Document ID: 32014R0289

REGOLAMENTO (UE) N. 289/2014 DELLA COMMISSIONE
del 21 marzo 2014
che modifica gli allegati II, III e V del regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di foramsulfuron, azimsulfuron, iodosulfuron, oxasulfuron, mesosulfuron, flazasulfuron, imazosulfuron, propamocarb, bifenazato, clorprofam e tiobencarb in o su determinati prodotti
(Testo rilevante ai fini del SEE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 febbraio 2005, concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio (1), in particolare l’articolo 14, paragrafo 1, lettera a), l’articolo 18, paragrafo 1, lettera b) e l’articolo 49, paragrafo 2,
considerando quanto segue:
(1)
Per le sostanze foramsulfuron, azimsulfuron, iodosulfuron, oxasulfuron, mesosulfuron, flazasulfuron e imazosulfuron, i livelli massimi di residui (LMR) sono stati fissati nell’allegato II e nell’allegato III, parte B, del regolamento (CE) n. 396/2005. Per la sostanza propamocarb, gli LMR sono stati fissati nell’allegato III, parte A, del summenzionato regolamento.
(2)
Per la sostanza foramsulfuron, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (di seguito «l’Autorità») ha presentato un parere motivato sugli LMR esistenti in conformità dell’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 396/2005, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 1 (2). Per determinati prodotti l’Autorità ha raccomandato di innalzare o mantenere gli LMR esistenti o di fissare gli LMR al livello da essa stabilito. Essa ha concluso che per quanto concerne gli LMR per la granella di mais mancavano alcune informazioni ed era necessario un ulteriore esame da parte dei responsabili della gestione dei rischi. Dato che non vi è alcun rischio per i consumatori, occorre fissare gli LMR per tale prodotto nell’allegato II del regolamento (CE) n. 396/2005 al livello esistente o a quello determinato dall’Autorità. Tali LMR saranno riveduti tenendo conto delle informazioni disponibili entro un termine di due anni a decorrere dalla pubblicazione del presente regolamento.
(3)
Per la sostanza azimsulfuron, l’Autorità ha presentato un parere motivato sugli LMR esistenti in conformità dell’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 396/2005, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 1 (3). Essa ha raccomandato di ridurre gli LMR per il riso.
(4)
Per la sostanza iodosulfuron, l’Autorità ha presentato un parere motivato sugli LMR esistenti in conformità dell’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 396/2005, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 1 (4). Essa ha proposto di modificare la definizione di residuo e ha raccomandato di ridurre gli LMR per la granella di orzo, la granella di mais, la segale in chicchi e i chicchi di frumento e di mantenere gli LMR esistenti per i semi di lino. Essa ha concluso che per quanto concerne gli LMR per i semi di lino e il mais da foraggio mancavano alcune informazioni ed era necessario un ulteriore esame da parte dei responsabili della gestione dei rischi. Dato che non vi è alcun rischio per i consumatori, occorre fissare gli LMR per tali prodotti nell’allegato II del regolamento (CE) n. 396/2005 al livello esistente o a quello determinato dall’Autorità. Tali LMR saranno riveduti tenendo conto delle informazioni disponibili entro un termine di due anni a decorrere dalla pubblicazione del presente regolamento.
(5)
Per la sostanza oxasulfuron, l’Autorità ha presentato un parere motivato sugli LMR esistenti in conformità dell’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 396/2005, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 1 (5). Essa ha raccomandato di ridurre gli LMR per i semi di soia.
(6)
Per la sostanza mesosulfuron, l’Autorità ha presentato un parere motivato sugli LMR esistenti in conformità dell’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 396/2005, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 1 (6). Essa ha proposto di modificare la definizione di residuo. Per determinati prodotti l’Autorità ha raccomandato di innalzare o mantenere gli LMR esistenti o di fissare gli LMR al livello da essa stabilito.
(7)
Per la sostanza flazasulfuron, l’Autorità ha presentato un parere motivato sugli LMR esistenti in conformità dell’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 396/2005, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 1 (7). Essa ha raccomandato di abbassare gli LMR per agrumi e uve da tavola e da vino. Essa ha concluso che per quanto concerne gli LMR per le olive da tavola e le olive da olio mancavano alcune informazioni ed era necessario un ulteriore esame da parte dei responsabili della gestione dei rischi. Dato che non vi è alcun rischio per i consumatori, occorre fissare gli LMR per tali prodotti nell’allegato II del regolamento (CE) n. 396/2005 al livello esistente o a quello determinato dall’Autorità. Tali LMR saranno riveduti tenendo conto delle informazioni disponibili entro un termine di due anni a decorrere dalla pubblicazione del presente regolamento.
(8)
Per la sostanza imazosulfuron, l’Autorità ha presentato un parere motivato sugli LMR esistenti in conformità dell’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 396/2005, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 1 (8). Essa ha concluso che per quanto concerne gli LMR per il grano di orzo, i chicchi di riso, la segale in chicchi e i chicchi di frumento mancavano alcune informazioni ed era necessario un ulteriore esame da parte dei responsabili della gestione dei rischi. Dato che non vi è alcun rischio per i consumatori, occorre fissare gli LMR per tali prodotti nell’allegato II del regolamento (CE) n. 396/2005 al livello esistente o a quello determinato dall’Autorità. Tali LMR saranno riveduti tenendo conto delle informazioni disponibili entro un termine di due anni a decorrere dalla pubblicazione del presente regolamento.
(9)
Per la sostanza propamocarb, l’Autorità ha presentato un parere motivato sugli LMR esistenti in conformità dell’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 396/2005, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 1 (9). Essa ha proposto di modificare la definizione di residuo Per quanto riguarda la rucola e i porri, dopo aver presentato il parere di cui alla prima frase, l’Autorità ha presentato un ulteriore parere in merito agli LMR (10). È opportuno tener conto di tale parere.
(10)
L’Autorità ha segnalato che l’utilizzo esaminato del propamocarb nei porri nonché gli LMR esistenti per le lattughe possono destare preoccupazioni in merito alla protezione dei consumatori. Pertanto, l’Autorità raccomanda di ridurre gli attuali LMR per la lattuga. Per i porri gli LMR devono essere stabiliti allo specifico limite di determinazione o all’LMR di base, conformemente all’articolo 18, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 396/2005.
(11)
L’autorità ha raccomandato di ridurre gli LMR esistenti per patate, ravanelli, cipolle, pomodori, peperoni, melanzane, cetrioli, cetriolini, zucchine, zucche, cavoli broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavoli cappucci, cavoli cinesi, cavoli rapa, lattughe. Per determinati prodotti l’Autorità ha raccomandato di innalzare o mantenere gli LMR esistenti o di fissare gli LMR al livello da essa stabilito. Essa ha concluso che, per quanto riguarda gli LMR per cavolfiori, dolcetta, scarola, crescione, barbarea, rucola, senape nera, Brassica spp. (foglie e germogli), erbe fresche, suini (carne, grasso, reni), bovini (carne, grasso, reni), ovini (carne, grasso, reni), caprini (carne, grasso, reni), latte (bovini, ovini, caprini), pollame (carne, grasso, fegato) e uova di volatili mancavano alcune informazioni e che era necessario un ulteriore esame da parte dei responsabili della gestione dei rischi. Dato che non vi è alcun rischio per i consumatori, occorre fissare gli LMR per tali prodotti nell’allegato II del regolamento (CE) n. 396/2005 al livello esistente o a quello determinato dall’Autorità. Tali LMR saranno riveduti tenendo conto delle informazioni disponibili entro un termine di due anni a decorrere dalla pubblicazione del presente regolamento. Per gli altri prodotti l’Autorità raccomanda di innalzare o mantenere gli attuali LMR.
(12)
Per quanto riguarda i prodotti di origine vegetale e animale per i quali non sono state comunicate autorizzazioni o tolleranze all’importazione a livello dell’Unione europea e non erano disponibili LMR del Codex, l’Autorità ha concluso che era necessario un ulteriore esame da parte dei responsabili della gestione dei rischi. Tenendo conto delle attuali conoscenze scientifiche e tecniche, occorre fissare gli LMR per tali prodotti allo specifico limite di determinazione o all’LMR di base, conformemente all’articolo 18, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 396/2005.
(13)
Per quanto riguarda il tiobencarb, l’Autorità ha presentato un parere motivato sugli LMR esistenti, in conformità all’articolo 12, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 396/2005 (11). Per quanto riguarda il bifenazato e il clorprofam, l’Autorità ha presentato un parere motivato sugli LMR esistenti, in conformità all’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 396/2005, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 1, di tale regolamento (12) (13). Essa ha proposto di modificare le definizioni di residui. I laboratori di riferimento dell’Unione europea hanno rilevato la mancanza di standard di riferimento disponibili sul mercato per le definizioni di residui proposte dall’Autorità. Le definizioni di residui per il bifenazato e il clorprofam devono essere enunciate nell’allegato II del regolamento (CE) n. 396/2005 e la definizione di residuo per il tiobencarb deve essere enunciata nell’allegato V del regolamento (CE) n. 396/2005. Tali definizioni di residui saranno rivedute tenendo conto delle informazioni disponibili entro un termine di due anni a decorrere dalla pubblicazione del presente regolamento.
(14)
Sulla scorta dei pareri motivati dell’Autorità e tenendo conto dei fattori pertinenti per la questione in esame, le opportune modifiche degli LMR soddisfano le prescrizioni di cui all’articolo 14, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 396/2005.
(15)
I partner commerciali dell’Unione sono stati consultati in merito ai nuovi LMR tramite l’Organizzazione mondiale del commercio e le loro osservazioni sono state prese in considerazione.
(16)
Occorre pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 396/2005.
(17)
Occorre prevedere un periodo ragionevole prima che siano applicati gli LMR modificati al fine di consentire agli Stati membri, ai paesi terzi e agli operatori dell’industria alimentare di prepararsi ad ottemperare alle nuove prescrizioni derivanti dalla modifica degli LMR.
(18)
Per consentire condizioni normali di commercializzazione, trasformazione e consumo dei prodotti il presente regolamento deve stabilire disposizioni transitorie per i prodotti ottenuti in conformità della normativa vigente prima della modifica degli LMR e per i quali le informazioni confermano un livello elevato di protezione dei consumatori.
(19)
Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Gli allegati II, III e V del regolamento (CE) n. 396/2005 sono modificati conformemente all’allegato del presente regolamento.
Articolo 2
Il regolamento (CE) n. 396/2005 nella sua forma precedente alle modifiche introdotte dal presente regolamento continuerà ad applicarsi ai prodotti ottenuti in conformità alla normativa precedentemente vigente prima dell’11 aprile 2014:
1)
per quanto riguarda le sostanze attive foramsulfuron, azimsulfuron, iodosulfuron, oxasulfuron, mesosulfuron, flazasulfuron, imazosulfuron, bifenazato, clorprofam e tiobencarb, in o su tutti i prodotti;
2)
per quanto riguarda la sostanza attiva propamocarb, in e su tutti i prodotti tranne le lattughe.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Esso si applica tuttavia a decorrere dal’11 ottobre 2014.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 21 marzo 2014

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