Document ID: 31997L0046

DIRETTIVA 97/46/CE DELLA COMMISSIONE del 25 luglio 1997 recante modifica della direttiva 95/44/CE che stabilisce le condizioni alle quali taluni organismi nocivi, vegetali, prodotti vegetali e altri prodotti elencati negli allegati I, II, III, IV e V della direttiva 77/93/CEE del Consiglio possono essere introdotti o trasferiti da un luogo all'altro nella Comunità o in talune sue zone protette per prove o scopi scientifici e per lavori di selezione varietale
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 77/93/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità (1), modificata da ultimo dalla direttiva 97/14/CE della Commissione (2), in particolare l'articolo 3, paragrafo 7, lettera e), l'articolo 4, paragrafo 5, l'articolo 5, paragrafo 5 e l'articolo 12, paragrafo 3 quater,
considerando che a norma della direttiva 77/93/CEE gli organismi nocivi elencati negli allegati I e II della stessa direttiva, allo stato isolato o associati ai vegetali e prodotti vegetali corrispondenti elencati nell'allegato II della direttiva suddetta, non possono essere introdotti né propagati tramite trasferimenti nella Comunità o in talune sue zone protette;
considerando che a norma della stessa direttiva i vegetali, i prodotti vegetali e gli altri prodotti elencati nell'allegato III non possono essere introdotti nella Comunità o in talune sue zone protette;
considerando che anche i vegetali, i prodotti vegetali e gli altri prodotti elencati nell'allegato IV della direttiva 77/93/CEE non possono essere introdotti né trasferiti da un luogo all'altro nella Comunità o in talune sue zone protette, a meno che siano soddisfatti i requisiti particolari fissati nello stesso allegato;
considerando che i vegetali, i prodotti vegetali e gli altri prodotti elencati nell'allegato V, parte B della direttiva 77/93/CEE e provenienti da paesi terzi possono essere introdotti nella Comunità soltanto se sono conformi alle norme e ai requisiti fissati in tale direttiva, sono scortati da un certificato fitosanitario ufficiale che attesti tale conformità e sono inoltre sottoposti ad un'ispezione ufficiale per la verifica della conformità stessa;
considerando tuttavia che, a norma dell'articolo 3, paragrafo 7, lettera e), dell'articolo 4, paragrafo 5, dell'articolo 5, paragrafo 5 e dell'articolo 12, paragrafo 3 quater della direttiva 77/93/CEE, tali disposizioni non si applicano agli organismi nocivi, vegetali, prodotti vegetali e altri prodotti di cui sopra introdotti o trasferiti da un luogo all'altro per prove o scopi scientifici e per lavori di selezione varietale, in base a determinate condizioni da stabilirsi a livello comunitario;
considerando che la direttiva 95/44/CE della Commissione (3) stabilisce le condizioni che debbono essere soddisfatte in occasione di tali introduzioni o di tali trasferimenti onde evitare qualsiasi rischio di diffusione di organismi nocivi;
considerando che negli Stati membri è necessario importare vegetali delle specie stolonifere o tuberifere di Solanum L. o relativi ibridi, destinati alla piantagione, per lavori di selezione varietale o a scopo di conservazione di materiale genetico o di ricerca scientifica ufficiale;
considerando che la decisione 80/862/CEE della Commissione (4), modificata da ultimo dalla decisione 96/713/CE (5), stabilisce le condizioni da soddisfare per l'introduzione o il trasferimento dei suddetti vegetali, per evitare il rischio della diffusione di organismi nocivi;
considerando che la decisione 80/862/CEE, nella versione modificata, scade il 31 dicembre 1997 e che occorre pertanto inserire le condizioni stabilite dalla suddetta decisione nella presente direttiva;
considerando che è quindi necessario stabilire le condizioni che devono essere soddisfatte in occasione dell'introduzione o di trasferimenti di tali vegetali, per evitare qualsiasi rischio di diffusione di organismi nocivi;
considerando che queste condizioni debbono tener conto degli ultimi sviluppi nelle metodologie diagnostiche per le malattie della patata, nonché delle nuove informazioni sugli organismi nocivi della patata per la cui individualizzazione è necessario un esame;
considerando che le misure previste dalla presente direttiva sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
La direttiva 95/44/CE è così modificata:
1) All'articolo 1, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:
«1. Gli Stati membri provvedono affinché le attività per prove o scopi scientifici e per lavori di selezione varietale, di seguito denominate "le attività", per le quali si impiegano organismi nocivi, vegetali, prodotti vegetali e altri prodotti ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 7, lettera e), dell'articolo 4, paragrafo 5, dell'articolo 5, paragrafo 5 o dell'articolo 12, paragrafo 3 quater della direttiva 77/93/CEE, di seguito denominati "il materiale", siano soggette alla presentazione di una domanda agli organismi ufficiali responsabili prima che il materiale suddetto venga introdotto, o trasferito da un luogo all'altro in uno Stato membro o nelle relative zone protette.»
2) All'allegato III, parte A, è aggiunto il seguente testo:
«Sezione IV: Vegetali delle specie stolonifere o tuberifere di Solanum L o relativi ibridi, destinati alla piantagione.
1. Il materiale vegetale deve essere sottoposto, secondo i casi, a idonee terapie secondo quanto stabilito nelle direttive tecniche FAO/IBPGR.
2. Dopo le terapie di cui al punto 1, ogni unità del materiale vegetale è sottoposta a indexaggio. Tutto il materiale vegetale, compresi i vegetali di indexaggio, viene conservato negli impianti approvati, nelle condizioni di quarantena stabilite nell'allegato I. Durante il periodo dell'indexaggio, il materiale vegetale da immettere ufficialmente in circolazione deve essere conservato in condizioni atte a favorire il normale ciclo vegetativo e sottoposto ad esame visivo per individuare eventuali segni o sintomi di organismi nocivi, compresi tutti gli organismi nocivi pertinenti elencati nella direttiva 77/93/CEE e il potato yellow vein disease, all'arrivo e successivamente ad intervalli regolari fino alla senescenza.
3. Per le procedure d'indexaggio di cui al punto 2 occorre seguire le disposizioni tecniche illustrate al punto 5, per poter individuare almeno i seguenti organismi nocivi:
- Batteri
a) Clavibacter michiganensis (Smith) Davis et al ssp. sepedonicus (Spieckermann et Kotthoff) Davis et al,
b) Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith
- Virus e viroidi
a) Andean potato latent virus,
b) potato black ringspot virus,
c) potato spindle tuber viroid,
d) potato yellowing alphamovirus,
e) potato virus T,
f) andean potato mottle virus,
g) virus comuni della patata, A, M, S, V, X e Y (compresi Y°, Yn e Yc) e potato leaf roll virus.
Nel caso di veri tuberi seme di patate, tuttavia, le procedure di indexaggio debbono essere effettuate in modo tale da individuare perlomeno i virus e gli organismi simili ai virus di cui alle precedenti lettere da a) a e).
4. Il materiale vegetale sottoposto all'esame visivo di cui al punto 2 e sul quale sono stati osservati segni e sintomi di organismi nocivi forma oggetto di un'indagine e, se del caso, di un esame intesi a determinare, con la maggior esattezza possibile, l'idendità degli organismi nocivi che provocano detti segni e sintomi.
5. Le disposizioni tecniche di cui al punto 3 sono le seguenti:
- Per i batteri
1. Per i tuberi, esaminare l'ombelico di ogni tubero. Il campione standard è di 200 tuberi, ma la procedura può essere utilizzata anche per campioni inferiori a 200 tuberi.
2. Per le piante e le talee, comprese le micropiante, esaminare le parti inferiori dello stelo e, se necessario, le radici di ogni unità del materiale vegetale.
3. Si raccomanda di esaminare la progenie dei tuberi oppure, per le specie non tuberifere, la base dello stelo durante il normale ciclo vegetativo successivo all'esame di cui ai punti 1 e 2.
4. Per il materiale di cui al punto 1, il metodo per l'individuazione di Clavibacter michiganensis (Smith) Davis et al ssp. Sepedonicus (Spieckermann et Kotthof) Davis et al è il metodo comunitario stabilito nell'allegato I della direttiva 93/85/CEE del Consiglio (1).
(1) GU n. L 259 del 18. 10. 1993, pag. 1. Per il materiale di cui al punto 2, può essere applicato tale metodo.
5. Per il materiale di cui al punto 1, il metodo per l'individuazione di Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith è lo schema di esame provvisorio contenuto nell'allegato della decisione che la Commissione deve adottare per sostituire la procedura di quarantena n. 26 nei confronti di Pseudomonas solanacearum, secondo quanto disposto dall'Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante (EPPO). Per il materiale di cui al punto 2 può essere applicato tale metodo.
- Per i virus e i viroidi diversi dal potato spindle tuber viroid
1. L'esame minimo per il materiale vegetativo (tuberi, piantine e talee, comprese micropiante) consiste in un esame sierologico realizzato al momento o in prossimità della fioritura per ciascuno degli organismi nocivi specificatamente elencati diversi dal potato spindle tuber viroid, seguito da un esame biologico del materiale che ha dato esito negativo all'esame sierologico. Per il virus dell'accartocciamento debbono essere effettuate due prove sierologiche.
2. L'esame minimo per i veri tuberi seme consiste in un esame sierologico o in un esame biologico, qualora il primo non sia disponibile. Si raccomanda vivamente di sottoporre nuovamente ad un esame una certa percentuale di campioni che hanno dato esito negativo e di ricorrere ad un altro metodo per i casi dubbi.
3. Gli esami sierologici e biologici di cui ai punti 1 e 2 vanno effettuati su vegetali coltivati in serra, dai quali sono stati prelevati campioni in almeno due punti di ciascuno stelo, compresa una giovane foglia completamente formata all'apice di ogni stelo e una foglia più vecchia situata circa a metà; occorre prelevare campioni da ogni stelo, vista la possibilità di infezioni non sistematiche. Per l'esame sierologico non vanno messe insieme le foglioline di piante diverse, tranne qualora il rapporto di composizione del campione sia stato convalidato per il metodo in questione; le foglioline di ogni stelo possono essere tuttavia raggruppate per costituire il campione di un singolo vegetale. Nel caso dell'esame biologico si possono mettere insieme fino a cinque vegetali inoculando un numero minimo identico di vegetali indicatori.
4. I vegetali indicatori da utilizzare per l'esame biologico di cui ai punti 1 e 2 sono quelli elencati dall'Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante (OEPP) oppure altri vegetali indicatori ufficialmente approvati che hanno dimostrato di poter individuare i virus.
5. Solamente il materiale che è stato direttamente esaminato può uscire dalla quarantena. Qualora sia stato fatto un indexaggio degli occhi, può uscire dalla quarantena solamente la progenie dell'occhio esaminato. Il tubero non può essere messo in circolazione a causa dei possibili problemi dovuti ad un'infezione non sistemica.
- Potato spindle tuber viroid
1. Per tutto il materiale vegetale gli esami debbono avvenire su vegetali coltivati in serra, non appena hanno raggiunto il pieno sviluppo, ma prima della fioritura e della produzione di polline. Gli esami su germogli di tuberi/vegetali coltivati in vitro/piccole plantule è considerato esclusivamente come un esame preliminare.
2. I campioni sono prelevati da una fogliolina perfettamente formata all'apice di ogni stelo del vegetale.
3. Tutti i materiali da esaminare sono coltivati a temperature non inferiori ai 18 °C e preferibilmente superiori a 20 °C e con un'esposizione alla luce di almeno 16 ore.
4. L'esame avviene con sonde di cDNA o RNA marcate radioattivamente o meno, col metodo return-PAGE (colorazione con argento) o RT-PCR.
5. Per le sonde e il metodo return-PAGE il rapporto di composizione massimo del campione è di 5. L'utilizzazione di questo rapporto o di un rapporto superiore dev'essere convalidato.»
Articolo 2
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 1° gennaio 1998. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. La Commissione ne informa gli altri Stati membri.
Articolo 3
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il 25 luglio 1997.

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