Document ID: 31984D0465

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 26 settembre 1984
che accetta impegni assunti nell'ambito della procedura antidumping relativa alle importazioni di lastre ondulate di amianto-cemento originarie della Cecoslovacchia e della Repubblica democratica tedesca e conclude la procedura stessa
(84/465/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 10,
previe consultazioni in seno al comitato consultivo previsto dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Nel gennaio 1984 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dalla « Union professionnelle des usines belges d'asbeste ciment » a nome di produttori che rappresentano la maggior parte della produzione comunitaria di lastre ondulate di amianto-cemento. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping e al notevole pregiudizio da esse derivante, ritenuti sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura. Con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2) la Commissione ha pertanto annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di lastre ondulate di amianto-cemento di cui alla sottovoce ex 68.12 A della tariffa doganale comune corrispondente al codice Nimexe ex 68.12-11, originarie della Cecoslovacchia e della Repubblica democratica tedesca, e ha iniziato un'inchiesta.
(2) La Commissione ne ha debitamente informato gli esportatori e importatori notoriamente interessati, nonché i rappresentanti dei paesi esportatori e i ricorrenti ed ha fornito alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere note le loro osservazioni per iscritto e di essere sentite oralmente.
(3) Tutti gli esportatori noti del prodotto in questione originario della Cecoslovacchia hanno chiesto e ottenuto di essere sentiti oralmente.
(4) L'esportatore e gli importatori del prodotto originario della Cecoslovacchia hanno chiesto e ottenuto di incontrare i ricorrenti per un confronto delle rispettive tesi.
(5) La Commissione ha raccolto tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di una valutazione preliminare e ha svolto inchieste in loco presso i seguenti:
i) Produttori CEE
a) Belgio
- Eternit NV, Kapelle-op-den-Bos
- S.A. Fabrecim, Harmignies
- J.M. Balmatt NV, Mol
- NV Scheerders van Kerkhove's Ver. Fabrieken, St. Niklaas
b) Paesi Bassi
- Eternit BV, Amsterdam
c) France
- Eternit Industries SA, Vernouillet
- Everitube SA, Parigi
d) Repubblica federale di Germania
- Eternit AG, Berlino
ii) Produttore in Finlandia
(per stabilire il valore normale):
Oy Partek AB, Muijala
iii) Importatori
a) Belgio
Ets. D. Van Riet, Temse, per il prodotto originario della Repubblica democratica tedesca;
b) Paesi Bassi
- A. de BOO Delft (assistito da un rappresentante del P.N.M. Hooge-Chemicaliën BV., Vught, che opera a nome dell'esportatore della Repubblica democratica tedesca),
- Austria BV, Lisse, per il prodotto originario della Cecoslovacchia.
(6) L'inchiesta rrelativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo dal 1o gennaio 1983 al 31 dicembre 1983.
B. Valore normale
(7) Per stabilire se le importazioni dalla Cecoslovacchia e dalla Repubblica democratica tedesca siano state oggetto di dumping, la Commissione ha dovuto considerare che questi paesi non hanno un'economia di mercato. Per determinare il valore normale la Commissione si è basata pertanto sui prezzi di un paese ad economia di mercato.
(8) A questo proposito i ricorrenti hanno proposto il mercato finlandese. La maggior parte degli esportatori e degli importatori ha tuttavia contestato i prezzi del mercato finlandese, in quanto essi non sarebbero il frutto di una normale interazione tra domanda e offerta. Per le vendite sul mercato interno e le esportazioni verso la CEE essi hanno quindi proposto che vengano presi come base i prezzi spagnoli.
(9) Pur non ritenendo le argomentazioni degli esportatori e degli importatori sufficienti a respingere, per la determinazione del valore normale, la scelta della Finlandia come paese terzo ad economia di mercato, la Commissione ha esaminato la possibilità di far riferimento al prezzo del prodotto spagnolo. La Commissione è stata tuttavia informata che i suoi rappresentanti non potevano essere ricevuti dai singoli produttori spagnoli, ma che si sarebbe potuto svolgere un'inchiesta presso la sede dell'associazione spagnola dei produttori di amianto-cemento. Questa proposta è stata respinta dalla Commissione in quanto non offriva sufficienti garanzie di poter effettuare un'inchiesta approfondita su tutti i dati necessari a stabilire il valore normale, ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, in particolare per quanto riguarda il profitto ricavato da ciascuno dei produttori spagnoli per le vendite del prodotto.
(10) Dato che le parti interessate non hanno presentato proposte alternative, fatta eccezione per l'Austria, in merito alla quale non si è avuta alcuna prova o argomentazione, e per evitare ulteriori perdite di tempo in questa fase della procedura, è stato provvisoriamente deciso che il valore costruito del prodotto finlandese va considerato la base più appropriata ed equa per determinare il valore normale, dato che in questo modo viene ad essere priva di fondamento la principale obiezione sollevata dagli esportatori e dagli importatori (vedi relazione 8). Il valore costruito è stato calcolato tenendo conto del costo complessivo dei materiali e dalla produzione, comprese le spese generali ed un modesto margine di profitto, ritenuto equo in questo caso.
C. Prezzo all'esportazione
(11) I prezzi all'esportazione sono stati stabiliti in base ai prezzi realmente pagati per il prodotto venduto ai fini dell'esportazione verso la Comunità.
D. Confronto
(12) Nel confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione la Commissione ha tenuto conto, ove necessario, delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi; ad esempio differenze nelle condizioni e nelle modalità di vendita quando sia provata una relazione diretta. Queste differenze riguardavano in particolare le condizioni di credito, il trasporto, l'assicurazione, la movimentazione, il carico e i costi accessori. Tutti i confronti sono stati effettuati a livello franco fabbrica.
E. Margini
(13) Dal suddetto esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping da parte di tutti gli esportatori interessati con un margine pari alla differenza tra il valore fissato in precedenza e il prezzo all'esportazione nella Comunità.
(14) L'entità dei margini varia a seconda dell'esportatore e dello Stato membro importatore; la media ponderata del margine di dumping per ciascuno degli esportatori oggetto dell'indagine è la seguente:
- Cecoslovacchia: 82 %,
- Repubblica democratica tedesca: 77 %.
F. Pregiudizio
(15) Per quanto riguarda il pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping, dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta che le importazioni nella Comunità di lastre ondulate di amianto-cemento originarie della Cecoslovacchia e della Repubblica democratica tedesca sono passate da 26 780 t nel 1980 a 30 947 t nel 1983, con un conseguente aumento della quota di mercato del 15,5 %. Nei paesi del Benelux queste importazioni sono passate da 9 188 t nel 1980 a 21 161 t nel 1983, con un incremento della quota di mercato del 130 %.
(16) Quanto alla quota di mercato complessiva detenuta dalle importazioni oggetto di dumping, risulta che nella Comunità essa è salita dall'1,4 % nel 1980 al 2,3 % nel 1983, con un incremento del 64 %. Nel Benelux, dove queste importazioni si sono concentrate, tra il 1980 e il 1983 la quota di mercato è addirittuna aumentata del 250 %, ovverosia dal 5,8 % al 20,4 %.
(17) Nel periodo oggetto dell'indagine i prezzi di rivendita di queste importazioni sono stati inferiori del 15 % a quelli praticati dai produttori comunitari.
(18) Queste importazioni in dumping sono state la causa principale delle crescenti difficoltà incontrate dai produttori comunitari in un mercato in crisi. Esse hanno contribuito a comprimere la loro produzione, scesa del 21,4 % tra il 1980 e il 1983, a ridurre lo sfruttamento del potenziale, passato dal 72 % nel 1980 al 64 % nel 1983, nonostante detto potenziale fosse già stato ridotto del 12 % nello stesso periodo, e a diminuire le vendite, che tra il 1980 e il 1983 sono calate del 15,5 %.
(19) Per quanto riguarda la redditività, tra il 1980 e il 1983 i produttori comunitari hanno visto diminuire notevolmente i loro profitti o addirittura hanno subito ingenti perdite.
(20) Sempre nello stesso periodo è stata altresì ridotta la manodopera impiegata dai produttori comunitari.
(21) Alcuni esportatori e importatori sostengono che il pregiudizio è stato provocato non tanto dalle importazioni in dumping, quanto dalle vendite dello stesso prodotto originario dell'Italia. Nonostante risulti che tra il 1980 e il 1983, le vendite del prodotto originario dell'Italia siano aumentate in modo significativo, i prezzi di vendita a cui esso è stato venduto erano in media superiori del 15 % ai prezzi dei prodotti oggetto di dumping. Il forte incremento delle importazioni in dumping, soprattutto nei paesi del Benelux, e i relativi prezzi di vendita nella Comunità, hanno indotto la Commissione a stabilire che le importazioni in dumping di lastre ondulate di amianto-cemento, originarie della Cecoslovacchia e della Repubblica democratica tedesca, considerate singolarmente, hanno provocato un notevole pregiudizio all'industria comunitaria interessata.
G. Interesse della Communità
(22) In considerazione delle difficoltà particolarmente gravi in cui versano i produttori comunitari interessati dalla presente procedura e, in particolare, della diminuzione del loro profitto, la Commissione ha concluso che è nell'interesse della Comunità adottare opportune misure.
H. Impegni
(23) Gli esportatori interessati sono stati informati sui principali risultati dell'inchiesta preliminare e hanno presentato le loro osservazioni in merito. In seguito, gli esportatori della Cecoslovacchia e della Repubblica democratica tedesca hanno offerto impegni per quanto riguarda le loro esportazioni di lastre ondulate di amianto-cemento nella Comunità. (24) Detti impegni consistono in aumenti dei prezzi all'esportazione verso la Comunità al livello che la Commissione, dopo aver tenuto conto del prezzo di vendita necessario per fornire un reddito adeguato ai produttori comunitari, nonché di quello d'acquisto degli importatori comunitari, dei loro costi e margini di utile, ha ritenuto necessario per eliminare il pregiudizio. Questi aumenti non hanno comunque superato i margini di dumping accertati dall'inchiesta.
(25) Di conseguenza, gli impegni assunti sono ritenuti accettabili e la procedura può pertanto essere chiusa senza ricorrere all'imposizione di dazi antidumping.
(26) Il comitato consultivo non ha sollevato obiezioni in merito,
DECIDE:
Articolo 1
Gli impegni assunti dalle seguenti ditte;
- Czechoslovak Ceramics Foreign Trade Corporation, Praga (Cecoslovacchia),
- LIMEX GmbH, Bau-Export-Import, Berlino (RDT),
nell'ambito della procedura antidumping relativa alle importazioni di lastre ondulate di amianto-cemento di cui alla sottovoce ex 68.12 A della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 68.12-11, originarie della Cecoslovacchia e della Repubblica democratica tedesca sono accettati.
Articolo 2
La procedura antidumping di cui all'articolo 1 è chiusa.
Fatto a Bruxelles, il 26 settembre 1984.

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