Document ID: 32000D0335

Decisione della Commissione
dell'8 dicembre 1999
riguardante le direttive per la promozione dell'allevamento di capre madri (Austria inferiore)
[notificata con il numero C(1999) 5210]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(2000/335/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto il regolamento (CE) n. 2467/98 del Consiglio, del 3 novembre 1998, relativo all'organizzazione comune di mercati nel settore delle carni ovine e caprine(1), in particolare l'articolo 33, e il regolamento (CEE) n. 804/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari(2), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1587/96 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 23,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente all'articolo 88, paragrafo 2, primo comma(4),
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 26 agosto 1997, le autorità austriache hanno notificato alla Commissione l'aiuto summenzionato. Hanno comunicato informazioni complementari alla Commissione con lettere del 13 luglio 1998 e del 19 ottobre 1998.
(2) Con lettera del 21 gennaio 1999, la Commissione ha informato le autorità austriache della propria decisione di avviare la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE nei confronti dell'aiuto.
(3) La decisione della Commissione di avviara la procedura è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(5). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito all'aiuto.
(4) La Commissione con ha ricevuto osservazioni in merito da parte degli interessati.
II. DESCRIZIONE
(5) Si tratta di un regime generale di aiuti a norma del quale verrebbe concessa una sovvenzione diretta di 250 ATS per capra madre e per anno nelle zone svantaggiate della Niederösterreich (Austria inferiore) ai sensi dell'articolo 21 del regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio, del 20 maggio 1997, relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agricole(6), e di 200 ATS per capra madre e per anno nelle altre regioni dello stesso Bundesland.
(6) Tale regime è inteso a promuovere l'allevamento delle capre quale alternativa al tradizionale allevamento di bovini da latte. Le autorità austriache si prefiggono inoltre di rendere sostenibile l'allevamento caprino nelle zone di pascolo, collinari e di montagna, dal momento che è interesse comune assicurare un uso estensivo di queste aree.
(7) In linea di massima, i beneficiari ammissibili sono persone fisiche o giuridiche che si dedicano all'allevamento caprino nell'Austria inferiore su scala commerciale. Per avere diritto ai premi, essi devono allevare almeno 10 capre madri nell'azienda per un interno anno. Le capre devono avere almeno un anno di età o, in alternativa, aver figliato almeno una volta.
(8) Il bilancio annuale previsto per tale misura è di 500000 ATS, ovvero di 36350 EUR. La misura è di durata illimitata.
(9) Dopo un primo esame delle informazioni ricevute, la Commissione ha deciso di avviare la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE per effettuare una valutazione più approfondita del regime. Nell'avviare la procedura, la Commissione ha espresso dubbi circa la compatibilità con il mercato comune del regime in questione, poiché quest'ultimo è apparso a prima vista come un aiuto al funzionamento privo di effetti strutturali positivi. Inoltre, apparentemente tale regime accordava aiuti supplementari, e analoghi, a quelli previsti nel quadro dell'organizzazione comune del mercato interessato, che è un mercato esclusivo all'interno della sua specifica sfera di attività.
III. OSSERVAZIONI DELL'AUSTRIA
(10) Le autorità austriache hanno confermato che l'aiuto in questione era inteso a promuovere l'allevamento caprino come produzione di tipo alternativo, assicurando in questo modo un uso estensivo delle zone di pascolo e di montagna nell'Austria inferiore.
(11) Le autorità austriache hanno inoltre ribadito che non era sostenibile l'argomento secondo cui l'aiuto in questione si prefiggeva semplicemente di ridurre i costi delle aziende di allevamento caprino ed era pertanto contrario al disposto dell'articolo 87 del trattato CE, dal momento che l'obiettivo dell'aiuto era invece conforme all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, in forza del quale gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche sono compatibili con il mercato comune, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. Affermano che l'obiettivo dell'aiuto in questione non era fornire sostegno a determinati allevatori, ma, in conformità dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, dare un contributo concreto alla realizzazione e allo sviluppo dell'allevamento di capre nella Niederösterreich (Austria inferiore).
(12) Le autorità austriache hanno sottolineato il fatto che attualmente l'Austria inferiore non è autosufficiente nella produzione di prodotti caprini, il che dimostrerebbe in modo conclusivo che gli scambi di prodotti in questione tra gli Stati membri sono pressoché inesistenti. Sostengono inoltre che i timori di distorsioni di concorrenza o di effetti negativi sugli scambi tra Stati membri sono infondati.
(13) Secondo le autorità austriache, l'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2078/92 del Consiglio, del 30 giugno 1992, relativo a metodi di produzione agricola compatibili con le esigenze di protezione dell'ambiente e con la cura delle spazio naturale(7), in forza del quale possono essere decisi aiuti destinati all'allevamento di specie animali locali minacciate di estinzione, è applicabile all'aiuto in questione. Affermano infatti che l'obiettivo dell'aiuto previsto per l'allevamento caprino è promuovere una specie in serio pericolo di estinzione, con un conseguente effetto positivo per l'ambiente grazie all'utilizzo delle zone di montagna per l'allevamento, il che consentirebbe di arrestare il processo degenerativo di trasformazione del paesaggio montano in zone carsiche e steppose.
(14) Prima che venisse avviata la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE, le autorità austriache hanno affermato inoltre che la base giuridica per il suddetto regime è costituita dalle disposizioni che disciplinano il pagamento dell'indennità compensativa prevista dal regolamento (CE) n. 950/97, modificato con regolamento (CE) n. 2331/98(8).
IV. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
Organizzazioni di mercato
(15) L'articolo 22 del regolamento (CE) n. 2467/98 determina l'applicabilità degli articoli 87, 88 e 89 del trattato CE relativamente ai prodotti di cui al suddetto regolamento. L'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 804/68 determina inoltre l'applicabilità degli articoli 87, 88 e 89 del trattato CE per quanto riguarda i prodotti contemplati da detto regolamento.
(16) Il settore interessato dal regime di aiuti in questione [cioè quello del latte di capra, delle capre (madri) e delle carni caprine] è pertanto soggetto alle norme comunitarie sulla concessione degli aiuti di Stato.
Divieto degli aiuti di Stato di cui all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE
(17) Ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati membri, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
Aiuti concessi mediante risorse statali
(18) In considerazione del fatto che l'aiuto viene concesso sotto forma di una sovvenzione provinciale (cioè del Bundesland) diretta, non vi è alcun dubbio che il regime in questione costituisce un aiuto concesso "mediante risorse statali". Secondo la giurisprudenza costante della Corte di giustizia, anche gli aiuti concessi da enti amministrativi situati ad un livello inferiore a quello federale sono inclusi nel divieto degli aiuti di Stato(9).
Selettività della misura
(19) Tra le conseguenze della misura in questione vi è il fatto che vengono sovvenzionate talune imprese o tipi di produzione agricola, soprattutto dal momento che i premi sono pagati direttamente agli allevatori di capre. Le autorità austriache affermano che ciò è finalizzato a contribuire concretamente alla realizzazione e allo sviluppo dell'allevamento di capre nella Niederösterreich (Austria inferiore)(10). Le autorità del paese dichiarano anzi nella loro lettera datata 19 ottobre 1998 che l'obiettivo dell'aiuto è promuovere un settore economico specifico. Di conseguenza, la misura in questione è selettiva nel senso che l'aiuto viene concesso ad una sola regione dell'Austria e che viene promosso soltanto un particolare settore agricolo (l'allevamento delle capre madri).
Distorsione della concorrenza
(20) Conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia, allorché un aiuto di Stato rafforza la posizione di un'impresa nei confronti delle imprese concorrenti si prospetta una possibile distorsione di concorrenza rispetto ad altre imprese concorrenti che non beneficiano dello stesso contributo(11). Né il livello relativamente basso dell'aiuto, né le dimensioni relativamente modeste dell'impresa beneficiaria escludono la possibilità di distorsione degli scambi tra gli Stati membri(12). La Comunicazione della Commissione relativa agli aiuti "de minimis"(13) esclude infatti il settore agricolo dall'applicazione della regola "de minimis".
Incidenza sugli scambi
(21) Una misura incide sugli scambi tra Stati membri se ostacola le importazioni provenienti da, o favorisce le esportazioni verso, altri Stati membri. In tal senso, è decisivo stabilire se la misura in questione determina il rischio che gli scambi intracomunitari si sviluppino o possano svilupparsi diversamente.
(22) Il regime di aiuti in questione è relativo a prodotti inclusi negli scambi tra Stati membri e che sono pertanto esposti alla concorrenza. Nel 1998 sono state importate in Austria 151 capre, per un valore di 4370 EUR. Nello stesso anno, l'Austria ha esportato verso altri Stati membri 1518 capre, per un valore di 50160 EUR. Anche un aiuto di entità relativamente modesta può incidere sugli scambi tra Stati membri quando, come in questo caso, il settore in cui opera il beneficiario di tale contributo sia caratterizzato da forte concorrenza(14). Inoltre, i suddetti prodotti sono in concorrenza con altri prodotti provenienti da altri Stati membri e che i consumatori considerano più o meno simili e come eventuali prodotti di sostituzione. Di conseguenza, l'aiuto in questione incide sugli scambi tra Stati membri.
(23) La Commissione deve respingere le conclusioni delle autorità austriache secondo cui, dato che l'Austria inferiore non è autosufficiente nella produzione di prodotti caprini, gli scambi di prodotti in questione tra gli Stati membri sono pressoché inesistenti. A parte il fatto che non vi sono elementi di prova sufficienti a sostegno di tale affermazione, come si è già ricordato sopra, in linea di massima, l'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE non richiede che gli scambi tra Stati membri siano di una certa entità. D'altra parte, poiché si deve tener conto anche della sostituibilità del prodotto, il mercato a cui si deve fare riferimento è di estensione maggiore rispetto ai prodotti direttamente interessati.
(24) Non può essere accettato l'argomento avanzato dalle autorità austriache secondo cui, dato il livello relativamente basso dei prezzi nell'Austria inferiore rispetto agli altri Stati membri, non vi è distorsione di concorrenza. Al contrario, tale livello dei prezzi potrebbe indurre i produttori a cercare sbocchi in altre regioni, il che sarebbe facilitato dalla riduzione delle spese di produzione dovuta all'aiuto.
(25) Di conseguenza, la misura in questione costituisce aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
Le disposizioni di deroga: l'articolo 87, paragrafo 2, del trattato CE
(26) Le deroghe al divieto di cui all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE sono elencate ai paragrafi 2 e 3 di detto articolo.
(27) Le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 2, del trattato CE non si applicano alle fattispecie, a causa della natura stessa della misura di aiuto, nonché degli obiettivi perseguiti dalla stessa. Le autorità austriache non hanno infatti addotto l'applicabilità dell'articolo 87, paragrafo 2.
Le disposizioni di deroga in base alla valutazione della Commissione: l'articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE
(28) L'articolo 87, paragrafo 3, elenca gli aiuti che possono considerarsi compatibili con il mercato comune. La loro compatibilità con il trattato deve essere valutata altresì dal punto di vista della Comunità e non soltanto da quello di un determinato Stato membro. Onde garantire il buon funzionamento del mercato comune e il rispetto dell'articolo 3, primo comma, lettera g), del trattato CE, le deroghe al divieto di sovvenzione, descritte all'articolo 87, paragrafo 3, devono essere interpretate in senso stretto.
(29) Per quanto riguarda l'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), è opportuno sottolineare che la misura non deve essere applicata solamente nelle regioni in cui la situazione economica può essere definita estremamente sfavorevole rispetto all'insieme della Comunità, secondo gli "Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale"(15) [prodotto interno lordo pro capite, misurato in standard di potere d'acquisto (SPA), che non superi la soglia del 75 % della media comunitaria].
(30) Per quanto riguarda l'articolo 87, paragrafo 3, lettera b), è opportuno osservare che l'aiuto in questione non è destinato a promuovere le realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo, né a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia dell'Austria.
(31) L'aiuto non è neppure destinato, né idoneo al conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera d).
Articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE
(32) Ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, la Commissione può ritenere compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
(33) La misura in questione, tuttavia, non può essere considerata tale da agevolare lo sviluppo di taluni settori o di talune regioni economiche. Gli effetti e l'obiettivo dichiarato della misura consistono nella riduzione delle spese di produzione sostenute dai beneficiari per la durata dell'aiuto, senza subordinare quest'ultimo a miglioramenti strutturali della produzione. Gli effetti della misura sono quindi limitati nel tempo e vengono meno quando l'aiuto cessa di essere erogato. La Commissione si è constantemente attenuta al principio che un tale aiuto non risponde ai criteri stabiliti dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, ma che deve essere considerato un aiuto al funzionamento e, in quanto tale, incompatibile con il mercato comune(16).
(34) Le autorità austriache hanno giustificato il regime di aiuti in questione facendo riferimento al regolamento (CEE) n. 2078/92. Nella decisione con cui è stata avviata la procedura, la Commissione ha sottolineato di non aver ricevuto alcuna precisazione in merito agli aspetti ambientali della misura e ha chiesto alle autorità austriache di accludere tali informazioni alle loro osservazioni. La Commissione constata tuttavia che le osservazioni delle autorità austriache sugli aspetti ambientali dell'aiuto non contengono ulteriori precisazioni, ad eccezione di brevi considerazioni sul fatto che l'allevamento caprino permette un utilizzo degli spazi naturali montani che contribuisce ad arrestare il processo di trasformazione del paesaggio in zone carsiche e steppose.
(35) Si deve tuttavia osservare, da una parte, che l'aiuto, quale viene presentato, non verrebbe concesso soltanto per le zone di montagna dell'Austria inferiore. D'altra parte, le autorità austriache, nonostante le esplicite richieste, non hanno descritto gli specifici vantaggi ambientali che deriverebbero dal mantenimento dell'allevamento caprino allorché questo non è più economicamente redditizio, né hanno specificato i costi relativi a tale attività di allevamento. Pertanto, non vi è alcun motivo di concedere un aiuto quale compenso per impegni ambientali.
(36) Il regolamento (CEE) n. 2078/92 non può quindi essere considerato una base giuridica valida onde sostenere la compatibilità dell'aiuto in questione con il mercato comune. Si deve inoltre sottolineare che, fatta eccezione per i pagamenti concessi per "riduzione del numero di unità di bestiame" e "specie animale in pericolo" [cfr. l'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 2078/92], il sostegno per unità di produzione non può essere cofinanziato a norma del suddetto regolamento, né può essere considerato accettabile nel quadro del sistema di cui agli articoli 87, 88 e 89 del trattato CE in combinato disposto con l'articolo 10 di detto regolamento.
(37) Nella misura in cui le autorità austriache fanno riferimento alla categoria di aiuti concessi per "specie animali in pericolo" ai sensi dell'articolo 1, lettera c), del regolamento (CEE) n. 2078/92, si deve notare che la misura non riguarda un aiuto destinato ad una particolare specie caprina minacciata di estinzione, ma prevede in generale la concessione di un aiuto per l'allevamento di capre (madri). Inoltre, la Commissione ritiene che una specie sia minacciata di estinzione solamente sulla base di dati scientifici che riportino l'andamento della popolazione della specie in questione(17). Le autorità austriache non hanno presentato dati che indichino che una particolare specie di capre è minacciata di estinzione nell'Austria inferiore. Di conseguenza, la misura in questione non può essere considerata un aiuto per "specie animali in pericolo" ai sensi del regolamento (CEE) n. 2078/92, poiché la Commissione non dispone di alcuna informazione che indichi che le capre sono minacciate di estinzione nell'Austria inferiore e dato che tale misura non riguarda una particolare specie caprina, ma le capre in generale.
(38) Prima che venisse avviata la procedura principale di inchiesta di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE, le autorità austriache hanno indicato come base giuridica dell'aiuto le disposizioni in materia di indennità compensative, senza spiegare più precisamente in qual modo la misura riprenda i criteri enunciati agli articoli 17 e successivi del regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio. Le richieste di fornire elementi di prova a sostegno di tale argomento non hanno trovato risposta nelle osservazioni presentate dall'Austria in data 22 febbraio 1999. Restano pertanto valide le considerazioni espresse dalla Commissione nell'avviare la procedura: a norma dell'articolo 37, paragrafo 1, del suddetto regolamento, la concessione di aiuti di Stato a titolo di indennità compensative di cui agli articoli 17 e successivi del regolamento stesso è esclusa. Il regime delle indennità compensative non costituisce quindi una base giuridica adeguata per la misura in questione.
Gli effetti giuridici delle organizzazioni comuni di mercato
(39) Come si è gia menzionato al considerando 15, le rilevanti organizzazioni comuni dei mercato determinano l'applicabilità degli articoli 87, 88 e 89 del trattato CE ai prodotti in questione. Secondo la giurisprudenza costante della Corte di giustizia, ciò deve essere inteso nel senso che gli Stati membri possono concedere aiuti al di fuori della portata di un'organizzazione comune del mercato, a condizione che detti aiuti siano compatibili con i suddetti articoli. Nell'ambito di un'organizzazione comune del mercato, tuttavia, la concessione di aiuti di Stato supplementari è esclusa in quanto inciderebbe sul funzionamento di tale organizzazione comune(18). Quand'anche fosse possibile una deroga a norma dell'articolo 87, paragrafi 2 o 3, del trattato CE, la Commissione dovrebbe respingerla a causa dell'incompatibilità con l'organizzazione comune del mercato(19).
(40) Nelle loro osservazioni, le autorità austriache non hanno contestato la posizione assunta dalla Commissione al momento di avviare la procedura, né hanno affermato che il regime di aiuti in questione non dovesse essere considerato come una misura supplementare secondo quanto definito al considerando 39.
(41) Di conseguenza, la Commissione ritiene che il regime di aiuti in questione costituisca per sua stessa natura (pagamenti per unità di produzione) una misura supplementare rispetto ai meccanismi di sostegno dei prezzi previsti dall'organizzazione comune del mercato nel settore delle carni ovine e caprine. Esso costituisce pertanto un aiuto di Stato in un settore di esclusiva competenza del regolamento (CE) n. 2467/98 del Consiglio ed è di conseguenza illegale. Per questo solo motivo, la Commissione è costretta a proibire la misura di aiuto in questione.
V. CONCLUSIONI
(42) L'aiuto in questione deve pertanto essere considerato un aiuto al funzionamento vietato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, né può essere applicata nella fattispecie una deroga ai sensi dell'articolo 87, paragrafi 2 o 3. In quanto tale, l'aiuto è incompatibile con il mercato comune ed è inoltre contrario a quanto disposto dal regolamento (CE) n. 2467/98 del Consiglio,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il regime generale di aiuti notificato dall'Austria, a norma del quale verrebbe concessa una sovvenzione diretta di 250 ATS per capra madre e per anno nelle zone svantaggiate della Niederösterreich (Austria inferiore), ai sensi dell'articolo 21 del regolamento (CE) n. 950/97, e di 200 ATS per capra madre e per anno nelle altre regioni dell'Austria inferiore, è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
Detto regime di aiuti è inoltre contrario a quanto disposto dal regolamento (CE) n. 2467/98.
L'esecuzione di detto regime di aiuti non è di conseguenza autorizzata.
Articolo 2
Entre due mesi dalla notifica della presente decisione l'Austria informa la Commissione in merito ai provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 3
La Repubblica d'Austria è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, l' 8 dicembre 1999.

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