Document ID: 31999D0233

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 17 giugno 1998 relativa agli aiuti previsti dalle leggi regionali n. 44/89 e n. 57/92 della Regione Lazio (Italia) a favore delle colture agricole [notificata con il numero C(1998) 1893] (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (1999/233/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati, a norma dell'articolo 93, paragrafo 2, primo comma, del trattato, a presentare le loro osservazioni (1),
considerando quanto segue:
I
(1) Con lettera dell'11 febbraio 1993 la Rappresentanza permanente d'Italia presso le Comunità europee ha notificato alla Commissione, a norma dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato, un progetto di legge della Regione Lazio recante misure a favore delle colture agricole.
A tali misure è stato attribuito il numero di aiuto N 106/93.
Informazioni complementari sono state fornite dalle autorità italiane con lettera dell'8 luglio 1993, e con telecopia del 30 settembre 1994.
(2) Nel corso dell'esame delle misure in oggetto è emerso che il testo notificato sotto forma di progetto è entrato in vigore come legge della Regione Lazio n. 57/92, recante modifica della legge n. 44/89. Quest'ultimo testo legislativo non è mai stato notificato ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato. Successivamente, le misure contemplate dai due testi di cui trattasi sono state iscritte nel registro degli aiuti non notificati con il numero NN 90/93.
(3) Con lettera del 21 marzo 1995, la Commissione ha informato il governo italiano di aver deciso di avviare il procedimento previsto dall'articolo 93, paragrafo 2, del trattato nei confronti delle misure in oggetto, riguardanti le colture agricole.
Nel quadro di tale procedura, la Commissione ha invitato il governo italiano a presentare le sue osservazioni.
Con comunicazione pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2) la Commissione ha inoltre invitato gli altri Stati membri e i terzi interessati a presentare le loro osservazioni.
(4) Le autorità italiane hanno presentato osservazioni con telecopia dell'11 maggio 1995, con lettera del 15 dicembre 1995, e, facendo seguito alla telecopia della Commissione del 22 luglio 1996, con lettera del 21 agosto 1996. Nessun altro interessato ha presentato osservazioni.
II
(5) Le misure nei confronti delle quali la Commissione ha avviato il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato consistono in aiuti sotto forma di prestiti a tasso agevolato che la Regione Lazio concede, per acquisti di terreni agricoli tali da favorire una razionale ricomposizione fondiaria, a favore di chiunque lavori manualmente i terreni (a titolo individuale o in cooperativa), nonché in aiuti sotto forma di prestiti a tasso agevolato per le cooperative e i loro consorzi che acquistino terreni per ampliare e/o costruire strutture destinate alla trasformazione, al confezionamento e alla commercializzazione di prodotti agricoli provenienti dalle aziende dei soci.
Il tasso applicato è differenziato in funzione della zona in cui è situato il terreno oggetto dell'operazione (zona di montagna: 30 % del tasso di riferimento; zona svantaggiata: 40 %; altre zone: 60 % del tasso di riferimento).
Il tasso di riferimento per i crediti a favore del miglioramento fondiario è fissato ogni due mesi dal ministero dell'Agricoltura.
(6) Nella propria comunicazione, la Commissione aveva indicato che, qualora gli aiuti di cui alla legge 44/89 fossero concessi a livello della produzione primaria, i tassi previsti non avrebbero potuto superare i tassi massimi stabiliti dalla Commissione, ossia 35 % e rispettivamente 75 % nelle zone di montagna o svantaggiate ai sensi della direttiva 75/268/CEE del Consiglio, del 28 aprile 1975, sull'agricoltura di montagna e di talune zone svantaggiate (3), direttiva abrogata e sostituita dal regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio, del 20 maggio 1997, relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agrarie (4).
Per gli aiuti concessi ad imprese di trasformazione e/o commercializzazione dei prodotti agricoli nelle regioni diverse da quelle dell'obiettivo 1, le intensità non avrebbero potuto superare:
- il 55 % per i progetti che rientrano in un programma operativo o che rispondono ad almeno uno degli obiettivi di cui all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 866/90 del Consiglio, del 29 marzo 1990, relativo al miglioramento delle condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli (5), regolamento abrogato e sostituito dal regolamento (CE) n. 951/97 del Consiglio (6);
- il 35 % per gli altri progetti.
Inoltre devono rispettare i limiti settoriali precisati nei criteri di selezione di cui al punto 2 dell'allegato della decisione 90/342/CEE della Commissione (7), relativa alla fissazione dei criteri di scelta da adottare per gli investimenti riguardanti il miglioramento delle condizioni di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e della silvicoltura, utilizzati nel quadro del regolamento (CEE) n. 866/90 succitato. Nel 1994 questi limiti settoriali sono stati sostituiti dai limiti settoriali di cui alla comunicazione della Commissione n. 94/C 189/04 (8).
(7) La Commissione ha avviato, nei confronti delle misure in oggetto, la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato, ritenendo che la formulazione del testo della legge regionale n. 44/89, modificata dalla legge regionale n. 57/92, non fornisca alcuna garanzia quanto al rispetto dei limiti settoriali sopra indicati, né permetta di escludere il superamento dei limiti di intensità stabiliti dalla Commissione per gli investimenti a livello della produzione primaria e della trasformazione/commercializzazione dei prodotti agricoli.
In effetti, l'importo dell'agevolazione (e dunque l'equivalente sovvenzione netta) varia, in tutti i casi in cui viene applicata e per tutta la durata del prestito, in funzione del tasso di riferimento fissato ogni due mesi dal governo per i crediti a favore del miglioramento fondiario.
(8) Il testo legislativo in questione non prevede alcuna disposizione volta ad escludere il superamento dei limiti di intensità ammessi e a garantire il rispetto dei limiti settoriali per gli investimenti a livello della trasformazione, onde la Commissione non può ritenerne la compatibilità con le disposizioni del trattato in materia di aiuti di Stato.
III
(9) A norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidono sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsano o minacciano di falsare la concorrenza.
Le misure qui considerate costituiscono aiuti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato.
Esse migliorano infatti la situazione economica delle aziende agricole beneficiarie rispetto alle aziende concorrenti che non ricevono gli aiuti. Conseguentemente, falsano o minacciano di falsare la concorrenza nel senso cui si è sopra accennato.
(10) Nella fattispecie, qualsiasi prodotto agricolo può formare oggetto delle misure in questione, consistenti in aiuti per l'acquisto di terreni.
Tali misure possono avere sugli scambi comunitari un'influenza negativa che si esercita quando le importazioni sono rese difficili ovvero sono facilitate le esportazioni, quando cioè le forze regolatrici autonome del mercato vengono perturbate. Non è necessario che il commercio comunitario subisca un danno concreto: è sufficiente che la misura di cui trattasi sia potenzialmente pregiudizievole. Si deve ritenere che il mercato comunitario risulti danneggiato se il beneficiario della sovvenzione è in concorrenza con aziende di altri Stati membri.
Poiché le misure di aiuto in questione possono riguardare tutti i settori regolati da un'organizzazione comune di mercato, ogni aiuto è in grado di influenzare gli scambi tra gli Stati membri e comporta anche una distorsione della concorrenza nel mercato comune.
(11) Va sottolineato in proposito che nemmeno l'entità relativamente esigua di un aiuto o la dimensione relativamente modesta delle aziende beneficiarie escludono a priori l'eventualità che gli scambi fra Stati membri abbiano a risentirne.
Tenuto conto di quanto sopra, gli aiuti in causa sono aiuti di Stato che rispondono ai criteri di cui all'articolo 92, paragrafo 1, del trattato.
Il principio di incompatibilità sancito dall'articolo 92, paragrafo 1, del trattato conosce tuttavia alcune eccezioni.
IV
(12) Le deroghe a questa incompatibilità previste all'articolo 92, paragrafo 2, sono manifestamente inapplicabili. Del resto, l'applicazione non è stata neppure richiesta dalle autorità italiane.
(13) Le deroghe previste all'articolo 92, paragrafo 3, debbono essere interpretate rigorosamente al momento dell'esame di ogni programma d'aiuto a finalità regionale o settoriale o di ogni singolo caso di applicazione di regimi di aiuti generali.
In particolare, esse possono essere accordate soltanto nel caso in cui la Commissione possa stabilire che l'aiuto è necessario per la realizzazione di uno degli obiettivi previsti. Concedere il beneficio di dette deroghe ad aiuti che non offrano una tale contropartita significherebbe tollerare un condizionamento degli scambi tra Stati membri, distorsioni di concorrenza ingiustificabili dal punto di vista dell'interesse comunitario e, a titolo accessorio, la concessione di indebiti vantaggi agli operatori di alcuni Stati membri.
(14) Nel caso specifico, gli aiuti non comportano alcuna contropartita del genere. Difatti, il governo italiano non ha fornito alcuna giustificazione in base alla quale si possa stabilire che gli aiuti in questione soddisfano le condizioni per l'applicazione di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3.
Non si tratta di misure destinate a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), in quanto, per gli effetti che essi possono avere sugli scambi, questi aiuti sono contrari all'interesse comune. Né si tratta di misure tendenti a porre rimedio a una perturbazione grave dell'economia dello Stato membro interessato ai sensi della stessa disposizione.
L'aiuto non è stato notificato come aiuto a finalità regionale ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), del trattato, non mira alla realizzazione di investimenti concreti né alla creazione di nuovi posti di lavoro e per tale motivo, non contribuisce allo sviluppo duraturo della regione. Al contrario si tratta di un aiuto a finalità settoriale perché riguarda il settore agricolo.
(15) Per quanto riguarda gli aiuti destinati a facilitare lo sviluppo di talune attività (aiuti settoriali), la Commissione può considerarli compatibili con il mercato comune, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), qualora l'aiuto:
- non alteri le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune,
e
- agevoli lo sviluppo di talune attività economiche.
Trattandosi di aiuti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, essi sono per definizione tali da falsare o minacciare di falsare la concorrenza, ma, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), devono essere ritenuti incompatibili d'ufficio soltanto nella misura in cui risultino contrari all'interesse comune. In ogni caso è necessario che tali aiuti siano accordati in conformità alle vigenti disposizioni comunitarie in materia.
(16) Per la valutazione da effettuare ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3, lettera c), degli aiuti della natura proposta la Commissione applica il regolamento (CEE) n. 2328/91 del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agrarie (9), abrogato e sostituito dal regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio (10), oltre che il regolamento (CEE) n. 866/90 (11).
V
(17) Per quanto riguarda gli aiuti per investimenti a livello della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli, con fax dell'11 maggio 1995 le autorità italiane hanno dichiarato di non avere mai applicato le pertinenti misure previste dall'articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 44/89. Con lettera del 21 agosto 1996 le medesime autorità hanno inoltre trasmesso alla Commissione il testo della legge regionale n. 60, del 19 dicembre 1995, recante abrogazione dell'articolo 3, comma 3, della citata legge regionale n. 44/89.
Tenuto conto di quanto precede, la Commissione ritiene che, per quanto riguarda gli investimenti a livello della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, non sussista più il motivo che aveva determinato l'avvio del procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato, oggetto della accennata lettera del 21 marzo 1995.
(18) Per quanto concerne gli investimenti a livello della produzione primaria, con lettera del 15 dicembre 1995 le autorità italiane hanno sostenuto che le precisazioni fornite dovevano consentire di superare le perplessità insorte in ordine alla concessione di aiuti per l'acquisto di terreni ai fini della formazione della proprietà diretto-coltivatrice.
A tale proposito la Commissione, con telecopia del 22 luglio 1996, ha precisato alle autorità italiane che il progetto di legge regionale comunicato con la lettera del 15 dicembre 1995 (successivamente approvato e promulgato quale legge regionale n. 60/95, menzionata al punto precedente) non rispondeva interamente alle osservazioni fatte dalla Commissione in occasione dell'avvio del procedimento.
Per quanto riguarda, infatti, gli aiuti per l'acquisto di terreni diversi da quelli destinati alla realizzazione di impianti per la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (previsti dall'articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 44/89, disposizione abrogata), in occasione dell'avvio del procedimento la Commissione aveva segnalato che:
«( . . .) la formulazione del testo della legge regionale n. 44/89 (. . .) non permette di escludere il superamento dai limiti di intensità stabiliti dalla Commissione per gli investimenti a livello della produzione primaria (. . .).
Pertanto, in assenza di qualsiasi clausola, nel testo legislativo in esame, intesa ad escludere il superamento dei limiti di intensità ammessi (. . .), la Commissione non può considerare gli aiuti ivi previsti compatibili con le disposizioni del trattato in materia di aiuti nazionali. (. . .)»
Le autorità italiane non hanno fatto pervenire alcuna osservazione in esito a tale comunicazione dei servizi della Commissione.
(19) Gli aiuti per l'acquisto di terreni concessi prima del 9 giugno 1997 devono essere esaminati alla luce delle disposizioni del regolamento (CEE) n. 2328/91. Poiché tali misure di aiuto tuttora sussistono, esse devono essere esaminate anche alla luce delle disposizioni del regolamento (CE) n. 950/97 entrato in vigore il 9 giugno 1997, che ha sostituito il summenzionato regolamento (CEE) n. 2328/91.
Le misure di aiuto in questione rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 12, paragrafo 5, primo trattino, del regolamento (CEE) n. 2328/91, sostituito dall'articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 950/97.
In virtù della predetta disposizione e delle disposizioni di cui all'articolo 35 del regolamento (CEE) n. 2328/91, sostituito dall'articolo 37 del regolamento (CE) n. 950/97, sono applicabili agli aiuti qui considerati gli articoli 92, 93 e 94 del trattato.
(20) Conformemente alla propria costante prassi in materia (12), la Commissione autorizza generalmente aiuti per l'acquisto di terreni, a titolo del regolamento citato al considerando precedente fino a concorrenza del 35 % delle spese ammissibili.
Fissando costantemente al 35 % il tasso massimo degli aiuti per l'acquisto di terreni, la Commissione ha applicato, per analogia, il tasso normalmente previsto per gli investimenti nelle aziende agricole, oggetto delle proposte di misure utili riguardanti gli aiuti concessi dagli Stati membri nel settore dell'allevamento e dei relativi prodotti (lettera del 19 settembre 1975, S/75/29416).
(21) La prassi costante della Commissione prevede inoltre la possibilità di aumentare tale tasso dal 35 % sopraindicato fino ad un massimo del 75 % nel caso di investimenti in zone svantaggiate ai sensi della direttiva 75/268/CEE. Portando il tasso dell'aiuto al 75 %, la Commissione ha considerato che, per loro stessa natura, i terreni delle regioni svantaggiate abbiano una produttività più bassa di quelli delle altre regioni. Questo principio e la conseguente opportunità di prevedere tassi di aiuto più elevati per le zone svantaggiate rispetto alle altre zone, in materia di investimenti a livello della produzione primaria, sono stati affermati oltre che dal regolamento (CEE) n. 2328/91 anche dal regolamento (CEE) n. 797/85 del Consiglio, del 12 marzo 1985, relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agrarie (13).
(22) Poiché tuttavia non si ha la certezza che gli aiuti all'acquisto di terreni previsti dalla legge regionale n. 44/89, modificata dalla legge n. 57/92, rispettino i tassi massimi del 35 % e del 75 % per le regioni svantaggiate, la Commissione, sulla base delle informazioni disponibili, è giunta alla conclusione che gli aiuti in questione non possono essere considerati compatibili con le suesposte norme in materia di concorrenza,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti previsti dalla legge regionale n. 44/89, modificata dalla legge regionale 57/92, concernenti provvidenze a favore dell'acquisto di terreni, sono illegittimi in quanto concessi in violazione delle norme procedurali di cui all'articolo 93, paragrafo 3, del trattato.
Essi sono inoltre incompatibili con il mercato comune, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, e devono essere soppressi nella misura in cui non rispettano il tasso massimo del 35 %, ovvero del 75 % nelle zone svantaggiate delimitate conformemente agli articoli da 21 a 25 del regolamento (CE) n. 950/97.
Articolo 2
1. L'Italia è tenuta ad esigere la restituzione degli aiuti previsti dalla legge regionale n. 44/89, modificata dalla legge regionale n. 57/92, nella misura in cui sono stati superati i tassi massimi del 35 %, o rispettivamente del 75 %:
a) nelle zone di montagna e svantaggiate ai sensi della direttiva 75/268/CEE per gli aiuti concessi fino al 9 giugno 1997;
b) nelle zone svantaggiate delimitate conformemente agli articoli da 21 a 25 del regolamento (CE) n. 950/97, per gli aiuti concessi dopo il 9 giugno 1997.
2. Gli aiuti erogati in eccesso sono recuperati entro due mesi dalla notifica della presente decisione. Il recupero è disposto in conformità alle procedure e alle disposizioni vigenti della legislazione nazionale.
Le somme da recuperare producono interessi a decorrere dalla data della concessione di ogni singolo aiuto. Gli interessi devono essere calcolati sulla base del tasso commerciale, con riferimento al tasso utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione nel quadro degli aiuti regionali.
Articolo 3
L'Italia comunica alla Commissione, entro due mesi dalla data di notifica della presente decisione, le misure che intende adottare per conformarvisi e, entro tre mesi dalla medesima data, le misure effettivamente adottate per conseguire tale conformità.
Articolo 4
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 17 giugno 1998.

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