Document ID: 32006D0744

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 8 marzo 2006
relativa all'aiuto di Stato al quale la Germania ha dato esecuzione a favore di Magog Schiefergruben GmbH & Co. KG
[notificata con il numero C(2006) 641]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2006/744/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
Dopo aver invitato gli interessati, conformemente a tali articoli, a presentare osservazioni (1) e tenuto conto delle medesime,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Il 12 novembre 2003 la Commissione ha ricevuto una denuncia da un concorrente tedesco di Magog relativa a presunti aiuti di Stato concessi a Schiefergruben Magog GmbH & Co. KG (in appresso «Magog»). Il 25 novembre 2003 la Commissione ha chiesto alla Germania informazioni in merito, che sono state trasmesse dalle autorità tedesche con lettera pervenuta il 4 marzo 2004 e protocollata il medesimo giorno.
(2)
Il 6 ottobre 2004 la Commissione ha avviato il procedimento formale di esame in relazione all’aiuto in questione. La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (2). La Commissione ha invitato tutti gli interessati a presentare le loro osservazioni in merito ai presunti aiuti. La Commissione ha successivamente ricevuto, con lettera del 14 dicembre 2004, protocollata il 16 dicembre, le osservazioni di Rathscheck Schiefer und Dach-Systeme KG, I.B. Rathscheck Söhne KG Moselschiefer-Bergwerke e di Theis-Böger GmbH (in appresso «Rathscheck e Theis-Böger») e, con lettera del 7 dicembre 2004, protocollata il 13 dicembre, le osservazioni di un terzo concorrente che desidera rimanere anonimo.
(3)
Tali osservazioni sono state trasmesse alla Germania con lettere del 3 gennaio 2005 e del 7 luglio 2005, alle quali le autorità tedesche hanno risposto con lettere dell’11 marzo 2005 e del 31 agosto 2005, protocollate rispettivamente l’11 marzo e il 1osettembre 2005.
(4)
La risposta della Germania all’avvio del procedimento formale di esame è pervenuta con lettera del 6 dicembre 2004, protocollata il 13 dicembre 2004. Il 5 ottobre 2005 la Commissione ha chiesto ulteriori informazioni, che la Germania ha comunicato con lettera del 15 novembre 2005, protocollata il 16 novembre 2005. Gli allegati sono stati inviati con lettera del 18 novembre 2005, protocollata il 24 novembre 2005. Le autorità tedesche hanno completato le osservazioni mediante lettera del 21 dicembre 2005, protocollata il medesimo giorno.
II. DESCRIZIONE DELL’AIUTO
2.1. L’impresa beneficiaria
(5)
Magog, l’impresa beneficiaria, ha sede a Bad Fredeburg, nella Renania settentrionale-Vestfalia e si occupa di produzione di ardesia. Nel 2002 l’impresa aveva 43 dipendenti e registrava un saldo di bilancio inferiore a 5 milioni di EUR. Poiché è soddisfatto anche il requisito dell’indipendenza, l’impresa può essere definita una piccola impresa ai sensi della raccomandazione della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (3).
2.2. Il progetto
(6)
Su richiesta della Westfälischen Schieferverband e.V. (associazione dei produttori di ardesia della Vestfalia), il Land Renania settentrionale-Vestfalia ha promosso negli anni 2002 e 2003 lo sviluppo di una procedura innovativa per il taglio dell’ardesia per tetti (progetto denominato «Sviluppo e prova di una produzione di ardesia per tetti a controllo numerico e robotizzato»). Il progetto è stato realizzato da Magog, che è membro dell’associazione citata, in collaborazione con un istituto superiore di studi tecnici ed economici.
(7)
Secondo le autorità tedesche l’obiettivo del progetto era lo sviluppo di una tecnologia innovativa per il trattamento dell’ardesia per tetti che consentisse di ridurre i rischi per la salute dei lavoratori. La preparazione delle lastre di ardesia, che fino ad allora era effettuata in larga misura manualmente, comportava per gli addetti un impegno fisico gravoso: secondo la Germania il progetto ha dato un contributo essenziale all’aumento della sicurezza sul lavoro e presenta un carattere esemplare per l’intera industria di produzione dell’ardesia.
(8)
In base alla domanda il progetto denominato «Sviluppo e prova di una produzione di ardesia per tetti a controllo numerico e robotizzato» era costituito da tre fasi: nella prima fase sarebbe stato messo a punto un prototipo, nella seconda sarebbe stato costruito un locale apposito e nella terza sarebbe stata applicata la nuova tecnologia.
(9)
Soltanto la prima fase è stata sovvenzionata dal Land. I costi della prima fase sono stati calcolati a 1 293 110 EUR dei quali il 60 %, vale a dire 775 866 EUR, finanziato dal Land. Alla fine i costi della prima fase si sono elevati a 1 223 945 EUR, dei quali 702 093 EUR (il 57 %) sono stati finanziati dal Land.
(10)
I costi definitivi della prima fase si possono suddividere come segue
(tabella 1):
EUR
Studio di fattibilità
25 565
Messa a punto di un prototipo (impianto 1)
464 410
Messa a punto e costruzione di due impianti di produzione (impianti 2 e 3)
733 970
Totale
1 223 945
(11)
Magog ha commissionato uno studio di fattibilità ai fini della costruzione di un impianto per la produzione di ardesia per tetti a controllo numerico e robotizzato, studio che è stato ultimato nel marzo 2002. Il costo dello studio ammontava a 25 565 EUR.
(12)
In seguito allo studio di fattibilità è stato concepito un prototipo, non destinato alla produzione industriale, ma unicamente a fini sperimentali, che è stato costruito nei locali di Magog (impianto 1). Le prove hanno avuto luogo nel novembre e dicembre 2002 e il prototipo è stato smontato nel gennaio 2003. I costi del prototipo ammontavano a 464 410 EUR.
(13)
Sulla base delle esperienze acquisite tramite le prove sul prototipo l’impresa ha costruito un impianto per la produzione industriale. Le prove sul prototipo avevano indicato che, a causa della diversa grandezza delle lastre di ardesia, sarebbero stati necessari almeno due impianti per la produzione industriale. Il primo impianto utilizzabile per la produzione industriale è stato costruito nel gennaio 2003 (impianto 1), il secondo nell’aprile 2003 (impianto 3). Nel corso dell’anno 2003 gli impianti 2 e 3 sono stati sottoposti a ulteriori prove, al fine di migliorarne il funzionamento. Dall’inizio del 2004 la produzione degli impianti 2 e 3 procede senza difficoltà. I costi degli impianti 2 e 3 ammontano a 733 970 EUR.
(14)
La fase 1 descritta nei paragrafi da 8 a 13 faceva parte di un’impostazione globale relativa all'ammodernamento del processo di produzione di Magog che comportava fasi ulteriori. Le fasi 2 e 3 sono iniziate nel 2003 e si sono concluse nel 2005. Inoltre, dal 2002 sono stati realizzati investimenti nell’attività di estrazione (cantiere di scavo). Secondo la Germania le fasi 2 e 3 e il cantiere di scavo comprendevano gli investimenti seguenti, che facevano parte del programma generale di ammodernamento
(tabella 2):
EUR
1
Locale 2002
16 576
2
Locale 2005
213 175
3
Segatrici
267 774
4
Trattamento dell’acqua
35 740
5
Collegamento per ufficio
2 570
6
Attrezzatura per l’estrazione
105 840
7
Costo dei brevetti
65 128
8
Cantiere di scavo 2002-2005
557 378
9
Cantiere di scavo 2006-2007
176 800
10
Remunerazione del direttore del progetto/dell’ingegnere 2004-2005
84 247
11
Demolizione di edifici
8 245
12
Onorari architetto
5 733
Totale
1 539 205 (4)
(15)
Il costo di 16 576 EUR indicato per il «locale 2002» riguarda la riparazione e ristrutturazione di un locale per le segatrici nell’anno 2002 (punto 1 della tabella 2).
(16)
Gli investimenti nel «locale 2005» riguardano un ex-magazzino che è stato notevolmente ristrutturato nel 2004 e nel 2005 e viene attualmente utilizzato per la produzione (punto 2). La ristrutturazione del locale si è resa necessaria per poter ospitare il nuovo processo di produzione basato sui robot recentemente costruiti. La ristrutturazione del locale comprende anche il montaggio di una nuova segatrice (punto 3) diventata necessaria per l'installazione dei nuovi robot.
(17)
Per avviare il nuovo processo di produzione era anche necessario costruire nuovi impianti per il trattamento dell’acqua destinati al raffreddamento della nuova segatrice (punto 4), di dimensioni maggiori di quella vecchia e che necessita di una maggiore quantità d’acqua. I costi del collegamento per l’ufficio (punto 5) sono anche connessi con gli investimenti nel locale 2005 e nelle segatrici.
(18)
L'attrezzatura per l’estrazione (punto 6) è una macchina utilizzata per lo scavo dell'ardesia nella miniera ed è stata acquistata da Magog nel 2004.
(19)
Per quanto riguarda i costi di brevetto, al punto 7 si tratta degli onorari di avvocato per la presentazione dei brevetti connessi al progetto.
(20)
Per quanto riguarda i costi per l’estrazione dell’ardesia negli anni 2002 fino al 2005, si tratta degli investimenti per il cantiere di scavo (punto 8). Per il 2006 ed il 2007 sono indicate le stime dei costi dell’impresa per l’avanzamento del cantiere in questi due anni (punto 9). I costi per la remunerazione del direttore del progetto e dell'ingegnere nel 2004/2005 (punto 10) sono connessi alle attività estrattive menzionate ai punti 8 e 9.
(21)
I costi per la demolizione di un edificio (punto 11) riguardano il luglio 2005 e si riferiscono alla demolizione di un edificio della società non ulteriormente specificato.
(22)
Gli onorari dell’architetto (punto 12) si possono ulteriormente suddividere in 3 600 EUR per la costruzione del «locale 2005» e 2 133 EUR per altre voci.
2.3. Le misure finanziarie
(23)
Il Land Renania settentrionale-Vestfalia ha concesso una sovvenzione di 702 093 EUR in base al programma tecnologico per le miniere («Technologieprogramms Bergbau») il cui obiettivo era promuovere progetti che contribuissero ad aumentare la sicurezza e la protezione della salute dei dipendenti delle imprese estrattive, nonché a migliorare la tutela ambientale nelle miniere. I beneficiari potenziali del programma erano istituti comunitari di ricerca economica e tecnologica. Il programma è stato sospeso alla fine del 2003.
(24)
La notifica della concessione dell’aiuto ha avuto luogo il 19 dicembre 2001. La sovvenzione è stata erogata tra l’agosto 2002 e il dicembre 2003 in rate successive corrispondenti allo stato di avanzamento del progetto.
(25)
Magog è titolare di tutti i diritti di proprietà sui risultati del progetto e dei diritti di utilizzazione; deve versare una parte dei proventi generati dall’applicazione dei risultati al Land Renania settentrionale-Vestfalia. La sovvenzione è stata approvata a condizione che i risultati del progetto fossero ampiamente diffusi: Magog deve pubblicare i risultati in almeno una rivista specializzata tedesca riconosciuta. Secondo le autorità tedesche Magog ha concesso licenze a un concorrente. Un articolo in merito ai risultati è stato pubblicato sulla rivista della federazione delle industrie minerarie «Bergbau».
III. MOTIVAZIONI PER L’AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE
(26)
La Commissione ha avviato il procedimento di indagine formale perché dubitava di quanto affermato dalle autorità tedesche, vale a dire che la misura finanziaria non costituisse un aiuto di Stato. Secondo la Commissione la misura finanziaria concedeva a Magog un vantaggio selettivo, poiché l’introduzione della nuova tecnologia incrementava la produttività dell’impresa e migliorava la sua capacità competitiva senza che l’impresa dovesse sostenerne tutti i costi. La Commissione inoltre era del parere che tale misura incidesse sugli scambi fra Stati membri.
(27)
Per quanto riguarda le possibili deroghe ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE, la Commissione ha innanzitutto constatato che Magog non ha sede in una zona assistita ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera a) o c), del trattato CE.
(28)
Secondo la Commissione il progetto poteva probabilmente essere considerato un progetto di investimento ai sensi del regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (5), però la Commissione dubitava che fossero stati rispettati i massimali ammissibili dell’intensità lorda dell’aiuto, che sono del 7,5 % dei costi di investimento sovvenzionabili per le medie imprese e del 15 % per le piccole imprese.
(29)
La Commissione ha anche tenuto conto del fatto che una parte del progetto poteva essere definita come attività di sviluppo precompetitivo ai sensi della disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo (6) (disciplina sugli aiuti alla R&S), in base alla quale sono ammissibili aiuti di Stato per la ricerca fondamentale, la ricerca industriale e lo sviluppo precompetitivo. La Commissione tuttavia dubitava che fosse stata rispettata l’intensità massima dell’aiuto ammissibile del 35 % per le piccole e medie imprese (PMI).
(30)
La Commissione ha aggiunto inoltre che avrebbe esaminato la compatibilità dell’aiuto con l’interesse comune in generale e in particolare con l’obiettivo della protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, ai sensi dell’articolo 137 del trattato CE.
IV. OSSERVAZIONI DELLE PARTI
(31)
La Commissione ha ricevuto le osservazioni di Rathscheck e Theis-Böger, nonché di un concorrente che desiderava rimanere anonimo.
4.1. Rathscheck e Theis-Böger
(32)
Nella loro dichiarazione in occasione dell’avvio del procedimento di indagine formale Rathscheck e Theis-Böger spiegano che il mercato dell’ardesia è un mercato unico e che non esiste un mercato separato per la «copertura tedesca all’antica». Anche se la «copertura tedesca all’antica» costituisse un mercato separato, l’aiuto condurrebbe comunque a falsare la concorrenza, poiché i nuovi robot potrebbero essere utilizzati anche per la produzione di ardesia corrente e i produttori spagnoli di ardesia non operano soltanto sul mercato del prodotto finito, ma anche sul mercato dei prodotti intermedi. Rathscheck e Theis-Böger fanno notare che producono sempre più «copertura tedesca all’antica» con ardesia grezza spagnola.
(33)
Per quanto riguarda l’eventuale compatibilità con il mercato comune, Rathscheck e Theis-Böger dichiarano che l’aiuto non è compatibile con il mercato comune poiché dà a Magog la possibilità di offrire sul mercato i propri prodotti a prezzi inferiori a quelli dei concorrenti e anche a quelli delle imprese spagnole.
(34)
Rathscheck e Theis-Böger contestano la dichiarazione della Germania secondo la quale la sovvenzione non concedeva alcun vantaggio a Magog. Magog stessa non ha negato che l’aiuto abbia contribuito a un netto incremento della propria redditività.
(35)
Rathscheck e Theis-Böger hanno anche aggiunto informazioni di base relative al mercato dell’ardesia. Hanno indicato che la produzione complessiva di ardesia nella Comunità è in declino dal 2001, che il 95 % della produzione comunitaria proviene dalla Spagna, unico paese comunitario che registra una notevole eccedenza di esportazioni, e che tutti i produttori di ardesia della Comunità sono piccole e medie imprese.
(36)
Rathscheck e Theis-Böger contestano che la messa a punto di un procedimento per la produzione di ardesia a controllo numerico e robotizzato rappresenti una vera e propria innovazione. L’ardesia comune viene prodotta in Spagna già da parecchi anni con utensili di fabbricazione ultramoderni. In merito alla classificazione di una parte del progetto come sviluppo precompetitivo, Rathscheck e Theis-Böger sottolineano che non sono state in ogni caso rispettate le intensità massime ammissibili per l'aiuto.
(37)
Rathscheck e Theis-Böger respingono le argomentazioni della Germania, secondo le quali l’aiuto ha determinato un miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti: di conseguenza l’aiuto non può considerarsi compatibile con il mercato comune in base al fatto che persegue l’obiettivo della protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, a norma dell’articolo 137 del trattato CE.
4.2. Concorrente anonimo
(38)
Nelle osservazioni presentate in occasione dell’avvio del procedimento di indagine formale, il concorrente che desidera rimanere anonimo fa osservare che le imprese di costruzione tedesche e il mercato della posa dei tetti sono in declino in questi ultimi anni. Una sovvenzione a un produttore tedesco sarebbe di conseguenza particolarmente nociva. Il concorrente stesso è produttore di ardesia grezza che viene utilizzata in Germania per la fabbricazione di «ardesia tedesca all’antica».
V. OSSERVAZIONI DELLA GERMANIA
(39)
Nelle osservazioni presentate in occasione dell’avvio del procedimento di indagine formale, la Germania sostiene che la sovvenzione non costituisce aiuto di Stato, poiché non incide sugli scambi fra Stati membri, e che l’ardesia che Magog produce nell’impianto di nuova costruzione è un'ardesia per tetti particolarmente pregiata, la cosiddetta pietra di copertura tedesca all'antica. Il mercato per tale tipo di ardesia è un mercato regionale e si limita a determinate regioni della Germania: di conseguenza non incide sugli scambi tra gli Stati membri.
(40)
Nel caso in cui la Commissione ritenesse che la sovvenzione incide sugli scambi tra Stati membri, secondo la Germania essa potrebbe essere dichiarata compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE. La misura soddisfa le condizioni di uno studio preliminare di fattibilità per attività di sviluppo precompetitivo, ai sensi del punto 5.4 della disciplina comunitaria per la ricerca e lo sviluppo, e di una attività di sviluppo precompetitivo di una piccola impresa. Inoltre l'aiuto potrebbe essere ritenuto compatibile con il mercato comune direttamente in base all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE. La misura contribuisce alla realizzazione di un obiettivo comunitario importante a norma dell'articolo 137 del trattato CE e riguarda un'attività economica per la quale, se mai venisse falsata la concorrenza, tale concorrenza non esiste in maniera intensa a livello comunitario. La Germania inoltre presenta una descrizione particolareggiata del progetto, nonché un elenco dei costi e informazioni relative allo status di PMI dell'impresa.
(41)
Nella risposta alle osservazioni di Rathscheck e Theis-Böger la Germania ribadisce che la misura non ha inciso sugli scambi fra Stati membri, fa osservare che la concorrenza intensa si svolge a livello regionale e che inoltre la realizzazione del progetto non ha causato una riduzione dei costi di produzione di Magog. Oltre a ciò, il progetto è ammissibile all'aiuto anche in base alla disciplina sugli aiuti alla R&S, ragione per cui l'aiuto può essere definito come compatibile con il mercato comune. La Germania dubita della veridicità della dichiarazione di Rathscheck e Theis-Böger in base alla quale essi produrrebbero «copertura tedesca all'antica» da ardesia grezza spagnola.
(42)
In merito alle osservazioni del concorrente che desidera rimanere anonimo, le autorità tedesche fanno osservare che i robot sovvenzionati non vengono utilizzati per la produzione dell'ardesia comune prevalente in Spagna. Quindi non vi è distorsione della concorrenza in relazione all'ardesia spagnola. La dichiarazione del concorrente che desidera rimanere anonimo, che afferma di produrre ardesia che viene utilizzata in Germania per la fabbricazione di «ardesia tedesca all'antica», è falsa.
VI. VALUTAZIONE
6.1. Esistenza di un aiuto ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE
(43)
Conformemente all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Secondo la giurisprudenza costante della Corte di giustizia europea, la condizione di «incidere sugli scambi tra Stati membri» è soddisfatta quando l’impresa beneficiaria dell'aiuto esercita un'attività economica che è oggetto di scambi fra Stati membri.
(44)
La Commissione afferma che il progetto e la sovvenzione del Land Renania settentrionale-Vestfalia conferiscono un vantaggio a Magog. Consentendo la costruzione di nuovi impianti, la sovvenzione ha sostenuto l'impresa nell'ammodernamento del processo di produzione; cosa che è confermata anche dal sito Internet dell'impresa, secondo il quale il progetto di automazione del taglio dell'ardesia è stato eseguito affinché l'impresa potesse produrre ardesia di qualità pregiata a prezzi più convenienti e in tal modo incrementare la propria produttività. La sovvenzione avvantaggia Magog, che non l'avrebbe ottenuta sul mercato e minaccia quindi di falsare la concorrenza.
(45)
In merito all'alterazione degli scambi fra Stati membri, la Commissione constata che l'ardesia di qualità particolarmente pregiata che Magog produce non costituisce un mercato separato, ma deve essere considerata parte del mercato dell'ardesia. La Germania sostiene che la produzione e la commercializzazione della «copertura tedesca all'antica» sarebbero limitate a determinate regioni e che, dal lato della domanda, tale prodotto non sarebbe sostituibile con l'ardesia comune a causa del prezzo e dell'impiego a cui è destinata. La Commissione ritiene tuttavia che il fatto che la «copertura tedesca all'antica» sia più costosa dell'ardesia comune in commercio e che sia richiesta soltanto da determinati consumatori che hanno un interesse storico particolare non giustifichi che tale prodotto sia considerato un mercato separato.
(46)
Secondo il denunziante la produzione complessiva di ardesia nella Comunità ammonta a 743 000 tonnellate. La Spagna è di gran lunga il maggior produttore di ardesia e esporta una parte consistente della propria produzione. La Germania produce circa 9 000- 10 000 tonnellate di ardesia. Stando ai dati forniti dalla Germania, nel 2002 sono state importate più di 100 000 tonnellate di ardesia dalla Spagna in Germania. La Commissione conclude quindi che esistono scambi fra Stati membri nel mercato dell'ardesia e che Magog è in concorrenza con i produttori degli altri Stati membri.
(47)
La misura è stata attuata dal Land Renania Settentrionale-Vestfalia, pertanto è finanziata da risorse statali ed è quindi imputabile allo Stato.
(48)
Per tali ragioni la Commissione conclude che la sovvenzione è da considerarsi aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE e di conseguenza deve essere esaminata la sua compatibilità con il mercato comune.
6.2. Deroghe a norma dell'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato CE
(49)
L’articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato CE prevede deroghe al divieto generale di cui al paragrafo 1.
(50)
Le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 2, del trattato CE, non si applicano nel presente caso, poiché l'aiuto non ha carattere sociale e non è concesso ai singoli consumatori, né è concesso per ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali; tantomeno è concesso all'economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania che risentono della divisione della Germania.
(51)
In merito alle deroghe possibili a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE, va innanzitutto osservato che il progetto non viene realizzato in una regione assistita conformemente all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) o lettera c), del trattato CE e quindi non può essere considerato un aiuto a finalità regionale.
(52)
Il regolamento (CE) n. 70/2001, come modificato dal regolamento (CE) n. 364/2004 (7), che estende il campo di applicazione agli aiuti alla ricerca e allo sviluppo, concede aiuti statali alle piccole e medie imprese per la ricerca fondamentale, la ricerca industriale e lo sviluppo precompetitivo. Sebbene il presente aiuto sia stata accordato prima dell'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 364/2004, il regolamento (CE) n. 70/2001 è applicabile nella versione modificata, poiché, ai sensi del suo articolo 9 bis, i singoli aiuti concessi prima dell'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 364/2004, senza autorizzazione della Commissione in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, sono compatibili con il mercato comune se soddisfano le condizioni del regolamento (CE) n. 70/2001 modificato.
(53)
All'articolo 2 del regolamento (CE) n. 70/2001 la ricerca fondamentale è definita come un’attività che mira all’ampliamento delle conoscenze scientifiche e tecniche non connesse ad obiettivi industriali o commerciali. La ricerca industriale è definita come ricerca pianificata o indagine critica mirante ad acquisire nuove conoscenze, con l'obiettivo di utilizzare tali conoscenze per mettere a punto nuovi prodotti, processi produttivi o servizi o per migliorare in maniera significativa prodotti, processi produttivi o servizi esistenti. Poiché il presente progetto era volto a costruire un prototipo e due impianti che dovevano essere inseriti nella produzione, non si tratta chiaramente di ricerca fondamentale, né di ricerca industriale.
(54)
Nello stesso articolo viene definito lo sviluppo precompetitivo come la concretizzazione dei risultati della ricerca industriale in un piano, un progetto o un disegno per prodotti, processi produttivi o servizi nuovi, modificati o migliorati, siano essi destinati alla vendita o all’utilizzazione, compresa la creazione di un primo prototipo non idoneo a fini commerciali. Tale attività può inoltre comprendere la formulazione teorica e la progettazione di altri prodotti, processi produttivi o servizi, nonché progetti di dimostrazione iniziale o progetti pilota, a condizione che tali progetti non siano né convertibili, né utilizzabili a fini di applicazione industriale o sfruttamento commerciale.
(55)
La Commissione constata che la prima fase del progetto consisteva nella costruzione di un prototipo e di due impianti, che alla fine avrebbero dovuto essere inseriti nel processo di produzione. La costruzione dei due impianti citati non può essere classificata come sviluppo precompetitivo, poiché tali impianti vengono utilizzati per la produzione. Tuttavia la messa a punto del prototipo, secondo la Commissione, può essere considerata come sviluppo precompetitivo. Il prototipo fa parte di un progetto di miglioramento del processo di produzione. Non sarà utilizzato a fini di produzione, poiché è stato smontato nel 2003. Per quanto riguarda il carattere innovativo, la Commissione prende atto del fatto che la Germania distingue nettamente il prototipo costruito dalle macchine per il taglio dell’ardesia corrente utilizzata in Spagna, che non sarebbero idonee per la produzione di copertura tedesca all’antica. Inoltre a Magog sono stati anche rilasciati brevetti connessi all’applicazione del progetto.
(56)
A norma dell’articolo 5 bis, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 70/2001, l’intensità massima dell’aiuto ammissibile per lo sviluppo precompetitivo delle piccole e medie imprese ammonta al 35 % lordo dei costi ammissibili del progetto. L’articolo 5 bis, paragrafo 4, consente una maggiorazione fino a 10 punti percentuali se i risultati del progetto sono oggetto di ampia diffusione tramite conferenze tecniche e scientifiche, o sono pubblicati in riviste scientifiche e tecniche specializate.
(57)
Una parte dei risultati è stata resa accessibile a un’altra impresa sotto forma di licenza. Inoltre i risultati del progetto devono essere pubblicati su una rivista specializzata. La Commissione giunge quindi alla conclusione che si possa aggiungere all’intensità massima dell’aiuto del 35 % un’ulteriore maggiorazione di 10 punti percentuali, cosicché ne risulta un’intensità massima di aiuto ammissibile del 45 %. Poiché i costi del prototipo ammontavano a 464 410 EUR, l’aiuto ammissibile ammonta a 208 985 EUR.
(58)
Oltre a ciò, lo studio di fattibilità, nell'ambito della fase 1, può essere considerato come studio preliminare, per la verifica della fattibilità tecnica in preparazione di un’attività di sviluppo precompetitivo, a norma dell’articolo 5 ter del regolamento (CE) n. 70/2001, per il quale l’intensità dell’aiuto ammissibile non deve superare il 75 %. I costi dello studio di fattibilità ammontavano a 25 565 EUR, cosicché l’importo ammissibile dell’aiuto ammonta a 19 174 EUR. Complessivamente l’aiuto ammissibile ai sensi del regolamento (CE) n. 70/2001 ammonta quindi a 228 158 EUR.
(59)
Come già illustrato al paragrafo 55, la costruzione degli impianti 2 e 3, che sono utilizzati per la produzione industriale, non deve essere considerata attività di sviluppo precompetitivo e quindi non viene presa in considerazione per gli aiuti alla ricerca e allo sviluppo. Nondimeno, la costruzione di tali impianti può essere considerata un investimento in immobilizzazioni materiali e immateriali ai sensi del regolamento (CE) n. 70/2001, poiché con tali costruzioni viene attuata una modifica fondamentale del processo di produzione di Magog, tramite la razionalizzazione e l’ammodernamento del processo produttivo attuale.
(60)
L’articolo 4 del regolamento (CE) n. 70/2001 autorizza aiuti agli investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali fino ad un’intensità lorda di aiuto del 15 % per le piccole imprese. Ai sensi dell’articolo 2, gli investimenti in immobilizzazioni materiali definiscono gli investimenti in capitale fisso materiali destinati alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento di uno stabilimento esistente o all’avvio di un’attività connessa con una modifica sostanziale dei prodotti o dei processi produttivi di uno stabilimento esistente, in particolare mediante razionalizzazione, ristrutturazione o ammodernamento. Gli investimenti in immobilizzazioni immateriali designano gli investimenti in trasferimenti di tecnologia mediante l'acquisto di diritti di brevetto, di licenze, di know-how o di conoscenze tecniche non brevettate.
(61)
I costi degli impianti 2 e 3 ammontano a 733 970 EUR. Secondo le autorità tedesche anche i costi delle fasi 2 e 3 e del cantiere di scavo dovrebbero essere classificati come investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali ai sensi del regolamento (CE) n. 70/2001 e, su tale base, poter beneficiare di aiuti.
(62)
La Commissione ritiene che i costi per la costruzione di un locale per il nuovo processo di produzione (punto 2 della tabella 2), l'acquisto di una segatrice per il nuovo processo di produzione (punto 3) e gli investimenti nel trattamento dell’acqua (punto 4) e nella connessione per l’ufficio (punto 5) costituiscano investimenti in immobilizzazioni materiali ai sensi del regolamento (CE) n. 70/2001. Tali investimenti fanno parte del progetto di razionalizzazione e ammodernamento del processo produttivo di Magog e sono quindi sovvenzionabili a norma del citato regolamento. La Commissione ritiene inoltre che anche gli onorari dell’architetto per la costruzione del «locale 2005» (3 600 EUR) siano ammissibili poiché costituiscono parte dei costi di detto locale. I costi delle misure elencate ammontano complessivamente a 522 859 EUR.
(63)
A differenza della Germania, la Commissione giunge invece alla conclusione che i costi restanti delle fasi 2 e 3, nonché quelli del cantiere di scavo non siano ammissibili. Gli investimenti per il «locale 2002» (punto 1 della tabella 2) riguardano la riparazione e ristrutturazione nel 2002 di un locale per le segatrici esistente e come tali sono semplici investimenti di sostituzione che, a norma del regolamento (CE) n. 70/2001, non possono essere sovvenzionati.
(64)
L’apparecchio per lo scavo dell’ardesia è una macchina che viene utilizzata per l’estrazione dell’ardesia nella miniera (punto 6). Secondo la Commissione, l’acquisto della macchina non costituisce un investimento in immobilizzazioni materiali a norma del citato regolamento: i costi per l’acquisto della macchina vanno piuttosto classificati come normali costi di funzionamento. L’acquisto della macchina per lo scavo dell’ardesia non fa parte del progetto d'investimento volto alla razionalizzazione e all'ammodernamento del processo di produzione di Magog.
(65)
I costi per i brevetti, sotto forma di onorari dell’avvocato per il deposito dei brevetti stessi (punto 7), sono sicuramente connessi con il progetto di razionalizzazione e di ammodernamento, tuttavia non sono costi sovvenzionabili a norma del regolamento (CE) n. 70/2001, poiché in questo caso non si tratta di un investimento in immobilizzazioni immateriali.
(66)
I costi per il cantiere di scavo nel periodo 2002-2005 (punto 8) e i costi prevedibili per l’avanzamento del cantiere nel periodo 2006-2007 (punto 9) sono, a parere della Commissione, normali costi di funzionamento e non devono essere considerati investimenti in immobilizzazioni materiali ai sensi del citato regolamento. Lo stesso dicasi per i costi riguardanti il direttore del progetto e l’ingegnere nel 2004 e 2005, che sono connessi con l’avanzamento del cantiere (punto 10).
(67)
La Commissione ritiene inoltre che i costi sostenuti nel 2005 per la demolizione dell’edificio (punto 11) non siano sovvenzionabili, poiché la demolizione non fa parte del progetto d’investimento volto all’ammodernamento e alla razionalizzazione del processo produttivo. Rientra piuttosto nella normale attività commerciale di Magog e quindi non corrisponde alla definizione di un investimento in immobilizzazioni materiali e immateriali di cui al regolamento (CE) n. 70/2001. La parte restante degli onorari dell’architetto (punto 12) non legata al «locale 2005» non fa parte del progetto d’investimento, secondo la Commissione, poiché non è connessa ad investimenti che rientrano nel progetto di ammodernamento e di razionalizzazione.
(68)
La Commissione di conseguenza conclude che, ai sensi del regolamento (CE) n. 70/2001, i costi sovvenzionabili per investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali ammontano a 733 970 EUR per la fase 1 e 522 859 EUR per le fasi 2 e 3, vale a dire complessivamente a 1 256 829 EUR. Poiché l'intensità dell’aiuto ammissibile per le piccole imprese è del 15 %, ne risulta un importo d’aiuto ammissibile per gli investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali di 188 524 EUR.
(69)
La Commissione ritiene che non sia applicabile nella fattispecie nessuno degli altri orientamenti o regolamenti comunitari, riguardanti, fra l’altro, gli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione, per la tutela dell’ambiente, la formazione, l’occupazione oppure relativi al capitale di rischio.
(70)
La Commissione ha anche valutato se l’aiuto sia compatibile con l’interesse comune e specialmente con l’obiettivo della protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, ai sensi dell’articolo 137 del trattato CE. A norma di detto articolo la Comunità sostiene e completa l’azione degli Stati membri, fra l’altro nell’ambito del miglioramento, in particolare, dell’ambiente di lavoro per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e nell’ambito delle condizioni di lavoro. La Commissione giunge alla conclusione che l’aiuto non può essere ritenuto compatibile con il mercato comune su questa base, poiché, in primo luogo, non mira al miglioramento dell’ambiente di lavoro volto a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, bensì alla razionalizzazione e all’ammodernamento del processo di produzione di Magog. Il fatto che il progetto (come effetto secondario) abbia anche contribuito a un miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori e abbia ridotto il lavoro manuale e l’inquinamento acustico sul posto di lavoro non contraddice tale conclusione.
VII. CONCLUSIONE
(71)
La Commissione constata che la Germania ha concesso illegalmente aiuti a favore di Magog per un importo di 702 093 EUR, in violazione dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE. La Commissione ritiene che un importo di 416 683 EUR (228 158 EUR per la ricerca e sviluppo e 188 524 EUR per investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali) (8) possa essere ritenuto compatibile con il mercato comune a norma del regolamento (CE) n. 70/2001. L’importo rimanente di 285 410 EUR è incompatibile con il mercato comune e deve essere recuperato,
HA DECISO QUANTO SEGUE:
Articolo 1
L’aiuto di Stato, per un importo di 416 683 EUR, che la Germania ha concesso a favore di Schiefergruben Magog GmbH & Co. KG, è compatibile con il mercato comune a norma dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c).
Articolo 2
L’aiuto di Stato, per un importo di 285 410 EUR, che la Germania ha concesso a favore di Schiefergruben Magog GmbH & Co. KG, è incompatibile con il mercato comune.
Articolo 3
1. La Germania prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare presso il beneficiario l'aiuto concesso illegalmente di cui all'articolo 2.
2. Il recupero è effettuato senza indugio conformemente alle procedure del diritto nazionale, purché consentano l’esecuzione immediata della presente decisione. L'aiuto da recuperare comprende gli interessi, che decorrono dalla data in cui l'aiuto concesso illegalmente è stato messo a disposizione dei beneficiari fino alla data del recupero effettivo.
3. Gli interessi da recuperare di cui al paragrafo 2 sono calcolati in base agli articoli 9 e 11 del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione (9).
4. Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, la Germania invita formalmente i beneficiari designati all'articolo 2 a rimborsare gli aiuti ottenuti illegalmente e incompatibili con il trattato, compresi gli interessi dovuti.
Articolo 4
La Germania informa la Commissione, entro il termine di due mesi a decorrere dalla data della notificazione della presente decisione, delle misure adottate per conformarvisi e utilizza a tale scopo il formulario in allegato della presente decisione.
Articolo 5
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Bruxelles, 8 marzo 2006.

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