Document ID: 31997R1891

REGOLAMENTO (CE) N. 1891/97 DEL CONSIGLIO del 26 settembre 1997 che impone un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di salmoni d'allevamento dell'Atlantico originari della Norvegia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 3284/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (1), in particolare l'articolo 11, paragrafo 6,
vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
1. Denuncia
(1) Il 31 agosto 1996, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni di salmoni d'allevamento dell'Atlantico originari della Norvegia e ha iniziato un'inchiesta.
(2) Il procedimento è stato avviato in seguito ad una denuncia presentata congiuntamente dalla Scottish Salmon Growers' Association Ltd e dalla Shetland Salmon Farmers' Association, per conto dei loro membri la cui produzione complessiva di salmoni d'allevamento dell'Atlantico costituiva una proporzione maggioritaria della produzione totale del prodotto in questione.
La denuncia conteneva sufficienti elementi di prova relativi all'esistenza di sovvenzioni per le importazioni in questione e al conseguente grave pregiudizio per giustificare l'apertura del procedimento antisovvenzioni. In conformità dell'articolo 7, paragrafo 9 del regolamento (CE) n. 3284/94 (in seguito denominato «regolamento di base»), prima dell'apertura dell'inchiesta le autorità norvegesi sono state invitate a procedere a consultazioni, che si sono svolte a Bruxelles nei giorni 19-20 agosto 1996. Nelle consultazioni non è stato possibile pervenire ad una soluzione definita di comune accordo.
Nei confronti delle stesse importazioni è stato avviato un procedimento antidumping parallelo (3), che è stato oggetto di un'inchiesta separata dal presente procedimento antisovvenzioni.
2. Apertura dell'inchiesta
(3) La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura del procedimento gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i produttori comunitari denunzianti. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine fissato.
(4) Per la raccolta dei dati sono stati impiegati i metodi qui di seguito descritti.
a) Produttori/esportatori norvegesi
Il 3 settembre 1996 la Commissione ha inviato alle associazioni note che rappresentano i produttori e gli esportatori di salmoni in Norvegia, la Norwegian Fish Farmers Association e la Federation of Norwegian Fishing Industry, una lettera accompagnata dall'avviso di apertura e da una copia della versione non riservata della denuncia. I produttori e gli esportatori venivano invitati a manifestarsi prendendo contatto con la Commissione e comunicando le informazioni specificate al punto 5, lettera a) dell'avviso di apertura («questionario preliminare»).
Il 5 settembre 1996 è stata organizzata una riunione a richiesta delle due associazioni dei produttori ed esportatori norvegesi e del loro rappresentante legale. È emerso che in Norvegia circa 650 piscicoltori si occupano della produzione di salmoni, mentre le aziende operanti nel settore dell'esportazione sono 200-300 (anche se la maggior parte delle esportazioni nella Comunità è effettuata da 40-50 aziende). L'industria norvegese aveva chiesto la riunione per spiegare alla Commissione che era molto difficile ottenere la cooperazione di un migliaio di operatori nel settore della produzione di salmoni, anche in forma di risposta al questionario preliminare. Per questo motivo e per limitare l'inchiesta ad un numero adeguato di parti in conformità dell'articolo 18, paragrafo 1 del regolamento di base, è stato deciso che soltanto i piscicoltori e gli esportatori selezionati avrebbero dovuto rispondere al questionario preliminare. La Commissione si è tuttavia riservata il diritto di accettare risposte da altre società o di chiedere informazioni a società non selezionate inizialmente.
Entro il temine fissato circa 100 società hanno preso contatto con la Commissione. L'industria norvegese ha affermato che queste imprese effettuavano il 25 % della produzione e il 60 % delle esportazioni dalla Norvegia. La Commissione ha inviato a queste società un questionario particolareggiato («questionario completo»).
Hanno risposto al questionario, entro il termine prescritto, 32 produttori ed esportatori. Le 32 società suddette erano situate in tutte le regioni della Norvegia e rappresentavano una percentuale rilevante della produzione e dell'esportazione di salmoni. Vista la collaborazione del governo norvegese, le risposte ai questionari contenevano informazioni sufficienti ed adeguate per essere considerate rappresentative della produzione si salmone norvegese ai fini di alcune parti dell'inchiesta, mentre per altre parti i dati relativi alla produzione non sono stati considerati sufficientemente rappresentativi.
b) Produttori comunitari
In considerazione del numero elevato di produttori che hanno sostenuto la denuncia e dei termini vincolanti in conformità dell'articolo 8, paragrafo 9 del regolamento di base, la Commissione ha deciso di esaminare il pregiudizio in base ad un campione rappresentativo dei produttori comunitari.
(5) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni considerate necessarie ai fini della determinazione dell'esistenza di sovvenzioni, del pregiudizio e dell'interesse della Comunità e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti istituzioni pubbliche e società.
a) Governo della Norvegia
Ministero della Pesca, Oslo
Ministero degli Affari esteri, Oslo
Ministero degli Enti locali e del lavoro, Oslo
Ministero delle Finanze, Oslo
Norwegian Industrial and Regional Development Fund (SND), Oslo
b) Enti non governativi in Norvegia
Nor-Cargo, Skein
Kreditkassen, Norske Bank, Oslo
c) Produttori norvegesi
Bolstad Fiskeopdrett AS, Eikelandsosen
E. Karstensen Fiskeopdrett AS, Batalden
Erwik's Laks og Ørret AS, Dyrvik
Finmark Stamfiskstasjon AS, Korsfjord
Hydro Seafood Mowi AS, Bergen
Hyen Laks AS, Hyen
Marius Eikremsvik AS, Skodje
Sørrollnesfisk AS, Hamnvik
Tom Hansen Fiskeopdrett AS, Rørvik
Veidholmen Fisk, Veidholmen
d) Esportatori norvegesi
Aalesundfisk AS, Aalesund
Domstein Salmon AS, Måløy
Fresh Marine Company AS, Trondheim
Hydro Seafood Sales AS, Bergen
Møre Codfish, Aalesund
Nils Williksen AS, Rørvik
Rolf Olsen Seafood AS, Bergen
Salmonor AS, Bergen
Skaarfish Group A/S Florø
Terra Seafood AS, Trondheim
TiMar Seafoods AS, Trondheim
e) Produttori comunitari (Regno Unito)
Aquascot, Alnes
Ardessie, Dundonnell
Ardvar, Laing
Ayre, Mossbank
Dury, Laxo
Highland Fish Farmer, Aberdeen
Joseph Johnston, Montrose
Kames, Argyll
Kyles of Bute, Tighnabruich
Landcatch, Langbank
Marine Harvest, Edimburgo
Murray Seafood, Dunoon
North Atlantic, Vadlure Walls
Ocean Reaper, Scalloway
Shetland Norse, Lerwick
Strathaird, Inverness
f) Imprese di trasformazione
Pêcheries de Fécamp, Fécamp (Francia)
(6) Il periodo preso in considerazione per l'inchiesta relativa alle sovvenzioni era compreso tra il 1° gennaio 1995 e il 31 luglio 1996 (in seguito denominato «periodo dell'inchiesta»). Tuttavia, per l'inchiesta relativa ad alcuni indicatori del pregiudizio, quali la sottoquotazione dei prezzi, è stato preso in considerazione il periodo di dodici mesi immediatamente precedente l'inizio dell'inchiesta, compreso tra agosto 1995 e luglio 1996.
(7) Essendo stati informati delle conclusioni provvisorie della Commissione, gli esportatori norvegesi di cui all'allegato I del presente regolamento e il governo norvegese hanno offerto impegni a norma dell'articolo 10 del regolamento di base.
(8) La Commissione ha poi portato a termine l'inchiesta sulle sovvenzioni e sul pregiudizio e ha informato tutte le parti dei fatti e delle considerazioni principali in base a cui intendeva raccomandare l'istituzione di dazi compensativi definitivi residui applicabili agli esportatori che non avevano offerto impegni, che li avrebbero ritirati in un secondo tempo o che non li avrebbero rispettati. In conformità dell'articolo 21 del regolamento di base, è stato concesso alle parti interessate un certo periodo per poter presentare osservazioni dopo la divulgazione delle informazioni.
(9) La Commissione ha tenuto conto delle osservazioni delle parti, modificando se del caso le sue conclusioni.
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1. Prodotto in esame
(10) Il procedimento riguarda i salmoni d'allevamento dell'Atlantico, anche in filetti, freschi, refrigerati o congelati.
La definizione esclude altri prodotti simili della piscicoltura, quali i grossi salmerini e altre specie di salmoni, quali i salmoni del Pacifico, nonché i salmoni allo stato libero e i prodotti ulteriormente preparati, come il salmone affumicato.
I prodotti in esame sono attualmente classificabili nei codici NC ex 0302 12 00, ex 0304 10 13, ex 0303 22 00 ed ex 0304 20 13, che corrispondono alle diverse presentazioni del prodotto (pesce intero fresco o refrigerato, filetti freschi o refrigerati, pesce intero congelato e filetti congelati). Si è constatato che tutte queste presentazioni erano abbastanza simili da costituire un unico prodotto ai fini del procedimento.
2. Prodotto simile
(11) L'inchiesta ha dimostrato che i salmoni d'allevamento dell'Atlantico prodotti in Norvegia e venduti per l'esportazione nella Comunità sono identici, vale a dire in tutto e per tutto simili ai salmoni d'allevamento dell'Atlantico prodotti dall'industria comunitaria e venduti sul mercato comunitario. Essi devono pertanto essere considerati prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 5 del regolamento di base.
C. SOVVENZIONI
1. Osservazioni generali
a) Metodo di base
(12) Il denunziante ha affermato che gli allevatori norvegesi di salmoni hanno beneficiato di diverse sovvenzioni concesse dal governo della Norvegia, che possono essere considerate passibili di misure compensative ai sensi della definizione dell'articolo 3 del regolamento di base.
(13) Si è quindi esaminato se le istituzioni pubbliche, compresi gli enti pubblici o privati controllati dal governo della Norvegia, abbiano accordato contributi finanziari, ai sensi dell'articolo 2, punto 1 del regolamento di base, agli allevatori di salmoni norvegesi. Si è inoltre esaminato se i contributi finanziari accertati abbiano conferito un vantaggio ai beneficiari.
(14) Il Consiglio ha analizzato i programmi oggetto della denuncia per stabilire se fossero passibili di misure compensative in conformità del regolamento di base. Le sovvenzioni sopra definite sono passibili di misure compensative, salvo che siano non specifiche o rientrino in una delle tre categorie della «lista verde» (sovvenzioni a favore di attività di ricerca e di regioni svantaggiate oppure volte a promuovere l'adeguamento degli impianti alla legislazione in materia ambientale). Va rilevato che le sovvenzioni sono non specifiche soltanto se sono accessibili senza limitazioni e se l'idoneità è automatica; l'inserimento nella «lista verde», inoltre, deve essere chiesto dal paese terzo (senza notifica all'OMC) e giustificato dalle sue autorità in base ai criteri definiti nell'articolo 3 del regolamento di base. Poiché nella fattispecie le sovvenzioni passibili di misure compensative sono state accordate senza riferimento alle quantità fabbricate, vendute o esportate, l'importo di ciascuna sovvenzione è stato determinato rispetto alle vendite complessive (delle società che hanno collaborato o di tutta l'industria) realizzate nel periodo dell'inchiesta, in conformità dell'articolo 4, paragrafo 3 del regolamento di base ed è stato espresso ad valorem. L'importo della sovvenzione è stato calcolato in termini di vantaggio conferito al beneficiario, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2 del regolamento di base.
(15) Riguardo all'analisi dei programmi, il Consiglio è consapevole del fatto che in determinate circostanze non tutti gli allevatori di salmoni hanno beneficiato in misura identica delle sovvenzioni accertate. Poiché tuttavia gli allevatori possono vendere a qualsiasi esportatore, è impossibile imporre dazi specifici per le singole società applicabili dalle autorità doganali, dato che gli allevatori non potrebbero essere identificati. Di conseguenza è stata calcolata un'aliquota unica, poiché nella fattispecie è opportuno imporre un unico dazio per il paese esportatore. Tuttavia, il fatto che siano state prese in considerazione le vendite complessive di salmoni non significa che tutti gli allevatori di salmoni abbiano beneficiato di sovvenzioni. Gli importatori che ritengano di aver pagato il dazio per sovvenzioni di cui gli allevatori o gli esportatori hanno beneficiato solo in parte oppure non hanno assolutamente beneficiato possono chiedere la restituzione dei dazi in conformità dell'articolo 13 del regolamento di base.
b) Accordo sullo Spazio economico europeo (accordo SEE)
(16) Il governo norvegese ha affermato che alcune sovvenzioni non dovevano essere esaminate in conformità del regolamento relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni, in considerazione delle disposizioni dell'accordo SEE. L'articolo 26 dell'accordo SEE vieta l'applicazione di misure compensative, salvo disposizioni contrarie dell'accordo. A questo proposito, l'articolo 20 dell'accordo SEE stabilisce esplicitamente che le disposizioni e le norme che si applicano ai pesci figurano nel protocollo 9 dell'accordo. L'articolo 4, paragrafo 3 del protocollo 9 autorizza esplicitamente l'applicazione di misure compensative per ovviare agli effetti negativi delle sovvenzioni nel settore della pesca.
Il protocollo 13 dell'accordo limita l'applicazione di misure antisovvenzioni ai settori per i quali l'acquis comunitario non è completamente recepito. Questa condizione si realizza per il settore della pesca. La Norvegia ha tuttavia sottolineato che, mentre alcune presunte sovvenzioni riguardavano esclusivamente il settore ittico (per esempio FOS/Rodfisk), altri programmi, come gli aiuti regionali e gli oneri sociali differenziati, erano di tipo «orizzontale» e destinati a tutti i settori dell'economia norvegese. È stato osservato che tali sovvenzioni, essendo subordinate all'approvazione dell'Autorità di vigilanza EFTA in base alle norme sugli aiuti di Stato comuni con quelle della Comunità, non dovevano essere soggette ad inchiesta in conformità del regolamento di base, che nel caso della Norvegia era applicabile unicamente alle sovvenzioni destinate direttamente al settore della pesca.
Il Consiglio ritiene che tutte le presunte sovvenzioni debbano essere esaminate nel corso della presente inchiesta. Il fatto che nella fattispecie alcune sovvenzioni «orizzontali» siano considerate passibili di misure compensative costituisce un aspetto separato dall'approvazione dell'Autorità di vigilanza dell'EFTA e non pregiudica il loro status giuridico a norma di qualsiasi accordo internazionale. Tale circostanza, tuttavia, apre la strada ad una legittima compensazione, per mezzo di misure alla frontiera comunitaria, per l'industria comunitaria che produce un prodotto al quale non si applicano tutti i vantaggi dell'accordo SEE.
A questo proposito, il regolamento di base ha come oggetto e fine la compensazione degli effetti negativi delle sovvenzioni considerate passibili di misure compensative per quanto riguarda i prodotti soggetti a inchiesta, indipendentemente dal fatto che la concessione della sovvenzione da parte del paese terzo sia o no conforme alle norme applicabili degli accordi internazionali. L'applicazione del regolamento di base alle sovvenzioni orizzontali non è in alcun modo in contraddizione con l'eventuale approvazione dell'Autorità di vigilanza dell'EFTA, né di conseguenza con la loro legalità a norma dell'accordo SEE. L'applicazione del regolamento di base riguarda unicamente gli effetti di tali sovvenzioni «orizzontali» sulla produzione di salmoni e sulle relative esportazioni nella Comunità.
I. PROGRAMMI PASSIBILI DI MISURE COMPENSATIVE
1. Oneri sociali differenziati
a) Descrizione del programma
(17) Il denunziante ha affermato che il sistema norvegese di previdenza sociale sovvenziona l'industria del salmone applicando diverse aliquote per i contributi dei datori di lavoro in funzione della loro sede.
Ai fini della determinazione dell'aliquota degli oneri sociali la Norvegia è divisa in cinque zone, cui si applicano le seguenti aliquote:
SPAZIO PER TABELLA
Secondo la legge sulle assicurazioni sociali del 17 giugno 1966, la Norvegia applica un regime differenziato di contributi sociali dei datori di lavoro. Il regime è stato introdotto nel 1975 con un emendamento della legge sulle assicurazioni sociali. Questo programma viene realizzato nell'ambito della politica di tutela e di sviluppo delle regioni più remote della Norvegia. Il contributo è calcolato in percentuale dei pagamenti degli stipendi lordi (vedi sopra).
La percentuale impiegata per determinare l'aliquota del contributo dipende dalla residenza del lavoratore dipendente. Tutti i settori economici beneficiano delle riduzioni o dell'esenzione, compresa l'industria dei salmoni.
Le zone sono state stabilite in base ad un modello costituito di undici indicatori: migrazione netta, distanza da centri aventi più di 5 000, 10 000 o 50 000 abitanti, percentuale della popolazione abitante in centri rurali o urbani, numero di donne per 100 uomini, percentuale della popolazione di età compresa tra 20 e 49 anni, tasso di disoccupazione, percentuale della popolazione titolare di pensioni di invalidità, percentuale della popolazione con un livello di istruzione universitaria, reddito imponibile medio, percentuale della popolazione occupata nei settori primari e percentuale della forza lavoro occupata in settori terziari selezionati. Questi indicatori sono ponderati per 0,075, fatta eccezione per la migrazione, che è ponderata per 0,25. Questa analisi, a livello comunale, regionale e di contea è stata effettuata per l'ultima volta nel 1988.
b) Esistenza di una sovvenzione
(18) Dall'analisi delle risposte al questionario e dalla verifica effettuata presso il governo norvegese è emerso che il sistema di oneri sociali differenziati costituisce una sovvenzione ai sensi dell'articolo 2 del regolamento di base.
La riduzione degli oneri sociali oppure l'esenzione da tali oneri rappresentano un contributo finanziario del governo della Norvegia. Nell'ambito di tale sistema, infatti, il governo rinuncia o non procede alla riscossione di entrate pubbliche. L'esenzione dai contributi sociali dei datori di lavoro oppure la loro riduzione implicano infatti, in tutte le zone tranne la zona 1, la diminuzione delle entrate pubbliche. Il sistema rientra quindi nella definizione di contributo finanziario di cui all'articolo 2, punto 1), lettera a), punto ii) del regolamento di base.
Il sistema conferisce indubbiamente un vantaggio ai datori di lavori, ai sensi dell'articolo 2, punto 2 del regolamento di base. Se occupano dipendenti residenti nelle zone 2-5, i datori di lavoro ottengono un vantaggio rispetto ad una situazione in cui tutti i dipendenti siano residenti nella zona 1. Il vantaggio per i datori di lavoro che occupano dipendenti residenti nelle zone 2-5 corrisponde alla differenza tra l'importo dei contributi sociali effettivamente versato e l'importo che sarebbe stato versato se fosse stata applicata l'aliquota di base del 14,1 %.
Il governo norvegese ha dichiarato che questo sistema costituisce una misura fiscale generale e che non si rinunciava ad alcuna entrata, visto che i contributi per ogni zona venivano fissati separatamente dal governo centrale. L'argomentazione non può essere accettata, poiché un sistema di questo tipo, che prevede contributi diversi a seconda delle regioni, equivale ad un sistema di riduzione e di esenzioni dall'aliquota di base e conferisce chiaramente un vantaggio per le imprese che possono beneficiare di dette riduzioni o esenzioni. Per tale motivo, il Consiglio ha deciso di misurare l'importo della sovvenzione facendo riferimento al contributo più elevato.
c) Specificità
(19) La sovvenzione è specifica ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera a) del regolamento di base. L'inchiesta ha rivelato che praticamente quasi tutti i dipendenti vivono nella stessa zona del datore di lavoro. Di conseguenza, il sistema conferisce un vantaggio di fatto ai datori di lavoro in funzione della loro sede. La sovvenzione è specifica in quanto i datori di lavoro situati nelle zone 2-5 pagano contributi sociali inferiori all'aliquota di base e quindi il vantaggio conferito è limitato alle imprese situate in tali zone.
d) Calcolo del vantaggio
(20) Il governo della Norvegia non ha comunicato dati globali relativi ai contributi sociali versati dai produttori di salmoni. Il vantaggio è stato quindi calcolato in base ai contributi sociali dei produttori che hanno collaborato situati nelle zone 2, 3, 4 o 5 e presso i quali sono state effettuate verifiche. La sovvenzione è stata calcolata confrontando i versamenti effettivi dei contributi sociali e l'importo che sarebbe stato versato applicando l'aliquota di base del 14,1 %.
Un produttore che ha collaborato, con numerose società collegate operanti nel settore dell'allevamento dei salmoni, ha presentato informazioni soltanto per un numero limitato di società collegate del gruppo. Di conseguenza, le informazioni sui contributi sociali del gruppo non sono state prese in considerazione, essendo incomplete.
Si è ritenuto che questa differenza andasse a vantaggio dei produttori di salmone. Il valore totale della sovvenzione, espresso in percentuale del giro d'affari dei produttori che hanno collaborato e i cui dati sono stati verificati (compresa la zona 1), è pari allo 0,93 %.
2. Norwegian Industrial and Regional Development Fund (SND - Fondo norvegese di sviluppo industriale regionale)
a) Denuncia
(21) Secondo il denunziante, l'SND è la principale fonte di finanziamento per il settore della piscicoltura. Gli allevatori di salmoni norvegesi hanno beneficiato di programmi di sovvenzioni nell'ambito dell'SND e in particolare di sussidi, prestiti e garanzie su prestiti.
b) Descrizione del programma
(22) Il Norwegian Industrial and Regional Development Fund (noto con l'acronimo SND) è stato istituito dalla legge n. 97 del 3 luglio 1992 ed è gestito dal governo, sotto il controllo del ministero dell'Industria e dell'Energia. L'SND ha l'obiettivo di promuovere lo sviluppo commerciale e socioeconomico dell'industria norvegese. Gli aiuti sono destinati principalmente alle piccole e medie imprese e alle regioni economicamente svantaggiate.
In pratica, i progetti sono finanziati con una combinazione di prestiti e sussidi. I richiedenti devono presentare un piano finanziario del progetto per il quale è chiesto il finanziamento. Se la domanda di contributo finanziario è accolta, una parte del costo complessivo è finanziata con un sussidio e una parte con un prestito.
L'SND garantisce inoltre i prestiti commerciali e provvede a iniezioni di capitale (cfr. considerando 69).
c) Tipi di sovvenzioni
A. Sussidi
(23) Il programma di sussidi è finanziato in parte dal bilancio del ministero dell'Industria e dell'Energia (per i sussidi destinati a tutte le regioni) e in parte dal bilancio del ministero degli Enti locali e del Lavoro (per gli aiuti ad aree di sviluppo). Nel periodo 1986-1996 gli allevatori di salmoni hanno ricevuto, a titolo di sussidi, 270 milioni di NOK, mentre alle imprese miste/integrate (industrie di trattamento e di conservazione di pesci, compresi i salmoni) sono stati versati 100 milioni di NOK.
Il programma comprende cinque tipi di sussidi:
1. aiuti allo sviluppo;
2. aiuti allo sviluppo economico per le piccole e medie imprese nelle regioni centrali;
3. aiuti agli investimenti nelle aree di espansione;
4. aiuti allo sviluppo economico nelle aree di espansione;
5. aiuti allo sviluppo regionale.
I sussidi del tipo 2, 3 e 4 sono limitati ad alcune regioni della Norvegia, mentre i programmi 1 e 5 sono disponibili a tutte le regioni.
Esistenza di una sovvenzione
(24) Il programma di sussidi SND costituisce chiaramente una sovvenzione ai sensi dell'articolo 2 del regolamento di base.
Il programma accorda un contributo finanziario in quanto implica un trasferimento diretto di fondi ai beneficiari ai sensi dell'articolo 2, punto 1), lettera a), punto i) del regolamento di base. Viene inoltre conferito un vantaggio ai produttori di salmoni, poiché i costi di investimento sono ridotti dell'importo del sussidio.
Specificità
(25) Riguardo ai sussidi SND, la specificità è duplice:
- specificità regionale, e
- mancanza di criteri obiettivi e di idoneità automatica per i programmi non regionali.
(26) Per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo economico nelle regioni centrali, gli aiuti agli investimenti nelle aree di espansione e gli aiuti allo sviluppo economico nelle aree di espansione, l'accesso alle sovvenzioni è limitato alle imprese di determinate regioni e quindi le sovvenzioni sono specifiche.
(27) Per i sussidi disponibili a livello nazionale, il finanziamento SND è ripartito tra tutte le contee norvegesi. Ciascuna contea approva i progetti idonei a beneficiare del programma. Il finanziamento SND, pur essendo teoricamente accessibile senza limitazioni, non è accordato regolarmente ai progetti idonei. Dall'inchiesta è risultato che nella selezione dei progetti non vengono applicati criteri obiettivi. Dato che la selezione dei progetti spetta essenzialmente alle contee, i criteri e le priorità differiscono e talvolta, anche nelle singole contee, i criteri non sono sempre applicati in modo coerente. In mancanza di criteri obiettivi, è evidente che esiste un ampio margine di discrezionalità. Il potere discrezionale esercitato risulta evidente dalla risposta del governo norvegese al questionario. La risposta contiene esempi di domande analoghe, una delle quali è stata accettata, mentre l'altra è stata respinta. Anche se l'esistenza di un certo margine di discrezionalità delle autorità responsabili non significa necessariamente che la sovvenzione sia specifica, la totale assenza di coerenza e di criteri obiettivi nella selezione dei progetti nelle contee significa che non sono soddisfatte le condizioni di non specificità dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera b) del regolamento di base. Per un certo numero di anni, inoltre, sono stati concessi nel settore della piscicoltura sussidi SND di entità eccessiva, che porterebbero comunque ad una conclusione relativa alla specificità, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera c) del regolamento di base, per l'intero SND.
(28) In conclusione, i sussidi SND sono specifici ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera c) del regolamento di base. Non esistono criteri obiettivi per l'approvazione dei sussidi e nel settore della piscicoltura sono stati concessi alcuni benefici SND del tutto sproporzionati. Per di più, i sussidi limitati a determinate regioni sono per definizione specifici.
Richiesta di inserimento nella «lista verde»
(29) Il governo norvegese ha chiesto il trattamento della «lista verde» per gli aiuti regionali accordati in forma di sussidi agli investimenti e allo sviluppo economico nelle aree di espansione, in conformità dell'articolo 3, paragrafo 8 del regolamento di base.
Ai fini della valutazione del merito della richiesta, è necessario analizzarlo secondo i criteri esposti nell'articolo suddetto.
i) Valutazione
a) Elementi positivi
(30) I sussidi sono accordati nell'ambito di un piano generale di aiuti regionali, secondo la definizione del regolamento e dei piani regionali della Norvegia.
(31) Le regioni idonee sono designate in funzione del livello di PIL pro capite, del tasso di disoccupazione e della densità della popolazione e la popolazione interessata corrisponde complessivamente al 25 % della popolazione norvegese. Le regioni idonee sono tre, definite zone A, B e C, mentre il resto del paese è escluso dagli aiuti regionali.
(32) Sono stati fissati tetti per i sussidi, differenziati in base ai livelli di sviluppo di ciascuna regione. La zona A, meno sviluppata e corrispondente all'estremità settentrionale della Norvegia, può ricevere sussidi sino al 50 % dei costi riconosciuti, mentre per la zona B e la zona C le corrispondenti percentuali sono del 30 % e del 25 %. Tutte le percentuali comprendono un margine supplementare per le piccole e medie imprese.
(33) Le regioni idonee sono aree geografiche contigue chiaramente delimitate.
La Norvegia è divisa in 19 contee e in 435 comuni. Tutte le regioni idonee comprendono intere contee e gruppi di comuni all'interno delle contee. La contea è l'unità di base per l'analisi relativa all'aiuto regionale, ma numerose contee sono costituite da comuni che si trovano in zone diverse e varie contee comprendono comuni idonei e non idonei. Ciononostante l'attribuzione di diversi comuni alle varie zone è effettuata in modo omogeneo e i confini di ciascuna zona coincidono sempre con i confini dei comuni.
b) Elementi negativi
(34) Alla luce dei quattro elementi sopra esaminati, sono soddisfatti i criteri esposti nell'articolo 3, paragrafo 8 del regolamento di base. All'interno delle regioni, tuttavia, i sussidi sono specifici, ai sensi del regolamento di base.
Come è stato detto in precedenza, benché il sussidio sia concesso per lo più dal governo centrale, le autorità della contea selezionano i beneficiari e sborsano i fondi. Poiché i criteri applicati per la selezione delle imprese idonee sono soggettivi (cfr. considerando 25), le modalità di concessione dei sussidi differiscono da una contea all'altra e di conseguenza all'interno di ciascuna zona l'applicazione non è uniforme. Inoltre, nel settore della piscicoltura sono stati concessi alcuni benefici SND del tutto sproporzionati. La sovvenzione è quindi specifica in ciascuna regione beneficiaria.
(35) I criteri di selezione delle regioni idonee non vengono inoltre applicati in modo coerente. L'articolo 3, paragrafo 8, punto iii) del regolamento di base stabilisce che almeno una delle seguenti condizioni deve essere soddisfatta:
- il PIL pro capite deve essere inferiore all'85 % della media nazionale,
- il tasso di disoccupazione deve essere almeno pari al 110 % della media nazionale.
È stato stabilito che, mentre tutte le regioni idonee della zona A e della zona B (intere contee oppure gruppi di comuni) soddisfano la condizione relativa al PIL, la situazione della zona C è più complessa. Considerata complessivamente la zona C ha un PIL pro capite equivalente all'81,6 % della media nazionale, ma per una contea (Sogn og Fjordane) non sono soddisfatte le condizioni relative al PIL, né quelle in materia di disoccupazione; la stessa osservazione vale per altri gruppi di comuni che costituiscono la regione della zona C in una contea.
ii) Conclusione
(36) In conformità dell'articolo 3, paragrafo 8 del regolamento di base, soltanto le sovvenzioni non specifiche nelle regioni beneficiarie non danno diritto a proporre un'azione. Nella fattispecie, essendo i sussidi specifici in tutte le regioni beneficiarie, nessuna sovvenzione ha i requisiti necessari per essere considerata non passibile di misure compensative. Riguardo alla zona C, il fatto che comprenda diverse aree idonee non conformi ai criteri in materia di PIL o di disoccupazione rappresenta un secondo fattore che ne giustifica l'esclusione. Di conseguenza, la richiesta di inserimento nella «lista verde» è respinta.
È stato quindi concluso che tutti i sussidi SND sono passibili di misure compensative.
Calcolo del vantaggio
(37) Durante le visite di verifica presso gli allevatori di salmoni, è stato stabilito che i sussidi SND sono stati generalmente utilizzati per l'acquisto di capitale fisso. Pertanto, in conformità dell'articolo 4, paragrafo 3, lettera d) del regolamento di base, il valore del sussidio è stato calcolato ripartendo quest'ultimo su un periodo corrispondente al normale periodo di ammortamento di tale capitale fisso nel settore in questione. L'inchiesta ha messo in evidenza che, secondo i principi contabili generalmente applicati in Norvegia, le attività produttive sono svalutate con un tasso annuo del 15 %, corrispondente ad un periodo di ammortamento di sette anni. Poiché questa pratica contabile è stata seguita anche dagli allevatori di salmoni, per la ripartizione del vantaggio dei sussidi è stato utilizzato lo stesso periodo di ammortamento.
(38) L'importo complessivo dei sussidi accordati agli allevatori di salmoni nel periodo compreso tra il 1° gennaio 1989 e la fine del periodo dell'inchiesta (204 milioni di NOK) è stato ripartito su un periodo di sette anni, con un metodo di ammortamento a quote fisse. Il vantaggio annuale è stato maggiorato del tasso di interesse commerciale, per ottenere il costo che il beneficiario avrebbe normalmente sostenuto ogni anno per prendere a prestito un importo equivalente. L'importo dei sussidi attribuiti nel periodo dell'inchiesta così calcolato è pari a 49,98 NOK, compreso l'interesse annuo dell'8,25 %, corrispondente al tasso medio per il periodo in questione.
Il valore complessivo delle vendite (sul mercato interno e per l'esportazione) realizzate dai produttori di salmoni nel periodo dell'inchiesta era di 10,46 miliardi di NOK.
L'importo dei sussidi è stato espresso in percentuale del valore complessivo delle vendite ed è stata ottenuta una sovvenzione dello 0,48 %.
B) Prestiti
(39) L'SND gestisce un programma di prestiti. Sono concessi tre tipi di prestiti:
- prestiti garantiti per investimenti a lungo termine,
- conferimento di capitale di rischio per gli investimenti,
- conferimento di capitale di rischio per gli investimenti in aree di espansione.
I criteri di idoneità sono uguali a quelli applicati per i sussidi.
In ciascun caso il tasso di interesse è stabilito in base al tasso di interesse dei titoli di Stato, maggiorato di una commissione di deposito dello 0,4 %. L'inchiesta ha dimostrato che nel periodo dell'inchiesta il tasso di interesse non si scostava molto da quello delle banche commerciali. In passato, tuttavia, sono stati concessi prestiti ad un tasso inferiore al tasso di interesse commerciale.
I prestiti SND sono di norma concessi con una dilazione di uno o due anni, senza ripercussioni sul tasso di interesse.
Esistenza di una sovvenzione
(40) Il programma di prestiti SND costituisce una sovvenzione ai sensi dell'articolo 2 del regolamento di base.
I prestiti concessi dal governo costituiscono un contributo finanziario e viene conferito un vantaggio in tre forme: a) si tratta di prestiti infruttiferi per uno o due anni (in funzione dell'importo e del periodo di rimborso) e b) il tasso di interesse è inferiore a quello applicato per prestiti simili sul mercato privato c) oppure i prestiti non sono rimborsati e sono condonati dall'SND.
L'SND ha subito perdite pari a circa 235 milioni di NOK per i prestiti al settore della pesca tra il 1989 e la fine del periodo dell'inchiesta.
Specificità
(41) Il programma di prestiti dell'SND è quindi passibile di misure compensative riguardo ai prestiti che rientrano nelle categorie suddette. Poiché si applicano gli stessi criteri di idoneità impiegati per i sussidi SND (cfr. considerandi 25-28), la valutazione della specificità dei prestiti corrisponde a quella effettuata per i sussidi.
Calcolo del vantaggio
(42) Riguardo al tasso di interesse preferenziale dei prestiti SND, il vantaggio è stato calcolato con un'analisi dei prestiti SND presso i produttori che hanno collaborato e le cui informazioni sono state verificate. I prestiti SND conferiscono due tipi di vantaggi: un tasso di interesse preferenziale (per i prestiti prima del 1994) e un periodo di grazia (uno o due anni di prestito senza interessi).
La sovvenzione è stata calcolata confrontando l'interesse effettivo con il normale tasso di interesse commerciale. È stato preso in considerazione il tasso di interesse commerciale della Norske Bank, la principale banca commerciale norvegese.
Il vantaggio relativo all'interesse è stato diviso per la durata del prestito per calcolare il vantaggio annuo. Il vantaggio è stato infine ripartito rispetto al periodo dell'inchiesta. Un produttore che ha collaborato, con numerose società collegate operanti nel settore dell'allevamento dei salmoni, inizialmente ha presentato informazioni soltanto per un numero limitato di società collegate del gruppo. Le informazioni relative a prestiti ricevuti da altre società del gruppo sono state presentate dopo la scadenza del termine fissato. In tali circostanze, le informazioni sui prestiti ricevuti dalle società del gruppo non sono state prese in considerazione, essendo incomplete.
La sovvenzione, espressa in percentuale del giro d'affari dei produttori di salmoni beneficiari di prestiti SND che hanno collaborato e i cui dati sono stati verificati, è pari allo 0,19 %.
(43) È stato stabilito che le perdite subite dall'SND a causa di mancati rimborsi erano concentrate essenzialmente nel periodo 1990/1993. Anche se i vantaggi, in forma di liberazione dagli obblighi contratti dall'industria dei salmoni, sono stati ottenuti con regolarità, l'attribuzione all'anno in questione non è corretta, dato che l'eccezionale concentrazione di perdite su un breve periodo costituisce una situazione particolare, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3, lettera e), che giustifica l'attribuzione ad un periodo di tempo più prolungato. Questo vantaggio, considerato come un sussidio di fatto non ricorrente, è stato ripartito sul normale periodo di 7 anni (cfr. considerando 37).
Un'argomentazione supplementare a favore di questa impostazione consiste nel fatto che, in mancanza di sufficiente cooperazione da parte dei produttori norvegesi, si può supporre che questi considerevoli contributi finanziari siano stati utilizzati per l'acquisto di capitale fisso, essendo già stato stabilito che quasi tutti i sussidi SND sono stati impiegati a tal fine. Maggiorato dell'interesse (con i parametri esposti nel considerando 38), l'importo attribuito al periodo dell'inchiesta è di 57,6 milioni di NOK. Espressa in percentuale delle vendite complessive di salmone norvegese nel periodo dell'inchiesta, la sovvenzione è pari allo 0,55 %.
La Norvegia ha dichiarato che non era giusto considerare come sussidi tutte le perdite sui prestiti, dato che anche le banche private subivano perdite e che l'SND ha accettato un certo livello di rischio come le banche private. Il tasso d'interesse applicato includeva un elemento di rischio. Inoltre, dato che la maggior parte delle perdite è coincisa con un fallimento, generalmente gli allevatori di salmone interessati hanno cessato le operazioni commerciali e quindi non hanno ottenuto alcun vantaggio.
Si ritiene che le perdite abbiano costituito una remissione del debito da parte del governo, e quindi un sussidio. In ogni caso, il tasso d'interesse dell'SND è risultato inferiore al tasso commerciale e sono stati concessi anche dilazioni. Inoltre, non si è dimostrato che la maggior parte delle perdite dell'SND in questione riguardasse società fallite, ma comunque sia esistevano chiari elementi di prova della concessione delle licenze ad altri allevatori, che sono stati effettivamente liberati dall'onere del debito.
(44) Il valore totale della sovvenzione nell'ambito del programma di prestiti è pari pertanto allo 0,74 %.
C. Garanzie di prestiti
(45) L'SND fornisce due tipi di garanzie:
- garanzie di prestiti e
- garanzie di prestiti nelle aree di espansione.
Le garanzie sono prestate per la riscossione. I prestiti garantiti dall'SND possono essere impiegati unicamente per finanziare investimenti o capitale d'esercizio. La banca mutuante è obbligata ad assicurare il prestito garantito dall'SND secondo le condizioni fissate nella lettera di approvazione. L'SND, prima di effettuare qualsiasi pagamento su una garanzia, esige prove documentate dell'insolvenza dei debitori.
Dall'inchiesta non risulta che la garanzia dei prestiti dell'SND incida sul tasso di interesse della banca mutuante. La società che ottiene la garanzia deve inoltre pagare all'SND una commissione compresa tra l'1 % e l'1,5 % dell'importo del prestito. A partire dal 1989, tuttavia, gli importi riscossi a titolo di commissioni tanto per il programma nel suo complesso quanto per il settore della piscicoltura in particolare sono stati palesemente insufficienti per coprire i pagamenti per inadempienza.
Il programma è stato utilizzato per rimborsare alle banche i prestiti accordati agli allevatori di salmoni e rimasti insoluti. Gli allevatori di salmoni hanno quindi beneficiato di una forma di sussidio.
Esistenza di una sovvenzione e specificità
(46) L'inchiesta ha messo in evidenza che il programma di garanzia di prestiti costituisce una sovvenzione.
Esiste infatti un contributo finanziario da parte dell'SND e viene conferito un vantaggio agli allevatori di salmoni, in forma di garanzie dei prestiti a condizioni più favorevoli di quelle commerciali. Appare evidente che le commissioni sono state fissate ad un livello che non copriva, neanche a lungo termine, l'importo pagato alle banche per i prestiti non rimborsati e che la differenza tra i pagamenti per inadempienza e le commissioni versate costituisce una forma di sussidio a favore degli allevatori di salmoni. La sovvenzione è specifica e la valutazione della specificità effettuata per i sussidi SND (cfr. considerandi 22-25) è valida anche per le garanzie di prestiti.
Calcolo del vantaggio
(47) Tra il 1989 e la fine del periodo dell'inchiesta, le perdite del programma riguardo al settore della piscicoltura ammontavano a 317 milioni di NOK. In conformità dell'articolo 4, paragrafo 3, lettera b), punto i) del regolamento di base, le commissioni pagate per l'ammissione al beneficio della sovvenzione sono state detratte dalla totalità dei pagamenti effettuati dall'SND nell'ambito del programma di garanzia di prestiti. Nonostante la regolarità del funzionamento del programma di garanzia di prestiti, quasi tutti i pagamenti per inadempienza sono stati fatti tra il 1989 e il 1992; alla luce della concentrazione di tali pagamenti, il vantaggio può essere considerato come un sussidio di fatto non ricorrente e pertanto va ripartito su un periodo di sette anni. A questo proposito valgono le stesse considerazioni esposte per le perdite sui prestiti SND (cfr. considerando 43). Maggiorato dell'interesse, in base ai parametri esposti nel considerando 38, l'importo attribuito al periodo dell'inchiesta è di 77,89 milioni di NOK.
Espressa in percentuale delle vendite complessive di salmone norvegese nel periodo dell'inchiesta, la sovvenzione è pari allo 0,74 %.
Per quanto riguarda i prestiti SND, la Norvegia ha obiettato che non era giusto considerare come sussidi tutte le perdite sulle garanzie dei prestiti, dato che gli allevatori di salmoni erano risultati inadempienti per prestiti per i quali sia l'SND che le banche private avevano accettato un certo livello di rischio, di cui si era tenuto conto nel calcolare il tasso d'interesse applicato a detti prestiti. Si ritiene tuttavia che i prestiti dell'SND siano stati sovvenzionati e che le perdite su questi prestiti costituiscano una remissione del debito. Inoltre, le spese inerenti alle garanzie dei prestiti erano palesemente insufficienti per coprire le passività a lungo termine derivanti dalle inadempienze sui prestiti.
3. Sovvenzioni ai trasporti
a) Denuncia
(48) La denuncia sosteneva che i trasporti di salmoni sono stati sovvenzionati con un sistema di sussidi per compensare i produttori delle zone più lontane dei costi di trasporto supplementari derivanti dalla loro situazione geografica.
b) Descrizione del programma
(49) L'inchiesta ha stabilito che la Norvegia ha istituito un programma di sovvenzioni dei trasporti attraverso le amministrazioni delle contee, al fine di compensare per mezzo di sussidi le lunghe distanze dai mercati. I programmi sono gestiti e finanziati dalle contee. Nel periodo dell'inchiesta soltanto 5 delle 19 contee gestivano un sistema di sussidi ai trasporti. Si trattava delle contee di Møre og Romsdal, Nord-Trøndelag, Nordland, Troms e Finnmark.
Nel 1995 il bilancio complessivo per i sussidi ai trasporti nelle 5 contee era di 74 267 402 NOK. Nelle contee di Møre og Romsdal, Nord-Trøndelag, Troms e Finnmark non sono state concesse sovvenzioni al trasporto di pesce fresco. Soltanto la contea di Nordland gestisce un sistema di sussidi ai trasporti di pesce fresco.
Nel Nordland alcuni settori selezionati dell'industria di trasformazione possono beneficiare di sussidi ai trasporti. Sulla base dei costi effettivi, possono essere presentate domande di compensazione parziale, a condizione che i costi di trasporto siano significativi. Il limite massimo è compreso tra il 30 % e il 45 % dei costi di trasporto complessivi. Soltanto il tratto interno dei trasporti può beneficiare dei sussidi.
c) Esistenza di una sovvenzione
(50) Il programma di sussidi ai trasporti costituisce una sovvenzione ai sensi dell'articolo 2 del regolamento di base.
Il programma fornisce una sovvenzione ai sensi dell'articolo 2, punto 1, lettera a), punto i) del regolamento di base, dato che le contee rimborsano una parte dei costi di trasporto sino al 45 %. Il programma conferisce un vantaggio ai produttori e/o agli esportatori di salmoni, poiché vengono ridotti i costi di trasporto normalmente sostenuti.
Il programma costituisce una sovvenzione specifica ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di base. La concessione della sovvenzione ai trasporti non è disciplinata da criteri obiettivi ben definiti e non è automatica. Le amministrazioni della contea esercitano un notevole potere discrezionale riguardo a) alla concessione della sovvenzione e b) all'importo effettivamente rimborsato. Dalla verifica è risultato che la domanda di una società, anche se possiede i requisiti per beneficiare della sovvenzione, può essere respinta senza un'esplicita motivazione. Di conseguenza, il programma di sussidi ai trasporti è specifico nel territorio della contea interessata e quindi passibile di misure compensative.
d) Calcolo del vantaggio
(51) È stato calcolato l'importo complessivo dei sussidi concessi nell'ambito del programma alle società che hanno effettuato trasporti di prodotti della piscicoltura e in particolare di salmoni. Non sono stati comunicati dati specifici sui salmoni. Ai fini del calcolo sono stati presi in considerazione gli importi relativi ai sussidi ai trasporti erogati nel 1995 e nel 1996. L'importo dei sussidi attribuito al periodo dell'inchiesta è di 1,42 milioni di NOK.
L'importo dei sussidi è stato espresso in percentuale del valore complessivo delle vendite di salmoni nel periodo dell'inchiesta. La sovvenzione è pari allo 0,01 %.
4. Regional Commission for Northern Norway and North Trondelag (Commissione regionale per la Norvegia settentrionale e il Trondelag settentrionale)
(52) La Regional Commission for Northern Norway and North Trondelag è un ente pubblico responsabile dell'elaborazione della politica regionale e della promozione dello sviluppo commerciale e industriale della regione.
Sono concessi finanziamenti a favore di interventi speciali di sviluppo nella parte settentrionale della Norvegia, con l'obiettivo di promuovere l'innovazione e la riorganizzazione dei settori commerciali e industriali della regione. Sono stati creati diversi programmi in settori quali viaggi e turismo, industria, pesca e acquacoltura.
Nel periodo dell'inchiesta, è stato concesso un sussidio di 800 000 NOK per un progetto che coinvolgeva tre società, una delle quali è collegata al salmone.
Esistenza di una sovvenzione
(53) I sussidi sono un trasferimento diretto di fondi da parte del governo e costituiscono pertanto una sovvenzione. Viene inoltre chiaramente conferito un beneficio agli allevatori di salmoni. Su una base ad valorem, tuttavia, l'importo del beneficio è troppo irrilevante per essere preso in considerazione.
5. FOS/Rødfisk
a) Denuncia
(54) La denuncia affermava che il governo sosteneva gli allevatori di salmoni attraverso la Norwegian Fish Farmers' Sales Organisation (FOS - Organizzazione di vendita dei piscicoltori norvegesi) e la Rødfisk AS.
b) Descrizione del programma
(55) Alla fine del 1989 si è verificato uno squilibrio tra la domanda e l'offerta sul mercato europeo dei salmoni. In considerazione delle difficoltà del mercato, la Norwegian Association of Fish Farmers e la FOS, che effettuava tutte le esportazioni di salmoni dalla Norvegia, nel gennaio 1990 hanno istituito un programma di congelamento e di conservazione. L'obiettivo del programma era il ritiro di un determinato quantitativo di salmoni dal mercato per far aumentare i prezzi. Per finanziare il programma è stata imposta una commissione obbligatoria per il congelamento di 5 NOK al chilogrammo. Il FOS ha inoltre ottenuto un prestito di 1,3 miliardi di NOK dalla Christiana Bank. Un secondo prestito di 600 milioni di NOK è stato contratto con un consorzio di banche norvegesi.
Nell'ottobre 1991 la FOS ha incontrato gravi difficoltà riguardo al rimborso del prestito. Inoltre, il 28 ottobre 1991, la corte della contea di Trondheim ha stabilito che la commissione di 5 NOK per il congelamento era illegale. In tali circostanze sono sorti dubbi riguardo alla capacità della FOS di rimborsare i debiti nei confronti delle banche e l'organizzazione ha fatto fallimento nel novembre 1991.
In seguito al fallimento, le banche e il governo norvegese hanno avviato trattative per trovare una soluzione alla crisi. Prima del fallimento, la FOS aveva congelato 90 000 tonnellate di salmone e la maggior parte delle fatture emesse dagli allevatori per le forniture alla FOS non era stata pagata. Le banche e il governo norvegese si sono riuniti per avviare una procedura di liquidazione controllata della FOS. È stato deciso di creare una società, la Rødfisk, con il compito di gestire la liquidazione della FOS. La Rødfisk è un consorzio dei maggiori istituti di credito norvegesi, che erano le principali banche mutuanti nei confronti della FOS. Alla Rødfisk sono stati assegnati essenzialmente due compiti: la vendita delle scorte restanti e il rimborso degli allevatori di salmoni che avevano un credito nei confronti della FOS. Al momento del fallimento le scorte ammontavano a circa 35 000 tonnellate di salmone congelato.
La Rødfisk è stata finanziata dalle banche e dal governo norvegese. In un primo tempo il governo ha concesso un prestito senza interessi pari a 400 milioni di NOK. Il prestito non è mai stato rimborsato ed è stato infine cancellato. Le banche sono subentrate nei crediti contro la FOS per 560 milioni di NOK.
La Rødfisk rifinanziata ha iniziato a rimborsare gli allevatori di salmoni sino al 49 % del credito iniziale e ha venduto il salmone congelato in mercati non tradizionali. La Norvegia ha inoltre concluso un accordo con la Commissione europea impegnandosi a non vendere i prodotti nella Comunità europea.
Dall'inchiesta è inoltre emerso che nel 1992 la Rødfisk ha concesso prestiti agli allevatori di salmoni con un tasso di interesse del 6,0 %. Il tasso di interesse commerciale era allora dell'11,5 %.
c) Esistenza di una sovvenzione
Sussidi pubblici alla Rødfisk
(56) Il prestito infruttifero di 400 milioni di NOK concesso dal governo norvegese alla Rødfisk e successivamente cancellato costituisce una sovvenzione ai sensi dell'articolo 2 del regolamento di base.
Il contributo è costituito da un sussidio una tantum di 400 milioni di NOK, in conformità dell'articolo 2, punto 1, lettera a), punto i) del regolamento di base.
Gli allevatori di salmoni hanno ottenuto due vantaggi in seguito all'impiego dei sussidi da parte della Rodfisk: a) parziale recupero dei crediti verso la FOS che non sarebbe stato ottenuto in normali condizioni di mercato e b) accesso a prestiti a tassi di interesse preferenziali.
Anche se il sussidio di 400 milioni di NOK è stato concesso alla Rødfisk e non direttamente agli allevatori di salmoni, si può ragionevolmente concludere che questi ultimi ne sono stati principali beneficiari, poiché la Rødfisk è stata costituita unicamente al fine di risolvere i problemi insoluti ereditati dalla FOS. È stato considerato che l'importo di 400 milioni di NOK corrispondesse ai vantaggi del recupero dei crediti e dei prestiti preferenziali.
Specificità
(57) La sovvenzione è chiaramente specifica, poiché soltanto gli allevatori di salmoni avevano i requisiti necessari per ricevere i pagamenti della Rødfisk.
Il sussidio una tantum di 400 milioni di NOK è quindi passibile di misure compensative.
Facendo riferimento all'accordo con la Commissione europea (considerando 55), il governo norvegese ha dichiarato che, date le circostanze di allora, era assurdo risollevare la questione e compensare il sussidio. Il Consiglio, tuttavia, ritiene che nessuna disposizione dell'accordo vieta di prendere misure protettive. Pertanto, essendo ancora presenti gli effetti del sussidio, è indispensabile compensarli per ovviare all'eventuale pregiudizio.
Prestiti bancari al FOS
(58) Dalla verifica è risultato che i prestiti sono stati concessi dalle banche a condizioni commerciali. La Christiana Bank era allora una banca privata e il prestito è stato infine quasi interamente rimborsato. Benché diverse banche che hanno successivamente partecipato a prestiti alla FOS e alla Rødfisk siano state di proprietà dello Stato per un certo periodo di tempo, non risulta che il loro comportamento sia stato determinato da principi non commerciali.
Dato che alcune banche erano enti pubblici ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 3 del regolamento di base, è stato accordato un contributo finanziario in forma di prestiti alla FOS e alla Rødfisk. Tuttavia, poiché le banche hanno applicato tassi commerciali e la Rødfisk ha rimborsato i prestiti, gli allevatori di salmoni non ne hanno tratto vantaggio.
Calcolo del vantaggio
(59) I prestiti una tantum per importi rilevanti sono ripartiti su un periodo di tempo corrispondente al normale periodo di ammortamento del capitale fisso nel settore in questione.
L'importo complessivo del sussidio (400 milioni di NOK) è stato ripartito su un periodo di 7 anni, che, come è stato spiegato per i sussidi SND, è il normale periodo di ammortamento in Norvegia (cfr. considerando 37). L'importo così attribuito al periodo dell'inchiesta è di 97,94 milioni di NOK. Come è stato fatto per i sussidi SND, l'importo è stato maggiorato della media ponderata dei tassi di interesse applicati per i prestiti al settore della piscicoltura nel periodo dell'inchiesta (8,25 %), dato che gli allevatori di salmoni avrebbero pagato un tasso di interesse se avessero preso a prestito un importo equivalente dalle banche commerciali.
L'importo del sussidio è stato espresso in percentuale del valore complessivo delle vendite effettuate dagli allevatori di salmoni norvegesi nel periodo dell'inchiesta. La sovvenzione è pari allo 0,94 %.
II. PROGRAMMI NON PASSIBILI DI MISURE COMPENSATIVE
6. Research Council of Norway (RCN - Ente di ricerca norvegese)
(60) Il denunziante ha affermato che il Research Council of Norway (RCN) spende annualmente 100 milioni di NOK per attività di ricerca e sviluppo a favore della piscicoltura, attraverso cinque programmi differenti.
L'RCN ha la finalità di promuovere le attività di ricerca e sviluppo in diversi settori in Norvegia. I potenziali beneficiari sono le università, gli istituti di ricerca e le imprese. È stato stabilito che nel periodo dell'inchiesta gli allevatori di salmoni hanno ricevuto 24 milioni di NOK a titolo di contributi dell'RCN.
Il governo norvegese ha chiesto il trattamento della «lista verde» per questo tipo di sovvenzione, sostenendo che sono soddisfatti i criteri fissati nell'articolo 3, paragrafo 7 del regolamento di base. È stato stabilito che l'RCN sostiene sino al 50 % dei costi della ricerca industriale di base e al 25 % dei costi della ricerca applicata; queste percentuali possono essere maggiorate del 10 % per le piccole e medie imprese. I costi in questione rientrano nella definizione di costi ammissibili di cui all'articolo 3, paragrafo 7 e le percentuali sono inferiori ai limiti massimi del 75 % e del 50 % rispettivamente fissati da detto articolo.
È stato pertanto concluso che i sussidi dell'RCN alle attività di ricerca e sviluppo non danno diritto a proporre un'azione e non possono essere soggetti a dazi compensativi.
Inoltre, indipendentemente dalla questione dell'inserimento nella «lista verde», non sussistono elementi di prova della specificità dei sussidi dell'RCN.
7. Seafood Export Council (Ente esportatore di prodotti della pesca)
(61) Questo organismo è stato istituito nel 1991 per promuovere le esportazioni di prodotti ittici norvegesi, dopo lo scioglimento del FOS. Le spese sostenute sono passate da 2 milioni di NOK nel 1992 a 35 milioni di NOK nel 1995.
È stato stabilito che il Seafood Export Council non fornisce assistenza ai singoli allevatori o esportatori di salmoni, poiché si occupa della promozione dei prodotti in occasione di fiere commerciali e di altri avvenimenti speciali.
Il Seafood Export Council è finanziato direttamente con un'imposta che grava sugli allevatori di salmoni. Questo organismo è quindi finanziato dal settore privato in base a condizioni concordate e l'assistenza prestata non costituisce una sovvenzione.
8. North Norwegian Growth (Ente crescita della Norvegia settentrionale)
(62) Il denunziante ha affermato che il North Norwegian Growth, un organismo di proprietà statale per il 30 % e in parte controllato da enti pubblici quali SIVA, DNM e Troms County Council ha concesso sussidi e iniezioni di capitale, tra l'altro, al settore dell'acquacoltura.
È stato stabilito che North Norwegian Growth è una società pubblica d'investimento, che fornisce risorse in forma di capitale azionario e di consulenza a imprese di medie dimensioni con un potenziale di espansione e di redditività, situate nella parte settentrionale della Norvegia. Le attività della società, creata nel 1992, riguardano essenzialmente il settore marittimo.
La North Norwegian Growth effettua investimenti azionari in società situate nella parte settentrionale della Norvegia. La società, di proprietà dello Stato, ha come obiettivo un tasso di rendimento annuo almeno superiore dell'8 % o del 10 % al tasso di rendimento di un investimento privo di rischio. L'investimento più consistente nel settore dell'allevamento dei salmoni è stato realizzato nel giugno 1996, con una partecipazione azionaria in un'impresa per un importo di 8,5 milioni di NOK, pari al 34,5 %. L'analisi di questa iniezione di capitale ha confermato che la partecipazione della North Norwegian Growth si basa su una prospettiva a lungo termine, con l'obiettivo di realizzare un utile adeguato sul capitale investito. La valutazione economica delle prospettive dell'impresa sembrava giustificare l'apporto di capitale anche dal punto di vista di un investitore privato. È stato inoltre stabilito che i precedenti investimenti azionari nel settore della piscicoltura erano stati remunerativi. Inoltre, quando esiste un prezzo di mercato per le azioni delle società interessate, non risulta che la North Norwegian Growth abbia pagato un prezzo superiore.
Di conseguenza le iniezioni di capitale, pur essendo contributi finanziari del governo, non conferiscono un vantaggio al beneficiario e quindi non possono essere considerati sovvenzioni passibili di misure compensative.
9. Sties
a) Denuncia
(63) Il denunziante ha affermato che Sties Transport, la società che trasportava circa il 70 %-80 % dei salmoni norvegesi, ha subito perdite negli ultimi anni. Secondo la denuncia appare probabile che le attività in perdita della Sties siano state finanziate dallo Stato norvegese.
b) Descrizione del programma
(64) Dal 1° giugno 1996 Sties Thermo-Transport AS ha cambiato la ragione sociale, diventando Nor-Cargo Thermo AS (in seguito denominata Nor-Cargo). La Nor-Cargo è un'impresa specializzata nel trasporto di prodotti che richiedono una determinata temperatura, come i salmoni, a livello nazionale e internazionale. La percentuale dei trasporti di salmoni norvegesi effettuati dalla Nor-Cargo è scesa dal 50 % di circa dieci anni fa al 36 % nel 1994, al 34 % nel 1995 e al 24 % nel 1996.
Nel 1994 e nel 1995 la società ha realizzato un profitto netto sui trasporti di salmoni equivalente al 4 % del giro d'affari. La società nel suo complesso ha subito perdite tra il 1992 e il 1995. L'inchiesta ha rivelato che le perdite sono state compensate con fondi disponibili della società (riserve accumulate negli anni precedenti) oppure con un contributo di gruppo proveniente da una società remunerativa appartenente allo stesso gruppo Nor-Cargo.
Per quanto riguarda il trasporto di salmoni, la Nor-Cargo ha dichiarato di essere costretta ad applicare prezzi appena superiori al livello dei costi a causa della forte concorrenza nel settore dei trasporti. Ai clienti nel settore dell'allevamento dei salmoni non sono state accordate riduzioni specifiche.
La Nor-Cargo è interamente controllata dalla Nor-Cargo AS, una società privata. La Nor-Cargo AS ha tre azionisti principali: Vesteralens Dampskipsselskap (VD), Stavangerske Dampskipsselskap (SD) e Troms Fylkes Dampskipsselskap (TFD). VD e TFD sono di proprietà di enti locali per il 25 %. Nessun rappresentante degli enti locali è membro del consiglio di amministrazione della Nor-Cargo. La verifica non ha rivelato elementi di prova di eventuali interessi nella Nor-Cargo di enti pubblici nazionali o locali, né di altre forme di influenza del settore pubblico.
c) Esistenza di una sovvenzione
(65) I servizi di trasporto della Nor-Cargo non costituiscono una sovvenzione ai sensi dell'articolo 2 del regolamento di base, per i motivi sotto esposti.
In primo luogo la Nor-Cargo non rientra nella definizione di governo o di ente pubblico di cui all'articolo 1, paragrafo 3 del regolamento di base. La Nor-Cargo è interamente controllata dalla Nor-Cargo AS, una società privata. Anche se enti locali e alcune aziende pubbliche hanno partecipazioni di minoranza nella Nor-Cargo, equivalenti al 16 % circa, l'inchiesta non ha messo in evidenza alcun elemento di prova tale da dimostrare che il potere pubblico influisce in qualsiasi forma sul processo decisionale della Nor-Cargo.
In secondo luogo la Nor-Cargo non ha accordato alcun contributo finanziario ai produttori di salmoni. I servizi sono infatti prestati alle normali tariffe di mercato. La Nor-Cargo è in concorrenza come società privata nel settore del trasporti in Norvegia.
In terzo luogo, dato che la Nor-Cargo non applica tariffe preferenziali ai produttori di salmoni, questi ultimi non ricevono alcun vantaggio.
Infine le perdite della società non sono state finanziate dal governo, né da altri enti pubblici. Tutte le perdite sono state infatti compensate con fondi disponibili della società oppure con un trasferimento di fondi all'interno del gruppo Nor-Cargo.
Non sussiste quindi alcuna forma di sovvenzione.
10. Banche di proprietà dello Stato
a) Denuncia
(66) Il denunziante ha affermato che, dopo la crisi del sistema bancario in Norvegia, le banche di proprietà dello Stato hanno finanziato le perdite del settore dell'allevamento di salmoni. Secondo il denunziante, circa il 14 % dei prestiti a mutuatari in questo settore è stato stornato nel 1991.
b) Descrizione
(67) Le banche norvegesi hanno cominciato a subire gravi perdite sui prestiti nel 1987, che si sono nettamente aggravate negli anni successivi. Entro il 1989, otto banche avevano perduto il proprio capitale e non potevano far fronte alle passività. All'inizio del 1991 è apparso evidente che il fondo di garanzia delle banche private non sarebbe stato sufficiente per soddisfare il fabbisogno di capitale dell'industria.
Nel marzo 1991 il governo ha quindi istituito il Government Bank Insurance Fund (GBIF, a norma della legge n. 2 del 15 marzo 1991) al fine di accordare prestiti a condizioni speciali ai fondi di garanzia delle banche e di acquisire partecipazioni azionarie nelle banche. Nell'ottobre 1991 il governo ha istituito il Bank Investment Fund, che era autorizzato ad acquisire partecipazioni azionarie nelle banche e ad emettere prestiti a condizioni commerciali. Nel periodo 1991-1992 il governo è diventato l'azionista di maggioranza delle principali banche norvegesi. Successivamente, in alcune banche, la partecipazione del governo è stata ridotta o eliminata.
Queste misure erano considerate necessarie ai fini della continuità del funzionamento del sistema bancario norvegese e del finanziamento delle imprese e degli enti locali.
Il GBIF, pur avendo esercitato i poteri di azionista con l'uso dei diritti di voto, non è intervenuto nelle operazioni commerciali delle banche. L'affermazione secondo la quale il governo avrebbe utilizzato il proprio potere, attraverso il GBIF, per favorire alcune industrie non sembra corretta. L'inchiesta non ha rivelato alcun elemento in base al quale si possa concludere che le banche, anche se interamente o parzialmente controllate dallo Stato, abbiano applicato ai propri clienti condizioni diverse da quelle commerciali.
c) Esistenza di una sovvenzione
(68) Le operazioni delle banche norvegesi di proprietà dello Stato non possono essere considerate come una forma di sovvenzione.
L'inchiesta non ha messo in evidenza alcun vantaggio per gli allevatori di salmoni. Come già è stato detto, le banche hanno continuato ad accordare prestiti ai tassi commerciali di mercato. I tassi di interesse applicati al settore dell'allevamento del salmone nel periodo in cui le banche erano di proprietà dello Stato erano i tassi nominali dei titoli di Stato a lungo termine (più di 11 anni), maggiorati di un margine dall'1,5 % al 2 %. Gli stessi tassi di interesse erano applicabili alle altre industrie.
La verifica ha dimostrato che tutti i prestiti agli allevatori di salmoni sono stati accordati a tassi di interesse comparabili alla media nazionale dei tassi di interesse di tutte le banche a tutti i settori; la produzione di salmoni non ha quindi beneficiato di condizioni preferenziali.
Dall'inchiesta è effettivamente emerso che le banche hanno subito perdite considerevoli sui prestiti alla piscicoltura a partire dal 1987. Queste perdite sono sensibilmente aumentate nel 1990 e nel 1991, ma sono scomparse quasi completamente entro il 1994. Le banche interessate avevano quindi già subito perdite quando appartenevano al settore privato e non risulta che il passaggio alla proprietà dello Stato abbia modificato le pratiche della concessione di credito oppure abbia indotto le banche ad applicare condizioni più favorevoli. In realtà le perdite sui prestiti al settore della piscicoltura hanno raggiunto il massimo nel 1990, prima dell'acquisizione di partecipazioni azionarie nelle banche principali da parte del governo. Le perdite sui prestiti ai produttori di salmoni che coincidevano con il periodo della proprietà statale delle banche erano dovute alle difficoltà del settore agli inizi degli anni '90 (in seguito alla sovrapproduzione e al programma di congelamento del FOS) e non sembrano costituire una deroga alla normale pratica commerciale nei confronti della piscicoltura. È innegabile che l'intervento governativo nel settore bancario ha consentito di continuare a sostenere gli allevatori di salmone, cosa che forse non sarebbe stata possibile altrimenti.
Tuttavia, le perdite sui prestiti subite durante il periodo della proprietà di Stato erano benefici ricorrenti, che sarebbero stati spesi durante l'anno in questione. Di conseguenza, nessuno dei sussidi suddetti avrebbe ancora un qualsiasi effetto, e per di più non esistono prove della specificità dei benefici ricevuti.
11. Iniezioni di capitale dell'SND
(69) L'SND ha investito circa 120 milioni di NOK in società operanti nel settore della produzione di salmoni. L'inchiesta ha stabilito che la politica di investimenti dell'SND si basava sulla realizzazione di un rendimento adeguato sulle partecipazioni azionarie e dall'esame dei conti dell'SND risulta che queste operazioni sono remunerative. Inoltre, quando esiste un prezzo di mercato per le azioni delle società interessate, non risulta che l'SND abbia pagato un prezzo superiore.
Di conseguenza, le partecipazioni in questione rappresentavano un contributo finanziario del governo, senza tuttavia conferire un vantaggio agli allevatori di salmoni, poiché non risulta che la politica degli investimenti dell'SND sia diversa da quella degli investitori privati in Norvegia.
L'inchiesta non ha quindi stabilito l'esistenza di una sovvenzione.
12. Altre istituzioni
(70) Il denunziante ha sostenuto che il settore dell'allevamento di salmoni continua a beneficiare di sovvenzioni e ha elencato diversi organismi ed enti pubblici che assertivamente concedono sovvenzioni.
È stato stabilito che nessuna tra le istituzioni citate ha accordato contributi finanziari tali da costituire una sovvenzione ai sensi del regolamento di base.
a) Norwegian Salmon Breeding (Allevamento di salmoni norvegese)
PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 397R1891.1
(71) È stato stabilito che Norwegian Salmon Breeding non fornisce alcuna forma di sostegno finanziario agli allevatori di salmoni. L'organizzazione sostituisce la precedente Norske Fiskeropdretters Avlsstasjon AS (NFA AS), creata nel 1985 dalla Norwegian Fishfarmers' Association, dalla Fishfarmers Sales Organisation e dalla National Association of Fish Hatcheries. La Norwegian Salmon Breeding è stata creata con l'incorporazione della NFA AS e di una società di recente istituzione, Akva Gen AS di Sunndaløra. Dopo il collocamento delle azioni presso investitori nel settore della piscicoltura, la Norwegian Salmon Breeding aveva un capitale azionario pari complessivamente a 21 182 000 NOK, distribuito tra 149 azionisti. Uno degli azionisti è il Norwegian Industrial and Regional Development Fund (SND).
b) VESCO (Centro nazionale per la ricerca veterinaria e i servizi commerciali)
(72) Il National Centre for Veterinary Contract Research and Commercial Services Ltd (VESCO) è una società per azioni statale, interamente controllata dal ministero dell'Agricoltura. La VESCO opera sul piano nazionale e internazionale nelle attività di ricerca per le imprese commerciali e industriali e il settore pubblico. La VESCO è il principale distributore di vaccini veterinari in Norvegia.
La società ha realizzato profitti dalla vendita di beni e servizi all'industria della piscicoltura, operando in base a principi commerciali e quindi non ha accordato sovvenzioni passibili di misure compensative agli allevatori di salmoni.
c) SIVA
(73) La SIVA è un'impresa statale organizzata in conformità della legislazione vigente (State Enterprises Act) ed è interamente controllata dallo Stato norvegese, rappresentato dal ministero degli Enti locali e del Lavoro. Le attività finanziarie della SIVA riguardano principalmente la costruzione e il leasing di proprietà industriali, nonché l'avvio e la partecipazione alla creazione di società d'investimento su base regionale.
La SIVA ha contribuito alla creazione della società d'investimento North Norwegian Growth (cfr. considerando 61) e ha il 25,62 % del capitale azionario di tale società, pari a 60,3 milioni di NOK. Come già è stato detto, la North Norwegian Growth ha effettuato investimenti nel settore della piscicoltura, mentre la SIVA non ha realizzato investimenti, né ha eseguito altre operazioni finanziarie collegate a questo settore nel periodo dell'inchiesta.
d) State Veterinary Laboratories (Laboratori statali di veterinaria)
(74) Gli State Veterinary Laboratories (SVL) comprendono i laboratori veterinari diagnostici scientifici della Norvegia che sono controllati dallo Stato, ovvero il laboratorio veterinario centrale di Oslo e i veterinari regionali di Sandnes, Bergen, Trondheim e Harstad. Oltre all'attività diagnostica sugli animali, compresi pesci e molluschi, gli SVL svolgono le funzioni di organo consultivo per gli enti responsabili dell'agricoltura in materia di lotta contro le malattie e di amministrazione dei regolamenti ufficiali relativi alle norme sanitarie per gli animali, inclusi gli animali acquatici. L'industria della piscicoltura paga i servizi diagnostici prestati dai SVL. Gli SVL rilasciano inoltre agli esportatori di pesci i certificati sanitari richiesti da alcuni paesi importatori, per i quali viene riscossa una commissione.
Nel settore della piscicoltura, inoltre, gli SVL hanno svolto attività di ricerca su diversi aspetti di gravi problemi sanitari che si sono presentati in Norvegia. Le attività di ricerca sono state finanziate in parte da sussidi del Norwegian Research Council e in parte da risorse proprie oppure da finanziamenti privati o pubblici destinati ad alcuni lavori specifici.
I finanziamenti non conferiscono alcun vantaggio agli allevatori di salmoni e pertanto non sono passibili di misure compensative.
e) Guarantee Institute for Export Credits (Istituto di assicurazione - crediti all'esportazione)
(75) Il Guarantee Institute for Export Credits (GIEK) è un ente pubblico che provvede alla garanzia e all'assicurazione dei crediti all'esportazione per gli esportatori norvegesi in generale. In molti casi le esportazioni di salmoni nella Comunità sono state assicurate dal GIEK nell'ambito del programma di crediti commerciali a breve termine, per i crediti concessi dagli esportatori norvegesi agli acquirenti europei.
La prestazione delle garanzie è un contributo finanziario ai sensi dell'articolo 2, punto 1, lettera a) del regolamento di base, in quanto il GIEK assicura i crediti all'esportazione contro il pagamento di un premio da parte dell'esportatore. Il premio riscosso dovrebbe coprire tutti i costi sostenuti dal GIEK inerenti alla transazione, compreso il rischio di indennizzi e perdite. Questa condizione è fissata dal bilancio annuo dello Stato, che costituisce il quadro giuridico del GIEK. Il bilancio stabilisce infatti che il GIEK è autorizzato ad assicurare i crediti all'esportazione, a condizione che le sue operazioni siano in pareggio. Nel 1995 il GIEK ha assicurato le esportazioni di prodotti della pesca per circa 1 800 milioni di NOK e, secondo un'analisi interna, ha realizzato un profitto netto compreso tra 1,5 e 2 milioni di NOK.
La verifica ha rivelato che il programma del GIEK è conforme all'accordo OCSE sugli orientamenti in materia di crediti all'esportazione che beneficiano di pubblico sostegno e che le disposizioni dell'accordo in materia di tassi di interesse sono state apparentemente rispettate. Il contributo finanziario è quindi compatibile con l'esenzione di cui all'allegato I (elenco illustrativo delle sovvenzioni all'esportazione) del regolamento di base, lettera k), secondo comma.
In considerazione del fatto che il programma GIEK prevede il ricupero dei costi e che nel periodo dell'inchiesta sono stati realizzati profitti, è stato concluso che non si tratta di sovvenzioni passibili di misure compensative.
f) Joint Competence Committee for the Fisheries Industry (FFK - Organo di collegamento per la piscicoltura)
(76) Il Joint Committee for the Fisheries Industry (FFK) è stato istituito in conformità di un accordo di cooperazione, concluso il 9 ottobre 1991 tra la Norwegian Fishermen's Association, la Norwegian Fishfarmers Association, la Federation of Norwegian Fishing Industry e la Norwegian Federation of Trade Unions. Il FFK è un organo di collegamento tra le organizzazioni dell'industria della pesca e le autorità rappresentate dal ministero della Pesca.
I fondi non conferiscono alcun vantaggio alla produzione o all'esportazione di salmoni e non favoriscono singoli produttori.
g) Women's Committee of the Fisheries Industry (Comitato femminile per le industrie della pesca)
(77) Il Women's Committee of the Fisheries Industry è stato istituito nel 1991 dal ministero della Pesca. Il comitato gestisce fondi stanziati nel bilancio del ministero della Pesca e le sue attività riguardano principalmente 66 comuni norvegesi dipendenti dalla pesca. L'obiettivo principale del progetto è di rafforzare la situazione delle donne nell'industria della pesca e nelle comunità costiere. I fondi non sono impiegati per sostenere imprese specifiche.
I programmi di aiuti non costituiscono una sovvenzione agli allevatori di salmoni secondo la definizione del regolamento di base.
III. CONCLUSIONE SULLE SOVVENZIONI
(78) I seguenti programmi sono stati considerati passibili di misure compensative, in conformità del regolamento di base, con i seguenti importi delle sovvenzioni, espressi ad valorem:
SPAZIO PER TABELLA
L'importo complessivo delle sovvenzioni, ad valorem è pari al 3,84 %.
D. INDUSTRIA COMUNITARIA
(79) I produttori che sostenevano la denuncia rappresentano circa il 57 % della produzione comunitaria complessiva dei prodotti in questione e pertanto sono stati considerati rappresentativi dell'industria comunitaria in conformità dell'articolo 6, paragrafo 1 del regolamento di base.
E. PREGIUDIZIO
1. Osservazioni preliminari
(80) Sono state chieste e ottenute informazioni da tutte le società denunzianti riguardo a produzione, vendite e quota di mercato. Tuttavia, in considerazione del numero elevato di produttori che hanno sostenuto la denuncia e dei termini stabiliti dall'articolo 8, paragrafo 9 del regolamento di base, gli altri indicatori del pregiudizio sono stati esaminati in base ad un campione rappresentativo dei produttori comunitari.
(81) Su 90 produttori che hanno sostenuto la denuncia, è stato selezionato un campione di 16 società, in funzione della situazione geografica e delle dimensioni delle società in termini di produzione e di vendite. Le società selezionate rappresentavano il 73 % della produzione dell'industria comunitaria denunziante e il 42 % della produzione comunitaria complessiva.
(82) Ai fini dell'accertamento del pregiudizio nel presente procedimento, si sono analizzati dati relativi al periodo compreso tra il 1992 e il periodo agosto 1995-luglio 1996. La portata geografica dell'inchiesta per tale periodo era la Comunità nella sua composizione al momento dell'apertura del procedimento, comprendente quindi i quindici Stati membri. L'accertamento del pregiudizio è stato effettuato in base ai fattori economici pertinenti, in conformità dell'articolo 5 del regolamento di base.
(83) Va ricordato che gli effetti pregiudizievoli delle importazioni oggetto di dumping dalla Norvegia sulla situazione dell'industria comunitaria dei salmoni d'allevamento dell'Atlantico sono stati stabiliti per la prima volta nel 1991 mediante un precedente procedimento antidumping. In seguito, per ovviare all'impatto delle importazioni dalla Norvegia la Commissione ha imposto più volte prezzi minimi all'importazione nei confronti di questi prodotti. Tali misure, tuttavia, hanno avuto solo effetti a breve termine sul mercato.
(84) I seguenti indicatori del pregiudizio vanno quindi esaminati alla luce della difficile situazione in cui l'industria comunitaria si trova da tempo.
2. Consumo comunitario
(85) Per calcolare il consumo apparente complessivo di salmoni d'allevamento dell'Atlantico nella Comunità, si è tenuto conto dei totali combinati delle seguenti vendite:
- il volume delle vendite nella Comunità dei produttori comunitari, stabilito in base ai dati comunitari dalla Scottish Salmon Growers' Association, dalla Shetland Salmon Farmers' Association e dalla Irish Salmon Growers' Association e in base ai dati Eurostat per le esportazioni in paesi terzi,
- le importazioni nella Comunità dei prodotti in questione originari della Norvegia (dichiarati nei codici NC 0302 12 00, 0303 22 00, 0304 10 13 e 0304 20 13),
- le importazioni nella Comunità degli stessi prodotti da tutti gli altri paesi terzi.
Al fine di stabilire, per l'intero periodo in esame, dati coerenti corrispondenti alla Comunità ampliata di 15 Stati membri, le importazioni complessive sono state calcolate in base alle pertinenti statistiche sulle importazioni Eurostat e EFTA. Inoltre, per garantire la compatibilità tra le diverse cifre, tutti i dati sono stati convertiti in equivalenti pesci interi. A tal fine, le cifre relative alle importazioni di salmoni freschi e refrigerati e di filetti di salmoni freschi e refrigerati sono state divise rispettivamente per 0,90 e 0,65.
Va osservato che i codici NC 0302 12 00, 0304 10 13 e 0304 20 13 possono coprire anche prodotti esclusi dal campo di applicazione del presente procedimento (per esempio salmoni del Pacifico e/o salmoni allo stato libero), le cui importazioni possono tuttavia essere considerate irrilevanti, alla luce dell'origine dichiarata.
(86) Il consumo comunitario apparente di salmoni d'allevamento dell'Atlantico così calcolato è passato da 201 037 tonnellate nel 1992 a 316 866 tonnellate negli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta (dal 1° agosto 1995 al 31 luglio 1996), per un aumento del 58 %.
3. Volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di sovvenzioni
(87) Il volume globale delle importazioni dalla Norvegia è costantemente e sensibilmente aumentato passando da 134 338 tonnellate nel 1992 a 211 597 tonnellate negli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta, con un incremento del 58 %, conformemente all'espansione del consumo comunitario.
(88) La quota di mercato delle importazioni dalla Norvegia nella Comunità è scesa da circa 67 % nel 1992 a circa 62 % nel 1993 e nel 1994, aumentando successivamente al 67 % nel 1995 e negli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta.
(89) Il fatto che negli ultimi quattro anni e mezzo le importazioni provenienti dalla Norvegia, in un mercato in rapida espansione, abbiano potuto mantenere una quota di mercato molto elevata, riflette la posizione degli esportatori norvegesi sul mercato comunitario. Inoltre, il significativo aumento delle importazioni dalla Norvegia non è stato frenato dai prezzi minimi all'importazione imposti dalla Commissione nello stesso periodo (cfr. considerando 123).
4. Prezzi delle esportazioni dalla Norvegia
a) Tendenza generale
(90) I dati statistici indicano che i prezzi all'importazione CIF dei salmoni originari della Norvegia sono generalmente e costantemente diminuiti, con un calo del 27 % tra il 1992 e gli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta. Questa tendenza sembra inoltre indicare che gli esportatori norvegesi non hanno sempre applicato i prezzi minimi all'importazione imposti nel periodo esaminato.
b) Sottoquotazione
(91) Per gli ultimi dodici mesi dell'inchiesta, si sono confrontati i prezzi dei produttori comunitari del campione con i prezzi dei prodotti esportati dalla Norvegia. Per i produttori comunitari sono stati presi in considerazione, ai fini del confronto, i prezzi dei salmoni eviscerati non decapitati. Queste categorie di prodotti rappresentavano oltre il 65 % del volume delle vendite di tutti i tipi di salmone effettuate dai produttori comunitari del campione e la maggior parte delle importazioni di salmoni norvegesi.
(92) Per gli esportatori, i prezzi sono stati stabiliti in base alle cifre relative alle vendite comunicate dagli esportatori norvegesi che hanno collaborato alle inchieste concernenti il dumping e le sovvenzioni. Questi prezzi sono stati adeguati allo stadio frontiera comunitaria, dazio corrisposto.
(93) I confronti sono stati effettuati in base alla media ponderata mensile. I prezzi dei produttori comunitari erano franco fabbrica e allo stadio commerciale notoriamente comparabile a quello delle importazioni dalla Norvegia. Il confronto ha dimostrato l'esistenza di margini di sottoquotazione mensili sino al 12 %. I margini di sottoquotazione erano inoltre più elevati nel principale periodo delle vendite, immediatamente prima di Natale.
(94) Va osservato che i salmoni sono trattati come prodotti di base in un mercato trasparente e competitivo. La valutazione della sottoquotazione è particolarmente difficile, poiché le vendite si svolgono su base giornaliera e i fornitori devono rapidamente adeguarsi, di giorno in giorno o di ora in ora, a qualsiasi riduzione dei prezzi dei concorrenti. I margini di sottoquotazione accertati vanno quindi esaminati nel contesto della pressione costantemente esercitata dalle importazioni della Norvegia sui prezzi di mercato.
(95) Alcuni esportatori hanno affermato che, nel confronto tra i prezzi, doveva essere applicata una maggiorazione ai prezzi norvegesi, in quanto i consumatori sarebbero stati disposti a pagare un prezzo superiore per i salmoni scozzesi. Non sono stati comunicati elementi di prova a sostegno di questa richiesta, in particolare per quanto riguarda le differenze inerenti alle caratteristiche fisiche dei prodotti tali da giustificare l'adeguamento dei prezzi.
5. Situazione dell'industria comunitaria
5.1. Informazioni generali
a) Produzione
(96) La produzione di salmoni d'allevamento dell'Atlantico da parte dell'industria comunitaria è passata da 45 801 tonnellate nel 1992 a 90 206 tonnellate negli ultimi dodici mesi dell'inchiesta. Tale incremento della produzione, dovuto alla domanda in espansione, ha permesso all'industria comunitaria di ridurre il costo unitario e di migliorare la produttività. A questo proposito, le informazioni comunicate dalle società del campione indicano che negli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta tali società hanno prodotto un quantitativo superiore di 2,35 volte a quello ottenuto nel 1992, con lo stesso numero di lavoratori.
b) Vendite e quote di mercato
(97) Nel periodo in esame il volume delle vendite dell'industria comunitaria nel mercato della Comunità è passato da 42 535 tonnellate nel 1992 a 82 885 tonnellate negli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta, con un aumento di 40 320 tonnellate. A questo proposito occorre tenere presente che nello stesso periodo il consumo nella Comunità è aumentato di quasi 116 000 tonnellate.
(98) Dal confronto tra l'andamento delle vendite e quello del consumo comunitario apparente risulta che la quota di mercato dell'industria comunitaria è passata dal 21,2 % nel 1992 al 28,9 % nel 1994, scendendo successivamente al 26,2 % negli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta.
5.2. Informazioni comunicate dalle società del campione
c) Capacità e utilizzazione degli impianti
(99) È stato riscontrato che le società selezionate del campione applicavano criteri diversi per stabilire la capacità e pertanto non è stato possibile ottenere cifre attendibili per il periodo precedente gli ultimi dodici mesi dell'inchiesta. Per quest'ultimo periodo, tuttavia, le cifre relative alla capacità comunicate dalla Scottish Environment Protection Agency (Agenzia scozzese per la protezione ambientale), un'organizzazione di recente istituzione che stabilisce limiti di capacità in base a criteri di tutela ambientale, sono state considerate attendibili. È stato in tal modo stabilito che il coefficiente medio di utilizzazione degli impianti negli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta era del 59 %.
d) Andamento dei prezzi
(100) Tra il 1992 e gli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta i prezzi delle società del campione sono diminuiti del 24 %. Il calo dei prezzi, analogo a quello accertato per i prodotti importati dalla Norvegia, indica che l'industria comunitaria non ha potuto resistere alla pressione dei prezzi dei prodotti norvegesi.
(101) Gli esportatori norvegesi hanno dichiarato che la tendenza al ribasso dei prezzi era dovuta esclusivamente al miglioramento dell'efficienza in termini di costi di produttori di salmone di tutto il mondo.
(102) In effetti, nel periodo considerato sono aumentate sia la produzione che le vendite dell'industria comunitaria, con conseguenti riduzioni dei costi unitari e notevoli miglioramenti della produttività. Ciò nonostante, dall'inchiesta è risultato che il suddetto ribasso dei prezzi ha fatto sì che le redditività dell'industria comunitaria fosse insufficiente, in quanto i prezzi sono scesi più del previsto a causa della migliore produttività. Anche se ad un calo dei costi di produzione corrisponde necessariamente un calo del prezzo del salmone, questo non spiega il deterioramento della redditività dell'industria comunitaria (cfr. considerando 103).
e) Redditività
(103) La redditività media, dopo un miglioramento nel 1992 e nel 1993, è successivamente diminuita nonostante l'espansione del mercato e la riduzione dei costi dell'industria comunitaria. Inoltre, la redditività media non ha mai raggiunto il margine minimo di profitto, circa il 15 % del giro d'affari, che è considerato necessario in una produzione a rischio elevato (a causa dell'incertezza dovuta all'insorgenza di malattie, dei predatori e delle condizioni atmosferiche) e nel periodo dell'inchiesta ha toccato il punto più basso dal 1992 (3,3 %). Va rilevato che negli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta la maggior parte delle società comunitarie del campione ha subito perdite considerevoli.
(104) Per quanto riguarda la redditività, gli esportatori norvegesi hanno giudicato eccessivo il 15 % considerato dalla Commissione un normale margine di utile.
(105) Come si è già detto, dall'inchiesta è risultato che un margine di utile pari al 15 % del giro d'affari è effettivamente necessario a questa industria. A parte l'alto rischio menzionato in precedenza, questa constatazione è stata confermata anche dall'esame dei margini di utile dell'industria del salmone prima del pregiudizio provocato dal dumping e dei margini di utile considerati ragionevoli per altre industrie comunitarie paragonabili quali l'allevamento delle trote e del pollame, tutti casi in cui il 15 % è stato confermato. Inoltre, un utile del 15 % è stato ritenuto ragionevole, anche se prudente, da un produttore comunitario di proprietà norvegese, secondo il quale il 15 % costituiva probabilmente una sottovalutazione per le piccole società. Infine, se si esamina l'utile cumulato sulle vendite effettuate su mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali degli allevatori e degli esportatori norvegesi inseriti nel campione, si rileva che è dell'ordine del 15 %.
f) Occupazione
(106) I livelli di occupazione per i produttori comunitari del campione sono rimasti stabili tra il 1992 e gli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta, con circa 1 100 posti di lavoro direttamente collegati alla produzione di salmoni d'allevamento dell'Atlantico. Secondo una stima del livello generale dell'occupazione nella Comunità in questo settore, nello stesso periodo 3 300 persone erano occupate nella produzione di salmoni.
g) Investimenti
(107) Tra il 1992 e gli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta gli investimenti sono aumentati. L'aumento degli investimenti deve tuttavia essere interpretato alla luce della situazione specifica dell'allevamento dei salmoni, dato che la metà degli investimenti realizzati nel periodo in esame era destinata alla sostituzione di capitale fisso. Inoltre, in un settore in espansione in cui l'acquisizione di attrezzature moderne è essenziale, l'investimento netto non sembra sufficiente ai fini di una crescita sostenibile a lungo termine.
6. Conclusione
(108) Per concludere che nel periodo in esame l'industria comunitaria aveva subito un pregiudizio grave, si è tenuto conto dei seguenti elementi.
(109) L'inchiesta ha dimostrato che i produttori comunitari del campione nel periodo in esame avevano registrato una considerevole pressione sui prezzi, che aveva provocato un calo significativo dei prezzi da essi applicati. La situazione finanziaria dei produttori interessati si è quindi deteriorata, in quanto la redditività delle società del campione considerate complessivamente era insufficiente e numerosi produttori hanno subito perdite. Negli ultimi tempi diverse società hanno cessato l'attività e la sopravvivenza di alcune società del campione ancora operanti è seriamente minacciata. Il deterioramento della redditività è ancora più grave alla luce dei notevoli successi ottenuti nel periodo in esame riguardo alla produttività. Va inoltre rilevato che la quota di mercato dell'industria comunitaria, dopo il miglioramento del 1994, è nuovamente diminuita nonostante il significativo aumento del consumo.
(110) Alla luce delle precedenti considerazioni, si è concluso che l'industria comunitaria ha subito un grave pregiudizio ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1 del regolamento di base. Questa conclusione si basa essenzialmente sulla pressione sui prezzi subita dall'industria comunitaria, nonché sulla diminuzione della redditività dei produttori comunitari del campione, sino ad un livello chiaramente insufficiente.
F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
(111) Per determinare se il pregiudizio subito dall'industria comunitaria sia stato causato dalle importazioni norvegesi sovvenzionate o se invece sia attribuibile, totalmente o in parte, ad altri fattori, si sono esaminati gli elementi seguenti.
1. Nesso di causalità tra le importazioni in questione e il pregiudizio
(112) Occorre rilevare che, poiché è stato stabilito che le importazioni norvegesi erano oggetto di dumping nello stesso periodo in cui sono state versate sovvenzioni compensative ai produttori norvegesi, non è possibile distinguere gli effetti combinati del dumping e delle sovvenzioni, che devono quindi essere esaminati congiuntamente.
(113) Per esaminare se il pregiudizio grave subito dall'industria comunitaria fosse stato causato dagli effetti delle importazioni oggetto di dumping e di sovvenzioni, è stato osservato, in primo luogo, che il pregiudizio era costituito principalmente dalla costante pressione sui prezzi e dal calo della redditività dei produttori comunitari. Questa situazione ha coinciso con il rilevante aumento in volume delle importazioni di salmoni dalla Norvegia, che erano oggetto di dumping e di sovvenzioni. Di conseguenza, la Norvegia ha potuto mantenere un'elevata quota di mercato (67 %) in un mercato in espansione. Inoltre, i prezzi delle importazioni sono sensibilmente diminuiti nel periodo in esame e nel principale periodo delle vendite è stata accertata una sottoquotazione massima del 12 %. A questo proposito occorre ricordare che il mercato dei salmoni è trasparente. Qualsiasi pressione al ribasso sui prezzi in un mercato di questo tipo è probabilmente causata dal principale fornitore, in questo caso la Norvegia.
(114) In tali circostanze, è stato concluso che gli effetti combinati delle importazioni dalla Norvegia oggetto di dumping e di sovvenzioni hanno causato un pregiudizio grave al'industria comunitaria.
2. Altri fattori
(115) Si sono esaminati la tendenza del consumo sul mercato comunitario, l'andamento e l'incidenza delle importazioni da altri paesi terzi e la competitività dell'industria comunitaria dei salmoni, per stabilire se possano aver causato il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
a) Consumo nella Comunità
(116) Il consumo comunitario di salmoni dell'Atlantico ha avuto un'espansione costante, con un aumento complessivo del 58 % tra il 1992 e gli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta. Il pregiudizio subito dall'industria comunitaria non può quindi essere attribuito alla tendenza alla diminuzione della domanda.
b) Importazioni da altri paesi terzi
(117) Per quanto riguarda le importazioni da paesi terzi non interessati dal presente procedimento (principalmente Isole Faerøer, Cile, Canada e Islanda), si è stabilito che nel periodo in esame la corrispondenza quota di mercato è scesa dal 12 % al 7 %. È stato quindi concluso che gli effetti di queste importazioni erano limitati.
c) Competitività dell'industria comunitaria
È opportuno osservare che tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta la competitività dei produttori comunitari di salmoni è nettamente migliorata; la produzione per addetto è più che raddoppiata, il tasso di mortalità dei salmoni è sceso del 23 % e il peso medio dei salmoni allevati è aumentato del 25 %. Inoltre, il volume delle esportazioni dell'industria comunitaria a prezzi remunerativi è passato da 3 266 tonnellate nel 1992 a 7 321 tonnellate negli ultimi dodici mesi del periodo dell'inchiesta. L'industria comunitaria ha quindi raggiunto una considerabile efficienza in termini di costi.
3. Conclusione
(118) Alla luce di quanto precede, è stato concluso che le importazioni di salmoni dalla Norvegia oggetto di dumping e di sovvenzioni, considerate isolatamente, hanno causato un pregiudizio grave all'industria comunitaria. Il contributo delle sovvenzioni al pregiudizio causato dalle importazioni in questione è stato inoltre significativo.
G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Considerazioni generali
(119) Si è esaminato se, alla luce di tutti gli elementi di prova presentati e nonostante le conclusioni sulle sovvenzioni e sul pregiudizio, esistessero motivi convincenti per giustificare la conclusione che nella fattispecie l'istituzione di misure non era nell'interesse della Comunità. A tal fine, si sono valutate l'incidenza di eventuali misure per tutte le parti interessate dal procedimento e le conseguenze, per le stesse parti, della mancata istituzione di misure provvisorie.
(120) Ai fini della valutazione dell'interesse della Comunità, in conformità del regolamento di base è stata presa in particolare considerazione l'esigenza di eliminare le distorsioni degli scambi provocate dalle sovvenzioni causa del pregiudizio e di ripristinare effettive condizioni di concorrenza.
2. Interesse dell'industria comunitaria
(121) Va ricordato in primo luogo che l'industria comunitaria dei salmoni d'allevamento dell'Atlantico ha subito per lungo tempo le conseguenze di pratiche commerciali sleali attribuiti agli esportatori norvegesi.
(122) La Commissione aveva stabilito l'esistenza di pratiche di dumping pregiudizievoli già nel 1991 (decisione 91/142/CEE della Commissione) (4), quando era stato deciso che, nonostante le risultanze sull'esistenza del dumping e del pregiudizio, non dovevano essere istituite misure, poiché si riteneva che le autorità norvegesi avessero adottato misure a livello nazionale tali da stabilizzare il mercato.
(123) Negli ultimi anni la Commissione ha fissato più volte prezzi minimi all'importazione (novembre 1993, febbraio 1994, marzo 1994) e da ultimo per il periodo compreso tra il 16 dicembre 1995 e il 13 giugno 1996, a norma del regolamento (CE) n. 2907/95 (5). I prezzi minimi all'importazione erano giustificati dal fatto che il volume e i prezzi delle importazioni causavano o minacciavano di causare perturbazioni sul mercato tali da provocare difficoltà economiche, sociali o ambientali e da rendere necessaria l'adozione di misure immediate. Contrariamente alle misure antidumping, l'imposizione di prezzi minimi all'importazione non è subordinata alla conclusione che il paese esportatore abbia fatto ricorso a pratiche commerciali sleali. Queste misure non hanno prodotto gli effetti previsti.
(124) In questo contesto è stato considerato che, in mancanza di misure efficaci per correggere gli effetti pregiudizievoli delle importazioni dalla Norvegia oggetto di dumping e di sovvenzioni, la situazione dell'industria comunitaria continuerà a deteriorarsi sino al momento in cui sarebbe minacciata la sopravvivenza dell'industria stessa.
(125) Occorre ricordare altresì che l'industria comunitaria dei salmoni d'allevamento dell'Atlantico è costituita da piccole e medie imprese, situate generalmente in zone rurali e meno sviluppate della Comunità (regioni che rientrano nell'obiettivo 1), dove l'attività economica è scarsa. Come già è stato detto, l'industria comunitaria ha migliorato costantemente la produttività, che è quindi soddisfacente. Nel corso del processo di ristrutturazione, alcune piccole aziende sono state acquistate da produttori appartenenti a gruppi di maggiori dimensioni. Se non vengono adottate misure, è probabile che il numero di fornitori concorrenti sul mercato diminuisca ulteriormente e che gli investimenti effettuati per aumentare la produttività e per la ristrutturazione non abbiano gli effetti previsti.
3. Interesse di altre industrie comunitarie
(126) Diversi utilizzatori, come le imprese che affumicano il pesce e i grossisti di salmoni d'allevamento dell'Atlantico hanno affermato che l'istituzione di misure sulle importazioni dei prodotti in questione avrebbe effetti negativi sulle loro attività. Questi utilizzatori hanno sostenuto che, se le misure avessero provocato la diminuzione dei quantitativi di salmoni importati dalla Norvegia, non sarebbe stata disponibile alcuna fonte alternativa di approvvigionamento. Gli stessi utilizzatori hanno affermato che, in caso di aumenti dei prezzi dei salmoni d'allevamento dell'Atlantico importati dalla Norvegia, il costo supplementare sarebbe stato trasferito ai consumatori finali, che quindi si sarebbero indirizzati verso altri prodotti. È stato inoltre osservato che l'imposizione di un dazio sui salmoni d'allevamento dell'Atlantico non preparati originari della Norvegia poteva favorire l'espansione dell'industria norvegese che si occupa del trattamento dei salmoni d'allevamento dell'Atlantico, a detrimento dell'industria di trasformazione comunitaria.
(127) Anzitutto, va sottolineato che, come ha dimostrato l'inchiesta, l'industria comunitaria ha la capacità di aumentare la produzione e che non esiterebbe a farlo se potesse ottenere un utile adeguato. Inoltre, anche se le misure proposte provocassero la riduzione delle importazioni di salmoni d'allevamento dell'Atlantico originari della Norvegia, sarebbero comunque disponibili fonti di approvvigionamento alternative, come Cile, Canada, Islanda e Isole Faerøer.
(128) Per quanto riguarda la politica dei prezzi che i produttori comunitari potrebbero applicare dopo l'istituzione delle misure, va ricordato che gli eventuali aumenti dei prezzi dei produttori comunitari sono limitati al margine strettamente necessario per ottenere un utile adeguato. Un aumento sostanziale dei prezzi da parte dei produttori comunitari provocherebbe molto probabilmente l'aumento della quota di mercato di altri paesi esportatori nella Comunità. Eventuali aumenti dei prezzi da parte dell'industria comunitaria sono inoltre limitati da un altro fattore, ovvero dalla disponibilità sul mercato dei salmerini d'allevamento, prodotti relativamente simili e quindi succedanei dei salmoni, che sono venduti nella Comunità a prezzi lievemente inferiori e che sono stati danneggiati anche dall'aumento delle importazioni di salmoni dalla Norvegia oggetto di sovvenzioni.
(129) Riguardo alla possibilità che l'industria comunitaria di trasformazione sia danneggiata dalla concorrenza dei prodotti preparati originari della Norvegia, va rilevato che i dazi antidumping e compensativi saranno riscossi sulla materia prima che rappresenta soltanto una parte del costo del prodotto preparato. L'incidenza dei dazi previsti non sarà quindi tale da provocare una riduzione delle attività di trasformazione nella Comunità. Inoltre, quasi tutte le imprese che affumicano il pesce nella Comunità preparano e trattano anche i salmoni di produzione comunitaria, oltre ad altri prodotti, e pertanto non sono interamente dipendenti dai salmoni importati dalla Norvegia.
(130) Va osservato inoltre che, per valutare il probabile impatto delle misure sulle industrie di trasformazione della Comunità, la Commissione ha inviato questionari a tutte le società membri di tre associazioni di operatori commerciali e di industrie di trasformazione che si erano manifestati e avevano chiesto un'audizione.
(131) Sui 93 questionari inviati, solo per uno è pervenuta una risposta completa e verificabile, per cui non è stato possibile valutare, su basi rappresentative, l'effetto che l'istituzione di misure potrebbe avere sull'industria comunitaria che si occupa della distribuzione o della trasformazione del salmone d'allevamento dell'Atlantico.
(132) Dalle informazioni avute finora risulta tuttavia che, per quanto riguarda il salmone affumicato, il costo della materia prima, vale a dire il salmone d'allevamento dell'Atlantico, rappresenta il 45 % circa del costo di produzione totale. Di conseguenza, se il costo della materia prima aumentasse, ad esempio, del 10 %, il costo di produzione del salmone affumicato registrerebbe un aumento totale solo del 4,5 %.
(133) Inoltre, le informazioni comunicate da diverse fonti attendibili sembrano indicare che la situazione delle imprese comunitarie di trasformazione non è uniforme. Alcune società infatti producono pasti preparati e appartengono a gruppi di grandi dimensioni. Poiché il costo dei pesci utilizzati come materie prime rappresenta solo una piccola parte del costo del prodotto finale, queste società non dovrebbero essere danneggiare dalle misure proposte. D'altra parte, esiste un certo numero di società che affumicano o conservano i salmoni che dipende in misura maggiore dal prezzo delle materie prime, e che dovrebbero probabilmente trasferire parte del costo supplementare allo stadio commerciale successivo. Come si è già detto al considerando 132, l'aumento dei costi sarebbe contenuto. Comunque sia, dalle informazioni avute finora risulta che solo in seguito ad aumenti di prezzi superiori al 20 % si rischierebbe che i consumatori passino ad altri prodotti.
4. Interesse degli importatori
(134) Diversi importatori hanno sostenuto, in termini generali, che l'eventuale istituzione di misure di difesa li avrebbe danneggiati.
(135) Come risulta da quanto precede, le misure proposte, pur permettendo all'industria comunitaria di sormontare gli effetti pregiudizievoli del dumping, non impedirebbero agli importatori di acquistare il salmone dalla Norvegia o da altre fonti né farebbero aumentare i prezzi in misura superiore a quanto necessario per consentire all'industria comunitaria di avere nuovamente una redditività ragionevole.
5. Interesse dei consumatori
(136) I rappresentanti dei consumatori (BEUC) hanno sostenuto che le misure di difesa sarebbero contrarie agli interessi dei consumatori nella Comunità, in quanto provocherebbero una restrizione dell'offerta e aumenti dei prezzi al consumo.
(137) Come già è stato indicato, l'esistenza di fonti alternative di approvvigionamento e la disponibilità di prodotti succedanei tendono a dimostrare che gli effetti per i consumatori finali saranno minimi o nulli. Va inoltre ricordato che il dazio sarà riscosso sul prezzo all'importazione cif. L'eventuale effetto sui prezzi al dettaglio sarà quindi sensibilmente attenuato. Va inoltre osservato che, con un consumo annuo medio di salmone nella Comunità stimato a 0,8 kg pro capite, l'incidenza globale sui consumatori sarà molto limitata.
6. Conclusione
(138) Dopo aver accuratamente esaminato tutti gli aspetti sopra esposti, si è giunti alla conclusione che l'istituzione di misure compensative nei confronti delle importazioni di salmoni d'allevamento dall'Atlantico originari della Norvegia è nell'interesse della Comunità, poiché non esistono motivi validi per giustificare la conclusione che l'istituzione di tali misure non è nell'interesse della Comunità.
H. MISURE COMPENSATIVE
1. Livello delle misure compensative
(139) In conformità delle disposizioni pertinenti del regolamento di base, si è esaminato se le misure dovessero essere inferiori ai margini di dumping rilevati, e se dette misure inferiori bastassero ad eliminare il pregiudizio per l'industria comunitaria.
(140) A tale riguardo, va tenuto presente che l'imposizione di misure dovrebbe permettere all'industria comunitaria di applicare i prezzi che sarebbero stati possibili in assenza delle importazioni in dumping. In mancanza di informazioni contrarie, si può ritenere che tali prezzi coprirebbero i suoi costi di produzione garantendole un utile adeguato. A tal fine i prezzi delle importazioni devono aumentare in misura corrispondente.
(141) Per calcolare l'aumento dei prezzi necessario, i prezzi delle importazioni oggetto di dumping sono stati confrontati con i prezzi di vendita, corrispondenti ai costi di produzione dell'industria comunitaria maggiorati di un congruo margine di profitto. A questo proposito è stato considerato che un margine di profitto del 15 % era il minimo necessario ai fini della vitalità del settore. Per determinare il margine di profitto si sono presi in considerazione i seguenti fattori: l'allevamento del salmone è un settore a rischio elevato, tra l'altro a causa della durata del processo di produzione (18-24 mesi), l'incidenza delle malattie, dei predatori e delle inclementi condizioni atmosferiche alle quali questa industria è frequentemente esposta, l'imprevedibilità dei prezzi salmoni, in quanto commercializzati come prodotti di base e la brevissima durata di conservazione. È stato inoltre stabilito che questa industria aveva bisogno di un margine di profitto sufficiente per procurarsi i finanziamenti indispensabili per restare competitiva in un mercato in rapida espansione.
I prezzi all'esportazione dei tipi di prodotti utilizzati ai fini della determinazione della sottoquotazione dei prezzi (cfr. considerando 91) sono stati confrontati, per il periodo dell'inchiesta e a livello franco frontiera comunitaria, adeguati per tener conto delle spese di nolo, dei dazi doganali e delle spese sostenute dopo l'importazione, con la media ponderata dei prezzi di vendita dai produttori comunitari selezionati, maggiorati, ove appropriato, dell'importo necessario per coprire i costi di produzione e ottenere il profitto minimo del 15 %.
Livello dei dazi
(142) È stato considerato che il dazio doveva corrispondere alla differenza tra questi prezzi. Per i motivi esposti al considerando 15, è opportuno stabilire un'unica aliquota del dazio per tutte le importazioni dei prodotti in questione originari della Norvegia.
(143) Per determinare il livello del dazio, gli aumenti dei prezzi così stabiliti sono stati espressi in percentuale della media ponderata del valore dei prodotti importati, franco frontiera comunitaria.
(144) Dal confronto è risultato che il livello necessario per eliminare il pregiudizio è del 12,28 %. Dato che questo margine supera il margine di sovvenzione stabilito, l'aliquota del dazio compensativo dovrebbe essere stabilita in base a quest'ultimo.
2. Impegni
(145) Come si è detto al considerando 7, essendo stati informati delle conclusioni provvisorie della Commissione, il governo norvegese e gli esportatori norvegesi elencati nell'allegato I del presente regolamento hanno offerto impegni a norma dell'articolo 10 del regolamento di base.
(146) Avendo esaminato detti impegni, la Commissione li ha giudicati accettabili, in quanto eliminerebbero gli effetti pregiudizievoli delle sovvenzioni a norma dell'articolo 10, paragrafo 1 del regolamento di base.
(147) La Commissione ha consultato, in merito all'accettazione degli impegni, il comitato consultivo, che non ha sollevato obiezioni. Gli impegni offerti dalla Norvegia e dagli esportatori elencati nell'allegato del presente regolamento sono stati accettati con decisione 97/634/CE della Commissione (6) e l'inchiesta dovrebbe quindi essere chiusa, per questi esportatori, senza istituire dazi definitivi.
3. Dazi compensativi definitivi
(148) Fatta salva l'accettazione degli impegni offerti da un gran numero di esportatori norvegesi, si dovrebbero istituire dazi residui sulle importazioni del prodotto in questione originario della Norvegia onde coprire tutte le esportazioni norvegesi di questo prodotto nella Comunità a consolidare gli impegni scoraggiandone l'elusione. Si dovrebbe inoltre determinare il livello del dazio da istituire in caso di violazione o di ritiro degli impegni.
a) Livello del dazio
(149) Il dazio compensativo definitivo da istituire sulle importazioni di salmoni d'allevamento dell'Atlantico esportati dalle società che non hanno offerto impegni, oppure in caso di violazione o di ritiro degli impegni, è del 3,8 %.
b) Applicazione e gestione dei dazi
(150) Per garantire un'applicazione efficace dei dazi, visto il gran numero di esportatori che hanno offerto impegni la Commissione dovrebbe essere autorizzata, previa consultazione del comitato consultivo, a modificare mediante regolamento l'allegato del presente regolamento onde estendere l'esenzione dal pagamento dei dazi a tutti i nuovi esportatori che offrono impegni accettabili,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. a) È istituito un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di salmoni d'allevamento dell'Atlantico (non allo stato libero), di cui ai codici NC ex 0302 12 00 (codice Taric: 0302 12 00 19), ex 0304 10 13 (codice Taric: 0304 10 13 19), ex 0303 22 00 (codice Taric: 0303 22 00 19) ed ex 0304 20 13 (codice Taric: 0304 20 13 19), originari della Norvegia.
b) Il dazio non si applica al salmone dell'Atlantico allo stato libero (codici Taric 0302 12 0011, 0304 10 1311, 0303 22 0011, 0304 20 1311). Ai fini del presente regolamento, per salmone dell'Atlantico allo stato libero s'intende quello catturato in mare, per il quale le parti interessate abbiano fornito prove soddisfacenti alle autorità competenti dello Stato membro di sbarco mediante tutti i documenti doganali e di trasporto necessari.
2. L'aliquota del dazio applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è pari al 3,8 % (codice addizionale Taric 8900), ad eccezione delle importazioni di salmoni d'allevamento dell'Atlantico esportati dalle società elencate nell'allegato, che sono esentate dai dazi.
3. Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Qualora un nuovo esportatore del paese di esportazione in questione fornisca alla Commissione prove sufficienti che non ha esportato le merci descritte all'articolo 1, paragrafo 1 nel periodo dell'inchiesta, la Commissione può modificare se del caso mediante regolamento, sentito il comitato consultivo, l'allegato onde estendere al nuovo esportatore l'esenzione dal pagamento dei dazi.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 26 settembre 1997.

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