Document ID: 31993D0402

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 10 giugno 1993 relativa alle condizioni di polizia sanitaria ed alla certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione di carni fresche provenienti da paesi dell'America del Sud
(93/402/CEE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali della specie bovina e di carni fresche o di prodotti a base di carne in provenienza dai paesi terzi (1), modificata da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1601/92 (2), in particolare gli articoli 14, 15 e 16,
considerando che le condizioni di polizia sanitaria e la certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione di carni fresche provenienti dalla Colombia, dal Paraguay, dall'Uruguay, dal Brasile, dal Cile e dall'Argentina sono state stabilite, rispettivamente, con le decisioni della Commissione 85/220/CEE (3), 86/191/CEE (4), 86/192/CEE (5), 86/195/CEE (6), 90/58/CEE (7) e 92/215/CEE (8);
considerando che sono state adottate numerose misure di protezione sanitaria nel quadro degli scambi intracomunitari in vista del mercato interno; che la realizzazione di questo obiettivo presuppone nel contempo un adeguamento delle condizioni di polizia sanitaria richieste per le importazioni di carni fresche provenienti dai paesi terzi, in particolare dall'America del Sud;
considerando che, ai fini di tale adeguamento, si deve tener conto della situazione epidemiologica di ciascuno dei paesi sudamericani interessati e talora anche delle varie parti del loro territorio; che, data l'identica situazione sanitaria esistente in determinati territori dei vari paesi, occorre tener conto di questa realtà ai fini della costituzione del nuovo sistema di garanzie sanitarie;
considerando che, per questo motivo, le condizioni prescritte all'importazione di carni fresche provenienti dalle diverse categorie di paesi o di territori saranno attestate da certificati sanitari distinti;
considerando che, per chiarire e semplificare la legislazione comunitaria, è necessario raggruppare le condizioni sanitarie richieste per l'importazione di carne fresca dalla Colombia, dal Paraguay, dall'Uruguay, dal Brasile, dal Cile e dall'Argentina e abrogare le decisioni in vigore per detti paesi;
considerando che le frattaglie destinate al consumo umano sono soggette a condizioni sanitarie più rigorose ed inoltre che le condizioni sanitarie in oggetto lasciano impregiudicate le condizioni sanitarie stabilite dalla direttiva 92/118/CEE del Consiglio (9) e dalla decisione 89/18/CEE della Commissione (10) per quanto riguarda le importazioni di carni fresche provenienti da paesi terzi per scopi diversi dal consumo umano;
considerando che, data la manifestazione epidemiologica dell'afta epizootica negli ovini e caprini, devono essere richieste garanzie particolari all'importazione di carni di queste specie;
considerando che l'insieme del territorio del Cile e le parti del territorio dell'Argentina situate a sud del 42° parallelo sono indenni da afta epizootica da 12 mesi e la vaccinazione contro questa malattia non viene più praticata da 12 mesi;
considerando che le autorità veterinarie della Colombia, del Paraguay, dell'Uruguay, del Brasile, del Cile e dell'Argentina hanno fornito garanzie circa la peste bovina e l'afta epizootica a carattere esotico in taluni territori, in particolare per quanto riguarda la notificazione alla Commissione e agli Stati membri, entro le 24 ore, dell'insorgere delle malattie summenzionate o della vaccinazione contro le stesse;
considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Ai fini della presente decisione, si intende per:
a) carni fresche: i prodotti corrispondenti alla definizione di cui all'articolo 2, lettera a) della direttiva 64/433/CEE del Consiglio (11);
b) carni fresche disossate: le carni di cui alla lettera a) del presente articolo, inclusi i muscoli diaframmatici ed eslcuse le frattaglie, dalle quali siano state asportate le ossa e le principali ghiandole linfatiche accessibili;
c) frattaglie rifilate:
- cuori di bovini dai quali siano stati completamente asportati i linfonodi, il tessuto connettivo ed il grasso aderente;
- fegati di bovini dai quali siano stati completamente asportati i linfonodi, il tessuto connettivo ed il grasso aderente;
- muscoli masseteri di bovini, incisi conformemente all'allegato I, capitolo VIII, lettera A, punto 41 della direttiva 64/433/CEE e dai quali siano stati completamente asportati i linfonodi, il tessuto connettivo ed il grasso aderente;
- lingue di bovini con epitelio, senza osso, cartilagine o tonsille;
- polmoni di bovini dai quali siano stati asportati la trachea, i bronchi principali e le ghiandole linfatiche mediastinali e bronchiali;
- altre frattaglie bovine senza osso né cartilagine, dalle quali siano stati completamente asportati i linfonodi, il tessuto connettivo, il grasso aderente e la mucosa.
Articolo 2
1. Gli Stati membri autorizzano, in provenienza dai territori definiti nell'allegato I, le importazioni di carni fresche delle categorie menzionate nell'allegato II, conformi alle garanzie prescritte dal certificato sanitario redatto secondo i modelli di cui all'allegato III. Detto certificato consta di un certificato sanitario generale, redatto secondo la parte 1 dell'allegato III, e di uno dei certificati sanitari specifici redatti secondo la parte 2 dello stesso allegato.
2. Per quanto riguarda le importazioni di frattaglie di cui all'articolo 1, lettera c), destinate alla produzione di alimenti per animali familiari, gli Stati membri garantiscono il rispetto:
- delle disposizioni del precedente paragrafo 1;
- delle prescrizioni della direttiva 92/118/CEE;
- delle prescrizioni della decisione 89/18/CEE.
Dopo l'introduzione nella Comunità e durante il processo di fabbricazione, la materia prima deve essere sterilizzata in modo da raggiungere un valore Fc minimo di 3 in un recipiente ermeticamente chiuso. Il prodotto finito deve essere sottoposto ad un controllo veterinario atto a garantire che il suddetto valore sia stato effettivamente raggiunto.
Articolo 3
1. Gli Stati membri autorizzano l'importazione delle frattaglie di cui all'articolo 1, lettera c), destinate alla fabbricazione di prodotti cotti a base di carne trattati termicamente; le frattaglie devono rispondere alle garanzie previste dal certificato sanitario, redatto secondo l'allegato III, il quale consta di un certificato sanitario generale redatto secondo la parte 1 di detto allegato e di uno dei certificati sanitari specifici redatti secondo la parte 2 dello stesso allegato.
2. L'autorizzazione di cui al paragrafo 1 è concessa soltanto a stabilimenti riconosciuti per questo scopo dagli Stati membri. A tal fine, gli Stati membri informano immediatamente la Commissione dell'autorizzazione e delle condizioni di autorizzazione di tali stabilimenti.
3. In ogni caso, l'autorizzazione può essere rilasciata soltanto ad uno stabilimento di trasformazione riconosciuto dalle autorità nazionali e sotto continuo controllo veterinario, a condizione che sia fornita la garanzia che la materia prima sarà utilizzata esclusivamente per gli scopi previsti, evitando ogni possibilità di contatto con altri prodotti non sterilizzati, e che non lascerà lo stabilimento nello stato originario, salvo casi di emergenza in cui essa verrà allora consegnata ad un impianto per la distribuzione delle carcasse animali, sotto controllo di un veterinario ufficiale. Per l'importazione, devono inoltre essere rispettate le seguenti condizioni minime:
a) dal momento della spedizione verso il territorio comunitario, la materia prima deve essere chiusa in contenitori impermeabili e sigillati. I cartoni, i contenitori e i documenti di accompagnamento devono recare la seguente dicitura: « Da usare esclusivamente per la produzione di prodotti cotti a base di carne ». I contenitori e i documenti di accompagnamento devono inoltre recare l'indicazione del nome e l'indirizzo dello stabilimento di trasformazione di destinazione;
b) gli importatori o i loro rappresentanti sono tenuti a notificare almeno 24 ore prima, con un sistema di telecomunicazione o con qualunque altro sistema per la trasmissione di dati, l'arrivo della materia prima al personale veterinario del posto d'ispedizione frontaliero d'entrata, come pure le informazioni riguardanti quantità, origine e destinazione del prodotto;
c) dal luogo d'arrivo in territorio comunitario, la materia prima deve essere trasportata direttamente e senza rottura del carico, con contenitori o mezzi di trasporto stagni e debitamente sigillati, verso uno stabilimento di trasformazione di destinazione riconosciuto dalle autorità nazionali e sotto controllo veterinario permanente;
d) non appena la materia prima è giunta nel territorio dello Stato membro di destinazione e prima della spedizione allo stabilimento di trasformazione riconosciuto, si deve inviare senza indugio al veterinario ufficiale locale una notifica preventiva di spedizione;
e) durante il processo di fabbricazione la materia prima deve essere sterilizzata in recipienti ermeticamente chiusi, in modo da raggiungere un valore Fc minimo di 3, o sottoposta ad un trattamento termico fino al raggiungimento di una temperatura di almeno 80 °C al centro della massa; il controllo veterinario dovrà assicurare che il prodotto finito ha effettivamente raggiunto tale valore;
f) i veicoli, i contenitori o gli altri mezzi di trasporto di cui alla lettera c), come pure tutte le attrezzature e gli utensili entrati in contatto con la materia prima anteriormente alla sterilizzazione, devono essere puliti e disinfettati e gli imballaggi ed i condizionamenti devono essere distrutti in un inceneritore.
4. L'autorizzazione di cui al paragrafo 1 deve essere notificata alle autorità competenti degli Stati membri attraverso i quali la materia prima deve transitare.
Articolo 4
La presente decisione deve essere riesaminata in funzione dell'evoluzione della situazione sanitaria nella Comunità e nei territori dell'America del Sud da cui sono autorizzate le importazioni.
Articolo 5
La presente decisione si applica a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla notifica.
Tuttavia le disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 2 si applicano a decorrere dal 1o ottobre 1993.
Articolo 6
1. a) Le disposizioni delle decisioni 85/220/CEE, 86/191/CEE, 86/192/CEE, 86/195/CEE, 90/58/CEE e 92/215/CEE, ad eccezione delle disposizioni concernenti le condizioni d'importazione di carni fresche destinate alla fabbricazione di alimenti per animali da compagnia, sono abrogate il sessantesimo giorno successivo alla notifica della presente decisione agli Stati membri.
b) Gli Stati membri autorizzano l'importazione delle carni fresche destinate al consumo umano, prodotte e certificate conformemente alle disposizioni delle decisioni 85/220/CEE, 86/191/CEE, 86/192/CEE, 86/195/CEE, 90/58/CEE e 92/215/CEE, durante i 15 giorni successivi alla data menzionata alla lettera a).
2. a) Le disposizioni delle decisioni 85/220/CEE, 86/191/CEE, 86/192/CEE, 86/195/CEE, 90/58/CEE e 92/215/CEE, concernenti le condizioni d'importazione di carni fresche destinate alla fabbricazione di alimenti per animali da compagnia, sono abrogate il 1o ottobre 1993.
b) Gli Stati membri autorizzano l'importazione delle carni fresche destinate alla fabbricazione di alimenti per animali da compagnia, prodotte e certificate conformemente alle disposizioni delle decisioni 85/220/CEE, 86/191/CEE, 86/192/CEE, 86/195/CEE, 90/58/CEE e 92/215/CEE, durante i 15 giorni successivi alla data menzionata alla lettera a).
Articolo 7
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 10 giugno 1993.

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