Document ID: 31988R4062

REGOLAMENTO (CEE) N. 4062/88 DELLA COMMISSIONE del 23 dicembre 1988 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di videocassette e nastri in bobine per videocassette originarie della Repubblica di Corea e di Hong Kong
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte dei paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
previa consultazione in seno al comitato consultivo istituito a norma di detto regolamento,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA (1) Nel settembre 1987, il CEFIC (Consiglio europeo delle federazioni dei produttori chimici) ha presentato alla Commissione una denuncia per conto dei fabbricanti che rappresentano la maggior parte della produzione comunitaria in oggetto. La denuncia conteneva prove relative alle pratiche di dumping, per quanto riguarda i prodotti in questione originari della Repubblica di Corea (Corea) e di Hong Kong, e del grave pregiudizio da esse derivante, ritenuti sufficienti a giustificare l'avvio di una procedura.
Pertanto, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di nastri per videocassette già assemblati, nastri magnetizzati in bobine già pronti per l'assemblaggio oppure nastri magnetizzati larghi non tagliati, corrispondenti ai codici NC 8523 11 00, 8523 12 00 e 8523 13 00 e originari della Corea e di Hong Kong ed ha iniziato un'inchiesta.
(2) La Commissione ha informato ufficialmente gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori, nonché i ricorrenti e ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di essere intese oralmente.
(3) Tutti gli esportatori coreani noti, alcuni esportatori di Hong Kong, alcuni importatori e tutti i produttori comunitari che hanno presentato la denuncia hanno comunicato per iscritto i loro punti di vista. Alcuni importatori hanno anche formulato osservazioni.
(4) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni da essa ritenute necessarie per una conclusione preliminare ed ha svolto inchieste in loco presso:
a) Produttori comunitari:
- Agfa-Gevaert AG, Monaco, Germania,
- BASF Aktiengesellschaft, Ludwigshafen, Germania,
- Magna Tontraeger Produktions GmbH, Berlino, Germania,
- PDM Magnetics, Oosterhout, Paesi Bassi.
Questi produttori comunitari sono tutti membri del CEFIC.
b) Produttori coreani:
- Goldstar Co., Seul,
- Kolon Industries Inc., Seul,
- Saehan Media Co., Seul,
- SKC Ltd, Seul.
c) Produttori di Hong Kong:
- ACME Cassette Manufacturing Ltd,
- Hanny Magnetics Ltd,
- Magnetic Enterprise Ltd,
- Magnetic Technology Ltd,
- Swilynn (HK) Ltd,
- Swire Magnetics (HK) Ltd,
- Wing Shing Cassette Ltd,
- Yee Keung Industrial Company Ltd.
d) Importatori nella Comunità:
- Goldstar Deutschland GmbH, Ratingen,
- Lucky Goldstar International Ltd, Londra,
- SKC Europe GmbH, Francoforte,
- Sunkyong France sarl, Suresnes,
- Sunkyong Europe Ltd, Londra.
(5) La Commissione ha chiesto e ricevuto ossservazioni scritte e orali dettagliate dai produttori comunitari ricorrenti, dalla maggior parte degli esportatori, dagli importatori sopraindicati ed ha verificato, per quanto necessario, le informazioni ivi contenute.
La Commissione ha anche preso nota delle osservazioni formulate dagli assemblatori di videocassette e dai distributori nella Comunità.
Alcuni produttori di Hong Kong hanno rifiutato l'accesso alle informazioni ritenute necessarie dalla Commissione per la verifica dei loro registri oppure non hanno fornito, durante l'inchiesta, informazioni fondate e/o verificabili riguardanti i loro costi di produzione per prodotti simili e i loro margini di profitto ricavati dalle vendite sul mercato interno. Pertanto la Commissione ha tratto le proprie conclusioni sulla base dei dati disponibili.
(6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo compreso tra gennaio 1987 e novembre 1987 (periodo di riferimento).
B. PRODOTTI IN ESAME, PRODOTTO SIMILE E INDUSTRIA COMUNITARIA 1. Prodotto in esame (7) Il prodotto cui si riferisce l'avviso relativo all'avvio di una procedura antidumping è il nastro per videocassette. L'inchiesta ha tuttavia dimostrato che il nastro per videocassette viene attualmente esportato nella Comunità in due forme diverse.
(8) La prima forma è data da bobine di nastri in poliestere rivestiti di biossido di cromo, denominate « pancakes »; queste bobine sono utilizzate nella fabbricazione delle videocassette. Il nastro dipoliestere viene infilato per una certa lunghezza in un contenitore di plastica, il cosidetto involucro V-O; questo involucro carico costituisce la videocassetta. I nastri in bobina vengono abitualmente venduti a ditte che s'incaricano dell'avvolgimento o dell'assemblaggio come prodotto di base per la fabbricazione delle videocassette.
(9) La seconda forma è data dalle videocassette. Queste sono costruite di solito su licenza della JVC - Japan Victor Germany. Le videocassette vengono utilizzate nei camcorder per filmare oppure in videoregistratori per registrare programmi TV e riprodurli come film preregistrati o come registrazioni effettuate con camcorder; le videocassette sono utilizzate anche in lettori video per riprodurre pellicole preregistrare. Esistono vari modelli di videocassette a seconda della lunghezza del nastro e delle differenze di qualità. Non vi sono tuttavia norme di qualità, universalmente riconosciute, per questi vari modelli.
I fabbricanti vendono di solito le videocassette a clienti OEM, distributori e commercianti oppure a duplicatori che registrano i film sulle cassette e poi le vendono agli utenti finali.
(10) Dall'inchiesta risulta che i nastri in bobine o in cassette per videoregistrazioni rientrano nel codice NC ex 8523 13 00.
2. Prodotto simile (11) Per quanto riguarda la definizione del prodotto simile, la Commissione ha appurato che i nastri in bobine prodotti nella Comunità sono del tutto analoghi a quelli esportati dalla Corea.
(12) Per quanto riguarda le videocassette, dall'inchiesta è risultato che, da un lato, i vari tipi di videocassetta venduti sul mercato coreano e su quello di Hong Kong differiscono essenzialmente da quelli venduti sul mercato comunitario nella lunghezza del nastro. Si tratta tuttavia di una differenza di importanza marginale. D'altro lato le videocassette esportate dalla Corea e da Hong Kong nella Comunità sono, a parte le possibili differenze qualitative, simili, sotto ogni profilo, a quelle prodotte nella Comunità.
(13) La Goldstar ha fatto osservare che le videocassette vendute ai duplicatori non sono prodotti simili a quelli venduti ai distributori e/o agli utenti finali. Questa argomentazione è stata respinta poiché né le caratteristiche fisiche e tecniche né l'applicazione e l'uso sono sostanzialmente diversi.
(14) Per concludere, la Commissione ritiene che tutte le videocassette prodotte nella Comunità e i nastri in bobine sono prodotti simili alle videocassette e ai nastri esportati dalla Corea e da Hong Kong.
3. Industria comunitaria (15) La Commissione ha riscontrato che, nel periodo di riferimento, i quattro produttori comunitari, in nome dei quali la denuncia è stata presentata, hanno fabbricato circa il 90 % del prodotto comunitario considerato simile, vale a dire una proporzione molto considerevole dell'intera produzione comunitaria.
(16) La Commissione ritiene pertanto che essi costituiscano l'industria comunitaria a norma dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
C. DUMPING (17) I valori normali, i prezzi all'esportazione, i confronti e i margini del dumping sono stati determinati separatamente per le videocassette e per i nastri di bobine.
1. Valore normale a) Valore normale basato sui prezzi praticati nel paese esportatore (18) Per ciascun modello di videocassetta e di bobine venduto in quantitativi sufficienti e a prezzi che abbiano consentito il recupero di tutti i costi ragionevolmente importati nel caso normale degli scambi sul mercato interno, il valore normale è stato provvisoriamente determinato sulla base dei prezzi interni medi ponderati delle videocassette e delle bobine. Quando il volume delle vendite è stato inferiore alla percentuale fissata dalla Commissione per casi precedenti, cioè al 5 % del volume delle esportazioni di questi modelli nella Comunità, la Commissione non ha ritenuto rappresentative le vendite e ha determinato il valore normale in base al valore costruito.
(19) Dopo l'inchiesta svolta presso la sua ditta, un produttore coreano ha presentato dati riguardanti gli oneri all'importazione sostenuti per un prodotto simile e per materiali incorporati nello stesso, quando il prodotto era destinato al paese d'origine e rimborsati quando il prodotto veniva esportato nella Comunità.
(20) Non essendo stato possibile verficare gli oneri all'importazione ed essendo essi sproporzionalmente elevati rispetto a quelli dichiarati da altri produttori nello stesso paese, si è ritenuto opportuno ridurre il valore normale, basato sul prezzo confrontabile effettivamente pagato sul mercato coreano, soltanto dell'importo medio dichiarato dagli altri produttori.
b) Valore normale basato sul valore costruito (21) Quando sul mercato interno non vi sono state vendite, oppure queste ultime sono state insufficienti per un modello di videocassetta adatto al confronto diretto con quello esportato nella Comunità, oppure quando modelli adatti al confronto diretto con quelli esportati nella Comunità sono stati venduti sul mercato interno, nel periodo di riferimento, in quantitativi notevoli, a prezzi che non hanno consentito di recuperare, nel corso di normali operazioni commerciali e nel periodo di riferimento, tutti i costi ragionevolmente imputati, il valore normale è stato determinato in base al valore costruito del modello in questione. Per gli stessi motivi il valore normale del nastro in bobine è stato determinato per un produttore coreano in base al valore costruito. Il valore costruito è stato calcolato aggiungendo ai costi fissi e variabili dei materiali e di produzione, sostenuti nel paese d'origine per il modello esportato nella Comunità, un ragionevole importo per le spese amministrative, di vendita e generali, nonché un margine di profitto.
(22) Due produttori coreani hanno dichiarato di aver venduto sostanziali quantitativi del prodotto in questione, sul mercato interno, nel periodo di riferimento, a prezzi che in media hanno consentito il recupero di tutti i costi.
(23) Non è stato tuttavia possibile accettare queste dichiarazioni perché i costi presentati dai produttori in questione non corrispondevano ai costi di produzione effettivi.
(24) Quanto ai costi generali di fabbricazione, è risultato che i costi di ammortamento dovuti ai notevoli investimenti resi necessari per creare nuove capacità produttive o per ampliare quelle esistenti dovevano essere adeguati. si è ritenuto che in generale la ripartizione di un costo dovesse essere effettuata in base ai costi medi di fabbricazione dei prodotti in questione. L'imputazione per ammortamento in base ai costi di fabbricazione è stata considerata come il metodo più adeguato e più obiettivo per arrivare a calcolare il costo esatto di ciascun modello venduto sul mercato interno. Eccezionalmente, nei casi in cui i costi medi di produzione non erano disponibili, la ripartizione è stata effettuata sulla base del numero di videocassette prodotto.
(25) In tale contesto, un produttore che aveva potenziato i suoi impianti per fabbricare videocassette e nastri dando inizio alla produzione nell'ottobre 1986, nell'ultimo trimestre dello stesso anno aveva già ammortizzato del 10,2 % il costo del suo investimento. In dodici mesi ciò corrisponde ad una percentuale del 40,8 %. Per il 1987 invece il tasso di riduzione è stato soltanto del 23,3 %. Anche se per motivi fiscali o di altro genere, nel primo anno di produzione è legittimo ammortizzare un importo superiore, questo metodo non riflette il tasso reale di ammortamento di un'impresa. La Commissione ha optato pertanto per un sistema più regolare al fine di evitare che nel periodo di riferimento l'ammortamento sia artificialmente basso.
(26) Un altro produttore coreano aveva ripartito i costi di ammortamento per la costruzione, l'infrastruttura, l'attrezzatura e gli autoveicoli fra videocassette e nastri in base al rapporto fra investimenti per l'assemblaggio e investimenti globali per il macchinario destinato alla produzione di questi due prodotti. La Commissione, tuttavia, non ha ritenuto che ciò riflettesse esattamente i costi di ammortamento, e in mancanza di dati precisi, ha suddiviso l'ammortamento equamente fra questi due prodotti.
(1) Da gennaio a novembre.
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 356/ 24. 12. 88 (27) Per quanto riguarda i costi di finanziamento, un produttore coreano non ha imputato interamente i notevoli costi finanziari per nuovi investimenti nel settore delle videocassette e dei nastri in bobine sul volume d'affari specifico relativo al prodotto. La Commissione ha ritenuto pertanto necessario procedere ad una nuova imputazione dei costi di finanziamento affinché questi ultimi rispecchiassero correttamente le spese di investimento per questo settore. In questo caso la ripartizione si basava sui costi di finanziamento, secondo i tassi di interesse interni dichiarati dall'esportatore, sui suoi costi d'investimento nel settore delle cassette e dei nastri e sul suo livello di autofinanziamento; tutto ciò in base ai dati riportati nella contabilità del produttore. I costi di finanziamento ripartiti per unità erano conformi a quelli dichiarati dagli altri produttori coreani. Un altro produttore coreano ha dichiarato costi di finanziamento che includevano costi relativi a vendite per l'esportazione. Questa richiesta non ha potuto essere accolta poiché le spese di produzione devono essere calcolate sulla base di tutti i costi sostenuti nel corso di normali operazioni commerciali nel paese di origine. Pertanto i costi di finanziamento relativi a vendite per l'esportazione non potevano essere presi in considerazione. La Commissione ha calcolato i costi di finanziamento sulla base del rapporto tra costi di finanziamento interni complessivi e volume d'affari interno complessivo.
(28) Le spese di vendita, amministrative e generali, nonché i profitti sono stati calcolati in relazione alle spese sostenute e ai profitti realizzati dal produttore interessato e in relazione alle sue vendite sul mercato interno di modelli confrontabili, una volta che la Commissione ha verificato che essi riflettono le spese e i profitti effettivi registrati per i modelli venduti sul mercato interno. In tutti gli altri casi, queste spese sono state calcolate in relazione alle spese sostenute e ai profitti realizzati da altri produttori per vendite remunerative di prodotti simili effettuate rispettivamente sul mercato coreano e su quello di Hong Kong.
(29) Un produttore ha chiesto che venisse applicato un tasso di profitto ridotto per le sue vendite ad acquirenti OEM senza tuttavia giustificare la richiesta. La Commissione ha tuttavia rilevato che i prodotti erano identici e che cambiava soltanto l'involucro delle cassette sul quale figurava il marchio dell'acquirente OEM.
Inoltre, il volume delle vendite agli acquirenti OEM non era di solito sostanzialmente diverso da quello delle vendite effettuate ai distributori di videocassette e i metodi di vendita attraverso i due canali (acquirenti OEM e distributori) erano simili. Nulla indicava infine che vi fossero sostanziali differenze nei costi di vendita e nei profitti tra i due canali. La richiesta non è stata pertanto accettata.
(30) Quando la ripartizione delle spese di vendita, amministrative e generali non è stata fatta sulla base del volume d'affari, l'importo da imputare è stato calcolato sulla base della contabilità dei produttori ogni qualvolta la Commissione ha giudicato soddisfacente il metodo usato per i costi particolari in questione.
2. Prezzo all'esportazione (31) Per quanto riguarda le esportazioni effettuate dai produttori coreani e di Hong Kong direttamente a importatori indipendenti comunitari, i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto venduto.
(32) In altri casi, le esportazioni sono state effettuate a società consociate nella Comunità. In questi casi è stato ritenuto opportuno, dato il tipo di relazione tra esportatore e importatore, costruire i prezzi all'esportazione in base ai prezzi ai quali il prodotto importato è stato rivenduto per la prima volta ad un acquirente indipendente. Sconti, abbuoni e il valore della merce esente fornita in relazione alla vendita sono stati detratti dal prezzo praticato all'acquirente indipendente. Sono stati effettuati gli adeguamenti necessari per tener conto di tutte le spese sostenute tra l'importazione e la rivendita, compresi i dazi e le imposte.
(33) Quando per costruire i prezzi all'esportazione è stato necessario imputare i costi ci si è basati sul volume d'affari. I costi e il volume d'affari impiegati a questo scopo sono generalmente quelli relativi all'ultimo anno finanziario disponibile dell'importatore collegato, e in base ai conti debitamente verificati. Ogni qualvolta l'imputazione delle spese di vendita, amministrative e generali, non è stata fatta sulla base della cifra d'affari, l'importo da ripartire è stato calcolato in base ai dati disponibili dell'esportatore direttamente collegati con le vendite in oggetto. Un importatore collegato ad un produttore coreano ha dichiarato spese generali e amministrative basate su un volume d'affari che includeva le transazioni finanziarie all'interno del gruppo. La Commissione ha ritenuto che il reclamo non rispecchiasse i costi normali dell'importatore per il prodotto in esame e pertanto non ha tenuto conto della parte del reclamo connessa alle transazioni finanziarie. Per un altro importatore, a norma dell'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha tenuto conto anche delle spese di pubblicità sostenute dal produttore coreano.
(34) Questi costi includevano tutte le spese amministrative e generali relative alle vendite in oggetto finanziate dall'esportatore o dall'importatore collegato.
(35) Per arrivare ad un prezzo all'esportazione costruito cif frontiera comunitaria si è dovuto procedere ad adeguamenti per i dazi all'importazione comunitari e per un profitto del 10 % sul volume delle vendite. La Commissione ha basato questo margine di profitto del 10 % su dati richiesti ed ottenuti da importatori indipendenti di videocassette. Da questi dati è emerso infatti che, prima delle importazioni di videocassette dalla Corea e da Hong Kong, cioè nel 1985, il profitto ricavato dalle vendite dei commercianti indipendenti era superiore al 10 %. Ai fini del presente provvedimento, questa percentuale è stata pertanto applicata a tutte le vendite degli importatori « collegati » ai loro primi acquirenti indipendenti nella Comunità.
(36) Quanto ai prezzi all'esportazione, durante l'inchiesta, la Commissione ha verificato, per i prodotti di ciascun esportatore, almeno il 70 % di tutte le transazioni. Questa percentuale è stata considerata rappresentativa di tutte le transazioni di queste filiali nel periodo di riferimento.
D. CONFRONTO (37) Per poter effettuare un valido confronto tra il valore normale e i prezzi all'esportazione a norma dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha tenuto conto delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, come ad esempio quelle concernenti le caratteristiche fisiche delle merci nonché le condizioni di vendita, nei casi in cui è stato possibile dimostrare che tali differenze erano in diretto rapporto con le vendite in questione. Le differenze riguardavano le condizioni di credito, garanzie, commissioni, retribuzioni degli operatori commerciali, imballaggio, trasporto, assicuranzione, movimentazione e costi accessori. Il valore costruito è stato determinato a livello di organizzazione nazionale delle vendite, i prezzi all'esportazione sono stati stabiliti a livello di società d'esportazione o di organizzazione delle vendite.
E. MARGINE DI DUMPING (38) Il valore normale, determinato in base alla media ponderata per ciascuno dei modelli di videocassetta e di nastri magnetizzati di ciascun produttore è stato confrontato rispettivamente con i prezzi all'esportazione di modelli analoghi e di nastri in bobine per videocassette prendendo in esame transazione per transazione. Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping per quanto riguarda le importazioni di nastri in bobine e videocassette originari della Corea e di videocassette originarie di Hong Kong, da parte di tutti i produttori coreani e di Hong Kong controllati, con un margine di dumping pari all'importo per il quale il valore normale determinato supera il prezzo all'esportazione nella Comunità.
(39) Il margine del dumping varia a seconda del produttore e i margini medi ponderati sono i seguenti:
- Videocassette Produttori coreani - Goldstar Co. 10,82 % - Kolon Industries Inc. 7,64 % - Saehan Media Co. 4,56 % - SKC Ltd 6,68 % Produttori di Hong Kong - Hanny Magnetics Ltd 59,35 % - Magnetic Enterprise Ltd 20,55 % - Swilyn Ltd 8,13 % - Swire Magnetics Ltd 11,37 % - Nastri in bobine - Saehan Media Co. 1,06 % - SKC Ltd 5,53 % (40) Per i produttori che non hanno risposto al questionario della Commissione né si sono altrimenti manifestati il dumping è stato accertato sulla base dei dati disponibili a norma dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88. A questo proposito la Commissione ha ritenuto che i risultati dell'indagine fornissero la base più adeguata per determinare il margine di dumping. Dato che ciò potrebbe consentire di eludere il dazio, qualora il margine del dumping per questi produttori fosse inferiore al margine di dumping più elevato, cioè del 10,82 % per le videocassette e del 5,53 % per i nastri in bobine stabilito per i produttori coreani e del 59,35 % stabilito per i produttori di Hong Kong che hanno collaborato all'inchiesta, si considera opportuno applicare questi margini di dumping ai gruppi di produttori in questione.
(41) Inoltre, durante le indagini in loco, uno dei produttori di Hong Kong ha rifiutato l'accesso a informazioni ritenute necessarie dalla Commissione per la verifica dei registri della società interessata. Altre tre imprese non hanno potuto fornire dati verificabili riguardanti le rispettive spese di produzione, vendita, generali e amministrative nonché i profitti. Di conseguenza, non potendo disporre di dati affidabili ed esaurienti, per stabilire il valore normale la Commissione ha ritenuto opportuno basare, anche per queste imprese, le conclusioni preliminari sui dati disponibili, cioè sui risultati dell'indagine.
(42) Si è ritenuto inoltre che date le circostanze, oltre a fornire la possiblità di eludere il dazio si sarebbe premiata la mancanza di collaborazione, se si fosse attribuita ai produttori in oggetto un margine di dumping inferiore al margine massimo stabilito per un produttore che aveva collaborato all'inchiesta. Per questo motivo e a norma dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88 si ritiene opportuno applicare per queste imprese il margine di dumping più elevato.
F. PREGIUDIZIO 1. Volume e quote di mercato (43) Per quanto riguarda il volume, le vendite di videocassette nella Comunità hanno registrato un netto aumento passando da 123,5 milioni di unità nel 1985 a 167,7 milioni di unità nel 1986 e a 230,2 milioni di unità nel 1987, con un tasso di aumento dell'86,4 %.
(44) Per quanto riguarda le importazioni dalla Corea e da Hong Kong e le quote di mercato, l'evoluzione per le videocassette è stata la seguente:
- 1985: 10,8 milioni di unità (5,5 e 5,3 rispettivamente),
- 1986: 33,1 milioni di unità (16,5 e 16,6 rispettivamente),
- 1987 (1): 64,2 milioni di unità (35,8 e 28,4 rispettivamente).
Nello stesso periodo le vendite dell'industria comunitaria hanno avuto la seguente evoluzione:
- 1985: 51,3 milioni di unità,
- 1986: 59,5 milioni di unità,
- 1987 (1): 82,8 milioni di unità.
Questo sviluppo rappresenta un aumento delle quote di mercato detenute dalla Corea e da Hong Kong dall'8,7 % nel 1985 al 27,9 % nel 1987, mentre le quote di mercato dei produttori europei sono rimaste quasi costanti (1985: 33 %, 1987: 36 %). Risulta pertanto che, dal 1985 al 1987, mentre le vendite di videocassette sono quasi raddoppiate, le quote di mercato della Corea e di Hong Kong sono triplicate e quelle dei produttori europei sono rimaste costanti.
(45) Quanto ai nastri in bobine, nel 1985, i produttori coreani hanno venduto nella Comunità 2,1 milioni di m2 di nastro, mentre i produttori comunitari ne hanno venduto 21 milioni. Nel 1987, i primi hanno venduto 7 milioni di m2 di nastro, i secondi ne hanno venduti 110,6 milioni di m2.
2. Prezzi (46) Per quanto riguarda i prezzi, tra il 1984 e il 1987 quelli dell'industria comunitaria hanno rivelato una costante tendenza al ribasso: in questo periodo il prezzo medio della videocassetta più venduta, la VHS E180, è sceso del 50 % mentre il prezzo del nastro in bobina è sceso di quasi il 55 % nel solo 1987.
(47) Quanto alle sottoquotazioni per le videocassette e i nastri, la Commissione ha confrontato i prezzi di vendita medi ponderati, esenti da sconti e imposte, calcolati sulla base di vendite al primo acquirente indipendente nei vari canali (OEM, assemblatore, distributore, dettagliante e utente finale) nel periodo di riferimento. Il prezzo medio di vendita dei produttori comunitari è stato ponderato in rapporto al volume delle vendite di ciascun tipo di prodotto simile. Questo prezzo medio di vendita europeo è stato poi confrontato con i prezzi di ciascun produttore coreano e di Hong Kong, su base cif, ed è stato anche ponderato in rapporto al volume delle vendite.
(48) Dato che i prezzi coreani e di Hong Kong sono stati determinati sulla base del prezzo cif frontiera comunitaria, mentre i prezzi dei produttori europei praticati al cliente sono normalmente esenti, è stato concesso un adeguamento del 10 %. Inoltre, la Commissione ha tenuto conto, da un lato, del fatto che i prodotti coreani e di Hong Kong sono considerati di qualità inferiore rispetto a quelli comunitari e, dall'altro, che la maggior parte dei clienti non fa distinzione tra le varie fonti di approvvigionamento. È stato accordato pertanto un ulteriore adeguamento di qualità del 20 %.
(49) Sulla base di questo confronto la Commissione ha riscontrato, per quanto riguarda le videocassette, una sottoquotazione compresa tra il 4 e il 20 % per i produttori coreani, e tra lo 0 e il 32 % per i produttori di Hong Kong. Per quanto riguarda i nastri in bobine, l'indagine ha rivelato una sottoquotazione compresa tra il 24 e il 30 % per i produttori coreani implicati.
3. Altri fattori economici a) Capacità, tasso di utilizzazione, produzione e scorte (50) A questo proposito la Commissione ha appurato che la capacità effettiva è aumentata passando da 58,84 milioni di unità nel 1985 a 76,45 milioni di unità nel 1986 e a 100 milioni di unità nel 1987, con un tasso di utilizzazione medio che è sceso dall'84,3 % nel 1985, all'81,1 % nel 1986 e al 76,1 % nel 1987. La produzione complessiva è aumentata da 49,6 milioni di unità nel 1985 a 62 milioni di unità nel 1986 e a 76,1 milioni di unità nel 1987 (da gennaio a novembre). Nello stesso periodo le scorte di videocassette dei produttori comunitari sono aumentate più rapidamente delle vendite: mentre queste ultime hanno avuto un incremento del 46 % circa tra il 1985 e il 1987, le scorte sono salite da 9 milioni di unità a 23,6 milioni di unità, cioè del 162 %; nel periodo di riferimento questa percentuale rappresenta quasi il 25 % della produzione comunitaria. Per quanto riguarda i nastri in bobine la produzione è salita da 21 milioni di m2 nel 1985 a 110,6 milioni di m2 nel 1987.
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. L 356/ 24. 12. 88 b) Valore delle vendite, redditività e occupazione (51) Il valore delle vendite di videocassette da parte dell'industria comunitaria rimane praticamente costante tra il 1985 e il 1986 (+ 0,9 %) rispetto ai quantitativi venduti che sono invece aumentati del 25 %. Nel periodo di riferimento il valore delle vendite è sceso ( 15,4 %), mentre i quantitativi venduti hanno continuato ad aumentare (+ 22,7 %).
(52) Quanto ai nastri in bobine il valore delle vendite è salito dal 1985 al 1986 (+ 47 %) e dal 1986 al 1987 (+ 40 %). L'incremento dei quantitativi venduti è stato invece del 183 % nel 1986 e dell'86 % nel 1987.
(53) Dal 1985 i profitti dei produttori comunitari di nastri e videocassette registrano una costante tendenza al ribasso. Nel 1985, tre dei quattro produttori comunitari erano in attivo. Le perdite subite dal quarto produttore erano dovute essenzialmente ai notevoli costi d'investimento che sarebberio poi stati compensati dai profitti degli anni successivi.
Nel 1986 solo un produttore comunitario era ancora in attivo. Nel 1987 tutti e quattro i produttori comunitari hanno subito perdite, rispettivamente del 9, 10, 22 e 27 %, sulle vendite di videocassette nella Comunità. Perdite analoghe sono state registrate nelle vendite di nastri.
(54) L'occupazione è aumentata da 3 782 unità nel 1985 a 3 958 unità nel 1986, scendendo tuttavia leggermente nel 1987.
4. Conclusione (55) Per determinare se l'industria comunitaria abbia subito un pregiudizio sostanziale ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha rilevato che i dati relativi alla quota di mercato, alla produzione e alle vendite, considerati separatamente, indicano una tendenza positiva. Tuttavia, se confrontate con le importazioni dalla Corea e da Hong Kong e con il consumo generale, queste cifre denotano un notevole ritardo rispetto allo sviluppo generale del mercato. Infatti, mentre il consumo generale è salito dell'86 % circa, tra il 1985 e il 1987, capacità, produzione e vendite dell'industria comunitaria sono aumentate in proporzioni nettamente inferiori e cioè rispettivamente del 70 %, del 53 % e del 46 %. Inoltre l'aumento della produzione è stato in parte compensato dall'incremento delle scorte (oltre il 162 %).
(56) Quanto alle quote di mercato, tra il 1985 e il 1987 i produttori comunitari non hanno beneficiato delle economie di scala da essi realizzate, limitandosi a mantenere le proprie posizioni mentre i produttori coreani e di Hong Kong hanno aumentato la propria quota del 220 %.
(57) Nonostante i notevoli sforzi compiuti per ridurre i costi di produzione e nonostante l'aumento della produzione stessa e delle vendite, i profitti hanno continuato a diminuire a causa del costante ristagno dei prezzi: nel 1986 e nel 1987 l'industria comunitaria ha investito complessivamente più del 15 % del valore delle vendite per la razionalizzazione, riducendo di oltre il 15 % i costi di produzione; nello stesso periodo, nonostante l'aumento delle vendite, questo sforzo di razionalizzazione è stato in parte vanificato dalla diminuzione dei prezzi provocando un calo del volume d'affari del 15,4 % nel periodo di riferimento. Questa perdita di redditività può compromettere non soltanto la continuità della produzione di cassette e di nastri per i quattro produttori comunitari, ma anche la futura produzione di altri tipi di nastri magnetici destinati, ad esempio, ad attrezzatura audio oppure ad altre applicazioni nell'industria elettronica. Essa può inoltre presentare un pericolo per l'occupazione e per il futuro sviluppo dell'industria comunitaria in altri settori.
G. CAUSA DEL PREGIUDIZIO 1. Cumulo (58) Per quanto riguarda la causa del pregiudizio la Commissione ha ritenuto che gli effetti delle importazioni coreane e da Hong Kong dovevano essere analizzati in modo cumulativo. Infatti, le videocassette e i nastri provenienti dalla Corea e da Hong Kong oggetto dell'inchiesta sono stati commercializzati nella Comunità mediante una strategia di vendita analoga, in un periodo di tempo comparabile e in concorrenza tra loro, con i prodotti comunitari ma anche con quelli importati da altri paesi. Questa concorrenza ha indotto i produttori coreani e di Hong Kong ad adottare un comportamento analogo sul mercato comunitario.
2. Conseguenze delle importazioni in dumping (59) La Commissione ha riscontrato che l'aggravarsi della tendenza al ribasso dei prezzi, l'impossibilità per i produttori comunitari di aumentare le proprie quote di mercato e la perdita o il calo di profitti da parte dell'industria comunitaria coincidono con l'inizio delle importazioni dalla Corea e da Hong Kong e sono peggiorate con l'aumentare del loro volume. Anche altri aspetti che denotano la vitalità di un'industria, come la capacità di produzione, il volume d'affari e le scorte erano notevolmente migliori nel 1985 rispetto al periodo di riferimento. Infatti in un mercato altamente competitivo, la notevole sottoquotazione delle videocassette ha conseguenze decisamente negative sulle vendite e quindi sulla redditività dell'industria comunitaria. Questo effetto negativo viene ulteriormente rafforzato dalle notevoli sottoquotazioni praticate dagli importatori sui nastri in bobine; questi ultimi vengono utilizzati dagli assemblatori comunitari per produrre videocassette destinate alla vendita in concorrenza con le videocassette fabbricate dall'industria comunitaria.
3. Incidenze di altri fattori (60) Quanto alla possibilità che il pregiudizio causato all'industria comunitaria sia dovuto ad altri fattori, la Commissione ha esaminato alcuni elementi segnalati dai produttori coreani e di Hong Kong.
(61) È stato anzitutto contestato che i prezzi hanno cominciato a scendere sin dal 1980 a causa essenzialmente del generale calo dei costi di produzione e della concorrenza di prezzo esercitata dagli assemblatori comunitari. È stato asserito inoltre che l'industria comunitaria, oltre che a mantenere i prezzi artificialmente alti, ha spese di esercizio sproporzionatamente elevate a causa della sua specifica struttura dei costi e soprattutto delle spese di pubblicità.
(62) Per quanto riguarda i prezzi, la Commissione ha accertato che il calo dei prezzi, dovuto alla riduzione dei costi di produzione e ad una concorrenza equa, si è notevolmente accentuato dopo il 1985 a seguito della considerevole sottoquotazione praticata dai produttori coreani e di Hong Kong. Questa situazione è stata ulteriormente aggravata dalla concorrenza degli assemblatori europei che potevano fruire di un'analoga sottoquotazione sui nastri coreani. Quanto alle spese di esercizio, l'industria comunitaria ha ridotto sostanzialmente le proprie spese di produzione. Inoltre, i produttori coreani e di Hong Kong non hanno presentato alcuna prova attendibile circa la presunta abnorme struttura dei costi dei produttori europei.
(63) Per concludere, il volume delle importazioni in dumping, la loro penetrazione nel mercato comunitario ed i prezzi ai quali essi sono stati venduti nella Comunità, hanno indotto la Commissione a stabilire che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria e causato dalle importazioni in dumping di videocassette e di nastri originari della Corea e di Hong Kong deve essere considerato sostanziale.
H. INTERESSE DELLA COMUNITÀ 1. Considerazioni generali (64) Nel valutare se sia nell'interesse della Comunità adottare misure contro le importazioni in dumping di videocassette e di nastri in bobine originari della Corea e di Hong Kong, la Commissione ha sostenuto in primo luogo che le videocassette e i nastri in bobine costituiscono una parte importante dell'industria audiovisiva, poiché la videocassetta è l'unico dispositivo che si possa impiegare in una cinepresa o in un videoregistratore per registrare o per riprodurre un programma. In secondo luogo, l'industria dei videonastri svolge un ruolo importante nel settore delle comunicazioni elettroniche e dello spettacolo che è in rapido sviluppo. Infine, la produzione di videocassette rientra nel settore chimico ad alta tecnologia dove sono possibili nuovi sviluppi tecnologici.
(65) Pertanto il calo sostanziale nella produzione di videocassette da parte della Comunità avrebbe conseguenze negative anche sull'industria chimica e su quella delle comunicazioni elettroniche e dello spettacolo.
Inoltre lo sviluppo della videocassetta va di pari passo, almeno entro certi limiti, con il progresso tecnologico realizzato nei settori dei videoregistratori, delle cineprese e degli apparecchi televisivi: un produttore di videocassette, debole o vulnerabile, non sarà in grado di accogliere la sfida tecnologica. Infine sul piano dell'occupazione e della solidità commerciale, l'industria comunitaria risentirebbe di un ritardo rispetto allo sviluppo tecnologico e commerciale.
2. Argomentazione dei produttori (66) Per quanto riguarda i nastri, è stato affermato che l'istituzione di un dazio antidumping comporterebbe disoccupazione per gli assemblatori comunitari.
(67) Quanto alle videocassette, l'istituzione di un dazio antidumping provocherebbe una perdita di profitti e di conseguenza una certa disoccupazione nel settore comunitario della distribuzione e della duplicazione.
(68) Considerate queste argomentazioni, la Commissione fa presente che gli interessi di assemblatori, duplicatori, distributori e consumatori devono essere ponderati rispetto alle molteplici conseguenze che il mancato ripristino di una concorrenza leale potrebbe avere sulla vitalità dell'industria comunitaria del settore. A conti fatti essa ritiene che, nell'interesse della Comunità, sia opportuno garantire la continuità di questo settore industriale con i relativi vantaggi per l'occupazione e lo sviluppo tecnologico piuttosto che favorire assemblatori, duplicatori e distributori comunitari che, in una certa misura, dipendino dalle pregiudizievoli importazioni in dumping.
(69) Per quanto riguarda i prezzi, la Commissione è consapevole del fatto che i prezzi delle esportazioni dalla Corea e da Hong Kong potrebbero aumentare e che consumatori e duplicatori, società OEM e assemblatori potrebbero dover pagare di più le loro forniture. Non va dimenticato tuttavia che i prezzi vantaggiosi di cui questi acquirenti hanno precedentemente goduto derivavano da pratiche sleali e che è pertanto ingiustificato mantenerli. Inoltre gli aumenti di prezzo delle videocassette avranno probabilmente conseguenze soltanto marginali sui consumatori dato che la videocassetta va usata assieme a apparecchiature molto costose come cineprese, videoregistratori o lettori; lo stesso vale per i duplicatori, poiché il costo di una videocassetta è irrilevante rispetto a quello dei diritti d'autore per una pellicola. Infine, per quanto concerne gli assemblatori, non va dimenticato che l'industria comunitaria deve aumentare i prezzi se vuole ritrovare la propria redditività. I dazi antidumping avranno pertanto solo effetti secondari sulla loro competitività.
3. Conclusione (70) Alla luce di quanto precede, la Commissione ritiene indispensabile tutelare adeguatamente l'interesse dell'industria comunitaria. Essa ha tenuto conto del fatto che negli ultimi anni, e in particolare nel periodo di riferimento, la situazione dell'industria comunitaria è peggiorata rapidamente. La Commissione ritiene pertanto necessario prendere provvedimenti per evitare un ulteriore pregiudizio, istituendo un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di videocassette e nastri in bobine originari della Corea e di Hong Kong.
I. DAZIO (71) Per eliminare il pregiudizio arrecato all'industria comunitaria i prezzi di vendita devono essere aumentati in modo sostanziale. Questo aumento dovrebbe consentire all'industria comunitaria di coprire i costi di produzione e di ricavare un adeguato profitto.
Di conseguenza, la Commissione ha calcolato un prezzo indicativo per il modello di videocassetta più venduto, il VHS E180, che rappresenta circa il 75 % delle vendite dell'industria comunitaria: questo prezzo indicativo è stato calcolato in base all'effettivo costo medio ponderato di produzione per questo modello, pagato da ciascun produttore comunitario, maggiorato di un margine di profitto indicativo del 12 %. Nel determinare questo margine la Commissione ha tenuto conto, da un lato, dei forti investimenti effettuati in passato e, dall'altro, della necessità, per l'industria comunitaria, di finanziare lo sviluppo tecnologico nel settore dei nastri. A questo proposito la Commissione si è basata su quanto spendono mediamente i produttori comunitari per investimenti nella ricerca e nello sviluppo.
(72) Per fissare l'aliquota del dazio, la Commissione ha calcolato il prezzo medio ponderato di rivendita praticato dalla Corea e da Hong Kong per lo stesso modello e lo ha confrontato con il prezzo indicativo di cui sopra, procedendo impresa per impresa. La differenza fra i due prezzi è stata espressa come una percentuale del valore medio cif della cassetta VHS E180 importata dalla Corea e da Hong Kong. A questo proposito si è tenuto conto della sottoquotazione riscontrata (vedi punti da 47 a 49).
(73) Il calcolo ha dato come risultato un margine di pregiudizio per ciascun esportatore, margine che rappresenta l'aumento di prezzo necessario per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria. Tuttavia nessun esportatore ha un margine di dumping alto quanto questo livello di pregiudizio individuale. Affinché vengano eliminate, per quanto possibile, le conseguenze negative delle importazioni in dumping è quindi opportuno che il dazio provvisorio sia pari al margine di dumping riscontrato.
(74) Si dovrà stabilire un periodo entro il quale le parti interessate potranno rendere note le loro osservazioni ed essere intese. Tutte le conclusioni alle quali si è giunti ai fini del presente regolamento sono provvisorie e potranno essere rivedute per un eventuale dazio definitivo che la Commissione potrà proporre,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1 1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di nastri in bobine o in cassette corrispondenti al codice NC ex 8523 13 00 e originarie della Repubblica di Corea e di Hong Kong.
2. L'aliquota del dazio, applicata al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è la seguente:
a) 10,8 % per i nastri in cassette originari della Repubblica di Corea, eccettuati i prodotti fabbricati e esportati nella Comunità dalle ditte seguenti, a cui si applicano i dazi sottoelencati:
- Kolon Industries Inc.: 7,6 %, - Saehan Media Co.: 4,5 %, - SKC Ltd: 6,6 %;
b) 59,3 % per i nastri in cassette originari di Hong Kong, eccettuati i prodotti fabbricati ed esportati nella Comunità dalle ditte seguenti, a cui si applicano i dazi sottoelencati:
- Magnetic Enterprise Ltd: 20,5 %, - Swilynn Ltd: 8,1 %, - Swire Magnetics Ltd: 11,3 %;
c) 5,5 % per i nastri in bobine originari della Repubblica di Corea eccettuati i prodotti fabbricati e esportati nella Comunità dalla Saehan Media, cui viene imposto un dazio dell'1 %.
3. Si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una garanzia, equivalente all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2 Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, le parti interessate hanno la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di chiedere di essere intese dalla Commissione entro un mese dalla data d'entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 3 Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
A norma degli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima dello scadere di questo periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 23 dicembre 1988.

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