Document ID: 32001D0740

Decisione della Commissione
del 19 ottobre 2001
recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito e che abroga la decisione 2001/356/CE
[notificata con il numero C(2001) 3160]
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2001/740/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno(1), modificata da ultimo dalla direttiva 92/118/CEE(2), in particolare l'articolo 10,
vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell'11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno(3), modificata da ultimo dalla direttiva 92/118/CEE, in particolare l'articolo 9,
considerando quanto segue:
(1) Focolai di afta epizootica sono stati denunciati nel Regno Unito.
(2) La situazione dell'afta epizootica nel Regno Unito rischia di mettere in pericolo gli allevamenti di altri Stati membri in seguito all'immissione sul mercato e agli scambi di animali artiodattili vivi e di loro prodotti derivati.
(3) Il Regno Unito ha adottato misure ai sensi della direttiva 85/511/CEE del Consiglio, del 18 novembre 1985, che stabilisce misure comunitarie contro l'afta epizootica(4), modificata da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, ed ha preso altresì ulteriori misure nelle zone colpite dall'infezione.
(4) La situazione della malattia nel Regno Unito esige che vengano rafforzate le misure di lotta contro l'afta epizootica prese dal Regno Unito con l'adozione di ulteriori misure di protezione comunitarie.
(5) In collaborazione con lo Stato membro interessato, la Commissione ha adottato la decisione 2001/356/CE, del 4 maggio 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito(5), modificata da ultimo dalla decisione 2001/708/CE(6).
(6) La direttiva 64/432/CEE del Consiglio(7), modificata da ultimo dalla direttiva 2000/20/CE(8), concerne i problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina.
(7) La direttiva 91/68/CEE del Consiglio(9), modificata da ultimo dalla decisione 94/953/CE della Commissione(10), concerne le condizioni di polizia sanitaria da applicare negli scambi intracomunitari di ovini e caprini.
(8) La direttiva 64/433/CEE del Consiglio(11), modificata da ultimo dalla direttiva 95/23/CE(12), concerne le condizioni sanitarie per la produzione e l'immissione sul mercato di carni fresche.
(9) La direttiva 94/65/CE del Consiglio(13), stabilisce i requisiti applicabili all'immissione sul mercato di carni macinate e di preparazioni di carni.
(10) La direttiva 91/495/CEE del Consiglio(14), modificata da ultimo dalla direttiva 94/65/CE, concerne i problemi sanitari e di polizia sanitaria in materia di produzione e di commercializzazione di carni di coniglio e di selvaggina d'allevamento.
(11) La direttiva 80/215/CEE del Consiglio(15), modificata da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, concerne i problemi di polizia sanitaria negli scambi intracomunitari di prodotti a base di carni.
(12) La direttiva 77/99/CEE del Consiglio(16), modificata da ultimo dalla direttiva 97/76/CE(17), concerne i problemi sanitari in materia di produzione e di commercializzazione di prodotti a base di carne e di alcuni prodotti di origine animale.
(13) La direttiva 92/118/CEE del Consiglio(18), modificata da ultimo dalla direttiva 2001/7/CE(19), stabilisce le condizioni sanitarie e di polizia sanitaria per gli scambi e le importazioni nella Comunità di prodotti non soggetti, per quanto riguarda tali condizioni, alle normative comunitarie specifiche di cui all'allegato A, capitolo I, della direttiva 89/662/CEE e, per quanto riguarda i patogeni, alla direttiva 90/425/CEE.
(14) La direttiva 88/407/CEE del Consiglio(20), modificata da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, stabilisce le esigenze di polizia sanitaria applicabili agli scambi intracomunitari ed alle importazioni di sperma surgelato di animali della specie suina.
(15) La direttiva 89/556/CEE del Consiglio(21), modificata da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, stabilisce le condizioni di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni da paesi terzi di embrioni di animali domestici della specie bovina.
(16) La direttiva 90/429/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990(22), modificata da ultimo dalla decisione 2000/39/CE della Commissione(23), stabilisce le esigenze di polizia sanitaria applicabili agli scambi intracomunitari ed alle importazioni di sperma di animali della specie suina.
(17) La direttiva 90/426/CEE del Consiglio(24), modificata da ultimo dalla decisione 2001/298/CE(25), concerne le condizioni di polizia sanitaria che disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni di equidi in provenienza dai paesi terzi.
(18) La decisione 2001/304/CE della Commissione(26), modificata dalla decisione 2001/345/CE(27), concerne la bollatura e l'utilizzazione di taluni prodotti di origine animale a norma della decisione 2001/172/CE, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito. Le carni fresche recanti il bollo sanitario stabilito con decisione 2001/304/CE possono essere commercializzate esclusivamente in Gran Bretagna.
(19) Talune zone interne alle zone del Regno Unito elencate nell'allegato I non hanno registrato focolai di afta epizootica durante questa epidemia o sono rimaste indenni dalla malattia per più di tre mesi. Appare pertanto opportuno stabilire le condizioni per la spedizione di carni ottenute da animali residenti in aziende situate in zone indenni dalla malattia interne alle parti del Regno Unito elencate nell'allegato I.
(20) Risulta opportuno autorizzare, a determinate condizioni, la spedizione da zone elencate nell'allegato I di taluni prodotti lattiero-caseari che sono stati sottoposti a un processo di maturazione comprendente l'acidificazione. Occorrono inoltre chiarimenti in merito al trattamento termico di taluni prodotti lattiero-caseari.
(21) È inoltre necessario estendere la deroga sullo sperma congelato introdotta con decisione 2001/708/CE allo sperma congelato di suini conforme agli stessi requisiti di polizia sanitaria per quanto riguarda l'afta epizootica.
(22) La decisione 2001/356/CE è stata modificata sette volte, per cui è opportuno consolidarne le disposizioni. Occorre pertanto abrogare la decisione 2001/356/CE. Tuttavia, per motivi di ordine pratico, ogni riferimento alle decisioni 2001/172/CE o 2001/356/CE va inteso come riferimento alla presente decisione. In questo contesto è inoltre opportuno mantenere separati gli allegati I e II nella prospettiva di una possibile regionalizzazione.
(23) La situazione sarà riesaminata nella riunione del comitato veterinario permanente prevista per il 6-7 novembre 2001 e, se necessario, le misure prese verranno adattate.
(24) Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Fatte salve le misure prese dal Regno Unito nel quadro della direttiva 85/511/CEE del Consiglio, il Regno Unito provvede affinché:
1) non siano trasportati tra le parti del proprio territorio elencate negli allegati I e II animali vivi delle specie bovina, ovina, caprina e suina, né altri animali artiodattili;
2) non siano spediti o trasportati animali vivi delle specie bovina, ovina, caprina e suina, né altri animali artiodattili dalle parti del proprio territorio elencate negli allegati I e II;
fatte salve le limitazioni dei movimenti degli animali sensibili nella e attraverso la Gran Bretagna applicate dalle competenti autorità del Regno Unito e in deroga alle disposizioni del punto 1, le autorità competenti possono autorizzare il transito diretto e non interrotto di animali artiodattili attraverso le zone elencate negli allegati I e II sulle strade principali e per ferrovia;
3) i certificati sanitari previsti dalla direttiva 64/432/CEE del Consiglio, che accompagnano gli animali vivi delle specie bovina e suina, e dalla direttiva 91/68/CEE del Consiglio, che accompagnano gli animali vivi delle specie ovina e caprina spediti in altri Stati membri dalle parti del territorio del Regno Unito non elencate negli allegati I e II, rechino la seguente dicitura: "Animali conformi alla decisione 2001/172/CE della Commissione, del 1o marzo 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito;"
4) i certificati sanitari che accompagnano gli animali artiodattili diversi da quelli oggetto dei certificati menzionati al punto 3, spediti verso altri Stati membri dalle parti del territorio del Regno Unito non elencate negli allegati I e II, rechino la seguente dicitura: "Animali artiodattili vivi conformi alla decisione 2001/172/CE della Commissione, del 1o marzo 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito;"
5) i movimenti verso altri Stati membri di animali scortati da un certificato sanitario menzionato al punto 3 o al punto 4 siano autorizzati soltanto tre giorni dopo la preventiva notifica trasmessa dall'autorità veterinaria locale alle autorità veterinarie locali e centrali dello Stato membro di destinazione.
Articolo 2
1. Il Regno Unito non spedisce carni fresche di animali delle specie bovina, ovina, caprina e suina o di altri artiodattili provenienti dalle parti del proprio territorio elencate nell'allegato I o ottenute da animali originari delle parti suddette del territorio del Regno Unito.
Le carni fresche di cui al primo comma comprendono le carni macinate e le preparazioni di carni come definite nella direttiva 94/65/CE del Consiglio.
2. Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica:
a) alle carni fresche ottenute anteriormente al 1o febbraio 2001, a condizione che le carni siano chiaramente identificate e che a partire da tale data siano state trasportate e immagazzinate separatamente dalle carni di cui non è autorizzata la spedizione fuori delle zone elencate nell'allegato I;
b) alle carni fresche ottenute da animali allevati fuori delle zone elencate negli allegati I e II e trasportati direttamente e sotto controllo ufficiale in mezzi di trasporto sigillati, in deroga all'articolo 1, punto 1, in un macello situato in una zona elencata nell'allegato I fuori della zona di protezione per esservi immediatamente macellati; tali carni possono essere commercializzate soltanto in Gran Bretagna alle seguenti condizioni:
- tutte le carni fresche devono recare il bollo sanitario a norma della decisione 2001/304/CE della Commissione,
- lo stabilimento opera sotto rigoroso controllo veterinario,
- le carni fresche devono essere chiaramente identificate ed essere trasportate e immagazzinate separatamente dalle carni di cui è autorizzata la spedizione fuori del Regno Unito,
- il rispetto delle condizioni di cui sopra è controllato dalle autorità veterinarie competenti, sotto la sorveglianza delle autorità veterinarie centrali, che comunicano agli altri Stati membri e alla Commissione l'elenco degli stabilimenti da esse approvati in applicazione delle presenti disposizioni;
c) alle carni fresche ottenute in stabilimenti di sezionamento situati nelle zone elencate nell'allegato I, alle condizioni seguenti:
- nello stabilimento possono essere lavorate in un qualsiasi giorno solo carni fresche di cui alla lettera a) o carni fresche ottenute da animali allevati e macellati fuori delle zone elencate nell'allegato I o carni fresche ottenute da animali allevati e macellati all'interno delle zone elencate nell'allegato III; successivamente alla lavorazione di carni che non soddisfano questo requisito è necessario procedere ad operazioni di pulizia e disinfezione,
- tutte le carni fresche devono recare il bollo sanitario di cui all'allegato I, capitolo XI, della direttiva 64/433/CEE o, nel caso delle carni di altri artiodattili, il bollo sanitario di cui all'allegato I, capitolo III, della direttiva 91/495/CE,
- lo stabilimento opera sotto rigoroso controllo veterinario,
- le carni fresche devono essere chiaramente identificate ed essere trasportate e immagazzinate separatamente dalle carni di cui non è autorizzata la spedizione fuori delle zone elencate nell'allegato I,
- il rispetto delle condizioni di cui sopra è controllato dalle autorità veterinarie competenti, sotto la sorveglianza delle autorità veterinarie centrali, che comunicano agli altri Stati membri e alla Commissione l'elenco degli stabilimenti da esse approvati in applicazione delle presenti disposizioni;
d) alle carni fresche di suini allevati all'interno delle zone di cui all'allegato I e conformi alle condizioni seguenti:
- la spedizione di tali carni è autorizzata dalle autorità veterinarie competenti del Regno Unito,
- negli ultimi 90 giorni non si sono avuti focolai di afta epizootica nel gruppo di contee di cui all'allegato III,
- nei 30 giorni precedenti al trasporto verso il macello gli animali sono rimasti sotto la sorveglianza delle autorità veterinarie competenti in un'unica azienda situata all'interno di una delle zone elencate nell'allegato III e intorno alla quale per un raggio minimo di 10 km e per almeno 30 giorni non si sono manifestati casi di afta epizootica,
- nessun animale di specie sensibili all'afta epizootica è stato introdotto nell'azienda di cui al terzo trattino nel corso dei 30 giorni precedenti al carico, salvo nel caso di suini provenienti da un'azienda fornitrice che soddisfa i requisiti di cui al terzo trattino, nel cui caso il periodo suddetto può essere ridotto a 7 giorni,
- gli animali sono stati trasportati sotto controllo ufficiale dall'azienda di cui al terzo trattino direttamente al macello designato, situato in una delle zone elencate nell'allegato III, in mezzi di trasporto sigillati che sono stati puliti e disinfettati prima del carico,
- gli animali sono stati macellati entro meno di 24 ore dall'arrivo al macello e separatamente dagli animali per le cui carni non è autorizzata la spedizione dalle zone elencate nell'allegato I,
- nel corso dell'ispezione del macello da parte del veterinario ufficiale non sono stati accertati segni clinici o post-mortem di afta epizootica,
- le carni ottenute da tali animali sono rimaste nello stabilimento per almeno 24 ore dopo la macellazione,
- tutte queste carni fresche devono recare il bollo sanitario di cui all'allegato I, capitolo XI, della direttiva 64/433/CEE del Consiglio,
- lo stabilimento opera sotto rigoroso controllo veterinario,
- nel caso in cui nello stabilimento sia stata diagnosticata l'afta epizootica, ogni ulteriore preparazione di carni destinata alla spedizione al di fuori delle zone elencate nell'allegato I è autorizzata solo successivamente alla macellazione di tutti gli animali presenti, alla rimozione di tutte le carni e di tutti gli animali morti, e non prima di 24 ore dal completamento della pulizia e disinfezione totale del suddetto stabilimento sotto il controllo di un veterinario ufficiale,
- le carni fresche devono essere chiaramente identificate ed essere trasportate e immagazzinate separatamente dalle carni di cui non è autorizzata la spedizione fuori delle zone elencate nell'allegato I,
- il rispetto delle condizioni di cui sopra è controllato dalle autorità veterinarie competenti, sotto la sorveglianza delle autorità veterinarie centrali, che comunicano agli altri Stati membri e alla Commissione l'elenco degli stabilimenti da esse approvati in applicazione delle presenti disposizioni,
- laddove tali carni debbano essere sottoposte a ulteriore trasformazione presso un laboratorio di sezionamento, si applicano le disposizioni di cui alla lettera c), dal secondo al quinto trattino.
3. Le carni spedite dal Regno Unito in altri Stati membri devono essere scortate da un certificato rilasciato da un veterinario ufficiale che rechi la seguente dicitura: "Carni conformi alla decisione 2001/172/CE della Commissione, del 1o marzo 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito."
Articolo 3
1. Il Regno Unito non spedisce prodotti a base di carni di animali delle specie bovina, ovina, caprina e suina o di altri artiodattili provenienti dalle parti del proprio territorio elencate nell'allegato I o elaborati con carni ottenute da animali originari delle parti suddette del territorio del Regno Unito.
2. Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica ai prodotti a base di carne che abbiano subito uno dei trattamenti menzionati all'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 80/215/CEE, né ai prodotti a base di carne definiti nella direttiva 77/99/CEE che abbiano subito una lavorazione nel corso della quale il pH sia uniformemente risultato inferiore a 6 in tutta la massa.
3. Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica:
a) ai prodotti a base di carne elaborati con carni ottenute da animali artiodattili macellati anteriormente al 1o febbraio 2001, a condizione che tali prodotti siano chiaramente identificati e che, a partire da tale data, siano stati trasportati e immagazzinati separatamente dai prodotti a base di carne di cui non è autorizzata la spedizione fuori delle zone elencate nell'allegato I;
b) ai prodotti a base di carne elaborati negli appositi stabilimenti, alle condizioni seguenti:
- tutte le carni fresche lavorate nello stabilimento devono essere conformi alle condizioni di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettera a), c) o d,
- tutti i prodotti a base di carne impiegati nel prodotto finale devono essere conformi alle condizioni di cui alla lettera a), ovvero essere fabbricati con carni fresche di animali allevati e macellati fuori delle zone di cui all'allegato I,
- tutti i prodotti a base di carne devono recare il bollo sanitario di cui all'allegato B, capitolo VI, della direttiva 77/99/CEE,
- lo stabilimento opera sotto rigoroso controllo veterinario,
- i prodotti a base di carne devono essere chiaramente identificati ed essere trasportati ed immagazzinati separatamente dalle carni e dai prodotti a base di carne di cui non è autorizzata la spedizione fuori delle zone elencate nell'allegato I,
- il rispetto delle condizioni di cui sopra è controllato dalle autorità competenti, sotto la responsabilità delle autorità veterinarie centrali, che comunicano agli altri Stati membri e alla Commissione l'elenco degli stabilimenti da esse approvati in applicazione delle presenti disposizioni;
c) ai prodotti a base di carne elaborati nelle parti del territorio non incluse nell'allegato I con carni ottenute anteriormente al 1o febbraio 2001 e provenienti da parti del territorio incluse nell'allegato I, a condizione che le carni e i prodotti a base di carne siano chiaramente identificati e vengano trasportati e immagazzinati separatamente dalle carni e dai prodotti a base di carne di cui non è autorizzata la spedizione fuori delle zone elencate nell'allegato I.
4. I prodotti a base di carne spediti dal Regno Unito in altri Stati membri devono essere accompagnati da un certificato ufficiale che rechi la seguente dicitura: "Prodotti a base di carne conformi alla decisione 2001/172/CE della Commissione, del 1o marzo 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito".
5. In deroga alle disposizioni del paragrafo 4, per i prodotti a base di carne che soddisfano le condizioni previste al paragrafo 2 e sono stati elaborati in uno stabilimento che applica il sistema HACCP(28) e una procedura operativa standard verificabile che garantisca il rispetto e la registrazione delle norme di trattamento prescritte, è sufficiente che il rispetto delle condizioni richieste per il trattamento di cui al paragrafo 2 sia attestato nel documento commerciale che scorta la spedizione, vistato in conformità dell'articolo 9, paragrafo 1.
6. In deroga alle disposizioni del paragrafo 4, per i prodotti a base di carne sottoposti a trattamento termico in recipienti ermetici è sufficiente, al fine di garantirne la conservabilità, che siano scortati da un documento commerciale attestante il trattamento termico applicato.
Articolo 4
1. Il Regno Unito non spedisce latte, destinato o meno al consumo umano, proveniente dalle parti del proprio territorio elencate nell'allegato I.
2. Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica al latte, destinato o meno al consumo umano, che abbia subito almeno:
a) una prima pastorizzazione, conformemente alle norme dell'allegato I, capitolo 1, punto 3, lettera b), della direttiva 92/118/CEE, seguita da un secondo trattamento termico mediante pastorizzazione ad alta temperatura, UHT, sterilizzazione intesa a produrre una reazione negativa al test di perossidasi, o da un processo di essiccazione che include un trattamento termico di effetto equivalente ai trattamenti di cui sopra; o
b) una prima pastorizzazione, conformemente alle norme dell'allegato I, capitolo 1, punto 3, lettera b), della direttiva 92/118/CEE, unitamente ad un trattamento mediante il quale il pH viene portato ad un livello inferiore a 6 e mantenuto a tale livello per almeno un'ora.
3. Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica al latte preparato negli stabilimenti situati nelle zone elencate nell'allegato I alle condizioni seguenti:
a) tutto il latte lavorato nello stabilimento deve essere conforme alle condizioni di cui al paragrafo 2, oppure essere ottenuto da animali allevati e munti fuori delle zone elencate nell'allegato I;
b) lo stabilimento opera sotto rigoroso controllo veterinario;
c) il latte deve essere chiaramente identificato ed essere trasportato ed immagazzinato separatamente dal latte e dai prodotti lattiero-caseari di cui non è autorizzata la spedizione fuori delle zone elencate nell'allegato I;
d) il trasporto di latte crudo da aziende situate fuori delle zone elencate nell'allegato I verso gli stabilimenti di cui sopra si effettua in veicoli che prima dell'operazione siano stati puliti e disinfettati e che non abbiano avuto in seguito alcun contatto con aziende delle zone elencate nell'allegato I che detengono animali di specie sensibili all'afta epizootica;
e) il rispetto delle condizioni di cui sopra è controllato dalle autorità veterinarie competenti, sotto la sorveglianza delle autorità veterinarie centrali, che comunicano agli altri Stati membri e alla Commissione l'elenco degli stabilimenti da esse approvati in applicazione delle presenti disposizioni.
4. Il latte spedito dal Regno Unito in altri Stati membri deve essere accompagnato da un certificato ufficiale che rechi la seguente dicitura: "Latte conforme alla decisione 2001/172/CE della Commissione, del 1o marzo 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito".
5. In deroga alle disposizioni del paragrafo 4, per il latte che soddisfa le condizioni di cui al paragrafo 2, lettera a) o lettera b), e che è stato lavorato in uno stabilimento che applica il sistema HACCP e una procedura operativa standard verificabile che garantisca il rispetto e la registrazione delle norme di trattamento prescritte, è sufficiente che il rispetto delle condizioni richieste per il trattamento di cui al paragrafo 2, lettera a) o lettera b), sia attestato nel documento commerciale che scorta la spedizione, vistato in conformità dell'articolo 9, paragrafo 1.
6. In deroga alle disposizioni del paragrafo 4, per il latte che soddisfa le condizioni di cui al paragrafo 2, lettera a) o lettera b), e che è stato sottoposto a trattamento termico in recipienti ermetici è sufficiente, al fine di garantirne la conservabilità, che sia scortato da un documento commerciale attestante il trattamento termico applicato.
Articolo 5
1. Il Regno Unito non spedisce prodotti lattiero-caseari, destinati o meno al consumo umano, provenienti dalle parti del proprio territorio elencate nell'allegato I.
2. Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica ai prodotti lattiero-caseari, destinati o meno al consumo umano,
a) elaborati anteriormente al 1o febbraio 2001;
b) elaborati con latte conforme alle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 2 o 3;
c) destinati ad essere esportati in un paese terzo le cui condizioni d'importazione permettono che tali prodotti siano sottoposti a un trattamento diverso da quelli previsti dalla presente decisione che garantisca l'inattivazione del virus dell'afta epizootica.
3. Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica ai prodotti lattiero-caseari destinati al consumo umano:
a) elaborati a partire da latte con un pH inferiore a 7.0 e che abbiano subito un trattamento termico, per almeno 15 secondi, alla temperatura di almeno 72 °C, fermo restando che tale trattamento non è necessario per i prodotti finiti i cui ingredienti sono conformi alle rispettive norme sanitarie stabilite dalla presente decisione;
b) elaborati a partire da latte crudo di animali della specie bovina, ovina o caprina che hanno soggiornato per almeno 30 giorni in un'azienda situata all'interno di una delle zone elencate nell'allegato I e intorno alla quale per un raggio di almeno 10 km non si sia verificato alcun caso di afta epizootica nei 30 giorni precedenti alla produzione del latte crudo; tali prodotti devono inoltre essere stati sottoposti a un processo di maturazione di almeno 90 giorni nel corso del quale il pH viene abbassato al di sotto di 6.0 in tutta la massa e la loro crosta deve essere stata trattata con acido citrico allo 0,2 % subito prima del confezionamento o dell'imballaggio.
4. Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica:
a) ai prodotti lattiero-caseari preparati negli stabilimenti situati nelle zone elencate nell'allegato I, alle condizioni seguenti:
- tutto il latte lavorato nello stabilimento deve essere conforme alle condizioni di cui all'articolo 4, paragrafo 2, lettera a) o b) oppure deve essere ottenuto da animali fuori delle zone elencate nell'allegato I,
- tutti i prodotti lattiero-caseari impiegati nel prodotto finale devono essere conformi alle condizioni di cui al paragrafo 2, lettera a) o b), oppure devono essere fabbricati con latte ottenuto da animali fuori delle zone elencate nell'allegato I,
- i prodotti lattiero-caseari devono essere destinati esclusivamente al consumo umano e tutti i prodotti lattiero-caseari utilizzati nel prodotto finale devono essere conformi alle condizioni di cui al primo e secondo trattino oppure soddisfare le condizioni di cui al paragrafo 3,
- lo stabilimento opera sotto rigoroso controllo veterinario,
- i prodotti lattiero-caseari devono essere chiaramente identificati ed essere trasportati ed immagazzinati separatamente dal latte e dai prodotti lattiero-caseari di cui non è autorizzata la spedizione fuori delle zone elencate nell'allegato,
- il rispetto delle condizioni di cui sopra è controllato dalle autorità competenti, sotto la responsabilità delle autorità veterinarie centrali, che comunicano agli altri Stati membri e alla Commissione l'elenco degli stabilimenti da esse approvati in applicazione delle presenti disposizioni;
b) ai prodotti lattiero-caseari preparati nelle parti del territorio fuori delle zone elencate nell'allegato I con latte ottenuto anteriormente al 1o febbraio 2001 e proveniente da parti del territorio elencate nell'allegato I, a condizione che i prodotti lattiero-caseari siano chiaramente identificati e vengano trasportati e immagazzinati separatamente dai prodotti lattiero-caseari di cui non è autorizzata la spedizione fuori delle zone elencate nell'allegato I.
5. I prodotti lattiero-caseari spediti dal Regno Unito in altri Stati membri devono essere accompagnati da un certificato ufficiale che rechi la seguente dicitura: "Prodotti lattiero-caseari conformi alla decisione 2001/172/CE della Commissione, del 1o marzo 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito".
6. In deroga alle disposizioni del paragrafo 5, per i prodotti lattiero-caseari conformi ai requisiti di cui ai paragrafi 2 lettera a) e b), 3 e 4 ed elaborati in uno stabilimento che applica il sistema HACCP e una procedura operativa standard verificabile che garantisca il rispetto e la registrazione delle norme di trattamento prescritte, è sufficiente che il rispetto delle condizioni stabilite ai paragrafi 2 lettera a) e b), 3 e 4 sia attestato nel documento commerciale che scorta la spedizione, vistato in conformità dell'articolo 9, paragrafo 1.
7. In deroga alle disposizioni del paragrafo 5, per i prodotti lattiero-caseari che soddisfano i requisiti di cui ai paragrafi 2 lettera a) e b), 3 e 4 che sono stati sottoposti a trattamento termico in recipienti ermetici è sufficiente, al fine di garantirne la conservabilità, che siano scortati da un documento commerciale attestante il trattamento termico applicato.
Articolo 6
1. Il Regno Unito non spedisce in altre parti del proprio territorio sperma, ovuli ed embrioni di animali delle specie bovina, ovina, caprina e suina né di altri artiodattili provenienti dalle zone elencate nell'allegato I.
2. Il Regno Unito non spedisce sperma, ovuli ed embrioni di animali delle specie bovina, ovina, caprina e suina né di altri artiodattili provenienti dalle parti del proprio territorio elencate negli allegati I e II.
3. Il divieto di cui ai paragrafi 1 e 2 non si applica:
a) allo sperma e agli embrioni congelati delle specie bovina e suina prodotti anteriormente al 1o febbraio 2001;
b) allo sperma e agli embrioni congelati delle specie bovina e suina importati nel Regno Unito secondo le condizioni stabilite, rispettivamente, nelle direttive 88/407/CEE, 90/429/CEE e 89/556/CEE del Consiglio, che dal momento della loro introduzione nel Regno Unito sono stati immagazzinati e trasportati separatamente dallo sperma e dagli embrioni di cui non è autorizzata la spedizione a norma dei paragrafi 1 e 2;
c) allo sperma bovino e suino congelato prodotto dopo il 30 settembre 2001 secondo le disposizioni delle direttive 88/407/CEE e 90/429/CEE rispettivamente e conforme alle seguenti condizioni supplementari:
- il toro o il verro donatore non ha evidenziato alcun sintomo clinico di afta epizootica il giorno di raccolta dello sperma,
- prima della raccolta dello sperma, il toro o il verro donatore è rimasto almeno tre mesi nel centro di raccolta riconosciuto; in tale periodo può essere compreso il periodo di isolamento di almeno 30 giorni trascorso in un locale d'isolamento annesso,
- nessun animale è stato introdotto nel centro nei 30 giorni precedenti la raccolta dello sperma,
- il centro di raccolta dello sperma è stato indenne dall'afta epizootica almeno da tre mesi e non si è verificato alcun caso di afta in un raggio di 10 km dal centro di raccolta nei 30 giorni precedenti e successivi alla raccolta dello sperma,
- nessun animale del centro di raccolta dello sperma è stato vaccinato contro l'afta epizootica,
- il toro o il verro donatore ha reagito negativamente al test per l'individuazione degli anticorpi contro il virus aftoso effettuato almeno 21 giorni dopo l'ultima raccolta dello sperma della partita; i risultati negativi del test devono essere disponibili prima della spedizione dello sperma,
- lo sperma congelato è stato immagazzinato per almeno 30 giorni tra la raccolta e la spedizione; durante tale periodo, nessun animale del centro di raccolta dove era detenuto il toro o il verro donatore ha manifestato sintomi dell'afta epizootica,
- lo sperma è raccolto, trattato e immagazzinato separatamente dallo sperma di cui non è autorizzata la spedizione a norma dei paragrafi 1 e 2,
- tutto lo sperma raccolto, trattato e congelato nel centro di raccolta è spedito in modo da evitare qualsiasi rischio di introduzione dell'afta epizootica nel centro stesso.
Prima della spedizione dello sperma il Regno Unito fornisce alla Commissione e agli altri Stati membri l'elenco dei centri autorizzati ai fini del presente paragrafo.
4. Il certificato sanitario previsto dalla direttiva 88/407/CEE del Consiglio, che accompagna lo sperma bovino congelato spedito dal Regno Unito, deve recare la seguente dicitura: "Sperma bovino congelato conforme alla decisione 2001/172/CE della Commissione, del 1o marzo 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito".
5. Il certificato sanitario previsto dalla direttiva 90/429/CEE del Consiglio, che accompagna lo sperma suino congelato spedito dal Regno Unito, deve recare la seguente dicitura: "Sperma suino congelato conforme alla decisione 2001/740/CE della Commissione, del 19 ottobre 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito".
6. Il certificato sanitario previsto dalla direttiva 89/556/CEE del Consiglio, che accompagna gli embrioni di animali delle specie bovina spediti dal Regno Unito, deve recare la seguente dicitura: "Embrioni della specie bovina conformi alla decisione 2001/172/CE della Commissione, del 1o marzo 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito".
Articolo 7
1. Il Regno Unito non spedisce pelli di animali della specie bovina, ovina, caprina e suina né di altri artiodattili provenienti dalle parti del proprio territorio elencate nell'allegato I.
2. Tale divieto non si applica alle pelli prodotte anteriormente al 1o febbraio 2001 o conformi alle disposizioni dell'allegato 1, capitolo 3, punto 1A, dal secondo al quinto trattino, o punto 1B, terzo e quarto trattino, della direttiva 92/118/CEE. Si deve provvedere a separare adeguatamente le pelli trattate da quelle non trattate.
3. Il Regno Unito provvede affinché le pelli di animali della specie bovina, ovina, caprina e suina e di altri artiodattili spedite in altri Stati membri siano accompagnate da un certificato che reca la seguente dicitura: "Pelli conformi alla decisione 2001/172/CE della Commissione, del 1o marzo 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito".
4. In deroga alle disposizioni del paragrafo 3, per le pelli che soddisfano le condizioni dell'allegato I, capitolo 3, punto 1A, dal secondo al quinto trattino, della direttiva 92/118/CEE, è sufficiente che siano scortate da un documento commerciale attestante che sono rispettate le condizioni di trattamento suddette.
5. In deroga alle disposizioni del paragrafo 3, per le pelli che soddisfano le condizioni dell'allegato I, capitolo 3, punto 1B, terzo e quarto trattino, della direttiva 92/118/CEE, è sufficiente che il rispetto delle condizioni di trattamento suddette sia attestato nel documento commerciale che scorta la spedizione, in conformità dell'articolo 9, paragrafo 1.
Articolo 8
1. Il Regno Unito non spedisce prodotti di origine animale delle specie bovina, ovina, caprina e suina o di altri artiodattili, non menzionati agli articoli 2, 3, 4, 5, 6 e 7, prodotti dopo il 1o febbraio 2001, provenienti dalle parti del proprio territorio elencate nell'allegato I.
Il Regno Unito non spedisce stallatico o letame provenienti dalle parti del proprio territorio elencate nell'allegato I.
2. Il divieto di cui al paragrafo 1, primo comma, non si applica:
a) ai prodotti di origine animale che abbiano subito:
- un trattamento termico in recipiente ermetico con un valore Fo pari o superiore a 3,00 oppure
- un trattamento termico nel corso del quale la temperatura al centro della massa ha raggiunto almeno i 70 °C;
b) al sangue e prodotti sanguigni definiti all'allegato I, capitolo 7, della direttiva 92/118/CEE che sono stati sottoposti almeno ad uno dei seguenti trattamenti:
- trattamento termico a una temperatura di 65 °C per almeno 3 ore, seguito da un test di efficacia,
- irradiazione a 2,5 megarad o con raggi gamma, seguita da un test di efficacia,
- modifica del pH in pH 5 per almeno 2 ore, seguita da un test di efficacia,
- un trattamento previsto all'allegato I, capitolo 4, della direttiva 92/118/CEE;
c) allo strutto e ai grassi pressati o fusi che hanno subito il trattamento termico prescritto dall'allegato I, capitolo 9, punto 2A, della direttiva 92/118/CEE;
d) agli involucri di origine animale cui si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni dell'allegato I, capitolo 2, punto B, della direttiva 92/118/CEE;
e) alla lana di pecora, al pelo di ruminante e alle setole di suini sottoposti a lavaggio industriale od ottenuti da conciatura e alla lana di pecora, al pelo di ruminante e alle setole di maiale non trattati, debitamente imballati e secchi;
f) ad alimenti semiumidi ed essiccati per animali conformi ai requisiti di cui, rispettivamente, all'allegato I, capitolo 4, punti 2 e 3, della direttiva 92/118/CEE;
g) a prodotti composti che non sono sottoposti ad ulteriori trattamenti e che contengono prodotti di origine animale, fermo restando che il trattamento non è necessario per i prodotti finiti i cui ingredienti soddisfano le rispettive condizioni sanitarie stabilite dalla presente decisione;
h) ai trofei di caccia di cui all'allegato I, capitolo 13, parte B, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 92/118/CEE;
i) a prodotti imballati destinati ad essere utilizzati per la diagnosi in vitro o come reagenti di laboratorio.
3. Il Regno Unito provvede affinché i prodotti di origine animale di cui al paragrafo 2 spediti in altri Stati membri siano accompagnati da un certificato ufficiale recante la seguente dicitura: "Prodotti di origine animale conformi alla decisione 2001/172/CE della Commissione, del 1o marzo 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito".
4. In deroga alle disposizioni del paragrafo 3, per i prodotti di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e d), è sufficiente che il rispetto delle condizioni di trattamento richieste sia attestato nel documento commerciale prescritto dalla rispettiva normativa comunitaria, vistato in conformità dell'articolo 9, paragrafo 1.
5. In deroga alle disposizioni del paragrafo 3, è sufficiente che i prodotti di cui al paragrafo 2, lettera e), siano accompagnati da un documento commerciale che attesti il lavaggio industriale o la conciatura, o la conformità alle condizioni di cui all'allegato I, capitolo 15, paragrafi 2 e 4, della direttiva 92/118/CEE.
6. In deroga alle disposizioni del paragrafo 3, per i prodotti di cui al paragrafo 2, lettera g), ottenuti in uno stabilimento che applica il sistema HACCP e una procedura operativa standard verificabile che garantisca che gli ingredienti pretrattati siano conformi alle pertinenti condizioni di polizia sanitaria previste dalla presente decisione, è sufficiente che ciò sia attestato nel documento commerciale che scorta la spedizione, vistato in conformità dell'articolo 9, paragrafo 1.
7. In deroga alle disposizioni del paragrafo 3, per i prodotti di cui al paragrafo 2, lettera i), è sufficiente che siano scortati da un documento commerciale attestante che i prodotti sono destinati ad essere utilizzati per la diagnosi in vitro o come reagenti di laboratorio, a condizione che sui prodotti appaia chiaramente l'indicazione "solamente per diagnosi in vitro" oppure "solamente per uso di laboratorio".
Articolo 9
1. Ove sia fatto riferimento al presente articolo, le autorità competenti del Regno Unito provvedono affinché il documento commerciale richiesto dalla normativa comunitaria per gli scambi intracomunitari sia vistato e vi sia acclusa copia del certificato ufficiale, attestante che il processo di produzione è stato verificato e constatato conforme ai requisiti della normativa comunitaria nonché idoneo a distruggere il virus dell'afta epizootica, o che i prodotti in questione sono stati ottenuti da materiali pretrattati che siano stati adeguatamente certificati, e che sono applicate le disposizioni necessarie per evitare eventuali ricontaminazioni da virus aftoso dopo il trattamento.
Questa certificazione di verifica del processo di produzione deve recare un riferimento alla presente decisione, è valida trenta giorni, reca la data di scadenza e potrà essere rinnovata previa ispezione dello stabilimento.
2. Nel caso di prodotti destinati alla vendita al dettaglio al consumatore finale, le autorità competenti del Regno Unito possono autorizzare che partite di merci raggruppate contenenti prodotti diversi dalle carni fresche, dalle carni macinate e dalle preparazioni di carne, ognuno dei quali sia idoneo alla spedizione in conformità della presente decisione, siano scortate da un documento commerciale convalidato mediante l'acclusione di una copia di un certificato veterinario ufficiale attestante che i luoghi di spedizione dispongono di un sistema atto a garantire che le merci sono spedite soltanto se è possibile rintracciarne le prove documentali della conformità alla presente decisione e che tale sistema è stato verificato e constatato soddisfacente. La certificazione di verifica del sistema di rintracciabilità reca un riferimento alla presente decisione, è valida trenta giorni, specifica la data di scadenza e può essere rinnovata soltanto previa ispezione dello stabilimento che dia risultati soddisfacenti. Le autorità competenti del Regno Unito comunicano agli altri Stati membri e alla Commissione l'elenco di stabilimenti da esse approvato in applicazione delle suddette disposizioni.
Articolo 10
1. Il Regno Unito provvede affinché i veicoli utilizzati per il trasporto di animali vivi nelle zone elencate nell'allegato I e nell'allegato II siano puliti e disinfettati dopo ogni operazione e fornisce la prova dell'avvenuta disinfezione.
2. Il Regno Unito provvede affinché gli operatori dei porti di uscita del Regno Unito garantiscano che le ruote degli autoveicoli in partenza dal Regno Unito siano disinfettate.
Articolo 11
Le disposizioni degli articoli 3, 4, 5 e 8 non si applicano alla spedizione dalle parti del territorio del Regno Unito elencate nell'allegato I dei prodotti di cui agli articoli 3, 4, 5 e 8, se essi
- non sono stati ottenuti nel Regno Unito e sono rimasti nel loro imballaggio originario indicante il paese di origine dei prodotti, oppure
- sono stati ottenuti in stabilimenti riconosciuti, ubicati nelle parti del territorio del Regno Unito elencate nell'allegato I, da prodotti pretrattati non originari di tali zone, che dopo l'introduzione nel territorio del Regno Unito sono stati trasportati, immagazzinati e trasformati separatamente dai prodotti di cui non è autorizzata la spedizione fuori delle zone elencate nell'allegato I e che sono scortati da un documento commerciale o da un certificato ufficiale conforme alla presente decisione.
Articolo 12
1. Il Regno Unito provvede affinché gli equidi spediti dalle parti del proprio territorio elencate negli allegati I e II verso altre parti del proprio territorio o verso un altro Stato membro siano accompagnati da un certificato sanitario conforme al modello di cui all'allegato C della direttiva 90/426/CEE del Consiglio. Tale certificato deve essere rilasciato esclusivamente per equidi provenienti da un'azienda non soggetta a un divieto ufficiale in conformità dell'articolo 4 o dell'articolo 5 della direttiva 85/511/CEE del Consiglio.
2. Inoltre, qualora l'animale debba essere certificato secondo le disposizioni di cui al primo paragrafo, il veterinario ufficiale che procede alla certificazione deve:
- ispezionare e certificare l'animale soltanto se è governato in maniera da rimuovere, per quanto possibile, feci, sporcizia e residui visibili e se i suoi zoccoli sono puliti e disinfettati nel modo ritenuto soddisfacente dal veterinario ufficiale, e
- accertarsi che il proprietario dell'animale o il suo rappresentante abbia trasmesso una dichiarazione scritta attestante che l'animale rimarrà nell'azienda fino al momento della spedizione al luogo di destinazione indicato nel certificato sanitario, senza fermate in aziende soggette a divieti ufficiali in conformità dell'articolo 4 o dell'articolo 5 della direttiva 85/511/CEE del Consiglio.
3. Il certificato sanitario che accompagna gli equidi spediti dal Regno Unito in altri Stati membri secondo le disposizioni di cui al primo paragrafo reca la seguente dicitura: "Equidi conformi alla decisione 2001/356/CE della Commissione, del 4 maggio 2001, recante misure di protezione contro l'afta epizootica nel Regno Unito".
Articolo 13
1. Gli Stati membri diversi dal Regno Unito non spediscono animali vivi di specie sensibili verso le parti del territorio del Regno Unito elencate nell'allegato I.
2. Gli Stati membri collaborano al controllo dei bagagli personali dei passeggeri in provenienza dalle parti del Regno Unito elencate nell'allegato I e all'organizzazione di campagne d'informazione destinate a impedire l'introduzione di prodotti di origine animale nel territorio degli Stati membri diversi dal Regno Unito.
Articolo 14
1. Ogni riferimento alle decisioni 2001/172/CE e 2001/356/CE si intende fatto alla presente decisione.
2. La decisione 2001/356/CE della Commissione è abrogata.
Articolo 15
Gli Stati membri modificano le misure da essi applicate agli scambi per renderle conformi alla presente decisione. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Articolo 16
La presente decisione si applica a partire dal 22 ottobre 2001 e fino alla mezzanotte del 31 dicembre 2001.
Articolo 17
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 19 ottobre 2001.

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