Document ID: 31997R2003

REGOLAMENTO (CE) N. 2003/97 DEL CONSIGLIO del 13 ottobre 1997 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di sacchi di tessuti poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1) (in prosieguo denominato «regolamento di base»), in particolare gli articoli 9, 11 e 23,
vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
1. Misure in vigore
(1) Con regolamento (CEE) n. 3308/90 (2), il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo del 43,4 % sulle importazioni di sacchi di tessuti poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese.
Avendo stabilito che l'onere del dazio era stato sostenuto dagli esportatori, con regolamento (CEE) n. 2346/93 (3), il Consiglio ha notificato il regolamento (CEE) n. 3308/90 e ha istituito un dazio maggiorato dell'85,7 %.
2. Domanda di riesame
(2) Dopo la pubblicazione, nell'aprile 1995, di un avviso (4) di imminente scadenza delle misure in vigore, la Commissione ha ricevuto una domanda di riesame presentata dall'Associazione europea dell'industria delle poliolefine tessili (EATP) a nome di produttori che rappresenterebbero la maggior parte della produzione totale del prodotto in questione nella Comunità europea. La domanda conteneva elementi di prova delle pratiche di dumping sul prodotto originario della Cina e al nuovo grave pregiudizio che provocherebbe probabilmente la scadenza delle misure esistenti considerati sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta a fini di riesame.
(3) Il 17 ottobre 1995, la Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (5) (in appresso denominato «avviso di apertura»), l'apertura di un riesame del regolamento (CEE) n. 3308/90 e ha avviato un'inchiesta a norma dell'articolo 11, paragrafi 2 e 3 del regolamento (CE) n. 3283/94 del Consiglio (6), sostituito durante l'inchiesta dal regolamento di base.
3. Inchiesta
(4) La Commissione ha ufficialmente informato dell'inizio del riesame i produttori esportatori e gli importatori notoriamente interessati e le loro associazioni, i rappresentanti del paese esportatore e i produttori comunitari denunzianti.
(5) Si è data alle parti interessate la possibilità di comunicare osservazioni scritte e di chiedere di essere sentite entro il termine fissato nell'avviso di apertura.
Un certo numero di importatori e un'organizzazione che li rappresenta hanno reso note le loro osservazioni per iscritto. La Commissione ha inviato questionari a tutte le parti notoriamente interessate e ha ricevuto risposte da quattro produttori comunitari e da due importatori nella Comunità.
(6) L'inchiesta è stata ostacolata dal fatto che nessuno degli esportatori cinesi ha risposto al questionario della Commissione né ha comunicato le sue osservazioni per iscritto.
(7) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione del dumping e del pregiudizio e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
a) Produttori comunitari denunzianti
- Condepols AS, Valencia (Spagna),
- Cotesi, Carvalhos (Portogallo),
- Saint Frères Emballage SA, Parigi (Francia),
- Thrace Plastics Co., Atene (Grecia);
b) Produttore/esportatore nel paese analogo
- Debant Platik, Istanbul, Turchia;
c) Importatori
- Blockx, Arendonk, Belgio,
- Interjute, Hulst, Paesi Bassi.
(8) L'inchiesta relativa al dumping riguardava il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre 1995 (in appresso denominato «periodo dell'inchiesta»). L'esame del pregiudizio riguardava il periodo compreso tra il 1° gennaio 1992 e il 30 settembre 1995.
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1. Prodotto in esame
(9) I prodotti in esame sono i sacchi e sacchetti da imballaggio, diversi da quelli a maglia, confezionati con lamelle o forme simili di polietilene o di polipropilene, di tessuti di peso inferiore o uguale a 120 g per m². Esiste un gran numero di tipi diversi di sacchi e sacchetti confezionati con l'una o l'altra materia prima, che comunque hanno caratteristiche fisiche, chimiche e tecniche simili. I sacchi e i sacchetti servono, tra l'altro, a imballare prodotti industriali e agricoli.
Dato che le caratteristiche di base dei sacchi e dei sacchetti, siano esse fisiche, chimiche o tecniche, e il loro uso sono simili, si è deciso che il riesame avrebbe riguardato tutta la gamma, e in particolare che nell'inchiesta sarebbero rientrati sia i sacchi e sacchetti confezionati con lamelle di tessuti, indipendentemente dalla larghezza, che quelli confezionati con tessuti stratificati.
(10) A norma del regolamento (CE) n. 2448/95 della Commissione, del 10 ottobre 1995, che modifica l'allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (7). Il procedimento è stato aperto per i prodotti di cui al codice NC 6305 31 91, che il regolamento in questione ha poi sostituito con i due codici NC indicati, il prodotto sopra descritto rientra di norma nei codici NC 6305 32 81 e 6305 33 91. Tuttavia, nell'ambito del presente riesame la Commissione ha appurato che i sacchi e i sacchetti in questione possono essere classificati, quando si tratti di tessuti confezionati con lamelle di larghezza superiore a 5 mm o stratificati da entrambe le parti di misura visibile a occhio nudo, ai codici NC 3923 21 00, 3923 29 10 e 3923 29 90, pur rimanendo conformi alla summenzionata descrizione del prodotto.
2. Prodotto simile
(11) Dall'inchiesta è risultato che i sacchi e sacchetti esportati nella Comunità dalle società cinesi costituivano un prodotto simile a quello fabbricato in Turchia, poi scelta come paese analogo perché la Cina non era considerata un paese a economia di mercato (cfr. considerando 14 e 15). Analogamente, i sacchi e sacchetti prodotti dall'industria comunitaria e venduti sul mercato comunitario presentavano caratteristiche fisiche, chimiche e tecniche simili, sotto tutti gli aspetti, a quelle dei sacchi e sacchetti esportati dalla Cina nella Comunità. Si è stabilito che la stampa e l'orlo di determinati sacchetti, di cui al considerando 36, non li differenziavano dagli altri, e che i sacchi e i sacchetti avevano le stesse destinazioni finali e si trovavano in concorrenza gli uni con gli altri.
(12) Si è pertanto concluso che i sacchi e i sacchetti prodotti e venduti in Turchia costituivano, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento di base, un prodotto simile a quelli esportati dalla Cina nella Comunità e a quelli prodotti e venduti dall'industria comunitaria.
C. PROBABILITÀ CHE IL DUMPING CONTINUI O SI VERIFICHI NUOVAMENTE
1. Osservazioni preliminari
(13) L'inchiesta relativa al dumping doveva determinare se, con la scadenza delle misure, il dumping sarebbe continuato o si sarebbe verificato nuovamente, esaminando in particolare se sussistevano pratiche di dumping.
2. Paese analogo
(14) Dato che la Repubblica popolare cinese non è considerata un paese a economia di mercato, all'inizio del riesame la Commissione ha annunciato che, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 7 del regolamento di base, si pensava di scegliere la Turchia, come paese terzo appropriato a economia di mercato (in appresso denominato «paese analogo») per stabilire il valore normale.
(15) Tutte le parti interessate hanno avuto la possibilità di formulare osservazioni sulla scelta del paese analogo. Gli esportatori cinesi non si sono manifestati, mentre un importatore e un'associazione di operatori commerciali europei hanno contestato la scelta adducendo che le situazioni macroeconomiche della Cina e della Turchia non erano paragonabili e che la capacità di produzione della Turchia non era sufficiente. In alternativa, l'importatore ha proposto l'Indonesia, ma la proposta è stata respinta perché in un procedimento antidumping relativo allo stesso prodotto originario, tra l'altro, dell'Indonesia si era stabilito che il mercato di questo paese non era disciplinato dalle normali forze di mercato. Pertanto, considerato che i produttori turchi e cinesi utilizzano gli stessi macchinari e le stesse materie prime, che numerosi produttori che fabbricano il prodotto simile in quantità rappresentative sono in concorrenza sul mercato turco e che la capacità di produzione turca è attualmente sufficiente, si è concluso che la Turchia era un paese analogo appropriato. La Commissione si è potuta avvalere della collaborazione di un produttore turco del prodotto simile.
3. Valore normale
(16) Come si è spiegato al considerando 15, la Commissione ha chiesto a un produttore del paese analogo tutte le informazioni ritenute necessarie per la determinazione del valore normale e le ha verificate.
(17) A tal fine, la Commissione ha stabilito se le vendite sul mercato interno del paese analogo del produttore che ha collaborato fossero rappresentative a norma dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base.
Dall'inchiesta è emerso che le vendite interne totali del produttore turco che ha collaborato rappresentano, in volume, meno del 5 % delle esportazioni cinesi del prodotto simile nella Comunità.
(18) Dato che il volume delle vendite del prodotto simile sul mercato interno non era rappresentativo, e in assenza di altre vendite interne di un produttore che aveva collaborato, il valore normale è stato costruito. A norma dell'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento di base, il valore normale è stato costruito in base ai costi di produzione medi per tipo di sacchetto del produttore turco che ha collaborato. A norma dell'articolo 2, paragrafo 6 del regolamento di base, detti costi sono stati maggiorati di un congruo importo per le spese generali, amministrative e di vendita, stabilito in base a dati effettivi riguardanti la produzione e le vendite interne del prodotto simile del produttore turco che ha collaborato, e per i profitti. Data l'elevata proporzione delle vendite in perdita del prodotto in questione effettuate dal produttore che ha collaborato, il margine di profitto è stato calcolato, a norma dell'articolo 2, paragrafo 6, lettera c) del regolamento di base, in funzione delle informazioni fornite dagli altri produttori turchi in merito agli utili normalmente realizzati sulle vendite del prodotto simile in Turchia.
(19) Ai fini dell'inchiesta, il prodotto è stato classificato per tipo (semplice, foderato e stratificato). I diversi costi di produzione sono stati calcolati separatamente per i tre tipi di sacchetti (semplici, foderati e stratificati).
4. Prezzi all'esportazione
(20) Il questionario per gli esportatori è stato inviato a dieci produttori cinesi, nessuno dei quali ha risposto.
(21) Le esportazioni cinesi del prodotto in questione sono state effettuate a importatori indipendenti nella Comunità. Due importatori del prodotto simile hanno collaborato con la Commissione. Si è ritenuto che i prezzi comunicati da questi importatori fossero gli elementi di prova più validi per stabilire il prezzo all'esportazione, poiché il volume di queste transazioni rappresentava una quota rilevante delle importazioni del prodotto dalla Cina e consentiva un calcolo per tipo di sacchetto.
(22) I prezzi all'esportazione, pertanto, sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati dai due importatori per il prodotto in questione nel periodo dell'inchiesta. Le transazioni riguardavano due tipi di prodotti, vale a dire i sacchetti semplici e quelli foderati, considerati rappresentativi delle esportazioni cinesi. Le transazioni in questione, infatti, rappresentavano una quota rilevante delle esportazioni cinesi nella Comunità, dato che gli importatori che hanno collaborato rappresentano a loro volta una quota considerevole di tutte le importazioni cinesi dei prodotti simili.
5. Confronto
(23) A norma dell'articolo 2, paragrafi 10 e 11 del regolamento di base, il valore normale costruito per ciascun tipo di prodotto è stato confrontato con la media ponderata del prezzo all'esportazione per tipo di prodotto su base FOB e allo stesso stadio commerciale. Per calcolare il valore normale costruito FOB porto turco, si è sommato il costo del trasporto interno fino al porto più vicino al valore normale costruito stabilito ai fini di un equo confronto con il prezzo all'esportazione cinese, comunicato FOB Shanghai.
(24) Come si è già detto, i prezzi all'esportazione cinesi ottenuti dai due importatori che hanno collaborato per il periodo dell'inchiesta riguardavano soltanto i sacchetti semplici e foderati. La Commissione, pertanto, ha circoscritto il confronto a questi due tipi.
6. Margine di dumping
(25) Dal confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione è risultata l'esistenza di pratiche di dumping, il cui margine è pari all'importo di cui il valore normale supera il prezzo all'esportazione nella Comunità.
(26) La media ponderata del margine di dumping, espressa in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è del 102,4 %.
D. INDUSTRIA COMUNITARIA
(27) La Commissione ha esaminato se i produttori comunitari che hanno appoggiato la domanda di riesame e che hanno collaborato all'inchiesta rappresentassero una quota maggioritaria della produzione comunitaria totale a norma dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento di base. Si è riscontrato a tale riguardo che i quattro produttori che hanno collaborato al riesame hanno prodotto una quota rilevante (almeno del 65 %) della produzione comunitaria totale. Si è pertanto concluso che detti produttori potevano costituire l'«industria comunitaria» ai fini dell'inchiesta.
E. PROBABILITÀ CHE IL PREGIUDIZIO CONTINUI O SI VERIFICHI NUOVAMENTE
1. Osservazioni preliminari
(28) L'inchiesta relativa la pregiudizio doveva determinare se la scadenza delle misure implicasse il rischio del persistere o della reiterazione del pregiudizio, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento di base, e se le misure non fossero più necessarie o non fossero più sufficienti per controbilanciare il dumping che ha causato il pregiudizio, a norma dell'articolo 11, paragrafo 3.
2. Consumo comunitario
(29) Il consumo comunitario apparente del prodotto immesso in libera pratica sul mercato (in base alle risposte ai questionari, ai dati Eurostat e alle informazioni sul mercato di cui dispone la Commissione) è aumentato da circa 33 000 t nel 1992 a circa 44 000 t nel 1995 (+ 33 %).
(30) Va sottolineato che i sacchi e i sacchetti vengono importati secondo procedure diverse. I dazi antidumping e quelli convenzionali si applicano solo alle importazioni destinate all'immissione in libera pratica.
3. Volume e quota di mercato delle importazioni in dumping
(31) I quantitativi del prodotto importati dalla Cina per essere immessi in libera circolazione sono passati da 3 884 t nel 1992 a 2 672 t nel 1995, con un calo della quota di mercato (calcolata in base ai dati sul consumo apparente di cui al considerando 29) dall'11,7 % nel 1992 al 6,1 % nel 1995.
(32) Va osservato che, pur essendo diminuite in volume negli ultimi anni, le importazioni cinesi destinate ad essere immesse in libera pratica conservano una quota di mercato considerevole. Il fatto che, nonostante le misure in vigore (cfr. considerando 37), possano praticare sottoquotazioni rispetto ai prezzi dei produttori comunitari sul mercato della libera circolazione ha probabilmente contribuito ad esercitare una pressione al ribasso sui prezzi del mercato comunitario.
4. Prezzi delle importazioni in dumping
(33) A causa della mancata collaborazione degli esportatori cinesi, ci si è basati, per il calcolo della sottoquotazione, sul prezzo all'esportazione delle operazioni effettive (quasi esclusivamente importazioni temporanee) dei due importatori che hanno collaborato. Questi dati sono i più attendibili, anche perché consentono un confronto dei prezzi a seconda dei tipi di sacchi e sacchetti (semplici, foderati, stratificati, ecc).
(34) I servizi della Commissione hanno confrontato i prezzi medi per tipo di sacco o sacchetti in base alle vendite al primo importatore indipendente, per le importazioni, e al primo cliente indipendente, per i produttori comunitari.
(35) I produttori comunitari hanno effettuato quasi esclusivamente vendite dirette agli utilizzatori finali. Nei pochi casi di vendita ai distributori, non si sono rilevate differenze di rilievo in termini di prezzi. Le importazioni, invece, sono state effettuate esclusivamente a importatori all'ingrosso, con le relative spese di magazzinaggio. La Commissione, quindi, ha ridotto i prezzi medi dei produttori comunitari per tenere debitamente conto delle differenze relative allo stadio commerciale.
(36) Tutte le importazioni rilevate riguardavano a) sacchi e sacchetti semplici o b) sacchi e sacchetti con una fodera di polietilene. Tutti i sacchi e sacchetti foderati e tutti quelli semplici tranne uno erano orlati nella parte superiore e la maggior parte non recava stampigliature (dato che a questo provvedeva l'importatore). Per contro, i produttori comunitari hanno venduto principalmente sacchi e sacchetti stampigliati e non orlati. Se del caso, quindi, i prezzi di vendita dei produttori comunitari sono stati adeguati detraendo le spese di stampigliatura e di orlatura. La Commissione ha quindi calcolato il prezzo medio dei produttori comunitari per ogni tipo di sacco e di sacchetto importato, ponderato in base alle vendite del tipo in questione effettuate dai quattro produttori che hanno collaborato.
(37) Una volta ottenuti i prezzi medi adeguati per ogni tipo di sacco e sacchetto, si è calcolato il livello della sottoquotazione reale, con le misure attualmente in vigore, sul mercato dei sacchi e sacchetti in libera pratica. I prezzi all'importazione sono stati maggiorati del 92,9 % (il 7,2 % convenzionale più un dazio antidumping dell'85,7 %) e confrontati con i prezzi adeguati dei produttori comunitari. Va osservato che, trattandosi di importazioni temporanee, a queste transazioni non veniva applicato nessun dazio, ma si tratta delle informazioni più attendibili in mancanza di transazioni verificate per l'immissione in libera pratica. Si sono così ottenuti margini di sottoquotazione del 4,7 % per i sacchi e sacchetti semplici orlati e del 28,6 % per i sacchi e sacchetti foderati e orlati, con una media del 15,3 % (espressa in percentuale dei prezzi adeguati dei produttori comunitari).
5. Fattori relativi all'industria comunitaria
(38) Nei seguenti considerando, che riguardano le variazioni subite da determinati fattori chiave tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta, si sono adeguate le cifre relative al periodo dell'inchiesta, limitate a un periodo di nove mesi, onde poterle confrontare con i dati per tutto l'anno.
Produzione
(39) La produzione dell'industria comunitaria è scesa da 9 500 t nel 1992 ad una cifra comparabile di 8 900 t nel periodo dell'inchiesta (- 6 %).
Volume delle vendite e quota di mercato
(40) Il volume delle vendite dell'industria comunitaria sul mercato comunitario è diminuito del 13 %, passando da circa 9 600 t nel 1992 ad una cifra comparabile di circa 8 400 t nel periodo dell'inchiesta, con una corrispondente riduzione della quota di mercato dal 30,2 % nel 1992 al 19,1 % nel periodo dell'inchiesta.
Valore delle vendite
(41) In termini di valore, le vendite dell'industria comunitaria sul mercato comunitario sono diminuite del 9 %, passando da circa 23,7 milioni di ECU nel 1992 a una cifra comparabile di circa 21,6 milioni di ECU nel periodo dell'inchiesta.
Redditività
(42) La redditività dell'industria comunitaria per il prodotto in questione è calata, con perdite in aumento dallo 0,14 % delle vendite nel 1992 all'1,80 % nel periodo dell'inchiesta.
Conclusione
(43) Queste risultanze confermano la difficile situazione dell'industria comunitaria, che sarebbe ulteriormente aggravata dalla quotazione successiva allo scadere delle misure nei confronti delle importazioni dalla Cina.
6. Sottoquotazione dei prezzi in caso di scadenza delle misure
(44) Si è proceduto ad un secondo calcolo della sottoquotazione per stabilire il livello di sottoquotazione che si rischierebbe di raggiungere in caso di scadenza delle misure. Il metodo utilizzato è quello descritto ai considerando 34-37, ma ai prezzi all'importazione è stato aggiunto solo il dazio convenzionale del 7,2 % e non l'attuale dazio antidumping dell'85,7 %. Si sono così ottenuti i seguenti margini di sottoquotazione: 47,0 % per i sacchi e sacchetti semplici orlati e 60,2 % per i sacchi e sacchetti foderati e orlati, con una media del 52,9 % (espressa in percentuale dei prezzi adeguati dei produttori comunitari).
7. Conclusione
(45) Pur essendo diminuite, le importazioni dalla Cina destinate alla libera circolazione rimangono considerevoli rispetto alla produzione dell'industria comunitaria. In questo settore economico, è logico pensare che, se le condizioni lo permettessero, gli esportatori cinesi non avrebbero difficoltà a riportare le loro esportazioni ai livelli precedenti.
(46) Considerato che, nonostante le misure in vigore, si registra una sottoquotazione delle importazioni dalla Cina rispetto ai prezzi dei produttori comunitari sul mercato dei sacchi e sacchetti immessi in libera pratica, la scadenza delle misure aggraverebbe la situazione in misura preoccupante, offrendo ai produttori cinesi un notevole incentivo ad aumentare le loro esportazioni nella Comunità e accentuando la pressione al ribasso sui prezzi dei produttori comunitari.
(47) I sacchi e sacchetti in questione sono soggetti a un limite quantitativo (categoria 33 dei tessili), che in pratica però non limita le importazioni (utilizzazione nel 1995: 30 %), in particolare perché non viene rispettato il principio che estende l'applicazione del limite anche ai sacchi e ai sacchetti destinati ad essere riesportati al di fuori della Comunità.
(48) Si conclude pertanto che la scadenza delle misure reitererebbe probabilmente il pregiudizio.
(49) A norma dell'articolo 11, paragrafo 3 del regolamento di base, quindi, si è cercato di stabilire se le misure in vigore bastassero a controbilanciare il dumping che sta causando il pregiudizio (cfr. considerando 62/64).
F. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Introduzione
(50) Le uniche parti interessate manifestatesi nel corso del riesame sono produttori e importatori (cfr. considerando 5). In particolare, non si è manifestato nessun utilizzatore di sacchi e sacchetti, il che dimostra l'effetto limitato delle misure sui loro interessi. Si è comunque effettuata una valutazione degli interessi della Comunità in senso lato.
2. Effetti delle misure sui prezzi e sui quantitativi
(51) Dopo l'istituzione delle misure nel 1990, si è registrato un calo delle importazioni dalla Cina di sacchi e sacchetti da immettere in libera pratica cui ha fatto riscontro un aumento del consumo comunitario apparente, il che sembra indicare che gli acquirenti si sono riforniti altrove anziché comprare quantitativi più modesti di sacchi e sacchetti. In mancanza di comunicazioni e di indicazioni contrarie, si può quindi concludere che le misure non hanno causato una diminuzione dell'offerta.
(52) Il prezzo dazio non corrisposto delle importazioni dalla Cina è sceso fino al 1994 per poi risalire nel 1995. Dalle statistiche Eurostat si evince che, una volta pagato il dazio, le importazioni dalla Cina destinate alla libera circolazione risultavano nel 1995 più care del 70 % rispetto al 1990, prima dell'istituzione delle misure.
(53) I prezzi cinesi rimarranno inferiori a quelli dei produttori comunitari anche con le nuove aliquote del dazio, inferiori al livello di sottoquotazione che farebbe seguito allo scadere delle misure. Considerato l'aumento della domanda nella Comunità, è improbabile che, anche dopo l'istituzione dei nuovi dazi proposti, gli esportatori cinesi riducano i prezzi al netto dei dazi o siano costretti a ridurre il volume delle vendite destinate alla libera circolazione rispetto alla situazione attuale. Si può ragionevolmente ipotizzare che il prezzo delle importazioni cinesi sul mercato della libera circolazione (dazio corrisposto) aumenterà in misura poco rilevante (meno del 10 %) in seguito alle nuove misure proposte.
3. Interessi dell'industria comunitaria
(54) Le società comunitarie che hanno collaborato registrano attualmente un fatturato dell'ordine di 23 milioni di ECU e hanno 650 dipendenti (contro rispettivamente 35 milioni di ECU e 1 200 dipendenti per tutti i produttori comunitari).
(55) Dall'inchiesta è emerso che l'industria comunitaria ha cercato di razionalizzare la produzione passando a tipi più specializzati di sacchi e sacchetti (come i contenitori flessibili intermedi per merci alla rinfusa), e quindi che potrebbe rimanere vitale. I notevoli investimenti realizzati per introdurre detta razionalizzazione non serviranno a niente se non si proteggerà l'industria in questione dalle importazioni sleali e pregiudizievoli. Mantenendo in vigore le misure antidumping si permetterebbe all'industria comunitaria di operare su un piano di parità con le importazioni dalla Cina controbilanciando le pratiche concorrenziali sleali.
4. Interessi degli utilizzatori
(56) I sacchi e i sacchetti in questione sono un prodotto industriale che serve principalmente a imballare prodotti agricoli e chimici.
(57) Per definizione, la concorrenza degli utilizzatori comunitari di sacchi e sacchetti (quali gli esportatori di prodotti agricoli) sui mercati dei paesi terzi non dovrebbe risentire delle misure, poiché il dazio non si applicherà ai sacchi e sacchetti da riesportare una volta riempiti. Le misure, tuttavia, potrebbero nuocere alla competitività degli utilizzatori sul mercato comunitario nei confronti dei concorrenti dei paesi terzi, ma, come si spiega qui di seguito, si tratta di un effetto minimo.
(58) Per valutare le probabili ripercussioni sugli utilizzatori (non essendo pervenute osservazioni o denunce da parte loro nel corso dell'inchiesta), si sono espressi i probabili aumenti dei costi a seguito delle misure in percentuale del valore del contenuto probabile di un sacco o di un sacchetto (prodotti agricoli di base, ecc.), onde fare una stima dell'aumento percentuale dei costi. Dall'analisi è risultato che, per la maggior parte degli utilizzatori dei sacchi cinesi, l'aumento dei costi sarebbe pari allo 0,5 % di questo valore. Dato che il prezzo del contenuto rappresenta solo una parte dei costi totali degli utilizzatori, l'aumento dei costi risulterebbe ancora più modesto se espresso in proporzione dei costi totali.
5. Interessi degli importatori
(59) Hanno collaborato all'inchiesta solo due degli oltre 40 importatori contattati dalla Commissione. Si sono inoltre ricevute comunicazioni da un'associazione di importatori.
(60) Va osservato che le misure modificate proposte non dovrebbero ridurre i quantitativi importati dalla Cina. Inoltre, gli importatori hanno la possibilità di rifornirsi altrove e, in ogni caso, trattano un notevole volume di importazioni temporanee che non risentiranno delle nuove misure. L'impatto dell'aumento limitato del dazio sugli importatori, quindi, non dovrebbe essere rilevante.
6. Conclusione
(61) La Commissione ha esaminato tutti i fattori di cui sopra e ha concluso che non vi fosse alcun motivo impellente di non mantenere in vigore le misure, modificate secondo i risultati del riesame, onde ripristinare un regime concorrenziale a prezzi equi ed eliminare la minaccia di pregiudizio per l'industria comunitaria qualora si consentisse di far scadere le misure.
G. MISURE ANTIDUMPING
1. Livello necessario per eliminare il pregiudizio
(62) Nel corso dell'inchiesta, è risultato chiaramente che la gamma di sacchi e sacchetti importati era diversa da quella prodotta dai produttori comunitari. Ad esempio, le importazioni cinesi non comprendevano sacchi e sacchetti stratificati, che rappresentano invece una proporzione rilevante della produzione della maggior parte dei produttori comunitari. Si è riscontrato che i sacchi e sacchetti semplici (ossia quelli più importati) erano molto meno redditizi per i produttori comunitari di tutti gli altri tipi.
(63) Si è pertanto fatto un calcolo in base al costo di produzione di ogni tipo di sacco e sacchetto. Per determinati produttori, si sono dovuti costruire detti costi, perché i costi standard della società per ogni tipo sono risultati non conformi ai costi totali verificati o perché non esistevano detti costi standard.
(64) I costi così ottenuti sono stati adeguati per tener conto delle differenze relative allo stadio commerciale tra le importazioni e le vendite dei produttori comunitari (cfr. considerando 35), aggiungendo un margine di utile. Il confronto è stato effettuato, per i diversi tipi, con i prezzi CIF delle importazioni rilevate, adeguate per tener conto del dazio convenzionale del 7,2 %. La media ponderata del margine così ottenuta, espressa in percentuale del valore CIF delle importazioni - che rappresenterebbe una minaccia di vendite sottocosto in caso di scadenza delle misure -, e quindi il livello del dazio necessario per eliminare il pregiudizio, è del 120,9 %.
Si è pertanto stabilito che le misure in vigore (85,7 %) non erano sufficienti per controbilanciare il dumping causa del pregiudizio.
2. Dazi definitivi
(65) Poiché dal confronto sono risultati margini di pregiudizio superiori al margine di dumping stabilito, e dato che il nuovo margine di dumping è superiore al livello del dazio oggetto del riesame, a norma dell'articolo 9, paragrafo 4 del regolamento di base il dazio dovrebbe essere fissato in funzione del margine di dumping riscontrato. In considerazione di quanto precede, il livello del dazio antidumping dovrebbe essere pari al 102,4 %,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di sacchi e sacchetti da imballaggio, diversi da quelli a maglia, confezionati con lamelle o forme simili di polietilene o di polipropilene, di tessuti di peso inferiore o uguale a 120 g per m², originari della Repubblica popolare cinese e classificati ai seguenti codici NC:
SPAZIO PER TABELLA
2. L'aliquota del dazio antidumping definitivo applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è del 102,4 %.
3. Salvo disposizione contraria, si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Il regolamento (CEE) n. 3308/90 è abrogato.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso scade dopo cinque anni dall'entrata in vigore. Tuttavia, qualora a quel momento fosse ancora in corso un riesame delle misure adottate dal presente regolamento, esso rimarrà in vigore fino al termine del riesame.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 13 ottobre 1997.

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