Document ID: 31994R2471

REGOLAMENTO (CE) N. 2471/94 DEL CONSIGLIO del 10 ottobre 1994 che introduce un'ulteriore sospensione delle relazioni economiche e finanziarie tra la Comunità europea e le zone della Bosnia-Erzegovina soggette al controllo delle forze serbo-bosniache
IL CONSIGLIO DELL' UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 228 A e 73 G,
vista la decisione 94/672/PESC del Consiglio, del 10 ottobre 1994, relativa alla posizione comune definita sulla base dell' articolo J.2 del trattato sull'Unione europea e riguardante la riduzione delle relazioni economiche e finanziarie con le parti del territorio della Repubblica di Bosnia-Erzegovina sotto il controllo delle forze serbo-bosniache (1),
vista la proposta della Commissione,
considerando che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in seguito all'opposizione dei serbi di Bosnia alla soluzione accettata da tutte le altre parti interessate, deliberando a norma del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, ha deciso nella risoluzione 942 (1994) di rafforzare ed estendere le misure imposte dalle sue precedenti risoluzioni nei confronti delle zone della Repubblica di Bosnia-Erzegovina soggette al controllo delle forze serbo-bosniache;
considerando che la Comunità europea deve pertanto rafforzare ed estendere le misure imposte dal regolamento (CEE) n. 990/93 del Consiglio, del 26 aprile 1993, relativo agli scambi tra la Comunità economica europea e la Repubblica federale di Iugoslavia (Serbia e Montenegro) (2),
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Definizioni
Articolo 1
Ai fini del presente regolamento,
1) per attività economiche si intendono:
a) tutte le attività di carattere economico, ivi comprese transazioni e attività commerciali, finanziarie e industriali, in particolare tutte le attività di carattere economico implicanti l'uso di beni o di diritti su beni o consistenti in operazioni su di essi oppure ad essi relative o collegate;
b) l'esercizio di diritti relativi a beni o a diritti su beni;
c) la creazione di nuovi organismi o cambiamenti nella gestione di un organismo esistente;
2) per beni o diritti su beni si intendono:
fondi, attività finanziarie, materiali e immateriali, diritti di proprietà, titoli di credito e valori mobiliari oggetto di trattativa pubblica o privata, nonché qualsiasi altra risorsa finanziaria ed economica;
3) con l'espressione congelare fondi o altre risorse o attività finanziarie si intende:
prendere misure per impedire cambiamenti di volume, ammontare, situazione, proprietà, possesso, carattere o destinazione dei fondi o delle altre risorse o attività finanziarie in questione o altri cambiamenti che ne consentirebbero l'impiego;
4) per fondi o altre risorse o attività finanziarie si intendono:
fondi o altre risorse o attività finanziarie di qualsiasi genere o origine, comprendenti, ma non esclusivamente, attività di pronto realizzo, attività liquide, dividendi, interessi o altri redditi derivanti da azioni, interessi, titoli obbligazionari o somme derivanti da diritti su attività materiali e immateriali e da diritti di proprietà, dalla loro vendita o altra forma di trasferimento o da qualsiasi operazione sugli stessi;
5) per persona fisica o giuridica designata si intende:
a) qualsiasi organismo, registrato o costituito, di proprietà o soggetto al controllo, diretto o indiretto, di
i) persone fisiche delle zone interessate o ivi residenti, oppure organismi, inclusa qualsiasi impresa commerciale, industriale o di pubblici servizi, di tali zone, o
ii) organismi registrati o costituiti in base alla legislazione delle zone interessate, nonché
b) qualsiasi persona fisica o organismo, compresi quelli individuati dagli Stati ai fini della risoluzione 942 (1994) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che risulti operare per conto o a nome e a vantaggio di qualsiasi organismo, inclusa qualunque impresa commerciale, industriale o di pubblici servizi, delle zone interessate, o qualsiasi organismo di cui sopra alla lettera a);
6) per zone interessate si intendono:
le zone delle Repubblica di Bosnia-Erzegovina soggette al controllo delle forze serbo-bosniache.
Divieto di svolgere attività economiche
Articolo 2
Nessuna attività economica può essere svolta dalle persone fisiche o giuridiche designate salvo consenso delle competenti autorità degli Stati membri.
Articolo 3
Le competenti autorità degli Stati membri possono autorizzare lo svolgimento di un'attività economica da parte di una persona fisica o giuridica designata dopo aver accertato caso per caso che l'attività in questione non comporta un trasferimento di beni o di diritti su beni a nessuna persona fisica o giuridica indicata nell'articolo 1, paragrafo 5, punti a) i) o a) ii).
Articolo 4
Le autorizzazioni concesse a norma dell'articolo 3 sono revocate dalle competenti autorità degli Stati membri e non sono rilasciate ulteriori autorizzazioni nei confronti di persone fisiche o giuridiche che violino le misure istituite dal presente regolamento o che violino misure istituite dal regolamento (CEE) n. 990/93 o dal regolamento (CEE) n. 1733/94 del Consiglio, dell'11 luglio 1994, che vieta di accogliere le richieste in relazione a contratti e a transazioni la cui esecuzione è stata colpita dalla risoluzione n. 757 (1992) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dalle risoluzioni che ad essa si ricollegano (3).
Articolo 5
Nessuna disposizione del presente regolamento impedisce alle competenti auorità degli Stati membri di rilasciare un'autorizzazione se l'attività economica in questione ha unicamente come scopo la fornitura di materiale rigorosamente destinato ad uso medico e di generi alimentari notificati al comitato istituito dalla risoluzione 724 (1991) del suddetto Consiglio di sicurezza, oppure di merci e prodotti umanitari essenziali approvati da tale comitato.
Congelamento di fondi o di altre risorse o attività finanziarie
Articolo 6
Tutti i fondi o le altre risorse o attività finanziarie appartenenti o spettanti a qualsiasi persona fisica o giuridica designata o a qualsiasi organismo delle zone interessate, inclusa qualunque impresa commerciale, industriale o pubblica, sono congelati.
Né i fondi o le altre risorse o attività finanziarie di cui al primo comma né altri fondi o altre risorse o attività finanziarie dovranno essere messi a disposizione o utilizzati a favore di persone fisiche o giuridiche o di organismi delle zone interessate.
Articolo 7
Nessuna disposizione del presente regolamento può imporre alle autorità competenti degli Stati membri di autorizzare i pagamenti:
a) effettuati in relazione ad attività economiche autorizzate a norma dell'articolo 3 e dopo che le competenti autorità degli Stati membri hanno accertato caso per caso che essi non comportano un trasferimento di fondi o di altre risorse o attività finanziarie a nessuna persona fisica o giuridica indicata nell'articolo 1, paragrafo 5, lettere a) i) o a) ii),
b) effettuati in relazione a transazioni autorizzate dal governo della Repubblica di Bosnia-Erzegovina nei confronti di persone fisiche o giuridiche del suo territorio,
a condizione che gli Stati membri non autorizzino pagamenti a persone residenti al di fuori del loro territorio a meno che essi non abbiano motivi sufficienti per ritenere che tali pagamenti saranno effettuati ai fini o in relazione alle attività e alla transazione per cui è concessa un'autorizzazione.
Divieto di prestare servizi
Articolo 8
È fatto divieto di prestare servizi finanziari e/o non finanziari a qualsiasi persona fisica o giuridica ai fini di attività svolte nelle zone interessate.
Articolo 9
1. L'articolo 8 non si applica alle telecomuncazioni, ai servizi postali e ai servizi legali compatibili con il presente regolamento nonché con il regolamento (CEE) n. 990/93 e con il regolamento (CE) n. 1733/94.
2. A condizione che le competenti autorità degli Stati membri abbiano elementi sufficienti per ritenere che le condizioni sotto elencate sono soddisfatte l'articolo 8 non si applica:
a) ai servizi la cui prestazione può essere necessaria a fini umanitari o ad altri fini eccezionali, approvati caso per caso dal comitato di cui all'articolo 5;
b) ai servizi autorizzati dal governo della Repubblica di Bosnia-Erzegovina.
Articolo 10
Il traffico fluviale commerciale non ha accesso a nessun porto delle zone interessate, salvo autorizzazione caso per caso da parte del comitato di cui all'articolo 5, del governo della Repubblica di Bosnia-Erzegovina per il suo territorio o in caso di forza maggiore.
Articolo 11
Tutte le spedizioni di merci e prodotti destinati alle zone interessate sono debitamente denunciate e sono o sottoposte all'atto del carico ad ispezione fisica da parte delle missioni di assistenza per le sanzioni o delle competenti autorità ai fini della verifica e della sigillatura del loro contenuto, o caricate in modo da consentire un'adeguata verifica del contenuto.
Articolo 12
Le competenti autorità degli Stati membri nel notificare al comitato di cui all'articolo 5 le forniture destinate ad uso medico e le forniture alimentari e umanitarie essenziali per le zone interessate o nel presentare al comitato domande al riguardo, rendono nota a quest'ultimo a fini di informazione la fonte di risorse da cui proverrà il pagamento delle forniture.
Disposizioni generali
Articolo 13
1. Gli Stati membri prendono le misure necessarie per garantire l'attuazione del presente regolamento, ivi compresa l'applicazione di sanzioni in caso di violazione delle sue disposizioni.
2. Gli Stati membri informano la Commissione e gli Stati membri interessati delle misure prese a norma del paragrafo 1 e trasmettono loro ogni informazione pertinente di cui dispongono in relazione al presente regolamento, in particolare circa l'identità delle persone indicate e le autorizzazioni concesse a norma dell'articolo 3.
3. La denominazione e l'indirizzo delle competenti autorità degli Stati membri menzionate nel presente regolamento figurano nell'allegato.
Le informazioni pertinenti in ordine alla delimitazione geografica delle zone definite nell'articolo 1, paragrafo 6 del presente regolamento possono essere ottenute dalle predette autorità.
4. La Commissione ha il potere di modificare l'allegato in base alle notifiche degli Stati membri. Gli emendamenti sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 14
Le disposizioni del presente regolamento non si applicano alle attività connesse all'UNPROFOR, alla conferenza internazionale sull'ex Iugoslavia o alle missioni di controllo della Comunità europea.
Articolo 15
Le disposizioni del presente regolamento lasciano impregiudicate le disposizioni del regolamento (CEE) n. 990/93 del Consiglio, in particolare gli articoli 3, 4 e 5, che restano in vigore.
Articolo 16
Il presente regolamento è applicabile nel territorio della Comunità, ivi compreso il suo spazio aereo, e a bordo di qualsiasi aeromobile o imbarcazione soggetti alle giurisdizione di uno Stato membro, nonché a qualsiasi cittadino di uno Stato membro, ovunque si trovi, e a qualsiasi organismo, ovunque operante, registrato o costituíto ai sensi della legge di uno Stato membro.
Articolo 17
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 10 ottobre 1994.

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