Document ID: 31984R0757

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REGOLAMENTO (CEE) N. 757/84 DELLA COMMISSIONE
del 22 marzo 1984
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni modelli di bilance elettroniche originari del Giappone
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 3017/79 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 1580/82 (2), in particolare l'articolo 11,
previe consultazioni in seno al comitato consultivo previsto dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Il 6 aprile 1983, la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dal Comitato europeo dei costruttori di strumenti di peso (Comité européen des constructeurs d'instruments de pesage) a nome delle ditte che rappresentano circa l'80 % della produzione comunitaria di bilance elettroniche. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping e del notevole pregiudizio da esse derivante, sufficienti a giustificare l'avvio di una procedura. Pertanto, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), la Commissione ha annunciato l'avvio di una procedura antidumping riguardante le importazioni nella Comunità di bilance per il commercio al minuto, con indicazione numerica del peso, del prezzo unitario e del prezzo da pagare, eventualmente fornite di un dispositivo per stampare le tre indicazioni suddette e normalmente chiamate « bilance elettroniche », di cui alla voce ex 84.20 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 84.20-81, originarie del Giappone; la Commissione ha iniziato un'inchiesta;
(2) La Commissione ne ha debitamente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentati del paese esportatore ed i ricorrenti ed ha offerto alle parti direttamente interessate l'opportunità di rendere note le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
Tutti gli esportatori noti e la maggior parte degli importatori hanno reso note le loro osservazioni per iscritto ed alcuni di loro hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti oralmente.
(3) Ai fini di un accertamento preliminare, la Commissione ha chiesto e ottenuto osservazioni scritte e particolareggiate da parte dei produttori comunitari ricorrenti, degli esportatori e degli importatori; inoltre, le informazioni ricevute sono state verificate con opportune indagini in loco presso i produttori comunitari e i produttori e/o gli esportatori giapponesi, come per esempio W and T Avery Ltd, Ishida Scales Manufacturing Co. Ltd, Kubota Ltd, Teraoka Seikosno Co. Ltd, Tokyo Electric Co. Ltd, Yamato Scales Co. Ltd e C. Itoh Electronics Ltd.
(4) Da dette indagini è emerso che le ditte ricorrenti Berkel GmbH e Alfred Herbert & Sons Limited sono collegate agli esportatori giapponesi dei prodotti in oggetto; pertanto, a norma dell'articolo 4, paragrafo 5, del regolamento (CEE) n. 3017/79, queste due ditte debbono essere escluse dal numero dei ricorrenti della presente procedura antidumping; di conseguenza, i produttori comunitari ricorrenti rappresentano il 72 % della produzione comunitaria di bilance elettroniche.
(5) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping ha riguardato il periodo compreso tra il settembre 1982 e l'agosto 1983.
B. Valore normale
(6) In ordine alle importazioni di tutte le bilance delle ditte Kubota e Ishida e di alcuni modelli di bilance delle ditte Yamato e Teraoka, il valore normale è stato determinato provvisoriamente sulla base dei prezzi di vendita effettivamente praticati sul mercato interno giapponese; inoltre, per la ditta Kubota, è stato effettuato un adeguamento sul prezzo delle vendite sul mercato interno onde tener conto del fatto che tali vendite sono state effettuate in perdita; l'importo dell'adeguamento è pari a quello delle perdite, cui si aggiunge un margine di utile dell'8 %, ritenuto
ragionevole sulla base del rendimento dei produttori giapponesi di bilance negli ultimi 3 anni.
(7) Per le importazioni di alcuni modelli di bilance delle ditte Yamato e Teraoka, nonché di tutte quelle della Tokyo Elettric Co., il valore normale è stato provvisoriamente determinato sulla base dei costi di produzione e delle spese generali, cui è stato aggiunto un ragionevole margine dell'8 %, determinato come sopra. Il ricorso al valore costruito in tal caso era giustificato, per le ditte Yamato, Teraoka e Tokyo Electric Co. e per determinati modelli, data la mancanza di prodotti simili, oppure, per quanto riguarda altri due modelli di bilance esportate dalla Tokyo Electric Co., dato che le vendite di prodotti simili sul mercato interno giapponese non avevano avuto luogo nel corso di normali operazioni commerciali.
C. Prezzo all'esportazione
(8) I prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per i prodotti venduti ai fini dell'esportazione verso la Comunità. Tuttavia, laddove le esportazioni erano destinate a società consociate o a filiali nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati costruiti in base ai prezzi ai quali il prodotto importato è stato rivenduto per la prima volta ad un acquirente indipendente, opportunamente modificati per tener conto di tutti i costi sostenuti fra l'importazione e la rivendita, compresi i dazi doganali, e di un margine di utile dell'8 %, giudicato equo in considerazione dei margini di utile realizzati dagli importatori indipendenti del prodotto in questione. In particolare, per quanto riguarda la ditta Kubota Ltd, le cui esportazioni nella Comunità vengono effettuate dalla società giapponese C. Itoh Electronics Ltd, sono stati presi in considerazione i prezzi all'esportazione di quest'ultima società.
(9) Diversi esportatori giapponesi hanno addotto che, poiché il prezzo all'esportazione ed il prezzo normale non erano comparabili, si sarebbero dovuti effettuare i debiti adeguamenti in conformità all'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento (CEE) n. 3017/79, che prevede disposizioni in ordine alle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi. Pertanto, sono stati apportati adeguamenti per tener conto, ove necessario, delle differenze relative alle condizioni di pagamento, al livello commerciale, nonché alle caratteristiche tecniche che incidono sulla paragonabilità dei prezzi, nella misura in cui è stato possibile determinare dette differenze con sufficiente certezza.
D. Margini
(10) Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping da parte di tutti gli esportatori interessati, con un margine pari alla differenza tra il valore normale determinato in precedenza e il prezzo all'esportazione nella Comunità.
L'entità di detti margini varia in funzione dell'esportazione, dello Stato membro importatore e del tipo di bilancia elettronica interessata, con una media ponderata per ciascun esportatore oggetto dell'indagine pari a:
- C. Itoh Electronics (esportatore di bilance fabbricate da Kubota Ltd): 51,88 ECU,
- Yamato Scale Co. Ltd: 16,50 ECU,
- Ishida Scales Manufacturing Co. Ltd: 10,56 ECU,
- Teraoka Seikosno Co. Ltd: 34,27 ECU,
- Tokyo Electric Co.: 21,05 ECU.
E. Pregiudizio
(11) In ordine al pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping, dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta che le importazioni nella Comunità di bilance elettroniche provenienti dal Giappone sono aumentate notevolmente, passando da 4 167 unità nel 1980 a 8 315 unità nel 1982; inoltre, dall'inchiesta è emerso che il totale noto delle esportazioni giapponesi dei suddetti prodotti nella Comunità aveva raggiunto 9 445 unità dal settembre 1982 all'agosto 1983.
Anche la quota di mercato detenuta dalle importazioni giapponesi nella Comunità è aumentata, passando dal 6,01 % nel 1980 al 10,05 % nel 1982. È stato inoltre constatato che i prezzi di vendita nella Comunità di alcune bilance elettroniche giapponesi sono stati inferiori di più del 50 % ai prezzi di vendita dei prodotti simili fabbricati dall'industria comunitaria.
(12) L'industria comunitaria per la quale deve essere valutato l'effetto delle importazioni oggetto di dumping è costituita dai fabbricanti europei di bilance elettroniche.
(13) Le principali conseguenze di dette importazioni sull'industria comunitaria sono consistite in un calo dei prezzi che ammonta in certi casi al 10 %, in una riduzione dei posti di lavoro di più di 700 unità dal 1980, nonché in margini di utile insuffi cienti per consentire a questo settore tecnologicamente progredito gli investimenti indispensabili al miglioramento della produttività e allo sviluppo dei prodotti.
(14) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio sia stato causato da altri fattori quali il volume e il prezzo delle altre importazioni oppure l'andamento della domanda. Le importazioni nella Comunità economica europea provenienti da tutte le origini diverse dal Giappone sono diminuite, passando da 4 581 unità a 1 704 unità tra il 1980 e il 1982; nella stesso periodo, il consumo nella Comunità è aumentato. Nondimeno, è assodato che la riduzione delle importazioni da altre fonti ha giovato alle importazioni oggetto di dumping in misura maggiore che alla produzione comunitaria.
(15) Pertanto, l'incremento notevole delle importazioni oggetto di dumping e i relativi prezzi di vendita nella Comunità hanno indotto la Commissione a stabilire che le conseguenze delle importazioni oggetto di dumping di talune bilance elettroniche originarie del Giappone provocano un notevole pregiudizio all'industria comunitaria interessata.
F. Interesse della Comunità
(16) Dopo aver esaminato gli interessi comunitari, nonché il dumping ed il pregiudizio provvisoriamente stabiliti, la Commissione ha concluso che è necessario adottare misure opportune. Onde evitare qualsiasi ulteriore pregiudizio prima che l'indagine sia conclusa, tali misure devono concretarsi nell'importazione di un dazio antidumping provvisorio.
G. Importo del dazio
(17) Considerata l'entità del pregiudizio causato, l'aliquota del dazio dovrebbe corrispondere al margine di dumping provvisoriamente determinato. Per quanto riguarda i prodotti esportati da ditte giapponesi ignote alla Commissione, tale aliquota dovrebbe essere pari all'aliquota più elevata riscontrata.
(18) È opportuno fissare un termine entro il quale le parti interessate possano rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere sentite oralmente,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di bilance per il commercio al minuto, con indicazione numerica del peso, del prezzo unitario e del prezzo da pagare, eventualmente fornite di un dispositivo per stampare le tre indicazioni suddette e normalmente chiamate « bilance elettroniche », di cui alla voce ex 84.20 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 84.20-81, originarie del Giappone.
2. L'importo del dazio è pari a 51,88 ECU per bilancia. Detto importo è comunque fissato a:
- 16,50 ECU per bilancia, per le importazioni di prodotti fabbricati ed esportati dalla Yamato Scale Co. Ltd;
- 34,27 ECU per bilancia, per le importazioni di prodotti fabbricati ed esportati dalla Teraoka Seikosno Co. Ltd;
- 10,56 ECU per bilancia, per le importazioni di prodotti fabbricati ed esportati dalla Ishida Scales Manufacturing Co. Ltd;
- 21,05 ECU per bilancia, per le importazioni di prodotti fabbricati ed esportati dalla Tokyo Electric Co. Ltd.
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 3017/79, entro il termine di un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento, le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere sentite oralmente dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 3017/79, il presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non approvi misure definitive prima della scadenza di detto periodo. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 22 marzo 1984.

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