Document ID: 31991R2490

REGOLAMENTO (CEE) N. 2490/91 DELLA COMMISSIONE del 13 agosto 1991 recante modifica del regolamento (CEE) n. 4131/87 che determina le condizioni di ammissione dei vini di Porto, di Madera, di Xeres, del moscatello di Setúbal e del vino di Tokay (Aszu e Szamorodni) nelle sottovoci 2204 21 41, 2204 21 51, 2204 29 41, 2204 29 45, 2204 29 51 e 2204 29 55 della nomenclatura combinata
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica e alla tariffa doganale comune (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2242/91 (2), in particolare l'articolo 11,
considerando che il regolamento (CEE) n. 4131/87 della Commissione (3), determina le condizioni di ammissione dei vini di Porto, di Madera, di Xeres, del moscatello di Setúbal e del vino di Tokay (Aszu e Szamorodni) nelle sottovoci 2204 21 41, 2204 21 51, 2204 29 41, 2204 29 45, 2204 29 51 e 2204 29 55 della nomenclatura combinata; che di conseguenza l'ammissione dei vini di Porto, di Madera, di Xeres, del moscatello di Setúbal e del vino di Tokay (Aszu e Szamorodni) in queste sottovoci della nomenclatura combinata è subordinata alla presentazione di un certificato di denominazione d'origine rispondente ai criteri stabiliti dal presente regolamento;
considerando che, nella regolamentazione vitivinicola, il regolamento (CEE) n. 986/89 (4), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 592/91 (5), stipula che qualsiasi trasporto intracomunitario di vino deve essere accompagnato da un « documento commerciale » (DC), per il vino in bottiglia, oppure da un « documento commerciale omologato » (DCO), per il vino sfuso; che, a norma dell'articolo 4, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 986/89, quando l'origine è certificata da un organismo ufficiale competente dello Stato membro d'origine, il DCO può valere come attestato di denominazione d'origine per il vino in bottiglia o sfuso; che in tal caso i requisiti ai quali il DCO deve rispondere sono equivalenti, se non addirittura più severi, a quelli del certificato d'origine previsto dal regolamento (CEE) n. 4131/87 della Commissione;
considerando che, per quanto riguarda gli scambi tra la Comunità a dieci e la Spagna e il Portogallo, nonché quelli tra la Spagna e il Portogallo dei vini in questione, sembra pertanto possibile e opportuno prevedere, invece del summenzionato certificato di denominazione d'origine, questo documento commerciale omologato, a condizione che esso venga redatto e autenticato a norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 986/89;
considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato per la nomenclatura,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
L'articolo che segue viene inserito nel regolamento (CEE) n. 4131/87 della Commissione:
« Articolo 1 bis
In deroga all'articolo 1, il documento commerciale omologato, redatto e autenticato conformemente alle disposizioni dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 986/89, può essere esibito in luogo del certificato di denominazione d'origine per i vini diversi dal vino di Tokay (Aszu e Szamorodni) ».
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Tuttavia su richiesta dell'interessato esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 1991. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 13 agosto 1991.

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