Document ID: 32001D0782

Decisione della Commissione
del 9 agosto 2001
relativa ad un procedimento a norma dell'articolo 81 del trattato CE dell'articolo 53 dell'accordo SEE
(Caso Comp/D1/29.373 - Visa International)(1)
[notificata con il numero C(2001) 2425]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2001/782/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo,
visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato(2), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1216/1999(3), in particolare dall'articolo 2,
vista la domanda di attestazione negativa e la notificazione al fine di ottenere un'esenzione, presentate il 31 gennaio 1977 da Visa International ai sensi dell'articolo 2 e dell'articolo 4 del regolamento n. 17,
vista la decisione della Commissione del 6 maggio 1999 di avviare un procedimento nel caso di specie,
vista la pubblicazione del contenuto essenziale della domanda e della notificazione e dopo aver invitato, a norma dell'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento n. 17, i terzi interessati a presentare le proprie osservazioni riguardo all'intenzione della Commissione di adottare una posizione favorevole sull'accordo notificato(4),
dopo aver consultato il comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti,
considerando quanto segue:
I. I FATTI
1. INTRODUZIONE
(1) Il 31 gennaio 1977, la società Ibanco Ltd, dal 1979 denominata Visa International, ha notificato alla Commissione varie disposizioni e regolamenti che disciplinano l'associazione Visa e i suoi membri, al fine di ottenere un'attestazione negativa o, in alternativa, un'esenzione ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 3, del trattato.
(2) Dopo aver inizialmente inviato una lettera amministrativa di conformità, il 29 aprile 1985 la Commissione ha riaperto un'indagine sul caso Visa, in seguito ad una denuncia presentata da British Retail Consortium contro la cosiddetta commissione interbancaria multilaterale(5) del sistema di pagamento Visa International, e quindi, il 4 dicembre 1992, ha ritirato la lettera amministrativa. La nuova indagine ha tenuto conto anche della denuncia presentata il 23 maggio 1997 da Eurocommerce, organismo rappresentativo del commercio al dettaglio, all'ingrosso e internazionale nella Comunità, relativamente a vari aspetti del sistema di carte di pagamento internazionale di Visa International(6).
2. LE PARTI
2.1. VISA INTERNATIONAL
(3) Visa International Service Association ("Visa") è una società privata, con fine di lucro e detenuta da 20000 istituzioni finanziarie membri in tutto il mondo. Il giro d'affari di Visa ammonta a 1455 milioni di USD in tutto il mondo, di cui [segreti d'affari] milioni di USD nell'area Visa UE (dati 1999). La società Visa, di diritto statunitense, è l'operatore della rete del sistema di pagamento tramite carta. A tal fine essa gestisce i marchi commerciali, fissa le regole del sistema e fornisce servizi di autorizzazione e compensazione attraverso una rete informatica e telematica mondiale, denominata VisaNet. Visa non rilascia direttamente le carte ai rispettivi titolari né stipula le convenzioni di affiliazione con gli esercenti per l'accettazione della carta Visa: a ciò provvedono le istituzioni finanziarie ad essa aderenti, su licenza ottenuta a tal fine da Visa.
(4) Visa ha suddiviso il territorio nel quale esercita la sue attività in sei aree mondiali. L'area Visa UE, che comprende anche Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Turchia, Israele, Cipro e Malta, oltre alla Comunità, conta più di 5000 membri Visa. L'organo decisionale è il consiglio di amministrazione regionale Visa per l'Unione europea (Consiglio di amministrazione regionale UE), eletto ogni due anni dalle istituzioni finanziarie aderenti a Visa nell'area UE. Il consiglio regionale UE è responsabile per gli affari intraregionali, tra cui ad esempio l'adozione di regolamenti regionali, come il regolamento operativo regionale per l'area Visa UE, e l'ammissione e l'espulsione di membri stabiliti nel suo territorio. Nei paesi in cui esistono i cosiddetti membri nazionali del gruppo Visa (cfr. considerando 7), il consiglio di amministrazione regionale UE ha delegato a questi ultimi il potere di elaborare a gestire programmi di carte Visa.
2.2. I MEMBRI VISA
(5) Esistono varie categorie di membri nella società Visa ma, in generale, può aderire a Visa qualsiasi istituzione organizzata secondo le leggi che regolano le banche commerciali del suo paese e che sia autorizzata ad accettare depositi a vista. Tuttavia Visa non accetta le domande di adesione di un candidato che sia considerato dal consiglio d'amministrazione come un concorrente della società(7).
(6) In alcuni Stati membri esiste un membro del gruppo Visa. Si tratta di un membro principale Visa autorizzato ad esercitare i suoi diritti di membro e a gestire programmi di carte Visa tramite i suoi proprietari o membri. Gli enti che fanno capo a un membro del gruppo Visa sono membri associati. Il membro del gruppo Visa è responsabile degli atti e delle omissioni dei suoi proprietari o membri associati(8). Con una sola eccezione(9), nessuno dei membri del gruppo emette direttamente carte Visa. La maggior parte dei membri del gruppo non stipula neppure convenzioni(10) con gli esercenti(11). Invece alcuni dei loro membri associati lo fanno.
(7) Visa ha delegato ad alcuni membri del gruppo Visa lo sviluppo e la gestione di programmi di carte Visa. Visa chiama questi "membri nazionali del gruppo": a tale qualifica rispondono, in pratica, tutti i membri del gruppo Visa(12). Questi membri nazionali del gruppo agiscono come una società Visa nazionale, e sono autorizzati ad adottare le regole applicabili al funzionamento dei programmi Visa nel loro paese, purché dette regole a livello locale non violino lo statuto e le norme di funzionamento di Visa.
(8) I membri nazionali del gruppo decidono in merito alla concessione di licenze per l'emissione e l'ottenimento di carte Visa nel loro territorio. Visa conserva il diritto di accettare come membro diretto di Visa un istituto che soddisfi le relative condizioni, qualora un membro nazionale del gruppo, per qualche motivo, non sia disposto a concedergli la licenza per svolgere attività inerenti alla carta Visa. I membri nazionali del gruppo devono inoltre dare il loro consenso allo stabilimento di succursali estere nel loro territorio. Il consiglio d'amministrazione regionale UE può accettare direttamente nuovi membri in tutti i paesi quando l'affiliazione sia stata "rifiutata senza giusto motivo" da un membro nazionale del gruppo oppure qualora quest'ultimo autorizzi Visa ad accordarla direttamente.
3. GLI ACCORDI
3.1. CENNI GENERALI
(9) La notifica presentata da Visa riguarda le norme e i regolamenti che disciplinano l'associazione tra Visa e i suoi membri, ossia il "Certificate of Incorporation", lo statuto internazionale e le deleghe dei consigli d'amministrazione regionali, nonché tutte le disposizioni internazionali concernenti le carte di pagamento Visa, ossia il regolamento operativo internazionale generale, il regolamento operativo regionale per l'Unione europea, le regole per la risoluzione delle controversie e le specifiche delle carte e dei marchi. L'insieme delle norme e dei regolamenti Visa notificati viene denominato in prosieguo "disposizioni Visa".
(10) Le disposizioni Visa si applicano principalmente alle relazioni tra Visa e i suoi membri, ossia alle banche che emettono carte Visa e alle banche che affiliano esercenti per l'accettazione delle carte Visa. Le disposizioni Visa contengono anche clausole applicabili alle relazioni tra membri Visa (la relazione interbancaria). Inoltre le disposizioni Visa contengono clausole concernenti la relazione tra le banche acquirenti e gli esercenti (tra cui la cosiddetta regola di non discriminazione e la regola che impone l'obbligo di onorare tutte le carte). Visa ha dichiarato che non interviene in materia di accordi tra emittenti e titolari di carte Visa, salvo che per la determinazione delle caratteristiche di base dei prodotti legati alla carta Visa.
3.2. DISPOSIZIONI SPECIFICHE
3.2.1. La regola di non discriminazione
(11) La regola di non discriminazione prevista dalle disposizioni Visa vieta agli esercenti di addebitare una commissione ai clienti per gli acquisti effettuati con la carta Visa(13). Tale regola di non discriminazione vieta loro anche di concedere sconti ai consumatori che effettuino pagamenti con altri strumenti, ad esempio in contanti. La regola non si applica nei paesi nei quali è stata soppressa dalle autorità nazionali di tutela della concorrenza, ossia nel Regno Unito (per le carte di credito), in Svezia e nei Paesi Bassi(14).
(12) Per le operazioni di prelievo di denaro contante vige una regola analoga: all'istituto acquirente è vietato addebitare una commissione per operazioni manuali o automatiche di prelievo di denaro contante, a meno che la maggiorazione non sia espressamente autorizzata dalla legge nazionale(15).
3.2.2. Il principio di territorialità nella concessione delle licenze
(13) Le carte Visa possono unicamente essere emesse e acquistate da membri del sistema di pagamento tramite carte Visa che abbiano ottenuto un'apposita licenza. Visa applica il principio di territorialità alla sua politica di concessione delle licenze. Ciò significa che, in linea di principio, il diritto di un membro Visa di svolgere attività di emissione di carte Visa e di affiliazione di esercenti è limitato al paese in cui ha la sua sede(16). Tuttavia, in presenza di determinate condizioni, i membri possono svolgere attività di emissione e di affiliazione a livello transfrontaliero. La possibilità di effettuare tali attività a livello transfrontaliero è stata progressivamente accresciuta da Visa (cfr. considerando 14).
3.2.3. Le nuove regole sull'emissione transfrontaliera
(14) Le disposizioni Visa obbligano le banche che intendano svolgere attività di emissione di carte al di fuori del paese in cui hanno sede a ricorrere, in linea di massima, a società controllate che potrebbero aderire indipendentemente a Visa, oppure a succursali estere stabilite nel territorio in questione(17). Esistono due eccezioni specifiche a questa regola, ossia due casi in cui la costituzione di una controllata o di una succursale non è necessaria. Innanzitutto, le carte Visa possono essere emesse passivamente, cioè senza ricerca attiva dei clienti, a titolari della carta, a condizione che essi abbiano un conto presso la banca emittente nel paese in cui questa ha sede(18). In secondo luogo, le carte Visa societarie "corporate" possono essere rilasciate ai dipendenti di società multinazionali in tutto il mondo(19).
(15) Nella riunione del consiglio di amministrazione regionale UE svoltasi il 26 maggio 2000, Visa ha approvato alcune modifiche alle sue regole sull'emissione transfrontaliera di carte. In particolare ha soppresso il requisito in base al quale i membri di Visa dovevano avere una controllata o una succursale nello Stato membro in cui intendevano emettere carte Visa a livello transfrontaliero. Al fine di garantire la continuità della sicurezza e la qualità del suo sistema, Visa ha adottato alcune regole minime, ad esempio l'emissione transfrontaliera è ora ammessa per i membri che siano già emittenti comprovati (nella loro sede principale di attività o in qualsiasi paese), che presentino un piano commerciale e rispettino determinate norme stabilite a livello nazionale. Le nuove regole sull'emissione transfrontaliera sono entrate in vigore il 30 aprile 2001.
3.2.4. Le nuove regole sulla stipulazione di convenzioni transfrontaliere per l'affiliazione di esercenti
(16) Le disposizioni Visa permettono l'affiliazione di compagnie aeree internazionali e di qualche altra categoria specifica di esercenti(20). Inoltre, dal 1994 il "programma di affiliazione transfrontaliera Visa UE/EFTA" permette alle banche, in condizioni analoghe a quelle di cui alla sezione 3.2.3 per l'emissione transfrontaliera di carte, la stipulazione di convenzioni transfrontaliere di affiliazione di esercenti senza dover costituire una controllata o una succursale nel territorio. In particolare, [segreti d'affari]. Inoltre, le convenzioni transfrontaliere possono essere sottoposte ad alcune norme nazionali registrate relative a sei settori specifici, ossia: [segreti d'affari]. Gli istituti che intendano richiedere la facoltà di stipulare convenzioni di affiliazione transfrontaliere possono ottenere copia delle regole registrate da Visa International. Inizialmente, Visa aveva limitato il programma unicamente a talune categorie di esercenti internazionali, tra cui le società di noleggio di auto, gli alberghi, i traghetti e le società di navigazione. Dal 1o gennaio 1999, Visa ha reso possibile l'affiliazione transfrontaliera di tutte le categorie di esercenti internazionali(21).
(17) Nella riunione del consiglio d'amministrazione regionale UE svoltasi il 26 maggio 2000, Visa ha accettato di sopprimere la regola che limitava l'affiliazione transfrontaliera ai soli esercenti aventi punti vendita in più di un paese. Le necessarie modifiche del regolamento operativo Visa per l'area UE sono state approvate nel corso della riunione del comitato esecutivo Visa per l'area UE svoltasi il 7 luglio 2000. Le nuove regole in materia di affiliazione transfrontaliera sono entrate in vigore il 1o ottobre 2000.
3.2.5. Il divieto di stipulare convenzioni di affiliazione con esercenti senza avere emesso carte
(18) Benché, in base alle disposizioni Visa, i membri principali siano formalmente tenuti ad emettere carte e a stipulare convenzioni di affiliazione con esercenti, in pratica Visa non obbliga i suoi membri a svolgere attività di affiliazione. Tuttavia, il membro Visa che intenda stipulare convenzioni con gli esercenti per l'accettazione della carta deve, prima di avviare l'attività di affiliazione in un determinato paese, aver emesso un certo numero di carte(22). Questo numero è definito caso per caso tenuto conto del numero delle carte già emesse in quel momento nel paese considerato dai membri Visa esistenti e del potenziale di sviluppo delle carte Visa in quel mercato. Inoltre, si tiene conto della dimensione e del potenziale del candidato. Secondo Visa, per determinare se sia stato emesso un numero ragionevole di carte prima di autorizzare l'attività di affiliazione transfrontaliera di esercenti si tiene conto delle carte emesse in tutti i paesi dell'area Visa UE.
3.2.6. L'obbligo di onorare tutte le carte
(19) L'esercente deve accettare tutte le carte valide recanti il simbolo Visa o Visa Electron che siano debitamente presentate a fini del pagamento(23). Secondo Visa, gli esercenti che per contratto sono tenuti ad accettare le carte Visa non sono tenuti ad accettare le carte Electron e viceversa. La regola che impone l'obbligo di accettare tutte le carte si applica a prescindere dalla natura dell'operazione, dall'identità dell'emittente e dal tipo di carta utilizzata, o dalle caratteristiche personali del suo titolare.
4. IL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI PAGAMENTO TRAMITE CARTA VlSA
(20) La notificazione Visa riguarda varie disposizioni e regolamenti relativi al funzionamento del sistema di pagamento internazione tramite carta Visa. In generale le carte Visa possono essere utilizzate o per pagare l'acquisto di beni o servizi ad un esercente oppure per prelevare denaro contante presso uno sportello bancario o un distributore automatico di banconote (ATM). Nel primo caso intervengono quattro parti: il titolare della carta Visa, la banca emittente (che rilascia la carta al titolare), il commerciante o esercente e la banca acquirente (che negozia con gli esercenti l'accettazione della carta Visa). Nel secondo caso intervengono solo tre parti, il titolare della carta, la banca emittente ed il gestore del distributore automatico.
(21) Prima di poter utilizzare una carta per effettuare un pagamento o per prelevare denaro contante, il cliente deve stipulare un contratto con una banca emittente per ottenere la carta. Ciò, di solito, avviene dietro pagamento, da parte del titolare della carta, di una quota fissa annua alla banca emittente. Inoltre, per le operazioni di pagamento, l'esercente deve stipulare una convenzione con una banca acquirente per l'accettazione della carta. Tale convenzione stabilisce la commissione a carico dell'esercente ed altre condizioni.
(22) In un'operazione di pagamento si possono distinguere due servizi: da un lato, l'emissione della carta al cliente e, dall'altro, l'affiliazione del commerciante per l'accettazione della carta. In un'operazione a quattro parti, i due servizi sono spesso forniti da enti distinti.
5. IL PROCEDIMENTO
(23) In seguito alla riapertura del caso Visa nel 1992, la Commissione ha inviato, tra il 1992 e il 2000, svariate richieste d'informazioni ai sensi dell'articolo 11 del regolamento n. 17 del Consiglio, rivolte in particolare a Visa ed a vari suoi membri, nonché al reclamante Eurocommerce. La Commissione, il 6 maggio 1999, ha inviato una comunicazione degli addebiti relativi alla regola di non discriminazione ed alle restrizioni, allora ancora vigenti, sull'emissione transfrontaliera e sulle convenzioni di affiliazione transfrontaliere. Visa ha presentato le sue osservazioni scritte, in risposta alla lettera di comunicazione degli addebiti, il 17 gennaio 2000, mentre il 15 marzo 2000 si è tenuta un'audizione ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 1, del regolamento n. 17. A seguito delle risultanze delle indagini sul mercato relative alle conseguenze dell'abolizione della regola di non discriminazione, dovuta all'intervento delle autorità nazionali di tutela della concorrenza in alcuni paesi (cfr. considerando 53), e a seguito delle modifiche apportate da Visa alle sue regole relative ai servizi transfrontalieri, la Commissione ha pubblicato, il 14 ottobre 2000, una comunicazione ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 3 (comunicazione ex articolo 19, paragrafo 3), del regolamento n. 17(24), che invitava i terzi interessati a presentare le proprie osservazioni relativamente all'intenzione della Commissione di assumere una posizione favorevole riguardo alla suddetta regola ed alle nuove regole in materia di servizi transfrontalieri nonché sulle altre specifiche disposizioni Visa di cui ai considerando 18 e 19.
6. OSSERVAZIONI PRESENTATE DAI TERZI
(24) La Commissione ha ricevuto diverse osservazioni dai terzi relativamente alla comunicazione ex articolo 19, paragrafo 3. Le reazioni, nella grande maggioranza dei casi, provengono da singoli commercianti al dettaglio o dalle loro organizzazioni. Una reazione è pervenuta da un altro sistema di pagamento tramite carta e due da autorità nazionali di tutela della concorrenza dell'area SEE.
(25) Le osservazioni dei commercianti al dettaglio si riferiscono soprattutto all'annunziata intenzione della Commissione di assumere una posizione favorevole sulla regola di non discriminazione nel sistema di pagamento tramite carta di Visa International. I commercianti al dettaglio si lamentano delle commissioni che gli esercenti convenzionati devono sopportare per l'uso delle carte Visa e molte di loro ritengono che tali commissioni dovrebbero gravare sui titolari della carta. Alcune di queste collegano la regola in esame alle commissioni interbancarie multilaterali, nonostante queste ultime non fossero contemplate dalla comunicazione ex articolo 19, paragrafo 3, per concludere che la regola di non discriminazione non può essere autorizzata come non lesiva della concorrenza fintantoché si applica una commissione interbancaria multilaterale.
(26) Nelle sue osservazioni, alla comunicazione ex articolo 19, paragrafo 3, Eurocommerce è contraria non solo all'annunziata attestazione negativa per la regola di non discriminazione, ma anche a quella per la regola che impone di onorare tutte le carte nel sistema di pagamento Visa International, nonché all'attestazione negativa per le disposizioni Visa sulle convenzioni transfrontaliere di affiliazione. Benché non fornisca alcuna spiegazione della sua posizione a seguito della comunicazione ex articolo 19, paragrafo 3, per quanto riguarda la regola che impone di onorare tutte le carte, Eurocommerce ha dichiarato, nel corso della procedura relativa al suo reclamo contro Visa, che ritiene che tale regola nel sistema Visa International obbliga gli esercenti convenzionati ad accettare vari tipi di carte della marca Visa (ad esempio, carte di credito, carte di debito ad addebito differito o diretto, carte classiche o societarie), compresi i nuovi tipi di carte che Visa potrebbe introdurre in futuro. Eurocommerce è contraria a questa regola perché le commissioni imposte agli esercenti sarebbero diverse a seconda del tipo di carta usata, ed Eurocommerce considera quindi i diversi tipi di carta come prodotti diversi, che gli esercenti, in questa prospettiva, dovrebbero poter essere liberi di decidere se accettare o meno. Eurocommerce teme che la regola che impone di onorare tutte le carte venga adoperata per costringere gli esercenti ad accettare (nel presente o nel futuro) tipi di carte Visa con commissioni relativamente alte a carico dell'esercente.
(27) Eurocommerce critica le disposizioni Visa sulle convenzioni transfrontaliere di affiliazione in quanto esse stabiliscono che gli istituti che intendono stipulare detto tipo di convenzioni potrebbero essere sottoposti alle norme nazionali (registrate) dei membri Visa relative alle commissioni interbancarie (nazionali). Secondo Eurocommerce, che è contrario a tutte le forme di commissioni interbancarie, non solo nel sistema di Visa International ma anche in generale, questo aspetto costituisce un ostacolo alle convenzioni di affiliazione transfrontaliere che va, alla fine, a scapito dell'esercente.
(28) Tuttavia, nella sua lettera del 2 febbraio 2001, Eurocommerce ha informato la Commissione di aver deciso di ritirare il suo reclamo con riferimento alla regola di non discriminazione e alla regola dell'obbligo di onorare tutte le carte, "sull'assunto che la Commissione vieterà le commissioni interbancarie multilaterali" [...]. Eurocommerce considera la commissione interbancaria multilaterale motivo essenziale del suo reclamo. Secondo Eurocommerce, se la commissione interbancaria multilaterale sarà vietata, un ulteriore proibizione della regola di non discriminazione e/o della regola che obbliga ad onorare tutte le carte non fornirebbe un sostanziale contributo all'obiettivo di ripristinare la concorrenza sui mercati delle carte di credito.
(29) Le due autorità nazionali di tutela della concorrenza che hanno presentato le loro osservazioni in relazione alla comunicazione ex articolo 19, paragrafo 3, sostengono che la regola di non discriminazione è restrittiva della concorrenza. Entrambe le autorità di tutela della concorrenza hanno, tra l'altro, vietato la regola di non discriminazione nei sistemi Visa dei loro paesi, rispettivamente nel 1994 e nel 1998. Una delle autorità di tutela della concorrenza in questione ha affermato che a suo giudizio la regola di non discriminazione costituisce una restrizione della concorrenza tra esercenti, limita la loro libertà di determinare il prezzo in funzione del costo, limita la concorrenza tra diversi sistemi di pagamento e diverse società che forniscono carte. L'altra autorità di tutela della concorrenza ha affermato che il fatto che la maggior parte degli esercenti, pur in assenza della regola di non discriminazione, non si valga attualmente della facoltà di caricare un sovrapprezzo agli utenti, non costituisce un argomento decisivo e che l'importanza della regola di non discriminazione per le condizioni di concorrenza del mercato delle carte di pagamento deve essere tenuta presente.
(30) Il sistema nazionale di pagamento tramite carta che ha presentato la sue osservazioni relative alla comunicazione ex articolo 19, paragrafo 3, approva l'intenzione della Commissione di autorizzare la regola di non discriminazione. Per quanto riguarda le disposizioni Visa relative all'emissione transfrontaliera detto organismo ha anche osservato che, a suo parere, i suoi membri dovrebbero essere in grado di applicare tutte le norme nazionali, a prescindere dal fatto che siano o meno registrate presso Visa International.
(31) Per quanto riguarda la valutazione della regola di non discriminazione, della regola che impone di onorare tutte le carte e delle disposizioni Visa per le convenzioni transfrontaliere di affiliazione, si rimanda al considerando 53 in appresso.
II. VALUTAZIONE GIURIDICA
7. ARTICOLO 81, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO/ARTICOLO 53 DELL'ACCORDO SEE
7.1. IL MERCATO RILEVANTE
7.1.1. Secondo Visa
(32) Visa sostiene che il mercato del prodotto rilevante comprende tutti gli strumenti di pagamento accessibili ai consumatori, ossia, oltre a (tutti i tipi di) carte di pagamento(25) anche gli assegni(26) e i contanti. Per sostenere questo Visa si riferisce soprattutto all'opinione di molti dei suoi membri. Inoltre, Visa cita due precedenti decisioni della Commissione relative agli assegni, in cui la Commissione avrebbe riconosciuto la sostituibilità tra assegni ed altri mezzi di pagamento(27). Ancora, Visa fa riferimento ad alcune sentenze emesse da organi giurisdizionali statunitensi, che dichiarano, nel contesto di reclami contro, rispettivamente, la commissione interbancaria e la regola di non discriminazione, che il mercato rilevante in cui Visa opera e compete è quello di tutti i sistemi di pagamento accessibili ai consumatori(28).
(33) Per quanto riguarda il mercato geografico rilevante, Visa sostiene che, alla luce del commercio elettronico globale via Internet e dell'introduzione dell'Euro, il mercato si sta trasformando in un mercato di ampiezza comunitaria o addirittura mondiale. Questa, secondo Visa, è l'opinione condivisa da svariati dei suoi membri.
7.1.2. Il parere della Commissione
7.1.2.1. Il mercato rilevante del prodotto
(34) Si possono distinguere due tipi di concorrenza relativa alle carte di pagamento. La prima è tra i vari sistemi/reti di pagamento (i vari sistemi o reti di pagamento mediante carta ed eventualmente altri mezzi di pagamento diversi dalle carte), mentre la seconda è tra gli istituti finanziari (di solito banche) per le attività relative alle carte (essenzialmente il rilascio di carte ai singoli e l'"acquisizione" dei pagamenti tramite carta dagli esercenti convenzionati). Il primo tipo di concorrenza viene convenzionalmente chiamato "mercato dei sistemi/reti" o "mercato upstream", mentre il secondo tipo viene convenzionalmente denominato "mercato intrasistemico, o downstream". Sul mercato intrasistemico, nell'ambito di ciascun sistema di pagamento (per esempio Visa), gli istituti finanziari sono in concorrenza tra loro per l'emissione di carte di quel tipo o per l'affiliazione di esercenti che accettino quelle carte.
(35) Le disposizioni Visa hanno un'incidenza su tutti i tipi di concorrenza menzionati. Innanzitutto, esse hanno un'incidenza sulla posizione concorrenziale di Visa rispetto agli altri sistemi di pagamento. In secondo luogo, nella misura in cui stabiliscono alcune condizioni e termini contrattuali standard per l'emissione e la stipulazione delle convenzioni di affiliazione, impedendo così alle banche di differenziarsi tra loro attraverso l'offerta di diverse condizioni contrattuali, essi incidono sulla concorrenza tra banche all'interno del sistema Visa. Tuttavia, il mercato dei sistemi è il più importante, essendo questo il mercato nel quale la stessa Visa International opera, e dal quale trae i suoi profitti (sia la quota di adesione delle banche sia la percentuale di transazione per ogni operazione di pagamento effettuata tramite carta Visa).
(36) Perché una carta di pagamento abbia un'utilizzazione diffusa, deve esser accettata da un ampio numero di esercenti, mentre il titolare sceglierà di usare l'una o l'altra tra le diverse carte di cui dispone e che sono accettate da tali esercenti. È dunque necessario analizzare la domanda sia degli esercenti sia dei titolari di carte per giungere ad una corretta definizione del mercato dei sistemi(29). Le due domande sono infatti collegate: anche se una carta è gratuita per i titolari, non verrà usata se non è accettata dagli esercenti, e viceversa.
(37) Alla luce di quanto sopra esposto, la Commissione non è convinta di quanto sostiene Visa in merito al fatto che il mercato rilevante comprenderebbe tutti i mezzi di pagamento a disposizione del consumatore. Questa conclusione si può spiegare come segue.
(38) Innanzitutto, secondo la Commissione il denaro contante può essere escluso dal mercato rilevante, per diversi motivi. Per gli esercenti, il denaro in contanti costituisce moneta legale ed essi hanno pertanto l'obbligo di accettarlo come pagamento ogni qualvolta sia possibile. I costi legati all'accettazione di denaro contante sono costi principalmente amministrativi e sono difficilmente comparabili ai costi legati all'accettazione di carte di pagamento. Dal punto di vista dei clienti, il denaro contante è scomodo e pericoloso da portare addosso in grandi quantità, ed inadatto agli acquisti particolarmente dispendiosi. Si esaurisce con frequenza e deve essere reintegrato (di solito attraverso l'uso di una carta bancaria per il prelievo, tipo "bancomat"). In tutti gli Stati membri l'importo medio degli acquisti pagati in contanti è di molto inferiore a quello degli acquisti effettuati a mezzo di carta, e anche se, per alcuni pagamenti di valore medio, sono usati indifferentemente contanti o carte, si può fare una netta distinzione nell'uso, per i pagamenti, dei contanti o della carta, a seconda dell'importo dell'operazione. È quindi improbabile che un piccolo ma significativo aumento di prezzo delle carte o del costo del denaro contante (sia per gli esercenti che per i loro clienti) conduca ad un passaggio dall'uso dell'uno all'uso dell'altro mezzo.
(39) In secondo luogo, secondo la Commissione, gli assegni possono essere esclusi dal mercato rilevante. Nella maggior parte degli Stati membri, gli assegni non sono quasi mai usati per acquisti diretti (ma sono piuttosto riservati agli acquisti a distanza)(30). Negli Stati membri in cui invece gli assegni sono spesso usati per acquisti diretti (principalmente Francia, Regno Unito ed Irlanda), a volte vi è una regolamentazione diversa (ad esempio, attualmente in Francia le banche non possono, per legge, imporre una commissione al cliente per l'emissione degli assegni), e, in ogni caso, gli assegni hanno delle caratteristiche molto diverse da quelle delle carte (un libretto di assegni si esaurisce velocemente, l'assegno spesso è accettato solo se presentato insieme ad una carta di garanzia per gli assegni o una carta d'identità e poi un assegno va compilato, il che fa perdere tempo)(31).
(40) Inoltre, tutti i tipi di pagamenti a distanza (bonifici, giroconto, ecc.) possono ovviamente essere esclusi dal mercato rilevante giacché non possono essere usati per pagare acquisti diretti nei negozi.
(41) Resta da considerare se tutti i tipi di carte di pagamento debbano essere inclusi nel mercato rilevante. I possibili criteri per effettuare una distinzione tra le diverse carte sono: se la carta può essere usata all'estero o se può essere usata solo all'interno del territorio dello Stato in cui è stata emessa, e la formula di pagamento offerta dalla carta (addebito immediato, addebito differito, o credito). In pratica, le carte di credito sono di solito (ma non esclusivamente) internazionali, e quelle di debito sono di solito (ma non esclusivamente) per uso nazionale. In molti Stati membri molte persone hanno sia la carta di debito nazionale sia la carta di credito internazionale. Ma le carte di credito internazionali possono anche essere utilizzate per pagamenti effettuati in territorio nazionale (la grande maggioranza dei pagamenti effettuati a mezzo di carte di credito internazionali sono pagamenti nazionali), e per moltissime carte di credito la possibilità del credito non è mai usata. Le carte Visa sono sempre utilizzabili all'estero, ma le loro formule di pagamento variano, possono essere di credito o di debito ad addebito differito, e a volte anche ad addebito immediato (alcune carte Visa/CB emesse in Francia, ed alcune carte Visa/Delta emesse nel Regno Unito, ad esempio).
(42) Nella presente decisione non si riscontra, nelle disposizioni Visa in questione, alcuna restrizione della concorrenza, o comunque nessun pregiudizio sensibile neanche sul mercato definito nella maniera più ristretta possibile (ossia il mercato solo delle carte internazionali). Non è necessario determinare, pertanto, se il mercato rilevante debba includere altri tipi di carte di pagamento diverse da quelle internazionali.
(43) È opportuno anche notare che la regola di non discriminazione potrebbe, potenzialmente, avere un effetto sui mercati in cui operano i diversi esercenti (ossia i mercati dei vari beni e servizi che questi ultimi vendono), in quanto limita la loro libertà di determinare un aspetto di margine del loro prezzo su tali mercati. Ma anche qui, considerato che l'effetto di detta regola non è ritenuto sensibile (cfr. considerando 53), non è necessario definire in maniera più dettagliata ognuno di questi mercati.
7.1.2.2. Mercato geografico rilevante
(44) Il mercato geografico rilevante comprende l'area in cui le imprese interessate operano nella fornitura di beni o servizi, in cui le condizioni di concorrenza sono sufficientemente omogenee e che può essere tenuta distinta dalle aree contigue perché, in particolare, le condizioni di concorrenza in tali aree sono sensibilmente diverse.
(45) Per quanto riguarda il mercato geografico rilevante, la Commissione ritiene che il mercato rilevante da prendere in considerazione per valutare le questioni di concorrenza relative ai sistemi di pagamento mediante carta è ancora nazionale. I mercati dell'emissione di carte di pagamento e delle relative convenzioni di affiliazione sono fondamentalmente mercati nazionali(32). È ancora così per le carte di pagamento nazionali. Ma anche per le carte di pagamento internazionali le condizioni di emissione e di affiliazione non sono ancora sufficientemente omogenee tra i vari Stati membri. Ad esempio, esistono ancora grandi differenze tra le commissioni a carico degli esercenti nei diversi paesi(33). Inoltre, il livello di concorrenza varia molto da uno Stato membro all'altro. Ad esempio, in alcuni Stati membri la stipulazione di convenzioni con gli esercenti è nelle mani di un solo o di pochi acquirenti, mentre in altri Stati membri il mercato delle affiliazioni è più competitivo.
(46) Tuttavia, nonostante il mercato rilevante sia ancora fondamentalmente nazionale, soprattutto gli esercenti internazionali (ossia quelli che hanno punti vendita in diversi Stati membri) e le banche internazionali stanno mostrando un sempre maggiore interesse per le attività transfrontaliere, in particolare per le convenzioni di affiliazione centralizzate, ossia per la stipulazione di una convenzione unica con una banca comunitaria che offra le migliori condizioni per l'accettazione delle carte nei suoi punti vendita al dettaglio in tutto il territorio della Comunità. A tutt'oggi, in special modo le compagnie internazionali di autonoleggio e gli alberghi hanno effettivamente concluso convenzioni di affiliazione centralizzata con banche operanti a livello internazionale per le carte Visa. Inoltre, Visa, su richiesta della Commissione, ha gradualmente rimosso gli ostacoli che rimanevano per i servizi transnazionali (cfr. considerando 58). Pertanto, il mercato è, almeno potenzialmente, coincidente con il territorio della Comunità. Tuttavia, la questione dell'esatta definizione del mercato ai fini della presente decisione può essere lasciata aperta, in quanto la finalità della presente decisione è quella di stabilire che non vi è violazione dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 53 dell'accordo SEE e tale violazione non sussisterebbe neanche se ci si riferisse al mercato definito nella maniera più ristretta possibile.
7.2. LA STRUTTURA DEL MERCATO DELLE CARTE DI PAGAMENTO
7.2.1. Concorrenza tra sistemi
(47) Oltre a Visa, operano attualmente sul mercato europeo le seguenti grandi organizzazioni di pagamento internazionali: Europay International e MasterCard International (tramite Europay), Japan Credit Bureau (JCB) e i sistemi internazionali trilaterali American Express e Diners Club International. Tra queste organizzazioni internazionali di pagamento Europay (in stretta collaborazione con MasterCard) è di gran lunga il concorrente più importante di Visa in Europa. La posizione di Visa è in generale più forte di quella di Europay, ma ci sono grosse differenze tra gli Stati membri(34). Visa ha una posizione forte soprattutto nel Regno Unito, in Spagna, Francia e Italia. Europay, d'altro canto, è più forte, tra l'altro, in Germania, Paesi Bassi ed Austria(35).
(48) Oltre agli operatori di carte di pagamento internazionali, nei vari Stati membri sono attivi anche numerosi operatori di carte di pagamento nazionali. Le carte di debito nazionali sono spesso lo strumento diverso dal contante più usato in alcuni Stati membri.
7.2.2. Concorrenza all'interno del sistema
7.2.2.1. Emissione di carte Visa
(49) Nella maggior parte degli Stati membri, le carte Visa sono emesse da numerose banche sia direttamente, in qualità di membri Visa principali o associati, oppure in quanto membri associati di un membro del gruppo. Il numero di emittenti varia da Stato a Stato. Soltanto in Finlandia vi è un solo emittente Visa, ossia il membro nazionale del gruppo Luottokunta.
7.2.2.2. La stipulazione di convenzioni di affiliazione con gli esercenti per l'accettazione della carta Visa
(50) Le attività di affiliazione di esercenti al sistema Visa di solito sono più concentrate, ma il numero di acquirenti effettivi varia da paese a paese. Ad esempio, in Francia, vi è un numero alquanto elevato di acquirenti Visa, mentre di fatto vi è un unico acquirente principale Visa in Danimarca (PBS, l'unico acquirente sia per Visa sia per Europay) e in Finlandia (Luottokunta, l'unico acquirente per le operazioni sia Visa sia Europay). Negli altri Stati membri in cui è presente un membro del gruppo Visa (ossia Austria, Belgio, Germania, Francia e Svezia), non sono i membri del gruppo in quanto tali, bensì vari dei loro propri membri associati a stipulare convenzioni di affiliazione con gli esercenti per le operazioni Visa. Ciononostante, in pratica, nell'attività di affiliazione spesso domina un unico acquirente. Ad esempio, nei Paesi Bassi VSB International è di gran lunga l'acquirente più importante, lo stesso accade in Portogallo con Unicre. Inoltre, in Belgio, il 90 % circa di tutte le operazioni sono acquisite tramite convenzioni con Bank Card Company.
7.3. LA POSIZIONE DI VISA SUL MERCATO
(51) Sui mercati nazionali delle carte [carte internazionali come Visa e EC/MC, le carte "shopping" emesse dagli esercenti per acquisti nei loro stessi punti vendita ("store cards") e principali sistemi di carte di debito nazionali], escluse, Visa detiene, in termini di numero di carte in circolazione, una quota di mercato che varia dal 14 al 51 %. In termini di volume e di importo delle operazioni effettuate a mezzo di carte Visa, la quota di mercato detenuta da Visa oscilla tra, rispettivamente, 2 al 92 % e 2 al 93 %(36). Tuttavia, il potere di mercato di Visa non deve essere misurato solo in base alle sue quote di mercato. In effetti, Visa ha sviluppato e gestisce una gamma completa di carte di pagamento, che comprende carte di credito e di debito ad addebito differito internazionali (Visa), carte di debito internazionali (Electron), carte per il prelievo automatico di denaro (Visa Plus) ed una carta-portamonete elettronico (Visa Cash). Tali carte sono emesse in tutto il mondo, ed esercenti di tutto il mondo sono convenzionati per la loro accettazione, tramite una rete di banche. Infatti Visa, come Europay, realizza delle sostanziali economie di rete: quasi tutte le banche emettono carte Visa, e queste ultime sono accettate in un gran numero di punti vendita in tutta la Comunità. Inoltre, un numero significativo di categorie di esercenti, come ad esempio linee aeree, aziende che operano tramite vendite al dettaglio su Internet, società di vendita per corrispondenza, ristoranti, dipendono dalle reti di carte internazionali che, come Visa, hanno molti utenti.
(52) Nonostante non vi siano barriere tecniche o normative/regolamentari apprezzabili tali da impedire l'accesso di altri sistemi di carte nel mercato comunitario delle carte di pagamento, e nonostante le banche siano libere di aderire a sistemi concorrenti come American Express, Diners Club e JCB, i sistemi Visa ed Europay beneficiano di economie di rete e rappresentano un investimento sommerso per le banche, il che rende improbabile lo stabilimento di un nuovo importante sistema di carte di pagamento. Una percentuale molto alta di banche all'interno della Comunità fa parte di uno o di entrambi i due sistemi, o direttamente o tramite il gruppo di appartenenza. Queste banche stipulano convenzioni di affiliazione con un'alta percentuale di esercenti per l'accettazione di entrambe le carte, Visa e Eurocard-MasterCard. In siffatte circostanze, per qualsiasi nuovo prodotto al di fuori di questi sistemi già presenti, sarebbe difficile, dal punto di vista commerciale, stabilirsi nel mercato. Ciononostante, la presenza di altre società che gestiscono carte di credito e di debito, quali American Express, Diners Club e JCB dimostra che l'accesso al mercato non è impossibile.
7.4. DECISIONI DI UN'ASSOCIAZIONE DI IMPRESE/ACCORDI TRA IMPRESE
(53) Visa ed ognuno dei suoi membri, siano essi enti creditizi o enti detenuti da enti creditizi, svolgono un'attività economica e perciò sono imprese ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 53 dell'accordo SEE. Inoltre, sia Visa (una società senza azioni controllata dalle proprie banche-membri e in particolare dai loro rappresentanti che siedono nei consigli d'amministrazione regionale ed internazionale) che i suoi membri del gruppo nazionali sono associazioni di imprese ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 53 dell'accordo SEE. Da ciò deriva che le regole che disciplinano i sistemi di carte di pagamento Visa possono essere considerate come decisioni di un'associazione di imprese oppure come accordi tra imprese. Le decisioni/accordi in questione sono lo statuto e il regolamento operativo (internazionale e dell'Unione europea); l'associazione/impresa è Visa. Ed i membri che costituiscono l'associazione/le imprese sono i licenziatari dei sistemi di pagamento Visa.
7.5. RESTRIZIONE DELLA CONCORRENZA
7.5.1.1. La regola di non discriminazione
(54) La regola di non discriminazione nell'ambito delle disposizioni Visa limita la libertà d'azione degli esercenti, in quanto impedisce loro di imporre una commissione (supplementare) per l'uso delle carte Visa. Ciò potrebbe avere un effetto restrittivo della concorrenza. Tuttavia, tale eventuale pregiudizio non è sensibile, alla luce dei risultati delle indagini di mercato(37) svolte su richiesta della Commissione nei paesi in cui tale regola è stata abolita (ossia Svezia e Paesi Bassi). Questa conclusione è spiegata in appresso.
(55) Innanzitutto, nonostante l'abolizione della regola di non discriminazione ristabilisca la libertà degli esercenti di fissare i propri prezzi secondo la propria convenienza, solo un numero relativamente esiguo di esercenti (il 5 % circa in Svezia e il 10 % nei Paesi Bassi) si avvale di questa facoltà per effettivamente imporre una commissione agli utilizzatori di carte di pagamento. La stragrande maggioranza degli esercenti non sfrutta la possibilità di imporre una commissione supplementare in assenza della regola di non discriminazione. Il principale motivo di questo comportamento, secondo gli esercenti intervistati, è la previsione di una reazione negativa del titolare della carta, con conseguente perdita di clientela. Questo dato è indicativo dell'effetto limitato della regola sulla concorrenza tra i vari sistemi di carte di pagamento, in quanto la possibilità di imporre una commissione aggiuntiva per l'uso di una determinata carta potrebbe influenzare la scelta del consumatore su quale carta utilizzare, ma anche dopo l'abolizione della regola questo fattore non ha avuto una grande rilevanza.
(56) In secondo luogo, non solo gli esercenti, per la maggior parte, non impongono una commissione al cliente, ma essi sostengono anche che l'abolizione di tale divieto non ha avuto alcun effetto sulla commissione che essi stessi devono sopportare. Alcuni esercenti sostengono addirittura che le commissioni loro imposte dalle banche sono aumentate a seguito dell'abolizione della regola. Pertanto, l'abolizione della regola di non discriminazione ha avuto solo un effetto molto marginale sul mercato all'interno del sistema delle affiliazioni degli esercenti (non sembra infatti aver come effetto quello di aumentare la concorrenza tra le banche acquirenti in modo tale da far abbassare i prezzi).
(57) In terzo luogo, per quanto riguarda l'effetto dell'abolizione della regola di non discriminazione sulla concorrenza tra esercenti (sui mercati dei diversi beni e servizi forniti dagli esercenti), si deve osservare innanzitutto che la facoltà di pagare tramite carta è un servizio accessorio rispetto all'attività commerciale principale del commerciante e che tale servizio non è mai fornito come servizio isolato. La fissazione del prezzo di questo servizio costituisce solo una componente marginale dell'offerta dell'esercente e le indagini di mercato non dimostrano che l'abolizione della regola di non discriminazione abbia inciso in modo sostanziale sulla concorrenza di prezzi tra esercenti su tali mercati, a causa del piccolo aumento della commissione per l'utilizzatore della carta, e non ha neanche indotto una maggiore trasparenza nei prezzi per i consumatori in quanto, in pratica, solo pochi esercenti impongono tale commissione. Anche se gli esercenti effettivamente impongono una commissione supplementare, questo di per sé non fornisce informazioni decisive ai consumatori riguardo ai costi della carta, in quanto gli esercenti potrebbero di fatto imporre una commissione maggiore di quella cui essi stessi sono sottoposti, come alcuni già fanno (ad esempio, soprattutto, nei settori dei taxi e delle agenzie di viaggio).
(58) Ne consegue, alla luce delle prove empiriche ottenute attraverso indagini sul mercato, che la regola di non discriminazione non comporta un pregiudizio sensibile della concorrenza e non può quindi essere considerata restrittiva della concorrenza ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 53 dell'accordo SEE.
7.5.1.2. Le nuove regole sull'emissione transfrontaliera
(59) Le disposizioni Visa sull'emissione transfrontaliera, nella loro forma iniziale, ostacolavano in vari modi le banche che avessero voluto emettere carte Visa in tutto il territorio della Comunità. Innanzitutto, le disposizioni Visa non consentivano - salvo che in due circostanze eccezionali molto specifiche - una vera e propria emissione transfrontaliera, in quanto imponevano alle banche di costituire una succursale o una società controllata nel territorio interessato. Tale requisito, se fosse stato imposto dall'autorità pubblica, sarebbe in contrasto con il principio del mutuo riconoscimento di cui alla direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio(38). In secondo luogo, nei paesi in cui esistono membri nazionali del gruppo Visa (ossia nella maggioranza degli Stati membri), questi ultimi devono dare previamente il proprio consenso alla costituzione della filiale estera e possono imporre ulteriori condizioni alla banca richiedente.
(60) La Commissione ritiene che le nuove disposizioni Visa sull'emissione transfrontaliera, che non richiedono più la costituzione di una società controllata o di una filiale e, di conseguenza, non richiedono più il consenso di un membro nazionale del gruppo, non hanno carattere restrittivo ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 53 dell'accordo SEE.
7.5.1.3. Le nuove regole sulla stipulazione di convenzioni transfrontaliere per l'affiliazione di esercenti
(61) Così come per l'emissione, anche le possibilità di affiliazione transfrontaliera di esercenti erano inizialmente molto limitate dalle disposizioni Visa. Si richiedeva infatti, tranne che per categorie molto specifiche di esercenti internazionali, la preventiva costituzione di una filiale o di una società controllata nel territorio in questione e la costituzione della filiale straniera doveva ricevere il consenso dei membri del gruppo. Tuttavia, Visa International ha esteso, dal 1o gennaio 1999, il suo programma di affiliazioni transfrontaliere a tutti gli esercenti internazionali e, dal 1o ottobre 2000, anche agli esercenti nazionali.
(62) Il fatto che, ai sensi delle disposizioni Visa gli acquirenti transfrontalieri possano trovarsi a dover osservare alcune regole nazionali che sono di applicazione nel paese interessato, purché siano state registrate presso Visa International, non può essere considerato, in sé, come un impedimento alla stipulazione di convenzioni per l'affiliazione transfrontaliera da parte di Visa International, perché altrimenti sarebbero d'applicazione le regole internazionali di Visa International e non si vede perché si debba considerare che le regole nazionali rendano più difficile, rispetto alle regole internazionali di Visa International, l'acquisizione transfrontaliera. Tutto questo senza entrare nel merito della valutazione di compatibilità di dette regole nazionali con il diritto comunitario della concorrenza.
7.5.1.4. Il principio di territorialità nella concessione delle licenze
(63) Il principio di territorialità nella concessione delle licenze contenuto nelle disposizioni Visa restringe la libertà commerciale d'agire delle banche aderenti al sistema di carte di pagamento Visa: alle banche non è in genere consentito emettere carte e stipulare convenzioni per l'acquisto delle operazioni degli esercenti al di fuori dell'area in cui hanno costituito una filiale o una società controllata e per cui detengono una licenza, che di solito copre il territorio di un solo Stato membro(39). Inoltre, le disposizioni Visa sui servizi transfrontalieri hanno un effetto restrittivo sulla libertà di agire dei potenziali titolari della carta e degli esercenti, che si vedono limitati nella loro possibilità di cercare il fornitore del servizio di carte di pagamento che più si adatta alle loro esigenze.
(64) Sebbene tuttavia il principio di territorialità nella concessione delle licenze costituisca una restrizione della libertà commerciale delle parti interessate, la Commissione non lo considera come sensibilmente restrittivo della concorrenza ai sensi dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 53 dell'accordo SEE, in quanto ogni membro Visa può ottenere una modifica della licenza di marchio originaria oppure una "licenza aggiuntiva", a seconda della legislazione nazionale sui marchi, per qualsiasi territorio in cui sia autorizzato a svolgere attività bancarie.
7.5.1.5. Divieto di affiliare esercenti senza aver emesso carte
(65) L'obbligo per tutti i membri del sistema di carte di pagamento Visa di emettere carte, e di emetterne un numero ragionevole, prima di poter stipulare delle convenzioni con gli esercenti limita la libertà commerciale delle banche aderenti al sistema. Tuttavia, l'obbligo di emettere carte potrebbe essere considerato necessario per promuovere lo sviluppo del sistema di carte Visa, attraverso l'aumento delle carte in circolazione, che renderebbe il sistema più attraente per gli esercenti. La regola in esame non crea, di per sé, barriere significative all'entrata nel mercato dell'affiliazione di esercenti. In particolare, per quanto riguarda l'affiliazione transfrontaliera, sono prese in considerazione, secondo Visa, tutte le carte emesse nel territorio degli Stati membri CE/EFTA. Pertanto, il divieto di stipulare convenzioni di affiliazione senza avere emesso carte non costituisce di per sé una restrizione sensibile della concorrenza e quindi esula dal campo di applicazione dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 53 dell'accordo SEE.
7.5.1.6. La regola che impone l'obbligo di onorare tutte le carte
(66) Si deve osservare che la regola che impone l'obbligo di onorare tutte le carte nel sistema di carte di pagamento Visa, secondo la quale gli esercenti convenzionati devono accettare tutte le carte valide recanti il simbolo Visa o Electron che siano correttamente presentate per il pagamento, non comporta che gli esercenti che sono obbligati ad accettare una certa carta Visa debbano accettare, alle stesse condizioni, tutti gli altri prodotti Visa, quali ad esempio le carte di debito Electron. Tuttavia, gli esercenti convenzionati sono tenuti ad accettare tutte le carte valide con il simbolo Visa recanti un certo marchio, ad esempio tutte le carte con il marchio Visa, indipendentemente dal tipo di funzione di pagamento che la carta Visa comporta. Per esempio, gli esercenti convenzionati che accettano le carte Visa devono accettare tutte le carte Visa, siano esse rilasciate in qualità di carte di credito (come di solito avviene nel Regno Unito), come carte di debito ad addebito differito (come avviene di solito in Belgio, ad esempio), o come carte di debito ad addebito immediato (cosa che avviene, a volte, nel Regno Unito e in Francia, ad esempio), e siano esse carte Visa classiche o societarie.
(67) La Commissione conviene con Visa che l'obbligo di onorare tutte le carte promuove lo sviluppo dei suoi sistemi di pagamento, in quanto garantisce l'accettazione universale delle carte, a prescindere dall'identità della banca emittente. Il sistema di pagamento Visa non potrebbe funzionare correttamente se gli esercenti convenzionati o le banche acquirenti potessero rifiutare, ad esempio, le carte emesse da una banca stabilita all'estero (o anche da una diversa banca stabilita invece all'interno dello stesso paese). Lo sviluppo di un sistema di pagamento dipende dal fatto che gli emittenti possano essere sicuri che le proprie carte siano accettate dagli esercenti che hanno stipulato convenzioni con altri acquirenti. In mancanza di questa garanzia, un marchio o un logo su di una carta di pagamento perde gran parte del suo significato e della sua utilità, soprattutto se si considera che si tratta di una carta internazionale, e che su tali carte i viaggiatori spesso fanno affidamento per i loro pagamenti all'estero.
(68) Il fatto che l'obbligo di onorare tutte le carte incluso nelle disposizioni Visa, gli esercenti convenzionati siano obbligati ad accettare tutte le carte valide recanti un certo marchio, indipendentemente dal tipo di carta e indipendentemente dalla commissione che devono pagare alla banca, non può essere considerato restrittivo della concorrenza. Il fatto che le banche acquirenti possano richiedere agli esercenti convenzionati delle commissioni diverse non dimostra che i diversi tipi di carte Visa non siano prodotti non collegati tra loro. Inoltre, sono le banche acquirenti, e non Visa International, a decidere l'importo della commissione da imporre agli esercenti convenzionati, e molto spesso tali commissioni sono negoziate caso per caso. Se si lasciasse ogni singolo esercente libero di decidere se accettare o meno questa o quella carta Visa, a seconda, unicamente, della commissione che deve pagare alla sua banca, ciò metterebbe in serio pericolo l'accettazione universale delle carte internazionali di pagamento Visa. I titolari di carte non sarebbero in grado di sapere prima se la loro carta Visa verrà accettata o meno. Si deve anche considerare che i tipi di carte Visa rilasciate possono variare a seconda dell'emittente e da paese a paese. È chiaro che, se gli esercenti convenzionati fossero lasciati liberi di scegliere se accettare o meno una particolare carta Visa, sulla base unicamente della commissione che sarebbero tenuti a pagare, questo metterebbe a repentaglio la funzione internazionale della carta. Inoltre, la regola di Visa International che impone di onorare tutte le carte non obbliga gli esercenti ad accettare tipi di carte Visa non ancora esistenti, in quanto questi rimangono liberi in ogni momento di smettere di accettare le carte Visa.
(69) Di conseguenza, l'obbligo di onorare tutte le carte deve essere considerato inerente al funzionamento di tale sistema, e pertanto esula dall'ambito di applicazione dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato e dell'articolo 53 dell'accordo SEE.
7.6. PREGIUDIZIO DEL COMMERCIO TRA GLI STATI MEMBRI
(70) Secondo la giurisprudenza costante della Corte di giustizia delle Comunità europee, un accordo fra imprese o una pratica, per poter pregiudicare il commercio fra Stati membri, deve consentire di prevedere con un sufficiente grado di probabilità, in base ad un complesso di elementi oggettivi di fatto o di diritto, che esso sia atto ad incidere direttamente o indirettamente, in atto o potenzialmente, sulle correnti commerciali fra Stati membri, in modo da poter nuocere alla realizzazione degli obiettivi di un mercato unico fra Stati(40). L'effetto pregiudizievole sugli scambi comunitari è, di solito, il risultato di una combinazione di diversi fattori che, presi separatamente, non sono necessariamente decisivi(41). Inoltre, la Corte ha costantemente considerato che il pregiudizio agli scambi comunitari deve essere sensibile, nonostante abbia specificato che un effetto potenziale è sufficiente(42).
(71) Le carte Visa sono, per loro natura, un mezzo di pagamento transfrontaliero, ossia sono carte che possono essere usate dai titolari non solo nel paese in cui la carta è stata emessa, ma anche per pagamenti in punti vendita, o per prelievo di denaro, in altri Stati membri. Secondo Visa, nel 1998, [segreti d'affari; circa il 10 %] di tutte le operazioni Visa nella Comunità sono state di natura internazionale. Le disposizioni Visa si applicano almeno in tutto il mercato comune.
(72) In considerazione di quanto precede le varie disposizioni VISA hanno un effetto almeno potenziale sugli scambi intracomunitari,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
In base agli elementi di cui dispone, la Commissione non ha motivo di intervenire, a norma dell'articolo 81, paragrafo 1, del trattato CE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE, nei riguardi delle disposizioni seguenti delle norme e dei regolamenti notificati che disciplinano il sistema di carte di pagamento Visa:
- il principio di territorialità nella concessione delle licenze, di cui alla sezione 2.10 dello statuto internazionale Visa e delle deleghe dei consigli di amministrazioni regionali (By-Laws),
- la regola di non discriminazione di cui alla sezione 5.2.C del regolamento generale Visa International, volume 1 (General Rules),
- le nuove regole sull'emissione transfrontaliera di cui alla sezione 2.10 dello statuto, alla sezione 3.03 dello statuto e alla sezione 3.2.G del regolamento generale,
- le nuove regole sulla stipulazione di convenzioni transfrontaliere per l'affiliazione di esercenti di cui alla sezione 2.10 dello statuto, alla sezione 4.2.A.2b del regolamento generale e alla sezione 4.11 del regolamento regionale applicabile all'Unione europea,
- il divieto di affiliazione di esercenti senza aver emesso carte, di cui alla sezione 2.04-2.07 dello statuto,
- l'obbligo di onorare tutte le carte di cui alle sezioni 4.2.A.1.C e 5.2.B.1 del regolamento generale.
Articolo 2
È destinataria della presente decisione: Visa International Service Association European Union Region 99 Kensington High Street London W8 5TE United Kingdom.
Fatto a Bruxelles, il 9 agosto 2001.

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