Document ID: 31991D0591

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 5 novembre 1991 recante modifica della decisione 90/613/CEE che approva le deroghe, previste dall'Italia, a talune disposizioni della direttiva 77/93/CEE del Consiglio per quanto riguarda i tuberi-seme di patata originari della Polonia (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede) (91/591/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la direttiva 77/93/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro l'introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali (1), modificata da ultimo dalla direttiva 91/27/CEE (2), in particolare l'articolo 14, paragrafo 2 e l'allegato IV, parte A, punto 24,
considerando che, a norma della direttiva 77/93/CEE, i tuberi di patata originari di paesi terzi in cui sia stata constatata la presenza del viroide dell'affusolamento dei tuberi di patata possono, in linea di massima, essere introdotti nella Comunità soltanto a condizione che ne sia stato soppresso il potere germinativo, a causa del rischio di propagazione del viroide in questione, e che - se sono originari di un paese nel quale è nota la presenza del Corynebacterium sepedonicum - siano state osservate, nel paese d'origine, disposizioni riconosciute equivalenti alle disposizioni comunitarie in materia di lotta contro questo organismo nocivo;
considerando che in forza dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), punto iii) della suddetta direttiva gli Stati membri possono prevedere deroghe alla norma concernente la soppressione del potere germinativo, purché non esistano rischi di propagazione di organismi nocivi; che tali deroghe sono soggette ad approvazione, subordinata a talune condizioni, in conformità dell'articolo 14, paragrafo 2, e devono altresì soddisfare i requisiti di cui all'allegato IV, parte A, punto 24;
considerando che, in Italia, la coltivazione delle patate della varietà Sieglinde è ormai diventata una pratica consolidata; che parte del fabbisogno di tuberi-seme di questa varietà viene soddisfatto attraverso importazioni dalla Polonia;
considerando che le deroghe previste dall'Italia sono già state approvate per le ultime quattro campagne di commercializzazione dei tuberi-seme di patata con decisioni 88/177/CEE (3), 88/632/CEE (4), 89/606/CEE (5) e 91/613/CEE (6) della Commissione, in base al sistema di « zone chiuse » e subordinatamente a talune condizioni tecniche volte a prevenire il rischio di propagazione di organismi nocivi;
considerando che l'Italia ha espresso l'intenzione di prevedere deroghe per l'attuale campagna di commercializzazione dei tuberi-seme di patata;
considerando che è noto che il territorio della Polonia non è ancora esente dal viroide dell'affusolamento dei tuberi di patata né dal Corynebacterium sepedonicum;
considerando che la Polonia ha messo in atto un programma di eradicazione di tali organismi nocivi, applicato su base regionale; che si può ragionevolmente ritenere che il programma di eradicazione di tali organismi nocivi sia risultato pienamente efficace almeno in talune « zone chiuse » (strefy zamkniete) del voivodato di Lomza;
considerando che non si sono riscontrate malattie nei campioni prelevati dai tuberi-seme importati in base alla decisione 90/613//CEE; che la Polonia ha informato la Commissione che i tuberi-seme della varietà Sieglinde ottenuti nel 1991 nelle summenzionate « zone chiuse » sono originari di uno Stato membro nel quale non si è constatata la presenza del Corynebacterium sepedonicum, e sono stati ufficialmente certificati in virtù della direttiva 66/403/CEE del Consiglio (7), modificata da ultimo dalla direttiva 90/127/CEE (8);
considerando che le informazioni disponibili raccolte nel corso della missione condotta in Polonia nel 1990 non hanno evidenziato elementi che mettano in dubbio il corretto funzionamento del succitato sistema di « zone chiuse » e che impediscano quindi di riconoscere le disposizioni applicate come equivalenti alle disposizioni comunitarie in materia di lotta contro il Corynebacterium sepedonicum;
considerando che è pertanto lecito ritenere che non sussistano rischi di propagazione degli organismi nocivi in questione, a condizione che i tuberi-seme siano originari di tali zone e che siano rispettate talune condizioni tecniche particolari;
considerando che la Commissione provvederà affinché la Polonia renda disponibili tutte le informazioni tecniche necessarie per controllare l'attuazione delle misure di protezione richieste dalla situazione sopra indicata, nonché per valutare i progressi del programma polacco di eradicazione;
considerando perciò che le deroghe previste dall'Italia devono ora essere approvate per la campagna di commercializzazione in corso, purché comprendano le condizioni succitate, ferme restando le direttive del Consiglio 66/403/CEE e 70/457/CEE (9), modificata da ultimo dalla direttiva 90/654/CEE (10);
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La decisione 90/613/CEE è modificata come segue:
1) All'articolo 2, la data del 1o giugno 1991 è sostituita dalla data del 1o giugno 1992.
2) All'articolo 3, il membro di frase « tra il 15 ottobre 1990 e il 31 marzo 1991 » è sostituito dal seguente: « tra il 15 ottobre 1991 e il 31 marzo 1992 ».
3) All'articolo 3 i termini « prima di tale data » sono sostituito dai seguenti: « prima del 31 marzo 1992 ».
4) Nell'allegato, il testo della lettera b): « b) i tuberi-seme debbono essere stati prodotti esclusivamente con tuberi-seme della categoria "Elite", prodotti nella "zona chiusa" di cui alla lettera a) » è sostituito dal testo seguente: « b) i tuberi-semi debbono essere stati prodotti esclusivamente con tuberi-semi della categoria "Elite", importanti in provenienza da uno Stato membro nel quale non si sia constatata la presenza del Corynbacterium sepedonicum. »
5) Nell'allegato, lettera g), la data del 15 aprile 1991 è sostituita dalla data del 15 aprile 1992.
Articolo 2
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione. Fatto a Bruxelles, il 5 novembre 1991.

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