Document ID: 31994L0058

DIRETTIVA 94/58/CE DEL CONSIGLIO del 22 novembre 1994 concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 84, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
deliberando conformemente alla procedura di cui all'articolo 189 C del trattato (3),
considerando che, nelle conclusioni del 25 gennaio 1993 sulla sicurezza marittima e la prevenzione dell'inquinamento marino nella Comunità, il Consiglio ha rilevato quanto sia importante l'elemento umano per un sicuro funzionamento delle navi;
considerando che, nella risoluzione dell'8 giugno 1993 per una politica comune della sicurezza dei mari (4), il Consiglio si è prefisso la scomparsa degli equipaggi non conformi alle norme e ha considerato prioritaria l'azione comunitaria volta a potenziare la formazione e l'istruzione grazie alla definizione di norme comuni per un livello minimo di formazione dei membri chiave dell'equipaggio, compreso il problema di una lingua comune a bordo delle navi comunitarie;
considerando che le norme per il rilascio di diplomi, brevetti e certificati di qualifica professionale della gente di mare differiscono da uno Stato membro all'altro e che tale diversità tra le normative nazionali in materia di formazione nel settore coperto dalla presente direttiva non garantisce sempre una formazione adeguata per rispondere alle esigenze della sicurezza marittima;
considerando che le direttive del Consiglio 89/48/CEE (5) e 92/51/CEE (6) relative ai sistemi generali di riconoscimento dei diplomi e delle formazioni professionali si applicano alle professioni marittime interessate dalla presente direttiva e contribuiscono a facilitare il rispetto degli obblighi del trattato per quanto riguarda l'abolizione tra gli Stati membri degli ostacoli alla libera circolazione delle persone e dei servizi;
considerando che il riconoscimento reciproco dei diplomi e dei certificati, come stabilito dalle direttive sui sistemi generali, non garantisce sempre una formazione armonizzata per tutta la gente di mare che opera a bordo delle varie navi che battono bandiera di uno Stato membro, incluse le navi iscritte nel registro Euros, non appena quest'ultimo sarà stato approvato dal Consiglio; che ciò è tuttavia essenziale dal punto di vista della sicurezza dei trasporti marittimi;
considerando che è pertanto necessario stabilire un livello minimo di formazione della gente di mare nella Comunità; che è opportuno che l'azione in tale settore si basi su norme in materia di formazione già approvate a livello internazionale, segnatamente sulla convenzione IMO del 1978 sulle norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio dei brevetti e alla guardia (convenzione STCW); che tutti gli Stati membri sono parti contraenti di tale convenzione;
considerando che la modifica della convenzione STCW del 22 maggio 1991 [risoluzione MSC 21 (59)] introduce la funzione di radiooperatore allo scopo di conformarsi alle prescrizioni GMDSS-requirements;
considerando che, per rafforzare la sicurezza dei mari ed evitare la perdita di vite umane e l'inquinamento marino, è opportuno migliorare la comunicazione fra i membri dell'equipaggio a bordo delle navi che navigano nelle acque comunitarie;
considerando che i membri dell'equipaggio a bordo delle navi passeggeri incaricati di assistere i passeggeri in situazioni di emergenza devono poter comunicare con i passeggeri; che, in questo contesto, devono essere prese in considerazione tutte le pertinenti disposizioni della risoluzione IMO A.770(18) sui requisiti minimi di formazione per i membri dell'equipaggio a bordo delle navi passeggeri incaricati di assistere i passeggeri in situazioni di emergenza;
considerando che gli equipaggi che svolgono le loro mansioni a bordo di navi cisterna che trasportano prodotti nocivi o carichi inquinanti dovrebbero essere in grado di prevenire efficacemente incidenti e affrontare situazioni di emergenza; che è pertanto assolutamente primordiale creare un adeguato collegamento ai fini della comunicazione tra il capitano, gli ufficiali e i marinai conformemente alle disposizioni di cui all'articolo 8;
considerando che l'articolo 8, punto 3 è reso necessario dal fatto che le pertinenti norme, da definirsi mediante modifica della convenzione STCW del 1978, non sono ancora state approvate in sede di IMO;
considerando che devono essere adottate misure per garantire che la competenza della gente di mare in possesso di certificati rilasciati da paesi terzi corrisponda al livello richiesto dalla convenzione STCW;
considerando che, per conseguire tale obiettivo, dovrebbero essere definiti criteri comuni per il riconoscimento dei certificati esteri nella Comunità; che a tal fine il Consiglio dovrebbe decidere in merito a siffatti criteri deliberando conformemente alle disposizioni del trattato;
considerando che occorre istituire un comitato con il compito di assistere la Commissione nell'esecuzione dei compiti relativi all'attività di riconoscimento dei certificati rilasciati da istituti di formazione o amministrazioni di paesi terzi;
considerando che è necessario adottare provvedimenti per consentire alla gente di mare in servizio a bordo di navi battenti bandiera di uno Stato membro, incluse le navi iscritte nel registro Euros, non appena tale registro sarà stato approvato dal Consiglio, e in possesso di certificati non rilasciati in conformità della presente direttiva di continuare la loro attività per un periodo transitorio fino all'adozione dei criteri comuni e successivamente;
considerando che gli Stati membri, in qualità di autorità portuali, sono tenuti a rafforzare la sicurezza e la prevenzione dell'inquinamento nelle acque comunitarie controllando prioritariamente le navi battenti bandiera dei paesi terzi che non hanno ratificato la convenzione STCW o i cui equipaggi sono in possesso di certificati non riconosciuti ai sensi della presente direttiva, garantendo al riguardo che le navi battenti bandiera di uno Stato terzo non beneficino di un trattamento più favorevole;
considerando che è necessario prevedere procedure per adeguare la direttiva ai cambiamenti delle convenzioni e dei codici internazionali,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
La presente direttiva si applica alla gente di mare di cui alla presente direttiva che presta servizio a bordo di navi marittime battenti bandiera di uno Stato membro ad eccezione:
- delle navi da guerra, navi da guerra ausiliarie o altre navi appartenenti ad uno Stato membro o gestite da uno Stato membro esclusivamente a fini governativi e non commerciali;
- delle navi da pesca;
- delle imbarcazioni da diporto che non effettuano alcun traffico commerciale;
- delle imbarcazioni di legno di costruzione rudimentale.
Articolo 2
Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché i comandanti, gli ufficiali, i marinai facenti parte di una guardia in navigazione, i marinai facenti parte di una guardia in macchina, gli addetti qualificati alle imbarcazioni e alle zattere di salvataggio che svolgono le loro mansioni a bordo di una nave di cui all'articolo 1 ricevano una formazione almeno conforme ai requisiti della convenzione STCW, riportati nell'allegato della presente direttiva, e siano titolari del certificato definito nell'articolo 3.
Articolo 3
Un certificato è qualsiasi documento valido, a prescindere dalla denominazione con la quale sia noto, rilasciato dall'autorità competente di uno Stato membro o con l'autorizzazione di quest'ultima, abilitante il titolare ad assolvere le funzioni menzionate in detto documento o autorizzate dalle norme nazionali.
Articolo 4
Ai fini della presente direttiva si intende per:
a) «comandante» la persona che ha il comando di una nave;
b) «ufficiale» un membro dell'equipaggio, diverso dal comandante, nominato a tale funzione in forza di leggi o di regolamenti nazionali o, in mancanza di questi, in forza dei contratti collettivi o in base alle consuetudini;
c) «ufficiale di coperta» l'ufficiale qualificato al servizio sul ponte di comando;
d) «primo ufficiale» l'ufficiale di coperta gerarchicamente sotto il comandante e al quale compete il comando della nave qualora il comandante non sia in grado di assicurarlo;
e) «ufficiale di macchina» l'ufficiale qualificato al servizio nel locale macchine;
f) «direttore di macchina» l'ufficiale di macchina principale, responsabile della propulsione meccanica della nave;
g) «primo ufficiale di macchina» l'ufficiale di macchina gerarchicamente sotto il direttore di macchina e che diventa responsabile della propulsione meccanica della nave qualora il direttore di macchina non sia in grado di assicurarla;
h) «allievo ufficiale di macchina» la persona che sta effettuando l'addestramento per diventare ufficiale di macchina, designata come tale dalla legge nazionale o dai regolamenti;
i) «radiooperatore» la persona in possesso del certificato appropriato riguardante il sistema globale di soccorso e sicurezza in mare rilasciato o riconosciuto dall'autorità competente o dall'organismo designati da ciascuno Stato membro ai sensi delle disposizioni dei regolamenti Radio;
j) «marinaio» un membro dell'equipaggio della nave diverso dal comandante o dagli ufficiali;
k) «addetto qualificato alle imbarcazioni e alle zattere di salvataggio» il membro dell'equipaggio della nave in possesso del certificato di idoneità per i mezzi di salvataggio e i battelli di salvataggio rilasciato come documento distinto o incluso nel suo certificato di idoneità;
l) «nave marittima» una nave diversa da quelle che navigano esclusivamente nelle acque interne, nelle acque protette o nelle acque adiacenti alle acque protette o alle zone in cui si applicano i regolamenti portuali;
m) «nave battente bandiera di uno Stato membro» una nave registrata in uno Stato membro e battente bandiera del medesimo Stato membro conformemente alla legislazione di quest'ultimo, incluse le navi iscritte nel registro Euros, non appena quest'ultimo sarà stato approvato dal Consiglio. Le navi che non corrispondono a questa definizione sono equiparate alle navi battenti bandiera di un paese terzo;
n) «viaggi costieri» i viaggi in prossimità di uno Stato membro, come stabilito dallo Stato membro in questione;
o) «potenza di propulsione» la potenza di kW dichiarata nel certificato di iscrizione della nave o altro documento ufficiale;
p) «petroliera» la nave costruita e impiegata per il trasporto di petrolio grezzo e suoi derivati alla rinfusa;
q) «chimichiera» la nave costruita e adibita al trasporto alla rinfusa dei prodotti chimici liquidi elencati nel codice per la costruzione e l'armamento delle navi che trasportano sostanze chimiche pericolose alla rinfusa in vigore al momento dell'adozione della presente direttiva;
r) «gasiera» la nave costruita e adibita al trasporto alla rinfusa dei gas liquefatti elencati nel codice per la costruzione e l'armamento delle navi che trasportano gas liquefatti alla rinfusa in vigore al momento dell'adozione della presente direttiva;
s) «norme Radio» le norme Radio rivedute adottate dalla conferenza amministrativa mondiale delle radiocomunicazioni per il servizio mobile;
t) «nave passeggeri» la nave marittima che trasporta più di dodici passeggeri;
u) «nave da pesca» la nave adibita alla cattura di pesce, balene, foche, trichechi o altre risorse vive del mare;
v) «convenzione STCW» la convenzione internazionale dell'IMO del 1978 recante le norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio dei brevetti e alla guardia, in vigore al momento dell'adozione della presente direttiva.
Articolo 5
La formazione di cui all'articolo 2 è impartita in forma adeguata alle conoscenze teoriche e alle abilità pratiche richieste nell'allegato della presente direttiva, in particolare per quanto concerne l'uso dei dispositivi di salvataggio e per la lotta antincendio, e riconosciute dall'autorità o dall'organismo competente designato da ciascuno Stato membro.
Articolo 6
1. In caso di necessità straordinarie, le autorità competenti possono, se a loro giudizio questo non provoca pregiudizio alle persone, ai beni o all'ambiente, rilasciare una dispensa che permetta ad un determinato appartenente alla gente di mare di prestare servizio su una determinata nave per un periodo stabilito che non superi i 6 mesi in una funzione diversa da quella di radiooperatore, se non con l'eccezione di quanto stabilito dal relativo regolamento Radio, per cui egli non possiede un adeguato certificato, purché la persona a cui è rilasciata la dispensa sia sufficientemente qualificata per occupare il posto vacante in modo sicuro, con soddisfazione delle autorità competenti. Tuttavia le dispense non sono concesse ad un comandante od al direttore di macchina, salvo in caso di forza maggiore e, in questo caso, per il minor tempo possibile.
2. Qualsiasi dispensa concessa per un posto è rilasciata solo ad una persona debitamente abilitata ad occupare il posto immediatamente sottostante. Nei casi in cui non sia prescritta l'abilitazione per il posto sottostante, la dispensa può essere rilasciata ad una persona la cui qualificazione e pratica siano, a giudizio delle autorità competenti, di completa equivalenza ai requisiti per il posto da occupare a patto che, se tale persona non possiede un appropriato certificato, le sia prescritto di superare una prova accettata dalle autorità competenti quale dimostrazione che tale dispensa può essere rilasciata senza correre rischi. Inoltre, le autorità competenti si assicurano che, non appena possibile, il posto in questione sia occupato dal titolare di un appropriato certificato.
Articolo 7
Gli Stati membri designano le autorità o gli organismi che:
- sono in grado di fornire la formazione di cui all'articolo 5;
- organizzano e/o controllano le prove, se del caso. Gli Stati membri provvedono a che tutti gli esaminatori siano debitamente qualificati;
- rilasciano il certificato di idoneità;
- concedono le dispense di cui all'articolo 6.
Articolo 8
Gli Stati membri assicurano che:
1) a bordo di tutte le navi battenti la bandiera di uno Stato membro e di tutte le navi passeggeri provenienti da e/o dirette ad un porto di uno Stato membro siano previsti in qualsiasi momento strumenti idonei ad un'efficace comunicazione orale per scopi di sicurezza fra tutti i membri della compagnia di navigazione, in particolare ai fini di una ricezione e di una comprensione tempestive e corrette delle comunicazioni e delle disposizioni. Inoltre, dovrebbero essere previsti adeguati strumenti per la comunicazione tra la nave e le autorità di terra in una lingua comune o nella lingua di tali autorità;
2) a bordo delle navi passeggeri il personale incaricato nel ruolo d'appello di aiutare i passeggeri in situazioni di emergenza sia facilmente individuabile e dotato di capacità di comunicazione sufficienti per questo scopo in base a un'adeguata combinazione dei seguenti criteri:
a) la lingua utilizzata o le lingue utilizzate dai passeggeri delle principali nazionalità trasportati su una rotta determinata;
b) la probabilità che la capacità di utilizzare un elementare vocabolario di inglese per impartire istruzioni basilari possa consentire di comunicare con un passeggero che necessiti aiuto, sia che il passeggero e il membro dell'equipaggio abbiano o meno una lingua in comune;
c) l'eventuale necessità di comunicare in situazioni di emergenza con altri mezzi (ad esempio dando l'esempio, ovvero gestualmente, ovvero richiamando l'attenzione sull'ubicazione delle istruzioni, dei punti di raccolta, dei dispositivi di salvataggio o delle vie d'uscita) allorché la comunicazione orale è inattuabile;
d) la misura in cui sono state fornite istruzioni di sicurezza complete ai passeggeri nella loro madrelingua;
e) le lingue in cui gli annunci di emergenza possono essere trasmessi in situazioni critiche o durante esercitazioni per fornire accurate direttive ai passeggeri e facilitare ai membri dell'equipaggio l'assistenza dei passeggeri;
3) a bordo delle petroliere, delle chimichiere e delle gasiere battenti bandiera di uno Stato membro, il comandante, gli ufficiali e i marinai siano in grado di comunicare tra loro in una o più lingue di lavoro comuni. Inoltre dovrebbero essere previsti strumenti adeguati per la comunicazione tra la nave e le autorità di terra in una lingua comune o nella lingua di tali autorità;
4) quando effettuano un'ispezione a bordo nella loro qualità di Stato d'approdo, gli Stati membri controllano che anche le navi battenti bandiera di uno Stato non membro osservino il presente articolo.
Articolo 9
1. Il riconoscimento reciproco tra gli Stati membri dei certificati di cui all'articolo 3 appartenenti alla gente di mare che sono cittadini di Stati membri è soggetto alle disposizioni delle direttive 89/48/CEE e 92/51/CEE.
2. Il riconoscimento reciproco tra gli Stati membri dei certificati di cui all'articolo 3 detenuti da appartenenti alla gente di mare che non sono cittadini degli Stati membri è parimenti soggetto alle disposizioni delle direttive 89/48/CEE e 92/51/CEE.
3. Gli appartenenti alla gente di mare che non possiedono il certificato di cui all'articolo 3 possono essere autorizzati a prestare servizio a bordo di navi che battono bandiera di uno Stato membro, purché sia stata adottata, mediante la procedura in appresso, una decisione sul riconoscimento del tipo del loro certificato.
a) Il Consiglio, deliberando conformemente alle disposizioni del trattato, stabilisce anteriormente al 1° luglio 1995 una serie di criteri per il riconoscimento dei tipi di certificato rilasciati da istituti o amministrazioni.
b) Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri i tipi di certificato che hanno riconosciuto o intendono riconoscere in conformità dei criteri di cui alla lettera a).
c) Se, entro tre mesi dalla notifica, uno Stato membro o la Commissione sollevano un'obiezione sulla base dei criteri di cui alla lettera a), la Commissione sottopone la questione alla procedura prevista all'articolo 13. Lo Stato membro interessato prende adeguate misure per attuare le decisioni prese in conformità della procedura stabilita da detto articolo.
d) La Commissione elabora e aggiorna un elenco dei tipi di certificato notificati dagli Stati membri. L'elenco è pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
4. Gli appartenenti alla gente di mare che non sono in possesso dei certificati di cui all'articolo 3 ma che sono in servizio a bordo di navi che battono bandiera di uno Stato membro possono essere autorizzati a continuare a prestare servizio su navi battenti bandiera di tale Stato membro fino a due anni dalla fissazione dei criteri comuni di cui al paragrafo 3, lettera a). Dopo tale data essi dovranno essere in possesso di un tipo di certificato di cui all'articolo 3 o di un tipo di certificato riconosciuto conformemente alla procedura prevista dal paragrafo 3.
Articolo 10
Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le navi che battono bandiera di un paese terzo che non abbia ratificato la convenzione STCW, o il cui comandante, i cui ufficiali e marinai siano in possesso di certificati non riconosciuti ai sensi dell'articolo 9, siano sottoposte, prioritariamente, a controlli da parte dell'autorità competente dello Stato di approdo volti a verificare che la formazione e le qualifiche professionali degli equipaggi rispondano alle norme stabilite dalla convenzione STCW e dall'articolo 8.
Articolo 11
Gli Stati membri adottano le misure necessarie, incluso l'eventuale fermo della nave, qualora le autorità competenti dello Stato di approdo constatino che gli equipaggi sottoposti a controllo non sono in grado di comprovare le capacità professionali richieste per l'espletamento delle funzioni loro assegnate per la sicurezza della nave e la prevenzione dell'inquinamento.
Articolo 12
1. La presente direttiva può essere modificata secondo la procedura di cui all'articolo 13 per rendere applicabili, ai fini della direttiva stessa, le modifiche dei codici internazionali di cui all'articolo 4, lettere q), r) e s) entrate successivamente in vigore.
2. Dopo l'adozione di nuovi strumenti o protocolli della convenzione STCW di cui all'articolo 4, lettera v), il Consiglio, tenuto conto delle procedure parlamentari degli Stati membri e delle procedure pertinenti in ambito IMO, decide su proposta della Commissione in merito alle modalità di ratifica di questi nuovi strumenti o protocolli e vigila a che siano applicati uniformemente e simultaneamente negli Stati membri.
Articolo 13
1. La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
3. a) La Commissione adotta le misure previste, qualora siano conformi al parere del comitato.
b) Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
c) Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di otto settimane dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte.
Articolo 14
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro e non oltre il 31 dicembre 1995.
2. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all'atto della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
3. Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione il testo delle disposizioni che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. La Commissione ne informa gli altri Stati membri.
Articolo 15
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 22 novembre 1994.

Labels: 12
8
9
20