Document ID: 32008D0315

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
dell'11 dicembre 2007
relativa all'aiuto di Stato C 32/07 (ex N 389/06) - meccanismo difensivo temporaneo per la costruzione navale - Portogallo
[notificata con il numero C(2007) 6063]
(Il testo in lingua portoghese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2008/315/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, e in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'Accordo sullo spazio economico europeo, e in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni a norma delle disposizioni succitate (1), e tenuto conto di dette osservazioni,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Il Portogallo ha notificato la misura il 20 giugno 2006. La Commissione, con lettera del 6 luglio 2006, ha chiesto informazioni complementari al Portogallo e ha proposto di prorogare il periodo previsto per l'adozione di una decisione sull'aiuto notificato, conformemente all'articolo 4, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 659/1999 (2), fino al momento in cui la Commissione avrebbe adottato una decisione su una precedente notifica analoga presentata dal Portogallo, ancora in fase di valutazione (3). Il Portogallo, con lettera del 25 luglio 2006, ha accettato la proposta.
(2)
La Commissione, con lettera dell'11 maggio 2007, ha riavviato la valutazione della notifica facendo presente al Portogallo che non era ancora completa. Il Portogallo ha fornito informazioni complementari con lettere del 5 e rispettivamente 26 luglio 2007.
(3)
Con lettera del 10 agosto 2007, la Commissione ha comunicato al Portogallo la propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in relazione all'aiuto in questione.
(4)
Con lettera del 17 settembre 2007, le autorità portoghesi hanno presentato commenti nell'ambito del procedimento succitato.
(5)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (4). La Commissione ha invitato le parti interessate a presentare osservazioni. Non sono pervenute osservazioni da terzi.
II. DESCRIZIONE DELL'AIUTO
(6)
L'aiuto era destinato a Estaleiros Navais de Viana do Castelo SA («ENVC»), cantiere navale portoghese attualmente con un organico di 1 000 unità.
(7)
Il Portogallo propone di concedere a ENVC aiuti diretti corrispondenti a 6 575 558 EUR in relazione a sette contratti di costruzione navale, firmati tra il 4 febbraio e il 31 marzo 2005. I dati relativi ai contratti e ai corrispondenti aiuti proposti sono i seguenti:
Navi multiuso per carichi pesanti
Data della firma del contratto
Armatore
Aiuto di Stato proposto (EUR)
C 228
24.2.2005
JMS Schiffarhtsgesellschaft mbH &CO KG MS
1 212 766
C 229
24.2.2005
JMS Schiffarhtsgesellschaft mbH &CO KG MS
1 212 766
C 230
4.2.2005
MARE Schiffarhtsgesellschaft
1 212 766
C 231
4.2.2005
MARE Schiffarhtsgesellschaft
661 102
C 232
4.2.2005
MARE Schiffarhtsgesellschaft
630 328
C 233
4.2.2005
MARE Schiffarhtsgesellschaft
433 064
C 210
31.3.2005
Mutualista Açoreana
1 212 766
(8)
Sulla base delle informazioni contenute nella notifica, la richiesta di aiuto relativo alla totalità dei sette contratti è stata presentata dai cantieri navali nel luglio 2005, ossia dopo la firma dei contratti. Il Portogallo ha approvato gli aiuti a condizione che fossero autorizzati dalla Commissione, mediante decisione congiunta del ministero delle Finanze e dell'amministrazione pubblica e del ministero dell'Economia e dell'innovazione in data 7 agosto 2006.
(9)
Le navi sono state consegnate o si prevede che vengano consegnate alle seguenti date:
Nave
Data di consegna
C 228
30 settembre 2007
C 229
30 dicembre 2007
C 230
28 luglio 2006
C 231
30 ottobre 2006
C 232
3 gennaio 2007
C 233
24 aprile 2007
C 210
10 luglio 2007
(10)
Il Portogallo propone di concedere gli aiuti sulla base del regolamento (CE) n. 1177/2002 del Consiglio, relativo ad un meccanismo difensivo temporaneo per la costruzione navale (5), modificato dal regolamento (CE) n. 502/2004 del Consiglio (6), («regolamento MDT»). Il regolamento MDT è entrato in vigore il 3 luglio 2002 ed è scaduto il 31 marzo 2005. Pertanto, non era più in vigore quando il Portogallo ha notificato gli aiuti.
(11)
Il Portogallo sostiene che i contratti rientravano nel campo di applicazione del regolamento MDT, dato che erano stati firmati durante il periodo di applicazione del medesimo.
III. RAGIONI PER AVVIARE IL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE
(12)
La Commissione, nella decisione di avvio del procedimento di indagine formale sul caso di specie, ha espresso dubbi quanto alla compatibilità dell'aiuto con il mercato comune in base al regolamento MDT, per le ragioni presentate in prosieguo.
(13)
In primo luogo, la Commissione dubitava dell'effetto d'incentivazione dell'aiuto. La Commissione ha osservato che la richiesta di aiuto era stata presentata dopo la firma dei contratti. Inoltre, il Portogallo aveva approvato gli aiuti a livello interno (subordinatamente all'approvazione della Commissione) dopo più di un anno dalla presentazione della domanda. Il Portogallo non ha presentato elementi di prova che dimostrassero che, all'epoca in cui i cantieri ENVC hanno firmato il contratto, fossero state date loro garanzie pubbliche dell'ottenimento di un aiuto. Di conseguenza, la Commissione dubitava che i cantieri ENVC fossero stati incentivati dall'esistenza di aiuti statali a realizzare i progetti in causa.
(14)
In secondo luogo, la Commissione ha contestato la base giuridica indicata ai fini dell'approvazione dell'aiuto. La Commissione ha precisato che il regolamento MDT è scaduto il 31 marzo 2005, e quindi non era in vigore all'epoca in cui il Portogallo ha approvato e notificato l'aiuto. La Commissione ha inoltre osservato che, nella sua decisione relativa al caso C 26/2006 (ex N 110/2006) (7), aveva spiegato dettagliatamente la ragione per la quale riteneva che il regolamento MDT non potesse ormai costituire una base giuridica per l'autorizzazione di nuovi aiuti al funzionamento a favore della costruzione navale. Nel caso di specie, il Portogallo non ha presentato alcuna nuova informazione idonea a modificare la valutazione della Commissione a questo riguardo e, di conseguenza, non poteva considerare, in questa fase, che l'aiuto fosse compatibile con il mercato comune.
IV. OSSERVAZIONI PRESENTATE DALLE AUTORITÀ PORTOGHESI
(15)
Il Portogallo ha sottolineato, in termini generali, che, per quanto concerne i contratti in causa, i cantieri erano principalmente in concorrenza con altri cantieri extracomunitari, trovandosi ad affrontare, specificamente, la concorrenza sleale dei cantieri coreani, il che costituiva peraltro l'oggetto del regolamento MDT. Inoltre, i contratti non incidevano né minacciavano di alterare la concorrenza nell'UE, dal momento che tutti i cantieri dell'UE avevano uguale accesso agli aiuti concessi in base al regolamento MDT, direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Di conseguenza, non si poteva ritenere che le misure notificate incidessero sugli scambi commerciali tra gli Stati membri.
(16)
Quanto all'effetto d'incentivazione dell'aiuto, il Portogallo ha sostenuto che non era materialmente possibile che i cantieri ENVC avessero potuto presentare una domanda di aiuto debitamente giustificata prima della firma dei contratti, dati gli aspetti inerenti alle negoziazioni. I contatti con gli armatori erano iniziati prima della domanda di aiuto di ENVC. Il Portogallo ha del pari sostenuto che, benché i cantieri ENVC avessero firmato i contratti senza garanzie pubbliche sull'ottenimento dell'aiuto, essi avevano negoziato e firmato i contratti e costruito le navi nell'aspettativa che sia le autorità portoghesi che la Commissione avrebbero autorizzato l'aiuto, una volta soddisfatte tutte le condizioni oggettive richieste nel caso di specie per poter beneficiare dell'aiuto.
(17)
Quanto alla base giuridica invocata per l'approvazione dell'aiuto, le autorità portoghesi rinviano alle osservazioni presentate nel contesto del procedimento C 26/2006 (8) che considerano applicabile nel caso di specie. Il Portogallo ha osservato che i contratti in causa erano stati firmati durante il periodo di applicazione del regolamento MDT, ossia, prima del 31 marzo 2005 e prima che l'organismo dell'OMC responsabile della risoluzione delle controversie adottasse la relazione che condannava il succitato regolamento. Il Portogallo ha inoltre dichiarato che non era possibile notificare gli aiuti prima della scadenza del regolamento MDT, dato che i contratti sono stati firmati soltanto nel febbraio e marzo del 2005 (ossia poco prima della scadenza del regolamento MTD). Ciò nonostante, il Portogallo ritiene che ciò non annulli la validità di detti contratti che soddisfacevano le condizioni oggettive previste nel regolamento MTD all'epoca della loro rispettiva firma.
V. VALUTAZIONE
(18)
Ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
(19)
La Commissione ritiene che le misure proposte costituiscano aiuti di Stato, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. Le misure assumono la forma di una sovvenzione finanziata mediante risorse statali. Benché il regolamento MDT fosse applicabile in tutti gli Stati membri e tutti i cantieri fossero ammissibili ad aiuti in virtù del succitato regolamento, come sostenuto dal Portogallo, le misure sono selettive dato che si limitano ai cantieri ENVC. Questa sovvenzione selettiva può falsare la concorrenza, dato che conferisce ai cantieri ENVC un vantaggio rispetto agli altri concorrenti che non beneficiano dell'aiuto. A questo riguardo, il fatto che i cantieri ENVC potessero essere in concorrenza con i cantieri coreani non incide sul fatto che fossero anche in concorrenza con altri cantieri nel mercato comune. Infine, la costruzione navale è un'attività economica che comporta un commercio significativo tra Stati membri e, in quanto tali, le misure incidono sugli scambi commerciale tra Stati membri.
(20)
La Commissione conferma quindi che l'aiuto notificato ricade nel divieto dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(21)
Come principio generale, un aiuto di Stato può essere considerato compatibile con il mercato comune unicamente se necessario per incentivare l'impresa beneficiaria ad agire in modo tale da contribuire alla realizzazione degli obiettivi previsti nella deroga in questione (9).
(22)
A questo riguardo, la Commissione osserva che l'obiettivo del regolamento MTD consisteva nel «consentire effettivamente ai cantieri navali comunitari di superare la concorrenza coreana sleale» (cfr. il considerando 6). Di conseguenza, potevano essere autorizzati aiuti diretti corrispondenti al massimo al 6 % del valore contrattuale prima dell'aiuto, purché il contratto fosse stato oggetto di concorrenza proveniente da un cantiere coreano che offrisse un prezzo inferiore (articolo 2).
(23)
Il Portogallo sostiene, nel caso di specie, che quand'anche i cantieri ENVC non avessero avuto alcuna garanzia di ricevere l'aiuto all'epoca della firma dei contratti, nutriva legittime aspettative di ottenerlo, dato che i contratti soddisfacevano le condizioni obiettive per potere essere ammissibili ad aiuti in base al regolamento MTD.
(24)
La Commissione ritiene tuttavia che, nel caso di specie, non sussistano elementi sufficienti attestanti che l'aiuto sia stato determinante ai fini della firma dei contratti da parte di ENVC.
(25)
Come già sottolineato nella decisione di avvio del procedimento di indagine, il Portogallo ha presentato una copia di una lettera di un armatore nella quale si afferma che, per sei dei contratti in causa (navi C 228-C 233), l'armatore aveva ricevuto proposte di prezzo inferiori da cantieri coreani. Ciò nonostante, questa lettera è del 9 marzo 2005, ossia è stata inviata a ENVC dopo che i cantieri avevano già firmato i contratti relativi a dette proposte di prezzo. Di conseguenza risulta che i cantieri, all'epoca della firma dei primi sei contratti, non potevano avere la certezza che i contratti rispettassero tutte le condizioni di ammissibilità. Quanto al settimo contratto (nave C 210), la situazione sembra del pari dubbia, in quanto l'indicazione del fatto che erano pervenute dalla Corea proposte di prezzo inferiori è stata parimenti inviata a ENVC soltanto il 31 marzo 2005, ossia lo stesso giorno nel quale ENVC ha firmato il contratto.
(26)
Il Portogallo non ha presentato alcun elemento che dimostrasse, formalmente o informalmente, che i cantieri ENVC avevano ricevuto, prima della firma dei contratti, indicazioni della disponibilità delle autorità portoghesi alla concessione di un aiuto in relazione a detti contratti (10). Invece, risulta che i cantieri ENVC erano disposti ad eseguire questi contratti anche senza la garanzia di ricevere aiuti. Ad esempio, il Portogallo, nel documento che ha presentato successivamente all'avvio del procedimento d'indagine formale, ha anche affermato che i cantieri ENVC erano giuridicamente tenuti a costruire le navi, anche se l'aiuto non fosse stato autorizzato. Inoltre, il Portogallo ha precisato che, nel caso presente, i cantieri ENVC hanno soltanto richiesto aiuti dopo che era scaduto il regolamento MTD, il che sembra confermare il fatto che i cantieri erano disposti ad eseguire i progetti correndo il rischio di non ricevere aiuti.
(27)
Come regola generale, la Commissione considera peraltro che, affinché gli aiuti abbiano un effetto d'incentivazione, la rispettiva domanda deve essere presentata prima dell'inizio del progetto (11). Orbene non è quanto è successo. La domanda di aiuto è stata presentata unicamente dopo la firma dei contratti, ossia, nel luglio 2005, dato che i contratti sono stati firmati nel febbraio e marzo 2005. D'altro lato, il Portogallo ha soltanto approvato gli aiuti a livello interno (subordinatamente all'approvazione della Commissione), dopo che era trascorso più di un anno dalla presentazione della domanda di aiuto. Di conseguenza, anche dal punto di vista formale, il requisito relativo all'effetto d'incentivazione non è soddisfatto.
(28)
La Commissione conclude quindi che il Portogallo non ha presentato elementi sufficienti attestanti l'effetto d'incentivazione dell'aiuto.
(29)
Quanto alla base giuridica invocata per autorizzazione dell'aiuto, il Portogallo non ha presentato alcun argomento nuovo atto a dissipare i dubbi espressi dalla Commissione nella decisione di avvio del procedimento formale di indagine. L'argomento principale del Portogallo, a questo riguardo, consiste nel fatto che i contratti sarebbero ammissibili ad aiuti, dato che erano stati firmati durante il periodo in cui era in vigore il regolamento MTD. Il Portogallo sottolinea altresì che il fatto che l'aiuto sia stato soltanto notificato dopo che il regolamento MTD era scaduto non ha alcuna incidenza sul livello dell'ammissibilità dei contratti oggetto di aiuto.
(30)
Tuttavia, la Commissione, in una decisione precedente (12), già aveva esposto la ragione per la quale non ritiene che il regolamento MDT continui a costituire una base giuridica valida per l'autorizzazione di nuovi aiuti al funzionamento a favore della costruzione navale.
(31)
La Commissione sottolinea che l'applicazione temporale del regolamento MTD è definita all'articolo 5 (13), il quale stabilisce che il regolamento «scade il 31 marzo 2005». Il fatto che l'articolo 4 del regolamento MTD stabilisce che «detto regolamento si applica ai contratti definitivi firmati a decorrere dalla data della sua entrata in vigore fino a quella di scadenza» secondo la Commissione è una condizione di compatibilità e non una definizione dell'applicazione temporale del regolamento.
(32)
Ciò è del pari confermato nella seconda parte dell'articolo 4, la quale stabilisce che il regolamento MTD non si applica«ai contratti definitivi firmati prima che la Comunità abbia comunicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee che è avviata nei confronti della Corea la procedura di risoluzione della controversia (…) e ai contratti definitivi firmati un mese o più dopo che la Commissione abbia comunicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee che la procedura suddetta è stata conclusa o sospesa».
(33)
Tenuto conto di quanto sopra, è evidente che il regolamento MTD sarebbe applicabile unicamente se fosse pendente una controversia con la Corea (14) e, in ogni modo, non sarebbe mai applicabile dopo il 31 marzo 2005.
(34)
Tale interpretazione è corroborata dall'obiettivo stesso per il quale fu concepito il regolamento MTD: «a titolo eccezionale e temporaneo, e al fine di assistere i cantieri navali comunitari operanti nei segmenti che hanno subito effetti negativi sotto forma di danni materiali e di gravi pregiudizi a causa della concorrenza sleale coreana, dovendo essere autorizzato un meccanismo difensivo temporaneo per determinati segmenti di mercato e per un periodo di tempo breve e limitato» (15) (cfr. considerando 3).
(35)
Nel caso di specie, le date di presentazione della domanda di aiuto da parte di ENVC alle autorità portoghesi, di approvazione da parte di quest'ultime e della notifica alla Commissione erano posteriori alla data in cui il regolamento MTD è scaduto, di conseguenza dette misure chiaramente sono fuori dall'ambito di applicazione temporale del succitato regolamento.
(36)
La Commissione sottolinea inoltre che, come già esposto nella decisione di avvio del procedimento formale di indagine nell'ambito del caso di specie, l'interpretazione del regolamento MTD deve del pari essere analizzata alla luce degli obblighi internazionali della Comunità. Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia, le norme comunitarie vanno interpretate, per quanto possibile, alla luce del diritto internazionale, inclusi gli obblighi della CE in ambito OMC (16).
(37)
In tale contesto, la Commissione rileva che la Corea ha contestato la compatibilità del regolamento MTD con le regole dell'OMC. Il 22 aprile 2005 un gruppo di studio dell'OMC ha adottato la sua relazione, in cui considera che il regolamento MTD e diversi regimi nazionali adottati nell'ambito di detto meccanismo, esistenti all'epoca in cui la Corea ha presentato la sua protesta presso l'OMC, erano contrari al disposto dell'articolo 23, paragrafo 1 del memorandum d'intesa sulle regole e procedimenti da applicare alla risoluzione di controversie (MERL) (17). Il 20 giugno 2005 l'organismo di risoluzione delle controversie dell'OMC (ORL) ha adottato la relazione di detto gruppo, includendovi la raccomandazione che la Comunità rendesse compatibile il regolamento MTD e i regimi nazionali adottati su tale base con gli obblighi che le incombono in forza degli accordi dell'OMC (18). Il 20 luglio 2005 la Comunità ha informato l'ORL che aveva già dato esecuzione alla decisione e alle raccomandazioni dell'ORL, dato che il regolamento MTD aveva cessato di essere in vigore il 31 marzo 2005 e che gli Stati membri non potevano continuare a concedere aiuti al funzionamento in base al medesimo.
(38)
La relazione del gruppo e la decisione dell'ORL di adottare tale relazione hanno condannato il regolamento MTD in sé in quanto costituisce un'infrazione alle regole dell'OMC e hanno imposto alla Comunità di cessare di applicarlo. L'obbligo per la Comunità di applicare la decisione dell'organismo dell'OMC succitato vale anche per le decisioni future di concessione di nuovi aiuti in base al regolamento MTD (19). La Comunità, informando l'organismo dell'OMC del fatto che aveva già dato esecuzione alla sua decisione e alle sue raccomandazioni dal momento che il regolamento MDT non era più in vigore al 31 marzo 2005 e che gli Stati membri non potevano continuare a concedere aiuti al funzionamento in base a detto regolamento, si era impegnata a cessare di applicare il regolamento in questione per autorizzare la concessione di nuovi aiuti. Di conseguenza, l'approvazione del presente aiuto configurerebbe un'infrazione agli impegni internazionali della Comunità.
(39)
Il fatto che il Consiglio non abbia rinnovato il regolamento MTD, dopo la data di scadenza, costituisce una chiara indicazione del fatto che non intendeva continuare ad autorizzare la Commissione ad approvare aiuti ai sensi di detto regolamento. Ciò corrisponde al fatto che la Comunità aveva già informato l'organismo succitato dell'OMC che gli Stati membri non potevano più concedere aiuti al funzionamento in virtù di detto regolamento.
(40)
Alla Commissione non sono pervenuti nuovi argomenti del Portogallo che smentissero i pareri da essa formulati nella decisione di dare avvio al procedimento formale d'indagine e ribadito nei punti precedenti.
(41)
Di conseguenza, la Commissione conclude che l'aiuto notificato non può essere autorizzato in base al regolamento MTD. Poiché non può fruire di alcun altra esenzione ai sensi dell'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato CE, l'aiuto è incompatibile con il mercato comune,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto notificato dell'ammontare di 6 575 558 EUR, che il Portogallo intende concedere a Estaleiros Navais de Viana do Castelo SA per sette contratti da essi firmati, non può essere autorizzato in base al regolamento (CE) n. 1177/2002 del Consiglio, relativo ad un meccanismo difensivo temporaneo per la costruzione navale (20), quale modificato dal regolamento (CE) n. 502/2004 del Consiglio (21), e quindi è incompatibile con il mercato comune. All'aiuto non deve essere data esecuzione.
Articolo 2
La Repubblica portoghese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, l'11 dicembre 2007.

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