Document ID: 31991D0301

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 19 dicembre 1990 relativa ad un procedimento ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CEE (IV/33.016 - ANSAC) (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede) (91/301/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento di applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione della Spagna e del Portogallo, in particolare l'articolo 3, paragrafo 1,
vista la domanda e la notificazione, presentate da American Natural Soda Ash Corporation («ANSAC») per conto della medesima e dei suoi membri, il 9 dicembre 1988, per ottenere un'attestazione negativa o un'esenzione riguardo agli accordi conclusi per vendere nella CEE il carbonato di sodio prodotto negli Stati Uniti,
vista la decisione della Commissione, del 3 luglio 1989, di avviare un procedimento,
dopo aver dato ad ANSAC e alle imprese suoi membri la possibilità di presentare le loro osservazioni sugli addebiti formulati dalla Commissione, ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 1 del regolamento n. 17 e del regolamento n. 99/63/CEE della Commissione, del 25 luglio 1963, relativo alle audizioni previste dall'articolo 19, paragrafi 1 e 2 del regolamento n. 17 del Consiglio (2),
previa consultazione del Comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
I. I FATTI A. Introduzione (1) La presente decisione riguarda l'applicazione dell'articolo 85 del trattato agli accordi notificati da ANSAC per vendere nella Comunità la soda naturale densa prodotta negli Stati Uniti dalle imprese associate, per i quali l'ANSAC ha chiesto un'attestazione negativa oppure un'esenzione ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato.
B. Le parti (2) L'ANSAC è un'associazione costituita ai sensi dell'United States Export Trade Act 1918, comunemente denominato Webb-Pomerene Act. Scopo di questa legge è di escludere dall'applicazione dello Sherman Act le associazioni statunitensi che si occupano esclusivamente di esportazioni e le cui attività non restringono il commercio all'interno degli Stati Uniti.
L'accordo di associazione ANSAC riguarda unicamente le esportazioni, definite come vendite di carbonato di sodio prodotto negli Stati Uniti e nei suoi territori per l'esportazione in qualsiasi altro paese, escluso il Canada, ad eccezione delle vendite effettuate in base ai programmi degli Stati Uniti di aiuti all'estero o di contratti/appalto. Fino alla notificazione, presentata il 9 dicembre 1988, il mercato CEE era escluso e, in attesa dei suoi risultati l'ANSAC non ha mai cercato di applicare l'accordo in tale mercato.
L'ANSAC, nella sua forma attuale, risale al dicembre del 1983, quando venne stipulato il contratto di associazione. Precedentemente era nota come Soda Ash Export Association (associazione per l'esportazione di carbonato di sodio).
(3) I soci dell'ANSAC sono sei produttori statunitensi di soda naturale:
- FMC Wyoming Corporation («FMC»);
- General Chemical (Soda Ash) Partners (ex Allied Corporation) («General Chemical»);
- Keer McGee Chemical Corporation («KMG»);
- Stauffer Chemical Company (divisione di Rhône-Poulenc Inc., consociata statunitense del gruppo Rhône-Poulenc) («STAUFFER»);
- Tenneco Minerals Company («Tenneco»);
- TG Soda Ash Inc (società controllata al 100 % della Elf Aquitaine Inc., consociata statunitense del gruppo Elf Aquitaine) («Texas Gulf»).
C. Il prodotto (4) Il carbonato di sodio (Na2Co3) è una polvere bianca utilizzata principalmente come materia prima nella fabbricazione del vetro, di cui rappresenta circa il 60 % dei costi di produzione, nella fabbricazione di detersivi e della carta e nella metallurgia e viene prodotto con due processi distinti:
- in Europa, il carbonato di sodio viene prodotto da acqua sovrasalata e calcare mediante un processo di sintesi inventato da Solvay nel secolo scorso. I brevetti di Solvay per questo processo sono scaduti da molto tempo.
- Negli Stati Uniti quasi tutto il carbonato di sodio è d'origine naturale. Esso è prodotto mediante raffinazione del minerale di trona (miscuglio di carbonato di sodio e di bicarbonato di sodio), presente principalmente nel bacino del Green River nello Wyoming, in Colorado e nello Utah.
La soda naturale presenta molti vantaggi rispetto al prodotto sintetico; là si produce con meno energia e meno manodopera, ed è quindi più economica. Inoltre è più pura, perché contiene soltanto 300-600 ppm di cloruro, contro i 3 000 ppm della soda sintetica. L'eliminazione del cloruro residuo (ad esempio nel processo di fabbricazione del vetro) è costosa; e se non viene eliminato è causa d'inquinamento dell'ambiente.
La soda esiste in due forme, leggera (0,5 g/cm³) e densa 1 g/cm³). L'una e l'altra forma si possono otenere con entrambi i processi. La soda densa è preferita per la fabbricazione del vetro ed è la sola commercializzata dall'ANSAC.
D. Il mercato 1. Capacità mondiale di produzione di carbonato di sodio (5) La capacità mondiale di soda (naturale e sintetica) è attualmente di circa 36 milioni di tonnelate (nominali) all'anno, di cui 7,2 milioni di t prodotte nella CEE. Il consumo di soda nella CEE è attualmente di cerca 5,5 milioni di t all'anno, per un valore di circa 900 milioni di ecu.
(6) I produttori statunitensi di soda naturale hanno una capacità complessiva nominale di 9,5 milioni di t all'anno e la domanda interna è di 6,2 milioni circa. Essi coprono la domanda interna ed esportano il resto. I costi di produzione della soda naturale sono molto inferiori a quelli del prodotto sintetico, ma essendo le miniere lontane dai principali mercati i costi di distribuzione sono elevati.
2. La CEE (7) I produttori CEE tendono ad effettuare vendite agli utenti finali soprattutto negli Stati membri nei quali posseggono impianti di produzione. Solvay è il leader del mercato con circa il 60 % del mercato complessivo e vende in tutti gli Stati membri eccetto che nel Regno Unito e nell'Irlanda. Le quote approssimative degli altri produttori CEE sono le seguenti: ICI 15 %; Rhône-Poulenc 10 %; Akzo 6 %; Chemische Fabriek Kalk e Matthes & Weber 5 % ciascuno. ICI vende esclusivamente nel Regno Unito e in Irlanda, dove detiene più del 90 % del mercato.
Il 65-70 % di carbonato di sodio prodotto nella CEE è utilizzato nella fabbricazione di vetro piano e cavo (contenitori). L'industria del vetro negli ultimi anni ha seguito un processo di concentrazione su scala europea, infatti grossi produttori operano su base paneuropea e producono in più Stati membri.
3. Gli Stati Uniti (8) Il mercato degli Stati Uniti, dallo sviluppo dell'industria estrattiva di soda naturale negli anni '60, è stato sempre caratterizzato da una capacità sostanzialmente eccedentaria rispetto alla domanda interna, ed attualmente rimane disponibile per l'esportazione un sovrappiù di circa 2,5 milioni di tonnelate all'anno.
Data l'eccedenza dell'offerta e la presenza di molti produttori con costi analoghi, sul mercato interno degli Stati Uniti si manifesta una forte concorrenza in materia di prezzi. Negli ultimi anni il prodotto è stato venduto con un forte sconto sul prezzo di listino (dollari 93/short ton fob Wyoming) mentre i prezzi franco fabbrica alla fine del 1989 erano di circa dollari 73/short t. Dal 1o luglio 1990 la maggior parte dei produttori hanno aumentato i prezzi di listino a 98 dollari per t, e il prezzo effettivo è salito a circa 85 dollari.
(9) Data la necessità di esportare, i produttori degli Stati Uniti hanno cercato di accedere al mercato europeo e ad altri mercati: per i produttori europei essi costituiscono la principale minaccia concorrenziale sui loro mercati nazionali. Ai tassi correnti di cambio, i produttori degli Stati Uniti possono vendere nella CEE a prezzi sostanzialmente inferiori a quelli di listino locali senza praticare dumping. La soda naturale è comparsa nella CEE alla fine degli anni '70 principalmente nel Regno Unito. Nel 1982 gli Stati Uniti esportavano nella CEE circa 100 000 tonnellate, delle quali quasi 80 000 nel Regno Unito. L'industria europea riuscì ad ottenere la tutela antidumping contro queste importazioni nel 1982.
(10) I più recenti provvedimenti antidumping contro la soda densa statunitense stabiliscono:
a) per i due produttori allora sul mercato - Allied (ora General Chemical) e Texas Gulf - impegni di prezzo minimo di 112,26 lire sterline per t franco magazzino (regolamento (CEE) n. 2253/84 della Commissione) (1);
b) per i produttori non presenti sul mercato - Tenneco, KMG, FMC, e Stauffer - un dazio definitivo antidumping di 67,49 ecu per tonnellata (regolamento (CEE) n. 3337/84 del Consiglio) (2).
Gli impegni di prezzo accettati dalla Commissione prevedevano la conversione nelle altre monete ai tassi di cambio allora vigenti: le variazioni delle parità di cambio intervenute dal 1984 mostrano che i prezzi convenuti per la Germania, la Francia ed altri mercati erano sostanzialmente superiori ai prezzi di mercato, rendendo impraticabili le vendite, al di fuori del Regno Unito, in base agli impegni presi.
(11) La Texas Gulf ha subito una perdita in volume e si è ritirata dal Regno Unito nel 1985, lasciandovi sul mercato la General Chemical (con vendite limitate a circa 30 000 tonnellate all'anno).
[. . .] (3). La Texas Gulf ha inoltre venduto alcuni quantitativi anche in Belgio. In entrambi i casi le importazioni sono state esentate dai dazi antidumpling nel quadro del regime di perfezionamento attivo (regolamento (CEE) n. 1999/85 del Consiglio) (4).
(12) Numerosi grossi clienti CEE che operano nell'industria del vetro hanno manifestato la loro intenzione di dirottare verso i produttori statunitensi una parte sostanziale dei loro ordinativi. Finora, tuttavia, i produttori degli Stati Uniti hanno esportato nell'Europa dell'Ovest continentale, in totale, solo circa 40 000 t, quasi tutte in regime di perfezionamento attivo.
Le misure antidumping previste dal regolamento n. 3337/84 sono scadute nel novembre 1989. Nel 1988 alcuni produttori USA e i rappresentanti dell'industria del vetro CEE hanno chiesto il loro riesame. Tale riesame è stato completato il 7 settembre 1990 senza che venissero imposte misure protettive (decisione 90/507/CEE della Commissione) (5).
Parallelamente a tale decisione, la Commissione ha adottato decisioni che accertano l'infrazione degli articoli 85 e 86 del trattato CEE (6), da parte dei produttori europei di carbonato di sodio.
E. L'accordo ANSAC (13) In base al contratto d'associazione dell'8 dicembre 1983, i soci convengono che tutte le esportazioni, loro o di una società controllata, saranno effettuate tramite l'ANSAC, ad eccezione delle vendite o delle forniture a società nelle quali un membro detenga una partecipazione pari o superiore al 20 %. Il Consiglio di amministrazione dell'ANSAC può garantire che ogni membro riceva un'equa quota del quantitativo totale esportato, stabilire le politiche in materia di prezzi, ed escludere dalle procedure ANSAC particolari vendite o territori; ogni socio deve fornire una quota minima delle esportazioni previste. L'ANSAC ha una direzione autonoma e l'autorità assoluta di decidere ciò che deve esportare, i destinatari e i prezzi. Tuttavia, in base ad una risoluzione del Consiglio di amministrazione, se l'ANSAC iniziasse ad operare nella CEE, la General Chemical aggiungerebbe alla quota cui ha diritto secondo le regole ANSAC il suo attuale quantitativo (Regno Unito). L'ANSAC, come sottolineato nella notificazione, intende entrare nel mercato CEE come secondo fornitore per i fabbricanti di ventro, in quanto questi non sarebbero disposti a rischiare di compromettere le loro relazioni con i loro principali fornitori.
F. Gli argomenti dell'ANSAC (14) L'ANSAC sostiene che, a motivo della rigidità del mercato CEE del carbonato di sodio, soltanto l'ingresso nel mercato di un nuovo operatore potrebbe creare una vera concorrenza, e che soltanto l'ANSAC, rappresentando tutta l'industria della soda naturale degli Stati Uniti, ha il potere economico necessario per conquistare una quota significativa del mercato. Due membri dell'ANSAC (General Chemical e Texas Gulf) avevano installato le loro proprie strutture di distribuzione nel Regno Unito: la Texas Gulf è stata obbligata a ritirarsi e la General Chemical ha mantenuto una presenza soltanto perché richiesta dai suoi clienti più importanti, disposti a pagare un prezzo più elevato pur di avere una fonte di approvvigionamento alternativa.
L'ANSAC sostiene che nel presente caso l'articolo 85, paragrafo 1 non si applica: il suo eventuale ingresso sul mercato sarebbe positivo per la concorrenza, e le sentenze della Corte di giustizia nelle cause Metro 26/76 (1) e Remia 42/84 (2) esemplificherebbero un principio più generale, secondo il quale:
«se il fine è buono, i mezzi (entro certi limiti) non possono essere considerati restrittivi».
Le restrizioni contenute negli accordi sono accessorie rispetto all'obiettivo generale dell'ANSAC di allargare la concorrenza. Inoltre, l'ANSAC non è un cartello, ma un'effettiva organizzazione di vendita con 26 dipendenti.
(15) Qualora l'articolo 85, paragrafo 1 venisse considerato applicabile, l'ANSAC sostiene che un'esenzione ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3 sarebbe giustificata per i seguenti motivi:
1. La soda naturale, avendo un contenuto di cloruro inferiore, è superiore dal punto di vista ecologico e quindi contribuisce a migliorare la produzione e a promuovere il progresso tecnico.
2. Le economie di scala che solo l'ANSAC può realizzare sono necessarie dati gli elevati costi generali che comporta l'installazione di strutture di distribuzione e contribuirebbero quindi a migliorare la distribuzione dei prodotti.
3. L'ANSAC, favorendo la trasformazione della struttura oligopolistica del mercato CEE, promuoverebbe il progresso economico.
4. I consumatori beneficerebbero:
a) dell'assenza di una duplicazione dei costi che si sarebbe invece prodotta qualora le società aderenti dell'ANSAC avessero deciso di presentarsi sul mercato separatamente;
b) dei prezzi più bassi che l'ANSAC sarebbe obbligata ad offrire;
c) dell'esistenza di una fonte alternativa di approvvigionamento affidabile;
d) della superiorità ecologica della soda naturale;
e) della maggiore sicurezza offerta dall'ANSAC piuttosto che dai suoi soci operanti invidualmente.
5. Le restrizioni sono indispensabili e non danno alle parti la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale del mercato del carbonato di sodio. Secondo l'ANSAC, il solo modo di realizzare una concorrenza effettiva sul mercato CEE sarebbe di permettere l'associazione dei produttori degli Stati Uniti.
(16) Durante l'audizione, il Presidente dell'ANSAC ha dimostrato in che modo l'ANSAC, partendo da un prezzo franco deposito di 165 dollari per tonnellata, poteva presentare un valore cif superiore rispetto ad un singolo produttore degli Stati Uniti (143 dollari contro 138 dollari) e un prezzo franco fabbrica più elevato (86 dollari contro 70 dollari), con un «margine di sicurezza» per l'ANSAC di 16 dollari per tonnellata a fini antidumping.
Un esperto in economia nominato dell'ANSAC ha cercato di dimostrare, con riferimento ad un modello teorico, che l'ingresso dell'ANSAC sul mercato avrebbe prodotto un calo generale dei prezzi del carbonato di sodio per l'industria del vetro, chiarendo tuttavia che il suo modello si basava sul presupposto che l'ANSAC si presentasse sul mercato con una capacità di vendite comparabile a quella dei principali produttori comunitari.
Un altro esperto che aveva intrapreso una ricerca di mercato per l'ANSAC, ha affermato tuttavia che la quota iniziale di mercato disponibile per un nuovo concorrente sarebbe soltanto del 5 %, ovvero 200 000 t.
(17) I rappresentanti dell'industria del vetro si sono dichiarati favorevoli ad una seconda fonte di approvvigionamento affidabile, in quanto, la scarsità di depositi presso i loro stabilimenti esigevano forniture regolari. A loro avviso, inoltre, la soda naturale USA, per la sua purezza, offre notevoli vantaggi rispetto ed altre fonti alternative. Tuttavia, gli stessi rappresentanti hanno esplicitamente dichiarato di non nutrire una particolare preferenza per l'ANSAC rispetto ad altri possibili fornitori, tra cui le società aderenti dell'ANSAC, purché vengano garantiti prezzo, qualità e sicurezza di forniture.
(18) Dopo l'audizione altri argomenti sono stati presentati alla Commissione per conto dell'ANSAC. Vi si è sostenuto che un'esenzione per un periodo limitato (due anni) permetterebbe all'ANSAC di dimostrare che il suo comportamento sul mercato potrebbe avere un effetto positivo sulla concorrenza.
Si è inoltre affermato che la chiusura del riesame delle misure antidumping senza che sia stato accertato un pregiudizio ha creato una situazione in cui soltanto ANSAC, e non i suoi soci come singoli, potrebbe vendere il carbonato di sodio degli Stati Uniti nella CEE senza correre il rischio che la Commissione accerti un pregiudizio derivante da pratiche di dumping: le economie di scala permetterebbero infatti all'ANSAC di offrire un prezzo nominale franco fabbrica più elevato rispetto alle vendite dei singoli soci.
II. VALUTAZIONE GIURIDICA A. Articolo 85, paragrafo 1 (19) Il contratto di associazione ANSAC è un accordo tra imprese ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1. Le decisioni e risoluzioni prese in base ad esso dal Consiglio di amministrazione dell'ANSAC sono decisioni di un'associazione d'imprese ai sensi del medesimo articolo.
L'accordo ha per oggetto e per effetto di restringere la concorrenza all'interno del mercato comune riguardo ai prezzi e alle quantità. Esso obbliga i soci a vendere carbonato di sodio all'esportazione esclusivamente tramite l'ANSAC ed impedisce loro di vendere separatamente, salvo vendite o consegne a società associate. La loro dimensione, i bassi costi di produzione (che compensano ampiamente costi di trasporto più elevati) ed il fatto che alcuni di essi abbiano venduto regolarmente a titolo individuale mostrano peraltro che i produttori degli Stati Uniti sono in grado di competere effettivamente e fra di loro e con i produttori europei. Le loro trascorse attività di vendita sono una prova della loro capacità di risolvere, di propria iniziativa, i problemi di magazzinaggio e di trasporto e di garantire forniture regolari ai loro clienti.
(20) L'accordo ha per oggetto e per effetto, verso i clienti, di presentare l'ANSAC come fornitore unico di carbonato di sodio a prezzi e condizioni uniformi. I soci dell'ANSAC hanno diritto all'assegnazione di un'equa parte delle vendite. Il fatto che ad un socio - General Chemical - sia stata assegnata una quantità addizionale equivalente alle sue attuali forniture nel Regno Unito dimostra che l'ANSAC è tenuta a rispettare i diritti contrattuali dei suoi soci e ad assicurarne il coordinamento. La Commissione pertanto non accetta la tesi secondo la quale l'ANSAC dispone di una struttura autonoma e di un'organizzazione tale da escludere qualsiasi cooperazione in contrasto con le regole di concorrenza. Il fatto che l'ANSAC si sia costituita come persona giuridica autonoma per operare come agente di vendita unico per tutti i produttori degli Stati Uniti, piuttosto che coordinare le attività dei suoi membri, è irrilevante ai fini di una valutazione ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1. In quanto organizzazione comune di vendita, l'ANSAC deve perciò essere considerata come uno strumento inteso ad eliminare la concorrenza fra i suoi soci.
(21) Inoltre, la Commissione non accetta la tesi secondo la quale le pratiche restrittive sono necessarie per consentire ad un nuovo concorrente forte e credibile di liberalizzare la struttura del mercato CEE:
1. Dal limitato successo dei tentativi di entrare sul mercato compiuti da General Chemical e da TG Soda Ash non consegue che le proposte dell'ANSAC non ricadano nel disposto dell'articolo 85, paragrafo 1, essendo il solo modo di accrescere la concorrenza. La Commissione, nel caso Floral (1), ha concluso che le parti non avevano dimostrato la necessità dei loro accordi di collaborazione. Nel caso Woodpulp (2), la Commissione ha concluso che i membri dell'associazione per l'esportazione di pasta da carta, carta e cartone (KEA) - associazione «Webb - Pomerene» come l'ANSAC - si erano astenuti dal praticare politiche di prezzo indipendenti nella CEE, restringendo in tal modo la reciproca concorrenza. Il ruolo che svolgerebbe l'ANSAC nel presente caso è più attivo di quello della KEA nel caso Woodpulp.
2. L'ANSAC ha affermato che prevede di ottenere soltanto una quota di mercato molto limitata, 200 000 t, quantitativo che, pur rilevante per la struttura competitiva del mercato come seconda fonte di approvvigionamento, potrebbe facilmente essere fornito da uno o due dei suoi soci.
(22) Qualora l'ANSAC entrasse sul mercato europeo del carbonato di sodio alle condizioni indicate nella notificazione, si avrebbe un solo nuovo operatore sul mercato. Gli scambi intracomunitari avverrebbero in condizioni necessariamente diverse da quelle che si avrebbero se tutti o alcuni dei membri di ANSAC dovessero accedervi singolarmente. Pertanto gli accordi notificati possono pregiudicare il commercio tra Stati membri.
B. Articolo 85, paragrafo 3 (23) Gli accordi notificati non contribuiranno a migliorare la produzione né a promuovere il progresso tecnico. La Commissione non contesta le considerazioni ecologiche a favore dell'uso di carbonato di sodio naturale invece del prodotto sintetico. Esse non hanno tuttavia alcuna rilevanza ai fini della commercializzazione del prodotto, cui solo si riferiscono le proposte dell'ANSAC. Le considerazioni ecologiche dell'ANSAC presuppongono comunque che essa sia l'unico veicolo mediante il quale il carbonato di sodio naturale potrebbe raggiungere la Comunità, vale a dire che se all'ANSAC non venisse concessa un'esenzione, nessun altro produttore degli Stati Uniti commercializzerebbe il prodotto nella CEE. Come si è visto al paragrafo 25, la Commissione non accetta questa ipotesi. Inoltre, come mostra la stessa documentazione dell'ANSAC, gli attuali piani di commercializzazione si limitano alla fornitura di una ridottissima percentuale (5 % circa) della domanda globale.
(24) L'ANSAC non è riuscita inoltre a dimostrare che le sue proposte contribuiranno, in definitiva, a migliorare la distribuzione del carbonato di sodio o a promuovere il progresso economico nel mercato comune. Per beneficiare di un'esenzione ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3, le pratiche restrittive dovrebbero comportare un migloramento oggettivo rispetto alla situazione che sarebbe esistita in loro assenza.
(25) La Commissione non accetta l'affermazione dell'ANSAC secondo la quale il suo ingresso nel mercato rafforzerebbe la concorrenza e migliorerebbe l'attuale struttura di mercato rigidamente oligopolistica. Qualora venisse concessa un'esenzione all'ANSAC ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3, tra i suoi soci non vi sarebbe più alcuna possibilità di concorrenza ed essi sarebbero obbligati a concedere all'ANSAC diritti esclusivi di vendita nella CEE per tutto il carbonato di sodio naturale da essi prodotto. L'ANSAC potrebbe così controllare e ridurre la quantità di soda naturale degli Stati Uniti prodotta per la Comunità e importata e venduta nella Comunità, nonché determinarne il prezzo di vendita. Invece, operando singolarmente, i produttori statunitensi si farebbero concorrenza fra di loro e migliorerebbero la concorrenza sul mercato europeo della soda in generale. Si tratta di grandi imprese con un'esperienza commerciale e con risorse tali da offrire ai loro clienti una fonte di approvvigionamento affidabile. Poiché il riesame dei provvedimenti antidumping si sia chiuso sensa l'imposizione di misure protettive, esse sono ora libere di operare sul mercato CEE.
(26) Inoltre, la concentrazione di tutta l'offerta di carbonato di sodio importato dagli Stati Uniti nelle mani di un'unica organizzazione di vendita faciliterebbe l'opportunità di collusione con i fornitori attuali. Anche se non si riscontra alcuna collusione esplicita sui prezzi, le attuali intenzioni dell'ANSAC sono di limitare le sue vendite nella Comunità ad un livello di circa 200 000 t e di accettare il ruolo di fornitore secondario permanente. A questo livello di attività l'ANSAC seguirebbe i prezzi del mercato, come invero era risultato chiaro dall'esposizione dell'esperto economico nominato dall'ANSAC ai fini dell'audizione orale.
(27) L'accordo ANSAC esclude inoltre un importante elemento di concorrenza che sarebbe altrimenti ottenibile. Alcuni grossi produttori dell'industria del vetro della CEE hanno manifestato interesse ad acquistare carbonato di sodio direttamente da produttori degli Stati Uniti, e ciò sarebbe impossibile secondo l'accordo ANSAC che vieta esplicitamente ai suoi soci di vendere direttamente all'esportazione.
(28) Gli accordi notificati non possono essere considerati indispensabili né offrono ai consumatori vantaggi che non si sarebbero potuti ottenere con mezzi meno restrittivi. La Commissione non accetta l'argomento secondo il quale il solo mezzo per ridurre la rigidità del mercato CEE consiste nel permettere ai produttori degli Stati Uniti di riunirsi nell'ANSAC. Gli accordi sui prezzi o sulle quote di mercato fra i produttori della CEE non escludono di per sé la concorrenza: qualora fissassero prezzi al di sopra del livello di mercato, i concorrenti che non partecipano agli accordi potrebbero in teoria accedere al mercato più facilmente fissando prezzi al di sotto dei prezzi concordati. I principali ostacoli all'accesso del carbonato di sodio naturale al mercato CEE erano le misure antidumping, ora soppresse, e i sistemi di sconto volti ad escludere la concorrenza messi in opera da Solvay e ICI, che sono stati vietati dalla Commissione con le decisioni del 19 dicembre 1990.
(29) I soli vantaggi che l'accesso dell'ANSAC potrebbe offrire ai consumatori deriva dalle economie di scala ottenibili mediante il trasporto e il magazzinaggio del carbonato di sodio in quantità molto maggiori di quanto sarebbe ad ogni singolo socio dell'ANSAC.
Tuttavia, la stessa ANSAC non intende trasferire queste economie di scala ai consumatori sotto forma di prezzi meno elevati. Le sue stesse previsioni (comunicate nell'audizione orale) mostrano che intende fatturare nella CEE prezzi lievemente più elevati di quelli che ritiene sarebbero fissati dai produttori singoli degli Stati Uniti. Per ANSAC, il maggiore beneficio derivante da qualsiasi economia di costi risultante dal trasporto o dal magazzinaggio in comune sarebbe la possibilità di dimostrare, nel caso di un'eventuale futura procedura antidumping, di praticare prezzi nominale franco miniera più elevati di qulli che potrebbero praticare i produttori singoli. Queste considerazioni sono tuttavia irrilevanti ai fini della valutazione ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3.
(30) In ogni caso, gli accordi di vendita in comune eccedono di molto i limiti di quanto sarebbe necessario per conseguire economie di scala potenzialmente trasferibili ai consumatori. In numerose occasioni la Commissione ha indicato all'ANSAC, sia prima che durante il presente procedimento, che essa sarebbe disposta, conformemente alla sua comunicazione in materia di accordi, decisioni e pratiche concordate nel campo della cooperazione fra imprese (punto II, 4) (1), a considerare favorevolmente gli accordi limitati alla realizzazione di impianti comuni di magazzinaggio e trasporto. Pur sostenendo che il loro principale obiettivo è rappresentato dalle economie di costi, l'ANSAC e i suoi soci non si sono mostrati disposti a limitare la loro cooperazione a tali misure.
C. Articolo 3 del regolamento n. 17 (31) Secondo l'articolo 3 del regolamento n. 17, se la Commissione constata un'infrazione dell'articolo 85, può obbligare le imprese interessate a porre fine all'infrazione constatata.
Poiché l'accordo di associazione ANSAC e gli accordi connessi da questa notificati, se applicati nella CEE, costituirebbero un'infrazione, è opportuno vietare, mediante decisione, che sia data loro esecuzione.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'Accordo di Associazione ANSAC e gli accordi connessi notificati alla Commissione dall'American Natural Soda Ash Corporation il 9 dicembre 1988 costituiscono un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CEE nella parte relativa al mercato della Comunità.
Articolo 2
È respinta la domanda di esenzione ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato.
Articolo 3
L'American Natural Soda Ash Corporation e le società suoi membri si astengono dal dare esecuzione nella Comunità agli accordi notificati.
Articolo 4
Sono destinatarie della presente decisione:
- American Natural Soda Ash Corporation,
8 Wright Street,
Westport. CT 06 880,
USA;
- FMC Wyoming Corporation,
2 000 Market Street,
Philadelphia, PA 19 103,
USA;
- General Chemical (Soda Ash) Partners,
PO Box 393,
Parsippany, NJ 07 054-0 393,
USA;
- Kerr McGee Chemical Corporation,
PO Box 25 861,
Oklahoma City, OK 73 125,
USA;
- Stauffer Chemical Company,
One Corporate Drive,
Shelton, CT 06 484,
USA;
- Tenneco Minerals Company,
PO Box 281 300,
Lakewood, CO 80 228,
USA;
- TG Soda Ash Inc,
PO Box 30 321,
Raleigh, NC 27 622-0 321,
USA.
Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 1990.

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