Document ID: 32005R0302

REGOLAMENTO (Euratom) N. 302/2005 DELLA COMMISSIONE
dell’8 febbraio 2005
concernente l’applicazione del controllo di sicurezza dell'Euratom
INDICE
Regolamento (Euratom) n. 302/2005 della Commissione concernente l’applicazione del controllo di sicurezza dell'Euratom
Capo I
Campo di applicazione e definizioni
Capo II
Caratteristiche tecniche fondamentali e disposizioni particolari sul controllo
Capo III
Sistema contabile delle materie nucleari
Capo IV
Trasferimenti tra Stati
Capo V
Disposizioni specifiche
Capo VI
Disposizioni specifiche applicabili nei territori degli Stati membri dotati di armi nucleari
Capo VII
Disposizioni finali
ALLEGATO I
MODULO PER LA DICHIARAZIONE DELLE CARATTERISTICHE TECNICHE FONDAMENTALI DEGLI IMPIANTI
I-A
REATTORI
I-B
IMPIANTI CRITICI (O A ENERGIA ZERO)
I-C
IMPIANTI DI CONVERSIONE, FABBRICAZIONE E RITRATTAMENTO
I-D
IMPIANTI DI IMMAGAZZINAMENTO
I-E
IMPIANTI DI SEPARAZIONE ISOTOPICA
I-F
IMPIANTI CHE UTILIZZANO MATERIE NUCLEARI IN QUANTITÀ SUPERIORI A UN CHILOGRAMMO EFFETTIVO
I-G
IMPIANTI DI MBA ONNICOMPRENSIVA (CAM) ESISTENTI NEI PAESI CANDIDATI
I-H
IMPIANTI DI TRATTAMENTO O DI IMMAGAZZINAMENTO DEI RIFIUTI
I-J
ALTRI IMPIANTI
ALLEGATO II
DESCRIZIONE GENERALE DEL SITO
ALLEGATO III
RAPPORTO SULLE VARIAZIONI D'INVENTARIO (RVI)
ALLEGATO IV
RAPPORTO BILANCIO MATERIE (MBR)
ALLEGATO V
SITUAZIONE DELL’INVENTARIO FISICO (SIF)
ALLEGATO VI
NOTIFICA PREVENTIVA DI ESPORTAZIONE/SPEDIZIONE DI MATERIE NUCLEARI
ALLEGATO VII
NOTIFICA PREVENTIVA DI IMPORTAZIONE/RICEZIONE DI MATERIE NUCLEARI
ALLEGATO VIII
RAPPORTO DI ESPORTAZIONE/SPEDIZIONE DI MINERALE
ALLEGATO IX
RICHIESTA DI DEROGA ALLE NORME CHE REGOLANO LA FORMA E LA PERIODICITÀ DEI RAPPORTI DI UN IMPIANTO
ALLEGATO X
RAPPORTO ANNUALE O RAPPORTO DI ESPORTAZIONE PER LE MATERIE NUCLEARI OGGETTO DI DEROGA
ALLEGATO XI
PROGRAMMA GENERALE DI ATTIVITÀ
ALLEGATO XII
NOTIFICA PREVENTIVA DI ATTIVITÀ DI ULTERIORE TRATTAMENTO DI RIFIUTI
ALLEGATO XIII
RAPPORTO ANNUALE DI ESPORTAZIONE/SPEDIZIONE DI RIFIUTI CONDIZIONATI
ALLEGATO XIV
RAPPORTO ANNUALE DI IMPORTAZIONE/RICEZIONE DI RIFIUTI CONDIZIONATI
ALLEGATO XV
RAPPORTO ANNUALE SUI TRASFERIMENTI DI RIFIUTI CONDIZIONATI
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare gli articoli 77, 78, 79 e 81,
dopo aver ottenuto l'approvazione del Consiglio,
considerando quanto segue:
(1)
Il regolamento (Euratom) n. 3227/76 della Commissione, del 19 ottobre 1976, relativo all’applicazione delle disposizioni sul controllo di sicurezza dell’Euratom (1), ha definito la natura e la portata degli obblighi di cui agli articoli 78 e 79 del trattato.
(2)
In considerazione dell'aumento delle quantità di materie nucleari prodotte, utilizzate, trasportate e riciclate nella Comunità, dello sviluppo del commercio di queste materie e dell’ulteriore allargamento dell’Unione europea, è essenziale garantire l'efficacia del controllo di sicurezza. La natura e la portata degli obblighi contemplati dall'articolo 79 del trattato e definiti nel regolamento (Euratom) n. 3227/76 devono pertanto essere precisati e aggiornati, alla luce degli sviluppi, in particolare nel settore della tecnologia nucleare e della tecnologia dell'informazione.
(3)
Il Belgio, la Danimarca, la Germania, la Grecia, la Spagna, l’Irlanda, l’Italia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, l’Austria, il Portogallo, la Finlandia, la Svezia e la Comunità europea dell’energia atomica sono parti contraenti dell’accordo 78/164/Euratom (2) con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, in esecuzione dell’articolo III, paragrafi 1 e 4, del trattato di non proliferazione delle armi nucleari. Detto accordo è entrato in vigore il 21 febbraio 1977 ed è stato integrato dal protocollo aggiuntivo 1999/188/Euratom (3), entrato in vigore il 30 aprile 2004.
(4)
L’accordo 78/164/Euratom contiene un impegno particolare assunto dalla Comunità, per quanto concerne l’applicazione del controllo di sicurezza relativo alle materie grezze e alle materie fissili speciali, nei territori degli Stati membri non dotati di armi nucleari che sono parti del trattato di non proliferazione delle armi nucleari.
(5)
Le procedure stabilite in detto accordo sono il risultato di ampi negoziati internazionali con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, sull’applicazione dell’articolo III, paragrafi 1 e 4, del trattato di non proliferazione delle armi nucleari. Dette procedure sono state approvate dal Consiglio dei governatori di detta Agenzia.
(6)
La Comunità, il Regno Unito e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica sono parti di un accordo per l’applicazione del controllo di sicurezza nel Regno Unito, in connessione con il trattato di non proliferazione delle armi nucleari (4). Detto accordo è entrato in vigore il 14 agosto 1978 ed è stato integrato da un protocollo aggiuntivo entrato in vigore il 30 aprile 2004.
(7)
La Comunità, la Francia e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica sono parti di un accordo per l’applicazione del controllo di sicurezza in Francia (5). Detto accordo è entrato in vigore il 12 settembre 1981 ed è stato integrato da un protocollo aggiuntivo entrato in vigore il 30 aprile 2004.
(8)
Nei territori della Francia e del Regno Unito, alcuni impianti o parti di essi, nonché talune materie, possono essere potenzialmente impiegati nel ciclo di produzione per necessità di difesa. Dovrebbero pertanto essere applicate procedure speciali di controllo di sicurezza per tener conto di dette circostanze.
(9)
Il Consiglio europeo riunitosi a Lisbona il 23 e il 24 marzo 2000 ha evidenziato la necessità di stimolare lo sviluppo della tecnologia dell'informazione e delle reti di telecomunicazioni più avanzate, nonché dei contenuti veicolati dalle reti stesse.
(10)
In esito al protocollo aggiuntivo 1999/188/Euratom, si deve richiedere agli Stati membri di comunicare alla Commissione determinate informazioni, fra le quali una descrizione generale dei siti, la notificazione preventiva di attività di trattamento dei rifiuti e rapporti sulla dislocazione di determinati rifiuti condizionati.
(11)
È opportuno che le linee direttrici da adottarsi per l’applicazione del presente regolamento siano pienamente conformi agli impegni assunti dalla Comunità in questo settore, in particolare quelli derivanti dal protocollo aggiuntivo 1999/188/Euratom e dai protocolli aggiuntivi agli accordi per l’applicazione dei controlli di sicurezza nel Regno Unito in connessione con il trattato di non proliferazione delle armi nucleari, nonché all’analogo accordo accordo per la Francia.
(12)
Le disposizioni in materia di sicurezza, aggiunte al regolamento interno della Commissione (6) dalla decisione 2001/844/CE, CECA, Euratom della Commissione (7), devono applicarsi alle informazioni, alle conoscenze e ai documenti acquisiti dalle parti, fatto salvo il regolamento n. 3 del Consiglio (8), del 31 luglio 1958, che attua l’articolo 24 del trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica.
(13)
Per motivi di chiarezza il regolamento (Euratom) n. 3227/76 deve essere sostituito dal presente regolamento,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPO I
CAMPO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI
Articolo 1
Campo di applicazione
Il presente regolamento si applica a ogni persona o impresa che crei o gestisca un impianto per la produzione, la separazione, il ritrattamento, l'immagazzinamento o altro uso di materie grezze o di materie fissili speciali.
Esso non si applica ai detentori di prodotti finiti per usi non nucleari in cui siano incorporate materie nucleari praticamente irrecuperabili.
Articolo 2
Definizioni
Ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni:
1)
«Stato membro non dotato di armi nucleari» sono il Belgio, la Repubblica ceca, la Danimarca, la Germania, l’Estonia, la Grecia, la Spagna, l’Irlanda, l’Italia, Cipro, la Lettonia, la Lituania, il Lussemburgo, l’Ungheria, Malta, i Paesi Bassi, l’Austria, la Polonia, il Portogallo, la Slovenia, la Slovacchia, la Finlandia, la Svezia;
2)
«Stato membro dotato di armi nucleari» sono la Francia e il Regno Unito;
3)
«Stato terzo» è qualunque Stato non membro della Comunità europea dell'energia atomica;
4)
«materie nucleari» sono tutti i minerali, le materie grezze o le materie fissili speciali di cui all'articolo 197 del trattato;
5)
«rifiuti» sono le materie nucleari in concentrazioni o in forme chimiche considerate non recuperabili per motivi economici o pratici e che possono essere eliminate;
6)
«rifiuti conservati» sono i rifiuti, prodotti in corso di trattamento o a seguito di un incidente di funzionamento, misurati o stimati in base a misurazioni, che sono stati trasferiti a un luogo specifico nell’ambito dell’area di bilancio materie, da cui possono essere recuperati;
7)
«rifiuti condizionati» sono i rifiuti, misurati o stimati in base a misurazioni, che sono stati confinati in modo tale (ad esempio: in vetro, cemento, cemento armato o bitume) da renderli inidonei a ulteriori usi nucleari;
8)
«scarichi nell'ambiente» sono i rifiuti, misurati o stimati in base a misurazioni, che sono stati definitivamente rilasciati nell’ambiente in seguito a uno scarico programmato;
9)
«categorie» (di materie nucleari) sono l’uranio naturale, l’uranio impoverito, l’uranio arricchito in uranio-235 o uranio-233, il torio, il plutonio e qualsiasi altra materia determinata dal Consiglio a maggioranza qualificata su proposta della Commissione;
10)
«articolo» è un'unità identificabile, quale un gruppo di elementi di combustibile o una barra di combustibile;
11)
«partita» è una porzione di materie nucleari trattate come un'unità ai fini della contabilità in un punto-chiave di misurazione, la cui composizione e quantità sono definite da un'unica serie di caratteristiche o di misure. Le materie nucleari possono essere in forma sfusa oppure contenute in un certo numero di articoli;
12)
«dati riguardanti la partita» sono il peso totale di ogni elemento di materie nucleari e, per l'uranio e il plutonio, la composizione isotopica, se del caso. Nei rapporti di notifica si addizionano i pesi degli articoli della partita prima di arrotondare all'unità più vicina;
13)
«chilogrammo effettivo» è un'unità speciale usata per l'applicazione del controllo di sicurezza alle materie nucleari, data:
a)
per il plutonio, dal suo peso in chilogrammi;
b)
per l'uranio con un arricchimento uguale o superiore a 0,01 (1 %), dal prodotto del suo peso in chilogrammi moltiplicato per il quadrato dell'arricchimento;
c)
per l'uranio con un arricchimento inferiore a 0,01 (1 %), ma superiore a 0,005 (0,5 %), dal prodotto del suo peso in chilogrammi moltiplicato per 0,0001;
d)
per l'uranio impoverito a 0,005 (0,5 %) o meno e per il torio, dal prodotto del loro peso in chilogrammi moltiplicato per 0,00005;
14)
«area di bilancio materie» è un'area per cui sia possibile, ai fini della compilazione del bilancio delle materie:
a)
determinare la quantità di materie nucleari per ogni trasferimento in entrata o in uscita da detta area;
e
b)
determinare ogni qualvolta sia necessario, conformemente a regole prestabilite, l'inventario fisico delle materie nucleari;
15)
«punto-chiave di misurazione» è il luogo in cui le materie nucleari si presentano in una forma che ne consenta la misurazione per determinarne il flusso o l'inventario e include quindi, ma non esclusivamente, le entrate, le uscite e i magazzini nelle aree di bilancio materie;
16)
«inventario contabile» di un'area di bilancio materie è la somma algebrica del più recente inventario fisico di tale area di bilancio materie e di tutte le variazioni d'inventario intervenute dopo l'effettuazione di detto inventario fisico;
17)
«inventario fisico» è la somma, secondo regole prestabilite, di tutte le quantità misurate o stimate di materie nucleari delle partite esistenti in un determinato momento in un'area di bilancio materie;
18)
«materie non contabilizzate» è la differenza tra l'inventario fisico e l'inventario contabile;
19)
«differenza speditore/destinatario» è la differenza tra la quantità di materie nucleari di una partita dichiarata dall'area di bilancio materie di spedizione e la quantità di materie nucleari della stessa partita misurata nell'area di bilancio materie di destinazione;
20)
«dati fonte» sono i dati, registrati durante le misurazioni o le tarature, oppure utilizzati per ottenere relazioni empiriche, che identificano la materia nucleare e determinano i dati riguardanti la partita, ivi inclusi il peso dei composti, i fattori di conversione per determinare il peso dell’elemento, il peso specifico, la concentrazione dell’elemento, il rapporto isotopico, la relazione tra volume e lettura dei manometri, la relazione tra il plutonio prodotto e la potenza generata;
21)
«sito» è un’area delimitata dalla Comunità e dallo Stato membro, comprendente uno o più impianti, inclusi gli impianti chiusi, come definiti nelle rispettive caratteristiche tecniche fondamentali. In particolare:
a)
gli impianti di trattamento o di immagazzinamento dei rifiuti non costituiscono di per sé un sito;
b)
nel caso di impianti chiusi in cui erano di norma usate materie grezze o materie fissili speciali in quantità inferiori a un chilogrammo effettivo, il termine si applica limitatamente ai siti con celle calde o in cui venivano condotte attività connesse alla conversione, all’arricchimento, alla fabbricazione e al ritrattamento di combustibili;
c)
il «sito» include anche tutti gli impianti limitrofi all’impianto che fornisce o usa i servizi essenziali, incluse le celle calde per il trattamento dei materiali irradiati non contenenti materie nucleari, gli impianti per il trattamento, l'immagazzinamento e l’eliminazione dei rifiuti, nonché gli edifici connessi con attività specificate nell’allegato l del protocollo aggiuntivo 1999/188/Euratom e identificati dallo Stato interessato;
22)
«rappresentante del sito» è qualsiasi persona, impresa o entità designata dallo Stato membro quale responsabile delle dichiarazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 2;
23)
«impianto» è un reattore, un impianto critico, un impianto di conversione, di fabbricazione o di ritrattamento, un impianto per la separazione isotopica, un impianto separato di immagazzinamento, un impianto per il trattamento o l'immagazzinamento di rifiuti o qualsiasi altro luogo in cui vengano usate normalmente materie grezze o materie fissili speciali;
24)
«impianto disattivato» è un impianto per il quale si è accertato che sono state rimosse o rese inutilizzabili strutture residue e attrezzature essenziali per il suo funzionamento, di modo che non possa più essere usato né come deposito né per la manipolazione, il trattamento o l’utilizzo di materie grezze o di materie fissili speciali;
25)
«impianto chiuso» è un impianto per il quale si è accertato che le attività sono state interrotte e le materie nucleari rimosse, ma che non è stato disattivato.
CAPO II
CARATTERISTICHE TECNICHE FONDAMENTALI E DISPOSIZIONI PARTICOLARI SUL CONTROLLO
Articolo 3
Dichiarazione relativa alle caratteristiche tecniche fondamentali
1. Ogni persona o impresa che crei o gestisca un impianto per la produzione, la separazione, il ritrattamento, l'immagazzinamento o altro uso di materie grezze o di materie fissili speciali trasmette alla Commissione una dichiarazione relativa alle caratteristiche tecniche fondamentali dell’impianto, servendosi dell’apposito modulo di cui all'allegato I.
Ai fini del primo comma, il termine «uso» di materie nucleari include tra l’altro: la produzione di energia dei reattori, la ricerca negli impianti critici o a energia zero, la conversione, la fabbricazione, il ritrattamento, l'immagazzinamento, la separazione isotopica e la concentrazione di minerali, nonché il trattamento o l'immagazzinamento di rifiuti.
Per la produzione di minerali si applicano le disposizioni degli articoli 24 e 25.
2. Ciascuno Stato membro firmatario del protocollo aggiuntivo 1999/188/Euratom designa un rappresentante del sito per ogni sito sul suo territorio, il quale trasmette alla Commissione una dichiarazione contenente una descrizione generale del sito stesso, servendosi del modulo di cui all'allegato II.
Detta dichiarazione è presentata entro 120 giorni dall’entrata in vigore del protocollo aggiuntivo 1999/188/Euratom, mentre gli aggiornamenti sono presentati entro il 1o aprile di ogni anno.
Detta dichiarazione è conforme alle norme di cui all’articolo 2, lettera a), punto iii), del protocollo aggiuntivo 1999/188/Euratom ed è distinta dalla dichiarazione da presentare ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo.
3. Mentre il rappresentante del sito è responsabile della raccolta tempestiva delle pertinenti informazioni e della trasmissione della descrizione generale del sito alla Commissione, la responsabilità dell'esattezza e della completezza delle dichiarazioni è delle persone o delle imprese che creano o gestiscono l'impianto e, per gli edifici del sito che non comprendono materie nucleari, dello Stato membro interessato. Nella misura del possibile, le dichiarazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 sono presentate in formato elettronico, se conservate in tale formato dalla persona o dall’impresa. Se le informazioni sono trasmesse alla Commissione sia in formato elettronico che su carta, prevarrà il formato cartaceo.
Articolo 4
Termini
La dichiarazione relativa alle caratteristiche tecniche fondamentali dei nuovi impianti è trasmessa alla Commissione in conformità all'articolo 3, paragrafo 1, almeno 200 giorni prima della data prevista per la prima consegna di materie nucleari.
Per i nuovi impianti che dispongano di una quantità di materie nucleari superiore a un chilogrammo effettivo, su base dell'inventario oppure della lavorazione annuale, tutte le informazioni relative al proprietario, all'esercente, al fine, all'ubicazione, al tipo, alla capacità e alla data prevista per l'entrata in funzione sono comunicate alla Commissione almeno 200 giorni prima dell'inizio della costruzione.
Le variazioni delle caratteristiche tecniche fondamentali, per le quali le disposizioni particolari sul controllo di cui all'articolo 6 non prescrivono una notifica preventiva, sono comunicate alla Commissione entro 30 giorni dal completamento della modifica.
Gli impianti situati nel territorio dei nuovi Stati membri dell'Unione europea comunicano alla Commissione le loro caratteristiche tecniche fondamentali entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sul loro territorio, eccettuati gli impianti di trattamento dei rifiuti o di immagazzinamento dei rifiuti, le cui caratteristiche tecniche fondamentali sono comunicate entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sul loro territorio.
Per mezzo del modulo di cui all’allegato I, i gestori degli impianti esistenti di trattamento dei rifiuti o di immagazzinamento dei rifiuti comunicano alla Commissione le caratteristiche tecniche fondamentali del loro impianto entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Per gli altri impianti esistenti, qualsiasi informazione aggiuntiva richiesta nel modulo di cui all’allegato I è fornita entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 5
Programma delle attività
Affinché la Commissione possa programmare le proprie attività di controllo di sicurezza, le persone o le imprese di cui all’articolo 3, paragrafo 1, primo comma, comunicano alla Commissione le seguenti informazioni:
a)
annualmente, un programma generale di attività elaborato in base all’allegato XI, specificando in particolare le date previste per l'effettuazione dell’inventario fisico;
b)
almeno 40 giorni prima di effettuare un inventario fisico, il programma all'uopo previsto.
I cambiamenti del programma generale delle attività e, in particolare, degli inventari fisici, sono immediatamente comunicati alla Commissione.
Articolo 6
Disposizioni particolari sul controllo
1. In base alle caratteristiche tecniche fondamentali trasmesse a norma dell'articolo 3, paragrafo 1, e dell'articolo 4, la Commissione adotta disposizioni particolari sul controllo nelle materie di cui al paragrafo 2 del presente articolo. Le disposizioni particolari sul controllo sono stabilite mediante decisione della Commissione destinata alla persona o impresa interessata, tenendo conto dei vincoli operativi e tecnici e in stretta consultazione con la persona o l'impresa e lo Stato membro interessati.
La persona o l'impresa destinatarie di una decisione della Commissione ne ricevono notificazione e copia di tale notificazione è trasmessa allo Stato membro interessato.
Fintanto che non sarà adottata la decisione della Commissione in merito alle disposizioni particolari sul controllo, la persona o l'impresa interessata applica le disposizioni generali del presente regolamento.
2. Le disposizioni particolari sul controllo specificano, tra l’altro:
a)
le aree di bilancio materie e i punti-chiave di misurazione selezionati per determinare il flusso e l’inventario delle materie nucleari;
b)
le variazioni delle caratteristiche tecniche fondamentali per le quali è necessaria una notifica preventiva;
c)
la modalità per la tenuta della contabilità delle materie nucleari per ogni area di bilancio materie e per la compilazione dei rapporti;
d)
la frequenza e le modalità di effettuazione degli inventari fisici a fini contabili, nel quadro del controllo di sicurezza;
e)
le misure di contenimento e di sorveglianza in conformità con le modalità convenute con la persona o l’impresa interessata;
f)
le modalità per i prelievi di campioni da parte della persona o dell’impresa interessata per esclusivi fini di controllo.
3. Le disposizioni particolari sul controllo possono altresì specificare il contenuto delle ulteriori comunicazioni richieste ai sensi dell'articolo 5, come pure le circostanze che rendono necessaria una notifica preventiva per quanto riguarda la spedizione o la ricezione di materie nucleari.
4. Il costo delle prestazioni speciali previste nelle disposizioni particolari sul controllo e il costo delle prestazioni speciali che siano oggetto di una richiesta particolare della Commissione o dei suoi ispettori sono rimborsati dalla Commissione alle persone o alle imprese interessate, sulla base di valori concordati. L’importo e le modalità di rimborso sono determinati congiuntamente dalle parti interessate e sono oggetto di revisione periodica.
CAPO III
SISTEMA CONTABILE DELLE MATERIE NUCLEARI
Articolo 7
Sistema di contabilità
Le persone o le imprese di cui all'articolo 3, paragrafo 1, primo comma, tengono un sistema di contabilità e di controllo delle materie nucleari. Detto sistema include i dati contabili e operativi, in particolare le informazioni circa i quantitativi, la categoria, la forma e la composizione di queste materie a norma dell’articolo 18, la loro effettiva ubicazione, l’impegno particolare relativo al controllo a norma dell’articolo 17, nonché i dettagli riguardanti lo speditore e il destinatario in caso di trasferimento di materie nucleari.
Il sistema di misurazione su cui si basano i dati è conforme alle norme internazionali più recenti o equivale a queste norme in termini di qualità. Sulla scorta di tali dati, che sono conservati per almeno cinque anni, deve essere possibile redigere e giustificare le dichiarazioni inviate alla Commissione. I dati contabili e operativi sono messi a disposizione degli ispettori della Commissione in forma elettronica, se sono tenuti in questa forma dall’impianto. Ulteriori dettagli possono essere specificati per ciascun impianto nelle disposizioni particolari sul controllo di cui all’articolo 6.
Articolo 8
Dati operativi
I dati operativi comprendono, se del caso, per ogni area di bilancio materie:
a)
i dati operativi usati per determinare le variazioni di quantità e di composizione delle materie nucleari;
b)
un elenco, quanto più possibile aggiornato, degli articoli d'inventario, nonché la loro ubicazione;
c)
i dati, incluse le stime indirette di errori casuali o sistematici, ottenuti dalla taratura dei serbatoi e degli strumenti o mediante campionamento e analisi;
d)
i dati ottenuti dalle procedure di controllo di qualità applicati al sistema contabile delle materie nucleari, incluse le stime indirette di errori sistematici o casuali;
e)
la descrizione della sequenza dei provvedimenti adottati per preparare ed effettuare un inventario fisico, in modo da garantirne l'esattezza e la completezza;
f)
la descrizione dei provvedimenti presi per determinare la causa e l'entità di ogni eventuale perdita, accidentale o non misurata;
g)
la composizione isotopica del plutonio, incluso i suoi isotopi di decadimento, nonché le date di riferimento, se sono registrati nell'impianto per esigenze operative.
Allorché disponibili, i dati di cui alla lettera g) sono comunicati alla Commissione a sua richiesta.
Articolo 9
Dati contabili
I dati contabili mettono in evidenza, per ogni area di bilancio materie:
a)
tutte le variazioni d'inventario in modo da consentire in qualsiasi momento la determinazione dell’inventario contabile;
b)
tutti i risultati di misure e di conteggi utilizzati per la determinazione dell’inventario fisico;
c)
tutte le correzioni apportate alle variazioni d’inventario, agli inventari contabili e agli inventari fisici.
I dati contabili riguardanti qualsiasi variazione d'inventario e l’inventario fisico includono i dati d'identificazione delle materie, i dati riguardanti la partita e i dati fonte per ciascuna partita. Mediante questi dati si contabilizzano separatamente l’uranio, il torio e il plutonio, secondo le categorie elencate nell’articolo 18, paragrafo 2, lettera b). Essi indicano inoltre, per ogni variazione d'inventario, la data della variazione e, se del caso, l'area di bilancio materie di spedizione o lo speditore e l'area di bilancio materie di destinazione o il destinatario.
Articolo 10
Rapporti contabili
Le persone o le imprese di cui all'articolo 3, paragrafo 1, primo comma, inviano alla Commissione dei rapporti contabili.
I rapporti contabili contengono le informazioni disponibili alla data in cui vengono compilati e devono, ove necessario, essere successivamente rettificati. I rapporti contabili sono trasmessi alla Commissione in forma elettronica, ad eccezione dei casi in cui la Commissione abbia concesso una deroga scritta o si applichino gli accordi di trasmissione di cui all'articolo 39.
Su richiesta motivata della Commissione, precisazioni o chiarimenti ulteriori in merito a questi rapporti sono forniti entro tre settimane.
Articolo 11
Inventario iniziale
Le persone o le imprese di cui all’articolo 3, paragrafo 1, primo comma, trasmettono alla Commissione, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, un inventario contabile iniziale di tutte le materie nucleari da esse detenute, usando il modulo di cui all’allegato V. Il presente articolo non si applica alle persone o alle imprese che hanno già trasmesso un inventario contabile iniziale ai sensi del regolamento n. 3227/76, ovvero agli impianti per il trattamento dei rifiuti o per l'immagazzinamento dei rifiuti.
Articolo 12
Rapporto sulle variazioni d'inventario
1. Per ogni area di bilancio materie, le persone o le imprese di cui all'articolo 3, paragrafo 1, primo comma, inviano alla Commissione rapporti sulle variazioni d'inventario di tutte le materie nucleari, in conformità dell'allegato III.
Salvo qualora sia altrimenti specificato nelle disposizioni particolari sul controllo di cui all’articolo 6 applicabili a un impianto, questi rapporti sono inviati con cadenza mensile, entro quindici giorni dalla fine del mese, e riportano tutte le variazioni verificatesi o di cui si è avuto conoscenza nel mese relativo.
2. Per i mesi in cui è effettuato un inventario fisico e la data in cui si procede all'inventario fisico non è l'ultimo giorno del mese, sono trasmessi due rapporti distinti sulle variazioni d'inventario:
a)
un primo rapporto sulle variazioni d'inventario, contenente tutte le variazioni fino al giorno in cui si effettua l'inventario fisico, tale giorno incluso, è inviato al più tardi insieme al secondo rapporto sulle variazioni d'inventario, o insieme alla situazione dell'inventario fisico e al rapporto bilancio materie, se questi ultimi sono inviati prima del secondo rapporto sulle variazioni d'inventario;
b)
un secondo rapporto sulle variazioni d'inventario, contenente tutte le variazioni verificatesi dal giorno successivo a quello in cui è stato effettuato l'inventario fisico, sino alla fine del mese, è inviato entro 15 giorni dalla fine del mese.
3. Per i mesi in cui non vi sono variazioni d’inventario, le persone o le imprese interessate inviano un rapporto sulle variazioni d’inventario che riprende l'inventario contabile finale del mese precedente.
4. Le piccole variazioni d'inventario, quali i trasferimenti di campioni a scopo di analisi, possono essere raggruppate, a norma delle disposizioni particolari sul controllo, di cui all'articolo 6, adottate per l'impianto in questione, per essere presentate come un'unica variazione d'inventario.
5. I rapporti sulle variazioni d’inventario possono essere corredati dai commenti esplicativi delle variazioni d’inventario.
Articolo 13
Rapporto bilancio materie e situazione dell'inventario fisico
Per ciascuna area di bilancio materie, le persone o le imprese di cui all’articolo 3, paragrafo 1, primo comma, trasmettono alla Commissione:
a)
rapporti bilancio materie, usando il modulo di cui all’allegato IV, contenenti:
i)
l’inventario fisico iniziale;
ii)
le variazioni d'inventario (in primo luogo gli aumenti, in seguito le diminuzioni);
iii)
l'inventario contabile finale;
iv)
l'inventario fisico finale;
v)
le materie non contabilizzate;
b)
una situazione dell’inventario fisico, usando il modulo di cui all’allegato V, indicante tutte le partite separatamente.
I rapporti e le situazioni sono trasmessi il più presto possibile e comunque entro trenta giorni dalla data in cui è stato effettuato l’inventario fisico.
Salvo qualora sia diversamente specificato nelle disposizioni particolari sul controllo relative a un impianto di cui all’articolo 6, l’inventario fisico è effettuato per ogni anno civile e l'intervallo di tempo compreso tra l'effettuazione di due inventari fisici successivi non supera i quattordici mesi.
Articolo 14
Rapporti speciali
Le persone o le imprese di cui all'articolo 3, paragrafo 1, primo comma, trasmettono alla Commissione un rapporto speciale ogni qualvolta si verifichino le circostanze di cui agli articoli 15 e 22.
Il tipo di informazioni da fornire in tali rapporti è indicato nelle disposizioni particolari sul controllo di cui all’articolo 6.
I rapporti speciali e qualsiasi dettaglio o spiegazione eventualmente richiesti dalla Commissione in merito agli stessi sono inviati immediatamente.
Articolo 15
Circostanze eccezionali
Un rapporto speciale è redatto nei seguenti casi:
a)
se incidenti o circostanze eccezionali inducono a ritenere che si siano prodotti o possano prodursi un aumento o una perdita di materie nucleari, in misura superiore ai limiti stabiliti in materia dalle disposizioni particolari sul controllo di cui all’articolo 6;
b)
se si è verificata un'improvvisa modifica del contenimento rispetto a quello stabilito nelle disposizioni particolari sul controllo di cui all’articolo 6, in misura tale da rendere possibile un prelievo non autorizzato di materie nucleari.
Gli obblighi summenzionati incombono alle persone o alle imprese dal momento in cui sono venute a conoscenza della perdita, o dell'aumento, o dell'improvvisa modifica delle condizioni del contenimento, o di qualsiasi fatto per il quale esse possano ritenere che sia avvenuto tale incidente. Le cause sono anch'esse indicate non appena note.
Articolo 16
Rapporti sulle trasformazioni nucleari
Per quanto riguarda i reattori, i dati calcolati relativamente alle trasformazioni nucleari sono registrati nel rapporto sulle variazioni d'inventario al più tardi quando i combustibili irradiati escono dall'area di bilancio materie di un reattore. Nelle disposizioni particolari sul controllo di cui all’articolo 6 possono, inoltre, essere specificati altri metodi per le registrazioni e la stesura dei rapporti sulle trasformazioni nucleari.
Articolo 17
Impegni particolari relativi al controllo
1. Le materie nucleari, cui si applichi un impegno particolare relativo al controllo assunto dalla Comunità in virtù di un accordo concluso con uno stato terzo o con un'organizzazione internazionale, figurano, salvo disposizione contraria contenuta in detto accordo e separatamente per ogni impegno, nelle notifiche successive:
a)
inventario contabile iniziale di cui all’articolo 11;
b)
rapporti sulle variazioni d'inventario, compresi gli inventari contabili finali di cui all’articolo 12;
c)
«rapporti bilancio» materie e situazioni dell'inventario fisico di cui all’articolo 13;
d)
importazioni ed esportazioni previste di cui agli articoli 20 e 21.
Salvo specifico divieto previsto negli accordi, tale separazione non esclude la mescolanza fisica delle materie.
2. Il paragrafo 1 non si applica agli accordi conclusi dalla Comunità e dagli Stati membri con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica.
Articolo 18
Unità di peso e categorie di materie nucleari
1. Nelle notifiche previste dal presente regolamento le quantità di materie alle quali esso si applica sono espresse in grammi.
La corrispondente contabilità delle materie è tenuta in grammi o in unità inferiori. Essa è tenuta in modo affidabile e, in particolare, in conformità degli usi vigenti negli Stati membri.
Nelle notifiche, le quantità possono essere arrotondate all'unità inferiore se il primo decimale è pari a 1, 2, 3 o 4, all'unità superiore negli altri casi.
2. Salvo qualora sia altrimenti previsto nelle disposizioni particolari sul controllo di cui all’articolo 6, le notifiche riportano:
a)
il peso totale degli elementi uranio, torio o plutonio e inoltre, nel caso dell'uranio arricchito, il peso totale degli isotopi fissili;
b)
rapporti bilancio materie distinti, nonché registrazioni separate nei rapporti sulle variazioni di inventario e nelle situazioni dell'inventario fisico, per le seguenti categorie di materie nucleari:
i)
uranio impoverito;
ii)
uranio naturale;
iii)
uranio arricchito a meno del 20 %;
iv)
uranio arricchito al 20 % e oltre;
v)
plutonio;
vi)
torio.
Articolo 19
Deroghe
1. La Commissione può accordare ai produttori e agli utilizzatori di materie nucleari una deroga scritta alle norme che regolano la forma e la periodicità delle notifiche di cui agli articoli da 10 a 18, al fine di tener conto di circostanze specifiche in cui possono venire usate o prodotte materie sottoposte al controllo di sicurezza.
La deroga è concessa su presentazione, da parte delle persone o delle imprese interessate, di una richiesta redatta utilizzando il modulo di cui all’allegato IX.
La deroga è concessa soltanto per un’intera area di bilancio materie in cui le materie nucleari non siano trattate o immagazzinate insieme ad altre materie nucleari per le quali non possono essere concesse deroghe.
2. La Commissione può accordare una deroga per un’area di bilancio materie contenente:
a)
quantità di materie nucleari conformi a quelle specificate nell'allegato I-G che vengono mantenute nello stesso stato per lunghi periodi;
b)
uranio impoverito, uranio naturale o torio che vengono usati esclusivamente in attività non nucleari;
c)
materie fissili speciali, allorché utilizzate in quantità dell’ordine del grammo o inferiori come componenti interni di strumentazioni;
d)
il plutonio con tenore isotopico in plutonio-238 superiore all'80 %.
3. La persona o l’impresa cui è concessa la deroga trasmette alla Commissione un rapporto annuale entro il 31 gennaio di ogni anno, utilizzando il modulo di cui all’allegato X. Detto rapporto descrive la situazione alla fine dell'anno civile precedente.
4. In caso di esportazioni di materie nucleari verso uno Stato terzo, la persona o l’impresa cui è stata concessa la deroga, utilizzando il modulo di cui all’allegato X, trasmette un rapporto alla Commissione quanto prima e, al più tardi, entro quindici giorni dalla fine del mese in cui ha avuto luogo l’esportazione. Tale rapporto indica la quantità di materie nucleari esportate e la giacenza di materie nucleari ancora soggette a deroga.
5. In caso di importazioni di materie nucleari da uno Stato terzo, la persona o l’impresa cui è concessa la deroga presenta alla Commissione una richiesta, allo scopo di aggiungere dette materie all’elenco delle materie alle quali si applica la deroga. La richiesta è trasmessa alla Commissione non appena sia nota alla persona o all’impresa la data del trasferimento e, al più tardi, entro quindici giorni dalla fine del mese in cui si verifica il trasferimento, utilizzando il modulo di cui all'allegato IX.
6. La Commissione può definire altre clausole specifiche riguardanti la forma e la periodicità dei rapporti nelle disposizioni particolari sul controllo di cui all’articolo 6.
7. Qualora non ne sussistano più le condizioni, la deroga è revocata dalla Commissione, dopo ricezione dell’informazione, trasmessa dalla persona o dall’impresa cui la deroga è concessa.
CAPO IV
TRASFERIMENTI TRA STATI
Articolo 20
Esportazioni e spedizioni
1. Le persone o le imprese di cui all’articolo 3, paragrafo 1, primo comma, notificano preventivamente alla Commissione i casi in cui materie grezze o materie fissili speciali:
a)
sono esportate verso uno Stato terzo;
b)
sono spedite da uno Stato membro non dotato di armi nucleari a uno Stato membro dotato di armi nucleari;
c)
sono spedite da uno Stato membro dotato di armi nucleari a uno Stato membro non dotato di armi nucleari.
2. La notificazione preventiva è richiesta soltanto:
a)
se la spedizione è superiore a 1 kg effettivo;
oppure
b)
se un impianto trasferisce a uno stesso Stato un quantitativo totale di materiale che superi il peso di un chilogrammo effettivo in qualsiasi periodo consecutivo di dodici mesi, anche se nessuna singola consegna supera il chilogrammo effettivo.
3. La notificazione è effettuata, avvalendosi del modulo di cui all'allegato VI, dopo la conclusione del contratto relativo al trasferimento e in modo da pervenire alla Commissione almeno otto giorni lavorativi prima che le materie siano imballate per la spedizione.
4. Se ragioni di protezione fisica lo richiedono, possono essere concordate con la Commissione particolari modalità riguardanti la forma e la trasmissione di tale notifica.
5. I paragrafi da 1 a 4 non si applicano alle esportazioni e alle spedizioni di materie nucleari contenute nei rifiuti e nei minerali.
Articolo 21
Importazioni e ricezioni
1. Le persone o le imprese di cui all’articolo 3, paragrafo 1, primo comma, notificano preventivamente alla Commissione i casi in cui materie grezze o materie fissili speciali:
a)
sono importate da uno Stato terzo;
b)
sono ricevute in uno Stato membro non dotato di armi nucleari in provenienza da uno Stato membro dotato di armi nucleari;
c)
sono ricevute in uno Stato membro dotato di armi nucleari in provenienza da uno Stato membro non dotato di armi nucleari.
2. La notificazione preventiva è richiesta soltanto:
a)
se la spedizione è superiore a 1 kg effettivo;
oppure
b)
se un impianto importa o riceve da uno stesso Stato quantitativo totale di materiale che superi il peso di un chilogrammo effettivo in qualsiasi periodo consecutivo di dodici mesi, anche se nessuna singola consegna supera il chilogrammo effettivo.
3. La notificazione è effettuata, avvalendosi del modulo di cui all'Allegato VII, con il maggior anticipo possibile sulla data di arrivo prevista delle materie e, al più tardi, alla data di ricezione, e perviene alla Commissione almeno cinque giorni lavorativi prima della data di disimballaggio delle materie.
4. Se ragioni di protezione fisica lo richiedono, possono essere concordate con la Commissione particolari modalità riguardanti la forma e la trasmissione di tale notificazione.
5. Le disposizioni dei paragrafi da 1 a 4 non si applicano alle esportazioni e alle ricezioni di materie nucleari contenute nei rifiuti e nei minerali.
Articolo 22
Perdita di materie o ritardo in occasione di trasferimenti
Un rapporto speciale, in conformità all'articolo 15, è trasmesso dalle persone o dalle imprese che notificano un trasferimento ai sensi degli articoli 20 e 21 qualora, in seguito a un incidente o a circostanze eccezionali, siano state informate che si è verificata, o appaia essersi verificata, una perdita di materie nucleari, ovvero se si è verificato un ritardo notevole nel trasferimento.
Articolo 23
Comunicazione di cambiamenti di data
Qualsiasi cambiamento delle date di preparazione del trasferimento, del trasporto o delle operazioni di disimballaggio delle materie nucleari indicate nelle notifiche di cui agli articoli 20 e 21, è comunicata immediatamente, con indicazione delle nuove date, se note, tranne in caso di cambiamenti che diano luogo a rapporti speciali.
CAPO V
DISPOSIZIONI SPECIFICHE
Articolo 24
Produttori di minerali
1. Ogni persona o impresa che, nel territorio di uno Stato membro, estragga minerali dichiara alla Commissione le caratteristiche tecniche fondamentali delle operazioni di estrazione del minerale, utilizzando il modulo di cui all'allegato I-J, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, e comunica il programma delle attività, a norma dell'articolo 5.
2. In deroga agli articoli 7, 8 e 9, ogni persona o impresa che estragga minerali tiene registrazioni di tale attività, da cui risultano, in particolare, le quantità di minerale estratto con il tenore medio di uranio e di torio, nonché le giacenze, in miniera, del minerale estratto. Le registrazioni contengono inoltre i dettagli delle spedizioni, con indicazione della data, del destinatario e delle relative quantità.
Le registrazioni sono conservate per almeno cinque anni.
Articolo 25
Dichiarazione di esportazione/spedizione di minerali
In deroga agli articoli da 10 a 18, ogni persona o impresa che estragga minerali comunica alla Commissione, avvalendosi del modulo di cui all’allegato VIII,
a)
le quantità di minerale spedito da ciascuna miniera, entro il 31 gennaio di ogni anno per l’anno precedente;
e
b)
le esportazioni di minerali verso Stati terzi, al più tardi alla data di spedizione.
Articolo 26
Trasportatori e detentori
Ogni persona o impresa che, nei territori degli Stati membri, trasporti materie nucleari ovvero detenga temporaneamente queste materie durante il trasporto, le riceve o le consegna soltanto dietro rilascio di una ricevuta debitamente firmata e datata. Sulla ricevuta sono indicati i nomi di chi consegna tali materie e di chi le riceve, nonché le quantità trasportate, la categoria, la forma e la composizione delle stesse.
Se ragioni di protezione fisica lo richiedono, la descrizione delle materie trasferite può essere sostituita da idonei dati di identificazione della spedizione. Tali dati di identificazione consentono di risalire alle registrazioni tenute dalle persone o dalle imprese di cui all'articolo 3, paragrafo 1, primo comma.
Dette registrazioni sono conservate dalle parti contraenti per almeno cinque anni.
Articolo 27
Registrazioni sostitutive per trasportatori e detentori
Le registrazioni già detenute dalle persone o dalle imprese, a norma delle disposizioni in vigore ad esse applicabili nei territori degli Stati membri in cui operano, possono sostituire le registrazioni di cui all'articolo 26, purché le registrazioni sostitutive contengano tutti i dati richiesti da detto articolo.
Articolo 28
Intermediari
Qualunque intermediario che prenda parte alla conclusione di un contratto per la fornitura di materie nucleari in qualità di agente autorizzato, mediatore o commissionario, conserva, per almeno cinque anni dalla data della cessazione del contratto, tutte le registrazioni relative alle transazioni effettuate da lui stesso o per suo conto. Queste registrazioni contengono il nome delle parti contraenti, la data del contratto, la quantità, la categoria, la forma e la composizione, nonché la provenienza e la destinazione delle materie.
Articolo 29
Trasmissione di informazioni e di dati
La Commissione può trasmettere all'Agenzia internazionale per l'energia atomica informazioni e dati ottenuti in applicazione del presente regolamento.
Articolo 30
Elenco iniziale delle scorte di rifiuti e registrazioni contabili
1. In deroga all'articolo 11, qualsiasi persona o impresa che tratta o immagazzina materie nucleari, che sono state in precedenza dichiarate rifiuti conservati o condizionati, trasmette alla Commissione, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento, un elenco iniziale delle scorte di materie nucleari suddivise per categoria.
2. Qualsiasi persona o impresa che tratta o immagazzina materie nucleari, che sono state in precedenza dichiarate rifiuti conservati o condizionati, tiene le relative registrazioni contabili.
In deroga agli articoli da 7 a 11, all'articolo 13 e all'articolo 17 per le materie che sono state in precedenza dichiarate rifiuti conservati e agli articoli da 7 a 13 e all'articolo 17 per le materie che sono state in precedenza dichiarate rifiuti condizionati, le registrazioni comprendono:
a)
i dati operativi utilizzati per determinare le variazioni di quantità e di composizione delle materie nucleari;
b)
un elenco delle giacenze da aggiornare annualmente dopo l'effettuazione dell'inventario fisico;
c)
la descrizione della sequenza dei provvedimenti adottati per preparare ed effettuare un inventario fisico in modo da garantirne l'esattezza e la completezza;
d)
la descrizione dei provvedimenti presi per determinare la causa e l'entità di ogni eventuale perdita accidentale;
e)
tutte le variazioni delle giacenze, in modo da consentire, su richiesta, la determinazione dell'inventario contabile.
I requisiti in materia di registrazione per il trattamento dei rifiuti conservati sono specificati nelle disposizioni particolari sul controllo di cui all’articolo 6.
Articolo 31
Trattamento dei rifiuti
Le persone o le imprese di cui all’articolo 3, paragrafo 1, primo comma, notificano preventivamente alla Commissione qualsiasi campagna di trattamento di materie che sono state in precedenza dichiarate rifiuti conservati o condizionati, ad esclusione del reimballaggio o ulteriore condizionamento senza separazione di elementi.
Questa notificazione preventiva, effettuata avvalendosi del modulo di cui all’allegato XII, include informazioni sulla quantità di plutonio, uranio ad alto arricchimento e uranio-233 per partita, la forma (vetro, liquido a elevata attività, ecc.), la durata prevista della campagna e l’ubicazione delle materie prima e dopo la campagna. Tale notifica perviene alla Commissione almeno duecento giorni prima dell’inizio della campagna.
Articolo 32
Trasferimenti di rifiuti condizionati
Le persone o le imprese di cui all’articolo 3, paragrafo 1, primo comma, presentano, entro il 31 gennaio di ogni anno, i rapporti annuali indicanti:
a)
le spedizioni o esportazioni di rifiuti condizionati verso impianti situati nel territorio o al di fuori degli Stati membri, avvalendosi del modulo di cui all’allegato XIII;
b)
le ricezioni o importazioni di rifiuti condizionati provenienti da un impianto che non dispone di un codice area di bilancio materie o da un impianto situato al di fuori del territorio degli Stati membri, avvalendosi del modulo di cui all’allegato XIV;
c)
i cambiamenti di ubicazione dei rifiuti condizionati contenenti plutonio, uranio ad alto arricchimento o uranio-233, avvalendosi del modulo di cui all'allegato XV.
Articolo 33
Obblighi internazionali
Le disposizioni del presente regolamento, in particolare l'articolo 3, paragrafo 2, l'articolo 31 e l'articolo 32, lettera c), sono applicati nel rispetto degli obblighi assunti dalla Comunità e dagli Stati membri non dotati di armi nucleari in virtù del protocollo aggiuntivo 1999/188/Euratom.
CAPO VI
DISPOSIZIONI SPECIFICHE APPLICABILI NEI TERRITORI DEGLI STATI MEMBRI DOTATI DI ARMI NUCLEARI
Articolo 34
Disposizioni specifiche applicabili agli Stati membri dotati di armi nucleari
1. Il presente regolamento non si applica:
a)
agli impianti o parti di impianti destinati alle necessità della difesa e situati sul territorio di uno Stato membro dotato di armi nucleari;
b)
alle materie nucleari destinate alle necessità della difesa da questo Stato membro.
2. Per le materie nucleari, impianti o parti di impianti che possono essere destinati alla necessità della difesa e sono situati nel territorio di uno Stato membro dotato di armi nucleari, la misura in cui si applicano il presente regolamento e le procedure ivi previste è stabilita dalla Commissione previa consultazione e di concerto con lo Stato membro interessato, tenuto conto dell'articolo 84, secondo comma, del trattato.
3. Nonostante i paragrafi 1 e 2:
a)
l’articolo 3, paragrafo 1, e gli articoli 4 e 6 si applicano agli impianti o parti di impianti che in determinati periodi operano esclusivamente con materie nucleari che possono essere destinate alle necessità della difesa, ma che in altri periodi operano esclusivamente con materie nucleari per uso civile;
b)
l’articolo 3, paragrafo 1, e gli articoli 4 e 6 si applicano, salvo in casi eccezionali giustificati da motivi di sicurezza nazionale, agli impianti o parti di impianti il cui accesso potrebbe essere limitato per tali motivi, ma che producono, trattano, separano, ritrattano o impiegano in qualsiasi altro modo, simultaneamente, sia materie nucleari per uso civile, sia materie nucleari destinate, o che possono essere destinate, alle necessità della difesa;
c)
gli articoli 2, 5 e da 7 a 32, l’articolo 34, paragrafi 1 e 2, e gli articoli 35, 36 e 37 si applicano a tutte le materie nucleari per uso civile situate in impianti o parti di impianti di cui alle lettere a) e b), del presente paragrafo;
d)
l’articolo 3, paragrafo 2, l’articolo 31 e l'articolo 32, lettera c), non si applicano nei territori degli Stati membri dotati di armi nucleari.
CAPO VII
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 35
Riservatezza dei dati
Le disposizioni della Commissione in materia di sicurezza di cui alla decisione 2001/844/CE/CECA/Euratom si applicano, fatto salvo il regolamento n. 3 relativo all'applicazione dell'articolo 24 del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, alle informazioni, conoscenze e documenti acquisiti o ottenuti dalla Commissione a norma del presente regolamento.
La sicurezza della trasmissione delle informazioni è concordata dalla Commissione con la persona, l'impresa o l'entità interessata ed è conforme alle prescrizioni degli Stati membri in materia di trasmissione di siffatte informazioni.
Articolo 36
Impianti controllati dall’esterno della Comunità
Quando un impianto è controllato da una persona o da un'impresa stabilita fuori dalla Comunità, gli obblighi previsti dal presente regolamento incombono alla direzione locale dell'impianto.
Articolo 37
Linee direttrici
La Commissione adotterà e pubblicherà linee direttrici per l'applicazione del presente regolamento mediante una raccomandazione e, ove necessario, le aggiornerà alla luce dell'esperienza acquisita, in stretta consultazione con gli Stati membri e dopo aver ricevuto le osservazioni delle parti interessate.
Articolo 38
Abrogazione
Il regolamento (Euratom) n. 3227/76 è abrogato.
I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento.
Articolo 39
Periodo di transizione
La Commissione può accordare una deroga all'obbligo di usare i moduli di notifica di cui agli allegati III, IV e V. La deroga si applica alle persone o alle imprese che utilizzano i moduli di notifica di cui agli allegati II, III e IV del regolamento n. 3227/76/Euratom, alla data di entrata in vigore del presente regolamento. La deroga è concessa per un periodo massimo di cinque anni a decorrere dalla stessa data.
Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, le persone o le imprese di cui all'articolo 3, paragrafo 1, primo comma, comunicano alla Commissione la data a partire dalla quale intendono utilizzare i moduli di notifica di cui agli allegati III, IV e V. Su richiesta adeguatamente motivata e su presentazione di un programma di attuazione, la Commissione può, su base individuale, concedere una proroga di due anni al massimo di tale periodo.
Articolo 40
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, l’8 febbraio 2005.

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