Document ID: 31993R2891

REGOLAMENTO (CEE) N. 2891/93 DELLA COMMISSIONE del 21 ottobre 1993 con il quale si modifica il regolamento (CEE) n. 1538/91 recante disposizioni di applicazione del regolamento (CEE) n. 1906/90 del Consiglio che stabilisce talune norme di commercializzazione per le carni di pollame
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 1906/90 del Consiglio, del 26 giugno 1990, che stabilisce talune norme di commercializzazione per le carni di pollame (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 317/93 (2), in particolare gli articoli 7 e 9,
considerando che il regolamento (CEE) n. 1538/91 della Commissione (3), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1980/92 (4), ha fissato le modalità di applicazione di tali norme per il settore delle carni di pollame;
considerando che l'esperienza acquisita induce a modificare alcune definizioni relative alle specie, all'età e alla presentazione delle carcasse, nonché alla conformazione anatomica; che è necessario definire il prodotto denominato « magret » o « maigret » al fine di prevenire pratiche fraudolente;
considerando che, ai fini dell'applicazione uniforme del regolamento (CEE) n. 1538/91, occorre definire le nozioni di commercializzazione e di lotto nel settore delle carni di pollame e modificare altresì le tolleranze specifiche per quanto riguarda la sorveglianza sull'uso delle definizioni di carcasse di pollame, delle denominazioni, delle presentazioni e delle categorie di qualità delle carcasse e dei tagli;
considerando che, per adeguare alla situazione reale il settore, occorre modificare taluni criteri attinenti alle condizioni di allevamento e ai limiti quantitativi ai fini della dicitura facoltativa concernente il tipo di allevamento;
considerando che, a norma dell'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 1538/91, i termini da indicare devono essere formulati nella lingua o nelle lingue dello Stato membro in cui ha luogo la vendita al minuto o qualsiasi altra utilizzazione; che occorre modificare tale disposizione conformemente a quanto stabilito nella direttiva 79/112/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1978, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari destinati al consumatore finale, nonché la relativa pubblicità (5), modificata da ultimo dalla direttiva 91/72/CEE (6), per agevolare la commercializzazione delle carni di pollame in fasi diverse dalla fornitura al consumatore finale;
considerando che studi effettuati a livello comunitario, basati sull'evoluzione economica e tecnica nella preparazione delle carni di pollame e nei controlli sul fatto che il tenore d'acqua riveste particolare importanza nella commercializzazione delle carni di polli congelati o surgelati, hanno rivelato la necessità di adeguare le disposizioni in materia; che è quindi opportuno fissare il limite massimo del tenore d'acqua nelle carcasse di polli congelati o surgelati nonché definire un sistema di controllo sia nei macelli che in tutte le fasi della commercializzazione, senza contravvenire al principio della libera circolazione delle merci in un mercato unico;
considerando che è necessario verificare l'assorbimento d'acqua nello stabilimento di produzione nonché mettere a punto metodi affidabili per la determinazione del tenore di acqua aggiunta nella fase di preparazione delle carcasse di polli congelati o surgelati senza distinzioni tra il liquido fisiologico e l'acqua estranea proveniente dalla preparazione delle carni, in quanto tale distinzione susciterebbe difficoltà pratiche;
considerando che è opportuno vietare la commercializzazione, senza un'apposita dicitura sull'imballaggio, dei polli congelati o surgelati ritenuti non conformi; che è quindi necessario adottare norme concrete in merito alle diciture da apporre sugli imballaggi individuali e su quelli collettivi secondo la loro destinazione, per agevolare i controlli ed impedire che i prodotti vengano deviati dall'uso cui sono destinati;
considerando che è necessario prevedere quali misure debbano essere prese in esito a controlli in cui si constati l'irregolarità della spedizione, quando le merci non sono conformi alle prescrizioni del presente regolamento; che è opportuno stabilire una procedura per la composizione delle controversie che possono sorgere in merito alle spedizioni intracomunitarie;
considerando che in caso di controversia la Commissione deve avere la possibilità di intervenire, tramite sopralluogo e adozione degli opportuni provvedimenti;
considerando che l'armonizzazione dei requisiti relativi al tenore d'acqua presuppone che vengano designati laboratori comunitari e nazionali di riferimento;
considerando che è opportuno disporre che gli Stati membri adottino le modalità pratiche di controllo del tenore d'acqua dei polli congelati e surgelati; che per garantire l'applicazione uniforme del presente regolamento è opportuno disporre che essi ne informino la Commissione e gli altri Stati membri;
considerando che l'articolo 12 del regolamento (CEE) n. 1906/90 dispone che il regolamento (CEE) n. 2967/76 del Consiglio, del 23 novembre 1976, recante norme comuni relative al tenore d'acqua dei galli, galline e polli congelati e surgelati (7), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3204/83 (8), resti applicabile sino all'attuazione delle norme adottate ai sensi dell'articolo 7 dello stesso regolamento; che le misure per l'attuazione di tali norme sono incluse nel presente regolamento; che è quindi opportuno abrogare il regolamento in questione nonché il regolamento (CEE) n. 2785/80 della Commissione, del 30 ottobre 1990, che stabilisce modalità d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2967/76 recante norme comuni relative al tenore d'acqua dei galli, galline, polli congelati o surgelati (9), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3759/85 (10);
considerando che il comitato di gestione per il pollame e le uova non ha emesso alcun parere nel termine fissato dal suo presidente,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento (CEE) n. 1538/91 è modificato nel modo seguente:
1) All'articolo 1:
- (riguarda unicamente la versione olandese);
- il testo del punto 1, lettera a), quarto trattino è sostituito dal seguente:
« - Galletto: pollo con peso carcassa inferiore a 650 g (senza frattaglie, testa e zampe); i polli di peso compreso tra 651 g e 750 g possono essere denominati "galletti" se al momento della macellazione non hanno superato l'età di 28 giorni. Gli Stati membri possono applicare l'articolo 11 per accertare l'età alla macellazione »;
- il testo del punto 1, lettera c) è sostituito dal seguente:
« c) Anatra (Anas platyrhynchos dom., Cairina muschata), Anatra "Mulard" (C.m. X A.p.)
- (Giovane) anatra, (giovane) anatra muta, (giovane) anatra "mulard": animale nel quale la punta dello sterno è flessibile (non ossificata).
- Anatra, anatra muta, anatra "mulard": animale nel quale la punta dello sterno è rigida (ossificata). »;
- il testo del punto 2, lettera b) è sostituito dal seguente:
« b) Quarto: quarto della coscia o quarto del petto, ottenuti mediante sezionamento trasversale di una metà. »;
- il testo del punto 2, lettera f) è sostituito dal seguente:
« f) Coscetta: coscia di pollo con unita parte del dorso; la parte di dorso non deve incidere per più di 25 % sul peso complessivo del taglio. »;
- nel punto 2, è inserita la seguente lettera m):
« m) Magret, maigret: filetto di anatre od oche di cui al punto 3, compresi la pelle e lo strato adiposo sottocutaneo che ricopre il muscolo del petto, escluso il muscolo pettorale profondo. »;
- nel punto 2, dopo il testo delle lettere da a) a m) è inserito il testo seguente:
« Per i prodotti indicati alle lettere e), g) e h), la frase "le due sezionature vanno effettuate in corrispondenza delle articolazioni" va intesa nel senso che i pezzi devono essere sezionati tra le due righe tratteggiate che delimitano l'articolazione nella figura riportata nell'allegato I bis. »
2) È inserito il seguente articolo 1 bis:
« Articolo 1 bis
Ai sensi del presente regolamento si intende per:
"commercializzazione" la detenzione o l'esposizione per la vendita, la messa in vendita, la vendita, la consegna o qualsiasi altro modo di commercializzazione;
"lotto": carni di pollame di specie e tipo uniformi, della stessa classe, dello stesso ciclo produttivo, provenienti dallo stesso macello o laboratorio di sezionamento, ubicati nello stesso luogo, che formano oggetto dell'ispezione; ai fini dell'articolo 8 e degli allegati V e VI, un lotto comprende esclusivamente preconfezionati appartenenti alla medesima categoria di peso nominale. »
3) Il testo dell'articolo 2, paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:
« 3. Per tutte le presentazioni di carcasse, se la testa non è stata asportata, la trachea, l'esofago e il gozzo possono rimanere nella carcassa. »
4) L'articolo 7 è modificato nel modo seguente:
- il testo del paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:
« 1. I provvedimenti conseguenti alla mancata osservanza degli articoli 1, 2 e 6 devono riguardare l'intero lotto sottoposto a controllo a norma del presente articolo. »;
- il paragrafo 2 è soppresso;
- la tabella riportata al paragrafo 3 è sostituita dalla tabella seguente:
SPAZIO PER TABELLA
- i paragrafi 4 e 5 sono sostituiti dal testo seguente:
« 4. Nell'ambito dell'ispezione di lotti di carni di pollame della classe A, è ammessa una tolleranza corrispondente al numero totale delle unità inidonee indicato nella colonna 3 della tabella contenuta nel paragrafo 3. Dette unità inidonee possono anche comprendere, per il filetto o la fesa, filetti o fese con non più del 2 % in peso di cartilagine (punta flessibile dello sterno).
Tuttavia, il numero di unità inidonee che non soddisfano i requisiti di cui all'articolo 1, punti 1 e 3 e all'articolo 6, paragrafo 1, non deve essere superiore a quello indicato nella colonna 4 della tabella contenuta nel paragrafo 3.
Per quanto riguarda i prodotti di cui all'articolo 1, punto 3, eventuali unità inidonee sono tollerate soltanto se di peso non inferiore a 240 g per i fegati d'anatra e a 385 g per i fegati d'oca.
5. Nell'ambito dell'ispezione di lotti di carni di pollame della classe B, la tolleranza relativa al numero di unità inidonee è raddoppiata. »
5) L'articolo 10 è modificato nel modo seguente:
- al paragrafo 1 la frase introduttiva è sostituita dal testo seguente:
« 1. Ai fini dell'indicazione dei tipi di allevamento, ad eccezione dell'allevamento organico o biologico, l'etichettatura, intesa ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 3, lettera a) della direttiva 79/112/CEE del Consiglio, non può recare altri termini che quelli di seguito specificati e quelli corrispondenti nelle altre lingue comunitarie elencati nell'allegato III, ferme restando le condizioni stabilite nell'allegato IV: »;
- (riguarda unicamente la versione olandese);
- il testo del paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:
« 2. L'età dell'animale alla macellazione, la durata del periodo d'ingrasso o un riferimento a razze a crescita lenta possono figurare soltanto se viene utilizzata una delle diciture indicate al paragrafo 1 e purché l'età non sia inferiore a quella specificata all'allegato IV, lettere b), c) o d). La presente disposizione non si applica tuttavia per gli animali di cui all'articolo 1, lettera a), quarto trattino. »
6) Il testo dell'articolo 14 è sostituito dal testo seguente:
« Articolo 14
Le denominazioni dei prodotti e gli altri termini cui si fa riferimento nel presente regolamento sono indicati:
- per la vendita al minuto: in una lingua facilmente compresa dagli acquirenti nello Stato membro in cui detta vendita ha luogo, ai sensi dell'articolo 14 della direttiva 79/112/CEE del Consiglio; la presente disposizione non impedisce peraltro che tali indicazioni siano fornite in più lingue;
- negli altri casi: in una o più lingue della Comunità. »
7) È inserito il seguente articolo 14 bis:
« Articolo 14 bis
1. Fermo restando il disposto dei paragrafi 6 e 10, i polli congelati e surgelati possono essere commercializzati all'interno della Comunità soltanto se il tenore d'acqua non supera il livello tecnicamente inevitabile, determinato secondo uno dei due metodi d'analisi descritti nell'allegato V (metodo dello sgocciolamento) e nell'allegato VI (metodo chimico).
2. Le competenti autorità designate da ciascuno Stato membro curano che i macelli adottino tutte le misure necessarie per conformarsi con quanto disposto dal paragrafo 1 ed in particolare che:
- siano prelevati campioni per il controllo dell'assorbimento d'acqua durante il raffreddamento e del tenore di acqua dei polli congelati e surgelati;
- i risultati delle verifiche siano registrati e conservati per un anno;
- si proceda alla marcatura di ciascun lotto in modo tale da consentire la determinazione della data di produzione; tale marcatura deve essere riportata nel registro di produzione.
3. Regolari verifiche dell'assorbimento di acqua vengono effettuate presso i macelli, conformemente a quanto indicato nell'allegato VII o conformemente a quanto indicato nell'allegato V, almeno una volta durante ciascun ciclo di lavorazione di quattro ore.
Qualora tali verifiche evidenzino un assorbimento di acqua superiore al tenore totale di acqua ammesso dal presente regolamento, tenuto conto dell'assorbimento d'acqua verificatosi nelle fasi della preparazione delle carcasse che non sono soggette a controllo e, comunque, qualora l'assorbimento di acqua sia superiore ai valori previsti dall'allegato VII, punto 9, o dall'allegato V, punto 7, i macelli apportano immediatamente al processo di lavorazione i necessari correttivi tecnici.
4. In tutti i casi contemplati al paragrafo 3, secondo comma e comunque almeno una volta ogni due settimane, si effettuano le verifiche del tenore di acqua di cui al paragrafo 1 procedendo ad un campionamento dei polli congelati e surgelati provenienti da ciascun macello, attenendosi alle disposizioni dell'allegato V o dell'allegato VI, a scelta della competente autorità dello Stato membro. I controlli non vengono effettuati sulle carcasse per le quali è fornita la prova - alla competente autorità - che sono destinate esclusivamente all'esportazione.
5. Le verifiche di cui ai paragrafi 3 e 4 vengono effettuate dalle competenti autorità o sotto la loro responsabilità. In casi specifici, le competenti autorità possono rendere più rigorose, per un determinato macello, le disposizioni di cui al paragrafo 3, con particolare riferimento all'allegato VII, punti 1 e 9, e al paragrafo 4, qualora ciò risulti necessario ai fini dell'osservanza del tenore totale d'acqua ammesso dal presente regolamento.
6. Se i risultati di una verifica condotta ai sensi del paragrafo 4 indicano un superamento dei limiti tollerati, il lotto in questione è considerato non conforme al presente regolamento, in tal caso tuttavia il macello interessato può chiedere che si proceda ad una controanalisi, da effettuarsi secondo un metodo scelto dall'autorità competente dello Stato membro.
7. Se, eventualmente dopo la controanalisi, il lotto di cui trattasi è considerato non conforme al presente regolamento, l'autorità competente provvede affinché il lotto stesso possa essere commercializzato nella Comunità soltanto se sugli imballaggi individuali e sugli imballaggi collettivi delle carcasse in questione siano apposti dal macello, sotto il controllo dell'autorità competente, un nastro adesivo o un'etichetta recanti almeno una delle seguenti diciture, in lettere maiuscole di colore rosso:
"Contenido en agua superior al límite CEE"
"Vandindhold overstiger EØF-Normen"
"Wassergehalt über dem EWG-Höchstwert"
"Ðåñéåêôéêüôçôá óå íåñü áíþôåñç ôïõ ïñßïõ ÅÏÊ"
"Water content exceeds EEC limit"
"Teneur en eau supérieure à la limite CEE"
"Tenore d'acqua superiore al limite CEE"
"Watergehalte hoger dan het EEG-maximum"
"Teor de água superior ao limite CEE".
Il lotto di cui al primo comma resta sotto il controllo dell'autorità competente sino al momento in cui riceve un trattamento conforme con quanto stabilito dal presente paragrafo o viene altrimenti smaltito. Se si certifica all'autorità competente che il lotto di cui al primo comma è destinato all'esportazione, la medesima autorità competente adotta i provvedimenti più opportuni per impedire che tale lotto venga commercializzato all'interno della Comunità.
Le diciture previste nel primo comma sono apposte in un posto ben visibile, in maniera chiaramente leggibile e indelebile. Esse non devono essere occultate in nessun modo o rese indistinte o interrotte da scritte o figure. Le lettere devono avere un'altezza di almeno 1 cm nel caso di imballaggi individuali e di almeno 2 cm nel caso di imballaggi collettivi.
8. Lo Stato membro di destinazione può, ove sussistano fondati motivi per sospettare irregolarità, effettuare controlli non discriminatori su campioni casuali di polli congelati o surgelati, per verificare che una partita soddisfi i requisiti previsti dal presente articolo.
9. I controlli di cui al paragrafo 8 vengono effettuati nel luogo di destino della merce o in altra opportuna sede; qualora si opti per la seconda ipotesi, il posto indicato non deve trovarsi alla frontiera, la sua scelta deve incidere quanto meno possibile sull'itinerario della merce e quest'ultima deve poter essere normalmente avviata a destino dopo il prelievo dei campioni necessari. Tali prodotti, tuttavia, possono essere venduti al consumatore finale solo dal momento in cui sarà disponibile il risultato del controllo.
I controlli in parola vanno effettuati appena possibile, in modo da non ritardare la collocazione sul mercato del prodotto o provocare ritardi che possano pregiudicare la qualità dello stesso. I risultati dei controlli, tutte le conseguenti decisioni e i motivi che hanno portato all'adozione delle stesse, sono notificati allo speditore, al destinatario o al loro rappresentante entro due giorni lavorativi dal prelievo dei campioni.
Le decisioni adottate dall'autorità competente dello Stato membro di destinazione devono essere comunicate, con le relative motivazioni, all'autorità competente dello Stato membro speditore.
A richiesta dello speditore o del suo rappresentante, le decisioni motivate devono essere loro comunicate per iscritto, con l'indicazione delle vie di ricorso offerte dalla legislazione vigente nello Stato membro di destinazione, nonché della forma e dei termini prescritti per il ricorso stesso.
10. Se i risultati dei controlli di cui al paragrafo 8 evidenziano un superamento della tolleranza ammessa, il detentore del lotto di cui trattasi può chiedere che una controanalisi mediante un metodo di sua scelta venga effettuata presso uno dei laboratori di riferimento di cui all'allegato VIII o presso un altro laboratorio all'uopo riconosciuto dalla competente autorità. Le spese inerenti all'esecuzione della controanalisi sono a carico del detentore del lotto. Le funzioni e le competenze dei laboratori di riferimento sono specificate dall'allegato IX.
11. Se, a seguito di un controllo effettuato a norma dei paragrafi 8 e 9, nonché, ove ne sia fatta richiesta, di una controanalisi, si constata che i polli congelati o surgelati non sono conformi a quanto disposto dal presente articolo, l'autorità competente dello Stato membro di destinazione deve applicare le procedure indicate al paragrafo 7.
12. Nei casi previsti dai paragrafi 10 e 11, l'autorità competente dello Stato membro di destinazione si mette immediatamente in contatto con l'autorità competente dello Stato membro speditore. Quest'ultima prende tutte le misure necessarie e comunica alla competente autorità del primo Stato membro la natura dei controlli effettuati, le decisioni prese e le relative motivazioni.
Qualora i controlli di cui ai paragrafi 8 e 10 evidenziano ripetute irregolarità o quando questi controlli, secondo il parere dello Stato membro speditore, sono stati effettuati senza una giustificazione sufficiente, le autorità competenti dello Stato membro interessato ne informano la Commissione.
Se necessario, per garantire l'applicazione uniforme del presente regolamento o su richiesta dell'autorità competente dello Stato membro di destinazione, la Commissione può, tenuto conto della natura delle infrazioni:
- inviare una missione di esperti presso lo stabilimento di cui trattasi ed effettuare sopralluoghi di concerto con le competenti autorità nazionali, oppure
- chiedere all'autorità competente dello Stato membro di spedizione di intensificare i prelievi di campioni sulla produzione dello stabilimento di cui trattasi, applicando eventualmente sanzioni ai sensi dell'articolo 10 del regolamento (CEE) n. 1906/90.
La Commissione comunica agli Stati membri le proprie risultanze. Gli Stati membri sul cui territorio viene effettuata un'ispezione forniscono agli esperti l'assistenza necessaria all'espletamento delle loro mansioni.
In attesa delle risultanze della Commissione, lo Stato membro speditore deve, su richiesta dello Stato membro di destinazione, intensificare i controlli sui prodotti provenienti dallo stabilimento in questione.
Qualora tali provvedimenti siano adottati a seguito di ripetute irregolarità da parte di uno stabilimento, la Commissione pone a carico di quest'ultimo tutte le spese sostenute per l'applicazione delle disposizioni dei trattini del terzo comma.
13. Gli Stati membri adottano le modalità di esecuzione dei controlli previsti dal presente articolo e ne informano gli altri Stati membri e la Commissione anteriormente al 1° novembre 1993.
Qualsiasi modifica al riguardo è comunicata immediatamente agli altri Stati membri e alla Commissione. »
8) Gli allegati I, III e IV sono sostituiti dai corrispondenti allegati del presente regolamento.
9) Gli allegati I bis, V, VI, VII, VIII e IX del presente regolamento sono aggiunti al regolamento (CEE) n. 1538/91.
Articolo 2
I regolamenti (CEE) n. 2967/76 e (CEE) n. 2785/80 sono abrogati.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il 1° dicembre 1993.
L'articolo 1, punto 7 e l'articolo 2 si applicano a decorrere dal 1° marzo 1994.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 21 ottobre 1993.

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