Document ID: 31984R0003

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REGOLAMENTO (CEE) N. 3/84 DEL CONSIGLIO
del 19 dicembre 1983
che istituisce un regime di circolazione intracomunitaria di merci spedite da uno Stato membro per essere temporaneamente utilizzate in uno o più altri Stati membri
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 235,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che l'attuazione di un regime di circolazione intracomunitaria, nell'ambito del quale le merci spedite da uno Stato membro possono circolare e essere utilizzate temporaneamente in uno o più altri Stati membri prima di essere reintrodotte nello Stato membro di partenza, permette di agevolare le formalità relative al trasporto e al soggiorno temporaneo delle merci medesime;
considerando che, per raggiungere tale obiettivo, il regime deve applicarsi alla gamma di merci più estesa possibile, tenendo conto, tuttavia, degli eventuali rischi di frodi;
considerando che, per ridurre il costo delle operazioni di circolazione intracomunitaria e avvicinarsi il più possibile alle condizioni nelle quali scambi del genere si svolgono all'interno di uno Stato membro, appare possibile dispensare gli operatori dall'obbligo di fornire una garanzia;
considerando che in compenso dell'esonero dall'obbligo di fornire una garanzia è opportuno dare agli Stati membri, nel territorio dei quali le merci vengono temporaneamente utilizzate, la possibilità di esercitare un ragionevole controllo delle merci medesime e di recuperare i diritti e tributi eventualmente esigibili;
considerando che l'applicazione del regime per un periodo sperimentale permetterà di valutarne le conseguenze pratiche; che, in base all'esperienza acquisita, sarà necessario riesaminarne le disposizioni dopo la scadenza di un periodo di tre anni;
considerando che è necessario assicurare l'uniforme applicazione delle disposizioni del presente regolamento, istituendo a tal fine una procedura comunitaria che consenta di stabilirne, entro un termine adeguato, le modalità d'attuazione; che è necessario istituire un comitato per organizzare una stretta ed efficace cooperazione in materia tra gli Stati membri e la Commissione;
considerando che il presente regolamento non pregiudica le disposizioni del trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare per quanto riguarda i diritti e gli obblighi degli Stati membri, i poteri delle istituzioni di tale Comunità e le norme sancite da tale trattato per il funzionamento del mercato comune del carbone e dell'acciaio; che, tenuto conto del trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare dell'articolo 232, il presente regolamento si applica alle merci enumerate nell'elenco dell'allegato I del trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
TITOLO I
Generalità
Articolo 1
1. Fatte salve altre disposizioni comunitarie, il regime di circolazione intracomunitaria, qui di seguito denominato « regime », si applica alle merci figuranti in allegato, spedite o trasportate da uno Stato membro in uno o più altri Stati membri per esservi temporane
amente utilizzate e non soggette, conformemente ai trattati ed alla normativa che ne deriva, a misure proibitive o restrittive, e destinate ad essere reintrodotte tal quali nello Stato membro di partenza.
2. Per beneficiare del regime, le merci di cui al paragrafo 1 devono:
a) rispondere ai requisiti di cui agli articoli 9 e 10 del trattato che istituisce la Comunità economica europea, ovvero, se si tratta di prodotti contemplati nel trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, essere in libera pratica e
b) aver rispettato le disposizioni dello Stato membro di partenza relative alle imposte sulla cifra d'affari, alle accise ed a qualsiasi altra imposta sul consumo e
c) non aver beneficiato, a motivo della loro esportazione, di alcuna esenzione dalle imposte sulla cifra d'affari, dalle accise o da qualsiasi altra imposta sul consumo.
Articolo 2
Ai fini dell'applicazione del presente regolamento si intende per:
a) beneficiario: la persona fisica o giuridica che, eventualmente tramite un rappresentante, effettua un'operazione di circolazione intracomunitaria;
b) Stato membro di partenza: lo Stato membro nel cui territorio le merci vengono presentate all'ufficio doganale di cui alla lettera c);
c) ufficio di partenza: l'ufficio doganale in cui inizia l'operazione di circolazione intracomunitaria;
d) ufficio d'entrata: l'ufficio doganale attraverso il quale le merci entrano nel territorio dello Stato membro nel quale saranno temporaneamente utilizzate, in seguito denominato « Stato membro di utilizzazione temporanea »;
e) ufficio d'uscita: l'ufficio doganale attraverso il quale le merci lasciano il territorio di uno Stato membro nel quale sono state utilizzate temporaneamente;
f) ufficio di passaggio:
- l'ufficio doganale attraverso il quale le merci entrano nel territorio di uno Stato membro per una semplice operazione di transito, o escono da tale territorio dopo aver effettuato detta operazione;
- l'ufficio di uscita della Comunità, quando le merci lasciano il territorio della Comunità nel corso di una semplice operazione di transito, attraverso una frontiera tra uno Stato membro e un paese terzo.
Articolo 3
Il presente regolamento non preclude:
- l'utilizzazione, a scelta dell'interessato, della procedura istituita dalla convenzione doganale sul carnet ATA per l'ammissione temporanea di merci (convenzione ATA), firmata a Bruxelles il 6 dicembre 1961;
- gli accordi tra Stati membri per l'istituzione di procedure più semplici nel caso del traffico frontaliero;
- l'applicazione di procedure più semplici, utilizzate in particolare per l'ammissione temporanea degli effetti personali dei viaggiatori, degli imballaggi, dei veicoli da turismo ed altri mezzi di trasporto;
- l'utilizzazione, a richiesta dell'interessato, di una procedura nazionale in caso di presentazione, all'ufficio di entrata dello Stato membro di utilizzazione temporanea, di merci non accompagnate da un carnet ATA o dal carnet comunitario di circolazione di cui all'articolo 5.
Articolo 4
1. Il beneficio del regime di circolazione è concesso esclusivamente alle persone fisiche o giuridiche stabilite nello Stato membro di partenza.
Tuttavia, le autorità competenti dello Stato membro di partenza rifiutano in linea di massima il beneficio del regime alle persone che, a loro conoscenza, abbiano commesso una infrazione grave della legislazione doganale o fiscale.
Le autorità competenti dello Stato membro di utilizzazione temporanea possono revocare il beneficio del regime nei casi contemplati nel secondo comma. Esse informano le autorità competenti dello Stato membro di partenza dei motivi della revoca.
2. Il beneficiario deve:
a) curare la regolare esecuzione della procedura di cui al titolo II e l'appuramento del regime prima della scadenza del termine di validità del carnet di cui all'articolo 5;
b) in caso di inosservanza constatata o presunta delle condizioni fissate dal presente regolamento, fornire alle autorità competenti dello Stato membro nel cui territorio sono entrate le merci qualsiasi documento o informazione necessaria sulle merci vincolate al regime;
c) alla prima richiesta scritta delle autorità competenti, effettuare il pagamento delle imposte divenute esigibili in seguito a irregolarità o infrazione, a meno che non dimostri che la richiesta non ha fondamento.
TITOLO II
Procedura
Articolo 5
1. Per circolare vincolata al regime, ogni merce deve essere registrata in un carnet comunitario di circolazione, qui di seguito denominato « carnet », rilasciato dalle autorità competenti dello Stato membro di partenza. 2. Il carnet deve essere concepito in modo da consentire alle competenti autorità degli Stati membri, il cui territorio sarà attraversato nel corso di un'operazione di circolazione intracomunitaria, di esercitare il controllo della spedizione, del transito, dell'entrata, dell'utilizzazione temporanea, della rispedizione e della reintroduzione delle merci nello Stato membro di partenza, in particolare a mezzo di fogli di transito, di entrata e di uscita, e deve comportare l'impegno sottoscritto dal beneficiario di effettuare il pagamento previsto all'articolo 4, paragrafo 2, lettera c).
3. Il modello del carnet è stabilito in base alla procedura prevista all'articolo 15.
4. Il rilascio del carnet non dà luogo a nessuna altra spesa all'infuori del pagamento del suo prezzo di costo.
Articolo 6
1. Il carnet, debitamente compilato e firmato dal beneficiario, viene presentato all'ufficio di partenza contemporaneamente alle merci che ne formano oggetto, ai fini del controllo della corrispondenza tra le merci e le indicazioni iscritte sul foglio che serve da dichiarazione di spedizione temporanea, nonché della convalida del carnet stesso.
Il carnet serve da documento di transito comunitario interno che comprova il carattere comunitario delle merci in esso registrate.
2. Le autorità competenti dello Stato membro di partenza:
- prendono le misure che ritengono eventualmente necessarie per l'identificazione;
- fissano la scadenza di validità del carnet che, tuttavia, non può essere superiore a dodici mesi;
- conservano il foglio che serve da dichiarazione di spedizione temporanea.
3. Le autorità competenti degli Stati membri il cui territorio è utilizzato durante un'operazione di circolazione intracomunitaria possono, su richiesta del beneficiario, prorogare il termine di validità del carnet, tenendo conto della durata prevista delle operazioni di utilizzazione temporanea, nonché della loro natura.
Articolo 7
1. Se le merci, indicate in un carnet, si limitano ad attraversare il territorio di uno Stato membro senza esservi utilizzate temporaneamente, il beneficiario consegna agli uffici di passaggio il foglio « transito » del carnet.
2. Il paragrafo 1 non si applica alle merci:
- trasportate accompagnate da una lettera di vettura internazionale, da un bollettino di spedizione pacco espresso internazionale o da un bollettino di consegna « transito comunitario »;
- trasportate per via aerea, accompagnate da una lettera di trasporto aereo;
- spedite a mezzo posta.
3. La durata dell'operazione di transito è fissata in conformità della regolamentazione relativa al transito comunitario.
Articolo 8
1. Se le merci indicate in un carnet formano oggetto di una utilizzazione temporanea nel territorio di uno Stato membro, il beneficiario deve presentarle insieme col carnet agli uffici di entrata e di uscita di tale Stato membro e consegnare a tali uffici, rispettivamente, il foglio di entrata e il foglio di uscita dopo aver completato le caselle relative all'indicazione dei luoghi previsti per l'utilizzazione temporanea, nonché la durata e la natura della utilizzazione stessa.
2. In deroga al paragrafo 1, le merci trasportate o spedite alle condizioni di cui all'articolo 7, paragrafo 2, devono essere presentate, secondo il caso, agli uffici doganali da cui dipendono la stazione d'arrivo o di partenza, l'aeroporto d'arrivo o di partenza, o l'ufficio postale di arrivo o di partenza dello Stato membro nel cui territorio le merci saranno o sono state utilizzate temporaneamente.
I fogli di entrata e di uscita devono essere consegnati agli uffici rispettivi.
3. L'ufficio di entrata stabilisce la durata del soggiorno delle merci nel territorio dello Stato membro da cui dipende, tenendo conto della durata prevista per l'operazione dal beneficiario, senza che questa possa superare il termine di validità del carnet, a meno che questo ultimo non sia stato prorogato conformemente all'articolo 6, paragrafo 3.
Le autorità competenti dello Stato membro di utilizzazione temporanea prendono le misure necessarie per garantire il controllo dell'utilizzazione delle merci nel territorio di questo Stato e della loro uscita prima della scadenza del periodo previsto nel primo comma.
Articolo 9
1. Il carnet deve essere esibito in ciascuno Stato membro interessato ad ogni richiesta delle autorità competenti.
2. Le operazioni di entrata e di uscita possono essere effettuate presso qualsiasi ufficio doganale, entro i limiti delle sue competenze e durante le sue ore di apertura.
3. Quando le merci devono utilizzare il territorio di uno Stato membro senza effettuarvi alcuna operazione di utilizzazione temporanea, il deposito dei fogli relativi al transito può essere effettuato presso qualsiasi ufficio aperto in qualità di ufficio di passaggio. Articolo 10
Le competenti autorità dello Stato membro di utilizzazione temporanea possono, su richiesta del beneficiario:
a) prorogare la durata del soggiorno delle merci nel loro territorio entro i limiti di validità del carnet;
b) autorizzare l'utilizzazione temporanea delle merci nel loro territorio in uno o più luoghi diversi da quello o quelli indicati in detto carnet;
c) in deroga all'articolo 1, paragrafo 1, autorizzare la riparazione, compresa la sostituzione dei pezzi difettosi del materiale temporaneamente utilizzato nel loro territorio.
A tal fine, esse appongono le annotazioni del caso sul carnet.
TITOLO III
Fine del regime e collaborazione amministrativa
Articolo 11
1. Il regime prende fine quando le merci sono state ripresentate con il carnet, prima della scadenza del termine di validità dello stesso presso qualsiasi ufficio doganale competente dello Stato membro di partenza.
2. Inoltre, il regime prende fine quando le merci
a) sono state totalmente distrutte o sono andate irrimediabilmente perdute per una causa che dipende dalla loro stessa natura, o in seguito ad un caso fortuito o di forza maggiore, ovvero
b) sono state esportate verso un paese terzo o collocate in una zona franca o poste sotto il regime del deposito, ovvero
c) sono state distrutte sotto il controllo delle autorità competenti, ovvero
d) sono state immesse in consumo, purché ciò sia consentito dalle disposizioni comunitarie o nazionali.
Articolo 12
1. Quando si constata che, nel corso o in occasione di un'operazione di circolazione intracomunitaria, è stata commessa un'irregolarità in un determinato Stato membro, l'azione per il recupero dei diritti e tributi eventualmente esigibili è posta in essere da tale Stato membro.
2. Allorché lo Stato membro nel territorio del quale è stata commessa un'irregolarità, nel corso o in occasione di un'operazione di circolazione, non può recuperare i diritti e i tributi esigibili, le autorità competenti dello Stato membro di partenza recuperano, per conto dell'altro Stato membro, la somma che il beneficiario è tenuto a pagare in conformità dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera c). Tale azione di recupero viene effettuata dallo Stato membro secondo le sue disposizioni legislative, regolamentari o amministrative in materia di recupero dei crediti fiscali. Se il beneficiario contesta il credito, deve presentare ricorso nello Stato membro che ha presentato la richiesta di recupero. Non sarà possibile intraprendere nessuna azione di recupero prima che sia stata conclusa la procedura di ricorso.
Lo stato membro che procede all'azione di recupero può applicare le disposizioni adottate conformemente alla direttiva 76/308/CEE (1), modificata da ultimo dalla direttiva 79/1071/CEE (2).
3. Se, in qualsiasi momento di un'operazione di circolazione intracomunitaria, l'ufficio di partenza rileva un'irregolarità, esso ne informa senza indugio le autorità competenti dello Stato membro o degli Stati membri interessati, e trasmette loro i documenti e le informazioni che concernono tale irregolarità.
TITOLO IV
Disposizioni relative al comitato del regime di circolazione intracomunitaria
Articolo 13
1. È istituito un comitato del regime di circolazione intracomunitaria temporanea, in appresso denominato « comitato », composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.
2. Il comitato fissa il proprio regolamento interno.
Articolo 14
Il comitato può esaminare ogni questione relativa all'applicazione del presente regolamento, sollevata dal suo presidente, su iniziativa di questi o su richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
Articolo 15
1. Le disposizioni necessarie per l'applicazione del presente regolamento, in particolare il modello del carnet, sono stabilite in base alla procedura definita ai paragrafi 2 e 3.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato il progetto delle disposizioni da adottare. Il comitato esprime il suo parere sul progetto stesso entro il termine fissato dal presidente in funzione dell'urgenza della questione. Esso si pronuncia a maggioranza di 45 voti, con la ponderazione attribuita agli Stati membri in base all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato. Il presidente non ha diritto di voto.
3. a) La Commissione adotta le disposizioni previste qualora siano conformi al parere del comitato.
b) Qualora le disposizioni previste non siano conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio la proposta relativa alle disposizioni da adottare. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
c) Qualora, allo scadere del termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui la questione è stata sottoposta al Consiglio, quest'ultimo non abbia ancora deliberato, le disposizioni proposte sono adottate dalla Commissione.
TITOLO V
Disposizioni finali
Articolo 16
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dal 1o luglio 1985.
Esso è applicabile per un primo periodo sperimentale, fino al 30 giugno 1988, salvo proroga per un periodo limitato da adottare dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione.
Articolo 17
1. Prima della scadenza di un periodo di tre anni a decorrere dalla data di entrata in applicazione del presente regolamento, la Commissione, in base alle informazioni fornitele dagli Stati membri, presenta al Consiglio una relazione sull'applicazione del regime.
2. In base alla relazione di cui al paragrafo 1, il Consiglio, deliberando in conformità dell'articolo 235 del trattato, decide l'applicazione a titolo definitivo del presente regolamento, nonché le eventuali modifiche da apportare alle sue disposizioni, in particolare ai fini della semplificazione del regime o di modifiche dell'allegato.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 19 dicembre 1983.

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