Document ID: 31993R2720

REGOLAMENTO (CEE) N. 2720/93 DELLA COMMISSIONE del 28 settembre 1993 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di isobutanolo originario della Federazione russa
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
sentito il comitato consultivo a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA (1) Nel giugno 1992, la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dal Consiglio europeo dell'industria chimica (CEFIC) a nome di produttori che rappresentano una proporzione considerevole della produzione comunitaria di isobutanolo.
La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping sul prodotto in questione, originario della Federazione russa, e al grave pregiudizio che ne deriva, ritenuti sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura.
(2) La Commissione, pertanto, ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni di isobutanolo originario della Federazione russa, di cui al codice NC ex 2905 14 90, e ha avviato un'inchiesta.
(3) La Commissione ha informato ufficialmente gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati e i rappresentanti del paese esportatore dell'avvio della procedura e ha dato alle parti interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
(4) I rappresentanti dei produttori russi sono stati sentiti e hanno reso note le loro osservazioni per iscritto.
(5) Ha comunicato le sue osservazioni alla Commissione anche una società di trasformazione dell'isobutanolo con sede nella Comunità.
(6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per la determinazione preliminare e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
a) Produttori comunitari
- BASF AG, Mannheim, Germania
- HUELS AG, Marl, Germania
- ELF ATOCHEM, OXOCHIMIE, Parigi, Francia
b) Importatori nella Comunità
1) Importatore collegato: SOGO SA, Parigi, Francia
2) Importatore non collegato: MITSUI & CO. BENELUX SA, Bruxelles, Belgio
Gli altri operatori commerciali e gli altri importatori che hanno importato isobutanolo dalla Federazione russa hanno fornito informazioni limitate.
(7) Nessuno degli esportatori russi ha risposto al questionario della Commissione.
(8) Avendo scelto, per calcolare il valore normale, gli Stati Uniti d'America come paese analogo, la Commissione ha svolto un'inchiesta presso la sede di un certo numero di produttori statunitensi di isobutanolo che rappresentano una proporzione rilevante delle vendite di isobutanolo sul mercato interno di questo paese.
(9) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping ha riguardato il periodo che va dal 1o luglio 1991 al 30 giugno 1992 (periodo dell'inchiesta).
B. PRODOTTO OGGETTO DELL'INCHIESTA 1. Descrizione del prodotto (10) Si tratta dell'isobutanolo, un liquido neutro incolore con un odore caratteristico, utilizzato principalmente come solvente nell'industria delle vernici. Il prodotto funge inoltre da plastificante e da materia prima per la produzione di acrilati.
Data la sua particolare omogeneità, l'isobutanolo prodotto nella CE costituisce un unico prodotto.
2. Prodotto simile (11) La Commissione ha riscontrato che l'isobutanolo prodotto dall'industria CE o dai produttori degli Stati Uniti (cfr. considerando da 13 a 15) e quello importato dalla Federazione russa hanno le stesse caratteristiche di base. Alcune differenze a livello di specifiche, che consistono sostanzialmente nella minore purezza del prodotto importato, ne limitano tuttavia l'applicazione per la produzione di determinate vernici e plastiche di qualità superiore.
Dato che, tuttavia, per la maggior parte degli utilizzatori i prodotti russi, comunitari e statunitensi sono interscambiabili, la Commissione ha considerato il prodotto importato dalla Federazione russa simile all'isobutanolo prodotto e venduto dai produttori della Comunità e degli Stati Uniti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
C. INDUSTRIA COMUNITARIA (12) La Commissione ha riscontrato che i ricorrenti rappresentavano il 94 % della produzione comunitaria di isobutanolo e costituivano quindi una proporzione notevole della produzione comunitaria totale ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
D. DUMPING 1. Valore normale (13) Per stabilire il valore normale dell'isobutanolo prodotto nella Federazione russa, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che questo paese non ha un'economia di mercato e si è quindi basata sulle condizioni di un paese a economia di mercato a norma dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88. A tale riguardo, i ricorrenti hanno proposto il Brasile come paese analogo. La Commissione, tuttavia, non ha ritenuto che il mercato brasiliano fosse adatto per determinare il valore normale poiché in Brasile esiste un unico produttore e il mercato brasiliano è protetto da dazi all'importazione relativamente elevati.
I rappresentanti dei produttori russi hanno proposto la Polonia come paese analogo, adducendo che la sua tecnologia di produzione è la stessa della Federazione russa. La proposta, però, non è stata motivata da informazioni sufficienti. Basandosi sui dati più affidabili di cui disponeva, pertanto, la Commissione ha cercato di valutare se la Polonia potesse essere considerata un paese analogo appropriato. Dalle informazioni in possesso dei servizi della Commissione risulta che la scelta della Polonia è inappropriata, in quanto questo mercato viene controllato da un unico produttore e per di più è protetto da tariffe elevate. La Polonia, pertanto, non può essere considerata un paese analogo rappresentativo.
(14) La Commissione ha giudicato che, tra le poche economie di mercato rimanenti con una produzione rilevante di isobutanolo, fosse più opportuno scegliere gli Stati Uniti, unico mercato extra-CE con un numero di produttori (cinque) sufficiente per garantire una certa concorrenza, nonché livelli di vendite e di produzione paragonabili a quelli delle esportazioni russe. Si è inoltre stabilito che i prezzi delle vendite dei produttori statunitensi sul mercato interno erano ragionevolmente proporzionali ai costi di produzione.
(15) A norma dell'articolo 2, paragrafo 5, lettera a), punto i) del regolamento (CEE) n. 2423/88, quindi, il valore normale è stato stabilito in base ai prezzi di vendita sul mercato interno di un campione di produttori statunitensi che rappresentano il 69 % del loro mercato nazionale in termini di volume delle vendite.
2. Prezzi all'esportazione (16) Vista la mancata collaborazione degli esportatori russi, la Commissione ha utilizzato le informazioni più affidabili di cui disponeva a norma dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
(17) In tale contesto, la Commissione si è chiesta se fosse il caso di utilizzare i prezzi Eurostat. Come spiegato al considerando 22, le esportazioni russe di isobutanolo vengono registrate, in larga misura, da Eurostat come importazioni di « origine segreta ». Non tutte queste importazioni di « origine segreta », tuttavia, sono originarie della Russia e consistono in isobutanolo. Inoltre, sebbene si sia potuto stabilire che il volume importato consiste principalmente in isobutanolo originario della Russia, non si ha alcuna indicazione circa il valore che corrisponde a questi volumi importati dalla Russia. Non è stato quindi possibile utilizzare le informazioni di Eurostat per determinare i prezzi CIF. Per lo stesso motivo, non si sono potuti utilizzare i prezzi CIF forniti dal ricorrente in quanto stime basate sui dati Eurostat.
(18) Hanno tuttavia collaborato con la Commissione due importatori, uno collegato e uno non collegato, che rappresentano congiuntamente il 26 % delle esportazioni russe nella Comunità. Nel caso delle vendite all'importatore non collegato, i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base al prezzo CIF effettivo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto. Per le vendite all'importatore non collegato, il prezzo CIF è stato ricostruito detraendo dal prezzo medio di rivendita al primo acquirente indipendente nella Comunità tutte le spese sostenute tra l'importazione e la rivendita più il margine di utile dell'importatore non collegato, a norma dell'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
Dato che l'isobutanolo è un prodotto omogeneo scambiato dagli importatori in tutta la Comunità a prezzi simili durante un periodo particolare, la Commissione ha ritenuto che i prezzi verificati di questi due importatori costituissero gli elementi più affidabili per il calcolo dei prezzi all'esportazione ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
3. Confronto (19) Si è confrontato il valore normale, al livello franco fabbrica, con i prezzi all'esportazione franco frontiera nazionale. Ai fini di un equo confronto, la Commissione ha tenuto conto della differenza tra le caratteristiche fisiche dell'isobutanolo prodotto negli Stati Uniti e di quello importato dalla Federazione russa (cfr. considerando 11). Il valore normale, quindi, è stato adeguato di un importo corrispondente ad una stima ragionevole del valore di detta differenza conformemente all'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
Ai sensi del summenzionato articolo, inoltre, sono stati effettuati adeguamenti in funzione dei costi di trasporto interno, nolo marittimo, assicurazione, movimentazione, carico, imballaggio e credito, nonché dell'assistenza tecnica e delle retribuzioni dei venditori.
4. Margine di dumping (20) Dal confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione determinato per i produttori russi risulta l'esistenza di pratiche di dumping; il margine, espresso in percentuale del prezzo CIF franco frontiera comunitaria, è del 46,1 %.
E. PREGIUDIZIO 1. Considerazioni preliminari (21) a) Una parte dell'isobutanolo prodotto dall'industria comunitaria è consumata dai produttori stessi. Durante il periodo dell'inchiesta, questo consumo interno ha rappresentato il 41 % della produzione totale ed è calato da 40 777 t nel 1988 a 33 536 t nel periodo dell'inchiesta.
A tale riguardo, la Commissione ha vagliato l'opportunità di considerare separatamente il mercato esclusivo e quello libero per valutare il pregiudizio in base ai criteri stabiliti dalla Corte di giustizia. In tale contesto, la Corte ha dichiarato (3) che per stabilire il pregiudizio si deve tener conto solo del mercato libero quando i volumi del prodotto utilizzati per il consumo interno alla società non entrano direttamente in concorrenza con le vendite sul mercato libero e, di conseguenza, non subiscono pregiudizio a causa del dumping. Essendo questa la situazione nel caso in oggetto, la valutazione del pregiudizio si è basata esclusivamente sui dati relativi al mercato libero.
(22) b) Oltre alle importazioni dalla Federazione russa, le statistiche Eurostat riportano un volume considerevole, e in aumento, di importazioni di isobutanolo alla denominazione « origine segreta ». Il codice NC ex 2905 14 90 copre inoltre prodotti diversi dall'isobutanolo. Nondimeno, le informazioni fornite dagli importatori e da altre fonti hanno permesso di accertare che il volume registrato alla voce « origine segreta » consiste quasi esclusivamente in isobutanolo originario della Federazione russa. La Commissione ritiene pertanto opportuno cumulare i volumi d'importazione di « origine segreta » con i volumi d'importazione registrati come originari della Federazione russa al fine di valutare correttamente le importazioni effettive di isobutanolo da questo paese.
2. Volume e quote di mercato delle importazioni in dumping
(23) In considerazione di quanto precede (considerando 21), il consumo della Comunità è stato valutato a 132 335 t nel 1988 e a 95 818 t nel periodo dell'inchiesta, il che equivale a un calo del 27 % (escluso il consumo interno).
Cumulando le due serie di dati relativi all'isobutanolo di origine russa e di origine segreta, conformemente al considerando 22, si ottiene un aumento delle importazioni in questione da 17 838 t nel 1988 a 27 993 t nel periodo dell'inchiesta (+ 56 %).
(24) Data la contrazione del mercato comunitario durante il periodo dell'inchiesta, l'incremento del volume delle importazioni dalla Federazione russa ha più che raddoppiato la quota di mercato degli esportatori russi, passata dal 13,5 % nel 1988 al 29,2 % nel periodo dell'inchiesta.
Nello stesso periodo, invece la quota di mercato dell'industria comunitaria è scesa dal 64,3 % al 40,6 %.
3. Prezzi delle importazioni in dumping (25) Nel periodo dell'inchiesta, i prezzi del prodotto importato sono risultati inferiori a quelli dei produttori comunitari. La Commissione ha confrontato il prezzo CIF medio, al netto del dazio, del prodotto russo con il prezzo medio franco fabbrica dei produttori comunitari allo stesso livello commerciale. Si è così ottenuta, per il periodo dell'inchiesta, una differenza pari al 12,6 % del valore CIF, dazio non corrisposto.
4. Situazione dell'industria comunitaria a) Produzione, capacità di produzione e tasso di utilizzazione
(26) Il volume della produzione di isobutanolo dell'industria comunitaria è sceso da 133 175 t nel 1988 a 80 190 t ( 39,8 %) nel periodo dell'inchiesta. Il calo più sensibile della produzione si è verificato nel 1989 e nel 1990, quando alcune società hanno ridotto la capacità di produzione delle fabbriche di isobutanolo. Tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta, la produzione è ulteriormente calata del 9 %.
(27) La capacità di produzione è diminuita da 196 800 t nel 1988 a 157 500 t nel periodo dell'inchiesta. Questo calo del 20 %, tuttavia, non è bastato a stabilizzare il tasso di utilizzazione degli impianti, diminuito dal 73,8 % nel 1988 al 57,3 % nel periodo dell'inchiesta.
b) Vendite e quote di mercato
(28) Le vendite dell'industria in questione sul mercato comunitario hanno registrato una forte contrazione (54,2 %), passando da 85 063 t nel 1988 a 38 948 t nel periodo dell'inchiesta. Questa diminuzione è stata più del doppio di quella registrata dal consumo nelle stesso periodo.
(29) Di conseguenza, la quota di mercato dell'industria comunitaria è passata dal 64,3 % nel 1988 al 40,6 % nel periodo dell'inchiesta.
c) Prezzi di vendita
(30) Nel 1988 e nel 1989, i prezzi dei produttori comunitari sono rimasti relativamente stabili.
(31) Dal 1990, tuttavia, la sempre maggiore pressione delle importazioni russe ha costretto l'industria comunitaria a ridurre i prezzi di vendita dell'isobutanolo, passati da 507,5 ECU/t nel 1990 a 347,8 ECU/t nel periodo dell'inchiesta ( 31,5 %), un livello che, in media, non basta per coprire i costi di produzione.
d) Investimenti
(32) I dati relativi agli investimenti non delineano chiaramente nessuna tendenza. Durante il periodo dell'inchiesta, i produttori comunitari hanno ridotto la loro capacità di produzione e destinato tutti gli investimenti all'introduzione di nuove tecnologie o all'osservanza della legislazione in materia di sicurezza e di ambiente.
e) Redditività
(33) Era inevitabile che il forte declino dei prezzi di vendita dell'isobutanolo, verificatosi negli ultimi tre anni contestualmente a costi di produzione relativamente stabili, si ripercuotesse negativamente sulla redditività dell'industria comunitaria. Il margine di utile medio sul fatturato, ancora positivo nel 1988 (+ 9,32 %) per l'intera industria comunitaria si è trasformato in perdite sempre più ingenti negli anni successivi. Nel 1991, tutte le società comunitarie avevano registrato perdite che, nel periodo dell'inchiesta, hanno raggiunto per l'isobutanolo il massimo livello (33,9 % sul fatturato).
5. Conclusioni relative al pregiudizio (34) Dall'esame preliminare dei fatti risulta che l'industria comunitaria ha registrato una forte contrazione delle vendite in termini di volume e di quota di mercato. Quest'andamento negativo, cui si aggiunge il forte ribasso dei prezzi, ha provocato perdite considerevoli la cui entità è andata aumentando.
(35) La Commissione conclude pertanto che l'industria in questione ha subito un grave pregiudizio ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO a) Effetto delle importazioni in dumping
(36) Nel valutare in che misura il grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria sia stato causato dalle importazioni in dumping, la Commissione ha riscontrato una chiara correlazione inversa tra l'andamento della quota di mercato dell'industria comunitaria e di quella delle importazioni russe. Tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta, infatti, la prima ha perso 24 punti e la seconda ne ha acquisiti 16.
(37) Inoltre, essendo i mercati dei prodotti di base trasparenti e competitivi, gli esportatori russi hanno potuto aumentare il volume delle esportazioni di isobutanolo applicando prezzi inferiori a quelli dei produttori comunitari, che si sono visti costretti ad uniformarsi a questi ribassi sistematici per poter vendere il loro prodotto. Si ritiene pertanto che il calo delle vendite e dei prezzi e le gravi perdite subite dall'industria in questione siano la conseguenza diretta delle importazioni in dumping.
b) Altri fattori
(38) Gli esportatori russi hanno dichiarato che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria era dovuto non soltanto alle importazioni originarie della Federazione russa ma anche, e in misura maggiore, alle importazioni da altri paesi. A riprova di queste affermazioni, essi adducevano che, nel 1991, il volume e la quota di mercato delle importazioni provenienti da paesi terzi erano superiori a quelli della Federazione russa.
Quest'affermazione deve essere respinta per vari motivi. In primo luogo, durante il periodo dell'inchiesta la quota di mercato delle importazioni russe è salita al 29,2 %, superando la quota di mercato delle importazioni da tutti gli altri paesi terzi. In secondo luogo, tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta la quota di mercato degli esportatori russi è più che raddoppiata, mentre negli ultimi tre anni quella degli altri paesi terzi ha registrato un calo. In particolare, durante il periodo dell'inchiesta sono diminuite le esportazioni della Polonia, precedentemente il secondo esportatore di isobutanolo nella Comunità, per una quota di mercato che ha rappresentato solo il 10,3 % del consumo totale della Comunità.
(39) Gli esportatori russi hanno altresì dichiarato che il calo dei prezzi dell'isobutanolo non poteva essere attribuito esclusivamente alle importazioni dalla Federazione russa dato il notevole declino del prezzo del propilene, principale materia prima per la produzione dell'isobutanolo. Questo è vero solo in parte, perché il costo del propilene rappresenta il 70 % del costo di produzione dell'isobutanolo, e, nel periodo esaminato per valutare il pregiudizio, i prezzi del propilene nella Comunità sono calati soltanto del 6,6 %. Il ribasso del propilene, pertanto, ha inciso solo in misura limitata sul prezzo dell'isobutanolo e non può giustificare il crollo dei prezzi riscontrato durante l'inchiesta (cfr. considerando 30 e 31).
(40) Si è inoltre affermato che i problemi dell'industria comunitaria erano dovuti al declino del consumo di isobutanolo sul mercato comunitario. Questa diminuzione della domanda, però, è stata equivalente alla riduzione della capacità di produzione nella Comunità.
(41) Si deve quindi concludere che il considerevole e sempre maggiore volume delle importazioni di isobutanolo dalla Federazione russa e i loro prezzi moderati, oggetto di dumping, hanno contribuito in misura rilevante all'erosione dei prezzi sul mercato comunitario dell'isobutanolo e quindi alle perdite finanziarie registrate nel settore. Si ritiene pertanto che queste importazioni, considerate separatamente, abbiano causato un grave pregiudizio all'industria comunitaria.
G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ (42) Nell'esaminare l'interesse della Comunità, la Commissione ha riscontrato che i produttori comunitari avevano effettuato cospicui investimenti per razionalizzare la produzione. Dalla metà degli anni '80, in particolare, l'industria comunitaria ha introdotto una nuova tecnologia di produzione (processo a bassa pressione) che consente risparmi di energia e una maggiore flessibilità nel ritmo di produzione degli isomeri. Ciò dimostra come l'industria comunitaria intenda restare competitiva nel settore degli ossoalcoli.
(43) Le gravi perdite registrate per l'isobutanolo hanno inciso pesantemente sulla redditività degli stabilimenti di produzione degli ossoalcoli in generale. Se la situazione creata dalle importazioni in dumping dovesse continuare, un gran numero di questi stabilimenti sarebbe costretto a chiudere, vanificando i recenti investimenti volti a razionalizzare la produzione. Anche la produzione degli altri ossoalcoli (n-butanolo e 2-etilesanolo) potrebbe risentirne, con notevoli ripercussioni a monte e a valle del processo di produzione.
(44) La principale industria comunitaria di trasformazione dell'isobutanolo ha dichiarato che l'istituzione di un dazio farebbe aumentare i prezzi dell'isobutanolo, compromettendo la posizione concorrenziale dell'industria di trasformazione dell'isobutanolo sul mercato dei derivati rispetto all'industria ricorrente, che utilizza il proprio isobutanolo per produrre i medesimi derivati.
Nell'esaminare quest'argomentazione, si dovrebbe tener presente che, nelle condizioni attuali, il vantaggio in termini di prezzi delle industrie di trasformazione risulta da una pratica commerciale sleale, fonte di pregiudizio per l'industria comunitaria. Inoltre, l'aumento dei costi per le industrie di trasformazione a seguito dell'istituzione del dazio antidumping sarebbe contenuto dato il gran numero di fornitori comunitari e di paesi terzi presenti sul mercato comunitario.
(45) Pe quanto riguarda i produttori dei prodotti finali contenenti isobutanolo (vernici e plastiche), le misure antidumping avrebbero scarsa incidenza sulla loro posizione concorrenziale, visto l'impatto limitato del costo di questo prodotto per i suddetti prodotti finali. Si è infatti valutato che, nel caso dell'applicazione principale (che copre oltre l'80 % di tutti gli usi dell'isobutanolo), vale a dire i solventi per le vernici, un rincaro dell'isobutanolo a seguito delle misure antidumping farebbe salire il costo del prodotto finale solo dello 0,2 %. Per quanto riguarda l'uso dell'isobutanolo come plastificante (meno del 20 %), l'incidenza sul costo del prodotto finale sarebbe inferiore al 4 %.
(46) Nell'intento di garantire una fornitura stabile di isobutanolo, inoltre, si dovrebbe impedire che, come fornitore affidabile di questo prodotto, la Comunità sia estromessa dal mercato, come avverrebbe in mancanza di misure antidumping.
(47) Gli altri operatori economici di questo mercato non hanno presentato argomentazioni.
(48) Considerati i vari interessi in causa, la Commissione conclude che è nell'interesse della Comunità eliminare gli effetti del pregiudizio sull'industria comunitaria e ripristinare un'equa concorrenza istituendo misure antidumping nei confronti delle importazioni di isobutanolo originario della Federazione russa.
H. DAZIO PROVVISORIO (49) Per stabilire un dazio di livello sufficiente ad eliminare il pregiudizio causato dal dumping, la Commissione ha calcolato un prezzo che consenta all'industria comunitaria di coprire i costi di produzione e di ottenere un utile ragionevole.
In tale contesto, si è ritenuto che un utile sulle vendite del 5 % fosse sufficiente per finanziare gli investimenti a lungo termine nel settore.
(50) Dal confronto di questo prezzo indicativo con la media ponderata del prezzo CIF, al netto del dazio, dell'isobutanolo russo risulta un livello del dazio superiore al margine di dumping (cfr. considerando 20). Di conseguenza, conformemente all'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88, il dazio antidumping provvisorio deve essere fissato al livello del margine di dumping.
(51) Per evitare manipolazioni del prezzo fatturato e garantire la riscossione del necessario importo del dazio, la Commissione ritiene opportuno esprimere il dazio antidumping come importo fisso di ECU/t. Calcolando il margine di dumping in funzione dei prezzi CIF si ottengono 102 ECU/t.
(52) Ai fini di una sana gestione, si dovrebbe fissare un termine entro il quale le parti interessate possano rendere note le loro osservazioni per iscritto e chiedere un'audizione. Si dovrebbe inoltre precisare che tutte le conclusioni elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e dovranno forse essere rivedute per l'eventuale dazio definitivo proposto dalla Commissione,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di isobutanolo di cui al codice NC ex 2905 14 90 (codice Taric: 2905 14 90*10) originario della Federazione russa.
2. Il dazio applicabile è un importo fisso di 102 ECU/t.
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è soggetta alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima dello scadere di tale periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 28 settembre 1993.

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