Document ID: 31999D0380

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 3 febbraio 1999
relativa agli aiuti di Stato ai quali la Germania ha dato esecuzione in favore di Spindelfabrik Hartha GmbH
[notificata con il numero C(1999) 326]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(1999/380/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver fissato, conformemente a detti articoli, un termine per la presentazione delle osservazioni da parte degli interessati,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
Con lettera del 25 novembre 1996, il governo tedesco ha notificato, conformemente all'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CE, la concessione di un aiuto in favore di Spindelfabrik Hartha GmbH (in appresso "Hartha"). Con lettere del 13 dicembre 1996 e del 4 marzo 1997, la Commissione ha richiesto informazioni complementari, che le sono state trasmesse con le lettere del 29 gennaio 1997, del 6 marzo 1997 e del 27 marzo 1997. Poiché agli aiuti era stata data esecuzione prima della loro notificazione, essi sono stati registrati come aiuti non notificati con il numero di protocollo NN 135/96.
Nel giugno 1997, Hartha ha introdotto una richiesta di apertura della procedura fallimentare (Gesamtvollstreckungsverfahren).
Il 30 luglio 1997, la Commissione ha avviato il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CE riguardo agli aiuti in oggetto ed ha pubblicato una comunicazione agli altri Stati membri ed ai terzi interessati(1).
II. DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEGLI AIUTI
A. L'impresa Hartha
Hartha fabbrica vari tipi di fusi, fra cui fusi destinati alle macchine per la raccolta del cotone, cilindri inferiori e dispositivi di levata, ed opera nel settore della modernizzazione di filatoi continui ad anelli e di banchi a fusi.
Con atto di vendita del 6 novembre 1992, Hartha è stata ceduta a Frocatec Elektronik & Konstruktion Beteiligungsgesellschaft mbH (in appresso "Frocatec"). La società Frocatec, che ha sei dipendenti e le cui quote sono detenute da quattro persone, è una PMI ai sensi della raccomandazione 96/280/CE della Commissione del 3 aprile 1996 relativa alla definizione delle piccole e medie imprese(2). Tutti gli aiuti concessi nell'ambito della privatizzazione, per complessivi 14,942 milioni di DEM, rientravano nel regime applicabile alla Treuhand e non superavano le soglie fissate da tale regime.
Fra il 1989 ed il 1996, Hartha ha ridotto il suo organico da 675 a 173 dipendenti. Nel 1995, il fatturato dell'impresa ammontava a 18 milioni di DEM. Hartha costituiva una PMI ai sensi della raccomandazione citata.
B. La ristrutturazione
Fra il 1992 ed il 1994 Hartha si è trasformata, partendo da una posizione di debolezza, in un'impresa affermata. Nel corso dell'esercizio 1995, tuttavia, la situazione è divenuta nuovamente problematica(3). L'impresa è stata più volte costretta ad interrompere la produzione di fusi per la raccolta del cotone.
Il piano di ristrutturazione è stato approvato il 28 giugno 1996 dal comitato direttivo della Bundesanstalt für vereinigungsbedingte Sonderaufgaben (BvS). Il comitato ha giudicato positive le prospettive di sviluppo di Hartha.
Un'azione concertata di vari creditori ha permesso di elaborare per Hartha il seguente piano di finanziamento a sostegno del processo di ristrutturazione.
SPAZIO PER TABELLA
Prima che fosse avviata l'azione concertata di finanziamento e che venisse data attuazione al piano di ristrutturazione, Hartha rischiava lo stato di insolvenza. Il 19 giugno 1996, l'impresa ha perciò ricevuto dalla Sächsische Aufbaubank, come misura transitoria, un prestito senza interessi di 1 milione di DEM. L'impresa ha rimborsato il prestito il 1o novembre 1996.
Il piano presentato nel gennaio 1996 prevedeva un risultato d'esercizio positivo a partire dal 1997.
C. Altre misure (non direttamente legate alla ristrutturazione)
SPAZIO PER TABELLA
La sospensione del versamento del ricavato di una cessione di un credito per 250000 DEM non costituisce un aiuto di Stato; la BvS si è infatti comportata come un investitore privato. Poiché l'impresa aveva problemi di liquidità, la sospensione contribuiva ad aumentare le probabilità di un rimborso, tenuto conto delle prospettive di sviluppo previste all'epoca per l'impresa. Il tasso di interesse era pari al tasso di mercato maggiorato del 4 %.
Per quanto riguarda il rimborso del prestito di 733000 DEM, va rilevato che la garanzia è stata concessa al momento della privatizzazione. Tale misura si basa sulle decisioni della Commissione relative alle attività della Treuhand, notificate alla Commissione e da questa autorizzate(4). Poiché all'epoca in cui è stato concesso il prestito, l'impresa si trovava in difficoltà, c'era da temere che la garanzia equivalesse ad un aiuto per l'intero importo; si può pertanto presupporre che l'intensità dell'aiuto ammonti al 100 %. Il rimborso non può quindi essere considerato come un aiuto supplementare, in quanto il prestito era già stato autorizzato come aiuto nella sua totalità.
D. Prodotti e mercati
Dopo una flessione della produzione comunitaria nel 1993, il mercato delle macchine tessili in generale mostra di nuovo segni di ripresa. L'incremento della produzione dovrebbe perdurare fino al 2000. La ripresa andrebbe tuttavia valutata con prudenza, poiché il mercato dipende ancora in misura notevole dalle esportazioni(5). Sembra che agli inizi del 1997 il mercato dei fusi fosse piuttosto debole e che le vendite siano notevolmente diminuite, ma questo indebolimento non è stato ancora confermato da uno studio globale del mercato.
Il settore delle macchine tessili è dominato da piccole e medie imprese e si trova inoltre ad affrontare l'internazionalizzazione ed una crescente concorrenza. Una delle strategie adottate dalle PMI per far fronte a questa situazione è la specializzazione. Quello dei fusi è infatti un mercato altamente specializzato.
Sul mercato specifico dei fusi destinati alle macchine per la raccolta del cotone, Hartha è l'unico fornitore all'interno della Comunità. Come indicato nella decisione di apertura della procedura, la quota detenuta da Hartha sul mercato dei fusi è piuttosto modesta. Sulla base delle informazioni di cui dispone la Commissione, la capacità produttiva di Hartha è di 930000 unità/anno per i fusi, di 240000 unità/anno per i cilindri inferiori, e di 2900000 unità/anno per i fusi destinati alle macchine per la raccolta del cotone.
III. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
Dopo l'apertura del procedimento, la Commissione non ha ricevuto osservazioni in merito da parte degli interessati.
IV. POSIZIONE DEL GOVERNO TEDESCO
Il governo tedesco ha comunicato la propria posizione in proposito con lettera dell'8 ottobre 1997.
V. VALUTAZIONE DEGLI AIUTI
Il governo tedesco non ha ottemperato all'obbligo di notificazione stabilito dall'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CE. Gli aiuti che non rientrano in un regime notificato alla Commissione e da questa autorizzato sono pertanto illegali sotto il profilo formale. In appresso viene esaminata la compatibilità di tali aiuti con il mercato comune.
A. Ammontare degli aiuti alla ristrutturazione
Gli aiuti progettati dalla BvS sotto forma di una sovvenzione di 1,750 milioni di DEM e di un prestito di 1 milione di DEM non rientrano in alcun regime di aiuti notificato alla Commissione e da questa autorizzato; essi sono stati pertanto concessi illegalmente.
Il Land Sassonia assume una partecipazione di 3 milioni di DEM provenienti dal fondo di consolidamento. Tale fondo costituisce un regime di aiuti notificato ed autorizzato dalla Commissione(6). In base alla decisione di autorizzazione, la concessione di un aiuto è legata all'attuazione di un piano di ristrutturazione che ripristini la redditività dell'impresa interessata. Va inoltre tenuto presente che un aiuto proveniente dal fondo di consolidamento non è cumulabile con altri aiuti alla ristrutturazione.
La Sächsische Aufbaubank ha prestato per due volte una garanzia del 50 % per un importo di 1,25 milioni di DEM. Tale aiuto è stato concesso nell'ambito di un regime notificato alla Commissione e da questa autorizzato il 7 giugno 1993(7). In base alla decisione di autorizzazione, la concessione di un aiuto è legata all'attuazione di un piano di ristrutturazione che ripristini la redditività dell'impresa interessata.
Per quanto concerne questi due regimi del Land Sassonia, nella decisione di avvio del procedimento la Commissione ha espresso seri dubbi sul fatto che la condizione dell'attuazione del piano di ristrutturazione sia stata rispettata.
Il 19 giugno 1996 Hartha ha ricevuto dalla Sächsische Aufhaubank un prestito senza interessi di 1 milione di DEM. Questo prestito (capitale più interessi) può essere considerato un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92 del trattato CE. Il prestito non rientra in alcun regime notificato alla Commissione e da essa autorizzato. L'aiuto è pertanto illegale. Poiché il prestito è stato rimborsato dall'impresa il 1o novembre 1996, l'impresa ha risparmiato 28000 DEM di interessi, importo di cui occorre tener conto ai fini di un eventuale recupero degli aiuti.
A norma dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CE e dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE, gli aiuti concessi mediante risorse statali che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza tra gli Stati membri sono incompatibili con il mercato comune. Nella misura in cui riguarda attività diverse dalla produzione di fusi per macchine per la raccolta del cotone, l'aiuto concesso dal governo tedesco favorisce l'impresa Hartha. Si può pertanto ritenere che l'aiuto modifica le condizioni del mercato per i concorrenti ed ostacola gli scambi. Si tratta dunque di un aiuto incompatibile con il mercato comune.
B. Deroghe
La Commissione deve inoltre valutare se l'aiuto può beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafi 2 e 3, del trattato CE.
Nel caso di Hartha, la Commissione tiene conto del fatto che l'impresa è situata in una regione che rientra nel disposto dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE.
Gli aiuti devono ad ogni modo essere esaminati alla luce della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), in quanto presentano le caratteristiche di aiuti al salvataggio ed alla ristrutturazione di imprese in difficoltà.
La deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c),[blank ]- "aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse" - viene applicata congiuntamente agli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà(8) (in appresso: "gli orientamenti"). Poiché in passato Hartha ha ripetutamente registrato ingenti perdite, può essere considerata un'impresa in difficoltà ai sensi degli orientamenti.
C. Piano di ristrutturazione
Secondo il punto 3.2 degli orientamenti, un aiuto alla ristrutturazione può essere autorizzato solo se è accompagnato da un piano di ristrutturazione che soddisfi le seguenti condizioni:
a) la ristrutturazione deve permettere di ripristinare l'efficienza economico-finanziaria a lungo termine dell'impresa interessata;
b) devono essere evitate indebite distorsioni della concorrenza;
c) l'importo e l'intensità dell'aiuto devono essere limitati al minimo strettamente necessario e i costi della ristrutturazione non possono essere superiori ai vantaggi attesi;
d) la concessione dell'aiuto è subordinata alla piena attuazione del piano di ristrutturazione e all'osservanza delle condizioni stabilite;
e) l'attuazione, l'avanzamento e il successo del piano di ristrutturazione saranno controllati imponendo l'obbligo di presentare alla Commissione relazioni annuali circostanziate.
I presupposti stabiliti dagli orientamenti non sono soddisfatti. Questo vale in particolare per la condizione che impone il ripristino della redditività. Il governo tedesco ha presentato alla Commissione un piano di ristrutturazione, accettato dalla BvS nel gennaio 1996, con il quale dovrebbe essere ripristinata l'efficienza economico-finanziaria a lungo termine dell'impresa interessata. La Commissione dubita che il piano fosse basato su ipotesi realistiche. Specie per quanto riguarda l'evoluzione del mercato e le previsioni di fatturato, il piano è particolarmente ottimista, prevedendo che il fatturato sarebbe raddoppiato dal 1995 al 1998 e che già a partire dal 1997 sarebbe stato raggiunto un risultato positivo.
SPAZIO PER TABELLA
Questo andamento si basa sull'evoluzione del mercato e sulla commercializzazione di prodotti di qualità. La Commissione ritiene che le prospettive riguardanti il fatturato siano state sopravvalutate e che, date queste premesse, la redditività dell'impresa non possa essere ripristinata entro un periodo di tempo ragionevole.
Di fatto, nel 1997 l'impresa aveva registrato perdite per 4,880 milioni di DEM(9). Nel 1997 l'impresa non è stata quindi in grado di ripristinare la propria redditività e di conseguire un risultato positivo.
Per tale ragione è stata avviata la procedura fallimentare nei confronti di Hartha. Due fattori sono responsabili dei risultati negativi di Hartha e dell'apertura della procedura fallimentare. Da un lato, contrariamente alle previsioni ottimistiche del piano di ristrutturazione, agli inizi del 1997 il mercato si è notevolmente indebolito e i prezzi sono diminuiti di circa il 20 %. Inoltre, avendo dovuto far fronte a problemi di responsabilità per i propri prodotti, Hartha è stata costretta ad abbandonare il mercato statunitense. I prodotti forniti da Hartha infatti, risultando non conformi alla qualità richiesta e difettosi, hanno provocato ingenti danni ad alcuni clienti americani. Il piano di ristrutturazione presentato si basava sulla commercializzazione di prodotti di qualità e su un'evoluzione favorevole del mercato. Il piano ha sopravvalutato le capacità dell'impresa ed il mercato ed ha sovrastimato i risultati raggiungibili dall'impresa. Questi fatti confermano l'opinione della Commissione, secondo la quale il piano non si fondava su presupposti realistici.
Devono anche essere valutati gli effetti sulla concorrenza nel mercato dei fusi in generale, in netta regressione a partire dagli inizi del 1997. Il deterioramento del mercato e l'eventuale eccedenza di capacità non possono essere ignorati, ma non si può esigere da Hartha, che detiene una quota di mercato modesta e che è una PMI situata in una regione di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), una riduzione di capacità. Date le circostanze, non è possibile constatare indebite distorsioni della concorrenza. D'altra parte, stando alle informazioni di cui dispone la Commissione, anche nel mercato dei fusi per la raccolta del cotone gli aiuti concessi non hanno provocato alcuna distorsione indebita della concorrenza.
In ogni caso, non essendo soddisfatta una delle condizioni degli orientamenti, gli aiuti alle ristrutturazioni a favore di Hartha non possono essere autorizzati.
VI. CONCLUSIONE
Nella sua valutazione, la Commissione ha tenuto conto del fatto che Hartha non è stata in grado di ripristinare la sua redditività.
Per quanto concerne i regimi relativi al fondo di consolidamento del Land Sassonia e delle garanzie prestate dal Land, è stato effettivamente presentato un piano di ristrutturazione per il ripristino dell'efficienza economico-finanziaria dell'impresa interessata; tuttavia i fatti hanno dimostrato che i presupposti su cui si fondava tale piano non erano realistici. La condizione relativa ad un piano di ristrutturazione in grado di ripristinare la redditività non si può quindi considerare soddisfatta. Pertanto gli aiuti concessi a Hartha non possono essere autorizzati. Non è del resto soddisfatta neppure la condizione relativa al divieto di cumulo con altri aiuti alla ristrutturazione.
Agli aiuti a favore di Hartha non può dunque applicarsi la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, non essendo soddisfatte le condizioni per l'autorizzazione stabilite dagli orientamenti.
L'importo di 3 milioni di DEM provenienti dal fondo di consolidamento, il prestito di 1 milione di DEM della BvS, la sovvenzione di 1,750 milioni di DEM della BvS, gli interessi risparmiati per 28000 DEM, nonché le due garanzie del 50 % per prestiti di 1,25 milioni di DEM prestate dalla Sächsische Aufbaubank costituiscono quindi aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune.
La Commissione constata che la Germania ha dato esecuzione illegalmente agli aiuti in oggetto, in violazione dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CE ed è pertanto tenuta al loro recupero conformemente alle procedure e disposizioni del diritto tedesco,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti ai quali la Germania ha dato esecuzione in favore di Spindelfabrik Hartha GmbH per l'importo di 7028000 DEM sono incompatibili con il mercato comune. Tali aiuti comprendono una sovvenzione della Bundesanstalt für vereinigungsbedingte Sonderaufgaben (BvS) di 1750000 DEM, un prestito della BvS di 1 milione di DEM, un apporto di fondi del Land Sassonia di 3 milioni di DEM, una garanzia della Sächsische Aufbaubank di 1250000 DEM ed un abbuono di interessi pari a 28000 DEM.
Articolo 2
1. La Germania prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare presso il beneficiario gli aiuti di cui all'articolo 1, già posti illegalmente a sua disposizione.
2. Il recupero viene eseguito secondo le procedure del diritto nazionale. Le somme da recuperare producono interessi dalla data in cui sono state poste a disposizione del beneficiario, fino al loro effettivo recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione netto nell'ambito degli aiuti regionali.
Articolo 3
Entro due mesi dalla data di notificazione della presente decisione, la Germania informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione
Fatto a Bruxelles, il 3 febbraio 1999.

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