Document ID: 32000R2315

Regolamento (CE) n. 2315/2000 del Consiglio
del 17 ottobre 2000
recante modifica del regolamento (CE) n. 2402/98 che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di magnesio greggio puro originario della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea(1), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
1. Misure originarie
(1) Nel novembre 1998, con il regolamento (CE) n. 2402/98(2) (in appresso denominato "il regolamento"), il Consiglio ha imposto un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di magnesio greggio puro originario della Repubblica popolare cinese (in appresso denominata "RPC"). La misura consiste:
a) nella differenza tra il prezzo minimo all'importazione di 2622 ECU per tonnellata e il prezzo cif frontiera comunitaria in tutti i casi in cui quest'ultimo è inferiore al prezzo minimo all'importazione, e definito in base ad una fattura emessa da un esportatore stabilito nella Repubblica popolare cinese ad un acquirente non vincolato; non viene riscosso alcun dazio quando il prezzo cif frontiera comunitaria per tonnellata è pari o superiore al prezzo minimo all'importazione; o
b) in un dazio ad valorem del 31,7 % in tutti i casi non previsti alla lettera a).
2. Richiesta di un riesame antiassorbimento
(2) Il 22 luglio 1999 la Commissione ha ricevuto una richiesta di riesame ai sensi dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio (in appresso denominato "il regolamento di base"). La richiesta era stata presentata dal Comité de Liaison des Industries de Ferro-Alliages (Euro Alliages) per conto dell'unico produttore di magnesio greggio puro noto nella Comunità, la Pechiney Electrometallurgie, Francia. In essa si sosteneva che il dazio antidumping era stato assorbito in parte o per intero e che pertanto le misure antidumping in questione non avevano provocato alcuna variazione o avevano provocato variazioni insufficienti dei prezzi di rivendita o dei successivi prezzi di vendita nella Comunità.
(3) La richiesta conteneva prove del fatto che i prezzi di rivendita e i successivi prezzi di vendita del prodotto in questione nella Comunità non riflettevano adeguatamente il livello delle misure antidumping istituite. Oltre a segnalare le insufficienti variazioni dei prezzi di rivendita e dei successivi prezzi di vendita, la richiesta sosteneva anche che la maggior parte delle importazioni venivano effettuate a prezzi fortemente scontati da importatori comunitari collegati agli esportatori ed erano quindi soggette al dazio ad valorem, ma che tale dazio era insufficiente a portare i prezzi, dazio corrisposto, ad un livello vicino a quello del prezzo minimo.
3. Inchiesta antiassorbimento
(4) Il 4 settembre 1999, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3), la Commissione ha annunciato l'avvio di un riesame, ai sensi dell'articolo 12 del regolamento di base, relativo alle misure antidumping applicabili alle importazioni di magnesio greggio puro originario della RPC.
(5) La Commissione ha ufficialmente informato dell'avvio del riesame i produttori/esportatori, gli importatori/operatori commerciali e gli utilizzatori/associazioni di utilizzatori notoriamente interessati, nonché i rappresentanti del paese esportatore e i produttori comunitari. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le proprie osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione. Tutte le parti che ne hanno fatto richiesta sono state sentite. La Commissione ha inoltre direttamente inviato questionari a tutti i produttori/esportatori, utilizzatori/associazioni di utilizzatori e importatori/operatori commerciali notoriamente interessati.
(6) Al questionario hanno risposto tre esportatori, due importatori, un'associazione di utilizzatori e quattro utilizzatori appartenenti allo stesso gruppo. Osservazioni scritte sono anche giunte da altri utilizzatori e da un'associazione siderurgica. La Commissione ha svolto visite di verifica presso le sedi delle seguenti società:
- Deumu Deutsche Erz- und Metallunion GmbH, Germania,
- Wogen Resources Ltd, Regno Unito.
(7) L'inchiesta ha riguardato il periodo compreso tra il 1o settembre 1998 e il 31 agosto 1999 (in appresso denominato "periodo della presente inchiesta"). Il periodo della presente inchiesta è servito a determinare il livello dei prezzi all'esportazione, di rivendita e i successivi prezzi di vendita praticati dopo l'imposizione delle misure antidumping.
(8) L'inchiesta è durata più del normale periodo di sei mesi previsto all'articolo 12, paragrafo 4, del regolamento di base a causa della sua complessità e in particolare a causa dell'esistenza di due forme di dazio.
B. PRODOTTO IN ESAME
(9) Il prodotto oggetto del riesame è lo stesso dell'inchiesta che ha portato all'imposizione delle misure in vigore, vale a dire magnesio greggio puro attualmente classificabile nei codici NC 8104 11 00 ed ex 8104 19 00 (codice TARIC 8104 19 00 20).
II magnesio greggio puro comprende:
- il magnesio greggio contenente, non intenzionalmente, piccole quantità di altri elementi considerati come impurità, e
- il magnesio greggio contenente elementi aggiunti intenzionalmente quali l'alluminio e lo zinco, non corrispondente ad una delle leghe descritte nell'allegato del regolamento.
Le applicazioni del magnesio greggio puro sono le seguenti:
- impiego come componente nella produzione di leghe a base di alluminio,
- desolforazione dell'acciaio,
- nodulazione del ferro,
- applicazioni chimiche, ad esempio la produzione del titanio,
- altre, ad esempio produzione di anodi e applicazioni farmaceutiche e militari.
C. NUOVA INCHIESTA
(10) L'inchiesta ha cercato di stabilire se le misure precedentemente imposte avessero ottenuto gli effetti desiderati e se l'eventuale mancato raggiungimento di tali effetti fosse attribuibile ad un aumento del dumping. Il mancato raggiungimento degli effetti desiderati può essere individuato i) nell'assenza o nell'insufficienza di variazioni dei prezzi di rivendita e dei successivi prezzi di vendita nella Comunità o, se da tali variazioni non si ottengono conclusioni chiare, ii) in un calo nei prezzi diretti all'esportazione praticati dagli esportatori nella Comunità.
1. Variazioni dei prezzi di rivendita nella Comunità
a) Esame teso a determinare se l'effetto correttivo delle misure in vigore sia stato annullato dall'assorbimento del dazio
(11) Per stabilire se i prezzi di rivendita e i successivi prezzi di vendita avessero subito sufficienti variazioni, è stato effettuato un confronto tra i prezzi praticati durante il periodo dell'inchiesta iniziale (1o luglio 1996-30 giugno 1997) e quelli praticati durante il periodo della presente inchiesta. I due importatori comunitari che hanno collaborato e le quattro società utilizzatrici, che hanno acquistato il prodotto in esame originario della RPC tanto durante il periodo dell'inchiesta iniziale quanto durante iI periodo della presente inchiesta, hanno fornito informazioni sui prezzi di acquisto e di rivendita del magnesio greggio puro cinese. Questi importatori e utilizzatori che hanno collaborato rappresentano l'89 % del volume totale delle importazioni nella Comunità durante il periodo della presente inchiesta.
Da un confronto tra i prezzi di rivendita praticati durante il periodo dell'inchiesta iniziale e il periodo della presente inchiesta, inclusi tutti i dazi dovuti, è emerso che dopo l'istituzione delle misure i prezzi di rivendita sono diminuiti. In media, i prezzi sono diminuiti dello 0,7 % rispetto al livello precedentemente stabilito durante il periodo dell'inchiesta iniziale, mentre in realtà avrebbero dovuto aumentare di circa il 30 %.
b) Argomentazioni delle parti interessate
(12) Le parti interessate hanno avuto la possibilità di chiarire la situazione relativa ai prezzi di rivendita, e quindi eventualmente di giustificare l'assenza di variazioni dei prezzi nella Comunità dopo l'imposizione delle misure con ragioni diverse dall'assorbimento dei dazi antidumping.
Nessuno degli importatori e degli utilizzatori ha fornito una spiegazione soddisfacente per la flessione dei prezzi di rivendita nella Comunità. Diverse parti hanno sostenuto che l'assenza di variazioni dei prezzi di rivendita era imputabile alla contrazione dei prezzi all'esportazione, la quale a sua volta era dovuta ad una diminuzione generale dei prezzi del magnesio sul mercato mondiale. A tale proposito, è difficile comprendere perché nessuna delle parti abbia chiesto un riesame del valore normale entro i termini fissati nell'avviso di apertura, conformemente all'articolo 12, paragrafo 5, del regolamento di base. In ogni caso, le informazioni, presentate ben oltre i termini stabiliti, erano incomplete e non provavano una variazione del valore normale in Norvegia (paese di riferimento) né variazioni dei prezzi sul mercato mondiale rispetto ai prezzi rilevati nel periodo dell'inchiesta iniziale.
Al contrario, le informazioni presentate in relazione ai prezzi praticati da una società norvegese mostravano per il periodo della presente inchiesta un prezzo di vendita medio superiore al valore normale stabilito per il periodo dell'inchiesta iniziale. Inoltre, i dati del Metal Bulletin presentati da uno degli esportatori mostravano che i prezzi medi nel cosiddetto mercato libero europeo nel periodo della presente inchiesta erano più elevati del 62 % rispetto ai prezzi all'esportazione di prodotti originari del mercato libero cinese, il che mostra il persistere di un modello di prezzi cinesi all'esportazione ben inferiori rispetto ai prezzi di mercato internazionali ed europei.
c) Conclusione sui prezzi di rivendita
(13) L'inchiesta ha accertato una contrazione dei prezzi di rivendita tra il periodo dell'inchiesta iniziale e il periodo della presente inchiesta. Poiché si è ritenuto che ciò fosse una prova sufficiente di assorbimento, non è stato necessario indagare sull'andamento dei prezzi all'esportazione.
2. Nuovo margine di dumping
(14) Una volta accertato l'annullamento dell'effetto correttivo delle misure, è stato necessario calcolare un nuovo livello di dazio. A tal fine, conformemente all'articolo 12, paragrafo 2, del regolamento di base, è stata effettuata una rivalutazione dei prezzi all'esportazione e su tale base è stato ricalcolato il margine di dumping.
a) Rivalutazione dei prezzi all'esportazione
(15) I prezzi all'esportazione sono stati rivalutati conformemente all'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento di base, poiché sembravano inattendibili. In effetti, dopo l'imposizione delle misure, i prezzi di rivendita sono leggermente diminuiti, mentre invece avrebbero dovuto aumentare a causa del dazio antidumping. Come spiegato precedentemente, nessuna delle parti ha fornito spiegazioni per questa mancanza di variazioni dei prezzi di rivendita. Questi elementi erano indicativi dell'esistenza di un accordo di compensazione tra l'esportatore e l'importatore. Di conseguenza, la rivalutazione è stata basata sui prezzi all'esportazione originariamente accertati, tenendo conto di tutti i costi applicabili, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento di base.
b) Nuovo calcolo del margine di dumping effettuato tenendo conto dei prezzi all'esportazione rivalutati
(16) Conformemente all'articolo 12 del regolamento di base, il margine di dumping nazionale per gli esportatori cinesi è stato ricalcolato. Nessuna delle parti ha chiesto il riesame del valore normale ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 5, del regolamento di base. Pertanto, i prezzi all'esportazione rivalutati sono stati confrontati con il valore normale accertato durante il periodo dell'inchiesta iniziale su base fob.
Il margine di dumping che ne è risultato, espresso in percentuale dei prezzi cif frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, accertati nel periodo dell'inchiesta iniziale, è del 63,4 %.
Di conseguenza, il Consiglio ritiene che, ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 3, del regolamento di base, le misure in vigore devono essere modificate conformemente alle nuove risultanze.
D. NUOVE MISURE PROPOSTE
(17) Dall'inchiesta è emerso un calo dei prezzi all'esportazione ricostruiti ed un aumento del margine di dumping pari a questo calo.
Per tener conto di questo aumento del dumping, occorre modificare le misure antidumping. Si ricorda che i dazi antidumping imposti erano di due tipi: variabile e ad valorem. In pratica, tutte le esportazioni effettuate durante il periodo della presente inchiesta sono state soggette al dazio ad valorem. Nel corso dell'inchiesta è stato rilevato che il dazio ad valorem è stato assorbito, mentre non sono emerse prove dell'assorbimento del prezzo minimo. Pertanto, il Consiglio ritiene opportuno conservare per le misure la stessa forma stabilita nell'inchiesta iniziale, vale a dire: un dazio variabile in forma di prezzo minimo per gli acquirenti indipendenti e un dazio ad valorem per le parti collegate. Il dazio ad valorem deve essere modificato al fine di riflettere l'aumento del dumping.
Per il dazio ad valorem, il nuovo livello, espresso in percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria è del 63,4 %. Il prezzo minimo, che non è stato interessato dalle nuove risultanze, resta lo stesso stabilito nell'inchiesta iniziale e corrisponde al valore normale adeguato al livello cif frontiera comunitaria.
(18) Poiché i dazi esistenti si basano sui margini di dumping rilevati nell'inchiesta iniziale e poiché tali dazi sono stati assorbiti, non è stato necessario rivalutare il margine di pregiudizio,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
All'articolo 1 del regolamento (CE) n. 2402/98 il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
"2. L'importo del dazio antidumping è determinato nel seguente modo:
a) la differenza tra il prezzo minimo all'importazione di 2622 EUR per tonnellata e il prezzo cif frontiera comunitaria in tutti i casi in cui quest'ultimo è:
- inferiore al prezzo minimo all'importazione (codice addizionale TARIC A 156), e
- definito in base ad una fattura emessa da un esportatore stabilito nella Repubblica popolare cinese ad un acquirente da questi indipendente.
Non viene riscosso alcun dazio quando il prezzo cif frontiera comunitaria per tonnellata è pari o superiore al prezzo minimo all'importazione;
b) pari ad un dazio ad valorem del 63,4 % in tutti i casi non previsti alla lettera a) (codice addizionale TARIC 8900)."
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 17 ottobre 2000.

Labels: 4
1
3
18
15