Document ID: 32003D0521

Decisione della Commissione
del 9 aprile 2002
relativa all'aiuto di Stato cui l'Italia ha dato esecuzione a favore di impianti funiviari nella Provincia autonoma di Bolzano
[notificata con il numero C(2002) 1191]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2003/521/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni(1) e tenuto conto delle medesime,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) In seguito ad un reclamo datato 27 febbraio 1996, e pervenuto il 21 maggio 1996, la Commissione ha appreso che l'Italia aveva dato esecuzione ad una misura di aiuto in favore degli impianti funiviari nella Provincia di Bolzano. Con lettere datate 29 luglio 1996, 21 gennaio 1997 e 23 giugno 1998 l'Italia ha fornito alla Commissione ulteriori informazioni.
(2) Con lettera del 4 agosto 2000, la Commissione ha informato l'Italia della propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato nei confronti della misura in questione.
(3) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata(2) e gli interessati sono stati invitati a presentare osservazioni al riguardo.
(4) La Commissione ha ricevuto osservazioni da parte degli interessati e le ha trasmesse all'Italia, fornendole l'occasione di commentarle.
(5) Con lettera del 12 marzo 2002, le autorità italiane si sono impegnate a rinotificare il regime nel 2006.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELLA MISURA
(6) Sulla base di una notifica tardiva e di un'indagine connessa ad un aiuto concesso dalla DG REGIO nel quadro del programma 5B, la Commissione ha approvato, con lettera del 4 giugno 1991 (NN 45/91), le misure di aiuto di cui alla legge provinciale 21.1.1991, n. 2 della Provincia autonoma di Bolzano, recante disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno finanziario 1991 e per il triennio 1991-1993 (in prosieguo legge n. 2/1991). Detta legge consentiva l'erogazione di aiuti di Stato in favore di funicolari e funivie nella Provincia, con un'intensità di aiuto massima del 33 % lordo del costo dei singoli progetti.
(7) La Provincia autonoma di Bolzano ha successivamente approvato una nuova legge, legge 4 marzo 1996 n. 6, recante provvidenze per la costruzione e l'ammodernamento degli impianti a fune (in prosieguo legge n. 6/1996). Secondo quanto affermato dalla Provincia di Bolzano detta legge si limitava a rinnovare il vecchio regime consentendo la concessione di aiuti agli investimenti a concorrenza del 90 %.
(8) La legge n. 6/1996 dispone all'articolo 1, comma 1, la concessione di aiuti agli investimenti sotto forma di contributi non rimborsabili per:
a) la realizzazione di nuove linee di trasporto di persone mediante impianti funiviari aerei o funicolari terrestri su rotaia o tappeti mobili o sciovie;
b) il miglioramento qualitativo, l'aggiornamento tecnico, anche parziale, o per l'aumento di potenzialità di linee esistenti;
c) la sostituzione di vecchie parti degli impianti esistenti;
d) il miglioramento e l'aggiornamento tecnologico dei sistemi destinati alla distribuzione e alla lettura dei titoli di viaggio.
Le intensità massime di aiuto (in percentuali dei costi d'investimento) sono stabilite all'articolo 1, comma 2, della legge n. 6/1996 come segue:
a) 90 % per funivie bifune a va e vieni che rivestono particolare importanza sociale in quanto di collegamento fra centri abitati;
b) 45 %, per funicolari terrestri su rotaia, funivie bifune o monofune nonché per tappeti mobili;
c) 45 % per apparecchiature destinate all'emissione e alla lettura dei titoli di viaggio;
d) 50 % per le sciovie singole che rivestono rilevanza per fini socio-educativi e ritenute di particolare utilità per la popolazione locale perché in grado di integrare sensibilmente nel periodo invernale le infrastrutture sportivo-ricreative ivi esistenti;
e) 30 % per le sciovie non contemplate nella lettera d).
(9) In base alla legge n. 6/1996, i contributi di cui all'articolo 1, comma 2, lettere a), b) e c) sono stanziati, suddivisi in parti uguali, in tre esercizi consecutivi. I contributi di cui all'articolo 1, comma 2, lettere d) ed e), sono stanziati su un unico esercizio.
(10) Le intensità di aiuto per gli investimenti di cui all'articolo 1, comma 2, lettere b) e d), possono essere aumentati fino ad ulteriori 30 punti percentuali, qualora il progetto rivesta particolare interesse pubblico, ovvero quando costituisca un sistema di collegamento tra zone sciistiche o tra queste e i centri abitati, nonché laddove richieda particolari soluzioni tecnologiche a fini di salvaguardia ambientale.
III. OSSERVAZIONI DI TERZI INTERESSATI
(11) La Fianet (Federazione internazionale di associazioni nazionali di gestori di impianti a fune) ha sottolineato l'importanza che rivestono gli impianti funiviari ai fini dell'economia delle zone di montagna, dato il loro contributo allo sviluppo dell'occupazione, alla tutela dell'ambiente e al miglioramento della situazione economica della popolazione locale. Secondo la Fianet gli aiuti di Stato in questo campo non alterano la concorrenza.
(12) La Federazione protezionisti sud-tirolesi ha fatto presente che non vi sono criteri oggettivi per stabilire l'entità degli aiuti di Stato autorizzati ed ha dichiarato che il ragionamento inerente alla concessione di aiuti di Stato è di natura generale. Gli aiuti di Stato in causa esercitano pressione sugli investitori affinché costruiscano altri impianti funiviari che danneggiano seriamente il paesaggio e l'ambiente. Oltre all'aiuto erogato in base alla legge n. 6/1996, sono stati concessi altri contributi e gli aiuti di Stato alterano la concorrenza.
(13) Le autorità austriache hanno dichiarato che a loro avviso la concessione di aiuti di Stato in questo campo, alle condizioni in esame, ossia a concorrenza del 90 % non altera la concorrenza in misura contraria al comune interesse. La concessione di aiuti di Stato secondo principi politico-economici a favore di impianti che altrimenti sarebbero deficitari in quanto situati in zone nelle quali un investitore privato non investirebbe, risponde sia all'interesse generale dello Stato membro che a quello della Comunità. Nella fattispecie esse si dichiarano preoccupate dalla posizione della Commissione nel senso della non applicazione dell'articolo 86, paragrafo 2, del trattato.
(14) L'Associazione degli impianti a fune tedeschi (Verband Deutscher Seilbahnen) ha sostenuto che vi è una notevole concorrenza nel mercato internazionale delle imprese di impianti a fune. Inoltre essa fa presente che alcuni paesi europei limitrofi applicano l'aliquota IVA ridotta (50 %), mentre in Germania agli impianti a fune si deve applicare l'aliquota IVA intera essendo gli impianti in questione espressamente esclusi dall'aliquota IVA ridotta. Invece, nella direttiva comunitaria sugli appalti pubblici, gli impianti a fune sono espressamente inclusi.
(15) La Alpenverein Südtirol (Associazione alpina del Sud-Tirolo) ha dichiarato che la concessione di aiuti di Stato ai costruttori di impianti a fune li induce a costruire molti impianti e quindi che il paesaggio vergine dell'Alto Adige è sottoposto a notevole pressione.
IV. OSSERVAZIONI DELL'ITALIA
(16) Replicando all'avvio del procedimento ex articolo 88, paragrafo 2 del trattato, le autorità della Provincia di Bolzano hanno fornito ulteriori informazioni con lettere datate 22.1.2001 e 24.5.2001 in cui sostengono:
a) la piena identità e continuità tra le misure di cui alla precedente legge n. 2/1991, esaminate ed approvate dalla Commissione (NN45/91) e quelle di cui alla nuova legge n. 6/1996, che rappresenta un mero riordino della normativa provinciale esistente;
b) il carattere di infrastruttura di trasporto e la natura di attività d'interesse generale degli impianti a fune che possono essere così classificati:
categoria A) impianti di risalita aerei che costituiscono infrastrutture di trasporto, sostitutive di servizi pubblici su strada. Essi sono l'unico mezzo di trasporto che assicura il collegamento tra centri abitati montani e quindi rivestono particolare importanza sociale;
categoria B) impianti aerei terrestri destinati all'attività ricreativa di prioritario interesse locale o di carattere sociale;
categoria C) impianti funiviari aerei e terrestri al servizio di zone di interesse turistico;
c) l'inidoneità della legge n. 6/1996 a pregiudicare gli scambi;
d) l'applicabilità della deroga ex articolo 87, paragrafo 3, lettera c), essendo i contributi disposti dalla legge n. 6/1996 volti a promuovere gli investimenti da parte di PMI.
(17) Le autorità provinciali di Bolzano sottolineano inoltre che le imprese, pubbliche e private, titolari di concessioni per impianti di trasporto a fune nella provincia di Bolzano sono tutte PMI ai sensi delle pertinenti definizioni comunitarie e nessuna di esse supera i parametri comunitari che individuano le PMI.
(18) Inoltre fanno presente che gli impianti con vocazione commerciale presenti in zone turistiche non hanno beneficiato di misure di finanziamento sulla base della legge n. 6/96, ad eccezione di tre impianti al Passo dello Stelvio e di quattro impianti nel comune di Castelrotto, località Alpe di Siusi.
V. CONSIDERAZIONI GENERALI SUGLI IMPIANTI A FUNE
Sussistenza di un aiuto di Stato
(19) Sussiste aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato quando talune imprese sono favorite da aiuti concessi sotto qualsiasi forma, mediante risorse statali, che falsino o minaccino di falsare la concorrenza e incidano sugli scambi tra gli Stati membri.
(20) Si sostiene talvolta che taluni impianti a fune, per il loro carattere di infrastruttura di trasporto, non sono soggetti alle regole sugli aiuti di Stato. Questo ragionamento non può essere accettato in assoluto. Il finanziamento pubblico di un'infrastruttura aperta a tutti gli utenti potenziali in maniera non discriminatoria e gestita dallo Stato non rientra di norma nell'ambito di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, come la Commissione ha già ritenuto(3), poiché in questo caso non è conferito alcun vantaggio ad un'impresa ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, in concorrenza con altre imprese. Gran parte del finanziamento dell'infrastruttura di trasporto assume la forma di questo tipo di investimenti, ad esempio una strada pubblica non assoggettata a pedaggio.
(21) Tuttavia, nel caso degli impianti a fune, gli operatori detengono il controllo effettivo dell'accesso agli impianti e gli utenti, di norma, pagano per l'utilizzo dei medesimi. Un impianto a fune di solito è gestito da un unico operatore e il trasporto mediante impianti a fune può, almeno in linea di principio, essere un'attività economicamente redditizia esercitata a fini di lucro da operatori privati.
(22) Gli operatori del trasporto e gli altri utenti commerciali dell'infrastruttura di trasporto rientrano nella definizione di impresa ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1. Dalla giurisprudenza della Corte sul concetto di "impresa" si evince che la questione essenziale consiste nello stabilire se l'attività che l'impresa svolge abbia o no natura economica, mentre è meno rilevante l'organizzazione mediante la quale viene svolta. Il Tribunale di primo grado ha ritenuto(4), che la gestione e la messa a disposizione degli impianti per la prestazione di un servizio costituiscono un'attività economica ai fini dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Il soggetto privato o pubblico che gestisca un'infrastruttura di trasporti e che non faccia parte della struttura amministrativa dello Stato sarà sempre da considerarsi "impresa". Per i concorrenti, esistenti o potenziali, qualsiasi vantaggio finanziario conferito ad imprese così definite può, in linea di principio, provocare distorsioni della concorrenza.
(23) Inoltre, non tutti gli impianti a fune sono utilizzati per esigenze di mobilità generale, ma molti sono destinati a una specifica categoria economica di utenti, ad esempio i consumatori di un bene di servizio, che non è il trasporto in sé. È il caso, ad esempio, degli impianti a fune destinati principalmente agli sciatori. Questi impianti non forniscono un servizio di trasporto generale, ma offrono i servizi di un impianto funzionale alla pratica di uno sport.
Distorsione di concorrenza ed effetti sugli scambi tra Stati membri
(24) Condizione essenziale perché una misura costituisca aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, è che alteri la concorrenza e incida sugli scambi intracomunitari. Nel caso degli impianti a fune, la presenza di distorsioni della concorrenza e di effetti sugli scambi tra Stati membri deve essere valutata tenuto conto dell'ubicazione, destinazione e dimensione degli impianti.
(25) Gli impianti a fune forniscono un servizio unicamente in una determinata località. Tale servizio non può essere prestato altrove. Questo fatto, tuttavia, non elimina il rischio di effetti sul commercio tra Stati membri. Infatti potrebbero esservi operatori attivi a livello internazionale e il finanziamento dello Stato potrebbe recare vantaggi al beneficiario oppure scoraggiare altri operatori, eventualmente stranieri, dal fornire un servizio alternativo in loco, che potrebbe anche essere fornito mediante mezzi diversi dagli impianti a fune. Il finanziamento dello Stato può contribuire ad attrarre utenti non residenti, ad esempio sciatori provenienti dallo stesso Stato o da uno Stato diverso, dirottandoli da altre destinazioni dotate di impianti di risalita a fune, incluse quelle situate in altri Stati membri.
(26) Nel valutare questi elementi è opportuno operare una distinzione tra gli impianti a fune destinati alle attività sportive e quelli destinati a soddisfare esigenze generali di trasporto della popolazione.
Impianti destinati ad attività sportive
(27) Per quanto concerne gli impianti destinati ad attività sportive, il loro numero, prezzo e qualità sono atti ad incidere sulla scelta di utenti che, alternativamente, possono optare per altri impianti situati in altri Stati membri. Contrariamente ad altri elementi, che pure influenzano la scelta di questi utenti - tra cui il clima, il paesaggio, l'accessibilità, la qualità della ristorazione ecc. - gli impianti incidono su tutti gli utenti in maniera analoga e si prestano ad un facile raffronto tra stazioni invernali diverse. Gli skipass rappresentano una quota significativa del costo totale di una vacanza invernale e spesso sono inclusi nel pacchetto vacanze venduto dagli operatori internazionali. Pertanto, il finanziamento di impianti di risalita in stazioni montane ha un impatto sulla fornitura di servizi destinati al turismo invernale, che rappresenta un'attività commerciale internazionale caratterizzata da un grado elevato di scambi intracomunitari e da una forte concorrenza.
(28) Inoltre vi sono esempi di imprese che gestiscono impianti situati in stazioni di Stati membri diversi. Il finanziamento pubblico reca vantaggi che potrebbero essere sfruttati in un mercato in cui esiste una concorrenza transfrontaliera anche dal lato dell'offerta del servizio.
(29) Si può sostenere peraltro che gli impianti destinati ad attività sportive in località poco attrezzate per la pratica degli sport invernali e con capacità turistiche limitate tendono ad avere un bacino di utenza puramente locale e non sono in grado di attrarre utenti che hanno l'alternativa di optare per impianti situati in altri Stati membri. In questi casi non vi sarebbe alcuna distorsione di concorrenza né vi sarebbero effetti sugli scambi dal lato della domanda. Tuttavia, dal lato dell'offerta, si dovrebbe valutare se i beneficiari operino soltanto a livello locale e se il finanziamento dello Stato a favore di questa attività danneggi o scoraggi l'offerta in loco di altri impianti ricreativi e sportivi da parte di operatori di altri Stati membri. Quest'ultima circostanza parrebbe alquanto ipotetica nei casi in cui vi sia un numero limitato di utenti locali, il servizio potrebbe non essere economicamente redditizio e il finanziamento dello Stato potrebbe essere l'unico modo per fornirlo.
(30) Pertanto, il contributo dello Stato ad impianti a fune destinati ad attività sportive in stazioni turistiche di norma altera la concorrenza e incide sugli scambi intracomunitari. Tuttavia è ammesso che esistano casi di impianti con un bacino di utenza puramente locale, nel qual caso il finanziamento pubblico non altererebbe la concorrenza né inciderebbe sugli scambi intracomunitari e quindi non costituirebbe aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1.
Impianti a fune destinati a soddisfare fabbisogni di trasporto generali
(31) Gli impianti principalmente destinati a soddisfare esigenze di trasporto generali della popolazione di norma non influenzano la scelta di utenti che potrebbero avere come alternativa stazioni situate in altri Stati membri. Tuttavia il sostegno pubblico potrebbe recare vantaggio ad un operatore attivo a livello internazionale oppure incidere negativamente sull'offerta, effettiva o potenziale, in loco di mezzi di trasporto alternativi da parte di un operatore di un altro Stato membro. Può darsi che in taluni casi il beneficiario operi soltanto a livello locale e che un'attività di trasporto alternativa non sia economicamente o tecnicamente valida: in tal caso la misura non altererebbe la concorrenza né inciderebbe sugli scambi intracomunitari. In altri casi, l'attività di trasporto - mediante impianti di risalita a fune o altri mezzi - è tecnicamente o economicamente valida e idonea ad attrarre operatori commerciali che svolgono un'attività economica ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Considerata la progressiva liberalizzazione del settore dei trasporti, non si deve escludere l'eventualità che questo trasporto sia fornito da operatori di altri Stati membri. In quest'ultimo caso le misure altererebbero o minaccerebbero di alterare la concorrenza e inciderebbero sugli scambi intracomunitari e quindi costituirebbero aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1.
(32) Riassumendo, si ritiene che in genere un impianto destinato ad un'attività idonea ad attrarre utenti non locali abbia un effetto sugli scambi intracomunitari. Tuttavia ciò potrebbe non essere vero per gli impianti finalizzati allo sport in località poco servite e con capacità turistiche limitate. Quanto agli impianti destinati principalmente a soddisfare esigenze di mobilità generale della popolazione, essi avrebbero un effetto sul commercio intracomunitario solo qualora vi sia una concorrenza transfrontaliera dal lato dell'offerta del servizio di trasporto.
Criteri di distinzione
(33) Nell'operare una distinzione tra queste categorie di impianti di norma si dovrebbe tener conto dei seguenti elementi:
a) l'ubicazione degli impianti (nel contesto urbano o di collegamento tra centri abitati);
b) i loro tempi di funzionamento (stagionale anziché annuale, diurno oppure ad orario prolungato);
c) la caratterizzazione, prevalentemente locale, dell'utenza (numero di skipass giornalieri rispetto a quelli settimanali);
d) il numero e la capacità degli impianti rispetto al numero degli utenti residenti;
e) la presenza, nella zona, di altre installazioni finalizzate al turismo.
(34) Un regime di aiuti destinato ad un tipo specifico di impianti, oppure che conceda vantaggi che variano in funzione dei diversi tipi di impianti, dovrebbe stabilire criteri oggettivi sulla cui base si possa poi stabilire la categoria o le categorie di beneficiari.
Compatibilità delle misure di aiuto in favore degli impianti a fune
(35) Ogniqualvolta impianti a fune beneficiano(5) di risorse statali, che alterano o minacciano di alterare la concorrenza e incidono sugli scambi intracomunitari, il finanziamento ricade nel disposto delle norme in materia di aiuti di Stato del trattato. L'aiuto deve essere notificato ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato e del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(6).
(36) Ciò vale anche per gli impianti costruiti o gestiti da soggetti pubblici, nel qual caso continua ad applicarsi il principio generale in base al quale il finanziamento dello Stato deve essere accordato secondo il principio dell'investitore privato operante in economia di mercato. In altri termini, i fondi pubblici concessi in eccesso oppure a condizioni migliori di quelle che un investitore privato accorderebbe in situazione analoga costituiscono aiuto di Stato, soggetto all'obbligo di notifica di cui all'articolo 88, paragrafo 3. Ciò dicasi per tutte le forme di intervento economico, inclusi i conferimenti di capitale, i prestiti e le garanzie.
(37) Una volta accertata la presenza di elementi di aiuto di Stato, si deve esaminare se l'aiuto in questione sia compatibile con il mercato comune in virtù di una delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato. Tali considerazioni non ostano all'applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di importanza minore (regola "de minimis")(7).
(38) Nel settore dei trasporti è necessario adottare un approccio specifico nei riguardi degli aiuti di Stato, poiché lo Stato deve intervenire per garantire servizi di trasporto rispondenti ad esigenze sociali e ambientali. L'articolo 73 del trattato, prevede una deroga per soddisfare tali esigenze.
(39) Infine, a norma dell'articolo 86, paragrafo 2, del trattato l'applicazione delle regole di concorrenza alle imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale potrebbe essere esclusa qualora osti all'adempimento, in linea di diritto e di fatto, della specifica missione loro affidata.
Articolo 87
(40) Le condizioni per l'applicazione delle disposizioni derogatorie di cui all'articolo 87, paragrafo 2, lettera b) ("aiuti destinati ad ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali") e lettera c) ("aiuti concessi all'economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania che risentono della divisione della Germania"), sono ovviamente da valutarsi caso per caso, mentre la deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 2, lettera a) ("aiuti a carattere sociale concessi ai singoli consumatori"), non risulta pertinente nel caso degli aiuti destinati agli operatori di impianti a fune.
(41) L'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera d) ("aiuti destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio"), del trattato al caso degli impianti di risalita sembra, in condizioni normali, dover essere esclusa, mentre la pertinenza dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) ("aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni dove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione"), e dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera b) ("gli aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro"), devono essere valutate caso per caso. Tale valutazione non dovrebbe discostarsi dalle norme stabilite per tutte le attività economiche.
(42) A norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), gli aiuti di Stato possono considerarsi compatibili con il mercato comune qualora siano destinati "ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse". In passato si era ritenuto che tali requisiti per l'esenzione fossero soddisfatti in considerazione della minore mobilità degli sciatori. Attualmente si ritiene che la fornitura di servizi finalizzati agli sport invernali abbia raggiunto un livello di sviluppo economico e di concorrenza transfrontaliera tale da non giustificare più un'eccezione alle norme stabilite per le attività economiche in generale; si vedano tuttavia al riguardo le considerazioni sviluppate ai considerando da 50 a 550.
(43) L'aiuto agli impianti di risalita potrebbe, a seconda dei casi, risultare compatibile in base alle regole che disciplinano, ad esempio, gli aiuti regionali agli investimenti o agli aiuti alle piccole e medie imprese, oppure gli aiuti alla ristrutturazione volti a ripristinare la redditività economico-finanziaria di un'impresa(8). Non si può tuttavia considerare sul piano generale, che un aiuto del genere "non alteri le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse", dato che avrebbe l'effetto di migliorare la competitività dei beneficiari in un settore caratterizzato da un'elevata concorrenza internazionale.
Articolo 73
(44) Diversamente dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, il concetto di "coordinamento dei trasporti" di cui all'articolo 73 del trattato implica qualcosa di più della semplice promozione dello sviluppo di un settore industriale, in quanto comprende una certa forma di programmazione da parte dello Stato. In un mercato liberalizzato il coordinamento può essere realizzato dal mercato stesso, dato che il libero gioco delle forze di mercato non è ostacolato da imperfezioni di mercato. Pertanto il concetto di aiuto richiesto dalle necessità del coordinamento dei trasporti si riferisce alla necessità di un intervento dello Stato dettato dall'assenza di mercati competitivi o dalla presenza di imperfezioni del mercato.
(45) Secondo la prassi della Commissione, perché l'aiuto soddisfi le necessità di coordinamento dei trasporti di cui all'articolo 73 del trattato(9) devono essere soddisfatti i seguenti tre requisiti:
a) il contributo dello Stato al finanziamento totale del progetto è necessario per consentire la realizzazione del progetto o lo svolgimento dell'attività nell'interesse della Comunità;
b) l'accesso all'aiuto è accordato a condizioni non discriminatorie;
c) l'aiuto non deve dare luogo a distorsioni della concorrenza in misura contraria al comune interesse.
Articolo 86, paragrafo 2
(46) Mentre il finanziamento di impianti a fune destinati al trasporto dovrà di norma, quando costituisca aiuto di Stato, essere valutato ai sensi dell'articolo 73, ci si può chiedere se, agli impianti di altro tipo, possa applicarsi la deroga di cui all'articolo 86, paragrafo 2.
(47) In generale, gli impianti a fune finalizzati ad un'attività sportiva non forniscono un servizio di interesse economico generale ed il loro finanziamento non può essere giustificato ai sensi dell'articolo 86, paragrafo 2, del trattato. Essi non soddisfano esigenze generali e fondamentali della popolazione, ma sono finalizzati a generare profitti tramite gli sport invernali. Il livello effettivo di prezzo delle tariffe pagate dagli utilizzatori mostra che questo servizio non è un bene essenziale.
(48) Spetta naturalmente agli Stati membri, in linea di principio, definire i servizi che considerano di interesse economico generale. Tuttavia, il concetto di servizio di interesse economico generale non può essere esteso a servizi che rivestono carattere puramente commerciale e non rispondono ad esigenze generali e fondamentali della popolazione per servizi considerati come una parte essenziale della vita quotidiana.
(49) Tali considerazioni non sono infirmate dal fatto che la costruzione e il funzionamento degli impianti a fune sono soggetti a concessione, il che obbliga l'impresa a gestire effettivamente l'impianto e a trasportare tutti gli utenti ai prezzi correnti. È prassi normale che un certo numero di professioni e di attività siano soggette a speciale autorizzazione e a determinati requisiti. A questo riguardo, la situazione degli operatori degli impianti a fune non differisce sostanzialmente da quella delle imprese di altri settori e non significa che debba essere valutata i sensi dell'articolo 86, paragrafo 2.
Periodo transitorio
(50) La Commissione ritiene che gli aiuti di Stato agli impianti a fune potrebbero svolgere un ruolo importante per sostenere uno sviluppo economico equilibrato del territorio. In particolare, per quanto concerne le regioni montane, gli aiuti di Stato in passato hanno permesso lo sviluppo di una delle poche attività economiche locali possibili in queste zone, con conseguenze benefiche per l'occupazione e, in ultima analisi, per il radicamento della popolazione e per la difesa del territorio.
(51) Tuttavia la fornitura di servizi per gli sport invernali è diventata sempre più l'oggetto di una crescente concorrenza transfrontaliera. L'intensificarsi della concorrenza modifica la natura dei problemi e aumenta la distorsione causata dalla presenza di aiuti nel settore degli impianti a fune. L'approssimarsi di questo settore alla maturità comporta un maggior rischio di concorrenza sfrenata tra differenti zone della Comunità. Per questi motivi si ritiene necessario che in futuro la politica della Commissione nel settore sia definita più chiaramente, interpretata in maniera più rigorosa e applicata con maggior uniformità.
(52) La Commissione riconosce che le imprese del settore, in passato, hanno ampiamente beneficiato di varie forme di sostegno economico concesse dalle autorità statali, regionali e locali. Alcune di queste misure sono state considerate compatibili in virtù dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c). Un cambiamento di politica, che stabilisca limiti più rigorosi alla compatibilità, probabilmente comporterebbe una modifica del prezzo dei vari servizi offerti per gli sport invernali, con eventuali aumenti di prezzo per l'utilizzo degli impianti di risalita destinati a controbilanciare la riduzione delle sovvenzioni. Quest'adattamento non può essere troppo brusco ed è necessaria un'applicazione graduale delle regole generali.
(53) La Commissione individua pertanto un periodo transitorio di 5 anni - dal 1o gennaio 2002 al 31 dicembre 2006 - durante il quale verrebbero temporaneamente ammesse intensità di aiuto più elevate per gli aiuti di Stato al settore degli impianti a fune. L'analisi di aiuti accordati prima del periodo descritto verrà effettuata caso per caso, senza riferimento a soglie fissate a priori, ai fini dell'accertamento della compatibilità.
(54) Durante il periodo transitorio la Commissione valuterà i progetti di aiuto nel settore degli impianti a fune basandosi sulle disposizioni generali contenute, tra l'altro, nel regolamento della Commissione relativo agli aiuti di Stato alle piccole e medie imprese, negli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà e, infine, negli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale(10). Tuttavia essa accetterà una maggiorazione temporanea dell'intensità di aiuto altrimenti giustificata sulla base della normativa esistente, quantificata come segue:
a) 25 punti percentuali in più per un aiuto accordato nell'anno 2002;
b) 20 punti percentuali in più per un aiuto accordato nell'anno 2003;
c) 15 punti percentuali in più per un aiuto accordato nell'anno 2004;
d) 10 punti percentuali in più per un aiuto accordato nell'anno 2005;
e) 5 punti percentuali in più per un aiuto accordato nell'anno 2006(11);
Dal 2007 in poi saranno dichiarate incompatibili le misure di aiuto non ammissibili a nessuna delle deroghe previste dal trattato e dai vari regolamenti e normative in vigore in materia di esenzioni, mentre resterà applicabile l'analisi di cui ai considerando da 19 a 34, in particolare quanto esposto al considerando 29.
(55) In base alle informazioni disponibili alla Commissione, i valori indicati, scelti quale temporanea maggiorazione dei massimali di aiuto, nonché la durata di cinque anni del periodo transitorio, sembrano conciliare la necessità, da un lato, di permettere alle diverse zone di beneficiare di un arco di tempo sufficiente per avvalersi delle disposizioni temporanee e ai beneficiari di adeguarsi al nuovo approccio e, dall'altro lato, di allineare entro un periodo di tempo ragionevole il trattamento riservato a questo settore a quello di altre attività economiche.
Attività correlate
(56) Quando l'infrastruttura a fune in questione è finalizzata essenzialmente agli sciatori, l'attività svolta dagli operatori può essere descritta come la prestazione del servizio dell'impianto di base per la pratica dello sci. Non è insolito che una tale impresa offra anche altri servizi direttamente correlati, che sono altrettanto indispensabili per l'attività sciistica, tra cui la preparazione delle piste oppure l'innevamento artificiale. Pertanto, l'investimento ammissibile ad aiuto in base alle condizioni descritte può anche comprendere l'acquisto di cannoni per sparare la neve o di veicoli per la manutenzione nonché i costi iniziali di allestimento delle piste. Tuttavia l'investimento che non sia funzionale alla fornitura del servizio dell'impianto di base - ad esempio gli investimenti in materiale sciistico da noleggio oppure in installazioni destinate alle scuole di sci - non può essere ammissibile ad aiuto.
VI. CONFRONTO CON LE MISURE ISTITUITE DALLA LEGGE N. 2/1991
(57) La legge n. 6/1996, autorizza la concessione di aiuti agli impianti a fune nella Provincia autonoma di Bolzano a concorrenza del 90 % del costo d'investimento. Tale legge modifica la precedente legge provinciale n. 2/1991, che prevedeva la concessione di aiuti fino ad un'intensità massima del 33 % dei costi del progetto.
(58) Occorre tener presente che le misure di cui alla legge n. 2/1991, notificate alla Commissione e da essa approvate con lettera del 4 giugno 1991, consistevano, come previsto all'articolo 1, comma 1 di detta legge, nella concessione di aiuti fino alla seguente intensità massima:
a) 33 % per funivie bifuni che rivestano particolare importanza sociale in quanto a collegamento di centri abitati;
b) 15 % per funicolari terresti su rotaia, funivie bifuni o monofuni nonché per apparecchiature di emissione e controllo dei titoli di transito;
c) contributi in conto capitale fino al 30 % per la costruzione e il miglioramento qualitativo di impianti scioviari;
d) un contributo in capitale fino alla misura massima 200 milioni di ITL per il ripristino di linee di trasporto funiviario.
La Provincia di Bolzano fa valere l'identità e la continuità tra la vecchia legge n. 2/1991, esaminata ed autorizzata dalla Commissione (NN45/91) e la nuova legge n. 6/1996, che, a loro giudizio, ha semplicemente riordinato le precedenti normative provinciali. La Commissione non condivide tale tesi. Dal raffronto tra i due regimi di aiuto si evince che la nuova legge modifica considerevolmente la precedente, consentendo un aiuto agli investimenti a concorrenza del 90 %, mentre il precedente regime prevedeva un'intensità di aiuto a concorrenza del 33 % dei costi del progetto. Inoltre, vi sono alcuni aspetti della nuova legge di contenuto assolutamente nuovo. Ad esempio, la legge n. 6/1996 prevede, all'articolo 1, comma 2, lettera d), contributi nella misura del 50 % per le sciovie singole che rivestono rilevanza per fini socio-educativi, laddove la legge n. 2/1991 non faceva alcun riferimento a questo tipo particolare di impianti. La Commissione conclude quindi che la legge n. 6/1996 costituisce senza dubbio un nuovo regime di aiuti. In ogni caso, dato che la decisione del 4.6.1991, con cui la Commissione ha autorizzato le misure di cui alla legge n 2/1991 del 21.1.1991, era valida unicamente per il periodo dal 1990 al 1993, la nuova legge n. 6/1996, avrebbe dovuto comunque essere notificata alla Commissione.
VII. VALUTAZIONE DELLE MISURE ISTITUITE DALLA LEGGE PROVINCIALE N. 6/1996
(59) Con lettera del 24 maggio 2001 le autorità della Provincia autonoma di Bolzano hanno fornito un elenco dei 77 impianti della Provincia che hanno già beneficiato delle misure in questione. Esse hanno inoltre fornito una classifica di questi impianti raggruppati in tre categorie, ossia impianti per trasporto, impianti per utenze puramente locali o impianti turistici. Si tratta più precisamente di 12 impianti di risalita aerei costituenti infrastrutture di trasporto sostitutive dei servizi pubblici su strada (categoria A), di 56 impianti funiviari aerei terrestri destinati all'attività ricreativa di prioritario interesse locale (categoria B) e di 9 impianti funiviari aerei terrestri al servizio di zone di interesse turistico (categoria C). Tutte queste imprese sono piccole imprese conformi al regolamento (CE) n. 70/2001. Tuttavia, tale classifica è stata effettuata ex post, a fini illustrativi, mentre la legge n. 6/1996 non opera alcuna distinzione tra le diverse categorie di impianti.
(60) Quanto all'applicazione futura del regime, la Commissione la considera compatibile con il mercato comune fino al 2007, purché sia coerente con le indicazioni stabilite nella presente decisione, in particolare nella sezione V, considerando 33, 34 e 54. Inoltre la Commissione prende atto dell'impegno di rinotificare il regime nel 2006.
(61) Tuttavia la Commissione deve valutare anche l'applicazione del regime alle 77 singole imprese beneficiarie di cui al considerando 59. A questo proposito si ritiene che le informazioni fornite dalle autorità italiane siano sufficienti per permettere alla Commissione di approvare la classifica, da esse trasmessa, degli impianti suddivisi nelle tre categorie summenzionate. Di conseguenza, sia per quanto concerne la questione della presenza che quella della compatibilità dell'aiuto con il trattato, la valutazione da parte della Commissione dell'aiuto di Stato in favore di detti impianti varia in funzione della natura dei beneficiari, come indicato nelle considerazioni formulate nella sezione V della presente decisione.
(62) Le misure sono finanziate tramite il bilancio dello Stato, ossia mediante risorse statali. Esse costituiscono un vantaggio economico per il beneficiario che è sgravato di una parte della spesa connessa all'investimento necessario per la sua attività.
(63) Sulla questione della distorsione di concorrenza e dell'incidenza sugli scambi intracomunitari, si considera che gli impianti destinati a soddisfare fabbisogni generali di mobilità della popolazione operino in un settore caratterizzato da scambi transfrontalieri. Tra i beneficiari classificati dalle autorità italiane quali impianti di trasporto, alcuni sono ubicati in zone dove mezzi di trasporto alternativi non solo sarebbero tecnicamente ed economicamente validi, ma potrebbero essere gestiti da operatori commerciali di altri Stati membri. Di conseguenza si considera che l'aiuto di Stato destinato ad impianti appartenenti alla categoria degli impianti di trasporto alteri o minacci di alterare la concorrenza incidendo sugli scambi tra Stati membri.
(64) Analogamente, si considera che l'aiuto di Stato ad impianti situati in zone turistiche, atte ad attrarre utenti aventi come alternativa mete estere, alteri la concorrenza ed incida sugli scambi tra Stati membri.
(65) Infine, gli impianti descritti come impianti sportivi per un'utenza puramente locale sono situati in zone con scarsa o inesistente capacità turistica e con un numero limitato di infrastrutture funzionali alla pratica degli sport invernali. Gli utenti sarebbero principalmente costituiti dalla popolazione residente e, di norma, non avrebbero come alternativa mete situate in altri Stati membri. Dato il numero ridotto di utenti, il servizio non verrebbe fornito in assenza di aiuti di Stato. Pertanto, in quest'ultimo caso, si può concludere che il finanziamento statale non altera la concorrenza e non incide sugli scambi intracomunitari e quindi non costituisce aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(66) In base alle considerazioni già svolte, la Commissione procede a valutare la compatibilità dell'aiuto concesso in virtù della legge n. 6/1996 nel caso dei 12 impianti funiviari destinati a soddisfare esigenze generali di mobilità della popolazione (classificati come categoria A dalle autorità della Provincia di Bolzano) e dei 9 impianti sportivi finalizzati alla pratica degli sport invernali in stazioni turistiche (classificati come categoria C dalle autorità della Provincia di Bolzano). Sulla base delle informazioni fornite dall'Italia, la Commissione non considera invece aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato il sostegno statale concesso in favore dei 56 impianti definiti di uso locale (categoria B).
Impianti funiviari finalizzati al trasporto generale (categoria A)
(67) Secondo le informazioni fornite dalle autorità italiane, la categoria A di impianti funiviari funge unicamente da collegamento tra centri abitati. Alcuni impianti rappresentano l'unico mezzo di trasporto per collegare comunità di zone montane con altri centri abitati della provincia ed è chiara la loro funzione sociale e di infrastruttura.
(68) È generalmente ammesso che il finanziamento di un impianto di trasporto che - per ragioni economiche o tecniche - non presenta alternative valide, non altera la concorrenza e quindi non costituisce aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Tuttavia, la Commissione ritiene che la legge n. 6/1996 conceda anche finanziamenti ad impianti per i quali, almeno come alternativa, esisterebbero altri mezzi di trasporto. Per tale motivo (cfr. considerando 63) essa deve valutarne la compatibilità con il trattato.
(69) Comunque, nel caso degli impianti a fune destinati prevalentemente a soddisfare bisogni generici di trasporto della popolazione, la Commissione ritiene che possa essere necessario un aiuto di Stato giacché è improbabile che le forze di mercato realizzino, su base puramente commerciale, gli investimenti necessari. Pertanto l'aiuto a questo settore deve essere valutato ai sensi dell'articolo 73 del trattato.
(70) Lo sviluppo di attività atte a spostare il traffico dal trasporto stradale verso altri modi di trasporto è considerato nell'interesse della Comunità e gli importi concessi sono necessari per consentire la realizzazione del progetto. Inoltre si ritiene che la concessione di aiuti a detti impianti non provochi distorsioni di concorrenza in misura contraria al comune interesse.
(71) La Commissione conclude pertanto che, sulla base delle informazioni fornite dalle autorità italiane, sono soddisfatte le condizioni per concedere l'esenzione ex articolo 73 del trattato e che l'aiuto accordato agli operatori dei 12 impianti di risalita a fune appartenenti alla categoria A è compatibile con le regole sugli aiuti di Stato contemplate dal trattato. Inoltre la Commissione prende atto dell'impegno di rinotificare il regime nel 2006.
Impianti funiviari destinati ad attività sportive (categoria C)
(72) Secondo le informazioni fornite dalle autorità italiane, la terza categoria C di impianti comprende tutti gli impianti funiviari destinati ad attività sportive ed operanti in aree di interesse turistico. Come indicato al considerando 64, il loro finanziamento rientra nel campo di applicazione delle regole sugli aiuti di Stato contenute nel trattato. Pertanto, ai fini della compatibilità degli aiuti con il mercato comune occorre valutare se possano beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato.
(73) Il contributo concesso in base alle misure disposte dalla legge n. 6/1996 non ha carattere sociale, non è concesso ai singoli consumatori né è destinato a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali. Non si tratta neppure di un aiuto concesso all'economia di determinate regioni della Repubblica Federale di Germania che risentono delle divisione della Germania. Di conseguenza l'articolo 87, paragrafo 2 non è applicabile.
(74) All'aiuto in questione non può applicarsi neppure l'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e b), poiché esso non è destinato a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso o si abbia una grave forma di sottoccupazione, né a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo.
(75) Quanto alla compatibilità della misura a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) in relazione allo sviluppo di talune attività economiche, non ricorrono le condizioni per applicare gli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà(12). Gli aiuti non sono stati notificati individualmente alla Commissione né è stato presentato alcun piano di ristrutturazione. Gli impianti che fruiscono dei contributi non sono necessariamente in difficoltà né l'intervento è destinato a ripristinare la redditività economico-finanziaria delle imprese nel lungo periodo. Gli orientamenti esigono l'adozione di misure volte a compensare, nella misura del possibile, eventuali effetti negativi dell'aiuto sui concorrenti, adozione che però non è prevista dalla legge n. 6/1996.
(76) Tuttavia le autorità italiane sottolineano che tutti i beneficiari di questa categoria sono costituiti da piccole imprese ammesse a ricevere aiuti entro i limiti dell'intensità stabilita nel regolamento della Commissione sugli aiuti alle piccole e medie imprese(13). Ciò, corrisponde ad un'intensità lorda dell'aiuto del 15 % per gli investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali, secondo la definizione di cui all'articolo 2, lettere c) e d) del regolamento.
(77) Se alla cifra del 15 % in tal modo determinata si aggiunge la temporanea maggiorazione dell'intensità di aiuto, come specificato al considerando 54, pari a 25 punti percentuali nell'anno 2002, l'intensità di aiuto lorda ammessa sarebbe del 40 %. La Commissione ritiene che questa intensità possa essere ammessa anche per gli aiuti concessi prima del 2002.
(78) Dato che, secondo le informazioni fornite dalle autorità italiane, l'importo massimo concesso nell'ambito di questa categoria C è stato del 30 % ed è quindi inferiore ai massimali autorizzati, la Commissione, sulla base di tale informazione, conclude che l'aiuto concesso ad operatori di impianti finalizzati ad attività sportive in zone turistiche è compatibile con le regole in materia di aiuti di Stato contenute nel trattato. Inoltre la Commissione prende atto dell'impegno di rinotificare il regime nel 2006.
VIII. CONCLUSIONE
(79) La Commissione constata pertanto, in base alle considerazioni svolte e alle informazioni fornite dalle autorità italiane, che le misure già concesse a 77 operatori di impianti di risalita a fune in virtù della legge n. 6/1996:
a) non costituiscono aiuti di Stato dato il loro carattere locale, nella misura in cui il regime si applica anche ad impianti appartenenti alla categoria B, quali definiti al considerando 65;
b) costituiscono aiuti di Stato, compatibili in virtù dell'articolo 73 del trattato, nella misura in cui il regime si applica ad impianti appartenenti alla categoria A, quali definiti al considerando 63;
c) costituiscono aiuti di Stato, compatibili in virtù dell'articolo 87, del paragrafo 3, lettera c) del trattato, nella misura in cui il regime si applica ad impianti appartenenti alla categoria C, quali definiti al considerando 64.
(80) Per quanto concerne la futura applicazione del regime, la Commissione ritiene quanto segue:
a) il regime non costituisce aiuto di Stato laddove si applica ad impianti appartenenti alla categoria B, quali definiti al considerando 65;
b) il regime costituisce un aiuto di Stato, compatibile in virtù dell'articolo 73 del trattato, laddove si applica ad impianti appartenenti alla categoria A, quali definiti al considerando 63;
c) il regime costituisce un aiuto di Stato, compatibile in virtù dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, laddove si applica ad impianti appartenenti alla categoria C, quali definiti al considerando 64.
Quanto sopra si applica fino all'anno 2007, compatibilmente con le considerazioni esposte nella presente decisione, in particolare nella sezione V, considerando 33, 34 e 54. La Commissione prende atto anche dell'impegno di rinotificare il regime nel 2006.
(81) È fatta salva l'applicazione di ogni rilevante disposizione comunitaria in materia, in particolare, della direttiva 2000/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, riguardante gli impianti a fune destinati al trasporto di persone(14),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le misure alle quali l'Italia ha dato esecuzione mediante la legge 4 marzo 1996 n. 6 della Provincia autonoma di Bolzano in favore degli impianti di risalita a fune in detta provincia:
a) non costituiscono aiuto di Stato in considerazione del loro carattere locale, laddove il regime si applica ad impianti aerei terrestri destinati all'attività ricreativa di prioritario interesse locale o di carattere sociale;
b) costituiscono un aiuto di Stato compatibile in virtù dell'articolo 73 del trattato CE, nonché dell'articolo 49 dell'accordo sullo Spazio economico europeo, laddove il regime si applica ad impianti di risalita aerei che costituiscono infrastrutture di trasporto, sostitutive di servizi pubblici su strada;
c) costituiscono un aiuto di Stato compatibile in virtù dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, nonché dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo sullo Spazio economico europeo, laddove il regime si applica ad impianti funiviari aerei e terrestri al servizio di zone di interesse turistico.
Articolo 2
La futura applicazione del regime, fino al 31 dicembre 2006, è ammissibile, purché sussistano le seguenti condizioni:
a) il regime non costituisca aiuto di Stato laddove si applichi ad impianti sportivi destinati a un'utenza puramente locale, situati in zone con scarsa o inesistente capacità turistica e che dispongono di un numero limitato di infratrutture;
b) il regime costituisca un aiuto di Stato compatibile in virtù dell'articolo 73 del trattato CE, nonché dell'articolo 49 dell'accordo sullo Spazio economico europeo, laddove si applichi ad impianti destinati a soddisfare fabbisogni generali di mobilità della popolazione;
c) il regime costituisca un aiuto di Stato compatibile in virtù dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, nonché dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo sullo Spazio economico europeo, laddove si applichi ad impianti funiviari situati in zone turistiche atte ad attrarre utenti che dispongano di mete estere alternative.
Articolo 3
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 9 aprile 2002.

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