Document ID: 31998D0384

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 21 gennaio 1998 relativa ad aiuti che i Paesi Bassi hanno concesso alla costruzione di una fabbrica di perossido di idrogeno a Delfzijl[notificata con il numero C(1998) 232] (Il testo in lingua olandese è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (98/384/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente agli articoli citati,
considerando quanto segue:
I
A seguito di una denuncia è stata richiamata l'attenzione della Commissione sulla costruzione di una fabbrica di perossido di idrogeno a Delfzijl, nei Paesi Bassi.
L'impresa FMC Industrial Chemicals (Netherlands) BV, in appresso denominata «FMC», una consociata dell'impresa statunitense «FMC Corp.», aveva sollecitato presso le autorità olandesi un contributo per la costruzione di una fabbrica di perossido di idrogeno a Delfzijl, nella provincia di Groninga. La produzione di tale fabbrica doveva cominciare alla fine del 1995 ed era destinata all'Europa del Nord. L'investimento ammontava a 115 milioni di NLG, per una capacità produttiva di 35 000 tonnellate all'anno.
Il progetto di FMC era considerato di particolare interesse per lo sviluppo economico della provincia di Groninga ed in particolare per il comune di Delfzijl, e questo data la difficile situazione dell'economia locale e dato che per la prima volta dal 1986 si era in presenza di un progetto relativo alla costituzione, nella regione, di un'impresa importante. Le autorità olandesi hanno pertanto accolto la domanda e hanno concesso una sovvenzione pari al 25% dei costi ammissibili. L'aiuto, accordato nel quadro del regime «Besluit subsidies regionale investeringsprojecten (IPR)» (1), approvato dalla Commissione, ammontava a 28,75 milioni di NLG.
Il 18 settembre 1996 la Commissione ha deciso di avviare, relativamente alle misure adottate, il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato. Il governo olandese è stato informato di tale decisione con lettera del 3 ottobre 1996 (2). Con lettera del 31 ottobre 1996 le autorità olandesi hanno chiesto alla Commissione che il termine per presentare le proprie osservazioni venisse prorogato fino al 15 gennaio 1997, richiesta accolta dalla Commissione. Le osservazioni delle autorità olandesi sono pervenute alla Commissione il 27 gennaio 1997; ad esse, il 28 febbraio 1997, sono state fatte seguire informazioni complementari.
La comunicazione con cui le autorità olandesi sono state informate dell'avvio della procedura è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3). In seguito a tale pubblicazione quattro imprese od associazioni di imprese, fra cui il gruppo cui appartiene il denunciante, e l'impresa beneficiaria degli aiuti hanno presentato alla Commissione le proprie osservazioni.
Il 2 giugno 1997 i servizi della Commissione e l'impresa beneficiaria degli aiuti hanno tenuto una riunione a cui era presente il legale dell'impresa.
Con lettera del 16 giugno 1997 la Commissione ha inviato alle autorità olandesi le reazioni dei terzi interessati e le relative traduzioni in lingua olandese. Le osservazioni delle autorità olandesi in merito sono pervenute alla Commissione in data 17 luglio 1997.
In data 27 ottobre e 6 novembre 1997 i consulenti dell'impresa beneficiaria hanno presentato alla Commissione informazioni complementari. Infine, in data 4 novembre 1997, il governo olandese ha fornito alla Commissione ulteriori dettagli riguardanti gli aspetti ambientali degli investimenti dell'impresa beneficiaria.
II
La Commissione ha deciso di avviare il procedimento per le seguenti ragioni:
- in base alla denuncia che ha aperto il caso, quando le autorità olandesi si sono impegnate a corrispondere l'aiuto all'impresa beneficiaria, nel 1994, il mercato del perossido di idrogeno si trovava in una situazione di sovraccapacità. Il denunciante ha manifestato la propria sorpresa per il fatto che in tale situazione l'impresa interessata avesse ricevuto aiuti per un investimento da cui sarebbe derivata ulteriore capacità produttiva;
- l'aiuto concesso a FMC supera l'intensità massima d'aiuto autorizzata dalla Commissione nel quadro del regime IPR. Benché le autorità olandesi potessero accordare un aiuto all'investimento pari al massimo al 20% lordo, esse hanno in realtà concesso una somma leggermente superiore al 25% lordo. Inoltre la Commissione ha constatato, nell'esame preliminare del caso, che l'aiuto concesso a FMC si componeva di tre parti: il sussidio sopra menzionato, un prestito subordinato e la vendita di un terreno ad un prezzo inferiore al valore di mercato. L'importo totale dell'aiuto ammontava a 29,88 milioni di NLG. Va ricordato che il procedimento è stato aperto solo per quella parte d'aiuto che risulta superiore al massimo autorizzato nell'ambito del regime IPR (cioè il 20% lordo dei costi ammissibili).
III
Durante il procedimento i Paesi Bassi hanno addotto i seguenti argomenti:
- per quanto riguarda il mercato del perossido di idrogeno, le autorità olandesi hanno fornito un'analisi più dettagliata dello studio svolto su loro incarico da Chem Systems, un consulente indipendente del settore chimico, e degli altri dati presentati alla Commissione e già specificati dall'atto dell'avvio del procedimento.
Da tali studi risulta che, sulla base di un tasso effettivo di sfruttamento delle capacità pari al 90 % di quello teorico, si prevedeva per il 2000 uno sfruttamento quasi totale della capacità effettiva. Un tasso di sfruttamento effettivo del 90 % è considerato in tale settore come il livello di produzione massimo ragionevolmente realizzabile a lungo termine, in particolare da un punto di vista ambientale. Lo stesso indicano i dati forniti dal denunciante, se ci si riferisce al tasso effettivo di sfruttamento delle capacità. A questo stadio, i pochi punti percentuali di differenza fra la capacità effettiva e la domanda corrispondono al margine necessario per far fronte alle fluttuazioni del mercato.
Da tali studi risulta inoltre che nel 1993 era prevista una crescita del mercato del 6,3% all'anno per il periodo 1991-2000. Data la forte espansione anche altri produttori, oltre a FMC, avevano pertanto annunciato, nel medesimo periodo, un aumento delle capacità produttive: Aussimont nel 1993 e Oxysynthèse, EKA e Kemira nel 1995;
- l'investimento lordo è ammontato, come previsto, a 115 milioni di NLG, ed è stato realizzato quasi interamente. In base al regime IPR 2 milioni di NLG non sono ammissibili all'aiuto, che è stato conseguentemente ridotto a 28,25 milioni di NLG. Per un investimento lordo di 115 milioni di NLG tale somma equivale ad una percentuale d'aiuto pari al 24,57%.
La NV Noordelijke Ontwikkelingsmaatschappij, in appresso denominata «NOM», ha potuto concedere un prestito subordinato di 12,5 milioni di NLG ad un tasso del 5,92%, principalmente per il fatto che FMC forniva una garanzia del 100 %. Del resto, a seguito delle obiezioni espresse dalla Commissione e della possibilità di ottenere un tasso di interesse più vantaggioso presso una banca estera, FMC ha rimborsato anticipatamente tale prestito nel marzo 1997.
Per quanto riguarda la vendita del terreno, le autorità olandesi osservano che la Commissione non considera pertinente il precedente del caso Fresenius AG [aiuto di Stato C/36/92 (ex NN 108/92) (4), poiché non sarebbe stato dimostrato che il terreno in questione sia stato offerto in vendita per un periodo prolungato, e perché il suo deprezzamento sarebbe da imputare non ad una mancanza d'acquirenti, ma all'uso cui il terreno stesso è stato destinato negli ultimi anni. (Relativamente al caso Fresenius la Commissione aveva giudicato che, benché il prezzo corrisposto fosse inferiore del 10 % al valore di mercato stimato dagli esperti, ciò era dovuto al fatto che il comune interessato aveva cercato per diversi anni di vendere il terreno, sia direttamente che tramite intermediari, senza risultato. La Commissione aveva pertanto concluso che tali tentativi di vendita del terreno equivalevano ad una procedura aperta e senza condizioni e che il prezzo corrisposto era conforme al valore di mercato).
Le autorità competenti hanno tuttavia indicato che nel corso degli anni '80 e all'inizio degli anni '90 il terreno è stato offerto ad imprese interessate per un importo non inferiore al prezzo di costo, con il risultato che nessun investitore, principalmente per tale prezzo, si è stabilito nella regione interessata. A causa di tale risultato negativo nel 1992 è stato deciso di fissare il prezzo del terreno in base al valore di mercato e non in base al prezzo di costo.
Benché tale prezzo sia stato fissato ad 1 NLG per metro quadrato, o anche meno, solo FMC ha accettato l'offerta. Il governo olandese osserva del resto che anche regioni belghe e francesi hanno proposto terreni a prezzi paragonabili a quello chiesto dall'amministrazione portuale di Delfzij/Eemshaven;
- le autorità olandesi osservano che il sito di FMC a Delfzijl si trova nelle vicinanze del Waddenzee. Si tratta di una zona che gode dello «status» speciale di area naturale protetta. Il Waddenzee è del resto una riserva naturale ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (5), e dell'articolo 4 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (6). L'area in questione è inoltre considerata una zona umida ai sensi della convenzione di Ramsar. Le autorità competenti olandesi hanno adottato una normativa rigorosa che prevede che in tale area siano autorizzate soltanto le attività economiche che non pregiudichino la situazione dell'area stessa.
FMC ha pertanto adottato una serie di misure in campo ambientale, e una cospicua parte degli investimenti, pari a 62,92 milioni di NLG, deve essere considerata come destinata a tale finalità. Deve essere quindi determinato in che misura gli investimenti corrispondenti risultino «eccessivi». Tale compito è stato affidato ad un consulente, secondo il quale con «eccessivo» si intende in tale contesto superiore al livello minimo richiesto in altri Stati membri, tenuto conto delle direttive comunitarie. Il carattere eccessivo di un investimento è determinato in base ad un confronto con le misure abitualmente adottate in campo ambientale, e con il livello di protezione dell'ambiente generalmente accettato.
Un certo numero di investimenti e di misure concernenti la protezione dell'ambiente è stato individuato in base alle richieste d'autorizzazione presentate da FMC conformemente alle diverse norme di tutela dell'ambiente vigenti nei Paesi Bassi (legge sulla gestione ambientale, legge relativa all'inquinamento delle acque superficiali, unitamente alle autorizzazioni comunali e provinciali rilasciate ai sensi di tali leggi). In base a tali documenti il consulente ha effettuato una selezione delle misure e degli impegni volti esclusivamente alla protezione dell'ambiente e che non apparivano «eccessivi».
Il consulente ha valutato come interamente o parzialmente «eccessivi» un certo numero di investimenti, per un importo variante fra i 12 e i 21 milioni di NLG. Alcuni di questi investimenti sono stati definiti come «eccessivi, da un punto di vista locale», cioè tenuto conto delle misure necessarie a causa della vulnerabilità dell'ambiente locale, e sono stati stimati pari ad un importo compreso tra 1,4 e 2,65 milioni di NLG. Il governo olandese ritiene che, data la situazione, debba essere approvata la concessione di un aiuto supplementare.
IV
Nel corso del procedimento sono pervenute alla Commissione cinque risposte alla richiesta di osservazioni: quattro da parte di imprese e una di un'associazione di imprese del settore. In tali osservazioni sono comprese quelle espresse dal gruppo cui appartiene il denunciante e quelle dell'impresa beneficiaria.
Le quattro imprese hanno fornito alla Commissione dati relativi al periodo 1994-1996 e stime per il periodo 1997-2000 in merito alla domanda e alle capacità di produzione del perossido di idrogeno. Dall'analisi di tali dati, alcuni dei quali sono riservati, risulta che la domanda europea è inferiore alla capacità di produzione installata, anche quando si fa riferimento alla capacità effettiva (il 90 % della capacità teorica, come indicato da Chem Systems). Nella tabella seguente è riportato il tasso di sfruttamento indicato dalle quattro imprese interessate; va osservato a tale proposito che non è stato tenuto conto dell'esportazione (circa il 10 % della domanda europea):
SPAZIO PER TABELLA
Le osservazioni degli interessati possono essere riassunte come segue:
- il gruppo cui appartiene il denunciante sostiene che sono state confermate le previsioni del 1994, secondo le quali l'espansione delle capacità sarebbe stata per diversi anni superiore all'aumento della domanda e la situazione di sovraccapacità sarebbe quindi perdurata;
- lo stesso gruppo, in base alle proprie esperienze degli ultimi anni, stima il tasso di sfruttamento che può essere raggiunto in maniera duratura a livello mondiale (non ve ne sono altri in Europa occidentale) al 95 %. La domanda deve quindi essere confrontata con tale livello. Nessuno, fra gli altri interessati, ha espresso obiezioni riguardo al tasso di sfruttamento del 90 % calcolato da Chem Systems;
- sempre secondo tale gruppo, la stagnazione del mercato del perossido di idrogeno è da imputare al fatto che dal 1994 è praticamente concluso, in Europa occidentale, il processo di sostituzione del cloro con tale prodotto, meno inquinante, nell'imbianchimento della cellulosa; processo che, in passato, aveva sostenuto in modo specifico la crescita del mercato;
- un'altra parte interessata sostiene che la pressione degli ecologisti per la sostituzione del cloro col perossido di idrogeno era molto forte all'inizio degli anni '90, ma è notevolmente diminuita negli ultimi anni. La domanda, di conseguenza, è aumentata più lentamente di quanto la maggior parte dei produttori non si aspettasse all'inizio degli anni '90;
- un'altra parte interessata, inoltre, ha chiesto alla Commissione di esaminare attentamente i costi di investimento della fabbrica di Delfzijl per verificare che in essi non siano stati inclusi i costi interni di FMC;
- un'altra parte interessata, infine, ha segnalato alla Commissione che altre imprese avrebbero costruito impianti di produzione di perossido di idrogeno in Germania. Si tratterebbe di Solvay, Aussimont e Oxysynthèse, che, secondo voci circolanti nel settore, avrebbero a loro volta ricevuto degli aiuti.
V
Come già menzionato, anche FMC ha fatto pervenire alla Commissione le proprie osservazioni riguardo all'apertura del procedimento. Nella parte in cui differiscono da quelle delle autorità olandesi, esse possono essere riassunte come segue:
- per quanto riguarda il terreno FMC osserva che una procedura aperta di offerta di vendita non avrebbe avuto molto senso, vista la mancanza, per numerosi anni, di acquirenti interessati. FMC ritiene che la valutazione della Stichting Adviesbureau Onroerende Zaken non possa servire come riferimento, poiché il ricorso a tale associazione è stato chiesto a norma dell'accordo stipulato nel 1988 fra le varie autorità interessate nella ristrutturazione finanziaria dell'amministrazione portuale di Delfzijl, e la determinazione del prezzo può essere stata influenzata da considerazioni di natura non economica;
- FMC fa osservare che il prestito fornito dalla NOM è stato interamente rimborsato. L'impresa, del resto, ritiene che tale prestito non possa essere considerato un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato. Secondo la sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, 17 marzo 1993, cause riunite C-72/91 e C-73/91, Sloman Neptun Schiffahrts/Bodo Ziesemer (7), un provvedimento statale costituisce un aiuto solo qualora esso comporti vantaggi concessi dallo Stato o da un ente pubblico o privato designato o istituito dallo Stato. Poiché il conto su cui era versata la somma prestata a FMC fruttava alla NOM un interesse minore di quello addebitato a FMC, non vi era alcun vantaggio concesso mediante risorse statali ai sensi della definizione della Corte di giustizia;
- per quanto riguarda la presunta sovraccapacità del mercato del perossido di idrogeno, FMC ricorda che fra la decisione di costruire uno stabilimento e l'inizio della produzione intercorre un periodo di diciotto mesi. Di conseguenza, per far fronte ad una previsione di crescita della domanda, il corrispondente aumento della produzione dovrà essere stabilito con un anticipo di diciotto mesi. In questo caso si tratta quindi di una previsione, facilmente verificabile visto che la domanda nel 1994 era di 647 000 tonnellate, e la capacità di produzione effettiva, nel 1992, di 646 000 tonnellate [dati CEFIC, citati all'avvio del procedimento (8)].
Quando FMC, nel 1992, ha deciso di effettuare tale investimento, prevedeva per il periodo 1992-1995 un aumento della domanda di più del 10 % all'anno. L'impresa conferma inoltre, allegando dati, che la stasi del fatturato fra il 1995 ed il 1996 era dovuta principalmente al calo della domanda proveniente dall'industria cartaria: uno sviluppo inatteso, tenendo conto dei dati storici e dei fattori oggettivi che influenzano la domanda;
- anche altre imprese avrebbero ricevuto aiuti regionali agli investimenti per investimenti effettuati in Germania;
- qualora la Commissione dichiarasse incompatibile col mercato comune l'aiuto concesso a FMC, la sua restituzione sarebbe ingiustificata e tardiva, nonché in contrasto con la tutela del legittimo affidamento di FMC. L'impresa asserisce di aver dimostrato grande sollecitudine informandosi sui regimi d'aiuto applicabili e assicurandosi che fossero approvati dalla Commissione. FMC dichiara inoltre di essere giunta per la prima volta a conoscenza (9) del massimale del 20 % lordo previsto dal regime IPR solo attraverso la notificazione di avvio del procedimento.
Alla luce di quanto esposto, in base ai dati di cui disponeva al momento della decisione di investimento e in base al parere giuridico richiesto, FMC non poteva che concludere che l'aiuto all'investimento poteva essere autorizzato a norma del regime IPR, e che la Commissione evidentemente non aveva vietato le disposizioni riguardanti i «casi più importanti», rispetto ai quali le autorità olandesi ritengono possibile il superamento degli importi e delle intensità d'aiuto ammissibili;
- dato che l'aiuto è stato concesso nel 1994 e dato che la Commissione ne è al corrente dal 1995, FMC ritiene che prima di arrivare alla decisione finale sia trascorso un considerevole lasso di tempo. In base alla sentenza della Corte di giustizia, 24 novembre 1987, causa 223/85, RSV/Commissione (10), FMC ritiene che il tempo impiegato dalla Commissione per adottare la decisione non consenta di richiedere la restituzione dell'aiuto;
- infine, i consulenti di FMC hanno recentemente argomentato che la Commissione, con la decisione 97/542/CE (11) relativa ad un aiuto concesso dalla Francia per la produzione di biocarburanti (aiuto C 51/94 - Francia), aveva stabilito di non chiedere a tale Stato la restituzione dell'aiuto nonostante esso fosse illegale ed incompatibile. FMC ritiene che gli stessi argomenti siano applicabili nel suo caso.
VI
Come la Commissione ha ricordato a FMC all'avvio del presente procedimento conformemente alla sentenza della Corte di giustizia, 30 giugno 1992, causa C-47/91, Italia/Commissione (12), in caso di nuovi aiuti concessi nell'ambito di un regime già approvato dalla Commissione questa deve limitarsi a controllare l'osservanza delle disposizioni di detto regime. Se tali condizioni sono rispettate, la valutazione della compatibilità degli aiuti non si rende necessaria. Qualora invece la Commissione constati l'inosservanza delle condizioni previste dal regime interessato, essa dovrà procedere ad un esame approfondito della compatibilità degli aiuti.
La Commissione ritiene, per le ragioni sotto esposte, che le condizioni previste dal regime «Besluit subsidies regionale Investeringsprojecten» (aiuto di Stato N 514/90 Paesi Bassi) nella fattispecie non siano state rispettate. Per tale motivo si rende necessaria una valutazione approfondita.
L'inizio dell'attività dell'impianto di FMC a Delfzijl porta la capacità di produzione dei Paesi Bassi da 20 000 a 55 000 tonnellate all'anno. Nel 1994 (secondo dati provenienti da varie fonti) il 30-40% della produzione europea di perossido di idrogeno è stata oggetto di scambi fra gli Stati membri. Di tale percentuale, la parte dei Paesi Bassi oscilla fra il 10 e il 15 %, dato da cui consegue che l'aiuto concesso a FMC per la fabbrica di Delfzijl è tale da incidere sugli scambi fra gli Stati membri.
La Commissione si rammarica di non aver ricevuto dal governo olandese la comunicazione di tali misure in tempo utile per poter presentare le proprie osservazioni conformemente alle disposizioni dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato. Essendo state attuate dalle autorità olandesi prima che la Commissione potesse pronunciarsi in merito ad esse, le misure in questione sono illegali.
Il presente caso solleva tre importanti interrogativi cui la Commissione deve dare risposta:
A. Deve essere stabilito se il mercato del perossido di idrogeno si trovasse o meno in una situazione di sovraccapacità sia nel 1994, quando le autorità olandesi si sono impegnate a concedere l'aiuto, sia negli anni seguenti come asserito dal denunciante.
B. Deve essere deciso quale seguito riservare al superamento dell'intensità massima d'aiuto autorizzata dalla Commissione nell'ambito del regime d'aiuti regionali applicabile alla regione di Delfzijl (il regime IPR). Le autorità olandesi hanno concesso un aiuto all'investimento superiore al 25 % lordo, mentre la soglia massima autorizzata è del 20 % lordo.
C. Deve essere verificato, in rapporto al punto precedente, il peso delle argomentazioni addotte dalle autorità olandesi, secondo le quali FMC ha realizzato considerevoli investimenti per la tutela dell'ambiente.
Devono essere inoltre valutate le osservazioni dell'impresa beneficiaria, che ritiene ingiustificato e tardivo un eventuale recupero dell'aiuto qualora la Commissione lo dichiari incompatibile col mercato comune.
A. Mercato del perossido di idrogeno
La Commissione ritiene che la situazione e l'evoluzione del mercato del perossido di idrogeno debbano essere analizzate ponendosi nella prospettiva del momento in cui è stata presa la decisione di realizzare il progetto di investimento. I dati di cui disponeva l'impresa in quel momento hanno infatti svolto il ruolo determinante nella decisione di effettuare o meno tali investimenti.
La Commissione osserva a tale proposito che nel corso del procedimento le parti interessate hanno fornito dati statistici sulla situazione del mercato nel passato (fino al 1995 o 1996 incluso, a seconda dei casi), così come valutazioni riguardanti il futuro. I dati forniti dai quattro interessati e riguardanti la domanda per il periodo 1994-1996 risultano estremamente simili, ma non forniscono un quadro sufficiente della situazione nel momento in cui FMC decise di investire nella regione in oggetto.
Lo stesso vale per le dichiarazioni di una delle parti interessate - che è peraltro la società che controlla la denunziante - secondo le cui previsioni del 1994, successivamente confermate, la situazione di sovraccapacità esistente sarebbe durata molti anni. È infatti dubbia la coerenza fra le sue osservazioni attuali e quelle del 1994: la relazione annuale 1994-1995 di tale gruppo, fatta pervenire alla Commissione dalle autorità olandesi, presentava il settore del perossido di idrogeno come un settore in continua espansione. Nella stessa relazione si legge in seguito che le previsioni di crescita per il mercato mondiale erano del 7 - 8 % all'anno.
La stessa impresa attribuisce la stagnazione del mercato del perossido di idrogeno al fatto che dal 1994 si è in larga misura concluso, in Europa occidentale, il processo di sostituzione del cloro con tale prodotto nell'imbianchimento della cellulosa. La relazione sopra citata riferisce invece che il perossido di idrogeno sarebbe stato utilizzato in misura crescente in vari settori, come l'industria tessile o cartaria, al posto dei prodotti a base di cloro precedentemente impiegati.
Un'altra parte interessata ritiene, come FMC, che la pressione degli ecologisti per sostituire il cloro col perossido di idrogeno è diminuita negli ultimi anni, causando un aumento della domanda più lento di quanto non avesse previsto all'inizio degli anni '90 la maggior parte dei produttori. Bisogna considerare che nel 1993 il 42 % del perossido di idrogeno prodotto era utilizzato per l'imbianchimento della carta e dei tessili (13). Secondo tale parte interessata, inoltre, nel 1993 le previsioni di crescita della domanda di perossido di idrogeno per l'imbianchimento della carta e dei tessili erano, rispettivamente, dell'8,2 % e del 2,6 % all'anno per il periodo 1991-2000.
Per valutare la questione di un'eventuale sovraccapacità deve essere altresì preso in considerazione il lasso di tempo che trascorre fra la decisione di investimento e l'inizio dell'effettiva produzione dello stabilimento. Sono in effetti le previsioni del momento a determinare tale decisione. FMC valuta questo lasso di tempo a diciotto mesi, mentre la Commissione, riferendosi ai dati annuali forniti da tutte le parti interessate, deve basarsi su un periodo di due anni.
Le tabelle elaborate a partire dai dati delle autorità olandesi e presentate all'apertura del procedimento permettono di constatare che la capacità effettiva (il 90 % della capacità teorica) per l'anno «t» è inferiore alla domanda prevista per l'anno t+2, divario che può essere colmato solo portando il tasso effettivo di sfruttamento della capacità al di sopra della soglia del 90 %, oppure aumentando la capacità. Se si applica la stessa analisi ai dati statistici forniti dai terzi nell'ambito del procedimento, tenendo conto del fatto che essi danno un quadro del passato e non contengono alcuna previsione per il futuro, si constata che la domanda, nel 1996, rappresentava il 90 - 100% dell'effettiva capacità installata del 1994.
Alla luce di tutti i dati ad essa pervenuti la Commissione constata infine che FMC non è l'unica impresa ad aver aumentato le proprie capacità nella prima metà degli anni '90. Diversi concorrenti hanno impiantato nuovi stabilimenti di produzione, spesso con una capacità superiore a quella della fabbrica di Delfzijl, in contraddizione così con la situazione di sovraccapacità che caratterizzava il mercato in quel momento.
Fra il 1994 e il 1996 è stata annunciata in totale un'espansione delle capacità di 245 000 tonnellate, di cui solo 35 000 a carico di FMC (14).
Considerando quanto suesposto la Commissione ritiene che, benché non si possa escludere che nel 1994 il mercato del perossido di idrogeno si trovasse in una situazione di sovraccapacità (solo i dati precedenti a tale anno potrebbero permettere una valutazione più precisa), nel momento in cui FMC ha deciso di espandere la propria capacità essa poteva contare, come molti suoi concorrenti, su una crescita del mercato del 7 % all'anno circa. I concorrenti confermano del resto che per la maggior parte dei produttori la successiva stagnazione del mercato non era prevedibile. La crescita del mercato era quindi di portata sufficiente per spingere le imprese a realizzare nuovi investimenti. Fra il 1993 e il 1995 varie altre imprese hanno annunciato investimenti comparabili (nell'ex RDT e in Scandinavia).
In tali circostanze la decisione di FMC di costruire uno stabilimento a Delfzijl non rappresenta nulla di eccezionale, con la differenza tuttavia che FMC, diversamente da altri concorrenti, ha ricevuto aiuti. Per tale ragione alcune delle parti interessate ritengono che la Commissione dovrebbe considerare illegali la totalità degli aiuti concessi all'impresa. Gli aiuti che altri produttori di perossido di idrogeno avrebbero ricevuto all'incirca nello stesso periodo di FMC sono oggetto di un esame distinto da parte della Commissione.
Le autorità olandesi hanno inoltre affermato di concedere gli aiuti solo se i richiedenti soddisfano le condizioni relative ai costi ammissibili stabilite dalle normative pertinenti. L'aiuto è versato solo dopo una verifica dei costi da parte di revisori contabili. La Commissione non intende quindi esaminare ulteriormente tale aspetto.
B. Superamento dell'intensità massima d'aiuto autorizzata
L'aiuto concesso a FMC si articola in tre forme: una sovvenzione diretta, un prestito subordinato e la vendita di un terreno ad un prezzo apparentemente inferiore al valore di mercato.
1) Per quanto riguarda la sovvenzione, la Commissione non può condividere la posizione delle autorità olandesi, secondo le quali i costi ammissibili sarebbero inferiori all'investimento totale, ma l'intensità dell'aiuto dovrebbe essere stabilita in rapporto a quest'ultima somma.
Secondo le autorità olandesi l'intensità massima d'aiuto prevista dal regime «Besluit subsidies regionale Investeringsprojecten», approvato dalla Commissione il 27 dicembre 1990 (aiuto N 514/90 - Paesi Bassi), è oggetto di un malinteso. Il regime in questione autorizza aiuti per un'intensità massima del 20 % dei costi ammissibili, che non possono superare a loro volta il tetto di 18 milioni di NLG. Tale regime vale per i casi ordinari. Per i cosiddetti «casi rilevanti», in cui i costi ammissibili superano il tetto di 18 milioni di NLG previsto dal regime vigente, il ministro competente può concedere un aiuto superiore alla soglia fissata (il 20% di 18 milioni di NLG) (l'articolo 5, paragrafo 2 del «Subsidiesregeling regionale investeringsprojecten 1991» prevede che, qualora i costi di un progetto contemplato al paragrafo 1, lettera a) o b), dello stesso articolo, superino la somma di 18 milioni di NLG e qualora il progetto in questione sia particolarmente importante per lo sviluppo di un'economia regionale, il ministro può stabilire di concedere una sovvenzione superiore all'importo massimo risultante dalle disposizioni del primo paragrafo). Le autorità olandesi sono del parere che il ministro potesse accordare una sovvenzione più elevata, sia per quanto riguarda l'importo dell'aiuto che l'intensità. La concessione di una sovvenzione del 20 % netto a favore di FMC sarebbe pertanto conforme al regime sopra citato.
La Commissione non può condividere tale posizione, poiché detto regime non menziona la possibilità di superare, nei «casi rilevanti», l'intensità massima di aiuto. Solo l'importo può essere superiore al tetto stabilito per i casi ordinari. La notifica del regime IPR da parte delle autorità olandesi non accenna, in nessun punto, all'intenzione di stabilire un'intensità d'aiuto specifica per i «casi rilevanti». La decisione relativa all'aiuto N 514/90 - Paesi Bassi prevede inoltre che l'intensità massima d'aiuto sia pari al 20 % lordo. Prima che si verificasse il caso FMC il governo olandese non si è mai opposto a tale decisione, ed è su tale intensità, pertanto, che è necessario basarsi. La sovvenzione effettivamente concessa ammonta tuttavia al 25 % lordo.
2) Per quanto riguarda il prestito che FMC ha ottenuto dalla NOM, la Commissione prende nota del fatto che l'impresa lo ha rimborsato anticipatamente nella sua totalità e ne ha contratto un altro, a condizioni più favorevoli, con una banca straniera. Sia l'impresa beneficiaria che le autorità olandesi sostengono che il prestito della NOM non costituisce un aiuto, poiché tale organismo avrebbe agito per considerazioni puramente commerciali. La NOM ha potuto infatti concedere tale prestito subordinato ad un tasso del 5,92 % in virtù della garanzia del 100 % fornita da FMC. Inoltre, dato che il conto su cui era versato l'importo prestato a FMC fruttava alla NOM un tasso inferiore a quello addebitato a FMC, non si configura alcun vantaggio concesso mediante risorse statali ai sensi della sentenza della Corte di giustizia del 17 marzo 1993 (15), invocata dall'impresa beneficiaria. Infine, il tasso di riferimento utilizzato dalla Commissione nel 1994 per il calcolo degli aiuti regionali era del 6,27 %, con una differenza cioè di 35 punti base rispetto al tasso applicato a FMC. Tale tasso di riferimento comporta un premio di rischio che è calcolato, per i Paesi Bassi, a 75 punti base e che rappresenta il rischio legato al debitore medio. Poiché FMC si è resa garante per l'intero importo del prestito e la NOM, anche a tali condizioni, attribuisce a FMC un premio di rischio di 40 punti base, bisogna concludere che il prestito non costituisce un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato.
3) Il governo olandese ritiene inoltre, per i motivi esposti nella parte III della presente decisione, che la vendita del terreno non costituisca un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato. Il fatto che per un lungo periodo non sia stato possibile trovare acquirenti per il terreno dimostra in misura sufficiente, a suo parere, che il prezzo corrisposto da FMC equivale al valore di mercato.
Come la Commissione ha già indicato all'apertura del procedimento, essa ritiene, in generale, che il valore di un'area posta in vendita dalle autorità pubbliche possa essere determinato con la massima esattezza attraverso un invito aperto e incondizionato a presentare offerte, che permette ai potenziali acquirenti di presentare le loro offerte, di cui viene scelta la migliore, e dimostra inoltre l'impegno del venditore per trovare le migliori condizioni di mercato. Si veda, a tale proposito, la decisione della Commissione relativa al caso Fresenius AG (16).
Qualora le autorità interessate non ricorrano a tale procedura, la Commissione ritiene che il prezzo di mercato di un terreno debba essere fissato da periti indipendenti secondo metodi generalmente accettati in tale ambito, e basati in particolare su vendite recenti di aree comparabili.
Tali criteri sono stati recentemente definiti nella comunicazione della Commissione relativa agli elementi di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità (17).
La Commissione non condivide lo scetticismo dell'impresa nei riguardi dell'ufficio di consulenza che nel marzo 1994 ha valutato il terreno in questione. La relazione allegata alla lettera delle autorità olandesi del 9 gennaio 1994 è sufficientemente dettagliata e tiene conto, nella valutazione finale, di una molteplicità di dati (ubicazione geografica, vicinanza di vie navigabili e ferrovie, stato del sito, nonché perizie effettuate in passato). La relazione si basa esclusivamente su considerazioni di natura economica, salvo forse quando osserva che lo Stato attribuisce grande rilevanza al perfezionamento del trasferimento della proprietà e al fatto che l'impresa si impianti su tale sito. Il perito ha tuttavia valutato il terreno a 10 NLG a m2, mentre l'amministrazione portuale l'ha venduto per un decimo di tale prezzo.
Poiché il perito ha osservato che il suo ufficio aveva già effettuato una valutazione del terreno nel 1987, e aggiunge che nella seconda valutazione, nel 1994, i lotti facevano allora (1993) parte di un terreno destinato alla discarica dei fanghi, ora sgomberato e atto a servire da sito industriale, la Commissione ritiene che il perito abbia tenuto conto, nella sua valutazione, di tutti gli elementi pertinenti. È quindi importante osservare che nonostante le diverse obiezioni formulate dall'impresa, essa riconosce che la valutazione del perito potrebbe rispecchiare la possibilità di utilizzare il terreno a fini industriali.
La Commissione ritiene pertanto che il prezzo di mercato del terreno per uso industriale, al momento dell'acquisto da parte di FMC, fosse pari a 10 NLG a m2 conformemente alla relazione del perito, che indica chiaramente che il terreno è atto a tale uso e non è gravato da servitù o altri oneri che possano ridurne il valore. Nel valutare se si tratti o meno di un aiuto è pertanto necessario basarsi su tale prezzo.
La Commissione prende atto del fatto che nel corso degli anni '80 e all'inizio degli anni '90 le autorità olandesi hanno cercato invano di vendere il terreno. Per tale motivo ritiene che nel caso in oggetto sia applicabile il precedente della decisione Fresenius (18) e che, data l'assenza di acquirenti interessati, il valore stimato dal perito possa essere ridotto del 10 %. Tale disposizione è prevista nella comunicazione della Commissione relativa agli elementi di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità, applicabile dal 1996, con la differenza che tale comunicazione, nel caso in cui le autorità pubbliche abbiano cercato invano di vendere il terreno, autorizza una diminuzione del 5 % del prezzo di mercato.
In base alla superficie del terreno oggetto della vendita (10,5 ha) e del prezzo considerato compatibile col mercato dalla Commissione, tenendo conto dei tentativi delle autorità olandesi di vendere il terreno (9 NLG a m2), FMC avrebbe dovuto acquistare tale area per un importo totale di 945 000 NLG. L'elemento d'aiuto è di conseguenza pari a 840 000 NLG. Considerando quanto precede, l'aiuto percepito da FMC ammonta a 29,09 milioni di NLG (28,25 milioni + 840 000 NLG). Poiché i costi ammissibili in base al regime IPR ammontano a 113,945 milioni di NLG (113 milioni + il valore corretto del terreno), l'intensità d'aiuto è del 25,52 % lordo, corrispondente ad un importo eccedentario di 6,3 NLG. Tenuto conto della posizione occupata dai Paesi Bassi nel commercio intracomunitario di perossido di idrogeno, tale aiuto ha sugli scambi conseguenze negative. Poiché nella concessione dell'aiuto non è stato rispettato il tetto previsto dal regime di aiuti regionali applicabile, si deve concludere che esso falsa o rischia di falsare la concorrenza, poiché porta ad una riduzione dei costi di investimento generalmente a carico dell'impresa. Tale aiuto rientra pertanto nel campo d'applicazione dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato, e non può beneficiare di alcuna delle deroghe contemplate.
La concessione dell'aiuto è stata inoltre motivata dai problemi e dalla situazione svantaggiosa della regione di Delfzijl, così come dagli effetti positivi attesi dal progetto sovvenzionato. Tali considerazioni, tuttavia, sono già insite nel pertinente regime d'aiuti regionali e nel tetto d'aiuti autorizzato, il quale è determinato in base a criteri oggettivi (tasso di disoccupazione, PIL per abitante, ecc.). Benché l'importo in questione sia esiguo, il superamento dell'intensità regionale autorizzata solleva un problema di principio. La Commissione, in effetti, difficilmente può accettare il superamento del tetto d'aiuti previsto dal regime in questione senza svuotarlo del suo contenuto e senza creare un precedente molto pericoloso, che sarebbe sistematicamente invocato in futuro per casi simili.
C. Gli investimenti per finalità ambientali
Pur non potendo accettare che l'intensità massima sia superata in caso di aiuti esclusivamente destinati al sostegno degli investimenti, la Commissione potrebbe autorizzare tale superamento qualora si trattasse di diverse forme d'aiuto (ad esempio aiuti agli investimenti regionali e aiuti ambientali) concesse dalle autorità olandesi per diversi tipi di costi ammissibili, per un importo totale superiore all'intensità massima regionale. La Commissione ha affermato, all'avvio del procedimento, che avrebbe verificato se FMC poteva beneficiare di aiuti secondo la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente (19).
Per giustificare il superamento del massimale regionale le autorità olandesi hanno dichiarato che una parte cospicua dell'investimento è di carattere ambientale (63 milioni di NLG su 115).
La citata disciplina stabilisce a tale proposito, al punto 3.2.B:
«Gli aiuti a favore di investimenti che consentono di raggiungere livelli di protezione dell'ambiente significativamente superiori a quelli previsti dalle norme vigenti possono essere autorizzati a concorrenza di un livello massimo del 30 % lordo dei costi ammissibili. L'intensità dell'aiuto effettivamente concesso per il superamento delle norme esistenti deve essere proporzionata al miglioramento dell'ambiente che viene realizzato ed agli investimenti necessari per conseguirlo. (...) Qualora coesistano norme obbligatorie comunitarie e nazionali per lo stesso tipo di danno o inquinamento, la norma da prendere in considerazione nell'applicare questa disposizione è quella più rigorosa».
Nel presente caso è assodato che la zona in cui si trova l'impresa FMC è una riserva naturale, protetta da direttive comunitarie così come dalla normativa nazionale. Il governo olandese conferma del resto che FMC ha dovuto richiedere a diverse autorità una serie di autorizzazioni per costruire lo stabilimento di Delfzijl. Ne può essere dedotto che in tale regione si applicano norme vincolanti di natura ambientale, particolarmente rigorose dato il carattere eccezionale della zona.
Per dimostrare che FMC si è impegnata in modo particolare nel settore ambientale le autorità olandesi hanno recentemente presentato alla Commissione una relazione in cui è indicata quale parte degli investimenti può essere considerata «eccessiva» rispetto alla norma negli altri Stati membri. Per misurare gli sforzi «eccessivi» di Delfzijl è stato usato come termine di paragone uno stabilimento di FMC in Spagna, confronto che ha evidenziato un importo delle spese d'investimento compreso fra i 12 e 21 milioni di NLG. Le autorità olandesi indicano inoltre che alcuni di questi investimenti sono «eccessivi da un punto di vista locale» (1,4 - 2,6 milioni di NLG), nel senso che l'impresa ha dovuto realizzarli per conformarsi alle circostanze locali (area protetta e sensibile).
La Commissione constata che le autorità olandesi non sono in grado di fornire un importo preciso per tali investimenti «supplementari» realizzati da FMC, e si chiede pertanto su quale somma basarsi per valutare la compatibilità col trattato di tale aiuto nel settore ambientale. Una parte cospicua degli importi interessati riguarda inoltre misure di sicurezza e di prevenzione degli incidenti, che la Commissione, in un caso recente [C-6/96 - Hoffmann La Roche - Austria (20), ha giudicato come rientranti nell'interesse dell'impresa (responsabilità oggettiva dell'impresa in caso di malfunzionamento) e pertanto non ammissibili ad aiuti.
Le autorità olandesi non hanno dimostrato in alcun modo che FMC abbia superato quanto prescritto dalla normativa nazionale in materia ambientale, né che si tratti di un superamento rilevante; non è dimostrato inoltre che l'aiuto sia proporzionale, da un lato, all'investimento, dall'altro al superamento di quanto previsto dalle norme. Va aggiunto a tale proposito che l'aiuto del 30 % dei costi ammissibili stabilito dalla disciplina in questione è autorizzato dalla Commissione solo nei casi in cui le misure previste superino in larga misura le norme prescritte nel settore ambientale.
Dato che la disciplina in questione non autorizza aiuti per investimenti superiori a quanto stabilito dalle norme vigenti negli altri Stati membri, ma solo aiuti superiori a quanto previsto dalle norme obbligatorie applicabili nello Stato membro interessato, la Commissione ritiene che gli investimenti di carattere ambientale realizzati da FMC nella zona in oggetto non soddisfino le condizioni richieste per poter beneficiare di aiuti ai sensi della disciplina stessa. Le considerazioni di natura ambientale che sono state addotte non possono pertanto giustificare il superamento del massimale applicabile a norma degli aiuti regionali.
VII
In conclusione l'aiuto relativo all'importo di 6,3 milioni di NLG, con cui viene superato il tetto massimo di aiuti regionali previsto dal regime IPR, deve essere considerato illegale e incompatibile col mercato comune.
In caso di incompatibilità dell'aiuto col mercato comune la Commissione, conformemente all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato e come confermato dalla Corte di giustizia con le sentenze 12 luglio 1973, causa 70/72 (21), 14 febbraio 1987, causa 310/85 e 20 settembre 1990, causa C 5/89 (22), è tenuta a chiedere allo Stato membro interessato di recuperare dall'impresa beneficiaria l'importo illegalmente concesso.
A tale proposito i legali di FMC ritengono che, qualora la Commissione dichiari incompatibile l'aiuto e ne chieda la restituzione, tale recupero sarebbe non solo in contrasto con la tutela del legittimo affidamento, ma anche tardivo.
Nella sentenza relativa alla causa C 5/89 la Corte di giustizia ha dichiarato che:
«tenuto conto del carattere imperativo della vigilanza sugli aiuti statali operata dalla Commissione ai sensi dell'art. 93 del trattato, le imprese beneficiarie di un aiuto possono fare legittimo affidamento, in linea di principio, sulla regolarità dell'aiuto solamente qualora quest'ultimo sia stato concesso nel rispetto della procedura prevista dal menzionato articolo. Un operatore economico diligente, infatti, deve normalmente essere in grado di accertarsi che tale procedura sia stata rispettata. Si deve ricordare, in proposito, che, con comunicazione pubblicata sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, la Commissione ha informato i potenziali beneficiari di aiuti statali della precarietà degli aiuti illegittimamente concessi nel senso che essi potrebbero essere portati a restituirli (GU 1983, C 318, pag. 3 ). Non può certamente escludersi la possibilità, per il beneficiario di un aiuto illegittimamente concesso, di invocare circostanze eccezionali sulle quali egli abbia potuto fondare il proprio affidamento nella natura regolare dell'aiuto e di opporsi, conseguentemente, alla sua ripetizione. In tale ipotesi spetta al giudice nazionale eventualmente adito valutare, se necessario dopo aver proposto alla Corte delle questioni pregiudiziali di interpretazione, le circostanze del caso di specie. Uno Stato membro le cui autorità abbiano concesso un aiuto in violazione delle norme procedurali di cui all'art. 93 non può, invece, invocare il legittimo affidamento dei beneficiari per sottrarsi all'obbligo di adottare i provvedimenti necessari ai fini dell'esecuzione di una decisione della Commissione con cui sia stato ordinato di ripetere l'aiuto. Ammettere tale possibilità significherebbe, infatti, privare di pratica efficacia le norme di cui agli artt. 92 e 93 del trattato, in quanto le autorità nazionali potrebbero far valere in tal modo il proprio illegittimo comportamento, al fine di vanificare l'efficacia delle decisioni emanate dalla Commissione in virtù di tali disposizioni del Trattato».
Tenuto conto di quanto suesposto va osservato che dalle considerazioni formulate da FMC risulta che l'impresa basa il preteso legittimo affidamento sulla compatibilità con il mercato comune dell'aiuto concesso, dichiarando di essersi accuratamente informata dei regimi d'aiuto applicabili e della loro approvazione da parte della Commissione. Nel corso della riunione tenuta con la Commissione FMC ha sviluppato tale argomento e ha dichiarato di aver ricevuto dalle autorità olandesi l'assicurazione che l'aiuto in questione era autorizzato dalla Commissione. In nessuna fase del presente procedimento sono stati presentati in dettaglio o dimostrati i contatti di FMC con le autorità.
FMC si richiama inoltre ad un punto della XX Relazione sulla politica di concorrenza, 1991 (punto 330), in cui è chiaramente indicato che, per quanto riguarda il regime di aiuti regionali per i Paesi Bassi, la Commissione non si è opposta ad aiuti all'investimento con un tasso del 20 % lordo. In tale relazione non vi è alcun riferimento ai «casi rilevanti», poiché per essi il regime in questione non prevede intensità d'aiuto particolari.
Va notato che FMC non ha mai dimostrato che il suo preteso «legittimo affidamento» sarebbe attribuibile al comportamento della Commissione. A tale proposito può essere osservato che, nel momento in cui ha ricevuto l'aiuto, FMC non ha chiesto alla Commissione, né ha affermato di aver chiesto, copia della decisione del 12 dicembre 1990 relativa al regime in questione. Tale richiesta è stata formulata per la prima volta solo dopo la concessione dell'aiuto, di fatto solo dopo la decisione della Commissione di avviare il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2.
Per quanto riguarda la decisione di avvio del procedimento è chiaro che essa, per la sua stessa natura, non può avallare alcun «legittimo affidamento» sulla compatibilità dell'aiuto in oggetto.
Quanto al carattere tardivo della decisione finale della Commissione è sufficiente, da un lato, ricordare la successione delle iniziative intraprese a seguito della denuncia di cui sopra (ed esposte nella decisione di avvio del procedimento), e, dall'altro, segnalare che la Commissione doveva basare il suo giudizio, fra l'altro, sulla situazione del mercato del perossido di idrogeno, dovendo così ricorrere all'intervento di terzi nello svolgimento del procedimento. Va osservato del resto che i dati più recenti sugli investimenti ambientali «eccessivi» e «localmente eccessivi» sono stati forniti alla Commissione solo il 4 novembre 1997. Essa ha quindi potuto prendere una decisione solo dopo aver ricevuto tutte le informazioni necessarie, e ciò per rispettare stricto sensu il diritto di difesa dello Stato membro interessato nel presente procedimento.
I legali di FMC si richiamano agli argomenti addotti dalla Commissione nel caso C 51/94 - Francia (aiuto alla produzione di biocarburanti) (23) - in cui non è stata richiesta la restituzione dell'aiuto -, e chiedono alla Commissione di applicare tale precedente nel caso in oggetto, considerato che:
- il perossido di idrogeno, come i biocarburanti, contribuisce a ridurre l'inquinamento ed è più caro del prodotto che sostituisce;
- l'aiuto all'investimento non costituisce un eccesso di compensazione dei costi di produzione;
- non vi è alcuna indicazione che l'aiuto concesso porti ad un aumento delle vendite e dei profitti, dato che lo stabilimento di FMC è tuttora in perdita;
- il recupero dell'aiuto non permetterebbe comunque di ristabilire la situazione precedente.
Va osservato in primo luogo che la politica comunitaria non è volta a promuovere la produzione di perossido di idrogeno, come avviene invece per i biocarburanti. In quest'ultimo caso, inoltre, gli aiuti concessi sono destinati a compensare in parte i costi di produzione, che per i biocarburanti sono più elevati che per i combustibili fossili. Nel caso di FMC, un aiuto alla produzione o al funzionamento non potrebbe essere autorizzato.
Poiché l'aiuto concesso ha portato ad una diminuzione dei costi di investimento di FMC, tale impresa ha potuto naturalmente acquisire capitale a condizioni più favorevoli dei suoi concorrenti che non hanno beneficiato dell'aiuto. Tale vantaggio può riflettersi, ad esempio, in costi di finanziamento minori, poiché in mancanza di tale aiuto l'impresa avrebbe dovuto procurarsi l'importo corrispondente sul mercato dei capitali. Non è da escludere che un simile risparmio nei costi di finanziamento possa ripercuotersi sui risultati di FMC, sotto forma di profitti più elevati o di perdite minori rispetto ai periodi precedenti. Le autorità olandesi non hanno dimostrato il contrario.
Secondo la Commissione, infine, con la restituzione dell'importo in questione i costi di finanziamento possono essere ricondotti al livello che l'impresa avrebbe dovuto sostenere se non avesse ricevuto quegli aiuti - incompatibili col mercato comune - da cui ha tratto vantaggio artificiale. Con tale restituzione può quindi essere ristabilito lo status quo ante.
La Commissione ritiene pertanto che gli argomenti addotti da FMC non possano esimerla dal richiedere la restituzione dell'aiuto incompatibile,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE
Articolo 1
L'aiuto di 6,3 milioni di NLG concesso dai Paesi Bassi all'impresa FMC Industrial Chemicals (Netherlands) BV, il quale rappresenta un superamento del massimale autorizzato dal regime d'aiuti regionali «Besluit subsidies regionale Investeringsprojecten» (IPR) approvato dalla Commissione, è illegale, poiché è stato accordato prima che la Commissione si pronunciasse al riguardo conformemente all'articolo 93, paragrafo 3, del trattato.
Tale aiuto è inoltre incompatibile col mercato comune conformemente all'articolo 92, paragrafo 1, del trattato e all'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE, e non può beneficiare di alcuna delle deroghe previste all'articolo 92, paragrafi 2 e 3, del trattato e all'articolo 61, paragrafi 2 e 3, dell'accordo SEE.
Articolo 2
I Paesi Bassi adottano i provvedimenti necessari per restituire l'aiuto illegalmente accordato di cui all'articolo 1. Tale restituzione è effettuata in base alle procedure ed alle disposizioni previste dalla legislazione olandese, e comporta altresì il versamento di un interesse per il periodo compreso fra la data in cui è stato concesso l'aiuto e quella in cui è stato effettivamente restituito. Tale interesse è pari al tasso di riferimento vigente alla data della restituzione per il calcolo dell'equivalente sovvenzione netto degli aiuti regionali nei Paesi Bassi.
Articolo 3
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione i Paesi Bassi informano la Commissione delle misure adottate per conformarvisi.
Articolo 4
Il Regno dei Paesi Bassi è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 21 gennaio 1998.

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