Document ID: 31997R0495

REGOLAMENTO (CE) N. 495/97 DELLA COMMISSIONE del 18 marzo 1997 che modifica il regolamento (CEE) n. 3665/87, recante modalità comuni di applicazione del regime delle restituzioni all'esportazione per i prodotti agricoli, e il regolamento (CEE) n. 3719/88, che stabilisce le modalità comuni d'applicazione del regime dei titoli d'importazione, di esportazione e di fissazione anticipata relativi ai prodotti agricoli
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio, del 30 giugno 1992, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 923/96 della Commissione (2), in particolare l'articolo 9, paragrafo 2 e l'articolo 13, paragrafo 11, nonché le omologhe disposizioni degli altri regolamenti relativi all'organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli,
considerando che, secondo l'articolo 2 bis del regolamento (CEE) n. 3665/87 della Commissione (3), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 313/97 (4), il diritto alla restituzione è subordinato alla presentazione di un titolo di esportazione recante fissazione anticipata dell'importo da restituire; che, per ragioni di proporzionalità, è opportuno prevedere, in taluni settori, l'estensione della validità dei titoli di esportazione a gruppi di prodotti all'uopo definiti; che al fine di evitare abusi, come la selezione sistematica dei prodotti con i più elevati tassi di restituzione, occorre istituire un sistema di riduzioni per poter cambiare il prodotto per il quale la restituzione è stata fissata in anticipo, quando il tasso effettivo della restituzione risulta inferiore al tasso del prodotto in parola;
considerando che l'esperienza acquisita nell'applicazione delle sanzioni previste all'articolo 11 del regolamento (CEE) n. 3665/87 indica che alcune disposizioni andrebbero chiarite e modificate; che per ragioni di chiarezza, l'articolo 11 dovrebbe essere sostituito;
considerando che il regolamento (CE) n. 1222/96 della Commissione (5) ha introdotto il codice a dodici cifre della nomenclatura delle restituzioni;
considerando che, al fine di agevolare i controlli doganali, è opportuno prevedere la possibilità di indicare nel titolo di esportazione i codici dei prodotti appartenenti al gruppo di prodotti di cui all'articolo 2 bis, secondo comma del regolamento (CEE) n. 3665/87;
considerando che il regolamento (CEE) n. 3665/87 e (CEE) n. 3719/88 della Commissione (6), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2402/96 (7), devono essere modificati di conseguenza;
considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi ai pareri dei comitati di gestione competenti,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento (CEE) n. 3665/87 è così modificato:
1) All'articolo 2 bis, il testo esistente diventa paragrafo 1 e sono aggiunti i seguenti paragrafi 2 e 3:
«2. In deroga al paragrafo 1, un titolo di esportazione recante fissazione anticipata della restituzione è valido anche per l'esportazione di un prodotto corrispondente ad un codice a dodici cifre diverso da quello indicato nella casella 16 del titolo, se i due prodotti appartengono
a) alla stessa categoria, ai sensi dell'articolo 13 bis, secondo comma del regolamento (CEE) n. 3719/88 della Commissione (*), o
b) allo stesso gruppo di prodotti, a condizione che tali gruppi di prodotti siano stati all'uopo stabiliti secondo la procedura dell'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 1766/92 o agli omologhi articoli degli altri regolamenti relativi all'organizzazione comune dei mercati.
In tali casi si applicano le seguenti ulteriori condizioni:
a) qualora il tasso di restituzione corrispondente al prodotto effettivo sia pari o superiore al tasso applicabile al prodotto indicato nella casella 16 del titolo, si applica quest'ultimo tasso;
b) qualora il tasso di restituzione corrispondente al prodotto effettivo sia inferiore al tasso applicabile al prodotto indicato nella casella 16 del titolo, l'importo della restituzione da versare si ottiene applicando il tasso corrispondente al prodotto effettivo, diminuito, salvo in casi di forza maggiore, del 20 % della differenza tra la restituzione per il prodotto indicato nella casella 16 del titolo e la restituzione per il prodotto effettivo.
Qualora siano d'applicazione la lettera b) del secondo comma e l'articolo 20, paragrafo 3, lettera b), la restituzione corrispondente al prodotto e alla destinazione effettivi deve essere ridotta della differenza tra tale restituzione e quella risultante dal prodotto e dalla destinazione indicati nel titolo.
Ai fini del primo, secondo e terzo comma, i tassi di restituzione da prendere in considerazione sono quelli vigenti il giorno della presentazione della domanda di titolo; se del caso, tali tassi vengono adeguati in base alla data di accettazione della dichiarazione di esportazione o della dichiarazione di pagamento.
3. Qualora le disposizioni del paragrafo 1 o del paragrafo 2 e dell'articolo 11 si applichino alla stessa unica operazione di esportazione, l'importo risultante dall'applicazione del primo o del secondo paragrafo è diminuito dell'importo della pertinente sanzione conformemente all'articolo 11.
(*) GU n. L 331 del 2. 12. 1988, pag. 1.»
2) L'articolo 11 è sostituito dal seguente:
«Articolo 11
1. Qualora si constati che, per ottenere una restituzione all'esportazione, un esportatore ha chiesto una restituzione superiore a quella spettante, la restituzione dovuta è quella relativa all'effettiva esportazione ridotta di un importo pari:
a) alla metà della differenza tra la restituzione richiesta e la restituzione relativa all'effettiva esportazione;
b) al doppio della differenza tra la restituzione richiesta e la restituzione dovuta, qualora l'esportatore abbia fornito deliberatamente false informazioni.
Si considera restituzione richiesta l'importo calcolato in funzione delle informazioni fornite a norma dell'articolo 3 o dell'articolo 25, paragrafo 2. Qualora il tasso della restituzione vari in funzione della destinazione, la parte differenziata della restituzione richiesta si calcola in base ai dati relativi a quantità, peso e destinazione forniti a norma dell'articolo 47.
La sanzione di cui al primo comma, lettera a) non si applica:
a) in caso di forza maggiore;
b) nei casi eccezionali in cui l'esportatore; dopo aver constatato di aver chiesto una restituzione eccessiva, ne informi immediatamente e per iscritto, di propria iniziativa, le competenti autorità, salvo che queste ultime gli abbiano comunicato l'intenzione di esaminare la sua domanda o che egli sia venuto a conoscenza di tale intenzione in altro modo o che dette autorità abbiano già accertato l'inesattezza della restituzione richiesta;
c) in caso di errori manifesti circa la restituzione richiesta, accertati dalla competente autorità;
d) qualora la restituzione richiesta sia conforme al regolamento (CE) n. 1222/94 della Commissione (*), in particolare all'articolo 3, paragrafo 2, e sia stata calcolata in base alla media dei quantitativi utilizzati nel corso di un dato periodo;
e) in caso di aggiustamento del peso e purché la differenza di peso sia dovuta ad un diverso metodo di pesatura.
Qualora la riduzione di cui al primo comma, lettere a) o b) dia luogo ad un importo negativo, esso deve essere pagato dall'esportatore.
Se le competenti autorità hanno accertato che la restituzione richiesta era inesatta e l'esportazione non è stata eseguita e, di conseguenza, non è possibile ridurre la restituzione, l'esportatore paga l'importo equivalente alla sanzione di cui al primo comma, lettere a) o b) che sarebbe stata applicata qualora avesse avuto luogo l'esportazione. Qualora il tasso della restituzione vari in funzione della destinazione, ai fini del calcolo della restituzione richiesta e della restituzione da applicare si tiene conto, salvo nei casi di una destinazione obbligatoria, del tasso positivo più basso oppure, se superiore, del tasso risultante dall'indicazione della destinazione e dell'uso effettuata a norma dell'articolo 22, paragrafo 2 o dell'articolo 25, paragrafo 4.
Il pagamento di cui al quarto e quinto comma è effettuato entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di pagamento. In caso di inosservanza di tale termine, l'esportatore versa i relativi interessi, al tasso di cui al paragrafo 3, per il periodo che inizia trenta giorni dopo la data del ricevimento della domanda di pagamento e termina il giorno precedente la data del pagamento dell'importo richiesto.
Le sanzioni non si applicano se la restituzione richiesta è superiore alla restituzione dovuta a norma dell'articolo 2 bis, paragrafo 2, dell'articolo 20, paragrafo 3, dell'articolo 33, paragrafo 2 e/o dell'articolo 48.
Le sanzioni si applicano fatte salve eventuali sanzioni ulteriori previste dal diritto nazionale.
Gli Stati membri possono non applicare le sanzioni di importo pari o inferiore a 60 ECU per dichiarazione di esportazione.
Qualora il titolo non sia stato rilasciato per il prodotto indicato nella dichiarazione di esportazione o nella dichiarazione di pagamento, non è dovuta alcuna restituzione e non si applica il primo comma.
Qualora la restituzione sia stata fissata anticipatamente, il calcolo della sanzione viene basato sui tassi di restituzione vigenti il giorno della presentazione della domanda di titolo e senza tener conto della perdita della restituzione a norma dell'articolo 2 bis, paragrafo 1, o della riduzione della restituzione a norma dell'articolo 2 bis, paragrafo 2 o dell'articolo 20, paragrafo 3. Se del caso, tali tassi vengono adeguati in base alla data di accettazione della dichiarazione di esportazione o della dichiarazione di pagamento.
2. La restituzione può non essere versata se il suo importo è inferiore o uguale a 60 ECU per dichiarazione di esportazione.
3. Fatto salvo l'obbligo di versare eventuali importi negativi, a norma del paragrafo 1, quarto comma, in caso di pagamento indebito di una restituzione il beneficiario è tenuto a rimborsare gli importi indebitamente percepiti - incluse eventuali sanzioni in forza del paragrafo 1, primo comma - maggiorati di un interesse calcolato in funzione del periodo trascorso tra il pagamento e il rimborso. Tuttavia,
- qualora l'obbligo del rimborso sia garantito da una cauzione non ancora svincolata, l'incameramento della stessa a norma dell'articolo 23, paragrafo 1 o dell'articolo 33, paragrafo 1 costituisce il recupero degli importi dovuti;
- qualora la cauzione sia stata svincolata, il beneficiario versa l'importo della cauzione che sarebbe stato incamerato, maggiorato di interessi calcolati a partire dalla data dello svincolo fino al giorno precedente la data del pagamento.
Il pagamento è eseguito entro trenta giorni dal ricevimento della domanda.
Il tasso d'interesse da applicare viene calcolato secondo il diritto nazionale, ma non può essere inferiore al tasso d'interesse applicato in caso di recupero di importi nazionali.
Qualora i pagamenti indebiti siano imputabili ad errore dell'autorità competente, non viene applicato alcun interesse o, al massimo, si applica un importo da stabilirsi dallo Stato membro interessato e pari all'indebito arricchimento.
Se la restituzione è stata pagata ad un cessionario, questi è responsabile in solido con l'esportatore per il rimborso degli importi indebitamente percepiti, delle cauzioni indebitamente svincolate e degli interessi applicabili ad una specifica operazione di esportazione. Tuttavia, la responsabilità del cessionario è limitata all'importo versatogli maggiorato degli interessi relativi a tale importo.
4. Gli importi recuperati, gli importi risultanti dall'applicazione del paragrafo 1, quarto e quinto comma e gli interessi percepiti vengono versati agli organismi pagatori e da questi dedotti dalle spese del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG), fatto salvo l'articolo 7 del regolamento (CEE) n. 595/91 del Consiglio (**).
Qualora non venga rispettato il termine di pagamento, gli Stati membri possono decidere che gli importi indebitamente pagati, le cauzioni indebitamente svincolate o gli interessi fino alla data della compensazione, anziché essere rimborsati, siano dedotti da successivi pagamenti da effettuare all'esportatore.
Le disposizioni del secondo comma si applicano anche agli importi da pagare in applicazione del paragrafo 1, quarto e quinto comma.
5. Salva la facoltà di non applicare le sanzioni di importo esiguo di cui al paragrafo 1, nono comma, gli Stati membri possono non chiedere il rimborso degli importi indebitamente pagati, delle cauzioni indebitamente svincolate, degli interessi e degli importi risultanti dal paragrafo 1, quarto comma, se l'imposto complessivo non supera i 60 ECU per dichiarazione d'esportazione, a condizione che ciò sia previsto da analoghe norme di diritto nazionale.
6. Ai fini dei paragrafi da 1 a 5, quando una dichiarazione d'esportazione contiene più codici distinti della nomenclatura delle restituzioni o della nomenclatura combinata, gli enunciati relativi a ciascuno di tali codici sono considerati una dichiarazione separata.
(*) GU n. L 136 del 31. 5. 1994, pag. 5.
(**) GU n. L 67 del 14. 3. 1991, pag. 11.»
Articolo 2
L'articolo 13 bis del regolamento (CEE) n. 3719/88 è così modificato:
1) Al primo comma, i termini «codice a undici cifre» sono sostituiti dai termini «codice a dodici cifre»;
2) È aggiunto il seguente comma:
«Salvo il disposto del paragrafo 1, primo comma, quando un gruppo di prodotti viene definito conformemente all'articolo 2 bis, paragrafo 2, primo comma, lettera b) del regolamento (CEE) n. 3665/87, i codici dei prodotti appartenenti al gruppo possono essere indicati nella domanda di titolo e nel titolo stesso, alla casella 22, preceduti dalla seguente dicitura: "gruppo di prodotti di cui all'articolo 2 bis, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 3665/87".»
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica alle esportazioni per le quali le formalità previste all'articolo 3 o all'articolo 25 del regolamento (CEE) n. 3665/87 sono espletate a partire dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Su richiesta dell'interessato presentata entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, le disposizioni di cui all'articolo 1, punto 1), si applicano alle esportazioni in cui tali formalità sono state espletate a partire dal 1° luglio 1995.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 18 marzo 1997.

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