Document ID: 32003R1623

Regolamento (CE) n. 1623/2003 del Consiglio
dell'11 settembre 2003
che estende il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento (CE) n. 408/2002 sulle importazioni di taluni ossidi di zinco originari della Repubblica popolare cinese alle importazioni di taluni ossidi di zinco spediti dal Vietnam, indipendentemente dal fatto che siano dichiarati originari del Vietnam o meno, e alle importazioni di taluni ossidi di zinco originari della Repubblica popolare cinese e mescolati con silice
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea(1), in particolare l'articolo 13,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
1. Misure in vigore
(1) Nel marzo 2002, con il regolamento (CE) n. 408/2002(2) (in appresso "regolamento originario"), il Consiglio ha istituito dazi antidumping tra il 6,9 % e il 28 % sulle importazioni di ossido di zinco di purezza non inferiore al 93 % di ossido di zinco (in appresso "ossidi di zinco") originario della Repubblica popolare cinese (in appresso "RPC").
2. Richiesta
(2) Il 18 novembre 2002 la Commissione ha ricevuto, a norma dell'articolo 13, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 384/96 (in appresso "regolamento di base"), una domanda di apertura di un'inchiesta sulla presunta elusione delle misure antidumping istituite sulle importazioni di ossidi di zinco originari della RPC. La richiesta è stata presentata da Eurometaux per conto di produttori che rappresentano una proporzione maggioritaria della produzione comunitaria di ossidi di zinco.
(3) Nella richiesta si adduceva una modificazione della configurazione degli scambi successiva all'istituzione dei dazi antidumping sulle importazioni di ossidi di zinco originari della RPC. Al forte aumento delle importazioni dello stesso prodotto dal Vietnam, infatti, è corrisposta, nello stesso periodo di tempo, una notevole diminuzione delle importazioni dalla RPC.
(4) La modificazione della configurazione degli scambi sarebbe attribuibile al trasbordo degli ossidi di zinco originari della RPC attraverso il Vietnam. Secondo altre affermazioni, gli ossidi di zinco sarebbero miscelati con altre sostanze, come silice, e per questo non sarebbero assoggettati al relativo codice TARIC. Si è ritenuto, inoltre, che, dal momento che le caratteristiche e le applicazioni di base del prodotto restano immutate, non vi è una motivazione o giustificazione economica sufficiente per queste pratiche a parte l'esistenza del dazio antidumping sugli ossidi di zinco originari della RPC.
(5) Secondo il richiedente, infine, gli effetti riparatori dei dazi antidumping in vigore sugli ossidi di zinco originari della RPC risultavano compromessi in termini quantitativi e di prezzi e si riscontrava un dumping rispetto ai valori normali stabiliti in precedenza.
3. Apertura
(6) Con regolamento (CE) n. 2261/2002(3) (in appresso "il regolamento di apertura"), la Commissione ha aperto un'inchiesta e ha chiesto alle autorità doganali, a norma dell'articolo 13, paragrafo 3, e dell'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base, di registrare le importazioni di ossidi di zinco spediti dal Vietnam, indipendentemente dal fatto che siano dichiarati originari di questo paese o meno, sotto il codice Taric 2817 00 00 11, e le importazioni di ossidi di zinco originari della RPC miscelati con altre sostanze indicati sotto il codice Taric 2817 00 00 19, a partire dal 20 dicembre 2002.
4. Inchiesta
(7) La Commissione ha avvisato dell'apertura dell'inchiesta le autorità della RPC e del Vietnam. Sono stati inviati questionari ai produttori/esportatori situati nella RPC e in Vietnam e agli importatori comunitari menzionati nella richiesta o noti alla Commissione dall'inchiesta iniziale. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine fissato nel regolamento di apertura.
(8) Cinque produttori/esportatori della RPC hanno presentato risposte ai questionari mentre non è pervenuta alcuna risposta dai produttori/esportatori situati in Vietnam. Anche quattro importatori comunitari hanno inviato risposte al questionario. La Commissione ha svolto visite di verifica presso le sedi delle seguenti società:
Importatori non collegati:
- Norkem Ltd, Knutsford, Regno Unito,
- Norkem BV, Enkhuizen, Paesi Bassi,
- Almiberia SA, San Antonio de Benageber, Spagna,
- Explorer, srl, Sassuolo, Italia.
Produttori/esportatori cinesi:
- Liuzhou Fuxin Chemical Industry Co. Ltd, Liuzhou, Cina,
- Liuzhou Nonferrous Metals Smelting Co. Ltd, Liuzhou, Cina, e il relativo esportatore,
- Liuzhou Nonferrous Metals Smelting Import & Export Co., Ltd, Liuzhou, Cina.
5. Periodo dell'inchiesta
(9) L'inchiesta ha riguardato il periodo compreso tra il 1o ottobre 2001 e il 30 settembre 2002 (in appresso "il periodo dell'inchiesta"). Per accertare la modificazione della configurazione degli scambi, si sono raccolti dati riguardanti il periodo compreso tra il 2000 e il periodo dell'inchiesta.
B. ESITO DELL'INCHIESTA
1. Considerazioni generali/livello di collaborazione
a) Vietnam
(10) Nessun produttore/esportatore di ossidi di zinco del Vietnam ha collaborato con l'inchiesta. È stato comunicato alle società coinvolte che l'omessa collaborazione avrebbe potuto comportare l'applicazione dell'articolo 18 del regolamento di base. In reazione all'apertura dell'inchiesta, il governo vietnamita, attraverso il ministero del Commercio, ha precisato che nel corso del 2002 non è stata effettuata alcuna esportazione di ossidi di zinco di origine vietnamita verso la Comunità e che le autorità vietnamite non hanno rilasciato alcun certificato di origine vietnamita per questi prodotti.
b) RPC
(11) Secondo Eurostat, i cinque produttori/esportatori cinesi che hanno collaborato all'inchiesta rappresentavano circa il 100 % del volume delle importazioni totali di ossidi di zinco dichiarati sotto il codice NC 2817 00 00 dalla RPC durante il periodo dell'inchiesta.
(12) Bisogna precisare che, durante il periodo dell'inchiesta iniziale, le società che hanno collaborato all'attuale inchiesta rappresentavano unicamente il 22 % delle esportazioni totali verso la Comunità. Ciò significa che la maggior parte delle quantità esportate durante l'inchiesta iniziale sono state esportate da società che non hanno collaborato all'attuale inchiesta. È stato comunicato alle società in questione che l'omessa collaborazione avrebbe potuto comportare l'applicazione dell'articolo 18 del regolamento di base.
(13) Una società cinese, per la quale nell'inchiesta iniziale si era fissato un dazio specifico e che era soggetta ad un controllo periodico da parte della Commissione(4) su base semestrale, ha sostenuto che non reputava necessario riempire il questionario poiché la Commissione aveva già visitato la società nell'ambito del controllo periodico e tutti i dati richiesti nella presente inchiesta erano già disponibili. La società è stata informata che avrebbe dovuto in ogni caso compilare il questionario, in quanto i dati raccolti per altri scopi e per un periodo diverso non erano sufficienti ai fini della presente inchiesta. I dati sulle esportazioni richiesti nella presente inchiesta non erano del tutto coperti dalle relazioni di controllo presentate in precedenza. Dal momento che la società non ha fornito alcuna risposta al questionario, è stata informata che sarebbe stata trattata come società che non ha collaborato e che quindi le risultanze nei suoi confronti sarebbero state elaborate sulla base dei dati disponibili a norma dell'articolo 18 del regolamento di base.
2. Prodotto in esame e prodotto simile
(14) Il prodotto in esame, definito nell'inchiesta iniziale, è l'ossido di zinco (formula chimica ZnO), di purezza non inferiore al 93 % di ossido di zinco, attualmente classificabile al codice NC ex 2817 00 00 (codice TARIC 2817 00 00 12 ).
(15) L'inchiesta ha mostrato che il prodotto in esame, gli ossidi di zinco, sono importati nella Comunità sotto due forme diverse: ossidi di zinco o ossidi di zinco miscelati con silice. L'inchiesta ha inoltre rivelato che la miscelazione degli ossidi di zinco con la silice non altera le caratteristiche fisiche e chimiche di base del prodotto in esame, in quanto gli ossidi di zinco mantengono intatte sia la struttura molecolare che le proprietà chimiche. Inoltre, è stato dimostrato che, nel caso ad esempio dell'industria delle piastrelle in ceramica, che costituisce uno dei principali utilizzatori di ossidi di zinco, il prodotto in esame deve in ogni caso essere miscelato con diverse altre sostanze, tra cui la silice, per poter essere utilizzato nella produzione di piastrelle.
(16) In assenza di collaborazione e vista la mutata configurazione degli scambi, di cui ai considerando 20 e 21, si deve dedurre che gli ossidi di zinco esportati nella Comunità dalla RPC e quelli spediti dal Vietnam presentano le stesse caratteristiche fisiche e chimiche di base e gli stessi usi. Essi devono pertanto essere considerati prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento di base.
(17) Sulla base delle informazioni disponibili, si ritiene che gli ossidi di zinco in forma miscelata con la silice mantengano comunque le loro caratteristiche individuali e debbano quindi essere considerati lo stesso prodotto degli ossidi di zinco non in forma miscelata. Pertanto, l'ossido di zinco miscelato con silice e quello originario della RPC sono considerati prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento di base.
3. Mutata configurazione degli scambi
(18) Come indicato al considerando 4, la modificazione della configurazione degli scambi era attribuibile a due pratiche: al trasbordo attraverso il Vietnam o alla miscelazione degli ossidi di zinco con altre sostanze, come la silice.
a) Ossidi di zinco spediti dal Vietnam
(19) Dal momento che nessuna società vietnamita ha collaborato all'inchiesta, le esportazioni dal Vietnam nella Comunità sono state determinate sulla base dei dati disponibili a norma dell'articolo 18 del regolamento di base. Per determinare i prezzi e le quantità delle esportazioni dal Vietnam nella Comunità, sono stati quindi utilizzati i dati Eurostat a livello NC, che costituivano in una siffatta situazione le migliori informazioni disponibili.
(20) Le importazioni di ossidi di zinco dal Vietnam sono aumentate da 0 tonnellate nel 2000 e nel 2001 a 6523 tonnellate alla fine del periodo dell'inchiesta (settembre 2002). Queste importazioni sono iniziate, effettivamente, nel marzo 2002, quindi in coincidenza con l'istituzione del dazio definitivo. Le importazioni di ossidi di zinco dalla RPC nella Comunità sono diminuite notevolmente, da 47326 tonnellate nel 2000 (il periodo dell'inchiesta iniziale) a 35732 tonnellate nel 2001 e a 16873 tonnellate durante il periodo di inchiesta, il che mostra che il forte calo delle esportazioni dalla RPC è avvenuto dopo l'apertura dell'inchiesta antidumping iniziale.
(21) Dalle statistiche cinesi sul commercio emerge che, prima dell'istituzione delle misure, le esportazioni del prodotto in esame dalla RPC in Vietnam sono state relativamente stabili, di un livello pari a 1643 tonnellate nel 2000 e 2029 tonnellate nel 2001, per poi registrare un forte incremento fino a 12609 tonnellate nel 2002. Nel periodo tra l'istituzione dei dazi nel marzo 2002 e la fine del periodo dell'inchiesta nel settembre 2002, le esportazioni sono state pari a 8482 tonnellate. Come indicato sopra, nello stesso periodo, 6523 tonnellate sono state esportate nella Comunità dal Vietnam. Ciò mostra che le importazioni di ossidi di zinco originari della RPC in Vietnam hanno registrato nel 2002 un forte incremento, crescendo ad un ritmo analogo all'incremento delle esportazioni dal Vietnam verso la Comunità nello stesso periodo.
(22) I dati riportati sopra attestano un netto cambiamento nella configurazione degli scambi, il quale ha coinciso, nel caso di entrambi i paesi esportatori, con l'entrata in vigore, nel marzo 2002, delle misure antidumping nei confronti del prodotto in esame originario della RPC.
b) Ossidi di zinco miscelati con silice
(23) Nella richiesta si sosteneva che gli ossidi di zinco originari della RPC erano miscelati con altre sostanze e importati nella Comunità sotto una voce doganale diversa. La verifica dei dati forniti da un importatore che ha collaborato ha confermato l'importazione di ossidi di zinco miscelati con la silice. Tali importazioni provengono da un produttore/esportatore cinese che non ha collaborato all'inchiesta e sono state dichiarate, sulla base di una informazione tariffaria vincolante (ITV) rilasciata dalle autorità doganali di uno Stato membro, sotto il codice NC 3824 90 99, il quale non è soggetto ad alcun dazio antidumping.
(24) Nel caso di questo importatore, è stato riscontrato che le importazioni di ossidi di zinco miscelati con silice sono iniziate dopo l'istituzione delle misure nel marzo 2002. Tuttavia, considerando che gli importatori che hanno collaborato corrispondono solo al 65 % delle importazioni totali verso la Comunità, non si può escludere che altri importatori che non hanno collaborato abbiano utilizzato la stessa pratica. La richiesta conteneva in effetti sufficienti elementi di prova secondo cui questa pratica è stata seguita da almeno un altro importatore che non ha collaborato all'inchiesta.
(25) Se si considera che le società esportatrici che hanno collaborato all'attuale inchiesta rappresentavano unicamente il 22 % delle esportazioni durante il periodo dell'inchiesta iniziale, ma che rappresentano circa il 100 % nel corso dell'attuale inchiesta e che le esportazioni totali dalla RPC nella Comunità sono scese da 47367 a 16873 tonnellate, è ragionevole concludere che parte della diminuzione sia dovuta alle importazioni di ossidi di zinco miscelati con silice. Vista l'alta percentuale di imprese che non hanno collaborato, si ritiene che quantità significative di ossidi di zinco miscelati con silice siano state esportate dalla Cina verso la Comunità e dichiarate sotto codici NC non assoggettati a dazi.
(26) Sulla base delle migliori prove disponibili in conformità dell'articolo 18 del regolamento di base, è stata riscontrata una modificazione della configurazione degli scambi che è coincisa con l'entrata in vigore, nel marzo 2002, dei dazi antidumping sul prodotto in esame originario della RPC.
4. Insufficiente motivazione o giustificazione economica
(27) Viste la mancata collaborazione e la contemporaneità con l'istituzione dei dazi antidumping sul prodotto in esame originario della RPC, si è concluso che la modificazione della configurazione degli scambi era riconducibile all'istituzione del dazio antidumping anziché ad altre motivazioni o giustificazioni economiche sufficienti ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, seconda frase, del regolamento di base.
(28) Questa conclusione è avvalorata dal fatto che, come dichiarato dalle autorità vietnamite, non si sono verificate esportazioni di ossidi di zinco di origine vietnamita nella Comunità. Inoltre, da questo parallelismo nelle tendenze si può desumere che le importazioni dalla RPC verso il Vietnam non fossero destinate al mercato vietnamita ma ad una successiva riesportazione (cfr. considerando 20 e 21).
(29) Per quanto riguarda gli ossidi di zinco miscelati con silice, non sono state fornite motivazioni o giustificazioni economiche sufficienti per spiegare la mutata configurazione degli scambi. Infatti, la silice è generalmente una sostanza presente a buon mercato e in abbondanza nella Comunità per cui, dal punto di vista economico, niente giustifica il trasporto di silice dalla Cina, in quanto ciò fa inutilmente lievitare il costo totale del trasporto. Le importazioni di ossidi di zinco miscelati con silice sono coincise con l'entrata in vigore delle misure. Inoltre, l'esportatore della miscela non ha collaborato e l'importatore non ha addotto alcuna motivazione ragionevole, diversa dall'elusione del pagamento dei dazi antidumping, che giustificasse la realizzazione della miscela nel paese dal quale le merci erano esportate.
(30) Si è pertanto concluso che non si potevano individuare altre giustificazioni ragionevoli, a parte la necessità di eludere i dazi antidumping in vigore sugli ossidi di zinco originari della RPC, per la modificazione osservata nella configurazione degli scambi.
5. Indebolimento degli effetti riparatori del dazio in termini di prezzi e/o di quantitativi dei prodotti simili
(31) Appare chiaro dall'analisi dei flussi commerciali effettuata ai considerando 20 e 21 che la configurazione delle importazioni comunitarie è cambiata dopo l'istituzione delle misure e che questa pronunciata alterazione dei flussi commerciali ha indebolito gli effetti riparatori delle misure stesse per quanto riguarda i quantitativi importati sul mercato comunitario.
(32) Riguardo ai prezzi dei prodotti spediti dal Vietnam, in mancanza di collaborazione da parte degli esportatori, i dati di Eurostat hanno rivelato che i prezzi delle esportazioni dal Vietnam sono risultati persino inferiori ai prezzi delle esportazioni constatati per la RPC nell'inchiesta iniziale. Di conseguenza, i prezzi delle esportazioni vietnamite del prodotto in esame sono inferiori al livello di eliminazione del pregiudizio per i prezzi comunitari determinato nell'inchiesta iniziale.
(33) Riguardo ai prezzi delle importazioni di ossidi di zinco miscelati, si è dovuto fare ricorso, vista la mancanza di collaborazione, alle migliori prove disponibili, ossia ai dati dell'importatore che ha collaborato per il quale era stata osservata questa pratica. Questi dati hanno rivelato che i prezzi delle importazioni forniti dalla società in questione sono inferiori al livello di eliminazione del pregiudizio per i prezzi comunitari determinato nell'inchiesta iniziale.
(34) Si conclude pertanto che le importazioni in questione hanno indebolito gli effetti riparatori del dazio in termini sia quantitativi che di prezzi.
6. Elementi di prova del dumping rispetto ai valori normali precedentemente accertati per i prodotti simili o similari
(35) Al fine di individuare eventuali elementi di prova dell'esistenza del dumping riguardo al prodotto in esame esportato dal Vietnam nella Comunità durante il periodo dell'inchiesta e alle importazioni di ossidi di zinco miscelati con silice, si è fatto ricorso ai prezzi all'esportazione calcolati sulla base dei dati Eurostat e ai dati forniti dall'importatore che ha collaborato. Per quanto riguarda i prezzi delle importazioni dal Vietnam, è stato calcolato che essi sono di oltre il 15 % inferiori a quelli delle esportazioni cinesi constatati nell'inchiesta iniziale. I prezzi delle esportazioni degli ossidi di zinco miscelati con silice, tenuto conto della quantità di silice nella miscela, risultano di oltre il 22 % inferiori ai prezzi delle esportazioni cinesi di cui nell'inchiesta iniziale.
(36) Va ricordato che l'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base impone di dimostrare l'esistenza di pratiche di dumping in relazione ai valori normali precedentemente accertati per i prodotti simili o similari, ma non di stabilire un nuovo margine di dumping. In conformità dell'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base, il valore normale precedentemente stabilito è il valore normale utilizzato nel corso dell'inchiesta iniziale. All'epoca, sono stati scelti come paese ad economia di mercato analogo adeguato per la RPC gli Stati Uniti.
(37) Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, si è tenuto debito conto, sotto forma di adeguamenti, delle differenze che incidono sui prezzi e sulla loro comparabilità. Gli adeguamenti sono stati applicati in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base per quanto riguarda il trasporto, l'assicurazione e la movimentazione.
(38) In conformità con l'articolo 2, paragrafi 11 e 12, del regolamento di base, il confronto tra il valore normale medio ponderato determinato dall'inchiesta iniziale e la media ponderata dei prezzi delle esportazioni constatata nel periodo dell'attuale inchiesta, espresso come percentuale del prezzo cif franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, ha rivelato la presenza di dumping sia nel caso delle importazioni degli ossidi di zinco spediti dal Vietnam che delle importazioni di ossidi di zinco miscelati con silice.
C. MISURE
(39) Viste le suddette risultanze sull'elusione ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, seconda frase, del regolamento di base e, in conformità dell'articolo 13, paragrafo 1, prima frase, dello stesso regolamento, le misure antidumping applicabili al prodotto in esame originario della RPC dovrebbero essere estese allo stesso prodotto spedito dal Vietnam, a prescindere dal fatto che sia dichiarato o meno originario di questo paese.
(40) Dal momento che è stato riscontrato che in taluni casi gli ossidi di zinco sono miscelati con silice al solo scopo di ottenere una diversa classificazione doganale ed eludere il pagamento dei dazi, è necessario garantire che i dazi sugli ossidi di zinco siano riscossi anche nei casi in cui il prodotto in questione sia importato in forma miscelata. In questi casi, i dazi dovrebbero essere riscossi in modo proporzionale al tenore di ossido di zinco all'interno della miscela.
(41) Il dazio esteso dovrebbe essere quello istituito nei confronti di tutte le altre società indicato nell'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento originario.
(42) In conformità dell'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base, che prevede l'applicazione dei dazi nei confronti delle importazioni registrate a decorrere dalla data di registrazione, deve essere riscosso il dazio antidumping sulle importazioni di ossidi di zinco spediti dal Vietnam e di ossidi di zinco miscelati con silice originari della RPC assoggettate a registrazione all'ingresso nella Comunità in forza del regolamento di apertura.
(43) L'elusione è avvenuta al di fuori della Comunità. L'articolo 13 del regolamento di base mira a contrastare le pratiche di elusione senza incidere sugli operatori che possono dimostrare di non essere coinvolti in tali pratiche, ma non contiene una disposizione specifica per il trattamento degli esportatori che possono dimostrare di non essere coinvolti in tali pratiche di elusione. Pertanto, appare necessario introdurre la possibilità, per gli esportatori che non hanno esportato il prodotto in questione nel periodo dell'inchiesta e non sono collegati a nessun esportatore o produttore subordinati al dazio antidumping esteso, di chiedere un'esenzione dai dazi istituiti nei confronti di tali importazioni. Gli esportatori interessati che intendono presentare una richiesta di esenzione dal dazio antidumping esteso sono tenuti a compilare un questionario per consentire alla Commissione di decidere se l'esenzione sia giustificata o meno. L'esenzione può essere concessa a seguito di una valutazione della situazione del mercato del prodotto in esame, della capacità di produzione e dell'utilizzazione degli impianti, degli appalti e delle vendite e tenendo conto della probabilità che siano attuate pratiche per le quali vi è una motivazione o giustificazione economica insufficiente e degli elementi di prova del dumping. La Commissione procede, di norma, anche ad una visita di verifica in loco. La richiesta deve essere inviata senza indugio alla Commissione completa di tutte le informazioni utili, compresa l'eventuale modifica delle attività della società connesse alla produzione e alle vendite per l'esportazione. Gli importatori possono comunque beneficiare di un'esenzione dai dazi purché le loro importazioni provengano da esportatori a cui sia stata concessa tale esenzione e in conformità dell'articolo 13, paragrafo 4.
(44) Se ritiene opportuna l'esenzione, la Commissione, previa consultazione del comitato consultivo, propone di modificare il regolamento di conseguenza.
D. PROCEDURA
(45) Le parti interessate sono state informate dei fatti e delle considerazioni principali in base ai quali il Consiglio intendeva estendere il dazio antidumping definitivo in vigore e hanno avuto la possibilità di presentare le loro osservazioni. Non sono pervenute osservazioni tali da modificare le conclusioni suddette,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. Il dazio antidumping definitivo del 28 % istituito con regolamento (CE) n. 408/2002 sulle importazioni di ossido di zinco (formula chimica: ZnO) di purezza non inferiore al 93 % di ossido di zinco, normalmente dichiarato sotto il codice NC ex 2817 00 00 (codici TARIC 2817 00 00 12 e 2817 00 00 18 ), originario della Repubblica popolare cinese, è esteso alle importazioni di ossido di zinco (formula chimica: ZnO) di purezza non inferiore al 93 % di ossido di zinco spedito dal Vietnam, a prescindere dal fatto che sia dichiarato o meno originario di questo paese (codice TARIC 2817 00 00 12 ), e alle importazioni di ossido di zinco miscelato con silice, di purezza non inferiore al 93 % di ossido di zinco. In quest'ultimo caso, il dazio dovrebbe essere riscosso in modo proporzionale al tenore di ossido di zinco di purezza non inferiore al 93 % di ossido di zinco originario della Repubblica popolare cinese presente nella miscela (codice Taric 3824 90 99 87 ).
2. Il dazio esteso a norma del paragrafo 1 del presente articolo è riscosso sulle importazioni registrate in conformità dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 2261/2002 e dell'articolo 13, paragrafo 3, e dell'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 384/96.
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
Articolo 2
1. Le richieste di esenzione dal dazio esteso a norma dell'articolo 1 devono essere presentate per iscritto in una delle lingue ufficiali della Comunità e firmate da una persona autorizzata a rappresentare il richiedente. La richiesta deve essere inviata al seguente indirizzo: Commissione europea Direzione generale del Commercio
Direzione B
Ufficio: J-79 05/17 B - 1049 Bruxelles Fax (32-2) 295 65 05 Telex: COMEU B 21877
2. La Commissione, previa consultazione del comitato consultivo, può autorizzare, mediante una decisione, l'esenzione delle importazioni provenienti dalle società che non eludono il dazio antidumping istituito con regolamento (CE) n. 408/2002 dal dazio esteso a norma dell'articolo 1 e proporre di modificare il regolamento di conseguenza.
Articolo 3
Si chiede alle autorità doganali di sospendere la registrazione delle importazioni istituita dall'articolo 2 del regolamento (CE) n. 2261/2002.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 11 settembre 2003.

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