Document ID: 32011D0676

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 20 aprile 2011
riguardante il presunto aiuto a favore dell’impresa Trèves C 4/10 (ex NN 64/09) a cui la Francia ha dato esecuzione
[notificata con il numero C(2011) 2585]
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2011/676/UE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 108, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni in conformità ai suddetti articoli (1), e viste le informazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Tramite diversi articoli pubblicati sulla stampa nella la primavera del 2009, la Commissione è stata informata che l’impresa Trèves avrebbe beneficiato di un investimento pari a 55 milioni di EUR del Fondo di modernizzazione per i produttori di componenti automobilistici (qui di seguito denominato «il FMEA»Fonds de Modernisation des Equipementiers Automobiles). Con lettere del 5 maggio 2009, dell’11 giugno 2009, del 10 luglio 2009 e del 4 novembre 2009, la Commissione ha indirizzato alle autorità francesi delle richieste di chiarimento a tal riguardo. Le suddette autorità hanno risposto a tali richieste con lettere (o e-mail) del 5 giugno 2009, del 23 giugno 2009, del 18 agosto 2009, del 18 novembre 2009 e del 23 dicembre 2009.
(2)
Peraltro, su richiesta delle autorità francesi l’8 gennaio 2010 si è tenuta una riunione nei locali della Commissione. In seguito a tale riunione, le autorità francesi hanno fornito ulteriori chiarimenti con e-mail del 15 gennaio 2010.
(3)
Con lettera del 29 gennaio 2010, la Commissione ha notificato alla Francia la sua decisione di avviare il procedimento di cui all’articolo 108, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (qui di seguito denominato «il TFUE») in relazione all’investimento del FMEA nonché in relazione a un piano di rateizzazione dei debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale (denominato anche «piano di liquidazione») concesso a Trèves dall’amministrazione francese. Il 25 marzo 2010 la Francia ha comunicato le sue osservazioni rispetto all’avvio del procedimento di indagine formale.
(4)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito alle misure in questione.
(5)
La Commissione ha ricevuto le osservazioni a tal riguardo da parte dei seguenti interessati: l'Italia, l’impresa Trèves, il gruppo PSA Peugeot Citroën, il gruppo Renault, un concorrente di Trèves che desidera rimanere anonimo e il FMEA (3). La Commissione ha trasmesso tali osservazioni alla Francia dando a quest’ultima la possibilità di replicare, e ha ricevuto la sua presa di posizione tramite lettera del 5 ottobre 2010. Il 18 novembre 2010 si è inoltre tenuta una riunione con le autorità francesi. Infine, ulteriori informazioni sono state trasmesse alla Commissione con e-mail del 21 dicembre 2010 e del 22 febbraio 2011.
II. DESCRIZIONE DELLE MISURE IN ESAME
(6)
Prima di procedere alla descrizione delle misure in esame, occorre presentare il Fondo strategico d'investimento (qui di seguito denominato «FSI»Fonds Stratégique d'Investissement), il FMEA, CDC Entreprises, (società di gestione del FMEA) (punto II.1) nonché l’impresa Trèves e le misure prese nei suoi confronti (punto II.2). Infine, verranno esposte le ragioni che hanno portato all’avvio del procedimento di indagine formale in merito all’investimento del FMEA e al piano di rateizzazione dei debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale (punto II.3).
II.1. FSI, FMEA, CDC Entreprises
(7)
A causa della crisi iniziata nel 2008, la Francia ha costituito un Fondo strategico d'investimento (qui di seguito «il FSI»Fonds Stratégique d'Investissement) al fine di sostenere la sua economia. Poco dopo, il FSI, in partnership con il gruppo PSA Peugeot Citroën (qui di seguito denominato «PSA») e il gruppo Renault (qui di seguito denominato «Renault»), hanno creato il FMEA. Se da un lato il FSI ha l’obiettivo di intervenire in qualsiasi tipo di impresa indipendentemente dal settore economico interessato, il FMEA interviene soltanto a favore dei produttori di componenti del settore automobilistico.
(8)
Il Fondo strategico d'investimento è un fondo con una dotazione di 20 miliardi di EUR che il governo francese ha creato nel dicembre 2008 per rispondere al fabbisogno di capitale proprio delle imprese ritenute motori di crescita e competitività per l’economia francese. Secondo i dirigenti del FSI, esso investe soltanto nelle imprese che presentano buone prospettive di crescita e di competitività per l’economia francese.
(9)
Il FSI è detenuto per il 49 % dal governo francese e per il 51 % dalla Cassa Depositi e Prestiti francese (qui di seguito denominata «CDC»Caisse des Dépôts et Consignation). La CDC «e le sue affiliate costituiscono un gruppo pubblico al servizio dell’interesse generale e dello sviluppo economico» della Francia (4), e i suoi dirigenti sono nominati per decreto.
(10)
Il consiglio di amministrazione del FSI è presieduto dal direttore generale della CDC ed è composto, oltre che dal presidente, da sei amministratori di cui uno rappresenta la CDC, due rappresentano lo Stato (il direttore generale delle partecipazioni statali e il direttore generale delle imprese) e tre rappresentano gli interessi delle imprese (i dirigenti delle imprese SCOR, Essilor e Artémis).
(11)
Il FMEA è un fondo comune di investimento in capitale di rischio la cui missione è favorire l’affermarsi dei produttori di componenti automobilistici competitivi e in grado di offrire ai loro clienti una capacità di ricerca e di sviluppo e una maggiore assistenza a livello internazionale. Esso realizza investimenti per un importo massimo di 60 milioni di EUR, a beneficio esclusivo dei suoi sottoscrittori, autonomamente o assieme ad altri investitori privati o di altri fondi.
(12)
La creazione del FMEA (il 25 marzo 2009) si iscrive nel quadro del piano di sostegno alla filiera automobilistica, annunciato dal Presidente della Repubblica francese il 4 dicembre 2008. Esso ha una dotazione di 600 milioni di EUR provenienti dal FSI (200 milioni di EUR), da PSA (200 milioni di EUR) e da Renault (200 milioni di EUR).
(13)
Il FMEA è gestito da CDC Entreprises, un'affiliata della CDC. Le decisioni di investimento sono quindi prese da CDC Entreprises.
(14)
Il FMEA dispone di un comitato di selezione e di un comitato di investimento incaricati di redigere dei dossier prima che la società di gestione CDC Entreprises realizzi un investimento. I tre investitori (PSA, Renault e il FSI) sono equamente rappresentati all’interno dei comitati.
(15)
Conformemente al regolamento degli organi del FMEA, il comitato di selezione viene obbligatoriamente consultato dalla società di gestione in merito al carattere strategico dei progetti di investimento. I suoi pareri consultivi non vincolano la società di gestione. Essi sono adottati a maggioranza di due terzi.
(16)
Il comitato di investimento viene obbligatoriamente consultato prima di effettuare ogni investimento o disinvestimento o per qualsiasi deroga ai criteri e alle regole della politica di investimento. Quando esso si pronuncia su un progetto di investimento o disinvestimento, anche i suoi pareri vengono adottati a maggioranza di due terzi e non vincolano la società di gestione. Tuttavia, nel caso in cui uno dei tre investitori esprima un voto negativo, il parere espresso sarà considerato negativo. In questo caso, il progetto di investimento o di disinvestimento è sottoposto al comitato di selezione.
(17)
CDC Entreprises è un attore di primo piano nel settore del capitale di rischio in Francia. Essa è tenuta a rispettare tutte le norme emanate dall’Autorità dei Mercati Finanziari francese in materia di gestione per conto terzi, in particolare le norme relative all’indipendenza della scelta degli investimenti e alla prevenzione dei conflitti di interesse. CDC Entreprises gestisce tra l’altro gli investimenti del FSI nelle PMI non quotate, nonché gli investimenti per conto della CDC e di altri investitori.
(18)
CDC Entreprises è un'affiliata interamente controllata dalla CDC. Il presidente e il direttore generale di CDC Entreprises sono nominati dal consiglio di amministrazione, i cui membri vengono a loro volta nominati dalla CDC.
(19)
CDC Entreprises ha stipulato con il FSI una convenzione di assistenza e consulenza in virtù della quale un'equipe dedicata del FSI assiste CDC Entreprises nella preselezione dei progetti di investimento (tra cui studi di fattibilità e valutazione dei rischi, studio e assistenza nell’attuazione di tali interventi) e nel monitoraggio degli investimenti realizzati.
(20)
In ragione dell’organizzazione e del funzionamento dei comitati del FMEA, CDC Entreprises è la sola ad avere il potere di impegnare il FMEA. Le decisioni dei comitati non vincolano la società di gestione (ad eccezione delle deroghe ai criteri e alle regole della politica di investimento e della gestione dei conflitti di interesse, ipotesi che non sono pertinenti nel caso di specie). Le autorità francesi hanno precisato che, ad oggi, CDC Entreprises non ha mai ritenuto opportuno pronunciarsi contro i pareri dei comitati in materia di investimenti.
(21)
Il grafico n. 1 in basso riassume i legami che uniscono lo Stato francese, la CDC, CDC Entreprises, il FSI, il FMEA, PSA e Renault.
Grafico n. 1
Legami tra lo Stato francese, la CDC, CDC Entreprises, il FSI, il FMEA, PSA e Renault
II.2 L’impresa Trèves e le misure prese nei suoi confronti
(22)
Trèves è un’impresa specializzata nella produzione di componenti per gli interni degli autoveicoli. Prima dell’attuazione del piano di ristrutturazione in corso (piano che interessa 1 300 persone), Trèves contava circa 6 500 dipendenti. Essa è organizzata attorno a tre categorie di prodotti: prodotti acustici (5), sedili e componenti, e prodotti tessili. L’impresa comprendeva 9 fabbriche (di cui due sono state chiuse) ed è presente in 14 paesi (tra cui Spagna, Regno Unito, Portogallo, Slovenia e Repubblica ceca). Il 40 % del suo fatturato è realizzato in Francia. I principali clienti sono Renault, Peugeot SA, Volkswagen, Nissan e Toyota.
(23)
Poco prima che scoppiasse la crisi del 2008, Trèves stava iniziando a raccogliere i frutti del primo piano di ristrutturazione lanciato nel 2005 che mirava a ridurre il personale e a razionalizzare la capacità produttiva. Quando è sopraggiunta la crisi, Trèves ha deciso di modificare e di approfondire il suo piano di ristrutturazione e ha voluto condurre delle trattative con i creditori nell’ambito di una procedura di conciliazione (6).
(24)
Il 25 maggio 2009 è stato quindi concluso un protocollo di conciliazione tra l’azionista di Trèves (la holding «Severt», azionista unico), le società del gruppo Trèves, i creditori (ossia le banche) e il FMEA. Tale protocollo è incentrato sull’attuazione di un piano di ristrutturazione (tale piano è descritto nella sezione V.1.1).
(25)
Il finanziamento del piano di ristrutturazione era stimato in misura pari a [110-140] (7) milioni di EUR. A tal riguardo, le diverse parti hanno assunto gli impegni descritti nel protocollo del 25 maggio 2009.
(26)
I costruttori Peugeot e Renault si sono impegnati ad apportare 33,3 milioni di EUR nel quadro del finanziamento […].
(27)
Il gruppo Trèves si è impegnato a concentrare i propri sforzi per generare nel corso del 2009 una somma pari al [5-20] % del fabbisogno di liquidità, vale a dire [5-30] milioni di EUR.
(28)
Un nuovo credito bancario di [10-30] milioni di EUR è stato concesso dalle banche. Inoltre, le banche hanno accordato un prestito di consolidamento per un importo di [30-60] milioni di EUR destinato a rimborsare i crediti a breve termine ([0-20] milioni) e i crediti a medio termine ([30-40] milioni) esistenti. Il nuovo credito e il prestito di consolidamento devono essere rimborsati integralmente entro il […] 2014.
(29)
Il FMEA ha fornito all’impresa un contributo pari a 55 milioni di EUR. Di tale somma, [40-50] milioni di EUR sono stati apportati sotto forma di titoli di debito che conferiscono accesso al capitale (vale a dire le «ORAPA» od obbligazioni convertibili in azioni a parità variabile), titoli remunerati con una cedola fissa del [ 8] %. Parallelamente, [5-15] milioni di EUR sono stati apportati grazie a un aumento di capitale (sottoscrizione di nuove azioni ordinarie), conferendo quindi al FMEA una partecipazione del [ 50] % al capitale di Trèves.
(30)
I creditori pubblici hanno acconsentito a un piano di liquidazione dei debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale di 18,4 milioni di EUR […]. Tale piano consiste nel rateizzare il rimborso dei debiti di Trèves nei confronti del fisco e della previdenza sociale, prevedendo il pagamento di penali e di interessi di mora.
II.3 Ragioni che hanno condotto all’avvio del procedimento
(31)
Il finanziamento del piano di ristrutturazione di Trèves si basa sull’apporto di nuovi fondi per un totale di [100-120] milioni di EUR (tale somma non include il prestito di consolidamento). Di tale somma, 55 milioni di EUR sono apportati dal FMEA. A ciò si aggiunge il piano di liquidazione dei debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale per un importo di 18,4 milioni di EUR. Nella decisione di avviare il procedimento di indagine formale, la Commissione esprime i suoi dubbi circa la qualificazione come aiuto di Stato di tali ultime due misure ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
(32)
Per quanto concerne l’investimento del FMEA, la Commissione rileva che diversi elementi sembrano indicare che tale investimento sia di natura pubblica. A prima vista, tale investimento sembra effettuato con risorse statali e dunque imputabile allo Stato (8). I dubbi della Commissione si fondano segnatamente sull’osservazione del funzionamento del FSI, del FMEA e di CDC Entreprises di cui sopra.
(33)
Inoltre, la Commissione esprime i propri dubbi circa il rispetto del criterio dell’investitore privato operante in economia di mercato in merito al suddetto investimento. In particolare, la Commissione non poteva stabilire con certezza, considerata la situazione (9) sia del settore automobilistico che dell’impresa stessa che stava affrontando difficoltà finanziarie, in primo luogo che le ipotesi del piano di ristrutturazione fossero credibili, realistiche e prudenti, in secondo luogo, che la valutazione di Trèves prima dell’investimento fosse prudente e, in terzo luogo, che la prospettiva di un tasso di rendimento interno (qui di seguito denominato «TRI») del [ 12 %] (10) dovesse essere considerata sufficiente rispetto al rischio assunto dal FMEA.
(34)
Per quanto concerne il piano di liquidazione dei debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale, la Commissione si chiede se il comportamento delle autorità francesi possa essere comparato a quello di un investitore privato nelle stesse condizioni, che cerchi di recuperare le somme spettantigli. La Commissione non disponeva di tutti gli elementi che le permettessero di concludere che i creditori pubblici, in virtù del protocollo di conciliazione del 25 maggio 2009, fossero in una situazione favorevole almeno tanto quanto quella dei creditori privati di Trèves (vale a dire le banche) che hanno a loro volta acconsentito a rateizzare i loro crediti concedendo un prestito di consolidamento. La Commissione esprime quindi i suoi dubbi circa il rispetto del principio del creditore privato operante in un’economia di mercato nel caso del piano di liquidazione dei debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale.
(35)
Infine, nella sua decisione di avvio del procedimento la Commissione indica che, se le due suddette misure dovessero essere qualificate come aiuti di Stato, la loro compatibilità potrebbe essere esaminata sulla base degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (11) (qui di seguito denominati «gli orientamenti»). La Commissione afferma tuttavia che, in questa fase, essa non può stabilire con certezza che tutti i requisiti posti dai suddetti orientamenti siano soddisfatti.
III. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(36)
Con lettera del 2 luglio 2010, il gruppo Trèves ha comunicato alla Commissione le sue osservazioni. Secondo quest’ultimo, le modalità e le condizioni dell’investimento del FMEA nel gruppo Trèves e l’applicazione del piano di rateizzazione dei suoi debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale non rientrano nell'ambito di applicazione nell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
(37)
In un primo tempo, il gruppo Trèves fa valere il fatto che la tesi secondo cui l’aiuto sarebbe imputabile allo Stato è senza fondamento in quanto, attraverso il FMEA, il gruppo Trèves ha sottoscritto un impegno con due costruttori di automobili di portata internazionale che rappresentano il [ 50] % del suo fatturato. Peraltro, esso contesta l’analisi della Commissione secondo la quale la società è dovuta ricorrere a risorse statali poiché, da un lato, le risorse del FMEA provengono a suo dire da attori privati e, dall’altro, la partecipazione di altri investitori privati al finanziamento della società (le banche) prova che questa era capace di finanziarsi sul mercato.
(38)
In un secondo momento, il gruppo Trèves rifiuta categoricamente l’analisi della Commissione riguardante la situazione economica della società Trèves tra il 2005 e il 2008. A suo dire, la Commissione confonde la crisi generale del settore automobilistico del 2008 con la situazione specifica della società che ha registrato una crescita ininterrotta e importante del suo fatturato tra il 1999 ([500-700] milioni di EUR) e il 2004 ([900-1 100] milioni di EUR). Tale crescita è stata in effetti ostacolata dalla crisi che ha colpito il settore automobilistico nel secondo trimestre del 2008. I piani di ristrutturazione del 2005 e del 2009 non avevano lo scopo di rimediare a difficoltà di liquidità, ma consistevano nel razionalizzare la capacità produttiva della società al fine di rilanciare l’impresa in un contesto congiunturale difficile e non nel garantire la sua sopravvivenza, come dimostra la crescita dell'EBITDA (12) di Trèves tra il 2005 e il 2007 e il risanamento dei conti a partire dal 2009.
(39)
Peraltro, il gruppo Trèves contesta l’importanza data dalla Commissione alle dichiarazioni del ministro francese dell’Industria secondo cui se lo Stato non fosse intervenuto, Trèves sarebbe fallita. Una dichiarazione politica soggettiva pronunciata in un contesto sociale teso non è pertinente per valutare la reale situazione economica e finanziaria di un’impresa.
(40)
Di conseguenza, il carattere avveduto dell’investimento del FMEA nella società Trèves sarebbe incontestabile sia sul piano finanziario che su quello industriale. La società ricorda che il FMEA non è stato il solo investitore, ma che diversi altri potenziali investitori si sono fatti avanti e alcuni partner privati si sono impegnati nei confronti del FMEA. Contrariamente a ciò che sembra supporre la Commissione, non vi è nessuna contraddizione tra la logica finanziaria e quella industriale dell’investimento del FMEA. Secondo il gruppo Trèves, il fatto che un costruttore detenga una partecipazione in uno dei suoi fornitori allo scopo di rafforzare i legami industriali e di trarre un beneficio finanziario dalla sua crescita, è una pratica corrente nel settore automobilistico.
(41)
Successivamente, il gruppo Trèves insiste sul rispetto del principio dell’investitore accorto operante in un’economia di mercato. In effetti, le condizioni dell’investimento sono non soltanto molto rigorose ma anche vantaggiose per il FMEA. Peraltro, nel 2008-2009 la società Trèves disponeva di valide risorse essenziali per garantirle un ritorno rapido alla redditività (insediamento e crescita nei paesi emergenti, diversificazione del suo portafoglio di clienti costruttori, orientamento forte verso la ricerca e lo sviluppo). Il piano di ristrutturazione industriale e finanziario di Trèves, tenendo conto di tali risorse, è stato elaborato sulla base di previsioni prudenti e ragionevoli dopo un audit approfondito della situazione dell’impresa. Infine, i buoni risultati della società Trèves nel 2009-2010 dimostrano il carattere avveduto dell’investimento.
(42)
Il gruppo Trèves ritiene infine che se l’investimento del FMEA dovesse rientrare nel campo di applicazione dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE, tale aiuto sarebbe compatibile con gli orientamenti, poiché il ritorno alla redditività a lungo termine della società è garantito e la ristrutturazione di Trèves non comporta nessuna distorsione della concorrenza, oltre a prevedere misure di compensazione già in parte attuate ([…], la riduzione della capacità produttiva, la riduzione del personale e infine la parte del finanziamento della ristrutturazione di Trèves di origine presumibilmente statale resta limitata al minimo indispensabile dei costi della ristrutturazione).
(43)
Per quanto riguarda il piano di rateizzazione dei debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale, il gruppo Trèves ritiene innanzitutto che siano stati rispettati i principi del creditore privato operante in un’economia di mercato, sostenendo inoltre che la Commissione non possa presupporre che l’eventuale qualificazione come aiuto escluda di fatto la possibilità di un piano di rateizzazione accorto da parte delle autorità finanziarie. Il piano di rateizzazione prevede penali e indennità di mora a un tasso d’interesse superiore al tasso legale che avrebbe potuto richiedere un creditore privato, ipoteche di primo grado […] e le autorità pubbliche sono intervenute assieme a creditori privati.
(44)
Con lettera del 22 giugno 2010, il FMEA ha comunicato alla Commissione le sue osservazioni. Il FMEA non ritiene che la qualificazione del suo investimento nella società Trèves costituisca un aiuto di Stato, in primo luogo a causa innanzitutto dell’autonomia di scelta di cui esso dispone per gli investimenti e in secondo luogo in ragione dell'approccio adottato per raggiungere i propri obiettivi.
(45)
Il FMEA insiste sul fatto che i suoi interventi vengono decisi in maniera assolutamente indipendente. Tale autonomia gli deriva non soltanto dal suo status ma anche dalla governance. Il FMEA, in quanto fondo comune di investimento in capitale di rischio, è dotato di una società di gestione anch’essa subordinata alle norme di gestione per conto terzi. L’indipendenza statutaria della società di gestione nella scelta degli investimenti, dal momento che essa interviene in funzione dell’interesse patrimoniale dei sottoscrittori, contribuisce ad assicurare l’autonomia del FMEA nella fase in cui viene presa la decisione di investire. Per quanto riguarda i comitati consultivi del FMEA, il comitato di selezione e il comitato di investimento, i loro pareri possono essere adottati soltanto con l’approvazione di uno dei due costruttori. Ad oggi, la società di gestione, CDC Entreprises, non si è mai discostata dai pareri emessi dai comitati. Pertanto, l’influenza degli investitori privati, vale a dire Renault e Peugeot, è preponderante nella selezione e nella definizione dei progetti di investimento.
(46)
Peraltro, l’investimento del FMEA nella società Trèves illustra la politica di investimento del FMEA che privilegia le imprese con grandi capacità di innovazione e un forte potenziale di crescita e di redditività nella filiera dei produttori di componenti automobilistici. Ora, la società Trèves è un produttore di componenti automobilistici di primo livello che interessava d’altronde […] altri fondi privati. Il netto miglioramento dei risultati della società a partire dal 2010 dimostra la tangibilità e la pertinenza del piano di ristrutturazione presentato da Trèves. Le difficoltà passeggere della società a causa della crisi economica e finanziaria hanno inoltre permesso al FMEA di negoziare un investimento a condizioni molto cautelative.
(47)
Il FMEA ritiene quindi che l’investimento non possa essere qualificato come aiuto di Stato.
(48)
Con lettera del 6 luglio 2010, Renault ha comunicato alla Commissione le sue osservazioni. Essa contesta prima di tutto le affermazioni della Commissione secondo cui la sua sottoscrizione al FMEA sarebbe legata al prestito concessole dallo Stato nell’aprile 2009. La società ricorda che al momento della creazione del fondo il 20 gennaio 2009 (13), essa non disponeva di nessuna informazione circa l’eventuale futuro prestito concesso dallo Stato ai costruttori. L’obiettivo del prestito concessole nell’aprile 2009 era quello di finanziarie le necessità generali dell’impresa a causa della contrazione dei mercati finanziari nel corso del 4o trimestre 2008 e del 1o trimestre 2009.
(49)
Peraltro, la sottoscrizione di Renault al FMEA era giustificata da ragioni economiche, industriali e finanziarie: infatti per Renault è strategicamente e finanziariamente indispensabile consolidare le sue forniture in maniera permanente affidandosi a fornitori solidi e competitivi, aspettandosi al contempo un rendimento sull’investimento finanziario. Il FMEA permette così a Renault di investire in imprese indispensabili per la filiera, come la società Trèves che resta un fornitore fondamentale per l’industria automobilistica europea. Di conseguenza, gli interventi del FMEA seguono lo stesso approccio adottato da Renault, anch’essa un investitore accorto operante in un’economia di mercato.
(50)
Infine, la società Renault condivide senza riserve le osservazioni del FMEA presentate in risposta alla decisione della Commissione di avviare il procedimento di indagine formale, in merito al suo ruolo nella governance del FMEA, alla modalità di funzionamento di quest’ultimo, alla sua autonomia e a quella della sua società di gestione nei confronti delle autorità pubbliche.
(51)
Con lettera del 6 luglio 2010, PSA ha comunicato alla Commissione le sue osservazioni. Secondo PSA, l’investimento del FMEA nella società Trèves non è soltanto redditizio ma corrisponde anche a quelli che sono i suoi interessi economici e strategici.
(52)
La partecipazione di PSA al FMEA si iscrive nel quadro della volontà comune del costruttore e del fondo di investire in imprese strategiche con forti capacità di innovazione, capaci di garantire la sicurezza delle forniture e di consolidare in maniera ottimale la filiera dei produttori di componenti automobilistici. Peraltro, PSA ritiene che l’investimento del FMEA risponda alle sue esigenze di redditività quanto al rischio assunto.
(53)
Infine, PSA insiste sull’assenza di condizionalità tra la sua decisione di partecipare al FMEA e la conclusione di una convenzione di prestito di 3 miliardi di EUR tra lo Stato francese e il costruttore, nel marzo 2009.
(54)
Con lettera del 23 giugno 2010, un concorrente di Trèves, che desidera rimanere anonimo, ha comunicato alla Commissione le sue osservazioni. Quest’ultimo condivide le analisi della Commissione descritte nella decisione di avvio del procedimento del 29 gennaio 2010. Egli ritiene infatti che la società Trèves avesse difficoltà economiche prima dell’inizio della crisi economica e che non possa quindi beneficiare di misure del quadro di riferimento temporaneo comunitario. Peraltro, indipendentemente dalla situazione economica di Trèves, gli aiuti di Stato di cui essa potrebbe beneficiare devono essere accompagnati da ingenti misure di compensazione, a causa degli effetti negativi molto marcati sulla concorrenza. In effetti, un aiuto che ha il solo scopo di mantenere artificialmente in vita un’impresa in un settore che presenta una sovraccapacità strutturale a lungo termine, non è giustificato. Egli ritiene che la società Trèves dovrebbe essere obbligata a limitare la sua presenza sui mercati vendendo alcune affiliate o riducendo drasticamente le sue attività e contribuire maggiormente alla sua ristrutturazione con risorse proprie.
(55)
Con lettera del 15 giugno 2010, il ministero italiano dello Sviluppo economico ha comunicato alla Commissione le sue osservazioni. Esso condivide gli «argomenti» (14) della Commissione su due punti fondamentali: l’investimento del FMEA costituisce indubbiamente un aiuto di Stato a causa della presenza determinante di fondi pubblici e tale tipo di aiuto è destinato a sostenere le imprese che, prima del secondo trimestre 2008, si trovavano in una situazione di difficoltà ai sensi degli orientamenti.
IV. COMMENTI DELLA FRANCIA
(56)
Con lettera del 25 marzo 2010, le autorità francesi hanno comunicato alla Commissione le loro osservazioni a seguito dell’avvio del procedimento di indagine formale in data 29 gennaio 2010.
(57)
A loro dire, le modalità e le condizioni dell’investimento del FMEA nella società Trèves non rientrano nell’ambito dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE poiché l’investimento non è effettuato utilizzando risorse statali, bensì fondi per la maggior parte privati e non imputabili allo Stato. Anche se le risorse del FMEA fossero considerate risorse statali o la decisione di investire fosse imputabile allo Stato, le autorità francesi ritengono che tale investimento presenti tutte le caratteristiche di un investimento accorto in un’economia di mercato. Peraltro, esse ritengono altresì che la rateizzazione del debito nei confronti del fisco e della previdenza sociale concessa dai creditori pubblici risponda ai criteri del creditore privato che cerchi di recuperare le somme spettantigli.
(58)
Le autorità francesi sostengono che l’investimento del FMEA non abbia in alcun modo comportato il trasferimento di risorse statali ai sensi della giurisprudenza «Stardust marine» (15). I fondi del FMEA sono, per quanto concerne la quota dei costruttori PSA e Renault (2/3), fondi puramente privati, mentre per quanto concerne la quota del FSI (1/3), sebbene essi siano di origine pubblica, sono fondi non sottoposti al controllo permanente dello Stato. Il FSI, creato secondo il modello dei fondi di investimento privati, è costituito sotto forma di société anonyme (società per azioni) in concorrenza con gli altri fondi di investimento privati. Esso effettua investimenti a lungo termine il cui obiettivo è la redditività.
(59)
Peraltro, la società di gestione del FMEA, CDC Entreprises, in virtù del suo status e delle modalità di funzionamento, non è soggetta alla vigilanza delle autorità pubbliche. In virtù del suo status, essa è legalmente indipendente dalla CDC e investe a beneficio esclusivo dei suoi sottoscrittori, in regime di concorrenza o al fianco di investitori privati. CDC Entreprises gestisce quindi i fondi del FMEA in maniera del tutto indipendente. Per quanto riguarda l’investimento nella società Trèves, essa ha seguito le raccomandazioni dei comitati di selezione e di investimento del FMEA senza nessun intervento da parte dello Stato. Di conseguenza, le autorità francesi concludono, da un lato, che le risorse investite non sono risorse statali nella misura in cui esse non sono costantemente sottoposte al controllo pubblico e quindi a disposizione delle autorità nazionali e, dall’altro, che la decisione di investire non è imputabile allo Stato in quanto CDC Entreprises agisce unicamente nell’interesse esclusivo dei sottoscrittori del FMEA e in totale indipendenza.
(60)
Per quanto riguarda la conformità dell’investimento del FMEA al principio dell’investitore privato operante in un’economia di mercato, le autorità francesi ricordano che la politica di investimento del FMEA privilegia i progetti redditizi e strategici per il settore automobilistico, con una crescita elevata e una forte capacità di innovazione. Nel caso di Trèves, l’investimento è stato realizzato sulla base di un business plan realistico e rigoroso validato da diversi analisti privati. Inoltre, l’acquisizione da parte del FMEA di una partecipazione nel capitale di Trèves e la sottoscrizione di ORAPA sono state realizzate contemporaneamente a quelle di altri investitori privati e alle stesse condizioni (investimenti «pari passu»). Secondo le autorità francesi, questi elementi bastano a stabilire la conformità dell’investimento alle pratiche di mercato.
(61)
Quanto all’applicazione del principio del creditore privato operante in un’economia di mercato, le autorità francesi ritengono che il piano di rateizzazione dei debiti nei confronti della previdenza sociale e del fisco accordato a Trèves è coerente con l’idea che è alla base dell’applicazione di tale criterio, vale a dire che il creditore pubblico, come quello privato, deve cercare di recuperare le somme che gli sono dovute da un debitore in difficoltà finanziarie. Le autorità francesi precisano innanzitutto che non è stata accordata al gruppo Trèves nessuna remissione del debito nei confronti del fisco o della previdenza sociale. Esse ritengono che i due elementi fondamentali che permettono di valutare il criterio del creditore privato, vale a dire la presenza di penali e di indennità di mora e il tasso di interesse praticato, sono rispettate nel caso di specie. In effetti, il piano di rateizzazione prevede interessi e penali per ritardi, definiti precedentemente all’accordo sul piano di rateizzazione e considerati nel calcolo delle rate mensili dovute da Trèves, peraltro, in conformità all’articolo 1153 del codice civile francese, che prevede che in assenza di una clausola contrattuale, il ritardo nell’esecuzione del pagamento di una somma spettante a un creditore privato dia luogo alla condanna al pagamento degli interessi in mora al tasso legale. Tale tasso era del 3,79 % nel 2009, anno in cui è stato stabilito il piano di rateizzazione. L’interesse annuo considerando la durata totale del piano di rateizzazione si attesta intorno al [5-10] %. In via sussidiaria, le autorità francesi ricordano che in concomitanza con il piano di rateizzazione dei debiti nei confronti della previdenza sociale e del fisco, le banche creditrici del gruppo Trèves hanno accordato una rateizzazione dei loro passivi attraverso un prestito di consolidamento. I creditori privati di Trèves hanno quindi a loro volta concesso delle facilitazioni di pagamento al fine di garantire il rimborso dei loro crediti.
(62)
Le autorità francesi, in un primo tempo, constatano che la maggior parte delle osservazioni ricevute conferma che l’investimento del FMEA nella società Trèves non può essere qualificato come aiuto di Stato. Di conseguenza, le autorità francesi non faranno nessun ulteriore commento su tali osservazioni.
(63)
Per quanto riguarda invece le osservazioni presentate dalle autorità italiane e dalla società rimasta anonima che si presenta come concorrente di Trèves, le autorità francesi intendono comunicare alla Commissione le osservazioni seguenti.
(64)
Le autorità francesi constatano che le autorità italiane si limitano ad affermare che l’investimento del FMEA nella società Trèves debba essere qualificato come aiuto di Stato a causa del «ruolo determinante» svolto dai fondi pubblici. Questa affermazione non è supportata da nessuna dimostrazione o giustificazione.
(65)
Sempre secondo le autorità francesi, la società concorrente di Trèves presume allo stesso modo, senza dimostrarla, l’esistenza di un aiuto di Stato che sarebbe incompatibile con gli orientamenti e con il quadro di riferimento temporaneo europeo adottato dalla Commissione nel dicembre 2008 nel contesto della crisi economica e finanziaria. Gli elementi su cui si basa tale società sono dunque inesatti o avulsi dal loro contesto e quindi interpretati in maniera erronea e parziale.
V. VALUTAZIONE DELLE MISURE IN ESAME
(66)
Quando la Commissione esamina una misura nazionale, essa deve prima di tutto verificare se la suddetta misura può essere qualificata come aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE. Una volta deciso in merito a tale qualificazione, la Commissione può valutare in che misura tale misura possa essere considerata incompatibile con il mercato comune sulla base delle deroghe al principio del divieto degli aiuti di Stato consentite dal TFUE. Se la misura in esame non costituisce un aiuto di Stato, l’esame relativo alla compatibilità dell’aiuto non è pertinente.
V.1. Valutazione della presenza di un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE
(67)
Ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE «sono incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o che minaccino di falsare la concorrenza».
(68)
Tale disposizione menziona i criteri secondo i quali una misura nazionale può essere qualificata come aiuto di Stato. Come ricordato dalla Corte di giustizia nella sentenza del 15 giugno 2006, tali criteri sono «il finanziamento di tale misura da parte dello Stato o con risorse statali, (…) l’esistenza di un vantaggio per un’impresa, (…) la selettività di detta misura, (…) nonché l’incidenza di quest’ultima sugli scambi tra Stati membri e la distorsione della concorrenza che ne risulta» (16).
(69)
Tali criteri sono cumulativi e devono quindi essere tutti soddisfatti affinché una misura possa essere qualificata come aiuto di Stato. Di conseguenza, a partire dal momento in cui la Commissione stabilisce che uno di questi criteri non è soddisfatto, essa può affermare con certezza che la misura in esame non costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
V.1.1. L’investimento del FMEA di 55 milioni
(70)
Per quanto riguarda l’investimento del FMEA nell’impresa Trèves per un importo di 55 milioni di EUR, è opportuno verificare in primo luogo se il criterio del vantaggio sia soddisfatto.
(71)
Secondo la giurisprudenza costante (17), un conferimento di fondi a un’impresa non costituisce un aiuto di Stato se tale conferimento è realizzato in circostanze che sarebbero accettabili per un investitore privato operante alle normali condizioni di una economia di mercato («criterio dell’investitore privato operante in economia di mercato»).
(72)
A tal riguardo, se si ipotizza che il FMEA rivenderà la sua partecipazione all’interno di Trèves nel corso dell’anno 2012, il tasso di rendimento interno («TRI») calcolato dal FMEA in relazione al suo investimento è del [ 12 %] l'anno. Tale tasso rappresenta il rendimento, ante imposte, dell’intero investimento del FMEA, vale a dire sia il conferimento diretto di capitale pari a [5-15] milioni di EUR che il conferimento sotto forma di titoli di debito con accesso al capitale (ORAPA) per un importo di [40-50] milioni di EUR.
(73)
Pertanto, al fine di valutare se il criterio dell’investitore privato operante in economia di mercato sia rispettato, la Commissione deve pronunciarsi sulle seguenti domande:
a)
il piano di ristrutturazione di Trèves rispetto al quale il FMEA si è impegnato è credibile e realistico?
b)
la stima di valore del gruppo Trèves è stata condotta in maniera adeguata prima che il FMEA entrasse a far parte del capitale con un importo di [5-15] milioni di EUR?
c)
le ipotesi del piano di ristrutturazione che sono alla base del TRI erano ragionevoli e realistiche nel momento in cui è stato effettuato l’investimento del FMEA?
d)
un TRI atteso del [ 12 %] è sufficiente?
(74)
La Commissione allegherà alle risposte alle domande b) e d) delle considerazioni che riguardano rispettivamente la struttura dell’investimento del FMEA e la ripartizione delle plusvalenze.
(75)
Le risposte fornite alle domande permetteranno alla Commissione di determinare se il FMEA ha agito in condizioni simili a quelle che avrebbe richiesto un investitore privato il cui investimento presenti un rischio derivante tanto dalla situazione del settore automobilistico al momento dell’investimento quanto da quella dell’impresa che si trovava confrontata a determinate difficoltà finanziarie.
(76)
Come già indicato nel considerando 23, poco prima dell’inizio della crisi finanziaria ed economica del 2008, Trèves iniziava a raccogliere i frutti del primo piano di ristrutturazione, lanciato nel 2005, che mirava a ridurre il personale e a razionalizzare la capacità produttiva (18). Quando è sopraggiunta la crisi, Trèves ha deciso di modificare e di approfondire il piano di ristrutturazione.
(77)
Per questo motivo, a partire dalla fine dell’estate del 2008, Trèves ha dato un nuovo impulso al piano di ristrutturazione e alla fine del mese di dicembre 2008, vale a dire diversi mesi prima del protocollo di conciliazione del 25 maggio 2009, era già possibile osservare i seguenti risultati:
-
una forte riduzione delle spese generali: le misure prese a tal riguardo hanno permesso di ridurre del [20-30] % l’importo totale delle spese generali effettive di Trèves nel corso dell’ultimo quadrimestre 2008 rispetto al bilancio di previsione del 2008,
-
una forte riduzione delle scorte: il costo delle scorte è diminuito del [30-40] % nel corso del secondo semestre 2008, passando da [20-80] milioni di EUR nel mese di giugno a [0-60] milioni di EUR nel mese di dicembre,
-
la gestione delle immobilizzazioni materiali: queste ultime sono state ridotte del [40-50] % nel 2008 rispetto al bilancio di previsione del 2008,
-
una riduzione del personale: il personale del gruppo in Francia è stato ridotto del [10-20] % nel corso del solo anno 2008 ([…] dipendenti in Francia nel dicembre 2008 contro i […] dipendenti nel gennaio 2008).
(78)
All’inizio del 2009, Trèves ha quindi elaborato in maniera più formale una nuova versione del piano di ristrutturazione, coadiuvata a tale scopo dallo studio di consulenza indipendente […]. Tale studio ha in particolare validato l’importo del fabbisogno di liquidità giudicato necessario al finanziamento del piano ([110-140] milioni di EUR, cfr. il considerando 25 e seguenti).
(79)
In primo luogo, è necessario sottolineare che le previsioni sui fatturati futuri riportate nel piano di ristrutturazione appaiono credibili e realistiche. In effetti, tali previsioni si basano sull’aspettativa di un livello di ordini da parte dei costruttori rivisto molto sensibilmente al ribasso. Ad esempio, i volumi attesi per il 2009 sono inferiori del [15-25] % al livello del 2008. D’altro lato, le previsioni sono coerenti con quelle effettuate nello stesso periodo dagli analisti del settore automobilistico (la società JD Power, ad esempio), per quanto riguarda l’attesa ripresa del settore e la sua configurazione nel 2011. Pertanto, Trèves ha stimato il suo fatturato futuro sulla base di una valutazione prudente e seria dei volumi. Il piano resta prudente per quanto riguarda l’andamento del settore e prevede un livello d’attività nel 2011 […] pari alle vendite realizzate nel 2008.
(80)
Il piano attua inoltre una importante riduzione dei costi. Tale riduzione viene operata, tra l’altro, rafforzando l’efficienza della mano d’opera e risparmiando sui costi di gestione […] (19) […]. La riduzione dei costi si basa inoltre su una riduzione importante del personale (la ristrutturazione interessa in totale 1 300 persone).
(81)
Sulla base di tali misure, il piano di ristrutturazione prevede:
-
un ritorno all’equilibrio a partire dal 2010, con risultato ante imposte di [0-10] milioni di EUR, un flusso di tesoreria positivo pari a [0-10] milioni di EUR e un EBITDA di [40-70] milioni di EUR,
-
un risultato ante imposte di [10-30] milioni di EUR a partire dal 2011, con un flusso di tesoreria di [10-30] milioni di EUR e un EBITDA di [50-80] milioni di EUR.
(82)
Occorre sottolineare che il FMEA, prima di impegnarsi, ha anch’esso commissionato allo studio […] di realizzare, tra la fine di marzo e la fine di aprile del 2009, un audit completo della situazione di Trèves (esercizio della cosiddetta «due diligence»). Le equipe del FMEA hanno a loro volta analizzato e validato il piano di ristrutturazione.
(83)
Peraltro, nel quadro della ristrutturazione, Trèves si impegna a cedere la sua attività «[…]» tenendo conto degli equilibri industriali e sociali relativi a tale operazione e mirando a contribuire alla competitività degli impianti industriali del nuovo insieme Trèves.
(84)
Considerati gli elementi summenzionati, la Commissione conclude che il piano di ristrutturazione sulla base del quale il FMEA ha effettuato il suo investimento nell’impresa Trèves può essere considerato credibile e realistico.
(85)
Il valore del capitale proprio prima dell'investimento del FMEA è stato fissato pari a [15-40] milioni di EUR. Su tale base, il FMEA ha ottenuto il [ 50] % del capitale di Trèves operando un aumento di capitale di [5-15] milioni di EUR. La Commissione deve verificare che tale valorizzazione sia appropriata e prudente considerata la situazione dell’impresa all’epoca.
(86)
Esistono diversi metodi per stimare il valore del capitale proprio di un’impresa (20). Un metodo spesso utilizzato è quello del multiplo dell'EBITDA. Esso permette di valutare il valore del capitale proprio di un’impresa per l’anno X moltiplicando l’EBITDA di tale anno X per un numero (il multiplo) giudicato adeguato per il settore e sottraendo poi il debito netto dal risultato.
(87)
Un altro metodo è quello della discounted cash flow analysis. I flussi di cassa disponibili (free cash flows) nominali dell’impresa per gli anni a venire sono attualizzati secondo il costo medio ponderato del capitale nominale (qui di seguito denominato weighted average cost of capital o «WACC») e il debito netto viene sottratto dal valore ottenuto.
(88)
Un terzo metodo è quello del multiplo del fatturato. Esso permette di valutare il valore del capitale proprio di un’impresa in un anno X moltiplicando il fatturato di tale anno X per un numero (il multiplo) giudicato adeguato per il settore e sottraendo poi il debito netto dal risultato.
(89)
Per stimare il valore dell’impresa Trèves prima dell’investimento, il FMEA ha utilizzato i metodi della discounted cash flow analysis e del multiplo del fatturato. In effetti, Trèves non aveva registrato un EBITDA positivo alla fine dell’anno 2008 e il primo metodo menzionato, quello del multiplo dell'EBITDA, non era quindi praticabile.
(90)
Al contrario, era possibile utilizzare il metodo della discounted cash flow analysis, che permetteva di tenere conto delle prospettive di ripresa della redditività, consentendo di integrare nella stima del valore gli effetti positivi attesi a seguito del miglioramento delle performance dell’impresa. Il metodo del multiplo del fatturato è stato utilizzato anche per prudenza e a titolo di conferma.
(91)
Per quanto riguarda il metodo della discounted cash flow analysis dell’impresa, il costo del capitale o WACC settoriale, che integra il rischio specifico del settore, è stato stimato pari al 12 %. Il FMEA ha poi calcolato un WACC più prudente del [ 12] % integrando gli ulteriori premi di rischio specifico legati alle dimensioni dell’impresa e al carattere non liquido dell'investimento. Infine, ha preso in considerazione un WACC del [ 12] %, per tenere conto del rischio complementare legato al contesto di cambiamento (vale a dire di ristrutturazione) dell’impresa. Il valore a lungo termine dell’impresa (il cosiddetto valore terminale) è calcolato a partire dai risultati del 2011. Il FMEA ha così stabilito che il valore del capitale proprio del gruppo Trèves è pari a [15-40] milioni di EUR.
(92)
Per quanto riguarda il metodo del multiplo del fatturato, il multiplo considerato e applicato al fatturato della fine del 2008 è stato [0-1]. Tale multiplo corrisponde a quelli osservati sul mercato per le imprese comparabili al momento dell’operazione. Occorre sottolineare che tali multipli hanno raggiunto, alla fine dell’anno 2008 e all’inizio dell’anno 2009, dei livelli storicamente bassi a causa della crisi finanziaria ed economia che ha fortemente colpito il settore dei costruttori di automobili e dei produttori di componenti (in effetti, la media a lungo termine del multiplo del fatturato per il settore dei produttori di componenti automobilistici è pari allo 0,51). Sulla base di un multiplo di [0-1], il valore del capitale proprio di Trèves è fissato a [15-40] milioni di EUR.
(93)
Pertanto, sebbene il multiplo di [0-1] sia un multiplo che deve essere considerato storicamente debole, il FMEA ha considerato il valore ricavato da tale multiplo e non quello derivante da un multiplo medio a lungo termine o spalmato su più anni. Analogamente, il FMEA non ha considerato nemmeno la stima di valore derivante dalla discounted cash flow analysis. Da quanto precede, risulta che la stima di valore del capitale proprio di Trèves prima che il FMEA effettuasse il suo investimento è appropriata e prudente. Essa si colloca infatti nella fascia bassa dell’intervallo determinato secondo il metodo della discounted cash flow analysis e i multipli di Borsa. Una stima di valore condotta in questo contesto costituisce un elemento favorevole per l'investitore privato poiché tende a rafforzare le prospettive di plusvalenza nell’ottica che i multipli della stima di valore ritornino ai loro livelli medi storici.
(94)
Peraltro, occorre ricordare che l'investimento del FMEA non si limita a un conferimento di capitale di [5-15] milioni di EUR che gli attribuisce il [ 50] % delle quote del gruppo Trèves. Il FMEA ha anche conferito [40-50] milioni di EUR sotto forma di titoli di debito con accesso al capitale (ORAPA) e che producono un interesse del [ 8] % l’anno. Si tratta quindi della stessa struttura complessa che un investitore privato avrebbe preteso in un settore quale quello del subappalto in campo automobilistico. In effetti, la presenza di una quantità importante di ORAPA la cui parità varia in funzione delle performance della società costituisce uno dei meccanismi di controllo più incentivanti.
(95)
Il meccanismo attuato dal FMEA è il seguente: le ORAPA possono essere rimborsate attraverso l’emissione di nuove azioni della società Trèves. La parità è determinata nel 2011 tramite il raggiungimento di un margine di risultato lordo di gestione del […] %. Se viene raggiunta tale soglia, il FMEA ottiene il […] % del capitale proprio tramite il rimborso delle obbligazioni. Se tale soglia non viene raggiunta, il rimborso delle obbligazioni porterebbe il FMEA a detenere il […] % del capitale proprio. L’interesse dei dirigenti di Trèves è quindi quello di garantire la realizzazione di tale margine di risultato lordo di gestione […]. Gli interessi dell’investitore finanziario e quelli dei dirigenti-azionisti sono così fortemente legati al fine di massimizzare il valore della società all’uscita.
(96)
L’approccio generalmente seguito da un investitore privato consiste nel valutare il tasso di rendimento interno annuo generato dal progetto di investimento considerato. Al fine di calcolare il TRI annuale dell’investimento in un’impresa, è necessario determinare il valore del capitale proprio di tale impresa nel momento in cui si prevede il rendimento.
(97)
Come è già stato indicato nei considerando da 85 a 87, esistono diversi metodi per determinare il valore di un’impresa. Per stimare il valore dell’impresa nel corso del 2012, anno in cui il FMEA potrebbe cedere la sua partecipazione (21), il FMEA ha utilizzato il metodo del multiplo dell'EBITDA. Tale metodo è spesso utilizzato nel settore industriale per prevedere le modalità di uscita di un investitore di capitale o quasi-capitale. Peraltro, calcolando il rendimento scontato sulla base dell’EBITDA, il FMEA fa affidamento su una misura pertinente di ripresa dell’impresa che dovrebbe avvenire tra il suo investimento (il 25 maggio 2009) e la fine dell’anno 2011. Inoltre, considerando l’EBITDA previsto per il 2011 e non quello superiore previsto per il 2012, il FMEA adotta un approccio prudente che consiste nel verificare che la ripresa dell’impresa venga effettuata in maniera soddisfacente in un periodo abbastanza breve (poco più di due anni e mezzo).
(98)
Di conseguenza, nel caso di specie, il TRI calcolato per il FMEA si basa su tre ipotesi menzionate nel piano di ristrutturazione. In primo luogo, il gruppo Trèves dovrebbe registrare nel 2011 un EBITDA di [50-80] milioni di EUR. In secondo luogo, il valore di Trèves alla fine dell’anno 2011 è determinato a partire da un multiplo dell'EBITDA di [1-6]. In terzo luogo, il debito netto viene stimato pari a [50-150] milioni di EUR alla fine dell’anno 2011. La Commissione deve quindi determinare se tali tre ipotesi siano da considerare credibili e realistiche nel momento in cui è stato effettuato l’investimento del FMEA.
(99)
In primo luogo, per quanto riguarda il valore dell’EBITDA per il 2011, occorre sottolineare che tale previsione si basa sull’attuazione del piano di ristrutturazione. Orbene, come spiegato nei considerando 76 e seguenti, tale piano può essere considerato credibile e realistico. Pertanto, occorre ricordare che la riduzione dei costi è principalmente attuata rafforzando l’efficienza della mano d’opera e conseguendo dei risparmi nei costi di gestione grazie, in particolare, […]. La riduzione dei costi si basa anche su una riduzione importante del personale (la ristrutturazione interessa in totale 1 300 persone).
(100)
In secondo luogo, il multiplo dell'EBITDA utilizzato ([1-6]) per determinare il valore dell’impresa corrisponde al multiplo medio del settore calcolato per il periodo 2000-2009 ([1-6]), meno, per prudenza, la differenza tipica legata al contesto di riassestamento della società. Tale multiplo è leggermente superiore a quello del settore al momento dell'investimento (circa 4,2). Tuttavia, per la stima del valore alla fine dell’anno 2011 è sufficientemente prudente basarsi su una cifra pari a [1-6], tenuto conto della prevedibile ripresa del coefficiente, che d’altronde si era già manifestata in maniera marcata al momento dell'investimento ([1-6] nel dicembre 2008 contro [1-6] nel maggio 2009). Tale multiplo sembra inoltre particolarmente prudente considerando le previsioni a lungo termine del settore che indicano dei multipli compresi tra [1-6] e [1-6].
(101)
In terzo luogo, le previsioni effettuate nell’aprile 2009 lasciavano intravedere un miglioramento del debito netto, che doveva passare da [100-200] milioni di EUR alla fine del 2008 a [100-200] milioni di EUR alla fine del 2010 (esso era precedentemente peggiorato, passando da [100-200] milioni di EUR alla fine del 2005 a [100-200] milioni di EUR alla fine del 2008). Tenuto conto del livello aggregato dell'EBITDA previsto per il periodo 2009-2011, dell’assenza di costi aggiuntivi importanti legati alle immobilizzazioni materiali e immateriali e dell’assenza di ulteriori accantonamenti per i costi di ristrutturazione, la previsione di una diminuzione di [0-30] milioni di EUR sembra prudente.
(102)
Visto quanto precede, occorre concludere che il calcolo del TRI al momento dell'investimento si basa su ipotesi ragionevoli.
(103)
Per quanto riguarda la domanda che ha come scopo quello di sapere se il TRI contemplato del [ 12 %] sia accettabile dato il rischio che l'investimento presenta, la Commissione formula le seguenti osservazioni.
(104)
Innanzitutto, è necessario ricordare che il calcolo operato sulla base degli elementi esposti nei considerando da 97 a 100 porta in realtà a un TRI del [ 15 %]. Tuttavia, per ragioni di sicurezza e prudenza, il FMEA ha applicato una riduzione del […] % sull’EBITDA atteso per il 2011. Conseguentemente, il TRI del [ 12 %] considerato ai fini della presente analisi deriva da uno scenario pessimistico relativo all’andamento dell’impresa. In effetti, come già indicato, lo scenario di base porta a un TRI del [ 15 %], mentre uno scenario ottimistico (EBITDA superato del […] %) porta a un TRI pari all’incirca al [ 20 %].
(105)
Attualmente, occorre rilevare che, tenuto conto del carattere non liquido dell’operazione, non è possibile fare riferimento a prezzi quotati comparabili (ad esempio per i prestiti subordinati) al momento dell'investimento del FMEA per valutare se il livello del TRI previsionale sia appropriato. Diversi elementi presentati più avanti permettono invece di stimare il TRI «minimo» del [ 12 %] considerato dal FMEA nel maggio 2009.
(106)
Occorre osservare in primo luogo che i rendimenti sull’investimento osservati nel settore del subappalto nel comparto automobilistico sono spesso bassi. In effetti, nei cinque anni che hanno preceduto la crisi del secondo semestre del 2008, il TRI medio si attestava all’8,5 % (22). Tuttavia, i professionisti dell’investimento hanno spesso investito in questo settore, coscienti del guadagno potenziale legato al basso livello di valorizzazione delle imprese di questo settore [rispetto agli altri]. È per questo motivo che nel 2006 è stato possibile osservare TRI eccezionali (superiori al 20 % l’anno per tre anni) per gli investitori che hanno investito in un periodo di debolezza del mercato nel 2003.
(107)
Pertanto, al fine di superare i rendimenti medi osservati, un professionista dell’investimento deve basarsi su una conoscenza approfondita del mercato, come è il caso di FMEA, e prevedere una struttura di partecipazione che gli permetta di ottimizzare il rendimento, come è il caso dell’investimento del FMEA (cfr. le considerazioni sulla struttura dell’investimento nei considerando 94 e 95 nonché sulla ripartizione delle plusvalenze nei considerando 110 e 111).
(108)
Le autorità francesi hanno poi fatto valere uno studio dell'AFIC (Association Française des Investisseurs en Capital - Associazione francese degli investitori di capitale) che segue l’andamento delle performance del settore del capitale di rischio in Francia. Tale studio si basa sui dati comunicati da oltre 120 strutture che gestiscono oltre 500 fondi di investimento. I lavori dell’AFIC indicano una performance netta compresa tra il 14,1 % alla fine del 2007 e il 10,8 % alla fine del 2008 (data più vicina alla data dell’investimento del FMEA) per il «capitale di sviluppo». Il capitale di sviluppo rappresenta la suddivisione del capitale di rischio pertinente rispetto alla politica di investimento del FMEA (acquisizione di partecipazioni minoritarie e immissione di nuovi capitali). Dopo aver considerato il costo della remunerazione della società di gestione, stimata al massimo pari a […], il TRI target da raggiungere per poter realizzare una performance di «mercato» è compreso tra il 12 % e il 15 %.
(109)
Infine, i parametri disponibili al momento dell'investimento permettono di determinare un costo medio ponderato del capitale («WACC») stabilito a partire dal MEDAF (23) e adattato al settore automobilistico in Francia, che integra gli ulteriori premi di rischio specifici legati alle dimensioni dell’impresa Trèves e al carattere non liquido dell'investimento. Tenuto conto di tali elementi aggiuntivi inerenti al premio di rischio, il WACC corrispondente al momento dell'investimento è stimato pari al [ 12] %, rialzato al [ 12] % dal FMEA (cfr. il considerando 91). Orbene, occorre ricordare che il WACC è il tasso di rendimento minimo richiesto dai finanziatori di un’impresa (azionisti e creditori) per finanziare progetti di investimento. Il WACC calcolato per Trèves fornisce quindi un’indicazione significativa del TRI «minimo» del [ 12 %] (24).
(110)
Peraltro, occorre sottolineare che le plusvalenze dell’impresa Trèves non verranno ripartite tra il FMEA e l’azionista storico in funzione delle loro rispettive quote nel capitale di Trèves. In effetti, nell’ipotesi dell’uscita di […], l’accordo stipulato tra gli azionisti precisa che i primi […] milioni di EUR del valore dell’impresa verranno attribuiti integralmente al FMEA (prima parte). Il prodotto della cessione compreso tra […] milioni di EUR e un importo pari a quello dell'investimento del FMEA capitalizzato al […] % l’anno verranno poi ripartiti tra il FMEA ([…] %) e gli azionisti storici ([…] %) (seconda parte). Infine, il FMEA riceve il […] % del prodotto della cessione che supera tale soglia, mentre gli azionisti storici il […] %.
(111)
Tale accordo sulla ripartizione delle plusvalenze ha una valenza cautelativa per il FMEA. Infatti il FMEA riceve così la garanzia importante che venga raggiunto rapidamente un TRI del [ 12 %] sul suo investimento (tale tasso corrisponde al WACC di Trèves presentato in precedenza). Tale accordo incoraggia poi fortemente l’azionista storico e i dirigenti dell’impresa a realizzare, e addirittura a superare, gli obiettivi del piano di ristrutturazione, il quale, secondo lo scenario, porterebbe a un TRI del [ 12 %], del [ 15 %] o del [ 20 %] per il FMEA.
(112)
Di conseguenza, emerge dalle constatazioni precedenti che il TRI previsionale del [ 12 %] era ragionevole al momento dell'investimento e accettabile considerando il rischio implicato.
(113)
Dopo aver analizzato il piano di ristrutturazione di Trèves, la sua stima di valore prima dell’investimento del FMEA, la struttura di tale investimento, le ipotesi alla base del TRI del [ 12 %], l’appropriatezza del livello di tale TRI, in particolare riguardo all’accordo previsto tra gli azionisti circa la ripartizione delle plusvalenze, occorre constatare che il FMEA ha agito in condizioni simili a quelle che sarebbero state richieste da un investitore privato il cui investimento presenti un rischio legato sia alla situazione del settore automobilistico al momento dell’investimento che a quella dell’impresa, che si trovava confrontata ad alcune difficoltà finanziarie. In altri termini, l’investimento del FMEA per un importo di 55 milioni di EUR rispetta il criterio dell’investitore privato operante in un’economia di mercato e non conferisce un vantaggio all’impresa Trèves.
V.1.2. Piano di rateizzazione dei debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale
(114)
L’amministrazione francese ha accordato a Trèves un piano di rateizzazione dei debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale per un importo di 18,4 milioni di EUR. Riguardo a tale misura, la Commissione intende esaminare prima di tutto il criterio del vantaggio
(115)
Secondo la pratica decisionale della Commissione e la giurisprudenza, un accordo di rateizzazione dei debiti concesso da un creditore pubblico non costituisce un aiuto di Stato se il suo comportamento può essere paragonato a quello di un creditore privato che «cerca di recuperare gli importi spettantigli e che, a tal fine, stipula accordi con il debitore in forza dei quali i debiti accumulati saranno dilazionati o frazionati al fine di agevolarne il rimborso» (25).
(116)
Il piano di rateizzazione dei debiti rappresenta per i creditori pubblici di Trèves una soluzione migliore del recupero coatto. In effetti, in caso di recupero coatto, i creditori pubblici, dato l’indebitamento generale dell’impresa, avrebbero recuperato solo una parte dei loro crediti, non privilegiati. Invece, concedendone la rateizzazione, sono state iscritte delle ipoteche di primo grado […] (articolo […] del protocollo di conciliazione del 25 maggio 2009) al fine di garantire i loro debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale. Tali attivi sono identificati nell’allegato 7 del protocollo. Al 31 dicembre 2008, il loro valore netto contabile era di [25-35] milioni di EUR. L’importo delle garanzie costituite a favore dei creditori pubblici copre quindi oltre il 140 % dell’importo del loro credito, costituito dal capitale (18,4 milioni di EUR), dalle penali per ritardi e dagli interessi di mora (cfr. il considerando 117).
(117)
Peraltro, i creditori pubblici di Trèves percepiranno degli interessi. Infatti, l’importo di 18,4 milioni di EUR è stato maggiorato a causa delle penali per ritardi per [1-2] milioni e degli interessi di mora per [1-2] milioni di EUR, e dovrà essere integralmente rimborsato tra il […] e il […] in rate mensili da […] EUR. La maggiorazione a causa delle penali e degli interessi di mora ammonta a [2-4] milioni, vale a dire al [10-20] % dell’importo del capitale, che rappresenta per la durata media ponderata del piano di rateizzazione, un interesse annuo di circa il [0-10] %. Tale tasso era sin dall’inizio superiore a quelli consentiti dagli istituti finanziari per i prestiti accordati a Trèves nel quadro del protocollo di conciliazione del 25 maggio 2009, sia per il nuovo credito che per il prestito di consolidamento (26).
(118)
A tal riguardo, occorre sottolineare anche che l’impegno dei creditori pubblici è stato preso in concomitanza con un impegno importante da parte delle banche (prestito di consolidamento di [30-60] milioni e nuovo credito di [10-30] milioni). Inoltre, il protocollo di conciliazione indica esplicitamente che le garanzie accordate alle banche sono di secondo grado […], il che significa che i creditori non possono esercitare nessuna garanzia fino a quando i creditori pubblici di primo grado non siano stati tutti integralmente rimborsati.
(119)
Inoltre, non è stata concessa al gruppo Trèves nessuna remissione del debito nei confronti del fisco e della previdenza sociale.
(120)
Infine, le autorità francesi hanno confermato che il piano di rateizzazione attuale non costituiva il prolungamento o la modifica di un precedente piano.
(121)
Di conseguenza, emerge da quanto precede che il piano di rateizzazione dei debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale accordato a Trèves è stato concesso dall’amministrazione francese sulla base di ipotesi, giudicate credibili, che sono alla base del piano di ristrutturazione (cfr. sezione V) e che prevedono modalità accettabili per un creditore privato operante in un’economia di mercato che si trovi nelle stesse condizioni.
V.2. Conclusioni in merito alla valutazione della presenza di un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE
(122)
Visti gli elementi esposti nella sezione V.1, emerge che né l’investimento del FMEA per un importo di 55 milioni di EUR né il piano di rateizzazione dei debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale per un importo di 18,4 milioni di EUR conferiscono al gruppo Trèves un vantaggio. Pertanto, tali misure non costituiscono un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
VI. CONCLUSIONE GENERALE
(123)
Dopo aver condotto un esame approfondito delle misure chiamate in causa, la Commissione constata che queste ultime non costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le due misure prese nei confronti dell’impresa Trèves consistenti in un investimento del Fondo di modernizzazione per i produttori di componenti automobilistici (FMEA) pari a un importo di 55 milioni di EUR nonché in un piano di rateizzazione dei debiti nei confronti del fisco e della previdenza sociale per un importo di 18,4 milioni di EUR accordato dalla Francia, non costituiscono aiuti ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Articolo 2
La Repubblica francese è la destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 20 aprile 2011

Labels: 4
1
19
8
18