Document ID: 32002D0633

Decisione della Commissione
del 27 febbraio 2002
relativa alle misure adottate dall'Italia per il recupero e il completamento delle aree artigianali attrezzate, realizzate per conto della SIRAP SpA e per l'assegnazione ai Comuni di lotti e di capannoni industriali
[notificata con il numero C(2002) 611]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2002/633/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo avere invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detto articolo(1),
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 6 ottobre 1997, l'Italia ha notificato, in conformità dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE, un progetto di legge della Regione Sicilia, relativo a "Norme per il recupero e il completamento delle aree artigianali attrezzate, realizzate a cura della Sirap SpA".
(2) Con lettera del 21 ottobre 1997, la Commissione ha richiesto ulteriori informazioni.
(3) Il 10 dicembre 1997, l'Italia ha comunicato alla Commissione che il progetto notificato era stato approvato con legge 24 dicembre 1997, n. 46 della Regione Siciliana(2) (in prosieguo legge n. 46/1997) e ne hanno trasmesso il testo. La risposta alla richiesta di ulteriori informazioni è pervenuta il 15 gennaio 1998. Dette informazioni sono pervenute alla Commissione il 23 febbraio 1998 ed il 16 aprile 1998. La Commissione ha posto altri quesiti il 4 giugno 1998, cui l'Italia ha risposto il 16 ottobre 1998.
(4) Nel quadro dell'esame di detto aiuto, la Commissione è inoltre venuta a conoscenza di un regime concernente l'assegnazione a piccole e medie imprese (PMI) di lotti e di capannoni industriali da parte delle amministrazioni comunali. Tali disposizioni sono state comunicate alla Commissione in allegato alla lettera del 16 aprile 1998 di cui al punto 3.
(5) Il 9 dicembre 1998, la Commissione ha deciso di avviare procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato nei confronti degli aiuti in questione. L'Italia ne è stata informata con lettera del 30 dicembre 1998. La pubblicazione di tale lettera nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3) non ha suscitato alcuna reazione da parte di terzi. L'Italia ha invece replicato con lettera pervenuta alla Commissione il 10 marzo 1999. Il 24 novembre 1999 si è svolta a Bruxelles una riunione fra rappresentanti dell'Italia e della Regione Siciliana. La Commissione ha ricevuto un'ultima lettera da parte dell'Italia il 7 giugno 2001, nella quale l'Italia si è impegnata ad applicare le misure in oggetto nei limiti stabiliti dalla Comunicazione della Commissione relativa agli aiuti "de minimis"(4).
II. DESCRIZIONE DELL'AIUTO
II.1. Antecedenti della Sirap: la decisione del 3 marzo 1999
(6) Sirap SpA (in prosieguo Sirap) era un'impresa pubblica incaricata dello sviluppo economico del territorio della Regione Siciliana (Regione ammissibile agli aiuti di Stato a finalità regionale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), che è stata posta in liquidazione il 1o febbraio 1993. In seguito a tale liquidazione, le imprese che avevano effettuato lavori per conto della Sirap non hanno più potuto ottenere il pagamento dei loro crediti e per la maggior parte hanno dovuto essere poste in liquidazione. Per ovviare a tale situazione, l'Italia aveva concesso una prima misura d'aiuto sotto forma di garanzie e di abbuono di interessi agli imprenditori in questione, onde evitare un fenomeno di fallimenti a catena.
(7) Nel quadro dell'esame della misura di aiuto in questione la Commissione ha stabilito, con decisione 1999/678/CE(5), che gli aiuti accordati dall'Italia alle imprese danneggiate dalla liquidazione della Sirap SpA costituivano aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. La principale motivazione della decisione risiedeva nel fatto che tali aiuti permettevano ai beneficiari di evitare, in parte, di sostenere le conseguenze del fallimento del promotore dei lavori. Pertanto le imprese venivano a trovarsi in una situazione artificiosamente più favorevole di altre imprese analoghe operanti in Italia. La Commissione aveva quindi concluso che le misure non potevano beneficiare di alcuna delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato. L'Italia era dunque tenuta a porre termine al regime di aiuti per la parte non coperta dalla regola "de minimis", e ad adottare le misure appropriate per assicurare la restituzione di tutti gli aiuti indebitamente versati. Tuttavia tale decisione non ha dato luogo ad alcun rimborso di aiuti illegittimi, in quanto l'Italia aveva dichiarato che nessun aiuto era stato né sarebbe stato versato prima dell'adozione di una decisione finale.
II.2. Sirap e le misure in oggetto
(8) La Sirap aveva il compito di ordinare e dirigere lavori di sistemazione del territorio per favorire l'insediamento di imprese. Nella fattispecie si trattava delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria delle aree artigianali attrezzate nonché della costruzione di capannoni ad uso industriale. La misura selezionata dall'Italia prevedeva il pagamento di crediti vantati dai liberi professionisti per attività di progettazione dei lavori, di direzione dei lavori, di contabilità, dalle imprese esecutrici dei lavori e dai proprietari dei terreni dove sono stati effettuati i lavori. Il pagamento di detti crediti doveva essere effettuato dalla Sirap mediante fondi versati a più riprese nel tempo dalla Regione Siciliana, dato che la Sirap operava in base ad un contratto concluso con quest'ultima. In seguito alla liquidazione della Sirap nel febbraio 1993,gran parte di queste opere non ha potuto essere completata, per il mancato pagamento degli imprenditori, il che ha appunto reso necessario l'intervento della Regione per finanziare il completamento dei lavori e consegnare le opere realizzate ai comuni(6). Il pagamento di tali crediti doveva essere effettuato entro il limite delle somme inizialmente previste per il finanziamento dei lavori. Qualora il totale di detti crediti avesse superato i fondi disponibili, i rimborsi sarebbero stati ridotti proporzionalmente.
II.3. Le misure notificate (ex N 693/97)
(9) Con lettera del 6 ottobre 1997, l'Italia ha notificato, in conformità dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, le misure previste per il recupero e il completamento delle aree artigianali attrezzate, realizzate per conto della Sirap SpA, già posta in liquidazione. Tali misure sono contenute nella legge n. 46/1997(7) e prevedono i tre tipi di interventi seguenti:
a) le opere relative alle aree artigianali attrezzate (principalmente lavori d'urbanizzazione) e la cui realizzazione, affidata alla Sirap SpA, non è stata portata a termine in seguito alla dichiarazione di fallimento della suddetta società, sono consegnate alle amministrazioni dei comuni competenti. La Regione Siciliana è autorizzata a provvedere al pagamento dei crediti vantati dalle imprese esecutrici dei lavori per conto della Sirap nei limiti delle somme disponibili sui finanziamenti originariamente concessi al momento della realizzazione dei lavori in questione. Il pagamento è subordinato alla condizione che i beneficiari non abbiano richiesto l'insinuazione al passivo del fallimento della Sirap SpA. Gli articoli 2 e 3 della legge n. 46/1997 prevedono che, una volta completate, le opere finanziate dalla Regione Siciliana siano consegnate ai comuni.
b) L'articolo 4 della legge n. 46/1997 prevede che la Regione conceda ai comuni, per il 1997, finanziamenti per il completamento delle opere relative alle aree artigianali attrezzate a concorrenza dell'importo di 21 miliardi di ITL (10845594 EUR).
c) La Regione accorda un contributo fino all'80 % della spesa necessaria alle cooperative di artigiani e loro consorzi o a società consortili che realizzino o terminino esse stesse i lavori. Il contributo è ridotto al 50 % per le imprese che eventualmente siano anche proprietarie delle aree. La legge stabilisce che le cooperative di artigiani e loro consorzi o le società consortili siano costituiti da associazioni artigianali che si prefiggano come scopo quello di gestire le aree artigianali attrezzate così realizzate e a condizione che le aree, dopo la loro realizzazione, siano immediatamente usufruibili. L'articolo 7 della legge n. 46/1997 fissa la spesa per tale finalità, per il 1997, a 5 miliardi di ITL (2582284 EUR).
II.4. Le misure non notificate (ex NN 130/98)
(10) Il quarto tipo di misura, contenuto nelle disposizioni ai comuni per l'assegnazione di lotti e rustici industriali(8) e applicabile in tutta la Sicilia, prevede che i capannoni ed i lotti siano dati in locazione dai comuni a PMI, contro il pagamento di un canone fissato dalle amministrazioni comunali sulla base delle spese previste di manutenzione delle opere di infrastruttura e degli edifici per il quinquennio successivo.
III. MOTIVI CHE HANNO INDOTTO LA COMMISSIONE AD AVVIARE IL PROCEDIMENTO EX ARTICOLO 88, PARAGRAFO 2, DEL TRATTATO CE
(11) Data l'analogia del caso con quello oggetto della decisione 1999/678/CE, si è ritenuto che il finanziamento dei creditori della Sirap (1a misura) tendesse ad eludere le norme in materia di fallimento e quindi ad avvantaggiare le imprese beneficiarie di dette misure rispetto alle altre imprese.
(12) In effetti, per la Commissione, il pagamento dei lavori ordinati dalla Sirap sembra considerarsi come un obbligo contrattuale di quest'ultima. Ciononostante, malgrado il fatto che la Sirap fosse tenuta ad includere nel contratto con la Regione Siciliana la possibilità di subentrare nei rapporti contrattuali con gli esecutori dei lavori, ciò non è stato fatto. Di conseguenza, non esisteva alcun rapporto contrattuale tra i creditori della Sirap e la Regione Siciliana che implicasse, nella fattispecie, l'intervento della Regione per pagare i creditori in questione. Secondo la Commissione, sembrava che altre possibilità esistessero per la Regione di recuperare le opere già realizzate. Infatti la Regione avrebbe potuto versare alla Sirap in liquidazione le somme corrispondenti ai lavori effettuati, in cambio della proprietà delle opere realizzate, oppure acquistare le opere realizzate nel quadro della liquidazione della Sirap qualora il liquidatore avesse deciso di venderle nel corso di una vendita all'asta aperta e non discriminatoria. Anziché scegliere una di queste due opzioni, sembrava che la Regione Siciliana preferisse pagare direttamente i creditori, imponendo alla Regione Siciliana l'obbligo di pagamento di detti creditori per via legislativa, in base ai fondi inizialmente previsti per la realizzazione della totalità dei lavori.
(13) Di conseguenza, la misura in questione configurava un aiuto al funzionamento, non essendo destinata alla realizzazione di investimenti né alla creazione di posti di lavoro.
(14) Inoltre, nessuno degli elementi comunicati attestava l'ottemperanza delle condizioni applicabili agli aiuti al funzionamento indicate negli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale(9).
(15) Per quanto riguarda i finanziamenti accordati ai comuni e alle cooperative di artigiani e società consortili (2a e 3a misura), non sembravano costituire aiuti di Stato, ma il loro stretto legame con le modalità di acquisizione dei lavori da parte della Regione Siciliana li fa rientrare nel quadro più generale delle modalità di acquisizione delle opere summenzionato.
(16) Quanto alla locazione da parte dei comuni a PMI contro il pagamento di un canone fissato dai comuni (4a misura), la Commissione aveva formulato obiezioni quanto al livello del canone pagato dai locatari di detti beni ai comuni, ed aveva ritenuto che potesse sussistere un elemento di aiuto qualora il canone fosse inferiore al prezzo di mercato. In tal caso, l'aiuto concesso poteva essere considerato un aiuto all'investimento a favore delle PMI oppure un aiuto al funzionamento soggetto alle condizioni stabilite negli orientamenti concernenti gli aiuti a finalità regionale. All'avvio del procedimento, la Commissione aveva anche indicato che "non era escluso che una parte o la totalità degli aiuti in tal modo accordati alle imprese artigiane ed alle PMI siano coperte dalla regola 'de minimis' che permette l'erogazione di un aiuto di 100000 ECU nell'arco di tre anni"(10). Tuttavia, all'avvio del procedimento, l'Italia non aveva esposto argomenti volti a dimostrare che i vantaggi in questione rispettassero i limiti previsti dalla regola "de minimis".
IV. VALUTAZIONE DELL'AIUTO
IV.1. Prima misura
(17) Per quanto concerne le modalità d'acquisizione delle opere da parte della Regione Siciliana, l'Italia ha fornito chiarimenti nella lettera del 10 marzo 1999. Ne risulta chiaramente che le costruzioni da completare appartenessero fin dall'inizio alle amministrazioni comunali, in virtù dell'articolo 37, paragrafo 2, della legge della Regione Sicilia n. 35 del 23.5.1991. Non si tratta dunque di acquisizione, bensì di restituzione al legittimo proprietario. Per tale motivo le altre due opzioni proposte dalla Commissione non potevano essere applicate, dato che i comuni erano, fin dall'inizio, i proprietari delle opere. Il finanziamento del completamento dei lavori aveva, come unico obiettivo, quello di accelerare la procedura di restituzione delle opere ai comuni. L'intervento era destinato ad evitare il deperimento delle opere realizzate. In ogni caso, se la Regione non fosse intervenuta, i creditori si sarebbero rivalsi sui comuni i quali, a loro volta, si sarebbero rivalsi sulla Regione. L'effetto finale sarebbe stato identico, ma la soluzione adottata si rivela più rapida. Di conseguenza, la prima misura non rientra nell'ambito di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, e non costituisce aiuto di Stato.
IV.2. Seconda misura
(18) La seconda misura consiste nell'apportare un finanziamento ai comuni per completare i lavori. Non si tratta pertanto di un aiuto di Stato in quanto non vi è trasferimento di vantaggi verso un'impresa, bensì verso un'altra autorità pubblica. Peraltro, anche se costituisse aiuto, l'impegno assunto dall'Italia il 7 giugno 2001 di rispettare i limiti previsti nella regola "de minimis" consente di escludere la sussistenza di aiuti.
IV.3. Terza misura
(19) La terza misura permette alla Regione di accordare un finanziamento ai consorzi di imprese per il completamento dei lavori. Tale finanziamento è pari all'80 % della spesa oppure al 50 % qualora le imprese siano proprietarie del terreno sul quale è situata l'opera. Poiché le opere appartengono ai comuni, spetta a quest'ultimi, in quanto proprietari, assumere la totalità dei costi sostenuti per la realizzazione di queste opere. La Regione non accorda alcun vantaggio in quanto non paga la totalità dei costi ai consorzi di imprese. Di conseguenza, la terza misura non rientra nell'ambito di applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, e non costituisce aiuto di Stato. Del resto, anche se costituisse aiuto, l'impegno assunto dall'Italia il 7 giugno 2001 di rispettare i limiti previsti nella regola "de minimis" consente di escludere la sussistenza di aiuti.
IV.4. Quarta misura
(20) Per quanto riguarda la valutazione del vantaggio conferito dalla locazione di capannoni e di lotti, le autorità regionali hanno sottolineato la difficoltà di quantificare l'eventuale vantaggio derivante alle imprese locatrici, vista l'assenza di una situazione direttamente comparabile sul mercato. Ciononostante, la Regione si è impegnata con lettera del 7 giugno 2001 a rispettare i limiti previsti dalla regola "de minimis".
V. CONCLUSIONI
(21) Va sottolineato che i destinatari delle misure sono delle PMI(11), il che rappresenta un elemento favorevole nella valutazione condotta dalla Commissione. Si aggiunge inoltre l'impegno finale dell'Italia di rispettare i limiti previsti dalla regola "de minimis" rispetto a tutte le misure citate in occasione dell'avvio del procedimento. La Commissione constata pertanto l'insussistenza di misure di aiuto.
(22) La presente decisione è coerente con la decisione 1999/678/CE, che esplicitamente riteneva la sussistenza di aiuti per la parte non coperta dalla regola "de minimis",
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le misure adottate dall'Italia per il recupero ed il completamento delle aree artigianali attrezzate, realizzate per conto della Sirap SpA, e per l'assegnazione ai comuni di lotti e di capannoni industriali, non costituiscono aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
Articolo 2
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 27 febbraio 2002.

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