Document ID: 32014D0767

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 23 luglio 2013
relativa all’aiuto di Stato SA.35062 (13/N-2) cui il Portogallo ha dato esecuzione a favore di Caixa Geral de Depósitos
[notificata con il numero C(2013) 4801]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2014/767/UE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 108, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli Stati membri e gli altri interessati a formulare osservazioni a norma delle suddette disposizioni (1),
considerando quanto segue:
1. PROCEDIMENTO
(1)
Il 28 giugno 2012 la Repubblica portoghese (in appresso «il Portogallo») ha notificato misure di ricapitalizzazione a favore di Caixa Geral de Depósitos, SA (in appresso «CGD» o «la banca»).
(2)
Il 18 luglio 2012 la Commissione ha adottato una decisione nel caso SA.35062 (12/NN) (in appresso «la decisione sul salvataggio») (2) con cui ha autorizzato, come aiuto al salvataggio, la ricapitalizzazione di CGD eseguita il 29 giugno 2012.
(3)
Con messaggio di posta elettronica del 27 settembre 2012, il Portogallo ha informato la Commissione che il giorno seguente Caixa Geral Finance Limited (in appresso «CGDF»), una controllata di CGD, avrebbe distribuito dividendi su azioni privilegiate perpetue non cumulative.
(4)
Il 28 settembre 2012 CGDF ha effettuato il pagamento dei dividendi.
(5)
Il 18 dicembre 2012 la Commissione ha adottato una decisione nel caso SA.35062 (12/NN) (in appresso «la decisione di avvio») (3) con cui ha avviato il procedimento di indagine formale per attuazione abusiva dell’aiuto per il salvataggio ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (4).
(6)
Pubblicando detta decisione, la Commissione ha invitato le parti interessate a presentare le proprie osservazioni in merito alla sua conclusione provvisoria secondo cui il pagamento dei dividendi costituiva una violazione della decisione sul salvataggio, ma non ha ricevuto osservazioni al riguardo.
(7)
In via eccezionale, per motivi di urgenza, il Portogallo ha accettato che la presente decisione sia adottata in lingua inglese.
2. DESCRIZIONE
2.1. La beneficiaria
(8)
CGD è un gruppo bancario interamente di proprietà dello Stato portoghese, con attività nette (calcolate in base al parametro contabile) (5) pari complessivamente a 116,9 miliardi di EUR al 31 dicembre 2012 e un portafoglio di prestiti netto pari complessivamente a 74,7 miliardi di EUR al 31 dicembre 2012. La banca opera su scala nazionale e internazionale in settori quali i servizi bancari a carattere commerciale (principalmente in Spagna, nell’Africa lusofona, a Macao e in Brasile), i servizi bancari d’investimento, la gestione patrimoniale, il credito specializzato e le assicurazioni.
(9)
Nel 2012 il gruppo CGD deteneva una posizione preminente nella maggior parte dei settori in cui operava sul mercato interno portoghese (segnatamente prestiti e anticipazioni ai clienti, depositi, assicurazioni, leasing, servizi bancari di investimento e gestione patrimoniale).
Tabella 1
Principali dati economici di CGD (in base al parametro contabile)
31.12.2012
Totale di bilancio (in miliardi di EUR)
116,9
Prestiti alla clientela (in miliardi di EUR)
74,7
Depositi al dettaglio (in miliardi di EUR) (*)
71,4
Totale dei finanziamenti all’ingrosso (in miliardi di EUR) (**)
35,2
Dipendenti del gruppo
23 028
Numero di filiali del gruppo
1 293
Quota di mercato nazionale dei depositi
28,1 %
Quota di mercato nazionale dei prestiti
21,3 %
2.2. Eventi che hanno innescato le misure di aiuto
(10)
Fin dall’inizio della crisi del debito sovrano, CGD ha avuto difficoltà ad accedere ai mercati all’ingrosso. Tali difficoltà si sono inizialmente manifestate nell’accesso ai mercati dei capitali a medio e a lungo termine e si sono progressivamente estese ai mercati finanziari a breve termine.
(11)
Conseguentemente, CGD ha dovuto limitare il ricorso al finanziamento all’ingrosso e nel primo trimestre del 2010 ha attivato un piano di emergenza per la gestione della liquidità, tentando successivamente di: a) trovare fonti alternative di finanziamento, principalmente attraverso finanziamenti collateralizzati; b) incrementare il pool di garanzie accettabili dalla BCE; c) cedere attività non strategiche, e d) presentare le proprie credenziali di credito ad investitori e controparti.
(12)
Conformemente al piano di aiuti economici e finanziari concordato tra il Portogallo, la Commissione, la BCE e l’FMI, CGD doveva presentare un piano di finanziamento e capitalizzazione (in appresso «PFC») per il periodo 2011-2015, soggetto a revisione trimestrale. La prima versione del PFC è stata presentata il 26 luglio 2011 ed è stata oggetto di revisioni.
(13)
Per quanto concerne la solvibilità, il coefficiente di base (Core Tier 1 Ratio; in appresso «CT1») di CGD, calcolato in base alle norme di Basilea II, era pari al 9,48 % al 31 dicembre 2011. L’obiettivo del PFC era conseguire, tra l’altro, un CT1 del 10 % entro il 31 dicembre 2012 conformemente alle norme di Basilea II, in linea con i requisiti di cui al protocollo d’intesa (in appresso «il protocollo») firmato tra il governo portoghese, da un lato, e l’FMI, la Commissione e la BCE, dall’altro. In seguito a una raccomandazione dell’Autorità bancaria europea (in appresso «ABE»), il PFC è stato aggiornato relativamente al livello di fondi propri richiesto a partire dal 30 giugno 2012, al fine di soddisfare il fabbisogno di capitale calcolato in base all’ammontare di debito sovrano e comunale detenuto dalla banca («sovereign buffer») e il fabbisogno di capitale risultante da uno stress test effettuato dall’ABE (in appresso «i requisiti dell’ABE»).
(14)
Secondo la versione del PFC del maggio 2012, e in seguito alla raccomandazione dell’ABE, è stata rilevata la necessità di un aumento di capitale pari a 1,650 miliardi di EUR.
2.3. Le misure di aiuto
(15)
In qualità di azionista unico di CGD, il Portogallo ha adottato le seguenti misure di ricapitalizzazione:
i)
sottoscrizione di azioni ordinarie di nuova emissione (in appresso «l’aumento di capitale») per un importo di 750 milioni di EUR e
ii)
sottoscrizione di titoli convertibili (Contingent Convertible Instruments; in appresso «CoCos») emessi da CGD per un importo di 900 milioni di EUR, ammissibili come capitale di base di classe 1 ai fini della solvibilità conformemente ai requisiti dell’ABE.
(16)
I punti da 12 a 25 della decisione sul salvataggio contengono una descrizione dettagliata delle misure di aiuto.
2.4. Il procedimento di indagine formale per attuazione abusiva dell’aiuto
(17)
Come indicato al considerando 31 della decisione sul salvataggio, il Portogallo si è impegnato a garantire che CGD (come gruppo) adempia obblighi comportamentali equivalenti a quelli applicabili alle banche ricapitalizzate conformemente al nuovo regime di ricapitalizzazione degli enti creditizi portoghesi (6), che includono, tra l’altro:
-
un divieto di pagamento di dividendi;
-
un divieto di pagamento di cedole e interessi su strumenti ibridi e debito subordinato che non siano detenuti dal Portogallo e quando non sussista un obbligo legale di effettuare tali pagamenti.
(18)
Il 28 settembre 2012 CGDF, controllata di CGD, ha pagato, senza l’autorizzazione della Commissione, 405 415 EUR di dividendi su azioni privilegiate perpetue non cumulative. Tale importo corrisponde allo 0,025 % del capitale conferito il 29 giugno 2012.
(19)
Nella decisione di avvio, la Commissione ha considerato anzitutto che i dividendi distribuiti da CGDF il 28 settembre 2012 rientravano nell’ambito del divieto di pagamento di dividendi applicabile a CGD conformemente alla decisione sul salvataggio e costituivano un’attuazione abusiva dell’aiuto al salvataggio concesso.
3. RISTRUTTURAZIONE DI CGD
(20)
CGD ha presentato un piano di ristrutturazione composto da quattro elementi principali:
-
deleveraging del bilancio del gruppo CGD attraverso la vendita delle attività assicurative e di rimanenti partecipazioni non strategiche, nonché attraverso la liquidazione di attività non essenziali;
-
incremento dell’efficienza operativa;
-
ristrutturazione delle attività di CGD in Spagna;
-
rimborso dei CoCos per 900 milioni di EUR nel periodo di ristrutturazione.
Deleveraging
(21)
CGD aveva già compiuto sforzi di deleveraging del bilancio prima dell’aumento di capitale del giugno 2012. Da dicembre 2010 a giugno 2012 la banca ha ridotto il suo stato patrimoniale di circa 8,2 miliardi di EUR (parametro contabile).
(22)
Il piano di ristrutturazione comporta ulteriori sforzi di deleveraging. Tale piano prevede la vendita del ramo assicurativo, Caixa Seguros, e di altre partecipazioni non strategiche, nonché la liquidazione di attività non essenziali, per consentire a CGD di concentrarsi maggiormente sulle attività bancarie al dettaglio essenziali e liberare risorse che rafforzeranno il capitale di base della banca. CGD mira a ridurre ulteriormente lo stato patrimoniale del gruppo di [10-20] miliardi di EUR di attività non essenziali, che - rispetto al bilancio consolidato del dicembre 2012 (basato sui parametri contabili) - si traduce in una riduzione del [10-20] %. La vendita delle attività assicurative costituisce un elemento importante del deleveraging, che contribuisce alla riduzione per circa […] (***) miliardi di EUR. La vendita delle residue partecipazioni non strategiche contribuirà per [0-5] miliardi di EUR, il rimborso del debito dell’ex Banco Português de Negócios (in appresso «BPN») per [0-5] miliardi di EUR e la liquidazione di crediti non essenziali in Spagna per [0-5] miliardi di EUR. Inoltre, circa due terzi del portafoglio non core ([10-20] miliardi di EUR) saranno liquidati entro la fine del 2017, mentre la parte restante sarà liquidata in periodi successivi.
(23)
Caixa Seguros occupa la posizione di leader sul mercato portoghese con una quota complessiva pari rispettivamente al 31 % nell’assicurazione vita e al 26 % nell’assicurazione non vita, attraverso un’impresa di assicurazioni multilinea vita e non vita nonché imprese assicurative specializzate in particolare nei rami salute e auto. Al 31 dicembre 2012 Caixa Seguros rappresentava il 9,2 % delle attività nette consolidate di CGD e aveva generato un utile netto distribuibile agli azionisti di CGD pari a 89,7 milioni di EUR, sulla base di un volume di premi di assicurazione diretta che nel 2012 ammontava a 3 195 milioni di EUR.
(24)
CGD ristrutturerà Caixa Seguros al fine di migliorarne la vendibilità e facilitare il processo di vendita. CGD potrebbe […]. Il processo di vendita consentirà tutte le possibili combinazioni, tra cui […]. Il piano di ristrutturazione di CGD presuppone che […].
(25)
Inoltre, CGD cederà tutte le residue partecipazioni non strategiche in società portoghesi quotate entro […], con un ulteriore deleveraging del bilancio per circa [200-250] milioni di EUR. CGD ha già venduto la maggior parte delle sue partecipazioni, ricavandone utili per circa 450 milioni di EUR.
(26)
CGD prevede inoltre di liquidare gradualmente un portafoglio di attività derivanti dal debito del fallito BPN (7), per un valore nominale di [0-5] miliardi di EUR e un valore patrimoniale netto di circa [0-5] miliardi di EUR. Conformemente al relativo piano di rimborso, il valore delle attività nette verrà ridotto del [40-50] % a [0-5] miliardi di EUR entro la fine del 2017.
(27)
Infine, CGD liquiderà un portafoglio di crediti non essenziali derivanti dalle sue attività bancarie al dettaglio e all’ingrosso in Spagna. Tale portafoglio ammonta a circa [0-5] miliardi di EUR.
Efficienza operativa
(28)
Il secondo elemento principale del piano di ristrutturazione è l’incremento dell’efficienza operativa della banca. CGD aveva già adottato provvedimenti nel 2011 e 2012 al fine di ottimizzare la propria base di costo e, rispetto ai dati finanziari pre-crisi, ha ridotto sia i costi retributivi che i costi di vendita, generali e amministrativi delle attività nazionali.
(29)
CGD proseguirà tale sforzo di ottimizzazione riducendo ulteriormente i costi operativi nel periodo di ristrutturazione. La riduzione del personale della banca e la rinegoziazione di servizi appaltati costituiscono le leve principali per conseguire risparmi aggiuntivi. Secondo il piano di ristrutturazione, CGD continuerà a ridurre i costi retributivi nel periodo di ristrutturazione, con l’obiettivo di raggiungere una riduzione del [5-10] %, per un costo del lavoro previsto di [500-550] milioni di EUR al dicembre 2013 e di [450-500] milioni di EUR al dicembre 2017. In termini di personale, il numero di dipendenti in Portogallo verrà ridotto del [5-10] %. Mentre a dicembre 2012 i dipendenti impiegati nelle attività bancarie nazionali al dettaglio erano 9 401, CGD intende ridurre tale numero a [8 500-9 000] entro dicembre 2017.
(30)
L’incremento dell’efficienza operativa di CGD verrà conseguito anche attraverso l’ottimizzazione della rete di filiali. Le filiali della rete nazionale saranno ridotte del [5-10] %, dalle 840 del giugno 2012 a [750-800] entro […]. La chiusura di [70-80] filiali in Portogallo tra giugno 2012 e […] rientra in un processo periodico di ottimizzazione volto a rivalutare e razionalizzare la presenza di CGD sul mercato nazionale al dettaglio e dovrebbe generare un risparmio annuo di [0-5] milioni di EUR. Sono già state chiuse o stanno per essere chiuse 58 filiali e altre [10-20] verranno chiuse entro […].
(31)
Infine, l’efficienza operativa di CGD verrà migliorata incrementando le entrate da servizi e commissioni, che nel 2012 costituivano circa il 25 % del totale dei proventi operativi netti, mentre la quota media del settore bancario portoghese ammontava al 29 %. CGD introdurrà nuove strutture commissionali per allineare maggiormente le proprie fonti di reddito a quelle di soggetti similari.
Ristrutturazione delle attività spagnole
(32)
Il terzo elemento principale del piano di ristrutturazione riguarda la riorganizzazione delle attività bancarie in Spagna. Mentre in generale le attività internazionali di CGD registrano attualmente prestazioni molto migliori rispetto a quelle nazionali e forniscono un contributo importante al rendimento complessivo della banca, le attività di CGD in Spagna sono in perdita. CGD ha avviato le attività al dettaglio in Spagna nel 1991 acquisendo il Banco de Extremadura e la Chase Manhattan España, e successivamente, nel 1995, il Banco Simeón. Attualmente, tali attività bancarie al dettaglio sono esercitate in Spagna da una controllata di CGD denominata Banco Caixa Geral (in appresso «BCG»). Nel 2007 CGD ha inoltre avviato attività bancarie all’ingrosso, svolte attraverso una filiale costituita da CGD in Spagna e incentrate sui progetti immobiliari e relativi finanziamenti nonché sui prestiti sindacati. Se negli ultimi dieci anni le attività al dettaglio di CGD in Spagna erano a malapena in equilibrio, la situazione risultava ancora peggiore per le attività all’ingrosso. Queste ultime, avviate appena prima della crisi finanziaria, registrano risultati molto scarsi e in un periodo di tempo relativamente breve hanno causato rilevanti perdite aggiuntive per 250 milioni di EUR al dicembre 2012. Le attività all’ingrosso saranno interamente dismesse e […].
(33)
Tuttavia, CGD considera la Spagna un mercato fondamentale sul quale intende mantenere una presenza, in particolare per sostenere le attività di esportazione delle piccole e medie imprese portoghesi (in appresso «PMI»). Pertanto, le attività al dettaglio in Spagna proseguiranno, ancorché su scala molto minore. Al fine di ripristinare la redditività delle operazioni, il numero di filiali verrà ridotto del [47-52] %, passando da 209 filiali del giugno 2012 a [100-110] entro […]. Il personale impiegato nelle attività in Spagna verrà ridotto del [46-49] %, passando dai 974 addetti del giugno 2012 a [500-523] entro […].
(34)
In termini di copertura geografica, BCG concentrerà le attività al dettaglio nelle regioni della Galizia, di Castiglia e León, delle Asturie e dell’Estremadura, mantenendo solo una presenza limitata nei principali centri di scambi transfrontalieri (Madrid e Catalogna) e una presenza molto limitata, con [0-5] filiali in ciascuna regione, nelle zone che hanno rilevanti relazioni transfrontaliere e costituiscono un’importante fonte di finanziamento per le attività spagnole, vale a dire Paesi Baschi, Andalusia, Aragona e Valencia.
Rimborso dei CoCos
(35)
Il quarto elemento principale del piano di ristrutturazione, il rimborso dei CoCos per 900 milioni di EUR nel periodo di ristrutturazione, mira a ridurre i costi medi di finanziamento di CGD. Il deleveraging del bilancio e l’incremento della redditività operativa dovrebbero consentire a CGD di rimborsare i CoCos. In particolare, la cessione delle attività assicurative dovrebbe liberare capitale obbligatorio e consentire pertanto un rimborso anticipato.
(36)
Al fine di ponderare gli obiettivi di riduzione dei costi medi di finanziamento, da un lato, con quello di mantenere un cuscinetto patrimoniale sufficiente, dall’altro, il piano di ristrutturazione prevede che nell’esercizio fiscale 2014 CGD destinerà il [50-60] % del proprio capitale eccedente (vale a dire il capitale eccedente i requisiti patrimoniali minimi previsti dalla normativa europea e portoghese - compresi i pilastri 1 e 2 - più un cuscinetto patrimoniale pari a [100-150] punti base) al rimborso dei CoCos. Nell’esercizio fiscale 2015 e, se necessario, in quelli successivi CGD destinerà il [90-100] % del capitale eccedente al rimborso dei CoCos.
(37)
La tabella 2 riporta le principali proiezioni finanziarie sulla base dei parametri contabili contenute nel piano di ristrutturazione di CGD:
Tabella 2
Principali dati finanziari di CGD per il periodo 2011-2017
Conto economico
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017
Indice evolutivo 2012-2017 (%)
Core
Totale
Core
Totale
Core
Totale
Core
Totale
Core
Totale
Core
Totale
Core
Totale
Core
Totale
Utili al lordo delle imposte
-90
- 545
- 303
- 367
(…)
(…)
(…)
(…)
(…)
(…)
(…)
(…)
(…)
(…)
[…]
[…]
Indice costi-ricavi
57 %
54 %
52 %
52 %
[70-80] %
[60-70] %
[60-70] %
[60-70] %
[40-50] %
[40-50] %
[40-50] %
[40-50] %
[40-50] %
[40-50] %
- [20-30]
- [20-30]
Dipendenti
17 502
23 205
17 296
23 028
[1 000 -20 000 ]
[1 000 -20 000 ]
[1 000 -20 000 ]
[1 000 -20 000 ]
[1 000 -20 000 ]
[1 000 -20 000 ]
[1 000 -20 000 ]
[1 000 -20 000 ]
[1 000 -20 000 ]
[1 000 -20 000 ]
[0-5]
- [20-30]
Filiali
1 344
1 344
1 293
1 293
[1 000 -1 500 ]
[1 000 -1 500 ]
[1 000 -1 500 ]
[1 000 -1 500 ]
[1 000 -1 500 ]
[1 000 -1 500 ]
[1 000 -1 500 ]
[1 000 -1 500 ]
[1 000 -1 500 ]
[1 000 -1 500 ]
- [0-5]
- [0-5]
ROE
-2,5 %
-7,4 %
-5,5 %
-6,3 %
[…] %
[…] %
[…] %
[…] %
[…] %
[…] %
[…] %
[…] %
[…] %
[…] %
[…]
[…]
Stato patrimoniale
2011
2012
2015
2017
Indice evolutivo 2012-2017 (%)
Aktiver
Totale
Core
Non-core
Totale
Core
Non-core
Totale
Core
Non-core
Totale
Core
Non-core
Totale
Core
Non-core
Prestiti ai clienti (netti)
78 248
75 095
3 153
74 713
71 338
3 375
[70 000 -75 000 ]
[65 000 -70 000 ]
[1 500 -2 000 ]
[70 000 -75 000 ]
[70 000 -75 000 ]
[1 000 -1 500 ]
- [0-5] %
- [0-5]
- [60-70]
NPL
4 800
4 727
72
6 551
6 427
124
[10 000 -15 000 ]
[9 500 -10 000 ]
[400-450]
[10 000 -15 000 ]
[10 000 -15 000 ]
[500-550]
[60-70] %
[60-70]
[300-350]
Attività totali
120 642
103 262
17 380
116 857
100 333
16 523
[100 000 -150 000 ]
[95 000 -100 000 ]
[8 500 -9 000 ]
[100 000 -150 000 ]
[100 000 -150 000 ]
[5 000 -10 000 ]
- [5-10] %
[0-5]
- [60-70]
RWA
69 021
66 207
2 813
68 315
65 963
2 352
[65 000 -70 000 ]
[60 000 -65 000 ]
[1 000 -1 500 ]
[65 000 -70 000 ]
[65 000 -70 000 ]
[1 000 -1 500 ]
[0-5] %
[0-5]
- [50-60]
Debiti
2011
2012
2015
2017
Indice evolutivo 2012-2017 (%)
Totale
Core
Non-core
Totale
Core
Non-core
Totale
Core
Non-core
Totale
Core
Non-core
Totale
Core
Non-core
Banca centrale
9 013
9 013
0
10 300
10 300
0
[5 000 -10 000 ]
[5 000 -10 000 ]
[0-5]
[2 000 -2 500 ]
[2 000 -2 500 ]
[0-5]
- [70-80] %
- [70-80]
-
Debiti verso clienti
70 587
64 030
6 557
71 404
65 545
5 859
[70 000 -75 000 ]
[65 000 -70 000 ]
[3 500 -4 000 ]
[75 000 -80 000 ]
[70 000 -75 000 ]
[1 500 -2 000 ]
[5-10] %
[10-20]
- [70-80]
Totale debiti
120 642
114 085
6 557
116 857
110 997
5 859
[100 000 -150 000 ]
[100 000 -150 000 ]
[3 500 -4 000 ]
[100 000 -150 000 ]
[100 000 -150 000 ]
[1 500 -2 000 ]
- [5-10] %
- [0-5]
- [70-80]
LTD
122 %
117 %
n.a.
114 %
109 %
n.a.
[100-150] %
[100-150] %
n.a.
[90-100] %
[90-100] %
n.a.
- [10-20] %
- [10-20]
CT1 ABE
n.a.
n.a.
n.a.
9,5 %
9,6 %
9,5 %
[5-10] %
[10-20] %
[5-10] %
[10-20] %
[10-20] %
[5-10] %
[10-20] %
[10-20]
[0-5]
4. POSIZIONE DELLE AUTORITÀ PORTOGHESI
4.1. Posizione delle autorità portoghesi sul piano di ristrutturazione
(38)
Il Portogallo ritiene che l’aumento di capitale costituisca un aiuto di Stato, in particolare alla luce dell’attuale situazione di mercato e del fatto che esso è stato realizzato contemporaneamente alla sottoscrizione dei CoCos.
(39)
Il Portogallo ammette che la sottoscrizione dei CoCos costituisce un aiuto di Stato, dato che le relative condizioni erano in linea con quelle previste dal nuovo regime di ricapitalizzazione, che costituisce un aiuto di Stato (8).
(40)
Il Portogallo afferma che CGD ha un’importanza sistemica nel sistema finanziario portoghese, che le misure erano necessarie per adeguare la situazione patrimoniale di CGD ai requisiti fissati nella valutazione della Banca centrale portoghese (Banco de Portugal; in appresso «BdP»), e della Troika, e che le condizioni delle misure di aiuto, unitamente a quelle indicate negli impegni per la ristrutturazione di CGD, contengono sufficienti misure di salvaguardia contro eventuali abusi e distorsioni della concorrenza.
4.2. Posizione delle autorità portoghesi sul procedimento per attuazione abusiva dell’aiuto
(41)
Il Portogallo sostiene che i pagamenti a favore dei titolari di azioni privilegiate perpetue non cumulative non sono dividendi, bensì pagamenti cedolari, che possono essere effettuati ove sussista un obbligo legale in tal senso.
(42)
Il Portogallo afferma che, conformemente alle condizioni inerenti alle azioni privilegiate perpetue non cumulative, il mancato pagamento dei dividendi avrebbe impedito alla banca di riacquistare o rimborsare obbligazioni alla pari o subordinate fino a dopo la quarta data consecutiva di pagamento dei dividendi nella quale i dividendi vengono versati integralmente. Il Portogallo ritiene che il riacquisto dei CoCos, per il quale ha ricevuto un esplicito impegno da CGD, costituisca un simile riacquisto di obbligazioni alla pari o subordinate.
(43)
Il Portogallo conferma di avere acconsentito al pagamento dei dividendi sul presupposto che il loro mancato versamento avrebbe impedito a CGD di riacquistare i CoCos nei 12 mesi seguenti e che, in caso di mancato pagamento di dividenti nel quinquennio dell’investimento pubblico, CGD non avrebbe più potuto riacquistare i CoCos senza violare i propri obblighi contrattuali. Secondo il Portogallo, tale ritardo sarebbe stato incompatibile con l’obbligo preminente di ridurre al minimo l’entità e la durata dell’aiuto di Stato concesso a CGD. Il Portogallo ritiene, pertanto, che tali circostanze di fatto rendessero giuridicamente obbligatorio il pagamento dei dividendi.
4.3. Impegni delle autorità portoghesi
(44)
Il Portogallo ha assunto una serie di impegni connessi all’attuazione del piano di ristrutturazione («gli impegni»), che sono riportati in allegato alla presente decisione.
(45)
Inoltre, al fine di garantire che i vari impegni vengano debitamente attuati, le autorità portoghesi si impegnano a nominare un fiduciario di controllo (in appresso «il fiduciario di controllo»), il quale verificherà tutti gli impegni assunti dalle autorità portoghesi e da CGD nei confronti della Commissione.
5. VALUTAZIONE
5.1. Esistenza dell’aiuto di Stato
(46)
Ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato, sono incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
(47)
Perché una misura si configuri come aiuto di Stato devono essere soddisfatte tutte le seguenti condizioni: a) la misura è finanziata dallo Stato o tramite risorse statali, b) conferisce un vantaggio selettivo favorendo talune imprese o talune produzioni, c) falsa o minaccia di falsare la concorrenza ed è atta a incidere sugli scambi fra gli Stati membri.
(48)
La Commissione ha già concluso, per i motivi esposti ai considerando da (33) a (42) della decisione sul salvataggio, che le misure costituiscono un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato. Le misure di ricapitalizzazione, consistenti nella sottoscrizione di nuove azioni ordinarie per 750 milioni di EUR e di CoCos per 900 milioni di EUR, sono state attuate dal Portogallo e sono quindi da ascriversi a risorse statali. Le misure in questione hanno conferito un vantaggio selettivo a CGD, consentendole di aumentare il suo capitale a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle che avrebbe potuto ottenere sul mercato. CGD opera a livello internazionale ed è in concorrenza con altre banche sia in Portogallo che in altri paesi. Di conseguenza, il vantaggio ad essa conferito è atto ad incidere sugli scambi tra gli Stati membri e a falsare la concorrenza.
5.2. Compatibilità dell’aiuto con il mercato interno
(49)
Per quanto concerne la compatibilità dell’aiuto concesso a CGD, la Commissione deve stabilire, anzitutto, se l’aiuto possa essere valutato in base all’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato, vale a dire se l’aiuto ponga rimedio a un grave turbamento dell’economia del Portogallo. Utilizzando tale base giuridica, la Commissione deve poi valutare se le misure proposte siano in linea con il mercato interno.
5.2.1. Base giuridica per la compatibilità dell’aiuto
(50)
In virtù dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trttato la Commissione può considerare compatibili con il mercato interno gli aiuti destinati a «porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro».
(51)
Per quanto concerne l’economia portoghese, l’esistenza di un grave turbamento è stata confermata dalle varie decisioni con cui la Commissione ha autorizzato le misure adottate dalle autorità portoghesi per lottare contro la crisi finanziaria. In particolare, nella sua ultima autorizzazione alla proroga del regime portoghese di ricapitalizzazione (9), la Commissione ha riconosciuto che la minaccia di un grave turbamento dell’economia portoghese persiste e che le misure di aiuto alle banche sono adeguate per porvi rimedio. La Commissione rileva che il sistema bancario portoghese si trovava in grave difficoltà nel momento in cui sono state concesse le misure di aiuto, in quanto alcune banche portoghesi erano caratterizzate da un livello elevato di leva finanziaria, registravano un rapporto elevato tra prestiti e depositi e dovevano fare fronte a un aumento della quota di prestiti in sofferenza. La Commissione rileva inoltre che il Portogallo riceve assistenza finanziaria dagli Stati membri dell’area euro, destinata in parte al sostegno delle banche portoghesi (10).
(52)
Considerata la rilevanza sistemica di CGD - che è una delle principali banche portoghesi - e l’importanza delle sue attività di erogazione di prestiti per l’economia portoghese, la Commissione riconosce che la sua incapacità di soddisfare requisiti patrimoniali rafforzati avrebbe avuto gravi ripercussioni sull’economia portoghese.
(53)
Tenuto conto dell’attuale situazione dell’economia portoghese e del mancato accesso generalizzato delle banche ai mercati finanziari internazionali e all’ingrosso, la Commissione ritiene che sussistano le condizioni per l’autorizzazione degli aiuti di Stato a norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato.
5.2.2. Compatibilità degli aiuti con la comunicazione sulla ristrutturazione e la comunicazione di proroga
(54)
Tutte le misure individuate come aiuti di Stato sono state concesse nel quadro della ristrutturazione di CGD. La comunicazione della Commissione sul ripristino della redditività e la valutazione delle misure di ristrutturazione del settore finanziario nel contesto dell’attuale crisi in conformità alle norme sugli aiuti di Stato (in appresso «la comunicazione sulla ristrutturazione») (11) contiene le disposizioni applicabili alla concessione di aiuti alla ristrutturazione a favore di istituti finanziari nel contesto dell’attuale crisi. Conformemente a tale comunicazione, la ristrutturazione di un istituto finanziario nel contesto dell’attuale crisi è compatibile con il mercato interno a norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), se i) consente di ripristinare la redditività della banca, ii) comprende un contributo proprio sufficiente del beneficiario (condivisione degli oneri) e iii) prevede misure sufficienti a limitare le distorsioni della concorrenza.
(55)
Fermi restando i requisiti fissati dalla comunicazione sulla ristrutturazione, il punto 14 della comunicazione della Commissione relativa all’applicazione, dal 1o gennaio 2012, delle norme in materia di aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nel contesto della crisi finanziaria (in appresso «la comunicazione di proroga del 2011») (12) precisa che la Commissione «effettuerà una valutazione proporzionale dell’efficienza economica a lungo termine delle banche di cui trattasi, tenendo pienamente conto di qualsiasi elemento indicante che le stesse potranno essere economicamente efficienti a lungo termine senza la necessità di una ristrutturazione significativa, in particolare quando la scarsità del capitale è essenzialmente riconducibile ad una crisi di fiducia nel debito sovrano, il conferimento di capitale pubblico è limitato all’importo necessario per compensare - in banche altrimenti economicamente efficienti - le perdite derivanti dalla valutazione di mercato (“mark to market”) delle obbligazioni sovrane [europee], e l’analisi dimostra che le banche di cui trattasi non hanno assunto rischi eccessivi con le acquisizioni di debito sovrano».
(56)
A tale proposito, la Commissione rileva che il fabbisogno di capitale di CGD era sostanzialmente riconducibile a una crisi di fiducia nel debito sovrano del Portogallo. Sebbene tale fabbisogno non fosse stato causato direttamente dall’impatto della valutazione di mercato delle obbligazioni sovrane, il motivo soggiacente era equiparabile, in quanto l’ABE imponeva alle banche di costituire riserve di capitale correlate al valore dei titoli di Stato detenuti a bilancio (il c.d. «sovereign buffer») e aveva quindi irrigidito i requisiti patrimoniali minimi.
(57)
Dei 1 650 milioni di EUR di riserve di capitale complessive richieste a CGD conformemente alle prescrizioni dell’ABE, con conseguente necessità di un aiuto di Stato di pari importo, 1 073 milioni di EUR (65 %) sono riconducibili all’esposizione al debito sovrano del Portogallo. Dall’analisi della Commissione è emerso inoltre che CGD non ha assunto rischi eccessivi nell’acquisizione di debito sovrano. Il portafoglio di debito sovrano è stato acquisito attraverso operazioni di carry trade (finanziate dalla BCE per un anno). Pur potendosi ritenere che, in talune circostanze, tali operazioni comportassero un grado di rischio superiore alla media, i titoli acquisiti rappresentavano garanzie idonee e le relative valutazioni di rating erano ampiamente superiori all’investment grade (AA- per il Portogallo).
(58)
Per tali motivi, la Commissione effettuerà una valutazione proporzionale a norma del punto 14 della comunicazione di proroga del 2011.
Ripristino della redditività
(59)
Come stabilito dalla Commissione nella comunicazione sulla ristrutturazione, lo Stato membro interessato deve presentare un piano di ristrutturazione completo che indichi le modalità con cui verrà ripristinata la redditività a lungo termine senza aiuti di Stato in un lasso di tempo ragionevole ed entro un termine massimo di cinque anni. La redditività a lungo termine viene raggiunta quando una banca è in grado di competere sul mercato dei capitali in base ai propri meriti in conformità a quanto richiesto dalle relative norme. A tal fine, una banca deve essere in grado di coprire tutti i costi e di fornire un adeguato rendimento del capitale, tenendo conto del profilo di rischio della banca. Il ripristino della redditività dovrebbe essere ottenuto principalmente mediante misure interne sulla base di un piano di ristrutturazione credibile.
(60)
Il Portogallo ha presentato un piano di ristrutturazione per CGD, con un orizzonte temporale di cinque anni fino al 2017 e che prevede il ripristino della redditività al termine del periodo di ristrutturazione.
(61)
Il punto 10 della comunicazione sulla ristrutturazione presuppone che le misure di ristrutturazione proposte pongano rimedio alle debolezze del beneficiario. A tale proposito, la Commissione osserva che il piano di ristrutturazione affronta la debolezza principale di CGD, vale a dire la scarsa redditività delle sue operazioni bancarie nazionali, che rappresentano l’80 % delle sue attività. Gli scarsi risultati delle attività nazionali di CGD sono bilanciate solo parzialmente dall’andamento positivo delle sue operazioni internazionali, che pure hanno registrato in passato e continuano a registrare un rendimento sul capitale investito (Return On Capital Employed; in appresso «ROCE») positivo. Nel 2012, ad esempio, le attività bancarie in Angola hanno conseguito un ROCE pari al [50-60] %, quelle in Mozambico un ROCE del [20-30] %, in Sud Africa del [20-30] % e a Macao del [20-30] %. In confronto, le attività bancarie di CGD in Portogallo hanno registrato un ROCE pari a -[10-20] % nel 2012. Poiché le attività internazionali contribuiscono positivamente alla situazione economica complessiva del gruppo CGD, ma rappresentano solo una piccola parte delle sue attività, il piano di ristrutturazione si concentra sul miglioramento della redditività delle operazioni nazionali.
(62)
La Commissione apprezza che CGD avesse adottato provvedimenti volti a ridurre i costi retributivi e amministrativi prima di ricevere l’aiuto di Stato. Tuttavia, l’attuale situazione macroeconomica e le prospettive del mercato bancario nazionale richiedevano un approccio più risoluto, quale lo sforzo di ottimizzazione indicato nel piano di ristrutturazione. Il previsto ridimensionamento del personale della banca, con la riduzione del numero di dipendenti impiegati in Portogallo nel settore bancario da 9 401 a [8 500-9 000] nel periodo di ristrutturazione, con una conseguente diminuzione prevista dei costi retributivi pari al [5-10] %, costituisce uno strumento adeguato per conseguire i risparmi necessari, tenuto conto in particolare del fatto che verranno ridotte in misura significativa anche le risorse destinate alla copertura dei costi amministrativi.
(63)
Inizialmente, dall’analisi della Commissione relativa alla rete di filiali di CGD è emerso che esistevano margini di miglioramento nella gestione di filiali chiaramente poco efficienti. Tuttavia, il processo di rivalutazione periodica delle filiali attualmente messo in atto da CGD rappresenta una soluzione idonea per verificare l’efficienza della rete al dettaglio e poter quindi adeguare, ove necessario, la presenza nazionale. CGD ha indicato nel piano di ristrutturazione che ridurrà la rete di filiali nazionali del [5-10] %, chiudendo [70-80] delle attuali 840 filiali. Dal punto di vista della Commissione, il previsto ridimensionamento comporta un idoneo adeguamento della presenza nazionale di CGD alle esigenze del mercato, pur mantenendo nel complesso un livello appropriato di servizi alla clientela.
(64)
La Commissione rileva inoltre che il miglioramento dell’efficienza operativa di CGD verrà ottenuto anche attraverso l’aumento dei proventi da servizi e commissioni, derivante dall’introduzione di nuove strutture commissionali. Tale aumento delle entrate da compensi e commissioni sembra giustificato se si considera, da un lato, che la quota relativa alle commissioni indicata nel conto economico di CGD è piuttosto bassa rispetto alla media del settore bancario portoghese e, dall’altro, che la banca ha il pieno controllo delle strutture commissionali applicabili.
(65)
Per quanto riguarda il deleveraging del bilancio, la Commissione rileva che il piano di ristrutturazione di CGD è equilibrato ed evita accuratamente di produrre effetti negativi sul ripristino dell’economia portoghese, nonostante le relative misure ammontino ad un importo di [10-20] miliardi di EUR, equivalenti ad una riduzione patrimoniale del [10-20] %. Se CGD, in quanto principale banca del Portogallo, avesse semplicemente ridotto le risorse destinate al credito, avrebbe contribuito alla stretta creditizia e recato pregiudizio all’economia reale. Tale conseguenza è stata evitata in quanto gli sforzi di deleveraging di CGD sono concentrati su fonti che non incidono sull’entità del credito erogabile all’economia portoghese. La capacità di prestito di CGD non è intaccata dalla cessione delle attività assicurative e delle residue partecipazioni non strategiche, dal rimborso del debito dell’ex BPN e dalla riduzione dei prestiti non essenziali in Spagna. Pertanto, gli sforzi di deleveraging risultano ben mirati, in quanto consentono a CGD di concentrarsi sulle attività al dettaglio essenziali e di liberare fondi che possono consolidarne il capitale di base evitando al contempo i possibili effetti negativi del deleveraging sull’economia portoghese.
(66)
Analogamente, la Commissione prende atto dell’impegno di CGD nei confronti del governo portoghese di destinare 30 milioni di EUR all’anno a un fondo che a sua volta investirà in partecipazioni in PMI e società a media capitalizzazione al fine di garantire il finanziamento dell’economia reale portoghese. Tali investimenti non comporteranno l’acquisizione di partecipazioni in imprese concorrenti, e la Commissione ritiene inoltre che esse non costituiscano attività che distorcono il mercato ai sensi del punto 23 della comunicazione sulla ristrutturazione. Tale impegno non contiene elementi atti a conferire un vantaggio supplementare a CGD e, pertanto, la Commissione ritiene di non dover esaminare ulteriormente lo status di detto impegno nell’ambito della presente decisione.
(67)
Per quanto concerne la cessione delle attività assicurative di CGD, è necessario ristrutturare Caixa Seguros al fine di migliorarne la vendibilità, come indicato nel piano di ristrutturazione. CGD ha proposto una soluzione ragionevole per la vendita di Caixa Seguros entro la fine del periodo di ristrutturazione.
(68)
La riorganizzazione delle attività bancarie di CGD in Spagna costituisce un elemento importante del suo piano per conseguire a breve termine un margine di redditività generale positivo. In particolare, considerato che le attività in Spagna non risultavano redditizie già da qualche tempo e fornivano un contributo negativo prima dell’inizio della crisi, tale problema richiede un approccio risoluto.
(69)
Nel piano di ristrutturazione, CGD ha indicato come opzione preferenziale la cessazione delle attività all’ingrosso in Spagna, accompagnata dalla ristrutturazione e prosecuzione delle attività al dettaglio su scala minore, e quali alternative la cessazione completa e dismissione delle attività tramite vendita o permuta, la loro progressiva liquidazione o la ricerca di un partner consortile. Tuttavia, tali alternative presentavano tutte specifici aspetti negativi e presumibilmente avrebbero comportato rilevanti perdite patrimoniali. CGD è quindi giunta alla conclusione che la ristrutturazione delle attività spagnole costituisce l’opzione migliore dal punto di vista economico.
(70)
La Commissione ritiene che la ristrutturazione delle attività spagnole nell’attuale contesto macroeconomico rappresenti un passo difficile, ma riconosce al contempo che le soluzioni alternative potrebbero comportare costi più elevati. La Commissione apprezza che siano state interrotte le attività all’ingrosso e che, in ogni caso, BCG liquiderà un consistente portafoglio di attività non essenziali in Spagna, riducendo in misura significativa la sua presenza in tale paese di quasi il [50-60] %, e stia valutando le possibilità di ridurre i costi utilizzando servizi disponibili all’interno del gruppo.
(71)
Secondo la Commissione, tuttavia, occorre rafforzare l’obiettivo di conseguire al più presto il risanamento delle attività in Spagna. Per tale motivo, la Commissione considera fondamentale l’impegno assunto dal Portogallo a che BCG raggiunga entro […] gli indicatori di prestazione essenziali definiti nella sezione 4.2.7.3.1.5 degli impegni riportati nell’allegato per quanto riguarda le soglie pertinenti dei costi retributivi e amministrativi, l’indice costi/ricavi, nonché finanziamenti, depositi, nuovi crediti, margine netto e prestiti in sofferenza, o - qualora non riuscisse a raggiungere tali obiettivi - interrompa le nuove attività in Spagna e liquidi tutte le attività spagnole. Considerate tale garanzia e la mancanza di alternative nel breve periodo, la Commissione approva il piano di risanamento delle attività bancarie al dettaglio in Spagna in quanto elemento del piano di ristrutturazione di CGD.
(72)
La Commissione ritiene inoltre che il piano di ristrutturazione di CGD sarebbe credibile anche qualora la difficile situazione economica attuale del Portogallo durasse più di quanto previsto nello scenario di base. CGD prevede un ulteriore aumento dei crediti a rischio nel periodo di ristrutturazione, da un già elevato 12 % al [10-20] % per la fine del 2017. La banca prevede altresì di incrementare le riserve a copertura del rischio di credito fino al [50-60] %. Tale tasso di copertura può essere considerato in linea con quello di altre banche portoghesi che non sono state oggetto di ricapitalizzazione statale, ad esempio quelli del Banco Espirito Santo o del Banco Santander Totta. Il tasso di copertura di CGD deve essere valutato alla luce del fatto che storicamente la banca ha una forte presenza come erogatore di crediti ipotecari in Portogallo e detiene pertanto una quota elevata di mutui ipotecari nel suo portafoglio prestiti, con un rapporto prestito-valore pari a circa il [70-80] %. Tenuto conto di tali elementi, un tasso di copertura dei crediti a rischio del [50-60] % appare adeguato rispetto alle future perdite sui crediti di CGD nel periodo di ristrutturazione.
(73)
La Commissione rileva infine che tutte le misure previste dal piano di ristrutturazione sono volte a ripristinare la redditività di CGD e a conseguire un rendimento soddisfacente, come indicano il tasso di remunerazione del capitale proprio (Return On Equity; in appresso «ROE») del [5-10] % fissato quale obiettivo per le attività bancarie in Portogallo da raggiungere entro il 31 dicembre 2017, nonché il ROE del [5-10] % per i risultati consolidati di tutte le attività del gruppo CGD da raggiungere entro il 31 dicembre 2017.
Limitazione dell’aiuto al minimo, contributo proprio e condivisione degli oneri
(74)
La comunicazione sulla ristrutturazione indica che il beneficiario deve fornire un contributo adeguato per limitare l’aiuto al minimo nonché per ovviare alla distorsioni della concorrenza e al rischio morale. A tal fine, essa stabilisce che i) dovrebbero essere limitati sia i costi di ristrutturazione che l’importo degli aiuti e ii) che occorre un significativo contributo proprio.
(75)
Il piano di ristrutturazione di CGD non fa presumere un superamento dei costi connessi al ripristino alla redditività a lungo termine rispetto agli aiuti erogati. Come indicato al considerando 13, la perdita di fondi propri da coprire è stata stabilita in base al protocollo concordato tra il governo portoghese, da una parte, e l’FMI, la BCE e la Commissione, dall’altra.
(76)
Secondo il punto 34 della comunicazione sulla ristrutturazione, una remunerazione adeguata di qualsiasi intervento statale è una delle limitazioni più appropriate delle distorsioni della concorrenza. A tale proposito la Commissione rileva che il capitale messo a disposizione in forma di CoCos è adeguatamente remunerato, conformemente alle linee guida della Commissione e della BCE (13). La remunerazione dei CoCos parte da un’iniziale 8,5 % per il primo anno e aumenterà gradualmente nel tempo, con un tasso annuo medio di remunerazione pari al 9,2 % nel periodo dell’investimento. Il meccanismo articolato in più fasi incentiverà CGD ad uscire dalla situazione di sostegno statale.
(77)
La Commissione rileva che, secondo il piano di ristrutturazione e i relativi impegni, CGD utilizzerà il capitale eccedente ai fini del rimborso dei CoCos (cfr. sezione 5 degli impegni).
(78)
CGD destinerà il [50-60] % del capitale eccedente nel 2014 e il [90-100] % del capitale eccedente nel 2015 e negli esercizi successivi al rimborso dei CoCos per 900 milioni di EUR. Il meccanismo di rimborso limita le riserve di capitale che CGD può detenere a bilancio e garantisce quindi che l’aiuto rimanga limitato al minimo necessario per l’intero periodo di ristrutturazione.
(79)
Occorre inoltre rilevare che la vendita delle attività assicurative libererà capitale obbligatorio e aumenterà quindi le possibilità per CGD di disporre di capitale eccedente destinabile al rimborso dei CoCos, contribuendo così anche alla copertura dei costi di ristrutturazione con mezzi propri.
(80)
Tuttavia, la Commissione osserva che CGD non ha rispettato il divieto di pagamento di dividendi per un importo di 405 415 EUR, in violazione dell’impegno assunto dal Portogallo nel contesto della decisione sul salvataggio.
(81)
Il divieto di pagamento di dividendi e cedole è inteso ad evitare un deflusso di fondi, assicurando così il rimborso dell’aiuto e la limitazione al minimo necessario dell’aiuto di Stato. A tal fine, gli azionisti della banca e i detentori di capitale ibrido e di debito subordinato dovrebbero essere esclusi per quanto possibile dal potenziale beneficio dell’aiuto di Stato.
(82)
Poiché CGD era in grado di pagare dividendi, è appurato che l’importo dell’aiuto non era limitato al minimo necessario. Le informazioni fornite da CGD durante il procedimento di indagine sull’attuazione abusiva dell’aiuto non hanno indotto la Commissione a modificare la valutazione esposta nella decisione di avvio, secondo la quale i pagamenti in questione dovevano essere considerati come distribuzioni di dividendi soggetti al divieto di cui alla decisione sul salvataggio, né hanno dimostrato l’esistenza di un obbligo legale di effettuare il pagamento, che avrebbe legittimato una distribuzione di dividendi conformemente alla decisione sul salvataggio.
(83)
La Commissione conclude che le misure di aiuto per un importo di 1 650 milioni di EUR sono state limitate al minimo necessario, ad eccezione di una somma pari a 405 415 EUR utilizzata per il pagamento di dividendi. A tale proposito, la Commissione prende atto in particolare dell’impegno di CGD a restituire al Portogallo un importo pari ai dividendi pagati, e quindi all’ammontare dell’aiuto eccedente il minimo necessario. Considerato tale impegno, si ritiene che l’aiuto sia stato limitato al minimo necessario.
(84)
Oltre a ciò, la Commissione rileva che il Portogallo si è impegnato ad imporre un divieto di pagamento di dividendi, cedole e interessi (cfr. sezione 6.7 degli impegni).
(85)
Il punto 24 della comunicazione sulla ristrutturazione stabilisce inoltre che la condivisione degli oneri può essere assicurata anche grazie a un’adeguata retribuzione del capitale statale. Come indicato al considerando 76, la Commissione ritiene che il capitale stanziato sotto forma di CoCos sia adeguatamente remunerato.
(86)
Infine, la Commissione rileva che CGD già attua e continuerà ad attuare misure tese alla riduzione dei costi, in particolare riducendo il personale e la rete di filiali in Portogallo, e fornisce pertanto il proprio contributo ai costi della ristrutturazione attraverso misure interne.
(87)
Per tali motivi, la Commissione conclude che il piano di ristrutturazione garantisce che l’aiuto sia limitato al minimo necessario e prevede un adeguato contributo proprio nonché un’adeguata condivisione degli oneri.
Limitazione delle distorsioni della concorrenza
(88)
Infine, la sezione 4 della comunicazione sulla ristrutturazione stabilisce che il piano di ristrutturazione deve contenere misure che limitino le distorsioni della concorrenza. Tali misure dovrebbero essere formulate ad hoc per affrontare le distorsioni individuate sui mercati in cui opera la banca beneficiaria a seguito della ristrutturazione. La natura e la forma di tali misure dipendono da due criteri: in primo luogo, dall’importo degli aiuti e dalle condizioni e circostanze in cui sono stati concessi e, in secondo luogo, dalle caratteristiche dei mercati sui quali opererà la banca beneficiaria. Inoltre, la Commissione terrà conto dell’entità del contributo proprio del beneficiario e della condivisione degli oneri nel periodo di ristrutturazione.
(89)
La Commissione rammenta che CGD ha ricevuto un aiuto di Stato sotto forma di iniezioni di capitale e CoCos per un importo di 1 650 milioni di EUR. L’importo dell’aiuto equivale al 2,3 % delle attività di CGD ponderate per il rischio (Risk Weighted Assets; in appresso «RWA») (14), che è un valore relativamente basso. Poiché i CoCos sono adeguatamente remunerati, per limitare le eventuali distorsioni della concorrenza sono sufficienti misure contenute.
(90)
Il ridimensionamento adeguato di CGD in termini di entità di bilancio, presenza geografica e personale contribuirà a limitare le distorsioni della concorrenza. Se da un lato la vendita di Caixa Seguros nonché il ridimensionamento e la ristrutturazione delle attività spagnole contribuiranno al ripristino della redditività della banca, dall’altro le rimanenti misure di riduzione dello stato patrimoniale appaiono adeguate rispetto alle distorsioni della concorrenza provocate dalla misura di aiuto.
(91)
In aggiunta a tali misure strutturali, il Portogallo ha anche assunto taluni obblighi comportamentali. La Commissione prende atto di tali obblighi descritti nella sezione 6 degli impegni, quali il divieto di pubblicizzare il sostegno statale e il divieto di pratiche commerciali aggressive, intesi ad evitare che CGD utilizzi l’aiuto a fini anticoncorrenziali. In particolare, la Commissione accoglie favorevolmente il divieto di acquisizioni, volto a garantire che l’aiuto di Stato non venga utilizzato per rilevare concorrenti, bensì per lo scopo cui è destinato, ossia il ripristino della redditività di CGD.
(92)
Riassumendo, la Commissione considera sufficienti le misure di salvaguardia dirette a limitare eventuali distorsioni della concorrenza, in particolare alla luce dell’applicazione del punto 14 della comunicazione di proroga del 2011 a seguito dei fatti che hanno reso necessario l’aiuto di Stato, vale a dire l’introduzione del sovereign buffer da parte dell’ABE.
5.3. Monitoraggio
(93)
Ai sensi della sezione 5 della comunicazione sulla ristrutturazione, devono essere presentate relazioni periodiche alla Commissione onde consentirle di verificare la corretta attuazione del piano di ristrutturazione.
(94)
Inoltre, la corretta attuazione del piano di ristrutturazione nonché l’integrale e corretto adempimento di tutti gli impegni indicati nel relativo catalogo saranno costantemente monitorati da un fiduciario indipendente e sufficientemente qualificato.
CONCLUSIONE
Alla luce degli impegni assunti dal Portogallo, la Commissione conclude che l’aiuto alla ristrutturazione è limitato al minimo necessario, che le distorsioni della concorrenza sono affrontate in misura sufficiente e che il piano di ristrutturazione presentato è idoneo a ripristinare la redditività a lungo termine di CGD. L’aiuto alla ristrutturazione deve essere considerato compatibile con il mercato interno ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’aiuto di Stato concesso dal Portogallo attraverso la sottoscrizione di azioni ordinarie di nuova emissione di CGD per un importo di 750 milioni di EUR e di titoli convertibili emessi da CGD per un importo di 900 milioni di EUR è compatibile con il mercato interno alla luce degli impegni riportati nell’allegato.
Articolo 2
Il Portogallo garantisce che il piano di ristrutturazione presentato il 15 ottobre 2012 e integrato dalla comunicazione del 19 luglio 2013 sia pienamente attuato, compresi gli impegni descritti nell’allegato e secondo il calendario ivi previsto.
Articolo 3
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione il Portogallo informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica portoghese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 23 luglio 2013

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