Document ID: 32008D0718

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 16 aprile 2008
concernente la misura C 29/07 (ex N 310/06) che l’Ungheria intende adottare nella forma di garanzie del credito all’esportazione a breve termine a favore di PMI con un fatturato all’esportazione limitato
[notificata con il numero C(2008) 1332]
(Il testo in lingua ungherese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2008/718/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni, conformemente alle summenzionate disposizioni (1) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
1. PROCEDIMENTO
(1)
Con messaggio di posta elettronica del 17 maggio 2006 le autorità ungheresi hanno notificato la misura summenzionata (di seguito «la misura») ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE. La notifica è stata integrata dalla lettera del 21 giugno 2006, registrata presso la Commissione il 22 giugno 2006.
(2)
Con lettere del 1o agosto 2006, 30 ottobre 2006 e 30 aprile 2007 la Commissione ha chiesto informazioni addizionali che sono state fornite dall’Ungheria mediante lettere datate 12 settembre 2006, 21 marzo 2007 e 30 maggio 2007, registrate presso la Commissione nei giorni medesimi.
(3)
Con lettera del 18 luglio 2007 (di seguito «decisione di avvio del procedimento»), la Commissione ha informato l’Ungheria di aver deciso di avviare il procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in relazione a detta misura.
(4)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (2). La Commissione ha invitato gli interessati a trasmettere le loro osservazioni in merito alle misure in oggetto.
(5)
Alla Commissione non è pervenuta alcuna osservazione da parte di terzi interessati. Le autorità ungheresi hanno presentato le loro osservazioni con lettera datata 21 settembre 2007.
2. DESCRIZIONE DELLA MISURA
2.1. Obiettivo
(6)
L’obiettivo della misura consiste nel fornire garanzie del credito all’esportazione a breve termine per finanziare esportazioni effettuate da PMI (3) con un fatturato annuo all’esportazione non superiore a 2 Mio EUR (di seguito «PMI con un fatturato all’esportazione limitato»). L’Ungheria intende attuare la misura di cui al punto 2.5 della comunicazione della Commissione agli Stati membri, a norma dell’articolo 93, paragrafo 1, del trattato CE, sull’applicazione degli articoli 92 e 93 del trattato all’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine (4) (di seguito «comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine» ovvero «comunicazione»).
2.2. Termini e condizioni della garanzia
(7)
La garanzia relativa al rimborso di un prestito per finanziare esportazioni può essere accordata:
a)
alla PMI nazionale esportatrice con un fatturato all’esportazione limitato al fine di accrescere la sua capacità di contrarre un prestito presso una banca commerciale. In tal caso i rischi possono essere connessi direttamente al venditore (ossia alla PMI esportatrice) e indirettamente all’acquirente;
b)
all’acquirente straniero che acquista beni e servizi da una PMI nazionale con un fatturato all’esportazione limitato, al fine di accrescere la capacità dell’acquirente di contrarre un prestito presso una banca commerciale. In tal caso i rischi sono connessi direttamente all’acquirente. Non si applica nessuna restrizione quanto al paese dell’acquirente, vale a dire che l’acquirente può essere stabilito in uno dei paesi di cui all’allegato alla comunicazione ovvero in un altro paese. Né vi sono restrizioni quanto alle dimensioni dell’acquirente straniero (può trattarsi ad esempio di una grande impresa).
(8)
Le autorità ungheresi dichiarano che in entrambe le fattispecie di cui sopra la garanzia deve finanziare una transazione di esportazione. La durata massima della garanzia è di due anni.
(9)
L’importo della garanzia non può superare il 70 % del valore del contratto di esportazione (ridotto in caso di versamento di anticipo di almeno il 15 %) ovvero il 70 % del relativo prestito.
(10)
Le PMI esportatrici con un fatturato all’esportazione limitato non sono ammesse a godere della garanzia se sottoposte a procedura fallimentare o di liquidazione ovvero a commissariamento. Non sono state presentate informazioni quanto all’esistenza di restrizioni di tal genere applicabili alla garanzie concessa ad acquirenti stranieri.
(11)
Nel caso di garanzie che coprono rischi domestici (vale a dire garanzie per la PMI esportatrice, il costo è legato alla solvibilità della PMI esportatrice e si fonda su un sistema di rating a cinque livelli basato su criteri obiettivi nonché su una valutazione soggettiva conformemente alle pratiche delle banche commerciali.
(12)
Nel caso di garanzie a copertura di rischi esteri (vale a dire la garanzia per l’acquirente straniero), gli acquirenti sono assegnati a categorie di rischio sulla base del loro paese.
(13)
Per quanto concerne il costo per l’assunzione della garanzia le autorità ungheresi hanno specificato che questo sarebbe annualmente dell’ordine di 0,5 %-2,0 %.
(14)
Oltre al costo di cui sopra sarebbe richiesto inoltre il pagamento di un contributo una tantum per i costi di gestione pari allo 0,1 % dell’importo coperto dalla garanzia.
(15)
Le autorità ungheresi sostengono che le entrate provenienti dai costi copriranno i costi di gestione del sistema e le richieste di attivazione delle garanzie. I costi sono soggetti a riesame trimestrale.
(16)
Le autorità ungheresi hanno anche indicato che una copertura in forma di garanzia per i tipi di rischi in questione non è disponibile sul mercato ungherese. A riprova di ciò l’Ungheria ha presentato dichiarazioni di due banche commerciali ungheresi aventi addentellati internazionali nelle quali si afferma che l’erogazione di garanzie per finanziare le attività di esportazione di PMI con un fatturato all’esportazione limitato non comporta distorsione delle attività delle banche commerciali ed accresce la loro disponibilità ad assumersi il rischio. L’Ungheria ha inoltre presentato dichiarazioni di due grandi assicuratori internazionali sui crediti all’esportazione e di una società nazionale di assicurazione per rischi su crediti a conferma dell’esistenza di questa lacuna di mercato e in cui si dichiara che dette società non sono attive in questo segmento di mercato.
2.3. Organismo di attuazione
(17)
La garanzia è concessa dalla Banca ungherese Export-Import (di seguito «Eximbank»), un ente di credito all’esportazione di proprietà esclusivamente statale.
(18)
Eximbank beneficia di un sostegno statale nella forma di una garanzia a copertura di qualsiasi obbligazione derivante dall’attuazione della misura.
2.4. Base giuridica
(19)
La misura è basata sull’articolo 6, paragrafo, 1, lettera b), della legge XLII del 1994 relativa alla Magyar Export-Import Bank Részvénytársaság e alla Magyar Exporthitel Biztosító Részvénytársaság nonché sull’articolo 1, paragrafo 2, e sull’articolo 11/A, paragrafo 13, del decreto governativo 85/1998 (V.6.).
2.5. Bilancio
(20)
L’importo totale della copertura della garanzia assicurata da Eximbank nel biennio della misura è pari a 15 Mrd HUF (60 Mio EUR).
2.6. Durata
(21)
La durata della misura è limitata al biennio successivo all’approvazione da parte della Commissione.
2.7. Motivazioni per avviare il procedimento di indagine formale
(22)
Nella decisione di avviare il procedimento la Commissione considerava che la misura desse adito a dubbi poiché la garanzia all’esportazione fornita da Eximbank e l’assicurazione sui crediti all’esportazione coperta dalla Commissione appaiono differire sotto diversi aspetti, in particolare:
a)
sono coperti diversi tipi di rischio. Mentre l’assicurazione sul credito all’esportazione copre rischi inerenti all’acquirente (vale a dire il rischio che l’acquirente non paghi il fornitore), la garanzia che Eximbank concederebbe a una PMI esportatrice con un fatturato all’esportazione limitato copre i rischi di mancato rimborso di un prestito da parte dell’esportatore stesso, il che si traduce nei fatti in un aiuto alle attività di esportazione delle PMI con un fatturato all’esportazione limitato, aiuto non connesso esclusivamente ai rischi dell’acquirente. La garanzia di Eximbank può essere accordata anche all’acquirente (e cioè anche a grandi imprese) a copertura dei rischi connessi all’acquirente. Questi rischi però riguardano il mancato rimborso di un prestito commerciale da parte dell’acquirente, mentre l’assicurazione sul credito all’esportazione copre i rischi di mancato pagamento da parte dell’acquirente estero dei beni e servizi acquistati. Ne consegue che la garanzia accordata all’acquirente estero accresce la sua capacità di accedere a prestiti a condizioni più favorevoli, mentre l’assicurazione sul credito all’esportazione non ha un simile effetto;
b)
in Ungheria le basi giuridiche delle due attività in questione sono ben definite e diverse: una garanzia è un servizio finanziario che può essere erogato unicamente da istituzioni finanziarie mentre l’attività assicurativa può essere espletata unicamente da un assicuratore operante ai sensi della legge sulle assicurazioni. Ciò può spiegare le dichiarazioni presentate dagli assicuratori sui crediti all’esportazione in cui affermano di non operare nel segmento delle garanzie per i crediti all’esportazione (infatti, a termini di legge, non possono farlo). Le dichiarazioni presentate da due banche ungheresi sono anch’esse ambigue poiché la garanzia di Eximbank diminuirebbe i rischi che tali istituti dovrebbero sostenere in sua assenza, ragion per cui essi appaiono avvantaggiati da tale misura.
(23)
Nella misura in cui la comunicazione non è applicabile, la misura potrebbe essere considerata alla stregua di un aiuto di Stato direttamente collegato all’esportazione (nella Comunità e fuori di essa), fatto incompatibile con il mercato comune. La Commissione ha già fermamente condannato gli aiuti alle esportazioni nell’ambito del commercio intracomunitario, ma anche un sostegno all’esportazione fuori della Comunità può avere ripercussioni sulla concorrenza nella Comunità.
(24)
Inoltre, anche se le garanzie offerte dall’assicurazione sul credito all’esportazione e da Eximbank fossero equivalenti e la comunicazione fosse applicabile, rimarrebbero comunque alcuni elementi di dubbio. Dopo che la misura N 488/06 - «assicurazione per il credito all’esportazione a favore di PMI con un fatturato all’esportazione limitato» è stata approvata dalla Commissione il 22 gennaio 2007 per un periodo di due anni, MEHIB (l’altra agenzia di stato ungherese preposta al credito all’esportazione) fornisce già un’assicurazione a breve termine per il credito all’esportazione relativa ai rischi sostenuti dalle PMI con un fatturato all’esportazione limitato, ragion per cui tale copertura è già disponibile sul mercato. Inoltre, se si consentisse a due organismi di credito all’esportazione, sostenuti dallo Stato, di fornire servizi e di crearsi una clientela in questo segmento si potrebbe scoraggiare l’entrata sul mercato di altri operatori potenziali.
3. OSSERVAZIONI DELL’UNGHERIA
(25)
Non sono pervenute osservazioni di terzi in merito alla decisione della Commissione di avviare il procedimento. Le osservazioni presentate dalle autorità ungheresi possono essere così sintetizzate:
a)
l’Ungheria concorda che, mentre un’assicurazione copre sempre i rischi collegati all’acquirente, la garanzia che verrebbe offerta da Eximbank a una PMI esportatrice con un fatturato all’esportazione limitato copre i rischi relativi al mancato rimborso di un prestito da parte dell’esportatore stesso. L’Ungheria ritiene pertanto che anche in tal caso i rischi siano primariamente associati all’acquirente, poiché il rimborso del prestito acceso dalla PMI esportatrice dipende essenzialmente dal pagamento dei beni acquistati da parte dell’acquirente;
b)
l’Ungheria ammette che i rischi coperti da un’assicurazione sul credito all’esportazione e quelli coperti dalla garanzia di Eximbank concessa all’acquirente straniero sono diversi. L’Ungheria rinvia però alle prassi bancarie che valutano le garanzie in modo più favorevole di un’assicurazione a garanzia su un prestito poiché gli assicuratori spesso rifiutano di pagare attribuendo al caso il carattere di controversia commerciale;
c)
l’Ungheria sottolinea di aver fornito le dichiarazioni degli assicuratori che la Commissione aveva già accolto in relazione alla misura N 488/2006. L’Ungheria ammette inoltre che la garanzia fornita da Eximbank ridurrebbe i rischi che le banche commerciali si troverebbero a sostenere in sua assenza, ed è per questo che le banche hanno fornito le loro dichiarazioni in qualità di parti interessate;
d)
l’Ungheria indica che il sistema non verrebbe applicato parallelamente al già esistente sistema di assicurazione sui crediti all’esportazione N 488/06 in relazione alla stessa transazione. L’Ungheria ribadisce inoltre che un unico organismo di credito all’esportazione non può coprire tutte le PMI con un fatturato all’esportazione limitato e che ciò potrebbe portare ad una selezione pregiudizievole tra di esse. L’Ungheria ribadisce inoltre che il sistema di garanzia di Eximbank consentirebbe alle banche commerciali di accumulare esperienza quanto ai rischi in oggetto e di porre le basi per la creazione, nell’arco di 2-3 anni, di un mercato di garanzie commerciali sul credito all’esportazione;
e)
l’Ungheria sostiene che le regole relative ai crediti all’esportazione a medio e a lungo termine (5) si applicano del pari all’assicurazione, alle garanzie e al rifinanziamento del credito all’esportazione. Per tale motivo non è opportuno interpretare la comunicazione che stabilisce le regole relative all’assicurazione sui crediti all’esportazione a breve termine come se coprisse soltanto l’assicurazione e escludesse altre transazioni a breve termine, poiché ciò costituirebbe una discriminazione a danno degli istituti che erogano garanzie commerciali sui crediti all’esportazione.
4. VALUTAZIONE DELLA MISURA
(26)
La notifica concerne soltanto una parte delle attività pubbliche di Eximbank, segnatamente il sistema di garanzia per i contratti d’esportazione. Per tale motivo la valutazione di questo sistema di garanzia non pregiudica un’eventuale posizione della Commissione quanto alla relazione generale sussistente tra lo Stato e Eximbank e a qualsiasi altro prodotto di Eximbank.
4.1. Applicabilità della comunicazione sui crediti all’esportazione a breve termine
(27)
Gli argomenti addotti dalle autorità ungheresi (sintetizzati al precedente considerando 25) non fugano i dubbi iniziali della Commissione. In particolare:
a)
la decisione di avvio del procedimento afferma che, a differenza dell’assicurazione sui crediti all’esportazione, le garanzie di Eximbank concesse alle PMI esportatrici con un fatturato all’esportazione limitato non sono esclusivamente collegate ai rischi dell’acquirente. Tale differenza appare confermata dalle autorità ungheresi poiché, stando alle stesse, il rischio di non rimborso di un prestito da parte di una PMI esportatrice è collegato all’acquirente non in via esclusiva, bensì soltanto in via primaria;
b)
la decisione di avvio del procedimento indica anche che i rischi coperti dalla garanzia di Eximbank fornita all’acquirente straniero e i rischi coperti dall’assicurazione sui crediti all’esportazione sono diversi. Gli argomenti addotti dall’Ungheria non refutano questo punto;
c)
la decisione di avvio del procedimento afferma che le dichiarazioni presentate da assicuratori commerciali a conferma del fatto che essi non operano in questo specifico segmento del mercato delle garanzie sono irrilevanti, poiché, per legge, essi non sono autorizzati a concedere garanzie. Nel caso N 488/06 le stesse dichiarazioni erano pertinenti poiché tale misura riguardava l’assicurazione sui crediti all’esportazione a breve termine;
d)
la decisione di avvio del procedimento menziona inoltre il fatto che anche se i due strumenti (garanzia e assicurazione) non venissero applicati alla stessa transazione, una seconda misura darebbe ulteriori vantaggi alle PMI ungheresi esportatrici con un fatturato all’esportazione limitato. Ciò appare confermato poiché le autorità ungheresi hanno indicato che le banche commerciali sono in genere maggiormente disposte ad accettare una garanzia quale malleveria accessoria, il che implica che la disponibilità di simili garanzie comporta vantaggi aggiuntivi per le PMI;
e)
per quanto concerne le regole relative ai crediti all’esportazione a medio e lungo termine cui fa riferimento l’Ungheria, queste disposizioni si basano su disposizioni del trattato relative al commercio estero (articolo 132 del trattato). Come ha confermato la Corte di giustizia, esse non possono quindi precludere l’applicazione delle disposizioni in materia di aiuti di Stato di cui al trattato CE (6). Inoltre la comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine ha il fine dichiarato di eliminare le distorsioni della concorrenza dovute agli aiuti di Stato nel settore dell’assicurazione sul credito all’esportazione laddove vi sia concorrenza tra assicuratori sul credito all’esportazione del settore pubblico e di quello privato, vale a dire quindi che la comunicazione interessa soltanto l’assicurazione e solo ad essa si applica.
(28)
Le osservazioni delle autorità ungheresi confermano l’interpretazione contenuta nella decisione di avvio del procedimento quanto al fatto che la garanzia da concedersi ad opera di Eximbank differisce sotto importanti aspetti dall’assicurazione sul credito all’esportazione. Per tale motivo la misura non può essere valutata alla luce della comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine.
4.2. Sussistenza di un aiuto di Stato
(29)
Poiché la misura non può essere valutata alla luce della comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine si deve stabilire se essa possa essere considerata un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE (7).
(30)
Affinché una misura rientri nel campo di applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE si devono soddisfare tutti e quattro i seguenti criteri:
-
la misura deve comportare l’uso di risorse statali,
-
la misura deve conferire un vantaggio selettivo al beneficiario,
-
la misura deve incidere sugli scambi tra Stati membri,
-
la misura deve minacciare di falsare la concorrenza.
(31)
La misura è imputabile allo Stato poiché è attuata da un ente di credito all’esportazione di proprietà esclusivamente statale, costituito con i fondi dello Stato e che conduce transazioni a norma di regolamenti dello Stato nonché gode di una controgaranzia statale per i tipi di rischio in questione.
(32)
Il costo per l’assunzione delle garanzie è fissato sulla base di un sistema di tariffe commisurate all’entità del rischio che, di norma, dovrebbe comportare tariffe maggiori per i clienti a più alto rischio. Si noti in proposito che il sistema di tariffazione in base al rischio tiene conto di un’ampia gamma di fattori per quanto concerne i rischi domestici, ma si basa su un unico criterio (il paese dell’acquirente) per quanto riguarda i rischi esteri.
(33)
Le autorità ungheresi sostengono che i costi da far pagare sono in linea con le tariffe di mercato imposte dagli assicuratori commerciali internazionali o dagli erogatori di garanzie per questo tipo di rischio. L’Ungheria non ha però dimostrato (ad esempio esibendo dati indipendenti o uno studio indipendente) che i costi risultanti dalla valutazione del rischio siano di fatto in linea con i livelli di mercato.
(34)
L’affermazione che i costi per l’assunzione della garanzia coprano i costi di gestione del sistema e le attivazioni della garanzia va vista quale aspetto positivo. Resta il fatto però che questa affermazione dell’Ungheria non è stata corroborata da dati.
(35)
Le autorità ungheresi affermano inoltre che sul mercato ungherese non vi è nessuna copertura a mo’ di garanzia per i tipi di rischi in questione. Per tale motivo la misura in oggetto conferisce un vantaggio economico anche tramite l’erogazione di una copertura in forma di garanzia che altrimenti non sarebbe disponibile sul mercato.
(36)
Le autorità ungheresi non hanno formulato osservazioni su tali aspetti. La Commissione ritiene pertanto che la misura conferisca un vantaggio economico ai beneficiari.
(37)
La misura è selettiva poiché riguarda soltanto le transazioni di esportazione effettuate da PMI con un fatturato all’esportazione limitato e anche poiché la legge finanziaria annuale fissa un limite complessivo all’ammontare della garanzia concessa da Eximbank e avallata dallo Stato.
(38)
La misura ha un effetto potenziale sulla concorrenza e sugli scambi tra gli Stati membri poiché è direttamente legata a transazioni di esportazione di PMI con un fatturato all’esportazione limitato. Non sono inoltre escluse le esportazioni intracomunitarie.
(39)
Di conseguenza la misura va considerata un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
4.3. Compatibilità della misura
(40)
Un aiuto di Stato può essere dichiarato compatibile con il mercato comune se rientra in una delle eccezioni previste dal trattato CE. L’articolo 87, paragrafo 2, prevede casi di esenzione automatica dal divieto generale degli aiuti di Stato; è chiaro però che nella fattispecie non si applica nessuna di queste esenzioni.
(41)
L’articolo 87, paragrafo 3, specifica quattro tipi di casi in cui gli aiuti di Stato possono essere ritenuti compatibili con il mercato comune. L’articolo 87, paragrafo 3, lettera a), tratta degli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni svantaggiate. Si noti in proposito che, nella fattispecie, le condizioni della garanzia non sono modulate a seconda del livello di arretratezza della regione in cui la PMI esportatrice opera. Il sistema copre in effetti l’intero territorio dell’Ungheria mentre, in forza della vigente carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013 (8), soltanto parte dell’Ungheria è ammessa a beneficiare di aiuti ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera a). La misura non soddisfa nemmeno altre condizioni contenute negli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013 (9). Di conseguenza questa esenzione non si applica al caso in specie.
(42)
L’articolo 87, paragrafo 3, lettera b), stabilisce che gli aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo, oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro possono essere considerati compatibili con il mercato comune. Questa disposizione non è applicabile nel caso presente. Né vi si applica l’articolo 87, paragrafo 3, lettera d), riguardante gli aiuti destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio.
(43)
L’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), stabilisce che gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune ragioni economiche possono essere considerati compatibili con il mercato comune, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. La Commissione ha sviluppato diversi orientamenti e comunicazioni in cui delinea come intende attuare tale articolo. Poiché nessuno di questi si applica al presente caso, gli eventuali aiuti di Stato legati alla misura in oggetto vanno esaminati direttamente alla luce dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato.
(44)
In tale contesto si noti che un sistema di assicurazione sulle esportazioni che vada a vantaggio delle transazioni di esportazione delle PMI con un fatturato all’esportazione limitato esiste già ed è stato approvato dalla Commissione (10) conformemente alle disposizioni della comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine. La Commissione ritiene che l’Ungheria non abbia dimostrato la necessità di uno strumento ulteriore a vantaggio delle transazioni di esportazione delle PMI con un fatturato all’esportazione limitato.
(45)
Si rammenta inoltre che la Commissione, in linea di principio, ha rigorosamente condannato gli aiuti all’esportazione negli scambi intracomunitari, poiché le sovvenzioni all’esportazione incidono direttamente sulla concorrenza nel mercato tra fornitori di beni e servizi potenzialmente rivali. Essendo strettamente e indissolubilmente legato alla soggiacente transazione commerciale, questo aiuto all’esportazione è suscettibile di incidere negativamente e in misura considerevole sulle condizioni commerciali. Nelle sue precedenti decisioni (11) la Commissione ha indicato chiaramente che le garanzie offerte a prezzi inferiori a quelli di mercato nel contesto di contratti di esportazione all’interno della Comunità costituiscono un aiuto all’esportazione incompatibile con il mercato comune. Si considera inoltre che il sostegno degli Stati membri alle loro esportazioni al di fuori della Comunità possa incidere anch’esso sulla concorrenza all’interno della Comunità.
5. CONCLUSIONI
(46)
Per i motivi enunciati sopra la Commissione conclude che la misura comporta un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. Poiché essa non favorisce lo sviluppo di talune attività economiche o di talune aree economiche senza alterare le condizioni degli scambi in una misura contraria all’interesse comune, la misura non può essere giustificata a norma dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE e non è quindi compatibile con il mercato comune. Poiché la misura non è stata attuata non sussiste la necessità di recupero degli aiuti di Stato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’aiuto di Stato che l’Ungheria prevede di attuare sotto forma di garanzia sui crediti all’esportazione a breve termine a vantaggio delle PMI con un fatturato all’esportazione limitato è incompatibile con il mercato comune.
Di conseguenza a questo aiuto non può essere data esecuzione.
Articolo 2
Entro due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione l’Ungheria informa la Commissione delle misure adottate per adeguarvisi.
Articolo 3
La Repubblica di Ungheria è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 16 aprile 2008.

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