Document ID: 31994D0296

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 29 aprile 1994 relativa ad un procedimento d'applicazione dell'articolo 85 del trattato CE (IV/34.456 - Stichting Baksteen) (Il testo in lingua olandese è il solo facente fede) (94/296/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione della Spagna e del Portogallo, in particolare gli articoli 6 e 8,
vista la notificazione, a norma dell'articolo 4 del regolamento n. 17, di una serie di accordi tra produttori olandesi di laterizi, eseguita il 19 agosto 1991 dalla Stichting Baksteen,
vista la decisione della Commissione, del 28 gennaio 1992, di avviare il procedimento nel presente caso,
vista la nuova notificazione del 10 settembre 1992, a norma dell'articolo 4 del regolamento n. 17, e riguardante un accordo concluso il 25 agosto 1992 tra la Stichting Baksteen e i principali produttori olandesi di laterizi,
vista la pubblicazione (2) del contenuto essenziale della notificazione, in applicazione dell'articolo 19, paragrafo 3 del regolamento n. 17,
sentito il comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
I. I FATTI A. I firmatari dell'accordo notificato (1) L'accordo di ristrutturazione e di risanamento del settore dei laterizi nei Paesi Bassi è stato concluso il 25 agosto 1992 tra la Stichting Baksteen e i seguenti produttori olandesi di laterizi:
- Boral Nedusa Baksteen BV,
- De Jong van Lekkerkerk holding BV (Desimpel),
- Koramic Baksteengroep BV,
- Rodruza BV,
- Steenfabriek « De Rijswaard » BV,
- BV Steenfabriek Huissenswaard,
- Teewen BV,
- L.J. Duijs Steenfabrieken BV,
- C.R.H. Kleiwaren Beheer BV,
- Daas Baksteen BV,
- Steenfabriek Zennewijnen BV,
- Steenfabriek « De Waalwaard » BV,
- Hagens Steenfabrieken BV,
- Baksteen Helden BV,
- Smeijers & Voortman BV,
- Steenindustrie Strating BV.
B. I prodotti oggetto dell'accordo (2) I prodotti oggetto dell'accordo sono i mattoni da costruzione fabbricati mediante cottura di un impasto preformato di argilla, esclusi tuttavia i mattoni da rivestimento, di costo più elevato, e i mattoni « engineering ».
Dal lato della domanda si distinguono infatti, di norma, tre categorie di mattoni, ossia i mattoni ordinari, i mattoni da rivestimento e i mattoni « engineering »; i mattoni ordinari sono impiegati nei lavori generali di costruzione, i mattoni da rivestimento, più costosi dei primi, sono mattoni espressamente fabbricati o selezionati per dare un aspetto attraente alle superfici a vista, mentre i mattoni « engineering » rispondono a più elevati criteri di qualità, di resistenza e di durata.
Tuttavia, poiché dal lato dell'offerta vi è un grado piuttosto elevato di fungibilità fra i prodotti in questione, si considera che il mercato del prodotto di cui trattasi sia il mercato dei mattoni in genere.
(3) I mattoni in terracotta sono in concorrenza con una vasta gamma di materiali alternativi da costruzione e da rifinitura, in particolare il calcestruzzo cellulare, il calcestruzzo leggero, i mattoni silicocalcari e le lastre di alluminio, di acciaio, di plastica o di legno. Gli inconvenienti principali dei mattoni come materiale da costruzione sono, da un lato, la maggiore quantità di manodopera che il loro impiego richiede rispetto ad altri materiali di maggiori dimensioni e, dall'altro, le loro scarse qualità termiche. Per contro, i vantaggi sono la flessibilità d'impiego, il basso costo di manutenzione, la buona resistenza al fuoco e un buon isolamento sonoro.
(4) Il commercio intracomunitario di mattoni è estremamente limitato a causa del peso del materiale il cui scarso valore intrinseco mal si concilia con il carattere oneroso dei trasporti; dato che i costi di trasporto sono particolarmente elevati rispetto ai costi di produzione, i trasporti di lunga distanza sono poco redditizi.
Inoltre, le norme e le regolamentazioni nazionali scaturite da affermate tradizioni locali in materia di edilizia, provocano difficoltà all'esportazione. Di conseguenza l'industria del mattone è un'industria essenzialmente locale; la maggior parte dei mattonifici vende la propria produzione entro un raggio di 70 km, per cui il mercato dei mattoni è un mercato strutturalmente regionale. Cionondimeno, nei Paesi Bassi, le esportazioni rappresentano fino al 25 % della produzione nazionale; per le dimensioni del paese e per ragioni storiche, geografiche e geologiche, i produttori olandesi non sono molto distanti dai clienti stranieri, sopratutto tedeschi, ma anche belgi e britannici. I mercati restano tuttavia, in complesso, regionali e le esportazioni oltrepassano raramente più di una frontiera.
Le importazioni verso i Paesi Bassi dal Belgio e dalla Germania hanno rappresentato nel 1992 il 7 % del fabbisogno nazionale olandese.
(5) Sul mercato olandese dei mattoni operano circa 25 imprese e le parti firmatarie dell'accordo rappresentavano, al momento della conclusione, circa il 90 % della capacità installata nei Paesi Bassi e circa l'85 % delle vendite di mattoni nei Paesi Bassi. Il fatturato totale, realizzato nel corso di un esercizio da tutta l'industria olandese dei mattoni, si aggira intorno a 200 Mio di ECU.
C. L'origine dell'accordo e la situazione del settore (6) Il 19 agosto 1991, l'associazione olandese Stichting Baksteen (che raggruppa e rappresenta sette fabbricanti olandesi di mattoni) aveva notificato alla Commissione una serie di accordi fra fabbricanti olandesi di mattoni, aventi come scopo la razionalizzazione della produzione al fine di sopprimere o prevenire capacità eccedentarie.
Tuttavia, dopo l'istruzione preliminare della pratica, la Commissione si è opposta formalmente a questo primo programma annunciando alle parti la sua intenzione di prendere una decisione provvisoria, basata sull'articolo 15, paragrafo 6 del regolamento n. 17, per poter infliggere ammende per il periodo posteriore alla notifica; infatti le misure proposte in questo primo piano di risanamento, elaborato per far fronte ad una situazione di sovraccapacità strutturale nel settore dei mattoni, erano inadeguate e non potevano giustificarsi con il solo riferimento alla crisi del settore dei laterizi giacché andavano ben oltre ciò che era necessario per raggiungere l'obiettivo prefisso.
Esse comportavano in particolare, oltre ad un invito alla soppressione definitiva di capacità produttive, le disposizioni seguenti:
- un accordo concernente la fissazione di quote di produzione, rafforzato da un sistema di ammende ed avente come risultato una ripartizione quantitativa della quasi totalità della produzione olandese di mattoni;
- l'introduzione di un sistema riguardante l'acquisizione, per conto di tutte le imprese partecipanti, di imprese di produzione terze o di loro unità produttive ai fini della soppressione totale e irreversibile della produzione rilevata;
- l'introduzione di una correlazione diretta fra l'accordo nel settore dei mattoni e taluni impegni degli stessi fabbricanti di mattoni relativamente alla produzione di cubetti per pavimentazione.
In seguito alla presa di posizione della Commissione ed alla comunicazione degli addebiti, inviata alle parti all'inizio del 1992, queste hanno rinunciato al loro piano iniziale. Tuttavia i partecipanti alla Stichting Baksteen hanno proceduto ad una prima serie di chiusure per un totale di 150 milioni di mattoni.
(7) Dopo aver riesaminato in maniera approfondita la situazione e l'evoluzione del mercato, i suddetti produttori sono giunti alla conclusione che era comunque indispensabile un'operazione di riduzione coordinata della capacità produttiva per far fronte alle difficoltà che da vari anni affliggono l'industria olandese dei mattoni e che si riassumono come segue:
- Alla fine del 1991 le scorte di mattoni ammontavano nei Paesi Bassi a 448 milioni di unità, il che rappresenta circa il 32 % delle vendite complessive di mattoni delle imprese olandesi. Il settore considera accettabile un livello di scorte pari al 20 % delle consegne; un livello di scorte del 32 % è, perciò di gran lunga superiore a questa soglia critica così come appaiono troppo elevati gli oneri finanziari che il mantenimento di queste capacità eccedentarie inutilizzate comporta.
Tali eccedenze sono riconducibili soprattutto allo sviluppo della tecnologia (introduzione di nuovi procedimenti e costruzione di impianti più grandi per motivi di economia di scala) e all'andamento sfavorevole della domanda. Quest'ultimo, va sottolineato, è di natura strutturale ed è imputabile direttamente alla costante diminuzione del consumo di mattoni rispetto ad altri materiali da costruzione (ossia vendita di mattoni per costruzione di fabbricati, in 1 000 HFL). In effetti, si rileva che il consumo relativo di mattoni è diminuito del 20 % negli ultimi cinque anni e che tale tendenza non accenna ad arrestarsi, specie per la maggiore convenienza dei prezzi e le migliori caratteristiche tecniche dei materiali alternativi, donde la tendenza sempre più diffusa a sostituire i muri portanti in mattoni con il cemento e l'acciaio e ad utilizzare materiali prefabbricati in sostituzione di opere con mattoni a vista.
In queste circostanze, considerate anche le previsioni pessimistiche sull'evoluzione delle vendite a medio termine, la crescita delle scorte deve essere considerata come un movimento permanente che condurrà a breve termine ad un rapporto scorte/vendite difficilmente sostenibile.
- Il tasso di utilizzazione delle capacità installate delle sette imprese partecipanti alla Stichting Baksteen, che era ancora del 93 % nel 1989, è sceso nel 1991 all'83,4 %, pari ad una diminuzione del 10 %. Poiché la produzione di mattoni è un'attività ad alta intensità di capitale, caratterizzata da costi fissi e quasi fissi molto elevati, il costo unitario totale di produzione è molto sensibile ai tassi di sfruttamento della capacità; è perciò economicamente inconcepibile mantenere un tasso di sfruttamento così basso. In queste settore particolare, in cui la proporzione dei costi fissi e quasi fissi rispetto al prezzo franco fabbrica è elevato, è necessario massimizzare lo sfruttamento della capacità produttiva per ottenere un livello normale di redditività. Da questo punto di vista, l'attuale basso livello di utilizzazione appare difficilmente sostenibile a lungo termine sotto il profilo econmico.
Tuttavia, visto lo squilibrio esistente tra l'offerta e la domanda, provocato, da un lato, dall'andamento sfavorevole del mercato e dalla continua flessione della domanda, e, dall'altro, dall'esistenza di scorte e di sovraccapacità produttive in forte crescita, non si può affatto sperare in un miglioramento di tale evoluzione a medio termine.
- Inoltre, le redditività media per consegna di 1 000 mattoni è a sua volta diminuita in maniera considerevole; dal 1980 il prezzo di 1 000 mattoni (in prezzi costanti) è diminuito del 30 % circa.
- Per l'effetto congiunto di tutti questi fattori, i risultati delle imprese interessate hanno subito una flessione notevole negli ultimi anni, unita a perdite di gestione, né è possibile in base alle informazioni disponibili prevedere, a medio termine, un miglioramento durevole di questa situazione.
(8) In queste circostanze, le parti ritengono indispensabile assumere iniziative volte a ripristinare progressivamente un equilibrio duraturo tra l'offerta e la domanda in modo da risanare la situazione di crisi che caratterizza l'industria olandese.
Il 25 agosto 1992 è stato concluso un nuovo accordo di ristrutturazione e di risanamento del settore dei laterizi nei Paesi Bassi che ha coinvolto questa volta 16 imprese e che mira ad una riduzione coordinata della capacità produttiva di mattoni dell'ordine di 217 milioni di unità. Tale accordo forma oggetto della presente decisione.
D. Il contenuto attuale dell'accordo (9) Il volume delle capacità da ridurre è stato determinato basandosi sui seguenti elementi:
- la situazione nell'industria dei mattoni nei Paesi Bassi nel 1991, dove le capacità, la produzione, le vendite e le scorte ammontavano rispettivamente a 1 783 milioni, 1 471 milioni, 1 390 milioni e 448 milioni di mattoni;
- le previsioni dell'EIB (Ekonomisch Instituut voor de bouwnijverheid) in base alle quali non si può attendere a medio termine alcun incremento significativo della domanda; pertanto nel 1993 le vendite di mattoni dovrebbero situarsi intorno a 1 300 milioni di unità;
- il principio che le scorte durevoli possono rappresentare fino al 20-22 % degli sbocchi, ma non oltre;
- la constatazione che in questo settore particolare, caratterizzato da un'intensità di capitali tra le più elevate nell'ambito delle attività manifatturiere, la capacità produttiva è redditizia soltanto se è utilizzata ad un tasso molto elevato.
Partendo da questi principi, i firmatari dell'accordo sono giunti alla conclusione che una riduzione della capacità dell'ordine di 200-220 milioni di mattoni è necessaria per ripristinare a medio termine l'equilibrio tra l'offerta e la domanda, tenuto conto anche di una riduzione graduale delle scorte.
(10) In base all'accordo, quattro fabbricanti olandesi di mattoni si impegnano a chiudere definitivamente e irreversibilmente sette unità di produzione: ciò condurrà allo smantellamento effettivo di una sovraccapacità strutturale di produzione dell'ordine di 217 milioni di mattoni. Le imprese in questione si impegnano inoltre:
- a cessare di produrre materiali ceramici da costruzione nelle sette unità di produzione da smantellare, e ciò durante 30 anni (e a trasferire automaticamente questa obbligazione agli acquirenti in caso di vendita di tali unità di produzione);
- a non vendere, durante 30 anni, gli impianti da smantellare a produttori che li utilizzerebbero per potenziare la propria capacità di produzione in un raggio geografico di 500 km dalla frontiera olandese (ed a imporre la stessa obbligazione agli eventuali acquirenti, anche se sono stabiliti al di là di tale zona geografica).
Un sistema di penali deve evitare l'inosservanza di questi obblighi e le parti accettano il principio del controllo, da parte di esperti indipendenti, della chiusura definitiva dei loro impianti.
(11) Questa operazione di risanamento è sostenuta finanziariamente dalla piattaforma delle sedici imprese firmatarie dell'accordo, che contribuiscono, durante un periodo di cinque anni, a partire dal 1o ottobre 1992 (periodo che potrebbe essere ridotto), ad un fondo di compensazione gestito dalla Stichting Baksteen. Ciascuna impresa effettua a tale titolo un versamento (di 20, 15 o 6 fiorini) per quota di produzione di 1 000 mattoni e si impegna a fornire tutti i dati sulla sua produzione annuale alla Stichting Baksteen la quale è tenuta a non divulgarli alle altre parti.
I fondi così riuniti dalla Stichting Baksteen saranno erogati alle parti che hanno distrutto definitivamente le capacità produttive in questione - a titolo di contributo per la copertura dei costi di chiusura, e in particolare dei costi sociali. La chiusura definitiva degli impianti è constatata da esperti indipendenti.
(12) A livello settoriale, è stato negoziato con i sindacati un piano sociale di cui la Stichting Baksteen sorveglia l'esecuzione. Le parti si sforzeranno in tutta la misura del possibile di portare a termine l'operazione di ristrutturazione facilitando il ricollocamento del personale interessato nel rispetto degli obblighi legali e contrattuali vigenti nei Paesi Bassi.
(13) È rigorosamente vietato alle parti firmatarie dell'accordo creare nuove capacità produttive durante il periodo di finanziamento e a tale riguardo è stato elaborato dalla Stichting Baksteen un elenco in cui è specificata la capacità di produzione attuale di ciascun partecipante.
Gli investimenti di semplice sostituzione sono autorizzati nella misura in cui non comportano un aumento della produzione per i partecipanti alla Stichting Baksteen o nella misura in cui tale aumento è limitato ad un massimo del 5 % durante tutto il periodo di finanziamento per le altre imprese partecipanti.
Le parti restano completamente libere per quanto riguarda le fusioni/acquisizioni.
II. OSSERVAZIONI DEI TERZI (14) Il 6 febbraio 1993 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, a norma dell'articolo 19, paragrafo 3 del regolamento n. 17, il contenuto essenziale della notifica in modo da consentire ai terzi interessati di presentare le loro osservazioni.
Entro il termine fissato per la presentazione delle osservazioni da parte di terzi, la Commissione non ha ricevuto alcun parere sfavorevole di concorrenti o di altri operatori economici eventualmente interessati.
III. VALUTAZIONE GIURIDICA A. Articolo 85, paragrafo 1 (15) L'accordo notificato è un accordo fra imprese che ha per oggetto e per effetto di restringere la concorrenza all'interno del mercato comune.
(16) L'obiettivo principale dell'accordo è di permettere una riduzione delle capacità e delle scorte superiore a quella attuabile nell'ambito di un'azione di ristrutturazione unilaterale.
Il piano notificato costituisce un'azione concertata fra concorrenti diretta alla chiusura di stabilimenti e alla limitazione della capacità produttiva, rafforzata da un sistema di penali in caso di violazione degli impegni e sostenuta finanziariamente da un fondo di compensazione. L'accordo ha dunque un'incidenza diretta sulla concorrenza nel senso che limita i mezzi di produzione e, quindi, gli investimenti e la strategia concorrenziale delle parti.
(17) Benché il mercato dei mattoni sia considerato un mercato strutturalmente regionale, l'accordo notificato è atto a pregiudicare il commercio fra Stati membri.
In effetti, i prodotti in causa formano oggetto di scambi commerciali tra Stati membri in quanto nei Paesi Bassi le esportazioni di mattoni verso la Germania, il Belgio e la Gran Bretagna costituiscono circa il 25 % della produzione totale olandese, mentre le importazioni verso i Paesi Bassi rappresentano fino al 7 % dei bisogni nazionali olandesi.
B. Articolo 85, paragrafo 3 (18) Per valutare le condzioni previste dall'articolo 85, paragrafo 3, va rilevato che il settore dei mattoni nei Paesi Bassi è caratterizzato dall'esistenza di notevoli capacità eccedentarie, da un costante aumento delle scorte e dalle difficoltà di adattamento delle capacità alla domanda, difficoltà riconducibili soprattutto allo sviluppo tecnologico (introduzione di nuovi processi e costruzione di impianti più grandi per motivi di economie di scala), all'evoluzione sfavorevole della domanda ricollegabile ad una flessione costante del consumo relativo di mattoni e ad una scarsissima elasticità della domanda rispetto ai prezzi.
(19) L'obiettivo dell'accordo è la riduzione delle capacità per giungere ad un migliore grado di utilizzazione delle capacità mantenute in essere e per ripristinare progressivamente e a medio termine un equilibrio duraturo tra l'offerta e la domanda.
(20) In un'economia di mercato spetta soprattutto alle imprese valutare individualmente in che momento le loro sovraccapacità diventano economicamente insostenibili ed adottare le misure necessarie per ridurle.
(21) Nella fattispecie, le forze presenti sul mercato non sono riuscite e non sono ancora in grado di realizzare individualmente le riduzioni di capacità necessarie per ripristinare e conservare a termine una struttura concorrenziale efficace. Per questo motivo le imprese interessate hanno organizzato, collettivamente e per un periodo di tempo limitato, il necessario adeguamento strutturale.
(22) Se è vero che, in linea di principio, spetta alle imprese adottare una politica dei prezzi flessibile al fine di incidere sul livello della domanda, occorre tuttavia rilevare che la domanda di mattoni è una domanda derivata, poiché i mattoni costituiscono soltanto il 2 %-3 % del prezzo di un immobile. Di conseguenza, l'elasticità della domanda rispetto al livello dei prezzi è molto scarsa, se non nulla a breve o medio termine; il livello dei prezzi dei mattoni non è in grado di incidere sul tasso di edificazione né quindi sulla domanda totale di materiali da costruzione.
(23) Inoltre, il processo di fabbricazione dei mattoni è scarsamente flessibile, non soltanto dal punto di vista di una diversa utilizzazione della capacità a causa dei costi fissi e semifissi molto elevati, ma anche per quanto riguarda la riduzione della capacità. Già la metà dei partecipanti dispone di un solo forno ed è quindi tecnicamente esclusa qualsiasi ulteriore riduzione.
(24) Gli altri partecipanti, in quanto produttori di primo piano, non si sarebbero decisi individualmente e in maniera autonoma a ridurre le proprie capacità se non avessero avuto la certezza che i loro concorrenti avrebbero seguito il loro esempio o sostenuto finanziariamente l'operazione e che durante la vigenza dell'accordo non sarebbe stata installata alcuna nuova capacità.
(25) Il fatto che soltanto quattro partecipanti abbiano proceduto alla riduzione, per motivi economici, tecnici o sociali loro propri, non pregiudica in alcun modo l'efficacia degli impegni collettivi di riduzione delle capacità produttive.
(26) La riduzione delle capacità permette alle imprese di liberarsi degli oneri finanziari connessi con il mantenimento delle capacità eccedentarie inutilizzate, senza che per questo si verifichi una riduzione della produzione, grazie all'aumento dei tassi di utilizzazione delle capacità mantenute.
Poiché le unità di produzione che dovranno formare oggetto di chiusure sono le più inadeguate e le meno redditizie a causa della loro vetustà, della loro dimensione ridotta e della loro tecnologia superata, la produzione sarà ormai concentrata negli impianti più moderni che potranno quindi funzionare ad un livello di capacità e di produttività più elevato; ciò diminuirà in proporzione l'incidenza dei costi fissi che costituiscono una parte rilevante del prezzo di costo.
Pertanto è possibile prevedere un aumento a termine della redditività dell'industria dei mattoni nei Paesi Bassi e quindi un ritorno ad una competitività normale.
(27) Inoltre, il coordinamento delle chiusure permette di eseguire le operazioni di ristrutturazione in condizioni sociali accettabili facilitando il ricollocamento del personale.
(28) Si può perciò considerare che l'accordo contribuisce a migliorare la produzione e a promuovere il progresso tecnico ed economico.
(29) L'articolo 85, paragrafo 3, prescrive inoltre che un accordo deve riservare agli utenti un'equa parte dell'utile che ne deriva. Nel caso di specie, gli utenti dovrebbero beneficiare del miglioramento della produzione perché a lungo termine si troveranno in presenza di un settore risanato e di un'offerta competitiva, pur continuando a beneficiare a breve termine della concorrenza esistente fra i partecipanti. Inoltre, l'accordo assicura loro che attraverso l'adeguamento strutturale siano mantenute sul mercato imprese o capacità competitive e eliminate al contempo le capacità inadeguate o vetuste che avrebbero potuto continuare a sopravvivere a detrimento delle capacità sane grazie a compensazioni delle perdite nell'ambito di un gruppo.
(30) Il numero di produttori firmatari e non firmatari che resteranno sul mercato lascia agli utenti una scelta sufficiente di fornitori e assicura loro una sicurezza di approvvigionamento escludendo nello stesso tempo il rischio di una forte concentrazione dell'offerta.
(31) Un accordo di riduzione delle capacità, unito ad un sistema di finanziamento, può tuttavia condurre a breve termine ad un aumento dei prezzi per gli utenti. Ma nel caso di specie questi rischi sono ampiamente compensati dal fatto che i costi elevati, connessi al finanziamento delle scorte, diminuiranno. Il carattere particolare del mercato dei mattoni in cui il costo unitario è molto sensibile ai tassi di utilizzazione della capacità permette di scontare un'incidenza favorevole sui prezzi di vendita. Inoltre gli utenti possono, in caso di prezzi iniqui praticati dai firmatari, rivolgersi ad altre fonti di approvvigionamento.
(32) Ai fini dell'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3, è altresì determinante appurare se le misure previste per ridurre le capacità si limitano a quanto strettamente indispensabile per la realizzazione di questo obiettivo.
(33) L'intesa verte soltanto sulla riduzione delle capacità eccedentarie: a tale effetto è necessario che l'accordo contenga un programma di chiusure dettagliato e vincolante che garantisca, da un lato, che le sovraccapacità saranno effettivamente smantellate in maniera irreversibile e, dall'altro, che durante la vigenza dell'accordo non saranno create nuove capacità salvo quelle previste dal programma di ristrutturazione in quanto capacità di sostituzione. Per il resto, l'accordo non pregiudica la libertà delle parti in materia di produzione, prezzi e condizioni di vendita, importazioni/esportazioni, consegne e fusioni/acquisizioni. Le disposizioni del primo accordo che avrebbero potuto pregiudicare tali libertà sono state soppresse. D'altronde nessuna disposizione dell'accordo mira a coordinare il comportamento commerciale dei firmatari.
(34) Il sistema di versamenti compensatori deve essere considerato indispensabile per la realizzazione dello scopo del progetto; in effetti, la metà delle imprese interessate non erano in grado di ridurre la propria capacità nella misura in cui possiedono un solo forno, e il sistema di finanziamento deve dunque essere considerato un incoraggiamento agli altri a ridurre le sovraccapacità strutturali. Esso funziona come un sistema di compensazione per le imprese che procedono a chiusure, al fine di aiutarle a far fronte ai costi dell'operazione, e in particolare ai costi sociali che essa comporta. La durata di cinque anni (periodo che potrebbe essere ridotto in funzione dei finanziamenti effettivamente realizzati) serve ad ammortizzare, ripartire e scaglionare tali oneri finanziari.
(35) È stato ritenuto indispensabile introdurre garanzie vincolanti quanto alla chiusura definitiva delle sette unità produttive interessate e quanto allo smantellamento effettivo degli impianti, e ciò al fine di assicurare il carattere irreversibile dell'operazione di riduzione delle capacità. Poiché l'efficacia dell'accordo dipende dal rispetto di tali impegni, sono state previste penali contrattuali ed è stato necessario estendere gli stessi impegni all'acquirente, non firmatario, di tali siti o impianti per assicurare che le capacità da distruggere lo siano effettivamente.
(36) L'accordo è strettamente limitato nel tempo; tutte le riduzioni previste in applicazione dell'accordo (ossia lo smantellamento di una capacità di 217 milioni di mattoni) son già state realizzate prima della fine del 1992; questa parte del piano di ristrutturazione è perciò terminata.
Quanto al sistema di finanziamento e agli altri impegni delle parti, l'accordo scade al più tardi il 30 settembre 1997.
(37) In conclusione, le restrizioni dei mezzi di produzione imposte ai firmatari sono indispensabili per raggiungere gli obiettivi previsti.
(38) L'accordo non dà alle imprese la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3.
(39) Anzitutto va constatato che continua la concorrenza fra le imprese partecipanti per quanto concerne in particolare i prezzi e, più in generale, tutto ciò che non è previsto dall'accordo; poiché la riduzione pianificata delle sovraccapacità riguarda soltanto uno degli elementi, ancorché importante, della strategia concorrenziale delle imprese, queste non rinunciano a ogni libertà d'azione sul mercato, il che preserva un certo grado di concorrenza interna.
(40) Una concorrenza esterna è generalmente assicurata dalla presenza sul mercato di altri produttori non firmatari e di importatori.
(41) I prodotti contrattuali entrano in concorrenza con una vasta gamma di materiali alternativi da costruzione e da rivestimento, che sono sufficientemente fungibili per renderli concorrenti.
(42) Infine, poiché fin dall'inizio l'accordo è strettamente limitato nel tempo, la certezza del ritorno ad una situazione pienamente concorrenziale in un avvenire prossimo incita le imprese interessate a tener conto, nelle disposizioni che esse prendono durante la vigenza dell'accordo, del fatto che a termine esse ridiventeranno nuovamente concorrenti a tutti gli effetti.
C. Articoli 6 e 8 del regolamento n. 17 (43) L'accordo firmato il 25 agosto 1992 è stato notificato il 10 settembre 1992. Conformemente all'articolo 6 del regolamento n. 17, la decisione di applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3 del trattato può prendere effetto dal 10 settembre 1992.
(44) Poiché l'accordo scadrà il 30 settembre 1997 è opportuno fissare, secondo l'articolo 8, paragrafo 1 del regolamento n. 17, la data di scadenza della presente decisione al 30 settembre 1997.
(45) Tuttavia l'applicazione dell'accordo non deve consentire scambi di informazioni che potrebbero essere la base di pratiche concordate, incompatibili con l'articolo 85 del trattato; è perciò necessario imporre alle imprese firmatarie di astenersi da qualsiasi comunicazione tra di loro di dati individualizzati sulla produzione e sulle consegne di mattoni di ciascuna impresa, sia essa effettuata direttamente fra i membri o taluni di essi oppure tramite un organo fiduciario o una terza persona,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato sono dichiarate inapplicabili, conformemente all'articolo 85, paragrafo 3, e con effetto dal 10 settembre 1992 al 30 settembre 1997, nei riguardi dell'accordo concluso tra la Stichtig Baksteen e i produttori olandesi di mattoni menzionati all'articolo 3, notificato il 10 settembre 1992.
Articolo 2
La presente decisione comporta l'obbligo per i firmatari di astenersi da qualsiasi comunicazione di dati individualizzati sulla produzione e le consegne di mattoni, sia essa effettuata direttamente fra i membri o taluni di essi, oppure tramite un organo fiduciario o un terzo.
Articolo 3
La presente decisione è destinata alle seguenti imprese:
1. Rodruza BV
St. Canisiussingel 20
NL-6511 TJ Nijmegen;
2. Teewen BV
Kaldenkerkerweg 33
NL-5932 CT Tegelen;
3. Boral Nedusa Baksteen BV
Spijksedijk 11
NL-6917 AB Spijk;
4. Koramic Baksteengroep BV
Kerkstraat 23
NL-5527 EE Hapert;
5. De Jong van Lekkerkerk Holding BV (Desimpel)
Van Ginnekenweg 12
NL-5071 NJ Udenhout;
6. Steenfabriek Huissenswaard BV
Scherpekamp 1-7
NL-6687 ML Angeren;
7. Steenfabriek De Rijswaard BV
Rijswaard 2
NL-5308 LV Aalst Gld);
8. L. J. Duijs Steenfabrieken BV
Beekveld 26
NL-5258 SJ Berlicum;
9. Daas Baksteen BV
Terborgseweg 30
NL-7045 AL Azewyn;
10. C. R. H. Kleiwaren Beheer BV
Olivier van Noortlaan 110
NL-3133 AT Vlaardingen;
11. Steenfabriek Zennewijnen BV
Utrechtseweg 151
NL-6862 AH Oosterbeek;
12. Steenfabriek De Waalwaard BV
Waalbandijk 69
NL-6669 MC Dodewaard;
13. Hagens Steenfabrieken BV
Windvleugel 3
NL-6581 DT Malden;
14. Baksteen Helden BV
Steenstraat 8B
NL-5981 AE Panningen;
15. Smeijers & Voortman BV
Rijssenseweg 66
NL-7475 VC Markelo;
16. Steenindustrie Strating BV
Gelmswijk 4
NL-9665 RR Oude Pekela;
17. Stichting Baksteen
Coolsingel 139
NL-3012 AG Rotterdam.
Fatto a Bruxelles, il 29 aprile 1994.

Labels: 3
7
1
18