Document ID: 32002D0346

Decisione della Commissione
del 17 ottobre 2001
relativa all'aiuto di Stato al quale la Germania ha dato esecuzione a favore della Deckel Maho Seebach GmbH
[notificata con il numero C(2001) 3062]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/346/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce le Comunità europee, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli(1) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
1. PROCEDIMENTO
(1) Il 12 febbraio 1998 la Germania ha notificato la sua intenzione di accordare una garanzia e un prestito alla Deckel Maho Seebach GmbH (una Srl, in appresso la DMS). La Commissione ha ricevuto il 27 febbraio 1998 la notifica integrale, comprendente anche informazioni relative ad altri provvedimenti ai quali era già stata data esecuzione. Il caso è stato quindi registrato come aiuto non notificato. Il 16 aprile e il 14 agosto 1998 la Commissione ha inviato alla Germania richieste d'informazioni, alle quali la Germania ha risposto con lettere del 30 giugno e del 17 settembre 1998. Il 15 ottobre 1998 si è avuto al riguardo un primo incontro tra rappresentanti della Germania e della Commissione. Con lettera del 23 dicembre 1998 la Commissione ha trasmesso alla Germania il suo parere motivato sul caso in oggetto e ne ha sollecitato la reazione. Con una comunicazione del 5 marzo 1999 la Germania ha cercato di ritirare la sua notifica della garanzia e del prestito. Il 23 settembre 1999 si sono svolti altri colloqui e il 2 novembre 1999 sono state fornite altre informazioni.
(2) Con lettera del 17 maggio 2000 la Commissione ha informato la Germania della propria decisione di avviare riguardo all'aiuto in oggetto il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE. Contemporaneamente, la Commissione le ha rivolto l'ingiunzione di fornire informazioni, a norma dell'articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(2).
(3) La Germania ha reagito all'avviso d'inizio della procedura e all'ingiunzione con lettera del 14 luglio 2000.
(4) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni sull'aiuto in oggetto.
(5) La Commissione ha trasmesso alla Germania le osservazioni ricevute da parte degli interessati. La Germania ha risposto con lettera del 10 agosto 2001.
2. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'AIUTO
2.1. Il beneficiario dell'aiuto
(6) All'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, vi è un riferimento al concetto d'impresa, che viene definita come beneficiaria di aiuti. Secondo quanto ha sancito la Corte di giustizia delle Comunità europee(4), ai sensi di questa disposizione un'impresa non consiste necessariamente in un'unica persona giuridica, ma comprende anche un gruppo d'imprese. Perché vi sia un'impresa ai termini del suddetto disposto, il criterio determinante è che si tratti di un'unica "entità economica", la quale può comprendere più persone giuridiche. Nel caso in oggetto, la DMS è la persona giuridica che costituisce la beneficiaria di vari provvedimenti finanziari. Tuttavia, vi sono elementi secondo i quali l'impresa rilevante non è limitata soltanto alla persona giuridica della DMS.
2.1.1. Costituzione e proprietà della DMS
(7) La DMS ha sede a Seebach, in Turingia. È stata costituita il 6 giugno 1994 con il veicolo giuridico di "Vermögensverwaltung SIDEED GmbH" (Gestione patrimoniale SIDEED Srl), e all'inizio aveva sede a Francoforte sul Meno. L'11 maggio 1995 la ragione sociale di quest'impresa è stata modificata in Deckel Maho Seebach GmbH e la sede è stata trasferita a Seebach.
(8) Inizialmente la DMS era un'affiliata della Deckel Maho GmbH di Pfronten, che dalla fine del 1994 apparteneva alla Gildemeister AG (una SpA). In seguito la DMS acquisì cospicui beni patrimoniali di una società in liquidazione, la MAHO Seebach GmbH (in appresso, MS), che era l'affiliata di una società che stava fallendo, la Deckel MAHO AG (in appresso, DM). La MS non stava fallendo essa stessa, ma rientrava nella massa fallimentare della società madre. La DMS acquisì i beni patrimoniali della MS sotto il controllo del curatore fallimentare della DM, ed i beni furono valutati da un commissario indipendente delle pubbliche aste.
(9) Nell'ottobre 1996 la Thüringer Industriebeteiligungsgesellschaft GmbH & Co. KG (Società di partecipazione industriale della Turingia Srl & soci in accomandita, in appresso, la TIB), nel contesto di un aumento del capitale assunse una partecipazione iniziale nella DMS dell'entità di 6 milioni di DEM e, con una quota sociale del 37,5 %, ne divenne il secondo socio accomandatario. Nel dicembre 1998 la Gildemeister AG (una SpA) acquisì una quota sociale del 62,5 % della DMS, che ne divenne così un'affiliata diretta.
2.1.2. Integrazione della DMS nel gruppo Gildemeister
(10) Sin dalla sua costituzione la DMS appartiene al gruppo Gildemeister. Le imprese di questo gruppo dipendono dalla Gildemeister AG, che ha sede nella città tedesca di Bielefeld. Il gruppo Gildemeister opera nel settore della progettazione, costruzione ed esportazione di macchine utensili di precisione. A fine 1997 il gruppo è entrato in un processo di ristrutturazione, nel contesto del quale ha ricevuto aiuti di Stato. Su tali aiuti la Commissione si è pronunciata con decisione del 18 novembre 1997(5) (in appresso: la decisione del 1997). Nel 1998 il gruppo aveva 2500 dipendenti e ha realizzato un fatturato di oltre un miliardo di DEM.
(11) Secondo la relazione sull'esercizio commerciale 1998, il gruppo comprendeva la Gildemeister AG e le seguenti imprese e loro affiliate:
- Gildemeister Drehmaschinen GmbH, di Bielefeld (per il 100 % di proprietà della Gildemeister AG),
- Deckel Maho GmbH, di Pfronten (per il 100 % di proprietà della Gildemeister AG),
- Deckel Maho Geretsried GmbH, di Geretsried (per il 100 % di proprietà della Gildemeister AG),
- DMS, di Seebach (per il 62,5 % di proprietà della Gildemeister AG),
- DMG Vertriebs und Service GmbH Deckel Maho Gildemeister, di Bielefeld (per il 100 % di proprietà della Gildemeister AG),
- A & f Stahl und Maschinenbau GmbH, di Würzburg (per il 51 % di proprietà della Gildemeister AG).
(12) Appartenevano al gruppo altre sei società di distribuzione e di servizi in Germania, nove nel resto dell'Europa, sette in Asia e tre negli USA. Inoltre, cinque società gli prestavano diversi "servizi tecnici".
(13) Sino al 1997 la DMS dipendeva in misura integrale dalle altre imprese del gruppo Gildemeister, poiché né commercializzava né distribuiva essa stessa i suoi prodotti. Secondo le informazioni di cui dispone la Commissione, la DMS non concluse contratti con nessuna impresa estranea al gruppo: essa operava, in base a contratti di forniture e di prestazioni, quale banco esteso di lavoro della Deckel MAHO GmbH di Pfronten. Secondo i dati forniti dalla Germania, i prodotti della DMS venivano venduti alle condizioni prevalenti sul mercato.
(14) Uno dei provvedimenti previsti e attuati come parte della ristrutturazione del gruppo Gildemeister fu la riorganizzazione delle società Deckel MAHO in centri autonomi di profitti. A fine 1997 fu accordata alla DMS maggiore autonomia, ma dalle informazioni riportate nella relazione annuale del gruppo per l'esercizio 1998 risulta che, sotto il profilo economico, la DMS era tuttora fortemente integrata nel gruppo Gildemeister.
(15) Secondo la suddetta relazione annuale, il gruppo Gildemeister comprende quattro unità di produzione, una delle quali è la DMS. Questa, insieme con la Deckel Maho Geretsried GmbH e la Gildemeister Drehmaschinen GmbH, viene indicata anche come sede di produzione di torni e di fresatrici. Dalla medesima relazione risulta che tutte le società del gruppo sono amministrate rigorosamente in modo da conseguire la massima produzione in quanto centri di profitti. Per consentire a queste imprese d'incentrarsi appieno sulle loro competenze precipue, per tutte le mansioni amministrative la Gildemeister si avvale di una struttura computerizzata integrata e quanto più uniforme possibile: le funzioni interdisciplinari d'importanza cruciale, tra cui il controllo e la gestione finanziaria, l'amministrazione del personale e il marketing, vengono svolte in sedi centralizzate.
(16) Inoltre, la DMS deve rifornire le altre aziende del gruppo Gildemeister di prodotti di alta qualità ai prezzi di mercato e deve provvedere al know-how del gruppo nel settore della lavorazione. L'organizzazione del gruppo si basa sul concetto dell'autoapprovvigionamento di determinati quantitativi, il che mostra che la DMS, sebbene operi come centro autonomo di profitti, è radicata in grande misura all'interno del gruppo Gildemeister. Perdipiù, in base a un accordo di trasferimento degli utili, tutti gli utili e tutte le perdite della DMS vengono girati direttamente alla Gildemeister AG.
(17) In base a quanto si è detto, la Commissione conclude che beneficiario dell'aiuto deve esser ritenuto l'intero gruppo Gildemeister. Date la struttura di proprietà e l'integrazione economica della DMS nel gruppo Gildemeister, questa società non può esser considerata un'entità economica autonoma: è piuttosto il gruppo Gildemeister che costituisce un'entità economica unica. La DMS, per la sua collocazione all'interno del gruppo, non può essere considerata come a sé stante. Di conseguenza, l'intero gruppo Gildemeister va visto quale destinatario dei provvedimenti in oggetto. Questa conclusione è consona anche con la decisione del 1997.
2.1.3. Condizione economica del beneficiario dell'aiuto
(18) La situazione finanziaria del gruppo Gildemeister tra il 1994 e il 1999 si può compendiare come segue:
Tabella 1
SPAZIO PER TABELLA
(19) Dal 1991 il gruppo Gildemeister ha dovuto far fronte alla grave crisi del settore delle macchine utensili. Nel 1992 il gruppo ha registrato perdite pari a oltre 70 milioni di DEM, rispetto ai 29 milioni di DEM del 1991. Il fatturato è stato di 378 milioni di DEM nel 1992 e di 254 milioni di DEM nel 1993. Poiché nel 1993 il gruppo continuava a registrare perdite, un gruppo di banche, comprendente un'azionista della Gildemeister AG, la Westdeutsche Landesbank (Banca regionale della Germania Ovest, in appresso la WestLB), rinunziarono ai loro crediti e accordarono al gruppo Gildemeister nuovi prestiti. Questi provvedimenti a favore dell'intero gruppo Gildemeister hanno formato oggetto della decisione del 1997. Il periodo di ristrutturazione al quale si riferisce tale decisione comprende gli anni 1994-1997. La Germania ha confermato che la ristrutturazione si era conclusa, come previsto, a fine 1997. La Commissione, quindi, può già concludere che sino a tutto il 1997 il gruppo Gildemeister può essere considerato un'impresa in difficoltà, dato che si trovava in fase di ristrutturazione.
(20) Dal 1998 il gruppo non può più essere ritenuto un'impresa in difficoltà: la ristrutturazione si è conclusa con successo e ha portato al ripristino della redditività dell'impresa.
2.1.4. La ristrutturazione del gruppo
(21) Come già indicato nella decisione del 1997, il piano di ristrutturazione del gruppo Gildemeister mirava a concentrare le attività ed i programmi di produzione, gli stabilimenti e le società, e prevedeva anche una drastica riduzione del personale. Gli obiettivi da conseguire erano i seguenti:
- ridurre la produzione,
- riunire diversi impianti di produzione in un unico stabilimento di produzione di torni a Bielefeld,
- riorganizzare la commercializzazione,
- cessare la produzione in determinate aziende,
- ridurre in misura sostanziale il numero di dipendenti.
(22) Il piano prevedeva tre fasi. Nella prima fase della strategia di risanamento, si procedette alla cessazione della produzione e alla chiusura dello stabilimento di Hannover. Di conseguenza, il mercato perdette una superficie di produzione di circa 20000 m2 e un fatturato dell'ordine di 90 milioni di DEM. All'inizio del 1993 il reparto dei macchinari pesanti fu venduto, mediante un'acquisizione dall'interno, al precedente massimo produttore del settore. Di conseguenza, nel conto profitti e perdite della Gildemeister AG nel 1992 fu possibile evitare uscite dell'ordine di circa 4 milioni di DEM. Le rimanenti attività del gruppo Gildemeister nel settore dei torni furono cedute a una società di nuova costituzione, denominata Gildemeister Drehmaschinen GmbH. Al tempo stesso, si ridussero in misura sostanziale le capacità di produzione e il personale.
(23) Nel novembre 1992 la Gildemeister AG vendette le proprie azioni alla Witzig & Frank Turmatic GmbH (una Srl, in appresso la WFT GmbH). I proventi di tale vendita, 25 milioni di DEM, furono utilizzati per finanziare la ristrutturazione.
(24) Oltre ai suddetti provvedimenti, la Gildemeister fondò, insieme con la Friedrich Deckel AG, una nuova società di distribuzione, la Deckel Gildemeister Vertriebs GmbH.
(25) La seconda fase del programma di ristrutturazione consistette nell'attuazione dei seguenti provvedimenti:
- ottimizzazione dei processi di produzione all'interno dell'impresa, con il passaggio a un'organizzazione a squadre orientata verso moderni processi di fabbricazione,
- rinnovo della gamma di produzione,
- maggiore efficienza della produzione, organizzandola come "centro di profitto" per i rilevanti gruppi di prodotti e rendendola meno massiva e più vicina al mercato,
- riduzioni supplementari dei costi, grazie all'ottimizzazione del sistema di forniture e della logistica.
(26) La terza fase del processo di ristrutturazione, nel 1997, consistette nella riorganizzazione del sistema di elaborazione dati, in provvedimenti supplementari attinenti alla logistica e nella vendita di beni patrimoniali superflui.
(27) Nella ristrutturazione del gruppo Gildemeister fu compresa anche la riorganizzazione del sottogruppo Deckel Maho. In particolare, la DMS venne organizzata come centro autonomo di profitti, con un proprio settore di produzione e contabilità distinta.
(28) La ristrutturazione del gruppo Gildemeister comportò una diminuzione essenziale delle sue capacità di produzione: in totale, la superficie destinata alla produzione di torni fu ristretta da 42500 m2 a 29400 m2 (una riduzione del 31 %). Alle misure di risanamento si accompagnò un calo considerevole del numero di dipendenti: si diminuì il totale degli addetti alla produzione di torni fino a ridurre di oltre il 75 %, rispetto al 1991, le capacità di produzione in questo settore.
(29) La ristrutturazione del gruppo Gildemeister si concluse, come previsto, alla fine del 1997.
2.2. Descrizione dei provvedimenti statali
2.2.1. A favore della MS ("provvedimento A")
(30) All'epoca dell'inizio del procedimento, la Commissione non disponeva di nessuna informazione sulla natura, l'entità e la provenienza degli apporti di denaro liquido a favore della MS. Nella sua risposta all'avviso d'inizio del procedimento e all'ingiunzione di fornire informazioni, la Germania spiegò che gli apporti di denaro liquido a favore della MS provenivano dalla sua società madre, la Deckel MAHO AG, in forma di vari aumenti di capitale.
(31) La Germania dichiarò che, oltre agli aiuti all'investimento previsti nelle disposizioni vigenti in tale materia, la MS non aveva ricevuto nessun altro aiuto di Stato.
2.2.2. A favore della DMS
(32) Tali provvedimenti sono stati attuati dalla TIB e dalla Thüringer Aufbaubank (Banca di ricostruzione della Turingia, in appresso la TAB)(6), entrambe enti statali. Si deve distinguere tra i provvedimenti attuati tra il 1994 e il 1996, quando il gruppo Gildemeister si trovava nella fase di ristrutturazione (i "provvedimenti per la ristrutturazione"), ed i "nuovi" provvedimenti, previsti dalla Germania in sostituzione e come prolungamento dei "provvedimenti per la ristrutturazione". I provvedimenti B e C consistono nella proroga di due prestiti concessi dalla TAB nel 1994, che nella decisione del 1997 la Commissione non aveva ritenuto aiuti. I provvedimenti in oggetto sono i seguenti:
(33)
Tabella 2
SPAZIO PER TABELLA
(34) Come risulta dalla tabella 2, nel 1994 e nel 1995 la TAB ha accordato prestiti per l'importo di 34 milioni di DEM. Secondo le informazioni fornite dalla Germania, si è trattato di prestiti alle consuete condizioni di mercato, e lo stesso vale per le loro proroghe. La Germania ha informato che la DMS ha già pagato interessi alla TAB per l'importo di 13,4 milioni di DEM e che, al momento delle proroghe, le sono stati addebitati costi operativi alle consuete condizioni di mercato.
(35) Per quanto riguarda i provvedimenti attuati dalla TIB, nella sua lettera la Germania ha dichiarato che la richiesta della DMS di una partecipazione della TIB al suo capitale azionario era motivata dalla carenza di liquidità, dovuta all'aumentato fabbisogno di capitale d'esercizio al momento dell'espansione delle sue attività. Prima di acquisire la partecipazione nella DMS, la TIB chiese a una ditta di consulenza aziendale di accertare la redditività dell'impresa e di esaminare le prospettive di una partecipazione. La PME Projekt Management Eschbach GmbH (una Srl di gestione di progetti, in appresso "la PME") presentò nel giugno 1996 la sua relazione, secondo la quale la DMS, a causa della sua nuova configurazione e dell'insufficiente autonomia economica, doveva far fronte a varie difficoltà. In particolare, la PME constatò nella DMS la mancanza di funzioni essenziali atte a consentire l'autonomia di un'impresa. Una partecipazione azionaria si sarebbe quindi rivelata redditizia soltanto quando l'impresa avesse acquisito un certo grado di autonomia: secondo la PME, si sarebbe potuta soddisfare questa condizione se gli azionisti della DMS si fossero impegnati a trasformare quest'impresa in un centro autonomo di profitti e fossero in grado di garantire che avrebbero potuto decidere a titolo autonomo su varie questioni aziendali essenziali, quali per esempio lo sviluppo dei prodotti. Secondo la Germania, queste condizioni sono state soddisfatte, poiché dalla fine del 1996 si è proceduto a vari provvedimenti volti a trasformare la DMS in un'impresa autonoma.
(36) Oltre all'acquisizione del 37,5 % della DMS, la TIB vi acquisì una partecipazione dell'importo di 4 milioni di DEM a titolo di socio non operante, al tasso d'interesse del 6,5 % all'anno. La TIB partecipa anche ai profitti societari quando questi superano l'importo di 500000 DEM.
(37)
Tabella 3
SPAZIO PER TABELLA
(38) Secondo la Germania, il prestito I è stato accordato alle consuete condizioni di mercato. Come garanzia del prestito, i partner del consorzio hanno concluso un contratto di assicurazione di gruppo, aumentando da 35 a 45 milioni di DEM l'importo dell'ipoteca che fungeva da garanzia.
(39) Il provvedimento J intende sostituire il prestito della TAB dell'importo di 34 milioni di DEM: l'importo complessivo dei prestiti della TAB sarà accordato alle medesime condizioni previste per il provvedimento I. Tale sostituzione deve portare a una riduzione del tasso d'interesse, superiore alla media, applicato dalla TAB sui prestiti accordati nel 1994 e nel 1995. Secondo la Germania, la DMS/Gildemeister AG aveva accettato quest'elevato tasso d'interessi solo in considerazione di tale nuova possibilità di finanziamento.
(40) La richiesta relativa al provvedimento K è stata ritirata il 17 luglio 2000.
(41) Oltre a questi provvedimenti, alla DMS è stato accordato un importo di 8,3 milioni di DEM in forma di sovvenzioni e di supplementi per gli investimenti, nell'ambito di programmi di aiuto approvati(7).
2.3. Il mercato rilevante
(42) In questo caso, il rilevante mercato dei prodotti è il mercato dello sviluppo e della costruzione di fresatrici e perforatrici. Il rilevante mercato geografico ha ampiezza mondiale e comprende quindi tutti gli Stati membri.
(43) Il settore della costruzione di macchinari è esposto a fluttuazioni congiunturali più accentuate rispetto alla maggior parte degli altri rami industriali, poiché dipende in grande misura dalla capacità d'investimenti delle imprese, le quali, dal canto loro, sono molto sensibili all'andamento economico complessivo.
(44) Dopo il forte boom nel 1989 e nel 1990, gli investimenti hanno registrato un calo considerevole tra il 1991 e il 1993, quando si è ridotta drasticamente anche la domanda di macchinari. La recessione nel settore della costruzione di macchinari, che è durata sino al 1993, ha messo a dura prova questo settore industriale. Per poter sopravvivere, le imprese hanno adottato misure di razionalizzazione intese a ridurre i costi, che hanno portato in particolare a un'accresciuta automazione.
(45) Dal 1994 la situazione del mercato è migliorata. Le attività d'investimento fuori d'Europa sono riprese già nel 1993 e dall'inizio del 1994 si è stabilizzata la domanda negli Stati membri e negli altri paesi dell'Europa occidentale, con conseguente aumento di nuove ordinazioni di macchinari e attrezzature.
(46) Nella seconda metà del 1995, tuttavia, nella maggior parte degli Stati membri si è registrato un sorprendente e improvviso calo della propensione agli investimenti e ai consumi, e di conseguenza si sono ridotte anche le ordinazioni all'interno della Comunità. Nel medesimo periodo si è avuto anche un notevole rallentamento della domanda da parte dei paesi terzi. Alla fine degli anni Novanta i fabbricanti di macchinari e di attrezzature hanno proseguito nel processo di razionalizzazione, ricorrendo in misura crescente all'automazione.
(47) Secondo i dati forniti dalla Germania, sul mercato rilevante della DMS la situazione della concorrenza è stata contraddistinta nel 1998 da una crescente guerra dei prezzi, mentre nella prima metà del 1997 lo sviluppo del mercato aveva registrato una lieve recessione.
2.4. Motivi per iniziare il procedimento
(48) Nonostante le varie richieste rivoltele, la Germania non ha fornito informazioni sufficienti per porre in grado la Commissione di determinare la natura dei provvedimenti finanziari applicati a favore della DMS. In particolare, restavano aperti alcuni interrogativi sull'identità e la situazione finanziaria della beneficiaria e sui provvedimenti relativi alla MS e alla DMS.
(49) In particolare, la Commissione aveva l'impressione che nel caso in oggetto la DMS non costituisse, forse, l'intera unità imprenditoriale rilevante, date le sue relazioni con una persona giuridica di precedente costituzione, la MS, e anche con altre imprese formanti parte del gruppo Gildemeister.
(50) Poiché non era chiara l'entità dell'impresa rilevante, non era chiaro neanche in quale misura i dati relativi ai risultati della sola DMS potessero considerarsi attestanti la situazione dell'intera unità imprenditoriale rilevante. Perdipiù, sulla DMS si disponeva soltanto d'informazioni limitate, selettive.
(51) Inoltre, la Commissione aveva dubbi sulla compatibilità dei diversi provvedimenti con il mercato comune. I dati sui provvedimenti relativi alla MS e alla DMS erano incompleti, spesso non ne erano indicati lo scopo e le condizioni e non sempre era chiaro se tali provvedimenti fossero già stati attuati o no.
(52) La Commissione ha concluso che, date le insufficienti informazioni fornite dalla Germania, sotto certi aspetti risultava difficile valutare i provvedimenti in questione. Vari dati indicati dalla Germania hanno indotto la Commissione a ritenere che forse nel periodo rilevante la beneficiaria si trovava in difficoltà e che poteva trattarsi di aiuti di Stato. Di conseguenza, la Commissione ha deciso d'iniziare il procedimento riguardo ai provvedimenti da A a K e di rivolgere alla Germania l'ingiunzione di fornire informazioni.
3. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(53) Il 24 agosto 2000 la Commissione ha ricevuto una lettera della Gildemeister AG, che vi prendeva posizione riguardo all'inizio del procedimento: la società madre della DMS, facendo riferimento alle osservazioni della Germania, intendeva rammentare determinati fatti relativi alla DMS, la sua situazione economica ed i provvedimenti a favore della DMS.
(54) Riguardo alla DMS, nella sua lettera la Gildemeister AG ha dichiarato che sotto il profilo giuridico questa società è totalmente indipendente sia dalla MS sia dalla Deckel Maho AG (in fallimento). Secondo la Gildemeister AG, alla DMS non sono stati accordati aiuti da notificare.
(55) Inoltre, la Gildemeister AG ha fatto notare che la DMS aveva subito perdite soltanto all'inizio delle sue attività: due anni dopo essa aveva già registrato qualche profitto e nel 1998 poteva attestare una redditività dell'8 % in termini di fatturato.
(56) Secondo la Gildemeister AG, i vari provvedimenti erano a favore unicamente della DMS e di nessun'altra società del gruppo Gildemeister. Tutte le imprese del gruppo sono organizzate come centri autonomi di profitto, con contabilità distinta: era quindi esclusa una sovvenzione trasversale a favore della stessa Gildemeister AG.
(57) La Gildemeister AG ha fatto rilevare che la TIB ha assunto una partecipazione nella DMS solo dopo un esame della redditività di un simile investimento. La TAB ha accordato i suoi prestiti alle consuete condizioni di mercato. Poiché non si può ritenere che la DMS fosse un'impresa in difficoltà, i provvedimenti in oggetto non costituiscono aiuti.
4. OSSERVAZIONI DELLA GERMANIA
(58) Nelle sue osservazioni del 14 luglio 2000 sull'inizio del procedimento, la Germania ha sostenuto che non si può considerare la DMS un'impresa di nuova costituzione, ha indicato particolari sul costituirsi e sullo sviluppo della DMS stessa e sui suoi legami giuridici con la MS, con la Deckel Maho Pfronten GmbH e con la Gildemeister AG e ha fornito altri dati sulla situazione economica della DMS, dichiarando che non si trattava di un'impresa in difficoltà.
(59) A richiesta della Commissione, la Germania ha dato spiegazioni sui vari provvedimenti attuati a favore della MS e della DMS. Secondo la Germania, i provvedimenti della TAB e della TIB a favore della DMS non costituiscono aiuti di Stato, poiché sono stati accordati alle consuete condizioni di mercato a un'impresa che non si trovava in difficoltà. Inoltre, la Germania ha fornito informazioni sugli interessi già pagati dalla DMS alla TAB e alla TIB.
(60) La Germania ha rammentato che, al momento della nuova costituzione della DMS, la Gildemeister AG era in fase di ristrutturazione e che a quell'epoca la Commissione ha ritenuto compatibili con il mercato comune gli aiuti alla ristrutturazione accordati alla Gildemeister. Tale ristrutturazione si è conclusa, come previsto, a fine 1997.
(61) Su un punto la Germania ha insistito espressamente: si può escludere che i provvedimenti finanziari a favore della DMS abbiano esercitato su altre imprese del gruppo Gildemeister effetti diffusivi ("spill-over") dei vantaggi pecuniari. Dei pubblici provvedimenti a favore della DMS poteva beneficiare soltanto la DMS, poiché si trattava d'interventi a favore d'imprese della Turingia. Le autorità della Turingia avevano adottato le disposizioni necessarie per assicurare che tali provvedimenti rispondessero al loro scopo. Inoltre, con la maggiore autonomia acquisita progressivamente dalla DMS, tutte le transazioni tra la DMS stessa e le altre società del gruppo Gildemeister si effettuano alle consuete condizioni di mercato. Tutte le società del gruppo Gildemeister sono organizzate come centri autonomi di profitto.
(62) Infine, nella sua lettera la Germania ha dichiarato che la DMS ha potuto conseguire il successo soltanto grazie allo strenuo impegno del gruppo Gildemeister: tra il 1994 e la fine del 1999 il gruppo ha investito nella DMS 41,3 milioni di DEM ed ha partecipato in misura essenziale all'elaborazione della ragion d'essere dell'impresa e allo sviluppo di nuovi prodotti.
5. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
5.1. Nei provvedimenti da A a K si può ravvisare un aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE?
(63) L'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE stabilisce che: "Salvo deroghe contemplate dal presente trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza".
5.1.1. "Aiuti concessi mediante risorse statali"
(64) Il provvedimento A è consistito in apporti di denaro liquido a favore della MS da parte della Gildemeister AG. Poiché non è stato attuato mediante risorse statali, questo provvedimento non costituisce un aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(65) I provvedimenti da B a F ed anche i provvedimenti G e H sono stati attuati dalla TAB e dalla TIB, entrambe di proprietà statale. Il provvedimento I è stato attuato da un consorzio di banche. La TAB e la Landesbank Hessen-Thüringen (Banca regionale dell'Assia e della Turingia, in appresso la Landesbank) sono enti finanziari pubblici. La Deutsche Genossenschaftsbank (Banca cooperativa tedesca, in appresso la Banca DG) è dal 1998 una società per azioni, ma attualmente le sue azioni non formano oggetto di contrattazioni e non sono neanche quotate in borsa. Oltre il 90 % del capitale azionario della Banca è detenuto direttamente o indirettamente da cooperative o da società finanziarie. Di conseguenza, non si può ritenere che il prestito della Banca DG sia stato concesso mediante risorse statali. Al provvedimento J darà attuazione il medesimo consorzio. Dei 34 milioni di DEM previsti, 29 provengono da risorse statali.
(66) La richiesta relativa al provvedimento K è stata ritirata e quindi non forma più oggetto della presente decisione.
5.1.2. "Favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza" e "incidano sugli scambi tra Stati membri"
(67) Il beneficiario degli aiuti va individuato nell'intero gruppo Gildemeister, poiché esso sembra avere una struttura modulare nella quale nessuna parte può funzionare come unità economica a sé stante.
(68) Per poter decidere se i provvedimenti attuati dalla TIB, dalla TAB e dalla Landesbank favoriscano il loro beneficiario ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, si deve accertare la situazione economica del beneficiario stesso al momento della concessione degli aiuti. La Commissione prende atto che la TIB, la TAB e la Landesbank sono in effetti enti statali, ma hanno piena facoltà di operare come imprese private. Per determinare se abbiano esercitato tale facoltà nel caso in oggetto, si deve accertare anzitutto se l'impresa beneficiaria si trovasse in difficoltà. Se la risposta è affermativa, il provvedimento in oggetto può esser considerato un aiuto. Se la risposta è negativa, un provvedimento costituisce un aiuto soltanto se non è conforme alla consuete condizioni di mercato.
(69) Dal 1994 al 1997 il gruppo Gildemeister si trovava in fase di ristrutturazione. Nel 1994 e 1995 aveva subito perdite. Benché dal 1996 il gruppo registri risultati positivi, si deve considerare che versasse in difficoltà sino al momento in cui non si concluse la sua ristrutturazione, finanziata in parte mediante aiuti statali. La ristrutturazione si è conclusa soltanto alla fine del 1997. Dal 1998 il gruppo non può più esser considerato in difficoltà.
(70) Per quanto riguarda gli scambi tra Stati membri, è probabile che vi sia stata un'incidenza su di essi, poiché il gruppo Gildemeister opera su un mercato esteso al di là delle frontiere nazionali.
5.1.2.1. I provvedimenti da B a F
(71) I provvedimenti B e C consistono in proroghe di due prestiti concessi inizialmente nel 1994 per l'importo di 23,5 mio DEM. A tali prestiti si applicava il tasso d'interesse dell'8 %, e la garanzia consisteva nei terreni e nel complesso delle attrezzature di produzione della società. La scadenza per il rimborso dei due prestiti era il 31 marzo 1995. Nella decisione d'iniziare il procedimento contro gli aiuti di Stato a favore del gruppo Gildemeister(8) (decisione del 1996), la Commissione aveva ritenuto che i prestiti iniziali non costituivano aiuti, ma erano consoni alla prassi delle imprese private. Secondo la Germania, anche le proroghe dei prestiti iniziali e la concessione di altri prestiti (provvedimenti da D a F) sono consone alla prassi delle imprese private.
(72) In effetti, nella sua decisione del 1996 la Commissione aveva concluso che i provvedimenti B e C non si configuravano come aiuti, ma la proroga della scadenza di questi prestiti può costituire un beneficio economico aggiuntivo, che va al di là di quello del prestito iniziale. Se tale beneficio aggiuntivo viene concesso da un ente statale senza contropartita economica, la proroga può costituire un aiuto anche se il prestito iniziale poteva non essere qualificato come tale. Le medesime considerazioni valgono anche per la concessione di prestiti supplementari.
(73) I provvedimenti da B a F, che ammontano a 34 milioni di DEM, sono stati tutti prorogati annualmente dal 1995. La Germania non ha addotto nessun motivo per spiegare perché si siano dovuti prorogare i due prestiti iniziali e concedere prestiti supplementari: ha indicato soltanto che i prestiti erano stati concessi per finanziare gli investimenti, il capitale d'esercizio e la creazione di un sistema di distribuzione e che erano intesi come prestiti a lungo termine. Nonostante la proroga e la nuova erogazione finanziaria a favore del beneficiario, sono rimaste identiche le condizioni di credito e in particolare le aliquote dei tassi d'interesse, che si situano tra il 6,50 % e l'8,50 %.
(74) I provvedimenti da B a F a favore della DMS sono stati attuati in un'epoca in cui la beneficiaria si trovava in difficoltà e procedeva alla propria ristrutturazione. Le condizioni alle quali sono stati accordati tali prestiti corrispondono a quelle usuali del mercato, quali si applicano alle imprese in buona situazione. La Commissione osserva che, a norma della Comunicazione della Commissione relativa al metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione(9), nel caso d'imprese in difficoltà il tasso di riferimento da applicare va aumentato almeno del 4 %, per poter escludere che si tratti di un aiuto.
Tabella 4
SPAZIO PER TABELLA
(75) Come mostra la tabella 4, i tassi d'interesse applicati ai prestiti erano inferiori o appena superiori al tasso di riferimento previsto per le imprese in buona situazione. La Commissione non può ammettere che un imprenditore orientato secondo i principi dell'economia di mercato avrebbe concesso a un'impresa in difficoltà un tale appoggio finanziario alle consuete condizioni di mercato. Considerata la situazione finanziaria della beneficiaria, si deve concludere che i provvedimenti da B a F non corrispondono alla prassi di un imprenditore orientato secondo i principi dell'economia di mercato e, quindi, favoriscono la loro beneficiaria. Di conseguenza, essi costituiscono aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
5.1.2.2. I provvedimenti G e H
(76) Entrambi i provvedimenti G e H sono stati attuati dalla TIB. Quando la TIB ha acquisito una partecipazione nella DMS e ha concesso alla DMS un contributo in denaro contante di 6 milioni di DEM e nel giugno 1996 un prestito dell'importo di 4 milioni di DEM, l'impresa in questione era in difficoltà. Nella sua decisione positiva dell'8 agosto 1994 riguardante il programma N 183/94 delle attività della TIB, la Commissione ha concluso che l'assunzione di una partecipazione in un'impresa in difficoltà costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. Un simile aiuto può esser ritenuto compatibile con il mercato comune se risultano soddisfatte determinate condizioni. Nel caso della DMS, la Germania non ha adempiuto al suo dovere di notificare in anticipo le assunzioni di partecipazione in grandi imprese: di conseguenza, è necessaria una valutazione ad hoc delle misure di aiuto in oggetto e della loro compatibilità con il mercato comune.
(77) La Germania ha trasmesso una delle relazioni della PME, intesa a vagliare la redditività di una partecipazione nella DMS. Secondo le indicazioni della Germania, da questa relazione risulta che la DMS non era un'impresa in difficoltà ai sensi degli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione d'imprese in difficoltà(10) (orientamenti del 1994) e che il comportamento della TIB corrispondeva a quello di un investitore privato mirante al guadagno.
(78) La Commissione osserva che la relazione è limitata soltanto alla DMS e alla Deckel Maho Pfronten, che era allora la sua società madre, senza un esame particolareggiato della situazione complessiva del gruppo Gildemeister. Descrivendo le difficoltà della DMS, la PME insisteva sul fatto che la DMS non era un'impresa autonoma, indipendente, e che uno dei suoi problemi derivava dalla mancanza di autonomia e dalla sua vulnerabilità nei confronti delle difficoltà delle sue consorelle. A questi problemi si aggiungevano le difficoltà interne alle quali doveva far fronte la DMS stessa. In particolare, nella relazione si concludeva che, ai fini di un'eventuale partecipazione nella DMS, una decisione ragionevole secondo principi economici sarebbe stata possibile soltanto se vi fosse la garanzia che la DMS potesse decidere da sola sul proprio sviluppo.
(79) La conclusione di tale relazione corrobora l'analisi della Commissione secondo la quale non si poteva ritenere che la DMS fosse in posizione a sé stante rispetto al gruppo Gildemeister e che quindi la si poteva qualificare come impresa in difficoltà nel momento in cui la TIB vi ha assunto una partecipazione. Di conseguenza, la partecipazione azionaria della TIB è un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
5.1.2.3. I provvedimenti I e J
(80) Il provvedimento I è stato attuato nel 1998, quando la beneficiaria non si trovava in difficoltà. Le condizioni di tale prestito erano quelle usuali del mercato: infatti il tasso d'interesse era superiore al tasso di riferimento di quell'anno e il prestito si poteva ritenere sufficientemente garantito dai terreni, macchinari e attrezzature dell'impresa. Di conseguenza, la Commissione può concludere che la beneficiaria non è stata favorita secondo i termini dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE e che quindi questo provvedimento non costituisce aiuto di Stato ai sensi delle suddette disposizioni.
(81) Al provvedimento J non è ancora stata data esecuzione. Le condizioni del prestito sono analoghe a quelle relative al provvedimento I. Il tasso d'interesse è superiore al tasso di riferimento. Poiché la beneficiaria non è più qualificabile come impresa in difficoltà, si può concludere che le banche del consorzio, appartenenti allo Stato, agiscono come imprese private e che quindi il provvedimento J non costituisce aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
5.2. Deroga prevista all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE
(82) L'aiuto in oggetto va esaminato dalla Commissione come aiuto ad hoc. All'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato CE sono previste eccezioni al divieto generale degli aiuti enunciato al paragrafo 1.
(83) Le eccezioni consentite all'articolo 87, paragrafo 2, del trattato CE non possono applicarsi al caso in oggetto: le misure di aiuto in questione non hanno carattere sociale né sono concesse a singoli consumatori, non sono destinate a ovviare ai danni arrecati da calamità naturali o da altri eventi eccezionali, né sono accordate a favore dell'economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania che hanno risentito della divisione della Germania.
(84) Altre eccezioni sono previste all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato CE. Poiché l'obiettivo principale degli aiuti consiste non nel favorire una determinata regione, ma nel ripristinare la vitalità di un'impresa in difficoltà, possono applicarsi unicamente le eccezioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE. A norma di tali disposizioni, si possono autorizzare gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di determinate attività economiche, purché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune. La Commissione ha emanato speciali orientamenti per valutare gli aiuti intesi al salvataggio e alla ristrutturazione d'imprese. Dopo l'esame del caso, la Commissione ritiene che non gli si possano applicare altri orientamenti comunitari, per esempio quelli riguardanti la ricerca e sviluppo, l'ambiente, le piccole e medie imprese, l'occupazione e la formazione.
(85) A norma del punto 101 degli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione d'imprese in difficoltà(11) (orientamenti del 1999), nel caso di aiuti di questo tipo che siano stati concessi senza la sua autorizzazione la Commissione ne esamina la compatibilità con il mercato comune secondo le seguenti modalità: "a) sulla base dei presenti orientamenti, qualora l'aiuto, o una parte di esso, sia stato concesso dopo la pubblicazione degli orientamenti nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee; b) sulla base degli orientamenti in vigore al momento della concessione dell'aiuto, in tutti gli altri casi". Poiché, secondo le informazioni disponibili, tutto l'insieme degli aiuti in oggetto è stato accordato prima della pubblicazione degli orientamenti del 1999, l'esame va effettuato in base agli orientamenti del 1994.
(86) Gli aiuti sono stati concessi alla DMS nel contesto della ristrutturazione dell'intero gruppo Gildemeister, il cui piano è stato presentato dalla Germania nel 1996.
5.2.1. Ripristino della redditività
(87) La concessione di aiuti alla ristrutturazione presuppone la presenza a tale scopo di un piano realistico, coerente e di ampia portata, grazie al quale sia possibile, in base a presupposti ragionevoli, ripristinare entro un adeguato lasso di tempo la redditività a lungo termine dell'impresa. Normalmente, concedere aiuti alla ristrutturazione deve essere necessario un'unica volta.
(88) Già nella decisione del 1997 la Commissione ha concluso che il piano presentatole era atto a ripristinare la redditività a lungo termine del gruppo. La ristrutturazione era basata su provvedimenti interni ed anche esterni, come si è descritto al punto 2.1.4. I dati figuranti nelle relazioni annuali trasmesse dalla Germania confermano che il piano di ristrutturazione è stato attuato in misura integrale e con successo. I provvedimenti finanziari previsti nel piano sono stati convalidati dai risultati concreti conseguiti dopo il positivo compimento della ristrutturazione, alla fine del 1997. Ormai, il gruppo Gildemeister realizza profitti.
5.2.2. Evitare che gli aiuti causino inaccettabili distorsioni della concorrenza
(89) Una ristrutturazione deve comprendere provvedimenti atti a compensare quanto più possibile le ripercussioni negative sui concorrenti, altrimenti gli aiuti risultano contrari all'interesse comune e non possono beneficiare dell'esenzione prevista all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE.
(90) Se l'impresa in questione opera su un mercato della Comunità nel quale, secondo una valutazione obiettiva della domanda e dell'offerta, vi è un eccesso strutturale della capacità di produzione, il piano di ristrutturazione deve apportare un contributo essenziale, commisurato all'aiuto ricevuto, per la ristrutturazione delle imprese operanti su tale mercato, riducendone irreversibilmente o eliminandone le capacità.
(91) Negli anni novanta il settore delle macchine utensili era in recessione e vi si riscontrava un certo eccesso di capacità. Con la ristrutturazione, il gruppo Gildemeister ha ridotto in misura considerevole le proprie capacità di produzione.
(92) Nella decisione del 1997 la Commissione ha constatato che le misure di aiuto a favore del gruppo Gildemeister non comportavano nessuna inaccettabile distorsione della concorrenza. Tale decisione riguardava la ristrutturazione dell'intero gruppo Gildemeister, compresa la DMS. La riduzione della capacità, che veniva valutata nella decisione del 1997, riguardava l'intero gruppo. Si può quindi concludere che quanto constatato nella decisione del 1997 non è stato modificato dalle misure supplementari di aiuto, poiché la ristrutturazione ha ridotto di molto la capacità di produzione.
5.2.3. Aiuti limitati al minimo
(93) Gli aiuti devono essere limitati rigorosamente al minimo necessario per consentire la ristrutturazione in base alle risorse finanziarie dell'impresa e dei suoi azionisti. Inoltre, il beneficiario dell'aiuto deve contribuire in misura sostanziale ai costi della ristrutturazione mediante risorse proprie o grazie a finanziamenti esterni ottenuti alle consuete condizioni di mercato. Perdipiù, la forma e la modalità in cui vengono concessi gli aiuti devono essere atte ad evitare che l'impresa si trovi a disporre di un importo pecuniario eccessivo, il che potrebbe favorire un comportamento aggressivo, comportante distorsioni di concorrenza e non consono con il processo di ristrutturazione.
(94) Nella decisione del 1997 la Commissione ha qualificato come aiuti i seguenti provvedimenti:
1. la garanzia concessa dalla regione Renania settentrionale-Vestfalia per un prestito dell'importo di 20 milioni di DEM, considerata parte di un programma approvato in precedenza;
2. il finanziamento da parte della regione Baviera di una riduzione, nella misura di un punto percentuale, del tasso d'interesse del 9,25 % applicato su un prestito subordinato(12) della durata di cinque anni e dell'importo di 15 milioni di DEM, autorizzato dalla Bayerische Landesanstalt für Aufbaufinanzierung (Ente della regione Baviera per il finanziamento della ricostruzione, in appresso la LfA);
3. garanzie concesse dalla LfA e dalla TIB alla WestLB per la garanzia da questa accordata nell'ottobre 1994 per l'investimento dell'importo di 34 milioni di DEM ai fini dell'aumento del capitale della Gildemeister AG.
(95) Nel corso del procedimento, sono stati inoltre qualificati come aiuti i seguenti provvedimenti:
1. proroga dei prestiti e garanzia di prestiti supplementari della TAB per l'importo di 34 milioni di DEM (provvedimenti da B a F);
2. contributo in denaro contante e partecipazione come socio non operante della TIB per l'importo di 10 milioni di DEM (provvedimenti G e H).
(96) Nella decisione del 1997 si era concluso che gli aiuti ricevuti erano limitati al minimo necessario, dato che la ristrutturazione era stata finanziata essenzialmente con risorse finanziarie raccolte dal gruppo stesso. Nella medesima decisione, tra le risorse raccolte dal gruppo Gildemeister si era menzionato il contributo di 126 milioni di DEM apportato da un investitore privato(13). Se si aggiungono le misure supplementari di aiuto per l'importo di 44 milioni di DEM a quelle già valutate nella decisione del 1997, l'importo totale degli aiuti risulta di 98,4 milioni di DEM. I provvedimenti supplementari non modificano la valutazione effettuata nella decisione del 1997, poiché il contributo privato alla ristrutturazione può ancora essere stimato a oltre il 55 % del finanziamento totale.
5.2.4. Attuazione integrale del piano di ristrutturazione
(97) Un'impresa che riceva aiuti alla ristrutturazione è tenuta ad attuare integralmente il piano presentato alla Commissione e da questa approvato. La Germania ha presentato alla Commissione relazioni annuali ed ha confermato che la ristrutturazione si era conclusa con successo alla fine del 1997.
6. CONCLUSIONE
(98) La Commissione constata che la Germania ha concesso illegittimamente gli aiuti in oggetto, in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE. Tuttavia, considerato quanto sin qui esposto, la Commissione conclude che tali aiuti sono compatibili con il mercato comune, poiché rispondono agli orientamenti del 1994,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Il prestito per l'importo di 10 milioni di DEM (indicato in precedenza come provvedimento I), concesso dalla Germania nel 1998 alla Deckel Maho Seebach GmbH (in appresso la DMS), non costituisce un aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
2. Il prestito per l'importo di 34 milioni di DEM (indicato in precedenza come provvedimento J), che la Germania intende concedere alla DMS, non costituisce un aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1.
3. Gli aiuti per l'importo di 44 milioni di DEM concessi dalla Germania alla DMS, comprendenti i provvedimenti indicati qui di seguito, sono compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c):
a) la proroga (indicata in precedenza come provvedimento B) del prestito di 8,5 milioni di DEM, concessa alla DMS dalla Thüringer Aufbaubank il 31 agosto 1994 per sopperire a spese di gestione;
b) la proroga (indicata in precedenza come provvedimento C) del prestito di 15 milioni di DEM, concessa alla DMS dalla Thüringer Aufbaubank il 30 novembre 1994 per finanziare acquisti;
c) il prestito per l'importo di 5 milioni di DEM (indicato in precedenza come provvedimento D), concesso alla DMS dalla Thüringer Aufbaubank il 13 giugno 1995 per finanziare il capitale d'esercizio;
d) il prestito per l'importo di 3,5 milioni di DEM (indicato in precedenza come provvedimento E), concesso alla DMS dalla Thüringer Aufbaubank il 15 agosto 1995 per finanziare il capitale d'esercizio;
e) il prestito per l'importo di 2 milioni di DEM (indicato in precedenza come provvedimento F), concesso alla DMS dalla Thüringer Aufbaubank il 30 novembre 1995 per finanziare il capitale d'esercizio;
f) il contributo in denaro contante per l'importo di 6 milioni di DEM (indicato in precedenza come provvedimento G), concesso alla DMS dalla Thüringer Industriebeteiligungsgesellschaft nel giugno 1996;
g) il prestito per l'importo di 4 milioni di DEM ("prestito con partecipazione") (indicato in precedenza come provvedimento H), concesso alla DMS dalla Thüringer Industriebeteiligungsgesellschaft nel giugno 1996.
Articolo 2
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 17 ottobre 2001.

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