Document ID: 31991L0628

DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
del 19 novembre 1991
relativa alla protezione degli animali durante il trasporto e recante modifica delle direttive 90/425/CEE e 91/496/CEE
(91/628/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che, con la risoluzione del 20 febbraio 1987, relativa alla politica in materia di benessere degli animali (4), il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a presentare proposte concernenti la protezione degli animali durante il trasporto;
considerando che, per eliminare gli ostacoli tecnici agli scambi di animali vivi e per agevolare il corretto funzionamento delle organizzazioni di mercato interessato, garantendo un livello soddisfacente di protezione degli animali, la Comunità ha adottato delle norme in questo settore;
considerando che tutti gli Stati membri hanno ratificato la convenzione europea sulla protezione degli animali nei trasporti internazionali ed hanno firmato il protocollo supplementare che abilita la Comunità in quanto tale ad aderire a tale convenzione;
considerando che il regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio, del 3 dicembre 1982, relativo all'applicazione nella Comunità della convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione (5), in appresso denominata CITES, disciplina le condizioni di trasporto di talune specie;
considerando che la direttiva 77/489/CEE (6) ha stabilito le norme relative alla protezione degli animali nei trasporti internazionali; che la direttiva 81/389/CEE (7) ha stabilito le misure di applicazione della direttiva 77/489/CEE, istituendo, in particolare, i controlli alle frontiere interne della Comunità;
considerando che, per il conseguimento di tali obiettivi, in particolare la protezione degli animali durante il trasporto, occorre, nel quadro del completamento del mercato interno, modificare le norme della direttiva 90/425/CEE (8) al fine, in particolare, di armonizzare i controlli anteriori relativi al benessere degli animali durante il trasporto;
considerando che dette norme debbono applicarsi al trasporto di animali sia nell'ambito del territorio comunitario che in provenienza e in partenza dalla Comunità e che debbono essere aboliti i controlli sistematici alle frontiere interne della Comunità;
considerando che per ragioni di benessere degli animali il trasporto su lunghe distanze di animali, compresi gli animali destinati al macello, dovrebbe essere il più possibile ridotto;
considerando che le norme previste devono garantire una più efficace protezione degli animali durante il trasporto;
considerando che conviene del pari modificare la direttiva 91/496/CEE (9) per adeguarla alla presente direttiva; che conviene inoltre abrogare le direttive 77/489/CEE e 81/389/CEE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
CAPITOLO I Disposizioni generali
Articolo 1
1. La presente direttiva si applica al trasporto di:
a) solipedi domestici e animali domestici delle specie bovina, ovina, caprina e suina;
b)
pollame, volatili e conigli domestici;
c)
cani e gatti domestici;
d)
altri mammiferi e volatili;
e)
altri animali vertebrati e animali a sangue freddo.
( 7) GU n. L 224 del 18. 8. 1990, pag. 29. Direttiva modificata, da ultimo, dalla direttiva 91/496/CEE (GU n. L 268 del 24. 9. 1991, pag. 56).
(§) GU n. L 268 del 24. 9. 1991, pag. 56.
2. La presente direttiva non si applica:
a)
ai viaggiatori che trasportano senza scopo lucrativo animali da compagnia;
b)
fatte salve le disposizioni nazionali applicabili in materia, ai trasporti di animali
- effettuati su una distanza massima di 50 km a partire dall'inizio del trasporto degli animali fino al luogo di destinazione; o
- effettuati dagli allevatori o dagli ingrassatori con veicoli agricoli o mezzi di trasporto di loro proprietà nel caso in cui le circostanze geografiche impongano una transumanza stagionale senza scopo lucrativo per alcuni tipi di animali.
Articolo 2
1. Ai fini della presente direttiva sono applicabili, all'occorrenza, le definizioni di cui all'articolo 2 delle direttive 89/662/CEE (1), 90/425/CEE, 90/675/CEE (2) e 91/496/CEE.
2. Si intende inoltre per:
a) «mezzo di trasporto»: le parti di veicoli stradali, veicoli su rotaia, navi ed aerei utilizzati per il carico e il trasporto di animali, nonché i contenitori per il trasporto terrestre, marittimo o aereo;
b)
«trasporto»: ogni trasferimento di animali, effettuato con un mezzo di trasporto, che comprenda il carico e lo scarico degli animali;
c)
«punto di sosta»: un luogo in cui il viaggio è interrotto a scopo di riposo, alimentazione o abbeveraggio degli animali;
d)
«punto di trasferimento»: il luogo in cui il trasporto è interrotto allo scopo di trasferire gli animali da un mezzo di trasporto ad un altro;
e)
«luogo di partenza»: il luogo in cui, fatto salvo l'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), gli animali sono caricati per la prima volta su un mezzo di trasporto, nonché tutti i luoghi in cui gli animali sono stati scaricati e stabulati per almeno dieci ore, abbeverati, nutriti, nonché, se necessario, curati, ad eccezione di qualsiasi punto di sosta o di trasferimento.
Possono essere parimenti considerati «luoghi di partenza» i mercati ed i centri di raduno autorizzati in base alla legislazione comunitaria,
- quando il primo luogo di carico degli animali è distante meno di 50 km dai summenzionati mercati o centri;
- quando, nel caso in cui la distanza di cui al primo trattino sia superiore a 50 km, gli animali hanno beneficiato di un periodo di riposo di una durata da stabilirsi secondo la procedura prevista all'articolo 17 e sono stati abbeverati e nutriti prima di essere nuovamente caricati sul mezzo di trasporto;
f)
«luogo di destinazione»: il luogo in cui gli animali sono scaricati definitivamente da un mezzo di trasporto; il luogo di destinazione non comprende un punto di sosta o un punto di trasferimento;
g)
«viaggio»: il trasporto dal luogo di partenza al luogo di destinazione.
CAPITOLO II Trasporto e controlli nel territorio della Comunità
Articolo 3
1. Gli Stati membri vigilano affinché:
a) il trasporto di animali all'interno di uno Stato membro e/o da uno Stato membro ad un altro sia effettuato conformemente alla presente direttiva e rispettando, per quanto riguarda gli animali di cui:
- all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), le disposizioni del capitolo I dell'allegato;
- all'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), le disposizioni del capitolo II dell'allegato;
- all'articolo 1, paragrafo 1, lettera c), le disposizioni del capitolo III dell'allegato;
- all'articolo 1, paragrafo 1, lettera d), le disposizioni del capitolo IV dell'allegato;
- all'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), le disposizioni del capitolo V dell'allegato;
b)
possano essere trasportati soltanto animali idonei a sopportare il viaggio previsto e unicamente qualora siano state prese disposizioni adeguate per la cura degli animali durante il viaggio e al loro arrivo nel luogo di destinazione. Gli animali malati o feriti non sono considerati idonei al trasporto. Tuttavia questa disposizione non si applica:
ii) agli animali lievemente feriti o malati, per i quali il trasporto non sia causa di sofferenze inutili;
ii) agli animali trasportati ai fini di ricerche scientifiche approvate dall'autorità competente;
c)
gli animali che si ammalano o si feriscono durante il trasporto beneficino, appena possibile, di cure di pronto soccorso e, ove occorra, di un trattamento veterinario appropriato e, se necessario, siano macellati con urgenza, evitando loro sofferenze inutili.
2. In deroga al paragrafo 1, lettera b), gli Stati membri possono consentire il trasporto di animali destinati ad un trattamento veterinario di emergenza o alla macellazione di emergenza in condizioni non conformi alla presente direttiva. Gli Stati membri si accertano che tali trasporti siano permessi soltanto a condizione che gli animali interessati non debbano subire indebite sofferenze o maltrattamenti. Se del caso saranno adottate, secondo la procedura prevista all'articolo 17, norme specifiche di applicazione del presente paragrafo.
3. Fatte salve le prescrizioni del paragrafo 1, lettere a) e b) e dell'allegato, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, stabilisce le opportune condizioni supplementari per assicurare il benessere durante il trasporto di alcuni tipi di animali quali i solipedi, gli uccelli selvaggi ed i mammiferi marini.
In attesa dell'attuazione di queste disposizioni, gli Stati membri possono, nel rispetto delle disposizioni generali del trattato, applicare le pertinenti norme nazionali supplementari.
Articolo 4
Gli Stati membri vigilano affinché, durante il viaggio, gli animali siano identificati e registrati, conformemente all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c) della direttiva 90/425/CEE, ed accompagnati dai documenti previsti dalla normativa comunitaria o nazionale, che consentano all'autorità competente di controllare:
- l'origine e il proprietario degli animali;
- il luogo di partenza e il luogo di destinazione;
- la data e l'ora di partenza.
Articolo 5
Gli Stati membri provvedono affinché:
1) qualsiasi persona fisica o giuridica che proceda al trasporto di animali a scopo di lucro:
a) sia stata registrata in modo da permettere alla competente autorità di controllare il rispetto delle prescrizioni della presente direttiva;
b)
utilizzi, per il trasporto di animali contemplati dalla presente direttiva, dei mezzi di trasporto che permettono di rispettare le prescrizioni previste dall'allegato;
c)
non trasporti o faccia trasportare animali in condizioni tali da poterli esporre a lesioni o a sofferenze inutili;
2)
il responsabile dell'impresa di trasporto di animali:
a)
affidi il trasporto a personale che possieda le conoscenze richieste per prestare eventuale assistenza appropriata agli animali trasportati;
b)
stabilisca, per i viaggi di durata superiore alle ventiquattro ore a partire dal luogo di partenza e tenuto conto del luogo di destinazione, l'itinerario - compresi gli eventuali punti di sosta o di trasferimento - che consenta il riposo, l'alimentazione e l'abbeveraggio nonché un eventuale scarico e stabulazione degli animali, nel rispetto delle prescrizioni della presente direttiva a seconda del tipo di animali da trasportare;
c)
sia in grado, a seconda delle specie di animali trasportate e quando la distanza implichi un tempo di percorrenza superiore a ventiquattro ore, di comprovare che sono state prese disposizioni per soddisfare alle necessità di abbeverata e di alimentazione degli animali trasportati durante il viaggio anche in caso di modifica del ruolino di marcia o di interruzione del viaggio per motivi indipendenti dalla sua volontà;
d)
si accerti che gli animali siano inoltrati senza ritardi verso il luogo di destinazione, fatti salvi i normali tempi di riposo di cui beneficiano gli autisti;
e)
faccia accompagnare il trasporto dall'originale del ruolino di marcia di cui alla lettera b), completato da data, luogo ed ora di partenza;
f)
conservi, per un periodo determinato dall'autorità competente, una copia del succitato ruolino di marcia da presentare, a richiesta, all'autorità competente per eventuale verifica;
g)
si assicuri, qualora gli animali vengano trasportati senza accompagnatore, che, per la consegna degli animali, il mittente si sia conformato alle disposizioni della presente direttiva e che il destinatario abbia preso le disposizioni necessarie per accogliere gli animali;
3)
i punti di sosta, anticipatamente convenuti dal responsabile di cui al punto 2, vengano sottoposti a regolare controllo da parte dell'autorità competente.
Articolo 6
1. La direttiva 90/425/CEE è modificata come segue:
a) Il testo dell'articolo 1, terzo comma è sostituito dal testo seguente:
«La presente direttiva non si applica ai controlli effettuati nell'ambito delle missioni compiute senza discriminazioni dalle autorità cui compete l'applicazione generale delle disposizioni di legge in uno Stato membro.»
b)
Nell'allegato A, la sezione I è completata dal riferimento seguente:
«Direttiva 91/628/CEE del Consiglio, del 19 novembre 1991, relativa alla protezione degli animali durante il trasporto e recante modifica delle direttive 90/425/CEE e 91/496/CEE (GU n. L 340 dell'11. 12. 1991, pag. 17)».
2. I certificati o i documenti di cui all'articolo 3 della direttiva 90/425/CEE sono completati secondo la procedura prevista all'articolo 17 per tenere conto delle prescrizioni della presente direttiva.
3. Lo scambio di informazioni tra autorità per il rispetto delle prescrizioni della presente direttiva deve essere integrato nel sistema informatizzato previsto all'articolo 20 della direttiva 90/425/CEE (ANIMO) e, per le importazioni in provenienza dai paesi terzi, nel progetto SHIFT, conformemente all'articolo 12, paragrafo 4 della direttiva 91/496/CEE.
Le modalità di applicazione del presente paragrafo sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 17.
Articolo 7
1. Gli Stati membri provvedono affinché vengano prese tutte le misure necessarie per prevenire o ridurre al minimo i ritardi durante il trasporto o le sofferenze degli animali in caso di scioperi o qualora altre circostanze imprevedibili impediscano l'applicazione della presente direttiva. In particolare, saranno adottati provvedimenti speciali presso porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, scali di smistamento, posti di ispezione frontalieri di cui all'articolo 6 della direttiva 91/496/CEE, per accelerare il trasporto degli animali nelle condizioni conformi alle prescrizioni della presente direttiva.
2. Fatte salve le altre misure comunitarie di polizia sanitaria, nessuna partita di animali può essere trattenuta durante il trasporto, salvo qualora sia veramente indispensabile per il benessere degli animali. Allorquando una partita di animali deve essere trattenuta durante il trasporto per più di due ore, si dovranno prendere le misure appropriate per la cura degli animali e, ove occorra, per il loro scarico e l'eventuale stabulazione.
Articolo 8
Gli Stati membri si assicurano che in conformità dei principi e delle norme di controllo stabiliti dalla direttiva 90/425/CEE, le autorità competenti verifichino il rispetto delle prescrizioni della presente direttiva, senza discriminazioni, controllando:
a) i mezzi di trasporto e gli animali al momento del loro arrivo ai luoghi di destinazione;
b)
i mezzi di trasporto e gli animali nei mercati, nei luoghi di partenza nonché nei punti di sosta e di trasferimento;
c)
le indicazioni riportate nei documenti d'accompagnamento.
L'autorità competente dello Stato membro potrà inoltre, durante il trasporto degli animali sul suo territorio, effettuare controlli sugli animali qualora essa disponga di informazioni che le consentano di presumere un'infrazione.
Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano i controlli effettuati senza discriminazioni dalle autorità responsabili dell'applicazione generale delle leggi in uno Stato membro, nell'esercizio delle loro funzioni.
Articolo 9
1. Qualora si constati, durante il trasporto, che le disposizioni della presente direttiva non sono o non sono state rispettate, l'autorità competente del luogo presso il quale ha luogo tale constatazione chiede alla persona responsabile del mezzo di trasporto di adottare i provvedimenti che l'autorità competente ritiene necessarie perché sia salvaguardato il benessere degli animali interessati.
In funzione delle circostanze, dette misure possono prevedere:
a) che venga terminato il viaggio o che gli animali siano riportati al luogo di partenza seguendo il percorso più diretto, purché tale misura non provochi sofferenze indebite agli animali;
b)
che gli animali siano adeguatamente stabulati e beneficino delle cure appropriate fino a che venga trovata una soluzione al problema;
c)
che si proceda alla macellazione degli animali, senza causare sofferenze inutili. La destinazione e l'uso delle carcasse di tali animali sono disciplinati dalle disposizioni previste dalla direttiva 64/433/CEE (1).
2. Qualora il responsabile del trasporto non ottemperi alle ingiunzioni dell'autorità competente, quest'ultima rende immediatamente esecutive le misure prese e provvede a recuperare, secondo la procedura adeguata, le spese derivanti dall'esecuzione di tali misure.
3. La presente direttiva non pregiudica le vie di ricorso previste dalla legislazione vigente negli Stati membri contro le decisioni delle competenti autorità.
Le decisioni adottate delle competenti autorità degli Stati membri devono essere comunicate, con l'indicazione delle relative motivazioni, allo speditore o al suo mandatario, nonché alla competente autorità dello Stato membro speditore.
A richiesta dello speditore o del suo mandatario, le decisioni motivate devono essergli comunicate per iscritto con l'indicazione delle vie di ricorso offerte dalla legislazione vigente nello Stato membro di destinazione, nonché della forma e dei termini prescritti per il ricorso stesso.
Tuttavia, in caso di lite e qualora le due parti siano d'accordo, esse possono, entro un termine massimo di un mese, sottoporre la lite alla valutazione di un esperto che figuri in un elenco di esperti della Comunità che sarà stabilito dalla Commissione.
L'esperto deve esprimere il proprio parere entro il termine massimo di settantadue ore. Le parti si conformano al parere dell'esperto nel rispetto della legislazione veterinaria comunitaria.
Articolo 10
1. Esperti della Commissione possono procedere, laddove ciò sia necessario per l'applicazione uniforme della presente direttiva, a controlli sul posto in collaborazione con le autorità competenti degli Stati membri. Lo Stato membro nel cui territorio viene effettuato un controllo fornisce agli esperti l'assistenza richiesta per l'espletamento del loro compito. La Commissione comunica agli Stati membri l'esito di tali controlli.
2. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 17.
CAPITOLO III Importazione proveniente da paesi terzi
Articolo 11
1. Sono applicabili le norme della direttiva 91/496/CEE, in particolare per quanto riguarda l'organizzazione ed il seguito da dare ai controlli.
2. L'importazione, il transito e il trasporto attraverso il territorio della Comunità di animali vivi in provenienza da paesi terzi, ai sensi della presente direttiva, è autorizzato soltanto se l'esportatore e/o l'importatore s'impegnano per iscritto a rispettare le prescrizioni della presente direttiva ed hanno preso le disposizioni per conformarvisi.
3. A decorrere dal 1o gennaio 1993, il testo dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera d), primo comma della direttiva 91/496/CEE è sostituito dal testo seguente:
«d) la verifica del rispetto delle prescrizioni della direttiva 91/628/CEE del Consiglio, del 19 novembre 1991, relativa alla protezione degli animali durante il trasporto e recante modifica delle direttive 90/425/CEE e 91/496/CEE (*);
(*) GU n. L 340 dell'11. 12. 1991, pag. 17.»
4. Il certificato o i documenti previsti all'articolo 4, paragrafo 1, terzo trattino della direttiva 91/496/CEE sono completati secondo la procedura prevista all'articolo 17 per tener conto delle prescrizioni della presente direttiva.
In attesa che siano adottate tali disposizioni, le norme nazionali pertinenti in materia sono applicabili nel rispetto delle disposizioni generali del trattato.
CAPITOLO IV Disposizioni finali
Articolo 12
Le norme e le procedure informative previste dalla direttiva 89/608/CEE (;) sono d'applicazione, mutatis mutandis, per le esigenze della presente direttiva.
(;) GU n. L 351 del 2. 12. 1989, pag. 34.
Articolo 13
1. La Commissione presenta, entro il 1o luglio 1992, una relazione sulla base di un parere del comitato scientifico veterinario, corredata di eventuali proposte, circa:
- il problema della fissazione della durata massima del trasporto di taluni tipi di animali,
- gli intervalli di cui al capitolo I, A 2, lettera d) dell'allegato,
- la durata del periodo di riposo prevista all'articolo 5, punto 2, lettera b),
- le norme relative alla densità di carico applicabili al trasporto di taluni tipi di animali,
- le norme alle quali devono rispondere i mezzi di trasporto per quanto riguarda il trasporto di taluni tipi di animali.
Il Consiglio delibera su tali proposte a maggioranza qualificata.
2. Secondo la procedura prevista all'articolo 17 e previa consultazione del comitato scientifico veterinario, la Commissione stabilisce i criteri comunitari cui dovranno rispondere i punti di sosta per quanto riguarda l'alimentazione, l'abbeveraggio, il carico, lo scarico e l'eventuale stabulazione di taluni tipi di animali.
3. Tre anni dopo l'attuazione delle disposizioni della presente direttiva, la Commissione presenta al Consiglio una relazione sull'esperienza fatta dagli Stati membri per quanto riguarda segnatamente le disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2, corredata da eventuali proposte intese a modificare tali disposizioni, sulle quali il Consiglio delibererà a maggioranza qualificata.
4. In attesa che siano applicate le disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2, si applicano le norme nazionali in materia, nel rispetto delle disposizioni generali del trattato.
Articolo 14
L'allegato della presente direttiva viene modificato dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, al fine segnatamente di adeguarlo all'evoluzione tecnologica e scientifica.
Articolo 15
Secondo la procedura prevista all'articolo 17, i certificati o documenti di accompagnamento previsti dalla regolamentazione comunitaria per il trasporto degli animali di cui all'articolo 1 possono essere completati da un attestato dell'autorità competente, ai sensi dell'articolo 2, punto 6 della direttiva 90/425/CEE, che certifica il rispetto delle prescrizioni della presente direttiva.
Articolo 16
Secondo la procedura prevista all'articolo 17 sono adottate, in base alle indicazioni di cui al secondo comma, le norme applicabili in materia di benessere degli animali durante il trasporto, ai movimenti di animali in talune parti dei territori di cui all'allegato I della direttiva 90/675/CEE, comprese, per quanto riguarda il Regno di Spagna, le isole Canarie, al fine di tener conto delle particolari esigenze naturali di tali regioni, e segnatamente della loro lontananza rispetto alla parte continentale del territorio della Comunità.
A tale scopo, entro il 1o luglio 1992, gli Stati membri interessati sottopongono alla Commissione le norme particolari che saranno rispettate in materia di benessere degli animali durante il trasporto in occasione di movimenti di detti animali nelle regioni interessate tenendo conto delle esigenze particolari di tali territori.
Articolo 17
1. Qualora sia fatto riferimento alla procedura prevista al presente articolo, il comitato veterinario permanente, istituito con la decisione 68/361/CEE (1), in appresso denominato «comitato», viene investito immediatamente della questione dal presidente, su iniziativa di quest'ultimo o su richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni al comitato, viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
3. La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.
4. Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte, tranne nel caso in cui il Consiglio si sia pronunciato a maggioranza semplice contro tali misure.
Articolo 18
1. Gli Stati membri adottano misure specifiche appropriate affinché ogni infrazione alla presente direttiva, commessa da persone fisiche o giuridiche, venga sanzionata.
2. In caso di ripetute infrazioni alla presente direttiva, o qualora una infrazione comporti gravi sofferenze per gli animali, uno Stato membro può, oltre alle altre sanzioni previste, prendere i provvedimenti necessari per rimediare alle mancanze constatate.
Articolo 19
La presente direttiva è d'applicazione fatti salvi gli obblighi derivanti dalla legislazione doganale vigente.
Articolo 20
Le direttive 77/489/CEE e 81/389/CEE sono abrogate al più tardi alla data di cui all'articolo 21.
Articolo 21
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva anteriormente al 1o gennaio 1993. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
2. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
Articolo 22
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 19 novembre 1991.

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