Document ID: 31994R2674

REGOLAMENTO (CE) N. 2674/94 DEL CONSIGLIO del 31 ottobre 1994 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di furazolidone originario della Repubblica popolare cinese e stabilisce la riscossione definitiva del dazio provvisorio
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta della Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. MISURE PROVVISORIE (1) La Commissione, con il regolamento (CE) n. 1648/94 (2), qui di seguito denominato « regolamento provvisorio », ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di furazolidone originario della Repubblica popolare cinese di cui al codice NC 2934 90 40.
B. FASE SUCCESSIVA DEL PROCEDIMENTO (2) In seguito all'istituzione del dazio antidumping provvisorio, è stato concesso alle parti interessate che ne hanno fatto richiesta di essere ascoltate dalla Commissione. Esse hanno inoltre comunicato per iscritto le proprie osservazioni in merito alle risultanze del procedimento.
(3) Le parti che lo hanno richiesto sono state informate in merito ai fatti e alle considerazioni essenziali in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di un dazio definitivo e la definitiva riscossione degli importi del dazio provvisorio depositati in garanzia. È stato inoltre concesso un termine entro il quale presentare osservazioni dopo la comunicazione delle informazioni.
(4) Sono state esaminate le osservazioni scritte e orali presentate dalle parti e, ove opportuno, le conclusioni della Commissione sono state modificate per tenerne conto.
C. PRODOTTO IN ESAME, PRODOTTO SIMILE E INDUSTRIA COMUNITARIA (5) Poiché non sono state presentate ulteriori argomentazioni in merito al prodotto in esame, al prodotto simile e all'industria comunitaria, sono confermate le risultanze di cui ai punti da (7) a (10) del regolamento provvisorio.
D. DUMPING I. Paese analogo (6) In seguito alla pubblicazione del regolamento provvisorio, gli esportatori cinesi hanno affermato che la scelta dell'India quale paese analogo fosse inadeguata per i seguenti motivi:
- l'elevato dazio doganale applicato in India sulle importazioni del prodotto in questione e delle materie prime impiegate nella sua fabbricazione rappresenta una barriera insormontabile che impedisce l'esistenza nel paese di una normale concorrenza per quanto riguarda il furazolidone;
- sul mercato indiano non esisteva un'adeguata concorrenza poiché esso era fortemente protetto e monopolizzato da un produttore indiano;
- l'unico produttore indiano, sul quale era determinato il valore normale, non era competitivo e, a partire dal periodo dell'inchiesta, aveva interrotto la fabbricazione del prodotto in questione. Nel calcolare il valore normale per tale società era inoltre inadeguato considerare un profitto del 9 %.
Nella fattispecie, si è suggerito che il mercato analogo più adeguato, non potendosi utilizzare nessun altro paese terzo, fosse il mercato della Comunità.
(7) Dopo aver esaminato tali osservazioni, si è ritenuto che l'esistenza di un dazio doganale elevato sulle importazioni del prodotto in questione e delle sue materie prime non ha sminuito la natura competitiva del mercato indiano. Infatti, gli stessi esportatori cinesi erano ampiamente presenti su tale mercato e vi erano indicazioni che essi, nonostante il dazio doganale elevato, fossero in grado di competere attivamente sul mercato indiano. Inoltre, la Commissione, nel determinare il valore normale per il prodotto in questione, ha proceduto ad opportuni adeguamenti per l'alto livello dei dazi doganali pagati all'importazione delle materie prime, in modo da non gonfiare artificialmente il valore normale.
Inoltre, pur osservando che il produttore indiano, sui cui costi era determinato il valore normale, ha interrotto da allora la fabbricazione del prodotto in questione, si è ritenuto che il volume del prodotto sulla base del quale era determinato il valore normale fosse sufficientemente rappresentativo, durante il periodo dell'inchiesta, se confrontato al volume esportato dalla Cina nella Comunità.
Oltre al fatto che gli esportatori cinesi non hanno addotto elementi a sostegno di tale osservazione, si ritiene che, in ogni caso, la pretesa inefficienza del produttore indiano non sia un fattore pertinente per stabilire il valore normale sul mercato. In mancanza di vendite redditizie del prodotto in questione da parte del suddetto produttore durante il periodo dell'inchiesta, il valore normale è stato calcolato sulla base del costo di fabbricazione del produttore interessato più un importo per le spese di vendita e di gestione, nonché per le altre spese generali e un ragionevole margine di profitto. Il margine di profitto utilizzato (9 %) era, come indicato nel punto (13) del regolamento provvisorio, quello ritenuto equo dal produttore interessato e, inoltre, rientra nel margine di profitto ritenuto equo per le vendite del prodotto in questione nella Comunità.
Comunque, la scelta della Comunità quale mercato analogo alternativo non avrebbe alcun impatto sulle misure da adottare, poiché equivarrebbe a calcolare il margine di dumping in base al margine necessario per l'eliminazione del pregiudizio, che è per l'appunto il metodo seguito per l'istituzione del dazio provvisorio.
(8) L'osservazione che l'India fosse un paese analogo inadeguato e che si dovesse utilizzare il mercato della Comunità è stato pertanto respinta.
II. Valore normale (9) Ai fini delle risultanze definitive, il valore normale è stato stabilito in base agli stessi metodi utilizzati per la determinazione provvisoria delle pratiche di dumping. Nessuna parte interessata ha sollevato obiezioni su tali metodi. Le risultanze di cui al punto (13) del regolamento provvisorio sono, pertanto, confermate.
III. Prezzo all'esportazione (10) Non sono state presentate nuove argomentazioni in merito alla determinazione dei prezzi all'esportazione. Le risultanze di cui al punto (14) del regolamento provvisorio sono, pertanto, confermate.
IV. Confronto (11) Non sono state presentate nuove argomentazioni riguardo al metodo seguito dalla Commissione nel confrontare il valore normale e il prezzo all'esportazione. Il metodo di cui al punto (15) del regolamento provvisorio è, pertanto, confermato.
V. Margine di dumping (12) Non sono state presentate ulteriori argomentazioni sulla metodologia seguita dalla Commissione per la sua determinazione preliminare. Pertanto, la media ponderata del margine di dumping definitivamente stabilita ed espressa in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria è del 93 %.
(13) Nelle risultanze provvisorie la Commissione ha ritenuto ingiustificata, per i motivi di cui ai punti da (17) a (20) del regolamento provvisorio, la richiesta di un esportatore cinese di stabilire un margine di dumping individuale. In seguito alla pubblicazione di tale regolamento, l'esportatore interessato ha reiterato la richiesta di determinazione di un margine di dumping individuale. Tuttavia, poiché non sono stati addotti nuovi elementi o nuove argomentazioni, sono confermate le risultanze di cui ai punti da (17) a (20) del regolamento provvisorio.
E. PREGIUDIZIO I. Consumo comunitario, volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping (14) Gli esportatori cinesi hanno affermato che la determinazione del pregiudizio nel regolamento provvisorio si basava su un'errata valutazione dei fatti. In particolare, essi hanno sostenuto che la Commissione avrebbe dovuto utilizzare le statistiche Eurostat relative alle importazioni del prodotto in questione durante il periodo dell'inchiesta, anziché i volumi d'importazione del prodotto in causa indicati nelle risposte al questionario dagli stessi esportatori cinesi. Essi hanno affermato che alcune operazioni indicate dagli esportatori cinesi quali vendite d'esportazione nella Comunità non erano in realtà destinate al mercato comunitario ma venivano trasbordate al di fuori della Comunità.
Questa osservazione non poteva essere accettata. Si è constatato che, mentre da un lato non si adduceva alcuna prova a sostegno di tale affermazione, l'uso delle statistiche Eurostat per il periodo dell'inchiesta, al fine di valutare il pregiudizio, dimostrerebbe comunque un notevole aumento delle importazioni in questione dal 1990, nonché una consistente crescita della quota di mercato detenuta da tali importazioni, e la tendenza così stabilita non sarebbe diversa da quella determinata dalla Commissione nelle risultanze provvisorie.
L'osservazione secondo la quale la valutazione del pregiudizio doveva essere fatta in base alle statistiche Eurostat è quindi respinta.
II. Prezzi delle importazioni oggetto di dumping (15) In assenza di osservazioni, sono confermate le risultanze di cui al punto (22) del regolamento provvisorio.
III. Situazione dell'industria comunitaria (16) Poiché l'affermazione di cui al punto (14) è stata respinta e non sono pervenute altre osservazioni sulla situazione dell'industria comunitaria, sono confermate le risultanze di cui ai punti da (23) a (28) del regolamento provvisorio.
F. CAUSA (17) Nel suo regolamento provvisorio, la Commissione ha esaminato l'affermazione degli esportatori cinesi secondo la quale la causa della diminuzione dei prezzi del prodotto in questione sul mercato comunitario era il minacciato divieto del prodotto medesimo nella Comunità, dovuto all'incertezza in merito alle sue future applicazioni. Tale affermazione è stata respinta dalla Commissione per i motivi di cui ai punti (33) e (34) del regolamento provvisorio.
In seguito alla pubblicazione del regolamento provvisorio, gli esportatori cinesi hanno reiterato l'affermazione ma, non essendo state presentate nuove argomentazioni in merito, sono confermate le risultanze del regolamento provvisorio.
G. INTERESSE COMUNITARIO (18) Non essendo state addotte nuove argomentazioni in merito all'interesse comunitario, sono confermate le risultanze di cui ai punti da (36) a (39) del regolamento provvisorio.
H. DAZIO (19) Non sono pervenute osservazioni sulla metodologia adottata dalla Commissione per determinare le aliquote di dazio da applicare di cui ai punti da (40) a (43) del regolamento provvisorio. Queste ultime sono, pertanto, confermate.
Poiché il margine di dumping accertato era superiore al corrispondente aumento dei prezzi all'esportazione necessario per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria, il dazio definitivo da istituire dovrebbe corrispondere al margine di pregiudizio accertato, vale a dire il 70,6 %.
I. DAZI RETROATTIVI (20) Il produttore comunitario ha chiesto l'istituzione di dazi retroattivi adducendo quale motivazione il fatto che gli importatori erano a conoscenza delle pratiche di dumping seguite dagli esportatori, ed esisterebbe un pregiudizio notevole causato da pratiche di dumping sporadiche sotto forma di importazioni massicce di furazolidone per un periodo relativamente breve precedente all'istituzione del dazio antidumping provvisorio.
(21) La Commissione ha esaminato tale osservazione ma è giunta alla conclusione che essa non fosse confortata da alcuna prova che dimostri la consapevolezza degli importatori dell'esistenza delle pratiche di dumping o da alcun indizio di esistenza di pratiche di dumping sporadiche. Pertanto, nella fattispecie, non vi erano motivi per istituire un dazio di dumping retroattivo. Il Consiglio ha quindi deciso di non istituire un dazio antidumping retroattivo sul furazolidone originario della Repubblica popolare cinese.
J. RISCOSSIONE DEL DAZIO PROVVISORIO (22) In considerazione del margine di dumping accertato e del pregiudizio causato all'industria comunitaria, si ritiene necessario riscuotere definitivamente gli importi depositati in garanzia del dazio provvisorio per tutte le società,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di furazolidone di cui al codice NC 2934 90 40 originario della Repubblica popolare cinese.
2. L'aliquota del dazio applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, non sdoganato, è la seguente: 70,6 %.
3. Salvo altrimenti disposto, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Gli importi del dazio provvisorio depositati in garanzia ai sensi del regolamento (CE) n. 1648/94 relativo alle importazioni dalla Repubblica popolare cinese sono definitivamente riscossi.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 31 ottobre 1994.

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