Document ID: 31997D0271

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 1996 Acciaio CECA - Forges de Clabecq (I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (97/271/CECA)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare l'articolo 4, lettera c),
vista la decisione n. 3855/91/CECA della Commissione, del 27 novembre 1991, recante norme comunitarie per gli aiuti a favore della siderurgia (1),
dopo avere invitato gli interessati, conformemente alla suddetta decisione, a presentare le loro osservazioni (2) e tenuto conto delle osservazioni pervenutele,
considerando quanto segue:
I
Nel giugno 1996 le autorità belghe hanno notificato alla Commissione, a norma dell'articolo 6, paragrafo 2 della decisione n. 3855/91/CECA (denominato qui di seguito Codice degli aiuti alla siderurgia), l'intervento finanziario della Regione vallona, tramite la Société wallone de la sidérurgie (SWS), impresa che essa controlla al 100 %, a favore dell'impresa Forges de Clabecq, stabilimento siderurgico integrato che produce acciaio liquido e prodotti finiti piatti (lamiere e bramme appiattite).
Questo intervento era previsto nel contesto della ristrutturazione dell'impresa e consisteva essenzialmente in un conferimento di capitale di 1,5 miliardi di BEF. In attesa dell'autorizzazione della Commissione per questo intervento e per consentire all'impresa di continuare a funzionare, sono stati adottati provvedimenti di salvataggio, come la ristrutturazione dei debiti dell'impresa a lungo termine, rinunzie al credito da parte di SWS e di SA Forges Finances, affiliata di SWS e la concessione di prestiti ponte.
Il Belgio ritiene che non vi siano elementi d'aiuto in questo intervento. In base alle informazioni disponibili, la Commissione ha ritenuto di non poter condividere il parere del Belgio. Di conseguenza, per ottenere il maggior numero d'informazioni possibile e dare agli interessati la possibilità di pronunciarsi su questo caso, la Commissione ha deciso di avviare la procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 4 della decisione n. 3855/91/CECA.
Nel quadro della procedura sono pervenute alla Commissione la risposta del Belgio (25 ottobre 1996) e nove lettere di terzi interessati, otto delle quali sono state inviate il 15 novembre 1996 e una il 20 novembre 1996 alle autorità belghe per eventuali osservazioni. Alla Commissione sono pervenute altre tre lettere, che però non sono state prese in considerazione in quanto inviate dopo la scadenza del termine. Il Belgio ha presentato le proprie osservazioni su queste reazioni con lettera del 27 novembre 1996.
II
Forges de Clabecq è uno stabilimento siderurgico integrato, che produce acciaio liquido e prodotti finiti piatti (lamiere e bramme appiattite). Nel 1995-1996 ha prodotto 725 000 tonnellate di ghisa, 710 000 tonnellate d'acciaio (bramme) e 504 000 tonnellate di lamiere e bramme appiattite. La capacità produttiva annua è di 1 250 000 tonnellate di ghisa, 1 500 000 tonnellate d'acciaio e 980 000 tonnellate di lamiere a caldo. L'impresa ha un fatturato mensile dell'ordine di 900 milioni di BEF e un organico, al 31 gennaio 1996, di 2 145 persone.
Nel giugno 1996 l'impresa aveva 51 milioni di BEF di fondi propri e debiti finanziari per 3 443 milioni di BEF, a cui si aggiungevano altri debiti (commerciali, previdenziali, fiscali) per un totale di 1 997 milioni di BEF.
Dopo aver studiato varie ipotesi per il futuro dell'impresa, la Regione vallona ha deciso di assumerne il controllo tramite SWS e ha definito un piano di risanamento accompagnato da varie condizioni. Prima della ristrutturazione il capitale sociale dell'impresa era di 3 080 milioni di BEF, così ripartito: SWS 39 %, Socindus (privato) 21,3 % e il resto (quasi 40 %) azionariato privato attraverso la quotazione di borsa. Dal 17 giugno 1996 lo Stato, attraverso SWS detiene il 60,4 % delle azioni.
Dopo avere esaminato varie possibili situazioni, la Regione vallona ha deciso di mantenere all'impresa il carattere d'impresa integrata, ma concentrata su una gamma limitata di prodotti che offrono all'impresa maggiori vantaggi. Questa soluzione è stata scelta nonostante il fatto che fosse sconsigliata da un esperto indipendente, secondo cui la sopravvivenza di Forges de Clabecq, nell'attuale struttura industriale, sarebbe subordinata ad un aumento di capitale di 4 500 milioni di BEF e in ogni caso, limitata al massimo a cinque anni.
La produzione totale verrebbe limitata nel volume a 550 000 tonnellate di lamiere a caldo e a 790 000 tonnellate di bramme (di cui 150 000 tonnellate per la vendita). L'eccedenza di produzione della fase liquida o comunque almeno una parte di tale eccedenza, pari a 200 000 tonnellate, deve assolutamente essere smaltita all'esterno, tenendo conto del fatto che il gruppo Boël si è impegnato a mantenere i suoi rifornimenti al livello degli ultimi anni.
Nel giugno 1996 è stato firmato un contratto sociale con i lavoratori. Il personale dell'impresa sarà ridotto di 700 unità entro giugno 1998. I tagli saranno operati ricorrendo principalmente al regime di prepensionamento (560 posti) e soltanto 140 posti di lavoro saranno soppressi per licenziamento o dimissioni volontarie.
Perché l'impresa possa continuare a funzionare, in attesa della decisione finale della Commissione, la Regione vallona ha dato esecuzione alle seguenti misure:
1) concessione di un prestito ponte (finora 700 milioni di BEF), come anticipo sull'aumento di capitale;
2) rinunzia ai crediti per i prestiti di SWS e della sua affiliata SA Forges Finances, per un importo totale di 802 309 274 BEF;
3) ristrutturazione dei debiti dell'impresa con gli organismi finanziari, Belfin (controllata al 50 % da capitali pubblici) e SNCI (privatizzata di recente).
III
Le autorità belghe contestano che i provvedimenti adottati a favore di Forges di Clabecq contengano elementi d'aiuto. Esse adducono le seguenti argomentazioni e precisazioni a seguito della decisione di avvio della procedura.
a) Descrizione del caso
Le autorità belghe precisano che il ritorno ad una situazione di attivo non è connessa esclusivamente alla riduzione del personale. La riduzione del personale è soltanto la conseguenza di un «riorientamento» industriale e commerciale verso i mercati in cui Forges de Clabecq occupa una posizione importante e verso le produzioni per le quali il laminatoio di finitura ha un'alta resa, gli utili sono più elevati e l'impresa subisce meno la concorrenza dei laminatoi per nastri e dei lamierati larghi.
Le autorità belghe precisano inoltre che il finanziamento esterno delle misure previdenziali in linea di massima avverrà tramite il fondo di indennizzo dei lavoratori licenziati in caso di chiusura di imprese («Fonds d'indemnisation des travailleurs licenciés en cas de fermeture d'entreprises»), in applicazione della normativa generale che consente di assimilare l'attuale ristrutturazione ad una chiusura. Il massimale d'intervento teorico di questo fondo è fissato in 553 667 000 BEF. Le autorità belghe ritengono che non possa quindi trattarsi di un aiuto.
b) Fondamento giuridico
Le autorità belghe ritengono che la posizione della Commissione si fondi si un'interpretazione troppo restrittiva del trattato CECA in materia di aiuti, in particolare per quanto riguarda la posizione assunta circa il conferimento di capitale da parte di un'impresa pubblica. La posizione della Commissione comporta, tra l'altro, la negazione della funzione di servizio pubblico che spetta allo Stato. Le autorità belghe, quindi, ritengono che il principio dell'investitore in situazione di economia di mercato, dato il suo carattere astratto e generale, risulti spesso inadeguato nell'accertamento dell'esistenza di un aiuto di Stato. Questo principio, infatti, fa astrazione da qualsiasi considerazione di carattere sociale o di politica regionale o settoriale.
c) Conferimento di capitale
A prescindere dalle considerazioni che precedono, le autorità belghe sostengono che un investitore privato avrebbe preso la stessa decisione di SWS per Forges de Clabecq. Succede spesso, infatti, che degli azionisti privati ritengano che il costo che comporterebbe l'abbandono di un'impresa in perdita sia talmente elevato da indurre a continuare a sostenerla per cercare di salvare almeno in parte il patrimonio esistente. Questo è quando avvenuto nel caso di Forges de Clabecq.
Quanto al ritiro degli azionisti privati da Forges de Clabecq, le autorità belghe ritengono che non sia dovuto a mancanza di fiducia nelle prospettive di risanamento dell'impresa, ma piuttosto ai tre seguenti motivi:
- mancanza di mezzi finanziari dell'azionariato privato;
- carenze di gestione imputabili all'azionariato privato;
- volontà di SWS di raccogliere i frutti delle iniziative prese.
Le autorità belghe ritengono inoltre che il fatto che SWS sia controllata al 100 % dalla Regione vallona non significhi che il finanziamento dell'aumento di capitale da parte di SWS sia effettuato con fondi pubblici. In realtà lo sforzo di ricapitalizzazione sarà finanziato con i mezzi propri di SWS.
Secondo le autorità belghe, l'intervento di SWS, che segue la stessa logica che avrebbe seguito un investitore privato nella medesima situazione, tende quindi, tramite un investimento limitato e temporaneo e tramite notevoli sforzi da parte dell'impresa (riorganizzazione, riduzione dei costi, riduzione delle capacità) e dei suoi lavoratori (drastica riduzione del personale), a preservare quanto è già stato fatto e a raccogliere i frutti in seguito. Come dovrebbe fare qualsiasi azionista, SWS tiene anche legittimamente conto dei suoi obblighi economici e sociali sia nei confronti dell'impresa, sia nei confronti della riconversione della Regione del Brabante vallone.
Sempre secondo le autorità belghe, la Commissione ritiene prioritaria la regola di condotta che consiste nel diminuire le capacità di produzione. Nel caso di Forges de Clabecq, l'intervento di SWS è conforme a questo parametro. È stato infatto elaborato un piano di ristrutturazione per consentire all'impresa di adattarsi alla situazione economica, piano che prevede, tra l'altro, nella sua attuazione pratica, una riduzione delle capacità di produzione dell'impresa.
Le autorità belghe riaffermano inoltre che l'obiettivo perseguito è quello di risolvere i problemi di Forges de Clabecq in modo duraturo, tramite un intervento che sia proporzionato ai problemi economici incontrati dall'impresa, per adattarla alla concorrenza comunitaria e avviarla verso la privatizzazione.
Secondo le autorità belghe, questi vari elementi consentono di comprendere che non si tratta nella fattispecie di un aiuto, ma, tutt'al più, di una deroga al regime di divieto degli aiuti di Stato applicato dalla Commissione.
Le autorità belghe rammentano infine che una condanna incondizionata e immediata di Forges de Clabecq da parte della Commissione pregiudicherebbe gravemente il piano di riconversione del Brabante vallone occidentale. Questo piano, sostenuto dal governo vallone e dai poteri pubblici locali, deve fondarsi sul mantenimento di un determinato livello di attività industriale e di servizi nella zona interessata. Sarebbe paradossale che la Commissione soffocasse sul nascere questo piano e nel contempo continuasse ad appoggiare il rilancio delle regioni economicamente depresse.
d) Ristrutturazione dei debiti
Le autorità belghe informano che Belfin non è un organismo pubblico, in quanto la metà dei suoi azionisti e dei suoi organi di gestione appartiene al settore privato. Anche SNCI è controllata da CGER, a sua volta controllata dal gruppo privato Fortis AG. Contrariamente a quanto affermato dalla Commissione, non si tratta quindi di organismi pubblici. Inoltre i prestiti concessi da Belfin a Forges de Clabecq non godono di una garanzia dello Stato.
Le autorità belghe ritengono che non sia esatto sostenere che questi organismi hanno imposto come condizione per il rinvio delle loro scadenze un aumento delle garanzie connesse ai loro prestiti, poiché essi si sono accontentati semplicemente del mantenimento di tali garanzie.
Pur essendo in difficoltà, l'impresa continua tuttavia a godere del sostegno dei suoi banchieri a breve termine: Générale de Banque, Banque Bruxelles Lambert, Kredietbank, Banque Paribas.
Le autorità belghe concludono che, tenuto conto di quanto precede, la ristrutturazione dei debiti non può essere considerata un aiuto e corrisponde, per i creditori, alla normale gestione dei crediti nei confronti dell'impresa, nel contesto di un piano di rilancio.
e) Rinunzie ai crediti
Le autorità belghe sostengono che lo Stato e la Regione vallona non sono intervenuti nelle rinunzie ai crediti, che sono state concesse da SWS e SA Forges Finances nel contesto del piano di ristrutturazione dell'impresa e per garantire la liquidità dell'impresa stessa.
SA Forges Finances era una società di diritto lussemburghese, la cui liquidazione è stata conclusa il 26 luglio 1996. Si trattava di una controllata al 99,99 % di Clabecq Lease, a sua volta controllata al 50 % da SWS e al 50 % da Forges de Clabecq. Le rinunzie ai crediti ammontano in totale a 302 309 274 BEF, ripartiti come segue:
- crediti a lungo termine: 188 790 412 BEF;
- crediti a breve termine: 113 518 862 BEF.
Stando alle autorità belghe, contrariamente agli altri creditori, SWS doveva proteggere anche il suo patrimonio di azionista. A tal fine essa si è comportata come qualsiasi azionista e creditore privato nei confronti della sua affiliata. Le autorità belghe rammentano anche che nella maggior parte degli Stati membri della CECA si riconosce che tali rinunzie non costituiscono un vantaggio anormale dal punto di vista fiscale e sono quindi perfettamente giustificate.
Per quanto riguarda il prestito del 1992 di 500 milioni di BEF, rinnovato nel 1993 senza autorizzazione della Commissione, le autorità belghe chiedono alla Commissione di prendere in considerazione il fatto che una tale domanda è fondata sulla necessità di sostenere un piano di salvataggio, proteggendo il patrimonio di SWS. Gli interessi su questo prestito, il cui tasso era stato negoziato con la Commissione, sono stati regolarmente versati.
f) Crediti ponte
Stando alle autorità belghe, la concessione di crediti ponte dev'essere analizzata come una misura di salvataggio temporaneo. SWS sostiene che non poteva correre il rischio di perdere la sua affiliata nell'attesa di una decisione definitiva delle autorità CECA sulle misure del piano di rilancio. SWS, inoltre, ritiene che le misure considerate non costituiscono un aiuto di Stato e, di conseguenza, sia suo interesse e suo dovere dare al piano di rilancio una possibilità di successo.
IV
Nell'ambito della procedura sono pervenute alla Commissione osservazioni sulle misure proposte dal Belgio, provenienti da quattro imprese concorrenti - due tedesche (Preussag Stahl AG e Dillinger Hütte), una olandese (Koningklijke Hoogovens) e una britannica (British Steel) - dalla Federazione francese dell'acciaio, dall'associazione tedesca dei produttori d'acciaio (Wirtschaftsvereinigung Stahl), dall'associazione britannica dei produttori d'acciaio (BISPA), dalla Rappresentanza permanente della Francia presso l'Unione europea e dalla Rappresentanza permanente del Regno Unito presso l'Unione europea.
Tutti i terzi intervenuti ritengono unanimemente che l'intervento del Belgio a favore di Forges de Clabecq costituisca un aiuto, in violazione del trattato CECA e del Codice degli aiuti alla siderurgia. Tutti denunciano un'elevata sovraccapacità sul mercato della lamiera grossa e dichiarano che l'industria ha fatto notevoli sforzi per adattarvisi. Viene fatto inoltre riferimento ad aiuti concessi in passato a Forges de Clabecq e alla difficoltà di quest'impresa ad adattarsi ad una forte concorrenza. Le sue attuali difficoltà, visti i suoi antecedenti e la situazione attuale del mercato, non possono essere considerate come difficoltà passeggere ed un apporto di capitale non è giustificato in una situazione di economia di mercato.
Secondo gli intervenuti, il fatto di consentire ad un'impresa di funzionare grazie ad aiuti concessi per salvaguardare posti di lavoro potrebbe provocare la chiusura di stabilimenti concorrenti e la perdita di posti di lavoro in altre zone della Comunità. Oggi, mentre la siderurgia sta nuovamente attraversando una fase difficile, ciò potrebbe inoltre scatenare una corsa alle sovvenzioni illegali.
Tutti gli interventi chiedono alla Commissione di non autorizzare gli aiuti proposti dalle autorità belghe, insistendo anche sulla necessità di chiedere il rimborso degli importi già versati.
Il 28 novembre 1996, le autorità belghe hanno informato la Commissione che esse ritengono di aver debitamente risposto alle diverse reazioni dei terzi interessati con le osservazioni inviate in risposta alla lettera d'avvio della procedura.
V
Dopo aver analizzato le osservazioni delle autorità belghe, in base alle disposizioni di cui sopra e tenuto conto delle osservazioni presentate dai terzi interessati, la Commissione ha preso la seguente posizione.
Valutazione del caso, fondamento giuridico e conferimento di capitale
Le precisazioni fornite dalle autorità belghe quanto alla descrizione del caso non incidono sul tipo degli interventi effettuati dalla Regione vallona a favore di Forges de Clabecq.
La posizione della Commissione circa gli aiuti di Stato alle imprese siderurgiche ed il ruolo delle imprese pubbliche nell'economia si fonda direttamente su testi di legge, nella fattispecie sull'articolo 4 del trattato CECA, il quale vieta esplicitamente gli aiuti di Stato, e sul Codice degli aiuti alla siderurgia. D'altro canto, il diritto comunitario lascia impregiudicato il regime di proprietà vigente negli Stati membri. Di conseguenza, il fatto che lo Stato si serva delle imprese pubbliche per adempiere il suo compito di servizio pubblico non può valere per la Commissione come giustificazione per attribuire a determinate imprese pubbliche vantaggi che falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
Le autorità belghe ritengono che SWS abbia agito come avrebbe agito un investitore privato, scegliendo la via meno costosa, cioè la ristrutturazione dell'impresa anziché la sua chiusura. Il costo di chiusura di un'impresa in difficoltà, pubblica o privata, può essere sicuramente elevato; per questo motivo l'articolo 4 del Codice prevede la possibilità di concedere aiuti per la chiusura che, a determinate condizioni, possono essere compatibili con il mercato comune. Qualora il proprietario di un'impresa decida un conferimento di capitale per ristrutturarla, anche se la decisione è motivata dal fatto che i costi di chiusura sarebbero più elevati, è necessario accertarsi che l'impresa, non tragga vantaggio dalla sua condizione di ente pubblico e operi come opererebbe un'impresa privata, cioè senza aiuti di Stato. Per effettuare questa verifica la Commissione applica il principio dell'investitore privato, come esplicitamente previsto all'articolo 1, paragrafo 2 del Codice.
In questo contesto la Commissione ritiene che si possa presumere che vi sia un aiuto quando, in imprese il cui capitale è detenuto da azionisti privati e pubblici, il conferimento pubblico faccia salire la partecipazione statale ad una quota sensibilmente superiore a quella d'origine e quando il disimpegno dell'azionariato privato sia imputabile essenzialmente alle prospettive sfavorevoli quanto alla redditività dell'impresa.
Questo è appunto il caso di Forges de Clabecq. Con l'aggravarsi delle difficoltà dell'impresa, l'azionariato privato non soltanto non ha partecipato all'aumento di capitale, ma si è totalmente disimpegnato dall'impresa e lo Stato ha rilevato la sua partecipazione. Le argomentazioni avanzate dalle autorità belghe non smentiscono affatto questa situazione. La mancanza di mezzi finanziari, infatti, non può valere come giustificazione del disimpegno, poiché se lo stabilimento avesse potuto essere considerato redditizio, l'azionista privato avrebbe trovato i mezzi presso le banche. Il fatto di attribuire alla gestione privata precedente la responsabilità delle difficoltà attuali dell'impresa non incide affatto sul tipo di disimpegno, anzi prova che lo Stato ha sostituito il privato. Lo stesso dicasi quando le autorità belghe affermano che lo Stato ha voluto raccogliere i frutti delle azioni intraprese: anche la Regione vallona non è riuscita a trovare un altro partner che potesse riscattare in tutto o in parte l'impresa.
L'origine diretta dei fondi utilizzati da SWS per l'aumento di capitale non incide affatto sul tipo di intervento SWS è un organismo pubblico e le sue risorse proprie, indipendentemente dalla loro origine immediata, sono quindi considerate risorse di Stato ai fini dell'applicazione del Codice degli aiuti alla siderurgia.
La Commissione ritiene inoltre che si possa presumere che vi sia un aiuto quando la situazione finanziaria dell'impresa, in particolare la struttura e il volume dell'indebitamento, sono tali da far ritenere che non si possa contare su un rendimento normale (in dividendi o in valore) dei capitali investiti entro un termine accettabile. Forges de Clabecq rientra in questa fattispecie. Il livello dei debiti era tale che i fondi propri sono diventati persino negativi nel settembre 1996. Questo è il risultato di un processo iniziato almeno nel 1992 e da allora l'erosione dei fondi propri è stata pressoché continua: al 30 giugno 1993, infatti i capitali propri erano ancora 950,3 milioni di BEF; al 30 giugno 1994 546,3 milioni di BEF; al 30 giugno 1995 347,5 milioni di BEF e al 30 giugno 1996 soltanto 51 milioni di BEF. L'impresa ha continuato a registrare perdite: 3,3 miliardi di BEF nel 1993; 3,7 miliardi di BEF nel 1994; 3,9 miliardi di BEF nel 1995 e 4,2 miliardi di BEF nel 1996. Non si tratta quindi di difficoltà temporanee, ma piuttosto di una crisi strutturale, per risolvere la quale sono necessarie misure drastiche e non soltanto un investimento limitato e temporaneo.
Sulla base di quanto precede, la Commissione conclude che il conferimento di capitale per un importo di 1,5 miliardi BEF costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 1 del Codice degli aiuti alla siderurgia.
Ristrutturazione dei debiti
Stando alle precisazioni fornite dalle autorità belghe, Belfin resta sotto controllo pubblico e SNCI è una società privata. Non vi sarebbe un aumento delle garanzie di Stato per i prestiti concessi da questi organismi finanziari a Forges de Clabecq, ma soltanto una proroga delle garanzie esistenti fino alle scadenze posticipate. Le autorità belghe precisano inoltre che i prestiti concessi da Belfin a Forges de Clabecq non beneficiano di una garanzia di Stato.
Quest'ultima precisazione è contraddetta dalla lettera di Belfin a Forges de Clabecq del 25 giugno 1996 - allegato 12 della notifica - nella quale questa società ha dichiarato di accettare «una posticipazione di tre anni del calendario di rimborso del capitale dei prestiti concessi a Forges de Clabecq da Belfin, (. . .) subordinato alle condizioni (. . .) 4. Accordo dello Stato di prorogare la sua garanzia fino alle scadenze posticipate.» Essa è in contraddizione anche con l'altra affermazione delle autorità belghe secondo cui «non è esatto pretendere che questi organismi abbiano posto come condizione per la posticipazione delle scadenze un aumento delle garanzie connesse ai loro prestiti, poiché essi si sono accontentati semplicemente del loro mantenimento (cfr. allegato 12 alla nostra lettera del 26 luglio 1996)». Risulta quindi che una garanzia esisteva già e che è stata prorogata.
In linea di massima una garanzia di Stato per prestiti finanziari costituisce un aiuto di Stato che avrebbe dovuto essere notificato alla Commissione e non avrebbe dovuto essere erogato prima dell'approvazione da parte della Commissione (articolo 6, paragrafo 2 del Codice degli aiuti alla siderurgia). Questo non è avvenuto per i prestiti concessi a Forges de Clabecq. La proroga della garanzia per questi prestiti per altri tre anni attribuisce senza dubbio ancor maggior peso all'elemento d'aiuto contenuto nella garanzia, soprattutto perché avviene in un momento in cui l'impresa si trova, sotto il profilo tecnico, quasi in situazione di fallimento. Come indicato al momento dell'avvio della procedura, in tali circostanze l'importo dell'elemento d'aiuto nella garanzia corrisponde spesso all'importo totale garantito, poiché l'impresa non potrebbe ottenere prestiti (o rinvii di scadenze) se non avesse tale garanzia.
Le garanzie dei prestiti Belfin e SNCI e la loro proroga costituiscono aiuti di Stato. Si tratta inoltre di aiuti illeciti, poiché concessi senza l'autorizzazione preventiva della Commissione, contrariamente al disposto dell'articolo 1, paragrafo 2 e dell'articolo 6, paragrafo 2 del Codice degli aiuti alla siderurgia.
Rinunzie ai crediti
Come già osservato, il concetto di aiuto ai sensi del Codice degli aiuti alla siderurgia comprende anche gli elementi d'aiuto presenti negli atti di trasferimento di risorse statali da parte di Stati membri, enti territoriali o organismi a favore di imprese siderurgiche. Dato che SWS è un organismo pubblico, come lo era SA Forges Finances, i trasferimenti di queste società a favore di un'impresa siderurgica rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 1 di detto Codice.
Le rinunzie ai crediti da parte di queste due imprese, per un importo totale di 802,3 milioni di BEF (302,2 per SA Forges Finances e 500 per SWS), costituiscono aiuti di Stato, poiché sono state concesse senza contropartita da parte di istituti privati e in una situazione di fallimento dell'impresa sotto il profilo tecnico. Si tratta inoltre di aiuti illeciti, essendo stati concessi senza l'autorizzazione preventiva della Commissione, contrariamente al disposto dell'articolo 1, paragrafo 2 e dell'articolo 6, paragrafo 2 del Codice degli aiuti alla siderurgia.
Crediti ponte
Finora le autorità belghe hanno informato la Commissione della concessione di tre crediti ponte, per un totale di 700 milioni di BEF. Le autorità belghe ritengono che si tratti di una misura di salvataggio, necessaria per mantenere in funzione l'impresa fino alla decisione della Commissione, e di un anticipo degli interventi che esse non ritengono essere aiuti di Stato. I crediti concessi da SWS costituiscono aiuti di Stato in quanto nessun istituto finanziario o creditizio privato sarebbe stato disposto a concederli in condizioni di mercato. Sono inoltre aiuti illeciti, in quanto concessi senza l'autorizzazione preventiva della Commissione, contrariamente al disposto dell'articolo 1, paragrafo 2 dell'articolo 6, paragrafo 2 del Codice degli aiuti alla siderurgia.
VI
All'inizio del 1995 la produzione comunitaria d'acciaio era notevolmente aumentata. Dopo un periodo di rallentamento, però, registrava un calo notevole negli ultimi due mesi dell'anno, con la conseguenza che per il 1995 nel suo complesso si situava a 155,7 milioni di tonnellate, importo corrispondente ad un aumento del 2,6 % rispetto alla produzione dell'anno precedente.
Nei primi quattro mesi del 1996, la produzione d'acciaio della Comunità ha continuato a diminuire in modo spettacolare, a causa, da un lato, della scarsa attività dei settori utilizzatori e, dall'altro, della tendenza generalizzata alla riduzione delle scorte. Il calo cumulato di questa produzione nei primi quattro mesi del 1996 è stato dell'ordine del 9,3 % rispetto alla produzione del corrispondente periodo del 1995.
I tassi di utilizzo per i prodotti di Forges de Clabecq (lamiere e bramme appiattite) sono rimasti molto bassi. Per il 1995, anno in cui era stato registrato un lieve miglioramento, il tasso di utilizzo delle capacità di produzione d'acciaio liquido nella Comunità (EUR 15) si attestava sul 76 % e quello delle lamiere a caldo sul 68 %. Negli anni dal 1991 al 1994 i tassi di utilizzo per le lamiere a caldo nella Comunità (EUR 12) sono stati rispettivamente del 60 %, del 56 %, del 53 % e del 62 %.
In un mercato con una sovraccapacità così spiccata, l'esperto indipendente summenzionato concludeva che per l'impresa sarebbe molto difficile trovare mercati per i propri prodotti, data la sua scarsa competitività: i suoi prezzi di costo si situerebbero tra il 20 e il 30 % al di sopra della media dei concorrenti europei e tra il 45 e il 50 % al di sopra dei prezzi di costo dei concorrenti più competitivi. Questa differenza non potrebbe essere controbilanciata neppure con l'investimento di 4,5 miliardi di BEF, considerato il minimo per mantenere lo stabilimento integrato. Secondo l'esperto non ci sarebbe alcuna soluzione per continuare l'attività di Forges de Clabecq nell'attuale struttura industriale.
VII
Tutti i provvedimenti finanziari analizzati nel capitolo precedente costituiscono aiuti ai sensi dell'articolo 1 del Codice degli aiuti alla siderurgia.
Le autorità belghe situano il loro intervento nel quadro della ristrutturazione dell'impresa e rammentano a questo proposito l'applicazione del criterio della riduzione delle capacità da parte della Commissione all'atto dell'analisi dei casi concreti, per concludere che, nel caso di Forges de Clabecq, si tratterebbe tutt'al più di una deroga al regime di divieto degli aiuti di Stato applicato dalla Commissione.
Si deve distinguere, a questo proposito, tra il regime di divieto degli aiuti di Stato nel quadro del trattato CECA, le cui uniche eccezioni sono costituite dagli aiuti di cui agli articoli da 2 a 5 del Codice degli aiuti alla siderurgia, e il disposto dell'articolo 95 del trattato, a norma del quale gli aiuti di Stato alla ristrutturazione sono stati eccezionalmente approvati, in casi specifici, assimilandoli ad aiuti comunitari. Questi aiuti hanno potuto essere approvati dalla Commissione in base ad un parere favorevole unanime del Consiglio. Nell'attuale fattispecie il Belgio non ha chiesto l'approvazione di aiuti, nell'interesse comunitario, in base alla procedura di cui all'articolo 95 del trattato CECA.
Le autorità belghe rammentano inoltre l'importanza del salvataggio di Forges de Clabecq per garantire il successo del piano di riconversione del Brabante vallone occidentale. Anche in questo caso la Commissione non può che fare riferimento alle diverse normative in base a cui le decisioni devono essere adottate. Forges de Clabecq è un'impresa siderurgica e quindi è soggetta alle norme del trattato CECA, che vietano gli aiuti di Stato; il Codice degli aiuti alla siderurgia non consente a sua volta aiuti regionali o di ristrutturazione. Gli aiuti nel quadro del piano per il Brabante vallone occidentale invece devono essere concessi soltanto a favore di attività o imprese che rientrano nella sfera d'applicazione del trattato CE.
Conformemente all'articolo 6, paragrafo 2 del Codice degli aiuti alla siderurgia, la Commissione deve valutare la compatibilità degli aiuti con le disposizioni degli articoli da 2 a 5 del Codice stesso.
L'articolo 2 del Codice prevede la possibilità di considerare compatibili determinati aiuti alla ricerca e allo sviluppo, se sono rispettate determinate condizioni. Nessuna delle misure finanziarie adottate dalla Regione vallona a favore di Forges de Clabecq è destinata al finanziamento di spese per progetti di ricerca e sviluppo, né le autorità belghe hanno sostenuto una siffatta destinazione nella loro notifica. Tali misure, quindi, non possono essere considerate compatibili a norma dell'articolo 2 del Codice.
L'articolo 3 del Codice prevede la possibilità di considerare compatibili gli aiuti a favore della protezione dell'ambiente, se sono rispettate determinate condizioni. Nessuna delle misure finanziarie adottate dalla Regione vallona a favore di Forges de Clabecq è destinata al finanziamento di spese per l'adattamento degli impianti a nuove norme giuridiche di protezione dell'ambiente, né le autorità belghe hanno sostenuto una siffatta destinazione nella loro notifica. Tali misure quindi, non possono essere considerate compatibili a norma dell'articolo 3 del Codice.
L'articolo 4 del Codice prevede la possibilità di considerare compatibili alcuni aiuti alla chiusura, se sono rispettate determinate condizioni. Nessuna delle misure finanziarie adottate dalla Regione vallona a favore di Forges de Clabecq sono destinate a contribuire al finanziamento delle spese per agevolare la chiusura delle imprese, né le autorità belghe hanno sostenuto una siffatta destinazione nella loro notifica. Tali misure, quindi, non possono essere considerate compatibili a norma dell'articolo 4 del Codice.
L'articolo 5 del Codice si applica unicamente ad imprese ubicate in Grecia, in Portogallo e nel territorio dell'ex Repubblica democratica tedesca: non può quindi applicarsi a Forges de Clebecq. Le misure finanziarie adottate dalla Regione vallona non possono quindi essere considerate compatibili a norma dell'articolo 5 del Codice.
Le misure adottate dalla Regione vallona a favore di Forges de Clabecq, come descritte più sopra, sono incompatibili con il Codice degli aiuti alla siderurgia e quindi con il buon funzionamento del mercato comune.
Gli aiuti illeciti già versati devono essere rimborsati, secondo le norme sostanziali e procedurali della legislazione belga, assumendo come base di calcolo del tasso d'interesse commerciale il tasso di riferimento utilizzato per calcolare l'equivalente sovvenzione degli aiuti regionali. Questa misura è necessaria per ripristinare la situazione precedente, eliminando tutti i vantaggi finanziari di cui l'impresa avrebbe indebitamente beneficiato dalla data dell'erogazione degli aiuti,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le misure adottate dal Belgio a favore di Forges de Clabecq, ossia:
- un conferimento di capitale per un importo di 1,5 miliardi di BEF,
- le garanzie di Stato per i prestiti Belfin e SNCI,
- le rinunzie ai crediti per un importo di 802,3 milioni di BEF (303,2 milioni di BEF per SA Forges Finances e 500 milioni di BEF per SWS),
- i crediti ponte per un importo totale di 700 milioni di BEF
costituiscono aiuti ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2 della decisione n. 3855/91/CECA.
Articolo 2
Gli aiuti di cui all'articolo 1 sono incompatibili con il mercato comune in quanto non sono conformi alle disposizioni degli articoli da 2 a 5 della decisione 3855/91/CECA, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1 della decisione stessa, e sono quindi vietati a norma dell'articolo 4, lettera c) del trattato.
Articolo 3
Il Belgio è tenuto a sopprimere gli aiuti di cui all'articolo 1 e ad esigere la restituzione degli aiuti illeciti già versati, con gli interessi dalla data di versamento, entro il termine di due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione.
Tale rimborso si effettua secondo le norme sostanziali e procedurali della legislazione nazionale, assumendo come base di calcolo del tasso d'interesse commerciale il tasso di riferimento utilizzato per calcolare l'equivalente sovvenzione degli aiuti regionali.
Articolo 4
Entro due mesi dalla data della notifica della presente decisione, il Belgio informa la Commissione dei provvedimenti adottati per conformarvisi.
Articolo 5
Il Regno del Belgio è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 18 dicembre 1996.

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