Document ID: 32001D0822

Decisione del Consiglio
del 27 novembre 2001
relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità europea
("Decisione sull'associazione d'oltremare")
(2001/822/CE)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in seguito denominato il trattato, in particolare l'articolo 187,
vista la proposta della Commissione,
considerando quanto segue:
(1) La decisione 91/482/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1991, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità economica europea(1), è stata applicata fino al 1o dicembre 2001. A norma dell'articolo 240, paragrafo 4, della stessa, il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, stabilisce le disposizioni necessarie per la successiva applicazione dei principi enunciati negli articoli da 182 a 186 del trattato.
(2) La dichiarazione n. 36 sui paesi e territori d'oltremare, in seguito denominati PTOM, allegata all'atto finale della conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri firmato ad Amsterdam nel 1997, invita il Consiglio a procedere, a norma dell'articolo 187 del trattato, a un riesame del regime di associazione dei PTOM, con un quadruplice obiettivo:
- promuovere in modo più efficace lo sviluppo economico e sociale dei PTOM,
- sviluppare le relazioni economiche tra i PTOM e l'Unione europea,
- prendere in maggiore considerazione la diversità e le caratteristiche specifiche dei singoli PTOM, anche per quanto riguarda la libertà di stabilimento,
- assicurare che sia migliorata l'efficacia dello strumento finanziario.
(3) L'11 febbraio 1999 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sulle relazioni tra PTOM, Stati ACP e regioni ultraperiferiche dell'Unione europea(2). Inoltre, il 4 ottobre 2001 esso ha adottato una risoluzione su proposta della Commissione per una decisione del Consiglio relativa all'associazione dei PTOM alla Comunità europea(3).
(4) Nella comunicazione del 20 maggio 1999 intitolata "Riflessioni sullo statuto dei PTOM associati alla Comunità e orientamenti su 'PTOM 2000'", la Commissione ha analizzato le caratteristiche e l'evoluzione dell'associazione PTOM-CE dal 1957 in poi, ha ricordato i principi fondamentali e il contesto attuale dell'associazione e ha indicato orientamenti alternativi per il periodo che avrebbe avuto inizio il 1o marzo 2000.
(5) A norma dell'articolo 10 della decisione 91/482/CEE, le autorità competenti dei PTOM hanno informato la Commissione delle modifiche o delle aggiunte di cui auspicano l'introduzione, in particolare in occasione di una riunione di partenariato tenutasi nei giorni 29 e 30 aprile 1999 tra la Commissione, i quattro Stati membri cui sono connessi i PTOM e i venti PTOM interessati.
(6) I PTOM, che non sono paesi terzi né fanno parte del mercato unico, devono adempiere gli obblighi commerciali stabiliti per i paesi terzi, specie per quanto riguarda le norme di origine, il rispetto delle norme sanitarie e fitosanitarie e le misure di salvaguardia.
(7) In linea di principio il Consiglio, al momento dell'adozione di misure a norma dell'articolo 187 del trattato, deve tener conto sia dei principi esposti nella parte quarta del trattato stesso, sia degli altri principi del diritto comunitario. Dovrebbe inoltre tener conto dell'esperienza acquisita nell'attuazione del regime commerciale contemplato dalla decisione 91/482/CEE.
(8) Tale regime, che prevede al tempo stesso il libero accesso in esenzione da dazi doganali per i prodotti originari dei PTOM e norme d'origine che consentono il cumulo con prodotti originari degli Stati ACP, che beneficiano di un regime diverso, o della Comunità, provoca o rischia di provocare gravi perturbazioni al funzionamento di alcune organizzazioni comuni di mercato della politica agricola comune, in particolare a quelle del riso e dello zucchero. Tali perturbazioni hanno spinto in diverse occasioni la Commissione e il Consiglio ad adottare misure di salvaguardia.
(9) Per quanto attiene al riso, le modifiche introdotte in occasione del riesame intermedio della decisione(4), limitando la possibilità di ricorso al cumulo dell'origine, hanno consentito di mantenere per prodotti dei PTOM un accesso al mercato comunitario a condizioni atte a preservarne l'equilibrio. Questo accesso dovrebbe essere migliorato nei confronti dei PTOM meno sviluppati, ma senza modificare il quantitativo globale che beneficia del cumulo. Poiché soltanto altri due PTOM hanno operato in questo settore, i quantitativi disponibili rimanenti dovrebbero essere assegnati loro, nell'interesse della trasparenza.
(10) Nel caso dello zucchero e delle miscele di zucchero, invece, l'incremento delle esportazioni dai PTOM di zucchero originario degli Stati ACP o della Comunità verso un mercato largamente eccedentario, ha comportato una più consistente riduzione della quota concessa ai produttori comunitari con conseguente maggiore perdita di reddito garantito.
(11) Inoltre, in considerazione del fatto che attualmente, nel settore dello zucchero, sono sufficienti operazioni minime, che comportano un valore aggiunto ridotto, per ottenere lo status di prodotto originario dei PTOM, il contributo che tali esportazioni possono fornire allo sviluppo di questi territori non può essere che estremamente limitato e certo del tutto sproporzionato rispetto alle perturbazioni provocate nei settori comunitari interessati.
(12) Per tali motivi occorrerebbe adottare norme d'origine che escludano, per lo zucchero, la possibilità del cumulo dell'origine ACP/PTOM/CE in caso di operazioni minime. Tuttavia, tenuto conto degli investimenti già fatti nei PTOM in virtù della normativa in vigore dal 1991, tale esclusione dovrebbe entrare in vigore in modo graduale. Pertanto, fatta salva l'adozione delle necessarie disposizioni di applicazione, si dovrebbe consentire temporaneamente di applicare il cumulo, entro limiti quantitativi progressivamente ridotti che siano compatibili con gli obiettivi dell'organizzazione comune di mercato della Comunità per quanto riguarda lo zucchero, pur tenendo debitamente conto dei legittimi interessi degli operatori PTOM.
(13) È poi opportuno prevedere che prodotti agricoli originari della Comunità e che hanno beneficiato di una restituzione all'esportazione non possono essere reimportati nella Comunità in esenzione doganale.
(14) Occorrerebbe inoltre che tutte le norme d'origine PTOM siano aggiornate per tenere conto dei progressi tecnici e della politica di armonizzazione di tali norme adottata dalla Comunità nell'interesse degli operatori e delle amministrazioni interessati. Analogamente è opportuno semplificare la procedura in modo che in futuro sia più agevole apportare a tali norme le necessarie modifiche tecniche.
(15) Dovrebbe essere completata e precisata la procedura per il trasbordo di prodotti non originari dei PTOM ma ivi in libera pratica, al fine di garantire un quadro giuridico trasparente e sicuro per gli operatori e le amministrazioni. La procedura dovrebbe essere estesa per coprire altresì taluni prodotti della pesca di particolare importanza per la Groenlandia e Saint-Pierre e Miquelon, fatta salva l'adozione delle necessarie disposizioni di applicazione.
(16) Le disposizioni generali del trattato e il diritto derivato non si applicano automaticamente ai PTOM, salvo esplicite disposizioni contrarie. I prodotti dei PTOM importati nella Comunità devono tuttavia rispettare la vigente normativa comunitaria.
(17) L'aiuto finanziario ai PTOM dovrebbe essere ripartito in base a criteri uniformi, trasparenti ed efficaci, in funzione delle necessità e dei risultati dei PTOM. I criteri dovrebbero tener conto in particolare delle caratteristiche fisiche ed economiche dei PTOM, dell'utilizzazione delle assegnazioni precedenti, del rispetto dei principi di sana gestione finanziaria, di una politica tributaria equa, della capacità di assorbimento stimata, della necessità di costituire una riserva per finanziare spese non programmabili e una transizione senza scosse in modo da evitare improvvisi e significativi ostacoli all'assegnazione dei fondi per la Nuova Caledonia, la Polinesia francese e le Antille olandesi. A fini di efficienza, di semplificazione e di riconoscimento delle capacità di gestione delle autorità dei PTOM, occorrerebbe optare per una gestione più compartecipativa delle risorse finanziarie concesse ai PTOM applicando procedure basate sulle norme vigenti per i Fondi strutturali.
(18) A tal fine le procedure conferiscono in particolare ai PTOM la responsabilità principale della programmazione e dell'attuazione della cooperazione, da realizzarsi essenzialmente in conformità delle regolamentazioni territoriali dei PTOM, pur confermando il sostegno della Comunità e più in particolare della Commissione in materia di verifica, valutazione e revisione finanziaria delle azioni programmate. Inoltre, è necessario specificare quali programmi comunitari e quali linee di bilancio sono aperti ai PTOM, nonché le procedure per una transizione graduale dai FES precedenti al nono FES.
(19) L'evoluzione del contesto mondiale, che si traduce in una liberalizzazione ininterrotta degli scambi, tocca da vicino sia la Comunità, primo partner commerciale dei PTOM, sia gli Stati ACP situati nelle vicinanze dei PTOM e gli altri partner economici di questi paesi. Quanto alle condizioni di accesso al mercato, il livello dei dazi ha un'incidenza sempre più limitata, mentre assumono sempre più importanza gli scambi di servizi e i settori legati al commercio nelle relazioni fra i PTOM e i loro partner economici. Pur mantenendo sostanzialmente invariati gli orientamenti di base del regime commerciale in vigore, occorrerebbe quindi favorire dette relazioni e semplificare le condizioni per la progressiva integrazione nell'economia regionale e mondiale dei PTOM che lo desiderino aiutandoli a potenziare la loro capacità di gestirne tutti questi nuovi settori.
(20) Le misure necessarie per l'attuazione della presente decisione sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione(5). Tuttavia, trattandosi in questo caso dell'attuazione del 9o FES, i voti e la maggioranza dovrebbero essere quelli previsti all'articolo 21 dell'accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, sul finanziamento e la gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché sulla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato(6), in seguito denominato l'"accordo interno".
(21) I PTOM sono ambienti insulari fragili che richiedono una protezione adeguata, tra l'altro per quanto attiene alla gestione dei rifiuti. Quanto ai rifiuti radioattivi, tale protezione è prevista ai sensi dell'articolo 198 del trattato Euratom e conseguente normativa, fatta eccezione per la Groenlandia cui non si applica tale trattato. Relativamente ad altri rifiuti, occorrerebbe specificare quali norme comunitarie vadano applicate nei confronti dei PTOM.
(22) Le disposizioni di associazione stabilite nella presente decisione non dovrebbero applicarsi a Bermuda conformemente ai desiderata del governo di quest'ultima.
(23) Il Consiglio dovrebbe dare una risposta innovativa su tutte le summenzionate nuove questioni, che sia coerente e consona alle diverse situazioni. Un nuovo status per l'associazione può costituire una siffatta risposta,
DECIDE:
PARTE PRIMA
DISPOSIZIONI GENERALI DELL'ASSOCIAZIONE DEI PTOM ALLA COMUNITÀ
Capitolo 1
Disposizioni generali
Articolo 1
Finalità, obiettivi e principi
1. L'associazione dei PTOM alla Comunità (in seguito denominata "associazione PTOM-CE") ha come base la finalità di cui all'articolo 182 del trattato, vale a dire la promozione dello sviluppo economico e sociale dei PTOM e l'instaurazione di strette relazioni economiche tra essi e la Comunità nel suo insieme.
Essa persegue gli obiettivi stabiliti all'articolo 183 del trattato nel rispetto dei principi sanciti agli articoli da 184 a 188 del trattato, concentrandosi sulla riduzione, sulla prevenzione, nonché, a termine, sull'eliminazione della povertà, sullo sviluppo sostenibile e sulla progressiva integrazione nell'economia regionale e mondiale.
2. L'associazione riguarda i PTOM elencati nell'allegato IA.
3. A norma dell'articolo 188 del trattato, la presente decisione si applica alla Groenlandia fatte salve le disposizioni specifiche che figurano nel protocollo concernente il regime particolare applicabile alla Groenlandia, allegato al trattato.
Articolo 2
Elementi di base
1. L'associazione PTOM-CE è improntata ai seguenti principi: libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e stato di diritto. Tali principi sui quali si fonda l'Unione a norma dell'articolo 6 del trattato sull'Unione europea, sono comuni agli Stati membri e ai PTOM cui sono connessi.
2. Non esistono discriminazioni derivanti dal sesso, dalla razza o dall'origine etnica, dalla religione o dalle convinzioni personali, da un handicap, dall'età o dalle tendenze sessuali nei settori di cooperazione menzionati nella presente decisione.
Articolo 3
I PTOM meno sviluppati
1. La Comunità riserva un trattamento particolare ai PTOM meno sviluppati e a quelli che non possono beneficiare della cooperazione e dell'integrazione regionali di cui all'articolo 16.
2. In considerazione di queste difficoltà, la cooperazione per il finanziamento dello sviluppo comporta, tra l'altro, un trattamento speciale nel determinare il volume delle risorse finanziarie e le relative condizioni per consentire ai PTOM meno sviluppati di superare gli ostacoli allo sviluppo, siano essi strutturali o di altra natura. La cooperazione privilegia, nel quadro della lotta contro la povertà, il miglioramento delle condizioni di vita delle fasce più sfavorite della popolazione.
3. L'elenco dei PTOM considerati meno sviluppati ai sensi della presente decisione, che figura nell'allegato IB, è modificato con decisione del Consiglio, che delibera all'unanimità su proposta della Commissione, quando la situazione economica di un PTOM cambi in maniera sostanziale e duratura, giustificandone l'inclusione nella categoria dei PTOM meno sviluppati, oppure quando detta inclusione non sia più giustificata.
Capitolo 2
Attori della cooperazione nei PTOM
Articolo 4
Principi
1. Nell'ambito del partenariato di cui all'articolo 7, il compito di definire le strategie di associazione e di sviluppo e la relativa attuazione attraverso l'elaborazione, insieme alla Commissione e allo Stato membro cui è connesso il PTOM, dei documenti unici di programmazione (in seguito denominati DOCUP) e dei programmi di cooperazione spettano in primo luogo alle autorità dei PTOM.
2. La Comunità riconosce che gli attori decentrati pubblici e privati danno un contributo determinante al conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 183 del trattato.
3. Le parti attuano la presente decisione secondo principi di trasparenza, sussidiarietà e ricerca dell'efficacia.
Articolo 5
I diversi attori in causa
1. Gli attori della cooperazione nei PTOM comprendono:
- le autorità del PTOM,
- le altre autorità regionali e locali distribuite nei PTOM,
- la società civile, le organizzazioni socioprofessionali e sindacali, i prestatori di servizi pubblici e le organizzazioni non governative (ONG) locali, nazionali o internazionali.
Gli Stati membri cui sono connessi i PTOM comunicano alla Commissione entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente decisione quali sono le autorità nazionali, regionali o locali menzionate nei vari articoli della decisione.
2. Il riconoscimento degli attori non governativi si basa sulla loro capacità di soddisfare i bisogni della popolazione locale, sulle loro competenze e sul carattere democratico e trasparente della loro organizzazione e gestione.
3. Gli attori non governativi sono individuati di comune accordo tra le autorità dei PTOM, la Commissione e lo Stato membro cui è connesso il PTOM, tenendo conto delle questioni trattate, delle loro competenze e dei loro settori di attività. Il processo di individuazione ha luogo in ciascun PTOM, nell'ambito dell'elaborazione dei programmi di cooperazione di cui all'articolo 4.
Articolo 6
Compiti dei vari attori non governativi
Gli attori non governativi individuati a norma dell'articolo 5, paragrafo 3, possono:
- essere informati e consultati,
- partecipare all'elaborazione e all'attuazione dei programmi di cooperazione,
- partecipare alla cooperazione decentrata in base alle competenze trasferite onde favorire le iniziative locali di sviluppo.
Capitolo 3
Principi e procedure del partenariato PTOM-CE
Articolo 7
Dialogo e partenariato
1. Per consentire ai PTOM di partecipare pienamente all'attuazione dell'associazione PTOM-CE nel rispetto delle modalità di organizzazione delle istituzioni degli Stati membri interessati, l'associazione prevede una procedura di consultazione basata sulle disposizioni in appresso. Essa riguarda tutte le questioni che si pongono nelle relazioni fra i PTOM e la Comunità.
2. Un dialogo su ampia base dovrebbe consentire alla Comunità, a tutti i PTOM e agli Stati membri cui sono connessi di consultarsi reciprocamente su principi, procedure dettagliate e risultati dell'associazione.
Un forum di dialogo PTOM-UE, in seguito denominato "Forum PTOM", riunisce una volta all'anno le autorità dei PTOM, i rappresentanti degli Stati membri e la Commissione.
3. Esiste un partenariato separato tra la Commissione, lo Stato membro cui è connesso il PTOM e ciascun PTOM, rappresentato dalle sue autorità, per consentire di realizzare gli obiettivi e i principi della presente decisione, in particolare quelli di cui agli articoli 4 e 19. Detta consultazione trilaterale è denominata, in prosieguo, "partenariato".
Sono istituiti gruppi di lavoro del partenariato di natura consultiva per ciascun PTOM. Vi partecipano i tre partner suddetti. Tali gruppi di lavoro possono essere riuniti a richiesta della Commissione, di uno Stato membro o di un PTOM. Su richiesta di uno dei partner, vari gruppi di lavoro del partenariato possono tenere riunioni congiunte per esaminare temi di interesse comune agli aspetti regionali dell'associazione.
4. La consultazione si tiene in piena conformità delle rispettive competenze istituzionali, giuridiche e finanziarie di ciascuno dei tre partner.
La Commissione assume la presidenza dei gruppi di lavoro e del Forum PTOM e ne assicura il segretariato.
Un rappresentante della Banca europea per gli investimenti, in seguito denominata "BEI", presenzia alle riunioni nel cui ordine del giorno figurano questioni di competenza della banca.
5. Se del caso, i pareri dei gruppi di lavoro e del Forum PTOM danno luogo a decisioni della Commissione, nei limiti delle sue competenze, o a proposte della Commissione al Consiglio necessarie per attuare i nuovi elementi dell'associazione PTOM-CE o per modificarla in base all'articolo 187 del trattato.
Articolo 8
Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE
Le autorità dei PTOM sono informate dell'ordine del giorno e delle risoluzioni o raccomandazioni dell'assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.
Gli Stati membri e la Commissione sostengono le richieste delle autorità dei PTOM di partecipare, a titolo di osservatori, alle sessioni plenarie dell'assemblea parlamentare paritetica ACP-UE, nel rispetto del regolamento interno della stessa.
Articolo 9
Gestione
Alla gestione corrente della presente decisione provvedono la Commissione e le autorità dei PTOM e, ove risultasse necessario, lo Stato membro cui è connesso il PTOM, nel rispetto delle competenze istituzionali, giuridiche e finanziarie di ciascuno dei partner, in particolare per quanto riguarda la cooperazione per il finanziamento dello sviluppo e la cooperazione nei settori del commercio e dei servizi.
PARTE SECONDA
SETTORI DELLA COOPERAZIONE PTOM-CE
Articolo 10
Settori di cooperazione
La Comunità contribuisce alla cooperazione nei PTOM nei diversi settori di cui al presente titolo, conformemente alle priorità stabilite nelle strategie di sviluppo di ciascun PTOM oppure, se del caso, sotto forma di azioni regionali.
Articolo 11
Settori produttivi
La cooperazione sostiene le politiche e le strategie settoriali che agevolano l'accesso alle attività e alle risorse produttive, in particolare nei seguenti settori:
a) agricoltura: politica agricola e creazione di istituzioni, diversificazione, irrigazione, moltiplicazione delle sementi, misure di protezione delle colture, produzione di concimi, attrezzature, trasformazione dei prodotti agricoli, allevamento di bestiame grosso e minuto, zootecnia, divulgazione e ricerca, commercializzazione, stoccaggio e trasporto, sicurezza alimentare, credito agricolo, insediamento rurale e riforma agraria, politica di utilizzazione e di registrazione fondiaria, trasferimenti di tecnologia, infrastrutture di irrigazione e di drenaggio e altri servizi di sostegno.
b) Foreste: politica forestale e creazione di istituzioni, compresa l'utilizzazione degli alberi per tutelare l'ambiente mediante la lotta contro l'erosione e la desertificazione; imboschimento; gestione forestale, comprese l'utilizzazione e la gestione razionali delle esportazioni di legname; questioni inerenti alle foreste umide tropicali; ricerca e formazione.
c) Pesca: politica della pesca e creazione di istituzioni, salvaguardia e gestione razionale delle risorse ittiche, piscicoltura e pesca artigianale, trasporto dei prodotti della pesca, magazzinaggio in celle frigorifere, commercializzazione e conservazione del pesce.
d) Sviluppo rurale: politica rurale e creazione di istituzioni, progetti/programmi di sviluppo rurale integrato; assistenza e progetti imperniati sulla popolazione, sulla produzione e sulla commercializzazione nelle zone rurali; infrastrutture rurali.
e) Industria: politica settoriale e creazione di istituzioni; artigianato; industrie agroalimentari e altri settori manifatturieri, industria del materiale da trasporto; ricerca e sviluppo tecnologico; controllo della qualità; sviluppo ed espansione delle piccole e medie imprese (PMI) e delle microimprese.
f) Miniere: politica settoriale e creazione di istituzioni; ricerca e sviluppo tecnologico; sfruttamento su scala ridotta, ecc.
g) Energia: politica dell'energia e creazione di istituzioni; produzione di elettricità (non rinnovabile e rinnovabile); uso efficiente delle risorse energetiche; ricerca e formazione nel campo energetico; promozione della produzione e della distribuzione di elettricità ad opera del settore privato.
h) Trasporti: politica dei trasporti e creazione di istituzioni; trasporto stradale, ferroviario, aereo, marittimo e lungo le vie navigabili interne e attrezzature di magazzinaggio.
i) Comunicazione: politica della comunicazione e creazione di istituzioni; telecomunicazioni e mass media.
j) Risorse idriche: politica delle risorse idriche e creazione di istituzioni; tutela delle risorse idriche, gestione dei rifiuti, approvvigionamento idrico nelle zone rurali e urbane per scopi domestici, industriali e agricoli; stoccaggio e distribuzione; gestione delle risorse idriche.
k) Servizi bancari e finanziari e servizi alle imprese: politica del settore finanziario e creazione di istituzioni, servizi alle imprese; privatizzazione, assunzione di partecipazioni e commercializzazione; aiuto alle associazioni commerciali e professionali (comprese le agenzie di promozione delle esportazioni); istituzioni finanziarie e bancarie.
l) Sviluppo e applicazione delle tecnologie, ricerca: politica e creazione di istituzioni; azione concertata a livello territoriale, nazionale e/o regionale per promuovere le attività scientifiche e tecnologiche e la loro applicazione alla produzione, nonché diffondere la cultura informatica nei settori pubblico e privato; programmi e attrezzature scientifiche per la ricerca.
Articolo 12
Sviluppo del commercio
1. La Comunità attua misure volte a sviluppare il commercio in tutte le fasi sino alla distribuzione finale dei prodotti.
Dette misure sono intese a consentire ai PTOM di trarre il massimo vantaggio dalle disposizioni della sua decisione e di accedere, alle condizioni più favorevoli, ai mercati della Comunità, nazionali, subregionali, regionali e internazionali, diversificando la gamma e aumentando il valore e il volume degli scambi di beni e di servizi dei PTOM.
2. Oltre a sviluppare gli scambi tra PTOM e Comunità, si dà particolare rilievo alle iniziative volte ad aumentare l'autonomia dei PTOM e a sviluppare la cooperazione regionale sul piano del commercio e dei servizi.
3. Nell'ambito degli strumenti previsti dalla presente decisione e ai sensi delle disposizioni adottate in materia, le azioni avviate su richiesta delle autorità dei PTOM mirano prevalentemente a:
a) agevolare la definizione di appropriate politiche macroeconomiche necessarie allo sviluppo del commercio;
b) promuovere la creazione di quadri legislativi e normativi appropriati o la loro riforma, nonché la riforma delle procedure amministrative;
c) definire strategie commerciali coerenti;
d) aiutare i PTOM a sviluppare le capacità interne, i sistemi d'informazione e la consapevolezza del ruolo e dell'importanza del commercio nello sviluppo economico;
e) potenziare le infrastrutture connesse al commercio e sostenere, in particolare, gli sforzi che compiono i PTOM per sviluppare e migliorare le infrastrutture dei servizi d'appoggio, comprese le attrezzature di trasporto e di magazzinaggio, per garantirne una partecipazione efficace alla distribuzione dei beni e dei servizi e intensificare il flusso delle esportazioni dei PTOM;
f) valorizzare le risorse umane e sviluppare le competenze professionali nel settore del commercio e dei servizi, in particolare nei settori della trasformazione, commercializzazione, distribuzione e trasporto per i mercati della Comunità, regionali e internazionali;
g) favorire lo sviluppo del settore privato, in particolare le PMI, onde individuare e sviluppare i prodotti, gli sbocchi commerciali e le joint venture orientate verso le esportazioni;
h) appoggiare le misure adottate dai PTOM per incoraggiare e attrarre gli investimenti privati e promuovere le attività delle joint venture;
i) creare, adeguare e potenziare nei PTOM organismi incaricati di sviluppare il commercio e i servizi, ponendo l'accento sulle necessità specifiche degli organismi presenti nei PTOM meno sviluppati;
j) aiutare i PTOM a migliorare la qualità dei prodotti, ad adeguarli alle esigenze del mercato e a diversificarne gli sbocchi commerciali;
k) sostenere gli sforzi compiuti dai PTOM per penetrare più efficacemente sui mercati dei paesi terzi;
l) incentivare le misure di sviluppo dei mercati, anche intensificando i contatti e gli scambi di informazioni tra operatori economici dei PTOM; degli Stati ACP, degli Stati membri e dei paesi terzi;
m) aiutare i PTOM ad applicare le moderne tecniche di marketing nei settori e programmi imperniati sulla produzione in particolare in campi quali lo sviluppo rurale e l'agricoltura;
n) creare e sviluppare istituti assicurativi e creditizi in relazione allo sviluppo del commercio.
4. L'assistenza fornita ai PTOM per la partecipazione a fiere, esposizioni e missioni commerciali è limitata alle manifestazioni che fanno parte integrante di programmi globali di sviluppo del commercio e dei mercati.
5. La partecipazione dei PTOM meno sviluppati a diverse attività commerciali è favorita mediante disposizioni speciali, tra cui la copertura delle spese di trasferimento del personale e di trasporto degli oggetti e delle merci da esporre in occasione della partecipazione a fiere, esposizioni e missioni commerciali locali, regionali e nei paesi terzi, compreso il costo della costruzione temporanea e/o dell'affitto degli stand. È concesso un aiuto speciale ai PTOM meno sviluppati per la preparazione e/o l'acquisto del materiale promozionale.
Articolo 13
Scambi di servizi
1. La Comunità conviene di potenziare e di finanziare le infrastrutture e le risorse umane relative agli scambi di servizi secondo le priorità stabilite nelle strategie di sviluppo di ciascun PTOM.
2. La Comunità contribuisce a sviluppare e a promuovere servizi di trasporto marittimo efficienti non troppo onerosi nei PTOM:
a) promuovendo il trasporto efficiente dei carichi a tariffe economicamente e commercialmente giustificate;
b) attuando valide politiche e regole di concorrenza;
c) incoraggiando una maggiore partecipazione dei PTOM ai servizi internazionali di trasporto di merci;
d) favorendo l'avvio di programmi regionali di trasporto marittimo e di sviluppo degli scambi;
e) potenziando la partecipazione del settore privato locale alle attività di trasporto di merci.
La Comunità e i PTOM si impegnano a promuovere la sicurezza dei servizi di trasporto di merci, la sicurezza degli equipaggi e la prevenzione dell'inquinamento.
3. La Comunità intensifica la cooperazione con i PTOM onde promuovere il miglioramento e l'espansione costanti del traffico aereo.
Occorre a tal fine:
a) esaminare i vari modi di ristrutturare e modernizzare le industrie di trasporto aereo dei PTOM;
b) promuovere la vitalità commerciale e la competitività di dette industrie;
c) favorire l'aumento dei livelli d'investimento e di partecipazione del settore privato, nonché gli scambi di conoscenze e di buone pratiche commerciali;
d) assicurare ai passeggeri e agli esportatori di tutti i PTOM l'accesso alle reti mondiali di trasporto aereo.
4. Si deve inoltre garantire la sicurezza nel settore dei trasporti aerei e introdurre e attuare le pertinenti norme internazionali.
A tal fine, la Comunità aiuta i PTOM a:
a) attuare sistemi per la sicurezza della navigazione aerea, compreso il sistema di comunicazione, navigazione e sorveglianza e di gestione del traffico aereo (SNC/ATM);
b) garantire la sicurezza negli aeroporti e migliorare la capacità delle autorità dell'aviazione civile di gestire tutti gli aspetti della sicurezza operativa di loro competenza;
c) sviluppare le infrastrutture e le risorse umane;
d) accertarsi che tutte le misure adottate in questo settore siano conformi alle raccomandazioni delle organizzazioni internazionali competenti e che siano efficaci e applicabili a lungo termine.
5. Occorre inoltre provvedere a ridurre al massimo le ripercussioni ambientali dei trasporti aerei, ricorrendo ad adeguati studi d'impatto ambientale.
6. Per molti aspetti dei trasporti aerei le soluzioni regionali possono rivelarsi più indicate in termini di efficacia economica e di economie di scala. La Comunità s'impegna pertanto a sostenere e a promuovere le azioni su scala regionale, ove opportuno.
7. Posto che le telecomunicazioni e un'attiva partecipazione alla società dell'informazione sono una conditio sine qua non per un'integrazione riuscita dei PTOM nell'economia mondiale, la Comunità e i PTOM confermano i rispettivi impegni assunti nell'ambito di accordi multilaterali esistenti, in particolare l'accordo dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) sulle telecomunicazioni di base.
8. La Comunità sostiene gli sforzi che compiono i PTOM per migliorare le loro capacità nel settore degli scambi di servizi. La cooperazione mira tra l'altro a:
a) intensificare le consultazioni tra gli organismi dei PTOM e della Comunità competenti in materia di telecomunicazioni per incoraggiare lo sviluppo di un contesto concorrenziale adeguando maggiormente le tariffe ai costi;
b) avviare un dialogo sui vari aspetti della società dell'informazione, compresi gli aspetti normativi e la politica delle comunicazioni;
c) scambiare informazioni e, eventualmente, fornire assistenza tecnica in materia di regolamentazione, standardizzazione, prove di conformità, certificazione delle tecnologie d'informazione e di comunicazione, e utilizzazione delle frequenze;
d) diffondere le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione e sviluppare nuove apparecchiature, specie per quanto riguarda l'interconnessione delle reti e l'interoperabilità delle loro applicazioni;
e) promuovere e applicare le ricerche comuni sulle nuove tecnologie connesse alla società dell'informazione;
f) ideare e attuare programmi e politiche di sensibilizzazione ai vantaggi economici e sociali che può procurare la società dell'informazione.
9. La cooperazione mira in particolare a potenziare la complementarità e l'armonizzazione dei sistemi di comunicazione a livello locale, nazionale, regionale, interregionale e internazionale e ad adeguarli alle nuove tecnologie.
10. La Comunità sostiene le misure e le azioni volte a sviluppare un turismo sostenibile. Le misure sono attuate a tutti i livelli, dall'identificazione del prodotto turistico sino alla fase della commercializzazione e della promozione.
Si tratta infatti di sostenere gli sforzi che autorità competenti dei PTOM compiono per trarre il massimo vantaggio dal turismo locale, regionale e internazionale in considerazione dell'impatto del turismo sullo sviluppo economico e di incentivare i flussi finanziari provenienti dai settori privati della Comunità e da altre fonti a sostegno dello sviluppo del turismo nei PTOM. È rivolta particolare attenzione alla necessità d'integrare il turismo nella vita sociale, culturale ed economica delle popolazioni e alla tutela dell'ambiente.
Le misure specifiche di sviluppo del turismo sono intese alla definizione, all'adeguamento e alla messa a punto di politiche appropriate a livello locale, regionale, subregionale e internazionale. I programmi e i progetti di sviluppo del turismo si basano su dette politiche, incentrandosi su quattro aspetti principali:
a) valorizzazione delle risorse umane e potenziamento delle istituzioni, in cui rientrano:
- il perfezionamento dei quadri nelle specifiche competenze e la formazione permanente ai livelli appropriati nei settori privato e pubblico per garantire una programmazione e uno sviluppo adeguati,
- la creazione e il potenziamento dei centri di promozione del turismo,
- l'istruzione e la formazione di fasce specifiche della popolazione e delle organizzazioni pubbliche e private attive nel settore turistico, compresi coloro che lavorano nei settori connessi,
- la cooperazione e gli scambi tra i PTOM o fra questi ultimi e gli Stati ACP in materia di formazione, assistenza tecnica e potenziamento delle istituzioni;
b) sviluppo dei prodotti, anche attraverso:
- l'identificazione del prodotto turistico, lo sviluppo di prodotti turistici non tradizionali e nuovi, l'adeguamento dei prodotti esistenti, che comporta la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale, aspetti ecologici e ambientali, la gestione, la tutela e la conservazione della fauna e della flora, dei beni storici e sociali e di altri beni naturali, lo sviluppo dei servizi ausiliari,
- la promozione degli investimenti privati nell'industria del turismo dei PTOM, in particolare la creazione di joint venture,
- la produzione di oggetti artigianali a carattere culturale destinati al mercato del turismo;
c) sviluppo del mercato, anche attraverso:
- un aiuto per la definizione e il conseguimento di obiettivi e piani di sviluppo del mercato a livello locale, subregionale, regionale e internazionale,
- il sostegno agli sforzi che compiono i PTOM per accedere ai servizi collegati all'industria del turismo, quali i sistemi di prenotazione centralizzati o i sistemi di controllo e di sicurezza del traffico aereo,
- misure e strumenti di commercializzazione e di promozione nel quadro di progetti e programmi integrati di sviluppo del mercato, nell'intento di migliorare la penetrazione nel mercato, che si rivolgono alle principali fonti di flussi turistici dei mercati tradizionali e non tradizionali, nonché attività specifiche quali la partecipazione a manifestazioni commerciali specializzate, come le fiere, la produzione di documentazione di qualità, di film e di materiale promozionale;
d) ricerca e informazione, anche attraverso:
- il miglioramento dei sistemi d'informazione sul turismo nonché il rilevamento, l'analisi, la diffusione e l'uso dei dati statistici,
- la valutazione dell'impatto socioeconomico del turismo sulle economie dei PTOM, insistendo sullo sviluppo di collegamenti con altri settori, quali l'industria alimentare, l'edilizia, la tecnologia e la gestione, nei PTOM e nelle regioni limitrofe.
Articolo 14
Settori legati al commercio
1. La Comunità contribuisce a migliorare, nell'ambito delle strategie di sviluppo di ciascun PTOM, la capacità dei PTOM di occuparsi di tutti i settori legati al commercio, anche migliorando e potenziando, se del caso, il quadro istituzionale.
2. La Comunità collabora con i PTOM affinché siano instaurati i principi generali inerenti alla tutela e alla promozione degli investimenti.
3. La Comunità contribuisce altresì ad intensificare la cooperazione con i PTOM per definire e sostenere, insieme agli organismi competenti, politiche di concorrenza efficaci che garantiscano progressivamente l'efficace applicazione delle regole di concorrenza da parte delle imprese private e statali. La cooperazione in questo settore prevede in particolare l'assistenza nell'elaborare un quadro giuridico appropriato e nell'attuarlo a livello amministrativo, con particolare riferimento ai PTOM meno sviluppati.
4. La Comunità continua a promuovere la cooperazione con i PTOM e la estende in particolare ai seguenti aspetti:
a) l'elaborazione di leggi e regolamentazioni volte a tutelare e a far rispettare i diritti di proprietà intellettuale, ad impedire gli abusi da parte dei titolari di questi diritti e le violazioni di tali diritti ad opera dei concorrenti, la creazione e il potenziamento di uffici territoriali, nazionali e regionali e di altri organismi, anche attraverso il sostegno alle associazioni regionali di proprietà intellettuali attive nell'applicazione e nella tutela dei diritti, che comprende la formazione del personale;
b) la conclusione di accordi volti a tutelare i marchi e le indicazioni geografiche per i prodotti di particolare interesse.
5. La Comunità sostiene gli sforzi che i PTOM compiono in materia di standardizzazione e certificazione onde promuovere sistemi compatibili tra la Comunità e i PTOM. La cooperazione comprende in particolare:
a) misure a favore di una maggiore utilizzazione delle prescrizioni tecniche, delle norme e delle procedure di valutazione della conformità internazionali, comprese misure settoriali specifiche, tenendo conto del livello di sviluppo economico dei PTOM;
b) una cooperazione per quanto riguarda la gestione e la garanzia della qualità in determinati settori importanti per i PTOM;
c) un sostegno alle iniziative prese dai PTOM per migliorare le capacità in materia di valutazione della conformità, metrologia e standardizzazione;
d) lo sviluppo dei contatti tra le istituzioni dei PTOM e europee per la standardizzazione, la valutazione della conformità e la certificazione.
6. La Comunità contribuisce a intensificare la cooperazione con i PTOM in relazione alle misure sanitarie e fitosanitarie onde sviluppare le capacità dei settori pubblico e privato in questo campo.
7. La Comunità rafforza la cooperazione con i PTOM tenendo presenti i principi di Rio e nella prospettiva di rendere complementari le politiche commerciali e ambientali. La cooperazione mira in particolare a:
a) mettere a punto politiche coerenti a livello locale, nazionale, regionale e internazionale;
b) intensificare i controlli di qualità per i beni e i servizi nell'ottica della tutela ambientale;
c) promuovere metodi produttivi che rispettino l'ambiente nei settori appropriati.
8. La Comunità collabora con i PTOM per quanto riguarda le norme occupazionali, in particolare mediante:
a) scambi di informazioni sulle rispettive legislazioni e regolamentazioni del lavoro;
b) un sostegno per l'elaborazione del diritto del lavoro e il miglioramento della legislazione vigente;
c) programmi scolastici e di sensibilizzazione intesi a eliminare il lavoro minorile;
d) l'applicazione delle legislazioni e regolamentazioni del lavoro.
9. Per quanto riguarda la politica dei consumatori e la tutela della loro salute, la Comunità collabora con i PTOM:
a) migliorando la capacità istituzionale e tecnica in questo settore;
b) creando sistemi di allarme rapido e di reciproca informazione sui prodotti pericolosi;
c) scambiando informazioni ed esperienze sull'instaurazione e sul funzionamento di sistemi di sorveglianza dei prodotti immessi sul mercato e sulla sicurezza dei prodotti;
d) informando meglio i consumatori sui prezzi e sulle caratteristiche dei prodotti e dei servizi offerti;
e) favorendo lo sviluppo delle associazioni private di consumatori e i contatti tra rappresentanti degli interessi dei consumatori;
f) migliorando la compatibilità delle politiche e dei sistemi di tutela dei consumatori;
g) notificando l'entrata in vigore della legislazione e promuovendo la cooperazione nelle inchieste sulle pratiche commerciali pericolose o sleali;
h) applicando i divieti di esportare beni e servizi la cui commercializzazione sia stata vietata nel paese di produzione.
10. La Comunità sostiene gli sforzi che gli attori pubblici e privati dei PTOM compiono nel settore della tecnologia dell'informazione e delle telecomunicazioni ai seguenti fini:
a) modernizzare le infrastrutture delle telecomunicazioni, i servizi di trasmissione dei dati, le applicazioni per l'elaborazione a distanza e i progetti di applicazioni telematiche (Telematics Application Projects - TAP);
b) elaborare e migliorare i servizi e le capacità umane necessari per realizzare la società dell'informazione, e integrare tali servizi nel modo migliore in un contesto regionale;
c) migliorare la consapevolezza delle opportunità economiche e gli scambi di esperienze e know-how;
d) fornire migliori informazioni agli utenti di dette risorse;
e) sfruttare il potenziale del settore in questione in maniera ottimale e sostenibile;
f) sviluppare l'uso delle tecnologie delle comunicazioni e dell'informazione nel settore dell'istruzione, anche per la teleformazione;
g) potenziare il commercio elettronico e la cooperazione economica;
h) migliorare e modernizzare le reti in materia di sanità, attraverso lo sviluppo di collegamenti tra ospedali, il ricorso a diagnosi a distanza e la creazione di banche dati comuni;
i) sviluppare l'accesso multimediale alle risorse culturali e turistiche;
j) migliorare e potenziare l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni nell'industria e ai fini dell'innovazione.
Articolo 15
Settori sociali
La Comunità contribuisce ad azioni di sviluppo umano e sociale nell'ambito delle strategie di sviluppo di ciascun PTOM. La cooperazione potrebbe sostenere, in particolare, i programmi nei settori elencati in prosieguo:
a) politica dell'istruzione e potenziamento delle istituzioni (edifici e materiali); formazione linguistica e formazione degli insegnanti, scuola elementare, scuola secondaria e formazione professionale, istruzione superiore (comprese attività educative specifiche di un settore, ad esempio la formazione agraria).
Nel settore dell'insegnamento, si dovrebbero migliorare in via prioritaria l'accesso all'istruzione di base e la sua qualità mediante la costruzione di altre scuole, il rifacimento delle aule esistenti, la fornitura di materiale didattico, la formazione degli insegnanti e la concessione di borse di studio agli allievi poveri;
b) attività di riforma nel settore sanitario, politica sanitaria e potenziamento delle istituzioni; istruzione, formazione e ricerca medica; infrastrutture sanitarie; HIV/AIDS.
I progetti in questo settore dovrebbero contribuire ad assicurare servizi di cure primarie e di prevenzione sanitaria, segnatamente i servizi di pianificazione familiare e di assistenza sanitaria per le madri e i bambini;
c) politica demografica e pianificazione familiare; assistenza per le madri e i bambini, compreso il sostegno a progetti di educazione e di sviluppo della prossima generazione;
d) miglioramento delle politiche di prevenzione per quanto riguarda la produzione, la distribuzione e il traffico di tutti i tipi di droga, stupefacenti e sostanze psicotrope; prevenzione e lotta contro la tossicomania tenendo conto dei lavori svolti in questo contesto dagli organismi internazionali.
La cooperazione riguarda i seguenti aspetti:
i) formazione, istruzione, promozione della salute e riabilitazione dei tossicodipendenti, compresi i progetti volti a reinserirli nel mondo del lavoro e nella società;
ii) misure volte a promuovere le attività economiche di sostituzione, come i programmi di sviluppo alternativo delle regioni di produzione illecita di piante da cui si estraggono stupefacenti, associate a misure repressive efficaci;
iii) assistenza tecnica, finanziaria e amministrativa per il controllo del commercio dei precursori e fissazione di norme equivalenti a quelle adottate dalla Comunità e dalle autorità internazionali competenti;
iv) assistenza tecnica, finanziaria e amministrativa per la prevenzione, il trattamento e la lotta contro la tossicomania;
v) assistenza tecnica e formazione, nonché fissazione di norme contro il riciclaggio del denaro equivalenti a quelle adottate dalla Comunità e da altri organismi internazionali, in particolare il gruppo di azione finanziaria sul riciclaggio dei capitali;
vi) scambi di informazioni utili sull'applicazione dei paragrafi da a) a d);
e) politica in materia di risorse idriche e potenziamento delle istituzioni; tutela delle risorse idriche; gestione dei rifiuti (l'acqua destinata all'agricoltura e all'energia sarà trattata nel settore pertinente).
Per quanto riguarda il settore della distribuzione e della depurazione dell'acqua, si deve puntare a fornire servizi nelle zone insufficientemente servite. I finanziamenti volti a promuovere l'accesso ai servizi di distribuzione di acqua potabile e di depurazione contribuiscono direttamente allo sviluppo delle risorse umane in quanto migliorano lo stato di salute e, pertanto, la produttività delle persone che non hanno ancora accesso a questi servizi. Occorre far fronte, secondo modalità sostenibili in termini ambientali, alla persistente necessità di estendere i servizi di base in materia di risorse idriche, di depurazione e di trasporto alle popolazioni urbane e rurali;
f) la Comunità collabora con i PTOM per la conservazione, lo sfruttamento e la gestione sostenibili della loro diversità biologica, tenuto conto del piano d'azione comunitario per la diversità biologica.
La cooperazione in questo settore può in particolare consistere nel:
i) favorire l'elaborazione, l'aggiornamento e l'attuazione di strategie e piani nazionali d'azione relativi alla biodiversità;
ii) agevolare l'instaurazione di meccanismi locali, regionali e subregionali per gli scambi di informazioni nonché il controllo e la valutazione dei progressi fatti nell'attuazione della convenzione sulla diversità biologica (CDB)(7);
iii) sviluppare e aggiornare le basi di dati sulla diversità biologica dei PTOM;
iv) attuare opportune misure riguardanti l'accesso alle risorse genetiche;
v) promuovere la conclusione di accordi con il settore privato per l'utilizzo delle risorse genetiche del paese, in modo che le popolazioni locali possano realmente beneficiare delle ripercussioni economiche di questi accordi e che l'utilizzazione delle risorse genetiche non metta a repentaglio la tutela e la conservazione della biodiversità;
vi) aiutare i PTOM a partecipare attivamente al processo di elaborazione delle politiche e ai negoziati nel quadro della CDB;
g) progetti e programmi di edilizia abitativa e di sviluppo urbano integrato.
Nel settore dello sviluppo urbano, ci si deve concentrare sulla costruzione e sul rifacimento delle strade e di altre infrastrutture di base, in particolare le case popolari.
Articolo 16
Cooperazione e integrazione regionali
La cooperazione garantisce un contributo efficace al conseguimento degli obiettivi e delle priorità stabiliti dalle autorità dei PTOM nell'ambito della cooperazione e dell'integrazione regionale e subregionale:
1) La cooperazione regionale comprende azioni concordate fra:
a) due o più PTOM;
b) uno o più PTOM e uno o più Stati limitrofi, ACP o non ACP;
c) uno o più PTOM e uno o più Stati ACP, oppure una o più regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 299, paragrafo 2 del trattato (Guadalupa, Guyana, Martinica, Isola della Riunione, Isole Canarie, Azzorre e Madera);
d) due o più organismi regionali di cui fanno parte i PTOM;
e) uno o più PTOM e gli organismi regionali di cui fanno parte i PTOM, gli Stati ACP o una o più delle regioni lontane.
2) La cooperazione in questo contesto mira a:
a) favorire la progressiva integrazione dei PTOM nell'economia mondiale;
b) accelerare la cooperazione e lo sviluppo economici, sia all'interno delle regioni dei PTOM, sia fra le stesse e le regioni degli Stati ACP;
c) promuovere la libera circolazione delle persone, dei beni, dei servizi, dei capitali, della manodopera e della tecnologia;
d) accelerare la diversificazione delle economie, nonché il coordinamento e l'armonizzazione delle politiche regionali e subregionali di cooperazione;
e) promuovere e sviluppare il commercio inter e intra-PTOM, nonché quello con le regioni ultraperiferiche, gli Stati ACP o altri paesi terzi.
3) Nel contesto dell'integrazione regionale la cooperazione si prefigge di:
a) sviluppare e rafforzare le capacità delle organizzazioni e delle istituzioni di cooperazione e integrazione regionali, di promuovere la cooperazione e l'integrazione regionali;
b) incoraggiare i PTOM meno sviluppati a partecipare allo sviluppo dei mercati regionali e a trarne vantaggio;
c) attuare le politiche di riforma settoriale a livello regionale;
d) liberalizzare gli scambi e i pagamenti;
e) stimolare gli investimenti transfrontalieri stranieri e nazionali e altre iniziative di integrazione economica regionale o subregionale;
f) tener conto dell'incidenza dei costi di transizione netti dell'integrazione regionale sulle entrate di bilancio e sulla bilancia dei pagamenti.
4) La cooperazione, nel contesto della cooperazione regionale, riguarda tutta una serie di settori funzionali e tematici che affrontano specificamente problemi comuni e traggono vantaggio da economie di scala, tra i quali:
a) le infrastrutture, in particolare quelle dei trasporti e delle comunicazioni e i problemi di sicurezza connessi, e l'energia;
b) l'ambiente e la gestione delle risorse idriche;
c) la sanità, l'istruzione e la formazione;
d) la ricerca e la cooperazione scientifica e tecnica;
e) le iniziative regionali di preparazione alle catastrofi e di attenuazione delle ripercussioni;
f) altri settori, tra cui il controllo degli armamenti, la droga, la criminalità organizzata, il riciclaggio dei capitali, le frodi e la corruzione.
5) La cooperazione sostiene inoltre progetti e iniziative di cooperazione interregionale tra PTOM e tra ACP.
Articolo 17
Cooperazione culturale e sociale
La cooperazione contribuisce a uno sviluppo autonomo dei PTOM, essendo questo un processo incentrato sui popoli stessi e radicato nella cultura di ciascun popolo. La dimensione umana e culturale è integrata in tutti i settori e si riflette in tutti i progetti e programmi di sviluppo. La cooperazione sostiene le politiche e le misure adottate dalle autorità competenti dei PTOM per valorizzare le risorse umane, migliorare le capacità creative e promuovere l'identità culturale degli stessi. Essa favorisce la partecipazione delle popolazioni al processo di sviluppo.
La cooperazione in questo settore consiste in particolare:
- nel tener conto della dimensione culturale e sociale,
- nel promuovere le identità culturali e il dialogo interculturale, specie per quanto concerne la salvaguardia del patrimonio culturale, la produzione e la diffusione dei beni culturali, le manifestazioni culturali, l'informazione e la comunicazione,
- nell'attuare interventi volti a valorizzare le risorse umane, in particolare in materia di istruzione e formazione, cooperazione scientifica e tecnica, ruolo delle donne nello sviluppo, sanità e lotta contro la tossicomania, popolazione e demografia.
PARTE TERZA
STRUMENTI DELLA COOPERAZIONE PTOM-CE
TITOLO I
COOPERAZIONE PER IL FINANZIAMENTO DELLO SVILUPPO
Capitolo 1
Disposizioni generali
Articolo 18
Obiettivi
La cooperazione per il finanziamento dello sviluppo si prefigge, attraverso risorse finanziarie adeguate e un'adeguata assistenza tecnica:
a) di sostenere e promuovere gli sforzi dei PTOM volti a conseguire uno sviluppo sociale, culturale ed economico sostenibile sulla base dell'interesse reciproco e in uno spirito d'interdipendenza;
b) di contribuire a migliorare il tenore di vita delle popolazioni dei PTOM;
c) di promuovere le misure atte a mobilitare la capacità di iniziativa delle Comunità, dei gruppi, delle associazioni e delle persone favorendone la partecipazione alla progettazione e all'attuazione dei programmi di sviluppo;
d) di contribuire nell'ambito della lotta contro la povertà a far beneficiare al massimo la popolazione dei vantaggi che comporta lo sviluppo;
e) di contribuire a sviluppare la capacità dei PTOM di innovare, adattare e trasformare le tecnologie locali, nonché di padroneggiare le nuove tecnologie appropriate;
f) di sostenere gli sforzi dei PTOM volti a conseguire la diversificazione economica, tra l'altro contribuendo alla prospezione, alla conservazione, alla trasformazione e allo sfruttamento sostenibili delle loro risorse naturali;
g) di sostenere e promuovere la valorizzazione ottimale delle risorse umane nei PTOM;
h) di favorire l'aumento dei flussi finanziari verso i PTOM per soddisfarne le necessità in continua evoluzione e di sostenere gli sforzi che i PTOM compiono per armonizzare la cooperazione internazionale a favore del loro sviluppo, mediante operazioni di cofinanziamento con altre istituzioni di finanziamento o terzi;
i) di incentivare gli investimenti privati diretti nei PTOM, sostenere lo sviluppo di un settore privato PTOM sano, prospero e dinamico e incoraggiare i flussi d'investimenti privati, locali, nazionali e stranieri nei settori produttivi dei PTOM;
j) di favorire la cooperazione, la solidarietà e l'integrazione regionali tra PTOM nonché tra PTOM e Stati ACP;
k) di consentire l'instaurarsi di relazioni economiche e sociali più equilibrate e di una migliore intesa tra i PTOM, gli Stati ACP, gli Stati membri e il resto del mondo per agevolare l'integrazione dei PTOM nell'economia mondiale;
l) di consentire ai PTOM che versano in gravi difficoltà economiche e sociali, di natura eccezionale, a seguito di calamità naturali o di circostanze straordinarie che producono effetti analoghi, di fruire di aiuti d'urgenza;
m) di aiutare i PTOM meno sviluppati a superare gli ostacoli specifici che ne frenano gli sforzi di sviluppo.
Articolo 19
Principi
1. La cooperazione per il finanziamento dello sviluppo si basa su partenariato, complementarità e sussidiarietà ed essa:
a) è attuata in conformità delle strategie di associazione e di sviluppo adottate ai sensi dell'articolo 4, tenendo debitamente conto delle caratteristiche geografiche, sociali e culturali dei singoli PTOM, come pure delle loro specifiche potenzialità;
b) garantisce un apporto di risorse su base prevedibile e regolare;
c) è flessibile e adeguata alla situazione di ciascun PTOM.
2. Gli Stati membri cooperano con la Commissione per assicurare una sana gestione finanziaria nell'uso dei fondi comunitari.
3. Conformemente all'impostazione di partenariato, le azioni comunitarie sono decise nel quadro di una stretta concertazione tra la Commissione, le autorità del PTOM interessate e lo Stato membro cui il PTOM è connesso. Tale partenariato si svolge nel pieno rispetto delle competenze istituzionali, giuridiche e finanziarie di ogni partner.
4. Fatto salvo l'articolo 25, paragrafo 1, secondo comma, i contributi della Comunità e degli Stati membri sono complementari.
5. Conformemente al principio di sussidiarietà, l'attuazione degli interventi è affidata alle autorità del PTOM interessato, fatte salve le competenze della Commissione incaricata di assicurare la sana gestione finanziaria nell'uso dei fondi comunitari.
Articolo 20
Documento unico di programmazione
1. Ai sensi dell'articolo 4, le autorità dei PTOM, la Commissione e lo Stato membro cui il PTOM è connesso, agendo nel contesto del partenariato, stabiliscono la strategia e gli obiettivi prioritari su cui deve basarsi il DOCUP.
2. Le autorità dei PTOM hanno il compito di:
a) definire le loro priorità, su cui deve basarsi la strategia di cooperazione;
b) individuare, nell'ambito di una programmazione settoriale, progetti e programmi e definire le misure d'accompagnamento necessarie per garantire la sostenibilità e la vitalità delle azioni proposte;
c) preparare i fascicoli dei progetti e dei programmi;
d) preparare, negoziare e stipulare i contratti;
e) attuare e gestire progetti e programmi;
f) mantenerne progetti e programmi e garantirne la sostenibilità nel tempo.
3. Le autorità competenti dei PTOM e la Commissione provvedono congiuntamente a:
a) adottare il DOCUP;
b) verificare la parità delle condizioni di partecipazione alle gare e agli appalti;
c) tenere sotto controllo e valutare gli effetti e i risultati dei progetti e dei programmi;
d) assicurare che progetti e programmi siano eseguiti in modo adeguato, rapido ed efficace.
4. La Commissione è competente a adottare la decisione di finanziamento relativa all'assegnazione globale corrispondente al DOCUP secondo la procedura di cui all'articolo 24.
5. Salvo disposizioni contrarie della presente decisione, tutte le decisioni che richiedono l'approvazione di una delle parti dell'associazione sono approvate o considerate approvate entro sei mesi dalla notifica dell'altra parte.
Articolo 21
Ambito di applicazione del finanziamento
Nel quadro della strategia e delle priorità stabilite dal PTOM interessato a livello locale o regionale, si possono sostenere finanziariamente le azioni che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi definiti nella presente decisione.
Nell'ambito di applicazione rientra quanto segue:
a) politiche e riforme settoriali, nonché progetti coerenti con le stesse;
b) sviluppo delle istituzioni, rafforzamento delle capacità e integrazione degli aspetti ambientali;
c) programmi di cooperazione tecnica;
d) aiuti umanitari e operazioni di soccorso urgenti;
e) sostegno supplementare in caso di fluttuazioni dei proventi delle esportazioni di beni e servizi.
Articolo 22
Ammissibilità al finanziamento
1. Possono beneficiare di un sostegno finanziario a titolo della presente decisione le entità o gli organismi seguenti:
a) i PTOM;
b) gli organismi regionali o interstatali di cui fanno parte uno o più PTOM e che sono abilitati dalle rispettive autorità competenti;
c) gli organismi misti istituiti dalla Comunità e dai PTOM per realizzare alcuni obiettivi specifici.
2. Possono beneficiare di un sostegno, con l'accordo delle autorità dei PTOM interessati, anche:
a) gli organismi pubblici o parastatali locali, nazionali e/o regionali, gli enti o le autorità locali dei PTOM e, in particolare, le istituzioni finanziarie e le banche di sviluppo degli stessi;
b) le società e le imprese dei PTOM e dei gruppi regionali;
c) le imprese di uno Stato membro affinché possano intraprendere progetti produttivi sul territorio di un PTOM, in aggiunta al loro contributo specifico;
d) gli intermediari finanziari dei PTOM o della Comunità che promuovono e finanziano investimenti privati nei PTOM;
e) gli attori della cooperazione decentrata e gli altri attori non pubblici dei PTOM e della Comunità affinché possano intraprendere progetti e programmi economici, culturali, sociali e didattici nei PTOM nell'ambito della cooperazione decentrata, come previsto all'articolo 29.
Articolo 23
Programmazione e attuazione
Entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente decisione, la Commissione adotta le disposizioni di attuazione di questa parte della decisione, nonché degli allegati da II A a II D secondo la procedura di cui all'articolo 24 e in cooperazione con i PTOM a norma dell'articolo 7.
Essa sostiene il pieno ricorso da parte dei PTOM agli strumenti previsti nella presente decisione, in particolare le disposizioni commerciali e finanziarie, fornendo i DOCUP e le informazioni pertinenti entro dodici mesi dalla sua entrata in vigore.
Dette disposizioni comprendono in particolare:
a) le modalità di stesura del DOCUP e i suoi elementi fondamentali;
b) le modalità e i criteri per il controllo, la revisione dei conti, le valutazioni ex-ante, intermedie e ex-post, la revisione e l'attuazione del DOCUP, anche per quanto concerne la partecipazione della Commissione a queste attività;
c) la stesura delle relazioni periodiche o di altre relazioni;
d) le norme dettagliate per le rettifiche finanziarie di cui all'articolo 32.
Le procedure finanziarie e contabili sono definite nel regolamento finanziario del 9o FES.
Articolo 24
Comitato FES-PTOM
1. La Commissione è assistita, se del caso, dal comitato istituito dall'accordo interno, in seguito denominato nel presente articolo: "comitato".
2. Il comitato, quando esercita le competenze che gli sono attribuite dalla presente decisione, è denominato "Comitato FES-PTOM". Al comitato FES-PTOM si applica il regolamento interno del comitato istituito dall'accordo interno.
3. Il comitato concentra i propri lavori sulle questioni di fondo della cooperazione allo sviluppo organizzata a livello dei PTOM e delle regioni. A fini di coerenza, coordinamento e complementarità, esso verifica l'attuazione dei DOCUP.
4. Il comitato fornisce il proprio parere su:
a) i progetti di DOCUP e loro eventuali modifiche;
b) le disposizioni di attuazione di questa parte, nonché degli allegati da II A a II D.
5. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato esprime il proprio parere su tale progetto entro i termini fissati dal presidente. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 21, paragrafo 4 dell'accordo interno. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata all'articolo 21, paragrafo 3. Il presidente non partecipa al voto.
6. La Commissione adotta le misure che si applicano immediatamente. Se tuttavia esse non sono conformi al parere emesso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio. In tal caso la Commissione può rimandare l'applicazione delle misure che ha deciso per un periodo non superiore a tre mesi dalla data della comunicazione.
7. Il Consiglio, deliberando alla maggioranza e conformemente alla ponderazione previste al paragrafo 5, può adottare una decisione diversa entro i termini previsti al paragrafo 6.
8. La Commissione informa il comitato in merito al controllo, alla valutazione e alla revisione dei conti dei DOCUP.
Capitolo 2
Risorse messe a disposizione dei PTOM
Articolo 25
Contributi finanziari
1. Negli allegati da II A a II D e al capitolo 3 figurano l'importo globale dei contributi finanziari della Comunità per gli scopi di cui al capitolo 1, la sua ripartizione, nonché le modalità e le condizioni di finanziamento e di uso dei contributi per il periodo dal 2001 al 2007, fatte salve le disposizioni che la Commissione adotterà ai sensi dell'articolo 24.
I contributi finanziari erogati a titolo della presente decisione possono esser utilizzati per coprire la totalità delle spese locali ed esterne dei progetti e dei programmi, compreso il finanziamento delle spese ricorrenti.
2. I PTOM possono inoltre beneficiare dei finanziamenti previsti dalla normativa vigente a favore dei paesi in via di sviluppo di cui all'allegato II E e dei programmi comunitari di cui all'allegato II F.
Capitolo 3
Sostegno agli investimenti del settore privato
Articolo 26
Promozione degli investimenti
Riconoscendo l'importanza degli investimenti privati per la promozione della loro cooperazione allo sviluppo e la necessità di adottare misure per stimolare questi investimenti, le autorità dei PTOM, gli Stati membri e la Comunità:
a) attuano misure per incoraggiare gli investitori privati che ottemperano agli obiettivi e alle priorità della cooperazione allo sviluppo PTOM-CE, nonché alle leggi e ai regolamenti applicabili, a partecipare alle loro azioni a favore dello sviluppo;
b) riservano un trattamento leale ed equo a detti investitori;
c) adottano misure e iniziative atte a creare e a mantenere un clima d'investimento prevedibile e sicuro e avviano negoziati relativi ad accordi volti a migliorare tale clima;
d) favoriscono una cooperazione efficace tra gli operatori economici dei PTOM nonché tra questi e gli operatori della Comunità per aumentare i flussi di capitali e migliorare le competenze di gestione, le tecnologie e le altre forme di know-how;
e) si adoperano per favorire l'incremento dei flussi finanziari privati tra la Comunità e i PTOM contribuendo, tra l'altro, ad eliminare gli ostacoli che impediscono l'accesso degli operatori dei PTOM ai mercati finanziari internazionali, compresi quelli della Comunità;
f) creano condizioni favorevoli allo sviluppo delle istituzioni finanziarie e alla mobilitazione delle risorse indispensabili alla formazione del capitale e alla crescita dello spirito imprenditoriale;
g) promuovono lo sviluppo delle imprese adottando le misure necessarie per migliorare l'ambiente in cui operano e, in particolare, per promuovere un quadro giuridico, amministrativo e di incentivi atto a favorire la comparsa e lo sviluppo di imprese dinamiche nel settore privato, incluse le imprese di base;
h) migliorano la capacità delle istituzioni locali dei PTOM di offrire una gamma di servizi tali da promuovere una maggiore partecipazione locale all'attività industriale e commerciale.
Articolo 27
Sostegno e finanziamento degli investimenti
La cooperazione fornirà un finanziamento a lungo termine per contribuire a promuovere la crescita del settore privato e mobilitare capitali nazionali e stranieri a questo scopo. A tal fine, la cooperazione prevede in particolare:
a) aiuti non rimborsabili per coprire l'assistenza finanziaria e tecnica volta a sostenere la valorizzazione delle risorse umane, lo sviluppo delle capacità istituzionali, o altre forme di sostegno istituzionale legate ad un investimento preciso; misure volte ad aumentare la competitività delle imprese e a migliorare le capacità degli intermediari finanziari e non finanziari privati; misure atte ad agevolare e promuovere investimenti e attività per migliorare la competitività;
b) i servizi di consulenza necessari per contribuire a creare un clima favorevole agli investimenti nonché una base di informazioni che possano orientare e incentivare i flussi di capitali;
c) aiuti rimborsabili finanziati dal fondo investimenti di cui all'allegato II C;
d) prestiti sulle risorse proprie della BEI.
Le condizioni applicabili al fondo investimenti e ai prestiti suddetti sono specificate rispettivamente negli allegati II B e II C.
Capitolo 4
Sostegno supplementare in caso di fluttuazioni dei proventi da esportazione
Articolo 28
Sostegno supplementare
1. Nell'ambito della dotazione finanziaria di cui all'allegato II A, è istituito un sostegno supplementare per attenuare gli effetti deleteri delle fluttuazioni a breve termine dei proventi da esportazione, specie nei settori agricolo e minerario, tali da compromettere il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del PTOM interessato.
2. In caso di fluttuazioni a breve termine dei proventi da esportazione, il sostegno è concesso per tutelare le riforme e le politiche macroeconomiche e settoriali che rischiano di essere compromesse da una diminuzione dei proventi, nonché per ovviare agli effetti deleteri dell'instabilità dei proventi delle esportazioni, in particolare di prodotti agricoli e minerari.
3. Nell'assegnare le risorse di cui all'allegato II D si tiene conto della dipendenza dei PTOM dalle esportazioni, specie nei settori agricolo e minerario. In tale contesto è riservato un trattamento più favorevole ai PTOM meno sviluppati.
4. Le risorse supplementari sono messe a disposizione secondo le modalità specifiche del meccanismo di sostegno di cui all'allegato II D.
5. La Comunità sostiene altresì i regimi di assicurazione basati sul mercato istituiti per i PTOM che cercano di cautelarsi contro il rischio di fluttuazioni di proventi da esportazione.
Capitolo 5
Sostegno agli altri attori della cooperazione
Articolo 29
Obiettivi e finanziamento
1. Per soddisfare i bisogni delle comunità locali in materia di sviluppo e incoraggiare tutti gli attori della cooperazione decentrata in grado di contribuire allo sviluppo autonomo dei PTOM a proporre e attuare iniziative, la cooperazione PTOM-CE sostiene queste azioni di sviluppo entro i limiti fissati dai PTOM interessati e dagli Stati membri cui sono connessi detti PTOM e nel quadro delle disposizioni del DOCUP.
2. In questo contesto è concesso un sostegno finanziario per i progetti e i microprogetti decentrati nel modo seguente:
a) gli attori della cooperazione che possono beneficiare di un sostegno finanziario in base al presente capitolo sono gli operatori della cooperazione decentrata nella Comunità, o nei PTOM e in altri paesi in via di sviluppo ovvero: autorità locali, organizzazioni non governative, gruppi professionali e gruppi d'iniziativa locali, cooperative, sindacati, organizzazioni di donne o di giovani, istituti d'insegnamento e di ricerca, chiese e qualsiasi associazione non governativa in grado di dare un contributo allo sviluppo.
Questo tipo di cooperazione rende disponibile per lo sviluppo dei PTOM le capacità, i metodi operatori innovativi e le risorse degli attori della cooperazione decentrata. Il sostegno terrà conto in particolare delle azioni comuni di Comunità, PTOM e altri paesi in via di sviluppo;
b) i microprogetti a livello locale devono avere un impatto economico e sociale sulla vita delle popolazioni, devono rispondere a un'esigenza prioritaria espressa e constatata ed essere attuati su iniziativa e con l'attiva partecipazione della comunità locale che ne beneficerà.
3. I progetti e i programmi che rientrano in questa forma di cooperazione possono contribuire al conseguimento degli obiettivi specifici iscritti nel DOCUP o quelli risultanti da iniziative delle comunità locali o di attori della cooperazione decentrata.
4. Il sostegno di cui al presente capitolo costituisce un'aggiunta o, se necessario, una integrazione rispetto alle disposizioni previste nell'allegato II E.
5. I contributi al finanziamento di microprogetti e della cooperazione decentrata provengono dagli aiuti non rimborsabili, nel qual caso il contributo non può superare di norma i tre quarti del costo totale di ogni progetto. Il resto è finanziato:
a) nel caso dei microprogetti, dalla comunità locale interessata in natura, o sotto forma di servizi o in contanti, a seconda delle sue possibilità;
b) nel caso della cooperazione decentrata, dagli attori di questa cooperazione, a condizione che le risorse finanziarie, tecniche, materiali o di altro genere messe a disposizione dagli stessi partner non siano, di norma, inferiori al 25 % del costo stimato del progetto o del programma;
c) nei casi eccezionali, allorché sono in causa sia i microprogetti sia la cooperazione decentrata, dalle autorità del PTOM interessato, sotto forma di contributo finanziario oppure attraverso la possibilità di utilizzare attrezzature pubbliche o attraverso la prestazione di servizi.
Le procedure applicabili ai progetti e ai programmi finanziati nel quadro dei microprogetti o della cooperazione decentrata sono quelle definite nella presente decisione, in particolare per quanto riguarda le disposizioni di attuazione del DOCUP.
Capitolo 6
Sostegno agli aiuti umanitari e d'urgenza
Articolo 30
Obiettivi e mezzi
1. Gli aiuti umanitari e gli aiuti d'urgenza sono concessi ai PTOM che versano in gravi difficoltà economiche e sociali, di natura eccezionale, a seguito di calamità naturali o di circostanze eccezionali che producono effetti analoghi. Gli aiuti sono mantenuti per tutto il tempo necessario a risolvere i problemi più urgenti che insorgono in queste situazioni.
Gli aiuti umanitari e gli aiuti d'urgenza sono concessi esclusivamente in funzione delle esigenze e degli interessi delle vittime di catastrofi.
2. Scopo degli aiuti umanitari e degli aiuti d'urgenza è:
a) salvare vite umane nelle situazioni di crisi e di postcrisi provocate da calamità naturali o da circostanze eccezionali che producono effetti analoghi;
b) contribuire a finanziare l'inoltro degli aiuti e gli sforzi diretti ad assicurare che gli stessi siano accessibili a coloro ai quali sono destinati avvalendosi di tutti i mezzi logistici disponibili;
c) attuare misure di riabilitazione a breve termine e di ricostruzione per creare con la massima rapidità le condizioni necessarie all'integrazione o al reinserimento delle popolazioni interessate;
d) soddisfare i bisogni risultanti dagli spostamenti di persone, quali i profughi, gli sfollati e i rimpatriati, a seguito di catastrofi di origine naturale o antropica onde soddisfare, per tutto il tempo necessario, le esigenze dei profughi e degli sfollati, dovunque si trovino, e agevolarne il reinsediamento volontario;
e) aiutare i PTOM a mettere a punto o a perfezionare meccanismi di prevenzione delle calamità e di preparazione alle stesse, tra cui sistemi di previsione e d'allarme rapido, per attenuare le conseguenze di tali calamità.
3. È prevista analogamente la possibilità di concedere aiuti ai PTOM che accolgono profughi o rimpatriati per rispondere alle necessità impellenti non soddisfatte dagli aiuti d'urgenza.
4. Gli aiuti di cui al presente articolo sono finanziati attingendo dal bilancio comunitario. Tuttavia, essi possono eccezionalmente essere finanziati attingendo all'assegnazione di cui all'allegato II, in aggiunta al finanziamento dalla pertinente linea di bilancio.
5. Gli interventi di aiuto umanitario e d'urgenza avvengono, su richiesta del PTOM in situazione di crisi, della Commissione, dello Stato membro cui il PTOM è connesso, degli organismi internazionali o di organizzazioni non governative locali o internazionali. L'assistenza è gestita e attuata secondo procedure che permettono interventi rapidi, flessibili ed efficaci. La Commissione adotta le disposizioni necessarie all'applicazione di questi principi.
Capitolo 7
Procedure di esecuzione
Articolo 31
Assistenza tecnica
1. Su iniziativa o per conto della Commissione, possono essere finanziati studi o misure di assistenza tecnica per assicurare la preparazione, il controllo, la valutazione e la sorveglianza necessari per l'attuazione della presente decisione.
Gli studi o le misure di assistenza tecnica sono finanziati mediante l'assegnazione globale non rimborsabile.
2. Su iniziativa del PTOM, possono essere finanziati, previo parere della Commissione, studi o misure di assistenza tecnica in relazione all'attuazione delle azioni comprese nel DOCUP.
Gli studi e le misure di assistenza tecnica sono finanziati mediante l'assegnazione del PTOM interessato.
Articolo 32
Controllo finanziario
1. Il PTOM interessato è il principale responsabile del controllo finanziario dell'intervento, che esercita, se del caso, in coordinamento con lo Stato membro cui il PTOM è connesso, ai sensi delle disposizioni nazionali applicabili.
2. La Commissione provvede:
a) a garantire l'esistenza e il buon funzionamento, nel PTOM interessato, dei sistemi di gestione e di controllo per assicurare che i fondi comunitari siano utilizzati correttamente ed efficacemente;
b) in caso di irregolarità, a inviare raccomandazioni o domande di misure correttive per rettificare le irregolarità e ovviare alle carenze di gestione riscontrate.
3. La Commissione, il PTOM e, eventualmente, lo Stato membro cui è connesso, cooperano sulla base di accordi amministrativi in occasione di riunioni annuali o biennali per coordinare i programmi, la metodologia e l'attuazione dei controlli.
4. Per quanto riguarda le rettifiche finanziarie:
a) spetta in primo luogo al PTOM individuare e rettificare le irregolarità finanziarie;
b) tuttavia, in caso di carenze da parte del PTOM interessato, la Commissione interviene, se il PTOM non rimedia alla situazione e se i tentativi di conciliazione falliscono, per ridurre o sopprimere, la rimanenza dell'assegnazione globale non rimborsabile corrispondente alla decisione di finanziamento del DOCUP.
Capitolo 8
Transizione dai fondi europei di sviluppo (FES) precedenti al 9o FES
Articolo 33
Esecuzione dei FES precedenti e fase di transizione
1. Gli impegni del 6o, 7o e 8o FES che precedono l'entrata in vigore della presente decisione continuano ad essere eseguiti secondo le regole applicabili ai FES corrispondenti.
Le risorse del 6o, 7o e 8o FES assegnate ai PTOM prima dell'entrata in vigore della presente decisione rimangono loro assegnate e continuano ad essere utilizzate ai sensi delle pertinenti disposizioni della decisione 91/482/CEE che rimangono applicabili a siffatti fini fino all'entrata in vigore dell'accordo interno relativo al 9o FES.
Fino all'entrata in vigore di detto accordo, i funzionari incaricati della gestione e dell'esecuzione delle risorse del FES, vale a dire l'ordinatore principale del FES, l'ordinatore locale del PTOM e il capodelegazione della Commissione conservano i compiti di gestione e di esecuzione conferiti loro dalla decisione 91/482/CE del Consiglio.
2. Tutte le rimanenze dei FES anteriori alla data di entrata in vigore e dell'accordo interno che istituisce il 9o FES, nonché tutti gli importi liberati dopo queste date da progetti in corso a titolo di detti fondi, sono trasferiti al 9o FES e utilizzati alle condizioni fissate nella presente decisione.
Tutte le risorse così trasferite al 9o FES, ma che in precedenza erano state assegnate al programma indicativo di un PTOM o di una regione, restano assegnate a tale PTOM o alla cooperazione regionale.
Tutte le altre rimanenze non assegnate a un programma indicativo sono trasferite all'importo non impegnato del 9o FES. L'importo globale della presente decisione, integrato dalle rimanenze trasferite dai FES precedenti, copre il periodo 2000-2007. Il presente comma si applica in particolare a tutte le eventuali rimanenze degli importi globali di cui agli articoli 118 e 142 della decisione 91/482/CEE riguardanti, rispettivamente, la stabilizzazione dei proventi da esportazione dei prodotti di base agricoli (Stabex) e il sistema speciale di finanziamento (Sysmin).
TITOLO II
COOPERAZIONE ECONOMICA E COMMERCIALE
Articolo 34
Obiettivo
1. La cooperazione economica e commerciale si prefigge di promuovere lo sviluppo economico e sociale dei PTOM, in particolare mediante l'instaurazione di strette relazioni economiche tra di essi e la Comunità nel suo insieme.
Detta cooperazione deve essere attuata in modo coerente con gli obiettivi delle altre politiche comuni.
2. La Comunità si impegna inoltre a sostenere l'efficace integrazione dei PTOM nell'economia mondiale e lo sviluppo dei loro scambi di prodotti e servizi nei mercati regionali e mondiali.
Capitolo 1
Regime degli scambi di beni
Articolo 35
Libero accesso dei prodotti originari
1. I prodotti originari dei PTOM sono importati nella Comunità in esenzione dai dazi all'importazione.
2. La nozione di prodotti originari e i relativi metodi di cooperazione amministrativa sono definiti nell'allegato III.
Articolo 36
Trasbordo di prodotti non originari in libera pratica nei PTOM
1. I prodotti non originari dei PTOM immessi in libera pratica in un PTOM e riesportati tali e quali verso la Comunità sono ammessi all'importazione nella Comunità in esenzione dai dazi doganali e dagli oneri di effetto equivalente a condizione che:
a) siano stati corrisposti, nel PTOM interessato, dazi doganali o oneri di effetto equivalente di un livello uguale o superiore ai dazi doganali applicabili nella Comunità all'importazione di questi stessi prodotti originari di paesi terzi che beneficiano della clausola della nazione più favorita;
b) non siano stati oggetto di esenzione o di restituzione, totale o parziale, di dazi doganali o di oneri di effetto equivalente, fatto salvo il paragrafo 2;
c) siano corredati di un certificato di esportazione.
2. Fatto salvo il paragrafo 1, la Commissione può autorizzare, su richiesta debitamente motivata delle autorità del PTOM in questione e alla luce degli obiettivi della presente decisione, un aiuto finanziario pubblico dei PTOM a coloro che operano secondo la procedura del trasbordo.
La richiesta deve indicare in particolare la natura e il volume previsto di scambi che potrebbero scaturire dall'aiuto.
L'aiuto deve assumere la forma di un aiuto per il trasporto di merci immesse in libera pratica, compresi i costi correnti legittimi relativi alla procedura di trasbordo. Detto aiuto non deve recare una grave perturbazione o difficoltà che possano determinare un deterioramento in un settore economico della Comunità o di uno o più Stati membri.
Le autorità dei PTOM possono intervenire presso la Commissione per fornire ulteriori informazioni a sostegno della loro richiesta scritta.
Se le autorità dei PTOM lo richiedono, è convocato uno dei gruppi di lavoro del partenariato di cui all'articolo 7, paragrafo 3, per risolvere le eventuali questioni connesse con l'amministrazione della procedura di trasbordo.
3. I paragrafi 1 e 2 non si applicano:
a) ai prodotti agricoli elencati nell'allegato I del trattato, né ai prodotti contemplati dal regolamento (CEE) n. 3448/93 del Consiglio, del 6 dicembre 1993, sul regime di scambi per talune merci ottenute dalla trasformazione di prodotti agricoli(8) eccetto, a decorrere dal 1o febbraio 2002 e fatta salva l'adozione da parte della Commissione, dei necessari accordi di attuazione, per i prodotti della pesca:
A) di cui ai codici NC 0303 31 10 00, 0304 20 95 10 e 0306 13 10 trasbordati attraverso la Groenlandia nei limiti di un quantitativo annuo fino a 10000 tonnellate,
B) di cui ai codici NC 0302 21 10, 0303 31 10, 0305 49 10, 0306 12 10, 0306 12 90, 0306 22 91, 0306 22 99, 0306 13 10, 0306 13 30, 0306 13 40, 0306 13 50, 0306 13 80, 0306 23 10, 0306 23 31, 0306 23 39, 0306 23 90 trasbordati attraverso Saint-Pierre e Miquelon nei limiti di un quantitativo annuo di 2000 tonnellate,
b) ai prodotti soggetti, all'importazione nella Comunità, a restrizioni o a limitazioni quantitative o ai dazi antidumping.
4. Nell'allegato IV figurano le condizioni di ammissione nella Comunità dei prodotti non originari dei PTOM immessi in libera pratica in un PTOM e i relativi metodi di cooperazione amministrativa.
Articolo 37
Procedura di comitatologia
1. Nelle questioni disciplinate dall'articolo 36 la Commissione è assistita da un comitato.
2. Gli articoli 3 e 7 della decisione 1999/468/CE si applicano ai procedimenti del comitato.
3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
Articolo 38
Restrizioni quantitative e misure di effetto equivalente
1. La Comunità non applica restrizioni quantitative o misure di effetto equivalente all'importazione dei prodotti originari dei PTOM.
2. Il paragrafo 1 non esclude divieti o restrizioni all'importazione, all'esportazione o al transito di merci giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine pubblico, di tutela della vita e della salute delle persone, degli animali e delle piante, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale, di tutela delle risorse naturali esauribili o di tutela della proprietà industriale e commerciale.
Tali divieti e restrizioni non costituiscono in nessun caso un mezzo di discriminazione arbitraria o ingiustificata o una restrizione dissimulata al commercio in generale.
Articolo 39
Rifiuti
1. I movimenti di rifiuti tra gli Stati membri e i PTOM sono controllati conformemente al diritto internazionale e comunitario. La Comunità sostiene l'instaurazione e lo sviluppo di un'efficace cooperazione internazionale in questo settore al fine di proteggere l'ambiente e la salute pubblica.
2. La Comunità vieta tutte le esportazioni dirette o indirette di rifiuti verso i PTOM, fatta eccezione per le esportazioni di rifiuti non pericolosi destinati ad operazioni di recupero. Al tempo stesso le autorità dei PTOM vietano l'importazione, diretta o indiretta, nel loro paese di siffatti rifiuti in provenienza dalla Comunità o da qualsiasi altro paese, fatti salvi gli impegni internazionali specifici in questi settori che sono stati o possono essere assunti in futuro nei consessi internazionali competenti.
3. Per quanto riguarda la Comunità, si applica il regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, del 1o febbraio 1993, relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio(9).
4. Per quanto riguarda i PTOM che, a motivo del loro status costituzionale, non sono parti della convenzione di Basilea, le rispettive autorità competenti accelerano l'adozione della legislazione interna e dei regolamenti amministrativi necessari per attuare le disposizioni della convenzione di Basilea(10).
5. Inoltre, gli Stati membri interessati promuovono l'adozione da parte dei PTOM della legislazione interna e dei regolamenti amministrativi necessari per attuare:
a) regolamento (CEE) n. 259/93:
i) articolo 13 per quanto riguarda le spedizioni di rifiuti all'interno dei PTOM;
ii) articolo 18 per quanto riguarda le esportazioni di rifiuti verso gli Stati ACP dai PTOM;
b) regolamento (CE) n. 1420/1999 del Consiglio(11);
c) regolamento (CE) n. 1547/1999 della Commissione(12);
d) direttiva 2000/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(13), fatti salvi il termine per il recepimento stabilito all'articolo 16 della stessa.
6. Per quanto riguarda le importazioni nella Comunità da parte dei PTOM di rifiuti pericolosi e di rifiuti non pericolosi destinati allo smaltimento definitivo, si applicano gli articoli da 1 a 12 e da 25 a 39 del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio e la decisione 94/774/CE della Commissione(14).
7. Uno o più PTOM e i rispettivi Stati membri cui sono connessi possono applicare procedure nazionali alle esportazioni di rifiuti dai PTOM verso tali Stati membri.
In questo caso lo Stato membro interessato notifica alla Commissione la legislazione applicabile entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente decisione o qualsiasi pertinente legislazione nazionale futura, incluse eventuali modifiche.
Articolo 40
Misure adottate dai PTOM
1. Considerate le attuali necessità di sviluppo dei PTOM, le autorità dei PTOM possono mantenere o stabilire, per quanto riguarda l'importazione di prodotti originari della Comunità, i dazi doganali o le restrizioni quantitative che ritengono necessari.
2. a) Il regime degli scambi applicato alla Comunità dai PTOM non può dare logo ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri né essere meno favorevole del trattamento della nazione più favorita.
b) Fatte salve le disposizioni specifiche della presente decisione, la Comunità non fa discriminazioni tra i PTOM nel settore commerciale.
c) Le disposizioni di cui alla lettera a) non ostano a che un paese o territorio conceda ad altri PTOM o ad altri paesi in via di sviluppo un trattamento più favorevole di quello concesso alla Comunità.
3. Le autorità dei PTOM comunicano alla Commissione le tariffe doganali e gli elenchi delle restrizioni quantitative applicate entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente decisione.
Esse comunicano altresì alla Commissione le successive modifiche a mano a mano che vengono introdotte.
Articolo 41
Clausola di sorveglianza
1. I prodotti originari dei PTOM di cui all'articolo 35 o i prodotti non originari dei PTOM di cui all'articolo 36 possono essere oggetto di una sorveglianza particolare. La Commissione decide, in consultazione con le autorità del PTOM e con lo Stato membro con cui esso è connesso, a quali prodotti si applica detta sorveglianza.
2. Si applica l'articolo 308 quinquies del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce il codice doganale comunitario(15).
3. La Commissione e le autorità dei PTOM si accertano dell'efficacia delle misure di sorveglianza instaurando i metodi di cooperazione amministrativa di cui agli allegati III e IV.
Articolo 42
Misure di salvaguardia
1. Qualora l'applicazione della presente decisione sia causa di gravi perturbazioni in un settore di attività economica della Comunità o di uno o più Stati membri o comprometta la loro stabilità finanziaria esterna, oppure in caso di difficoltà che potrebbero provocare il deterioramento in un settore di attività della Comunità o in una sua regione, di sua iniziativa o su richiesta di uno o più Stati membri, la Commissione può adottare o autorizzare gli Stati membri in questione a adottare le necessarie misure di salvaguardia, ai sensi dei paragrafi che seguono.
2. Per l'applicazione del paragrafo 1 si privilegiano le misure che perturbano meno il funzionamento dell'associazione e della Comunità. La portata di dette misure non va al di là di quanto è strettamente necessario per ovviare alle difficoltà insorte né eccede la revoca del trattamento preferenziale concesso dalla presente decisione.
3. In caso di adozione o di modifica delle misure di salvaguardia si tiene particolarmente conto degli interessi dei PTOM meno sviluppati.
4. Le disposizioni del presente articolo lasciano impregiudicati i diritti e gli obblighi della Comunità derivanti dalle norme dell'OMC, comprese quelle dell'accordo OMC sulle misure di salvaguardia(16). Esse non ostano all'applicazione dei regolamenti recanti organizzazione comune dei mercati agricoli e delle disposizioni amministrative comunitarie o nazionali che ne derivano, nonché delle normative specifiche adottate a norma dell'articolo 235 del trattato per i prodotti agricoli trasformati.
5. a) Se uno Stato membro chiede alla Commissione le misure di salvaguardia che devono essere applicate, la Commissione ne informa il Consiglio, gli Stati membri e le autorità dei PTOM entro tre giorni lavorativi dalla data in cui è pervenuta la domanda dello Stato membro, e invitano le autorità del PTOM a fornire le informazioni che considerano importanti per la situazione in questione.
b) La Commissione, quando agisce di propria iniziativa, informa i PTOM interessati e gli Stati membri il più presto possibile.
c) Se lo richiedono le autorità dei PTOM e fatti salvi i termini di cui al presente articolo, è convocato uno dei gruppi di lavoro del partenariato di cui all'articolo 7, paragrafo 3. I risultati del gruppo di lavoro sono trasmessi al comitato consultivo di cui all'articolo 43. In tal caso il termine indicato al paragrafo 9 del presente articolo è prorogato di dieci giorni lavorativi. Nello stesso tempo essa invita gli Stati membri a una riunione del comitato di cui all'articolo 43.
Gli Stati membri e i PTOM forniscono alla Commissione le informazioni necessarie per giustificare le loro richieste di applicazione delle misure di salvaguardia, o altrimenti per opporvisi.
6. La Commissione notifica immediatamente al Consiglio, agli Stati membri e alle autorità dei PTOM la decisione di adottare le misure di salvaguardia necessarie. Detta decisione si applica con effetto immediato.
7. Qualsiasi Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di cui al paragrafo 6 entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione della notifica di tale decisione.
8. Se la Commissione non adotta una decisione entro ventun giorni lavorativi o respinge il ricorso o se decide di non adottare misure di salvaguardia, qualsiasi Stato membro che ha sollevato la questione dinanzi alla Commissione la può deferire al Consiglio.
9. Nei casi di cui ai paragrafi 7 e 8, il Consiglio può adottare una decisione diversa, deliberando a maggioranza qualificata, entro ventun giorni lavorativi.
Articolo 43
Procedura di comitatologia
1. Nelle questioni disciplinate dall'articolo 42 la Commissione è assistita da un comitato.
2. Gli articoli 3 e 7 della decisione 1999/468/CE si applicano ai procedimenti del comitato.
3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
Capitolo 2
Scambi di servizi e norme in materia di stabilimento
Articolo 44
Obiettivo generale
L'obiettivo a lungo termine da raggiungere in questo settore è la liberalizzazione progressiva degli scambi di servizi, nel debito rispetto degli obiettivi delle politiche locali dei PTOM, tenendo debitamente conto del loro livello di sviluppo e degli obblighi assunti nell'ambito dell'OMC dalla Comunità, dagli Stati membri o dai PTOM.
Articolo 45
Principi generali in materia di stabilimento e di prestazione di servizi
1. Ai fini del presente articolo si applicano le seguenti definizioni:
a) per "società o imprese" si intendono le società o imprese di diritto civile o commerciale, comprese le società pubbliche o di altro genere, le società cooperative e tutte le altre persone giuridiche e associazioni disciplinate dal diritto pubblico o privato, tranne quelle senza scopo di lucro.
"Le società o imprese degli Stati membri" sono quelle costituite in conformità della legislazione di uno Stato membro e che abbiano la sede sociale, l'amministrazione centrale o il principale centro di attività in uno Stato membro. Qualora esse abbiano solo la sede sociale in uno Stato membro, tuttavia, la loro attività deve essere effettivamente e permanentemente collegata all'economia dello Stato membro in questione.
"Le società o imprese dei PTOM" sono quelle costituite in conformità della legislazione applicabile nel PTOM in questione e che abbiano la sede sociale, l'amministrazione centrale o il principale centro di attività sul suo territorio. Qualora esse abbiano solo la sede sociale in uno di questi paesi o territori, tuttavia, la loro attività deve essere effettivamente e permanentemente collegata all'economia del paese o territorio in questione;
b) per "abitanti di un PTOM" si intendono le persone normalmente residenti in un PTOM e che sono cittadini di uno Stato membro o che godono di uno status giuridico specifico di un PTOM. Questa definizione non pregiudica i diritti conferiti dalla cittadinanza dell'Unione ai sensi del trattato.
2. Per quanto riguarda il regime applicabile in materia di stabilimento e di prestazione di servizi, ai sensi dell'articolo 183, paragrafo 5, del trattato e fatto salvo il paragrafo 3:
a) la Comunità applica ai PTOM gli impegni assunti nell'ambito dell'accordo generale sugli scambi di servizi (GATS) alle condizioni previste nel suddetto accordo e ai sensi della presente decisione. In applicazione dei suddetti impegni, gli Stati membri non operano discriminazioni tra abitanti, società o imprese dei PTOM;
b) le autorità dei PTOM applicano ai cittadini, alle società e alle imprese degli Stati membri un trattamento non meno favorevole di quello applicato ai cittadini, alle società e alle imprese di un paese terzo e non operano discriminazioni tra cittadini, società o imprese degli Stati membri.
3. Le autorità di un PTOM possono, per promuovere o sostenere l'occupazione locale, adottare regolamentazioni a favore dei loro abitanti e delle attività locali.
In questo caso, le autorità del PTOM notificano le regolamentazioni adottate alla Commissione, affinché possa informarne gli Stati membri.
4. Per le professioni di medico, dentista, levatrice, infermiera generica, farmacista e veterinario, il Consiglio adotta, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, l'elenco delle qualifiche professionali proprie degli abitanti dei PTOM che saranno riconosciute negli Stati membri.
Articolo 46
Trasporti marittimi
L'obiettivo della cooperazione in questo settore è di garantire uno sviluppo omogeneo di servizi navali efficienti e affidabili in termini economicamente soddisfacenti favorendo la partecipazione attiva di tutte le parti secondo il principio dell'accesso illimitato al mercato su base commerciale.
Tale disposizione non si applica alla Groenlandia.
Capitolo 3
Settori legati al commercio
Articolo 47
Pagamenti correnti e movimenti di capitali
1. Fatto salvo il paragrafo 2:
a) Gli Stati membri e le autorità dei PTOM non impongono restrizioni ai pagamenti in moneta liberamente convertibile riguardanti la bilancia delle partite correnti tra cittadini della Comunità e dei PTOM.
b) Per quanto riguarda le operazioni in capitale della bilancia dei pagamenti, gli Stati membri e le autorità dei PTOM non impongono restrizioni alla libera circolazione dei capitali per quanto riguarda gli investimenti diretti in società costituite in conformità della legislazione dello Stato membro, del paese o del territorio di accoglienza e assicurano che le attività costituite da siffatti investimenti e tutti gli utili che ne derivano possano essere liquidati o rimpatriati.
2. La Comunità, gli Stati membri e i PTOM hanno la facoltà di adottare le misure cui si fa riferimento, mutatis mutandis, negli articoli 57, 58, 59, 60 e 301 del trattato secondo le condizioni ivi previste. Parimenti, qualora uno o più PTOM/Stati membri si trovino o rischino di trovarsi in gravi difficoltà a livello della bilancia dei pagamenti, le autorità del PTOM, lo Stato membro o la Comunità possono, secondo le condizioni stabilite nell'ambito dell'accordo generale sulle tariffe doganali e dell'accordo generale sugli scambi di servizi e negli articoli VIII e XIV dell'accordo sulla costituzione del Fondo monetario internazionale, applicare restrizioni alle transazioni correnti, di durata limitata a quanto strettamente necessario per riequilibrare la bilancia dei pagamenti. Le autorità del PTOM, lo Stato membro o la Comunità che adottano queste misure si informano senza indugio e si trasmettono reciprocamente con la massima rapidità un calendario per l'eliminazione delle misure in questione.
Articolo 48
Politiche di concorrenza
1. L'introduzione e l'attuazione di politiche e di regole di concorrenza valide ed efficaci sono di cruciale importanza per favorire e assicurare un clima propizio agli investimenti, un processo d'industrializzazione sostenibile e la trasparenza dell'accesso ai mercati.
2. Per assicurare l'eliminazione dalle distorsioni di concorrenza, tenendo debitamente conto dei diversi livelli di sviluppo e delle necessità economiche di ciascun PTOM, la Comunità e i PTOM si impegnano ad attuare norme e politiche locali, nazionali o regionali comprendenti la sorveglianza e, in determinate circostanze, il divieto degli accordi tra imprese, delle decisioni di associazioni di imprese e delle pratiche concertate tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, limitare o falsare il gioco della concorrenza. Tale divieto riguarda anche gli abusi di posizione dominante, ad opera di una o più imprese, nel territorio della Comunità o del PTOM.
Articolo 49
Tutela dei diritti di proprietà intellettuale
1. Al fine di ridurre le distorsioni e gli ostacoli agli scambi bilaterali, occorre garantire un adeguato ed efficace livello di tutela dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale, ivi compresi i mezzi necessari a far rispettare tali diritti, conformemente ai massimi standard internazionali.
2. I diritti di proprietà intellettuale comprendono i diritti d'autore, inclusi in particolare i diritti d'autore per i programmi informatici e i diritti connessi, i modelli di utilità, i brevetti, compresi quelli relativi alle invenzioni biotecnologiche, i disegni o modelli industriali, le indicazioni geografiche, comprese le denominazioni d'origine, i marchi di beni e servizi, le topografie di circuiti integrati, la tutela giuridica delle banche dati, nonché la protezione contro la concorrenza sleale, di cui all'articolo 10 bis della convenzione di Parigi sulla protezione della proprietà industriale, la protezione di informazioni riservate sul know-how.
Articolo 50
Standardizzazione e certificazione
È necessario intensificare la cooperazione nel settore della standardizzazione, della certificazione e dell'assicurazione della qualità per eliminare gli ostacoli tecnici inutili e ridurre le differenze esistenti in questo campo, al fine di facilitare gli scambi.
Articolo 51
Commercio e ambiente
Occorre promuovere lo sviluppo del commercio internazionale in modo da garantire una gestione sostenibile e sana dell'ambiente, conformemente alle convenzioni e agli impegni internazionali in materia, tenendo debitamente conto dei rispettivi livelli di sviluppo dei PTOM. Le esigenze e le necessità particolari dei PTOM devono essere prese in considerazione nell'elaborazione e nell'attuazione delle misure ambientali.
Tenendo presenti i principi di Rio, la cooperazione mira a far sì che le politiche commerciali e ambientali si completino reciprocamente, in particolare mediante il potenziamento dei controlli qualitativi delle merci e dei servizi nell'ottica della tutela dell'ambiente e del miglioramento dei metodi di produzione che rispettano l'ambiente.
Articolo 52
Commercio e norme di lavoro
Occorre rispettare le norme di lavoro fondamentali riconosciute a livello nazionale e internazionale, specie per quanto riguarda la libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale, l'applicazione del diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva, l'abolizione del lavoro forzato, l'eliminazione delle forme più dure di lavoro minorile, l'età minima di ammissione al lavoro e la non discriminazione in materia di occupazione.
Articolo 53
Politica dei consumatori e tutela della loro salute
Occorre cooperare nel settore della politica dei consumatori e della tutela della loro salute nel rispetto delle legislazioni in vigore nei PTOM e nella Comunità per prevenire ostacoli agli scambi.
Articolo 54
Divieto relativo a misure protezionistiche dissimulate
Le disposizioni del presente capitolo non sono utilizzate come mezzo di discriminazione arbitraria o come restrizione dissimulata al commercio.
Capitolo 4
Questioni monetarie e fiscali
Articolo 55
Clausola di esclusione fiscale
1. Fatto salvo il dispositivo dell'articolo 56, il trattamento della nazione più favorita concesso a norma della presente decisione non si applica alle agevolazioni fiscali che gli Stati membri o le autorità dei PTOM concedono o possono concedere in futuro in applicazione di accordi volti ad evitare la duplice imposizione, di altre intese fiscali o del diritto tributario interno in vigore.
2. Nessuna disposizione della presente decisione può essere interpretata come un impedimento all'adozione o all'applicazione di misure destinate a prevenire l'evasione o la frode fiscale ai sensi delle disposizioni fiscali di accordi volti ad evitare la duplice imposizione o di altre intese fiscali o del diritto tributario interno in vigore.
3. Nessuna disposizione della presente decisione è interpretata come un impedimento per le rispettive autorità competenti a fare una distinzione quando applicano le disposizioni pertinenti della loro legislazione fiscale tra contribuenti che non sono nella stessa situazione, in particolare per quanto riguarda il luogo di residenza o il luogo in cui sono investiti i loro capitali.
Articolo 56
Regime fiscale e doganale degli appalti finanziati dalla Comunità
1. I PTOM applicano agli appalti finanziati dalla Comunità un regime fiscale e doganale non meno favorevole di quello applicato alla nazione più favorita o alle organizzazioni internazionali competenti per lo sviluppo con cui intrattengono relazioni. Ai fini della determinazione del trattamento della nazione più favorita non si tiene conto dei regimi applicati dalle autorità competenti del paese o del territorio interessato agli altri paesi in via di sviluppo.
2. Fatto salvo il paragrafo 1, agli appalti finanziati dalla Comunità si applica il seguente regime:
a) gli appalti non sono soggetti nel PTOM beneficiario né all'imposta di bollo e di registro, né ai prelievi fiscali di effetto equivalente già esistenti o da istituire in futuro. Detti appalti, tuttavia, sono registrati conformemente alle leggi in vigore nel PTOM, eventualmente dietro pagamento di una tassa corrispondente alla prestazione del servizio;
b) i profitti e/o gli introiti derivanti dall'esecuzione degli appalti sono imponibili in conformità del regime fiscale interno del PTOM interessato, sempreché le persone fisiche o giuridiche che realizzano detti profitti e/o introiti abbiano un centro di attività permanente nel PTOM in questione o che la durata di esecuzione del contratto sia superiore a sei mesi;
c) le imprese che devono importare attrezzature per l'esecuzione degli appalti di opere beneficiano, su richiesta, del regime di ammissione temporanea definito dalla legislazione del PTOM beneficiario per quanto riguarda dette attrezzature;
d) le attrezzature professionali necessarie per l'esecuzione dei compiti definiti nei contratti di servizi sono ammesse temporaneamente nel PTOM beneficiario, conformemente alla sua legislazione, in esenzione dagli oneri fiscali, dai dazi di importazione e dai dazi doganali nonché dagli altri oneri di effetto equivalente, sempreché detti dazi ed oneri non costituiscano la retribuzione di una prestazione di servizi;
e) le importazioni nel quadro dell'esecuzione di un appalto di forniture sono ammesse nel PTOM beneficiario in esenzione dai dazi doganali, dai dazi di importazione e dagli oneri fiscali d'effetto equivalente. L'appalto di forniture originarie del paese o del territorio interessato è stipulato sulla base del prezzo franco fabbrica eventualmente maggiorato degli oneri fiscali applicabili nel paese o nel territorio a queste forniture;
f) gli acquisti di combustibili, lubrificanti e leganti idrocarbonati nonché, in linea generale, di tutti i materiali incorporati in un appalto di opere si considerano eseguiti sul mercato locale e assoggettati al regime fiscale applicabile ai sensi della legislazione in vigore nel PTOM beneficiario;
g) l'importazione di effetti personali, per uso personale e domestico, da parte delle persone fisiche diverse da quelle assunte localmente, incaricate dell'esecuzione dei compiti definiti in un appalto di servizi, e dai membri della loro famiglia, è effettuata, entro il limite della legislazione in vigore nel PTOM beneficiario, in esenzione dai dazi doganali o dai dazi di entrata, dalle tasse e dagli altri oneri fiscali di effetto equivalente.
3. Per tutte le questioni non contemplate dai paragrafi 1 e 2 si applica la legislazione del PTOM interessato.
4. I funzionari della Commissione, tranne il personale assunto in loco, sono esentati da qualsiasi imposta nel paese o nel territorio in cui risiedono.
Capitolo 5
Formazione professionale, idoneità a fruire dei programmi comunitari ed altre disposizioni
Articolo 57
Formazione professionale
Le persone provenienti da uno dei PTOM che hanno la cittadinanza di uno Stato membro sono ammesse a ricevere una formazione professionale nella Comunità alla stregua dei cittadini dello Stato membro di cui trattasi se possono soddisfare le stesse condizioni dei suddetti cittadini e comprese le condizioni relative al domicilio nell'ambito della Comunità o del SEE.
Articolo 58
Programmi aperti ai PTOM
Le persone provenienti da uno dei PTOM e, ove applicabile, i pertinenti enti e organizzazioni pubblici e privati di un PTOM sono ammessi a fruire dei programmi comunitari elencati nell'allegato II F e di quelli che ad essi succederanno, fatte salve le regole dei programmi stessi e le intese applicabili allo Stato membro cui sono connessi.
La Commissione può modificare quest'elenco su richiesta di un PTOM, di uno Stato membro o di sua iniziativa.
Articolo 59
Centri Euro-Info di corrispondenza (CEIC)
Su richiesta delle autorità di un PTOM, secondo le procedure di cui alla parte terza, titolo I in un PTOM può essere aperto un Centro Euro-Info di corrispondenza, in seguito denominato "CEIC". Può essere messo a disposizione della struttura che accoglie il CEIC un finanziamento parziale nell'ambito delle sovvenzioni assegnate a titolo del DOCUP o della cooperazione regionale.
Nell'allegato V vengono definiti le missioni dei CEIC, le attrezzature e i servizi messi a loro disposizione, le modalità d'insediamento e i criteri di selezione della struttura ospitante.
Articolo 60
CSI e CTA
Su richiesta delle autorità dei PTOM, questi possono essere ammessi a fruire dei servizi del Centro per lo sviluppo delle imprese (CSI) e del Centro tecnico di cooperazione agricola e rurale (CTA) di cui all'articolo 1 dell'allegato III dell'accordo di partenariato ACP/CE.
Eventuali costi risultanti da servizi forniti dal CSI o dal CTA a favore dei PTOM sono finanziati mediante le risorse previste all'allegato II A.
PARTE QUARTA
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 61
Cambiamento di status
Qualora un PTOM diventi indipendente:
a) il regime previsto dalla presente decisione può continuare ad applicarsi provvisoriamente a tale paese o territorio alle condizioni stabilite dal Consiglio;
b) il Consiglio decide, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, i necessari adeguamenti della presente decisione, in particolare degli importi di cui all'allegato II A.
Articolo 62
Revisione
Entro il 31 dicembre 2007 il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, stabilisce le disposizioni da prevedere in vista dell'ulteriore applicazione dei principi di cui agli articoli da 182 a 186 del trattato. In questo contesto, il Consiglio adotta in particolare le misure necessarie allorché un PTOM decide, secondo le sue procedure costituzionali, di aderire ad accordi preferenziali speciali tra la Comunità e vari partner della regione a cui appartiene. Al riguardo, il Consiglio tiene conto in particolare degli obblighi internazionali assunti dalla Comunità, dai suoi Stati membri o dai PTOM, anche in sede di OMC
Articolo 63
Entrata in vigore
La presente decisione entra in vigore il 2 dicembre 2001. Essa si applica fino al 31 dicembre 2011.
Articolo 64
Pubblicazione
La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatto a Bruxelles, addì 27 novembre 2001.

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