Document ID: 31996D0112

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 22 gennaio 1996 che autorizza gli Stati membri a prevedere deroghe a talune disposizioni della direttiva 77/93/CEE del Consiglio per le patate destinate al consumo umano originarie del Sudafrica (96/112/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 77/93/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità (1), modificata da ultimo dalla direttiva 95/66/CE della Commissione (2), in particolare l'articolo 14, paragrafo 1,
viste le istanze presentate dalla Germania e dal Regno Unito,
considerando che, in virtù della direttiva 77/93/CEE, i tuberi di patate destinati al consumo umano originari del Sudafrica di norma non possono essere introdotti nella Comunità a causa del rischio di introduzione di malattie esotiche della patata sconosciute nella Comunità;
considerando che, con decisioni 93/159/CEE (3) e 95/95/CE (4), la Commissione ha autorizzato alcuni Stati membri a prevedere deroghe, a certe condizioni, per le patate destinate al consumo umano originarie del Sudafrica, durante le campagne 1993 e 1995;
considerando che, nei campioni prelevati dalle patate importate ai sensi della decisione 93/159/CEE, non è stata riscontrata la presenza di malattie o di organismi nocivi e che, a seguito di motivi tecnici, non sono state effettuate importazioni ai sensi della decisione 95/95/CE;
considerando che sussistono tuttora le circostanze che giustificavano l'autorizzazione suddetta;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Gli Stati membri sono autorizzati a disporre, alle condizioni stabilite al paragrafo 2, deroghe all'articolo 4, paragrafo 1 della direttiva 77/93/CEE con riguardo ai divieti di cui alla parte A, punto 12 dell'allegato III della stessa direttiva, per le patate destinate al consumo umano originarie del Sudafrica.
2. Devono essere soddisfatte le seguenti condizioni specifiche:
a) deve trattarsi di patate destinate al consumo umano;
b) le patate devono essere state ottenute da tuberi-seme certificati in conformità del sistema di certificazione del Sudafrica oppure da tuberi-seme certificati in uno degli Stati membri;
c) le patate devono essere state coltivate in regioni determinate, notoriamente indenni da Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith;
d) devono proseguire sistematicamente i controlli periodici delle importazioni di patate nel Sudafrica e delle patate da semina e da consumo commercializzate in Sudafrica, mediante esami e analisi di campioni rappresentativi effettuati secondo metodi scientificamente riconosciuti per la ricerca di Clavibacter michiganensis (Smith) Davis et al. ssp. sepedonicus (Spieckermann et Kotthoff) Davis et al., di Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith e del viroide dell'affusolamento dei tuberi di patate (potato spindle tuber viroid);
e) i macchinari impiegati per la manipolazione delle patate devono essere appositamente destinati a tale uso, oppure essere idoneamente disinfettati ogniqualvolta vengano utilizzati per altri scopi;
f) le patate devono essere imballate in sacchi nuovi o in contenitori idoneamente disinfettati; su ciascun sacco o contenitore dev'essere apposta un'etichetta ufficiale recante le informazioni specificate nell'allegato;
g) prima di essere esportate, le patate devono essere pulite in modo da eliminare ogni traccia di terra, foglie o altri residui vegetali;
h) le patate destinate alla Comunità devono essere accompagnate da un certificato fitosanitario rilasciato in Sudafrica conformemente all'articolo 7 della direttiva 77/93/CEE, dopo l'esame contemplato dalla medesima, segnatamente per accertare l'indennità dagli organismi nocivi di cui alla lettera d).
Il certificato deve recare, al punto « Dichiarazione supplementare », l'indicazione « la presente partita è conforme ai requisiti prescritti dalla decisione 96/112/CE »;
i) le patate devono essere introdotte attraverso i punti di entrata designati ai fini della presente deroga dallo Stato membro che vi fa ricorso;
j) prima dell'introduzione nella Comunità, l'importatore deve notificare ogni importazione con sufficiente anticipo agli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro di introduzione, il quale trasmetterà i dati di tale notifica alla Commissione, indicando:
- il tipo di materiale,
- il quantitativo,
- la data dichiarata d'introduzione e la conferma del punto di entrata,
- gli impianti di cui alla lettera l).
L'importatore deve essere ufficialmente informato, prima dell'importazione, delle condizioni di cui alle lettere da a) a k);
k) le ispezioni di cui all'articolo 12 della direttiva 77/93/CEE debbono essere effettuate dagli organismi ufficiali responsabili di cui alla stessa direttiva. Fatta salva la prima possibilità delle ispezioni di cui all'articolo 19 bis, paragrafo 3, secondo trattino della direttiva citata, la Commissione stabilisce in quale misura la seconda possibilità delle ispezioni di cui allo stesso trattino possa essere integrata nel programma d'ispezione conformemente all'articolo 19 bis, paragrafo 5, lettera c) della stessa direttiva;
l) le patate sono imballate e reimballate soltanto in impianti autorizzati e registrati dagli organismi ufficiali responsabili suddetti;
m) le patate sono imballate o reimballate in imballaggi chiusi pronti per la consegna diretta ai rivenditori o ai consumatori finali, di peso non superiore a quello abitualmente praticato a tale scopo nello Stato membro di introduzione, e comunque non superiore a 25 kg; sull'imballaggio devono figurare il numero degli impianti registrati di cui alla lettera l) e la menzione che le patate sono originarie del Sudafrica;
n) gli Stati membri che si avvalgono della deroga in questione provvedono, di concerto con lo Stato membro d'importazione, affinché vengano prelevati, da ogni consegna di 50 tonnellate di patate importate a norma della presente decisione o da parte della stessa, almeno due campioni di 200 tuberi da analizzare per la ricerca dello Pseudomonas solanacearum secondo la procedura di quarantena n. 26 per tale organismo nocivo stabilito dall'Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante (5) o secondo un'altra procedura riconosciuta conformemente a quanto stabilito all'articolo 16 bis della direttiva 77/93/CEE, ed eventualmente del Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus, quest'ultima secondo i metodi ufficiali della Comunità per l'individuazione e la diagnosi del Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus; nei casi sospetti le partite devono restare separate sotto controllo ufficiale e non possono venire commercializzate o utilizzate fino a quando le analisi non abbiano escluso la presenza del Clavibacter michiganensis ssp. sepedonicus e dello Pseudomonas solanacearum.
Articolo 2
Gli Stati membri informano la Commissione e gli altri Stati membri sull'uso fatto dell'autorizzazione. Essi trasmettono inoltre alla Commissione e agli altri Stati membri, prima del 1° settembre 1996, le informazioni concernenti i quantitativi di patate importati in virtù della presente decisione e una relazione tecnica su tutti gli esami ufficiali effettuati a norma dell'articolo 1, paragrafo 2, lettera n); una copia di ciascun certificato fitosanitario viene inviata alla Commissione.
Articolo 3
1. L'autorizzazione di cui all'articolo 1 si applica nel periodo compreso tra il 15 gennaio e il 30 giugno 1996.
2. L'autorizzazione è revocata se viene constatato che le condizioni prescritte all'articolo 1, paragrafo 2, non sono sufficienti ad evitare l'introduzione di organismi nocivi o se tali condizioni non sono state rispettate.
Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 22 gennaio 1996.

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