Document ID: 32009D0046

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 19 dicembre 2008
che esonera taluni servizi del settore postale in Svezia dall’applicazione della direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali
[notificata con il numero C(2008) 8409]
(Il testo in lingua svedese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2009/46/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali (1), in particolare l’articolo 30, paragrafi 4 e 6,
vista la richiesta presentata da Posten AB Sweden (in seguito «le Poste svedesi») a mezzo posta elettronica il 19 giugno 2008,
sentito il parere del comitato consultivo per gli appalti pubblici,
considerando quanto segue:
I. I FATTI
(1)
Il 19 giugno 2008, le Poste svedesi hanno presentato alla Commissione, tramite e-mail, una richiesta a norma dell’articolo 30, paragrafo 5, della direttiva 2004/17/CE. Conformemente all’articolo 30, paragrafo 5, primo comma, la Commissione ha informato le autorità svedesi mediante lettera del 25 giugno 2008, a cui le autorità svedesi, a seguito di una richiesta di proroga dei termini, hanno risposto a mezzo e-mail il 2 settembre 2008. Tramite e-mail del 30 luglio 2008, la Commissione ha anche chiesto alle Poste svedesi informazioni supplementari, che sono state trasmesse da queste ultime mediante e-mail del 15 agosto 2008.
(2)
La richiesta presentata dalle Poste svedesi riguarda taluni servizi postali nonché servizi diversi da quelli postali in Svezia. I servizi descritti nella richiesta sono i seguenti:
a)
servizi lettere prioritarie con indirizzo [Consumer to Consumer (CtC), Consumer to Business (CtB), Business to Business (BtB) e Business to Consumer (BtC)], sia nazionali che internazionali; questa categoria comprende anche la distribuzione prioritaria di quotidiani e servizi espresso;
b)
servizi lettere non prioritarie, compresi i cosiddetti servizi «e-brev» (e-mail), la distribuzione di quotidiani non prioritari e la pubblicità diretta per corrispondenza con indirizzo. «E-brev» è un servizio mediante il quale il cliente consegna del materiale su mezzi elettronici e questo viene poi convertito - mediante un servizio di stampa e imbustamento - in lettere fisiche che vengono abbinate ad un servizio di affrancatura; all’interno di questa categoria di servizi vi sono ulteriori distinzioni dovute alle differenze di trattamento e di prezzo. Esiste, quindi, una differenza essenziale fra i singoli elementi di corrispondenza e grandi spedizioni smistate (dette anche spedizioni in massa presmistate). Per quest’ultima categoria si fa un’ulteriore distinzione in base alla zona geografica in cui è offerto il servizio, vale a dire fra grandi spedizioni smistate in aree metropolitane (2) e grandi spedizioni smistate altrove in Svezia. Una conseguenza particolarmente importante di questa distinzione è che i prezzi sono diversi a seconda del luogo in cui vengono resi i servizi, e le differenze sono sostanziali (3). Ai fini della presente decisione, pertanto, saranno presi in considerazione tre diversi servizi, segnatamente:
-
servizi lettere non prioritarie in generale, vale a dire tutti i servizi lettere non prioritarie appena descritti, ad esclusione di:
-
grandi spedizioni smistate non prioritarie in aree metropolitane, e
-
grandi spedizioni smistate non prioritarie in Svezia, al di fuori delle aree metropolitane;
c)
servizi pubblicità diretta per corrispondenza senza indirizzo;
d)
servizi nazionali pacchi ordinari BtB;
e)
servizi nazionali pacchi ordinari BtC;
f)
servizi nazionali pacchi ordinari per i consumatori (CtC e CtB);
g)
servizi nazionali pacchi espressi o via corriere;
h)
servizi pacchi internazionali (BtB, BtC, CtB, CtC), vale a dire servizi relativi a pacchi con origine al di fuori della Svezia e servizi relativi a pacchi da consegnare al di fuori della Svezia;
i)
servizi pallet nazionali (anche detti servizi merci leggere, cioè servizi relativi a merci fino a circa 1 000 kg);
j)
servizi di filatelia;
k)
logistica 3PL e 4PL, che comprende importazione, immagazzinaggio e distribuzione nonché direzione, controllo e sviluppo dei flussi di merci del cliente;
l)
esternalizzazione di servizi di back office. Questo servizio è descritto come segue nella domanda: «Postservice comporta che i metodi di gestione postale interna di una società siano gestiti da un operatore esterno al fine di liberare risorse interne e migliorare l’efficienza aziendale. Postservice costituisce una parte del mercato dell’esternalizzazione dei servizi di back office, che comprende diversi altri servizi. Molte aziende operano in questo mercato e i servizi da loro offerti variano. I servizi sono raggruppati in modo diverso e talvolta comprendono la maggior parte dei servizi che si possono considerare servizi postali, mentre in alti casi i servizi postali sono pochi e si pone l’accento, ad esempio, sui servizi di pulizia.»
(3)
La richiesta, inoltre, menziona un servizio che consiste nella fornitura di caselle postali, ma conclude - correttamente - che si tratta di un servizio aggiuntivo che si dovrebbe considerare parte della fornitura di un accesso all’infrastruttura postale. Non può pertanto essere oggetto di una decisione indipendente a norma dell’articolo 30.
(4)
La richiesta è accompagnata dalle conclusioni dell’autorità nazionale indipendente, Konkurrensverket (4) (autorità svedese per la concorrenza), le cui principali osservazioni e conclusioni sono le seguenti: «Konkurrensverket non ha alcuna obiezione determinante contro il modo in cui [le Poste svedesi] hanno delimitato i mercati in questione […] L’idea dell’esistenza di una concorrenza crescente nei confronti delle [Poste svedesi] da parte di nuove società nel settore postale è corretta e vale in particolare per le aree più densamente popolate. […] La Svezia, comunque, è scarsamente popolata con grandi aree geografiche all’interno delle quali, attualmente e probabilmente nell’immediato futuro, non sarà commercialmente interessante stabilirsi [vale a dire offrire servizi postali] per nuove società. Ciò significa che [le Poste svedesi] anche in futuro continueranno ad essere l’unico operatore di mercato o almeno avranno una posizione molto forte in certi settori del mercato postale svedese. […] Per concludere, Konkurrensverket ritiene che la richiesta delle [Poste svedesi] a norma dell’articolo 30 della direttiva 2004/17/CE, settori speciali, soddisfi i requisiti per ottenere un’esenzione per i mercati [ivi] menzionati. […]».
II. CONTESTO GIURIDICO
(5)
L’articolo 30 della direttiva 2004/17/CE dispone che i contratti destinati a consentire la prestazione di una delle attività comprese nel campo di applicazione della direttiva 2004/17/CE non sono soggetti alla direttiva se, nello Stato membro in cui è esercitata l’attività, questa è direttamente esposta alla concorrenza su mercati liberamente accessibili. L’esposizione diretta alla concorrenza è valutata in base a criteri oggettivi, tenendo conto delle caratteristiche specifiche del settore interessato. L’accesso al mercato è ritenuto libero se lo Stato membro ha attuato e applicato la pertinente legislazione comunitaria che dà accesso a un determinato settore, o parte di esso.
(6)
Poiché la Svezia ha attuato e applicato la direttiva 97/67/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 1997, concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualità del servizio (5), senza utilizzare la possibilità di riservare dei servizi a norma dell’articolo 7 della stessa direttiva, l’accesso al mercato dovrebbe essere ritenuto libero in conformità dell’articolo 30, paragrafo 3, della direttiva 2004/17/CE. L’esposizione diretta alla concorrenza in un mercato specifico deve essere valutata in base a vari criteri, nessuno dei quali è determinante di per sé.
(7)
Per quanto riguarda i mercati interessati dalla decisione, un parametro da tenere in particolare considerazione è la quota di mercato degli operatori principali su un determinato mercato. Un secondo criterio è il grado di concentrazione su tali mercati. Poiché le condizioni variano per le diverse attività contemplate dalla presente decisione, nell’esame della situazione competitiva si dovrebbe tenere conto delle situazioni specifiche dei diversi mercati.
(8)
Per quanto in taluni casi si possano contemplare definizioni di mercato più restrittive, la definizione precisa del mercato pertinente può essere lasciata aperta, ai fini della presente decisione, per quanto riguarda una serie di servizi elencati nella richiesta presentata dalle Poste svedesi, in quanto il risultato dell’analisi resta immutato, che ci si basi su una definizione ristretta o su una più ampia.
(9)
La presente decisione non pregiudica l’applicazione delle norme sulla concorrenza.
III. VALUTAZIONE
(10)
Per quanto riguarda le lettere prioritarie con indirizzo, le Poste svedesi hanno una quota di mercato che si è mantenuta stabile a poco più del […%] (6) ogni anno fra il 2005 e il 2007, se misurata in termini di valore o di volume (7). Secondo le Poste svedesi, questo livello non si discosterebbe in modo sensibile dai valori indicati anche se riferito separatamente a ognuno dei possibili segmenti (CtC, CtB, BtC, BtB, nazionale ed internazionale, lettere e quotidiani prioritari, elementi singoli e spedizioni in massa, spedizioni smistate e non smistate, grandi e piccole spedizioni, area metropolitana e il resto della Svezia […]) (8). Di conseguenza, nel presente caso si può lasciare aperta la questione se tutti i segmenti facciano parte o meno dello stesso mercato di prodotti. Ad ogni modo, secondo le Poste svedesi, il mercato pertinente in rapporto al quale valutare la loro posizione di mercato sarebbe un «mercato di messaggi» più ampio che, oltre alle lettere con indirizzo di tutte le categorie e i tipi, i quotidiani e i periodici prioritari e non prioritari, nonché la pubblicità diretta per corrispondenza con indirizzo, comprenderebbe «tutte le alternative elettroniche alla distribuzione fisica di elementi postali. […] Per fare qualche esempio: e-mail, EDI, comunicazione via siti web (con inoltro di informazioni, esecuzione di transazioni ecc.), sistemi aziendali (che generano comunicazione e applicazioni di servizi, come ad esempio i sistemi di fatturazione elettronica) e i servizi di telefonia (sotto forma di SMS ed MMS).» In un mercato così definito, le Poste svedesi avrebbero «una quota di mercato limitata». Secondo le Poste svedesi, esisterebbe infatti una pressione competitiva derivante dalla possibilità di sostituire le lettere cartacee «tradizionali» con mezzi di comunicazione elettronici (come e-mail o SMS). Per quanto riguarda la sostituzione, si noti che secondo le norme CE sulla concorrenza, la sostituibilità dovrebbe essere analizzata fra l’altro sulla base delle caratteristiche e dei prezzi dei prodotti, nonché delle barriere associate al passaggio a potenziali prodotti di sostituzione. In realtà, le caratteristiche della posta cartacea e delle comunicazioni elettroniche appaiono sostanzialmente diverse in termini di forma di comunicazione, consumo di tempo della comunicazione e preferenze dei clienti. Esistono inoltre forti ostacoli al passaggio dall’una alle altre (9) Da tali osservazioni si deduce che le comunicazioni elettroniche rientrano in un mercato di prodotti diverso e non possono esercitare una concorrenza diretta nei confronti dei servizi lettere prioritarie con indirizzo forniti dalle Poste svedesi. Sembrerebbe inoltre che l’aumento dell’uso della posta elettronica abbia l’effetto principale di ridurre la dimensione globale del mercato della posta cartacea, piuttosto che di aprirlo alla concorrenza (10). Non si può quindi giudicare se vi sia o meno un’esposizione diretta alla concorrenza utilizzando il «mercato dei messaggi» come termine di riferimento. In mancanza di questo elemento, le Poste svedesi sostengono che il mercato pertinente sarebbe un «mercato dei messaggi fisici con indirizzo», vale a dire un unico mercato che abbracci tutti i tipi e le categorie di lettere (prioritarie e non prioritarie, espresso e «normali»), la pubblicità diretta per corrispondenza con indirizzo, quotidiani e periodici. In un mercato così definito, la quota di mercato delle Poste svedesi per il 2007 è stimata a […%] in termini di valore e a […%] in termini di volume. A parte il fatto che le condizioni per la definizione dei prezzi sono molto diverse per i vari tipi di servizi interessati, per le Poste svedesi questa elevata quota di mercato abbraccia diverse quote di mercato che oscillano fra […%] e […%] in termini di valore e fra […%] e […%] in termini di volume, situazione incompatibile con un mercato unico. Il mercato delle lettere prioritarie con indirizzo dovrebbe quindi essere valutato separatamente e le quote di mercato delle Poste svedesi su quel mercato sono tali che, in mancanza di indicazioni del contrario, si dovrebbe affermare che i servizi relativi alle lettere prioritarie con indirizzo esaminati nel presente considerando non sono direttamente esposti alla concorrenza in Svezia. L’articolo 30, paragrafo 1, della direttiva 2004/17/CE non si applica pertanto ai contratti finalizzati allo svolgimento di tali attività in Svezia.
(11)
Per quanto riguarda i servizi lettere non prioritarie in generale, quali definiti nel considerando 2, lettera b), primo trattino di cui sopra, nel 2007 le Poste svedesi hanno una quota di mercato stimata di […%] (11) in termini di valore, mentre il maggior concorrente detiene una quota pari al restante […%]. In questo contesto si dovrebbe ricordare la giurisprudenza costante (12), secondo cui «quote di mercato molto ampie sono di per sé, tranne in circostanze eccezionali, dimostrazione dell’esistenza di una posizione dominante. È questa la situazione quando vi è una quota di mercato del 50 %». Alla luce dell’elevato livello di concentrazione […%] su questo mercato e in mancanza di qualsiasi altro indicatore del contrario, si dovrebbe quindi affermare che i servizi lettere non prioritarie in generale non sono direttamente esposti alla concorrenza in Svezia. L’articolo 30, paragrafo 1, della direttiva 2004/17/CE non si applica pertanto ai contratti finalizzati allo svolgimento di tale attività in Svezia.
(12)
Per quanto riguarda le grandi spedizioni smistate non prioritarie in Svezia, al di fuori delle aree metropolitane, definite nel considerando 2, lettera b), terzo trattino, le informazioni fornite dalle Poste svedesi indicano che le «quote di mercato degli operatori che offrono grandi spedizioni al di fuori delle aree metropolitane non sono misurate separatamente, bensì soltanto in quanto parte di tutta l’altra corrispondenza destinata a queste aree. Ciò significa che le quote di mercato di questi operatori sono più o meno uguali alle quote di mercato degli operatori che offrono elementi di 1a classe, il che vuol dire che la quota di mercato delle [Poste svedesi ] [è] pari a circa […%].» Alla luce dell’elevato livello di concentrazione su questo mercato e in mancanza di qualsiasi altro indicatore del contrario, si dovrebbe affermare che le grandi spedizioni smistate non prioritarie in Svezia, al di fuori delle aree metropolitane, non sono direttamente esposte alla concorrenza in Svezia (13). L’articolo 30, paragrafo 1, della direttiva 2004/17/CE non si applica pertanto ai contratti finalizzati allo svolgimento di tale attività in Svezia.
(13)
Per quanto riguarda la pubblicità diretta per corrispondenza senza indirizzo, che ai fini della presente decisione comprende i recapiti non indirizzati intesi come comunicazioni commerciali, la quota di mercato delle Poste svedesi è stimata a […%] in termini di valore, mentre il maggior concorrente detiene […%], sempre in termini di valore. Tuttavia, secondo le Poste svedesi, il mercato pertinente rispetto al quale valutare le loro quote di mercato sarebbe un più ampio «mercato di distribuzione della pubblicità» che, oltre alla pubblicità diretta per corrispondenza senza indirizzo, comprenderebbe «altri canali di distribuzione della pubblicità, come ad esempio pubblicità sui quotidiani, alla TV e alla radio, annunci pubblicitari all’aperto, pubblicità via Internet, sponsorizzazioni ecc.» In un mercato così definito, la quota delle Poste svedesi sarebbe di circa […%] (14). Tuttavia, l’esistenza di un unico ampio mercato che comprenda la pubblicità in vari mezzi di comunicazione è stata già esaminata e respinta in una precedente decisione della Commissione (15). Non si può quindi giudicare se vi sia o meno un’esposizione diretta alla concorrenza utilizzando il «mercato della distribuzione della pubblicità» come termine di riferimento. Il mercato per servizi di pubblicità diretta per corrispondenza senza indirizzo deve quindi essere esaminato separatamente. Alla luce dell’elevato livello di concentrazione su questo mercato, tenendo conto anche della giurisprudenza costante menzionata nel considerando 11 di cui sopra, e in mancanza di qualsiasi altro indicatore del contrario, si dovrebbe affermare che i servizi di pubblicità diretta per corrispondenza senza indirizzo non sono direttamente esposti alla concorrenza in Svezia. L’articolo 30, paragrafo 1, della direttiva 2004/17/CE non si applica pertanto ai contratti finalizzati allo svolgimento di tale attività in Svezia.
(14)
Le Poste svedesi ritengono che esista un unico mercato, chiamato «il mercato dei carichi generali evasi dagli uffici di smistamento», per la «distribuzione standardizzata di pacchi, le spedizioni di pacchi e i pallet nelle reti di trasporto nazionali, regionali o mondiali», in quanto queste attività avrebbero tutte un denominatore comune nel fatto che «gli uffici di smistamento per l’evasione di grandi volumi di merci sono un elemento centrale delle reti.» In un mercato così definito, le Poste svedesi avrebbero una quota di mercato dell’ordine di […%] . Tuttavia, tale quota abbraccia quote di mercato molto diverse, che oscillano fra […%] in termini di valore per i servizi pacchi espresso nazionali e […%] in termini di valore per servizi nazionali pacchi ordinari per consumatori. Questa situazione è incompatibile con un mercato unico. I servizi nazionali pacchi ordinari per i consumatori, quindi, devono essere considerati a parte, in quando soddisfano esigenze diverse (servizio postale universale) rispetto ai pacchi commerciali, per i quali il processo tecnologico utilizzato per prestare questo servizio in genere è sensibilmente diverso. Rispetto a tali servizi, la posizione delle Poste svedesi è piuttosto forte con una quota di mercato stimata che è rimasta stabile per tutto il periodo 2005-2007 attestandosi a […%] in termini di valore (16). Sebbene questa situazione possa cambiare nei prossimi anni a seguito dell’ingresso di due nuovi concorrenti verso la fine del 2007, si dovrebbe concludere che la categoria di servizi esaminati non è direttamente esposta alla concorrenza in Svezia. L’articolo 30, paragrafo 1, della direttiva 2004/17/CE non si applica pertanto ai contratti finalizzati allo svolgimento di tali attività in Svezia.
(15)
In base alle informazioni presentate dalle Poste svedesi, ci sarebbe un unico mercato per l’esternalizzazione dei servizi di back office. In base a quanto stabilito nel considerando 2, lettera l) di cui sopra, esso coprirebbe diversi tipi di servizi spaziando da uno o più servizi relativi a elementi postali, ad esempio servizi di gestione dei locali adibiti alla raccolta e allo smistamento della posta, fino ai servizi di pulizia. La combinazione precisa dei servizi dipende dalle richieste dei singoli clienti. A parte tutte le altre considerazioni relative all’assenza di intercambiabilità fra servizi così diversi fra loro come i servizi di pulizia e i servizi di gestione delle sale adibite alla raccolta e allo smistamento della posta, sia sul lato dell’offerta che su quello della domanda, non è possibile stabilire in anticipo quali servizi potrebbero essere raggruppati in caso di richiesta da parte di uno o più clienti. Una decisione sul regime giuridico applicabile all’esternalizzazione dei servizi di back office comporterebbe quindi una profonda incertezza giuridica. In tali circostanze, l’esternalizzazione dei servizi di back office quale definita nella notifica delle Poste svedesi non può essere oggetto di una decisione a norma dell’articolo 30 della direttiva 2004/17/CE come categoria unica di servizi.
(16)
Come esposto nel considerando 2, lettera b), di cui sopra, esiste un mercato separato in Svezia per grandi spedizioni smistate non prioritarie in aree metropolitane. Su questo mercato, per il 2007 la quota di mercato delle Poste svedesi ammonta a […%] in termini di valore. Tenuto conto del grado di concentrazione del mercato in questione, dove la quota ottenuta dal maggior concorrente è stimata a circa […%] in termini di valore per il 2007, questi fattori dovrebbero essere considerati un’indicazione di esposizione diretta alla concorrenza.
(17)
Riguardo ai pacchi ordinari BtB nazionali, nel 2007 la quota di mercato delle Poste svedesi ammontava a […%] in termini di valore. Tenuto conto che le quote di mercato aggregate stimate dei due maggiori concorrenti per quanto riguarda i servizi nazionali ammontano a […%], e che la quota aggregata dei tre maggiori concorrenti è compresa fra […%] e […%] in termini di valore, i tre maggiori concorrenti detengono una quota di mercato non indifferente e si può concludere che tale attività sia direttamente esposta alla concorrenza.
(18)
La quota di mercato delle Poste svedesi per i servizi nazionali è stimata a […%] in termini di valore per il 2007. Tuttavia, con […%] in termini di valore per il 2007, la quota di mercato stimata del principale concorrente ammonta a circa la metà di quella delle Poste svedesi, un livello che consente di esercitare una pressione concorrenziale rilevante su queste ultime. Questi fattori devono quindi essere considerati indice di un’esposizione diretta alla concorrenza.
(19)
Su questo mercato, nel 2007 le Poste svedesi hanno una quota in termini di valore di […%], mentre la quota di mercato aggregata dei due maggiori concorrenti ammontava a […%]. Questi fattori devono quindi essere considerati indice di un’esposizione diretta alla concorrenza dei servizi nazionali pacchi espressi o via corriere.
(20)
Sul mercato dei servizi pacchi internazionali quale definito nel considerando 2, lettera h), di cui sopra, nel 2007 le Poste svedesi hanno una quota di mercato, in termini di valore, di […%], mentre la quota del loro maggiore concorrente, con […%], era a un livello simile, e la quota aggregata dei due maggiori concorrenti, che raggiungeva il […%], era quasi il doppio di quella delle Poste svedesi. Questi fattori devono quindi essere considerati indice di un’esposizione diretta alla concorrenza dei servizi pacchi internazionali.
(21)
Sul mercato dei servizi nazionali pallet quale definito nel considerando 2, lettera i), di cui sopra, le Poste svedesi hanno una quota di mercato stimata di […%]. In base alle informazioni fornite dalle Poste svedesi «[…] il mercato è dominato da DHL, Schenker, DSV e [Poste svedesi], con le [Poste svedesi] e DSV che competono per il terzo posto. Inoltre, vi sono ditte di trasporto merci sia locali che nazionali che offrono il trasporto di pallet. Ci sono circa 14 000 ditte nel settore dei trasporti in Svezia ed è impossibile sapere quante di esse offrano anche un servizio pallet nella loro gamma di prodotti.» Questi fattori devono quindi essere considerati indice di un’esposizione diretta alla concorrenza.
(22)
Sul mercato della logistica 3PL e 4PL quale definito nel considerando 2, lettera k), di cui sopra, la quota di mercato delle Poste svedesi è quasi trascurabile, con meno d […%] e «un gran numero di operatori svedesi e internazionali presenti sul mercato svedese quali DHL, Schenker, DSV e Green Cargo. Inoltre, vi sono società che inizialmente operavano nell’industria delle spedizioni con reti mondiali proprie, come ad esempio Maersk e Tradimus», in base alle informazioni fornite dalle Poste svedesi. Questa situazione deve quindi essere considerata un indice di esposizione diretta alla concorrenza.
(23)
Ai fini della presente decisione, i servizi di filatelia sono definiti come «vendite di francobolli e prodotti associati ai francobolli, principalmente per collezionisti di francobolli e, in misura limitata, per acquirenti di regali e souvenir.» In base alla informazioni fornite, le Poste svedesi sono la più grande società che emette regolarmente nuovi francobolli in Svezia. Altri operatori che offrono francobolli emessi di recente sul mercato filatelico in Svezia sono operatori postali svedesi locali e operatori postali stranieri, principalmente nordici. Ad ogni modo, il mercato filatelico non si limita ai francobolli offerti dagli operatori postali, bensì comprende le vendite di francobolli attraverso case d’asta, commercianti filatelici e vendite su Internet tramite diversi siti di vendita ed asta. La quota di mercato stimata delle Poste svedesi sul mercato globale dei servizi di filatelia in Svezia, forniti da commercianti o case d’asta, è stimata a […%]; le case d’asta detengono una quota di mercato congiunta di […%], i commercianti di francobolli congiuntamente […%], le vendite su Internet congiuntamente […%] e gli altri operatori postali in Svezia nel complesso il restante […%]. La quota aggregata stimata delle tre maggiori case d’asta ([…%]) è leggermente superiore alla quota delle Poste svedesi. Questi fattori dovrebbero pertanto essere considerati un’indicazione dell’esposizione diretta alla concorrenza dei servizi di filatelia, sia che si consideri globalmente un mercato unico o separatamente i due mercati, quello del commercio di francobolli e quello delle aste di francobolli.
IV. CONCLUSIONI
(24)
In considerazione dei fattori esaminati ai considerando da 2 a 23, la condizione dell’esposizione diretta alla concorrenza prevista all’articolo 30, paragrafo 1, della direttiva 2004/17/CE deve essere considerata soddisfatta in Svezia riguardo ai seguenti servizi:
a)
grandi spedizioni smistate non prioritarie in aree metropolitane;
b)
servizi nazionali pacchi ordinari BtB;
c)
servizi nazionali pacchi ordinari BtC;
d)
servizi nazionali pacchi espressi o via corriere;
e)
servizi nazionali pallet (altrimenti detti servizi merci leggere);
f)
logistica 3PL e 4PL;
g)
servizi di filatelia, e
h)
servizi pacchi internazionali.
(25)
Poiché si considera soddisfatta la condizione dell’accesso libero al mercato, non si deve applicare la direttiva 2004/17/CE quando gli enti aggiudicatori attribuiscono contratti destinati a consentire l’esecuzione in Svezia dei servizi di cui alle lettere da a) a h) del considerando 24, né quando si organizzano concorsi per l’esercizio di tale attività nel paese.
(26)
La presente decisione si basa sulla situazione di diritto e di fatto del periodo da giugno a settembre 2008 quale risulta dalle informazioni presentate dalle Poste svedesi e dal Regno di Svezia. Essa può essere riesaminata se, in seguito a cambiamenti di rilievo nella situazione di diritto o di fatto, le condizioni di applicabilità dell’articolo 30, paragrafo 1, della direttiva 2004/17/CE non sono più rispettate,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DCISIONE:
Articolo 1
La direttiva 2004/17/CE non si applica ai contratti attribuiti da enti aggiudicatori e destinati a consentire l’esecuzione dei seguenti servizi in Svezia:
a)
grandi spedizioni smistate non prioritarie in aree metropolitane;
b)
servizi nazionali pacchi ordinari BtB;
c)
servizi nazionali pacchi ordinari BtC;
d)
servizi nazionali pacchi espressi o via corriere;
e)
servizi nazionali pallet (anche detti servizi merci leggere);
f)
logistica 3PL e 4PL;
g)
servizi di filatelia; e
h)
servizi pacchi internazionali.
Articolo 2
Il Regno di Svezia è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2008.

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