Document ID: 31990L0396

DIRETTIVA DEL CONSIGLIO del 29 giugno 1990 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di apparecchi a gas (90/396/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 100 A,
in cooperazione con il Parlamento europeo (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
considerando che gli Stati membri sono tenuti a garantire sul proprio territorio la sicurezza e la salute delle persone e, all'occorrenza, degli animali domestici e dei beni dai rischi derivanti dall'uso degli apparecchi a gas;
considerando che in taluni Stati membri disposizioni cogenti determinano in particolare il livello di sicurezza richiesto agli apparecchi a gas attraverso la specificazione delle caratteristiche di progettazione e di funzionamento e la definzione delle procedure di ispezione; che queste disposizioni cogenti non determinano necessariamente un diverso livello di sicurezza da uno Stato membro all'altro, ma ostacolano invece, per la loro diversità, il commercio all'interno della Comunità;
considerando che negli Stati membri sono fissate condizioni diverse in materia di tipi di gas e di pressioni di alimentazione; che queste condizioni non sono armonizzate in quanto si deve tener conto delle caratteristiche peculiari della situazione di ciascuno Stato membro in fatto di approvvigionamento e distribuzione dell'energia;
considerando che il Libro bianco concernente il completamento del mercato interno, approvato dal Consiglio europeo nel giugno 1985, prevede ai paragrafi 65 e 68 il ricorso a una nuova strategia in materia di ravvicinamento delle legislazioni;
considerando che il diritto comunitario, in deroga ad una delle regole fondamentali della Comunità consistente nella libera circolazione delle merci, prevede che gli ostacoli alla circolazione intracomunitaria, dovuti alla disparità delle legislazioni nazionali sulla commercializzazione dei prodotti, debbano essere ammessi qualora tali ostacoli possano essere riconosciuti necessari per far fronte ad esigenze imperative; che quindi l'armonizzazione legislativa deve limitarsi, nel
caso presente, alle sole prescrizioni necessarie per soddisfare i requisiti imperativi ed essenziali della sicurezza, della salute e del risparmio energetico relativi agli apparecchi a gas; che questi requisiti devono sostituire le prescrizioni nazionali in materia poiché essi sono essenziali;
considerando che il mantenimento o il miglioramento del livello di sicurezza raggiunto negli Stati membri costituiscono un obiettivo essenziale della presente direttiva e della sicurezza quale essa è definita dai requisiti essenziali;
considerando che il rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute è imperativo per garantire la sicurezza degli apparecchi a gas; che l'efficienza energetica è un requisito essenziale; che detti requisiti dovranno essere applicati con discernimento per tener conto del livello tecnologico esistente al momento della fabbricazione;
considerando che la presente direttiva definisce pertanto unicamente i requisiti essenziali; che per facilitare la prova della conformità con i requisiti essenziali è necessario disporre di norme armonizzate a livello europeo, che riguardino in particolare la costruzione, il funzionamento e l'installazione degli apparecchi a gas e il cui rispetto assicuri al prodotto una presunzione di conformità con detti requisiti essenziali; che queste norme armonizzate a livello europeo sono elaborate da organismi privati e devono conservare il loro carattere di disposizioni non cogenti; che a tal fine il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) e il Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (CENELEC) sono riconosciuti quali organismi competenti per l'adozione delle norme armonizzate, conformemente agli orientamenti generali sulla cooperazione tra la Commissione e questi due organismi, firmati il 13 novembre 1984; che ai sensi della presente direttiva una norma armonizzata è una specificazione tecnica (norma europea o documento di armonizzazione) adottata da uno di detti organismi, oppure da entrambi, su mandato della Commissione, conformemente alle disposizioni della direttiva 83/189/CEE del Consiglio, del 28 marzo 1983, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche (3), modificata da ultimo dalla direttiva 88/182/CEE (4), nonché ai sensi degli orientamenti generali summenzionati;
considerando che, in attesa dell'adozione di norme armonizzate ai sensi della presente direttiva, è opportuno facilitare la conformità ai requisiti essenziali e facilitare così la libera circolazione degli apparecchi a gas, accettando, a livello
comunitario, prodotti che siano conformi alle norme nazionali e la cui conformità ai requisiti essenziali sia stata confermata attraverso una procedura di verifica comunitaria;
considerando che è necessario verificare la conformità ai requisiti tecnici in questione per proteggere efficacemente gli utilizzatori e i terzi; che le procedure di certificazione esistenti differiscono da uno Stato membro all'altro; che per evitare il moltiplicarsi delle ispezioni, risultanti in pratica in ostacoli alla libera circolazione degli apparecchi a gas, è necessario prevedere il reciproco riconoscimento delle procedure di certificazione applicate dagli Stati membri; che, al fine di facilitare il reciproco riconoscimento delle procedure di certificazione, occorre in particolare stabilire procedure comunitarie armonizzate ed armonizzare i criteri da prendere in considerazione per designare gli organismi incaricati dell'esecuzione di tali procedure;
considerando che la responsabilità degli Stati membri sul loro territorio per la sicurezza, la salute e l'efficienza energetica considerati nei requisiti essenziali deve essere riconosciuta in una clausola di salvaguardia che prevede adeguate procedure comunitarie;
considerando che i destinatari di qualsiasi decisione presa nel quadro della presente direttiva devono conoscere le motivazioni di tale decisione e i mezzi di ricorso loro offerti;
considerando che il Consiglio ha adottato il 17 settembre 1984 la direttiva quadro 84/530/CEE (5), modificata da ultimo dalla direttiva 86/312/CEE (6), sugli apparecchi a gas e la direttiva particolare 84/531/CEE (7), modificata da ultimo dalla direttiva 88/665/CEE (8), sugli scaldacqua a gas; che tali direttive devono essere abrogate in quanto riguardano lo stesso settore contemplato dalla presente direttiva;
considerando che è necessario adottare le misure destinate all'instaurazione progressiva del mercato interno nel corso di un periodo che scade il 31 dicembre 1992; che il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
CAPITOLO I
Campo di applicazione, immissione sul mercato e libera circolazione
Articolo 1
1. La presente direttiva riguarda:
- gli apparecchi utilizzati per la cottura, il riscaldamento, la produzione di acqua calda, il raffreddamento, l'illumina-
zione e il lavaggio, i quali bruciano cumbustibili gassosi ed hanno eventualmente una temperatura normale dell'acqua non superiore a 105 gC, in seguito denominato «apparecchi». Sono assimilati agli apparecchi i bruciatori ad aria soffiata e i corpi di scambio calore attrezzati con i bruciatori precitati;
- i dispositivi di sicurezza, di controllo e di regolazione ed i sottogruppi, diversi dai bruciatori ad aria soffiata dai corpi di scambio calore attrezzati con i generatori precitati, quali sono commercializzati separatamente per uso dei professionisti e sono destinati ad essere incorporati in un apparecchio a gas o montati per costituire un apparecchio a gas, in seguito denominati «dispositivi».
2. Sono esclusi dal campo di applicazione definito nel paragrafo 1 gli apparecchi destinati specificatamente ad essere utilizzati in processi industriali in stabilimenti industriali.
3. Ai fini della presente direttiva, per «combustibile gassoso» si intende qualsiasi combustibile che sia allo stato gassoso ad una temperatura di 15 gC e ad una pressione di 1 bar.
4. Ai fini della presente direttiva un apparecchio si considera «usato normalmente» quando è:
- correttamente installato e sottoposto a regolare manutenzione, conformemente alle istruzioni del fabbricante,
- usato nel normale campo di variazione della qualità del gas e della pressione di alimentazione e
- usato per gli scopi per cui è stato costruito o in modi ragionevolmente prevedibili.
Articolo 2
1. Gli Stati membri prendono tutte le disposizioni utili affinché gli apparecchi di cui all'articolo 1 possano essere immessi sul mercato e posti in servizio soltanto se, qualora usati normalmente, non compromettono la sicurezza delle persone, degli animali domestici e dei beni.
2. Gli Stati membri comunicano agli altri Stati membri ed alla Commissione anteriormente al 1g gennaio 1991 i tipi di gas e le corrispondenti pressioni di alimentazione utilizzati sul loro territorio. Comunicano inoltre in tempo utile qualsiasi modifica. La Commissione provvede alla pubblicazione di tali dati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 3
Gli apparecchi e i dispositivi di cui all'articolo 1 devono soddisfare i requisiti essenziali che sono loro applicabili e che figurano nell'allegato I.
Articolo 4
1. Gli Stati membri non possono vietare, limitare o ostacolare l'immissione sul mercato e la messa in servizio degli apparecchi che soddisfano i requisiti essenziali enunciati nella presente direttiva.
2. Gli Stati membri non possono vietare, limitare o ostacolare l'immissione sul mercato dei dispositivi di cui all'articolo 1 corredati dall'attestato di cui all'articolo 8, paragrafo 4.
Articolo 5
1. Gli Stati membri presumono conformi ai requisiti essenziali di cui all'allegato 3 gli apparecchi e i dispositivi conformi:
a) alle norme nazionali che li riguardano e che recepiscono le norme armonizzate i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Gli Stati membri pubblicano i riferimenti di tali norme nazionali;
b) alle norme nazionali che li riguardano e che sono previste al paragrafo 2, nella misura in cui nel settore coperto da tali norme nazionali non esistono norme armonizzate.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle norme nazionali che sono previste al paragrafo 1, lettera b) e che essi considerano conformi ai requisiti essenziali di cui all'articolo 3. La Commissione trasmette il testo di tali norme agli altri Stati membri. Conformemente alla procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 2, la Commissione notifica agli Stati membri le norme nazionali che beneficiano della presunzione di conformità ai requisiti essenziali di cui all'articolo 3.
Articolo 6
1. Se uno Stato membro o la Commissione ritiene che le norme di cui all'articolo 5, paragrafo 1 non soddisfano pienamente i requisiti essenziali di cui all'articolo 3, la Commissione o lo Stato membro interessato adisce il comitato permanente istituito dalla direttiva 83/189/CEE, in seguito denominato «comitato», esponendone i propri motivi. Il comitato esprime un parere con urgenza.
Visto il parere del comitato, la Commissione notifica agli Stati membri se sia o non sia necessario procedere alla cancellazione delle norme in questione dalle pubblicazioni di cui all'articolo 5, paragrafo 1.
2. Dopo aver ricevuto la comunicazione di cui all'articolo 5, paragrafo 2, la Commissione consulta il comitato. Entro un mese dal ricevimento del parere del comitato, la Commissione comunica agli Stati membri se le norme nazionali in questione beneficiano o meno della presunzione di conformità e, in caso affermativo, gli Stati membri pubblicano i riferimenti di tali norme. La Commissione pubblica anche tali riferimenti nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 7
1. Se uno Stato membro constata che alcuni apparecchi che sono usati normalmente e che sono muniti del marchio CE possono compromettere la sicurezza delle persone, degli animali domestici o dei beni, esso prende tutte le misure utili per ritirare tali apparecchi dal mercato o per proibirne o limitarne l'immissione sul mercato.
Lo Stato membro interessato informa immediatamente la Commissione di tutte le misure prese e spiega i motivi della propria decisione e, in particolare, se la non conformità è dovuta:
a) alla mancata rispondenza ai requisiti essenziali di cui all'articolo 3, qualora l'apparecchio non corrisponda alle norme di cui all'articolo 5, paragrafo 1;
b)
ad una errata applicazione delle norme di cui all'articolo 5, paragrafo 1;
c)
ad una carenza delle norme stesse di cui all'articolo 5, paragrafo 1.
2. La Commissione avvia il più rapidamente possibile una consultazione con le parti interessate. Se la Commissione constata, dopo tale consultazione, che le misure di cui al paragrafo 1 sono giustificate, essa ne informa immediatamente lo Stato membro che ha preso le misure e gli altri Stati membri.
Se la decisione di cui al paragrafo 1 è determinata da una carenza delle norme, la Commissione, previa consultazione delle parti interessate, adisce il comitato entro due mesi se lo Stato membro che ha preso tali misure intende mantenerle e avvia le procedure di cui all'articolo 6.
3. Se un apparecchio non conforme è munito del marchio CE, lo Stato membro competente prende le misure del caso nei confronti di chi ha apposto il marchio e ne informa la Commissione e gli altri Stati membri.
4. La Commissione provvede a tenere informati gli Stati membri degli sviluppi e dei risultati di detta procedura.
CAPITOLO II
Mezzi per attestare la conformità
Articolo 8
1. I mezzi per attestare la conformità degli apparecchi fabbricati in serie sono i seguenti:
a) l'esame CE del tipo previsto all'allegato II, punto 1
e
b)
prima dell'immissione sul mercato, a scelta del fabbricante:
- la dichiarazione CE di conformità al tipo, prevista all'allegato II, punto 2 oppure
- la dichiarazione CE di conformità al tipo (garanzia della qualità della produzione) prevista all'allegato II, punto 3 oppure
- la dichiarazione CE di conformità al tipo (garanzia della qualità del prodotto) prevista all'allegato II, punto 4 oppure
- la verifica CE prevista all'allegato II, punto 5.
2. Nel caso di un apparecchio prodotto come esemplare unico o in piccola quantità, il fabbricante può ricorrere alla verifica CE dell'esemplare unico prevista all'allegato II, punto 6.
3. Dopo la conclusione delle procedure di cui al paragrafo 1, lettera b) e al paragrafo 2 sugli apparecchi conformi viene apposto il marchio di conformità CE secondo le modalità fissate all'articolo 10.
4. Ai dispositivi previsti all'articolo 1 si applicano le procedure di cui al paragrafo 1, tranne l'apposizione del marchio di conformità CE ed eventualmente la compilazione della dichiarazione di conformità. Deve essere rilasciato un attestato in cui si dichiari la conformità dei dispositivi alle disposizioni della presente direttiva loro applicabili e che fornisca le caratteristiche dei dispositivi nonché le condizioni di incorporamento in un apparecchio o di montaggio che contribuiscano al rispetto dei requisiti essenziali che si applicano agli apparecchi terminati.
L'attestato è fornito insieme al dispositivo.
5. Qualora gli apparecchi siano oggetto anche di altre direttive comunitarie:
- deve esserne verificata la rispondenza ai requisiti essenziali enunciati nella presente direttiva, secondo le procedure stabilite ai paragrafi 1 e 2, e
- deve essere accertato se gli apparecchi soddisfano anche i requisiti essenziali enunciati nelle altre direttive secondo le procedure in esse fissate.
L'apposizione del marchio CE secondo quanto stabilito al paragrafo 3 attesta che l'apparecchio soddisfa le disposizioni di tutte le direttive che lo riguardano.
6. I fascicoli e la corrispondenza relativi ai mezzi di attestazione della conformità sono redatti nella o nelle lingue ufficiali dello Stato membro in cui è stabilito l'organismo incaricato dell'esecuzione di queste procedure o in una lingua accettata da detto organismo.
Articolo 9
1. Ciascuno Stato membro notifica alla Commissione ed agli altri Stati membri il nome degli organismi incaricati dell'esecuzione delle procedure di cui all'articolo 8, in seguito denominati «organismi notificati».
La Commissione pubblica per informazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee l'elenco ed i simboli d'identificazione degli organismi notificati ed assicura l'aggiornamento di tale informazione.
2. Gli Stati membri applicano i criteri fissati nell'allegato V per valutare gli organismi da notificare.
Si presume che gli organismi che soddisfano i criteri di valutazione fissati nelle corrispondenti norme armonizzate soddisfino i criteri fissati in detto allegato.
3. Lo Stato membro che abbia notificato un organismo deve revocare l'autorizzazione se ritiene che l'organismo in questione non soddisfi più i criteri di cui al paragrafo 2. Esso ne informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri.
CAPITOLO III
Marchio di conformità CE
Articolo 10
1. Il marchio di conformità CE nonché la scheda delle caratteristiche di cui all'allegato III sono apposti in modo visibile, facilmente leggibile ed indelebile sull'apparecchio o su una targhetta di identificazione ad esso fissata. La targhetta di identificazione deve essere concepita in modo da non poter essere riutilizzata.
2. È vietato apporre sugli apparecchi marchi che possano confondersi con il marchio CE.
Articolo 11
Qualora si constati che il marchio CE è stato apposto indebitamente su un apparecchio o che l'attestato previsto per il dispositivo è stato attribuito erroneamente in quanto:
- gli apparecchi o i dispositivi non sono conformi all'apparecchio o al dispositivo oggetto del certificato di esame CE del tipo,
- gli apparecchi o i dispositivi, pur essendo conformi all'apparecchio o al dispositivo oggetto del certificato di esame CE del tipo, non soddisfano i requisiti essenziali ad essi applicabili,
- il fabbricante non ha soddisfatto gli obblighi specificati nell'allegato II,
l'organismo notificato revoca il diritto di apporre il marchio CE o di rilasciare l'attesto; esso ne informa gli altri organismi notificati e lo Stato membro interessato.
CAPITOLO IV
Disposizioni finali
Articolo 12
Qualsiasi decisione presa in applicazione della presente direttiva e comportante restrizioni all'immissione sul mercato e/o in servizio di un apparecchio è motivata in modo preciso. Essa è notificata all'interessato con la massima sollecitudine, con l'indicazione dei mezzi legali di ricorso offerti dalle legislazioni in vigore nello Stato membro in questione e dei termini entro cui si devono introdurre tali ricorsi.
Articolo 13
Le direttive 84/530/CEE e 84/531/CEE sono abrogate.
Articolo 14
1. Anteriormente al 1g luglio 1991 gli Stati membri adottano e pubblicano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi ne informano la Commissione.
Gli Stati membri applicano tali disposizioni a decorrere dal 1g gennaio 1992.
2. Tuttavia, in deroga all'articolo 2, gli Stati membri possono, per il periodo fino al 31 dicembre 1995 e fatti salvi gli articoli da 30 a 36 del trattato, ammettere l'immissione sul mercato e/o in servizio degli apparecchi e dei dispositivi conformi alle regolamentazioni in vigore negli Stati membri anteriormente al 1g gennaio 1992.
3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno da essi adottate nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
Articolo 15
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Lussemburgo, addì 29 giugno 1990.

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