Document ID: 32005D0782

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 3 maggio 2005
relativa ad un regime di aiuti della Germania - Sviluppo dell’infrastruttura comunale a carattere economico nell’ambito dell’azione comune «Miglioramento della struttura economica regionale» secondo la parte II, punto 7, del programma quadro - Aiuto alla costruzione e all’estensione di centri industriali, tecnologici e di incubatori di imprese che forniscono locali e servizi comuni a piccole e medie imprese 2004-2006
[notificata con il numero C(2005) 1315]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2005/782/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
visto il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (1), in particolare l’articolo 7,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detti articoli (2) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Con lettera del 19 settembre 2002, registrata il 20 settembre 2002 dal segretariato generale della Commissione, la Germania ha notificato alla Commissione, ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE, il regime di aiuti in oggetto. Pur non considerando la misura un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, la Germania ha provveduto alla sua notifica per ragioni di certezza giuridica. Il caso è stato registrato come aiuto di Stato n. N 644/g/2002. Con lettere del 9 ottobre 2002, del 17 gennaio 2003, del 30 giugno 2003 e del 25 settembre 2003, la Commissione ha richiesto informazioni supplementari. La Germania ha trasmesso tali informazioni con lettere del 18 novembre 2002, dell’11 e 12 febbraio 2003, del 24 luglio 2003 e del 30 ottobre 2003. Con lettera del 26 novembre 2003, la Germania ha acconsentito alla proroga, fino al 5 febbraio 2004, del termine di due mesi fissato dall’articolo 4, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 659/1999 e ha trasmesso ulteriori informazioni.
(2)
Con lettera del 18 febbraio 2004, la Commissione ha informato la Germania della propria decisione di avviare il procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE.
(3)
La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (3). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni in proposito.
(4)
Con lettera del 2 novembre 2004, registrata in data 3 novembre 2004, la Commissione ha ricevuto le osservazioni dell’ADT - Bundesverband deutscher Innovations-, Technologie- und Gründerzentren e.V. (di seguito «ADT»), un’associazione di centri di innovazione, di tecnologia e di incubatori di imprese tedeschi. Con lettera del 15 novembre 2004, essa ha trasmesso le osservazioni in questione alla Germania, invitandola a comunicare la propria posizione. La Germania non si è tuttavia pronunciata su tali osservazioni.
(5)
Il 19 marzo 2004 sono pervenute le osservazioni della Germania. Il 22 aprile 2004 si è tenuta una riunione, a seguito della quale le autorità tedesche, dopo due richieste della Commissione del 9 luglio 2004 e del 9 settembre 2004, hanno fatto pervenire informazioni supplementari con lettera del 16 settembre 2004, registrata il 22 settembre 2004. Il 16 dicembre 2004 si è tenuta un’ulteriore riunione, a seguito della quale le autorità tedesche, su richiesta della Commissione del 14 febbraio 2005, hanno fatto pervenire informazioni supplementari e hanno modificato la misura con lettere del 3 e del 23 marzo 2005, registrate lo stesso giorno.
II. DESCRIZIONE DELLA MISURA
(6)
La misura in oggetto viene cofinanziata dal governo federale e dai Länder. La gestione spetta ai governi dei Länder, cosicché l’applicazione di talune disposizioni specifiche della misura registra leggere differenze nei singoli Länder.
(7)
Il sostegno statale viene concesso sotto forma di sovvenzioni a favore degli organismi responsabili (Träger) dei centri. L’aiuto ammonta al massimo al 90 % dei costi di costruzione o estensione dei centri. Il sostegno finanziario accordato nell’ambito della misura deve andare a beneficio degli utilizzatori dei centri. Essa non va intesa come la concessione di aiuti pari al 90 % dei costi ammissibili agli organismi responsabili o agli utilizzatori dei centri. La misura si applica sia a regioni di cui all’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato CE, sia a regioni non ammissibili agli aiuti (circa il 5 % delle regioni che beneficiano della misura). La misura scade il 31 dicembre 2006; i fondi previsti ammontano a circa 120 milioni di EUR l’anno.
(8)
La misura è finalizzata a consentire l’offerta alle piccole e medie imprese (PMI) di determinate prestazioni. Si tratta in primo luogo di consentire alle PMI di affittare locali in un centro. In tali centri, le PMI possono inoltre avvalersi di servizi come consulenze, apparecchiature di ricerca, nonché delle possibilità di collaborazione con università e istituti di ricerca o della creazione di reti di imprese.
(9)
Le PMI non vengono tuttavia sovvenzionate direttamente, bensì nel quadro di una struttura più complessa. La Germania mette a disposizione degli organismi responsabili finanziamenti volti ad incentivarli a costruire o ampliare un centro industriale, tecnologico o un incubatore di imprese, che possa offrire agli utilizzatori, vale a dire le PMI, locali e servizi in locazione. Gli organismi responsabili devono assicurare la gestione dei centri per almeno 15 anni.
(10)
Responsabili dei centri sono di norma singoli comuni o associazioni di comuni, talvolta anche associazioni pubbliche o private senza fini di lucro.
(11)
In linea di massima, i centri sono aziende autonome comunali senza fini di lucro o persone giuridiche distinte senza fini di lucro.
(12)
Esistono diversi tipi di centri: i centri industriali offrono di norma locali per tutti i tipi di PMI di un determinato settore o di tutti i settori, mentre i centri tecnologici sono orientati verso le piccole imprese che svolgono attività di ricerca; essi offrono a tali imprese le apparecchiature necessarie, come laboratori, servizi di consulenza, contatti con università e istituti di ricerca. Gli incubatori di imprese si orientano verso le imprese di nuova costituzione, in particolare microimprese. Sono tuttavia possibili forme miste. In particolare quando non è possibile affittare tutti i locali alle imprese del tipo previsto, i centri tendono ad attirare altri gruppi di imprese. Un centro tecnologico potrebbe ad esempio essere in parte utilizzato come centro industriale.
(13)
Le PMI che si avvalgono dei servizi dei centri (di seguito «utilizzatori») pagano un affitto per i locali e supplementi per l’utilizzo di altre installazioni (come laboratori o apparecchiature speciali) e/o eventuali servizi di consulenza. L’affitto e/o il canone per le altre installazioni o gli altri servizi può essere inferiore ai prezzi di mercato. I locatari possono di norma utilizzare i centri per cinque anni (otto anni, in casi eccezionali).
(14)
Il grafico seguente illustra il funzionamento della misura:
III. MOTIVAZIONI DELL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE
(15)
Nella sua decisione di avviare il procedimento di indagine formale, la Commissione ha espresso i suoi dubbi in merito alla compatibilità della misura con il mercato comune, in quanto la Germania non aveva fornito informazioni sufficienti in relazione ad una serie di aspetti. I dubbi riguardavano in particolare la questione se gli aiuti si estendessero a tutti i livelli della misura ed in particolare se a beneficiarne fossero sia i responsabili dei centri sia le PMI che ne utilizzano i servizi o se la totalità dell’aiuto andasse a beneficio esclusivo delle PMI.
IV. OSSERVAZIONI DEI TERZI INTERESSATI
(16)
L’ADT ha sostenuto che i servizi offerti dai centri non erano disponibili sul mercato. Tra i servizi offerti, secondo l’ADT, vi sono servizi di consulenza (elaborazione di piani d’impresa, assistenza per il reperimento del capitale iniziale, ecc.), contratti di affitto a breve termine, collaborazione e raggruppamento con organismi di ricerca regionali, università o altre imprese, nonché le apparecchiature di ricerca (laboratori, attrezzature speciali, ecc.).
(17)
L’ADT ha inoltre sostenuto che circa il 90 % delle imprese di nuova costituzione installate nei centri sopravvivevano ai primi tre anni, una percentuale molto elevata rispetto alle altre nuove imprese.
V. OSSERVAZIONI DELLE AUTORITÀ TEDESCHE
(18)
Nelle sue osservazioni iniziali, la Germania ha affermato che la misura serviva a compensare una carenza del mercato immobiliare, che non era in grado di offrire, in particolare alle imprese di nuova costituzione, locali ad un prezzo per loro sostenibile. In base all’esperienza della Germania, il mercato privato esitava ad offrire locali ad imprese innovative di nuova costituzione, in quanto queste presentavano un elevato fattore di rischio. Inoltre, sul mercato non erano apparentemente disponibili locali di piccole dimensioni.
(19)
La Germania ha inoltre precisato che la totalità della sovvenzione sarebbe andata a beneficio degli utilizzatori dei centri. Con riferimento all’elemento di aiuto destinato agli utilizzatori, la Germania ha innanzitutto chiarito che l’intensità dell’aiuto a tale livello non era superiore al 10 %-20 % dei prezzi di mercato comparabili. Nella sua lettera del 22 settembre 2004, essa ha invece sostenuto che gli utilizzatori pagano di norma il prezzo di mercato (prezzi all’estremità inferiore della scala dei prezzi di mercato) e che l’importo dell’aiuto era in ogni caso inferiore ai 100 000 EUR su un periodo di tre anni (fino a 23 000 EUR l’anno per utilizzatore su un periodo di cinque anni). La Germania ha trasmesso le osservazioni di tutti i Länder, che in parte facevano riferimento a studi che illustravano gli effetti positivi dei centri per gli utilizzatori e per le regioni interessate. Fino ad allora, la Germania non si era impegnata a rispettare tutte le condizioni del regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d’importanza minore («de minimis») (4), in particolare l’articolo 3 relativo al cumulo e al controllo.
(20)
Nelle ultime osservazioni trasmesse, soprattutto nella lettera del 3 marzo 2005, la Germania ha tuttavia modificato la notifica iniziale; per quanto riguarda le sovvenzioni per servizi di consulenza a favore di PMI utilizzatrici dei centri, essa si è impegnata a conformarsi all’articolo 5 del regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (5). La Germania si è impegnata inoltre ad applicare il regolamento (CE) n. 69/2001 a tutte le altre misure di sostegno alle PMI, con particolare riferimento alla locazione di locali e laboratori, all’utilizzo di apparecchiature di ricerca o di altre attrezzature. Sebbene l’aiuto beneficiasse di un’esenzione in virtù dei suddetti regolamenti, la Germania ha chiesto alla Commissione, per ragioni di certezza giuridica, di adottare una decisione definitiva.
VI. VALUTAZIONE DELLA MISURA
(21)
La Commissione ha esaminato la misura sulla base degli articoli 87 e seguenti del trattato CE e degli articoli 61 e seguenti dell’accordo SEE, nonché sulla base del regolamento (CE) n. 69/2001 e del regolamento (CE) n. 70/2001.
1. Esistenza di un aiuto ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE
(22)
Nel valutare la misura sulla base delle disposizioni in materia di aiuti di Stato del trattato CE, si deve innanzitutto accertare se la misura in esame costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(23)
L’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE stabilisce che sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati ovvero mediante risorse statali sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Il concetto di aiuto comprende qualsiasi agevolazione finanziata direttamente o indirettamente mediante risorse statali e concessa dallo Stato stesso o da organismi che agiscono sulla base di un mandato statale. È considerata un aiuto di Stato una misura che soddisfi tutti i criteri dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(24)
Nel caso di misure concesse sotto forma di sovvenzioni o prestiti, l’esame volto ad accertare l’esistenza di un aiuto di Stato rivela di norma chiaramente quale impresa è la potenziale beneficiaria. La misura in esame è tuttavia più complessa, in quanto le autorità tedesche introducono incentivi per un gruppo di operatori del mercato (gli organismi responsabili dei centri - Träger) al fine di sostenere un altro gruppo di operatori (gli utilizzatori). Oltre a ciò, la misura prevede la creazione di un terzo gruppo di potenziali operatori del mercato (i centri), che esiste indipendentemente dai responsabili e dagli utilizzatori. Anche se la Germania intende esclusivamente favorire gli utilizzatori, potenziali beneficiarie di un aiuto di Stato potrebbero essere le imprese di tutti e tre i livelli.
(25)
Per tale ragione, è necessario accertare l’esistenza di un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE ai tre diversi livelli: gli organismi responsabili, i centri e gli utilizzatori.
1. Primo livello: gli organismi responsabili
(26)
È incontestabile che la misura è finanziata mediante risorse statali. La percentuale della sovvenzione statale dipende dal fatto che l’organismo responsabile sia un comune o un’associazione di comuni ovvero un organismo pubblico o privato senza fini di lucro. Nel primo caso, la costruzione del centro è finanziata al 100 % mediante risorse statali (fino al 90 % mediante risorse del governo federale e dei Länder e per almeno il 10 % mediante risorse dei comuni o associazioni di comuni). Se interviene invece un organismo senza fini di lucro, questo deve apportare almeno il 10 % del finanziamento, mentre la parte restante, fino ad un massimo del 90 %, incombe allo Stato. Gli effettivi beneficiari dell’aiuto sono ad ogni modo le PMI; le risorse statali sono necessarie per coprire i costi ammissibili della costruzione dell’edificio, ma non dicono nulla sull’entità degli aiuti concessi alle PMI.
(27)
Vi sono due tipi di organismi responsabili: 1) comuni o associazioni di comuni e imprese pubbliche di loro proprietà e 2) organismi pubblici o privati senza fini di lucro, come ad esempio università o istituti di ricerca. A prescindere dalla forma giuridica che gli organismi responsabili assumono e dall'assenza di un fine di lucro, la Commissione ritiene, come nella sua precedente decisione 98/353/CEE, del 16 settembre 1997, relativa all'aiuto di Stato a Gemeinnützige Abfallverwertung GmbH (6), che l'organismo responsabile vada considerato impresa ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1 del trattato CE, qualora eserciti un'attività economica sul mercato.
(28)
I comuni e le associazioni di comuni non sono di norma considerati come imprese. Tuttavia, come ribadito dalla Corte di giustizia delle Comunità europee nella sentenza del 16 giugno 1987 nella causa 118/85 (Commissione/Repubblica italiana) (7), essi possono essere considerati come imprese quando esercitano sul mercato un’attività economica, sebbene svolgano una serie di compiti pubblici e possano esercitare pubblici poteri. È quanto si deve presupporre nel caso in esame, soprattutto quando i comuni operano attraverso aziende autonome.
(29)
Nell’ambito della misura in esame, la costruzione e la gestione di un centro sono di competenza degli organismi responsabili. Essi creano quindi le condizioni perché un centro possa dare in affitto locali alle PMI e/o offrire loro altri servizi. Anche se gli organismi responsabili non hanno fini di lucro, essi esercitano un’attività economica che potrebbe, ad esempio, essere svolta da imprese immobiliari o società di consulenza private.
(30)
Ad ogni modo, non sono gli organismi responsabili stessi a dover beneficiare della misura, in quanto l’aiuto pubblico è volto ad offrire locali e servizi alle PMI. Le risorse statali messe a disposizione degli organismi responsabili devono procurare un vantaggio economico esclusivamente agli utilizzatori. Per garantire che non permangano vantaggi economici al livello degli organismi responsabili, sono quindi previsti diversi meccanismi.
(31)
Per la costruzione o l’estensione del centro viene organizzata una procedura d’appalto pubblica, conformemente alle norme sugli appalti pubblici.
(32)
Gli organismi responsabili sono tenuti a lasciare agli utilizzatori il possesso o l’utilizzo del centro per un periodo minimo di 15 anni. Durante tale periodo di 15 anni in cui gli edifici devono essere utilizzati come centri, gli organismi responsabili non beneficiano dunque di alcun vantaggio economico.
(33)
Allo scadere dei quindici anni gli edifici restano tuttavia di proprietà degli organismi responsabili e se questi ultimi non sono tenuti a versare una compensazione per il valore residuo, il valore del centro, che può essere utilizzato per altre attività o essere venduto, potrebbe rappresentare per gli organismi responsabili (proprietari dell’edificio) un vantaggio economico. Per assicurare che trascorso questo periodo non permangano vantaggi al livello degli organismi responsabili, le autorità tedesche si sono impegnate, nel corso dell’esame condotto dalla Commissione, a garantire che dopo 15 anni gli eventuali profitti vengano rimborsati. Ciò avviene o sulla base del metodo dei flussi di cassa attualizzati (discounted-cash-flow) o comunque secondo un metodo stabilito conformemente all’articolo 29, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui Fondi strutturali (8). A tale proposito, vengono presi in considerazione, oltre al valore residuo dell’edificio, tutti i profitti e le perdite intervenuti nel corso dei 15 anni di gestione del centro per gli organismi responsabili. Ciò induce a ritenere che l’attività imprenditoriale dei centri debba essere collocata al livello degli organismi responsabili, in quanto sono essi, in ultima analisi, a sostenere il rischio economico di un centro.
(34)
Poiché gli organismi responsabili non traggono alcun vantaggio economico, essi non possono essere considerati come beneficiari dell’aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. Essi vanno visti esclusivamente come «strumenti», che provvedono affinché vengano forniti agli utilizzatori servizi di assistenza attraverso i centri.
2. Secondo livello: i centri e i loro gestori
(35)
Le risorse statali messe a disposizione nell’ambito della misura in esame sono destinate alla costruzione o all’estensione di un centro. Poiché solo i costi di costruzione sono ammissibili all’aiuto nell’ambito della misura, i costi di gestione dei centri ne sono esclusi. Ciò può essere garantito mediante il controllo dell’utilizzo dei fondi, vale a dire il controllo dell’aiuto da parte delle autorità tedesche. I centri, di proprietà degli organismi responsabili, servono esclusivamente a mettere a disposizione degli utilizzatori locali e servizi.
(36)
Si fa inoltre riferimento all’obbligo di rimborso dei profitti menzionato al considerando 33, che secondo la Germania si applica anche al livello dei centri. In tal modo viene assicurato che, trascorsi i 15 anni, non permangano vantaggi economici ingiustificati al livello dei centri.
(37)
La Germania ha inoltre acconsentito ad attribuire la gestione di un centro, in caso di ripresa da parte di terzi, mediante gara pubblica d’appalto, conformemente alle norme sugli appalti pubblici. I gestori di un centro percepiranno solo un compenso conforme alle condizioni di mercato, quale previsto nel bando di gara.
(38)
In tal modo né i centri, né i loro gestori conseguono un vantaggio economico e non possono essere considerati essi stessi beneficiari dell’aiuto ma solo «strumenti», grazie ai quali possono essere forniti servizi di assistenza agli utilizzatori attraverso i centri. Di conseguenza, nell’ambito della misura non viene concesso alcun aiuto al livello dei centri e dei loro gestori.
3. Terzo livello: gli utilizzatori
(39)
Attraverso gli organismi responsabili dei centri e i centri stessi, le PMI che affittano locali nei centri beneficiano indirettamente di risorse statali. Va tuttavia sottolineato che per le PMI beneficiarie non è prevista un’intensità di aiuto del 90 %. I costi finanziati per il 90 % o addirittura il 100 % mediante risorse statali sono necessari per poter costruire un centro.
(40)
I centri offrono alle PMI una grande varietà di prestazioni (affitto di locali, apparecchiature, possibilità di collaborazione, laboratori, servizi di consulenza o di altro genere). L’affitto versato dalle PMI per l’utilizzo dei locali e i compensi corrisposti per le altre prestazioni (come laboratori ed altre apparecchiature speciali) possono essere inferiori al prezzo di mercato. Alcune PMI possono infatti avere difficoltà a trovare sul mercato simili locali e prestazioni, quanto meno a prezzi per loro sostenibili. Il vantaggio per le PMI consiste pertanto nell’utilizzo, a costi inferiori ai prezzi di mercato, dei locali del centro e di altre prestazioni di servizi. La Commissione ritiene quindi che la misura conferisca un vantaggio alle PMI utilizzatrici nella misura in cui l’affitto e/o le altre prestazioni sono inferiori ai prezzi di mercato.
(41)
La misura falsa o minaccia di falsare la concorrenza, in quanto è destinata a determinate imprese, laddove il gruppo di imprese beneficiarie è determinato dalla natura del centro. Come già illustrato ai punti da 6 a 14, i centri industriali si rivolgono a tutti i tipi di PMI, i centri tecnologici alle PMI innovative e gli incubatori di imprese alle microimprese di nuova costituzione. Esistono naturalmente anche molte forme miste, come imprese di nuova costituzione innovative.
(42)
Nell’ambito della misura non è esclusa la possibilità che l’aiuto venga concesso ad imprese operanti in settori economici nei quali si registrano scambi intracomunitari. Si deve quindi ritenere che la misura incida sugli scambi tra gli Stati membri.
(43)
Al livello degli utilizzatori, pertanto, la misura non costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, nella misura in cui non venga superato il massimale de minimis di 100 000 EUR per beneficiario su un periodo di tre anni ai sensi del regolamento (CE) n. 69/2001.
(44)
Per quanto concerne l’applicazione del massimale de minimis alle diverse prestazioni dei centri, la Commissione constata quanto segue:
-
per quanto riguarda l’affitto di locali, la Germania si è impegnata a rispettare le disposizioni del regolamento (CE) n. 69/2001 al livello degli utilizzatori dei centri. La mancanza di trasparenza che caratterizzava la misura viene eliminata grazie all’impegno assunto dalla Germania di calcolare gli elementi di aiuto contenuti nell’affitto corrisposto per i locali affittati dalle PMI sulla base di affitti comparabili per locali simili, in particolare del livello degli indici ufficiali degli affitti per locali industriali (Gewerbemietspiegel). In tal modo la Germania assicura il rispetto del massimale de minimis di 100 000 EUR su un periodo di tre anni. La Germania s’impegna pertanto a precisare a ciascun utilizzatore di un centro che l’utilizzo dei servizi del centro può comportare elementi di aiuto che vengono valutati come aiuti de minimis, soggetti alle disposizioni del regolamento (CE) n. 69/2001;
-
per quanto riguarda l’utilizzo di laboratori e altre apparecchiature speciali (in particolare nei centri tecnologici), la Germania ha comunicato che eventuali elementi di aiuto si riflettono nel supplemento dell’affitto che l’utilizzatore deve pagare. Tale supplemento può quindi essere distinto dal normale affitto. La Commissione prende atto che la Germania ha accettato di rispettare il regolamento (CE) n. 69/2001 anche per quanto concerne tali supplementi per l’utilizzo di laboratori e apparecchiature speciali;
-
per quanto riguarda tuttavia i servizi di consulenza, l’elemento di aiuto non è stato limitato al massimale de minimis e deve quindi essere valutato come un aiuto di Stato rientrante nel campo d’applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
2. Legalità della misura
(45)
La Germania ha rispettato l’obbligo derivante dall’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
3. Compatibilità della misura con il trattato CE
(46)
Poiché ad eccezione dei servizi di consulenza, le possibili misure a favore delle PMI previste dal regime di aiuti (come ad esempio i locali, i laboratori e le apparecchiature speciali) non sono considerate aiuti di Stato nella misura in cui il massimale de minimis e le disposizioni del regolamento (CE) n. 69/2001 vengano rispettati, la compatibilità con il mercato comune deve essere valutata solo per i servizi di consulenza a favore delle PMI.
(47)
Il regime di aiuti è volto a promuovere la diffusione e l’utilizzazione commerciale della nuova R&D, tedesca e internazionale, nel settore della gestione generale e dello sviluppo delle imprese. Esso favorisce pertanto il trasferimento di tecnologia e la cooperazione tra imprese.
(48)
Ai sensi dell’articolo 157 del trattato CE, la promozione del trasferimento di tecnologia e la cooperazione tra imprese sono due importanti obiettivi della Comunità. Il regime di aiuti risponde pertanto agli obiettivi dell’articolo 157 del trattato CE. La Commissione, tuttavia, non ha ancora elaborato criteri specifici per la valutazione di misure di aiuto finalizzate in particolare al conseguimento di tali obiettivi, sebbene nel quadro della politica regionale della Comunità tali misure beneficino spesso del sostegno del Fondo europeo per lo sviluppo regionale.
(49)
A questo proposito, la Commissione rinvia anche alla sua comunicazione al Consiglio europeo di primavera «Lavorare insieme per la crescita e l’occupazione» (9), che ha sottolineato l’importanza di stimolare l’innovazione e i poli d’innovazione. Il gruppo beneficiario della misura in esame è limitato alle PMI innovative ad orientamento tecnologico nella fase di avviamento, che è anche quello più importante sotto il profilo della promozione della crescita economica e dell’occupazione.
(50)
Con riferimento ai servizi di consulenza, va rilevato che la Germania si è impegnata a non concedere aiuti superiori al 50 % dei costi ammissibili. L’aiuto per i servizi di consulenza rispetta pertanto il regolamento (CE) n. 70/2001, in particolare l’articolo 5.
(51)
Di conseguenza, la misura deve essere valutata favorevolmente dalla Commissione.
VII. CONCLUSIONE
(52)
Sulla base delle modifiche apportate dalle autorità tedesche nel corso del procedimento di indagine formale, la Commissione giunge alla conclusione seguente:
(53)
Per quanto riguarda gli aiuti concessi nell’ambito del regime di aiuti a talune PMI per l’affitto di locali, l’utilizzo di laboratori o apparecchiature speciali e/o altre attrezzature, la Commissione prende atto dell’impegno della Germania di garantire il rispetto del regolamento (CE) n. 69/2001 nel quadro del presente regime.
(54)
Nella misura in cui nell’ambito del regime di aiuti alle PMI vengono concessi aiuti per i «servizi di consulenza alle PMI» disponibili nei centri, la Germania si è impegnata ad accordare tali sovvenzioni in conformità del regolamento (CE) n. 70/2001, in particolare l’articolo 5,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Il regime di aiuti per lo sviluppo dell’infrastruttura comunale a carattere economico nell’ambito dell’azione comune «Miglioramento della struttura economica regionale» (Gemeinschaftsaufgabe «Verbesserung der regionalen Wirtschaftsstruktur») secondo la parte II, punto 7, del programma quadro, finalizzato alla costruzione e all’estensione di centri industriali, tecnologici e di incubatori di imprese che forniscono locali e servizi comuni a piccole e medie imprese, al quale la Germania intende dare esecuzione nel periodo tra il 2004 e il 2006, non costituisce un aiuto di Stato nella misura in cui la Germania mantiene il suo impegno di rispettare il regolamento (CE) n. 69/2001 per l’affitto di locali, laboratori, apparecchiature speciali e/o altre prestazioni.
2. Il regime di aiuti di cui al paragrafo 1 costituisce un aiuto di Stato compatibile con il mercato comune ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, nella misura in cui la Germania mantiene il suo impegno di concedere qualsiasi aiuto per servizi di consulenza a favore di piccole e medie imprese che utilizzano i servizi offerti dai centri industriali, tecnologici e dagli incubatori di imprese, in conformità con il regolamento (CE) n. 70/2001.
Articolo 2
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 3 maggio 2005.

Labels: 18
19
4
1