Document ID: 31991D0341

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 20 giugno 1991 che adotta un programma di azione comunitaria in materia di formazione professionale dei dipendenti delle dogane (programma Matthaeus) (91/341/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 100 A,
vista la proposta della Commissione (1),
in cooperazione con il Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che la realizzazione del mercato interno esige la ridefinizione del ruolo dei dipendenti delle dogane nella Comunità al fine di assicurare il corretto funzionamento dell'unione doganale;
considerando che tale ruolo s'incentrerà d'ora in poi sull'uniforme applicazione della normativa doganale alla frontiera esterna, come strumento necessario all'attuazione delle varie politiche comunitarie che disciplinano gli scambi esterni;
considerando che occorre garantire che la soppressione delle frontiere interne non generi né distorsioni di concorrenza o sviamenti di traffico né rischi di comportamenti fraudolenti; che è quindi necessario stimolare una intensa e permanente cooperazione a tutti i livelli delle amministrazioni doganali onde prepararle a operare insieme nel mercato interno;
considerando che occorre migliorare il funzionamento dell'unione doganale, prevista dall'articolo 9 del trattato;
considerando che questo miglioramento implica la valorizzazione delle risorse umane degli Stati membri e, di conseguenza, un'adeguata formazione professionale;
considerando che le azioni intraprese in materia dalle singole amministrazioni nazionali non bastano per attuare gli scopi che ci si è prefissi; che è pertanto indispensabile potenziare gli sforzi nazionali con azioni comuni destinate ad accrescere la presa di coscienza, da parte dei dipendenti delle dogane, della dimensione vieppiù comunitaria delle loro mansioni e della necessità di una stretta collaborazione fra loro;
considerando che la diffusione dei principi e delle procedure da applicare negli Stati membri non potrà non sfociare in una maggiore armonizzazione dell'attività doganale nella Comunità e nell'instaurazione di un clima di necessaria fiducia reciproca;
considerando che l'attuazione di un vasto programma di formazione dei dipendenti delle dogane (programma Matthaeus) costituisce una delle azioni più idonee al conseguimento di tale risultato;
considerando che la Commissione ha adottato, per l'anno 1990, un programma di formazione basato sullo scambio di funzionari delle dogane tra amministrazioni nazionali (azione pilota); che scopo di tale azione è raccogliere elementi utili per l'attuazione di un programma di formazione più ambizioso, scaglionato su vari anni e completato da altre azioni di formazione;
considerando che l'esperienza acquisita con l'azione pilota ha posto in rilievo la necessità di rendere i dipendenti operativi sui luoghi di lavoro; che tale esigenza potrà concretizzarsi soltanto se i dipendenti partecipanti allo scambio avranno una conoscenza sufficiente della lingua del paese ospitante; che a tale effetto è indispensabile che le amministrazioni nazionali organizzino corsi di lingua intensivi per i dipendenti che debbono partecipare al programma Matthaeus; che questi corsi dovrebbero avere un carattere permanente e riguardare tutte le lingue ufficiali della Comunità;
considerando che, per le lingue comunitarie meno usate, la Commissione, assistita dalle aministrazioni doganali nazionali, può organizzare corsi nello Stato membro interessato;
considerando che l'imperativo di rendere i dipendenti della dogana operativi nel servizio ospitante non può, inoltre, essere realizzato se i dipendenti partecipanti allo scambio non siano abilitati ad esercitare le funzioni inerenti agli atti loro affidati; che questa condizione deve essere corredata di talune limitazioni onde tener conto delle esigenze proprie all'ordinamento giuridico di ogni Stato membro; che è necessario, di conseguenza, assicurare ai dipendenti partecipanti allo scambio la stessa situazione giuridica del dipendente nazionale, quando nell'esercizio delle loro funzioni la loro responsabilità civile sia messa in causa da terzi; che, ciò considerato, sembra necessario sottoporre il dipendente partecipante allo scambio alle stesse regole sul segreto d'ufficio vigenti per il dipendente nazionale;
considerando che il numero dei funzionari partecipanti allo scambio deve, nella misura possibile, venire aumentato ogni anno in funzione del numero dei posti disponibili;
considerando che azioni di formazione complementari alle azioni di scambio di dipendenti della dogana tra amminstrazioni nazionali sono indispensabili per raggiungere lo scopo perseguito; che tali azioni possono consistere in seminari di formazione e in programmi comuni di formazione da svolgere nelle scuole doganali degli Stati membri; che occorre altresì prevedere l'istituzione di un centro comune di formazione dei dipendenti delle dogane nella Comunità europea;
considerando che i seminari costituiscono la sede ideale per un confronto di idee tra dipendenti delle dogane della Comunità; che ciò potrebbe fornire utili suggerimenti per migliorare, da un lato, gli strumenti giuridici esistenti ed armonizzare, dall'altro, i metodi di lavoro delle singole amministrazioni;
considerando che i seminari devono riguardare tutti i dipendenti delle dogane, appartenenti, nella misura necessaria, a tutte le categorie ed in particolare i formatori delle scuole, i dipendenti incaricati dell'applicazione del diritto comunitario e i dipendenti incaricati della lotta contro la frode in tutti i suoi aspetti;
considerando che l'elaborazione di programmi di formazione costituisce il mezzo adeguato per impartire ai dipendenti un'identica formazione in tutta la Comunità; che questi programmi dovrebbero incentrarsi sull'insegnamento del diritto comunitario nonché sullo studio delle istituzioni comunitarie e dei loro fondamenti, in quanto i dipendenti delle dogane devono sempre più integrare le componenti comunitarie e le componenti nazionali;
considerando che questi programmi comuni potranno essere attuati unicamente se gli Stati membri prevederanno, nel loro territorio, le strutture necessarie;
considerando che per l'attuazione del programma Matthaeus occorre prevedere la ripartizione delle spese relative tra la Commissione e gli Stati membri; che questa divisione potrebbe essere operata attribuendo agli Stati membri l'onere delle spese per la formazione linguistica dei propri dipendenti e alla Commissione quello delle spese di viaggio e soggiorno dei dipendenti partecipanti allo scambio nonché quello dei dipendenti che, nel contesto dei seminari, dovranno trasferirsi in uno Stato membro diverso da quello di origine;
considerando che è necessario garantire l'applicazione uniforme della presente decisione e prevedere a tale fine una procedura comunitaria che permetta di adottarne le modalità di applicazione; che è necessario istituire un comitato al fine di organizzare una stretta ed efficace collaborazione tra gli Stati membri e la Commissione in questo settore;
considerando che questo programma d'azione contempla taluni aspetti attualmente non ancora compresi nell'usuale contesto delle azioni di collaborazione e di assistenza amministrativa; che questi aspetti del programma possono contribuire, in stretto legame con gli obiettivi di formazione professionale, all'armonioso sviluppo delle attività economiche in tutta la Comunità,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La presente decisione definisce il programma di azione comunitaria in materia di formazione professionale dei dipendenti delle dogane delle amministrazioni nazionali (programma Matthaeus).
Articolo 2
Ai sensi della presente decisione s'intende per:
a) dipendente partecipante allo scambio, il dipendente di un Stato membro che eserciterà le mansioni conferitegli in un servizio doganale situato in un altro Stato membro;
b) servizio ospitante, il servizio doganale ove il dipendente partecipante allo scambio eserciterà le proprie mansioni;
c) servizio d'origine, il servizio doganale ove il dipendente partecipante allo scambio esercita abitualmente le proprie mansioni.
Articolo 3
Il programma Matthaeus si prefigge i seguenti scopi:
a) preparare i dipendenti delle dogane degli Stati membri alle implicazioni del mercato interno, ai fini di un'uniforme applicazione della normativa comunitaria alla frontiera esterna della Comunità;
b) accrescere nei servizi doganali la consapevolezza che, nel contesto del mercato interno, essi dovranno operare sempre più per conto di tutta la Comunità;
c) impartire al maggior numero di dipendenti delle dogane una formazione professionale complementare adeguata;
d) valorizzare il patrimonio di cognizioni e di esperienze delle dogane nella Comunità grazie ad una maggiore mobilità del personale e perfezionare, quindi, la gestione dell'unione doganale e l'applicazione delle altre disposizioni sulle importazioni e le esportazioni;
e) stimolare un'intensa e permanente cooperazione a tutti i livelli delle amministrazioni interessate, al fine di prepararle a lavorare insieme nel quadro del mercato interno.
Articolo 4
Il programma Matthaeus prevede le seguenti azioni di formazione:
a) scambi di dipendenti delle dogane tra le amministrazioni nazionali, conformemente all'articolo 5 ed all'allegato I;
b) seminari di formazione per i dipendenti delle dogane, in particolare per i formatori delle scuole doganali, per i dipendenti incaricati dell'applicazione del diritto comunitario e per i dipendenti preposti alla lotta contro la frode in tutti i suoi aspetti; le modalità di questi seminari figurano nell'allegato II.
c) attuazione, nelle scuole doganali degli Stati membri, di programmi comuni di formazione professionale, conformemente all'allegato III;
d) organizzazione negli Stati membri di corsi di lingua per i dipendenti partecipanti allo scambio, conformemente all'articolo 6.
Articolo 5
1. Gli Stati membri prendono i provvedimenti necessari per consentire ai dipendenti partecipanti allo scambio di essere operativi nei servizi ospitanti.
A tale scopo, essi autorizzano i dipendenti partecipanti allo scambio ad effettuare le formalità relative agli atti loro affidati.
2. Ove le circostanze lo richiedano, e segnatamente al fine di tener conto delle esigenze specifiche dell'ordinamento giuridico di ogni Stato membro, le autorità competenti degli Stati membri possono limitare la portata dell'autorizzazione di cui al paragrafo 1, secondo comma.
3. Durante il periodo dello scambio, la responsabilità civile del dipendente partecipante allo scambio è, nell'esercizio delle sue funzioni, assimilata a quella dei dipendenti nazionali del servizio ospitante.
4. I dipendenti partecipanti allo scambio sono sottoposti alle stesse regole sul segreto d'ufficio vigenti per i dipendenti nazionali.
Articolo 6
1. Gli Stati membri predispongono a favore dei propri dipendenti partecipanti all'azione di scambio di cui all'articolo 4, lettera a) una formazione linguistica.
Questa formazione deve essere intensiva e permanente. Essa deve riguardare tutte le lingue ufficiali della Comunità.
2. La Commissione può organizzare, di sua iniziativa o a richiesta degli Stati membri, una formazione linguistica nelle lingue ufficiali della Comunità meno usate, negli Stati membri in cui tali lingue sono in uso.
Articolo 7
1. Le spese connesse alle azioni di cui all'articolo 4 sono divise tra la Commissione e gli Stati membri, conformemente ai paragrafi 2 e 3.
2. La Commissione si assume le spese di viaggio e di soggiorno relative agli scambi di dipendenti doganali tra amministrazioni nazionali di cui all'articolo 4, lettera a).
La Commissione si assume inoltre le spese di viaggio e di soggiorno dei dipendenti partecipanti ai seminari di cui all'articolo 4, lettera b), quando questi debbano spostarsi in uno Stato membro diverso da quello d'origine.
3. Gli Stati membri si assumono le spese per la formazione linguistica dei propri dipendenti, di cui all'articolo 6.
Articolo 8
Gli stanziamenti di bilancio annui per le misure previste nel programma sono adottate nell'ambito della procedura di bilancio e nell'osservanza delle corrispondenti prospettive finanziarie.
Articolo 9
Nell'esecuzione dei suoi compiti la Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio.
In tal caso la Commissione può differire di un mese al massimo, a decorrere da tale comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine di cui al quarto comma.
Articolo 10
1. Il programma Matthaeus è pluriennale.
2. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione annuale sull'applicazione del programma Matthaeus.
Articolo 11
Anteriormente al 1o luglio 1993 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'esperienza acquisita nell'attuazione del programma Matthaeus, eventualmente corredata di una proposta di adeguamento.
Articolo 12
La presente decisione è applicabile a decorrere dal 1o gennaio 1991.
Articolo 13
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione. Fatto a Lussemburgo, addì 20 giugno 1991.

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