Document ID: 31988R3946

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REGOLAMENTO (CEE) N. 3946/88 DEL CONSIGLIO
del 16 dicembre 1988
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazoni di fibre tessili sintetiche di poliesteri, originarie degli Uniti d'America, del Messico, della Romania, di Taiwan, della Turchia e della Iugoslavia
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,
previa informazione del Consiglio di associazione CEE-Turchia, in conformità dell'articolo 47, paragrafo 2 del protocollo aggiuntivo all'accordo che istituisce un'associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia (2), e in assenza di una decisione del suddetto Consiglio,
previa notifica al Consiglio di cooperazione CEE-Iugoslavia, a norma degli articoli 35 e 38 dell'accordo di cooperazione tra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia (3),
vista la proposta presentata dalla Commissione, previe consultazioni, in seno al comitato consultivo previsto dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. MISURE PROVVISORIE
(1) Con il regolamento (CEE) n. 1696/88 (4), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di fibre tessili sintetiche di poliesteri originarie degli Stati Uniti d'America, del Messico, della Romania, di Taiwan, della Turchia e della Iugoslavia. Questo dazio è stato prorogato per un periodo non superiore a due mesi con il regolamento (CEE) n. 3170/88 (5).
B. SEGUITO DELLA PROCEDURA
(2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, i produttori comunitari nonché numerosi esportatori, importatori ed utilizzatori del prodotto in questione hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti dalla Commissione.
I produttori dalla Comunità, la maggior parte degli esportatori nonché alcuni importatori ed utilizzatori, hanno inoltre esposto per iscritto le proprie osservazioni sul regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
Alcuni esportatori ed importatori hanno chiesto ed ottenuto di essere informati sui principali fatti e considerazioni in base a cui Commissione intendeva raccomandare le misure definitive.
C. DUMPING
1) Valore normale
1. M e t o d o g l o b a l e
(3) Per gli Stati Uniti d'America, il Messico, Taiwan e la Turchia, il valore normale è stato definitivamente stabilito secondo il metodo utilizzato per il suo calcolo provvisorio, ossia sulla base dei prezzi praticati sul mercato interno dal produttori che hanno esportato nella Comunità e fornito sufficienti informazioni. Esso è stato stabilito su base mensile, per tipo di prodotto.
Nei casi in cui non esistevano vendite interne in misura rilevante per un tipo di prodotto esportato nella Comunità, sono stati presi in considerazione i prezzi del mercato interno del tipo di prodotto più simile o, alternativamente, il valore costruito. Nel caso in cui le vendite interne di quantità notevoli di un tipo di prodotto erano avvenute in perdita, il valore costruito è stato utilizzato come valore normale. Il valore costruito è stato calcolato sommando al costo di produzione un ragionevole margine di utile stabilito in base ai profitti realizzati su tutte le vendite del prodotti simili del produttore interessato.
2. V a n n o s e g n a l a t e l e s e g u e n t i p a r t i c o l a r i t à:
a) Stati Uniti
(4) Per alcuni commercianti americani, il valore costruito è stato definitivamente calcolato sulla base dei prezzi che sono realmente corrisposti dai commercianti ai produttori ed a cui si somma un equo margine per le spese dei commercianti e un utile stabilito in base alle vendite di prodotti simili effettuate da queste imprese.
b) Messico
(5) Il valore normale, stabilito in via provvisoria per un esportatore, è stato modificato, su sua richiesta, in base ai prezzi interni, al netto di tutti gli sconti, in rapporto diretto con le vendite considerate, a norma dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88, in quanto erano stati apportati elementi di prova ritenuti convincenti.
c) Romania
(6) Visto che la Romania non è un paese ad economia di mercato, il valore normale è stato definitivamente calcolato in base al valore normale del mercato turco.
L'esportatore rumeno ha sollevato obiezioni in merito, adducendo la protezione del mercato turco, le differenze nel processo di produzione, ed i costi salariali turchi più elevati, ed ha proposto, dopo l'imposizione del dazio provvisorio di scegliere come paese di riferimento la Iugoslavia.
A tale riguardo, va osservato che non si sono riscontrate, tra Romania e Turchia, differenze di rilievo per quanto riguarda il processo e la scala di produzione e i tipi di prodotti. Al contrario, si è stabilito che, facendo le debite proporzioni, i livelli dei prezzi e i costi di produzione turchi erano ragionevoli.
Per quanto riguarda i costi salariali, si tratta di un fattore che in realtà non può essere preso in considerazione in quanto, ammesso e non concesso che questo vantaggio esista, esso è difficilmente quantificabile e può ritenersi compensato da altri svantaggi. Inoltre, nei paesi ad economia di mercato, i prezzi non dipendono soltanto dai costi di produzione, ma anche dalla domanda.
Infine, la scelta del mercato iugoslavo non è stata ritenuta appropriata, in quanto i produttori iugoslavi non producono fibre nere, che costituiscono invece una componente rilevante delle esportazioni rumene nella Comunità.
Di conseguenza, il Consiglio conferma la validità della scelta del mercato turco.
d) Taiwan
(7) Data la mancanza di vendite sul mercato interno di un tipo di prodotto corrispondente a quello esportato, due esportatori hanno contestato la scelta del valore costruito invece del valore normale di un prodotto simile. Nella fattispecie, la Commissione aveva optato per il valore costruito, in quanto non disponeva per un esportatore, di elementi sufficienti per scegliere un prodotto simile. È stata altresì respinta la proposta dell'altro esportatore, che suggeriva di riunire le vendite di fibre in quattro grandi categorie, poiché tale metodo non consentiva un raffronto sufficientemente preciso.
e) Iugoslavia
(8) Il valore normale è stato definitivamente determinato sulla base dei prezzi pagati o pagabili per il prodotto sul mercato interno, così come figuravano nei listini di prezzi dell'azienda. Infatti, durante l'inchiesta precedente, era stato appurato che i prezzi effettivi di questi prodotti erano conformi ai listini.
2) Prezzi all'esportazione
(9) I prezzi all'esportazione sono stati stabiliti, in generale, sulla base dei prezzi effettivamente pagati o pagabili per i prodotti venduti all'esportazione nella Comunità.
Quando le esportazioni sono state realizzate per il tramite di filiali insediate nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati calcolati in base ai prezzi di rivendita al primo acquirente indipendente, debitamente adeguati, onde tener conto di tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita dei prodotti importati, compresi, se del caso, il trasporto, l'assicurazione e i dazi doganali, un margine ritenuto equo per le spese generali e gli utili, in considerazione dei margini degli importatori indipendenti del prodotto in oggetto.
È stata accolta la richiesta degli esportatori taiwanesi di modificare i tassi di cambio del prezzi all'esportazione nella Comunità, poiché gli elementi di prova forniti sono stati ritenuti soddisfacenti.
3) Raffronto
(10) In generale, il valore normale mensile per tipo di prodotto è stato confrontato, transazione per transazione, con i prezzi all'esportazione franco fabbrica del tipo di prodotto corrispondente. Sono stati mantenuti gli adeguamenti concessi provvisoriamente, a seconda dei casi, per tener conto delle differenze attinenti alla comparabilità dei prezzi.
Vanno riscontrate le seguenti particolarità:
a) Stati Uniti
(11) Sono state riesaminate talune richieste di adeguamento relative alle spese di trasporto, presentate a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera c) i) del regolamento (CEE) n. 2423/88, in quanto erano corredati di elementi di prova soddisfacenti. Per un commerciante, è stato effettuato un adeguamento per le commissioni corrisposte per le vendite considerate, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera c), punto v) dello stesso regolamento. b) Messico e Iugoslavia
(12) A seguito di richieste corredate di elementi sufficienti, sono stati riesaminati taluni adeguamenti per il costo del credito, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera c), punto iii) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
c) Taiwan
(13) È stata presentata, senza però fornire elementi nuovi, un'ulteriore richiesta di adeguamento, relativa alla copertura per i rischi di cambio. Il Consiglio conferma pertanto le conclusioni della Commissione, che figurano al considerando 17 del regolamento (CEE) n. 1696/88, in merito all'esclusione di tale adeguamento.
d) Turchia
(14) Una richiesta corredata di elementi di prova sufficienti è stata riesaminata in base all'articolo 2, paragrafo 10, lettera c), punto iii) del regolamento (CEE) n. 2423/88. Non è stata accolta, per un esportatore, un'ulteriore richiesta di adeguamento relativa al rifinanziamento dei suoi crediti all'estero presso banche internazionali, dato che aveva già beneficiato di adeguamenti relativi ai costi del credito per le vendite all'esportazione. La sua richiesta, presentata a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera c), punto iii) del regolamento (CEE) n. 2423/88, è stata respinta in quanto l'articolo suddetto non prevede adeguamenti di questo tipo.
4) Margine di dumping
(15) Il margine di dumping calcolato per ogni esportatore è pari alla differenza tra il valore normale stabilito e il prezzo all'esportazione della Comunità, debitamente adeguati.
In base ai prezzi franco frontiera Comunità, si è calcolato il seguente margine medio ponderato per ciascuno degli esportatori interessati.
Stati Uniti d'America
P r o d u t t o r i
- BASF Corp. Williamsburg 23,1 %
- E.I. Du Pont de Nemours & Co.,
Wilmington 0 %
- Eastman Chemical Products Inc.,
Kingsport 9,9 %
- Celanese Fibers Inc., Charlotte 9,2 %
R i v e n di t o r i
- William Barnet and Son Inc.,
Arcadie 6,2 %
- Consolidated Textiles, Charlotte 0 %
- Leigh Fibers Inc., Spartanburg 5,4 %
- RSM Co., Charlotte 2,5 %
- Titan Textile Co Inc., Paterson 4,5 %
Il margine di dumping stabilito in via provvisoria per la società R&M International Sales Co., Philadelphie, non è mantenuto, poiché era stato calcolato in base ad esportazioni di fibre di origine messicana e non statunitense.
Messico
- Celanese Mexicana SA, Mexico 22,1 %
- Cristol Textil SA de CV, Mexico 10,7 %
- Fibras Sintéticas SA de CV, Mexico 15,0 %
- Kimex SA, Mexico 9,5 %
Romania
- Ice Danubiana, Bucarest 23,4 %
Taiwan
- Chung Shing Textile Co. Ltd, Taipei 15,8 %
- Far Eastern Textile Ltd, Taipei 5,1 %
- Nan ya Plastics Corp., Taipei 6,3 %
- Shinkong Synthetic Fibres Corp.,
Taipei 9,2 %
Turchia
- Sasa Artificial & Synthetic Fibres Inc.,
Adana 6,8 %
- Soenmez Filament, Bursa 11,9 %
Iugoslavia
Ohis Commerce, Skopje 18,7 %
Per quanto riguarda gli esportatori sottoelencati, che non hanno collaborato in modo soddisfacente all'inchiesta della Commissione, il margine di dumping è stato definitivamente determinato sulla base dei fatti disponibili. A questo proposito, la Commissione ha ritenuto che le risultanze della propria inchiesta costituissero la base più idonea per determinare i margini di dumping, e che si sarebbe premiata la mancanza di collaborazione, oltre a dare una possibilità di eludere i dazi antidumping, se si fosse preso in considerazione, un margine inferiore dei margine più elevato riscontrato presso un esportatore che ha collaborato all'inchiesta. Di conseguenza, essa ha applicato quest'ultimo ai seguenti esportatori.
- Tuntex Distinct Corp., Taiwan 15,8 %
- Vartilen, Iugoslavia 18,7 %
Per quanto riguarda la società Tuntex, gli elementi di prova forniti dopo l'istituzione delle misure provvisorie onde stabilire il margine di dumping sulle esportazioni effettuate nel periodo di riferimento, non sono stati ritenuti sufficientemente precisi e giustificati per permettere un calcolo valido.
D. PREGIUDIZIO
(16) Dato che non sono stati forniti ulteriori elementi di prova relativi ai considerando da 19 a 25 del regolamento (CEE) n. 1696/88, il Consiglio conferma i fatti ivi esposti.
Onde stabilire il pregiudizio, la Commissione si è chiesta se fosse opportuno escludere, a norma dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, i produttori comunitari collegati con esportatori statunitensi. Dato che questo articolo è inteso ad escludere i produttori comunitari che dovessero ricorrere contro società a cui sono collegati, il Consiglio fa notare che tali società esportatrici agiscono in larga misura come operatori economici autonomi, che le loro esportazioni nella Comunità riguardano quantitativi limitati, e, infine, che questi produttori comunitari non sono tutelati contro pratiche sleali delle altre società esportatrici.
Per questi motivi e considerando che i legami esistenti tra determinati produttori comunitari e le società esportatrici non debbono privare questi produttori della tutela contro pratiche sleali, il Consiglio ritiene che non sia opportuno escludere i produttori comunitari interessati dalla presente procedura.
1) Comparabilità del prodotto
(17) Alcuni esportatori hanno contestato la validità del raffronto effettuato tra le fibre di poliesteri prodotte dalle loro società e quelle dei produttori comunitari, affermando che non si trattava di prodotti simili, che non venivano utilizzate per gli stessi scopi e che non erano interscambiabili con i prodotti comunitari oppure che non venivano prodotte nella Comunità. La Commissione ha respinto tali argomenti, ritenendo che l'esigenza che un prodotto sia simile ad un prodotto importato non deve intendersi stricto sensu e che soltanto differenze fondamentali a livello di qualità o di utilizzazione possono far sì che un prodotto non venga considerato simile a un altro.
Nella fattispecie, le caratteristiche fisiche dei prodotti sono estremamente simili e l'utilizzazione delle fibre di poliesteri di qualità inferiore non è del tutto diversa da quella delle fibre di poliesteri di qualità cosidetta superiore.
Il Consiglio ritiene pertanto che le differenze di qualità e di utilizzazione siano insufficienti per giustificare una distinzione tra questi prodotti.
Si è inoltre affermato che i produttori comunitari di fibre producevano soprattutto fibre di marca, contrariamente alle importazioni potevano essere considerate un prodotto simile. A tale riguardo, il Consiglio constata che i prodotti di marca e quelli senza marca hanno le stesse caratteristiche fisiche e le stesse utilizzazioni, e che si tratta pertanto di prodotti simili.
2) Causalità ed altri fattori
(18) Nei considerando 27 e 28 del regolamento (CEE) n. 1696/88, la Commissione ha stabilito il nesso di causalità esistente tra il pregiudizio subito dai produttori comunitari e le importazioni in dumping.
Tuttavia, numerosi esportatori hanno sostenuto che le loro esportazioni di fibre di poliesteri nella Comunità riguardavano quantitativi modesti oppure erano in diminuzione, e che pertanto non avevano potuto contribuire al pregiudizio.
Dal regolamento (CEE) n. 2423/88, però, risulta che il pregiudizio può essere constatato anche se il volume di ogni esportatore, preso singolarmente, è irrilevante. Questo argomento, pertanto, non basta a giustificare l'esclusione di tali esportatori dalla procedura in corso.
Un certo numero di esportatori, importatori e utilizzatori ha affermato che le difficoltà in cui versavano i produttori comunitari non erano dovute all'aumento di volume delle importazioni, ma alla crisi permanente di questa industria.
È vero che l'industria comunitaria ha attraversato una crisi. Per rimediarvi, i produttori comunitari hanno preso un certo numero di misure di ristrutturazione che hanno notevolmente migliorato i risultati. Tuttavia, il ritorno alla redditività dell'industria comunitaria è stato compromesso, durante il periodo di riferimento, dall'incremento delle importazioni in dumping, il quale ha avuto un effetto negativo sulla redditività dei produttori comunitari, come risulta nel considerando 24 del regolamento (CEE) n. 1696/88.
Di conseguenza, anche se esistono altre cause della crisi nel settore industriale considerato, il Consiglio constata che le importazioni in dumping, prese singolarmente, hanno causato un notevole pregiudizio.
Il Consiglio ribadisce pertanto che le difficoltà dell'industria comunitaria dovute a cause diverse dal dumping non costituiscono un motivo sufficiente per togliere a quest'ultima qualsiasi protezione contro i pregiudizi dal dumping.
In considerazione di quanto precede, e in mancanza di nuovi elementi di prova relativi agli argomenti addotti nel considerando 27 e 28 del regolamento (CEE) n. 1696/88, il Consiglio conferma i fatti e le conclusioni ivi deposti dalla Commissione.
E. RESTRIZIONI QUANTITATIVE E MISURE ANTIDUMPING
(19) Per quanto riguarda l'esistenza di restrizioni quantitative alle importazioni di fibre di poliesteri originarie della Romania e destinate al Benelux e all'Italia, si è addotto che l'istituzione di un dazio antidumping sulle importazioni di fibre di poliesteri originarie della Romania, oltre a queste restrizioni quantitative, non era giuridicamente giustificata. A tale riguardo, il Consiglio ritiene che, contrariamente a quanto addotte, né il diritto comunitario, né le norme internazionali, in particolare l'AMF, vietano di istituire dazi antidumping, dazi doganali o qualsiasi altra misura relativa alle importazioni quando già esistono restrizioni quantitative, a condizione che, malgrado l'esistenza di queste ultime, venga accertato un pregiudizio.
Per quanto riguarda l'opportunità di tali misure, nella fattispecie, il Consiglio constata che le restrizioni quantitative riguardano soltanto quattro Stati membri, ossia il Benelux e l'Italia dove le importazioni sono totalmente vietate. Esso osserva inoltre che le importazioni di fibre di poliesteri rumene sono concentrate per oltre l'80 % in Germania, paese non tutelato da restrizioni quantitative e che in detto paese sono state riscontrate, come in altri Stati membri, sottoquotazioni estremamente ingenti, fino al 38 %.
Ne consegue che restrizioni quantitative nei confronti del Benelux e dell'Italia non costituiscono una protezione sufficiente contro le pratiche sleali dell'esportatore rumeno e non eliminano il pregiudizio subito dalla maggior parte dell'industria della Comunità. Comunque sia, il Benelux e l'Italia non saranno interessate dal dazio antidumping.
Per tali motivi, il Consiglio ritiene necessario istituire misure antidumping nei confronti delle importazioni rumene.
F. INTERESSE COMUNITARIO
(20) Alcuni esportatori, importatori ed utilizzatori hanno addotto che non era nell'interesse della Comunità prendere misure antidumping definitive, per i seguenti motivi:
1) Difficoltà di approvvigionamento
(21) Si è affermato che, dato il rincaro delle importazioni dovuto all'istituzione dei dazi antidumping provvisori, i fornitori comunitari non erano in grado o non erano disposti a rispondere alla domanda supplementare dell'industria di trasformazione e degli utilizzatori.
A tale riguardo, i produttori comunitari hanno informato la Commissione che le difficoltà di approvvigionamento riscontrate erano del tutto momentanee e dovute a fattori accidentali, e non alla loro incapacità di far fronte alla domanda, poiché il loro potenziale di produzione era ancora largamente sottoutilizzato e permetteva loro di rispondere a qualsiasi richiesta entro i termini commerciali abituali.
A tale proposito la Commissione fa notare che durante il periodo dell'indagine la capacità produttiva dei produttori comunitari aveva raggiunto un tasso di utilizzazione del 79 %. Ne risulta che i produttori comunitari hanno la possibilità di aumentare la loro produzione di 70 000 t circa (senza superare un tasso di utilizzazione del 95 %), quantitativo che corrisponde più o meno al quantitativo totale delle relative importazioni nel 1987.
Tuttavia, taluni trasformatori di filamenti, che rappresentano il 20 % circa del consumo di fibre sintetiche di poliesteri nella Comunità, hanno informato la Commissione che vari produttori comunitari non erano in grado, nel secondo semestre 1988, di soddisfare le loro richieste. Dato che queste società hanno chiesto che i dati forniti alla Commissione fossero trattati come riservati, in conformità dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione non è stata in grado di verificare la veridicità di queste informazioni presso le parti direttamente interessate. La parte ricorrente ha però assicurato alla Commissione che l'industria comunitaria dispone della capacità necessaria per soddisfare le crescenti richieste di forniture, tanto per i filamenti che per talune specialità di fibre tinte. Del resto, è stato portato a conoscenza della Commissione che uno dei principali produttori di filamenti sta aumentando la sua capacità produttiva di 18 000 t.
In queste circostanze, la Commissione ritiene che i produttori comunitari hanno le capacità necessarie per soddisfare ad un'accresciuta domanda di fibre.
2) Prezzi elevati praticati dai produttori
comunitari
(22) Gli importatori e gli utilizzatori hanno sostenuto che i produttori comunitari avevano approfittato del rialzo dei prezzi all'importazione dovuto ai dati antidumping, per aumentare i loro prezzi in misura rilevante, e che attualmente, quindi, era per loro impossibile rifornirsi in condizioni che consentissero loro di competere con la concorrenza internazionale. Al riguardo, il Consiglio constata che, in realtà, il rincaro dei prezzi imputabile all'istituzione di dazi antidumping provvisori ha un impatto limitato sugli attuali aumenti di prezzi delle fibre, dovuti in larga misura all'aumento mondiale e congiunturale dei prezzi delle materie prime, in particolare del glicole e del paraxilolo, necessari per la produzione della fibra, che interessa tutti i produttori di fibre. Inoltre, i vantaggi di cui beneficiano alcuni utilizzatori in materia di prezzi erano dovuti a pratiche sleali, e non esiste pertanto un diritto acquisito a mantenerli.
3) Cartello tra i produttori comunitari
(23) Taluni importatori e utilizzatori hanno sostenuto che i produttori comunitari si comportavano come aderenti a un cartello nella misura in cui praticavano prezzi elevati o si constatavano difficoltà nell'approvvigionamento o era organizzata una certa ripartizione del mercato comunitario. Tuttavia nessun elemento di prova che permetta alla Commissione di aprire un'inchiesta sulla base delle regole comunitarie in materia di concorrenza è stato portato a sostegno dei suddetti argomenti.
(24) La Commissione, dopo aver proceduto alla valutazione globale di questi elementi, ha concluso che è nell'interesse della Comunità prendere misure antidumping definitive nei confronti delle importazioni originarie dei paesi esportatori interessati dalla presente procedura. Queste misure che avrebbero una incidenza limitata sui costi di produzione dell'industria utilizzatrice e conseguenze minime per i consumatori, dovrebbero assumere la forma di un dazio antidumping definitivo. Il Consiglio conferma questa conclusione.
G. DAZIO DEFINITIVO
(25) Il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione relative al metodo utilizzato per determinare i dazi da applicare e la forma del dazio stesso, di cui al considerando 30 e 31 del regolamento (CEE) n. 1696/88.
Il Consiglio conferma anche le ragioni, indicate in detto considerando 30, per cui non conviene applicare un dazio ai produttori degli Stati Uniti d'America.
(26) Per quanto riguarda i filamenti, viste le recenti difficoltà fatte notare da taluni utilizzatori di questo tipo di fibre, il Consiglio ritiene che conviene esaminare la questione se sarebbe indicato un riesame delle relative misure. A tal fine la Commissione svolgerà un supplemento d'indagine sulle affermazioni di detti utilizzatori relative all'esistenza di una penuria. In queste condizioni il Consiglio considera che nella fattispecie l'applicazione del dazio antidumping definitivo debba essere sospesa, per i filamenti, per un periodo di 5 mesi a decorrere dalla data d'entrata in vigore del presente regolamento, nell'ipotesi che un eventuale riesame conduca a conclusioni differenti.
H. RISCOSSIONE DEL DAZIO PROVVISORIO
(27) Dati i margini di dumping constatati e del pregiudizio causato, il Consiglio ritiene necessario riscuotere definitivamente gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio, integralmente oppure a concorrenza del dazio massimo definitivamente istituito, qualora quest'ultimo sia inferiore al dazio provvisorio. Gli importi garantiti non coperti dalle aliquote dei dazi definitivi sono svincolati. Per quanto concerne i filamenti, gli importi del dazio provvisorio sono liberati,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo all'importazione delle fibre tessili sintetiche di poliesteri del codice NC 5503 20 00, originari degli Stati Uniti d'America, del Messico, della Romania, di Taiwan, della Turchia e della Iugoslavia.
2. L'importo del dazio, calcolato sulla base del prezzo franco frontiera comunitario del prodotto non sdoganato è pari al:
- 6,2 % per le fibre di poliesteri originarie degli Stati Uniti d'America, fatta eccezione per quelle prodotte e vendute per l'esportazione nella Comunità dalle seguenti società che sono esonerate dal dazio:
- BASF Corp., Williamsburg,
- Consolidated Textiles, Charlotte,
- E.I. Du Pont de Nemours and Co., Wilmington,
- Eastman Chemical products Inc., Kingsport,
- Celanese Fibers Inc., Charlotte,
- Hoechst Celanese Corp., Charlotte,
- Fibers Industry Inc., Charlotte;
- per le fibre di poliesteri prodotte e vendute per l'esportazione nella Comunità dalle società sottoelencate, si applicano i dazi seguenti:
- Leigh Fibers Inc., Spartanburg 5,4 %
- RSM Co., Charlotte 2,5 %
- Titan Textile Co. Inc., Paterson 4,5 %
- 22,1 % per le fibre di poliesteri originarie del Messico; tuttavia, per le fibre di poliesteri prodotte e vendute per l'esportazione nella Comunità dalle società sottoelencate si applicano i dazi seguenti:
- Fibras Sintéticas SA de CV, Mexico 15,0 %
- Cristol Textile SA de CV, Mexico 10,7 %
- Kimex SA, Mexico 9,5 % - 23,4 % per le fibre di poliesteri originarie della Romania;
- 15,8 % per le fibre di poliesteri originarie di Taiwan. Tuttavia, per le fibre di poliesteri prodotte e vendute per l'esportazione nella Comunità dalle società sottoindicate si applicano i dazi seguenti:
- Far Eastern textile Ltd, Taipei 5,1 %
- Nan Ya Plastics Corp., Taipei 6,3 %
- Shinkong Synthetic Fibres Corp., Taipei 9,2 %
- 11,9 % per le fibre di poliesteri originarie della Turchia; tutavia, per le fibre di poliesteri prodotte e vendute per l'esportazione nella Comunità dalla società sottoindicata si applica il dazio seguente:
- Sasa Artificial & Synthetic Fibres Inc.,
Adana 6,8 %;
- 18,7 % per le fibre di poliesteri originarie della Iugoslavia.
3. Il dazio antidumping definitivo di cui all'articolo 1, paragrafo 1 è sospeso per un periodo di 5 mesi a decorrere dalla data d'entrata in vigore del presente regolamento per quanto concerne i filamenti. Tale sospensione è applicabile a condizione che sui documenti d'importazione figurino esplicitamente il termine filamenti e le specifiche tecniche indicate qui di seguito. Qualora la Commissione avvii una procedura di riesame prima della scadenza di detto termine, la sospensione del dazio continua durante il periodo necessario per le conclusione del riesame.
Questa sospensione si applica alla fibre sintetiche di poliestere per i settori dell'imbottitura e dell'ovattatura per effetti letterecci, mobilia, vestiti, anche arricciati, del codice NC 5503 20 00, con le seguenti caratteristiche tecniche:
- decitex pari o superiore e 3,3;
- lunghezza pari o superiore a 38 mm.
Il controllo dell'utilizzazione delle fibre in questione si effettua mediante applicazione delle pertinenti disposizioni, in particolare del regolamento (CEE) n. 4142/87 (1).
4. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
5. Gli importi garantiti dal dazio antidumping provvisorio, a norma del regolamento (CEE) n. 1696/88, vengono definitivamente riscossi, integralmente oppure a concorrenza degli importi che non superano le percentuali indicate nel presente regolamento. Gli importi garantiti non coperti dalle aliquote dei dazi definitivi sono svincolati. Per quanto concerne i filamenti, gli importi garantiti dal dazio provvisorio sono liberati.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 16 dicembre 1988.

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