Document ID: 31998D0665

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 25 febbraio 1998 relativa all'aiuto concesso dalla Germania a HIBEG e da HIBEG, tramite Krupp GmbH, a Bremer Vulkan AG, onde facilitare la vendita di Krupp Atlas Elektronik GmbH da Krupp GmbH a Bremer Vulkan AG [notificata con il numero C(1998) 582] (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (98/665/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo avere invitato i terzi interessati a presentare le loro osservazioni, in conformità all'articolo 93, e tenuto conto di tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I
Con lettera datata 17 dicembre 1991, la Germania ha notificato la concessione di una fideiussione da parte del Land Bremen/Freie Hansestadt Bremen. Con lettera D/00130 datata 20 gennaio 1992, la Commissione ha chiesto alla Germania informazioni supplementari. La risposta della Germania, recante la data del 4 marzo 1992, è pervenuta il 9 marzo 1992. Il 6 maggio 1992 la Commissione ha deciso di avviare un procedimento ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CE e ne ha informato la Germania con lettera SG(92) D/6699 del 20 maggio 1992, pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (1).
Il 6 aprile 1993 la Commissione ha adottato una decisione negativa, la decisione 93/412/CEE (2), con la quale ha dichiarato incompatibile con il mercato comune l'aiuto concesso a Hanseatische Industrie-Beteiligungen GmbH (in seguito HIBEG), tramite Krupp GmbH (in seguito Krupp), e da HIBEG a Bremer Vulkan AG (in seguito BV), al fine di facilitare la vendita di Krupp Atlas Elektronik GmbH (in seguito KAE) da Krupp a BV.
Con sentenza del 24 ottobre 1996, nelle cause riunite C-329/93, C-62/95 e C-63/95, Germania e altri contro Commissione (3), la Corte di giustizia delle Comunità europee ha annullato la suddetta decisione per carenza di motivazione in merito ai seguenti quattro punti: valore delle nuove azioni BV; applicazione della direttiva 90/684/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1996, sugli aiuti alla costruzione navale (4), modificata da ultimo dalla direttiva 94/73/CE (5) (settima direttiva sugli aiuti alla costruzione navale); distorsione della concorrenza e incidenza sugli scambi intracomunitari, nonché aiuto a favore di HIBEG.
Alla luce della pronuncia della Corte, la Commissione deve adottare una nuova decisione finale, a chiusura del procedimento.
II
La notificazione riguarda una garanzia prestata dalla Freie Hansestadt Bremen a sostegno dell'acquisto, da parte di BV, della società KAE, appartenente a Krupp; in essa le autorità tedesche descrivono un'operazione complessa, consistente in varie transazioni, tutte finalizzate alla vendita di KAE a BV.
Per diversificare maggiormente la sua produzione nel settore navale, BV ha acquistato da Krupp il 74,9 % di KAE; il prezzo pattuito di 350 Mio di DEM non è stato pagato in contanti, bensì contro azioni BV di nuova emissione. In sintesi le operazioni attuate o concordate sono state le seguenti:
- 17 ottobre 1991: l'assemblea generale degli azionisti di BV delibera un aumento di capitale;
- 21 novembre 1991: il Land Bremen/Freie Hansestadt Bremen presta fideiussione per 126 Mio di DEM, più spese accessorie e interessi, a HIBEG, un'impresa di proprietà del Land Bremen;
- 26 novembre 1991: permuta tra Krupp e BV, mediante la quale BV cede a Krupp 2,8 Mio di nuove azioni BV (per un valore totale, secondo BV, di 350 Mio di DEM, ossia 125 DEM per azione) in cambio di una partecipazione del 74,9 % a KAE;
- 26 novembre 1991: Krupp e HIBEG costituiscono insieme una Gesellschaft bürgerlichen Rechts (in seguito GbR) («società di diritto civile»);
- 31 dicembre 1991: Krupp e HIBEG conferiscono entrambe la loro partecipazione a GbR. Il conferimento di Krupp consiste in 2,8 Mio di azioni BV e quello di HIBEG in 350 Mio di DEM in contanti, finanziati mediante una linea di credito parzialmente coperta dalla fideiussione del Land precedentemente menzionata;
- 31 dicembre 1991: in forza dell'atto costitutivo della GbR, questa anticipa a Krupp 350 Mio di DEM. HIBEG acquista il diritto irrevocabile di vendere a terzi le azioni BV al prezzo minimo di 125 DEM per azione. Ogni azione venduta riduce la partecipazione delle due parti nella GbR, poiché riduce il saldo dell'anticipo versato a Krupp e rimborsa in misura corrispondente il credito conferito da HIBEG;
- scioglimento di GbR tra il 28 febbraio 1994 e il 31 dicembre 1994. Le azioni BV non collocate saranno cedute a HIBEG, mentre Krupp conserverà il saldo dell'anticipazione. HIBEG ha la possibilità, previo benestare delle banche finanziatrici, di rimborsare (in parte) il credito, cedendo loro le azioni BV al prezzo di 80 DEM per azione alla scadenza del prestito.
In altri termini BV acquista da Krupp una quota pari al 74,9 % di KAE cedendo come contropartita 2,8 Mio di azioni BV. Nell'ambito della GbR, Krupp scambia tali azioni con HIBEG contro 350 Mio di DEM. All'epoca della transazione commerciale la quotazione delle azioni BV in borsa era di circa 80 DEM e pertanto il valore complessivo dei 2,8 Mio di azioni era di 224 Mio di DEM. Il Land Bremen/Freie Hansestadt Bremen fornisce un aiuto ad HIBEG consistente in una fideiussione per 126 Mio di DEM, importo che corrisponde alla differenza tra il prezzo di acquisto concordato per la partecipazione a KAE e il valore di mercato delle azioni, permettendo in tal modo la vendita di KAE a BV.
Con lettera del 4 marzo 1992 la Germania afferma che la fideiussione, a parte alcune modifiche, è conforme ai requisiti previsti dalla Bürgschaftsrichtlinien del Land Bremen (direttiva del Land Bremen in materia di fideussioni) autorizzate dalla Commissione con lettera del 28 ottobre 1991 (N 512/91). La principale modifica menzionata nella lettera è l'introduzione del beneficio di escussione diretta del garante (selbstschuldnerische Bürgschaft), che quindi non risponde soltanto in via sussidiaria (Ausfallbürgschaft), dopo escussione del debitore principale e ove questi non sia in grado di adempiere.
III
Nella sua valutazione prima dell'avvio della procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, la Commissione ha preso posizione su tre punti: 1) se si fosse o no in presenza di un'aiuto, 2) in caso affermativo, di che entità fosse tale aiuto, 3) chi fosse il beneficiario dell'aiuto eventuale.
Per quanto concerne il primo punto, la risposta della Commissione è stata affermativa. Il prezzo medio delle azioni BV nel novembre-dicembre 1991, periodo in cui hanno avuto luogo le principali operazioni, era di circa 80 DEM. Questo prezzo già include la ripercussione negativa sul corso che ha di regola l'emissione di nuove azioni, che era già stata deliberata dall'assemblea degli azionisti di BV il 17 ottobre 1991. Il prezzo di emissione delle nuove azioni è infatti abitualmente fissato al di sotto del corso di mercato per evitare un insufficiente collocamento dell'emissione. Pertanto la Commissione ha concluso che il prezzo di 80 DEM per azione è il prezzo massimo che avrebbe potuto essere chiesto in caso di offerta pubblica. Questa valutazione è confermata dalla disponibilità delle banche di assorbire allo scadere dell'apertura di credito le azioni invendute al prezzo di 80 DEM per azione.
È evidente che, a un prezzo di mercato di 80 DEM per ogni azione BV, come accertato dalla Commissione, BV non avrebbe potuto acquisire la partecipazione a KAE. 2,8 Mio di azioni equivalgono a 224 Mio di DEM e non a 350 Mio di DEM (il prezzo per l'acquisto del 74,9 % di KAE). HIBEG, detenuta al 100 % dal Land Bremen e perciò impresa pubblica, ha potuto offrire 350 Mio di DEM contro le nuove azioni BV grazie al fatto che il Land Bremen ha prestato garanzia per la differenza di 126 Mio di DEM. Questi 126 Mio di DEM rappresentano esattamente la differenza tra 350 Mio di DEM (il finanziamento totale) e 224 Mio di DEM (il valore delle azioni al prezzo di mercato di 80 DEM per azione). La Commissione pertanto non può condividere l'assunto secondo cui il ruolo di HIBEG si configurerebbe come il comportamento normale di un operatore sul mercato essendo, come sostiene la Germania, la quotazione di borsa di un'azione BV nel 1990 mediamente pari a 130,8 DEM, con un punta al 1° giugno 1990 di 170,5 DEM, scesa poi alla fine del 1991 in conseguenza della generale contrazione dei corsi causata dalla guerra del Golfo.
Per quanto riguarda il secondo punto relativo alla quantificazione dell'aiuto nel caso in oggetto, la Commissione ha basato la sua valutazione sui medesimi fatti. A un prezzo di mercato di 80 DEM per azione, le nuove azioni BV valgono 224 Mio di DEM. La differenza tra questo valore e il prezzo concordato di 350 Mio di DEM per l'acquisto di KAE, ossia 126 Mio di DEM, non è attribubile a ragioni di mercato, come si è visto. Pertanto, l'intera differenza, pari alla garanzia totale, deve essere considerata un aiuto.
All'epoca dell'avvio della procedura non è stato possibile dare una risposta al terzo punto, relativo al beneficiario dell'aiuto, che implica un giudizio sul prezzo effettivo di mercato di KAE. Nell'ipotesi che il 74,9 % di KAE valga soltanto 224 Mio di DEM, Krupp sarebbe beneficiaria della totalità dell'aiuto. Se invece il prezzo di 350 Mio di DEM per il 74,9 % di KAE è considerato economicamente valido, il beneficiario della totalità dell'aiuto è BV, tramite HIBEG, che può procedere all'acquisizione del 74,9 % di KAE. Qualora il valore di mercato effettivo del 74,9 % di KAE si situi tra questi due valori, l'aiuto si ripartirebbe tra BV e Krupp.
Per quanto riguarda il richiamo della Germania alle Bürgschaftsrichtlinien del Land Bremen (cfr. punto II) la Commissione non può condividere l'affermazione secondo cui la garanzia sarebbe conforme alle prescrizioni di tale regime che è stato approvato. Infatti, non soltanto la forma della garanzia («responsabilità solidale» anziché «sussidiaria») non corrisponde al regime autorizzato, ma la Commissione contesta anche, in base ai fatti, che vi sia una correlazione normale tra il rendimento dell'investimento nella GbR e i fondi necessari al servizio del debito, come richiesto dal regime di garanzia. Inoltre, il regime di garanzia del Land Bremen prevede la consegna di titoli a titolo cauzionale e il pagamento di una commissione pari allo 0,5 % della garanzia al momento della sua concessione e di una commissione annua dello 0,5 %. Ora, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, questi due obblighi non risultano adempiuti. Il caso in esame non appare pertanto conforme ai requisiti prescritti dal regime di garanzia autorizzato; inoltre, come prescritto nelle lettere della Commissione SG(89) D/4328 e SG(89) D/12772, la Germania avrebbe dovuto notificare la garanzia prima di concederla, per consentire alla Commissione di esaminarla alla luce degli articoli 92 e 93 del trattato CE.
Sulla base di quanto precede la Commissione ha deciso di avviare la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, onde esaminare la garanzia di 126 Mio di DEM presentata dal Land Bremen/Freie Hansestadt Bremen per il finanziamento bancario di HIBEG più spese accessorie e interessi, nonché le operazioni effettuate da HIBEG e Krupp nel contesto di GbR e valutarne la compatibilità con il mercato comune.
IV
Dopo la pubblicazione della comunicazione relativa all'avvio del procedimento hanno presentato osservazioni le seguenti parti:
- Bremer Vulkan AG, Bremen,
e
- Fried. Krupp AG, Essen.
BV ha sostenuto di non aver beneficiato di alcun aiuto e ha ribadito la posizione delle autorità tedesche. Anche Fried. Krupp AG ritiene di non aver ricevuto alcun aiuto, essendo il valore del 74,9 % di KAE pari almeno a 350 Mio di DEM e tale stima risulterebbe a suo dire confermata anche da BV, nella lettera di convocazione dell'assemblea degli azionisti per deliberare l'emissione di nuove azioni BV, nonché da una valutazione affidata a due società indipendenti di consulenza e revisione.
Le osservazioni trasmesse dai terzi interessati sono state comunicate dalla Commissione alla Germania con lettera del 16 settembre 1992, per consentire al governo tedesco di replicare.
V
La Germania ha reagito all'avvio del procedimento con lettera del 1° luglio 1992 e replicato alle osservazioni dei terzi con lettera del 15 ottobre 1992. Con lettera IV.E. 5 D/09810 del 23 novembre 1992 la Commissione ha richiesto informazioni supplementari. La risposta della Germania è dell'8 gennaio 1993. Il contenuto della lettera può essere così sintetizzato:
1) Le autorità tedesche contestano che il valore delle azioni BV sia stato o sia di 80 DEM per azione, quantunque tale fosse la quotazione di borsa alla fine del 1991. Secondo loro, la quotazione di borsa non rispecchia la situazione specifica della società, bensì è l'espressione dell'andamento generale, nazionale e internazionale dell'economia. Il prezzo delle nuove azioni emesse non doveva pertanto essere basato sulla quotazione effettiva del mercato azionario bensì su circostanze e sviluppi della situazione sia passati che futuri. Le autorità tedesche valutano il prezzo delle azioni BV pari ad almeno 125 DEM per azione, per i seguenti motivi:
a) le banche valutano le azioni ad almeno 125 DEM per azione, come è dimostrato dal fatto che di solito il credito concesso è pari soltanto al 50/60 % del valore dei titoli offerti in garanzia. Solo per la parte di credito superiore al 50/60 % le banche hanno richiesto una garanzia supplementare, che è stata prestata dal Land Bremen sotto forma di fideiussione.
Anche il fatto che le banche fossero disposte ad acquistare le azioni BV al prezzo di 80 DEM per azione alla scadenza del prestito conferma, sulla base della predetta regola del 50/60 %, che secondo la loro stima il valore delle azioni di BV era almeno di 125 DEM per azione.
Alla richiesta della Commissione di fornirle le analisi o le relazioni delle banche che contengono tale valutazione, le autorità tedesche hanno risposto di non poter fornire tali documenti, non avendovi accesso;
b) il prezzo delle azioni BV è stato in media di 130,8 DEM per azione nel 1990 e ha persino toccato i 170,5 DEM il 1° giugno 1990. In seguito il prezzo è sceso a causa della guerra del Golfo e della recessione economica, eventi che non potevano essere previsti all'epoca dell'operazione;
c) dall'integrazione di KAE nel gruppo BV sarebbero derivati effetti di sinergia;
d) per un investitore un cospicuo pacchetto azionario (2,8 Mio di azioni corrispondono al 20 % circa di tutte le azioni BV) può avere un plusvalore rispetto al corso della singola azione;
e) nel bilancio di GbR, certificato da due esperti contabili e consulenti fiscali indipendenti, i 2,8 Mio di azioni BV valgono 350 Mio di DEM;
f) la data di riferimento della valutazione delle azioni è il 12 luglio 1991, data in cui le parti hanno sottoscritto un memorandum d'intesa che sarebbe divenuto esecutivo solo quando fosse stato approvato dai rispettivi organi direttivi delle parti; esso prevedeva un aumento di capitale di BV per 2,8 Mio di nuove azioni che sarebbero state sottoscritte da Krupp. In cambio dell'acquisto di tali azioni, Krupp doveva trasferire a BV la sua partecipazione in KAE pari al 74,9 % del capitale. Le due parti dell'accordo ritenevano che le rispettive prestazioni avessero un valore di 350 Mio di DEM ciascuna, il che significa una valutazione di 125 DEM per ogni azioni BV di nuova emissione.
2) Per quanto concerne il valore del 74,9 % di KAE, la Germania cita valutazioni accurate eseguite da due società indipendenti di revisione su richiesta di Krupp e BV all'epoca dell'operazione. Secondo tali valutazione il valore della partecipazione a KAE è di 350 Mio di DEM.
3) Per quanto concerne la questione se la garanzia soddisfi i requisiti delle Bürgschaftsrichtlinien del Land Bremen, la Germania ha dichiarato che tali direttive richiedono in linea di principio la prestazione («grundsätzlich») di garanzia sussidiaria. Ciò significa che esse non escludono la prestazione di garanzia solidale. Nel caso di HIBEG che è un'impresa pubblica, una garanzia sussidiaria, subordinata all'eventuale accertamento di uno stato di insolvenza, non è adeguata dal punto di vista economico.
Per quanto concerne la questione se il rendimento dell'investimento fosse, in condizioni normali, sufficiente a pagare il servizio del debito, la Germania ha risposto che ciò dipendeva dal valore attribuito alle azioni BV citando in proposito le argomentazioni riportate in precedenza (cfr. punto 1).
Per quanto concerne le garanzie e le commissioni previste dalle Bürgschaftsrichtlinien, la Germania ha risposto che esse non sono necessarie essendo HIBEG di proprietà dello Stato. Le commissioni darebbero soltanto luogo a una partita di giro («Umbuchung»). Per quanto concerne l'obbligo di notificazione prima di fornire la garanzia, la Germania ha comunicato che la notificazione era stata effettuata il 17 dicembre 1991 e che la garanzia era divenuta effettiva soltanto a fine dicembre, contestualmente all'accordo di concessione del credito.
4) Con lettere del 20 gennaio, 20 maggio e 23 novembre 1992, la Commissione ha chiesto informazioni circa l'assetto proprietario, privato e pubblico, di BV. La Germania ha risposto che HIBEG, all'epoca dell'operazione, aveva una partecipazione a BV dello 0,08 % e il Land Bremen non deteneva altre quote.
VI
In sede di valutazione finale occorre anzitutto stabilire se si sia o no in presenza di un aiuto. La risposta della Commissione, in linea con le motivazioni che l'hanno indotta ad avviare la procedura (cfr. punto III), è affermativa. Il prezzo medio delle azioni BV nel novembre-dicembre 1991, cioè al momento delle operazioni più importanti, era di circa 80 DEM per azione (84,94 DEM nel novembre e 75,43 DEM nel dicembre). Secondo la Commissione il prezzo delle azioni sul mercato azionario riflette la situazione della società, seppure nel contesto delle tendenze generali nazionali e internazionali. Il corso di borsa rappresenta una vera e propria valutazione del valore delle azioni da parte del mercato giacché riflette il punto di equilibrio tra domanda e offerta in un contesto assolutamente aperto e trasparente. Il prezzo delle azioni di nuova emissione è abitualmente fissato al di sotto del prezzo di mercato per evitarne il mancato collocamento. (Questa situazione non va confusa con quella di un'offerta pubblica di acquisto in cui è frequente che la società offerente proponga un sovrapprezzo rispetto al corso delle azioni). Ciò significa pertanto che, essendo il corso di borsa di circa 80 DEM, il prezzo di emissione avrebbe dovuto essere inferiore a 80 DEM per azione. La Commissione conclude quindi che 80 DEM per azione è il prezzo massimo che avrebbe potuto essere chiesto in un'emissione sul mercato.
Le ragioni addotte dalle autorità tedesche per giustificare un valore delle azioni BV a 125 DEM per azione, cioè considerevolmente più elevato (cfr. punto V), non possono essere accolte. L'operazione al prezzo di 125 DEM per azione ha potuto svolgersi soltanto grazie alla garanzia che ha coperto la differenza tra 125 e 80 DEM per azione. Le autorità tedesche non sono state in grado di fornire analisi o relazioni di banche che avallassero una valutazione così alta. Il fatto che il prezzo delle azioni fosse stato nel 1990 in media di 130,8 DEM non può far perdere di vista la circostanza che il medesimo prezzo si era mantenuto persistente al di sotto di 100 DEM fin dal 1981, ad eccezione dei periodi coincidenti con la fine del 1985 sino al 1986 e l'inizio del 1989 sino alla fine del 1990.
La Commissione non condivide la tesi secondo cui la data di riferimento della valutazione delle azioni sarebbe stata il 12 luglio 1991, data in cui è stato sottoscritto il memorandum d'intesa tra BV e KAE, che non era un documento vincolante. La data che conta è quella in cui sono stati sottoscritti gli accordi vincolanti. Il valore delle azioni all'epoca degli accordi vincolanti riflette tutte le previsioni economiche per quanto riguarda i profitti futuri. Quindi il prezzo delle azioni all'epoca di tali accordi è il valore effettivo (di mercato) da prendere in considerazione mentre il valore delle azioni nel passato è semplicemente irrilevante.
La Commissione non condivide neppure l'affermazione secondo cui la valutazione di 125 DEM per azione sarebbe stata fondata sulla conoscenza che le parti avevano di fatti interni all'impresa non noti al mercato, per esempio per quanto riguarda i probabili effetti di sinergia. In primo luogo, è inconcepibile che tali effetti potessero compensare la differenza tra 80 DEM e 125 DEM. In secondo luogo, esistono analisti di mercato o di settore e grandi investitori che hanno di norma le stesse conoscenze o sono comunque in grado di acquisirle molto rapidamente e di informarne gli operatori interessati. Se informazioni interne di questo tipo fossero esistite nella fattispecie, si deve presumere che HIBEG le avrebbe divulgate al fine di vendere le azioni al prezzo di 125 DEM. Sarebbe stata prevedibile una rapida reazione positiva del mercato, nel caso in cui si fossero verificate sinergie rilevanti o altri effetti positivi. Comunque si è verificato il contrario.
Considerato a posteriori, l'andamento effettivo del prezzo delle azioni BV contraddice gli argomenti opposti dalla Germania, poiché il prezzo delle azioni BV sul mercato azionario ha oscillato nel 1992, 1993 e 1994 a un livello molto inferiore a 125 DEM. Da settembre alla fine di dicembre 1991 la quotazione delle azioni BV ha continuato a scendere (73,50 DEM al 30 dicembre 1991). Nel 1992 il prezzo ha oscillato al di sotto di 98 DEM ed è caduto a 68 DEM il 30 dicembre. Nel 1993 il prezzo non ha superato i 100,80 DEM (20 ottobre) e nel 1994 ha toccato un massimo di 106,50 DEM il 5 gennaio. HIBEG ha affermato di aver venduto a fine febbraio 1994 tutte le sue azioni BV a un prezzo medio di 97,18 DEM per azione. Di fatto BV è stata posta in liquidazione all'inizio del 1996.
Per quanto concerne l'argomentazione tedesca fondata sulla maggiore attrattività per un investitore di un cospicuo pacchetto azionario rispetto al corso della singola azione, è difficile accettarla come giustificazione di una differenza di prezzo per azione dell'ordine di 45 DEM. Occorre inoltre considerare che l'emissione di nuove azioni rischia di avere effetti depressivi sui corsi.
È inoltre del tutto evidente nella fattispecie che Krupp non aveva l'intenzione di vendere KAE in contropartita dei 2,8 milioni di azioni. Krupp voleva contanti e per tale motivo si è rivolta al Land Bremen. Attraverso il suo braccio finanziario HIBEG, la città/Land Bremen era disposta ad acquistare i 2,8 milioni di azioni per un equivalente di 350 milioni di DEM e ad assumersi il rischio di vendere le azioni per rifondere il prestito di 350 milioni di DEM ottenuto da HIBEG.
Quanto alla certificazione del bilancio della GbR da parte di due consulenti contabili/fiscali, va osservato che in generale in sede di compilazione del bilancio di apertura i contabili devono applicare il principio prudenziale (Vorsichtsprinzip), che implica una valutazione di ciascun cespite al valore più basso possibile. Se esiste un valore di mercato, ad esempio il corso di borsa, è a tale valore che ci si deve riferire. Ma se, come nel caso delle azioni BV, vi è un prezzo recentemente stabilito diverso dal prezzo del mercato azionario, i revisori contabili possono tenere conto di tale prezzo per la loro valutazione. Essi si sono così basati unicamente sul prezzo di 350 Mio di DEM pagato per il pacchetto di 2,8 Mio di azioni BV, prezzo stabilito da Krupp e Bremer Vulkan in collaborazione con l'esecutivo del Land Bremen tramite HIBEG e il consorzio di banche, cosicché la valutazione predetta non può essere definita indipendente, ma dà semplicemente riscontro alla valutazione delle stesse parti.
È ovvio che al prezzo di mercato delle nuove azioni all'epoca delle principali operazioni, pari a 80 DEM, come determinato dalla Commissione, BV non avrebbe potuto acquistare KAE. HIBEG poteva allora intervenire a favore di BV concordando con Krupp l'operazione GbR descritta in precedenza (cfr. punto II), perché il rischio era coperto dalla garanzia per 126 Mio di DEM più spese accessorie e interessi. Questi 126 Mio di DEM rappresentano esattamente la differenza tra 350 Mio di DEM (importo totale del credito e prezzo pagato per l'acquisizione del 74,9 % di KAE) e 224 Mio di DEM (valore dei 2,8 Mio di azioni BV al prezzo di 80 DEM per azione). La Commissione non può pertanto condividere l'assunto secondo cui il ruolo di HIBEG sarebbe normale e rispondente alle regole di mercato. Come in casi precedenti, HIBEG interviene come strumento del Land Bremen a sostegno di una società, BV, i cui azionisti, nonostante reiterate indagini, rimangono sconosciuti alla Commissione. In un caso precedente HIBEG si era assunta l'onere di garantire l'emissione di azioni BV nel 1987 per finanziarne le attività di costruzione navale. La garanzia di acquisto delle nuove azioni non collocate non è stata ritenuta una normale garanzia bensì un aiuto pari all'importo della differenza tra il prezzo garantito e il valore reale delle azioni sul mercato azionario. Nella loro lettera del 16 ottobre 1990 le autorità tedesche non hanno contestato né il fatto che l'aiuto fosse stato autorizzato nei limiti del massimale previsto dalla direttiva 87/167/CEE del Consiglio, del 26 gennaio 1987, concernente gli aiuti alla costruzione navale (6) (sesta direttiva sugli aiuti alla costruzione navale).
Le considerazioni che precedono consentono anche di stabilire quale sia l'entità dell'aiuto nella fattispecie. Come la Commissione aveva già rilevato all'avvio della procedura, esso è pari all'intero importo garantito. Sulla base di un prezzo di mercato di 80 DEM per azione, i 2,8 Mio di azioni BV valgono 224 Mio di DEM. La differenza rispetto al prezzo pagato per KAE, cioè 350 Mio di DEM, non è economicamente fondata. Pertanto questa differenza pari alla garanzia totale si configura come un aiuto. HIBEG ha potuto pagare 350 Mio di DEM, contro azioni BV che non valevano più di 224 Mio di DEM, solo grazie alla copertura fornita dalla garanzia.
Per quanto concerne l'identificazione del beneficiario dell'aiuto, la risposta della Germania relativamente al valore del 74,9 % di KAE conferma l'ipotesi che 350 Mio di DEM, concordati tra due parti in posizione paritaria sul mercato, riflettono il reale valore di mercato del 74,9 % di KAE. La Commissione ritiene che ciò sia confermato dall'affermazione tedesca che il valore del 74,9 % di KAE è stato quantificato in 350 Mio di DEM da due società di revisione indipendenti (cfr. punto V).
Ciò significa che il destinatario finale dell'aiuto è BV. L'insieme delle operazioni e l'aiuto in oggetto hanno consentito a quest'impresa di acquistare il 74,9 % di KAE di valore pari a 350 Mio di DEM non in contanti bensì contro acquisizione di 2,8 Mio di azioni BV del valore di 224 Mio di DEM. Secondo lo schema negoziale scelto dalle parti, l'aiuto è erogato da HIBEG, subordinatamente al buon fine dell'operazione tra BV e Krupp, in contanti. In proposito è importante notare come le autorità tedesche abbiano sostenuto nelle diverse lettere che l'intera operazione aveva per obiettivo la diversificazione di BV tramite l'acquisto di KAE. Sebbene sia Krupp ad aver ricevuto il pagamento in contanti direttamente da HIBEG, in conformità degli accordi di costituzione di GbR, è BV che migliora effettivamente la propria posizione finanziaria grazie al contributo di HIBEG e alla garanzia pubblica sottostante e va pertanto considerata il beneficiario finale dell'aiuto.
Per quanto concerne l'assetto proprietario di BV, la riluttanza o l'incapacità del governo tedesco di fornire informazioni complete in materia non consente alla Commissione di stabilire perché nella fattispecie siano state HIBEG (partecipazione dello 0,08 %) e il Land Bremen a dover fornire il finanziamento anziché gli azionisti della società.
Per quanto concerne la questione se la garanzia sia conforme alle Bürgschaftsrichtlinien del Land Bremen/Freie Hansestadt Bremen, la Commissione respinge la risposta del governo tedesco. È discutibile se le Bürgschaftsrichtlinien, nel testo notificato alla Commissione con lettera del 31 luglio 1991, consentano l'assunzione di fideiussione in solido anziché sussidiaria. L'articolo 2, paragrafo 1, di tali direttive dispone: «Die Bürgschaften werden grundsätzlich gegenüber Kreditinstituten im Sinne von § 1 des Gesetzes über das Kreditwesen als Ausfallbürgschaften übernommen» («le garanzie sono di norma prestate sotto forma di fideiussione sussidiaria in caso di inadempimento del debitore principale nei confronti degli enti creditizi di cui all'articolo 1 della legge bancaria»). Quanto al deposito dei titoli e alle commissioni previsti dalla Richtlinie, è chiaro che la mancata applicazione a HIBEG non è conforme al testo autorizzato dalla Commissione. Il fatto che HIBEG non fosse tenuta a consegnare titoli né a corrispondere commissioni si configura già di per sé come un aiuto. I costi della garanzia avrebbero invece dovuto incidere sull'operazione tra Krupp e HIBEG. Di conseguenza, la garanzia avrebbe dovuto essere notificata come chiesto dalla Commissione [lettere SG(89) D/4328 del 5 aprile 1989 e SG(89) D/12772 del 12 ottobre 1989] prima di essere concessa e non, come hanno fatto le autorità tedesche, prima di divenire «operativa».
La Commissione ha verificato altresì se fosse necessario valutare l'aiuto alla luce della settima direttiva del Consiglio concernente gli aiuti alla costruzione navale. Come si evince dalla relazione annuale di BV del 1991, le attività di costruzione navale rappresentano il 42,4 % dei risultati complessivi di BV del 1991. È quindi lecito chiedersi se la costruzione navale si possa considerare o meno l'attività principale di BV. Inoltre, il fatto che BV possedesse cantieri navali non significa che l'aiuto ricevuto da BV debba essere esaminato necessariamente alla luce della settima direttiva. Si tratta di stabilire quale attività di BV si sia avvantaggiata dell'aiuto. Solo se l'aiuto fosse stato erogato esclusivamente a favore delle attività di costruzione navale, si potrebbe sostenere che nella fattispecie è applicabile solo la settima direttiva sugli aiuti alla costruzione navale (per costruzione navale ai sensi della direttiva si intende la costruzione di navi a scafo metallico). La Commissione conclude pertanto che l'acquisizione di KAE da parte di BV non rientra nell'ambito di applicazione della settima direttiva sugli aiuti alla costruzione navale.
VII
Le autorità tedesche hanno omesso di notificare l'aiuto in via preventiva, come prescrive l'articolo 93, paragrafo 3, del trattato e lo hanno invece notificato soltanto dopo che la garanzia era già stata concessa e dopo la cessione del 74,9 % di KAE intervenuta fra BV e Krupp e la costituzione di una GbR da parte di HIBEG e Krupp.
Non avendo le autorità tedesche notificato l'aiuto prima di concederlo, come avrebbero dovuto in forza dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato, la Commissione non ha potuto pronunciarsi prima dell'esecuzione dell'operazione. A norma del diritto comunitario l'aiuto era pertanto illegittimo alla data della sua concessione.
VIII
All'epoca delle operazioni in questione (in un secondo tempo KAE è stata incorporata in una controllata di BV, STN che a sua volta è stata acquistata da un consorzio facente capo a Rheinmetall), KAE era attiva soprattutto nei settori dell'elettronica per la navigazione marittima e la difesa (tecniche di sondaggio ultrasonico, elaborazione segnali e dati). Trattasi di settori in cui esiste concorrenza tra i produttori comunitari e i relativi prodotti sono oggetto di scambi tra gli Stati membri.
Dalla relazione di (K)AE relativa all'esercizio 1991 (la ragione sociale KAE è stata modificata in AE dopo la sua acquisizione ad opera di BV), risulta che l'impresa ha realizzato parte del suo fatturato in altri paesi della Comunità. Sui 689 milioni di fatturato del 1991, 45 Mio di DEM corrispondono alle esportazioni verso altri paesi CE. Per il 1990 tali valori ammontano rispettivamente a 578 Mio di DEM e a 30 Mio di DEM. Con 3 242 dipendenti nel 1990, KAE ha realizzato nel periodo 1986-1990 profitti compresi tra gli 11 e 20,2 milioni di DEM.
Nel settore dell'elettronica per la navigazione marittima e la difesa, KAE opera in un certo numero di mercati specializzati, nei quali esistono effettivamente scambi intracomunitari, come risulta dai dati della seguente tabella:
SPAZIO PER TABELLA
Nella convocazione dell'assemblea degli azionisti di BV, del 17 ottobre 1991, il consiglio di amministrazione ha espresso chiaramente la speranza di riuscire a rafforzare nel lungo periodo, grazie all'acquisizione di KAE, la competitività internazionale della controllata STN, operante nel settore dell'elettronica marittima. Il consiglio di amministrazione di BV ha anche fatto cenno ad una prevista rapida realizzazione di effetti di sinergia in conseguenza della fusione di KAE e STN. Il vero scopo dell'acquisto del 74,9 % di KAE era chiaramente quello di migliorare la competitività di BV nel settore dell'elettronica per la navigazione marittima e la difesa. Inoltre l'aiuto ha consentito a BV di rafforzare la propria posizione in tale settore senza dover sopportare l'intero costo dell'operazione. Per effetto dell'acquisizione di KAE, si prevedeva che il fatturato dell'elettronica e della progettazione di sistemi aumentasse fino a rappresentare il 55-60 % del fatturato totale del gruppo BV. Il settore era caratterizzato da un'intensa concorrenza. Secondo i dati disponibili all'epoca dell'acquisizione, nel solo comparto elettronica per la difesa operavano oltre 40 società, con un volume d'affari superiore a 30 milioni di ECU.
Di conseguenza gli aiuti che le autorità tedesche hanno concesso a BV e a HIBEG incidono sugli scambi tra Stati membri e alterano la concorrenza tra i produttori di elettronica per la navigazione marittima e la difesa ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CE.
IX
L'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CE stabilisce il principio che gli aiuti aventi le caratteristiche in esso specificate sono incompatibili con il mercato comune. Per quanto concerne le deroghe a tale principio, quelle previste dall'articolo 92, paragrafo 2, del trattato CE non si applicano al caso in oggetto, visti la natura e gli obiettivi dell'aiuto; esso non ha infatti alcun carattere sociale, non ovvia a danni provocati da calamità naturali, né è concesso all'economia di una regione della Repubblica federale di Germania che risente della divisione della Germania.
Per quanto riguarda la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), l'aiuto non appare finalizzato a favorire lo sviluppo economico di una regione in cui il tenore di vita sia anormalmente basso oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione, né vi è stato da parte delle autorità tedesche un tentativo di motivare l'aiuto con tali argomentazioni.
Quanto alla deroga prevista dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), è evidente che l'aiuto non è destinato a promuovere un progetto di comune interesse europeo e a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia tedesca, né la Germania ha invocato questi motivi a giustificazione dell'aiuto.
Per quanto riguarda la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato, per gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune, la Commissione ha esaminato sotto il profilo settoriale e regionale l'aiuto in oggetto. Sotto entrambi gli aspetti è importante notare che l'aiuto concesso a BV è un aiuto agli investimenti volto a consentire a tale impresa di acquistare una società già esistente (KAE) e non a realizzare nuovi impianti di produzione o creare nuovi posti di lavoro. Nelle considerazioni svolte nella parte VIII è indicato chiaramente che vi è concorrenza tra gli Stati membri per quanto riguarda i prodotti di cui trattasi. In relazione all'aspetto settoriale, il comparto che rileva è quello in cui è attuato l'investimento. Nella fattispecie si tratta del settore dell'elettronica, nel quale opera KAE.
Non esistendo a livello comunitario motivi di ordine settoriale che giustifichino l'aiuto in oggetto, si deve ritenere che esso incida sulle condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune. L'aiuto in oggetto permetterebbe a BV di trarre dalla gestione di KAE vantaggi ingiustificati rispetto ai suoi concorrenti che non hanno beneficiato e non beneficeranno di simili aiuti. La Germania non ha tentato di giustificare l'aiuto neppure adducendo motivazioni di questo ordine. Sotto il profilo regionale, Brema fa parte di un'area che può beneficiare di aiuti a livello nazionale («Gemeinschaftsaufgabe: Verbesserung der regionalen Wirtschaftsstruktur», Azione comune di miglioramento della struttura economica regionale) e comunitario («Regione dell'obiettivo 2»). Tuttavia l'aiuto in oggetto non è stato concesso, come prescritto, come parte di un regime regionale autorizzato, bensì come un aiuto all'investimento ad hoc. Inoltre l'acquisto di una società esistente (o di parte di una società esistente) non può essere considerato un investimento avente le caratteristiche per poter beneficiare di un aiuto ai sensi del citato regime «Gemeinschaftsaufgabe» giacché esso non crea posti di lavoro, né la Germania ha fornito prove o elementi da cui risulti che KAE sarebbe stata costretta a chiudere se non fosse stata venduta a BV. Di conseguenza, l'aiuto non può essere fondato sulle finalità regionali di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE. Inoltre, la Germania non ha notificato l'aiuto come aiuto regionale né tentato di giustificarlo sulla base della situazione economica regionale.
X
In conclusione, gli aiuti concessi dalla Freie Hansestadt Bremen/Land Bremen a BV tramite HIBEG non sono compatibili con il mercato comune poiché sono stati concessi illegittimamente in violazione dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CE e non possono beneficiare delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafi 2 e 3.
L'aiuto va dunque revocato e rimborsato, in conformità alla sentenza della Corte di giustizia nella causa C-301/87, Francia contro Commissione (Boussac) (punto 22 della motivazione) (7),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto di 126 Mio di DEM di cui ha beneficiato Bremer Vulkan AG nel contesto dell'acquisizione del 74,9 % del capitale di Krupp Atlas Elektronik GmbH tramite Hanseatische Industrie-Beteiligungen GmbH è illegittimo in quanto concesso in violazione delle disposizioni procedurali di cui all'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CE. Inoltre l'aiuto è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CE, giacché non sussistono i presupposti per l'applicazione delle deroghe di cui ai paragrafi 2 e 3 del medesimo.
Articolo 2
1. La Germania provvede affinché l'aiuto di 126 milioni di DEM a favore di Bremer Vulkan AG di cui all'articolo 1, paragrafo 1, venga recuperato interamente e versato a Hanseatische Industrie-Beteiligungen GmbH entro due mesi dalla notificazione della presente decisione.
2. La Germania provvede a recuperare l'importo dell'aiuto di cui all'articolo 1 in conformità alle norme e procedure previste dalla legislazione nazionale tedesca, in particolare in materia di interessi di mora sui crediti dello Stato, decorrenti dalla data di concessione dell'aiuto illegittimo.
3. Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione la Germania informa la Commissione dei provvedimenti adottati per conformarvisi.
Articolo 3
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 25 febbraio 1998.

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