Document ID: 31997L0070

DIRETTIVA 97/70/CE DEL CONSIGLIO del'11 dicembre 1997 che istituisce un regime di sicurezza armonizzato per le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore a 24 metri
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 84, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
secondo la procedura di cui all'articolo 189 C del trattato (3),
(1) considerando che l'azione comunitaria nel settore del trasporto marittimo dovrebbe garantire una maggiore sicurezza marittima;
(2) considerando che il 2 aprile 1993 è stato adottato il protocollo di Torremolinos relativo alla convenzione sulla sicurezza delle navi da pesca del 1977, in prosieguo denominato «protocollo di Torremolinos»;
(3) considerando che l'attuazione su scala comunitaria di questo protocollo applicabile alle navi da pesca che battono bandiera di uno Stato membro o che operano nelle acque interne o nei mari territoriali di uno Stato membro o che sbarcano le catture nei porti di uno Stato membro aumenterà la sicurezza delle navi in questione visto che varie legislazioni nazionali non richiedono ancora il livello di sicurezza stabilito dal protocollo; che tale livello comune di sicurezza, armonizzando i numerosi e diversi requisiti di sicurezza nazionali, garantirà condizioni eque di concorrenza per le navi da pesca che operano nella stessa area senza compromettere le norme di sicurezza;
(4) considerando che, data in particolare la dimensione del mercato interno, un'azione a livello comunitario è il modo più efficace di stabilire un livello comune di sicurezza per le navi da pesca in tutta la Comunità;
(5) considerando che una direttiva del Consiglio è lo strumento giuridico più appropriato poiché offre il quadro per un'applicazione uniforme e vincolante delle norme di sicurezza da parte degli Stati membri, garantendo nello stesso tempo a ciascuno Stato membro il diritto di decidere sulle forme e sui mezzi che meglio si adattano al suo sistema interno;
(6) considerando che vari e importanti capitoli del protocollo di Torremolinos si applicano solo alle navi da pesca di lunghezza pari o superiore a 45 metri; che limitare l'applicazione su scala comunitaria del protocollo alle suddette navi creerebbe una disparità a livello di sicurezza tra queste e le navi da pesca più piccole, di lunghezza compresa tra 24 e 45 metri, distorcendo così la concorrenza;
(7) considerando che l'articolo 3, paragrafo 4 di tale protocollo stabilisce che le parti decidono quali delle sue disposizioni che contemplano un limite di lunghezza maggiore di 24 metri debbano applicarsi, in tutto o in parte, a navi battenti la loro bandiera la cui lunghezza è inferiore al limite di lunghezza prescritto ma superiore a 24 metri; che l'articolo 3, paragrafo 5 di tale protocollo stabilisce che le parti si impegnano a stabilire norme uniformi per le suddette navi da pesca che operano nella stessa regione;
(8) considerando che, per accrescere la sicurezza e evitare distorsioni della concorrenza, occorre perseguire l'obiettivo di applicare le norme di sicurezza previste dalla presente direttiva a tutte le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore a 24 metri che operano nelle zone di pesca della Comunità, a prescindere dalla loro bandiera; che a tal fine, per le navi da pesca che battono bandiera di Stati terzi e che operano nelle acque interne o nel mare territoriale di uno Stato membro o che sbarcano le loro catture in un porto di uno Stato membro, è necessario che siano rispettate le norme generali del diritto internazionale;
(9) considerando che devono continuare ad applicarsi le disposizioni del caso previste dalle direttive del Consiglio adottate nell'ambito della politica comunitaria in campo sociale;
(10) considerando che per tutti questi motivi gli Stati membri dovrebbero applicare alle navi da pesca nuove e, ove necessario, a quelle esistenti di lunghezza uguale o superiore a 45 metri le disposizioni dell'allegato del protocollo di Torremolinos, tenendo conto delle disposizioni pertinenti di cui all'allegato I della presente direttiva; che gli Stati membri dovrebbero applicare anche le disposizioni dei capitoli IV, V, VII e IX dell'allegato del protocollo di Torremolinos, adeguato a norma dell'allegato II della presente direttiva, a tutte le navi da pesca nuove di lunghezza pari o superiore a 24 metri, ma inferiore a 45 metri, che battono la loro bandiera;
(11) considerando che per motivi connessi a specifiche caratteristiche regionali, come le condizioni geografiche e climatiche, possono essere giustificati specifici requisiti, a norma dell'allegato III; che dette disposizioni si riferiscono al funzionamento nelle zone settentrionali e meridionali, rispettivamente;
(12) considerando che, per accrescere ulteriormente il livello di sicurezza, le navi che battono bandiera di uno Stato membro dovrebbero soddisfare agli specifici requisiti di cui all'allegato IV;
(13) considerando che le navi da pesca che battono la bandiera di uno Stato terzo non dovrebbero poter operare nelle acque interne o nel mare territoriale di uno Stato membro o sbarcare le catture nel porto di uno Stato membro e pertanto non possono competere con le navi battenti la bandiera di uno Stato membro, a meno che il rispettivo Stato di bandiera non abbia certificato che esse sono conformi alle disposizioni tecniche stabilite nella presente direttiva;
(14) considerando che l'equipaggiamento installato a bordo delle navi da pesca che sia conforme alle disposizioni della direttiva 96/98/CE del Consiglio, del 20 dicembre 1996, sull'equipaggiamento marittimo (4), deve essere automaticamente riconosciuto conforme alle disposizioni specifiche ad esso applicate a norma della presente direttiva, poiché i requisiti della direttiva 96/98/CE sono almeno equivalenti a quelle del protocollo di Torremolinos e della presente direttiva;
(15) considerando che negli Stati membri potrebbero sussistere situazioni locali che giustifichino l'applicazione di misure di sicurezza specifiche a tutte le navi da pesca che operano in talune aree; che essi possono anche ritenere opportuno concedere esenzioni alle disposizioni di cui all'allegato del protocollo di Torremolinos o adottare disposizioni a quelle equivalenti; che dovrebbero essere autorizzati ad adottare le misure in questione previo controllo secondo la procedura di comitato;
(16) considerando che attualmente non esistono norme tecniche uniformi a livello internazionale per le navi da pesca per quanto riguarda la resistenza dello scafo, i macchinari principali e ausiliari e gli impianti elettrici ed automatici; che tali norme possono essere stabilite sulla base delle norme applicate da organismi riconosciuti o dalle amministrazioni nazionali;
(17) considerando che, per il controllo dell'effettiva applicazione e dell'osservanza della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero effettuare ispezioni e rilasciare un certificato di conformità delle navi da pesca che soddisfano i requisiti specifici della presente direttiva;
(18) considerando che per garantire la piena applicazione della presente direttiva e secondo la procedura di cui all'articolo 4 del protocollo di Torremolinos, le navi da pesca dovrebbero essere soggette al controllo dello Stato di approdo; che quando il protocollo sarà entrato in vigore, uno Stato membro potrà effettuare controlli anche a bordo delle navi da pesca di paesi terzi che non operano nelle acque interne o nel mare territoriale di uno Stato membro né sbarcano le proprie catture nei suoi porti, quando esse si trovano in un porto di detto Stato membro, per verificare che soddisfino i requisiti di tale protocollo;
(19) considerando che è necessario che un comitato costituito di rappresentanti degli Stati membri assista la Commissione ai fini dell'effettiva applicazione della direttiva; che il comitato di cui all'articolo 12 della direttiva 93/75/CEE del Consiglio, del 13 settembre 1993, relativa alle condizioni minime necessarie per le navi dirette a porti marittimi della Comunità o che ne escono e che trasportano merci pericolose o inquinanti (5), può assumere questo ruolo;
(20) considerando che, per garantire la coerente applicazione della direttiva, tramite questo comitato possono essere adattate alcune disposizioni per tenere conto dei pertinenti sviluppi a livello internazionale;
(21) considerando che l'Organizzazione marittima internazionale (IMO) dovrebbe essere informata di questa direttiva a norma del protocollo di Torremolinos;
(22) considerando che per garantire la piena applicazione della presente direttiva gli Stati membri dovrebbero istituire un sistema di sanzioni per i casi di violazione delle norme nazionali adottate a norma della presente direttiva,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1 Obiettivi
1. La presente direttiva si prefigge l'obiettivo di stabilire norme di sicurezza per le navi da pesca marittime di lunghezza uguale o superiore a 24 metri, sia nuove che esistenti, nella misura in cui a queste ultime si applica l'allegato del protocollo di Torremolinos, e che:
- battono la bandiera di uno Stato membro e sono registrate nella Comunità, oppure
- operano nelle acque interne o nel mare territoriale di uno Stato membro, oppure sbarcano le catture nei porti di uno Stato membro.
Le imbarcazioni da diporto che praticano la pesca a fini non commerciali sono escluse dal campo di applicazione della presente direttiva.
2. La presente direttiva non pregiudica le disposizioni della direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (6), delle relative direttive particolari ed in particolare della direttiva 93/103/CE del Consiglio, del 23 novembre 1993, riguardante le prescrizioni minime di sicurezza e di salute per il lavoro a bordo delle navi da pesca (tredicesima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE) (7).
Articolo 2 Definizioni
Ai fini della presente direttiva si intende per:
1) «nave da pesca» o «nave», qualsiasi imbarcazione equipaggiata o utilizzata a fini commerciali per la cattura del pesce o di altre risorse marine viventi;
2) «nave da pesca nuova», una nave da pesca per la quale:
a) a decorrere dal 1° gennaio 1999 incluso sia stato stipulato il contratto di costruzione o il contratto per una rilevante trasformazione, o
b) il contratto di costruzione o di rilevante trasformazione sia stato stipulato anteriormente al 1° gennaio 1999 e la nave sia stata consegnata tre anni o più dopo tale data, o
c) in mancanza di un contratto di costruzione, a decorrere dal 1° gennaio 1999 incluso:
- sia stata impostata la chiglia, o
- sia iniziata la costruzione identificabile con una nave particolare, o
- sia iniziato il montaggio con l'impiego di almeno 50 tonnellate o dell'uno per cento della massa stimata di tutti i materiali di struttura, se quest'ultimo valore è inferiore;
3) «nave da pesca esistente», una nave da pesca che non sia una nave nuova;
4) «protocollo di Torremolinos», il protocollo di Torremolinos del 1993 relativo alla Convenzione internazionale di Torremolinos sulla sicurezza delle navi da pesca del 1977, con le relative modifiche;
5) «certificato», il certificato di conformità di cui all'articolo 6;
6) «lunghezza», salvo disposizioni contrarie, il 96 % della lunghezza totale al galleggiamento, posto all'85 % della più piccola altezza misurata dalla linea di chiglia, oppure la lunghezza misurata dalla faccia prodiera del diritto di prora all'asse di rotazione del timone al predetto galleggiamento, se questo valore è superiore. Nelle navi progettate con un'inclinazione di chiglia, il galleggiamento al quale è misurata la lunghezza deve essere parallelo al galleggiamento di progetto;
7) «che opera», che pesca o pesca e tratta il pesce o altre risorse marine viventi, fatto salvo il diritto di passaggio inoffensivo nel mare territoriale e la libertà di navigazione nella zona economica esclusiva entro le 200 miglia;
8) «organismo riconosciuto», un organismo riconosciuto a norma dell'articolo 4 della direttiva 94/57/CE del Consiglio, del 22 novembre 1994, relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime (8).
Articolo 3 Requisiti generali
1. Gli Stati membri provvedono affinché le disposizioni di cui all'allegato del protocollo di Torremolinos si applichino alle navi da pesca interessate battenti la loro bandiera, a meno che l'allegato I della presente direttiva non disponga altrimenti.
Salvo disposizioni contrarie della presente direttiva, le navi da pesca esistenti soddisfano i requisiti pertinenti dell'allegato del protocollo di Torremolinos entro il 1° luglio 1999.
2. Gli Stati membri provvedono affinché i requisiti di cui ai capitoli IV, V, VII e IX dell'allegato del protocollo di Torremolinos che si applicano alle navi di lunghezza uguale o superiore a 45 metri siano applicati anche alle navi da pesca nuove di lunghezza uguale o superiore a 24 metri battenti la loro bandiera, a meno che l'allegato II della presente direttiva non disponga altrimenti.
3. Gli Stati membri, tuttavia, provvedono affinché le navi battenti la loro bandiera che operano in aree particolari soddisfino le disposizioni applicabili alle aree in questione, secondo quanto stabilito nell'allegato III.
4. Gli Stati membri provvedono affinché le navi battenti la loro bandiera soddisfino i requisiti di sicurezza specifici stabiliti nell'allegato IV.
5. Gli Stati membri impediscono alle navi da pesca battenti la bandiera di un paese terzo di operare nelle loro acque interne o nel loro mare territoriale o di sbarcare catture nei loro porti, a meno che le amministrazioni dei rispettivi Stati di bandiera non certifichino che esse soddisfano i requisiti di cui ai paragrafi 1, 2, 3 e 4 e all'articolo 5.
6. L'equipaggiamento marittimo di cui all'allegato A.1 della direttiva 96/98/CE sull'equipaggiamento marittimo che sia conforme ai requisiti ivi contenuti, installato a bordo di una nave da pesca a norma della presente direttiva, è ritenuto automaticamente conforme alle disposizioni di quest'ultima, a prescindere dal fatto che queste prevedano che esso debba essere approvato o sottoposto a prove che soddisfino l'amministrazione dello Stato di bandiera.
Articolo 4 Requisiti specifici, esenzioni ed equivalenze
1. Qualora uno Stato membro o un gruppo di Stati membri ritenga che, date la situazione locale dovuta a particolari circostanze o le caratteristiche della nave, occorrano misure di sicurezza specifiche per le navi da pesca che operano in determinate aree, e qualora tale necessità sia dimostrata, possono, secondo la procedura di cui al paragrafo 4, adottare le suddette disposizioni di sicurezza specifiche per tenere conto di situazioni locali quali la natura e le condizioni climatiche delle acque in cui operano le navi in questione, la lunghezza dei viaggi o le caratteristiche delle stesse, quali i materiali di costruzione.
Le misure adottate sono aggiunte all'allegato III.
2. Per adottare misure contenenti esenzioni, gli Stati membri applicano le disposizioni della regola 3, paragrafo 3 del capitolo I dell'allegato del protocollo di Torremolinos, secondo la procedura di cui al paragrafo 4 del presente articolo.
3. In base alla regola 4, paragrafo 1 del capitolo I dell'allegato del protocollo di Torremolinos e secondo la procedura di cui al paragrafo 4 del presente articolo, gli Stati membri possono adottare misure che consentano l'impiego di impianti equivalenti.
4. Lo Stato membro che si avvalga delle disposizioni di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 segue la seguente procedura:
a) Lo Stato membro notifica alla Commissione i provvedimenti che intende adottare, ivi comprese informazioni sufficientemente dettagliate atte a confermare che il livello di sicurezza è adeguatamente mantenuto.
b) Se entro un periodo di sei mesi dalla notifica si stabilisce, secondo la procedura di cui all'articolo 9, che le misure proposte non sono giustificate, allo Stato membro in questione può essere richiesto di modificare o di non adottare tali misure.
c) Le misure adottate devono essere recepite nella rispettiva legislazione nazionale e comunicate alla Commissione, che informa nei dettagli gli altri Stati membri.
d) Ciascuna delle suddette misure è applicabile a tutte le navi da pesca che operano nelle medesime condizioni specifiche, senza discriminazioni dovute alla loro bandiera o alla nazionalità dell'operatore.
e) Le misure di cui al paragrafo 2 sono applicabili solo finché le navi da pesca operano nelle suddette condizioni specifiche.
Articolo 5 Norme di progettazione, costruzione e manutenzione
Le norme di progettazione, costruzione e manutenzione dello scafo, delle macchine principali e ausiliarie e degli impianti elettrici e automatici di una nave da pesca sono le norme in vigore alla data della sua costruzione, specificate ai fini della classificazione da un organismo riconosciuto o utilizzate da un'amministrazione.
Per le navi nuove tali norme sono conformi alla procedura e soggette alle condizioni stabilite all'articolo 14, paragrafo 2 della direttiva 94/57/CE.
Articolo 6 Ispezioni e certificati
1. Gli Stati membri rilasciano un certificato di conformità alla presente direttiva integrato da un elenco delle dotazioni ed eventualmente certificati di esenzione alle navi da pesca battenti la loro bandiera e conformi agli articoli 3 e 5. Il certificato di conformità, l'elenco delle dotazioni e il certificato di esenzione sono predisposti secondo il modello di cui all'allegato V. I certificati in questione sono rilasciati dall'amministrazione dello Stato di bandiera o da un organismo riconosciuto che opera a norma di quest'ultima, previa visita iniziale svolta unicamente dagli ispettori della stessa amministrazione dello Stato di bandiera o di un organismo riconosciuto o di uno Stato membro autorizzato dallo Stato di bandiera ad effettuare le visite, in base alla regola 6, paragrafo 1, lettera a) del capitolo I dell'allegato del protocollo di Torremolinos.
2. I periodi di validità dei certificati di cui al paragrafo 1 non superano quelli fissati nella regola 11 del capitolo I dell'allegato del protocollo di Torremolinos. I certificati di conformità sono rinnovati dopo visite periodiche svolte in base alla regola 6 del capitolo I dell'allegato del protocollo di Torremolinos.
Articolo 7 Disposizioni in materia di controlli
1. Le navi da pesca che operano nelle acque interne o nel mare territoriale di uno Stato membro o che sbarcano le loro catture nei suoi porti e che non battono la bandiera di quello Stato membro sono soggette al controllo dello Stato membro, a norma dell'articolo 4 del protocollo di Torremolinos e senza discriminazioni in base alla bandiera o alla nazionalità dell'operatore, per verificare che soddisfino la presente direttiva.
2. Le navi da pesca che non operano nelle acque interne o nel mare territoriale di uno Stato membro né sbarcano le loro catture nei porti di uno Stato membro e che battono la bandiera di un altro Stato membro sono soggette al controllo dello Stato membro, quando si trovano nei suoi porti, a norma dell'articolo 4 del protocollo di Torremolinos e senza discriminazioni in base alla bandiera o alla nazionalità dell'operatore, per verificare che soddisfino la presente direttiva.
3. Le navi da pesca battenti la bandiera di un paese terzo, che non operano nelle acque interne o nel mare territoriale di uno Stato membro né sbarcano le loro catture nei porti di uno Stato membro sono soggette al controllo dello Stato membro quando si trovano nei suoi porti, a norma dell'articolo 4 del protocollo di Torremolinos, per verificare che soddisfino quest'ultimo una volta entrato in vigore.
Articolo 8 Adattamenti
Secondo la procedura di cui all'articolo 9:
a) possono essere adottate e inserite disposizioni atte a garantire:
- un'interpretazione armonizzata delle disposizioni dell'allegato del protocollo di Torremolinos, lasciate alla discrezionalità delle amministrazioni delle singole parti contraenti, qualora ciò risulti necessario per garantirne l'applicazione uniforme nella Comunità,
- l'attuazione della presente direttiva, purché non ne amplino il campo di applicazione;
b) gli articoli 2, 3, 4, 6 e 7 della presente direttiva possono essere adeguati e gli allegati modificati per consentire l'applicazione, ai fini della direttiva, delle successive modifiche del protocollo di Torremolinos entrate in vigore dopo l'adozione della presente direttiva.
Articolo 9 Comitato
1. La Commissione è assistita dal comitato istituito a norma dell'articolo 12, paragrafo 1 della direttiva 93/75/CEE.
2. Qualora venga fatto riferimento al presente articolo, si applica la seguente procedura:
a) Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa alla votazione.
b) La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.
c) Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di un parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro otto settimane a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte.
Articolo 10 Notificazione all'IMO
La presidenza del Consiglio e la Commissione informano l'IMO dell'adozione della presente direttiva, facendo riferimento all'articolo 3, paragrafo 5 del protocollo di Torremolinos.
Articolo 11 Sanzioni
Gli Stati membri stabiliscono un sistema di sanzioni in caso di violazione delle norme nazionali adottate a norma della presente direttiva e prendono le misure necessarie per garantire che dette sanzioni siano applicate. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.
Articolo 12 Attuazione
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 1° gennaio 1999. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. La Commissione ne informa gli altri Stati membri.
Articolo 13 Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 14 Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 11 dicembre 1997.

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