Document ID: 31992R0343

REGOLAMENTO (CEE) N. 343/92 DELLA COMMISSIONE del 22 gennaio 1992 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa applicabili all'importazione nella Comunità dei prodotti originari delle Repubbliche di Croazia e Slovenia e delle Repubbliche iugoslave di Bosnia-Erzegovina e Macedonia
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 3567/91 del Consiglio, del 2 dicembre 1991, relativo al regime tariffario applicabile alle importazioni nella Comunità di prodotti originari delle Repubbliche della Bosnia Erzegovina, Croazia, Macedonia e Slovenia (1), in particolare l'articolo 5,
considerando che, per quanto riguarda i prodotti contemplati dal summenzionato regolamento, occorre definire le condizioni alle quali essi acquisiscono il carattere di prodotti originari, le prove da fornire e le modalità di verifica, secondo la procedura di cui all'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 802/68, del 27 giugno 1968, relativo alla definizione comune della nozione di origine delle merci (2);
considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato dell'origine,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
TITOLO I
DEFINIZIONE DELLA NOZIONE DI «PRODOTTI ORIGINARI»
Articolo 1
Criteri di origine
Ai fini dell'applicazione delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie concesse dalla Comunità ad alcuni prodotti originari delle Repubbliche di Croazia e Slovenia e delle Repubbliche iugoslave di Bosnia-Erzegovina e Macedonia i seguenti prodotti, sono considerati:
a) prodotti originari della Repubblica beneficiaria:
i) i prodotti totalmente ottenuti nella Repubblica beneficiaria considerata;
ii) i prodotti ottenuti nella Repubblica beneficiaria considerata per la cui fabbricazione sono utilizzati materiali non interamente ottenuti nella Repubblica beneficiaria considerata, purché siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3. Tuttavia, tale condizione non si applica ai prodotti originari della Comunità ai sensi del presente regolamento, purché la trasformazione effettuata nella Repubblica beneficiaria considerata superi le lavorazioni o trasformazioni insufficienti elencate all'articolo 3, paragrafo 3;
b) prodotti originari della Comunità:
i) i prodotti totalmente ottenuti nella Comunità;
ii) i prodotti ottenuti nella Comunità, nella cui fabbricazione vengono utilizzati materiali non interamente ottenuti nella Comunità, purché siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3. Tuttavia, questa condizione non si applica ai prodotti originari della Repubblica beneficiaria considerata ai sensi del presente regolamento, purché la trasformazione effettuata nella Comunità superi le lavorazioni o trasformazioni insufficienti elencate all'articolo 3, paragrafo 3.
Articolo 2
Prodotti totalmente ottenuti
1. Sono considerati «totalmente ottenuti» nella Repubblica beneficiaria considerata o nella Comunità:
a) i prodotti minerari estratti dal loro suolo o dal loro fondo marino od oceanico;
b) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti;
c) gli animali vivi, ivi nati ed allevati;
d) i prodotti che provengono da animali vivi che ivi sono allevati;
e) i prodotti della caccia o della pesca ivi praticate;
f) i prodotti della pesca marittima e altri prodotti estratti dal mare con le loro navi;
g) i prodotti fabbricati a bordo delle loro navi officina, esclusivamente a partire dai prodotti indicati alla lettera f);
h) gli articoli fuori uso a condizione che siano ivi raccolti e possano servire soltanto al ricupero di materie prime;
i) gli scarti e i residui provenienti da operazioni manifatturiere ivi effettuate;
j) le merci ivi ottenute esclusivamente a partire dai prodotti indicati alle lettere da a) a i).
2. L'espressione «loro navi» di cui al paragrafo 1, lettera f) si applica soltanto nei confronti delle navi:
- che sono immatricolate o registrate nella Repubblica beneficiaria considerata o in uno Stato membro della Comunità;
- che battono bandiera della Repubblica beneficiaria considerata o di uno Stato membro della Comunità;
- che appartengono almeno per metà a cittadini della Repubblica beneficiaria o degli Stati membri della Comunità o ad una società la cui sede principale è situata in uno di tali Stati, o nella Repubblica beneficiaria di cui il dirigente o i dirigenti, il presidente del consiglio di amministrazione o di controllo e la maggioranza dei membri di tali consigli sono cittadini della Repubblica beneficiaria o degli Stati membri e di cui, inoltre, per quanto riguarda le società di persone o le società a responsabilità limitata, almeno la metà del capitale appartiene a tali Stati o nella Repubblica beneficiaria, a enti pubblici o a cittadini di tali Stati, o nella Repubblica beneficiaria;
- il cui stato maggiore è interamente composto di cittadini della Repubblica beneficiaria considerata o degli Stati membri della Comunità;
- e il cui equipaggio è composto, almeno per il 75 %, di cittadini della Repubblica beneficiaria considerata o degli Stati membri della Comunità.
3. Le denominazioni «la Comunità» e «la Repubblica beneficiaria» comprendono anche le acque territoriali degli Stati membri della Comunità e della Repubblica beneficiaria considerata.
Le navi operanti in alto mare, comprese le navi officina a bordo delle quali viene effettuata la trasformazione o la lavorazione dei prodotti della loro pesca, sono considerate parte del territorio della Comunità o della Repubblica beneficiaria considerata, purché rispondano alle condizioni di cui al paragrafo 2.
Articolo 3
Prodotti sufficientemente lavorati
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, i materiali non originari sono considerati sufficientemente lavorati o trasformati quando il prodotto ottenuto è classificato in una voce doganale diversa da quella in cui sono classificati tutti i materiali non originari impiegati per la sua fabbricazione, fatte salve le disposizioni di cui ai paragrafi 2 e 3.
Nel presente regolamento, per «capitoli» e «voci» s'intendono i capitoli e le voci doganali (codici a quattro cifre) utilizzati nella nomenclatura che costituisce il «sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci» (qui di seguito denominato «sistema armonizzato» o SA).
Per «classificato» s'intende la classificazione di un prodotto o di un materiale in una determinata voce doganale.
2. Per i prodotti citati nelle colonne 1 e 2 dell'elenco di cui all'allegato II, le condizioni stabilite per detti prodotti nella colonna 3 si applicano in luogo della regola di cui al paragrafo 1.
a) Quando, nell'elenco dell'allegato II, viene applicata una regola percentuale per determinare il carattere originario di un prodotto ottenuto nella Comunità o nella Repubblica beneficiaria il valore aggiunto mediante la lavorazione o la trasformazione corrisponde alla differenza tra il prezzo franco fabbrica del prodotto ottenuto e il valore dei materiali importati da paesi terzi nel territorio in questione.
b) Nell'elenco di cui all'allegato II, per «valore» s'intende il valore in dogana al momento dell'importazione dei materiali non originari utilizzati, o - qualora esso non sia noto né verificabile - il primo prezzo verificabile pagato per detti materiali nel territorio in questione.
Il primo comma della lettera b) si applica «mutatis mutandis» quando è necessario stabilire il valore dei materiali originari utilizzati.
c) Nell'elenco di cui all'allegato II, per «prezzo franco fabbrica» s'intende il prezzo pagato per il prodotto ottenuto al fabbricante nel cui stabilimento è stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione, purché includa il valore di tutti i materiali utilizzati nella fabbricazione, detratte le imposte interne rimborsate o rimborsabili quando il prodotto ottenuto è esportato.
d) Per «valore in dogana» s'intende quello definito conformemente all'accordo relativo all'attuazione dell'articolo VII dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, firmato a Ginevra il 12 aprile 1979.
3. Al fini dell'applicazione dei paragrafi 1 e 2, le lavorazioni o trasformazioni seguenti sono sempre considerate insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dal cambiamento o meno della voce doganale:
a) le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione come tali delle merci durante il loro trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze, estrazione di parti avariate e operazioni analoghe);
b) le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, selezione, classificazione, assortimento (ivi inclusa la composizione di serie di merci), lavaggio, verniciatura, riduzione in pezzi;
c) i) il cambiamento di imballaggi, nonché le divisioni e le riunioni di colli;
ii) le semplici operazioni di messa in bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione in astucci e scatole, o su tavolette, ecc., e ogni altra semplice operazione di condizionamento;
d) l'apposizione sui prodotti o sui loro imballaggi di marchi, etichette o altri segni distintivi analoghi;
e) la semplice miscela di prodotti, anche di specie diverse, quando uno o più componenti della miscela non rispondano alle condizioni fissate nel presente regolamento per poter essere considerati originari della Comunità o della Repubblica beneficiaria considerata.
f) la semplice riunione di parti di oggetti allo scopo di formare un oggetto completo;
g) il cumulo di due o più operazioni indicate nelle lettere da a) a f);
h) la macellazione degli animali.
Articolo 4
Elementi neutri
Allo scopo di determinare se un prodotto è originario della Comunità o della Repubblica beneficiaria, non ha rilevanza il fatto che l'energia elettrica, il combustibile, gli impianti, le macchine e gli utensili utilizzati per la fabbricazione di tale prodotto oppure tutti i materiali e prodotti utilizzati durante la fabbricazione, che non entrano e non erano destinati a entrare nella composizione finale del prodotto, siano o meno originari di paesi terzi.
Articolo 5
Accessori, pezzi di ricambio e utensili
Gli accessori, pezzi di ricambio e utensili che vengono consegnati con un materiale, una macchina, un apparecchio o un veicolo e fanno parte della sua normale attrezzatura e il cui prezzo è compreso in quello di questi ultimi o non è fatturato a parte sono considerati un tutto unico con il materiale, la macchina, l'apparecchio o il veicolo considerato.
Articolo 6
Assortimenti
Gli assortimenti, ai sensi della regola generale 3 del sistema armonizzato, sono considerati originari a condizione che tutti gli articoli che entrano nella loro composizione siano originari. Tuttavia, un assortimento composto di articoli originari e non originari è considerato originario nel suo insieme, a condizione che il valore degli articoli non originari non superi il 15 % del prezzo franco fabbrica dell'assortimento.
Articolo 7
Trasporto diretto
(1) Il trattamento preferenziale si applica unicamente ai prodotti o ai materiali originari trasportati attraverso il territorio della Comunità o della Repubblica beneficiaria considerata senza passare per altri territori. Tuttavia, il trasporto dei prodotti originari della Repubblica beneficiaria o della Comunità in una sola spedizione non frazionata può effettuarsi con attraversamento di territori diversi da quelli della Comunità e della Repubblica beneficiaria considerata all'occorrenza con trasbordo o deposito temporaneo in tali territori, sempre che sia giustificato il transito per detti territori per motivi geografici e che i prodotti rimangano sotto la sorveglianza delle autorità doganali dello Stato di transito o di deposito, non vi siano immessi in commercio o al consumo e non vi abbiano, all'occorrenza, subito altre operazioni a parte lo scarico e il ricarico od operazioni destinate a garantirne la conservazione come tali.
2. La prova che le condizioni di cui al paragrafo 1 sono state soddisfatte viene fornita alle autorità doganali competenti presentando:
a) una polizza di carico diretta rilasciata nel paese di esportazione per l'attraversamento del paese di transito;
b) un certificato rilasciato dalle autorità doganali del paese di transito contenente:
- una descrizione esatta delle merci;
- la data di carico e scarico delle merci o, eventualmente, del loro imbarco e sbarco, con l'indicazione delle navi utilizzate;
- la certificazione delle condizioni in cui si è effettuata la sosta delle merci nel paese di transito;
c) o, in mancanza, qualsiasi documento probatorio.
Articolo 8
Clausola territoriale
Le condizioni stabilite nel presente titolo, relative all'acquisizione del carattere di prodotto originario, vanno rispettate senza interruzione nel territorio della Comunità o della Repubblica beneficiaria considerata.
Se dei prodotti originari esportati dalla Comunità o dalla Repubblica beneficiaria verso un altro paese vi ritornano, essi sono considerati non originari, a meno che si fornisca alle autorità doganali una adeguata prova che:
- le merci che ritornano sono le stesse che erano state esportate e che
- esse non sono state sottoposte ad alcuna operazione, oltre a quelle necessarie alla loro conservazione in buono stato, durante la loro permanenza in detto paese o durante l'esportazione.
TITOLO II
PROVA DELL'ORIGINE
Articolo 9
Certificato di circolazione EUR.1
Il carattere originario dei prodotti, ai sensi del presente regolamento, viene dimostrato mediante un certificato di circolazione EUR.1, il cui modello figura nell'allegato III.
Articolo 10
Procedura di rilascio dei certificati
1. Il certificato EUR.1 viene rilasciato solo su richiesta scritta compilata dall'esportatore o, sotto la sua responsabilità, dal suo rappresentante autorizzato, sul modulo il cui modello figura all'allegato III del presente regolamento, che deve essere compilato conformemente allo stesso.
Le autorità doganali dello Stato membro di esportazione o della Repubblica beneficiaria conservano per almeno due anni le domande di certificati EUR.1.
2. L'esportatore, o il suo rappresentante, presenta con la domanda di certificato EUR.1 ogni utile documento giustificativo, atto a fornire la prova che le merci da esportare possono dar luogo al rilascio di un certificato EUR.1.
L'esportatore si impegna a presentare, su richiesta delle autorità competenti, tutte le giustificazioni supplementari che le medesime ritengano necessarie per accertare l'esattezza del carattere originario delle merci ammissibili al regime preferenziale, nonché ad accettare qualsiasi controllo della propria contabilità e del processo di fabbricazione delle merci da parte delle suddette autorità.
L'esportatore è tenuto a conservare per almeno due anni i documenti giustificativi di cui al presente paragrafo.
3. Il certificato EUR.1 può esser rilasciato solo se è idoneo a costituire titolo giustificativo per l'applicazione delle preferenze tariffarie.
4. Il rilascio del certificato EUR.1 viene effettuato dalle autorità doganali dello Stato membro o dalla Repubblica beneficiaria esportatrice se le merci da esportare possono essere considerate «prodotti originari» ai sensi del presente regolamento.
5. Quando le merci sono considerate «prodotti originari» ai sensi dell'articolo 1, lettera a), punto ii), ultima frase, o lettera b), punto ii), ultima frase, il rilascio dei certificato EUR.1 è subordinato alla presentazione della prova dell'origine precedentemente rilasciata o compilata, che deve essere conservata per almeno due anni dalle autorità doganali dello Stato membro dalla Repubblica beneficiaria di esportazione.
6. Poiché il certificato EUR.1 costituisce il titolo giustificativo per l'applicazione del regime tariffario preferenziale previsto all'articolo 1, spetta alle autorità doganali dello Stato membro esportatore o della Repubblica beneficiaria prendere le disposizioni necessarie per la verifica dell'origine delle merci e per il controllo degli altri dati del certificato EUR.1.
7. Al fine di verificare se siano soddisfatte le condizioni previste ai paragrafi 4 e 5, le autorità doganali dello Stato membro esportatore o Repubblica beneficiaria hanno la facoltà di richiedere tutti i documenti giustificativi o di procedere a tutti i controlli che esse ritengano utili.
8. Spetta alle autorità dello Stato membro esportatore o della Repubblica beneficiaria accertare che il modulo di cui all'articolo 9 sia compilato correttamente. Esse verificano in particolare che la rubrica riservata alla descrizione delle merci sia stata compilata in modo da escludere qualsiasi possibilità di aggiunta fraudolenta. A tale scopo, la descrizione delle merci deve essere effettuata senza spaziature. Se la rubrica non viene completamente riempita, deve essere tracciata una linea orizzontale sotto l'ultima riga, cancellando a tratti di penna la parte non riempita.
9. La data di rilascio del certificato EUR.1 deve essere indicata nella casella dei certificati EUR.1 riservata alle autorità doganali.
10. Il certificato EUR.1 viene rilasciato al momento dell'esportazione delle merci a cui si riferisce dalle autorità doganali dello Stato membro esportatore o della Repubblica beneficiaria. Esso viene tenuto a disposizione dell'esportatore dal momento in cui l'esportazione viene realmente effettuata o assicurata.
11. Nel caso delle Repubbliche della Bosnia Erzegovina e della Macedonia, tutti i riferimenti alle «autorità doganali» in questo articolo così come i successivi, dovranno fare capo alle Camere dell'economia, per tutto il tempo in cui quest'ultime saranno, all'interno delle rispettive Repubbliche, incaricate di svolgere queste funzioni.
Articolo 11
Rilascio a posteriori del certificato EUR.1
1. In via eccezionale, il certificato EUR.1 può essere rilasciato anche dopo l'esportazione delle merci a cui si riferisce, quando non sia stato rilasciato al momento dell'esportazione a causa di errori, omissioni involontarie o circostanze particolari.
2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, nella domanda l'esportatore deve:
- indicare luogo e data di spedizione delle merci a cui si riferisce il certificato EUR.1;
- attestare che non è stato rilasciato nessun certificato EUR.1 al momento dell'esportazione delle merci di cui trattasi e precisarne i motivi. 3. Le autorità doganali possono rilasciare a posteriori un certificato EUR.1 solo dopo aver verificato che le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi a quelle della pratica corrispondente.
4. I certificati EUR.1 rilasciati a posteriori devono recare una delle menzioni seguenti:
«EXPEDIDO A POSTERIORI»
«UDSTEDT EFTERFOELGENDE»
«NACHTRAEGLICH AUSGESTELLT»
«AAÊAEÏÈAAÍ AAÊ ÔÙÍ ÕÓÔAAÑÙÍ»
«ISSUED RETROSPECTIVELY»
«DÉLIVRÉ A POSTERIORI»
«RILASCIATO A POSTERIORI»
«AFGEGEVEN A POSTERIORI»
«EMITIDO A POSTERIORI»
5. Le menzioni di cui al paragrafo 4 devono figurare nella casella «Osservazione» del certificato EUR.1.
Articolo 12
Rilascio di duplicati del certificato EUR.1
1. In caso di furto, perdita o distruzione di un certificato EUR.1, l'esportatore può richiedere alle autorità doganali che l'hanno rilasciato un duplicato, compilato sulla base dei documenti d'esportazione che sono in loro possesso.
2. I duplicati così rilasciati devono recare una delle menzioni seguenti:
«DUPLICADO»
«DUPLIKAT»
«ÁÍÔÉÃÑÁOEÏ»
«DUPLICATE»
«DUPLICATA»
«DUPLICATO»
«DUPLICAAT»
«SEGUNDA VIA»
3. Le menzioni di cui al paragrafo 2 vengono apposte nella rubrica «Osservazioni» del certificato EUR.1.
4. Il duplicato, su cui deve essere riprodotta la data del certificato EUR.1 originale, ha efficacia a decorrere da tale data.
Articolo 13
Sostituzione dei certificati
La sostituzione di uno o più certificati di circolazione delle merci EUR.1 con uno o più altri certificati EUR.1 è sempre possibile, a condizione che venga effettuata dall'ufficio doganale dove si trovano le merci.
Articolo 14
Validità dei certificati
1. Il certificato EUR.1 deve essere presentato, entro cinque mesi dalla data di rilascio da parte delle autorità doganali dello Stato membro esportatore o della Slovenia, alle autorità doganali della Repubblica beneficiaria o dello Stato membro importatore nel quale sono introdotte le merci.
2. I certificati EUR.1 presentati alle autorità doganali dello Stato membro importatore o della Repubblica beneficiaria una volta scaduto il termine di presentazione di cui al paragrafo 1 possono essere accettati ai fini dell'applicazione del regime preferenziale, quando l'inosservanza del termine è dovuta a cause di forza maggiore o a circostanze eccezionali.
3. A parte tali casi, le autorità doganali dello Stato membro importatore o della Repubblica beneficiaria possono accettare i certificati EUR.1 se le merci sono state loro presentate prima della scadenza di detto termine.
Articolo 15
Esposizioni
1. Le merci spedite dalla Repubblica beneficiaria per un'esposizione in un altro paese e vendute, dopo l'esposizione, per essere importate nella Comunità e le merci spedite dalla Comunità per un'esposizione in un altro paese e vendute, dopo l'esposizione, per essere importate in una delle Repubbliche beneficiarie, beneficiano, all'importazione, delle preferenze tariffarie o degli accordi riguardanti il cumulo purché soddisfino le condizioni previste nel presente regolamento al fine di essere riconosciute originarie della Comunità o della Repubblica beneficiaria considerata e purché alle autorità doganali competenti sia fornita la prova:
a) che un esportatore ha spedito tali merci dalla Comunità o dalla Repubblica beneficiaria nel paese dell'esposizione e ivi le ha esposte;
b) che detto esportatore ha venduto le merci o le ha cedute a un destinatario nella Repubblica beneficiaria o nella Comunità;
c) che le merci sono state spedite durante l'esposizione o subito dopo nella Repubblica beneficiaria o nella Comunità nello stato in cui sono state inviate all'esposizione;
d) che, dal momento in cui sono state inviate all'esposizione, le merci non sono state utilizzate per scopi diversi dalla dimostrazione a tale esposizione. 2. Alle autorità doganali competenti deve essere presentato, nelle condizioni normali, un certificato EUR.1 con l'indicazione della denominazione e dell'indirizzo dell'esposizione. All'occorrenza può essere richiesta una prova documentale supplementare della natura delle merci e delle condizioni in cui esse sono state esposte.
3. Il paragrafo 1 è applicabile a qualsiasi esposizione, fiera o manifestazione pubblica analoga, di carattere commerciale, industriale, agricolo o artigianale - diversa da quelle organizzate per finalità private in negozi o locali commerciali e aventi per oggetto la vendita di merci straniere - durante la quale le merci restano sotto controllo della dogana.
Articolo 16
Presentazione dei certificati
Il certificato EUR.1 deve essere presentato alle autorità doganali dello Stato membro importatore nella Repubblica beneficiaria secondo le modalità previste dalla legge del paese. Dette autorità possono esigere la presentazione di una traduzione. Esse possono anche richiedere che la dichiarazione d'importazione sia completata da un attestato dell'importatore certificante che le merci soddisfano le condizioni richieste per l'applicazione delle preferenze tariffarie.
Articolo 17
Importazione con spedizioni scaglionate
Fermo restando l'articolo 3, paragrafo 3, quando, su richiesta del dichiarante in dogana, un articolo, smontato o non smontato, rientrante nei capitoli 84 o 85 del sistema armonizzato viene importato con spedizioni scaglionate alle condizioni fissate dalle autorità competenti, esso viene considerato come sostituente un solo articolo e può essere presentato un certificato EUR.1 per l'articolo completo al momento dell'importazione della prima spedizione parziale.
Articolo 18
Conservazione dei certificati
I certificati EUR.1 vengono conservati dalle autorità doganali dello Stato membro importatore o della Repubblica beneficiaria secondo le norme vigenti nel paese.
Articolo 19
Formulario EUR.2
1. Fatto salvo l'articolo 9, il carattere originario, ai sensi del presente regolamento, delle spedizioni contenenti unicamente prodotti originari e di valore unitario non superiore a 3 000 ecu viene dimostrato mediante un formulario EUR.2, il cui modello figura nell'allegato IV del presente regolamento.
2. Il formulario EUR.2 è compilato e firmato dall'esportatore o, sotto la sua responsabilità, dal suo rappresentante autorizzato, conformemente al presente regolamento. Se le merci contenute nella spedizione sono già state controllate nel paese esportatore in relazione alla nozione di «prodotti originari», l'esportatore può far riferimento a detto controllo nella casella «Osservazioni» del formulario EUR.2.
3. Viene compilato un formulario EUR.2 per ogni spedizione.
4. Queste disposizioni non esonerano gli esportatori dall'espletamento di tutte le altre formalità imposte dalle norme doganali o postali.
5. L'esportatore che ha compilato il formulario EUR.2 fornisce, su richiesta, alle autorità doganali dello Stato membro esportatore o della Repubblica beneficiaria tutti i documenti giustificativi relativi all'uso del formulario.
Articolo 20
Discordanze
La constatazione di lievi discordanze tra le menzioni esistenti nel certificato EUR.1 o nel formulario EUR.2 e quelle contenute nei documenti presentati all'ufficio doganale per l'assolvimento delle formalità d'importazione delle merci non comporta ipso facto l'invalidità del certificato EUR.1 o del formulario EUR.2 se viene regolarmente accertato che questi ultimi corrispondono alle merci presentate.
Articolo 21
Esonero dalla prova dell'origine
1. Possono beneficiare, all'importazione nella Comunità delle preferenze tariffarie, senza che sia necessario presentare uno dei documenti di cui agli articoli 9 o 19, i seguenti «prodotti originari» ai sensi del presente regolamento:
a) i prodotti oggetto di piccole spedizioni dirette a privati da privati e il cui valore non supera 215 ecu;
b) i prodotti contenuti nei bagagli dei passeggeri e il cui valore non supera 600 ecu. 2. Queste disposizioni vengono applicate solo nel caso in cui si tratti di importazioni prive di ogni carattere commerciale, dichiarate come rispondenti alle condizioni richieste per l'applicazione delle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1, e qualora non esista alcun dubbio sulla veridicità di detta dichiarazione.
3. Sono considerate prive di ogni carattere commerciale le importazioni che presentano un carattere occasionale e che consistono unicamente in merci riservate all'uso personale dei viaggiatori o delle loro famiglie, purché sia evidente, per la loro natura e quantità, che non sono destinate ad usi commerciali.
TITOLO III
METODI DI COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA
Articolo 22
Comunicazione dell'impronta dei timbri
La Repubblica beneficiaria trasmette alla Commissione i facsimili dei timbri utilizzati, nonché gli indirizzi delle autorità doganali competenti per il rilascio e il controllo a posteriori dei certificati EUR.1. La Commissione, a sua volta, comunica queste informazioni alle autorità doganali degli Stati membri.
Ai fini dell'applicazione del trattamento preferenziale, i certificati di circolazione EUR.1 vengono accettati a decorrere dalla data in cui la Commissione riceve le informazioni suddette.
I certificati EUR.1 presentati prima di questa data alle autorità doganali dello Stato membro importatore vengono accettati in conformità della legislazione comunitaria.
Articolo 23
Controllo dei certificati EUR.1 e dei formulari EUR.2
1. Il controllo a posteriori dei certificati EUR.1 o dei formulari EUR.2 è effettuato per sondaggio o ogniqualvolta le autorità doganali dello Stato membro importatore o della Repubblica beneficiaria abbiano fondati dubbi sull'autenticità del documento o sull'esattezza delle informazioni relative all'effettiva origine della merce in questione.
2. Allo scopo di assicurare una corretta applicazione del presente regolamento, la Repubblica beneficiaria e gli Stati membri della Comunità si prestano mutua assistenza, tramite le rispettive amministrazioni doganali, per il controllo dell'autenticità dei certificati EUR.1 e dei formulari EUR.2, nonché dell'esattezza delle informazioni relative all'effettiva origine dei prodotti.
3. Per l'applicazione delle disposizioni del paragrafo 1, le autorità doganali dello Stato membro di importazione o della Repubblica beneficiaria rinviano il certificato EUR.1 o il formulario EUR.2, o una fotocopia dei suddetti documenti, alle autorità doganali dello Stato di esportazione, indicando, all'occorrenza, i motivi di fondo o di forma che giustificano un'inchiesta.
A sostegno della richiesta di controllo, esse allegano ai certificati EUR.1 o ai formulari EUR.2 ogni documento commerciale, o copia dello stesso, e ogni informazione che hanno potuto ottenere e che fa ritenere che le menzioni riportate sul certificato EUR.1 o sul formulario EUR.2 sono inesatte.
Se decidono di soprassedere all'applicazione delle preferenze tariffarie in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali dello Stato membro di importazione offrono all'importatore lo svincolo delle merci, con riserva delle misure conservative giudicate necessarie.
4. I risultati del controllo a posteriori sono comunicati entro sei mesi alle autorità doganali dello Stato membro importatore. Essi devono permettere di stabilire se i documenti rinviati a norma del paragrafo 3 si applicano ai prodotti effettivamente esportati e se questi prodotti possono realmente beneficiare delle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1.
Qualora, in caso di dubbi fondati, non sia pervenuta alcuna risposta entro sei mesi dalla data della richiesta di controllo, oppure qualora la risposta non contenga informazioni sufficienti per determinare l'autenticità del documento in questione o l'effettiva origine dei prodotti, le autorità richiedenti li escludono dal regime preferenziale, a meno che si tratti di casi di forza maggiore o di circostanze eccezionali.
5. Ai fini del controllo a posteriori dei certificati EUR.1, i documenti di esportazione e le copie dei certificati devono essere conservati almeno per due anni dalle autorità doganali del paese esportatore.
TITOLO IV
DISPOSIZIONI APPLICABILI A CEUTA E
MELILLA
Articolo 24
Applicazione del presente regolamento
1. Nell'espressione «Comunità» utilizzata nel presente regolamento non rientrano Ceuta e Melilla. Nell'espressione «prodotti originari della Comunità» non rientrano i prodotti originari di Ceuta e di Melilla.
2. I titoli da I a III e V si applicano, mutatis mutandis, ai prodotti originari di Ceuta e di Melilla, fatte salve le condizioni particolari di cui all'articolo 25.
Articolo 25
Condizioni particolari
1. Le disposizioni seguenti sono applicabili in sostituzione dell'articolo 1 ed i riferimenti a detto articolo si applicano mutatis mutandis al presente articolo.
2. Purché siano stati trasportati direttamente a norma dell'articolo 7, sono considerati:
a) prodotti originari di Ceuta e di Melilla:
i) i prodotti totalmente ottenuti a Ceuta e a Melilla;
ii) i prodotti ottenuti a Ceuta e a Melilla e nella cui fabbricazione sono entrati prodotti diversi da quelli indicati al punto i), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3. Tuttavia, tale condizione non si applica ai prodotti originari della Comunità o della Repubblica beneficiaria ai sensi del presente regolamento, purché siano oggetto, a Ceuta e Melilla, di lavorazioni o trasformazioni superiori alle lavorazioni o trasformazioni insufficienti di cui all'articolo 3, paragrafo 3;
b) prodotti originari della Repubblica beneficiaria:
i) i prodotti totalmente ottenuti nella Repubblica beneficiaria;
ii) i prodotti ottenuti nella Repubblica beneficiaria e nella cui fabbricazione sono entrati prodotti diversi da quelli indicati al punto i), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3. Tuttavia, tale condizione non si applica ai prodotti originari di Ceuta e Melilla o della Comunità ai sensi del presente regolamento, purché siano oggetto nella Repubblica beneficiaria considerata di lavorazioni o trasformazioni superiori alle lavorazioni o trasformazioni insufficienti di cui all'articolo 3, paragrafo 3. 3. Ceuta e Melilla sono considerate un solo territorio.
4. L'esportatore o il suo rappresentante autorizzato è tenuto ad apporre il nome della Repubblica beneficiaria e «Ceuta e Melilla» nella casella 2 del certificato EUR.1. Inoltre, quando trattasi di prodotti originari di Ceuta e Melilla, il carattere originario deve essere indicato nella casella 4 del certificato EUR.1.
5. Le autorità doganali spagnole sono incaricate di garantire l'applicazione del presente regolamento a Ceuta e a Melilla.
TITOLO V
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 26
Prodotti petroliferi
I prodotti elencati nell'allegato V sono temporaneamente esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento. Tuttavia, i titoli da II a IV si applicano, mutatis mutandis, ai suddetti prodotti.
Articolo 27
Misure transitorie
Fatto salvo l'articolo 16 del presente regolamento, i certificati di circolazione EUR.1, rilasciati in conformità dell'articolo 11, relativi ai prodotti che, il 15 novembre 1991 di cui al regolamento (CEE) n. 3567/91 del Consiglio, a quella stessa data si trovino in viaggio oppure si trovino nella Comunità in regime di deposito provvisorio, di deposito doganale o di zona franca, possono essere presentati con i documenti che comprovino il trasporto diretto, entro un termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 28
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica a decorrere dal 15 novembre 1991.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 22 gennaio 1992.

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