Document ID: 31992R1994

REGOLAMENTO (CEE) N. 1994/92 DELLA COMMISSIONE del 14 luglio 1992 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di anelli esterni di cuscinetti a rulli conici originari del Giappone
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 7,
sentito il comitato consultivo istituito dal regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
(1) Nel settembre 1990 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dalla Federazione delle associazioni europee dei produttori di cuscinetti a sfere (Federation of European Bearing Manufacturer's Associations - FEBMA). Secondo la denuncia la produzione dei membri della Federazione rappresentava la maggior parte della produzione comunitaria di anelli esterni di cuscinetti a rulli conici.
(2) La denuncia conteneva elementi di prova in merito all'esistenza di pratiche di dumping sulle importazioni di anelli esterni di cuscinetti a rulli conici originari del Giappone e del pregiudizio sostanziale da esse derivante. Gli elementi di prova sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento.
(3) Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni di anelli esterni di cuscinetti a rulli conici originari del Giappone di cui al codice NC ex 8482 99 00 e ha iniziato un'inchiesta.
(4) La Commissione ha debitamente informato tutti i produttori comunitari, gli importatori e i produttori giapponesi notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i denunzianti. Tutte le parti direttamente interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
(5) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione preliminare e ha svolto inchieste in loco presso le seguenti società.
a) Produttori comunitari e società di vendita collegate:
- Francia:
- SKF France SA, Clamart
- Timken France, Colmar
- Germania:
- FAG Kugelfischer Georg Schaefer KGaA Schweinfurt
- SKF GmbH, Schweinfurt
- Regno Unito:
- British Timken, Duston
- SKF (UK) Ltd, Luton
b) Produttori giapponesi:
- Koyo Seiko Co. Ltd, Osaka
- NTN Corporation, Osaka
c) Importatori collegati nella Comunità:
- Francia:
- Koyo France SA, Argenteuil
- NTN France SA, Schweighouse-sur-Moder
- Germania:
- Deutsche Koyo Waelzlager Verkaufs GmbH, Amburgo
- NTN Waelzlager (Europa) GmbH, Erkrath
- Regno Unito:
- Koyo (UK), Ltd, Milton Keynes
- NTN (UK) Ltd, Lichfield.
(6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1o gennaio 1990 e il 31 dicembre 1990 (periodo dell'inchiesta).
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(7) I prodotti oggetto del procedimento sono gli anelli esterni di cuscinetti a rulli conici, comunemente denominati « piste esterne » nell'industria dei cuscinetti e denominati « anelli esterni » nel presente regolamento.
(8) Gli anelli esterni, che di per se stessi non hanno alcuna funzione, sono uno dei componenti dei cuscinetti a rulli conici (come gli anelli interni, i rulli e la gabbie).
(9) Gli anelli esterni venduti sul mercato giapponese sono del tutto simili ai prodotti esportati nella Comunità e oggetto del presente procedimento. Gli anelli esterni prodotti dall'industria comunitaria sono inoltre simili ai prodotti in esame.
C. DUMPING
1. Osservazioni generali
(10) In considerazione dei diversi modelli di anelli esterni esistenti sul mercato, tutti i calcoli relativi al dumping sono stati effettuati in riferimento ai modelli più venduti nella Comunità dalle due società giapponesi interessate. I modelli scelti rappresentavano almeno l'80 % del numero complessivo di pezzi esportati dalle società stesse nella Comunità. In termine di valore, tali modelli rappresentavano oltre il 75 % delle esportazioni di anelli esterni di ciascuna società.
(11) Gli acquirenti di anelli esterni in Giappone e nella Comunità rientrano in due categorie distinte, alle quali corrispondono diversi canali di vendita, ovvero i produttori industriali che incorporano gli anelli esterni nei propri prodotti e i distributori che forniscono gli anelli da sostituire.
(12) Nel corso dell'inchiesta è stato accertato che le vendite effettuate sul mercato interno dai produttori giapponesi erano destinate quasi esclusivamente a produttori industriali. I calcoli della Commissione relativi al dumping riguardano quindi soltanto queste ultime vendite.
2. Valore normale
(13) Il valore normale è stato determinato in base alla media ponderata dei prezzi di vendita netti sul mercato interno giapponese (al netto di riduzioni, sconti, imposte sulle vendite, ecc.) al primo acquirente indipendente per ciascun tipo di anelli esterni preso in considerazione, quando:
- la media ponderata dei prezzi di vendita netti sul mercato interno per il tipo di prodotto in esame (le transazioni effettuate in perdita rappresentavano soltanto una percentuale trascurabile delle transazioni complessive) superava il costo di produzione comprese le spese generali, amministrative e di vendita e
- il volume delle vendite effettuate sul mercato interno era pari ad almeno il 5 % del volume delle esportazioni nella CEE del tipo di prodotto in esame.
(14) Quando le vendite sul mercato interno di un determinato tipo di prodotto erano inferiori al 5 % del quantitativo esportato nella Comunità, è stato esaminato un modello ritenuto comparabile a quello esportato. È stato tuttavia accertato che i modelli proposti dai produttori come comparabili, pur essendo sempre tecnicamente simili in termini di dimensioni e di tolleranze, non erano sempre costituiti da materiali di qualità identica e non avevano le stesse finiture. In considerazione di tali differenze, che si riflettono nelle sensibili variazioni di prezzo spesso riscontrate tra tali modelli, la Commissione ritiene che i modelli proposti non possano essere considerati sufficientemente comparabili ai fini degli adeguamenti necessari per tener conto delle differenze inerenti alle caratteristiche fisiche.
(15) In tali circostanze il valore normale è stato calcolato, conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento (CEE) n. 2423/88, in base al costo di produzione del modello esportato, al quale sono state aggiunte le spese generali, amministrative e di vendita e il profitto realizzato dal produttore sulle vendite remunerative del prodotto simile sul mercato interno, che sono state considerate globalmente rappresentative.
(16) Il valore normale è stato costruito anche quando la media ponderata dei prezzi di vendita netti dei modelli esportati era inferiore alla somma dei costi di produzione e delle spese generali, amministrative e di vendita. In tali circostanze, conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento (CEE) n. 2423/88, il valore normale è stato calcolato in base al costo di produzione, al quale sono state aggiunte le spese generali, amministrative e di vendita e il profitto realizzato dal produttore sulle vendite remunerative del prodotto simile sul mercato interno.
3. Prezzo all'esportazione
(17) Per le vendite effettuate dai produttori giapponesi alle società consociate nella Comunità, i prezzi all'esportazione dei modelli di anelli esterni presi in esame sono stati costruiti, tenendo conto delle singole transazioni, in base ai prezzi di rivendita al primo acquirente indipendente in Francia, in Germania o nel Regno Unito. I prezzi sono stati adeguati per tener conto di tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita, nonché di un adeguato margine di profitto sul giro d'affari delle società consociate. Nella fattispecie, in funzione delle stime della redditività del settore in questione effettuate dalla Commissione, un margine di profitto del 6 % è stato considerato adeguato.
(18) È stato ritenuto opportuno calcolare i prezzi all'esportazione unicamente in base alle vendite ad acquirenti indipendenti quali i produttori industriali in Francia, Germania e nel Regno Unito, in quanto i tre mercati suddetti rappresentavano complessivamente il 90 % circa di tutte le rivendite dei prodotti giapponesi in questione nella Comunità.
(19) Le vendite all'esportazione effettuate direttamente ad acquirenti indipendenti nella Comunità erano trascurabili rispetto al volume globale delle esportazioni delle società interessate e pertanto non sono state prese in considerazione.
4. Confronto
(20) Il confronto tra i prezzi all'esportazione e il valore normale è stato effettuato unicamente per modelli del prodotto identici, ovvero aventi le stesse caratteristiche e lo stesso livello di precisione.
(21) Sono stati effettuati adeguamenti per tener conto delle spese di vendita sul mercato interno giapponese direttamente collegate alle vendite in questione, ma non sono state effettuate detrazioni quando non è stato dimostrato che tali spese fossero direttamente collegate alle vendite in esame.
(22) Per quanto riguarda le eventuali differenze tra le caratteristiche fisiche degli anelli esterni venduti in Giappone e di quelli venduti nella Comunità, la Commissione ha ritenuto che tali differenze non incidessero sul confronto tra i prezzi.
(23) In base alle singole transazioni a livello franco fabbrica, i prezzi all'esportazione dei singoli modelli di anelli esterni sono stati confrontati con il valore normale del modello corrispondente.
5. Margini di dumping
(24) I margini di dumping per le due società giapponesi sono stati calcolati come l'importo complessivo di cui i valori normali superavano i prezzi all'esportazione per tutti i tipi di prodotto selezionati.
(25) In percentuale del valore complessivo CIF all'esportazione di tutti i tipi di prodotto presi in esame, i margini di dumping determinati sono i seguenti:
- Koyo Seiko Co. Ltd 12,4 %
- NTN Corporation 6,0 %
(26) Nei confronti dei produttori che non hanno risposto al questionario della Commissione, né si sono manifestati altrimenti, il margine di dumping è stato determinato in base agli elementi disponibili, conformemente all'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88. Dato che le società che hanno collaborato hanno effettuato praticamente tutte le esportazioni di anelli esterni nella Comunità, è stato ritenuto opportuno calcolare il margine di dumping relativo agli esportatori che non hanno collaborato in base al margine di dumping più elevato, accertato nel corso dell'inchiesta, pari al 12,4 %.
D. PREGIUDIZIO
1. Osservazioni generali
(27) Poiché il codice della nomenclatura combinata nel quale gli anelli esterni sono classificati comprende anche altri prodotti, non sono disponibili statistiche ufficiali precise. I dati utilizzati dalla Commissione nell'inchiesta relativa al pregiudizio si basano quindi sui dati forniti dai produttori comunitari che hanno collaborato e dai produttori giapponesi.
(28) Inoltre, dato che l'inchiesta riguarda soltanto due produttori giapponesi, per tutelare il carattere riservato delle informazioni è stato necessario utilizzare degli indici per alcuni dei dati indicati nel presente regolamento.
(29) Le società che hanno presentato la denuncia rappresentano l'80 % circa della produzione totale comunitaria di anelli esterni.
(30) Ai fini della presente sezione del regolamento, occorre rilevare che la maggior parte dei dati si riferisce ai mercati della Francia, della Germania e del Regno Unito, che complessivamente rappresentano la maggior parte delle vendite comunitarie degli anelli esterni fabbricati nella Comunità e di quelli rivenduti dai produttori giapponesi. I dati relativi al volume stimato del mercato si riferiscono invece a tutti i mercati comunitari.
2. Volume del mercato comunitario e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping
(31) Per quanto riguarda il volume di mercato, il consumo stimato di anelli esterni nella Comunità tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta è sceso dell'11,5 %.
(32) Tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta, secondo le stime effettuate, le importazioni di anelli esterni di origine giapponese, oggetto di dumping, sono aumentate del 24 %. A tale tendenza corrisponde un incremento della corrispondente quota di mercato, che è passata dall'11,2 % nel 1988 al 14,3 % nel periodo dell'inchiesta.
3. Sottoquotazione
(33) Per quanto riguarda la sottoquotazione, è stato accertato che nel periodo dell'inchiesta i prezzi dei prodotti oggetto di dumping importati dal Giappone e rivenduti sul mercato comunitario erano mediamente inferiori ai prezzi dei modelli fabbricati dall'industria comunitaria, allo stesso livello commerciale, delle seguenti percentuali:
- Koyo Seiko Co. Ltd 9,4 %
- NTN Corporation 6,1 %
4. Situazione dell'industria comunitaria
a) Produzione, capacità, coefficiente di utilizzazione degli impianti e scorte
(34) Nell'analisi dei pertinenti fattori economici, la Commissione ha accertato che i risultati dei produttori comunitari erano variabili. Le cifre globali per l'industria comunitaria sono le seguenti:
(35) Il volume della produzione dell'industria comunitaria era il seguente:
1988 Indice = 100 1989 114 1990 109
(36) La capacità di produzione dell'industria comunitaria era la seguente:
1988 Indice = 100 1989 109 1990 120
(37) Il coefficiente di utilizzazione degli impianti ha avuto il seguente andamento:
1988 94,9 % 1989 96,2 % 1990 89,1 %
(38) Tra il 1988 e il periodo di riferimento le scorte dei produttori comunitari del prodotto in esame sono aumentate del 13 % circa.
b) Vendite, quota di mercato e profitti
(39) Le vendite dei produttori comunitari di anelli esterni (in pezzi) sui mercati della Francia, della Germania e del Regno Unito hanno avuto il seguente andamento:
1988 Indice = 100 1989 96 1990 85
(40) Espresse in valore, le vendite hanno avuto il seguente andamento:
1988 Indice = 100 1989 103 1990 95
(41) Tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta anche la quota di mercato dei produttori comunitari è diminuita:
1988 88,8 % 1989 87,4 % 1990 85,7 %
(42) La Commissione ha calcolato che nel periodo dell'inchiesta le perdite subite in Francia, in Germania e nel Regno Unito sulle vendite dei prodotti in concorrenza diretta con i modelli oggetto di dumping selezionati ai fini del confronto erano del 14,2 %. Se tuttavia si considera la redditività delle vendite di tutti i tipi del prodotto simile realizzate dai produttori comunitari negli stessi mercati, le perdite sono del 2,3 %. Il livello delle perdite subite dall'industria comunitaria dipende quindi dalla misura in cui i suoi prodotti sono soggetti alla concorrenza dei prodotti importati oggetto di dumping.
5. Conclusione
(43) In considerazione dei risultati finanziari insufficienti e del calo delle vendite e della quota di mercato dei produttori comunitari, la Commissione ritiene che l'industria comunitaria abbia subito un notevole pregiudizio.
E. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
1. Conseguenze delle importazioni oggetto di dumping
(44) In mancanza di differenze qualitative percettibili tra i prodotti in esame fabbricati nella Comunità o in Giappone, la concorrenza tra i produttori comunitari e quelli giapponesi si basa essenzialmente sui prezzi.
Dalle informazioni di cui dispone la Commissione in merito ai principali acquirenti industriali, risulta che tali società mantengono diverse fonti di approvvigionamento ed acquistano contemporaneamente da fornitori comunitari e giapponesi. Data la trasparenza del mercato, i prezzi dei prodotti giapponesi oggetto di dumping hanno depresso il livello generale dei prezzi.
(45) La sottoquotazione determinata nel corso dell'inchiesta e il fatto che alcuni dei modelli prodotti dall'industria comunitaria fossero particolarmente soggetti alla concorrenza delle importazioni in dumping hanno avuto effetti negativi su tale settore dell'industria comunitaria dei cuscinetti. Occorre inoltre rilevare che in altri settori, nei quali non si riscontrano pratiche di dumping da parte di società giapponesi (per esempio riguardo alla produzione di rulli cilindrici, sfere a aghi), i produttori comunitari hanno operato con un maggior margine di reddititivà.
(46) Come già è stato indicato, le perdite subite dai produttori comunitari sulle vendite di anelli esterni identici ai tipi di prodotti importati dal Giappone in condizioni di dumping sono nettamente superiori alle perdite subite su tutte le vendite.
2. Altre eventuali cause di pregiudizio
(47) Per quanto riguarda l'incidenza delle importazioni di anelli esterni originari di altri paesi terzi, dalle informazioni di cui dispone la Commissione risulta che tali importazioni sono state effettuate in quantitativi non rilevanti e principalmente da società collegate ai produttori comunitari (società di controllo oppure consociate). La Commissione ritiene quindi che le importazioni da paesi terzi, escluso il Giappone, abbiano inciso in misura trascurabile o inesistente sulla mancata redditività dei produttori comunitari.
(48) Il calo del consumo, che può aver avuto alcuni effetti negativi sull'industria comunitaria, non è comunque sufficiente per giustificare le perdite subite sulle vendite di anelli esterni in concorrenza diretta con le importazioni oggetto di dumping, né l'incremento della quota di mercato dei produttori giapponesi.
(49) Tenuto conto di tali elementi, la Commissione conclude che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria, considerato isolatamente rispetto a tutti gli altri fattori, è notevole e che esiste un nesso causale tra il pregiudizio subito e le importazioni oggetto di dumping dal Giappone.
F. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(50) In linea di massima una situazione di concorrenza leale ed operativa è conforme all'interesse della Comunità e nella fattispecie l'obiettivo delle misure proposte è di salvaguardare tale situazione. Per valutare l'interesse della Comunità, la Commissione ha tenuto conto degli interessi dell'industria comunitaria produttrice, degli utilizzatori dei cuscinetti e dei consumatori finali del prodotto finito.
(51) Le industrie che utilizzano il prodotto potrebbero trarre alcuni vantaggi dal fatto di poter acquistare anelli esterni a prezzi di dumping. Per il consumatore finale, tuttavia, tale vantaggio sarebbe minimo, dato che i prodotti in questione rappresentano normalmente soltanto una parte irrilevante del prezzo finale dei prodotti finiti. Anche se le conseguenze in termini di prezzo del prodotto finito al consumatore sono trascurabili, i vantaggi che le misure antidumping offrirebbero ai produttori di anelli esterni sono considerevoli.
(52) Se l'industria comunitaria non è tutelata contro la concorrenza sleale, la sua situazione continuerà a deteriorarsi. La Commissione ha pertanto concluso che, considerati tutti gli elementi del caso, nell'interesse della Comunità occorre salvaguardare l'industria dei cuscinetti nei confronti delle importazioni effettuate a condizioni sleali e propone l'istituzione di misure antidumping.
G. DAZIO PROVVISORIO
(53) Per eliminare il pregiudizio subito dai produttori comunitari è necessario annullare la sottoquotazione di cui al punto 33. I produttori comunitari dovrebbero essere inoltre in grado di ottenere gli incrementi dei prezzi necessari per compensare le perdite e realizzare adeguati utili sulle vendite.
(54) Per quanto riguarda il mancato profitto e l'utile sulle vendite minimo, l'industria della CEE riteneva che un utile netto del 15 % al lordo delle imposte fosse il minimo necessario. Poiché tuttavia si tratta di un'industria affermata e in considerazione degli utili realizzati in passato, tale margine di profitto non è considerato adeguato.
(55) La Commissione ritiene che nella fattispecie, in considerazione dell'esigenza di finanziare investimenti supplementari in impianti produttivi e in attività di ricerca e sviluppo, il mancato profitto può essere valutato in base ad un margine di utile al lordo delle imposte dell'8 %.
(56) Il mancato profitto dei produttori comunitari di anelli esterni venduti nella Comunità è quindi del 10,3 %.
Per calcolare il dazio necessario per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria, la Commissione ha tenuto conto del mancato profitto e del margine di sottoquotazione relativo ai singoli produttori giapponesi.
(57) Dato che i margini di pregiudizio così determinati sono superiori ai margini di dumping, il dazio antidumping da istituire deve essere pari al margine di dumping determinato per ciascuna società.
Si devono applicare quindi le seguenti aliquote provvisorie del dazio antidumping:
- Koyo Seiko Co. Ltd 12,4 %
- NTN Corporation 6,0 %
(58) L'aliquota del dazio antidumping relativa agli anelli esterni di cuscinetti a rulli conici originari del Giappone e fabbricati da società non citate al considerando 57 deve essere fissata in base agli elementi disponibili. Dato che le importazioni dei prodotti delle due società interessate rappresentano una percentuale elevata di tutte le importazioni nella Comunità di anelli esterni originari del Giappone, la Commissione ritiene che il risultato dell'inchiesta fornisca la base più adeguata. L'aliquota del dazio da applicare nei confronti di tutti gli altri produttori giapponesi è quindi del 12,4 %.
(59) È opportuno fissare un termine entro il quale le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni e chiedere di essere sentite. Occorre inoltre precisare che tutte le risultanze elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate qualora la Commissione proponga di istituire un dazio definitivo,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di anelli esterni di cuscinetti a rulli conici originari del Giappone, di cui al codice NC ex 8482 99 00 (codice Taric 8482 99 00 * 11 e 8482 99 00 * 91).
2. L'aliquota dal dazio, applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto è del 12,4 % (codice addizionale Taric 8669), fatta eccezione per le importazioni dei prodotti della seguente società:
- NTN Corporation, Tokyo 6,0 %
(codice addizionale Taric 8668)
3. Si applicano le vigenti disposizioni in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinato alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Salvi gli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima della scadenza di detto periodo. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 1992.

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