Document ID: 31996D0563

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 29 maggio 1996 relativa ad un aiuto concesso dal Land Bassa Sassonia alla JAKO Jadekost GmbH & Co KG (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (96/563/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati, conformemente alle disposizioni dell'articolo 93, paragrafo 2, primo comma a presentarle le loro osservazioni, e viste dette osservazioni,
considerando quanto segue:
I
La Commissione è stata informata da diversi concorrenti e associazioni professionali in Germania, Danimarca, Francia e Regno Unito, in merito ad un aiuto che il Land Bassa Sassonia avrebbe concesso, sotto forma di garanzia su un finanziamento per capitale circolante, alla società Jadekost di Wilhemshaven. Con lettera del 30 giugno 1994 la Commissione ha espresso riserve circa la compatibilità della suddetta misura col punto 1.3 delle «Linee direttrici per l'esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca e dell'acquacoltura» (1) e ha invitato la Repubblica federale di Germania a far conoscere la propria posizione.
Con lettera del 19 luglio 1994, la Repubblica federale di Germania ha risposto quanto segue: nel giugno 1993 la ditta Jadekost ha aggiunto alla fabbricazione di prodotti a base di carne e di piatti preparati la preparazione di prodotti a base di pesce soprattutto surgelati (bastoncini di pesce, filetti di pesce, preparazioni a base di filetti di pesce).
Si prevedeva pertanto che la ditta in questione, uno degli stabilimenti più moderni in Europa per la trasformazione del pesce e della carne ed attivo in uno dei settori di attività, alcuni dei quali presentavano un tasso di crescita a due cifre, una volta superata la fase di introduzione sul mercato, avrebbe conosciuto un periodo di espansione.
La garanzia concessa dalle autorità del Land non era pertanto mirata a mantenere in vita l'impresa, ma era una misura limitata nel tempo che avrebbe portato a miglioramenti duraturi. Essa era subordinata a una serie di condizioni che avrebbero garantito un controllo severo di una eventuale escussione della medesima. L'escussione del finanziamento era subordinata alla condizione dell'ammissibilità della garanzia alle sole necessità previste dal piano di finanziamento e agli scopi definiti dalle voci di spesa specifiche del suddetto piano.
Il finanziamento complessivo (finanziamento degli investimenti e del capitale circolante) avrebbe dovuto originariamente aver luogo soltanto con fondi propri dell'impresa e con crediti bancari senza garanzia esterna. A seguito di una riduzione delle liquidità dell'impresa, determinata da un calo dei ricavi, il capitale circolante per l'esercizio della suddetta impresa ha dovuto essere coperto con fondi di terzi, cioè con un prestito per un importo di 35 milioni di DM, assistito da una garanzia dell'80 % prestata dal Land Bassa Sassonia. La garanzia, a favore del finanziamento relativo al capitale circolante, corrispondeva ai fondi propri impegnati dall'impresa a fini di investimento. Se il credito garantito fosse stato destinato agli investimenti, l'impresa avrebbe potuto destinare i fondi propri, pari a 32,5 milioni di DM, al capitale circolante. Il suddetto aiuto sarebbe stato, in questo caso, conforme alle linee direttrici. Del resto, il credito garantito era stato concesso alle condizioni consuete del mercato. Anzi, vi era un onere finanziario supplementare costituito dalle spese di dossier e da altre commissioni.
Dopo una discussione di questo caso, in data 31 agosto 1994, alla quale avevano partecipato rappresentanti della Commione, del ministero federale dell'Agricoltura, del ministero del Land Bassa Sassonia per l'Economia, la Tecnologia ed i Trasporti, nonché di quello per l'Agricoltura e le Foreste, la Commissione aveva chiesto, con lettera del 1° settembre 1994, ulteriori informazioni, che le sono state poi fornite nei termini fissati con lettere del 13 ottobre 1994 e del 2 novembre 1994.
Sulla base delle informazioni comunicatele, la Commissione aveva concluso che la garanzia era stata concessa per l'aiuto notificato con il n. 255/90 - Germania in applicazione di un regime di aiuto autorizzato. A questo proposito, con lettera del 14 settembre 1990 la Commissione aveva raccomandato alla Repubblica federale di Germania di rispettare le norme e le linee direttrici approvate per taluni settori specifici, quali quello della pesca. Dato il riferimento ai settori specifici, l'aiuto in questione avrebbe dovuto essere esaminato alla luce delle suddette linee direttrici. A norma del punto 1.3 di tali linee direttrici, l'aiuto risultava incompatibile con il mercato comune, dato che la garanzia prestata dalle autorità del Land Bassa Sassonia per il credito concesso all'impresa Jadekost da un consorzio di banche serviva a finanziare il suo capitale circolante. L'aiuto sarebbe stato concesso senza imporre ai beneficiari gli obblighi previsti e sarebbe quindi servito a incrementare la redditività dell'impresa.
II
Di conseguenza, la Commissione ha deciso di avviare la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, previa comunicazione alla Repubblica federale di Germania con lettera del 20 febbraio 1995 [SG (95) D/1816], nella quale l'ha invitata a presentare le sue osservazioni nel termine di un mese.
Nella sua risposta del 13 aprile 1995 la Repubblica federale ha ricordato che le parti della garanzia non destinate a settori specifici avrebbero dovuto essere considerate aiuti autorizzati, dato che la garanzia in questione era stata concessa ai sensi delle direttive generali del Land Bassa Sassonia in materia di garanzia, approvate dalla Commissione.
I riferimenti della Commissione all'applicazione delle linee direttrici nel settore della pesca e dell'aquacoltura potevano valere soltanto per una parte della garanzia: infatti nel piano iniziale il settore di produzione dei piatti preparati e quello dei prodotti a base di carni e di pesce erano stati valutati ciascuno a una percentuale compresa tra il 10 e il 20 %. La parte della garanzia relativa ai piatti preparati avrebbe dovuto essere considerata in conformità delle direttive generali in materia di garanzia.
A parere del Land Bassa Sassonia, non si trattava di un aiuto al funzionamento incompatibile con il mercato comune. Infatti non si verificava nessuna delle condizioni di cui al punto 1.3 delle linee direttrici: la garanzia non era in funzione né della quantità, né del prezzo dei prodotti e neppure dell'unità o dei mezzi di produzione; essa non aveva fatto diminuire i costi di produzione, né migliorato i redditi dei beneficiari; essa era stata concessa nel pieno rispetto delle direttive generali in materia di garanzia. A norma di tali direttive l'impresa Jadekost era tenuta, in quanto debitrice, al pagamento degli interessi, delle spese per la garanzia medesima e commissioni, al rimborso del credito, oltre a fornire una serie di garanzie, vale a dire la fideiussione del socio e in solido dell'impresa consociata Nordfrost.
La garanzia e la concessione del credito da essa dipendente non avevano affatto accresciuto la redditività dell'impresa Jadekost, dato che il credito era stato concesso alle condizioni consuete del mercato. A ciò andrebbe addirittura aggiunto un esborso pari allo 0,75 % del credito, per spese amministrative legate alla garanzia.
Il Land Bassa Sassonia ritiene inoltre che la garanzia costituita a favore degli istituti di credito finanziatori e il credito garantito non possano essere esaminati dissociandoli dal progetto globale, ovvero dall'investimento sovvenzionabile, dell'impresa Jadekost. Già la stretta collaborazione cronologica sarebbe stata sufficiente ad impedire una valutazione separata del credito garantito e del progetto globale. Al momento dell'apertura del credito, la cui garanzia è oggetto della presente procedura, la fase d'investimento non era ancora conclusa. Il finanziamento degli investimenti e del capitale circolante erano pertanto strettamente connessi, in quanto elementi indissociabili del cash flow. Su 100 milioni di DM investiti, 17,5 milioni di DM avrebbero dovuto essere conferiti dal Land, il che sarebbe stato inferiore al tasso massimo dell'aiuto autorizzato dalla regolamentazione dell'Unione europea applicabile ai regimi di aiuto.
Nel corso della realizzazione del progetto di investimento è emerso, ancor prima del suo completamento, che il capitale circolante, in origine anch'esso fornito dal socio, non avrebbe potuto essere conferito senza finanziamenti bancari, date le difficoltà di cash flow incontrate da Nordfrost. Le banche finanziatrici si erano dichiarate disposte a mettere a disposizione il prestito, a condizione tuttavia di subordinarlo alla costituzione di una garanzia, data l'entità dei fondi propri mobilitati per il progetto d'investimento. Per motivi tecnici, la banca ha deciso allora di aprire una nuova linea di credito, piuttosto che raggruppare il fabbisogno finanziario complessivo in un credito unico.
Secondo il parere del Land Bassa Sassonia, l'aiuto concesso doveva essere valutato in un ottica globale. Per stabilire se Jadekost avesse beneficiato di un volume di aiuti superiore a quello autorizzato dalle normative in vigore, non era consentito tenere separati artificiosamente i crediti, in quanto una classificazione tra crediti agli investimenti e finanziamento del capitale circolante era casuale e la valutazione dell'aiuto non doveva dipendere da essa. Si trattava quindi di determinare il volume di aiuti ammissibile complessivamente per gli investimenti.
Questo esame aveva messo in evidenza che Jadekost aveva complessivamente beneficiato di un volume di aiuti non superiore a quelli autorizzabili per il progetto di investimento realizzato dall'impresa.
Una valutazione globale della situazione di Jadekost permetteva pertanto di arrivare alle seguenti conclusioni: il fabbisogno finanziario ammontava complessivamente a 132 milioni di DM, la maggior parte dei quali riguardava gli investimenti. L'apporto del socio ammontava a 32,5 milioni di DM, mentre 17,5 milioni di DM provenivano da aiuti del Land. Per raggiungere il tasso massimo di aiuti autorizzato sarebbero stati necessari altri 32,5 milioni. Degli 83 milioni di DM complessivi di crediti effettivamente concessi, 32 milioni di DM sono assistiti all'80 % da una garanzia del Land Bassa Sassonia. Anche se la garanzia copre effettivamente fino all'80 % di un importo di 35 milioni di DM, il credito garantito è di 32 milioni di DM, che corrispondono di fatto a 25,6 milioni di DM. L'elemento di aiuto contenuto nella garanzia doveva pertanto anch'esso essere aggiunto agli aiuti agli investimenti. Anche addizionando tutti gli elementi di aiuto, l'importo globale restava ancora inferiore al massimale di aiuto autorizzato dall'Unione europea.
Inoltre la Commissione doveva esaminare altresì se alla garanzia fosse effettivamente riconducibile una distorsione della concorrenza e un ostacolo agli scambi tra Stati membri, ipotesi che non avevano trovato riscontro.
Infine, secondo il Land Bassa Sassonia, i concorrenti avevano notevolmente diminuito il livello dei prezzi nel settore dei prodotti della pesca immediatamente prima dell'arrivo sul mercato di Jadekost. Non è escluso che ciò sia avvenuto con l'intento di ostacolare l'accesso al mercato di Jadekost. In ogni caso non era quest'ultima leader del prezzo, bensì i suoi concorrenti.
Con una comunicazione pubblicata in data 5 agosto 1995 sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2) ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato CE, la Commissione ha informato gli altri Stati membri, nonché gli altri interessati in merito ai fatti suesposti e li ha invitati a presentare le loro ossevazioni nel termine di un mese.
Il governo federale ha risposto a tale comunicazione con lettera del 1° settembre 1995. Facendo riferimento alle lettere precedenti, esso ha presentato, in sostanza, i seguenti nuovi elementi:
Le misure di aiuto dovevano essere valutate alla luce delle direttive in vigore al momento della prestazione della garanzia, nella versione del 17 giugno 1992. La concessione della garanzia del Land si è basata sulle previsioni di Jadekost in materia di quantitativi e di fatturato.
SPAZIO PER TABELLA
Il credito assistito da garanzia sarebbe stato utilizzato da Jadekost per il finanziamento di tutta la sua attività non esclusivamente per la produzione dei surgelati a base di pesce. Tuttavia, un'applicazione delle linee direttrici relative al settore della pesca e dell'acquacoltura poteva essere presa in considerazione soltanto per valutare l'effetto della garanzia sulle condizioni di concorrenza sul mercato dei prodotti ittici surgelati.
Dato che l'azienda beneficiaria del credito garantito avrebbe realizzato solo il 42,3 % del proprio fatturato nel settore della pesca, in ogni caso era possibile applicare le linee direttrici alla sola percentuale corrispondente della garanzia. Viceversa la maggior parte della garanzia avrebbe potuto essere concessa conformemente alle direttive generali del Land Bassa Sassonia in materia approvate dalla Commissione.
Pertanto non era necessaria neppure una notifica individuale, dato che la ditta Jadekost impiegava meno di 300 dipendenti.
Oltre alla commissione dello 0,75 % (per la garanzia), le banche avevano preteso da Jadekost spese di dossier nell'ordine di 140 000 DM. Di conseguenza, a parere del Land Bassa Sassonia, la garanzia prestata a favore del credito bancario consentito all'impresa non aveva costituito alcun miglioramento della redditività del beneficiario.
A supporto delle argomentazioni presentate ai fini di una valutazione globale della questione, il governo federale ha ricordato che l'esecutivo del Land Bassa Sassonia avrebbe avuto la possibilità di contribuire al finanziamento con una garanzia di 32,5 milioni di DM. In tal modo l'impresa avrebbe potuto utilizzare i propri fondi per finanziare il capitale circolante (senza la garanzia del Land), come ciò era stato previsto se l'andamento economico del gruppo fosse stato favorevole.
Nel frattempo, il 31 marzo 1995 era scattata la procedura di fallimento di Jadekost. I crediti erano diventati esigibili. Nell'ambito della procedura di fallimento, era stata avviata l'escussione delle garanzie costituite a copertura del credito garantito.
Le parti non coperte dai proventi dell'escussione delle garanzie, ivi compresi gli interessi e le commissioni di garanzia, sono state fatte confluire nel passivo. In questo modo sono state prese tutte le misure ai fini del rimborso del credito garantito, che il diritto tedesco prevede in caso di procedura di fallimento, per soddisfarsi sul patrimonio dell'impresa beneficiaria. Jadekost non poteva più avvalersi di alcun vantaggio derivante dalla concessione della garanzia.
A questo punto, il Land Bassa Sassonia, trattandosi di una procedura concursuale, suggeriva di chiudere la procedura principale di esame.
Gli altri interessati hanno presentato in proposito le seguenti osservazioni:
- Lettere del rappresentante degli istituti di credito datate 13 marzo 1995, 15 giugno 1995 e 8 dicembre 1995, che esponevano dettagliatamente in fatto e in diritto la situazione e da cui risultava che la misura di aiuto intercorreva unicamente tra il Land Bassa Sassonia e l'impresa Jadekost, per cui un rimborso eventuale avrebbe riguardato unicamente le due parti in questione;
- lettera sottoscritta da due imprese concorrenti, datata 31 agosto 1995, facente riferimento a lettere precedenti, nella quale esse, tra l'altro, esprimevano dubbi fondati circa la legittimità dell'aiuto, facendo presente che Jadekost aveva proposto prezzi inferiori ai costi di produzione, danneggiando così notevolmente le imprese concorrenti;
- lettera di un'altra impresa concorrente datata 1° settembre 1995, nella quale si metteva in dubbio la legittimità dell'aiuto e faceva presente che Jadekost aveva utilizzato l'aiuto ricevuto per conquistare quote di mercato a spese dei propri concorrenti e proponendo prezzi inferiori ai costi di produzione;
- lettera di un'altra impresa concorrente datata 4 settembre 1995, che informava la Commissione in merito alle attività di Jadekost, all'andamento del mercato e all'esame del caso in questione da parte del parlamento del Land Bassa Sassonia (Landtag).
III
L'impresa Jadekost GmbH & Co KG, con sede a Wilhemshaven, è stata costituita nell'agosto 1991. Essa fa parte del gruppo «Nordfrost», capogruppo di Jadekost. La costruzione degli impianti ha avuto inizio nel gennaio 1992.
L'oggetto sociale di Jadekost è la fabbricazione e la vendita di prodotti surgelati (prodotti a base di pesce e di carni, nonché piatti preparati). Sono stati costruiti due reparti di fabbricazione, uno per il pesce e l'altro per la carne, ciascuno dei quali dotato di parecchie linee di produzione.
L'impresa ha dato inizio alla sua attività nel febbraio 1993 con la fabbricazione di prodotti a base di carne (Cevapcici, rindlets, hamburgers, gyros), seguita dalla fabbricazione di prodotti a base di pesce (bastoncini e filetti di pesce, filetti di pesce preparati) e da quella di piatti preparati (Nasi goreng, Chili con carne, Bauernschmaus) nel novembre 1993. Si tratta in gran parte di prodotti alimentari surgelati. Soltanto nel settore dei prodotti a base di carne, Jadekost proponeva, in quantità estremamente ridotta, anche prodotti alimentari refrigerati quali polpettine (Frikadellen).
Secondo i dati comunicati dalla Repubblica federale di Germania con lettera del 1° settembre 1995 e riguardanti la produzione e il volume delle vendite, le previsioni relative al 1994 erano di 9 000 t di pesce (fatturato di 49,5 milioni di DM), di 9 000 t di carne (fatturato di 58,5 milioni di DM) e di 2 000 t di piatti preparati (fatturato di 9 milioni di DM). La Commissione ritiene che queste cifre corrispondano ai dati della produzione effettiva.
Alla fine del 1993 l'impresa impiegava da 120 a 130 dipendenti e alla fine del febbraio 1994 un totale di 244 dipendenti. Nella fase di avviamento, il gruppo «Nordfrost» aveva provveduto anche al necessario prefinanziamento del capitale circolante, in particolare per le merci, il magazzinaggio e i fornitori.
Dopo un fugace periodo di espansione del mercato dei prodotti surgelati, collegato all'apertura di nuovi mercati nei cinque nuovi Länder della Germania orientale, successivamente all'entrata sul mercato di Jadekost sono stati registrati notevoli cali dei prezzi. Stando al parere delle parti interessate, non era più possibile vendere a prezzi che coprissero i costi. Ciò ha provocato una liquidità insufficiente. Dato che anche nei primi tempi le garanzie disponibili erano molto limitate, Jadekost aveva cercato di ottenere una garanzia del Land per i crediti concessi dalla sua banca, la Bayerische Hypotheken- und Wechselbank AG. Basandola su un'analisi dell'azienda effettuata dalla banca, il 2 febbraio 1994 Jadekost aveva presentato una domanda di garanzia al Land Bassa Sassonia. In data 1° marzo 1994 il gabinetto dell'esecutivo del Land Bassa Sassonia aveva adottato la seguente decisione:
«Il ministero accetta di garantire in ragione dell'80 % un credito per un importo di 35 milioni di DM e si dichiara disposto a coprire altresì il fabbisogno supplementare di liquidità, conformemente al cash flow previsto, entro il limite di 15 milioni di DM, fino al dicembre 1996 compreso. L'approvazione del ministero del Land è subordinata alla decisione del comitato responsabile in materia di credito del Land e all'approvazione del comitato bilancio del parlamento del Land.»
In data 29 marzo 1994 la società di revisione contabile C & L Treuarbeit - Deutsche Revision ha redatto una perizia sull'impresa Jadekost: in tale perizia i dati previsionali di Jadekost venivano giudicati realistici, pur riconoscendo che il rischio del garante era estremamente elevato. Il comitato per il credito del Land dava il proprio benestare il 6 aprile 1994 e il comitato bilancio la propria autorizzazione il 27 aprile 1994.
Sulla base della decisione del comitato responsabile in materia di credito del Land, la Bayerische Hypotheken -und Wechselbank ha approvato con lettera del 6 aprile 1994, a nome e per conto del ministero delle finanze della Bassa Sassonia, l'assunzione della garanzia del Land e ne ha definito dettagliatamente le condizioni di concessione. Il prestito è stato concesso per 8 anni, con periodo di grazia di due anni.
Il 31 marzo 1995 era scattata la procedura di fallimento di Jadekost. Le parti non coperte dall'esecuzione della garanzia, ivi compresi gli interessi e le commissioni, sono state fatte confluire nel passivo. Onde utilizzare il magazzino esistente, il curatore del fallimento ha costituito una nuova impresa denominata «Jadefood», che ha ripreso la produzione nei vecchi locali Jadekost, senza il sostegno finanziario del Land Bassa Sassonia.
IV
A norma dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CE, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
La misura in questione, presa dal Land die Bassa Sassonia, deve essere altresì analizzata alle luce delle «linee direttrici per l'esame degli aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura», qui di seguito denominate «Linee direttrici», nella versione pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee il 17 giugno 1992. Con lettera del 14 settembre 1990 la Commissione aveva raccomandato espressamente alle autorità tedesche di rispettare le norme e le linee direttrici applicabili approvate per taluni settori particolari, ivi compresa la pesca. Tali linee direttrici si applicano a tutto il settore della pesca, ovvero anche alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti che ne derivano (vedasi introduzione delle linee direttrici). I principi fondamentali di cui al punto 1.3 delle linee direttrici sono tra l'altro i seguenti:
«- gli aituti nazionali:
- concessi senza imporre obblighi ai beneficiari e destinati unicamente a migliorare la situazione di tesoreria delle loro aziende (sotto riserva delle disposizioni al punto 2.10.2 qui appresso) oppure
- i cui importi sono determinati in base al quantitativo prodotto o commercializzato, ai prezzi dei prodotti, all'unità di produzione o ai mezzi di produzione, il cui unico risultato consiste nel ridurre i costi di produzione o nel migliorare i redditi del beneficiario,
sono, in quanto aiuti al funzionamento, incompatibili con il mercato comune».
L'aiuto concesso dal Land Bassa Sassonia all'impresa Jadekost sotto forma di garanzia costituisce un'aiuto ai sensi dell'articolo 92 del trattato CE. Né il governo tedesco, né le altre parti alla procedura hanno contestato questa valutazione della Commissione. Secondo il punto 1.1 delle succitate linee direttrici, le garanzie di Stato sui prestiti bancari sono considerate aiuti.
Nel caso della garanzia a favore dell'impresa Jadekost, si tratta anche per questo motivo manifestamente di un aiuto ai sensi del suddetto articolo, in quanto concesso in applicazione di un regime di aiuto approvato, nelle sue linee generali, dalla Commissione.
Grazie al sostegno del governo della Bassa Sassonia, Jadekost ha potuto così ottenere un finanziamento che le sarebbe stato rifiutato in altre circostanze, date le sue difficoltà finanziarie.
L'elemento di aiuto contenuto in siffatta garanzia è in linea di massima pari alla differenza tra il tasso d'interesse che il prestatario dovrebbe corrispondere a normali condizioni di mercato ed il tasso d'interesse effettivamente conseguito grazie alla garanzia, al netto di qualsiasi premio versato. Secondo la prassi costante della Commissione, tuttavia, si deve considerare come aiuto l'intero importo del prestito qualora, a causa della difficile situazione finanziaria dell'impresa, nessun istituto di credito sarebbe disposto a concedere il prestito senza la garanzia statale [cfr. decisione 94/696/CE (3)].
Dato che la garanzia costituisce il presupposto per la concessione del finanziamento, essa contiene un evidente elemento di aiuto che - a causa del rischio estremamente elevato assunto dal garante (vedasi la perizia della C& L. Treuarbeit del 29 marzo 1994) - corrisponde alla totalità del prestito concesso. Anche se concesso dal Land Bassa Sassonia, trattasi di un prestito che va computato tra quelli nazionali.
A parere della Commissione, l'aiuto concesso a Jadekost è un aiuto al funzionamento incompatibile con il mercato comune ai sensi del punto 1.3 delle linee direttrici. Secondo la domanda del 28 dicembre 1993, la garanzia era destinata a garantire un «finanziamento a favore del capitale circolante» ed è stato ufficialmente concesso a questo titolo, come comprovato dalla decisione dell'esecutivo del Land dell'1 marzo 1994, nonché dalla lettera del ministero delle Finanze del Land, del 2 maggio 1994 (destinazione del prestito: capitale circolante). Con lettera n. 413-1256-5, del 19 luglio 1994, pagina 3, anche il governo federale ha designato questo credito come «finanziamento per il capitale circolante». Indipendentemente dall'«ottica globale» adottata dalle autorità tedesche, (vedasi infra), secondo la Commissione il credito è servito a coprire le spese correnti dell'impresa Jadekost.
L'aiuto in questione è stato concesso senza subordinare il beneficiario ad alcun obbligo di utilizzazione. La lettera di conferma della garanzia del ministero delle Finanze della Bassa Sassonia in data 2 maggio 1994, pur essendo subordinata al rispetto di varie condizioni e obblighi, non prevede alcun obbligo di escussione ai sensi del paragrafo 1.3 delle linee direttrici a carico del beneficiario dell'aiuto.
In particolare, l'impresa beneficiaria non ha versato un premio di importo commisurato al rischio estremamente elevato incorso dal creditore e del garante, come risulta da perizia della C& L Treuarbeit del 29 marzo 1994. Le spese di dossier, valutate a 140 000 DM e le commissioni pari allo 0,75 % (per la garanzia) non sono pertanto sufficienti. Tenendo conto dei suddetti importi, l'equivalente sovvenzione netta è del 98,7 % [100 % - 0,75 % delle spese di gestione e - 0,55 % delle spese di dossier (140 000 DM su 25,6 milioni di DM].
L'aiuto serve a migliorare la redditività di Jadekost, scaricando l'impresa da costi che essa avrebbe dovuto di regola sostenere nell'ambito della propria attività consueta e non essendo l'aiuto destinabile ad altre finalità. Grazie a questo aiuto, Jadekost è stata posta in grado di offrire per un certo periodo i propri prodotti a condizioni di particolare favore per la clientela. Questi tipi di aiuto di funzionamento sono sostanzialmente incompatibili con il mercato comune ai sensi del punto 1.3 delle linee direttrici ed è pertanto superfluo l'esame della loro compatibilità con le norme di cui all'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CE. Anche il tribunale di primo grado si è pronunciato nello stesso modo quando ha dichiarato, nella sentenza dell'8 giugno 1995, [causa T-459/93 Siemens AG/Commissione (4)] che gli aiuti al funzionamento falsano per la loro stessa natura le condizioni di concorrenza nel settore interessato.
Indipendentemente da queste considerazioni, la Commissione ritiene che l'aiuto concesso all'impresa Jadekost minacci effettivamente di falsare le condizioni di concorrenza, in quanto va a vantaggio di un'impresa determinata (Jadekost) e comporta uno sgravio dei costi della stessa, che le consente di potenziare artificiosamente la propria posizione sul mercato. Esso è pertanto atto a falsare la concorrenza sul mercato dei prodotti a base di pesce surgelato, a svantaggio di altre imprese concorrenti, in Germania e negli altri Stati membri, imprese che non beneficiano di questo tipo di aiuto. Su tale mercato esistono, all'interno della Comunità, condizioni di concorrenza e i prodotti interessati sono oggetto di scambi tra Stati membri. L'aiuto concesso a Jadekost, essendo atto a rafforzare la competitività della suddetta impresa nei confronti dei concorrenti, può incidere sugli scambi tra Stati membri.
La Commissione non ha ritenuto di aderire alla posizione sostenuta dalla Repubblica federale di Germania. Infatti la garanzia ed il credito garantito non possono essere valutati scindendoli dal progetto nel suo insieme, ovvero l'investimento in questione; per le spese d'investimento che sono state finanziate senza sovvenzioni stabili può perfettamente essere concesso un aiuto configurato come garanzia del Land per 32,5 milioni di DM, con la conseguenza che Jadekost non avrebbe dovuto chiedere una garanzia per il finanziamento del suo capitale circolante. Secondo la Commissione, la valutazione della legittimità dell'aiuto deve tener conto della situazione del beneficiario al momento della decisione di concessione presa, nella fattispecie, nella primavera del 1994. È assodato che la garanzia è stata espressamente richiesta e concessa per un credito di funzionamento e non per un credito d'investimento. Tale modalità di esame globale va respinta, in quanto essa consentirebbe sempre nuovi finanziamenti supplementari.
Dato che le linee direttrici si applicano soltanto ai prodotti della pesca e che la quota dell'aiuto che va rimborsato è quella ad esso relativa, è necessario determinare la percentuale dei prodotti della pesca rispetto a quella dei prodotti a base di carne e dei piatti preparati. A questo scopo la Commissione si basa sui quantitativi prodotti e sui prodotti di vendita che figurano nelle previsioni relative al 1994 (anno di concessione dell'aiuto), comunicati dal governo federale nella lettera del 1° settembre 1995. Su una produzione totale di 20 000 t, il 45 % è da imputare alla fabbricazione di prodotti della pesca e una percentuale equivalente alla fabbricazione di prodotti a base di carne, mentre il restante 10 % riguarda la produzione di piatti preparati. In termini di fatturato per settori di produzione, ciò significa che il 42,3 % è imputabile ai prodotti della pesca, il 50 % ai prodotti a base di carni e il 7,7 % ai piatti preparati. La Commissione si basa sulla percentuale del fatturato relativo ai prodotti della pesca, ovvero il 42,3 %.
Nel calcolo dell'importo da rimborsare, è necessario considerare che la garanzia copre soltanto l'80 % dei 35 milioni di DM del credito e che il credito garantito è stato escusso per 32 milioni di DM, il cui 80 % dà un importo di 25,6 milioni di DM. Se l'equivalente sovvenzione netta è del 98,7 %, l'importo sarà pari a 25 267 200 DM, di cui 10 688 025 DM (=42,3 %) per i prodotti della pesca.
V
Le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 2 del trattato CE non sono applicabili nella fattispecie, in considerazione della natura e degli obiettivi degli aiuti previsti. Questi ultimi non rivestono carattere sociale, né servono ad ovvviare ai danni arrecati da una calamità naturale, né sono destinati all'economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania che hanno risentito della divisione del paese. Del resto, le suddette deroghe non sono state invocate dal governo tedesco.
A norma dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato CE, per salvaguardare il corretto funzionamento del mercato comune e tener conto degli obiettivi enunciati nell'articolo 3, lettera e) del trattato CE, le deroghe al principio di incompatibilità degli aiuti devono essere interpretate in maniera restrittiva in sede di esame di qualsiasi regime di aiuto o misura individuale di aiuto.
In particolare, le deroghe sono applicabili solo nel caso in cui la Commissione constati che, senza gli aiuti, il libero gioco delle forze di mercato sarebbe insufficiente da solo ad indurre gli eventuali beneficiari ad adottare un comportamento atto a contribuire alla realizzazione di uno degli obiettivi perseguiti.
La concessione di tali deroghe in casi che non contribuiscono alla realizzazione di tale obiettivo o senza che l'aiuto sia necessario a tal fine, equivarrebbe a conferire vantaggi alle industrie o alle imprese di taluni Stati membri la cui posizione finanziaria ne risulterebbe rafforzata artificiosamente, ad incidere negativamente sulle condizioni degli scambi tra Stati membri e a falsare la concorrenza, senza che ciò sia giustificato nell'interesse comune di cui all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato CE.
In considerazione di quanto precede, l'aiuto oggetto della presente decisione non può beneficiare di una delle deroghe previste all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato CE.
Per quanto riguarda le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), l'aiuto in oggetto non è destinato a promuovere lo sviluppo economico di una regione dove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione. Del resto il governo tedesco non ha invocato motivi di questo genere per giustificare l'aiuto in questione.
Quanto alla deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), è evidente che l'aiuto in questione non è destinato a promuovere la realizzazione di un progetto di comune interesse europeo, né a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia tedesca. Del resto il governo tedesco non ha invocato motivi di questo genere per giustificare l'aiuto in questione.
Per quanto riguarda le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) relative agli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di determinate attività economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune, la Commissione ha esaminato gli aspetti settoriali e regionali dell'aiuto in oggetto. Sotto entrambi gli aspetti, è importante notare che l'aiuto in questione è un aiuto al funzionamento, destinato a mantenere lo status quo e non ad agevolare lo sviluppo di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) cfr. decisioni 73/274/CEE (5) 87/533/CEE (6) 87/585/CEE (7) e 88/605/CEE (8) nonché 17a relazione sulla politica in materia di concorrenza 1987, punto 234. Ciò risulta altresì dal punto 1.3 delle suddette linee direttrici, nonché dalla sentenza dell'8 giugno 1995 pronunciata dal tribunale di primo grado nella causa T-459/93. Il tribunale ha d'altronde ricordato che gli aiuti al funzionamento non possono in nessun caso essere dichiarati compatibili con il mercato comune, in applicazione dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato, in quanto rischiano per la loro stessa natura di alterare le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune.
L'aiuto a favore di Jadekost ha consentito di mantenere artificiosamente in attività questa impresa che, in normali condizioni di mercato, avrebbe dovuto cessare l'attività o essere ristrutturata, nonché di impedire ad altre imprese di accrescere le proprie quote di mercato.
L'aiuto concesso a Jadekost, sotto forma di garanzia di un Land, non è compatibile con il mercato comune poiché non soddisfa nessuna delle condizioni di cui all'articolo 92 del trattato CE.
VI
Il governo tedesco ha omesso di notificare in via preventiva il suddetto aiuti ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CE. Esso non ha inoltre tenuto conto dell'efficacia sospensiva della disposizione succitata, dato che l'aiuto è stato concesso nel 1994 senza attendere la decisione della Commissione. L'aiuto ha inoltre conseguenze che devono essere ritenute incompatibili con il mercato comune.
Inoltre, in caso di incompatibilità di un aiuto con il mercato comune, la Commissione può ricorrere alla facoltà riconosciutale dalla Corte di giustizia delle Comunità europee, nella sua sentenza del 12 luglio 1973, causa 70/72 (Commissione/Repubblica federale di Germania) (9), confermata dalla sentenza del 24 febbraio 1987, causa 310/85 (Deufil/Commissione) (10) e dalla sentenza del 20 settembre 1990, causa C-5/89 (Commissione/Repubblica federale di Germania) (11), obbligando gli Stati membri a farsi restituire dai beneficiari l'importo degli aiuti illegalmente concessi.
VII
Come indicato nella sezione VI, la Commissione può in questo caso chiedere ad uno Stato membro di farsi restituire dai beneficiari l'aiuto concesso illegalmente.
Va innanzi tutto segnalato che la soppressione di un aiuto illegale mediante recupero dello stesso è la logica conseguenza della constatazione della sua illegalità [cfr. sentenza della Corte del 21 marzo 1990, causa C-142/87: Belgio/Commissione (Tubemeuse) (12)].
L'aiuto, concesso nel 1994 all'impresa Jadekost sotto forma di garanzia, deve essere soppresso e formare oggetto di un rimborso.
La Commissione ritiene che la decisione di liquidare l'impresa mediante apertura della procedura di fallimento riguardante il capitale di esercizio non possa rimettere in questione l'obbligo di rimborso dell'aiuto concesso. La Commissione non intende dar corso alla domanda della Repubblica federale di Germania, di sospendere la procedura principale.
La soppressione dell'obbligo di rimborso a seguito dell'apertura di un procedimento fallimentare finirebbe col rendere inoperanti le norme concernenti gli aiuti di Stato, nonché le disposizioni adottate in materia di recupero degli aiuti illegali e incompatibili con il mercato comune (cfr. comunicazione della Commissione del 24 novembre 1983) (13).
Va inoltre ricordato che le argomentazioni, in base alle quali il recupero degli aiuti illegitimi verrebbe a cadere, a causa della liquidazione dell'impresa, sono già state respinte dalla Corte di giustizia (Causa C-142/87).
Il rimborso deve essere effettuato conformemente alle procedure e alle disposizioni vigenti della legislazione tedesca, in particolare alle norme in materia di interessi di mora sui crediti dello Stato, basandosi sui tassi d'interesse di riferimento applicabile nella valutazione dei programmi di aiuto regionali, interessi che decorrono dalla data dell'erogazione dell'aiuto illegale in causa. La misura si impone per ripristinare la situazione precedente, eliminando tutti i vantaggi finanziari di cui le imprese beneficiarie avessero indebitamente finito dalla data del versamento degli aiuti illegali.
La presente decisione non pregiudica la decisione della Commissione relativa alla parte dell'aiuto non soggetta alle linee direttrici per l'esame degli aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto a favore dell'impresa JAKO Jadekost GmbH & Co KG, erogato dalla Germania nel 1994 sotto forma di garanzia del Land Bassa Sassonia su un credito di 10 688 025 DM, è illegale, poiché è stato concesso in violazione delle norme procedurali di cui all'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CE. Tale aiuto è inoltre incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato.
Articolo 2
La Germania è tenuta a sopprimere l'aiuto di cui all'articolo 1 e ad esigerne il rimborso entro il termine di 2 mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione.
Secondo le norme procedurali e sostanziali della legislazione nazionale, riguardanti in particolare gli interessi di mora sui crediti dello Stato, in base al tasso d'interesse di riferimento da applicarsi nella valutazione dei programmi di aiuto regionali; gli interessi decorrono dalla data d'erogazione dell'aiuto illegale.
Articolo 3
La Germania informa la Commissione, entro il termine di 2 mesi a decorrere dalla notifica dalla presente decisione, delle misure adottate per conformarvisi.
Articolo 4
La repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 29 maggio 1996.

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