Document ID: 32003D0227

Decisione della Commissione
del 2 agosto 2002
relativa a diverse misure e all'aiuto di Stato cui la Spagna ha dato esecuzione a favore del parco tematico "Terra Mítica SA", Benidorm (Alicante)
[notificata con il numero C(2002) 2980]
(Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2003/227/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(1), in particolare l'articolo 7,
vista la decisione del 20 giugno 2001(2) con la quale la Commissione ha avviato il procedimento ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE in relazione all'aiuto C 42/01 (ex NN 14/01),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 25 agosto 1997, registrata il 28 agosto, la Federazione europea dei parchi di divertimento (di seguito "la denunciante") ha presentato alla Commissione una denuncia in merito alla costruzione nella località di Benidorm (Alicante, Spagna) di un parco tematico che avrebbe beneficiato di consistenti aiuti pubblici, concessi in particolare dall'amministrazione regionale (Generalitat Valenciana), in violazione delle disposizioni del trattato CE in materia di aiuti di Stato.
(2) Alla predetta lettera sono seguite altre 18 lettere, inviate tra il 6 febbraio 1998 e il 2 maggio 2000, con le quali la denunciante ha trasmesso numerose asserzioni.
(3) Da parte sua, tra il 15 settembre 1997 e il 23 dicembre 1998, la Commissione ha inviato alle autorità spagnole sette distinte richieste di informazioni al fine di chiarire le asserzioni della denunciante. Ha inoltre scritto alla denunciante in quattro occasioni, tra il 19 gennaio 1998 e il 23 marzo 2000.
(4) Le autorità spagnole hanno risposto alla Commissione con sei lettere inviate tra il 15 dicembre 1997 e il 10 marzo 1999.
(5) La Commissione ha altresì ricevuto una lettera della Generalitat Valenciana, datata 2 marzo 1999, e una lettera del parco di divertimento oggetto della denuncia, datata 27 ottobre 1999.
(6) La Commissione ha inoltre avuto vari incontri con la denunciante, con le autorità spagnole e con la Generalitat Valenciana.
(7) Il 20 giugno 2001 la Commissione ha deciso di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE in relazione ad alcuni elementi presentati dalla denunciante. Per quanto riguarda le restanti dichiarazioni della denunciante, la Commissione è giunta alla conclusione che non sussistono aiuti di Stato.
(8) La decisione della Commissione di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3). La Commissione ha invitato i terzi interessati a presentare le loro osservazioni.
(9) Le autorità spagnole hanno presentato le proprie osservazioni con lettera del 3 agosto 2001, registrata il 7 agosto 2001. A seguito di una riunione con i servizi della Commissione, svoltasi il 14 settembre 2001, le autorità spagnole hanno integrato le loro osservazioni con lettere del 16 novembre 2001, registrata il 20 novembre 2001, del 2 maggio 2002, registrata il 2 maggio 2002, e del 10 giugno 2002, registrata il 13 giugno 2002.
(10) Con lettera del 21 novembre 2001, registrata il 22 novembre 2001, la Federazione europea dei parchi di divertimento ha presentato le sue osservazioni.
(11) Con lettera del 6 dicembre 2001, la Commissione ha trasmesso le predette osservazioni alle autorità spagnole.
(12) Con lettera del 17 gennaio 2002, registrata il 22 gennaio 2002, le autorità spagnole hanno trasmesso i propri commenti sulle predette osservazioni.
DESCRIZIONE
(13) Le autorità autonome della Comunidad Valenciana avevano da tempo auspicato la costruzione nella regione di un grande parco tematico. In un primo momento, data l'assenza di iniziative private, la Generalitat Valenciana aveva dato vita ad un'impresa pubblica denominata "Parque Temático de Alicante SA", che aveva compiuto i primi passi in vista della costruzione del parco, procedendo all'acquisizione dei terreni e all'effettuazione dei primi lavori. Successivamente era stata costituita un'impresa privata, denominata "Terra Mítica SA", di cui "Parque Temático de Alicante SA" detiene circa il 15 % del capitale. Gli altri azionisti [principalmente banche della regione, ma anche numerose persone fisiche e giuridiche(4)] appartengono essenzialmente al settore privato. In occasione della costituzione di "Terra Mítica SA", così come più tardi al momento della sottoscrizione dell'aumento di capitale, "Parque Temático de Alicante SA" aveva trasferito alla nuova impresa, in cambio di azioni della stessa, una serie di attivi. Tali attivi consistono, da un lato, nei terreni sui quali è ubicato il parco(5), nonché in altri attivi mobili e immateriali, quali il marchio "Terra Mítica", dall'altro lato, nei costi degli interventi realizzati dall'impresa pubblica in vista della costruzione del parco anteriormente alla costituzione della nuova impresa privata.
La decisione della Commissione del 20 giugno 2001
(14) Nella decisione del 20 giugno 2001 la Commissione ha esaminato tutte le asserzioni della denunciante.
(15) In quella sede la Commissione ha ritenuto prive di fondamento le asserzioni in merito al ricorso alla forma della società per azioni da parte della Generalitat Valenciana(6), all'ottenimento di terreni a basso prezzo(7), ai costi relativi al parco assunti da "Parque Temático de Alicante SA"(8), al mancato rispetto del principio dell'investitore privato(9), a un prestito sindacato a favore di "Terra Mítica SA"(10), all'apporto supplementare di 1 miliardo di ESP(11), ai costi della selezione e della formazione del personale(12), agli aiuti regionali diretti(13), e all'esenzione dalle imposte comunali a favore di "Iberdrola"(14).
(16) La Commissione ha espresso invece dubbi in merito ai punti che si riportano di seguito, decidendo pertanto di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE:
a) il finanziamento delle infrastrutture necessarie per il funzionamento del parco(15);
b) il valore degli attivi, in particolare dei terreni e del marchio "Terra Mítica", trasferiti a "Terra Mítica SA" da parte di "Parque Temático de Alicante SA"(16);
c) le condizioni del prestito di azionista concesso a "Terra Mítica SA" per un importo di 8 miliardi di ESP(17);
d) la riduzione delle imposte comunali concessa dall'amministrazione comunale di Benidorm(18);
e) l'eventuale apporto a "Terra Mítica SA" di 6 miliardi di ESP da parte dell'Agenzia del turismo di Valencia(19).
Per quanto riguarda le lettere a), b), c) e e), i dubbi della Commissione vertono sull'esistenza o meno di un vantaggio a favore di "Terra Mítica SA", e pertanto sull'esistenza o meno di un aiuto di Stato. Per quanto riguarda il la lettera d), la Commissione ha ritenuto in quella fase che la misura costituisse un aiuto di Stato tale da essere considerato come avente il carattere di un aiuto all'investimento e che la dichiarazione di compatibilità di detto aiuto con il mercato comune sarebbe dipesa dall'esame della compatibilità, esame nel corso del quale si sarebbe in particolare tenuto conto dell'eventuale cumulo con le diverse misure in questione.
Osservazioni dei terzi interessati
(17) Entro il termine fissato dalla Commissione sono pervenute solo le osservazioni della Federazione europea dei parchi di divertimento, trasmesse con lettera del 21 novembre 2001. La Federazione si limita ad esprimere un giudizio favorevole sulla decisione della Commissione del 20 giugno 2001 e a sottolineare l'importanza di attenersi al principio di concorrenza leale nell'ambito della Comunità. Per il resto, la Federazione rinvia alla corrispondenza trasmessa alla Commissione prima della decisione del 20 giugno 2001.
Commenti delle autorità spagnole
Introduzione
(18) In linea generale, le autorità spagnole mettono in dubbio innanzitutto la legittimità dell'intervento della Federazione europea dei parchi di divertimento nel caso in oggetto. Secondo le autorità spagnole si ignora quasi tutto di questa organizzazione: quali interessi rappresenti in realtà, il numero e l'identità dei suoi membri, lo scopo perseguito con l'azione intrapresa presso la Commissione e se agisca a copertura del vero denunciante rimasto anonimo. D'altra parte le autorità spagnole si dicono sorprese del volume della corrispondenza inviata dalla denunciante alla Commissione, e ritengono che la Commissione abbia trattato il caso in modo da servire gli interessi poco chiari della denunciante quando invece dovrebbe evitare di favorire l'uso indebito del procedimento di denuncia. Infine, le autorità spagnole si interrogano sulla natura dei dubbi espressi dalla Commissione, dato che in varie occasioni la Commissione aveva fatto sapere sia alle autorità spagnole che alla denunciante di non ritenere che sussistessero aiuti di Stato.
L'assenza di effetti sugli scambi intracomunitari
(19) Le autorità spagnole ritengono che nella sua decisione la Commissione non abbia motivato in maniera adeguata l'esistenza di effetti sugli scambi intracomunitari. D'altronde essa non ha definito né il mercato geografico né il mercato del prodotto. Secondo le autorità spagnole "Terra Mítica" deve essere considerato come un parco regionale e non come un parco di destinazione, e ciò perché, da un lato, esso non appartiene ad una catena di parchi a gestione unificata, come Eurodisney, né adotta tematiche uniformi derivanti l'utilizzazione di attivi su altri mercati, come Universal o Warner, e dall'altro lato, perché la sua domanda primaria proviene per circa il 90 % da quanti risiedono in un area di 150-200 km intorno al parco, e per il restante 10 % soprattutto da persone residenti in Spagna.
Il finanziamento delle infrastrutture necessarie per il funzionamento del parco
(20) Secondo le autorità spagnole è da respingere l'argomentazione della denunciante secondo la quale tutte le opere infrastrutturali eseguite da "Parque Temático de Alicante SA" in esecuzione del "Plan espacial de usos e infraestructuras" (PEUI) (Piano urbanistico e infrastrutturale) configurerebbero un aiuto di Stato a favore del parco, in quanto in assenza del parco dette opere non sarebbero state realizzate. Una tale argomentazione metterebbe in questione il potere delle amministrazioni pubbliche di gestire il loro territorio. A parere delle autorità spagnole è chiaro che nel momento in cui si prevede la costruzione di un parco tematico, nonché di aree ricettive e ricreative, l'amministrazione debba altresì prevedere le conseguenze dell'intensificarsi del traffico di persone e di veicoli, dell'incremento della popolazione, gli effetti sull'ambiente, ecc., il che implica inevitabilmente la costruzione delle infrastrutture necessarie alla pianificazione e gestione del territorio.
(21) Le autorità spagnole negano che gli interventi realizzati di "Parque Temático de Alicante SA" in esecuzione del PEUI siano andati a vantaggio esclusivo di "Terra Mítica SA". Al contrario, si tratterebbe di opere d'interesse generale finalizzate alla pianificazione e gestione del territorio. Le autorità spagnole ricordano peraltro che il parco copre solo il 10 % del territorio interessato dal PEUI.
(22) Le autorità spagnole hanno trasmesso l'elenco e la descrizione dettagliata delle opere realizzate da "Parque Temático de Alicante SA" in esecuzione del PEUI. Si tratta in sintesi delle seguenti opere:
a) opere di carattere ambientale: le autorità spagnole spiegano che tutta l'area coperta dal PEUI era in origine in avanzato stato di degrado, dovuto in particolare a vari incendi forestali e all'esistenza di una discarica incontrollata. Pertanto sono stati realizzati soprattutto lavori di rimboschimento, di bonifica della zona, di rigenerazione dei terreni, di pulitura dei letti dei fiumi per prevenire inondazioni, ecc;
b) vie di accesso: le autorità spagnole rilevano che, dato l'aumento dei flussi turistici già riscontrato, nella zona circostante la città di Benidorm erano stati previsti interventi miranti ad impedire la saturazione delle vie di comunicazione nella zona. D'altra parte, nella zona della città di Benidorm più prossima all'area interessata dal PEUI, nonché nei comuni limitrofi di La Nucía e Finestrat, si era registrato un incremento della popolazione, e ciò in assenza di infrastrutture di comunicazione sufficienti ad assorbire tutto il traffico indotto. Le varie amministrazioni pubbliche hanno realizzato, nelle rispettive aree di competenza, opere di sistemazione di diversi collegamenti stradali: raddoppiamento della strada CV-70, costruzione di un nuovo casello sull'autostrada A7 che offre una seconda uscita in direzione della città di Benidorm, costruzione di varie arterie di collegamento (Vía Parque, Avenida del Murtal, Bulevar Central) tra la città di Benidorm e l'area interessata dal PEUI;
c) opere di infrastrutture elettriche, del gas, idrauliche e di telecomunicazione: per quanto riguarda la fornitura di elettricità, "Parque Temático de Alicante SA" si è limitata a riorganizzare la rete di approvvigionamento, in collaborazione con "Red Eléctrica Española SA", impresa di gestione della rete ad alta tensione, e di "Iberdrola", impresa proprietaria della rete. Queste reti collegano tra di loro le stazioni di trasformazione dei paesi circostanti. Gli interventi in questo settore sono pertanto destinati a tutti gli utenti. Per quanto riguarda l'infrastruttura di fornitura del gas, non è stata realizzata alcuna opera di canalizzazione, ma si è proceduto unicamente a costruire, fuori dal territorio del parco, due depositi di gas, un impianto di vaporizzazione e una caldaia. Per quanto riguarda la fornitura di acqua, è stata costruita una rete idraulica nelle zone a rischio di incendio e sono state installate canalizzazioni per la fornitura di acqua e per l'evacuazione delle acque reflue. Inoltre, sono stati costruiti un impianto di potabilizzazione e una stazione di depurazione delle acque reflue, le quali, una volta depurate, vengono utilizzate per l'irrigazione. L'infrastruttura di telecomunicazioni esisteva già prima dell'adozione del PEUI.
(23) Le autorità spagnole affermano che tutti i predetti interventi mirano alla realizzazione di infrastrutture che vanno a beneficio di tutta la popolazione e che sono state progettate non solo a vantaggio esclusivo del parco. Le autorità spagnole hanno altresì trasmesso una descrizione di tutti gli interventi realizzati e finanziati da "Terra Mítica SA", nonché copia dei relativi contratti. Si tratta di tutte le opere di collegamento alle infrastrutture generali: le vie di accesso al parco, la bonifica dei terreni, le reti elettrica, del gas, dell'acqua potabile, per l'estinzione degli incendi, di comunicazione, di evacuazione delle acque reflue, ecc. "Terra Mítica SA" copre logicamente anche tutti i costi delle materie prime che circolano attraverso le reti, nonché il costo della connessione alle reti.
Il valore degli attivi (in particolare i terreni e il marchio "Terra Mítica") trasferiti a "Terra Mítica SA" da "Parque Temático de Alicante SA"
(24) Innanzitutto, le autorità spagnole concordano sul fatto che la decisione adottata dalla Commissione non mette in discussione la procedura di esproprio seguita da "Parque Temático de Alicante SA" per l'acquisizione dei terreni. Inoltre, nella decisione si ritiene che l'impresa non abbia violato il principio dell'investitore privato in un'economia di mercato. Date queste premesse, non si può attribuire a "Parque Temático de Alicante SA" l'intenzione di voler diminuire il valore degli attivi trasferiti a "Terra Mítica SA".
(25) In ogni caso, le autorità spagnole ribadiscono che le due società che hanno effettuato la valutazione degli attivi sono società di esperti indipendenti. Esse ricordano inoltre che la scelta della società "Tasaciones del Mediterráneo" (Tabimed), la cui indipendenza è stata messa in dubbio dalla denunciante, non è dovuta a "Terra Mítica SA", bensì al responsabile del "Registro Mercantil" (Registro delle imprese).
(26) Le autorità spagnole ricordano inoltre che entrambe le società di rating effettuarono le loro valutazioni sulla base dello stesso quadro giuridico, il quale mira a garantire la corretta valutazione del capitale sociale in modo che tutti gli interessati possano essere certi del valore effettivo degli attivi non monetari conferiti all'impresa.
(27) Per quanto riguarda il valore dei terreni, le autorità spagnole affermano innanzitutto che i terreni sui quali è ubicato il parco erano stati acquisiti da "Parque Temático de Alicante SA" mediante esproprio e, in alcuni casi, mediante acquisto diretto dai proprietari(20). Si trattava in tutti i casi di terreni agricoli, non urbanizzabili e non occupati da colture. Il prezzo medio pagato era stato di 460 ESP/m2.
(28) Più tardi, all'atto del trasferimento dei predetti attivi a "Terra Mítica SA", quest'ultima aveva incaricato la società TINSA di effettuarne la valutazione. Dovendosi procedere all'iscrizione nel registro delle imprese dell'aumento di capitale determinato dal trasferimento, il responsabile del registro, conformemente a quanto previsto dalla legge spagnola sulle società per azioni, incaricò un altro esperto(21) di effettuare una seconda valutazione. La denunciante ha criticato il fatto che Tabimed abbia utilizzato il metodo del valore iniziale invece di valersi di altri metodi giudicati più appropriati, come quello della capitalizzazione del reddito atteso. TINSA tuttavia si è avvalsa proprio di quest'ultimo metodo, che alla fine venne applicato per la determinazione del valore dei terreni. D'altronde, minima era risultata la differenza tra le due perizie per quanto riguarda il valore dei terreni(22). In ogni caso, la plusvalenza dovuta alla differenza tra il prezzo originariamente pagato per i terreni e il prezzo determinato al momento del trasferimento a "Terra Mítica SA" è andato esclusivamente a vantaggio della società pubblica "Parque Temático de Alicante SA".
(29) Per quanto riguarda il valore del marchio "Terra Mítica", le autorità spagnole segnalano che all'epoca in cui Tabimed effettuò la valutazione del marchio quest'ultimo non era ancora stato registrato in forma definitiva. Di conseguenza "Terra Mítica SA" non era titolare di un diritto definitivo sul marchio opponibile a terzi. Per questa ragione Tabimed, che inizialmente aveva formulato riserve in merito all'inclusione del marchio tra gli attivi, accettò alla fine di includerlo, attribuendogli come valore il prezzo di acquisizione. Sarebbe stato contrario alle norme di prudenza attribuire al marchio un valore in funzione unicamente dei risultati sperati, dato che tali risultati dipendono proprio dagli investimenti effettuati nella promozione e nella pubblicità del marchio. Nel caso in esame le spese sono state ingenti, il che spiega l'incremento di valore del marchio verificatosi da allora. Tali spese sono state tutte sostenute da "Terra Mítica SA".
Le condizioni del prestito di azionista concesso a "Terra Mítica SA" da "Parque Temático de Alicante SA"
(30) Le autorità spagnole hanno trasmesso copia dei documenti relativi al summenzionato prestito di azionista nonché al prestito sindacato sottoscritto da "Terra Mítica SA" con un gruppo di banche e di casse di risparmio(23), affinché la Commissione possa esaminare se il prestito di azionista sia stato sottoscritto secondo le pratiche generalmente seguite in materia.
(31) A questo riguardo le autorità spagnole spiegano che il prestito di azionista sottoscritto il 23 dicembre 1998 prevedeva un tasso di interesse pari al MIBOR ad un anno maggiorato dell'[...]*(24). Il prestito sindacato sottoscritto il 15 aprile 1999 prevedeva invece un tasso di interesse pari al MIBOR ad un anno maggiorato dell'[...]*. Secondo le autorità spagnole ciò che conta è appurare se un investitore privato avrebbe concesso in prestito una tale somma alle stesse condizioni, tenendo conto anche delle informazioni disponibili sul progetto al momento della sottoscrizione del prestito di azionista.
(32) A questo riguardo andrebbe esaminato se la differenza dello 0,25 % tra i tassi applicati ai due prestiti compensi il carattere subordinato del prestito di azionista rispetto al prestito sindacato nell'eventuale escussione delle garanzie in caso di inadempimento. Secondo le autorità spagnole tre sono i parametri di riferimento cui attenersi per accertare se il tasso di interesse applicato al prestito di azionista possa considerarsi un tasso di interesse "di mercato".
(33) Un primo parametro sarebbe, secondo le autorità spagnole, il tasso di riferimento utilizzato dalla Commissione ai sensi della comunicazione della Commissione relativa al metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione(25); questo tasso è uguale al tasso "swap" interbancario a cinque anni più un premio pari a 0,75 punti base. Secondo le autorità spagnole, valutato sulla base di questo parametro, il prestito di azionista sarebbe stato sottoscritto alle condizioni di mercato.
(34) Un secondo parametro di riferimento sarebbe la differenza rispetto al tasso di base, esaminata sotto il profilo del rendimento per il creditore. Dato che nel dicembre del 1998 il tasso MIBOR era pari all'incirca al 3,20 %, la maggiorazione dell'[...]* equivale di fatto ad una differenza del 47 % rispetto al tasso MIBOR. Le autorità spagnole calcolano che la differenza dello 0,25 % tra il prestito di azionista e il prestito sindacato si traduce in una plusvalenza per "Parque Temático de Alicante SA" compresa tra 350 e 500 milioni di ESP rispetto alla remunerazione del prestito sindacato, plusvalenza che costituirebbe un rendimento ragionevole.
(35) In terzo luogo, bisognerebbe tener conto del tasso interno di rendimento del progetto, il quale nel dicembre del 1998 veniva stimato al 10 %. Se si tiene conto delle informazioni sul rendimento atteso del progetto e sulle prospettive del settore, disponibili al momento in cui venne sottoscritto il prestito di azionista, il tasso di interesse previsto, che in ogni caso deve essere inferiore al tasso interno di rendimento, appare ragionevole.
(36) Per quanto riguarda le garanzie, le autorità spagnole ritengono che, sebbene le garanzie di primo grado (quelle sul prestito sindacato) siano più solide di quelle di secondo grado (quelle sul prestito di azionista), ciò che importa nella fattispecie non è metterle a confronto, bensì appurare se le garanzie sul prestito di azionista siano sufficienti. A questo riguardo i due prestiti contengono garanzie simili, quali i limiti imposti a "Terra Mítica SA" per quanto riguarda la gestione finanziaria, il livello di indebitamento o la disponibilità di attivi. Le autorità spagnole ricordano inoltre che il debito equivalente al prestito di azionista non potrà essere trasformato in capitale e che è esclusa la partecipazione agli utili come formula di rimborso, il che mostrerebbe la volontà di "Parque Temático de Alicante SA" di farsi rimborsare in ogni caso. Inoltre le autorità spagnole sottolineano che non è usuale per questo tipo di prestito costituire una garanzia ipotecaria, dati i costi supplementari che essa comporta. Di norma in questi casi viene formulata una promessa irrevocabile di costituzione di garanzia su semplice richiesta del creditore. Una tale promessa esiste sia per il prestito sindacato che per il prestito di azionista.
(37) Infine, le autorità spagnole fanno notare che in alcuni settori economici i prestiti subordinati non sono un fatto inusuale. Anche la struttura di finanziamento di "Terra Mítica SA" sarebbe paragonabile a quella di altri progetti simili, come ad esempio "Port Aventura" o "Isla Mágica". A questo riguardo le autorità spagnole hanno trasmesso alla Commissione copia della relazione di un esperto indipendente(26) nella quale si afferma che normalmente per questi tipi di progetti il prestito principale è sempre accompagnato da un prestito subordinato, generalmente concesso dagli azionisti della società che promuove il progetto. Secondo la relazione, che cita esempi recenti di prestiti di azionista subordinati, i tassi applicati ai prestiti subordinati sono di norma simili, e a volte anche inferiori, ai tassi applicati ai prestiti principali. A questo proposito la relazione sottolinea che i prestiti di azionista hanno per gli azionisti che li concedono alcuni vantaggi rispetto alla normale remunerazione che l'azionista riceve tramite i dividendi: infatti, in caso di liquidazione il servizio del debito subordinato viene percepito in via prioritaria rispetto al capitale; gli interessi vengono percepiti anche in assenza di dividendi; i prestiti di azionista hanno un costo fiscale minore rispetto agli aumenti o alle riduzioni di capitale, ecc. Dopo l'analisi di fattori quali il carattere ragionevole o meno di un prestito subordinato in una struttura di finanziamento come quella del progetto del parco, il fatto che il creditore sia un'azionista del progetto, l'importo del prestito principale e di quello subordinato in relazione alle previsioni finanziarie conosciute dagli investitori, ai tassi applicati e alla remunerazione percepita dal creditore, tenendo conto delle garanzie esistenti sul prestito subordinato, la relazione conclude che, per quanto riguarda il prestito di azionista a favore di "Terra Mítica SA", quest'operazione può considerarsi in linea con altri progetti simili. La relazione constata che la remunerazione del prestito subordinato è superiore a quella prevista in altre operazioni simili esaminate nello stesso periodo. Si tratta quindi di un'operazione che qualsiasi investitore avrebbe potuto ragionevolmente concludere.
(38) In conclusione, il prestito di azionista sottoscritto da "Terra Mítica SA" con "Parque Temático de Alicante SA" sarebbe stato concluso secondo le pratiche correnti.
La riduzione delle imposte comunali concessa dall'amministrazione comunale di Benidorm(27)
(39) Le autorità spagnole non contestano il fatto che la concessione di una riduzione fiscale da parte di un'autorità pubblica possa contenere un elemento di aiuto di Stato, esse negano tuttavia che la riduzione concessa nel caso di specie abbia potuto incidere sugli scambi intracomunitari. In ogni caso, anche se costituisse un aiuto di Stato, la riduzione dovrebbe essere dichiarata compatibile con il mercato comune, dato il suo carattere di aiuto all'investimento iniziale. Le autorità spagnole sottolineano che la base giuridica che autorizza la concessione della riduzione è una norma generale che si applica a tutti i comuni della Spagna.
(40) Le autorità spagnole ricordano inoltre che a partire dalla sua costituzione "Terra Mítica SA" ha pagato tutte le imposte e le tasse che gravano sulla sua attività.
L'eventuale apporto a "Terra Mítica SA" di 6 miliardi di ESP da parte dell'Agenzia del turismo di Valencia
(41) Innanzitutto le autorità spagnole negano l'esistenza di un accordo tra l'Agenzia del turismo di Valencia e "Terra Mítica SA" in base al quale l'Agenzia avrebbe "apportato" 6 miliardi di ESP a "Terra Mítica SA". Queste informazioni, a quanto pare pubblicate dalla stampa, sarebbero prive di fondamento.
(42) Le autorità spagnole affermano invece che nell'aprile 2001 l'Agenzia e "Terra Mítica SA" firmarono un contratto di licenza dei diritti di sfruttamento pubblicitario e di prestazione di servizi, del quale è stata trasmessa copia alla Commissione, per un valore, inclusi costi, spese e imposte, di 1,9 miliardi di ESP (11,42 milioni di EUR).
(43) Le autorità spagnole ritengono che il contratto non contenga alcun elemento di aiuto di Stato, in quanto il prezzo (notevolmente inferiore al presunto "apporto" menzionato nella decisione della Commissione) costituisce il pagamento di determinate prestazioni fornite all'Agenzia da parte di "Terra Mítica SA" a norma del contratto.
(44) Secondo le autorità spagnole, a partire dalla sua costituzione "Terra Mítica SA" si è assunta tutte le spese di investimento per la promozione e la pubblicità del parco(28). L'Agenzia del turismo di Valencia è un organismo pubblico, dotato di personalità giuridica, il cui obiettivo è la promozione delle attività turistiche della Comunidad Valenciana, tra le quali figura logicamente il parco, in quanto importante attività turistica della regione. Gli strumenti utilizzati a questo scopo sono in particolare l'attività di promozione, la partecipazione alle fiere, il patrocinio di iniziative, lo sfruttamento dei diritti di immagine, lo sfruttamento di immagini, simboli e marchi legati alla regione.
(45) Le autorità spagnole ritengono che il contratto, in quanto risponde al principio dell'investitore privato in un'economia di mercato, non conferisca alcun vantaggio illecito a "Terra Mítica SA". Secondo le autorità spagnole il prezzo pagato dall'Agenzia è un prezzo ragionevole, tenuto conto delle contropartite che l'Agenzia ricava. Esse riconoscono che nel caso in oggetto non è facile stabilire quale sia il prezzo ragionevole. Le autorità spagnole ritengono che per fissare il prezzo di determinati diritti o servizi si debba tener conto non solo del loro valore intrinseco, ma anche dell'interesse dell'altra parte ad ottenerli. A questo riguardo le autorità spagnole sottolineano che l'utilizzazione del parco come piattaforma pubblicitaria per attrarre turisti verso la regione è di importanza fondamentale per l'Agenzia. Infatti, sin dalla sua inaugurazione, il parco ha rappresentato una delle attività turistiche più importanti della regione e ha permesso di diversificare l'offerta turistica eccessivamente orientata verso un turismo di tipo "sole e spiaggia". In ogni caso, le autorità spagnole sottolineano che il contratto è stato concluso per la durata di un anno e che si è stabilito che non possa essere prorogato tacitamente. Per il rinnovo del contratto è necessario quindi l'accordo esplicito delle due parti; è altresì necessario che le due parti si accordino sulle condizioni economiche, il che permetterebbe, qualora si riscontrasse uno squilibrio tra le obbligazioni delle due parti, di procedere ad eventuali modifiche.
(46) Le autorità spagnole illustrano inoltre il contenuto delle obbligazioni reciproche delle due parti. "Terra Mítica SA" concede pertanto all'Agenzia le seguenti licenze:
a) di sfruttamento pubblicitario all'interno del parco. L'Agenzia ottiene il diritto esclusivo di sfruttamento pubblicitario del parco [fatti salvi i diritti concessi dal parco anteriormente alla conclusione del contratto(29)]. La licenza abbraccia tutta l'area del parco, senza distinzione tra le diverse zone commerciali, nonché l'area di entrata, i cartelli pubblicitari esterni e l'area di parcheggio. L'Agenzia può quindi utilizzare e sfruttare tutti gli spazi pubblicitari esistenti o potenziali, nonché effettuare ogni tipo di attività pubblicitaria nel parco. Il prezzo della licenza viene stimato a [...]*;
b) di sfruttamento delle immagini del parco. L'Agenzia ottiene il diritto di utilizzare e sfruttare commercialmente le immagini del parco, compreso il diritto di riprodurre le immagini di qualsiasi zona del parco e di qualsiasi manifestazione che abbia luogo all'interno del parco, sia essa organizzata o meno dall'Agenzia, il che implica la possibilità di rivendere i diritti a terzi, senza bisogno dell'accordo del parco, a condizione che la vendita si traduca in una forma o in un'altra in una promozione della Comunidad Valenciana. Il prezzo della licenza viene stimato a [...]*;
c) di sfruttamento delle opere audiovisive la cui titolarità appartenga al parco. L'Agenzia potrà utilizzare e sfruttare commercialmente queste opere. Le autorità spagnole segnalano che gli investimenti del parco in opere audiovisive ammonta a circa [...]*. Il prezzo di questa licenza viene stimato a [...]*;
d) di sfruttamento dei diritti di proprietà industriale. L'Agenzia ottiene una licenza non esclusiva di sfruttamento di tutti i marchi "Terra Mítica" di cui il parco sia titolare, nonché un'opzione prioritaria per l'acquisto dei diritti di sfruttamento di altri marchi di cui il parco diventi titolare. Le autorità spagnole segnalano che questo marchio ha già ora un valore molto elevato grazie agli interventi del parco che solo in pubblicità ha investito tra il 1998 e il 2000 [...]*. Il prezzo tiene conto in particolare del costo di creazione e di sviluppo del marchio, del livello di conoscenza del marchio(30) presso il pubblico, nonché delle previsioni sullo sviluppo del parco. Le autorità spagnole hanno anche indicato che, nel determinare il prezzo della licenza, conformemente alle disposizioni del contratto, si tenne in debito conto il vantaggio indiretto in termini di promozione che il parco ottiene con la concessione di una tale licenza all'Agenzia. Le autorità spagnole ritengono che licenze di questo tipo siano usuali in questo settore e citano l'esempio di altri parchi. Il prezzo della licenza viene stimato a [...]*;
e) di prestazione di determinati servizi a favore dell'Agenzia. Il parco si impegna a inserire il logo fornito dall'Agenzia sia all'interno del parco (sulle attrazioni, sui servizi, alle entrate, nelle aree di riposo), sia in tutte le attività pubblicitarie o di promozione realizzate per il parco (ossia nelle guide, sulle carte topografiche, sugli annunci su qualsiasi supporto, sui biglietti di entrata, ecc.)(31). Inoltre, il parco si impegna a mettere a disposizione dell'Agenzia due locali all'interno del parco [il che implica per il parco una perdita di introiti a seguito della non utilizzazione della superficie occupata dai locali(32), e permette all'Agenzia di disporre anche di un punto di informazione strategico, visto il numero di visitatori del parco]. Inoltre il parco si impegna a trasmettere i filmati di promozione dell'Agenzia sui monitor interni del parco, nonché a fornire biglietti di entrata al parco(33). Il prezzo della licenza viene stimato a [...]*.
Ognuna di queste licenze a favore dell'Agenzia è stata valutata obiettivamente e sulla base di criteri economici, sebbene alla fine sia stato negoziato un prezzo globale. Come è stato detto in precedenza, il prezzo di 1,9 miliardi di ESP è comprensivo di tutti i costi, le imposte e le tasse. Di conseguenza, per determinare l'importo netto effettivamente percepito da "Terra Mítica SA" è necessario detrarre da tale prezzo tutte le spese sostenute da "Terra Mítica SA", nonché le tasse connesse. Le autorità spagnole stimano che in realtà l'importo netto sarà pari a circa 1,6 miliardi di ESP (9,62 milioni di EUR).
Compatibilità con il mercato comune delle misure in esame
(47) Qualora la Commissione giungesse alla conclusione che le misure analizzate costituiscono un aiuto di Stato, le autorità spagnole sono del parere che tali aiuti sarebbero da ritenere compatibili con il trattato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato.
(48) A questo riguardo le autorità spagnole ricordano che al momento in cui le misure in oggetto vennero attuate, la regione di Valencia figurava tra le aree ammissibili agli aiuti a finalità regionale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato. In concreto, nel periodo 1995-1999, l'intensità massima dell'aiuto per la provincia di Alicante, nella quale è situato il parco, era pari al 50 % di ESN. Anche nel periodo seguente (2000-2006) tutta la regione di Valencia continuò a figurare tra le regioni ammissibili agli aiuti a finalità regionale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato, con un intensità massima dell'aiuto per la provincia di Alicante del 40 % di ESN.
(49) Qualora dovesse ritenersi che una o alcune delle misure in esame costituiscono un aiuto di Stato, le autorità spagnole riconoscono che si tratterebbe di aiuti ad hoc. Tuttavia, in tal caso l'aiuto dovrebbe essere giudicato sulla base del contributo fornito allo sviluppo a lungo termine della regione, nonché tenendo conto dell'assenza di impatto sulla concorrenza e sugli scambi commerciali tra gli Stati membri.
(50) Per quanto ritengano che la disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d'investimento(34) non sia applicabile al caso in esame, le autorità spagnole considerano nondimeno utile analizzare il presente caso alla luce dei criteri di valutazione previsti da detta disciplina, ossia gli effetti sulla concorrenza e sull'occupazione e l'impatto regionale. Sulla base di tali criteri l'eventuale aiuto contribuirebbe allo sviluppo socioeconomico a lungo termine della regione, grazie soprattutto alla creazione di numerosi posti di lavoro diretti e indiretti(35), senza incidere negativamente sulla concorrenza, dato che l'aiuto viene concesso in un mercato in cui non vi è eccesso di capacità(36) e non contribuisce ad accrescere una quota di mercato già consistente.
(51) Nel caso in oggetto inoltre si tratterebbe di aiuti all'investimento iniziale vincolato alla creazione di un nuovo stabilimento, ai sensi del punto 4.4 e seguenti degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale(37); secondo le autorità spagnole, gli aiuti si riferirebbero a nuovi attivi fissi (terreni, fabbricati e impianti), gli investimenti verrebbero mantenuti in essere per un periodo minimo di 5 anni e il contributo del beneficiario al finanziamento sarebbe superiore al 25 %(38).
(52) Infine, anche se si dovesse ritenere che tutte le misure in esame costituiscano aiuti di Stato, queste rispetterebbero ampiamente l'intensità massima dell'aiuto ammessa per gli aiuti all'investimento (50 % di ESN all'epoca in cui furono adottate), anche tenendo conto degli altri aiuti regionali già concessi(39).
Commenti delle autorità spagnole sulle osservazioni dei terzi interessati
(53) Le autorità spagnole hanno dichiarato che tutte le questioni sollevate dalla denunciante hanno fatto oggetto di una risposta esauriente da parte delle autorità spagnole e che di conseguenza le osservazioni presentate dalla Federazione europea dei parchi di divertimento non danno luogo ad ulteriori commenti.
VALUTAZIONE
(54) È necessario innanzitutto rispondere brevemente alle argomentazioni delle autorità spagnole menzionate al considerando 18. Secondo la giurisprudenza in materia di aiuti di Stato, la Commissione deve dar seguito a tutte le denunce ricevute, senza comunque che ciò comporti inevitabilmente l'ammissibilità di un ricorso del denunciante contro la decisione adottata dalla Commissione. L'articolo 10, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999 relativo al procedimento in materia di aiuti di Stato, impone inoltre alla Commissione di esaminare le informazioni in merito a presunti aiuti illegali, da qualsiasi fonte esse provengano. Nel caso di specie, la Commissione ritiene di dover considerare la Federazione europea dei parchi di divertimento in quanto tale, e stima che non vi siano ragioni che consentano di concludere a priori che la Federazione agisce in realtà per conto di un denunciante che non desidera rivelare la sua identità. Per quanto concerne le lettere inviate in precedenza dai servizi della Commissione alle autorità spagnole e alla denunciante, è chiaro che tali lettere non avevano carattere di decisione finale ma esprimevano un parere interlocutorio dei servizi della Commissione.
(55) L'articolo 17, paragrafo 1, del trattato CE stabilisce che, salvo deroghe contemplate dal trattato stesso, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Una misura configura pertanto un aiuto di Stato se soddisfa cumulativamente quattro criteri: a) che sussista un vantaggio; b) che il vantaggio sia concesso mediante risorse statali; c) che la misura falsi o minacci di falsare da concorrenza, in quanto incide sugli scambi tra Stati membri, e d) che la misura sia selettiva, in quanto favorisce in maniera specifica talune imprese.
(56) Di conseguenza, la Commissione è tenuta ad analizzare le diverse misure menzionate al considerando 16, sulle quali ha avviato il procedimento previsto all'articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE, alla luce dei quattro criteri indicati al considerando 55.
(57) Di fatto, nella sua decisione di avviare il procedimento, la Commissione aveva già precisato che, per quanto riguarda la maggior parte delle misure in oggetto, i suoi dubbi si concentravano sull'esistenza o meno di un aiuto di Stato. Solo in merito alle dichiarazioni della denunciante sulla riduzione delle imposte comunali concessa dall'amministrazione comunale di Benidorm la Commissione aveva ritenuto, in quella fase del procedimento, che si trattasse di un aiuto di Stato, di cui andava verificata la compatibilità con il mercato comune.
Sull'assenza di effetti sugli scambi intracomunitari
(58) Le autorità spagnole hanno tuttavia contestato la valutazione preliminare della Commissione secondo la quale le misure oggetto del presente procedimento avevano effetti sugli scambi intracomunitari. Dato che tale criterio è necessario per determinare l'esistenza di un aiuto di Stato è necessario pronunciarsi in primo luogo su tale questione.
(59) A questo riguardo, le autorità spagnole sostengono che "Terra Mítica" deve essere considerato come un parco regionale e non come un parco di destinazione, e ciò perché, da un lato, esso non appartiene a una catena di parchi a gestione unificata, come Eurodisney, né adotta tematiche uniformi derivanti dall'utilizzazione di attivi su altri mercati, come Universal o Warner, e dall'altro lato, perché la sua domanda primaria proviene per circa il 90 % da quanti risiedono in un'area di 150-200 km intorno al parco, e per il restante 10 % soprattutto da persone residenti in Spagna.
(60) La Commissione non condivide il punto di vista delle autorità spagnole. In effetti, il fatto di non appartenere ad una catena di parchi a gestione unificata, come Eurodisney, non impedisce ad un parco come "Terra Mítica" di avere dimensioni tali da poter incidere sugli scambi, come la Commissione ha concluso in numerose decisioni precedenti(40). La Commissione ritiene inoltre che il parco in questione, contrariamente a quanto sostenuto dalle autorità spagnole, abbia in realtà adottato un tema specifico (le antiche civiltà mediterranee), fatto questo che può assimilarlo ad altri parchi, come quelli citati dalle autorità spagnole. Infine, sebbene la domanda primaria del parco sia costituita in maggioranza della popolazione residente nella zona circostante, dalla documentazione trasmessa dalle autorità spagnole in merito ai rapporti tra "Terra Mítica SA" e l'Agenzia del turismo di Valencia si evince che il parco si è impegnato attivamente ad attrarre visitatori provenienti dall'estero. Va aggiunto che sul materiale pubblicitario diffuso dal parco stesso è indicato chiaramente come raggiungere il parco a partire da alcune grandi città europee. Infine, non si può negare che, consentendo una diversificazione dell'offerta, il parco contribuisce in misura consistente ad accrescere il richiamo esercitato dalla zona di Benidorm, una zona altamente turistica che registra la presenza di molti turisti provenienti da altri paesi dell'Unione.
(61) Di conseguenza, la Commissione conferma la valutazione espressa nella decisione di avviare il procedimento, e ritiene che le misure oggetto di esame incidano, o almeno possano potenzialmente incidere sugli scambi commerciali tra gli Stati membri.
Sul finanziamento delle infrastrutture essenziali per il funzionamento del parco
(62) Nella decisione del 20 giugno 2002, la Commissione aveva espresso dubbi sulla natura degli interventi della Generalitat Valenciana in materia di opere infrastrutturali, di cui "Terra Mítica SA" avrebbe dovuto eventualmente assumersi le spese.
(63) Dalla documentazione trasmessa dalle autorità spagnole si evince che, a seguito dell'attuazione di un PEUI, tutta la zona del parco è stata interessata da opere di gestione e da lavori di realizzazione di determinate infrastrutture.
(64) A questo riguardo, la Commissione ritiene che, come affermano le autorità spagnole, le autorità pubbliche possano effettuare opere di gestione del loro territorio, e finanziare pertanto infrastrutture di cui può beneficiare tutta la popolazione. Inoltre, la Commissione ritiene ininfluente la ragione per la quale le infrastrutture vengono costruite, a condizione che ne benefici la collettività nel suo complesso. La Commissione ritiene invece che quando tali infrastrutture e servizi sono utili solo ad un'impresa privata, spetti a questa assumersi i costi di finanziamento. In materia di aiuti di Stato infatti la Commissione deve analizzare gli effetti concreti della misura e non gli obiettivi perseguiti. Di conseguenza, nel caso di specie, la Commissione ritiene che, anche qualora il PEUI fosse stato adottato esclusivamente in previsione della realizzazione di un parco tematico, si debba analizzare quali sono le opere o le infrastrutture di cui beneficia la collettività nel suo complesso (compreso il parco) e quali sono invece le opere utili esclusivamente al parco. Queste ultime sarebbero le uniche a dover essere finanziate dal parco.
(65) Alla luce delle spiegazioni dettagliate fornite dalle autorità spagnole, la Commissione ritiene che le opere infrastrutturali generali avrebbero potuto essere finanziate dalle autorità pubbliche. In effetti, la Commissione ritiene che per loro natura tali opere siano utili a tutte le persone fisiche e giuridiche residenti nella zona. La Commissione osserva inoltre che dette opere furono realizzate prima della costituzione di "Terra Mítica SA". La Commissione ritiene che, anche nell'ipotesi che l'aumento del traffico sia dovuto alla presenza del parco, le opere relative alle vie di comunicazione interessano l'insieme della popolazione della zona. Lo stesso dicasi per le opere relative alle infrastrutture elettrica, del gas, idraulica e di telecomunicazione. Il fatto che il parco potrebbe aver causato un aumento del traffico stradale nella zona o una maggiore utilizzazione delle infrastrutture relative alla distribuzione dell'energia elettrica, del gas e dell'acqua e di telecomunicazione non toglie validità a questa argomentazione.
(66) Sulla base della documentazione trasmessa dalle autorità spagnole, la Commissione ha potuto altresì verificare che da parte sua "Terra Mítica SA" ha finanziato tutte le opere effettuate all'interno del parco, nonché tutte le opere di connessione e di raccordo alle infrastrutture generali. La Commissione non è stata in grado di individuare altre infrastrutture che avrebbero dovuto essere finanziate da "Terra Mítica SA" in quanto infrastrutture utilizzate esclusivamente dall'impresa.
(67) Per questi motivi, la Commissione ritiene su questo punto che "Terra Mítica SA" non abbia ricevuto alcun aiuto. La Commissione conclude pertanto che non sussistono aiuti di Stato per quanto riguarda il finanziamento delle infrastrutture essenziali per il funzionamento del parco.
Sul valore degli attivi (in particolare i terreni e il marchio "Terra Mítica") trasferiti a "Terra Mítica SA" da "Parque Temático de Alicante SA"
(68) La Commissione ribadisce innanzitutto di non mettere in dubbio l'indipendenza degli esperti che hanno valutato gli attivi trasferiti da "Parque Temático de Alicante SA" a "Terra Mítica SA", dato che non ha riscontrato alcun elemento che induca a ritenere che le autorità pubbliche avrebbero influito sul lavoro degli esperti(41). La Commissione constata anche che "Terra Mítica SA" non ha partecipato alla scelta di Tabimed come società di consulenza. La Commissione ricorda che con l'avvio del presente procedimento si mirava ad accertare che il valore attribuito agli attivi trasferiti a "Terra Mítica SA" corrispondessero al loro valore reale al momento della trasferimento.
(69) Per quanto riguarda il valore dei terreni, la Commissione osserva innanzitutto che alla fine, tra i due valori fissati dai due esperti, è stato adottato il valore più elevato (quello stabilito da TINSA pari a 1300 ESP/m2). Inoltre, la Commissione osserva che, come ricordato dalle autorità spagnole, il metodo utilizzato da TINSA in questo caso era il metodo che proprio la denunciante aveva considerato il più appropriato per valutare questo tipo di attività.
(70) Oltre a ciò la Commissione non ha riscontrato elementi che consentano di confermare come realistico il prezzo suggerito dalla denunciante come il prezzo di mercato della zona(42). La Commissione ritiene inoltre che il prezzo dei terreni avrebbe dovuto tener conto della destinazione d'uso degli stessi, ossia del fatto che fossero destinati alla costruzione di un parco tematico. Di conseguenza, non era possibile attribuire loro un prezzo equivalente al prezzo dei terreni urbanizzabili. Data l'assenza di altri criteri di riferimento, il metodo di valutazione adottato da TINSA (il metodo della capitalizzazione dei redditi attesi) appare del tutto pertinente nel caso in oggetto.
(71) Per questi motivi, e sulla base delle indagini effettuate, la Commissione ritiene che non vi siano elementi che consentano di dubitare del fatto che ai terreni non sia stato attribuito il loro valore reale. La Commissione ricorda inoltre che la fissazione del prezzo di vendita è conforme al punto II.2, lettera a), della comunicazione della Commissione relativa agli elementi di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità(43).
(72) Per quanto riguarda il marchio "Terra Mítica SA", la Commissione ritiene che il valore da attribuire al marchio è il valore reale al momento del trasferimento. A questo riguardo, la Commissione constata che, all'atto del trasferimento, il marchio non era ancora stato registrato definitivamente. È chiaro tuttavia che il valore di un tale attivo dipende logicamente dall'ampiezza dei diritti inerenti. Trattandosi di un marchio, esso non è opponibile a terzi se non è registrato. Per questi motivi, la Commissione condivide il punto di vista delle autorità spagnole al riguardo, e ritiene che il valore attribuito al marchio dall'esperto (unicamente il prezzo di acquisizione) rifletta il valore di quest'attivo al momento del trasferimento e risponda ad un principio di prudenza. D'altronde, la denunciante non ha presentato nessun altro elemento di prova a sostegno delle sue affermazioni in merito al valore del marchio.
(73) Per questi motivi, la Commissione ritiene che "Terra Mítica SA" non abbia ricevuto alcun vantaggio particolare. Dato che l'esistenza di un vantaggio a favore di un'impresa è condizione necessaria per determinare l'esistenza di un aiuto di Stato, la Commissione conclude che non sussistono aiuti di Stato per quanto riguarda il valore degli attivi (in particolare i terreni e il marchio "Terra Mítica") trasferiti a "Terra Mítica SA" da "Parque Temático de Alicante SA".
Sulle condizioni del prestito di azionista concesso a "Terra Mítica SA" da parte di "Parque Temático de Alicante SA"
(74) Come al considerando precedente, la Commissione deve analizzare se "Parque Temático de Alicante SA" abbia concesso il prestito di azionista a "Terra Mítica SA" a condizioni che sarebbero state accordate anche da un'azionista privato. A questo fine, la Commissione deve tener conto delle condizioni vigenti al momento della concessione del predetto prestito.
(75) La Commissione conferma innanzitutto che il prestito di azionista venne concluso il 23 dicembre 1998, ossia a poca distanza di tempo dalla conclusione del prestito sindacato (15 aprile 1999). Come accertato già nella decisione del 20 giugno 2001, la Commissione ritiene che questo prestito sindacato fu sottoscritto a condizioni di mercato, dato che i creditori sono 25 istituti finanziari commerciali(44), tra cui 10 banche private e 15 casse di risparmio, che detengono tutti quote di partecipazione significative. Inoltre, la Commissione non ha rinvenuto alcun elemento che consenta di attribuire alle autorità pubbliche la decisione di uno qualsiasi degli istituti finanziari di partecipare al prestito (cfr. sentenza del 16 maggio 2002 nella causa C-482/99, Frabce/Commissione, "Stardust"). Occorre infine ricordare che, secondo le informazioni comunicate alla Commissione dallo Stato membro, il predetto prestito sindacato non era coperto da alcuna garanzia pubblica. La Commissione può pertanto rifarsi alle condizioni di detto prestito sindacato per analizzare il prestito di azionista. La Commissione constata anche che per questo tipo di progetti non è inusuale il ricorso alla formula di finanziamento utilizzato da "Terra Mítica SA" (prestito di azionista subordinato ad un prestito principale), e che in questi casi il tasso di interesse applicato al prestito di azionista subordinato e con modalità di rimborso identiche, come accade nel presente caso, è simile e persino inferiore al tasso di interesse applicato al prestito principale.
(76) A questo riguardo, si osserva che il tasso di interesse applicato al prestito di azionista [...]* è superiore al tasso d'interesse applicato al prestito sindacato [...]* - quest'ultimo concesso da istituti commerciali e non coperto da alcuna garanzia pubblica - e che pertanto tale tasso d'interesse deve essere considerato come un tasso di interesse alle condizioni di mercato. Inoltre, il tasso d'interesse applicato al prestito di azionista è superiore ai tassi applicati ad altri prestiti di azionista concessi da azionisti privati nel caso di progetti simili.
(77) La Commissione osserva inoltre che al momento della sua concessione il tasso di interesse del prestito di azionista era equivalente al tasso di riferimento dell'epoca. D'altra parte, la questione del grado dei due prestiti, ossia il carattere subordinato del prestito di azionista e il conseguente maggior rischio che esso presenta in caso di fallimento del progetto, deve essere messo in relazione con la percentuale rappresentata dai due prestiti rispetto al totale dell'investimento. A questo riguardo, la Commissione osserva che l'importo del prestito sindacato rappresenta circa il [30 %-40 %]* dell'importo totale dell'investimento, e il prestito subordinato il [10 %-20 %]*. Infine, la Commissione prende nota del fatto che ciascuno dei creditori ha preso la sua decisione sulla base di un piano finanziario prestabilito che dimostrava la fattibilità del progetto.
(78) La Commissione ritiene pertanto che il prestito di azionista concesso a "Terra Mítica SA" non contenga alcun vantaggio particolare. Dato che l'esistenza di un vantaggio a favore di un'impresa è condizione necessaria per determinare l'esistenza di un aiuto di Stato, la Commissione conclude che non sussistono aiuti di Stato per quanto riguarda le condizioni del prestito di azionista concesso a "Terra Mítica SA" da "Parque Temático de Alicante SA".
Sulla riduzione delle imposte comunali concessa dall'amministrazione comunale di Benidorm
(79) La Commissione ritiene accertato il fatto, non contestato dalle autorità spagnole, che, per decisione dell'amministrazione comunale di Benidorm, "Terra Mítica SA" ha effettivamente beneficiato di una riduzione del 95 % dell'imposta comunale sui fabbricati, gli impianti e le opere edilizie, equivalente a un importo di 88399400 ESP (531231 EUR).
(80) La Commissione ritiene che tale riduzione debba essere considerata un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. In effetti, la riduzione fiscale conferisce un vantaggio all'impresa beneficiaria rispetto ad altre imprese che fossero intenzionate a realizzare progetti simili. È chiaro inoltre che tale vantaggio viene concesso per mezzo di risorse statali e che si tratta di una misura selettiva. Infine, come si è detto al considerando 61, la Commissione non condivide il punto di vista delle autorità spagnole e ritiene che la misura possa, almeno potenzialmente, incidere sugli scambi commerciali tra Stati membri. Data l'ampia discrezionalità di cui godono le amministrazioni comunali, la Commissione ritiene inoltre che nel caso in oggetto il fatto che la base giuridica che consente la concessione della riduzione sia una norma generale(45) applicabile a tutti i comuni spagnoli non elimina il carattere di aiuto della misura. La Commissione ritiene inoltre privo di rilevanza per il caso in oggetto il fatto che "Terra Mítica SA" abbia pagato tutte le altre imposte e tasse.
(81) Di conseguenza, la Commissione conclude che sussiste un aiuto di Stato a favore di "Terra Mítica SA", il cui importo è pari a 88399400 ESP (531291 EUR). Ai successivi considerando da 91 a 100 si esamina se tale misura possa essere considerata compatibile con il mercato comune.
Sull'eventuale apporto a "Terra Mítica SA" di 6 miliardi di ESP da parte dell'Agenzia del turismo di Valencia
(82) La Commissione constata innanzitutto che le autorità spagnole hanno formalmente negato l'esistenza dell'apporto cui fa riferimento la decisione del 20 giugno 2001. Le autorità spagnole attribuiscono questa affermazione a notizie di stampa prive di fondamento. La Commissione constata inoltre che dall'indagine da essa condotta non sono emersi elementi che consentano di confermare tale affermazione. Per questi motivi, la Commissione conclude che tale apporto non vi è stato.
(83) La Commissione constata inoltre che le autorità spagnole riconoscono l'esistenza di un contratto tra l'Agenzia del turismo di Valencia e "Terra Mítica SA" relativo a una licenza di diritti di sfruttamento pubblicitario e di prestazioni di servizi, di cui è stata trasmessa copia alla Commissione. Ai sensi del contratto, l'Agenzia paga 1,9 miliardi di ESP (11,42 milioni di EUR) come contropartita per alcune prestazioni fornite da "Terra Mítica SA".
(84) Tenuto conto del fatto che l'Agenzia è un organismo pubblico dipendente dalla Generalitat Valenciana, la Commissione ritiene che, qualora venisse accertato che il prezzo pagato dell'Agenzia è eccessivo in rapporto alle prestazioni ottenute in contropartita, non possa escludersi a priori l'esistenza di un aiuto di Stato a favore di "Terra Mítica SA".
(85) A questo riguardo, la Commissione constata che ai sensi del contratto "Terra Mítica SA" concede all'Agenzia una serie di licenze di sfruttamento pubblicitario del parco, di sfruttamento delle immagini del parco, di sfruttamento delle opere audiovisive di cui il parco sia titolare, di sfruttamento del marchio "Terra Mítica", nonché di prestazione di altri servizi a favore dell'Agenzia, compresa la messa a disposizione di locali all'interno del parco e la concessione di biglietti di entrata.
(86) La Commissione ritiene che ad un primo esame non si possa escludere che alcuni elementi del contratto, considerati isolatamente, potrebbero far supporre l'esistenza di un aiuto a favore di "Terra Mítica SA". È il caso in particolare della cessione dei diritti di proprietà industriale: tale cessione conferisce un vantaggio al parco nella misura in cui la cessione a favore dell'Agenzia del marchio "Terra Mítica", e la sua utilizzazione nelle attività di promozione della regione realizzate dall'Agenzia si traducono di fatto in una promozione del parco per la quale il parco ottiene contemporaneamente una remunerazione. Lo stesso dicasi del diritto di sfruttamento delle immagini del parco e del diritto di sfruttamento delle opere audiovisive di cui il parco è titolare, dato che lo sfruttamento di questi diritti può tradursi allo stesso tempo in pubblicità per il parco. Nella sua valutazione la Commissione non può tuttavia ignorare che in sede di determinazione del prezzo complessivo del contratto(46) si è in teoria tenuto conto dei vantaggi per il parco.
(87) La Commissione constata inoltre che il contratto prevede notevoli prestazioni da parte del parco a favore dell'Agenzia. In particolare, la Commissione osserva che, confrontata con i prezzi pagati dalle due imprese private in cambio di licenze non esclusive molto più limitate [...]* per tre elementi e un cartello pubblicitario e [...]* per un elemento, ai quali in entrambi i casi si aggiungono i biglietti di entrata e le guide, la valutazione del prezzo dei diritti esclusivi di sfruttamento da parte dell'agenzia del potenziale pubblicitario interno del parco [...]*, il quale comprende più di 60 elementi (attrazioni e servizi complementari), nonché ulteriori possibilità di installare cartelli pubblicitari, sembrerebbe al contrario favorevole all'Agenzia. Oltre a ciò, il prezzo della prestazione di servizi a favore dell'Agenzia sembra basso, considerato che solo il lucro cessante in termini di non utilizzazione della superficie dei due locali e di distribuzione di biglietti gratuiti è pari a circa [...]* per il lucro cessante dei locali e [...]* per i biglietti gratuiti. Si deduce pertanto che il contratto contiene vantaggi reciproci per le due parti contraenti, e pertanto risulta nel complesso equilibrato, come evidenzia anche l'esistenza di un prezzo forfetario per l'insieme delle prestazioni. Occorre ricordare inoltre che la remunerazione realmente percepita dal parco è in effetti inferiore all'importo fissato nel contratto, dato che da tale importo devono essere detratti tutti i costi specifici, nonché le imposte e le tasse.
(88) Infine, la Commissione constata che la durata del contratto è limitata ad un anno, e che è escluso il suo rinnovo automatico senza l'assenso esplicito di entrambe le parti, ognuna delle quali è pienamente libera di negoziare il prezzo e di chiederne pertanto l'adeguamento in funzione dell'esperienza maturata. Questa clausola, che riflette la volontà di entrambe le parti di evitare di fissare, data la complessità del contesto, condizioni o compensi non adeguati e di voler invece adeguare continuamente il loro rapporto contrattuale in funzione dei rispettivi interessi commerciali, lascia d'altra parte aperta la questione di eventuali aiuti nell'ipotesi di un rinnovo totale o parziale del contratto.
(89) Per questi motivi, la Commissione ritiene che il contratto non sia stato concluso a condizioni che non sarebbero state accettabili per un operatore privato operante nel normale contesto di un'economia di mercato.
(90) La Commissione ritiene pertanto che con la conclusione di un tale contratto con l'Agenzia del turismo di Valencia, "Terra Mítica SA" non ha conseguito alcun vantaggio particolare. Dato che l'esistenza di un vantaggio a favore di un'impresa è condizione necessaria per determinare l'esistenza di un aiuto di Stato, la Commissione conclude che non esistono aiuti di Stato per quanto riguarda questo punto.
Sulla compatibilità degli aiuti con il mercato comune
(91) Dalle considerazioni che precedono emerge che tra tutte le misure oggetto del presente procedimento, la Commissione ha individuato un'unica misura che soddisfa le condizioni che inducono a considerarla un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1 del trattato. Si tratta della riduzione dell'imposta comunale sui fabbricati, gli impianti e le opere edilizie, concessa dall'amministrazione comunale di Benidorm. Di seguito si analizza la compatibilità di questa misura con il mercato comune.
(92) La Commissione constata innanzitutto che l'aiuto in oggetto non è stato concesso nel quadro di un regime di aiuti autorizzato dalla Commissione. Di fatto, il quadro giuridico previsto dalla legge spagnola per tale riduzione dell'imposta è molto vago e le amministrazioni comunali godono di un ampio margine di discrezionalità. Si tratta pertanto di un aiuto ad hoc. Conformemente al punto 2, paragrafo 3, dei citati orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, la Commissione non è di norma favorevole ad aiuti di questo genere. In ogni modo è necessario garantire un equilibrio tra le distorsioni della concorrenza che ne derivano e i vantaggi dell'aiuto in termini di sviluppo di una regione sfavorita(47). Il peso attribuito ai vantaggi dell'aiuto può tuttavia variare in funzione della deroga applicata, avendo un maggior effetto negativo per la concorrenza nelle situazioni di cui alla lettera a) che in quelle di cui alla lettera c) dell'articolo 87, paragrafo 3, del trattato(48).
(93) Su questo punto la Commissione constata che la zona in cui è situato il parco è una zona assistita ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato. La Commissione ritiene pertanto che l'aiuto potrebbe essere dichiarato compatibile con il trattato, conformemente all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), se il pregiudizio menzionato in precedenza potesse essere superato e se si potesse dimostrare che l'aiuto contribuisce effettivamente allo sviluppo di una regione sfavorita.
(94) A questo riguardo, la Commissione ritiene che si tratti di un aiuto all'investimento iniziale, in quanto la costruzione del parco (che di norma dovrebbe essere assoggettata all'imposta in questione) rientra nella definizione di cui al punto 4.4, primo comma, dei citati orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale.
(95) La Commissione constata inoltre che il contributo del beneficiario al finanziamento del progetto ha superato ampiamente il 25 % previsto al punto 4.4, primo comma, degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale. La Commissione constata inoltre che la domanda di aiuto ha dovuto essere presentata prima dell'avvio dell'esecuzione del progetto, come previsto al punto 4.2, terzo comma, degli orientamenti, dato che in ogni modo la licenza oggetto dell'imposta doveva essere ottenuta prima dell'inizio dei lavori.
(96) Per la Commissione è chiaro che nel caso in esame l'investimento si manterrà in essere per almeno cinque anni, come previsto al punto 4.10 degli orientamenti.
(97) La Commissione rileva che l'importo dell'aiuto equivale ad un'intensità molto ridotta, ossia 88399400 ESP su un investimento complessivo stimato in circa 52 miliardi di ESP, equivalenti ad un'intensità lorda inferiore allo 0,2 %. Di conseguenza, l'aiuto, anche cumulato con gli altri aiuti regionali concessi dalle autorità centrali a favore dello stesso progetto (2426,7 milioni di ESP, equivalenti ad un'intensità lorda pari a circa il 7 %)(49), rimane molto al di sotto dell'intensità massima applicabile agli aiuti a finalità regionale. L'aiuto a finalità regionale concesso (in virtù della legge 50/1985 in materia di incentivi regionali), anche cumulato con la riduzione fiscale, resta molto inferiore a quanto il parco avrebbe potuto ottenere ai sensi del predetto regime di aiuti regionali.
(98) La Commissione ritiene inoltre che il progetto in esame contribuisce effettivamente allo sviluppo di una regione sfavorita. Il progetto ha in effetti permesso di creare un gran numero di posti di lavoro diretti (1847 nel 2001) e vi è ragione di ritenere che, dato l'effetto catalizzatore che il progetto può avere sull'intera regione, sarà possibile creare un gran numero di posti di lavoro indiretti. Esso permetterà inoltre una certa diversificazione turistica della regione.
(99) Infine, la Commissione ritiene che, dato il suo importo limitato, l'aiuto non incida sugli scambi commerciali in una forma contraria al comune interesse, visto che, sebbene tale da poter incidere sugli scambi degli Stati membri, l'impatto del parco a livello comunitario rimane limitato, come hanno osservato le autorità spagnole (non appartiene ad un gruppo, la clientela è essenzialmente locale e spagnola. Cfr. supra, considerando 19).
(100) Per questi motivi, la Commissione ritiene che la riduzione dell'imposta comunale sui fabbricati, gli impianti e le opere edilizie, concessa dall'amministrazione comunale di Benidorm a favore di "Terra Mítica SA" può essere dichiarata compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato.
CONCLUSIONE
(101) Per questi motivi, la Commissione conclude che le misure analizzate relative al finanziamento delle infrastrutture necessarie per il funzionamento del parco, al valore degli attivi (in particolare i terreni e il marchio "Terra Mítica") trasferiti a "Terra Mítica SA" da "Parque Temático de Alicante SA", alle condizioni del prestito di azionista concesso a "Terra Mítica SA", nonché al contratto tra l'Agenzia del turismo di Valencia e "Terra Mítica SA" non costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(102) La Commissione conclude altresì che la riduzione dell'imposta comunale sui fabbricati, gli impianti e le opere edilizie, concessa dall'amministrazione comunale di Benidorm a favore di "Terra Mítica SA" costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. La Commissione constata che il Regno di Spagna ha concesso illegalmente l'aiuto, in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato. Ciononostante, l'aiuto può essere dichiarato compatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato stesso,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le misure analizzate relative al finanziamento delle infrastrutture necessarie per il funzionamento del parco tematico "Terra Mítica SA", al valore degli attivi (in particolare i terreni e il marchio "Terra Mítica") trasferiti a "Terra Mítica SA" da "Parque Temático de Alicante SA", alle condizioni del prestito di azionista concesso a "Terra Mítica SA", nonché al contratto tra l'Agenzia del turismo di Valencia e "Terra Mítica SA" non costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
Articolo 2
L'aiuto di Stato in forma di riduzione dell'imposta comunale sui fabbricati, gli impianti e le opere edilizie, concessa dall'amministrazione comunale di Benidorm a favore di "Terra Mítica SA", per un importo di 88399400 ESP (531281 EUR) è compatibile con il mercato comune, ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato.
Articolo 3
Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 2 agosto 2002.

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