Document ID: 32006D0262

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 21 settembre 2005
relativa all’aiuto di Stato n. C 5/2004 (ex N 609/2003) a cui la Germania intende dare esecuzione in favore di Kronoply
[notificata con il numero C(2005) 3497]
(Il testo in lingua tedesca è l’unico facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2006/262/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
Visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, punto a),
previo invito delle parti interessate a presentare osservazioni a norma dei suddetti articoli (1),
considerando quanto segue:
1. PROCEDIMENTO
(1)
Con lettera del 22 dicembre 2003 (A/39031), la Germania ha notificato alla Commissione l’intenzione di concedere un aiuto agli investimenti nell’ambito della «Disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento» (2) (in appresso «Disciplina multisettoriale 1998») in favore di Kronoply GmbH (in appresso «Kronoply»). L’aiuto notificato è stato registrato con il numero N 609/03 .
(2)
Con lettera del 18 febbraio 2004 (SG/D/200649), la Commissione ha comunicato alla Germania la decisione di avviare il procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE.
(3)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea (3). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni.
(4)
Con lettera del 19 marzo 2004 (A/32003), la Germania ha presentato le proprie osservazioni.
(5)
Con lettera del 24 maggio 2004 (A/33878), Luther Menold Rechtsanwaltsgesellschaft mbH ha presentato le proprie osservazioni su Kronoply. Le osservazioni sono state trasmesse alla Germania in data 19 novembre 2004 (D/58277).
2. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELLA MISURA
2.1. Prima notifica N 813/2000
(6)
Il caso in esame è collegato al caso n. N 813/2000, in cui la Commissione ha approvato un aiuto in favore di Kronoply.
(7)
Il 3 luglio 2001 (SG/D/289524) la Commissione ha approvato, nell’ambito della disciplina multisettoriale del 1988, un’intensità lorda di aiuto del 31,5 % in favore di Kronoply ai fini della costruzione di uno stabilimento per la produzione di pannelli a fibre orientate (OSB) (4) a Heiligengrabe, Brandenburgo, un’area assistita ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, comma a) del trattato CE. L’intensità dell’aiuto stabilita è inferiore di 3,5 punti percentuali rispetto all’intensità massima perché si è ritenuto che il mercato rilevante fosse in declino.
(8)
La Commissione ha calcolato l’intensità massima d’aiuto da concedere in virtù della disciplina multisettoriale del 1988 sulla base di tre criteri di valutazione. Si è pertanto calcolato che, per soddisfare tali criteri, l’intensità massima d’aiuto che può essere concessa è pari al 31,5 % (fattore concorrenza 0,75, fattore capitale-lavoro 0,8 e fattore impatto regionale 1,5). L’importo dell’aiuto in questione era dunque pari a 35,4 milioni di euro (5).
(9)
Il calcolo relativo al fattore concorrenza ha causato alcuni disaccordi tra la Commissione e la Germania. Entrambe le parti, tuttavia, hanno convenuto che il mercato rilevante consisteva in OSB e prodotti di legno compensato. Inizialmente, la Germania aveva presentato degli studi che dimostravano che tale mercato non era in declino. La Commissione nutriva dei dubbi su tali studi dal momento che da essi risultava un aumento eccezionalmente forte della domanda nel 2000 rispetto agli anni precedenti. Vi sono stati, a più riprese, scambi di informazioni con la Germania prima che essa riducesse l’intensità dell’aiuto notificato dal 35 % al 31,5 %:
•
Con lettera del 22 dicembre 2000 (A/40955), la Germania ha notificato la propria intenzione di concedere un aiuto a Kronoply ai sensi della disciplina multisettoriale del 1998.
•
Il 3 gennaio 2001 (D/56400) la Commissione ha richiesto ulteriori informazioni. L’11 gennaio 2001 si è svolta una riunione tra i rappresentanti del Governo tedesco, il Land di Brandenburgo, l’impresa interessata e la Commissione. Il Governo tedesco ha fornito le informazioni richieste con lettere del 9 febbraio 2001 (A/31359) e del 20 febbraio 2001 (A/31463). Con lettere del 9 aprile 2001 (D/51511), la Commissione ha inviato delle domande supplementari cui la Germania ha risposto il 21 maggio 2001 (A/34090).
•
Con lettera del 19 giugno 2001 (A/34812), la Germania ha ridotto l’intensità dell’aiuto notificato dal 35 % al 31,5 %.
•
Con lettera del 5 luglio 2001 (SG/D/289525), la Commissione ha informato la Germania che non aveva nulla da obiettare all’aiuto.
(10)
Con lettera del 3 gennaio 2002 (A/30013), la Germania ha chiesto una modifica alla decisione della Commissione. Ha fornito prove del fatto che l’aumento della domanda previsto per il 2000 si era verificato e che il mercato non era quindi in declino. Con lettera del 5 febbraio 2002 (D/50463), la Commissione si è rifiutata di modificare la propria precedente decisione perché l’aiuto era stato valutato sulla base di un calcolo corretto di tutti i fattori rilevanti. Più specificamente, la Commissione non poteva modificare la propria precedente decisione per le seguenti ragioni: la valutazione del criterio della concorrenza si basava su un confronto tra l’evoluzione del consumo apparente del prodotto in questione e il tasso di crescita del settore manifatturiero nel suo complesso nel periodo 1994-1999 e su una previsione che, al momento dell’adozione della decisione, era giusta.
2.2. Seconda notifica N 609/2003
(11)
Con la seconda notifica è stato fatto un tentativo di ottenere l’intensità massima del 35 %, che era stata precedentemente rifiutata, concedendo in aiuto supplementare equivalente al 3,5 % (o 3 939 947 euro).
(12)
La Germania ha sostenuto che la definizione del mercato data nella notifica originale N 813/2000 era sbagliata e ha fatto riferimento all’articolo 9 del regolamento del Consiglio (CE) n. 659/1999 del 22 marzo 1999 recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (6) («Regolamento (CE) n. 659/1999»), che permette la revoca di una decisione alle seguenti condizioni: «La Commissione può revocare una decisione adottata (…) dopo aver dato allo Stato membro interessato la possibilità di presentare osservazioni, se tale decisione si basava su informazioni inesatte fornite nel corso del procedimento e determinanti ai fini della decisione.»
(13)
Mentre nella prima notifica il mercato rilevante era stato definito come il mercato degli OSB e dei prodotti in legno compensato, la Germania ha sostenuto che dai nuovi studi presentati risultava che la definizione corretta del mercato rilevante era il mercato degli OSB e solo di alcuni segmenti del mercato del compensato. Sulla base di tale nuova definizione del mercato, il mercato rilevante non era in declino nel periodo in questione (cfr. il punto 3.4 della disciplina multisettoriale del 1998) e pertanto avrebbe dovuto essere autorizzata l’intensità piena dell’aiuto del 35 %.
2.3. Decisione di avviare il procedimento
(14)
La Commissione non è addivenuta alla richiesta della Germania secondo cui, sulla base di una diversa definizione dei prodotti di sostituzione, il mercato rilevante doveva essere limitati agli OSB e solo ad alcuni segmenti del mercato del compensato.
(15)
La Commissione non ha ritenuto necessaria una rivalutazione del mercato perché mancavano due elementi fondamentali, circostanza che ha fatto sorgere seri dubbi sul fatto che l’aiuto fosse compatibile con il mercato unico:
• Mancanza di incentivi: La Commissione ha espresso seri dubbi sull’esistenza di un effetto incentivante dell’aiuto notificato dal momento che gli investimenti erano già stati realizzati. Se l’aiuto non fornisce alcun incentivo, le deroghe di cui all’articolo 87, paragrafo 3, punti a) e c) del trattato CE relative allo sviluppo regionale non si applicano.
• Mancanza della necessità: La Commissione ha nutrito seri dubbi sul fatto che gli investimenti già effettuati potessero essere ancora considerati necessari per agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c). Nel caso in esame l’intensità del 31,5 % era sufficiente a incoraggiare l’investimento.
3. OSSERVAZIONI DELLA GERMANIA
(16)
La Germania ha insistito sulla necessità che la Commissione rivaluti il mercato conformemente all’articolo 9 del regolamento (CE) n. 659/1999:
•
L’aiuto sarebbe concesso nell’ambito del regime comune del Governo federale/Länder per il miglioramento delle strutture economiche regionali che la Commissione ha approvato come regime di aiuto regionale. Il compito della Commissione quindi consisteva soltanto nel valutare se la misura notificata soddisfacesse le condizioni stabilite nel regime di aiuto approvato e fosse compatibile con la disciplina multisettoriale del 1998. Dal momento che l’aiuto della seconda notifica soddisfaceva tutte le condizioni di cui sopra, la misura di aiuto era chiaramente un aiuto all’investimento e non un aiuto al funzionamento.
•
Il tribunale europeo di primo grado ha confermato nella propria sentenza sul caso Kronoply (7) che era possibile notificare aiuti supplementari o una modifica all’aiuto esistente. Pertanto, la Commissione non poteva classificare l’aiuto di cui alla seconda notifica come un aiuto al funzionamento sulla base del fatto che il progetto era già stato completato. Altrimenti, la possibilità di notificare ulteriori misure d’aiuto - come confermato dal Tribunale - sarebbe vanificata.
4. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(17)
Kronoply ha ribadito che lo stesso progetto di investimento poteva essere oggetto di diverse notifiche e, a sostegno della propria tesi, ha citato una serie di decisioni:
•
Il Tribunale europeo di primo grado ha confermato nel caso Kronoply (8) la possibilità di aiuti supplementari o di una modifica dell’aiuto esistente: «Inoltre, occorre rilevare che nulla si oppone a che le autorità nazionali notifichino un progetto inteso ad istituire un nuovo aiuto a favore di un’impresa o a modificare un aiuto già concesso a quest’ultima.»
•
Un analogo parere è stato espresso nel caso Nuove Industrie Molisane Srl (9): «…la decisione [della Commissione] non pregiudica la possibilità per le autorità italiane di notificare un progetto volto ad istituire un nuovo aiuto in favore della ricorrente, o a modificare l’aiuto ad essa già accordato.»
(18)
Kronoply ha inoltre sottolineato che la Commissione doveva valutare la nuova notifica in sé e ha presentato, a sostegno della propria tesi, due argomenti principali:
•
La Commissione non poteva basarsi sulla propria valutazione precedente del mercato perché quest’ultima si fondava su una errata definizione del mercato rilevante.
•
Kronoply non ha avuto la possibilità di far esaminare la decisione iniziale della Commissione dal Tribunale perché i suoi interessi non erano toccati (10).
(19)
Kronoply ha negato la mancanza di incentivi e ha fornito, a sostegno della propria tesi, le seguenti argomentazioni:
•
Il punto 4.2. degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (11) («aiuti regionali») precisa come verificare se ci siano degli incentivi. Esso recita: «I regimi di aiuto, inoltre, devono stabilire che la domanda di aiuto sia presentata prima che inizi l’esecuzione dei progetti.» Kronoply ha soddisfatto tale condizione facendo richiesta dell’aiuto alle autorità nazionali prima dell’inizio del progetto. Pertanto, l’aiuto ha fornito l’incentivo desiderato e ha soddisfatto il criterio della necessità al fine di favorire lo sviluppo economico ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, punto a) del trattato CE.
•
Kronoply aveva sempre chiesto un’intensità d’aiuto del 35 %. La riduzione dell’intensità dell’aiuto notificato non significava che non sarebbero stati più necessari altri aiuti. Dal momento che il procedimento formale può prendere fino a diciotto mesi, era più vantaggioso per il beneficiario ricevere immediatamente la parte dell’aiuto la cui ammissibilità non era contestata dalla Commissione.
5. VALUTAZIONE
(20)
Dopo aver esaminato le osservazioni presentate dalla Germania e da Kronoply, la Commissione mantiene la posizione assunta nella decisione di avviare il procedimento, vale a dire che è inutile procedere a una nuova valutazione del mercato ai sensi della disciplina multisettoriale del 1998 dal momento che l’aiuto in questione non soddisfa due condizioni fondamentali: l’effetto incentivante e la necessità.
5.1. Assenza di altri costi di investimento ammissibili ai sensi degli aiuti regionali
(21)
La Commissione ritiene che la presente notifica N 609/03 (del 22 dicembre 2003) debba essere considerata come una notifica distinta - eventualmente una seconda notifica - di un aiuto a favore di Kronoply - anche se non dà luogo ad alcun nuovo investimento né alla creazione di posti di lavoro. Pertanto, non c’è nessun costo nuovo ammissibile ai sensi degli orientamenti sugli aiuti regionali che giustifichi la concessione di aiuti supplementari.
(22)
La Commissione ha approvato un aiuto agli investimenti a favore di Kronoply dell’importo di 35,4 milioni di euro con la decisione SG (2001) D/289524 del 3 luglio 2001 che si basava sulle informazioni fornite all’epoca dalle autorità tedesche. La Commissione aveva deciso di non sollevare obiezioni e aveva approvato l’aiuto nella forma in cui era stato proposto in ultima analisi dalla Germania. La decisione era stata accettata dalla Germania e da Kronoply. Pertanto, l’aiuto era stato concesso dalle autorità tedesche e Kronoply aveva completato il proprio progetto di investimento il 31 gennaio 2003.
(23)
Dopo soli diciotto mesi dall’adozione da parte della Commissione della decisione finale - e circa un anno dopo il completamento del progetto di investimento - la Germania, con notifica del 22 dicembre 2003, ha presentato una nuova definizione del mercato rilevante e ha spiegato che, sulla base di nuovi studi, la definizione più corretta del mercato rilevante era quella di mercato degli OSB e di soltanto alcuni segmenti del mercato del compensato. La Commissione, come ha già dichiarato nella decisione di avviare il procedimento di indagine formale, non intende, in tali circostanze, riesaminare la propria decisione. Essa ritiene, infatti, che la presentazione di una nuova definizione del mercato da parte della Germania non rientri nel campo di applicazione dell’articolo 9 del regolamento (CE) n. 659/1999.
(24)
Conformemente alla decisione del Tribunale di primo grado nel caso Kronoply, la Commissione ritiene che uno Stato membro possa notificare, e la Commissione autorizzare, un nuovo aiuto o modificare un progetto già autorizzato, comprese le diverse tranches di un aiuto di Stato in favore di un determinato progetto, a condizione che possano essere dimostrati l’effetto incentivante e la necessità di ciascuna tranche dell’aiuto. Tuttavia, la Germania non ha notificato progetti di investimento supplementari pianificati da Kronoply in aggiunta al progetto già completato. Inoltre, il progetto da finanziare era stato completato circa un anno prima della notifica del nuovo progetto di aiuto. Pertanto, la Commissione è giunta alla conclusione che tale seconda notifica era finalizzata soltanto ad ottenere un’intensità di aiuto più elevata, l’intensità del 35 % precedentemente rifiutata, e che non c’erano costi supplementari ammissibili per i quali potesse essere approvato un aiuto di 3 936 947 euro e che non si riscontrava né un effetto incentivante né la necessità dell’aiuto.
(25)
Come ha deliberato la Corte di Giustizia delle Comunità europee nel caso Germania contro Commissione (12), la Commissione deve considerare tale aiuto come un aiuto al funzionamento dal momento che è stato concesso senza imporre alcun obbligo ai beneficiari e che è finalizzato a migliorare la situazione finanziaria delle loro imprese.
5.2. Effetto incentivante
(26)
La Commissione, pur ritenendo che le osservazioni di cui sopra siano sufficienti a dimostrare che la concessione di un aiuto supplementare non porterebbe a nuovi investimenti o a un effetto incentivante, intende esaminare più approfonditamente il concetto di effetto incentivante per rispondere alle osservazioni presentate dalla Germania e da Kronoply.
5.2.1. Il processo di investimento
(27)
Gli investimenti delle imprese devono essere considerati un processo dinamico. È importante distinguere tra la fase ex ante e quella ex post:
•
Le imprese decidono ex ante se fare o meno un investimento, basando i loro calcoli sulla previsione delle entrate e dei costi del progetto. Se l’utile previsto sul progetto di investimento è più alto del tasso di redditività richiesto, esse danno esecuzione al progetto. Un aiuto regionale deve agire da incentivo per le imprese a modificare il loro comportamento e a investire in regioni in cui altrimenti non investirebbero.
•
Una volta realizzato un investimento, è difficile annullarli ex post perché una parte consistente di esso è diretta ad impianti specifici che non possono essere facilmente trasferiti altrove. Vendendo tali impianti, il venditore perderebbe una parte del capitale investito.
5.2.2. Valutazione ex ante dell’effetto incentivante ai sensi degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale
(28)
Il punto 4.2 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale prevede la seguente verifica per valutare se un aiuto abbia o meno un effetto incentivante: il beneficiario deve chiedere l’aiuto prima che inizi l’esecuzione del progetto. Se tale condizione è soddisfatta, la Commissione presuppone che vi sia un effetto incentivante.
(29)
Nelle loro osservazioni, la Germania e Kronoply sostenevano che la verifica di cui al punto 4.2 degli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale avesse avuto un esito positivo dal momento che Kronoply aveva presentato la sua domanda d’aiuto prima dell’inizio del progetto.
(30)
La verifica di cui al punto 4.2 è stata concepita per stabilire se esiste un effetto incentivante senza ritardare indebitamente l’investimento. Un esame completo di tutti gli aspetti economici della decisione di investimento del beneficiario dell’aiuto potrebbe rivelarsi molto difficile o prendere molto tempo e pertanto ostacolare l’investimento e lo sviluppo economico della regione.
(31)
Nel valutare la presenza dell’effetto incentivante per l’aiuto supplementare del 3,5 %, occorre chiedersi se la differenza tra il 31,5 % e il 35 % ha modificato l’effetto incentivante e ha influito sulle decisioni di investimento di Kronoply:
•
Prima dell’investimento, Kronoply non poteva sapere quale sarebbe stato l’aiuto che avrebbe eventualmente ricevuto dal momento che spetta alla Commissione valutare i coefficienti correttori previsti nella disciplina multisettoriale del 1998. Kronoply non sapeva quindi con certezza se avrebbe beneficiato di un’intensità di aiuto del 31,5 % o del 35 %. Pertanto, ha ritenuto che l’intensità prevista si sarebbe collocata tra questi due valori. Kronoply ha basato la propria decisione di investimento sull’importo d’aiuto che prevedeva di ottenere.
•
La Commissione constata che Kronoply ha deciso di realizzare l’investimento senza conoscere l’importo preciso dell’aiuto né la sua intensità. Inoltre, Kronoply ha completato l’investimento dopo l’approvazione dell’intensità del 31,5 %. Ciò significa che l’impresa era pronta a correre il rischio di ottenere un’intensità d’aiuto di soltanto il 31,5 %.
•
Il fatto che Kronoply soddisfacesse la condizione prevista al punto 4.2 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale non significa quindi necessariamente che i 3,5 punti percentuali abbiano avuto un effetto incentivante.
5.2.3. Valutazione ex post dell’effetto incentivante sulla base dei fatti
(32)
Invece di approfondire ulteriormente l’esame della decisione ex ante di Kronoply, la Commissione ritiene più ragionevole basarsi sui fatti. È evidente che Kronoply ha deciso di procedere all’investimento e ha continuato le sue attività dopo aver ottenuto un’intensità d’aiuto pari solo al 31,5 %. Il progetto di investimento è, d’altronde, stato realizzato come inizialmente previsto. Kronoply non l’ha modificato in funzione dell’intensità d’aiuto ottenuta.
(33)
Indipendentemente dal fatto di ottenere o meno un ulteriore aiuto, Kronoply non modificherà il suo comportamento: non c’è nessun elemento che faccia ritenere che un nuovo aiuto indurrebbe l’impresa ad aumentare la produzione o a ingrandire gli impianti di produzione. Nella misura in cui gli investimenti sono già stati realizzati, non c’è neanche motivo di ritenere che Kronoply ponga fine alle sue attività di produzione qualora non ottenga un nuovo aiuto.
(34)
Pertanto, la Commissione è giunta alla conclusione che la concessione di un ulteriore aiuto del 3,5 % non avrebbe alcun effetto incentivante.
(35)
Come stabilito dalla decisione che dà l’avvio al procedimento, gli aiuti devono avere un effetto incentivante per contribuire a favorire lo sviluppo economico di alcune regioni o a facilitare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, punti a) e c), del trattato CE. Quando, come nel caso in esame, l’investimento è già stato realizzato, l’aiuto non ha tale effetto incentivante e non porta a nuovi investimenti né alla creazione di posti di lavoro. Pertanto, la Commissione non può giustificare l’aiuto con un aumento dei nuovi investimenti o la creazione di posti di lavoro ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, punti a) e c), del trattato CE. La Commissione conclude di nuovo che l’aiuto supplementare di 3 936 947 euro costituisce un aiuto al funzionamento.
5.3. Necessità
(36)
Per quanto riguarda le dichiarazioni contenute nella decisione di avviare il procedimento, la Commissione ritiene che il principio di necessità derivi direttamente dal concetto di controllo degli aiuti di Stato. La Commissione può dichiarare che un aiuto è incompatibile ai sensi dell’articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato CE solo se può constatare che l’aiuto contribuisce alla realizzazione di uno degli obiettivi citati, obiettivi che l’impresa non potrebbe conseguire con i propri mezzi in condizioni normali di mercato. Ciò è conforme alla pratica corrente della Commissione, che è stata confermata dalla Corte di Giustizia delle Comunità europee segnatamente nel caso Philip Morris (13).
(37)
Come illustrato nei paragrafi 26-35, l’aiuto progettato non ha alcun effetto incentivante per nuovi investimenti o per la creazione di posti di lavoro. Esso non richiede al beneficiario alcun quid pro quo né alcun contributo a un obiettivo di interesse comune. Pertanto, si tratta di un aiuto al funzionamento che copre i costi correnti normalmente sostenute da Kronoply.
(38)
Il punto 4.15 degli orientamenti proibisce di norma gli aiuti al funzionamento. Tuttavia, tali aiuti possono essere concessi a titolo eccezionale alle regioni ammissibili alle deroghe di cui all’articolo 87 paragrafo 3, punto a) purché (i) essi siano giustificati in funzione del loro contributo allo sviluppo regionale e della loro natura e (ii) il loro livello sia proporzionale agli svantaggi che intendono compensare. La Germania non ha dimostrato l’esistenza di alcuno svantaggio né mostrato in che modo l’aiuto supplementare dovrebbe contribuire allo sviluppo regionale.
(39)
I fatti dimostrano che qualsiasi nuovo aiuto è inutile dal momento che Kronoply ha deciso di continuare la propria attività anche dopo aver ottenuto un’intensità parsi solo al 31,5 %. Ciò significa che l’attività economica di Kronoply è redditizia o che, in ogni caso, l’impresa non necessita di aiuti supplementari. Nella fase attuale, qualsiasi nuovo aiuto costituirebbe un beneficio imprevisto per Kronoply.
(40)
Pertanto, la Commissione conclude che, nel caso in esame, l’aiuto è incompatibile anche con l’articolo 87, paragrafo 3, punto a) del trattato CE in quanto non è necessario per lo sviluppo regionale.
(41)
Infine, occorre esaminare se si applicano le deroghe di cui all’articolo 87, paragrafi 2 e 3:
•
Le deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 2, relative agli aiuti a carattere sociale concessi ai singoli consumatori, agli aiuti destinati ad ovviare ai danni arrecati da calamità naturali o altri eventi eccezionali e agli aiuti concessi per compensare gli svantaggi economici provocati dalla divisione della Germania, non si applicano in questo caso.
•
L’aiuto non può essere considerato come un aiuto destinato a promuovere la realizzazione di un progetto di interesse comune europeo né a porre rimedio a un grave turbamento dell’economia tedesca, ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, punto b), né ha per oggetto la promozione della cultura e la conservazione di un patrimonio, ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, punto d).
•
La deroga prevista dall’articolo 87, paragrafo 3, punto c) del trattato CE si applica agli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. Dal momento che l’aiuto è stato giudicato incompatibile con l’articolo 87, paragrafo 3, punto a), del trattato CE per mancanza di effetto incentivante e della necessità, esso non può, per le stesse ragioni, essere dichiarato compatibile con l’articolo 87, paragrafo 3, punto c), del trattato CE.
6. CONCLUSIONI
(42)
La Commissione conclude che l’aiuto notificato costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1 del trattato CE. Dal momento che l’aiuto non ha effetti incentivanti e non è necessario, non si applicano le deroghe di cui all’articolo 87, paragrafo 2 o 3. Pertanto, l’aiuto costituisce un aiuto al funzionamento incompatibile e ad esso non può essere data esecuzione.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’aiuto di Stato a cui, conformemente alla notifica N 609/2003, la Germania intende dare esecuzione in favore di Kronoply, per un importo di 3 936 947 euro, è incompatibile con il mercato comune.
A detto aiuto non può pertanto essere data esecuzione.
Articolo 2
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, la Germania informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 3
La Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 21 settembre 2005.

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