Document ID: 32005R0426

REGOLAMENTO (CE) n. 426/2005 DELLA COMMISSIONE
del 15 marzo 2005
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di tessuti finiti per confezioni in filamenti di poliestere originari della Repubblica popolare cinese
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1) (di seguito: «il regolamento di base»), in particolare l'articolo 7,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
1. Apertura
(1)
Il 17 giugno 2004 la Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (2), l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di tessuti finiti per confezioni in filamenti di poliestere (di seguito: «TFCFP») originari della Repubblica popolare cinese (di seguito: «RPC» o «il paese interessato»).
(2)
Il procedimento è stato avviato a seguito di una denuncia presentata dall'AIUFFASS (di seguito: «il denunziante»), associazione affiliata a Euratex, per conto di 7 produttori che rappresentano una percentuale maggioritaria della produzione del prodotto in esame nell'Unione europea, cioè, nella fattispecie, il 26 % della produzione comunitaria. La denuncia conteneva elementi di prova di pratiche di dumping relative al prodotto citato e del pregiudizio notevole da esse derivante, elementi considerati sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento.
2. Parti interessate dal procedimento
(3)
La Commissione ha avvisato ufficialmente dell'apertura del procedimento il denunziante, i produttori esportatori, gli importatori, i fornitori, gli utilizzatori e le associazioni di utilizzatori notoriamente interessate, nonché i rappresentanti della RPC. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine fissato nell'avviso di apertura.
(4)
I produttori all'origine della denuncia, gli altri produttori comunitari che hanno collaborato, i produttori esportatori, gli importatori, i fornitori, gli utilizzatori e le loro associazioni hanno reso note le loro osservazioni. Sono state sentite tutte le parti che ne hanno fatto richiesta dimostrando di avere particolari motivi per essere sentite.
(5)
La Commissione ha inviato questionari a tutte le parti notoriamente interessate e a tutte le altre società che si sono manifestate entro i termini stabiliti nell'avviso di apertura. Sono pervenute risposte da sei dei sette produttori comunitari indicati nella denuncia (una società non è stata in grado di offrire la sua piena collaborazione perché sottoposta a procedura fallimentare), da un altro produttore comunitario, da un fornitore, da un importatore non collegato e da nove utilizzatori non collegati della Comunità.
(6)
Per consentire ai produttori esportatori della RPC di chiedere, eventualmente, il trattamento riservato alle imprese operanti in condizioni di economia di mercato («TEM») o il trattamento individuale, la Commissione ha inviato i necessari moduli di richiesta alle società cinesi notoriamente interessate, nonché a tutte le altre società che si sono manifestate entro i termini stabiliti nell'avviso di apertura. Nel complesso, 49 società hanno chiesto il TEM ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 7, del regolamento di base, mentre 7 società hanno chiesto solamente il trattamento individuale.
(7)
Tenuto conto del numero apparentemente assai elevato di produttori esportatori, di importatori e di produttori comunitari, nell'avviso di apertura è stata prospettata la possibilità di ricorrere a tecniche di campionamento per la determinazione del dumping e del pregiudizio, a norma dell'articolo 17 del regolamento di base. Per consentire alla Commissione di stabilire se fosse necessario ricorrere al campionamento e, in tal caso, di selezionare un campione, tutti i produttori esportatori, gli importatori e i produttori comunitari sono stati invitati a manifestarsi contattando la Commissione e fornendo, secondo le modalità specificate nell'avviso di apertura, una serie di informazioni essenziali sulle loro attività relative al prodotto in esame durante il periodo dell'inchiesta (dal 1o aprile 2003 al 31 marzo 2004). Previo esame delle informazioni presentate, si è deciso che il campionamento era necessario soltanto nel caso degli esportatori. Il campione selezionato è basato sul massimo volume rappresentativo di esportazioni che sia possibile esaminare adeguatamente entro il periodo di tempo disponibile: esso consiste degli 8 più importanti produttori esportatori cinesi (e le loro parti collegate), i quali rappresentano oltre il 50 % del volume delle esportazioni verso la Comunità realizzato dalle parti che hanno collaborato all'inchiesta.
(8)
La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di una determinazione provvisoria del dumping, del conseguente pregiudizio e dell'interesse della Comunità. Sono state effettuate visite di verifica presso le sedi dei produttori comunitari che hanno collaborato all'inchiesta, come pure presso le sedi delle seguenti società:
a)
Produttori comunitari
-
Sono state effettuate visite di verifica presso le sedi di sette produttori comunitari, ubicate in quattro diversi Stati. I produttori comunitari che hanno collaborato all'inchiesta hanno chiesto, ai sensi dell'articolo 19 del regolamento di base, che non vengano pubblicate informazioni dettagliate su di loro, poiché la divulgazione di tali dati li danneggerebbe gravemente. La richiesta dei produttori è stata accolta, dal momento che si è accertato che era sufficientemente motivata e suffragata da elementi di prova.
b)
Produttori esportatori della RPC
-
Wujiang Chemical Fabric Mill Co. Ltd.,
-
Shaoxing Tianlong import and export Ltd.,
-
Wujiang Canhua Import & Export Co. Ltd.,
-
Fuzhou Fuhua Textile & Printing Dyeing Co. Ltd.,
-
Fuzhou Ta Tung Textile Works Co. Ltd.,
-
Hangzhou Delicacy Co. Ltd.,
-
Shaoxing County Huaxiang Textile Co. Ltd.,
-
Shaoxing Ronghao Textiles Co. Ltd. (e la società collegata Shaoxing County Qing Fang Cheng Textile import and export Co. Ltd.).
c)
Importatori non collegati
-
LE-GO - Hof (Germania);
d)
Fornitori dell'industria comunitaria
-
Elana SA - Torun (Polonia);
e)
Utilizzatori comunitari
-
LE-GO - Hof (Germania).
(9)
Vista l'esigenza di determinare un valore normale per i produttori esportatori della RPC che avrebbero potuto non ottenere il TEM, allo scopo di determinare il valore normale sulla base dei dati di un paese di riferimento - in questo caso la Turchia - è stata effettuata una visita di verifica presso la sede della seguente società:
-
Italteks Expo Grup A.A., Istanbul.
3. Periodo dell'inchiesta
(10)
L'inchiesta relativa al dumping e al pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il 1o aprile 2003 e il 31 marzo 2004 (di seguito: «periodo dell'inchiesta» o «PI»). L'analisi delle tendenze pertinenti ai fini della valutazione del pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il 1o gennaio 2000 e la fine del periodo dell'inchiesta (di seguito: «periodo in esame»).
4. Prodotto in esame e prodotto simile
4.1. Prodotto in esame
(11)
I prodotti in esame sono tessuti finiti per confezioni in filamenti di poliestere («TFCFP»): si tratta di tessuti di filati di filamenti sintetici contenenti una quantità pari o superiore all'85 % in peso di filamenti di poliestere testurizzati o meno, tinti o stampati. Vengono generalmente impiegati per confezioni, vale a dire per fabbricare, tra l'altro, fodere per capi di abbigliamento, o giacche a vento trapuntate, indumenti sportivi, abbigliamento da sci, biancheria e capi di pronto moda.
(12)
Il prodotto in esame viene fabbricato mediante tessitura di filati di filamenti di poliestere (non pretinti), per poi venire successivamente stampato o tinto per ottenere un motivo o un colore particolare. Va quindi distinto dal tessuto greggio o imbianchito di filati di filamenti sintetici, poiché quest'ultimo è un prodotto che viene anch'esso fabbricato mediante tessitura ma che non è sottoposto a tintura, e che costituisce la materia prima del prodotto in esame. Lo si può inoltre distinguere dal tessuto in filamenti di poliestere la cui stoffa è formata mediante tessitura dei filati pretinti e il cui motivo o design viene creato con la tessitura stessa. Quest'ultimo prodotto ha caratteristiche fisiche e chimiche di base diverse da quello in esame, in quanto la materia prima utilizzata (filati pretinti) è differente, e il motivo o design è ottenuto mediante il procedimento di tessitura e non con la stampa o la tintura. Inoltre, questo tipo di tessuto finito viene usato di solito per fabbricare tessuti per arredamento, mentre il prodotto in esame è usato quasi esclusivamente per confezionare capi d'abbigliamento.
(13)
L'inchiesta ha dimostrato che tutti i tipi del prodotto in esame, così come viene definito al considerando 11, presentano - nonostante le differenze relative a tutta una serie di fattori quali il colore, le dimensioni dei filati e la finitura - le medesime caratteristiche fisiche e chimiche di base e hanno le stesse applicazioni. Pertanto, ai fini del presente procedimento antidumping, tutti i tipi del prodotto in esame sono considerati come un unico prodotto. Il prodotto in esame è classificato nei codici NC 5407 52 00, 5407 54 00, 5407 61 30, 5407 61 90 ed ex 5407 69 90.
4.2. Prodotto simile
(14)
Non sono state riscontrate differenze tra il prodotto in esame e il TFCFP fabbricato e venduto sul mercato interno della RPC o della Turchia; quest'ultimo paese è stato inoltre utilizzato come paese di riferimento ai fini della determinazione del valore normale per talune importazioni dalla RPC. Entrambi i prodotti presentano le stesse caratteristiche fisiche e chimiche di base e hanno le medesime applicazioni.
(15)
Allo stesso modo, non sono state riscontrate differenze tra il prodotto in esame e il TFCFP fabbricato dall'industria comunitaria e venduto sul mercato comunitario: anche in questo caso, si è accertato che entrambi i prodotti presentano le stesse caratteristiche fisiche e chimiche di base e hanno le medesime applicazioni.
(16)
Detti prodotti sono pertanto considerati in via provvisoria prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento di base.
B. DUMPING
1. Trattamento riservato alle imprese operanti in condizioni di economia di mercato («TEM»)
(17)
A norma dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera b), del regolamento di base, nelle inchieste antidumping relative alle importazioni originarie della RPC il valore normale viene determinato conformemente ai paragrafi da 1 a 6 di detto articolo per i produttori risultati conformi ai criteri di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c).
(18)
Per comodità di riferimento, si riportano di seguito in forma sintetica tali criteri per ottenere il TEM:
1)
Le decisioni delle imprese in materia di politica commerciale e di costi vengono prese in risposta a tendenze del mercato e senza interferenze statali.
2)
I documenti contabili delle imprese sono soggetti a una revisione contabile indipendente, in linea con le norme internazionali in materia di contabilità (international accounting standards o «norme IAS»), e sono di applicazione in ogni caso.
3)
Non vi sono distorsioni di rilievo derivanti dal precedente sistema ad economia non di mercato.
4)
Le leggi in materia fallimentare e di proprietà garantiscono la certezza del diritto e la stabilità.
5)
Le conversioni del tasso di cambio vengono effettuate ai tassi di mercato.
(19)
Nel quadro della presente inchiesta 49 produttori esportatori della RPC si sono manifestati e hanno chiesto il TEM ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera c, del regolamento di base. Tutte le richieste di TEM presentate sono state esaminate; tuttavia, dato il numero elevato di società interessate, verifiche in loco sono state effettuate soltanto presso le sedi di otto di tali società (cfr. il considerando 6). Per quanto riguarda le altre società, è stata effettuata un'accurata analisi a tavolino di tutte le informazioni presentate, e si è svolta una fitta corrispondenza con le società in questione nel caso in cui i dati forniti risultassero incompleti o poco chiari. Nel caso in cui una controllata o qualsiasi altra società collegata alla richiedente nella Repubblica popolare cinese fosse un produttore e/o un esportatore del prodotto in esame, la Commissione ha invitato anche tale parte collegata a compilare il modulo di richiesta del TEM. Tale trattamento, infatti, può essere concesso soltanto se anche tutte le società collegate risultano conformi ai criteri di cui sopra.
(20)
Per quanto riguarda gli otto produttori esportatori cinesi presso le quali sono state effettuate le verifiche in loco, è emerso che tre di essi soddisfacevano a tutte le condizioni per ottenere il TEM (cfr. l'elenco delle società al considerando 23). Le richieste presentate dagli altri cinque produttori esportatori sono state respinte: nella tabella in appresso vengono indicati i criteri non soddisfatti da queste cinque società.
(21)
Quanto ai rimanenti 41 produttori esportatori cinesi, l'esame individuale svolto per ciascuno di essi ha portato alla conclusione di non concedere il TEM a 19 di queste società che, con tutta evidenza, non risultavano conformi ai criteri di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), del regolamento di base. Si è ritenuto che 10 di queste 19 società non abbiano offerto un'adeguata collaborazione all'inchiesta, poiché non hanno fornito le informazioni richieste. Anche dopo l'invio di una lettera di richiamo, infatti, le società in questione non sono state in grado di dimostrare con prove sufficienti la loro conformità ai pertinenti criteri per ottenere il TEM, e neppure quella di loro eventuali società collegate coinvolte nella produzione/vendita del prodotto in esame. Nella tabella in appresso vengono inoltre indicati i criteri non soddisfatti per le rimanenti 9 di queste 19 società. Gli altri 22 produttori esportatori cinesi hanno potuto dimostrare in modo soddisfacente la loro conformità ai pertinenti criteri per la concessione del TEM.
(22)
Nella tabella che segue sono riportati i singoli cinque criteri stabiliti dall'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), del regolamento di base con l'indicazione, per ciascuna società cui è stato rifiutato il TEM, se il criterio è soddisfatto o non soddisfatto.
Società
Criteri
Articolo 2, paragrafo 7, lettera c),
primo trattino
Articolo 2, paragrafo 7, lettera c),
secondo trattino
Articolo 2, paragrafo 7, lettera c),
terzo trattino
Articolo 2, paragrafo 7, lettera c),
quarto trattino
Articolo 2, paragrafo 7, lettera c),
quinto trattino
1
Non soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
2
Soddisfatto
Non soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
3
Soddisfatto
Non soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
4
Non soddisfatto
Non soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
5
Non soddisfatto
Non soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
6
Soddisfatto
Soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
7
Soddisfatto
Soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
8
Soddisfatto
Soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
9
Non soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
10
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
11
Soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
12
Soddisfatto
Soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
13
Soddisfatto
Soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
14
Non soddisfatto
Non soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
Soddisfatto
Fonte: Risposte al questionario, verificate, dei produttori esportatori cinesi che hanno collaborato all'inchiesta.
(23)
L'elenco dei produttori esportatori della RPC che hanno ottenuto il TEM è quindi il seguente:
1)
Fuzhou Fuhua Textile & Printing Dyeing Co. Ltd.
2)
Fuzhou Ta Tung Textile Works Co. Ltd.
3)
Hangzhou Delicacy Co. Ltd.
4)
Far Eastern Industries (Shangai) Ltd.
5)
Hangzhou Hongfeng Textile Co. Ltd.
6)
Hangzhou Jieenda Textile Co. Ltd.
7)
Hangzhou Mingyuan Textile Co. Ltd.
8)
Hangzhou Shenda Textile Co. Ltd.
9)
Hangzhou Yililong Textile Co. Ltd.
10)
Hangzhou Yongsheng Textile Co. Ltd.
11)
Hangzhou ZhenYa Textile Co. Ltd.
12)
Huzhou Styly Jingcheng Textile Co. Ltd.
13)
Nantong Teijin Co. Ltd.
14)
Shaoxing Ancheng Cloth industrial Co. Ltd.
15)
Shaoxing County Jiade Weaving and Dyeing Co. Ltd.
16)
Shaoxing County Pengyue Textile Co. Ltd.
17)
Shaoxing County Xingxin Textile Co. Ltd.
18)
Shaoxing Yinuo Printing Dyeing Co. Ltd.
19)
Wujiang Longsheng Textile Co. Ltd.
20)
Wujiang Xiangshen Textile Dyeing Finishing Co. Ltd.
21)
Zheijang Tianyuan Textile Printing and Dying Co. Ltd.
22)
Zhejiang Shaoxing Yongli Printing and Dyeing Co. Ltd.
23)
Zhejiang Xiangsheng Group Co. Ltd.
24)
Zhejiang Yonglong enterprises Co. Ltd.
25)
Zhuji Bolan Textile Industrial development Co. Ltd.
2. Trattamento individuale
(24)
Conformemente all'articolo 2, paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base, per i paesi cui si applica l'articolo 2, paragrafo 7, viene calcolato, se del caso, un dazio unico per l'intero paese, a meno che le imprese non possano dimostrare di rispondere a tutti i criteri stabiliti dall'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento di base per la concessione del trattamento individuale.
(25)
I produttori esportatori hanno chiesto, oltre al TEM, anche il trattamento individuale qualora non venisse loro concesso il TEM, mentre altri sette produttori esportatori hanno chiesto solamente il trattamento individuale.
(26)
Per quanto riguarda, anzitutto, le società che hanno chiesto il TEM senza ottenerlo, si è accertato che 13 di queste imprese rispondevano a tutti i requisiti per la concessione del trattamento individuale stabiliti dall'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento di base. Quanto alle altre società, dieci di esse non hanno offerto una collaborazione sufficiente perché venisse concesso loro il TEM, e, d'altra parte, il loro livello di collaborazione era talmente inadeguato che non hanno fornito neppure prove sufficienti a giustificare la loro richiesta di trattamento individuale. Un'altra società non ha potuto ottenere il trattamento individuale, in quanto non è stata in grado di dimostrare in modo adeguato e con prove sufficienti di poter determinare liberamente i propri prezzi all'esportazione e i quantitativi da esportare, nonché le condizioni e i termini di vendita. Difatti, per la maggior parte delle sue esportazioni non è stato possibile accertare l'acquirente finale o il pagamento delle merci, né la società è stata in grado di dissipare i forti dubbi che, date tali circostanze, lo Stato interferisse nella fissazione dei suoi prezzi.
(27)
In secondo luogo, si è accertato che cinque delle sette società che hanno chiesto solamente il trattamento individuale soddisfacevano i requisiti previsti dall'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento di base. Le altre due società non hanno potuto dimostrare con prove sufficienti di essere in grado di determinare liberamente i loro prezzi all'esportazione e i quantitativi da esportare, come pure le condizioni e i termini di vendita, e di non subire alcuna ingerenza da parte dello Stato. Entrambe le società non hanno infatti fornito le informazioni richieste, in particolare i rispettivi statuti sociali in vigore durante l'intero PI, ed è inoltre emerso che una di esse era di proprietà statale durante la maggior parte del PI.
(28)
Si è pertanto deciso di concedere il trattamento individuale alle seguenti 18 società:
1)
Hangzhou CaiHong Textile Co. Ltd.
2)
Hangzhou Fuen Textile Co. Ltd.
3)
Hangzhou Jinsheng Textile Co. Ltd.
4)
Hangzhou Xiaonshan Phoenix Industry Co. Ltd.
5)
Hangzhou Zhengda Textile Co. Ltd.
6)
Wujiang Canhua Import & Export Co. Ltd.
7)
Shaoxing China Light & Textile Industrial City Somet Textile Co. Ltd.
8)
Shaoxing County Fengyi Textile Printing and Dying Co. Ltd.
9)
Shaoxing County Huaxiang Textile Co. Ltd.
10)
Shaoxing Nanchi Textile Printing Dyeing Co. Ltd.
11)
Shaoxing Ronghao Textiles Co. Ltd. (e la società collegata Shaoxing County Qing Fang Cheng Textile import and export Co. Ltd.)
12)
Shaoxing Xinghui Textiles Co. Ltd.
13)
Shaoxing Yongda Textile Co. Ltd.
14)
Shaoxing Tianlong import and export Ltd.
15)
Zhejiang Huagang Dyeing and Weaving Co. Ltd.
16)
Zheijang Golden time Printing and Dying knitwear Co. Ltd.
17)
Zheijang Golden tree SLK Printing Dying and Sandwshing Co. Ltd.
18)
Zheijang Shaoxiao Printing and Dying Co. Ltd.
3. Campionamento
(29)
Si ricorda che, in considerazione del numero elevato di società interessate dal procedimento, si è deciso di ricorrere alle disposizioni relative al campionamento, e che a tal fine è stato selezionato, d'intesa con le autorità cinesi, un campione di otto società che avevano registrato i maggiori volumi delle esportazioni verso l'Unione europea.
(30)
Dall'esame delle otto società incluse nel campione è emerso che tre di esse potevano ottenere il TEM, mentre il trattamento individuale poteva essere concesso a quattro di queste società. Le disposizioni in materia di campionamento sono state pertanto applicate su tale base.
4. Valore normale
4.1. Determinazione del valore normale per i produttori esportatori cui è stato concesso il TEM
(31)
Per quanto riguarda la determinazione del valore normale, la Commissione ha innanzitutto stabilito, per ciascun produttore esportatore interessato, se le sue vendite complessive di TFCFP sul mercato interno fossero rappresentative rispetto al totale delle sue esportazioni nella Comunità. In conformità dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base, le vendite effettuate sul mercato interno sono state considerate rappresentative quando, per ciascun produttore esportatore, il volume totale di tali vendite corrispondeva ad almeno il 5 % del volume totale delle esportazioni nella Comunità.
(32)
Per i produttori esportatori che avevano registrato vendite interne totali rappresentative, la Commissione ha successivamente individuato i tipi di TFCFP venduti sul mercato interno identici o direttamente comparabili con i tipi venduti per l'esportazione nella Comunità.
(33)
Per ciascuno di questi tipi, si è stabilito se le vendite sul mercato interno fossero sufficientemente rappresentative, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base. Le vendite interne di un determinato tipo di prodotto sono state considerate sufficientemente rappresentative se durante il PI il loro volume complessivo corrispondeva ad almeno il 5 % del volume totale delle vendite del tipo comparabile esportato nella Comunità.
(34)
È stato inoltre esaminato se le vendite interne di ciascun tipo di prodotto potessero considerarsi realizzate nel corso di normali operazioni commerciali, verificando la percentuale delle vendite remunerative del tipo di prodotto in questione effettuate ad acquirenti indipendenti.
(35)
Allorché il volume delle vendite di un dato tipo di TFCFP, effettuate a prezzi netti pari o superiori al costo di produzione, rappresentava più dell'80 % del volume complessivo delle vendite di quel tipo, e allorché la media ponderata del prezzo di quel tipo di prodotto era pari o superiore al costo di produzione, il valore normale è stato determinato in base al prezzo effettivamente applicato sul mercato interno. Quest'ultimo è stato calcolato come la media ponderata dei prezzi di tutte le vendite di quel tipo di prodotto realizzate sul mercato interno durante il PI, remunerative o meno.
(36)
Nei casi in cui il volume delle vendite remunerative di un dato tipo di TFCFP rappresentava l'80 % o meno del volume complessivo delle vendite di quel tipo, o la media ponderata del prezzo di tale tipo di prodotto era inferiore al costo di produzione, il valore normale è stato determinato in base al prezzo effettivamente applicato sul mercato interno, calcolato come media ponderata delle vendite remunerative solamente di quel tipo di prodotto, purché tali vendite rappresentassero almeno il 10 % del volume totale delle vendite di quel tipo di prodotto.
(37)
Infine, quando il volume delle vendite remunerative di un determinato tipo di TFCFP era inferiore al 10 % del volume complessivo delle vendite di quel tipo di prodotto, si è considerato che il volume delle vendite di tale tipo di prodotto era insufficiente perché si potesse adeguatamente ricorrere al suo prezzo sul mercato interno ai fini della determinazione del valore normale.
(38)
Ogniqualvolta non è stato possibile utilizzare i prezzi di un determinato tipo di prodotto venduto da un produttore esportatore sul mercato interno, si è preferito fare ricorso al valore normale costruito piuttosto che utilizzare i prezzi applicati da altri produttori esportatori sul mercato interno. Tenuto conto dei diversi tipi di prodotto e dei vari fattori (il tipo di fibre, le dimensioni dei filati e la finitura del tessuto) che li caratterizzano, il ricorso ai prezzi praticati da altri produttori esportatori sul mercato interno avrebbe richiesto nella fattispecie l'applicazione di numerosi adeguamenti, molti dei quali necessariamente basati su stime. Si è ritenuto pertanto che il valore costruito per ciascun produttore esportatore rappresentasse una base più idonea per determinare il valore normale.
(39)
Di conseguenza, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base, il valore normale è stato costruito, per ciascun produttore esportatore, sommando ai costi di produzione, eventualmente adeguati, dei tipi di prodotto esportati un congruo importo per le spese generali, amministrative e di vendita («SGAV») e per il profitto. A tal fine, la Commissione ha esaminato per ciascun produttore esportatore interessato se le SGAV sostenute e i profitti realizzati sul mercato interno costituissero dati attendibili.
(40)
Le SGAV effettivamente sostenute sul mercato interno sono state considerate attendibili allorché il volume totale delle vendite della società interessata sul mercato interno poteva essere considerato rappresentativo rispetto al volume delle vendite per l'esportazione nella Comunità. Il margine di profitto ottenuto sul mercato interno è stato determinato sulla base delle vendite interne dei tipi di prodotto venduti nel corso di normali operazioni commerciali. A tal fine, è stato seguito il metodo di cui al considerando 34. Allorché i criteri stabiliti non risultavano soddisfatti, sono stati utilizzati una media ponderata delle SGAV e/o il margine di profitto delle altre società che avevano registrato vendite rappresentative nel paese interessato effettuate nel corso di normali operazioni commerciali.
(41)
Si è appurato che due società, pur avendo effettuato vendite totali rappresentative, vendevano sul mercato interno, oppure vendevano sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali, soltanto certi tipi di prodotto in esame destinati anche all'esportazione. Pertanto, per gli altri tipi di TFCFP esportati da queste società, si è dovuto costruire il valore normale in base al metodo illustrato ai considerando da 38 a 40.
(42)
Si è inoltre accertato che una società non aveva registrato vendite totali rappresentative di TFCFP sul mercato interno: anche in questo caso, quindi, si è dovuto costruire il valore normale in base al metodo illustrato ai considerando da 38 a 40.
(43)
Si deve osservare che, dalle verifiche effettuate, è emerso che nei costi di produzione indicati da due società non erano stati correttamente inclusi tutti i pertinenti elementi di costo, il che ha comportato l'opportuna applicazione di adeguamenti a tali cifre.
4.2. Determinazione del valore normale per tutti i produttori esportatori cui non è stato concesso il TEM
a) Paese di riferimento
(44)
In conformità dell'articolo 2, paragrafo 7, del regolamento di base, per le società alle quali non si è potuto accordare il TEM, si è dovuto determinare il valore normale in base ai prezzi o al valore costruito in un paese di riferimento.
(45)
Nell'avviso di apertura la Commissione aveva annunciato che intendeva utilizzare il Messico come paese di riferimento adeguato per la determinazione del valore normale per la RPC, invitando altresì le parti interessate a pronunciarsi su tale scelta.
(46)
Alcuni produttori esportatori della RPC ai quali non è stato concesso il TEM hanno contestato la proposta della Commissione, con la motivazione principale che il Messico non poteva considerarsi un paese di riferimento adeguato a causa del volume di produzione limitato e del ridotto numero di produttori a paragone della RPC. Sono stati inviati questionari a tutti i produttori esportatori noti in Messico, dai quali, tuttavia, non è pervenuta nessuna risposta. La scelta del Messico quale paese di riferimento, pertanto, risultava impossibile.
(47)
I servizi della Commissione hanno quindi preso in esame soluzioni alternative e stabilito che la Turchia poteva essere considerato un paese di riferimento adeguato. Dall'inchiesta è infatti emerso che quello turco è un mercato competitivo per il prodotto in esame, in quanto vi si registra la presenza di numerosi produttori nazionali, di varie dimensioni, nonché di significative importazioni provenienti da paesi terzi. Si è accertato che i produttori nazionali sul mercato interno turco fabbricano tipi di prodotto simili a quelli fabbricati nella RPC e applicano metodi di produzione analoghi. Pertanto, il mercato turco è stato ritenuto sufficientemente rappresentativo ai fini della determinazione del valore normale.
(48)
Sono stati contattati tutti i produttori esportatori noti in Turchia, e uno di essi ha accettato di collaborare all'inchiesta: gli è stato pertanto inviato un questionario, e i dati riportati nella risposta sono stati verificati in loco.
b) Determinazione del valore normale
(49)
Conformemente all'articolo 2, paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base, il valore normale per i produttori esportatori ai quali non è stato concesso il TEM è stato stabilito in base alle informazioni, sottoposte a verifica, ricevute dal produttore del paese di riferimento, ossia sulla base dei prezzi pagati o pagabili sul mercato interno della Turchia per i tipi di prodotto per i quali si è accertato che sono stati venduti nel corso di normali operazioni commerciali, conformemente al metodo di cui al considerando 35. Se del caso, tali prezzi sono stati adeguati in modo tale da garantire un equo confronto con i tipi di prodotto esportati nella Comunità dai produttori della RPC interessati.
(50)
Pertanto, il valore normale è stato calcolato come la media ponderata dei prezzi delle vendite effettuate sul mercato interno ad acquirenti indipendenti dal produttore turco che ha collaborato all'inchiesta.
5. Prezzo all'esportazione
(51)
Ogniqualvolta le vendite all'esportazione del prodotto in esame venivano effettuate ad acquirenti indipendenti nella Comunità, il prezzo all'esportazione è stato stabilito in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base, ossia in funzione dei prezzi all'esportazione effettivamente pagati o pagabili.
(52)
Nel caso dei produttori esportatori cui è stato concesso il trattamento individuale, il prodotto in esame è stato esportato direttamente ad acquirenti indipendenti nella Comunità, e, pertanto, il prezzo all'esportazione è stato calcolato conformemente al metodo illustrato al considerando 51.
6. Confronto
(53)
Il valore normale e i prezzi all'esportazione sono stati confrontati a livello franco fabbrica. Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base, si è tenuto debitamente conto, in forma di adeguamenti, delle differenze che incidono sui prezzi e sulla comparabilità dei prezzi. Opportuni adeguamenti sono stati concessi per le spese di trasporto e assicurazione, per il costo del credito, per le commissioni e gli oneri bancari, ogniqualvolta si è accertato che essi erano ragionevoli, precisi e suffragati da elementi di prova sottoposti a verifica. Sono inoltre stati applicati adeguamenti allorché le vendite all'esportazione erano state effettuate attraverso una società collegata situata in un paese diverso dal paese interessato o dalla Comunità, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera i), del regolamento di base.
(54)
Si è accertato che l'importo del rimborso dell'IVA sulle vendite all'esportazione era inferiore a quello rimborsato per le vendite sul mercato interno; per tener conto di ciò, i prezzi all'esportazione sono stati adeguati in funzione della differenza tra il rimborso dell'IVA sulle esportazioni e quello dell'IVA sulle vendite interne, differenza pari al 2 % nel 2003 e al 4 % nel 2004.
7. Margine di dumping
7.1. Per i produttori esportatori che hanno collaborato all'inchiesta e ai quali è stato concesso il TEM/il trattamento individuale
a) TEM
(55)
Conformemente all'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base, per le tre società cui è stato concesso il TEM in seguito alla verifica in loco e che sono state incluse nel campione, il valore normale medio ponderato di ciascun tipo di prodotto in esame esportato nella Comunità è stato confrontato con il prezzo all'esportazione medio ponderato del tipo di prodotto in esame corrispondente. Trattandosi di tre società collegate, il margine di dumping provvisorio, espresso in percentuale del prezzo all'importazione CIF frontiera comunitaria, è stato calcolato come media ponderata dei margini di dumping dei tre produttori che hanno collaborato all'inchiesta, conformemente alla politica comunitaria nei confronti dei produttori esportatori collegati.
(56)
Quanto alle altre 22 società cui è stato concesso il TEM ma che non sono state incluse nel campione, è stato attribuito loro un margine di dumping provvisorio al livello del margine di dumping medio ponderato stabilito in via provvisoria per le parti incluse nel campione alle quali è stato accordato il TEM.
b) Trattamento individuale
(57)
Conformemente all'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base, per le quattro società incluse nel campione cui è stato concesso il trattamento individuale il valore normale medio ponderato calcolato per il paese di riferimento è stato confrontato con il prezzo all'esportazione nella Comunità medio ponderato. Quanto alle altre 14 società cui è stato concesso il trattamento individuale ma che non sono state incluse nel campione, nel loro caso il margine di dumping provvisorio è stato fissato al livello del margine di dumping medio ponderato stabilito in via provvisoria per le parti incluse nel campione alle quali è stato accordato il trattamento individuale.
(58)
Sulla scorta di quanto precede, i margini di dumping provvisori medi ponderati, espressi in percentuale del prezzo CIF frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sono i seguenti:
Società
Margine di dumping provvisorio
Fuzhou Fuhua Textile & Printing Dyeing Co. Ltd.
20,0 %
Fuzhou Ta Tung Textile Works Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou Delicacy Co. Ltd.
20,0 %
Far Eastern Industries (Shangai) Ltd.
20,0 %
Hangzhou Hongfeng Textile Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou Jieenda Textile Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou Mingyuan Textile Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou Shenda Textile Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou Yililong Textile Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou Yongsheng Textile Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou ZhenYa Textile Co. Ltd.
20,0 %
Huzhou Styly Jingcheng Textile Co. Ltd.
20,0 %
Nantong Teijin Co. Ltd.
20,0 %
Shaoxing Ancheng Cloth industrial Co. Ltd.
20,0 %
Shaoxing County Jiade Weaving and Dyeing Co. Ltd.
20,0 %
Shaoxing County Pengyue Textile Co. Ltd.
20,0 %
Shaoxing County Xingxin Textile Co. Ltd.
20,0 %
Shaoxing Yinuo Printing Dyeing Co. Ltd.
20,0 %
Wujiang Longsheng Textile Co. Ltd.
20,0 %
Wujiang Xiangshen Textile Dyeing Finishing Co. Ltd.
20,0 %
Zheijang Tianyuan Textile Printing and Dying Co. Ltd.
20,0 %
Zhejiang Shaoxing Yongli Printing and Dyeing Co. Ltd.
20,0 %
Zhejiang Xiangsheng Group Co. Ltd.
20,0 %
Zhejiang Yonglong enterprises Co. Ltd.
20,0 %
Zhuji Bolan Textile Industrial development Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou CaiHong Textile Co. Ltd.
42,3 %
Hangzhou Fuen Textile Co. Ltd.
42,3 %
Hangzhou Jinsheng Textile Co. Ltd.
42,3 %
Hangzhou Xiaonshan Phoenix Industry Co. Ltd.
42,3 %
Hangzhou Zhengda Textile Co. Ltd.
42,3 %
Wujiang Canhua Import & Export Co. Ltd.
81,9 %
Shaoxing China Light & Textile Industrial City Somet Textile Co. Ltd.
42,3 %
Shaoxing County Fengyi Textile Printing and Dying Co. Ltd.
42,3 %
Shaoxing County Huaxiang Textile Co. Ltd.
26,7 %
Shaoxing Nanchi Textile Printing Dyeing Co. Ltd.
42,3 %
Shaoxing Ronghao Textiles Co. Ltd.
36,3 %
Shaoxing County Qing Fang Cheng Textile import and export Co. Ltd.
36,3 %
Shaoxing Xinghui Textiles Co. Ltd.
42,3 %
Shaoxing Yongda Textile Co. Ltd.
42,3 %
Shaoxing Tianlong import and export Ltd.
70,3 %
Zhejiang Huagang Dyeing and Weaving Co. Ltd.
42,3 %
Zheijang Golden time printing and Dying knitwear Co. Ltd.
42,3 %
Zheijang Golden tree SLK printing Dying and Sandwshing Co. Ltd.
42,3 %
Zheijang Shaoxiao Printing and Dying Co. Ltd.
42,3 %
7.2. Per tutti gli altri produttori esportatori
(59)
Per poter calcolare il margine di dumping unico per l'intero paese applicabile a tutti gli altri produttori esportatori della RPC, la Commissione ha determinato anzitutto il loro livello di collaborazione. Si è effettuato un confronto tra le importazioni totali del prodotto in esame originarie della RPC, calcolate sulla base delle statistiche di Eurostat, e i dati effettivi riportati nelle risposte al questionario ricevute dagli esportatori della RPC. In base a tale confronto, e considerata anche l'estrema frammentazione che caratterizza la struttura dell'industria esportatrice, si è stabilito che il livello di collaborazione è stato elevato, pari cioè al 77 % delle esportazioni totali nella Comunità provenienti dalla RPC.
(60)
Il margine di dumping è stato quindi calcolato sulla base del prezzo all'esportazione medio ponderato indicato da un produttore esportatore che ha collaborato all'inchiesta e al quale non sono stati concessi né il TEM né il trattamento individuale in combinazione con il prezzo all'esportazione ricavato dai dati di Eurostat, e confrontando il prezzo che ne risultava con il valore normale medio ponderato calcolato per il paese di riferimento per tipi di prodotto comparabili. Il ricorso alle statistiche di Eurostat in qualità di dati disponibili, ai sensi dell'articolo 18 del regolamento di base, si è rivelato necessario in mancanza di maggiori informazioni sui prezzi all'esportazione ai fini della determinazione del dazio unico per l'intero paese.
(61)
Su tale base, il margine di dumping unico per l'intero paese è stato fissato in via provvisoria al 109,3 % del prezzo CIF frontiera comunitaria.
C. PREGIUDIZIO
1. Produzione comunitaria
(62)
Durante il periodo dell'inchiesta, il prodotto simile è stato fabbricato da:
-
sette produttori comunitari all'origine della denuncia e un altro produttore che l'ha pienamente appoggiata, i quali rappresentano una produzione di 97 milioni di metri lineari: di questi, sette hanno offerto piena collaborazione alla Commissione nel corso dell'inchiesta, mentre un produttore ha potuto collaborare solo parzialmente perché in stato di insolvenza,
-
altri dodici produttori con una produzione di circa 59 milioni di metri lineari, i quali hanno apertamente espresso il loro sostegno al procedimento e fornito alcune informazioni di carattere generale sulla loro produzione e le loro vendite,
-
altri produttori comunitari che non figuravano tra i denunzianti, non hanno collaborato al procedimento e non vi si sono neppure opposti.
(63)
La produzione di tutte le società summenzionate costituisce la produzione comunitaria totale di TFCFP, la quale, secondo le stime, ammonta a circa 330 milioni di metri lineari.
2. Definizione di industria comunitaria
(64)
Durante il PI la produzione complessiva dei 7 produttori comunitari che hanno offerto piena collaborazione all'inchiesta e di un produttore che ha collaborato parzialmente ammontava a 97 milioni di metri lineari, pari al 30 % circa della produzione totale stimata di TFCFP nella Comunità. Di conseguenza, si è ritenuto in via provvisoria che i 7 produttori comunitari che hanno offerto piena collaborazione all'inchiesta e il produttore che ha collaborato parzialmente costituiscano l'industria comunitaria ai sensi degli articoli 4, paragrafo 1, e 5, paragrafo 4, del regolamento di base.
3. Consumo nella Comunità
(65)
Il consumo apparente di TFCFP nella Comunità è stato calcolato sulla base:
-
delle importazioni totali di TFCFP nella Comunità secondo quanto riportato nelle statistiche di Eurostat e in base ai dati forniti dai produttori esportatori,
-
delle vendite totali, verificate, realizzate dall'industria comunitaria sul mercato comunitario, in base a quanto indicato nelle risposte al questionario, sottoposte a verifica, inviate dai 7 produttori comunitari che hanno collaborato all'inchiesta,
-
dei dati relativi alle vendite degli altri 12 produttori comunitari che hanno fornito alcune informazioni di carattere generale, e
-
dei dati relativi alle vendite di tutti gli altri produttori comunitari, dati stimati sulla base dei dati di produzione.
(66)
Il consumo di TFCFP nella Comunità è rimasto relativamente stabile durante il periodo in esame: dopo aver raggiunto una punta massima di 754 milioni di metri lineari nel 2001, esso ammontava a 732,34 milioni di metri lineari durante il PI, cioè un livello inferiore dello 0,92 % rispetto al livello del consumo registrato all'inizio del periodo in esame. Il lieve calo del consumo di TFCFP è stato determinato dal costante aumento delle importazioni di prodotti d'abbigliamento finiti man mano che la produzione di abbigliamento veniva trasferita in misura sempre maggiore al di fuori della Comunità. Ciò ha comportato una stabilizzazione del livello della produzione di abbigliamento nella Comunità, malgrado un consumo in crescita di prodotti d'abbigliamento finiti.
2000
2001
2002
2003
PI
Consumo UE
739 169 985
754 214 336
747 754 113
735 991 749
732 342 190
2000 = 100
100
102
101
100
99
4. Importazioni nella Comunità dal paese interessato
4.1. Volume e quota di mercato delle importazioni interessate
(67)
Le importazioni dalla RPC hanno registrato il seguente andamento, espresso in volume e in quota di mercato:
2000
2001
2002
2003
PI
RPC
134 554 007
185 488 587
221 465 186
268 129 534
287 748 753
2000 = 100
100
138
165
199
214
Quota di mercato (%)
18,2
24,6
29,6
36,4
39,3
(68)
Nel corso dell'intero periodo in esame le importazioni dalla RPC sono andate costantemente aumentando: da 134 milioni di metri lineari nel 2000 a 287 milioni di metri lineari nel PI (pari a una crescita del 114 %). Anche la quota di mercato di tali importazioni è aumentata: da 18,2 % del consumo nella Comunità nel 2000 a 36,4 % nel 2002, fino ad arrivare a 39,3 % durante il PI.
4.2. Prezzi delle importazioni e sottoquotazione
(69)
I prezzi medi delle importazioni CIF dalla RPC hanno registrato un lieve aumento tra il 2000 e il 2001, per poi diminuire di 8 punti percentuali nel 2002. Il ribasso dei prezzi è stato ancora più accentuato nel 2003 (-12 punti percentuali) ed è proseguito durante il PI. Nel complesso, nell'arco del periodo in esame si è registrato un calo di 23 punti percentuali.
(70)
Per poter esaminare l'eventuale sottoquotazione dei prezzi, è stato effettuato un confronto, al netto di sconti e riduzioni, tra i prezzi dei TFCFP venduti dall'industria comunitaria e i prezzi del prodotto in esame importato dalla RPC nella Comunità durante il PI, sulla base dei prezzi medi ponderati per tipo di prodotto. I prezzi dell'industria comunitaria sono stati adeguati al livello franco fabbrica, mentre i prezzi delle importazioni erano CIF frontiera comunitaria, maggiorati dei dazi e adeguati in funzione dello stadio commerciale e dei costi di movimentazione ricavati dalle informazioni ottenute durante l'inchiesta, segnatamente dagli importatori indipendenti che hanno collaborato.
(71)
Dal confronto è emerso che durante il PI i TFCFP originari della RPC sono stati venduti nella Comunità a prezzi sensibilmente inferiori a quelli dell'industria comunitaria: la differenza in percentuale rispetto a questi ultimi è infatti compresa tra l'8,8 % e il 51,1 %. Inoltre, si è constatato anche un ribasso dei prezzi, dal momento che il prezzo ottenuto dall'industria comunitaria non copriva i suoi costi di produzione.
5. Situazione dell'industria comunitaria
(72)
Conformemente all'articolo 3, paragrafo 5, del regolamento di base, l'esame dell'incidenza delle importazioni in dumping sull'industria comunitaria ha comportato anche una valutazione di tutti i fattori e gli indicatori economici pertinenti in rapporto con la situazione di detta industria dal 2000 (anno di partenza) al PI.
(73)
Nella tabella di cui al punto 5.1 figurano i dati aggregati relativi all'industria comunitaria forniti dai 7 produttori comunitari che hanno collaborato all'inchiesta.
5.1. Produzione, capacità di produzione e indice di utilizzazione degli impianti
(74)
La capacità di produzione è stata calcolata sulla base della produzione oraria massima teorica dei macchinari installati, moltiplicata per le ore di lavoro teoriche annue, tenendo in debito conto le attività di manutenzione e altre analoghe interruzioni della produzione.
2000
2001
2002
2003
PI
Produzione (metri lineari)
121 863 189
116 251 098
106 323 467
97 293 397
96 478 634
Valore indicizzato (2000 = 100)
100
95
87
80
79
Capacità di produzione
189 100 207
192 687 309
178 904 418
172 766 620
171 653 883
Valore indicizzato (2000 = 100)
100
102
95
91
91
Utilizzazione degli impianti
64 %
60 %
59 %
56 %
56 %
Valore indicizzato (2000 = 100)
100
94
92
88
88
(75)
Come si ricava dalla tabella, nel corso del periodo in esame la produzione è diminuita del 21 %, malgrado il consumo nella Comunità sia rimasto alquanto stabile (avendo registrato un calo complessivo dell'1 % soltanto). Nell'arco dello stesso periodo la capacità di produzione è diminuita del 9 %. Nonostante questo calo della capacità di produzione, l'utilizzazione degli impianti nel corso del periodo in esame è diminuita in misura persino maggiore, tanto che durante il PI il relativo indice è sceso al 56 %, cioè otto punti percentuali in meno rispetto al livello registrato all'inizio del periodo in esame.
5.2. Scorte
(76)
Nella tabella seguente viene indicato il volume delle scorte alla fine di ciascun periodo.
2000
2001
2002
2003
PI
Scorte (metri lineari)
16 580 068
15 649 118
16 398 108
14 491 370
15 283 152
in % della produzione
13,6
13,5
15,4
14,9
15,8
(77)
Tra il 2000 e il PI il livello delle scorte in cifre assolute, pur avendo registrato qualche fluttuazione, è complessivamente diminuito. In percentuale della produzione, tuttavia, le scorte sono effettivamente aumentate, passando dal 13,6 % nel 2000 al 14,9 % nel 2003 e infine al 15,8 % nel PI: tale aumento rispecchia i livelli crescenti delle scorte detenute dall'industria comunitaria relativamente ai suoi livelli di produzione.
5.3. Volume delle vendite, quote di mercato e prezzi nella CE
(78)
Nella seguente tabella sono riportate le cifre relative alle vendite dell'industria comunitaria ad acquirenti indipendenti nella Comunità.
2000
2001
2002
2003
PI
Volume delle vendite (metri lineari)
90 860 385
79 328 799
76 225 554
73 913 243
71 771 114
Valore indicizzato (2000 = 100)
100
87
84
81
79
Quota di mercato
12,3 %
10,5 %
10,2 %
10,0 %
9,8 %
Valore indicizzato (2000 = 100)
100
85
83
81
80
Prezzo unitario medio
(EUR/metro lineare)
1,29
1,38
1,36
1,40
1,38
Valore indicizzato (2000 = 100)
100
107
105
109
107
(79)
I volumi delle vendite dell'industria comunitaria hanno registrato un calo costante, pari complessivamente al 21 % nell'arco dell'intero periodo in esame. La diminuzione dei volumi delle vendite dovrebbe essere considerata alla luce dell'aumento delle importazioni originarie della RPC nel corso dello stesso periodo (+ 114 %).
(80)
Tra il 2000 e il 2001 la quota di mercato dell'industria comunitaria è diminuita, passando dal 12,3 % al 10,5 %, malgrado il consumo nella Comunità abbia registrato un incremento del 2 %. Il calo è poi proseguito anche tra il 2001 e il PI, periodo in cui la quota di mercato dell'industria è scesa al 9,8 %.
(81)
I prezzi di vendita medi dell'industria comunitaria sono aumentati del 7 % tra il 2000 e il 2001, per poi mantenersi relativamente stabili, essendo rimasti compresi tra 1,36 e 1,40 EUR per metro lineare. Il rialzo di prezzo registrato tra il 2000 e il 2001 è dovuto a una modifica del mix di prodotti, dal momento che l'industria comunitaria è andata concentrandosi in misura crescente su prodotti più tecnologicamente avanzati ed estremamente specializzati, il che implica maggiori costi ma anche un più elevato valore aggiunto. Tuttavia, tale rialzo è stato inferiore alle aspettative, tenuto conto della migliore qualità e della maggiore specializzazione dei prodotti, e considerato anche il conseguente aumento dei costi. In seguito l'industria comunitaria ha continuato a migliorare il suo mix di prodotti, orientandosi ulteriormente verso prodotti tecnologicamente più avanzati e a maggior valore aggiunto, tali da giustificare una maggiorazione di prezzo. Tuttavia, l'industria non è riuscita ad aumentare i prezzi, nonostante i prodotti venduti fossero di qualità più elevata e maggiormente specializzati: durante il PI i prezzi sono infatti scesi, tornando al livello del 2001.
5.4. Crescita
(82)
Nell'arco dell'intero periodo in esame la crescita è stata negativa in termini di produzione, di volume delle vendite e di quota di mercato, traducendosi quindi in risultati finanziari negativi per l'industria comunitaria.
5.5. Redditività, utile sul capitale investito e flusso di cassa
(83)
Con il concetto di «utili» che ricorre in appresso s'intendono gli utili al lordo delle imposte: nel caso della «redditività delle vendite CE» s'intendono gli utili generati dalle vendite di TFCFP sul mercato comunitario, mentre nel caso delle voci «utile sul capitale investito» e «flusso di cassa» s'intendono gli utili generati a livello della società, valutati in relazione alla gamma di prodotti più ristretta possibile, comprendente il prodotto simile, per la quale possono essere ottenute le necessarie informazioni, a norma dell'articolo 3, paragrafo 8, del regolamento di base.
(84)
L'utile sul capitale investito è stato calcolato in base al rendimento delle attività nette, considerato più pertinente per l'analisi della tendenza.
2000
2001
2002
2003
PI
Redditività delle vendite CE
1,2 %
1,1 %
- 2,7 %
- 4,0 %
- 3,9 %
Utile sul capitale investito
- 5,6 %
- 9,2 %
- 10,7 %
- 25,7 %
- 24,2 %
Flusso di cassa
13 701 583
13 442 402
12 186 295
12 438 496
12 922 951
(85)
Come si è già ricordato in precedenza, il prezzo di vendita unitario medio dell'industria comunitaria è aumentato complessivamente del 7 % nel periodo in esame per via della modifica del mix di prodotti. Nonostante ciò, la redditività delle vendite nella CE è diminuita: dall'1,2 % nel 2000 a - 4 % nel 2003 e, infine, a - 3,9 % durante il PI. Un simile andamento dà conto del fatto che, malgrado le misure prese per riorientare la produzione dai prodotti di base verso prodotti più sofisticati nell'intento di mantenersi redditizia, l'industria comunitaria si è trovata in realtà a dover registrare delle perdite finanziarie.
(86)
L'andamento complessivo dell'utile sul capitale investito ricalca quello della redditività: è infatti sceso da - 5,6 % a - 24,2 % nell’arco dell'intero periodo in esame. Occorre osservare che queste percentuali si riferiscono all'attività complessiva delle società in questione, dal momento che non è stato possibile scorporare gli investimenti da attribuire al solo prodotto in esame.
(87)
Il flusso di cassa è diminuito dell'11 % tra il 2000 e il 2002, per poi aumentare del 6 % tra il 2002 e il PI. Nel complesso, però, nel corso del periodo in esame il flusso di cassa ha registrato un calo del 6 %.
5.6. Investimenti e capacità di ottenere capitali
(88)
Il livello degli investimenti è aumentato del 76 % nel 2001, ma nel 2002 ha registrato un calo del 63 % prima di risalire al livello precedente (all'incirca 7,1 milioni di EUR) nel 2003 e nel PI. L'aumento del 2001 e il calo del 2002, entrambi rilevanti, non sono tanto da attribuire a un cambiamento nella strategia degli investimenti in quegli anni quanto piuttosto alla data in cui sono stati registrati gli investimenti stessi.
(89)
Nonostante le difficoltà cui ha dovuto far fronte, l'industria comunitaria ha continuato a realizzare nuovi investimenti, destinandoli soprattutto non ad incrementare la capacità, ma a consentirle di disporre dei macchinari più completi e moderni, in grado di fabbricare un prodotto di qualità uniformemente elevata pur riducendo, al tempo stesso, i costi grazie a un uso più efficiente di energia, acqua e altre risorse, e a una maggiore automazione.
(90)
Tra la decisione di investire su scala più ampia in impianti o macchinari e il momento in cui questi ultimi vengono realizzati e diventano operativi intercorre un lasso di tempo di circa due anni: questo spiega in parte perché il livello di investimenti sia rimasto sostanzialmente stabile nel corso del periodo in esame, malgrado la situazione finanziaria dell'industria comunitaria continuasse a peggiorare.
(91)
L'industria comunitaria è composta, in gran parte, di piccole e medie imprese, il che ha compromesso in certa misura la sua capacità di ottenere capitali nel corso del periodo in esame, in particolare nell'ultima parte del periodo, quando la sua redditività è scesa a valori negativi.
5.7. Occupazione, produttività e salari
(92)
Come si è già ricordato in precedenza, la produzione dell'industria comunitaria è diminuita del 21 % nel corso del periodo in esame: per via di una tale riduzione, nonché degli investimenti realizzati in sistemi di produzione automatizzati, l'industria è stata costretta a ridurre anche la manodopera. Il numero di dipendenti ha registrato un calo costante, passando da 928 nel 2000 a 790 nel PI, il che equivale a una riduzione del 15 %. Nello stesso periodo, in conseguenza della riduzione della forza lavoro, i costi salariali sono scesi da 35,3 milioni di EUR nel 2000 a 32,2 milioni di EUR nel PI (un calo del 9 %).
(93)
Nonostante questa riduzione della forza lavoro e l'accresciuta automazione della produzione, la produttività è in realtà diminuita, giacché, a causa dei volumi di vendite in calo, l'industria comunitaria è stata costretta a ridurre la produzione. Ne consegue che gli investimenti in nuovi impianti e macchinari non hanno, in certa misura, portato i vantaggi sperati.
5.8. Entità del margine di dumping effettivo
(94)
Dati il volume e i prezzi delle importazioni in dumping, l'incidenza dei margini di dumping effettivi non può essere considerata trascurabile.
5.9. Ripresa dagli effetti di precedenti pratiche di dumping
(95)
L'industria comunitaria non si trovava nella situazione di dover ancora superare le conseguenze di precedenti pratiche di dumping pregiudizievole.
6. Conclusioni in materia di pregiudizio
(96)
Pressoché tutti gli indicatori economici hanno registrato un andamento globale negativo nel corso del periodo in esame: il volume della produzione è diminuito del 21 %, la capacità di produzione ha registrato un calo del 9 % e l'indice di utilizzazione degli impianti del 12,5 %. Le scorte, pur essendo diminuite in termini assoluti, sono però aumentate in percentuale della produzione. I volumi delle vendite nella Comunità hanno registrato un calo del 20 %, mentre la quota di mercato è diminuita del 21 %. Sebbene i prezzi abbiano registrato complessivamente un aumento del 7 %, tale rialzo non è stato sufficiente a riflettere la modifica del mix di prodotti (poiché l'industria comunitaria è andata orientando in misura crescente la sua produzione verso prodotti più sofisticati) e i maggiori costi che ne sono derivati. La difficile situazione in cui versava l'industria comunitaria era evidenziata dal calo della redditività: dall'1,2 % nel 2000 alle perdite registrate durante il PI (- 3,9 %). Anche il rendimento delle attività totali è andato registrando valori sempre più negativi, mentre l'indicatore del flusso di cassa è diminuito. L'occupazione e i salari sono diminuiti, dal momento che la forza lavoro è stata ridotta per poter ridurre i costi a fronte di produzione, vendite e redditività in calo. Anche la produttività è diminuita, in quanto il calo della produzione ha impedito che l'industria potesse trarre vantaggio dalla riduzione del numero di dipendenti e dai continui investimenti realizzati in impianti e macchinari moderni.
(97)
Benché l'industria comunitaria sia stata in grado di mantenere fino ad oggi un buon livello di investimenti, è evidente che sulla sua capacità di ottenere capitali hanno inciso negativamente le crescenti perdite sostenute e, qualora la sua posizione finanziaria non dovesse migliorare, non è prevedibile che essa possa continuare a investire agli stessi livelli.
(98)
Tenuto conto di quanto precede, si è concluso in via provvisoria che l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio notevole ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di base.
D. NESSO DI CAUSALITÀ
1. Osservazioni preliminari
(99)
Conformemente all'articolo 3, paragrafo 6, del regolamento di base, si è esaminato se il pregiudizio notevole subito dall'industria comunitaria sia stato determinato dalle importazioni in dumping originarie del paese interessato. A norma dell'articolo 3, paragrafo 7, del regolamento di base, la Commissione ha esaminato anche altri fattori noti che avrebbero potuto arrecare un pregiudizio all'industria comunitaria, per evitare che l'eventuale pregiudizio causato da detti altri fattori non fosse erroneamente attribuito alle summenzionate importazioni in dumping.
2. Effetti delle importazioni in dumping
(100)
Il volume di TFCFP originari della RPC ha registrato un considerevole aumento nel corso del periodo in esame. Come risulta evidente dalla tabella al considerando 69, le importazioni dalla RPC sono passate da circa 135 milioni di metri lineari nel 2000 a 288 milioni di metri lineari durante il PI, il che equivale a un incremento del 114 %. Di conseguenza, la quota di mercato delle importazioni di TFCFP provenienti dalla RPC è più che raddoppiata, passando dal 18,2 % al 39,3 %.
(101)
Come si è già stabilito al considerando 70, il prezzo delle importazioni originarie della RPC era notevolmente inferiore al prezzo medio di vendita dell'industria comunitaria, con un margine di sottoquotazione compreso tra l'8,8 % e il 51,1 %. La pressione esercitata sui prezzi dalle importazioni interessate ha impedito all'industria comunitaria di applicare un rialzo ai suoi prezzi, in modo tale che riflettessero il più elevato valore aggiunto dovuto alla maggiore specializzazione del mix di prodotti che essa metteva in vendita.
(102)
Il considerevole aumento, in termini di volume, delle importazioni originarie della RPC e della loro quota di mercato verificatosi tra il 2000 e il PI, a prezzi rimasti nettamente al di sotto di quelli dell'industria comunitaria, è coinciso esattamente con il deterioramento della situazione dell'industria comunitaria nello stesso periodo, deterioramento evidenziato dall'andamento di quasi tutti gli indicatori di pregiudizio. L'industria comunitaria si è vista costretta ad allinearsi con questi prezzi nel tentativo di conservare la sua quota di mercato e, di conseguenza, la sua produzione. Tuttavia, allorché i prezzi erano troppo bassi per riuscire a coprire i costi variabili, essa è stata obbligata a cedere quota di mercato per evitare di dover sostenere perdite persino maggiori.
(103)
Si è quindi concluso in via provvisoria che la pressione esercitata dalle importazioni interessate, il cui volume e quota di mercato sono notevolmente aumentati dal 2000 in poi, e che sono state realizzate a prezzi bassi e tali da risultare in dumping, ha svolto un ruolo decisivo nel determinare il ribasso e il contenimento dei prezzi nonché la perdita di quota di mercato registrati dall'industria comunitaria, e il conseguente deterioramento della sua situazione finanziaria.
3. Effetti dovuti ad altri fattori
3.1. Importazioni originarie di altri paesi terzi
(104)
Durante il periodo in esame l'andamento delle importazioni dai paesi terzi non interessati dalla presente inchiesta è stato il seguente:
2000
2001
2002
2003
PI
Tutti gli altri paesi
263 755 593
268 396 949
270 063 373
233 948 972
227 822 323
2000 = 100
100
102
102
89
86
Quota di mercato (%)
35,7
38,4
36,1
31,8
31,1
(105)
Dopo aver registrato un incremento in volume nel 2001 e nel 2002, le importazioni totali da tutti gli altri paesi sono diminuite complessivamente del 14 % nel corso del periodo in esame. Analogamente, anche la quota di mercato di queste importazioni è dapprima aumentata fino a 38,4 % nel 2001, ma in seguito è scesa al 31,1 %. Le importazioni da tutti gli altri paesi sono quindi diminuite sia in termini di volume che di quota di mercato, mentre nello stesso tempo i volumi e la quota di mercato delle importazioni originarie della RPC sono aumentati. I prezzi delle importazioni da tutti gli altri paesi sono rimasti costantemente più elevati di quelli delle importazioni dalla RPC.
(106)
Si è pertanto concluso in via provvisoria che le importazioni di TFCFP originarie di altri paesi terzi diversi dalla RPC non hanno contribuito al pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
3.2. Variazioni dell'andamento del consumo
(107)
Come già menzionato al considerando 68, il consumo di TFCFP nella Comunità ha registrato un calo inferiore all'1 % nell'arco dell'intero periodo in esame. Se l'industria comunitaria fosse riuscita a conservare la sua quota di mercato, una simile diminuzione del consumo avrebbe comportato una perdita di volumi di vendite nella Comunità di soli 900 000 metri lineari. Il calo del volume delle vendite nella Comunità effettivamente registrato equivale invece a oltre 21 volte tale cifra, poiché ammonta a 19 000 000 di metri lineari. Si è quindi ritenuto in via provvisoria che l'andamento del consumo non abbia rappresentato una causa determinante del pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
3.3. Risultati degli altri produttori comunitari
(108)
Sebbene la Commissione disponga di non molte informazioni circa i risultati registrati dagli altri produttori comunitari, considerando il fatto che la denuncia è stata appoggiata da 12 produttori e tenuto conto, inoltre, delle informazioni generali di mercato disponibili per il settore interessato, si può ragionevolmente presumere che anche gli altri produttori comunitari abbiano subito un pregiudizio notevole a causa delle importazioni in dumping. In mancanza di qualsiasi indicazione circa il fatto che la loro situazione differisca da quella dell'industria comunitaria, gli altri produttori comunitari non possono essere considerati una causa del pregiudizio subito dall'industria stessa.
3.4. Conclusioni relative al nesso di causalità
(109)
Nel corso del periodo in esame si è registrato un aumento considerevole, in termini di volumi e di quota di mercato, delle importazioni dalla RPC, i cui prezzi, inoltre, erano notevolmente inferiori ai prezzi dell'industria comunitaria: un simile andamento delle importazioni interessate è singolarmente coinciso con il deterioramento della situazione dell'industria comunitaria.
(110)
Non sono emersi altri fattori tali da incidere in misura considerevole sulla situazione dell'industria comunitaria.
(111)
In base all'analisi che precede, che ha debitamente distinto e separato gli effetti di tutti i fattori noti che hanno un'incidenza sulla situazione dell'industria comunitaria dagli effetti pregiudizievoli delle importazioni in dumping, si è concluso in via provvisoria che le importazioni originarie della RPC hanno causato all'industria comunitaria un pregiudizio notevole ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 6, del regolamento di base.
E. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Considerazioni di ordine generale
(112)
Si è esaminato se, malgrado le risultanze in merito alle pratiche di dumping causa del pregiudizio, esistessero motivi validi per concludere che, nella fattispecie, l'adozione di misure antidumping sarebbe contraria all'interesse della Comunità. A tal fine, e in conformità dell'articolo 21, paragrafo 1, del regolamento di base, per decidere in merito all'interesse della Comunità sono stati valutati i diversi interessi nel loro complesso, cioè quelli dell'industria comunitaria, degli altri produttori comunitari, degli importatori/operatori commerciali nonché degli utilizzatori del prodotto in esame e dei fornitori delle materie prime connesse a tale prodotto.
(113)
La Commissione ha inviato dei questionari agli importatori/operatori commerciali, ai fornitori di materie prime, agli utilizzatori industriali e a diverse associazioni di utilizzatori. Risposte sostanziali e significative alle domande del questionario sono pervenute soltanto da un fornitore e da un importatore/utilizzatore.
2. Interesse dell'industria comunitaria e degli altri produttori comunitari
(114)
Si ricorda che l'industria comunitaria che ha offerto piena collaborazione all'inchiesta è composta di 7 produttori, presso i quali sono direttamente impiegate circa 1 800 persone, di cui 790 lavoravano alla produzione e alle vendite di TFCFP durante il PI. La produzione di queste sette società rappresenta, secondo le stime, il 30 % circa della produzione totale nella Comunità.
(115)
L'istituzione delle misure dovrebbe servire a ripristinare eque condizioni di concorrenza sul mercato comunitario e ad evitare che l'industria comunitaria subisca un ulteriore pregiudizio. L'industria sarebbe quindi in grado di incrementare le sue vendite e la sua quota di mercato, tornando a registrare un livello positivo di redditività, il che, a sua volta, comporterebbe un generale miglioramento della sua situazione finanziaria.
(116)
D'altra parte si ritiene che, in assenza di misure antidumping sulle importazioni di TFCFP provenienti dalla RPC, la situazione dell'industria comunitaria peggiorerebbe, dal momento che l'aumento delle importazioni dalla RPC a prezzi in dumping le farebbe registrare ulteriori perdite finanziarie. La fondamentale efficienza economico-finanziaria dell'industria verrebbe ad essere minacciata qualora non venissero istituite misure volte a eliminare il dumping causa del pregiudizio: tant'è vero che uno dei produttori all'origine della denuncia è già in stato di insolvenza.
(117)
Quanto agli altri produttori comunitari, parte di essi ha espressamente appoggiato la denuncia, e in ogni caso nessuno vi si è opposto. Si può quindi ragionevolmente concludere in via provvisoria che l'istituzione di misure antidumping non sarebbe contraria al loro interesse.
(118)
Si è pertanto concluso in via provvisoria che l'istituzione di misure antidumping consentirebbe all'industria comunitaria di superare le conseguenze delle pratiche di dumping pregiudizievole subite e sarebbe nell'interesse dell'industria stessa.
3. Interesse degli importatori non collegati
(119)
Un solo importatore si è manifestato presso la Commissione, dichiarando di aver acquistato TFCFP provenienti dalla RPC per via dei prezzi più bassi e della diversa costruzione del tessuto, ma non ha espresso alcun parere circa l'eventuale istituzione delle misure. Questo importatore, la cui quota delle importazioni dalla RPC era trascurabile, non ha tuttavia fornito risposte significative e sostanziali alle domande del questionario. Nessun operatore commerciale si è manifestato presso la Commissione.
(120)
Pertanto, è risultato impossibile effettuare un'adeguata valutazione dell'eventuale impatto derivante dall'adozione o meno delle misure sugli importatori e sugli operatori commerciali. Occorre inoltre ricordare che la finalità delle misure antidumping non è quella di impedire le importazioni nella Comunità, ma di assicurare che non vengano realizzate a prezzi in dumping che arrechino un pregiudizio. Dal momento che le importazioni a prezzi equi potranno comunque entrare nel mercato comunitario, e dato che, inoltre, le importazioni da paesi terzi continueranno, è probabile che l'eventuale istituzione di misure antidumping sulle importazioni in dumping non inciderà in misura sostanziale sull'attività tradizionale degli importatori. Il fatto che gli importatori non collegati non abbiano presentato osservazioni in merito non fa che confermare tale conclusione.
(121)
Si è pertanto concluso in via provvisoria che l'istituzione delle misure non inciderebbe in misura significativa sugli importatori.
4. Interesse dei fornitori di materie prime
(122)
Si ricorda che alcuni produttori comunitari ricevono le materie prime da società appartenenti a un gruppo («produttori integrati»), mentre altri produttori si rivolgono a fornitori indipendenti.
(123)
La denuncia presentata dall'industria comunitaria è stata appoggiata dal Comitato internazionale del rayon e delle fibre sintetiche (CIRFS), un'associazione di rappresentanza di produttori di fibre, tra cui i filati di filamenti di poliestere, che costituiscono la materia prima per la fabbricazione dei TFCFP. Il CIRFS ha sottolineato che le vendite di filati ai produttori di TFCFP nella Comunità rappresentano il 25 % della produzione totale dei membri dell'associazione, per i quali le vendite in questione rivestono quindi grande importanza.
(124)
Inoltre, un fornitore di materia prima per l'industria comunitaria si è manifestato presso la Commissione, a titolo individuale, affermando che se si fosse consentito che le importazioni in dumping dalla RPC proseguissero, ciò avrebbe inciso negativamente sulla sua capacità di continuare a realizzare investimenti.
(125)
Tenuto conto di queste argomentazioni, si è concluso in via provvisoria che l'istituzione di misure sulle importazioni di TFCFP originari della RPC non è contraria all'interesse dei fornitori di materie prime.
5. Interesse degli utilizzatori
(126)
I TFCFP sono utilizzati soprattutto nell'industria delle confezioni. A seconda delle loro specifiche ed esatte caratteristiche, i tessuti in questione vengono usati per fabbricare fodere per capi di abbigliamento, oppure per indumenti da notte e lingerie (biancheria intima femminile), o ancora per fabbricare indumenti sportivi, capi «outerwear» e indumenti da lavoro. Sono inoltre utilizzati, in certa misura, anche per la fabbricazione di articoli quali seggiolini per bambini da montare nelle autovetture, passeggini e carrozzine ecc.
(127)
Alla Commissione sono pervenute osservazioni da parte di nove utilizzatori del prodotto in esame, uno solo dei quali importa attualmente dalla RPC parte dei TFCFP che utilizza. L'utilizzatore in questione ha affermato che i prezzi applicati dall'industria comunitaria erano più elevati, sostenendo inoltre che le misure prospettate non andrebbero imposte in quanto esse aumenterebbero i suoi costi e renderebbero i suoi prodotti meno competitivi, in particolare rispetto ai prodotti d'abbigliamento importati dalla RPC. Lo stesso utilizzatore ha anche sostenuto che, visto che attualmente la sua azienda si rifornisce di TFCFP sia sul mercato comunitario sia nella RPC, un eventuale aumento dei suoi costi, con conseguente perdita di competitività, non avrebbe un impatto negativo soltanto sulla sua impresa ma anche sull'industria comunitaria, presso la quale (benché non esclusivamente) la sua azienda acquista il prodotto in esame. Gli altri utilizzatori hanno fatto osservare che l'istituzione dei dazi antidumping comporterebbe probabilmente un aumento dei costi del prodotto in esame importato, ma che difficilmente un tale aumento avrebbe conseguenze dirette per loro stessi.
(128)
Alla luce delle osservazioni presentate, si ritiene improbabile che l'eventuale aumento dei costi degli utilizzatori possa essere rilevante. Si deve poi ricordare che le importazioni provenienti dalla RPC potranno comunque continuare a entrare nel mercato comunitario, purché a prezzi equi, e che resteranno pur sempre disponibili altre fonti di approvvigionamento del prodotto in esame a prezzi non in dumping. Sulla scorta di queste considerazioni, si è concluso in via provvisoria che le misure provvisorie nei confronti delle importazioni dalla RPC non inciderebbero in misura significativa sull'interesse degli utilizzatori.
6. Conclusioni relative all'interesse della Comunità
(129)
L'istituzione delle misure è nell'interesse dell'industria comunitaria, degli altri produttori comunitari e dei fornitori dell'industria comunitaria. Essa consentirà all'industria comunitaria di aumentare la produzione, di incrementare le vendite e la quota di mercato, e infine di tornare a registrare un livello positivo di redditività. Qualora le misure non venissero istituite, è probabile che l'industria comunitaria dovrebbe registrare perdite rilevanti a causa di un ulteriore calo delle vendite e di un continuo ribasso dei prezzi sul mercato comunitario: ciò comporterebbe una perdita costante di quota di mercato a fronte di un aumento delle importazioni originarie della RPC e, nel tentativo da parte dell'industria di rallentare l'erosione della sua quota di mercato, un ulteriore deterioramento dei suoi prezzi di vendita. Queste conseguenze negative per l'industria comunitaria avrebbero, a loro volta, un impatto negativo sui fornitori dell'industria stessa, impatto che consisterebbe in una contrazione della domanda tale da costringerli a diminuire la produzione.
(130)
Sebbene si preveda che le misure determinino un aumento del prezzo delle importazioni, gli importatori non hanno manifestato preoccupazione circa l'eventuale istituzione delle misure: si ritiene quindi che quest'ultima non dovrebbe incidere in misura significativa sugli importatori. Si è poi accertato che l'istituzione delle misure non dovrebbe incidere in misura rilevante sul margine di utile né, di conseguenza, sull'attività degli utilizzatori del prodotto in esame, tenuto conto delle fonti alternative di approvvigionamento di cui dispongono e del fatto che un'ampia maggioranza di essi non ha reagito né si è manifestata nel corso del procedimento.
(131)
Dopo aver soppesato e valutato gli interessi delle diverse parti in causa, la Commissione conclude in via provvisoria che non esistono motivi validi per non istituire misure antidumping provvisorie sulle importazioni di TFCFP originari della RPC.
F. PROPOSTA DI ISTITUZIONE DI MISURE ANTIDUMPING PROVVISORIE
1. Livello necessario per eliminare il pregiudizio
(132)
Alla luce delle conclusioni provvisorie raggiunte in merito al dumping, al pregiudizio, al nesso di causalità e all'interesse della Comunità, si ritiene opportuno istituire misure antidumping provvisorie onde impedire che le importazioni in dumping arrechino un ulteriore pregiudizio all'industria comunitaria.
(133)
Per stabilire il livello delle misure provvisorie si è tenuto conto sia del margine di dumping accertato che dell'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
(134)
Le misure provvisorie dovrebbero essere imposte a un livello sufficiente ad eliminare il pregiudizio causato dalle importazioni in questione senza tuttavia superare il margine di dumping accertato. Nel calcolare l'aliquota del dazio necessaria ad eliminare gli effetti pregiudizievoli del dumping si è ritenuto che le misure dovessero essere tali da consentire all'industria comunitaria di coprire i costi di produzione e di ottenere complessivamente un utile al lordo delle imposte pari a quello che potrebbe essere ragionevolmente realizzato da un'azienda di questo tipo operante nel settore in normali condizioni di concorrenza, cioè in assenza di importazioni in dumping, sulle vendite del prodotto simile nella Comunità. Per tale calcolo si è fatto ricorso a un margine di utile al lordo delle imposte pari all'8 % del fatturato (ossia 5,7 milioni di EUR): si tratta di una percentuale grosso modo corrispondente all'utile realizzato dall'industria comunitaria nel 1998 e nel 1999, prima cioè che le esportazioni dalla RPC iniziassero a causare dei problemi. È stato quindi calcolato un prezzo non pregiudizievole del prodotto simile per l'industria comunitaria, ottenuto sommando i costi di produzione al summenzionato margine di utile dell'8 %.
(135)
Il livello dell'aumento di prezzo necessario è stato quindi stabilito in base a un confronto tra il prezzo all'importazione medio ponderato, utilizzato per calcolare la sottoquotazione dei prezzi, e il prezzo medio non pregiudizievole. Le differenze risultanti da tale confronto sono state espresse in percentuale del valore medio CIF all'importazione.
2. Misure provvisorie
(136)
Alla luce di quanto precede, in conformità dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, si ritiene opportuno istituire un dazio antidumping provvisorio al livello del margine più basso accertato tra i due margini di dumping o di pregiudizio.
(137)
Le aliquote del dazio antidumping indicate nel presente regolamento applicabili a titolo individuale ad alcune società sono state stabilite in base alle risultanze della presente inchiesta. Esse rispecchiano pertanto la situazione constatata durante l'inchiesta per le società in questione. Tali aliquote del dazio (diversamente dal dazio unico per l'intero paese, applicabile a «tutte le altre società») sono quindi esclusivamente applicabili alle importazioni di prodotti originari del paese interessato e fabbricati dalle società, cioè dalle specifiche persone giuridiche, delle quali viene fatta menzione. Le importazioni di prodotti fabbricati da qualsiasi altra società la cui ragione sociale e indirizzo non vengano espressamente menzionati nel dispositivo del presente regolamento, comprese le persone giuridiche collegate a quelle espressamente citate, non possono beneficiare di tali aliquote e sono soggette all'aliquota del dazio applicabile a «tutte le altre società».
(138)
Eventuali richieste di applicazione di tali aliquote individuali del dazio antidumping (ad es. in seguito ad un cambiamento della ragione sociale della società o alla creazione di nuove entità produttive o di vendita) devono essere inoltrate senza indugio alla Commissione (3) con tutte le informazioni pertinenti, in particolare l'indicazione degli eventuali mutamenti nelle attività della società riguardanti la produzione, le vendite sul mercato interno e le vendite per l'esportazione collegati ad es. al cambiamento della ragione sociale o ai cambiamenti a livello di entità produttive o di vendita. Se del caso, il regolamento verrà opportunamente modificato aggiornando l'elenco delle società che beneficiano di aliquote individuali del dazio.
(139)
Vengono pertanto proposti i seguenti dazi antidumping:
Società
Dazio antidumping
Fuzhou Fuhua Textile & Printing Dyeing Co. Ltd.
20,0 %
Fuzhou Ta Tung Textile Works Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou Delicacy Co. Ltd.
20,0 %
Far Eastern Industries (Shangai) Ltd.
20,0 %
Hangzhou Hongfeng Textile Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou Jieenda Textile Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou Mingyuan Textile Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou Shenda Textile Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou Yililong Textile Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou Yongsheng Textile Co. Ltd.
20,0 %
Hangzhou ZhenYa Textile Co. Ltd.
20,0 %
Huzhou Styly Jingcheng Textile Co. Ltd.
20,0 %
Nantong Teijin Co. Ltd.
20,0 %
Shaoxing Ancheng Cloth industrial Co. Ltd.
20,0 %
Shaoxing County Jiade Weaving and Dyeing Co. Ltd.
20,0 %
Shaoxing County Pengyue Textile Co. Ltd.
20,0 %
Shaoxing County Xingxin Textile Co. Ltd.
20,0 %
Shaoxing Yinuo Printing Dyeing Co. Ltd.
20,0 %
Wujiang Longsheng Textile Co. Ltd.
20,0 %
Wujiang Xiangshen Textile Dyeing Finishing Co. Ltd.
20,0 %
Zheijang Tianyuan Textile Printing and Dying Co. Ltd.
20,0 %
Zhejiang Shaoxing Yongli Printing and Dyeing Co. Ltd.
20,0 %
Zhejiang Xiangsheng Group Co. Ltd.
20,0 %
Zhejiang Yonglong enterprises Co. Ltd.
20,0 %
Zhuji Bolan Textile Industrial development Co. Ltd.
20,0 %
Wujiang Canhua Import & Export Co. Ltd.
74,8 %
Shaoxing County Huaxiang Textile Co. Ltd.
26,7 %
Shaoxing Ronghao Textiles Co. Ltd.
33,9 %
Shaoxing County Qing Fang Cheng Textile import and export Co. Ltd.
33,9 %
Shaoxing Tianlong import and export Ltd.
63,4 %
Hangzhou CaiHong Textile Co. Ltd.
39,4 %
Hangzhou Fuen Textile Co. Ltd.
39,4 %
Hangzhou Jinsheng Textile Co. Ltd.
39,4 %
Hangzhou Xiaonshan Phoenix Industry Co. Ltd.
39,4 %
Hangzhou Zhengda Textile Co. Ltd.
39,4 %
Shaoxing China Light & Textile Industrial City Somet Textile Co. Ltd.
39,4 %
Shaoxing County Fengyi Textile Printing and Dying Co. Ltd.
39,4 %
Shaoxing Nanchi Textile Printing Dyeing Co. Ltd.
39,4 %
Shaoxing Xinghui Textiles Co. Ltd.
39,4 %
Shaoxing Yongda Textile Co. Ltd.
39,4 %
Zhejiang Huagang Dyeing and Weaving Co. Ltd.
39,4 %
Zheijang Golden time printing and Dying knitwear Co. Ltd.
39,4 %
Zheijang Golden tree SLK printing Dying and Sandwshing Co. Ltd.
39,4 %
Zheijang Shaoxiao Printing and Dying Co. Ltd.
39,4 %
Tutte le altre società
85,3 %
G. DISPOSIZIONI FINALI
(140)
Ai fini di buona gestione, occorre fissare un periodo entro il quale le parti interessate che si sono manifestate entro il termine stabilito nell'avviso di apertura possono comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite. Va inoltre precisato che tutte le conclusioni relative all'istituzione dei dazi elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate in vista dell'adozione di eventuali dazi definitivi,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di tessuti di filati di filamenti sintetici contenenti una quantità pari o superiore all'85 % in peso di filamenti di poliestere testurizzati e/o non testurizzati, tinti o stampati, originari della Repubblica popolare cinese, classificabili ai codici NC 5407 52 00, 5407 54 00, 5407 61 30, 5407 61 90 ed ex 5407 69 90 (codice TARIC 5407699010).
2. Le aliquote del dazio antidumping provvisorio, applicabili al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, dei prodotti descritti al paragrafo 1 e fabbricati dalle società sotto elencate, sono le seguenti:
Società
Dazio antidumping
Codice addizionale TARIC
Fuzhou Fuhua Textile & Printing Dyeing Co. Ltd.
20,00 %
A617
Fuzhou Ta Tung Textile Works Co. Ltd.
20,00 %
A617
Hangzhou Delicacy Co. Ltd.
20,00 %
A617
Far Eastern Industries (Shangai) Ltd.
20,00 %
A617
Hangzhou Hongfeng Textile Co. Ltd.
20,00 %
A617
Hangzhou Jieenda Textile Co. Ltd.
20,00 %
A617
Hangzhou Mingyuan Textile Co. Ltd.
20,00 %
A617
Hangzhou Shenda Textile Co. Ltd.
20,00 %
A617
Hangzhou Yililong Textile Co. Ltd.
20,00 %
A617
Hangzhou Yongsheng Textile Co. Ltd.
20,00 %
A617
Hangzhou ZhenYa Textile Co. Ltd.
20,00 %
A617
Huzhou Styly Jingcheng Textile Co. Ltd.
20,00 %
A617
Nantong Teijin Co. Ltd.
20,00 %
A617
Shaoxing Ancheng Cloth industrial Co. Ltd.
20,00 %
A617
Shaoxing County Jiade Weaving and Dyeing Co. Ltd.
20,00 %
A617
Shaoxing County Pengyue Textile Co. Ltd.
20,00 %
A617
Shaoxing County Xingxin Textile Co. Ltd.
20,00 %
A617
Shaoxing Yinuo Printing Dyeing Co. Ltd.
20,00 %
A617
Wujiang Longsheng Textile Co. Ltd.
20,00 %
A617
Wujiang Xiangshen Textile Dyeing Finishing Co. Ltd.
20,00 %
A617
Zheijang Tianyuan Textile Printing and Dying Co. Ltd.
20,00 %
A617
Zhejiang Shaoxing Yongli Printing and Dyeing Co. Ltd.
20,00 %
A617
Zhejiang Xiangsheng Group Co. Ltd.
20,00 %
A617
Zhejiang Yonglong enterprises Co. Ltd.
20,00 %
A617
Zhuji Bolan Textile Industrial development Co. Ltd.
20,00 %
A617
Wujiang Canhua Import & Export Co. Ltd.
74,80 %
A618
Shaoxing County Huaxiang Textile Co. Ltd.
26,70 %
A619
Shaoxing Ronghao Textiles Co. Ltd.
33,90 %
A620
Shaoxing County Quing Fang Cheng Textile import and export Co. Ltd.
33,90 %
A621
Shaoxing Tianlong import and export Ltd.
63,40 %
A622
Hangzhou CaiHong Textile Co. Ltd.
39,40 %
A623
Hangzhou Fuen Textile Co. Ltd.
39,40 %
A623
Hangzhou Jinsheng Textile Co. Ltd.
39,40 %
A623
Hangzhou Xiaonshan Phoenix Industry Co. Ltd.
39,40 %
A623
Hangzhou Zhengda Textile Co. Ltd.
39,40 %
A623
Shaoxing China Light & Textile Industrial City Somet Textile Co. Ltd.
39,40 %
A623
Shaoxing County Fengyi Textile Printing and Dying Co. Ltd.
39,40 %
A623
Shaoxing Nanchi Textile Printing Dyeing Co. Ltd.
39,40 %
A623
Shaoxing Xinghui Textiles Co. Ltd.
39,40 %
A623
Shaoxing Yongda Textile Co. Ltd.
39,40 %
A623
Zhejiang Huagang Dyeing and Weaving Co. Ltd.
39,40 %
A623
Zheijang Golden time Printing and Dying knitwear Co. Ltd.
39,40 %
A623
Zheijang Golden tree SLK printing Dying and Sandwshing Co. Ltd.
39,40 %
A623
Zheijang Shaoxiao Printing and Dying Co. Ltd.
39,40 %
A623
Tutte le altre società
85,30 %
A999
3. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
4. Salvo diversa disposizione, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Fatte salve le disposizioni dell'articolo 20 del regolamento (CE) n. 384/96, le parti interessate possono chiedere di essere informate dei principali fatti e considerazioni sulla base dei quali è stato adottato il presente regolamento, presentare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 384/96, le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni sull'applicazione del presente regolamento entro 30 giorni dalla sua entrata in vigore.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
L'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di sei mesi.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 15 marzo 2005.

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