Document ID: 31984R3643

*****
REGOLAMENTO (CEE) N. 3643/84 DELLA COMMISSIONE
del 20 dicembre 1984
che istituisce un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di macchine da scrivere elettroniche originarie del Giappone e chiude la procedura antidumping per quanto riguarda la società Nakajima All Co. Ltd
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare gli articoli 9 e 11,
previa consultazione in seno al comitato consultivo previsto dal regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Nel marzo 1984 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dal comitato dei costruttori europei di macchine da scrivere (CETMA) a nome dei produttori che rappresentano sostanzialmente tutto il settore comunitario interessato. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping e del notevole pregiudizio da esse derivante, considerati sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura. Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di macchine da scrivere elettroniche di cui alla voce ex 84.51 A della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe 84.51 ex 14, ex 19 ed ex 20, originarie del Giappone, ed ha iniziato l'inchiesta.
(2) La Commissione ne ha informato debitamente gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore ed i ricorrenti ed ha offerto a tutte le parti interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di essere sentite oralmente.
Tutti i produttori e gli esportatori, nonché alcuni importatori noti hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto. Alcuni degli esportatori hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti oralmente.
(3) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di una valutazione preliminare ed ha svolto controlli in loco presso i seguenti:
Produttori comunitari
- Ing. C. Olivetti & C. Spa, Ivrea (Italia),
- Olympia Werke AG, Wilhelmshaven (Repubblica federale di Germania),
- Triumph-Adler Aktiengesellschaft fuer Buero-und Informationstechnik, Nuernberg (Repubblica federale di Germania).
Esportatori nella CEE
- Brother Industries Ltd (Nagoya),
- Canon Inc (Tokyo),
- Nakajima All Co. Ltd (Tokyo e Nagano),
- Sharp Corporation (Osaka),
- Silver Seiko (Tokyo),
- TEC Tokyo Electric Co. Ltd (Tokyo),
- Tokyo Juki Industrial Co. Ltd (Tokyo e Yukote),
- Towa Sankiden Corporation (Tokyo).
Importatori comunitari
- Brother International (Belgio) SA, Zellik (Belgio),
- Brother International Maskin A/S, Ishoej (Danimarca).
- Brother International GmbH, Bad Vilbel (Repubblica federale di Germania),
- Brother Office Equipment Division, Manchester (Regno Unito),
- Brother International Corporation (Irl) Ltd, Dublino (Irlanda),
- Canon Copier Belgium NV/SA, Diegem (Belgio),
- Canon Europa NV, Amsterdam (Paesi Bassi),
- Canon France SA, Le Blanc Mesnil (Francia),
- Canon-Rechner Deutschland, Monaco (Repubblica federale di Germania),
- Canon Verkoopsorganisatie Nederland BV, Heemstede (Paesi Bassi),
- Canon Italia Spa, Bussolengo (Italia),
- Canon (UK) Ltd, Croydon (Regno Unito),
- NV SCM Europe SA, Bruxelles (Belgio),
- Olympia-Werke AG, Wilhelmshaven (Repubblica federale di Germania),
- Sharp Electronics (Europe) GmbH, Amburgo (Repubblica federale di Germania),
- Sharp Electronics (UK) Ltd, Manchester (Regno Unito),
- Silver Seiko International GmbH, Keltersbach (Repubblica federale di Germania),
- Silver Reed, Watford (Regno Unito),
- TEC Belgium SA, Bruxelles (Belgio),
- TEC France, Gentilly (Francia),
- TOWA Sankiden - Welco, Parigi (Francia).
(4) La società Tottori Sanyo Electric Co. ha chiesto alla Commissione di effettuare un controllo presso la sua sede in Giappone. Non avendo tuttavia tale società prodotto o venduto macchine da scrivere elettroniche su alcun mercato del mondo durante il periodo oggetto dell'inchiesta, la Commissione ha deciso che un controllo non era giustificato.
(5) La Commissione ha chiesto ed ottenuto osservazioni scritte circostanziate da tutti i produttori comunitari ricorrenti, tutti gli esportatori ed alcuni importatori ed ha verificato per quanto necessario le informazioni ivi contenute.
(6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo 1o aprile 1983-31 marzo 1984.
B. Valore normale
(7) Per le società Brother e Silver Seiko, che vendono un prodotto simile sul mercato giapponese, il valore normale è stato determinato in via provvisoria in base alla media ponderata dei prezzi praticati sul mercato interno per i modelli venduti in quantitativi rilevanti. Per tutti gli altri modelli, quando il volume delle vendite sul mercato interno non era sufficiente per permettere la determinazione del valore normale, quest'ultimo è stato determinato in base al valore costruito.
(8) Il due esportatori hanno formulato obiezioni nei confronti dell'impiego dei prezzi praticati sul mercato interno per determinare il valore normale, in quanto, a loro parere, il volume delle vendite sul mercato giapponese era troppo ridotto, essendo inferiore al 5 % delle esportazioni destinate ai paesi non comunitari, livello che sarebbe stato impiegato come criterio dalle autorità americane in circostanze analoghe. È stato inoltre sostenuto che in passato la Commissione non aveva utilizzato il mercato interno come base per determinare il valore normale nei casi in cui il volume delle vendite ivi effettuate era trascurabile rispetto alle esportazioni totali.
(9) La Commissione, esaminate accuratamente le argomentazioni presentate, ha osservato che nelle legislazioni GATT e comunitaria i prezzi sul mercato interno nel paese di esportazione sono considerati di regola la base per determinare il valore normale. Secondo la legislazione di altri partner commerciali e la prassi seguita in passato dalla Comunità, tuttavia, qualora il volume delle vendite sul mercato interno sia relativamente ridotto, occorre tener conto del fatto che i prezzi di tali vendite potrebbero essere influenzati da realtà commerciali eccezionali e che i quantitativi potrebbero rappresentare residui o essere modesti e quindi non riflettere accuratamente il prezziario che si stabilirebbe nel corso di normali operazioni commerciali. La Commissione ritiene quindi che in presenza di uno squilibrio tra il volume delle vendite sul mercato interno e il volume delle esportazioni nella Comunità non si dovrebbe tener conto del mercato interno come base per determinare il valore normale. Fino ad ora ciò è stato deciso dalla Commissione caso per caso. Oggi essa ritiene che in casi analoghi a quello in esame sia opportuno fissare un limite al di sotto del quale le vendite effettuate sul mercato interno non devono essere prese in considerazione.
Data la rilevanza commerciale della Comunità quale mercato di importazione, la Commissione ritiene opportuno fissare il limite suddetto per quanto riguarda le esportazioni nella Comunità ad un livello del 5 %.
(10) Nel caso in esame la Commissione quando il volume delle vendite sul mercato interno di certi modelli non era superiore al 5 % del volume delle esportazioni nella Comunità, ha determinato il valore normale in base al valore costruito. Per tutti gli altri modelli sono stati usati i prezzi sul mercato interno.
(11) Di conseguenza, per tutti i modelli esportati dalle società Nakajima, TEC, Towa e per alcuni modelli esportati da Brother e Silver Seiko, il valore normale è stato determinato in base al valore costruito. Per i modelli restanti esportati dalle società Brother e Silver Seiko il valore normale è stato stabilito sulla base dei prezzi sul mercato interno.
(12) Per le società Canon e Sharp alcune informazioni dettagliate relative alle vendite sul mercato interno restano da chiarire. Di conseguenza, e per quanto attiene alla determinazione preliminare, il valore normale è stato stabilito in base al valore costruito per tutti i loro modelli.
(13) La Brother Industries Ltd (BIL) ha affermato che i prezzi di vendita praticati sul mercato interno nei confronti di acquirenti indipendenti dalla sua società commerciale Brother Sales Ltd (BSL) non erano sotto il suo controllo, in quanto essa non possiede integralmente la BSL. Tali prezzi non dovrebbero quindi essere impiegati per determinare il valore normale per quanto riguarda le esportazioni della BIL. Quest'ultima ha inoltre sostenuto che l'impiego di tali prezzi di vendita sul mercato interno corrisponde in realtà ad una ricostruzione del prezzo sul mercato interno non prevista nel regolamento (CEE) n. 2176/84. (14) La Commissione ritiene che la BIL detiene effettivamente il controllo della BSL, in quanto tutti gli altri azionisti, considerati singolarmente, hanno partecipazioni estremamente modeste e la principale attività della BSL è la vendita dei prodotti della BIL in Giappone. La società commerciale è stata quindi considerata la filiale di vendita della società madre in Giappone. La Commissione ha pertanto concluso che il prezzo di vendita della BSL costituiva un prezzo paragonabile effettivamente pagato nel corso di normali operazioni commerciali, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2176/84 ed ha utilizzato tale prezzo per determinare il valore normale. Ciò non equivale assolutamente ad una ricostruzione del prezzo di vendita praticato sul mercato interno.
(15) Dall'inchiesta preliminare risulta che i prezzi di vendita della Tokyo Juki sul mercato interno, per un periodo di tempo prolungato e per quantitativi rilevanti, erano stati inferiori a tutti i costi fissi e variabili normalmente sostenuti durante la produzione. Il valore normale relativo a tale società è stato quindi determinato in base al valore costruito.
(16) Il valore costruito è stato calcolato tenendo conto di tutti i costi, tanto fissi quanto variabili, nel paese d'origine, dei materiali e della produzione, più un importo equo per le spese di vendita e di gestione, nonché per le altre spese generali e un margine di profitto del 10 %, ritenuto equo rispetto al rendimento delle società nel corso di un periodo rappresentativo dal punto di vista della redditività, per quanto riguarda le vendite del prodotto in questione sul mercato interno.
(17) Tutte le informazioni necessarie per calcolare il valore normale relative alla Sharp sono state rese note unicamente per la seconda metà del periodo in esame. La Sharp ha dichiarato che le informazioni sui costi dei materiali inerenti alla prima metà del periodo oggetto dell'inchiesta sono state distrutte, fatta eccezione per l'ultimo mese di produzione, e che era estremamente difficile, se non impossibile, fornire dati sui costi del lavoro e sulle spese generali.
In base ad altri elementi raccolti durante l'inchiesta, la Commissione ha concluso che il valore costruito durante il periodo suggerito dalla società Sharp non era rappresentativo del valore normale dell'intero periodo coperto dall'inchiesta. Di conseguenza le componenti del costo per i mesi mancanti sono state determinate sulla base dei dati disponibili, cioè riferendosi all'evoluzione dei costi rilevati per gli altri esportatori.
(18) Per quanto riguarda le società Sharp e Nakajima, le ripartizioni relative ai costi del lavoro diretti e indiretti, nonché alle spese generali sono state considerate inaccettabili e sostituite con ripartizioni calcolate in modo proporzionale alla cifra d'affari, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento (CEE) n. 2176/84.
(19) Alcuni esportatori hanno affermato che le spese di vendita e di gestione, nonché le spese generali sostenute dalle loro organizzazioni commerciali in Giappone non dovrebbero essere inserite nel calcolo del valore costruito in quanto, tra l'altro, le transazioni relative alle esportazioni non sono state effettuate da tali organizzazioni e le spese possono essere imputate direttamente alle vendite sul mercato interno. Secondo gli esportatori suddetti, inoltre, nei confronti delle organizzazioni commerciali giapponesi dovrebbero essere impiegati i criteri applicabili agli importatori non indipendenti nella Comunità, i cui costi sono dedotti nel calcolo del prezzo all'esportazione.
(20) Secondo la Commissione tali spese dovrebbero essere incluse nel calcolo del valore normale per i motivi seguenti:
- quando il valore normale si basa sui prezzi di vendita praticati sul mercato interno, questi ultimi, se vengono pagati nel corso di normali operazioni commerciali, comprendono tutte le spese di vendita e di gestione, nonché le spese generali sostenute dalle organizzazioni commerciali;
- quando il valore normale viene calcolato in base al valore costruito, secondo le modalità fissate nel regolamento (CEE) n. 2176/84, si dovrebbero ottenere gli stessi risultati. L'articolo 2, paragrafo 3, lettera b) ii) stabilisce espressamente che le spese suddette devono essere prese in considerazione.
Nei due casi in questione ciò non esclude tuttavia la possibilità di detrarre tali spese dal valore normale in una fase successiva, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera c). In linea di massima non si procede ad adeguamenti per le differenze relative alle spese amministrative e generali.
(21) Nella ripartizione dei suoi costi di produzione tra i prodotti, la Tokyo Juki aveva basato alcuni calcoli sulla produzione standard; tali cifre sono state adeguate opportunamente dalla Commissione in modo da effettuare la ripartizione in base ai quantitativi effettivamente prodotti. (22) Nel calcolo dell'importo da inserire a titolo di spese di vendita e di gestione, nonché di spese generali, la Commissione non ha accettato alcune ripartizioni dei costi effettuate da determinate società in base ad un presunto rapporto diretto tra le spese generali suddette e le vendite in esame, in quanto l'esistenza di tale rapporto non è stata dimostrata in modo soddisfacente. Le ripartizioni dei costi in questione sono state quindi effettuate in modo proporzionale alla cifra d'affari per ciascun prodotto e ciascun mercato.
C. Prezzo all'esportazione
(23) Per quanto riguarda le vendite effettuate da società giapponesi ad importatori indipendenti nella Comunità i prezzi all'esportazione sono stati calcolati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto venduto.
(24) Negli altri casi, quando le esportazioni sono state effettuate a società consociate nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati costruiti in base ai prezzi praticati per la prima rivendita del prodotto importato ad un acquirente indipendente, debitamente adeguati per tener conto di tutti i costi incorsi tra l'importazione e la rivendita, dazi doganali compresi, e di un margine di utile del 5 %, ritenuto equo in considerazione dei margini di utile ricavati dagli importatori indipendenti per il prodotto in questione. I costi sostenuti comprendevano in particolare:
- articoli omaggio ed incentivi alle vendite in natura;
- campagne pubblicitarie finanziate direttamente dall'esportatore.
(25) Non sono stati presi in considerazione alcuni costi sostenuti direttamente da un esportatore, in quanto è stato accertato che essi riguardavano il personale incaricato di confrontare dati relativi al mercato e ai prodotti, che non si riferivano tuttavia al prodotto in questione.
D. Confronto
(26) Per poter esaminare il prezzo all'esportazione e il valore normale su basi comparabili, la Commissione ha tenuto opportunamente conto delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi ed effettuato adeguamenti per differenze riguardanti condizioni di credito, commissioni e trasporti.
Tutti i confronti sono stati effettuati a livello franco fabbrica.
E. Margini
(27) Il valore normale è stato di norma confrontato con i prezzi all'esportazione secondo le singole transazioni. Tuttavia, ai fini degli accertamenti preliminari in materia di dumping, sono state utilizzate medie mensili ponderate per gli esportatori i cui volumi di transazioni erano di entità tale che un'analisi delle singole operazioni avrebbe provocato un eccessivo ritardo della decisione provvisoria.
(28) Dal suddetto esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping per quanto riguarda le importazioni di macchine da scrivere elettroniche originarie del Giappone, con un margine di dumping pari alla differenza tra il valore normale determinato in precedenza e il prezzo all'esportazione nella Comunità.
L'entità dei margini varia secondo l'esportatore, con il seguente margine medio ponderato per ciascun esportatore oggetto dell'indagine:
Brother Industries Ltd: 43,7 %
Canon Inc: 33,3 %,
Nakajima All Co. Ltd: 1,2 %,
Sharp Corporation: 21,1 %,
Silver Seiko Ltd: 26,6 %,
TEC Tokyo Electric Co. Ltd: 6,9 %,
Tokyo Juki Industrial Co. Ltd: 34,2 %,
Towa Sankiden Corporation: 20,2 %.
(29) Date le caratteristiche del mercato del prodotto in questione, il margine di dumping determinato per la Nakajima All Co. deve essere considerato minimo e pertanto la società è esclusa dall'applicazione delle misure protettive.
F. Pregiudizio
(30) Per quanto riguarda il pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di dumping, dagli elementi di prova a disposizione della Commissione emerge che le importazioni nella Comunità di macchine da scrivere elettroniche originarie del Giappone sono passate da 145 277 unità nel 1982 a 368 772 unità nell'anno terminatosi col 31 marzo 1984 e che la quota di mercato detenuta dagli esportatori giapponesi, nello stesso periodo, è passata del 28,0 % al 39,7 %.
(31) Nel periodo oggetto dell'inchiesta i prezzi di rivendita delle importazioni in dumping sono stati generalmente inferiori a quelli praticati dai produttori comunitari con variazioni dipendenti dai modelli e dai mercati. Sebbene ci siano stati casi di assenza di scarto dei prezzi, le variazioni hanno oscillato generalmente tra l'11,4 % e il 30 % con punte massime del 48,5 %. Gli effetti delle importazioni a basso prezzo si sono manifestati con un calo significativo dei profitti dei produttori comunitari. I due produttori che hanno mantenuto profitti nel periodo in esame hanno subito una riduzione del ricavo medio delle vendite di oltre il 46 % tra il 1982 e il 31 marzo 1984, sebbene il margine fosse già ridotto in partenza. I profitti dell'industria produttrice di macchine da scrivere elettroniche sono ora talmente bassi da pregiudicare i nuovi investimenti per la ricerca e per lo sviluppo, nonché per strutture vitali al futuro del settore. Dato il rilevante calo dei prezzi il produttore comunitario restante non ha potuto aumentare i propri prezzi di vendita in misura tale da compensare i costi ed ha quindi subito perdite notevoli.
(32) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio sia stato provocato da altri fattori, quali il volume ed i prezzi di importazioni non oggetto di dumping oppure il ristagno della domanda. Secondo quanto è stato accertato, le importazioni provenienti da altri paesi sono rimaste stabili tra il 1982 e il 1983-1984 e non sono state effettuate a prezzi tali da provocare pregiudizio ai produttori comunitari. Per quanto riguarda il consumo, dall'indagine risulta che tra il 1982 e il 1983-1984 la domanda dei prodotti in questione nella Comunità è aumentata di circa il 79 %. Nello stesso periodo le vendite dei produttori comunitari sul mercato della Comunità non sono aumentate con la stessa rapidità della domanda e quindi la loro quota di mercato è scesa dal 63 % circa nel 1982 al 51 % circa nel 1983-1984.
(33) Nel valutare il pregiudizio la Commissione ha tenuto conto del fatto che il margine di dumping relativo alle vendite della Nakajima nella Comunità era considerato minimo.
È stato inoltre tenuto conto del fatto che tutte le vendite della Tokyo Juki nella Comunità sono state effettuate da uno dei ricorrenti. Si è quindi concluso che l'industria comunitaria, escluso il ricorrente in questione, ha subito un pregiudizio a causa delle importazioni suddette.
(34) A parte l'effettivo pregiudizio provocato nel periodo in questione, dall'inchiesta preliminare risulta che la capacità dei produttori giapponesi di macchine da scrivere elettroniche è di circa 2,5 milioni di unità all'anno. Dato che le vendite di macchine da scrivere elettroniche con tastiera alfanumerica sul mercato giapponese sono limitate, praticamente tutta la produzione giapponese è destinata all'esportazione. Essendo il mercato di tale prodotto nella Comunità meno sviluppato di quello degli Stati Uniti, appare molto probabile che nell'immediato futuro gran parte delle macchine giapponesi sarà esportata nella Comunità. La situazione minaccia quindi di alimentare un ulteriore pregiudizio.
(35) Il volume delle importazioni oggetto di dumping, la loro quota di mercato e i relativi prezzi di vendita nella Comunità hanno indotto la Commissione a stabilire che le conseguenze delle importazioni oggetto dumping di macchine da scrivere elettroniche originarie del Giappone, considerate isolatamente, provocano un notevole pregiudizio all'industria comunitaria interessata.
G. Interesse della Comunità
(36) Dall'inchiesta preliminare risulta che il futuro dell'industria delle forniture per ufficio nella Comunità può dipendere dalla vitalità del settore in questione. Data l'entità del pregiudizio provocato, la Commissione ha concluso che è nell'interesse della Comunità adottare opportune misure. Onde evitare che nel corso della procedura venga arrecato ulteriore pregiudizio, tali misure devono concretarsi nell'imposizione di un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di macchine da scrivere elettroniche originarie del Giappone, fatta eccezione per le importazioni effettuate dalla Nakajima All Co. Ltd.
H. Impegno
(37) La Kyushu Matsushita Electric Co. Ltd (Matsushita), una società che non ha ancora effettuato vendite sul mercato giapponese e non ha mai esportato nella Comunità, ha chiesto di essere esclusa dal campo di applicazione di eventuali misure di salvaguardia inerenti ai prodotti in questione ed ha offerto un impegno sulle future esportazioni.
A sostegno della sua offerta la società ha presentato informazioni preliminari in merito ai costi di produzione per i modelli che intende esportare nella Comunità.
(38) I motivi per i quali, in linea di massima, gli impegni di esportatori potenziali non dovrebbero essere accettati sono già stati esposti nel regolamento (CEE) n. 3337/84 del Consiglio (1).
Nel caso specifico della Matsushita, la Commissione ritiene che i dati presentati dalla società non siano pertinenti ai fini dell'inchiesta, in quanto non si riferiscono allo stesso periodo preso in esame nei confronti dei produttori giapponesi che hanno effettuato esportazioni nella Comunità. Inoltre, essendo stato affermato che le eventuali future vendite nella Comunità verrebbero effettuate attraverso le consociate della Matsushita, che non sono state oggetto dell'inchiesta della Commissione, non è possibile determinare in modo soddisfacente i futuri prezzi all'esportazione nella Comunità per i prodotti della Matsushita.
(39) Alla luce di quanto precede la Commissione ha deciso, previa consultazione, di non accettare l'impegno offerto dalla società suddetta. Qualora tuttavia quest'ultima iniziasse ad effettuare esportazioni nella Comunità, potrebbe essere opportuno applicare i provvedimenti di cui agli articoli 14 e 16 del regolamento (CEE) n. 2176/84 relativi rispettivamente alle revisioni e alle restituzioni dei dazi antidumping.
I. Aliquota del dazio
(40) Considerata la portata del pregiudizio arrecato, l'aliquota del dazio dovrebbe essere corrispondente al margine di dumping valutato in via provvisoria.
(41) Deve essere fissato un periodo durante il quale le parti interessate possono comunicare per iscritto le loro osservazioni e chiedere di essere ascoltate dalla Commissione,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di macchine da scrivere elettroniche di cui alla sottovoce ex 84.51 A della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe 84.51 ex 14, ex 19 e 20, originarie del Giappone.
2. Il dazio non si applica alle macchine da scrivere elettroniche prodotte ed esportate dalla Nakajima All Co. Ltd, nei confronti della quale la procedura è chiusa.
3. L'importo del dazio è pari alle seguenti aliquote espresse in percentuale del prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazi non corrisposti:
1.2 // Produttori/esportazioni // Aliquota del dazio antidumping (%) // Brother Industries Ltd: // 43,7, // Canon Inc.: // 33,3, // Sharp Corporation: // 21,1, // Silver Seiko Ltd: // 26,6, // TEC Tokyo Electric Co. Ltd: // 6,9, // Toyko Juki Industrial Co. Ltd: // 34,2, // Towa Sankiden Corporation: // 20,2, // Altri: // 43,7.
4. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
5. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è soggetta al deposito di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2176/84, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere sentite oralmente dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 2176/84, l'articolo 1 del presente regolamento è applicabile per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non approvi misure definitive prima della scadenza di detto periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 1984.

Labels: 18
4
1