virtù dell'articolo 52 della legge bancaria francese a fornire il sostegno che potrebbe rivelarsi necessario all'UIC perfino in misura superiore alla sua partecipazione al capitale della stessa UIC. Di conseguenza il GAN avrebbe dovuto accollarsi la totalità della perdita dell'UIC, stimata a 12 miliardi di FRF, di cui 6,5 miliardi d'insufficienza di attivi, 4,2 miliardi di svalutazioni supplementari e 1,3 miliardi di penali per esigibilità anticipata del passivo. Tale evoluzione avrebbe condotto al dissesto del GAN.
Le autorità francesi sostengono che, in caso di dissesto del GAN, il CIC era tenuto a coprire integralmente il suo credito nei confronti del gruppo GAN, credito che ammonta a 12,5 miliardi di FRF. Gli altri creditori dell'UIC e i tribunali potevano peraltro considerare abusivo il sostegno accordato dal CIC a detta società. Ciò avrebbe dovuto condurre alla liquidazione del CIC, il che avrebbe provocato, tenuto conto dell'entità dei depositi della clientela (oltre 287 miliardi alla fine del 1996) e delle linee di rifinanziamento interbancario (193 miliardi) una grave onda d'urto sul mercato finanziario francese. In tali condizioni lo Stato, azionista principale dell'azionista di riferimento dell'UIC, sarebbe stato senza dubbio invitato dal governatore della Banca di Francia ad ottemperare al suo dovere di azionista secondo le disposizioni dell'articolo 52 della legge bancaria.
Lo Stato, del resto, non poteva sottrarsi a tale invito poiché, diversamente, poteva rischiare di essere chiamato in causa in virtù di due testi frequentemente interpretati dai tribunali in modo estensivo, ossia l'articolo 180 della legge sul risanamento e sulla liquidazione giudiziaria, che permette di condannare i dirigenti di diritto o di fatto che abbiano commesso una colpa di gestione a colmare in tutto o in parte il passivo sociale, e l'articolo 1382 del codice civile che permette di chiamare in causa la responsabilità di colui il cui comportamento colposo abbia cagionato un danno a terzi. Complessivamente, in tale ipotesi, lo Stato probabilmente avrebbe dovuto sostenere integralmente il passivo non coperto dell'UIC, ossia 12 miliardi anziché i 7 miliardi previsti nell'ipotesi della ricapitalizzazione.
Uno scenario di liquidazione «amichevole» non avrebbe comportato, secondo le autorità francesi, un costo inferiore a quello della soluzione prescelta. Infine, l'ipotesi della liquidazione a ricapitalizzazione avvenuta avrebbe comportato, secondo la banca d'affari Lazard, un costo supplementare di circa 2,6 miliardi di FRF.
La Commissione ritiene di poter accogliere solo parzialmente la posizione delle autorità francesi. Innanzitutto, come già osservato al punto 3.2, la Commissione sottolinea che il costo dell'operazione di risanamento per lo Stato sarebbe stato meno elevato se si fosse effettuata prima un'analisi approfondita simile a quella svolta di recente. Un investitore privato sarebbe normalmente intervenuto molto più presto e avrebbe richiesto in particolare una gestione dei finanziamenti e delle attività meno rischiosa invece della conquista sconsiderata di clienti e di investimenti altamente speculativi. Lo Stato, con il suo comportamento passivo, ha determinato gli aiuti che ora sono accordati.
Come indicato dalla relazione della Morgan Stanley alla fine del 1995, il finanziamento intragruppo delle strutture di dismissione, benché sostenibile sotto il profilo contabile, non lasciava praticamente alcun margine di manovra al GAN qualora i risultati realizzati risultassero peggiori di quelli anticipati. Secondo il piano del 1995, modificato nel 1996, il miglioramento della situazione di liquidità del gruppo avrebbe dovuto comportare la cessione del pacchetto di maggioranza del CIC. Ciò a sua volta avrebbe permesso di avviare l'operazione di scioglimento dei legami proprietari, di finanziamento e di garanzia che paralizzano il gruppo. La sospensione della procedura di privatizzazione del CIC ha in realtà contribuito in maniera significativa alla decisione d'intervento di Stato del 1997.
In secondo luogo, per valutare il carattere di aiuto dell'operazione in questione, occorre distinguere i costi che lo Stato deve sostenere in quanto azionista dai costi che potrebbe essere indotto a sostenere per altri motivi, in particolare in qualità di autorità responsabile della stabilità monetaria e finanziaria. La Commissione e la Corte di giustizia hanno già respinto la tesi che estende la responsabilità dello Stato azionista rispetto al passivo di liquidazione al di là dei suoi conferimenti al capitale dell'impresa, in quanto tale estensione di responsabilità creerebbe confusione tra il ruolo dello Stato azionista e quello dello Stato provvidenza (7). Ai fini del raffronto tra i costi della soluzione prescelta e i costi delle soluzioni alternative, interessano unicamente i costi dello Stato azionista in quanto il carattere di aiuto dell'operazione risulta dal comportamento dello Stato rispetto al comportamento di un investitore privato. A questo proposito è evidente che non si devono nemmeno includere nel raffronto costi impropri, quali i costi sociali o fiscali in quanto si tratta di costi che, in una situazione normale, l'impresa o i suoi azionisti dovrebbero di norma sostenere tramite le risorse proprie e che, in una situazione di liquidazione, non possono impegnare gli azionisti al di là del valore del capitale e delle garanzie da essi sottoscritte (8). Del resto le autorità francesi non hanno fornito la prova che lo Stato azionista fosse assimibile ad un dirigente di diritto o di fatto dell'impresa, né che avesse commesso colpe di gestione o che avesse tenuto un comportamento colposo responsabile del danno a terzi. Le autorità francesi non hanno nemmeno dimostrato che le conseguenze finanziarie dell'eventuale responsabilità per errore di gestione o per comportamento colposo ammonterebbero alle cifre prospettate dalle autorità francesi. Quand'anche si accertassero tutti questi elementi non dimostrati, siffatte disposizioni non permetterebbero allo Stato francese di sottrarsi all'applicazione dell'articolo 92 del trattato senza contraddire il principio di diritto in base al quale nessuno può basare un'argomentazione sui propri errori (nemo auditur propriam turpitudinem allegans).
In terzo luogo resta da dimostrare la responsabilità del GAN rispetto all'UIC ai sensi dell'articolo 52 della legge bancaria. Di fatto l'articolo 52 comporta un invito e non un obbligo (9). In realtà la presunzione dell'obbligo di colmare il passivo potrebbe in realtà de facto configurare una violazione del principio della limitazione della responsabilità degli azionisti al prorata del capitale da essi sottoscritto in una società. Del resto, se fosse valido, dal punto di vista delle regole di concorrenza un simile principio costituirebbe una discriminazione tra banche private e banche pubbliche, in quanto un investitore privato non può avvalersi delle stesse risorse illimitate dello Stato.
Se, in altri casi, hanno deciso di apportare il loro sostegno, gli azionisti di riferimento hanno agito in tal modo o per conservare i loro interessi patrimoniali in altre attività o per evitare conseguenze giuridiche più gravi. Ma queste due situazioni non ricorrono nel caso di specie: la prima, perché l'intervento di Stato stimato copre l'insieme del gruppo ed è superiore al valore previsto delle azioni detenute dallo Stato nella holding globale, la Société Centrale du GAN, una volta effettuato l'intervento di Stato; la seconda in quanto si tratterebbe, eventualmente, di un costo derivante da errori propri dello Stato azionista.
Di conseguenza, l'intervento di Stato non può essere assimilato a quello di un investitore privato e costituisce quindi un aiuto di Stato.
4. DISTORSIONE DEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI
La liberalizzazione dei servizi finanziari e l'integrazione dei mercati finanziari hanno per effetto di rendere gli scambi intracomunitari sempre più sensibili alle distorsioni della concorrenza. Tale tendenza non fa che accentuarsi nel contesto dell'Unione economica e monetaria. Con la creazione della moneta unica gli scambi in seno alla Comunità potranno svilupparsi senza rischi né costi di cambio. Benché, in linea di massima, possano esercitare la loro attività senza frontiere, gli enti finanziari ed assicurativi incontrano ostacoli alla loro espansione all'estero. Tali ostacoli sono spesso dovuti alla protezione dagli effetti della concorrenza di cui godono gli enti nazionali, protezione che rende l'ingresso sul mercato meno vantaggioso per i concorrenti stranieri. Gli aiuti, come quelli concessi al GAN, volti a permettere la sopravvivenza di enti finanziari ed assicurativi in situazione precaria in termini di redditività e di capacità di far fronte alle sfide della concorrenza, rischiano pertanto di falsare la concorrenza a livello comunitario giacché rendono più difficile l'accesso di enti finanziari ed assicurativi stranieri sui mercati nazionali.
Senza gli aiuti in questione, il GAN avrebbe dovuto essere posto in liquidazione o più probabilmente venduto ad un altro organismo più solido nel quadro di una procedura concorsuale. In tal caso l'ente oppure le sue attività avrebbero potuto essere acquistati da un concorrente straniero deciso ad installarsi oppure a rafforzare la propria presenza commerciale in Francia. Siffatta procedura avrebbe contribuito ad una dispersione degli attivi e delle quote di mercato del GAN tra un numero elevato di potenziali acquirenti. Da notare che il piano attuale non prevede la cessione distinta delle singole controllate francesi o estere del GAN, bensì la ripartizione del gruppo in tre poli che rimangono finanziariamente legati.
Inoltre l'aiuto ad un ente internazionale quale il GAN, che fornisce prodotti bancari ed assicurativi ad imprese concorrenti sui mercati internazionali e che offre servizi finanziari in concorrenza con quelli di altri enti finanziari europei, estendendo parallelamente la sua attività all'estero attraverso una rete di agenzie fuori della Francia, può certamente produrre un effetto distorsivo sugli scambi intracomunitari. In particolare gli aiuti in questione permettono al GAN, tra l'altro, di ristrutturare un certo numero delle sue controllate all'estero soprattutto in Gran Bretagna, Italia e Spagna, che sono in concorrenza con altri enti finanziari comunitari.
Va rilevato che nel 1995 il GAN, all'estero, ha realizzato un fatturato di 14,6 miliardi di FRF per l'attività assicurativa, pari a circa il 30 % del suo fatturato totale del comparto assicurativo. La percentuale dell'attività comunitaria rispetto al fatturato consolidato del GAN per le attività assicurative internazionali era circa del 78 %, pari a più di 11 miliardi.
Di conseguenza si deve ritenere che l'intervento pubblico in questione ricada nel disposto dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato, giacché costituisce un aiuto di Stato che falsa la concorrenza in misura tale da incidere sugli scambi intracomunitari.
5. ESAME DELLA COMPATIBILITÀ DEGLI AIUTI
Valutata la sussistenza di aiuti di Stato nelle misure in esame ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato, la Commissione deve ora esaminare se tali aiuti possono essere considerati compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafi 2 e 3, del trattato stesso.
Nella fattispecie occorre innanzitutto considerare che non si tratta né di un aiuto a carattere sociale concesso a favore di singoli consumatori né di un aiuto inteso a (e concesso per) facilitare lo sviluppo di talune regioni francesi. Non si tratta neppure di un aiuto destinato a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia, in quanto esso mira a porre fine alle difficoltà di un solo beneficiario, il GAN, e non alle difficoltà di tutti gli operatori del settore. Di conseguenza tale aiuto non può nemmeno essere qualificato di comune interesse europeo. Potrà unicamente essere presa in considerazione la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), in base al quale la Commissione ha il potere di autorizzare «gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche . . . sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse».
La compatibilità di siffatte misure deve essere valutata secondo le regole specifiche concernenti gli aiuti alla ristrutturazione (10). La Commissione ritiene che gli aiuti alla ristrutturazione possano contribuire allo sviluppo di attività economiche senza incidere sugli scambi in misura contraria all'interesse comune quando siano soddisfatte le seguenti condizioni:
1) esecuzione completa di un piano di ristrutturazione basato su ipotesi realistiche e atto a ripristinare, entro un lasso di tempo ragionevole, la redditività minima richiesta dei capitali investiti e a garantire in tal modo l'efficienza economico-finanziaria a lungo termine dell'impresa;
2) prestazione di contropartite sufficienti per compensare l'effetto distorsivo dell'aiuto sulla concorrenza e poter quindi concludere che l'aiuto non è contrario all'interesse comune;
3) proporzionalità dell'aiuto alle finalità perseguite e limitazione dell'ammontare dell'aiuto al minimo strettamente necessario alla ristrutturazione in modo che lo sforzo di risanamento sia sostenuto al massimo dall'impresa stessa;
4) attuazione integrale del piano di ristrutturazione ed esecuzione di qualsiasi altra misura prevista nella decisione finale della Commissione;
5) istituzione di un sistema di controllo della precedente condizione.
Per valutare in che misura siano soddisfatte le condizioni di cui sopra e rispettato l'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), occorre altresì tener conto, nella fattispecie, della particolare sensibilità del settore finanziario alle difficoltà di un gruppo bancario-assicurativo quale il GAN.
In base agli orientamenti comunitari sugli aiuti alla ristrutturazione, tali aiuti di norma dovrebbero essere necessari una sola volta. Considerato il carattere addizionale degli aiuti in questione, rispetto a quelli che già erano stati approvati nel 1996, nonché la loro entità e il loro effetto distorsivo, deve essere verificato in modo particolarmente rigoroso e dettagliato il rispetto delle condizioni sopra citate.
Occorre verificare il rispetto di detti principi per la totalità degli aiuti accordati al GAN. Benché il 18 settembre 1996 la Commissione abbia espresso parere favorevole all'aumento di capitale di 2,86 miliardi di FRF deciso nel 1995, si deve ora verificare se la sua valutazione si sia basata su elementi d'informazione errati o inesatti.
La Commissione constata che, secondo le autorità francesi, il deterioramento della situazione del GAN era già stato anticipato a metà del 1996 e che tale evoluzione, come pure la decisione di fare effettuare revisioni contabili specifiche per il settore immobiliare, non sono state comunicate alla Commissione prima che adottasse la decisione di autorizzare l'aiuto di 2,86 miliardi di FRF nel settembre 1996. La Commissione osserva che in occasione dei colloqui svoltisi tra i rappresentanti della Commissione e le autorità francesi nel 1996, in particolare per discutere il rapporto di valutazione preparato nel 1995 dalla Morgan Stanley, le autorità francesi hanno più volte indicato alla Commissione che la situazione del gruppo sarebbe notevolmente migliorata, mentre hanno invece chiesto al GAN di procedere ad accertamenti specifici per il settore immobiliare al fine di stabilire il fabbisogno supplementare di fondi ed erano a conoscenza del deterioramento, rispetto alle previsioni, dei risultati dell'assicurazione. A questo proposito le autorità francesi hanno affermato che la decisione del Tesoro di chiedere accertamenti contabili specifici per l'immobiliare è posteriore alla decisione della Commissione. Tuttavia è stato appurato che il GAN aveva informato il Tesoro del degrado della propria situazione ben prima della data della decisione della Commissione. Di conseguenza la Commissione ha motivo di ritenere che le autorità francesi non le abbiano fornito tutti gli elementi di valutazione indispensabili, in particolare quelli di cui sopra, che avrebbero potuto indurla ad adottare una decisione diversa da quella presa nel settembre 1996.
Gli elementi in possesso della Commissione indicano che le informazioni fornitele all'epoca erano incomplete, soprattutto per quanto concerne la situazione dell'UIC e delle strutture di dismissione, che quindi non erano sufficienti per permetterle di esaminare in maniera adeguata l'efficienza economico-finanziaria del gruppo, e che il nuovo intervento di Stato è in parte legato al fatto che il piano comunicato nel 1996 non è stato eseguito integralmente, in particolare per quanto concerne la cessione del CIC che avrebbe dovuto apportare al GAN risorse ingenti per il suo risanamento.
Di conseguenza la Commissione ritiene necessario revocare la precedente decisione di approvazione dell'aumento di capitale di 2,86 miliardi di FRF. Quest'operazione di aiuto viene riesaminata nell'ambito della presente procedura in base a tutte le informazioni oggi disponibili. Peraltro il fatto che il piano di ristrutturazione sia fallito e che siano divenuti necessari per la sopravvivenza del GAN, nuovi aiuti sette volte superiori al primo, accentua la necessità di riesaminare la compatibilità di questo primo aiuto nel quadro della presente procedura. Di conseguenza in appresso si esamina congiuntamente la compatibilità del vecchio aiuto e quella del nuovo.
5.1. Esame del piano di ristrutturazione e dell'efficienza economico-finanziaria
Per valutare dettagliatamente i documenti inviati dalle autorità francesi concernenti la situazione del gruppo GAN, il suo piano di ristrutturazione e in particolare l'efficienza economico-finanziaria del gruppo, la Commissione si è avvalsa della consulenza di un banca d'affari internazionali di primo piano. Pertanto l'analisi della Commissione presentata in appresso si basa sulla perizia tecnica del consulente in questo campo di attività particolarmente complesso.
Per verificare se il piano di ristrutturazione proposto risponda ai problemi dell'impresa, elimini le cause che ne hanno determinato il dissesto, ne garantisca il ripristino della redditività finanziaria ed eviti, in avvenire, il ricorso al sostegno di Stato, occorre innanzitutto comprendere le ragioni del dissesto del GAN. Senza una comprensione corretta delle cause del suo dissesto, non è possibile trovare soluzioni appropriate e durature per ovviarvi.
Come già osservato, gli aiuti di Stato in favore del GAN sono imputabili a vari fattori: un'esposizione eccessiva e non controllata nel settore immobiliare, una politica imprudente di espansione nel comparto assicurazione danni, ma anche un sistema di controllo inefficace da parte del suo azionista [. . .] (11*). In altre parole il sistema globale di controllo della gestione del gruppo, costituito dalle regole e dalle istituzioni specifiche in materia di finanziamento e di attribuzione del controllo «corporate governance», è risultato inadeguato.
Considerato il ritardo con cui il GAN ha reagito alla svolta ciclica e al manifestarsi delle sue difficoltà (il mercato immobiliare registra un'ininterrotta diminuzione degli affitti e dei prezzi dal 1990), tenuto conto della lentezza del processo di risanamento (sono stati necessari 4 anni dal 1993 al 1997 al GAN per trattare in maniera definitiva il problema dell'immobiliare), è chiaro che gli aiuti colossali del 1997 sono anche la conseguenza della fiducia che gli amministratori del GAN avevano riposto nello Stato azionista, il quale a loro avviso sarebbe stato comunque costretto a coprire gli errori del passato, come chiaramente mostrano gli argomenti addotti dalle autorità francesi circa i costi delle soluzioni alternative. Evidentemente il GAN non era l'unico gruppo ad essersi lanciato in una politica altamente speculativa; altri enti pubblici, tra cui il Crédit Lyonnais, o privati, come Suez o la Banque Pallas, hanno seguito il mercato, ma soltanto gli enti pubblici hanno potuto contare sugli aiuti di Stato mentre gli enti privati sono stati costretti dai mercati a ristrutturarsi drasticamente oppure a seguire una procedura di concordato. Si deve infatti ritenere che se non avesse avuto il sostegno implicito o esplicito dello Stato, il GAN non si sarebbe lanciato nella politica pericolosa che ha condotto e che, in ogni caso, avrebbe intrapreso prima e con maggior determinazione il suo risanamento.
Un sostegno di Stato di questo tipo, che in definitiva corrisponde ad una «assicurazione-sopravvivenza» per gli enti dissestati, come indicato nella relazione d'informazione n. 52 del Senato francese (12), produce anche l'effetto di tutelarne i creditori. Ma tale protezione elimina per i creditori l'incitamento a controllare il comportamento dei loro debitori. Gli enti non sono più soggetti al controllo e alla sanzione dei mercati. Tale protezione non solo è indebita ed eccessiva, ma ha anche per conseguenza «di incoraggiare una cattiva gestione degli enti creditizi», come hanno affermato il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea nella direttiva 94/19/CE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi (13). Lo riprova il fatto che l'UIC continua ad essere finanziata dai mercati per oltre 15 miliardi di FRF nonostante la sua situazione catastrofica. Il sostegno dell'azionista, che a sua volta ha permesso il sostegno dei mercati, ha avuto per effetto di ritardare la correzione necessaria e di aumentare gli aiuti di Stato finali. Pertanto la Commissione, in conformità alle dichiarazioni del Consiglio e del Parlamento europeo, condivide pienamente tale tesi, elaborata nel mondo scientifico e confermata dalla realtà delle crisi bancarie di vari paesi, che tende a sottolineare l'importanza di questo problema di effetto perverso («moral hazard») per spiegare la crisi del GAN.
È evidente a questo proposito che qualsiasi soluzione duratura per il GAN implica necessariamente una riforma del sistema globale di controllo della gestione («corporate governance») del gruppo e dei suoi enti nonché una soluzione al problema del «moral hazard». Al riguardo si possono adottare varie soluzioni. La soluzione proposta dalle autorità francesi comporta l'«addossamento» dei due poli di attività, bancario e assicurativo, a partner indipendenti e più direttamente soggetti alle leggi del mercato. La Commissione ritiene che tale soluzione sia appropriata in quanto permette di ricostituire un sistema di controllo più efficace basato sull'azione senza distorsione dei mercati.
La tabella seguente raffronta il vecchio e il nuovo piano dell'evoluzione dei risultati e del rendimento dei fondi propri del GAN dal 1995 al 1998, quali presentati dalle autorità francesi nel 1996 e nel 1997 (tabella 2):
SPAZIO PER TABELLA
Il piano presentato si basa innanzitutto su misure di ristrutturazione avviate ormai da qualche anno e che oggi cominciano a produrre risultati. Si tratta in particolare delle misure di risanamento del portafoglio assicurazione danni che hanno già permesso di diminuire in maniera significativa la differenza tra il GAN e i suoi concorrenti. A ciò si devono aggiungere altre misure di riduzione degli oneri di esercizio, tra cui la diminuzione dell'organico di 1 000 unità (670 nel ramo assicurativo e 330 in quello bancario) nel 1995. Nel 1996 è proseguita la riduzione di personale con un taglio di circa 400 unità nel settore assicurativo e 300 in quello bancario. Il GAN ha anche ceduto varie controllate e abbandonato taluni settori di attività non strategici (CFJPE, CTR, SCOR, GAN Belgium, HNL, ecc).
Il nuovo piano presentato nella primavera 1997 introduce misure complementari. Esso prevede in particolare la riorganizzazione del gruppo in tre poli distinti sotto il controllo della Société Centrale du GAN, holding primaria del gruppo: il polo assicurativo, sotto la holding GAN SA; il polo bancario, rappresentato dal gruppo CIC e il polo immobiliare costituito dall'UIC e dalle due strutture di dismissione, l'immobiliare Parixel e Bâticrédit. Il nuovo governo francese di recente ha confermato gli orientamenti e il contenuto del piano presentato nell'aprile scorso.
Alla Commissione sono stati trasmessi vari elementi informativi, tra cui le risultanze delle revisioni contabili effettuate da Arthur Andersen e lo studio contraddittorio preparato dallo Studio KPMG, vari documenti redatti da consulenti esterni al GAN e al Tesoro (in particolare una nota redatta da SBC Warburg sul piano di ristrutturazione, due note curate rispettivamente dalla JP Morgan e dalla Goldman Sachs a proposito dell'efficienza economico-finanziaria del CIC e del polo assicurativo del GAN, una nota della banca Lazard riguardante l'UIC), nonché gli scambi di corrispondenza rispettivamente tra l'UIC e la Commission Bancaire e tra la Commission de contrôle des assurances e il GAN.
Nel settore assicurativo è previsto che il GAN si ritiri dall'assicurazione credito (cessione della Sacren) e dall'intermediazione assicurativa; le spese di esercizio dovrebbero diminuire grazie all'attuazione di un piano di adeguamento dell'occupazione che dovrebbe consentire un risparmio di 400 milioni in dodici mesi (- 153 milioni di FRF di spese di funzionamento; - 105 milioni di spese di produzione e - 142 milioni di spese di personale). Quanto alle spese di produzione, l'organico diminuirà di circa [. . .] unità tra il 1997 e il 1998, pari a un taglio del personale del [. . .] al 31 gennaio 1996. Le spese per il personale dovranno ridursi in seguito alla diminuzione di 431 posti nell'arco di 12 mesi, pari ad una diminuzione dell'8 % circa dei posti in questione. A livello del GAN SA è stato costituito un accantonamento di 100 milioni di FRF per coprire le spese del piano di adeguamento dell'occupazione. Saranno ridotte anche le sedi locali.
Per risolvere in particolare il problema del finanziamento intragruppo, il piano di ristrutturazione presentato dalle autorità francesi prevede la cessione, probabilmente separata, delle attività assicurative (GAN SA), dell'attività bancaria (CIC), e del finanziamento dell'immobiliare (UIC). I cespiti immobiliari (crediti e immobili), che sono stati collocati nelle due strutture di dismissione (Bâticrédit e Parixel), saranno gestiti in vista della loro liquidazione dalla holding del Gruppo (GAN SC) che resterà nelle mani dello Stato, ma le cui dimensioni sono destinate a ridursi mano a mano che verranno realizzate le cessioni. Considerata la particolare complessità del gruppo GAN e il fatto che i conti consolidati non permettono di esaminare adeguatamente la questione del ripristino della redditività economico-finanziaria, tale esame dovrà essere effettuato separatamente per ciascun gruppo di attività principale.
5.1.1. Le due strutture di dismissione
Le strutture di dismissione non presentano problemi in termini di ripristino della redditività economico-finanziaria, essendo la loro gestione già finalizzata alla liquidazione. La quantificazione dell'aiuto è già stata trattata al punto 3. Quanto alle contropartite, la questione deve essere valutata a livello delle strutture che hanno proceduto a trasferire alle strutture di dismissione i crediti difficilmente recuperabili. Tuttavia è importante che la gestione dei cespiti delle strutture di dismissione sia trasparente e che le cessioni siano realizzate abbastanza rapidamente. La Commissione ritiene inoltre necessario che si operi una separazione netta tra le strutture di dismissione e le società bancarie e assicurative del GAN. Pertanto si dovrà fare in modo che fino alla data di cessione del CIC e del GAN SA questi ultimi non siano autorizzati a rilevare attivi trasferiti nelle strutture di dismissione.
A questo proposito la Commissione prende atto dell'impegno delle autorità francesi di confermare il processo di cessione in corso degli attivi di Bâticrédit e Parixel, processo che essenzialmente dovrà essere completato entro la fine del 1998, senza che tali attivi possano essere acquistati dal CIC o dal GAN fino alla data della loro cessione.
5.1.2. L'UIC: la banca specializzata nell'immobiliare
Il piano delle autorità francesi mira a mantenere in vita questa banca specializzata nell'immobiliare fino alla sua vendita ad un potenziale acquirente che potrebbe essere interessato a rilevare l'azienda e/o la sua partecipazione di controllo nell'affiliata di leasing UIS. Tuttavia, come è stato riconosciuto dalle autorità francesi, vanno risolti vari problemi che sorgono in relazione alla redditività di tale ente.
Le autorità francesi hanno affermato di aver preso in seria considerazione l'ipotesi della liquidazione dell'UIC, vista la gravità della sua situazione, e di averla infine scartata, dati i costi più elevati che presentava rispetto all'ipotesi prescelta, in particolare tenuto conto delle conseguenze a catena che avrebbe prodotto per gli altri enti del gruppo (in primo luogo il CIC che l'aveva finanziata per 6 miliardi di FRF) e per il mercato (15 miliardi di rifinanziamento). Invece, secondo la banca d'affari Lazard, la soluzione della liquidazione controllata, scaglionata nell'arco di 5 anni, sarebbe possibile, ma più cara di quella prescelta, costando circa 2,6 miliardi in più rispetto alla soluzione della ricapitalizzazione (7,1 miliardi di FRF).
La ricapitalizzazione si aggiunge a varie misure di ristrutturazione che teoricamente dovrebbero rendere l'UIC interessante per un acquirente. In particolare è in fase di attuazione un piano sociale comportante una riduzione del 50 % del personale, cioè a 280 unità, entro un anno. Tale piano dovrebbe consentire una diminuzione delle spese generali da 361 a 222 milioni di FRF. In situazione normale la nuova produzione dell'attività bancaria dovrebbe essere dell'ordine di 1,6 miliardi di FRF all'anno. Le sofferenze immobiliari sui crediti dovrebbero essere cedute entro un termine di due anni, mentre gli incagli dovrebbero essere ridotti della metà. Tuttavia, come riconosciuto dalle autorità francesi, la realizzazione delle ipotesi di liquidazione di detti cespiti è soggetta a grandi incertezze in termini sia di tempo che di valore. Possono infatti prodursi minusvalenze supplementari sugli incassi e sulle vendite.
Sono stati presentati due scenari, quello del management dell'UIC e quello modificato [. . .] sulla base di ipotesi più pessimistiche.
SPAZIO PER TABELLA
L'analisi degli elementi forniti dalle autorità francesi suscita le seguenti osservazioni. Innanzitutto, benché il tasso di copertura nel 1996 sia stato portato al 71 %, ossia ad un livello teoricamente sufficiente, l'UIC ha ancora in portafoglio più di 7 miliardi di cespiti legati all'immobiliare che possono subire notevoli variazioni di prezzo. I revisori contabili hanno ammesso che potrebbero essere necessari accantonamenti supplementari qualora i loro prezzi di cessione dovessero essere inferiori a quelli stimati oppure se le vendite subissero un ritardo. A tale proposito va osservato che un termine di tre mesi per il programma di cessione ad un prezzo di vendita svalutato del 15 % circa determinerebbe una perdita di 400 milioni. Secondo la società di revisione contabile KPMG, che ha esaminato il lavoro dei revisori contabili Arthur Andersen, i rischi di rilevante entità dovrebbero formare oggetto di valutazioni più precise per potere certificare la validità degli accantonamenti (insolvenza di soci in SNC e SCI, richieste di ripianamento del passivo, rischio di tasso dato lo squilibrio attivo/passivo).
Più in generale, quando un ente creditizio presenta un rapporto dell'80 % circa tra incagli e crediti in essere totali, vi è motivo di dubitare della capacità dell'ente in questione di svolgere la sua attività di base e quindi della sua ragione d'essere. A questi livelli non è soltanto la svolta congiunturale o l'assunzione di rischi eccessivi o qualche impegno di dubbia esigibilità a determinare il dissesto dell'ente, ma è l'intero processo di selezione e di controllo dei rischi che non ha funzionato. Per meglio comprendere tale aspetto occorre ricordare che quasi la metà dei crediti in essere dell'UIC aveva già formato oggetto di frazionamento tra le due strutture di dismissione. Se si includono anche questi impegni, quasi la totalità degli impegni dell'UIC può essere definita di dubbia esigibilità. In altre parole le nuove stime sui crediti in essere dell'UIC che non avevano formato oggetto di frazionamento hanno rivelato che tali crediti non erano di qualità migliore di quelli trasferiti nelle due strutture di dismissione. In quest'ottica gli impegni alquanto ridotti di buona qualità che restano in portafoglio sembrano costituire piuttosto il risultato di un caso fortuito.
Il business plan presentato è lungi dal dimostrare il ripristino della redditività dell'UIC senza addossamento. Secondo l'ipotesi n. 2, che la Commissione considera più valida dell'ipotesi n. 1, date le incertezze considerevoli del piano, l'UIC continuerà a registrare perdite fino alla fine del 1998. Allo stesso tempo, una volta dedotte le partecipazioni di minoranza della controllata di leasing UIS, la capitalizzazione dell'UIC quale entità isolata risulta essere di dimensione particolarmente modesta, tenuto conto dei rischi in portafoglio, e inferiore alla media delle banche specializzate nell'immobiliare. Anche la liquidità del gruppo pone dei problemi giacché qualsiasi tensione di liquidità può generare perdite ingenti per l'UIC.
In breve la situazione dell'UIC appare critica. La banca non raggiunge nemmeno il punto di equilibrio («break-even»). Non essendo redditizia, è molto probabile che il Tesoro debba ricapitalizzarla prima della cessione in modo da giungere ad un prezzo positivo. Lo Stato si è fin d'ora già impegnato in tal senso nei confronti dei mercati finanziari. L'intervento di Stato non dovrebbe superare, secondo le autorità francesi, le perdite prospettate nell'ipotesi n. 2, ossia [. . .] milioni di FRF.
Concludendo, sulla base dell'analisi di cui sopra e in particolare tenuto conto del fatto che il rendimento è negativo, l'entità della capitalizzazione modesta e le incertezze legate ai rischi tuttora in portafoglio troppo elevate, la Commissione è del parere che l'efficienza economico-finanziaria dell'UIC potrà essere garantita unicamente addossando la società ad un gruppo bancario più forte e più capitalizzato, in grado di procedere con i propri mezzi ad una ristrutturazione radicale dell'ente in questione. Dato che qualsiasi termine di ristrutturazione comporta costi supplementari, la cessione dovrà aver luogo quanto prima e in ogni caso entro la fine del 1998.
Al proposito la Commissione prende atto dell'impegno del governo francese di proseguire il processo di cessione in corso dell'UIC e della sua affiliata UIS, ivi compresa la partecipazione detenuta nell'UIS dal GAN SA, processi che dovranno concludersi entro la fine del 1998 [. . .].
5.1.3. Il CIC: una rete bancaria
Il CIC è un gruppo bancario composto di 10 banche regionali con un bilancio totale di circa 600 miliardi di FRF alla fine del 1996, che lo colloca al quinto posto delle banche facenti parte dell'Association française des banques. Il gruppo gestisce circa 215 miliardi di FRF di depositi e circa 240 miliardi di FRF di crediti in essere. Forte di un radicamento territoriale che gli offre la possibilità di stabilire un contatto privilegiato con la clientela, il CIC gode di un buon margine d'interesse netto (4,67 % nel 1996 a livello delle banche regionali) e di entrate regolari e stabili. Il deterioramento dei margini legato al calo dei tassi e al contesto competitivo colpisce il CIC in misura ridotta rispetto alle grandi banche aventi una rete territoriale. La riduzione dei redditi di interessi è stata compensata dall'aumento delle commissioni, che hanno raggiunto nel 1996 quasi il 31 % del margine di intermediazione. Attraverso la Socapi, di cui detiene congiuntamente il controllo assieme al GAN, il CIC dispone di una posizione di prim'ordine sul mercato francese della «bancassicurazione». Come confermato dalla banca di affari JP Morgan, consulente del GAN, dopo il trasferimento dell'UIC al GAN, il CIC dispone di una struttura di bilancio sana, di attivi di buona qualità e di un livello di accantonamento elevato.
La tabella seguente riporta i principali risultati del CIC secondo il business plan presentato dalle autorità francesi.
SPAZIO PER TABELLA
Il piano si basa sulle seguenti ipotesi:
- crescita annua di circa il 5 % del numero di «clienti-bersaglio» (privati, professionisti, PMI) e un aumento annuo medio del 6 % dell'esposizione creditizia e delle risorse a livello delle banche regionali e del 4 % e 5 % rispettivamente a livello globale del gruppo
- calo del margine d'interesse stimato dal 4,93 % nel 1996 al 4,09 % nel 1998
- prosecuzione, a livello regionale, della crescita della percentuale delle commissioni rispetto al margine di intermediazione bancaria dal 32,9 % nel 1996 al 36,9 % nel 1998; successivamente tale crescita dovrebbe rallentare per effetto della diminuzione delle commissioni sulla gestione bancaria in seguito all'introduzione dell'euro
- leggero aumento delle spese generali, in particolare a causa dei costi supplementari legati all'introduzione dell'euro (100 milioni all'anno per il 1997 e il 1998); più precisamente le spese per il personale restano quasi stabili malgrado le riduzioni dell'organico dell'1,4 % nel 1997 e dell'1,2 % nel 1998
- diminuzione del tasso di dotazione netta per gli accantonamenti sui crediti in essere delle banche regionali dallo 0,91 % nel 1996 allo 0,86 % nel 1998; il livello del 1996 era infatti il risultato di un appesantimento degli accantonamenti per elementi non ricorrenti.
Le ipotesi formulate sembrano realistiche. Tuttavia il gruppo mostra qualche punto debole, in particolare per quanto concerne i costi di gestione particolarmente elevati, un'esposizione notevole rispetto ad altri enti del gruppo GAN e una redditività modesta sia per quanto concerne il livello attuale che le prospettive future.
Quanto ai costi di esercizio, il rapporto tra spese generali e margine di intermediazione bancaria rimane ad un livello ancora troppo elevato (75,5 % alla fine del 1998) e al di sopra della media attuale per le banche francesi nonché dell'obiettivo fissato dal Crédit Lyonnais (70 %). A lungo termine, in un contesto di libera concorrenza a livello europeo e d'innovazione tecnologica, la riduzione del margine d'interesse potrà essere compensata soltanto dalla riduzione delle spese generali e in particolare del costo del personale. Le banche inglesi, oggi le più performanti in Europa, con tassi di rendimento che giungono fino al 36 %, presentano coefficienti di esercizio (misurati dal rapporto tra spese generali e margine d'intermediazione bancaria) molto più ridotti. Qualora aumentino le pressioni concorrenziali in seguito all'integrazione dei mercati e alla moneta unica, è chiaro che le banche con coefficienti di esercizio troppo elevati non potranno sopravvivere.
Quanto al secondo punto debole, va rilevato che il CIC detiene in portafoglio oltre 12 miliardi di impegni nei confronti di altri enti del gruppo GAN e in particolare 6 miliardi nei confronti dell'UIC, 3 miliardi nei confronti del GAN SA e circa 3 miliardi di FRF nei confronti della struttura di dismissione Bâticrédit. Il piano prevede la conversione del 50 % del prestito all'UIC in un prestito a Bâticrédit, che si troverà quindi ad avere un'esposizione di circa 6 miliardi nei confronti del CIC, prestito coperto per il valore nominale dalla garanzia esplicita dello Stato di ripianare ogni perdita delle due strutture di dismissione. Il prestito in favore del GAN SA dovrà essere rimborsato tramite i proventi della privatizzazione del CIC. Il prestito all'UIC beneficia dell'impegno dello Stato che si è dichiarato pronto a coprire il fabbisogno di fondi propri della controllata immobiliare. Tuttavia, una volta ricapitalizzata e ceduta l'UIC, il prestito del CIC non sarà più coperto dalla garanzia. Di conseguenza, il CIC continua a presentare un'esposizione rilevante nei confronti del gruppo GAN, la cui copertura del rischio resta subordinata alla cessione del CIC e alla ricapitalizzazione e cessione dell'UIC. Il successo di dette operazioni è fondamentale ai fini della solvibilità del CIC [. . .].
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Infine il gruppo bancario CIC presenta un rendimento positivo seppure debole rispetto alla media delle banche europee. Il piano prevede, tramite una strategia di espansione sostenuta, di giungere ad un livello di rendimento dei fondi propri del 7,8 % alla fine del 1998 (a livello sociale), che resta inferiore al livello minimo stabilito dalla Commissione per altri casi bancari e dal CIC stesso in occasione della decisione della Commissione del 1996 (10 %). Il problema principale è costituito dall'entità delle spese generali e, in particolare, dei costi del personale. Tuttavia, nell'ambito della cessione, è presumibile che un investitore privato avveduto sia disposto a pagare un prezzo compatibile con un ritorno dei fondi propri del 10-12 %. Ciò significa che, tenuto conto delle sinergie possibili e dei costi di ristrutturazione supplementari che sono necessari, l'acquirente sarà disposto a pagare un prezzo che comprenderà una diminuzione di valore dei fondi propri per ottenere un rapporto di redditività pari almeno al 10 %, eventualmente maggiorato di un premio strategico.
Infatti, di fronte ad una concorrenza particolarmente aspra nel settore bancario, in cui i margini si riducono sempre più perfino sui mercati regionali, il CIC probabilmente avrebbe bisogno di sforzi supplementari di ristrutturazione per migliorare la propria redditività. Ciononostante il progetto di cessione del CIC, che già formava parte della vecchia decisione della Commissione e che è stato recentemente confermato dall'impegno del nuovo governo di cedere, insieme o separatamente, il CIC e il GAN a partner in grado di assicurarne in futuro l'efficienza economico-finanziaria e di garantirne lo sviluppo a lungo termine, comportando l'entrata maggioritaria di investitori privati, potrà garantire l'apporto di fondi e di perizia supplementari ed esercitare una nuova pressione in vista di realizzare maggiori sforzi di ristrutturazione, in particolare in materia di riduzione delle spese generali. Il governo francese si è anche impegnato a fare in modo che le operazioni di reperimento degli acquirenti e di cessione inizino non appena possibile, comunque entro il 30 giugno 1998, e siano condotte nel rispetto dei principi di trasparenza e di parità di trattamento dei candidati.
5.1.4. L'assicurazione: il GAN
Il piano di ristrutturazione prevede che le attività assicurative siano separate dal resto del gruppo, in particolare dalle strutture di dismissione e dall'UIC, che rimangono sotto il controllo della Société Centrale du GAN (GAN SC). La «holding» GAN SA manterrà il controllo delle società GAN IA (Incendie Accidents), GAN Vie, GAN Capitalisation e Socapi. Si può pertanto analizzare la redditività delle assicurazioni al livello di questi diversi enti.
a) L'assicurazione danni
La società GAN IA esercita l'attività di assicurazione danni principalmente tramite una rete di agenti generali, composta di 1 400 agenzie. All'inizio degli anni '90, la GAN IA ha svolto una politica di crescita e di conquista di quota di mercato che l'ha collocata al quarto posto tra gli assicuratori danni in termini di premi lordi diretti. Tuttavia, tale crescita a qualsiasi prezzo è stata sostenuta ad un ritmo troppo elevato rispetto alla sua capacità di selezione dei rischi, come risulta dalla tabella seguente per il ramo automobili. Di conseguenza la GAN IA ha registrato perdite sempre più ingenti che ne hanno esaurito i fondi propri.
Numero di contratti e risultati tecnici (in milioni) nel ramo assicurazione automobili
RIFERIMENTO A UN GRAFICO
A partire dal 1994 sono state avviate varie iniziative di risanamento, comprendenti l'aumento dei premi e delle franchigie nonché la rescissione di vari contratti. Inoltre è stato rafforzato il controllo degli agenti per stimolarli ad aumentare la produttività, in un'ottica di riduzione delle spese generali e di riorganizzazione del modo di distribuzione; è stato cambiato il sistema di remunerazione degli agenti secondo l'esempio AXA, che prevede una riduzione graduale della commissione sul fatturato, sistema di remunerazione tradizionalmente in vigore, in favore di una partecipazione al risultato tecnico delle polizze stipulate. È anche stata prevista la soppressione di un certo numero di posti.
Il business plan presentato dalle autorità francesi prevede una flessione significativa del fatturato che scenderebbe del 9 % dal 1995 al 1997 per poi stabilizzarsi sui 12,8 miliardi di FRF. Il rapporto sinistri/premi in Francia dovrebbe continuare a migliorare: dal 79,8 % nel 1995 al 71,3 % nel 1998. Le spese di esercizio dovrebbero ridursi da 4 148 milioni di FRF nel 1995 a 3 748 milioni di FRF nel 1998, pari ad una riduzione del 9,6 % in tre anni. Infine i proventi finanziari sono destinati a diminuire in particolare in seguito alla riduzione delle plusvalenze realizzate, da 1 340 a 1 160 milioni di FRF.
Le compagnie di assicurazione, in contropartita dei contributi riscossi, costituiscono riserve tecniche rappresentative dei loro impegni nei confronti degli assicurati. L'entità di tali riserve tecniche misura il debito delle società di assicurazione nei confronti dei titolari e dei beneficiari dei contratti. Anche il miglioramento dei risultati della GAN IA si basa sull'ipotesi che la società in questione attualmente abbia recuperato il ritardo registrato nella costituzione degli accantonamenti tecnici e che disponga di riserve sufficienti per far fronte ad un eventuale deterioramento degli affari del passato.
SPAZIO PER TABELLA
Malgrado il ritorno agli utili, il piano presentato resta soggetto a varie incertezze che non permettono di parlare di ripristino di una solida redditività economico-finanziaria senza operazione di addossamento. Si osservano infatti due tipi di problemi: un primo problema di capacità di mantenere un margine tecnico sufficientemente stabile ed elevato per limitare il risultato negativo depurato degli oneri di gestione, tenuto conto del livello di capitalizzazione; un secondo problema di liquidità e di rendimento del portafoglio degli attivi.
Quanto al primo problema, vanno evidenziati vari aspetti. Innanzitutto il ritorno agli utili è stato accelerato dalla liberazione di 386 milioni di riserve nel 1995 e nel 1996 nonché dal provento straordinario di 591 milioni del trasferimento dei titoli CIC alla GAN SA. Per il 1997 e il 1998 la GAN IA conta di realizzare un volume notevole di «boni» che permetterà di liberare 769 milioni di riserve, il che corrisponde al 150 % del risultato sociale cumulato. Anche se il livello di «boni» ottenuti nel 1995 e 1996 doveva avvalorare la capacità della GAN di continuare a liberare riserve nei prossimi anni, soltanto il futuro potrà dire se il livello attuale delle riserve sia adeguato. In altri termini, il fatto che il ritorno agli utili dipenda in gran parte dalla liberazione degli accantonamenti costituiti in passato non permette di concludere a favore della solidità delle prospettive di risanamento.
In secondo luogo la GAN IA è ancora lontana dai suoi concorrenti in termini di fattori tecnici. Se è vero che la GAN IA ha compiuto progressi significativi per quanto concerne la riduzione del tasso di sinistri, il rapporto globale oneri di gestione e sinistri rispetto ai premi, alla fine del 1998, resterà ad un livello ancora troppo elevato (105,6 %), soprattutto se comparato al rapporto dei principali concorrenti del GAN che, in media, presentano fin d'ora rapporti più bassi.
Infatti sembra che la riduzione del tasso di sinistri non sia accompagnata da una riduzione sufficiente degli oneri di esercizio. Anche se il raffronto deve essere fatto con una certa prudenza, tenuto conto della forte variazione dei premi durante l'intero periodo, del cambiamento del metodo contabile e delle differenti politiche di ripartizione dei costi seguite dai diversi concorrenti, si può constatare che, rispetto ai premi, gli oneri di esercizio rimangono per tutto il periodo di ristrutturazione praticamente immutati ad un livello superiore al 29 %, il che sembra particolarmente elevato.
SPAZIO PER TABELLA
Il GAN intende affrontare questo problema lanciando un nuovo sistema di distribuzione dei prodotti dell'assicurazione danni tramite la rete bancaria del CIC, come ha già fatto per i prodotti dell'assicurazione vita. Tuttavia, in questa nicchia il GAN non è l'unico, in quanto gli altri concorrenti stanno già seguendo la stessa politica. Inoltre, secondo il business plan, la nuova affiliata responsabile di ciò (la Progress) non sarà in grado di realizzare profitti per vari anni. Infatti, se si tiene conto anche delle altre affiliate del comparto assicurazione danni, i proventi di tale attività in Francia per il 1998 dovrebbero diminuire da 278 a 261 miliardi di FRF.
Pertanto, dato il modesto livello di capitalizzazione, tali incertezze, che possono incidere sui risultati tecnici della GAN IA, suggeriscono una certa prudenza quanto alla capacità di ripristino della sua redditività.
In merito al secondo problema, si deve osservare che il portafoglio degli investimenti della GAN IA soffre di mancanza di liquidità e di un rendimento insufficiente rispetto ai concorrenti. Su un portafoglio totale di circa 20 miliardi di FRF, quasi 3 miliardi sono costituiti da attivi immobiliari (14 %), oltre 5 miliardi da partecipazioni in altri enti del gruppo (26 %), mentre i crediti intragruppo ammontano a circa 1 miliardo (5 %). Per contro, il peso in portafoglio delle obbligazioni ad alto rendimento e a lunga durata è relativamente modesto. Si può pertanto affermare che circa il 45 % del portafoglio è costituito da attivi non liquidi. Inoltre la redditività di questo portafoglio pare molto modesta, essendo risultata largamente inferiore a quella dei mercati borsistico e finanziario francesi. Nel 1996, il tasso di rendimento degli attivi è stato del 3,4 % escluse le plusvalenze, e dell'8,3 % tenuto conto delle plusvalenze realizzate, mentre i mercati borsistico e obbligazionario francesi sono aumentati di circa il 25 % (inclusi i dividendi reinvestiti) e, rispettivamente, del 12 %. Nel 1998, il portafoglio avrebbe un tasso di rendimento del 4,2 % escluse le plusvalenze e del 4,9 % incluse le plusvalenze realizzate. Infine le plusvalenze latenti rappresentano soltanto il 9 % del portafoglio, una percentuale particolarmente bassa, tenuto conto del fatto che oltre un quarto delle plusvalenze latenti deriva da cespiti immobiliari. Da notare che gli attivi strategici sono contabilizzati a valori elevati, in particolare l'internazionale, il che espone la GAN IA a perdite in caso di cessione al di sotto del valore di bilancio. Infine l'analisi di sensibilità, che permette di apprezzare l'evoluzione dei risultati dell'impresa rispetto a variazioni delle ipotesi di base formulate, mostra che la società GAN IA rimane esposta a taluni rischi di evoluzione meno favorevole della congiuntura. Se la concorrenza dovesse intensificarsi, il GAN inevitabilmente si troverà a fronteggiare tariffe molto concorrenziali, il che avrà per effetto di ridurre il suo margine di manovra.
Il GAN intende attenuare tale problema riducendo il volume degli attivi strategici in portafoglio, in particolare UIS e BIF, e rimborsando una parte dei debiti intragruppo, il che sarà reso possibile dalla cessione del CIC. Tuttavia tali misure, benché necessarie, non sembrano sufficienti in quanto rappresentano soltanto il 10 % del portafoglio.
Concludendo, tenuto conto del livello modesto e decrescente del rendimento previsto (4,6 %), e della capitalizzazione, nonché dei problemi di cui sopra, la Commissione ritiene che la redditività della GAN IA rimanga particolarmente fragile.
b) L'assicurazione vita
L'attività di assicurazione vita del gruppo GAN è svolta principalmente da tre società: GAN Vie, GAN Capitalisation e Socapi, che saranno esaminate separatamente in appresso.
La GAN Vie vende essenzialmente prodotti di previdenza tramite una rete di 450 incaricati e di 200 agenti esclusivi per le assicurazioni collettive, nonché tramite una rete di 1 800 venditori dipendenti per la previdenza individuale.
Il business plan presentato dalle autorità francesi per il GAN Vie prevede, per il fatturato, una flessione del 6 % dal 1995 al 1997, seguita da una stabilizzazione su un livello di circa 10 miliardi di FRF. Gli oneri tecnici dovrebbero diminuire da 8,4 a 7,7 miliardi, il che consentirebbe un lieve miglioramento del margine tecnico lordo. Gli oneri di esercizio sono in lenta diminuzione, mentre i proventi finanziari sono destinati ad aumentare del 5 % circa nel 1997, per stabilizzarsi successivamente sui 4,4 miliardi di FRF. Tuttavia l'aumento degli accantonamenti per i fondi di partecipazione agli utili in favore degli assicurati contribuirà a diminuire il margine finanziario a 386 milioni di FRF nel 1998. Di conseguenza il risultato netto, dopo l'aumento del 1996 dovuto alle ingenti plusvalenze realizzate, è di 260 milioni nel 1998, il che corrisponde ad un rendimento del 5,8 % dei fondi propri.
SPAZIO PER TABELLA
In merito al piano presentato si possono formulare le seguenti osservazioni. Innanzi tutto la diminuzione progressiva del fatturato conferma la perdita di quote di mercato della GAN Vie, soprattutto nei rami «individuali» e «collettive» che rappresentano la parte più cospicua del fatturato, mentre il ramo previdenza familiare dovrebbe conservare la sua quota di mercato (10 %) e il suo margine tecnico elevato. Ciononostante la sfida più importante per la GAN Vie resta la misura in cui quest'ultimo ramo potrà compensare la diminuzione del livello di attività degli altri rami.
In secondo luogo, il miglioramento del margine tecnico rispetto al fatturato dipende in gran parte dal tasso di rescissione dei contratti che, secondo il GAN, dovrebbe diminuire nel 1997 in particolare per il ramo «individuali». Tuttavia i contratti in quest'ultimo ramo presentano ancora risultati tecnici modesti rispetto ad altri prodotti, per cui potrebbero formare oggetto di importanti operazioni di acquisto. Se si dovesse realizzare simile eventualità, il miglioramento del margine tecnico andrebbe corretto verso il basso.
In terzo luogo, si deve constatare che gli oneri di gestione continuano ad essere particolarmente elevati, pari a circa il 21 % del fatturato. Questo livello sembra insostenibile nel lungo periodo rispetto ai livelli molto più ridotti del mercato (circa 10 %) e in particolare dei bancassicuratori (circa il 5 %). Sotto questo profilo, la capacità della GAN Vie di far fronte alle pressioni concorrenziali esercitate dai bancassicuratori e dagli altri concorrenti è incerta. A questo riguardo va osservato che continua a svilupparsi la distribuzione dei prodotti assicurativi tramite gli sportelli di enti finanziari, della Posta e del Tesoro. La loro quota di mercato è aumentata in maniera regolare passando in dieci anni dal 25 % nel 1985 al 56 % nel 1995, mentre quella delle reti assicurative nel 1995 si è ridotta al 38 % allorché la vendita diretta ed altri modi di distribuzione sono saliti, sempre nel 1995, al 6 %.
Il problema è aggravato dal fatto che, analogamente alla GAN IA, anche la GAN Vie soffre di insufficiente rendimento degli attivi in portafoglio rispetto al rendimento promesso agli assicurati, il che ha indotto GAN SA a rilevare una parte del portafoglio della GAN Vie che avrebbe richiesto ingenti accantonamenti supplementari per esigibilità ed incertezze finanziarie. Malgrado tale operazione, la GAN Vie conserva una percentuale elevata di cespiti illiquidi, pari a circa il 40 % del portafoglio. In particolare, su un importo totale in portafoglio di circa 72 miliardi di FRF, circa 13 miliardi sono costituiti da attivi immobiliari (18 %), oltre 10 miliardi sono rappresentati da partecipazioni in altri enti del gruppo (14 %) e i crediti intergruppo ammontano a circa 5 miliardi (7 %). Per giunta, la redditività del portafoglio pare alquanto modesta, essendo risultata di gran lunga inferiore a quella dei mercati borsistico e obbligazionario francesi. Nel 1996 il tasso di rendimento degli attivi è stato del 4,2 % escluse le plusvalenze e del 5,6 % tenuto conto delle plusvalenze realizzate, mentre i mercati borsistico e obbligazionario francesi sono aumentati di circa il 25 % (inclusi i dividendi reinvestiti) e, rispettivamente, del 12 %. Nel 1998 il portafoglio dovrebbe registrare un tasso di rendimento del 4,3 % escluse le plusvalenze e del 5,7 % tenuto conto delle plusvalenze realizzate. Infine le plusvalenze latenti rappresentano soltanto l'11 % del portafoglio, percentuale alquanto modesta, tenuto conto del fatto che oltre un quarto delle plusvalenze latenti deriva da partecipazioni in altri enti del gruppo e che il portafoglio immobiliare contiene plusvalenze latenti negative. Di conseguenza senza una ristrutturazione del portafoglio di attivi, cui può procedere unicamente un acquirente sufficientemente forte, il suo debole rendimento rischia di condurre a tariffe insufficientemente concorrenziali del GAN e, di conseguenza, ad un minor interesse dei clienti del GAN per i suoi prodotti e, infine, alla perdita di quote di mercato.
Inoltre pare che anche la GAN Vie, come il resto del gruppo, soffra di un problema di equilibrio tra attivi e passivi, che la espone in particolare ad un rischio di tasso d'interesse elevato. La «duration» (durata finanziaria) del capitale, che misura la variazione del valore del capitale rispetto alla variazione del tasso d'interesse, tenuto conto della maturità delle scadenze degli attivi in portafoglio (14), sembra essere particolarmente elevata e di gran lunga superiore a quella dei principali concorrenti.
In conclusione, tenuto conto del livello modesto e decrescente del tasso di rendimento previsto (5,8 %) e della capitalizzazione nonché dei problemi succitati, la Commissione ritiene che la redditività della GAN Vie resti particolarmente fragile senza operazione di addossamento.
La GAN Capitalisation (GAN Capi) vende principalmente prodotti di risparmio-pensione individuale grazie ad una rete di 1 700 addetti. Il business plan sottoposto alla Commissione per questa società prevede una dotazione complementare di 200 milioni di fondi propri che lo Stato apporterà alla fine del 1997 su richiesta dell'autorità di tutela. Di fronte al calo del mercato dei prodotti di capitalizzazione, l'obiettivo perseguito è di un aumento del 15 % circa della produzione rispetto al 1995 tramite lo sviluppo di prodotti del ramo assicurazione vita al fine di equilibrare le due attività - Capitalisation e Vie - essendo la ripartizione attuale indubbiamente favorevole alla Capitalisation. Gli oneri tecnici aumentano da 2,9 a 3,4 miliardi e il margine tecnico rimane inferiore al 6 %. Gli oneri di gestione aumentano in valore assoluto, ma diminuiscono rispetto al fatturato, per effetto soprattutto dello sviluppo di prodotti a premio unico rispetto a quelli a premio periodico. Ciononostante la riduzione del margine finanziario contribuisce al calo dei risultati scesi da 100 milioni nel 1995 a 60 milioni nel 1998. Di conseguenza, il rendimento dei fondi propri si situa al 5,6 % nel 1998, corrispondente ad una diminuzione di più della metà rispetto al 1995.
SPAZIO PER TABELLA
La GAN Capitalisation soffre di due problemi principali: il crollo del mercato dei prodotti di capitalizzazione e il rendimento insufficiente degli attivi in portafoglio. Rispetto al primo problema, come affermato nella relazione del Conseil National du Crédit en France, il calo della raccolta dei buoni di capitalizzazione (- 2 % nel 1995) corrisponde al persistere del movimento di flessione avviato nel 1991 e che è da imputarsi all'arrivo sul mercato di prodotti più elastici e più performanti in termini di rendimento, alla diffusione dei contratti in unità di conto e alla concorrenza dei titoli di OICVM. La GAN Capi prevede di riciclarsi nel comparto assicurazione vita, ma tale processo potrebbe rivelarsi difficile. Infatti, in un mercato come quello dell'assicurazione vita in cui il tasso di crescita è in diminuzione, la concorrenza non cessa di aumentare e la capacità di GAN Capi di esercitare una concorrenza valida nei confronti degli enti bancassicuratori o delle mutue resta da dimostrare, in particolare data l'assenza di una rete di «franchise» redditizia come quella del ramo della previdenza familiare.
Il problema del rendimento insufficiente degli attivi deve essere esaminato rispetto ai tassi minimi garantiti agli assicurati. Orbene, se non genera plusvalenze, la GAN Capi non è in grado di coprire i tassi garantiti. Indubbiamente il portafoglio di attivi è molto più liquido di quello delle altre società di assicurazione, essendo composto principalmente di titoli obbligazionari. Tuttavia, come per gli altri enti del gruppo, il rendimento dei titoli obbligazionari e delle azioni pare inferiore a quello del mercato. Inoltre le plusvalenze latenti rappresentano soltanto l'11 % del portafoglio. Di conseguenza la situazione della GAN Capi non si presenta sotto buoni auspici. Infine, l'esposizione al rischio di movimenti dei tassi d'interesse sembra considerevole rispetto al modesto livello di capitalizzazione dell'impresa.
Concludendo, tenuto conto del livello debole e decrescente della redditività preconizzata (5,6 %), e della capitalizzazione nonché dei problemi di cui sopra, la Commissione ritiene che l'efficienza economico-finanziaria della GAN Capitalisation resti particolarmente fragile senza operazione di addossamento.
Socapi è un'impresa comune, detenuta in parti uguali dal CIC e dal GAN SA, che vende prodotti di risparmio attraverso la rete bancaria del CIC. Con una quota di mercato del 3,5 %, essa si colloca al sesto posto degli enti bancassicuratori francesi. Il suo obiettivo è quello di ottenere un tasso di crescita del fatturato globalmente identico a quello stimato per l'insieme delle compagnie bancassicurative, ossia del 4 % nel 1997 e del 5 % nel 1998. La crescita dei crediti in essere dovrebbe essere del 15 % all'anno per arrivare ad un importo di 70 miliardi di FRF alla fine del 1998. Le spese generali dovrebbero aumentare più lentamente e, di conseguenza, permettere di ridurre leggermente il coefficiente di gestione. Il piano prevede inoltre un aumento della percentuale dei prodotti a premio periodico rispetto a quelli a premio unico che oggi rappresentano più del 90 % dei premi.
SPAZIO PER TABELLA
La Socapi non presenta le stesse difficoltà delle altre compagnie di assicurazione del GAN. Si tratta infatti di una società performante e redditizia. L'unico problema è costituito dal proseguimento degli accordi di bancassicurazione nel contesto della privatizzazione del CIC e dal livello delle commissioni che la Socapi deve pagare al CIC in base a tali accordi, con eventuali ripercussioni sulla sua redditività.
Nel quadro della cessione separata del GAN e del CIC, si pone la questione dei legami commerciali e proprietari tra i due enti. Il GAN ha dichiarato che la bancassicurazione era essenziale alla sua efficienza economico-finanziaria. Di conseguenza esso intende mantenere forti accordi commerciali con il CIC. L'accordo di bancassicurazione in vigore tra il CIC e il GAN prevede che il CIC riceva il [. . .] dei caricamenti a titolo di premi netti di annullamento sulla produzione nuova e il [. . .] dei caricamenti che si applicano alle riserve matematiche sulle esposizioni. Il contratto, che ha una durata di otto anni ed è rinnovabile, contiene una clausola di recesso previo pagamento di una penale di circa 700 milioni unitamente all'obbligo di riacquisto da parte del CIC della partecipazione del 50 % detenuta dalla GAN Vie nella Socapi. Tale accordo forma oggetto di revisione nell'ipotesi di una cessione che potrebbe essere separata del CIC e del GAN. Secondo le informazioni comunicate dalle autorità francesi, il CIC dovrà aumentare la sua partecipazione nel capitale della Socapi a concorrenza del 55 %, mentre le commissioni sui crediti in essere dovranno aumentare fino al [. . .] e la penale in caso di recesso dovrebbe essere soppressa. Tenuto conto del mantenimento di una partecipazione del GAN nel CIC del 20 % o più, il GAN potrà consolidare, secondo il metodo del patrimonio netto, i risultati del CIC e, allo stesso tempo, grazie alla partecipazione nel CIC, conservare il controllo della Socapi (15) e consolidarla quindi integralmente nei suoi conti. Inoltre pare che il GAN vorrebbe che gli accordi di bancassicurazione coprissero anche l'assicurazione danni, mediante la creazione di una nuova impresa (la Progress) di cui deterrebbe la maggioranza.
A tale proposito va sottolineato che gli accordi di bancassicurazione rivestono una triplice importanza: ai fini dell'efficienza economico-finanziaria del GAN, del prezzo di vendita del CIC e della redditività della Socapi. Infatti una soluzione equilibrata dovrebbe permettere al GAN di contare su una fonte cospicua e stabile di redditi e allo stesso tempo non portare l'acquirente del CIC, privato della possibilità di utilizzare liberamente la rete bancaria per distribuire i propri prodotti di assicurazione, a cercare un compenso in termini di svalutazione del prezzo del CIC. La Socapi, da parte sua, ha interesse a non essere obbligata a versare commissioni troppo elevate al CIC, che diminuirebbero la sua redditività. Poiché possono incidere sull'efficienza economico-finanziaria del GAN e della Socapi nonché sul costo netto dell'operazione di aiuto di Stato, la Commissione deve assicurarsi che tali accordi soddisfino la duplice esigenza di minimizzare il costo netto per lo Stato e di garantire l'efficienza economico-finanziaria. A tale proposito la Commissione ritiene che gli orientamenti presentati salvaguardino questa duplice esigenza.
c) GAN International
GAN SA mantiene ancora una presenza significativa all'estero attraverso le affiliate raggruppate nella «holding» GAN International. Il fatturato di GAN International alla fine del 1996 è stato di oltre 14 miliardi di FRF, il che rappresenta circa il 25 % del fatturato assicurazione del gruppo GAN. L'attività prevalente concerne il ramo assicurazione danni (62 % del fatturato). Quasi il 46 % del fatturato della GAN International è realizzato in Gran Bretagna; l'Italia rappresenta il 13 %, la Spagna il 6 %, il Canada e il Marocco circa il 5 % ciascuno. Altre società sono presenti negli Stati Uniti, in Germania, in Svizzera, in Portogallo, in Lussemburgo. Tutte le affiliate sono beneficiarie, ad eccezione della GAN Canada, anche se con un livello debole di rendimento dei capitali propri salvo in Marocco, dove, ed è l'unico caso, la quota di mercato del GAN all'estero supera notevolmente l'1 %.
Il piano presentato inizialmente prevede una riduzione del fatturato di GAN International da 14 a 12 miliardi di FRF nel 1997, in particolare per effetto delle cessioni realizzate nel 1996 di GAN Belgium e CTR che figuravano ancora nei conti del primo semestre 1996 (16), seguita da un'ascesa fino a quasi 13 miliardi. Il risultato sociale netto di GAN International dovrebbe essere negativo per circa [. . .] milioni nel 1997 e tornare ad essere positivo nel 1998. Il tasso di rendimento dei capitali propri a livello consolidato resta, anche nel 1998, inferiore all'1 %. Tenuto conto di ciò, GAN International costituisce un insieme di affiliate di cui alcune sono redditizie ed efficienti come in Marocco, ma altre pesano negativamente sull'efficienza economico-finanziaria dell'insieme di GAN International.
d) Conclusioni sull'efficienza economico-finanziaria delle attività di assicurazione del GAN
Concludendo, alla luce delle considerazioni di cui sopra, le misure di risanamento e la preventivata redditività del GAN per il 1998 sembrano indicare una certa precarietà della capacità reddituale delle differenti società assicurative intese quali entità indipendenti. In particolare le affiliate GAN Vie e GAN Capitalisation presentano un problema di insufficienza dei proventi degli attivi in portafoglio rispetto ai rendimenti minimi garantiti agli assicurati. Vi è un grosso rischio di perdita di quote di mercato in seguito alla rescissione dei contratti da parte degli assicurati nei prossimi anni. Da sottolineare inoltre che una parte notevole degli attivi è costituita da impegni nei confronti delle affiliate del gruppo il cui valore è incerto. Infine l'analisi di sensibilità mostra una fortissima esposizione al cambiamento dei tassi d'interesse. Per quanto concerne l'assicurazione danni, in passato sono stati compiuti sforzi considerevoli di ristrutturazione, ma l'attività continua [. . .] ad essere deficitaria, in particolare a causa degli oneri troppo elevati di gestione. Il rendimento atteso nel 1998 è del 5 % circa per i tre rami d'attività assicurativa (danni: 4,6 %; Vita 5,8 %; capitalizzazione: 5,6 %) [. . .]. Tenuto conto della loro debolezza in termini di posizione concorrenziale, capitalizzazione e portafoglio d'investimenti, la redditività di queste società sarebbe particolarmente fragile senza un partner sufficientemente forte e capitalizzato. Soltanto la Socapi presenta rendimenti superiori anche se in diminuzione per gli anni futuri. Tuttavia la Socapi nel 1998 rappresenterà solo il 20 % dei premi totali del GAN e di conseguenza non sarà in grado di compensare la debole redditività delle altre società.
L'analisi del GAN effettuata dalla Commissione si basa anche sulla considerazione che il mercato francese dell'assicurazione appare globalmente come un mercato maturo, la cui espansione in un contesto economico poco favorevole dovrebbe essere limitata dalla debole crescita della materia assicurabile nel ramo assicurazione danni, mentre la messa in discussione di disposizioni fiscali favorevoli, la limitazione della capacità di risparmio delle famiglie e l'intensificarsi della concorrenza non permetteranno più di registrare i forti progressi conseguiti nel ramo assicurazione individuale negli ultimi dieci anni. Inoltre la concorrenza delle reti delle mutue e degli enti bancassicurativi, i cui costi di gestione sono inferiori, dato il costo ridotto di distribuzione dei prodotti assicurativi, è destinata a incidere sulle reti tradizionali degli agenti e dei mediatori. Il nuovissimo canale di distribuzione dei prodotti assicurativi per telefono probabilmente avrà l'effetto di diminuire ulteriormente i margini per i prodotti standard. Sotto questo profilo il GAN si trova in una posizione intermedia in quanto, da un lato, ha già potuto trarre profitto dai suoi legami con la rete bancaria del CIC per la distribuzione dei prodotti del ramo assicurazione-vita ma, dall'altro, continua a sostenere, come gli altri assicuratori tradizionali, costi di gestione mediamente più elevati per la distribuzione degli altri prodotti assicurativi. In quest'ottica si comprende l'obiettivo del GAN di mantenere il partenariato con il CIC, anche in caso di cessione del controllo di quest'ultimo, in quanto il CIC rappresenta l'«atout» più importante per il gruppo.
Di conseguenza, visto il contesto in cui operano gli enti assicurativi del GAN, la Commissione ritiene che la loro efficienza economico-finanziaria possa essere garantita unicamente nell'ambito della cessione a un partner che disponga delle risorse economiche ed umane necessarie per realizzare la necessaria ristrutturazione radicale delle differenti attività assicurative del GAN.
In particolare, la Commissione ritiene che uno o più investitori finanziariamente più forti e più capitalizzati potranno garantire l'efficienza economico-finanziaria delle società del gruppo GAN conferendogli fondi propri supplementari e rispettando in tal modo gli obblighi regolamentari con un margine maggiore di sicurezza. Inoltre l'operazione di addossamento può generare sinergie a vari livelli. Possono infatti derivarne economie di scala, in particolare aumentando la produttività dei dipendenti e riducendone il costo unitario nonché le spese generali pro capite. Considerato il grado di concentrazione delle attività del GAN rispetto agli altri principali gruppi assicurativi, un acquirente solido potrà essere in grado di diversificare ulteriormente le fonti di reddito del GAN. Tenuto conto del grado di concentrazione del portafoglio di attivi nel settore immobiliare e nelle partecipazioni intragruppo nonché della sua ridotta redditività, un acquirente che disponga di un portafoglio di attivi sufficientemente ampio e liquido potrà essere in grado di aumentarne il tasso di diversificazione e di accrescerne la redditività. L'operazione di addossamento permetterà inoltre di cominciare a sciogliere i legami proprietari, di finanziamento e di garanzie che pesano sulla liquidità del gruppo e sulla sua redditività. Infine la Commissione ritiene che le cessioni prospettate ridurranno il problema del «moral hazard» che è all'origine di un così grave dissesto e rafforzeranno il sistema di «corporate governance» del gruppo recuperando l'azione di controllo senza provocare distorsioni del mercato.
A questo proposito la Commissione prende atto dell'impegno delle autorità francesi di cedere, insieme o separatamente, il CIC e il GAN a partner idonei a garantirne in avvenire l'efficienza economico-finanziaria e lo sviluppo a lungo termine ed a condurre le operazioni di reperimento di acquirenti e di cessione, che inizieranno ufficialmente non appena possibile e comunque entro il 30 giugno 1998, in base alla legge del 6 agosto 1986 nel rispetto dei principi di trasparenza e di parità di trattamento dei candidati.
5.2. Le contropartite
Vari elementi impongono alla Commissione di esaminare con particolare attenzione la questione delle contropartite. Innanzitutto, l'entità degli aiuti in questione, ammontanti complessivamente a quasi 24 miliardi di FRF. In secondo luogo, il carattere addizionale dei nuovi aiuti rispetto a quelli già approvati dalla Commissione nel 1996, il che di norma non è previsto dagli orientamenti comunitari sugli aiuti per il salvataggio e per la ristrutturazione. In tale contesto va osservato che la notifica dei nuovi aiuti è stata fatta soltanto qualche mese dopo la decisione della Commissione del 1996 e nell'ambito di un piano di ristrutturazione che non è stato eseguito, il che ha suscitato seri dubbi quanto all'invio alla Commissione di tutti gli elementi utili affinché potesse adottare una decisione nell'autunno 1996. In terzo luogo, il fatto che a tutt'oggi non sia stato rispettato l'obbligo di cessione della maggioranza del CIC, principale contropartita della vecchia decisione. Infine le significative distorsioni di concorrenza legate agli aiuti.
Al riguardo va ribadito che, forte del sostegno esplicito o implicito dello Stato, negli anni scorsi il gruppo GAN si è abbandonato ad una politica di concorrenza sfrenata dei prezzi e delle tariffe per conquistare quote di mercato soprattutto nel comparto del finanziamento dell'immobiliare e nell'assicurazione-danni, che l'ha portato, successivamente, a registrare perdite particolarmente ingenti. Tale comportamento pare poco avveduto per due ragioni.
Innanzitutto, perché l'inefficacia del sistema di «corporate governance» ha avuto, come conseguenza, un aumento considerevole dell'ammontare finale degli aiuti oggi necessari, dato il ruolo passivo dello Stato, determinando, per giunta, il sorgere di un problema di «moral hazard».
In secondo luogo, perché nei settori bancario e assicurativo le conseguenze di un comportamento errato o imprudente si manifestano soltanto in prosieguo di tempo, essendo necessario un periodo generalmente più lungo perché l'assunzione di rischi smisurati si traduca in perdite finanziarie, ragione per cui si possono attuare politiche rischiose più a lungo con il risultato di causare distorsioni più gravi.
Quanto all'immobiliare, basta ricordare che l'affiliata bancaria del GAN specializzata in questo settore, dal 1988 al 1992, ha più che raddoppiato i suoi attivi, saliti da 19 ad oltre 50 miliardi, e rispetto ai quali ha già registrato perdite per quasi 27 miliardi. In particolare l'UIC è divenuta uno dei principali operatori sul mercato dei professionisti dell'immobiliare. Benché l'UIC e gli altri enti del gruppo GAN attivi sul mercato dell'immobiliare non siano gli unici ad avere assunto posizioni speculative su tale mercato, il GAN, assieme al Crédit Lyonnais, è il gruppo per il quale la fattura relativa al periodo 1992-1996 sarebbe la più pesante (17), soprattutto a causa di una esposizione eccessiva e incontrollata.
Attivi totali dell'UIC e delle strutture di dismissione (miliardi)
RIFERIMENTO A UN GRAFICO
Costi degli accantonamenti dell'UIC e delle strutture di dismissione (miliardi)
RIFERIMENTO A UN GRAFICO
Anche nel ramo assicurazione danni la crescita è stata sostenuta a ritmi troppo elevati rispetto alla capacità di selezione dei rischi, come si è già detto sopra. Data l'importanza del gruppo GAN nei settori sia dell'attività assicurativa che bancaria e in particolare di finanziamento dell'immobiliare, il suo comportamento in termini di espansione di attività e di politica dei prezzi ha avuto come conseguenza di nuocere ai concorrenti, in particolare agli operatori più prudenti che hanno deciso di tenersi fuori dalla speculazione, dalla guerra dei prezzi e dalla conquista incontrollata di quote di mercato. Essendo destinati a compensare le perdite derivanti dall'espansione mal guidata degli anni scorsi, gli aiuti in questione comportano quindi gravi distorsioni di concorrenza in quanto impediscono il verificarsi della normale conseguenza di siffatto comportamento in un mercato libero e competitivo, ossia dell'espulsione dal mercato dell'impresa insolvente. Infatti, senza aiuti, il GAN avrebbe dovuto essere posto in liquidazione e i suoi attivi dispersi avrebbero potuto essere rilevati dai concorrenti.
Tenuto conto di ciò, il contributo del GAN, al fine di minimizzare gli effetti distorsivi dell'aiuto sulla concorrenza, deve basarsi sulla situazione competitiva globale del gruppo nelle sue differenti attività, bancarie e assicurative, in Francia e all'estero. In considerazione del carattere integrato dell'attività bancassicurativa del gruppo GAN, le contropartite devono riguardare le due attività: bancaria e assicurativa.
Per quanto concerne i vecchi aiuti, le autorità francesi si sono innanzitutto impegnate a rispettare l'obbligo, derivante dalla decisione del 1996, di ridurre la presenza commerciale del GAN mediante la cessione della maggioranza del gruppo CIC. Tale cessione deve essere realizzata entro un lasso di tempo ridotto, giacché costituisce una condizione di ripristino della redditività economico-finanziaria anche per gli altri enti del gruppo in quanto permette di avviare il processo di scioglimento dei legami proprietari, di finanziamenti e di garanzia tra i diversi enti del gruppo, offrendo loro maggiore flessibilità. Tale cessione, che potrà essere realizzata insieme o separatamente da quella dal GAN, inizierà non appena possibile e comunque non oltre il 30 giugno 1998.
Quanto ai nuovi aiuti, le autorità francesi hanno affermato che la cessione del CIC si aggiunge ad un certo numero di cessioni che il GAN ha effettuato negli ultimi due anni al fine di ristrutturarsi e di abbandonare le attività non necessarie al nocciolo duro delle attività del gruppo e che riguardano sia talune affiliate, tra le quali GAN Belgium, GAN Canada (Elite), CFJPE, HNL e CTR, sia partecipazioni industriali e finanziarie, tra le quali Total e Société Générale e attivi di GAN Avenir. Tali cessioni hanno totalizzato oltre 5 miliardi di FRF in termini di valore netto contabile per il GAN e circa 4,6 miliardi in termini di prezzo di cessione. Nel comparto internazionale, le cessioni realizzate negli ultimi due anni rappresentano circa il 19 % dell'attività totale all'estero. Le autorità francesi hanno inoltre fatto valere che, in seguito alla ristrutturazione avviata, il GAN è destinato a perdere quote di mercato significative che lo riporteranno al livello rilevato all'inizio del 1990. La sua quota di mercato globale nel ramo assicurazione vita e danni in Francia dovrebbe scendere al 4,6 % alla fine del 1998. In particolare la GAN IA dovrebbe ridurre la sua quota di mercato dal 5,4 % nel 1993 al 4,3 % nel 1998. Infine, le autorità francesi hanno sostenuto che la vendita separata di GAN SA, CIC e UIC, che configura uno smembramento pilotato del gruppo GAN, dovrebbe essere di per sé considerata come una contropartita.
Tuttavia queste cessioni, in ogni caso necessarie alla ristrutturazione e quindi al recupero dell'efficienza economico-finanziaria del gruppo, non possono essere considerate come autentiche contropartite dei nuovi aiuti, che sono di ben sette volte superiori agli aiuti precedenti, dato che facevano già parte del primo piano e tenuto conto del fatto che possono essere concesse nuove contropartite senza compromettere l'efficienza economico-finanziaria del GAN, anzi rafforzandola. La semplice diminuzione delle quote di mercato non può essere considerata come sufficiente, visti l'entità e il carattere ripetitivo dell'aiuto, tanto più che tali diminuzioni sono semplicemente l'effetto di una riduzione volontaria di contratti non remunerativi al fine di contenere le perdite e di aumentare la produttività. Dato che il gruppo e le sue diverse componenti non vengono liquidati con dispersione degli attivi e delle quote di mercato e considerato che gli enti principali del gruppo restano pressoché intatti e proseguono la loro attività mantenendo legami reciproci importanti, neppure la cessione separata del GAN, del CIC e dell'UIC può essere considerata come un'autentica contropartita, tanto più che siffatte cessioni sono necessarie al recupero della redditività economico-finanziaria. Inoltre la cessione di un ente non può essere considerata come una contropartita qualora sia resa possibile da aiuti di Stato.
Di conseguenza la Commissione ritiene che si possa prendere in considerazione la cessione delle attività di assicurazione all'estero, che rappresentano circa il 25 % del fatturato del GAN, in quanto tale cessione non pone problemi ai fini dell'efficienza economico-finanziaria del GAN.
A questo proposito le autorità francesi hanno affermato che GAN International costituisce una risorsa importante per il GAN per tre fattori principali: innanzitutto, in quanto gli permette di servire la clientela all'estero; in secondo luogo, in quanto costituisce una fonte di utili anticiclica rispetto al mercato francese; in terzo luogo, in quanto la cessione di GAN International potrebbe ritardare o rendere più difficile la vendita di GAN SA.
Alla luce delle considerazioni di cui sopra, la Commissione ritiene che tali argomentazioni non siano sufficientemente valide per concludere che la rete internazionale del GAN debba necessariamente essere mantenuta nella sua forma attuale. Infatti la Commissione considera che per servire la clientela del GAN all'estero non sia indispensabile la presenza di un'affiliata in loco, ma che ciò sia fattibile mediante accordi di partenariato con altri enti francesi e internazionali. In secondo luogo, dato il peso limitato di ciascuna attività internazionale del GAN rispetto al fatturato del gruppo, la funzione anticiclica che queste affiliate possono esercitare è alquanto ridotta. In terzo luogo, giacché detiene, salvo rare eccezioni, quote modeste di mercato, il GAN non è leader nei differenti mercati internazionali dell'assicurazione e quindi non occupa forti posizioni strategiche in questi mercati esteri. In quarto luogo, il contesto internazionale non sembra necessario all'efficienza economico-finanziaria del GAN, il quale deve invece riconcentrarsi sulla sua attività strategica cedendo tutto ciò che non è assolutamente indispensabile alla ricostituzione del suo nocciolo duro, ossia l'assicurazione in Francia. Non essendo essenziale ai fini del ripristino della redditività del GAN, il contesto internazionale può costituire una contropartita degli effetti distorsivi dell'aiuto. A questo proposito la Commissione ritiene che la riduzione del 50 % della rete internazionale, in termini di fatturato misurato alla fine del 1996, costituisca una contropartita valida. Al riguardo e per non ostacolare la procedura di cessione del GAN, la scelta delle cessioni da effettuare per realizzare l'obiettivo fissato dalla Commissione può essere lasciata all'acquirente.
A questo proposito, la Commissione prende atto dell'impegno del governo francese, contenuto in una lettera del ministro dell'Economia e delle Finanze del 18 luglio 1997, affinché, tramite la cessione di attivi a terzi, il GAN o, dopo la sua cessione, il suo acquirente, riduca, al più tardi entro 12 mesi dalla data della cessione del GAN, il fatturato delle attività internazionali del ramo assicurativo del GAN del 50 % rispetto al livello iscritto nei conti chiusi alla data del 31 dicembre 1996 (14 miliardi).
Anche per quanto concerne più specificamente le attività bancarie del gruppo, la Commissione ritiene che siano necessarie delle contropartite, dato che l'UIC (da cui provengono i principali problemi) era un'affiliata del CIC prima di essere trasferita al GAN e visto che degli aiuti all'UIC beneficia direttamente il CIC che vanta dei crediti rispetto all'UIC. A questo riguardo, si deve tener conto del fatto che sono già previste ingenti cessioni, che riguardano in particolare il CIC, conformemente alla decisione della Commissione del 1996, l'UIC e l'UIS, la controllata del settore leasing dell'UIC. Da osservare, in particolare, che l'UIS è un ente redditizio con un tasso di rendimento medio dei capitali propri pari al 12 % circa negli ultimi sei anni, e una capitalizzazione in borsa di circa 3 miliardi di FRF, ragione per cui costituisce una contropartita importante. La Commissione, a questo proposito, prende atto dell'impegno del governo francese di cedere, entro la fine del 1998, l'UIC e la totalità della partecipazioni detenuta dalle differenti società del gruppo GAN nell'UIS.
Nel settore più specificamente bancario non si può individuare nessun'altra contropartita significativa, giacché il CIC è un gruppo bancario senza una presenza internazionale rilevante ed una riduzione della sua rete nazionale rischierebbe di metterne ulteriormente in dubbio la capacità reddituale. Del resto, il rapporto di solvibilità del CIC resta ad un livello superiore al minimo regolamentare, anche se non è particolarmente forte (9 % con un nocciolo duro del 5 %), soprattutto rispetto ad altri enti creditizi europei, tenuto conto della sua esposizione residua rispetto ad altre strutture del gruppo GAN. Perciò anche per il CIC si può concludere che l'aiuto è limitato al minimo strettamente necessario. Ciò costituisce un elemento importante anche sotto il profilo delle contropartite, in quanto non permette al CIC di continuare a svolgere una strategia aggressiva senza apporti supplementari di fondi propri da parte di un nuovo azionista privato. Pertanto, qualora sorgano nuovi rischi, il CIC sarà obbligato a reperire nella ristrutturazione del suo bilancio gli elementi di flessibilità necessari per assorbire lo choc.
Tenuto conto delle linee di partecipazione detenute dal GAN, la Commissione ritiene invece possibile ed opportuno che altri attivi siano forniti a titolo di contropartite. Al riguardo, essa prende atto dell'impegno del governo francese affinché il GAN ceda anche talune linee di partecipazione strategiche per un importo totale di circa 2,4 miliardi di FRF. Infatti tali attivi possono essere considerati come non più facenti parte, nel nuovo piano di affari, del nocciolo duro di attività del GAN e possono essere ceduti senza comprometterne l'efficienza economico-finanziaria. La Commissione ritiene che tali cessioni dovranno essere realizzate entro al fine del 1998 e che per valutare se questo impegno sia stato rispettato occorrerà fare riferimento al valore netto di bilancio quale iscritto nei conti chiusi alla data del 31 dicembre 1996.
5.3. Altre condizioni
La Commissione considera inoltre necessario che siano rispettate altre condizioni, in conformità degli orientamenti comunitari sugli aiuti alla ristrutturazione.
Per evitare che l'azione degli aiuti finisca per restituire al mercato imprese troppo forti, che potrebbero nuovamente attuare politiche indebitamente aggressive, l'impresa assistita deve finanziare tramite i suoi propri mezzi una parte significativa dei costi della propria ristrutturazione e accettare, in mercati caratterizzati da sovraccapacità strutturali, riduzioni delle proprie quote di mercato. Va ribadito, a questo proposito, il principio contenuto negli orientamenti sugli aiuti alla ristrutturazione in base al quale l'impresa assistita non si deve limitare a cedere le affiliate o le attività che gravano sui suoi conti, come per il GAN quelle concernenti l'immobiliare, ma cedere anche gli attivi di buona qualità e le controllate che possono apportare all'impresa le risorse necessarie a finanziarne la ristrutturazione e a minimizzare il ricorso alle risorse pubbliche, riducendo in tal modo al minimo necessario l'importo del nuovo aiuto e obbligando l'impresa a contribuire in maniera significativa ai costi della sua ristrutturazione.
Tenuto conto delle considerazioni di cui sopra, nel quadro della valutazione dell'efficienza economico-finanziaria delle imprese del gruppo e delle contropartite richieste, la Commissione ritiene che questa condizione prevista dagli orientamenti comunitari sugli aiuti alla ristrutturazione sia rispettata.
Il principio della limitazione dell'aiuto al minimo strettamente necessario induce a vigilare, da un lato, affinché il GAN disponga di fondi propri per un ammontare sufficiente ad adempiere i suoi obblighi regolamentari e a preparare la cessione ma, dall'altro, che non sia dotato di un livello di fondi propri superiore allo stretto necessario. Inoltre, in generale, nel caso di una cessione a breve termine si potrebbe immaginare, come è già successo in altre situazioni analoghe, che all'osservanza degli obblighi regolamentari provveda il potenziale acquirente. A questo proposito la Commissione rileva innanzitutto che, ad aiuto di Stato effettuato, il livello di capitalizzazione del gruppo risulta appena superiore al limite regolamentare e che quindi non è atto a rafforzare il GAN più di quanto sia strettamente necessario ai fini della sua ristrutturazione. La Commissione considera inoltre che l'ammontare degli aiuti non sia eccessivamente elevato, tenuto conto delle possibili conseguenze in termini di costo e di distorsione della concorrenza che una liquidazione del gruppo potrebbe avere per i concorrenti del GAN e delle altre possibili opzioni di ristrutturazione.
La Commissione ritiene altresì che il sussistere di dubbi sull'efficienza economico-finanziaria delle diverse imprese del gruppo non rimette comunque in discussione la sua valutazione della loro capacità di esercitare le rispettive attività fino alla data della loro cessione.
In applicazione degli orientamenti comunitari sugli aiuti alla ristrutturazione, dovrà essere soppressa la possibilità per le imprese del gruppo GAN che abbiano beneficiato degli aiuti di Stato in questione di fruire di un credito d'imposta pari all'importo delle perdite fiscali coperte dagli aumenti di capitale.
Secondo quanto già affermato al punto 5.1.1, non è neppure ammissibile sotto il profilo della concorrenza che il GAN o il CIC possano rilevare attivi trasferiti alle strutture di dismissione. Di conseguenza tale possibilità dovrà essere soppressa fino alla data di cessione del GAN e del CIC.
La Commissione ritiene necessario che le cessioni di GAN, CIC, UIC e UIS siano realizzate mediante procedure trasparenti ed aperte a qualsiasi potenziale acquirente francese o straniero; il capitolato d'oneri non dovrà contenere clausole suscettibili di limitare in maniera inaccettabile il numero di candidati potenziali oppure mirate ad uno specifico candidato potenziale; la scelta degli acquirenti dovrà essere effettuata nella duplice prospettiva di ottimizzare i proventi della cessione e di garantire che i nuovi azionisti siano effettivamente in grado di garantire in futuro l'efficienza economico-finanziaria delle imprese cedute e di assicurarne lo sviluppo a lungo termine. A tal fine il capitolato d'oneri dovrà essere sottoposto preventivamente alla Commissione.
È evidente che, in conformità alla normativa per gli aiuti alla ristrutturazione, le imprese del gruppo GAN dovranno destinare i proventi delle cessioni alla ristrutturazione delle relazioni intragruppo al fine di ridurre i legami proprietari, i finanziamenti e le garanzie tra i diversi enti del gruppo.
Infine è necessario che sia controllata la buona esecuzione del piano di ristrutturazione e delle condizioni imposte dalla Commissione. All'uopo è previsto l'invio, da parte delle autorità francesi, di regolari relazioni semestrali alla Commissione a decorrere dalla data della decisione della Commissione e fino alla data di adempimento degli impegni e delle condizioni enumerate agli articoli 2 e 3 della presente decisione. Inoltre le principali imprese del gruppo dovranno inviare alla Commissione le rispettive relazioni annuali e semestrali non appena approvate dal consiglio di amministrazione e ciò fino alla data della loro privatizzazione. Tale obbligo è illustrato dettagliatamente all'articolo 4 della presente decisione.
6. CONCLUSIONI
Concludendo, gli aumenti di capitale realizzati nel 1995 per 2,86 miliardi di FRF e quelli prospettati per il 1997 per 11 miliardi di FRF nonché l'impegno dello Stato di accollarsi le perdite, a concorrenza di un ammontare stimato in 9 miliardi di FRF, che il GAN constaterà in occasione dell'attivazione delle garanzie sulle strutture di dismissione, contengono importanti elementi di aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato. Data l'incertezza che presentano taluni elementi del piano, è opportuno introdurre un margine di variazione di ± 10 % sul valore dell'impegno dello Stato rispetto al gruppo GAN. Pertanto la stima massima dell'aiuto ammonta a 23,76 miliardi di FRF.
Tali misure sono state esaminate attentamente alla luce dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato, per stabilire se possano essere considerate compatibili con il mercato comune. In base alle considerazioni di cui sopra, si può ritenere che gli aiuti concessi al gruppo GAN rispecchino i criteri fissati negli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, purché siano rispettate varie condizioni, di cui talune costituiscono condizioni indispensabili al ripristino della redditività economico-finanziaria mentre altre configurano contropartite necessarie affinché si possa concludere che un aiuto di siffatta entità rispetta l'interesse comune. In particolare, la Commissione ritiene che l'operazione di addossamento del GAN e dell'UIC sia una conditio sine qua non per poterne dichiarare l'efficienza economico-finanziaria. In base a tali condizioni gli aiuti in questione possono pertanto essere esentati dal divieto di cui all'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CE e all'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE, in quanto possono essere considerati compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE e dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le misure contenute nel piano di ristrutturazione del GAN, sotto forma di un aumento di capitale di 2,86 miliardi di FRF realizzato nel 1995, di altri aumenti di capitale prospettati per il 1997, per un importo totale di 11 miliardi di FRF e dell'impegno dello Stato di accollarsi le perdite, fino ad un importo stimato di 9 miliardi di FRF che il GAN costaterà in occasione dell'attivazione delle garanzie sulle strutture di dismissione, costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato, ma sono dichiarati compatibili con il mercato comune e con l'accordo SEE in virtù dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE e dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE. Data l'incertezza insita in taluni elementi del piano, è opportuno introdurre un margine di variazione di ± 10 % sul valore dell'impegno dello Stato nei confronti del gruppo GAN e di limitare l'aiuto a 23,76 miliardi di FRF.
Articolo 2
L'autorizzazione degli aiuti di cui all'articolo 1 è subordinata innanzitutto al rispetto da parte della Francia degli impegni seguenti:
a) cedere, insieme o separatamente, il CIC e il GAN a partner idonei a garantirne in futuro l'efficienza economico-finanziaria e lo sviluppo a lungo termine;
b) garantire che le operazioni di reperimento di acquirenti e di cessione inizino non appena possibile e comunque entro il 30 giugno 1998 e che siano condotte nel rispetto dei principi di trasparenza e di parità di trattamento dei candidati;
c) cedere, entro la fine del 1998, l'UIC e la totalità della partecipazione detenuta dalle differenti società del gruppo GAN nell'UIS;
d) garantire che il GAN ceda altre linee di partecipazioni strategiche per un importo totale di circa 2,4 miliardi di FRF;
e) garantire il processo di cessione in corso degli attivi di Bâticrédit e di Parixel, processo che dovrà essenzialmente essere completato entro la fine dell'anno 1998, senza che detti attivi possano essere rilevati dal CIC o dal GAN fino alla data di cessione di questi ultimi;
f) garantire che, tramite la cessione di attivi a terzi, il GAN o, successivamente alla sua cessione, il suo acquirente riduca del 50 %, rispetto al livello iscritto nei conti chiusi al 31 dicembre 1996, il fatturato delle attività internazionali del comparto assicurativo del GAN, entro un termine di dodici mesi dalla data della cessione del gruppo.
Articolo 3
L'autorizzazione degli aiuti di cui all'articolo 1 è subordinata altresì al rispetto da parte della Francia delle seguenti condizioni:
a) garantire l'attuazione di tutte le misure di risanamento e di tutte le disposizioni previste per il sistema di cui all'articolo 1 e contenute nel piano di ristrutturazione presentato alla Commissione;
b) non modificare, dopo aver tenuto conto delle condizioni imposte dalla presente decisione, e salvo accordo preliminare della Commissione, le condizioni previste nel piano di ristrutturazione;
c) sopprimere, per le imprese del gruppo GAN che abbiano beneficiato degli aiuti di Stato in questione, la possibilità di fruire di un credito d'imposta pari all'importo delle perdite fiscali coperte dagli aumenti di capitale;
d) destinare i proventi delle cessioni alla ristrutturazione delle relazioni intragruppo, al fine di ridurre i legami proprietari, i finanziamenti e le garanzie tra i diversi enti del gruppo;
e) garantire che i capitolati d'oneri delle cessioni del GAN, del CIC, dell'UIC e dell'UIS non contengano clausole atte a limitare in maniera inaccettabile il numero di candidati potenziali oppure mirate ad uno dei candidati potenziali e che la scelta degli acquirenti sia effettuata nella duplice prospettiva di ottimizzare i proventi delle cessioni e di garantire che i nuovi azionisti siano effettivamente in grado di assicurare in futuro l'efficienza economico-finanziaria delle imprese cedute nonché il loro sviluppo nel lungo periodo;
f) garantire che le cessioni di altre linee di partecipazioni strategiche, di cui all'articolo 2, lettera d), siano realizzate entro la fine del 1998 e siano valutate sulla base del valore netto di bilancio quale iscritto nei conti chiusi alla data del 31 dicembre 1996.
Articolo 4
Le autorità francesi collaborano pienamente al controllo della presente decisione e sottopongono alla Commissione i seguenti documenti:
a) una relazione circostanziata delle autorità francesi sull'applicazione della decisione della Commissione e sull'applicazione del piano di ristrutturazione. Tale relazione dovrà, tra l'altro:
- esaminare l'efficienza economico-finanziaria dei diversi enti del gruppo rimasti sotto il controllo dello Stato tramite la presentazione dei risultati dettagliati rispetto alle stime contenute nel piano;
- indicare dettagliatamente qualsiasi intervento dello Stato in favore degli enti suddetti (sotto forma di ricapitalizzazione, finanziamento, garanzia, rinuncia a crediti, ecc.);
- analizzare dettagliatamente lo scioglimento dei legami proprietari, di finanziamento e di garanzia tra i differenti enti del gruppo;
- presentare il grado di realizzazione degli impegni e delle condizioni enumerati agli articoli 2 e 3.
La relazione deve essere presentata ogni 6 mesi a decorrere dalla data della decisione della Commissione e fino alla data di adempimento integrale degli impegni e delle condizioni di cui agli articoli 2 e 3;
b) i bilanci, i conti economici e le relazioni (annuali e semestrali) degli amministratori delle società facenti parte del gruppo GAN (GAN SC, GAN SA, GAN Vie, GAN IA, GAN Capitalisation, Socapi, Progress, CIC, UIC, UIS, BIF), nonché delle strutture di dismissione, fino alla data della loro privatizzazione. Tali documenti devono essere presentati alla Commissione non appena approvati dal consiglio di amministrazione di ciascun ente in questione.
La presentazione dei documenti di cui al punto b) non esenta le autorità francesi dall'includere nella relazione di cui al punto a) i conti economici dettagliati e quelli di previsione nonché i bilanci dei diversi enti del gruppo;
c) i capitolati d'oneri delle prospettate cessioni dell'UIC, dell'UIS, del CIC e del GAN.
I capitolati devono essere preliminarmente rimessi alla Commissione.
La Commissione può richiedere una valutazione dei documenti e dell'attuazione del piano ad opera di consulenti specializzati in audit.
Articolo 5
La decisione della Commissione del 18 settembre 1996 recante autorizzazione dell'aiuto di Stato di 2,86 miliardi di FRF in favore di GAN, notificata alla Francia il 3 ottobre 1996, è revocata.
Articolo 6
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 30 luglio 1997.

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