Document ID: 31993D0432

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 13 luglio 1993 relativa alle condizioni di polizia sanitaria e alla certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina dall'Austria
(93/432/CEE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali delle specie bovina, suina, ovina e caprina, di carni fresche o di prodotti a base di carne, in provenienza dai paesi terzi (1), modificata da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1601/92 (2), in particolare gli articoli 7, 8 e 11,
considerando che le condizioni di polizia sanitaria e la certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina dell'Austria sono stati fissati con decisione 91/190/CEE della Commissione (3), modificata da ultimo dalla decisione 92/375/CEE (4);
considerando che gli Stati membri importano animali domestici delle specie bovina e suina conformemente alle disposizioni della direttiva 91/496/CEE del Consiglio (5) che ha fissato i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per gli animali provenienti da paesi terzi e introdotti nella Comunità, modificata da ultimo dalla decisione 92/438/CEE (6);
considerando che la vicinanza geografica tra l'Austria e la Comunità incide sugli scambi di animali vivi;
considerando che, a seguito di missioni effettuate da esperti veterinari della Comunità, risulta che la situazione zoosanitaria in Austria è controllata da servizi veterinari che sono in grado di offrire garanzie soddisfacenti per quanto riguarda le malattie che possono essere trasmesse con l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina;
considerando che le autorità veterinarie austriache competenti hanno confermato che l'Austria è indenne da ventiquattro mesi dall'afta epizootica e da dodici mesi dalla peste bovina, dalla pleuropolmonite contagiosa dei bovini, dalla stomatite vescicolare, dalla febbre catarrale maligna degli ovini, dalla peste suina africana, dalla paralisi contagiosa dei suini (malattia di Teschen), dalla malattia vescicolosa dei suini e dall'esantema vescicolare dei suini, e che durante gli ultimi dodici mesi non sono state effettuate vaccinazioni né contro tali malattie, né contro la peste suina classica;
considerando che le informazioni ricevute dalle autorità veterinarie austriache sull'assenza della peste suina classica fanno riferimento soltanto ai seguenti Laender: Vorarlberg, Tirolo, Austria superiore, Carinzia e Burgenland;
considerando che le autorità veterinarie austriache competenti si sono impegnate a confermare alla Commissione ed agli Stati membri, con telex o fax, entro ventiquattro ore, l'insorgenza di una delle malattie summenzionate oppure l'introduzione della vaccinazione contro tali malattie oppure, entro un congruo termine, le proposte di modifica delle norme austriache concernenti le importazioni di animali della specie bovina e suina, nonché del loro sperma e dei loro embrioni;
considerando che la tubercolosi e la brucellosi dei bovini sono state eradicate dall'Austria, che non è autorizzata la vaccinazione dei bovini contro la brucellosi e che le misure poste in atto dalle competenti autorità austriache per prevenire una recrudescenza di queste malattie consentono di equiparare la situazione degli allevamenti austriaci - eccetto quelli sottoposti a riserva ufficiale - a quella degli allevamenti della Comunità riconosciuti ufficialmente indenni dalla tubercolosi o dalla brucellosi;
considerando che le competenti autorità veterinarie austriache attuano dal 1982 un programma nazionale obbligatorio di eradicazione della leucosi bovina enzootica; che l'incidenza di questa malattia è stata ridotta a livelli che consentirebbero di qualificare l'Austria nel suo insieme come zona « indenne dalla leucosi bovina enzootica »; qualora fosse uno Stato membro che il programma in questione è atto a conseguire, in un prossimo futuro, l'obiettivo della totale eradicazione della malattia in Austria; che le competenti autorità veterinarie austriache si sono impegnate a notificare immediatamente alla Commissione e agli Stati membri ogni sostanziale cambiamento della situazione in ordine a tale malattia;
considerando che le autorità veterinarie austriache competenti si sono impegnate a controllare ufficialmente il rilascio dei certificati previsti dalla presente decisione ed a garantire che tutti i certificati, attestati e dichiarazioni su cui si basano i titoli di esportazione saranno conservati dai servizi ufficiali per un periodo di almeno dodici mesi dalla spedizione degli animali cui si riferiscono;
considerando che le autorità veterinarie austriache competenti si sono impegnate a vietare il rilascio dei certificati previsti dalla presente decisione per gli animali che sono stati importati in Austria, salvo che siano stati importati nel rispetto di norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di quelle previste nella direttiva 72/462/CEE e nelle relative decisioni di esecuzione;
considerando che è necessario tener conto delle informazioni riguardanti la situazione zoosanitaria in Austria e dei successivi sviluppi delle condizioni di polizia sanitaria, e la relativa certificazione veterinaria richiesta per gli animali delle specie bovina e suina provenienti dai paesi dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA); che è pertanto opportuno definire le nuove condizioni di polizia sanitaria e la relativa certificazione e abrogare la decisione 91/190/CEE;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Salvi i paragrafi 2 e 4, gli Stati membri autorizzano l'importazione dall'Austria dei seguenti animali:
a) animali domestici della specie bovina destinati alla riproduzione o alla produzione che soddisfano i requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato A, che li deve scortare;
b) animali domestici della specie bovina destinati alla macellazione che soddisfano i requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato B, che li deve scortare;
c) animali domestici della specie suina destinati alla riproduzione o all'ingrasso, che provengono dai Laender Vorarlberg, Tirolo, Austria superiore, Carinzia e Burgenland e che soddisfano i requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato C, che li deve scortare;
d) animali domestici della specie suina destinati alla macellazione che provengono dai Laender Vorarlberg, Tirolo, Austria superiore, Carinzia e Burgenland e che soddisfano i requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato D, che li deve scortare.
2. Gli Stati membri autorizzano l'importazione dall'Austria di animali domestici delle specie bovina e suina di cui al paragrafo 1, precedentemente importati in Austria, soltanto se importati dalla Comunità o da uno dei paesi terzi di cui all'elenco allegato alla decisione 79/542/CEE (7) del Consiglio, in quanto applicabile agli animali domestici di tali specie, e soltanto se all'atto dell'importazione in Austria sono state osservate norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di quelle previste nel capitolo II della direttiva 72/462/CEE e nelle relative decisioni d'esecuzione.
3. Gli Stati membri esigono che gli animali sottoposti a prove veterinarie in forza della presente decisione siano tenuti continuamente isolati, dal momento della prima prova fino al momento della spedizione e secondo modalità approvate da un veterinario ufficiale austriaco, da tutti gli animali biungulati non destinati all'esportazione verso la Comunità o in condizioni di salute non equivalenti a quelle di animali idonei a tale esportazione.
4. Gli Stati membri autorizzano l'introduzione nel loro territorio, in provenienza dall'Austria, di animali della specie bovina soltanto qualora tali animali:
a) provengano da allevamenti che le autorità veterinarie austriache hanno dichiarato indenni dalla leucosi bovina enzootica e nei 30 giorni precedenti l'esportazione siano stati sottoposti, con esito negativo, ad un esame individuale per la ricerca della leucosi bovina enzootica, in conformità del protocollo di cui all'allegato I della decisione 91/189/CEE della Commissione (8), oppure
b) siano destinati alla produzione di carne, abbiano un'età non superiore a 30 mesi e rechino un marchio indelebile, a norma dell'allegato E, oppure
c) siano consegnati direttamente ad un macello e vengano colà macellati entro cinque giorni lavorativi dalla data del loro arrivo.
Per quanto attiene agli animali di cui alle lettere b) e c), gli Stati membri accertano mediante ispezioni che i capi siano chiaramente identificati, li tengono sotto osservazione fino alla macellazione e prendono tutti gli opportuni provvedimenti per evitare un eventuale contagio degli allevamenti indigeni.
5. Gli Stati membri non autorizzano l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina diversi da quelli elencati nel presente articolo.
Articolo 2
Fino all'entrata in vigore di eventuali misure adottate dalla Comunità per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro le malattie contagiose o infettive dei bovini o dei suini, diverse da rabbia, tubercolosi, brucellosi, afta epizootica, carbonchio ematico, peste bovina, pleuropolmonite contagiosa dei bovini, leucosi bovina enzootica, paralisi contagiosa suina (malattia di Teschen), peste suina classica, peste suina africana e stomatite vescicolare dei suini, gli Stati membri possono applicare agli animali importati dall'Austria ulteriori norme di polizia sanitaria da essi stabilite nel quadro di un programma nazionale, presentato alla Commissione e da questa approvato, per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro tali malattie.
A titolo temporaneo fino al 31 dicembre 1993, gli Stati membri possono applicare il primo comma con riguardo a programmi nazionali presentati alla Commissione, ma non ancora approvati da questa; in tal caso essi devono comunicare senza indugio alla Commissione stessa e agli altri Stati membri ragguagli in merito alle norme di polizia sanitaria di cui trattasi.
Articolo 3
1. Gli Stati membri consentono l'introduzione nel loro territorio di animali delle specie bovina e suina provenienti dall'Austria soltanto ove sussista la garanzia che gli animali da importare non sono stati vaccinati contro l'afta epizootica.
2. Gli Stati membri consentono l'introduzione nel loro territorio di suini provenienti dall'Austria soltanto ove esista la garanzia che gli stessi non sono stati vaccinati contro la peste suina classica, nonché, nel caso di capi destinati alla riproduzione o all'ingrasso, la garanzia che hanno reagito negativamente alla prova per gli anticorpi prodotti dal virus della peste suina classica.
Articolo 4
La decisione 91/190/CEE è abrogata.
Articolo 5
La presente decisione si applica a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla notificazione agli Stati membri.
Articolo 6
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 13 luglio 1993.

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