Document ID: 31999D0794

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
dell'8 luglio 1999
concernente la richiesta tedesca di regime transitorio ai sensi dell'articolo 24 della direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica
(notificata con il numero C(1999) 1551/4)
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(1999/794/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 1996, concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica(1), in particolare l'articolo 24,
informati gli Stati membri della richiesta tedesca,
considerando quanto segue:
I. FATTI
1. Procedura
(1) Con lettera del 30 luglio 1997, il Bundesministerium für Wirtschaft (ministero dell'Economia) tedesco ha chiesto alla Commissione di esprimersi, tra l'altro, sul tema dell'introduzione nella legge tedesca sull'energia ("Gesetz zur Neuregelung des Energiewirtschaftsrechts") di una clausola di tutela della produzione di energia elettrica basata sulla lignite.
(2) Con lettera del 22 settembre 1997, la Commissione ha risposto che una clausola di tutela che includesse un eventuale diniego di accesso alla rete costituirebbe una deroga al diritto di accesso di cui all'articolo 17 della direttiva e non potrebbe pertanto basarsi sull'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva stessa, ma dovrebbe essere richiesta in virtù della procedura di cui all'articolo 24 della direttiva ("regime transitorio").
(3) Con lettera del 12 febbraio 1998, il Bundesministerium für Wirtschaft tedesco ha richiesto un regime transitorio ai sensi dell'articolo 24 della direttiva in relazione alla disposizione di cui all'articolo 4, paragrafo 3 ("Neue Länder"), della "Gesetz zur Neuregelung des Energiewirtschaftsrechts", pubblicata nella Gazzetta ufficiale tedesca il 28 aprile 1998(2) ed entrata in vigore il giorno successivo.
(4) Il 14 luglio 1998, i rappresentanti della Commissione hanno intrapreso una missione esplorativa presso il Bundesministerium für Wirtschaft a Bonn. Il ministero ha confermato di considerare definitiva la richiesta del 12 febbraio 1998 e che, tranne la clausola di tutela della lignite contenuta nella richiesta, non vi sono altri regimi transitori per i quali il governo prevede programmi di sostegno o di aiuto. La Commissione ha richiesto informazioni aggiuntive in merito allo sviluppo del settore della lignite nei Neue Länder nonché alla situazione contrattuale tra le parti interessate, che costituisce la base degli impegni di cui all'articolo 24, paragrafo 1, della direttiva 96/92/CE.
(5) Con lettera dell'11 settembre 1998, il Bundesministerium für Wirtschaft ha fornito tali informazioni aggiuntive.
(6) Inoltre, in accordo con il Bundesministerium für Wirtschaft, hanno avuto luogo contatti diretti tra la Commissione e la società maggiormente interessata, Vereinigte Energiewerke AG ("VEAG"). VEAG ha espresso la propria posizione in una lettera alla Commissione datata 28 gennaio 1999. Il 12 febbraio ha avuto luogo a Bruxelles un incontro tra VEAG e la Commissione. Con fax del 23 marzo 1999, VEAG ha fornito una relazione "zur Beurteilung der Notwendigkeit der Braunkohleschutzklausel" ("per valutare la necessità della clausola di tutela della lignite") predisposta da un revisore contabile.
2. Struttura e sviluppo del settore elettrico nei Neue Länder
(7) La trasmissione di energia elettrica nei Neue Länder è effettuata da VEAG. VEAG è anche il maggior produttore di energia elettrica nei Neue Länder, con il 60 % circa della produzione elettrica totale. VEAG produce il 92 % della propria generazione di energia elettrica utilizzando la lignite. La distribuzione di energia elettrica è effettuata da quindici società di distribuzione regionali (in molti casi di proprietà parziale di VEAG o dei suoi azionisti). Inoltre, diversi comuni dispongono di società di distribuzione elettrica locali, che a loro volta possiedono impianti di generazione. Pertanto, la struttura della rete elettrica nei Neue Länder è costituita da tre livelli, come in altre parti della Germania: 1) rete ad alta tensione di VEAG, 2) rete a media e alta tensione delle società di distribuzione regionali e 3) rete a bassa e media tensione delle società di distribuzione comunali.
(8) Il 22 agosto 1990, nel periodo tra l'unione economica e monetaria tedesca (1o luglio 1990) e la riunificazione politica (3 ottobre 1990), è stato stipulato "Stromvertrag". Le parti contraenti erano l'ex Repubblica democratica tedesca e Treuhandanstalt (trust governativo per la privatizzazione delle proprietà della Germania orientale istituito con legge del 17 giugno 1990), da una parte, e Bayernwerk AG, PreussenElektra AG e RWE Energie AG, dall'altra. Il contratto regolava la struttura del settore elettrico nei Neue Länder dopo la riunificazione e prevedeva la vendita a VEAG, una joint ventura fondata il 12 dicembre 1990 da Treuhandanstalt, delle centrali elettriche e delle linee di trasmissione dell'ex Germania orientale. VEAG è posseduta per il 75 % da tre importanti società elettriche della Germania occidentale, RWE Energie AG (26,25 %), PreussenElektra AG (26,25 %) e Bayernwerke AG (22,5 %). Il restante 25 % era detenuto da altri quattro gestori tedeschi di reti di trasmissione attraverso la holding EBH GmbH.
(9) In quanto parte integrante del contratto di acquisto con Treuhandanstalt, VEAG (o meglio nel 1990 i suoi tre principali successivi azionisti) si è impegnata a mantenere la generazione di energia elettrica basata sulla lignite e ad investire importi notevoli nella sua modernizzazione ed adeguamento a standard ambientali più elevati. Tali impegni di VEAG sono stati confermati da un contratto stipulato parallelamente il 27 agosto 1990 tra il consorzio Bayernwerk AG, PreussenElektra AG RWE Energie AG (azionisti di VEAG), e le società elettriche regionali. Tale contratto è stato confermato successivamente con una serie di venti contratti annuali bilaterali tra VEAG e le società elettriche regionali. Tali contratti prevedono che i distributori regionali acquistino il 70 % del proprio consumo di energia elettrica (cioè le vendite) da VEAG per venti anni, ad un prezzo basato sul costo pieno. I distributori dovevano ripercuotere sui clienti finali maggiori costi risultanti.
3. Sviluppo del settore minerario della lignite
(10) Nel 1997, VEAG ha prodotto 46,6 TWh di energia elettrica dalla lignite, che corrisponde al 60 % circa della produzione elettrica totale nei Neue Länder, pari a 77,5 TWh. Il restante 40 % deriva dalla generazione nei Neue Länder mediante generatori comunali, l'autoproduzione e la generazione da parte di produttori indipendenti di energia (IPP). La produzione delle miniere di lignite nel 1997 è stata pari a 73,8 milioni di tonnellate, di cui 54,3 milioni di tonnellate sono state acquistate da VEAG per la produzione di energia elettrica. Prima della riunificazione, nel 1989, le miniere di lignite della Germania orientale producevano 300 milioni di tonnellate. Da allora, la capacità produttiva è scesa costantemente fino al livello attuale.
(11) L'estrazione della lignite nei Neue Länder è effettuata da due importanti società. Mibrag (Mitteldeutsche Braunkohle) è stata privatizzata nel 1993 e venduta ad un consorzio angloamericano (PowerGen, NRJ Energy e Morrison Knudsen). Laubag (Lausitzer Braunkohle) è stata venduta ad un consorzio tedesco, posseduto per il 55 % da Rheinbraun AG/RWE, per il 30 % da PreussenElektra AG e per il 15 % da Bayernwerke AG. Inoltre, Laubag e VEAG sono collegate tramite azionisti comuni.
(12) Nel 1989, 138800 addetti lavoravano nel settore minerario della lignite e 30499 nel settore di produzione dell'energia elettrica. Da allora, l'occupazione è scesa drammaticamente al livello attuale di 16400 nel settore minerario della lignite e 8163 nella produzione elettrica di VEAG. Pertanto, oltre ad altri 5000 dipendenti, che dipendono indirettamente dall'estrazione della lignite e dalla produzione di energia elettrica, i dipendenti del settore della lignite sono attualmente circa 30000 in totale.
(13) Dal 1990, VEAG ha investito 13 miliardi di DEM nella modernizzazione delle centrali elettriche a lignite. Due miliardi di DEM sono stati investiti nel settore minerario della lignite. Il piano totale di investimento di VEAG prevede un investimento di 20 miliardi di DEM fino al 2001.
(14) In occasione dell'incontro esplorativo del 14 luglio 1998, il ministero tedesco dell'economia ha espresso, in base alle cifre sopra riportate, le seguenti opinioni:
- un'ulteriore diminuzione dell'uso della lignite per la produzione di energia elettrica metterebbe a repentaglio le attività minerarie nel loro complesso;
- una considerazione di rilievo dei motivi per cui la politica energetica tedesca necessita di tutelare la lignite è la sicurezza di approvvigionamento a lungo termine. La politica energetica tedesca deve soppesare la crescente dipendenza dal gas naturale importato e gli svantaggi dei combustibili locali esistenti, come la lignite.
4. L'apertura del mercato elettrico tedesco alla concorrenza: attuazione della direttiva 96/92/CE
(15) La legge tedesca "Gesetz zur Neuregelung des Energiewirtschaftsrechts" è entrata in vigore il 29 aprile 1998. Essa attua la direttiva 96/92/CE optando per un sistema di accesso da parte di terzi su base contrattuale, con un'opzione parallela di acquirente unico per i distributori sino al 2005. La legge prevede un'immediata apertura totale del mercato: non esiste alcuna soglia di accesso, tutti i clienti finali e i distributori sono clienti idonei de jure.
(16) Pertanto, nell'ambito del sistema liberalizzato della nuova legge tedesca, tutti i clienti idonei nei Neue Länder (tutti i clienti finali e tutti i distributori) possono stipulare contratti di forniture fuori dal sistema VEAG. Tuttavia, per far fronte alla situazione che si verificherebbe nell'eventualità che molti clienti trasferissero la domanda su fornitori concorrenti, rendendo in tal modo sempre più difficile, se non impossibile, per VEAG vendere la propria energia elettrica basata sulla lignite, la legge prevede, all'articolo 4, paragrafo 3, un regime transitorio.
5. Il regime transitorio notificato dal governo tedesco
(17) La notifica del 12 febbraio 1998 e le informazioni complementari dell'11 settembre 1998 definiscono il seguente regime transitorio.
(18) La base del regime transitorio è il "programma di investimento di VEAG per la nuova costruzione e modernizzazione delle centrali elettriche basate sulla lignite con un volume finanziario di 20 miliardi di DEM, che terminerà intorno al 2000". Il programma di investimento di VEAG rientra nell'impegno assunto da quest'ultima nell'ambito del contratto del 22 agosto 1990 tra la ex Repubblica democratica tedesca e Treuhandanstalt da un lato, e Bayernwerk AG, PreussenElektra AG e RWE Energie AG (in seguito VEAG) dall'altro. Il programma di investimento di VEAG deve essere visto anche alla luce dell'impegno contrattuale ventennale relativo al ritiro di energia elettrica di cui al contratto del 27 agosto 1990 tra il consorzio Bayernwerk AG, PreussenElektra AG e RWE Energie AG (in seguito VEAG) e le società elettriche regionali.
(19) Nel regime transitorio proposto è prevista la possibilità di negare l'accesso alla rete ai clienti idonei, qualora siano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della "Gesetz zur Neuregelung des Energiewirtschaftsrechts": "1) Nel valutare se il rifiuto di consentire l'accesso alla rete per fornire energia elettrica ai clienti di Berlino, Brandeburgo, Mecklenburg-Pomerania occidentale, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia, in conformità all'articolo 1, sezioni 6 e 7, sia inammissibile o rappresenti un abuso, una discriminazione o un ingiusto impedimento secondo quanto definito nella sezione 22, paragrafo 4, e nella sezione 26, paragrafo 2, della legge contro le limitazioni alla concorrenza, un'attenzione particolare dovrà essere posta sulla necessità di un livello sufficientemente elevato di generazione di energia dalla lignite da parte di tali Länder.
2) Il Ministero federale dell'economia riferirà al Bundestag tedesco nel 2002 l'impatto di tale disposizione sulla generazione di energia elettrica dalla lignite e la tendenza dei prezzi elettrici nei Länder elencati al paragrafo 1. In assenza di proroga a tale disposizione sino al 31 dicembre 2005 sulla base della relazione, tale disposizione transitoria scadrà il 31 dicembre 2003."
(20) Pertanto, in linea teorica, tutti i clienti sono idonei nei Neue Länder come nel resto della Germania. Tuttavia, qualora un numero significativo di tali clienti scegliesse di acquistare da nuovi fornitori, i distributori vincolati all'obbligo di acquisto del 70 % da VEAG potrebbero subire perdite in termini di vendite, acquistando quindi meno energia elettrica da VEAG. In tale ipotesi, anche VEAG perderebbe quote di mercato, rendendo a sua volta difficile il mantenimento degli acquisti di lignite e la risultante generazione di energia elettrica. Qualora ciò accadesse, VEAG, e in base a quanto previsto dalla legge anche i distributori, potrebbe decidere di negare l'accesso alla rete ai clienti non indipendenti, ciò che obbligherebbe de facto i clienti stessi di acquistare l'energia elettrica più costosa, basata sulla lignite, fornita da VEAG. Un tale diniego è potenzialmente soggetto al controllo del Bundeskartellamt, che deciderà se esso sia ragionevole e necessario per soddisfare l'esigenza di mantenere la produzione di lignite.
II. ANALISI GIURIDICA
1. Base giuridica: articolo 24 della direttiva 96/92/CE
(21) La notifica tedesca del 12 febbraio richiede esplicitamente un regime transitorio in conformità all'articolo 24 della direttiva. Tuttavia, essa contiene anche una dichiarazione in cui il governo tedesco considera il regime di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca già contemplato nell'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 96/92/CE. Originariamente, nel memorandum al progetto di legge del marzo 1997, il governo ha motivato tale disposizione sulla base dell'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva (priorità di dispacciamento dei combustibili nazionali fino al 15 % del consumo). Tale approccio è stato mantenuto anche nella richiesta ufficiale di regime transitorio del 12 febbraio 1998 ai sensi dell'articolo 24 della direttiva.
(22) Tuttavia, l'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva non è applicabile al regime notificato.
(23) L'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva recita: "Per motivi di sicurezza degli approvvigionamenti, uno Stato membro può ordinare di dare la priorità al dispacciamento di impianti di generazione alimentati con fonti nazionali di energia combustibile primaria, in una proporzione che in ogni anno civile non superi il 15 % di tutta l'energia primaria necessaria per generare l'energia elettrica consumata nello Stato membro interessato."
(24) Sebbene l'energia elettrica generata dalla lignite dei nuovi Länder tedeschi rappresenti meno del 15 % della produzione di energia elettrica in tutta la Germania, essa corrisponde al 60-70 % circa della produzione elettrica nei nuovi Länder tedeschi. Tale percentuale elevata non viene distribuita in Germania a fronte di un mero obbligo di dispacciamento secondo quanto previsto dall'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva, ma viene tutelata localmente negando potenzialmente l'accesso ai clienti che desiderano avvalersi della possibilità di acquistare altrove mediante l'accesso alla rete, requisito essenziale della direttiva secondo quanto definito nel relativo capitolo VII.
(25) La norma di priorità di cui all'articolo 8, paragrafo 4, non autorizza in nessun caso il rigetto di una richiesta di accesso o di trasmissione. L'articolo 8, paragrafo 4, si limita espressamente a prevedere che una quantità, che non può superare il 15 %, venga dispacciata da impianti di produzione alimentati con fonti nazionali di energia combustibile primaria. L'articolo 8, paragrafo 4, come pure l'articolo 8, paragrafo 3, devono essere considerati come disposizioni particolari nel contesto del principio della programmazione delle centrali elettriche in base a priorità economiche di cui all'articolo 8, paragrafo 2. Il presente meccanismo, cioè il potenziale diniego di accesso alla rete per i contratti di acquisto bilaterali tra clienti idonei e generatori, è chiaramente estraneo al campo di applicazione di tale disposizione.
2. Requisiti dell'articolo 24
(26) Gli articoli 24, paragrafi 1 e 2, della direttiva 96/92/CE, alla luce del trattato che istituisce la Comunità europea, prevedono quindi che la Commissione esamini i seguenti elementi all'atto della valutazione di richieste di regime transitorio.
2.1. Requisiti concernenti la natura degli impegni o le garanzie di gestione
(27) 1) Deve essere provata l'esistenza di un impegno o garanzia di gestione.
2) L'impegno o le garanzie di gestione devono essere forniti entro il 20 febbraio 1997.
3) Deve essere stabilito un legame di causalità tra l'entrata in vigore della direttiva e l'incapacità di rispettare l'impegno.
2.2. Requisiti concernenti le misure proposte per conseguire gli obiettivi
(28) 1) Le misure del regime transitorio devono rientrare nel campo di applicazione delle deroghe ai capitoli IV, VI e VII della direttiva.
2) Il regime transitorio deve essere limitato nel tempo e vincolato allo scadere degli impegni o delle garanzie di gestione.
3) Il regime transitorio deve applicare le misure meno restrittive ragionevolmente necessarie per raggiungere gli obiettivi che devono comunque essere legittimi. Nel decidere su questi temi, la Commissione deve tener conto, tra l'altro, della dimensione del sistema in questione, del livello di interconnessione della rete e della struttura dell'industria elettrica dello Stato membro interessato.
3. Valutazione del regime transitorio tedesco
3.1. Requisiti concernenti la natura degli impegni o garanzie di gestione
(29) Le informazioni contenute nella presente decisione concernenti la situazione giuridica e contrattuale al momento della riunificazione tedesca nel 1990 si basano sulla descrizione dei relativi contratti forniti dal ministero tedesco con lettera dell'11 settembre 1998. Due sono le serie di contratti citati:
i) il contratto del 22 agosto 1990 tra la Repubblica democratica tedesca e Treuhandanstalt, da una parte, e Bayernwerk AG, PreussenElektra AG e RWE Energie AG, dall'altra;
ii) il contratto del 27 agosto 1990 tra il consorzio di Bayernwerk AG, PreussenElektra AG e RWE Energie AG (successivamente VEAG) e le società elettriche regionali, nonché la relativa serie di contratti bilaterali successivi tra VEAG e le società elettriche regionali.
(30) L'impegno centrale ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 1, è l'impegno di investimento di Bayernwerk AG, PreussenElektra AG e RWE Energie AG, rappresentate da VEAG, in base allo Stromvertrag del 22 agosto 1990. VEAG non ha rilevato solo le attività di produzione e trasmissione ma, in quanto parte del pacchetto contrattuale, si è impegnata anche in un programma di investimento di 20 miliardi di DEM finalizzato alla modernizzazione del settore della lignite.
(31) L'assunzione dell'impegno d'investimento si basava su un ritiro minimo garantito di energia elettrica a lungo termine con relativo ammortamento dell'investimento. A tale scopo, lo Stromvertrag principale è integrato dagli accordi di fornitura di energia della durata di venti anni, conclusi con le imprese a valle, vale a dire i distributori.
(32) Pertanto, nel 1990, quando VEAG si è assunta l'impegno di investimento, lo ha fatto sulla base degli accordi ventennali di fornitura di energia elettrica che a loro volta erano basati, o garantiti, dall'approvvigionamento in regime di monopolio di clienti non indipendenti, situazione precedente alla liberalizzazione del mercato elettrico tedesco nel mese di aprile 1998.
(33) Il governo tedesco ritiene che tale impegno di investimento non possa essere onorato nell'ambito del sistema liberalizzato, a meno che non sia tutelato dalla clausola di possibile rifiuto di accesso fino al 2003. Ciò a causa della preoccupazione che l'elettricità generata con la lignite risulti più costosa di quella generata in altro modo, in particolare a causa dei rilevanti obblighi di investimento di VEAG necessari ai fini delle esigenze di modernizzazione. Se ciò si verificherà, e VEAG non sarà in grado di effettuare i miglioramenti di efficienza necessari per competere ai prezzi di mercato, le vendite dai distributori vincolati a VEAG da un obbligo di acquisto pari al 70 % diminuiranno, poiché i clienti idonei si approvvigioneranno altrove, causando una riduzione delle vendite da parte di VEAG. In tali circostanze, sembra corretto ritenere che, da parte di VEAG, sia stato assunto un impegno o una garanzia di gestione prima dell'entrata in vigore della direttiva e che l'adempimento a tale impegno risulti compromesso dall'entrata in vigore della direttiva.
(34) La Commissione ritiene pertanto:
1) che sussiste un impegno o garanzia ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 1, della direttiva;
2) che tali impegni o garanzia di gestione sono stati assunti prima dell'entrata in vigore della direttiva, e
3) che sia stato sufficientemente stabilito il legame causale necessario tra l'incapacità di rispettare l'impegno e l'entrata in vigore della direttiva a fronte dell'impegno di VEAG di investire nella capacità di produzione della lignite. Si può ritenere che nel 1990, Bayernwerk AG, PreussenElektra AG e RWE Energie AG non avrebbero assunto l'impegno di investimento relativo alla lignite se non fosse esistita alcuna garanzie di ritiro, che in fin dei conti si basava all'epoca sull'ipotesi di un mercato chiuso. Si può inoltre presupporre che la liberalizzazione totale (100 %), che ritiene idonee tutte le categorie di clienti ai sensi della direttiva, potrebbe senz'altro portare ad una situazione in cui VEAG potrebbe non essere in grado di completare il proprio programma di investimento di 20 miliardi di DEM, che sarà finalizzato solo verso l'anno 2000, qualora non venisse introdotto un regime transitorio.
3.2. Requisiti concernenti le misure proposte per raggiungere gli obiettivi
(35) 1. Le misure in questione rientrano nel campo di applicazione delle deroghe ai capitoli IV, VI e VII della direttiva 96/22/CE
(36) Il regime transitorio tedesco fa riferimento esclusivamente alla clausola di tutela di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della "Gesetz zur Neuregelung des Energiewirtschaftsrechts". Esso dà diritto ai gestori delle reti di trasmissione di negare l'accesso alla rete caso per caso, allo scopo di garantire il ritiro sufficiente di energia elettrica dagli impianti alimentati a lignite. Il diniego all'accesso al fine di garantire un ritiro sufficiente di energia elettrica dagli impianti alimentati a lignite non è contemplato nell'articolo 17, paragrafo 5, della direttiva 96/92/CE, che riguarda solo la mancanza di capacità di trasmissione e distribuzione, e deve essere debitamente motivato riguardo agli obblighi di servizio pubblico notificati secondo quanto definito nell'articolo 3 della direttiva. La Germania non ha notificato alcun obbligo di servizio pubblico in conformità dell'articolo 3 della direttiva.
(37) Ne consegue che il regime transitorio tedesco rappresenta una deroga all'articolo 17, paragrafo 5, capitolo VII, della direttiva. Tale deroga rientra nelle misure citate nell'articolo 24, paragrafo 2. L'articolo 24 è pertanto applicabile.
(38) 2. Il regime transitorio è limitato nel tempo ed è vincolato allo scadere degli impegni e delle garanzie di gestione in questione
(39) Il regime transitorio tedesco è limitato nel tempo, cioè sino al 31 dicembre 2003. La legge prevede una possibilità di proroga sino al 31 dicembre 2005, in base ai risultati della relazione del ministero tedesco al Bundestag nel 2002 sull'impatto del regime transitorio sulla generazione di energia elettrica dalla lignite ed all'evoluzione dei prezzi dell'energia elettrica nei nuovi Länder.
(40) La Commissione ritiene pertanto che la presente decisione debba riguardare un regime transitorio sino al 31 dicembre 2003. Se nel 2002 la Germania dovesse decidere di prorogare il regime transitorio sino al 31 dicembre 2005, tale periodo aggiuntivo sarebbe soggetto, a quel punto, ad informazioni complementari da fornire alla Commissione per richiedere una proroga del regime transitorio.
(41) Mentre la Commissione non ritiene, al momento attuale, di dover prorogare la deroga alla direttiva concessa con la presente decisione, una tale eventualità non è completamente esclusa. Sarebbe difficile immaginare che tale proroga sia compatibile con la direttiva qualora essa dovesse avere carattere di lungo termine, ad esempio sino ad oltre il 2005. Tuttavia, non è necessario esaminare tale questione nel momento attuale.
(42) 3. Il regime transitorio deve applicare le misure meno restrittive necessarie per raggiungere gli obiettivi legittimi, tenendo conto, tra l'altro della dimensione della rete in questione, del livello di interconnessione della rete e della struttura dell'industria elettrica dello Stato membro interessato.
3.1. Obiettivi legittimi:
(43) L'obiettivo perseguito dal regime in questione è consentire a VEAG di onorare gli impegni di investimento assunti in relazione alla lignite e soddisfare le aspettative legittime relative a tali impegni. La Germania ha ulteriormente motivato l'obiettivo del regime transitorio con due argomentazioni aggiuntive. In primo luogo, la situazione economica specifica dei nuovi Länder e la necessità di una ristrutturazione socialmente ed ambientalmente accettabile del settore dell'energia nella regione. Un'ulteriore diminuzione dell'uso della lignite per la produzione elettrica pregiudicherebbe le attività estrattive della lignite nel loro complesso. In secondo luogo, la Germania sostiene che le misure sono necessarie in termini di sicurezza di approvvigionamento a lungo termine. L'uso continuato di energia elettrica prodotta con la lignite rientra nella politica energetica tedesca complessiva, che cerca di compensare la dipendenza crescente dal gas naturale importato e rispetto agli svantaggi di costo e ambientali derivanti dai combustibili nazionali disponibili, come la lignite.
(44) Sulla base di queste tre considerazioni, la Commissione ritiene legittimi gli obiettivi perseguiti dalla Germania.
3.2. Misure, le meno restrittive, che tengano conto, tra l'altro, della dimensione del sistema in questione, del livello di interconnessione della rete e della struttura dell'industria elettrica dello Stato membro interessato
(45) In virtù della nuova legge tedesca sull'energia, tutti i clienti idonei (tutti i clienti finali e tutti i distributori) possono contrattare forniture dall'esterno della rete VEAG. L'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca si propone di stabilire un limite potenziale per gli acquisti di energia elettrica dall'esterno della rete VEAG, che comporterebbe gravi difficoltà nel prosieguo dell'attività delle centrali elettriche alimentate a lignite.
(46) Una tale evenienza non può essere esclusa in pratica. Secondo il governo tedesco, l'energia elettrica prodotta da VEAG sulla base della lignite è più costosa non solo rispetto all'energia elettrica proveniente da altre fonti, come il gas naturale, ma anche rispetto all'energia elettrica basata sulla lignite dei Länder della Germania occidentale. La situazione non competitiva della lignite della Germania orientale è stata spiegata con l'ammortamento degli elevati investimenti per il risanamento. Poiché la maggior parte di tali costi è fissa, una riduzione significativa delle vendite di energia elettrica da parte di VEAG accrescerebbe l'entità dei costi a carico dei restanti clienti.
(47) Se VEAG subisse perdite significative in termini di vendite qualora i clienti idonei acquistassero altrove, ciò comprometterebbe, come citato in precedenza, la sua produzione di energia elettrica basata sulla lignite e la sua capacità di far fronte ai propri impegni di investimento e di modernizzazione. Il regime transitorio le consentirebbe di negare l'accesso alla propria rete di trasmissione ai clienti idonei, i quali sarebbero pertanto costretti a continuare ad acquistare da VEAG a maggior prezzo energia elettrica basata sulla lignite.
(48) La Commissione ritiene che la Germania abbia dimostrato in maniera sufficiente che il regime transitorio rappresenta una misura possibile per raggiungere gli obiettivi in questione. Tuttavia, la pratica in altri Stati membri indica che vi sono soluzioni alternative per i problemi legati ai costi non recuperabili. Occorre pertanto valutare con particolare attenzione se il regime transitorio tedesco applica misure le meno restrittive necessarie per raggiungere gli obiettivi in questione.
(49) Il governo tedesco ritiene che, alla luce della particolare situazione attuale, la regolamentazione vigente sia meno restrittiva per il commercio e la concorrenza rispetto all'alternativa, cioè quote fisse di lignite per legge, eventualmente finanziate mediante un'imposta sul consumo elettrico in Germania. Ciò è dovuto alla natura temporanea del programma di sostegno e al fatto che non è possibile determinare se la protezione sarà di fatto necessaria. La proposta prevede solo che il Bundeskartellamt, nel giudicare una controversia relativa al diniego di accesso, deve tener conto della questione della lignite unitamente ad altri argomenti, in particolare i vincoli di capacità. Secondo il governo federale, il regime transitorio porterebbe solo in rari casi ad un diniego di accesso e sussisterebbe solo in via di principio solo sino al 2003. Inoltre, questa soluzione ha il vantaggio di non interferire con i contratti tra VEAG e i distributori regionali. Ciò considerato, si sostiene che l'attuale impostazione adottata dal governo tedesco garantisce che la distorsione di mercato si verificherà solo se e nella misura in cui sarà necessaria.
(50) Alla luce delle circostanze specifiche del caso, e in particolare i) la limitata zona interessata rispetto alle dimensioni dell'intera rete tedesca, ii) la mancanza di certezza sul fatto che sia di fatto necessaria un'eventuale protezione e iii) una scala dei tempi strettamente limitata, la Commissione ritiene che un tale regime sia in realtà un metodo ragionevole per conseguire gli obiettivi indicati. Non è possibile dimostrare che altri regimi, come quelli basati sulle imposte, alla luce delle circostanze in esame del tutto speciali, sarebbero meno restrittivi per il commercio e la concorrenza rispetto al regime transitorio notificato.
(51) Tuttavia, due puntualizzazioni sono necessarie a tale riguardo in relazione a taluni particolari del regime transitorio notificato: in primo luogo, la possibilità per i gestori delle reti regionali di trasmissione/distribuzione di negare l'accesso alla rete in base a tale regime, e in secondo luogo, la necessità di garantire che esistano criteri chiaramente definiti, non discriminatori, trasparenti e verificabili in relazione al diritto di negare l'accesso.
3.2.1. La possibilità per i gestori di reti di trasmissione/distribuzione regionali di negare l'accesso alla rete
(52) Secondo quanto recita l'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca il diritto di negare l'accesso alla rete non si limita specificamente a VEAG. Esso consentirebbe anche, subordinatamente all'approvazione ex post del Bundeskartellamt, ai gestori di reti di trasmissione/distribuzione regionali di applicare la clausola e negare l'accesso alle loro reti. Tuttavia, di fatto è esclusivamente VEAG ad essere sostanzialmente interessata, e precisamente attraverso il proprio impegno di investimento nella produzione elettrica. Le società elettriche regionali non effettuano produzione di energia elettrica basata sulla lignite e non sono [...](3), ma il loro unico obbligo è di approvvigionarsi per il 70 % dei propri acquisti da VEAG. Ciò considerato, non pare necessario consentire alle società di trasmissione/distribuzione regionali di negare l'accesso alla rete sulla base della necessità di garantire una sufficiente produzione elettrica da lignite.
(53) In primo luogo, le società di distribuzione/trasmissione regionali non sono in grado di determinare se un calo della domanda di energia elettrica da parte dei propri clienti, risultante in una riduzione degli acquisti da VEAG, comprometterà effettivamente il livello complessivo di produzione elettrica di VEAG dalla lignite. Solo VEAG, che può tener conto delle vendite a tutti i distributori e singoli clienti idonei, può accertare tale fatto. In secondo luogo, poiché i distributori non hanno interessi diretti o commerciali nella produzione di lignite, la necessità addotta di limitare l'accesso alla rete dovrebbe basarsi su considerazioni commerciali piuttosto che sull'esigenza di mantenere la produzione di lignite. Tale fatto, unito all'impossibilità pratica da parte delle società di distribuzione/trasmissione regionali di determinare se un calo di vendite da parte loro pregiudicherebbe la generazione complessiva basata sulla lignite di VEAG, fa ritenere inopportuno consentire alle società di distribuzione/trasmissione regionali di negare l'accesso su tali basi. Di conseguenza, solo VEAG, autorizzata sulla base di un impegno ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 1, della direttiva, dovrebbe essere in grado di richiamarsi alla clausola di tutela.
(54) Inoltre, ciò comprometterebbe significativamente la posizione dei clienti idonei se essi dovessero affrontare una potenziale composizione della controversia relativa all'accesso non solo con il gestore della rete di trasmissione, ma se dovessero affrontarne due, una a livello della rete di distribuzione e l'altra a livello della rete di trasmissione.
(55) Un'ulteriore questione sollevata in questo contesto dalla Germania riguarda gli acquisti da parte dei distributori di energia elettrica effettuati presso produttori all'esterno dei nuovi Länder, che riguardano solo la rete a bassa e media tensione. VEAG non verrebbe a conoscenza di tali "importazioni" e pertanto non sarebbe in grado di tenerne conto nella pianificazione dei futuri livelli di generazione di lignite basati su una domanda verosimilmente "interna". Nel caso che tali "importazioni" tramite la rete a bassa e media tensione acquisiscano una sufficiente consistenza, verrebbero in tal modo a ridursi le vendite del distributore. Di conseguenza diminuirebbero anche le quantità acquistate da questo distributore presso la VEAG, ciò che infine ridurrebbe le vendite di VEAG. La Commissione ha esaminato questo argomento ma non lo ha ritenuto di per sé una giustificazione per consentire alle imprese di distribuzione e di trasmissione di negare a medio termine l'accesso alla rete facendo valere la necessità di tutela del settore della lignite. In primo luogo, dato che queste "importazioni" possono avvenire solo tramite la rete a bassa e media tensione, non è assolutamente dimostrato che ci si deve attendere che tali flussi di energia acquistino una rilevanza quantitativa. In secondo luogo, tale questione può essere risolta in modo meno restrittivo per il commercio e la concorrenza rispetto alla possibilità di diniego di accesso alla rete a livello regionale.
(56) La Germania può introdurre, ad esempio, una procedura in base alla quale le società regionali sarebbero tenute ad informare VEAG riguardo ai contratti di trasmissione conclusi a livello dei gestori di rete regionali, suscettibili di influenzare indirettamente la produzione di energia elettrica basata sulla lignite di VEAG. Ciò consentirebbe a VEAG di includere tali casi nella sua pianificazione complessiva e di addurli come prove in caso di diniego di accesso alla rete. Per dare tuttavia alla Germania la possibilità di verificare se tali misure supplementari siano necessarie per consentire alla VEAG il rispetto dei suoi obblighi riguardo alla produzione di energia elettrica da lignite e per concedere ai distributori regionali un sufficiente periodo di adeguamento prima dell'introduzione di questo ulteriore vincolo di mercato, la Commissione ritiene opportuno mettere in vigore questa disposizione con effetto dilatorio (vedi sotto 3.2.3).
3.2.2. Criteri chiaramente definiti, non discriminatori, trasparenti e verificabili
(57) La Commissione considera il diniego di accesso una misura grave, del tutto contraria a uno dei principali obiettivi della direttiva, cioè per consentire la concorrenza nell'approvvigionamento di energia elettrica mediante l'introduzione dell'accesso alla rete. Alla luce di ciò, è importante che qualsiasi applicazione della clausola di tutela della lignite venga esercitata in maniera restrittiva e in base a criteri chiaramente definiti, non discriminatori, trasparenti e verificabili. La Commissione ritiene che quanto stabilito nell'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca non rispetti in modo soddisfacente tali criteri. Pertanto, la Commissione ritiene che sia necessario garantire il rispetto di diverse condizioni nell'ambito del campo di applicazione dei meccanismi di regolamentazione e composizione delle controversie. Tali condizioni sono:
(58) 1) I dinieghi di accesso debbono avvenire solo caso per caso e quindi non vi saranno dinieghi "a priori" o sistematici, e in qualsiasi caso di diniego, la VEAG deve motivare in maniera particolareggiata perché era necessario negare la trasmissione per garantire un livello adeguato di generazione di elettricità da lignite.
(59) 2) Una finestra minima di apertura del mercato deve essere garantita anche nei nuovi Länder in modo che si possa già sviluppare la pratica di un sistema di accesso alla rete, quantunque, in base al regime transitorio, ad un livello inferiore ai requisiti minimi di apertura del mercato previsti dalla direttiva. Occorre pertanto garantire che un segmento minimo di clienti idonei abbia il diritto illimitato di cambiare fornitore nonostante gli interessi legittimi di VEAG.
(60) Sussiste il rischio che, in assenza di una tale garanzia, si sviluppi poca concorrenza durante il periodo in questione nei nuovi Länder, e in particolare, VEAG possa essere esposta ad un'insufficiente pressione di mercato per accrescere l'efficienza ed abbassare i prezzi. Attualmente, la generazione di energia elettrica ricade per il 60 % circa su VEAG e per il 40 % su autoproduzione/a livello comunale. Pertanto, se solo un numero limitato di clienti idonei decidesse di acquistare altrove, ciò metterebbe inevitabilmente e probabilmente immediatamente sotto pressione - quantunque in misura limitata - la generazione di lignite di VEAG. Per far fronte a tale sfida, sarebbe necessario che VEAG accrescesse l'efficienza e la competitività, pena la perdita di quote di mercato. Tuttavia, anziché tagliare i costi e ridurre i prezzi, VEAG, in assenza di un certo numero di clienti idonei certi, potrebbe tendere ad adottare una politica di diniego sistematico di ogni richiesta di accesso da parte di terzi al fine di mantenere la propria quota di mercato e tutelare quindi la produzione di lignite. La possibilità che VEAG adotti una tale politica potenziale è sostenuta dalle conclusioni della relazione "Stellungnahme zur Beurteilung der Notwendigkeit der Braunkohleschutzklausel" ("valutazione della necessità della clausola di tutela della lignite") predisposta su incarico di VEAG dallo studio contabile PWC Deutsche Revision (vedi sotto).
(61) 3) Sebbene il governo tedesco abbia sostenuto che una minima apertura del mercato e pratica di mercato sarebbero state assicurate dall'approccio caso per caso di cui alla clausola sulla lignite riportata nell'articolo 4, paragrafo 3, la Commissione ritiene che l'articolo 4, paragrafo 3 non garantisce a sufficienza un risultato in tal senso e che non risponde a criteri chiaramente definiti e verificabili, necessari per distinguere preliminarmente in quali casi la richiesta di accesso alla rete è ammissibile e in quali casi è da respingere. Questa riserva era già stata espressa dalla Commissione nella lettera del 22 settembre 1997 al ministero tedesco dell'Economia. Tali criteri chiaramente definiti e verificabili devono essere specificati per consentire ai clienti di prevedere se essi saranno in grado di esercitare il proprio diritto di accesso alla rete, così si potrà evitare un'applicazione potenzialmente discriminatoria derivante dall'ampia discrezionalità nella valutazione caso per caso dei dinieghi di accesso.
(62) Sembra opportuno che, nel valutare la motivazione di un diniego di accesso rispetto al diritto dei clienti idonei di scegliere il proprio fornitore, si debba tener conto del fatto se il cliente idoneo stesso sia vincolato da impegni di ritiro a lungo termine, ad esempio nel caso di distributori impegnati a ritirare da VEAG il 70 % (in tal caso l'interesse di garantire un ritiro sufficiente di energia elettrica basata sulla lignite può meritare un'attenzione particolare) o nel caso in cui il cliente idoneo sia un cliente finale senza impegni di ritiro a lungo termine specifici (in tale caso l'accesso a prezzi elettrici competitivi meriterà particolare attenzione). In tale contesto, è importante notare che VEAG e le società di distribuzione regionali sono, in molti casi, affiliate o associate, ovvero appartengono agli stessi azionisti. Alla luce della necessità da parte di grandi consumatori finali industriali di avere accesso a prezzi elettrici competitivi, l'articolo 19, paragrafo 3, della direttiva recita che malgrado una determinata discrezionalità degli Stati membri nella definizione di segmenti di clienti per il conseguimento dell'apertura minima del mercato, "ogni cliente finale con un consumo annuale superiore a 100 GWh (per luogo di consumo e compresa l'autoproduzione) deve essere incluso nella categoria di clienti idonei". Pertanto, la Commissione considera che almeno tale segmento(4) di clienti debba beneficiare di una chiara garanzia che le loro potenziali richieste di accesso al mercato non vengono negate sulla base dell'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca.
(63) Questa disposizione sarebbe trasparente ed eviterebbe qualunque potenziale discriminazione. In tal modo, si può instaurare un adeguato equilibrio tra la necessità di promuovere adeguatamente ed efficacemente la produzione di lignite in Germania e la necessità di assicurare che le forze competitive - uno degli obiettivi fondamentali della direttiva - svolgano comunque un ruolo importante quando si tratta di far sì che tutte le aziende migliorino l'efficenza e diminuiscano i prezzi.
3.2.3. Entrata in vigore della presente decisione
(64) Per consentire:
- che vengano definite idonee e adeguate misure, qualora ritenuto necessario, per garantire che le vendite di energia elettrica a clienti idonei che avvengono tramite la rete a bassa e media tensione dei distributori regionali non eludano gli obblighi di produzione di energia da lignite della VEAG e per consentire ai distributori regionali di prepararsi all'introduzione di una siffatta competizione, nonché
- che la VEAG si adegui alla nuova situazione per quanto riguarda i clienti con consumo annuale superiore a 100 GWh,
risulta opportuno che venga concesso un termine dilatorio prima dell'entrata in vigore delle disposizioni indicate sopra ai punti 3.2.1 e 3.2.2, 3), ed ad un'applicazione potenzialmente più restrittiva dell'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca, sembra ragionevole applicare la presente condizione 3) solo fino a un anno dopo l'adozione della decisione.
(65) Giova notare che le circostanze che hanno indotto il governo tedesco a introdurre questo regime transitorio con i relativi obiettivi da conseguire sono specifiche e non caratteristiche degli altri regimi notificati in base all'articolo 24 della direttiva. In particolare, questo regime transitorio si basa sull'imponente ricostruzione del settore elettrico dei nuovi Länder dopo la riunificazione e sui gravi problemi regionali e occupazionali concentrati a livello locale. Alla luce di ciò è particolarmente importante che, nel caso di specie, si proceda ad una ponderazione tra la necessità di esporre la VEAG ad un livello accettabile di pressione concorrenziale e la necessaria garanzia che la VEAG possa rispettare gli obblighi di investimenti e di produzione di energia da lignite. Questa decisione, nella sua natura e nei suoi obiettivi, è pertanto estremamente specifica rispetto a regimi transitori accettati o sotto esame di altri Stati membri. Gli altri regimi si riferiscono alla necessità o all'obiettivo di mantenere in vita una situazione di competitività di singole aziende e non alla ricostruzione e alla modernizzazione su larga scala di un intero settore elettrico regionale.
(66) Alla luce di ciò, la Commissione ritiene opportuno concedere un periodo transitorio di due anni tra la pubblicazione della presente decisione e l'entrata in vigore dei requisiti indicati sotto all'articolo 2, paragrafi 2 e 3. Questo periodo darà a VEAG e ai distributori regionali il tempo necessario per adottare misure adeguate al fine di prepararsi ad un'eventuale ulteriore pressione competitiva risultante dalla presente decisione.
3.2.4. Considerazioni supplementari
(67) 1) Per limitare i possibili effetti della presente decisione, e in particolare dei requisiti indicati ai punti 3.2.1 e 3.2.2, 3), sulla competitività e sulla viabilità di VEAG, è prevista una revisione della presente decisione due anni dopo la sua adozione. La base di tale revisione dovrà essere una relazione del governo tedesco sull'esperienza acquisita con l'applicazione dell'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca e dell'applicazione della condizione supplementare 3) della presente decisione. Qualora dovesse risultare che la quota di clienti finali che sono effettivamente passati ad altri fornitori che non producono energia elettrica da lignite dei nuovi Länder è significativa e rappresenta un pericolo per la sopravvivenza di VEAG, la Commissione rivedrà la presente decisione, e in particolare, ove opportuno, la condizione 3).
(68) Per garantire una sufficiente trasparenza, la Commissione ritiene inoltre necessario garantire uno stretto monitoraggio dell'applicazione e dell'interpretazione dell'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca. Pertanto, la Commissione dovrà essere informata riguardo a ogni decisione di un organo tedesco di conciliazione o di un organo di controllo che approvi, condizionatamente o incondizionatamente, un rifiuto di accesso alla rete sulla base dell'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca.
3.2.5. Valutazione delle argomentazioni di VEAG
(69) Per sostenere le proprie argomentazioni, espresse con lettera del 28 gennaio 1999 e durante un incontro tra VEAG e la Commissione in data 12 febbraio a Bruxelles, VEAG ha presentato una relazione "parere riguardo alla valutazione della necessità della clausola di tutela della lignite" predisposta dalla PWC Deutsche Revision.
(70) Nella sua lettera del 28 gennaio 1999 la VEAG sostiene di "non poter sostenere perdite di vendite, di qualsiasi entità". Pertanto, la clausola di tutela della lignite di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca deve essere applicata integralmente, senza alcuna restrizione.
(71) La relazione dei revisori contabili effettua un calcolo delle quantità target di vendite di energia elettrica che consenta di coprire i costi totali di VEAG (pag. 24). Il calcolo si basa sui dati di pianificazione dei costi a medio termine di VEAG e non può pertanto essere raffrontato direttamente ai dati dei conti annuali pubblicati. La base di costo per il calcolo delle quantità target comprende i costi di capitale pari al [...] %(5) con una retribuzione del capitale proprio dell'[...] %(6) all'anno (titolo di stato a tasso fisso del [...] %(7) più [...] %(8) di premio di rischio), ipotizzando una quota di capitale proprio del [...] %(9).
(72) Il raffronto tra le quantità target calcolate delle vendite di energia elettrica e le vendite di energia elettrica effettive relative al 1998, nonché le vendite di energia elettrica stimate previste da VEAG per il 2003 fornisce i seguenti risultati. Nel 1998, le quantità target calcolate sono state superate dalle vendite effettive dello [...] %(10). Nel 2003, tuttavia, le quantità target saranno maggiori del [...] %(11) rispetto a quelle pianificate. Da ciò si conclude che non è realizzabile per il futuro un'attività che copra totalmente i costi (pag. 27).
(73) La relazione esamina quindi due scenari sino al 2003. Il primo scenario parte dall'ipotesi dell'applicazione integrale della clausola di tutela della lignite di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca a favore di VEAG. La relazione conclude che, ad eccezione dell'anno 2000, tutti gli anni saranno caratterizzati da un'eccedenza, con un picco nel 2002, calcolando un rendimento sulla cifra di affari del [...] %(12) che si traduce in una remunerazione del capitale proprio del [...] %(13). Viene così evidenziato che il divario quantitativo sopraindicato pari al [...] %(14) (nel 2003) comporta una diminuzione della remunerazione del capitale proprio dal previsto [...] %(15) al [...] %(16) (nel 2002, dato che la cifra comparabile relativa al 2003 non è indicata).
(74) La relazione esamina anche uno scenario due partendo dall'ipotesi che i consumatori, che rappresentano il [...](17) % delle vendite di VEAG, passino ad un altro fornitore. L'ipotesi del [...] %(18) viene derivata da un segmento di mercato che rappresenta il [...] %(19) ([...] %(20) TWh) della produzione lorda totale di energia elettrica dei nuovi Länder e che si presume verrebbe a colpire esclusivamente le vendite di VEAG. In base a tale scenario si conclude che esistono rischi per la sopravvivenza di VEAG senza però che venga effettuata un'analisi dettagliata di un impiego realisticamente adeguato della centrale elettrica e senza tener conto dei proventi delle vendite a clienti alternativi o risultanti da singole operazioni.
(75) La Commissione conclude che:
(76) a) La relazione non rappresenta un'analisi approfondita della struttura dei costi di VEAG in base a costi fissi e costi variabili che consentirebbe di valutare i costi marginali a breve termine. Essa non effettua un'analisi di cash flow per valutare la liquidità di VEAG. Pertanto, in base ai dati forniti, non si può ritenere che la viabilità a breve e medio termine di VEAG sia direttamente minacciata.
(77) b) Le conclusioni della relazione si basano sull'obiettivo di mantenere una copertura totale dei costi, incluso un margine di profitto (remunerazione del capitale proprio dell'[...] %(21)). Poiché questo obiettivo non viene raggiunto, anche qualora la clausola di tutela della lignite in favore di VEAG venga applicata integralmente (remunerazione risultante del capitale proprio dell'[...] %(22)), si conclude, in maniera piuttosto pragmatica, che nessuna restrizione nell'applicazione della clausola di tutela della lignite sarebbe sostenibile.
(78) c) I dati forniti mostrano che l'impostazione prescelta di calcolo dei costi complessivi comporta più "ammortizzatori", prima che venga seriamente minacciata la viabilità di VEAG:
- margine di profitto dell'[...] %(23) incluso nei calcoli,
- margine potenziale non indicato incluso nel prezzo del contratto di approvvigionamento di lignite con la correlata azienda Laubag(24),
- capitale proprio del [...] %(26),
- i proventi derivanti dalla vendita di energia eccedentaria a clienti alternativi o a mercati di operazioni singole dovrebbero essere inclusi nel calcolo degli effetti della migrazione di clienti.
(79) d) Il secondo scenario presentato, che ipotizza una perdita di vendita del [...] %(27), si basa su presupposti che non sono comparabili con gli effetti potenziali delle disposizioni di cui al punto 3.2.2 della presente decisione.
(80) e) Contrariamente alla posizione espressa dal governo tedesco, vale a dire che la clausola di tutela della lignite si applicherebbe caso per caso e consentirebbe pertanto un certa apertura del mercato, la posizione espressa da VEAG e confermata dalla relazione dei revisori contabili mostra chiaramente che VEAG aspira ad un rifiuto sistematico dell'accesso a tutti i suoi clienti diretti ed indiretti, per l'intero periodo di applicazione della clausola di tutela.
(81) Riassumendo, la Commissione riconosce le legittime preoccupazioni di VEAG riguardo al mantenimento di sufficienti quantità di vendite per garantire le economie di scala specifiche della produzione di energia elettrica basata sulla lignite. Pertanto, la Commissione ha elaborato le condizioni di cui al paragrafo 3.2.2 tenendo conto delle preoccupazioni di VEAG, soppesandole tuttavia rispetto alle esigenze ugualmente legittime dei consumatori di energia elettrica. Le possibilità di revisione sopra descritte rappresentano un'ulteriore garanzia della competitività e sopravvivenza di VEAG.
4. Conclusioni
(82) Il regime transitorio è stato richiesto con lettera del 12 febbraio 1998. La richiesta rispetta pertanto la scadenza prevista dall'articolo 24, paragrafo 2.
(83) Il regime transitorio del 1990 si fonda sugli impegni di investimento derivanti da una serie di contratti tra l'ex Repubblica democratica tedesca, Treuhandanstalt, Bayernwerk AG, PreussenElektra AG, RWE Energie AG e le società elettriche regionali. La natura dell'impegno di investimento di VEAG soddisfa a tutti i criteri dell'articolo 24, paragrafo 1, della direttiva.
(84) Per quanto riguarda le misure proposte, il regime transitorio tedesco rappresenta una deroga al capitolo VII della direttiva 96/92/CE, cioè il diniego di accesso alla rete che rientra, in linea di principio, nel campo di applicazione dell'articolo 24, paragrafo 2, della direttiva. Il regime transitorio proposto è limitato nel tempo e vincolato alla scadenza degli impegni o garanzie di gestione in questione. Per quanto riguarda il requisito che prevede che il regime transitorio applichi le misure meno restrittive necessarie per raggiungere gli obiettivi legittimi, esso è rispettato, in linea di principio, seppure con due limitazioni, cioè una chiarificazione necessaria del suo campo di applicazione, che deve essere limitato alla rete delle società di produzione di energia elettrica basata sulla lignite, ed una chiarificazione dell'enunciazione del regime transitorio tedesco, che non risulta definito con sufficiente chiarezza al fine di garantire un'applicazione non discriminatoria, trasparente e verificabile.
(85) Pertanto, la Commissione conclude che occorre rispettare una serie di condizioni che hanno lo scopo di garantire un'adeguata prevedibilità e trasparenza del regime transitorio tedesco. Le condizioni possono essere realizzate o attraverso un emendamento alla legge o attraverso disposizioni di attuazione o le prassi dell'autorità competente dell'applicazione dell'articolo 4, paragrafo 5, della legge tedesca,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'articolo 4, paragrafo 3 ("Neue Länder"), delle legge tedesca "Gesetz zur Neuregelung des Energiewirtschaftsrechts", pubblicata nella Gazzetta ufficiale tedesca del 28 aprile 1998, pagina 730, che costituisce l'unico oggetto della richiesta tedesca di regime transitorio ai sensi dell'articolo 24 della direttiva 96/92/CE, notificata alla Commissione il 13 febbraio 1998, è considerato basato su un impegno o garanzia di gestione ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 1, della direttiva.
Nel caso in parola l'impegno ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 1, della direttiva 96/92/CE è il contratto del 22 agosto 1990 tra la ex Repubblica democratica tedesca e Treuhandanstalt, da una parte, e Bayernwerk AG, PreussenElektra AG e RWE Energie AG, dall'altra.
Articolo 2
Ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 2, della direttiva 96/92/CE, la Germania ha la facoltà di derogare all'articolo 17 e quindi al capitolo VII della direttiva applicando la disposizione di cui all'articolo 4, paragrafo 3 ("Neue Länder"), della legge tedesca "Gesetz zur Neuregelung des Energiewirtschaftsrechts" nella forma di un regime transitorio limitato al 31 dicembre 2003. Al riguardo la Germania deve rispettare le seguenti disposizioni e condizioni:
1) La Germania garantisce che il diritto di accesso alla rete rimane la regola generale anche nei "Neue Länder" e che qualsiasi diniego di accesso alla rete è considerato un'eccezione e da motivare debitamente, caso per caso.
2) Qualsiasi eventuale diniego di accesso alla rete è consentito esclusivamente quando riguarda la rete di trasmissione di VEAG (Vereinigte Energiewerke AG). Gli operatori di reti di trasmissione e distribuzione regionali non possono applicare la misura del regime transitorio. Questa disposizione va applicata al più tardi due anni dopo la pubblicazione della presente decisione.
3) Una quota minima di consumo finale di energia elettrica deve rimanere aperta alla concorrenza anche nei Neue Länder. Pertanto, almeno ai consumatori finali il cui consumo superi 100 GWh all'anno ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 3, della direttiva 96/92/CE non sarà negato l'accesso alla rete sulla base dell'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca "Gesetz zur Neuregelung des Energiewirtschaftsrechts". Tale disposizione si applica al più tardi due anni dopo la pubblicazione della presente decisione.
Articolo 3
1. La Germania presenterà alla Commissione, entro tre anni dalla pubblicazione della presente decisione, una relazione sull'uso effettivo dell'accesso alla rete da parte dei consumatori finali che risiedono nei Neue Länder. Qualora sulla base di tale relazione, la quota di clienti finali effettivamente passati ad un altro fornitore di energia elettrica, la cui produzione non sia basata sulla lignite dei Neue Länder, risulti di rilevante importanza e minacci la sopravvivenza di VEAG, la Commissione rivedrà la presente decisione.
2. La Germania notifica alla Commissione ogni diniego di accesso sulla base dell'articolo 4, paragrafo 3, della legge tedesca "Gesetz zur Neuregelung des Energiewirtschaftsrechts", immediatamente dopo l'approvazione incondizionata o condizionata in prima istanza (Landeskartellbehörde o Bundeskartellamt).
3. La Germania notifica alla Commissione qualsiasi cambiamento in relazione alla "Gesetz zur Neuregelung des Energiewirtschaftsrechts" che possa influire direttamente o indirettamente sull'applicazione del presente regime transitorio.
Articolo 4
La Repubblica federale tedesca è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, l' 8 luglio 1999.

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