Document ID: 31989R2402

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REGOLAMENTO (CEE) N. 2402/89 DELLA COMMISSIONE
del 31 luglio 1989
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di cloruro di bario originario della Repubblica popolare cinese e della Repubblica democratica tedesca
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
previa consultazione in sede di comitato consultivo istituito a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
(1) Nel novembre 1988 la Commissione ha ricevuto una denuncia depositata dal Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC) per conto dei produttori europei che rappresentano quasi tutta la produzione comunitaria di cloruro di bario. La denuncia riguarda le importazioni del prodotto in questione originario della Repubblica popolare cinese e della Repubblica democratica tedesca.
(2) Nel 1982 era stata depositata una denuncia relativa allo stesso prodotto, in seguito alla quale era stata aperta un'inchiesta conclusa con l'istituzione di dazi antidumping definitivi (vedi regolamento (CEE) n. 2370/83 del Consiglio (2).
(3) Il caso in esame, anche se formalmente si basa su una nuova denuncia, riguarda essenzialmente una situazione analoga a quella presa in esame nell'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 2423/88. Le misure istituite nel 1983 e applicabili sino al 21 agosto 1988 erano in vigore per quasi otto mesi durante il periodo dell'inchiesta, compreso tra il 1o gennaio e il 30 novembre 1988.
(4) La denuncia presentata nel novembre 1988 conteneva elementi di prova ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura di una inchiesta. Tali elementi riguardavano la persistenza di pratiche di dumping e del conseguente pregiudizio, nonostante le misure imposte con il regolamento (CEE) n. 2370/83, nonché l'esistenza di un'effettiva minaccia di pregiudizio dopo la scadenza di tali misure. La Commissione, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), ha annunciato l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni di cloruro di bario cristallizzato e/o anidro, corrispondente al codice NC 2827 30 00 (codice Nimexe 28.30-20).
(5) La Commissione ha ufficialmente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, nonché il ricorrente ed ha offerto alle parti direttamente interessate l'opportunità di rendere note per iscritto le loro osservazioni.
(6) Tutti gli esportatori e numerosi importatori noti hanno presentato per iscritto le loro osservazioni.
(7) Non sono state presentate osservazioni da parte dei consumatori e delle industrie di trasformazione, né delle associazioni che li rappresentano.
(8) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni da essa rietenute necessarie ai fini della determinazione preliminare del dumping e del conseguente pregiudizio e ha svolto inchieste in loco presso i produttori comunitari ricorrenti.
(9) La società che vende in esclusiva i prodotti del principale produttore europeo, pur avendo partecipato alla raccolta degli elementi contenuti nella denuncia, ha in seguito rifiutato di collaborare all'inchiesta della Commissione. Quest'ultima si è basata sulle informazioni di cui dispone per il calcolo degli elementi mancanti, quali i prezzi di vendita dei produttori comunitari e i costi medi ponderati.
B. VALORE NORMALE
(10) Dato che i paesi citati nella denuncia non sono ad economia di mercato, la Commissione, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, ha stabilito il valore normale in base al prezzo al quale un prodotto simile è venduto in un paese terzo. A tal fine, analogamente a quanto era stato deciso per la prima inchiesta nel 1983, sono stati presi in esame i prezzi vigenti negli Stati Uniti. Tale scelta è inoltre conforme alla proposta dei ricorrenti.
(11) I motivi che cinque anni fa avevano giustificato la scelta degli Stati Uniti rimangono ampiamente validi. Il processo di fabbricazione del cloruro di bario, in particolare del prodotto cirstallizzato, che costituisce la maggior parte delle importazioni in questione, è relativamente semplice. L'intervento della manodopera, limitato a compiti di sorveglianza e di movimentazione, non è determinante per la fissazione dei costi. La differenza di sviluppo tra due paesi produttori incide quindi in misura trascurabile sui costi di fabbricazione del prodotto.
(12) La Cina ha contestato la scelta degli Stati Uniti. L'obiezione è stata tuttavia formulata dopo la scadenza dei termini regolamentari accordati alle parti per la presentazione delle loro osservazioni. Le argomentazioni addotte dalla Cina, basate sulla differenza di sviluppo tra la Cina e gli Stati Uniti, sono tuttavia in contrasto con gli elementi di cui al paragrafo 11. Non esiste comunque un legame diretto tra il livello di sviluppo e il costo di produzione oppure il prezzo di vendita di un prodotto in un determinato paese, soprattutto quando l'incidenza dei salari non rappresenta un elemento determinante. Un paese che pratichi una sistematica politica di esportazione può far variare tali elementi in funzione degli obiettivi.
(13) Ai fini della determinazione del dazio provvisorio, la Commissione ha deciso di utilizzare i prezzi praticati sul mercato interno americano e pubblicati nel « Chemical Marketing Reporter », la principale rivista americana in materia di commercializzazione di prodotti chimici. Negli ambienti professionali si ritiene che tali prezzi corrispondano esattamente alla situazione del mercato.
C. PREZZO ALL'ESPORTAZIONE
(14) Ai fini della determinazione del dazio provvisorio i prezzi all'esportazione relativi alla Repubblica democratica tedesca sono stati calcolati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per i prodotti venduti all'esportazione nella Comunità.
Riguardo alla Repubblica popolare cinese, sempre ai fini della determinazione del dazio provvisorio, i prezzi all'esportazione, dato che l'esportatore cinese non ha fornito sufficienti elementi in merito, sono stati stabiliti in base alle informazioni pubblicate da Eurostat.
D. CONFRONTO
(15) Per confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione la Commissione ha tenuto debitamente conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, relative tra l'altro alle condizioni di pagamento e di fornitura e ai costi di distribuzione.
(16) Tutti i confronti sono stati effettuati a livello franco fabbrica.
(17) Il margine relativo al cloruro di bario cristallizzato originario della Repubblica popolare cinese è stato stabilito confrontando il valore normale mensile con i prezzi all'esportazione registrati mensilmente da Eurostat per i singoli Stati membri. Durante il periodo dell'inchiesta non sono state effettuate importazioni di cloruro di bario anidro originario della Repubblica popolare cinese. Per quanto riguarda il cloruro di bario originario della Repubblica democratica tedesca, tanto cristallizzato quanto anidro, il margine è stato definito confrontando i prezzi all'esportazione con il valore normale corrispondente alla data della fattura all'esportazione.
E. MARGINI DI DUMPING
(18) Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping in merito alle importazioni originarie della Repubblica popolare cinese e della Repubblica democratica tedesca, con un margine pari alla differenza tra il valore normale determinato ed il prezzo all'esportazione nella Comunità.
(19) Il margine, calcolato su base cif frontiera comunitaria, varia in funzione del paese esportatore. La media ponderata per il periodo dell'inchiesta è pari al:
- 46,11 % per il prodotto cristallizzato originario della Repubblica popolare cinese;
- 18,49 % per il prodotto cristallizzato originario della Repubblica democratica tedesca;
- 16,98 % per il prodotto anidro originario della Repubblica democratica tedesca.
F. ATTUALE SITUAZIONE IN MATERIA DI PREGIUDIZIO
1. Importazioni del prodotto in questione e quote di mercato
(20) Riguardo al pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di dumping, dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta che le importazioni nella Comunità di cloruro di bario originario della Repubblica democratica tedesca sono aumentate da 45 t a 705 t tra il 1983 e il 1986, dminuendo in seguito a 451 t nel 1987 e a 226 t nel 1988 (undici mesi), con un corrispondente incremento della quota di mercato dallo 0,4 % al 2 % in cinque anni e con una punta massima del 5,1 % nel 1986. Occorre inoltre rilevare che, non essendo disponibili i dati relativi alle importazioni nella Repubblica federale di Germania di prodotti originari della Repubblica democratica tedesca, le quote di mercato sono sttovalutate.
(21) Le importazioni originarie della Repubblica popolare cinese tra il 1983 e il 1985 sono passate da 3 561 t a 579 t, risalendo in seguito a 1 311 t e a 1 365 t rispettivamente nel 1986 e nel 1987. Nei primi undici mesi del 1988 tali importazioni ammontavano a 888 t. Le corrispondenti quote di mercato sono passate dal 31,2 % al 4,1 % (1985), per risalire successivamente al 9,5 % (1986) e all'8 % (1988). (22) Nel 1988 (undici mesi) le importazioni originarie della Repubblica democratica tedesca e della Repubblica popolare cinese hanno raggiunto complessivamente una quota di mercato del 10 %, contro il 31,6 % del 1983. Dopo essere scesa al 7,3 % circa nel 1985, la quota di mercato è in seguito costantemente aumentata.
(23) Da un esame complessivo di tali dati risulta che il dazio antidumping ha rallentato, ma non eliminato la persistente tendenza all'incremento della quota di mercato comunitario detenuta dai paesi in questione. L'incidenza del dazio, piuttosto marcata fino al 1985, si è in seguito attenuata.
2. Sottoquotazione
(24) Nel 1983 i prezzi medi ponderati dei prodotti importati dalla Repubblica popolare cinese erano inferiori del 52 % ai prezzi praticati dai produttori comunitari nel corso del corrispondente periodo di riferimento. La sottoquotazione, dopo essere scesa all'11 % nel 1985, è risalita al 42 % nel 1987 e al 20 % nel 1988 (undici mesi). In quest'ultimo periodo in determinati Stati membri il margine di sottoquotazione ha raggiunto punte massime del 40 %.
(25) Nel 1983 i prezzi medi ponderati delle importazioni di cloruro di bario cristallizzato originario della Repubblica democratica tedesca erano inferiori del 31 % ai prezzi applicati dai produttori comunitari. La sottoquotazione era del 6 % nel 1985, del 4 % nel 1986 e del 6 % nel 1988 (undici mesi). Per il prodotto anidro nel 1988 la sottoquotazione era del 5 %, con valori mensili massimi del 13 %.
(26) È stato inoltre accertato che i prezzi di vendita dei prodotti importati nella CEE erano inferiori al livello necessario per compensare i costi dei produttori comunitari.
3. Consumo, produzione, vendite e utilizzazione degli impianti produttivi nella Comunità
(27) Contrariamente a quanto ha affermato uno degli esportatori citati nella denuncia, il consumo comunitario dei prodotti in questione non è diminuito nel corso degli ultimi cinque anni e in determinati periodi è sensibilmente aumentato. Il consumo è infatti passato da 11 399 t nel 1983 a 14 168 t nel 1985 e a 14 709 t nel 1987, con un incremento del 30 % circa. Nel 1988 è stato registrato un certo rallentamento che ha riportato il consumo al livello del 1983, con 11 115 t per undici mesi.
(28) Nello stesso periodo la produzione comunitaria disponibile per la vendita è aumentata in misura significativa, passando da 9 123 t nel 1983 a 14 658 t nel 1985, a 15 029 t nel 1987 ed a 13 025 t nel 1988 (undici mesi).
(29) L'industria comunitaria ha beneficiato di tale sviluppo, in particolare per quanto riguarda le vendite del prodotto cirstallizzato, che sono passate da 4 020 t nel 9 049 t nel 1985. Dopo il periodo 1985-1986, tuttavia, il volume delle vendite è nuovamente diminuito e nel 1988, per il prodotto cristallizzato, era di 6 289 t contro 6 961 t del 1984. Le vendite di cloruro di bario anidro erano pari a 4 585 t, contro 5 139 t del 1983.
(30) L'industria comunitaria ha ridotto la propria capacità di produzione per far fronte alla fase di recessione successiva allo sviluppo degli anni '70. Nel 1984, in seguito alla chiusura di un impianto del principale produttore comunitario, la capacità comunitaria complessiva è scesa da 38 850 t a 23 850 t all'anno.
4. Scorte
31) Dopo il 1987 situazione delle scorte si è aggravata. Per quanto riguarda il prodotto cristallizzato, le scorte hanno raggiunto il livello del 1983, pari al 22 % circa della produzione annua.
5. Occupazione e redditività
(32) Per mantenere in attività la sua unità di produzione, nell'ottobre 1984 il principale produttore comunitario ha firmato un contratto esclusivo per la lavorazione del prodotto importato da uno dei maggiori importatori di quel periodo. Dal 1983 in poi il produttore in questione ha dovuto tuttavia ridurre di circa un sesto il proprio personale. Inoltre, dopo un miglioramento della redditività nel 1985, anno in cui è stato registrato un apprezzabile profitto per la produzione di cloruro di bario anidro e cristallizzato, il produttore ha subito costanti e crescenti perdite che hanno raggiunto il 50 %.
(33) Nel periodo in esame, considerando la produzione comunitaria nel suo complesso, è stato perduto il 20 % circa di posti di lavoro.
6. Cumulo
(34) Ai fini della valutazione del pregiudizio, la Commissione ha ritenuto opportuno esaminare l'incidenza di tutte le importazioni provenienti dalla Repubblica popolare cinese e dalla Repubblica democratica tedesca. A tal fine la Commissione ha esaminato la comparabilità dei prodotti importati rispetto a quelli originari della Comunità in termini di caratteristiche fisiche, nonché la concorrenza esercitata sul mercato comunitario da tali prodotti nei confronti dei prodotti comunitari.
Come già è stato affermato, mentre il consumo comunitario rimane sostenuto, i prodotti originari dei paesi in questione hanno manifestato la tendenza a sostituirsi a quelli originari della Comunità.
(1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1.
(2) GU n. L 228 del 20. 8. 1983, pag. 28.
(3) GU n. C 308 del 3. 12. 1988, pag. 7.
7. Causa del pregiudiio
(35) La diminuzione della redditività, delle vendite e delle quote di mercato dell'industria comunitaria coincide con l'incremento delle importazioni dei prodotti provenienti dai paesi in questione.
(36) L'evoluzione del consumo comunitario non giustifica l'incremento della quota di mercato della Repubblica popolare cinese e della Repubblica democratica tedesca, come risulta dalle cifre relative al 1985 e al 1986. In questo periodo la quota di mercato dei paesi in questione è raddoppiata, mentre il consumo comunitario ha registrato una leggera flessione.
(37) Si rileva inoltre che l'incremento delle importazioni nella Comunità dei prodotti originari della Repubblica popolare cinese coincide con l'istituzione di un dazio antidumping sulle importazioni negli Stati Uniti del prodotto in questione originario della Cina.
(38) La Commissione non è stata in grado di individuare altri elementi che potrebbero giustificare la diminuzione della redditività. Al contrario, come risulta dal paragrafo 30, è stata avviata una politica di ristrutturazione con la riduzione delle capacità produttive.
8. Conclusione
(39) Dall'esame della situazione attuale, secondo i dati disponbili, risulta che il dazio istituito nel 1983 è stato efficace sino al 1985-1986. Dopo tale periodo le importazioni dai paesi suddetti hanno nuovamente esercitato effetti negativi sull'industria comunitaria, che ha subito un ulteriore pregiudizio, anche se in misura meno grave rispetto al passato.
G. PROBABILI CONSEGUENZE DELLA
SCADENZA DELLE MISURE ANTIDUMPING: MINACCIA DI PREGIUDIZIO
(40) Dato che il caso in esame riguarda una situazione analoga a quella presa in esame dall'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 2423/88, per valutare le probabili conseguenze della scadenza delle misure antidumping la Commissione ha esaminato diversi elementi.
(41) La capacità di produzione di almeno uno dei paesi in questione, la Repubblica popolare cinese, secondo le informazioni fornite dalle autorità cinesi è di 36 000 t all'anno e pertanto supera nettamente la capacità di produzione della Comunità. Secondo le stesse fonti, la Cina esporterebbe circa 10 000 t all'anno. Se la Comunità, che dispone di una delle più grandi industrie chimiche del mondo, consuma soltanto 15 000 t all'anno di cloruro di bario, appare poco probabile che la Cina, al quinto posto per la produzione chimica mondiale, possa assorbire 26 000 t nel proprio mercato interno. Il paese dispone quindi di una capacità eccedentaria di almeno 10 000 t che potrebbe voler smaltire.
(42) Le esportazioni cinesi possono trovare uno sbocco sul mercato americano, nel quale la domanda di cloruro di bario è tradizionalmente rilevante, soltanto per quantitativi alquanto limitati, dato che dal 1984 in poi le autorità americane hanno istituito dazi antidumping. Il mercato comunitario è invece privo di protezione.
(43) Per quanto riguarda il continente europeo, dove il consumo dei prodotti in questione è elevato, l'incremento delle importazioni della Repubblica popolare cinese sui mercati non comunitari nei quali non vige alcuna misura antidumping, come la Norvegia o la Svezia, mette in evidenza la volontà di intensificare l'espansione in Europa.
(44) In tali circostanze sussiste il rischio effettivo che la scadenza del dazio antidumping aggravi il pregiudizio esistente.
H. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Minaccia di scomparsa dell'industria comunitaria
(45) Il principale produttore comunitario è vincolato alla società incaricata della distribuzione. Quest'ultima, sino alla firma del contratto con il produttore, era uno dei maggiori importatori del prodotto in questione.
In mancanza di misure antidumping, l'impresa in questione potrebbe essere indotta a ricorrere ad importazioni a prezzi di dumping, rinunciando pertanto alle ordinazioni previste dal contratto concluso con il principale produttore europeo, il quale rappresenta oltre il 50 % della produzione comunitaria.
(46) In una situazione analoga di precarietà si trova anche il più piccolo produttore comunitario, un'impresa familiare, che nel 1988 ha accumulato un quantitativo preoccupante di giacenze del prodotto cristallizzato e che ha dovuto ridurre la propria gamma di produzione a non più di quattro o cinque prodotti. Uno di qusti, relativamente redditizio nell'ambito di un mercato ristretto, è un derivato del cloruro di bario. L'attività della società in questione dipende quindi in misura rilevante da quest'ultimo prodotto.
(47) Con i due produttori suddetti, è minacciata, a breve termine, la sopravvivenza dell'80 % della produzione comunitaria. La totale o quasi totale scomparsa dell'industria comunitaria implicherebbe la completa dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento di cloruro di bario.
(48) Tale situazione sarebbe, a termine, dannosa per i consumatori comunitari, in quanto già sussiste una certa ripartizione del mercato europeo comunitario e non comunitario, per tipo di prodotto, tra la Repubblica democratica tedesca e la Repubblica popolare cinese. La prima esporta principalmente il prodotto anidro, mentre la seconda vende quasi esclusivamente il prodotto cristallizzato. In tali condizioni i due Stati potrebbero essere tentati di trarre profitto da una situazione di quasi monopolio.
2. Minacce per l'occupazione
(49) Anche se il numero dei posti di lavoro minacciati non è elevato, occorre mettere in evidenza che lo stabilimento del principale produttore è situato in una regione già colpita dalla recessione economica. Il cloruro di bario rappresenta il 20 % circa del giro d'affari dell'unità di produzione, che occupa complessivamente 130 persone. A termine sono quindi minacciati tutti questi posti di lavoro, oltre ovviamente a quelli delle 60 persone circa addette alla produzione del cloruro di bario.
3. Mantenimento della concorrenza a livello comunitario
(50) Le condizioni di concorrenza sul mercato possono essere salvaguardate se le tre società comunitarie, differenti per dimensioni e mezzi finanziari, potranno rimanere operative. Dato che, inoltre, i prezzi di vendita dei prodotti del principale produttore sono fissati da un altro agente economico che ne commercializza la produzione, il rischio che tale produttore, in considerazione della sua posizione dominante sul mercato, possa esercitare un monopolio appare sensibilmente ridotto.
4. Interesse del consumatore
(51) Non sono state formulate obiezioni nei confronti dell'istituzione di nuovi dazi sui prodotti suddetti da parte delle associazioni dei consumatori, né dei consumatori singoli, né delle associazioni di categoria. Dato inoltre che il cloruro di bario è un prodotto intermedio impiegato nella fabbricazione di altri prodotti manufatti in quantitativi non rilevanti, si può concludere che l'incidenza dell'istituzione del dazio sarà trascurabile per l'acquirente del prodotto finale.
5. Conclusione
(52) La Commissione ritiene quindi che sia opportuno ripristinare rapidamente un dazio antidumping all'importazione dei prodotti in questione nel mercato comunitario.
I. DAZI ANTIDUMPING PROVVISORI
(53) In considerazione dell'entità del pregiudizio provocato e dei margini di dumping accertati, la Commissione ritiene che l'aliquota dei dazi provvisori non debba corrispondere ai margini di dumping accertati, dato che un'aliquota inferiore è sufficiente per annullare il pregiudizio attribuibile alle importazioni in questione.
(54) La Commissione ha tenuto conto del livello dei prezzi delle importazioni interessate, nonché di un prezzo di vendita minimo che permetterebbe ai produttori comunitari di compensare il costo di produzione accertato nel periodo oggetto dell'inchiesta, al quale è stato aggiunto un adeguato margine di profitto, prendendo inoltre in considerazione il margine dell'importatore e il dazio doganale. L'aliquota dei dazi provvisori è stata pertanto fissata rispettivamente al 25,43 % e al 3,52 % del prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, per il prodotto cristallizzato originario della Repubblica popolare cinese e della Repubblica democratica tedesca e al 13,25 % del prezzo netto franco frontiera della Comunità, dazio non corrisposto, per il prodotto anidro originario della Repubblica democratica tedesca.
(55) Secondo gli elementi di cui dispone la Commissione, la Repubblica popolare cinese non ha esportato il cloruro di bario anidro nel periodo dell'inchiesta. In conformità della regolamentazione comunitaria, non viene istituito alcun dazio antidumping provvisorio quando dall'esame preliminare dei fatti non risultano sufficienti elementi di prova del pregiudizio subito dall'industria comunitaria a causa delle importazioni da un determinato paese.
(56) È opportuno fissare un termine entro il quale le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere intese dalla Commissione,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle imortazioni di cloruro di bario originario della Repubblica popolare cinese e della Repubblica democratica tedesca, corrispondente al codice NC 2827 38 00.
2. L'aliquota del dazio è pari al:
- 25,43 % del prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, per il prodotto cristallizzato originario della Repubblica popolare cinese,
- 3,52 % del prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, per il prodotto cristallizzato originario della Repubblica democratica tedesca,
- 13,25 % del prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, per il prodotto anidro originario della Repubblica democratica tedesca.
3. Si applicano le disposizioni in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica, nella Comunità, del prodotto di cui al paragrafo 1, originario della Repubblica popolare cinese e della Repubblica democratica tedesca, è subordinata al depostio di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento, le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatte salve le disposizioni degli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 2423/88, il presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non approvi misure definitive prima della scadenza di detto periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 1989.

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