Document ID: 32002D0785

Decisione della Commissione
del 7 maggio 2002
relativa agli aiuti che l'Italia intende concedere, a norma dell'articolo 21 della legge della Regione Sardegna n. 21/2000, alle imprese agricole che utilizzano combustibili diversi dal metano
[notificata con il numero C(2002) 1785]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(2002/785/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detto articolo,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera dell'11 gennaio 2001, protocollata il 16 gennaio 2001, l'Italia ha notificato alla Commissione, conformemente all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, le misure di aiuto contemplate dalla legge della Regione Sardegna 14 novembre 2000, n. 21.
(2) Con lettere del 7 maggio 2001, e del 22 giugno 2001, protocollate rispettivamente il 10 maggio 2001 e il 25 giugno 2001, le autorità italiane hanno trasmesso informazioni supplementari.
(3) Con lettera del 25 luglio 2001 la Commissione ha informato l'Italia della propria decisione di non sollevare obiezioni in merito alle misure previste agli articoli da 1 a 12 e da 14 a 20 della legge 21/2000 e di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato riguardo agli aiuti di cui all'articolo 21 della medesima.
(4) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(1). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito agli aiuti di cui trattasi.
(5) La Commissione non ha ricevuto osservazioni in merito da parte degli interessati.
(6) Le autorità italiane hanno inviato osservazioni riguardo all'avvio del procedimento con lettera dell'11 febbraio 2002.
II. DESCRIZIONE DEGLI AIUTI
(7) La legge regionale 21/2000 disciplina la concessione di una vasta tipologia di aiuti a favore dei settori agricolo e forestale della Regione Sardegna. La legge, costituita da ventotto articoli, sostituisce numerose leggi regionali vigenti nel settore agricolo adeguando le disposizioni regionali agli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo(2).
(8) L'articolo 21 della legge 21/2000 prevede aiuti finalizzati al contenimento dei costi di produzione relativi all'uso di combustibile diverso dal metano. L'amministrazione regionale è autorizzata ad erogare aiuti alle imprese agricole a copertura della differenza di costo tra il metano e il carburante agricolo utilizzato, a condizione che quest'ultimo non usufruisca di altre agevolazioni. Nella lettera dell'11 febbraio 2002 inviata in risposta all'avvio del procedimento, le autorità italiane hanno affermato che l'aiuto riguarda soltanto i serricoltori. La formulazione dell'articolo è tuttavia generale e non esclude alcun tipo di impresa. La concessione dell'aiuto cessa con l'attuazione del "programma di metanizzazione della Sardegna" di cui all'articolo 6 della legge 31 marzo 1998, n. 73.
(9) In base alle informazioni fornite dalle autorità italiane, la misura è giustificata dal costo molto più elevato del gasolio rispetto al metano, che non è disponibile sull'isola per mancanza di una rete di metanizzazione. Secondo i calcoli delle autorità italiane, il costo di 10 Cal. gasolio nell'isola sarebbe di 1,125 lire a fronte di 0,63 lire per 10 Cal. metano.
(10) Secondo le autorità italiane, la mancanza di una rete di metanizzazione rappresenta per l'isola una grave disparità e uno svantaggio strutturale che incidono pesantemente sui costi di produzione degli agricoltori sardi, creando condizioni di disequilibrio nei confronti dei produttori di altre regioni che possono usufruire di una fonte energetica (metano) molto meno cara del gasolio. In questo contesto, gli aiuti sarebbero destinati semplicemente a porre i produttori dell'isola nelle stesse condizioni di competitività dei produttori agricoli operanti in regioni metanizzate, fino all'attuazione del programma di metanizzazione della Sardegna.
(11) L'aiuto non è stato erogato dalle autorità italiane.
III. OSSERVAZIONI DELL'ITALIA
(12) Con lettera dell'11 febbraio 2002, protocollata il 13 febbraio 2002, la rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea ha trasmesso i commenti delle autorità italiane alle osservazioni formulate dalla Commissione nella decisione relativa all'avvio del procedimento.
(13) Nella lettera si afferma che l'aiuto interesserebbe esclusivamente i serricoltori, ossia una produzione di 757000 quintali destinata quasi interamente al consumo interno, a fronte di una produzione nazionale di 13000000 quintali.
(14) L'aiuto sarebbe inoltre concesso per un periodo limitato in quanto il governo italiano, con il sostegno della Comunità europea, ha approvato il programma di metanizzazione della Sardegna.
(15) Le autorità italiane concordano con la Commissione sul fatto che l'aiuto non ha effetti strutturali sul settore nel suo complesso e non può pertanto essere approvato in base all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato. Tuttavia, poiché i costi di riscaldamento delle serre in Sardegna sono molto maggiori di quelli di altre regioni italiane e di altri Stati membri che possono beneficare del metano, esse ritengono che si possa sostenere che l'aiuto, lungi dall'esonerare i serricoltori dell'isola dai costi che devono essere sostenuti da tutte le altre imprese, mettono le prime in condizioni di parità con le seconde. A tale riguardo le autorità italiane sottolineano che il costo elevato del gasolio comporta una sottoutilizzazione delle serre, con il conseguente aumento dei costi fissi, la diminuzione delle potenzialità delle imprese e la perdita di mercati potenziali per prodotti con caratteristiche particolari molto apprezzati dai consumatori.
(16) Inoltre, dato che la Sardegna è una regione ammessa all'obiettivo 1, l'aiuto potrebbe beneficiare della deroga prevista all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato come aiuto destinato a favorire lo sviluppo economico di regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione.
IV. VALUTAZIONE
(17) Secondo l'articolo 87, paragrafo 1, del trattato che istituisce la Comunità europea, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
Sussistenza degli aiuti
(18) L'articolo 21 della legge n. 21 prevede la possibilità di concedere alle imprese agricole un contributo a copertura della differenza di costo tra due tipi di combustibile: il metano e il gasolio. Grazie alla misura in oggetto, che è finanziata mediante risorse pubbliche, i beneficiari, che sono esclusivamente aziende agricole della Sardegna, fruiscono del finanziamento per spese che normalmente sarebbero state a loro carico, a scapito di altre aziende che non ricevono aiuti analoghi. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, quando un aiuto finanziario concesso dallo Stato rafforza la posizione di un'impresa nei confronti di imprese concorrenti, si può verificare una distorsione della concorrenza nei riguardi delle imprese concorrenti che non beneficiano dell'aiuto(3).
(19) Nella lettera di avvio del procedimento la Commissione ha sostenuto che, poiché le imprese beneficiarie dell'aiuto operano in un mercato internazionale fortemente competitivo, la misura di cui trattasi incide sugli scambi tra Stati membri(4) e ricade dunque nel disposto dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(20) Nella risposta, come già indicato al considerando 13, le autorità italiane hanno sottolineato la natura limitata dell'aiuto, che interesserebbe esclusivamente le serre per una produzione di 757000 quintali destinata quasi interamente al consumo interno, a fronte di una produzione nazionale di 13000000 quintali.
(21) A tale riguardo occorre sottolineare che, contrariamente alle affermazioni delle autorità italiane, l'articolo 21 della legge 21/2000 che prevede la concessione dell'aiuto di cui trattasi, nella sua formulazione, non limita la concessione degli aiuti ai serricoltori ma si applica a tutte le imprese agricole che soddisfano i criteri da esso stabiliti. Non si può dunque escludere che l'aiuto venga erogato anche a imprese in grado di esportare verso altri Stati membri. Quanto al carattere limitato dell'aiuto, occorre sottolineare che l'entità relativamente esigua di un aiuto o le dimensioni relativamente modeste dell'impresa beneficiaria non escludono a priori l'eventualità che vengano influenzati gli scambi tra Stati membri(5). Per il settore agricolo questa posizione trova riscontro nel regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d'importanza minore "de minimis", che esclude esplicitamente l'attività agricola dal proprio campo di applicazione(6).
(22) Quanto al fatto che le imprese beneficiarie operano prevalentemente sul mercato interno dell'isola, va osservato che, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, un aiuto a favore di un'impresa può incidere sugli scambi tra Stati membri ed essere di natura tale da falsare la concorrenza, anche quando l'impresa non esporta in altri Stati membri ma si trova in concorrenza sul mercato interno con i produttori di altri Stati membri. Qualora infatti uno Stato membro conceda un aiuto ad un'impresa, la produzione interna può risultare invariata o aumentare, con la conseguenza che le possibilità delle imprese con sede in altri Stati membri di esportare i loro prodotti sul mercato di questo Stato membro risultano ridotte. Un aiuto siffatto è quindi idoneo ad incidere sul commercio tra Stati membri ed a falsare la concorrenza(7).
(23) Visto che i prodotti agricoli sono oggetto di importanti scambi a livello comunitario, la Commissione conclude che le misure esaminate rientrano nel campo di applicazione del divieto di cui all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(24) Il divieto di cui all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato è seguito da deroghe, enunciate ai paragrafi 2 e 3 dello stesso articolo.
(25) Considerata la natura e gli obiettivi degli aiuti in questione, le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 2, del trattato sono manifestamente inapplicabili. L'Italia non ha peraltro chiesto l'applicazione di tale disposizione del trattato.
(26) L'articolo 87, paragrafo 3, precisa le circostanze in cui gli aiuti di Stato possono essere considerati compatibili con il mercato comune. Tale compatibilità deve essere valutata dal punto di vista comunitario e non da quello di un particolare Stato membro. Nell'interesse del funzionamento del mercato comune, le deroghe al divieto di erogare aiuti di Stato devono essere interpretate in maniera restrittiva.
(27) Per quanto riguarda la deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera b), va osservato che l'aiuto in esame non è finalizzato a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia italiana.
(28) L'aiuto, inoltre, non è né destinato né è idoneo a promuovere o conseguire gli obiettivi indicati all'articolo 87, paragrafo 3, lettera d), del trattato.
(29) Secondo l'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), possono essere considerati compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione.
(30) Nelle osservazioni inviate in risposta all'avvio del procedimento, le autorità italiane hanno invocato l'applicabilità di tale deroga. A sostegno di tale argomento esse hanno fatto presente che la Sardegna è una regione ammessa all'obiettivo 1 con un tasso di occupazione pari, nel 1999, al 36,9 %(8) ed implicante che in media ciascun lavoratore dell'isola ha due persone a carico.
(31) L'argomentazione delle autorità italiane non può essere accolta. Va innanzi tutto sottolineato che la classificazione nell'"obiettivo 1" è finalizzata agli interventi dei Fondi strutturali(9) e non dà diritto agli aiuti previsti all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato, anche se nella maggior parte dei casi le zone definite per i fondi strutturali e le zone definite per gli aiuti di stato coincidono. Per quanto riguarda gli aiuti di Stato nel settore agricolo, le regioni ammesse all'obiettivo 1 possono beneficiare di un tasso di aiuto più favorevole rispetto alle regioni che non ne fanno parte, ma unicamente a livello della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli e alle condizioni previste dagli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo(10). Tali aiuti sono comunque autorizzati dalla Commissione ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato come aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche, e non ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato che viene invece invocato dalle autorità italiane.
(32) Possono beneficiare della deroga prevista all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato soltanto taluni aiuti concessi in determinate regioni della Comunità che rispondono a criteri e condizioni specifici ed estremamente rigorosi definiti negli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale(11). Tali orientamenti non si applicano al settore agricolo(12), per cui l'argomentazione delle autorità italiane non può essere accolta. Per di più, a norma dei punti 4.15 e 4.17 di tali orientamenti, gli aiuti al funzionamento possono essere autorizzati solo in casi eccezionali ed a condizione che siano di natura regressiva, presupposti che non sussistono nella fattispecie.
(33) Dalle considerazioni che precedono si desume che l'aiuto in esame potrebbe beneficiare soltanto della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, secondo cui possono essere considerati compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. A tal fine, occorre stabilire se l'aiuto rispetta le disposizioni degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo che si applicano a tutti gli aiuti di Stato concessi per attività inerenti la produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli di cui all'allegato I del trattato(13).
(34) Come già indicato, la misura in questione prevede la possibilità di erogare aiuti a copertura della differenza di costo tra il carburante agricolo utilizzato dalle aziende dell'isola - il gasolio - e il metano. Secondo le informazioni trasmesse dalle autorità italiane, la misura è giustificata dal costo molto maggiore del gasolio rispetto al metano(14), non disponibile sull'isola per la mancanza di una rete di metanizzazione. Secondo le autorità italiane, tale mancanza rappresenta una grave disparità e uno svantaggio strutturale che incidono pesantemente sui costi di produzione degli agricoltori sardi, creando condizioni di disequilibrio nei confronti dei produttori di altre regioni che possono usufruire di una fonte energetica (metano) molto meno cara del gasolio. In questo contesto, gli aiuti sarebbero destinati semplicemente a porre i produttori dell'isola nelle stesse condizioni di competitività rispetto ai produttori agricoli operanti in regioni metanizzate, fino all'attuazione del programma di metanizzazione della Sardegna.
(35) Nell'avvio del procedimento, nel sollevare dubbi circa la compatibilità dell'aiuto in questione con il mercato comune, la Commissione ha fatto valere che un contributo a copertura della differenza di costo tra un tipo di combustibile più costoso come il gasolio e uno meno costoso come il metano mira esclusivamente ad aiutare gli agricoltori sardi a contenere i costi globali di produzione riducendo artificiosamente (mediante risorse statali) l'incidenza di uno degli elementi che determinano tali costi. Riducendo artificiosamente i costi globali di produzione delle imprese beneficiarie, l'aiuto in questione porta ad un miglioramento "artificioso" della competitività delle imprese beneficiarie a scapito delle imprese concorrenti della Comunità che devono far fronte al costo completo dei fattori di produzione oppure trovare soluzioni produttive più innovative per cercare di ridurli. Un aiuto di questo tipo è, per definizione, un aiuto al funzionamento(15) senza alcun effetto strutturale sul settore e pertanto incompatibile con il mercato comune.
(36) Tale principio è illustrato chiaramente al punto 3.5 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo, secondo il quale "fatte salve le eccezioni esplicitamente previste dalla normativa comunitaria o dai presenti orientamenti, gli aiuti di Stato unilaterali intesi meramente a migliorare la situazione finanziaria dei produttori senza contribuire in alcun modo allo sviluppo del settore .... sono considerati aiuti al funzionamento, incompatibili con il mercato comune".
(37) La legislazione comunitaria non prevede la possibilità di concedere aiuti al funzionamento come quelli in oggetto. La Commissione considera compatibili con il mercato comune gli aiuti al funzionamento solo in casi particolari e a condizioni molto rigorose, conformemente ai citati orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale ed alla "Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente"(16). Al considerando 32 è già stata evidenziata l'inapplicabilità dei primi al settore agricolo. Poiché l'aiuto in esame non ha finalità ambientale, non si può applicare nemmeno la seconda.
(38) Per quanto riguarda gli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo, conformemente al punto 5.5, va osservato che essi autorizzano deroghe al divieto generale degli aiuti al funzionamento soltanto in un caso specifico riguardante di alcuni aiuti a favore del settore ambientale, come gli aiuti destinati ad alleviare i costi inerenti all'osservanza di nuove norme nazionali più rigorose delle norme comunitarie vigenti in materia ambientale, gli aiuti per la messa a punto di biocarburanti o le agevolazioni fiscali ai sensi del punto 5.5.4 degli stessi orientamenti. La misura prevista all'articolo 21 della legge 21/2000 non ricade in nessuna di queste deroghe, che sono manifestamente inapplicabili.
(39) Alla luce di quanto suesposto si può concludere che l'aiuto di cui all'articolo 21 della legge 21/2000 non rientra in nessuna delle deroghe relative alla concessione degli aiuti al funzionamento previste dalla legislazione comunitaria e dagli orientamenti relativi al settore agricolo ed è pertanto incompatibile con il mercato comune.
(40) Le osservazioni formulate dalle autorità italiane dopo l'avvio del procedimento non sono di natura tale da modificare la posizione della Commissione.
(41) Occorre innanzitutto sottolineare che le autorità italiane concordano con la Commissione sul fatto che l'aiuto non ha alcun effetto strutturale sullo sviluppo complessivo del settore e che quindi non può essere considerato compatibile ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato.
(42) Come si è già indicato, le autorità italiane si limitano a sottolineare la natura limitata dell'aiuto(17) e a ribadire che, tenuto conto dei costi di riscaldamento più elevati a carico dei serricoltori della Sardegna rispetto ad imprese di altri Stati membri o di altre regioni italiane che possono utilizzare il metano, l'aiuto in realtà non esonera serricoltori dell'isola dai costi che devono essere sostenuti da altri serricoltori nelle medesime condizioni, bensì pone le imprese sarde in condizioni di parità con le altre.
(43) In assenza di ulteriori elementi atti a modificarne la posizione iniziale, la Commissione ribadisce che le differenze tra i costi dei fattori di produzione tra regioni geografiche o settori economici diversi non possono giustificare la concessione di aiuti che hanno come unica finalità l'eliminazione artificiosa di tali differenze. Un aiuto di questo tipo costituisce un mero aiuto al funzionamento a favore delle imprese in questione inteso a conferire ai beneficiari un vantaggio economico temporaneo. L'obiettivo dell'aiuto è infatti unicamente quello di ridurre i costi di produzione a carico dei beneficiari per la durata di concessione dell'aiuto, esonerando l'impresa di spese di gestione corrente che normalmente dovrebbe sostenere. Esso non ha alcun effetto strutturale sullo sviluppo del settore e non può essere considerato idoneo ad agevolare lo sviluppo di talune attività o regioni economiche. L'aiuto ricade pertanto nel divieto previsto per gli aiuti al funzionamento al punto 3.5 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo, senza poter beneficiare di alcuna delle deroghe contemplate dalla legislazione comunitaria, ed è dunque incompatibile con il mercato comune.
V. CONCLUSIONI
(44) Alla luce di quanto precede risulta che l'aiuto previsto all'articolo 21 della legge regionale n. 21/2000 è incompatibile con il mercato comune e non può pertanto beneficiare di alcuna delle deroghe contemplate all'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
Non è necessario procedere al recupero dell'aiuto, in quanto esso non è stato erogato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto di Stato previsto all'articolo 21 della legge della Regione Sardegna 21/2000, per le imprese agricole che utilizzano combustibili diversi dal metano, è incompatibile con il mercato comune.
A detto aiuto non può pertanto essere data esecuzione.
Articolo 2
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione l'Italia informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 3
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 7 maggio 2002.

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