Document ID: 32011D0178

DECISIONE 2011/178/PESC DEL CONSIGLIO
del 23 marzo 2011
che modifica la decisione 2011/137/PESC concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29,
considerando quanto segue:
(1)
In data 28 febbraio 2011 il Consiglio ha adottato la decisione 2011/137/PESC concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia (1), che attua la risoluzione 1970 (2011) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSCR).
(2)
In data 17 marzo 2011 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato l’UNSCR 1973 (2011), che ha ampliato la portata delle misure restrittive imposte dall’UNSCR 1970 (2011) e ha introdotto misure restrittive aggiuntive nei confronti della Libia.
(3)
È opportuno pertanto modificare di conseguenza la decisione 2011/137/PESC.
(4)
È necessaria un’ulteriore azione dell’Unione per attuare determinate misure,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La decisione 2011/137/PESC è così modificata:
1)
è inserito il seguente articolo:
«Articolo 3 bis
1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per impedire i voli di aeromobili sotto la loro giurisdizione nello spazio aereo della Libia, in considerazione della necessità di contribuire a proteggere i civili.
2. Il paragrafo 1 non si applica ai voli effettuati esclusivamente per scopi umanitari, quali la prestazione o l’agevolazione della prestazione di assistenza, inclusi forniture mediche, alimenti, operatori umanitari e relativa assistenza, o l’evacuazione di cittadini stranieri dalla Libia, né si applica ai voli autorizzati dal punto 4 o 8 dell’UNSCR 1973 (2011), né ad altri voli che gli Stati membri considerano, agendo sulla base dell’autorizzazione conferita dal punto 8 dell’UNSCR 1973 (2011), necessari per l’interesse del popolo libico.»;
2)
l’articolo 4, paragrafo 1, è sostituito dal testo seguente:
«1. Gli Stati membri, in accordo con le rispettive autorità e legislazione nazionali e nel rispetto del diritto internazionale, in particolare il diritto del mare e i pertinenti accordi per l’aviazione civile internazionale, ispezionano nel proprio territorio, inclusi i loro porti e aeroporti, nonché in alto mare, le navi e gli aeromobili diretti in Libia o provenienti da tale paese, se hanno fondati motivi di ritenere, in base alle informazioni di cui dispongono, che il carico di tali navi o aeromobili contenga prodotti la cui fornitura, vendita, trasferimento o esportazione sono vietati a norma della presente decisione.»;
3)
è inserito il seguente articolo:
«Articolo 4 bis
1. Gi Stati membri negano a qualsiasi aeromobile registrato in Libia oppure posseduto o gestito da cittadini o compagnie libici il permesso di decollare, atterrare o sorvolare il rispettivo territorio, salvo che il volo specifico non sia stato previamente approvato dal comitato delle sanzioni, ovvero in caso di atterraggio di emergenza.
2. Gli Stati membri negano a qualsiasi aeromobile il permesso di decollare, atterrare o sorvolare il rispettivo territorio, se hanno fondati motivi di ritenere, in base alle informazioni di cui dispongono, che l’aeromobile contenga prodotti la cui fornitura, vendita, trasferimento o esportazione sono vietati a norma della presente decisione, compresa la fornitura di personale armato mercenario, eccetto in caso di atterraggio di emergenza.»;
4)
l’articolo 5, paragrafo 1, è sostituito dal testo seguente:
«1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per impedire l’ingresso o il transito nel rispettivo territorio:
a)
alle persone elencate nell’allegato I dell’UNSCR 1970 (2011) e alle altre persone indicate dal Consiglio di sicurezza o dal comitato conformemente al punto 22 dell’UNSCR 1970 (2011) e al punto 23 dell’UNSCR 1973 (2011), elencate nell’allegato I della presente decisione;
b)
alle persone non contemplate dall’allegato I della presente decisione, che sono coinvolte o complici nell’ordinare, controllare o dirigere in altro modo la commissione di gravi violazioni dei diritti umani contro persone in Libia e che sono, tra l’altro, coinvolte o complici nella pianificazione, nel controllo, nel comando o nella condotta di attacchi, in violazione del diritto internazionale, fra cui bombardamenti aerei su civili e infrastrutture, ovvero alle persone che agiscono per loro, o per loro conto o sotto la loro direzione, elencate nell’allegato II della presente decisione.»;
5)
l’articolo 6, paragrafo 1, è sostituito dal testo seguente:
«1. Tutti i fondi, le attività finanziarie e risorse economiche di altro tipo posseduti o controllati direttamente o indirettamente:
a)
dalle persone ed entità elencate nell’allegato II dell’UNSCR 1970 (2011), nonché dalle altre persone ed entità indicate dal Consiglio di sicurezza o dal comitato conformemente al punto 22 dell’UNSCR 1970 (2011) e ai punti 19 e 23 dell’UNSCR 1973 (2011), elencate nell’allegato III della presente decisione;
b)
dalle persone ed entità non contemplate dall’allegato III della presente decisione, che sono coinvolte o complici nell’ordinare, controllare o dirigere in altro modo la commissione di gravi violazioni dei diritti umani contro persone in Libia e che sono, tra l’altro, coinvolte o complici nella pianificazione, nel controllo, nel comando o nella condotta di attacchi, in violazione del diritto internazionale, fra cui bombardamenti aerei su civili e infrastrutture, o dalle autorità libiche, o dalle persone ed entità che hanno violato o hanno contribuito a violare le disposizioni dell’UNSCR 1970 (2011) o della presente decisione, o dalle persone o entità che agiscono per loro, per loro conto o sotto la loro direzione, ovvero da entità da esse possedute o controllate o dalle persone ed entità elencate nell’allegato III, che sono elencate nell’allegato IV della presente decisione,
sono congelati.»;
6)
all’articolo 6 è aggiunto il seguente paragrafo:
«4 bis. Riguardo alle persone ed entità elencate nell’allegato IV della presente decisione, sono altresì ammesse deroghe per i fondi e le risorse economiche che sono necessari per scopi umanitari, quali la prestazione o l’agevolazione della prestazione di assistenza, inclusi forniture mediche, alimenti, la fornitura di elettricità, operatori umanitari e relativa assistenza, o l’evacuazione di cittadini stranieri dalla Libia.»;
7)
è inserito il seguente articolo:
«Articolo 6 bis
Gli Stati membri impongono ai propri cittadini, alle persone soggette alla loro giurisdizione e alle imprese costituite nei loro territori o soggette alla loro giurisdizione di esercitare vigilanza nelle relazioni commerciali con entità costituite in Libia o soggette alla giurisdizione della Libia e con qualsiasi persona ed entità che agisce per loro conto o sotto la loro direzione e con entità da esse possedute o controllate, al fine di impedire relazioni commerciali che potrebbero contribuire alla violenza e all’uso della forza nei confronti dei civili.»
Articolo 2
Gli allegati I, II, III e IV della decisione 2011/137/PESC sono sostituiti dal testo riportato rispettivamente negli allegati I, II, III e IV della presente decisione.
Articolo 3
La presente decisione entra in vigore alla data di adozione.
Fatto a Bruxelles, addì 23 marzo 2011.

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