Document ID: 32003D0293

Decisione della Commissione
dell'11 dicembre 2002
relativa alle misure adottate dalla Spagna a sostegno del settore agricolo in seguito all'aumento del costo del carburante
[notificata con il numero C(2002) 4378]
(Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede)
(2003/293/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detto articolo(1), e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 29 settembre 2000 le autorità spagnole hanno notificato alla Commissione le misure di sostegno al settore agricolo approvate in seguito all'aumento del costo del carburante, descritte nella decisione di avviare il procedimento, in conformità dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato.
(2) Con fax del 20 novembre 2000 la Commissione ha chiesto informazioni complementari alle autorità spagnole. Tali informazioni sono pervenute con lettere del 9 gennaio 2001 e del 13 marzo 2001.
(3) Diverse delle misure oggetto della notificazione erano già state adottate e sono state pertanto trasferite nel registro degli aiuti non notificati (aiuto NN 19/2001). Le misure notificate che non erano ancora state adottate figurano nel registro degli aiuti notificati (N 681/A/2000).
(4) Con lettera dell'11 aprile 2001, modificata il 25 aprile 2001, la Commissione ha informato la Spagna della propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato in relazione a talune delle misure in oggetto e di considerare le altre non rientranti nel campo di applicazione dell'articolo 87 del trattato.
(5) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni in merito alle misure in questione.
(6) Con lettere del 6 giugno 2001 e del 20 dicembre 2001 la Spagna ha inviato una serie di osservazioni.
(7) La Commissione ha ricevuto osservazioni in merito da parte degli interessati e le ha trasmesse alla Spagna, offrendo la possibilità di commentarle. Le autorità spagnole hanno risposto con lettere del 1o e del 30 ottobre 2001.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'AIUTO
(8) Denominazione, regime: misure a favore del settore agricolo in seguito all'aumento del costo del carburante.
(9) Bilancio: non precisato.
(10) Durata: diversa a seconda delle misure.
(11) Beneficiari: i titolari di aziende agricole e di allevamenti e le cooperative agricole.
(12) Obiettivo delle misure: compensazione al settore agricolo giustificata dall'aumento del costo del carburante.
(13) Possibili effetti delle misure: distorsione della concorrenza, favoreggiamento di talune produzioni agricole e di alcune attività di allevamento, nonché violazione delle disposizioni delle rispettive organizzazioni comuni dei mercati.
(14) Intensità dell'aiuto, costi ammissibili, accumulazione: variano a seconda delle misure.
(15) Descrizione dei motivi che hanno giustificato l'avvio del procedimento: Modifica delle legge 37/1992 relativa all'imposta sul valore aggiunto(3).
(16) Si tratta di una misura contemplata dal regio decreto legge 10/2000, del 6 ottobre 2000, recante misure urgenti a sostegno dei settori dell'agricoltura, della pesca e dei trasporti(4). Consiste in un aumento della percentuale di compensazione applicabile ai soggetti passivi del regime speciale per il settore agricolo, l'allevamento e la pesca nel quadro dell'imposta sul valore aggiunto (in prosieguo: IVA), al fine di neutralizzare l'incremento di IVA da questi subito.
(17) La misura rientra nel campo di applicazione della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari(5), modificata da ultimo della direttiva 2002/92/CE(6) (in prosieguo: sesta direttiva), in particolare, dell'articolo 25.
(18) Sulla base di un'analisi dell'evoluzione dei dati macroeconomici del settore, relativi ai titolari delle aziende agricole soggetti al regime di cui trattasi negli ultimi tre anni, si era giunti alla conclusione che fosse necessario aumentare la compensazione ad un massimo di 2,5 punti percentuali sul volume delle operazioni, onde compensare l'aumento del carico fiscale dell'IVA sostenuto per l'acquisto di beni e servizi. Ai sensi dell'articolo 25, paragrafo 3, della sesta direttiva, era stato deciso di prevedere aumenti differenziati per i sottosettori dell'agricoltura, dell'allevamento e della pesca. Nel sottosettore agricolo l'aumento è stato di 3 punti e in quello dell'allevamento e della pesca di 2 punti, motivo per cui la percentuale è passata all'8 % nel primo caso e al 7 % nel secondo.
(19) La misura in questione è stata adottata per ripristinare il necessario equilibrio fra l'IVA sugli acquisti e l'IVA sulle vendite a favore dei soggetti passivi del regime speciale dell'IVA nei settori dell'agricoltura, dell'allevamento e della pesca e, secondo le autorità spagnole, non costituisce un aiuto di Stato.
(20) Nell'avvio del procedimento, la Commissione ha considerato quanto segue.
(21) L'articolo 25 della sesta direttiva dispone che gli Stati membri hanno la facoltà di applicare ai produttori agricoli un regime forfettario inteso a compensare l'onere dell'imposta sul valore aggiunto pagata sugli acquisti di beni e servizi degli agricoltori forfettari. Gli Stati membri, ove occorra, fissano percentuali forfettarie di compensazione e le notificano alla Commissione prima di applicarle. Tali percentuali sono fissate in base ai dati macroeconomici relativi ai soli agricoltori forfettari degli ultimi tre anni. Esse non possono avere l'effetto di procurare agli agricoltori forfettari rimborsi superiori agli oneri dell'imposta sul valore aggiunto a monte. Gli Stati membri possono ridurre le percentuali sino al livello zero. Le percentuali possono essere arrotondate al mezzo punto inferiore o superiore. Gli Stati membri hanno la facoltà di fissare percentuali forfettarie di compensazione differenziate per la silvicoltura, per i vari sottosettori dell'agricoltura e per la pesca.
(22) In base alle informazioni disponibili a quello stadio, la Commissione ha ritenuto che le autorità spagnole non avessero notificato alla Commissione l'aumento delle percentuali globali di compensazione prima di applicarle, violando così il summenzionato articolo 25. La Commissione, pertanto, non aveva potuto concludere che la modifica introdotta dalla legge 37/1992 era conforme all'articolo 25 della sesta direttiva e che l'aumento non aveva procurato all'insieme degli agricoltori beneficiari del regime forfettario rimborsi superiori agli oneri dell'IVA sul valore a monte. In quel caso si tratterebbe di una misura fiscale selettiva che inciderebbe sulle risorse statali.
Misure di sostegno a favore delle cooperative agricole
(23) Tali misure sono previste dal regio decreto legge 10/2000, che introduce alcune modifiche alla legge 27/1999, del 16 luglio 1999, sulle cooperative(7) e alla legge 20/1990, del 19 dicembre 1990, relativa al regime fiscale applicabile alle cooperative(8). Per le forniture di gasolio B a terzi non associati viene abolito il massimale del 50 % della cifra d'affari imposto alle cooperative agricole per quanto riguarda le operazioni con terzi non associati, senza che venga meno il privilegio fiscale loro concesso, ovvero la condizione di cooperativa fiscalmente protetta stabilita dalla legge 20/1990. Viene inoltre modificata la legge 34/1998, del 7 ottobre 1998, relativa al settore degli idrocarburi(9), in quanto è soppresso, per la distribuzione di gasolio B a terzi non associati da parte delle cooperative agricole, il requisito di costituire un'entità dotata di personalità giuridica propria cui si applica il regime fiscale generale.
(24) Nell'avvio del procedimento, la Commissione ha considerato quanto segue.
(25) L'approvazione del regio decreto legge 10/2000 comportava la concessione di vantaggi fiscali alle cooperative agricole, di cui non beneficiavano prima dell'approvazione dello stesso.
(26) In primo luogo, il vantaggio offerto dall'eliminazione del requisito di costituire un'entità dotata di personalità giuridica propria cui si applica il regime fiscale generale (vale a dire un regime tributario più gravoso) ai fini della distribuzione di gasolio B a terzi non associati, grazie alla quale sulle cooperative graverebbero, rispetto a prima, meno imposte per la distribuzione di gasolio ai non associati. In altri termini, anteriormente alla modifica della legge 27/1999, per potere fornire gasolio B ai non associati, le cooperative agricole dovevano costituire un'entità dotata di personalità giuridica propria. A seguito della modifica della legge, esse non sono più obbligate a costituire detta entità e le operazioni sarebbero assoggettate ad un'imposizione fiscale vantaggiosa.
(27) In secondo luogo, il vantaggio dato dalla soppressione del massimale del 50 % attualmente imposto alle cooperative agricole per le forniture di gasolio B a terzi non associati senza perdere la condizione di cooperativa fiscalmente protetta. In altri termini, prima della modifica della legge 27/1999, il massimale della cifra d'affari imposto alle cooperative agricole per quanto riguarda le forniture a terzi non associati, senza che venisse meno il privilegio fiscale, era limitato al 50 %. A seguito della modifica della legge, esse possono superare detto limite senza perdere lo status di cooperativa fiscalmente protetta.
(28) Si tratterebbe di una misura specifica che si applica soltanto alle cooperative agricole e che comporta un vantaggio fiscale consistente nella riduzione degli oneri fiscali normalmente gravanti sul loro bilancio prima della modifica della legge 27/1999. Detto beneficio è stato concesso nel contesto dell'aumento del costo dei carburanti.
(29) Secondo le informazioni disponibili in quel momento, la Commissione ha ritenuto che dette misure sembravano offrire ai beneficiari, le cooperative agricole, un vantaggio che riduceva gli oneri normalmente gravanti sul loro bilancio. Una perdita di gettito fiscale è equivalente al consumo di risorse statali sotto forma di spesa fiscale [punto 9 della comunicazione della Commissione sull'applicazione delle norme relative agli aiuti di Stato alle misure di tassazione diretta delle imprese(10)]. La misura, pertanto, doveva essere considerata come una misura fiscale selettiva che incideva sulle risorse statali.
Prestiti ai titolari delle aziende agricole
(30) Le misure in questione sono contemplate in una risoluzione del ministero dell'Agricoltura del 15 novembre 2000(11), che pubblica un accordo del Consiglio dei ministri del 10 novembre 2000. Al fine di agevolare la concessione di prestiti ai titolari delle aziende agricole per un importo massimo di 35000 milioni di ESP con un tasso di interesse bonificato dal ministero dell'Agricoltura, si invitano le sezioni di credito delle cooperative agricole a sottoscrivere accordi con il ministero dell'Agricoltura e l'Instituto de Crédito Oficial (ICO), con l'intervento degli organismi finanziari, affinché questi ultimi mettano a disposizione dei titolari di aziende agricole una linea di prestiti.
(31) Le condizioni di detta linea di prestiti sono le seguenti: la durata è di cinque anni, con un anno di franchigia per il rimborso del capitale; il tasso di interesse corrisponde al tasso di cessione dell'ICO agli organismi finanziari ed è il tasso di riferimento ICO; il margine di beneficio degli organismi finanziari è di un punto percentuale; l'abbuono del ministero dell'Agricoltura è di tre punti percentuali; il rischio dei prestiti ricade sugli organismi finanziari e l'importo massimo dei prestiti è pari a 75000 ESP per ettaro, con un importo massimo per beneficiario di 4,5 milioni di ESP nel caso delle persone fisiche e di 13,5 milioni nel caso di gruppi.
(32) Il ministero dell'Agricoltura può bonificare anche le garanzie concesse dalla Sociedad anónima estatal de caución agrícola, qualora tali garanzie si rendessero necessarie ai fini della concessione di prestiti agevolati. La sovvenzione della garanzia è destinata al pagamento delle spese di gestione per un importo non superiore all'1 % del saldo attivo del prestito garantito.
(33) Le autorità spagnole hanno comunicato che l'aiuto massimo di cui beneficerà un agricoltore nei cinque anni di durata dei prestiti sarà pari a una media annua di 1575 ESP per ettaro(12). Il prezzo medio del gasolio era di 54,4 ESP al litro nel 1999 e di 79,8 ESP al litro nel 2000. L'incremento dal 1999 al 2000 è stato quindi del 47 %.
(34) Secondo le autorità spagnole, il confronto fra l'aumento delle spese e l'aiuto medio annuo sotto forma di abbuono del tasso d'interesse (1575 ESP per ettaro per cinque anni) dimostra che l'obiettivo dell'aiuto non è compensare le perdite subite dall'agricoltore, bensì consentire loro di beneficiare di un prestito da parte degli organismi finanziari onde far fronte alla mancanza di liquidità imputabile all'aumento sproporzionato del costo del gasolio. Detto aumento, che è stato causa di turbamenti di ordine pubblico, scioperi, carenza di prodotti energetici e alimentari, nonché di difficoltà al libero transito delle merci nel territorio della Comunità, dovrebbe essere considerato come un evento eccezionale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera b), del trattato.
(35) Le autorità spagnole hanno spiegato che il costo di tale misura è inferiore alla riduzione delle imposte speciali e dell'IVA applicata da altri Stati membri e sconsigliata dalla Commissione. Secondo le autorità spagnole, se l'aiuto fosse considerato incompatibile con il mercato comune, gli agricoltori spagnoli si troverebbero in una situazione di svantaggio rispetto agli agricoltori di altri Stati membri che abbiano beneficiato di riduzioni di imposte.
(36) Nell'avvio del procedimento, la Commissione ha considerato quanto segue.
(37) L'abbuono del tasso di interesse sui prestiti costituisce un aiuto di Stato a favore degli agricoltori. Inoltre, alcuni agricoltori riceveranno un aiuto di Stato sotto forma di abbuono di una parte dei costi di gestione delle garanzie dei prestiti agevolati. Le misure in questione, pertanto, dovevano essere considerate aiuti selettivi concessi dallo Stato.
Misure fiscali in materia di imposta sui redditi delle persone fisiche (in prosieguo IRPF) e di imposta sul valore aggiunto (IVA)
(38) Trattasi di misure contemplate in un decreto del 29 novembre 2000 del ministero delle Finanze, che prevede per il 2001 il regime di stima oggettiva (forfettario) dell'imposta sui redditi delle persone fisiche e il regime speciale semplificato dell'imposta sul valore aggiunto(13).
Per il 2000, applicazione a talune attività di allevamento soggette al regime di stima oggettiva dell'IRPF di un indice correttore per mangimi acquistati presso terzi
(39) Riduzione del 5 % del modulo applicato per il calcolo del rendimento netto di alcune attività di allevamento soggette al regime di stima oggettiva attraverso l'aumento dell'indice correttore per mangimi acquistati presso terzi.
(40) Nell'avvio del procedimento, la Commissione ha considerato quanto segue.
(41) La modifica dell'indice correttore sembrava procurare ai beneficiari un vantaggio che riduceva gli oneri che normalmente gravano sul loro bilancio. Una perdita di gettito fiscale è equivalente al consumo di risorse statali sotto forma di spesa fiscale. Le autorità spagnole non avevano giustificato detta misura con la natura o la struttura del sistema fiscale.
(42) Pertanto, secondo le informazioni disponibili in quel momento, la Commissione ha ritenuto che la misura fiscale in questione, attribuibile allo Stato, riguardasse le risorse di quest'ultimo, costituisse un vantaggio selettivo e non fosse giustificata dalla natura o dalla struttura del sistema fiscale.
Per il 2001, riduzione del rendimento netto nel regime di stima oggettiva dell'IRPF per le attività agricole e l'allevamento
(43) Tutte le attività agricole e di allevamento che determinano il loro rendimento mediante il regime di stima oggettiva beneficiano di una riduzione del 35 % del prezzo di acquisto del gasolio agricolo necessario per lo sviluppo delle loro attività, debitamente documentato da fatture.
(44) Nell'avvio del procedimento, la Commissione ha considerato quanto segue.
(45) Le autorità spagnole non avevano fornito spiegazioni sulla riduzione del rendimento per giustificarne l'introduzione intesa all'adeguamento della tassazione allo sviluppo della capacità economica reale, dati gli eventi eccezionali imputabili all'aumento del costo dei carburanti.
(46) Pertanto, secondo le informazioni disponibili in quel momento, la misura non risultava giustificata dalla natura o dalla struttura del sistema e doveva essere considerata un aiuto selettivo concesso dallo Stato.
Anche per il 2001 riduzione della percentuale utilizzata per determinare i pagamenti trimestrali dell'IVA in regime semplificato per talune attività agricole
(47) Le riduzioni della percentuale utilizzata per determinare i pagamenti trimestrali dell'IVA in regime semplificato di talune attività agricole sono le seguenti: allevamento intensivo di suini e avicoltura da carne, 7 %; avicoltura intensiva per uova e allevamento intensivo di ovini, caprini e bovini da latte, 1 %; allevamento intensivo di bovini da carne e cunicoltura, 14 %; allevamento intensivo di suini riproduttori, bovini riproduttori e altri allevamenti intensivi o estensivi non compresi espressamente in altri settori, 19 %; allevamento intensivo di ovini e caprini da carne, 24 %; servizi di riproduzione, custodia e ingrasso di volatili, 24 %; altre attività e servizi accessori realizzati da agricoltori o allevatori, 28 %.
(48) Nell'avvio del procedimento la Commissione ha considerato quanto segue.
(49) La riduzione della percentuale utilizzata per determinare i pagamenti trimestrali dell'IVA in regime semplificato diminuiva l'importo dei pagamenti e comportava per i beneficiari un vantaggio che riduceva gli oneri che normalmente gravano sul loro bilancio. Una perdita di gettito fiscale è equivalente al consumo di risorse statali sotto forma di spesa fiscale. Le autorità spagnole non avevano giustificato detta misura con la natura o la struttura del sistema fiscale. Di conseguenza, secondo le informazioni disponibili in quel momento, la misura non risultava giustificata dalla natura o dalla struttura del sistema fiscale.
Proroga agli anni 2000 e 2001 dei benefici fiscali applicabili al trasferimento di alcuni terreni e aziende agricole nel quadro dell'imposta sui redditi delle persone fisiche (IRPF)
(50) La proroga dei benefici fiscali applicabili al trasferimento di alcuni terreni e aziende agricole, previsti nella sesta disposizione aggiuntiva della legge 19/1995, del 4 luglio 1995, relativa alla modernizzazione delle aziende agricole(14), è contenuta nella settima disposizione transitoria della legge 14/2000, del 28 dicembre 2000, recante misure fiscali, amministrative e di ordine sociale(15).
(51) Nell'avvio del procedimento la Commissione ha considerato quanto segue.
(52) La misura procurava ai beneficiari un vantaggio che riduceva gli oneri che normalmente gravano sul loro bilancio. Una perdita di gettito fiscale è equivalente al consumo di risorse statali sotto forma di spesa fiscale. Pertanto, la proroga dei benefici fiscali costituirebbe un aiuto selettivo concesso dallo Stato. Questa posizione riguardava soltanto il periodo 2000-2001 e non incideva sulla posizione della Commissione in merito alla compatibilità dell'aiuto concesso prima di quel periodo.
Aumento della percentuale delle spese difficilmente giustificabili nel quadro dell'imposta sui redditi delle persone fisiche
(53) Si tratta dell'unica misura che non era stata ancora adottata quando la Spagna ha inviato le proprie osservazioni e costituisce quindi un aiuto notificato. La percentuale delle spese difficilmente giustificabili nell'ambito dell'IRPF è stata aumentata da 5 a 10 solo per il settore agricolo e solo per gli esercizi 2000 e 2001.
(54) Nell'avvio del procedimento la Commissione ha considerato quanto segue.
(55) Le autorità spagnole non avevano fornito dati sull'aumento della percentuale delle spese difficilmente giustificabili, del quale beneficerebbero gli agricoltori in regime di stima oggettiva, e tendono a motivarlo con la natura o la struttura del sistema fiscale, affermando che è stato introdotto per adeguare la tassazione allo sviluppo della capacità economica reale, dati gli eventi eccezionali imputabili all'aumento del costo del carburante.
(56) Di conseguenza, secondo le informazioni disponibili a quello stadio, la misura fiscale in questione non sembrava giustificata dalla natura o dalla struttura del sistema fiscale e sembrava procurare ai beneficiari un vantaggio che riduceva gli oneri che normalmente gravano sul loro bilancio. Una perdita di gettito fiscale è equivalente al consumo di risorse statali sotto forma di spesa fiscale.
In conclusione, nella fase di avvio del procedimento la Commissione ha considerato quanto segue
(57) Secondo le informazioni disponibili a quello stadio, le misure dovevano essere considerate rispettivamente misure fiscali attribuibili allo Stato, riguardanti risorse statali, comportanti vantaggi selettivi e non giustificate dalla natura o dalla struttura del sistema fiscale, o aiuti selettivi concessi dallo Stato.
(58) Le informazioni fornite dalle autorità spagnole, secondo cui fra il 1999 e il 2000 si era verificato un aumento del costo del carburante del 47 %, che è stato causa di turbamenti di ordine pubblico, scioperi e carenza di prodotti energetici e alimentari, non consentivano di accertare, in quella fase del procedimento, se si trattasse di un evento eccezionale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera b), del trattato.
(59) Per quanto riguarda la misura relativa alla proroga per gli esercizi 2000 e 2001 dei benefici fiscali applicabili al trasferimento di alcuni terreni e aziende agricole nel quadro dell'imposta sui redditi delle persone fisiche, l'aiuto potrebbe essere considerato un aiuto all'investimento nel settore della produzione primaria, tenuto conto del fatto che il beneficio fiscale è collegato alla cessione di terreni e aziende agricole. Tuttavia, la legge 14/2000, che è la base giuridica per la concessione di questi aiuti, non prevedeva l'obbligo di rispettare alcuna delle condizioni di cui al punto 4.1 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo(16).
(60) Secondo le informazioni disponibili in quel momento, le altre misure costituirebbero aiuti di Stato destinati a migliorare la situazione finanziaria dei produttori senza contribuire in alcun modo allo sviluppo del settore (punto 3.5 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo). Pertanto, nella fase di avvio del procedimento risultava che dette misure dovevano essere considerate aiuti al funzionamento incompatibili con il mercato comune.
(61) Per quanto riguarda gli aiuti sotto forma di garanzia, inoltre, non erano state previste le condizioni stabilite nella comunicazione della Commissione sull'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato concessi sotto forma di garanzie(17) per giustificare la compatibilità degli aiuti di Stato concessi sotto questa forma.
(62) Va considerato, inoltre, che gli aiuti concessi per i prodotti agricoli elencati nell'allegato I del trattato riguardavano prodotti soggetti per la maggior parte ad un'organizzazione comune di mercato e che gli Stati membri dispongono di poteri d'intervento limitati sul funzionamento di dette organizzazioni, che competono esclusivamente alla Comunità. Pertanto, gli aiuti in questione dovevano essere considerati infrazioni alle organizzazioni comuni di mercato e quindi alla normativa comunitaria.
(63) Alla luce di quanto precede, la Commissione ha ritenuto che non risultava che le misure in questione, in quanto aiuti, potessero beneficiare di alcuna delle deroghe contemplate all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato, e quindi ha deciso di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato.
III. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(64) Tutte le osservazioni ricevute da terzi riguardano esclusivamente la misura di sostegno a favore delle cooperative agricole.
Osservazioni della "Asociación de gestores de estaciones de servicio" (Associazione dei gestori delle stazioni di servizio)
(65) Detta associazione ritiene che il regio decreto legge 10/2000 presupponga la concessione di vantaggi fiscali alle cooperative agricole.
(66) In primo luogo, l'eliminazione del requisito di costituire un'entità dotata di personalità giuridica propria, cui si applica il regime fiscale generale per la distribuzione di gasolio B a terzi non associati, comporta un vantaggio fiscale grazie al quale le cooperative pagherebbero, rispetto a prima, meno imposte per la fornitura di gasolio B a terzi non associati, in quanto tali operazioni sarebbero soggette ad un'imposizione fiscale vantaggiosa.
(67) In secondo luogo, anche l'abolizione del massimale del 50 % attualmente imposto alle cooperative agricole per le operazioni di fornitura di gasolio B a terzi non associati senza che venga meno la condizione di cooperativa fiscalmente protetta comporta un ulteriore vantaggio fiscale.
(68) Secondo l'associazione in oggetto, il regio decreto legge 10/2000 favorisce la creazione di una rete parallela, al margine del mercato, a favore delle cooperative, in qualità di entità "aiutate" dal settore pubblico, alle quali non incombe neppure l'obbligo di rispettare i requisiti giuridici imposti ai concorrenti; tutto ciò con il fine di ottenere una riduzione del prezzo risultante dai normali meccanismi del mercato e senza prevedere alcun indennizzo a favore dei titolari di punti vendita al pubblico (distribuzione al dettaglio), che saranno in ampia misura eliminati ed espulsi dal mercato.
Osservazioni della "Asociación de empresarios de estaciones de servicio de la Comunidad de Madrid" (associazione degli imprenditori delle stazioni di servizio della Comunità di Madrid), della "Federación catalana de estaciones de servicio" (federazione catalana delle stazioni di servizio) e della "Confederación española de estaciones de servicio" (confederazione spagnola delle stazioni di servizio)
(69) Queste associazioni, che rappresentano in pratica la totalità delle stazioni di servizio in Spagna, ritengono che il regio decreto legge 10/2000 contenga misure intese a ridurre a favore delle cooperative agricole numerosi oneri fiscali relativi alla fornitura a terzi non associati di gasolio B, sottoponendo tale attività ad un regime fiscale particolarmente protetto nel caso di vendita di combustibile a terzi.
(70) Secondo dette associazioni, le cooperative agricole, a partire dall'entrata in vigore del regio decreto legge 10/2000, ottengono i seguenti benefici fiscali per la fornitura di gasolio B nel caso di vendita di combustibile a terzi.
(71) In relazione all'imposta di registro e di bollo, esse sono esenti dal pagamento degli atti relativi a costituzione, ampliamento di capitale, fusione e scissione, accensione e cancellazione di prestiti, compresi quelli rappresentati da obbligazioni, acquisizione di beni e diritti che vanno a integrare il "Fondo de educación y promoción" (fondo per l'istruzione e la promozione) per l'assolvimento delle sue finalità, nonché acquisizione di beni e diritti destinati direttamente all'espletamento dei loro scopi sociali e statutari.
(72) Per quanto riguarda l'imposta sulle società, tenuto conto del fatto che il regio decreto legge 10/2000 considera la vendita di gasolio B a terzi non associati il risultato economico dell'attività cooperativa, detta attività sarà soggetta all'aliquota del 20 %; le cooperative dispongono inoltre di una totale libertà di ammortamento degli elementi dell'attivo nuovo ammortizzabile, acquisiti nel termine di tre anni a partire dalla data di iscrizione nel registro delle cooperative, e ottengono anche un abbuono del 50 % sull'intera imposta.
(73) In relazione all'imposta sull'attività di lavoro indipendente, viene loro concesso un abbuono del 95 % dell'imposta.
(74) Per quanto attiene all'imposta sui beni immobili, beneficiano di un abbuono del 95 % dell'imposta.
Osservazioni della "Confederación de cooperativas agrarias de España" (confederazione delle cooperative agricole spagnole)
(75) La confederazione in oggetto raggruppa la maggior parte delle cooperative agricole spagnole. Queste ultime hanno iniziato la loro attività di distribuzione di prodotti petroliferi a seguito del decreto del 31 luglio 1986(18) del ministero dell'Economia e delle Finanze, che ha modificato il regolamento per la fornitura e la vendita di carburanti e combustibili liquidi, oggetto del monopolio dei petroli(19). La legge 34/1992, del 22 dicembre 1992, di ordinamento del settore petrolifero(20) introduce un nuovo sistema di distribuzione di prodotti petroliferi.
(76) La precedente normativa applicabile alle cooperative agricole è stata improvvisamente sospesa con la pubblicazione della legge 34/1998 e, in particolare, con la quindicesima disposizione aggiuntiva che vieta alle cooperative la distribuzione di prodotti petroliferi (sia gasoli che benzina) a terzi, salvo nel caso in cui esse costituiscano un'entità dotata di personalità giuridica propria cui sia applicabile il regime fiscale generale.
(77) Secondo la confederazione, il regio decreto legge 10/2000 si è limitato a risolvere, e solo in modo parziale, la restrizione alla libera concorrenza derivante dal divieto introdotto nella legge 34/1998 dalla quindicesima disposizione aggiuntiva.
(78) I benefici fiscali delle società cooperative devono essere valutati congiuntamente alle norme sull'adeguamento tecnico e agli obblighi che queste ultime impongono alle cooperative.
(79) Le cooperative, ai fini della determinazione della base imponibile dell'imposta sulle società, devono distinguere chiaramente due gruppi di operazioni: le operazioni con associati e le operazioni con non associati o terzi. La norma sull'adeguamento tecnico, contemplata all'articolo 16 della legge 20/1990, prevede che, ai fini della determinazione della base imponibile, i risultati cooperativi, derivanti dalle operazioni effettuate con gli associati, dovranno essere valutati separatamente da quelli extracooperativi, prodotti dalle operazioni effettuate dalla cooperativa con non associati o terzi.
(80) L'articolo 33 della legge 20/1990 specifica che nel quadro dell'imposta sulle società applicabile alle cooperative l'aliquota è differenziata, ossia si applica il 20 % alla base imponibile corrispondente ai risultati cooperativi, e la percentuale generale dell'imposta, pari al 35 %, alla base imponibile corrispondente ai risultati extracooperativi, che sono, fra l'altro, quelli ottenuti dalle cooperative agricole nelle loro operazioni con terzi. Pertanto, i redditi ottenuti da una cooperativa agricola nelle sue operazioni con terzi non associati non beneficiano di alcun abbuono.
(81) L'articolo 23 della legge 20/1990 contempla l'applicazione alle cooperative dell'imposta sulle società e definisce l'imposta come la somma algebrica dei risultati prodotti dall'applicazione alle basi imponibili, siano esse positive o negative, delle aliquote corrispondenti; qualora detta somma sia positiva sarà considerata imposta intera. In tal caso, ai sensi dell'articolo 34 della legge, relativo alle cooperative specialmente protette, quali sono in linea di principio le cooperative agricole, la regola del beneficio fiscale consiste in un abbuono del 50 % dell'imposta intera di cui all'articolo 23.
(82) Tale beneficio non può essere valutato disgiuntamente dal costo fiscale dei ritorni sul reddito del socio cooperatore nel quadro dell'IRPF. La ripartizione degli utili dell'impresa fra i soci di una cooperativa è realizzata in funzione dell'attività della cooperativa svolta dagli stessi nel corso dell'esercizio, non in funzione del capitale apportato; si tratta del cosiddetto ritorno cooperativo e ha caratteristiche completamente diverse dal dividendo di una società di capitali.
(83) Tenuto conto di tali specificità, per quanto riguarda la regola del beneficio fiscale che consiste nella riduzione del 50 % dell'imposta sulle società applicata alle cooperative specialmente protette, va menzionata la doppia imposizione dei dividendi/ritorni come conseguenza del fatto che sugli utili grava dapprima l'imposta sulle società e successivamente l'IRPF. L'attenuazione della doppia imposizione effettuata nel rapporto società di capitali/socio (dividendo dell'impresa) non ha corrispettivo nel rapporto società cooperativa/socio cooperatore (ritorno cooperativo), per cui sul ritorno grava un maggior onere fiscale rispetto al dividendo.
(84) Quanto precede è contenuto nell'articolo 23 della legge 40/1998, del 9 dicembre 1998, relativa all'imposta sui redditi delle persone fisiche e recante altre norme tributarie(21), che sancisce la disparità di trattamento fra i dividendi (propri delle società di capitali soggette al regime fiscale generale) e i ritorni (propri, invece, delle cooperative soggette al regime fiscale speciale).
(85) D'altro canto, anche le detrazioni dell'IRPF, previste all'articolo 66 della legge 40/1998, sono distinte in base al tipo di società; nel caso dei dividendi, la deduzione è pari al 40 % dell'imposta, nel caso dei ritorni, si applica l'articolo 32 della legge 20/1990, in base al quale la deduzione per la doppia imposizione è pari al 10 % o al 5 %, a seconda che si tratti di una cooperativa protetta o specialmente protetta.
(86) Le cooperative, inoltre, sono soggette a taluni obblighi specifici, che non si applicano alle altre imprese assoggettate al regime fiscale generale, consistenti in determinati obblighi finanziari, previsti dalla legge 27/1999, che immobilizzano le risorse e le rendono indivisibili, quale, ad esempio la costituzione di fondi sociali obbligatori.
(87) In primo luogo, il "Fondo de reserva obligatorio" (fondo obbligatorio di riserva) è destinato in modo specifico al consolidamento, allo sviluppo e alla garanzia delle cooperative ed è indivisibile fra i soci, in conformità di quanto riportato all'articolo 55 della legge 27/1999. Fa parte del patrimonio sociale indivisibile e, nel caso di scioglimento della cooperativa, passerebbe a disposizione del Tesoro pubblico e verrebbe destinato alla costituzione di un fondo per la promozione del cooperativismo. Secondo la menzionata legge 27/1999, su detto fondo confluiscono un minimo del 20 % dei risultati cooperativi e un minimo del 50 % dei risultati extracooperativi (proventi delle operazioni realizzate dalla cooperativa con terzi), oltre alle quote di ingresso degli associati e alle detrazioni sugli apporti di capitale obbligatori derivanti dalla diminuzione del numero degli associati. Ciò significa che ciascun socio non recupererà mai una parte di ciò che apporta all'impresa e che una parte degli utili dell'impresa rimane immobilizzata.
(88) In secondo luogo, il "Fondo de educación y promoción", contemplato all'articolo 56 della legge 27/1999, ha come finalità la formazione e l'istruzione dei soci e dei lavoratori, la diffusione del cooperativismo e la promozione delle relazioni fra cooperative, nonché lo sviluppo culturale, professionale e assistenziale dell'ambiente locale o della comunità in generale. Secondo la legge 27/1999, confluisce in tale fondo un minimo del 5 % dei risultati cooperativi. Al pari del "Fondo de reserva obligatorio", il "Fondo de educación y promoción" è indivisibile fra i soci, anche nel caso di liquidazione della cooperativa.
(89) Ne consegue che l'utile massimo divisibile all'interno delle cooperative è inferiore a quello prodotto in altri tipi di società di capitali ove la disponibilità dei risultati degli azionisti è maggiore, dato che essi non hanno l'obbligo di versare nei fondi obbligatori l'utile ottenuto nel corso dell'esercizio.
(90) Il beneficio fiscale che la cooperativa potrebbe ricavare grazie alla deduzione dell'imposta sulle società è corretto dalla doppia imposizione rispetto all'IRPF che si applica al socio della cooperativa e dal relativo aumento dell'imposizione fiscale.
(91) La globalità del regime fiscale delle cooperative, che collega benefici a obblighi, può essere descritta con l'ausilio degli esempi pratici illustrati in appresso.
(92) Nella prima ipotesi si analizza la disponibilità netta dei fondi percepiti dal socio della cooperativa rispetto all'azionista di una società soggetta al regime fiscale generale in Spagna, partendo dagli stessi risultati iniziali: 150 unità monetarie (in prosieguo: um).
SPAZIO PER TABELLA
(93) Tenendo conto del fatto che è previsto un tasso marginale di imposizione dell'IRPF, si può affermare che per uno stesso risultato iniziale di 150 um, nel caso di un socio di cooperativa il valore netto percepito sarebbe di 38 um, mentre l'azionista della società soggetta a regime fiscale generale riceverebbe 71 um. Inoltre, come si è detto in precedenza, va considerato che la doppia imposizione dell'imposta sulle società e dell'IRPF annulla l'effetto iniziale di una minore esazione attraverso l'abbuono dell'imposta sulle società.
(94) Nella seconda ipotesi in cui si stabiliscono diverse percentuali per le operazioni della cooperativa con associati e con terzi non associati, ovvero risultati cooperativi ed extracooperativi, si osserva come, nella misura in cui aumenta il peso specifico dei risultati extracooperativi rispetto a quelli cooperativi, aumentano i versamenti ai fondi obbligatori, cresce l'imposta sulle società e si riduce anche la percentuale dell'utile disponibile, per cui l'importo netto percepito da ciascun socio sarà minore quando i risultati extracooperativi sono maggiori.
SPAZIO PER TABELLA
(95) In conclusione, questa confederazione ritiene che la legislazione in materia di regime fiscale delle cooperative agricole in Spagna debba essere valutata nel suo insieme. Detto regime risponde ad elementi differenziatori quanto alla struttura e prevede benefici ed obblighi specifici (versamenti a fondi obbligatori, trattamento del capitale, doppia imposizione).
IV. OSSERVAZIONI DELLA SPAGNA
(96) Con lettera dell'11 giugno 2001 la Spagna ha affermato quanto segue.
Modifica della legge 37/1992
(97) L'articolo 25 della sesta direttiva dispone che gli Stati membri hanno la facoltà di applicare ai produttori del settore agricolo, dell'allevamento e della pesca, un regime comune forfettario. Tale facoltà è stata esercitata dalla Spagna fin dalla sua adesione alla Comunità.
(98) L'articolo 25, paragrafo 3, della sesta direttiva dispone che gli Stati membri, ove occorra, fissano "percentuali forfettarie di compensazione e le notificano alla Commissione prima di applicarle". Dalla disposizione si evince, in primo luogo, l'obbligo che incombe agli Stati membri che intendono stabilire questo tipo di compensazione di comunicarne l'importo prima di approvarlo. Tuttavia, non si deduce in alcun modo che un'eventuale modifica della stessa debba ugualmente essere comunicata alla Commissione. Va tenuto conto del fatto che, nel caso in cui dovesse ricavarsi dalla sesta direttiva tale conclusione, si creerebbe un regime di sorveglianza di tale compensazione diverso da quello stabilito in generale per le modifiche che gli Stati membri introducono nelle loro leggi, il che non risulterebbe congruente. Inoltre, va sottolineato che il testo della sesta direttiva non contempla l'autorizzazione della Commissione ai fini dell'introduzione di una compensazione, ma solo la comunicazione.
(99) Ciononostante, l'amministrazione tributaria spagnola ha comunicato alla Commissione (si allega copia della lettera), prima dell'approvazione della norma che aumentava la percentuale e della sua pubblicazione nel Boletín Oficial del Estado (Gazzetta ufficiale dello Stato), l'intenzione del governo di procedere all'aumento della stessa, nonché al suo sdoppiamento in funzione dei prodotti cui si applica la stessa, così come espressamente previsto dall'articolo 25, paragrafo 3, secondo comma, della sesta direttiva.
(100) In secondo luogo, dal summenzionato articolo 25, paragrafo 3, della sesta direttiva si ricava un obbligo aggiuntivo per gli Stati, ovvero l'importo della compensazione non deve consentire ai soggetti passivi del regime di ottenere un vantaggio economico in conseguenza della sua applicazione, vantaggio che deriverebbe da una compensazione più che proporzionale dell'importo dei pagamenti eseguiti. Detto obbligo è stato rispettato dalla normativa spagnola, come risulta dai dati in base ai quali l'amministrazione spagnola ha calcolato i nuovi tassi di compensazione includendoli in uno studio che è stato allegato alle osservazioni trasmesse dalla Spagna nel corso del procedimento.
(101) La metodologia seguita consta di due fasi: la prima consiste nel calcolo dell'importo delle vendite dei prodotti realizzati nelle aziende dei soggetti passivi del regime speciale dell'agricoltura, dell'allevamento e della pesca nel quadro dell'IVA, mentre la seconda riguarda la determinazione del totale dei pagamenti IVA versati per gli acquisti effettuati dalle aziende summenzionate. Il risultato di tale esercizio mostra che dal 1987 la percentuale di compensazione reale ha superato ampiamente quanto stabilito per legge, attestandosi nel 1999 all'8,28 %.
(102) In conclusione, ad avviso della Spagna, l'aumento della percentuale di compensazione forfettaria ha rispettato in ogni momento l'articolo 25, paragrafo 3, della sesta direttiva, nel senso che il citato aumento non ha comportato per i soggetti passivi del regime un vantaggio economico derivante da una compensazione più che proporzionale rispetto all'importo dei pagamenti eseguiti.
Misure di sostegno a favore delle cooperative agricole
(103) La Spagna sostiene che non possono essere considerate aiuti di Stato le misure di sostegno a favore delle cooperative agricole, sulla base del fatto che le cooperative verserebbero meno imposte rispetto a quanto previsto prima della modifica introdotta, e adduce i motivi seguenti per spiegare la propria posizione.
(104) Le misure introdotte dal regio decreto legge 10/2000 sono misure di liberalizzazione del settore della fornitura di gasolio B poiché eliminano gli ostacoli imposti alle cooperative agricole ai fini della distribuzione di detto carburante, senza prevedere un vantaggio fiscale che comporti un trattamento favorevole.
(105) Il regime fiscale applicabile alle cooperative distingue le attività della cooperativa realizzate con gli associati da quelle svolte con i non associati e definisce i risultati di queste ultime extracooperativi, di modo che il regime fiscale di detti risultati nel quadro dell'imposta sulle società coincide con il regime generale cui è assoggettata qualsiasi altra entità che svolga la stessa attività.
(106) Il regime fiscale applicabile alle cooperative è disciplinato dalla legge 20/1990, il cui articolo 21 definisce rendimenti extracooperativi i proventi dell'esercizio dell'attività della cooperativa con terzi non associati, di modo che i risultati extracooperativi rientrano nel campo di applicazione dell'aliquota generale dell'imposta sulle società, ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 3, della legge 43/1995 del 27 dicembre 1995, relativa all'imposta sulle società(22). D'altro canto, la sesta disposizione aggiuntiva della legge 27/1999 comporta per queste entità l'obbligo di contabilità separata per le operazioni effettuate con terzi non associati.
(107) Le misure contemplate nel menzionato regio decreto legge 10/2000 hanno l'obiettivo di liberalizzare il settore della fornitura di gasolio B, consentendo alle cooperative agricole di distribuire detto combustibile indipendentemente dal rapporto tra tali operazioni e il totale delle operazioni effettuate dalla cooperativa, senza che venga meno il regime fiscale applicabile alle attività cooperative. Si vuole che la cooperativa possa svolgere tali attività senza l'obbligo di costituire un'altra entità diversa e che l'imposta sulle società sia uguale nelle due situazioni dal momento che i risultati della fornitura di gasolio B a terzi sono soggetti al regime generale dell'imposta sulle società.
(108) In conclusione, secondo la Spagna, le misure introdotte dal regio decreto legge 10/2000 non si configurano come un aiuto di Stato in quanto non incidono sulla concorrenza nell'attività di distribuzione di gasolio B, dato che tutte le imprese che svolgono questa attività sono soggette alla stessa imposizione fiscale nel quadro dell'imposta sulle società.
(109) La Spagna ha completato le proprie osservazioni trasmesse con lettera del 6 giugno 2001, in merito alla misura in questione, comunicando i propri commenti alle osservazioni degli interessati con lettere del 1o e del 30 ottobre 2001. Nella lettera del 1o ottobre 2001 la Spagna ha aggiunto le seguenti considerazioni.
(110) L'aumento del costo del greggio e il deprezzamento dell'euro rispetto al dollaro hanno costituito eventi che hanno modificato in misura rilevante le normali condizioni in cui si svolge l'attività agricola e hanno provocato nel settore una crisi che ha colpito le aziende agricole, deteriorandone i risultati economici e minacciando, con il persistere della tendenza, la stessa sopravvivenza di molte aziende.
(111) Il governo spagnolo, di fronte a tale situazione, ha deciso di applicare non solo misure congiunturali, ma anche misure strutturali, quali l'intensificazione e la liberalizzazione della distribuzione dei combustibili, per garantire alle aziende agricole e agli allevatori il futuro sostentamento, nonché per mantenere la necessaria competitività.
(112) Le misure di sostegno previste dal regio decreto legge 10/2000 rientrano nell'obiettivo di procedere alla liberalizzazione del settore dei combustibili. In concreto, aboliscono talune restrizioni che la legislazione spagnola prevedeva per le cooperative agricole, il che comporta, ovviamente, l'apertura del mercato della distribuzione di gasolio B in Spagna.
(113) Per le forniture di gasolio B a terzi non associati è prevista l'abolizione del massimale del 50 % delle rispettive operazioni realizzate con associati. Viene altresì soppresso, per quanto riguarda la distribuzione al dettaglio di prodotti petroliferi a terzi non associati da parte delle cooperative, il requisito di costituire precedentemente un'entità dotata di personalità giuridica propria, distinta da quella della cooperativa. Detto requisito limitava il campo d'azione delle cooperative agricole e in un certo qual modo risultava in contrasto con la legge 27/1999, a norma della quale le società create nel suo ambito avrebbero potuto organizzare e svolgere qualsiasi attività economica.
(114) La modifica secondo cui le cooperative non perdono la condizione di cooperative specialmente protette nel caso di distribuzione di gasolio B a terzi non associati deve essere interpretata nel suo vero significato di depenalizzazione, in quanto elimina il rischio di venire privati di uno status preesistente senza che ciò comporti una fiscalità speciale e più vantaggiosa nel quadro della fornitura di carburante agricolo a terzi.
(115) L'affermazione che figura nelle osservazioni delle associazioni delle stazioni di servizio, secondo cui la liberalizzazione della distribuzione del gasolio a terzi non associati da parte delle cooperative comporta l'applicazione per tali operazioni dell'aliquota del 20 % dell'imposta sulle società, non è corretta. A tutte le operazioni effettuate dalle cooperative con terzi non associati si applica l'aliquota generale del 35 %.
(116) Nella lettera del 30 ottobre 2001, che completa i commenti della Spagna alle osservazioni dei terzi interessati, inviati con lettera del 1o ottobre 2001, la Spagna ha aggiunto i seguenti commenti del ministero delle Finanze: nelle osservazioni delle associazioni delle stazioni di servizio è contenuta una interpretazione erronea degli effetti del regio decreto legge 10/2000 sul regime fiscale delle cooperative protette. I risultati extracooperativi sono soggetti all'aliquota generale del 35 %, compresi i risultati ottenuti dalla distribuzione di gasolio B a terzi non associati della cooperativa.
(117) Le modifiche introdotte dal regio decreto legge 10/2000 mirano solo a liberalizzare il settore della distribuzione di gasolio B, consentendo alle cooperative agricole di fornire il combustibile indipendentemente dal rapporto tra dette operazioni e al totale delle operazioni realizzate dalla cooperativa, senza che ciò comporti il venir meno del loro regime fiscale per lo svolgimento delle attività cooperative.
(118) In ogni caso, non ha avuto luogo alcun cambiamento nel quadro del regime fiscale applicabile alle operazioni di fornitura di gasolio B da parte delle cooperative, motivo per cui va concluso che non esiste alcuna misura che possa essere considerata aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87 del trattato.
(119) Per quanto riguarda l'imposta di registro e di bollo, nelle osservazioni delle associazioni delle stazioni di servizio si segnala che tali benefici sono anteriori al regio decreto legge 10/2000 e non si può pertanto affermare che le cooperative godano di detti benefici come conseguenza del decreto legge: essi infatti rispondono all'obiettivo di potenziare in Spagna questo tipo di società e di promuovere il cooperativismo.
(120) Infine, in relazione ai tributi locali, le osservazioni delle associazioni delle stazioni di servizio non sono dirette tanto contro gli attuali benefici fiscali applicabili alle cooperative specialmente protette, quanto contro la modifica prevista dal regio decreto legge 10/2000, che consiste nel cambiare le condizioni che le cooperative agricole devono soddisfare per potere essere considerate specialmente protette; si tratta, in concreto, di consentire alle cooperative di distribuire gasolio B a terzi non associati senza limitazione.
Prestiti ai titolari di aziende agricole
(121) La Spagna ritiene che non sia opportuno reiterare gli argomenti già esposti nella notificazione e insiste sul fatto che si tratta di danni causati da eventi eccezionali [articolo 87, paragrafo 2, lettera b), del trattato] e che, se è vero che il criterio seguito dalla Commissione è di dare un'interpretazione restrittiva di tale nozione, non è meno vero che l'eccezionalità degli eventi e la conseguente misura palliativa derivano dal fatto che il governo spagnolo, coerente con l'atteggiamento espresso pubblicamente dalla Commissione di non ridurre le imposte gravanti sui carburanti al fine di non avallare gli argomenti dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEP), ha deciso di mantenere le imposte, cercando un'alternativa compensativa di fronte all'aumento smisurato del costo che minacciava gravemente la redditività delle aziende, causando scioperi e turbamenti dell'ordine pubblico, nonché carenza di prodotti energetici e alimentari.
(122) Nelle sue osservazioni trasmesse con lettera del 6 giugno 2001, la Spagna ha confermato che la linea di prestiti non era attiva. Tuttavia, con lettera del 20 dicembre 2001, ha comunicato che essa era attiva dal 22 novembre 2001 e che i beneficiari avevano utilizzato dei fondi, motivo per cui era iniziato il versamento dell'aiuto.
(123) In ogni caso, secondo la Spagna, il costo di questa misura è inferiore alla possibile riduzione delle imposte speciali e dell'IVA applicabili al gasolio, riduzione, questa, espressamente sconsigliata dalla Commissione.
Misure fiscali nell'ambito dell'IRPF e dell'IVA
Applicazione ad alcune attività di allevamento soggette al regime di stima oggettiva nel quadro dell'IRPF di un indice correttore per mangimi acquistati presso terzi
(124) L'indice correttore in questione esiste dal 1995 e si applica ad alcune attività di allevamento in funzione della percentuale dei mangimi acquistati presso terzi e inseriti nei processi aziendali. Per l'anno 2000 e quello successivo, l'indice correttore è stato esteso a qualsiasi tipo di allevamento, a condizione che il valore di mercato dei mangimi acquistati presso terzi rappresenti oltre il 50 % del valore di quelli consumati.
(125) L'estensione è motivata dal fatto che, sia per l'anno 2000 che per quello successivo, gli indici di rendimento netto applicabili a queste attività non sono stati modificati, ossia non si è tenuto conto dell'aumento del prezzo dei mangimi ai fini del calcolo del rendimento netto. Per questa ragione, nel caso in cui il consumo di mangimi acquistati presso terzi sia rilevante (oltre il 50 % di quelli consumati), si è scelto di introdurre un indice correttore di tale rendimento (0,95) anziché ridurlo.
(126) In conclusione, secondo la Spagna, non può ritenersi in nessun caso che si tratti di un vantaggio selettivo, bensì di un adeguamento del rendimento netto calcolato con un metodo oggettivo al reale rendimento dell'attività.
Riduzione del rendimento netto nel regime di stima oggettiva nel quadro dell'imposta sui redditi delle persone fisiche per le attività agricole e l'allevamento
(127) Il regime di stima oggettiva per le attività agricole e l'allevamento si basa sull'applicazione agli introiti dell'attività di alcuni indici di rendimento netto, determinati in relazione ad un conto di azienda tipo. Ai fini della determinazione di detto conto di azienda tipo, per l'anno 2001 la fattura del gasolio è stata calcolata sulla base dei prezzi di tale prodotto in vigore nel mese di gennaio 1999. Poiché da questa data fino al 1o gennaio 2001 il prezzo del gasolio è aumentato del 35 % circa, si è scelto di introdurre la riduzione anziché modificare il conto di azienda tipo.
(128) In conclusione, secondo la Spagna, non può ritenersi che si tratti di un aiuto selettivo dello Stato, ma di un adeguamento del rendimento netto calcolato con un metodo oggettivo al reale rendimento dell'attività.
Riduzione della percentuale utilizzata per determinare i pagamenti trimestrali dell'IVA in regime semplificato per talune attività agricole
(129) Riguardo all'affermazione secondo cui la riduzione delle percentuali utilizzate per determinare i pagamenti trimestrali dell'IVA in regime semplificato comporta una diminuzione dell'importo dei pagamenti e implica quindi per i beneficiari un vantaggio che ne riduce gli oneri fiscali, la Spagna sottolinea che la stessa non influisce sugli indici con i quali si determinano le imposte fissate in via provvisoria e a carico di quelle che risulteranno alla fine dell'anno.
(130) La misura è giustificata dall'aumento dei prezzi del gasolio verificatosi nel secondo semestre dell'anno 2000 e ha carattere provvisorio, come indicato nel preambolo del decreto ministeriale del 29 novembre 2000 che prevede il regime semplificato per l'anno 2001. Il carattere di provvisorietà è dato dal fatto che la riduzione degli indici riguarda esclusivamente gli acconti trimestrali, ma non quelli applicabili per determinare l'imposta annuale dovuta. Questa circostanza imporrà, alla fine dell'esercizio, il pagamento del saldo dato dalla differenza fra le imposte risultanti dagli indici annuali e gli acconti versati trimestralmente.
(131) In conclusione, secondo la Spagna, non può ritenersi che abbia luogo una riduzione dell'onere fiscale calcolato per l'anno 2001.
Proroga agli anni 2000 e 2001 dei benefici fiscali applicabili al trasferimento di alcuni terreni e aziende agricole nel quadro dell'imposta sui redditi delle persone fisiche
(132) La misura in questione, che proroga fino al 31 dicembre 2001 i benefici fiscali previsti nella sesta disposizione aggiuntiva della legge 19/1995, deve essere valutata in un contesto più ampio rispetto ai vantaggi concessi ai cedenti, poiché i benefici sono concessi solo in alcuni casi, definiti in funzione dell'acquirente dei terreni e delle aziende trasferite.
(133) Di conseguenza, secondo la Spagna, si tratta di un beneficio fiscale concesso solo quando l'acquirente soddisfi una serie di condizioni, intese ad un migliore ordinamento dell'attività agricola in Spagna e all'adeguamento della dimensione delle aziende.
Aumento della percentuale delle spese difficilmente giustificabili nel quadro dell'imposta sui redditi delle persone fisiche
(134) Nelle sue osservazioni la Spagna ha precisato che, alla data di elaborazione delle stesse, la misura in questione non era stata ancora approvata e che, qualora alla fine fosse stata adottata, sarebbe stata motivata dall'obiettivo di adeguare la percentuale di spesa applicabile nell'ambito della modalità semplificata del regime di stima diretta all'importo delle spese sostituite da questa percentuale (spese difficilmente giustificabili e commissioni), che sono aumentate a causa del rialzo del costo del gasolio.
Conclusione
(135) La Spagna ritiene che nessuna delle misure adottate dal governo spagnolo a sostegno del settore agricolo debba essere considerata "aiuto di Stato" e che esse siano pienamente compatibili con l'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
V. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
Articolo 87, paragrafo 1, del trattato
Modifica della legge 37/1992
(136) La modifica della legge 37/1992, contemplata dal regio decreto legge 10/2000, e che consiste nell'aumento della percentuale di compensazione applicabile ai soggetti passivi assoggettati al regime speciale dell'IVA nei settori dell'agricoltura, dell'allevamento e della pesca, al fine di neutralizzare l'aumento delle aliquote da questi subite, rientra nel campo di applicazione della sesta direttiva e, in particolare, dell'articolo 25.
(137) La misura è stata attuata onde ripristinare il necessario equilibrio fra l'IVA sugli acquisti e l'IVA sulle vendite a favore dei soggetti passivi assoggettati al regime speciale dell'IVA nei settori dell'agricoltura, dell'allevamento e della pesca.
(138) Prima di approvare la norma con cui veniva aumentata la percentuale di compensazione, l'amministrazione tributaria spagnola ha comunicato alla Commissione l'intenzione del governo di procedere all'aumento della stessa, nonché al suo sdoppiamento in funzione dei prodotti cui deve applicarsi, come previsto espressamente all'articolo 25, paragrafo 3, secondo comma, della sesta direttiva.
(139) La Spagna ha anche fornito alla Commissione, in conformità del precitato articolo 25, paragrafo 3, della sesta direttiva, i dati sulla cui base l'amministrazione spagnola ha proceduto al calcolo dei nuovi tassi di compensazione in base ai quali l'importo della compensazione non implica che i soggetti passivi che rientrano nel regime ottengano un vantaggio economico in conseguenza della sua applicazione, vantaggio che deriverebbe da una compensazione più che proporzionale rispetto all'importo dell'IVA versato. I dati sono stati esaminati dalla Commissione che non ha formulato osservazioni in merito.
(140) Di conseguenza, viste le informazioni fornite dalla Spagna nelle sue osservazioni, la Commissione ritiene che la misura rientri nel campo di applicazione della sesta direttiva e che non si tratti di una misura fiscale selettiva.
Misure di sostegno alle cooperative agricole
(141) Le modifiche introdotte dal regio decreto legge 10/2000 nella legge 27/1999 e nella legge 20/1999 si limitano a ristabilire la situazione normativa esistente fino all'adozione della legge 34/1998 per quanto riguarda la distribuzione di prodotti petroliferi da parte delle cooperative agricole.
(142) Nelle sue osservazioni la Spagna ha spiegato che, in conformità della legge 20/1990, le cooperative agricole contribuiscono fiscalmente per i rendimenti ottenuti nelle loro operazioni con terzi non associati sulla base dell'aliquota generale dell'imposta sulle società. Nell'ambito di queste operazioni non ha pertanto luogo alcun tipo di abbuono e le modifiche introdotte dal regio decreto legge 10/2000 non hanno apportato alcun cambiamento nel regime fiscale applicabile alle operazioni di fornitura di gasolio B a terzi non associati da parte delle cooperative.
(143) Le cooperative agricole, grazie alle modifiche introdotte dal regio decreto legge 10/2000, possono svolgere tale attività senza essere obbligate a costituire una nuova entità giuridica per la distribuzione di gasolio B a terzi non associati e possono superare il massimale del 50 % della cifra d'affari per le operazioni di fornitura a terzi non associati senza che venga meno la condizione di cooperative fiscalmente protette.
(144) È vero che le cooperative agricole contribuiscono fiscalmente per i rendimenti ottenuti nelle loro operazioni con terzi non associati al pari delle altre società, in base all'aliquota generale dell'imposta sulle società, ma è anche vero che le cooperative, in seguito alle modifiche apportate dal regio decreto legge 10/2000, possono fornire gasolio B a terzi non associati senza alcun limite della cifra d'affari e senza essere obbligate a costituire una nuova entità giuridica, usufruendo del trattamento fiscale differenziato di cui beneficiano le cooperative.
(145) Le cooperative usufruivano, ancor prima dell'entrata in vigore del regio decreto legge 10/2000, di benefici fiscali nel quadro dell'imposta di registro e di bollo, dell'imposta sull'attività di lavoro indipendente, dell'imposta sui beni immobili e dell'imposta sulle società. Per quanto riguarda quest'ultima, le operazioni con associati sono soggette ad un'aliquota ridotta e inoltre le cooperative specialmente protette - ed è un principio generale per le cooperative agricole - beneficiano di un abbuono del 50 % dell'imposta sulle società.
(146) Tuttavia, i benefici fiscali di cui godono le società cooperative devono essere considerati congiuntamente agli obblighi loro imposti dalle norme sull'adeguamento tecnico. Come segnala la "Confederación de Cooperativas Agrarias de España" (confederazione delle cooperative agricole spagnole) nelle sue osservazioni, il beneficio fiscale non può essere valutato disgiuntamente dal costo fiscale dei ritorni sul reddito del socio cooperatore nel quadro dell'IRPF, che ha caratteristiche completamente diverse dal dividendo di un'impresa capitalista. L'attenuazione della doppia imposizione realizzata nel rapporto società di capitali/socio (dividendo dell'impresa) non ha corrispettivo nel rapporto società cooperativa/socio cooperatore (ritorno cooperativo), per cui sul ritorno grava un maggior onere fiscale rispetto al dividendo. Il beneficio che potrebbe ottenere la cooperativa attraverso la deduzione dell'imposta sulle società è corretto dalla doppia imposizione nell'ambito dell'IRPF che si applica al socio cooperatore e dal relativo aumento dell'imposizione fiscale.
(147) Il regime fiscale delle cooperative agricole deve essere analizzato nel suo insieme e risponde ad elementi differenziatori quanto alla struttura e prevede benefici ed obblighi specifici (versamenti a fondi obbligatori, trattamento del capitale, doppia imposizione).
(148) Di conseguenza, alla luce delle informazioni fornite dalla Spagna e dalla "Confederación de Cooperativas Agrarias de España", la Commissione ritiene che le modifiche apportate dal regio decreto legge 10/2000 alla legislazione sulle cooperative agricole non offrono a queste ultime un vantaggio che riduca gli oneri gravanti sul loro bilancio né costituiscono una misura fiscale selettiva che incide sulle risorse statali. La misura pertanto non è un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
Prestiti ai titolari di aziende agricole
(149) L'abbuono del tasso di interesse sui prestiti comporta un aiuto di Stato a favore degli agricoltori. Inoltre, alcuni agricoltori riceveranno un aiuto di Stato sotto forma di bonifico di una parte delle spese di gestione delle garanzie di detti prestiti agevolati. Pertanto, la Commissione ritiene che le misure in questione debbano essere considerate aiuti selettivi concessi dallo Stato.
Misure fiscali nel quadro dell'IRPF e dell'IVA
Applicazione ad alcune attività di allevamento soggette al regime di stima oggettiva dell'IRPF di un indice correttore per mangimi acquistati presso terzi
(150) Nelle sue osservazioni la Spagna ha spiegato che l'indice correttore, introdotto dal 1995, è stato esteso per l'anno 2000 e quello successivo a qualsiasi tipo di allevamento, a condizione che il valore di mercato dei mangimi acquistati presso terzi rappresenti oltre il 50 % del valore di quelli consumati. L'estensione è motivata dal fatto che, per gli anni in questione, gli indici di rendimento netto applicabili a dette attività non sono stati modificati, ossia non si è tenuto conto dell'aumento del prezzo dei mangimi ai fini del calcolo del rendimento netto. Per tale ragione, nel caso in cui il consumo di mangimi acquistati presso terzi sia rilevante, si è scelto di applicare un indice correttore del rendimento netto anziché ridurlo. L'indice in questione è stato introdotto per adeguare il regime fiscale alle spese effettive sostenute a causa dell'aumento del prezzo dei mangimi acquistati presso terzi. In caso contrario, gli operatori avrebbero dovuto pagare imposte eccessivamente elevate. Non si tratta, pertanto, di un vantaggio selettivo, bensì di un adeguamento del rendimento netto calcolato con un metodo oggettivo al reale rendimento dell'attività.
(151) Il punto 27 della comunicazione della Commissione sull'applicazione delle norme relative agli aiuti di Stato alle misure di tassazione diretta delle imprese prevede che "Disposizioni specifiche non comportanti elementi discrezionali, che permettano ad esempio la determinazione dell'imposta su base forfettaria (ad esempio nei settori dell'agricoltura o della pesca) possono essere giustificate dalla natura e dalla struttura del sistema (...); ... disposizioni di questo tipo non costituiscono dunque aiuto di Stato".
(152) La normativa spagnola relativa all'imposta sui redditi dei produttori soggetti al regime di stima oggettiva crea un sistema di fiscalità per moduli, corrispondenti ai risultati economici delle aziende in condizioni normali di prezzo, spese ed entrate. La normativa prevede che, in caso di eventi eccezionali che alterino la realtà economica, i moduli possano essere oggetto di un adeguamento onde riequilibrare la situazione. Secondo le autorità spagnole, a causa dell'aumento del costo del carburante, hanno subito un rialzo anche i prezzi dei mangimi e si sono verificati eventi eccezionali che hanno modificato sostanzialmente la situazione, imponendo un adeguamento dell'indice del rendimento netto dell'attività.
(153) Tale adeguamento è stato applicato per adeguare il regime fiscale alla capacità economica effettiva degli operatori che, in caso contrario, avrebbero dovuto pagare imposte eccessivamente elevate. Pertanto, l'adeguamento è giustificato dalla natura o dalla struttura del sistema fiscale di stima oggettiva ed è inteso ad adeguare agli introiti effettivi il reddito quantificabile a fini fiscali.
(154) Pertanto, alla luce delle informazioni fornite dalla Spagna nelle sue osservazioni, la Commissione ritiene che le misure in questione siano misure fiscali giustificate dalla natura o dalla struttura del sistema fiscale.
Riduzione del rendimento netto dell'IRPF nel regime di stima oggettiva per le attività agricole e l'allevamento
(155) La Spagna ha spiegato nelle sue osservazioni che nel regime di stima oggettiva per le attività agricole e l'allevamento il rendimento netto è determinato sulla base di un conto di azienda tipo. Ai fini della determinazione di detto conto di azienda tipo, per l'anno 2001 la fattura del gasolio è stata calcolata sulla base dei prezzi di tale prodotto in vigore nel mese di gennaio 1999. Poiché da questa data fino al 1o gennaio 2001 il prezzo del gasolio è aumentato del 35 % circa, si è scelto di introdurre la riduzione di cui trattasi anziché modificare il conto di azienda tipo. Non si tratta pertanto di un aiuto selettivo dello Stato, ma di un adeguamento del rendimento netto calcolato con un metodo oggettivo al rendimento effettivo dell'attività.
(156) La normativa spagnola relativa ai redditi dei produttori soggetti al regime di stima oggettiva stabilisce che il rendimento netto per le attività agricole e gli allevamenti è determinato sulla base di un conto di azienda tipo. La normativa prevede che, in caso di eventi eccezionali che alterino la realtà economica, il rendimento netto possa essere oggetto di un adeguamento per riequilibrare la situazione. Secondo le autorità spagnole, a causa dell'aumento dei prezzi dei carburanti si sono verificati eventi eccezionali che hanno modificato sostanzialmente la situazione, imponendo una riduzione del rendimento netto per adeguarlo al rendimento effettivo dell'attività.
(157) Tale adeguamento è stato applicato per adeguare il regime fiscale alla capacità economica effettiva degli operatori che, in caso contrario, avrebbero dovuto pagare imposte eccessivamente elevate. Pertanto, l'adeguamento è giustificato dalla natura o dalla struttura del sistema fiscale di stima oggettiva ed è inteso ad adeguare agli introiti effettivi il reddito quantificabile a fini fiscali.
(158) Pertanto, alla luce delle informazioni fornite dalla Spagna nelle sue osservazioni, la Commissione ritiene che le misure in questione siano misure fiscali giustificate dalla natura o dalla struttura del sistema fiscale.
Riduzione della percentuale utilizzata per determinare i pagamenti trimestrali dell'IVA in regime semplificato per talune attività agricole
(159) Nelle sue osservazioni la Spagna ha spiegato che la riduzione delle percentuali utilizzate per determinare i pagamenti trimestrali dell'IVA in regime semplificato non riguarda gli indici mediante i quali si determinano i pagamenti. È stata fissata con carattere provvisorio a causa dell'aumento dei prezzi del gasolio e a carico delle imposte che risulteranno alla fine dell'anno. La riduzione degli indici riguarda solo gli acconti trimestrali, ma non quelli applicabili per determinare l'imposta annua dovuta. Questa circostanza imporrà, alla fine dell'esercizio, il pagamento del saldo dato dalla differenza fra le imposte risultanti dagli indici annuali e gli acconti versati trimestralmente. In conclusione, non ha luogo una riduzione dell'onere fiscale calcolato per l'anno 2001.
(160) Pertanto, alla luce delle informazioni fornite dalla Spagna nelle sue osservazioni, la Commissione ritiene che le misure in questione non comportino una riduzione dell'onere fiscale. Questa posizione si basa sulle caratteristiche specifiche del settore agricolo e non pregiudica altre decisioni che la Commissione potrebbe adottare per altri settori.
Proroga agli anni 2000 e 2001 dei benefici fiscali applicabili al trasferimento di alcuni terreni e aziende agricole nel quadro dell'IRPF
(161) Secondo la Spagna, si tratta di un beneficio fiscale concesso esclusivamente quando l'acquirente soddisfi una serie di condizioni, intese ad un migliore ordinamento dell'attività agricola in Spagna e all'adeguamento della dimensione delle aziende.
(162) La proroga dei benefici fiscali applicabili al trasferimento di alcuni terreni e aziende agricole procura ai beneficiari un vantaggio che alleggerisce gli oneri normalmente gravanti sul loro bilancio. Una perdita di gettito fiscale equivale al consumo di risorse statali sotto forma di spesa fiscale.
(163) La Commissione ritiene pertanto che la proroga dei benefici fiscali costituisca un aiuto selettivo concesso dallo Stato.
Aumento della percentuale delle spese difficilmente giustificabili nel quadro dell'IRPF
(164) Nelle sue osservazioni la Spagna ha spiegato che l'aumento della percentuale delle spese difficilmente giustificabili nel quadro del'IRPF per il settore agricolo e solo per gli esercizi 2000 e 2001 è motivato dall'obiettivo di adeguare la percentuale di spesa applicabile nell'ambito della modalità semplificata del regime di stima diretta all'importo delle spese sostituite da questa percentuale (spese difficilmente giustificabili e commissioni), che sono aumentate a causa del rialzo del costo del gasolio.
(165) L'aumento della percentuale delle spese difficilmente giustificabili nel quadro del'IRPF è stato applicato a causa della loro maggiore incidenza, a seguito del rialzo del prezzo del gasolio, a carico degli agricoltori che, in caso contrario, non avrebbero potuto dedurre le spese effettivamente sostenute. L'aumento è stato introdotto per adeguare il regime fiscale alle spese reali sostenute dagli operatori che, in caso contrario, avrebbero dovuto pagare imposte eccessivamente elevate. Pertanto, l'adeguamento è giustificato dalla natura o dalla struttura del sistema fiscale di stima oggettiva ed è inteso ad adeguare agli introiti effettivi il reddito quantificabile a fini fiscali.
(166) Pertanto, alla luce delle informazioni fornite dalla Spagna nelle sue osservazioni, la Commissione ritiene che le misure in questione siano misure fiscali giustificate dalla natura o dalla struttura del sistema fiscale.
Conclusione
(167) Alla luce delle informazioni fornite dalla Spagna nelle sue osservazioni, la modifica della legge 37/1992, le misure di sostegno a favore delle cooperative agricole e le misure fiscali consistenti nell'applicazione ad alcune attività di allevamento assoggettati al regime di stima oggettiva dell'IRPF di un indice correttore per i mangimi acquistati presso terzi, nella riduzione del rendimento netto nel regime di stima oggettiva dell'IRPF per le attività agricole e gli allevamenti, nella riduzione della percentuale applicata per determinare i pagamenti trimestrali dell'IVA in regime semplificato per talune attività agricole, e nell'aumento della percentuale delle spese difficilmente giustificabili nel quadro dell'IRPF, devono essere considerate misure fiscali giustificate dalla natura o dalla struttura del sistema fiscale e, di conseguenza, non rientrano nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(168) Per contro, il bonifico di prestiti e garanzie ai titolari di aziende agricole e la misura fiscale consistente nella proroga agli anni 2000 e 2001 dei benefici fiscali applicabili nel quadro dell'IRPF al trasferimento di alcuni terreni e aziende agricole devono essere considerati rispettivamente aiuti selettivi concessi dallo Stato o misure fiscali attribuibili allo Stato, che incidono sulle risorse statali, comportano un vantaggio selettivo e non risultano giustificate dalla natura o dalla struttura del sistema fiscale.
(169) Gli articoli 87 e 88 del trattato si applicano a tutti i prodotti agricoli dell'allegato I oggetto di un'organizzazione comune di mercato (tutti i prodotti agricoli, fatta eccezione per le patate diverse dalle patate da fecola, la carne equina, il miele, il caffè, l'alcool di origine agricola, l'aceto derivato dall'alcool e il sughero), conformemente ai vari regolamenti che disciplinano le corrispondenti organizzazioni comuni di mercato.
(170) A norma dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
(171) In questo caso, gli aiuti conferiscono ai beneficiari un vantaggio che riduce gli oneri normalmente gravanti sul loro bilancio. Sono concessi dallo Stato o mediante risorse statali. Sono specifici o selettivi, in quanto favoriscono determinate imprese o produzioni, in concreto i produttori del settore agricolo e dell'allevamento.
(172) Ai fini dell'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, gli aiuti devono incidere inoltre sulla concorrenza e sugli scambi fra Stati membri. Tale criterio implica che il beneficiario della misura eserciti un'attività economica. Secondo una giurisprudenza costante, ai fini di questa disposizione la condizione dell'incidenza sugli scambi è soddisfatta se l'impresa beneficiaria svolge un'attività economica che dà luogo a scambi tra gli Stati membri. Il semplice fatto che l'aiuto rafforzi la posizione dell'impresa rispetto ad altre imprese concorrenti negli scambi intracomunitari permette di concludere che l'aiuto incide sugli scambi.
(173) Nel presente caso, i beneficiari svolgono un'attività economica che dà luogo a scambi fra Stati membri. In effetti, gli scambi di prodotti agricoli fra la Comunità e la Spagna sono di entità rilevante. Nel 1999 la Spagna ha esportato prodotti agricoli nella Comunità per un valore di 11329 milioni di EUR e ha importato prodotti di questo tipo per un valore di 7382 milioni di EUR(23).
(174) Le imprese beneficiarie operano in un settore particolarmente esposto alla concorrenza. Va segnalato che nel settore agricolo esiste una concorrenza intensa fra i produttori degli Stati membri i cui prodotti sono oggetto di scambi fra Stati. I produttori spagnoli partecipano pienamente al gioco della concorrenza, esportando quantità rilevanti di prodotti agricoli verso altri Stati membri. Inoltre, il gran numero di beneficiari di questi aiuti amplificherà l'effetto di questi ultimi sugli scambi.
(175) Ne consegue che tali aiuti possono incidere sugli scambi commerciali di prodotti agricoli fra Stati membri, il che si verifica quando gli aiuti favoriscono operatori attivi in uno Stato membro a detrimento di quelli degli altri Stati membri. Le misure in questione hanno una ripercussione diretta e immediata sui costi di produzione dei prodotti agricoli in Spagna. Pertanto, offrono un vantaggio economico rispetto alle aziende di altri Stati membri che non hanno accesso ad aiuti analoghi. Falsano, quindi, o minacciano di falsare la concorrenza.
(176) Tenuto conto di quanto precede, gli aiuti in questione devono essere considerati aiuti di Stato che soddisfano i criteri di cui all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Tuttavia, il principio di incompatibilità sancito dall'articolo 87, paragrafo 1, prevede deroghe.
Articolo 87, paragrafo 2, lettera b), del trattato
(177) L'articolo 87, paragrafo 2, lettera b), del trattato dispone che sono compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali. La Spagna ha giustificato gli aiuti in oggetto sostenendo che erano destinati ad ovviare ai danni causati da un evento di carattere eccezionale.
(178) Secondo la Spagna, l'aumento sproporzionato del costo del gasolio ha causato turbamenti dell'ordine pubblico, scioperi, carenza di prodotti energetici e alimentari, nonché difficoltà al libero transito delle merci nel territorio della Comunità, il che dovrebbe essere considerato un evento eccezionale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera b), del trattato.
(179) Per quanto riguarda le deroghe al principio generale di incompatibilità degli aiuti di Stato con il mercato comune, stabilito all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, la Commissione ritiene che debba darsi un'interpretazione restrittiva della nozione di "evento eccezionale" che figura all'articolo 87, paragrafo 2, lettera b). Finora, la Commissione ha accettato come eventi eccezionali le guerre, i disordini interni o gli scioperi e, con talune riserve e in funzione della loro portata, gli incidenti nucleari o industriali gravi o gli incendi che abbiano causato perdite estese. A causa delle difficoltà di previsione di tali eventi, la Commissione valuta caso per caso le proposte di concessione degli aiuti, tenendo conto della prassi precedentemente seguita nel settore (punto 11.2.1 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo).
(180) Lo stesso testo dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera b), del trattato esclude qualsiasi compensazione eccessiva dei danni. Una volta dimostrata l'esistenza di un evento eccezionale, la Commissione autorizza aiuti fino al 100 % dei danni materiali. Il compenso va solitamente calcolato per singolo beneficiario e, onde evitare compensazioni eccessive, vanno dedotti dall'importo dell'aiuto tutti gli importi percepiti (punto 11.2.2 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo).
(181) Nel presente caso, la concessione degli aiuti è motivata dall'aumento del costo del carburante e non da turbamenti dell'ordine pubblico, scioperi o carenza di prodotti energetici ed alimentari. Tali circostanze non sono state la causa della concessione degli aiuti, ma si sono verificate come conseguenza dell'aumento del costo del carburante.
(182) La Spagna non ha giustificato l'esistenza di un vincolo fra gli aiuti concessi e il danno subito dai rispettivi beneficiari imputabile all'aumento del costo del carburante. Non ha neppure dimostrato che tutti i beneficiari degli aiuti hanno subito danni per questo motivo o che l'importo degli aiuti è correlato a tali danni e non supera l'entità dei danni subiti dagli agricoltori.
(183) Secondo le autorità spagnole, l'obiettivo dell'aiuto non è compensare le perdite subite dagli agricoltori, bensì consentire loro di beneficiare di un prestito da parte degli organismi finanziari per fare fronte alla mancanza di liquidità dovuta all'aumento sproporzionato del prezzo del gasolio.
(184) Le informazioni fornite dalle autorità spagnole non consentono di ritenere che tutti i beneficiari degli aiuti abbiano subito danni per questo motivo e che l'aiuto non superi l'entità dei danni subiti. Nella presente decisione, la Commissione non si pronuncia in merito all'esistenza di un evento eccezionale, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera b), del trattato, alla base dell'aumento del costo del carburante. La presente decisione non pregiudica altre decisioni che la Commissione potrebbe adottare in altri settori.
(185) Ne consegue che questi aiuti non potrebbero beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 2, lettera b), del trattato in qualità di aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati da eventi eccezionali.
Articolo 87, paragrafo 3, del trattato
(186) Le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, possono essere applicate solo se la Commissione stabilisce che l'aiuto è necessario per il conseguimento di uno degli obiettivi considerati. Concedere il beneficio di tali deroghe ad aiuti che non soddisfano questa condizione equivarrebbe a consentire distorsioni degli scambi fra Stati membri e della concorrenza prive di giustificazione alla luce dell'interesse comunitario e implicherebbe quindi la concessione di vantaggi indebiti agli operatori di taluni Stati membri.
(187) La Commissione ritiene che gli aiuti in questione non siano stati concessi come aiuti regionali per la realizzazione di nuovi investimenti o per la creazione di posti di lavoro, né per compensare in modo orizzontale gli svantaggi sotto il profilo delle infrastrutture dell'insieme dei produttori della regione, bensì come aiuti al settore agricolo. Pertanto, si tratta di aiuti a carattere prevalentemente settoriale che devono essere valutati alla luce dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato.
(188) L'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), dispone che possono considerarsi compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
(189) Per quanto riguarda la misura fiscale consistente nella proroga agli anni 2000 e 2001 dei benefici fiscali applicabili al trasferimento di taluni terreni e aziende agricole nel quadro dell'IRPF, l'aiuto in questione potrebbe essere considerato un aiuto agli investimenti nel settore della produzione primaria, tenuto conto del fatto che il beneficio fiscale è legato alla cessione di terreni e aziende agricole. Tuttavia, la legge 14/2000, che è la base giuridica per la concessione di tali aiuti, non prevede l'obbligo di osservare alcuna delle condizioni indicate al punto 4.1 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo.
(190) In concreto, gli aiuti agli investimenti possono essere concessi solo a favore di aziende agricole di cui possa essere dimostrata la redditività attraverso uno studio di mercato(24), e a condizione che il titolare abbia le competenze e le capacità necessarie; l'azienda, inoltre, deve soddisfare le norme minime comunitarie in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali; non possono essere concessi aiuti agli investimenti il cui obiettivo sia l'aumento della produzione per la quale non vi siano normali sbocchi sul mercato e la percentuale massima di aiuto pubblico in relazione all'investimento deve essere del 40 % (50 % nelle zone svantaggiate definite all'articolo 17 del regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) e che modifica ed abroga taluni regolamenti(25)] (cfr. anche l'articolo 51, paragrafo 2, in relazione all'articolo 7 di detto regolamento).
(191) Nelle sue osservazioni la Spagna non ha fornito alcuna informazione che consenta di dimostrare che gli aiuti agli investimenti soddisfano le condizioni previste nei summenzionati orientamenti. Si è limitata a segnalare che le misure devono essere valutate in un contesto più ampio rispetto ai vantaggi concessi ai cedenti, poiché i benefici sono concessi solo in taluni casi, definiti in funzione dell'acquirente dei terreni e delle aziende trasferite. Si tratta di un beneficio fiscale concesso esclusivamente quando l'acquirente soddisfi una serie di condizioni, intese ad un migliore ordinamento dell'attività agricola in Spagna e all'adeguamento della dimensione delle aziende.
(192) Negli aiuti sotto forma di garanzia, inoltre, non sono state previste le condizioni stabilite nella comunicazione della Commissione sull'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato concessi sotto forma di garanzie.
(193) Di conseguenza, gli aiuti sotto forma di proroga dei benefici fiscali per il trasferimento di taluni terreni e aziende agricole e gli aiuti sotto forma di bonifico di prestiti e garanzie devono essere considerati aiuti al funzionamento incompatibili con il mercato comune. Gli aiuti di questo tipo non hanno effetti duraturi sullo sviluppo del settore visto che i loro effetti immediati scompaiono col venire meno della misura stessa [cfr. sentenza dell'8 giugno 1999 nella causa T-459/93, Siemens SA/Commissione(26)]. Tali aiuti hanno come conseguenza diretta il miglioramento delle possibilità di produzione e commercializzazione dei prodotti degli operatori che ne beneficiano rispetto ad altri operatori, ubicati sia nel territorio nazionale che in altri Stati membri, che non usufruiscono di aiuti analoghi.
(194) Inoltre, va considerato che gli aiuti a favore dei prodotti agricoli dell'allegato I del trattato (ad eccezione degli aiuti alle patate diverse dalle patate da fecola, alla carne equina, al miele, al caffè, all'alcool di origine agricola, all'aceto derivato dall'alcool e al sughero) riguardano prodotti soggetti ad un'organizzazione comune di mercato e che gli Stati membri dispongono di poteri di intervento limitati sul funzionamento di dette organizzazioni, che competono esclusivamente alla Comunità.
(195) L'organizzazione comune di mercato non si limita alle disposizioni relative al regime dei prezzi, ma è costituita da vari meccanismi e norme che, nel loro complesso, costituiscono un quadro "completo ed esaustivo" in cui, ribadisce la Commissione, non sono previste deroghe e in cui, secondo la costante giurisprudenza della Corte di giustizia, non rimane alcun margine agli Stati membri per adottare misure contrarie allo stesso o stabilire deroghe [cfr. sentenza del 26 giugno 1979 nella causa 177-78, Pigs and Bacon Commission/McCarren and Company Limited(27)].
Conclusione
(196) In considerazione di quanto esposto in precedenza e viste le norme comunitarie applicabili, la Commissione ritiene che, per quanto riguarda le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 2, concernenti gli aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali, e di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), concernenti gli aiuti destinati a favorire o facilitare lo sviluppo economico di determinate regioni o di determinate attività, gli aiuti di cui trattasi possono alterare le condizioni degli scambi commerciali in misura contraria all'interesse comune, trasgrediscono la normativa comunitaria e non possono rientrare in alcuna delle deroghe previste all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato.
VI. CONCLUSIONE
(197) La Commissione conclude che la Spagna ha concesso illegalmente gli aiuti esaminati, in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato. La loro concessione è stata illegale dato che è stata effettuata prima che la Commissione si pronunciasse sulla loro compatibilità con il mercato comune.
(198) Inoltre, per i motivi suesposti, gli aiuti in questione sono incompatibili con il mercato comune dal momento che rientrano nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, senza che possa accogliersi alcuna delle deroghe previste ai paragrafi 2 e 3 dello stesso.
(199) Qualora gli aiuti risultino incompatibili con il mercato comune, la Commissione impone allo Stato membro di recuperare gli aiuti concessi illegalmente. Il recupero, previsto all'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(28), è necessario per ripristinare la situazione anteriore mediante l'eliminazione di tutti i vantaggi finanziari di cui abbiamo usufruito indebitamente i beneficiari dal momento in cui è stato concesso l'aiuto.
(200) Gli aiuti concessi devono essere rimborsati per intero.
(201) Gli aiuti devono essere rimborsati in conformità delle procedure previste dal diritto spagnolo. Agli importi da recuperare si aggiungono gli interessi che decorrono dalla data in cui l'aiuto è divenuto disponibile per i beneficiari fino alla data dell'effettivo recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso commerciale, utilizzando il tasso di riferimento applicato ai fini del calcolo dell'equivalente sovvenzione nell'ambito degli aiuti a finalità regionale, in conformità di, quanto previsto negli orientamenti sugli aiuti di Stato a finalità regionale(29).
(202) La presente decisione non pregiudica le conseguenze che la Commissione potrebbe eventualmente trarre in relazione al finanziamento della politica agricola comune a titolo del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le misure applicate dalla Spagna consistenti nella modifica della legge 37/1992 prevista dal regio decreto legge 10/2000, le misure di sostegno alle cooperative agricole contemplate nel regio decreto legge 10/2000 e le misure fiscali di cui all'ordinanza del 29 novembre 2000 del ministero delle Finanze, consistenti nell'applicazione a talune attività di allevamento soggette al regime di stima oggettiva di un indice correttore per mangimi acquistati presso terzi, nella riduzione del rendimento netto nel regime di stima oggettiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche per le attività agricole e gli allevamenti e la misura fiscale consistente nell'aumento della percentuale delle spese difficilmente giustificabili nel quadro dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, non costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
Articolo 2
Gli aiuti di Stato concessi dalla Spagna a favore di titolari di aziende agricole sotto forma di bonifici di prestiti e garanzie previsti nella risoluzione del ministero dell'Agricoltura del 15 novembre 2002, che pubblica un accordo del Consiglio dei ministri del 10 novembre 2000, e la misura consistente nella proroga agli anni 2000 e 2001 dei benefici fiscali applicabili al trasferimento di taluni terreni e aziende agricole nel quadro dell'imposta sui redditi delle persone fisiche, di cui alla settima disposizione transitoria della legge 14/2000, sono incompatibili con il mercato comune.
Articolo 3
La Spagna dovrà sopprimere i regimi indicati nell'articolo 2.
Articolo 4
1. La Spagna adotta tutte le misure necessarie per recuperare gli aiuti di cui all'articolo 2, concessi illegalmente ai beneficiari.
2. Il recupero viene eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto interno, a condizione che queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. L'aiuto da recuperare comprende gli interessi che decorrono dalla data in cui l'aiuto è divenuto disponibile per i beneficiari fino alla data dell'effettivo recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione nell'ambito degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 5
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione la Spagna informa la Commissione circa i provvedimenti adottati per conformarvisi.
Articolo 6
Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, l'11 dicembre 2002.

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