Document ID: 32005R1859

REGOLAMENTO (CE) N. 1859/2005 DEL CONSIGLIO
del 14 novembre 2005
che istituisce misure restrittive nei confronti dell’Uzbekistan
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 60 e 301,
vista la posizione comune 2005/792/PESC del 14 novembre 2005, relativa alle misure restrittive nei confronti dell’Uzbekistan (1),
vista la proposta della Commissione,
considerando quanto segue:
(1)
Il 23 maggio 2005, il Consiglio ha condannato con fermezza «l’impiego della forza segnalato come eccessivo, sproporzionato e indiscriminato da parte della forze di sicurezza dell’Uzbekistan» ad Andijan, nell’Uzbekistan orientale, all’inizio dello stesso mese. Il Consiglio si è profondamente rammaricato del fatto che le autorità uzbeche non abbiano risposto adeguatamente alla richiesta delle Nazioni Unite di svolgere un’inchiesta internazionale indipendente. Il 13 giugno 2005 ha sollecitato le stesse autorità a rivedere la loro posizione entro la fine di giugno 2005.
(2)
In mancanza di una risposta adeguata sino ad oggi, la posizione comune 2005/792/PESC prevede l’adozione di determinate misure restrittive per un periodo iniziale di un anno, durante il quale esse saranno oggetto di costante riesame.
(3)
Le misure restrittive contemplate dalla posizione comune 2005/792/PESC includono, tra l’altro, il divieto delle esportazioni di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna e della fornitura di finanziamenti, di assistenza tecnica e di assistenza finanziaria connesse ad attività militari, alle armi e al materiale militare nonché alle attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna.
(4)
Poiché tali misure rientrano nell’ambito del trattato, la loro attuazione richiede una normativa comunitaria, nella misura in cui esse riguardano la Comunità, al fine di garantire la loro applicazione uniforme da parte degli operatori economici di tutti gli Stati membri. Ai fini del presente regolamento, il territorio della Comunità è costituito dai territori degli Stati membri cui si applica il trattato, alle condizioni ivi stabilite.
(5)
A tempo debito, l’elenco delle attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna dovrebbe essere corredato dei numeri di riferimento tratti dalla nomenclatura combinata di cui all’allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio del 23 luglio 1987 relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (2).
(6)
Gli Stati membri dovrebbero fissare le sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento. Tali sanzioni dovrebbero essere effettive, proporzionate e dissuasive.
(7)
Il presente regolamento dovrebbe entrare in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione per garantire l’efficacia delle misure ivi contemplate,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Ai fini del presente regolamento si intende per:
1)
«attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna», le merci di cui all’allegato I;
2)
«assistenza tecnica», qualsiasi ausilio tecnico connesso a riparazione, sviluppo, fabbricazione, assemblaggio, prova, manutenzione o qualsiasi altro servizio tecnico e che può assumere tra l’altro le seguenti forme: istruzione, pareri, formazione, trasmissione delle competenze o delle conoscenze operative o servizi di consulenza; l’assistenza tecnica comprende l’assistenza orale;
3)
«territorio della Comunità», i territori degli Stati membri cui si applica il trattato, alle condizioni ivi stabilite.
Articolo 2
È vietato:
a)
vendere, fornire, trasferire o esportare, direttamente o indirettamente, attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna, originarie o meno della Comunità e destinate a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità o organismo dell’Uzbekistan o da usare nel territorio di questo paese;
b)
fornire, direttamente o indirettamente, assistenza tecnica pertinente alle attrezzature di cui alla lettera a), a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità o organismo stabiliti nell’Uzbekistan o da usare nel territorio di questo paese;
c)
fornire, direttamente o indirettamente, finanziamenti o assistenza finanziaria connessi alle attrezzature di cui alla lettera a), a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità o organismo stabiliti nell’Uzbekistan o da usare nel territorio di questo paese;
d)
partecipare, consapevolmente e deliberatamente, ad azioni le cui finalità o conseguenze siano tali da promuovere, direttamente o indirettamente, le operazioni di cui alle lettere a), b) o c).
Articolo 3
È vietato:
a)
fornire, direttamente o indirettamente, assistenza tecnica connessa con attività militari nonché con la fornitura, la fabbricazione, la manutenzione e l’uso di armamenti e di materiale connesso di qualsiasi tipo, comprese armi e munizioni, veicoli ed equipaggiamenti militari, equipaggiamento paramilitare e relativi pezzi di ricambio a qualunque persona fisica o giuridica, entità o organismo dell’Uzbekistan, o da usare nel territorio di questo paese;
b)
fornire, direttamente o indirettamente, finanziamenti o assistenza finanziaria connessi con attività militari, in particolare sovvenzioni, prestiti e assicurazione dei crediti all’esportazione, per la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione di armi e materiale bellico, o per la fornitura della relativa assistenza tecnica e altri servizi a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità od organismo dell’Uzbekistan, o da usare nel territorio di questo paese;
c)
partecipare, consapevolmente e deliberatamente, ad azioni le cui finalità o conseguenze siano tali da promuovere le operazioni di cui alle lettere a) e b).
Articolo 4
1. In deroga agli articoli 2 e 3, le autorità competenti degli Stati membri elencate nell’allegato II possono autorizzare:
a)
la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna, purché destinate
i)
ad essere utilizzate dalle forze dei partecipanti alla Forza internazionale di sicurezza (ISAF) e all’Operazione «Enduring Freedom» (OEF) in Uzbekistan; oppure
ii)
esclusivamente ad uso umanitario o protettivo;
b)
la fornitura di finanziamenti, assistenza finanziaria o assistenza tecnica connessi alle attrezzature di cui alla lettera a):
c)
la fornitura di finanziamenti, assistenza finanziaria e assistenza tecnica connessi a:
i)
equipaggiamento militare non letale destinato esclusivamente ad uso umanitario o protettivo, a programmi di sviluppo istituzionale delle Nazioni Unite, dell’Unione europea e della Comunità o ad operazioni di gestione delle crisi dell’Unione europea e delle Nazioni Unite; oppure
ii)
attrezzature militari ad uso delle forze dei partecipanti all’ISAF e all’OEF in Uzbekistan.
2. Nessuna autorizzazione è concessa per le attività che hanno già avuto luogo.
Articolo 5
Gli articoli 2 e 3 non si applicano agli indumenti protettivi, compresi i giubbotti antiproiettile e gli elmetti militari, temporaneamente esportati nell’Uzbekistan da dipendenti delle Nazioni Unite, da dipendenti dell’Unione europea, della Comunità o dei suoi Stati membri, da rappresentanti dei mass media, da operatori umanitari, da operatori nel campo dello sviluppo e dal personale associato, per loro esclusivo uso personale.
Articolo 6
La Commissione e gli Stati membri si informano reciprocamente e immediatamente delle misure adottate ai sensi del presente regolamento e si comunicano tutte le informazioni pertinenti in loro possesso riguardanti il presente regolamento, in particolare quelle relative a problemi di violazione e di applicazione delle norme e alle sentenze pronunciate dai tribunali nazionali.
Articolo 7
La Commissione è autorizzata a modificare l’allegato II sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri.
Articolo 8
Gli Stati membri stabiliscono le norme sulle sanzioni applicabili alle violazioni delle disposizioni del presente regolamento e prendono tutte le misure necessarie per garantirne l’attuazione. Le sanzioni previste devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.
Gli Stati membri notificano senza indugio alla Commissione tali norme dopo l’entrata in vigore del presente regolamento, come pure ogni successiva modifica.
Articolo 9
Il presente regolamento si applica:
a)
nel territorio della Comunità, compreso il suo spazio aereo;
b)
a bordo di tutti gli aeromobili o di tutti i natanti sotto la giurisdizione di uno Stato membro;
c)
a tutte le persone fisiche di uno Stato membro, all’interno o all’esterno del territorio della Comunità;
d)
a tutte le persone giuridiche, entità o organismi registrati o costituiti secondo la legislazione di uno Stato membro;
e)
a tutte le persone giuridiche, entità o organismi, per qualsiasi operazione svolta in tutto o in parte all’interno della Comunità.
Articolo 10
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 14 novembre 2005.

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