Document ID: 32001D0086

Decisione della Commissione
del 4 ottobre 2000
relativa al regime di aiuti a cui il Portogallo ha dato esecuzione nel settore suinicolo
[notificata con il numero C(2000) 2755]
(Il testo in lingua portoghese è il solo facente fede)
(2001/86/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto il regolamento (CEE) n. 2759/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni suine(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1365/2000(2), in particolare l'articolo 21,
dopo avere invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni(3),
considerando quanto segue:
I
PROCEDURA
(1) A seguito della pubblicazione di vari articoli di giornale, la Commissione ha inviato alle autorità portoghesi, in data 8 dicembre 1998, una lettera contenente quesiti circa l'eventuale esistenza di un regime di aiuti a favore del settore suinicolo.
(2) Con lettera del 16 dicembre 1998, protocollata il 21 dicembre 1998, la Rappresentanza permanente del Portogallo presso l'Unione europea ha notificato alla Commissione, ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, le misure di aiuto in oggetto.
(3) Le misure di aiuto notificate sono state adottate con decreto legge n. 4/99, del 4 gennaio 1999, pubblicato nella Gazzetta ufficiale portoghese(4).
(4) Con lettera del 17 marzo 1999, protocollata il 18 marzo 1999, la Rappresentanza permanente del Portogallo presso l'Unione europea ha trasmesso alla Commissione le informazioni complementari da essa richieste con lettera del 5 febbraio 1999.
(5) Con lettera SG (99) D/4066, del 4 giugno 1999, la Commissione ha informato il Portogallo in merito alla propria decisione di avviare, nei confronti delle misure di aiuto, la procedura prevista all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato. Il fascicolo è stato protocollato con il numero di aiuto C 31/99.
(6) La decisione della Commissione di avviare la procedura è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(5). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare le proprie osservazioni sull'aiuto in causa.
(7) Con lettere del 4 agosto 1999 (protocollata il 5 agosto 1999), del 23 settembre 1999 (protocollata il 28 settembre 1999) e del 22 giugno 2000 (protocollata il 26 giugno 2000), le autorità portoghesi hanno presentato alla Commissione le proprie osservazioni sul fascicolo dell'aiuto in causa.
(8) La Commissione non ha ricevuto in proposito osservazioni dagli altri interessati.
II
DESCRIZIONE
(9) Il decreto legge n. 4/99 si applica alle imprese dedite alla produzione, all'ingrasso e al finissaggio di suinetti a ciclo chiuso.
(10) L'articolo 2 del decreto legge in questione concede una moratoria alle imprese beneficiarie dei prestiti a breve termine a tasso d'interesse agevolato previsti dai decreti legge n. 145/94, del 24 maggio 1994, e 298/98, del 28 ottobre 1998. Tale moratoria consente di prolungare di un anno il piano di rimborso dei prestiti contratti e copre sia il capitale che gli interessi dovuti.
(11) L'articolo 3 del decreto legge n. 4/99 crea una nuova linea di credito a breve termine per la concessione di prestiti agevolati alle imprese sopra menzionate. La durata massima dei prestiti non può superare un anno.
(12) Per entrambe le misure, la riduzione dei tassi d'interesse sarebbe pari al 70 % in generale e al 100 % per le aziende con un numero di scrofe da riproduzione non superiore a 20. Gli interessi sono calcolati in funzione del tasso nazionale di riferimento, fissato dal decreto legge n. 359/89, del 18 ottobre 1989(6), a condizione che esso non risulti superiore al tasso effettivamente praticato dagli istituti di credito, nel qual caso la riduzione degli interessi deve essere calcolata in funzione del tasso applicato.
(13) Nel dare avvio della procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato, la Commissione ha ritenuto che le misure in causa rientrassero nella definizione di aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1.
(14) I prestiti agevolati a breve termine sono tradizionalmente utilizzati dal Portogallo per compensare le carenze del settore agricolo. Il decreto legge n. 145/94, del 24 maggio 1994, ha istituito un sistema di aiuti nazionali rimasto in vigore fino al 30 giugno 1998. La sostituzione di questo regime con quello attuale, approvato con decreto legge n. 298/98, del 28 settembre 1998, era volta ad adattare le misure al nuovo inquadramento comunitario definito nella comunicazione della Commissione in merito agli aiuti di Stato per prestiti agevolati a breve termine nel settore agricolo ("crediti di gestione")(7).
(15) I due decreti legge sono stati notificati alla Commissione ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato e approvati secondo le norme relative agli aiuti di Stato (aiuti N 382/94 e N 408/98). Con lettera SG (99) D/419, del 21 gennaio 1999, la Commissione ha informato il Portogallo circa la propria decisione di non sollevare obiezioni in merito al sistema di aiuti attualmente in vigore (aiuto N 408/98).
(16) Nel caso dei regimi in causa, complementari rispetto ai regimi di aiuto approvati, la Commissione ha ritenuto che nessuna delle condizioni imposte per la concessione di prestiti a breve termine nel settore agricolo fosse soddisfatta. In primo luogo, la durata massima dei prestiti è superiore a un anno. In secondo luogo, entrambe le misure (moratoria e nuova linea di credito) riguardano specificamente i suinicoltori e non sono disponibili per tutti gli operatori del settore agricolo. In terzo luogo, il livello massimo di riduzione dei tassi è apparentemente superiore alla differenza tra il tasso d'interesse concesso ad un normale operatore del settore agricolo e quello applicato negli altri settori economici dello Stato membro in questione. La Commissione ha pertanto concluso che le condizioni previste dall'inquadramento comunitario relativo agli aiuti di Stato concessi sotto forma di prestiti a breve termine nel settore agricolo non fossero state rispettate.
(17) A titolo addizionale, e a seguito di asserzioni secondo cui l'attuale regime di prestiti a breve termine (aiuto N 408/98) non sarebbe applicabile ai suinicoltori, la Commissione ha chiesto al Portogallo di comunicarle le eventuali disposizioni legislative in forza delle quali tali produttori sarebbero esclusi dal beneficio dell'aiuto.
(18) La Commissione ha ritenuto che le misure in causa non potessero essere considerate investimenti, dato che le norme relative agli investimenti - che, alla data dei fatti, erano quelle enunciate nel regolamento (CE) n. 950/97(8), per la produzione agricola, e negli orientamenti per gli aiuti di Stato relativi agli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli(9) - riguardano esclusivamente l'acquisto di beni materiali. La Commissione ha inoltre ritenuto che le misure di aiuto notificate non potessero essere considerate aiuti alle imprese in difficoltà finanziarie nel senso previsto dagli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà(10), che erano applicabili alla data dei fatti.
(19) In assenza di altre basi giuridiche proposte dalle autorità portoghesi per l'esame e l'eventuale approvazione delle misure, la Commissione ha ritenuto che queste ultime dovessero essere considerate un aiuto al funzionamento, destinato cioè ad alleviare le spese che i suinicoltori dovrebbero normalmente sostenere nell'ordinario espletamento delle loro attività quotidiane. In linea di principio, tali aiuti sono considerati incompatibili con il mercato comune, conformemente alla giurisprudenza comunitaria e, in particolare, alla sentenza pronunciata l'8 giugno 1995 dal Tribunale di primo grado nella causa T-459/93, Siemens contro Commissiore(11). La Commissione ha inoltre ritenuto che le misure in causa costituissero una violazione dell'organizzazione comune dei mercati nel settore interessato.
III
OSSERVAZIONI PRESENTATE DAL PORTOGALLO
(20) Le autorità portoghesi hanno presentato le proprie osservazioni con lettere del 4 agosto e 23 settembre 1999 e del 22 giugno 2000.
(21) Le autorità portoghesi confermano che, a parte il decreto legge n. 298/98, del 28 settembre 1998 (aiuto N 408/98), non esistono altre disposizioni legislative nazionali relative alla concessione di prestiti a breve termine nel settore agricolo. Non esiste pertanto alcuna disposizione specifica che escluda il settore suinicolo dal regime generale applicabile ai prestiti a breve termine con tasso d'interesse agevolato.
(22) Le autorità portoghesi affermano che le misure sono state adottate tenendo conto delle ridotte dimensioni del settore suinicolo nazionale e della sua difficile situazione finanziaria, aggravata dalla crisi profonda che attraversa il settore. Le suddette autorità dichiarano inoltre che i suinicoltori sono considerati clienti ad alto rischio e, in quanto tali, riescono ad ottenere solo prestiti a tasso d'interesse elevato. Esisteva dunque il serio rischio di assistere a un gran numero di fallimenti nel settore.
(23) Il Portogallo conclude che gli aiuti devono essere considerati misure eccezionali volte a garantire la sopravvivenza di un intero settore di produzione.
IV
VALUTAZIONE
(24) Ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualunque forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
(25) Ai sensi dell'articolo 21 del regolamento (CEE) n. 2759/75, gli articoli da 87 a 89 del trattato si applicano alla produzione e al commercio dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, del suddetto regolamento.
(26) La Comunità produce 22,31 milioni di tonnellate di carni e altri prodotti derivati dalla suinicoltura e da altre attività di allevamento intensivo(12). La produzione portoghese ammonta a 0,54 milioni di tonnellate. Il volume degli scambi commerciali di questi prodotti tra il Portogallo e il resto della Comunità è considerevole: nel 1997, le importazioni ed esportazioni portoghesi dei suddetti prodotti hanno totalizzato rispettivamente 75900 tonnellate e 4100 tonnellate. In termini di valore, le esportazioni ammontavano a 6,0 milioni di EUR e le importazioni a 160,5 milioni di EUR.
(27) Le misure in causa sono dunque in grado di incidere sugli scambi commerciali di prodotti di carne suina tra gli Stati membri, dato che l'aiuto favorisce gli operatori di un solo Stato membro e non quelli degli altri. Tali misure hanno un effetto diretto e immediato sui costi di produzione delle aziende situate in Portogallo. Esse conferiscono pertanto a queste aziende un vantaggio economico negato alle aziende di altri Stati membri, che non possono accedere agli aiuti. In questo senso, gli aiuti in causa creano o rischiano di creare una distorsione della concorrenza.
(28) Alla luce di quanto sopra esposto, gli aiuti in questione devono essere considerati aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1.
Deroghe possibili ai sensi dell'articolo 87 del trattato
(29) Il principio d'incompatibilità di cui all'articolo 87, paragrafo 1, ammette una serie di deroghe.
(30) Tuttavia, le deroghe previste all'articolo 87, paragrafo 2, non sono apparentemente applicabili al caso in esame e non sono state del resto invocate dalle autorità portoghesi.
(31) Le deroghe previste all'articolo 87, paragrafo 3, devono essere interpretate in maniera restrittiva nel quadro dell'esame di programmi di aiuto a finalità regionale o settoriale o di singoli casi di applicazione di regimi generali di aiuto. Esse devono essere concesse solo quando la Commissione possa concludere che l'aiuto contribuisce al conseguimento di uno degli obiettivi previsti. Concedere il beneficio delle suddette deroghe ad aiuti che non soddisfano questa condizione equivarrebbe ad autorizzare una distorsione della concorrenza e degli scambi tra Stati membri priva di giustificazione dal punto di vista dell'interesse comunitario e, al tempo stesso, concedere indebiti vantaggi agli operatori di alcuni Stati membri.
(32) La Commissione ritiene che le misure di aiuto non siano destinate a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo né a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera b). Esse non hanno neppure lo scopo di promuovere la cultura o la conservazione del patrimonio ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera d). Resta dunque da verificare se la loro applicazione possa beneficiare di una deroga ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) o dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c).
Articolo 87, paragrafo 3, lettera c)
(33) L'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), prevede che possano essere considerati compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che essi non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.
(34) Le due misure (moratoria e nuova linea di credito) possono essere considerate prestiti a breve termine al settore dell'agricoltura ai quali deve essere applicato l'inquadramento comunitario pertinente(13), che prevede quanto segue:
- la durata dei prestiti agevolati non può essere superiore a un anno,
- i prestiti agevolati non devono essere utilizzati per aiutare in maniera selettiva settori od operatori agricoli specifici per motivi non esclusivamente legati a difficoltà di accesso a questo tipo di credito,
- l'elemento di aiuto massimo insito nei prestiti non può superare la differenza tra il tasso d'interesse concesso ad un normale operatore del settore agricolo e quello applicato negli altri settori economici dello Stato membro in questione, per prestiti a breve termine di importo simile e non connessi ad investimenti.
(35) Avviando la procedura prevista all'articolo 88, paragrafo 2, per le misure di aiuto in causa, la Commissione ha concluso che nessuna delle suddette condizioni fosse soddisfatta nel caso in esame. La Commissione prende nota del fatto che il Portogallo non ha contestato la valutazione da essa effettuata al momento dell'avvio di tale procedura.
(36) In primo luogo, la durata massima dei prestiti è superiore a un anno. In realtà, tanto il decreto legge n. 145/94 che il decreto legge n. 298/98 fissano a un anno la durata massima dei prestiti a breve termine. Ma la moratoria di un anno concessa ai produttori del settore suinicolo nel quadro del progetto di decreto legge in questione ha in pratica l'effetto di prolungare di un anno la durata massima delle operazioni realizzate in applicazione delle disposizioni legislative precedenti. La durata massima dei prestiti a breve termine per i produttori in questione sarebbe dunque di due anni.
(37) In secondo luogo, entrambe le misure (moratoria e nuova linea di credito) riguardano specificamente i suinicoltori e non sono disponibili per tutti gli operatori del settore agricolo. Il Portogallo sostiene, in termini molto generali, che, a causa della crisi del mercato delle carni suine, i suinicoltori sono considerati clienti ad alto rischio, ai quali le banche concedono prestiti con tassi d'interesse più elevati. La Commissione ammette che la crisi di mercato registrata nel settore suinicolo alla fine del 1998 possa aver messo i suinicoltori portoghesi in una situazione finanziaria difficile e che ciò possa avere inciso sulla loro capacità di contrarre prestiti. Tuttavia, i prestiti agevolati a breve termine sono intesi ad ovviare alle carenze strutturali in materia di accesso al credito e non a far fronte ad una crisi di mercato specifica. Il Portogallo non ha dimostrato l'esistenza, per il settore suinicolo, di uno svantaggio permanente rispetto ad altri settori agricoli nell'accesso al credito, tale da giustificare livelli di aiuto più elevati nel campo dei prestiti a breve termine.
(38) In terzo luogo, l'elemento di aiuto insito nella riduzione dei tassi d'interesse non si limita alla differenza tra il tasso d'interesse concesso ad un normale operatore del settore agricolo e quello applicato negli altri settori economici dello Stato membro in causa. Nella peggiore delle ipotesi, tale riduzione può infatti raggiungere il 100 %.
(39) La Commissione ritiene che le misure in causa non rientrino nella definizione di aiuto all'investimento, che riguarda esclusivamente l'acquisto, la costruzione o la ricostruzione di beni immobili e l'acquisto di macchinari.
(40) Nelle proprie osservazioni, le autorità portoghesi sostengono che si trattava di misure di salvataggio volte a risolvere la difficile situazione finanziaria dei suinicoltori e ad evitare un grande numero di fallimenti nel settore. Spetta dunque alla Commissione valutare in che misura siano rispettati i requisiti fissati negli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà(14). Conformemente al punto 101 di tali orientamenti, la Commissione esamina la compatibilità con il mercato comune di qualsiasi aiuto destinato al salvataggio e alla ristrutturazione che sia stato concesso senza la sua autorizzazione, sulla base degli orientamenti in vigore al momento della concessione dell'aiuto. Alla data dell'approvazione del decreto legge n. 4/99 del 4 gennaio 1999, gli orientamenti in vigore erano gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà del 1997(15). È dunque alla luce di questi orientamenti che la Commissione deve valutare le misure di aiuto.
(41) Per quanto riguarda la definizione di imprese "in difficoltà", la Commissione può ammettere che alla fine del 1998 i suinicoltori portoghesi (analogamente agli altri suinicoltori europei) sono stati colpiti da una grave crisi di mercato. Tuttavia, le misure notificate sono aperte a tutti i suinicoltori senza eccezioni, e l'accesso alle stesse non è subordinato al previo riconoscimento di una situazione di "difficoltà" sulla base di una contabilità oggettiva e di dati finanziari.
(42) Conformemente al punto 2.1 degli orientamenti comunitari applicabili, un aiuto al salvataggio consente di sostenere temporaneamente un'impresa che si trova ad affrontare un grave deterioramento della propria situazione finanziaria, caratterizzato da una forte crisi di liquidità o da insolvenza tecnica, per tutto il tempo necessario a compiere un'analisi dei fattori che hanno dato luogo a queste difficoltà e a mettere a punto un piano destinato a risolverle. In altri termini, un aiuto al salvataggio fornisce un sollievo di breve durata, generalmente per non più di sei mesi, ai problemi finanziari di un'impresa, mentre si tenta di trovare una soluzione a lungo termine. La ristrutturazione, invece, rientra in un piano realizzabile, coerente e di ampia portata, volto a ripristinare la redditività a lungo termine dell'impresa.
(43) Per essere approvati dalla Commissione, gli aiuti al salvataggio devono:
- consistere in aiuti di tesoreria sotto forma di garanzie di prestiti o di prestiti a tassi equivalenti ai normali tassi di mercato,
- limitarsi all'importo necessario per mantenere l'impresa in funzionamento (ad esempio, copertura degli oneri salariali e degli approvvigionamenti correnti),
- essere concessi solo per il tempo indispensabile (di norma, non più di sei mesi) alla definizione di misure di recupero adeguate e realizzabili,
- essere giustificati da gravi difficoltà sociali e non avere effetti negativi sulla situazione del settore industriale e agricolo in altri Stati membri,
- essere, in linea di principio, operazioni eccezionali.
(44) Nel caso in esame, la Commissione ritiene che almeno le condizioni di cui al primo e terzo trattino non siano soddisfatte. La moratoria e i nuovi prestiti sono infatti concessi a tassi inferiori a quelli del mercato; inoltre, tanto la moratoria che la nuova linea di credito a breve termine, la cui durata massima è di un anno, non rispettano il limite di sei mesi imposto dalla normativa. A ciò si aggiunge il fatto che la concessione degli aiuti in causa non è soggetta a un termine che consenta di valutare il futuro di ciascuna impresa suinicola in termini di redditività. Le misure in causa non possono pertanto essere considerate aiuti al salvataggio ai sensi degli orientamenti comunitari applicabili.
(45) Analogamente, le misure in causa non possono essere considerate aiuti alla ristrutturazione. L'accesso al regime non è subordinato alla presentazione ed esecuzione di un piano di ristrutturazione realizzabile, coerente e di ampia portata, volto a ripristinare la redditività a lungo termine di un'impresa. Non è dunque necessario esaminare le condizioni specifiche richieste per valutare i regimi di ristrutturazione.
(46) In assenza di altre basi giuridiche proposte dalle autorità portoghesi per l'esame e l'eventuale approvazione delle misure, queste devono essere considerate un aiuto al funzionamento, destinato cioè ad alleviare le spese che i suinicoltori dovrebbero normalmente sostenere nell'ordinario espletamento delle loro attività quotidiane. In linea di principio, tali aiuti sono ritenuti incompatibili con il mercato comune, poiché non contribuiscono allo sviluppo di attività economiche ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c). Tenuto conto dei principi sanciti dalla giurisprudenza di cui al punto 19, la Commissione è obbligata a concludere che le misure in causa non possono beneficiare della deroga prevista all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c).
Articolo 87, paragrafo 3, lettera a)
(47) Le autorità portoghesi non hanno invocato esplicitamente l'applicabilità dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a). Il Portogallo ha infatti istituito i regimi in causa come aiuti settoriali. Inoltre, nel settore agricolo, che copre la produzione, la trasformazione e la distribuzione dei prodotti di cui all'allegato I, è da molti anni prassi costante della Commissione proibire il pagamento di aiuti al funzionamento in tutte le regioni, comprese quelle che rientrano nell'ambito dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a). Per la loro natura, tali aiuti possono interferire con i meccanismi delle organizzazioni comuni dei mercati, che prevalgono sulle norme di concorrenza stabilite dal trattato, conformemente alla giurisprudenza comunitaria e, in particolare, alla sentenza pronunciata dalla Corte di giustizia nella causa 177/78, Pigs and Bacon Commission contro McCarren(16). Secondo una giurisprudenza costante della Corte di giustizia, sancita in particolare dalla sentenza pronunciata il 12 giugno 1990 nella causa 35/88 (KYDEP)(17), gli Stati membri non possono adottare misure nazionali in grado di compromettere il meccanismo di formazione dei prezzi stabilito da un'organizzazione comune dei mercati. Data la prevalenza della politica agricola comune sulle norme di concorrenza fissate dal trattato (articolo 36), le disposizioni nazionali che costituiscono un ostacolo a un'organizzazione comune dei mercati non possono in alcun caso essere approvate nell'ambito di un sistema di aiuti di Stato in applicazione di una disposizione di deroga. Questa politica è stata confermata a varie riprese(18) e recentemente inclusa negli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo(19).
(48) Alla luce di quanto sopra esposto, si deve concludere che le disposizioni notificate costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, che non possono beneficiare delle deroghe previste ai paragrafi 2 e 3 dello stesso articolo.
V
CONCLUSIONI
(49) La Commissione ritiene che le misure di aiuto applicate dal Portogallo costituiscano aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. La Commissione si rammarica che il Portogallo abbia dato illegalmente esecuzione agli aiuti suddetti, in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato.
(50) Per le ragioni sopra esposte gli aiuti in causa, disciplinati dall'articolo 87, paragrafo 1, non possono beneficiare di alcuna delle deroghe previste all'articolo 87, paragrafi 2 e 3. Tali aiuti sono quindi incompatibili con il mercato comune.
(51) Quando, come nella fattispecie, l'aiuto viene posto in atto senza attendere la decisione finale della Commissione, dato il carattere cogente delle norme procedurali definite all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, norme di cui la Corte di giustizia ha riconosciuto l'effetto diretto nelle sue sentenze del 19 giugno 1973 (causa 77/72, Carmine Capolongo contro Azienda Agricola Maya)(20), dell'11 dicembre 1973 (causa 120/73, Gebr. Lorenz GmbH contro Repubblica federale di Germania)(21) e del 22 marzo 1977 (causa 78/76, Steinicke und Weinlig contro Repubblica federale di Germania)(22), non può essere posto rimedio a posteriori all'illegalità dell'aiuto considerato (sentenza del 21 novembre 1991 nella causa C-354/90, Fédération nationale du commerce extérieur des produits alimentaires e altri contro Francia)(23).
(52) In caso di incompatibilità degli aiuti illegali con il mercato comune, l'articolo 14, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 659/1999 del 22 marzo 1999, recante modalità d'applicazione dell'articolo 88 del trattato CE(24), prevede che la Commissione adotti una decisione con la quale impone allo Stato membro interessato di adottare tutte le misure necessarie per recuperare l'aiuto dal beneficiario. Tale rimborso è necessario al fine di ristabilire la situazione anteriore sopprimendo tutti i vantaggi finanziari di cui il beneficiario dell'aiuto ha potuto indebitamente beneficiare dalla data di concessione dello stesso.
(53) Il paragrafo 2 dello stesso articolo prevede che il recupero comprenda gli interessi calcolati in base a un tasso adeguato stabilito dalla Commissione e che tali interessi decorrano dalla data in cui l'aiuto illegale è divenuto disponibile per il beneficiario sino al momento del recupero effettivo.
(54) Gli aiuti devono essere rimborsati secondo le procedure previste dalla legislazione portoghese. Gli importi devono comprendere gli interessi a decorrere dalla data in cui l'aiuto è stato versato sino alla data del suo recupero effettivo. Essi sono calcolati sulla base del tasso di mercato, prendendo come riferimento il tasso utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione nel quadro degli aiuti a finalità regionale(25).
(55) La presente decisione non pregiudica le eventuali conclusioni che la Commissione potrà trarre a livello del finanziamento della politica agricola comune tramite il Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti di Stato a favore del settore suinicolo a cui il Portogallo ha dato esecuzione tramite il decreto legge n. 4/99, del 4 gennaio 1999, sotto forma di una moratoria sui prestiti a breve termine e di una nuova linea di credito a breve termine, sono incompatibili con il mercato comune.
Articolo 2
1. Le autorità portoghesi prendono le opportune disposizioni atte a recuperare dai beneficiari gli aiuti di cui all'articolo 1, che sono stati messi illegalmente a loro disposizione, entro due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione.
2. Il recupero degli aiuti è effettuato conformemente alle procedure del diritto portoghese. Gli importi da recuperare includono gli interessi calcolati a partire dalla data in cui gli aiuti sono stati messi a disposizione dei beneficiari fino alla data del loro recupero effettivo. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione nel quadro degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 3
Il Portogallo informa la Commissione, entro due mesi dalla data di notifica della presente decisione, in merito alle disposizioni da esso adottate per conformarsi a quest'ultima.
Articolo 4
La Repubblica portoghese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 4 ottobre 2000.

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