Document ID: 31999D0181

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 24 febbraio 1999 che autorizza gli Stati membri a prevedere deroghe a determinate disposizioni della direttiva 77/93/CEE del Consiglio riguardo alle piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie dell'Argentina [notificata con il numero C(1999) 406] (1999/181/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 77/93/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro l'introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali e ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità (1), modificata da ultimo dalla direttiva 98/2/CE della Commissione (2), in particolare l'articolo 14, paragrafo 1,
viste le richieste presentate dalla Francia e dall'Italia,
considerando che, a norma della direttiva 77/93/CEE, non possono in linea di massima essere introdotte nella Comunità piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie di paesi extra europei, esclusi i paesi mediterranei, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Canada e gli Stati continentali degli USA;
considerando che la moltiplicazione in Argentina di piantine di Fragaria L. destinate alla piantagione, tranne le sementi, ottenute da piante fornite da alcuni Stati membri nell'intento di prolungare la stagione di produzione, è oggi divenuta una pratica corrente; che le piantine prodotte sono successivamente esportate nella Comunità e vengono piantate per la produzione di frutta;
considerando che la decisione 93/411/CEE (3), modificata da ultimo dalla decisione 96/403/CE (4), ha autorizzato gli Stati membri a prevedere deroghe, a determinate condizioni, ad alcune norme generali della direttiva 77/93/CEE per le piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie dell'Argentina nelle campagne dal 1993 al 1996;
considerando che nelle campagne d'importazione 1993 e 1994 non è stata mai confermata la presenza di organismi nocivi nel corso delle ispezioni effettuate sulle piantine importate in applicazione della decisione 93/411/CEE; che tuttavia, per le campagne d'importazione 1995 e 1996, i Paesi Bassi hanno segnalato alla Commissione quattro casi, uno nella campagna 1995 e tre nella campagna 1996, nei quali è stata constatata la presenza dell'organismo nocivo Xanthomonas fragariae Kennedy & King, individuato durante le ispezioni prescritte nella stagione di crescita sulle piantine di fragole importate dall'Argentina; che non è stato possibile confermare la fonte dei focolai; che si è ritenuto che sussistessero le condizioni che avevano motivato le precedenti autorizzazioni, per cui è stata concessa fino al 31 dicembre 1998, con la decisione 97/353/CE (5), un'ulteriore autorizzazione con requisiti rigorosi per le importazioni di piantine di fragole dall'Argentina; che nel corso delle ispezioni effettuate sulle piantine importate ai sensi della decisione 97/353/CE non è mai stata confermata la presenza di organismi nocivi; che sussistono pertanto le condizioni che hanno motivato le precedenti autorizzazioni; che è opportuno concedere un'ulteriore autorizzazione con analoghi requisiti rigorosi per l'importazione di piantine di fragole dall'Argentina per un periodo limitato che scade il 31 dicembre 2000;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Gli Stati membri sono autorizzati, alle condizioni stabilite al paragrafo 2, a prevedere deroghe alle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 77/93/CEE, in merito ai requisiti di cui all'allegato III, parte A, punto 18, per le piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie dell'Argentina.
2. Oltre ai requisiti fissati nella parte A degli allegati I, II e IV della direttiva 77/93/CEE, per le piantine di fragole, devono essere rispettate le seguenti condizioni:
a) Le piantine devono essere destinate alla produzione di frutta nella Comunità e devono:
i) essere ottenute esclusivamente da piante madri certificate nel quadro di un programma di certificazione approvato di uno Stato membro e importate da tale Stato membro;
ii) essere coltivate su superfici:
- situate in una zona isolata da quelle di produzione delle fragole destinate alla vendita;
- situate ad almeno 1 km dalla più vicina piantagione di fragole per la produzione di frutta o di stoloni che non sia conforme alle condizioni della presente decisione;
- situate ad almeno 200 m da qualsiasi altra piantagione del genere Fragaria non conforme alle condizioni della presente decisione;
- che, prima dell'impianto e nel periodo successivo alla rimozione della coltura precedente, sono state controllate con metodi appropriati o trattate per garantire l'assenza di organismi nocivi del suolo;
iii) essere ufficialmente ispezionate dal servizio fitosanitario dell'Argentina almeno tre volte durante la stagione di crescita e prima dell'esportazione per individuare l'eventuale presenza di organismi nocivi elencati nella parte A degli allegati I e II della direttiva 77/93/CEE e di qualsiasi altro organismo nocivo di cui non è nota la presenza nella Comunità;
iv) risultare indenni, all'atto delle ispezioni di cui al punto iii), dagli organismi nocivi indicati al punto iii);
v) prima dell'esportazione:
- essere scosse per togliere residui di terra o di altri supporti di coltura,
- essere pulite (prive di residui vegetali) e prive di fiori e di frutti.
b) Le piantine destinate alla Comunità devono essere accompagnate da un certificato fitosanitario rilasciato in Argentina conformemente agli articoli 7 e 12 della direttiva 77/93/CEE, in base all'esame ivi prescritto per la verifica delle condizioni stabilite, segnatamente l'assenza degli organismi nocivi di cui alla lettera a), punto iii), e la conformità ai requisiti di cui alla lettera a), punti i), ii), iv) e v).
Il certificato deve recare:
- al punto «Disinfestazione e/o disinfezione», indicazioni dettagliate sull'ultimo o sugli ultimi trattamenti subiti prima dell'esportazione.
- al punto «Dichiarazione supplementare», l'indicazione «La presente partita è conforme ai requisiti prescritti dalla decisione 1999/181/CE», nonché il nome della varietà e il programma di certificazione dello Stato membro nel cui ambito le piante madri sono state certificate.
c) Le piantine devono essere introdotte attraverso punti di entrata situati nel territorio di uno Stato membro e da esso designati ai fini della presente deroga; gli Stati membri devono notificare con sufficiente anticipo alla Commissione, nonché comunicarli su richiesta agli altri Stati membri, i punti di entrata e il nome e l'indirizzo dei rispettivi organismi ufficiali responsabili di cui alla direttiva 77/93/CEE; se l'introduzione nel territorio comunitario avviene in uno Stato membro diverso da quello che si avvale della presente deroga, gli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro di introduzione ne informano gli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro che fa ricorso alla deroga e con essi cooperano ai fini dell'osservanza delle disposizioni della presente decisione.
d) Prima dell'introduzione delle piantine nella Comunità, l'importatore viene ufficialmente informato delle condizioni di cui alle lettere a), b), c), d), e) ed f); egli deve notificare ogni importazione con sufficiente anticipo agli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro di introduzione, il quale inoltrerà immediatamente i dati della notifica alla Commissione indicando:
- il tipo di materiale,
- il quantitativo,
- la data dichiarata d'introduzione e la conferma del punto d'entrata,
- i nomi e gli indirizzi delle aziende di cui alla lettera f) dove le piantine saranno piantate.
L'importatore fornisce ragguagli su eventuali cambiamenti della suddetta notifica preventiva agli organismi ufficiali responsabili del proprio Stato membro, possibilmente appena ne è venuto a conoscenza e comunque prima dell'importazione, e lo Stato membro in causa comunica immediatamente tali cambiamenti alla Commissione.
e) Le ispezioni, comprese le eventuali analisi, in applicazione dell'articolo 12 della direttiva 77/93/CEE e delle disposizioni della presente decisione, sono eseguite dagli organismi ufficiali responsabili di cui alla stessa direttiva; nell'ambito di tali ispezioni, i controlli fitosanitari sono effettuati dagli Stati membri che si avvalgono della presente deroga, se del caso con l'assistenza degli stessi organismi dello Stato membro in cui le piantine saranno piantate; durante la loro esecuzione gli Stati membri effettuano anche ispezioni per la ricerca di tutti gli altri organismi nocivi. Ferma restando la prima possibilità delle ispezioni di cui all'articolo 19 bis, paragrafo 3, secondo trattino, della direttiva citata, la Commissione stabilisce in quale misura la seconda possibilità di cui allo stesso trattino possa essere integrata nel programma d'ispezione conformemente all'articolo 19 bis, paragrafo 5, lettera c), della medesima direttiva.
f) Le piantine importate devono essere piantate soltanto in aziende ufficialmente registrate e approvate ai fini della presente deroga e delle quali la persona che intende piantarle in applicazione della presente decisione abbia notificato il nome del proprietario e l'indirizzo della località ai suddetti organismi ufficiali responsabili dello Stato membro in cui sono situate le aziende. Qualora il luogo di piantagione sia situato in uno Stato membro diverso dallo Stato membro che si avvale della presente deroga, gli organismi ufficiali responsabili di quest'ultimo informano, al momento in cui ricevono la notifica preventiva dall'importatore, gli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro in cui le piantine verranno piantate indicando il nome e l'indirizzo delle aziende in causa.
g) Gli organismi ufficiali responsabili provvedono affinché le piantine non piantate conformemente a quanto disposto alla lettera f) siano distrutte sotto il loro controllo. Un registro con l'indicazione del numero di piantine distrutte è tenuto a disposizione della Commissione.
h) Nel periodo di crescita successivo all'importazione, una percentuale appropriata di piantine deve essere sottoposta a ispezione visiva dei suddetti organismi ufficiali responsabili dello Stato membro in cui le piantine sono piantate, ad intervalli appropriati, nei locali di cui alla lettera f), per individuare l'eventuale presenza di organismi nocivi o di segni o sintomi causati da un organismo nocivo; in esito all'ispezione visiva si identificheranno, con un'apposita procedura di esame, gli organismi nocivi che hanno causato i segni e sintomi suddetti. Le piantine che nel corso delle ispezioni o degli esami non sono risultate indenni dagli organismi nocivi elencati alla lettera a), punto iii), sono immediatamente distrutte sotto il controllo degli organismi ufficiali responsabili.
Articolo 2
Gli Stati membri informano gli altri Stati membri e la Commissione, per mezzo della notifica di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera d), di tutti i casi in cui si sono avvalsi dell'autorizzazione e forniscono alla Commissione e agli altri Stati membri, anteriormente al 1° novembre di ogni anno, le informazioni sui quantitativi importati in applicazione della presente decisione con una relazione tecnica dettagliata degli esami ufficiali di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera e). Inoltre, tutti gli Stati membri in cui le piantine sono piantate trasmettono alla Commissione e agli altri Stati membri, anteriormente al 1° marzo dell'anno successivo a quello dell'importazione, una relazione tecnica dettagliata sull'esame ufficiale di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera h).
Articolo 3
L'articolo 1 si applica dal 1° giugno 1999 al 31 dicembre 2000. La presente decisione viene revocata qualora si constati che le condizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 2, non sono sufficienti a impedire l'introduzione di organismi nocivi ovvero non sono state osservate.
Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 24 febbraio 1999.

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