Document ID: 31988R4252

REGOLAMENTO (CEE) N. 4252/88 DEL CONSIGLIO del 21 dicembre 1988 relativo all'elaborazione e alla commercializzazione dei vini liquorosi prodotti nella Comunità
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione (1),
vista il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che attualmente le condizioni di elaborazione e di commercializzazione dei vini liquorosi non sono disciplinate da alcuna disposizione comunitaria; che, tenuto conto dell'importanza economica di questi prodotti, è necessario adottare disposizioni comuni in questo settore per agevolare il funzionamento dell'intero mercato vitivinicolo;
considerando che il regolamento (CEE) n. 822/87 del Consiglio, del 16 marzo 1987, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (4), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 4250/88 (5), contiene norme in merito all'elaborazione ed alla commercializzazione dei vini da tavola; che è necessario completare questa regolamentazione adottando disposizioni corrispondenti per tutti i vini liquorosi prodotti nella Comunità; che per quanto riguarda i vini liquorosi di qualità prodotti in regioni determinate (v.l.q.p.r.d.) conviene tener conto del fatto che si tratta di v.q.p.r.d. che devono dunque essere anche conformi al regolamento (CEE) n. 823/87 del Consiglio, del 16 marzo 1987, che stabilisce disposizioni particolari per i vini di qualità prodotti in regioni determinate (6);
considerando che occorre sottoporre i vini liquorosi ad un sistema corredato da discipline comuni di produzione, di elaborazione, di commercializzazione e di controllo, il quale permetta, pur mantenendo le distinzioni qualitative, di evitare le distorsioni della concorrenza, di facilitare la libera circolazione di questi prodotti e di assicurare la protezione del consumatore;
considerando che una siffatta misura contribuirà a guidare il consumatore nella sua scelta, fornendogli in particolare la certezza che i prodotti offertigli rispondono a determinati requisiti qualitativi; che essa è quindi in grado di tutelare al tempo stesso gli interessi del produttore, di favorire gli scambi intracomunitari, di incrementare la domanda e di ampliare gli sbocchi della viticoltura;
considerando che è necessario che tutti i vini liquorosi ed i prodotti utilizzati per elaborarli rispondano a requisiti minimi di qualità; che occorre pertanto fissare le loro caratteristiche minime;
considerando che occorre inoltre definire norme supplementari in materia di caratteristiche analitiche dei prodotti utilizzati per elaborare i vini liquorosi, quando si utilizzano distillati di vino o uve secche;
considerando che occorre, per evitare l'impiego del saccarosio nella dolcificazione dei vini liquorosi, permettere, oltre all'impiego del mosto di uve concentrate, l'impiego del mosto di uve concentrato rettificato;
considerando che il processo di elaborazione dei vini liquorosi induce gli operatori a detenere una grande varietà di materie prime, in particolare alcoli che possono servire tra l'altro per la fabbricazione di vini artefatti; che, di conseguenza, per controllare meglio questa attività ed evitare soprattutto siffatta fabbricazione, occorre prevedere che gli operatori facciano una dichiarazione all'autorità competente e tengano registri di entrata e di utilizzazione dei prodotti utilizzati;
considerando che tenendo conto di talune pratiche tradizionali è opportuno riconoscere, in via derogativa, che per i v.l.q.p.r.d. di «Malaga» e «Jerez-Hérès-Sherry» la dolcificazione possa anche essere realizzata con mosto di uve concentrato o con mosto di uve parzialmente fermentato, derivato da uve appassite della varietà Pedro Ximenez proveniente dalla regione determinata «Montilla-Moriles»;
considerando che occorre riconoscere, dati gli usi tradizionali che hanno contribuito alla reputazione del v.l.q.p.r.d. «Porto», che per questa denominazione l'indicazione geografica di cui si tratta comprenda, a titolo di deroga, una superficie delimitata diversa da quella in cui sono prodotte le materie prime utilizzate;
considerando che taluni v.l.q.p.r.d. sottoposti ad una disciplina di produzione particolare sono commercializzati con menzioni specifiche tradizionali; che occorre dunque stabilire un quadro comunitario per definire questi prodotti;
considerando tuttavia che le menzioni «vin doux naturel», «ïßíïò öõóéêüò ãëõêýò» «vino dulce natural», «vino dolce naturale», «vinho doce natural» si ricollegano a tradizioni di elaborazione diverse da uno Stato membro all'altro; che è quindi necessario per evitare qualsiasi confusione prevedere l'utilizzazione di queste menzioni solo nella lingua del paese di produzione e permettere al contempo che esse siano accompagnate da un'informazione complementare in una
lingua compresa dal consumatore o dalla menzione «vino
dolce naturale» tradizionalmente disciplinato in Grecia, della menzione «ïßíïò öõóéêüò ãëõêýò» se si tratta di un «vino dolce naturale» che è prodotto in questo Stato membro e che è ivi in circolazione;
considerando che per l'elaborazione di taluni vini liquorosi di qualità prodotti in regioni determinate (v.l.q.p.r.d.) si applica un particolare processo di invecchiamento sotto fioretta; che occorre quindi definire tale processo;
considerando che per conservare il carattere qualitativo particolare dei v.l.q.p.r.d. occorre autorizzare gli Stati membri ad adottare regole complementari o più rigide in materia di produzione, elaborazione, invecchiamento e circolazione dei v.l.q.p.r.d., in funzione delle pratiche tradizionali,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
TITOLO I
Disposizioni generali
Articolo 1
Il presente regolamento stabilisce norme per l'elaborazione e la commercializzazione dei vini liquorosi definiti al punto 14 dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 822/87.
Per vini liquorosi di qualità prodotti in regioni determinate (v.l.q.p.r.d.) s'intendono i vini rispondenti alla definizione di vini liquorosi figurante al punto 14 dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 822/87, nonché al regolamento (CEE) n 823/87 e alle disposizioni specifiche previste dal presente regolamento.
Articolo 2
Le denominazioni «vino liquoroso» e «vino liquoroso di qualità prodotto in regioni determinate» ovvero «v.l.q.p.r.d.» sono riservate ai prodotti di cui all'articolo 1.
Articolo 3
1. Per l'elaborazione dei vini di cui all'articolo 1, sono utilizzati i prodotti seguenti:
- il mosto di uve parzialmente fermentato, o
- il vino, o
- la miscela di prodotti di cui ai trattini precedenti, o
- il mosto di uve, o la miscela di questo prodotto con vino per taluni v.l.q.p.r.d. figuranti in un elenco che sarà adottato.
2. Sono inoltre addizionati:
a) per quanto riguarda i vini liquorosi e i v.l.q.p.r.d. diversi da quelli di cui alla lettera b):
- i prodotti seguenti, da soli o miscelati:
- l'alcole neutro, ottenuto dalla distillazione dei prodotti del settore viticolo, comprese le uve secche, avente un titolo alcolometrico uguale o superiore a 96 % vol e rispondente ai requisiti previsti dalle disposizioni comunitarie;
- il distillato di vino o di uve secche, avente un titolo alcolometrico uguale o superiore a 52 % vol e inferiore o uguale a 86 % vol e rispondente ai requisiti previsti dall'allegato I;
- nonché, se del caso, uno o più tra i prodotti seguenti:
- il mosto di uve concentrato, e
- il prodotto risultante dalla miscela d'uno dei prodotti di cui al paragrafo 1, primo o quarto trattino;
b) per quanto riguarda taluni v.l.q.p.r.d. figuranti in un elenco che sarà adottato:
- i prodotti di cui alla lettera a), primo trattino, da soli o miscelati,
- o uno o più tra i prodotti seguenti:
- nell'alcole di vino o di uve secche, avente un titolo alcolometrico uguale o superiore a 95 % vol e inferiore o uguale a 96 % vol e rispondente ai requisiti previsti dalle disposizioni comunitarie o in mancanza di queste, dalle disposizioni nazionali applicabili;
- l'acquavite di vino o di vinaccia, avente un titolo alcolometrico uguale o superiore a 52 % vol e inferiore o uguale a 86 % vol e rispondente alle caratteristiche previste dalle disposizioni comunitarie o, in mancanza di queste, dalle disposizioni nazionali applicabili;
- l'acquavite di uve secche, avente un titolo alcolometrico uguale o superiore a 52 % vol e inferiore a 94,5 % vol e rispondente alle caratteristische previste dalle disposizioni comunitarie o, in mancanza di queste, dalle disposizioni nazionali applicabili,
- nonché eventualmente uno o più d'uno dei prodotti seguenti:
- il mosto di uve parzialmente fermentato ottenuto da uve appassite;
- il mosto di uve concentrato ottenuto con l'azione del fuoco diretto e che, salvo per questa operazione, risponde alla definizione di mosto di uve concentrato;
- il mosto di uve concentrato;
- il prodotto risultante dalla miscela di uno dei prodotti di cui al secondo trattino con un mosto di uve di cui nel paragrafo 1, primo o quarto trattino.
Articolo 4
1. I prodotti di cui all'articolo 3, paragrafo 1, che servono all'elaborazione dei vini liquorosi e dei v.l.q.p.r.d., possono aver subito all'occorrenza solo le pratiche e i trattamenti enologici indicati nel titolo II del regolamento (CEE)
n. 822/87 o nel suo allegato VI.
Tuttavia:
- l'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale può risultare soltanto dall'utilizzazione dei prodotti contemplati all'articolo 3, paragrafo 2;
- per i prodotti destinati all'elaborazione del «vino generoso» di cui all'articolo 14 o del «vino generoso de licor» di cui all'articolo 16 e quando tale pratica è tradizionale, l'impiego di solfato di calcio può essere autorizzato dallo Stato membro interessato a condizione che il tenore di solfato presente nel prodotto così trattato non sia superiore a 2,5 g/l, espresso in solfato di potassio. Inoltre, questi prodotti possono formare oggetto d'una acidificazione supplementare con acido tartarico nel limite massimo di 1,50 g/l.
2. La Commissione presenta al Consiglio, in base all'esperienza acquisita, anteriormente al 1g aprile 1995, una relazione sull'utilizzazione di solfato di calcio di cui al paragrafo 1, secondo trattino, nonché dell'acidificazione supplementare necessaria in seguito all'uso di questo prodotto, corredata, se del caso, di proposte su cui il Consiglio delibera anteriormente al 1g settembre 1995.
Articolo 5
Fatte salve le disposizioni più restrittive che gli Stati membri possono adottare per i vini liquorosi e i v.l.q.p.r.d. elaborati nel loro territorio, sono autorizzati su questi prodotti le pratiche e i trattamenti enologici menzionati nell'allegato VI del regolamento (CEE) N° 822/87.
Sono inoltre autorizzati:
a) la dolcificazione, quando i prodotti elaborati non siano stati arricchiti mediante mosto di uve concentrato, per mezzo:
- del mosto di uve concentrato o del mosto di uve concentrato rettificato, a condizione che l'aumento del titolo alcolometrico volumico totale del vino in questione non sia superiore a 3 % vol;
- del mosto di uve concentrato o del mosto di uve concentrato rettificato o del mosto di uve parzialmente fermentato ricavato da uve appassite per il «vino generoso de licor» di cui all'articolo 16, a condizione che l'aumento del titolo alcolometrico volumico totale del vino in questione non sia superiore a 8 % vol e fatto salvo l'articolo 20;
- del mosto di uve concentrato o del mosto di uve concentrato rettificato per il v.l.q.p.r.d. «Madeira», a condizione che l'aumento del titolo alcolometrico volumico totale del vino in questione non sia superiore a 8 % vol.
La dolcificazione deve essere oggetto di una dichiarazione e della registrazione previste dalle disposizioni comunitarie adottate in applicazione del regolamento (CEE) N° 822/87;
b) l'aggiunta di alcole, distillato o acquavite di cui all'articolo 3, per compensare le perdite dovute all'evaporazione durante l'invecchiamento;
c) l'invecchiamento in recipienti posti ad una temperatura non superiore a 50 g C per il v.l.q.p.r.d. «Madeira».
Articolo 6
1. Fatte salve le disposizioni più restrittive che gli Stati membri possono adottare per i vini liquorosi elaborati nel loro territorio, il tenore totale di anidride solforosa di un vino liquoroso o di un v.l.q.p.r.d. non può superare al momento della sua immissione al consumo umano diretto:
- 150 mg/l se il tenore del residuo di zucchero è inferiore a 5 g/l;
- 200 mg/l se il tenore del residuo di zucchero è superiore a 5 g/l.
2. Anteriormente al 1g aprile 1990, la Commissione presenta al Consiglio, in base all'esperienza acquisita, una relazione sui tenori massimi di anidride solforosa nei vini liquorosi, corredata, se del caso, di proposte su cui il Consiglio delibera a maggioranza qualificata anteriormente al 1g settembre 1990.
Articolo 7
Le varietà di vite da cui sono stati ricavati i prodotti di cui all'articolo 3, paragrafo 1 utilizzata per l'elaborazione dei vini liquorosi e dei v.l.q.p.r.d. sono scelte tra quelle di cui all'articolo 69 del regolamento (CEE) n. 822/87.
Articolo 8
Ogni elaboratore di vini liquorosi o di v.l.q.p.r.d. deve presentarne la dichiarazione all'autorità competente dello Stato membro nel cui territorio è elaborato il vino in questione.
Fatto salvo l'articolo 71 del regolamento (CEE) n. 822/87, ogni elaboratore di vini liquorosi o di v.l.q.p.r.d. deve tenere registri d'entrata e registri di utilizzazione dei prodotti utilizzati di cui all'articolo 3.
Articolo 9
Fatte salve le disposizioni adottate ai sensi dell'articolo 72, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 822/87, quando un vino liquoroso o un v.l.q.p.r.d. è messo in circolazione in un recipiente di volume nominale uguale o inferiore a 60 litri, l'etichettatura di tale recipiente deve comportare l'indicazione della denominazione del prodotto, eventualmente completata dal nome della regione determinata; lo stesso vale per i requisiti di volume netto superiore a 60 litri qualora siano etichettati.
Inoltre i prodotti suddetti devono circolare scortati da documenti commerciali o ufficiali contenenti le indicazioni di cui al primo comma.
TITOLO II
Disposizioni relative ai vini liquorosi
Articolo 10
Il titolo alcolometrico volumico naturale dei prodotti di cui all'articolo 3, paragrafo 1, utilizzati per l'elaborazione di un vino liquoroso non può essere inferiore a 12 % vol.
TITOLO III
Disposizioni relative ai vini liquorosi di qualità prodotti in regioni determinate
Articolo 11
1. I prodotti di cui all'articolo 3, paragrafo 1, come pure il mosto di uve concentrato e il mosto di uve parzialmente fermentato ricavato da uve appassite, contemplati all'articolo 3, paragrafo 2, utilizzati per l'elaborazione di un v.l.q.p.r.d., devono essere ottenuti nella regione determinata di cui il v.l.q.p.r.d. reca il nome.
Tuttavia, per quanto riguarda i v.l.q.p.r.d. «Malaga» e «Jerez-Xérès-Sherry», il mosto di uve concentrato e, a norma dell'articolo 67, paragrafo 7 del regolamento (CEE) n. 822/87, il mosto di uve parzialmente fermentato ricavato da uve appassite, di cui all'articolo 3, paragrafo 2, ricavato da varietà di vite Pedro Ximenez, possono provenire dalla regione determinata «Montilla-Moriles»
2. Le operazioni di cui agli articoli 4 e 5 destinate all'elaborazione di un v.l.q.p.r.d. possono essere effettuate soltanto all'interno della regione determinata di cui al paragrafo 1.
Tuttavia, per quanto riguarda il v.l.q.p.r.d. la cui denominazione «Porto» è riservata al prodotto elaborato a partire da uve provenienti dalla regione delimitata del «Douro», i processi complementari di elaborazione e di invecchiamento possono aver luogo nella citata regione delimitata oppure a Villa Nova de Gaia - Porto.
Articolo 12
Fatte salve le disposizioni più restrittive che gli Stati membri possono adottare per i v.l.q.p.r.d. elaborati nel loro territorio:
a) il titolo alcolometrico volumico naturale dei prodotti di cui all'articolo 3 paragrafo 1, utilizzati per l'elaborazione di un v.l.q.p.r.d. non può essere inferiore a 12 % vol.
Tuttavia alcuni v.l.q.p.r.d. figuranti in un elenco che sarà adottato possono essere ottenuti:
- o da mosto di uve il cui titolo alcolometrico volumico naturale sia uguale o inferiore a 10 % vol, se si tratta di v.l.q.p.r.d. ottenuti con l'aggiunta di acquavite di vino o di vinaccia a denominazione d'origine e proveniente eventualmente dalla stessa azienda,
- o da mosti di uve in corso di fermentazione oppure, per quanto riguarda il secondo sottotrattino in appresso, da vino il cui titolo alcolometrico volumico naturale iniziale sia uguale o inferiore a:
- 11 % vol, nel caso di v.l.q.p.r.d. ottenuti con aggiunta di alcole neutro, o di un distillato di vino avente un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 70 % vol, oppure di acquavite di origine viticola,
- 10,5 % vol, nel caso di «vino generoso» di cui all'articolo 14 e del «vino generoso de licor» di cui all'articolo 16, ottenuti da mosto di uve bianche,
- 9 % vol, nel caso di un v.l.q.p.r.d. la cui produzione è tradizionale e d'uso conformemente alla legislazione nazionale che lo prevedeva esplicitamente;
b) il titolo alcolometrico volumico effettivo di un v.l.q.p.r.d. non può essere inferiore a 15 % vol né superiore a 22 % vol.;
c) il titolo alcolometrico volumico totale di un v.l.q.p.r.d. non può essere inferiore a 17,5 % vol.
Tuttavia, il titolo alcolometrico volumico totale può essere inferiore a 17,5 % vol, ma non inferiore a 15 % vol, per taluni v.l.q.p.r.d. figuranti in un elenco che sarà adottato, se la legislazione nazionale loro applicabile anteriormente al 1g gennaio 1985 lo prevedeva esplicitamente.
Articolo 13
1. Le denominazioni specifiche tradizionali «ïßíïò öõóéêüò ãëõêýò», «vino dulce natural», «vino dolce naturale», «vinho doce natural» sono riservate ai v.l.q.p.r.d.:
- ottenuti da uve provenienti almeno per l'85 % da varietà di vite elencate nell'allegato II,
- ottenuti da mosti che abbiano un contenuto naturale inziale di zucchero di 212 grammi come minimo per litro,
- ottenuti, escludendo qualsiasi altro arricchimento, mediante aggiunta di alcole, distillato o acquavite di cui all'articolo 3.
2. Qualora gli usi tradizionali di produzione lo richiedano, gli Stati membri possono, per quanto riguarda i v.l.q.p.r.d. elaborati nel loro territorio, prevedere che la denominazione specifica tradizionale «vino dolce naturale» sia riservata ai v.l.q.p.r.d. che sono:
- vinificati direttamente dai produttori che raccolgono le uve e provenienti esclusivamente dalle loro vendemmie di Moscato, Grenache, Maccabeo o Malvasia; tuttavia, sono ammesse vendemmie da parcelle piantate anche con altre qualità entro i limiti del 10 % del numero totale di piante con varietà di vite diverse dalle quattro varietà sopramenzionate;
- ottenuti entro i limiti di un rendimento per ettaro di 40 hl di mosto di uve; se tale rendimento viene superato, tutto il raccolto perde il beneficio della denominazione «vino dolce naturale»;
- prodotti con mosti di uve che abbiano un contenuto naturale iniziale di zucchero di 252 grammi come minimo per litro;
- ottenuti, escludendo qualsiasi altro arricchimento, mediante aggiunta di alcole di origine viticola corrispondente in alcole puro al 5 % al minimo del volume del mosto di uve parzialmente fermentati lavorato e al massimo alla più bassa delle due proporzioni seguenti:
- 10 % del volume del precitato mosto di uve utilizzato,
- o 40 % del tenore alcolico volumico totale del prodotto finito rappresentato dalla somma del tenore in alcole effettivo e dell'equivalente del tenore in alcole potenziale calcolato secondo il criterio dell'1 % volumico di alcole puro per 17,5 grammi di zucchero residuo per litro.
3. Le menzioni di cui ai paragrafi 1 e 2 non possono essere tradotte. Tuttavia:
- esse possono essere accompagnate da una menzione esplicativa in una lingua compresa dal consumatore finale;
- per i prodotti elaborati in Grecia conformemente al paragrafo 2 e in circolazione sul territorio di tale Stato membro, la menzione «vino dolce naturale» può essere accompagnata dalla menzione «ïßíïò öõóéêüò ãëõêýò».
Articolo 14
1. La menzione specifica tradizionale «vino generoso» è riservata al v.l.q.p.r.d. secco elaborato sotto fioretta e:
- ottenuto da uve bianche provenienti dalle varietà di vite Palomino de Jerez, Palomino fino, Pedro Ximenez, Verdejo, Zalema e Garrido fino,
- immesso al consumo dopo essere stato invecchiato in media due anni in fusti di rovere.
Per elaborazione sotto fioretta, di cui al primo comma, si intende il processo biologico, che, mediante lo sviluppo spontaneo di una fioretta di lieviti tipici sulla superficie libera del vino dopo la totale fermentazione alcolica del mosto, conferisce al prodotto caratteristiche analitiche e organolettiche specifiche.
2. La menzione di cui al paragrafo 1 non può essere tradotta. Tuttavia, può essere accompagnata da una menzione esplicativa in una lingua compresa dal consumatore finale.
Articolo 15
La menzione specifica tradizionale «vino generoso» è riservata ai v.l.q.p.r.d. «Porto», «Madeira», «Moscatel de Setubal» e «Carcavelos» unitamente alla rispettiva denominazione d'origine.
Articolo 16
1. La menzione specifica tradizionale «vino generoso de licor» è riservata al v.l.q.p.r.d.:
- ottenuto da «vino generoso» di cui all'articolo 14, o da vino sotto fioretta che può dare tale tipo di «vino generoso» ed a cui sia stato aggiunto mosto di uve concentrato,
- immesso al consumo dopo essere stato invecchiato in media due anni in fusti di rovere.
2. La menzione di cui al paragrafo 1 non può essere tradotta. Tuttavia, può essere accompagnata da una menzione esplicativa in una lingua compresa dal consumatore finale.
Articolo 17
Oltre alle disposizioni del presente regolamento, gli Stati membri produttori possono fissare, tenuto conto degli usi leali e costanti, qualsiasi caratteristica relativa alle dichiarazioni d'attività e alle condizioni di produzione, di elaborazione, de invecchiamento e di circolazione complementare o più rigorosa per i v.l.q.p.r.d. contemplati nel presente titolo ed elaborati nel loro territorio.
TITOLO IV
Disposizioni finali e transitorie
Articolo 18
I metodi di analisi necessari per l'applicazione del presente regolamento sono quelli previsti dall'articolo 74 del regolamento (CEE) n. 822/87.
Articolo 19
Gli Stati membri e la Commissione si scambiano i dati necessari per l'applicazione del presente regolamento.
Articolo 20
In deroga all'articolo 5, lettera a), secondo trattino, la dolcificazione di un «vino generoso de licor» può esser fatta per mezzo di saccarosio fino al 31 dicembre 1990.
Articolo 21
I vini liquorosi ottenuti in condizioni di elaborazione o aventi caratteristiche analitiche che non sono conformi alle disposizioni del presente regolamento, ma che erano conformi alla legislazione nazionale anteriormente in vigore, possono essere detenuti per la vendita, messi in circolazione ed esportati fino ad esaurimento delle scorte.
Articolo 22
Le modalità di applicazione del presente regolamento, in particolare quelle concernenti l'articolo 8, sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.
Secondo la stessa procedura sono adottati gli elenchi di v.l.q.p.r.d. previsti agli articoli 3 e 12.
Articolo 23
Il presente regolamento entra in vigore il 1g settembre 1989.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 21 dicembre 1988.

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