Document ID: 31980R0045

REGOLAMENTO (CEE) N. 45/80 DELLA COMMISSIONE del 10 gennaio 1980 recante modifica del regolamento (CEE) n. 1972/78 che fissa le modalità di applicazione per le pratiche enologiche
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 337/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2594/79 (2), in particolare l'articolo 43, paragrafo 6, l'articolo 51, paragrafo 2, e l'articolo 54, paragrafo 5,
considerando che l'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 337/79 dispone, fra l'altro, che un vino che sia stato sottoposto a pratiche enologiche non ammesse dalle regolamentazioni comunitarie o, a difetto, dalle regolamentazioni nazionali, non può essere offerto o consegnato per il consumo umano diretto; che per garantire un'interpretazione uniforme di queste disposizioni occorre precisare che un vino risultante dal taglio di vari v.q.p.r.d. o dal taglio di un v.q.p.r.d. con un vino diverso da un v.q.p.r.d. non è né un vino da tavola né un vino v.q.p.r.d. e non può essere consegnato per il consumo umano diretto;
considerando che il paragrafo 2 del medesimo articolo prevede la possibilità di adottare delle disposizioni atte ad evitare un eccessivo rigore in casi individuali, in particolare sotto il profilo economico;
considerando pertanto che occorre modificare il regolamento (CEE) n. 1972/78 della Commissione (3);
considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i vini,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
L'articolo seguente è inserito nel regolamento (CEE) n. 1972/78:
« Articolo 4 bis
Il taglio
- di un v.q.p.r.d. con un vino diverso da un v.q.p.r.d. o
- di un v.q.p.r.d. con un v.q.p.r.d. che non ha il diritto di portare il nome della stessa regione determinata
non può dare né un v.q.p.r.d. né un vino da tavola. Il vino così ottenuto non può essere consegnato per il consumo umano diretto.
Per questo vino è fatto divieto di utilizzare nell'etichetta, sull'imballaggio, nei documenti ufficiali e commerciali, nonché nei registri, qualsiasi indicazione riservata ai v.q.p.r.d.
Tuttavia uno Stato membro, d'intesa con gli Stati membri produttori interessati, può ammettere, per evitare un eccessivo rigore in casi individuali, che il prodotto ottenuto dal taglio di cui al primo comma, sia commercializzato nel suo mercato interno come vino da tavola, sempreché
- esso presenti le caratteristiche di vino da tavola stabilite nell'allegato II, punto 11, del regolamento (CEE) n. 337/79 e
- sia sano, leale e mercantile e soddisfi alle altre disposizioni del regolamento (CEE) n. 337/79 e a quelle adottate ai fini della sua applicazione.
Ai fini dell'applicazione del comma precedente, se i vini non si trovano nello Stato membro produttore, i servizi competenti si mettono direttamente in contatto fra loro in conformità del regolamento (CEE) n. 359/79 (1).
(1) GU n. L 54 del 5. 3. 1979, pag. 136 ».
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore l'11 gennaio 1980.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 10 gennaio 1980.

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