Document ID: 31985D0379

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 22 maggio 1985 concernente un progetto di intervento a favore delle acquaviti naturali in Francia (Il testo in lingua francese è il solo facente fede) (85/379/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma;
visto il regolamento (CEE) n. 337/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979 relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 798/85 (2),
dopo aver invitato gli interessati, conformemente alle disposizioni dell'articolo 93, paragrafo 2, primo comma, a presentare le loro osservazioni.
Considerando quando segue:
I
Il governo francese ha notificato il 3 ottobre 1983 alla Commissione, ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE, un progetto di intervento a favore delle acquaviti naturali da attuare previa approvazione della Commissione.
Con telex del 6 ottobre 1983, seguito da un telex di sollecito del 17 novembre 1983, la Commissione ha chiesto al governo francese che le fossero fornite informazioni complementari.
Il governo francese ha comunicato con lettera del 7 dicembre 1983 alla Commissione, alcuni elementi di risposta.
La Commissione ha inviato il 31 gennaio 1984 al governo francese una nuova richiesta di informazioni complementari.
Con lettera del 13 marzo 1984 e con telex del 30 marzo 1984, il governo francese ha chiesto alla Commissione una proroga del termine per la risposta.
Con télex dell'11 aprile 1984 il governo francese ha trasmesso alla Commissione un complemento di informazioni, precisando che le modalità di taluni aiuti restavano ancora da definire;
Il progetto prevede sovvenzioni per un importo di 12 milioni di FF a favore dei produttori di armagnac e di calvados per operazioni di stoccaggio e di invecchiamento. Queste misure sono previste per un periodo di tre anni.
Il governo francese motiva la concessione di questi aiuti essenzialmente con il fatto che i produttori delle acquaviti in questione devono far fronte a difficoltà di ordine strutturale e congiunturale.
II
L'armagnac ed il calvados sono prodotti in concorrenza con acquaviti e bevande alcoliche fabbricate in altri stati membri, in particolare l'whisky, il brandy ed il gin. Nel 1982, gli scambi intracomunicati per il complesso di tali prodotti sono ammontati a circa 800 milioni di ECU.
Nel corso degli ultimi anni, nella maggior parte degli stati membri si è constatato un calo dei consumi di questi prodotti.
Tale calo può essere imputato, da un lato, alla crisi economica generale e dall'altro, all'incremento delle tasse e delle accise gravanti su questi prodotti.
In Francia, le vendite di bevande alcoliche diverse dai vini e dalle birre hanno accusato nel 1983 una contrazione del 4 % rispetto al 1980. Nel corso dello stesso periodo le vendite di cognac sono diminuite del 26,5 %, quelle di armagnac del 17 % e quelle del calvados del 32 %. Le vendite di bevande alcoliche ricavate dai cereali (whisky, gin, ecc.) sono invece aumentate del 41 %. Il sensibile calo delle vendite di cognac, armagnac e calvados è dovuto soprattuto ad un aumento delle imposte su questi prodotti.
La produzione di armagnac è strettamente dipendente dalla produzione dei vini della regione e varia talvolta sensibilmente da un anno all'altro.
Le esportazioni verso i paesi della Comunità rappresentano circa il 50 % delle vendite sul mercato francese.
Come per l'armagnac, la produzione di calvados oscilla notevolmente da un anno all'altro in relazione ai raccolti di mele in Normandia.
Nel 1982, le esportazioni verso i paesi della Comunità rappresentavano circa il 30 % delle vendite sul mercato francese e l'84 % delle esportazioni complessive di calvados. (1) GU n. L 54 del 5.3.1979, pag. 1. (2) GU n. L 89 del 29.3.1985, pag. 1.
III
Dopo aver esaminato il progetto di aiuti alla luce dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE, sulla base dell'analisi del mercato dei prodotti interessati e tenendo conto delle informazioni complementari fornite dalle autorità francesi, la Commissione ha deciso il 30 maggio 1984 di avviare la procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE nei confronti degli aiuti per lo stoccaggio privato e l'invecchiamento dell'armagnac e del calvados a causa dei loro effetti sugli scambi fra stati membri. La somma prevista per il finanziamento di queste azioni ammonta a 12 milioni di FF.
Nel quadro della richiamata procedura dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE, la Commissione ha invitato il governo francese, gli altri stati membri ed i terzi interessati a presentare le loro osservazioni al riguardo.
Il governo francese ha risposto il 1o agosto 1984 alla lettera della Commissione dell'8 giugno 1984 sostenendo, in relazione agli aiuti a favore dello stoccaggio privato dell'armagnac e del calvados, che la fabbricazione di questi prodotti avviene secondo metodi tradizionali in zone rurali, il che determina un costo di produzione elevato per le imprese interessate.
Fra gli altri stati membri, il governo del Regno Unito sostiene l'azione della Commissione relativa all'avvio della procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE ; esso sottolinea in particolare che i produttori inglesi di acquaviti devono far fronte a gravi difficoltà per quanto riguarda le esportazioni dei loro prodotti e che gli aiuti francesi causano gravi distorsioni di concorrenza nel settore delle acquaviti e dei prodotti analoghi.
Fra gli interessati diversi dagli stati membri, «The Scotch Whisky Association» ha manifestato, con lettera del 28 febbraio 1984 alla Commissione, preoccupazioni analoghe.
IV
Notificando in tempo utile il progetto di aiuti a favore delle acquaviti, il governo francese ha ottemperato all'obbligo cui è tenuto in forza dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE.
Nel settore delle bevande alcoliche ed in particolare delle acquaviti, esistono importanti correnti di scambio fra stati membri e la concorrenza è vivace. Ciò è dovuto anche all'esistenza di eccessi di capacità produttiva, mentre i consumi stagnano o sono in contrazione. Quando aiuti di stato rafforzano la posizione concorrenziale di determinate imprese, i cui prodotti formano oggetto di scambi fra stati membri, si deve ritenere che questi ultimi sono influenzati da tali aiuti. Nella fattispecie, gli aiuti prospettati, riducendo determinati costi o incrementando il reddito delle imprese che ne beneficerebbero, sono idonei ad alterare gli scambi fra gli stati membri e a falsare o minacciare di falsare la concorrenza favorendo talune imprese ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE, che prevede l'incompatibilità di tali aiuti con il mercato comune.
Le deroghe a questa incompatibilità di massima non trovano applicazione nella fattispecie a causa delle caratteristiche degli aiuti prospettati per il fatto che non soddisfano le condizioni che tali deroghe presuppongono.
L'articolo 92, paragrafo 3, precisa quali aiuti possono considerarsi compatibili con il mercato comune. Questa compatibilità è determinata in funzione di obiettivi perseguiti nell'interesse della comunità e non nell'interesse di un solo stato membro.
Per salvaguardare il corretto funzionamento del mercato comune e in ottemperanza al principio enunciato dall'articolo 3, lettera f), del trattato, le deroghe alla incompatibilità degli aiuti previste all'articolo 92, paragrafo 3, devono essere interpretate in senso restrittivo ogni qualvolta si analizzi un caso di aiuto.
In particolare, esse sono applicabili soltanto se la Commissione può accertare che senza l'aiuto il solo gioco delle forze del mercato non permetterebbe di ottenere dalle imprese beneficiarie un comportamento idoneo a contribuire alla realizzazione di uno degli obiettivi perseguiti da tali deroghe.
Applicare tali deroghe ad aiuti che non contribuiscono al conseguimento di uno di questi obiettivi o a casi in cui un aiuto non è necessario a tal fine, significherebbe concedere indebiti vantaggi alle industrie o alle imprese di determinati stati membri. La loro posizione finanziaria ne risulterebbe rafforzata mentre le condizioni degli scambi fra stati membri sarebbero alterate e la concorrenza falsata senza alcuna giustificazione basata sull'interesse comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3.
Gli aiuti previsti a favore dello stoccaggio e dell'invecchiamento dell'armagnac e del calvados sgraverebbe i beneficiari di alcuni costi inerenti a tali operazione. Queste operazioni devono in effetti consentire di vendere più tardi un prodotto di qualità migliore ed a un prezzo più elevato. Ciò implica per il produttore la rinuncia ad un reddito immediato ed il sostenimento di determinati costi, peraltro nella prospettiva di una più elevata remunerazione futura. Senonché, tanto in Francia quanto in altri stati membri, acquaviti in concorrenza con l'armagnac ed il calvados formano oggetto di operazioni analoghe senza che i produttori di tali acquaviti beneficino di aiuti per finanziare una parte dei costi.
Accettare che tali aiuti siano concessi a favore dei soli produttori di armagnac e calvados significherebbe infliggere ai loro concorrenti uno svantaggio che potrebbe determinare una contrazione ingiustificata delle loro vendite.
Tali aiuti sono aiuti di funzionamento che non implicano né risarcimento, né riconversione o innovazione.
V
Tenendo conto di quanto precede, al divieto sancito dall'articolo 92, paragrafo 1, non può derogarsi in base al paragrafo 2 dello stesso articolo, dato che le deroghe previste da questa disposizioni sono manifestamente non applicabili nella fattispecie.
Gli aiuti per lo stoccaggio privato e l'invecchiamento dell'armagnac e gli aiuti per lo stoccaggio privato e l'invecchiamento dell'armagnac e del calvados, non soddisfano ai requisiti per beneficiare di una delle deroghe dell'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE.
Quanto alle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a e c), a favore degli aiuti destinati a favorire lo sviluppo di determinate regioni, va osservato che nelle regioni di Armagnac e Calvados non si constata un tenore di vita anormalmente basso o una grave sottoccupazione ai sensi della deroga di cui alla lettera a).
Quanto alla deroga di cui alla lettera c), gli aiuti di funzionamento progettati dal governo francese non sono idonei ad agevolare lo sviluppo di talune regioni economiche, nel senso previsto da questa disposizione. In ordine alle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), è evidente che gli aiuti di cui trattasi non sono destinati a promuovere la realizzazione di un progetto di comune interesse europeo né a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia francese.
Infine, per quanto riguarda la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), a favore degli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività, gli aiuti in questione, destinati a finanziare alcuni dei loro costi di gestione non possono avere un effetto di sviluppo nel senso previsto da tale deroga. Inoltre, il fatto che una parte sostanziale dei prodotti che devono beneficiarne sia esportata verso altri stati membri non consente di sostenere che le condizioni degli scambi non verrebbero alterate in misura contraria all'interesse comune.
Di conseguenza, gli aiuti prospettati non soddisfano le condizioni per poter beneficiare di una delle deroghe dell'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti per lo stoccaggio privato e l'invecchiamento dell'armagnac e del calvados, comunicati alla Commissione con lettera del 29 settembre 1983, sono incompatibili con il mercato comune e la Francia deve astenersi dal concederli.
Articolo 2
La Francia informa la Commissione, nel termine di un mese dalla notifica della presente decisione, delle misure che essa ha adottato per conformarvisi.
Articolo 3
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 22 maggio 1985.

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