Document ID: 32001D0046

Decisione della Commissione
del 26 luglio 2000
relativa alla misura ed all'aiuto di Stato cui la Germania ha dato attuazione in favore del gruppo SICAN e dei partner dei suoi progetti
[notificata con il numero C(2000) 2466]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2001/46/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
visto il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(1), in particolare l'articolo 7,
vista la decisione della Commissione dell'11 marzo 1998(2) di avviare un procedimento ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, in relazione all'aiuto di Stato C 20/98,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli(3),
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 30 settembre 1996, alla Commissione è pervenuta una denuncia relativa ad un presunto aiuto di Stato dell'importo di 150 milioni di EUR in favore di SICAN, impresa stabilita ad Hannover, Bassa Sassonia.
(2) Con lettera del 4 november 1996, la Commissione ha chiesto al governo tedesco di fornirle informazioni al riguardo, che sono state trasmesse con lettera del 20 marzo 1997. Oltre alle suddette informazioni, le autorità tedesche hanno inviato tre distinte comunicazioni con le quali informavano la Commissione di aver versato gli aiuti in questione.
(3) Il 2 dicembre 1997, in occasione di una riunione tra rappresentanti del governo tedesco e i servizi della Commissione, sono state fornite ulteriori informazioni.
(4) Con lettera del 26 maggio 1998, la Commissione ha informato la Germania della sua decisione di avviare un procedimento ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in relazione all'aiuto in oggetto.
(5) Tale decisione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(4). La Commissione ha inoltre invitato i terzi interessati a manifestare il proprio parere in merito all'aiuto; non sono tuttavia pervenute osservazioni.
(6) Facendo seguito alla lettera con la quale venivano informate dell'avvio del procedimento, le autorità tedesche hanno trasmesso alla Commissione ulteriori informazioni con lettere del 21 luglio 1998, 14 settembre 1998, 24 novembre 1998, 11 gennaio 1999, 17 febbraio 1999, 3 marzo 1999, 27 aprile 1999, 15 giugno 1999 e del 16 giugno 1999.
(7) Rappresentanti del governo tedesco e dei servizi della Commissione si sono incontrati il 30 settembre 1998 ed il 20 maggio 1999.
(8) In data 2 febbraio 2000, la Commissione ha ingiunto al governo tedesco di fornirle ulteriori informazioni, che sono state inviate con lettera del 15 marzo 2000.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELLE MISURE E DEL PRESUNTO AIUTO
(9) Sulla base delle informazioni di cui la Commissione disponeva al momento dell'avvio del procedimento, la situazione si presentava come descritto in appresso(5).
A. IL GRUPPO
(10) Nel 1989, il governo della Bassa Sassonia ha deciso, nel quadro del progetto europeo "JESSI" e in collaborazione con il governo federale, di fare di SICAN un centro strategico che raccoglie esperti nella tecnologia chiave della microelettronica e nella sua applicazione all'industria e al settore dei servizi, al fine di sostenere e qualificare, grazie all'impiego della microelettronica, le imprese della Bassa Sassonia operanti nei settori seguenti: telecomunicazioni, elettronica di consumo, tecnologia della trasmissione dati, ingegneria meccanica ed elettrotecnica. A questo proposito era prevista la realizzazione di progetti di ricerca in collaborazione con e su richiesta di tali imprese. Successivamente, il gruppo SICAN è stato riorganizzato ed ha assunto la forma societaria che ha mantenuto fino al 1998. Sebbene le imprese del gruppo SICAN fossero organizzate sotto forma di società responsabilità limitata (GmbH), esse erano state costituite, secondo le autorità tedesche, allo scopo principale di svolgere l'attività di interesse pubblico sopra descritta e lo Stato ha sempre esecritato la sua influenza tramite gli organi di sorveglianza della società madre.
(11) Il gruppo SICAN comprendeva una holding di gestione, SICAN Beteiligungs-GmbH (in appresso "SIBEG"), due controllate operative, SICAN GmbH (in appresso "SICAN") e SICAN F& E-Betriebs-GmbH (in appresso "SIBET") e un'impresa proprietaria degli attivi patrimoniali del gruppo, SICAN Anlagen Verwaltungs-GmbH (in appresso "SIAG"). Le quote di partecipazione nell'impresa SIBEG sarebbero appartenute prevalentemente ad imprese tedesche e americane. SICAN era una controllata al 100 % di SIBEG. Le quote di SIBET erano detenute da SIBEG (51 %), da un lato, e da Nord/LB e da alcuni Länder tedeschi (49 %), dall'altro. Considerato che il 100 % delle quote di SIAG era detenuto da Nord/LB, l'impresa si trovava sotto il controllo diretto dello Stato.
(12) Dal 1990 al 1998 SICAN ha realizzato più di 500 progetti riguardanti l'attività di sviluppo precompetitiva per conto di committenti privati. Stando a quanto asserito, SIBET non perseguiva finalità di lucro e non operava sul mercato. Anche SIBET realizzava progetti di R& S, principalmente però nella fase della ricerca industriale e lavorava in collaborazione con partner del settore industriale e con istituti di ricerca. SIAG non perseguiva finalità di lucro ed era proprietaria di tutti gli attivi patrimoniali dell'insieme delle imprese SICAN (locali, materiale, software e altre attrezzature); essa metteva tali attivi a disposizione di SICAN e di SIBET e forniva anche servizi alle stesse tramite il suo personale.
B. L'AIUTO PRESUNTO
a) Somme erogate
(13) L'avvio del procedimento si basava sul presupposto che dal 1990 al 1998 erano stati versati al gruppo SICAN fondi pubblici ammontanti a più di 100 milioni di EUR; detti fondi erano stati perlopiù assegnati a SIAG per il finanziamento delle attività patrimoniali del gruppo e per la copertura dei costi di gestione.
(14) Dal 1990 il gruppo ha ricevuto più di 100 milioni di EUR sotto forma di finanziamento pubblico accordato dal governo federale o dal Land. La maggior parte di questa somma è stata assegnata a SIAG per finanziare le attività patrimoniali del gruppo (57,5 milioni di EUR, ovvero 113,74 milioni di DEM) e coprire i costi di gestione (5,92 milioni di EUR, ovvero 11,71 milioni di DEM). SIBET ha ricevuto 31,76 milioni die EUR (62,79 milioni die DEM) per effettuare investimenti e condurre progetti di R& S. SICAN ha ricevuto 13,64 milioni di EUR (26,97 milioni di DEM) come finanziamento per l'avviamento nell'esercizio 1990/1991 e da allora è finanziariamente autonoma.
b) Aituti accordati tramite SIBET e SICAN ai loro partner
(15) Per quanto concerne l'erogazione diretta di aiuti, a SIBET sono stati assegnati 5,11 milioni di EUR (10,11 milioni di DEM) perché li ridistribuisse ai partner (istituti di ricerca e imprese) per finanziare progetti. L'intensità massima dell'aiuto a favore dei partner industriali sarebbe stata pari al 50 %. È stato sostenuto che i progetti andavano classificati come ricerca industriale. I partner di SICAN non avrebbero beneficiato di alcun finanziamento diretto.
(16) Quanto agli eventuali vantaggi indiretti ottenuti dai committenti di SIBET e di SICAN, le autorità tedesche hanno dichiarato che SIBET e SICAN fornivano i propri servizi, se non ai prezzi di mercato, almeno contro un corrispettivo che copriva pienamente i costi, e non ridistribuivano dunque vantaggi indiretti alle altre imprese.
c) Aiuti accordati a SICAN e SIBET
(17) Per quanto riguarda gli aiuti accordati a SICAN e a SIBET, oltre al finanziamento direto considerato al punto 15, esse avrebbero beneficiato di alcuni vantaggi trasferiti loro da SIAG tramite la fatturazione dei servizi forniti da tale impresa. Sebbene SIAG abbia fatturato interamente a SICAN e a SIBET i servizi forniti dal suo personale, le autorità tedesche hanno dichiarato che i compensi pagati per l'utilizzo degli attivi detenuti da SIAG non comprendevano né i costi di ammortamento, né la somma di 5,92 milioni di EUR (11,71 milioni di DEM) che SIAG aveva ricevuto a copertura dei costi di gestione.
d) Posizione delle autorità tedesche
(18) Le autorità tedesche ritengono che gli aiuti concessi per i progetti di SICAN e di SIBET siano conformi alla disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo(6) (in appresso "disciplina comunitaria sulla R& S"), in quanto l'intensità media non ha mai superato l'intensità consentita dalla suddetta disciplina.
(19) Inoltre, con lettera del 20 marzo 1997, le autorità tedesche hanno inviato tre "notifiche NN", descritte più dettagliatamente nella comunicazione relativa all'avvio del procedimento.
(20) In occasione della riunione del 4 dicembre 1997, le autorità tedesche hanno sostenuto che gli aiuti affluiti ai partner del gruppo SICAN potrebbero rientrare in uno dei regimi di aiuti alla ricerca e sviluppo autorizzati dalla Commissione, senza tuttavia precisare di quale regime si tratti.
III. DECISIONE DELLA COMMISSIONE DI AVVIARE IL PROCEDIMENTO
(21) La Commissione ha deciso di avviare il procedimento d'indagine formale(7), poiché, sulla base delle informazioni a sua disposizione, dubitava che le condizioni stabilite nella disciplina comunitaria sulla R& S fossero soddisfatte. Per poter esprimere una valutazione in proposito sarebbe stato necessario, tra l'altro, attribuire gli aiuti in questione a determinati progetti di ricerca, stabilire la fase di ricerca degli stessi e, infine, quantificare la somma totale degli aiuti accordati, al fine di calcolare e valutare l'intensità di tali aiuti e dimostrarne la necessità e l'effetto di incentivazione. Le autorità tedesche non avevano però fornito le informazioni necessarie a tal fine. In particolare, esse non avevano dimostrato che il gruppo SICAN applicava un sistema di contabilità analitica tale da assicurare che tutti i servizi forniti dall'impresa a terzi venissero fatturati a prezzi di mercato o a prezzi in grado di coprire i costi.
IV. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(22) Alla Commissione non sono pervenute osservazioni di terzi interessati.
V. COMMENTI DELLA GERMANIA
(23) In risposta alla decisione della Commissione di avviare un procedimento ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE, le autorità tedesche hanno comunicato informazioni dettagliate che possono essere riassunte come esposto in appresso.
A. AIUTI DIRETTI AI PARTNER DI SIBET
(24) In riferimento agli aiuti diretti erogati ai partner di SIBET, le autorità tedesche hanno sottolineato che l'obiettivo dei progetti di ricerca industriale realizzati insieme ai partner era quello di incentivare l'applicazione della microelettronica ed innalzare, attraverso progetti di ricerca concreti, il livello di qualificazione delle imprese partecipanti. Dagli elenchi trasmessi dal governo tedesco risulta che SIBET ha realizzato 17 progetti nella fase della ricerca industriale. Per tali progetti, i partner hanno ricevuto un totale di 9,73 milioni di DEM (4,97 milioni di EUR). Di tale somma, 2,7 milioni di DEM (1,38 milioni di EUR) sono andati a favore di istituti di ricerca pubblici. 7 milioni di DEM (3,58 milioni di EUR) sono invece stati erogati a 15 partner industriali. Su richiesta della Commissione, le autorità tedesche hanno inviato le descrizioni di questi 15 progetti sostenendo che tutti i progetti erano stati correttamente classificati come progetti di ricerca industriale. Dagli elenchi delle sovvenzioni erogate in favore delle 15 imprese e dei costi da queste sostenuti per i progetti risulta che l'intensità massima degli aiuti, pari al 50 % dei costi dei progetti, non era stata superata.
(25) Cinque partner non rientravano nella definizione di piccole e medie imprese (PMI) ai sensi della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato alle piccole e medie imprese(8). In un caso, l'importo dell'aiuto (meno di 36000 DEM, ovvero di 18406 EUR) era inferiore alla soglia fissata dalla comunicazione della Commissione relativa agli aiuti de minimis(9). Per le altre quattro imprese la Germania ha fornito informazioni che avrebbero dovuto chiarire perché l'aiuto rappresentava per l'impresa beneficiaria un incentivo alla realizzazione della ricerca ai sensi del punto 6 della disciplina comunitaria sulla R& S.
(26) I quindici progetti vengono descritti in appresso. Quando non viene menzionato il nome dell'impresa beneficiaria, si tratta di una PMI ai sensi della definizione comunitaria.
(27) Progetto 1005:
Nell'ambito di questo progetto è stato messo a punto un modulo di elaborazione dei dati dei sensori caratterizzato da un'elevata funzionalità e da dimensioni estremamente ridotte. I risultati del progetto renderanno possibili nuove funzioni tecniche che consentiranno di migliorare sensibilmente le attuali prestazioni in vista dell'applicazione di tale modulo nel settore dell'ingegneria meccanica. Si tratta pertanto di un progetto di ricerca industriale nel quale, le conoscenze acquisite attraverso la sperimentazione sistematica di queste nuove funzioni tecniche possono essere utilizzate per migliorare notevolmente i procedimenti finora impiegati nell'ingegneria meccanica. Il nuovo modulo di elaborazione dati può essere ad esempio impiegato nella produzione di macchine utensili per determinare il grado di usura delle mole abrasive diamantate e permettere in tal modo un migliore utilizzo di queste mole particolarmente costose. Rispetto ai processi tradizionali, il nuovo modulo elettronico consente inoltre di collegare direttamente mediante l'interfaccia CAN-Bus i vari componenti dei macchinari e i dispositivi di comando.
Al partner industriale è stato concesso un aiuto di 166000 DEM (84874 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi sostenuti dall'impresa per il progetto.
(28) Progetto 1006:
Questo progetto ha consentito la realizzazione di un nuovo sistema di controllo per la saldatura con laser a CO2 che, regolando l'intensità del laser, permette un sensibile miglioramento della qualità della saldatura ottenuta. Grazie a questa innovazione, l'intero processo della saldatura risulta decisamente più efficiente. Finora, i parametri ottimali di lavorazione dovevano essere determinati empiricamente attraverso laboriosi tentativi. I risultati del progetto contribuiscono direttamente al miglioramento del processo industriale e della qualità del prodotto. Si tratta pertanto di un progetto di ricerca industriale nel quale le conoscenze acquisite attraverso la sperimentazione sistematica possono essere utilizzate per migliorare sensibilmente i tradizionali processi di saldatura con laser a CO2. Fino ad oggi era di norma necessaria una verifica visiva dei pezzi lavorati, verifica che grazie al progresso realizzato può ora essere notevolmente ridotta.
Al partner industriale è stato concesso un aiuto di 117500 DEM (60076 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi sostenuti dall'impresa per il progetto.
(29) Progetto 1008:
I radiomicrofoni vengono impiegati per la radiodiffusione di segnali audio di alta qualità negli studi televisi, nelle telecronache, nei teatri e nelle sale da concerto. La qualità della trasmissione offerta dai sistemi analogici a modulazione di frequenza finora utilizzati corrisponde a quella della radiofonia VHF-FM, migliorata attraverso un sistema di compandorizzazione (compressione/espansione). In futuro questo livello qualitativo non sarà più sufficiente per le prestazioni richieste alle registrazioni sonore (qualità dei CD). Nell'ambito del presente progetto di ricerca industriale è stato messo a punto il prototipo di un sistema di radiomicrofono estremamente innovativo dal punto di vista tecnologico e completamente digitalizzato. In tal modo sono state poste le basi per la realizzazione in serie di un nuovo prodotto tecnologico, cosicché le conoscenze acquisite potranno essere impiegate per migliorare sensibilmente i prodotti esistenti.
Il sistema di trasmissione messo a punto non è stato perfezionato fino alla fase dello sfruttamento industriale; i partner hanno piuttosto avuto la possibilità di acquisire cognizioni relative ai sistemi di trasmissione e conoscenze vaste e approfondite che costiuiscono le basi per successivi sviluppi.
Al partner industriale, l'impresa Sennheiser, è stato concesso un aiuto di 362691 DEM (185440 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi sostenuti dall'impresa per il progetto.
Per quanto concerne l'effetto di incentivazione, le autorità tedesche hanno affermato che il progetto si muoveva in un campo completamente nuovo all'epoca della sua realizzazione. Il reparto sviluppo di Sennheiser non avrebbe potuto realizzare un progetto di portata tecnica così elevata senza poter contare su un sostegno finanziario e sulla collaborazione di un partner altamente qualificato. Poiché per Sennheiser la collaborazione con una giovane impresa che vantava un'esperienza limitata nel segmento di mercato considerato rappresentava un rischio di difficile valutazione (si trattava di uno dei primi progetti del gruppo SIBET), l'impresa non avrebbe certamente realizzato il progetto se non avesse beneficiato dell'aiuto. Il rischio collegato al progetto risulterebbe evidente anche dal fatto che la realizzazione avrebe preso molto più tempo di quanto inizialmente preventivato.
(30) Progetto 1009:
Obiettivo del progetto di sviluppo era la messa a punto di un sistema di sensori in grado di registrare concentrazioni eccessive di ozono che possono essere prodotte dagli apparecchi di depurazione dell'aria o di eliminazione degli odori. È stato realizzato un sistema di sensori di gas a semiconduttore, costituito da un sensore di gas a semiconduttore innovativo e miniaturizzato, da un microcontrollore e da un regolatore di tensione per i depuratori dell'aria. Sistemi simili non vengono attualmente offerti sul mercato. Il sistema di regolazione della concentrazione dell'ozono viene attualmente utilizzato nelle misurazioni sul lungo periodo negli impianti di climatizzazione. Esso rappresenta un notevole passo avanti rispetto ai sistemi già disponibili sul mercato. In tal modo, le conoscenze tecniche acquisite nell'ambito di questo progetto di ricerca industriale possono essere utilizzate per un sensibile miglioramento dei processi e dei sistemi di misurazione.
Al partner industriale è stato concesso un aiuto di 142500 DEM (72859 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi del progetto sostenuti dall'impresa.
(31) Progetto 1010:
Nel settore della tecnologia per le comunicazioni a larga banda, la gerarchia digitale sincrona (SDH) si è affermata a livello mondiale come lo standard di trasmissione delle informazioni. La tecnologia SDH rende possibile in particolare la trasmissione di immagini, ad esempio nelle videoconferenze, ed il collegamento di reti informatiche locali. Il processo ATM utilizzato a tal fine consente l'introduzione di una rete ISDN a larga banda, che fornirà agli utilizzatori della rete tutti i servizi attualmente disponibili, nonché quelli futuri, sfruttando le fibre ottiche. Nel progetto di sviluppo considerato sono stati ad esempio messi a punto componenti fondamentali per un sistema ATM. I risultati conseguiti grazie a questo progetto consentono notevoli progressi nel settore delle applicazioni e dei sistemi basati sull'ATM. I componenti hardware e software realizzati costituiscono ad esempio la base per prodotti innovativi nel settore delle applicazioni multimediali.
Al partner industriale, l'impresa Ericsson Eurolab, è stato concesso un aiuto di 1822398,92 DEM (931777 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi del progetto sostenuti dall'impresa.
Per quanto concerne l'effetto di incentivazione, le autorità tedesche hanno dichiarato che all'epoca del lancio del progetto e dell'autorizzazione dell'aiuto, Ericsson Telekom GmbH occupava circa 185 dipendenti. L'impresa era stata costituita come joint-venture da Ericsson e FUBA, che deteneva il 49 % delle quote.
Attraverso il progetto di ricerca, definito a grandi linee, sia SIBET che il suo partner hanno fatto il loro ingresso nel settore per loro nuovo della microelettronica (deep submicron). Nell'ambito del progetto, i partner hanno acquisito in primo luogo competenze specifiche che hanno avuto ripercussioni indirette sulle loro ulteriori attività di sviluppo; i prodotti messi a punto non si prestavano ad uno sfruttamento industriale diretto, ma servivano sostanzialmente solo a fornire la prova della realizzabilità degli obiettivi fissati.
Considerato l'elevato livello tecnologico del progetto ed una partecipazione ai costi pari a circa 3,6 milioni di DEM, il partner industriale non avrebbe proceduto alla sua realizzazione in assenza dell'incentivo finanziario costituito dall'aiuto di 1,8 milioni di DEM. Il progetto infatti di discostava troppo dalle tradizionali attività di Ericsson Eurolab.
Il progetto ha condotto alla creazione di nuovi posti di lavoro per ingegneri qualificati nel settore della R& S; tali posti di lavoro erano destinati in particolare a sviluppare ulteriormente le conoscenze acquisite tramite il progetto.
(32) Progetto 1013:
Le imprese desiderose di imporsi sul mercato mondiale della tecnologia della pesatura sono costrette ad offrire un'ampia gamma di prodotti per soddisfare in modo ottimale le svariate esigenze dei loro numerosi clienti in tale settore. Obiettivo del presente progetto era quello di sfruttare la modularizzazione dell'elettronica per ridurre i tempi di elaborazione di nuove soluzioni e la spesa logistica. Grazie all'introduzione della tecnologia basata su schede a microprocessori multipli ed agli sviluppi degli ASIC (circuiti integrati per applicazioni specifiche) è stato possibile mettere a punto una nuova generazione di prodotti per i processi di pesatura e misurazione. Le conoscenze acquisite nell'ambito di questo progetto contribuiscono a migliorare sensibilmente i sistemi e i processi finora utilizzati e rivestono una grande utilità per lo sviluppo di nuovi prodotti in questo segmento del mercato.
Al partner industriale, l'impresa Sartorius, è stato concesso un aiuto di 679677,01 DEM (347513 EUR). L'intensità dell'aiuto era inferiore al 50 % dei costi del progetto sostenuti dall'impresa (1,4 milioni di DEM).
In relazione all'effetto di incentivazione, le autorità tedesche hanno sostenuto che nell'ambito del progetto sono state messe a punto nuove tecnologie (modularizzazione dell'elettronica, tecnologia basata su schede a microprocessori multipli e sviluppi degli ASIC) da impiegare nei processi di pesatura elettronica. L'obiettivo del progetto sarebbe andato oltre le competenze in materia di R& S di cui disponeva Sartorius e non sarebbe rientrato quindi nell'ambito delle normali attività del suo reparto R& S. In mancanza dell'aiuto, il partner industriale non avrebbe preso in considerazione un progetto di R& S di tale portata nel settore considerato, poiché gli investimenti ed il rischio sarebbero stati troppo elevati.
I ricercatori di Sartorius hanno dedicato al progetto circa 10000 ore di lavoro, corrispondenti a 7 anni uomo.
(33) Progetto 1014:
La rapida diffusione della telefonia mobile determina un veloce ricambio delle apparecchiature terminali e dell'hardware di rete (stazioni di base, antenne e ripetitori) e un contemporaneo ampliamento della copertura territoriale. I ripetitori permettono di superare zone nelle quali non è possibile alcun contatto radio diretto tra la base e l'unità ricevente. Il progetto descritto doveva consentire, grazie allo sfruttamento di tecnologie innovative nel campo dell'installazione e dei collegamenti, di mettere a punto un sistema di ripetitore dal costo accessibile. Per tutte le unità funzionali, in aggiunta alla flessibilità della concezione, si dovevano studiare le possibilità di riduzione dei costi dell'intero sistema, sia nella fase di sviluppo che in quella successiva della produzione. Grazie all'impiego di nuove tecnologie e di nuovi metodi di sviluppo, è stato possibile ottenere prestazioni decisamente superiori a quelle consentite dall'attuale livello tecnologico nei campi summenzionati. Questo progetto di ricerca industriale ha pertanto consentito, da un lato, di acquisire conoscenze su nuovi procedimenti per la messa a punto dei necessari componenti, dall'altro, di poter sfruttare i risultati consegiti per la realizzazione di nuovi sistemi.
Al partner industriale è stato concesso un aiuto di 701664,50 DEM (358755 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi del progetto sostenuti dall'impresa.
(34) Progetto 1015:
Nell'ambito di questo progetto è stato realizzato un sistema di misurazione e di controllo, dai costi e dalla manutenzione contenuti, che consente la rilevazione continua della qualità dell'acqua nelle reti di canalizzazione. Mediante l'impiego di algoritmi innovativi ed intelligenti per l'elaborazione di segnali (logica "fuzzy" e reti neurali artificiali), il problema della determinazione della qualità dell'acqua è stato ridotto a grandezze facilmente misurabili. Questo approccio ha permesso di elaborare un processo innovativo per il controllo dei bacini di raccolta delle acque pluviali, che consente di ridurre notevolmente i costi di costruzione o di evitare lavori di ampliamento. Questo significa che le conoscenze acquisite nell'ambito di questo progetto di ricerca industriale possono essere utilizzate per migliorare sensibilmente i sistemi di raccolta delle acque pluviali già in uso o in costruzione.
Al partner industriale è stato concesso un aiuto per 411615,40 DEM (210455 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi del progetto sostenuti dall'impresa.
(35) Progetto 1016:
Nel settore della fornitura di componenti per l'industria automobilistica sono richiesti sistemi di sensori con caratteristiche particolari, che perlopiù non sono ottenibili sul mercato liberamente o a prezzi accettabili. La tendenza attuale va decisamente verso soluzioni basate su sensori e sistemi che possono essere prodotti facilmente grazie all'impiego di una tecnologia di produzione di massa dei semiconduttori. Fondamentali per l'impiego di questi sensori sono tecniche adeguate di trasmissione dei segnali e possibilità di controllo della taratura dei sensori. Nel presente progetto è stato realizzato un amplificatore del segnale dei sensori utilizzabile negli autoveicoli ed adattabile ai componenti del sensore; le sue dimensioni sono state ridotte al minimo per guadagnare spazio. Grazie al modulo realizzato, la taratura di qualsiasi componente del sensore può avvenire in tempi rapidi, con una notevole affidabilità e ad un costo contenuto, utilizzando un ponte di resistenza. Oggi la taratura dei sensori avviene ancora mediante resistenze singole, con un margine di tolleranza ridotto, che vengono successivamente saldate a mano nei componenti elettronici. Attraverso l'impiego dei moduli e dei processi messi a punto nell'ambito del presente progetto, è stato possibile ottenere un netto miglioramento in termini di costi e di qualità rispetto al tradizionale processo di taratura dei sensori. Queste conoscenze acquisite nell'ambito del progetto di ricerca industriale sono pienamente utilizzabili per ottimizzare i processi attuali ed elaborarne di nuovi.
Al partner industriale, l'impresa WABCO GmbH, è stato concesso un aiuto di 666739 DEM (340898 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi del progetto sostenuti dall'impresa.
Per quanto concerne l'effetto di incentivazione, secondo le autorità tedesche il progetto sarebbe servito all'elaborazione di un processo nel quale, grazie all'impiego di circuiti intelligenti, è possibile evitare una calibratura eccessivamente costosa dei sensori. I risultati della ricerca dovevano poi essere trasferiti in un prototipo di ASIC.
Il livello tecnologico del progetto andava ben oltre le possibilità del reparto R& S di Wabco GmbH. Con questo progetto, SIBET si è impegnata per la prima volta, ad un livello così ambizioso sotto il profilo tecnologico, nel campo della messa a punto di circuiti destinati ad essere integrati in autoveicoli; proprio in considerazione dei problemi supplementari legati a tale impiego, a questi circuiti viene infatti richiesto un grado di affidabilità particolarmente elevato. Il notevole rischio sotto il profilo tecnologico è confermato anche dal fatto che l'ASIC realizzato sulla base delle conoscenze acquisite nel corso del progetto non ha mai raggiunto la fase della produzione, non è stato impiegato in una forma modificata o perfezionata in altri prodotti dell'impresa e non ha avuto pertanto uno sfruttamento economico diretto.
Date tali circostanze, è evidente che, senza la concessione di un ingente aiuto al partner industriale, il progetto sarebbe stato meno ambizioso e, a causa delle continue difficoltà incontrate durante la sua realizzazione, probabilmente non sarebbe mai stato portato a termine. Se ne può chiaramente concludere che le conoscenze necessarie per ulteriori sviluppi ed il know-how acquisito nel corso del progetto sarebbero stati disponibili, eventualmente, solo in tempi molto più lunghi.
Come prevedibile, considerati i requisiti richiesti per la partecipazione, il progetto ha assorbito considerevoli risorse del reparto sviluppo elettronico del partner industriale.
(36) Progetto 1019:
Il test sui circuiti integrati durante la messa a punto e prima della loro incorporazione nel prodotto finale acquistano sempre maggiore importanza sotto il profilo della qualità e dei costi. Il rapido sviluppo della microelettronica richiede continui miglioramenti ed ampliamenti dell'hardware delle apparecchiature di testaggio. La realizzazione di testine per gli strumenti di testaggio (test heads), che devono essere costantemente adattate alle frequenze sempre più elevate dei componenti da testare, è fondamentale per risultare competitivi nella messa a punto e nel collaudo di componenti microelettronici in questo settore. Nell'ambito di questo progetto, utilizzando la moderna tecnologia in materia di assemblaggio e nuovi processi di saldatura, è stata realizzata una testina che offre prestazioni particolarmente elevate. È stato inoltre messo a punto un circuito integrato che consente di quadruplicare le prestazioni offerte dagli strumenti di testaggio attualmente dipsonibili sul mercato. Gli utilizzatori principali di tali testine possono quindi adottare processi ottimalizzati e migliorare in tal modo l'efficienza dei loro reparti sviluppo e produzione. È infatti possibile ridurre sia i tempi di realizzazione che la percentuale di prodotti difettosi. Per tali ragioni, le conoscenze acquisite nel corso del progetto di ricerca possono essere impiegate per ottimizzare considerevolmente i processi e i sistemi finora utilizzati. Al tempo stesso, in questo modo sono pienamente soddisfatti i requisiti legati ad un progetto di ricerca industriale.
Al partner industriale è stato concesso un aiuto di 423950 DEM (216762 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi del progetto sostenuti dall'impresa.
(37) Progetto 1023:
Nel corso del presente progetto è stato realizzato un modulo per i dispositivi alzacristallo degli autoveicoli che garantisce una protezione anti-incastro in particolare nel caso dei dispositivi automatici. Il modulo di controllo elaborato, oltre ad assicurare una protezione anti-incastro, consente anche di determinare la posizione del finestrino basandosi sulla misurazione della corrente generata dal motorino senza la necessità di ricorrere ad un sistema di sensori aggiuntivo. Ciò consente di ridurre i costi unitari e quelli di assemblaggio. I sistemi attualmente utilizzati non sono sempre compatibili con una protezione anti-incastro che soddisfi tutti i requisiti richiesti, trattandosi di sistemi che utilizzano dispositivi di controllo troppo semplici (relé o interruttori meccanici di fine corsa) o che necessitano di sensori addizionali. Per questo il prodotto messo a punto nel corso del progetto rappresenta un sostanziale progresso rispetto alle soluzioni esistenti. Conformemente a quanto richiesto ad un progetto di ricerca industriale, le esperienze e i risultati del progetto possono essere utilizzati per apportare considerevoli miglioramenti agli attuali processi e possono altresì costituire la base per una tecnologia estremamente innovativa nel campo dei dispositivi alzacristallo per gli autoveicoli.
Al partner industriale è stato concesso un aiuto di 549495,82 DEM (280952 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi del progetto sostenuti dall'impresa.
(38) Progetto 1024:
Il monitoraggio della pressione endocranica nel caso dei pazienti idrocefalici è un aspetto fondamentale della neurochirurgia per quanto concerne il trattamento post-operatorio e quello delle vittime di incidenti. Nel presente progetto è stato realizzato un sensore di pressione in grado di elaborare i segnali e destinato alla misurazione della pressione endocranica tra le meningi e le ossa craniche. Questo sistema di sensori è integrato da un dispositivo telemetrico impiantabile per la trasmissione di dati e di energia. Inoltre, in una successiva fase del progetto, l'unità telemetrica di misurazione della pressione sarà dotata di una valvola regolabile attivamente, che consenta un flusso controllato del liquido cerebrale nella cavità addominale. Il prodotto di ingegneria medica che costituiva l'obiettivo del progetto rappresenta, sia per il medico che per il paziente, un progresso ed una semplificazione notevoli rispetto ai complessi procedimenti di monitoraggio e misurazione attualmente utilizzati. Le conoscenze acquisite nel corso di questo progetto possono essere utilizzate per migliorare sensibilmente gli attuali metodi di misurazione della pressione endocranica ed al tempo stesso per elaborare nuovi prodotti nel campo dell'ingegneria medica; esse giustificano pertanto la classificazione del progetto tra quelli di ricerca industriale.
Al partner industriale è stato concesso un aiuto di 477003 DEM (234887 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi del progetto sostenuti dall'impresa.
(39) Progetto 1025:
Con la sempre maggiore integrazione di circuiti e sistemi microelettronici, i circuiti a microprocessori multipli (MCM) acquistano sempre più importanza. Nei circuiti a microprocessori multipli si ha un'elevata concentrazione di diversi componenti elettronici (microprocessori e sensori) su un dato supporto. Il valore comparativamente elevato di un MCM richiede non solo un controllo del suo funzionamento, ma anche una diagnostica degli errori che consenta l'eliminazione dei difetti. Il testaggio degli MCM è oggi possibile solo attraverso speciali soluzioni. Obiettivo del progetto in esame è permettere il testaggio degli MCM sulla base di sistemi già disponibili, nonché elaborare metodi di testaggio speciali al fine di ridurre i costi dell'operazione. Il software e i componenti meccanici realizzati nel corso del progetto aprono la strada ad un campo di prodotti completamente nuovo. Il progetto di ricerca industriale ha portato alla realizzazione di componenti hardware e software che possono integrare i metodi di testaggio disponibili sul mercato e rendere economicamente realizzabile il testaggio di sistemi misti analogico/digitali. I componenti in questione possono essere utilizzati per migliorare sensibilmente i metodi finora impiegati, ma costituiscono altresì la base per la realizzazione di nuovi processi e sistemi in questo settore. Per tali ragioni, i requisiti legati ad un progetto di ricerca industriale risultano soddisfatti.
Al partner industriale è stato concesso un aiuto di 236683,26 DEM (121014 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi del progetto sostenuti dall'impresa.
(40) Progetto 1026:
In questo progetto è stata messa a punto un'unità elettronica di controllo del processo di riempimento con riempitrici pneumatiche ad alta velocità. La tecnologia di controllo impiegata, basata sulla logica "fuzzy", consente il controllo di processi complessi. Con la tecnologia attualmente disponibile la regolazione ottimale dei processi di riempimento con le riempitrici pneumatiche comporta notevoli problemi. La soluzione elaborata nel corso del progetto ha permesso di velocizzare il riempimento dei sacchi anche in caso di contenuti diversi. È inoltre possibile una regolazione più rapida e automatica delle riempitrici pneumatiche al momento della loro installazione iniziale, con il vantaggio di poter riconoscere un improvviso cambiamento in una caratteristica del prodotto contenuto nei sacchi, di rispettare con maggiore precisione il peso previsto per i sacchi pieni e di evitare che i sacchi si lacerino. L'applicazione e lo sfruttamento dei risultati del progetto consentono quindi un sostanziale miglioramento del processo produttivo. I risultati conseguiti nell'ambito di questo progetto di ricerca costituiscono la base per apportare notevoli miglioramenti alle riempitrici automatiche finora utilizzate, il che tra l'altro giustifica la classificazione del progetto tra quelli di ricerca industriale.
Al partner industriale è stato concesso un aiuto di 258050 DEM (131938 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 50 % dei costi del progetto sostenuti dall'impresa.
(41) Progetto 1027:
L'impiego del laser per la lavorazione dei materiali troverà un'applicazione sempre maggiore in molti settori dell'industria manifatturiera. In tale campo l'impiego del laser si contraddistingue per l'elevata qualità e rapidità della lavorazione. Nell'ambito del presente progetto è stato messo a punto un sistema on-line di diagnostica degli errori nelle operazioni di taglio e saldatura delle lamiere. Tale sistema consente di accelerare notevolmente i tempi di lavorazione di un pezzo e contribuisce in modo decisivo ad assicurarne la qualità. Il sistema di diagnostica degli errori messo a punto può essere utilizzato per migliorare sensibilmente i sistemi basati sull'impiego del laser attualmente in uso e costituisce una base fondamentale per l'elaborazione di nuovi processi in questo campo.
Al partner industriale, l'impresa VW AG, è stato concesso un aiuto di 35261,31 DEM (18028 EUR). L'intensità dell'aiuto era pari al 25 % dei costi del progetto sostenuti dall'impresa. L'aiuto rientra nella soglia prevista per gli aiuti "de minimis"(10).
(42) Le autorità tedesche hanno infine precisato che, contrariamente a quanto sostenuto durante la riunione del 4 dicembre 1997, gli aiuti ai partner industriali non erano stati concessi in virtù di un regime di aiuti alla R& S del Land Bassa Sassonia precedentemente autorizzato.
B. AIUTI INDIRETTI AI COMMITTENTI DI SICAN E SIBET
(43) Uno dei motivi che hanno condotto all'avvio del procedimento era il fatto che le autorità tedesche non avevano comprovato la loro affermazione secondo la quale SICAN e SIBET, in quanto imprese operanti sul mercato, avevano addebitato ai loro committenti l'intero costo delle prestazioni fornite, tenuto conto della totalità degli aiuti concessi al gruppo. In particolare, il governo tedesco non ha potuto dimostrare che SICAN disponeva di un sistema di contabilità analitica che le permettesse di stabilire i costi relativi ad ogni singolo progetto. Per tale ragione, la Commissione non era in grado di escludere che i committenti avessero indirettamente beneficiato di vantaggi assimilabili ad aiuti di Stato.
(44) In seguito all'avvio del procedimento, la Germania ha confermato che, oltre a svolgere l'attività di interesse pubblico, SICAN e SIBET operavono contemporaneamente anche sul mercato. SICAN e SIBET hanno realizzato rispettivamente 793 e 233 progetti nel campo dello sviluppo precompetitivo per conto di imprese.
(45) Nello studio presentato dalle autorità tedesche vengono calcolati i costi per ora di lavoro dei collaboratori di SICAN sulla base dell'imputazione dei costi ai diversi settori di attività. Nel determinare i costi sostenuti da SICAN e SIBET, l'ammortamento degli attivi patrimoniali di proprietà di SIAG viene considerato come un beneficio ed attribuito in parte all'attività di interesse pubblico ed in parte all'attività di mercato. Sulla base dell'esame dei contrati conclusi con i terzi, lo studio giunge alla conclusione che le prestazioni fornite sono state addebitate ai terzi ad un prezzo quantomento tale da coprire interamente i costi.
C. SERVIZI DI CONSULENZA ALLE IMPRESE
(46) I servizi di consulenza alle imprese sono stati prestati a titolo gratuito; essi rientrano tuttavia nella soglia fissata per gli aiuti "de minimis".
D. AIUTI AL GRUPPO SICAN(11)
(47) Le autorità tedesche hanno precisato che gli aiuti concessi ammontavano a complessivi 206 milioni di DEM (105 milioni di EUR), dei quali 74,5 milioni di DEM (38 milioni di EUR) in favore di SIBET, 104 milioni di DEM (53 milioni die EUR) in favore di SIAG, nonché, come già menzionato, 26,9 milioni di DEM (14 milioni di EUR) in favore di SICAN.
(48) In relazione al gruppo SICAN, le autorità tedesche hanno sottolineato che la sovvenzione pubblica in favore di SICAN non costituiva un aiuto di Stato, poiché il gruppo, pur operando in parte sul mercato, svolgeva perlopiù attività di interesse pubblico.
(49) Per quanto concerne la suddetta attività di interesse pubblico, si tratta in concreto delle iniziative seguenti: l'obiettivo generale consisteva nel qualificare le imprese della regione per consentirne la partecipazione al programma JESSI. Le azioni specifiche prevedevano la formazione di laureati in microelettronica per metterli in condizione di poter partecipare al programma JESSI e a programmi analoghi. Tali azioni di formazione sono cominciate nel 1993 ed erano rivolte in primo luogo a laureati, laureandi e studenti nel ramo della microelettronica. Durante la formazione, i partecipanti venivano assunti con contratto a termine presso il grupo SICAN, ma non erano legati da alcun contratto ad un futuro datore di lavoro. I partecipanti ricevevano una formazione pratica nel campo della realizzazione di progetti, che veniva impartita dai collaboratori fissi del gruppo SICAN (soprattuto di SICAN e SIBET).
(50) NIGAN e. V. è stata costituita nel 1993 con il compito specifico di reclutare i partecipanti alla formazione (studenti in procinto di ottenere la laurea o un diploma universitario ed altri studenti) e di promuovere il perfezionamento di ingegneri e ricercatori nel campo della microelettronica. I programmi di formazione postuniversitaria venivano concepiti ed organizzati da NIGAN, mentre la formazione stessa, che avveniva peropiù nell'ambito di progetti, era curata da SICAN e SIBET.
(51) Numero dei partecipanti alle iniziative di formazione del gruppo SICAN:
SPAZIO PER TABELLA
Dal 1993 al 1998 hano partecipato ale iniziative di formazione di SICAN e SIBET rispettivamente 831 e 435 persone; considerando solo SICAN e SIBET, si ha quindi già un totale di 1266 partecipanti. Un numero minore di partecipanti (173) era stato inoltre assegnato ad altre entità del gruppo.
(52) Poiché nel periodo considerato il sistema di contabilità analitica di SICAN non separava le spese sostenute per lo svolgimento dell'attività di interesse pubblico da quelle per le attività di mercato, le autorità tedesche hanno incaricato una società di consulenza di operare tale distinzione a posteriori con l'aiuto della documentazione relativa al gruppo SICAN. Si è quindi provveduto ad accertare separatamente i costi per i diversi settori di attività e a raffrontarli con i fondi pubblici percepiti. Particolare attenzione è stata riservata all'esame degli anni 1993, 1995 e 1998. Nell'aprile 1999 le autorità tedesche hanno presentato uno studio sull'imputazione dei costi e la corrispondente attribuzione dei finanziamenti pubblici ricevuti.
(53) Facendo riferimento allo studio, le autorità tedesche sottolineano di poter quindi dimostrare concretamente che tutti i fondi pubblici affluiti al gruppo SICAN sono serviti interamente al finanziamento dell'attività di interesse pubblico e non costituiscono pertanto aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(54) Una determinata quota delle ore di lavoro dei dipendenti che hanno collaborato all'attività di formazione è stata imputata a tale attività. Le ore di lavoro dei partecipanti alla formazione sono state considerate, in parte, come attività produttiva per il gruppo SICAN, in parte come formazione.
(55) Nell'ambito dell'accertamento dei costi sostenuti da SICAN e SIBET, l'ammortamento degli attivi patrimoniali di proprietà di SIAG è stato considerato come un vantaggio di cui SICAN e SIBET hanno beneficiato ed è stato attribito in parte all'attività di interesse pubblico ed in parte alle attività di mercato.
(56) Le autorità tedesche hanno confermato che, pur svolgendo un'attività di interesse pubblico, SICAN e SIBET erano contemporaneamente impegnate in attività di mercato, di scarsa rilevanza nel caso di SIBET, ma che sono arrivate ben presto a rappresentare la parte più consistente delle attività dell'impresa nel caso di SICAN.
(57) Secondo il governo tedesco, il gruppo SICAN, svolgendo un'attività di interesse pubblico, va considerato come un istituto di ricerca e formazione di carattere pubblico e senza fini di lucro. I risultati della ricerca industriale di SIBET sono stati pubblicati e messi a disposizione delle imprese a condizioni non discriminatorie, come si evince dall'elenco e dagli esempi delle pubblicazione forniti dal governo tedesco.
(58) Le autorità tedesche concludono quindi che, per quanto riguarda le sue attività non finalizzate al mercato, il gruppo SICAN va considerato come un istituto di ricerca pubblico, cosicché i fondi pubblici da esso ricevuti non possono essere classificati come aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(59) Su richiesta della Commissione, la Germania ha trasmesso informazioni sugli eventuali profitti di SIBET. I calcoli dettagliati mostrano che SIBET non ha realizzato alcun profitto. I risultati del gruppo nel suo complesso erano in paraggio o leggermente positivi, ad eccezione del 1995 e 1997, anni in cui sono state registrate delle perdite.
(60) Le autorità tedesche hanno inviato elenchi dai quali risulta che SIBET ha realizzato 17 progetti nella fase della ricerca industriale, sostenendo costi per complessivi 43,2 milioni di DEM (22,09 milioni di EUR). Inoltre, SIBET ha condotto 233 progetti nella fase dell'attività di sviluppo precompetitiva per un valore complessivo di 13,3 milioni di DEM (6,80 milioni di EUR).
(61) Le autorità tedesche hanno fornito un elenco in cui figurano il nome ed il rispettivo valore dei 793 progetti realizzati da SICAN per conto di imprese nella fase dell'attività di sviluppo precompetitiva; nel complesso il volume dei contratti ammontava a 147 milioni di DEM (75,16 milioni di EUR).
(62) Con riferimento al futuro professionale delle persone che avevano partecipato ad un'azione di formazione all'interno del gruppo SICAN, le autorità tedesche, su richiesta della Commissione, hanno fornito le informazioni riportate in appresso.
(63) Su 510 nuovi ingegneri assunti dal gruppo SICAN tra il 1991 e il 1997, 195 avevano beneficiato in precedenza di iniziative di qualificazione organizzate da NIGAN. In tali casi, l'esperienza professionale acquisita dai partecipanti nel corso della formazione trovava riscontro nella retribuzione iniziale del dipendente. Solo in pochi casi, questi ha continuato a lavorare allo stesso progetto su cui era stato formato.
(64) Non sussisteva alcun obbligo contrattuale che vincolasse i partecipanti alla formazione organizzata da NIGAN a lavorare per un dato periodo all'interno del gruppo SICAN al termine della formazione. Gli ex partecipanti alla formazione hanno quindi cercato un impiego compatibilmente con le offerte disponibili sul mercato. La maggior parte di essi sono pertanto stati assunti da imprese terze, senza alcuna limitazione di carattere regionale. Per quanto è stato possibile accertare dalla autorità tedesche, 7 ex partecipanti alla formazione sono diventati collaboratori dei soci di SIBEG.
E. PRIVATIZZAZIONE DEL GRUPPO
(65) Nel 1998 l'attività di interesse pubblico era conclusa ed il gruppo è stato interamente privatizzato. Quattro imprese private sono diventate soci di SIBEG Holding.
VI. VALUTAZIONE
(66) L'avvio del procedimento si basava, come già menzionato, sul fatto che non erano disponibili informazioni sufficienti per poter valutare con certezza se gli aiuti in causa fossero compatibili con le norme vigenti in materia di aiuti di Stato. Le informazioni supplementari trasmesse dalle autorità tedesche successivamente all'avvio del procedimento conducono ora alla seguente valutazione sotto il profilo della normativa applicabile agli aiuti di Stato.
A. AIUTI DIRETTI AI PARTNER DI SIBET
(67) Per quanto riguarda le sovvenzioni affluite tramite il gruppo SICAN ai partner di SIBET, la Commissione è giunta alla conclusione che il gruppo SICAN ha gestito per conto dello Stato l'erogazione di aiuti a diverse imprese; tali aiuti consistevano nel finanziamento di progetti di ricerca industriale. Il sostegno fornito ai partner di SIBET costituisce un aiuto di Stato, poiché rafforza la posizione dei beneficiari rispetto ai loro concorrenti. L'aiuto può dunque incidere sugli scambi tra gli Stati membri e rientra pertanto nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(68) Per quanto concerne le possibilità di deroghe ai sensi dell'articolo 87, paragrafi 2 e 3, è evidente che nel caso in questione può essere presa in considerazione solo la disposizione relativa alla ricerca e sviluppo di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c). Gli aiuti non rientrano nel campo di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 2. Non si tratta di aiuti regionali ed essi non contribuiscono a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo, né a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, ad agevolare lo sviluppo di talune attività (ad eccezione della ricerca e sviluppo) o a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio. Ad ogni modo, le autorità tedesche non hanno fatto valere tali deroghe.
(69) Le misure in oggetto potrebbero quindi beneficiare di una deroga solo ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE qualora tutte le condizioni stabilite nella disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo(12) fossero soddisfatte. Dopo aver esaminato le informazioni trasmesse dalle autorità tedesche successivamente all'avvio del procedimento, la Commissione è tuttavia giunta alla conclusione che ciò non si verifica per tutti i progetti considerati. Per quanto concerne i costi ammissibili dei progetti, la Commissione non ha dubbi che le condizioni previste dalla disciplina siano soddisfatte. Per quanto riguarda la fase della ricerca, i massimali consentiti di intensità degli aiuti che ne risultano e l'effetto di incentivazione, vengono riportate in appresso le valutazioni relative ai singoli progetti.
(70) Progetto 1005:
In relazione al progetto 1005, la Commissione rileva che esso consisteva in parte nella messa a punto di un modulo di elaborazione dati che può trovare un'applicazione industriale (nell'ingegneria meccanica). Il progetto va quindi al di là dell'attività di sviluppo precompetitiva(13).
Il progetto non può essere pertanto classificato nella fase della ricerca industriale(14) e neppure in quella dell'attività di sviluppo precompetitiva. La concessione dell'aiuto non era dunque compatibile con il mercato comune.
(71) Progetto 1006:
La Commissione ritiene che il progetto non costituisse effettiva ricerca industriale. Stando alla descrizione del progetto, i suoi risultati sono stati utilizzati direttamente per il miglioramento di processi industriali, nella fattispecie "dei tradizionali processi di saldatura con laser a CO2". Il progetto è arrivato pertanto al punto in cui ne era possibile uno sfruttamento a livello industriale. Secondo la Commissione, il progetto andava quindi oltre la fase dell'attività di sviluppo precompetitiva(15).
Il progetto non può essere pertanto classificato nella fase della ricerca industriale(16) e neppure in quella dell'attività di sviluppo precompetitiva. La concessione dell'aiuto non era dunque compatibile con il mercato comune.
(72) Progetto 1008:
Il progetto arrivava al punto in cui, secondo le affermazioni del governo tedesco, è stato realizzato "il prototipo di un sistema di radiomicrofono estremamente innovativo dal punto di vista tecnologico e completamente digitalizzato"; in tal modo "sono state poste le basi per la realizzazione in serie di un nuovo prodotto tecnologico". È quindi evidente che i risultati del progetto possono trovare un'applicazione quasi diretta in campo industriale. Secondo la valutazione della Commissione, il progetto rientra nella fase dell'attività di sviluppo precompetitiva e l'intensità dell'aiuto, pari al 50 %, non era pertanto giustificata(17).
Sennheiser è uno dei principali produttori di microfoni di alta qualità. Sennheier ha iniziato già negli ani '50 a progettare ed utilizzare microfoni senza filo per le radio e la televisione(18). Tenuto conto della progressiva transizione dalle tecnologie analogiche a quelle digitali(19) è altamente probabile che Sennheiser avrebbe avviato un progetto di ricerca relativo ad un sistema di radiomicrofono digitalizzato anche senza beneficiare di aiuti di Stato. Date tali premesse, la Commissione ritiene che l'aiuto non fosse necessario per incentivare il beneficiario a realizzare il progetto(20). In particolare, la collaborazione tra Sennheiser e SIBET non può certo giustificare il fatto che senza l'aiuto concesso Sennheiser non avrebbe realizzato questo progetto di ricerca. Ai sensi del punto 6.5 della disciplina comunitaria sulla R& S, la Commissione attribuisce una particolare importanza alla dimostrazione dell'effetto di incentivazione, qualora si trovi a valutare aiuti in favore di singoli progetti prossimi al mercato ed elaborati da grandi imprese, come nella fattispecie in esame.
La Commissione giunge quindi alla conclusione che l'effetto di incentivazione dell'aiuto non è stato adeguatamente dimostrato e comprovato e che la concessione dell'aiuto non era pertanto compatibile con il mercato comune.
(73) Progetto 1009:
La Commissione è giunta alla conclusione che il progetto rientra nella definizione di ricerca industriale(21). Poiché l'aiuto è stato concesso ad una PMI, la Commissione, ai sensi del punto 6.4 della disciplina comunitaria sulla R& S, ritiene presumibile che l'aiuto costituisse per l'impresa beneficiaria un incentivo necessario alla realizzazione dell'attività di ricerca.
La concessione dell'aiuto era quindi compatibile con il mercato comune.
(74) Progetto 1010:
La Commissione è giunta alla conclusione che il progetto rientra nella definizione di ricerca industriale(22). I risultati del progetto sono stati adeguatamente divulgati e l'effetto di incentivazione è stato sufficientemente giustificato. La concessione dell'aiuto era pertanto compatibile con il mercato comune.
(75) Progetto 1013:
La Commissione ritiene che il progetto comprendesse la realizzazione di nuovi prodotti per i processi di pesatura e misurazione ed andasse pertanto al di là della fase dell'attività di sviluppo precompetitiva(23). L'aiuto non è qunidi compatibile con il mercato comune.
(76) Progetto 1014:
La Commissione ritiene che il progetto non costituisce effettiva ricerca industriale. Essa è giunta alla conclusione che il progetto comprendeva la realizzazione di un prodotto utilizzabile sotto il profilo industriale ("un sistema di ripetitore dal costo accessibile") e pertanto andava oltre la fase dell'attività di sviluppo precompetitiva(24). L'aiuto non è quindi compatibile con il mercato comune.
(77) Progetto 1015:
La Commissione è dell'avviso che il progetto non costituisse effettiva ricerca industriale. In particolare non è evidente che nel corso del progetto siano state acquisite nuove conoscenze utili per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi. Per tale ragione, l'intensità dell'aiuto, pari al 50 %, non era giustificata(25).
Il progetto comprende tuttavia la realizzazione di un innovativo sistema di controllo sulla base di un processo per l'elaborazione di segnali, di nuova concezione e di una certa complessità. La Commissione è giunta quindi alla conclusione che il progetto vada classificato come attività di sviluppo precompetitiva(26).
Considerato che l'impresa beneficiaria era una PMI, poteva essere autorizzata la concessione di un aiuto di intensità massima pari al 35 % dei costi del progetto [un'intensità di base del 25 %(27) più una maggiorazione di 10 punti percentuali per le PMI(28)]. Poiché l'aiuto è stato concesso ad una PMI, la Commissione, ai sensi del punto 6.4 della disciplina comunitaria, ritiene presumibile che l'aiuto costituisse per l'impresa beneficiaria un incentivo necessario alla realizzazione dell'attività di ricerca.
L'importo dell'aiuto in eccedenza rispetto all'intensità del 35 % non è compatibile con il mercato comune.
(78) Progetto 1016:
La Commissione è giunta alla conclusione che il progetto rientra nella definizione di ricerca industriale(29). L'effetto di incentivazione è stato adeguatamente giustificato(30). L'aiuto può quindi essere considerato compatibile con il mercato comune.
(79) Progetto 1019:
La Commissione è giunta alla conclusione che il progetto rientra nella definizione di ricerca industriale(31). Poiché l'aiuto è stato concesso ad una PMI, la Commissione, ai sensi del punto 6.4 della disciplina comunitaria, ritiene presumibile che l'aiuto costituisse per l'impresa beneficiaria un incentivo necessario alla realizzazione dell'attività di ricerca. La concessione dell'aiuto può quindi essere considerata compatibile con il mercato comune.
(80) Progetto 1023:
La Commissione ritiene che il progetto non costituisse effettivamente ricerca industriale. È stato piuttosto realizzato un modulo dotato di protezione anti-incastro per i dispositivi alzacristallo degli autoveicoli, ad un livello evidentemente molto prossimo all'immissione sul mercato. L'attività svolta nell'ambito del progetto non rientra pertanto nella definizione di R& S. La concessione dell'aiuto al beneficiario non era quindi compatibile con il mercato comune.
(81) Progetto 1024:
La Commission è giunta alla conclusione che il progetto rientra nella definizione di ricerca industriale(32). Poiché l'aiuto è stato concesso ad una PMI, la Commissione, ai sensi del punto 6.4 della disciplina comunitaria, ritiene presumibile che l'aiuto costituisse per l'impresa beneficiaria un incentivo necessario alla realizzazione dell'attività di ricerca. La concessione dell'aiuto può pertanto essere considerata compatibile con il mercato comune.
(82) Progetto 1025:
La Commissione è giunta alla conclusione che il progetto rientra nella definizione di ricerca industriale. Poiché l'aiuto è stato concesso ad una PMI, la Commissione, ai sensi del punto 6.4 della disciplina comunitaria, ritiene presumibile che l'aiuto costituisse per l'impresa beneficiaria un incentivo necessario alla realizzazione dell'attività di ricerca. La concessione dell'aiuto può pertanto essere considerata compatibile con il mercato comune.
(83) Progetto 1026:
La Commissione ritiene che il progetto non costituisse effettiva ricerca industriale. In particolare, non è evidente che grazie al progetto siano state acquisite nuove conoscenze utili per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi. Per tale ragione, l'intensità dell'aiuto, pari al 50 % non era giustificata(33).
Il progetto comprende tuttavia la realizzazione di un innovativo sistema di controllo basato su un processo di nuova concezione e di una certa complessità, che utilizza ad esempio la logica "fuzzy". La Commissione è giunta quindi alla conclusione che il progetto può essere classificato come attività di sviluppo precompetitiva(34).
Considerato che l'impresa beneficiaria era una PMI, poteva essere autorizzata la concessione di un aiuto di intensità massima pari al 35 % dei costi del progetto [un'intensità di base del 25 %(35) più una maggiorazione di 10 punti percentuali per le PMI(36)]. Poiché l'aiuto è stato concesso ad una PMI, la Commissione, ai sensi del punto 6.4 della disciplina comunitaria, ritiene presumibile che l'aiuto costituisse per l'impresa beneficiaria un incentivo necessario alla realizzazione dell'attività di ricerca.
L'importo dell'aiuto in eccedenza rispetto all'intensità del 35 % non è compatibile con il mercato comune.
(84) Progetto 1027:
La concessione dell'aiuto rientrava nella soglia prevista per gli aiuti "de minimis" e non era pertanto soggetta all'obblighi di notifica(37).
B. AIUTI INDIRETTI AI COMMITTENTI DI SICAN E SIBET
(85) Dopo aver esaminato le informazioni a sua disposizione, la Comissione è giunta alla conclusione che ai committenti di SICAN e SIBET non sono stati trasferiti benefici indiretti, ma che le prestazioni fornite a tali committenti sono state fatturate ad un prezzo almeno tale da coprire interamente i costi. Ciò significa che nel calcolo dei costi effettuato a posteriori, oltre alle sovvenzioni dirette, sono stati presi in considerazione anche tutti i benefici ottenuti indirettamente tramite SIAG.
C. SERVIZI DI CONSULENZA ALLE IMPRESE
(86) Queste prestazioni non erano soggette a notifica alla luce della normativa de minimis.
D. AIUTI AL GRUPPO SICAN(38)
(87) Le autorità tedesche avevano effettivamente dichiarato fin dall'inizio che SICAN era stata costituita per lo svolgimento di un'attività di interesse pubblico generale, descritta tuttavia in un primo momento come il sostegno e la qualificazione delle imprese della Bassa Sassonia mediante la realizzazione, insieme a loro o per loro conto, di progetti di ricerca. Non sono state fornite informazioni che descrivessero concretamente tale attività di interesse pubblico generale e chiarissero quindi quali ulteriori iniziative, al di là della collaborazione in progetti di ricerca, venissero incentivate nell'ambito di tale attività e condotte al fine della sua realizzazione.
(88) Dopo aver esaeminato le informazioni dettagliate fornite nel frattempo, la Commissione è giunta alla conclusione che quella del gruppo SICAN può effettivamente essere considerata in parte come un'attività di interesse pubblico generale.
(89) In particolare per quanto concerne la formazione, della quale ha beneficiato un numero elevato di persone assunte temporaneamente, la Commissione è dell'avviso che non sarebbe stato nell'interesse commerciale di un'impresa formare così tanti laureati che restavano in media solo cinque o sei mesi presso l'azienda. Le iniziative di formazione prevedevano che, al termine della formazione, i partecipanti lasciassero nuovamente SICAN. Le autorità tedesche hanno ammesso che un determinato numero di ex partecipanti alla formazione (195) ha continuato anche dopo la formazione a lavorare per il gruppo SICAN. Sebbene possa trattarsi di una percentuale considerevole dei nuovi ingegneri assunti dal gruppo SICAN, la Commissione ritiene tuttavia che il numero dei partecipanti alla formazione rispetto a quello del personale fisso di SICAN era comunque di gran lunga troppo elevato perché fosse possibile considerare la formazione come un valido criterio di selezione dei futuri dipendenti, che avrebbe apportato al gruppo SICAN un vantaggio indiretto(39).
(90) Ad ogni modo, la retribuzione iniziale dei dipendenti rifletteva l'esperienza professionale acquisita dagli ex partecipanti alla formazione nel corso della stessa e nella maggior parte dei casi il neoassunto non continuava a lavorare al progetto nell'ambito del quale era stato formato. Poiché durante la formazione i partecipanti non avevano ancora contratti con imprese del settore della microelettronica, la Commissione è giunta inoltre alla conclusione che il programma di formazione non fosse finalizzato a selezionare collaboratori adeguati per determinate imprese, ed in particolare per quelle che detenevano partecipazioni in SIBEG. Questa conclusione è fondata anche sul fatto che, da quanto è stato possibile accertare, solo sette ex partecipanti alla formazione sono divenuti collaboratori dei soci di SIBEG. Il fatto che la stragrande maggioranza dei partecipanti alla formazione abbia poi trovato un impiego presso altri datori di lavoro, senza limitazioni di carattere regionale, induce inoltre a ritenere che la possibilità di assumere ex partecipanti alla formazione non si sia tradotta in particolare beneficio riservato alle imprese della Bassa Sassonia.
(91) Si può pertanto concludere che la formazione e le attività organizzative ed amministrative ad essa collegate avvenivano in linea di principio nell'interesse pubblico generale e non rientravano nelle attività economiche di SICAN. Per quanto riguarda l'attività di formazione, il gruppo SICAN aveva la funzione di centro di formazione e non svolgeva attività di mercato. Ne consegue che, nella misura in cui servivano a finanziare lo svolgimento dell'attività di interesse pubblico generale, le sovvenzioni statali non costituivano aiuti di Stato.
(92) Poiché il gruppo SICAN non disponeva di un sistema di contabilità analitica che operasse una distinzione tra le spese sostenute per lo svolgimento di questa attività di interesse pubblico generale e quelle sostenute per le attività di mercato, permane il problema di stabilire se sia oggi possibile, a posteriori, effettuare la necessaria attribuzione delle singole attività ai due diversi settori. Secondo la Commissione, ciò non può essere escluso a priori. Il metodo utilizzato dalla società di consulenza per effettuare tale attribuzione a posteriori appare accettabile. Dai dati dettagliati forniti, risulta che le sovvenzioni ricevute non andavano oltre i costi sostenuti in relazione allo svolgimento dell'attività di interesse pubblico. La Commissione è pertanto dell'avviso che il finanziamento dell'attività condotta nell'interesse pubblico non costituisce un aiuto di Stato e che le attività di mercato del gruppo SICAN non sono state finanziate mediante sovvenzioni statali.
VII. CONCLUSIONI
(93) La Commissione constata che la Germania ha dato esecuzione all'aiuto in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. L'aiuto ai partner industriali di SIBET per la realizzazione dei suoi progetti costituisce un aiuto di Stato. L'aiuto è stato concesso illegalmente.
2. L'aiuto che la Germania ha concesso ai partner industriali di SIBET per la realizzazione dei suoi progetti è compatibile con il mercato comune nel caso dei progetti 1009, 1010, 1016, 1019, 1024 e 1025.
3. Per quanto riguarda i seguenti progetti, l'aiuto concesso dalla Germania ai partner industriali di SIBET non è compatibile con il mercato comune:
Progetto 1005: aiuto di 166000 DEM
Progetto 1006: aiuto di 117500 DEM
Progetto 1008: aiuto di 362691 DEM
Progetto 1013: aiuto di 679677,01 DEM
Progetto 1014: aiuto di 701664,50 DEM
Progetto 1023: aiuto di 549495,82 DEM
Nel caso del progetto 1015, l'importo dell'aiuto che supera l'intensità del 35 % (123484,53 DEM) non è compatibile con il mercato comune.
Nel caso del progetto 1026 l'importo dell'aiuto che supera l'intensità del 35 % (85515 DEM) non è compatibile con il mercato comune.
Articolo 2
La misura di aiuto attuata dalla Germania in favore del gruppo SICAN non costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
Articolo 3
1. La Germania prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare dai beneficiari gli aiuti di cui all'articolo 1, paragrafo 3, già posti illegalmente a loro disposizione.
2. Il recupero viene eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto interno a condizione che queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. L'aiuto da recuperare comprende gli interessi, che decorrono dalla data in cui l'aiuto è divenuto disponibile per i beneficiari fino alla data del recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione nell'ambito degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 4
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, la Germania informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 5
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2000.

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