Document ID: 31990R2200

*****
REGOLAMENTO (CEE) N. 2200/90 DEL CONSIGLIO
del 27 luglio 1990
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di silicio metallico originario della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo a norma del suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. Misure provvisorie
(1) Con il regolamento (CEE) n. 720/90 (2), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di silicio metallico di cui al codice NC 2804 69 00, originario della Repubblica popolare cinese.
B. Procedura successiva
(2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, i rappresentanti dei ricorrenti, quelli dell'industria utilizzatrice britannica e tedesca e uno degli importatori britannici hanno chiesto e ottenuto di essere ascoltati dalla Commissione. Inoltre hanno comunicato per iscritto le loro osservazioni in merito alle conclusioni provvisorie.
C. Dumping
(3) Ai fini dell'accertamento definitivo, il valore normale è stato stabilito avvalendosi dello stesso metodo utilizzato per la determinazione provvisoria del dumping. Tale metodo ha formato oggetto di critica da parte di uno degli importatori che lo considera ingiustificato, dato che le condizioni di produzione nella Comunità e nella Repubblica popolare cinese non sono comparabili. Tuttavia, nel caso delle importazioni provenienti da paesi in cui non vige l'economia di mercato, a norma dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88 il valore normale deve essere determinato in maniera appropriata ed equa, possibilmente in base ai prezzi o ai costi dei produttori che operano in paesi terzi ad economia di mercato. La Commissione pertanto si è messa in contatto con produttori di quattro paesi diversi, come è spiegato al considerando 10 del regolamento (CEE) n. 720/90.
(4) Il Consiglio conferma che, non essendosi potuta ottenere la necessaria collaborazione di queste società, l'unica alternativa possibile consiste nello stabilire il valore normale in base al prezzo pagabile nella Comunità per un prodotto simile, debitamente adeguato per includere un equo margine di utile, come prevede l'articolo 2, paragrafo 5, lettera c) del regolamento (CEE) n. 2423/88. Tuttavia sono stati operati degli adeguamenti dopo aver raffrontato il valore normale ed il prezzo all'esportazione (vedi considerando 5 e 6).
D. Prezzo all'esportazione
(5) Dato che la Commissione non disponeva di altri elementi, i prezzi all'esportazione sono stati definitivamente stabiliti, conformemente all'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, in base ai dati disponibili, vale a dire i prezzi all'importazione pubblicati da Eurostat.
(6) La Commissione ha constatato che tali dati risultavano molto simili a quelli forniti dagli esportatori che avevano parzialmente risposto al suo questionario.
(7) Il Consiglio conferma le risultanze e le conclusioni della Commissione di cui al considerando 11 e 12 del regolamento (CEE) n. 720/90.
E. Confronto
(8) Uno degli importatori e una parte rilevante dell'industria utilizzatrice hanno sostenuto che, nel confrontare il valore normale, la Commissione non aveva tenuto sufficientemente conto delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, in particolare per quanto riguarda le caratteristiche fisiche dei prodotti e i costi di trasporto tra la Cina e la Comunità.
(9) Eppure, nel confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione la Commissione aveva adeguato questi ultimi tenendo conto delle spese sostenute dall'importatore per controllare variazioni in termini di volume e di qualità. Si è inoltre tenuto conto delle differenze a livello di imballaggio e dei costi di trasporto dalla Cina alla Comunità (considerando 13 del regolamento (CEE) n. 720/90);
Il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione.
F. Margine di dumping
(10) La Commissione ha riscontrato l'esistenza di dumping; il margine di dumping medio ponderato, espresso in percentuale del valore totale cif delle importazioni del prodotto nel periodo dell'inchiesta, è del 38,73 %.
Il Consiglio conferma le conclusioni di cui al considerando 16 del regolamento (CEE) n. 720/90.
G. Pregiudizio
(11) Nelle risultanze provvisorie, la Commissione concludeva che i produttori comunitari di silicio metallico avevano subito un grave pregiudizio. La Commissione ha in particolare considerato il rapido incremento del volume di esportazioni e della quota di mercato, la politica di ribasso praticata dagli esportatori cinesi sul mercato comunitario e il fatto che, per offrire silicio metallico a prezzi concorrenziali rispetto a quelli delle importazioni in dumping, l'industria comunitaria doveva vendere il proprio prodotto a prezzi pari o inferiori al costo di produzione.
(12) I produttori comunitari hanno fornito alla Commissione elementi di prova del fatto che, dall'inizio del 1989, i prezzi all'esportazione dei produttori/esportatori cinesi sono ulteriormente diminuiti del 10 % circa. Tuttavia, nella fattispecie e conformemente alla prassi, non si è ritenuto opportuno tener conto di eventi sopravvenuti dopo il periodo dell'inchiesta.
(13) L'industria utilizzatrice e uno degli importatori hanno sostenuto che i dati riportati dal regolamento (CEE) n. 720/90 provano soltanto l'esistenza di una normale situazione di concorrenza e che l'andamento negativo dell'industria comunitaria è dovuto semplicemente ad una mancata razionalizzazione dei costi. Tuttavia, non sono stati addotti elementi validi a riprova di queste affermazioni. Il Consiglio, pertanto, conferma le conclusioni della Commissione di cui ai considerando da 18 a 27 del regolamento (CEE) n. 720/90.
H. Causa del pregiudizio
(14) Nei considerando da 28 a 31 del regolamento (CEE) n. 720/90, la Commissione ha riscontrato che l'incremento delle importazioni dalla Cina è coinciso con una contrazione della quota di mercato dei produttori comunitari e con un calo della redditività.
(15) Uno degli importatori ha contestato il nesso causale tra le importazioni del prodotto cinese e il pregiudizio subito dall'industria comunitaria, adducendo che durante il periodo dell'inchiesta sono state effettuate importazioni a basso prezzo da altri paesi terzi.
(16) Questo argomento è già stato addotto durante l'inchiesta preliminare. La Commissione, che ha esaminato la questione nel considerando 30 del regolamento (CEE) n. 720/90, ribadisce che, durante il periodo dell'inchiesta, i prezzi delle importazioni da altri paesi non membri sono stati nettamente superiori a quelli dei prodotti cinesi.
(17) Il Consiglio conferma le risultanze e le conclusioni della Commissione di cui ai considerando da 28 a 31 del regolamento (CEE) n. 720/90, cioè che le importazioni in questione, considerate separatamente, hanno causato un grave pregiudizio.
I. Interesse della Comunità
(18) Parte dell'industria utilizzatrice del prodotto importato ha affermato che la Commissione non aveva tenuto sufficientemente conto dell'interesse che riveste la possibilità di acquistare prodotti a basso prezzo da paesi extra CEE. I rappresentanti dell'industria hanno inoltre sostenuto che, qualora fosse istituito un dazio definitivo, il prodotto finale dei loro principali clienti, cioè dell'industria automobilistica, sarebbe rincarato in misura considerevole.
(19) Tuttavia, la stessa industria utilizzatrice ha ammesso che l'eventuale impatto del dazio definitivo sul costo dei prodotti finiti, contenenti silicio metallico, sarebbe stato inferiore all'1 %. La Commissione, pertanto, ritiene, come ha già dichiarato nei considerando 33 e 34 del regolamento (CEE) n. 720/90, che sia nell'interesse della Comunità ripristinare condizioni di concorrenza leale sul mercato comunitario e nell'interesse dei produttori comunitari proseguire la loro attività produttiva e praticare prezzi equi e che questi interessi prevalgano su quelli dell'industria utilizzatrice, che attualmente trae vantaggio da pratiche sleali.
(20) Si è pure affermato che, una volta istituito il dazio definitivo, le importazioni provenienti da altri paesi terzi avrebbero conquistato la quota di mercato detenuta dai prodotti cinese, senza peraltro eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
(21) Per quanto riguarda l'eventuale sostituzione delle importazioni cinesi con importazioni provenienti da altri paesi terzi, la Commissione ritiene che le importazioni a prezzi equi da altri paesi terzi non ledano gli interessi della Comunità e che pertanto non possano essere addotte per contestare le misure da prendere contro le importazioni di prodotti in dumping.
(22) Il Consiglio conferma tali conclusioni. J. Pregiudizio
(23) Le misure provvisorie hanno assunto la forma di un dazio antidumping ad valorem, il cui importo è stato calcolato con l'intento di portare i prezzi del prodotto importato al livello di un prezzo di vendita teorico che consentisse all'industria comunitaria di realizzare un margine di utile del 6,5 %, corrispondente al margine minimo necessario per garantire al produttore una redditività ragionevole degli investimenti.
(24) Per ovviare all'incessante contrazione dei prezzi delle importazioni cinesi, la Commissione ritiene più opportuno istituire un dazio antidumping definitivo, sotto forma di dazio specifico invece che di dazio ad valorem. Tenuto conto degli elementi di cui ai considerando 36 e 37 del regolamento (CEE) n. 720/90, è parso opportuno calcolare l'importo del dazio definitivo in base al dazio provvisorio, pari al 18,7 % della media ponderata del prezzo cif del prodotto cinese durante il periodo dell'inchiesta. Si ottiene così un dazio pari a 198 ecu per tonnellata.
Il Consiglio conferma tali conclusioni.
K. Riscossione dei dazi provvisori
(25) Visti i margini di dumping accertati e la gravità del pregiudizio arrecato all'industria comunitaria, il Consiglio ritiene necessario riscuotere definitivamente gli importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio, sino all'importo del dazio definitivamente istituito,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di silicio metallico, di cui al codice NC 2804 69 00, originario della Repubblica popolare cinese.
2. Il dazio è pari a 198 ecu per tonnellata di prodotto importato.
3. Le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali sono applicabili.
Articolo 2
Gli importi riscossi o vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio a norma del regolamento (CEE) n. 720/90 sono riscossi sino alle aliquote del dazio definitivamente istituito, qualora quest'ultimo risulti inferiore al dazio antidumping provvisorio e sino alle aliquote del dazio provvisorio in tutti gli altri casi. Gli importi vincolati in eccedenza rispetto alle aliquote del dazio definitivamente istituito sono liberati.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 27 luglio 1990.

Labels: 18
3
4
1