Document ID: 32007D0314

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 30 aprile 2007
concernente le misure adottate dalla Slovenia in seguito al verificarsi di casi di peste suina classica in Croazia
[notificata con il numero C(2007) 1830]
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2007/314/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell’11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 4,
vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (2), in particolare l’articolo 10, paragrafo 4,
vista la direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che stabilisce norme di polizia sanitaria per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l’introduzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano (3), in particolare l’articolo 4, paragrafo 1, secondo comma, e paragrafo 3,
considerando quanto segue:
(1)
A partire dal 3 marzo 2007 si sono verificati in Croazia, in prossimità del confine con la Slovenia, diversi casi di peste suina classica. Sulla base delle informazioni fornite dalla Croazia, l’8 marzo 2007 la Slovenia ha adottato misure di lotta e di prevenzione riguardanti le aziende suinicole e i movimenti dei suini in zone soggette a restrizioni, situate nel comune di Brežice ed entro un raggio di 3 e 10 chilometri da un focolaio ubicato in Croazia. Nelle zone soggette a restrizioni di 3 e 10 km si applicano misure diverse, che sono state prese sulla base di quanto prescritto nella direttiva 2001/89/CE del Consiglio, del 23 ottobre 2001, relativa a misure comunitarie di lotta contro la peste suina classica (4).
(2)
Il 12 marzo 2007 la Slovenia ha inoltre adottato misure analoghe in zone situate nei comuni di Razkrizje, Ljutomer, Ormoz e Črenšovci ed entro un raggio di 10 chilometri da un altro focolaio individuato in Croazia.
(3)
Le misure prese dalla Slovenia sono state comunicate senza ritardo alla Commissione e agli Stati membri. Tali misure comprendono un divieto di spedizione di suini e carni suine dalle zone soggette a restrizioni verso altre parti della Slovenia e verso altri Stati membri.
(4)
Le misure di lotta e di prevenzione adottate dalla Slovenia sono risultate efficaci, in quanto in detto Stato membro non è stato finora individuato alcun caso di peste suina classica.
(5)
Ciononostante, per impedire la diffusione della peste suina classica nella Comunità è opportuno prevedere con la presente decisione un divieto di spedizione dei suini dalle aziende situate nelle zone soggette a restrizioni stabilite dalla Slovenia.
(6)
Tuttavia, dato il prolungato periodo di restrizione, è prevedibile che nelle aziende suinicole si verifichino problemi di benessere degli animali tali da rendere necessaria l’autorizzazione di deroghe alla limitazione di movimento.
(7)
Pertanto, la spedizione di suini dalle zone soggette a restrizioni ad un macello designato in Slovenia per esservi immediatamente abbattuti e ad aziende situate in detto Stato membro al di fuori delle zone soggette a restrizioni dovrebbe essere consentita a condizione che i suini siano stati sottoposti, con risultato negativo, agli esami previsti dalla decisione 2002/106/CE della Commissione, del 1o febbraio 2002, recante approvazione di un manuale di diagnostica che stabilisce procedure diagnostiche, metodi per il prelievo di campioni e criteri per la valutazione degli esami di laboratorio ai fini della conferma della peste suina classica (5).
(8)
Nelle zone soggette a restrizioni non sono disponibili macelli ed è pertanto necessario che le autorità slovene designino un macello situato al di fuori di tali zone ai fini della macellazione, per ragioni di benessere, dei maiali provenienti dalle zone soggette a restrizioni.
(9)
La Slovenia deve istituire controlli rigorosi per le spedizioni di suini dalle aziende situate nelle zone soggette a restrizioni ad un macello designato o ad un’altra azienda ubicata al di fuori di dette zone. In virtù di tali rigorosi controlli non è necessario sottoporre le carni ricavate da questi suini ad un trattamento a norma della direttiva 2002/99/CE. Inoltre tali carni non devono essere ammesse al commercio intracomunitario o internazionale.
(10)
È opportuno prevedere misure specifiche riguardo alla marchiatura delle carni fresche di suini provenienti dalle zone soggette a restrizioni in Slovenia e alla loro successiva utilizzazione, nonché riguardo alla destinazione dei prodotti trasformati. Tali misure non devono ridurre il livello di protezione nei confronti della peste suina classica nella Comunità e non devono incidere sul commercio intracomunitario o internazionale.
(11)
Di conseguenza è opportuno in questo caso specifico prevedere un particolare contrassegno di identificazione alternativo che la Slovenia possa applicare alle carni fresche provenienti dalle zone soggette a restrizioni e che non possa essere confuso con i marchi di identificazione per le carni suine previsti dal regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (6), o dal regolamento (CE) n. 2076/2005 della Commissione, del 5 dicembre 2005, che fissa disposizioni transitorie per l’attuazione dei regolamenti (CE) n. 853/2004, (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e che modifica i regolamenti (CE) n. 853/2004 e (CE) n. 854/2004 (7), né con il bollo sanitario per le carni suine fresche previsto dal regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano (8).
(12)
Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. La Slovenia assicura che sia vietata la spedizione di suini dalle aziende situate nelle zone soggette a restrizioni stabilite dallo stesso Stato membro in seguito al verificarsi di casi di peste suina classica in Croazia.
È tuttavia consentita la spedizione di tali suini da aziende in cui i suini siano stati sottoposti, con esito negativo, ad esami clinici e indagini di laboratorio in conformità delle disposizioni:
a)
del capitolo IV, sezione D, punti 1 e 3, dell’allegato della decisione 2002/106/CE qualora i suini siano trasferiti direttamente ad un macello designato in Slovenia per esservi immediatamente abbattuti; o
b)
del capitolo IV, sezione D, punti 1 e 2 e punto 4, secondo, terzo e quarto comma, dell’allegato della decisione 2002/106/CE qualora i suini siano trasferiti ad un’azienda situata in Slovevia al di fuori della zona soggetta a restrizioni, dovendo i campioni di sangue da sottoporre alle ricerche di laboratorio essere prelevati nell’azienda d’origine prima della spedizione dei suini.
2. La Slovenia effettua le ricerche di laboratorio in conformità del capitolo IV, sezione D, punto 4, dell’allegato della decisione 2002/106/CE per i suini di cui al paragrafo 1 che vengono trasferiti ad un macello.
3. La Slovenia comunica senza indebito ritardo alla Commissione e agli altri Stati membri gli elenchi aggiornati delle zone soggette a restrizioni di cui al paragrafo 1.
Articolo 2
1. La Slovenia non è tenuta a sottoporre le carni fresche ricavate dai suini di cui all’articolo 1, paragrafo 1, della presente decisione al trattamento adeguato di cui all’allegato III della direttiva 2002/99/CE, a condizione che tali carni fresche siano bollate con il contrassegno di cui all’allegato II di detta direttiva o con un marchio di identificazione alternativo, leggibile e indelebile, conforme al modello che figura nell’allegato della presente decisione.
Il marchio o contrassegno non deve poter essere confuso con:
a)
il marchio di identificazione per le carni fresche di cui alla sezione I dell’allegato II del regolamento (CE) n. 853/2004;
b)
il bollo sanitario per le carni suine fresche di cui alla sezione I, capo III, dell’allegato I del regolamento (CE) n. 854/2004;
c)
il marchio di identificazione per le carni fresche di cui all’articolo 4 del regolamento (CE) n. 2076/2005.
2. Le carni dei suini di cui all’articolo 1:
a)
non sono spedite dalla Slovenia in altri Stati membri né esportate in paesi terzi;
b)
sono ricavate, sezionate, trasportate e immagazzinate separatamente dalle carni destinate al commercio intracomunitario o all’espsortazione in paesi terzi;
c)
sono utilizzate in maniera tale che sia escluso il loro uso come ingredienti di prodotti a base di carne destinati al commercio intracomunitario o all’esportazione in paesi terzi, salvo se sono state sottoposte al trattamento di cui all’allegato III della direttiva 2002/99/CE.
Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 30 aprile 2007.

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