Document ID: 32004D0342

Decisione della Commissione
del 16 dicembre 2003
relativa all'aiuto di Stato al quale l'Italia, Regione Sicilia, intende dare esecuzione in favore del settore agricolo
[notificata con il numero C(2003) 4474]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(2004/342/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detto articolo(1) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 2 maggio 1996, registrata l'8 maggio 1996, l'Italia ha notificato alla Commissione gli aiuti previsti dalla legge regionale 18 maggio 1996, n. 33 della Regione Siciliana.
(2) L'esame della notifica è stato suddiviso in quattro fascicoli: aiuto n. N 340/A/96, concernente tutti i settori tranne l'agricoltura e la pesca, aiuto n. N 340/B/96 concernente i prodotti agricoli di cui all'allegato I del trattato, aiuto n. N 340/C/96 concernente i prodotti della pesca, aiuto n. N 340/D/96 al settore dei trasporti. La presente decisione riguarda esclusivamente gli aiuti al settore dei prodotti agricoli di cui all'allegato I del trattato.
(3) Con lettera del 3 giugno 1996, registrata il 12 giugno 1996, le autorità italiane hanno trasmesso le schede descrittive relative agli aiuti istituiti dagli articoli 10, 17 e 18 della legge regionale n. 33/1996.
(4) Con lettera del 3 luglio 1996, registrata l'11 luglio 1996, le autorità italiane hanno trasmesso il testo della legge regionale n. 33/1996 pubblicato nella Gazzetta ufficiale 21 maggio 1996, n. 26, della Regione Siciliana.
(5) Con telex n. VI/027617 del 9 luglio 1996 e n. VI/46886 del 5 dicembre 1996, la Commissione ha chiesto alle autorità italiane ulteriori informazioni. Con lettera del 19 dicembre 1996, registrata il 31 dicembre 1996, le autorità italiane hanno trasmesso alla Commissione informazioni supplementari in merito agli articoli 9, 13, 14, 15, 16, 17 e 18 della legge regionale n. 33/1996.
(6) Con lettera del 21 marzo 1997 (SG(97) D/2243), la Commissione ha informato le autorità italiane della propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato riguardo agli aiuti di cui agli articoli 1, 9, 10, 13, commi 2 e 3, e agli articoli 17, 18 e 19 della legge regionale n. 33/1996.
(7) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito agli aiuti di cui trattasi.
(8) Con lettere del 2 settembre 1997 e del 7 novembre 1997, registrate rispettivamente il 4 settembre 1997 e il 17 novembre 1997, la Commissione ha ricevuto osservazioni in merito dalle autorità italiane.
(9) Con lettera del 28 gennaio 1998, l'Italia ha informato la Commissione che all' aiuto di cui all'articolo 18 della legge regionale n. 33/1996 non poteva più essere data esecuzione per mancanza di copertura finanziaria e si è impegnata a rinotificarlo a norma dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, qualora dovesse essere riproposto.
(10) Per concludere l'esame del fascicolo, con telex AGR 029182 del 20 novembre 2000 i servizi della Commissione hanno chiesto alle autorità italiane chiarimenti in merito agli aiuti in questione. Nello stesso telex i servizi della Commissione hanno, inoltre, comunicato che qualora le autorità italiane avessero assicurato la mancata erogazione di aiuti al settore dei prodotti agricoli di cui all'allegato I, del trattato, in virtù delle disposizioni oggetto della decisione della Commissione di avviare il procedimento formale di esame, e qualora le autorità italiane si fossero impegnate ad abrogare tali disposizioni nella misura in cui erano applicabili al settore agricolo, le autorità competenti potevano considerare la possibilità di ritirare la notifica.
(11) Con lettera del 12 giugno 2001, l'Italia ha informato la Commissione di aver ritirato la notifica dell'aiuto di cui all'articolo 9 della legge regionale n. 33/1996, in quanto l'aiuto in questione non era stato attuato ed era stato sostituito da nuove misure notificate e/o in corso di notifica alla Commissione a norma dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato(3).
(12) Con lettera del 28 giugno 2001, registrata il 2 luglio 2001, l'Italia ha trasmesso informazioni supplementari in merito all'articolo 10 della legge regionale n. 33/1996.
(13) Alla luce di quanto precede, la presente decisione riguarda esclusivamente gli aiuti di Stato di cui agli articoli 1, 10, 13, commi 2 e 3, e agli articoli 17 e 19 della legge regionale n. 33/1996. Poiché l'Italia ha ritirato la notifica degli aiuti di cui agli articoli 9 e 18 con lettere del 28 gennaio 1998 e del 12 giugno 2001, non vi è motivo di valutare gli aiuti istituiti da detti articoli.
(14) Conformemente all'articolo 63 della legge regionale n. 33/1996, l'attuazione degli aiuti di Stato di cui alla legge stessa è subordinata all'approvazione da parte della Commissione.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEGLI AIUTI
Articolo 1 della legge regionale n. 33/1996
(15) L'articolo 1 della legge regionale n. 33/1996 istituisce un sistema di aiuti destinati a compensare i costi supplementari sostenuti dalle imprese operanti in Sicilia per il trasporto fuori dall'isola delle merci prodotte e/o trasformate nel territorio regionale. L'aiuto é giustificato con la distante ubicazione delle imprese rispetto ai principali mercati nazionali ed europei. L'aiuto è destinato alle imprese di tutti i settori produttivi (ad esclusione delle imprese dei settori estrattivi e di produzione di energia idroelettrica la cui ubicazione nella Regione non è dovuta a libera scelta), che si avvalgono di mezzi di trasporto ferroviari, su gomma, navali e aerei o di sistemi misti. L'aiuto è previsto per il biennio 1997-1998 ed è calcolato sulla base dei chilometri percorsi e del peso trasportato, con riferimento allo spostamento delle merci all'interno delle frontiere nazionali. La quantificazione del sovraccosto è determinata annualmente con decreto del Presidente della Regione, avuto riguardo al modo di trasporto più economico e alla via più diretta tra il luogo di produzione o di trasformazione e gli sbocchi commerciali. In nessun caso potrà essere ammesso un aiuto compensativo superiore ai costi.
(16) Nella sua decisione di avviare il procedimento riguardo a tale aiuto, la Commissione ha rilevato che per quanto concerne il settore agricolo la misura costituiva, in sostanza, una modifica dell'aiuto previsto dall'articolo 90 della legge regionale 1o settembre 1993, n. 25(4). Quest'ultimo aiuto era stato oggetto, nell'ambito del procedimento C 30/95, di una decisione finale negativa intesa a conseguire l'abrogazione della misura e il recupero delle somme eventualmente versate(5). Le ragioni che avevano indotto la Commissione ad adottare tale decisione restavano, in sostanza, valide(6).
(17) In particolare, la Commissione ha ritenuto che siffatti aiuti fossero aiuti al funzionamento, incompatibili con il mercato comune. Questo tipo di aiuti, che finanzia una parte dei costi di gestione a carico dei beneficiari, non ha effetti duraturi e strutturali sui settori in questione e conferisce invece esclusivamente un vantaggio ai prodotti della regione, commercializzati al di fuori dei confini regionali rispetto ai prodotti che non beneficiano né in Italia né in altri Stati membri di misure analoghe.
(18) Di conseguenza, nella fattispecie nessuna delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato era applicabile. La Commissione ha pertanto deciso di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato nei confronti dell'aiuto previsto dall'articolo 1 della legge regionale n. 33/1996 a favore della produzione, della trasformazione e/o della commercializzazione dei prodotti agricoli.
Articolo 10 della legge regionale n. 33/1996
(19) L'articolo 10 della legge regionale n. 33/1996 estende l'applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 51, 52, 53 e 54 della legge regionale 18 febbraio 1986, n. 3 ai consorzi di filiera costituiti tra imprese agricole, artigiane e commerciali che si occupano della produzione, della lavorazione e della commercializzazione di piante e fiori. Secondo le informazioni trasmesse dalle autorità competenti con lettera del 3 giugno 1996, gli aiuti in questione hanno durata illimitata.
(20) La decisione della Commissione di avviare il procedimento ha per oggetto l'aiuto previsto all'articolo 10 della legge regionale n. 33/1996, nella misura in cui detto articolo rinvia all'articolo 53, lettera c), della legge regionale n. 3/1986. Detto aiuto, a favore della creazione di strutture di uso comune, può essere concesso nella misura dell'80 % per sovvenzionare le seguenti spese ammissibili: acquisto di terreni, costruzione dei necessari edifici, acquisto e ristrutturazione di immobili esistenti, nonché l'acquisto di qualsiasi altra struttura fissa indispensabile per le attività delle cooperative.
(21) Nell'ambito della sua valutazione la Commissione ha concluso che tali investimenti, beneficiari della sovvenzione regionale, restavano di proprietà del consorzio ed erano destinati alla realizzazione delle sue attività nell'ambito della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli.
(22) In tale settore, in forza delle disposizioni all'epoca vigenti(7), gli aiuti di Stato dovevano essere conformi ai limiti settoriali indicati al punto 1.2, secondo e terzo trattino, dell'allegato della decisione 94/173/CEE della Commissione e l'intensità dell'aiuto non poteva superare, nelle regioni appartenenti all'obiettivo 1 come la Sicilia, il 75 % del costo dell'investimento.
(23) Il tasso previsto per l'aiuto in esame era dell'80 % e non era stata fornita alcuna informazione che permettesse di verificare il rispetto dei limiti settoriali applicabili. Alla luce di tali considerazioni, la concessione degli aiuti istituti dall'articolo 53, lettera c) della legge regionale n. 3/1986 ai consorzi di cui all'articolo 10 della legge regionale n. 33/1996 non poteva beneficiare di nessuna delle deroghe previste all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato.
Articolo 13, commi 2 e 3, della legge regionale n. 33/1996
(24) L'articolo 13, comma 2, della legge regionale n. 33/1996 stabilisce che, in seguito ai danni alle produzioni agricole determinati dagli eventi atmosferici del dicembre 1995-marzo 1996, la giunta regionale può deliberare la sospensione dei ruoli dei consorzi di bonifica i cui comprensori rientrano nei territori colpiti da calamità naturali ai sensi della legge nazionale 14 febbraio 1992, n. 185, che istituisce il risarcimento nazionale per i danni alla produzione agricola previa delimitazione con decreto ministeriale delle aree colpite. Conformemente all'articolo 13, comma 3, della legge regionale n. 33/1996 la Regione è autorizzata a rimborsare i consorzi di bonifica delle mancate riscossioni fino ad un massimo di ITL 5000 milioni.
Articolo 17 della legge regionale n. 33/1996
(25) L'articolo 17 della legge regionale n. 33/1996 prevede l'anticipazione, da parte della Regione, delle somme dovute dallo Stato a titolo di intervento del Fondo nazionale di solidarietà per il risarcimento dei danni provocati da calamità naturali o da avverse condizioni atmosferiche (legge nazionale n. 185/92). L'aiuto di cui all'articolo 17 ha durata limitata all'anno 1996, per il quale è previsto una spesa di ITL 20000 milioni (v. lettera del 3 giugno 1996). L'aiuto in questione consiste in sovvenzioni a favore degli agricoltori per ricostituire il capitale di conduzione e per il ripristino delle strutture aziendali danneggiate dagli eventi naturali in questione. I beneficiari sono imprenditori agricoli che a seguito degli squilibri termici e successivi eccessi idrici verificatisi nel 1996 hanno subito danni in misura superiore al 35 % della produzione lorda vendibile.
(26) Gli aiuti di cui all'articolo 13, commi 2 e 3 e all'articolo 17 possono essere cumulati entro i limiti consentiti dalla legge nazionale n. 185/1992.
(27) Nella sua decisione di avviare il procedimento riguardo agli aiuti di cui all'articolo 13, commi 2 e 3 e all'articolo 17, la Commissione precisava che tali misure dovevano essere analizzate alla luce dei criteri all'epoca applicati dalla Commissione in materia di aiuti di Stato intesi a risarcire i danni provocati da eventi assimilati alle calamità naturali(8). Secondo tali criteri dovevano essere soddisfatte le seguenti due condizioni:
a) le perdite subite dal beneficiario dell'aiuto dovevano raggiungere il 30 % della sua produzione normale, calcolata in base alla produzione del triennio precedente, ovvero il 20 % nelle zone svantaggiate a ai sensi della direttiva 75/268/CEE del Consiglio, del 28 aprile 1975, sull'agricoltura di montagna e di talune zone svantaggiate(9);
b) qualsiasi possibilità di sovracompensazione delle perdite subite doveva essere esclusa.
(28) Nella sua decisione la Commissione ha rilevato che nel caso in esame le informazioni disponibili non consentivano di concludere che entrambe le condizioni erano soddisfatte. Infatti, per quanto riguarda l'articolo 17, che recepisce e integra la legislazione nazionale in materia di calamità naturali e avverse condizioni atmosferiche, i testi regionali trasmessi si limitavano a fare riferimento alle disposizioni della legge nazionale n. 185/1992 e relative modalità di applicazione, tra cui una lettera del ministero dell'Agricoltura A1659 del 2 luglio 1996, secondo la quale l'aiuto non poteva superare il 100 % dei danni. Al momento dell'avvio del procedimento di esame degli aiuti di cui trattasi anche la legge nazionale n. 185/1992 era oggetto di una decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato a causa dell'impossibilità di verificare il rispetto delle condizioni enunciate al punto 27, lettere a) e b)(10).
(29) Di conseguenza, in mancanza di specifiche assicurazioni in merito al rispetto di tali condizioni, a livello regionale, la Commissione ha rilevato che era inevitabile trarre le medesime conclusioni per il caso in esame.
(30) In particolare, la Commissione aveva sottolineato innanzitutto che né la legge regionale in esame né le informazioni trasmesse specificavano le modalità di calcolo della produzione "normale" in riferimento alla quale si stabilisce la soglia minima che fa scattare l'indennizzo. Inoltre, sussistevano dubbi in merito alla condizione di assenza di sovracompensazione.
(31) Nella lettera del 19 dicembre 1996, le autorità italiane hanno dichiarato, con riferimento all'articolo 17, che, conformemente alle disposizioni di cui alla nota del ministero dell'Agricoltura del 2 luglio 1996, l'aiuto non poteva superare il 100 % delle perdite subite. Tuttavia, la Commissione ha rilevato che l'aiuto di cui all'articolo 17 sembrava essere cumulabile con altri aiuti, in particolare quelli di cui all'articolo 13, comma 2 della medesima legge. Non era stata infatti fornita alcuna assicurazione circa l'assenza di sovracompensazione in caso di cumulo.
(32) Alla luce delle considerazioni che precedono, la Commissione non era in grado di verificare, nel caso in esame, il rispetto delle condizioni enunciate al punto 27, lettere a) e b). Di conseguenza, nessuna delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato era applicabile.
Articolo 19 della legge regionale n. 33/1996
(33) L'articolo 19 della legge regionale n. 33/1996 prevede contributi fino all'80 % per la realizzazione, nelle aziende agricole, di impianti per la produzione di energia elettrica, termica o meccanica da fonti rinnovabili. In particolare, l'articolo 19 prevede l'aumento dell'intensità dell'aiuto di cui all'articolo 12, comma 1, della legge nazionale 29 maggio 1982, n. 308 e all'articolo 13, comma 1, della legge nazionale 9 gennaio 1991, n. 10, la cui intensità massima è fissata al 55 % ovvero al 65 % per le cooperative dalle leggi nazionali. Il contributo è cumulabile con un prestito a tasso agevolato a copertura delle spese di investimento non finanziate dal contributo. Per la misura venivano stanziati ITL 2500 milioni.
(34) Nella sua decisione di avviare il procedimento la Commissione ha rilevato di aver già avuto modo di esaminare una legge regionale analoga e di aver comunicato al governo italiano la sua posizione in merito ai problemi relativi al cumulo nel settore agricolo con lettera SG(94) D/11946 del 16 agosto 1994 (aiuto n. E 1/94). In quest'ultima comunicazione la Commissione aveva precisato, fra l'altro, che i tassi massimi di aiuto stabiliti dalla legge nazionale, ossia il 55 % ovvero il 65 % per le cooperative agricole, dovevano essere coordinati con i tassi vigenti per gli aiuti nazionali agli investimenti nei settori della produzione, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli. Al momento dell'avvio del procedimento le regole applicabili a questo tipo di aiuti esigevano il rispetto delle seguenti condizioni:
a) dovevano essere rispettati i tassi massimi applicabili nel settore agricolo per tutti gli aiuti, sovvenzioni e/o abbuono d'interesse cumulati, che erano pari rispettivamente a:
i) nel settore della produzione primaria [investimenti contemplati dall'articolo 12, paragrafo 5, del regolamento (CEE) n. 2328/91 del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agrarie(11)], 35 % ovvero 45 % nelle zone svantaggiate ai sensi della direttiva 75/268/CEE;
ii) nel settore della trasformazione e commercializzazione, 55 % ovvero 75 % nelle regioni dell'obiettivo 1;
b) in entrambi i casi dovevano essere rispettati i limiti settoriali stabiliti, rispettivamente, dal regolamento (CEE) n. 2328/91 ovvero dagli orientamenti per gli aiuti di Stato relativi agli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli(12).
(35) Le autorità italiane non hanno fornito alcuna assicurazione circa il rispetto di tali condizioni.
(36) Di conseguenza, gli aiuti di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 33/96 non potevano beneficiare di alcuna delle deroghe previste all'articolo 87 paragrafi 2 e 3, del trattato.
III. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(37) Non sono pervenute osservazioni da eventuali interessati.
IV. COMMENTI DELL'ITALIA
(38) L'Italia, per conto della Regione Siciliana, ha trasmesso osservazioni alla Commissione con lettere del 2 settembre 1997 e del 7 novembre 1997, registrate rispettivamente il 4 settembre 1997 e il 17 novembre 1997. In risposta al telex della Commissione AGR 029182 del 20 novembre 2000, informazioni supplementari sono state successivamente trasmesse con lettera del 28 giugno 2001.
(39) Con lettera del 2 settembre 1997 l'Italia ha trasmesso osservazioni in merito agli articoli 1, 13 e 17 della legge regionale n. 33/1996.
(40) In merito all'articolo 1 l'Italia ha trasmesso copia delle considerazioni già fornite nell'ambito del procedimento relativo all'aiuto di cui all'articolo 90 della legge regionale n. 25/93. Gli aiuti istituiti da tale articolo erano stati oggetto, nell'ambito del procedimento C 30/95, di una decisione finale negativa che imponeva l'abrogazione della misura e il recupero dei relativi contributi eventualmente erogati. Nelle loro osservazioni le autorità italiane hanno dichiarato che l'aiuto era destinato a promuovere modalità alternative nel trasporto di prodotti agricoli con un uso coordinato dei vettori in conformità all'articolo 77 del trattato. Le autorità competenti comunicavano che in Sicilia i trasporti sono concentrati sul mezzo gommato (67 %) e che il trasporto dei prodotti agricoli avviene prevalentemente in modo non organizzato e attraverso un'utilizzazione irrazionale e squilibrata dei diversi sistemi: stradale, ferroviario e marittimo. Tale situazione è ulteriormente aggravata dalla polverizzazione dei carichi, trasportati in maggioranza su vettori gommati non specializzati e di piccola dimensione a prevalente conduzione familiare (padroncini), ed è collegata organicamente alla frammentazione del commercio agricolo regionale con la conseguente creazione di un sistema di trasporti scarsamente disponibile all'innovazione, all'organizzazione e all'utilizzazione di forme combinate. Tale situazione si ripercuote sul piano economico (maggiorazione del costo unitario e rischio del percorso di ritorno del vettore gommato del tutto o parzialmente scarico), su quello ambientale e sulla sicurezza delle strade. L'intervento regionale intende promuovere lo sviluppo del trasporto intermodale e l'associazionismo fra gli operatori del trasporto mediante l'incentivazione della domanda. Si tratterebbe di un aiuto provvisorio per l'avviamento di un sistema di trasporto organizzato ed intermodale, favorendo il trasferimento di quote di traffico del gommato al combinato strada-rotaia e strada-mare nonché la riduzione del numero di automezzi destinati al trasporto dei prodotti agricoli. In applicazione del paragrafo 4 dell'articolo in oggetto, l'aiuto può essere forfettizzato in relazione al tipo di trasporto senza un collegamento diretto alla quantità e al valore del prodotto trasportato. Le autorità competenti hanno concluso le loro osservazioni dichiarando che per i motivi esposti, esse considerano l'aiuto compatibile con gli articoli 77 (ora 73) e con l'articolo 92, paragrafo 3, lettere b) e c) (ora 87, paragrafo 3, lettere b) e c) del trattato.
(41) In merito agli aiuti di cui all'articolo 13, commi 2 e 3, e all'articolo 17 della legge regionale n. 33/1996, le autorità italiane hanno comunicato che ai fini del calcolo della produzione "normale" utilizzata per la determinazione del 35 % del danno, previsto dalla legge nazionale n. 185/1992, era stata effettuata un'analisi dei dati trasmessi all'ISTAT dai singoli ispettorati su un arco temporale di circa 10 anni. Allo scopo di pervenire alla corretta individuazione delle medie provinciali di riferimento, erano stati considerati soltanto i valori di produzione concernenti annate non colpite da eventi avversi. In merito alla condizione di non sovracompensazione le autorità competenti hanno ribadito che in base alle disposizioni ministeriali di cui alla nota A/1659 del 2 luglio 1996 l'aiuto non poteva superare il 100 % delle perdite subite. Le autorità italiane hanno confermato che l'aiuto di cui all'articolo 13, comma 2 era cumulabile con gli interventi previsti dagli articoli 17 e 18, ma che conformemente alle disposizioni ministeriali citate l'aiuto complessivo non poteva in alcun caso superare l'ammontare delle perdite subite. Inoltre, le autorità italiane hanno sottolineato che l'aiuto di cui all'articolo 13, comma 2, ossia la sospensione dei ruoli dei consorzi di bonifica, era concesso a tutti i proprietari degli immobili situati nel comprensorio e che hanno tratto vantaggio dalle opere di bonifica e, quindi, non soltanto agli agricoltori.
(42) Con lettera del 7 novembre 1997 l'Italia ha presentato osservazioni in merito agli articoli 1 e 10 della legge regionale n. 33/1996.
(43) In merito all'articolo 1 le autorità italiane hanno dichiarato che le modalità di trasporto sarebbero coerenti con la direttiva 92/106/CEE del Consiglio, del 7 dicembre 1992, relativa alla fissazione di norme comuni per taluni trasporti combinati di merci tra Stati membri(13). Esse hanno inoltre fatto riferimento ad alcune osservazioni dell'Assemblea Regionale Siciliana. Occorre considerare che alcune osservazioni dell'Assemblea regionale siciliana erano state presentate brevi manu ai servizi della Commissione nell'ambito di una riunione svoltasi il 25 settembre 1997. Secondo tali osservazioni l'articolo 1 della legge regionale n. 33/1996 costituiva un aiuto a finalità regionale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato che doveva essere valutato alla luce del punto 2.6 della comunicazione 94/C 364/08 della Commissione, del 20 dicembre 1994(14).
(44) In merito all'articolo 10 le autorità italiane hanno comunicato che gli aiuti in questione non erano cumulabili con altri aiuti regionali o nazionali ed erano concessi nella misura dell'80 % della spesa documentata su un importo massimo di ITL 1000 milioni ovvero di ITL 1200 milioni per le strutture destinate a consorzi di secondo grado. Inoltre, secondo le autorità competenti le modalità di calcolo del tasso dell'80 % sarebbero diverse da quelle applicate dalla Commissione, in quanto la misura regionale si riferisce alla spesa documentata su un importo massimo mentre il tasso del 75 % applicato dalla Commissione si riferisce al costo dell'investimento. Con lettera del 28 giugno 2001 le autorità competenti hanno comunicato che l'articolo 51 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 ha ridotto il tasso di aiuto previsto dall'articolo 33, paragrafo 1, lettera c), della legge regionale n. 3/1986 al 50 % della spese documentata su un importo massimo di ITL 1000 milioni ovvero di ITL 1200 milioni per le strutture destinate a consorzi di secondo grado. Esse hanno inoltre precisato che l'aiuto riguarda le attività di produzione, lavorazione e commercializzazione di piante e fiori e che tra le spese ammissibili rientrano gli oneri derivanti dall'acquisto dell'area di impianto dell'immobile e quelli inerenti alla costruzione dello stesso nonché gli oneri derivanti dall'acquisto di strutture preesistenti ed eventuali opere di ristrutturazione e di adattamento delle stesse.
V. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
(45) L'articolo 87, paragrafo 1, del trattato stabilisce che sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
Misura che non costituisce aiuto di Stato
(46) Alla luce di quanto precede e delle informazioni trasmesse dalle autorità competenti, una delle misure notificate in esame non deve essere considerata aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Si tratta della misura prevista dall'articolo 13, commi 2 e 3, della legge regionale n. 33/1996, in quanto dalle informazioni trasmesse dalle autorità competenti risulta che la sospensione dei ruoli dei consorzi di bonifica si applica non soltanto agli agricoltori, bensì a tutti i proprietari degli immobili situati nei comprensori dei consorzi che hanno subito danni da calamità naturali nel periodo dicembre 1995-marzo 1996.
(47) I consorzi di bonifica sono enti pubblici incaricati di realizzare opere infrastrutturali pubbliche(15) e sono disciplinati da leggi nazionali e regionali. Tra le funzioni del consorzio rientrano la progettazione, l'esecuzione, la manutenzione e la gestione delle opere di bonifica (complesso di lavori per prosciugare e per rendere idonei all'insediamento terreni, che erano un tempo paludosi e infestati dalla malaria), la realizzazione di attività di difesa del suolo per contenere le alluvioni ed evitare gli allagamenti, la gestione delle risorse idriche per un razionale sviluppo economico e sociale, ecc. Le opere di bonifica appartengono allo Stato e alle Regioni.
(48) La legge attribuisce ai consorzi di bonifica il potere di imporre ai consorziati contributi obbligatori riscossi tramite il regime delle imposte dirette(16).
(49) I consorziati sono tutti i proprietari di immobili di qualsiasi natura, tra cui terreni e fabbricati, situati nel comprensorio di bonifica. Il contributo in esame è pertanto assimilabile ad un'imposta che grava su tutti i consorziati, compresi, di norma, lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni per i beni di loro proprietà, che traggono beneficio dalle opere di bonifica per il fatto di essere proprietari di immobili ubicati nel comprensorio e indipendentemente dall'attività esercitata dal proprietario. Il contributo è di norma calcolato sulla base della rendita catastale per i fabbricati e del reddito dominicale per i terreni, quali risultano dai pubblici registri catastali, e sulla base degli indici idraulici di beneficio relativi all'area sulla quale l'immobile si trova.
(50) Nella fattispecie la Regione rimborsa i consorzi di bonifica delle mancate riscossioni dei contributi di tutti i consorziati e non soltanto di quelli che esercitano un'attività economica. Benchè sia possibile che molti dei proprietari della zona in questione siano agricoltori (il che può spiegare il riferimento alla delimitazione delle zone interessate a norma della legge nazionale n. 185/92), non si può tuttavia considerare che la misura in esame favorisca talune imprese o talune produzioni ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, in quanto secondo le informazioni trasmesse, essa non è destinata specificamente a soggetti che esercitano un'attività economica ed è applicabile, senza discriminazioni, a tutti i proprietari di immobili ubicati all'interno del comprensorio di bonifica che traggono beneficio dalle opere di bonifica. La misura non costituisce quindi aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
Misure che costituiscono aiuti di Stato
(51) Gli articoli 1, 10, 17 e 19 della legge regionale n. 33/1996 prevedono la concessione di aiuti, mediante risorse pubbliche, a favore di determinate imprese agricole che ne trarranno indubbiamente un vantaggio economico e finanziario a scapito di altre imprese non beneficiarie. Conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, allorché un aiuto finanziario concesso dallo Stato rafforza la posizione di un'impresa nei confronti di altre imprese concorrenti si assiste ad una possibile distorsione della concorrenza rispetto ad altre imprese concorrenti che non beneficiano dello stesso contributo(17).
(52) Le misure incidono sugli scambi tra Stati membri in quanto il volume di scambi intracomunitari di prodotti agricoli è considerevole, come risulta dalla tabella(18) seguente che riporta il valore complessivo delle importazioni e delle esportazioni di prodotti agricoli fra l'Italia e l'Unione europea nel periodo 1997-2001(19). Occorre considerare che, tra le regioni italiane, la Sicilia è un importante produttore di prodotti agricoli.
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(53) In merito occorre tuttavia rammentare che la Corte di giustizia ha stabilito che un aiuto ad un'impresa può essere tale da pregiudicare gli scambi tra gli Stati membri e da alterare la concorrenza qualora l'impresa stessa si trovi in concorrenza con prodotti provenienti da altri Stati membri, senza essere essa stessa esportatrice. Infatti, quando uno Stato membro concede una sovvenzione ad un'impresa, la produzione interna può risultarne invariata o aumentata, con la conseguenza che le possibilità per le imprese stabilite in altri Stati membri di esportare i loro prodotti nel mercato di questo Stato membro si riducono. Siffatto aiuto è pertanto in grado di incidere sugli scambi tra Stati membri e di falsare la concorrenza(20).
(54) La Commissione conclude pertanto che le misure in questione rientrano nel campo di applicazione del divieto di cui all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(55) Il divieto di cui all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato è soggetto alle deroghe previste dall'articolo 87, paragrafi 2 e 3.
(56) Le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 2, lettere a), b) e c), del trattato sono manifestamente inapplicabili data la natura e le finalità degli aiuti in oggetto. L'Italia non ha infatti chiesto l'applicazione né dell'articolo 87, paragrafo 2), lettere a) e b), né dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera c).
(57) Anche l'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato è inapplicabile in quanto gli aiuti in questione non sono destinati a favorire lo sviluppo di regioni in cui il tenore di vita sia anormalmente basso oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione.
(58) La Commissione deve tuttavia considerare che nelle osservazioni scritte presentate nel corso di una riunione le autorità siciliane hanno indicato che l'articolo 1 della legge regionale n. 33/1996 costituiva un aiuto a finalità regionale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato e doveva essere esaminato alla luce del punto 2.6 della comunicazione 94/C 364/08.
(59) Al riguardo, si rinvia al punto 3.7 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo(21) secondo cui, poiché le condizioni peculiari della produzione agricola vanno tenute in considerazione nella valutazione degli aiuti intesi a favorire le regioni svantaggiate, gli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale(22) non si applicano al settore agricolo. Ove pertinenti per il settore agricolo, considerazioni relative alla politica regionale sono state inserite negli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo.
(60) Alla luce di quanto precede, nella misura in cui l'articolo 1 della legge regionale n. 33/1996 istituisce aiuti a favore di imprese che operano nei settori della produzione, della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli di cui all'allegato I del trattato, riducendo i normali costi di trasporto come nel caso in esame, l'aiuto deve essere valutato sulla base delle norme in materia di aiuti di Stato applicabili all'agricoltura.
(61) Inoltre, la misura in oggetto, che istituisce un aiuto destinato a ridurre i costi di trasporto dei prodotti agricoli dell'Allegato I fuori dalla Sicilia, manifestamente non risulta intesa a promuovere lo sviluppo di regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione, né le autorità siciliane hanno fornito alcuna prova al riguardo o dimostrato il nesso tra gli aiuti che intendono concedere e lo sviluppo di regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione.
(62) Inoltre, la comunicazione 94/C 364/08, come espressamente indicato al punto 2.6, ultimo trattino, della medesima comunicazione, non si applicava ai prodotti agricoli dell'Allegato I e riguardava particolari regioni europee. Tale comunicazione è quindi manifestamente inapplicabile agli aiuti per il trasporto di prodotti agricoli fuori dalla Sicilia, come lo sono gli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale in cui sono state successivamente inserite le norme in materia di aiuti destinati a compensare i sovraccosti di trasporto in determinate regioni(23).
(63) Ne consegue che la deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato è inapplicabile alle misure in esame.
(64) Anche l'articolo 87, paragrafo 3, lettera b) del trattato è inapplicabile in quanto gli aiuti in questione non sono destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia italiana.
(65) La Commissione deve tuttavia considerare che le autorità italiane hanno invocato anche l'articolo 87, paragrafo 3, lettera b), per affermare la compatibilità con il trattato dell'articolo 1 della legge regionale n. 33/1996. Al riguardo la Commissione rileva che le autorità italiane non hanno indicato quale importante progetto di comune interesse europeo gli aiuti promuoverebbero né a quale grave turbamento dell'economia italiana gli aiuti porrebbero rimedio.
(66) Le autorità competenti hanno dichiarato genericamente che gli aiuti sono destinati a promuovere i trasporti combinati conformemente alla direttiva 92/106/CEE, ma ciò non può essere considerato un importante progetto di comune interesse europeo ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera b), del trattato. Inoltre, gli aiuti di cui all'articolo 1 della legge regionale n. 33/1996 sono concessi per qualsiasi mezzo di trasporto che i beneficiari intendono utilizzare e le autorità italiane non hanno dimostrato il nesso tra gli aiuti che intendono concedere e la realizzazione di alcun importante progetto di comune interesse europeo.
(67) Gli aiuti in questione non sono destinati né sono idonei alla realizzazione degli obiettivi di cui all'articolo 87, paragrafo 3), lettera d).
(68) In considerazione della natura e delle finalità degli aiuti in esame, l'unica deroga che puó essere applicabile é quella prevista dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato.
Disposizioni applicabili
(69) L'applicabilità della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato dev'essere valutata alla luce delle disposizioni che disciplinano la concessione di aiuti di Stato nel settore agricolo, ossia gli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo(24) (in prosieguo: gli "orientamenti").
(70) Conformemente al punto 23.3 degli orientamenti, la Commissione applica detti orientamenti a decorrere dal 1o gennaio 2000 sia alle nuove notificazioni di aiuti di Stato sia alle notificazioni in corso in tale data. Gli aiuti illegali di cui all'articolo 1, lettera f), del regolamento (CE) n. 659/99 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(25) saranno valutati secondo le regole e gli orientamenti vigenti alla data in cui sono stati concessi.
(71) Sulla base delle informazioni disponibili la legge regionale n. 33/1996 é stata notificata alla Commissione ed il suo articolo 63 prevede una clausola sospensiva che subordina l'attuazione degli aiuti di Stato da essa istituiti alla loro approvazione da parte della Commissione(26).
(72) Con telex AGR 029182 del 20 novembre 2000 i servizi della Commissione avevano chiesto alle autorità competenti di precisare se fossero già stati concessi aiuti al settore dei prodotti agricoli dell'allegato I del trattato in base alle disposizioni riguardo alle quali la Commissione aveva deciso di avviare il procedimento formale di esame. Nella medesima comunicazione i servizi della Commissione avevano indicato che qualora le autorità italiane avessero assicurato la mancata erogazione di aiuti al settore agricolo in base alle disposizioni citate e qualora le autorità italiane si fossero impegnate ad abrogare le pertinenti disposizioni di legge nella misura in cui esse erano applicabili al settore agricolo, le stesse autorità erano invitate a prendere in considerazione la possibilità di ritirare la notificazione in esame.
(73) Le autorità italiane non hanno risposto a tale domanda. In assenza di diverse informazioni la Commissione ha pertanto il diritto di ritenere che agli aiuti di cui trattasi non sia stata data esecuzione. Il loro esame rientra pertanto nell'ambito di applicazione degli orientamenti(27).
Articolo 1 della legge regionale n. 33/1996
(74) L'articolo 1 della legge regionale n. 33/1996 prevede un aiuto per compensare i sovraccosti di trasporto sostenuti dalle imprese operanti in Sicilia per il trasporto fuori dall'isola delle merci prodotte e/o trasformate nel territorio regionale. L'aiuto è giustificato con la distante ubicazione delle imprese rispetto ai principali mercati nazionali ed europei. L'aiuto è destinato alle imprese di tutti i settori produttivi (ad esclusione delle imprese dei settori estrattivi e di produzione di energia idroelettrica la cui ubicazione nella Regione non è dovuta a libera scelta) che si avvalgono di mezzi di trasporto ferroviari, su gomma, navali ed aerei o di sistemi misti, e pertanto al trasporto di prodotti agricoli. L'aiuto é corrisposto per il biennio 1997-1998. Il contributo é calcolato sulla base dei chilometri percorsi e del peso trasportato, con riferimento allo spostamento delle merci all'interno delle frontiere nazionali. La quantificazione del sovraccosto é determinata annualmente con decreto del Presidente della Regione, avuto riguardo al modo di trasporto più economico e alla via più diretta tra il luogo di produzione o di trasformazione e gli sbocchi commerciali. L'aiuto per il sovraccosto non puó eccedere i costi effettivamente sostenuti.
(75) Nella sua decisione di avviare il procedimento formale di esame, la Commissione ha osservato che, con riguardo al settore agricolo, l'aiuto costituiva, in sostanza, una forma emendata dell'aiuto previsto dall'articolo 90 della legge regionale n. 25/1993 che a sua volta era stato oggetto, nell'ambito del procedimento C 30/95, di una decisione finale negativa intesa a conseguire l'abrogazione della misura e il recupero delle somme eventualmente versate(28). La motivazione che ha indotto la Commissione ad adottare tale decisione resta, in sostanza, valida(29).
(76) In particolare, la Commissione aveva osservato che gli aiuti di questo tipo erano aiuti al funzionamento incompatibili con il mercato comune. Questo tipo di aiuto che finanzia una parte dei costi di gestione a carico dei beneficiari non ha alcun effetto duraturo e strutturale nei settori beneficiari e serve esclusivamente a conferire un vantaggio ai prodotti siciliani immessi sul mercato al di fuori dei confini regionali, rispetto ai prodotti che non beneficiano né in Italia né in altri Stati membri di misure analoghe.
(77) Alla luce degli orientamenti la valutazione di questa misura da parte della Commissione non cambia. In particolare, il punto 3.5 degli orientamenti stabilisce che per poter essere considerati compatibili con il mercato comune, gli aiuti devono contenere una componente di incentivo o esigere una contropartita da parte del beneficiario. Salvo le eccezioni esplicitamente previste dalla normativa comunitaria o dagli orientamenti, gli aiuti di Stato unilaterali intesi meramente a migliorare la situazione finanziaria dei produttori senza contribuire in alcun modo allo sviluppo del settore e, in particolare, gli aiuti concessi esclusivamente sulla base del prezzo, della quantità, dell'unità di produzione o dell'unità dei mezzi di produzione sono considerati aiuti al funzionamento, incompatibili con il mercato comune. Inoltre, per la loro stessa natura, tali aiuti possono interferire con i meccanismi delle organizzazioni comuni di mercato.
(78) L'aiuto in esame non contiene alcuna componente di incentivo, né richiede alcuna contropartita da parte del beneficiario. Né gli orientamenti né altre norme comunitarie prevedono aiuti di Stato di questo tipo e l'aiuto in esame risulta meramente inteso a migliorare la situazione finanziaria dei produttori senza contribuire in alcun modo allo sviluppo del settore.
(79) Nelle loro osservazioni le autorità italiane hanno indicato che l'aiuto é inteso a promuovere il trasporto intermodale e il miglioramento del settore dei trasporti. Tuttavia l'aiuto in esame é chiaramente corrisposto alle imprese che si avvalgono di qualunque trasportatore per portare i loro prodotti nei mercati ubicati fuori dalla Sicilia. Nel caso in esame tali imprese operano nei settori della produzione, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all'Allegato I del trattato. L'aiuto solleva tali imprese dai costi di trasporto delle loro merci, che le imprese stesse dovrebbero normalmente sostenere. Nessuna prova é stata fornita del fatto che l'aiuto sia finalizzato a favorire un particolare tipo di trasporto o che l'aiuto sia trasferito al settore dei trasporti. Tutte le osservazioni presentate dalle autorità competenti riguardo al settore dei trasporti e i loro riferimenti all'articolo 77 (ora 73) del trattato risultano pertanto inapplicabili al caso di specie e privi di ogni fondamento.
(80) Da quanto precede, consegue che la misura di cui all'articolo 1 della legge regionale n. 33/1996, a favore delle imprese operanti nei settori della produzione, della trasformazione e/o della commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all'Allegato I del trattato contiene, in forza sia della precedente prassi della Commissione che degli orientamenti attuali, aiuti al funzionamento, finalizzati a sollevare i beneficiari dai loro costi di trasporto.
(81) Poiché la misura in esame non contiene alcuna componente di incentivo, né richiede alcuna contropartita da parte del beneficiario, e poiché la Sicilia non é una delle regioni ultraperiferiche per le quali il punto 16 degli orientamenti prevede la possibilità di consentire aiuti al funzionamento, nessuna giustificazione può essere data ai sensi delle regole applicabili agli aiuti di Stato per il settore agricolo, all'aiuto in esame, che risulta essere un mero aiuto al funzionamento, finalizzato a sollevare i beneficiari dai loro costi di trasporto.
(82) In quanto tale, questo aiuto non può beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato. Come é stato dimostrato nei punti da 56 a 67 l'aiuto non può neppure beneficiare delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e b), né di qualunque altra deroga prevista dal trattato. Questo aiuto deve pertanto essere considerato incompatibile con il mercato comune e allo stesso non può essere data esecuzione.
Articolo 10 della legge regionale n. 33/1996
(83) L'articolo 10 della legge regionale n. 33/1996 estende l'applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 51, 52, 53 e 54 della legge regionale n. 3/1986 ai consorzi di filiera costituiti tra imprese agricole, artigiane e commerciali che si occupano della produzione, della lavorazione e della commercializzazione di piante e fiori. Secondo le informazioni trasmesse dalle autorità competenti con lettera del 3 giugno 1996, gli aiuti in questione hanno durata illimitata.
(84) La decisione della Commissione di avviare il procedimento ha per oggetto l'aiuto di cui all'articolo 10, nella misura in cui detto articolo rinvia all'articolo 53, lettera c), della legge regionale n. 3/1986. L'aiuto, a favore della creazione di strutture comuni, può essere concesso nella misura dell'80 % per sovvenzionare le seguenti spese ammissibili: acquisto di terreni, costruzione dei necessari edifici, acquisto e ristrutturazione di immobili esistenti, nonché l'acquisto di qualsiasi altra struttura fissa indispensabile per le attività delle cooperative.
(85) In tale settore, in forza delle disposizioni all'epoca vigenti(30), gli aiuti nazionali dovevano essere conformi ai limiti settoriali indicati al punto 1.2, secondo e terzo trattino, dell'allegato della decisione 94/173/CEE e l'intensità dell'aiuto non poteva superare, nelle regioni appartenenti all'obiettivo 1 come la Sicilia, il 75 % del costo dell'investimento.
(86) Il tasso previsto per l'aiuto in esame era dell'80 % e non era stata fornita alcuna informazione che permettesse di verificare il rispetto dei limiti settoriali applicabili.
(87) Nelle osservazioni in merito alla misura in questione le autorità italiane hanno comunicato innanzitutto che tali aiuti non erano cumulabili con altri aiuti regionali o nazionali ed erano concessi nella misura dell'80 % della spesa documentata su un importo massimo di ITL 1000 milioni ovvero di ITL 1200 milioni per le strutture destinate a consorzi di secondo grado. Inoltre, secondo le autorità competenti le modalità di calcolo del tasso dell'80 % sarebbero diverse da quelle applicate dalla Commissione in quanto la misura regionale si riferisce alla spesa documentata su un importo massimo mentre il massimale del 75 % applicato dalla Commissione si riferisce al costo dell'investimento.
(88) Con lettera del 28 giugno 2001 le autorità competenti hanno comunicato che l'articolo 51 della legge regionale n. 32/2000 ha ridotto il tasso di aiuto previsto dall'articolo 33, paragrafo 1, lettera c), della legge regionale n. 3/1986 al 50 % della spesa documentata su un importo massimo di ITL 1000 milioni ovvero di ITL 1200 milioni per le strutture destinate a consorzi di secondo grado. Le autorità italiane hanno inoltre precisato che l'aiuto riguarda le attività di produzione, lavorazione e commercializzazione di piante e fiori e che tra le spese ammissibili rientrano gli oneri derivanti dall'acquisto dell'area di impianto dell'immobile e quelli inerenti alla costruzione dello stesso nonché gli oneri derivanti dall'acquisto di strutture preesistenti ed eventuali opere di ristrutturazione e di adattamento delle stesse. Si deve tener conto che poiché l'articolo 10 della legge regionale n. 33/1996 rinvia all'articolo 53 della legge n.3/1986 e non, invece, all'articolo 33 di tale legge, non può essere certo che la riduzione del tasso di aiuto si riferisca effettivamente alle misure di cui all'articolo 53 della legge n. 3/1986 e all'articolo 10 della legge n. 33/1996.
(89) Tali informazioni non modificano comunque la valutazione effettuata dalla Commissione nella sua decisione di avviare il procedimento nei confronti dell'aiuto in questione.
(90) Per i motivi di seguito indicati, la misura che ha durata illimitata non può essere considerata compatibile con le norme in materia di aiuti di Stato agli investimenti nel settore della produzione, della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli dell'Allegato I applicabili a decorrere dal 1o gennaio 2000 e illustrate ai punti 4.1 e 4.2 degli orientamenti(31).
(91) In materia di aiuti alla trasformazione e alla commercializzazione gli orientamenti stabiliscono che di norma vengono sostenuti investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli soltanto in aziende di provata redditività, sulla base di una valutazione delle loro prospettive(32) e che rispettano requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali. Tuttavia, se gli investimenti sono realizzati allo scopo di conformarsi a nuovi requisiti minimi in materia di ambiente, igiene o benessere degli animali, il sostegno può essere concesso per soddisfare questi nuovi requisiti. Il tasso di aiuto non può superare il 50 % degli investimenti ammessi a beneficiarne nelle regioni dell'obiettivo 1 e il 40 % nelle altre regioni. Le spese ammissibili comprendono: la costruzione, l'acquisizione o il miglioramento di beni immobili, le nuove macchine e attrezzature, compresi i programmi informatici, le spese generali, come onorari di architetti, ingegneri e consulenti, studi di fattibilità, acquisizione di brevetti e licenze, fino ad un massimo del 12 % delle spese sopraindicate.
(92) Non possono essere concessi aiuti se non vengono fornite prove sufficienti dell'esistenza di normali sbocchi di mercato per i prodotti interessati. Al riguardo si deve procedere ad una valutazione, al livello opportuno, incentrata sui prodotti di cui trattasi, sui tipi di investimenti e sulla capacità esistente e prevista. A tal fine si terrà conto di eventuali restrizioni alla produzione o di limitazioni del sostegno comunitario nel quadro delle organizzazioni comuni di mercato. In particolare non deve essere concesso alcun aiuto che contravvenga ai divieti o alle restrizioni stabilite nelle organizzazioni comuni di mercato.
(93) Benché, come risulta per l'anno 2000, il tasso di aiuto possa essere stato ridotto al 50 %, gli aiuti di cui all'articolo 10 della legge regionale n. 33/1996 non risultano rispettare nessuno degli altri requisiti esposti nei punti precedenti. In particolare, non è provata l'esistenza di normali sbocchi di mercato per i prodotti. Inoltre, non sono soddisfatte le condizioni di redditività e di rispetto dei requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali. Per quanto riguarda le spese ammissibili, l'acquisto di terreni non può essere autorizzato.
(94) Per quanto riguarda gli aiuti alla produzione primaria disciplinati dal punto 4.1 degli orientamenti, salvo le eccezioni di cui al punto 4.1.2 degli stessi, che nella fattispecie non risultano applicabili, il massimale del finanziamento pubblico, espresso in percentuale del volume dell'investimento che può beneficiare degli aiuti, è limitato al 40 %, ovvero al 50 % nelle zone svantaggiate, come definite all'articolo 17 del regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) e che modifica ed abroga taluni regolamenti(33). Qualora gli investimenti siano effettuati da giovani agricoltori entro i cinque anni dall'insediamento, tali massimali sono aumentati rispettivamente fino al 45 % e al 55 %.
(95) Gli aiuti agli investimenti sono concessi unicamente ad aziende di cui si possa provare la redditività mediante valutazione delle prospettive(34) e il cui conduttore possieda conoscenze e competenze professionali adeguate. L'azienda deve soddisfare requisiti comunitari minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali. Tuttavia, se gli investimenti sono realizzati allo scopo di conformarsi a nuovi requisiti minimi in materia di ambiente, igiene o benessere degli animali, il sostegno può essere concesso per soddisfare questi nuovi requisiti.
(96) Non vengono sovvenzionati investimenti il cui obiettivo è un aumento della produzione di prodotti che non trovano sbocchi normali sui mercati. L'esistenza di sbocchi normali sui mercati dovrà essere valutata a livello adeguato, in funzione dei prodotti in questione, del tipo di investimento e della capacità esistente e prevista. Si terrà conto di eventuali restrizioni alla produzione o di limitazioni del sostegno comunitario nel quadro delle organizzazioni comuni di mercato. Qualora, nell'ambito di un'organizzazione comune di mercato, vigano restrizioni alla produzione o limitazioni del sostegno comunitario a livello di singoli agricoltori, aziende o stabilimenti di trasformazione, non saranno finanziati gli investimenti che avrebbero per effetto di aumentare la produzione oltre tali limiti.
(97) Le spese ammissibili comprendono: la costruzione, l'acquisizione o il miglioramento di beni immobili, le nuove macchine e attrezzature(35), compresi i programmi informatici, le spese generali, come onorari di architetti, ingegneri e consulenti, studi di fattibilità, acquisizione di brevetti e licenze, fino ad un massimo del 12 % delle spese sopraindicate, l'acquisto di terreni, comprese spese legali, tasse e costi di registrazione. Le spese ammissibili non devono complessivamente superare i limiti degli investimenti totali fissati dagli Stati membri a norma dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1257/1999.
(98) Per analogia, la Commissione applica inoltre tali disposizioni agli investimenti nella produzione agricola primaria non effettuati da agricoltori, ad esempio all'acquisto da parte di associazioni di produttori di attrezzature da utilizzare in comune.
(99) Evidentemente, gli aiuti di cui all'articolo 10 non risultano soddisfare le norme attualmente applicabili agli aiuti agli investimenti nella produzione primaria. Benché, come sembrerebbe, il tasso di aiuto possa essere stato ridotto al 50 % nel 2000, non è garantito che l'aiuto non venga concesso ad investimenti finalizzati ad un aumento della produzione di prodotti che non trovano sbocchi normali sui mercati. Inoltre, non risultano soddisfatti i requisiti di redditività, adeguate conoscenze e competenze professionali, né il rispetto dei requisiti comunitari minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali.
(100) Alla luce di quanto precede, l'aiuto di cui all'articolo 10 della legge regionale n. 33/1996, nella misura in cui rinvia all'articolo 53, lettera c), della legge regionale n. 3/1986, non é conforme alle norme in materia di aiuti di Stato a favore di investimenti nel settore della produzione, della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli dell'Allegato I. Tale aiuto non può quindi beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato. Di conseguenza, esso deve essere considerato incompatibile con il mercato comune e allo stesso non può essere data esecuzione.
Articolo 19 della legge regionale n. 33/1996
(101) L'articolo 19 della legge regionale n. 33/1996 prevede contributi nella misura massima dell'80 % per la realizzazione, nelle aziende agricole, di impianti per la produzione di energia elettrica, termica o meccanica da fonti rinnovabili. In particolare, la disposizione prevede l'aumento dell'intensità dei contributi in conto capitale previsti dall'articolo 12, comma 1, della legge nazionale n. 308/1982 e dall'articolo 13, comma 1, della legge nazionale n. 10/1991, per i quali il tasso massimo fissato dalle leggi nazionali risulta essere del 55 % ovvero del 65 % per le cooperative. Il contributo in conto capitale é cumulabile con un prestito a tasso agevolato a copertura delle spese di investimento non coperte dal contributo in conto capitale. Lo stanziamento per la misura ammontava a ITL 2500 milioni. Come precisato al considerando 2, questa decisione riguarda esclusivamente gli aiuti in favore di prodotti agricoli di cui all'allegato I del trattato.
(102) Nella sua decisione di avviare il procedimento la Commissione ha osservato che i tassi massimi previsti dalla legge nazionale, ossia il 55 % e il 65 % per le cooperative agricole, dovevano essere coordinati con i tassi vigenti per gli aiuti nazionali agli investimenti nei settori della produzione, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli.
(103) Al momento dell'avvio del procedimento, come indicato nella lettera all'Italia, le regole applicabili a questo tipo di aiuti esigevano il rispetto delle seguenti condizioni:
a) dovevano essere rispettati i tassi massimi di aiuto applicabili al settore agricolo (cumulando qualunque aiuto, in forma di contributo in conto capitale e/o di agevolazione in conto interessi) che erano pari rispettivamente a:
i) nel settore della produzione primaria [investimenti contemplati dall'articolo 12, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2328/91], 35 % ovvero 45 % nelle zone svantaggiate ai sensi della direttiva 75/268/CEE;
ii) nel settore della trasformazione e commercializzazione, 55 % e 75 % nelle regioni dell'obiettivo 1.
b) in entrambi i casi dovevano essere rispettati i limiti settoriali stabiliti rispettivamente dal regolamento (CEE) n. 2328/91 e dall'allegato della decisione 94/173/EEC in quanto richiamato dagli orientamenti per gli aiuti di Stato relativi agli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli.
(104) Le autorità italiane non hanno fornito alcuna assicurazione circa il rispetto di tali condizioni. La misura in esame non risulta pertanto soddisfare alcuna delle regole che erano applicabili agli aiuti agli investimenti nei settori della produzione, della trasformazione e/o della commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all'Allegato I del trattato.
(105) La misura non soddisfa nemmeno le regole attualmente vigenti in materia di aiuti agli investimenti nei settori della produzione, della trasformazione e/o commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all'Allegato I del Trattato. Tali regole sono contenute nei punti 4.1 e 4.2 degli orientamenti.
(106) Benché risulti che la misura istituisca aiuti per la realizzazione nelle aziende agricole di impianti per la produzione di energia elettrica, termica o meccanica da fonti rinnovabili, e pertanto aiuti ai sensi del punto 4.1 degli orientamenti (anche in quanto oggetto di rinvio da parte del punto 4.3 degli orientamenti medesimi), la sua valutazione sarà svolta, così come é stato fatto al momento dell'avvio del procedimento formale di esame, anche in base alle regole attualmente applicabili alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all'Allegato I del trattato.
(107) Le regole applicabili agli aiuti agli investimenti nella trasformazione e nella commercializzazione sono state indicate nell'ambito della valutazione degli aiuti previsti dall'articolo 10 della legge regionale n.33/96. Al pari degli aiuti istituiti da quest'ultimo articolo, anche gli aiuti previsti dall'articolo 19 non rispettano tali regole. In particolare, non vi é alcuna prova dell'esistenza di normali sbocchi di mercato per i prodotti interessati. Il tasso di aiuto fino all'80 % eccede chiaramente il tasso massimo di aiuto consentito dagli orientamenti che é pari al 50 %. Poiché l'aiuto non é concesso nell'ambito di un regime di aiuto regionale già approvato dalla Commissione in conformità agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, l'aiuto non puó neppure essere autorizzato fino ad un'eventuale maggiore intensità stabilita nell'ambito di detto regime. Inoltre, neppure le condizioni della redditività e del rispetto dei requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali sono soddisfatte.
(108) Secondo le regole stabilite al punto 4.1 degli orientamenti che si applicano agli aiuti agli investimenti nel settore della produzione primaria e agli aiuti agli investimenti volti a promuovere la diversificazione delle attività agricole, salvo le eccezioni di cui al punto 4.1.2, il massimale del finanziamento pubblico, espresso in percentuale del volume dell'investimento che può beneficiare degli aiuti, è limitato al 40 % ovvero al 50 % nelle zone svantaggiate, come definite all'articolo 17 del regolamento (CE) n. 1257/1999 Tuttavia, qualora gli investimenti siano effettuati da giovani agricoltori entro cinque anni dall'insediamento, tali percentuali possono raggiungere al massimo il 45 % e il 55 % rispettivamente. Secondo il punto 4.1.2 qualora gli investimenti comportino costi aggiuntivi attribuibili alla tutela e al miglioramento dell'ambiente o al miglioramento delle condizioni di igiene e benessere degli animali, i massimali del 40 % e 50 % di cui al punto 4.1.1.2 possono essere aumentati, rispettivamente, del 20 % e del 25 %. Tale maggiorazione verrà concessa unicamente per investimenti intesi a superare i requisiti comunitari minimi in vigore. La maggiorazione deve, tuttavia, essere tassativamente limitata ai costi aggiuntivi ammissibili necessari per conseguire l'obiettivo in questione e non si applica agli investimenti che comportano un aumento della capacità produttiva.
(109) Il sostegno agli investimenti viene concesso unicamente ad aziende di cui si possa comprovare la redditività mediante valutazione delle prospettive(36) e il cui conduttore possieda conoscenze e competenze professionali adeguate. L'azienda deve soddisfare requisiti comunitari minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali. Tuttavia, se gli investimenti sono realizzati allo scopo di conformarsi a nuovi requisiti minimi in materia di ambiente, igiene o benessere degli animali, il sostegno può essere concesso per soddisfare questi nuovi requisiti.
(110) Non vengono sovvenzionati investimenti il cui obiettivo è un aumento della produzione di prodotti che non trovano sbocchi normali sui mercati. L'esistenza di sbocchi normali sui mercati dovrà essere valutata a livello adeguato, in funzione dei prodotti in questione, del tipo di investimento e della capacità esistente e prevista. Si terrà conto di eventuali restrizioni alla produzione o di limitazioni del sostegno comunitario nel quadro delle organizzazioni comuni di mercato. Qualora, nell'ambito di un'organizzazione comune di mercato, vigano restrizioni alla produzione o limitazioni del sostegno comunitario a livello di singoli agricoltori, aziende o stabilimenti di trasformazione, non saranno finanziati gli investimenti che avrebbero per effetto di aumentare la produzione oltre tali limiti.
(111) Le spese ammissibili comprendono: la costruzione, l'acquisizione o il miglioramento di beni immobili, le nuove macchine e attrezzature(37), compresi i programmi informatici, le spese generali, come onorari di architetti, ingegneri e consulenti, studi di fattibilità, acquisizione di brevetti e licenze, fino ad un massimo del 12 % delle spese sopra indicate, acquisto di terreni, comprese spese legali, tasse e costi di registrazione. Le spese ammissibili non devono complessivamente superare i limiti degli investimenti totali fissati dagli Stati membri a norma dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1257/1999.
(112) Per analogia, la Commissione applica inoltre le norme esposte nella presente sezione agli investimenti nella produzione agricola primaria non effettuati da agricoltori, ad esempio all'acquisto da parte di associazioni di produttori di attrezzature da utilizzare in comune.
(113) Gli aiuti previsti dall'articolo 19 della legge regionale n. 33/1996 non rispettano le regole attualmente applicabili agli aiuti agli investimenti nel settore della produzione primaria e agli aiuti agli investimenti volti a promuovere la diversificazione delle attività agricole. In particolare, non é assicurato che l'aiuto non sia concesso agli investimenti il cui obiettivo è un aumento della produzione di prodotti che non trovano sbocchi normali sui mercati. Il tasso di aiuto che puó incondizionatamente arrivare all'80 % eccede i tassi massimi consentiti dagli orientamenti, ossia il 40 % (50 % nelle zone svantaggiate, come definite dall'articolo 17 del regolamento (CE) n. 1257/1999); o il 45 % (55 % nelle zone svantaggiate) se gli investimenti sono effettuati da giovani agricoltori entro cinque anni dall'insediamento; oppure il 60 % (75 % nelle zone svantaggiate) se gli investimenti comportano costi aggiuntivi attribuibili alla tutela e al miglioramento dell'ambiente o al miglioramento delle condizioni di igiene e benessere degli animali, in conformità con i requisiti stabiliti dal punto 4.1.2.4 degli orientamenti. Inoltre, neppure le condizioni della redditività, delle adeguate conoscenze e competenze professionali, né le condizioni del rispetto dei requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali sono soddisfatte.
(114) Alla luce di quanto precede, la concessione dell'aiuto previsto dall'articolo 19 non rispetta le regole applicabili agli aiuti di Stato agli investimenti nei settori della produzione, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all'Allegato I del trattato. In quanto tale questo aiuto non puó beneficiare della deroga prevista dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato. Questo aiuto deve, pertanto, essere considerato incompatibile con il mercato comune ed allo stesso non puó essere data esecuzione.
Articolo 17 della legge regionale n. 33/1996
(115) L'articolo 17 della legge regionale n. 33/1996 prevede l'anticipazione, da parte della Regione, delle somme dovute dallo Stato a titolo di intervento del Fondo nazionale di solidarietà per il risarcimento dei danni provocati da calamità naturali o da avverse condizioni atmosferiche (legge nazionale n. 185/92). L'aiuto previsto all'articolo 17 ha una durata limitata all'anno 1996, per il quale é previsto uno stanziamento di ITL 20000 milioni (v. lettera del 3 giugno1996). Gli aiuti consistono in contributi in conto capitale per consentire agli agricoltori di ricostituire il capitale di conduzione e per il ripristino delle strutture nelle imprese agricole danneggiate dagli eventi naturali interessati. I beneficiari sono imprenditori di aziende agricole che hanno subito danni superiori al 35 % della produzione lorda vendibile aziendale a causa degli squilibri termici e degli eccessi idrici verificatisi nel 1996.
(116) Gli aiuti previsti dall'articolo 17 possono essere cumulati con altri aiuti entro i limiti consentiti dalla legge nazionale n. 185/1992.
(117) Nella sua decisione di avviare il procedimento formale di esame riguardo all'aiuto di cui all'articolo 17, la Commissione ha osservato che l'intervento previsto doveva essere esaminato alla luce dei criteri all'epoca applicati dalla Commissione in materia di aiuti di Stato intesi a risarcire i danni provocati da eventi assimilati a calamità naturali(38). Secondo tali criteri, dovevano essere soddisfatte le seguenti due condizioni:
a) le perdite subite dal beneficiario dell'aiuto dovevano riguardare il 30 % della sua produzione normale, calcolata in base alla produzione dei tre anni precedenti ovvero il 20 % nelle zone svantaggiate ai sensi della direttiva 75/268/CEE;
b) qualsiasi possibilità di sovracompensazione delle perdite subite doveva essere esclusa.
(118) Nella sua decisione la Commissione ha osservato che, nel caso in esame, le informazioni disponibili non permettevano di concludere che entrambe le condizioni fossero soddisfatte. In effetti, per quanto riguarda l'articolo 17, che recepisce ed integra la normativa nazionale in materia di calamità naturali e avverse condizioni atmosferiche, i testi regionali trasmessi si limitavano a fare rinvio alle disposizioni della legge nazionale n. 185/1992 e alle sue modalità di applicazione, inclusa una lettera del Ministero dell'agricoltura A1659 del 2 luglio 1996, nella quale si indicava che l'aiuto non poteva essere superiore al 100 % del danno subito. Al momento dell'avvio del procedimento di esame dell'aiuto in questione, anche la legge nazionale n. 185/1992 costituiva oggetto di una decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato, in quanto era impossibile verificare il rispetto da parte della stessa delle condizioni enunciate al punto 117, lettere a) e b)(39). Pertanto, in assenza di un'esplicita assicurazione riguardante il rispetto di tali condizioni a livello regionale, la Commissione aveva osservato che era inevitabile trarre le stesse conclusioni per il caso in esame.
(119) In particolare, la Commissione aveva segnalato, in primo luogo, che né la legge regionale né le informazioni trasmesse con riferimento al fascicolo in esame indicavano le modalità di calcolo della produzione "normale" utilizzata come riferimento per la fissazione della soglia minima di intervento a titolo di indennizzo. Inoltre, restavano dubbi anche sulla condizione di non sovracompensazione.
(120) Nelle osservazioni relative all'articolo 17 presentate dopo l'avvio del procedimento formale di esame, le autorità italiane hanno indicato che per il calcolo della produzione "normale", utilizzata per la determinazione del 35 % del danno previsto dalla legge nazionale n. 185/1992, era stata effettuata un'analisi su un arco temporale di circa dieci anni, verificando i dati trasmessi all'ISTAT dai singoli Ispettorati provinciali. Al fine di pervenire alla corretta individuazione delle medie provinciali di riferimento, sono stati considerati soltanto i valori di produzione relativi alle annate non colpite da eventi atmosferici avversi. In merito alla condizione di non sovracompensazione, le autorità competenti hanno ribadito che, in base alle disposizioni ministeriali di cui alla nota n. A/1659 del 2 luglio 1996, l'aiuto non poteva superare il 100 % delle perdite subite dal beneficiario. Benchè gli aiuti istituiti dall'articolo 17 della legge regionale n. 33/1996 potessero essere cumulati con gli aiuti istituiti dall'articolo 13, comma 2 della stessa legge, in conformità con quanto prescritto dalle istruzioni ministeriali citate, l'aiuto complessivo non poteva in alcun caso superare l'ammontare delle perdite subite dal beneficiario.
(121) Al momento della notificazione dell'aiuto e della decisione di avviare il procedimento, questo tipo di aiuti era valutato sulla base delle regole contenute nell' inquadramento degli aiuti nazionali in caso di danni subiti dalla produzione agricola o dai mezzi di produzione agricola e degli aiuti nazionali concessi tramite assunzione in carico di una parte dei premi di assicurazione contro tali rischi(40). In conformità con tali regole e con la prassi della Commissione, eventi climatici quali il gelo, la grandine, la brina, la pioggia o la siccità potevano essere considerati calamità naturali ai sensi del trattato soltanto se i danni subiti dal singolo destinatario dell'aiuto previsto raggiungevano una determinata entità, fissata al 30 % della produzione normale ovvero al 20 % nelle zone svantaggiate, stabilita sulla base dei quantitativi lordi globali della produzione colpita dall'evento in questione nell'azienda individuale richiedente un'indennità di compensazione delle perdite subite, nonché della sua produzione annua lorda normale corrispondente. Questo tasso doveva essere fissato sulla base di un raffronto tra la produzione normale media constatata in maniera obiettiva per ogni azienda interessata prendendo come periodo di riferimento il triennio precedente l'anno in cui si verifica l'evento in questione, senza tener conto, se del caso, di un anno precedente che ha anche dato luogo a indennizzo per gli stessi motivi, e la produzione ridotta o distrutta in causa.
(122) Le regole attualmente applicabili all'indennizzo dei danni causati da tali eventi atmosferici sono contenute al punto 11.3 degli orientamenti. In conformità con tali regole e con la prassi costante della Commissione, avverse condizioni atmosferiche quali gelo, grandine, ghiaccio, pioggia o siccità non possono come tali essere considerate calamità naturali ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera b), del trattato. Tuttavia, a causa dei danni che tali eventi possono arrecare alla produzione agricola o ai mezzi di produzione agricola, la Commissione ha accettato di assimilare tali eventi a calamità naturali se il danno raggiunge una determinata soglia, fissata al 20 % della produzione normale nelle zone svantaggiate e al 30 % nelle altre zone. Poiché la produzione agricola è intrinsecamente variabile, è necessario mantenere tale soglia per evitare che le condizioni atmosferiche vengano addotte come pretesto per il pagamento di aiuti al funzionamento. Per consentire alla Commissione di valutare questi regimi di aiuti, le notifiche degli aiuti concessi a titolo di indennizzo dei danni causati da avverse condizioni atmosferiche devono essere corredate di adeguate informazioni meteorologiche.
(123) Qualora siano state danneggiate le colture annuali, la soglia del 20 % o del 30 % va determinata sulla base del confronto tra la produzione lorda della coltura di cui trattasi nell'anno in questione e la produzione annuale lorda in un anno normale. Quest'ultima va generalmente calcolata prendendo come riferimento la produzione lorda media nelle tre campagne precedenti, escludendo gli anni in cui è stato pagato un compenso in seguito ad avverse condizioni atmosferiche. La Commissione accetterà tuttavia metodi alternativi di calcolo della produzione normale, compresi valori di riferimento regionali, purché sia stato accertato che tali valori sono rappresentativi e non basati su rese eccessivamente elevate. L'importo dell'aiuto pagabile viene calcolato una volta determinato il volume della perdita di produzione. Per evitare compensazioni eccessive, l'importo dell'aiuto pagabile non deve superare il livello medio della produzione durante il periodo normale moltiplicato per il prezzo medio nello stesso periodo, da cui si sottrae la produzione effettiva nell'anno in cui si è verificato l'evento moltiplicata per il prezzo medio in quell'anno. Dall'importo dell'aiuto vanno inoltre detratti eventuali pagamenti diretti.
(124) Di norma, il calcolo della perdita deve essere effettuato per ogni singola azienda, soprattutto qualora l'indennizzo riguardi danni causati da eventi localizzati. Tuttavia, qualora le avversità atmosferiche abbiano colpito un'ampia zona con la stessa intensità, la Commissione accetta che i pagamenti si basino su una media delle perdite, purché queste siano rappresentative e non comportino compensazioni eccessive particolarmente rilevanti per nessuno dei beneficiari.
(125) Nel caso di danni ai mezzi di produzione i cui effetti si protraggono per più anni, quali ad esempio la distruzione parziale dei frutti arborei a causa del gelo, per la prima raccolta dopo il verificarsi dell'evento la perdita reale rispetto a un anno normale, determinata secondo i criteri esposti nei punti precedenti, deve essere superiore al 10 %, mentre la perdita reale moltiplicata per il numero di anni per i quali la produzione è persa deve superare il 20 % nelle zone svantaggiate e il 30 % nelle altre zone.
(126) La Commissione applica per analogia i criteri esposti nei punti precedenti agli aiuti destinati a compensare i danni arrecati al bestiame da avverse condizioni atmosferiche.
(127) Al fine di evitare compensazioni eccessive, dall'importo dell'aiuto devono essere detratte eventuali somme percepite a titolo di regimi assicurativi. Occorre inoltre tener conto delle spese ordinarie non sostenute dall'agricoltore, come nel caso in cui non sia necessario effettuare il raccolto. Tuttavia, qualora tali spese risultino maggiorate per effetto delle avverse condizioni atmosferiche, può essere concesso un aiuto supplementare per la copertura di tali spese.
(128) Gli aiuti a titolo di indennizzo dei danni causati ad edifici e attrezzature da avversità atmosferiche (ad esempio, i danni causati alle serre dalla grandine) sono accettati fino al 100 % dei costi effettivi, senza che venga applicata una soglia minima. In linea di massima sono ammessi a beneficiare degli aiuti descritti nella presente sezione soltanto gli agricoltori, oppure l'associazione di produttori di appartenenza; in tal caso l'importo dell'aiuto non deve superare il danno effettivo subito dall'agricoltore.
(129) Nella loro notifica e nelle osservazioni successivamente trasmesse le autorità competenti hanno indicato che i beneficiari sono imprenditori di aziende agricole che hanno subito danni superiori al 35 % della produzione lorda vendibile a causa degli squilibri termici e degli eccessi idrici verificatisi nel 1996. Secondo la notifica l'articolo 17 della legge regionale n. 33/1996 prevede l'anticipazione, da parte della Regione, delle somme dovute dallo Stato a titolo di intervento del Fondo nazionale di solidarietà per il risarcimento dei danni provocati da calamità naturali e da avverse condizioni atmosferiche (legge nazionale n. 185/92). Gli aiuti consistono in contributi in conto capitale per consentire agli agricoltori di ricostituire il capitale di conduzione e per il ripristino delle strutture nelle imprese agricole danneggiate dagli eventi atmosferici avversi. L'aiuto previsto dall'articolo 17 ha una durata limitata all'anno 1996, per il quale é previsto uno stanziamento di ITL 20000 milioni.
(130) Occorre tener conto che la Commissione ha recentemente concluso l'esame degli aiuti in forma di indennizzo concessi dall'Italia in base alla legge nazionale n. 185/1992 fino al 31 dicembre 1999 per ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali e dalle avverse condizioni atmosferiche (aiuto C12/A/95). In tale decisione, in seguito ad una dettagliata valutazione, la Commissione ha ritenuto che tali aiuti fossero compatibili con il mercato comune. In particolare, la Commissione ha concluso che il metodo di calcolo delle perdite proposto dalle autorità competenti fosse accettabile, che gli eventi atmosferici per i quali la legge prevedeva un indennizzo a seguito di una perdita del 35 % della produzione lorda vendibile fossero compatibili con le regole comunitarie e che dal cumulo dei diversi tipi di aiuti previsti per ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali e dalle avverse condizioni atmosferiche non potesse derivare alcuna sovracompensazione.
(131) Sebbene la decisione relativa alla legge nazionale n. 185/1992 riguardi soltanto gli aiuti concessi fino al 31 dicembre 1999 e sia stata adottata sulla base delle regole in materia di aiuti di Stato per ovviare ai danni arrecati da calamità naturali e avverse condizioni atmosferiche applicabili fino a tale data(41), occorre tener conto che la Commissione ha espresso il proprio parere favorevole sia sui criteri utilizzati per determinare l'assimilazione alle calamità naturali di determinate condizioni atmosferiche eccezionali, sia sul metodo di calcolo delle perdite subite dai beneficiari, che erano applicati dalle autorità italiane al momento in cui le avverse condizioni atmosferiche interessate dall'articolo 17 della legge regionale n. 33/1996 si sono verificate (1996). Poiché l'articolo 17 prevede meramente l'anticipazione finanziaria degli aiuti istituiti dalla legge nazionale n. 185/1992 e poiché per la concessione degli aiuti in esame le autorità competenti hanno fatto espresso rinvio alle disposizioni di quest'ultima legge e alle sue norme di attuazione, non vi é ragione di pervenire, nel caso in esame, a diverse conclusioni. Inoltre, riguardo al rischio di sovracompensazione, le autorità competenti nelle loro osservazioni hanno fornito sufficienti assicurazioni che, anche nel caso di cumulo con altri aiuti pubblici, l'aiuto non può in alcun modo eccedere l'ammontare delle perdite subite dal beneficiario.
(132) Inoltre, occorre tener conto che, con riguardo all'applicazione della legge nazionale n. 185/1992 dal giorno 1o gennaio 2000, cioé dall'entrata in vigore delle nuove regole in materia di aiuti di Stato destinati ad indennizzare gli agricoltori per i danni causati da calamità naturali e avverse condizioni atmosferiche, le autorità italiane nell'ambito di un'altro procedimento relativo all'aiuto C 12/B/95, con lettere del 20 novembre 2000 e del 21 novembre 2003, registrata il 24 novembre 2003 (come integrata dal fax del 25 novembre 2003), hanno comunicato dettagliate informazioni che dimostrano che gli aiuti da esse concesse in virtù della legge nazionale n. 185/1992 continuano a soddisfare le regole in materia di aiuti di Stato cosí come sono ora riprodotte nel punto 11 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo.
(133) In particolare, nelle loro lettere del 20 novembre 2000 e del 21 novembre 2003 le autorità italiane hanno assicurato quanto segue:
a) gli aiuti sono concessi solo dopo l'emissione di un decreto del Ministero dell'Agricoltura che dichiara l'eccezionalità degli eventi atmosferici interessati, previa verifica dei dati contenuti nelle relazioni tecniche, redatte dagli Ispettorati provinciali dell' agricoltura e trasmesse al Ministero dalle Regioni. Tali relazioni, che sono redatte caso per caso a seguito dell'evento interessato, contengono gli elementi tecnici per la valutazione dell'eccezionalità dell'evento atmosferico (incluse le rilevanti informazioni meteorologiche) e per la quantificazione dei conseguenti danni(42);
b) la soglia minima di danno per ottenere l'aiuto é pari al 35 %, e non al 30 % o al 20 % come richiesto dagli orientamenti, sia della coltura colpita che della produzione lorda vendibile aziendale. La produzione media ordinaria dell' azienda colpita é calcolata su base triennale prendendo come riferimento "campagne normali", ossia anni senza calamità o produzioni eccessivamente abbondanti;
c) l'aiuto é pagato soltanto in relazione alla perdita subita dalla coltura danneggiata in misura non inferiore al 35 %. I danni relativi a colture assicurate sono esclusi dal calcolo dell'aiuto e si tiene conto delle spese ordinarie non sostenute dall'agricoltore, come nel caso in cui non sia necessario effettuare il raccolto;
d) la sovracompensazione per effetto del cumulo dei diversi tipi di aiuto é esclusa.
(134) Alla luce delle precedenti considerazioni, si puó pertanto concludere che l'aiuto istitutito dall'articolo 17 della legge regionale n. 33/1996 per ovviare ai danni causati da avverse condizioni atmosferiche, che rinvia alle condizioni contenute nella legge nazionale n. 185/1992, é compatibile con il mercato comune e puó pertanto beneficiare della deroga stabilita per questo tipo di aiuti dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato.
VI. CONCLUSIONI
(135) Da quanto precede risulta che gli aiuti di cui all'articolo 1 della legge regionale n. 33/1996 per ridurre i costi di trasporto a favore delle imprese operanti nei settori della produzione, della trasformazione o della commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all'Allegato I del trattato, non possono beneficiare di alcuna delle deroghe all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato e sono quindi incompatibili con il mercato comune.
(136) Gli aiuti di cui all'articolo 10, nella misura in cui lo stesso articolo rinvia all'articolo 53, lettera c) della legge regionale n. 3/1986, e gli aiuti di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 33/1996 destinati a sostenere investimenti a favore delle imprese operanti nei settori della produzione, della trasformazione o della commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all'Allegato I del trattato, non possono beneficiare di alcuna delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 1 del trattato e sono quindi incompatibili con il mercato comune.
(137) Gli aiuti di cui all'articolo 17 della legge regionale n. 33/1996 concernenti la concessione di benefici per danni causati da avverse condizioni atmosferiche assimilate a calamità naturali possono essere considerati compatibili con il mercato comune in conformità con l'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato in quanto aiuti destinati ad ovviare ai danni causati da eventi assimilati a calamità naturali.
(138) L' aiuto di cui all'articolo 13, commi 2 e 3, della legge regionale n. 33/1996 non costituisce aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(139) Secondo l'articolo 63 della legge regionale n. 33/1996, l'attuazione degli aiuti di Stato istituiti dalla legge medesima é subordinata alla loro preventiva approvazione da parte della Commissione. In assenza di diverse informazioni, la Commissione ha pertanto il diritto di ritenere che gli aiuti interessati non siano stati concessi, e che, quando incompatibili, agli stessi non debba essere data esecuzione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti di Stato destinati alla riduzione dei costi di trasporto, ai quali l'Italia intende dare esecuzione in virtù dell'articolo 1 della legge regionale n. 33/1996, a favore delle imprese operanti nei settori della produzione, della trasformazione o della commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all'allegato I del trattato, sono incompatibili con il mercato comune.
Gli aiuti di Stato destinati a sostenere investimenti, ai quali l'Italia intende dare esecuzione in virtù dell'articolo 10 (nella misura in cui detto articolo rinvia all'articolo 53, lettera c) della legge regionale n. 3/1986) e dell'articolo 19 della legge regionale n. 33/1996, a favore delle imprese operanti nei settori della produzione, della trasformazione o della commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all'allegato I del trattato, sono incompatibili con il mercato comune.
A detti aiuti non può pertanto essere data esecuzione.
Articolo 2
L'aiuto di Stato destinato al risarcimento dei danni arrecati da avverse condizioni atmosferiche assimilate a calamità naturali, al quale l'Italia intende dare esecuzione in virtù dell'articolo 17 della legge regionale n. 33/1996, a favore delle imprese agricole, é compatibile con il mercato comune.
Articolo 3
L'aiuto al quale l'Italia intende dare esecuzione in virtù dell'articolo 13, commi 2 e 3, della legge regionale n. 33/1996 non costituisce aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
Articolo 4
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, l'Italia informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 5
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 2003.

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