Document ID: 31992L0061

DIRETTIVA 92/61/CEE DEL CONSIGLIO del 30 giugno 1992 relativa all'omologazione dei veicoli a motore a due o a tre ruote
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 100 A,
vista la proposta della Commissione (1),
in cooperazione con il Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che occorre adottare le misure volte all'instaurazione progressiva del mercato interno entro il 31 dicembre 1992; che detto mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali;
considerando che in ciascuno Stato membro i veicoli a due o a tre ruote devono soddisfare talune caratteristiche tecniche prescritte da disposizioni cogenti che differiscono da uno Stato membro all'altro; che, per la loro disparità, dette prescrizioni ostacolano gli scambi all'interno della Comunità;
considerando che detti ostacoli all'instaurazione ed al funzionamento del mercato interno possono essere eliminati se le suddette prescrizioni sono adottate da tutti gli Stati membri in sostituzione delle rispettive regolamentazioni nazionali;
considerando che il controllo del rispetto delle prescrizioni tecniche è eseguito tradizionalmente dagli Stati membri prima dell'immissione sul loro mercato dei suddetti veicoli cui esse si applicano e che detto controllo concerne i diversi tipi di tali veicoli;
considerando che occorre stabilire con precisione ed in modo uniforme le definizioni applicabili a detti veicoli (ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli), in particolare la definizione del ciclomotore in quanto nei 12 Stati membri esiste una quindicina di definizioni diverse di questo tipo di veicolo; che questa varietà di definizioni, che si traduce in pratica in altrettante categorie di veicoli, costituisce un importante ostacolo agli scambi in quanto la produzione è costretta a differenziarsi a seconda del paese in cui è commercializzata comportando così un forte frazionamento del mercato del ciclomotore;
considerando che l'esame degli elementi e delle caratteristiche dei suddetti veicoli, tenuto conto delle tecnologie attualmente applicate, ha indotto a ritenere idonei a fini normativi soltanto quelli figuranti nell'allegato I; che in base ai progressi ed agli sviluppi tecnologici sarà opportuno esaminare gli elementi e le caratteristiche supplementari da aggiungere, all'occorrenza, a quelli già indicati nell'allegato I;
considerando che a motivo delle innovazioni tecnologiche e dell'evoluzione della tecnica occorre esaminare, tre anni al più tardi dopo la messa in applicazione della presente direttiva, gli elementi e le caratteristiche, segnatamente per quanto riguarda la sicurezza passiva, da aggiungere agli elementi e alle caratteristiche figuranti nell'allegato I;
considerando che le prescrizioni tecniche armonizzate applicabili ai diversi elementi e caratteristiche di detti veicoli saranno riunite in direttive particolari; che il controllo del rispetto di dette prescrizioni nonché il riconoscimento da parte di ciascuno Stato membro del controllo eseguito dagli altri Stati membri richiedono l'applicazione di una procedura di omologazione comunitaria per ciascun tipo di questi veicoli;
considerando che tale procedura deve consentire a ciascuno Stato membro di constatare che ogni tipo di veicolo è stato sottoposto alle verifiche prescritte dalle direttive particolari ed indicate su un certificato di omologazione; che essa deve del pari consentire ai costruttori di redigere un certificato di conformità per tutti i veicoli conformi al tipo omologato; che quando un veicolo è accompagnato da detto certificato esso potrà essere immesso sul mercato, venduto e immatricolato per essere utilizzato in tutto il territorio comunitario;
considerando che, fatto salvo l'articolo 169 del trattato, è opportuno prevedere, nel quadro della collaborazione tra le autorità competenti degli Stati membri, disposizioni intese a facilitare la soluzione delle controversie di natura tecnica relative alla conformità di una produzione con il tipo omologato;
considerando che un veicolo, sia pure conforme al tipo omologato, può peraltro rivelare inconvenienti tali da rappresentare un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale e che pertanto è opportuno prevedere una procedura idonea ad ovviare a tale rischio;
considerando che il progresso tecnico richiede un rapido adattamento delle prescrizioni tecniche definite nelle direttive particolari; che, per agevolare l'applicazione delle misure all'uopo necessarie, conviene prevedere una procedura che instauri una stretta cooperazione fra gli Stati membri e la Commissione nell'ambito del Comitato per l'adeguamento al progresso tecnico delle direttive volte all'eliminazione degli ostacoli tecnici agli scambi nel settore dei veicoli a motore;
considerando che procedure analoghe a quelle previste per questi veicoli devono potersi applicare ai loro componenti ed alle entità tecniche;
considerando che la sicurezza della circolazione stradale, la tutela dell'ambiente e dei consumatori esigono, fra l'altro, per i veicoli ed i componenti oggetto della presente direttiva, prescrizioni di costruzione e di fabbricazione di alto livello; che dette prescrizioni devono essere basate su un'armonizzazione totale in quanto destinate nello stesso tempo a garantire l'unità del mercato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
CAPITOLO I Campo di applicazione e definizioni
Articolo 1
1. La presente direttiva si applica a tutti i veicoli a motore a due o a tre ruote, gemellate o meno, destinati a circolare su strada, nonché ai loro componenti e alle loro entità tecniche.
La presente direttiva non si applica ai veicoli indicati qui appresso:
- veicoli con una velocità massima per costruzione non superiore a 6 km/h;
- veicoli destinati ad essere condotti da pedoni;
- veicoli destinati ad essere usati dai minorati fisici;
- veicoli da competizione, su strada o fuori strada;
- veicoli già in uso prima della messa in applicazione della presente direttiva;
- trattori, macchine agricole o similari;
- veicoli concepiti essenzialmente per essere utilizzati fuori strada e per il tempo libero, con tre ruote simmetriche di cui una anteriore e le altre due posteriori,
né ai loro componenti o entità tecniche, nella misura in cui non siano destinate a far parte di un veicolo a cui si applica la presente direttiva.
2. I veicoli di cui al paragrafo 1 sono ripartiti in:
- ciclomotori, ossia veicoli a due o a tre ruote muniti di un motore con cilindrata non superiore a 50 cc se a combustione interna e aventi una velocità massima per costruzione non superiore a 45 km/h;
- motocicli, ossia veicoli a due ruote, con o senza carrozzino, muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cc se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h;
- tricicli, ossia veicoli a tre ruote simmetriche muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cc se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h.
3. La presente direttiva si applica anche ai veicoli a motore a quattro ruote, detti quadricicli, aventi le seguenti caratteristiche:
a) i quadricicli leggeri, la cui massa a vuoto è inferiore a 350 kg, esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, la cui velocità massima per costruzione è inferiore o uguale a 45 km/h e la cui cilindrata del motore è inferiore o pari a 50 cc per i motori ad accensione comandata (o la cui potenza massima netta è inferiore o uguale a 4 kW per gli altri tipi di motore), considerati come ciclomotori.
b) i quadricicli diversi da quelli di cui alla lettera a), la cui massa a vuoto è inferiore o pari a 400 kg (550 kg per i veicoli destinati al trasporto di merci), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, la cui potenza massima netta del motore è inferiore o uguale a 15 kW, considerati come tricicli.
Tuttavia la presente direttiva si applica ai veicoli di cui alla lettera b) a decorrere dal 1o luglio 1994, purché sussistano le condizioni di cui all'articolo 15, paragrafo 3.
Articolo 2
Ai sensi della presente direttiva, si intende per:
1) tipo di veicolo, i veicoli appartenenti ad una stessa categoria (ciclomotore a due ruote, ciclomotore a tre ruote, motociclo, motociclo con carrozzino, triciclo e quadriciclo), e costruiti dallo stesso costruttore, aventi lo stesso telaio portante e la stessa designazione di tipo attribuita dal costruttore.
Un tipo di veicolo può presentare varianti e versioni;
2) variante, i veicoli dello stesso tipo che presentano differenze attinenti:
- alla forma della carrozzeria;
- alla massa in ordine di marcia ed alla massa massima tecnicamente ammessa (differenza superiore al 20 %);
- al principio di funzionamento del motore (ad accensione comandata, ad accensione spontanea, elettrico, ibrido . . .);
- al ciclo (2 o 4 tempi);
- alla cilindrata (differenza superiore al 30 %);
- al numero e alla disposizione dei cilindri;
- alla potenza (differenza superiore al 30 %);
- al modo di funzionamento (se trattasi di motore elettrico);
- al numero ed alla capacità delle batterie di propulsione.
Le varianti possono presentare diverse versioni;
3) versione, i veicoli dello stesso tipo ed eventualmente della stessa variante che presentano differenze attinenti:
- alla trasmissione della potenza (cambio automatico o non automatico, rapporti di trasmissione, sistema di comando del cambio . . .);
- alla cilindrata (differenza inferiore o uguale al 30 %);
- alla potenza (differenza inferiore o uguale al 30 %);
- alla massa in ordine di marcia e alla massa massima tecnicamente ammessa (differenza inferiore o uguale al 20 %);
- ad altre modifiche minori apportate dal costruttore e relative alle caratteristiche essenziali riportate nell'allegato II;
4) entità tecnica, l'elemento o la caratteristica che devono soddisfare le prescrizioni di una direttiva particolare e sono destinati a far parte di un veicolo. Essi possono essere omologati separatamente, ma soltanto in connessione con uno o più tipi di veicoli determinati;
5) componente, l'elemento o la caratteristica che devono soddisfare le prescrizioni di una direttiva particolare e sono destinati a far parte di un veicolo. Essi possono essere approvati indipendentemente da un veicolo. Un'entità tecnica o un componente possono essere originali (di primo montaggio o di sostituzione) se appartengono al tipo (ai tipi) montato(i) sul veicolo all'atto dell'omologazione, oppure non originali per la sola sostituzione;
6) omologazione, l'atto mediante il quale uno Stato membro constata che un tipo di veicolo soddisfa tanto le prescrizioni tecniche delle direttive particolari quanto le verifiche dell'esattezza dei dati del costruttore, previste dall'elenco esaustivo che figura nell'allegato I;
7) approvazione, l'atto mediante il quale uno Stato membro constata che una caratteristica o un'entità tecnica (approvazione di entità tecnica) o un componente (approvazione di componente) soddisfa le prescrizioni tecniche della direttiva particolare che la o lo concerne prevista nell'elenco esaustivo che figura nell'allegato I. Le omologazioni o le approvazioni possono comportare estensioni in caso di modifiche, varianti o versioni;
8) ruote gemellate, due ruote montate su uno stesso asse, in modo che la distanza tra i centri delle superfici di contatto di tali ruote con il suolo sia inferiore a 460 mm. Tali ruote gemellate sono considerate come ruota unica;
9) veicoli a propulsione bimodale, i veicoli dotati di due sistemi diversi di propulsione: ad esempio sistema di propulsione elettrico e sistema termico;
10) costruttore, la persona o l'ente responsabile verso l'autorità competente in materia di omologazione e di approvazione, di tutti gli aspetti del procedimento di omologazione e di approvazione e della conformità della produzione. Non è indispensabile che partecipi direttamente a tutte le fasi della costruzione del veicolo soggetto a omologazione o della fabbricazione del componente o dell'entità tecnica soggette al procedimento di approvazione;
11) servizio tecnico, l'organismo o l'ente designato come laboratorio di prova per l'esecuzione di prove o ispezioni per conto dell'autorità competente in materia di approvazione o omologazione di uno Stato membro. Questa funzione può essere svolta anche dalla stessa autorità competente.
CAPITOLO II Procedura per la concessione dell'omologazione e dell'approvazione
Articolo 3
Ogni domanda di omologazione o approvazione è presentata dal costruttore presso uno Stato membro. Essa è accompagnata da una scheda informativa, conforme al modello contenuto nell'allegato II, se trattasi di omologazione o conforme al modello contenuto in un allegato o in un'appendice di una direttiva particolare relativa all'entità tecnica o al componente in questione, se trattasi di approvazione, nonché dai documenti menzionati in detta scheda. Per uno stesso tipo di veicolo, di entità tecnica o di componente, tale domanda non può essere presentata che presso un solo Stato membro.
Articolo 4
1. Ciascuno Stato membro omologa ogni tipo di veicolo, approva entità tecniche o componenti che soddisfino le seguenti condizioni:
a) il tipo di veicolo soddisfa le prescrizioni tecniche delle direttive particolari e corrisponde ai dati forniti dal costruttore, quali definiti nell'elenco esaustivo contenuto nell'allegato I;
b) l'entità tecnica o il componente soddisfa le prescrizioni tecniche della direttiva particolare che lo concerne e corrisponde ai dati forniti dal costruttore, quali definiti nell'elenco esaustivo contenuto nell'allegato I.
2. Prima di procedere all'omologazione o approvazione, le autorità competenti dello Stato membro che effettuano queste operazioni prendono le misure necessarie per accertarsi, all'occorrenza in collaborazione con le autorità competenti dello Stato membro in cui il prodotto è realizzato o introdotto nella Comunità, che siano rispettate le disposizioni dell'allegato VI affinché i veicoli prodotti, immessi sul mercato, messi in vendita o in circolazione nuovi siano conformi al tipo omologato e che le entità tecniche o i componenti prodotti, immessi sul mercato e venduti nuovi siano conformi al tipo approvato.
3. Le autorità competenti di cui al paragrafo 2 devono vigilare, all'occorrenza in collaborazione con le autorità competenti dello Stato membro in cui il prodotto è realizzato o introdotto nella Comunità, affinché le disposizioni dell'allegato VI continuino ad essere rispettate.
4. Lo Stato membro che procede all'omologazione è tenuto ad accettare i certificati di approvazione rilasciati da uno o più Stati membri, che corredano la domanda di omologazione, evitando così di procedere agli accertamenti di cui al paragrafo 1 lettera b) per i componenti e/o le entità tecniche già approvati.
5. Ogni Stato membro è responsabile delle approvazioni che ha rilasciato. Le autorità competenti dello Stato membro che ha rilasciato l'omologazione di un tipo di veicolo eseguono il controllo della conformità della produzione, all'occorrenza in collaborazione con le autorità competenti degli altri Stati membri che hanno rilasciato le approvazioni di componenti o di entità tecniche.
Articolo 5
1. Per ogni tipo di veicolo da essa omologato, l'autorità competente dello Stato membro compila tutte le rubriche del certificato di omologazione riportato nell'allegato III.
2. Per ogni tipo di entità tecnica o di componente da essa approvato, l'autorità competente dello Stato membro compila le rubriche del certificato di approvazione riportato in un allegato o in un'appendice della direttiva particolare relativa all'entità tecnica o al componente in questione.
Articolo 6
1. Entro il termine di un mese, le autorità competenti di ciascuno Stato membro inviano a quelle degli altri Stati membri copia del certificato di omologazione compilato per ogni tipo di veicolo che esse omologano o rifiutano di omologare.
2. Le autorità competenti di ciascuno Stato membro osservano le disposizioni di cui al paragrafo 1 nel caso dei certificati di approvazione compilati per ogni tipo di entità tecnica o di componente che esse approvano o rifiutano di approvare.
Articolo 7
1. Per ciascun veicolo costruito conformemente al tipo omologato, il costruttore compila un certificato di conformità secondo il modello contenuto nell'allegato IV.A. Tuttavia gli Stati membri possono prescrivere ai fini della tassazione del veicolo o per la compilazione del documento d'immatricolazione che siano riportate sul certificato di conformità indicazioni diverse da quelle menzionate nell'allegato IV.A, purché queste figurino esplicitamente nella scheda informativa.
2. Per ciascuna entità tecnica o componente non originale prodotta conformemente al tipo approvato, il costruttore compila un certificato di conformità secondo il modello contenuto nell'allegato IV.B. Detto certificato non è richiesto per le entità tecniche o i componenti originali.
3. Nel caso in cui l'entità tecnica o il componente da approvare non soddisfi la sua funzione oppure presenti una caratteristica particolare soltanto in connessione con altri elementi del veicolo, per cui il rispetto di uno o più prescrizioni può essere verificato soltanto quando l'entità tecnica o il componente da approvare funzionano in connessione con altri elementi del veicolo, simulati o reali, l'ambito dell'approvazione dell'entità tecnica o del componente deve essere conseguentemente limitato in conformità. Il certificato di approvazione dell'entità tecnica o del componente indica in tal caso le eventuali restrizioni concernenti l'utilizzazione e le eventuali prescrizioni di montaggio. Il rispetto di queste restrizioni e prescrizioni è verificato all'atto dell'omologazione del veicolo.
4. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2, il titolare dell'approvazione di un'entità tecnica o di un componente rilasciata conformemente all'articolo 4 è tenuto ad apportare su ciascuna entità tecnica o su ciascun componente conforme al tipo approvato il suo marchio di fabbrica o commerciale, l'indicazione del tipo e, se la direttiva particolare lo prevede, il marchio di approvazione di cui all'articolo 8. In quest'ultimo caso, non è tenuto a compilare il certificato previsto al paragrafo 2.
5. Il titolare del certificato di approvazione che, a norma del paragrafo 3, contiene restrizioni concernenti l'utilizzazione, deve fornire per ciascuna entità tecnica o per ciascun componente prodotto informazioni dettagliate concernenti tali restrizioni ed indicare le eventuali prescrizioni di montaggio.
6. Il titolare dell'approvazione di entità tecniche non originali, rilasciata in connessione con uno o più tipi di veicoli, deve fornire con ciascuna di queste entità tecniche informazioni dettagliate che permettano di determinare tali veicoli.
Articolo 8
1. Ogni veicolo prodotto in conformità al tipo omologato deve recare una marcatura composta dei seguenti elementi:
- il numero di omologazione;
- la lettera minuscola «e» seguita dal numero o dalla sigla indicante lo Stato membro che la proceduto all'omologazione;
- l'identificazione del veicolo (lettere o cifre).
2. Ogni entità tecnica ed ogni componente prodotti in conformità del tipo approvato devono recare, se previsto dalla direttiva particolare ad essi relativo, un marchio di approvazione conforme alle prescrizioni di cui all'allegato V.
Tuttavia, le indicazioni contenute in detto marchio di approvazione possono essere completate con indicazioni aggiuntive che consentano l'identificazione di talune caratteristiche proprie dell'entità tecnica o del componente in questione, indicazioni aggiuntive che saranno, all'occorrenza, specificate nelle direttive particolari relative a dette entità tecniche o componenti.
Articolo 9
1. Il costruttore è responsabile della costruzione di ciascun veicolo o di ciascuna entità tecnica o di ciascun componente in conformità al tipo omologato o approvato. L'arresto definitivo della produzione, nonché qualsiasi altro cambiamento dei dati contenuti nella scheda informativa, devono essere comunicati dal titolare dell'omologazione o dell'approvazione alle autorità competenti dello Stato membro che avevano rilasciato l'omologazione o l'approvazione stessa.
2. Qualora ritengano che siffatto cambiamento non comporti la modifica dell'attuale certificato di omologazione o approvazione o la compilazione di un nuovo certificato di omologazione o approvazione, le autorità competenti dello Stato membro di cui al paragrafo 1 ne informano il costruttore.
3. Qualora constatino che un cambiamento dei dati contenuti nella scheda informativa giustifichi nuove verifiche o nuove prove le autorità competenti dello Stato membro di cui al paragrafo 1 ne informano il costruttore ed effettuano le prove. Nel caso in cui queste verifiche o prove comportino una modifica del certificato di omologazione o approvazione già rilasciato o la compilazione di un nuovo certificato, queste stesse autorità trasmettono i documenti così aggiornati alle autorità competenti degli altri Stati membri entro il termine di un mese a decorrere dalla data della loro emissione.
4. Nel caso in cui un certificato di omologazione o di approvazione cessi di avere validità a causa di un provvedimento di revoca o dell'arresto definitivo della produzione del tipo di veicolo omologato o dell'entità tecnica o del componente approvato, le autorità competenti dello Stato membro che ha proceduto a questa omologazione o approvazione, lo comunicano entro un mese alle autorità competenti degli altri Stati membri.
Articolo 10
1. Se lo Stato membro che ha proceduto all'omologazione o all'approvazione constata che veicoli, entità tecniche o componenti non sono conformi al tipo da esso stesso omologato o approvato, esso prende le misure necessarie per assicurare nuovamente la conformità della produzione con il tipo omologato o approvato. Le autorità competenti di detto Stato membro comunicano a quelle degli altri Stati membri le misure prese che possono giungere, se del caso, fino alla revoca dell'omologazione o approvazione.
2. Se uno Stato membro constata che veicoli, entità tecniche o componenti non sono conformi al tipo omologato o approvato, può chiedere allo Stato membro che ha proceduto all'omologazione o all'approvazione di verificare le diversità riscontrate. Lo Stato membro che ha proceduto all'omologazione o all'approvazione esegue il controllo nei sei mesi successivi alla data di ricezione della richiesta. Se accertano un difetto di conformità, le autorità competenti dello Stato membro che ha proceduto all'omologazione prendono le misure previste al paragrafo 1.
3. Le autorità competenti degli Stati membri si informano reciprocamente, entro il termine di un mese, di qualsiasi revoca dell'omologazione o approvazione concessa nonché dei motivi che giustificano tale provvedimento.
4. Nei casi in cui lo Stato membro che ha proceduto all'omologazione o approvazione contesta il difetto di conformità di cui è stato informato, gli Stati membri interessati si adoperano per comporre la controversia. La Commissione è tenuta informata. Essa procede, ove necessario, alle consultazioni opportune al fine di pervenire ad una soluzione.
Articolo 11
Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può riconoscere l'equivalenza tra le condizioni o le disposizioni relative all'approvazione di veicoli, di componenti e di entità tecniche stabilite dalla presente direttiva e dalle direttive particolari e le procedure stabilite da normative internazionali o da paesi terzi nel quadro di accordi multilaterali o bilaterali tra la Comunità e i paesi terzi.
Articolo 12
Se uno Stato membro accerta che veicoli, entità tecniche o componenti appartenenti ad un tipo omologato o approvato compromettono la sicurezza della circolazione stradale, esso può, per un periodo massimo di sei mesi, vietarne sul proprio territorio la vendita, la messa in circolazione o l'uso. Esso informa immediatamente gli altri Stati membri e la Commissione, precisando i motivi della sua decisione.
Articolo 13
Ogni decisione di diniego o revoca di omologazione o di approvazione, di divieto di vendita o di uso di un veicolo, di un'entità tecnica o di un componente, presa in base alle disposizioni adottate in applicazione della presente direttiva, è motivata in maniera precisa. Essa viene notificata all'interessato con l'indicazione dei ricorsi giuridici previsti dalle legislazioni in vigore negli Stati membri e dei termini entro i quali gli stessi ricorsi possono essere proposti.
Articolo 14
1. Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri, entro e non oltre la data di cui all'articolo 18, i nomi e gli indirizzi:
a) delle autorità competenti in materia di omologazione o di approvazione e, se necessario, dei settori per i quali esse sono responsabili,
b) dei servizi tecnici designati, specificando le procedure di prova per le quali ciascuno di essi è stato designato. Detti servizi devono essere conformi alle norme armonizzate in materia di funzionamento dei laboratori di prova (EN 45001), nel rispetto delle seguenti condizioni:
i) un costruttore non può essere designato come servizio tecnico, salvo i casi espressamente previsti dalle direttive particolari;
ii) ai fini della presente direttiva, l'uso di attrezzature esterne da parte dei servizi tecnici non è considerato eccezionale purché abbia il consenso dell'autorità competente in materia di omologazione e approvazione.
2. Un servizio designato si presume conforme alle norme armonizzate, ma, ove necessario, la Commissione può chiedere agli Stati membri di fornire prove in merito.
I servizi di un paese terzo possono essere notificati in quanto servizio tecnico designato solo nell'ambito di accordi bilaterali o multilaterali conclusi dalla Comunità con il paese terzo suddetto.
CAPITOLO III Condizioni per la libera circolazione dei veicoli e disposizioni transitorie
Articolo 15
1. Gli Stati membri non possono vietare l'immissione sul mercato, la vendita, la messa in circolazione e l'uso di veicoli nuovi conformi alla presente direttiva. Possono essere presentati per la prima immatricolazione soltanto i veicoli conformi alle disposizioni della presente direttiva.
2. Gli Stati membri non possono vietare l'immissione sul mercato, la vendita e l'uso di entità tecniche o di componenti nuovi conformi alla presente direttiva. Possono essere immessi sul mercato e venduti la prima volta per essere utilizzati negli Stati membri soltanto le entità tecniche e i componenti conformi alla presente direttiva.
3. I requisiti specifici da applicare ai veicoli di cui all'articolo 1, paragrafo 3, primo comma, lettera b), sono definiti in conformità alla procedura prevista dall'articolo 16.
Nel frattempo, gli Stati membri possono mantenere le loro legislazioni nazionali relative a questo tipo di veicoli.
4. In deroga ai paragrafi 1 e 2:
a) gli Stati membri che, per quanto concerne i ciclomotori, hanno nella loro legislazione nazionale prescrizioni particolari relative alla presenza di pedali e/o al sistema di trasmissione nonché alla limitazione della massa, possono tuttavia continuare ad applicare tali prescrizioni nazionali per un periodo massimo di tre anni a decorrere dalla messa in applicazione della presente direttiva;
b) gli Stati membri possono esentare dal rispetto di una o più prescrizioni delle direttive particolari i veicoli, le entità tecniche o i componenti destinati:
- a produzioni in piccole serie limitate al massimo a 200 unità all'anno per tipo di veicolo o per tipo di componente o per tipo di entità tecnica;
- oppure alle forze armate, alle forze addette al mantenimento dell'ordine pubblico, ai servizi della protezione civile o a lavori pubblici.
Tali deroghe devono essere comunicate agli Stati membri entro il termine di un mese a decorrere dalla data della loro concessione;
c) le omologazioni e le approvazioni concesse a livello nazionale prima della messa in applicazione della presente direttiva o delle direttive particolari che sostituiscono le prescrizioni nazionali corrispondenti restano valide nei territori degli Stati membri che le hanno concesse per un periodo massimo di quattro anni a decorrere dalla data alla quale le prescrizioni nazionali sono sostituite dalla presente direttiva o dalle corrispondenti direttive particolari.
Uno stesso periodo di quattro anni è parimenti esteso ai tipi di veicoli, di entità tecniche o di componenti conformi alle disposizioni nazionali vigenti prima dell'applicazione della presente direttiva o delle direttive particolari in quegli Stati membri che utilizzavano sistemi legislativi diversi dall'omologazione o dall'approvazione.
I veicoli che beneficiano di questa deroga possono essere immessi sul mercato, venduti e messi in circolazione durante questo periodo; il loro uso non è limitato nel tempo.
L'immissione sul mercato, la vendita e l'uso delle entità tecniche e dei componenti destinati ai veicoli di cui sopra non sono limitati nel tempo.
5. La presente direttiva non pregiudica la facoltà degli Stati membri di prescrivere, nel rispetto del trattato, i requisiti che ritengono necessari per garantire la protezione degli utilizzatori durante l'uso dei veicoli in questione, purché ciò non implichi modifiche dei veicoli.
CAPITOLO IV Procedura per l'adeguamento al progresso tecnico
Articolo 16
Le modifiche necessarie per adeguare al progresso tecnico:
- gli allegati da I a VI,
- le disposizioni delle direttive particolari di cui all'allegato I, che saranno esplicitamente designate in ciascuna di dette direttive
sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 13 della direttiva 70/156/CEE (¹).
Articolo 17
Al più tardi due anni dopo la data fissata all'articolo 18, la Commissione riferirà al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale in merito all'applicazione della presente direttiva.
Dopo aver proceduto a consultazioni appropriate, la Commissione presenterà le sue conclusioni in merito alle eventuali modifiche da apportare alla presente direttiva, corredate se del caso di proposte di modifica.
CAPITOLO V Disposizioni finali
Articolo 18
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 1o gennaio 1994. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano queste disposizioni, esse contengono un riferimento alla presente direttiva o sono accompagnate da tale riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.
Articolo 19
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Lussemburgo, addì 30 giugno 1992.

Labels: 7
3
8