Document ID: 31997D0017

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 30 luglio 1996 relativa agli aiuti concessi alla Santana Motor SA (Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (97/17/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni in conformità con gli articoli sopra citati,
considerando quanto segue:
I
Avvio del procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato
L'11 gennaio 1995 la Commissione ha deciso (1) di avviare il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato nei confronti degli aiuti concessi dalle autorità spagnole all'impresa Santana Motor SA (in appresso denominata «Santana»), in precedenza di proprietà dell'impresa giapponese Suzuki Motor CO (in appresso denominata «Suzuki»).
Gli aiuti oggetto del procedimento comprendevano i seguenti elementi:
1. a) un prestito dell'Instituto de Crédito Oficial (ICO) per un importo di 6,8 miliardi di ESP;
b) un prestito dell'Instituto de Fomento de Andalucía (IFA), ente pubblico di proprietà della Comunità autonoma di Andalusia, per lo stesso importo di 6,8 miliardi di ESP;
entrambi i prestiti sono stati concessi senza interessi e avrebbero dovuto essere rimborsati mediante corresponsione di una percentuale fissa degli utili.
Entrambi sono stati concessi e versati (fino a 10,116 miliardi di ESP) senza autorizzazione della Commissione;
2. sovvenzioni versate dalle autorità pubbliche regionali per incentivare il pensionamento anticipato dei lavoratori (l'importo non è stato reso noto);
3. aiuti versati nel 1994 ai fornitori della Santana (l'importo non è stato reso noto).
Nella sua comunicazione la Commissione ha dichiarato che tali aiuti sarebbero stati valutati alla luce della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato all'industria automobilistica (2) e degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (3).
Come stabilito negli orientamenti e nella disciplina citati, all'atto della valutazione degli aiuti alla ristrutturazione nelle regioni assistite la Commissione tiene conto delle esigenze di sviluppo regionale. Tuttavia anche in questi casi si applicano i criteri normalmente utilizzati per valutare gli aiuti alla ristrutturazione, giacché a medio e a lungo termine non reca alcun vantaggio ad una regione sostenere artificialmente imprese che, per motivi strutturali o di altra natura, sono destinate in ultima analisi al fallimento.
II
Osservazioni delle parti interessate
Nessun terzo interessato è intervenuto nella procedura dell'articolo 93, paragrafo 2. Le autorità spagnole hanno presentato osservazioni con lettera del 31 marzo 1995 a seguito dell'avvio del procedimento (dopo aver sollecitato e ottenuto una proroga di un mese del termine prestabilito).
Il problema degli aiuti ai subfornitori è stato affrontato in particolare nelle lettere inviate dalla Spagna e pervenute il 17 febbraio e il 31 maggio 1995.
Nel frattempo sono state apportate varie modifiche al piano di ristrutturazione dell'impresa e nell'aprile 1995 è stato elaborato un nuovo piano modificato. Gli impianti sono stati inoltre visitati da funzionari della Commissione nell'aprile 1995 e sono state tenute varie riunioni tra gli interessati e i servizi della Commissione. Questi ultimi hanno posto varie domande sul piano di ristrutturazione dell'impresa, essenzialmente in due lettere del 30 maggio e 19 settembre 1995, alle quali è stata data risposta con lettere del 31 luglio e 19 dicembre 1995. Tuttavia gli ultimi dati che hanno permesso ai servizi della Commissione di quantificare sia il costo della ristrutturazione che il livello di aiuto sono pervenuti soltanto il 26 giugno e il 10 luglio 1996.
Nelle lettere di risposta all'avvio del procedimento le autorità spagnole hanno affermato che l'impresa non era in concorrenza con altri produttori della Comunità sul mercato di riferimento rappresentato dai veicoli per il tempo libero di gamma economica (designato con la sigla SUV: «sport utility vehicles»). Secondo le autorità spagnole il mercato dei SUV si può dividere in tre diversi settori rappresentati dalla gamma bassa (o economica), dalla media e dalla alta (o di lusso). La classificazione si basa sul prezzo, che a sua volta è in relazione con la potenza, la cilindrata e le dimensioni dell'autoveicolo e corrisponde a differenze di gusto, esigenze e possibilità economiche dei consumatori. Di conseguenza gli aiuti concessi all'impresa non configurerebbero un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato.
Tuttavia, se gli aiuti dovevano essere esaminati alla luce dell'articolo 92, paragrafo 1, a giudizio delle autorità spagnole essi avrebbero dovuto essere dichiarati compatibili con il mercato comune a norma degli orientamenti comunitari sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà e della comunicazione della Commissione (4) sul metodo di applicazione delle lettere a) e c) dell'articolo 92, paragrafo 3 agli aiuti regionali. A sostegno di tale posizione le autorità spagnole hanno addotto la prevista efficienza economico-finanziaria dell'impresa, quale risultava dal precedente piano di ristrutturazione dell'aprile 1994 e dal nuovo piano, del marzo 1995, che teneva conto della situazione successiva alla dichiarazione di insolvenza ed all'acquisto da parte dell'IFA delle azioni detenute dalla Suzuki nell'impresa.
In quanto agli aiuti ai subfornitori di Santana, essi sarebbero stati concessi soprattutto per impedire il fallimento di tali imprese, in maggioranza PMI, vittime della cessazione dei pagamenti da parte di Santana. Tuttavia parte di tali aiuti non aveva alcun rapporto con la situazione della Santana, ma rappresentava semplicemente un aiuto regionale agli investimenti. Gli aiuti alle imprese che potevano rientrare nell'ambito di applicazione della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato all'industria automobilistica non soddisfacevano i requisiti per la notifica, in quanto i costi di investimento non superavano i 12 milioni di ECU. È stata inviata una relazione in merito alle imprese beneficiarie.
Gli aiuti a tali imprese sono stati erogati come aiuti regionali, secondo le modalità fissate da un programma in vigore e preventivamente autorizzato dalla Commissione (legge 50/85 del 27 dicembre 1985; decreto reale 1535/87 dell'11 dicembre 1987), sotto forma di garanzie di credito, contributi in conto interessi sui prestiti garantiti, prestiti diretti e accordi di moratoria per rinviare il pagamento degli oneri di sicurezza sociale. Non esisteva alcun rapporto tra gli aiuti concessi e l'eventuale partecipazione di tali imprese alla votazione del Comitato dei creditori della Santana, del 26 settembre 1994, che ha condonato i debiti dell'impresa rendendo così possibile revocare la dichiarazione di insolvenza.
III
Analisi del piano di ristrutturazione
La Santana Motor SA (Santana) è un'impresa spagnola il cui stabilimento principale è situato a Linares, in provincia di Jaén, comunità autonoma di Andalusia, e che produce SUV della marca Suzuki. Il fatturato del 1993 (ultimo anno normale prima della ristrutturazione) è stato di 48,516 miliardi di ESP (più o meno 303 milioni di ECU) e al 31 dicembre 1995 l'impresa dava lavoro a 2 838 dipendenti nello stabilimento principale di Linares. Oltre a questa fabbrica l'impresa possiede impianti a La Carolina (Jaén), località sede dei suoi centri di distribuzione e di formazione professionale, una fabbrica a Manzanares, nella Comunità autonoma Castiglia-La Mancha, che produce pezzi per motori per la fabbrica di Linares e motori per motociclette, e la sede centrale di Madrid.
La Santana è stata di proprietà della società giapponese Suzuki Motor Corporation (Suzuki) fino al 29 dicembre 1994, data alla quale la Suzuki ha venduto all'IFA le proprie azioni, pari all'83,74 % del capitale dell'impresa. La cessione della fabbrica di Manzanares alla Suzuki Manufacturing SA, programmata nel 1993, è stata lasciata in sospeso e se ne prevede la conclusione entro la fine del 1996.
Dopo un periodo caratterizzato da tensioni sociali e problemi finanziari, il 17 febbraio 1994 l'impresa ha dato avvio al procedimento legale di sospensione dei pagamenti con un debito che ammontava a 23 miliardi di ESP, mentre le sue attività erano pari, al 31 dicembre 1993, ad appena 3,638 miliardi di ESP. Essa è comunque pervenuta ad un accordo con i creditori che è stato autorizzato dal tribunale il 17 dicembre 1994.
Il piano di ristrutturazione dell'aprile 1995 è basato sulla situazione dell'impresa successiva alla dichiarazione d'insolvenza, prendendo il 1993 come anno di riferimento. Esso riguarda il periodo 1995-1997 e prevede che l'impresa consegua l'equilibrio finanziario nel 1996 per tornare in attivo nel 1997.
Ristrutturazione finanziaria
Il 26 settembre 1994 l'impresa e i suoi creditori hanno firmato un accordo con il quale questi ultimi accettavano la remissione dei debiti. I crediti annullati ammontavano a circa 13,6 miliardi di ESP, cifra corrispondente al 100 % dei crediti dei fornitori stranieri (Suzuki) e al 33 % dei crediti dei fornitori nazionali, mentre il restante 67 % dei crediti di questi ultimi è stato oggetto di consolidamento scaglionando il rimborso su un periodo di 3 anni e mezzo senza pagamento di interessi.
Allo stesso tempo, per garantire la continuità dell'impresa le autorità spagnole hanno acconsentito ad erogarle prestiti di partecipazione a condizioni particolarmente favorevoli per un importo complessivo di 13,6 miliardi di ESP. Tali prestiti, versati per metà dall'ICO e per l'altra metà dall'IFA a condizioni identiche, non comportano interessi e saranno rimborsati sotto forma di percentuale fissa (17,5 %) degli utili al lordo delle imposte. La Suzuki ha apportato un contributo di 5,271 miliardi di ESP al ripianamento delle perdite.
Il 17 dicembre 1994 è stata revocata la dichiarazione d'insolvenza. Il 29 dicembre dello stesso anno l'allora proprietario giapponese (Suzuki Japan) ha ceduto all'IFA la propria partecipazione all'impresa per un prezzo simbolico. Lo stesso giorno la Suzuki e la Santana hanno firmato un «Accordo commerciale e tecnologico» nel quale venivano stabilite le condizioni alle quali la Santana avrebbe potuto continuare a produrre veicoli Suzuki 4x4.
Recentemente la Junta de Andalucía si è impegnata a capitalizzare il prestito concesso tramite l'IFA (6,8 miliardi di ESP). L'operazione permetterà di ridurre le perdite accumulate dall'impresa fino ad arrivare al volume di capitale attuale, pari a 2,729 miliardi di ESP. La ricapitalizzazione sarà dunque di 6,8 miliardi di ESP.
Ristrutturazione dell'organico
Oltre alla ristrutturazione finanziaria il piano comporta una radicale ristrutturazione dell'organico con il taglio di 1 034 posti di lavoro e una completa riorganizzazione della manodopera restante, per conseguire un aumento della produttività e un miglioramento sul piano qualitativo. Si è instaurata una maggiore flessibilità del processo produttivo, in particolare con la designazione di due sole categorie professionali e la piena mobilità funzionale all'interno di ciascuna di esse. La giornata lavorativa è stata inoltre resa più flessibile, fermo restando l'orario di lavoro annuale. Sono stati imposti nuovi metodi di controllo della qualità e dei tempi di lavoro.
Le riduzioni di personale sono state realizzate nel quadro di tre diversi programmi: un piano di prepensionamento che ha interessato 348 dipendenti ed è stato avviato prima della dichiarazione d'insolvenza, un piano di pensionamento anticipato che ha comportato la partenza di 538 lavoratori e un piano di dimissioni incentivate che ha interessato 148 persone.
a) Il piano di dimissioni incentivate prevedeva che ai lavoratori che avessero abbandonato l'impresa nel 1994 venisse corrisposta una somma globale concordata fra l'impresa e i lavoratori. Il costo totale è stato pari a 634 milioni di ESP. L'impresa ha versato 338 milioni e la comunità autonoma ha apportato un contributo di 296 milioni di ESP.
b) Il piano di pensionamento anticipato è consistito nella costituzione di un fondo presso un'impresa d'assicurazioni, che assumeva l'onere del successivo versamento della pensione ai beneficiari. I lavoratori hanno versato all'impresa d'assicurazioni il capitale ricevuto dall'impresa all'atto del licenziamento, ossia l'indennizzo legale fissato dallo statuto dei lavoratori, il cui importo totale è ammontato a 1,355 miliardi di ESP, mentre l'assessorato al lavoro della Junta de Andalucía ha apportato un contributo di 4,026 miliardi di ESP, che ha permesso di portare ad un livello più accettabile la pensione da erogare a ciascun lavoratore. Il piano è stato oggetto di trattative e di un accordo nel 1994 tra l'impresa e il personale. Ciononostante i sindacati si sono rivolti ai tribunali sollecitando una revisione basata su un aumento dei salari. Il loro ricorso è stato accolto e hanno vinto la causa e la Santana è stata condannata a pagare altri 739 milioni di ESP, somma che sarà apportata dalla comunità autonoma (che ha già versato 205 milioni di ESP). L'intervento pubblico sarà così pari in totale a 4,765 miliardi di ESP. Il costo globale del piano è ammontato dunque a 6,119 miliardi di ESP.
c) Il piano di prepensionamento («sistema AEJAS»), la cui applicazione da parte dell'impresa è stata autorizzata con tre ordinanze ministeriali (pratiche n. 38/92, 38/93 e 106/93), ha dato modo a 348 lavoratori di beneficiare dei vantaggi di questo tipo di pensionamento, che sono stati fissati nel piano generale «aiuti equivalenti al pensionamento anticipato» (AEJA). Secondo la legge lo Stato può finanziare fino al 40 % dei costi autorizzati; l'impresa paga la differenza e può negoziare con i lavoratori una somma integrativa dell'importo totale al fine di aumentare il pagamento finale che essi riceveranno. Il costo del piano è aumentato inizialmente a 6,253 miliardi di ESP, di cui 1,740 miliardi di ESP a carico dello Stato e 4,513 miliardi di ESP dell'impresa. Quest'ultima ha inoltre chiesto e ottenuto dalla Junta de Andalucía il pagamento delle somme integrative concordate con i lavoratori. Ciononostante, al momento in cui è stata dichiarata l'insolvenza, l'impresa non ha potuto rispettare gli obblighi già assunti, così che è stata sospesa l'applicazione del piano e gli ex lavoratori hanno continuato a ricevere il salario in attesa di una soluzione definitiva. In questa situazione l'impresa ha già sborsato 918 milioni di ESP e la comunità autonoma 931 milioni di ESP.
Si sta nel frattempo studiando una riformulazione del piano che prevede il trasferimento di tutti gli obblighi ad un'impresa di assicurazioni. Il premio che quest'ultima esigeva nel maggio 1995 avrebbe potuto essere coperto con gli importi che la comunità autonoma aveva già accettato di pagare in decisioni precedenti (il 40 % dei costi standard più somme integrative): questa soluzione avrebbe sicuramente permesso di contenere gli esborsi, ma da allora il costo di questo tipo di assicurazione è aumentato e attualmente l'offerta più bassa è pari a 4,16 miliardi di ESP. Il costo totale del piano ammonta ora a 6,009 miliardi di ESP.
La Junta de Andalucía ha accettato di pagare fino a 4,16 miliardi di ESP per l'assicurazione, o per il piano definitivo che sarà scelto, il che porta l'intervento pubblico totale a 5,091 miliardi di ESP.
Ristrutturazione industriale
Il piano si basa sull'accordo tecnologico sottoscritto con la Suzuki, che fissa le condizioni alle quali la Santana è autorizzata a continuare a produrre modelli Suzuki. L'accordo è valido fino al dicembre 1999 ed è caratterizzato da quattro elementi principali:
1. La Santana ottiene il diritto esclusivo di produrre e montare in Spagna (con un minimo di 25 000 unità) tre modelli SUV Suzuki (SJ410, SJ413 e SE416), con esclusività di vendita e distribuzione all'interno e all'esterno della Spagna e della Comunità.
2. La Santana dovrà incrementare il numero di componenti europee della produzione; un elemento importante di quest'ultima sarà rappresentato dal nuovo motore diesel fornito dalla Peugeot.
3. La Santana dovrà pagare alla Suzuki «royalties» sotto forma di percentuale del valore delle vendite, meno il valore delle componenti importate.
4. Non potranno avvenire cambiamenti sostanziali nell'impresa senza l'autorizzazione della Suzuki.
Il piano di ristrutturazione è stato elaborato per gli anni 1995-1997 e prevede che l'impresa raggiunga l'equilibrio finanziario nel 1996 per tornare poi in attivo nel 1997. La produzione annua media stimata sarà di 30 000 unità. Si dispone già dei conti provvisori del 1995, dai quali si rileva che i risultati sono conformi a quanto previsto dal piano; le discrepanze sono dovute soprattutto al ritardo con il quale è avvenuta la vendita della fabbrica di Manzanares e ad un minore volume di vendite. Analogamente, le perdite risultano superiori al previsto per il fatto che l'impresa non ha ancora ricevuto la maggior parte degli aiuti sociali promessi dallo Stato. Il calo della produzione sembra dovuto al sostanzioso volume di scorte accumulato durante il 1994, quando l'impresa era stata dichiarata insolvente. Tuttavia i risultati finanziari e il volume di vendite del primo trimestre 1996 risultano in buona parte conformi al piano.
I principali presupposti per il successo del piano sono: l'incremento della produttività del lavoro, che si spera arrivi nel 1997 a quasi il doppio del 1993, incremento che dovrà essere ottenuto grazie ad una maggior flessibilità della manodopera e della giornata lavorativa e alla riduzione dell'assenteismo; una maggiore «europeizzazione» delle componenti, che comporterà una notevole riduzione dei costi del materiale; un aumento della qualità finale dei prodotti, da realizzare mediante un rigoroso programma di controllo della qualità in tutte le fasi del processo produttivo. Tutti questi indicatori hanno raggiunto i valori previsti dal piano. Le lievi divergenze registrate nel 1995 si spiegano con una produzione inferiore al previsto.
L'accordo tecnologico permette alla Santana di esplorare nuovi mercati geografici esterni alla Comunità, generando così eventualmente nuove opportunità di vendita non previste dal piano. Allo stesso tempo l'impresa sta cercando di ottenere contratti per operazioni di montaggio per conto di altri fabbricanti di veicoli 4x4.
Costo totale della ristrutturazione
Il costo totale della ristrutturazione (1994-1997) ammonta a 60,567 miliardi di ESP, comprese le riduzioni del debito (20,089 miliardi di ESP), i costi sociali (12,762 miliardi di ESP) e gli investimenti destinati ad assicurare l'«europeizzazione» delle componenti (4,193 miliardi di ESP). Tuttavia non si conosce ancora con precisione il costo definitivo del piano di ristrutturazione sociale, giacché non sono stati stabiliti gli ultimi dettagli per quanto riguarda i 348 ex lavoratori licenziati prima della dichiarazione d'insolvenza (sottoscrizione di un'assicurazione per tali lavoratori).
IV
Situazione del mercato
Il segmento dei veicoli per il tempo libero o SUV, che costituisce il mercato rilevante ai fini della presente decisione, rappresenta nel SEE circa il 2,5 % del mercato globale degli autoveicoli per passeggeri. Nel 1993, ultimo anno normale prima della ristrutturazione, le vendite di modelli Suzuki hanno rappresentato il 16 % circa delle vendite totali del settore e la Suzuki è stata alla testa del mercato in questo segmento.
A partire da quella data, l'industria automobilistica del SEE nel suo insieme ha risentito di un eccesso di capacità produttiva a carattere strutturale, e lo stesso si può dire del sottosettore rappresentato dai SUV, che aveva notevolmente ampliato le proprie capacità produttive alla fine degli anni '80 di fronte a previsioni di rapida crescita della domanda. A giudizio della Commissione lo sfruttamento di capacità nel SEE si situava al 60 % circa nel 1993.
Si prevede che il segmento di mercato dei SUV registri un'espansione in Europa, con un incremento delle vendite (5) stimato intorno al 23 % fra il 1993 e il 2000. Una riduzione o un ristagno delle vendite sono previsti unicamente per il 1999 e il 2000. Negli anni coperti dal piano di ristrutturazione (1995-1997) si calcola che le vendite aumenteranno del 18 %. Si prevede inoltre che in questo periodo lo sfruttamento di capacità migliori notevolmente, continuando però ad essere notevolmente inferiore all'80 %: la capacità dovrebbe infatti risentire della presenza di nuovi produttori recentemente entrati in questo segmento di mercato (come l'AMC/Chrysler).
La Commissione non condivide il punto di vista del governo spagnolo, secondo il quale i veicoli della Santana costituirebbero un sottosegmento dei SUV caratterizzato da motori di bassa potenza. Come ammette l'impresa stessa nel suo piano di ristrutturazione, la Commissione è convinta (cfr. l'avvio del procedimento) che i SUV costituiscano un unico segmento di mercato in cui la sostituibilità dell'offerta e della domanda è tale da non giustificare una risegmentazione del medesimo. Inoltre la produzione della Santana si concentra ora su veicoli con motori più potenti (benzina a 16 valvole e nuovo diesel) che competono direttamente con i veicoli di altri produttori di SUV nel SEE.
V
Aiuto di Stato
1) Ristrutturazione finanziaria: i due prestiti di partecipazione
Nel valutare se un apporto di capitale dello Stato alle attività di un'impresa costituisca aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, la Commissione ricorre al principio dell'investitore privato: raffronta cioè il comportamento dello Stato con quello di un investitore privato che agisce nelle normali condizioni di un'economia di mercato (6). Concretamente, la Commissione ritiene che tale intervento costituisca aiuto di Stato:
i) quando la partecipazione delle autorità pubbliche presuppone il rilevamento o il proseguimento totale o parziale delle attività non più economicamente efficienti dell'impresa in crisi mediante l'intervento di una nuova entità giuridica;
ii) quando l'importo della partecipazione supera il valore dell'impresa.
Come già detto, il prestito dell'IFA dev'essere trasformato in capitale. Questo apporto di capitale (il primo sotto forma di prestito di partecipazione) deve considerarsi aiuto di Stato poiché lo Stato ha rilevato la proprietà dell'impresa da un investitore privato, per un prezzo simbolico, nell'ambito di un'operazione di salvataggio destinata ad impedire il fallimento. Benché non sia stata costituita una nuova entità giuridica, l'operazione risponde al criterio di cui al punto i). L'apporto di capitale è risultato necessario per dotare di risorse l'impresa e consentire il proseguimento delle sue attività che, altrimenti, avrebbero dovuto cessare dopo la dichiarazione di fallimento.
In quanto al prestito dell'ICO, occorre tener conto degli elementi seguenti:
- come il prestito dell'IFA, esso equivale a dotare l'impresa di mezzi finanziari («quasi capitale») considerati sufficienti affinché essa non sia costretta a coprire le perdite mediante una riduzione di capitale, anche se tali perdite rappresentano più del doppio di quest'ultimo;
- non vengono corrisposti interessi e l'eventuale rimborso avverrà unicamente sotto forma di percentuale fissa degli utili;
- le condizioni del prestito fanno sì che risulti quasi impossibile determinare una scadenza fissa per il rimborso.
Alla luce di queste considerazioni, l'importo globale del prestito ICO deve essere trattato alla stessa stregua di quello dell'IFA ed essere pertanto considerato aiuto di Stato.
Aiuto totale: 13,6 miliardi di ESP.
2) Aiuti di carattere sociale ai lavoratori licenziati
SPAZIO PER TABELLA
Piano di dimissioni incentivate. La comunità autonoma ha apportato un contributo di 296 milioni di ESP. Manifestamente non si tratta di un piano globale, ma di un costo normale che l'impresa deve sostenere per ridurre il proprio organico di un'impresa e, pertanto, tutto il contributo dello Stato costituisce aiuto di Stato a norma dell'articolo 92, paragrafo 1.
Piano di pensionamento anticipato. La comunità autonoma deve apportare 4,765 miliardi di ESP. Si ritiene che tale importo costituisca un aiuto di Stato, dal momento che il piano non corrisponde all'applicazione di una legge di carattere generale, come, ad esempio, il piano AEJA (aiuti equivalenti al pensionamento anticipato) del 9 aprile 1986, ma è stato elaborato volontariamente e l'apporto statale è stato deciso secondo modalità discrezionali.
Prepensionamento - Sistema AEJAS. Il contributo della comunità autonoma ammonta a 5,091 miliardi di ESP. La legge generale (AEJA) prevede unicamente un contributo pari al 40 % dei costi normali, corrispondente a 1,74 miliardi di ESP. Di conseguenza si può ritenere che tale importo non costituisca aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1. Il pagamento delle somme integrative invece viene effettuato in forza di una legge che permette allo Stato (in questo caso alla Junta) di concedere sovvenzioni di carattere selettivo; esso non può quindi considerarsi una misura di carattere generale, ma costituisce un aiuto. Pertanto il contributo pubblico di 3,351 miliardi di ESP costituisce aiuto di Stato.
Di conseguenza la maggior parte dell'aiuto sociale concesso configura un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, poiché la sua erogazione esula dai limiti dei piani generali. L'importo esatto dei benefici viene negoziato tra i lavoratori e l'impresa, e quest'ultima sollecita un contributo finanziario pubblico solo una volta che l'importo sia stato convenuto dalle parti.
3) Aiuto ai subfornitori
In quanto alle imprese subfornitrici, non esisteva alcun rapporto fra l'aiuto concesso e l'eventuale partecipazione di tali imprese alla votazione del comitato dei creditori della Santana, avvenuta il 26 settembre del 1994, in cui sono stati rimessi i debiti dell'impresa come misura preliminare alla revoca della dichiarazione d'insolvenza. Inoltre, poiché l'aiuto è stato concesso nel quadro di regimi autorizzati, la Commissione non ravvisa la necessità di approfondire l'analisi.
In sintesi, l'intervento dello Stato per la ristrutturazione della Santana si configura come segue:
SPAZIO PER TABELLA
Il contributo pubblico di 22,012 miliardi concesso alla Santana dalle autorità nazionali e dalla comunità autonoma costituisce aiuto di Stato a norma dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CE e dell'articolo 61, paragrafo 1 dell'Accordo SEE.
VI
Compatibilità dell'aiuto
L'articolo 92, paragrafo 1 stabilisce il principio secondo il quale, salvo determinate deroghe, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Tuttavia i paragrafi 2 e 3 dello stesso articolo precisano le circostanze in cui sono o possono essere autorizzati tali aiuti.
L'articolo 92, paragrafo 2 specifica certi tipi di aiuti compatibili con il mercato comune. Nessuna di tali deroghe risulta applicabile, tenuto conto della natura, dell'ubicazione e dell'obiettivo dell'aiuto nel caso in esame.
L'articolo 92, paragrafo 3 enumera gli aiuti che possono considerarsi compatibili con il mercato comune. La compatibilità deve essere determinata nel contesto complessivo della Comunità e non di un solo Stato membro. Per salvaguardare l'ordinato funzionamento del mercato comune e tenendo conto del principio fissato dall'articolo 3, lettera g) del trattato, le eccezioni al principio dell'articolo 92, paragrafo 1, elencate nell'articolo 92, paragrafo 3, devono essere soggette ad interpretazione restrittiva al fine di valutare un piano di aiuti o un singolo aiuto.
In particolare la Commissione ha adottato una disciplina degli aiuti di Stato all'industria automobilistica in cui vengono stabiliti i criteri di valutazione della compatibilità con il mercato comune degli aiuti concessi in tale settore, limitando così l'ambito discrezionale dell'articolo 92, paragrafo 3.
La disciplina stabilisce che, in linea di principio, gli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione possono essere autorizzati unicamente in casi eccezionali; essi devono essere vincolati a un piano di ristrutturazione soddisfacente e possono essere concessi solo quando sia dimostrabile che, dal punto di vista dell'interesse comunitario, risulta vantaggioso mantenere in vita un produttore e ripristinarne l'efficienza economica e finanziaria. Sarà poi necessario vigilare affinché gli aiuti non permettano al beneficiario di aumentare la propria quota di mercato a scapito dei concorrenti che non li ricevono. Nei casi in cui certe imprese risentono ancora di un eccesso di capacità, come nel settore dei veicoli commerciali, la Commissione può esigere riduzioni di capacità al fine di contribuire al risanamento generale del settore.
Gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (7) fissano il principio generale secondo cui, indipendentemente dalla forma che possono assumere, gli aiuti vengono autorizzati solo quando risultino vantaggiosi dal punto di vista dell'interesse comunitario e connessi ad un piano di ristrutturazione o ricupero economicamente efficiente, presentato in forma dettagliata alla Commissione. Le condizioni da soddisfare affinché la Commissione autorizzi gli aiuti alla ristrutturazione sono le seguenti:
a) Ripristino della redditività. Il piano di ristrutturazione deve ripristinare l'efficienza economico-finanziaria a lungo termine e risanare l'impresa entro un lasso di tempo ragionevole e sulla base di ipotesi realistiche circa le condizioni operative future. Pertanto, l'aiuto alla ristrutturazione dovrebbe normalmente essere concesso una tantum.
b) Prevenire indebite distorsioni della concorrenza indotte dall'aiuto. Quando si constata una sovraccapacità produttiva strutturale, il piano dovrà contribuire alla ristrutturazione del settore attraverso una riduzione irreversibile o la chiusura di impianti.
c) Proporzionalità degli aiuti rispetto ai costi ed ai benefici della ristrutturazione. L'importo e l'intensità dell'aiuto devono essere limitati al minimo strettamente necessario per consentire la ristrutturazione. Nel caso in cui l'aiuto sia utilizzato per ripianare debiti derivanti da perdite accumulate in passato, devono essere annullati tutti i vantaggi di ordine fiscale connessi a tali perdite.
d) Piena attuazione del programma di ristrutturazione e osservanza delle condizioni. L'impresa deve attuare pienamente il piano di ristrutturazione presentato alla Commissione e da questa accolto, assolvendo qualunque altro obbligo previsto nella decisione della Commissione.
e) Controllo e relazione annuale. L'attuazione, l'avanzamento e il successo del piano di ristrutturazione saranno controllati, imponendo l'obbligo di presentare alla Commissione relazioni annuali circostanziate.
Esaminato il piano di ristrutturazione della Santana e la sua applicazione fino al marzo 1996, la Commissione è pervenuta alla convinzione che i summenzionati criteri generali e settoriali siano soddisfatti.
Per il punto a) Ripristino della redditività
Il piano prevede che l'impresa recuperi la propria redditività conseguendo l'equilibrio finanziario nel 1996 e registrando un utile a decorrere dal 1997. I risultati del primo trimestre del 1996 sono conformi alle previsioni del piano, mentre quelli del 1995 sono caratterizzati da certe divergenze dovute ad un volume di vendite lievemente inferiore alle previsioni, in conseguenza dell'elevato livello delle scorte accumulate nel 1994, e ad un recupero economico più lento di quanto sperato. I costi sociali sono risultati anch'essi più elevati del previsto, a causa del ritardo subito dalla vendita dello stabilimento di Manzanares alla Suzuki (per le incertezze sulla concessione di aiuti agli investimenti e per divergenze sul prezzo delle attività). Le perdite registrate sono state anch'esse più elevate, poiché l'impresa non ha finora ricevuto la maggior parte degli aiuti sociali promessi dalla Junta de Andalucía.
I consulenti cui si è rivolta la Commissione sono convinti che l'impresa arriverà a realizzare i restanti obiettivi e risultati finanziari del piano, grazie in particolare al successo dell'europeizzazione degli accessori e alla reazione del mercato al nuovo diesel Vitara. Si può di conseguenza concludere che i presupposti del piano sono validi e che esso può considerarsi realistico per quanto riguarda la redditività dell'impresa.
Per il punto b) Prevenire indebite distorsioni della concorrenza
Le autorità spagnole hanno comunicato che la Santana smantellerà i reparti verniciatura attualmente non in funzione, ma che presuppongono una capacità potenziale utilizzabile in futuro senza nuovi investimenti di grande portata. La capacità di tali impianti è di 21 000 veicoli annui. La restante capacità produttiva è di 50 000 veicoli l'anno, equivalenti ad una riduzione del 30 % della capacità totale. In tal modo l'impresa sta apportando un notevole contributo all'industria automobilistica in Europa in generale e al sottosettore dei SUV in particolare.
Va inoltre sottolineato che la Santana ha basato il proprio piano di ristrutturazione su una produzione media di 30 000 unità, cifra che presuppone una riduzione graduale della sua quota sul mercato rilevante dei SUV. Di conseguenza si prevede che gli effetti negativi del piano di ristrutturazione sui concorrenti della Santana nel SEE restino limitati.
Una volta capitalizzato il prestito dell'IFA, con ripianamento parziale delle perdite, l'impresa si impegna a non ottenere nuovi vantaggi di ordine fiscale sulla base delle perdite stesse. Lo stesso dicasi per le sovvenzioni ricevute in qualità di aiuti sociali, che possono contribuire a ridurre le perdite, in particolare nel 1996.
Per il punto c) Proporzionalità dell'aiuto alla ristrutturazione
Nel valutare la compatibilità dell'aiuto alla Santana la Commissione tiene conto anche del fatto che l'impresa è stabilita in una zona in cui, conformemente all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), gli aiuti regionali possono raggiungere un'intensità del 60 % netto. La provincia di Jaén ha infatti registrato un tasso di disoccupazione del 35,12 %, rispetto al 33,96 % della comunità autonoma di Andalusía e al 22,77 % della Spagna nel suo insieme. Analogamente il reddito pro capite netto nella provincia equivale al 95 % di quello della comunità autonoma e al 66 % di quello spagnolo. Di conseguenza la zona in cui è situata la fabbrica può considerarsi una delle più povere della Comunità e afflitta da grave sottosviluppo. Il venir meno della sua impresa più importante inciderebbe in misura fortemente negativa sull'economia locale, in parte anche a causa delle ripercussioni indirette che ciò avrebbe sui fornitori di questa zona.
Tenendo conto della situazione sociale della regione, unita al fatto che la maggior parte dei costi (e dell'aiuto) del piano è adeguata alla ristrutturazione dell'organico e alle dimensioni ridotte dell'impresa, che rendono impossibile una nuova riduzione della capacità senza metterne a rischio l'efficienza economica, l'intensità d'aiuto del 36,3 %, seppure lievemente superiore all'entità della riduzione di capacità (30 %), può considerarsi adeguata. Anche nei casi Volkswagen Sachsen e Mercedes Ludwigsfelde, imprese situate anch'esse nelle regioni cui si riferisce l'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), è stato accettato un eccesso di compensazione.
A giudizio della Commissione, il volume di aiuti (22,012 miliardi di ESP) e la sua intensità (36,3 % del costo totale di ristrutturazione) sono assolutamente necessari all'operazione di ristrutturazione.
Analogamente, la Commissione ha accertato che le misure su cui si basa la ristrutturazione e per la cui applicazione sarà concesso l'aiuto sono necessarie a realizzare gli obiettivi perseguiti dall'operazione di ristrutturazione nel suo insieme. A giudizio della Commissione, il volume di finanziamenti proposto per la ristrutturazione è necessario. L'importo in questione è stato strutturato secondo criteri logici e rappresenta un intervento realistico destinato a ripristinare la redditività della Santana nel settore competitivo dell'industria automobilistica.
VII
Conclusioni e condizioni
In definitiva la Commissione ritiene che gli aiuti concessi dalle autorità spagnole alla Santana soddisfino le condizioni fissate negli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà e nella disciplina comunitaria degli aiuti di Stato all'industria automobilistica.
Nell'ambito degli orientamenti sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione e della prassi abitualmente seguita nei casi di aiuto alla ristrutturazione nell'industria automobilistica, la Commissione deve vigilare affinché le suddette conclusioni conservino la loro validità sino al compimento dell'esecuzione del piano di ristrutturazione. A tal fine essa deve subordinare la propria decisione finale positiva a varie condizioni che devono essere necessariamente soddisfatte se si vogliono evitare possibili effetti negativi dell'aiuto sul settore. Di fatto, la possibilità di evitare una distorsione degli scambi commerciali in conseguenza dell'aiuto dipende in parte da un'attuazione della futura ristrutturazione secondo modalità conformi al piano e nel periodo previsto. In particolare le autorità spagnole dovrebbero vigilare affinché l'impresa chiuda irreversibilmente i reparti di verniciatura non utilizzati prima del settembre 1997. Inoltre il piano di ristrutturazione dovrà essere eseguito integralmente e la sua applicazione dovrà essere soggetta a controllo. Infine la Santana non potrà essere beneficiaria di nessun altro aiuto a sostegno del piano in questione. Si ricorda poi che, conformemente agli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, in linea generale gli aiuti alla ristrutturazione non possono essere concessi più di una volta,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti qui di seguito elencati, a sostegno del piano di ristrutturazione della Santana SA, sono compatibili con l'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato CE e con l'articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell'accordo SEE:
a) prestito dell'Instituto Oficial de Crédito (ICO) per un importo di 6,8 miliardi di ESP, versato illegalmente;
b) prestito dell'Instituto de Fomento de Andalucía (IFA), ente pubblico di proprietà della Junta de Andalucía, per lo stesso importo di 6,8 miliardi di ESP, di cui 6,716 miliardi versati illegalmente; questo prestito sarà trasformato in capitale proprio;
c) aiuto sociale ai lavoratori licenziati, per un importo totale di 8,412 miliardi di ESP, di cui 4,527 miliardi versati illegalmente:
- piano di prepensionamento, che interessa 348 lavoratori, per un importo di 3,351 miliardi di ESP;
- piano di pensionamento anticipato, che interessa 358 lavoratori, per un importo di 4,765 miliardi di ESP, di cui 4,231 miliardi versati illegalmente;
- piano di dimissioni incentivate, che interessa 148 lavoratori, per un importo di 296 milioni di ESP, versato illegalmente,
Sempreché siano rispettate le condizioni seguenti:
1. I reparti verniciatura non utilizzati saranno smantellati prima del settembre 1997, conformemente a quanto comunicato alla Commissione. Prima del 1° gennaio 1998 non si produrrà alcun incremento della capacità, che resta limitata a 50 000 veicoli l'anno.
2. Non saranno concessi vantaggi di ordine fiscale per le perdite compensate mediante l'aiuto (aiuto sociale o incremento di capitale).
3. È esclusa la concessione di qualsiasi altro aiuto sotto forma di apporti di capitale né di aiuti discrezionali a sostegno della ristrutturazione.
4. Il governo spagnolo invia alla Commissione una relazione annuale sull'applicazione del piano di ristrutturazione e, in particolare, sull'evoluzione dei costi, sul versamento degli aiuti all'impresa e sul soddisfacimento delle condizioni summenzionate. Tale relazione, unitamente alla relazione annuale e ai conti della società Santana, viene inviata entro la fine del mese di maggio dell'anno successivo a quello di riferimento.
Articolo 2
La Spagna informa la Commissione, entro un mese dalla notificazione della presente decisione, circa le misure adottate per conformarvisi.
Articolo 3
Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 30 luglio 1996.

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