Document ID: 31985D0207

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 22 marzo 1985
relativa a una richiesta di restituzione del dazio antidumping riscosso su talune importazioni di filati di cotone originari della Turchia
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(85/207/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 16,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Il 3 dicembre 1981, col regolamento (CEE) n. 3453/81 (2), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio del 16 % sulle importazioni di alcuni filati di cotone originari della Turchia. Il 3 aprile 1982, col regolamento (CEE) n. 789/82 del Consiglio (3), è stato istituito un dazio antidumping definitivo del 12 % sul prodotto in esame e i dazi antidumping provvisori versati dopo il 1o gennaio 1982, a norma del regolamento (CEE) n. 3453/81, sono stati riscossi definitavamente, fino a concorrenza dell'importo del dazio definitivo.
(2) Successivamente è stato concluso un accordo tra la Commissione, da un lato, e il governo turco e l'Associazione degli esportatori turchi di tessili, dall'altro, concernente l'abrogazione parziale del dazio antidumping definitivo, in data 21 agosto 1982, col regolamento (CEE) n. 2306/82 del Consiglio (4). Il suddetto accordo prevedeva che le autorità e gli esportatori turchi convenissero di aumentare i prezzi all'esportazione dei filati di cotone nella Comunità (in appresso denominati « prezzi dell'accordo ») ad un livello sufficiente ad eliminare il margine di dumping già accertato. L'accordo prevedeva inoltre che i prezzi fossero aggiornati periodicamente per tener conto delle variazioni dei prezzi del cotone grezzo e delle relative ripercussioni su quelli dei filati di cotone sul mercato turco.
Il regolamento (CEE) n. 789/82 restava però d'applicazione per i prodotti già introdotti nel territorio doganale della Comunità, ma non ancora immessi in libera pratica nella Comunità medesima.
(3) Tra il luglio 1982 e l'aprile 1983 la Rotspindel GmbH di Bayreuth, società importatrice di filati di cotone originari della Turchia, ha presentato al governo tedesco 17 richieste di restituzione per un importo totale di . . . DM (5), che aveva versato a titolo definitivo quale dazio antidumping sulle sue importazioni di filati di cotone dalla Turchia.
Il governo tedesco ha trasmesso le richieste alla Commissione.
(4) Dopo la presentazione di ulteriori elementi di prova da parte del richiedente, la Commissione ha estimato le domande. Il richiedente è stato informato dei risultati preliminari di detto esame e ha potuto rendere note le proprie osservazioni che la Commissione ha tenuto in debito conto prima di formulare la presente decisione.
(5) La Commissione ha informato gli Stati membri ed ha espresso il suo parere sulla questione. Nessuno degli Stati membri ha contestato l'opinione della Commissione.
B. Argomentazioni del richiedente
(6) Il richiedente ha giustificato la sua richiesta affermando che i prezzi all'esportazione di cui alla richiesta stessa erano pari a o più elevati di quelli fissati nell'accordo di cui sopra al paragrafo 2.
(7) Inoltre, il richiedente ha presentato una dichiarazione ricevuta dal suo fornitore turco, dalla quale risulta che i prezzi del fornitore all'esportazione erano superiori ai suoi costi di produzione e che, pertanto, i prodotti figuranti nella richiesta di restituzione non erano oggetto di dumping. La dichiarazione non era corredata di alcun elemento di prova.
(8) Dopo che la Commissione ha reso noti i risultati del suo esame preliminare della domanda di restituzione, il richiedente ha replicato che i valori normali usati per alcune spedizioni non avrebbero dovuto essere aumentati in rapporto agli aumenti dei prezzi dell'accordo di cui al paragrafo 2, dato che i prodotti in questione erano stati acquistati con contratto stipulato prima che che venissero praticati i prezzi aggiornati, ma immessi in libera pratica nella Comunità dopo l'entrata in vigore dell'accordo sull'aggiornamento dei prezzi. A tale riguardo il richiedente ha sostenuto che non avrebbe potuto prevedere le variazioni dei prezzi dell'accordo, in quanto il contratto d'acquisto veniva normalemente stipulato alcuni mesi prima della consegna.
C. Ammissibilità della richiesta
(9) La richiesta è conforme alle disposizioni del diritto antidumping comunitario, in particolare in materia di termini, ed è perciò ammissibile.
D. Fondatezza della richiesta
(10) Nel valutare la validità della richiesta, la Commissione ha adottato come valori normali i prezzi dell'accordo (punto 2) praticati nel momento in cui prodotti in oggetto venivano immessi in libera pratica nella Comunità.
Per i prodotti immessi fino al 28 agosto 1982, si è fatto riferimento ai prezzi dell'accordo originari mentre per quelli immessi dopo tale data si è fatto riferimento ai prezzi dell'accordo aggiornati.
(11) Per decidere a quale dei valori normali di cui al punto 10 (prezzi dell'accordo originari o aggiornati) fosse opportuno fare riferimento, la Commissione ha preso come base la data alla quale i prodotti sono stati immessi in libera pratica nella Comunità. Questa infatti è la data in cui l'importatore paga il dazio e acquisisce il diritto di chiedere una restituzione: di conseguenza, devono essere prese in considerazione le circostanze vigenti a tale data.
(12) Nel decidere di adottare come valori normali i prezzi dell'accordo praticati al momento dell'immissione in libera pratica, è stata presa in considerazione la dichiarazione (priva di elementi a sostegno), ricevuta dal richiedente nella quale si legge che i prezzi del fornitore turco all'esportazione erano superiori ai costi di produzione e che, pertanto, i prodotti in esame non erano oggetto di dumping. A questo riguardo, la Commissione ha deciso che, poiché i valori normali stabiliti definitivamente nel regolamento (CEE) n. 789/82 erano stato calcolati sulla base del valore costruito presso società rappresentative turche, nel caso della richiesta di restituzione in esame non era possibile cambiare il metodo di calcolo tenendo conto dei presunti costi di produzione di un singolo esportatore.
(13) La Commissione ha seguito il criterio di determinare i valori normali presso società rappresentive soltanto perché alcuni esportatori turchi non hanno fornito le informazioni loro richieste in merito ai prezzi interni e all'esportazione. Alla Commissione si è rivolta invece l'associazione degli esportatori turchi di tessili che, a nome di tutti gli esportatori turchi, incluso il fornitore del richiedente in questione, ha fornito volontariamente informazioni sui prezzi, dichiarando che erano rappresentative e potevano essere verificate in loco presso alcuni dei maggiori esportatori nella Comunità. La Commissione ha accettato questo intervento in quanto la normativa antidumping comunitaria prevede espressamente il ricorso a tale metodo rappresentativo e date le garanzie offerte dell'Associazione degli esportatori turchi di tessili in merito alla natura rappresentativa degli esportatori prescelti.
(14) Adottare valori normali individuali nel caso della richiesta di restituzione in esame pregiudicherebbe gravemente la base dei valori normali impiegati nell'istituire il dazio di cui sopra. Gli importatori i cui fornitori presentano valori normali inferiori al livello rappresentativo acquisirebbero il diritto alla restituzione del dazio, mentre non si potrebbe tener conto del fatto che, se non fosse stato usato il metodo rappresentativo, gli importatori i cui fornitori presentano valori normali superiori al livello rappresentativo avrebbero versato dazi antidumping più elevati. Inoltre, la Commissione ritiene che può fidarsi delle garanzie fornitele dall'Associazione degli esportatori turchi di tessili a nome di tutti i suoi membri in merito al fatto che le ditte oggetto di inchiesta siano rappresentative di tutti gli esportatori turchi.
(15) Pertanto, dato che i prezzi originari dell'accordo equivalenti ai valori normali stabiliti definitivamente nel regolamento (CEE) n. 789/82 con il quale è stato istituito il dazio definitivo, sono rimasti validi fino al 28 agosto 1982, si ritiene opportuno che siano adottati come valori normali per i prodotti immessi in libera pratica nella Comunità entro tale data.
(16) Tuttavia, per quanto riguarda i prodotti immessi in libera pratica nella Comunità dopo il 28 agosto 1982, la Commissione ha deciso che ai fini di un confronto devono essere usati i valori normali aggiornati. Essa ritiene che per la richiesta di restituzione in esame, i valori normali dovrebbero essere aggiornati in quanto i prezzi originari dell'accordo sono stati a loro volta adeguati agli aumenti del valore normale; l'Associazione degli esportatori turchi di tessili ha convenuto in merito e la decisione della Commissione è diventata operante dopo il 28 agosto 1982.
(17) Il fatto di aver stipulato i contratti prima che i prezzi dell'accordo fossero aggiornati, addotto a suo favore dal richiedente, non costituisce un'argomentazione valida, in quanto i prezzi aggiornati dell'accordo, concordati tra la Commissione, da un lato, ed il governo e gli esportatori turchi, dall'altro, rispecchiavano le variazioni dei valori normali in Turchia e riguardavano tutte le spedizioni effettuate dopo detto accordo indipendentemente dalla data di stipulazione dei contratti. Tuttavia, la Commissione ha tenuto conto del periodo normale di spedizione tra la Turchia e la frontiera comunitaria e i prezzi aggiornati dell'accordo sono stati usati come valori normali soltanto per le spedizioni che hanno raggiunto la Comunità sette giorni dopo l'entrata in vigore del prezzo aggiornato. In ogni caso, un importatore corre sempre il rischio di eventuali variazioni dei dazi doganali per i prodotti oggetto di contratto o persino in transito dal paese esportatore verso la Comunità. Se così non fosse, il sistema sarebbe oggetto di abuso, in quanto consentirebbe agli importatori che abbiano stipulato contratti a lungo termine di evitare le eventuali conseguenze delle variazioni dei dazi doganali, ad esempio l'istituzione di un dazio antidumping.
(18) Pertanto, per i prodotti immessi in libera pratica nella Comunità dopo il 28 agosto 1982, la Commissione ha deciso che devono essere usati valori normali equivalenti ai prezzi dell'accordo aggiornati.
(19) Dal confronto tra i valori normali di cui ai punti 15 e 18 e i prezzi all'esportazione dei prodotti in esame risulta che la richiesta in oggetto è giustificata soltanto in parte.
E. Importo rimborsato
(20) Verrà rimborsato l'importo corrispondente al dazio riscosso previa detrazione della differenza tra i valori normali di cui ai punti 15 e 18 e i prezzi all'esportazione dei prodotti in esame. Per le partite in questione la differenza totale ammonta a . . . DM.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La richieste di restituzione presentate della Rotspindel GmbH di Bayreuth tra il 1o luglio 1982 e il 30 aprile 1983 sono accolte per . . . DM e respinte per il rimanente importo.
Articolo 2
L'importo di cui all'articolo 1 viene rimborsato dal governo della Repubblica federale di Germania.
Articolo 3
La Repubblica federale di Germania e la Rotspindel GmbH di Bayreuth sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles il 22 marzo 1985.

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