Document ID: 32003R2239

Regolamento (CE) n. 2239/2003 del Consiglio
del 17 dicembre 2003
che chiude il riesame intermedio parziale e il riesame in previsione della scadenza dei dazi antidumping istituiti dal regolamento (CE) n. 2398/97 sulle importazioni di biancheria da letto di cotone originarie, fra l'altro, dell'India
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea(1) ("regolamento di base"), in particolare l'articolo 9 e l'articolo 11, paragrafi 2 e 3,
vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. DAZI IN VIGORE
(1) Nel 1997, con regolamento (CE) n. 2398/97(2), il Consiglio ha istituito dazi antidumping definitivi compresi tra il 2,6 % e il 24,7 % sulle importazioni di biancheria da letto di cotone originaria, tra l'altro, dell'India. A seguito di una relazione del gruppo speciale, modificata dalla relazione dell'organo di appello sulla causa "Comunità europea - Dazi antidumping sulle importazioni di biancheria da letto di cotone dall'India" adottata nel marzo 2001 dall'organo arbitrale dell'Organizzazione mondiale del commercio ("OMC"), nell'agosto 2001 il Consiglio ha modificato, con regolamento (CE) n. 1644/2001(3), il regolamento (CE) n. 2398/97, riducendo l'aliquota del dazio per l'India e determinate società indiane (0-9,8 %) e sospendendone l'applicazione. Nell'aprile 2002 il Consiglio ha confermato, con regolamento (CE) n. 696/2002(4), il dazio antidumping definitivo istituito sulle importazioni di biancheria da letto di cotone originaria dell'India con regolamento (CE) n. 2398/97, modificato e sospeso dal regolamento (CE) n. 1644/2001.
B. DOMANDE DI RIESAME
(2) Nel gennaio 2002, la Commissione ha ricevuto una richiesta di riesame intermedio del regolamento (CE) n. 2398/97 a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento di base. La richiesta è stata presentata dal Comitato delle industrie del cotone e delle fibre connesse della Comunità europea ("Eurocoton" o il "denunziante") per conto di produttori che rappresentano una proporzione maggioritaria della produzione comunitaria complessiva di biancheria da letto di cotone. Per motivare la richiesta si adduceva un mutamento significativo delle circostanze relative al dumping.
(3) Nel settembre 2002, dopo la pubblicazione di un avviso di imminente scadenza(5) dei dazi antidumping in vigore, la Commissione ha ricevuto una richiesta di riesame a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di base presentata da Eurocoton, che rappresenta una proporzione maggioritaria della produzione comunitaria complessiva di biancheria da letto di cotone. La richiesta è stata motivata dal fatto che la scadenza dei dazi avrebbe comportato molto probabilmente la persistenza o la reiterazione del dumping e del pregiudizio nei confronti dell'industria comunitaria.
C. INCHIESTA
1. PROCEDURA
(4) La Commissione ha esaminato le prove addotte dal richiedente e le ha ritenute sufficienti per giustificare l'avvio di un riesame intermedio e di un riesame in previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafi 2 e 3, del regolamento di base. Dopo aver sentito il comitato consultivo, la Commissione ha aperto due inchieste mediante la pubblicazione di avvisi nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(6). La portata del riesame intermedio è stata limitata al dumping.
(5) La Commissione ha avvisato ufficialmente dell'apertura del riesame intermedio e del riesame in previsione della scadenza il richiedente, i produttori del paese esportatore e i loro rappresentanti e ha dato a tutte le parti direttamente interessate la possibilità di comunicare per iscritto le loro osservazioni e di chiedere un'audizione.
(6) Un certo numero di produttori esportatori indiani, nonché di produttori e utilizzatori comunitari e di importatori/operatori commerciali, hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto. Hanno avuto l'opportunità di essere sentite tutte le parti che ne hanno fatto richiesta entro i termini indicati negli avvisi di apertura di cui al considerando 4 dimostrando di avere particolari motivi per chiedere un'audizione.
1.1. Periodo dell'inchiesta
(7) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo che va dal 1o gennaio 2001 al 31 dicembre 2001 ("periodo dell'inchiesta" o "PI").
1.2. Selezione del campione
(8) In considerazione del numero elevato di produttori esportatori nel paese esportatore, e a norma dell'articolo 17 del regolamento di base, si è ritenuto opportuno procedere a un campionamento. Per poter selezionare il campione, si è chiesto ai produttori esportatori del paese interessato, a norma dell'articolo 17, paragrafo 2, del regolamento di base, di manifestarsi entro 15 giorni dall'avvio del procedimento e di fornire informazioni sulle loro esportazioni nella Comunità durante il periodo dell'inchiesta e sul fatturato interno, comunicando inoltre i nomi e le attività di tutte le società collegate nel settore del prodotto in esame. La Commissione ha preso contatto al riguardo anche con le autorità indiane.
(9) Novantaquattro produttori esportatori hanno accettato di essere inclusi nel campione fornendo le informazioni richieste entro il termine fissato. Otto di essi sono stati inclusi nel campione in base ai seguenti criteri: il volume delle vendite all'esportazione effettuate dalla società nella Comunità e l'esistenza di vendite sul mercato interno. I produttori esportatori che non sono stati inclusi nel campione sono stati informati che l'eventuale dazio antidumping sulle loro esportazioni sarebbe stato calcolato ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 6, del regolamento di base, ossia senza superare la media ponderata del margine di dumping stabilito per le società inserite nel campione. Il campione è stato selezionato in coordinamento con i rappresentanti dei produttori esportatori e con il governo indiano. La relazione dell'organo di appello di cui al considerando 1 concludeva che il metodo usato per calcolare le spese generali, amministrative e di vendita e i profitti, basato sulla media ponderata degli importi delle spese effettivamente sostenute o dei profitti effettivamente realizzati da altri esportatori o produttori, può essere applicato solo se si dispone di dati riguardanti più di un esportatore o di un produttore. Di conseguenza, si è ritenuto importante includere nel campione due società con vendite sul mercato interno. Va osservato peraltro che solo due dei novantaquattro produttori che si sono manifestati rispondevano a questo requisito. La seconda società, che pure all'inizio aveva accettato di collaborare all'inchiesta, si è successivamente ritirata. Si è pertanto dovuto modificare il campione che, in definitiva, è stato costituito da sette società, sei delle quali effettuavano unicamente vendite all'esportazione e una delle quali effettuava sia esportazioni che vendite sul mercato interno del prodotto simile.
(10) Secondo il richiedente, la mancata collaborazione di una delle società con vendite sul mercato interno avrebbe dovuto dar luogo all'applicazione dell'articolo 18 del regolamento di base. A tale proposito, va osservato che l'articolo 18 del regolamento di base è stato effettivamente applicato alla società in questione (cfr. considerando 30). Il campione, inoltre, è rimasto rappresentativo, poiché le esportazioni della società che non ha collaborato erano molto limitate e, anche senza di essa, il campione equivaleva comunque al 43 % delle esportazioni del prodotto in esame nella Comunità effettuate durante il PI. Per di più, la mancata collaborazione di questa società non ha influito sulla determinazione del dumping riguardo alle società incluse nel campione. L'argomentazione è stata quindi respinta.
1.3. Esame individuale delle società non incluse nel campione
(11) Una società che aveva collaborato e che non è stata inclusa nel campione ha chiesto il calcolo di un margine di dumping individuale ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 3, del regolamento di base, allegando alla richiesta una risposta al questionario inviata entro il termine fissato. La richiesta è stata giudicata accettabile nel quadro dell'inchiesta attuale.
1.4. Parti interessate e visite di controllo
(12) La Commissione ha inviato un questionario alle società incluse nel campione e ha ricevuto risposte complete entro il termine stabilito. La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione del dumping e ha effettuato visite di controllo presso le sedi delle seguenti società incluse nel campione:
- The Bombay Dyeing & Manufacturing Co. Ltd, Mumbai,
- Nowrosjee Wadia & Sons, Mumbai,
- Prakash Cotton Mills Pvt. Ltd, Mumbai,
- Texcellence Overseas, Mumbai,
- Vigneshwara Exports Limited, Mumbai.
(13) Considerata la situazione politica dell'India, si sono dovute annullare le verifiche in loco presso la Jindal Worldwide Ltd e la Mahalaxmi Exports di Ahmedabad, ma i dati forniti da queste società sono stati comunque utilizzati. A tale riguardo, va osservato che i prezzi all'esportazione di queste società sono risultati analoghi a quelli delle altre società indiane con la stessa struttura aziendale (per lo più società che si dedicano esclusivamente all'esportazione) oggetto dell'inchiesta. Si è inoltre proceduto a verifiche presso diversi importatori dell'UE (attraverso un controllo incrociato delle fatture) senza riscontrare irregolarità per quanto riguarda il prezzo all'esportazione della Jindal Worldwide Ltd e della Mahalaxmi Exports di Ahmedabad.
(14) La Commissione ha svolto inoltre una visita di controllo presso la Divya Textiles, Mumbai, che ha richiesto un esame individuale (cfr. considerando 11).
2. PRODOTTO IN ESAME
(15) Il prodotto in esame è quello dell'inchiesta iniziale, vale a dire la biancheria da letto di fibra di cotone, pura o mista con fibre sintetiche o artificiali o con lino (non come fibra principale), imbianchita, tinta o stampata originaria dell'India, di cui ai codici NC ex 6302 21 00 (codici TARIC 6302 21 00 81, 6302 21 00 89 ), ex 6302 22 90 (codice TARIC 6302 22 90 19 ), ex 6302 31 10 (codice TARIC 6302 31 10 90 ), ex 6302 31 90 (codice TARIC 6302 31 90 90 ) e ex 6302 32 90 (codice TARIC 6302 32 90 19 ).
3. PRODOTTO SIMILE
(16) Si è stabilito che la biancheria da letto di cotone venduta sul mercato indiano e quella esportata dall'India nella Comunità erano identiche, o molto simili, dal punto di vista delle caratteristiche fisiche e delle applicazioni finali. Esse devono pertanto essere considerate prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento di base.
D. RISULTATO DELL'INCHIESTA IN RELAZIONE AL RIESAME INTERMEDIO
1. VALORE NORMALE
1.1. Società incluse nel campione
(17) Anzitutto, va ricordato che solo una delle sette società del campione effettuava vendite sul mercato interno e che solo una delle altre sei vendeva sul mercato interno prodotti della stessa categoria generale (altri prodotti di cotone).
(18) Per quanto riguarda l'unica società con vendite interne, si è riscontrato che nessuno dei tipi di biancheria da letto di cotone da essa venduti sul mercato interno era direttamente paragonabile a quelli esportati nella Comunità, a causa delle differenze qualitative constatate per tutta una serie di tipi di prodotti diversi. Per di più, gli eventuali adeguamenti necessari per garantire la comparabilità si sarebbero dovuti effettuare sulla base di stime. Di conseguenza, il valore normale è stato costruito sommando ai costi di produzione del prodotto in esame le relative spese generali, amministrative e di vendita e i profitti realizzati sulle vendite eseguite nell'ambito di normali operazioni commerciali, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 6, del regolamento di base.
(19) Per le altre società, in mancanza di vendite interne del prodotto simile si è pensato anzitutto di stabilire il valore normale in base ai prezzi interni della società con vendite interne, a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento di base. Poiché tuttavia non era possibile fare un confronto tra i tipi di prodotti venduti sul mercato interno e quelli esportati nell'Unione europea dalle altre società, in mancanza di vendite interne del prodotto simile si è dovuto costruire il valore normale anche per le altre società che hanno collaborato.
(20) In considerazione di quanto precede, il valore normale costruito è stato determinato, per ciascuna delle società incluse nel campione, in base al costo di produzione del prodotto in esame a norma dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base. Per quanto riguarda le spese generali, amministrative e di vendita e i profitti, non ci si è potuti avvalere della possibilità di cui all'articolo 2, paragrafo 6, lettera a), del regolamento di base (media ponderata degli importi effettivi determinati per altri esportatori o produttori riguardo alla produzione e alla vendita del prodotto simile sul mercato interno del paese d'origine) perché soltanto una società vendeva il prodotto simile sul mercato interno.
(21) Per gli altri produttori esportatori, compresa la società con vendite interne della stessa categoria generale di prodotti, le spese generali, amministrative e di vendita sono state determinate a norma dell'articolo 2, paragrafo 6, lettera c), del regolamento di base, tenendo conto delle conclusioni delle relazioni adottate dall'organo arbitrale dell'OMC. Le spese generali, amministrative e di vendita, quindi, sono state determinate in base alla media ponderata delle spese generali, amministrative e di vendita dell'unica società con vendite interne del prodotto simile e delle spese generali, amministrative e di vendita dell'unica società con vendite della categoria generale di prodotti (altri prodotti di cotone) sul mercato interno.
(22) Per quanto riguarda gli importi relativi ai profitti, per la società con vendite interne della stessa categoria generale di prodotti, nel costruire il valore normale si sono presi in considerazione diversi metodi di calcolo onde arrivare a un utile ragionevole. La prima possibilità a cui si è pensato, che consisteva nell'utilizzare gli utili della società, è risultata impraticabile poiché la società operava in perdita.
(23) I produttori esportatori indiani hanno affermato che, a norma dell'articolo 2, paragrafo 6, lettera c), del regolamento di base, si sarebbe dovuto utilizzare il profitto massimo (profit cap) della società con vendite interne e della società che vendeva la stessa categoria generale di prodotti sul mercato interno. Visto infatti che queste società operavano in perdita, secondo i produttori esportatori indiani il profitto massimo equivaleva in realtà a un profitto nullo.
(24) A norma dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base, nel costruire il valore normale si deve aggiungere un congruo importo per i profitti. Un profitto nullo, pertanto, non può essere considerato un limite massimo.
(25) In mancanza di altre fonti di dati, il profitto è stato valutato per tutti i produttori esportatori indiani al 5 %, cioè l'importo utilizzato nell'inchiesta iniziale come traguardo dell'industria comunitaria. Il richiedente ha obiettato che questo margine di utile era troppo basso.
(26) Tuttavia, il richiedente non ha motivato le sue affermazioni secondo cui il margine di utile del 5 % era troppo basso e un altro margine di utile sarebbe stato più ragionevole o rappresentativo. Inoltre, poiché non si disponeva di altre informazioni utili sui profitti delle vendite interne indiane del prodotto in esame o dei prodotti appartenenti alla stessa categoria generale, a norma dell'articolo 2, paragrafo 6, lettera c), del regolamento di base si è ritenuto opportuno utilizzare il margine di profitto determinato nell'inchiesta iniziale, vale a dire il profitto che l'industria comunitaria avrebbe ricavato sul suo mercato locale in assenza di pratiche pregiudizievoli di dumping.
1.2. Società oggetto di un esame individuale
(27) Per la società in questione, il valore normale è stato determinato secondo i metodi di cui ai considerando 19, 20, 21 e 25.
2. PREZZO ALL'ESPORTAZIONE
(28) Tutte le vendite all'esportazione del prodotto in esame sono state effettuate direttamente ad acquirenti indipendenti della Comunità, cosicché il prezzo all'esportazione è stato stabilito, a norma dell'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base, in base ai prezzi realmente pagati o pagabili per il prodotto in esame esportato dall'India nella Comunità.
3. CONFRONTO
(29) Ai fini di un equo confronto sono stati effettuati adeguamenti per tener debitamente conto delle differenze rilevate e risultate tali da influire sui prezzi e sulla loro comparabilità. Questi adeguamenti sono stati applicati, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base, per differenze relative a nolo, movimentazione e carico, trasporto, credito, assicurazione, commissioni e imballaggio.
4. MARGINE DI DUMPING
(30) Il richiedente ha dichiarato che per alcune società del campione si sarebbe dovuta applicare la deroga di cui all'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base, che permette di confrontare il valore normale determinato in base alla media ponderata con i prezzi delle singole operazioni di esportazione nella Comunità. Si è stabilito tuttavia che non sussistevano le condizioni per l'uso di questo metodo, in particolare l'esistenza di andamenti dei prezzi diversi in relazione a differenti acquirenti, regioni o periodi. A norma dell'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base, pertanto, il margine di dumping è stato stabilito in base al confronto tra la media ponderata del valore normale e la media ponderata dei prezzi di tutte le transazioni di esportazione nella Comunità.
a) Produttori inseriti nel campione che hanno collaborato
I margini di dumping definitivi, espressi in percentuale del prezzo cif all'importazione alla frontiera comunitaria, sono i seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
b) Altri produttori che hanno collaborato non inclusi nel campione
Come risulta dal considerando 34, il margine di dumping determinato per tutti gli altri produttori che hanno collaborato ma non sono stati inclusi nel campione è dello 0 %.
c) Società che ha collaborato ed è stata oggetto di un esame individuale
SPAZIO PER TABELLA
d) Società che non hanno collaborato
Come si è detto nel considerando 9, una società non ha collaborato. Poiché non si disponeva di indicazioni sull'assenza di dumping ad opera di questa società, e per evitare di ricompensare la mancata collaborazione, il margine di dumping è stato stabilito in base ai tipi di prodotti oggetto del dumping più forte esportati nella Comunità dalla Bombay Dyeing & Manufacturing Co., risultando pari al 31,4 %.
E. MOTIVI CHE GIUSTIFICANO LA CHIUSURA DEL RIESAME INTERMEDIO SENZA ISTITUZIONE DI DAZI
(31) L'attuale riesame intermedio deve essere chiuso senza istituzione di dazi poiché il dumping ha riguardato solo una piccola parte delle importazioni del prodotto in esame originarie dell'India, che probabilmente rimarrà più o meno invariata in futuro e, quindi, non può causare pregiudizio, come dimostra l'analisi esposta in appresso.
1. LA MAGGIOR PARTE DELLE IMPORTAZIONI DEL PRODOTTO IN ESAME ORIGINARIE DELL'INDIA NON È STATA OGGETTO DI DUMPING
(32) Per quanto riguarda le società incluse nel campione, l'inchiesta ha stabilito l'esistenza di pratiche di dumping soltanto una di quelle società, la Bombay Dyeing, che rappresenta meno dell'8 % delle esportazioni totali del prodotto in esame originarie dell'India effettuate nella Comunità durante il PI. Come si è già detto, inoltre, una società non ha collaborato al procedimento e le sue esportazioni sono state considerate oggetto di dumping [cfr. considerando 30, lettera d)]. Le esportazioni del prodotto in esame nella Comunità effettuate da questa società durante il PI rappresentavano tuttavia solo lo 0,4 % delle esportazioni totali originarie dell'India.
(33) Le risultanze riguardanti le due società suddette sono in contrasto con la situazione delle altre quattro società incluse nel campione e del produttore esportatore cui è stato concesso il trattamento individuale. Non solo nessuna di queste cinque società è risultata all'origine di pratiche di dumping, ma la loro situazione è sostanzialmente diversa da quella della Bombay Dyeing e della società che non ha collaborato, perché producevano il prodotto in esame unicamente a fini di esportazione. Le importazioni non oggetto di dumping incluse nel campione rappresentavano il 30 % circa delle esportazioni totali originarie dell'India.
(34) Inoltre, gli esportatori che hanno collaborato che non sono stati inclusi nel campione né oggetto di un esame individuale producevano soltanto per l'esportazione (come risulta dalle informazioni ricevute in risposta alle domande inerenti al campionamento contenute nell'avviso di apertura). In altri termini, la loro struttura aziendale corrisponde a quella delle società di cui al considerando 33, il che permette di considerare poco probabile l'esistenza di pratiche di dumping sulle loro esportazioni.
(35) Ne consegue che oltre il 90 % delle esportazioni indiane del prodotto in esame effettuate nella Comunità durante il PI non è stato oggetto di dumping.
2. IL MODESTO VOLUME DELLE IMPORTAZIONI IN DUMPING NON PUÒ CAUSARE ALCUN PREGIUDIZIO
(36) La notevole differenza tra le pratiche di dumping rilevate durante l'inchiesta iniziale e quelle accertate nell'inchiesta attuale induce a chiedersi se il nesso causale stabilito nel procedimento iniziale sussista alla luce delle risultanze attuali.
(37) In primo luogo, si è riscontrato che meno dell'8 % delle importazioni del prodotto in esame originarie dell'India effettuate nel PI è stato oggetto di dumping. Queste importazioni rappresentavano una quota di mercato inferiore all'1 % o una quota inferiore al 3 % delle importazioni complessive da tutte le fonti. In altri termini, il volume delle importazioni in dumping è alquanto modesto se si considerano le soglie normalmente applicabili a norma del regolamento di base e dell'accordo antidumping dell'OMC. In secondo luogo, l'inchiesta ha dimostrato che, per i motivi esposti ai considerando da 32 a 34, oltre il 90 % delle importazioni dall'India non era oggetto di dumping. Di conseguenza, è del tutto improbabile che queste importazioni abbiano causato un grave pregiudizio nel PI. È logico pensare, inoltre, che la mancata istituzione di dazi non modificherebbe questo stato di cose, se si considera che per gran parte del PI non sono stati applicati dazi e che il volume delle importazioni non in dumping dall'India è sempre stato considerevole.
(38) Le risultanze del presente riesame, pertanto, non permettono di ritenere che il nesso causale tra dumping e pregiudizio stabilito nel procedimento iniziale sussista nell'inchiesta attuale, anche se il riesame intermedio parziale non contemplava espressamente detto nesso.
(39) Per di più, gli eventuali dazi derivanti dalla presente inchiesta (cfr. considerando 30) non sarebbero di nessuna utilità, poiché si applicherebbero solo a una parte minima delle esportazioni dall'India.
3. CONCLUSIONE
(40) In considerazione di quanto precede, occorre chiudere il riesame intermedio delle importazioni di biancheria da letto di cotone originaria dell'India senza istituire dazi antidumping.
F. CONSEGUENZE DEL RIESAME IN PREVISIONE DELLA SCADENZA
(41) Visti i risultati del riesame intermedio che precede la scadenza dei dazi antidumping istituiti dal regolamento (CE) n. 2398/97, è opportuno di conseguenza chiudere la procedura relativa al riesame in previsione della scadenza.
G. COMUNICAZIONI
(42) Le parti interessate sono state informate dei fatti e delle considerazioni in base ai quali s'intendeva raccomandare la conclusione del presente riesame intermedio parziale e del riesame in previsione della scadenza senza istituzione di dazi e hanno avuto la possibilità di esprimersi. Le loro osservazioni sono state prese in considerazione e, ove opportuno, le risultanze sono state modificate di conseguenza,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il riesame intermedio ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3, e il riesame in previsione della scadenza ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 384/96 riguardanti le importazioni di biancheria da letto di cotone originaria dell'India sono chiusi senza istituzione di dazi.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 17 dicembre 2003.

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