Document ID: 31989R0034

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REGOLAMENTO (CEE) N. 34/89 DEL CONSIGLIO
del 5 gennaio 1989
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di stampanti seriali ad impatto a caratteri pieni, originarie del Giappone
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione in seno al comitato consultivo istituito dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. Misure provvisorie
(1) Con il regolamento (CEE) n. 2005/88 (2) la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di stampanti seriali ad impatto a caratteri pieni (a margherita) originarie del Giappone. Il dazio è stato prorogato per un periodo massimo di due mesi con il regolamento (CEE) n. 3451/88 (3).
B. Procedura successiva
(2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, un certo numero di esportatori, alcuni importatori indipendenti e l'industria comunitaria ricorrente hanno chiesto e ottenuto di essere sentiti dalla Commissione. Del pari, essi hanno reso note per iscritto le loro osservazioni sulle risultanze dell'inchiesta.
(3) Su loro richiesta, inoltre le parti sono state informate dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi definitivi e la riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazio provvisorio. È stato inoltre concesso loro un periodo durante il quale inviare le loro osservazioni a seguito di tali colloqui. Le loro osservazioni sono state esaminate e le conclusioni della Commissione debitamente modificate, ove del caso, per tenerne conto.
(4) Oltre alle inchieste che hanno portato agli accertamenti preliminari, la Commissione ha svolto altre indagini presso le imprese ricorrenti.
C. Prodotto in questione, prodotto simile e industria comunitaria
(5) Nelle conclusioni provvisorie la Commissione ha concluso che i prodotti in questione sono le stampanti seriali ad impatto con caratteri pieni (SIFF). La Commissione ha ritenuto che, tra tutte le stampanti SIFF le affinità per quanto riguarda le caratteristiche tecniche e fisiche, l'applicazione e l'uso finale siano superiori, ai fini della procedura, alle loro differenze e che pertanto tutte le stampanti SIFF costituiscano prodotti simili. Infine, la Commissione ha considerato che l'espressione « industria comunitaria » si riferiva ai due produttori comunitari membri di Europrint.
(6) Non sono stati addotti argomenti contrari a queste conclusioni della Commissione. Il Consiglio conferma pertanto le conclusioni della Commissione per quanto riguarda il prodotto in oggetto, il prodotto simile e l'industria comunitaria (vedi i considerando da 6 a 13) del regolamento (CEE) n. 2005/88).
D. Valore normale
(7) Ai fini delle conclusioni definite, il valore normale è stato calcolato secondo i metodi utilizzati per la determinazione provvisoria del dumping, tenendo conto dei nuovi elementi di prova relativi al valore cif frontiera comunitaria del prodotto presentato dalle parti interessate.
(8) Il Consiglio conferma le conclusioni provvisorie della Commissione, secondo le quali nessuno dei due esportatori che hanno collaborato all'inchiesta ha venduto sul mercato interno, con il suo marchio, un volume di prodotti simili superiore alla soglia stabilita dalla Commissione in casi precedenti, pari al 5 % del volume delle esportazioni di questi modelli nella Comunità.
(9) Si è pertanto ritenuto che queste vendite con il loro marchio fossero troppo modeste per essere rappresentative e si è stabilito di determinare il valore normale, per tutti i modelli, in base al valore costruito. Quest'ultimo è stato calcolato sulla base dei costi fissi e variabili, nel paese d'origine, dei materiali e della fabbricazione per il modello espor
tato nella Comunità, più un importo ragionevole per le spese di vendita, le spese amministrative ed altre spese generali, nonché il margine di utile.
(10) Per quanto riguarda le spese di vendita, le spese amministrative e le altre spese generali, nonché il margine di utile da includere nei valori costruiti, il Consiglio conferma le conclusioni provvisorie della Commissione figuranti nei considerando 15, 16 e da 19 a 23 del regolamento (CEE) n. 2005/88, riguardo alle quali non sono state sollevate obiezioni.
(11) Per quanto concerne le vendite ai produttori originari, ossia i modelli venduti alle società produttrici di materiale originale e successivamente rivenduti con il loro marchio, il Consiglio conferma ugualmente le conclusioni provvisorie della Commissione di cui ai considerando 17 e 18 del regolamento (CEE) n. 2005/88, riguardo alle quali non sono state sollevate obiezioni.
E. Prezzi all'esportazione
(12) Per quanto riguarda le esportazioni effettuate direttamente dagli importatori indipendenti della Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi realmente pagati o pagabili per il prodotto venduto.
(13) In tutti gli altri casi le esportazioni sono state effettuate ad una consociata, che ha importato il prodotto nella Comunità. Dato il rapporto esistente tra l'esportatore e l'importatore, in questi casi si è ritenuto opportuno costruire i prezzi all'esportazione in base ai prezzi ai quali il prodotto importato è stato rivenduto per la prima volta ad un acquirente indipendente. Gli sconti ed il valore delle merci fornite gratuitamente in connessione con le vendite sono stati detratti dal prezzo praticato nei confronti dell'acquirente indipendente, inoltre, sono stati effettuati gli opportuni adeguamenti in considerazione delle spese sostenute tra l'importazione e la rivendita, compresi tutti i dazi e le tasse.
(14) Il Consiglio conferma anche le conclusioni provvisorie della Commissione riguardo al calcolo dei prezzi all'eportazione di cui ai considerando da 25 a 29 del regolamento (CEE) n. 2005/88, rispetto alle quali non sono state sollevate obiezioni.
F. Confronto
(15) Per poter confrontare il prezzo all'esportazione con il valore normale, si è tenuto debitamente conto delle differenze che incidono sulla comparabilità di prezzi a norma dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88. La Commissione pertanto ha tenuto conto, se del caso, delle differenze a livello di caratteristiche fisiche delle merci oppure di spese di vendita, a condizione che fossero opportunatamente comprovate le affermazioni relative all'esistenza di un rapporto diretto tra dette differenze e le vendite in questione. In particolare si è tenuto conto delle differenze riguardanti le condizioni di credito, le garanzie, le commissioni, le retribuzioni dei venditori, l'imballaggio, il trasporto, l'assicurazione, la movimentazione e le spese sussidiarie.
(16) I valori normali sono stati determinati per le due imprese interessate, le società di vendita sul mercato interno o le sue organizzazioni di vendita. I prezzi all'esportazione sono stati determinati a livello della società di vendita sui mercati di esportazione o dell'organizzazione di vendita.
(17) Per quanto riguarda agli adeguamenti richiesti a norma dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento (CEE) n. 2423/84 in considerazione di alcune spese di gestione e generali, il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione di cui ai considerando 32 e 33 del regolamento (CEE) n. 2005/88.
G. Margini di dumping
(18) Il valore medio ponderato di ciascuno dei modelli di ogni esportatore è stato confrontato, transazione per transazione, con i prezzi all'esportazione, se del caso adeguati, di modelli comparabili. Dall'esame dei fatti risulta che le importazioni di stampanti a margherita originarie del Giappone sono state oggetto di dumping da parte dei due esportatori giapponesi su cui verteva l'inchiesta. Il margine di dumping riscontrato è pari alla differenza tra il valore normale determinato e il prezzo all'esportazione nella Comunità, espresso nelle seguenti percentuali dei rispettivi valori cif frontiera comunitaria:
- Tokyo Electric Co. Ltd
(TEK) Tokio: 21,05 %
- Juki Corporation, Tokio
(precedentemente Tokyo Juki
Industrial Co. Ltd. 22,01 %.
(19) Per gli esportatori che non hanno né risposto al questionario della Commissione, né reso noto in altro modo il loro punto di vista, il dumping è stato determinato sulla base dei fatti disponibili. A questo proposito la Commissione ha ritenuto che le informazioni contenute nella denuncia costituissero la base più adatta per determinare il margine di dumping e che l'applicazione agli esportatori in questione di un margine di dumping inferiore al margine più elevato (58 %) figurante nella denuncia avrebbe dato una possibilità di eludere il dazio. Si è pertanto ritenuto opportuno attribuire al gruppo di esportatori in questione il margine di dumping sopra indicato. Il Consiglio conferma tali conclusioni.
H. Pregiudizio
(20) Nelle conclusioni provvisorie, la Commissione ha constatato che l'industria comunitaria delle stampanti SIFF subiva un grave pregiudizio. Tale conclusione si basava principalmente sull'aumento della quota di mercato degli esportatori giapponesi, sul crollo dei prezzi delle stampanti SIFF, sulla sottoquotazione effettuata da gran parte degli esportatori giapponesi, sull'incremento delle scorte e sulla diminuzione dello sfruttamento del potenziale e della redditività dell'industria comunitaria [vedi considerando da 36 a 41 del regolamento (CEE) n. 2005/88].
(21) Le ulteriori indagini presso i produttori comunitari hanno confermato l'esistenza dei summenzionati fattori di pregiudizio. Per quanto riguarda la redditività (ricavato delle vendite), è stato inoltre confermato il notevole calo degli utili dell'industria comunitaria dal 1984 in poi. Tuttavia, il profitto effettivamente realizzato sulle vendite dall'industria comunitaria durante il periodo di riferimento è stato superiore al tasso di utile considerato negli accertamenti provvisori. Nondimeno, dal 1985 al 1987 il margine di utile dell'industria comunitaria è diminuito del 40 %. In considerazione di quanto precede, il Consiglio conclude che l'industria comunitaria delle stampanti SIFF subisce attualmente un grave pregiudizio.
I. Cause del pregiudizio
(22) Nel regolamento (CEE) n. 2005/88 la Commissione attribuiva il pregiudizio principalmente al fatto che, da un lato, il consumo totale della Comunità era rimasto stabile o era diminuito solo leggermente mentre la redditività dell'industria comunitaria era notevolmente diminuita e, dall'altro, si era riscontrata una forte penetrazione sul mercato e rilevanti sottoquotazioni degli esportatori giapponesi. Dalle indagini successive non sono emerse indicazioni contrarie a queste conclusioni, né gli esportatori hanno sollevato obiezioni in merito. Il Consiglio conclude pertanto che le importazioni in dumping originarie del Giappone hanno arrecato un grave pregiudizio all'industria comunitaria.
J. Interesse della Comunità
(23) Nel valutare se sia nell'interesse della Comunità adottare misure contro le importazioni in dumping di stampanti SIFF, il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione di cui al considerando 47 del regolamento (CEE) n. 2005/88. Si ritiene inoltre che, per dedicarsi alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie, l'industria comunitaria dovrebbe essere in grado di realizzare utili sufficienti nella produzione e nelle vendite delle attuali stampanti SIFF. A tale riguardo, la Commissione ha riscontrato un crollo dei profitti delle vendite, che minaccia la sopravvivenza dell'industria comunitaria. Il Consiglio, pertanto, ritiene necessario mettere fine a questa erosione degli utili. Ciò consentirebbe all'industria comunitaria di proseguire gli investimenti e le attività di ricerca e di sviluppo, tutelando nel contempo l'occupazione nell'importante settore della burotica. Se si tiene conto degli interessi degli acquirenti OEM, dei distributori e degli utilizzatori finali quali descritti nel considerando 49 del regolamento (CEE) n. 2005/88, il Consiglio ritiene che l'interesse della Comunità richieda una tutela dell'industria comunitaria nei confronti delle pratiche commerciali sleali.
K. Dazio
(24) Nell'applicare il metodo per il calcolo del dazio, quale descritto nei considerando da 52 a 60 del regolamento (CEE) n. 2005/88, alle misure definitive, la Commissione ha dovuto tener conto di due nuovi fattori. In primo luogo, si è riscontrato che il ricavato delle vendite di stampanti SIFF era superiore alla cifra considerata per calcolare il dazio provvisorio (vedi considerando 55 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio). In secondo luogo, per quanto riguarda gli esportatori che non hanno collaborato all'inchiesta, si è determinato che il valore cif calcolato in base al valore cif medio per l'esportazione delle stampanti ad impatto seriale a matrice di punti era superiore a quello calcolato nelle conclusioni provvisorie, ossia il 74,8 % dei prezzi medi di rivendita al primo acquirente indipendente.
(25) Per quanto riguarda gli utili effettivamente realizzati dall'industria comunitaria, Europrint ha fatto valere due argomenti. Innanzitutto il margine di utile del 12 % (espresso come ricavato delle vendite), ritenuto adeguato dalla Commissione nel considerando 52 del regolamento (CEE) n. 2005/88, si è rivelato troppo basso; in secondo luogo, gli utili realizzati durante il periodo di riferimento (più elevati di quelli considerati dalla Commissione nel calcolo provvisorio) sono stati influenzati in misura notevole dai risultati positivi ottenuti sul mercato italiano, dove la presenza degli esportatori giapponesi era limitata. Di conseguenza, possono essere considerati rappresentativi soltanto i mercati tedesco, britannico e francese, dove le vendite hanno procurato utili di gran lunga inferiori.
(26) A tale proposito, il Consiglio è del parere che un margine di utile del 12 % possa essere considerato ragionevole per le vendite delle stampanti SIFF rimaste sul mercato per un periodo considerevole e la cui importanza tecnologica è stata sminuita dall'apparire di tecnologie più sofisticate in materia.
(27) Il Consiglio, invece, non considera giustificata la richiesta di esclusione del mercato italiano dal calcolo degli utili. A norma dell'articolo 4, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'effetto delle importazioni oggetto di dumping deve essere valutato in rapporto alla produzione comunitaria; il paragrafo 5 dello stesso articolo prevede che, per la valutazione del pregiudizio, la Comunità può essere suddivisa in due o più mercati competitivi soltanto in circostanze eccezionali che, nella fattispecie, non sono state comprovate.
(28) Gli argomenti addotti da Europrint sono stati pertanto respinti.
(29) In base all'incremento minimo necessario per eliminare il pregiudizio calcolato secondo il metodo descritto nei considerando da 53 a 60 del regolamento (CEE) n. 2005/88 e tenendo conto dei due fattori di cui al considerando 24 del presente regolamento, la Commissione ha riscontrato che, per i due esportatori giapponesi che hanno collaborato, non sarebbe stato necessario aumentare i prezzi alla frontiera comunitaria per eliminare il pregiudizio provocato dalle importazioni di stampanti SIFF. Per quanto riguarda gli esportatori che non hanno collaborato, dal calcolo risulta che, per eliminare il pregiudizio, essi dovranno aumentare i loro prezzi del 23,5 %.
(30) In considerazione di quanto precede e onde eliminare gli effetti pregiudizievoli delle importazioni in dumping, il Consiglio ritiene opportuno fissare l'aliquota del dazio definitivo al 23,5 % delle esportazioni di tutti gli esportatori giapponesi, tranne la TEC e la Juki Corporation, che dovrebbero essere esonerate dai dazi antidumping.
(31) Il dazio antidumping definitivo dovrebbe applicarsi a tutte le stampanti ad impatto seriale a caratteri pieni originarie del Giappone.
L. Impegni
(32) Un certo numero di esportatori, diversi dai due che hanno pienamente collaborato all'inchiesta, ha offerto impegni. Tuttavia, previa consultazione, la Commissione ha ritenuto che tali impegni non dovessero essere accettati poiché, data la loro natura, ciò non costituiva una soluzione contro le pratiche commerciali sleali altrettanto appropriata come l'istituzione di un dazio antidumping definitivo.
M. Riscossione del dazio provvisorio
(33) Dati i notevoli margini di dumping accertati e la gravità del pregiudizio subito dall'industria comunitaria, il Consiglio ritiene necessario riscuotere gli importi depositati come dazi antidumping sino a concorrenza del dazio istituito definitivamente. Devono invece essere liberati i dazi antidumping provvisori riscossi oppure le garanzie ricevute per le stampanti SIFF non coperte dal dazio antidumping definitivo,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di stampanti seriali ad impatto a caratteri pieni, corrispondenti al codice NC ex 8471 92 90, originarie del Giappone.
2. L'aliquota del dazio è pari al 23,5 % del prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, fatta eccezione per le importazioni dei prodotti di cui al paragrafo 1 vendute per l'esportazione nella Comunità dalla Juki Corporation e dalla Tokyo Electric Co. Ltd, che sono esonerate da tale dazio.
Articolo 2
Gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio a norma del regolamento (CEE) n. 2005/88 vengono riscossi a concorrenza del dazio definitivamente istituito. Gli importi depositati e non coperti dalle aliquote del dazio definitivamente istituito vengono liberati.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 5 gennaio 1989.

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