Document ID: 31997D0183

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 25 febbraio 1997 che modifica la decisione 96/659/CE recante misure di protezione relative alla febbre emorragica del Congo e della Crimea in Sudafrica (Testo rilevante ai fini del SEE) (97/183/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 91/496/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per gli animali che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità e che modifica le direttive 89/662/CEE, 90/425/CEE e 90/675/CEE (1), modificata da ultimo dalla direttiva 96/43/CE (2), in particolare l'articolo 18, paragrafo 7,
vista la direttiva 90/675/CEE del Consiglio, del 10 dicembre 1990, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per i prodotti che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità (3), modificata da ultimo dalla direttiva 96/43/CE, in particolare l'articolo 19, paragrafo 7,
considerando che è stata confermata la presenza in Sudafrica della febbre emorragica del Congo e della Crimea;
considerando che la decisione 96/659/CE della Commissione (4) vieta l'importazione di ratiti vivi e di carni di ratiti dal Sudafrica fino a quando la situazione non sia stata chiarita;
considerando che recenti ricerche scientifiche hanno permesso di chiarire il rischio relativo all'importazione di ratiti vivi e di carni di ratiti; che la decisione 96/659/CE può pertanto essere modificata alla luce delle conoscenze acquisite;
considerando tuttavia che è opportuno estendere la decisione a tutte le zone dove la malattia potrebbe manifestarsi;
considerando che il capitolo III della direttiva 91/494/CEE del Consiglio (5) stabilisce le norme generali per le importazioni di carni fresche di volatili da cortile dai paesi terzi; che per le carni di ratiti non sono ancora stabilite condizioni di polizia sanitaria e di certificazione veterinaria;
considerando che il capitolo III della direttiva 90/539/CE del Consiglio (6) stabilisce le norme generali per le importazioni di pollame vivo in provenienza dai paesi terzi; che per i ratiti non sono ancora state stabilite condizioni di polizia sanitaria e di certificazione veterinaria;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La decisione 96/659/CE è modificata come segue:
1) Nel titolo, le parole «in Sudafrica» sono soppresse.
2) Nell'articolo 1, le parole «dal Sudafrica» sono sostituite dalle parole «da paesi dell'Asia e dell'Africa».
3) L'articolo 2 è sostituito dal seguente:
«Articolo 2
1. In deroga all'articolo 1, gli Stati membri possono autorizzare l'importazione di carni di ratiti purché, in aggiunta alle norme stabilite della direttiva 91/494/CEE del Consiglio, siano rispettate le disposizioni di cui all'allegato I.
2. In deroga all'articolo 1, gli Stati membri possono autorizzare l'importazione di ratiti purché, in aggiunta alle norme stabilite dalla direttiva 90/539/CEE del Consiglio, siano rispettate le disposizioni di cui all'allegato II».
4) L'articolo 3 è soppresso.
5) Sono aggiunti i seguenti allegati I e II:
«ALLEGATO I
CARNI DI RATITI
L'autorità competente provvede affinché i ratiti siano tenuti in isolamento in un ambiente esente da zecche e protetto dai roditori per almeno 14 giorni prima della macellazione.
Prima di essere trasferiti nell'ambiente esente da zecche, gli animali sono esaminati per verificare che non abbiano zecche oppure sottoposti a trattamento al fine di eliminare tutte le zecche di cui sono portatori. Il trattamento applicato deve essere specificato nel certificato d'importazione. Il trattamento applicato non deve comunque lasciare residui rilevabili nelle carni di ratiti.
Ogni partita di ratiti viene esaminata prima della macellazione per accertare che sia esente da zecche. Qualora se ne individui la presenza, l'intera partita deve essere tenuta nuovamente in isolamento prima della macellazione.
ALLEGATO II
RATITI VIVI
L'autorità competente provvede affinché i ratiti siano tenuti in isolamento in un ambiente esente da zecche e protetto dai roditori per almeno 21 giorni prima dell'esportazione.
Prima di essere trasferiti in un ambiente esente da zecche i ratiti sono sottoposti a trattamento al fine di eliminare tutti gli ectoparassiti di cui siano portatori. Dopo aver soggiornato 14 giorni in un ambiente esente da zecche, i ratiti sono sottoposti ad un saggio ELISA competitivo per individuare eventuali anticorpi alla febbre emorragica del Congo e della Crimea; l'esame deve dare esito negativo per tutti gli animali che vengono posti in isolamento. Al loro arrivo nella Comunità il trattamento contro gli ectoparassiti e l'esame sierologico sono ripetuti.»
Articolo 2
Gli Stati membri modificano le misure che applicano in relazione alle importazioni di ratiti e di carni di ratiti per conformarle alla presente decisione e ne informano la Commissione.
Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 25 febbraio 1997.

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