Document ID: 31994D0293

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 13 aprile 1994 che accetta gli impegni offerti nell'ambito del procedimento antidumping relativo alle importazioni di nitrato di ammonio originario della Lituania e della Russia e che chiude l'inchiesta per quanto riguarda questi paesi nonché il procedimento antidumping relativo alle importazioni di nitrato di ammonio originario della Bielorussia, della Georgia, del Turkmenistan, dell'Ucraina e dell'Uzbekistan (94/293/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 522/94 (2), in particolare gli articoli 9 e 10,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA (1) Nel luglio 1992 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dalla FMA (Fertiliser Manufacturers' Association), per conto dei produttori che rappresentavano tutta la produzione di nitrato di ammonio nel Regno Unito. La denuncia riguardava le importazioni di nitrato di ammonio originario della Bielorussia, della Georgia, della Lituania, della Russia, del Turkmenistan, dell'Ucraina e dell'Uzbekistan e conteneva elementi di prova dell'esistenza di pratiche di dumping sulle importazioni originarie dei paesi suddetti e del conseguente pregiudizio sostanziale per l'industria comunitaria, nella fattispecie rappresentata dai produttori del Regno Unito, che secondo la denuncia è un mercato competitivo separato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88. Gli elementi di prova contenuti nella denuncia sono stati considerati sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento antidumping.
(2) Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3) la Commissione ha annunciato l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni di nitrato di ammonio originario della Bielorussia, della Georgia, della Lituania, della Russia, del Turkmenistan, dell'Ucraina e dell'Uzbekistan, classificato ai codici NC 3102 30 90 e 3102 40 90 e ha avviato l'inchiesta.
(3) La Commissione ha debitamente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori e i produttori britannici ricorrenti. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere audizioni.
(4) Alcuni esportatori, importatori ed operatori commerciali, nonché tutti i produttori ricorrenti hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto.
(5) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione provvisoria del dumping e del pregiudizio e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
a) produttori comunitari
- ICI Fertilizers, Billingham, Cleveland, Regno Unito,
- Kemirs Agro UK Ltd, Ince, Cheshire, Regno Unito,
- Hydro Fertilizers Ltd, Immingham, South Humberside, Regno Unito;
b) importatori
- Conagra Resources Europe Ltd, Tiverton, Devon, Regno Unito,
- Fertibo Holland NV, Oudenbosch, Paesi Bassi,
- Kali (UK) Ltd, Sawbridgeworth, Herts, Regno Unito,
- London Chemical Co. Ltd, London WC2, Regno Unito,
- Usborne Grain Ltd, Winchester, Hants, Regno Unito;
c) operatori commerciali
- International Polysacks, Viernheim, Germania;
d) produttori di paesi terzi
i) Arcadian Corporation, Memphis, Tennesse, USA;
ii) Un produttore ungherese di nitrato di ammonio, la cui identità non è pubblicata per tutelare il carattere riservato delle informazioni.
(6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1o gennaio e il 30 settembre 1992 (periodo dell'inchiesta).
B. INDUSTRIA COMUNITARIA E CRITERI REGIONALI (7) I produttori del Regno Unito a nome dei quali è stata presentata la denuncia rappresentavano tutta la produzione britannica di nitrato di ammonio. Quasi tutta la loro produzione era venduta sul mercato nazionale, la cui domanda non era soddisfatta in misura sostanziale da produttori situati in altre regioni della Comunità. Le importazioni nella Comunità di nitrato di ammonio originario dei paesi indicati nella denuncia erano inoltre concentrate sul mercato del Regno Unito.
(8) In considerazione di tali circostanze eccezionali, la Comunità, per quanto riguarda la produzione in questione, è suddivisa in due o più mercati competitivi, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88. Il Regno Unito è quindi un mercato distinto ai sensi di detto articolo e i produttori che in esso operano sono considerati come un'industria comunitaria separata.
(9) L'industria comunitaria che, secondo la denuncia, ha subito pregiudizio è quindi rappresentata dai produttori del Regno Unito.
(10) Alcuni importatori hanno affermato che, a norma dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Hydro Fertilizers Ltd. dovrebbe essere esclusa dalla definizione di industria comunitaria, ai sensi del presente procedimento, in quanto è collegata alla società Fertrachem, che ha importato i prodotti oggetto di dumping dalla Russia.
(11) È stato stabilito che nel periodo dell'inchiesta la Fertrachem ha importato un piccolo quantitativo di nitrato di ammonio di origine russa. La Commissione non ha tuttavia ritenuto che le importazioni della Fertrachem giustificassero l'esclusione della Hydro Fertilizers dalla definizione di industria comunitaria, poiché i quantitativi importati erano inferiori allo 0,5 % del mercato britannico. La società aveva inoltre effettuato tali importazioni unicamente per tutelare la sua posizione di mercato, in qualità di distributore, nei confronti del consistente volume di importazioni a basso prezzo dalla Russia e dalla Lituania. Un livello talmente basso di importazioni non avrebbe potuto difendere il produttore britannico interessato dalle conseguenze delle pratiche di dumping né produrre alcun effetto positivo.
(12) Alcuni importatori hanno inoltre sostenuto che la Hydro Fertilizers Ltd e la Kemirs Agro UK Ltd non dovrebbero essere considerate parte dell'industria comunitaria, in quanto appartenevano ad aziende statali di paesi terzi. La Commissione ha ritenuto che questa argomentazione fosse priva di fondamento. Le due imprese sono infatti società a responsabilità limitata che producono nitrato di ammonio nel Regno Unito; la proprietà delle imprese è irrilevante ai fini del loro inserimento nell'industria comunitaria, a condizione che non siano collegate agli esportatori soggetti al procedimento.
(13) È stato inoltre sostenuto che alcuni produttori britannici avrebbero dovuto essere esclusi dalla definizione di industria comunitaria, dato che nel periodo dell'inchiesta avevano importato ammoniaca (una materia prima per la produzione di nitrato di ammonio) dalla Russia e dalla Lituania. Un produttore del Regno Unito ha effettivamente importato piccoli quantitativi di ammoniaca dalla Lituania. Questa circostanza non incide tuttavia sulla sua posizione di produttore comunitario, datoche l'ammoniaca e il nitrato di ammonio sono prodotti diversi.
C. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE (14) Il prodotto in questione è il nitrato di ammonio, un fertilizzante disponibile in forma cristallina oppure granulare, con un tenore di elementi nutritivi azotati compreso tra il 33 % e il 35 %.
(15) Il nitrato di ammonio prodotto dall'industria britannica è un prodotto simile, riguardo alle caratteristiche fisiche e tecniche, al nitrato di ammonio esportato nella Comunità dalla Russia e dalla Lituania.
D. DUMPING a) Importazioni effettuate nel periodo dell'inchiesta
(16) Durante il periodo dell'inchiesta sono state effettuate importazioni nel Regno Unito di nitrato di ammonio originario della Russia e della Lituania. Poiché tuttavia nello stesso periodo non sono state realizzate importazioni del prodotto originario della Bielorussia, della Georgia, del Turkmenistan, dell'Ucraina e dell'Uzbekistan, non è stato possibile calcolare alcun margine di dumping nei confronti di questi paesi.
b) Valore normale
i) Paese analogo
(17) Dato che i paesi esportatori interessati non hanno un'economia di mercato, il valore normale doveva essere determinato in base ai prezzi o ai costi in un paese analogo.
(18) Il ricorrente ha proposto di scegliere il Canada come paese analogo, un esportatore (Jonava Azotas, Lituania) ha invece proposto l'Ungheria e un importatore (Fertibo, Paesi Bassi) ha suggerito di far riferimento agli Stati Uniti.
(19) La Commissione ha scritto a tutti i produttori noti di nitrato di ammonio dei paesi suddetti per chiedere loro di collaborare all'inchiesta e di rispondere ad un questionario.
(20) Hanno risposto al questionario della Commissione i seguenti produttori:
- Simplot Canada Ltd, Brandon, Manitoba, Canada,
- Arcadian Corporation, Memphis, Tennessee, USA,
- un produttore ungherese (la cui identità non è pubblicata per salvaguardare il carattere riservato delle informazioni).
I) Canada
(21) Dall'inchiesta è emerso che, benché la Simplot Canada produca e venda nitrato di ammonio sul mercato canadese, il volume delle vendite sul mercato interno è molto scarso rispetto al volume delle esportazioni dalla Russia e dalla Lituania nel Regno Unito.
(22) È stato stabilito che il nitrato di ammonio sul mercato canadese è piuttosto un prodotto di nicchia, in quanto è raramente usato direttamente come ferzilizzante. Quasi tutta la produzione di nitrato di ammonio in Canada è infatti utilizzata in soluzioni oppure per la fabbricazione di esplosivi. In Russia, in Lituania e negli Stati Uniti il prodotto è invece impiegato principalmente come fertilizzante. Inoltre, il livello delle importazioni di nitrato di ammonio in Canada è estremamente basso, in parte perché ne è vietato il trasporto per vie d'acqua interne. Per questi motivi è stato deciso di non calcolare il valore normale in base ai prezzi o ai costi in Canada.
II) USA
(23) Le vendite dell'Arcadian Corporation (USA) sul mercato interno nel periodo dell'inchiesta erano significative rispetto al volume delle esportazioni dalla Russia e dalla Lituania nel Regno Unito. Occorre tuttavia rilevare che il prodotto statunitense è venduto sul mercato interno alla rinfusa, mentre il prodotto esportato dalla Russia e dalla Lituania è imballato in sacchi. Gli Stati Uniti sono un mercato aperto e competitivo per quanto riguarda il nitrato di ammonio, data la presenza di diversi produttori nazionali e di un livello significativo di importazioni (le importazioni soddisfano oltre il 20 % della domanda interna).
III) Ungheria
(24) L'Ungheria è considerata un paese ad economia di mercato ai fini dei procedimenti antidumping. Nel periodo dell'inchiesta il mercato ungherese del nitrato d'ammonio era competitivo, in quanto era caratterizzato dalla presenza di due produttori nazionali e da una quota sostanziale di importazioni (30 %), provenienti in gran parte dai paesi della Comunità degli Stati indipendenti (CSI). Il produttore ungherese che ha collaborato ha tenuto la contabilità secondo normali pratiche contabili e quindi è stato possibile determinare costi attendibili ai fini del calcolo del valore normale costruito. Nel periodo dell'inchiesta il nitrato di ammonio è stato inoltre prodotto a ritmi normali. Le vendite realizzate sul mercato interno, pur essendo inferiori a quelle degli anni precedenti, erano significative rispetto al volume delle esportazioni nel Regno Unito dalla Russia e dalla Lituania.
ii) Scelta del paese analogo
(25) Tanto gli Stati Uniti quanto l'Ungheria erano mercati aperti nei quali, durante il periodo dell'inchiesta, sono stati commercializzati quantitativi significativi di nitrato di ammonio, con condizioni simili per quanto riguarda l'accesso alle materie prime. La Commissione ritiene che si possa adeguatamente scegliere l'Ungheria come paese analogo, dato che le condizioni di produzione sono simili a quelle della Russia e della Lituania e che i dati contabili forniti dal produttore che ha collaborato sono attendibili.
iii) Determinazione del valore normale
(26) È stato accertato che nel periodo dell'inchiesta i prezzi di vendita del produttore ungherese sul mercato interno non coprivano tutti i costi sostenuti. Il valore normale è stato quindi calcolato in base al corrispondente valore costruito nel periodo dell'inchiesta, ottenuto aggiungendo al costo di produzione (comprendente le spese generali, amministrative e di vendita e i costi di finanziamento) un margine di profitto dell'8 % sul costo del venduto, che è stato considerato adeguato per questo settore alla luce dei risultati dell'inchiesta.
c) Prezzo all'esportazione
(27) Dall'inchiesta è emerso che, tra i paesi citati nella denuncia, soltanto la Russia e la Lituania hanno esportato nitrato di ammonio nel Regno Unito durante il periodo dell'inchiesta. I prezzi all'esportazione relativi ai due paesi suddetti sono stati stabiliti in base al prezzo pagato agli esportatori per il prodotto venduto nel Regno Unito. È stato di norma preso in considerazione il prezzo fob applicato dagli esportatori agli agenti oppure agli importatori, anche quando questi ultimi non erano situati nel Regno Unito, ma hanno successivamente rivenduto i prodotti agli acquirenti del Regno Unito.
d) Confronto
(28) Il confronto tra il valore normale (franco fabbrica) e il prezzo all'esportazione (franco frontiera russa o lituana) è stato effettuato prendendo in esame le singole transazioni allo stesso stadio commerciale. Per ciascuna transazione il prezzo all'esportazione era inferiore al valore normale.
(29) Il valore normale è stato adeguato per tener conto di alcune spese di vendita specificate nell'articolo 2, paragrafo 10, punto c) del regolamento (CEE) n. 2423/88. Poiché il prodotto ungherese è venduto a livello franco fabbrica, sono stati dedotti unicamente i costi del credito.
(30) Non vi sono differenze fisiche o tecniche di rilievo tra il profumo ungherese preso in considerazione per stabilire il valore normale e il prodotto esportato dalla Russia e dalla Lituania. Si tratta quindi di prodotti simili.
e) Margini di dumping
(31) I margini di dumping, espressi in percentuale del prezzo cif frontiera comunitaria, erano del 40,6 % per le importazioni originarie della Russia e del 34,4 % per le importazioni dalla Lituania.
E. PREGIUDIZIO a) Analisi del mercato
i) Consumo complessivo e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping nel Regno Unito
(32) Il consumo di nitrato di ammonio nel Regno Unito è sceso da 2,05 milioni di tonnellate nel 1989 a 1,89 milioni di tonnellate nel 1991, con un calo del 7,8 %, e nel periodo dell'inchiesta (gennaio-settembre 1992) è ancora diminuito dell'8,15 % rispetto allo stesso periodo del 1991, con una flessione da 1,26 milioni da 1,16 milioni di tonnellate.
La quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping originarie della Russia e della Lituania è passata dallo 0,08 % nel 1989 al 7,4 % nel 1991 e al 16,5 % nel periodo dell'inchiesta.
ii) Volume delle importazioni oggetto di dumping
(33) Le importazioni dalla Russia e dalla Lituania sono aumentate da 1 700 tonnellate nel 1989 a 139 200 t in tutto il 1991 e nel periodo dell'inchiesta sono più che raddoppiate, raggiungendo 191 700 t (rispetto a 91 900 t nei primi nove mesi del 1991).
iii) Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
(34) La Commissione ha confrontato la media dei prezzi di vendita nel Regno Unito dei prodotti importati dalla Russia e dalla Lituania con la media dei prezzi di vendita dei produttori britannici, a livello dei distributori. Il confronto è stato effettuato tra i prezzi netti, escludendo tutti gli sconti e gli abbuoni. Alcuni importatori hanno affermato che il prezzo medio dei produttori del Regno Unito, pari a 96,30 UKL, era troppo elevato in quanto non erano stati detratti tutti gli sconti e gli abbuoni. La Commissione, dopo aver accuratamente riesaminato i fatti, ha confermato che il prezzo era stato correttamente determinato.
(35) È stato in tal modo riscontrato che nel periodo dell'inchiesta i prodotti importati originari della Lituania e della Russia erano venduti in media a prezzi inferiori rispettivamente del 13,4 % e del 18,1 % ai prezzi dei produttori del Regno Unito.
(36) Date le condizioni del mercato del Regno Unito, il nitrato di ammonio importato, anche in una situazione di normale concorrenza, può essere venduto soltanto se è offerto ad un prezzo inferiore del prodotto nazionale. Gli agricoltori ritengono infatti che il nitrato di ammonio di origine russa e lituana sia di qualità inferiore rispetto al prodotto ottenuto nel Regno Unito e la loro convinzione è rafforzata dai messaggi pubblicitari dei produttori britannici. Gli importatori inoltre non possono offrire la stessa sicurezza di approvvigionamento dei fornitori nazionali, né gli stessi servizi ai consumatori. Di conseguenza, è normale che esista una differenza di prezzo tra il prodotto del Regno Unito e quello importato dalla Russia e dalla Lituania. In base alle informazioni ottenute nel corso dell'inchiesta, la Commissione ritiene che tale differenza sia di 8 UKL per tonnellata.
(37) Il ricorrente ha affermato che una differenza di 5 UKL sarebbe più appropriata, senza tuttavia presentare elementi per giustificare questa proposta.
La Commissione ha stabilito la differenza di 8 UKL tenendo conto in particolare di un controllo effettuato presso un importatore, che vendeva tanto nitrato di ammonio di origine russa, quanto un'altra marca comunitaria, ma non britannica. In questo caso il prodotto comunitario era venduto ad un prezzo che superava di 8 UKL quello del prodotto russo. Dato che la differenza tra i prezzi presentava grandi variazioni secondo la regione e il tipo di acquirente, la Commissione ha concluso che 8 UKL era una media adeguata.
(38) Pertanto, dopo aver tenuto conto della normale eccedenza del prezzo del prodotto nazionale rispetto a quello delle importazioni, risulta che i prodotti importati originari della Lituania e della Russia sono stati comunque venduti a prezzi inferiori rispettivamente del 5 % e del 10 % a quelli dei produttori del Regno Unito.
b) Cumulo delle importazioni oggetto di dumping
(39) Per valutare l'incidenza delle importazioni oggetto di dumping sull'industria del Regno Unito, la Commissione ha preso in esame le conseguenze delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania, considerate complessivamente. Nel caso in esame il cumulo è giustificato, per i motivi qui di seguito esposti.
I) Il volume delle importazioni originarie dei due paesi è significativo. Dall'inchiesta è emerso che nel periodo dell'inchiesta i due paesi hanno esportato nel Regno Unito quantitativi approssimativamente equivalenti di nitrato di ammonio.
II) Le caratteristiche fisiche del prodotto originario dei due paesi sono simili.
III) Sul mercato del Regno Unito i prodotti russi e lituani sono in concorrenza tra loro e con il prodotto simile dell'industria britannica.
IV) I prodotti russi e lituani utilizzano gli stessi tipi di canali di distribuzione e il comportamento degli esportatori dei due paesi riguardo alla determinazione dei prezzi nel Regno Unito è generalmente simile.
c) Situazione dell'industria del Regno Unito
i) Produzione
(40) La produzione di nitrato di ammonio nel Regno Unito è passata da 1,82 milioni di tonnellate nel 1989 a 2,06 milioni di tonnellate nel 1991. Nel periodo dell'inchiesta la produzione è diminuita del 29 %, scendendo a 1,14 milioni di tonnellate. Un produttore ha dovuto cessare completamente l'attività per una parte del periodo. Su base annua, il livello di produzione era inferiore del 20 % a quello del 1989.
ii) Utilizzazione degli impianti
(41) Tra il 1989 e il 1991, i produttori del Regno Unito hanno ridotto la capacità di produzione del 12 %, ovvero da 3,11 a 2,74 milioni di tonnellate. La capacità è ancora scesa del 6 % nel periodo dell'inchiesta. In considerazione del calo della produzione, nel periodo dell'inchiesta il coefficiente di utilizzazione degli impianti era del 58 % come nel 1989. Questa percentuale rappresenta tuttavia una rilevante flessione rispetto al 1991, quando tale coefficiente, in aumento dal 1989, era del 75 %.
iii) Scorte
(42) Tra il 1989 e la fine del periodo dell'inchiesta le scorte dei produttori del Regno Unito sono aumentate di quattro volte, passando da 126 300 tonnellate a 502 700 tonnellate.
iv) Vendite
(43) Tra il 1989 e il 1991, le vendite dei produttori del Regno Unito ad acquirenti indipendenti sul mercato sono scese da 1,57 a 1,45 milioni di tonnellate, con un calo dell'8 %. Nel periodo dell'inchiesta le vendite sono diminuite in misura ancora maggiore, scendendo da 915 000 tonnellate a 697 000 tonnellate, con una flessione del 24 %.
v) Quota di mercato
(44) La quota di mercato dei produttori del Regno Unito, che nel periodo 1989-1991 era rimasta stabile tra il 76 % e il 78 %, è scesa al 60 % nel periodo dell'inchiesta (rispetto al 72,4 % nei corrispondenti nove mesi del 1991).
vi) Prezzi
(45) La media dei prezzi di vendita netti dei produttori del Regno Unito a tutti gli acquirenti indipendenti (grossisti e dettaglianti) è aumentata da 107,50 UKL per tonnellata nel 1989 a 108,10 UKL per tonnellata nel 1990, scendendo in seguito a 100,60 UKL nei primi nove mesi del 1991. Nel periodo dell'inchiesta i prezzi sono ancora diminuiti del 3 %, scendendo a 97,50 UKL.
vii) Redditività
(46) Tra il 1989 e il 1991 i produttori britannici hanno realizzato in media un margine di profitto dell'11 % sul giro d'affari. I profitti sono infatti passati dal 7,8 % nel 1989 al 16,1 % nel 1990, scendendo all'8,3 % nel 1991. I risultati finanziari dell'industria del Regno Unito si sono deteriorati nel periodo dell'inchiesta, quando i produttori hanno subito perdite corrispondenti all'1,7 % del giro d'affari. Le perdite sono dovute al calo dei prezzi e al netto aumento dei costi di produzione unitari.
La Commissione ritiene che questo settore, per rimanere competitivo e per poter finanziare nuovi investimenti, deve ottenere un margine di profitto minimo del 10 % sui costi.
viii) Occupazione
(47) Il numero di persone occupate dai produttori del Regno Unito nel settore del nitrato di ammonio è sceso del 20 % tra il 1989 e il 1991 ed è ancora diminuito del 5 % nel periodo dell'inchiesta.
d) Conclusione
(48) Appare evidente che la situazione dell'industria britannica si è aggravata tra il 1989 e la fine del periodo dell'inchiesta. L'andamento della maggior parte dei principali indicatori è stato infatti negativo.
(49) Per quanto riguarda l'entità del pregiudizio subito, il periodo può essere diviso in due parti. Tra il 1989 e il 1991 la situazione dell'industria comunitaria era relativamente sana. La produzione e l'utilizzazione degli impianti sono aumentate ed è stato possibile mantenere la quota di mercato ed un adeguato margine di redditività. Gli indicatori che hanno avuto un andamento negativo sono i livelli dei prezzi, le scorte e l'occupazione, che è diminuita con l'aumento della produttività.
(50) Nel periodo dell'inchiesta invece tutti gli indicatori erano in calo rispetto ai primi nove mesi del 1991. Si è registrata infatti una contrazione della produzione, delle vendite e della quota di mercato interno, mentre i prezzi sono ancora diminuiti e l'industria nel suo complesso ha subito perdite.
(51) In considerazione degli elementi suesposti, la Commissione ritiene che l'industria del Regno Unito abbia subito un pregiudizio sostanziale.
F. NESSO CAUSALE a) Introduzione
(52) Il nitrato di ammonio prodotto nel Regno Unito e quello importato dalla Russia e dalla Lituania sono in concorrenza diretta essenzialmente in base al prezzo. (È stata ammessa una detrazione in considerazione del fatto che i consumatori ritengono che i prodotti siano qualitativamente diversi, come risulta nel punto 36). I prodotti sono destinati allo stesso tipo di consumatori e sono venduti in sacchi da mezza tonnellata.
b) Pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di dumping
i) Quota di mercato
(53) Tra il 1989 e il 1991, la quota di mercato delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania è passata dallo 0,1 % al 7,4 %. Nel periodo suddetto, le importazioni non hanno inciso sulla quota di mercato dei produttori del Regno Unito, che è rimasta sempre superiore al 76 %, ma hanno sostituito importazioni da altre fonti.
(54) Nel periodo dell'inchiesta la quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping dalla Russia e dalla Lituania è passata dal 7,3 % al 16,5 %. Nello stesso periodo la quota di mercato dei produttori britannici è scesa dal 72,4 % al 60 %. Dato che la quota di mercato delle importazioni da altre fonti è aumentata soltanto del 3,2 %, la perdita della quota di mercato dell'industria del Regno Unito deve essere attribuita in gran parte alle importazioni oggetto di dumping.
ii) Vendite
(55) Nel periodo dell'inchiesta le vendite dei produttori del Regno Unito sono diminuite di 218 000 tonnellate, mentre il volume delle importazioni oggetto di dumping dalla Russia e dalla Lituania è aumentato di 100 000 tonnellate. Una parte considerevole del calo delle vendite sul mercato interno può quindi essere attribuito alle importazioni in questione.
iii) Produzione
(56) La produzione dell'industria del Regno Unito è scesa di 458 000 tonnellate nel periodo dell'inchiesta. Il contemporaneo aumento delle importazioni oggetto di dumping, pari a 100 000 tonnellate, ha in parte contribuito al calo della produzione e alla corrispondente diminuzione dell'utilizzazione degli impianti.
iv) Prezzi e redditività
(57) Nel periodo dell'inchiesta il prezzo di vendita medio per tonnellata dei produttori britannici era di 97,50 UKL, con un calo del 3 % rispetto allo stesso periodo del 1991 e del 10 % rispetto al 1990. Appare evidente che l'aumento delle importazioni oggetto di dumping ha contribuito in misura considerevole al calo dei prezzi, dato che i prodotti importati sono stati offerti in vendita sul mercato a prezzi inferiori a quelli dei produttori del Regno Unito di un margine massimo del 20 %. Nel 1991 l'industria britannica ha mantenuto la propria quota di mercato nonostante le importazioni in dumping, riducendo i prezzi e subendo un corrispondente calo dei profitti. Nonostante la diminuzione dei prezzi, i produttori del Regno Unito hanno potuto realizzare un margine di profitto sufficiente, anche se ridotto. Nel periodo dell'inchiesta i produttori britannici, per far fronte alla sottoquotazione dei prezzi da parte delle importazioni oggetto di dumping, hanno ulteriormente ridotto i prezzi, senza tuttavia poter evitare un considerevole calo delle vendite.
(58) Per quanto riguarda l'incidenza della sottoquotazione è stabilito che, anche tenendo conto della normale differenza tra i prezzi dei prodotti nazionali e delle importazioni, nel periodo dell'inchiesta i prezzi delle importazioni oggetto di dumping erano inferiori a quelli applicati dai produttori del Regno Unito di un margine compreso tra il 5 % e il 10 %. In considerazione di tale differenza, la concorrenza tra le importazioni e i prodotti nazionali si manifesta unicamente in termini di prezzi. A questo proposito nel corso dell'inchiesta è stato accertato, in base ad elementi di prova, che molti consumatori che precedentemente utilizzavano il prodotto dell'industria britannica hanno deciso di acquistare i prodotti importati a causa del prezzo inferiore di questi ultimi. In tali circostanze i produttori del Regno Unito sono stati costretti a ridurre ulteriormente i prezzi nel tentativo di restare competitivi.
(59) Le importazioni oggetto di dumping sono state quindi la causa principale del calo dei prezzi nel periodo dell'inchiesta e sono state in parte responsabili della diminuzione della redditività.
c) Pregiudizio provocato da altri fattori
(60) È stato sostenuto che altri fattori, oltre alle importazioni oggetto di dumping, hanno provocato il pregiudizio subito dall'industria del Regno Unito. Questi fattori sono esaminati nei punti seguenti.
i) Importazioni da altre fonti
(61) Tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta, la quota di mercato delle importazioni da altri paesi, escluse la Russia e la Lituania, è rimasta al 23 %. Come già si è detto, queste importazioni sono state in parte sostituite dalle importazioni dalla Russia e dalla Lituania tra il 1989 e il 1991, ma nel periodo dell'inchiesta la loro quota di mercato è aumentata del 3,2 %, mentre quella dei produttori britannici è scesa del 12,4 %. Di conseguenza, le importazioni non oggetto di dumping hanno contribuito in misura minore alla diminuzione della quota di mercato dell'industria del Regno Unito, mentre in termini quantitativi l'aumento delle vendite corrispondenti, pari a 16 000 tonnellate, non appare rilevante rispetto al calo delle vendite dei produttori britannici, che sono scese di 218 000 tonnellate.
(62) La media dei prezzi all'importazione cif dei prodotti importati da altre fonti era superiore del 15 % ai prezzi delle importazioni oggetto di dumping e dall'inchiesta è emerso che il prezzo di vendita finale nel Regno Unito era in linea di massima superiore al prezzo delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania. In tali circostanze, le importazioni non oggetto di dumping non hanno provocato un pregiudizio sostanziale ai produttori del Regno Unito, dato che la loro incidenza in termini di volume e di prezzi non ha avuto variazioni rilevanti dal 1989 in poi.
ii) Importazioni di altri fertilizzanti azotati
(63) Alcuni importatori hanno affermato che le importazioni di nitrato di ammonio dalla Russia e dalla Lituania hanno sostituito le importazioni di altri fertilizzanti azotati, quali l'urea, che sono diminuite, e che l'eventuale pregiudizio subito dai produttori del Regno Unito doveva essere valutato alla luce di tale situazione.
(64) A parte il fatto che il prodotto in esame nel presente procedimento è il nitrato di ammonio, è evidente che i produttori britannici di nitrato di ammonio avrebbero potuto subire le conseguenze delle importazioni di altri fertilizzanti azotati, quali l'urea, che non sono prodotti nel Regno Unito. L'argomentazione non è tuttavia sostenuta dai fatti. Tra il 1989 e il 1992 (considerando il periodo dell'inchiesta su base annuale) le importazioni complessive di fertilizzanti azotati sono aumentate di 200 000 tonnellate, interamente attribuibili alla crescita delle importazioni oggetto di dumping del nitrato di ammonio originario della Russia e della Lituania. Pertanto in queste circostanze le importazioni oggetto di dumping non hanno sostituito quelle di altri fertilizzanti azotati, bensì si sono aggiunte al mercato.
iii) Calo della domanda complessiva
(65) Diverse parti hanno affermato che il pregiudizio subito dall'industria del Regno Unito era dovuto al calo della domanda complessiva.
(66) Tra il 1989 e il 1991, la flessione della domanda complessiva di nitrato di ammonio nel Regno Unito, pari all'8 %, ha contribuito in misura significativa alla diminuzione comparabile delle vendite dei produttori britannici, poiché la quota di mercato è rimasta invariata. Nel periodo dell'inchiesta le vendite dei produttori del Regno Unito hanno subito un calo di 218 000 tonnellate, di cui 100 000 tonnellate direttamente attribuibili all'ulteriore contrazione della domanda complessiva, che si è ridotta dell'8 %.
(67) Nell'intero periodo compreso tra il 1989 e il settembre 1992 la domanda è scesa del 15 %, mentre le vendite dei produttori britannici sono diminuite del 30 %. Il caso della domanda complessiva ha quindi inciso sull'andamento negativo delle vendite e della produzione.
iv) Strategia dei produttori del Regno Unito
I) Capacità, produzione e scorte
(68) Alcuni esportatori ed importatori hanno affermato che l'industria britannica stessa è responsabile del pregiudizio da essa subito, a causa della mancata riduzione della capacità e della conseguente sovrapproduzione.
(69) I produttori hanno reagito al calo della domanda del 15 % tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta riducendo la capacità di produzione annua di 500 000 tonnellate (equivalenti al 16 % del livello del 1989). In tutto il periodo, tuttavia, la capacità è rimasta superiore del 50 % alla domanda complessiva del Regno Unito e quasi doppia rispetto al volume delle vendite sul mercato interno. Anche se una parte della capacità è stata utilizzata per produrre nitrato di ammonio per la preparazione di miscele oppure per impieghi industriali interni, in considerazione del limitato volume di esportazioni dal Regno Unito e della considerevole quota di mercato delle importazioni (anche senza le importazioni oggetto di dumping), questa situazione ha favorito la sovrapproduzione dell'industria britannica.
(70) Tra il 1989 e il 1991 la produzione dell'industria del Regno Unito è aumentata di 240 000 tonnellate, con un incremento del 13 %, mentre la domanda complessiva è scesa di 160 000 tonnellate. Benché una parte della produzione sia utilizzata internamente e quindi non venga venduta ai consumatori, a causa della sovrapproduzione nello stesso periodo le scorte sono aumentate di 230 000 tonnellate. L'aumento delle scorte non può essere attribuito alle importazioni oggetto di dumping, poiché nel periodo in esame queste ultime non avevano avuto alcuna incidenza sulla quota di mercato dell'industria del Regno Unito. Anche se, come ha affermato il ricorrente, il livello delle scorte era abbastanza basso alla fine del 1989, questa situazione non giustifica l'entità dell'aumento registrato tra il 1989 e il 1991.
(71) Nel periodo dell'inchiesta, per reagire alla precedente sovrapproduzione e in seguito al calo della produzione destinata alla preparazione di miscele, i produttori britannici hanno ridotto drasticamente la produzione, in misura quasi cinque volte superiore all'aumento delle importazioni oggetto di dumping. Le scorte, tuttavia, sono ancora aumentate.
(72) Un produttore ha dovuto cessare l'attività per un periodo considerevole, con conseguenze quali l'aumento dei costi unitari di produzione e il calo della redditività. In tali circostanze, pertanto, almeno una parte delle perdite dell'industria del Regno Unito può essere attribuita alla sovrapproduzione degli anni precedenti.
(73) Nel periodo dell'inchiesta la produzione era scesa del 20 % rispetto al livello del 1989, mentre la domanda complessiva era diminuita del 15 %. È stato quindi concluso che il considerevole calo della produzione, la diminuzione dell'utilizzazione degli impianti e l'aumento delle scorte nel periodo dell'inchiesta erano dovuti principalmente alla precedente sovrapproduzione e non alle importazioni oggetto di dumping. Il calo della produzione dopo il 1989 era stato provocato essenzialmente dalla flessione della domanda globale.
II) Strategia dei costi
(74) Alcuni importatori hanno sostenuto che i produttori del Regno Unito sono stati inefficienti e che hanno sostenuto spese generali eccessivamente elevate.
(75) La Commissione ha tuttavia riscontrato che i produttori del Regno Unito hanno ottenuto buoni risultati per quanto riguarda la riduzione dei costi. Nonostante l'aumento dei costi unitari di produzione nel periodo dell'inchiesta, a causa dell'interruzione dell'attività, in genere dopo il 1989 i produttori hanno ridotto i costi e in particolare le spese generali.
III) Politica di vendita
(76) Alcuni importatori hanno inoltre affermato che l'industria britannica non è riuscita ad adeguare la sua politica di produzione e di vendita ai mutamenti della situazione di mercato, in quanto ha continuato a produrre durante tutto l'anno, in previsione del fatto che commercianti ed agricoltori acquistassero il nitrato di ammonio con diversi mesi d'anticipo rispetto alla stagione primaverile e che sostenessero i relativi costi. Gli importatori affermano che i clienti preferiscono invece acquistare i fertilizzanti immediatamente prima della stagione e che gli importatori, a differenza dei produttori nazionali, reagiscono a questa tendenza concentrando la loro attività in inverno e in primavera. Questa situazione avrebbe contribuito al pregiudizio subito dai produttori del Regno Unito.
(77) La Commissione ha accertato che effettivamente i commercianti e gli agricoltori tendono ad effettuare gli acquisti nel periodo immediatamente precedente la stagione. Questa tendenza si è tuttavia accentuata in seguito alla disponibilità di grandi volumi di importazioni oggetto di dumping a basso prezzo dalla Russia e dalla Lituania. È inoltre evidente che, in genere, gli importatori di prodotti stagionali possono decidere con maggiore flessibilità dei produttori in quale momento desiderino rifornire il mercato interno, dato che i produttori devono avere un'attività quasi costante per sfruttare al massimo gli impianti e per limitare i costi unitari (senza che per questo sia giustificata la sovrapproduzione oppure la capacità eccedente). La capacità dei produttori di adeguarsi al mercato è quindi limitata rispetto a quella degli importatori. È stato inoltre stabilito che i produttori del Regno Unito sono obbligati a vendere per consegna differita con un considerevole sconto oppure in base ad un negozio fiduciario, nell'ambito del quale il prezzo finale viene fissato successivamente, in modo da sostenere i costi che altrimenti sarebbero a carico degli acquirenti.
IV) Politica di distribuzione
(78) Gli importatori hanno inoltre affermato che negli ultimi anni i produttori del Regno Unito hanno venduto unicamente ad un numero limitato di distributori, alcuni dei quali successivamente sono stati incorporati in un'unica società. In tali circostanze, secondo gli importatori, alcuni acquirenti non hanno potuto ottenere il prodotto nazionale, almeno a prezzi ragionevoli. I produttori del Regno Unito si sarebbero quindi esclusi da una parte del mercato interno e sarebbero responsabili del pregiudizio subito.
(79) La Commissione non può accettare questa argomentazione. Le società che si occupano di questo tipo di prodotti normalmente trattano con un numero circoscritto di commercianti o intermediari. Tanto i produttori britannici, quanto gli importatori del prodotto originario della Russia e della Lituania vendono a questi acquirenti, che talvolta sono gli stessi. È possibile che alcuni clienti abbiano dovuto acquistare il prodotto nazionale attraverso canali di vendita diversi da quelli utilizzati precedentemente, ma non esistono elementi di prova indicanti che fosse generalmente difficile ottenere tale prodotto.
V) Miglioramento della produttività
(80) L'occupazione nell'industria britannica è scesa del 20 % tra il 1989 e il 1991, mentre la produzione è aumentata del 13 %. La maggior parte del calo dell'occupazione deve quindi essere attribuita all'aumento della produttività.
d) Conclusione
(81) Alla luce di quanto precede, la Commissione conclude che alcuni fattori, oltre alle importazioni oggetto di dumping, hanno contribuito al pregiudizio subito dall'industria del Regno Unito.
(82) La flessione generalizzata della domanda, la sovrapproduzione e la capacità eccedente dell'industria britannica hanno contribuito considerevolmente all'andamento negativo della produzione, delle scorte e dell'utilizzazione degli impianti, nonché, in misura minore, al calo delle vendite, della quota di mercato e della redditività. Il miglioramento della produttività ha in parte provocato il calo dell'occupazione.
(83) Il restante pregiudizio, provocato dalle pratiche di dumping, riguarda principalmente la diminuzione delle vendite e della quota di mercato durante il periodo dell'inchiesta, nonché la riduzione dei prezzi e della redditività dell'industria del Regno Unito dopo il 1990, anche se i profitti erano ancora sufficienti sino al periodo dell'inchiesta. Le pratiche di dumping hanno inoltre avuto alcune conseguenze riguardo al calo della produzione e all'aumento delle scorte, ma non hanno avuto alcuna incidenza sull'utilizzazione degli impianti oppure sull'occupazione.
(84) La Commissione conclude che una parte del pregiudizio subito dall'industria del Regno Unito è stato causato da altri fattori. Tuttavia, in considerazione della gravità del pregiudizio complessivo, è stato conlcuso che il pregiudizio subito nel periodo dell'inchiesta e provocato dalle importazioni oggetto di dumping dalla Russia e dalla Lituania è sostanziale.
G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ a) Aspetti generali
(85) Per stabilire se nell'interesse della Comunità debbano essere istituite misure antidumping, la Commissione ha considerato che l'obiettivo di tali misure, volte ad eliminare le distorsioni della concorrenza derivanti da pratiche commerciali sleali e quindi a ripristinare condizioni di concorrenza aperta e leale sul mercato comunitario, corrisponde all'interesse generale della Comunità.
b) Conseguenze per l'industria comunitaria
(86) Per quanto riguarda il presente procedimento, la Commissione ritiene che, in mancanza di misure volte a correggere gli effetti delle importazioni oggetto di dumping, almeno un produttore del Regno Unito sarebbe costretto a chiudere gli impianti e forse a cessare completamente l'attività, in considerazione dell'ingente volume di capacità eccedente in Russia e in Lituania e delle pratiche di dumping accertate nel periodo dell'inchiesta.
Nel Regno Unito sarebbero in tal modo perduti numerosi posti di lavoro e la concorrenza sul mercato sarebbe ridotta.
c) Conseguenze per gli utilizzatori
(87) Gli agricoltori britannici hanno effettivamente beneficiato a breve termine dei bassi prezzi delle importazioni oggetto di dumping e alcuni di essi hanno espresso alla Commissione le loro preoccupazioni in merito all'eventuale incidenza delle misure antidumping sul prezzo dei fertilizzanti sul mercato del Regno Unito. Occorre tuttavia rilevare che i fertilizzanti rappresentano soltanto il 10 % del costo complessivo dei fattori produttivi nel Regno Unito, dato che i prezzi sono nettamente diminuiti negli ultimi anni. Secondo le statistiche del ministero dell'agricoltura e della pesca, nel settembre 1992 i prezzi dei fertilizzanti erano inferiori del 24 % al livello del 1985. L'eventuale aumento dei prezzi derivante dalle misure antidumping non avrebbe quindi un'incidenza rilevante sui budget degli agricoltori e non costituisce quindi un motivo sufficiente per non istituire legittime misure a tutela dei produttori del Regno Unito.
d) Incidenza sugli scambi con i paesi dell'ex Unione Sovietica
(88) Per quanto riguarda i criteri relativi all'interesse della Comunità, alcuni esportatori hanno affermato che la Commissione, nell'elaborazione delle proposte relative ai casi antidumping, deve tener debitamente conto dell'impegno dichiarato della Comunità di promuovere gli scambi con i paesi dell'ex Unione Sovietica per agevolare la loro transizione verso l'economia di mercato. La Commissione osserva tuttavia che questo impegno non esclude la possibilità di istituire misure antidumping qualora la difesa dell'industria comunitaria sia giustificata. La soluzione proposta dalla Commissione nel caso in esame intende inoltre ridurre al minimo eventuali conflitti tra l'obiettivo delle misure e l'esigenza di promuovere gli scambi con i paesi dell'ex Unione Sovietica, nell'ambito della legislazione antidumping della Comunità.
e) Conclusione
(89) La Commissione conclude che nel caso in esame le misure antidumping sono conformi all'interesse della Comunità.
H. CHIUSURA DELLA PROCEDURA NEI CONFRONTI DELLA BIELORUSSIA, DELLA GEORGIA, DEL TURKMENISTAN, DELL'UCRAINA E DELL'UZBEKISTAN (90) Come risulta dal punto 16, la Commissione non ha trovato elementi relativi all'esistenza di importazioni nel Regno Unito di nitrato di ammonio originario della Bielorussia, della Georgia, del Turkmenistan, dell'Ucraina e dell'Uzbekistan nel periodo dell'inchiesta. Il procedimento antidumping relativo a questi paesi deve pertanto essere chiuso.
(91) Il ricorrente ha messo in evidenza che nei paesi suddetti esiste una rilevante capacità di produzione e, in base ai prezzi applicati sui mercati dei paesi dell'Europa orientale, sostiene che questa situazione rappresenta una minaccia di pregiudizio. Non esistono tuttavia elementi di prova relativi ad un'imminente modifica delle circostanze tale da provocare un afflusso di importazioni oggetto di dumping dai paesi in questione.
(92) Il comitato consultivo non ha fatto obiezioni a questo proposito.
I. ACCETTAZIONE DI IMPEGNI RELATIVI ALLE IMPORTAZIONI ORIGINARIE DELLA RUSSIA E DELLA LITUANIA i) Procedura
(93) Prima di elaborare le conclusioni in materia di dumping e di pregiudizio nel caso in esame, la Commissione ha comunicato le risultanze dell'inchiesta a tutte le parti interessate. Dopo aver esaminato tutte le osservazioni ricevute, la Commissione ha concluso che le importazioni originarie della Lituania e della Russia erano oggetto di dumping e che avevano provocato un pregiudizio sostanziale all'industria del Regno Unito. La Commissione ha quindi concluso che nell'interesse della Comunità dovevano essere adottate misure di difesa. Ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 6 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha dato agli esportatori della Russia e della Lituania l'opportunità di offrire impegni riguardo alla regione interessata.
(94) Occorre rilevare che, prima dell'accettazione degli impegni, la Commissione aveva portato a termine un'inchiesta esauriente sul caso in esame e che, tra l'altro, aveva dato a tutte le parti interessate l'opportunità di esercitare i loro diritti a norma dell'articolo 7, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
ii) Misure di difesa in un caso regionale
(95) L'obiettivo delle misure antidumping in un caso regionale è di tutelare la regione interessata, in questo caso il Regno Unito, che rappresenta il 40 % circa della produzione e del consumo di nitrato di ammonio nella Comunità. Poiché non è possibile riscuotere un dazio sulle importazioni unicamente in uno Stato membro di un'unione doganale quale la Comunità, l'accettazione di impegni appare la soluzione preferibile e deve quindi essere presa in considerazione in primo luogo. L'azione alternativa sarebbe infatti l'imposizione di un dazio antidumping in tutta la Comunità, che avrebbe l'effetto non voluto ma inevitabile di tutelare la restante industria comunitaria, che non ha chiesto alcuna misura di difesa. Pertanto, a norma dell'articolo 13, paragrafo 6 del regolamento (CEE) n. 2423/88, il dazio potrebbe essere istituito unicamente qualora non siano offerti impegni accettabili.
iii) Tipo di impegni
(96) La Commissione ha informato gli esportatori della Russia e della Lituania del fatto che, oltre agli impegni sui prezzi, sarebbero stati presi in considerazione anche impegni quantitativi, qualora gli esportatori di ciascun paese accettassero di limitare ad un determinato volume le esportazioni nel Regno Unito di nitrato di ammonio. Poiché nel periodo dell'inchiesta le esportazioni dalla Russia e dalla Lituania erano equivalenti, è stato ritenuto opportuno dividere in parti uguali tra i due paesi il quantitativo fissato negli impegni.
(97) L'industria del Regno Unito, benché nella fattispecie fosse contraria all'accettazione di impegni, in quanto riteneva che la loro applicazione fosse estremamente difficile, ha espresso la propria preferenza per un impegno sui prezzi, sostenendo che le misure quantitative non avrebbero risolto il problema del livello inadeguato dei prezzi sul mercato.
(98) La Commissione ha invece ritenuto che nel presente procedimento gli impegni quantitativi siano preferibili agli impegni sui prezzi, in quanto, data l'oscillazione dei prezzi, una soluzione di questo tipo potrebbe escludere dal mercato le importazioni originarie della Russia e della Lituania. È noto, tra l'altro, che i produttori del Regno Unito hanno ridotto nettamente i loro prezzi di vendita immediatamente dopo la fine del periodo dell'inchiesta. Dato che non è possibile stabilire in che misura questa riduzione dei prezzi fosse dovuta alle importazioni oggetto di dumping, ai fini dell'eliminazione del pregiudizio non sarebbe equo fissare un prezzo in base alla media relativa al periodo dell'inchiesta e prevedere che gli esportatori, nelle nuove condizioni di mercato, possano continuare ad operare applicando tale prezzo.
(99) La Commissione ritiene inoltre che con un impegno quantitativo gli esportatori possano mantenere un determinato livello di produzione continuando ad operare sul mercato del Regno Unito e che al tempo stesso sia possibile eliminare il pregiudizio subito dai produttori del Regno Unito a causa delle importazioni oggetto di dumping, poiché una riduzione del volume delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania permetterebbe all'industria britannica di aumentare le vendite e la produzione e avrebbe effetti positivi sui prezzi.
(100) Gli impegni non avrebbero inoltre conseguenze negative per la concorrenza, dato che nel Regno Unito sono effettuate importazioni di nitrato di ammonio da diverse altre fonti (in particolare paesi dell'Europa orientale). Queste importazioni sono in concorrenza diretta con i prodotti nazionali e hanno già conquistato una quota di mercato significativa.
iv) Volume delle importazioni secondo gli impegni quantitativi
(101) Dato il livello medio delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania tra il 1990 e il 1992 e in considerazione del fatto che nel 1992 le importazioni nel Regno Unito dai due paesi suddetti superavano 320 000 tonnellate, la Commissione ritiene che, per eliminare il pregiudizio, sia necessaria una sostanziale riduzione di tale volume. La Commissione conclude pertanto che gli impegni quantitativi dovrebbero stabilire che il volume annuo complessivo delle importazioni dalla Russia e dalla Lituania non superi 200 000 tonnellate, ovvero 100 000 tonnellate da ciascun paese. Il quantitativo stabilito è inferiore di quasi il 40 % a quello relativo al 1992.
v) Accettazione dell'impegno per quanto riguarda le importazioni dalla Lituania
(102) L'esportatore lituano, la società Jonava Azotas, che ha collaborato pienamente all'inchiesta, si è impegnato a limitare il volume delle esportazioni a 100 000 tonnellate all'anno. La Commissione è convinta che la Jonava Azotas, che è l'unico produttore lituano e che gestisce la propria attività di esportazione, possa controllare tutte le esportazioni di nitrato di ammonio di origine lituana, tanto più che l'impegno è sostenuto dal governo.
(103) L'impegno prevede un meccanismo di controllo che, secondo la Commissione, potrà essere applicato efficacemente. Il produttore lituano ha accettato di comunicare ogni trimestre (e inizialmente ogni mese) informazioni particolareggiate, che saranno controllate, sulle sue esportazioni nel Regno Unito e negli altri Stati membri, in base alle singole transazioni. Dato che le informazioni comunicate regolarmente riguarderanno tutte le esportazioni nella Comunità, e non soltanto nel Regno Unito, con dati particolareggiati sulle modalità di spedizione e sull'identità dell'acquirente finale, la Commissione ritiene di poter controllare le eventuali esportazioni nel Regno Unito attraverso altri Stati membri, per verificare che siano state inserite nel quantitativo fissato nell'impegno.
(104) La Commissione ritiene quindi che l'impegno offerto dalla Jonava Azotas debba essere accettato.
vi) Accettazione degli impegni per quanto riguarda le importazioni originarie della Russia
(105) In considerazione del numero elevato di produttori russi che esportano o che potrebbero esportare il nitrato di ammonio, dopo che è stato soppresso l'ente statale che esercitava il controllo delle esportazioni, la Commissione ritiene che soltanto un impegno gestito dal governo centrale possa comprendere tutti gli esportatori e quindi essere accettabile.
(106) La Commissione ha ricevuto un'offerta di impegno da parte del ministero delle relazioni economiche esterne della Federazione russa, relativa alla limitazione delle esportazioni nel Regno Unito di nitrato di ammonio originario della Russia ad un quantitativo di 100 000 tonnellate. Per controllare l'applicazione dell'impegno sarà introdotto un sistema generale di licenze di esportazione per questo prodotto, nell'ambito del quale le licenze relative alle esportazioni ad acquirenti del Regno Unito sarebbero limitate a spedizioni non superiori a 100 000 tonnellate all'anno.
(107) Dopo aver esaminato l'impegno offerto, la Commissione ha ritenuto che le autorità russe avessero la capacità di controllare le esportazioni di tutti i produttori russi, dato che le merci sarebbero autorizzate ad uscire dal territorio nazionale soltanto previa presentazione della licenza di esportazione alla dogana. È stato inoltre osservato che, secondo l'impegno, ogni trimestre (e inizialmente ogni mese) saranno presentate alla Commissione relazioni sull'andamento delle esportazioni, in base alle singole transazioni, che potranno essere verificate. Le autorità russe sono inoltre disposte a tenere consultazioni con la Commissione qualora sorgessero difficoltà riguardo all'applicazione dell'impegno e hanno manifestato l'intenzione di collaborare per prevenire l'eventuale elusione. A questo proposito valgono le stesse considerazioni espresse nel punto 103 riguardo alla Lituania.
(108) In tali circostanze la Commissione ritiene che l'impegno offerto dal ministero delle relazioni economiche esterne della Federazione russa debba essere accettato.
vii) Considerazioni relative all'accettazione degli impegni offerti
(109) L'industria del Regno Unito ha affermato che gli impegni offerti dal ministero delle relazioni economiche esterne della Russia non sarebbero stati rispettati, dato che le autorità russe non sono in grado di controllare le esportazioni.
(110) La Commissione respinge questa argomentazione e, in considerazione dei fatti esposti nei punti 106 e 107, è tuttora convinta che il ministero possa controllare tutte le esportazioni russe e quindi far applicare l'impegno.
(111) L'industria britannica ha inoltre sostenuto che, anche se fosse possibile controllare adeguatamente le esportazioni, gli impegni sarebbero elusi in quanto le importazioni nel Regno Unito potrebbero essere fatte transitare attraverso altri Stati membri, in modo da superare i quantitativi fissati.
(112) Data l'esistenza del mercato unico, la Commissione non sottovaluta la difficoltà di controllare l'applicazione di impegni regionali. La Commissione intende pertanto iniziare a controllare l'osservanza degli impegni immediatamente dopo la loro entrata in vigore e verificare regolarmente i dati forniti, alla luce delle procedure di cui ai punti 103 e 107.
(113) L'industria britannica ha inoltre sostenuto che il quantitativo complessivo di 200 000 tonnellate offerto dalle parti russe e lituane era troppo elevato e non avrebbe eliminato il pregiudizio. A prova di questa tesi, essa ha sottolineato che il quantitativo offerto oltrepassava il volume delle importazioni originarie della Russia e della Lituania durante il 1991 e che, nello stesso periodo, l'industria britannica aveva già sofferto un notevole pregiudizio.
(114) La Commissione non è d'avviso che il Regno Unito abbia sofferto un pregiudizio notevole nel 1991 per i motivi citati nel punto 49. Come esposto nel punto 101, il quantitativo offerto rappresenta una riduzione del 40 % rispetto al volume delle importazioni nel 1992, periodo in cui l'industria del Regno Unito ha effettivamente sofferto un pregiudizio notevole causato dalle importazioni di dumping originarie della Russia e della Lituania. Tale quantitativo rappresenta una riduzione sostanziale delle importazioni pregiudizievoli e, di conseguenza, condurrà ad un incremento delle vendite e ad opportunità di prezzi per l'industria britannica, nonostante un certo declino nella domanda globale.
Alla luce di quanto sopra, la Commissione conclude che il quantitativo offerto è ragionevole ed adeguato ad eliminare il pregiudizio.
(115) È stato inoltre osservato che nella fattispecie un impegno regionale quantitativo non corrisponde comunque all'interesse della Comunità, poiché provocherebbe la deviazione in altri Stati membri di un considerevole volume di importazioni oggetto di dumping, che quindi sarebbero causa di pregiudizio in altre regioni della Comunità. L'industria britannica ha presentato questa argomentazione sostenendo che nel caso in esame la misura più adatta era l'istituzione di un dazio antidumping per tutta la Comunità, poiché gli impegni offerti non erano accettabili.
(116) La Commissione riconosce che, in seguito all'imposizione di limiti quantitativi, le importazioni potrebbero essere in parte deviate (in funzione delle condizioni commerciali) verso altri Stati membri, in particolare la Francia, dove recentemente le restrizioni sulle importazioni dirette dalla Russia e dalla Lituania sono state eluse da importazioni immesse in libera pratica attraverso altri Stati membri. La valutazione dell'interesse della Comunità implica tuttavia un'analisi equilibrata dell'incidenza delle misure su tutte le parti interessate. A questo proposito è stato considerato che, poiché gli impegni offerti sono ritenuti adeguati, l'imposizione di un dazio per tutta la Comunità sarebbe un'azione sproporzionata, in quanto, oltre all'industria britannica, riguarderebbe anche la restante industria comunitaria, che rappresenta il 60 % della produzione e che non ha chiesto alcuna misura di difesa. Il dazio antidumping sarebbe inoltre pagato su un ingente volume di importazioni, per il quale non è stata denunciata, né accertata l'esistenza di pratiche di dumping tali da provocare pregiudizio. Per quanto riguarda l'interesse della Comunità nel suo complesso, gli eventuali effetti che gli impegni potrebbero avere in termini di deviazioni parziali degli scambi appaiono nettamente meno significativi.
(117) Al momento della consultazione del comitato consultivo in merito all'accettazione degli impegni offerti, numerosi Stati membri hanno fatto obiezioni. Ai sensi dell'articolo 9 e dell'articolo 10, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha inviato al Consiglio una relazione sull'esito delle consultazioni e ha proposto di chiudere l'inchiesta con l'accettazione degli impegni. Di conseguenza, a norma dell'articolo 9 e 10, paragrafo 1 del regolamento suddetto, la presente decisione avrà effetto e sarà pubblicata unicamente se il Consiglio non decide altrimenti nel termine di un mese.
viii) Istituzione di un dazio antidumping in caso di violazione dell'impegno
(118) La Commissione rileva che in caso di violazioni degli impegni relativi alla Russia e alla Lituania, può essere immediatamente istituito un dazio provvisorio applicabile in tutta la Comunità, in base ai fatti stabiliti nella presente inchiesta e senza dover svolgere nuove inchieste in materia di dumping e di pregiudizio.
(119) L'importo del dazio, a norma dell'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88, non deve superare il livello sufficiente per eliminare il pregiudizio, qualora quest'ultimo sia inferiore al margine di dumping.
(120) Nel caso in esame la Commissione ritiene che, per eliminare il pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di dumping, sia necessario che i prezzi delle importazioni aumentino sino ad un livello che consenta ai produttori del Regno Unito di compensare i costi di produzione e di ottenere un adeguato margine di profitto.
(121) Dato che nel periodo dell'inchiesta l'industria del Regno Unito ha subito perdite, il metodo più corretto per stabilire il dazio tale da eliminare il pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping è quello di confrontare i prezzi di vendita dei prodotti russi e lituani (adeguati per tener conto della normale differenza di 8 UKL) con un prezzo traguardo dei produttori britannici. Il prezzo traguardo è determinato aggiungendo ai costi di produzione un profitto del 10 %, considerato equo. I costi sono stati adeguati per escludere un aumento registrato nel periodo dell'inchiesta a causa di fattori diversi dalle importazioni oggetto di dumping.
(122) Espressi in percentuale del prezzo cif, gli importi necessari per eliminare il pregiudizio corrispondono al 17,5 % per le importazioni dalla Lituania e al 26,7 % per quelle provenienti dalla Russia (equivalenti rispettivamente a 11,50 UKL e a 16 UKL per tonnellata). Dato che questi importi sono nettamente inferiori ai margini di dumping, pari rispettivamente al 34,4 % e al 40,6 %, l'aliquota del dazio deve essere stabilita in base agli importi necessari per eliminare il pregiudizio.
(123) In considerazione delle variazioni dei prezzi cif dichiarati che sono state riscontrate nel corso dell'inchiesta, i servizi della Commissione ritengono che il tipo di dazio antidumping più efficace per eliminare il pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping sia un dazio specifico equivalente a 11,50 UKL per tonnellata per le importazioni dalla Lituania e a 16 UKL per tonnellata per le importazioni dalla Russia,
DECIDE:
Articolo 1
Sono accettati gli impegni offerti dalla Russia e dalla società Jonava Azotas, Lituania, nell'ambito del procedimento antidumping relativo alle importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia e della Lituania.
Articolo 2
È chiusa l'inchiesta relativa al procedimento antidumping concernente le importazioni di nitrato di ammonio originario della Russia e della Lituania.
Articolo 3
È chiuso il procedimento antidumping relativo alle importazioni di nitrato di ammonio originario della Bielorussia, della Georgia, del Turkmenistan, dell'Ucraina e dell'Uzbekistan.
Articolo 4
La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatto a Bruxelles, il 13 aprile 1994.

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