Document ID: 31987R3485

IL PRESIDENTE
L . TOERNAES*****
REGOLAMENTO (CEE) N. 3485/87 DEL CONSIGLIO
del 17 novembre 1987
che modifica il regolamento (CEE) n. 355/79 che stabilisce le norme generali per la designazione e la presentazione dei vini e dei mosti di uve
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 822/87 del Consiglio, del 16 marzo 1987 relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1972/87 (2), in particolare l'articolo 72, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione,
considerando che il regolamento (CEE) n. 355/79 (3), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 537/87 (4), ha stabilito le norme generali per la designazione e la presentazione dei vini e dei mosti di uve; che è necessario rendere più sistematica la presentazione di talune materie oggetto di questo regolamento e facilitarne così la comprensione;
considerando che occorre armonizzare, nella misura del possibile, i diversi testi comunitari in materia di designazione e presentazione dei prodotti alimentari, in particolare quelli del settore vitivinicolo;
considerando che, per sorvegliare il mercato, le autorità nazionali dovrebbero conoscere il paese in cui è stato imbottigliato un vino, in particolare quando il paese in cui è avvenuto l'imbottigliamento è diverso da quello in cui l'imbottigliatore ha la propria sede principale; che l'indicazione del paese in cui l'imbottigliatore ha la propria sede principale riveste un interesse particolare nel caso dei vini da tavola risultanti da un miscuglio di vini di diversi paesi della Comunità, dato che l'etichettatura di questi vini fa apparire solo con un codice la sede dell'imbottigliatore o quella dello speditore; che occorre dunque completare le indicazioni prescritte, facendo riferimento all'imbottigliatore e allo speditore con l'indicazione dello Stato in cui essi hanno la propria sede principale;
considerando che occorre prescrivere i casi in cui è obbligatoria sull'etichetta l'indicazione con un codice dell'imbottigliatore e dello speditore, per evitare, nella mente del consumatore, una confusione sulla vera origine del vino; che è d'altronde necessario disciplinare i casi in cui, per facilitare le transazioni commerciali, possono essere utilizzati, su una base volontaria, codici indicanti le informazioni relative all'imbottigliatore ed allo speditore;
considerando che, per assicurare il rispetto del principio della libera circolazione delle merci nell'intero territorio della Comunità, occorre che la designazione dei vini e dei mosti di uve nella Comunità possa essere fatta in ciascuna lingua ufficiale della Comunità; che è tuttavia necessario che le indicazioni obbligatorie siano fatte in modo che il consumatore finale possa comprenderle anche se esse appaiono sull'etichetta in una lingua diversa dalla lingua ufficiale del paese di detto consumatore; che è opportuno che i nomi delle unità geografiche siano indicati unicamente nella lingua ufficiale dello Stato membro in cui il vino o il mosto di uve sono prodotti, affinché il prodotto così designato circoli sotto la sola denominazione tradizionale; che, date le difficoltà particolari di comprensione delle indicazioni in greco, dovute al fatto che esse non sono scritte in caratteri latini, occorre autorizzare la ripetizione di dette indicazioni in una o più lingue ufficiali della Comunità;
considerando che, per soddisfare l'interesse dei consumatori ad essere informati sulla varietà di vite da cui proviene un determinato vino e per tener conto della domanda di vino dolcificato, occorre rendere più flessibili, nell'etichettatura dei vini, le norme in materia di indicazione di varietà; che occorre in particolare autorizzare gli Stati membri a permettere l'indicazione dei nomi di due varietà, senza che il prodotto utilizzato per una eventuale dolcificazione provenga dalle varietà indicate e occorre permettere, durante un periodo limitato, l'indicazione delle varietà che sono state classificate come varietà autorizzate temporaneamente o che sono state oggetto di un esame della loro attitudine culturale;
considerando che la menzione che indica l'imbottigliamento di un v.q.p.r.d. nella sua regione di produzione è tale da rinforzare il prestigio del vino e da facilitarne così la commercializzazione; che l'estensione dell'impiego di una tale menzione comporta il rischio di favorire l'imbottigliamento nella regione di produzione senza dare una garanzia particolare sull'autenticità del v.q.p.r.d. in questione e può provocare distorsioni di concorrenza; che occorre dunque autorizzare l'indicazione di una tale menzione solo nella misura in cui essa sia tradizionale ed in uso in una regione determinata;
considerando che l'esperienza maturata ha dimostrato la necessità di stabilire che non fanno parte dell'etichettatura le indicazioni particolari previste dalle disposizioni degli Stati membri in merito al controllo quantitativo o qualitativo dei prodotti;
considerando che, per stabilire le condizioni di una concorrenza leale tra i diversi vini e mosti di uve, occorre vietare, nella designazione o nella presentazione di detti vini, gli elementi suscettibili di creare confusione o opinioni erronee nello spirito delle persone cui esse sono rivolte; che occorre in particolare prevedere divieti simili per i marchi impiegati per la designazione dei vini e dei mosti di uve; che occorre, per proteggere efficacemente i nomi geografici utilizzati per la designazione di un prodotto nel settore vitivinicolo, eliminare i marchi contenenti parole identiche al nome geografico utilizzato per designare un vino da tavola, un v.q.p.r.d. o un vino importato la cui designazione è disciplinata da disposizioni comunitarie, senza che il prodotto designato dal marchio in questione abbia diritto ad una simile designazione;
considerando tuttavia che, per evitare un eccessivo rigore, occorre tollerare, in taluni casi, durante un periodo transitorio, l'impiego di marchi registrati anteriormente al 31 dicembre 1985, identici al nome di un'unità geografica più ridotta di una regione determinata utilizzata per la designazione di un v.q.p.r.d. oppure di un'unità geografica utilizzata per la designazione di un vino da tavola di cui all'articolo 72, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 822/87;
considerando che, in un'ottica di armonizzazione, occorre anche migliorare il coordinamento delle disposizioni relative al ruolo degli organismi di controllo nel settore vitivinicolo nel caso di violazione delle disposizioni comunitarie in materia di designazione e di presentazione dei prodotti del suddetto settore,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento (CEE) n. 355/79 è modificato come segue:
1) All'articolo 2:
a) il testo del paragrafo 1, lettera c), è sostituito dal testo seguente:
« c) per quanto riguarda:
- i recipienti di volume nominale inferiore o uguale a 60 litri: del nome oppure della ragione sociale dell'imbottigliatore nonché del comune o frazione e dello Stato membro in cui l'imbottigliatore ha la propria sede principale;
- gli altri recipienti: del nome oppure della ragione sociale dello speditore nonché del comune o frazione e dello Stato membro in cui lo speditore ha la propria sede principale.
Quando l'imbottigliamento o la spedizione ha luogo in un comune o in una frazione diversi da quelli di cui sopra o da un comune vicino, le indicazioni di cui alla lettera c), primo e secondo trattino, sono accompagnate da un'indicazione che precisa il comune o la frazione in cui questa operazione ha luogo e, se essa ha luogo in un altro Stato membro, dalla indicazione dello stesso; »
b) il testo del paragrafo 3, primo comma, punto i) è sostituito dal testo seguente:
« i) della menzione:
- "Landwein" per i vini da tavola originari della Repubblica federale di Germania,
- "vin de pays" per i vini da tavola originari della Francia e del Lussemburgo,
- "vino tipico" per i vini da tavola originari dell'Italia, oppure a complemento o in sostituzione di questa menzione, la menzione:
- "Landwein" per i vini da tavola originari della provincia di Bolzano
- "vin de pays" per i vini da tavola originari della regione Val d'Aosta,
- "onomasía katá parádosi", "oínos topikós" per i vini da tavola originari della Grecia,
- "vino de la tierra" per i vini da tavola originari della Spagna,
- "vinho regional" per i vini da tavola originari del Portogallo, a decorrere dall'inizio della seconda tappa di transizione prevista per questo Stato membro,
quando gli Stati membri produttori interessati ne hanno determinato le norme di utilizzazione secondo le condizioni previste all'articolo 4, paragrafo 2 bis; qualora queste norme prevedano anche un numero di controllo, quest'ultimo deve essere indicato. »
c) il paragrafo 3, secondo e terzo comma è soppresso. 2) All'articolo 3:
a) il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:
« 4. Secondo modalità da definirsi, un codice:
a) è utilizzato per indicare nell'etichettatura dei vini da tavola di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera d), punti ii) e iii), la sede principale dell'imbottigliatore o dello speditore e, se del caso, il luogo dell'imbottigliamento o della spedizione;
b) è utilizzato per indicare nell'etichettatura di un vino da tavola informazioni riferentisi in tutto o in parte al nome di una regione determinata ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 823/87 del Consiglio, del 16 marzo 1987, che stabilisce disposizioni particolari per i vini di qualità prodotti in regioni determinate (1); gli Stati membri possono tuttavia prescrivere per il proprio territorio altre misure appropriate per evitare confusioni con la regione determinata di cui trattasi;
c) può essere utilizzato, senza pregiudizio delle lettere a) e b) e sempreché lo Stato membro nel cui territorio viene imbottigliato il vino da tavola l'abbia consentito, per le indicazioni di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera c); questa utilizzazione è sottoposta alla condizione che sull'etichetta figurino per esteso il nome o la ragione sociale di una persona o di un'associazione di persone diverse dall'imbottigliatore, intervenute nel circuito commerciale del vino da tavola, nonché il comune o la frazione in cui tale persona o tale associazione hanno la propria sede.
(1) GU n. L 84 del 27. 3. 1987, pag. 59. »
b) il paragrafo 5 è soppresso;
c) il testo del paragrafo 6 è sostituito dal testo seguente:
« 6. Le indicazioni di cui:
- all'articolo 2, paragrafo 1 sono redatte in una o più lingue ufficiali della Comunità, in modo che il consumatore finale possa comprendere facilmente ciascuna indicazione;
- all'articolo 2, paragrafi 2 e 3 sono redatte in una o più lingue ufficiali della Comunità.
In deroga al primo comma:
a) l'indicazione
- del nome di un'unità geografica più ristretta dello Stato membro, di cui all'articolo 2, paragrafo 3, lettera a),
- di una menzione indicante l'imbottigliamento, di cui all'articolo 2, paragrafo 3, lettera f,
- del nome dell'azienda viticola o dell'associazione di aziende viticole di cui all'articolo 2, paragrafo 3, lettera g),
è redatta in una lingua ufficiale dello Stato membro d'origine.
Queste indicazioni possono:
- essere ripetute in una o più altre lingue ufficiali della Comunità per i vini da tavola originari della Grecia, oppure
- essere redatte solamente in un'altra lingua ufficiale della Comunità, se questa è assimilata alla lingua ufficiale nella parte del territorio dello Stato membro d'origine nella quale è situata l'unità geografica indicata, purché tali pratiche siano tradizionali e in uso nello Stato membro interessato;
b) l'indicazione di una delle menzioni di cui all'articolo 2, paragrafo 3, lettera i) è redatta conformemente alle disposizioni ivi stabilite.
Questa indicazione può essere ripetuta in una o più lingue ufficiali della Comunità per i vini da tavola originari della Grecia;
c) si può decidere che l'indicazione:
- di precisazioni di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettera h), relative al tipo del prodotto o ad un colore particolare,
- di precisazioni di cui all'articolo 2, paragrafo 3, lettera d), relative al modo di elaborazione del vino da tavola
- di informazioni di cui all'articolo 2, paragrafo 3, lettera h), relative alle condizioni naturali o tecniche della viticoltura o all'invecchiamento del vino da tavola
possa essere redatta soltanto in una lingua ufficiale dello Stato membro d'origine;
d) gli Stati membri possono permettere che:
- le indicazione di cui alla lettera c), primo trattino o alla lettera b), prima frase, per i vini da tavola prodotti e messi in circolazione nel loro territorio,
- le altre indicazioni di cui al primo comma, per i vini da tavola messi in circolazione nel loro territorio,
siano anche in una lingua diversa da una lingua ufficiale della Comunità, se l'impiego di questa lingua è tradizionale ed in uso nello Stato membro interessato o in una parte del suo territorio.
Per la designazione dei vini da tavola destinati all'esportazione, le modalità di applicazione possono ammettere l'utilizzazione di altre lingue. »
(1) GU n. L 84 del 27. 3. 1987, pag. 1.
(2) GU n. L 184 del 3. 7. 1987, pag. 26.
(3) GU n. L 54 del 5. 3. 1979, pag. 99.
(4) GU n. L 55 del 25. 2. 1987, pag. 3.
3) All'articolo 4:
a) è aggiunto, dopo il paragrafo 2, il paragrafo seguente:
« 2 bis. Le norme di utilizzazione di cui all'articolo 2, paragrafo 3, punto i), devono prevedere che tali menzioni siano connesse all'impiego di un'indicazione geografica determinata e riservate ai vini da tavola rispondenti a precise condizioni di produzione, in particolare per quanto riguarda le varietà di viti, il titolo alcolometrico volumico naturale minimo e i caratteri organolettici.
Tuttavia, le norme di utilizzazione suddette possono permettere che l'espressione "onomasía katá parádosi", quando completa la menzione "Retsina", non sia obbligatoriamente connessa all'impiego di un'indicazione geografica determinata. »
b) il testo del paragrafo 3, primo trattino è sostituito dal testo seguente:
« - né col nome della zona di produzione di un altro vino da tavola a cui lo Stato membro interessato ha attribuito una delle menzioni "Landwein", "vin de pays", "vino tipico", " onomasía katá parádosi", "oínos topikós", "vino de la tierra", o dall'inizio della seconda tappa di transizione prevista per il Portogallo, "vinho regional". »
4) All'articolo 5:
a) il testo del paragrafo 1, lettera a) è sostituito dal testo seguente:
« a) tale varietà figura come varietà raccomandata o autorizzata nella classificazione delle varietà di vite stabilita conformemente all'articolo 13 del regolamento (CEE) no 822/87 per l'unità amministrativa in cui sono state raccolte le uve utilizzate per l'elaborazione del vino da tavola in questione; »
b) il testo del paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:
« 2. In deroga al paragrafo 1 e fatto salvo l'articolo 7, gli Stati membri produttori possono ammettere l'indicazione
- dei nomi di due varietà di vite per un solo e stesso vino da tavola, a condizione che questo sia ottenuto interamente dalle varietà indicate, eccezione fatta dei prodotti utilizzati per la sua eventuale dolcificazione, oppure
- del nome di una varietà di vite se il prodotto in questione è ottenuto per almeno l'85 %, previa detrazione del quantitativo dei prodotti utilizzati per un'eventuale dolcificazione, da uve provenienti dalla varietà di cui è prevista l'indicazione e purché questa sia determinante per il carattere del prodotto in questione, oppure
- del nome di una varietà classificata come varietà temporaneamente autorizzata, in conformità dell'articolo 11, paragrafo 2, lettera b) del regolamento (CEE) n. 347/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979, relativo alle norme generali per la classificazione delle varietà di viti (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3805/85 (2), per un periodo di 15 anni o meno a decorrere dalla data in cui tale varietà è così classificata, allorché l'indicazione del nome della varietà era tradizionale nello Stato membro interessato, oppure
- durante un periodo che deve essere determinato dallo Stato membro interessato e che non può superare i cinque anni, salvo proroga del termine in base a disposizioni comunitarie concernenti l'esame della validità culturale delle varietà di vite, del nome di una varietà di vite di cui all'articolo 13, paragrafo 2, primo trattino del regolamento (CEE) n. 347/79, purché:
- l'autorizzazione di coltivare questa varietà riguardi una superficie ridotta,
- le autorità competenti dello Stato membro le quali hanno autorizzato la coltura di tale varietà assicurino il controllo di cui all'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 347/79,
- l'indicazione del nome di questa varietà sull'etichetta sia associata ad una menzione che precisi il carattere sperimentale della coltura di tale varietà;
(1) GU n. L 54 del 5. 3. 1979, pag. 75.
(2) GU n. L 367 del 31. 12, 1985, pag. 39. »
5) Il testo dell'articolo 9, paragrafo 2, lettera e) è sostituito dal testo seguente:
« e) a seconda dei casi, la menzione "onomasía katá parádosi" , ''oínos topikós", "vino de la tierra", nonché dall'inizio della seconda tappa di transizione prevista per il Portogallo, "vinho regional", o una menzione corrispondente in una lingua ufficiale della Comunità; »
6) All'articolo 12:
a) il testo del paragrafo 1, lettera d), è sostituito dal testo seguente:
« d) per quanto riguarda:
- i recipienti di volume nominale inferiore o uguale a 60 litri: del nome oppure della ragione sociale dell'imbottigliatore nonché del comune o frazione e dello Stato membro in cui l'imbottigliatore ha la propria sede principale, - gli altri recipienti: del nome oppure della ragione sociale dello speditore nonché del comune o frazione e dello Stato membro in cui lo speditore ha la propria sede principale.
Quando l'imbottigliamento o la spedizione ha luogo in un comune o in una frazione diversi da quelli di cui sopra o da un comune vicino, le indicazioni di cui alla lettera d), primo e secondo trattino, sono accompagnate da un'indicazione che precisa il comune o la frazione in cui questa operazione ha luogo e, se essa ha luogo in un altro Stato membro, dalla indicazione dello stesso; »
b) il testo del paragrafo 2, lettera r) è sostituito dal testo seguente:
« r) di una menzione indicante il loro imbottigliamento nella regione determinata, purché questa menzione sia tradizionale e in uso nella regione determinata in questione; »
7) All'articolo 13:
a) il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:
« 4. Secondo modalità da determinare, un codice:
a) è utilizzato per indicare sull'etichettatura di un v.q.p.r.d. informazioni riferentisi in tutto o in parte al nome di una regione determinata ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 823/87, diversa da quella che può essere utilizzata per il v.q.p.r.d. in questione; gli Stati membri possono tuttavia prescrivere per il proprio territorio altre misure appropriate, per evitare confusioni con la regione determinata di cui trattasi;
b) può essere utilizzato, senza pregiudizio della lettera a) e sempreché lo Stato membro nel cui territorio viene imbottigliato il v.q.p.r.d. l'abbia consentito, per le indicazioni di cui all'articolo 12, paragrafo 1, lettera d); questa utilizzazione è sottoposta alla condizione che sull'etichetta figurino per esteso il nome o la ragione sociale di una persona o di un'associazione di persone diverse dall'imbottigliatore intervenute nel circuito commerciale del v.q.p.r.d., nonché il comune o frazione in cui tale persona o associazione hanno la propria sede. »
c) il paragrafo 5 è soppresso;
c) il testo del paragrafo 6 è sostituito dal testo seguente:
« 6. Le indicazioni di cui:
- all'articolo 12, paragrafo 1 sono redatte in una o più lingue ufficiali della Comunità, in modo che il consumatore finale possa comprendere facilmente ciascuna indicazione;
- all'articolo 12, paragrafo 2 sono redatte in una o più lingue ufficiali della Comunità.
In deroga al primo comma:
a) l'indicazione:
- del nome della regione determinata da cui proviene il v.q.p.r.d. in questione,
- del nome di un'unità geografica più ristretta della regione determinata, di cui all'articolo 12, paragrafo 2, lettera l),
- del nome dell'azienda viticola o dell'associazione di aziende viticole, di cui all'articolo 12, paragrafo 2, lettera m),
- di una menzione indicante l'imbottigliamento di cui all'articolo 12, paragrafo 2, lettera q),
è redatta in una lingua ufficiale dello Stato membro d'origine.
Queste indicazioni possono:
- essere ripetute in una o più altre lingue ufficiali della Comunità per i v.q.p.r.d. originari della Grecia;
- essere redatte solamente in un'altra lingua ufficiale della Comunità, se questa è assimilata alla lingua ufficiale nella parte del territorio dello Stato membro d'origine nella quale è situata la regione determinata indicata, purché tali pratiche siano tradizionali ed in uso nello Stato membro interessato;
b) l'indicazione di una delle menzioni specifiche tradizionali di cui all'articolo 15, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 823/87 può essere redatta soltanto nella lingua ufficiale utilizzata conformemente alle disposizioni stabilite in questo articolo.
Questa indicazione può essere ripetuta in una o più lingue ufficiali della Comunità per i v.q.p.r.d. originari della Grecia;
c) si può decidere che l'indicazione:
- di precisazioni di cui all'articolo 12, paragrafo 2, lettera k), relative al modo di elaborazione, al tipo del prodotto o ad un colore particolare,
e
- di informazioni di cui all'articolo 12, paragrafo 2, lettera t), relative alle condizioni naturali o tecniche della viticoltura e all'elaborazione o all'invecchiamento del v.q.p.r.d.,
possa essere redatta soltanto in una lingua ufficiale dello Stato membro d'origine;
d) gli Stati membri possono permettere che:
- le indicazioni di cui alla lettera c), primo e secono trattino o alla lettera b), prima frase, per i v.q.p.r.d. prodotti e messi in circolazione nel loro territorio,
- le altre indicazioni di cui al primo comma, per i v.q.p.r.d. messi in circolazione nel loro territorio, siano redatte anche in una lingua diversa da una lingua ufficiale della Comunità, se l'impiego di questa lingua è tradizionale ed in uso nello Stato membro interessato o in una parte del suo territorio.
Per la designazione dei v.q.p.r.d. destinati all'esportazione, le modalità di applicazione possono ammettere l'utilizzazione di altre lingue. »
8) Il testo dell'articolo 14, paragrafo 3, lettera c) è sostituito dal testo seguente:
« c) del nome di un'unità geografica di cui al paragrafo 1, accompagnato dal nome di un comune o frazione oppure di uno dei comuni sul cui territorio si trova tale unità geografica, purché:
- una disposizione di questo tipo sia stata abituale, in uso e prevista nelle disposizioni dello Stato membro in questione anteriormente al 1o settembre 1976 e
- un nome di comune o di frazione oppure uno dei nomi di comuni menzionati in un elenco sia utilizzato in modo rappresentativo per tutti i comuni sul cui territorio si trova tale unità geografica. »
9) All'articolo 15:
a) il testo del paragrafo 1, lettera b) è sostituito dal testo seguente:
« b) la la varietà è indicata con il nome che figura:
- nella classe delle varietà raccomandate o autorizzate della classificazione delle varietà di vite per l'unità amministrativa interessata;
- se del caso, in un elenco di sinonimi da decidere; detto elenco può prevedere che un determinato sinonimo possa essere impiegato soltanto per designare un v.q.p.r.d. prodotto nelle zone di produzione in cui l'impiego del sinonimo stesso è tradizionale ed in uso; »
b) il testo del paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:
« 2. In deroga al paragrafo 1 e fatto salvo l'articolo 17, gli Stati membri produttori possono ammettere l'indicazione
- dei nomi di due varietà di vite per un solo e stesso v.q.p.r.d., a condizione che questo sia ottenuto interamente dalle varietà indicate, eccezion fatta dei prodotti impiegati per la sua eventuale dolcificazione, oppure
- del nome di una varietà di vite, se il prodotto in questione è ottenuto per almeno l'85 %, previa detrazione del quantitativo dei prodotti utilizzati per un'eventuale dolcificazione, da uve provenienti dalla varietà di cui è prevista l'indicazione e purché questa sia determinante per il carattere del prodotto in questione, oppure
- del nome di una varietà di vite classificata come varietà temporaneamente autorizzata, in conformità dell'articolo 11, paragrafo 2, lettera b) del regolamento (CEE) n. 347/79 per un periodo di 15 anni o meno a decorrere dalla data in cui tale varietà è stata così classificata, allorché l'indicazione del nome della varietà era tradizionale nello Stato membro interessato, oppure
- durante un periodo che deve essere determinato dallo Stato membro interessato e che non può superare i cinque anni, salvo proroga del termine in base a disposizioni comunitarie concernenti l'esame della validità culturale delle varietà di vite, del nome di una varietà di vite di cui all'articolo 13, paragrafo 2, primo trattino del regolamento (CEE) n. 347/79, purché:
- si tratti di una varietà della specie "vitis vinifera",
- l'autorizzazione di coltivare questa varietà riguardi una superficie ridotta,
- le autorità competenti dello Stato membro le quali hanno autorizzato la coltura di tale varietà assicurino il controllo di cui all'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 347/79,
- l'indicazione del nome di questa varietà sull'etichetta sia associata ad una menzione che precisi il carattere sperimentale della coltura di tale varietà. »
10) Il testo dell'articolo 22, paragrafo 1, lettera d) è sostituito dal testo seguente:
« d) per quanto riguarda:
- i recipienti di volume nominale inferiore o uguale a 60 litri: del nome oppure della ragione sociale dell'imbottigliatore nonché del comune o frazione e dello Stato membro in cui l'imbottigliatore ha la propria sede principale;
- gli altri recipienti: del nome oppure della ragione sociale dello speditore nonché del comune o frazione e dello Stato membro in cui lo speditore ha la propria sede principale; »
11) Il testo dell'articolo 23, paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:
« 4. Per la designazione sull'etichettatura dei prodotti diversi dai vini da tavola e dai v.q.p.r.d., le indicazioni di cui:
- all'articolo 22, paragrafo 1 sono redatte in una o più lingue ufficiali della Comunità, in modo che il consumatore finale possa comprendere facilmente ciascuna indicazione;
- all'articolo 22, paragrafo 2 sono redatte in una o più lingue ufficiali della Comunità.
Per tali prodotti messi in circolazione nel loro territorio, gli Stati membri possono permettere che queste indicazioni siano redatte anche in una lingua diversa da una lingua ufficiale della Comunità, se l'impiego di questa lingua è tradizionale ed in uso nello Stato membro interessato o in una parte del suo territorio.
Per la designazione dei prodotti diversi dai vini da tavola e dai v.q.p.r.d. destinati all'esportazione, le modalità di applicazione possono ammettere l'utilizzazione di altre lingue. »
12) Il testo dell'articolo 27, paragrafo 1, lettera c) è sostituito dal testo seguente:
« c) quando tali vini:
- sono stati messi, nella Comunità, in recipienti di un volume nominale inferiore o uguale a 60 litri, del nome oppure della ragione sociale dell'imbottigliatore nonché del comune o frazione e dello Stato membro in cui l'imbottigliatore ha la propria sede principale; tuttavia, quando l'imbottigliamento ha avuto luogo in un comune o in una frazione diversi da quelli di cui sopra o da un comune vicino, l'indicazione della sede principale dell'imbottigliatore è accompagnata da una menzione che precisa il comune o la frazione in cui l'imbottigliamento ha avuto luogo e, se questo ha avuto luogo in un altro Stato membro, dall'indicazione dello stesso;
- sono stati messi, fuori della Comunità, in recipienti di un volume nominale inferiore o uguale a 60 litri, del nome oppure della ragione sociale dell'importatore nonché del comune o frazione in cui l'importatore ha la propria sede principale;
- sono presentati in altri recipienti:
- del nome o della ragione sociale dell'importatore nonché del comune o frazione in cui l'importatore ha la propria sede principale o
- se l'importatore e lo speditore non sono la stessa persona, del nome o della ragione sociale e dello Stato membro dello speditore, nonché del comune o frazione in cui lo speditore ha la propria sede principale; »
13) Il testo dell'articolo 28, paragrafo 1, lettera c) è sostituito dal testo seguente:
« c) quando tali vini:
- sono stati messi, nella Comunità, in recipienti di un volume nominale inferiore o uguale a 60 litri: del nome o della ragione sociale dell'imbottigliatore nonché del comune o frazione e dello Stato membro, in cui l'imbottigliatore ha la propria sede principale; tuttavia, quando l'imbottigliamento ha avuto luogo in un comune o in una frazione diversi da quelli di cui sopra o da un comune vicino, l'indicazione della sede principale dell'imbottigliatore è accompagnata da una menzione che precisa il comune o la frazione in cui l'imbottigliamento ha avuto luogo e, se questo ha avuto luogo in un altro Stato membro, dall'indicazione dello stesso;
- sono stati messi, fuori della Comunità, in recipienti di un volume nominale inferiore o uguale a 60 litri: del nome o della ragione sociale dell'importatore nonché del comune o frazione in cui l'importatore ha la propria sede principale;
- sono presentati in altri recipienti:
- del nome o della ragione sociale dell'importatore nonché del comune o frazione in cui l'importatore ha la propria sede principale; oppure
- se l'importatore e lo speditore non sono la stessa persona, del nome o della ragione sociale dello speditore, nonché del comune o frazione e dello Stato membro in cui lo speditore ha la propria sede principale; »
14) Il testo dell'articolo 29, paragrafo 1, lettera d) è sostituito dal testo seguente:
« d) del nome o della regione sociale dell'importatore, nonché del comune o frazione in cui l'importatore ha la propria sede principale o, se il prodotto importato è presentato in recipienti di volume nominale superiore a 60 litri e se l'importatore e lo speditore non sono la stessa persona, del nome o della ragione sociale dello speditore, nonché del comune o frazione dello Stato membro in cui lo speditore ha la propria sede principale; »
15) All'articolo 30:
a) il testo del paragrafo 6 è sostituito dal testo seguente:
« 6. Secondo modalità da definire e sempreché lo Stato membro nel cui territorio viene imbottigliato il vino importato l'abbia consentito, può essere utilizzato un codice per le indicazioni di cui all'articolo 27, paragrafo 1, lettera c), primo trattino ed all'articolo 28, paragrafo 1, lettera c), primo trattino. Questa utilizzazione è sottoposta alla condizione che sull'etichetta figurino per esteso il nome o la ragione sociale di una persona o di un'associazione di persone diverse dall'imbottigliatore intervenute nel circuito commerciale del vino importato, nonché il comune o la frazione in cui tale persona o associazione hanno la propria sede. »
b) il testo del paragrafo 7, primo comma è sostituito dal testo seguente:
« 7. Per la designazione sull'etichettatura dei prodotti importati le indicazioni di cui:
- all'articolo 27, paragrafo 1, all'articolo 28, paragrafo 1 ed all'articolo 29, paragrafo 1 sono redatte in una o più lingue ufficiali della Comunità, in modo che il consumatore finale possa comprendere facilmente ciascuna indicazione; - all'articolo 27, paragrafo 2, all'articolo 28, paragrafo 2 ed all'articolo 29, paragrafo 2 sono redatte in uno o più lingue ufficiali della Comunità.
Per i prodotti importati messi in circolazione nel loro territorio, gli Stati membri possono permettere che queste indicazioni siano redatte anche in una lingua diversa da una lingua ufficiale della Comunità, se l'impiego di questo lingua è tradizionale ed in uso nello Stato membro interessato, o in una parte del suo territorio. »
16) Il testo dell'articolo 41, paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:
« 1. Ai sensi dei titoli I e II del presente regolamento, per etichettatura s'intende il complesso delle designazioni e delle altre menzioni, contrassegni, illustrazioni o marchi caratterizzanti il prodotto i quali figurano sullo stesso recipiente, incluso il dispositivo di chiusura, o sul contrassegno attaccato al recipiente.
Non fanno parte del'etichettatura le indicazioni, i contrassegni e gli altri marchi:
- previsti dalle disposizioni fiscali degli Stati membri,
- relativi al fabbricante o al volume del recipiente, apposti direttamente in modo indelebile sul recipiente,
- utilizzati ai fini del controllo dell'imbottigliamento e precisati nelle modalità da stabilire,
- utilizzati per identificare il prodotto con un codice numerico e/o un simbolo leggibile da una macchina,
- relativi al prezzo del prodotto in questione,
- previsti dalle disposizioni degli Stati membri relative al controllo quantitativo e qualitativo dei prodotti sottoposti ad un esame sistematico e ufficiale. »
17) Il testo dell'articolo 43 è sostituito dal testo seguente:
« Articolo 43
1. La designazione e la presentazione dei prodotti di cui al presente regolamento, ivi compreso qualsiasi tipo di pubblicità dei medesimi, non devono essere erronee o di natura tale da creare confusione o da indurre in errore le persone cui si rivolgono, in particolare per quanto riguarda:
- le indicazioni previste agli articoli 2, 12, 22, 27, 28 e 29: questa disposizione si applica anche se dette indicazioni sono utilizzate in una traduzione, rinviano alla provenienza effettiva o sono corredate da menzioni quali "genere", "tipo", "metodo", "imitazione", "marchio" o simili;
- le caratteristiche dei prodotti, quali in particolare la natura, la composizione, il titolo alcolometrico volumico, il colore, l'origine o la provenienza, la qualità, la varietà di vite, l'annata di raccolta o il volume nominale dei recipienti;
- l'identità e la qualità delle persone fisiche e giuridiche o di un'associazione di persone, che partecipano o hanno partecipato alla fabbricazione o alla commercializzazione del prodotto.
2. Se la designazione, la presentazione e la pubblicità concernenti i prodotti di cui al presente regolamento sono completate con marchi, questi ultimi non possono comportare parole, parti di parole, segni o illustrazioni:
a) che siano di natura tale da creare confusioni o indurre in errore, ai sensi del paragrafo 1, le persone cui si rivolgono, o
b) che possano essere confusi dalle persone cui sono destinati con la designazione totale o parziale di un vino da tavola, di un vino di qualità prodotto in una regione determinata o di un vino importato la cui designazione è disciplinata da disposizioni comunitarie o con la designazione di un altro prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1, primo comma e all'articolo 39, paragrafo 1, primo comma, o che siano identici alla designazione di tale prodotto, senza che i prodotti utilizzati per l'elaborazione dei prodotti finali summenzionati abbiano diritto a tale designazione o presentazione.
3. In deroga al paragrafo 2, lettera b), il titolare di un marchio registrato per un vino o un mosto di uve che sia identico:
- al nome di un'unità geografica più ridotta di una regione determinata utilizzato per la designazione di un v.q.p.r.d. oppure
- al nome di un'unità geografica utilizzato per la designazione di un vino da tavola di cui all'articolo 72, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 822/87, oppure
- al nome di un vino importato designato da un'indicazione geografica di cui all'articolo 28, paragrafo 1,
può, anche se non ha diritto a questo nome a norma del paragrafo 2, continuare ad usare tale marchio fino al 31 dicembre 2002 a condizione che il marchio in questione:
a) sia stato registrato al più tardi il 31 dicembre 1985 dall'autorità competente di uno Stato membro conformemente al diritto vigente al momento di questa registrazione e
b) sia stato effettivamente utilizzato fino al 31 dicembre 1986 senza interruzione dopo la sua registrazione o, se quest'ultima è anteriore al 1o gennaio 1984, almeno dopo tale data. I marchi conformi alle condizioni del primo comma non possono essere opposti all'utilizzazione dei nomi di unità geografiche utilizzati per la designazione di un v.q.p.r.d. o di un vino da tavola.
Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, deciderà anteriormente al 31 dicembre 2002 dell'eventuale proroga del termine indicato al primo comma.
4. Gli Stati membri comunicano alla Commissione i marchi di cui al paragrafo 3, a mano a mano che essi vengono loro comunicati.
La Commissione ne informa gli organismi competenti degli Stati membri incaricati del controllo dell'osservanza delle disposizioni comunitarie nel settore vitivinicolo. »
18) Il testo dell'articolo 44 è sostituito dal testo seguente:
« Articolo 44
Se necessario, possono essere adottate norme per l'impiego dei numeri di controllo di cui all'articolo 12, paragrafo 2. »
19) È inserito l'articolo seguente:
« Articolo 44 bis
Gli organismi competenti in materia di sorveglianza e di controllo di prodotti di cui al presente regolamento possono, osservando le norme generali di procedura adottate da ciascuno Stato membro, esigere dall'imbottigliatore o da una persona che ha partecipato alla commercializzazione e di cui figura una menzione nella designazione o nella presentazione di questi prodotti la prova dell'esattezza delle menzioni utilizzate per la designazione o la presentazione, concernenti la natura, l'identità, la qualità, la composizione, l'origine o la provenienza del prodotto in questione o dei prodotti utilizzati durante l'elaborazione dello stesso.
Allorché tale richiesta proviene:
- dall'organismo competente dello Stato membro in cui è stabilito l'imbottigliatore o la persona che partecipa alla commercializzazione e di cui figura una menzione nella designazione o nella presentazione di questi prodotti, detto organismo richiede loro direttamente la prova;
- dall'organismo competente di un altro Stato membro, questo, nell'ambito della loro diretta collaborazione, fornisce all'organismo competente del paese in cui è stabilito l'imbottigliatore o la persona che partecipa alla commercializzazione e di cui figura una menzione nella designazione o nella presentazione di questi prodotti tutti gli elementi utili che consentano a detto organismo di esigere la prova in questione; l'organismo richiedente è informato del seguito dato alla propria richiesta.
Qualora gli organismi competenti constatino che tale prova non è stata fornita, le menzioni in questione sono considerate come non conformi al presente regolamento. »
20) Il testo dell'articolo 46 è sostituito dal testo seguente:
« Articolo 46
1. I prodotti la cui designazione o presentazione non corrisponde alle disposizioni del presente regolamento o alle relative modalità di applicazione non possono essere detenuti per la vendita, né messi in circolazione nella Comunità, né esportati.
Tuttavia, per quanto riguarda i prodotti destinati all'esportazione, deroghe alle disposizioni del presente regolamento possono:
- essere autorizzate dagli Stati membri se la legislazione del paese terzo importatore lo esige;
- essere previste nella modalità d'applicazione nei casi non compresi nel primo trattino.
2. Lo Stato membro nel cui territorio si trova il prodotto la cui designazione o presentazione non corrisponde alle disposizioni del paragrafo 1 prende le misure necessarie per sanzionare le infrazioni commesse secondo la loro gravità.
Lo Stato membro può tuttavia autorizzare la detenzione del prodotto in questione ai fini della vendita, dell'immissione in commercio nella Comunità o dell'esportazione, sempreché la designazione e la presentazione di detto prodotto siano rese conformi al paragrafo 1. »
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dal 1o gennaio 1988, tranne l'articolo 1, punto 6, lettera b) che è applicabile a decorrere dal 1o settembre 1986.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 17 novembre 1987.

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