Document ID: 31997D0210

DECISIONE N. 210/97/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 19 dicembre 1996 relativa all'adozione di un programma d'azione doganale nella Comunità («Dogana 2000»)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 100 A,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 B del trattato (3), visto il progetto comune approvato il 10 ottobre 1996 dal comitato di conciliazione,
(1) considerando che il completamento del mercato interno, effettivo dal 1° gennaio 1993, l'entrata in vigore del trattato sull'Unione europea, l'allargamento della Comunità a nuovi Stati, l'estensione del regime di transito comunitario alla Polonia, alla Repubblica ceca, alla Slovacchia e all'Ungheria e il rapido sviluppo degli scambi commerciali della Comunità con il resto del mondo, in particolare a seguito degli accordi firmati nel quadro dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT) nell'aprile 1994 ed approvati dal Consiglio il 19 dicembre 1994, richiedono che siano chiaramente individuati ed attuati orientamenti strategici che permettano di definire meglio il ruolo che la dogana è destinata a svolgere nella Comunità;
(2) considerando che con la realizzazione del mercato interno sono stati aboliti i controlli sulle merci a tutte le frontiere interne dell'Unione, ma che fra i mercati domestici dei paesi europei e il mercato interno sussistono differenze sostanziali e che occorre pertanto favorire l'ulteriore evoluzione del mercato interno verso un vero e proprio «mercato domestico» europeo;
(3) considerando che gli Stati membri e la Commissione adottano tutte le misure necessarie per l'esercizio ottimale delle responsabilità che incombono ai servizi doganali in base alle disposizioni applicabili per l'esecuzione delle politiche comuni, in particolare nell'ambito del controllo dell'attuazione della politica commerciale comune, della politica agricola comune e della politica comune della pesca;
(4) considerando che l'assenza di frontiere interne, permettendo alle merci di circolare liberamente senza formalità di natura doganale in tutto il territorio doganale della Comunità, rende necessaria l'attuazione di procedure e di controlli di efficacia equivalente in ogni punto di tale territorio doganale, in occasione dell'entrata o dell'uscita, al fine di garantire l'applicazione delle politiche comunitarie e di proteggere i legittimi interessi dei cittadini e degli operatori economici, nonché gli interessi finanziari della Comunità, rispettando le esigenze di rapidità e di fluidità del commercio estero;
(5) considerando che l'attuazione di tali procedure e controlli nel punto di entrata o di uscita dal territorio doganale della Comunità o nel punto del territorio in cui sono espletate le formalità di sdoganamento è compito delle amministrazioni doganali degli Stati membri; che l'efficacia dell'azione di tali amministrazioni doganali è una condizione essenziale per garantire una buona gestione del mercato interno; che, nei casi in cui occorre assicurare, tra l'altro, un elevato livello di protezione degli interessi finanziari della Comunità, la natura dei controlli da eseguire è determinata in base a criteri concordati a livello comunitario;
(6) considerando che al fine di proteggere gli interessi finanziari della Comunità europea occorre rafforzare la cooperazione affinché le amministrazioni doganali degli Stati membri possano operare nel modo efficiente ed incisivo che può essere assicurato da un'amministrazione unica;
(7) considerando che un risultato equivalente dell'azione doganale nell'applicazione del diritto comunitario può essere ottenuto soltanto attraverso una cooperazione e una collaborazione rafforzate tra le amministrazioni doganali degli Stati membri oltre che tra queste e la Commissione; che lo sviluppo di questa cooperazione non può che rafforzare l'efficacia degli strumenti di gestione delle frontiere del mercato interno quali il regolamento (CEE) n. 339/93 del Consiglio, dell'8 febbraio 1993, relativo ai controlli sulla conformità delle merci importate da paesi terzi alle norme in materia di sicurezza dei prodotti (4);
(8) considerando che, nella sua comunicazione del 16 febbraio 1994 al Parlamento europeo e al Consiglio sullo sviluppo della cooperazione amministrativa per l'attuazione e l'applicazione della normativa comunitaria nel mercato interno, la Commissione ha individuato la dogana tra i settori di competenza della Comunità; che, nella sua risoluzione del 16 giugno 1994 sullo stesso argomento (5), il Consiglio ha invitato la Commissione e gli Stati membri a proseguire attivamente i lavori in questo settore;
(9) considerando che è opportuno sottolineare la necessità dell'azione doganale per quanto riguarda la lotta contro lo sviluppo dei traffici illeciti, nonché contro la frode; che la Comunità deve avere la possibilità, nell'ambito delle proprie competenze, di sostenere l'azione degli Stati membri; che, fatti salvi gli obblighi derivanti dal regolamento (CEE) n. 1468/81 del Consiglio, del 19 maggio 1981, relativo alla mutua assistenza tra le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste e la Commissione per assicurare la corretta applicazione della regolamentazione doganale o agricola (6), o di qualsiasi altro regolamento che lo sostituisca, è opportuno sfruttare tutte le possibilità offerte dalla normativa comunitaria in materia di cooperazione amministrativa;
(10) considerando che l'azione individuale di ogni amministrazione non può permettere di raggiungere un tale risultato; che è indispensabile un'applicazione delle disposizioni in materia doganale tale da garantire il buon funzionamento del mercato interno; che un quadro comunitario è pertanto necessario per stabilire piani e priorità ai fini di un'azione coordinata della Comunità e degli Stati membri onde garantire l'adattamento delle amministrazioni doganali ai compiti che spettano loro nell'ambito di un mercato senza frontiere interne;
(11) considerando che l'attuazione di un programma d'azione comunitaria costituisce una delle azioni più adeguate per realizzare questi obiettivi; che in occasione della relazione interinale e di quella finale la Commissione valuterà l'opportunità di istituire una scuola doganale, destinata a migliorare la formazione dei funzionari doganali degli Stati membri nel campo del diritto comunitario;
(12) considerando che l'articolo 127 del trattato stabilisce che l'azione della Comunità nel settore della formazione professionale deve rispettare pienamente la responsabilità degli Stati membri per quanto riguarda il contenuto e l'organizzazione della formazione professionale;
(13) considerando che gli obiettivi del suddetto programma d'azione devono iscriversi in un quadro comune alla Comunità e agli Stati membri per guidarne l'azione;
(14) considerando che una prima iniziativa è stata attuata con il programma di azione comunitaria in materia di formazione professionale dei dipendenti delle dogane (Matthaeus), istituito dalla decisione 91/341/CEE (7);
(15) considerando che occorre tener conto, nei settori della formazione e della cooperazione tecnica, della dimensione esterna dell'azione della Comunità e degli Stati membri; che gli Stati membri possono prevedere che i propri agenti doganali in divisa ai punti di entrata e di uscita dal territorio doganale della Comunità portino in modo visibile il simbolo a dodici stelle della Comunità europea;
(16) considerando che la Comunità e gli Stati membri contribuiscono al finanziamento del programma d'azione e che il contributo a carico del bilancio generale delle Comunità europee apparirà alla sezione III (Commissione); che la presente decisione stabilisce, per tutta la durata del programma, una dotazione finanziaria che costituisce il riferimento principale, a norma del punto 1 della dichiarazione del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione del 6 marzo 1995, per l'autorità di bilancio nell'ambito della procedura di bilancio annuale;
(17) considerando che occorre prevedere un programma di una durata di cinque anni;
(18) considerando che il presente programma stabilisce i principi guida della politica doganale per il prossimo quinquennio; che il coordinamento e l'organizzazione dell'attuazione del presente programma sono effettuati in compartecipazione tra la Commissione e gli Stati membri in sede di comitato della politica doganale costituito dai direttori generali delle dogane della Commissione e degli Stati membri, o dai loro rappresentanti;
(19) considerando che il presente programma d'azione si fonda sull'esperienza acquisita nel corso dell'azione pilota avviata dalla Commissione nel 1994 e tiene conto delle conclusioni illustrate nella comunicazione «Frodi nel regime di transito, soluzioni previste e prospettive per il futuro» del 29 marzo 1995;
(20) considerando che il presente regolamento si colloca nel quadro delle competenze previste dal trattato e che esso tiene conto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Istituzione del programma
1. La presente decisione istituisce un programma d'azione comunitario che appoggia e completa le azioni intraprese dagli Stati membri nel settore doganale.
2. Il programma d'azione è denominato «programma Dogana 2000» ed è attuato per il periodo che va dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2000.
3. Per l'attuazione del presente programma, l'azione della Comunità si fonda sul quadro comune di obiettivi di cui all'articolo 4.
4. La procedura di attuazione e valutazione del programma è fissata, rispettivamente, negli articoli 3 e 17.
5. Ai fini della presente decisione, per amministrazione doganale si intende l'amministrazione cui compete l'applicazione della normativa doganale.
Articolo 2
Provvedimenti che contribuiscono a sensibilizzare alla dogana nella Comunità
Gli Stati membri possono prevedere che i propri agenti doganali in divisa ai punti di entrata e di uscita dal territorio doganale della Comunità portino in modo visibile il simbolo a dodici stelle della Comunità europea.
Articolo 3
Attuazione del programma
Il coordinamento e l'organizzazione dell'attuazione del presente programma sono effettuati in compartecipazione tra la Commissione e gli Stati membri in sede di comitato della politica doganale costituito dai direttori generali delle dogane della Commissione e degli Stati membri o dai loro rappresentanti, che adottano a tale fine le disposizioni necessarie secondo le loro rispettive competenze.
Articolo 4
Quadro comune di obiettivi
Il quadro comune di obiettivi di cui all'articolo 1, paragrafo 3, nell'ambito del quale la Commissione e gli Stati membri stabiliscono piani e priorità per definire e attuare un'azione coordinata al fine di garantire l'adeguamento dell'azione doganale alle necessità del mercato interno della Comunità, è inteso a:
1) garantire un'applicazione del diritto comunitario che assicuri risultati equivalenti in ogni punto del territorio doganale della Comunità al fine di:
- evitare distorsioni pregiudizievoli al buon funzionamento del mercato interno, che potrebbero verificarsi a causa di un'applicazione non uniforme delle procedure doganali nelle varie parti della Comunità;
- proteggere gli interessi, in particolare finanziari, della Comunità;
- fornire un livello equivalente di protezione ai cittadini e agli operatori economici della Comunità, indipendentemente dal punto del territorio doganale della Comunità in cui sono espletate le formalità di sdoganamento, pur garantendo la fluidità necessaria alle operazioni di commercio estero;
2) fornire un quadro di riflessione per tenere conto della dimensione comunitaria nell'organizzazione dei servizi e la messa in opera delle infrastrutture e delle attrezzature, e promuovere l'utilizzo in comune di mezzi materiali di funzionamento che contribuiscano all'attuazione della normativa comunitaria;
3) incoraggiare le iniziative che gli Stati membri propongano di attuare, da soli o congiuntamente, per migliorare l'efficacia globale delle amministrazioni doganali nella realizzazione dei loro compiti;
4) aiutare gli Stati membri a promuovere la formazione dei funzionari delle amministrazioni doganali adattandola all'evoluzione del loro ruolo nell'attuazione della normativa doganale comunitaria e delle politiche comuni alle frontiere esterne;
5) contribuire, con adeguate azioni tecniche di formazione, di assistenza e di cooperazione, alla messa in opera o allo sviluppo di servizi doganali di qualità nei paesi terzi che ne fanno domanda nell'ambito degli accordi già conclusi o che saranno conclusi dalla Comunità con tali paesi, contribuendo in questo modo allo sviluppo degli scambi commerciali della Comunità;
6) favorire la trasparenza e l'efficacia dell'azione doganale a beneficio del commercio legittimo attraverso un rafforzamento delle relazioni tra le amministrazioni doganali della Comunità, gli ambienti economici, giuridici e scientifici e gli operatori del commercio estero;
7) aiutare le amministrazioni doganali dei paesi associati che desiderano aderire all'Unione europea.
Articolo 5
Controlli doganali
In base agli obiettivi definiti all'articolo 4, punto 1, gli Stati membri e la Commissione:
1) si accertano che i controlli doganali effettuati tutelino gli interessi, in particolare finanziari, della Comunità, assicurino un'applicazione effettiva, efficace ed omogenea delle normative comunitarie e delle politiche comuni, forniscano un livello equivalente di protezione, e permettano di verificare il rispetto delle procedure relative alla conformità alle norme tecniche, alla sicurezza dei prodotti importati ed ai prodotti pericolosi, qualunque sia il punto del territorio doganale della Comunità in cui sono espletate le formalità di sdoganamento, garantendo nel contempo la fluidità del traffico;
2) vigilano in particolare affinché le amministrazioni doganali possano intervenire efficacemente ai fini della corretta applicazione di altre disposizioni comunitarie che influiscono sul controllo effettuato nel punto di entrata o di uscita del territorio doganale della Comunità ovvero nel punto di tale territorio in cui sono espletate le formalità di sdoganamento. Ciò vale, in particolare, per le disposizioni relative alle politiche comuni, alla cooperazione allo sviluppo, nonché alla tutela della proprietà intellettuale, dell'ambiente, dei consumatori e del patrimonio culturale;
3) collaborano al fine di ottenere risultati equivalenti, sia per quanto riguarda il controllo che per la semplificazione degli scambi, per evitare distorsioni di concorrenza che possano determinare deviazioni di traffico e garantire la parità di trattamento degli operatori;
4) adattano, per il conseguimento di questi obiettivi, i metodi di lavoro, le attrezzature e i mezzi materiali al fine di rafforzare l'efficacia dei controlli; promuovono in particolare lo sviluppo di tecniche di identificazione, di analisi del rischio e di verifica a posteriori e, laddove necessario, determinano la natura dei controlli al fine di ottenere risultati equivalenti;
5) vigilano affinché le sanzioni amministrative applicate per infrazioni alla normativa comunitaria siano efficaci, proporzionate e dissuasive;
6) utilizzano tutte le possibilità offerte dalla legislazione comunitaria in materia di cooperazione amministrativa, nonché dagli accordi di mutua assistenza conclusi con i paesi terzi;
7) ricorrono a meccanismi adeguati di analisi e di verifica per valutare l'applicazione dei controlli e delle procedure attuate;
8) procedono all'esame delle competenze dei funzionari delle amministrazioni doganali degli Stati membri e provvedono alla promozione dell'utilizzo ottimale delle risorse disponibili.
Articolo 6
Monitoraggio e adeguamento della normativa e delle procedure comunitarie
1. La Commissione, in compartecipazione con gli Stati membri ed in stretta concertazione con i partner economici, organizza un monitoraggio permanente della normativa e delle procedure comunitarie, in particolare sulla base del Codice doganale comunitario istituito dal regolamento (CEE) n. 2913/92 (8) e delle sue disposizioni d'applicazione.
2. Questo monitoraggio ha l'obiettivo di garantire l'adeguamento di questa normativa e di queste procedure:
- alla tutela degli interessi della Comunità e degli Stati membri;
- alle necessità degli operatori del commercio estero, in particolare attraverso una semplificazione della normativa e delle procedure suddette.
3. Con l'attuazione di azioni comuni specifiche, quali descritte all'articolo 10, la Commissione e gli Stati membri cercano di individuare le difficoltà d'applicazione di questa normativa nonché le eventuali disfunzioni che le pratiche divergenti potrebbero determinare nel quadro del mercato interno.
Articolo 7
Riscossione
Per migliorare i risultati conseguiti per quanto riguarda la riscossione dei dazi doganali non versati o elusi o il recupero degli importi indebitamente versati, la Commissione presenta una relazione sulle disposizioni giuridiche degli Stati membri e sulle difficoltà incontrate dai loro servizi doganali.
Nel quadro delle sue competenze, la Commissione pone in atto quanto necessario per coordinare le misure adottate in questo settore dagli Stati membri e propone tutte le modifiche auspicabili per salvaguardare gli interessi della Comunità.
Articolo 8
Lotta contro la frode
1. Ai fini del conseguimento degli obiettivi definiti all'articolo 4, punti 1 e 2, e all'articolo 5, punti 2 e 5, la Commissione e gli Stati membri fanno il possibile per utilizzare nel modo più razionale ed efficace i loro mezzi di azione in materia di lotta contro la frode e contro i traffici illeciti. Quest'azione si intende come comprensiva di tutte le normative o disposizioni comunitarie applicabili negli scambi di merci tra la Comunità e i paesi terzi, compresi la sosta e il transito di merci relative a tali scambi.
2. A tal fine, la Commissione e gli Stati membri elaborano, attuano e sviluppano una politica di lotta contro la frode in materia doganale a livello comunitario al fine di tenere conto degli sviluppi della costruzione europea, degli impegni internazionali della Comunità e dell'evoluzione della realtà doganale in tale contesto, utilizzando le loro risorse in modo ottimale e complementare.
Questa politica è intesa in particolare:
1) a trarre il massimo profitto dal dispositivo legislativo attuale e, se necessario, a modificarlo;
2) a migliorare la raccolta, l'analisi, la diffusione e la gestione delle informazioni a livello della Comunità, avvalendosi al massimo dell'informatica, e a potenziare, nel modo più rapido possibile, l'impiego di procedure automatizzate da parte dei servizi doganali; ciò comporta:
- l'esigenza che la Commissione e gli Stati membri adottino le iniziative necessarie nel quadro della Convenzione TIR ai fini del controllo sull'utilizzazione dei carnet TIR con mezzi informatici;
- l'informatizzazione del regime di transito comunitario entro il 1998;
3) a individuare, onde eliminarli nei limiti del possibile, gli ostacoli che pregiudicano un'azione ed una cooperazione efficaci nel campo della lotta contro la frode, con particolare riguardo al ruolo e alle competenze dei funzionari delle amministrazioni doganali;
4) a garantire l'applicazione di sanzioni efficaci;
5) a proseguire e sviluppare le azioni coordinate, in particolare le missioni comunitarie di indagine o di controllo in paesi terzi;
6) a sviluppare la cooperazione con paesi terzi, in particolare con i paesi associati dell'Europa centrale e orientale e con le organizzazioni internazionali competenti, nonché con gli ambienti economici interessati;
7) a ricorrere maggiormente, a vantaggio di tutta la Comunità, alle competenze del personale della Commissione e degli Stati membri nei paesi terzi;
8) a garantire il seguito dei casi d'irregolarità.
Articolo 9
Miglioramento dei metodi di lavoro
La Commissione sostiene le azioni che mirano a migliorare i metodi di lavoro delle amministrazioni doganali. In compartecipazione con gli Stati membri, incoraggia lo sviluppo coordinato e l'applicazione di nuovi metodi di lavoro, in particolare nei settori seguenti:
1) l'analisi del rischio, al fine di determinare se le merci sotto sorveglianza doganale debbano essere oggetto di un esame documentale o fisico prima dell'immissione in libera pratica;
2) il ricorso alle tecniche di audit per la verifica della contabilità delle imprese;
3) le procedure semplificate di assegnazione ad un regime doganale e di accertamento;
4) il ricorso al trattamento informatizzato delle procedure doganali, compresa l'utilizzazione delle tecniche più moderne in materia di scambi elettronici di dati, tenendo presente lo stato attuale di informatizzazione delle amministrazioni nazionali e gli interessi degli operatori economici della Comunità, nonché gli sviluppi che intervengono sull'argomento, in campo internazionale; la Commissione esaminerà, in compartecipazione con gli Stati membri, le possibilità di sviluppare gli strumenti informatici idonei a facilitare gli scambi di informazioni fra le amministrazioni doganali;
5) la conclusione di protocolli di accordo (memorandum di intesa) con gli operatori economici al fine di predisporre sistemi adeguati di controllo, di verifica o di scambio di informazioni o dati che possono contribuire alla salvaguardia degli interessi della Comunità.
Articolo 10
Azioni comuni specifiche
1. Ai fini, in particolare, dell'attuazione delle azioni definite nel presente regolamento, la Commissione determina ogni anno, in compartecipazione con gli Stati membri, i settori particolari della legislazione doganale comunitaria che saranno oggetto di azioni di monitoraggio.
Tali azioni di monitoraggio sono svolte da gruppi comuni composti da esperti doganali degli Stati membri e della Commissione.
I gruppi così costituiti effettuano, sulla base di un approccio tematico, visite di punti particolari del territorio doganale della Comunità. Al termine di queste visite, essi elaborano una relazione che individua ed analizza i migliori metodi di lavoro nonché le eventuali difficoltà di attuazione della normativa osservate nelle varie località studiate e che comporta eventualmente proposte di adattamento, tanto della normativa comunitaria che dei metodi di lavoro usati, tali da migliorare l'efficacia dell'azione doganale nel suo insieme. Le relazioni degli esperti sono trasmesse ai servizi competenti degli Stati membri e della Commissione.
2. A complemento di queste azioni di monitoraggio, la Commissione, in compartecipazione con gli Stati membri, ricorre anche, in particolare:
a) a studi complementari per mettere in luce i punti di vista dei vari operatori del commercio estero;
b) all'organizzazione di gruppi di lavoro e di seminari incaricati di studiare i mezzi per migliorare in modo coordinato l'azione delle amministrazioni doganali.
Articolo 11
Ruolo e competenze dei funzionari delle amministrazioni doganali
Nell'ambito dell'articolo 3, si procede all'esame delle competenze dei funzionari delle amministrazioni doganali degli Stati membri per quanto riguarda il ruolo che essi devono svolgere nell'attuazione del diritto comunitario.
Articolo 12
Utilizzazione razionale e coordinata delle risorse
1. Ai fini dell'attuazione dell'articolo 4, punto 2, la Commissione realizzerà un quadro comunitario di consultazione e di coordinamento al fine di garantire lo studio delle necessità del mercato interno e delle esigenze degli Stati membri.
2. Nell'ambito di tale quadro comunitario di consultazione e di coordinamento, la Commissione, in compartecipazione con gli Stati membri, individua i mezzi necessari all'azione doganale e le risorse che permettono di realizzarla, in particolare grazie all'utilizzo di tutti gli strumenti di finanziamento comunitari disponibili, a operazioni comuni e a altri accordi o azioni che risultino necessari alla realizzazione degli obiettivi del presente programma.
3. Per favorire l'individuazione di tali possibilità di azione, la Commissione organizza riunioni di esperti e seminari, se necessario, con la partecipazione di rappresentanti degli ambienti economici interessati.
4. La Commissione, in compartecipazione con gli Stati membri, provvederà a promuovere un'utilizzazione ottimale delle risorse mediante norme e procedure doganali semplificate nonché mediante l'utilizzazione delle tecnologie dell'informazione.
Articolo 13
Sanzioni amministrative doganali
1. Per assicurare che le sanzioni garantiscano un'applicazione parimenti effettiva della legislazione comunitaria e per proteggere efficacemente gli interessi finanziari della Comunità, la Commissione, in compartecipazione con gli Stati membri e nel rispetto:
- dei principi dell'articolo 5, punto 5,
- delle rispettive competenze della Comunità e degli Stati membri e dei principi del diritto nazionale degli Stati membri, tenendo conto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità,
individua le irregolarità doganali, sulla base degli obblighi che derivano dal codice doganale comunitario e dalle sue disposizioni d'applicazione nonché di uno studio comparato della loro qualificazione e della loro classificazione nell'ordinamento giuridico degli Stati membri considerando il loro grado di gravità. Per il conseguimento di tali obiettivi, la Commissione sottoporrà le proposte che riterrà necessarie.
2. La Commissione informa l'autorità di bilancio sul contenuto delle misure da essa adottate.
Articolo 14
Azioni di formazione
1. Gli Stati membri e la Commissione attuano le misure necessarie per conseguire gli obiettivi definiti all'articolo 4, punto 4, tenendo conto della decisione 91/341/CEE e delle rispettive competenze in materia di politica di formazione.
2. Deve essere fatto uno sforzo particolare in materia di sviluppo della formazione dei formatori, della formazione iniziale per i nuovi funzionari doganali al fine di elaborare e presentare moduli pedagogici comuni che riguardino la normativa e le procedure doganali nel loro complesso nonché le politiche comuni. In materia di formazione permanente è necessario avviare e condurre azioni specifiche per sostenere gli sforzi degli Stati membri al fine di fornire al personale delle amministrazioni doganali il livello di formazione necessario all'assolvimento dei suoi compiti.
3. Questa formazione è completata da azioni che mirano ad estendere alle dogane della Comunità i migliori metodi e tecniche di lavoro sviluppati in amministrazioni doganali dei paesi terzi e più in generale tramite una maggiore cooperazione con tali paesi.
A tale scopo, in funzione delle esigenze individuate e su una base reciproca, potranno essere organizzati scambi di funzionari con tali amministrazioni nonché seminari di formazione; per queste operazioni la parte del costo corrispondente ai funzionari delle amministrazioni della Comunità, nonché un contributo, da determinarsi caso per caso, alle spese di organizzazione dei seminari è a carico del bilancio comunitario. La Commissione, in base al principio della buona gestione finanziaria, finanzia le operazioni e l'organizzazione dei seminari che presentano il miglior rapporto costo/efficacia.
4. La Commissione esaminerà, in compartecipazione con gli Stati membri, le possibilità di instaurare misure di formazione doganale, compresi programmi di formazione con un ciclo comune da attuarsi a cura delle amministrazioni nazionali, orientata da un lato alla formazione comune dei quadri superiori delle amministrazioni doganali degli Stati membri e della Commissione o delle altre istituzioni comunitarie e, dall'altro, al perfezionamento di tali agenti nel corso della carriera e comprendente scambi di esperienze e l'organizzazione di seminari nel territorio comunitario.
5. La formazione degli agenti doganali prevista dal programma Matthaeus deve essere estesa ai paesi associati dell'Europa centrale e orientale che desiderano aderire all'Unione europea, se l'esperienza acquisita con i progetti pilota tuttora in corso lo giustifica.
Articolo 15
Azioni di formazione e di assistenza tecnica alle amministrazioni doganali dei paesi terzi
Nel quadro dell'attuazione dell'articolo 4, punto 5, la Commissione garantisce, in compartecipazione con gli Stati membri, il coordinamento delle azioni di formazione, di assistenza e di cooperazione tecniche della Comunità e degli Stati membri a vantaggio di amministrazioni doganali dei paesi terzi per garantire la coerenza dell'azione comunitaria di formazione, tanto esterna che interna. Inoltre, la Commissione assicura, in compartecipazione con gli Stati membri e nel limite delle risorse disponibili, l'attuazione delle azioni tecniche di formazione, di assistenza e di cooperazione in favore delle amministrazioni dei paesi terzi. In tale ambito, essa si fa carico delle spese relative a tali azioni.
Articolo 16
Relazioni con gli operatori del commercio estero
1. Nel quadro dell'attuazione dell'articolo 4, punto 6, la Commissione realizza azioni o sostiene le iniziative degli Stati membri dirette a migliorare e a rafforzare le relazioni tra le amministrazioni doganali della Comunità e gli operatori del commercio estero. A tale riguardo la Commissione tiene espressamente conto dell'esperienza e delle informazioni provenienti dagli operatori del commercio estero.
2. Queste azioni possono prendere la forma, in particolare:
- di messa a punto, di edizione e di diffusione di materiale informativo destinato a garantire una migliore conoscenza, da parte degli operatori, delle procedure doganali, in particolare delle procedure semplificate di sdoganamento, che mirino a rafforzare la competitività dell'economia comunitaria;
- di un dialogo approfondito tra gli ambienti economici, la Commissione e gli Stati membri, in particolare sulle misure previste in materia doganale che possono influire in modo significativo sulle attività economiche, sulla semplificazione delle norme e procedure doganali e sugli argomenti indicati all'articolo 4, punto 1;
- di azioni di formazione che mirino a garantire una migliore conoscenza del diritto comunitario da parte dei diversi operatori del commercio estero.
Articolo 17
Valutazione e relazioni
1. Il presente programma è oggetto di una valutazione permanente, realizzata in compartecipazione tra la Commissione e gli Stati membri.
Essa è realizzata mediante le relazioni di cui al paragrafo 2 e mediante attività specifiche.
2. Gli Stati membri presentano alla Commissione:
- non oltre il 31 dicembre 1997, una relazione interinale e
- non oltre il 30 giugno 1999, una relazione finale
sull'attuazione e sull'impatto del presente programma.
3. La Commissione presenterà al Parlamento europeo ed al Consiglio:
- non oltre il 30 giugno 1998, una relazione interinale sull'attuazione del presente programma,
- non oltre il 30 giugno 1999, una comunicazione sull'opportunità della prosecuzione del presente programma, accompagnata, se necessario, da una proposta adeguata,
- non oltre il 30 giugno 2001, una relazione finale sull'attuazione del presente programma.
Queste relazioni saranno anche presentate, per informazione, al Comitato economico e sociale ed al Comitato delle regioni.
Articolo 18
Finanziamento
1. Fatte salve le azioni il cui finanziamento è previsto nel quadro di altri programmi comunitari, la dotazione finanziaria per l'esecuzione del presente programma, per il periodo compreso fra il 1° gennaio 1996 ed il 31 dicembre 2000, è fissata a 50 milioni di ecu secondo le modalità riportate in allegato.
Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio nei limiti delle prospettive finanziarie.
2. Ciascuno Stato membro contribuisce, nella misura della propria partecipazione, alla realizzazione degli obiettivi del programma osservando le proprie procedure e prospettive di bilancio.
Articolo 19
La presente decisione entra in vigore alla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Essa si applica a decorrere dal 1° gennaio 1996.
Articolo 20
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addì 19 dicembre 1996.

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