Document ID: 31993D0681

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 15 dicembre 1993 che autorizza la Grecia, la Spagna, l'Italia e il Portogallo a stabilire deroghe alla direttiva 77/93/CEE del Consiglio per quanto riguarda i tuberi-semi di patata originari della Polonia (I testi in lingua greca, spagnola, italiana e portoghese sono i soli facenti fede) (93/681/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 77/93/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro l'introduzione e la propagazione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali (1), modificata da ultimo dalla direttiva 93/19/CEE (2), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,
vista la richiesta presentata dall'Italia,
considerando che, a norma della direttiva 77/93/CEE, i tuberi-seme di patata originari della Polonia non possono, in linea di massima, essere introdotti nella Comunità;
considerando che la direttiva 77/93/CEE consente tuttavia di derogare a tale disposizione a condizione che sia stata accertata l'assenza di rischi di propagazione di organismi nocivi;
considerando che in Italia la semina e la coltivazione di patate della varietà Sieglinde atte alla produzione di patate da consumo è ormai diventata prassi consolidata; che parte del fabbisogno di tuberi-seme di queste varietà viene soddisfatto mediante importazioni dalla Polonia;
considerando che, con la decisione 90/613/CEE (3), modificata da ultimo dalla decisine 92/467/CEE (4), la Commissione ha approvato deroghe fondate sul principio di « zone chiuse » subordinatamente a talune condizioni tecniche atte a prevenire il rischio della propagazione di organismi nocivi; che l'approvazione di tali deroghe è scaduta il 31 dicembre 1992;
considerando che è noto che la Polonia non è ancora esente dal viroide dell'affusolamento dei tuberi di patata né dal Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus;
considerando che la Polonia ha messo in atto un programma di eradicazione di tali organismi nocivi, applicato su base regionale; che vi sono validi motivi per ritenere che il programma di eradicazione di detti organismi nocivi sia risultato pienamente efficace, almeno in talune « zone chiuse » (strefy zamkniete) del voivodato di Lomza;
considerando che nei campioni prelevati dai tuberi-seme introdotti a norma della decisione 92/467/CEE non è stata riscontrata traccia confermata di malattia; che la Polonia ha informato la Commissione che i tuberi-seme della varietà Sieglinde coltivati nel 1993 nelle summenzionate « zone chiuse » sono originari di uno Stato membro nel quale non si è constatata la presenza del Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus, e sono stati ufficialmente certificati a norma della direttiva 66/403/CEE del Consiglio (5), modificata da ultimo dalla direttiva 93/3/CEE della Commissione (6); che comunque le informazioni disponibili raccolte nel corso della missione condotta in Polonia nel 1990 non hanno evidenziato elementi che mettano in dubbio il corretto funzionamento del succitato sistema di « zone chiuse » e che impediscano quindi di riconoscere le disposizioni ivi applicate come equivalenti alle disposizioni comunitarie in materia di lotta contro il Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus;
considerando che è pertanto lecito ritenere che non sussistano rischi di propagazione degli organismi nocivi in questione, a condizione che i tuberi-seme siano originari delle zone in parola e che siano rispettate talune condizioni tecniche particolari;
considerando che la Commissione provvederà affinché la Polonia renda disponibili tutte le informazioni tecniche necessarie per controllare l'attuazione delle misure di protezione richieste dalla situazione sopra indicata, nonché a valutare i progressi del programma polacco di eradicazione;
considerando che il rischio di insediamento e di diffusione del Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus è elevato nelle regioni freddo-umide; che conseguentemente la deroga non deve applicarsi agli Stati membri particolarmente esposti a tale rischio, vale a dire Belgio, Dinamarca, Germania, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Regno Unito; che pertanto, tenuto conto delle differenze di condizioni agronomiche ed ecologiche, l'autorizzazione non dev'essere accordata ai citati Stati membri;
considerando che vanno quindi autorizzate deroghe per l'attuale campagna di commercializzazione delle patate, fermo restando il rispetto delle condizioni di cui sopra e di quanto disposto dalla direttiva 66/403/CEE e dalla direttiva 70/457/CEE del Consiglio (1), modificata da ultimo dalla direttiva 90/654/CEE (2);
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. La Grecia, la Spagna, l'Italia e il Portogallo, sono autorizzati a derogare, nel rispetto delle condizioni di cui al successivo paragrafo 2, alle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 1 della direttiva 77/93/CEE per quanto attiene all'allegato III, parte A, punto 10 e alle disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 1 e dell'articolo 12, paragrafo 1, lettera a), terzo trattino della medesima direttiva per quanto attiene ai requisiti di cui all'allegato IV, parte A, sezione I, punti 25.2 e 25.3, in ordine ai tuberi-seme di patata delle varietà Sieglinde originari della Polonia.
2. Devono risultare soddisfatte le condizioni seguenti:
a) i tuberi-seme debbono essere stati prodotti in campi situati nella « zona chiusa » (strefa zamknieta) di Wiersbowo, nel voivodato di Lomza;
b) i tuberi-seme debbono essere stati prodotti esclusivamente con tuberi-seme della categoria « Elite », importati da uno Stato membro nel quale non si è constatata la presenza di Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus;
c) i tuberi-semi debbono essere certificati ufficialmente come tuberi-seme rispondenti almeno ai requisiti previsti per la categoria « Original »;
d) da ogni partita destinata ad essere esportata nella Comunità devono essere ufficialmente prelevati campioni; ogni partita deve consistere unicamente di tuberi di un'unica varietà, prodotti in un'unica azienda; i campioni debbono essere esaminati da laboratori ufficiali al fine di accertare la presenza del viroide dell'affusolamento dei tuberi di patata o del Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus: da ogni partita pari o inferiore a 25 t dev'essere prelevato un campione di almeno 200 tuberi, da sottoporre ad analisi applicando i metodi seguenti:
- per quanto riguarda il viroide dell'affusolamento dei tuberi di patata: il metodo « Reverse-page », o il processo di ibridazione c-DNA,
- per quanto riguarda il Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus: almeno il metodo previsto nel programma per l'individuazione e la diagnosi dell'avvizzimento batterico delle patate in partite di tuberi di patata (EUR 11288 EN) (ISBN 92-825-7760-0);
e) le partite debbono essere tenute separate durante tutte le operazioni, compreso il trasporto;
f) il certificato fitosanitario richiesto deve essere compilato separatamente per ogni spedizione e soltanto se gli analisti che hanno partecipato agli esami accertano che le prove di cui alla lettera d) non hanno dato motivo di sospettare o permesso di individuare la presenza del viroide dell'affusolamento dei tuberi di patata o del Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus nella partita, e che, in particolare, la prova IF ha dato esito negativo: nel riquadro « Dichiarazione supplementare » deve essere attestato che le condizioni indicate nelle lettere da a) d) sono soddisfatte e deve essere precisato il nome dell'azienda in cui sono stati prodotti i tuberi-seme, nonché il numero di certificazione delle partite di tuberi-seme e la denominazione della zona di cui alla lettera a);
f) le patate possono essere introdotte nella Comunità soltanto attraverso uno dei seguenti punti di entrata:
- Pontebba,
- Tarviso-Coccau;
su segnalazione degli Stati membri interessati e previa consultazione degli altri Stati membri, la Commissione può modificare l'elenco dei porti di sbarco;
h) le ispezioni previste a norma dell'articolo 12 della direttiva 77/93/CEE sono effettuate da funzionari specialmente addestrati o formati con riguardo alla presente decisione, assistiti dagli esperti di cui all'articolo 19 bis della direttiva citata, con la procedura ivi descritta;
i) negli Stati membri importatori deve essere ufficialmente prelevato, da ciascuna delle partite importate in base alla presente decisione, un campione rappresentativo da sottoporre a esame ufficiale per l'accertamento della presenza del Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus applicando il metodo comunitario stabilito per l'individuazione e la diagnosi del Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus: le partite devono essere tenute separate, sotto controllo ufficiale, e non possono essere commercializzate o impiegate finché non sia stato accertato che non è stata sospettata né scoperta la presenza del Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus in occasione di tali esami; inoltre devono essere tenuti a disposizione degli altri Stati membri dei sottocampioni per ulteriori esami; gli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro importatore ai quali fa riferimento la direttiva 77/93/CEE comunicano alla Commissione entro il 15 aprile 1994 le informazioni utili ai fini dell'organizzazione di tali esami e della registrazione dei risultati; il totale delle partite importate non deve eccedere il quantitativo adeguato per gli esami sopra indicati, tenuto conto delle attrezzature disponibili a tale scopo;
j) con sufficiente anticipo rispetto a ciascuna introduzione nella Comunità, l'importatore notifica l'introduzione stessa agli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro interessato, precisando:
- la varietà,
- la quantità,
- la data di importazione dichiarata,
- i luoghi di destinazione delle patate di cui alla successiva lettera m);
k) le patate dovranno essere piantate esclusivamente nei luoghi autorizzati dai citati organismi ufficiali responsabili;
l) gli edifici, i contenitori, il materiale di imballaggio, i veicoli e le attrezzature di movimentazione, cernita e preparazione venuti a contatto con i tuberi-seme importati in base alla presente decisione devono essere puliti e disinfettati prima di essere messi a contatto con altre patate;
m) in momenti opportuni del periodo vegetativo che segue l'introduzione, gli organismi ufficiali responsabili ispezionano un'adeguata proporzione delle piante presso i luoghi elencati a norma della direttiva 93/50/CEE della Commissione (1);
n) le patate prodotte con i tuberi-seme introdotti a norma della presente decisione potranno essere utilizzate esclusivamente dagli Stati membri che si avvalgono della deroga di cui al paragrafo 1, e, all'interno di tali Stati membri, possono venir trasferite solo previa autorizzazione dei citati organismi responsabili ufficiali, tenuto conto dei risultati delle ispezioni di cui alla lettera m);
tali patate non verranno certificate come patate da semina e saranno destinate esclusivamente al consumo; l'imballaggio dovrà recare il numero dei luoghi di cui alla lettera m) e l'indicazione dell'origine polacca dei tuberi-seme utilizzati.
Articolo 2
Anteriormente al 1o giugno 1994 gli Stati membri importatori comunicano alla Commissione ed agli altri Stati membri i quantitativi importati in base alla presente decisione, allegando una relazione tecnica particolareggiata sugli esami ufficiali di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera i); una copia di ciascuno dei certificati fitosanitari deve essere inviata alla Commissione.
Articolo 3
L'autorizzazione concessa a norma dell'articolo 1 è valida dal 1o dicembre 1993 al 31 marzo 1994. Essa può essre revocata anteriormente al 31 marzo 1994 qualora si constati che le condizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 2 non sono state idonee ad impedire l'introduzione degli organismi nocivi in questione o non sono state rispettate. Essa può altresì essere revocata prima di tale data qualora emergano elementi ostativi al corretto funzionamento del principio di « zone chiuse » in Polonia.
Articolo 4
La Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica italiana e la Repubblica portoghese sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 15 dicembre 1993.

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