Document ID: 32004R0600

Regolamento (CE) n. 600/2004 del Consiglio
del 22 marzo 2004
che stabilisce talune misure tecniche applicabili alle attività di pesca nella zona della convenzione sulla conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo(1),
considerando quanto segue:
(1) La convenzione sulla conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico ("convenzione"), è stata approvata dalla Comunità con la decisione 81/691/CEE(2) ed è entrata in vigore per la Comunità il 21 maggio 1982.
(2) La convenzione prevede un quadro per la cooperazione regionale in materia di conservazione e di gestione delle risorse biologiche dell'Antartico attraverso la creazione di una commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico ("CCAMLR") e l'adozione da parte di quest'ultima di misure di conservazione che diventano obbligatorie per le parti contraenti.
(3) La CCAMLR ha adottato alcune misure di conservazione e di gestione delle risorse alieutiche che stabiliscono, tra l'altro, le norme tecniche cui è soggetto lo svolgimento di alcune attività di pesca nella zona di regolamentazione della convenzione. Queste misure comprendono norme per l'impiego di alcuni attrezzi da pesca, il divieto di alcuni materiali considerati nocivi per l'ambiente, la riduzione dell'impatto negativo della pesca su alcune specie come uccelli e mammiferi marini e norme per lo svolgimento delle attività degli osservatori scientifici a bordo dei pescherecci per la raccolta di dati. Queste misure sono obbligatorie per la Comunità e occorre pertanto attuarle.
(4) Alcune misure tecniche adottate dalla CCAMLR sono state recepite con il regolamento (CEE) n. 3943/90 del Consiglio, del 19 dicembre 1990, concernente l'applicazione del sistema di vigilanza e d'ispezione istituito a norma dell'articolo XXIV della convenzione sulla conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico(3), nonché con il regolamento (CE) n. 66/98 del Consiglio, del 18 dicembre 1997, che stabilisce talune misure di conservazione e di controllo applicabili alle attività di pesca nell'Antartico(4).
(5) L'adozione di nuove misure di conservazione da parte della CCAMLR, nonché l'aggiornamento di quelle già in vigore intervenuto dopo l'adozione dei regolamenti succitati richiede che questi regolamenti vengano modificati.
(6) Per garantire una maggiore trasparenza della normativa comunitaria occorre recepire separatamente le misure in materia di controllo delle attività di pesca e quelle a carattere tecnico. I regolamenti (CEE) n. 3943/90 e (CE) n. 66/98 sono stati pertanto abrogati dal regolamento (CE) n. 601/2004 del Consiglio, del 22 marzo 2004, che stabilisce talune misure di controllo applicabili alle attività di pesca nella zona della convenzione sulla conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico(5) e il dispositivo comunitario dovrebbe essere completato dal presente regolamento. Ciò non pregiudica l'eventuale inserimento di alcune misure tecniche specifiche per determinate attività di pesca sperimentale nei regolamenti adottati annualmente dalla Comunità che stabiliscono le possibilità di pesca assegnate ai pescherecci comunitari e le condizioni ad esse associate (regolamenti annui "TAC e contingenti").
(7) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento e per adeguare gli allegati alle modifiche che le misure tecniche adottate dalla CCAMLR a norma della convenzione subiscono periodicamente sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione(6),
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPO I OGGETTO E DEFINIZIONI
Articolo 1
Oggetto
1. Il presente regolamento stabilisce misure tecniche relative alle attività dei pescherecci comunitari che catturano e conservano a bordo organismi marini provenienti dalle risorse marine che vivono nella zona della convenzione sulla conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico ("la convenzione").
2. Il presente regolamento si applica senza pregiudizio delle disposizioni della convenzione e si applica in linea con gli obiettivi e i principi di questa e con le disposizioni dell'atto finale della conferenza che l'ha adottata.
Articolo 2
Definizioni
Ai fini del presente regolamento si intende per:
a) "zona della convenzione": la zona d'applicazione della convenzione quale definita all'articolo 1 della stessa;
b) "convergenza antartica": la linea che unisce i seguenti punti lungo paralleli di latitudine e meridiani di longitudine: 50° S, 0°-50° S, 30° E-45° S, 30° E-45° S, 80° E-55° S, 80° E-55° S, 150° E-60° S, 150° E-60° S, 50° O-50° S, 50° O-50° S, 0°;
c) "peschereccio comunitario": un peschereccio battente bandiera di uno Stato membro e immatricolato nella Comunità che cattura e conserva a bordo organismi marini provenienti da risorse biologiche della zona della convenzione;
d) "rettangolo del reticolo a scala fine": un'area di 0,5° di latitudine su 1° di longitudine che parte dall'angolo nord-occidentale della sottozona o divisione statistica. Un rettangolo è delimitato dalla latitudine più settentrionale e dalla longitudine più vicina a 0°;
e) "nuova attività di pesca": la pesca di una determinata specie effettuata con un metodo particolare in una sottozona statistica FAO dell'Antartico per la quale la commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell'Antartico, ("CCAMLR"), non ha mai ricevuto:
i) informazioni sulla distribuzione, l'abbondanza, le caratteristiche demografiche, la resa potenziale e l'identità dello stock, ricavate da ricerche o studi approfonditi o da campagne di pesca sperimentale;
ii) né alcun dato sulle catture e sullo sforzo;
iii) né alcun dato sulle catture e sullo sforzo relativo alle due più recenti campagne di pesca effettuate.
f) "pesca sperimentale": la pesca che non è più considerata come una "nuova attività di pesca" ai sensi della lettera e) e che continua ad essere considerata come sperimentale sino a che siano disponibili informazioni sufficienti per:
i) valutare la distribuzione, l'abbondanza e le caratteristiche demografiche delle specie bersaglio, in modo da poter effettuare una stima della resa potenziale dell'attività di pesca;
ii) misurare il potenziale impatto di tale attività sulle specie dipendenti e affini; e
iii) consentire al comitato scientifico della CCAMLR di calcolare e raccomandare i livelli auspicabili di cattura e di sforzo di pesca nonché, ove del caso, gli attrezzi da pesca.
CAPO II ATTREZZI DA PESCA
Articolo 3
Attrezzi autorizzati per attività di pesca specifiche
1. La pesca di Dissostichus eleginoides nella sottozona statistica FAO 48.3 è praticata esclusivamente da pescherecci che utilizzano palangari e nasse.
2. La pesca di Dissostichus eleginoides nella divisione statistica FAO 58.5.2 è praticata esclusivamente da pescherecci che utilizzano reti da traino o palangari.
3. La pesca di Champsocephalus gunnari nella sottozona statistica FAO 48.3 è praticata esclusivamente da pescherecci che utilizzano reti da traino. In tale sottozona è vietato l'uso di reti a strascico per la pesca diretta di Champsocephalus gunnari.
4. La pesca di Champsocephalus gunnari nella sottozona statistica FAO 58.5.2 è praticata esclusivamente da pescherecci che utilizzano reti da traino.
5. Ai fini della pesca di cui al paragrafo 4, la zona di pesca autorizzata è la parte della divisione statistica FAO 58.5.2 corrispondente all'area delimitata da una linea che:
a) parte nel punto in cui il meridiano di longitudine 72°15'E taglia la frontiera definita dall'accordo di delimitazione marittima tra l'Australia e la Francia e prosegue verso sud lungo tale meridiano fino alla sua intersezione con il parallelo di latitudine 53°25'S;
b) procede quindi verso est lungo tale parallelo fino alla sua intersezione con il meridiano di longitudine 74°E;
c) procede quindi verso nordest lungo la linea geodesica fino all'intersezione del parallelo di latitudine 52°40'S e del meridiano di longitudine 76°E;
d) procede quindi verso nord lungo il meridiano fino all'intersezione con il parallelo di latitudine 52°S;
e) procede quindi verso nordovest lungo la linea geodesica fino all'intersezione del parallelo di latitudine 51°S con il meridiano di longitudine 74°30'E; e
f) procede quindi verso sudovest lungo la linea geodesica fino a ricongiungersi al punto di partenza.
6. La pesca del granchio nella sottozona statistica FAO 48.3 è praticata esclusivamente con nasse.
Articolo 4
Dimensione delle maglie
1. L'utilizzo di reti da traino, sciabiche danesi o reti analoghe composte, anche in parte, di maglie di dimensioni inferiori alle misure minime stabilite all'allegato I è vietato per la pesca diretta delle specie o gruppi di specie seguenti:
a) Champsocephalus gunnari
b) Dissostichus eleginoides
c) Gobionotothen gibberifrons
d) Lepidonotothen squamifrons
e) Notothenia rossii
f) Notothenia kempi
2. È vietato l'utilizzo di qualsiasi mezzo o dispositivo di ostruzione ovvero di riduzione delle dimensioni delle maglie.
Articolo 5
Controllo della dimensione delle maglie
Per le reti di cui all'articolo 4 la dimensione minima delle maglie prescritta all'allegato I è determinata conformemente alle norme stabilite all'allegato II.
Articolo 6
Pesca del granchio nella sottozona statistica FAO 48.3
1. Le catture sono limitate agli individui maschi sessualmente maturi; tutte le femmine e i maschi sotto taglia sono rilasciati indenni. Per le specie Paralomis spinosissima e Paralomis Formosa possono essere tenuti a bordo gli individui maschi aventi un carapace con una larghezza minima di 94 mm e 90 mm rispettivamente.
2. I granchi trasformati in mare sono congelati in trance che consentano di determinare la taglia minima del granchio.
Articolo 7
Impiego e smaltimento delle cinghie d'imballaggio di materia plastica sui pescherecci comunitari
1. Sui pescherecci è vietato l'impiego di cinghie d'imballaggio di materia plastica per chiudere le casse di esche.
È vietato l'impiego di altre cinghie di imballaggio per altri usi sui pescherecci che non dispongono di inceneritori a bordo (circuiti chiusi).
2. Una volta rimosse dall'imballaggio, le cinghie sono tagliate in modo da non poter formare un anello continuo e alla prima occasione sono bruciate nell'inceneritore di bordo.
3. Qualsiasi residuo di plastica è a bordo della nave fino all'arrivo in porto; non è in alcun caso gettato in mare.
4. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 20, paragrafo 2.
Articolo 8
Mortalità accidentale degli uccelli marini nel corso delle operazioni di pesca con palangari
1. Le operazioni di pesca con palangari sono condotte in modo tale che gli ami innescati affondino il prima possibile, una volta immessi nell'acqua. I pescherecci che praticano il metodo spagnolo di pesca col palangaro rilasciano i pesi prima che il palangaro si tenda; nei limiti del possibile sono utilizzati pesi di almeno 8,5 kg, intervallati a una distanza massima di 40 m, o pesi di almeno 6 kg, intervallati a una distanza massima di 20 m. Sono utilizzate solo esche scongelate.
2. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 7, i palangari sono calati solamente durante le ore notturne (ovvero durante le ore di oscurità tra i crepuscoli mautici).
Ove possibile la cala è completata almeno tre ore prima dell'alba.
Durante la pesca notturna con palangari è utilizzata solamente l'illuminazione della nave necessaria per motivi di sicurezza.
3. Fatto salvo il paragrafo 8, è vietato scaricare in mare scarti mentre vengono calati i palangari. Nella misura del possibile, tale scarico è evitato anche mentre vengono recuperati i palangari. Qualora il riversamento di scarti durante il recupero sia inevitabile, esso deve avvenire sul fianco opposto della nave rispetto a quello dal quale i palangari vengono calati o recuperati. Prima di procedere al riversamento occorre estrarre gli ami da pesca dagli scarti e dalle teste.
Le navi sono configurate in modo tale da disporre di impianti di trasformazione degli scarti o di un'adeguata capacità di stoccaggio degli scarti a bordo o ancora della possibilità di effettuare il riversamento degli scarti sul fianco opposto della nave rispetto a quello dal quale vengono recuperati i palangari.
4. Occorre fare il possibile affinché gli uccelli marini catturati durante la pesca con i palangari vengano rimessi in libertà vivi e affinché, nella misura del possibile, gli ami vengano rimossi senza mettere in pericolo la vita dell'uccello.
5. La nave rimorchia un cavo provvisto di bandierine destinato a scoraggiare gli uccelli marini dal posarsi sulle esche durante il calo dei palangari. Le caratteristiche di questo cavo e il metodo di svolgimento sono indicati nell'allegato III. Le modalità relative al numero e alla posizione dei tornichetti possono variare a condizione che la superficie d'acqua coperta dal cavo con le bandierine non sia inferiore a quella coperta dal modello specificato all'allegato III. Anche le modalità relative al dispositivo trainato nell'acqua per tenere il cavo in tensione possono variare.
6. Altri tipi di cavi provvisti di bandierine possono essere sperimentati sulle navi aventi a bordo due osservatori, di cui almeno uno designato nell'ambito del programma della CCAMLR di osservatori scientifici internazionali, purché siano rispettate le condizioni di cui ai paragrafi da 1 a 5 e al paragrafo 7.
7. Il divieto di calare i palangari durante il giorno previsto dal paragrafo 2 non si applica alle attività di pesca effettuate nelle sottozone statistiche FAO 48.6 a sud di 60°S, 88.1 e 88.2 e nella divisione 58.4.2, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:
a) al momento del rilascio del permesso per questa attività di pesca il peschereccio in questione possa dimostrare alle autorità competenti:
i) di essere in grado di conformarsi pienamente a uno dei due protocolli sperimentali per lo zavorramento dei palangari figuranti nell'allegato IV. Gli Stati membri riferiscono alla CCAMLR i risultati dei controlli tecnici svolti a tal fine su ciascun peschereccio autorizzato;
ii) di aver preso provvedimenti per garantire la presenza a bordo degli osservatori scientifici di cui all'articolo 14, paragrafo 2;
b) il peschereccio in questione dimostri una costante velocità minima di immersione del trave di 0,3 m/s durante le operazioni di pesca;
c) il peschereccio in questione non catturi più di due uccelli marini. Un peschereccio che catturi un totale di tre uccelli marini è immediatamente riassoggettato al divieto di pesca diurna.
8. In deroga al paragrafo 3, non è consentito lo scarico in mare di scarti nelle attività di pesca di cui al paragrafo 7.
9. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 20, paragrafo 2.
Articolo 9
Mortalità accidentale di uccelli e di mammiferi marini nel corso delle operazioni di pesca con reti da traino
1. Nella pesca con reti da traino è vietato l'impiego di cavi per il controllo delle reti.
2. I pescherecci comunitari adottano, per tutta la durata delle operazioni, un'illuminazione avente una posizione e un'intensità tale da emettere un raggio di luce ridotto all'esterno della nave, pur garantendo la sicurezza minima dell'imbarcazione.
3. Lo scarico in mare di scarti è vietato mentre vengono calate e recuperate le reti da traino.
4. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 20, paragrafo 2.
CAPO III SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITÀ DI PESCA
Articolo 10
Spostamenti dei pescherecci in funzione del livello delle catture accessorie
1. Per quanto concerne le attività di pesca diverse dalle nuove attività di pesca o dalla pesca sperimentale, i pescherecci comunitari si spostano in funzione del livello delle catture accessorie effettuate, conformemente alle disposizioni dell'allegato V, punto A.
2. Per quanto concerne le nuove attività di pesca e la pesca sperimentale, i pescherecci comunitari si spostano in funzione del livello delle catture accessorie effettuate, conformemente alle disposizioni dell'allegato V, punto B.
Articolo 11
Misure specifiche applicabili alla pesca sperimentale di Dissostichus spp.
1. I pescherecci comunitari che praticano la pesca sperimentale del Dissostichus spp con reti da traino o con palangari nella zona della convenzione, ad eccezione quelli impegnati in attività di pesca per le quali la CCAMLR ha concesso esenzioni specifiche, operano conformemente alle disposizioni stabilite nei paragrafi da 3 a 6.
2. Ai fini del presente articolo, si intende per "cala" una singola operazione di messa in mare della rete da traino e, nel caso della pesca con palangari, la messa in mare di uno o più palangari nella stessa zona di pesca.
3. La pesca ha in un intervallo geografico e batimetrico il più ampio possibile. A tal fine, la pesca in un qualsiasi rettangolo del reticolo a scala fine cessa non appena le catture dichiarate conformemente all'articolo 12 del regolamento (CE) n. 601/2004 raggiungono le 100 tonnellate; il rettangolo resta allora chiuso alla pesca per il resto della campagna. In un determinato rettangolo del reticolo a scala fine è autorizzata a pescare un'unica nave alla volta.
4. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 3:
a) la posizione geografica precisa di una cala nella pesca con reti da traino è determinata dal punto di equidistanza tra l'inizio e la fine della cala sul tragitto della nave;
b) la posizione geografica precisa della cala nella pesca con il palangaro è determinata dal punto centrale del palangaro o dei palangari messi in mare;
c) il rettangolo del reticolo a scala fine nel quale si considera che operi un peschereccio è quello in cui si situa la posizione geografica precisa di una cala;
d) si considera che il peschereccio operi in un rettangolo del reticolo a scala fine dall'inizio della cala dei palangari fino al loro completo recupero in tale rettangolo del reticolo a scala fine.
5. Tranne in circostanze eccezionali che sfuggono al controllo del peschereccio (quali gelate e condizioni atmosferiche avverse), il tempo di immersione di una cala non supera le 48 ore, misurate dal completamento della cala dei palangari fino all'inizio del recupero dei medesimi.
6. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 20, paragrafo 2.
Articolo 12
Misure specifiche applicabili alla pesca di Champsocephalus gunnari nella sottozona statistica FAO 48.3
1. La pesca del Champsocephalus gunnari è vietata entro un raggio di 12 miglia nautiche dalla costa della Georgia del Sud dal 1o marzo al 31 maggio [...] (periodo di riproduzione).
2. Se in una retata le catture di Champsocephalus gunnari superano i 100 kg e oltre il 10 % degli esemplari ha una lunghezza totale inferiore a 240 mm, il peschereccio si sposta verso un'altra zona di pesca ad almeno cinque miglia nautiche di distanza. Per almeno cinque giorni esso non ritorna in un raggio di cinque miglia nautiche dalla zona in cui le catture di Champsocephalus gunnari di piccola taglia hanno superato il 10 %. Per zona in cui le catture accessorie di Champsocephalus gunnari di piccola taglia hanno superato il 10 % s'intende il tragitto seguito dal peschereccio dal punto in cui l'attrezzo da pesca è stato messo in mare fino al punto in cui è stato recuperato.
3. Se gli uccelli marini catturati raggiungono un totale di 20, il peschereccio cessa le proprie attività di pesca, che non possono più riprendere in questa zona durante la campagna in corso.
4. Ogni peschereccio che partecipa a questa attività di pesca durante il periodo dal 1o marzo al 31 maggio effettua almeno venti retate sperimentali secondo le modalità descritte all'allegato VI.
5. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 20, paragrafo 2.
CAPO IV OSSERVAZIONE SCIENTIFICA A BORDO DEI PESCHERECCI CHE OPERANO NELLA ZONA DELLA CONVENZIONE
Articolo 13
Finalità e campo di applicazione
Il sistema di osservatori scientifici adottato dalla CCAMLR a norma dell'articolo XXIV della convenzione è applicabile, conformemente alle disposizioni del presente capitolo, ai pescherecci comunitari e che svolgono sia operazioni di pesca che di pesca sperimentale nella zona della convenzione.
Articolo 14
Attività soggette a osservazione scientifica
1. Nel corso di ogni campagna di pesca i pescherecci comunitari accolgono a bordo per lo meno un osservatore scientifico o, se possibile, un altro osservatore scientifico qualora siano impegnate nella pesca:
a) di Champsocephalus gunnari nella sottozona statistica FAO 48.3 e nella divisione statistica FAO 58.5.2;
b) del granchio nella sottozona statistica FAO 48.3;
c) di Dissostichus eleginoides nelle sottozone statistiche FAO 48.3 e 48.4 e nella divisione statistica FAO 58.5.2; oppure
d) di Martialia hyadesi nella sottozona statistica FAO 48.3.
2. I pescherecci comunitari, inoltre, accolgono a bordo almeno due osservatori scientifici, uno dei quali è un osservatore scientifico della CCAMLR designato conformemente all'articolo 15, qualora siano impegnati nella pesca sperimentale di cui all'articolo 11 del presente regolamento o in un'altra pesca sperimentale autorizzata conformemente all'articolo 7 del regolamento (CE) n. 601/2004.
3. In deroga al paragrafo 2, i pescherecci impegnati nella pesca di Dissostichus spp. nelle divisioni statistiche FAO 48.3.a) e 48.3.b) accolgono a bordo almeno un osservatore scientifico della CCAMLR e, se possibile, un altro osservatore scientifico.
4. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 20, paragrafo 2.
Articolo 15
Osservatori scientifici
1. Gli Stati membri designano, conformemente alle disposizioni del presente regolamento, gli osservatori scientifici incaricati di svolgere i compiti relativi all'attuazione del sistema di osservazione adottato dalla CCAMLR.
2. Le funzioni e i compiti degli osservatori scientifici a bordo dei pescherecci sono indicati all'allegato VII.
3. Gli osservatori scientifici sono cittadini dello Stato membro che li designa. Essi adottano un comportamento conforme alle abitudini e alle regole in vigore sul peschereccio sul quale sono imbarcati.
4. Gli osservatori scientifici conoscono a fondo le attività di pesca e di ricerca scientifica da osservare, nonché le disposizioni della convenzione e le misure adottate a norma della convenzione e hanno ricevuto una formazione adeguata per poter svolgere con competenza le loro funzioni. Sono inoltre in grado di comunicare nella lingua dello Stato di bandiera dei pescherecci sui quali esercitano le loro attività.
5. Gli osservatori scientifici sono in possesso di un documento, rilasciato dallo Stato membro che li ha designati in una forma approvata dalla CCAMLR, che comprovi la loro identità di osservatori scientifici della CCAMLR.
6. Entro un mese dalla fine della campagna di osservazione o dopo il loro rientro nel paese d'origine, gli osservatori scientifici presentano alla CCAMLR, per il tramite dello Stato membro che li ha designati, un rapporto su ogni missione di osservazione eseguita, utilizzando gli appositi formulari approvati dal comitato scientifico della CCAMLR. Copia di tale rapporto è trasmessa allo Stato di bandiera del peschereccio interessato e alla Commissione.
7. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 20, paragrafo 2.
Articolo 16
Accordi per l'invio di osservatori a bordo di pescherecci
1. L'invio di osservatori scientifici a bordo dei pescherecci comunitari che svolgono operazioni di pesca o di ricerca scientifica avviene conformemente agli accordi bilaterali conclusi a tal fine con un altro paese membro della CCAMLR.
2. Gli accordi bilaterali di cui al paragrafo 1 si basano sui seguenti principi:
a) Gli osservatori scientifici beneficiano dello statuto di ufficiale di bordo. La sistemazione e i pasti degli osservatori a bordo corrispondono a tale statuto.
b) Lo Stato membro di bandiera garantisce che gli armatori forniscano agli osservatori scientifici presenti a bordo delle navi battenti la sua bandiera tutta la cooperazione necessaria per lo svolgimento dei compiti loro affidati. Per poter svolgere la loro funzione secondo quanto stabilito dalla CCAMLR gli osservatori scientifici hanno, tra l'altro, libero accesso ai dati e alle operazioni della nave.
c) Lo Stato membro di bandiera adotta le misure necessarie per garantire, a bordo delle navi battenti la sua bandiera, la sicurezza e il benessere degli osservatori scientifici nello svolgimento delle loro funzioni, fornire loro le cure mediche necessarie e garantire la libertà e la dignità.
d) Sono adottati i provvedimenti necessari per consentire agli osservatori scientifici di inviare o di ricevere messaggi servendosi dei sistemi di comunicazione della nave con l'aiuto dell'operatore. Tutti i costi ragionevoli risultanti da queste comunicazioni sono di norma a carico del paese membro della CCAMLR che ha designato gli osservatori scientifici (in appresso denominato "il paese designatario").
e) Gli accordi riguardanti il trasporto e l'imbarco degli osservatori scientifici sono organizzati in modo da perturbare il meno possibile le operazioni di pesca e di ricerca.
f) Gli osservatori scientifici consegnano copia dei loro rapporti ai comandanti interessati, se lo desiderano.
g) I paesi designatari provvedono affinché i rispettivi osservatori scientifici siano coperti da un'assicurazione ritenuta soddisfacente dai paesi membri della CCAMRL interessati.
h) I paesi designatari sono responsabili del trasporto, all'andata e al ritorno, degli osservatori scientifici dai punti d'imbarco.
i) Salvo disposizioni contrarie, l'attrezzatura, gli indumenti nonché il salario e qualsiasi altra indennità degli osservatori scientifici sono normalmente a carico del paese designatario, mentre la sistemazione e i pasti a bordo sono a carico della nave del paese ospite.
3. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 20, paragrafo 2.
Articolo 17
Trasmissione delle informazioni
1. Gli Stati membri che hanno designato gli osservatori scientifici forniscono alla CCAMLR i programmi dettagliati di osservazione il prima possibile e al più tardi al momento della conclusione di ogni accordo bilaterale di cui all'articolo 11. Per ogni osservatore vengono fornite le seguenti informazioni:
a) data della conclusione dell'accordo;
b) nome e bandiera della nave che riceve l'osservatore;
c) Stato membro che designa l'osservatore;
d) settore di pesca (zona, sottozona, divisione statistica della CCAMLR);
e) tipologia dei dati raccolti dall'osservatore e trasmessi al segretariato della CCAMLR (catture accessorie, specie bersaglio, dati biologici, ecc.);
f) date previste per l'inizio e la fine del programma di osservazione;
g) data prevista per il rientro dell'osservatore nel suo paese di origine.
2. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 20, paragrafo 2.
CAPO V DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 18
Modifica degli allegati
Gli allegati da I a VII sono modificati in applicazione delle misure di conservazione divenute obbligatorie per la Comunità conformemente alla procedura di cui all'articolo 20, paragrafo 3.
Articolo 19
Attuazione
Le misure d'attuazione del presente regolamento per quanto concerne gli articoli 7, 8, 9, 11, 12, 14, 15, 16 e 17 sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 20, paragrafo 2.
Articolo 20
Comitato
1. La Commissione è assistita dal comitato istituito dall'articolo 30 del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca(7).
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE.
Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a un mese.
3. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CEE.
Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a un mese.
4. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
Articolo 21
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 22 marzo 2004.

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