Document ID: 31994R2945

REGOLAMENTO (CE) N. 2945/94 DELLA COMMISSIONE del 2 dicembre 1994 che modifica il regolamento (CEE) n. 3665/87 recante modalità comuni di applicazione del regime delle restituzioni all'esportazione per i prodotti agricoli, riguardo al recupero degli importi indebitamente versati e alle relative sanzioni
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 804/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2807/94 (2), in particolare l'articolo 17, paragrafo 4, nonché le omologhe disposizioni degli altri regolamenti che istituiscono organizzazioni comuni di mercato per i prodotti agricoli,
visto il regolamento (CEE) n. 876/68 del Consiglio, del 28 giugno 1968, che stabilisce, nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, le norme generali relative alla concessione delle restituzioni all'esportazione e ai criteri per la fissazione del loro ammontare (3), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 776/94 (4), in particolare l'articolo 6, paragrafo 2, secondo comma e paragrafo 3, nonché le omologhe disposizioni degli altri regolamenti che istituiscono le norme generali relative alla concessione delle restituzioni all'esportazione per i prodotti agricoli,
considerando che la normativa comunitaria in vigore prevede la concessione di restituzioni all'esportazione unicamente sulla base di criteri obiettivi, in particolare per quanto riguarda la quantità, la natura e le caratteristiche del prodotto esportato, nonché la destinazione geografica dello stesso; che alla luce dell'esperienza acquisita deve essere potenziata la lotta contro le irregolarità e, in particolare, contro le frodi a danno del bilancio comunitario; che a tal fine è necessario adottare disposizioni per il recupero degli importi indebitamente versati, nonché sanzioni tali da indurre gli esportatori a rispettare le norme comunitarie;
considerando che, per garantire la corretta applicazione del regime delle restituzioni all'esportazione, è opportuno che le sanzioni siano applicate indipendentemente dall'elemento soggettivo colposo; che, tuttavia, è indicato rinunciare all'irrogazione di sanzioni in certi casi, in particolare nel caso di un errore manifesto accertato dalla competente autorità, nonché infliggere sanzioni più severe in caso di dolo;
considerando che le informazioni errate fornite da un esportatore possono condurre al pagamento indebito di restituzioni, se l'errore non viene scoperto, mentre se l'errore viene individuato, appare del tutto giustificato applicare all'esportazione una sanzione in proporzione all'importo che avrebbe indebitamente percepito qualora l'errore non fosse stato scoperto; che, qualora l'informazione errata sia stata fornita deliberatamente, è del pari giustificato applicare una sanzione più severa;
considerando che, in virtù dell'articolo 8, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio, del 21 aprile 1970, relativo al finanziamento della politica agricola comune (5), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2048/88 (6), gli Stati membri sono tenuti a recuperare le somme versate a seguito di irregolarità o di negligenze; che, al fine di garantire la parità di trattamento degli esportatori negli Stati membri, è opportuno prevedere esplicitamente, per il settore delle restituzioni all'esportazione, il rimborso, da parte del beneficiario, degli importi indebitamente pagati, maggiorati degli interessi, precisando le modalità del pagamento; che, per meglio tutelare gli interessi finanziari della Comunità, è opportuno prevedere segnatamente che, in caso di cessione del diritto alla restituzione, tale obbligo viene esteso al cessionario; che gli importi recuperati, gli interessi e gli importi corrispondenti alle sanzioni applicate debbono essere accreditati al Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG), conformemente ai principi enunciati all'articolo 8, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 729/70;
considerando che l'esperienza acquisita e le irregolarità, in particolare le frodi, già accertate in tale contesto dimostrano che tale misura è necessaria, proporzionata e sufficientemente dissuasiva e che deve essere uniformemente applicata in tutti gli Stati membri;
considerando che occorre pertanto modificare il regolamento (CEE) n. 3665/87 della Commissione (7), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1829/94 (8);
considerando che i comitati di gestione interessati non hanno emesso alcun parere nel termine fissato dal loro presidente,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento (CEE) n. 3665/87 è modificato come segue:
1) L'articolo 11 è sostituito dal seguente:
« Articolo 11
1. Qualora si constati che, per ottenere una restituzione all'esportazione, un esportatore ha chiesto una restituzione superiore a quella spettante, la restituzione dovuta è quella relativa all'effettiva esportazione ridotta di un importo pari:
a) a metà della differenza tra la restituzione richiesta e la restituzione relativa all'effettiva esportazione;
b) al doppio della differenza tra la restituzione richiesta e la restituzione dovuta, qualora l'esportazione abbia fornito deliberatamente false informazioni.
Si considera restituzione richiesta l'importo calcolato in funzione delle informazioni fornite a norma dell'articolo 3 o dell'articolo 25, paragrafo 2. Qualora il tasso della restituzione vari in funzione della destinazione, la parte differenziata della restituzione richiesta si calcola in base alle informazioni fornite a norma dell'articolo 47.
La sanzione di cui alla lettera a) non si applica:
- in caso di forza maggiore;
- in casi eccezionali in cui, dopo l'accettazione da parte delle competenti autorità della dichiarazione di esportazione o della dichiarazione di pagamento, si verifichino eventi non imputabili all'esportatore, a condizione che egli notifichi tali eventi alle competenti autorità immediatamente dopo averli constatati, e comunque entro il termine di cui all'articolo 47, paragrafo 2, salvo nei casi in cui dette autorità abbiano già accertato che la restituzione richiesta era inesatta;
- in caso di errori manifesti circa la restituzione richiesta, accertati dalla competente autorità;
- qualora la restituzione richiesta sia conforme al regolamento (CE) n. 1222/94 della Commissione (9)(), in particolare all'articolo 3, paragrafo 2, e sia stata calcolata in base alla media dei quantitativi utilizzati nel corso di un dato periodo;
- in caso di aggiustamento del peso e purché la differenza di peso sia dovuta ad un diverso metodo di pesatura.
Qualora la riduzione di cui alla lettera a) o alla lettera b) dia luogo ad un importo negativo, esso deve essere pagato dall'esportatore.
Se le competenti autorità hanno accertato che la restituzione richiesta era inesatta e l'esportazione non è stata eseguita e, di conseguenza, non è possibile ridurre la restituzione, l'esportatore paga l'importo equivalente alla sanzione di cui alle lettere a) o, per quanto di ragione, b). Qualora il tasso della restituzione vari in funzione della destinazione, ai fini del calcolo della restituzione richiesta e della restituzione da applicare, salvo nei casi di una destinazione obbligatoria, si tiene conto del tasso positivo più basso oppure, se superiore, del tasso risultante dall'indicazione della destinazione e dell'uso effettuata a norma dell'articolo 22, paragrafo 2 o dell'articolo 25, paragrafo 4.
Il pagamento di cui al quarto e quinto comma è effettuato entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di pagamento. In caso di inosservanza di tale termine, l'esportatore versa i relativi interessi, al tasso di cui al paragrafo 3, per il periodo che inizia trenta giorni dopo la data del ricevimento della domanda di pagamento e termina il giorno precedente la data del pagamento dell'importo richiesto.
Le sanzioni non si applicano se la restituzione richiesta è superiore alla restituzione dovuta a norma dell'articolo 48.
Le sanzioni di cui al presente paragrafo si applicano fatte salve eventuali sanzioni ulteriori previste dal diritto nazionale.
2. La restituzione può non essere versata se il suo importo è inferiore o uguale a 50 ECU per dichiarazione di esportazione.
3. Fatto salvo l'obbligo di versare eventuali importi negativi, di cui al paragrafo 1, quarto comma, in caso di pagamento indebito di una restituzione il destinatario è tenuto a rimborsare gli importi indebitamente percepiti - incluse eventuali sanzioni in forza del paragrafo 1, primo comma - maggiorati di un interesse calcolato in funzione del periodo trascorso tra il pagamento e il rimborso. Tuttavia,
- qualora l'obbligo del rimborso sia garantito da una cauzione non ancora svincolata, l'incameramento della stessa a norma dell'articolo 23, paragrafo 1 o dell'articolo 33, paragrafo 1 costituisce il rimborso degli importi dovuti;
- qualora la cauzione sia stata svincolata, il destinatario versa l'importo della cauzione che sarebbe stato incamerato, maggiorato di interessi calcolati a partire dalla data dello svincolo fino al giorno precedente la data del pagamento.
Il pagamento è effettuato entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di pagamento.
Il tasso d'interesse da applicare viene calcolato secondo il diritto nazionale, ma non può essere inferiore al tasso d'interesse applicato in caso di recupero di importi nazionali.
Qualora i pagamenti indebiti siano imputabili ad errore dell'autorità competente, non viene applicato alcun interesse o, al massimo, si applica un importo da stabilirsi dallo Stato membro interessato e pari all'indebito arricchimento.
Se la restituzione è stata pagata ad un cessionario, questi è responsabile in solido con l'esportatore per il rimborso degli importi indebitamente percepiti, delle cauzioni indebitamente svincolate e degli interessi applicabili ad una specifica operazione di esportazione. Tuttavia, la responsabilità del cessionario è limitata all'importo versatogli maggiorato degli interessi relativi a tale importo.
4. Gli importi recuperati, gli importi risultanti dall'applicazione del paragrafo 1, quarto e quinto comma e gli interessi percepiti vengono versati agli organismi pagatori e da questi dedotti dalle spese del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG), fatto salvo l'articolo 7 del regolamento (CEE) n. 595/91 del Consiglio (10)().
Qualora non venga rispettato il termine di pagamento, gli Stati membri possono decidere che gli importi indebitamente pagati, le cauzioni indebitamente svincolate o gli interessi fino alla data della compensazione, anziché essere rimborsati, siano dedotti da successivi pagamenti da effettuare all'esportatore. Dette disposizioni si applicano anche agli importi da pagare in applicazione del paragrafo 1, quarto e quinto comma.
5. Gli Stati membri hanno facoltà di non chiedere il rimborso di importi indebitamente pagati, di cauzioni indebitamente svincolate, di interessi e di importi risultanti dall'applicazione del paragrafo 1, quarto e quinto comma, se il relativo importo è inferiore o uguale a 50 ECU per dichiarazione d'esportazione, a condizione che ciò sia previsto da norme analoghe di diritto nazionale.
6. Ai fini dell'applicazione dei paragrafi da 1 a 5, quando una dichiarazione d'esportazione contiene più codici distinti della nomenclatura delle restituzioni o della nomenclatura combinata, gli enunciati relativi a ciascuno di tali codici sono considerati una dichiarazione separata.
»
2) All'articolo 48, è aggiunto il seguente paragrafo:
« 6. In caso di applicazione dell'articolo 11:
- il calcolo delle riduzioni di cui al presente articolo si basa sull'importo della restituzione dovuto risultante dall'applicazione dell'articolo 11;
- la restituzione dedotta a norma del presente articolo non può superare la restituzione dovuta risultante dall'applicazione dell'articolo 11. »
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica alle esportazioni per le quali le formalità previste all'articolo 3 o all'articolo 25 del regolamento (CEE) n. 3665/87 sono espletate a partire dal 1o aprile 1995.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 2 dicembre 1994.

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