Document ID: 31991D0550

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 26 settembre 1991 relativa a domande di rimborso di dazi antidumping riscossi sulle importazioni di alcuni tipi di lettori di dischi compact originari del Giappone (Analog und Digital Systeme GmbH) (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (91/550/EEG)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 16,
Considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
(1) Con il regolamento (CEE) n. 112/90 (2), il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di lettori di dischi compact originari del Giappone e della Repubblica di Corea. L'aliquota del dazio antidumping è stata fissata al 32 %, salvo eccezioni, per i prodotti originari del Giappone. Poiché la società Asahi Corporation non rientra tra gli esportatori cui si applica un'aliquota inferiore, alle sue importazioni di lettori di dischi compact nella Comunità si applica l'aliquota del 32 %.
(2) Tra il febbraio 1991 e il maggio 1991, la società Analog und Digital Systeme GmbH, importatore indipendente con sede in Kronberg am Taunus, Germania, ha presentato tre domande di restituzione dei dazi antidumping definitivi pagati per l'importazione di lettori di dischi compact prodotti ed esportati dalla società Asahi Corporation. Le importazioni oggetto della prima domanda sono state effettuate nel novembre 1990, quelle oggetto delle altre domande nei mesi di marzo e aprile 1991. Le somme per le quali si chiede il rimborso ammontano complessivamente a [...] DM (3), corrispondenti alla totalità dei dazi antidumping pagati per le importazioni in causa. Le domande, presentate alle autorità doganali tedesche, sono state trasmesse alla Commissione. Per esse la società richiedente ha fornito i dati relativi al valore normale, in modo da consentire di calcolare quest'ultimo per i sei mesi che precedono ciascuna importazione, a norma dei punti I.3.B.a) et I.7 della nota della Commissione riguardante la restituzione di dazi antidumping (4).
(3) La Commissione ha chiesto alla richiedente informazioni supplementari sul valore normale, che sono state fornite dalla Asahi Corporation su domanda della richiedente.
(4) La richiedente è stata informata delle risultanze provvisorie dell'esame ed ha avuto l'opportunità di rendere note le sue osservazioni.
(5) La Commissione ha informato gli Stati membri e reso noto il suo punto di vista in merito. Nessuno Stato membro ha sollevato obiezioni.
B. ARGOMENTAZIONE DELLA RICHIEDENTE
(6) La richiedente ha fatto valere essenzialmente che il prezzo all'esportazione da essa pagato era nettamente superiore al valore normale dei lettori di dischi compact importati.
C. RICEVIBILITÀ
(7) Per quanto riguarda la ricevibilità delle domande di restituzione di dazi antidumping, l'articolo 16 del regolamento (CEE) n. 2423/88 ha fissato un termine di tre mesi dal giorno in cui sono stati debitamente definiti i dazi antidumping. In quanto presentate conformemente alla regolamentazione comunitaria, le domande sono ricevibili.
D. FONDATEZZA
(8) Le domande devono essere parzialmente accolte. Infatti, secondo l'articolo 16, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, spetta all'importatore che ha pagato un dazio antidumping e che ne chiede la restituzione fornire la prova che gli importi riscossi superano il margine di dumping calcolato per il periodo di riferimento corrispondente ai sei mesi anteriori alle importazioni per le quali è stato riscosso il dazio. In linea di massima, questo margine di dumping effettivo deve essere calcolato secondo il metodo applicato durante la prima inchiesta.
(9) La Asahi Corporation non aveva collaborato alla prima inchiesta della Commissione. Tuttavia, la società Analog und Digital Systeme GmbH ha già presentato domande di restituzione di dazi antidumping pagati per l'importazione di lettori di dischi compact esportati dalla Asahi Corporation dal luglio 1989 al dicembre 1990.
La Commissione aveva quindi proceduto ad un'inchiesta. Le domande erano state parzialmente accolte con la decisione 91/302/CEE (1).
(10) Dall'inchiesta effettuata in occasione della prima serie di domande di restituzione presentate dalla richiedente è emerso da parte della Asahi Corporation un margine di dumping del 5,2 % per le importazioni effettuate nel 1990.
Le importazioni oggetto della prima delle domande esaminate nella presente decisione sono state effettuate nel novembre 1990, ovvero durante il periodo per il quale è già stato constatato un margine di dumping del 5,2 %.
La Commissione constata pertanto che per le importazioni oggetto della prima domanda il margine di dumping praticato dalla Asahi Corporation è pari al 5,2 %.
(11) Per le importazioni oggetto delle altre due domande la Commissione ha dovuto calcolare il valore normale dei lettori di dischi compact prodotti dalla Asahi Corporation. Non è stato possibile calcolare detto valore normale né basandosi sul prezzo comparabile realmente pagato o pagabile nel corso di normali operazioni commerciali per il prodotto simile destinato al consumo in Giappone, né basandosi sul prezzo all'esportazione verso un paese terzo, dato che la Asahi Corporation non ha effettuato vendite significative di questo tipo. Pertanto, conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha calcolato il valore normale basandosi sul valore costruito, stabilito sommando il costo di produzione ad un equo margine di profitto.
(12) Dovendo costruirsi il valore normale, è sembrato coerente basarsi sui costi di produzione verificati nel periodo dal 1o marzo 1990 al 28 febbraio 1991. Si tratta infatti di un periodo di riferimento più rappresentativo dei periodi di sei mesi anteriori ad ogni importazione, che avrebbero potuto essere utilizzati se il valore normale fosse stato stabilito in base al prezzo interno giapponese.
(13) Il margine di utile da aggiungere al costo di produzione per le vendite ad un OEM (Original Equipment Manufacturer) quale la Analog und Digital Systeme GmbH è stato fissato allo stesso livello di quello determinato nell'inchiesta relativa alla prima serie di domande di restituzione, oggetto della decisione 91/302/CEE. Allora il margine di profitto era stato fissato ad un livello ragionevole in base agli elementi, raccolti durante una verifica in loco presso la Asahi Corporation, relativi al profitto normalmente realizzato su questo tipo di vendite OEM di lettori di dischi compact.
(14) I calcoli franco fabbrica del valore normale e del prezzo all'esportazione sono stati sempre effettuati in modo da consentire un valido confronto, eliminando gli elementi che potevano falsarlo, come soprattutto i costi relativi a determinate attrezzature per la produzione di lettori di dischi compact.
(15) La Commissione ha ritenuto che le informazioni fornite dalla richiedente e dall'esportatore sul valore normale e sul prezzo all'esportazione dei vari modelli fossero sufficienti per consentire di calcolare il margine di dumping effettivo. Si è pertanto calcolato un margine di dumping confrontando il valore normale di ciascun modello con il prezzo all'esportazione per ciascuna delle spedizioni della Asahi Corporation immesse in libera pratica nella Comunità durante il periodo in oggetto.
(16) Si è cosi accertato che il margine di dumping effettivo era inferiore al margine di dumping applicato per il calcolo dell'importo dei dazi riscossi. Infatti, pur essendo state rilevate pratiche di dumping nelle esportazioni della Asahi, il loro livello è sempre stato inferiore al margine di dumping più elevato stabilito nel regolamento (CEE) n. 112/90. La Commissione, infatti, ha constatato che la Asahi ha praticato un margine di dumping del 3,8 % per le importazioni oggetto delle due domande prese in esame.
E. IMPORTI DA RESTITUIRE
(17) Pertanto, gli importi da restituire alla società Analog und Digital Systeme GmbH, che rappresentano la differenza tra l'importo dei dazi riscossi e i margini di dumping effettivi, sono pari al 26,8 % (32 % 5,2 %) del valore utilizzato dalle autorità competenti per determinare l'importo del dazio antidumping pagato per le importazioni oggetto della domanda presentata il 6 febbraio 1991 e al 28,2 % (32 % 3,8 %) del valore utilizzato dalle autorità competenti per determinare l'importo del dazio antidumping pagato per le importazioni oggetto delle altre domande, presentate il 2 aprile e il 13 maggio 1991,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le domande di restituzione di dazi antidumping presentate dalla società Analog und Digital Systeme GmbH sono accolte sino a concorrenza del 26,8 % del valore utilizzato dalle autorità competenti per determinare il dazio antidumping pagato per le importazioni oggetto della domanda presentata il 6 febbraio 1991 e sino a concorrenza del 28,2 % del valore utilizzato dalle autorità competenti per determinare l'importo del dazio antidumping pagato per le importazioni oggetto delle domande presentate il 2 aprile e il 13 maggio 1991.
Articolo 2
Gli importi di cui all'articolo 1 sono rimborsati dalle autorità tedesche.
Articolo 3
La Repubblica federale di Germania e la società Analog und Digital Systeme GmbH, Am Auernberg 12, D-6242 Kronberg am Taunus, Germania, sono destinatarie della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 26 settembre 1991.

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