Document ID: 31990R2685

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REGOLAMENTO (CEE) N. 2685/90 DEL CONSIGLIO
del 17 settembre 1990
recante modifica del regolamento (CEE) n. 2089/84 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni cuscinetti a sfere originari del Giappone e di Singapore
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare gli articoli 12 e 14,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
(1) Nel giugno 1988, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'apertura di una procedura di riesame relativa alle misure antidumping sulle importazioni nella Comunità di cuscinetti radiali ad un unico ordine di sfere, il cui maggior diametro esterno è inferiore o uguale a 30 mm, originari del Giappone ed ha avviato un'inchiesta in conformità dell'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 2423/88. Le misure in questione riguardavano i dazi definitivi istituiti a norma del regolamento (CEE) n. 2089/84 del Consiglio (3), relativo alle importazioni di tali prodotti dal Giappone e da Singapore, modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3528/87 (4).
(2) La procedura è stata avviata in seguito alla presentazione di una denuncia, nel dicembre 1987, da parte della Federazione delle associazioni dei produttori di cuscinetti a sfere (FEBMA - Federation of European Bearing Manufacturers' Associations) a nome di quasi tutti i produttori comunitari di cuscinetti a sfere. Nella denuncia, in cui si chiedeva unicamente il riesame delle misure relative al Giappone, la ricorrente sosteneva che i margini di dumping e di sottoquotazione dei prezzi erano aumentati e chiedeva l'istituzione di dazi antidumping più elevati. La denuncia conteneva elementi di prova considerati sufficienti per giustificare l'apertura della procedura.
(3) La Commissione ha debitamente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i ricorrenti ed ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere di essere intese.
(4) Alcuni esportatori ed importatori e la maggior parte dei produttori comunitari, rappresentati dalla ricorrente, hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto.
(5) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della procedura ed ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società.
a) Produttori comunitari
- FAG Kugelfischer Georg Schaefer KGaA, Schweinfurt, Germania,
- Georg Mueller Nuernberg AG, Nuernberg, Germania,
- Gebrueder Reinfurt GmbH & Co., KG, Wuerzburg, Germania,
- SKF Industrie SpA Torino, Italia,
- SKF Roulements Spécialisés (ADR), Thomery, Francia,
- SKF France, Clamart, Francia,
- ROL Rolamentos Portugueses SARL, Caldas da Rainha, Portogallo.
b) Produttori/esportatori giapponesi
- NTN Toyo Bearing Co. Ltd, Osaka, Giappone,
- Nachi-Fujikoshi Corp., Tokyo, Giappone,
- Nippon Seiko KK, Tokyo, Giappone,
- Koyo Seiko Co. Ltd, Osaka, Giappone,
- Sapporo Precision Inc., Sapporo, Giappone,
- Inoue Jikuuke Kogyo Co. Ltd, Osaka, Giappone,
- Nankai Seiko Co. Ltd, Osaka, Giappone,
- NSK Micro precision Co. Ltd, Tokyo, Giappone.
c) Importatori nella Comunità
- Koyo (UK) Ltd, Milton Keynes, Regno Unito,
- Koyo France SA, Argenteuil, Francia,
- Deutsche Koyo Waelziager Verkaufgesellschaft GmbH, Amburgo, Germania,
- Europa-Koyo BV, Nieuwpoort, Paesi Bassi,
- NTN Bearings (UK) Ltd, Burntwood, Staffs, Regno Unito,
- NTN France SA, Schweighouse-sur-Moder, Francia,
- NTN Waelziager (Europa) GmbH, Erkrath, Germania,
- NSK Bearings Europe Ltd, Edgware, Regno Unito,
- NSK France SA, Voisins-le-Bretonneux, Francia,
- NSK Kugellager GmbH, Ratingen, Germania,
- Nachi (UK) Ltd, Birmingham, Regno Unito,
- Nachi (Germany) GmbH, Neuss, Germania,
- Nachi Industrial SA, Salamanca, Spagna,
- Import Standard Office (ISO), Parigi, Francia.
(6) Nella fase successiva la Commissione ha formulato alcune conclusioni preliminari sul dumping e sul pregiudizio. La ricorrente e quasi tutti gli esportatori hanno chiesto e ottenuto un'audizione. La Commissione li ha informati in modo particolareggiato in merito agli elementi in base ai quali erano state elaborate le conclusioni.
Le parti hanno inoltre chiesto ed ottenuto di essere informate in merito ai fatti e alle considerazioni essenziali in base ai quali si intendeva raccomandare la modifica dei dazi antidumping in vigore.
È stato fissato un termine entro il quale, in seguito alle riunioni di informazione, le parti potevano comunicare le loro osservazioni sulle questioni esaminate. Si è tenuto debitamente conto delle osservazioni presentate.
(7) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo 1o aprile 1987 - 31 marzo 1988 (periodo dell'inchiesta).
(8) Il periodo dell'inchiesta ha superato i termini normali a causa del volume e della complessità dei dati raccolti inizialmente ed esaminati. Per portare a termine l'inchiesta è stato inoltre necessario esaminare le questioni collegate sorte nel corso della procedura, che non potevano essere previste inizialmente.
B. PRODOTTI IN QUESTIONE
(i) Definizione del prodotto
(9) I prodotti in questione sono i cuscinetti radiali ad un unico ordine di sfere, il cui maggior diametro esterno è inferiore o uguale a 30 mm, classificati al codice NC 8482 10 10.
(10) I ricorrenti hanno chiesto di estendere la procedura di riesame, che riguarda unicamente i cuscinetti radiali ad un unico ordine di sfere, a tutti i cuscinetti a sfere il cui diametro esterno non supera 30 mm. Tuttavia, per i motivi enunciati nei paragrafi 52-53, la Commissione non ha ritenuto opportuno estendere il campo di applicazione del regolamento soggetto a riesame.
(ii) Descrizione del prodotto
(11) I prodotti in questione comprendono numerosi tipi di cuscinetti standard, disponibili con diversi accessori, nonché alcuni tipi speciali fabbricati secondo le esigenze specifiche del cliente. Nell'ambito della definizione è talvolta effettuata una distinzione tra i cosiddetti cuscinetti miniaturizzati e strumentali e i cuscinetti standard di piccole dimensioni. I prodotti hanno tuttavia le stesse caratteristiche fisiche di base e non è possibile tracciare una netta linea di demarcazione.
(12) I principali componenti dei cuscinetti in esame sono l'anello interno ed esterno (normalmente di cromo e talvolta di acciaio inossidabile), una gabbia e un numero variabile di sfere. Secondo le esigenze del cliente possono essere aggiunti accessori come schermi metallici o guarnizioni di gomma e sono applicati diversi lubrificanti. I cuscinetti sono utilizzati per ridurre la frizione al fine di rendere più rapido e scorrevole il movimento delle parti delle macchine. Le principali applicazioni dei cuscinetti sono nell'industria dell'elettronica di consumo, degli elettrodomestici e dell'automazione dell'ufficio.
(13) I cuscinetti a sfere sono prodotti intermedi utilizzati per il montaggio di beni di consumo e beni strumentali oppure come pezzi di ricambio. La domanda dipende quindi direttamente dalla domanda del prodotto finito (per esempio lavatrici, aspirapolvere, videoregistratori, ventilatori e piccoli motori elettrici). I cuscinetti a sfere di piccole dimensioni incidono normalmente in misura trascurabile sul costo del prodotto finito. C. DUMPING
(i) Valore normale
(14) Il valore normale è stato determinato prendendo in esame i singoli tipi di prodotto, dopo aver controllato i dati presentati dai produttori sui prezzi vigenti nel mercato interno e sul costo di produzione.
(15) Il valore normale è stato determinato in base ai prezzi vigenti sul mercato interno quando la media ponderata dei prezzi applicati sul mercato giapponese (al netto di tutti gli sconti e delle riduzioni effettivamente concessi) ad acquirenti indipendenti era pari o superiore al costo di produzione e quando il volume delle vendite sul mercato interno corrispondeva ad almeno 5 % delle esportazioni nella Comunità. Tale metodo è stato applicato per la maggior parte dei tipi di cuscinetti.
(16) Il valore normale è stato calcolato in base al costo di produzione, al quale è stato aggiunto un adeguato margine di profitto, quando il prezzo applicato sul mercato interno era inferiore al costo di produzione, quando il volume delle vendite sul mercato giapponese era inferiore al 5 % delle esportazioni nella Comunità oppure quando il prodotto esportato non era venduto sul mercato nazionale. Il profitto relativo alle vendite sul mercato interno è stato calcolato confrontando i prezzi dei singoli tipi del prodotto venduti in Giappone e il corrispondente costo di produzione e calcolando il margine di profitto in base alla media ponderata. Ai fini del calcolo non si è tenuto conto delle vendite effettuate in perdita, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
(17) Due produttori giapponesi hanno sostenuto che il margine di profitto loro attribuito era eccessivamente elevato (nei casi in cui è stato applicato il metodo di cui al paragrafo 16) ed una delle due società ha contestato l'aumento delle spese amministrative, generali e di vendita utilizzate nel calcolo del valore normale che la Commissione aveva deciso dopo l'inchiesta in loco. Tali argomentazioni non sono state accettate dato che il calcolo del margine di profitto (vedere paragrafo 16, in fine) e delle spese amministrative, generali e di vendita è stato effettuato in conformità delle normali procedure della Commissione. Per quanto riguarda le spese amministrative, generali e di vendita occorre rilevare che la società aveva applicato un sistema di ripartizione che non è stato possibile controllare durante l'inchiesta in loco. La Commissione ha pertanto determinato i costi in base al giro d'affari, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
(ii) Prezzi all'esportazione
(18) Quando le esportazioni dei prodotti giapponesi sono state effettuate direttamente ad acquirenti indipendenti nella Comunità i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per i prodotti esportati.
(19) Quando le esportazioni sono state effettuate a società consociate che hanno svolto tutte le operazioni di vendita e di marketing nella Comunità, dato il rapporto esistente tra l'esportatore e l'importatore, è stato considerato opportuno costruire i prezzi all'esportazione in base ai prezzi di rivendita al primo acquirente indipendente. Da tali prezzi sono stati dedotti gli sconti e le riduzioni in rapporto diretto con le vendita a clienti indipendenti. Sono stati effettuati adeguamenti per tener conto di tutte le spese sostenute tra l'importazione e la rivendita, compresi i dazi e le imposte, nonché di un margine di profitto del 6 %, corrispondente a quello utilizzato nell'inchiesta precedente.
(20) Ai fini del calcolo dei prezzi all'esportazione i costi sono stati di norma ripartiti in base al giro d'affari, utilizzando i dati relativi all'ultimo esercizio finanziario concluso nel periodo di riferimento. Le spese amministrative, generali e di vendita non sono state ripartite in base al giro d'affari quando, nel corso dell'inchiesta presso la sede della società in questione, la Commissione ha potuto accertare che il metodo alternativo impiegato rifletteva con maggiore precisione l'incidenza di tali costi.
(21) I due produttori di cui al paragrafo 17 hanno contestato alcuni degli aumenti delle spese amministrative, generali e di vendita delle rispettive consociate che erano stati decisi dalla Commissione dopo l'inchiesta in loco ed hanno presentato nuovi elementi di prova a questo proposito. Dopo aver accuratamente esaminato le argomentazioni formulate e i nuovi elementi di prova, la Commissione ha deciso di modificare parzialmente il calcolo di alcuni costi delle consociate ed ha pertanto aumentato i prezzi all'esportazione.
(iii) Confronto
(22) Il valore normale e il prezzo all'esportazione (a livello franco fabbrica) sono stati confrontati prendendo in esame le singole transazioni allo stesso stadio commerciale. Tutti i tipi del prodotto confrontati avevano le stesse specifiche e lo stesso grado di precisione. Sono stati effettuati adeguamenti del valore normale e dei prezzi all'esportazione per tener conto delle spese di vendita, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera c) del regolamento (CEE) n. 2423/88. A questo proposito due produttori hanno contestato il rifiuto di alcune delle loro domande di adeguamenti. Tali rimostranze non sono giustificate, poiché le domande di adeguamenti sono state rifiutate unicamente quando, in considerazione degli elementi accertati nell'inchiesta in loco, la Commissione ha concluso che non erano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 2, paragrafo 10, lettera c). Una società giapponese, che aveva chiesto un adeguamento per tener conto di differenze inerenti al livello commerciale, ha ammesso di non aver presentato sufficienti elementi di prova a sostegno della domanda. Dall'esame della risposta da essa fornita al questionario non era possibile determinare l'esistenza di due diversi livelli commerciali, anche perché i prezzi applicati agli utilizzatori industriali sono frequentemente identici a quelli chiesti ai distributori.
(23) Un altro produttore ha contestato la validità dei metodi di calcolo, sostenendo che, mentre si tiene conto di tutti i costi e delle spese dell'esportatore collegato, i costi e le spese del produttore sono presi in considerazione soltanto parzialmente. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 9, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, la Commissione non può accettare tale argomentazione a causa della mancanza di sufficienti elementi di prova.
(iv) Nippon Seiko KK e società consociate
(24) È stato accertato che una parte rilevante delle informazioni fornite dalla Nippon Seiko KK non era conforme alle disposizioni della legislazione comunitaria per i seguenti motivi:
- registrazione errata degli sconti accordati sul mercato interno;
- confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione di prodotti simili e non identici;
- risposta incompleta della società NSK Micro Precision Ltd, appartenente al gruppo NSK;
- errori sostanziali nei dati presentati dalla NSK France sui costi di trasporto e sui dazi doganali.
Non è stato inoltre possibile verificare i dati forniti dalla NSK sui costi di produzione poiché i dati comunicati nella risposta al questionario non potevano essere confrontati con i conti annui certificati. La società ha inoltre affermato di non tenere una contabilità dei costi dei singoli tipi di cuscinetti e di non poter quindi fornire le informazioni sui costi nella forma richiesta dalla Commissione. L'indagine ha mostrato che il metodo applicato da NSK per riferire i costi a singoli tipi di cuscinetti non riflettono il vero costo di ogni cuscinetto, perché per la maggior parte dei costi si era fatta una media fra i tipi standard e quelli più specializzati. La Commissione, pur ammettendo che la società non ritenga necessario tenere una contabilità interna dei costi di ciascun tipo di prodotto, ha concluso che la media dei costi comunicata dalla NSK non poteva essere utilizzata in un'inchiesta antidumping. A questo proposito la NSK non ha cercato di applicare un metodo con il quale si sarebbe potuto ottenere un costo di produzione attendibile per ciascun tipo di cuscinetto. Dalla documentazione interna della NSK risulta inoltre che i costi di produzione di alcuni tipi di cuscinetti erano nettamente superiori ai costi indicati dalla società nella risposta al questionario. La Commissione non ha pertanto tenuto conto dei dati sui costi di produzione comunicati dalla società.
È stato pertanto deciso di rifiutare i dati comunicati dalla NSK e di determinare il margine di dumping con il metodo esposto nel paragrafo 26. Non è stato quindi necessario stabilire se le informazioni fornite dalla società erano false o ingannevoli ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
(25) Le informazioni comunicate dalla NSK Micro Precision erano incomplete e pertanto la Commissione non ha tenuto conto della risposta di tale società, alla quale sarà applicato lo stesso margine di dumping accertato per la società di controllo, la Nippon Seiko KK. La Inoue Jikuuke Kogyo ha risposto in modo completo e soddisfacente al questionario della Commissione, che tuttavia non ritiene opportuno fissare un margine di dumping diverso da quello applicato alla società di controllo, la Nippon Seiko KK.
(26) Alla luce delle circostanze esposte nei paragrafi 24 e 25, la Commissione ritiene che i risultati dell'inchiesta rappresentino la base più adeguata per determinare il margine di dumping. Si premierebbe inoltre la mancata collaborazione se alla Nippon Seiko KK e alle sue due consociate venisse applicato un margine di dumping inferiore al margine massimo accertato per i produttori giapponesi.
(v) Margini di dumping
(27) I valori normali relativi ai prodotti giapponesi sono stati confrontati con i prezzi all'esportazione di modelli comparabili prendendo in esame le singole transazioni, fatta eccezione per i casi in cui l'impiego della media ponderata non incideva sostanzialmente sui risultati dell'inchiesta. Nei confronti di alcuni esportatori sono state usate tecniche di campionatura (selezione dei tipi maggiormente rappresentativi) per confrontare i prezzi all'esportazione e il valore normale oppure per calcolare il profitto sul mercato interno. Tale metodo è stato applicato quando la gamma dei prodotti era particolarmente vasta. (28) Il margine di dumping corrisponde all'intero importo di cui i valori normali superano i prezzi all'esportazione nella Comunità. Tale differenza è stata espressa in forma percentuale dividendo l'importo corrispondente per il valore cif complessivo di tutti i tipi del prodotto presi in considerazione. I margini di dumping accertati variavano secondo gli esportatori, con la seguente media ponderata:
- Sapporo Precision: 4,56 %
- NTN Toyo Bearing: 25,90 %
- Nachi Fujikoshi: 30,74 %
- Koyo Seiko: 30,85 %
- Nankai Seiko: 46,80 %
Non sono stati accertati margini di dumping per la Fujino Iron Works Ltd.
(29) Il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione in materia di dumping.
D. PREGIUDIZIO
(i) Prodotto simile
(30) I cuscinetti a sfere prodotti nella Comunità hanno le stesse caratteristiche fisiche e le stesse applicazioni dei cuscinetti definiti nel paragrafo 9.
(ii) Osservazioni preliminari
(31) Ai fini della valutazione del pregiudizio si è tenuto conto del fatto che il pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria prima dell'entrata in vigore del regolamento (CEE) n. 2089/84 avrebbe dovuto essere eliminato in seguito all'applicazione dei dazi antidumping istituiti a norma di detto regolamento. Pertanto, nell'ambito della presente procedura di riesame ai sensi dell'articolo 14, occorre stabilire se rimangono ancora alcuni elementi di pregiudizio nonostante l'applicazione dei dazi antidumping in vigore e se l'eventuale eliminazione di tali dazi potrebbe provocare nuovamente un pregiudizio sostanziale. A questo proposito occorre tener conto del fatto che il periodo di cinque anni fissato nell'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 2423/88 suddetto è scaduto durante l'inchiesta.
(iii) Industria della Comunità
(32) Ai fini dell'inchiesta le società produttrici nella Comunità controllate da società giapponesi non sono considerate come industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, poiché sono collegate agli esportatori giapponesi del prodotto oggetto dell'inchiesta. Le società controllate da imprese giapponesi vendono tutta la loro produzione alle stesse consociate che si occupano della vendita dei cuscinetti importati dal Giappone a prezzi di dumping e beneficiano quindi di pratiche commerciali sleali. In tali circostanze le società in questione non possono essere considerate come normali produttori comunitari, in quanto rappresentano piuttosto una fonte di approvvigionamento supplementare degli esportatori responsabili di pratiche di dumping.
Dopo aver escluso dalla procedura le società controllate da imprese giapponesi, la Commissione ha accertato che, nel periodo dell'inchiesta, i produttori comunitari per conto dei quali era stata presentata la denuncia fabbricavano l'85 % circa della produzione comunitaria. È stato pertanto concluso che tali società, che rappresentano la maggior parte della produzione complessiva, costituiscono l'industria comunitaria.
(iv) Situazione attuale
a) Volume e quote di mercato delle importazioni
(33) Tra il 1985 e il periodo dell'inchiesta le vendite complessive di cuscinetti a sfere nella Comunità sono passate da 332,5 a 356,1 milioni di pezzi, con un incremento del 7,1 %.
(34) Nello stesso periodo le vendite di cuscinetti a sfere originari del Giappone sono diminuite da 31,3 milioni di unità a 21,7 milioni di unità. Tale flessione è dovuta principalmente all'istituzione dei dazi antidumping nel 1984 e alla decisione di alcune tra le principali società giapponesi di trasferire la produzione nella Comunità oppure in altri paesi terzi dove non sono in vigore dazi antidumping. Nel periodo dell'inchiesta la quota di mercato dei cuscinetti a sfere giapponesi era del 6,1 %.
b) Prezzi
(35) L'inchiesta relativa ai prezzi riguardava i mercati della Francia, della Germania, della Spagna e del Regno Unito. I calcoli sono stati effettuati in media ponderata e riguardavano sempre tipi rappresentativi del prodotto, venduti in quantitativi sufficientemente consistenti, normalmente superiori ai 50 000 pezzi. Si è tenuto conto unicamente delle vendite effettuate alle industrie che acquistano i cuscinetti per incorporarli nei prodotti finiti (per esempio aspirapolvere, videoregistratori), poiché gli utilizzatori industriali sono i principali consumatori dei prodotti giapponesi e comunitari e sono praticamente gli unici acquirenti di quantitativi sufficientemente grandi per permettere un valido confronto.
(36) Dal confronto tra i prezzi applicati dai produttori comunitari e quelli chiesti dagli esportatori giapponesi risulta che questi ultimi, nonostante i dazi antidumping in vigore, sono ancora lievemente inferiori. La sottoquotazione è tuttavia sporadica, generalmente contenuta e in media non superiore al 3 %. È inoltre difficile effettuare i calcoli relativi ai singoli esportatori dato che molte società giapponesi interessate vendono un numero limitato di tipi in quantitativi sufficienti per un confronto significativo con i produttori comunitari. In tali circostanze non sono stati definiti margini di sottoquotazione distinti per ciascuna società interessata.
c) Situazione dell'industria comunitaria
(37) Quote di mercato
Le vendite dell'industria comunitaria sul mercato della Comunità tra il 1985 e il periodo dell'inchiesta sono aumentate del 3,5 %, passando da 112 a 166 milioni di pezzi, mentre la domanda complessiva è aumentata del 7,1 % (vedere paragrafo 33). La quota di mercato dell'industria comunitaria è pertanto scesa dal 33,6 % al 32,5 %.
(38) Flessione dei prezzi
È stato accertato che il livello dei prezzi era eccessivamente basso. Tra il 1985 e il periodo dell'inchiesta i prezzi di vendita unitari applicati dalla maggior parte dei produttori comunitari alle industrie acquirenti sono infatti mediamente diminuiti; per i principali produttori comunitari la diminuzione media dei prezzi, in termini correnti, era compresa tra il 2,6 % e il 9 %.
(39) Redditività
L'indice generale di redditività dei produttori comunitari nel settore in esame è sceso di più del 50 % rispetto al 1985. In tali circostanze, i profitti attuali sono chiaramente inadeguati per finanziare le spese supplementari che sarebbero necessarie per salvaguardare la competitività dell'industria comunitaria. In considerazione dei rilevanti investimenti in attività fisse che i produttori comunitari dovrebbero effettuare nei prossimi anni, nonché delle spese supplementari che sarebbero necessarie per ricerca e sviluppo, personale e marketing, la Commissione ha concluso che il margine di profitto adeguato, prima delle imposte, è del 15 %. Tale margine di utile corrisponde in linea di massima ad un'analisi empirica dell'andamento del profitto, poiché un soddisfacente livello di redditività era stato raggiunto nel 1985, quando il margine di profitto globale era appunto del 15 %. L'indice di redditività relativo al periodo dell'inchiesta è nettamente inferiore a tale percentuale.
L'industria comunitaria, nel corso di normali operazioni commerciali sul mercato della Comunità, ha infatti realizzato un profitto sulle vendite di appena l'8 %, inferiore del 7 % al margine fissato dalla Commissione.
(40) Produzione, utilizzazione degli impianti ed occupazione
Tra il 1985 e il periodo dell'inchiesta la produzione comunitaria è diminuita da 170,6 milioni di pezzi a 153,9 milioni di pezzi, con un calo del 10 %.
La capacità di produzione nella Comunità, calcolata per quanto possibile in base a due turni di lavoro e a cinque giorni lavorativi settimanali, è aumentata da 177,5 milioni di unità nel 1985 a 185,5 milioni di unità nel periodo dell'inchiesta. L'indice di utilizzazione degli impianti è quindi contemporaneamente diminuito passando dal 96 % all'83 %.
Nello stesso periodo l'occupazione del settore è diminuita, con un calo del numero di addetti da 2 304 a 2 033, equivalente ad una perdita netta di 271 posti di lavoro e a una flessione del 12 %.
(v) Eventuali conseguenze dell'eliminazione dei dazi antidumping
(41) Sul mercato dei grandi consumatori industriali, in contrapposizione a quello dei distributori e degli operatori commerciali, il Giappone è uno dei principali concorrenti dei produttori comunitari. L'85 % delle vendite dell'industria comunitaria è infatti destinato a tale mercato, mentre la percentuale corrispondente per gli esportatori giapponesi nel periodo dell'inchiesta è dell'80 %. D'altra parte, in mancanza di effettive differenze qualitative, principalmente per i tipi standard, il prezzo rappresenta un elemento determinante per la scelta del fornitore. Nell'ambito del presente riesame il Consiglio deve tener conto degli effetti eventuali dell'eliminazione dei dazi antidumping in vigore.
(42) I margini di dumping accertati nel corso della presente procedura di riesame sono in quasi tutti i casi nettamente superiori a quelli accertati nella procedura originale. Si può pertanto concludere che, qualora i dazi attualmente in vigore siano eliminati o sensibilmente ridotti, le importazioni giapponesi sarebbero effettuate a prezzi ancora inferiori con un sensibile margine di sottoquotazione dei prezzi dei produttori comunitari. In tali circostanze la situazione dell'industria comunitaria, in particolare per quanto riguarda la flessione dei prezzi e la mancanza di redditività, si aggraverebbe ulteriormente. Gli esportatori giapponesi, in tal caso, potrebbero facilmente aumentare la propria quota di mercato a scapito, almeno in parte, dei produttori comunitari, con conseguenze negative in termini di livello di produzione, capacità, utilizzazione degli impianti ed occupazione.
(43) Nel 1988, d'altra parte, è stata avviata negli Stati Uniti una procedura antidumping nei confronti dei cuscinetti giapponesi, che si è conclusa con l'istituzione di dazi antidumping la cui aliquota è compresa tra il 21 % e il 107 %. Poiché gli sbocchi sul mercato statunitense, dove la domanda è tradizionalmente elevata, sono ormai limitati, le esportazioni giapponesi potrebbero essere deviate verso altri mercati di forte consumo e in particolare nella Comunità europea, dove gli esportatori giapponesi sono da tempo presenti con le proprie reti di distribuzione. (44) L'istituzione di misure antidumping nei confronti delle importazioni tailandesi nella Comunità, in seguito alla procedura avviata nel giugno 1988 (1), può offrire agli esportatori giapponesi l'opportunità di aumentare la rispettiva quota di mercato in caso di eliminazione dei dazi antidumping.
(45) In tali circostanze la Commissione conclude che l'eliminazione dei dazi antidumping in vigore potrebbe effettivamente aggravare l'attuale situazione e provocare un ulteriore pregiudizio all'industria comunitaria.
(46) Il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione relative al pregiudizio.
E. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(47) Nell'interesse della Comunità è in linea di massima opportuno mantenere una situazione di concorrenza equa ed effettiva e l'obiettivo delle misure proposte nel caso in esame è di ripristinare tali condizioni. Per valutare l'interesse della Comunità, la Commissione ha tenuto conto degli interessi dell'industria comunitaria e degli utilizzatori dei cuscinetti a sfere, nonché dei consumatori finali del prodotto finito.
In mancanza di misure adeguate volte ad invertire la tendenza osservata, l'industria comunitaria che produce i cuscinetti a sfere subirebbe gravi conseguenze che ne minaccerebbero la sopravvivenza. La scomparsa di tale industria avrebbe conseguenze rilevanti in termini di:
- occupazione e spese per investimenti,
- ricerca e sviluppo nei settori dell'alta tecnologia (in particolare per quanto riguarda i nuovi materiali),
- sviluppo di nuovi prodotti in settori in rapida espansione (telecomunicazioni, dispositivi elettronici per l'industria aerospaziale ed automobilistica).
Nell'interesse della Comunità occorre evitare tali conseguenze.
Gli acquirenti di cuscinetti a sfere (e implicitamente i consumatori finali dei loro prodotti) potrebbero trarre qualche vantaggio dal fatto di poter acquistare prodotti sovvenzionati a prezzo di dumping. Tali vantaggi sarebbero tuttavia minimi dato che i cuscinetti in questione incidono in misura trascurabile sul prezzo finale dei prodotti. Gli acquirenti comunitari di cuscinetti a sfere con un diametro esterno massimo di 30 mm non hanno infatti comunicato alcuna osservazione a questo proposito.
(48) Il Consiglio ha pertanto concluso che nell'interesse della Comunità occorre tutelare l'industria produttrice di cuscinetti a sfere contro la concorrenza sleale dei prodotti importati a prezzi di dumping.
F. MISURE PROPOSTE
(i) Aliquote del dazio
(49) Per determinare l'aliquota del dazio da applicare nel caso in esame, il Consiglio ha preso in considerazione in primo luogo la possibilità di prorogare i dazi attualmente in vigore. Tale soluzione provocherebbe tuttavia una discriminazione ingiustificata tra le società giapponesi interessate. I dazi in vigore, la cui aliquota è compresa tra il 4 % e il 14,7 %, corrispondono ai margini di dumping accertati nel 1984, mentre gli attuali margini di dumping relativi ai principali esportatori nella Comunità sono compresi tra il 25,9 % e il 30,8 %. Non è inoltre possibile effettuare una distinzione tra le società giapponesi riguardo alla minaccia che le loro esportazioni rappresentano per l'industria comunitaria.
(50) Alla luce di tali risultanze è stato deciso di calcolare i dazi in base agli indicatori attuali e in particolare alla differenza tra l'indice di redditività effettivo dell'industria comunitaria e il margine fissato dalla Commissione, ritenuto l'elemento più significativo ai fini del presente riesame. Poiché la differenza di redditività del 7 % (vedere paragrafo 39) è stata calcolata in funzione del prezzo di rivendita, è necessario effettuare una conversione in valore cif per applicare lo stesso procedimento a tutte le società, indipendentemente dalla loro struttura organizzativa e dalle operazioni svolte tra l'importazione e la rivendita. Dopo la conversione, calcolata in funzione del rapporto valore cif/prezzo di rivendita per ciascun esportatore in base alla media ponderata, sono state fissate le seguenti aliquote dei dazi:
- Sapporo Precision: 4,5 %
- Nankai Seiko: 7,0 %
- Nachi Fujikoshi Corp.: 8,1 %
- Koyo Seiko Co. Ltd: 8,7 %
- Nippon Seiko KK: 9,2 %
- NSK Micro Precision Ltd: 9,2 %
- Inoue Jikuuke Kogyo Ltd: 9,2 %
- NTN Toyo Bearing Co. Ltd: 10,0 %
- altri 10,0 %
Non saranno riscossi dazi antidumping sul prodotto simile importato dalla Fujino Iron Works Ltd.
(51) Per i motivi esposti nel paragrafo 25 l'aliquota del dazio relativa alle società NSK Micro Precision e Inoue Jikuuke Kogyo Ltd è uguale all'aliquota applicata alla Nippon Seiko KK, pari al 9,2 %. Altri eventuali esportatori del prodotto simile originario del Giappone, non citati nel presente regolamento, saranno soggetti all'aliquota più elevata, pari al 10,0 %.
(ii) Campo di applicazione del dazio
(52) Il campo di applicazione del regolamento (CEE) n. 2089/84 non comprendeva tutti i tipi di cuscinetti a sfere il cui diametro esterno non supera 30 mm, classificati al codice 84.62 della TDC (corrispondente al codice Nimexe ex 84.62-01), ma unicamente i cuscinetti radiali ad un unico ordine di sfere che rientravano in tale categoria. La domanda di riesame si riferiva tuttavia a tutti i cuscinetti a sfere il cui diametro esterno non supera 30 mm, compresi i cuscinetti a contatto obliquo e i cuscinetti d'arresto. Nella denuncia la modifica del campo di applicazione era giustificata dall'esigenza di evitare l'elusione delle misure antidumping con la falsificazione delle dichiarazioni doganali e delle classificazioni tariffarie dei cuscinetti importati.
(53) La procedura di riesame, in conformità della domanda, riguardava inizialmente tutti i tipi di cuscinetti a sfere il cui diametro esterno non supera 30 mm. La maggior parte degli importatori e degli esportatori interessati ha contestato l'estensione del campo di applicazione, pur accettando di collaborare con la Commissione e di comunicare tutte le informazioni richieste sui prodotti in questione. Le parti interessate hanno tuttavia espresso una riserva formale sulla legittimità di tale procedimento. Dalle informazioni comunicate durante l'inchiesta è comunque emerso che tale estensione non era giustificata.
(iii) Misure definitive
(54) Dato che la presente procedura riguarda un riesame, è stato deciso di istituire direttamente i dazi definitivi con le aliquote fissate, eliminando la fase provvisoria. La Commissione, prima di elaborare la proposta relativa al caso in esame, ha comunicato a tutti gli esportatori informazioni particolareggiate sui calcoli effettuati ed ha fissato un termine ampiamente sufficiente per permettere alle parti interessate di comunicare le loro osservazioni e di correggere gli eventuali errori materiali.
(iv) Modifica del regolamento (CEE) n. 2089/84
(55) Il regolamento (CEE) n. 2089/84 deve essere adeguatamente modificato per quanto riguarda le importazioni di cuscinetti radiali ad un unico ordine di sfere, il cui diametro esterno è inferiore o uguale a 30 mm, originari del Giappone. I dazi antidumping definitivi applicabili ai prodotti in questione originari del Giappone a norma del regolamento (CEE) n. 2089/84 sono riscossi sino all'entrata in vigore del presente regolamento.
(56) Le disposizioni del regolamento suddetto relative alle importazioni dello stesso prodotto originario di Singapore rimangono invariate, in attesa dei risultati del riesame attualmente in corso (1) ai sensi dell'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 2423/88,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il testo dell'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2089/84, è sostituito dal seguente testo:
« 2. Le aliquote del dazio antidumping, espresse in percentuali del prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sono le seguenti:
1.2.3 // Produttori/esportatori // Aliquota del dazio antidumping // Codice addizionale Taric // GIAPPONE // // // - Sapporo Precision Ltd: // 4,5 % // 8450 // - Nankai Seiko Co. Ltd: // 7,0 % // 8451 // - Nachi Fujikoshi Corp.: // 8,1 % // 8452 // - Koyo Seiko Co. Ltd: // 8,7 % // 8453 // - Nippon Seiko KK: // 9,2 % // 8454 // - Inoue Jikuuke Kogyo Ltd: // 9,2 % // 8454 // - NSK Micro Precision Ltd: // 9,2 % // 8454 // - Altri: // 10,0 % // 8455
Non sono soggette al dazio le importazioni dei prodotti di cui al paragrago 1 fabbricati e venduti per esportazione verso la Comunità dalla società Fujino Iron Works Ltd (codice addizionale Taric 8456).
SINGAPORE
- Tutti i produttori/esportatori 33,89 %. »
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 17 settembre 1990.

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