Document ID: 32002D0894

Decisione della Commissione
dell'11 luglio 2001
relativa al regime di aiuti di Stato al quale la Spagna ha dato esecuzione in favore delle imprese della provincia di Guipúzcoa sotto forma di credito fiscale del 45 % degli investimenti
[notificata con il numero C(2001) 1764]
(Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/894/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli(1) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Tramite le informazioni raccolte in occasione dei procedimenti avviati in base alle denunce depositate nei confronti degli aiuti di Stato a favore dell'impresa Daewoo Electronics Manufacturing España SA(2) e delle imprese Ramondín SA e Ramondín Cápsulas SA(3), la Commissione è stata informata del fatto che la Spagna aveva dato esecuzione, nella provincia di Álava, a un regime di aiuti fiscali agli investimenti non notificato sotto forma di credito fiscale del 45 %. Inoltre, è venuta a conoscenza, in maniera informale, del fatto che esisterebbero misure simili nella provincia di Guipúzcoa, territorio che dispone della stessa autonomia fiscale di Álava. Per questo motivo, il 15 marzo 1999 i servizi della Commissione hanno inviato una lettera alla Rappresentanza permanente della Spagna richiedendo informazioni al riguardo. Con lettere della Rappresentanza permanente del 13 aprile 1999 e del 17 maggio 1999, le autorità spagnole hanno richiesto due proroghe dei termini assegnati per la risposta. Con lettera del 25 maggio 1999, i servizi della Commissione hanno negato la seconda proroga, in virtù del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato(4). Infine, con lettera del 2 giugno 1999 della Rappresentanza permanente, le autorità spagnole hanno trasmesso le informazioni relative ai suddetti aiuti fiscali.
(2) Con lettera del 17 agosto 1999, SG(99) D/6871, la Commissione ha informato la Spagna della propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato riguardo all'aiuto in oggetto.
(3) Con lettera della Rappresentanza permanente del 9 novembre 1999, registrata il 12 novembre 1999, la Spagna ha presentato le sue osservazioni nell'ambito del procedimento in questione.
(4) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(5). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito all'aiuto di cui trattasi entro un mese a partire dalla suddetta data di pubblicazione.
(5) La Commissione ha ricevuto osservazioni in merito da parte dei seguenti interessati: Comunità Autonoma di Castilla y León, il 3 gennaio 2000; Confederazione imprenditoriale basca - Euskal Entrepresarien Konfederakuntza (in appresso "Confebask"), il 4 gennaio 2000, e, oltre il termine, osservazioni complementari con lettera del 29 dicembre 2000, registrata il 3 gennaio 2001; Governo di La Rioja, il 5 gennaio 2000; Collegio basco di economisti - Ekonomilarien Euskal Elkargoa, il 5 gennaio 2000; Circolo di imprenditori baschi, il 5 gennaio 2000; e l'Associazione professionale dei consulenti tributari della Comunità del Paese Basco, il 7 gennaio 2000. Con lettera del 1o marzo 2000*D/50 912, la Commissione ha trasmesso le osservazioni alla Spagna offrendo l'opportunità di commentarle, ma non ha ricevuto alcun commento tranne una richiesta di proroga di 20 giorni del termine di risposta.
(6) Con lettera della Rappresentanza permanente in data 22 giugno 2000, la Spagna ha informato la Commissione dell'abrogazione, a partire dal 18 marzo 2000, tramite legge provinciale (Norma Foral)(6) 3/2000 del 13 marzo, della settima disposizione aggiuntiva della legge provinciale(7) 7/1997 del 22 dicembre 1997 che costituiva la base giuridica che aveva instaurato il credito fiscale del 45 %.
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'AIUTO
(7) Secondo le informazioni di cui dispone la Commissione, che non sono state contestate né dalle autorità spagnole né da altri, gli aiuti fiscali in questione sono entrati in vigore il 1o gennaio 1997 in virtù della decima disposizione aggiuntiva della legge provinciale 7/1997 del 22 dicembre 1997(8).
(8) Per quanto riguarda il credito fiscale del 45 % vigente del 1o gennaio 1997, il testo della decima disposizione aggiuntiva della legge provinciale 7/1997 del 22 dicembre 1997 dispone quanto segue:
"Gli investimenti in nuove attività fisse materiali effettuati a partire del 1o gennaio 1997 e superiori a 2,5 miliardi di ESP godono, previa conferma dall'Amministrazione provinciale (Diputación Foral) di Guipúzcoa, di un credito fiscale del 45 per cento dell'importo dell'investimento determinato dall'amministrazione stessa applicabile alla quota da versare a titolo delle imposte sul reddito.
La deduzione non applicata per insufficienza della quota da versare potrà essere applicata nei periodi impositivi che si concludono nei 5 anni immediatamente successivi a quello per il quale è stata emessa conferma della concessione della deduzione stessa.
Il computo del termine per l'applicazione della deduzione può essere differito fino al primo esercizio nel quale, entro il periodo di prescrizione, si registrino risultati positivi.
La conferma di cui al primo capoverso di questo articolo fisserà i termini e le limitazioni applicabili in ciascun caso.
I benefici riconosciuti secondo la presente disposizione sono incompatibili con qualsiasi altro beneficio tributario esistente in ragione degli stessi investimenti.
L'Amministrazione provinciale di Guipúzcoa determinerà altresì la durata del processo di investimento, che può comprendere investimenti realizzati nella fase di preparazione del progetto alla base dell'investimento oggetto del beneficio fiscale".
(9) In breve, da queste disposizioni risulta che l'oggetto degli aiuti è costituito, da una parte, dagli investimenti in nuove attività fisse materiali effettuati del 1o gennaio 1997 e, dall'altra, dagli investimenti(9) realizzati nella fase di preparazione del progetto alla base dell'investimento, purché superiori a 2,5 miliardi di ESP.
(10) Dato che il regime non pone come condizione che l'investimento che dà diritto agli aiuti sia localizzato nella provincia di Guipúzcoa, un'impresa il cui domicilio fiscale si trovi in questo territorio potrebbe ottenere un credito fiscale del 45 % dell'importo degli investimenti realizzati altrove, al di fuori del territorio di Guipúzcoa.
(11) Inoltre, il regime si applica a investimenti realizzati in qualsiasi settore, dato che non deve essere soddisfatta alcuna condizione settoriale quali quelle contenute nelle norme comunitarie applicabili alle attività di produzione, trasformazione e distribuzione dei prodotti agricoli e della pesca di cui all'allegato I del trattato, all'industria del carbone, alla siderurgia, ai trasporti, alla costruzione navale, alle fibre sintetiche e all'industria dell'automobile.
(12) Inoltre, qualsiasi impresa può essere beneficiaria del credito fiscale del 45 % in questione, indipendentemente dalla sua situazione economica e finanziaria, compreso il caso in cui sia in difficoltà.
(13) Sebbene il succitato credito fiscale del 45 % sia incompatibile con qualsiasi altro beneficio tributario esistente in ragione degli stessi investimenti, non si esclude il cumulo di detto credito fiscale del 45 % con altri aiuti, compresi quelli sotto forma di sovvenzioni, prestiti agevolati, garanzie, acquisizioni di partecipazioni, ecc.
(14) Nella decisione di avviare il procedimento, la Commissione, in questa fase, ha ricordato che, nell'applicazione delle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato, il carattere fiscale delle misure in questione è indifferente poiché l'articolo 87 si applica alle misure di aiuto "sotto qualsiasi forma". Tuttavia, la Commissione ha sottolineato che per essere definite aiuti, le misure in questione devono soddisfare cumulativamente i quattro criteri definiti nell'articolo 87 e che sono richiamati in appresso.
(15) In primo luogo la Commissione ha segnalato che il citato credito fiscale concede ai beneficiari un vantaggio che ammonta al 45 % dell'importo degli investimenti e che riduce gli oneri che normalmente gravano sul loro bilancio, applicando una riduzione parziale del carico fiscale da pagare.
(16) In secondo luogo, la Commissione ha temporaneamente ritenuto che il citato credito fiscale comporti una perdita di introiti fiscali e dunque equivalga all'impiego di risorse pubbliche sotto forma di spese fiscali.
(17) In terzo luogo, la Commissione ha ritenuto che il credito fiscale del 45 % incida sulla concorrenza e sugli scambi commerciali tra Stati membri. Infatti, poiché i beneficiari esercitano attività economiche che possono essere oggetto di scambi commerciali tra gli Stati membri, l'aiuto rafforza la posizione delle imprese beneficiarie rispetto ad altre imprese concorrenti nel commercio intracomunitario. Pertanto tali scambi ne vengono condizionati. Inoltre, le imprese beneficiarie vedono migliorata la loro redditività a causa dell'aumento del risultato netto (profitti al netto delle imposte). Esse sono così in grado di fare concorrenza alle imprese escluse dal vantaggio degli aiuti.
(18) Infine, la Commissione ha temporaneamente stabilito che il credito fiscale del 45 % è specifico o selettivo nel senso che favorisce talune imprese. In effetti, solamente le imprese che realizzano investimenti per un importo superiore alla soglia di 2,5 miliardi di ESP (15025303 EUR) posso avvalersi del credito fiscale in questione. Tutte le altre imprese che realizzano investimenti senza superare la citata soglia di 2,5 miliardi di ESP restano escluse dal beneficio degli aiuti.
(19) D'altra parte, la Commissione ha considerato che il carattere di vantaggio selettivo deriva anche dal potere discrezionale dell'amministrazione fiscale. Nel caso in questione, la Commissione ha constatato che l'amministrazione provinciale di Guipúzcoa dispone del potere discrezionale di stabilire tanto la durata del processo di investimento che quella della fase di preparazione dell'investimento oggetto del beneficio.
(20) In conclusione, la Commissione ha considerato che il credito fiscale del 45 % costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE poiché soddisfa i seguenti criteri cumulativi: rappresenta un vantaggio, è accordato dallo Stato tramite risorse statali, influisce sugli scambi tra gli Stati membri e falsa la concorrenza favorendo talune imprese.
(21) Tenuto conto del fatto che gli aiuti fiscali in questione non sono sottoposti, in particolare, alla condizione di non superare l'importo di 100000 EUR su un periodo di tre anni, la Commissione ha provvisoriamente ritenuto che questi aiuti non si possano considerare come aiuti rientranti nella regola de minimis(10).
(22) Trattandosi di aiuti di Stato che non rientrano nella regola de minimis, la Commissione ha indicato che ricadono sotto l'obbligo di notifica preliminare stabilita al paragrafo 3 dell'articolo 88 del trattato e al paragrafo 3 dell'articolo 62 dell'accordo SEE. Tuttavia le autorità spagnole non hanno rispettato quest'obbligo. Pertanto la Commissione ha ritenuto che gli aiuti erano da considerarsi illegali.
(23) La Commissione ha constatato anche, in via provvisoria, che il credito fiscale del 45 % è un aiuto condizionato alla realizzazione di un investimento(11). Tuttavia, in mancanza di una definizione precisa delle spese ammissibili, la Commissione non può escludere che parte delle spese di investimento che possono beneficiare del credito fiscale del 45 % non rientrino nell'ambito delle definizione comunitaria di investimento iniziale(12).
(24) Per ciò che riguarda le spese di investimento che ricadono nella definizione comunitaria, la Commissione ha ritenuto che detto credito fiscale del 45 % presenta totalmente o parzialmente il carattere di aiuto all'investimento. Ne segue che lo si può esaminare alla luce delle norme comunitarie in materia di aiuti all'investimento. Al contrario, gli aiuti destinati alle spese di investimento che non rientrino nella definizione comunitaria non si possono considerare aiuti all'investimento bensì aiuti rivolti ad altre finalità, per esempio, al funzionamento.
(25) Il credito fiscale del 45 % in questione, non essendo soggetto a nessuna restrizione settoriale, può essere concesso ad imprese dei settori disciplinati da norme comunitarie specifiche. Date le circostanze, la Commissione in questa fase ha espresso dubbi sulla compatibilità di detti aiuti nel caso in cui il beneficiario appartenga a uno di tali settori.
(26) Lo stesso dicasi nel caso del credito fiscale del 45 % concesso a imprese in difficoltà, quali definite negli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà. Tuttavia, la concessione degli aiuti fiscali in questione non è assoggettata alle condizioni specificate negli stessi. Per questo motivo, gli aiuti in questione pongono il problema della loro compatibilità con il mercato comune quando siano destinati a imprese in difficoltà.
(27) Rispetto all'applicazione della deroga contemplata all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato agli aiuti agli investimenti nella provincia di Guipúzcoa, la Commissione ricorda che, con la sua decisione del 26 luglio 1995 relativa alla modifica della carta degli aiuti regionali in Spagna, ha considerato che gli aiuti agli investimenti a favore dello sviluppo regionale potevano essere considerati compatibili con il mercato comune conformemente alla deroga suddetta su tutto il territorio di Guipúzcoa, purché nel caso delle grandi imprese non fosse superato il limite del 25 % in equivalente-sovvenzione netto (ESN).
(28) D'altra parte, la Commissione ha messo in rilievo che questi limiti massimi si applicano soltanto a certi costi sovvenzionabili compresi nella base tipo purché si accordino alla citata definizione comunitaria di investimento iniziale, che, fra l'altro, esclude gli investimenti di sostituzione. Inoltre la Commissione ha indicato che, nel caso degli aiuti istituiti nel periodo compreso fra il 1o gennaio 1999 e il 31 dicembre 1999, si applicano i citati orientamenti regionali. Pertanto, gli aiuti agli investimenti che non eccedono questi limiti massimi sono anch'essi soggetti a certe condizioni aggiuntive stabilite nei suddetti orientamenti regionali.
(29) Orbene, la Commissione ha osservato che in linea di principio gli aiuti fiscali sotto forma di credito fiscale del 45 % non si limitano al 25 % ESN nel caso delle grandi imprese né al 30 % ESN nel caso delle PMI. Inoltre, la Commissione ha provvisoriamente rilevato che esiste la possibilità che i costi ammissibili non siano conformi a quelli della succitata base tipo e che quindi non si può escludere che detti aiuti possano avere carattere di aiuti al funzionamento, dato che sono destinati a ridurre le spese correnti per le imprese beneficiarie. Di conseguenza, la Commissione ha posto in dubbio la compatibilità degli aiuti fiscali in causa alla luce delle norme in materia di aiuti di stato a finalità regionale.
(30) Per quanto riguarda il periodo successivo al 1o settembre 1998, la Commissione ha ritenuto inoltre che non si potesse escludere che l'investimento oggetto di aiuto ricadesse nell'ambito degli orientamenti multisettoriali (98/C 107/05). Orbene, gli aiuti fiscali in questione non sono condizionati né alla notifica nel caso dei cosiddetti grandi progetti, né alla possibile riduzione dell'intensità di aiuto derivata dalla valutazione della Commissione. In queste condizioni, la Commissione ha insistito sul fatto che per il momento perduravano dubbi sulla compatibilità di questi aiuti fiscali nel caso dei grandi progetti.
(31) Per riassumere, nella fase di avvio del procedimento la Commissione ha espresso dubbi sulla compatibilità degli aiuti fiscali in questione con il mercato comune, in conformità con la deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, relativamente agli "aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo [...] di talune regioni economiche...". Lo stesso dicasi delle altre deroghe di cui all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato, poiché questi aiuti non si possono considerare aiuti di carattere sociale, previsti all'articolo 87, paragrafo 2, lettera a), né sono destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali ai sensi del l'articolo 87, paragrafo 2, lettera b), e non corrispondono alle disposizioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), relative agli "aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo [...] di talune attività...". Non sono destinati nemmeno a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera b). Infine, non sono destinati a promuovere la cultura o la conservazione del patrimonio ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera d).
(32) Oltre alla richiesta rivolta alle autorità spagnole di presentare osservazioni, nel quadro del procedimento previsto all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato, la Commissione ha altresì sollecitato tutte le informazioni pertinenti al fine di valutare gli aiuti fiscali sotto forma di credito fiscale del 45 % nella provincia di Guipúzcoa. A questo riguardo, la Commissione ha indicato che le informazioni pertinenti si riferivano in modo particolare ai possibili aiuti fiscali sotto forma di credito fiscale agli investimenti in vigore nel periodo 1986-1994, ed ha richiesto di fornirle copia delle decisioni di concessione dell'aiuto nel periodo 1995-1997 con le copie, nel formulario ufficiale, delle comunicazioni degli interessati all'amministrazione provinciale nel periodo 1998-1999, nelle quali figurassero almeno la natura dei costi di investimento che potevano beneficiare degli aiuti, l'ammontare del credito fiscale di ciascun beneficiario e il saldo dell'imposta da versare, l'eventuale carattere di impresa in difficoltà dei beneficiari soggetti ai citati orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà, i particolari in caso di cumulo (importi, costi sovvenzionabili, regimi di aiuto applicati, se del caso, ecc.) e la definizione esatta e particolareggiata dei termini "investimento" e "investimenti in fase di preparazione".
III. OSSERVAZIONI DELLA SPAGNA
(33) Le autorità spagnole hanno presentato le proprie osservazioni con lettera della Rappresentanza permanente del 9 novembre 1999. Essenzialmente, le autorità spagnole ritengono che il credito fiscale in questione non costituisca aiuto di Stato agli effetti dell'articolo 87 del trattato. A sostegno di questa tesi, le autorità spagnole rigettano l'ipotesi della Commissione secondo la quale il regime incide sugli scambi in quanto le imprese beneficiarie svolgono attività economiche che possono essere oggetto di scambi intracomunitari. Secondo le autorità spagnole, l'incidenza sugli scambi non può essere stabilita, come fa la Commissione, a livello generale, ma va accertata in ciascun caso concreto poiché esiste la possibilità che, in alcuni casi, non ci siano conseguenze. In questi casi, mancherebbe una delle condizioni necessarie perché una misura statale si possa annoverare fra gli aiuti di Stato.
(34) Le autorità spagnole sostengono inoltre che la misura non è né specifica né selettiva. Ritengono che il fatto che la misura sia aperta a tutti i settori e a tutti i contribuenti che soddisfano i criteri afferenti elimina ogni carattere di specificità. D'altra parte, considerando che in Spagna esistono cinque sistemi fiscali, uno dei quali nella provincia di Guipúzcoa, si può affermare che le norme fiscali applicabili in questo territorio hanno il carattere di misura generale per i contribuenti ai quali si applica. Pertanto, non hanno nessuna specificità regionale.
(35) In quanto alla specificità materiale, essa non esiste dato che la misura è aperta a tutti i settori e a tutti i contribuenti. A questo riguardo, le autorità spagnole indicano che la condizione di investire 2,5 miliardi di ESP non è una condizione discriminatoria bensì una condizione oggettiva che deriva dalla necessità di garantire l'efficacia della misura per raggiungere l'obiettivo prefissato. Nonostante ciò, qualora la Commissione ritenga trattarsi di una misura specifica, questa si giustifica grazie alla natura e all'economia del sistema, ai sensi di quanto disposto nella comunicazione 98/C 384/03(13). In effetti, la misura in questione si giustifica grazie alla natura del sistema tributario, poiché si inquadra nell'unico sistema fiscale applicabile nel territorio di Guipúzcoa. Deriva pertanto dall'esercizio delle competenze delle quali dispone l'amministrazione provinciale per prendere decisioni in materia fiscale. Inoltre si giustifica grazie all'economia di detto sistema, poiché l'obiettivo consiste nel sostegno dell'attività economica. In aggiunta, sembra logico che gli incentivi siano diretti ai grandi investimenti poiché, da una parte, sono proprio questi che porteranno beneficio alla provincia di Guipúzcoa nel lungo periodo, permettendo che l'amministrazione fiscale recuperi introiti fiscali superiori alle spese fiscali sostenute all'inizio degli investimenti; d'altra parte, la soglia minima di investimenti non pregiudica le piccole e medie imprese, dato che queste già possono beneficiare di numerosi programmi comunitari di finanziamento.
(36) D'altra parte, le autorità spagnole contestano il carattere discrezionale delle misure in questione poiché gli aiuti sono concessi automaticamente una volta che si soddisfi la condizione oggettiva di investire una somma minima di 2,5 miliardi di ESP. L'amministrazione provinciale si limita dunque a verificare che tutte le condizioni siano soddisfatte, senza disporre del potere di modulare l'aiuto né di aggiungere condizioni alla sua concessione. Inoltre le autorità spagnole sottolineano che il diritto fiscale spagnolo non consente di determinare arbitrariamente le caratteristiche essenziali degli obblighi fiscali dei contribuenti.
(37) Le autorità spagnole rigettano anche l'argomento che le norme fiscali non soddisfino le condizioni delle norme settoriali. Chiedono alla Commissione di specificare quali sarebbero le condizioni concrete violate dalle norme fiscali in questione. Riguardo all'applicazione delle norme fiscali alle imprese in difficoltà, le autorità spagnole credono che la condizione di investire almeno 2,5 miliardi di ESP fa sì che sia molto difficile per queste imprese ottenere gli aiuti. Tale condizione rappresenta piuttosto la garanzia che le norme fiscali non si applicheranno a dette imprese. Per quanto riguarda l'applicazione delle norme relative agli aiuti a finalità regionale, le autorità spagnole ritengono che non sia pertinente poiché, nella fattispecie, non si tratta di aiuti di Stato.
(38) Tenendo conto degli argomenti summenzionati, le autorità spagnole ritengono che la Commissione debba chiudere il procedimento aperto tramite una decisione che stabilisca che le misure fiscali in questione non soddisfano i criteri per essere considerate aiuti di Stato.
(39) Peraltro, le autorità spagnole ritengono che non sia necessario rispondere alle richieste di informazioni da parte della Commissione, in particolare, a quelle relative alle decisioni di concessione del credito fiscale, dato che non esistono elementi di aiuto statale. Di conseguenza, non mettono a disposizione nessuno dei dati richiesti dalla Commissione nella sua decisione di avviare il procedimento.
IV. ALTRE OSSERVAZIONI RICEVUTE DALLA COMMISSIONE
(40) La Commissione sottolinea che le osservazioni riportate in appresso non pregiudicano la questione intesa ad accertare se le parti che le hanno sottoposte possano essere o meno considerate come "interessati" ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato.
Osservazioni della Comunità Autonoma di Castilla y León
(41) La Comunità Autonoma di Castilla y León ricorda a titolo preliminare che le misure fiscali in questione fanno parte di quell'insieme di misure fiscali adottate dal governo provinciale in questione che sono state contestate tanto a livello interno dello Stato membro che a livello comunitario.
(42) La Comunità Autonoma di Castilla y León segnala inoltre che le misure fiscali in questione costituiscono aiuti di Stato poiché soddisfano cumulativamente i quattro criteri stabiliti dall'articolo 87 del trattato. A sostegno di questa dichiarazione, fa valere, in sostanza, le stesse argomentazioni contenute nella decisione d'avvio del procedimento.
(43) D'altra parte, la Comunità Autonoma di Castilla y León considera che gli aiuti fiscali in questione non si possono considerare compatibili a titolo delle deroghe del citato articolo 87. Inoltre, questi aiuti non hanno rispettato l'obbligo di notifica stabilita all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato.
(44) Pertanto, la Comunità Autonoma di Castilla y León ritiene che le misure fiscali in questione debbano essere considerate come aiuti di Stato, illegali poiché non si è rispettata la procedura di notifica dell'articolo 88, paragrafo 3, e incompatibili con il mercato comune.
Osservazioni della Confederazione imprenditoriale basca - Euskal Entrepresarien Konfederakuntza ("Confebask")
(45) A titolo preliminare, Confebask mette in rilievo le radici storiche dell'attuale giurisdizione fiscale autonoma della provincia di Guipúzcoa. Quanto al merito, Confebask indica in sostanza quanto segue:
a) La presunta riduzione del debito fiscale. La Commissione ritiene a torto che esista un debito fiscale la cui riduzione comporta una perdita di introiti fiscali. Se tale ragionamento fosse corretto, ogni deduzione di imposta comporterebbe sempre una perdita di introiti fiscali rispetto all'importo che si sarebbe dovuto pagare in linea di principio. Confebask sollecita la Commissione a rivedere la sua posizione poiché, in caso contrario, si configurerebbe un'armonizzazione irregolare delle imposte che consisterebbe nel fatto di stabilire un importo normale in relazione al quale occorrerebbe determinare le eventuali perdite di entrate fiscali.
b) L'incidenza sugli scambi commerciali. Secondo la Commissione, nella misura in cui i beneficiari intervengono negli scambi, le misure fiscali in questione ne comportano la distorsione. Tuttavia, le divergenze tra diversi sistemi fiscali hanno sempre incidenza sugli scambi. Per determinare l'effetto sul commercio, la Commissione dovrebbe analizzare il sistema fiscale nel suo insieme e non disposizioni individuali. A tale riguardo, Confebask sottolinea che, secondo uno studio, la pressione fiscale nel Paese Basco sarebbe superiore a quella del resto della Spagna. La Commissione dovrebbe spiegare perché proprio queste misure e non altre divergenze fiscali debbano avere ripercussioni sugli scambi commerciali. In ogni caso, anche se esistessero tali effetti, il modo per eliminarli sarebbe l'armonizzazione e non gli aiuti di Stato.
c) Il carattere selettivo degli aiuti. Secondo Confebask, il carattere selettivo delle misure fiscali deve essere valutato considerando che si tratta sia di una norma di abilitazione che conferisce all'autorità fiscale il potere di assegnare a posteriori un vantaggio concreto, sia di una norma che assegna direttamente l'agevolazione fiscale senza bisogno di concretizzazione ulteriore. Tuttavia, la Commissione utilizza un'argomentazione nel primo contesto e un'altra nel secondo. Tenuto conto del carattere alternativo di questi contesti, la Commissione dovrebbe spiegare in quale contesto si situano le misure fiscali in questione poiché, in caso contrario, sarebbe contraddittorio utilizzarli entrambi.
- Se si considerano le misure fiscali in questione come norme d'abilitazione, Confebask contesta quest'approccio poiché l'amministrazione non disponeva di tale potere discrezionale né prima né dopo il 1997, in quanto la concessione è automatica. Infatti, l'amministrazione si limita a verificare se il richiedente soddisfa le condizioni per beneficiare degli aiuti. Inoltre, se si considerano le misure fiscali in questione come norme d'abilitazione che permettono di concedere aiuti a posteriori, ne consegue che il presente procedimento, nella misura in cui si mettono in dubbio le norme e non i casi d'applicazione concreti, è privo di contenuto. Inoltre, ai sensi del primo paragrafo della lettera inviata dalla Commissione agli Stati membri nel 1989(14), una disposizione generale che assegna dei vantaggi si considera aiuto soltanto quando si tratta di un quadro "legislativo che permette la sua concessione senza altri atti". Al contrario, poiché la norma d'abilitazione è astratta, essa non si può considerare come aiuto di Stato e, di conseguenza, non può essere oggetto di una valutazione degli effetti sulla concorrenza e sugli scambi tra gli Stati membri.
- Se si considerano le misure fiscali in questione come norme di concessione diretta degli aiuti, Confebask ricorda che, secondo i punti 19, 20 e 17 della citata comunicazione 98/C 384/03, una misura fiscale può essere specifica e, dunque, può configurarsi come aiuto di Stato, quando è indirizzata esclusivamente a imprese pubbliche, a certe forme di impresa oppure a imprese di una certa regione. Tuttavia, le misure fiscali in questione non hanno nessuna di queste caratteristiche, neppure quella della collocazione territoriale, poiché si applicano all'insieme del territorio che è di competenza delle autorità regionali che le hanno instaurate. Riguardo alla specificità derivante dalla soglia di 2,5 miliardi di ESP, Confebask ritiene che l'uso di soglie oggettive è una pratica abituale delle normative fiscali nazionali e comunitarie. Inoltre, Confebask sottolinea, sulla base di numerose sentenze della Corte di giustizia e di decisioni della Commissione, che fino ad oggi l'esistenza di soglie non è mai stata considerata come una specificità. Inoltre, la stessa Commissione riconosce al paragrafo 14 della comunicazione citata, che l'effetto di privilegiare alcuni settori non implica automaticamente una specificità e, d'altra parte, al paragrafo 207 della Relazione di concorrenza del 1998, che le misure che hanno effetti intersettoriali e sono indirizzate a favorire l'insieme dell'economia sono misure generali e non aiuti statali. In conclusione, le misure fiscali in questione non sono specifiche perché non favoriscono un settore particolare né determinate imprese. Al contrario, sono aperte a tutti i settori e a tutte le imprese presenti nel territorio di giurisdizione delle autorità provinciali.
d) Carattere illegale del credito fiscale del 45 %. Fatto salvo il rigetto del carattere di aiuto statale, che è necessario per considerare illegali le misure in questione, Confebask sostiene che il carattere illegale degli aiuti mette in dubbio i principi di tutela del legittimo affidamento, di divieto delle decisioni arbitrarie da parte delle istituzioni, di certezza giuridica e di proporzionalità, poiché la Commissione ha già considerato il regime fiscale basco conforme al diritto nella sua decisione del 1993(15). Al limite, la Commissione potrebbe modificare la sua posizione nei casi futuri ma non in quelli trascorsi. Inoltre, Confebask ritiene che le misure fiscali in questione siano aiuti esistenti. In effetti, nel 1983 esistevano già norme che prevedevano agevolazioni dello stesso tipo (deduzione del 65 % dell'aliquota da versare per nuovi investimenti). Nel 1984 è stata introdotta la soglia di 500 milioni di ESP per poter godere di un credito fiscale del 50 % degli investimenti. Orbene, secondo la definizione di aiuto esistente di cui al citato regolamento (CE) n. 659/1999, articolo 1, lettera a), per aiuto esistente si intende "tutte le misure di aiuto esistenti in uno Stato membro prima dell'entrata in vigore del trattato, ossia tutti i regimi di aiuti e gli aiuti individuali ai quali è stata data esecuzione prima dell'entrata in vigore del trattato e che sono ancora applicabili dopo tale entrata in vigore". Nel caso in questione, gli aiuti sono pertanto legali agli effetti dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato.
e) L'incompatibilità con il mercato comune. Se si considerano le misure fiscali in questione come norme d'abilitazione, Confebask ritiene che non se ne possa valutare la compatibilità se non quando l'aiuto sia stato concesso per mezzo di una decisione amministrativa. Il procedimento è dunque privo di contenuto, incapace per sua natura di produrre risultati in merito alla compatibilità degli aiuti. Se invece si considerano le misure fiscali in questione come norme di concessione diretta degli aiuti, Confebask ritiene che la prassi della Commissione e della Corte di giustizia esiga che le misure abbiano una specificità settoriale per valutare la compatibilità dell'aiuto. Inoltre, occorrerebbe stabilire, da un lato, la pressione fiscale globale sulle imprese e, dall'altro, la pressione fiscale di riferimento. Questo approccio porterebbe alla conclusione assurda che qualsiasi pressione fiscale inferiore alla pressione fiscale più elevata fra tutti gli Stati membri costituirebbe un aiuto di Stato. Confebask rigetta anche l'argomentazione della Commissione secondo la quale le misure fiscali in questione sono incompatibili poiché non contengono disposizioni specifiche per gli aiuti settoriali, regionali, per grandi investimenti, ecc., poiché le norme fiscali non possono né devono comprendere dettagli di questo tipo. Secondo la Corte di giustizia(16), la Commissione deve concretizzare nelle sue decisioni gli effetti negativi sulla concorrenza determinando l'impatto reale delle misure in esame. L'incompatibilità non può dunque essere determinata in situazioni astratte proprie di un sistema fiscale poiché in questo caso ogni discrepanza tra sistemi fiscali diventerebbe necessariamente un aiuto. Ciò porta Confebask a ribadire l'assenza di una riduzione del debito fiscale normale provocata dalle misure fiscali in questione.
f) Di conseguenza, Confebask chiede alla Commissione di adottare una decisione finale di chiusura del procedimento che dichiari che le misure fiscali contestate sono conformi al diritto comunitario.
(46) Le osservazioni complementari di Confebask trasmesse con lettera del 29 dicembre 2000, registrata il 3 gennaio 2001, non sono state prese in considerazione, essendo pervenute alla Commissione oltre il termine(17). La Commissione segnala inoltre che Confebask non ha mai presentato domanda di proroga del termine imposto, ai sensi del regolamento (CE) n. 659/1999, l'articolo 6, paragrafo 1.
Osservazioni del governo di La Rioja
(47) Il governo di La Rioja fa presente che le misure fiscali in questione costituiscono aiuti di Stato poiché soddisfano cumulativamente i quattro criteri stabiliti all'articolo 87 del trattato. A sostegno di questa dichiarazione, fa valere in particolare che il credito fiscale del 45 % ha come oggetto ed effetto quello di sgravare il beneficiario di una parte del carico fiscale che altrimenti graverebbe sui suoi profitti. Comporta così per le imprese beneficiarie un vantaggio finanziario che, in mancanza di contropartite a favore dell'amministrazione, implica una perdita di introiti fiscali. Ne risulta così favorita l'attività economica dei beneficiari, i quali dispongono di un vantaggio competitivo rispetto a tutte le altre imprese. Oltre alla specificità materiale dell'investimento minimo di 2,5 miliardi di ESP, il governo di La Rioja indica che il carattere discrezionale del credito fiscale del 45 % in questione deriva, da un lato, dalla possibilità dell'amministrazione di determinare gli investimenti ammissibili, i termini e i massimali e, dall'altro, dall'assenza del carattere automatico della concessione del credito fiscale del 45 %.
(48) D'altra parte, il governo di La Rioja ritiene che la misura fiscale in questione non possa essere giustificata dall'esistenza di cinque sistemi fiscali in Spagna. A tale riguardo, ricorda che l'avvocato generale Saggio, nelle conclusioni delle cause pregiudiziali riunite C-400/97, C-401/97 e C-402/97, ha considerato che il carattere delle autorità titolari di competenze in materia fiscale in un territorio non giustifica le discriminazioni a favore delle imprese stabilite in questo territorio. Inoltre, queste misure non sono giustificate dalla natura o dall'economia del sistema impositivo di Guipúzcoa poiché hanno l'obiettivo di migliorare la competitività delle imprese beneficiarie.
(49) D'altra parte, il governo di La Rioja considera che gli aiuti fiscali in questione non possono essere considerati compatibili a titolo delle deroghe del suddetto articolo 87. Inoltre, le autorità spagnole non hanno rispettato l'obbligo di notifica degli aiuti in questione stabilito dall'articolo 88, paragrafo 3, del trattato.
(50) Quindi, il governo di La Rioja ritiene che le misure fiscali in questione devono essere considerate come aiuti di Stato, illegittimi non essendo stata rispettata la procedura di notifica dell'articolo 88, paragrafo 3, e incompatibili con il mercato comune.
Osservazioni del Collegio basco di economisti - Ekonomilarien Euskal Elkargoa (in appresso "CVE")
(51) Il CVE ritiene che i sistemi fiscali di Álava, Guipúzcoa e Vizcaya non soddisfano il criterio di specificità dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato solo per il fatto che si applicano soltanto su una parte dello Stato membro. A sostegno di questa considerazione, fa valere che la prassi abituale della Commissione di considerare specifica una misura fiscale quando si applica a una parte dello Stato membro è adeguata quando esiste un sistema fiscale unico. Non è invece pertinente quando nello stesso Stato membro coesistono diversi sistemi fiscali. Inoltre, essa è contraria alla coerenza del sistema fiscale spagnolo che è molteplice per natura. Infatti, ciascun sistema si applica esclusivamente su una parte del territorio. Così ciascun sistema preso singolarmente non è a carattere regionale, bensì è il solo sistema applicabile nel territorio. Inoltre, le perdite di introiti fiscali che derivano da certe misure fiscali non danno luogo a trasferimenti da parte del governo centrale. Anzi, esse devono essere compensate con un aumento delle entrate di altre imposte o con una diminuzione della spesa pubblica. D'altra parte, la specificità del sistema fiscale spagnolo non deve comportare una penalizzazione nell'applicazione del diritto comunitario. D'altra parte, le eventuali distorsioni della concorrenza provocate dall'esistenza di cinque sistemi fiscali dovrebbero essere affrontate piuttosto tramite le norme comunitarie in materia di armonizzazione fiscale.
(52) Tuttavia, il CVE non esclude che nell'esercizio della loro autonomia fiscale le amministrazioni provinciali possano adottare misure fiscali suscettibili di rientrare nel campo d'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Nel caso in questione, peraltro, ritiene che il credito fiscale del 45 % non ricada nell'ambito di questo articolo poiché soddisfa soltanto il criterio di essere accordato tramite risorse pubbliche. In compenso, non falsa la concorrenza poiché il suo pagamento implica l'esistenza di utili. Inoltre, il suo importo non può essere determinato a priori poiché, ad esempio, in mancanza di utili l'aiuto non sarebbe versato e in casi di utili insufficienti l'aiuto sarebbe inferiore al 45 %. Lo stesso dicasi per quanto riguarda l'incidenza sugli scambi. L'effetto vero e proprio si deve constatare caso per caso, non essendo sufficiente la mera possibilità di effetti. D'altra parte, il CVE si chiede se la specificità derivi dalla soglia di 2,5 miliardi di ESP o dal consenso richiesto da parte del governo provinciale per l'applicazione del credito. A tale riguardo, il CVE ritiene che le summenzionate soglie non comportano una specificità poiché sono oggettive e non discriminatorie. Riguardo al potere dell'Amministrazione provinciale di determinare 1) le attività materiali che beneficiano del credito fiscale del 45 %; 2) i termini e i massimali di deduzione, e 3) la durata del processo di investimento che può godere degli investimenti realizzati in fase di preparazione del progetto che figura alla base degli investimenti, il CVE ritiene che non si tratta di un potere arbitrario né discrezionale, bensì che sia soggetto a norme e, in ultima analisi, al controllo della magistratura.
(53) Il CVE conclude che la riduzione della base imponibile, che è una misura generale adottata nell'ambito delle competenze in materia fiscale delle province in questione, non rientra nel campo d'applicazione dell'articolo 87 del trattato.
Osservazioni del Circolo di imprenditori baschi e dell'Associazione professionale dei consulenti tributari della Comunità del Paese basco (in appresso "CEV-APCPV")
(54) Poiché queste associazioni hanno presentato separatamente commenti simili o identici, il riassunto che segue è comune.
(55) CEV-APCPV contestano la valutazione della Commissione circa la specificità regionale del credito fiscale del 45 % in questione. A loro modo di vedere, qualsiasi norma che, come il credito fiscale del 45 %, viene adottata dalle amministrazioni provinciali nel quadro delle loro competenze ha carattere di misura generale. D'altra parte, il credito non è specifico per il solo fatto che esiste una soglia di 2,5 miliardi di ESP o che sia richiesto il consenso del governo provinciale per l'applicazione del credito. In effetti, la soglia è un criterio oggettivo ampiamente utilizzato in ambito fiscale e nella normativa comunitaria in materia di IVA o di fiscalità delle PMI. Riguardo al consenso dell'amministrazione provinciale sull'applicazione del credito fiscale del 45 %, si tratta di un atto di controllo previo puramente burocratico motivato dalla certezza del diritto e dalla buona amministrazione fiscale. L'amministrazione non può determinare né i beneficiari, né l'importo del credito fiscale del 45 %, né la durata di applicazione della misura.
(56) Per quanto riguarda l'incidenza sugli scambi, CEV-APCPV sottolineano che deve essere constatata caso per caso e non tramite un'analisi di carattere generale come fa la Commissione. Ad esempio, possono esistere beneficiari che producono soltanto per i mercati locali. In questo caso, le misure fiscali in causa non alterano gli scambi comunitari. Lo stesso dicasi per quanto riguarda l'effetto sulla concorrenza. Inoltre, il credito fiscale del 45 % a favore di beneficiari le cui attività si realizzano in mercati non ancora liberalizzati non è in grado di falsare la concorrenza. D'altra parte, la perdita di introiti fiscali non può essere verificata se si considera una sola misura, in questo caso il credito fiscale del 45 %, facendo astrazione dalla pressione fiscale globale. A tale riguardo, CEV-APCPV segnalano che la pressione fiscale globale nel Paese basco è superiore a quella esistente nel resto della Spagna.
(57) D'altra parte, la Commissione, nella decisione del 10 maggio 1993 relativa alla legge provinciale 8/1988 del 5 luglio, non ha contestato gli aiuti in questione a causa dell'esistenza di una soglia minima di investimento. Pertanto non si può mettere in questione il credito fiscale del 45 % senza violare il legittimo affidamento derivato dalla suddetta decisione.
(58) D'altra parte, il CEV-APCPV ritiene che la Commissione miri, con l'avvio del procedimento contro il credito fiscale del 45 %, all'obiettivo dell'armonizzazione fiscale utilizzando tuttavia a tal fine gli articoli 87 e 88 del trattato. E ciò si configura come uno sviamento di competenze.
(59) Considerando quanto sopra, CEV-APCPV concludono che il credito fiscale del 45 % non rientra nel campo d'applicazione dell'articolo 87 del trattato.
V. TRASMISSIONE DELLE OSSERVAZIONI DEI TERZI ALLA SPAGNA
(60) Con lettera del 1o marzo 2000 alla Rappresentanza permanente della Spagna, la Commissione ha trasmesso, ai sensi del regolamento (CE) n. 659/1999, articolo 6, paragrafo 2, le succitate osservazioni dei terzi, con l'invito a presentare commenti entro un mese a partire dalla data della lettera, ma non ha ricevuto nessuna osservazione salvo una richiesta di proroga di 20 giorni del termine di risposta. La Spagna non ha inviato nessun commento alle suddette osservazioni.
VI. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
VII. CARATTERE D'AIUTO DI STATO
(61) La Commissione ricorda che, ai fini dell'applicazione delle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato, il carattere fiscale delle misure in questione è indifferente poiché l'articolo 87 del trattato si applica alle misure di aiuto "sotto qualsiasi forma". Tuttavia, la Commissione sottolinea che per configurarsi come aiuti, le misure in questione devono soddisfare i quattro criteri definiti nell'articolo 87 e che sono esposti in appresso.
(62) In primo luogo, la misura deve procurare ai suoi beneficiari un vantaggio che riduca gli oneri che normalmente sono a carico del loro bilancio. Tale vantaggio può essere ottenuto tramite una riduzione dell'onere fiscale dell'impresa in varie forme e in particolare tramite una riduzione totale o parziale della quota d'imposizione. Il credito fiscale del 45 % in questione soddisfa questo criterio nella misura in cui offre alla imprese beneficiarie una riduzione del carico fiscale equivalente al 45 % dell'importo dell'investimento ammissibile. Infatti, in assenza di questo credito fiscale del 45 %, l'impresa beneficiaria dovrebbe pagare il 100 % della quota definitiva dell'imposta sui redditi. Il credito fiscale del 45 % comporta così una deroga al sistema fiscale comune applicabile.
(63) In secondo luogo, la Commissione ritiene che il citato credito fiscale comporti una perdita di introiti fiscali e dunque equivalga all'impiego di risorse pubbliche sotto forma di spese fiscali. Questo criterio vale anche per gli aiuti accordati dalle amministrazioni regionali e locali degli Stati membri(18). D'altra parte, l'intervento dello Stato può esplicarsi sia tramite disposizioni fiscali di natura legislativa, normativa o amministrativa che tramite azioni dell'amministrazione fiscale. Nel caso in questione, l'intervento statale è operato dell'amministrazione provinciale di Guipúzcoa tramite una disposizione di natura legislativa.
(64) Per quanto riguarda l'argomentazione contenuta in alcune osservazioni degli interessati, secondo la quale sarebbe errato ritenere che il credito fiscale del 45 % comporti una perdita di introiti fiscali rispetto a un importo normale (fissato dalla Commissione) dell'imposta da versare, va rilevato che il livello normale dell'imposta deriva dal sistema fiscale in questione e non da una decisione della Commissione con celati intenti di armonizzazione. Inoltre, occorre ricordare che secondo la citata comunicazione (98/C 384/03), paragrafo 9, primo capoverso e secondo trattino, per qualificarsi come aiuto statale "Innanzitutto, la misura deve conferire ai beneficiari un vantaggio che alleggerisca gli oneri normalmente gravanti sul loro bilancio. Tale vantaggio può risultare da una riduzione dell'onere fiscale dell'impresa, sotto varie forme tra cui: [...] una riduzione totale o parziale dell'ammontare dell'imposta (esenzione, credito d'imposta, ecc.)". È proprio questo il caso del vantaggio fiscale conferito dalla riduzione parziale del 45 % del credito fiscale in questione. Pertanto, l'osservazione presentata da alcuni interessati è priva di fondamento.
(65) La misura deve, in terzo luogo, incidere sulla concorrenza e sugli scambi fra gli Stati membri. A tale riguardo, va rilevato che, secondo una relazione(19) sulla dipendenza dell'economia basca dall'estero nel periodo 1990-1995, le esportazioni verso l'estero sono aumentate(20) non soltanto in termini assoluti ma anche in termini relativi a scapito delle esportazioni verso il resto della Spagna. Il mercato estero si è dunque sostituito parzialmente al mercato del resto della Spagna. Inoltre, secondo un'altra relazione statistica(21) sul commercio estero del Paese Basco, la "propensione all'esportazione" (rapporto tra le esportazioni e il PIL - prodotto interno lordo) dell'economia basca supera, con il 28,9 %, quella della Germania e degli altri paesi europei, che si colloca attorno al 20 %. Secondo questa relazione, la bilancia commerciale basca è rimasta chiaramente in attivo nel periodo 1993-1998. In particolare, nel 1998, per ogni 100 ESP di importazioni, le esportazioni hanno raggiunto la somma di 144 ESP. Per riassumere, l'economia basca è un'economia molto aperta verso l'estero con una fortissima tendenza ad esportare la sua produzione. Risulta da queste caratteristiche dell'economia basca che le imprese beneficiarie esercitano attività economiche suscettibili di essere oggetto di scambi tra gli Stati membri. Di conseguenza, l'aiuto rafforza la posizione delle imprese beneficiarie rispetto ad altre imprese concorrenti nel commercio intracomunitario incidendo così sugli scambi. Inoltre, le imprese beneficiarie vedono migliorata la loro redditività a causa dell'aumento del risultato netto (profitti al netto delle imposte). In questo modo, sono in condizione di competere con le imprese che non beneficiano del credito fiscale perché non hanno investito o perché gli investimenti non hanno raggiunto la soglia dei 2,5 miliardi di ESP successivamente all'istituzione del credito fiscale del 45 % in questione.
(66) Poiché nel caso in questione le norme fiscali in esame hanno un carattere generale e astratto, la Commissione osserva che l'analisi della loro incidenza può essere operata solo a questo livello generale e astratto, senza che sia possibile concretizzare l'effetto particolare su un determinato mercato, settore o prodotto come si pretende nei commenti di alcuni interessati citati sopra. Questa posizione è stata ratificata da una giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia(22).
(67) Per quanto riguarda l'osservazione di alcuni interessati, secondo la quale l'effetto sugli scambi dovrebbe essere valutato dalla Commissione confrontando l'insieme dei sistemi fiscali, la Commissione ricorda che le distorsioni della concorrenza oggetto del presente procedimento ai sensi degli articoli 87 e 88 del trattato sono quelle che derivano da una norma in deroga che favorisce alcune imprese fra quelle contribuenti di Guipúzcoa, e non già le eventuali distorsioni della concorrenza derivanti da divergenze tra i sistemi fiscali degli Stati membri che, semmai, potrebbero rientrare nell'ambito di applicazione delle disposizioni degli articoli da 93 a 97 del trattato.
(68) Quanto al carattere specifico che gli aiuti di Stato debbono rivestire, la Commissione è dell'avviso che il citato credito fiscale del 45 % è specifico o selettivo nel senso che favorisce certe imprese. Infatti, soltanto quelle imprese che realizzano investimento superiori alla soglia di 2,5 miliardi di ESP (15025303 EUR) posteriormente all'1 gennaio 1997 possono beneficiare del credito fiscale del 45 % in questione. Tutte le altre imprese che realizzano investimenti senza superare la citata soglia di 2,5 miliardi di ESP restano escluse dal beneficio degli aiuti. Il carattere oggettivo della soglia citata non impedisce, come pretendono le autorità spagnole e alcuni interessati, che essa sia selettiva dato che restano escluse le imprese che non soddisfano determinate condizioni.
(69) La Commissione ritiene inoltre in via sussidiaria che il credito fiscale del 45 % sia specifico in ragione del potere discrezionale dell'amministrazione fiscale. Nel presente caso, la Commissione ha constatato che l'amministrazione provinciale di Guipúzcoa dispone del potere discrezionale di stabilire la durata del processo di investimento e della fase di preparazione dell'investimento oggetto dell'aiuto. A questo riguardo occorre sottolineare il fatto che la citata legge provinciale introduce i concetti di "processo di investimento" e di "fase di preparazione dell'investimento" senza definirli. Contrariamente al concetto di "investimenti in attività fisse materiali" che è definito nelle norme contabili(23) e in altre disposizioni(24), non esiste una definizione precisa e accettata dai più di "processo di investimento" o di "fase di preparazione dell'investimento". Pertanto, in mancanza di una definizione precisa, le autorità regionali dispongono di un margine di discrezionalità per determinare l'importo concreto del "processo di investimento" o dell'investimento nella "fase di preparazione" di ciascun beneficiario.
(70) D'altra parte, occorre sottolineare che se nella citata decisione 93/337/CEE la Commissione ha utilizzato solamente il criterio di specificità spaziale e settoriale per giustificare il carattere specifico e selettivo degli aiuti del regime considerato, ciò non esclude che gli aiuti in questione possano avere altre specificità in relazione ad altri criteri. Effettivamente, per qualificare una misura di Stato come selettiva o specifica, in relazione al concetto di aiuti di Stato, è sufficiente identificarne una sola caratteristica. Non occorre, pertanto, che ciascuna decisione della Commissione esamini esaurientemente tutte le caratteristiche specifiche che le misure di Stato considerate possono rivestire per giustificare il loro carattere selettivo. Di conseguenza, non si può accettare l'argomentazione esposta da alcuni interessati secondo la quale il fatto di menzionare il carattere selettivo della soglia minima di investimento per godere degli aiuti implica che la Commissione non la considerasse selettiva.
(71) Riguardo all'esistenza di misure fiscali sotto forma di credito fiscale a favore di investimenti che eccedono una determinata soglia, applicate in altri Stati membri, e che la Commissione non ha ritenuto avessero, a causa di detta soglia, una specificità materiale - fatto che, secondo alcuni commenti dei terzi, implicherebbe un legittimo affidamento rispetto a tutti i crediti fiscali simili - la Commissione osserva che i regimi citati da alcuni interessati sono assai diversi dal credito fiscale del 45 %. Inoltre, anche nell'ipotesi in cui alcuni di questi regimi fossero simili e la Commissione non avesse reagito, non sarebbe giustificato continuare nell'approccio erroneo in relazione al caso in esame. A questo riguardo occorre ricordare che secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, "un'eventuale violazione da parte di uno Stato membro, di un obbligo impostogli dal Trattato, in relazione al divieto di cui all'articolo 92, non sarebbe giustificata dalla circostanza che altri Stati membri siano anch'essi venuti meno a detto obbligo. Più distorsioni della concorrenza non hanno sugli scambi tra gli Stati membri l'effetto di neutralizzarsi reciprocamente, ma anzi si cumulano fra loro, il che ne aumenta le conseguenze pregiudizievoli per il mercato comune"(25).
(72) Quanto al problema sollevato da alcuni interessati sul carattere di norma d'abilitazione o norma di concessione diretta degli aiuti, la Commissione ribadisce che, nella fattispecie, le norme che hanno instaurato il credito fiscale del 45 % in questione hanno il carattere di un regime di aiuti. A sostegno di questa valutazione, è sufficiente ricordare che, ai sensi del citato regolamento (CE) n. 659/1999, articolo 1, lettera d), per regime di aiuti si intende un "atto in base al quale, senza che siano necessarie ulteriori misure di attuazione, possono essere adottate singole misure di aiuto a favore di imprese definite nell'atto in linea generale e astratta ...". Orbene, tale carattere di regime di aiuti non pregiudica, come pretendono alcuni interessati, la presenza o l'assenza di potere discrezionale nell'esecuzione del regime. Il potere discrezionale nella concessione degli aiuti dipenderà dalle caratteristiche concrete del regime stesso.
(73) Per quanto riguarda la giustificazione del credito fiscale del 45 % in virtù della natura o dell'economia del sistema fiscale, come affermano le autorità spagnole, la Commissione vorrebbe sottolineare che si tratta di accertare se le misure fiscali in questione rispondono a obiettivi inerenti al sistema fiscale stesso o se, invece, riguardano altri obiettivi, anche legittimi, ma esterni al sistema fiscale. Nella fattispecie, sembra che il credito fiscale del 45 % non risponde agli obiettivi interni del sistema fiscale spagnolo che, a parte l'obiettivo principale inerente a ogni sistema fiscale di raccogliere entrate destinate a finanziare le spese pubbliche, si ispira fra l'altro ai principi d'uguaglianza e di progressività(26). Occorre indicare al riguardo che il credito fiscale del 45 %(27) contiene una discriminazione in favore delle unità economiche maggiori che va a detrimento di altre unità di minore importanza e capacità, senza che questa discriminazione sia giustificata dalla logica interna del sistema fiscale. In definitiva, non rispettando i principi interni inerenti al sistema fiscale, il credito fiscale del 45 % non si giustifica in virtù della natura o dell'economia di detto sistema. Al riguardo, la Commissione sottolinea che neanche il fatto che il credito fiscale del 45 % sia stato istituito dalle autorità amministrative che hanno competenza in materia implica, contrariamente a quanto affermato dalla autorità spagnole nelle loro osservazioni, che esso risponda alla natura del sistema fiscale.
(74) D'altra parte, le autorità spagnole segnalano nelle loro osservazioni che il credito fiscale del 45 % risponde all'obiettivo di sostenere l'attività economica. Esso risponde così agli obiettivi di politica industriale perseguiti dal governo basco. Infatti, secondo il documento del governo basco "Política Industrial. Marco General de Actividades 1996-1999" (Politica Industriale. Quadro Generale delle Attività 1996-1999): "[...] le politiche fiscali sono indispensabili per favorire lo sviluppo economico e per sostenere i progetti industriali che s'impegnano nello sviluppo industriale del Paese [basco]" (pagina 131); nel capitolo intitolato "Strumenti di politica fiscale" si legge: "[...] l'autonomia fiscale di cui disponiamo [nel Paese basco] può anche condurci a cercare formule originali per realizzare 'abiti fiscali cuciti su misura', ad esempio per progetti prioritari, oppure agevolazioni fiscali per grandi imprese" (pagina 133). Di conseguenza, il credito fiscale del 45 % in questione si iscrive nel contesto di una politica industriale i cui obiettivi non sono inerenti al regime fiscale stesso.
(75) Per riassumere, la Commissione constata che, come segnalato dalle autorità spagnole, il credito fiscale del 45 % in questione ha un obiettivo di politica economica che non è inerente al sistema fiscale. La misura non è dunque giustificata dalla natura o dall'economia del sistema.
(76) Quanto all'argomentazione avanzata da alcuni commenti dei terzi sull'esistenza di una pressione fiscale complessiva superiore nel Paese basco, la Commissione ribadisce che non è pertinente, nella fattispecie, poiché il procedimento è stato avviato nei confronti di una misura specifica e non nei confronti dell'intero sistema fiscale di uno dei tre territori baschi.
(77) In conclusione, la Commissione considera che il citato credito fiscale del 45 % configura un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE, poiché attribuisce un vantaggio, è accordato dallo Stato mediante risorse statali, incide sugli scambi commerciali tra Stati membri e falsa la concorrenza favorendo talune imprese.
VIII. CARATTERE ILLEGALE DEL CREDITO FISCALE DEL 45 %
(78) Poiché il regime questione non prevede l'impegno delle autorità spagnole di accordare gli aiuti nel rispetto delle condizioni(28) relative agli aiuti de minimis, la Commissione ritiene che questi aiuti non possano essere considerati come aiuti che ricadono nell'ambito di tale norma. Va rilevato al riguardo che le autorità spagnole non hanno mai fatto valere, nell'ambito del procedimento, che gli aiuti in questione abbiano in tutto o in parte il carattere di aiuti de minimis. Essi non potrebbero del resto rispettare le norme de minimis, in particolare, perché nulla garantisce che non venga superata la soglia di 100000 EUR. Questi aiuti non rivestono neppure il carattere di aiuti esistenti per il fatto che non soddisfano le condizioni di cui al citato regolamento (CE) n. 659/1999, articolo 1, lettera b).
(79) Il carattere di aiuto esistente che, secondo certi commenti di terzi, il credito fiscale del 45 % rivestirebbe, deve essere escluso. A sostegno della loro tesi, alcuni interessati fanno cenno all'esistenza di due crediti fiscali precedenti all'istituzione del credito fiscale del 45 %. L'esame di questi regimi rivela tuttavia che sono sostanzialmente diversi dal credito fiscale del 45 % in questione. In effetti, il primo regime non fissava alcuna soglia e il secondo fissava una soglia di 500 milioni di ESP, sensibilmente inferiore alla soglia di 2,5 miliardi di ESP. Orbene, secondo il regolamento (CE) n. 659/1999, articolo 1, lettera c), per nuovo aiuto si intende "tutti gli aiuti, ossia regimi di aiuti e aiuti individuali, che non siano aiuti esistenti, comprese le modifiche degli aiuti esistenti". Per questo motivo, il credito fiscale in questione, che reca modifiche sostanziali rispetto a detti regimi, ha carattere di nuovo aiuto e, conformemente all'articolo 2, paragrafo 1 di detto regolamento, deve essere notificato, salvo indicazione contraria dei regolamenti(29) adottati in applicazione dell'articolo 89 del trattato. Inoltre, sembra che anche i regimi menzionati non avessero carattere di aiuti esistenti poiché, a quanto pare, non erano in vigore il 1o gennaio 1986, data dell'adesione della Spagna alle Comunità europee. Di conseguenza, essi non rispettano il citato criterio del regolamento (CE) n. 659/1999, articolo 1, lettera b), punto i), di essere stati posti in esecuzione prima dell'entrata in vigore del trattato, restando applicabili dopo tale entrata in vigore.
(80) Trattandosi di aiuti di Stato che non ricadono sotto la norma "de minimis" e che non sono aiuti esistenti, la Commissione fa valere che cadono sotto l'obbligo di notifica preliminare di cui all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE e all'articolo 62, paragrafo 3, dell'accordo SEE. Tuttavia, le autorità spagnole non hanno rispettato quest'obbligo, motivo per cui la Commissione ritiene che detti aiuti debbano considerarsi illegali. La Commissione deplora a tale riguardo l'inadempimento delle autorità spagnole all'obbligo di notifica preliminare degli aiuti in questione.
(81) Quanto all'argomentazione, avanzata in alcune osservazioni dei terzi, riguardante in sostanza una presunta violazione della tutela del legittimo affidamento e della certezza del diritto, la Commissione è in dovere di respingerla poiché, da un lato, il regime in questione non ha il carattere d'aiuto esistente e, dall'altro, non essendo mai stato notificato ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, la Commissione non è stata in grado di deciderne la compatibilità con il mercato comune. D'altra parte la Commissione ritiene che non si può giustificare la fondata speranza di una compatibilità del credito fiscale del 45 % sulla base del fatto che, come affermano alcuni commenti dei terzi, il regime fiscale basco era già stato considerato conforme al diritto tramite la citata decisione della Commissione 93/337/CEE relativa a un regime di aiuti fiscali agli investimenti. Per effetto della citata decisione, la Commissione ha ritenuto che le misure fiscali in oggetto avevano carattere di aiuti statali e che, pertanto, erano soggette alle norme comunitarie sugli aiuti di Stato (norme regionali o relative alle PMI, al cumulo e settoriali). Orbene, se, come affermano alcuni commenti dei terzi, il credito fiscale del 45 % in questione è una misura simile al regime contemplato nella citata decisione del 1993, da una parte esso avrebbe dovuto essere notificato in quanto costituiva un nuovo aiuto statale, e dall'altra, si sarebbe dovuto conformare in particolare alle norme regionali o relative alle PMI, al cumulo e settoriali. In queste circostanze, i beneficiari non possono far valere nessun legittimo affidamento o certezza giuridica in materia di aiuti statali in relazione al credito fiscale del 45 %.
Per riassumere, per quanto riguarda il legittimo affidamento o la certezza del diritto invocati dagli interessati, si osserva che la Commissione non ha dato garanzie concrete né alle autorità spagnole né ai terzi interessati. Di conseguenza, essi non potevano nutrire speranze fondate nella legalità e nella compatibilità degli aiuti in questione. In questo senso occorre ricordare che "È giurisprudenza costante che il principio della tutela del legittimo affidamento può essere fatto valere dall'operatore economico nel quale un'istituzione abbia fatto sorgere fondate aspettative [...](30). Per contro, nessuno può invocare una violazione del legittimo affidamento in mancanza di assicurazioni precise fornitegli dall'amministrazione". Per questo motivo le obiezioni della violazione del legittimo affidamento o della certezza giuridica in questo caso non si applicano.
(82) A tale riguardo, la Commissione ricorda inoltre che con la sua decisione 93/337/CEE aveva considerato come aiuti di Stato alcune misure fiscali instaurate nel 1988 dalle province di Álava, Guipúzcoa e Vizcaya.
IX. VALUTAZIONE DELLA COMPATIBILITÀ CON IL MERCATO COMUNE
(83) A titolo preliminare, la Commissione ribadisce il carattere di regime di aiuti rivestito dal credito fiscale del 45 %. Tenuto conto del carattere generale e astratto di un regime di aiuti, la Commissione ignora le circostanze delle imprese già beneficiarie o che lo diventeranno. Non è dunque in grado di esaminare l'incidenza particolare delle imprese concrete sulla concorrenza. In questo contesto, è sufficiente accertare che imprese potenzialmente beneficiarie potrebbero ottenere aiuti non conformi alle direttive, agli orientamenti e alle discipline applicabili in materia. Inoltre, la Commissione sottolinea che, nella sua decisione di aprire il procedimento, ha chiesto tutte le informazioni pertinenti relative agli aiuti e alle circostanze particolari di ogni beneficiario. Tuttavia, le autorità spagnole non hanno fornito nessuna di queste informazioni. Risulta pertanto contraddittorio rimproverare alla Commissione, come fanno alcune osservazioni dei terzi, il carattere non dettagliato della valutazione e rifiutare al tempo stesso di fornire i dati dettagliati richiesti.
(84) Gli aiuti statali sotto forma di credito fiscale del 45 % hanno l'effetto di promuovere grandi investimenti che superano il valore di 2,5 miliardi di ESP. A tale riguardo, la Commissione ricorda che l'allegato I degli orientamenti degli aiuti a finalità regionale 98/C 74/06 precisa che "Gli aiuti fiscali possono essere considerati aiuti inerenti all'investimento quando la loro base è l'investimento stesso. Inoltre, ogni aiuto fiscale può rientrare in questa categoria se è erogato entro un massimale espresso in percentuale dell'investimento". Nel caso in questione, il credito fiscale del 45 % sembra rispettare queste condizioni, almeno in parte, poiché la base è costituita da spese di investimento e, d'altra parte, poiché l'importo ammonta al 45 % dell'investimento. Per questo motivo, la Commissione ritiene che il credito fiscale del 45 % in questione abbia carattere di aiuto all'investimento nella misura in cui rispetta i criteri citati. Ne segue che lo si può esaminare alla luce delle norme comunitarie in materia di aiuti all'investimento.
(85) Affinché un aiuto statale all'investimento possa godere di una delle deroghe regionali di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) o c), del trattato, occorre che la regione nella quale si applica sia stata dichiarata ammissibile al beneficio di una di queste deroghe nella carta degli aiuti a finalità regionale. Per quanto riguarda l'ammissibilità della provincia di Guipúzcoa, la Commissione ricorda che questo territorio non è mai stato ammesso alla deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), per il fatto che il PIL(31) pro capite della regione [definita a livello NUTS II(32)] di cui fa parte - ossia il Paese basco - è sempre stato superiore al 75 % della media comunitaria. Infatti, secondo le norme regionali(33), le condizioni d'ammissibilità alla deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a)(34), sono soddisfatte soltanto quando la regione, a livello NUTS II, abbia un rapporto PIL/abitante non superiore al 75 % della media comunitaria.
(86) Per quanto riguarda l'ammissibilità della provincia di Guipúzcoa alla deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, la Commissione ricorda che nel periodo 1o gennaio 1997-18 marzo 2000, erano in vigore due carte successive degli aiuti regionali. Si tratta in primo luogo della carta adottata con la decisione(35) del 26 luglio 1995, rimasta in vigore dal 26 settembre 1995 al 31 dicembre 1999. Questa carta prevedeva che l'insieme della provincia di Guipúzcoa fosse una regione dove gli aiuti agli investimenti a favore dello sviluppo regionale si potessero considerare compatibili con il mercato comune in virtù della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), purché non fossero superiori al massimale del 25 % ESN nel caso delle grandi imprese. Per quanto riguarda il periodo successivo, la Commissione ricorda che, con decisione dell'11 aprile 2000, ha approvato la carta spagnola degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2000-2006. Secondo la suddetta carta, la provincia di Guipúzcoa continua ad essere una regione dove gli aiuti a favore dello sviluppo regionale possono essere considerati compatibili con il mercato comune a titolo della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), purché non superino il massimale del 20 % ESN nel caso delle grandi imprese, invece del 25 % della carta precedente.
(87) La Commissione ricorda altresì che, nel caso delle PMI(36), l'intensità dell'aiuto all'investimento, secondi gli orientamenti comunitari(37) sugli aiuti alle PMI, può superare di 10 punti percentuali il massimale regionale applicabile alle grandi imprese, purché il totale non ecceda il 30 % ESN.
(88) D'altra parte occorre ricordare che in materia di aiuti statali all'investimento si considerano ammissibili alla sovvenzione le spese di investimento materiale compatibili, in particolare, con le definizioni comunitarie di investimento iniziale e di base tipo(38). Al contrario, non si considerano spese di investimento ammissibili tutte le altre spese di investimento che non sono compatibili con queste definizioni, come gli investimenti di sostituzione o le spese che non siano per terreni, fabbricati e impianti. Benché il credito fiscale del 45 % sia effettivamente un aiuto condizionato alla realizzazione di investimenti materiali(39) in nuove attività fisse materiali, non sono esclusi gli investimenti di sostituzione(40) né le spese legate ai "processi di investimento" e gli "investimenti in fase di preparazione". Orbene, in mancanza di una definizione precisa di questi termini, non si può escludere che l'oggetto del credito fiscale del 45 % in questione si applichi non solo alle spese comprese nella base tipo, bensì anche alle spese legate agli investimenti di sostituzione o ad altre spese che non rientrano in detta base. Di conseguenza, la Commissione ritiene che l'oggetto degli aiuti in questione può essere costituito, di fatto, non solo dall'investimento iniziale, ma anche da altre spese che ai sensi delle norme comunitarie in materia non possono essere considerate come spese di investimento.
(89) Inoltre, la Commissione ricorda che dall'entrata in vigore dei citati orientamenti regionali 98/C 74/06, gli aiuti che possono beneficiare delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del Trattato nella provincia di Guipúzcoa, non solo devono conformarsi alle citate definizioni comunitarie di investimento iniziale e di base tipo e ai citati massimali, ma devono rispettare anche altre condizioni. Nella fattispecie, si tratta delle condizioni seguenti: contribuzione minima del 25 % dell'investimento da parte del beneficiario (paragrafo 4.2), presentazione della domanda di aiuto prima dell'inizio dell'esecuzione dei progetti di investimento (paragrafo 4.2), mantenimento dell'investimento per un periodo minimo di cinque anni (paragrafo 4.10) e rispetto dei relativi massimali di aiuto in caso di cumulo (paragrafi dal 4.18 al 4.21).
(90) Nella fattispecie, la Commissione osserva che gli aiuti fiscali sotto forma di credito fiscale del 45 % non sono limitati (nel periodo dal 1o gennaio 1997 al 31 dicembre 1999) al 25 % ESN nel caso delle grandi imprese né al 30 % ESN nel caso delle PMI. Del pari, riguardo al periodo a partire dal 1o gennaio 2000, essi non sono limitati al 20 % ESN nel caso delle grandi imprese o al 30 % ESN nel caso delle PMI. Inoltre la Commissione constata che le spese ammissibili possono non essere completamente conformi a quelle della citata base imponibile tipo, nella misura in cui, da una parte, non sono esclusi gli investimenti di sostituzione, e, d'altra parte, possono essere ammesse altre spese. In tali circostanze, la Commissione ritiene che un credito fiscale che ammonta al 45 % degli investimenti non possa, poiché non rispetta le norme comunitarie per gli aiuti regionali, considerarsi compatibile con il mercato comune in virtù della deroga regionale di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato.
(91) In quanto agli aiuti a favore delle spese di investimento(41) che non si conformano alla definizione comunitaria, non si possono considerare aiuti agli investimenti. In effetti, ai sensi dei citati orientamenti 98/C 74/06, allegato I, ogni aiuto fiscale può rientrare nella categoria degli aiuti agli investimenti se il suo importo raggiunge una determinata soglia, espressa in percentuale delle spese di investimento, in accordo con le norme comunitarie. Tuttavia, nel caso in questione, l'importo degli aiuti raggiunge una percentuale di spese di investimento che non è in accordo con le norme comunitarie Per questo motivo, secondo le suddette norme, questi aiuti non si possono considerare aiuti agli investimenti. Al contrario, questi aiuti possono finanziare spese di tipo periodico e inevitabile, quali le spese legate agli investimenti di sostituzione. Questo tipo di spese correnti o periodiche sono quelle che un'impresa deve sostenere nel quadro della gestione ordinaria o delle normali attività. Gli aiuti a questo tipo di investimento fanno parte, pertanto, della categoria degli aiuti al funzionamento ai quali vengono applicate norme specifiche.
(92) A tale riguardo, la Commissione ricorda che, conformemente alla comunicazione del 1988(42) e ai citati orientamenti 98/C 74/06, gli aiuti regionali che hanno il carattere di aiuti al funzionamento sono, in linea di principio, vietati. Eccezionalmente, però, possono essere concessi in regioni che beneficiano della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), purché rispettino specifiche condizioni di cui al paragrafo 6 della citata comunicazione e ai punti 4.15 a 4.17 dei suddetti orientamenti regionali, oppure nelle regioni ultraperiferiche o nelle regioni a bassa densità di popolazione, quando sono destinati a compensare i costi aggiuntivi di trasporto. Orbene, la regione NUTS III di Guipúzcoa non è ammissibile alla deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato e, d'altra parte, la concessione dei suddetti aiuti al funzionamento non dipende dalle citate condizioni. Inoltre, la regione NUTS III di Guipúzcoa non ha il carattere di regione ultraperiferica(43) né di regione a bassa densità di popolazione(44). Per questo motivo, sono proibiti gli elementi di aiuto al funzionamento che compaiono nel credito fiscale del 45 %, in particolare perché essi non sono concessi in una regione che beneficia della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato, né in una regione ultraperiferica, né in una regione a bassa densità di popolazione. Questi aiuti sono dunque nella fattispecie incompatibili.
(93) Di conseguenza, la Commissione ritiene che il regime di aiuti fiscali in questione non possa considerarsi compatibile con il mercato comune conformemente alle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato, nella misura in cui non si conforma alle suddette norme in materia dei aiuti di Stato a finalità regionale.
(94) Riguardo agli investimenti realizzati da parte delle PMI fuori della provincia di Guipúzcoa, la Commissione ricorda che, in questi casi, gli aiuti corrispondenti non si possono considerare aiuti a finalità regionale. Di conseguenza, la deroga regionale di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato non si può applicare a detti aiuti. Lo stesso dicasi quando questi investimenti provengono da grandi imprese. Al contrario, conformemente agli orientamenti comunitari sugli aiuti statali alle PMI, quando il beneficiario è una PMI si può applicare l'altra deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato finalizzata a promuovere certe attività. A questo riguardo occorre ricordare che, oltre a stabilire le condizioni di conformarsi alla definizione di investimento iniziale e alle spese ammissibili della base tipo, gli orientamenti dispongono che la deroga sarà applicabile agli aiuti agli investimenti materiali purché questi non superino l'intensità del 15 % per le piccole imprese e del 7,5 % nel caso delle medie imprese. Orbene, la Commissione osserva che gli aiuti fiscali sotto forma di credito fiscale del 45 % non sono limitati al 15 % di equivalente sovvenzione lordo (ESL) nel caso delle piccole imprese e al 7,5 % ESL nel caso delle medie imprese. Inoltre la Commissione constata che gli investimenti ammissibili non si conformano completamente alla definizione di investimento iniziale del paragrafo 4.2.1 dei citati orientamenti (96/C 213/04), né i costi selezionabili si accordano a quelli della base tipo fissati nello stesso paragrafo 4.2.1 dato che non sono esclusi gli investimenti di sostituzione né spese diverse da quelle della base tipo. Pertanto, la Commissione ritiene che questi aiuti fiscali non si possano considerare compatibili con il mercato comune a titolo della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), in favore dello sviluppo di determinate attività.
(95) D'altra parte, occorre ricordare che i citati orientamenti regionali 98/C 74/06 escludono dal proprio campo di applicazione i settori della produzione, trasformazione e distribuzione dei prodotti agricoli e della pesca dell'allegato I del trattato, e dell'industria del carbone. Riguardo ai trasporti, alla siderurgia, alla costruzione navale, alle fibre sintetiche e all'industria dell'automobile, si applicano norme speciali che si aggiungono a quelle enunciate nei citati orientamenti. Inoltre si applicano norme specifiche agli investimenti contemplati dagli orientamenti comunitari multisettoriali 98/C 107/05. Di conseguenza, quando l'impresa beneficiaria appartiene a questi settori o quando l'investimento rientra nel campo degli orientamenti multisettoriali, si deve tenere conto di dette norme nell'esaminare la compatibilità degli aiuti in questione.
(96) Oltre all'applicabilità della deroga regionale di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, occorre esaminare l'eventuale applicazione della deroga prevista dalla stessa disposizione con riferimento ad altre finalità. A tale riguardo, si può constatare che il credito fiscale del 45 % non ha per oggetto lo sviluppo di un'attività economica ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), in particolare lo sviluppo di azioni a favore delle piccole e medie imprese, della ricerca e dello sviluppo, della tutela dell'ambiente, della creazione di posti di lavoro o della formazione conformemente alle norme comunitarie corrispondenti. In queste circostanze, tali aiuti fiscali non possono beneficiare della deroga relativa allo sviluppo di talune attività di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), a titolo dei suddetti obiettivi.
(97) Inoltre, il credito fiscale del 45 % in questione, che non è sottoposto ad alcuna restrizione settoriale, può essere accordato senza alcuna limitazione a imprese dei settori sensibili sottoposti a norme comunitarie specifiche come quelle applicabili alle attività di produzione, di trasformazione e di distribuzione dei prodotti agricoli di cui all'allegato I del trattato, alla pesca, all'industria del carbone, alla siderurgia, alla costruzione navale, alle fibre sintetiche e all'industria automobilistica(45). La Commissione ritiene dunque possibile che gli aiuti fiscali sotto forma di credito fiscale del 45 % non rispettino le suddette norme settoriali. Nella fattispecie, il credito fiscale del 45 % non rispetta la condizione di non promuovere nuove capacità di produzione posta al fine di non aggravare i problemi di eccesso di capacità di cui soffrono tradizionalmente questi settori. Di conseguenza, nel caso in cui il beneficiario appartenga a uno dei settori sopra enumerati, la Commissione ritiene che, non essendo sottoposti alle summenzionate norme settoriali, gli aiuti non sarebbero ammissibili alla deroga dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato a favore della promozione di talune attività.
(98) Per quanto riguarda il periodo successivo all'1 settembre 1998, la Commissione ritiene inoltre che non si può escludere che l'investimento oggetto di aiuto ricadesse nell'ambito degli orientamenti multisettoriali(46) (98/C 107/05). Effettivamente, tutti i progetti di investimento di valore superiore a 50 milioni di EUR (15 milioni di EUR nel caso dei settori tessile e dell'abbigliamento), con un'intensità non superiore al 50 % del massimale regionale e un aiuto per posto di lavoro superiore a 40000 EUR (30000 per posto di lavoro nel caso dei settori tessile e dell'abbigliamento), così come i progetti di investimento per i quali l'aiuto totale supera i 50 milioni di EUR, sono soggetti alle condizioni disposte nei detti orientamenti. In questo caso, ogni progetto di investimento deve essere previamente notificato ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3 del trattato affinché la Commissione possa determinare l'intensità massima dell'aiuto compatibile con il mercato comune. Orbene, gli aiuti fiscali in questione non sono subordinati né alla condizione di essere notificati, nel caso dei cosiddetti grandi progetti, né ad una possibile riduzione dell'intensità di aiuto in seguito alla valutazione della Commissione. Di conseguenza, la Commissione ritiene che gli aiuti fiscali in questione non possono essere dichiarati compatibili con il mercato comune a titolo della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, per il fatto che la deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato non si applica nella provincia di Guipúzcoa.
(99) Considerando che la concessione degli aiuti fiscali in questione non tiene conto della situazione economica e finanziaria delle imprese beneficiarie, la Commissione crede che non si possa escludere la possibilità che il beneficiario sia un impresa in difficoltà ai sensi degli orientamenti(47) 99/C 288/02; benché, come affermano le autorità spagnole, è poco probabile che il credito fiscale, così come è stato progettato, si applichi a imprese in difficoltà. A questo riguardo, la Commissione osserva che la concessione degli aiuti fiscali in questione non è soggetta alle condizioni(48) stabilite da detti orientamenti comunitari. Orbene, secondo i citati orientamenti 99/C 288/02, paragrafo 20: "La Commissione ritiene che gli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione possono contribuire allo sviluppo di attività economiche, senza alterare le condizioni degli scambi tra Stati membri in misura contraria al comune interesse, quando siano rispettate le condizioni indicate nei presenti orientamenti". Se non si rispettano queste condizioni, gli aiuti destinati alle imprese in difficoltà sono incompatibili con il mercato comune. Pertanto, la Commissione ritiene che gli aiuti fiscali in questione a favore delle imprese in difficoltà non sono compatibili con il mercato comune a titolo della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 7, lettera c), in favore dello sviluppo di talune attività.
Applicazione di altre deroghe
(100) Gli aiuti in esame non possono essere compatibili con le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato, né con le altre deroghe di cui all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, poiché non si possono considerare aiuti a carattere sociale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera a), né sono destinati a ovviare ai danni arrecati da calamità naturali o da altri eventi eccezionali ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera b). Inoltre, non sono destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera b). Infine, non sono destinati a promuovere la cultura o la conservazione del patrimonio ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera d).
Riassunto
(101) La Commissione ritiene che questi aiuti statali sotto forma di credito fiscale del 45 % non sono conformi alla deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato dato che la provincia di Guipúzcoa non può beneficiare di questa deroga, né alla deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato relativa agli "aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo [...] di talune regioni economiche [...]" considerando che non rispettano le norme relative agli aiuti a finalità regionale. Questi aiuti non possono nemmeno beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato relativa agli "aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo [...] di determinate attività" poiché, da una parte non sono conformi alle disposizioni comunitarie applicabili in questo caso alle PMI e, dall'altra, per quanto riguarda le grandi imprese, il regime non riguarda determinate attività. Lo stesso dicasi in relazione alle altre eccezioni di cui all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, e del trattato, poiché questi aiuti non si possono considerare aiuti di carattere sociale, previsti all'articolo 87, paragrafo 2, lettera a); e non sono destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali ai sensi del l'articolo 87, paragrafo 2, lettera b). Nemmeno sono destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera b). D'altra parte, non possono beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera d), dal momento che non sono destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio. Di conseguenza, questi aiuti sono incompatibili con il mercato comune.
(102) Dato che la deduzione fiscale rimasta inapplicata a causa di un'insufficiente quota da versare può essere applicata negli anni(49) successivi all'adozione della decisione della concessione, si può supporre che una parte degli aiuti fiscali non sia ancora stata pagata. Tali aiuti sono in ogni caso illegali e incompatibili. Le autorità spagnole devono quindi astenersi dall'effettuare l'accredito dell'eventuale saldo d'aiuto di cui alcuni beneficiari potrebbero ancora disporre.
(103) Per quanto riguarda gli aiuti incompatibili già versati, occorre ricordare che secondo le argomentazioni sviluppate sopra, i beneficiari non possono prevalersi dei principi generali del diritto comunitario, come la tutela del legittimo affidamento o la certezza del diritto. In queste condizioni, nulla osta all'applicazione della disposizione del citato regolamento (CE) n. 659/1999, articolo 14, paragrafo 1, secondo il quale "Nel caso di decisioni negative relative a casi di aiuti illegali la Commissione adotta una decisione con la quale impone allo Stato membro interessato di adottare tutte le misure necessarie per recuperare l'aiuto dal beneficiario". Perciò, le autorità spagnole devono adottare tutte le misure necessarie per recuperarli al fine di ristabilire la situazione economica nella quale si troverebbe l'impresa beneficiaria senza la concessione illegale dell'aiuto. Il recupero degli aiuti si deve effettuare conformemente alle procedure previste e alle disposizioni stabilite dalla legislazione spagnola e comprendere la totalità degli interessi dovuti, calcolati a partire dalla data di concessione dell'aiuto fino alla data effettiva del rimborso sulla base del tasso di riferimento in vigore alla stessa data per calcolare l'equivalente della sovvenzione netta degli aiuti regionali in Spagna(50).
(104) Questi aiuti non possono beneficiare di detta deroga né della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato dato che la provincia di Guipúzcoa non può beneficiare di questa deroga, né alla deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato relativa agli "aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo [...] di talune regioni economiche [...]" considerando che non rispettano le norme relative agli aiuti a finalità regionale. Questi aiuti non possono nemmeno beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato relativa agli "aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo [...] di determinate attività" poiché, da una parte non sono conformi alle disposizioni comunitarie applicabili in questo caso alle PMI e, dall'altra, per quanto riguarda le grandi imprese, il regime non riguarda determinate attività. Lo stesso dicasi in relazione alle altre eccezioni di cui all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, e del trattato, poiché questi aiuti non si possono considerare aiuti di carattere sociale, previsti all'articolo 87, paragrafo 2, lettera a); e non sono destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali ai sensi del l'articolo 87, paragrafo 2, lettera b). Nemmeno sono destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera b). D'altra parte, non possono beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera d) dal momento che non sono destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio. Di conseguenza, questi aiuti sono incompatibili con il mercato comune.
(105) Dato che la deduzione fiscale rimasta inapplicata a causa di un'insufficiente quota da versare può essere applicata negli anni(51) successivi all'adozione della decisione della concessione, si può supporre che una parte degli aiuti fiscali non sia ancora stata pagata. Tali aiuti sono in ogni caso illegali e incompatibili. Le autorità spagnole devono quindi astenersi dall'effettuare l'accredito dell'eventuale saldo d'aiuto di cui alcuni beneficiari potrebbero ancora disporre.
(106) Per quanto riguarda gli aiuti incompatibili già versati, occorre ricordare che secondo le argomentazioni sviluppate sopra, i beneficiari non possono prevalersi dei principi generali del diritto comunitario, come la tutela del legittimo affidamento o la certezza del diritto. In queste condizioni, nulla osta all'applicazione della disposizione del citato regolamento (CE) n. 659/1999, articolo 14, paragrafo 1, secondo il quale "Nel caso di decisioni negative relative a casi di aiuti illegali la Commissione adotta una decisione con la quale impone allo Stato membro interessato di adottare tutte le misure necessarie per recuperare l'aiuto dal beneficiario". Perciò, le autorità spagnole devono adottare tutte le misure necessarie per recuperarli al fine di ristabilire la situazione economica nella quale si troverebbe l'impresa beneficiaria senza la concessione illegale dell'aiuto. Il recupero degli aiuti si deve effettuare conformemente alle procedure previste e alle disposizioni stabilite dalla legislazione spagnola e comprendere la totalità degli interessi dovuti, calcolati a partire dalla data di concessione dell'aiuto fino alla data effettiva del rimborso sulla base del tasso di riferimento in vigore alla stessa data per calcolare l'equivalente della sovvenzione netta degli aiuti regionali in Spagna(52).
(107) La presente decisione si riferisce al regime in questione e deve essere oggetto di esecuzione immediata, compreso il recupero di qualsiasi aiuto individuale concesso nel quadro del regime stesso. La Commissione ricorda altresì che, come di regola, la presente decisione non pregiudica la possibilità di considerare certi aiuti individuali totalmente o parzialmente compatibili con il mercato comune in funzione delle loro caratteristiche proprie, sia nel quadro di una decisione posteriore della Commissione sia in applicazione dei regolamenti di esenzione.
X. CONCLUSIONI
(108) In base alle considerazioni suesposte, la Commissione constata che:
- la Spagna ha dato esecuzione illegalmente, nella provincia di Guipúzcoa, a un credito fiscale del 45 % degli investimenti in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato,
- il credito fiscale del 45 % degli investimenti è incompatibile con il mercato comune,
- la Spagna sopprime il pagamento dell'eventuale saldo del credito fiscale di cui alcuni beneficiari potrebbero ancora disporre; per quanto riguarda gli aiuti incompatibili già versati, la Spagna prende tutti i provvedimenti necessari per recuperarli al fine di ristabilire la situazione economica nella quale si troverebbero le imprese beneficiarie senza la concessione illegale dell'aiuto,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto di Stato, sotto forma di credito fiscale del 45 % agli investimenti, al quale la Spagna ha dato illegalmente esecuzione nel territorio storico di Guipúzcoa, in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3 del Trattato, tramite la decima disposizione aggiuntiva della Norma Foral 7/1997 del 22 dicembre 1997, è incompatibile con il mercato comune.
Articolo 2
La Spagna sopprime il regime di aiuti di cui all'articolo 1, qualora fosse ancora in vigore.
Articolo 3
1. La Spagna prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare dai beneficiari gli aiuti di cui all'articolo 1, già posti illegalmente a loro disposizione.
La Spagna annulla ogni pagamento in relazione agli aiuti non ancora versati.
2. Il recupero viene eseguito senza indugio secondo le procedure del diritto interno a condizione che queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. L'aiuto da recuperare comprende gli interessi, che decorrono dalla data in cui l'aiuto è stato posto a disposizione del beneficiario fino alla data del recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente-sovvenzione degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 4
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, la Spagna informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 5
Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, l'11 luglio 2001.

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