Document ID: 31991R1364

REGOLAMENTO (CEE) N. 1364/91 DELLA COMMISSIONE del 24 maggio 1991 relativo alla determinazione dell'origine delle materie e dei manufatti tessili di cui alla sezione XI della nomenclatura combinata
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 802/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativo alla definizione comune della nozione di origine delle merci (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 456/91 (2), in particolare l'articolo 14,
considerando, in primo luogo:
- che l'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 802/68 stabilisce cha una merce nella cui produzione sono intervenuti due o più paesi è considerata originaria del paese nel quale è avvenuta l'ultima trasformazione o lavorazione sostanziale, economicamente giustificata, effettuata in un'impresa attrezzata a tale scopo, e che abbia come risultato la fabbricazione di un prodotto nuovo o che rappresenti una fase importante della fabbricazione,
- che, data la complessità di taluni processi di fabbricazione, è necessario adottare disposizioni che consentano di precisare l'applicazione dell'articolo 5 nei confronti di particolari prodotti,
- che, nel settore delle materie e dei manufatti tessili rientranti nella sezione XI della nomenclatura combinata, i criteri stabiliti nell'articolo 5 possono ritenersi soddisfatti quando i prodotti ottenuti hanno subito una trasformazione completa equivalente a una fase importante delle fabbricazione; che, di massima, ciò avviene se la lavorazione o trasformazione comporta che il prodotto ottenuto sia classificato in una voce diversa da quelle relative ai diversi materiali utilizzati; che, tuttavia, per taluni prodotti tessili, occorre stabilire norme particolari, in aggiunta o in deroga al principio del cambiamento della voce doganale;
considerando, in secondo luogo:
- che talune disposizioni vigenti sull'interpretazione dell'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 802/68 sono fondate sulla nomenclatura della tariffa doganale comune, a sua volta basata sulla nomenclatura del Consiglio di cooperazione doganale,
- che questa è stata sostituita dal sistema armonizzato di designazione e codificazione delle merci, applicato nella Comunità attraverso la nomenclatura combinata,
- che è pertanto necessario adeguare opportunamente le disposizioni in questione a tale mutamento nella nomenclatura;
considerando, in terzo luogo:
- che è opportuno raccagliere in un unico testo tutte le disposizioni sulle materie tessili e sui loro manufatti della sezione XI della nomenclatura combinata adottate dalla Commissione per l'interpretazione del regolamento (CEE) n. 802/68 secondo la procedura di cui all'articolo 14 del medesimo, onde semplificare il lavoro degli utenti e delle amministrazioni doganali,
- che tale operazione deve essere integrata da talune modifiche nella presentazione o nella formulazione delle attuali disposizioni,
- che in questa occasione è opportuno procedere a una nuova formulazione delle disposizioni dell'articolo 5 relative ai tessuti stampati o tinti, incluse le stoffe a maglia, al fine di chiarirne il contenuto,
- che è altresì opportuno operare una distinzione tra seta greggia e cascami di seta in quanto prodotti che possono essere sottoposti a lavorazione o trasformazione, per evitare qualsiasi confusione in merito alla loro predisposizione per la filatura. Questo punto forma oggetto di una nota esplicativa,
- che occorre inoltre modificare le disposizioni, adottate per l'interpretazione dell'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 802/68, relative ai filati tessili, in seguito alla sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee del 23 marzo 1983 nella causa 162/82 (3); che è stato formulato un nuovo principio informatore per la tintura e la stampa di filati sulla scorta di un accurato studio delle operazioni di fabbricazione e della consulenza fornita dal settore economico interessato; che tale principio rispecchia fedelmente le realtà produttive inerenti alla tintura e alla stampa di filati e conferma la differenza oggettiva tra queste operazioni e quelle analoghe effettuate sui tessuti;
considerando infine che le disposizioni del presente regolamento sono conformi al parere del comitato dell'origine,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1
Il presente regolamento determina per i prodotti tessili ed i loro manufatti, di cui alla sezione XI della nomenclatura combinata, le lavorazioni o trasformazioni che sono considerate rispondenti ai criteri dell'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 802/68 e che conferiscono a detti prodotti l'origine del paese in cui sono state effettuate.
Per « paese » si intende, a seconda dei casi, un paese terzo oppure la Comunità. Articolo 2
Per i prodotti tessili ed i loro manufatti di cui alla sezione XI della nomenclatura combinata, per trasformazione completa, quale specificata nell'articolo 3, si intende una lavorazione od una trasformazione che conferisca l'origine ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 802/68. Articolo 3
Si considerando transformazioni complete le lavorazioni o trasformazioni che determinano la classificazione dei prodotti ottenuti in una voce della nomenclatura combinata diversa da quella relativa a ciascuno dei materiali non originari impiegati.
Tuttavia, per i prodotti enumerati nell'allegato II, si considerano complete esclusivamente le particolari trasformazioni indicate nella colonna 3 dello stesso allegato, in corrispondenza di ciascun prodotto ottenuto, sia che comportino sia che non comportino un cambiamento della voce doganale.
Le modalità di applicazione delle regole contenute nell'allegato II sono stabilite nelle note introduttive dell'allegato I. Articolo 4
Ai fini dell'applicazione dell'articolo 3, si considerano sempre insufficienti a conferire l'origine le seguenti lavorazioni o trasformazioni, sia che comportino sia che non comportino un cambiamento della voce doganale:
(a) le operazioni destinate ad assicurare la conservazione dei prodotti in buone condizioni durante il trasporto ed il magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, rimozione di parti avariate e operazioni analoghe);
(b) le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, classificazione, assortimento (ivi compresa la composizione di serie di prodotti), lavatura, taglio;
(c) (i) le modifiche dell'imballaggio, le divisioni e riunioni di colli;
(ii) la semplice insaccatura, nonché il semplice collocamento in astucci, scatole o su tavolette ecc., e ogni altra semplice operazione di condizionamento;
(d) l'applicazione sui prodotti e sul loro imballaggio di marchi, etichette o altri segni distintivi;
(e) il semplice assemblaggio di parti di prodotti per la costituzione di un prodotto completo;
(f) una combinazione di due o più operazioni indicate ai punti da (a) ad (e). Articolo 5
Nell'allegato II, per « valore » si intende il valore in dogana al momento dell'importazione dei materiali non originari utilizzati o, qualora tale valore non sia noto e non possa essere accertato, il primo prezzo accertabile per tali materiali nel paese in cui si effettua la trasformazione. Per « prezzo franco fabbrica », nell'allegato II si intende il prezzo del prodotto ottenuto, previa detrazione delle imposte interne rimborsate o rimborsabili all'esportazione. Articolo 6
I regolamenti (CEE) n. 1039/71 (4), (CEE) n. 1480/77 (5) e (CEE) n. 749/78 (6) sono abrogati. Articolo 7
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 24 maggio 1991.

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