Document ID: 31996D0564

DECISIONE DELLA COMMISSIONE dell'11 settembre 1996 con la quale si autorizza l'Austria a non tener conto di determinate categorie di operazioni e ad avvalersi di alcune valutazioni approssimative per calcolare la base delle risorse proprie provenienti dall'IVA (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (96/564/Euratom, CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,
visto il regolamento (CEE, Euratom) n. 1553/89 del Consiglio, del 29 maggio 1989, concernente il regime uniforme definitivo di riscossione delle risorse proprie provenienti dall'imposta sul valore aggiunto (1), in particolare l'articolo 13,
considerando che, in applicazione dell'articolo 28, paragrafo 3 della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari - sistema comune d'imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (2), qui di seguito denominata «sesta direttiva», gli Stati membri possono continuare ad esentare dall'IVA o ad assoggettare a tale imposta determinate operazioni e che di queste si deve tener conto per determinare la base delle risorse IVA;
considerando che, in applicazione del suddetto articolo 28, paragrafo 3 della sesta direttiva, al punto 2, lettere h) ed i) dell'allegato IX (fiscalità) dell'atto di adesione della Repubblica d'Austria alle Comunità europee (3) si autorizza l'Austria ad esentare dall'IVA determinate operazioni elencate all'allegato F della sesta direttiva;
considerando che l'Austria non è in grado di procedere al calcolo preciso della base delle risorse proprie IVA per la categoria di operazioni elencate agli allegati E e F, punto 7 della sesta direttiva; che tale calcolo potrebbe comportare oneri amministrativi ingiustificati rispetto all'incidenza minima delle operazioni in oggetto sulla base totale delle sue risorse IVA; che è quindi opportuno autorizzare l'Austria a non tenerne conto nel calcolare la base IVA;
considerando che l'Austria è in grado di calcolare la base avvalendosi di valutazioni approssimative per tre delle categorie di operazioni elencate agli allegati E ed F della sesta direttiva; che è quindi opportuno autorizzarla a calcolare la base IVA avvalendosi di tali valutazioni approssimative;
considerando che il Comitato consultivo delle risorse proprie ha approvato la relazione nella quale sono riportati i pareri dei suoi membri sulla presente decisione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
A norma dell'articolo 6, paragrafo 3, primo trattino del regolamento (CEE, Euratom) n. 1553/89 del Consiglio, per calcolare dal 1° gennaio 1995 la base delle risorse proprie provenienti dall'IVA, l'Austria è autorizzata a non tener conto della seguente categoria di operazioni di cui all'allegato F della sesta direttiva:
- operazioni effettuate da ciechi o da laboratori per ciechi, purché la loro esenzione non causi gravi distorsioni di concorrenza (allegato F, ex punto 7).
Articolo 2
Per calcolare dal 1° gennaio 1995 la base delle risorse proprie provenienti dall'IVA, l'Austria è autorizzata ad avvalersi di valutazioni approssimative per le seguenti categorie di operazioni di cui agli allegati E ed F della sesta direttiva:
1) prestazioni di servizi effettuate nell'esercizio della loro professione dagli odontotecnici, nonché forniture di protesi dentarie effettuate dai dentisti e dagli odontotecnici agli enti austriaci di sicurezza sociale (allegato E, ex punto 2);
2) prestazioni di servizi effettuate dai servizi pubblici postali nel settore delle telecomunicazioni (allegato F, ex punto 5);
3) cessioni di edifici e di terreni, di cui all'articolo 4, paragrafo 3 della sesta direttiva (allegato F, ex punto 16).
Articolo 3
La Repubblica d'Austria è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, l'11 settembre 1996.

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