Document ID: 32003D0300

Decisione della Commissione
dell'8 ottobre 2002
relativa ad un procedimento ai sensi dell'articolo 81 del trattato CE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE
(Caso n. COMP/C2/38.014 - IFPI "Trasmissioni in simulcast")
[notificata con il numero C(2002) 3639]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2003/300/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo,
visto il regolamento n. 17 del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1/2003(2), in particolare l'articolo 2,
vista la domanda di attestazione negativa ai sensi dell'articolo 2 del regolamento n. 17 e la notificazione ai fini di un'esenzione ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, di detto regolamento, presentate il 16 novembre 2000 e successivamente modificate il 21 giugno 2001 e il 22 maggio 2002 ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 3385/94 della Commissione, del 21 dicembre 1994, relativo alla forma, al contenuto e alle altre modalità delle domande e delle notificazioni presentate in forza del regolamento n. 17 del Consiglio(3),
avendo pubblicato il contenuto essenziale della domanda e della notificazione(4) a norma dell'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento n. 17,
vista la relazione finale del consigliere-auditore in merito al presente caso(5),
previa consultazione del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
A. INTRODUZIONE
(1) Il 16 novembre 2000 la Federazione internazionale dell'industria fonografica (International Federation of the Phonographic Industry - IFPI) ha presentato alla Commissione, ai sensi dell'articolo 2 e dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento n. 17, una domanda di attestazione negativa o, in alternativa, di esenzione conformemente all'articolo 81, paragrafo 3, del trattato in relazione ad un accordo reciproco tipo (in appresso "l'accordo reciproco") concluso tra le società di gestione collettiva che operano per conto dei produttori discografici, per le licenze di trasmissione in simulcast.
(2) La trasmissione in simulcast, come definita dalle parti che hanno effettuato la notificazione, consiste nella ridiffusione simultanea via Internet da parte di emittenti televisive e radiofoniche di riproduzioni fonografiche incluse nelle loro trasmissioni di segnali radiofonici e/o televisivi(6). L'accordo reciproco è volto ad agevolare la concessione di licenze internazionali a emittenti radiofoniche e televisive che intendano procedere alla trasmissione in simulcast.
(3) Il 21 giugno 2001 l'IFPI ha presentato una versione modificata dell'accordo reciproco. Per effetto della modifica le emittenti in simulcast stabilite nello Spazio economico europeo (SEE) potranno rivolgersi a qualsiasi società di gestione collettiva stabilita nel SEE e che sia parte dell'accordo reciproco per richiedere ed ottenere una licenza multiterritoriale per la trasmissione in simulcast nei territori delle società partecipanti all'accordo.
(4) Il 22 maggio 2002 l'IFPI ha notificato una seconda modifica all'accordo reciproco secondo la quale l'accordo veniva rinnovato tra le parti fino al 31 dicembre 2004. La seconda modifica prevede anche che la parti introducano un meccanismo attraverso il quale le società di gestione collettiva stabilite nel SEE che partecipano all'accordo reciproco dovranno specificare quanta parte della tariffa versata dalle emittenti in simulcast per ottenere una licenza multiterritoriale e comprendente diversi repertori corrisponde al compenso per la gestione richiesto all'utente.
(5) L'IFPI ha presentato la notificazione per conto di una serie di società di gestione collettiva che amministrano i diritti di radiodiffusione e di uso pubblico delle case discografiche che ne sono membri.
B. LE PARTI
IFPI
(6) L'IFPI è un'organizzazione di categoria internazionale, con sede in Svizzera ed il principale centro di attività a Londra, i cui membri comprendono numerosi produttori di dischi e video musicali. Questi sono inoltre membri di società nazionali di gestione collettiva che amministrano per loro conto i diritti di cui essi sono i legittimi titolari. Questi diritti sono definiti generalmente come diritti connessi ai diritti d'autore.
(7) L'IFPI ha trasmesso la notifica per conto delle società di gestione collettiva che partecipano all'accordo, ma non è essa stessa parte dell'accordo, non avendo ricevuto un mandato a riscuotere i proventi per conto dei suoi membri. In quanto rappresentante internazionale dei produttori discografici suoi membri, l'IFPI ha assistito le società di gestione collettiva nella messa a punto degli accordi oggetto della notifica.
Le società di gestione collettiva
(8) Le parti dell'accordo reciproco come da ultimo notificato il 22 maggio 2002 sono le seguenti società di gestione collettiva operanti per conto di produttori discografici: Wahrnehmung von Leistungsschutzrechten Ges.m.b.H. (LSG), Austria; Société de l'Industrie Musicale Muziek Industrie Maatschappij (SIMIM), Belgio; GRAMEX, Danimarca; GRAMEX, Finlandia; Gesellschaft zur Verwertung von Leistungsschutzrechten mbH (GVL), Germania; GRAMMO, Grecia; Samband Flitjenda og Hljomplötuframleidanda (SFH/IFPI), Islanda; Società Consortile Fonografici Per Azioni (SCF S.c.p.a.), Italia; Phonographic Performance Ireland (PPI), Irlanda; Stichting ter Exploitatie van Naburige Rechten (SENA), Paesi Bassi; GRAMO, Norvegia; Associaçao Fonografica Portuguesa (AFP), Portogallo; IFPI Svenska Gruppen, Svezia; IFPI Schweiz, Svizzera; Phonographic Performance Limited (PPL), Regno Unito; INTERGRAM, Repubblica Ceca; Eesti Fonogrammitootjate Ühing (EFU), Estonia; Zwiazek Producentów Audio Video (ZPAV), Polonia; Phonographic Performance Ltd. South East Asia, Hong Kong; Phonographic Performance Limited (PPL), India; Public Performance Malaysia Sdn Bhd (PPM), Malaysia; Recording Industry Performance Singapore Pte Ltd (RIPS), Singapore; The Association of Recording Copyright Owners (ARCO), Taiwan; Phonorights Ltd., Thailandia; Cámara Argentina de Productores de Fonopgramas y Videograma (CAPIF), Argentina; Sociedad Mexicana de Productores de Fonogramas, Videogramas y Multimedia S.G.C. (SOMEXFON SGC), Messico; Unión Peruana de Productores Fonográficos (UNIMPRO), Perú; Cámara Uruguaya del Disco (CUD), Uruguay; Recording Industry Association New Zealand (RIANZ), Nuova Zelanda.
(9) La funzione principale delle società di gestione collettiva è la gestione dei diritti connessi di radiodiffusione e di utilizzo pubblico dei produttori discografici loro membri. In particolare, esse sono incaricate di cedere mediante licenze i diritti sulle registrazioni sonore dei loro membri agli utilizzatori, di fissare le tariffe relative, di raccogliere e distribuire i diritti d'autore, di controllare l'utilizzo del materiale protetto e di far rispettare i diritti dei loro membri.
(10) Il sistema di gestione collettiva offerto da queste società consente ai titolari dei diritti di fare un uso commerciale degli stessi nei confronti di una moltitudine di utilizzatori anche nelle circostanze in cui per i singoli utilizzatori sarebbe difficile ottenere l'autorizzazione individuale. Per gli utilizzatori su larga scala di opere musicali, sarebbe, nella maggioranza dei casi, quasi impraticabile dover richiedere un'autorizzazione individuale da ciascuno dei titolari dei diritti. Inoltre, è spesso difficile ottenere tutte le autorizzazioni individuali relative ad una certa opera data la necessità di ottenere l'autorizzazione da vari detentori in comune dei diritti. Le società di gestione offrono agli utilizzatori un sistema, tradizionalmente su base nazionale, di "sportello unico" per ottenere l'autorizzazione all'uso di determinati diritti.
C. CONTESTO REGOLAMENTARE
(11) La tutela dei diritti dei produttori di registrazioni sonore a livello internazionale è garantita dalla Convenzione internazionale sui diritti degli artisti interpreti o esecutori e dei produttori di registrazioni sonore, firmata a Roma il 26 ottobre 1961 ("Convenzione di Roma"), dall'accordo TRIPS del 15 aprile 1994(7) e dal trattato dell'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI) sulle interpretazioni ed esecuzioni e sui fonogrammi, adottato il 29 dicembre 1996 dalla conferenza diplomatica su alcune questioni relative ai diritti di autore e diritti connessi(8). Questi trattati internazionali riconoscono i seguenti diritti ai produttori di fonogrammi: il diritto di riproduzione(9), nonché il diritto di distribuzione, di noleggio e di messa a disposizione del pubblico, su filo o via etere, delle loro esecuzioni fissate in fonogrammi in modo che ciascun individuo possa liberamente accedervi da un luogo o in un momento di sua scelta(10). La convenzione di Roma prevede anche il diritto ad un compenso relativo all'uso secondario dei fonogrammi, qualora un fonogramma pubblicato a fini commerciali sia utilizzato direttamente per la radiodiffusione o per una qualunque comunicazione al pubblico.
(12) A livello comunitario, la protezione dei diritti d'autore e dei diritti collegati è assicurata da una serie di direttive(11). La gestione collettiva obbligatoria dei diritti d'autore e diritti connessi è stata riconosciuta dalla legislazione comunitaria per la ritrasmissione via cavo, segnatamente dalla direttiva 93/83/CEE, in cui la "società di gestione collettiva" è definita come "una società che gestisce o amministra il diritto d'autore o i diritti connessi al diritto d'autore quale unica attività o una delle principali attività"(12). L'articolo 13 della stessa direttiva lascia espressamente la disciplina delle attività delle società di gestione collettiva alla competenza degli Stati membri a livello nazionale. L'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 92/100/CEE prevede il diritto dei produttori di fonogrammi (nonché degli interpreti o esecutori) ad ottenere una remunerazione equa allorché un fonogramma sia utilizzato per una radiodiffusione via etere o per una qualsiasi comunicazione al pubblico.
(13) Per quanto riguarda l'applicazione del diritto comunitario della concorrenza alle società di gestione, gli interventi della Corte di giustizia delle Comunità europee e della Commissione fino ad oggi hanno affrontato tre questioni generali: i rapporti tra le società di gestione collettiva e gli utilizzatori, i rapporti tra le società di gestione collettiva e i loro membri e, infine, i rapporti reciproci tra le varie società di gestione collettiva. Il caso in esame riguarda direttamente i rapporti reciproci tra le varie società di gestione collettiva e indirettamente il rapporto tra le società di gestione collettiva e gli utilizzatori. Nel contesto specifico delle licenze di diritti d'autore a locali fisici, come le discoteche, la Corte di giustizia ha trattato tali questioni nelle cause Ministère Public contro Tournier(13) e Lucazeau contro Sacem(14).
D. L'ACCORDO NOTIFICATO
Campo di applicazione
(14) La tecnologia digitale ed il web hanno permesso alle emittenti, che operano tradizionalmente su base nazionale o regionale in virtù di licenze territoriali limitate, di sfruttare a livello mondiale le registrazioni sonore amministrate dalle società di gestione collettiva mediante la trasmissione in simulcast dei loro programmi sulla rete digitale mondiale di Internet. Secondo le parti, l'accordo reciproco è finalizzato ad agevolare la concessione di una licenza multiterritoriale per questa attività.
(15) A causa del modo territorialmente limitato con cui sono finora state assegnate le licenze, ogni società di gestione collettiva ha perseguito tale attività solo nel suo territorio nazionale. Di conseguenza, le licenze che tali società tradizionalmente accordano agli utilizzatori per lo sfruttamento delle registrazioni sonore sono limitate ai loro singoli territori nazionali. Pertanto, il diritto di trasmettere in simulcast su Internet, visto che comporta necessariamente la trasmissione di segnali in vari territori allo stesso tempo, non è contemplato dalle licenze monoterritoriali esistenti accordate dalle società di gestione collettiva alle emittenti, mentre la trasmissione in simulcast comprende i repertori di diverse società di gestione collettiva. Secondo le parti, l'accordo reciproco è finalizzato ad agevolare la creazione di un nuovo tipo di licenza che è allo stesso tempo multiterritoriale e comprensiva di diversi repertori.
(16) Un'altra conseguenza del modo territorialmente limitato con cui sono finora state assegnate le licenze è che gli accordi di rappresentanza reciproca esistenti tra le società di gestione collettiva non prevedono la possibilità per una società di accordare ad un utilizzatore una licenza multiterritoriale che comprenda, oltre al proprio, anche il repertorio di una società sorella di cui ha la rappresentanza (licenza comprendente diversi repertori). Gli accordi di rappresentanza esistenti consentono ad una società di accordare una licenza ad un utilizzatore che comprenda il repertorio di una società sorella di cui ha la rappresentanza, ma solo per il proprio territorio nazionale. Ciò significa che gli accordi esistenti tra società di gestione collettiva consentono la concessione di licenze sia mono che multi-repertorio, ma le licenze per più repertori devono sempre essere monoterritoriali. Dato che il modello applicabile per le licenze di trasmissione in simulcast su Internet è determinato dal principio del paese di destinazione, è necessario un mandato multiterritoriale tra società di gestione collettiva per consentire ad una di esse di concedere licenze che siano al tempo stesso multiterritoriali e comprendenti diversi repertori. Pertanto, il diritto di concedere licenze di trasmissione in simulcast su Internet, visto che la trasmissione in simulcast necessariamente comporta la trasmissione di segnali in diversi territori allo stesso tempo, non è contemplato dagli attuali mandati monoterritoriali tra società derivanti dagli accordi di rappresentanza esistenti.
(17) L'accordo reciproco notificato è volto a realizzare un quadro che assicuri una gestione e una tutela efficaci dei diritti dei produttori di fronte allo sfruttamento mondiale su Internet. Esso riflette le nuove possibilità offerte dalla tecnologia digitale, ad esempio la possibilità di effettuare un controllo a distanza dello sfruttamento dei diritti, ed è concepito al fine di permettere alle società di gestione collettiva di concedere licenze uniche, valide in tutti i territori nei quali la società di gestione collettiva locale sia parte dell'accordo reciproco. In tal modo le emittenti che trasmettono in simulcast avranno una facile alternativa all'ottenimento di una licenza dalla società locale di ciascun paese in cui le loro trasmissioni via Internet sono accessibili. Tale ultima soluzione sarà comunque a loro disposizione.
(18) L'accordo reciproco dovrebbe rimanere in vigore in via sperimentale per un periodo al termine del quale si procederà ad un riesame della natura dell'accordo, del suo campo di applicazione e del suo funzionamento. La versione modificata dell'accordo verrà a scadenza il 31 dicembre 2004.
Contenuto
(19) L'accordo reciproco prevede che ogni società di gestione collettiva partecipante conceda, su base non esclusiva, alle altre società partecipanti, il diritto (in relazione al repertorio dei suoi membri) di autorizzare la trasmissione in simulcast sul suo territorio o (a seconda dei casi) di esigere un compenso equo. Ogni parte dell'accordo reciproco stipulerà individualmente e separatamente con ciascuna delle altre parti contratti bilaterali conformi all'accordo reciproco tipo.
(20) Più specificamente, l'accordo reciproco consentirà ad ogni società di gestione collettiva partecipante:
a) in caso di diritto esclusivo, di autorizzare, a proprio nome o a nome del titolare del diritto di cui trattasi, la trasmissione in simulcast di registrazioni sonore facenti parte del repertorio dell'altra parte contraente e in caso venga richiesto un equo compenso, di riscuotere tutti i compensi e di percepire tutte le somme dovute a titolo di risarcimento o indennizzo e di accusare ricevuta degli importi riscossi a tale titolo;
b) di riscuotere tutti i canoni di licenza richiesti a fronte delle autorizzazioni e di percepire tutte le somme dovute a titolo di indennizzo o risarcimento per le trasmissioni in simulcast non autorizzate;
c) di intentare e portare avanti, a nome proprio o del titolare dei diritti di cui trattasi, su sua richiesta e con il suo esplicito consenso, azioni legali nei confronti di qualsiasi persona o società e di qualsiasi autorità amministrativa o di altro genere che si renda responsabile di trasmissione in simulcast illegale.
Corrispettivo per l'uso dei diritti
(21) Per quanto riguarda il corrispettivo per l'uso dei diritti, il principio generale alla base dell'accordo reciproco è quello del paese di destinazione. Secondo tale principio, che a quanto pare rispecchia l'attuale situazione giuridica nell'ambito della legislazione sul diritto d'autore, l'atto di comunicazione al pubblico di un'opera protetta da diritti d'autore ha luogo non solo nel paese di origine (Stato di emissione) ma anche in tutti i paesi in cui si possono ricevere i segnali (Stati di ricezione). È il principio opposto rispetto a quello del paese di provenienza, secondo il quale l'atto di comunicazione al pubblico di un'opera protetta da diritti d'autore ha luogo solo nello Stato di emissione. L'applicazione del principio dello Stato di destinazione nel contesto dell'accordo reciproco significa che l'autorizzazione ad utilizzare le opere protette viene accordata in un solo paese, ma il corrispettivo è dovuto in tutti i paesi in cui è ricevuto il segnale in simulcast.
(22) L'accordo reciproco è subordinato all'applicazione in ognuno dei paesi interessati del principio del paese di destinazione. L'articolo 10, paragrafo 2, della versione modificata dell'accordo reciproco, come notificata il 21 giugno 2001 recita: "L'accordo reciproco è concluso a condizione che esista un diritto di proibire/autorizzare o pretendere un equo compenso in virtù delle pertinenti legislazioni nazionali dei paesi in cui vengono trasmessi i segnali. Laddove un giudice o un'altra autorità, giudiziaria o legislativa, si pronunci nel senso che, ai sensi della legislazione nazionale, dopo aver ottenuto l'autorizzazione nel paese di emissione non è necessario ottenerla anche nel paese in cui viene trasmesso il segnale - e quindi nel senso che la parte contraente situata in quest'ultimo paese non è autorizzata a raccogliere il canone delle licenze relative alle trasmissioni in simulcast trasmesse nel proprio territorio - quest'ultima parte contraente non potrà più esercitare diritti di trasmissione in simulcast per conto dell'altra parte contraente."
(23) Ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, dell'accordo reciproco, il principio del paese di destinazione si applica con riferimento all'importo che un utilizzatore deve versare a una società di gestione collettiva per ottenere una licenza di trasmissione in simulcast(15). Ciò significa che ogni società di gestione collettiva prenderà in considerazione le tariffe applicate nei territori in cui l'utilizzatore trasmette i suoi servizi in simulcast, e riscuoterà il compenso da quest'ultimo di conseguenza.
(24) Visto che la prevista licenza unica di trasmissione in simulcast comprende vari repertori ed è valida in diversi territori, la tariffa per la licenza sarà una tariffa aggregata composta dalle tariffe individuali pertinenti che ciascuna delle società di gestione partecipanti applica per la trasmissione in simulcast nel suo territorio. Ciò significa che la società che accorda una licenza multiterritoriale e comprendente diversi repertori dovrà tenere conto di tutte le tariffe nazionali applicabili, compresa la propria, per determinare il canone totale per la licenza.
(25) L'articolo 5, paragrafo 3, dell'accordo reciproco stabilisce che "ciascuna delle parti contraenti si applicherà, con ragionevole impegno, in discussioni con l'altra parte in relazione all'applicazione dell'articolo 5, paragrafo 2, trattandosi di un periodo sperimentale". In considerazione della natura sperimentale dell'accordo reciproco, le parti dichiarano che le singole società di gestione collettiva non hanno ancora deciso in via definitiva come strutturare la tariffa aggregata. Esse indicano che, in ragione del fatto che i ricavi dell'attività di trasmissione in simulcast sono al momento limitati, le società di gestione collettiva hanno finora avuto la tendenza a richiedere un pagamento forfettario per la licenza di trasmissione in simulcast. Ciononostante, le parti prevedono due possibilità principali:
a) una tariffa aggregata sulla base di una percentuale dei ricavi generati dalla trasmissione in simulcast nel territorio di ognuna delle società di gestione collettiva;
b) una tariffa aggregata corrispondente ad un'aliquota commisurata al numero di brani per flusso ("rate per track per stream") (ossia in relazione all'uso del repertorio ed al numero di visite di un sito).
(26) Pur stabilendo il principio generale per determinare il canone totale della licenza, l'accordo reciproco non determina le tariffe nazionali che ciascuna delle società di gestione collettiva dovrà fissare. Il calcolo dell'adeguato ed equo corrispettivo spetta pertanto ad ogni singola società di gestione collettiva. Secondo le parti, l'individuazione della struttura e la fissazione del livello delle tariffe nazionali per la trasmissione in simulcast rimangono di spettanza delle singole società di gestione collettiva, che fisseranno le proprie tariffe in conformità con la propria legislazione nazionale e le proprie esigenze commerciali rispettive.
Autorizzazione all'uso dei diritti
(27) Ai sensi dell'accordo come originariamente notificato, una società di gestione collettiva era autorizzata a concedere una licenza internazionale di trasmissione in simulcast unicamente alle stazioni emittenti i cui segnali fossero originati nel suo territorio. Questo significava che, al fine di ottenere la concessione di una licenza multiterritoriale per la trasmissione in simulcast, le emittenti stabilite nel SEE erano tenute a rivolgersi alla società di gestione collettiva operante per conto del produttore nel loro Stato membro, conformemente all'articolo 3, paragrafo 1, dell'accordo reciproco:
"In forza del presente contratto ciascuna parte contraente conviene che il diritto di cui all'articolo 2 relativo alla trasmissione in simulcast nel suo territorio e a destinazione di questo sia conferito, su base non esclusiva, all'altra parte contraente (...) per quanto concerne le stazioni emittenti i cui segnali siano originati nel territorio di tale altra parte contraente e che abbiano ottenuto la licenza a trasmettere in simulcast da quest'ultima."
(28) Il 21 giugno 2001 IFPI ha notificato alla Commissione una versione modificata dell'accordo reciproco che consente alle emittenti il cui segnale ha origine nel SEE di rivolgersi a qualsiasi società di gestione collettiva stabilita nel SEE e partecipante all'accordo reciproco al fine di richiedere e ottenere una licenza per la trasmissione in simulcast multiterritoriale e comprendente diversi repertori, in seguito all'introduzione di un nuovo comma dell'articolo 3, paragrafo 1 ("autorizzazione reciproca di amministrare"):
"In deroga a quanto previsto al paragrafo precedente, ciascuna parte contraente conviene che il diritto di cui all'articolo 2 relativo alla trasmissione in simulcast nel suo territorio e a destinazione di questo sia conferito, su base non esclusiva, a qualsiasi parte contraente stabilita nello Spazio economico europeo (SEE) per quanto concerne le stazioni emittenti i cui segnali siano originati nel SEE. Al fine di evitare qualsiasi ambiguità, qualsiasi stazione emittente i cui segnali siano originati nel SEE è pertanto autorizzata a rivolgersi ad una qualsiasi parte contraente stabilita nel SEE per ottenere la licenza multiterritoriale per la trasmissione in simulcast."
Condizioni commerciali
(29) L'accordo reciproco non riguarda le condizioni commerciali concrete. Queste condizioni commerciali (condizioni di pagamento, abbuoni, sconti) dovranno essere negoziate tra l'utilizzatore e la singola società di gestione collettiva che concede la licenza, in modo abbastanza simile a quella che è stata la prassi nel campo degli accordi di concessione centralizzata delle licenze per i diritti di riproduzione meccanica negli anni passati.
(30) L'accordo reciproco stabilisce che qualsiasi controversia tra le società di gestione collettiva partecipanti e le emittenti, riguardante i diritti d'autore, sarà soggetta alle procedure arbitrali nazionali, qualora esistano simili procedure. Laddove non esista un sistema di arbitrato locale o sussistano dubbi sulla sua reale efficacia, le parti si rivolgeranno ad un'istanza preposta agli arbitrati internazionali, come il Centro di mediazione ed arbitrato OMPI.
Benefici per i titolari dei diritti e per gli utilizzatori
(31) Secondo le parti il maggiore vantaggio del sistema previsto dall'accordo è costituito dalla possibilità che ciascuna delle società di gestione collettiva agisca come sportello unico per la concessione di una licenza unica. I vantaggi dell'accordo possono essere riassunti come segue:
a) le società di gestione collettiva agiranno come uno sportello unico in quanto ciascuna di esse è in grado di concedere una licenza multiterritoriale di trasmissione in simulcast, licenza che conterrà il repertorio di altre società di gestione collettiva;
b) tutte le registrazioni protette, di qualsiasi origine, saranno sottoposte alle stesse condizioni per tutti gli utilizzatori in uno stesso paese, conformemente al principio del trattamento nazionale;
c) di conseguenza, i costi amministrativi si ridurranno e questi vantaggi in termini di efficienza si ripercuoteranno sia sui titolari dei diritti che sugli utilizzatori.
E. I MERCATI RILEVANTI
1. Mercati del prodotto
(32) La gestione collettiva dei diritti d'autore e diritti collegati riguarda diverse attività che corrispondono ad altrettanti mercati rilevanti del prodotto: servizi di gestione dei diritti per i titolari, servizi di gestione dei diritti per altre società di gestione collettiva e servizi di concessione delle licenze agli utilizzatori. L'accordo reciproco incide direttamente su due mercati rilevanti:
a) servizi di gestione dei diritti multiterritoriali di trasmissione in simulcast tra società di gestione collettiva che operano per conto dei produttori discografici;
b) concessione delle licenze di trasmissione in simulcast dei diritti dei produttori discografici multiterritoriali e comprendenti diversi repertori.
(33) Per quanto riguarda i mercati rilevanti del prodotto, il primo interrogativo al quale occorre dare risposta, dal punto di vista della domanda, è se i clienti delle parti passerebbero a prodotti sostitutivi prontamente disponibili in risposta ad un ipotetico piccolo incremento di carattere permanente del prezzo dei prodotti stessi nell'area considerata(16).
(34) Nel caso in esame, entrambi i mercati del prodotto si limitano ai diritti di trasmissione in simulcast in quanto l'accordo reciproco copre unicamente la trasmissione in simulcast, e questa presenta delle caratteristiche distintive, sia sotto il profilo giuridico che sotto quello tecnico, rispetto ad altre attività che anch'esse richiedono un'autorizzazione, quali la riproduzione puramente meccanica o l'esecuzione in pubblico. La concessione di una licenza che autorizza l'utilizzazione dei diritti di trasmissione in simulcast dei produttori discografici e la fornitura di servizi amministrativi tra società in relazione a tali diritti - ora rese possibili dall'accordo reciproco - non sono, pertanto, sostituibili con altri servizi.
Servizi di gestione dei diritti di trasmissione in simulcast tra società di gestione collettiva
(35) Il primo mercato rilevante del prodotto coperto dall'accordo reciproco è il mercato dei servizi di gestione dei diritti di trasmissione multiterritoriale in simulcast tra società di gestione collettiva operanti per conto dei produttori discografici.
(36) Il mercato è caratterizzato, dal lato dell'offerta, dalla presenza di società di gestione collettiva disponibili a, e capaci di, amministrare su base multiterritoriale i repertori di altre società stabilite in territori diversi dal proprio, al fine del loro uso per la trasmissione in simulcast. Dal lato della domanda, il mercato è caratterizzato da società di gestione collettiva che desiderano che i propri repertori vengano amministrati da un'altra società situata in un diverso territorio al fine del loro uso per la trasmissione in simulcast su base multiterritoriale.
Concessione delle licenze per la trasmissione in simulcast dei diritti dei produttori discografici
(37) L'accordo reciproco crea un secondo mercato rilevante del prodotto, ossia il mercato a valle delle licenze, multiterritoriali e comprendenti diversi repertori, dei diritti di trasmissione in simulcast.
(38) Il mercato delle licenze dei diritti di trasmissione in simulcast multiterritoriali e comprendenti diversi repertori è caratterizzato, dal lato dell'offerta, dalla presenza di società di gestione collettiva che hanno ricevuto il mandato necessario dai produttori discografici loro membri di concedere licenze agli utilizzatori. Dal lato della domanda, il mercato è caratterizzato dagli utilizzatori emittenti radiotelevisive che intendono mettere simultaneamente a disposizione su Internet il segnale radiotelevisivo convenzionale. Non costituendo le licenze monoterritoriali e costituite da un solo repertorio di trasmissione in simulcast un'alternativa percorribile, la concessione di licenze di trasmissione in simulcast multiterritoriali e comprendenti diversi repertori costituisce il mercato rilevante.
2. Mercati geografici
Servizi di gestione dei diritti di trasmissione in simulcast tra società di gestione collettiva
(39) Il mercato geografico rilevante per i servizi di gestione dei diritti di trasmissione in simulcast tra società di gestione collettiva operanti per conto dei produttori discografici comprende almeno tutti i paesi SEE in cui la società di gestione collettiva locale sia parte dell'accordo reciproco, ossia tutti i paesi SEE ad eccezione di Francia e Spagna(17). Ai sensi del nuovo comma aggiunto all'accordo reciproco mediante la modifica notificata alla Commissione il 21 giugno 2001, il diritto di concedere licenze per l'uso del repertorio di una società di gestione collettiva (del SEE o meno) sarà accordato a tutte le società del SEE aderenti all'accordo reciproco per tutti i paesi SEE in cui sono stabilite, purché il segnale dei potenziali detentori della licenza sia originato nel SEE.
(40) Il quadro che risulta dall'accordo reciproco rende le condizioni di concorrenza nei paesi SEE la cui società di gestione collettiva aderisce all'accordo reciproco sufficientemente omogenee per tenere questa zona distinta da altre zone geografiche(18). Pertanto, le società di gestione collettiva del SEE che aderiscono dell'accordo reciproco costituiranno delle fonti realmente alternative tra loro per la fornitura di questo servizio.
Concessione delle licenze dei diritti dei produttori discografici per la trasmissione in simulcast
(41) Per quanto riguarda il mercato geografico rilevante delle licenze dei diritti di trasmissione in simulcast multiterritoriali e comprendenti diversi repertori, l'interrogativo preliminare al quale occorre dare risposta, dal punto di vista della domanda, è se i clienti delle parti si rivolgerebbero a fornitori siti in un'altra zona in risposta ad un ipotetico piccolo incremento di carattere permanente del prezzo dei prodotti stessi nell'area considerata(19). Nel definire il mercato geografico rilevante, la Commissione individua gli eventuali ostacoli ed intralci che proteggono le imprese ubicate in una determinata zona dalla pressione concorrenziale delle imprese site al di fuori di detta zona(20).
(42) Ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, dell'accordo reciproco, un'emittente il cui segnale è originato nel SEE può ottenere una licenza multiterritoriale e comprendente diversi repertori valida per tutti i paesi SEE pertinenti da una qualsiasi delle società di gestione collettiva stabilite nel SEE e aderenti all'accordo. Tuttavia, la stessa emittente non può, in linea di principio, ottenere una licenza multiterritoriale e comprendente diversi repertori valida per tutti i paesi SEE pertinenti da una società che non ha sede nel SEE oppure da una società del SEE che però non aderisce all'accordo reciproco.
(43) L'accordo reciproco non obbliga le società SEE che danno mandato alle società non SEE sulla base di accordi di rappresentanza bilaterali a consentire a queste ultime di concedere licenze multiterritoriali e comprendenti diversi repertori alle emittenti stabilite nel SEE. Di conseguenza, le emittenti i cui segnali hanno origine nel SEE, anche trovandosi di fronte ad un ipotetico piccolo incremento di prezzo delle licenze multiterritoriali e comprendenti diversi repertori concesse da una società SEE aderente all'accordo reciproco, non sarebbero in grado, generalmente, di rivolgersi ad una fonte alternativa situata al di fuori del SEE. D'altra parte, le società SEE di gestione collettiva non aderenti all'accordo reciproco non sono per definizione sottoposte a nessuna delle sue disposizioni, e pertanto l'articolo 3, paragrafo 1, dell'accordo reciproco non si applica a queste società. Ne consegue che neanche le società SEE non aderenti all'accordo costituiscono una fonte alternativa per l'ottenimento delle licenze ed i territori in cui esse sono stabilite sono esclusi dal mercato geografico rilevante.
(44) Alla luce di quanto precede, il mercato geografico rilevante delle licenze per la trasmissione in simulcast multiterritoriali e comprendenti diversi repertori comprende tutti i paesi SEE tranne Francia e Spagna.
F. STRUTTURA DEL MERCATO
(45) Nel mercato tradizionale (off line) delle licenze di diritti d'autore e diritti connessi, come le stesse parti riconoscono nella loro notificazione, le società di gestione collettiva del SEE godono di una posizione dominante, e nella maggioranza dei casi persino monopolistica, nei rispettivi mercati(21), essendo il mercato caratterizzato, sul versante dell'offerta, da una concorrenza attuale minima. Ne consegue che le società di gestione collettiva detengono una quota di mercato praticamente pari al 100 % nei loro rispettivi territori, dato che quasi tutti i titolari individuali dei diritti su registrazioni sonore li affidano in ogni Stato membro ad una sola società di gestione collettiva. La Corte di giustizia ha riconosciuto la posizione dominante delle società di gestione collettiva che deriva dai loro monopoli di fatto nei territori nazionali nelle sue pronunce nelle cause BRT contro SABAM(22) e GVL contro Commissione(23).
(46) Pertanto, a causa di questa struttura del mercato delle licenze di diritti d'autore e diritti connessi, le società di gestione collettiva si trovano in una posizione di mercato identica per quanto riguarda la fornitura reciproca di servizi di gestione dei diritti tra società in ciascuno dei territori nazionali.
(47) Nel contesto delle licenze di trasmissione in simulcast, la situazione è diversa in quanto l'accordo reciproco modificato renderà possibile la concorrenza tra società di gestione collettiva stabilite nel SEE e aderenti all'accordo per la concessione di licenze di trasmissione in simulcast multiterritoriali e comprendenti diversi repertori alle emittenti i cui segnali sono originati nel SEE. Lo stesso dicasi per il mercato della prestazione tra società di servizi multiterritoriali di gestione relativi ai diritti di trasmissione in simulcast.
(48) Dato che i mercati della gestione e delle licenze dei diritti di trasmissione in simulcast sono mercati nuovi, non ci sono ancora dati disponibili riguardo alla posizione di ognuna delle parti nei mercati rilevanti. Tuttavia, la struttura prevista per i servizi di gestione reciproca e per le licenze dei diritti connessi si basa su alcuni elementi già esistenti attualmente nei mercati dei servizi di gestione e delle licenze per i diritti "off line". In effetti, gli organismi che concedono le licenze sono gli stessi, il che significa che le strutture, le persone ed i mezzi che verranno utilizzati saranno perlopiù gli stessi. Inoltre, la base giuridica su cui operano tali organismi (diritto nazionale ed internazionale) è la stessa.
G. OSSERVAZIONI DEI TERZI INTERESSATI
(49) Il 17 agosto 2001, la Commissione ha pubblicato una comunicazione(24) ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento n. 17, con cui informava della sua intenzione di assumere una posizione favorevole nei riguardi dell'accordo notificato ed invitava i terzi interessati, prima di adottare una decisione favorevole, a presentare le loro osservazioni.
(50) A seguito della pubblicazione di tale comunicazione, sei associazioni hanno presentato osservazioni: ACT (Association of Commercial Television in Europe), EBU (European Broadcasting Union), EDIMA (European Digital Media Association), FIM (International Federation of Musicians), UTECA (Unión de Televisiones Comerciales Associadas) e VPRT (Verband Privater Rundfunk und Telekomunikation EV).
(51) Cinque di queste esprimono un forte sostegno al principio della "licenza unica" consacrato nell'accordo reciproco. FIM sostiene che tale principio sarebbe opportuno se venisse attuato con il consenso di tutti i titolari dei diritti.
(52) ACT e VPRT propongono una definizione di tre mercati rilevanti:
a) il mercato dei servizi di amministrazione forniti dalle società di gestione collettiva in relazione alla concessione delle licenze per la trasmissione in simulcast;
b) il mercato della concessione delle licenze del repertorio aggregato delle società di gestione collettiva alle emittenti a fini di trasmissione in simulcast; e
c) il mercato della distribuzione dei contenuti musicali su Internet e reti similari da parte di fornitori di contenuti.
(53) ACT e VPRT considerano le società di gestione collettiva come concorrenti nei mercati in cui operano. Di conseguenza, esse ritengono che l'articolo 81, paragrafo 1, del trattato si applichi all'accordo reciproco, soprattutto alla luce della comunicazione della Commissione contenente le linee direttrici sull'applicabilità dell'articolo 81 del trattato agli accordi di cooperazione orizzontale(25). Tuttavia, queste associazioni, come anche l'UTECA, ritengono anche che i quattro criteri di cui all'articolo 81, paragrafo 3, del trattato siano soddisfatti, e che quindi un'esenzione dell'accordo reciproco sia possibile.
(54) Cinque delle associazioni che hanno risposto chiedono alla Commissione di garantire che la società di gestione collettiva che concede la licenza fissi individualmente la tariffa per la licenza multiterritoriale e comprendente diversi repertori, così da assicurare che la concorrenza resa possibile dalla modifica dell'accordo reciproco si estenda anche al prezzo e che non sia impedita nella pratica da, per esempio, un comportamento concertato da parte delle società di gestione collettiva aderenti all'accordo.
(55) Tre delle associazioni che hanno risposto attirano l'attenzione della Commissione sul fatto che l'ambito di applicazione materiale dell'accordo reciproco è molto ristretto e chiedono alla Commissione di incoraggiare le società di gestione collettiva aderenti all'accordo, nonché altre società, ad estendere lo stesso tipo di accordi ad altre forme di sfruttamento dei diritti (ad esempio servizi di webcasting, di radiodiffusione, di pay-TV), ad altri mezzi di trasmissione (sistemi via cavo e trasmissioni satellitari) e ad "altre categorie di diritti di proprietà intellettuale (ad esempio, diritti d'autore)".
(56) FIM esprime la preoccupazione che i diritti degli esecutori e interpreti non vengano tenuti nella dovuta considerazione nel quadro dell'accordo reciproco e che le società discografiche, che in alcuni casi contano tra i propri membri anche degli interpreti/esecutori, possano indebitamente riscuotere e gestire i compensi per conto di questi ultimi. Le parti che hanno effettuato la notificazione hanno confermato alla Commissione che l'accordo reciproco riguarda unicamente i diritti dei produttori di fonogrammi(26) in quanto si limita ad autorizzare le società di gestione collettiva a gestire i diritti dei produttori di fonogrammi. Tuttavia, le parti hanno anche chiarito che alcune delle società dei gestione collettiva aderenti all'accordo reciproco amministrano anche i diritti degli interpreti/esecutori e che, in pratica, queste società possono essere in grado di concedere alle emittenti in simulcast licenze che abbracciano anche i diritti degli interpreti/esecutori, qualora esse abbiano ottenuto un mandato relativo ai diritti degli interpreti/esecutori direttamente da questi ultimi oppure in conseguenza di accordi reciproci tra società che rappresentano i diritti di questi ultimi. Le parti sostengono che quando ciò avviene, le somme raccolte sono ripartite tra i titolari dei diritti secondo le regole di ripartizione della società. Questa questione, nella misura in cui attiene esclusivamente alle relazioni interne tra le società di gestione collettiva ed i loro membri interpreti/esecutori, non rileva ai fini della presente decisione.
(57) EBU e FIM esprimono dubbi sul fondamento giuridico delle licenze di trasmissione in simulcast previste dall'accordo reciproco. EBU dubita addirittura che le licenze di trasmissione in simulcast siano giuridicamente necessarie. FIM sostiene che quando la legge prevede un sistema obbligatorio di licenze in virtù del quale l'atto della comunicazione di registrazioni sonore al pubblico è subordinato unicamente al pagamento di un equo compenso, non è necessaria alcuna concessione di licenze su base contrattuale. I dubbi espressi dalle due associazioni a questo proposito non rientrano nell'ambito del presente procedimento e che l'analisi svolta dalla Commissione su questo caso è strettamente limitata alla valutazione dell'accordo notificato sotto il profilo delle norme di concorrenza comunitarie e del SEE applicabili. Di conseguenza, la presente decisione non pregiudica minimamente qualsiasi altra questione giuridica possa sorgere in relazione alla normativa in materia di diritti d'autore o al diritto civile generale nazionali, che rientrerebbe nell'ambito di competenza della autorità e/o dei giudici nazionali.
(58) Dopo un attento esame delle osservazioni presentate, e a seguito delle modifiche apportate all'accordo reciproco, la Commissione non vede ragione di modificare la posizione favorevole provvisoriamente assunta, per i motivi che verranno ulteriormente illustrati nelle sezioni che seguono della presente decisione.
H. ARTICOLO 81, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO (E ARTICOLO 53, PARAGRAFO 1 DELL'ACCORDO SEE)
1. Accordo tra imprese
(59) Le società di gestione collettiva sono imprese ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato in quanto esse partecipano allo scambio commerciale di servizi(27) e sono pertanto attive nell'esercizio di attività economiche. La Corte di giustizia non ritiene che le società di gestione collettiva siano incaricate della gestione di servizi d'interesse economico generale ai sensi dell'articolo 86 del trattato(28).
(60) L'accordo reciproco notificato è un contratto formale concluso dalle società di gestione collettiva e pertanto costituisce un accordo tra imprese ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1.
2. Restrizione della concorrenza
(61) La concessione di licenze di diritti d'autore e diritti connessi in un contesto "on line" differisce in modo significativo dalla concessione di licenze tradizionale "off line", in quanto non è necessario alcun controllo fisico dei locali che detengono la licenza. Le funzioni di controllo devono necessariamente svolgersi direttamente su Internet. I requisiti essenziali per poter controllare l'uso dei diritti d'autore e diritti connessi sono pertanto un computer ed una connessione ad Internet. Ciò significa che il controllo può essere svolto a distanza. In tale contesto, la giustificazione economica tradizionale del fatto che le società di gestione collettiva non fossero in concorrenza per la prestazione transfrontaliera di servizi non sembra applicabile.
(62) In considerazione del fatto che l'accordo reciproco crea un prodotto nuovo (le licenze per i diritti di trasmissione in simulcast multiterritoriali e comprendenti diversi repertori) che non avrebbe realisticamente potuto essere creato in mancanza di una certa cooperazione tra società di gestione collettiva, solo alcune clausole particolari dell'accordo, segnatamente l'articolo 5, paragrafo 2, l'articolo 5, paragrafo 3, e l'articolo 7(29), meritano di essere esaminate con maggiore attenzione, in quanto potrebbero costituire delle restrizioni della concorrenza.
(63) Le parti dichiarano di essere convinte, con il sostegno di una perizia svolta dal dott. Thomas Dreier del Max Planck Institut(30), che il principio del paese di destinazione fornisca il modello adeguato per la trasmissione in simulcast su Internet(31). Secondo le parti, se i titolari dei diritti dovessero porre in essere un sistema di licenze fondato sul principio del paese d'origine, i diritti dei produttori di fonogrammi rischierebbero di non essere riconosciuti o di risultare indeboliti nel caso in cui la giurisdizione d'origine della trasmissione in simulcast non offrisse una tutela giuridica adeguata. Anche qualora esistesse un livello di tutela giuridica adeguato, le parti mettono in evidenza il rischio che il diritto dei titolari ad un equo corrispettivo potrebbe essere messo in questione o indebolito mediante la ricerca, da parte degli utilizzatori, della giurisdizione che offre il minor corrispettivo possibile ("forum-shopping").
(64) Partendo, come fanno le parti, dal presupposto che il compenso sia dovuto in ciascuno dei paesi in cui viene svolto l'atto di comunicazione al pubblico, ne consegue che un determinato uso della registrazione sonora deve essere valutato alla luce delle condizioni legali, economiche e commerciali di ciascuno dei paesi in cui esso ha luogo. Ne consegue altresì che il valore dei diritti per ciascuno dei territori deve essere determinato sulla base dello sfruttamento in quel territorio. L'articolo 5, paragrafo 2, dell'accordo reciproco fissa pertanto il principio secondo cui la tariffa da applicare per l'autorizzazione all'uso dei diritti è quella del paese di destinazione. Tuttavia, l'accordo reciproco non determina la struttura della tariffa o il suo livello. Secondo le parti, questi aspetti rimangono di competenza di ciascuna delle società di gestione collettiva, che fisserà le proprie tariffe nazionali per la trasmissione in simulcast in conformità con la propria legislazione nazionale e le proprie esigenze commerciali.
(65) Ad ogni modo, la tariffa globale applicata da una società di gestione collettiva per la concessione di una licenza multiterritoriale e comprendente diversi repertori rispecchierà, oltre alla sua tariffa, anche le diverse tariffe nazionali fissate da ognuna delle società partecipanti. La tariffa globale che la società concedente applicherà dovrà quindi essere un aggregato di tutte le tariffe nazionali applicabili. Supponendo che venga adottata una qualsiasi delle due possibilità prospettate per quanto riguarda la struttura delle tariffe(32), la tariffa aggregata non sarà semplicemente un cumulo delle tariffe fissate, ma terrà conto di fattori quali i flussi di proventi della pubblicità generati in ogni giurisdizione o l'intensità dell'uso in ogni paese, nella misura in cui la tariffa percentuale nazionale applicabile venga applicata in proporzione all'importo di tali proventi o al numero di utenti che possono essere attribuiti ad ogni territorio(33).
(66) La Commissione riconosce l'esigenza di un equo corrispettivo per i titolari dei diritti, siano essi produttori di fonogrammi, come in questo caso, o interpreti/esecutori o autori, in altri casi, ed approva l'impegno profuso per tutelare ed incoraggiare lo sforzo creativo e produttivo che è alla base dell'atto finale della comunicazione al pubblico di un'opera protetta dalla legislazione in materia di diritti d'autore e diritti connessi. Il diritto al corrispettivo di un titolare dei diritti per l'esecuzione in pubblico di un'opera protetta da diritti d'autore è stato riconosciuto dalla Corte di giustizia come parte della funzione essenziale del diritto d'autore(34). Tuttavia, è giurisprudenza consolidata che, se pure le disposizioni del trattato non influiscono, ai sensi dell'articolo 295 del trattato, sull'esistenza dei diritti attribuiti dalle leggi di uno Stato membro in fatto di proprietà industriale, è possibile che i divieti sanciti dal trattato influiscano sull'esercizio dei suddetti diritti(35) e pertanto possano limitarli nella misura necessaria per rendere effettivo il divieto di cui all'articolo 81, paragrafo 1(36). Dato che la gestione collettiva dei diritti d'autore e diritti connessi attiene evidentemente all'esercizio di tali diritti, e non alla loro esistenza, il modo in cui le società di gestione collettiva svolgono in pratica la gestione dei diritti per cui hanno ricevuto il mandato può, in presenza di alcune circostanze, violare l'articolo 81, paragrafo 1, del trattato.
(67) Nel caso in esame, il modello scelto dalle parti per la struttura della concessione di licenze per la trasmissione in simulcast fa sì che la società di gestione collettiva che concede la licenza multiterritoriale e comprendente diversi repertori abbia una libertà limitata per quanto riguarda l'importo della tariffa applicabile agli utilizzatori. Infatti, la società che concede la licenza dovrà rispettare le singole tariffe nazionali fissate da ognuna delle società che contribuiscono all'offerta globale di repertori e di territori agli utilizzatori concessionari della licenza unica. Ciò significa che il canone globale che la società concedente applica per la licenza multiterritoriale e comprendente diversi repertori è in gran parte predeterminato, il che riduce in maniera significativa la concorrenza in termini di prezzo tra le società di gestione collettiva stabilite nel SEE. A questo proposito, le società di gestione collettiva stabilite nel SEE e aderenti all'accordo offriranno tutte esattamente lo stesso prodotto, ossia una licenza di diritti connessi che abbraccia esattamente gli stessi territori e gli stessi repertori. Come la maggioranza dei terzi che hanno presentato osservazioni in seguito alla pubblicazione della comunicazione della Commissione ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento n. 17 ha messo in evidenza(37), il grado di concorrenza tra società di gestione collettiva partecipanti stabilite nel SEE reso possibile dalla modifica dell'accordo potrebbe di fatto essere ostacolato se tale concorrenza non si estendesse alla fissazione dei prezzi e tutte le società finissero per applicare la stessa tariffa per una licenza identica.
(68) In questo caso, la libertà di azione di una società di gestione collettiva relativamente alla concessione ed alla gestione di una licenza multiterritoriale e comprendente diversi repertori è limitata a tre elementi: l'importo della sua tariffa nazionale (che dovrà poi essere aggregato con tutte le altre tariffe nazionali fissate dalle altre società partecipanti), le condizioni da concordare con le altre società, tra cui le commissioni per la gestione dei loro repertori, nell'ambito di accordi bilaterali successivi, e le condizioni commerciali da concordare con i singoli concessionari della licenza riguardo, ad esempio, le condizioni di pagamento, abbuoni o sconti. In questo contesto, il carattere non esclusivo dei mandati reciproci conferiti da e tra società di gestione collettiva nell'ambito degli accordi bilaterali successivi dissipa le preoccupazioni più serie per quanto riguarda il mercato dei servizi di gestione dei diritti di trasmissione in simulcast. Tuttavia non si può dire lo stesso del mercato delle licenze a valle.
(69) Il fatto che una società di gestione collettiva sia libera di determinare la propria tariffa nazionale per i diritti di trasmissione in simulcast non si traduce in una effettiva concorrenza sul prezzo tra le società perché tutte le tariffe nazionali vengono aggregate in modo da risultare un'unica tariffa globale per la licenza di trasmissione in simulcast multiterritoriale e comprendente diversi repertori, e quest'unica tariffa globale è la stessa a prescindere da quale delle società partecipanti conceda la licenza. Tale libertà non si traduce pertanto in un vantaggio utile per il potenziale utilizzatore in termini di possibilità di scegliere una determinata società sulla base della differenza di prezzo. D'altro lato, il fatto che una società sia libera di negoziare le condizioni commerciali (tranne la tariffa globale) della licenza su base individuale con i singoli utilizzatori potenziali potrebbe senz'altro, in alcuni casi, introdurre un elemento di concorrenza sul prezzo tra società. Tuttavia, non sempre ciò avverrà. La possibilità di ottenere abbuoni o sconti o condizioni di pagamento vantaggiose dipenderà necessariamente dalle caratteristiche dell'utilizzatore. Ciò significa che per gli utilizzatori di grandi dimensioni potrebbe esistere una certa concorrenza di prezzo tra società di gestione collettiva, a seconda delle diverse condizioni commerciali che le diverse società potranno offrire(38). Però questo significa anche che per i piccoli e medi utilizzatori potrebbero non essere disponibili condizioni diverse da quelle standard. Considerato che le condizioni standard corrispondono alla tariffa globale indifferenziata per le trasmissioni in simulcast, il risultato finale dell'accordo reciproco sarà che nella maggioranza dei casi non esisterà alcuna concorrenza di prezzo tra le società partecipanti. Di conseguenza, una vasta categoria di utilizzatori non potrà scegliere una società in base alla differenza del prezzo delle licenze multiterritoriali e comprendenti diversi repertori.
(70) L'esigenza delle società di gestione collettiva di garantire un livello adeguato di corrispettivo per il proprio repertorio attiene certamente dalla funzione essenziale del diritto d'autore e dei diritti connessi, e di conseguenza è naturale che gli accordi tra società di gestione collettiva contengano disposizioni in materia. Tuttavia, l'articolo 5, paragrafo 2, dell'accordo reciproco va oltre il semplice riconoscimento dell'esigenza, per le società di gestione collettiva, di guadagnare abbastanza da poter onorare le loro reciproche obbligazioni, in quanto stabilisce come si debba ottenere questo risultato, obbligandole a rispettare le tariffe del paese di destinazione. Questa disposizione non è, pertanto, obiettivamente necessaria per l'esistenza dell'accordo reciproco.
(71) Ciò che rende il meccanismo in esame particolarmente restrittivo è il fatto la mancanza di concorrenza sul prezzo che risulta dal sistema previsto si verifica non solo per quanto riguarda i diritti veri e propri dovuti per l'uso di opere protette, ma anche per quanto riguarda la parte del canone di licenza che è destinata a coprire i costi di amministrazione della società concedente la licenza. In effetti, non vi è alcuna distinzione tra i due elementi la cui somma necessariamente costituisce l'importo totale del canone di licenza. Non facendo distinzione tra i diritti dovuti a titolo di diritti d'autore e il corrispettivo per la gestione, le parti che hanno presentato la notificazione riducono in modo significativo le prospettive di concorrenza tra loro per quanto riguarda il prezzo della prestazione del servizio di concessione delle licenze. La confusione tra i due elementi della tariffa impedisce agli utilizzatori potenziali di valutare l'efficienza di ognuna delle società partecipanti e di usufruire del servizio di concessione delle licenze della società che è in grado di fornirlo al costo più basso. Infatti, la Corte di giustizia ha già rilevato che le differenze più salienti tra le società di gestione risiedono nell'entità delle spese di funzionamento e che la concorrenza può svolgere un ruolo importante nel limitare gli oneri amministrativi troppo pesanti e pertanto il livello troppo alto dei diritti(39).
(72) La confusione di diritti d'autore e corrispettivi per la gestione, che risulta in un canone di licenza globale indifferenziato applicato all'utilizzatore, non può essere considerata come direttamente inerente all'accordo notificato oppure come obiettivamente necessaria per l'esistenza dell'accordo reciproco.
(73) Innanzitutto, la confusione di diritti d'autore veri e propri e corrispettivi per la gestione non ha alcuna rapporto diretto con l'oggetto dell'accordo notificato. Non si può stabilire alcun collegamento logico tra il servizio di rappresentanza reciproca tra società di gestione collettiva previsto dall'accordo notificato e la prassi di confondere due elementi distinti di un canone di licenza applicato all'utilizzatore a valle.
(74) In secondo luogo, è evidente che il servizio che la società di gestione collettiva fornisce ad un suo membro titolare di diritti d'autore ed il servizio che la stessa società fornisce ad un (potenziale) concessionario della licenza sono servizi diversi che presuppongono attività diverse, interessano controparti contrattuali diverse e comportano costi diversi. Il servizio fornito ad un membro titolare di diritti è un servizio basato su un accordo di affiliazione in virtù del quale la società di gestione collettiva s'impegna a concedere licenze per le opere di cui il membro detiene legittimamente i diritti e di riscuotere per conto di quest'ultimo i proventi derivanti dallo sfruttamento delle sue opere da parte di terzi. Questo servizio risponde alla domanda dei titolari dei diritti di far gestire i propri diritti da un organismo specializzato e comporta la riscossione e la distribuzione dei compensi, nonché la sorveglianza sull'uso che i terzi fanno delle opere dei titolari. Invece, il servizio fornito al (potenziale) concessionario della licenza risponde alla domanda di un operatore che desidera utilizzare un'opera protetta da diritti d'autore e si basa su un accordo di licenza. Soprattutto, esso fornisce all'utilizzatore un servizio centralizzato che gli consente di evitare il compito lungo, complicato e nella maggioranza dei casi impossibile di richiedere un'autorizzazione a ciascuno dei singoli titolari dei diritti. Il servizio fornito all'utilizzatore comporta la concessione di una licenza, la riscossione di un canone e l'individuazione di un quadro secondo cui possono avere luogo attività d'informativa, di contabilità e di controllo.
(75) In generale le imprese devono essere in grado di individuare i propri costi (così come i propri ricavi) in relazione ai diversi prodotti e servizi che forniscono ai diversi clienti. Le società di gestione collettiva dovrebbero pertanto essere in grado di individuare i costi inerenti ai servizi che esse forniscono ai propri membri titolari di diritti, da una parte, ed ai concessionari delle licenze, dall'altra, e di conseguenza applicare prezzi separati.
(76) L'effetto della disposizione dell'accordo reciproco che prevede che ciascuna delle parti contraenti debba applicare per la licenza di trasmissione in simulcast le stesse tariffe applicabili nel territorio dell'altra parte contraente per le trasmissioni in simulcast che sono ricevute in tale territorio è che lo stesso prodotto è offerto sul mercato dei paesi SEE interessati ad un prezzo che è in gran parte predeterminato in virtù di una rete di accordi bilaterali tra i vari fornitori dello stesso prodotto, rete di accordi che, a sua volta, deriva dall'accordo reciproco notificato concluso tra i vari fornitori del prodotto. Alla luce di quanto precede, si deve concludere che l'articolo 5, paragrafo 2, dell'accordo reciproco, prevedendo che ciascuna delle parti contraenti debba applicare per la licenza di trasmissione in simulcast gli stessi canoni di licenza applicabili nel territorio dell'altra parte contraente per le trasmissioni in simulcast che sono ricevute in tale territorio, restringe la concorrenza ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato.
(77) Le parti dell'accordo reciproco costituiscono la grande maggioranza delle società di gestione collettiva dei diritti dei produttori discografici del SEE, oltre a società di gestione collettiva dell'Europa centrale e orientale, dell'Asia, dell'America latina e della Nuova Zelanda(40). Una proporzione significativa dei produttori discografici membri di società di gestione collettiva stabilite nel SEE partecipanti all'accordo reciproco sono membri dell'IFPI, che è la più grande associazione di categoria nell'industria discografica, e rappresenta più di 1300 produttori di dischi e video musicali in più di 70 paesi, oltre alle associazioni di categoria nazionali che rappresentano le case discografiche locali di 39 paesi ("gruppi nazionali" IFPI). Le cinque maggiori case discografiche (EMI, BMG, Vivendi/Universal, AOL/Time Warner e Sony) sono tutte membri di società di gestione collettiva stabilite nel SEE e aderenti all'accordo reciproco, il che significa che l'accordo reciproco, visto che è noto a tutti che la quota di mercato che queste cinque case congiuntamente detengono sul mercato delle registrazioni musicali supera abbondantemente il 50 %, incide su una larga maggioranza del repertorio di registrazioni musicali disponibili per uso commerciale mediante licenze di, ad esempio, trasmissione in simulcast. Inoltre, come le stesse parti ammettono nella notificazione, le società di gestione collettiva del SEE operano in una posizione praticamente monopolistica. Ne consegue che le società di gestione collettiva detengono praticamente il 100 % del mercato nei rispettivi territori, dato che quasi tutti i titolari individuali di diritti su registrazioni sonore li affidano in ogni Stato membro ad una sola società di gestione collettiva. Infine, per quanto consta alla Commissione, le società di gestione collettiva che aderiscono all'accordo reciproco sono gli unici organismi al mondo in grado di concedere una licenza unica multiterritoriale e comprendente diversi repertori ai fini della trasmissione in simulcast di opere musicali protette.
(78) Una restrizione della concorrenza che incide, in termini di fissazione dei prezzi, sulle condizioni di concessione delle licenze per una parte così significativa del repertorio delle registrazioni musicali detenuto dalla grande maggioranza dei gestori dei diritti dei produttori discografici nel SEE, facenti a loro volta parte del gruppo degli unici organismi al mondo in grado di concedere una licenza unica comprendente diversi repertori e multiterritoriale ai fini della trasmissione in simulcast, è, di tutta evidenza, sensibile. Pertanto l'articolo 5, paragrafo 2, dell'accordo reciproco, prevedendo che ciascuna delle parti contraenti debba applicare per la licenza di trasmissione in simulcast gli stessi canoni di licenza applicabili nel territorio dell'altra parte contraente per le trasmissioni in simulcast che sono ricevute in tale territorio, restringe sensibilmente la concorrenza ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato.
(79) Per quanto riguarda gli articoli 5, paragrafo 3, e 7 dell'accordo reciproco, le parti hanno spiegato che queste disposizioni sono intese a fornire un elemento di flessibilità negli accordi durante la fase sperimentale, in considerazione dell'incertezza relativa allo sviluppo di questo nuovo mercato. Secondo le parti, le discussioni previste riguardano unicamente gli elementi strettamente necessari ad assicurare l'attuazione effettiva dell'accordo reciproco e, in particolare, la distribuzione dei diritti tra le società partecipanti. Tali discussioni non limiterebbero le società di gestione collettiva nella loro autonomia di decidere il livello delle loro tariffe nazionali. La Commissione interpreta questo chiarimento nel senso che qualsiasi discussione tra le parti ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3, e dell'articolo 7, dovrà avere un carattere strettamente tecnico ed essere finalizzata ad ottenere miglioramenti tecnici o una cooperazione tecnica, ad esempio sulla determinazione dei criteri di fissazione delle tariffe o la determinazione dei meccanismi di ridistribuzione dei diritti. Pertanto, tali discussioni non sembrano rientrare nell'ambito di applicazione dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato, purché non diano luogo a pratiche o accordi di fissazione congiunta dei prezzi.
(80) La determinazione indipendente da parte di ogni operatore economico della propria politica commerciale, e soprattutto della propria politica in materia di prezzi, corrisponde alla concezione inerente alle disposizioni del trattato in materia di concorrenza(41), e, in questo caso, le discussioni tra le società partecipanti non devono dare luogo ad una perdita di autonomia nel determinare il livello delle loro tariffe nazionali e dei corrispettivi per la gestione. L'ovvia ragione è che la fissazione congiunta dei prezzi restringe la concorrenza, segnatamente consentendo a ciascun partecipante di prevedere quasi con certezza quale sarà la politica dei prezzi dei suoi concorrenti(42). Qualsiasi discussione, pratica o accordo tra le parti sulla base dell'articolo 5, paragrafo 3, o derivante da questo, che vada al di là del suo inteso carattere strettamente tecnico e che sia restrittiva della concorrenza, non è coperta dalla presente notificazione, segnatamente ai fini dell'articolo 15, paragrafo 5, del regolamento n. 17.
3. Effetto sul commercio tra Stati membri
(81) Per poter verificare se un accordo possa pregiudicare il commercio tra Stati membri, occorre determinare se esso "esso sia atto ad incidere direttamente o indirettamente, in atto o potenzialmente, sulle correnti commerciali fra Stati membri, in modo da poter nuocere alla realizzazione degli obiettivi di un mercato unico fra Stati"(43). Ai fini di un tale esame, si deve fare una valutazione "in funzione di tutti gli effetti che [il comportamento criticato] può avere sul mantenimento di un'effettiva concorrenza nell'ambito del mercato comune"(44).
(82) La Corte ha già considerato che le attività delle società di gestione dei diritti d'autore possono pregiudicare il commercio tra Stati membri(45). Tra l'altro, il mercato geografico rilevante delle licenze di trasmissione in simulcast multiterritoriali comprendenti diversi repertori comprende la maggior parte del SEE(46). In questo caso, l'esigenza di aggregare una serie di tariffe nazionali predeterminate e la confusione tra l'elemento dei diritti d'autore propriamente detti e l'elemento del corrispettivo per la gestione fanno sì che la società concedente la licenza abbia un margine di manovra molto limitato nella fissazione del canone di licenza globale. Tale circostanza riduce (pur non eliminandolo) l'incentivo economico per il concessionario potenziale, e quindi la probabilità, di richiedere la licenza ad una società situata in uno Stato membro diverso da quello in cui l'aveva chiesta inizialmente.
(83) Alla luce di quanto precede, l'accordo reciproco è manifestamente in grado di pregiudicare il commercio tra Stati membri.
I. ARTICOLO 81, PARAGRAFO 3, DEL TRATTATO (E ARTICOLO 53, PARAGRAFO 3, DELL'ACCORDO SEE)
1. Promozione del progresso tecnico o economico
(84) La Commissione ha in precedenza dichiarato che in presenza di alcune condizioni gli accordi di cooperazione orizzontale possono comportare notevoli benefici economici, segnatamente quando le imprese devono reagire alla crescente pressione concorrenziale e adeguarsi ad un mercato in costante evoluzione dovuta alla mondializzazione, al ritmo dei progressi tecnici e, in generale, al maggiore dinamismo dei mercati(47). L'accordo reciproco sembra essere un prodotto di questa reazione, visti gli sviluppi tecnologici che hanno portato alla tecnologia della trasmissione in simulcast. Esso presenta una serie di elementi proconcorrenziali che potrebbero contribuire notevolmente al progresso tecnico ed economico nell'ambito della gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi.
(85) Innanzitutto, la trasmissione in simulcast in quanto tale non è mai stato oggetto di un accordo tra società di gestione collettiva. L'accordo reciproco riduce notevolmente l'incertezza giuridica che circonda la concessione delle licenze per la trasmissione in simulcast in quanto l'accordo si basa su una comune intesa sul quadro giuridico pertinente da parte di un numero significativo di organismi in grado di concedere licenze nel SEE. L'accordo consentirà pertanto alle società di concedere agli utilizzatori licenze per la trasmissione in simulcast che comprendono i repertori di tutte le società che si rappresentano reciprocamente in un contesto di maggiore certezza del diritto.
(86) In secondo luogo, le licenze di trasmissione in simulcast, come risultano dall'accordo reciproco, presentano una caratteristica nuova, che non esisteva in precedenza nella licenze tradizionali di diritti d'autore e diritti connessi. Infatti, al contrario di quanto accade per le licenze tradizionali, le licenze di trasmissione in simulcast consentiranno di utilizzare i relativi diritti in più di un territorio. In effetti, la struttura notificata consentirà un uso legittimo diffuso dei diritti, conformemente alla portata mondiale di Internet. Attraverso la reciproca autorizzazione a concedere licenze per la trasmissione in simulcast "dal e verso il proprio territorio", le società di gestione collettiva consentono l'una all'altra di concedere una licenza unica alle emittenti in simulcast, licenza che comprende tutti i repertori delle società che partecipano all'accordo e che è valida in tutti i territori in cui è disponibile la registrazione. Un'emittente in simulcast pertanto non dovrà richiedere una licenza ad ognuna delle società di gestione collettiva di ognuno dei territori in cui si può avere accesso via Internet alle registrazioni.
(87) I due elementi di cui sopra indicano che l'accordo reciproco dà origine ad un prodotto nuovo: una licenza di trasmissione in simulcast multiterritoriale e comprendente diversi repertori, che comprende i repertori di una quantità di società di gestione collettiva, e che permette all'emittente in simulcast di ottenere un'unica licenza da un'unica società di gestione collettiva per le sue trasmissioni in simulcast accessibili praticamente ovunque nel mondo via Internet.
(88) Una delle principali preoccupazioni in relazione agli accordi di cooperazione, per quanto riguarda sia gli accordi orizzontali che quelli verticali tra concorrenti, è costituita dalle restrizioni della concorrenza attraverso la limitazione della produzione(48). In questo caso, tuttavia, il fatto che tramite l'accordo reciproco si crei un prodotto nuovo, che risponde ad una chiara domanda, aumenta la produzione. Fintantoché la concessione delle licenze avviene in circostanze normali, come previsto nell'accordo reciproco, non sembra esservi motivo di temere una limitazione della produzione, visto soprattutto che la concorrenza nei paesi SEE in cui la società di gestione collettiva locale aderisce all'accordo reciproco sarà rafforzata a seguito dell'accordo.
2. Miglioramento nella distribuzione dei beni
(89) Dal fatto che l'accordo reciproco incentiva l'uso della tecnologia della trasmissione in simulcast deriva il fatto che un maggior numero di consumatori avrà a disposizione un maggiore numero di registrazioni sonore e video. La trasmissione di registrazioni e video musicali per mezzi terrestri, satellitari o via cavo ha necessariamente una portata limitata per ragioni tecniche. Le emittenti in simulcast, mettendo a disposizione queste registrazioni e questi video musicali via Internet, consentiranno praticamente a chiunque, da qualsiasi parte del mondo, di avere accesso a tali prodotti.
(90) L'accordo notificato elimina la necessità per gli utilizzatori di intraprendere molteplici e lunghe negoziazioni individuali in tutto il SEE con ognuna delle società di gestione collettiva. Di conseguenza, l'accordo reciproco dovrebbe notevolmente ridurre i costi di transazione e contribuire alla creazione di un mercato esteso a quasi tutto il SEE(49) per le licenze di trasmissione in simulcast. Con il sistema reciproco delle licenze di trasmissione in simulcast, le emittenti otterranno il vantaggio di poter trasmettere in simulcast, dopo aver ottenuto un'unica licenza di trasmissione in simulcast da una sola società di gestione collettiva, in qualsiasi territorio partecipante senza il timore di incorrere in azioni legali per aver violato i relativi diritti(50).
(91) Le piccole case discografiche tendono a dare opportunità ad artisti nuovi e inesperti e spesso concentrano i propri sforzi nella produzione di un repertorio specializzato. Le licenze reciproche garantiranno a queste case discografiche lo stesso livello di corrispettivo per la trasmissione delle loro opere in simulcast che le loro potenti rivali, in quanto il loro repertorio sarà disponibile per le licenze agli utilizzatori con la stessa facilità di quello delle case discografiche internazionali.
(92) La distribuzione musicale sotto forma di registrazioni e di video sarà pertanto migliorata.
3. Vantaggi per il consumatore
(93) La creazione di un mercato legale per le trasmissioni in simulcast costituirà un vantaggio per i consumatori nel breve e nel lungo periodo.
(94) Nel breve periodo, i consumatori otterranno un accesso più facile e più ampio ad una gamma di prodotti musicali attraverso le trasmissioni in simulcast disponibili. Inoltre, attraverso Internet saranno in grado di avere accesso ai loro programmi musicali radiofonici o televisivi preferiti senza le limitazioni tecniche intrinseche delle trasmissioni tradizionali e potranno accedervi da praticamente ovunque nel mondo.
(95) Nel lungo periodo, il fatto che la trasmissione in simulcast si svolga ora in un contesto legale che assicura il giusto corrispettivo ai titolari dei diritti garantisce che lo sforzo dei produttori musicali sia equamente ricompensato e che, di conseguenza, una vasta gamma di musica sia ancora disponibile in futuro.
4. Indispensabilità
(96) Le parti hanno presentato la loro scelta del principio del paese di destinazione come criterio per la determinazione della tariffa, e la conseguente applicazione di tariffe nazionali predeterminate, come indispensabile per preservare i diritti dei titolari, nel senso di garantire loro un corrispettivo equo ed un'adeguata tutela legale. Il modello prescelto dalle parti è completato dalla prevista combinazione tra il principio del paese di destinazione e i criteri dei ricavi generati e/o dell'intensità di uso.
(97) Per valutare l'indispensabilità della restrizione introdotta dall'articolo 5, paragrafo 2, dell'accordo reciproco, la Commissione deve vagliare se le parti abbiano a disposizione un'alternativa meno restrittiva. Nel fare questo, la Commissione deve tenere conto dei legittimi obiettivi perseguiti dalle parti, segnatamente la preoccupazione di garantire un'adeguata tutela legale ed un equo compenso ai titolari dei diritti e quella che il sistema dei corrispettivi rispecchi il livello di sfruttamento delle opere protette, e raffrontarli con una delle principali preoccupazioni che destano gli accordi orizzontali e gli accordi verticali tra concorrenti: le restrizioni della concorrenza che consistono nel fissare i prezzi(51).
(98) Il modello proposto dalle parti solleva due questioni. La prima riguarda il fatto che né le tariffe nazionali, come proposte dalle parti, né il canone di licenza globale distinguono tra diritti d'autore veri e propri e corrispettivi per la gestione, ossia, da una parte, l'importo destinato a ricompensare il titolare dei diritti e, dall'altra parte, l'importo destinato a coprire i costi amministrativi della società che concede la licenza. La seconda questione concerne invece la predeterminazione delle tariffe nazionali la cui aggregazione costituisce l'ammontare globale del canone di licenza applicato da ognuna delle società di gestione collettiva per la concessione della licenza multiterritoriale e comprendente diversi repertori.
La confusione tra diritti d'autore veri e propri e corrispettivi per la gestione
(99) Per quanto riguarda la prima questione, la confusione tra diritti d'autore veri e propri e corrispettivi per la gestione (da cui risulta il canone di licenza totale) restringe la concorrenza tra società di gestione collettiva per quanto attiene la fissazione del prezzo del servizio di concessione delle licenze agli utilizzatori(52). Non essendovi alcuna distinzione tra questi due elementi, diventa impossibile sapere che parte del canone di licenza verrà usata per ricompensare il titolare dei diritti e quale parte invece serve per coprire i costi amministrativi sostenuti dalla società concedente per offrire ed amministrare una licenza multiterritoriale e comprendente diversi repertori. Tra le altre cose, questa confusone rende evidente che, secondo lo schema previsto, le società non terrebbero conto dei propri costi amministrativi effettivi nella fissazione delle proprio corrispettivo per la gestione nei confronti degli utilizzatori. Ciò significa che la parte del canone di licenza che era intesa a coprire i costi di gestione della società concedente sarebbe determinata in modo arbitrario e pertanto potrebbe essere eccessiva. Nell'ipotesi in cui le società di gestione collettiva si trovassero in una situazione concorrenziale, questa preoccupazione verrebbe, in qualche modo, dissipata dal fatto che il costo marginale del servizio tenderebbe a zero per la presenza della concorrenza tra le varie società. Tuttavia, secondo lo schema previsto, non è possibile alcuna concorrenza sul prezzo a causa dell'obbligo di aggregare tutte le tariffe nazionali predeterminate per arrivare ad un canone globale fisso per la licenza.
(100) L'accordo tra la società volto a mettere insieme corrispettivi per la gestione e diritti d'autore veri e propri e in questo modo determinare un canone globale per la licenza va manifestamente al di là di quanto necessario per soddisfare gli obiettivi delle parti di garantire una tutela legale adeguata, un equo compenso per i titolari dei diritti e di fare sì che il sistema dei corrispettivi rispecchi il livello di sfruttamento delle opere protette.
(101) Le parti sostengono che i corrispettivi per la gestione e i diritti d'autore veri e propri sono confusi perché i costi di gestione sono sostenuti esclusivamente dai loro membri titolari dei diritti attraverso una commissione trattenuta sui proventi riscossi, e non dagli utilizzatori che ottengono una licenza di diritti d'autore. Le parti considerano l'intero importo corrisposto dall'utilizzatore per una licenza come corrispettivo per l'uso del diritto d'autore e neanche parzialmente come il pagamento dei costi di gestione. Tuttavia, la spiegazione fornita dalle parti ignora la realtà economica e corrisponde piuttosto ad una finzione finanziaria. È noto che il compenso delle società di gestione corrisponde ad una commissione per i membri titolari dei diritti in relazione ai proventi riscossi. Questa commissione dovrebbe essere finalizzata a coprire i costi amministrativi delle società. È anche noto che gli importi che le società di gestione collettiva riscuotono dagli utilizzatori per le licenze di diritti d'autore costituiscono la loro unica fonte di guadagno. È pertanto logico che parte del canone di licenza sia destinato a coprire i costi amministrativi della società concedente, che rispecchiano i costi della concessione e della gestione di quella stessa licenza(53). Se le tariffe nazionali rispecchiano costi diversi, non è logico, in relazione ad un sistema di licenza unica, sommare semplicemente tra loro tariffe nazionali che corrispondono ai costi di altre società di gestione collettiva. Giacché il sistema della licenza unica porterà inevitabilmente ad una riduzione dei costi di gestione, il mantenimento di una struttura tariffaria che rispecchia semplicemente la somma delle diverse tariffe nazionali è in contraddizione con uno dei maggiori vantaggi del proposto sistema di licenze per la trasmissione in simulcast comprendenti diversi repertori multiterritoriali.
(102) È in relazione al servizio di concessione di una licenza unica che le diverse società devono necessariamente avere costi diversi, a seconda dell'efficienza di ciascuna (stipendi, canoni di locazione, comunicazioni, ecc.). La Commissione non vede alcuna giustificazione per il fatto che le parti concordino l'importo del canone di licenza richiesto agli utilizzatori per questo servizio.
(103) Per dissipare le preoccupazioni espresse dalla Commissione in relazione all'accordo tra le società per determinare l'importo dei corrispettivi per la gestione, le parti hanno modificato l'accordo in modo da separare quanto dovuto a titolo di diritti d'autore veri e propri dal corrispettivo per la gestione e da identificarli separatamente nel canone richiesto all'utilizzatore. Un'altra modifica introdotta è volta a determinare i corrispettivi per la gestione facendo riferimento ai costi amministrativi effettivi sostenuti dalla società concedente per la concessione delle licenze multiterritoriali e comprendenti diversi repertori. L'allegato 1 alla tabella A dell'accordo modificato notificato il 22 maggio 2002, che estende a tutti i partecipanti le condizioni stabilite in una lettera trasmessa alla Commissione il 19 aprile 2002, recita:
"(...) IFPI e le società di gestione collettiva operanti per conto dei produttori discografici all'interno del SEE esamineranno come introdurre, nel rispetto della normativa applicabile nazionale ed europea in materia di trasmissione in simulcast di registrazioni sonore e/o di disciplina del funzionamento delle società di gestione collettiva operanti per conto dei produttori discografici, un meccanismo in base al quale le società di gestione del SEE specificheranno quale parte del canone per la licenza per la trasmissione in simulcast multiterritoriale e comprendente diversi repertori applicato alle emittenti in forza del presente accordo corrisponde al corrispettivo dovuto dall'utilizzatore per la gestione. Questo corrispettivo sarà quindi indicato separatamente da quello riferito al diritto d'autore vero e proprio che è dovuto per l'uso dei diritti dei produttori di fonogrammi da parte delle emittenti che ottengono una licenza per la trasmissione in simulcast multiterritoriale e comprendente diversi repertori ai sensi dell'accordo notificato. Di conseguenza, il meccanismo previsto farà in modo che i due elementi del canone di licenza richiesto alle emittenti in simulcast del SEE siano indicati separatamente: i diritti veri e propri dovuti per l'uso delle opere protette dei produttori discografici e il corrispettivo per la gestione volto a coprire i costi amministrativi legati alla concessione delle licenze multiterritoriali e comprendenti diversi repertori di trasmissione in simulcast.
Ognuna delle società di gestione collettiva concedenti provvederà autonomamente alla determinazione dell'elemento del corrispettivo per la gestione in base ai costi amministrativi del servizio offerto dalla società agli utilizzatori multiterritoriali. Inoltre, le parti riconoscono che, mentre la determinazione dell'elemento della tariffa per l'uso dei diritti dei produttori di fonogrammi avviene secondo il principio del paese di destinazione, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, dell'accordo notificato, la determinazione dell'elemento del corrispettivo per la gestione deve avvenire sulla base dei costi amministrativi sopportati dalla società concedente."
(104) Le parti hanno riconosciuto l'importanza che la Commissione attribuisce ai principi a cui si faceva riferimento nella loro lettera modificando l'accordo reciproco in modo da attuare la separazione tra diritti d'autore veri e propri e corrispettivi per la gestione al più tardi entro la data di scadenza dell'attuale periodo sperimentale dell'accordo notificato. Nella versione modificata dell'accordo reciproco, come notificata il 22 maggio 2002, le parti hanno accettato di presentare alla Commissione, entro la fine del 2003, una serie di proposte per l'attuazione dei meccanismi necessari e di porli in essere il prima possibile dopo quella data. Più precisamente, l'accordo reciproco recita:
"Le società di gestione collettiva aderenti all'accordo s'impegnano a fare il possibile per presentare alla Commissione delle proposte relative al meccanismo di cui sopra entro il 31 dicembre 2003 e a dare attuazione a tale meccanismo il prima possibile a partire da quella data. In ogni caso le società di gestione collettiva aderenti all'accordo s'impegnano a dare attuazione al meccanismo descritto nella presente lettera entro il 31 dicembre 2004 e riconoscono che tale attuazione costituisce un elemento essenziale che la Commissione prenderà in considerazione nella valutazione di qualsiasi accordo futuro concernente la gestione e la concessione multiterritoriali e comprendenti diversi repertori di licenze relative ai diritti dei produttori di fonogrammi per le trasmissioni in simulcast."
(105) Le parti hanno spiegato l'esigenza di avviare delle discussioni relative all'ambito dei servizi che esse si forniscono a vicenda nell'ambito dell'accordo reciproco. Tali discussioni non possono però comportare una perdita dell'autonomia di ogni società in materia di fissazione del suo corrispettivo individuale per la gestione, né possono condurre ad alcun tipo di pratica o accordo di fissazione dei prezzi. Qualora ciò si verificasse, queste discussioni non sarebbero coperte dalla notificazione. Di conseguenza, l'accordo reciproco recita:
"In conformità con i principi sopra enunciati, i firmatari dell'accordo riconoscono che qualsiasi eventuale accordo o pratica concertata tra le parti alla notificazione in relazione alla determinazione dei propri corrispettivi individuali per la gestione non è coperto dalla notificazione del presente accordo, segnatamente ai fini dell'articolo 15, paragrafo 6, del regolamento n. 17/62. La notificazione deve essere tuttavia intesa come comprensiva delle discussioni necessarie tra società partecipanti volte a determinare l'ambito dei servizi di gestione che le società partecipanti sono tenute a fornirsi reciprocamente ai sensi dell'accordo reciproco."
(106) Le parti hanno dimostrato che le società di gestione collettiva attualmente non hanno in funzione delle strutture amministrative e contabili che consentano loro di dare immediata attuazione alla separazione tra diritti d'autore in quanto tali e corrispettivi per la gestione. Di conseguenza, anche se le parti fossero tenute a dare immediata attuazione a tale separazione esse sarebbero costrette, non essendo in grado di farlo, ad abbandonare l'accordo reciproco e pertanto i vantaggi che ne derivano non verrebbero conseguiti. Le parti hanno anche dimostrato che sarà necessario un certo periodo di tempo per studiare le varie possibilità per mettere in pratica la prevista separazione e per la conseguente applicazione del meccanismo prescelto. Inoltre, la Commissione riconosce il fatto che una tale separazione introduce un cambiamento significativo nel modo in cui si svolge la gestione collettiva, cambiamento che è messo in evidenza inter alia dal fatto che nessun altro gruppo di società di gestione collettiva ha posto in atto un simile tipo di separazione e che, in effetti, la gestione collettiva dei diritti d'autore è stata portata avanti lungo le stesse linee direttrici per molti decenni ormai.
(107) La modifica apportata all'accordo notificato dalle parti introdurrà un importate elemento di trasparenza nei loro rapporti con gli utilizzatori(54). Inoltre, essa permetterà un'effettiva, ancorché limitata, concorrenza in termini di prezzo tra società di gestione collettiva per i servizi di concessione delle licenze dei diritti di trasmissione in simulcast dei produttori discografici. Alla luce di quanto precede, la Commissione ritiene che le modifiche introdotte nell'accordo reciproco sono adeguate per risolvere le preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza già espresse a questo proposito. Infine, considerati gli elementi avanzati dalle parti davanti alla Commissione, questa ritiene che il termine temporale richiesto per l'esame e l'attuazione di un meccanismo volto a separare i diritti d'autore veri e propri dai corrispettivi per la gestione sia indispensabile ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 3, lettera a), del trattato.
Predeterminazione delle tariffe nazionali per i diritti d'autore
(108) A prescindere dalla questione della confusione tra diritti d'autore veri e propri e corrispettivi per la gestione, la tariffa globale da applicare all'utilizzatore per l'uso della licenza di trasmissione in simulcast multiterritoriale e comprendente diversi repertori comprenderà un elemento di diritto d'autore che risulta dall'aggregazione di tutti i diritti determinati a livello nazionale. Il modello proposto dalle parti pertanto implica che, anche laddove i corrispettivi per la gestione siano separati, l'elemento di diritti d'autore rimane predeterminato e non può essere modificato dalla società che concede la licenza di trasmissione in simulcast. Questo deriva dall'aggregazione delle tariffe nazionali determinate da ciascuna delle società partecipanti (compresa la società concedente) per l'uso dei propri repertori sul proprio territorio.
(109) Le alternative al modello proposto dalle parti (predeterminazione dei vari livelli nazionali di diritti d'autore) corrispondono a diversi gradi di autonomia della società concedente nella determinazione dell'elemento di diritto d'autore del suo canone di licenza. La prima alternativa sarebbe la piena libertà della società concedente di determinare il livello dei diritti d'autore da applicare. La seconda alternativa sarebbe, invece, un accordo tra tutte le società di gestione collettiva per determinare un unico livello di diritti per l'uso del repertorio di tutte le società in tutti i territori.
(110) L'opzione meno restrittiva è ovviamente quella della determinazione libera da parte della società concedente del livello dei diritti. Tuttavia, le parti che hanno presentato la notificazione hanno dimostrato che il mantenimento di un certo grado di controllo da parte delle singole società di gestione collettiva sulle condizioni di concessione della licenza relativa al proprio repertorio per assicurare un livello minimo di compenso per i loro membri titolari dei diritti è, nelle attuali circostanze, indispensabile per la conclusione dell'accordo reciproco, in quanto l'assenza di tale minimo grado di controllo metterebbe a repentaglio la disponibilità delle società di gestione collettiva a contribuire con il proprio repertorio al sistema di concessione delle licenze derivante dall'accordo reciproco e, più concretamente, dalla serie di accordi bilaterali che ne discendono.
(111) Contribuendo con il suo repertorio al "pacchetto" di repertori compresi nella licenza unica per le trasmissioni in simulcast, e dato che qualsiasi società di gestione collettiva del SEE partecipante all'accordo può concedere tale licenza a qualsiasi utilizzatore indipendentemente da dove questi sia stabilito nel SEE, una società mette potenzialmente nelle mani di tutte le altre società l'atto della concessione delle licenze che abbracciano il proprio repertorio e questo comporta un cambiamento significativo, e fino ad oggi mai sperimentato, rispetto al modo tradizionale in cui avveniva la concessione delle licenze. In mancanza di un grado minimo di controllo sulle condizioni della licenza, una società che ha contribuito con il repertorio dei propri membri al pacchetto unico di repertori correrebbe il rischio che un'altra società partecipante - per attirare gli utenti - abbassi il livello globale dei diritti d'autore al di sotto del livello considerato accettabile dall'altra società e/o dai suoi membri. In questa situazione, tale società (ed i suoi membri) avrebbe dei ricavi minori rispetto alla situazione in cui, per ipotesi, si troverebbe se non avesse partecipato all'accordo reciproco. Pertanto, l'assenza di un certo grado di controllo sulle licenze per quanto riguarda il livello dei diritti d'autore cagionerebbe il venire meno dell'incentivo economico a partecipare all'accordo reciproco.
(112) Inoltre, la fissazione a livello nazionale dei diritti da applicare allo sfruttamento del repertorio di una società nel suo territorio sembra venire adeguatamente incontro alla preoccupazione delle parti di garantire un equo compenso ai titolari dei diritti a seconda delle realtà commerciali del territorio in cui il diritto è utilizzato.
(113) Per concludere, l'opzione della predeterminazione dei livelli nazionali di diritti sembra, nelle attuali circostanze, corrispondere all'alternativa meno restrittiva per creare e distribuire un nuovo prodotto.
(114) La Corte di giustizia ha riconosciuto che la facoltà, per il titolare del diritto d'autore, di esigere remunerazioni per qualsiasi rappresentazione delle rispettive opere letterarie ed artistiche fa parte della funzione essenziale del diritto d'autore(55). A questo proposito, è anche rilevante il fatto che la Corte abbia considerato legittimo l'interesse a calcolare le remunerazioni dovute per l'autorizzazione a rappresentare un'opera audiovisiva in funzione del numero effettivo o probabile delle rappresentazioni(56), quando la messa a disposizione del pubblico di tale opera non si confonde con la circolazione del supporto materiale dell'opera(57). Inoltre, il risultato pratico delle altre alternative a disposizione delle parti non sarebbe, allo stato attuale, adeguato a fornire lo stesso livello di salvaguardia dei legittimi diritti delle parti, o li tutelerebbe solo attraverso pratiche ancora più restrittive che difficilmente potrebbero essere esentate ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 3, del trattato.
(115) Alla luce di quanto precede, e visto che tutti gli elementi in possesso della Commissione indicano che la restrizione della concorrenza che risulta dall'articolo 5, paragrafo 2, dell'accordo reciproco rappresenta, nelle attuali circostanze, una garanzia in mancanza della quale le società di gestione collettiva non contribuirebbero con i loro apporti individuali a creare e distribuire una licenza di trasmissione in simulcast multiterritoriale e comprendente diversi repertori, la Commissione considera tale restrizione indispensabile ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 3, lettera a), del trattato.
5. Non eliminazione della concorrenza
(116) L'esclusione degli accordi verticali reciproci tra concorrenti dall'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 2790/1999 della Commissione, del 22 dicembre 1999, relativo all'applicazione dell'articolo 81, paragrafo 3, del trattato CE a categorie di accordi verticali e pratiche concordate(58) ed il riferimento esplicito operato nelle linee direttrici sull'applicabilità dell'articolo 81 del trattato CE agli accordi di cooperazione orizzontale(59) illustrano la preoccupazione che destano gli accordi reciproci in relazione alla possibile compartimentazione dei mercati. Nel caso del presente accordo reciproco, tuttavia, una serie di diversi fattori porterà di fatto alla creazione di una concorrenza tra società di gestione collettiva e, pertanto, elimina le preoccupazioni relative ad una eventuale ripartizione del mercato o dei clienti.
(117) Innanzitutto, occorre ricordare che nel contesto del sistema tradizionale delle licenze di diritti d'autore e diritti connessi, in una serie di mercati rilevanti un'effettiva concorrenza tra società di gestione collettiva in Europa non è praticamente esistita, tranne per quanto riguarda gli accordi di concessione centralizzata di licenze tra società di gestione collettiva di diritti d'autore e grandi case discografiche per i diritti di riproduzione meccanica.
(118) Nel caso di specie, nonostante la messa in atto dell'accordo reciproco richieda un certo grado di collaborazione tra le società di gestione collettiva, questa collaborazione non sostituirà alcuna preesistente concorrenza, in quanto è mirata allo sviluppo di un servizio completamente nuovo.
(119) Inoltre, la modifica dell'accordo reciproco notificata dalle parti il 21 giugno 2001(60) promuove la concorrenza tra società di gestione collettiva di diritti d'autore che operano per conto di produttori discografici. Le società saranno in grado di competere effettivamente e di differenziarsi tra loro in termini di efficienza, qualità del servizio e condizioni commerciali. Dal punto di vista dei potenziali concessionari delle licenze, questo fatto già di per se costituisce uno sviluppo positivo rispetto all'accordo come originariamente notificato, secondo il quale l'utilizzatore avrebbe dovuto confrontarsi con un unico fornitore delle necessarie licenze. Ciò rappresenta anche un'importante evoluzione rispetto alla situazione delle concessioni di licenze tradizionali in cui, dato il monopolio di fatto di cui godevano tutte le società di gestione collettiva ognuna nel proprio territorio nazionale, nella maggior parte dei mercati rilevanti non vi era alcuna concorrenza effettiva tra le società.
(120) Inoltre, le modifiche introdotte dalle parti all'accordo reciproco come notificato il 22 maggio 2002 garantiranno che, dopo un periodo di adattamento iniziale, la concorrenza tra società di gestione collettiva si estenderà anche alla fissazione dei prezzi. Il fatto che ogni società, nel concedere una licenza, dovrà determinare autonomamente il corrispettivo per la gestione da aggiungere ai diritti d'autore veri e propri e che tale corrispettivo dovrà essere fissato in base ai costi effettivi sostenuti dalla società concedente, creerà una concorrenza effettiva tra le società partecipanti in relazione all'importo del canone di licenza. Di conseguenza, le società del SEE partecipanti dovranno aumentare la propria efficienza rispetto ai propri costi amministrativi in modo da poter offrire agli utilizzatori nel SEE una licenza unica per le trasmissioni in simulcast al prezzo più basso possibile.
(121) La separazione tra diritti d'autore veri e propri e corrispettivi per la gestione che le parti si sono impegnate ad attuare porterà anche un aumento della trasparenza nelle relazioni tra società di gestione collettiva ed utilizzatori. Ciò permetterà agli utilizzatori (nonché ai membri delle società) di valutare meglio l'efficienza di ciascuna delle società e di avere una visione più chiara dei loro costi di gestione.
(122) Infine, creando ed incoraggiando la concorrenza tra le società di gestione collettiva del SEE partecipanti, l'accordo reciproco giova alla finalità di creare e sostenere un mercato unico, in questo caso un mercato unico per la fornitura di servizi di gestione tra società ed un mercato unico per la concessione di licenze per la trasmissione in simulcast.
(123) Per concludere, la Commissione considera che l'accordo reciproco, in particolare l'articolo 5, paragrafo 2, non elimina la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 3, lettera b), del trattato.
6. Conclusione
(124) Alla luce di quanto sopra, si può concludere che le condizioni cumulative di cui all'articolo 81, paragrafo 3, del trattato e dell'articolo 53, paragrafo 3, dell'accordo SEE sono soddisfatte.
J. DURATA DELL'ESENZIONE
(125) L'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento n. 17 stabilisce che la decisione di cui all'articolo 81, paragrafo 3, del trattato è rilasciata per un periodo determinato. L'accordo reciproco notificato s'intende operativo per un periodo sperimentale, al termine del quale sarà riveduto. È quindi adeguato definire la durata dell'esenzione di conseguenza. L'esenzione va pertanto accordata ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento n. 17, a partire dal 22 maggio 2002, data della notificazione dell'ultima versione dell'accordo reciproco, fino al 31 dicembre 2004, data di scadenza dello stesso,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
In conformità con l'articolo 81, paragrafo 3, del trattato e con l'articolo 53, paragrafo 3, dell'accordo SEE, le disposizioni dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato e le disposizioni dell'articolo 53, paragrafo 1, dell'accordo SEE sono dichiarate inapplicabili, per il periodo che va dal 22 maggio 2002 al 31 dicembre 2004, allo "accordo sulla rappresentanza reciproca a concedere licenze di trasmissione in simulcast" concluso tra le società di gestione collettiva individuate all'articolo 2 della presente decisione, nella versione notificata da ultimo alla Commissione in data 22 maggio 2002.
Articolo 2
Destinatarie della presente decisione sono le imprese seguenti:
Wahrnehmung von Leistungsschutzrechten GesmbH Schreyvogelgasse 2/5 A - 1010 Vienna
Société de l'Industrie Musicale Muziek Industrie Maatschappij Place de l'Alma 3
B5 Almaplein
B - 1200 Bruxelles
GRAMEX Gl. Kongevej 11-13, 2 DK - 1610 Copenhagen V
GRAMEX Pieni Rooberstinkatu 16 FIN - 00120 Helsinki
Gesellschaft zur Verwertung von Leistungsschutzrechten mbH Grelckstrasse 36 D - 22529 Hamburg
GRAMMO 24a Salaminos GR - 152 32 Athens
Samband Flitjenda og Hljomplötuframleidanda Eidistorg 17 170 Seltjarnarnes Islanda
Società Consortile Fonografici Per Azioni Scpa Via S. Tecla, 5 Milano Italia
Phonographic Performance Ireland PPI House
1 Corrig Avenue
Dun Laogharie
Dublin Irlanda
Stichting ter Exploitatie van Naburige Rechten Catharina van Reneslaan 8 PO Box 113 1200 AC Hilversum Paesi Bassi
GRAMO Karl Johanseit 21 0159 Oslo Norvegia
Associação Fonográfica Portuguesa Rua Augusto dos Santos 2-4 P - 1050-028 Lisboa
IFPI Sweden PO Box 1429 S - 11184 Stockholm
IFPI Schweiz Toblerstrasse 76A 8044 Zurich Svizzera
Phonographic Performance Limited 1 Upper James Street London W1R 3HG Regno Unito
INTERGRAM Na Porici 27 110 00 Prague 1 Repubblica ceca
Eesti Fonogrammitootjate Ühing Laki 12 10621 Tallinn Estonia
Zwiazek Producentów Audio Video ul. Kruczkowskiego 12/2 00-380 Warsaw Polonia
Phonographic Performance Ltd Room 3705, 37th Floor, Hopewell Centre
183 Queens Road East
Wanchai Hong Kong
Phonographic Performance Limited Flameproof Equipments Bldg
2nd Floor, B-39, off New Link Road
Nr. Monginis Factory, Andheri (West)
Mumbai 400 053 India
Public Performance Malaysia Sdn Bhd 2nd Floor, Wisma Haip Lee
139-2, Jalan Segambut
51700 Kuala Lumpur Malaysia
Recording Industry Performance Singapore Pte Ltd 163 Tras Street
04-00 Lian Huat Building
079024 Singapore
The Association of Recording Copyright Owners 4F, No. 59, Tunghsing Road
Hsin-Yi District
Taipei, ROC Taiwan
Phonorights (Thailand) Ltd 14th Floor, PM Tower
731 Asoke-Dindaeng Road
Bangkok 10400 Thailandia
Cámara argentina de productores de fonogramas y videogramas Hipolito Yrigoyen 1628
Piso 6
1344 Buenos Aires Argentina
Sociedad mexicana de productores de fonogramas, videogramas y multimedia SGC. Miguel Angel de Quevedo 531
Colonia Romero de Terreros
Delegación Coyoacan
004310 Messico
Unión peruana de productores fonográficos Los Cipreses N. 355 - Lima 27 Perú
Cámara uruguaya del disco Edificio Ciudadela
Juncal 1327 Apt 1701
11000 Montevideo Uruguay
Recording Industry Association New Zealand 11 York Street
Parnell,
Auckland Nuova Zelanda
Fatto a Bruxelles, l'8 ottobre 2002.

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