Document ID: 32002D0180

Decisione della Commissione
del 5 dicembre 2001
relativa a un procedimento a norma dell'articolo 82 del trattato CE
(Caso COMP/37.859 - De Post - La Poste)
[notificata con il numero C(2001) 3644 CORR.]
(I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/180/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1216/1999(2), in particolare l'articolo 15, paragrafo 2,
vista la denuncia presentata il 7 aprile 2000 da Hays Information Management SA in merito a presunte infrazioni all'articolo 82 del trattato CE commesse da La Poste, e con la quale Hays Information Management SA chiede alla Commissione di farle cessare,
vista la decisione della Commissione del 1o giugno 2001 di avviare il procedimento nel presente caso,
dopo aver dato modo alle imprese interessate di manifestare il loro punto di vista sugli addebiti contestati dalla Commissione, conformemente all'articolo 19, paragrafo 1, del regolamento n. 17, e al regolamento (CE) n. 2842/98 della Commissione, del 22 dicembre 1998, relativo alle audizioni in taluni procedimenti a norma dell'articolo 85 e dell'articolo 86 del trattato CE(3),
vista la relazione finale del consigliere-auditore,
sentito il comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
I. I FATTI
A. La denunciante
(1) La denunciante, Hays Information Management SA (in appresso denominata "Hays"), è la controllata belga di Hays plc, impresa privata di diritto inglese che opera nel Regno Unito, in Europa continentale e negli Stati Uniti. Nel 1975 Hays plc ha lanciato nel Regno Unito Document Exchange ("DX")(4), servizio di posta a distribuzione rapida "da impresa a impresa" ("business-to-business") destinato a un gruppo chiuso di utenti (recapito del plico nella casella di arrivo entro le ore 9 del mattino del giorno seguente quello del deposito). Da allora il servizio DX è stato sviluppato in tutto il Regno Unito (più di 38000 abbonati e 4000 punti di scambio), in Irlanda (istituito nel 1980, più di 3000 abbonati e 153 punti di scambio) in Francia (istituito nel 1991, più di 300 abbonati e 51 punti di scambio) e in Belgio (istituito nel 1982, 1840 abbonati e 200 punti di scambio). Sono abbonati alla rete di scambio di documenti in Belgio principalmente compagnie d'assicurazione. Nel corso dell'esercizio 1999-2000 l'attività di Hays in Belgio per quanto riguarda il servizio DX ha rappresentato un giro d'affari di 105 milioni di franchi belgi (BEF)(5).
B. Le imprese interessate
(2) De Poste - La Poste (in appresso denominata "La Poste") è un'impresa pubblica autonoma di diritto belga soggetta alla legge 21 marzo 1991 sulla riforma di talune imprese pubbliche economiche. La Poste detiene il monopolio postale legale (servizi riservati) definito all'articolo 144 octies, commi 1 e 2, della legge 21 marzo 1991, quale modificata dall'articolo 21 del Regio Decreto 9 giugno 1999(6). Nel 1999 il giro d'affari di La Poste ha toccato i 71 miliardi di BEF. Nello stesso anno il volume d'affari della divisione "Corrispondenza" ha raggiunto i 51,9 miliardi di BEF(7).
(3) L'altra impresa oggetto della denuncia, Key Mail, è stata istituita come "Air Business Belgium" ("ABB") nel 1984. Nel 1992 ha assunto la denominazione "Key Mail". Al momento in cui è stata presentata la denuncia, Key Mail era una società anonima di diritto belga che forniva servizi di corrispondenza per il settore finanziario e per quello assicurativo, nonché servizi di corrispondenza internazionale verso l'estero. Nel 1998 Key Mail ha realizzato un fatturato di circa 240 milioni di BEF. Alla fine del 2000 Key Mail ha ceduto tutte le sue attività del settore della corrispondenza alla controllata eXbo Services International S.A. in appresso ("eXbo") di La Poste.
(4) A partire dal mese di maggio 1998, l'offerta del servizio "da impresa a impresa" in questione è stata presentata al settore delle assicurazioni congiuntamente da La Poste e ABB. Il 24 gennaio 2000 ABB ha inoltre concluso, insieme a La Poste, una convenzione per il servizio "da impresa a impresa" con l'Union Professionnelle des Compagnies d'Assurances ("UPEA")(8). La Poste e ABB sono del resto definite, in queste convenzioni, come "Operatore" in solido dei servizi oggetto delle convenzioni stesse. Infine, La Poste e ABB hanno apportato i loro rispettivi contributi all'attuazione materiale della rete integrata necessaria per fornire il servizio "da impresa a impresa". ABB ha contribuito in particolare alla messa a punto di un software di indirizzamento della posta e alle attività di coordinamento, smistamento e conteggio degli invii oggetto delle convenzioni, come previsto all'articolo 5, paragrafo 4, delle convenzioni "da impresa a impresa". Per queste prestazioni ad ABB spettava il [...](9) della somma addebitata da La Poste nel quadro delle convenzioni relative al servizio "da impresa a impresa"(10).
(5) Tuttavia, malgrado la concertazione avvenuta per la definizione delle modalità dell'offerta al settore assicurativo, nonché per i negoziati, e la conclusione delle convenzioni successive e per la loro esecuzione, ABB non è beneficiaria del monopolio postale. Di conseguenza ABB non ha il potere di collegare i vantaggi tariffari relativi al servizio in monopolio all'adesione alla nuova convenzione relativa al servizio postale "da impresa a impresa". Questi vantaggi tariffari possono difatti essere concessi solo da chi detiene il monopolio postale.
C. Oggetto del caso
(6) La presente decisione riguarda il recesso, da parte di La Poste, dalla convenzione relativa alla "tariffa preferenziale" accordata in precedenza all'UPEA per gli invii "da impresa a privato"(11) sotto monopolio, e sulla revoca di questo atto di recesso solo contestualmente alla firma da parte dell'UPEA di una nuova convenzione "da impresa a impresa" sempre proposta da La Poste. La Poste ha così obbligato l'UPEA, che ha voluto mantenere il beneficio della "tariffa preferenziale" previsto dalla convenzione, ad acquistare anche il nuovo servizio "da impresa a impresa". L'istruzione di questo caso è cominciata in seguito a una domanda di Hays presentata alla Commissione il 7 aprile 2000 a norma dell'articolo 3 del regolamento n. 17.
D. Antefatti
(7) Il settore assicurativo in Belgio comprende 240 compagnie d'assicurazione, di cui 105 - tra cui le più importanti attive nel paese - sono membri dell'UPEA.
(8) Nel 1982 Hays, attraverso la sua divisione Hays DX, ha costituito in Belgio una rete riservata allo scambio di documenti fra compagnie d'assicurazione e fra compagnie e agenti di assicurazioni(12). Il 14 giugno 1982 è stato firmato fra l'UPEA e Hays un contratto d'abbonamento(13) che è stato rinnovato ogni anno. Successivamente è stato concluso per un periodo di un anno con tacito rinnovo annuale a partire dal 1998(14). L'adesione a questo servizio interessa principalmente gli invii fra compagnie di assicurazione in Belgio, in Francia, nel Regno Unito e in Irlanda(15). Il sistema DX di Hays è costituito da una rete chiusa, che garantisce il trasporto della posta fra utenti abbonati al servizio attraverso caselle personalizzate situate in punti di scambio. Solo gli abbonati alla rete possono scambiarsi, grazie ad essa, i loro invii "da impresa a impresa"(16). La posta viene depositata presso i punti di scambio dai mittenti stessi, aderenti alla rete, e viene quotidianamente ritirata da fattorini di Hays per essere smistata in un apposito centro di Hays. La posta viene in seguito distribuita da Hays presso i punti di scambio di destinazione per essere ritirata da altri membri della rete, destinatari degli invii.
(9) II servizio proposto da Hays DX garantisce al settore assicurativo ore fisse e prestabilite di deposito e di consegna della posta, corrispondenti alle ore di apertura degli uffici del cliente. Hays indica così che ogni lettera od ogni piccolo plico depositato prima delle ore 17,30 ai punti di scambio di partenza(17) è a disposizione del corrispondente il giorno feriale successivo, generalmente prima delle ore 9,00, ai punti di scambio di destinazione(18). I membri della rete formano gruppi chiusi di utenti: l'elenco degli aderenti al sistema, i soli a potersi scambiare documenti tramite il servizio DX, è esaustivo e i membri della rete DX sono legati da relazioni professionali. Inoltre, poiché tale servizio è riservato a un gruppo chiuso di utenti, la possibilità di perdita di plichi è fortemente ridotta.
(10) Una rete riservata allo scambio di documenti permette di ottenere considerevoli vantaggi in termini d'efficienza rispetto al servizio di corrispondenza ordinaria. Tali vantaggi si traducono in una tariffazione più vantaggiosa rispetto al servizio di corrispondenza ordinaria. Il sistema DX di Hays offre così prezzi ridotti del 40 %, IVA esclusa, rispetto al servizio ordinario offerto da La Poste(19).
(11) Dal 1996 La Poste aveva concesso all'UPEA riduzioni di prezzo per gli invii postali "da impresa a privato" in cambio dell'impegno ad inviare [...] di lettere all'anno (la "convenzione 2026"). La convenzione 2026 che accorda questa "tariffa preferenziale" è stata conclusa con l'UPEA il 6 aprile 1996 per una durata di due anni. I vantaggi tariffari variano dall'[...] rispetto alle tariffe postali ordinarie(20).
(12) Dai documenti presentati da La Poste emerge che il primo contatto con l'UPEA per un nuovo servizio di corrispondenza "da impresa a impresa" è avvenuto con una lettera di La Poste stessa all'UPEA del 24 marzo 1997(21). Nella risposta del 18 aprile 1997, l'UPEA ha espresso il suo interesse per il rinnovo della "tariffa preferenziale" prevista dalla convenzione del 4 aprile 1996.
(13) Nei mesi di marzo e agosto 1997, l'UPEA ha comunicato a La Poste delle stime relative al volume della corrispondenza "da impresa a impresa", calcolato sulla base delle stime dei suoi membri Assurances Groupe Josi, GAN, AG (Fortis), AXA Belgium, Winterthur e Commercial Union. Tali stime portavano a un volume complessivo di circa 7 milioni di documenti all'anno(22).
(14) L'11 agosto 1997, La Poste ha presentato all'UPEA una proposta preliminare relativa a una rete di trattamento della corrispondenza "da impresa a impresa" per i suoi membri, con "ritiro tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, fra le ore 15,00 e le ore 17,00, presso ogni punto di contatto ([...])", e "distribuzione della posta il giorno successivo fra le ore 7,00 e le ore 8,00 presso ogni punto di contatto". La fatturazione proposta era "individuale e mensile". I prezzi applicabili agli invii "nell'ambito della rete Assurmail" (sottolineatura della Commissione) risalivano già al 1o luglio 1997(23).
(15) Il 19 novembre 1997 l'UPEA ha indicato a Hays, che aveva già prestato servizi di scambi di documenti, alcune delle principali caratteristiche auspicabili per una rete di scambio reciproco di corrispondenza fra utenti(24). A tale stadio, oltre a Hays DX, hanno manifestato interesse a fornire una rete di questo tipo all'UPEA altre due società: La Poste e ABB. Ciascuna di queste imprese ha presentato un'offerta separata(25).
(16) Il 9 febbraio 1998 La Poste ha offerto una riduzione supplementare di prezzo del [...] % "rispetto alle migliori proposte di La Poste attualmente in vostro possesso"(26). Lo stesso 9 febbraio 1998 il Consiglio di direzione dell'UPEA ha chiesto ai suoi membri di approfondire il dossier della corrispondenza "da impresa a impresa". È stato in seguito istituito un gruppo di lavoro ad hoc composto di rappresentanti della commissione per la produttività dell'UPEA(27).
(17) Alla scadenza della convenzione 2026 sulla "tariffa preferenziale", relativa alla corrispondenza in monopolio, La Poste e l'UPEA l'hanno prorogata, in data 8 aprile 1998, per un periodo di due anni(28). I vantaggi che i membri dell'UPEA hanno tratto da questa convenzione sono considerevoli. I risparmi sui costi per le compagnie d'assicurazione sono valutati dall'UPEA a 140 milioni di BEF all'anno(29).
(18) Il 28 maggio 1998, in risposta a una domanda dell'UPEA(30), La Poste e ABB hanno presentato una proposta congiunta relativa alla corrispondenza "da impresa a impresa"(31). Tale offerta prevede "l'istituzione di una rete di raccolta e distribuzione della corrispondenza aziendale proveniente dal settore delle assicurazioni in senso lato", che include le imprese d'assicurazione, gli agenti e partner eventuali. Secondo questa offerta, il plusvalore di un partenariato fra La Poste e ABB volto a "istituire una rete integrata che risponda alle aspettative del settore delle assicurazioni", sta nell'"elasticità e nella flessibilità della struttura creata"(32). La Poste dichiara inoltre: "Il potere e le dimensioni di La Poste, unite all'adattabilità di KEY MAIL, ci permettono di prendere in considerazione la possibilità di un'estensione quasi illimitata, entro un termine da determinare, della nostra offerta e della nostra rete".
(19) Secondo il paragrafo 3 di quest'offerta del 28 maggio 1998, La Poste effettua "la distribuzione e il ritiro presso il domicilio del cliente e degli operatori (UPEA, agenti). Ogni operatore si impegna preventivamente, di comune accordo con La Poste, a fissare un calendario della frequenza, dei giorni e delle ore di passaggio dei servizi postali. La distribuzione sarà effettuata di mattina, dal lunedì al venerdì, fra le ore 7,00 e le ore 9,00, e il ritiro sarà effettuato dal lunedì al venerdì fra le ore 15,00 e le ore 18,00, presso il domicilio del cliente e degli operatori. Le ore di passaggio sono fissate di comune accordo con La Poste". Il paragrafo 6 dell'offerta indica che "al ritiro e alla distribuzione degli invii aziendali provvede La Poste, all'instradamento e allo smistamento Key Mail".
(20) Con lettera del 15 luglio 1998, La Poste e ABB hanno apportato alcune precisazioni alla loro proposta del 28 maggio 1998. Esse sottolineano di nuovo le possibilità di estensione della rete, "mediante preavviso di alcune settimane per permetterci di predisporre le strutture necessarie". L'offerta del 15 luglio 1998 menziona, per la prima volta, un volume minimo di [...] di invii all'anno: "Per poter creare un'infrastruttura che permetta il ritiro e il deposito della posta ogni giorno, un impegno minimo di [...] di invii all'anno ci sembra una ragionevole base di discussione".
(21) L'UPEA concludeva tuttavia, nell'ottobre 1998, che la rete riservata allo scambio della corrispondenza fra imprese già fornita da Hays ai suoi membri dal 1982 rimaneva comunque più interessante della nuova rete presentata da La Poste/ABB. In una nota interna emessa dall'UPEA(33) viene indicato che: "... il dossier relativo allo scambio della corrispondenza aziendale è stato approfondito nel corso degli ultimi mesi, dopo l'esito positivo della trattativa con La Poste sulle tariffe preferenziali (aprile 1998). A tal fine un gruppo di lavoro ad hoc composto di rappresentanti della commissione per la produttività (CP) e di diverse federazioni di agenti ha studiato minuziosamente le offerte, da un lato di Hays (BDE), e dall'altro di La Poste/Key Mail.
La CP è giunta alla conclusione che l'offerta di Hays è economicamente la più interessante per gli assicuratori.
La CP propone di consolidare la situazione attuale e, a breve termine, di continuare a lavorare con Hays in attesa di una liberalizzazione dei servizi postali il 2003 (1o gennaio)."
(22) Con una lettera circolare del 21 ottobre 1998 "ai dirigenti delle imprese aderenti e non aderenti all'UPEA", l'UPEA ha raccomandato alle compagnie di assicurazione di continuare a lavorare con Hays nel 1999(34). La lettera descrive le conclusioni della commissione per la produttività nei seguenti termini: "Sistema di scambio della corrispondenza aziendale: mantenimento della situazione attuale
Dopo il rinnovo avvenuto l'8 aprile 1998, per un periodo di tre anni, della convenzione 2026 sulle 'tariffe preferenziali', la commissione per la produttività ha sottoposto a esame critico l'attuale sistema di scambio della corrispondenza aziendale (Hays-BDE). Sulla base degli stessi criteri di valutazione essa ha inoltre esaminato un altro sistema di scambio che La Poste, in collaborazione con la società Key-Mail, ha proposto come alternativa.
La commissione per la produttività è giunta alla conclusione che dal punto di vista economico la soluzione proposta da Hays-BDE è più interessante per gli assicuratori. Questa posizione è stata confermata dal consiglio di direzione del 12 ottobre scorso.
Ciò significa che l'UPEA raccomanda alle compagnie di continuare a lavorare con Hays-BDE nel 1999.".
(23) Con lettera del 21 ottobre 1998(35) l'UPEA ha spiegato di conseguenza a La Poste che l'offerta di Hays era "quella più interessante", e che tale scelta risultava da undici criteri di valutazione. L'UPEA ha quindi respinto l'ultima offerta di La Poste e Key Mail riguardante la corrispondenza da impresa a impresa, e ha informato La Poste della sua decisione di continuare "momentaneamente" con il sistema DX di Hays. Nell'ultimo paragrafo di questa lettera, l'UPEA indica di "apprezzare l'atteggiamento corretto di La Poste, che ha trattato il dossier relativo alla corrispondenza aziendale ['da impresa a impresa'](36) indipendentemente dalla convenzione esistente sulle tariffe preferenziali". Per quanto riguarda unicamente la convenzione sulle "tariffe preferenziali", l'UPEA conferma la sua volontà di approfondire in seno alla commissione di controllo la collaborazione con La Poste e di svilupparla ulteriormente.
(24) Il 30 ottobre 1998 La Poste ha inviato all'UPEA una lettera in cui indicava che poneva fine alla convenzione 2026 ("tariffa preferenziale") conclusa pochi mesi prima, l'8 aprile 1998(37), senza fornire alcun motivo per tale brusco cambiamento di posizione in merito alla "tariffa preferenziale". La Poste si limita, difatti, a porre fine alla convenzione 2026 "conformemente alle disposizioni dell'articolo 10, paragrafo 2, di detta convenzione". Tale articolo stabilisce che: "I firmatari, con preavviso di 12 mesi, possono recedere dal contratto alla scadenza del periodo iniziale (2 anni), e in seguito ad ogni scadenza annuale". Il recesso del 30 ottobre 1998 non ha quindi avuto effetto immediato: ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 2, della convenzione 2026, esso diventava effettivo solo dodici mesi dopo la scadenza del periodo iniziale di due anni, ossia l'8 aprile 2001.
(25) La reazione dell'UPEA del 12 novembre 1998(38) menziona una riunione che avrebbe avuto luogo fra la stessa Unione delle compagnie d'assicurazione e La Poste a seguito della lettera di recesso del 30 ottobre 1998, nel corso della quale La Poste avrebbe spiegato che tale recesso doveva essere interpretato come una "misura cautelare" "in tempo utile" che permetteva all'UPEA di riflettere ulteriormente sul rifiuto dell'offerta relativa alla "corrispondenza aziendale". Secondo i chiari termini della lettera del 12 novembre 1998, l'UPEA si rende conto di dover accettare questo "partenariato supplementare" se desidera conservare i vantaggi della "tariffa preferenziale": "Con la vostra lettera del 30 ottobre 1998, recedete dal contratto tariffe preferenziali dell'8.4.1998, con effetto nei termini di cui all'articolo 10, paragrafo 2.
Mi rendo conto, in base alla riunione tenutasi, che tale recesso deve essere interpretato come una misura 'cautelare': UPEA è così avvertita in tempo utile del fatto che è impossibile rivedere il contratto attuale in assenza di un partenariato supplementare"
(sottolineatura della Commissione).
(26) Dopo il recesso unilaterale di La Poste dalla convenzione 2026 il 30 ottobre 1998, e dopo la risposta dell'UPEA, le trattative fra La Poste e l'UPEA sono state sospese per alcuni mesi e sono riprese nel maggio 1999. Con lettera del 19 maggio 1999 La Poste ha ripreso contatto direttamente con la compagnia d'assicurazioni Commercial Union(39) per "prendere di nuovo in considerazione la possibilità di una collaborazione con il settore assicurativo sia nel campo della corrispondenza aziendale che non aziendale".
(27) In risposta a una lettera dell'UPEA del 22 dicembre 1999, in cui essa precisava di non desiderare alcun "nesso diretto" fra i due dossier, La Poste le ha confermato, il 5 gennaio 2000, l'assenza di tale nesso fra il dossier "da impresa a impresa" e il rinnovo della convenzione "da impresa a privato", pur accettando che le formalità relative alla firma delle convenzioni avessero luogo nello stesso momento: "per il resto, e come abbiamo precisato a più riprese, non abbiamo mai collegato il presente dossier e il rinnovo della convenzione 2026.
Beninteso, e per rafforzare ulteriormente la nostra futura relazione, non vediamo alcun inconveniente ad accogliere la vostra richiesta di siglare, eventualmente nello stesso momento, i due contratti"
(40).
(28) La lettera del 5 gennaio 2000 non torna tuttavia sulla questione del recesso unilaterale, da parte di La Poste, del 30 ottobre 1998, che restava in vigore e che rischiava sempre di avere effetto al più tardi dodici mesi dopo la scadenza della durata iniziale della convenzione "da impresa a privato", ossia l'8 aprile 2001.
(29) È solo il 27 gennaio 2000 che la convenzione 2026, firmata l'8 aprile 1998 e disdetta da La Poste il 30 ottobre 1998, è stata rinnovata per un periodo di tre anni. Contemporaneamente, lo stesso 27 gennaio 2000, è stata firmata la convenzione "da impresa a impresa" ("convenzione 10.000-1") fra La Poste e ABB da un lato, e l'UPEA dall'altro. Il contratto relativo al servizio Hays DX è stato in seguito disdetto dall'UPEA con lettera raccomandata del 21 marzo 2000, a decorrere dal 30 giugno 2000(41).
(30) Il nuovo servizio di trattamento della corrispondenza "da impresa a impresa" di La Poste in collaborazione(42) con ABB era offerto a un gruppo chiuso di utenti, circa 1400 (compagnie e intermediari di assicurazione), denominati "operatori", ai fini di scambi di documenti di carattere strettamente professionale(43). Per rispondere all'affidabilità richiesta dal settore dell'assicurazione per lo scambio reciproco di invii di documenti, La Poste e ABB hanno istituito la "rete specifica" promessa nelle loro offerte commerciali, riservata agli scambi nel settore delle assicurazioni.
(31) Inoltre la nuova rete "da impresa a impresa", come promesso nelle offerte commerciali, offriva "l'elasticità e la flessibilità" di un deposito e di una consegna della corrispondenza "da impresa a impresa" stabiliti in anticipo con il cliente. L'articolo 5, paragrafo 2, della convenzione 10.000-1 dispone che: "Ogni operatore si impegna preventivamente, di comune accordo con il capo dell'ufficio interessato, a fissare un calendario di frequenze, giorni e ore di passaggio dei servizi postali". L'articolo 5, paragrafo 3, della convenzione "da impresa a impresa" dispone che: "La distribuzione sarà effettuata di mattina, dal lunedì al venerdì, fra le ore 7,00 e le ore 9,00, e il ritiro sarà effettuato dal lunedì al venerdì fra le ore 16,00 e le ore 18,00 presso il domicilio del cliente e degli operatori. Le ore di passaggio sono fissate di comune accordo con il capo dell'ufficio postale interessato".
(32) La convenzione 10.000-1 che regolava la corrispondenza "da impresa a impresa", conclusa dall'UPEA, era un accordo-quadro e non impegnava direttamente le compagnie d'assicurazione, membri dell'UPEA, i quali rimanevano liberi di utilizzare essi stessi il servizio offerto dalla convenzione, dato che l'UPEA non disponeva di un mandato per agire direttamente per conto dei suoi membri. Dall'impegno relativo ai [...] di lettere all'anno (cfr. l'articolo 17 della convenzione 10.000-1) - quantità che l'UPEA da sola non potrebbe raggiungere con la sua corrispondenza "da impresa a impresa" - risulta che l'UPEA, malgrado l'assenza di apposito mandato, ha concluso la convenzione 10.000-1 nell'interesse e ad uso dei suoi membri. Ciò è confermato dall'articolo 7 della stessa convenzione 10.000-1, che introduce un sistema di fatturazione individuale per ciascun membro: "le fatture indicheranno l'ammontare globale dei depositi nonché gli importi per singolo operatore". Inoltre, come è stato indicato, secondo l'articolo 5, paragrafo 1, della convenzione 10.000-1 La Poste effettua il ritiro presso il domicilio non solo dell'UPEA ma anche delle compagnie d'assicurazione. Infine, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, della convenzione 10.000-1, infine, le ore di passaggio di La Poste sono fissate fra La Poste e le stesse compagnie d'assicurazione.
(33) Dopo aver ricevuto la comunicazione degli addebiti della Commissione il 6 giugno 2001 e avendo ricevuto una lettera raccomandata datata 20 giugno 2001, La Poste ha disdetto la convenzione "da impresa a impresa" con l'UPEA. La Poste ha trasmesso alla Commissione le istruzioni interne a tutti i suoi uffici postali per la cessazione immediata del servizio "da impresa a impresa" il 26 giugno 2001(44). Secondo tali istruzioni, i servizi coperti dalle convenzioni relative alla "tariffa preferenziale" sarebbero continuati normalmente. Secondo La Poste, il 27 giugno 2001 è cessato il suo servizio "da impresa a impresa". La Poste ha informato la Commissione di avere tuttavia accolto, a titolo eccezionale, la domanda delle compagnie AXA e Fortis di un'ultima raccolta il 27 giugno 2001. A partire dal 28 giugno 2001, secondo La Poste, non è stata più effettuata alcuna raccolta nell'ambito della convenzione "da impresa a impresa"(45).
(34) Dal 3 luglio 2001 La Poste ha trasferito la gestione dei nuovi servizi di corrispondenza "da impresa a impresa" ad una delle sue controllate di diritto privato (in appresso "eXbo")(46). La società eXbo, in quanto soggetto giuridico, avrà una contabilità distinta. Una volta divenuto effettivo il trasferimento, La Poste non offrirà più servizi di corrispondenza "da impresa a impresa". Con un messaggio di posta elettronica del 28 giugno 2001 eXbo ha proposto all'UPEA un sistema di scambio reciproco di documenti in seno a un gruppo chiuso di utenti senza raccolta né consegna a domicilio, riservato agli operatori del settore assicurativo(47).
II. VALUTAZIONE GIURIDICA
A. Applicabilità dell'articolo 82 del trattato
(35) La Poste è un'impresa che fornisce servizi a pagamento su diversi mercati postali. Si tratta quindi di un'impresa ai sensi delle regole di concorrenza del trattato, e questo indipendentemente dal modo in cui essa è organizzata e dal fatto che operi da impresa pubblica o privata(48).
B. I mercati in causa
(36) Due mercati sono rilevanti nella presente decisione. In primo luogo il mercato del servizio di corrispondenza ordinaria per il "grande pubblico", nel quale La Poste ha abusato della sua posizione dominante. In secondo luogo, il mercato della fornitura di servizi di corrispondenza "da impresa a impresa", offerti a un gruppo chiuso di utenti per lo scambio della loro corrispondenza "aziendale", sul quale gli effetti di tale abuso si sono fatti sentire.
(37) Il servizio di corrispondenza ordinaria(49) è protetto dal monopolio postale per invii di peso inferiore a 350 grammi. In Belgio, La Poste detiene il monopolio postale definito all'articolo 144 octies, commi 1 e 2, della legge 21 marzo 1991, modificata dal Regio Decreto 9 giugno 1999. L'indagine della Commissione ha, inoltre, rivelato che in Belgio non esistono imprese private che operano nel settore del servizio di corrispondenza ordinaria per gli invii di peso superiore ai 350 grammi. La Poste è quindi la sola impresa che opera nel settore del servizio di corrispondenza ordinaria. Il servizio "da impresa a privato" fa parte del mercato del servizio di corrispondenza ordinaria.
(38) Il servizio di corrispondenza "da impresa a impresa" offerto a un gruppo chiuso di utenti per lo scambio della loro corrispondenza "aziendale" si differenzia da altri servizi postali di base per caratteristiche particolari(50), al punto che è scarsamente interscambiabile con questi altri servizi e subisce la loro concorrenza solo in misura poco rilevante(51). In questo contesto, il grado di interscambiabilità fra prodotti o servizi deve essere valutato in funzione delle loro caratteristiche oggettive, ed anche della struttura della domanda, dell'offerta sul mercato e delle condizioni di concorrenza(52). Nella fattispecie, l'analisi della sostituibilità rivela che la fornitura dei servizi "da impresa a impresa" e quella "da impresa a privato" costituiscono due mercati distinti.
a) Sostituibilità dal punto di vista della domanda
(39) Per quanto riguarda la domanda, la sostituibilità fra i due servizi è bassa. Di conseguenza non vi è elasticità incrociata domanda-prezzo. Dal punto di vista degli utenti, i servizi "da impresa a impresa" sono distinti dai servizi "da impresa a privato" e non sono interscambiabili con questi ultimi: i servizi "da impresa a impresa", difatti, formando una rete integrata e permettendo di ottenere vantaggi in termini d'efficienza, possono offrire una tariffazione molto più vantaggiosa rispetto al servizio di corrispondenza ordinaria. Questa tariffa è di - 40 % IVA esclusa per il servizio Hays DX(53), e di [...] per il servizio "da impresa a impresa" di La Poste(54).
(40) Contrariamente ai servizi "da impresa a impresa", il servizio di corrispondenza ordinaria non offre né il ritiro né la distribuzione della posta a ore predeterminate, stabilite e definite in funzione dei "desiderata degli abbonati"(55), e non garantisce quindi una consegna della posta in entrata la mattina molto presto, fra le ore 7,00 e le ore 9,00, al più tardi all'apertura degli uffici, e un ritiro della posta in uscita il più tardi possibile, vale a dire all'orario di chiusura degli uffici, fra le ore 16.00 e le ore 18.00, permettendo un trattamento immediato della posta da parte del cliente(56). La Poste stessa considera il proprio servizio "da impresa a impresa" come un "adattamento del servizio postale esistente"(57). Contrariamente al servizio di corrispondenza ordinaria, il servizio "da impresa a impresa", per garantire l'affidabilità richiesta, viene fornito, grazie a una specifica rete riservata, agli indirizzi degli abbonati, permettendo di evitare ogni fonte di disfunzione della rete postale generale e di ridurre così al minimo il rischio di perdita di plichi. Il servizio "da impresa a impresa", inoltre, a differenza del servizio di corrispondenza ordinaria, dispone di un "back-up" che dà una sicurezza supplementare in caso di sciopero postale.
(41) La distinzione fra il servizio di corrispondenza ordinaria e il servizio "da impresa a impresa" è del resto confermato a più riprese da La Poste stessa(58):
- secondo i termini della convenzione fra ABB e La Poste del 24 gennaio 2000, La Poste e ABB devono unire le loro offerte "per rispondere a certe specifiche richieste del settore assicurativo"(59) (sottolineatura della Commissione). Questa convenzione del 24 gennaio 2000 fra La Poste e ABB, stipulata allo scopo specifico di porre i due partner in condizione di soddisfare la domanda delle compagnie d'assicurazione, indica che La Poste non ritiene il servizio di corrispondenza ordinaria idoneo a rispondere alla domanda specifica delle compagnie d'assicurazione,
- nelle sue osservazioni del 9 agosto 2001 La Poste descrive il servizio regolato dalla convenzione "da impresa a impresa" come relativo a "... una specifica categoria di corrispondenza, ossia quella che si inviano mutualmente le compagnie d'assicurazione e gli intermediari. Tale corrispondenza è designata con il termine di corrispondenza 'aziendale' ed è stata oggetto di un'offerta di riduzione supplementare nelle convenzioni 10.000"(60) (sottolineatura della Commissione). La Poste considera quindi come una "specifica categoria di corrispondenza" quella che le compagnie d'assicurazione e gli intermediari si inviano reciprocamente,
- fin dalla prima risposta alle richieste di informazioni della Commissione, La Poste ha definito il sistema "da impresa a impresa" come un servizio che va al di là del "servizio postale di base"(61),
- inoltre, nelle osservazioni del 21 novembre 2000, La Poste ha descritto il servizio "da impresa a impresa" come un servizio sviluppato per fornire "un nuovo sistema di trattamento della corrispondenza nel settore delle assicurazioni"(62), la cui introduzione era "auspicata dalla categoria" e corrispondeva quindi alle aspettative delle compagnie e degli intermediari di assicurazione più del servizio di corrispondenza ordinaria(63),
- secondo La Poste, lo sviluppo da parte di La Poste/ABB di un "nuovo servizio di trattamento della corrispondenza aziendale corrisponde maggiormente alle aspettative delle compagnie e degli intermediari d'assicurazioni e permette l'ingresso di un nuovo operatore nel settore del trattamento della corrispondenza aziendale di tali imprese - settore in cui Hays si era insediato da una ventina d'anni senza dover affrontare alcuna concorrenza"(64) (sottolineatura della Commissione),
- secondo La Poste l'introduzione di un nuovo servizio di trattamento della corrispondenza "da impresa a impresa" significa quindi "l'ingresso di un nuovo operatore, dominante o meno su mercati contigui, in un settore in cui non era esercitata in precedenza alcuna concorrenza ..."(65) (sottolineatura della Commissione),
- l'articolo 5, paragrafo 3, della convenzione "da impresa a impresa" indica che La Poste ha assunto l'impegno contrattuale, nei confronti dell'UPEA, di rispettare certe ore prestabilite di distribuzione e di ritiro della corrispondenza coperta dalla convenzione, che sarebbero state fissate di comune accordo fra l'operatore e il capo dell'ufficio postale interessato. Questo impegno risponde esattamente alle esigenze delle compagnie d'assicurazione di uno smaltimento immediato della corrispondenza in entrata fin dall'apertura dell'ufficio, e di deposito della corrispondenza in uscita alla chiusura degli uffici(66).
(42) Data la chiara formulazione utilizzata da La Poste stessa per descrivere il suo sistema "da impresa a impresa" fornito a un gruppo chiuso di utenti, appare poco credibile che tale impresa, nella risposta alla comunicazione degli addebiti, osservi che il deposito e la consegna della posta a ore prestabilite non siano una caratteristica o una prestazione supplementare di tale servizio, ma semplicemente una "misura organizzativa" che esiste per tutti i suoi clienti che generano un volume considerevole di corrispondenza che non può essere collocato nelle cassette delle lettere pubbliche(67). Anche se La Poste, dall'inizio degli anni '80, ha attuato un sistema di distribuzione anticipata dei "plichi diretti"(68), è chiaro che il servizio integrato "da impresa a impresa" che era offerto da La Poste nel quadro della convenzione "da impresa a impresa" va al di là di una semplice "distribuzione anticipata" sotto diversi aspetti(69):
- la "rete integrata" del servizio "da impresa a impresa", a differenza della distribuzione anticipata dei "plichi diretti", non si limita a una semplice consegna anticipata fra le ore 7,00 e le ore 9,00 del mattino senza alcun impegno contrattuale quanto all'ora esatta di tale distribuzione,
- questa perfetta concordanza fra le esigenze della clientela e l'impegno assunto da La Poste con l'articolo 5, paragrafo 3, della convenzione "da impresa a impresa" dimostrano che la fissazione delle ore prestabilite è molto di più che una "misura organizzativa interna",
- La Poste, infine, non contesta il fatto che le ore prestabilite con ogni cliente per la distribuzione della mattina e il ritiro fra le ore 16,00 e le ore 18,00 - come dispone l'articolo 5, paragrafo 3, della convenzione 10.000-1 - sono sempre state rispettate dall'inizio alla cessazione del servizio "da impresa a impresa"(70).
b) Sostituibilità dal punto di vista dell'offerta
(43) Per quanto riguarda l'offerta, il mercato della fornitura dei servizi "da impresa a impresa" e quello della prestazione di servizi "da impresa a privato" risultano sensibilmente differenti. La fornitura del servizio "da impresa a impresa" richiede un alto grado di affidabilità. In effetti, l'affidabilità richiesta dal settore assicurativo per il reciproco invio di documenti quale sopra menzionato ha fatto emergere la necessità di istituire delle infrastrutture separate dalla rete postale pubblica. La creazione di una rete specifica riservata permette inoltre di trattare la corrispondenza di un gruppo chiuso di utenti in termini più brevi rispetto a quelli del servizio tradizionale. Il fatto di limitare il servizio agli indirizzi degli abbonati permette inoltre di ridurre al minimo i rischi di perdita dei plichi: solo un servizio postale proprio di un gruppo chiuso di utenti può effettivamente ridurre la possibilità di smarrimento. Peraltro, contrariamente al servizio generale di corrispondenza ordinaria, il servizio "da impresa a impresa" offre un sistema di salvaguardia e quindi una garanzia non fornita dal servizio di corrispondenza ordinaria(71).
(44) Come ha fatto giustamente osservare La Poste, la ragione della non sostituibilità dipende dal fatto che in queste offerte commerciali, fin dalla prima dell'11 agosto 1997(72), La Poste promette un "ritiro tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, fra le ore 15,00 e le ore 18,00 (zona rurale o urbana), presso ogni punto di contatto ([...])" (sottolineatura della Commissione).
(45) La non sostituibilità da questo punto di vista diventa ancora più evidente nell'offerta congiunta di La Poste e ABB all'UPEA del 28 maggio 1998, in cui viene promesso di "garantire l'istituzione di una rete di raccolta e distribuzione della corrispondenza aziendale proveniente dal settore delle assicurazioni in senso lato (compagnie, agenti ed eventuali partner da determinare)" (sottolineatura della Commissione).
(46) Nell'offerta del 28 maggio 1998 La Poste a ABB spiegano che "il plusvalore" di un partenariato con La Poste/ABB, "volto a istituire una rete integrata che risponda alle aspettative del settore delle assicurazioni", risiede nell'"elasticità e nella flessibilità della struttura creata", e che la rete è "modulabile e idonea ad adattarsi alle esigenze di ciascun partner" (sottolineatura della Commissione).
(47) Al punto VIII dell'offerta del 15 luglio 1998 La Poste spiega inoltre che: "Per poter creare un'infrastruttura che permetta il ritiro e il deposito della posta ogni giorno, un impegno minimo di [...] di invii all'anno ci sembra una ragionevole base di discussione", viene infine menzionata la possibilità di estensione della rete "mediante un preavviso di alcune settimane che ci permetterà di predisporre le strutture necessarie" (sottolineatura della Commissione).
(48) Come sottolineato a giusto titolo nell'articolo 5, paragrafo 4, della convenzione 10.000-1 "da impresa a impresa", la ragione della non sostituibilità dipende anche dal fatto che, contrariamente al servizio di corrispondenza ordinaria, la società privata Key Mail, che non detiene il monopolio postale, "garantisce il coordinamento, lo smistamento e il conteggio degli invii oggetto della presente convenzione"; l'articolo 19 della convenzione "da impresa a impresa" dispone inoltre che: "In caso di necessità, La Poste e Key Mail si impegnano reciprocamente a garantire lo svolgimento dei compiti assegnati a ciascuna di esse". L'articolo 6, paragrafo 5, della convenzione "da impresa a impresa" dispone poi che: "Per sottolineare chiaramente il carattere d'urgenza degli invii, sul recto di ogni plico apparirà in modo evidente un codice a barre". L'articolo 18 dispone infine che: "Per garantire il trattamento urgente degli invii, essi devono recare i segni distintivi previsti all'articolo 6, paragrafi 3 e 5".
(49) In tali circostanze La Poste non può sostenere che il servizio "da impresa a impresa" non è fornito attraverso una "rete specifica"(73). Inoltre, contrariamente a quanto asserisce tale impresa, persino il fatto che le consegne nel quadro delle convenzioni "da impresa a impresa" siano effettuate dai portalettere abituali o dai fattorini incaricati della distribuzione dei "plichi diretti"(74), non cambia il fatto che essa ha istituito una rete di raccolta e di distribuzione della corrispondenza "da impresa a impresa" che collega circa 1400 utenti (compagnie e agenti di assicurazione) - denominati "operatori" nella convenzione 10.000-1 -, che tutti i giorni feriali usufruiscono dei servizi di questa specifica rete riservata. Questi utenti ricevono la posta quotidianamente ad ore molto precise, e pertanto al di fuori delle consegne normali di La Poste.
(50) Inoltre, contrariamente a quanto sostiene La Poste, l'istituzione di una "rete specifica" non impedisce che il personale che lavora per questa impresa nell'ambito della fornitura dei servizi universali possa essere utilizzato anche per la prestazione di un servizio specifico come quello "da impresa a impresa". La rete postale non è un'infrastruttura fissa, unicamente utilizzabile per alcuni servizi specifici. Il personale di un operatore postale pubblico non è quindi "riservato" una volta per tutte a un servizio particolare, ma può anzi svolgere molteplici funzioni, nel settore riservato così come in settori aperti alla concorrenza.
(51) Il mercato geografico per il servizio di corrispondenza ordinaria è il Belgio, principalmente a motivo del diritto esclusivo di cui gode La Poste in Belgio. Il mercato geografico per il servizio di corrispondenza "da impresa a impresa", offerto ad un gruppo chiuso di utenti per lo scambio della loro corrispondenza aziendale, è il Belgio, in quanto attualmente i fornitori lavorano in genere a livello nazionale, dato che la maggior parte degli abbonati ai servizi di corrispondenza "da impresa a impresa" è domiciliata in Belgio. Tuttavia, l'esempio di Hays DX dimostra che detto servizio, che non è oggetto di diritti speciali o esclusivi in favore degli operatori di cui all'articolo 86, paragrafo 1 del trattato, tende ad estendersi al di fuori del territorio nazionale. Così, gli abbonati al servizio "da impresa a impresa" offerto da Hays, hanno già la possibilità di scambiare documenti con compagnie di assicurazione collegate alle reti irlandese, francese e inglese da maggio 1995.
C. Posizione dominante
(52) La Poste è titolare del monopolio postale definito dall'articolo 144 octies, paragrafi 1 e 2, della legge 21 marzo 1991, modificata dal regio decreto 9 giugno 1999. Essa detiene quindi una posizione dominante sul mercato belga del servizio di corrispondenza ordinaria per invii di peso inferiore a 350 grammi. Inoltre, in mancanza di altre imprese private che intervengano nella distribuzione postale di base di peso superiore a 350 grammi, la posizione dominante di La Poste si estende alla distribuzione postale di base nella sua integralità, indipendentemente dal limite peso/prezzo del comparto riservato, definito dalla legislazione belga. Nella giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, il territorio di uno Stato membro costituisce una parte sostanziale del mercato comune(75).
D. Abuso di posizione dominante
(53) Ai sensi dell'articolo 82, secondo comma, lettera d), del trattato, costituisce pratica abusiva il fatto di "subordinare la conclusione di contratti all'accettazione, da parte degli altri contraenti, di prestazioni supplementari che, per loro natura o secondo gli usi commerciali, non abbiano alcun nesso con l'oggetto dei contratti stessi".
(54) La giurisprudenza della Corte di giustizia è assolutamente chiara in materia di offerte connesse di cui all'articolo 82, secondo comma, lettera d) è chiarissima. Già dalla causa Michelin(76) si evince che un'impresa che si trovi in posizione dominante sul mercato e che offra diversi gruppi di prodotti non può, di regola, subordinare un vantaggio tariffario accordato per le vendite su un mercato alla realizzazione di un obiettivo di vendita su un altro mercato.
(55) In considerazione del fatto che il servizio postale "da impresa a privato" in monopolio e quello "da impresa a impresa" offerto ad un gruppo chiuso di utenti costituiscono servizi distinti(77) e che La Poste ha mantenuto il recesso unilaterale del 30 ottobre 1998 della convenzione "da impresa a privato" che accordava la tariffa preferenziale all'UPEA fino alla firma, da parte dell'UPEA, della convenzione relativa alla corrispondenza "da impresa a impresa", avvenuta il 27 gennaio 2000, La Poste ha subordinato l'attribuzione della tariffa preferenziale per la corrispondenza "da impresa a privato" in monopolio (convenzione 2026) all'accettazione, da parte dell'UPEA, della prestazione supplementare della corrispondenza "da impresa a impresa" (convenzione n. 10.000-1), La Poste ha quindi commesso una pratica abusiva ai sensi dell'articolo 82, secondo comma, lettera d) del trattato.
(56) In tali circostanze, La Poste non può sostenere che il nesso che avrebbe potuto risultare dal recesso del 30 ottobre 1998 sarebbe stato comunque di brevissima durata, dato che l'UPEA è stata informata della mancanza di nesso fra i due dossier il 5 gennaio 2000, prima della firma delle convenzioni 2026 e 10.000-1(78). Poiché il recesso sarebbe stato efficace soltanto a partire dall'8 aprile 2001(79), esso aveva un effetto a lungo termine. Era chiaro che, fintanto che La Poste non revocava il recesso, la "tariffa preferenziale" della convenzione "da impresa a privato" non avrebbe più prodotto effetti dopo l'8 aprile 2001. Le trattative riguardanti la corrispondenza "da impresa a impresa" fra La Poste/ABB e l'UPEA sono state condotte sotto la minaccia permanente che né l'UPEA né i suoi membri avrebbero beneficiato della tariffa preferenziale dopo l'8 aprile 2001. Con la semplice dichiarazione del 5 gennaio 2000 sull'assenza di nesso tra le due convenzioni, La Poste non ha minimamente ritirato la minaccia derivante dal recesso del 30 ottobre 1998. Pertanto, la prassi dell'abbinamento può anche essere stabilita dopo il 5 gennaio 2000(80). Il recesso del 30 ottobre 1998 non è un "atto isolato" privo d'influenza sulla scelta dell'UPEA di accettare la convenzione "da impresa a impresa"(81), ma una misura che, attraverso la revoca di un vantaggio finanziario importante per la corrispondenza "da impresa a privato", costituiva un potente incentivo a sottoscrivere la convenzione "da impresa a impresa" offerta da La Poste/ABB. Il recesso era quindi atto ad imporre all'UPEA, il 27 gennaio 2000, la convenzione relativa al servizio "da impresa a impresa" per ottenere, lo stesso giorno, una proroga della "tariffa preferenziale".
(57) Soltanto la firma contestuale delle due convenzioni ha indotto quindi la Poste a modificare la sua posizione sulla proroga della convenzione "da impresa a privato" e, avendola modificata soltanto il 27 gennaio 2000, proprio quando l'UPEA si impegnava a sottoscrivere la convenzione "da impresa a impresa", La Poste non può sostenere che le firme delle due convenzioni erano state organizzate contemporaneamente per puri motivi "di organizzazione pratica" e a richiesta dell'UPEA(82). Di fatto, poiché la minaccia di scadenza della "tariffa preferenziale" al più tardi l'8 aprile 2001 era cessata soltanto il 27 gennaio 2000, nel momento in cui l'UPEA firmava la convenzione "da impresa a impresa", che aveva respinto nel 1998, la firma contestuale costituiva la sola garanzia assoluta per l'UPEA di ottenere la proroga della "tariffa preferenziale"(83). Orbene la domanda dell'UPEA di "sottoscrivere congiuntamente" le convenzioni "da impresa a privato" e "da impresa a impresa" dimostra appunto che la convenzione "da impresa a impresa" le è stata imposta sotto la permanente minaccia di perdere il beneficio della tariffa preferenziale dopo l'8 aprile 2001.
(58) Inoltre, i termini non contestati della lettera dell'UPEA del 12 novembre 1998 dimostrano che quest'ultima, basandosi su una riunione tenutasi al riguardo con La Poste, intendeva il recesso come un "avvertimento", "in tempo utile", che, se voleva conservare la tariffa preferenziale dopo la scadenza della convenzione 2026, doveva accettare l'offerta supplementare della corrispondenza "da impresa a impresa". L'UPEA ha quindi chiaramente recepito il potente incitamento a concludere la convenzione "da impresa a impresa", che è il risultato della costante minaccia di scadenza della tariffa preferenziale sulla corrispondenza in monopolio.
(59) Nella fattispecie La Poste non ha contestato che la percezione dell'UPEA, espressa nella sua lettera del 12 novembre 1998, dell'"impossibilità" di modificare la convenzione che accordava la "tariffa preferenziale" in mancanza di un "ulteriore partenariato" fosse fondata(84). Né all'audizione né in altre fasi del procedimento dinanzi alla Commissione La Poste ha contestato la tenuta della riunione a cui l'UPEA fa riferimento nella sua lettera del 12 novembre 1998, né il contenuto o l'argomento della riunione quali sono descritti dall'UPEA. La Poste non ha quindi negato l'esistenza di tale riunione né la fondatezza della percezione dell'UPEA, espressa nella lettera del 12 novembre 1998. Inoltre, nell'audizione del 24 luglio 2001, La Poste non ha potuto dare nessuna spiegazione della ragione per cui la convenzione "da impresa a privato" è stata disdetta il 30 ottobre 1998, pochi giorni dopo il rifiuto da parte dell'UPEA dell'ultima offerta di La Poste/ABB circa la corrispondenza "da impresa a impresa", soltanto sei mesi dopo il suo rinnovo l'8 aprile 1998 e 29 mesi prima della sua scadenza l'8 aprile 2001(85). Infine, durante tutto il procedimento dinanzi alla Commissione, La Poste non ha addotto altri motivi, per tale recesso, attinenti a considerazioni diverse dalla volontà di collegare la "tariffa preferenziale" alla conclusione della convenzione "da impresa a impresa" come, ad esempio, l'insufficiente redditività della stessa. Alla luce della lettera dell'UPEA del 12 novembre 1998, di cui La Poste non contesta l'attendibilità, vi sono elementi di prova sufficientemente chiari e concordanti ai fini dell'accertamento dell'infrazione all'articolo 82, secondo comma, lettera d) del trattato imputata a La Poste.
(60) Non avendo La Poste fornito una spiegazione alternativa sulla data della lettera di recesso alcuni giorni dopo il rifiuto dell'UPEA di aderire alla convenzione "da impresa a impresa" offerta da La Poste/ABB e sulla ragione per cui la convenzione "da impresa a privato" è stata disdetta sei mesi dopo il suo rinnovo, l'8 aprile 1998, e 29 mesi prima della sua scadenza, l'8 aprile 2001, la spiegazione che si deduce dalla lettera dell'UPEA del 12 novembre 1998 resta incontestata e continua ad essere la sola spiegazione di questo recesso unilaterale.
(61) Il fatto che il recesso unilaterale non sia stato revocato fino alla firma contestuale delle convenzioni "da impresa a impresa" e "da impresa a privato" avvenuta il 27 gennaio 2000, ha indotto l'UPEA a ritornare sulla sua decisione iniziale di respingere l'offerta di La Poste e ABB relativa alla corrispondenza "da impresa a impresa". Il comportamento di La Poste fra il 30 ottobre 1998 e il 27 gennaio 2000 indica quindi che questa subordinava la continuazione della "tariffa preferenziale" alla conclusione della convenzione "da impresa a impresa".
(62) Visto che la spiegazione che si deduce dalla lettera dell'UPEA del 12 novembre 1998 è incontestata e continua ad essere la sola spiegazione del comportamento di La Poste fra il 30 ottobre 1998 e il 27 gennaio 2000, La Poste non può sostenere che per provare una subordinazione della tariffa preferenziale per la corrispondenza "da impresa a privato" (convenzione 2026) all'accettazione, da parte dell'UPEA, della prestazione supplementare della corrispondenza "da impresa a impresa" (la convenzione n. 10.000-1) sarebbe stato necessario che i documenti scambiati per la conclusione delle convenzioni 2026 e 10.000-1 oppure le convenzioni stesse(86) attestassero una "subordinazione contrattuale"(87).
E. Ripercussioni sulla concorrenza
1. Concorrenza fra i due sistemi di scambio di corrispondenza all'interno di un gruppo chiuso di utenti
(63) La Poste contesta che la sua rete "da impresa a impresa" e la rete di Hays di scambio di corrispondenza all'interno di un gruppo chiuso di utenti(88) fossero in concorrenza. Tuttavia l'argomento di La Poste secondo cui il suo servizio "da impresa a impresa" opera in un mercato diverso da quello di Hays DX è contraddetto: 1) dalle offerte commerciali di La Poste stessa; 2) dai fatti del caso in esame; 3) dal punto di vista degli utenti dei sistemi di scambio di corrispondenza in gruppo chiuso di utenti.
(64) Innanzitutto La Poste stessa ha considerato inizialmente la sua proposta di corrispondenza "da impresa a impresa" simile ad un servizio di "scambio di documenti" ed infatti così lo ha presentato(89).
(65) Parimenti, in seguito al bando di gara dell'UPEA relativo ad un'infrastruttura dedicata alla corrispondenza "da impresa a impresa" del settore assicurativo, tre società hanno manifestato il loro interesse: Hays, La Poste e Key Mail(90). Ciò indica che le tre società, che hanno risposto allo stesso bando di gara, entravano in concorrenza fra di loro e si consideravano concorrenti per il servizio "da impresa a impresa" oggetto del bando di gara dell'UPEA(91).
(66) Inoltre, dal punto di vista della maggior parte degli utenti dei sistemi di scambio di corrispondenza in gruppo chiuso di utenti, esiste un rapporto di sostituibilità fra il servizio "da impresa a impresa" offerto da La Poste e il sistema DX di Hays. Tale rapporto di sostituibilità dipende dalle caratteristiche quasi identiche dei due servizi ed è confermato dalla facilità con cui tutti i grandi clienti hanno potuto sostituire un servizio con l'altro in poche settimane. I servizi di corrispondenza "da impresa a impresa" offrono infatti prestazioni supplementari quasi identiche:
- deposito e consegna ad ore prestabilite con il cliente (le "fasce orarie"): il sistema DX di Hays e il servizio "da impresa a impresa" di La Poste offrono entrambi intervalli di tempo più lunghi fra la raccolta della corrispondenza in entrata e il deposito della corrispondenza in uscita in modo che la corrispondenza in entrata possa essere trattata durante l'intero orario d'ufficio. Entrambi offrono quindi una consegna/distribuzione assai mattutina (fra le ore 7,00 e le ore 9,00) al più tardi all'apertura degli uffici, e un deposito all'operatore postale il più tardi possibile, vale a dire alla fine dell'orario lavorativo (dopo le ore 17,00), consentendo un trattamento immediato della posta. Il servizio di consegna universale, invece, non fissando né le ore di deposito né quelle di consegna, risponde alla domanda generale del pubblico, clientela per la quale giorno e ora esatti di consegna sono meno importanti,
- alto grado di affidabilità: il sistema DX di Hays e il servizio "da impresa a impresa" di La Poste sono entrambi destinati ad un gruppo chiuso di utenti serviti per il tramite di una rete specifica in grado di garantire l'affidabilità richiesta. La creazione di una rete specifica dedicata permette di trattare la posta di un gruppo di chiuso in tempi più brevi rispetto a quelli del servizio tradizionale. La limitazione agli indirizzi degli abbonati al servizio permette anche di minimizzare il rischio di perdita dei plichi. Inoltre per essere concorrenziale con il sistema privato di Hays, La Poste ha instaurato per il suo servizio "da impresa a impresa" un "back-up" che offre un'ulteriore sicurezza in caso di sciopero(92). Viceversa non esiste sistema di "back-up" nel caso in cui La Poste fosse nell'impossibilità di assumere il servizio generale di corrispondenza ordinaria,
- una tariffazione più vantaggiosa rispetto al servizio postale di base: il sistema DX di Hays e il servizio "da impresa a impresa" di La Poste funzionano entrambi a prezzi ridotti rispetto alla posta convenzionale. Inoltre l'uno e l'altro offrono una fatturazione a posteriori, mensile per La Poste e annuale per Hays DX, che è estranea al servizio di consegna tradizionale.
(67) In conclusione, dalle sue caratteristiche, dai bisogni cui risponde e dalla tariffazione più vantaggiosa rispetto al servizio di consegna tradizionale risulta che il servizio "da impresa a impresa" offerto da La Poste ad un gruppo chiuso di utenti nel settore dell'assicurazione in Belgio si indirizza alla stessa clientela e risponde agli stessi bisogni del servizio DX offerto da Hays. Inoltre va constatato che il servizio "da impresa a impresa" di La Poste, instaurando una rete specifica dedicata a questa clientela, è organizzato allo stesso modo del servizio DX di Hays intorno ad una rete riservata agli abbonati al servizio.
(68) Anche se la convenzione relativa al servizio "da impresa a impresa" offerto da La Poste appartenesse al settore riservato e costituisse, per questa ragione, un mercato distinto dallo scambio di documenti(93), i servizi "da impresa a impresa" offerti da La Poste e da HaysDX alle compagnie d'assicurazione continuano ad essere, dal punto di vista dell'utente, mercati vicini strettamente connessi. Ciò si evince dal fatto che tutti i grandi clienti del sistema DX di Hays, l'UPEA e le undici più importanti compagnie d'assicurazione membri dell'UPEA hanno abbandonato Hays DX per aderire al servizio concorrente "da impresa a impresa" di La Poste in pochi mesi, tra marzo e luglio 2000. La facilità di rimpiazzare un servizio con l'altro in sole poche settimane dimostra che, se i due servizi non fanno parte dello stesso mercato, fanno parte di mercati vicini strettamente connessi.
(69) In conclusione, l'abuso contestato a La Poste ha dunque avuto delle ripercussioni sulla concorrenza sullo stesso mercato dei sistemi di scambio di concorrenza in gruppo chiuso di utenti o, se il sistema di La Poste non faceva parte di questo mercato, su un mercato vicino strettamente connesso, aperto alla concorrenza.
2. La mancanza di equivalenza fra il volume trattato da La Poste e quello che Hays dichiara di aver perduto non è pertinente
(70) Un'analisi economica dimostra che, contrariamente a quanto sostiene La Poste, non è possibile contestare le ripercussioni sulla concorrenza adducendo la mancanza di equivalenza fra il volume trattato da La Poste e quello che Hays dichiara di aver perso(94). A causa dell'"effetto rete" inerente ai sistemi dei servizi in gruppo chiuso di utenti, l'impatto sul sistema che perde la clientela è necessariamente superiore al numero di invii effettivamente trattati nella rete "da impresa a impresa" istituita da La Poste. Il fatturato totale di un servizio postale in rete chiusa dipende dal numero di operazioni tra membri(95). Quando un'impresa abbandona la rete di Hays per aderire a quella istituita da La Poste, Hays perde un volume di posta corrispondente al numero di operazioni perdute tra quest'impresa e gli altri membri del sistema DX. Viceversa il volume ottenuto da La Poste dipende dal numero di operazioni fra aderenti alla rete da questa istituita. Nella fase iniziale di passaggio fra le due reti, il numero di aderenti al sistema DX non corrisponderà al numero di aderenti alla rete de La Poste. Ora neppure il numero di operazioni fra imprese membri della rete DX corrisponderà al numero di coppie che esisteranno nella rete di La Poste. Ciò indica che l'effetto sul sistema DX di Hays sarà gravissimo proprio all'inizio del passaggio dei clienti verso il sistema di La Poste: se il numero di imprese che utilizzano il sistema DX è superiore al numero di imprese aderenti alla rete di La Poste, le operazioni perdute da Hays DX superano le operazioni inizialmente ottenute da La Poste(96).
3. In assenza di "massa critica", non sarà più possibile mantenere un'infrastruttura per lo scambio di corrispondenza in un gruppo chiuso di utenti
(71) Infine, contrariamente a quanto sostiene La Poste, l'attuazione da parte di quest'ultima di un'offerta connessa, per le convenzioni relative al servizio di corrispondenza "da impresa a privato" e "da impresa a impresa", impedisce che si instaurino sistemi alternativi di trattamento della corrispondenza "da impresa a impresa"(97). Poiché in un sistema di scambio reciproco di invii postali in circuito chiuso quale DX, l'interesse ad aderire al sistema dipende dal numero di partecipanti, dato che ogni impresa desidera poter corrispondere con il maggior numero possibile di altre imprese, la perdita dei clienti a causa di un'offerta di vendita connessa fatta da La Poste può provocare la perdita, da parte del sistema DX, di clienti non direttamente interessati alla pratica dell'abbinamento: la perdita di taluni grandi aderenti può provocare una "reazione a catena" che rende la rete DX meno attraente(98). In particolare, dopo le prime defezioni, la rete diventa meno attraente per i membri rimasti perché possono accedere ad un numero minore di corrispondenti attraverso il sistema chiuso. Ora se membri, "emittenti" e "riceventi", importanti abbandonano la rete, questa diventa necessariamente molto meno attraente per i membri restanti(99). Il loro abbandono, infatti, determina quello dei piccoli e medi clienti nella scia dei primi. L'offerta connessa di La Poste ha quindi un effetto considerevole sulla concorrenza. Dopo che l'UPEA ha disdetto, il 21 marzo 2000, il suo abbonamento alla rete di Hays, le 11 compagnie di assicurazione più importanti, che rappresentavano il 40 % circa del fatturato realizzato con le 167 compagnie aderenti al sistema(100), hanno lasciato la rete tra luglio e dicembre 2000. La partenza delle 11 maggiori compagnie d'assicurazione ha immediatamente determinato quella di più di un centinaio di agenti(101) tra i quali i 122 più importanti del Belgio che rappresentano il 40 % del fatturato realizzato con gli agenti(102).
(72) In tali condizioni, se manca la "massa critica", il sistema DX non potrà più essere mantenuto in Belgio. La Poste stessa, nella sua offerta del 15 luglio 1998, ha precisato che era necessario un impegno minimo di [...] di invii all'anno per giustificare la creazione di un'infrastruttura supplementare per un servizio dedicato alla corrispondenza "da impresa a impresa"(103). Infine, se il settore dell'assicurazione, che rappresenta l'85 % in termini di volume e del fatturato del sistema Hays DX in Belgio, non utilizza più il sistema, questo non potrà più essere mantenuto unicamente col 15 % di clientela esterna al settore.
4. Offerte connesse fra i servizi in monopolio e i servizi in concorrenza hanno sempre ripercussioni sulla concorrenza
(73) La Poste ha utilizzato le risorse del suo monopolio del servizio "da impresa a privato" per "imporre" all'UPEA il servizio supplementare "da impresa a impresa". Poiché Hays, a causa del monopolio postale, non era in grado di offrire gli stessi vantaggi tariffari e neppure il servizio "da impresa a privato", La Poste, grazie al monopolio legale, ha potuto esercitare una forte pressione capace di convincere l'UPEA che accettare la convenzione "da impresa a impresa", era economicamente preferibile alla perdita della tariffa preferenziale sul servizio "da impresa a privato". Al riguardo occorre sottolineare che, nella decisione Atlas(104), la Commissione ha già identificato le ripercussioni negative sulla concorrenza che risultano dal fatto che le imprese beneficiarie di un monopolio legale utilizzano le risorse del monopolio per ottenere vantaggi in attività aperte alla concorrenza. Secondo la Commissione queste società "potrebbero eliminare la concorrenza offrendo sconti sui servizi riservati ... per convincere i loro clienti ad usufruire dei servizi non riservati di Atlas"(105). È esattamente ciò che si è prodotto nel caso in esame.
F. Effetto sul commercio fra stati membri
(74) L'articolo 82 esige che venga dimostrato non già che il comportamento abusivo abbia effettivamente pregiudicato gli scambi tra Stati membri, ma che tale comportamento sia atto a produrre un tale effetto(106).
(75) Occorre innanzitutto sottolineare che la rete di scambio di documenti DX di Hays, dopo la sua creazione nel 1982, ha oltrepassato le frontiere belghe collegando il Belgio con altri Stati membri come Francia, Regno Unito e Irlanda. Risulta quindi dall'analisi economica precedente che un sistema di scambio di documenti transfrontaliero, senza il volume indispensabile al suo funzionamento, non potrebbe più essere mantenuto unicamente per gli abbonati al DX all'estero. Dopo l'eliminazione del sistema Hays dal mercato belga, gli abbonati esteri al DX non potranno più accedere ai loro corrispondenti abituali in Belgio. Pertanto l'offerta connessa di La Poste, anche se il servizio "da impresa a impresa" riguarda unicamente invii nel solo territorio belga(107), impedisce flussi di scambi di documenti attraverso una rete specifica di scambio di documenti transfrontaliero(108).
(76) Anche i flussi di scambio di documenti dal Belgio verso altri Stati membri nonché gli invii da questi paesi verso il Belgio, effettuati ricorrendo alla rete Hays DX per essere sostituiti con il servizio di corrispondenza ordinaria internazionale di La Poste. È quindi possibile che le "correnti commerciali" subiscano alterazioni e persino sviamenti dalla loro normale evoluzione se l'offerta connessa di La Poste riesce ad eliminare dal territorio belga questa rete di scambio di documenti.
(77) Del resto un comportamento che elimina o rischia di eliminare dal territorio nazionale un concorrente di un altro Stato membro pregiudica il commercio fra Stati membri e produce una ripartizione del mercato fra i vari Stati membri. In tali circostanze, contrariamente a quanto sostiene La Poste, il criterio delle "correnti commerciali" non è determinante.
(78) La prestazione di determinati servizi, come quello "da impresa a impresa", richiede l'apertura di una succursale in territorio nazionale. Ma contrariamente a quanto sostiene La Poste, la necessità che il prestatore di un servizio "da impresa a impresa" con sede in un altro Stato membro si stabilisca in territorio belga per svolgervi le sue attività non ha l'effetto di escludere l'esistenza di scambi fra Stati membri. Il fatto che la succursale verrebbe eliminata dal mercato belga riguarda le relazioni finanziarie fra la succursale e la società madre(109). Inoltre l'offerta connessa di La Poste è atta a ripercuotersi sulla situazione delle imprese estere interessate a stabilirsi in Belgio e tende in tal modo a rendere più difficile l'accesso al mercato belga(110).
(79) In conclusione il comportamento di La Poste era atto a compartimentare il mercato in causa e a rendere così più difficile l'interpenetrazione economica voluta dal trattato.
G. Articolo 86, paragrafo 2, del trattato
(80) La Poste non si basa sulla deroga di cui all'articolo 86, secondo comma, lettera d) del trattato, per giustificare la propria politica in materia di offerte connesse ai sensi dell'articolo 82, secondo comma, lettera d), del trattato. Inoltre non vi è ragione alcuna per cui le offerte connesse ai sensi dell'articolo 82, secondo comma, lettera d), del trattato, concordate con il settore assicurativo in Belgio, contribuire ad adempiere la missione d'interesse economico generale assegnata a La Poste.
(81) In ogni modo, la Commissione ritiene che le offerte connesse ai sensi dell'articolo 82, secondo comma, lettera d), del trattato ostacolano gli scambi in misura contraria all'interesse comune. Come già detto sopra, questo comportamento isola il mercato belga dei servizi "da impresa a impresa" e l'isolamento di un mercato nazionale ostacola gli scambi di corrispondenza da "impresa a impresa" in misura contraria agli interessi della Comunità.
H. Articolo 15 del regolamento n. 17
(82) Conformemente all'articolo 15 del regolamento n. 17, le infrazioni all'articolo 82 del trattato possono essere oggetto di ammende dell'importo massimo di un milione di EUR o del 10 % del fatturato realizzato nel corso dell'esercizio precedente, a seconda dell'importo più elevato tra questi due, quando intenzionalmente o per negligenza, un'impresa abbia commesso un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 82 del trattato. La cronologia degli eventi nelle trattative tra l'UPEA e La Poste/ABB, e più particolarmente il fatto che La Poste non abbia revocato il recesso del 30 ottobre 1998 dalla convenzione "da impresa a privati" che prevede la "tariffa preferenziale" per l'UPEA fino alla firma, da parte di quest'ultima, della convenzione relativa alla corrispondenza "da impresa a impresa", il 27 gennaio 2000, permettono di concludere che l'offerta connessa è stata attuata intenzionalmente da La Poste. In tale contesto va ricordato che in varie occasioni Hays ha esplicitamente richiamato l'attenzione di La Poste sul fatto che le offerte connesse di un'impresa in posizione monopolistica erano contrarie alle regole comunitarie di concorrenza.
(83) Per stabilire l'ammontare dell'ammenda la Commissione deve tenere conto, in particolare, della gravità e della durata dell'infrazione.
Gravità dell'infrazione
(84) Per valutare la gravità dell'infrazione bisogna prendere in considerazione la natura dell'infrazione, il suo impatto concreto sul mercato e l'estensione del mercato geografico in causa.
1. Natura dell'infrazione
(85) Le offerte connesse effettuate da imprese in posizione dominante sono già state condannate a plurime riprese dalla Corte di giustizia.
(86) La Poste ha inoltre sfruttato i privilegi e le risorse del suo monopolio legale per commettere l'abuso in questione. Con tali comportamenti La Poste intendeva ostacolare gravemente l'accesso al mercato belga dei fornitori di servizi postali fuori monopolio. L'infrazione all'articolo 82 del trattato commessa da La Poste ha avuto proprio l'effetto di ostacolare l'accesso dei produttori concorrenti al mercato belga dei servizi postali non coperti dal monopolio legale. Una politica di offerte connesse praticata da un'impresa in situazione monopolistica per escludere un concorrente attivo in un mercato vicino e fuori monopolio dev'essere considerata come un'infrazione molto grave. I servizi postali in Europa sono in generale caratterizzati dalla coesistenza di un settore in monopolio (per il servizio di corrispondenza ordinaria) e di un settore in concorrenza, in particolare per i servizi a valore aggiunto. Per questa ragione la Commissione deve essere vigile per tutelare la concorrenza in mercati distinti e diversi dal servizio generale coperto da monopolio. Ogni tentativo di eliminare la concorrenza in servizi postali fuori monopolio caratterizzati da una serie di prestazioni a valore aggiunto rispetto al servizio di corrispondenza ordinaria va considerato come una restrizione molto grave della concorrenza.
2. Impatto concreto sul mercato
(87) Per valutare l'impatto concreto che l'infrazione ha avuto sul mercato occorre prendere in considerazione l'impatto concreto che l'infrazione ha avuto sulle attività della ricorrente e l'importanza economica di tali attività. Nel presente caso La Poste ha commesso l'abuso nell'intento, che nella fattispecie rischia di essere conseguito, da un lato di eliminare dal mercato belga un concorrente privato di La Poste e dall'altro di eliminare l'infrastruttura di questo concorrente già installato in Belgio dal 1982. Durante l'esercizio 1999-2000 l'attività di scambio di documenti di Hays in Belgio ha rappresentato un fatturato di 105 milioni di BEF. L'offerta connessa di La Poste ha avuto ripercussioni negative sulla concorrenza nell'attività molto specifica degli scambi di documenti per soddisfare bisogni particolarissimi di un gruppo chiuso di utenti per lo scambio della loro corrispondenza aziendale. Durante il periodo in cui è stata commessa l'infrazione, le quote di mercato di Hays DX in tale attività sono calate costantemente e in modo molto sensibile.
3. Estensione del mercato geografico in causa
(88) Occorre considerare che gli effetti anticoncorrenziali dei comportamenti in causa sono localizzati in un solo Stato membro, il Belgio.
4. Conclusione sulla gravità dell'infrazione
(89) In base a quanto precede si evince che i comportamenti in causa da un lato corrispondono ad infrazioni aventi natura e oggetto particolarmente anticoncorrenziali e, dall'altro, hanno avuto un impatto su un'attività molto specifica che soddisfa bisogni particolarissimi di un gruppo chiuso di utenti che è limitato ad un solo Stato membro. Tenuto conto della presenza di questi diversi elementi bisogna concludere che detti comportamenti corrispondono ad un'infrazione grave.
(90) Data l'esigenza di fissare l'ammontare dell'ammenda in funzione della gravità ad un livello sufficientemente dissuasivo da escludere il ripetersi di detti comportamenti, è opportuno fissare un importo di 2 milioni di EUR.
Durata dell'infrazione
(91) Le infrazioni intervengono dal recesso unilaterale, del 30 ottobre 1998, di La Poste dalla convenzione con l'UPEA, che accordava la "tariffa preferenziale" per la corrispondenza in monopolio, fino al 27 giugno 2001, data alla quale La Poste dichiara di avere cessato il servizio "da impresa a impresa".
(92) Da quanto precede risulta trattarsi di un'infrazione di durata media ed è quindi opportuno imporre una maggiorazione del 25 % all'importo fissato in funzione della gravità dell'infrazione.
(93) Ne consegue che l'importo di base dell'ammenda deve essere di 2,5 milioni di EUR.
Circostanze aggravanti e attenuanti
(94) Non sussistono circostanze aggravanti né attenuanti da prendere in considerazione ai fini della presente decisione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Subordinando il contratto che accorda la "tariffa preferenziale" per il servizio, in monopolio, di corrispondenza "da impresa a privato" all'accettazione, da parte dei beneficiari di tale vantaggio, di prestazioni supplementari in materia di servizio di corrispondenza "da impresa a impresa", De Poste-La Poste ha commesso un'infrazione all'articolo 82 del trattato CE, dal 30 ottobre 1998 al 27 giugno 2001.
Articolo 2
Tenuto conto dell'infrazione di cui all'articolo 1, a La Poste è inflitta un'ammenda di 2,5 milioni di EUR.
L'ammenda è pagabile in euro, nel termine di tre mesi a decorrere dal ricevimento della notificazione della presente decisione, sul conto n. 642-0029000-95 (Codice IBAN: BE 76 6420 0290 0095; Codice SWIFT: BBVABEBB) intestato alla Commissione europea presso il Banco Bilbao Vizcaya Argenaria BBVA, Avenue des Arts 43, B-1040 Bruxelles.
Alla scadenza del termine, sono automaticamente dovuti gli interessi di mora al tasso d'interesse applicato dalla Banca centrale europea alle sue principali operazioni di rifinanziamento il primo giorno del mese nel corso del quale la presente decisione è stata adottata, maggiorato di 3,5 punti percentuali, pari ad un tasso complessivo del 6,77 %.
Articolo 3
De Poste-La Poste, Centre Monnaie, B - 1000 Bruxelles, Belgio, è destinataria della presente decisione.
La presente decisione costituisce titolo esecutivo, conformemente dell'articolo 256 del trattato CE.
Fatto a Bruxelles, il 5 dicembre 2001.

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