Document ID: 32001D0271

Decisione della Commissione
del 14 dicembre 1999
ai sensi dell'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio recante applicazione di ammende per indicazioni inesatte e alterate fornite all'atto della notificazione e per indicazioni inesatte comunicate in risposta a richieste d'informazioni (Caso n. IV/M.1610 - Deutsche Post/trans-o-flex)
[notificata con il numero C (1999) 4502]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2001/271/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo,
visto il regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1310/97(2), in particolare l'articolo 14, paragrafo 1, lettera b) e l'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), prima alternativa,
dopo aver invitato Deutsche Post a manifestare il proprio punto di vista relativamente alle obiezioni sollevate a suo carico dalla Commissione,
sentito il comitato consultivo in materia di concentrazioni(3),
considerando quanto segue:
A. INTRODUZIONE
I. OGGETTO DEL PROCEDIMENTO
(1) Gli accertamenti della Commissione hanno rivelato che, all'atto della notificazione del 4 febbraio 1999 relativa al caso n. IV/M.1447 - Deutsche Post/trans-o-flex, la società Deutsche Post AF ("Deutsche Post") ha fornito indicazioni inesatte e alterate in merito all'acquisizione del controllo su trans-o-flex Schnell-Lieferdienst GmbH ("trans-o-flex"). Deutsche Post ha altresì fornito informazioni inesatte in risposta alle richieste di informazioni della Commissione del 23 febbraio 1999 (riferimento 1999), del 26 marzo 1999 (riferimento 3359) e del 22 aprile 1999 (riferimento 4350).
(2) Deutsche Post ha in tal modo violato l'articolo 14, paragrafo 1, lettera b) e l'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), prima alternativa, del regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio (in appresso "regolamento sulle concentrazioni").
(3) La Commissione irroga quindi in entrambi i casi un'ammenda a Deutsche Post.
II. NOTIFICAZIONE IV/M.1147 -DEUTSCHE POST/TRANS-O-FLEX
(4) Il 4 febbraio 1999, Deutsche Post ha notificato alla Commissione, ai sensi dell'articolo 4 del regolamento sulle concentrazioni, un progetto di concentrazione da realizzarsi mediante l'acquisizione del 50,4 % delle quote di trans-o-flex detenute da Industrial Information GmbH ("Industrial Information").
(5) Secondo Deutsche Post, la prevista acquisizione di una partecipazione di maggioranza rappresentava una modifica strutturale attraverso la quale essa avrebbe acquisito il controllo esclusivo su trans-o-flex. Nella notificazione Deutsche Post afferma infatti che per le decisioni fondamentali adottate dagli organi decisionali di trans-o-flex è richiesta la maggioranza semplice, che Deutsche Post avrebbe detenuto solo in seguito all'acquisizione della maggioranza delle quote.
(6) Il 4 marzo 1999, a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), del regolamento sulle concentrazioni e dell'articolo 57 dell'accordo SEE, la Commissione ha deciso di avviare un procedimento nel caso di specie. Il 5 maggio 1999, Deutsche Post ha "ritirato" la notificazione giustificando tale ritiro con la sua intenzione di recedere dai contratti su cui si basava l'operazione notificata. Il recesso è avvenuto in data 7 maggio 1999. A questo punto, il procedimento è stato sospeso, essendo venuto meno il suo oggetto.
III. PROCEDIMENTO IV/M.1610 RELATIVO ALL'APPLICAZIONE DI AMMENDE NEL CASO DEUTSCHE POST/TRANS-O-FLEX
(7) Poiché le indicazioni contenute nella notificazione di Deutsche Post ai fini della valutazione dell'operazione erano incomplete in relazione a numerose questioni di importanza fondamentale, la Commissione ha rivolto una serie di richieste di informazioni a Deutsche Post, nonché ad altri partecipanti ad una precedente operazione del 1997, per avere chiarimenti sul caso. Da tali accertamenti è emerso quanto esposto in appresso.
(8) Deutsche Post è venuta meno, sia nella notificazione, sia nelle risposte alle richieste di informazioni della Commissione, agli obblighi di informazione previsti dal regolamento sulle concentrazioni. Nella notificazione, ha fornito indicazioni inesatte e alterate in merito a fatti decisivi per valutare se l'operazione notificata nel 1999 avrebbe determinato un cambiamento nella struttura del controllo dell'impresa. Anche nelle risposte alle richieste di informazioni della Commissione, a volte pervenute solo dopo ripetuti solleciti, Deutsche Post ha fornito informazioni inesatte in proposito. Le ulteriori domande contenute nelle richieste di informazioni della Commissione sono state spesso poste solo in seguito a quanto emerso dagli accertamenti condotti dalla Commissione stessa.
(9) Le indicazioni inesatte e alterate fornite da Deutsche Post si riferiscono a fatti relativi all'operazione del 1997. Contrariamente a quanto sostenuto da Deutsche Post nella sua risposta alla comunicazione delle obiezioni ("la risposta"), la conoscenza di tutti gli elementi relativi a tale operazione è decisiva per la valutazione dell'operazione notificata nel 1999. Una concentrazione ai sensi dell'articolo 3 del regolamento sulle concentrazioni, e la conseguente competenza della Commissione a valutare tale operazione, è ipotizzabile solo in caso di modifica del controllo su un'impresa. Se Deutsche Post aveva acquisito il controllo su trans-o-flex già nel 1997, l'acquisizione della maggioranza delle sue quote da parte di Deutsche Post nel 1999 non può più determinare una modifica del controllo su tale impresa. Per chiarire tale questione è dunque decisivo conoscere tutti gli elementi dell'operazione del 1997.
(10) Solo grazie ai suoi accertamenti, la Commissione è giunta a conoscenza di fatti contenenti elementi decisivi a sostegno dell'ipotesi che Deutsche Post potesse avere acquisito il controllo su trans-o-flex già nel 1997. I fatti in questione inducono a ritenere che nel 1997 Deutsche Post non abbia semplicemente acquisito una partecipazione di minoranza, senza poteri di controllo, in Hanna 95 Beiteiligungs-Verwaltungs GmbH, Monaco ("Hanna 95") dunque in trans-o-flex AG. Una conferma di questa acquisizione del controllo già nel 1997 viene fornita dalla modalità della rilevazione delle quote di Hanna 95 nel 1997, dai tempi delle singole operazioni, nonché dalle modalità e dal tipo delle varie operazioni collegate all'acquisizione delle quote.
(11) I risultati degli accertamenti si basano sulle risposte fornite alle richieste di informazioni della Commissione da altri partecipanti all'operazione. Essi si fondano inoltre sull'esame dei verbali delle riunioni degli organi di vigilanza e degli organi direttiva di Deutsche Post e trans-o-flex trasmessi dalle due imprese su richiesta della Commissione. I risultati suddetti si basano inoltre sulle risposte fornite da Deutsche Post, in particolare alla lettera di sollecito della Commissione del 22 aprile 1999 con la quale si chiedeva di rispondere ad una serie di domande già rivolte a Deutsche Post con le domande di informazioni del 23 febbraio 1999 e del 26 marzo 1999.
(12) A questo proposito, si fa presente che anche il Bundeskartellamt ha nel frattempo avviato un procedimento amministrativo registrato con il numero di protocollo B9-88/89 in relazione all'operazione del 1997.
B. I FATTI
I. CONTENUTO DELLA NOTIFICAZIONE
(13) Nella notificazione del 4 febbraio 1999 Deutsche Post ha asserito quanto segue in merito alla concentrazione notificata:
(14)
"Deutsche Post intende rilevare la partecipazione del 50,4 % detenuta da Indusrial Information, Zurigo, in trans-o-flex GmbH per acquisire in tal modo il controllo esclusivo su trans-o-flex, dopo che nel giugno 1997 essa aveva già rilevato il 24,8 % delle quote di tof.
Gli antefatti dell'attuale progetto di concentrazione sono riportati in appresso.
Con il contratto di acquisto del 21 novembre 1995, Hanna 95 Beteiligungs-Verwaltungs GmbH, di Monaco, ha acquistato da Franz Haniel & Cie. GmbH, di Duisburg, la totalità delle azioni ordinarie di trans-o-flex AG (ossia un milione di azioni), il cui valore nominale unitario corrispondeva a 50 DEM, con effetto a decorrere dal 30 dicembre 1995.
Hanna 95 Beteiligungs-Verwaltungs GmbH era - così come Industrial Information GmbH - una società inattiva (o 'scatola vuota'), di proprietà dello studio legale Oppenhoff & Rädler. Le quote sociali di Hanna 95 GmbH sono quindi state rilevate da una serie di investitori privati. Nel 1997, questi erano interessati a cedere la maggioranza delle loro quote di Hanna 95. Come principali interessati all'acquisto, gli alienanti avevano preso in considerazione le Poste olandesi e quelle tedesche. Per gli alienanti si trattava di realizzare al più presto almeno i tre quarti delle quote contro pagamento immediato del prezzo di acquisto concordato. A causa della situazione vigente all'epoca (esistenza di soglie basate sul fatturato), spettava al 'Bundeskartellamt' decidere in merito all'acquisizione delle quote di Hanna 95 da parte di Deutsche Post. Inoltre, l'operazione avrebbe dovuto essere notificata alle rispettive autorità garanti della concorrenza degli altri Stati membri dell'UE nei quali operava trans-o-flex. L'acquisizione di una partecipazione di maggioranza in Hanna 95 da parte di Deutsche Post avrebbe pertanto richiesto diversi mesi. Gli alienanti non erano tuttavia disposti ad attendere così a lungo. Essi erano tuttavia d'accordo a cedere a Deutsche Post una partecipazione di minoranza senza poteri di controllo se si fosse reperito un altro investitore in grado di concludere immediatamente l'operazione. Si trattava pertanto di trovare un investitore il cui fatturato, sommato a quello di trans-o-flex, non raggiungesse la soglia di 2 miliardi di DEM, a partire dalla quale, in base alla normativa tedesca sul controllo dei cartelli, è richiesta una notificazione preventiva. Il [sig. R](4), di Barcellona, era disposto a rilevare la maggioranza delle quote dell'impresa intravedendo buone possibilità di realizzare un congruo profitto attraverso una successiva cessione della partecipazione. Si è giunti in tal modo all'acquisizione del 50,4 % delle quote di Hanna 95 da parte di Industrial Information, nel frattempo divenuta di proprietà del [sig. R](5)."
(15) A tale proposito, nella notificazione si rimanda all'allegato 5 della notificazione stessa, che riporta il contratto di acquisto concluso tra gli alienanti e Industrial Information in data 10 luglio 1997 in relazione al 50,4 % delle quote di Hanna 95. L'acquirente, Industrial Information, era rappresentato dal [sig. H](6), che nel caso in esame rappresenta Deutsche Post in veste di legale.
(16) Nella notificazione si afferma inoltre: "Tramite il contratto di fusione del 26 settembre 1997 (allegato 6) trans-o-flex Schnell-Lieferdienst AG è stata assorbita da Hanna 95 Beteilungs-Verwaltungs GmbH. Successivamente la denominazione dell'impresa Hanna 95 Beteiligungs-Verwaltungs GmbH è stata modificata in trans-o-flex Schnell-Lieferdienst GmbH."
(17) Alla notificazione è accluso, come allegato 6, un contratto per atto pubblico stipulato il 25 settembre 1997 tra Hanna 95 GmbH e trans-o-flex AG, con il quale Hanna 95 GmbH viene assorbita da trans-o-flex AG. Questo contratto era soggetto ad una condizione sospensiva che ne subordinava l'efficacia all'accordo degli organi di entrambe le imprese. L'accordo degli organi in questione non è stato allegato.
(18) Nella notificazione si legge inoltre: "trans-o-flex GmbH è interamente controllata da Industrial Information, in quanto tutte le decisioni vengono adottate a maggioranza semplice e Industrial Information detiene, con il 50,4 %, la maggioranza delle quote. (Per i dettagli rimando alla mia lettera del 22 gennaio 1999 a [... nome di una collaboratrice della Commissione] (allegato 6a)). A tale lettera è inoltre allegato l'atto costitutivo di trans-o-flex Schnell-Lieferdienst GmbH, dal cui articolo 16, paragrafo 6, risulta che per tutte le decisioni della società è richiesta la maggioranza semplice. Tutte le decisioni fondamentali vengono prese nel corso delle assemblee dei soci, poiché la composizione del collegio sindacale è paritetica e gli sono quindi stati delegati solo i compiti obbligatoriamente previsti dalle legge. Il [sig. R](7) ha del resto sempre esercitato i suo diritti di socio."
(19) Nella lettera del 22 gennaio 1999 che figura come allegato 6a alla notificazione, il [sig. H](8), in qualità di legale di Deutsche Post, illustra in modo analogo, ma più dettagliato che nella notificazione, gli antefatti dell'operazione notificata come concentrazione. Si fa ad esempio riferimento a contatti informali con il Bundeskartellamt, dai quali sarebbe emerso che non ci si poteva attendere una rapida decisione da parte di tale istituzione. Poiché gli alienanti insistevano per una cessione immediata, l'unica possibilità che restava a Deutsche Post per avere la meglio nei confronti delle Poste olandesi, anch'esse interessate all'operazione, era quella di giungere ad un accordo in tempi rapidi. Lo stesso [sig. H](9) avrebbe quindi proposto di riservare a Deutsche Post solo una partecipazione di minoranza in trans-o-flex, senza alcun controllo sull'impresa, e di reperire un altro investitore per rilevare la maggioranza di Hanna 95 e quindi di trans-o-flex AG. Tale investitore sarebbe stato trovato nella persona del [sig. R](10), un industriale residente in Spagna che detiene una partecipazione in un'impresa spagnola produttrice di alluminio. Il [sig. R](11) avrebbe insistito affinché nell'intera operazione non fosse coinvolta l'impresa spagnola. Considerata l'urgenza della situazione, il [sig. H](12) avrebbe proposto che il [sig. R](13) rilevasse l'impresa svizzera Industrial Information, società inattiva appartenente allo studio legale del [sig. H](14), in quanto non vi era il tempo necessario per la costituzione di una nuova società. Il ricorso a società inattive da parte degli studi legali sarebbe una prassi corrente. Il [sig. R](15) si sarebbe detto d'accordo con la proposta, così come gli alienanti, visto che il finanziamento del prezzo d'acquisto era assicurato.
(20) Nella lettera del 22 gennaio 1999, si legge inoltre che entrambe le operazioni, vale a dire la rilevazione della partecipazione di minoranza da parte di Deutsche Post e quella della partecipazione di maggioranza da parte di Industrial Information sarebbero avvenute lo stesso giorno, il 10 luglio 1997. Il restante 24,8 % delle quote sarebbe stato detenuto congiuntamente dal [sig. A](16) e dal [sig. Sch](17). Sarebbe stato chiaro fin dall'inizio che Deutsche Post avrebbe acquisito in Hanna 95 solo una partecipazione di minoranza, che non conferiva alcun controllo e non avrebbe attribuito a Deutsche Post alcun diritto di influire sulle decisioni strategiche o sulla gestione quotidiana di trans-o-flex.
(21) A questo proposito, il [sig. H](18) rimanda ancora una volta allo statuto di trans-o-flex GmbH allegato, per concludere che solo Industrial Information aveva il controllo su trans-o-flex. Poiché era chiaro che Industrial Information avrebbe detenuto le quote di trans-o-flex solo per un periodo limitato e che il [sig. R](19) avrebbe cercato di rivendere le quote realizzando un congruo profitto, Deutsche Post avrebbe stipulato con Industrial Information un'opzione di vendita che obbligava Deutsche Post a rilevare le quote di trans-o-flex non appena Industrial Information ne avesse fatto richiesta. A fronte di tale opzione di vendita non vi sarebbe stata tuttavia alcuna opzione d'acquisto a favore di Deutsche Post, cosicché la decisione relativa ai tempi della cessione è stata lasciata interamente ad Industrial Information.
(22) L'atto costitutivo allegato alla lettera citata è datato 27 agosto 1998 e si riferisce a trans-o-flex GmbH.
II. RISULTATO DEGLI ACCERTAMENTI
1. Contesto relativo all'operazione del 1997
(23) Già nel luglio 1997, Deutsche Post aveva intenzione di acquisire il controllo di trans-o-flex. Stando alle affermazioni contenute nella notificazione trasmessa da Deutsche Post e riportate nella sezione B.I, all'epoca, l'acquisizione di una partecipazione di maggioranza da parte di Deutsche Post avrebbe richiesto diversi mesi, stante la competenza a pronunciarsi in merito da parte del Bundeskartellamt e di una serie di autorità garanti della concorrenza di altri Stati membri. Gli alienanti non erano però disposti ad attendere così a lungo, ma avrebbero in tal caso dato la preferenza ad altri interessati. Le Poste olandesi si erano mostrate interessate all'acquisizione di trans-o-flex.
(24) Gli alienanti, che intendevano cedere almeno i tre quarti delle quote di trans-o-flex, hanno acconsentito tuttavia all'acquisizione di una partecipazione di minoranza del 24,8 % delle quote da parte di Deutsche Post, a condizione che questa reperisse un acquirente per le quote restanti. Deutsche Post ha quindi incaricato il suo legale, [sig. H](20), di reperire l'investitore in questione. La maggioranza delle quote, pari al 50,4 %, sono state cedute ad Industrial Information, una società inattiva controllata dal [sig. H](21), cosicché il 10 luglio 1997 si è potuto procedere alla cessione del 75,2 % delle quote di trans-o-flex. Undici giorni dopo, le quote di Industrial Information sono state trasferite da Industrial Information al [sig. R](22). Deutsche Post si è quindi accontentata di una partecipazione di minoranza pur di assicurarsi, successivamente, l'acquisizione della partecipazione di maggioranza.
2. Contratti conclusi il 10 luglio 1997
(25) La cessione a Deutsche Post della partecipazione di minoranza in Hanna 95 ha avuto luogo il 10 luglio 1997. Lo stesso giorno, Industrial Information ha acquisito una partecipazione di maggioranza nella medesima impresa e sono stati stipulati numerosi altri accordi legati a tali cessioni.
a) Acquisizione di una partecipazione di minoranza da parte di Deutsche Post
(26) Dal contratto di acquisto trasmesso da Deutsche Post il 1o marzo 1999 in risposta ad una richiesta di informazioni, emerge che in data 10 luglio 1997 Deutsche Post ha acquisito una partecipazione di minoranza in trans-o-flex. Il contratto di acquisto del 10 luglio 1997 tra gli alienanti e l'acquirente aveva come oggetto l'acquisizione del 24,8 % delle quote di Hanna 95. Per la sua partecipazione in Hanna 95, Deutsche Post ha pagato un prezzo di acquisto di [importo equivalente per quota al prezzo d'acquisto pagato da Industrial Information, cfr. considerando 30](23) milioni di DEM.
(27) Gli alienanti erano una serie di investitori privati che nel 1995 avevano rilevato la totalità delle quote di trans-o-flex da Franz Haniel & Cie. GmbH ("Haniel") tramite Hanna 95. Nel 1997, i venditori volevano cedere la maggioranza delle loro quote di Hanna 95, e dunque anche di quelle della sua unica controllata, trans-o-flex.
(28) L'acquirente era Deutsche Post Express und Transport GmbH. Si tratta di una consociata di Deutsche Post, costituita come holding il 1o luglio 1997, come risulta dalla relazione sulla gestione allegata alla notificazione.
(29) Mediante l'acquisizione di una partecipazione di minoranza in Hanna 95 GmbH, Deutsche Post ha acquisito indirettamente una partecipazione corrispondente in trans-o-flex AG, di proprietà esclusiva di Hanna 95.
b) Acquisizione di una partecipazione di maggioranza da parte di Industrial Information
(30) Dal contratto allegato alla notificazione si evince che in data 10 luglio 1997 gli alienanti di Hanna 95 hanno stipulato con l'impresa svizzera Industrial Information un contratto di acquisto relativo al 50,4 % delle quote di Hanna 95 per un corrispettivo di [importo equivalente al prestito di cui al considerando 45](24) milioni di DEM.
(31) Il [sig. H](25), legale di Deutsche Post, è intervenuto in tale occasione per conto di Industrial Information. Come risulta dall'estratto del registro delle imprese di Zurigo richiesto dalla Commissione, Industrial Information era una società svizzera a responsabilità limitata all'epoca controllata con una maggioranza di due terzi dal [sig. H](26). II [sig. G](27), amministratore delegato con potere esclusivo di firma, deteneva il terzo restante di Industrial Information.
(32) Il rimanente 24,8 % delle quote di Hanna 95 sarebbe rimasto, stando alle affermazioni di Deutsche Post, nelle mani di due (secondo l'atto consortile(28) tre) membri del gruppo di investitori alienanti, il [sig. Sch](29) ed il [sig. A](30) (gruppo [A](31)), i quali(32) possono esercitare i loro diritti di voto solo congiuntamente.
(33) Poiché Hanna 95 era socio unico di trans-o-flex, mediante la sua partecipazione in Hanna 95, Industrial Information ha acquisito indirettamente una partecipazione del 50,4 % in trans-o-flex.
c) Accordo di consorzio
(34) Il 10 luglio 1997 è stato concluso tra Industrial Information, Deutsche Post e gli alienanti di Hanna 95 un cosiddetto "accordo di consorzio", che tra le altre cose ha per oggetto le disposizioni relative alla composizione degli organi direttivi e di vigilanza di Hanna 95 e di trans-o-flex. In particolare, l'accordo contiene norme dettagliate sul numero di rappresentati spettanti ai soci nel collegio sindacale. Deutsche Post ha trasmesso l'accordo in questione solo il 27 aprile 1999, in risposta all'ingiunzione della Commissione del 22 aprile 1999 facente seguito alla sua richiesta di informazioni del 26 marzo 1999. Tuttavia, nella sua lettera del 6 aprile 1999, in risposta alla domanda se esistesse un accordo per l'attribuzione dei posti nel consiglio di amministrazione e nel collegio sindacale di trans-o-flex, Deutsche Post aveva ancora spiegato che non esistevano documenti scritti relativi alla composizione del collegio sindacale di trans-o-flex. All'analoga domanda relativa alla composizione del consiglio di amministrazione, Deutsche Post non ha fornito alcuna risposta.
(35) L'accordo di consorzio prevede un ampliamento del gruppo dirigente di Hanna 95. Inoltre, la composizione del consiglio di amministrazione di trans-o-flex dovrebbe essere modificata secondo quanto concordato tra le parti. Al gruppo [A](33) viene attribuito il diritto di nominare almeno uno dei quattro membri del consiglio di amministrazione, a condizione che non vi sia alcuna riduzione del numero dei suoi membri.
(36) I membri del collegio sindacale di trans-o-flex, che in conformità del principio di cogestione sono dodici, passeranno a sedici(34), con l'attribuzione di due consiglieri a testa al gruppo [A](35) e a Deutsche Post e di quattro consiglieri a Industriali Information.
(37) L'accordo contiene inoltre norme relativa alla dotazione di capitale di trans-o-flex AG. Esiste ad esempio l'obbligo di conferire una quota di capitale proprio pari al [...](36) %. Gli aumenti di capitale devono essere decisi dai soci con una maggioranza dell'80 % dei voti. Per contro, per l'avvio, l'acquisizione o la cessione di settori di attività, ad eccezione dell'acquisizione di settori di attività che non coprono i costi, è sufficiente una maggioranza del 75 %.
(38) L'atto costitutivo di Hanna 95 nella versione del 22 dicembre 1995/28 febbraio 1996, all'epoca ancora in vigore, cui fa riferimento l'accordo di consorzio, non è stato trasmesso alla Commissione.
d) Contratto d'opzione
(39) Il 10 luglio 1997 Deutsche Post e Industrial Information hanno concluso un contratto denominato "contratto d'opzione", il cui testo è stato inviato da Deutsche Post alla Commissione il 1o marzo 1999 in risposta ad una richiesta di informazioni. In tale contratto, Deutsche Post si impegnava, su richiesta di Industrial Information, a rilevare le sue quote di trans-o-flex, purché Industrial Information esercitasse tale diritto entro il 31 luglio 1998. Il prezzo di acquisto concordato per tale eventualità viene calcolato sulla base del prezzo corrisposto da Industrial Information per le quote di trans-o-flex, aggiungendo gli oneri sostenuti e deducendo i profitti conseguiti. Il contratto è efficace indipendentemente dal valore delle quote.
(40) Qualora Industrial Information ceda le sue quote ad un terzo, Deutsche Post gode di un cosiddetto "diritto di prelazione", che le consente di acquisire le quote allo stesso prezzo di acquisto concordato per il caso di esercizio dell'opzione concessa ad Industrial Information.
(41) Il contratto prevede inoltre che Industrial Information venga esonerata da qualsivoglia responsabilità ed obbligo in relazione alla gestione di Hanna 95.
(42) Il 10 luglio 1998 Deutsche Post e Industrial Information hanno stipulato un nuovo contratto d'opzione. Questo si differenzia dal precedente per quanto riguarda il termine fissato per l'esercizio del diritto di opzione, che scade il 30 giugno 1999.
(43) Il 23 dicembre 1998 Deutsche Post e Industrial Information hanno stipulato un contratto complementare al suddetto contratto d'opzione, che prevede un aumento del prezzo d'acquisto pari a [importo corrispondente all'aumento di capitale di cui al considerando 82](37) milioni di DEM, somma che Industrial Information conferirà il 30 dicembre 1998 alla società (trans-o-flex) per l'aumento della riserva di capitale(38).
(44) Secondo quanto affermato da Deutsche Post nella notificazione (allegato 6a), l'opzione di vendita era stata concordata nell'interesse del [sig. R](39), per consentirgli in qualsiasi momento di rivendere a Deutsche Post le sue quote realizzando un congruo profitto(40). Tuttavia nella sua lettera del 1o marzo 1999 e nella risposta alle obiezioni, Deutsche Post ha dichiarato che il contratto d'opzione serviva da garanzia alla banca che ha finanziato l'acquisizione della partecipazione in Hanna 95. Quest'ultima affermazione viene confermata da un esame dei relativi contratti.
e) Finanziamento dell'acquisizione della partecipazione da parte di Industrial Information
(45) Per il finanziamento del prezzo di acquisto del 50,4 % delle quote di Hanna 95, il 10 luglio 1997 la banca svizzera Julius Bär & Co. AG ("Julius Bär Bank") ha concesso a Industrial Information una linea di credito a concorrenza di [importo equivalente al prezzo d'acquisto di cui al considerando 30](43) milioni di DEM. La relativa conferma scritta dell'accordo con la Julius Bär Bank è stata trasmessa alla Commissione il 22 aprile 1999 da Industrial Information in risposta ad una richiesta di informazioni.
(46) A titolo di garanzia, la Julius Bär Bank, mediante un contratto stipulato con Industrial Information il 15 luglio 1997 e trasmesso da Deutsche Post il 1o marzo 1999 in risposta ad una richiesta di informazioni, si è fatta concedere un diritto pignoratizio sulle quote di Hanna 95 detenute da Industrial Information. Il contratto per atto pubblico è stato sottoscritto dal [sig. H](44) in qualità di rappresentante di Industrial Information e di delegato senza potere di rappresentanza per la Julius Bär Bank. Con un contratto di cessione del 10 luglio 1997, trasmesso da Deutsche Post il 1o marzo 1999, la Julius Bär Bank si è inoltre fatta trasferire da Industrial Information i diritti derivanti a quest'ultima dal contratto d'opzione. Contrariamente a quanto sostenuto a questo proposito da Deutsche Post nella sua risposta, non è invece stato concluso alcun contratto volto a liberare Industrial Information dai suoi obblighi nei confronti di Deutsche Post. Inoltre, Industrial Information si è impegnata ad aumentare il capitale della società di almeno [l'importo è in linea con gli importi menzionati ai considerando 43 e 82](45) milioni di CHF.
f) Garanzia di pagamento
(47) Sempre il 10 luglio 1997, Deutsche Post ha prestato una garanzia di pagamento di [importo equivalente al prezzo d'acquisto dovuto a Haniel da Hanna 95, cfr. considerando 49 e 50](46) milioni di DEM in favore di Hanna 95. L'atto relativo - tuttavia non firmato - è stato inviato da Deutsche Post alla Commissione il 1o marzo 1999 in risposta alla richiesta di informazioni del 23 febbraio 1999 come parte del contratto relativo all'acquisizione della partecipazione di minoranza in Hanna 95 da parte di Deutsche Post. Nella lettera d'accompagnamento di Deutsche Post del 1o marzo 1999 non vi sono tuttavia riferimenti a questa garanzia di pagamento. In tale lettera è stato inoltre risposto negativamente alle domande poste nella richiesta di informazioni circa l'eventualità che Deutsche Post si facesse carico di determinate passività (ad esempio con l'annullamento o l'assunzione a carico di debiti) liberandone trans-o-flex, Industrial Information o i soci di tali imprese.
(48) Alla base di questa garanzia di pagamento vi erano i fatti riportati in appresso, confermati alla Commissione il 26 aprile 1999 dalle affermazioni di trans-o-flex. Il 27 aprile 1999 Deutsche Post ha inviato una descrizione analoga, sebbene meno dettagliata, di tali fatti in risposta ad un'ulteriore ingiunzione della Commissione del 22 aprile 1999 relativa alla richiesta di informazioni del 26 marzo 1999. In tale occasione, così come nella sua risposta alle obiezioni, Deutsche Post fa riferimento al contratto di acquisto inviato il 1o marzo 1999 e relativo all'acquisizione di una partecipazione del 24,8 % in Hanna 95. Il contratto non contiene tuttavia alcuna descrizione dei fatti riportati in appresso.
(49) Nel 1995 Hanna 95 aveva costituito in pegno in favore di Haniel tutte le azioni ordinarie di trans-o-flex. In questo modo Haniel, che aveva venduto le azioni di trans-o-flex a Hanna 95, si assicurava il pagamento del prezzo di acquisto, pari a [importo equivalente alla garanzia di pagamento di cui al considerando 47, così come all'importo a copertura del prezzo d'acquisto di cui al considerando 50](47) milioni di DEM, che avrebbe dovuto essere corrisposto interamente entro il 31 dicembre 2007. In seguito all'acquisizione da parte di Deutsche Post della partecipazione di minoranza in trans-o-flex, il 10 luglio 1997 Haniel e Hanna 95 hanno concluso un contratto complementare al contratto di acquisto ed al contratto di pegno del 21 novembre 1995(48), che prevedeva il pagamento del prezzo di acquisto entro il 30 settembre 1997 contro lo svincolo delle azioni di trans-o-flex costituite in pegno. La garanzia di pagamento prestata da Deutsche Post serviva appunto a garantire il pagamento di tale prezzo di acquisto. Le circostanze relative alla trasmissione del contratto complementare da parte di Deutsche Post sono identiche a quelle già descritte nei punti precedenti in relazione alla trasmissione della garanzia di pagamento.
g) Prestito per l'estinzione dei debiti nei confronti di Haniel
(50) A partire dal 30 settembre 1997, Deutsche Post ha concesso a Hanna 95 un prestito di [l'importo è identico a quello menzionato ai considerando 86, 164 e 167 per l'estinzione dei debiti di Hanna 95 nei confronti di Haniel](49) milioni di DEM (due rate di rispettivamente [importo equivalente al prezzo d'acquisto di cui ai considerando 49 e 50 così come alla garanzia di pagamento di cui al considerando 47](50) milioni e [il 17 % di tale importo](51) milioni di DEM) ad un tasso d'interesse del [&lt; 5 %](52). È stato convenuto che [importo equivalente al prezzo d'acquisto di cui al considerando 49 ed alla garanzia di pagamento di cui al considerando 47](53) milioni di DEM servissero per il pagamento del prezzo di acquisto che Hanna 95 doveva a Haniel, mentre [il 17 % di tale importo](54) milioni di DEM dovevano servire ad estinguere i prestiti dei soci di Hanna 95.
(51) La lettera inviata il 13 ottobre 1997 a Hanna 95, con la quale Deutsche Post conferma l'accordo relativo al prestito è stata trasmessa alla Commissione il 27 aprile 1999 a seguito del sollecito di risposta alla richiesta di informazioni del 26 marzo 1999. Nella sua precedente lettera del 30 marzo 1999, Deutsche Post accennava solo ad un ulteriore prestito, non meglio precisato, di [importo corrispondente al prestito di cui al considerando 50 più gli importi utilizzati nell'ambito del prestito di cui al considerando 83](55) milioni di DEM, che poteva concedere a trans-o-flex per l'estinzione di debiti in essere a condizioni più favorevoli di quelle di mercato. Anche la lettera del 30 marzo 1999 è stata inviata a seguito di un'ingiunzione della Commissione con la quale si richiedevano risposte più precise alle domande contenute nella richiesta di informazioni del 23 febbraio 1999 circa eventuali prestazioni di Deutsche Post [cfr. B.II.2.f)]. Nella sua lettera del 1o marzo 1999, a tali domande Deutsche Post aveva risposto negativamente senza peraltro fornire ulteriori precisazioni [cfr. B.II.2.f)].
3. Modifiche relative ad Industrial Information
a) Conferimento di una procura generale al [sig. H](56)
(52) L'11 luglio 1997, Industrial Information ha conferito al legale di Deutsche Post, [sig. H](57), che all'epoca deteneva il controllo della società(58), i pieni poteri di rappresentare la società in tutte le operazioni. La procura è stata firmata dal [sig. G](59) in veste di amministratore delegato di Industrial Information.
(53) La Commissione ha avuto conoscenza di tale procura generali il 7 maggio 1999. Deutsche Post ha infatti inviato copia della procura solo insieme ai contratti con i quali l'operazione notificata veniva annullata, ma non l'aveva allegata alla notificazione.
b) Aumento del capitale sociale e modifica dello statuto
(54) In seguito all'acquisizione della partecipazione di maggioranza in trans-o-flex da parte di Industrial Information, il 14 luglio 1997 il [sig. G](60) ha ceduto la sua quota sociale al [sig. H](61), restando tuttavia amministratore delegato con potere esclusivo di firma.
(55) Successivamente, sempre il 14 luglio 1997, si è proceduto ad un aumento del capitale sociale e ad una modifica dello statuto di Industrial Information.
(56) Prima di tale data, il capitale sociale di Industrial Information ammontava a 21000 CHF, di cui 14000 CHF conferiti dal [sig. H](62) e 7000 CHF dal [sig. G](63). Il [sig. G](64) era inoltre amministratore delegato unico e disponeva del potere esclusivo di firma.
(57) Nel corso di un'assemblea straordinaria dei soci di Industrial Information, tenutasi il 14 luglio 1997 e presieduta dal [sig. H](65), è stato deliberato un aumento del capitale sociale da 21000 CHF a 2 milioni di CHF. Ciò è avvenuto attraverso un aumento della quota sociale del [sig. H](66), salita a 1999000 CHF, e l'ingresso del [sig. T](67) nella società con una quota di 1000 CHF. Il [sig. H](68) ed il [sig. T](69) si sono impegnati a versare direttamente la propria quota di capitale sottoscritto.
(58) Il [sig. H](70) ed il [sig. T](71) sono diventati, insieme al [sig. G](72), amministratori delegati di Industrial Information con diritto di firma congiunta.
(59) I documenti da cui risultano queste operazioni sono stati trasmessi alla Commissione dal [sig. H](73) il 6 aprile 1999 in risposta alla richiesta di informazioni della Commissione del 26 marzo 1999.
(60) Stando alle affermazioni del [sig. T](74), contenute nella sua lettera del 6 aprile 1999, il suo ingresso in Industrial Information era stato sollecitato dal [sig. R](75). Questi non deteneva all'epoca ancora alcuna partecipazione in Industrial Information.
c) Ingresso del [sig. R](76) in Industrial Information
(61) Il [sig. H](77) aveva trovato nella persona del [sig. R](78) un investitore disposto a rilevare il 50,4 % delle quote di Hanna 95. Secondo quanto affermato da Deutsche Post nella notificazione, il [sig. R](79) ha rilevato questa partecipazione di maggioranza per poter, rivendendola successivamente, realizzare un congruo profitto. Sempre secondo Deutsche Post, il [sig. R](80) si trattava di un investitore il cui fatturato, sommato a quello di trans-o-flex, era inferiore a 2 miliardi di DEM. Il superamento di questa soglia basata sul fatturato avrebbe imposto, in base alla normativa tedesca sul controllo dei cartelli, la notificazione dell'operazione al Bundeskartellamt.
(62) Il [sig. R](81) è subentrato in Industrial Information undici giorni dopo l'acquisizione da parte di Industrial Information della partecipazione di maggioranza in Hanna 95. Con il contratto del 21 luglio 1997 egli ha rilevato la quota sociale del [sig. H](82), pari a 1999000 CHF. Il contratto in questione è stato comunicato alla Commissione il 6 aprile 1999 dal [sig. H](83) in risposta alla richiesta di informazioni del 26 marzo 1999.
(63) Dall'estratto del registro delle imprese di Zurigo richiesto dalla Commissione risulta che il [sig. H](84) è uscito da Industrial Information non solo come socio, ma anche come amministratore delegato. Il [sig. R](85) non è tuttavia diventato amministratore delegato, né gli è stato conferito il potere di firma.
(64) Il prezzo di acquisto del capitale sociale ammontava a [importo equivalente alla quota detenuta dal [sig. H](86) dopo l'aumento del capitale sociale, cfr. considerando 57; l'importo corrisponde a circa il 4 % di quello pagato da Deutsche Post per la sua quota del 24,8 % in Hanna 95, cfr. considerando 26](87) CHF. Secondo quanto affermato dal [sig. H](88) nella sua lettera del 6 aprile 1999, il [sig. R](89) ha ottenuto dalla West-Treuhand GmbH - il cui socio unico è la [sig.ra H](90), moglie del [sig. H](91) - un prestito per il finanziamento del prezzo di acquisto suddetto. Nessun documento scritto è stato trasmesso alla Commissione in ordine a tale prestito.
4. Trans-o-flex dopo l'ingresso di Deutsche Post e di Industrial Information
a) Contratto di fusione
(65) Alla Commissione è stato trasmesso, dietro richiesta alla pretura di Mannheim, un contratto di fusione stipulato il 27 agosto 1998 tra Hanna 95 Beteiligungs-Verwaltungs GmbH, da un lato, e trans-o-flex Schnell-Lieferdienst AG dall'altro. Questa fusione è stata iscritta nel registro delle imprese. La società trans-o-flex AG si è così estinta. Dal registro delle imprese risulta inoltre che Hanna 95 è stata ridenominata "trans-o-flex Schnell-Lieferdienst GmbH".
(66) Dal registro delle imprese risulta inoltre che il 3 luglio 1997 il [sig. A](92) ed il [sig. B](93) Boecken sono stati iscritti come amministratori delegati di Hanna 95 e che hanno mantenuto tale incarico fino alla fusione. Il [sig. B](94) è un collaboratore di Deutsche Post e ha rappresentato tale impresa e la sua consociata Deutsche Post Express und Transport GmbH in occasione dell'acquisizione della partecipazione di minoranza in Hanna 95. Il 26 aprile 1999 ha inoltre risposto per loro conto alla richiesta di informazioni del 22 aprile 1999. Dopo la fusione, il [sig. P](95), il [sig. L](96) e il [sig. Br](97) sono entrati a far parte dell'impresa.
(67) Nella notificazione è stato invece comunicato alla Commissione che trans-o-flex AG era stata assorbita da Hanna 95 GmbH già il 26 settembre 1997, vale a dire un anno prima della data effettiva della fusione. A questo proposito alla Commissione è stato del resto trasmesso un contratto per atto pubblico del 25 settembre 1997 il quale prevede tuttavia l'assorbimento di Hanna 95 GmbH da parte di trans-o-flex AG.
(68) Solo con lettera del 26 aprile 1999 trans-o-flex ha comunicato alla Commissione che il contratto di fusione tra Hanna 95 GmbH e trans-o-flex AG era stato concluso il 25 settembre 1998, vale a dire un anno dopo. In precedenza trans-o-flex, con lettera del 29 marzo 1999, aveva inviato alla Commissione i verbali delle sedute del consiglio di amministrazione e delle assemblee dei soci di trans-o-flex. L'esame di questi documenti ha rivelato che nell'autunno 1997 Hanna 95 aveva effettivamente stipulato con trans-o-flex AG un contratto di fusione che prevedeva l'assorbimento di Hanna 95 GmbH da parte di trans-o-flex AG. Come risulta dal verbale dell'assemblea straordinaria dei soci di trans-o-flex del 13 maggio 1998, l'assemblea dei soci di trans-o-flex aveva approvato il contratto suddetto in data 25 settembre 1997. Quest'approvazione è stata tuttavia revocata a seguito della decisione dell'assemblea straordinaria dei soci di trans-o-flex il 13 maggio 1998 e sostituita dall'approvazione di un contratto di fusione mediante il quale trans-o-flex veniva assorbita da Hanna 95.
(69) In nessuna delle sue lettere, Deutsche Post ha tuttavia fatto riferimento a questi cambiamenti intervenuti. L'impresa si è espressa in proposito solo nella risposta alle obiezioni, dove ha confermato quanto già accertato dalla Commissione.
b) Cambiamenti nel consiglio di amministrazione
(70) Dopo l'ingresso dei nuovi soci si sono avuti dei cambiamenti nella amministrazione di trans-o-flex AG. Un giorno dopo l'acquisizione delle quote di trans-o-flex da parte di Industrial Information e Deutsche Post, vale a dire l'11 luglio 1997, il [sig. E](98), portavoce del consiglio di amministrazione di trans-o-flex AG si è dimesso. È quanto risulta dalla documentazione inviata il 30 marzo 1999 da Deutsche Post in risposta all'ingiunzione del 26 marzo 1999.
(71) Le informazioni sulle circostanze che hanno condotto a tali dimissioni sono contraddittorie: nella sua lettera del 1o marzo 1999 e nella sua risposta alle obiezioni Deutsche Post adduce come motivazione divergenze di opinioni con il collegio sindacale. Nel verbale della riunione del collegio sindacale di trans-o-flex dell'11 luglio 1997 si legge invece che a Deutsche Post era stato attribuito il diritto di nominare una persona di sua fiducia nel consiglio di amministrazione, che il [sig. E](99) era stato invitato a dimettersi dai suoi incarichi e che, come nuovo membro e portavoce del consiglio di amministrazione era stato proposto il [sig. P](100). La decisione relativa alla sua nomina è stata adottata nella riunione del 28 luglio 1997 del collegio sindacale di trans-o-flex.
(72) Il 28 luglio 1997 il [sig. P](101) ha assunto le sue funzioni in seno al consiglio di amministrazione di trans-o-flex, come risulta dai documenti inviati il 30 marzo 1999 da Deutsche Post. Il [sig. P](102) è stato nominato portavoce del consiglio di amministrazione di trans-o-flex AG con contratto del 3 marzo 1998 avente effetto retroattivo a partire dal 28 luglio 1997. Anche oggi, dopo la fusione per incorporazione di trans-o-flex AG da parte di Hanna 95 GmbH, il [sig. P](103) continua ad occuparsi della gestione di trans-o-flex GmbH. Il [sig. P](104) è amministratore delegato di trans-o-flex GmbH e, stando a quanto affermato nella notificazione del 4 febbraio 1999, è inoltre portavoce del consiglio di amministrazione. Secondo quanto risulta dalla documentazione inviata da Deutsche Post il 30 marzo 1999, il [sig. Br](105) ed il [sig. L](106), due ex membri del consiglio di amministrazione di trans-o-flex AG, sono amministratori delegati di trans-o-flex GmbH insieme al [sig. P](107).
(73) Già prima della sua nomina, il [sig. P](108) aveva stretti contatti con Deutsche Post. Stando alle affermazioni contenute nella sua lettera del 6 aprile 1999, egli sarebbe stato assunto dal [sig. Bl](109), che successivamente (il 15 settembre 1997) è diventato membro del collegio sindacale di trans-o-flex. Il [sig. P](110) ed il [sig. Bl](111) sono soci di LBMG (Logistik Management-Beteiligungs GmbH), nella quale anche Deutsche Post detiene una partecipazione del 24,8 %. Prima di iniziare la sua attività presso trans-o-flex, il [sig. P](112) lavorava per TNT Netlog, società da lui costituita ed il cui unico cliente all'epoca della sua attività presso tale impresa era Deutsche Post.
c) Composizione del collegio sindacale
(74) In base all'accordo si consorzio del 10 luglio 1997, illustrato nella sezione B.II.2.c), a Industrial Information spettano quattro membri, a Deutsche Post due membri ed al gruppo [Sch](113)/[A](114) ugualmente due membri nel collegio sindacale di trans-o-flex AG. È da presumere che gli altri otto membri del collegio sindacale, cui si fa riferimento nell'accordo di consorzio, siano rappresentanti dei lavoratori. Non vi è tuttavia alcuna conferma delle parti in proposito. Nella notificazione Deutsche Post si limita a parlare della composizione paritetica del collegio sindacale di trans-o-flex.
(75) Il 15 settembre 1997, il [sig. Bl](115) ed il [sig. D](116) sono stati nominati membri del collegio sindacale di trans-o-flex AG per conto di Deutsche Post. Industrial Information ha esercitato il suo diritto di nomina dei sindaci solo il 27 agosto 1998. L'impresa ha tuttavia esercitato solo in parte tale diritto in quanto, anziché i quattro membri che le spettavano, ha nominato solo il [sig. Bo](117). È quanto emerge dalle dichiarazioni del [sig. A](118) contenute nella sua lettera del 3 marzo 1999. Una conferma viene dal punto 3 del verbale della riunione del collegio sindacale di trans-o-flex AG dell'11 luglio 1997, inviato il 1o marzo 1999 da Deutsche Post in risposta ad una richiesta di informazioni insieme agli altri verbali delle riunioni del collegio sindacale di trans-o-flex. In tale verbale si legge che a Deutsche Post erano stati attribuiti due mandati per la nomina di membri del collegio sindacale e che pertanto altri due consiglieri nominati dai soci avrebbero dovuto lasciare detto consiglio. Non si fa menzione dei quattro membri del collegio sindacale spettanti a Industrial Information in base all'accordo di consorzio.
(76) Per quanto concerne le generalità dei membri del collegio sindacale di trans-o-flex AG, Deutsche Post si è limitata a comunicare in data 30 marzo 1999 un elenco dei loro nomi e le date della loro assunzione o del loro abbandono dell'incarico. In relazione alle affermazioni del [sig. R](119) contenute nella sua lettera del 6 aprile 1999, nella quale egli cita il [sig. Bo](120) come il membro del collegio sindacale nominato da Industrial Information, dall'elenco in questione si può semplicemente desumere, indirettamente, che i due consiglieri nominati il 15 settembre 1997, cioè il [sig. Bl](121) ed il [sig. D](122), devono essere quelli proposti da Deutsche Post.
(77) Alla Commissione non è stato trasmesso un elenco esatto dei membri che compongono attualmente il collegio sindacale di trans-o-flex GmbH e di chi li abbia nominati. Alla richiesta di informazioni in proposito, Deutsche Post ha risposto inviando l'elenco di cui al punto precedente, che inizia il 1o gennaio 1985 e si conclude con l'iscrizione del [sig. Bo](123) avvenuta il 27 agosto 1998, prima cioè del contratto di fusione. Tale elenco non può quindi che riferirsi alla società trans-o-flex AG, nel frattempo estinta. (In proposito va osservato che questo elenco conta 12 membri, mentre l'accordo di consorzio prevedeva un aumento del numero dei membri a 16).
(78) Fino a che punto la composizione del collegio sindacale di trans-o-flex AG coincida con quella del collegio sindacale di trans-o-flex GmbH non è stato chiarito da Deutsche Post. Nelle lettere del 6 aprile 1999 e del 27 aprile 1999, questa si è limitata ad affermare che l'attuale composizione del collegio sindacale è stata concordata verbalmente tra Industrial Information ed i soci di minoranza. Solo nella risposta alle obiezioni della Commissione, Deutsche Post dichiara che tra il 27 agosto 1998, data alla quale termina l'elenco da lei trasmesso nelle sue risposte, e la data di invio delle informazioni non è intervenuto nessun cambiamento nella composizione del collegio sindacale.
d) Esercizio del diritto di voto nell'assemblea dei soci
(79) Dalla notificazione di Deutsche Post del 4 febbraio 1999 e dall'atto costitutivo inviato come allegato, nonché dal regolamento interno del consiglio di amministrazione inviato da trans-o-flex il 31 marzo 1999, emerge che l'assemblea dei soci è l'organo direttivo di trans-o-flex GmbH. Le decisioni dei soci vengono prese sostanzialmente a maggioranza semplice dei voti espressi. Stando alle informazioni fornite nelle rispettive lettere del 6 aprile 1999 del [sig. R](124) e del [sig. T](125), nonché in quella del 26 aprile 1999 del [sig. G](126), l'azionista di maggioranza è rappresentato dal [sig. H](127). Quest'affermazione è stata confermata anche da Deutsche Post nella sua risposta alle obiezioni. A tale proposito, il [sig. G](128), nella lettera del 26 aprile 1999 in risposta ad un sollecito della Commissione, ha affermato che il [sig. H](129) ha esercitato questo potere di rappresentanza su incarico del [sig. R](130). Tuttavia ancora prima dell'ingresso del [sig. R](131) in Industrial Information, il [sig. H](132) disponeva già di una procura generale(133).
(80) A questo riguardo, va osservato che le dichiarazioni di Deutsche Post e degli altri interpellati si riferiscono all'esercizio del controllo in trans-o-flex. Solo al termine dei suoi accertamenti la Commissione è stata informata da trans-o-flex GmbH del fatto che la fusione mediante incorporazione di trans-o-flex AG da parte di Hanna 95 GmbH è avvenuta in realtà un anno dopo la data comunicata nella notificazione. Per il periodo precedente la fusione, tuttavia - contrariamente a quanto sostenuto da Deutsche Post nella sua risposta alle obiezioni - l'aspetto determinante era costituito dall'assetto di controllo di Hanna 95 GmbH e non da quello di trans-o-flex AG. Deutsche Post non si è tuttavia pronunciata circa il controllo di Hanna 95 GmbH. A questo proposito non sono stati condotti accertamenti poiché, sulla base di quanto dichiarato da Deutsche Post, la questione non sembrava essere rilevante: secondo le affermazioni contenute nella notificazione, la fusione era avvenuta il 26 settembre 1997, quindi quasi contestualmente alla conclusione dei contratti del 10 luglio 1997. Le imprese Hanna 95 GmbH e trans-o-flex GmbH sono di fatto identiche. Tuttavia, dai documenti trasmessi in relazione a trans-o-flex GmbH e menzionati al considerando precedente, non è possibile trarre conclusioni relative a Hanna 95 GmbH, in quanto essi partono solo dal 27 agosto 1998. È solo nella risposta alle obiezioni che Deutsche Post ha informato la Commissione - ad ogni modo senza allegare alcuna documentazione a sostegno delle sue affermazioni - del fatto che la fusione non aveva modificato il controllo sulla ex Hanna 95 GmbH diventata quindi trans-o-flex GmbH. Con lettera del 31 marzo 1999, Deutsche Post ha inoltre inviato documenti dai quali risultano le competenze degli organi di trans-o-flex AG, che non forniscono tuttavia le informazioni, rilevanti per il caso in esame, sull'assetto di controllo di Hanna 95 GmbH, proprietaria unica di trans-o-flex AG. Inoltre, i documenti in questione risalgono al marzo e all'aprile 1998 e non sono quindi indicativi per quanto riguarda la situazione vigente al momento dell'acquisizione della partecipazione di minoranza.
e) Aumento di capitale
(81) Secondo le informazioni fornite da Deutsche Post nella sua lettera del 27 aprile 1999, il 23 dicembre 1998 l'assemblea dei soci avrebbe deciso un aumento del capitale di trans-o-flex GmbH. Per informazioni più dettagliate Deutsche Post rimanda ad una deliberazione sociale allegata. Tale deliberazione reca tuttavia solo le firme dei soci [A](134) e [Sch](135), ma non quelle di Industrial Information e Deutsche Post.
(82) Il testo della deliberazione sociale prevede un apporto di capitale in contanti da parte di Industrial Information per [importo corrispondente a quello di cui al contratto complementare al contratto d'opzione, cfr. considerando 43](136) milioni di DEM. Tale somma corrisponde all'importo di cui è stato aumentato il prezzo d'acquisto convenuto nel contratto d'opzione tra Industrial Information e Deutsche Post in base al contratto complementare stipulato lo stesso giorno [cfr. B.II.2.d)]. Solo nella risposta alle obiezioni, Deutsche Post ha informato la Commissione che l'aumento di capitale è stato finanziato tramite la Julius Bär-Bank e che ha comportato un aumento corrispondente della garanzia prestata da Deutsche Post.
f) Prestiti concessi a trans-o-flex
(83) Nella sua lettera del 27 aprile 1999 in risposta all'ingiunzione della Commissione del 22 aprile 1999, Deutsche Post ha spiegato di aver concesso a trans-o-flex una linea di credito a concorrenza di [tale importo è il doppio di quello utilizzato, menzionato nella prossima frase](137) milioni di DEM. Questo credito sarebbe stato utilizzato da trans-o-flex per un importo pari a [questo importo corrisponde alla metà della linea di credito concessa, cfr. anche considerando 51](138) milioni di DEM. Inoltre Deutsche Post fa riferimento al relativo contratto che trans-o-flex ha trasmesso come allegato alla sua lettera del 29 marzo 1999.
(84) Tale contratto del 7 gennaio 1998 prevede che a trans-o-flex venga messa a disposizione da parte di Deutsche Post, con effetto retroattivo a partire dal 1o settembre 1997, una linea di credito di [questo importo è uguale al primo importo citato al considerando 83](139) milioni di DEM. La linea di credito ha una durata di un anno e si rinnova automaticamente se non viene revocata. Il tasso d'interesse è calcolato sulla base del FIBOR maggiorato dello [&lt; 1 %](140) l'anno. La linea di credito serve al finanziamento della normale attività dell'impresa, come risulta dalla lettera di trans-o-flex del 26 aprile 1999.
(85) Il contratto è stato trasmesso alla Commissione da trans-o-flex in data 29 marzo 1999 in risposta ad un sollecito della Commissione. Nella lettera di accompagnamento si legge che si tratta del contratto con cui Deutsche Post ha concesso a trans-o-flex un prestito di [questo importo è identico a quello menzionato al considerando 51, costituito dall'ammontare del prestito di cui al considerando 50 più gli importi utilizzati nell'ambito del prestito di cui al considerando 83](141) milioni di DEM. L'erogazione del credito sarebbe stata giustificata dal fatto che le condizioni di Deutsche Post erano decisamente migliori di quelle fino a quel momento offerte a trans-o-flex dalle banche. Queste informazioni coincidono con quelle fornite da Deutsche Post nella sua lettera del 30 marzo 1999 in risposta al sollecito rivoltole.
(86) Poiché gli importi citati da Deutsche Post e trans-o-flex nelle loro lettere non corrispondono a quelli contenuti nel contratto inviato, la Commissione, con lettera del 22 aprile 1999, ha sollecitato Deutsche Post e trans-o-flex a rispondere alle richieste di informazioni loro inviate. Solo nella risposta del 27 aprile 1999 a tale sollecito, Deutsche Post ha illustrato dettagliatamente le condizioni dei prestiti concessi a trans-o-flex. Si tratta da un lato del prestito di [l'importo è identico a quello del prestito di cui al considerando 50, nonché a quello dei debiti di Hanna 95 nei confronti di Haniel di cui ai considerando 164 e 167](142) milioni di DEM già descritto nella sezione B.II.2.g) per l'estinzione dei debiti di Hanna 95, in particolare di quelli nei confronti di Haniel. Il restanti [questo importo corrisponde alle somme utilizzate nell'ambito del prestito di cui ai considerando 83, 142 e 167 per il finanziamento dell'attività corrente](143) milioni di DEM risultano dall'utilizzo della citata linea di credito a concorrenza di [questo importo corrisponde all'ammontare del prestito concesso per il finanziamento dell'attività corrente, cfr. considerando 83, 84, 86 e 142](144) milioni di DEM.
5. Cessione della partecipazione detenuta da Industrial Information a Deutsche Post
(87) Il 12 febbraio 1999 è stato concluso il contratto di compravendita tra Industrial Information e Deutsche Post Express und Transport GmbH relativo alla cessione della partecipazione di maggioranza in trans-o-flex. Il prezzo di acquisto ammonta a [questo importo corrisponde al prezzo d'acquisto pagato da Industrial Information, cfr. considerando 30, più l'importo dell'aumento di capitale, cfr. considerando 82, ovvero l'importo di cui al contratto complementare al contratto d'opzione, cfr. considerando 43, più il 5 % del prezzo d'acquisto complessivo](145) milioni di DEM. Il contratto è stato inviato alla Commissione da Deutsche Post con lettera del [sig. H](146) del 16 febbraio 1999.
(88) In base alle informazioni fornite dal [sig. R](147) e dal [sig. T](148) nelle rispettive lettere del 6 aprile 1999, la vendita ha avuto luogo in esito a accordo verbale e senza che sia stata esercitata l'opzione di vendita. Secondo il [sig. R](149), l'esercizio dell'opzione non sarebbe stato necessario, poiché il [sig. H](150) lo aveva informato dell'interesse di Deutsche Post a rilevare la partecipazione ed il [sig. R](151) stesso aveva manifestato la sua disponibilità a vendere le quote a Deutsche Post.
(89) Il 7 maggio 1999, tale contratto di vendita è stato però sciolto mediante atto pubblico concluso tra Industrial Information, rappresentata dal [sig. H](152) in virtù della procura generale conferitagli l'11 luglio 1997, da un lato, e Deutsche Post Express und Transport GmbH, rappresentata dal suo amministratore delegato, dall'altro.
C. VALUTAZIONE GIURIDICA
(90) Dagli accertamenti della Commissione risulta che Deutsche Post, nella notificazione e nelle riposte alle richieste di informazioni della Commissione, ha violato gli obblighi di informazione previsti dal regolamento sulle concentrazioni. Solo grazie agli accertamenti è stato possibile fare chiarezza su una serie di fatti fondamentali e di particolare importanza ai fini della valutazione dell'acquisizione del controllo su trans-o-flex da parte di Deutsche Post mediante l'operazione notificata nel 1999. Nella notificazione questi fatti erano stati presentati in modo inesatto o alterato. Anche le risposte di Deutsche Post alle richieste di informazioni contenevano in proposito informazioni inesatte.
(91) Alla Commissione è stato così impedito di farsi un quadro completo della situazione relativa all'acquisizione del controllo su trans-o-flex da parte di Deutsche Post mediante l'operazione notificata nel 1999. Contrariamente a quanto sostenuto da Deutsche Post nella sua risposta alle obiezioni, gli addebiti mossi dalla Commissione non riguardano un'errata valutazione da parte di Deutsche Post del cambiamento dell'assetto di controllo. Ciò che viene contestato a Deutsche Post è la mancata trasmissione di tutte le informazioni, necessaria affinché la Commissione stessa potesse valutare la situazione.
I. OBBLIGHI DI INFORMAZIONE A NORMA DEL REGOLAMENTO SULLE CONCENTRAZIONI E LORO VIOLAZIONE DA PARTE DI DEUTSCHE POST
(92) Sulla base del formulario CO, Deutsche Post era tenuta all'invio di queste informazioni già nella notificazione. Contrariamente a quanto sostenuto da Deutsche post nella sua risposta alle obiezioni, l'obbligo d'informazione non si limita semplicemente alla descrizione dei fatti direttamente collegati all'operazione notifica nel 1999, ma si riferisce a tutti fatti utili per valutare l'esistenza di una concentrazione ai sensi dell'articolo 3 del regolamento sulle concentrazioni. Tra tali fatti rientrano, nel caso in esame, anche quelli relativi all'operazione del 1997. Solo se da tali fatti risulta che in occasione di tale operazione Deutsche Post non aveva già acquisito il controllo esclusivo su trans-o-flex, può darsi per scontata l'acquisizione del controllo, e quindi l'esistenza di una concentrazione, nel 1999.
(93) La norma che prevede di detti obblighi di informazione intende mettere a disposizione della Commissione tutte le informazioni necessarie affinché possa adottare una decisione sulla concentrazione notificata entro i termini fissati dal regolamento sulle concentrazioni. A tal fine non si tratta solo di valutare le conseguenze dell'operazione notificata sotto il profilo della concorrenza, ma anche di determinare la sussistenza della competenza della Commissione. I termini sono fissati in modo da ostacolare il meno possibile l'attività economica. Data l'esistenza di tali limiti di tempo, risulta particolarmente importante che le parti forniscano una presentazione completa, esatta ed accurata delle informazioni che esse sono tenute a comunicare in base al regolamento sulle concentrazioni. La comminazione di ammende contro la violazione degli obblighi di informazione è quindi finalizzata all'effettiva applicazione del principio, fondamentale per l'attività di controllo della Commissione, in base al quale le parti notificanti un progetto di concentrazione devono fornire informazioni complete ed esatte. Essa si applica indipendentemente dal fatto che la violazione degli obblighi di informazione conduca o meno ad una valutazione errata da parte della Commissione.
(94) Nella notificazione Deutsche Post ha descritto l'operazione del 1997. Nel farlo ha però fornito solo le informazioni a sostegno della sua affermazione secondo cui essa avrebbe acquisito il controllo su trans-o-flex solo mediante l'operazione notificata. Le informazioni ed i fatti in contraddizione con tale affermazione non sono invece stati comunicati. Per le stesse ragioni sono state inoltre trasmesse numerose informazioni inesatte.
(95) Un quadro analogo emerge dall'esame delle risposte fornite da Deutsche Post alle richieste di informazioni sull'acquisizione del controllo. Anche queste risposte contengono informazioni inesatte a sostegno della tesi di Deutsche Post in merito all'acquisizione del controllo. Si tratta ad esempio delle risposte alle domande relative alla composizione degli organi direttivi e di vigilanza di trans-o-flex, nonché alle prestazioni finanziarie di Deutsche Post in favore di Hanna 95/trans-o-flex. Solo dopo numerose ingiunzioni della Commissione e sulla base del contenuto di documenti interni nel frattempo richiesti dalla Commissione, è stato possibile rettificare molte di queste informazioni inesatte.
II. RISPOSTA DI DEUTSCHE POST DEL 13 SETTEMBRE 1999
(96) Con la comunicazione delle obiezioni, è stata data a Deutsche Post la possibilità di manifestare il proprio punto di vista circa le obiezioni stesse sollevate dalla Commissione nel caso in esame.
(97) Nella sua risposta del 13 settembre 1999, Deutsche Post non ha contestato quanto emerso dagli accertamenti della Commissione. Al contrario, essa ha confermato la validità di tutti i fatti accertati dalla Commissione.
(98) Deutsche Post sostiene tuttavia di aver fornito nella notificazione una rappresentazione esatta e completa della situazione quale si presentava agli inizi del 1999. In base al formulario CO, Deutsche Post non sarebbe stata tenuta a fornire informazioni sull'operazione del 1997. Del resto, anche la Commissione sarebbe partita da tale presupposto. L'assunto della Commissione, secondo cui si trattava invece di informazioni necessarie, poggerebbe su una valutazione non condivisa da Deutsche Post. A suo avviso non si può comunque parlare di una rappresentazione inesatta o alterata dei fatti.
(99) L'eventuale acquisizione del controllo nel 1997 assume importanza decisiva per la valutazione dell'operazione notificata nel 1999. Pertanto, le relative informazioni dovevano essere fornite nella notificazione. La stessa Deutsche Post ne era consapevole, in quanto nella notificazione ha fornito tali informazioni, seppure in modo inesatto ed alterato.
(100) L'obbligo di fornire le informazioni in questione sussiste indipendentemente dal fatto che la Commissione lo abbia fatto presente alla parte notificante. Nel caso in esame, gli elementi che inducevano a ipotizzare che l'acquisizione del controllo fosse già avvenuta nel 1997 erano tuttavia talmente evidenti che la Commissione - contrariamente a quanto sostenuto da Deutsche Post nella sua risposta - aveva fatto presente a Deutsche Post fin dal gennaio 1999, già prima della notificazione, che nella notificazione sarebbe stata necessaria una descrizione dettagliata dell'operazione del 1997. Ciò è stato ribadito in particolare il 2 febbraio 1999, in occasione del colloquio preliminare alla notificazione della prevista acquisizione da parte di Deutsche Post di una partecipazione di maggioranza in trans-o-flex.
(101) L'obbligo per Deutsche Post di illustrare i fatti in questione è indipendente dalle conclusioni che se ne possono trarre circa l'esistenza di un controllo di Deutsche Post su trans-o-flex nel 1997. L'affermazione di Deutsche Post, secondo la quale la notificazione sarebbe completa in quanto essa era tenuta a descrivere solo i fatti relativi all'operazione del 1999 non è quindi pertinente.
(102) La violazione dell'obbligo d'informazione, sanzionabile con l'ammenda, non può del resto essere sanata a posteriori da una modifica della situazione. Nel corso dell'audizione, Deutsche Post ha sostenuto che la base giuridica per il presente procedimento non sussiste, poiché la Commissione, sulla base delle informazioni trasmesse da Deutsche Post, non avrebbe potuto adottare alcuna decisione: verrebbe quindi meno anche la base giuridica per l'applicazione dell'articolo 14 del regolamento sulle concentrazioni. A tale proposito, Deutsche Post si richiama, da un lato, all'annullamento dell'operazione notificata, che ha posto termine al procedimento. Dall'altro, essa sostiene che la Commissione non era competente a pronunciarsi su un'acquisizione del controllo nel 1997.
(103) A norma del regolamento sulle concentrazioni, Deutsche Post ha notificato alla Commissione l'acquisizione di una partecipazione di maggioranza in trans-o-flex. Le informazioni contenute nella notificazione erano state trasmesse alla Commissione ai fini della preparazione di una decisione a norma del regolamento sulle concentrazioni. Il fatto che la notificazione contenga informazioni inesatte ed alterate, costituisce di per sé una violazione dell'obbligo d'informazione previsto dal regolamento sulle concentrazioni. Siffatta violazione non può essere sanata dal fatto che nel caso concreto non venga adottata alcuna decisione. Il procedimento per l'applicazione dell'ammenda può essere avviato nel momento in cui è chiaro che esiste una violazione degli obblighi di informazione. Il fatto che la notificazione sia o meno pendente e possa condurre all'adozione di una decisione è irrilevante.
(104) Anche per quanto riguarda la mancata competenza della Commissione in merito all'operazione del 1997, asserita da Deutsche Post, si rimanda alle considerazioni precedenti, per cui i fatti relativi all'operazione del 1997 sono rilevanti ai fini delle valutazione della struttura del controllo risultante dall'operazione notificata nel 1999.
(105) Nelle sue affermazioni contenute nella risposta alle obiezioni, Deutsche Post fa ricorso ad una serie di argomentazioni ulteriori che tuttavia non convincono.
(106) All'addebito relativo alla violazione degli obblighi di informazione, Deutsche Post oppone una valutazione dei fatti fondata sul suo parere in merito all'acquisizione del controllo. Deutsche Post è certamente legittimata ad esprimere un tale parere. Ciò non può tuttavia limitare gli effetti degli obblighi di informazione previsti dal regolamento sulle concentrazioni. Tali obblighi esistono oggettivamente, indipendentemente dalle conclusioni che possono eventualmente trarsi dalle informazioni da trasmettere. Essi riguardano inoltre tutti i fatti che devono essere riferiti a norma del regolamento sulle concentrazioni. Una selezione delle informazioni trasmesse dalla parte notificante, che sia basata sulla sua soggettiva visione dei fatti, non è lecita e rappresenta una violazione degli obblighi di informazione.
(107) Anche per quanto concerne le risposte alle richieste di informazioni, nella sua replica alle obiezioni Deutsche Post sostiene di aver riposto in modo esatto e completo a tutte le domande rivoltele dalla Commissione. Anche a questo proposito, essa conferma la validità dei fatti emersi dagli accertamenti della Commissione.
(108) Deutsche Post lamenta tuttavia di non avere avuto tempo sufficiente per rispondere a tali domande. A tale proposito va osservato che per rispondere alle richieste di informazioni è stato concesso a Deutsche Post il termine consueto in un procedimento del genere. Un termine più breve è stato fissato solo per le domande già contenute in precedenti richieste di informazioni e alle quali non era stata data risposta o era stato risposto in modo incompleto. Del resto Deutsche Post non si è avvalsa della facoltà di chiedere alla Commissione una proroga dei termini fissati.
(109) Deutsche Post è inoltre dell'avviso che le domande poste dalla Commissione erano in parte ambigue e che pertanto non era imputabile ad essa il fatto di aver risposto a tali domande in modo diverso da quanto si attendeva la Commissione. Tale qualificazione delle domande poste dalla Commissione non è avvalorata né dalla loro formulazione, né dal contesto nel quale esse sono state poste, costituito dall'accertamento della struttura del controllo. Essi si spiega piuttosto sulla base dell'obiettivo perseguito da Deutsche Post di occultare alla Commissione tutte quelle informazioni che avrebbero potuto far sorgere dubbi sulla versione da essa fornita in relazione alla questione del controllo. Di fatto, anche in relazione ad una specifica domanda, Deutsche Post ha avanzato un'interpretazione non sostenibile. La domanda relativa agli accordi tra le parti per la ripartizione dei membri negli organi di trans-o-flex si limiterebbe, secondo Deutsche Post, all'identità dei membri, ma non riguarderebbe i diritti dei soci a nominare tali membri [cfr. C.III.2.a)1)].
(110) A sostegno della sua argomentazione, Deutsche Post fa riferimento alla mancanza di un nesso causale tra la rappresentazione inesatta o alterata dei fatti ed il contenuto della decisione della Commissione. Anche tenuto conto dei fatti che non sono stati comunicati alla Commissione, una valutazione diversa non sarebbe stata possibile.
(111) Un tale rapporto di causalità non è necessario, in ogni caso, perché sussista una violazione dell'obbligo d'informazione sanzionabile con l'ammenda. Le informazioni fornite a norma del regolamento sulle concentrazioni non devono contenere indicazioni inesatte e alterate. L'obbligo di fornire tutte le informazioni complete ed esatte richieste dal regolamento sulle concentrazioni ha uno scopo obiettivo: si tratta di consentire alla Commissione di adottare una decisione sulla base di tutte le informazioni pertinenti entro i termini stabiliti dalla normativa. Non è invece necessario che le indicazioni inesatte e alterate conducano ad una valutazione errata.
(112) Per tale ragione è inconcludente altresì la difesa, avanzata da Deutsche Post, in base alla quale la comunicazione della informazioni di cui trattasi non era necessaria poiché sulla base di tali informazioni la Commissione non sarebbe potuta giungere ad una conclusione diversa. Tale valutazione è inoltre fondata sul parere di Deutsche Post in merito all'acquisizione del controllo. Deutsche Post disconosce in tal modo che il suo diritto di dare una propria valutazione fa venir meno l'obbligo di fornire alla Commissione una rappresentazione completa dei fatti su cui tale valutazione si basa, che permetta alla Commissione stessa di formarsi un quadro obbiettivo a tal riguardo. Una selezione delle informazioni a sostegno della propria versione, a scapito di quelle che potrebbero metterla in dubbio, non è conforme agli obblighi di informazione stabiliti nel regolamento sulle concentrazioni.
(113) Neanche il fatto che, nella sua risposta alla comunicazione delle obiezioni, Deutsche Post abbia confermato la veridicità dei fatti accertati dalla Commissione è sufficiente ad escludere l'esistenza della violazione degli obblighi di informazione previsti dal regolamento sulle concentrazioni. Obiettivo di tali obblighi è appunto quello di far sì che la Commissione disponga fin dall'inizio, e non dopo complessi e lunghi accertamenti, delle informazioni necessarie. Altrettanto può dirsi dell'argomento avanzato da Deutsche Post secondo cui essa non avrebbe occultato nessuno dei fatti sui quali era tenuta a fornire informazioni. La violazione dell'obbligo d'informazione sussiste quando nella notificazione viene omessa un'informazione rilevante.
(114) Deutsche Post afferma che la Commissione poteva comunque procurarsi direttamente da fonti accessibili al pubblico, come il registro delle imprese, i documenti che non le sono stati trasmessi. Deutsche Post disconosce così che gli obblighi di informazione contenuti nel regolamento sulle concentrazioni non si limitano ai fatti di cui solo la parte notificante è a conoscenza, ma si riferiscono a tutte le informazioni pertinenti, comprese quelle accessibili al pubblico.
(115) Deutsche Post sostiene che tutta una serie di informazioni che la Commissione lamenta di non aver ricevuto erano contenute negli allegati alla notificazione. Per quanto riguarda la notificazione, va rammentato che gli obblighi di informazione si riferiscono, come è stato indicato anche nel primo paragrafo della sezione B del formulario CO, in primo luogo al testo della notificazione. È lì che devono figurare tutte le informazioni essenziali. La notificazione deve essere chiara di per sé, mentre gli allegati servono ad illustrare o confermare le informazioni contenute nella notificazione stessa. Ai fini dell'adempimento dell'obbligo d'informazione, il soggetto notificante non può far valere che determinati fatti totalmente omessi nella notificazione sono tuttavia reperibili negli allegati. Inoltre, nel caso in esame, gli allegati non contengono tutte le informazioni essenziali.
(116) Neanche nelle considerazioni di Deutsche Post riguardanti i singoli punti in relazione ai quali le viene addebitato di aver fornito indicazioni inesatte o alterate, è possibile rinvenire argomenti in grado di invalidare gli addebiti formanti oggetto della presente decisione. In appresso viene riportata una descrizione particolareggiata dei fatti, che ne illustra, per quanto necessario, i singoli aspetti.
III. LE SINGOLE VIOLAZIONI DEL REGOLAMENTO SULLE CONCENTRAZIONI
1. Articolo 14, paragrafo 1, lettera b)
a) L'elemento oggettivo dell'illecito
(117) Da quanto finora esposto, appare chiaro che nella notificazione del 4 febbraio 1999, riguardante l'acquisizione del 50,4 % delle quote di trans-o-flex GmbH da Industrial Information, Deutsche Post ha fornito indicazioni inesatte e alterate. Sussistono pertanto gli estremi della fattispecie di cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni.
(118) Nella notificazione, Deutsche Post ha affermato che solo in seguito all'acquisizione notifica di una partecipazione di maggioranza in trans-o-flex avrebbe acquisito il controllo su tale società. Deutsche Post sostiene inoltre di non aver acquisito alcun controllo su trans-o-flex all'epoca della sua acquisizione di una partecipazione di minoranza in tale impresa, il 10 luglio 1997.
(119) Dagli accertamenti di cui si è già riferito dettagliatamente e dall'analisi del loro risultato, emergono tuttavia elementi che inducono a ritenere che già in data 10 luglio 1997 Deutsche Post avesse acquisito il controllo su trans-o-flex AG.
1) Indicazioni inesatte
(120) A sostegno della sua versione dei fatti, Deutsche Post fornisce nella notificazione una serie di indicazioni inesatte.
a) Fusione
(121) Una di queste è la descrizione, contenuta nella notificazione, della fusione di trans-o-flex AG e Hanna 95 GmbH, che, contrariamente a quanto ivi affermato, non ha avuto luogo il 26 settembre 1997, ma solo un anno dopo, il 27 agosto 1998. Non può del resto trattarsi di un errore dattilografico nella notificazione, poiché a questa era allegato un contratto di fusione per atto pubblico concluso il 25 settembre 1997 e riguardante le due società citate. Come emerso nel corso degli accertamenti, questo contratto è stato sostituito da un contratto successivo stipulato in data 27 agosto 1998 ed al quale è stata effettivamente data esecuzione. Nella sua risposta alle obiezioni, Deutsche Post riconosce effettivamente che quello inviato non era il contratto definitivo stipulato dalle parti. A questo proposito essa afferma che si sarebbe trattato di una svista. Anche ammesso che le cose stiano così, la notificazione resterebbe inesatta per quanto concerne la data della fusione, come riconosciuto da Deutsche Post stessa nella sua risposta. Come illustrato dettagliatamente in precedenza [(B.II.4.d)], il fatto che la fusione - contrariamente a quanto indicato nella notificazione - non abbia avuto luogo contestualmente all'operazione del 1997 ma solo un anno dopo riveste un'importanza considerevole per la verifica della struttura del controllo.
b) Prospettive di guadagno
(122) Secondo le informazioni contenute nella notificazione, il [sig. R](153) avrebbe temporaneamente rilevato una partecipazione di maggioranza in trans-o-flex tramite Industrial Information al fine di realizzare un profitto grazie ad un investimento promettente. Anche questa descrizione dei fatti si è rivelata inesatta nel corso degli accertamenti: contrariamente alle affermazioni di Deutsche Post, i contratti in questione non offrono al [sig. R](154) alcuna prospettiva di guadagno legata alle sorti dell'impresa. Dall'accordo relativo al prezzo d'acquisito contenuto nel contratto d'opzione [B.II.2.d)] risulta che in caso di vendita a Deutsche Post non è previsto alcun margine di guadagno per Industrial Information. Un eventuale indennizzo, che dovrebbe figurare tra i rimborsi delle spese sostenute, non può essere considerato come un utile, ma al massimo come compenso per una prestazione di servizi. Il diritto di prelazione a favore di Deutsche Post e le disposizioni relative al prezzo d'acquisto [B.II.2.d)] inducono a ritenere che, anche in caso di cessione a terzi, Industrial Information non possa sperare in alcun profitto.
(123) Sulla base di quanto convenuto nell'accordo di opzione, per Industrial Information e per il [sig. R](155) verrebbe meno in tal modo anche qualsivoglia interesse economico. È solo per Deutsche Post che la partecipazione di Industrial Information riveste un simile interesse.
c) Esercizio dei diritti dei soci
(124) Nella notificazione si legge inoltre che il [sig. R](156) avrebbe sempre esercitato i diritti spettantigli in qualità di socio. Gli accertamenti hanno tuttavia rivelato che il [sig. R](157) è entrato in gioco solo undici giorni dopo la conclusione dei contratti relativi all'acquisizione della partecipazione di maggioranza, allorché ha rilevato le quote di Industrial Information di proprietà del [sig. H](158). All'epoca, il [sig. H](159) disponeva già di una procura generale per conto di Industrial Information, in virtù della quale egli esercitava i diritti spettanti ai soci di Industrial Information e rappresentava l'impresa all'esterno e nell'assemblea dei soci. Nella sua risposta alle obiezioni, Deutsche Post sostiene che a questo proposito avrebbe avuto luogo un intenso scambio di informazioni tra il [sig. R](160) ed il [sig. H](161), al quale sarebbero state impartite direttive sul comportamento da tenere. Deutsche Post non ha tuttavia comprovato tali affermazioni, né tramite la sua descrizione dei fatti, né mediante l'invio della relativa documentazione.
(125) Sostenere che il [sig. R](162) abbia esercitato i suoi diritti di socio è inesatto per il semplice fatto che determinati diritti non sono stati comunque esercitati, cosa che non viene contestata da Deutsche Post. Si tratta ed esempio del diritto di nominare quattro membri del collegio sindacale, esercitato solo in parte, in quanto è stato nominato solamente uno dei quattro consiglieri in questione. Non si è del resto riscontrata neppure una partecipazione del socio di maggioranza Industrial Information al consiglio di amministrazione di Hanna 95 GmbH, trans-o-flex AG e trans-o-flex GmbH.
d) Diritto di esercizio dell'opzione di vendita
(126) Nella notificazione si afferma che spettava alla sola Industrial Information decidere quando avrebbe avuto luogo la cessione della partecipazione di maggioranza in trans-o-flex. A tal fine Deutsche Post avrebbe concesso a Industrial Information un'opzione di vendita. Di fatto, è però emerso, come confermato esplicitamente anche da Deutsche Post nella sua riposta alle obiezioni, che l'opzione di vendita doveva servire quale garanzia per la banca che aveva concesso il credito e che il diritto di esercizio dell'opzione di vendita era stato trasferito a quest'ultima. Industrial Information ha quindi rinunciato al diritto derivante dall'opzione di vendita in base al quale sarebbe spettato a lei sola stabilire quando cedere a Deutsche Post le sue quote di trans-o-flex. Quanto affermato in proposito nella notificazione è pertanto inesatto.
2) Indicazioni alterate
(127) Oltre alle indicazioni inesatte, nella sua notificazione Deutsche Post fornisce anche numerose indicazioni alterate per sostenere la sua affermazione secondo la quale nel 1997 sarebbe stata Industrial Information e non Deutsche Post ad acquisire il controllo su trans-o-flex. Nella sua notificazione Deutsche Post ha infatti omesso di menzionare tutta una serie di fatti necessari per consentire una valutazione dell'acquisizione del controllo da parte di Deutsche Post nel 1999. L'acquisizione del controllo da parte di Deutsche Post nel 1999 era possibile solo se l'impresa non aveva acquisito già nel 1997 il controllo esclusivo. Pertanto, nella notificazione vanno riferiti tutti i fatti che consentano alla Commissione di valutare la struttura del controllo risultante dall'operazione del 1997.
(128) A norma dell'articolo 4 del regolamento sulle concentrazioni, in combinato disposto con l'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento di applicazione(163), e con particolare riferimento al punto 2.1 del formulario CO, Deutsche Post era tenuta a fornire nella notificazione le informazioni di cui trattasi. La descrizione della concentrazione notifica deve consentire alla Commissione di accertare se l'operazione notificata costituisce effettivamente una concentrazione ai sensi dell'articolo 3 del regolamento sulle concentrazioni. Questa valutazione della Commissione non può essere sostituita da una valutazione della parte notificante e da una selezione delle informazioni da fornire, volta a sostenerne la posizione. A causa dell'omissione di informazioni rilevanti ai fini della valutazione dell'acquisizione del controllo, le descrizioni contenute nella notificazione di Deutsche Post forniscono una rappresentazione alterata dei fatti. Contrariamente a quanto sostenuto da Deutsche Post nella sua risposta, una simile omissione può risultare quindi in una rappresentazione falsata dei fatti. Per essere considerata completa e non alterata, l'esposizione delle circostanze relative all'acquisizione del controllo contenuta nella notificazione avrebbe richiesto una descrizione dei seguenti fatti:
a) Controllo di Industrial Information da parte del [sig. H](164) all'epoca dell'operazione del 1997
(129) All'epoca dell'acquisizione delle quote di Hanna 95, Industrial Information era controllata dal [sig. H](165). Deutsche Post aveva effettivamente comunicato alla Commissione che Industrial Information era una società inattiva di proprietà del [sig. H](166). Tuttavia, in base a quanto riferito nella notificazione da Deutsche Post, il [sig. R](167) avrebbe innanzitutto rilevato Industrial Information per poter quindi acquisire la maggioranza delle quote di trans-o-flex(168). In realtà, tutti i contratti legati a tale acquisizione sono stati stipulati quando il [sig. H](170) controllava ancora Industrial Information. Questi fatti sono importanti ai fini della valutazione della struttura del controllo e dovevano quindi essere riferiti alla Commissione.
b) Procura generale
(130) L'11 luglio 1997, un giorno dopo l'acquisizione della maggioranza di Hanna 95 da parte di Industrial Information e in una situazione in cui, come socio di maggioranza, non aveva bisogno di alcuna procura, al [sig. H](171) è stata conferita una procura generale per Industrial Information, in virtù della quale egli continua ancora oggi a rappresentare l'impresa. Questa informazione è importante ai fini della valutazione della struttura del controllo e pertanto doveva essere comunicata, in quanto il conferimento di tale procura generale può essere considerato come una mossa deliberata in vista dell'ingresso di un socio di maggioranza che non avrebbe dovuto di fatto esercitare alcuna influenza.
c) Data dell'ingresso del [sig. R](172)
(131) Il [sig. R](173) ha rilevato Industrial Information solo 11 giorni dopo che erano state concluse tutte le operazioni collegate all'acquisizione di trans-o-flex. Anche questo è un elemento fondamentale per la valutazione della struttura del controllo, che tuttavia non è stato menzionato nella notificazione. Se, come sostenuto per la prima volta da Deutsche Post nella sua risposta, l'unico motivo di questo ingresso tardivo del [sig. R](174) era effetivamente un impedimento dovuto ad altri impegni del [sig. R](175), questo fatto avrebbe potuto essere menzionato. Tale circostanza sarebbe allora stata presa in considerazione dalla Commissione nella sua valutazione. Ciò lascia tuttavia impregiudicato l'obbligo d'informazione su tali fatti.
d) Importo del prezzo di acquisto per Industrial Information
(132) Il [sig. R](176) ha pagato solo il valore nominale delle quote di Industrial Information da lui rilevate. Questo corrispondeva a circa il 2 % del valore delle quote di Hanna 95/trans-o-flex acquisite da Industrial Information [cfr. B.II.3.c)]. Anche questi fatti avrebbero dovuto essere menzionati nella notificazione, in quanto per la valutazione della struttura del controllo risulta di particolare importanza, soprattutto alla luce degli altri fatti accertati dalla Commissione, sapere che il [sig. R](177), definito come investitore, ha in realtà corrisposto per l'investimento solo una parte irrisoria del suo effettivo valore.
e) Accordo di consorzio
(133) L'accordo di consorzio avrebbe dovuto essere comunicato ed illustrato. Tale accordo contiene intese relative alla composizione degli organi societari di Hanna 95 e di trans-o-flex AG ed era dunque importante per la valutazione della struttura del controllo, per consentire alla Commissione di formulare la sua valutazione e ciò anche nel caso in cui, come sostenuto da Deutsche Post nella sua risposta, l'accordo di consorzio si limiti a riprendere sotto forma di dichiarazioni le norme degli atti costituivi. Del resto, l'argomento di Deutsche Post appare insostenibile anche solo per il fatto che alla Commissione non sono stati trasmessi né l'atto costitutivo di Hanna 95, né quello di trans-o-flex AG.
f) Contratto d'opzione
(134) Il contratto d'opzione avrebbe dovuto essere descritto dettagliatamente ed essere allegato alla notificazione. Nella notificazione non si parla dell'accordo relativo al prezzo, decisivo ai fini della valutazione dell'acquisizione del controllo, del cosiddetto diritto di prelazione a favore di Deutsche Post previsto dal contratto, né dell'esonero di Industrial Information da qualsivoglia responsabilità ed obbligo inerenti alla gestione di Hanna 95. Queste clausole del contratto mostrano che è Deutsche Post a sostenere il rischio economico relativo alle quote di trans-o-flex rilevate da Industrial Information [C.III.1.a)1)b)]. Il contratto d'opzione è quindi di importanza fondamentale per la valutazione dell'acquisizione del controllo.
(135) Nella sua risposta, Deutsche Post afferma che ai fini del caso in esame il contratto d'opzione è irrilevante. Tale contratto non conterrebbe per Industrial Information né diritti né doveri, che sarebbero stati trasferiti in blocco alla banca, subentrata ad Industrial Information nel contratto di opzione. Industrial Information sarebbe dunque stata libera di rinegoziare la vendita e le relative condizioni, il che sarebbe peraltro avvenuto in occasione della conclusione del contratto di acquisto con Deutsche Post nel 1999, cosicché il conseguimento di un profitto, oltre ad essere possibile, sarebbe anche stato realizzato.
(136) Dalla formulazione del contratto d'opzione, così come dalla dichiarazione di cessione, nonché dalla lettera del 10 luglio 1997 della banca che ha concesso il credito, emerge tuttavia che oggetto della cessione a favore della banca era l'esercizio dei diritti derivanti ad Industrial Information dall'opzione di vendita. Mediante una dichiarazione di cessione non è però possibile liberarsi da obbligazioni nei confronti di terzi. Questo significa che l'accordo relativo al prezzo di acquisto, che esclude ogni profitto per Industrial Information, ed il diritto di prelazione a favore di Deutsche Post, nonché le conclusioni relative all'acquisizione del controllo tratte in precedenza da questa situazione non vengono messi in discussione. A questo proposito, il fatto che, come illustrato da Deutsche Post nella sua risposta, due anni dopo sia stato concluso un contratto negoziato, secondo quanto riferito da Deutsche Post, indipendentemente da tali accordi è irrilevante. Decisivo è il fatto che in occasione dell'acquisizione della maggioranza delle quote di trans-o-flex, nel 1997, Industrial Information abbia concordato nel contratto d'opzione con Deutsche Post una clausola relativa al prezzo d'acquisto che non poteva essere modificata unilateralmente. Tale clausola non prevedeva la possibilità di profitti per Industrial Information.
(137) Il contenuto del contratto d'opzione è quindi di importanza decisiva per il caso in esame e - contrariamente a quanto sostenuto da Deutsche Post nella sua risposta - avrebbe pertanto dovuto essere illustrato nella notificazione. A tale proposito, in relazione a quanto riferito da Deutsche Post nella sua risposta, va ricordato che il contratto d'opzione non faceva parte della notificazione, ma è stato trasmesso alla Commissione solo in seguito ad una richiesta formale di informazioni.
g) Finanziamento da partecipazione di Industrial Information in trans-o-flex
(138) Il finanziamento dell'acquisizione da parte di Industrial Information di una partecipazione di maggioranza in Hanna 95 tramite la Julius Bär Bank, inclusa la garanzia concessa a tale banca, avrebbe dovuto essere comunicato. Questi fatti sono importanti ai fini della valutazione della struttura del controllo in quanto è stata solo Deutsche Post, socio di minoranza, a prestare le garanzie necessarie alla concessione del credito. Alla Julius Bär Bank, che ha concesso il credito, sono stati ceduti i diritti derivanti ad Industrial Information dall'opzione di vendita e sono state date in pegno le azioni di trans-o-flex appartenenti ad Industrial Information [cfr. B.II.2.e)]. Con la clausola relativa al prezzo di acquisto in caso di esercizio dell'opzione di vendita [cfr. B.II.2.d)], la banca aveva in tal modo la garanzia di recuperare in qualsiasi momento da Deutsche Post, impresa finanziariamente solida, la totalità del capitale investito.
h) Garanzia di pagamento
(139) La garanzia di pagamento prestata da Deutsche Post a favore di Hanna 95, i particolari riguardanti l'assunzione in carico di tale garanzia, nonché le relative motivazioni avrebbero dovuto essere illustrati nella notificazione. Si tratta non solo della vendita di trans-o-flex da parte di Haniel nel 1995, citata nella notificazione, ma anche degli altri fatti riportati nella sezione B.II.2.f), ed in particolare del fatto che all'epoca della conclusione del contratto, il 10 luglio 1997, le azioni ordinarie di trans-o-flex erano gravate da un diritto di pegno a favore di Haniel. La garanzia prestata doveva servire ad evitare la realizzazione di tale pegno.
(140) Contrariamente a quanto sostenuto da Deutsche Post nella sua risposta, tali fatti non sono stati comunicati alla Commissione. La trasmissione del contratto d'acquisto, al quale fa riferimento Deutsche Post e nel quale vengono citati vari diritti di pegno, non è di per sé sufficiente se non ne viene fatta menzione nella notificazione. Inoltre, anche ad un'attenta lettura del contratto di acquisto, i particolari relativi alla costituzione del pegno continuano a risultare poco chiari. La comunicazione di queste informazioni era ad ogni modo richiesta in base al formulario CO. Come già illustrato dettagliatamente in precedenza [B.II.2.f)], la prestazione della garanzia aveva lo scopo di prevenire una perdita completa del patrimonio di Hanna 95 tramite la realizzazione delle azioni di trans-o-flex gravate da pegno. L'assunzione in carico di una simile prestazione da parte di un socio di minoranza, formalmente non dotato di alcun controllo, a beneficio in primo luogo del socio di maggioranza formalmente detentore del controllo, senza che fosse prevista alcuna controprestazione, è un aspetto fondamentale nell'ambito della valutazione del controllo nel caso in esame.
i) Prestito per il riscatto del pegno
(141) Per le stesse ragioni, nella notificazione andava altresì specificato che, poco tempo prima della scadenza del credito garantito dal pegno, Deutsche Post aveva concesso a Hanna 95 un prestito per il riscatto del pegno. Il prestito serviva, come confermato dalla stessa Deutsche Post nella sua risposta, allo stesso scopo della garanzia di pagamento. Il prestito in questione va quindi prevalentemente a beneficio del socio di maggioranza, Industrial Information. La suddetta agevolazione del socio di maggioranza da parte di Deutsche Post permane - contrariamente a quanto sostenuto da Deutsche Post nella sua risposta - indipendentemente dal fatto che Deutsche Post potesse rifinanziare tale prestito a condizioni più favorevoli di quelle praticate a trans-o-flex: l'agevolazione è infatti rappresentata dalla stessa concessione del prestito per lo scopo citato.
j) Prestito per il finanziamento dell'attività dell'impresa
(142) Deutsche Post ha concesso a trans-o-flex, per il finanziamento della normale attività dell'impresa, una linea di credito di [cfr. considerando 83, 84, 86](178) milioni di DEM, che trans-o-flex ha utilizzato a concorrenza di [cfr. sopra considerando 83, 86 e 167](179) milioni di DEM [cfr. B.II.4.f)]. Contrariamente a quanto sostenuto da Deutsche Post, tale prestito andava comunicato, in quanto - indipendentemente dalle condizioni di rifinanziamento - esso costituisce una prestazione unilaterale del socio di minoranza che va però a vantaggio di tutti i soci in proporzione all'entità delle rispettive partecipazioni. Anche questo fatto è pertinente ai fini della valutazione della struttura del controllo.
k) Contratto di fusione
(143) Il contratto di fusione cui è stata effettivamente data attuazione e le dichiarazioni di consenso previste dal contratto, nonché altri documenti rilevanti avrebbero dovuto essere allegati alla notificazione. Questi documenti, così come la data della loro stipulazione, sono infatti decisivi per la valutazione del controllo giuridico su trans-o-flex, come già esposto in precedenza [B.II.4.d)].
(144) Se i documenti in questione fossero stati trasmessi, anche l'invio del contratto di fusione sbagliato sarebbe chiaramente apparso come una svista. Nel caso in esame, tuttavia, è stato inviato solo un contratto di fusione autenticato da un notaio, che però - come emerso dagli accertamenti della Commissione - non è mai entrato in vigore e che è stato concluso un giorno prima della data della fusione menzionata nella notificazione. Le date indicate precedono comunque di un anno quella dell'effettiva fusione.
l) Atti costitutivi
(145) Gli atti costitutivi di Hanna 95 e di trans-o-flex AG in vigore alla data dell'acquisizione della partecipazione nel 1997, così come altri documenti dai quali risulta la struttura del controllo su queste imprese, avrebbero dovuto essere trasmessi alla Commissione contrariamente a quanto sostenuto da Deutsche Post nella sua risposta, in quanto, come emerge da quanto esposto in precedenza [B.II.4.d)], rivestono un'importanza decisiva per l'accertamento della struttura del controllo risultante dall'operazione del 1997. Solo così la Commissione avrebbe potuto determinare se sotto il profilo giuridico la situazione del controllo vigente all'epoca dell'operazione del 1997 fosse identica a quella esistente al momento dell'entrata in vigore dell'atto costitutivo successivo inviato alla Commissione. Nella sua risposta, Deutsche Post afferma che le cose stanno effettivamente così. Quest'affermazione non è tuttavia sufficiente a confutare la violazione dell'obbligo d'informazione in proposito. Del resto, neanche in tale occasione Deutsche Post ha trasmesso i documenti già mancanti all'atto della notificazione.
m) Cambiamenti nel consiglio di amministrazione
(146) I cambiamenti nella direzione di trans-o-flex e di Hanna 95, sopravvenuti contestualmente e/o di fatto all'atto dell'ingresso di Deutsche Post in Hanna 95, avrebbero dovuto essere specificati ed illustrati [cfr. B.II.4.b)]. Contrariamente all'opinione di Deutsche Post, tali cambiamenti costituiscono aspetti importanti per la valutazione della struttura del controllo.
n) Cambiamenti nel collegio sindacale
(147) Altrettanto vale per i cambiamenti nella composizione del collegio sindacale [cfr. B.II.4.c)]. Anch'essi avrebbero dovuto essere illustrati nella notificazione.
o) Aumento del capitale sociale
(148) Il 23 dicembre 1998 è stato deliberato un aumento del capitale sociale di trans-o-flex. Sebbene tale aumento sia stato operato da Industrial Information, ne è previsto il rimborso da parte di Deutsche Post mediante il prezzo di acquisto che questa è tenuta a corrispondere ad Industrial Information. Neanche questi fatti risultano dalla notificazione pur essendo fondamentali per la valutazione della struttura del controllo. Essi vanno visti in relazione alla clausola riguardante il prezzo di acquisto contenuta nel contratto d'opzione [cfr. B.II.4.e)].
b) Dolo
(149) Per quanto concerne la fattispecie configurata dall'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), Deutsche Post ha agito con dolo, in quanto ha riconosciuto, o quantomeno non poteva ignorare, che mediante le indicazioni fornite nella notificazione violava gli obblighi di informazione stabiliti da tale articolo.
(150) I risultati degli accertamenti hanno mostrato che Deutsche Post era a conoscenza dei fatti che hanno determinato la violazione dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera b). Una parte considerevole di tali informazioni è stata trasmessa alla Commissione da Deutsche Post in risposta alle richieste di informazioni o ai relativi solleciti. Deutsche Post sapeva quindi che le indicazioni da essa fornite nella notificazione erano inesatte ed alterate. Gli accertamenti hanno rivelato inoltre che Deutsche Post era altresì consapevole che tali fatti erano di importanza decisiva per la valutazione dell'acquisizione da parte di Deutsche Post del controllo su trans-o-flex mediante l'operazione notificata del 1999, ed avrebbero pertanto dovuto essere esposti nella notificazione.
(151) L'esistenza del dolo è confermata anche dall'esposizione dei fatti contenuta nella notificazione di Deutsche Post. Le informazioni inesatte ed alterate contenute nella notificazione non erano solo episodiche, ma servivano a sostenere direttamente la posizione di Deutsche Post in merito all'acquisizione del controllo ed impedivano deliberatamente e sistematicamente che la Commissione si potesse fare un quadro chiaro e completo a questo proposito. Attraverso la deliberata combinazione di informazioni falsate e omissioni di informazioni essenziali per la decisione è stata fornita una ricostruzione dei fatti che apparentemente presentava gli estremi dell'acquisizione del controllo. In questo modo di procedere rientra anche l'aver taciuto sui tempi effettivi delle operazioni, come ad esempio sulla data dell'ingresso del [Sig. R](180) in Industrial Information in riferimento alla data dell'acquisizione della partecipazione in trans-o-flex. Sono inoltre stati inviati documenti superati, come il contratto di fusione del 25 settembre 1997, al quale non è mai stata data attuazione. Altri documenti trasmessi non erano del resto rilevanti ai fini del periodo considerato, come l'atto costitutivo di trans-o-flex AG del settembre 1998.
(152) Ne consegue che nella presentazione dei fatti data nella notificazione Deutsche Post ha agito con l'intenzione di indurre in errore. Tale intenzione costituisce in ogni caso dolo ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 1.
(153) Altrettanto vale per le informazioni inesatte fornite in merito alla fusione. Poiché la data della fusione menzionata nella notificazione corrisponde a quella del contratto allegato, ma l'effettiva fusione ha tuttavia avuto luogo solo un anno più tardi [cfr. C.III.1.a)1)a), C.III.a)2)k)], è da escludersi che l'invio del contratto di fusione sia stato semplicemente dovuto ad una svista.
c) Conclusione
(154) Nella notificazione del 4 febbraio 1999 relativo al caso IV/M.1447 - Deutsche Post/trans-o-flex, Deutsche Post ha quindi fornito dolosamente indicazioni inesatte e alterate, adducendo a sostegno della sua presentazione dei fatti una serie di affermazioni inesatte, nonché numerose indicazioni alterate.
2. Articolo 14, paragrafo 1, lettera c)
a) L'elemento oggettivo dell'illecito
(155) Da quanto esposto risulta che le informazioni richieste a norma dell'articolo 11 del regolamento sulle concentrazioni e fornite da Deutsche Post erano inesatte. Deutsche Post ha pertanto violato l'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), prima alternativa, del regolamento sulle concentrazioni.
(156) La Commissione ha inviato a Deutsche Post in data 23 febbraio 1999 (riferimento 1999), 26 marzo 1999 (riferimento 3359) e 22 aprile 1999 (riferimento 4350) richieste di informazioni contenenti domande relative all'acquisizione da parte di Deutsche Post del controllo su trans-o-flex. La richiesta di informazioni del 26 marzo 1999 contiene, oltre ad una serie di nuove domande, anche l'invito a rispondere alle domande già formulare nella richiesta di informazioni del 23 febbraio 1999. La richiesta di informazioni del 22 aprile 1999 invita esclusivamente a rispondere alle domande, contenute nelle due precedenti richieste di informazioni, alle quali non era stata data risposta.
(157) Deutsche Post ha risposto alle suddette richieste di informazioni con lettere del 1o marzo 1999, del 30 marzo 1999, del 6 aprile 1999 e del 27 aprile 1999. Tali lettere contenevano risposte inesatte. Inoltre, esse lasciavano senza risposta molte delle domande, il che ha indotto la Commissione a riproporre tali domande in successive richieste di informazioni - a volte accompagnate da precisazioni emerse dai risultati degli accertamenti condotti nel frattempo - ed a formulare una serie di nuove domande. Solo la lettera di Deutsche Post del 27 aprile 1999, in risposta al sollecito del 22 aprile 1999 relativo alle precedenti richieste di informazioni, conteneva una serie di rettifiche riguardanti informazioni fornite in precedenza nonché integrazioni delle informazioni già richieste.
(158) In particolare, gli accertamenti hanno rivelato che le seguenti informazioni fornite da Deutsche Post in risposta alle richieste di informazioni a norma dell'articolo 11, erano inesatte.
1) Accordi relativi all'attribuzione delle cariche nel collegio sindacale
(159) Nella sua lettera del 6 aprile 1999, in risposta alla domanda relativa ad accordi sulla composizione del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale di trans-o-flex, Deutsche Post ha spiegato che non esistevano documenti scritti sull'attribuzione delle cariche nel collegio sindacale di trans-o-flex. Si tratta di un'informazione inesatta, in quanto l'accordo di consorzio stipulato tra le parti prevede clausole dettagliate in merito alla composizione degli organi direttivi di trans-o-flex AG e di Hanna 95.
(160) Contrariamente a quanto afferma Deutsche Post nella sua risposta, tale domanda non andava intesa semplicemente come una richiesta di informazioni sugli accordi relativi all'identità delle persone scelte come membri del collegio sindacale. La domanda si riferisce piuttosto, in primo luogo, ai diritti di nomina dei membri degli organi societari spettanti ai vari soci. L'interpretazione restrittiva data da Deutsche Post alla domanda della Commissione non è giustificata né dalla sua formulazione, né dal contesto. Il concetto di "cariche" impiegato nella domanda, così come il contesto - relativo all'esercizio del controllo da parte dei diversi soci - escludono che la domanda potesse limitarsi all'identità delle persone presenti negli organi societari in veste di membri. Doveva quindi essere chiaro a Deutsche Post che per la Commissione un semplice elenco di nominativi non aveva alcuna rilevanza. La descrizione delle domande in questione data da Deutsche Post nella sua risposta alla comunicazione delle obiezioni può essere spiegata solo dalla necessità di nascondere alla Commissione tutte le informazioni che avrebbero potuto sollevare dubbi circa la posizione sostenuta da Deutsche Post in relazione alla questione del controllo. Inoltre, la risposta di Deutsche Post si è limitata al collegio sindacale, mentre la domanda riguardava sia il collegio sindacale sia il consiglio di amministrazione.
2) Prestazione di garanzia da parte di Deutsche Post
(161) Nella sua lettera del 1o marzo 1999, rispondendo alla richiesta di informazioni del 23 febbraio 1999, Deutsche Post ha negato di aver finanziato direttamente o indirettamente l'acquisizione di partecipazioni da parte di Industrial Information.
(162) Gli accertamenti hanno tuttavia rivelato che Deutsche Post ha finanziato indirettamente tale acquisizione prestando la garanzia per la concessione di un credito a Industrial Information [cfr. B.II.2.e)]. Deutsche Post ha pertanto fornito una risposta inesatta alla domanda in oggetto.
3) Prestazioni di Deutsche Post
(163) Nella lettera del 1o marzo 1999 è stato risposto negativamente anche alle domande contenute nella richiesta di informazioni del 23 febbraio 1999 circa un'eventuale liberazione di trans-o-flex, di Industrial Information o dei soci di tali imprese da impegni attraverso prestazioni di Deutsche Post, come ad esempio la remissione o l'assunzione di debiti. Gli accertamenti hanno tuttavia rivelato che la risposta a questa domanda avrebbe dovuto essere affermativa.
(164) Deutsche Post ha innanzitutto prestato una garanzia di pagamento in favore di Hanna 95, all'epoca socio unico di trans-o-flex, e le ha successivamente concesso un prestito. Così facendo, essa ha consentito a Hanna 95 di far fronte ai suoi debiti, pari a [importo equivalente al prestito concesso a copertura dei debiti di Hanna 95 nei confronti di Haniel, cfr. considerando 50, 86 e 167](181) milioni di DEM, nei confronti di Haniel e relativi al prezzo di acquisto dovuto da Hanna 95 per l'acquisizione delle azioni di trans-o-flex nel 1995 [cfr. B.II.2.f) e g)]. In tal modo Deutsche Post ha esonerato Hanna 95 dall'obbligo di provvedere a tale pagamento entro la fine del settembre 1997. Contrariamente a quanto considerato da Deutsche Post nella sua risposta, non è necessaria una remissione completa del debito per configurare un esonero dagli obblighi assunti. Una dilazione di pagamento è sufficiente, in particolare se, come nel caso in esame, questa serve ad evitare la realizzazione e quindi la perdita dell'intero patrimonio della società beneficiaria, vale a dire delle azioni di trans-o-flex AG. Deutsche Post ha pertanto fornito una risposta inesatta alla domanda.
(165) Non convince neanche l'argomentazione presentata nella risposta alle obiezioni, secondo la quale alla domanda sarebbe stato risposto correttamente perché i particolari riguardanti la prestazione della garanzia e la concessione del prestito sarebbero risultati dagli allegati. In tal caso, infatti, ciò non farebbe altro che confermare che la risposta negativa alla domanda della Commissione era ingiustificata. La risposta di Deutsche Post continuerebbe ad essere inesatta e le sue indicazioni contraddittorie. Inoltre, come illustrato nel paragrafo seguente, i fatti che dimostrano l'inesattezza della risposta di Deutsche Post non sono contenuti neanche negli allegati.
4) Particolari relativi alla prestazione di garanzia ed alla concessione del prestito da parte di Deutsche Post
(166) Nella sua lettera del 27 aprile 1999, Deutsche Post afferma che i particolari relativi alla garanzia di pagamento ed alla concessione del credito risultano già dagli allegati alla sua lettera del 1o marzo 1999. Le cose non stanno così. Dagli allegati alla lettera del 1o marzo 1999, la Commissione non è stata in grado di ricostruire i fatti relativi alla prestazione della garanzia di pagamento ed alla concessione del credito. Il contratto riguardante il prestito non figurava negli allegati. Quanto alla garanzia di pagamento, quello allegato era solo un progetto. Inoltre, manca una descrizione del contesto in cui si situano tali contratti. La Commissione ha avuto conoscenza di tutti questi elementi solo grazie agli accertamenti condotti dai suoi servizi [cfr. B.II.2.f) e g)]. La risposta fornita da Deutsche Post è pertanto inesatta.
5) Motivazione del prestito
(167) Nella sua lettera del 30 marzo 1999, Deutsche Post sostiene di aver concesso a trans-o-flex un prestito di [cfr. considerando 85 e i rimandi ivi menzionati](182) milioni di DEM. La ragione di tale prestito sarebbe stata quella di consentire a trans-o-flex l'estinzione dei debiti in essere ad un tasso d'interesse inferiore a quello di mercato. Dagli accertamenti risulta tuttavia che [cfr. considerando 164 e i rimandi ivi menzionati](183) milioni sono serviti ad estinguere debiti di Hanna 95 nei confronti di Haniel. Scopo del prestito era pertanto quello di permettere lo svincolo, da parte di Haniel, delle azioni di trans-o-flex costituite in pegno. Un importo di [cfr. considerando 142 e i rimandi ivi menzionati](184) milioni di DEM è invece servito al finanziamento dell'attività corrente di trans-o-flex. Obiettivo principale del prestito non era dunque, come sostenuto da Deutsche Post, il rifinanziamento ad un tasso favorevole di debiti in essere. La risposta fornita da Deutsche Post è pertanto inesatta.
6) Sostituzione dei membri del consiglio di amministrazione
(168) Nella sua lettera del 1o marzo 1999 Deutsche Post risponde negativamente alla domanda se vi fossero state sostituzioni dei membri del consiglio di amministrazione di trans-o-flex su richiesta di Deutsche Post. Tale risposta è inesatta. Dal verbale della riunione del collegio sindacale di trans-o-flex dell'11 luglio 1997, il giorno dopo l'operazione del 1997, risulta che il [sig. P](185) è entrato a far parte del consiglio di amministrazione per conto di Deutsche Post (in qualità di presidente) e che le dimissioni del [sig. E](186) erano direttamente riconducibili a tale decisione. Nel presente contesto è irrilevante determinare se, come asserito da Deutsche Post, già prima dell'ingresso di Deutsche Post fossero esistiti contrasti tra il [sig. E](187) ed il collegio sindacale, in quanto fino ad allora tali contrasti non avevano indotto il [sig. E](188) a rassegnare le dimissioni.
7) Composizione degli organi societari di trans-o-flex
(169) Alla domanda della Commissione relativa ai nominativi dei membri degli organi di controllo di trans-o-flex, con l'indicazione delle date del loro ingresso e dello loro dimissioni, Deutsche Post ha risposto il 1o marzo 1999 inviando semplicemente gli elenchi dei membri del collegio sindacale per gli anni 1995, 1996 e 1997. Solo dopo un sollecito della Commissione, Deutsche Post ha trasmesso, in data 30 marzo 1999, un elenco di tutti i membri del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale dal 1o gennaio 1985 al 27 agosto 1998. L'elenco è tuttavia inesatto, poiché si riferisce esclusivamente a trans-o-flex AG, società estinta a seguito della fusione, e non contiene alcuna informazione sulla composizione dei corrispondenti organi societari di trans-o-flex GmbH.
(170) La comunicazione di informazioni inesatte in risposta alle domande della Commissione non risulta sanata neppure dalla circostanza, affermata da Deutsche Post nella sua risposta alle obiezioni, che successivamente alle date alle quali si riferiscono gli elenchi trasmessi non si siano verificati cambiamenti negli organi societari. Quest'affermazione è del resto poco chiara ed ambigua. Se si riferisce a tans-o-flex AG, va osservato che un qualsiasi cambiamento dopo la data indicata sarebbe stato comunque impossibile, in quanto la società si è estinta subito dopo con la fusione. Se invece si riferisce a trans-o-flex GmbH, l'affermazione non può essere esatta poiché tale società, pur avendo un collegio sindacale, non ha un consiglio di amministrazione bensì solo tre amministratori.
b) Dolo
(171) I risultati degli accertamenti hanno rivelato che Deutsche Post era a conoscenza dei fatti che configurano la fattispecie di cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), prima alternativa, del regolamento sulle concentrazioni. Una parte sostanziale di tali informazioni è stata trasmessa da Deutsche Post alla Commissione a seguito delle ingiunzioni a rispondere alle richieste di informazioni. Deutsche Post era dunque consapevole del fatto che le informazioni da essa fornite e descritte più dettagliatamente in precedenza erano inesatte. Fornendo informazioni inesatte, Deutsche Post ha deliberatamente perseguito l'obiettivo di avvalorare la sua posizione in merito all'acquisizione del controllo attraverso una descrizione distorta dei fatti. Ne consegue che, anche in relazione alle risposte inesatte alle richieste di informazioni della Commissione, come già nella notificazione, Deutsche Post ha agito con l'intenzione di indurre in errore. Tale intenzione costituisce dolo ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 1. Il comportamento di Deutsche Post è stato dunque doloso ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento sulle concentrazioni.
c) Conclusione
(172) Con le indicazioni descritte più dettagliatamente in precedenza (cfr. C.III.2) e contenute nelle sue lettere del 1o marzo 1999, del 30 marzo 1999, del 6 aprile 1999 e del 27 aprile 1999, in risposta alle richieste di informazioni a norma dell'articolo 11 del regolamento sulle concentrazioni in relazione al caso IV/M.1447 - Deutsche Post/trans-o-flex, Deutsche Post ha quindi dolosamente fornito informazioni inesatte.
D. DETERMINAZIONE DELL'AMMONTARE DELLE AMMENDE
(173) Nel determinare l'ammontare delle ammende, la Commissione ha tenuto conto di quanto segue:
I. ARTICOLO 14, PARAGRAFO 1, LETTERA B)
(174) A norma dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, la Commissione può infliggere alle persone di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), o alle associazioni di imprese ammende varianti da 1000 a 50000 EUR, quando intenzionalmente o per negligenza, forniscano indicazioni inesatte o alterate all'atto della notificazione presentata in conformità dell'articolo 4.
(175) A norma dell'articolo 14, paragrafo 3, nel determinare l'ammontare dell'ammenda, la Commissione deve tenere conto del tipo e della gravità dell'infrazione. A tale proposito, la Commissione prende in considerazione tutte le circostanze aggravanti o attenuanti.
(176) Nel caso dell'infrazione in esame, si tratta della comunicazione dolosa di indicazioni inesatte e alterate contenute nella notificazione del 4 febbraio 1999.
(177) È da considerarsi come aggravante il fatto che le indicazioni inesatte e alterate riguardano l'acquisizione del controllo e quindi la determinazione della competenza della Commissione in relazione all'operazione notificata. Le informazioni relative all'acquisizione del controllo rientrano fra le informazioni che le parti devono trasmettere in conformità del punto 2.1 del formulario CO. Tali informazioni sono volte a consentire alla Commissione di valutare la concentrazione notificata per verificare in particolare se essa configura una concentrazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento sulle concentrazioni. Questa valutazione è di importanza decisiva per determinare la competenza oggettiva della Commissione in relazione all'operazione notificata. Tal competenza viene meno qualora l'operazione non soddisfi i criteri per l'esistenza di una concentrazione previsti dal regolamento sulle concentrazioni. Criterio fondamentale a questo proposito è una modifica nella struttura del controllo a seguito dell'operazione notificata.
(178) Alla circostanza aggravante è il fatto che le indicazioni inesatte e alterate, come già esposto in relazione al dolo, avevano l'obiettivo di indurre in errore la Commissione in merito ad un'acquisizione del controllo e quindi alla sua competenza in relazione all'operazione notificata.
(179) Non si riscontrano invece circostanze attenuanti ai fini della determinazione dell'ammontare dell'ammenda. Deutsche Post non può far valere a sua discolpa il fatto di aver fornito alla Commissione buona parte delle informazioni che hanno agevolato la dimostrazione dell'esistenza dell'illecito. Va osservato piuttosto che tali informazioni sono state trasmesse solo in risposta alle domande poste dalla Commissione e peraltro spesso solo dopo l'invio di solleciti. Le risposte in questione sono inoltre state inviate in una fase molto avanzata del procedimento.
II. ARTICOLO 14, PARAGRAFO 1, LETTERA C), PRIMA ALTERNATIVA
(180) A norma dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), del regolamento sulle concentrazioni, la Commissione può, mediante decisione, infliggere alle persone di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), alle imprese o associazioni di imprese ammende varianti da 1000 a 50000 EUR quando, intenzionalmente o per negligenza, forniscano informazioni inesatte in risposta ad una domanda rivolta a norma dell'articolo 11.
(181) In virtù dell'articolo 14, paragrafo 3, nel determinare l'ammontare dell'ammenda la Commissione deve tenere conto del tipo e della gravità dell'infrazione. A tal fine la Commissione prende in considerazione tutte le circostanze aggravanti o attenuanti.
(182) Per quanto concerne l'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), prima alternativa, si tratta di violazioni ripetute di tale disposizione, inerenti alla comunicazione di numerose informazioni inesatte, già descritte singolarmente, in risposta a domande rivolte dalla Commissione a norma dell'articolo 11 del regolamento sulle concentrazioni.
(183) Le informazioni inesatte avevano lo scopo di confermare l'impressione errata della Commissione in merito all'acquisizione del controllo, e quindi alla sua competenza, indotta attraverso le indicazioni inesatte e alterate fornite nella notificazione. Solo dopo lunghi e complessi accertamenti la Commissione ha potuto pervenire ad una visione chiara dei fatti che le avrebbe consentito, in caso di decisione sul caso in esame, una valutazione adeguata dell'acquisizione del controllo.
(184) Anche a questo proposito, il fatto che le risposte inesatte si riferiscano all'acquisizione del controllo, e quindi alla competenza della Commissione, va dunque considerato come una circostanza aggravante.
(185) Analogamente, costituisce un'aggravante l'esistenza, già dimostrata in precedenza, dell'intenzione di indurre in errore.
(186) Per ragioni analoghe a quelle già illustrate in relazione alla violazione dell'articolo 14, paragrafo 1 lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, neanche in questo caso si riscontrano circostanze attenuanti. Deutsche Post non può far valere a sua discolpa il fatto di aver fornito dati che hanno contribuito a chiarire la realtà dei fatti nelle sue risposte alle richieste di informazioni.
(187) Come già esposto in precedenza, una descrizione della situazione reale si è avuta solo con la lettera di Deutsche Post del 27 aprile 1999. Anche in quel caso mancavano comunque informazioni su fatti importanti come l'esatta sequenza temporale delle operazioni e la procura generale conferita al [sig. H](189). Inoltre, le informazioni contenute nella lettera sono state trasmesse solo in seguito ad un sollecito di risposta alle due precedenti richieste di informazioni.
E. CONCLUSIONI
(188) Quanto esposto in precedenza dimostra che nella sua notificazione del 4 febbraio 1999 relativa al caso IV/M.1447 - Deutsche Post/trans-o-flex, Deutsche Post ha fornito indicazioni inesatte e alterate. Risulta inoltre evidente che nelle sue lettere del 1o marzo 1999, del 30 marzo 1999, del 6 aprile 1999 e del 27 aprile 1999, Deutsche Post ha fornito informazioni inesatte in risposta alle domande rivoltele a norma dell'articolo 11.
(189) La Commissione giunge quindi alla conclusione che i comportamenti di Deutsche Post presentano gli estremi di cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera b) e articolo 14, paragrafo 1, lettera c), prima alternativa, del regolamento sulle concentrazioni e corrispondono quindi a due diverse fattispecie sanzionabili con ammende.
(190) La Commissione infligge pertanto a Deutsche Post un'ammenda a norma dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni ed un'ulteriore ammenda a norma dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), prima alternativa, del regolamento sulle concentrazioni.
(191) Date queste premesse e considerate le particolarità del caso in esame, la Commissione ritiene adeguata un'ammenda di 50000 EUR in applicazione dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni e di ulteriori 50000 EUR in applicazione dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), prima alternativa, per un totale di de 100000 EUR,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. A Deutsche Post AG è inflitta un'ammenda di 50000 EUR, in base all'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CEE) n. 4064/89, per aver fornito dolosamente indicazioni inesatte e alterate nella notificazione alla Commissione del 4 febbraio 1999.
2. A Deutsche Post AG è inflitta un'ammenda di 50000 EUR, in base all'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), prima alternativa, del regolamento [CEE) n. 4064/89, per aver fornito dolosamente informazioni inesatte in risposta alle domande del 23 febbraio 1999 (n. di riferimento 1999), del 26 marzo 1999 (n. di riferimento 3359) e del 22 aprile 1999 (n. di riferimento 4350) rivolte dalla Commissione a norma dell'articolo 11 del regolamento.
Articolo 2
1. Le ammende di cui all'articolo 1 vengono versate alla Commissione europea, entro tre mesi dalla notificazione della presente decisione, sul conto corrente n. 310-0933000-43 presso la Banque Bruxelles Lambert, filiale Rond Point Schuman 5, B-1040 Bruxelles.
2. Trascorso tale termine, decorrono gli interessi di mora al tasso del 3 %, applicato dalla Banca centrale europea alle operazioni pronti contro termine in euro il primo giorno del mese di pubblicazione della presente decisione, maggiorato di 3,5 punti percentuali, ossia al tasso del 6,5 %.
Articolo 3
Destinataria della presente decisione è:
Deutsche Post AG
Direzione generale
D - 53105 Bonn
Fatto a Bruxelles, il 14 dicembre 1999.

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