Document ID: 31995R1066

REGOLAMENTO (CE) N. 1066/95 DELLA COMMISSIONE del 12 maggio 1995 relativo alle modalità d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2075/92 del Consiglio in ordine al regime delle quote nel settore del tabacco greggio per i raccolti 1995, 1996 e 1997
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2075/92 del Consiglio, del 30 giugno 1992, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del tabacco greggio (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 711/95 (2), in particolare gli articoli 11, 14 e 27,
considerando che l'articolo 9 del regolamento (CEE) n. 2075/92 ha istituito un regime di quote per i diversi gruppi di varietà del tabacco relativamente ai raccolti 1995, 1996 e 1997; che i quantitativi disponibili per ogni gruppo di varietà sono ripartiti dal Consiglio tra gli Stati membri secondo la procedura di cui all'articolo 43, paragrafo 2 del trattato;
considerando che i termini per la ripartizione delle quote devono essere fissati con sufficiente anticipo affinché i produttori possano, per quanto possibile, tenerne conto nella produzione del tabacco;
considerando che l'assegnazione di quantitativi che danno diritto al pagamento del premio per un determinato raccolto non implica l'acquisizione di diritti per i raccolti successivi;
considerando che ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2075/92 le quote di produzione sono ripartite tra i produttori in misura proporzionale alla media dei quantitativi conferiti nel periodo di riferimento; che tale periodo comprende gli anni 1990 e 1991; che occorre raggruppare per raccolto i quantitativi conferiti, per tener conto in particolare dei superamenti dei quantitativi massimi garantiti stabiliti in applicazione del regolamento (CEE) n. 727/70 del Consiglio, del 21 aprile 1970, relativo all'attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore del tabacco greggio (3), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 860/92 (4);
considerando che, per il raccolto degli anni 1990 e 1991, il calcolo della quota dev'essere differenziato in modo da escludere le produzioni speculative di tabacco eccedenti i quantitativi massimi garantiti ai sensi del regolamento (CEE) n. 727/70; che occorre a tal fine ridurre i quantitativi suddetti in misura proporzionale al superamento;
considerando che è opportuno prevedere la possibilità che il tabacco sia trasformato in uno Stato membro diverso da quello in cui è prodotto; che in tali casi il quantitativo di tabacco greggio deve essere imputato allo Stato membro di produzione, a beneficio dei produttori di tale Stato membro;
considerando che occorre prevedere attestati di quota di produzione da rilasciare ai produttori sulla base delle loro consegne di tabacco relative al raccolto degli anni di riferimento; che gli Stati membri devono poter aumentare alcuni quantitativi da prendere in considerazione per tenere conto della situazione particolare di alcuni produttori;
considerando che i limiti quantitativi applicabili per un raccolto possono essere superiori a quelli fissati relativamente al raccolto precedente per alcuni gruppi di varietà, ed inferiori per altri; che occorre ripartire i quantitativi supplementari tra gli interessati secondo criteri oggettivi, tenendo conto di alcune priorità che gli Stati membri dovranno determinare in base alla loro situazione;
considerando che va tenuto conto del programma di riconversione previsto dall'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 2075/92 nonché della necessità, per determinati produttori, di abbandonare le varietà precedentemente coltivate a favore di varietà più rispondenti alle esigenze del mercato, riservando loro una parte dei quantitativi disponibili;
considerando che i quantitativi attribuiti a un produttore debbono essere messi a disposizione di altri produttori qualora l'avente diritto non concluda un contratto di coltivazione;
considerando che è opportuno limitare la trasferibilità delle quote di produzione a casi economicamente giustificati dal trasferimento della proprietà dell'azienda del produttore; che, per evitare che vengano eluse le restrizioni previste dal regime delle quote, non può essere autorizzato il trasferimento temporaneo di quote;
considerando che si deve prendere in considerazione il caso delle unità di produzione gestite in comune dai membri di una stessa famiglia, con particolare riguardo alle quantità minime per attestato di quota di produzione e alla prevenzione delle frodi;
considerando che scambi volontari di quote di produzione tra produttori interessati possono favorire una razionalizzazione della produzione;
considerando che occorre prendere disposizioni per dirimere eventuali controversie mediante il ricorso a commissioni paritetiche;
considerando che occorre prevedere che le informazioni e la documentazione detenute dalle imprese di trasformazione e dai produttori siano accessibili e utilizzabili a fini di controllo;
considerando che esigenze di buona gestione, trasparenza e controllo impongono di prevedere la comunicazione al pubblico della quota di produzione assegnata a ciascun produttore;
considerando che è opportuno precisare il ruolo che le organizzazioni interprofessionali possono svolgere in sede di gestione del regime delle quote; che sono necessarie disposizioni transitorie finché tutte le organizzazioni interprofessionali non siano riconosciute conformemente alle disposizioni del regolamento (CEE) n. 2077/92 del Consiglio (1);
considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per il tabacco,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
TITOLO I
Disposizioni generali
Articolo 1
Il presente regolamento determina le modalità d'applicazione delle quote previste dall'articolo 9 del regolamento (CEE) n. 2075/92.
Articolo 2
Ai sensi del presente regolamento si intende per:
- « prima trasformazione del tabacco »: la trasformazione del tabacco greggio consegnato da un produttore (coltivatore) in un prodotto stabile, immagazzinabile e condizionato in balle o colli omogenei di qualità corrispondente alle esigenze degli utilizzatori finali (manifatture);
- « impresa di trasformazione »: qualsiasi persona fisica o giuridica che gestisce in proprio nome e per conto proprio uno o più stabilimenti di prima trasformazione del tabacco greggio provvisti di impianti e di attrezzature adatti a questo scopo;
- « produttore »: qualsiasi persona fisica o giuridica o associazione di siffatte persone che consegni ad un'impresa di trasformazione in proprio nome e per conto proprio, nel quadro di un contratto di coltivazione concluso da essa o in suo nome, tabacco greggio prodotto da essa stessa o dai suoi membri;
- « Stato membro di produzione »: lo Stato membro nel quale è stato prodotto il tabacco greggio consegnato all'impresa di trasformazione;
- « Stato membro di trasformazione »: lo Stato membro nel quale avviene la prima trasformazione del tabacco.
TITOLO II
Quote di produzione
Articolo 3
Gli Stati membri possono ripartire direttamente tra i produttori le quote di produzione oppure disporre che i produttori presentino apposite domande per ottenere una quota di produzione.
Gli Stati membri rilasciano ai produttori gli attestati di quota entro il 31 gennaio dell'anno del raccolto.
Le quote di produzione sono fissate per ciascun gruppo di varietà di cui all'allegato del regolamento (CEE) n. 2075/92.
Per il raccolto 1995, gli Stati membri sono autorizzati a prorogare il termine di cui al paragrafo 2 fino al 31 maggio.
Articolo 4
L'assegnazione di una quota di produzione per un determinato raccolto non implica l'assegnazione di quote per i raccolti successivi.
Articolo 5
1. La quota di ciascun produttore è calcolata applicando la percentuale che il suo quantitativo medio rappresenta rispetto alla somma dei quantitativi medi determinati a norma della versione originale dell'articolo 9 del regolamento (CEE) n. 2075/92, nonché dell'articolo 6 del presente regolamento, al limite di garanzia specifico dello Stato membro per il gruppo di varietà in questione.
2. La quota di produzione dei produttori che hanno ricevuto una quota o un certificato di coltivazione per il raccolto 1993 o 1994 ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3, terzo comma del regolamento (CEE) n. 2075/92, oppure che hanno avviato la coltivazione di un nuovo gruppo di varietà di tabacco dopo il raccolto 1992, dovrà essere calcolata nel modo seguente:
- per il primo raccolto successivo al primo anno di attività, il produttore ottiene una quota proporzionale alla sua prima quota di produzione per il gruppo di varietà di cui trattasi;
- per i raccolti successivi, il produttore ottiene una quota di produzione proporzionale alla media dei quantitativi consegnati negli anni che precedono l'anno dell'ultimo raccolto per il gruppo di varietà di cui trattasi.
3. La percentuale del produttore è espressa con almeno quattro cifre decimali. Le quote sono fissate in chilogrammi.
Articolo 6
1. La media dei quantitativi consegnati da ciascun produttore per la trasformazione è calcolata, per ogni gruppo di varietà, secondo le disposizioni dei paragrafi 2 e 3.
2. Per il calcolo della media dei quantitativi consegnati alla trasformazione, tutto il tabacco di un raccolto si considera consegnato nel corso dell'anno civile del raccolto in questione. Tuttavia, i quantitativi consegnati per la trasformazione a norma dell'articolo 2, paragrafi 5 e 6 del regolamento (CEE) n. 3478/92 della Commissione (1) si considerano consegnati nell'anno del raccolto nel corso del quale sono stati ammessi al premio. Si tiene conto unicamente del tabacco effettivamente consegnato che ha dato diritto al premio.
I quantitativi di tabacco consegnati da produttori non stabiliti nelle zone di produzione riconosciute a norma dell'articolo 5, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2075/92 non sono tuttavia presi in considerazione ai fini del calcolo di cui al primo comma.
3. Se i quantitativi delle diverse varietà di tabacco consegnate alle imprese di trasformazione hanno superato per il raccolto 1990 o 1991 il quantitativo massimo garantito ai sensi del regolamento (CEE) n. 727/70, si applica a tali quantitativi un coefficiente di riduzione. Quest'ultimo è pari al quantitativo massimo garantito suddetto diviso per il quantitativo totale di tabacco consegnato.
Articolo 7
1. Nei casi in cui il tabacco prodotto in uno Stato membro sia stato trasformato in un altro Stato membro, la ripartizione delle quote è effettuata secondo le disposizioni dei paragrafi 2, 3 e 4, ferme restando le altre disposizioni del presente titolo.
2. Lo Stato membro di trasformazione comunica allo Stato membro di produzione, per ciascun produttore e per ogni gruppo di varietà, i quantitativi di tabacco greggio provenienti dallo Stato membro di produzione e consegnati per la trasformazione durante gli anni di riferimento dei quali si tiene conto per il calcolo delle quote di produzione, conformemente all'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2075/92.
3. Tale comunicazione è effettuata, per il raccolto 1995, entro un termine di 15 giorni dalla pubblicazione del presente regolamento, e per ciascuno dei raccolti successivi entro il 15 novembre dell'anno che li precede.
4. Lo Stato membro di produzione assegna il quantitativo corrispondente del proprio quantitativo del limite di garanzia specifico ai produttori che, negli anni di riferimento di cui al paragrafo 2, hanno consegnato tabacco ad imprese di trasformazione aventi sede in un altro Stato membro.
Ai fini dell'assegnazione della loro quota di produzione, i produttori che, negli anni di riferimento di cui al paragrafo 2, hanno consegnato tabacco ad imprese di trasformazione aventi sede in un altro Stato membro sono assimilati ai produttori che hanno consegnato la loro produzione ad un'impresa avente sede nel loro Stato membro.
Articolo 8
1. Per ciascun gruppo di varietà lo Stato membro rilascia, nel rispetto dei quantitativi del limite di garanzia, attestati di quote di produzione ai produttori stabiliti in una zona di produzione riconosciuta a norma dell'articolo 5, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2075/92.
Detti attestati di quote di produzione indicano in particolare l'avente diritto e il gruppo di varietà con i corrispondenti quantitativi ai quali essi si riferiscono.
2. Gli Stati membri definiscono la procedura per il rilascio degli attestati di quota di produzione e le misure di prevenzione delle frodi, a norma dell'articolo 20, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2075/92.
3. Gli Stati membri possono stabilire dei quantitativi minimi per il rilascio degli attestati di quota di produzione. Tali quantitativi minimi non devono essere superiori a 500 kg.
4. Qualora un produttore fornisca la prova che, in seguito a circostanze eccezionali, la propria produzione è stata insolitamente bassa per un raccolto compreso nel periodo di riferimento, lo Stato membro determina, su richiesta dell'interessato, il quantitativo da prendere in considerazione per tale raccolto ai fini del rilascio del suo attestato di quota; per il raccolto 1993 e i raccolti successivi, tale quantitativo non può essere superiore ai quantitativi iscritti negli attestati di quota o nei certificati di coltivazione assegnati al produttore per il raccolto di cui trattasi. Gli Stati membri informano la Commissione delle decisioni che essi intendono adottare.
Articolo 9
1. Quando, per un raccolto e per uno Stato membro, il limite di garanzia stabilito per un gruppo di varietà a norma dell'articolo 9, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2075/92 è superiore al limite di garanzia applicabile al raccolto precedente, il quantitativo in eccesso rispetto a quest'ultimo limite di garanzia è ripartito in base a criteri obiettivi e coerenti che lo Stato membro deve stabilire e rendere pubblici. Gli Stati membri comunicano senza indugio alla Commissione le disposizioni adottate in merito.
I quantitativi disponibili ai sensi del primo comma sono eventualmente ridotti dei quantitativi accantonati per la riserva prevista dal paragrafo 2.
Gli Stati membri possono in particolare prevedere che i quantitativi supplementari siano prioritariamente assegnati ai produttori che:
a) subiscono una riduzione, rispetto al raccolto precedente, dei quantitativi interessati dai loro attestati di quota, per un altro gruppo di varietà;
b) possono, grazie al quantitativo supplementare, procedere ad una significativa razionalizzazione della loro produzione di tabacco del gruppo di varietà di cui trattasi;
c) hanno iniziato la produzione del gruppo di varietà di cui trattasi nel 1990 o nel 1991.
Gli Stati membri che, a norma dell'articolo 14, costituiscono un fondo nazionale di attestati di quote di produzione possono versare i quantitativi supplementari anche a tale fondo.
2. L'Italia e la Grecia possono, per il raccolto 1995, costituire una riserva di tabacco in foglia appartenente ad altri gruppi di varietà da distribuire, in via prioritaria, a produttori che si impegnano a realizzare un programma di riconversione ai sensi dell'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 2075/92.
Articolo 10
Ciascun produttore può consegnare il tabacco di un determinato gruppo di varietà e di uno stesso raccolto ad una sola impresa di trasformazione.
Le associazioni di produttori che abbiano la qualità di « produttore » possono tuttavia consegnare la loro produzione a più imprese di trasformazione.
Articolo 11
1. Gli attestati di quota di produzione che non sono stati utilizzati per la conclusione di contratti alla data appositamente fissata debbono essere resi dal produttore allo Stato membro che li ha emessi entro un termine di cinque giorni lavorativi a decorrere da tale data.
2. Se il produttore non rende l'attestato di cui al paragrafo 1 entro il termine previsto, il suo quantitativo di riferimento per il raccolto successivo e per lo stesso gruppo di varietà è ridotto dello 0,5 % per ogni giorno di ritardo, fino ad un massimo del 15 %.
3. I quantitativi indicati negli attestati di cui al paragrafo 1, nonché gli altri quantitativi eventualmente disponibili, sono equamente ripartiti dagli Stati membri prima del 30 aprile dell'anno del raccolto, in base a criteri obiettivi e resi pubblici. Questa ripartizione deve avvantaggiare in via prioritaria i produttori che già dispongono di una quota. I criteri in parola sono stabiliti dallo Stato membro tenendo conto del parere delle organizzazioni interprofessionali riconosciute ai sensi del regolamento (CEE) n. 2077/92.
Per il raccolto 1995 gli Stati membri sono autorizzati a prorogare sino al 29 luglio il termine di cui al primo comma.
TITOLO III
Trasferimento dei diritti
Articolo 12
Salvi i casi previsti dal presente titolo, le quote non possono essere né trasferite, né costituire oggetto di transazioni a titolo oneroso o gratuito, ed i quantitativi prodotti da un produttore non possono essere imputati ad altro produttore per il calcolo della quota.
Articolo 13
1. Se l'azienda produttrice di tabacco è trasferita ad un terzo, a qualsiasi titolo e segnatamente in seguito a vendita, locazione, affitto o per eredità, il soggetto subentrante ottiene il diritto all'attestato di quota di produzione per tutto il periodo di riferimento, salvo contrarie disposizioni contrattuali.
2. Se solamente una parte di un'azienda produttrice di tabacco è trasferita ad un terzo, il soggetto subentrante ottiene il diritto all'attestato di quota di produzione proporzionalmente alle superfici agricole acquisite. Le parti interessate possono tuttavia convenire che tale diritto resti integralmente al precedente o al nuovo titolare.
3. Fermo restando il paragrafo 1, un produttore affittuario delle superfici coltivate resta titolare dei quantitativi di riferimento e dei diritti acquisiti al termine del contratto di affitto.
4. Qualora un'azienda produttrice di tabacco sia o sia stata condotta in comune da più membri di una famiglia, questi debbono richiedere che sia rilasciato un solo attestato di quota di produzione, corrispondente alla somma dei quantitativi cui hanno diritto.
Articolo 14
1. Con l'autorizzazione dello Stato membro interessato, i produttori possono procedere ad uno scambio dei propri diritti ad un attestato di quota di produzione per un determinato gruppo di varietà contro un corrispondente attestato relativo ad un altro gruppo di varietà. Lo Stato membro può costituire un fondo nazionale di attestati di quote di produzione destinati agli aventi diritto ad uno scambio tra gruppi di varietà.
2. Lo scambio di diritti ad un attestato di quota di produzione a norma del paragrafo 1 costituisce un trasferimento definitivo, tra i produttori interessati, dei quantitativi di riferimento in base ai quali è stato emesso l'attestato di quota di produzione.
TITOLO IV
Disposizioni finali e transitorie
Articolo 15
Gli Stati membri possono prevedere che le controversie in materia di distribuzione o di trasferimento delle quote di produzione siano demandate ad una commissione d'arbitrato. Gli Stati membri stabiliscono le modalità relative alla composizione e alle deliberazioni di tali commissioni.
Articolo 16
Le imprese di trasformazione e i produttori consentono alle autorità competenti l'accesso alle informazioni e ai documenti necessari per l'applicazione del presente regolamento, nonché la loro utilizzazione.
Articolo 17
Per i raccolti 1995, 1996 e 1997, gli Stati membri possono, ai fini dell'applicazione dell'articolo 11, paragrafo 3, associare in modo paritetico organizzazioni professionali esistenti e riconosciute, finché non siano state costituite organizzazioni interprofessionali riconosciute conformemente alle disposizioni del regolamento (CEE) n. 2077/92.
Articolo 18
1. Gli Stati membri costituiscono una base di dati informatizzata nella quale sono registrati, per ciascuna impresa di trasformazione, per ciascun produttore e per ciascuna associazione di produttori, i dati che consentono l'identificazione dei loro stabilimenti o delle loro unità di produzione, le quote o i quantitativi indicati sugli attestati di quota di produzione loro assegnati, nonché qualsiasi altra indicazione utile per il controllo del regime delle quote.
2. Gli Stati membri curano:
- la conservazione dei dati contenuti nella base informatizzata;
- l'utilizzazione della base dati esclusivamente al fine dell'applicazione di quanto disposto al paragrafo 1;
- l'applicazione delle misure atte a garantire la protezione dei dati, in particolare contro furti e falisifcazioni;
- l'accesso, senza remore o eccessive spese, degli interessati ai dossier che li riguardano;
- il rispetto del diritto degli interessati di far prendere in considerazione ogni modifica giustificata delle informazioni che li riguardano, in particolare il diritto di far espungere periodicamente i dati che non presentano più alcun interesse.
3. Le imprese di trasformazione e i produttori:
- non devono frapporre ostacoli alla realizzazione della base dati informatizzata da parte degli agenti appositamente qualificati;
- devono fornire a detti agenti tutte le informazioni richieste in applicazione del presente regolamento.
4. Fatta salva la legislazione nazionale sulla protezione dei dati personali, gli Stati membri provvedono a rendere pubblica la quota di ogni singolo produttore utilizzata per la conclusione dei contratti di coltivazione o, se del caso, la quota di ciascun produttore membro di un'associazione di produttori, entro e non oltre un mese dalla data limite fissata per il rinvio degli attestati di quota non utilizzati, in modo che sia conosciuta da tutti i produttori interessati di una zona di produzione ristretta quale è definita all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 3478/92.
Articolo 19
Se le quote di produzione riguardano un'associazione di produttori aventi la qualità di « produttore », lo Stato membro vigila sull'equa ripartizione del quantitativo fra tutti i membri dell'associazione. Gli Stati membri devono inoltre disporre di dati esatti circa la produzione di tutti i singoli produttori, in modo che le quote di produzione possono eventualmente essere assegnate a questi ultimi.
In tal caso, le disposizioni del titolo II si applicano, mutatis mutandis, alla ripartizione tra i membri dell'associazione; l'associazione di produttori può tuttavia effettuare, con il consenso di tutti i produttori interessati, una ripartizione diversa per garantire una migliore organizzazione della produzione.
Articolo 20
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 12 maggio 1995.

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