Document ID: 32014D0056

DECISIONE DEL CONSIGLIO
del 28 gennaio 2014
sull’esistenza di un disavanzo eccessivo in Croazia
(2014/56/UE)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 126, paragrafo 6,
vista la proposta della Commissione europea,
viste le osservazioni della Croazia,
considerando quanto segue:
(1)
A norma dell’articolo 126 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), gli Stati membri devono evitare disavanzi pubblici eccessivi.
(2)
Il patto di stabilità e crescita (PSC) si fonda sull’obiettivo di finanze pubbliche sane come mezzo per rafforzare le condizioni per la stabilità dei prezzi e per una crescita forte e sostenibile che favorisca la creazione di posti di lavoro.
(3)
La procedura per i disavanzi eccessivi (PDE) di cui all’articolo 126 TFUE, precisata nel regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio (1), che costituisce parte integrante del PSC, prevede una decisione del Consiglio sull’esistenza di un disavanzo eccessivo. Il protocollo n. 12 sulla procedura per i disavanzi eccessivi, allegato al trattato sull'Unione europea e al TFUE, contiene ulteriori disposizioni in merito all’attuazione della PDE. Il regolamento (CE) n. 479/2009 del Consiglio (2) stabilisce regole e definizioni precise per l’applicazione di tali disposizioni.
(4)
Ai sensi dell’articolo 126, paragrafo 5, TFUE, se ritiene che in uno Stato membro esista o possa determinarsi in futuro un disavanzo eccessivo, la Commissione deve trasmettere un parere allo Stato membro interessato e informarne il Consiglio.
(5)
Sulla base della sua relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, TFUE e visto il parere del Comitato economico e finanziario a norma dell’articolo 126, paragrafo 4, TFUE, la Commissione ha concluso che in Croazia esisteva un disavanzo eccessivo. Il 10 dicembre 2013 la Commissione ha pertanto trasmesso alla Croazia un parere in tal senso e ne ha informato di conseguenza il Consiglio (3).
(6)
A norma dell’articolo 126, paragrafo 6, TFUE, il Consiglio deve considerare le osservazioni che lo Stato membro interessato ritenga di formulare prima di decidere, dopo una valutazione globale, se esiste un disavanzo eccessivo. Nel caso della Croazia, la valutazione globale porta alle conclusioni esposte qui di seguito.
(7)
Stando alla revisione del bilancio 2013 e al progetto di bilancio 2014 (4) adottato dal governo croato e trasmesso al Parlamento croato il 14 novembre 2013, le autorità croate prospettano per il 2013 un disavanzo pubblico del 5,5 % del PIL, rispetto al 5 % del PIL del 2012, e prevedono che il tasso resti invariato nel 2014 per poi scendere solo gradualmente nel 2015 e 2016. Secondo le previsioni di autunno 2013 dei servizi della Commissione, pubblicate il 5 novembre 2013, il disavanzo pubblico si attesterà ben oltre il valore di riferimento del 3 % del PIL previsto dal trattato già nel 2013, e, se non saranno adottate misure di contrasto, salirà a oltre il 6 % del PIL nel periodo 2013-2015. Come indica la relazione preparata dalla Commissione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, TFUE, i disavanzi prospettati e previsti si situano oltre il valore di riferimento del trattato e non a un livello che vi si avvicini. Il superamento del valore di riferimento può essere considerato eccezionale secondo la definizione del PSC. Nello specifico, esso è determinato in parte da una grave recessione economica ai sensi del PSC. Si stima che l’attività economica abbia subito una contrazione di quasi il 12 % dal picco del 2008. Secondo le proiezioni, nel 2013 il PIL reale diminuirà ulteriormente e soltanto nel 2014 è attesa una lieve ripresa. Stando alle stime calcolate dai servizi della Commissione secondo la metodologia concordata, la crescita del prodotto potenziale ha registrato una stagnazione nel 2009 per poi attestarsi su valori negativi nel 2010 e in tutti gli anni successivi. I calcoli prevedono che il divario tra prodotto effettivo e prodotto potenziale, negativo dal 2009, sia gradualmente riassorbito nel periodo considerato dalle previsioni, ma che resti negativo fino a tutto il 2015 a conferma della profondità e dell’estensione della recessione. Tuttavia, il prospettato superamento del valore di riferimento non può essere considerato temporaneo ai sensi del PSC. Stando alle proiezioni delle autorità croate e alle previsioni di autunno 2013 dei servizi della Commissione, il disavanzo pubblico resterà sensibilmente al di sopra del valore di riferimento anche nel 2014 e nel 2015. Non è pertanto soddisfatto il requisito del criterio del disavanzo stabilito dal TFUE.
(8)
Nel progetto di bilancio 2014 il governo prevede che in quell’anno il tasso del debito pubblico passi dal 58,1 % del 2013 al 62 %, per poi salire ulteriormente al 64,1 % nel 2015 e al 64,7 % nel 2016. Si tratta di tassi lievemente più alti di quelli che nel settembre 2013 il governo croato aveva indicato negli orientamenti di politica economica e di bilancio, vale a dire rispettivamente 56,6 % nel 2013, 60,6 % nel 2014, 63,4 % nel 2015 e 65,3 % nel 2016. Le previsioni di autunno 2013 dei servizi della Commissione danno il tasso del debito pubblico al 59,7 % nel 2013. A politiche invariate, il tasso del debito pubblico è previsto a oltre il 60 % nel 2014, superando quindi il valore di riferimento del trattato (60 % del PIL). Stando alle informazioni attualmente disponibili, un’emissione di obbligazioni denominate in USD effettuata nel novembre 2013 determinerebbe il superamento della soglia del 60 % per il rapporto debito pubblico/PIL già nel 2013. A norma dell’articolo 2, paragrafo 1 bis, del regolamento (CE) n. 1467/97, il requisito del criterio del debito è considerato soddisfatto anche se le proiezioni di bilancio della Commissione indicano che la riduzione necessaria del differenziale rispetto al valore di riferimento si produrrà nel triennio che comprende i due anni successivi all’ultimo anno per cui sono disponibili dei dati. Le previsioni delle autorità croate e dei servizi della Commissione indicano per il tasso del debito pubblico una tendenza ascendente dovuta al persistere di disavanzi elevati e a un’attività economica debole, che si prevede si protrarrà per tutto il periodo considerato dalle previsioni. Ne consegue che non è rispettato il parametro del debito e, quindi, che non è soddisfatto il requisito del criterio del debito stabilito dal TFUE.
(9)
Attenendosi alle disposizioni del TFUE, nella relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, TFUE, la Commissione ha valutato anche dei «fattori significativi». Come indicato dall’articolo 2, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1467/97, per i paesi con un rapporto debito pubblico/PIL superiore al valore di riferimento tali fattori devono essere presi in considerazione nel percorso che porta alla decisione sul rispetto del criterio del disavanzo solo se il disavanzo pubblico resta vicino al valore di riferimento e se il superamento di tale valore è temporaneo, condizioni non soddisfatte nel caso della Croazia. Dei fattori significativi, in particolare della recessione profonda e protratta sullo sfondo di una congiuntura esterna sfavorevole, è stato tenuto conto nella valutazione del rispetto del criterio del debito. Tuttavia, i fattori significativi non modificano la conclusione che il criterio del debito stabilito nel TFUE non è rispettato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Da una valutazione globale risulta che in Croazia esiste un disavanzo eccessivo.
Articolo 2
La Repubblica di Croazia è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 28 gennaio 2014

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