Document ID: 31985R3309

REGOLAMENTO (CEE) N. 3309/85 DEL CONSIGLIO
del 18 novembre 1985
che stabilisce le norme generali per la designazione e la presentazione dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,visto il regolamento (CEE) n. 337/79 del Consiglio, del
5 febbraio 1979, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3307/85 (2), in particolare l'articolo 54, paragrafo 1, e l'articolo 64, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione (3),visto il parere del Parlamento europeo (4),visto il parere del Comitato economico e sociale (5),considerando che l'articolo 54 del regolamento (CEE) n. 337/79 prevede l'adozione di norme generali relative alla designazione e alla presentazione dei prodotti del settore vitivinicolo; che il regolamento (CEE) n. 355/79 (6), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1898/85 (7), ha stabilito le norme generali per la designazione e la presentazione dei vini e dei mosti di uve; che occorre prevedere anche norme generali per la designazione e la presentazione dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati;considerando che la designazione e la presentazione di un prodotto devono essere intese a fornire al consumatore finale e agli organismi pubblici incaricati della gestione e del controllo del commercio del prodotto stesso informazioni corrette e precise che consentano la valutazione del prodotto in causa; che occorre quindi stabilire norme atte al raggiungimento di tale scopo;considerando che, per quanto concerne la designazione, si deve operare una distinzione tra le indicazioni obbligatorie necessarie per l'identificazione di un vino spumante o di un vino spumante gassificato e le indicazioni facoltative, intese piuttosto a specificare le caratteristiche intrinseche di un prodotto o a individuarlo sufficientemente rispetto agli altri prodotti della stessa categoria che entrano in concorrenza sul mercato;
GU n. C 182 del 9. 7. 1984, pag. 21.
GU n. C 12 del 14. 1. 1985, pag. 1.
considerando che è opportuno stabilire un elenco completo delle indicazioni obbligatorie e precisare le condizioni necessarie per l'uso di tali indicazioni per la designazione dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati;considerando che nella Comunità sono tradizionalmente utilizzate diciture differenti per precisare la denominazione di vendita dei vini spumanti di qualità; che per facilitare la scelta del consumatore finale occorre prevedere che l'indicazione della denominazione di vendita di questi prodotti sia fatta con una di queste diciture, senza che la dicitura «Sekt» possa servire indirettamente da indicazione di provenienza di un vino spumante;considerando che per agevolare agli scambi di tali prodotti è opportuno lasciare agli interessati la scelta delle indicazioni facoltative che intendono utilizzare e non fissarne un elenco completo; che tale scelta deve tuttavia limitarsi ad indicazioni che non siano false e non rischino di indurre in errore il consumatore finale o le altre persone alle quali sono dirette;considerando che per creare condizioni favorevoli ad una concorrenza leale sul mercato dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati occorre stabilire norme particolari per l'utilizzazione di alcune indicazioni facoltative di prestigio dere inoltre la possibilità che le modalità d'applicazione stabiliscano norme supplementari a livello comunitario;considerando che l'elaboratore o il venditore sono normalmente in grado, senza difficoltà, di dimostrare agli organi competenti l'esattezza delle indicazioni sull'etichetta; che tali organi non hanno sempre accesso diretto alle fonti d'informazione dell'elaboratore o del venditore; che pertanto, per rendere più efficace l'azione degli organi competenti per sorvegliare e controllare il rispetto delle disposizioni comunitarie nel settore dei vini spumanti, occorre prevedere la possibilità che essi possano, nell'ambito delle procedure applicabili nello stato membro in cui esercitano le proprie funzioni, esigere, se del caso in collaborazione con gli organi competenti degli altri stati membri, dall'elaboratore o dal venditore responsabili delle indicazioni figuranti sull'etichetta la prova dell'esattezza delle diciture utilizzate per la designazione; che occorre inoltre prevedere che le diciture di cui non può essere comprovata l'esattezza siano considerate non conformi alle disposizioni comunitarie;considerando che, date le obbligazioni internazionali della Comunità e degli stati membri in materia di protezione delle denominazioni d'origine o di indicazioni di provenienza geografica dei vini, occorre prevedere che l'uso di diciture
relative ad un metodo di elaborazione possa riferirsi al nome di una unità geografica solo quando il prodotto interessato può essere designato con tale nome;considerando che gli elementi caratteristici dei vini spumanti o dei vini spumanti gassificati sono essenzialmente determinati da fattori naturali e tecnici che intervengono fin dal momento della coltivazione della vite e della vinificazione; che, ai fini di un'applicazione uniforme, occorre conseguentemente definire per tali prodotti, come per il vino, le condizioni alle quali l'indicazione della categoria del prodotto può essere combinata con il nome dello stato membro o con l'aggettivo da esso derivato;considerando che è necessario che la designazione dei vini spumanti e i vini spumanti gassificati nella Comunità possa esser fatta in ognuna delle lingue ufficiali della Comunità per assicurare il rispetto del principio della libera circolazione delle merci in tutta la Comunità; che è tuttavia necessario che le indicazioni obbligatorie siano fatte in modo che il consumatore finale possa comprenderle anche se appaiono sull'etichetta in una lingua che non è la lingua ufficiale del suo paese; che è opportuno che i nomi delle unità geografiche siano scritti unicamente nella lingua ufficiale dello stato membro in cui ha avuto luogo l'elaborazione del vino commercializzato solo sotto la sua denominazione tradizionale; che, date le difficoltà particolari di comprensione delle indicazioni in greco risultanti dal fatto che non sono scritte in caratteri latini, occorre autorizzare la ripetizione di tali indicazioni in una o più altre lingue ufficiali della Comunità;considerando che la presentazione dei vini spumanti e dei vini spumanti gassificati contiene tradizionalmente elementi tipici, quali i dispositivi di chiusura che distinguono questi prodotti dalle altre bevande; che è quindi opportuno stabilire alcune norme di presentazione relative a tali elementi tipici;considerando che, per stabilire le condizioni di una concorrenza leale tra i vari vini spumanti e vini spumanti gassificati, occorre vietare, nella designazione o nella presentazione di questi vini, gli elementi che possono creare confusione o indurre in errore le persone cui esse sono dirette; che è opportuno in particolare prevedere divieti analoghi per le marche usate per la designazione dei vini spumanti o dei vini spumanti gassificati;considerando che i vini spumanti e i vini spumanti gassificati sono in concorrenza sul mercato con altre bevande spumanti e che occorre quindi adottare disposizioni per evitare confusione tra tutte queste categorie di prodotti; che, dato che il rischio di confusione è particolarmente notevole se sono utilizzate alcune lingue ufficiali della Comunità, in particolare quelle derivate dal latino, è opportuno ammettere l'uso delle denominazioni composte contenenti le parole «vino spumante» solo nel caso di un uso tradizionale ammesso il giorno dell'entrata in vigore del presente regolamento dello stato membro in cui è avvenuta l'elaborazione;
considerando che occorre prevedere la possibilità di adottare disposizioni transitorie per agevolare il passaggio dalle norme nazionali alle norme comunitarie in materia di designazione e di presentazione, in particolare per consentire lo smercio dei prodotti la cui designazione e presentazione, effettuate conformemente alle disposizioni nazionali applicabili prima dell'entrata in vigore del presente regolamento, non fossero conformi alle nuove disposizioni comunitarie,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. Il presente regolamento stabilisce le norme generali per la designazione e la presentazione:adei vini spumanti definiti al punto 13 dell'allegato II del regolamento (CEE) n. 337/79, elaborati nella Comunità,bdei vini spumanti gassificati originari della Comunità, definiti al punto 14 dell'allegato II del regolamento (CEE) n. 337/79,cdei vini spumanti definiti all'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 339/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979, che stabilisce le definizioni di taluni prodotti delle voci 20.07, 22.04 e 22.05 della tariffa doganale comune, originari dei paesi terzi (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3308/85 (2),ddei vini spumanti gassificati definiti all'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 339/79, originari dei paesi terzi.I vini spumanti di cui alla lettera a) comprendono:i vini spumanti di cui al titolo II del regolamento (CEE) n. 358/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979, relativo ai vini spumanti prodotti nella Comunità e definiti al punto 13 dell'allegato II del regolamento (CEE) n. 337/79 (3), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3686/84 (4),i vini spumanti di qualità di cui al titolo III dello stesso regolamento (CEE) n. 358/79 ei vini spumanti di qualità prodotti in regioni determinate, in appresso denominati «v.s.q.p.r.d.», di cui all'articolo 1, quarto comma, del regolamento (CEE) n. 338/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979, che stabilisce disposizioni particolari per i vini di qualità prodotti in regioni determinate (5), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3687/84 (6).
2. Le norme di cui al paragrafo 1 si applicano alla designazione dei prodotti ivi indicati:asull'etichettatura;bnei registri, nei documenti di accompagnamento e negli altri documenti prescritti dalle disposizioni comunitarie, in appresso denominati «documenti ufficiali», eccettuati i documenti doganali;cnei documenti commerciali, in particolare nelle fatture e nelle bollette di consegna;dnegli annunci pubblicitari, qualora il presente regolamento contenga disposizioni particolari al riguardo.3. Le norme di cui al paragrafo 1 sono applicabili per la presentazione dei prodotti ivi indicati per quanto riguarda:ail recipiente, compreso il dispositivo di chiusura,bl'etichettatura,cl'imballaggio.4. Le norme di cui al paragrafo 1 sono applicabili ai prodotti detenuti per la vendita ed a quelli già messi in circolazione.
Articolo 2
Ai sensi del presente regolamento, si intende per:etichettatura, il complesso delle diciture, dei contrassegni, delle illustrazioni, dei marchi o di altre designazioni, che caratterizzano il prodotto, apposti sullo stesso recipiente, compreso il dispositivo di chiusura, nonché sul pendaglio appeso al recipiente e sul rivestimento del collo delle bottiglie;imballaggio, gli involucri protettivi, quali carte, rivestimenti di paglia d'ogni genere, cartoni e casse, utilizzati per il trasporto di uno o più recipienti.TITOLO I
Designazione
Articolo 3
1. Per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, la designazione sull'etichettatura comporta l'indicazione:adi una dicitura che precisa la denominazione di vendita, conformemente all'articolo 5, paragrafo 2,bdel volume nominale del prodotto,cdi una dicitura relativa al tipo di prodotto, conformemente all'articolo 5, paragrafo 3.Per un periodo transitorio che termina il 31 agosto 1987, gli stati membri possono rendere obbligatoria l'indicazione del titolo alcolometrico volumico effettivo per prodotti messi in circolazione nel loro territorio.
Prima della scadenza del periodo di cui al secondo comma, il Consiglio decide a maggioranza qualificata, su proposta della Commissione, il regime comune relativo all'indicazione del titolo alcolometrico volumico effettivo applicabile dopo questo periodo.2. Per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere a) e b), la designazione sull'etichettatura comporta, oltre alle indicazioni elencate al paragrafo 1:il nome o la ragione sociale dell'elaboratore o di un venditore stabilito nella Comunitàe il nome del comune o frazione e dello stato membro in cui la sudetta persona ha la sua sede,in conformità dell'articolo 5, paragrafi 4 e 5.Qualora sull'etichetta figuri il nome o la ragione sociale dell'elaboratore e qualora l'elaborazione abbia luogo in un comune o frazione in uno stato membro diverso da quello di cui al primo comma, secondo trattino, le indicazioni ivi previste sono sostituite dall'indicazione del nome del comune o frazione o dello stato membro in cui l'elaborazione ha avuto luogo.3. Per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere c) e d), la designazione comporta, oltre alle indicazioni di cui al paragrafo 1, l'indicazione:adel nome o della ragione sociale dell'importatore, nonché del comune o dello stato membro in cui questi ha la sede;bdel nome o della ragione sociale dell'elaboratore, nonché del comune e del paese terzo in cui questi ha la sede, in conformità dell'articolo 5, paragrafi 4 e 5.4. La designazione sull'etichettatura comporta diciture supplementari nei casi seguenti:per i prodotti elaborati con vini originari di paesi terzi, quali quelli previsti all'articolo 48 bis del regolamento (CEE) n. 337/79, la designazione sull'etichettatura indica che il prodotto è stato elaborato con vini importati e precisa il paese terzo del quale è originario il vino utilizzato per la costituzione della partita;per i v.s.q.p.r.d. è indicato sull'etichettatura il nome della regione determinata nella quale sono state raccolte le uve utilizzate per l'elaborazione del prodotto;per i vini spumanti di qualità del tipo aromatico, citati all'articolo 18 del regolamento (CEE) n. 358/79, la designazione sull'etichettatura comporta l'indicazione del nome della varietà di vite da cui sono stati ottenuti, oppure la dicitura «elaborato con uve di varietà aromatiche».
Articolo 4
1. Per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, la designazione sull'etichettatura può essere completata da altre indicazioni, sempreché:non rischino di creare confusione nella mente delle persone cui sono destinate: ciò vale soprattutto per le indicazioni obbligatorie di cui all'articolo 3 e per quelle facoltative di cui all'articolo 6;sia rispettato, se del caso, l'articolo 6.2. Gli organismi competenti in materia di sorveglianza e di controllo nel settore del vino spumante possono, osservando le norme generali di procedura adottate da ciascuno stato membro, esigere dall'elaboratore o dal venditore di cui all'articolo 3, paragrafo 2, primo comma, primo trattino, la prova dell'esattezza delle diciture utilizzate per la designazione e concernenti la natura, l'identità, la qualità, la composizione, l'origine o la provenienza del prodotto in questione o dei prodotti utilizzati durante l'elaborazione dello stesso.Allorché tale richiesta proviene:dall'organismo competente dello stato membro nel quale è stabilito l'elaboratore o il venditore, la prova è richiesta direttamente a questi da detto organismo;dall'organismo competente di un altro stato membro, questo fornisce all'organismo competente del paese di stabilimento dell'elaboratore o del venditore, nell'ambito della loro diretta collaborazione, tutti gli elementi utili che consentano a questo ultimo di esigere la prova di cui trattasi; l'organismo richiedente è informato del seguito dato alla propria richiesta.Qualora gli organismi competenti constatino che tale prova non è stata fornita, le diciture in questione sono considerate come non conformi al presente regolamento.
Articolo 5
1. Le indicazioni di cui all'articolo 3:sono raggruppate nello stesso campo visivo sul recipiente esono presentate in caratteri chiari, leggibili, indelebili e sufficientemente grandi da risaltare sullo sfondo sul quale sono stampate e da poter essere nettamente distinte dal complesso delle altre indicazioni scritte e dei disegni.È tuttavia ammesso che le indicazioni obbligatorie relative all'importatore figurino fuori del campo visivo nel quale sono raggruppate le altre indicazioni obbligatorie.2. Per l'indicazione della denominazione di vendita, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), viene apposta una delle diciture seguenti:
aper un vino spumante di cui al titolo II del regolamento (CEE) n. 358/79, diverso da quelli contemplati alle lettere b), c) e d), la dicitura «vino spumante»;bper un vino spumante di qualità di cui al titolo III del regolamento (CEE) n. 358/79, la dicitura «vino spumante di qualità» o «Sekt»;cper un v.s.q.p.r.d.:la dicitura «vino spumante di qualità prodotto in una regione determinata» o «v.s.q.p.r.d.» o «Sekt bestimmter Anbaugebiete» o «Sekt b.A.»,o una dicitura specifica tradizionale scelta dallo stato membro in cui è avvenuta l'elaborazione tra quelle contemplate all'articolo 16, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 338/79 e riprodotta in un elenco da adottare,ovvero due di queste diciture usate congiuntamente;dper un vino spumante di qualità del tipo aromatico di cui all'articolo 18 del regolamento (CEE) n. 358/79, la dicitura «vino spumante aromatico di qualità»;eper un vino spumante originario di un paese terzo:quando è stato elaborato nel paese nel quale sono state raccolte le uve utilizzate, la dicitura «vino spumante» con un riferimento a tale paese;quando non si soddisfano le condizioni del primo trattino, la sola dicitura «vino spumante», sempreché l'indicazione del paese d'elaborazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3, risulti distintamente dall'insieme delle indicazioni dell'etichettatura; fper un vino spumante gassificato originario della Comunità o di un paese terzo, la dicitura «vino spumante gassificato». Se la lingua usata per questa dicitura non indica l'aggiunta di anidride carbonica, l'etichetta è completata con i termini «ottenuto mediante aggiunta di anidride carbonica», conformemente a modalità da determinare.3. L'indicazione di una dicitura relativa al tipo di prodotto determinato dal tenore di zucchero residuo di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c), viene fatta mediante una delle diciture seguenti, comprensibili nello stato membro o nel paese terzo di destinazione in cui il prodotto è offerto al consumo umano diretto:«extra brut» o «extra herb»:se il tenore di zucchero residuo è compreso tra 0 e 6 g/l,«brut» o «herb»:se il tenore di zucchero residuo è inferiore a 15 g/l,«extra dry», o «extra trocken»:se il tenore di zucchero residuo è compreso tra 12 e
20 g/l,
«sec», «trocken«, «secco» o «asciutto», «dry», «toer» o «îçñueò»:óaa il tenore di zucchero residuo è compreso tra 17 e 35 g/l,«demi-sec», «halbtrocken», «abboccato», «medium dry», «halvtoer» o «çìéîçñueò:óaa il tenore di zucchero residuo è compreso tra 33 e 50 g/l,«doux», «mild», «dolce», «sweet», «soed» o «ãëõêýò»:óaa il tenore di zucchero residuo è superiore a 50 g/l.Se il tenore di zucchero residuo del prodotto consente l'indicazione di due delle diciture di cui al primo comma, l'elaboratore o l'importatore può usarne una sola, a propria scelta.In deroga all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c), per i vini spumanti di qualità del tipo aromatico di cui all'articolo 18 del regolamento (CEE) n. 358/79, la dicitura relativa al tipo di prodotto di cui al primo comma può essere sostituita dall'indicazione del tenore di zucchero residuo determinato mediante l'analisi in grammi per litro.4. Per «elaboratore di un prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1», s'intende la persona fisica o giuridica ovvero l'associazione di tali persone che procede all'elaborazione o vi fa procedere per proprio conto. Per «elaborazione» s'intende la trasformazione di uve fresche, mosti di uve e di vini in un prodotto menzionato all'articolo 1, paragrafo 1.Il nome o la ragione sociale dell'elaboratore, nonché il nome del comune, o frazione, e dello stato in cui questi ha la sede sono indicati:per esteso, oper quanto riguarda i prodotti elaborati nella Comunità, in codice, sempreché figurino per esteso il nome o la ragione sociale della persona o dell'associazione di persone diverse dall'elaboratore che è intervenuto nel circuito commerciale del prodotto, nonché il comune, o frazione, e lo stato membro in cui tale persona o associazione hanno la sede.5. Quando il nome del comune, o frazione, in cui l'elaboratore, o un'altra persona che è intervenuta nel circuito commerciale del prodotto, ha la sede comporta il nome di una regione determinata, ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 338/79, diversa da quella che può essere utilizzata per la designazione del prodotto in questione, l'indicazione di questo nome avviene in codice.Tuttavia, gli stati membri possono prescrivere, per la designazione dei prodotti elaborati nel proprio territorio, altre opportune misure, in particolare, per quanto riguarda la dimensione dei caratteri da utilizzare per questa indicazione, in modo da evitare confusioni relative all'origine geografica del vino.
6. Le diciture indicanti il modo di elaborazione possono essere stabilite dalle modalità di applicazione.
Articolo 6
1. Il nome di un'unità geografica, diversa da una regione determinata, di dimensioni inferiori a uno stato membro o ad un paese terzo può essere indicato unicamente per completare la designazione:di un v.s.q.p.r.d.,di un vino spumante di qualità cui è stato attribuito, mediante le modalità d'applicazione, il nome di tale unità geograficaoppuredi un vino spumante originario di un paese terzo soggetto a condizioni di elaborazione riconosciute equivalenti a quelle di un vino spumante di qualità recante il nome di una unità geografica, nel titolo III del regolamento (CEE) n. 358/79.Tale indicazione è autorizzata soltanto a condizione che:asia conforme alle disposizioni dello stato membro o del paese terzo in cui è stata effettuata l'elaborazione del vino spumante;bl'unità geografica in causa sia delimitata con precisione;ctutte le uve dalle quali il prodotto in questione è stato ottenuto provengano da tale unità geografica, fatta eccezione per i prodotti contenuti nello sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio;dper un v.s.q.p.r.d., tale unità geografica sia situata entro i confini della regione determinata di cui il vino in causa reca il nome;eper i vini spumanti di qualità, il nome di tale unità geografica non venga usato per designare un v.s.q.p.r.d.In deroga al secondo comma, lettera c), gli stati membri possono autorizzare l'indicazione del nome di un'unità geografica di dimensioni inferiori a una regione determinata per completare la designazione di un v.s.q.p.r.d., se il prodotto è stato ottenuto almeno per l'85 % da uve raccolte in tale unità.2. Il nome di una varietà di vite può essere usato unicamente per completare la designazione di un prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1,lettera a), oppurelettera c), soggetto a condizioni di elaborazione riconosciute equivalenti a quelle previste nel titolo III del regolamento (CEE) n. 358/79.
Si può indicare il nome di una varietà di vite o di un sinonimo di tale nome soltanto se:ala coltivazione di tale varietà e l'impiego dei prodotti da essa ottenuti sono conformi alle disposizioni della Comunità o del paese terzo in cui sono state raccolte le uve utilizzate;btale varietà figura in un elenco che sarà adottato dallo stato membro in cui sono stati ottenuti i prodotti utilizzati per la costituzione della partita; per quanto riguarda i v.s.q.p.r.d., tale elenco è compilato in conformità dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 338/79;cil nome di questa varietà non può essere confuso con il nome di una regione determinata o di un'unità geografica usato per designare un altro vino prodotto o importato nella Comunità;dil prodotto è interamente ottenuto da uve della varietà in questione, fatta eccezione per i prodotti contenuti nello sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio, e se detta varietà caratterizza in modo determinante il prodotto ottenuto.In deroga al secondo comma, gli stati membri produttori possono:ammettere l'indicazione del nome di una varietà di vite se il prodotto è ottenuto almeno per l'85 % da uve della varietà in causa, fatta eccezione per i prodotti contenuti nello sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio, e se detta varietà caratterizza in misura determinante il prodotto ottenuto;ammettere l'indicazione del nome di due varietà di viti se tutte le uve da cui il prodotto è stato ottenuto provengono da queste due varietà, fatta eccezione per i prodotti contenuti nello sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio, e se la miscela delle due varietà caratterizza in misura determinante il prodotto ottenuto;limitare l'indicazione a determinati nomi di varietà di viti di cui al secondo comma.3. La dicitura «fermentazione in bottiglia» può essere utilizzata solamente per designare:un v.s.q.p.r.d.,un vino spumante di qualità,oppureun vino spumante originario di un paese terzo, soggetto a condizioni di elaborazione che sono state riconosciute equivalenti a quelle previste nel titolo III del regolamento (CEE) n. 358/79.L'uso della dicitura prevista al primo comma è ammesso solamente se:ail prodotto utilizzato è diventato spumante mediante seconda fermentazione alcolica in bottiglia;
bla durata del processo di elaborazione comprendente l'invecchiamento nell'azienda di produzione e calcolata a decorrere dalla fermentazione destinata a rendere spumante la partita non è stata inferiore a nove mesi;cla durata della fermentazione destinata a rendere spumante la partita e la durata della presenza della partita sulle fecce sono state almeno di sessanta giorni;dil prodotto utilizzato è stato separato dalle fecce mediante filtraggio secondo il metodo di travaso o mediante sboccatura.4. Le diciture «fermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale« o «metodo tradizionale» nonché le diciture risultanti dalla traduzione di detti termini possono essere utilizzate solamente per designare:un v.s.q.p.r.d.,un vino spumante di qualità,oppureun vino spumante originario di un paese terzo soggetto a condizioni di elaborazione che sono state riconosciute equivalenti a quelle previste nel titolo III del regolamento (CEE) n. 358/79.L'uso di una delle diciture di cui al primo comma è ammesso solamente se il prodotto utilizzato:aè stato trasformato in spumante mediante seconda fermentazione alcolica in bottiglia,bè rimasto senza interruzione sulle fecce per almeno nove mesi nella stessa azienda sin dalla costituzione della partita,cè stato separato dalle fecce mediante sboccatura.5. Una dicitura relativa ad un metodo di elaborazione, inclusiva del nome di una regione determinata o di un'altra unità geografica o di un termine derivato da uno di questi nomi, può essere utilizzata solamente per designare:un v.s.q.p.r.d.,un vino spumante di qualità,oppureun vino spumante originario di un paese terzo soggetto a condizioni di elaborazione che sono state riconosciute equivalenti a quelle previste nel titolo III del regolamento (CEE) n. 358/79.L'uso di tale dicitura è ammesso solamente per designare un prodotto che ha diritto a una indicazione geografica di cui al primo comma.Tuttavia, il riferimento al metodo di elaborazione detto «méthode champenoise», se è di uso tradizionale, può essere usato in associazioni con una dicitura equivalente relativa a questo metodo di elaborazione per otto campagne viticole per vini che non hanno diritto alla denominazione controllata «Champagne».
L'uso di una delle diciture di cui al terzo comma è inoltre ammesso solamente se sono rispettate le condizioni previste al paragrafo 4, secondo comma.6. L'annata di raccolta può essere indicata unicamente per completare la designazione di:un v.s.q.p.r.d.,un vino spumante di qualità,oppureun vino spumante originario di un paese terzo soggetto a condizioni di elaborazione che sono state riconosciute equivalenti a quelle previste nel titolo III del regolamento (CEE) n. 358/79.L'indicazione dell'annata di raccolta è ammessa solamente se il prodotto è ottenuto almeno per l'85 % da uve raccolte durante l'annata in causa, fatta eccezione per i prodotti contenuti nello sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio.Per i v.s.q.p.r.d. elaborati nel loro territorio, gli stati membri possono tuttavia stabilire che l'indicazione dell'annata di raccolta è ammessa solamente se il prodotto è interamente ottenuto da uve raccolte durante l'annata in causa, fatta eccezione per i prodotti contenuti nello sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio.7. L'uso di una dicitura indicante una qualità superiore è ammesso solamente per:un v.s.q.p.r.d.,un vino spumante di qualità,oppureun vino spumante originario di un paese terzo soggetto a condizioni di elaborazione che sono state riconosciute equivalenti a quelle previste nel titolo III del regolamento (CEE) n. 358/79.8. Uno stato membro o un paese terzo può essere indicato con il suo nome o con l'aggettivo da esso derivato, combinato con la denominazione di vendita di cui all'articolo 5, paragrafo 2, soltanto se il prodotto stesso è stato ottenuto esclusivamente con uve raccolte e vinificate nel territorio dello stesso stato membro o dello stesso paese terzo nel quale è avvenuta l'elaborazione del prodotto.9. La designazione di uno dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, può essere accompagnata da una dicitura o da un contrassegno riferentisi a una medaglia o ad un premio ottenuti tramite la partecipazione ad un concorso, o ad una qualsiasi altra distinzione, solo a condizione che tali distinzioni siano state attribuite, da un ente ufficiale o ufficialmente riconosciuto a tal fine, a un quantitativo determinato del prodotto in questione.
10. L'uso delle diciture «Premium» o «Riserva» può essere utilizzato solamente per completare:l'indicazione «vino spumante di qualità» ol'indicazione di una delle diciture di cui all'articolo 5, paragrafo 2, lettera c).11. Se del caso, le modalità di applicazione possono stabilire:acondizioni per l'uso:della dicitura di cui al paragrafo 7;delle diciture relative ad un modo di elaborazione diverso da quelli di cui paragrafi 3, 4 e 5;delle diciture relative a caratteristiche particolari delle varietà di viti da cui il prodotto è stato ottenuto;bun elenco delle diciture di cui alla lettera a).
Articolo 7
Le indicazioni di cui:all'articolo 3 sono redatte in una o più lingue ufficiali della Comunità, in modo che il consumatore finale possa comprendere facilmente ciascuna di tali indicazioni;all'articolo 4 sono redatte in una o più lingue ufficiali della Comunità.Per i prodotti messi in circolazione nel proprio territorio, gli stati membri possono permettere che tali indicazioni siano redatte anche in una lingua diversa da una lingua ufficiale della Comunità, sempreché l'impiego di questa lingua sia d'uso corrente e tradizionale nello stato membro interessato o in parte del suo territorio.Tuttavia:aper i v.s.q.p.r.d. od i vini spumanti di qualità, l'indicazionedel nome della regione determinata di cui all'articolo 3, paragrafo 2, secondo comma,del nome di un'altra unità geografica di cui all'articolo 6, paragrafo 1,è fatte unicamente nella lingua ufficiale dello stato membro nel cui territorio è stata effettuata l'elaborazione; per i prodotti precitati elaborati in Grecia, tali indicazioni possono essere ripetute in una o più altre lingue ufficiali della Comunità;bper i prodotti originari di paesi terzi:l'uso di una lingua ufficiale del paese terzo in cui è avvenuta l'elaborazione è ammesso, sempreché le indicazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 1, siano redatte anche in una lingua ufficiale della Comunità;
la traduzione in una lingua ufficiale della Comunità di talune indicazioni di cui all'articolo 4 può essere disciplinata da modalità d'applicazione;cper i prodotti originari della Comunità e destinati all'esportazione, le indicazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 1, redatte in una lingua ufficiale della Comunità, possono essere repetute in una lingua diversa.
Articolo 8
1. Per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, la designazione nei registri tenuti dagli elaboratori, nei documenti ufficiali e, qualora non venga compilato un documento di accompagnamento, nei documenti commerciali comporta perlomeno:le indicazioni obbligatorie di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettere a) e d), e, secondo il caso, paragrafo 2 o paragrafo 3,le indicazioni di cui all'articolo 6, ove siano riprodotte o si preveda di riprodurle sull'etichettatura.La designazione nei registri tenuti da persone diverse dagli elaboratori comporta perlomeno le indicazioni di cui al primo trattino. In tal caso le indicazioni di cui al secondo trattino possono essere sostituite nei registri dal numero del documento d'accompagnamento e dalla data della sua compilazione.2. Le indicazioni di cui al paragrafo 1 sono fatte conformemente agli articoli 4, 5, e 6.TITOLO II
Presentazione
Articolo 9
I recipienti impiegati per l'elaborazione e la conservazione dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, recano contrassegni in caratteri indelebili, in modo che l'organismo incaricato del controllo possa identificarne rapidamente il contenuto, sulla scorta dei registri o dei documenti che ne fanno le veci.Tuttavia, per i recipienti di volume nominale inferiore o uguale a 60 litri, riempiti con lo stesso prodotto e immagazzinati insieme nella stessa partita, la marcatura dei recipienti può essere sostituita da quella dell'intera partita, sempreché quest'ultima sia nettamente separata dalle altre.
Articolo 10
1. I prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, possono essere detenuti per la vendita e messi in circolazione solamente in bottiglie di vetro:achiuse con:un tappo a forma di fungo, in sughero o altre sostanze ammesse ad entrare in contatto con gli alimenti, trattenuto da un fermaglio metallico, coperto eventualmente da una capsula e rivestito da una lamina che ricopra tutto il tappo e interamente o parzialmente, il collo della bottiglia,un altro dispositivo di chiusura adeguato, quando si tratti di bottiglie con un contenuto nominale non superiore a 0,20 litri,ebprovviste di un'etichettatura conforme al presente regolamento.2. Le modalità di etichettatura che non formino oggetto del presente regolamento possono essere disciplinate dalle modalità di applicazione del medesimo, in particolare per quanto concerne:al'apposizione delle etichette sui recipienti,bla dimensione minima delle etichette,cla ripartizione sulle etichette degli elementi di designazione,dla dimensione dei caratteri stampati sulle etichette,el'uso di contrassegni illustrazioni o marchi.
Articolo 11
1. Se l'imballaggio di un prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1, reca una o più indicazioni riferentisi al prodotto imballato, tali indicazioni devono essere conformi al presente regolamento.2. Se i recipienti contenenti un prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1, sono presentati per la vendita al consumatore finale in un preimballaggio, questo deve essere rivestito di un'etichettatura conforme al presente regolamento.TITOLO III
Disposizioni generali
Articolo 12
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 1, ogni stato membro ammette la designazione e la presentazione di prodotti
menzionati all'articolo 1, paragrafo 1, originari di altri stati membri e messi in circolazione nel proprio territorio, ove esse siano conformi alle disposizioni comunitarie e ammesse in virtù del presente regolamento nello stato membro in cui il prodotto è stato elaborato.
Articolo 13
1. La designazione e la presentazione dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, ivi compreso qualsiasi tipo di pubblicità dei medesimi, non devono essere erronee o di natura tale da creare confusione o da indurre in errore le persone alle quali si rivolgono, in particolare per quanto riguarda:le indicazioni previste agli articoli 3 e 6; questa disposizione si applica anche se dette indicazioni costituiscono una traduzione, menzionano la provenienza effettiva o sono utilizzate con l'aggiunta di parole quali «natura», «tipo», «metodo», «imitazione», «marchio» o simili;le caratteristiche dei prodotti, in particolare la natura, la composizione, il titolo alcolometrico volumico, il colore, l'origine o la provenienza, la qualità, la varietà di vite, l'annata o il volume nominale dei recipienti;l'identità e la qualità delle persone fisiche e giuridiche o delle associazioni di persone che partecipano o hanno partecipato alla fabbricazione o alla commercializzazione del prodotto.2. Se la designazione, la presentazione e la pubblicità concernenti i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, sono completate con marchi, questi ultimi non devono comportare parole, parti di parole, segni o illustrazioni:ache siano di natura tale da creare confusioni o indurre in errore, ai sensi del paragrafo 1, le persone alle quali si rivolgono, obche possono essere confusi con la designazione totale o parziale di un vino da tavola, di un vino di qualità prodotto in una regione determinata compreso un v.s.q.p.r.d. o di un vino importato la cui designazione è disciplinata da norme comunitarie o con la designazione di un altro prodotto di cui all'articolo 1, paragrafo 1, o che siano identici alla designazione di tale prodotti, senza che i prodotti utilizzati per la costituzione della partita del vino spumante in questione abbiano diritto a tale designazione o presentazione.
Articolo 14
1. Le denominazioni di vendita di cui all'articolo 5, paragrafo 2, sono riservate ai prodotti citati all'articolo 1, paragrafo 1.
Tuttavia, gli stati membri possono ammettere che il termine «vino spumante» possa essere utilizzato, sotto forma di denominazione composta, per la designazione di una bevanda della sottovoce 22.07 B I della tariffa doganale comune ottenuta dalla fermentazione alcolica di un frutto o di un'altra materia prima agricola, se l'utilizzazione di tali denominazioni composte è di uso tradizionale, conformamente alla legislazione esistente il 29 novembre 1985.2. Le denominazioni composte di cui al paragrafo 1, secondo comma, figurano sull'etichettatura in caratteri dello stesso tipo, dello stesso colore e di altezza tale da distinguerle nettamente da altre indicazioni.
Articolo 15
1. I prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, la cui designazione o presentazione non risponda alle disposizioni del presente regolamento o alle relative modalità di applicazione non possono essere detenuti per la vendita, né messi in circolazione nella Comunità, né esportati.Tuttavia, per quanto riguarda i prodotti destinati all'esportazione, deroghe alle disposizioni del presente regolamento possono:essere autorizzate dagli stati membri qualora la legislazione del paese terzo importatore lo esiga;essere previste nelle modalità d'applicazione nei casi non compresi nel primo trattino.2. Lo stato membro sul cui territorio si trova il prodotto, la designazione o presentazione del quale non risponda alle disposizioni del paragrafo 1 prende le misure necessarie per sanzionare le infrazioni commesse secondo la gravità di queste ultime.Lo stato membro può tuttavia autorizzare la detenzione del prodotto in causa ai fini della vendita, dell'immissione in commercio nella Comunità o dell'esportazione sempreché la designazione e la presentazione del prodotto siano rese conformi al paragafo 1.
Articolo 16
Ogni stato membro comunica alla Commissione le misure adottate in applicazione del presente regolamento.La Commissione ne informa gli altri stati membri.
Articolo 17
Nell'ambito delle modalità d'applicazione sono adottate disposizioni transitorie per quanto riguarda:
l'immissione in circolazione dei prodotti la cui designazione o presentazione non risponda alle disposizioni del presente regolamento;l'utilizzazione delle scorte di etichette o di altri accessori per l'etichettatura, stampati o fabbricati prima della data di entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 18
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso è applicabile a decorrere dal 1g settembre 1986.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli stati membri.
Per il Consiglio
Il Presidente
M. FISCHBACH
(1) GU n. L 54 del 5. 3. 1979, pag. 1.
(2) Vedi pagina 1 della presente Gazzetta ufficiale.
(3) GU n. C 120 del 5. 5. 1983, pag. 3;
(4) GU n. C 77 del 19. 3. 1984, pag. 146;
(5) GU n. C 358 del 31. 12. 1983, pag. 59.
(6) GU n. L 54 del 5. 3. 1979, pag. 99.
(7) GU n. L 179 dell'11. 7. 1985, pag. 1.
(1) GU n. L 54 del 5. 3. 1979, pag. 57.
(2) Vedi pagina 7 della presente Gazzetta ufficiale.
(3) GU n. L 54 del 5. 3. 1979, pag. 130.
(4) GU n. L 341 del 29. 12. 1984, pag. 3.
(5) GU n. L 54 del 5. 3. 1979, pag. 48.
(6) GU n. L 341 del 29. 12. 1984, pag. 5.

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