Document ID: 32012D0398

DECISIONE DELLA COMMISSIONE,
del 9 marzo 2012,
riguardante l’Aiuto di Stato SA.12522 (C 37/08) Francia - Applicazione della decisione Sernam 2
[notificata con il numero C(2012) 1616]
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2012/398/UE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), in particolare l’articolo 108, paragrafo 2, primo capoverso (1);
visto l’accordo sullo spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a);
dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni a norma di detti articoli (2);
considerando quanto segue:
1. IL PROCEDIMENTO
1.1. CONTESTO PROCEDURALE GENERALE
(1)
Il 23 maggio 2001, la Commissione ha approvato un aiuto alla ristrutturazione della SCS Sernam (società in accomandita semplice), diventata Sernam SA nel dicembre 2001 (in appresso: «la decisione Sernam 1») (3).
(2)
Il 20 ottobre 2004, la Commissione ha adottato una decisione finale con la quale ha ribadito che l’aiuto approvato con la decisione Sernam 1, per un importo totale di 503 milioni di EUR, è compatibile con il mercato interno subordinatamente al rispetto di alcune condizioni (in appresso: «la decisione Sernam 2») (4). La decisione ha anche rilevato la presenza di un aiuto supplementare di 41 milioni di EUR incompatibile con il mercato interno e che la Francia deve recuperare.
(3)
Con lettera del 24 giugno 2005, una prima parte terza (in appresso: «il primo denunciante») ha lamentato un’inadeguata applicazione della decisione Sernam 2 (5).
(4)
Il 22 febbraio 2006, il primo denunciante ha anche presentato un ricorso per carenza contro la Commissione, in quanto quest’ultima, all’epoca, non aveva dato seguito alla sua denuncia.
(5)
Con lettera del 10 aprile 2006, una seconda parte interessata, la società Mory Group (in appresso: «il secondo denunciante») ha presentato una denuncia alla Commissione (6).
(6)
I due denuncianti ritengono in sostanza che la decisione Sernam 2 sia stata applicata abusivamente e hanno chiesto alla Commissione di avviare un nuovo procedimento d’indagine formale riguardo all’applicazione della decisione Sernam 2 da parte della Francia.
(7)
Con lettera del 16 luglio 2008, la Commissione ha informato la Francia della sua decisione di avviare il procedimento di cui all’articolo 108, paragrafo 2, del TFUE riguardo all’applicazione della decisione Sernam 2 da parte della Francia (in appresso: «la decisione di avvio del procedimento»). In particolare, la Commissione ha espresso i propri dubbi sulla compatibilità con la decisione Sernam 2 delle modalità scelte dalla Francia per applicare tale decisione e sulla possibilità che le modalità in questione comportino nuovi aiuti di Stato.
(8)
La decisione di avvio del procedimento della Commissione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (7). Gli argomenti dei due denunciati sono sintetizzati nel considerando 16 della medesima. Con la stessa decisione, la Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni sull’applicazione della decisione Sernam 2 da parte della Francia.
(9)
L’8 ottobre 2008, le autorità francesi hanno presentato osservazioni sulla decisione di avvio del procedimento.
(10)
La Commissione ha ricevuto osservazioni in proposito da parte degli interessati. Il primo denunciante ha fornito osservazioni il 13 novembre 2008. La Société nationale des chemins de fer (in appresso: «SNCF») ha comunicato osservazioni il 6 febbraio 2009. Il fondo di investimento Butler Capital Partners (in appresso: «BCP») ha presentato osservazioni il 9 febbraio 2009. La Commissione ha trasmesso le osservazioni ricevute alla Francia il 25 marzo 2009 offrendo l’opportunità di commentarle e il 7 maggio 2009 ha ricevuto i commenti delle autorità francesi sulle osservazioni del primo denunciante.
(11)
Il 15 marzo 2011, il secondo denunciante ha chiesto alla Commissione di porre in atto «azioni di indagine» ai fini della verifica delle condizioni di applicazione della decisione Sernam 2. La Commissione ha risposto il 18 maggio 2011, indicando le azioni di indagine compiute dall’adozione della decisione di avvio del procedimento.
(12)
Il 25 novembre 2009 e il 29 novembre 2011, la Commissione ha chiesto informazioni alle autorità francesi. Le risposte sono state ricevute rispettivamente il 15 gennaio 2010 e il 25 gennaio 2012.
1.2. CONTESTO PROCEDURALE NAZIONALE
(13)
Il 3 gennaio 2007, la società Mory Group ha chiesto alle autorità francesi di emanare due ingiunzioni di pagamento: 1) una contro Sernam SA riguardo all’aiuto di 41 milioni di EUR dichiarato incompatibile con il mercato comune con la decisione Sernam 2 e che, secondo la società, non sarebbe stato oggetto di un recupero effettivo da parte della Francia e 2) l’altra contro il beneficiario (non designato) degli aiuti alla ristrutturazione di Sernam SA che sarebbero stati concessi dalla Francia per l’operazione di trasferimento dell’attivo di Sernam SA (per maggiori informazioni sull’operazione, cfr. la sezione 2.4 della presente decisione).
(14)
Il ministro dell’Economia, delle Finanze e dell’Industria ha respinto le richieste presentate dal secondo denunciante a mezzo posta. La decisione di reiezione è stata impugnata per eccesso di potere dalla società Mory Group dinanzi al tribunale amministrativo di Parigi. A quanto risulta alla Commissione, la controversia è ancora pendente.
(15)
Inoltre, il 31 gennaio 2012 è stata avviata una procedura di amministrazione controllata nei confronti della società Sernam Xpress (in appresso: «Sernam Xpress»). Sernam Xpress è la società che ha ricevuto gli attivi e i passivi non finanziari di Sernam SA quando è stata effettuata l’operazione di trasferimento degli attivi di Sernam SA (per maggiori informazioni sull’operazione, cfr. la sezione 2.4). Il tribunale commerciale di Nanterre ha stabilito un periodo di osservazione di sei mesi e ha fissato una nuova udienza per il 27 marzo 2012.
2. DESCRIZIONE
2.1. L’IMPRESA SERNAM
(16)
Dalla sua creazione nel 1970 da parte della SNCF come servizio interno, le attività dell’impresa Sernam consistono in attività di messaggeria e di trasporto espresso di colli e pallet (8).
(17)
Il 1o febbraio 2000, tutta l’attività di Sernam è stata attribuita a una controllata e, pertanto, è stata creata la SCS Sernam (società in accomandita semplice). Il 21 dicembre 2001, la SCS Sernam è stata trasformata in società per azioni (Sernam SA). Nel 2005 Sernam SA disponeva di 10 società controllate operative e di una società di servizi stradali denominata Sernam Transport Route.
(18)
Il 17 ottobre 2005, Sernam Xpress ha ricevuto gli attivi e i passivi non finanziari di Sernam SA in occasione della trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam (per maggiori informazioni sull’operazione, cfr. la sezione 2.4). Sernam Xpress era all’epoca una controllata al 100 % di Financière Sernam.
(19)
Nel corso del 2006, BCP è entrata nel capitale di Sernam Xpress con una partecipazione del 51,8 %. Nel contempo, Sernam Xpress ha acquisito la società Coulonge, un’impresa di trasporto con sede a Limoges.
(20)
Nel corso del 2011, le società Financière Sernam e Sernam Xpress si sono viste costrette a ricostituire i loro capitali propri prima della fine dell’esercizio contabile. Poiché BCP non aveva apportato il capitale necessario, sono state effettuate due operazioni.
(21)
In primo luogo, nel maggio 2011, Sernam Xpress ha conferito il marchio Sernam alla sua controllata operativa Sernam Services (tale conferimento ha un valore pari a 15 milioni di EUR).
(22)
In secondo luogo, il 30 giugno 2011, la società Sernam Xpress è stata sciolta e la società Financière Sernam, socio unico, ne ha assorbito il patrimonio, con un’operazione cosiddetta di «trasmissione universale del patrimonio».
(23)
Pertanto, attualmente il gruppo Sernam è costituito da Financière Sernam e dalle controllate dell’ex Sernam Xpress, ossia Sernam Services, già menzionata, e la società Aster (in appresso: «Aster»). Aster è l’ex società Sernam Transport Route. Sernam Xpress aveva venduto tale controllata nel dicembre 2005, accordando una garanzia sul fatturato all’acquirente. Nel marzo 2008, Sernam Xpress ha riacquistato la società, che nel frattempo aveva cambiato la propria denominazione in Aster. Al momento del riacquisto, Sernam Xpress ha erogato 5 milioni di EUR in conto corrente ad Aster. Tale importo in conto corrente è stato trasferito ad Aster nel corso di una riunione tenutasi in luglio. Nel dicembre 2011, la Financière Sernam, che nel frattempo aveva assorbito Sernam Xpress (cfr. il considerando 22), ha ricapitalizzato la società Aster trasferendole un importo di 5 599 998 EUR iscritto in conto corrente.
(24)
Visto il continuo deterioramento della situazione finanziaria del gruppo Sernam, il 31 gennaio 2011 è stata avviata una procedura di amministrazione controllata nei confronti delle società Financière Sernam e Sernam Services. Il 3 febbraio 2011, la controllata Aster è stata posta in liquidazione con prosecuzione temporanea dell’attività. Il tribunale commerciale di Nanterre da stabilito un periodo di osservazione di sei mesi e ha fissato una nuova udienza per il 27 marzo 2012.
2.2. LA DECISIONE SERNAM 1 DEL 23 MAGGIO 2001
(25)
Nella decisione Sernam 1, la Commissione ha autorizzato un aiuto di importo pari a 503 milioni di EUR per la ristrutturazione della SCS Sernam. L’aiuto è stato autorizzato, in particolare, sulla base di un impegno della Francia riguardo alla vendita dell’impresa. In effetti, il capitale di SCS Sernam doveva essere rilevato nella misura del 60 % dalla società Geodis SA (9), società di trasporto e di logistica di diritto comune quotata al secondo mercato della Borsa di Parigi. Geodis SA avrebbe così dovuto diventare interamente e illimitatamente (10) responsabile dei debiti di SCS Sernam e coprire le spese supplementari della ristrutturazione di Sernam a concorrenza di 67 milioni di EUR. La SCS Sernam si impegnava da parte sua a ridurre il numero delle sue sedi operative da 107 a 72 nel periodo dal 1999 al 2004, a ridurre il fatturato del 18 %, a ridurre il personale ed effettuare la ristrutturazione con il bilancio suddetto e nei tempi impostigli, cioè prima dell’inizio del 2004.
2.3. LA DECISIONE SERNAM 2 DEL 20 OTTOBRE 2004
(26)
Nella decisione Sernam 2, la Commissione ha constatato che l’aiuto di 503 milioni di EUR autorizzato in base alla decisione Sernam 1 era stato versato in condizioni diverse da quelle previste dalla decisione Sernam 1, in particolare tenuto conto dell’acquisto da parte di Géodis del 15 % (anziché del 60 % previsto) delle quote della SCS Sernam. Géodis ha inoltre rinunciato a contribuire in proprio ai costi della ristrutturazione dell’impresa a concorrenza di 67 milioni di EUR.
(27)
A questo proposito, la Commissione ha imposto alcune condizioni per l’autorizzazione dell’aiuto alla ristrutturazione di 503 milioni di EUR versato a Sernam SA. L’articolo 3 della decisione Sernam 2, che contiene tali condizioni, è formulato nel seguente modo:
«Articolo 3
1. Salvo quanto previsto dal paragrafo 2, dovranno essere osservate le condizioni seguenti:
a)
Sernam potrà sviluppare soltanto le sue attività d’inoltro di messaggeria per ferrovia secondo il concetto di treno completo espresso (TBE). A tale riguardo, la SNFC garantisce che offrirà a qualsiasi altro operatore che ne faccia richiesta condizioni identiche a quelle accordate a Sernam per lo sviluppo di trasporto di merci per ferrovia a mezzo TBE.
b)
Sernam dovrà, nel termine di due anni decorrenti dalla data di notifica della presente decisione, sostituire completamente i propri mezzi e servizi di trasporto su strada con mezzi e servizi di trasporto su strada prestati da una o più imprese giuridicamente ed economicamente indipendenti dalla SNFC e scelte all’esito di una procedura aperta, trasparente e non discriminatoria.
I termini «mezzi e servizi di trasporto su strada» di Sernam si riferiscono a tutti i mezzi stradali (cioè i veicoli adibiti al trasporto su strada) di cui la società Sernam è proprietaria o che ha preso in leasing/locazione.
Le imprese che rileveranno le attività di trasporto stradale di Sernam dovranno garantire tutte le prestazioni di trasporto su strada con le loro proprie risorse.
2. Qualora Sernam venda in blocco i suoi beni patrimoniali entro il 30 giugno 2005 al prezzo di mercato ad una società non avente legami giuridici con la SNCF all’esito di una procedura trasparente ed aperta, le condizioni del paragrafo 1 non si applicano.»
(28)
Nella decisione Sernam 2, la Commissione ha anche posto in evidenza che le autorità francesi hanno versato un aiuto supplementare di 41 milioni di EUR a Sernam. La Commissione lo ha ritenuto incompatibile con il mercato interno e ne ha ordinato il recupero da parte della Francia.
2.4. LA TRASMISSIONE DELLE ATTIVITÀ DI SERNAM SA ALLA FINANCIÈRE SERNAM
(29)
Ai fini dell’esecuzione della decisione Sernam 2, la Francia sostiene di aver rispettato la condizione di cui all’articolo 3, paragrafo 2, spiegando che, in un comunicato stampa (11), la SNCF ha invitato tutte le parti interessate a rivolgersi alla banca ABN AMRO. Sono stati chiamati 34 gruppi industriali, finanziari o consorzi per valutare il fascicolo. Le lettere di invito per la prima tornata, inviate da ABN AMRO alle parti interessate a esaminare il fascicolo, contenevano un bando di gara per l’acquisto della totalità degli attivi (poiché le lettere erano in lingua inglese, il termine utilizzato è assets) di Sernam SA.
(30)
Secondo le autorità francesi, la situazione economica di Sernam non ha consentito di ottenere proposte di valutazione positiva. Tutte le offerte presentate nel quadro della procedura presentavano un valore estremamente negativo:
-
[candidato 1] (offerta preliminare): -120 milioni di EUR;
-
[candidato 2] (offerta preliminare): -90,4 milioni di EUR;
-
[candidato 3] (offerta preliminare): -90,4 milioni di EUR;
-
[candidato 4] (offerta seconda tornata): -65,2 milioni di EUR;
-
[candidato 5] (offerta seconda tornata): -56,4 milioni di EUR.
(31)
In mancanza di un’offerta, il gruppo dirigente di Sernam SA, attraverso una società ancora da creare e denominata inizialmente Bidco e quindi Financière Sernam, ha presentato un’offerta di acquisto.
2.4.1. Data effettiva delle operazioni di trasmissione delle attività di Sernam alla Financière Sernam
(32)
Il 30 giugno 2005, l’offerta è stata trasmessa alla SNCF ed è stata accettata in linea di principio dalla direzione generale della SNCF lo stesso giorno. Tuttavia, la conclusione formale del protocollo d’intesa tra tutte le parti coinvolte ha reso necessari alcuni adempimenti. Il protocollo d’intesa tra la SNCF, Sernam SA, Sernam Xpress (una delle 10 controllate al 100 % di Sernam SA, creata nel 2002) e i dirigenti della futura società Financière Sernam è stato firmato il 21 luglio 2005 (in appresso: il «protocollo d’intesa del 21 luglio 2005»). Il 14 ottobre 2005, la Financière Sernam è stata iscritta nel registro di commercio. Le varie operazioni di trasmissione delle attività di Sernam alla Financière Sernam, descritte nei considerando che seguono, sono state effettuate il 17 ottobre 2005.
2.4.2. Le varie operazioni di trasmissione delle attività di Sernam alla Financière Sernam
(33)
Le autorità francesi hanno precisato che la trasmissione delle attività di Sernam alla Financière Sernam si è svolta in quattro fasi:
a)
la SNCF ha ricapitalizzato la sua controllata al 100 % Sernam SA per un importo di 57 milioni di EUR;
b)
Sernam SA ha effettuato a favore della sua controllata al 100 % Sernam Xpress un conferimento riguardante tutti gli attivi, compresi i 57 milioni di EUR della ricapitalizzazione di cui alla lettera a), e i passivi di Sernam fatta eccezione per quelli cosiddetti «finanziari» (prestito di partecipazione contratto dalla società Sernam SA presso il gruppo SNCF, il passivo legato alla risoluzione del contratto «IBM - GPS», per un importo di 38,5 milioni di EUR. (12) Come contropartita per tale conferimento, Sernam SA ha ricevuto una quota di Sernam Xpress con un valore nominale di 100 EUR;
c)
Sernam Xpress ha quindi proceduto a un aumento di capitale di 2 milioni di EUR, interamente sottoscritto dalla SNCF; in seguito a questa operazione, la SNCF deteneva la maggioranza delle quote di Sernam Xpress;
d)
Sernam SA e la SNCF hanno ceduto alla Financière Sernam per un prezzo di 2 milioni di EUR tutte le loro quote di partecipazione in Sernam Xpress, che rappresentano tutto il capitale di quest’ultima.
(34)
Il 15 dicembre 2005, Sernam SA è stata posta in liquidazione giudiziaria. I 41 milioni di EUR rimborsabili alla SNCF in base alla decisione Sernam 2 sono stati iscritti al passivo della liquidazione. (13)
(35)
Le operazioni sono riportate nella tabella che segue:
(36)
Il protocollo d’intesa del 21 luglio 2005 prevedeva, oltre alla ricapitalizzazione da parte della SNCF, rispettivamente di Sernam SA per un importo di 57 milioni di EUR e di Sernam Xpress per un importo di 2 milioni di EUR, alcune garanzie accordate dalla SNCF alla Financière Sernam (descritte nei considerando da 72 a 85 della decisione di avvio del procedimento) e una clausola risolutiva in caso di decisione negativa della Commissione nei cinque anni successivi alla conclusione del protocollo d’intesa (descritto nel considerando 117 della decisione di avvio del procedimento).
2.5. MOTIVI DELL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO
(37)
Nella decisione del 16 dicembre 2008, la Commissione ha inteso verificare se la Francia ha rispettato, come asserisce, l’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2 e se la procedura di recupero dell’aiuto incompatibile di 41 milioni di EUR scelta dalla Francia, ossia l’iscrizione del credito dello Stato al passivo del fallimento di Sernam SA, consentiva di eliminare la distorsione della concorrenza dovuta all’aiuto in questione. Inoltre, la Commissione ha inteso verificare che l’operazione di trasferimento degli attivi di Sernam SA non avessero comportato altri aiuti di Stato incompatibili con il mercato interno.
2.6. OSSERVAZIONI DELLE PARTI INTERESSATE
2.6.1. Osservazioni dei denuncianti
(38)
Inizialmente, il primo denunciante ha ritenuto che non fossero state rispettate le condizioni stabilite dalla decisione Sernam 2 per la vendita degli attivi di Sernam SA.
(39)
In primo luogo, non sarebbe stata rispettata la data limite imposta dalla decisione Sernam 2, ossia il 30 giugno 2005, per realizzare la cessione, in quanto le operazioni di trasmissione erano state approvate soltanto il 17 ottobre 2005 e la cessione delle azioni doveva avvenire lo stesso giorno.
(40)
Riguardo al prezzo della trasmissione, il primo denunciante ritiene che sia stato fissato unicamente in riferimento all’offerta fatta dalla Financière Sernam. L’offerta era di per sé illegittima poiché implicava l’attribuzione di nuovi aiuti, in particolare la ricapitalizzazione di Sernam SA. Infine, il primo denunciante sottolinea che Sernam Xpress non era una società indipendente da Sernam SA, come dimostrato dalla Commissione nella sua decisione di avvio del procedimento.
(41)
Inoltre, le operazioni di trasmissione costituivano in realtà uno share deal, vale a dire il mantenimento sul mercato dell’entità beneficiaria con un semplice cambiamento del proprietario dell’entità.
(42)
Il primo denunciante denuncia inoltre la violazione della condizione di organizzare la vendita mediante una procedura trasparente e aperta. A suo parere, dopo la doppia ricapitalizzazione di Sernam SA e di Sernam Xpress, sarebbe stato necessario sottoporre a consultazione pubblica e gara d’appalto la vendita di Sernam Xpress anziché quella di Sernam SA.
(43)
In secondo luogo, il primo denunciante segnala alcune manipolazioni nella valutazione degli attivi e dei passivi trasmessi e la sottovalutazione dell’entità venduta.
(44)
In terzo luogo, il primo denunciante elenca una serie di misure che costituirebbero nuovi aiuti: la ricapitalizzazione di 57 milioni di EUR, il mancato recupero dell’aiuto illegittimo di 41 milioni di EUR, la rinuncia dei crediti finanziari vantati dalla SNCF nei confronti di Sernam SA. Tutte queste misure sarebbero aiuti incompatibili con il mercato interno.
(45)
In quarto luogo, il primo denunciante sottolinea che Sernam SA doveva essere liquidata anziché ceduta. Condivide i dubbi della Commissione riguardo alla presa in considerazione di taluni costi nel calcolo della liquidazione e ritiene che il costo effettivo della ristrutturazione di Sernam non sia mai risultato inferiore al costo di una liquidazione.
(46)
Il primo denunciante ne trae la conclusione che le autorità francesi non solo si sono sottratte all’obbligo di recuperare un aiuto di 41 milioni di EUR dichiarato incompatibile, ma avrebbero anche accordato nuovi aiuti di importo pari almeno a 95 milioni di EUR, ai quali vanno aggiunti vari aiuti concessi sotto forma di garanzie.
(47)
Il secondo denunciante, dal canto suo, non ha presentato osservazioni sulla decisione di avvio del procedimento.
2.6.2. Osservazioni delle parti interessate secondo le quali la decisione Sernam 2 è stata rispettata
2.6.2.1. Osservazioni della SNCF
(48)
La SNCF ritiene di aver rispettato la condizione prevista dall’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2. Sostiene di aver venduto tutti gli attivi di Sernam in un unico blocco, prima del 30 giugno 2005, al prezzo di mercato, a una società con cui non aveva alcun legame giuridico e mediante una procedura trasparente e aperta.
(49)
Secondo la SNCF, le operazioni di trasmissione sarebbero inscindibili e simultanee. La Commissione non può quindi scomporle artificiosamente.
(50)
Ritiene che, in caso di prezzo negativo, il principio dell’investitore privato operante in un’economia di mercato sarebbe rispettato se il costo della cessione fosse inferiore al costo di liquidazione sostenuto dallo Stato azionista, e presenta osservazioni dettagliate per dimostrarlo.
(51)
Infine, sottolinea che l’obbligo relativo alla restituzione dell’aiuto di 41 milioni di EUR era stato iscritto al passivo della liquidazione di Sernam SA.
2.6.2.2. Osservazioni di Butler Capital Partners
(52)
In primo luogo, BCP fornisce chiarimenti riguardo al suo intervento nel capitale di Sernam Xpress.
(53)
In secondo luogo, BCP precisa lo scopo dell’acquisto della società Coulonge.
(54)
In terzo luogo, BCP contesta che Sernam Xpress abbia disposto di un’eccedenza di liquidità in seguito alle ricapitalizzazioni di 57 milioni di EUR e di 2 milioni di EUR. BCP avrebbe dovuto reimmettere 6 milioni di EUR di liquidità per ottenere un livello accettabile tenuto conto delle perdite da finanziare.
(55)
In quarto luogo, BCP contesta che il beneficio dell’aiuto di 41 milioni di EUR sia stato trasmesso a Sernam Xpress. BCP ritiene che si potrebbe ammettere l’esistenza di tale situazione solo dimostrando che la trasmissione delle attività di Sernam SA non sia stata effettuata a un prezzo di mercato. Secondo BCP, la trasmissione è stata realizzata in seguito a una procedura aperta, trasparente e non discriminatoria. BCP rammenta inoltre che il processo di trasmissione è stato corredato di una perizia.
(56)
Infine, per quanto riguarda le conseguenze dell’acquisizione del controllo di Sernam, BCP analizza l’aumento di capitale come una vendita e ritiene che, conformemente alla giurisprudenza Banks (14) e SMI (15), il recupero di un aiuto ipotetico non può gravare sulla Financière Sernam o sulla sua controllata Sernam Xpress.
2.7. OSSERVAZIONI DELLA FRANCIA
2.7.1. Sul rispetto della decisione Sernam 2
2.7.1.1. Sul rispetto della data limite per la vendita
(57)
Le autorità francesi ritengono che l’offerta di acquisto, giuridicamente vincolante per l’acquirente, è stata presentata il 30 giugno 2005 e accettata lo stesso giorno dalla SNCF, rendendo l’accordo irrevocabile in base al diritto contrattuale francese.
2.7.1.2. Sul prezzo di vendita
(58)
Le autorità francesi ritengono che la decisione Sernam 2 non impedisca di vendere a un prezzo negativo e che, secondo la giurisprudenza, quest’ultimo possa costituire un prezzo di mercato.
(59)
Secondo le autorità, gli attivi sono stati venduti al prezzo negativo di 57 milioni di EUR corrispondente all’importo della ricapitalizzazione di Sernam SA da parte della SNCF. Tale prezzo è stato migliore delle offerte indicative presentate inizialmente e ha costituito l’unica offerta proposta dal mercato alla SNCF; è stato inoltre convalidato da varie perizie indipendenti (ABN Amro, Oddo Corporate Finance/Paul Hastings, Commissione delle partecipazioni e dei trasferimenti).
(60)
Secondo le autorità francesi, la ricapitalizzazione preliminare operata dalla SNCF; è soltanto una modalità di attuazione. La Commissione non può quindi far riferimento a tale ricapitalizzazione per contestare il valore di mercato degli attivi di Sernam, mentre l’esistenza di un prezzo di mercato escluderebbe che possa qualificarsi come aiuto per l’insieme del prezzo negativo.
2.7.1.3. Sulla vendita di attivi
(61)
In risposta all’analisi della Commissione, in base alla quale la trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam sarebbe composta da due operazioni successive, ossia: 1) un trasferimento infragruppo dei beni patrimoniali in blocco di Sernam SA a Sernam Xpress (in questa fase controllata interamente controllata da Sernam SA), e 2) la vendita di Sernam Xpress alla Financière Sernam, corrispondente a uno share deal e non a una vendita di attivi, le autorità francesi ritengono che si tratti di una scomposizione artificiosa e ingiustificata.
(62)
In primo luogo, le operazioni di trasmissione corrisponderebbero a «un’operazione di conferimento-cessione» attuata mediante una ricapitalizzazione, ossia un’operazione inscindibile che sarebbe stata effettuata per due motivi: 1) il diritto francese non consentiva di procedere a una vendita degli attivi a un prezzo negativo, e 2) è opportuno assicurare che l’acquirente non abbia legami giuridici con la SNCF.
(63)
Tenuto conto della sua situazione economica stabilmente passiva (le perdite accumulate negli ultimi quattro esercizi precedenti la cessione erano pari a 309,2 milioni di EUR), gli attivi di Sernam SA avrebbero avuto un valore globale negativo.
(64)
Per conformarsi al divieto di vendita a un prezzo negativo previsto dal diritto francese e per assicurare la neutralità economica dell’operazione di cessione, il ricorso a esperti in caso di valore negativo degli attivi da cedere consisterebbe 1) nel prevedere che il prezzo pagato dall’acquirente sarà un prezzo simbolico e 2) nell’istituire un meccanismo inteso a risarcire l’acquirente (una partecipazione del venditore a un aumento di capitale prima della cessione o una rinuncia da parte del venditore dei crediti vantati nei confronti della società ceduta).
(65)
Inoltre, per evitare che sia messa in discussione la validità dell’operazione da parte dei creditori di Sernam SA o che questi ultimi esercitino il loro diritto di opposizione, era opportuno unire agli attivi in blocco i passivi necessari per la continuazione dell’attività di Sernam. Una semplice vendita degli attivi non avrebbe consentito di unire i passivi.
(66)
Era quindi opportuno procedere a un conferimento parziale degli attivi sottoposto al regime delle scissioni ai sensi degli articoli da L.236-16 a L.236-21 del codice di commercio francese. A questo proposito, le autorità francesi precisano che il conferimento equivarrebbe a una vendita in quanto implica anche un trasferimento di proprietà, essendo remunerato da titoli emessi dalla società beneficiaria del conferimento.
(67)
Poiché in base all’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2, l’acquirente non può avere legami giuridici con la SNCF, non era possibile effettuare il conferimento dei beni patrimoniali in blocco direttamente alla Financière Sernam in quanto, in tale caso, Sernam SA sarebbe diventata automaticamente, in seguito allo stesso conferimento, azionista della Financière Sernam. Ciò spiegherebbe il motivo per cui è stato effettuato un conferimento parziale degli attivi a Sernam Xpress seguito dalla cessione di Sernam Xpress alla Financière Sernam.
(68)
Secondo le autorità francesi, il conferimento parziale degli attivi a Sernam Xpress non costituisce in alcun caso un trasferimento infragruppo in quanto Sernam Xpress è una «scatola vuota» utilizzata per collocare i beni patrimoniali in blocco di Sernam SA all’unico scopo di consentire la loro cessione concomitante all’acquirente, ossia la società Financière Sernam, e non per continuare l’attività della società madre. Gli attivi sarebbero stati conferiti al loro valore di mercato a Sernam Xpress per la realizzazione dell’operazione. In ogni caso, il conferimento degli attivi avrebbe comportato un trasferimento di proprietà per il quale Sernam Xpress avrebbe emesso una parte dei 100 EUR di valore nominale. Secondo le autorità francesi, tale azione rappresenta il prezzo del valore effettivo degli attivi e dei passivi conferiti, dopo la ricapitalizzazione di 57 milioni di EUR.
(69)
Le autorità francesi hanno allegato alle osservazioni formulate in risposta alla decisione di avvio del procedimento il parere del professore di diritto Nicolas Molfessis, secondo il quale il diritto francese non consentiva alla SNCF di cedere direttamente in blocco i beni patrimoniali di Sernam a Financière Sernam; le norme giuridiche applicabili obbligavano la SNFC a effettuare un’operazione di conferimento-cessione per rispettare i vincoli imposti dalla Commissione:
-
poiché il diritto francese non contemplava il concetto stesso di vendita a un prezzo negativo, l’operazione non poteva essere effettuata al prezzo di mercato come imposto dalla Commissione, senza una ricapitalizzazione preliminare;
-
poiché il diritto francese non contemplava il concetto di cessione del debito, e subordinava la cessione di contratto all’accordo preventivo di tutti i contraenti ceduti, accordo in pratica impossibile da ottenere, la cessione del passivo circolante necessario per la prosecuzione dell’attività imponeva il ricorso alla tecnica del conferimento parziale degli attivi per superare questo ostacolo. Il ricorso alla tecnica del conferimento parziale degli attivi imponeva l’inserimento di una società, Sernam Xpress, per rispettare la condizione dell’assenza di legami giuridici tra il cedente e il cessionario imposta dalla Commissione.
L’operazione attuata da Sernam deve essere equiparata a una cessione in blocco dei beni patrimoniali:
-
l’operazione di conferimento-cessione, ben nota nella pratica, è stata equiparata dalla Corte di cassazione a una cessione degli attivi ogni volta che sono evidenti segni di una indivisibilità tra le due operazioni, il cui scopo è in definitiva il trasferimento degli attivi;
-
tale indivisibilità risulta evidente con assoluta certezza nel caso in esame, in quanto le varie convenzioni firmate tra le parti fanno chiaramente emergere la volontà delle parti di considerare le varie operazioni interdipendenti tra loro e non aventi altro scopo se non la cessione degli attivi di Sernam a Financière Sernam.
(70)
Secondo le autorità francesi, i beni patrimoniali di Sernam SA sono stati venduti in blocco a una società senza legami giuridici con la SNCF, a un prezzo negativo corrispondente a un prezzo di mercato, in seguito a una negoziazione di cessione condotta nel quadro di una gara d’appalto aperta, trasparente, incondizionata e non discriminatoria, nel rispetto delle condizioni di cui all’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2.
2.7.1.4. Sul carattere aperto e trasparente della procedura di selezione
(71)
Per le autorità francesi, l’affermazione secondo cui il fascicolo trasmesso agli acquirenti potenziali degli attivi di Sernam SA non faceva riferimento alla vendita di Sernam Xpress ma alla vendita degli attivi di Sernam SA è materialmente falso. Inoltre, l’esigenza di una gara d’appalto aperta, trasparente e non discriminatoria non implica che si proceda a una nuova gara d’appalto dopo la ricapitalizzazione in quanto quest’ultima è solo il risultato diretto della gara d’appalto e del prezzo negativo che ne consegue.
2.7.1.5. Sul legittimo affidamento
(72)
Le autorità francesi ritengono che, prevedendo esplicitamente la possibilità di procedere alla cessione dei beni patrimoniali in blocco di Sernam, la decisione Sernam 2 avrebbe suscitato nella SNCF e nelle autorità francesi fondate speranze nel fatto che fossero autorizzate a procedere in tal senso. L’avvio del procedimento di esame degli aiuti di Stato era quindi in contrasto con il legittimo affidamento che le autorità francesi aveva posto nella decisione Sernam 2, a maggior ragione per il fatto che avevano agito in piena trasparenza con la Commissione, fornendole tutte le informazioni utili sulle modalità della cessione.
2.7.2. Sulle presunte manipolazioni avvenute nella valutazione degli attivi e dei passivi trasmessi da Sernam SA a Sernam Xpress
(73)
Per quanto riguarda le presunte manipolazioni avvenute nella valutazione, le autorità francesi respingono in primo luogo l’abbuono di 22 milioni di EUR che sarebbe stato applicato alla valutazione degli attivi. In effetti, trattandosi di un’operazione di conferimento parziale degli attivi seguita da una cessione, le norme contabili applicabili avrebbero richiesto una valutazione non basata sul valore netto contabile come sostenuto dal primo denunciante, ma sui valori effettivi degli attivi e dei passivi conferiti. Tali valori dovrebbero essere valutati in base al prezzo di mercato o a perizie indipendenti. Le norme contabili in vigore avrebbero dovuto essere applicate anche per la valutazione dei crediti d’imposta differiti. Per quanto riguarda la valutazione del portafoglio di marchi, essa si sarebbe basata su una stima effettuata dalla Commissione europea il 23 maggio 2001 in occasione di un conferimento della SNCF alla SCS Sernam.
(74)
In merito alla valutazione del passivo, le autorità francesi ritengono che sarebbero stati trasferiti soltanto i passivi necessari per il proseguimento dell’attività della società beneficiaria del conferimento. Inoltre, la valutazione della badwill corrisponderebbe unicamente alla trascrizione contabile del valore di mercato negativo di 57 milioni di EUR.
2.7.3. Sulla mancanza dell’obbligo di recupero dell’aiuto di 41 milioni di EUR di Sernam Xpress
(75)
Le autorità francesi sostengono che la distinzione tra share deal e asset deal, sulla quale si basano le motivazioni formulate dalla Commissione nel quadro delle cause SMI (16) e CDA (17), non sarebbe pertinente nel caso in esame.
2.7.3.1. Sulla scomposizione dell’operazione tra trasferimento infragruppo e share deal
(76)
Per i motivi descritti nei considerando da 61 a 70, le autorità francesi ritengono che le operazioni di trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam non costituiscono un trasferimento infragruppo seguito da uno share deal, ma una cessione di attivi a un terzo.
(77)
In subordine, sostengono che il prezzo di mercato di Sernam Xpress avrebbe necessariamente tenuto conto dell’esistenza del debito di 41 milioni di EUR se l’aiuto fosse stato trasferito. In questa ipotesi, il prezzo negativo sarebbe stato pari a 98 milioni di EUR (57 + 41). Orbene, il prezzo negativo «pagato» - in realtà percepito - dalla Financière Sernam sarebbe stato pari solo a 57 milioni di EUR. Il venditore avrebbe pertanto ottenuto un risparmio di 41 milioni di EUR, tuttavia avrebbe pertanto mantenuto il beneficio economico dell’aiuto. In questo contesto, fanno riferimento alla sentenza Banks. (18)
2.7.3.2. Sul rispetto delle condizioni delle sentenze CDA e SMI
(78)
Le autorità francesi sostengono che, nella sentenza emessa nella causa CDA, la Corte avrebbe ritenuto che il fatto che la CDA proseguiva le attività delle imprese beneficiarie degli aiuti non permetteva, in quanto tale, di provare l’esistenza di una volontà di eludere gli effetti di un ordine di recupero (19).
(79)
La Corte aveva precisato che non esisteva una volontà di eludere gli effetti dell’ordine di recupero in quanto un prezzo di acquisto conforme al mercato era stato pagato dalla CDA per rilevare taluni elementi dell’attivo della LCA. (20)
(80)
Secondo le autorità francesi, poiché Sernam Xpress aveva acquisito la proprietà degli attivi e di una parte dei passivi di Sernam SA al loro valore di mercato, l’operazione non avrebbe trasferito a Sernam Xpress il godimento effettivo del vantaggio determinato dalla concessione dell’aiuto di 41 milioni di EUR. Inoltre, la Commissione non può fondatamente sostenere che, in seguito all’acquisto dei suoi attivi, Sernam SA resterebbe come una scatola vuota riguardo alla quale non sarebbe possibile ottenere la restituzione dell’aiuto dichiarato incompatibile. Tale argomento già formulato nella sentenza CDA era stato respinto dalla Corte (21).
(81)
Le autorità francesi sottolineano che la cessione dei beni patrimoniali in blocco di Sernam SA era una possibilità espressamente prevista dalla Commissione. Il fatto per la SNCF di cedere i beni patrimoniali in blocco di Sernam, al prezzo di mercato a una società mediante una procedura aperta e trasparente, non poteva quindi in alcun caso essere considerato un’elusione di tale procedura.
(82)
In effetti, la Commissione stessa avrebbe affermato che tale elusione era esclusa «quando, oltre ad avvenire al prezzo di mercato, la cessione «in blocco» dei beni della società beneficiaria è operata nell’ambito di una procedura senza condizioni e aperta a tutti i concorrenti di tale società» (22).
(83)
Riguardo all’argomento della Commissione (23) secondo cui l’operazione avrebbe consentito non solo di mettere gli attivi al riparo come autorizzato dalla sentenza CDA, ma anche di creare una struttura che avrebbe permesso di finanziare nuovi investimenti come l’acquisto della società Coulonge, sarebbe sufficiente constatare che l’acquisizione della società Coulonge Services da parte di Sernam Xpress era stata effettuata contemporaneamente all’assunzione del controllo di Sernam Xpress da parte di BCP e che Sernam Xpress ha potuto sfruttare l’assunzione del controllo di BCP con un’iniezione di nuova liquidità per procedere all’acquisizione.
(84)
Pertanto, contrariamente ai dubbi espressi dalla Commissione, sarebbe rispettato anche quello che le autorità francesi identificano come «il terzo criterio» della sentenza CDA.
2.7.4. Sui nuovi aiuti a Sernam Xpress e/o Financière Sernam
(85)
Per quanto riguarda l’esistenza di nuovi aiuti nel protocollo d’intesa del 21 luglio 2005 (ricapitalizzazione da parte della SNCF per un importo di 57 milioni di EUR di Sernam SA; ricapitalizzazione da parte della SNCF per un importo di 2 milioni di EUR di Sernam Xpress; garanzie accordare dalla SNCF alla Financière Sernam; clausola risolutiva), le autorità francesi ritengono che, quando una vendita avviene a un prezzo di mercato all’esito di una gara d’appalto aperta e trasparente e per un costo inferiore a quello di una liquidazione, essa non comporta elementi di aiuto.
(86)
Inoltre, il prezzo negativo presentato dalla Financière Sernam corrisponde alle stime di esperti indipendenti.
(87)
Le autorità francesi precisano inoltre che la clausola risolutiva è stata inclusa nel protocollo d’intesa del 21 luglio 2005 su richiesta della Financière Sernam e al solo scopo di proteggerla contro il rischio di una decisione negativa della Commissione. Le autorità francesi ritengono che senza questo tipo di clausola non sarebbe stata possibile alcuna cessione e sostengono che la Commissione non aveva messo in discussione tale clausola in un caso precedente. (24)
3. VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE
3.1. RICHIAMO DELLA MOTIVAZIONE DELL’ARTICOLO 3 DELLA DECISIONE SERNAM 2
(88)
In via preliminare, la Commissione rammenta che il presente procedimento è stato avviato ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (25), in quanto alla Commissione risultava che la Francia avesse applicato in maniera abusiva l’aiuto autorizzato a determinate condizioni con la decisione Sernam 2, e ciò dopo l’applicazione abusiva dell’aiuto autorizzato, sempre a determinate condizioni, con la decisione Sernam 1.
(89)
La Commissione ritiene opportuno rammentare i motivi che l’hanno indotta a imporre le condizioni di cui all’articolo 3 della decisione Sernam 2: (26)
«[…] tenuto conto dell’applicazione abusiva dell’aiuto, come constatato in precedenza, e del prolungamento dei tempi del piano di ristrutturazione, la Commissione ritiene che Sernam debba fornire una contropartita particolare ritirandosi permanentemente dai settori di mercato sostanzialmente colpiti da sovracapacità, così da giustificare l’autorizzazione di una parte dell’aiuto in oggetto.
Infatti, la concessione di aiuti di Stato in mercati in sovracapacità strutturale o in declino avrebbe come conseguenza immediata di permettere ad un’impresa - che avrebbe dovuto cessare l’attività per il manifestarsi delle difficoltà - di occupare artificialmente quote di mercato estremamente ambite a detrimento di imprese concorrenti e finanziariamente sane. Quindi occorre evitare che l’aiuto abbia l’effetto indesiderabile di eliminare dal mercato ad alto indice di competizione le imprese finanziariamente sane a profitto di quelle che risultano incapaci di sopravvivere con i loro mezzi.
In quest’ottica, la Commissione ritiene che Sernam debba disimpegnarsi stabilmente dalle attività esercitate nei settori di mercato caratterizzati da sovracapacità, nel suo caso specifico, dal settore del trasporto a collettame/della messaggeria tradizionale su strada.
La Commissione ritiene che l’aver iniziato questo ritiro non sia sufficiente e che Sernam dovrà portare avanti questo processo in via permanente. È per questo che la Commissione reputa necessario imporre condizioni che 1) permetteranno a Sernam di procedere nel senso di una diversificazione innovativa verso un settore di mercato in pieno sviluppo (cioè non caratterizzato da sovracapacità) e 2) permetteranno, nei settori in sovracapacità, ristagno o declino, di sostituire i servizi prestati da Sernam con i servizi prestati da altri operatori (con il conseguente effetto di rendere disponibili le quote di mercato detenute da Sernam in questi segmenti).
[…]
La Commissione ricorda anche che, in caso di vendita della totalità di Sernam (attivo e passivo inclusi) previsto dalle autorità francesi, dovranno comunque essere rispettate le condizioni della decisione (subentro di altre imprese nella prestazione di servizi di trasporto stradale di Sernam e diversificazione delle attività di Sernam verso il trasporto ferroviario). Per contro, se Sernam [doveva] vendere i suoi beni patrimoniali in blocco, la Commissione ricorda che le due suddette condizioni relative alla sua ristrutturazione non saranno applicate, visto che Sernam non opererà più nella sua veste giuridica attuale ed avrà ceduto le sue quote di mercato a beneficio dell’acquirente indipendente (che potrà de facto proseguire le attività di Sernam con l’attivo di Sernam).»
(90)
La decisione Sernam 2 prevede quindi due scenari di vendita diversi per Sernam SA: una vendita della totalità di Sernam (attivo e passivo inclusi), e una vendita limitata solo all’attivo. Nella prima ipotesi, la società che acquisisce gli attivi e i passivi è soggetta alle condizioni di cui all’articolo 3, paragrafo 1, della decisione Sernam 2; nella seconda ipotesi, tali condizioni non si applicano.
(91)
È opportuno inoltre rammentare il contesto più ampio nel quale si inseriscono le decisioni Sernam 1 e Sernam 2 della Commissione. Sernam SA, società costantemente in passivo, beneficiava di aiuti di Stato al funzionamento, che riceveva dalla società madre, la SNCF, e che erano necessari per la sopravvivenza dell’impresa.
(92)
Era necessario porre fine alla sopravvivenza artificiale di una società che occupava indebitamente quote di mercato, pur non essendo concorrenziale. Ne consegue che, da un lato, doveva terminare il processo di salvataggio regolare della società Sernam da parte dello Stato e, dall’altro lato, che le distorsioni della concorrenza create dai vari salvataggi dovevano scomparire o determinare l’adozione di misure compensative. Dovevano quindi essere recuperati i 41 milioni di EUR di aiuti illegali incompatibili, concessi alla società Sernam tra il 2001 e il 2004, e dovevano essere adottate misure compensative che avrebbero reso disponibili quote di mercato in cambio dei 503 milioni di EUR di aiuto alla ristrutturazione.
(93)
Orbene, la Commissione constata in primo luogo che il modo in cui la Francia ha inteso eseguire la decisione del 2004 è direttamente in contrasto con gli obiettivi previsti. Infatti, le autorità francesi hanno continuato a concedere aiuti al funzionamento, sotto la parvenza dell’esecuzione della decisione, e si sono sforzate di garantire la continuità economica dell’impresa, senza rendere disponibili quote di mercato e tentando di rafforzare invece la posizione concorrenziale di quest’ultima.
(94)
A questo punto, si dovrebbe procedere a un esame metodico dei mezzi utilizzati dalle autorità francesi per conseguire i loro obiettivi.
3.2. APPLICAZIONE ABUSIVA DELL’AIUTO AUTORIZZATO CON LA DECISIONE SERNAM 2
(95)
Le autorità francesi confermano che le condizioni di cui all’articolo 3, paragrafo 1, della decisione Sernam 2 non sono state rispettate. La Commissione può pertanto limitarsi a verificare se la Francia ha rispettato le condizioni di cui all’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2. Si rammenta che il paragrafo in questione è formulato nel seguente modo:
«Qualora Sernam venda in blocco i suoi beni patrimoniali entro il 30 giugno 2005 al prezzo di mercato ad una società non avente legami giuridici con la SNCF all’esito di una procedura trasparente ed aperta, le condizioni del paragrafo 1 non si applicano.»
(96)
Come si dimostrerà in seguito, la Francia non ha rispettato tali condizioni.
3.2.1. La trasmissione delle attività non è stata effettuata il 30 giugno 2005
(97)
Dalle osservazioni delle autorità francesi e del primo denunciante risulta che, il 30 giugno 2005, la direzione della SNCF ha soltanto accettato in linea di principio l’offerta della Financière Sernam. Il protocollo d’intesa che vincola tutte le parti coinvolte nella transazione è stato tuttavia firmato soltanto il 21 luglio 2005 e le varie operazioni di trasmissione sono state eseguite soltanto il 17 ottobre 2005.
(98)
La Commissione conclude che la trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam non è avvenuta entro il 30 giugno 2005, come richiesto in base alla condizione stabilita dalla decisione Sernam 2. Questo motivo da solo sarebbe sufficiente per concludere che la Francia ha applicato in maniera abusiva l’aiuto autorizzato a determinate condizioni con la decisione Sernam 2.
3.2.2. La trasmissione delle attività non costituisce una vendita (27)
(99)
Il contratto di vendita negli ordinamenti giuridici degli Stati membri dell’Unione europea si basa sui principi del diritto romano (emptio venditio). La vendita consiste nel trasferimento della proprietà di un bene contro il pagamento di un prezzo. Il prezzo deve essere, come sottolineato dal governo francese riguardo al diritto francese, un prezzo positivo.
(100)
Una transazione con la quale una persona che intende trasmettere la proprietà di uno o più beni offre denaro alla persona che li acquista non costituisce una vendita, ma un tipo di contratto diverso.
(101)
Nel caso in esame, la SNCF ha pagato 59 milioni di EUR, procedendo alla ricapitalizzazione, rispettivamente, di Sernam SA per 57 milioni di EUR e di Sernam Xpress per 2 milioni di EUR, e ha concesso varie garanzie alla Financière Sernam. Il pagamento di 2 milioni di EUR da parte della Financière Sernam a favore della SNCF e di Sernam SA neutralizza la ricapitalizzazione di Sernam Xpress, ma non gli altri elementi della transazione. Pertanto, il contratto concluso tra la SNCF e la Financière Sernam non può essere considerato un contratto di vendita. Le autorità francesi non hanno peraltro contestato questa affermazione, spiegando che le varie operazioni di trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam non costituiscono una vendita in quanto il diritto francese non avrebbe consentito loro di effettuare una vendita che avrebbe portato a tale risultato.
(102)
Secondo la Commissione, il contratto concluso tra la SNCF e la Financière Sernam non costituisce una vendita. Per questo stesso motivo, non è stato rispettato l’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2 in quanto non si è verificata una vendita. Ne consegue che la Francia ha applicato in maniera abusiva l’aiuto autorizzato a determinate condizioni con la decisione Sernam 2.
3.2.3. La trasmissione delle attività non costituisce una vendita dei beni patrimoniali, ma una trasmissione della totalità di Sernam SA (attivo e passivo compresi)
(103)
Anche considerando che la trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam costituisca una vendita, il rispetto dell’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2 presuppone che tale vendita riguardi unicamente i beni patrimoniali, e non la totalità di Sernam (attivo e passivo inclusi), come risulta dal considerando 217 della decisione Sernam 2, menzionata nel considerando 89 della presente decisione.
(104)
Come indicato nella sezione 2.4., la trasmissione delle attività di Sernam SA da parte della SNCF alla Financière Sernam si basa sull’utilizzo da parte di Sernam SA della sua controllata interamente controllata, Sernam Xpress, alla quale sono stati trasmessi gli attivi di Sernam SA e i passivi di quest’ultima fatta eccezione per alcuni dei suoi debiti nei confronti della società madre, la SNCF. Prima del trasferimento, Sernam SA era stata ricapitalizzata dalla SNCF per un importo di 57 milioni di EUR e tale nuova liquidità è stata inclusa negli attivi trasferiti. Dopo aver effettuato il trasferimento, Sernam Xpress è stata a sua volta ricapitalizzata dalla SNCF per un importo di 2 milioni di EUR. Le azioni di Sernam Xpress sono state quindi vendute alla Financière Sernam per lo stesso importo (2 milioni di EUR).
(105)
Come indicato nella sezione 2.7.1.3., le autorità francesi giustificano l’operazione con il doppio vincolo imposto dal diritto francese e dalla decisione Sernam 2.
(106)
Sostengono che il risultato globale dell’operazione è identico a quello di una vendita dei beni patrimoniali. L’operazione dovrebbe quindi essere equiparata a una vendita dei beni patrimoniali in blocco di Sernam SA ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2.
(107)
La Commissione è giunta a una conclusione diversa, per due motivi.
3.2.3.1. La trasmissione consiste in un trasferimento in blocco degli attivi e dei passivi all’interno di un gruppo, seguito da una vendita delle azioni (share deal) della controllata che le ha ricevute
(108)
L’operazione effettuata dalla SNCF ha consentito alla Financière Sernam di acquisire le azioni di Sernam Xpress, quindi di procedere a una vendita di azioni (share deal).
(109)
Certamente, in un primo tempo, la SNCF ha proceduto a un’operazione definita dal diritto francese, secondo le autorità francesi, un «conferimento parziale dell’attivo» (in realtà dell’attivo e del passivo). Ciononostante, anche se la si analizza isolatamente, l’operazione non può essere considerata una «vendita di beni patrimoniali a un terzo». Ha avuto luogo per un prezzo negativo di 57 milioni di EUR e quindi non costituisce una vendita (cfr. sezione 3.2.2.). Inoltre, riguarda non solo l’attivo, ma anche tutto il passivo, fatta eccezione per alcuni debiti di Sernam SA nei confronti della sua società madre, la SNCF. Si è trattato quindi della trasmissione della totalità di Sernam SA (attivo e passivo inclusi) e non di una vendita del solo attivo (cfr. anche la sezione 3.2.3.2.).
(110)
Infine, la trasmissione è stata effettuata a una controllata completamente controllata, ossia Sernam Xpress, un’entità ad hoc e destinata a ricevere l’attivo e il passivo di Sernam SA all’unico scopo di essere essa stessa rivenduta alla Financière Sernam. Il conferimento non è quindi stato effettuato a un’impresa terza e indipendente dalla SNCF.
(111)
In un secondo tempo, le azioni di Sernam Xpress sono state vendute alla Financière Sernam, e neppure in questo caso si tratta di una vendita dei beni patrimoniali a un terzo, ma di una trasmissione di azioni o share deal (e quindi di una trasmissione della totalità dell’impresa).
(112)
Pertanto, nessuna delle operazioni effettuate dalla SNCF costituisce una vendita dei beni patrimoniali in blocco di Sernam SA a una società senza legami giuridici con la SNCF e le condizioni di cui all’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2 non sono state rispettate.
3.2.3.2. La trasmissione non è limitata ai beni patrimoniali, ma comprende la totalità di Sernam SA (attivo e passivo compresi)
(113)
Il considerando 217 della decisione Sernam 2, menzionato nel considerando 89 della presente decisione, opera una chiara distinzione tra, da un lato, la vendita dei beni patrimoniali e, dall’altro lato, la vendita della totalità di Sernam SA (attivo e passivo compresi). Da tale considerando si desume chiaramente che se le autorità francesi dovevano, come era loro intenzione al momento dell’adozione della decisione Sernam 2, procedere alla vendita della totalità di Sernam SA (attivo e passivo compresi), erano tenute a rispettare le condizioni di cui all’articolo 3, paragrafo 1, della decisione Sernam 2.
(114)
Il risultato delle varie operazioni di trasmissione è che la Financière Sernam, acquistando Sernam Xpress, ha acquisito la totalità dell’attivo e del passivo di Sernam SA al momento dell’adozione della decisione Sernam 2, con le seguenti eccezioni: da un lato, l’attivo è stato aumentato con i conferimenti di 57 milioni di EUR a favore di Sernam SA e di 2 milioni di EUR a favore di Sernam Xpress (cfr. anche la sezione 3.2.4. della presente decisione) e, dall’altro lato, il passivo è stato ridotto dell’importo del prestito di partecipazione contratto dalla società Sernam SA presso il gruppo SNCF, passivo derivante dalla risoluzione del contratto «IBM - GPS», e dell’importo dell’obbligo di rimborso dell’aiuto incompatibile di 41 milioni di EUR.
(115)
Orbene, tali adeguamenti al margine non possono nascondere il fatto che la maggior parte dell’attivo e del passivo di Sernam SA è stato trasferito inizialmente a Sernam Xpress e quindi alla Financière Sernam.
(116)
La trasmissione delle attività non costituisce quindi una vendita dei beni patrimoniali, ma una trasmissione della totalità di Sernam SA (attivo e passivo inclusi), con poche eccezioni. Ne consegue che, per questo motivo, non sono state rispettate le condizioni di cui all’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2.
3.2.4. La trasmissione non è limitata ai beni patrimoniali posseduti da Sernam SA al momento della decisione Sernam 2, ma è stata aumentata di 59 milioni di EUR
(117)
Per quanto riguarda i beni patrimoniali, la Commissione sottolinea inoltre che è stato aggiunto l’importo di 59 milioni di EUR con le ricapitalizzazioni di Sernam SA e di Sernam Xpress e che, sul piano economico, tenendo conto del pagamento di 2 milioni di EUR da parte della Financière Sernam, l’aggiunta è di 57 milioni di EUR. Tale aggiunta ai beni patrimoniali non è autorizzata dall’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2.
3.2.5. La trasmissione delle attività non è stata effettuata mediante una procedura aperta e trasparente
(118)
Le autorità francesi hanno organizzato in un primo tempo una procedura trasparente e aperta. Ciononostante, in esito a tale procedura, la SNCF non aveva ricevuto alcuna offerta vincolante.
(119)
In seguito al fallimento della procedura trasparente e aperta, il contratto riguardante le varie operazioni di trasmissione delle attività di Sernam SA è stato concluso con la Financière Sernam. Poiché quest’ultima non aveva partecipato in quanto tale e in maniera autonoma alla procedura trasparente e aperta, in definitiva la trasmissione delle attività non è avvenuta mediante una procedura trasparente e aperta.
(120)
Anche per questo motivo, non sono state rispettate le condizioni di cui all’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2.
3.2.6. Non è stata rispettata la finalità di una vendita dei beni patrimoniali
(121)
La decisione Sernam 2 spiega nel considerando 217 la finalità di una vendita dei beni patrimoniali nel seguente modo:
«Sernam […] avrà ceduto le sue quote di mercato a beneficio dell’acquirente indipendente (che potrà de facto proseguire le attività di Sernam con l’attivo di Sernam).»
(122)
La finalità di una vendita dei beni patrimoniali era quindi cedere quote di mercato e i beni patrimoniali di Sernam SA, nonché consentire a un terzo di utilizzare i beni patrimoniali. La vendita dei beni patrimoniali era intesa quindi a interrompere l’attività economica di Sernam SA.
(123)
Orbene, nel caso in esame, Sernam SA è stata acquisita nella sua totalità dai suoi dirigenti, raggruppati nella futura Financière Sernam. La continuità economica è totale; inoltre, l’impresa si trova affrancata da una parte considerevole del suo debito e ha ricevuto nuovo capitale per un importo di 59 milioni di EUR, di cui 57 milioni di EUR restano economicamente a carico della SNCF. Pertanto, oltre al fatto che non rispetta le condizioni di cui all’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2, l’operazione effettuata non consente di conseguire gli obiettivi perseguiti da tale decisione, comportando invece per l’entità economica un rafforzamento che può aggravare le distorsioni della concorrenza che le misure imposte dalla decisione intendevano attenuare.
3.2.7. Gli argomenti presentati dalla rancia non consentono di dimostrare il rispetto dell’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2
(124)
L’argomento della Francia secondo il quale le operazioni considerate nel complesso equivarrebbero a una vendita dei beni patrimoniali in blocco non può essere accettato. Infatti, per sua natura, la prima caratteristica della vendita dei beni patrimoniali in blocco è il fatto di non essere basata su una vendita di azioni. Pertanto, la Commissione non può accettare l’argomento secondo il quale vari atti giuridici diversi (conferimento parziale di attivo e passivo, quindi share deal) equivarrebbero a un determinato atto giuridico (vendita dei beni patrimoniali) poiché uno degli atti giuridici effettivamente eseguiti costituisce la negazione dell’atto giuridico richiesto.
(125)
Allo stesso modo, non può essere accettato l’argomento secondo il quale una vendita diretta dei beni patrimoniali di Sernam SA alla Financière Sernam non è possibile nel diritto francese. In primo luogo, è opportuno rammentare che la decisione Sernam 2 lasciava alla Francia due modi alternativi per eseguire la decisione. Supponendo che la vendita dei beni patrimoniali fosse inapplicabile, le autorità francesi potevano comunque eseguire la decisione ricorrendo alla possibilità prevista dall’articolo 3, paragrafo 1, della decisione Sernam 2 (limitazione delle attività proprie di Sernam SA al solo inoltro di messaggeria per via ferroviaria, poiché il trasporto su strada è dato in subappalto). In secondo luogo, se i creditori terzi si erano davvero opposti a una vendita a un prezzo negativo, Sernam SA avrebbe potuto essere oggetto di una procedura collettiva, in modo tale che la vendita dei beni patrimoniali avrebbe potuto essere effettuata nel quadro di tale procedura.
(126)
Infine, se le autorità francesi dimostrassero l’esistenza di difficoltà a eseguire la decisione Sernam 2, dovrebbero rivolgersi alla Commissione per giungere, d’intesa con essa, a una soluzione riguardante un altro schema in virtù del principio della cooperazione leale di cui all’articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea (TUE). Anche se il 24 novembre 2004 le autorità francesi hanno reso visita alla Commissione e le hanno scritto ufficialmente il 21 dicembre 2004 per informarla della scelta di vendere i beni patrimoniali in blocco, senza descriverne gli elementi essenziali, è opportuno sottolineare che la Francia non ha mai notificato alla Commissione una modifica del piano di ristrutturazione approvato a determinate condizioni da quest’ultima nella decisione Sernam 2. Orbene, la sezione 3.2.3. degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (28) conferma che uno Stato membro non può modificare un piano di ristrutturazione senza informarne la Commissione e ottenerne l’approvazione preventiva.
(127)
Orbene, la Commissione non ha mai dato il suo consenso alla trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam attuata dalla Francia.
3.2.8. Conclusione: la Francia non ha rispettato l’articolo 3 della decisione Sernam 2 e ha applicato in maniera abusiva l’aiuto di 503 milioni di EUR
(128)
In conclusione, la Commissione è del parere che non sia stato rispettato l’articolo 3 della decisione Sernam 2. Ne consegue che l’aiuto alla ristrutturazione di 503 milioni di EUR autorizzato a determinate condizioni con la decisione Sernam 2 è stato applicato in maniera abusiva.
3.2.9. L’aiuto di 503 milioni di EUR è incompatibile con il mercato interno
(129)
Poiché è stato utilizzato dal beneficiario in violazione della decisione Sernam 2, l’aiuto di 503 milioni di EUR non è compatibile con il mercato interno sulla base di tale decisione.
(130)
Secondo la giurisprudenza della Corte, spetta allo Stato membro invocare i motivi di compatibilità di un aiuto. Poiché la Francia non ha invocato alcun motivo di compatibilità, la Commissione conclude che l’aiuto di 503 milioni di EUR è incompatibile con il mercato interno e deve essere recuperato, maggiorato degli interessi a decorrere dalla data della sua messa a disposizione.
(131)
Il recupero deve essere effettuato presso la Financière Sernam e le sue controllate, in particolare Sernam Services e Aster, che attualmente proseguono l’attività economica che ha beneficiato dell’aiuto, inizialmente esercitata da Sernam SA (attualmente liquidata) e quindi da Sernam Xpress (il cui patrimonio è stato assorbito dalla Financière Sernam in seguito a una trasmissione universale del patrimonio). In effetti, va considerato, in primo luogo, che Sernam Xpress ha rilevato tutti gli elementi dell’attivo e una parte del passivo di Sernam SA in seguito a una transazione avvenuta all’interno del gruppo. Sernam Xpress ha quindi continuato l’attività economica di Sernam SA (cfr. anche la descrizione dettagliata nella sezione 3.3.). Successivamente, in seguito alla trasmissione universale del patrimonio, la Financière Sernam ha costituito il successore giuridico di Sernam Xpress. Infine, la Financière Sernam e le sue controllate, in particolare Sernam Service e Aster, hanno proseguito l’attività di Sernam SA e di Sernam Xpress e continuano quindi a beneficiare dell’aiuto di 503 milioni di EUR inizialmente concesso a Sernam SA.
3.3. IL RECUPERO DELL’AIUTO DI 41 MILIONI DI EUR
(132)
L’aiuto di Stato di 41 milioni di EUR che doveva essere recuperato dalla Francia presso il suo beneficiario in virtù della decisione Sernam 2 è stato iscritto al passivo della liquidazione della società Sernam SA.
(133)
Le autorità francesi ritengono che in base all’articolo 4 della decisione Sernam 2, la trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam all’esito di una procedura da esse definita trasparente e aperta avrebbe come conseguenza la limitazione dell’obbligo di recupero alla sola società Sernam SA.
(134)
L’articolo 4 della decisione Sernam 2 è formulato nel seguente modo:
«La vendita dell’intera impresa Sernam o di alcune sue parti deve essere effettuata al prezzo di mercato e all’esito di una procedura trasparente ed aperta a tutti i suoi concorrenti. In queste condizioni, il rimborso dell’aiuto di 41 milioni di EUR incombe all’impresa Sernam se questa continua ad esistere.»
(135)
L’articolo 4 opera una distinzione a seconda che vi sia o meno un’interruzione dell’attività economica di Sernam. Nell’ipotesi di una cessazione di tale attività, non si deve effettuare il recupero presso coloro che hanno rilevato i beni patrimoniali al prezzo di mercato nel quadro di una procedura trasparente e aperta.
(136)
La Commissione sottolinea inoltre che, nella loro giurisprudenza, la Corte e il Tribunale attribuiscono un’importanza determinante a questi stessi fattori.
(137)
La sentenza SMI (29) distingue due ipotesi in caso di vendita di attività che hanno beneficiato di un aiuto, ossia la vendita delle quote societarie dell’impresa, in seguito alla quale l’impresa che ha beneficiato degli aiuti conserva la sua personalità giuridica (share deal), e la vendita della totalità o di parte dei beni patrimoniali dell’impresa a un’altra impresa, in seguito alla quale l’attività economica che ha beneficiato dell’aiuto non viene più esercitata dalla stessa persona giuridica (asset deal).
(138)
Per quanto riguarda il share deal, la Corte ha stabilito che: (30)
«[…] quando un’impresa che ha beneficiato di un aiuto di Stato illegittimo viene acquistata al prezzo di mercato, vale a dire al prezzo più elevato che un investitore privato operante in normali condizioni di concorrenza era disposto a pagare per tale società nella situazione in cui essa si trovava, in particolare dopo aver fruito di aiuti statali, l’elemento di aiuto è stato valutato al prezzo di mercato e incluso nel prezzo di acquisto. In tali circostanze, non si può ritenere che il compratore abbia fruito di un vantaggio rispetto agli altri operatori del mercato (v., in tal senso, sentenza 20 settembre 2001, causa C 90/98, Banks, Racc. pag. I 6117, punto 77).
Con riferimento alla presente fattispecie, l’impresa alla quale gli aiuti di Stato illegittimi sono stati concessi conserva la sua personalità giuridica e continua ad effettuare, per suo conto, le attività sovvenzionate dagli aiuti di Stato. Pertanto normalmente tale impresa conserva il vantaggio concorrenziale legato ai detti aiuti ed è quindi essa che dev’essere obbligata a rimborsare un importo pari a quello di questi ultimi. […]»
(139)
Per quanto riguarda l’asset deal, la Corte prosegue nel seguente modo: (31)
«Certamente, non si può escludere che, nell’ipotesi in cui vengano create società di salvataggio al fine di proseguire una parte delle attività dell’impresa beneficiaria degli aiuti, quando quest’ultima sia soggetta a procedura fallimentare, le dette società possano essere eventualmente anch’esse tenute al rimborso degli aiuti in questione, qualora fosse accertato che esse continuano effettivamente a godere del vantaggio concorrenziale corrispondente al beneficio dei detti aiuti. Ciò potrebbe infatti accadere, in particolare, qualora tali società procedano all’acquisto dei beni patrimoniali della società in liquidazione senza versare in corrispettivo un prezzo conforme alle condizioni del mercato o qualora venga accertato che la creazione di tali società ha avuto come effetto l’elusione dell’obbligo di restituzione di tali aiuti.»
(140)
La stessa distinzione si trova nella sentenza Seleco (32), nella quale la Corte ribadisce che la Commissione può dover esigere che il recupero non si limiti all’impresa originaria ma si estenda all’impresa che continui l’attività dell’impresa originaria utilizzando i mezzi di produzione trasferiti, laddove certi elementi del trasferimento permettano di constatare una continuità economica tra le due imprese. La Corte ha inoltre riconosciuto la pertinenza dei seguenti indicatori per stabilire una continuità economica: l’oggetto del trasferimento (attivi e passivi, continuità della forza lavoro, attivi bundled), il prezzo del trasferimento, l’identità degli azionisti o dei proprietari dell’impresa acquirente e di quella originaria, il momento in cui il trasferimento è realizzato (dopo l’inizio delle indagini, dell’avvio del procedimento o della decisione finale) o infine la logica economica dell’operazione. (33)
(141)
Sembra opportuno sottolineare inoltre che le vendite dei beni patrimoniali nelle cause SMI e Seleco sono state effettuate nel quadro di una procedura collettiva, sotto la vigilanza di un giudice. Riguardavano solo una parte dei beni patrimoniali delle imprese sottoposte alla procedura collettiva. Inoltre, secondo la Corte, non era stato stabilito che non corrispondevano a condizioni di mercato.
(142)
Il tribunale ha analizzato un asset deal nella sentenza CDA (34) e in particolare ha verificato se vi fossero nel caso in esame indicazioni che consentissero di stabilire un’elusione dell’ordine di recupero con una vendita parziale dei beni patrimoniali. Il Tribunale ha ritenuto che tale volontà non era stata accertata dalla Commissione nel caso in esame e che la CDA non conservava il godimento effettivo del vantaggio concorrenziale legato al beneficio degli aiuti concessi. Il Tribunale ha basato questa constatazione su due elementi di fatto, ossia la vendita era limitata a una parte degli attivi, venduti in blocco, e tale modo di procedere (ossia la vendita in blocco) ha permesso di ottenere una somma più elevata di quella che sarebbe stata ottenuta vendendo separatamente gli elementi dell’attivo di cui si tratta.
(143)
È opportuno quindi esaminare la trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam alla luce dei criteri definiti dalla Corte e dal Tribunale per stabilire se si deve estendere il recupero alla Financière Sernam e alle sue controllate, Sernam Services e Aster.
(144)
Per quanto riguarda in primo luogo il trasferimento della totalità dell’attivo e del passivo, fatta eccezione per tre passivi finanziari (prestito di partecipazione contratto dalla società Sernam SA presso il gruppo SNCF, passivo inerente alla risoluzione del contratto «IBM - GPS», obbligo di rimborso dell’aiuto incompatibile di 41 milioni di EUR) di Sernam SA nei confronti di Sernam Xpress, la Commissione osserva che il trasferimento riguardava la totalità dell’impresa (cfr. sezione 3.2.3.). Esiste quindi una continuità economica tra Sernam SA e Sernam Xpress. Ciò distingue il caso in esame dai fatti che hanno determinato le sentenze SMI, Seleco e CDA, che riguardavano soltanto la vendita di una parte degli attivi. Inoltre, il trasferimento è avvenuto all’interno di un gruppo. È stato effettuato dopo una decisione finale della Commissione che ordinava il recupero dell’aiuto e la sua unica logica economica è consentire il proseguimento delle attività di Sernam 2, senza dover rispettare le condizioni imposte dall’articolo 3 della decisione Sernam 2. Sono quindi presenti tutti i criteri per dimostrare la continuità economica ai sensi della decisione e della sentenza Seleco.
(145)
La Commissione ritiene che il trasferimento a Sernam Xpress non corrisponda alle condizioni di mercato. Il trasferimento a Sernam Xpress è stato effettuato a un prezzo negativo e non è il risultato di una procedura trasparente e aperta (cfr. sezione 3.2.5.). Al prezzo negativo di 57 milioni di EUR, che è concepito come un aiuto al funzionamento che consente di coprire le perdite di Sernam Xpress per il periodo dal 2005 al 2008, (35) si aggiunge la rinuncia al credito vantato dalla SNCF nei confronti di Sernam SA per un importo di 38,5 milioni di EUR (cfr. considerando 27). Infine, la Commissione osserva inoltre che il passivo che resta in Sernam SA è costituito da debiti verso terzi e non verso la SNCF. Con l’apporto di capitale di 57 milioni di EUR, la SNCF ha consentito a Sernam Xpress, almeno per il periodo dal 2005 al 2008, di pagare tali crediti nella loro totalità. Se, per contro, la SNCF avesse venduto unicamente i beni patrimoniali a un prezzo positivo, i debiti di Sernam SA nei confronti di terzi sarebbero stati pagati soltanto fino a un importo pari a quello dei ricavi della vendita. Si tratta di un’ulteriore indicazione del fatto che l’equilibrio contrattuale tra la SNCF e la Financière Sernam non corrisponde alle condizioni di mercato.
(146)
Si deve inoltre constatare che il prezzo negativo di 57 milioni di EUR è più elevato della migliore offerta ricevuta in occasione della gara d’appalto infruttuosa, che era stata un prezzo negativo di 56,4 milioni di EUR (offerta seconda tornata [candidato 5]).
(147)
Il trasferimento ha consentito a Sernam Xpress di eludere l’ordine di recupero di 41 milioni di EUR che incombeva a Sernam SA e di continuare le attività di Sernam SA senza dover rimborsare l’aiuto e senza dover rispettare le condizioni di cui all’articolo 3 della decisione Sernam 2.
(148)
Per questi motivi, la Commissione giunge alla conclusione che il trasferimento delle attività di Sernam SA a Sernam Xpress ha avuto la conseguenza che Sernam Xpress ha conservato il godimento effettivo del vantaggio concorrenziale legato al beneficio degli aiuti concessi. Infatti, vi è stata continuità economica tra le due imprese e il trasferimento corrisponde a un’elusione dell’ordine di recupero imposto a Sernam SA.
(149)
Come spiegato nelle sentenze SMI e Seleco, la vendita di azioni di una società beneficiaria di un aiuto illegittimo da un azionista a un terzo non influisce sull’obbligo di recupero presso la società beneficiaria. Pertanto, la vendita di quote societarie di Sernam Xpress alla Financière Sernam non ha avuto la conseguenza di affrancare Sernam Xpress dall’obbligo di rimborsare l’aiuto di 41 milioni di EUR.
(150)
In seguito alla fusione tra Sernam Xpress e la Financière Sernam, l’obbligo di recupero è stato trasferito alla Financière Sernam. Inoltre, quest’ultima e le sue controllate, in particolare Sernam Services e Aster, hanno proseguito l’attività di Sernam SA e di Sernam Xpress e continuano quindi a beneficiare dell’aiuto di 41 milioni di EUR inizialmente concesso a Sernam SA.
(151)
Inoltre, per i motivi indicati al punto 3.4, devono essere respinti gli argomenti che le autorità francesi hanno tratto dall’applicazione del principio dell’investitore privato operante in un’economia di mercato.
3.4. SUI NUOVI AIUTI CONCESSI A SERNAM XPRESS
(152)
Il protocollo d’intesa del 21 luglio 2005 prevede alcune misure, che potrebbero costituire nuovi aiuti (cfr. considerando 36). La Commissione deve verificare se tali misure costituiscono nuovi aiuti e se, eventualmente, gli aiuti possono essere dichiarati compatibili con il mercato interno.
(153)
Secondo le autorità francesi, tutte le misure in questione sarebbero conformi al principio dell’investitore privato operante in un’economica di mercato. La SNCF avrebbe trasmesso le attività di Sernam SA alla società che ha presentato l’offerta migliore ricevuta nel quadro di una gara d’appalto trasparente e aperta, e tale offerta, anche se consiste in un prezzo negativo, sarebbe meno costosa per lo Stato azionista rispetto alla liquidazione di Sernam.
(154)
La Commissione ritiene che in una situazione di recupero dell’aiuto, non si debba applicare il principio dell’investitore privato. In caso di recupero di un aiuto, lo Stato agisce in base agli obblighi ad esso spettanti in virtù del diritto dell’Unione e non in quanto Stato azionista.
(155)
La Commissione osserva inoltre che l’articolo 3, paragrafo 2, della decisione Sernam 2 ha concepito la vendita dei beni patrimoniali come un equivalente delle misure compensative imposte dall’articolo 3, paragrafo 1. In base al punto 40 degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (36), la cessione di un’attività in perdita non può essere considerata una misura compensativa. Il prezzo negativo concordato tra la SNCF e la Financière Sernam dimostra che si tratta della cessione di un’attività in perdita, che non può essere l’equivalente di una misura compensativa. Nel caso in esame, il prezzo negativo corrisponde a un aiuto al funzionamento all’impresa, che per sua natura non può quindi ridurre le distorsioni della concorrenza.
(156)
Inoltre, se si dovesse accettare la posizione difesa dalla Francia, la Francia potrebbe eludere il proprio obbligo di recuperare presso Sernam SA e qualsiasi società che continua la sua attività economica l’aiuto di 41 milioni di EUR dichiarato incompatibile dalla decisione Sernam 2 e l’aiuto di 503 milioni di EUR applicato in maniera abusiva. Tale risultato sarebbe in palese contrasto con la giurisprudenza della Corte, secondo la quale lo Stato membro è invitato a perseguire il recupero dell’aiuto senza ritardo facendo ricorso a tutti i mezzi giuridici disponibili, ivi compresi il sequestro degli attivi dell’impresa e, se necessaria, la messa in liquidazione di quest’ultima, ove essa non sia in misura di procedere al rimborso in questione. (37)
(157)
L’accettazione della posizione difesa dalla Francia comporterebbe inoltre una discriminazione tra un’impresa privata e un’impresa pubblica. Mentre lo Stato dovrebbe perseguire il recupero presso l’impresa privata, se necessario mettendola in liquidazione, l’impresa pubblica potrebbe sfuggire a tale sorte alla sola condizione che sarebbe più economico per lo Stato venderla a un prezzo negativo anziché recuperare gli aiuti illegali e incompatibili da essa ricevuti.
(158)
Per questi motivi, la Commissione ritiene che il principio dell’investitore privato operante in un’economia di mercato non possa essere invocato dalla Francia per sottrarre le misure previste dal protocollo d’intesa del 21 luglio 2005 alla nozione di aiuto di Stato.
(159)
Si deve quindi stabilire se le misure in questione hanno conferito un vantaggio a Sernam Xpress o alla Financière Sernam. Poiché in seguito queste due imprese si sono fuse, non è necessario distinguere tra i vantaggi concessi all’una o all’altra di esse. Gli altri tre criteri per stabilire la presenza di un aiuto sono soddisfatti: le misure sono accordate con le risorse di un’impresa pubblica, la SNCF; la SNCF costituisce un ente di diritto pubblico (EPIC) sottoposto a un rigoroso controllo da parte dello Stato; anche il conferimento del vantaggio è quindi imputabile allo Stato. Poiché Sernam Xpress/la Financière Sernam erano attive nel settore dei trasporti stradali, che è aperto alla concorrenza nell’Unione europea, il vantaggio rischia di creare distorsioni della concorrenza e incide sugli scambi tra gli Stati membri.
3.4.1. Sulla ricapitalizzazione di 57 milioni di EUR di Sernam SA da parte della SNCF
(160)
Con la ricapitalizzazione di 57 milioni di EUR di Sernam SA da parte della SNCF, Sernam SA ha ricevuto un considerevole vantaggio finanziario, di cui non dispongono i suoi concorrenti. In seguito, tale vantaggio è stato trasferito con l’altro attivo e passivo a Sernam Xpress.
3.4.2. Sulla ricapitalizzazione di 2 milioni di EUR di Sernam Xpress da parte della SNCF
(161)
Con la ricapitalizzazione di 2 milioni di EUR di Sernam Xpress da parte della SNCF, Sernam Xpress ha ricevuto un considerevole vantaggio finanziario, di cui non dispongono i suoi concorrenti. Tuttavia, la Commissione sottolinea che la SNCF ha ricevuto dalla Financière Sernam un pagamento di 2 milioni di EUR, che neutralizza la ricapitalizzazione di 2 milioni di EUR, che pertanto non ha conferito alcun vantaggio.
3.4.3. Sulla rinuncia dei crediti vantati dalla SNCF nei confronti di Sernam SA
(162)
Come spiegato nel considerando 33, la trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam non comprende due crediti vantati dalla SNCF nei confronti di Sernam SA per un importo di 38,5 milioni di EUR. Rinunciando a tali crediti, la SNCF conferisce un vantaggio di importo equivalente a Sernam Xpress/la Financière Sernam.
3.4.4. Sulle garanzie concesse dalla SNCF
(163)
Al momento della trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam, la SNCF ha concesso le seguenti garanzie:
-
si è impegnata a completare entro un termine stabilito la preparazione di un sito particolare (Valenton) necessario per l’utilizzo del TBE, pena il pagamento di un’ammenda di 1 milione di EUR in caso di ritardo;
-
si è impegnata a coprire un eventuale aumento degli affitti delle nuove sedi operative, con un limite di una differenza massima di 3 milioni di EUR;
-
ha prorogato di tre anni il diritto di rientro di […] ferrovieri distaccati all’interno di Sernam;
-
ha prorogato di tre anni un protocollo societario che garantisce a […] dipendenti di Sernam un reinquadramento all’interno della SNCF in caso di licenziamento (da parte di Sernam);
-
la SNCF ha garantito «la continuità del treno completo espresso (TBE)’ (38) e l’accesso al TBE (39). A tale titolo, la SNCF ha pagato 3 milioni di EUR a Sernam Xpress.
(164)
Per quanto riguarda le prime due garanzie, è evidente che conferiscono un vantaggio a Sernam Xpress/alla Financière Sernam. Infatti, in mancanza di queste due garanzie, Sernam Xpress/la Financière Sernam avrebbero dovuto sostenere i costi in questione.
(165)
Riguardo alle garanzie relative al TBE, la Commissione ritiene che riducano in misura considerevole il rischio di Sernam Xpress/della Financière Sernam. Conferiscono quindi loro un vantaggio.
(166)
Secondo la Francia, della garanzia accordata ai ferrovieri avrebbe in realtà beneficiato la SNCF. Infatti, la SNCF avrebbe distaccato alcuni ferrovieri all’interno di Sernam SA. Tali ferrovieri, il cui costo era sostenuto da Sernam SA, avrebbero avuto il diritto di essere reintegrati nella SNCF su semplice richiesta. Tenuto conto dei timori che una privatizzazione poteva suscitare, la SNCF ha quindi prorogato il periodo durante il quale i ferrovieri potevano esercitare tale diritto per evitare un loro rientro in massa che sarebbe stato più oneroso per la SNCF.
(167)
La Commissione ritiene che in mancanza di tale garanzia, i ferrovieri avrebbero molto probabilmente richiesto il loro reintegro nella SNCF al momento della trasmissione delle attività. Sernam Xpress avrebbe dovuto sostituirli con nuovi dipendenti con statuto privato. La Commissione ritiene verosimile nel caso in esame che la retribuzione dei nuovi dipendenti sarebbe stata meno elevata di quella dei ferrovieri in questione, compensando il costo supplementare derivante per Sernam Xpress dalla loro esperienza più limitata o da difficoltà ad assumere un numero considerevole di nuovi dipendenti in pochissimo tempo.
(168)
Riguardo alla proroga della garanzia di un reinquadramento per un periodo di tre anni, la Francia ritiene che essa costituisca un diritto individuale conferito ad alcuni dipendenti dalla SNCF. Né la Financière Sernam, né Sernam Xpress avrebbero partecipato a tale accordo.
(169)
La Commissione non condivide questa analisi. Infatti, la garanzia rende più allettante restare impiegati nella Sernam Xpress nel periodo in questione, senza che Sernam Xpress debba sostenere alcun costo supplementare.
(170)
La Commissione conclude che le garanzie concesse dalla SNCF nel protocollo del 21 luglio 2005, fatta eccezione per la garanzia per i ferrovieri, conferiscono un vantaggio a Sernam Xpress/alla Financière Sernam.
(171)
Mentre il valore delle prime tre garanzie è facilmente quantificabile (1 milione di EUR, 3 milioni di EUR e 3 milioni di EUR rispettivamente), lo stesso non vale per la garanzia di reinquadramento dei dipendenti. La Francia dovrebbe stabilire l’aumento di retribuzione che Sernam Xpress/la Financière Sernam avrebbe dovuto accordare ai dipendenti in mancanza di tali garanzie per conseguire lo stesso obiettivo.
3.4.5. Sul prezzo di vendita
(172)
Nel considerando 164 della decisione di avvio del procedimento, la Commissione aveva espresso dubbi riguardo al fatto che il prezzo negativo «pagato» dalla Financière Sernam corrispondesse al valore di mercato. A questo proposito, la Commissione osserva che nel frattempo è stata realizzata una fusione tra Sernam Xpress e la Financière Sernam e che un possibile aiuto alla Financière Sernam consistente in un prezzo negativo troppo elevato non avrebbe superato i 57 milioni di EUR di aiuto ricevuti da Sernam Xpress come nuovo aiuto. Pertanto, non è più necessario pronunciarsi sulla questione di un possibile aiuto all’acquirente.
3.4.6. Conclusione sulla presenza di nuovi aiuti
(173)
Le misure del protocollo d’intesa del 21 luglio 2005 descritte nella presente sezione 3.4 costituiscono nuovi aiuti per Sernam Xpress/la Financière Sernam.
3.4.7. Incompatibilità con il mercato interno e recupero
(174)
Secondo la giurisprudenza della Corte, spetta allo Stato membro invocare i motivi di compatibilità di un aiuto. Poiché la Francia non ha invocato alcun motivo di compatibilità, la Commissione conclude che tali aiuti sono incompatibili con il mercato interno e debbano essere recuperati, maggiorati degli interessi.
(175)
Il recupero deve essere effettuato presso la Financière Sernam e le sue controllate, in particolare Sernam Service e Aster, che attualmente proseguono l’attività economica che ha beneficiato dell’aiuto, in precedenza svolta da Sernam Xpress (sorta dalla fusione con la Financière Sernam).
3.5. SULLA CLAUSOLA RISOLUTIVA
(176)
Il protocollo d’intesa del 21 luglio 2005 prevede una clausola risolutiva in caso di decisione negativa della Commissione europea entro i cinque anni successivi alla conclusione del protocollo d’intesa. Anche tale clausola potrebbe costituire un nuovo aiuto. Tuttavia, in questa ipotesi, il rimedio consisterebbe nella sua inapplicabilità. Poiché la clausola è in effetti rimasta inapplicata, tale risultato è stato conseguito. Non è quindi necessario analizzare ulteriormente la clausola in questione.
3.6. SULL’AFFIDAMENTO LEGITTIMO
(177)
L’argomento invocato dalle autorità francesi, secondo il quale le iniziative (come la loro visita alla Commissione il 24 novembre 2004 e la loro lettera del 21 dicembre 2004) intraprese in buona fede presso la Commissione in ottemperanza al loro dovere di cooperazione avrebbero suscitato un affidamento legittimo nella conformità della trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam con la decisione Sernam 2 e con il diritto dell’Unione, non può essere accolto.
(178)
Infatti, le informazioni comunicate dalla Francia si limitavano a informare la Commissione della scelta di vendere i beni patrimoniali in blocco senza descrivere gli elementi essenziali dell’operazione di trasferimento dei beni patrimoniali di Sernam SA. In particolare, la nota informativa del 21 dicembre 2004 alla Commissione si limita a indicare alcuni elementi relativi all’organizzazione della procedura di cessione dei beni patrimoniali, al suo carattere aperto e trasparente allo scopo di giungere a una vendita a un prezzo di mercato entro il 30 giugno 2005.
(179)
Nessuno dei seguenti elementi è stato quindi sottoposto all’attenzione della Commissione:
1)
il fatto che la cessione prevista si basasse su un trasferimento infragruppo dell’attivo e del passivo all’interno di un’altra entità giuridica (Sernam Xpress), seguito da una cessione di tale altra entità (share deal);
2)
il fatto che una parte del passivo sarebbe stata trasferita con l’attivo e che solo l’ordine di recupero relativo all’aiuto di 41 milioni di EUR e i crediti della SNCF per un importo di 38,5 milioni di EUR sarebbero restati nel passivo di Sernam SA;
3)
il fatto che la Francia fosse disposta a ricapitalizzare Sernam SA e Sernam Xpress in caso di offerta di acquisto a un prezzo negativo.
(180)
In mancanza di informazioni su tali elementi, non era possibile per la Commissione prevedere il modo in cui la Francia aveva eseguito la decisione Sernam 2. Per contro, la nota del 21 dicembre 2004 lascia intendere che la cessione sarebbe stata realizzata senza distinzione tra i passivi e a un prezzo positivo poiché in essa si afferma che nel momento in cui si effettuerà la cessione, i prodotti che ne risulteranno saranno utilizzati per il rimborso dei passivi della persona giuridica Sernam, fra cui l’aiuto incompatibile, nel quadro delle consuete procedure nazionali.
(181)
Se, tenuto conto del carattere negativo dei prezzi offerti per i beni patrimoniali di Sernam SA, l’eventualità di una ricapitalizzazione (elemento 3) si è manifestata soltanto al momento della ricezione delle offerte, almeno il principio di una vendita dell’attivo con una parte del passivo (elemento 2) doveva in linea di massima essere già conosciuto dalla Francia quando ha redatto la sua nota del 21 dicembre 2004. Ad ogni modo, le autorità francesi non possono sostenere di beneficiare di un affidamento legittimo senza aver spontaneamente informato, il 21 dicembre 2004 o successivamente, la Commissione di tali elementi sostanziali.
(182)
Infine e soprattutto, se le autorità francesi dimostrassero di avere difficoltà a eseguire la decisione Sernam 2, dovrebbero rivolgersi alla Commissione per giungere, d’intesa con essa, a una soluzione riguardante un altro schema in virtù del principio della cooperazione leale di cui all’articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea. La sezione 3.2.3 degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (40) conferma che, in applicazione di questo principio generale, uno Stato membro non può modificare un piano di ristrutturazione senza informarne la Commissione e ottenerne l’approvazione preventiva.
(183)
Inoltre, la Commissione non ha mai concesso un’autorizzazione riguardo alla trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam attuata dalla Francia.
(184)
La Commissione conclude quindi che né la Francia né i beneficiari dell’aiuto possano invocare un affidamento legittimo.
4. RECUPERO
(185)
La Commissione ha concluso che non sono state rispettate le condizioni stabilite dalla decisione Sernam 2. Ne consegue che le misure di aiuto autorizzate con la decisione Sernam 2 sono state attuate in maniera abusiva ai sensi dell’articolo 16 del regolamento n. 659/1999. Poiché la Francia non ha invocato motivi di compatibilità di tali aiuti, essi sono incompatibili con il mercato interno. La Francia deve quindi adottare tutte le misure necessarie per procedere al recupero degli aiuti e dei relativi interessi.
(186)
L’importo delle misure di aiuto è pari a 503 milioni di EUR. È composto, da un lato, da vari aiuti alla ristrutturazione per un importo di 2 938 milioni di franchi, ossia 448 milioni di EUR. Gli aiuti sono presentati nella tabella 3 della decisione del 30 aprile 2003 i cui elementi principali sono riportati nella tabella che segue:
(In milioni di franchi francesi)
Capitale iniziale
44
Finanziamento delle perdite 2000
698
Finanziamento delle perdite 2001
252
Finanziamento ristrutturazione: conferimento SNCF
1 300
Finanz. ristrutturazione: prestito di partecipazione della SNCF
250
Sovraccosto dei ferrovieri
394
Totale dell’aiuto alla ristrutturazione
2 938
(187)
Per raggiungere l’importo di 503 milioni di EUR, si devono aggiungere gli aiuti versati nel quadro dei contratti di trasporto di bagagli e di stampa per un importo di 34 milioni di EUR e nel quadro dei contratti di forniture per un importo di 21 milioni di EUR.
(188)
Per maggiori informazioni, si rimanda alla decisione Sernam 1 del 23 maggio 2001.
(189)
Per procedere al recupero effettivo e immediato dell’aiuto, le autorità francesi devono fornire la data alla quale ogni aiuto è stato messo a disposizione del beneficiario (41). Si tratta della data a decorrere dalla quale dovranno essere calcolati gli interessi per il recupero di ogni misura su una base composta in conformità al capo V del regolamento (CE) n. 794/2004 (42).
(190)
Allo stesso modo, deve essere recuperato l’aiuto di 41 milioni di EUR già considerato incompatibile con la decisione Sernam 2, maggiorato degli interessi calcolati secondo lo stesso metodo.
(191)
Infine, anche la ricapitalizzazione di 57 milioni di EUR, la rinuncia ai crediti vantati dalla SNCF nei confronti di Sernam SA per un importo di 38,5 milioni di EUR e le garanzie concesse dalla SNCF al momento della trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam, fatta eccezione per la garanzia accordata ai ferrovieri, costituiscono aiuti di Stato incompatibili con il mercato interno. Questi nuovi aiuti devono essere recuperati, maggiorati degli interessi calcolati secondo lo stesso metodo. Per il metodo di calcolo degli importi da recuperare, la Commissione rimanda ai considerando 171 e 189 della presente decisione.
(192)
Per stabilire l’importo dell’aiuto da recuperare, la Francia può tenere conto degli importi eventualmente ricevuti dalla SNCF nel quadro della liquidazione della società Sernam SA a titolo di rimborso dell’aiuto di 41 milioni oltre agli interessi e/o del prestito di partecipazione oltre agli interessi.
(193)
Nel caso in cui la SNCF abbia ricevuto un rimborso globale per tutti i suoi crediti, la Francia potrà tenere conto di eventuali importi recuperati dalla SNCF in seguito alla liquidazione di Sernam SA soltanto in proporzione al rapporto tra l’importo delle due misure di aiuto registrate e l’importo totale dei crediti iscritti al passivo della società Sernam SA.
(194)
Tali recuperi, compreso il recupero degli aiuti inizialmente concessi a Sernam SA e a Sernam Xpress, devono essere effettuati presso la Financière Sernam e le sue controllate, Sernam Service e Aster, che attualmente proseguono l’attività economica che ha beneficiato degli aiuti, in precedenza svolta da Sernam Xpress (sorta dalla fusione con la Financière Sernam) e, prima di essa, da Sernam SA.
(195)
Non vi è dubbio infatti che Sernam Xpress e le sue controllate operative abbiano continuato l’attività economica di Sernam SA poiché la trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam, attuata dalla Francia, aveva proprio questo obiettivo. Inoltre, dagli elementi prodotti in giudizio risulta che Sernam Xpress, Sernam Services e Aster hanno continuato a svolgere l’attività, che ha beneficiato dell’aiuto, secondo il piano economico-finanziario in corso di Sernam SA e con lo stesso personale. In seguito, il 30 giugno 2011, Financière Sernam, socio unico, ha sciolto la società Sernam Xpress e ne ha assorbito il patrimonio. Financière Sernam costituisce quindi il successore giuridico di Sernam Xpress e il suo successore economico in quanto attualmente la Financière Sernam detiene e controlla direttamente le controllate operative Sernam Services e Aster. Inoltre, Financière Sernam e le sue controllate, in particolare Sernam Services e Aster, proseguono l’attività di Sernam SA e di Sernam Xpress e continuano quindi a beneficiare dell’aiuto. Inoltre, nel maggio 2011, Sernam Services ha ricevuto un conferimento di attivo, con il trasferimento del marchio Sernam, il cui valore è pari 15 milioni di EUR, senza versare una contropartita adeguata. Riguardo ad Aster, da un lato, nel marzo 2008 essa ha beneficiato di un conferimento di 5 milioni di EUR in conto corrente, importo di cui è stato deciso il trasferimento a suo favore nel luglio 2008, e, dall’altro lato, nel dicembre 2011 è stata ricapitalizzata con il trasferimento di 5 599 998 EUR iscritti in conto corrente. Le due controllate hanno quindi beneficiato degli aiuti inizialmente concessi a Sernam SA e a Sernam Xpress non soltanto in quanto società facenti parte del gruppo e per il fatto che non ne svolgono l’attività, ma anche per il trasferimento di determinati beni patrimoniali o per le misure di ricapitalizzazione a loro favore.
(196)
È opportuno precisare che Sernam SA è sorta in seguito alla trasformazione in società per azioni di Sernam SCS alla fine del 2001 (cfr. a questo proposito il considerando 11 della decisione Sernam 2). Sernam SCS è stata quindi il beneficiario originario di una parte degli aiuti in questione.
(197)
Poiché la società Financière Sernam e la sua controllata Sernam Services sono state poste in amministrazione controllata il 31 gennaio 2012 e Aster, controllata di Financière Sernam, è stata posta in liquidazione giudiziaria il 3 febbraio 2012, le autorità francesi sono invitate a determinare l’importo degli aiuti, a maggiorarlo degli interessi e a procedere al recupero il più rapidamente possibile per farli iscrivere al passivo di tali imprese.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Gli aiuti di Stato di importo pari a 503 milioni di EUR concessi dalla Francia a Sernam SCS (diventata Sernam SA) e approvati dalla Commissione con la decisione 2006/367/CE (43) del 20 ottobre 2004 sono stati applicati in maniera abusiva. Sono incompatibili con il mercato interno. Hanno beneficiato di tali aiuti anche Sernam Xpress e la Financière Sernam e le sue controllate, Sernam Services e Aster.
2. Anche l’aiuto di Stato di importo pari a 41 milioni di EUR concesso dalla Francia a Sernam SCS e dichiarato incompatibile con la decisione Sernam 2 è andato a Sernam Xpress, nonché alla Financière Sernam e alle sue controllate, in particolare Sernam Services e Aster.
3. La ricapitalizzazione di 57 milioni di EUR di Sernam SA da parte della SNCF, la rinuncia ai crediti vantati dalla SNCF nei confronti di Sernam SA per un importo di 38,5 milioni di EUR e le garanzie concesse dalla SNCF al momento della trasmissione delle attività di Sernam SA alla Financière Sernam, fatta eccezione per la garanzia accordata ai ferrovieri, costituiscono aiuti di Stato incompatibili con il mercato interno.
Articolo 2
1. La Francia è tenuta a recuperare gli aiuti di cui all’articolo 1 presso la Financière Sernam e le sue controllate, Sernam Services e Aster.
2. Gli importi da recuperare producono interessi a decorrere dalla data del versamento al beneficiario fino alla restituzione effettiva.
3. I tassi di interesse sono calcolati su una base composta in conformità al capo V del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione del 21 aprile 2004.
Articolo 3
1. Il recupero degli aiuti di cui all’articolo 1 è immediato ed effettivo.
2. La Francia garantisce l’attuazione della presente decisione entro un termine di quattro mesi a decorrere dalla data della sua notifica.
3. In questo contesto, la Francia può tenere conto degli eventuali importi recuperati dalla SNCF in seguito alla liquidazione di Sernam SA alle condizioni indicate.
Articolo 4
1. Entro due mesi dalla notifica della presente decisione, la Francia trasmette le seguenti informazioni alla Commissione:
a)
la data alla quale ogni misura di aiuto è stata messa a disposizione del beneficiario, l’importo totale (capitale e interessi) da recuperare dal beneficiario per ogni misura di aiuto;
b)
una descrizione dettagliata delle misure già adottate o previste per conformarsi alla presente decisione;
c)
i documenti attestanti che al beneficiario è stato ordinato di rimborsare gli aiuti.
2. La Francia tiene informata la Commissione dei progressi delle misure nazionali adottate per l’attuazione della presente decisione fino al completo recupero dell’aiuto di cui all’articolo 1. Trasmette immediatamente, dietro semplice richiesta della Commissione, le informazioni relative alle misure già adottate e previste per conformarsi alla presente decisione. Fornisce inoltre informazioni dettagliate riguardo agli importi dell’aiuto e degli interessi percepiti sulla somma da recuperare già recuperati presso il beneficiario.
Articolo 5
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 9 marzo 2012

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