Document ID: 32002D0199

Decisione della Commissione
del 30 gennaio 2002
relativa alle condizioni di polizia sanitaria e alla certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione di animali vivi delle specie bovina e suina provenienti da alcuni paesi terzi
[notificata con il numero C(2002) 334]
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/199/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali delle specie bovina, suina, ovina e caprina, di carni fresche o di prodotti a base di carne in provenienza dai paesi terzi(1), modificata da ultimo dalla direttiva 97/79/CE(2), in particolare gli articoli 6, 7, 8 e 11,
considerando quanto segue:
(1) Le condizioni di polizia sanitaria e la certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione di animali vivi delle specie bovina e suina dal Canada, dalla Svizzera, dall'Islanda, dalla Nuova Zelanda, da Cipro e da alcuni paesi europei sono state stabilite con le decisioni della Commissione 83/494/CEE(3), modificata da ultimo dalla decisione 88/212/CEE(4), 92/460/CEE(5), modificata da ultimo dalla decisione 94/664/CE(6), 92/463/CEE(7), modificata da ultimo dalla decisione 93/469/CEE(8), 93/491/CEE(9), 96/650/CE(10), 98/372/CE(11) e 1999/539/CE(12).
(2) Le misure di protezione sanitaria relative alla febbre catarrale degli ovini in una regione del Canada sono state adottate con decisione 88/212/CEE della Commissione.
(3) Numerose misure di protezione sanitaria sono state adottate nel quadro degli scambi intracomunitari in vista del mercato interno. La realizzazione di questo obiettivo presuppone nel contempo un adeguamento delle condizioni di polizia sanitaria richieste per le importazioni di animali domestici delle specie bovina e suina provenienti dai paesi terzi.
(4) Ai fini di tale adeguamento si deve tener conto della situazione epidemiologica di ciascuno dei paesi terzi interessati e talora anche delle diverse parti del loro territorio. Data l'analoga situazione sanitaria esistente in varie regioni di questi paesi, occorre tener conto di questa realtà ai fini della costituzione di un nuovo sistema di garanzie sanitarie. Per questo motivo, è opportuno che le condizioni prescritte per l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina provenienti dalle diverse categorie di paesi o di territori siano attestate da certificati sanitari distinti.
(5) Per chiarire e semplificare la legislazione comunitaria, è opportuno raggruppare nella misura del possibile le condizioni di polizia sanitaria richieste per l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina da alcuni paesi terzi e abrogare le decisioni specifiche in vigore per detti paesi.
(6) Non devono essere consentite importazioni di animali domestici delle specie bovina e suina a meno che nel paese terzo esportatore non sia stato approvato dalla Commissione europea un programma di controllo dei residui.
(7) Le garanzie fornite dal paese esportatore per quanto riguarda talune malattie devono essere equivalenti a quelle richieste per gli scambi intracomunitari.
(8) Le competenti autorità veterinarie dei paesi interessati debbono confermare che i loro paesi o le loro regioni sono stati indenni per taluni periodi determinati dalle malattie di cui all'articolo 6 della direttiva 72/462/CEE e che negli ultimi 12 mesi non sono state effettuate vaccinazioni contro tali malattie.
(9) Le suddette autorità veterinarie debbono impegnarsi a notificare senza indugio, alla Commissione e agli Stati membri, la conferma dell'insorgere di una delle malattie summenzionate oppure l'introduzione della vaccinazione contro tali malattie oppure le proposte di modifica delle loro norme concernenti le importazioni di animali delle specie bovina e suina, nonché del loro sperma e dei loro embrioni. In determinate circostanze, tali autorità devono altresì trasmettere periodicamente alla Commissione informazioni aggiornate sui piani di monitoraggio e di controllo per le malattie summenzionate.
(10) I certificati redatti dai veterinari ufficiali dei paesi terzi devono conformarsi a talune condizioni previste dalla direttiva 72/462/CEE.
(11) Per quanto concerne le norme in materia di certificazione necessarie ai fini di una corretta certificazione e della prevenzione delle frodi, le norme e i principi applicati dai funzionari autorizzati di un paese terzo devono offrire garanzie almeno equivalenti a quelle della direttiva 96/93/CE del Consiglio, del 17 dicembre 1996, relativa alla certificazione di animali e di prodotti di origine animale(13).
(12) In attesa dell'adozione di ulteriori misure da parte della Comunità, gli Stati membri possono esigere garanzie sanitarie supplementari per talune malattie in determinate parti del territorio comunitario.
(13) La decisione 98/372/CE della Commissione(14), modificata da ultimo dalla decisione 2001/600/CE(15), ha stabilito tra l'altro le condizioni per l'importazione di animali vivi della specie suina dalla Repubblica ceca connesse alla comparsa della peste suina classica nei suini domestici e selvatici e alla sua persistenza nei suini selvatici in talune parti del territorio della Repubblica ceca.
(14) Le autorità ceche hanno informato la Commissione in merito ai risultati del piano applicato per combattere e debellare la peste suina classica nel loro territorio; tali risultati indicano che la malattia è sotto controllo.
(15) Le autorità ceche hanno informato la Commissione che un piano di sorveglianza continuerà ad essere applicato nel loro territorio per individuare ogni eventuale ricomparsa della malattia nei suini domestici o selvatici e per garantire, se necessario, la rapida adozione di adeguate misure di lotta contro la malattia.
(16) Occorre pertanto modificare le condizioni relative alle importazioni di animali vivi della specie suina da alcune zone della Repubblica ceca per tener conto dell'evoluzione della situazione epidemiologica con riguardo alla peste suina classica.
(17) A seguito di una missione di ispezione veterinaria della Comunità risulta che la situazione zoosanitaria del Cile può essere favorevolmente paragonata a quella comunitaria, in particolare per quanto riguarda le malattie dei suini.
(18) Le autorità veterinarie competenti del Cile hanno inoltre confermato che, per i periodi prescritti, il loro paese è stato indenne dalle malattie di cui all'articolo 6 della direttiva 72/462/CEE del Consiglio e che nessuna vaccinazione è stata effettuata contro tali malattie nel corso degli ultimi 12 mesi.
(19) Le autorità competenti del Cile si sono inoltre impegnate a notificare senza indugio, alla Commissione e agli Stati membri, la conferma della comparsa di una qualunque di tali malattie, o l'adozione della vaccinazione contro di essa, o qualsiasi modifica proposta con riguardo alle norme di importazione relative agli animali della specie suina, al loro sperma o ai loro embrioni.
(20) Al fine di garantire condizioni accettabili di salute e di benessere degli animali, le importazioni devono essere limitate ai suini da allevamento e da produzione trasportati in aereo, direttamente o con transito in paesi autorizzati all'importazione di suini nella Comunità.
(21) Il Cile può pertanto essere autorizzato ad importare nella Comunità animali vivi della specie suina destinati all'allevamento o alla produzione.
(22) Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La presente decisione stabilisce le norme sanitarie e veterinarie applicabili all'importazione di animali vivi delle categorie menzionate nell'allegato II e provenienti dal territorio o da parti del territorio dei paesi terzi menzionati nell'allegato I.
Articolo 2
Ai fini della presente decisione valgono, secondo il caso, le definizioni figuranti o di cui all'articolo 2 della direttiva 72/462/CEE.
Articolo 3
1. Gli Stati membri autorizzano l'introduzione nel loro territorio di animali delle specie bovina o suina dai territori di origine quali definiti nell'allegato I solo se conformi alle garanzie richieste dal certificato sanitario redatto secondo i modelli di cui all'allegato III, incluse le condizioni specifiche richieste nell'allegato II e descritte nell'allegato IV. Dette condizioni specifiche devono essere inserite dal paese esportatore nella sezione VI di ciascun modello di certificato di cui all'allegato III.
2. Gli Stati membri autorizzano l'importazione dai paesi esportatori interessati di animali domestici delle specie bovina e suina di cui al paragrafo 1, precedentemente importati nel paese esportatore di cui trattasi:
- solo se tali animali provengono dalla Comunità o da uno dei paesi terzi compresi nell'elenco allegato alla decisione 79/542/CEE del Consiglio(16), in quanto applicabile agli animali domestici di tali specie, e
- solo se all'atto dell'importazione sono state osservate norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di quelle previste nel capitolo II della direttiva 72/462/CEE e nelle relative decisioni d'esecuzione.
Articolo 4
1. Gli Stati membri esigono che, qualora gli animali vengano spediti da un centro di raccolta, tale centro sia riconosciuto dall'autorità competente secondo quanto prescritto dal modello specifico di certificato applicabile e che esso soddisfi le condizioni previste all'allegato VIII.
2. Gli Stati membri esigono che gli animali sottoposti alle prove veterinarie di cui all'allegato IX, conformemente al modello specifico di certificato applicabile, siano tenuti continuamente isolati, secondo modalità approvate da un veterinario ufficiale del paese di origine, da altri animali biungulati non destinati all'esportazione verso la Comunità o con status sanitario non equivalente a quelle degli animali idonei a tale esportazione, dalla data della prima di tali prove fino alla data di imbarco.
Articolo 5
1. Gli Stati membri autorizzano l'introduzione nel loro territorio, in provenienza dal paese terzo di origine, di animali delle specie bovina soltanto qualora tali animali:
a) provengano da regioni che le autorità veterinarie del paese di origine hanno dichiarato ufficialmente indenni da leucosi bovina enzootica ai sensi dell'allegato VI della presente decisione;
b) provengano da allevamenti che le autorità veterinarie del paese di origine hanno dichiarato ufficialmente indenni da leucosi bovina enzootica ai sensi dell'allegato VI della presente decisione e nei 30 giorni precedenti l'esportazione siano stati sottoposti, con esito negativo, ad un esame individuale per l'accertamento della leucosi bovina enzootica;
oppure
c) provengano da allevamenti nei quali si applica un sistema di sorveglianza ufficiale della leucosi bovina enzootica ai sensi dell'allegato VI della presente decisione, siano consegnati direttamente ad un macello, rechino un marchio indelebile conforme a quello descritto nell'allegato VII della presente decisione e vengano macellati entro 5 giorni lavorativi dalla data del loro arrivo al macello stesso.
Per quanto attiene agli animali di cui alla lettera c), gli Stati membri accertano mediante ispezione che i capi siano chiaramente identificati, li tengono sotto osservazione fino alla macellazione e prendono tutti gli opportuni provvedimenti per evitare un eventuale contagio degli allevamenti indigeni.
2. Gli Stati membri consentono l'introduzione nel loro territorio di suini provenienti dal paese di origine soltanto ove esista la garanzia che gli stessi non siano stati vaccinati contro la peste suina classica.
3. Gli Stati membri consentono l'introduzione nel loro territorio di animali biungulati provenienti dal paese di origine soltanto ove esista la garanzia che gli stessi non siano stati vaccinati contro l'afta epizootica.
Articolo 6
Fino all'entrata in vigore di altre misure adottate dalla Comunità per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro le malattie contagiose o infettive dei bovini o dei suini oggetto delle decisioni di cui all'allegato V, gli Stati membri applicano le garanzie supplementari di polizia sanitaria previste per talune parti del territorio comunitario conformemente a tali decisioni.
Articolo 7
1. Gli Stati membri subordinano l'introduzione nel proprio territorio di animali delle specie bovina e suina alla presentazione di un certificato sanitario.
2. Il certificato sanitario deve essere composto da un unico foglio oppure, nei casi in cui siano necessarie più pagine, deve essere costituito in modo tale che dette pagine formino un tutto unico e indivisibile. Ciascun certificato deve recare su ogni pagina un numero di serie, attribuito dall'autorità centrale competente, ed essere firmato da un veterinario ufficiale designato da detta autorità. La firma e il timbro del certificato devono essere di colore diverso da quello dei caratteri di stampa.
3. Il certificato sanitario originale deve essere redatto almeno nelle lingue ufficiali dello Stato membro di destinazione e dello Stato membro in cui viene effettuata l'ispezione dell'importazione al posto d'ispezione frontaliero.
4. Il certificato sanitario originale debitamente compilato deve scortare gli animali al posto d'ispezione frontaliero.
Articolo 8
L'attuazione della presente decisione sarà riesaminata in funzione dell'evoluzione della situazione sanitaria nella Comunità e nei paesi terzi interessati.
Articolo 9
Le decisioni 83/494/CEE, 88/212/CEE, 92/460/CEE, 92/463/CEE, 93/491/CEE, 96/650/CE e 98/372/CE sono abrogate.
Articolo 10
La presente decisione si applica a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 11
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 30 gennaio 2002.

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