Document ID: 31992D0322

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 10 giugno 1992 relativa alle condizione di polizia sanitaria e alla certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione dall'Ungheria di animali domestici delle specie bovina e suina (92/322/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali delle specie bovina, suina, ovina e caprina, di carni fresche o di prodotti a base di carne, in provenienza dai paesi terzi (1), modificata da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3763/91 (2), in particolare l'articolo 8,
considerando che la vicinanza geografica tra l'Ungheria e la Comunità incide sugli scambi di animali vivi;
considerando che, a seguito di missioni effettuate da periti veterinari della Comunità, risulta che la situazione zoosanitaria in Ungheria è controllata da uffici veterinari che, sebbene attualmente in fase di riorganizzazione, sono in grado di offrire garanzie soddisfacenti riguardo alle malattie che possono essere trasmesse con l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina;
considerando che le competenti autorità veterinarie ungheresi hanno confermato che l'Ungheria è indenne da 24 mesi dall'afta epizootica e da 12 mesi dalla peste bovina, dalla pleuro-polmonite contagiosa dei bovini, dall'encefalopatia spongiforme dei bovini, dalla stomatite vescicolare, dalla febbre catarrale maligna degli ovini, dalla peste suina classica, dalla peste suina africana, dalla paralisi contagiosa dei suini (malattia di Teschen), dalla malattia vescicolare dei suini, dall'esantema vescicolare dei suini e dalla «sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini», e che negli ultimi 12 mesi non sono state effettuate vaccinazioni contro tali malattie, ad eccezione dell'afta epizootica;
considerando che le competenti autorità veterinarie ungheresi si sono impegnate a confermare alla Commissione delle Comunità europee ed agli Stati membri, via telex o fax, entro ventiquattro ore, la confermata insorgenza di una delle malattie summenzionate oppure l'introduzione della vaccinazione contro tali malattie oppure, entro un congruo termine, le proposte di modifica delle norme ungheresi concernenti le importazioni di animali della specie bovina e suina, nonché del loro sperma e dei loro embrioni;
considerando che la tubercolosi e la brucellosi dei bovini sono state eradicate dall'Ungheria, che non è autorizzata la vaccinazione dei bovini contro la brucellosi e che le misure poste in atto dalle competenti autorità ungheresi per prevenire una recrudescenza di queste malattie sono sufficienti ad equiparare la situazione degli allevamenti ungheresi - eccetto quelli oggetto di restrizioni ufficiali - a quella degli allevamenti della Comunità riconosciuti ufficialmente indenni dalla tubercolosi o dalla brucellosi;
considerando che le competenti autorità veterinarie ungheresi si sono impegnate a controllare ufficialmente il rilascio dei certificati previsti dalla presente decisione ed a garantire che tutti i certificati, attestati e dichiarazioni su cui si basano i titoli di esportazione saranno conservati dai servizi ufficiali per un periodo di almeno dodici mesi dalla spedizione degli animali cui si riferiscono;
considerando che le competenti autorità veterinarie ungheresi si sono impegnate a vietare il rilascio dei certificati previsti negli allegati per gli animali importati in Ungheria, salvo siano stati importati nel rispetto di norme veterinarie almeno altrettanto restrittive di quelle previste nella direttiva 72/462/CEE e nelle pertinenti decisioni di esecuzione;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Salvo il disposto dei paragrafi 2 e 4, gli Stati membri autorizzano l'importazione dall'Ungheria dei seguenti animali:
a) animali domestici della specie bovina destinati alla riproduzione o alla produzione, conformi ai requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato A, che li deve scortare;
b) animali domestici della specie bovina destinati alla macellazione, conformi ai requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato B, che li deve scortare;
c) animali domestici della specie suina destinati alla riproduzione o all'ingrasso, conformi ai requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato C, che li deve scortare;
d) animali domestici della specie suina destinati alla macellazione, conformi ai requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato D, che li deve scortare.
2. Gli Stati membri autorizzano l'importazione dall'Ungheria di animali domestici delle specie bovina e suina di cui al paragrafo 1, precedentemente importati in Ungheria, soltanto se importati dalla Comunità o da uno dei paesi terzi di cui all'elenco allegato alla decisione 79/542/CEE (3), in quanto applicabile agli animali domestici di tali specie, e soltanto se all'atto dell'importazione in Ungheria sono state osservate norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di quelle previste nel capitolo II della direttiva 72/462/CEE e nelle pertinenti decisioni d'esecuzione.
3. Gli Stati membri esigono che gli animali sottoposti a prove veterinarie in forza della presente decisione siano tenuti continuamente isolati, dal momento della prima prova fino al momento della spedizione e secondo modalità approvate da un veterinario ufficiale, da tutti gli animali biungulati non destinati all'esportazione verso la Comunità o in condizioni di salute non equivalenti a quelle di animali idonei a tale esportazione.
4. Gli Stati membri autorizzano l'introduzione nel loro territorio, in provenienza dall'Ungheria, di animali della specie bovina soltano qualora questi:
a) provengano da allevamenti che le autorità veterinarie ungheresi hanno dichiarato indenni dalla leucosi bovina enzootica, ai sensi dell'allegato E, e nei trenta giorni precedenti l'esportazione siano stati sottoposti, con esito negativo, ad un esame individuale per la ricerca della leucosi bovina enzootica, eseguito in conformità del protocollo di cui all'allegato I della decisione 91/189/CEE della Commissione (4);
oppure
b) siano destinati alla produzione di carne, abbiano un'età non superiore a trenta mesi, provengano da allevamenti nei quali si applica un programma nazionale di eradicazione della leucosi bovina enzootica e nei quali per almeno due anni non è stato riscontrato alcun indizio di tale malattia, e rechino un marchio indelebile conforme a quello descritto nell'allegato F della presente decisione;
oppure
c) provengano da allevamenti nei quali si applica un programma nazionale di eradicazione della leucosi bovina enzootica, siano consegnati direttamente ad un macello e vengano colà macellati entro tre giorni lavorativi dalla data del loro arrivo.
Per quanto attiene agli animali di cui alle lettere b) e c), gli Stati membri accertano mediante ispezioni che i capi siano chiaramente identificati, li tengono sotto osservazione fino alla macellazione e prendono tutti gli opportuni provvedimenti per evitare un eventuale contagio degli allevamenti indigeni.
5. Gli Stati membri non autorizzano l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina diversi da quelli indicati nel presente articolo.
Articolo 2
Fino all'entrata in vigore di misure adottate dalla Comunità per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro le malattie contagiose o infettive dei bovini o dei suini, diverse da rabbia, tubercolosi, brucellosi, afta epizootica, carbonchio ematico, peste bovina, pleuropolmonite contagiosa dei bovini, leucosi bovina enzootica, paralisi contagiosa suina (malattia di Teschen), peste suina classica, peste suina africana e stomatite vescicolare dei suini, gli Stati membri possono applicare agli animali importati in provenienza dall'Ungheria, le norme di polizia sanitaria supplementari da essi applicate ad altri animali nell'ambito di un programma nazionale, presentato alla Commissione e da questa approvato, per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro tali malattie.
A titolo temporaneo, fino al 31 dicembre 1992, gli Stati membri possono applicare il presente articolo con riguardo a programmi nazionali presentati alla Commissione, ma non ancora approvati; in tal caso essi devono comunicare senza indugio alla Commissione e agli altri Stati membri ragguagli in merito sulle norme di polizia sanitaria di cui trattasi.
Articolo 3
1. Fino al 15 novembre 1992 gli Stati membri subordinano l'introduzione nel loro territorio di animali delle specie bovina e suina provenienti dall'Ungheria alle seguenti condizioni:
- che gli animali da importare non sono stati vaccinati contro l'afta epizootica;
- nel caso di bovini, che gli animali abbiano reagito negativamente alla prova del virus aftoso eseguita con il metodo del raschiamento laringo-faringeo («probang test»);
- che gli animali abbiano reagito negativamente all'esame sierologico eseguito per rivelare la presenza di anticorpi aftosi;
- che gli animali da importare siano stati in isolamento per almeno quattordici giorni in una stazione di quarantena in Ungheria, sotto il controllo di un veterinario ufficiale, che nessun animale presente nella stazione di quarantena sia stato vaccinato contro l'afta epizootica nei ventuno giorni precedenti l'esportazione e che nessun animale non compreso nella partita sia stato introdotto nella stazione di quarantena nello stesso periodo;
- quarantena per un periodo di ventuno giorni nel territorio dello Stato membro importatore o altrove.
Tuttavia, gli Stati membri che al 31 dicembre 1990 praticavano la vaccinazione antiaftosa e che hanno in seguito cessato di applicare tale profilassi possono, a titolo transitorio, accettare animali provenienti dall'Ungheria anche in assenza delle condizioni di cui al primo comma purché si tratti di animali non vaccinati, oppure, nel solo caso dei bovini, vaccinati anteriormente alla data ufficiale di cessazione della vaccinazione nello Stato membro importatore.
2. Dopo il 15 novembre 1992 gli Stati membri consentono l'introduzione nel loro territorio di animali delle specie bovina e suina provenienti dall'Ungheria soltanto ove esista la garanzia che gli animali da importare non siano stati vaccinati contro l'afta epizootica.
3. Gli Stati membri subordinano l'introduzione nel loro territorio di suini provenienti dall'Ungheria alla garanzia che gli stessi non siano stati vaccinati contro la peste suina classica e, nel caso di capi destinati alla riproduzione o all'ingrasso, all'assicurazione che abbiano reagito negativamente alla prova per gli anticorpi prodotti dal virus della peste suina classica nei trenta giorni precedenti l'importazione.
Articolo 4
All'arrivo nel suo territorio di una partita di bovini o suini proveniente dall'Ungheria, lo Stato membro adotta i provvedimenti ritenuti necessari, compresi il rifiuto, l'isolamento, l'abbattimento, la distruzione, ovvero l'esecuzione di prove, al fine di preservare lo stato di salute degli animali della Comunità. Esso notifica immediatamente alla Commissione e alle autorità ungheresi le ragioni di tali provvedimenti.
Articolo 5
La presente decisione si applica il trentesimo giorno successivo alla notificazione agli Stati membri.
Articolo 6
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 10 giugno 1992.

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