Document ID: 31997D0765

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 26 giugno 1997 riguardante aiuti di Stato a favore della «SKET Schwermaschinenbau Magdeburg GmbH» (SKET SMM) del Land Sassonia-Anhalt (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (97/765/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni, a norma dell'articolo 93,
considerando quanto segue:
I
Con lettera del 21 marzo 1995 (1) la Commissione ha notificato al governo tedesco la decisione di avvio del procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato nei riguardi degli aiuti accordati alla società «SKET Schwermaschinenbau Magdeburg GmbH» (qui di seguito «SKET SMM») dalla «Treuhandanstalt» (qui di seguito: «THA») e dall'ente che gli è succeduto, la «Bundesanstalt für vereinigungsbedingte Sonderaufgaben» (qui di seguito: «BvS»). L'impresa, che è stata posta nel frattempo in liquidazione, è stabilita in uno dei nuovi Länder federali, Sassonia-Anhalt. Essa occupava circa 1 800 dipendenti ed era il principale produttore di macchinari e attrezzature dei nuovi Länder. La sua gamma di produzione includeva laminatoi, trafilatrici, gru, macchine per la produzione di filo di acciaio e di cavi, macchine per la rifinitura e calibratura, impianti per l'estrazione di oli vegetali, impianti per il trattamento delle acque reflue e macchine di depolverizzazione.
L'impresa SKET era sorta nella metà del diciannovesimo secolo a Magdeburgo come cantiere di riparazione navale e fonderia. Dopo la sua fusione con la Krupp di Essen nel 1893 essa ha proseguito la sua attività sotto la denominazione «Friedrich Krupp Grusonwerke». Nel corso della seconda guerra mondiale questa impresa di costruzioni meccaniche mondialmente nota è stata distrutta per i quattro quinti. Dopo la guerra essa ha ripreso la sua attività sotto controllo sovietico. Nel 1954 è stata trasformata nella VEB Schwermaschinenbau «Ernst Thälman», Magdeburgo, assorbita nel 1969 dal nuovo Kombinat «Ernst Thälman» che con i suoi 30 000 dipendenti e 18 imprese realizzava un fatturato annuo di 2,6 miliardi di marchi della ex Repubblica democratica tedesca. All'epoca SKET era la più importante impresa di costruzioni meccaniche pesanti e anche il primo esportatore in questo campo dei paesi del Comecon. Nel quadro della riunificazione tedesca, SKET è stata trasformata dalla THA, incaricata della privatizzazione delle imprese di Stato tedesco-orientali, nella società per azioni SKET Maschinen- und Anlagenbau AG e più tardi in varie società a responsabilità limitata. Il Kombinat operante con la nuova denominazione aveva un organico di 19 447 persone.
Con le due decisioni del 10 giugno 1993 (NN 43/93) e del 13 ottobre 1993 (NN 95/93) la Commissione ha autorizzato 427,6 milioni di DEM di aiuti concessi dalla THA a SKET AG nel 1992 e nel 1993.
Nel 1993 la THA ha scisso la SKET AG in otto imprese di cui SKET SMM era la più grande. Delle altre sette società, tre sono state privatizzate e due poste in liquidazione. Alla società madre SKET SMM facevano capo due società controllate, «Drahtziehmaschinen Grüna GmbH» (qui di seguito: «DZM»), con sede a Chemnitz, e «Entstaubungstechnik Magdeburg GmbH» (qui di seguito: «ETM»), con sede a Magdeburgo, che non sono state toccate dalla liquidazione della SKET SMM. La DZM si è fusa nel 1995 con una società tedesco-occidentale e produce oggi macchine trafilatrici sotto la denominazione sociale Herborn & Breitenbach GmbH Chemnitz (qui di seguito H & B), mentre ETM produce macchine di depolverizzazione.
Nel luglio 1994 la Commissione è stata informata, con ritardo, della proroga degli aiuti già accordati e della concessione di un prestito supplementare destinato a coprire di fabbisogno di liquidità dell'impresa. Su richiesta del governo tedesco la decisione di avvio del procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato è stata ritardata per non pregiudicare i negoziati in corso riguardanti la privatizzazione della società. Il 26 ottobre 1994, la THA ha firmato un contratto di privatizzazione con la società «Oestmann & Borchert Industriebeteiligungen» la quale ha acquistato il 51 % del capitale di SKET SMM e si è incaricata della vendita di un'ulteriore quota del 24 %. Le quote restanti, detenute dalla THA e in seguito dalla BvS, dovevano essere privatizzate in un secondo momento. Il contratto di privatizzazione era soggetto alla condizione di una decisione favorevole della Commissione. Il 25 novembre 1994 il governo tedesco ha notificato una serie di misure finanziarie nell'ambito di tale privatizzazione. Nel dicembre 1994 la THA ha rinunciato al rimborso di prestiti accordati a SKET SMM onde evitare la dichiariazione di fallimento dell'impresa.
Dopo un esame preliminare delle misure di aiuto, la Commissione ha deciso di avviare il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, dandone notificazione alle autorità tedesche con la citata lettera del 21 marzo 1995. Nell'avviare il procedimento la Commissione ha formulato seri dubbi circa la compatibilità degli aiuti con l'articolo 92 del trattato in quanto che questi aiuti non si sarebbero limitati allo stretto necessario e che la futura competitività dell'impresa non sarebbe assicurata.
Nell'ottobre 1995 il governo tedesco ha notificato altre misure a favore dell'impresa destinate ad ovviare ai problemi di liquidità dell'investitore e a garantire gli ordini in portafoglio fino al 1996. Nel dicembre 1995 la Commissione è stata informata del versamento anticipato di un prestito che era stato notificato come parte delle misure destinate a coprire le perdite di SKET SMM previste per il 1996.
Nel gennaio 1996 il governo tedesco ha comunicato che i potenziali investitori avevano rinunciato alla privatizzazione progettata e che, in attesa di un nuovo progetto di ristrutturazione, SKET SMM aveva beneficiato di un prestito di tesoreria. Gli aiuti notificati in precedenza per mantenere in attività l'impresa fino alla fine del 1995 sono stati confermati. Nell'aprile 1996 è stato trasmesso un nuovo piano di ristrutturazione per il 1996-1998 in base al quale SKET SMM doveva restare di proprietà pubblica ed essere ristrutturata, a prescindere da una sua eventuale privatizzazione. La Commissione ha quindi incaricato un perito indipendente di verificare la validità del progetto di ristrutturazione notificato. Il perito ha espresso dubbi un merito alla fattibilità del progetto. Infatti, pur riconoscendo che il progetto era basato su valutazioni e argomenti corretti, ne ha considerata improbabile l'attuazione concreta per mancanza di oridinativi attuali e futuri.
Con lettera del 12 agosto 1992 (2) la Commissione ha informato il governo tedesco della sua decisione di estendere il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato alle misure di tesoreria e al nuovo piano di ristrutturazione adottato nel 1995 a favore di SKET SMM e delle sue controllate. Nell'ambito dell'estensione del procedimento, la Commissione ha espresso seri dubbi circa la compatibilità degli aiuti con l'articolo 92 del trattato, in quanto essi apparivano sproporzionati rispetto agli effetti attesi e poiché la redditività a lungo termine dell'impresa restava incerta. In seguito, la Germania ha notificato il versamento effettivo degli aiuti finanziari a SKET da parte della BvS, conformemente al secondo piano di ristrutturazione, nella misura in cui quest'ultimo ha potuto essere attuato prima dell'apertura della procedura concorsuale. Le misure notificate concretizzano il piano di ristrutturazione e rientrano nella decisione della Commissione sull'estensione del procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato.
Il 15 ottobre 1996 SKET SMM ha presentato domanda di fallimento e si trova da allora in fase di liquidazione. Con lettera del 19 novembre 1996 (registrata lo stesso giorno) le autorità tedesche hanno notificato le misure prese a favore di SKET SMM fino al 15 ottobre 1996. Nel gennaio 1997 la Germania ha comunicato l'entità delle misure prese nel 1996 a favore delle controllate da cui risulta che il progetto di ristrutturazione che le riguarda è stato finora attuato senza grandi modifiche. Tuttavia, le autorità tedesche hanno spiegato in quella occasione che il fabbisogno finanziario futuro delle controllate fino alla completa realizzazione del progetto di ristrutturazione notificato era ancora incerto. Le informazioni di cui dispone attualmente la Commissione non sono sufficienti per consentirle di valutare la compatibilità delle misure di aiuto notificate a favore di ETM e H & B/DZM con gli articoli 92 e 93 del trattato nonché con l'articolo 61 dell'accordo SEE. Di conseguenza, la presente decisione riguarda esclusivamente la compatibilità con le citate disposizioni degli aiuti concessi alla SKET SMM.
Per maggiori dettagli sui sostegni finanziari concessi dalla BvS alla SKET SMM (durata dei prestiti, tassi di interesse, spese, oneri, ecc.) oggetto della presente decisione si rinvia alle decisioni della Commissione relative all'apertura e all'estensione del procedimento a norma dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, nonché alla valutazione giuridica che figura la punto V della presente decisione.
II
Con lettera del 13 giugno 1994 (registrata il giorno successivo) il governo tedesco ha notificato, in ritardo, gli aiuti già versati dalla THA alla SKET SMM. Si trattava della proroga di un prestito di 290,7 milioni di DEM fino alle fine del 1994, della concessione di un ulteriore prestito di 65,5 milioni di DEM destinato a coprire il fabbisogno di liquidità, di garanzie su investimenti per 35,1 milioni di DEM e controgaranzie per oltre 30 milioni di DEM. Infine, su richiesta della Commissione del 20 giugno 1994, il governo tedesco ha tramesso ulteriori informazioni con lettera del 19 luglio 1994 (registrata il giorno successivo).
Su domanda delle autorità tedesche in data 31 ottobre 1994, la Commissione ha rinviato la sua decisione in attesa della notificazione di aiuti supplementari nell'ambito della prevista privatizzazione dell'impresa. Gli aiuti supplementari, accordati nell'ambito della privatizzazione di SKET SMM per un totale di 557,5 milioni di DEM, sono stati notificati in ritardo dalle autorità tedesche, con lettera del 25 novembre 1994 (registrata il 28 novembre 1994). Essi comprendevano un apporto di fondi propri di 371,5 DEM mediante rinuncia alla restituzione di prestiti accordati dalla THA dopo la riunificazione, della copertura delle perdite annuali fino al 1996 nonché del finanziamento delle misure a favore del personale in eccedenza. I fondi necessari a tale scopo ammontavano a 186 milioni di DEM (174,3 milioni di DEM per SKET SMM e 11,7 milioni di DEM per ETM) e dovevano essere coperti mediante la vendita a THA di terreni aziendali inutilizzati.
Con una terza notificazione trasmessa alla Commissione il 9 dicembre 1994 (registrata il 12 dicembre 1994), il governo tedesco ha annunciato immediata remissione di debiti per 477,8 milioni di DEM per evitare la dichiarazione di fallimento dell'impresa. Questa somma si scompone, in pratica, in un apporto di fondi propri di 371,5 milioni di DEM e un importo di 106,3 milioni di DEM destinato a coprire le perdite di SKET SMM e delle sue controllate previste per il 1994.
Con lettera del 4 ottobre 1995 (registrata il 6 ottobre 1995) il governo tedesco ha notificato, in ritardo, ulteriori misure di aiuto destinate a garantire la liquidità dell'impresa durante lo svolgimento del procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato. Per garantire l'esecuzione degli ordinativi registrati fino al 1996, sono state concesse controgaranzie a fronte di una garanzia bancaria per un ulteriore importo di 150 milioni di DEM. Con lettera del 12 dicembre 1995 (registrata il 13 dicembre 1995) è stato comunicato il versamento anticipato di un prestito con interessi di 20 milioni di DEM (che era stato notificato nell'ambito degli aiuti destinati a coprire le perdite di SKET SMM per l'anno 1996). A fine 1995 gli investitori si sono ritirati mettendo fine alla privatizzazione.
Con lettera del 16 gennaio 1996 (registrata il 17 gennaio 1996) il governo tedesco ha informato la Commissione del fallimento del progetto di privatizzazione e dell'elaborazione di un nuovo piano di ristrutturazione comunicando nello stesso tempo la concessione, a favore di SKET SMM, di un prestito di 20 milioni di DEM destinato a coprire le esigenze di liquidità fino al marzo 1996. Con lettera del 13 marzo 1996 (registrata il 15 marzo 1996) le autorità tedesche hanno ritirato la notificazione degli aiuti legati alla privatizzazione che non erano stati ancora versati al momento in cui il progetto di privatizzazione è fallito. Con lettera del 13 marzo 1996 (registrata il 15 marzo 1996) il governo tedesco ha notificato, in ritardo, la concessione di un prestito di tesoreria di 60 milioni di DEM per il 1° trimestre 1996 e di 30 milioni di DEM per aprile 1996.
Il nuovo piano di ristrutturazione di SKET SMM per gli anni 1996-1998 è stato notificato alla Commissione con lettera del 23 aprile 1996 (registrata il giorno stesso). Gli aiuti ammontavano a 352,1 milioni di DEM, ivi inclusi i prestiti di tesoreria già notificati per il 1996. Su richiesta della Commissione in data 15 maggio 1996, le autorità tedesche hanno presentato, con lettera del 23 maggio 1996 (registrata il giorno stesso), l'insieme del piano di ristrutturazione, nella versione elaborata dalla società di consulenza Roland Berger.
I terzi interessati hanno trasmesso le loro osservazioni alla Commissione entro il 9 novembre 1996. Con lettera del 19 novembre 1996 (registrata lo stesso giorno) le autorità tedesche hanno comunicato la concessione a SMM, dal giugno 1996, di 65 milioni di DEM di sovvenzioni, segnalando inoltre che una parte (15 milioni di DEM) del prestito accordato in aprile era stata convertita in sovvenzioni, e che 61 milioni di DEM erano stati mobilizzati a titolo di controgaranzie. Secondo le autorità tedesche, la concessione di queste misure rientra nell'ambito del piano di ristrutturazione notificato. Con lettere del 30 gennaio 1997 (registrata alla stessa data) e del 31 gennaio 1997 (registrata il 3 febbraio 1997), le autorità tedesche hanno comunicato alla Commissione l'ammontare delle garanzie e controgaranzie mobilizzate fino a tale data nell'ambito del piano di ristrutturazione notificato.
III
Con lettere del 19 e 26 novembre 1996 la Commissione ha comunicato alle autorità tedesche le osservazioni pervenute dai terzi interessati - un'associazione svedese di imprese di costruzioni meccaniche nonché un concorrente italiano e un concorrente tedesco - in seguito alla pubblicazione della decisione della Commissione relativa all'apertura del procedimento. Le osservazioni del concorrente italiano sull'estensione del procedimento sono pervenute in ritardo rispetto al termine concesso.
I terzi interessati hanno espresso le loro preoccupazioni sia per quanto concerne la proporzionalità dell'ammontare degli aiuti rispetto alla loro utilità, sia per quanto concerne la capacità di sopravvivenza dell'impresa nonostante gli aiuti accordati. Secondo l'associazione svedese, grazie e notevoli aiuti di Stato veniva mantenuta in vita un'impresa non redditizia su un mercato caratterizzato da una forte concorrenza a da uno scarso tasso di utilizzazione delle capacità. Tutti i terzi interessati temevano in particolare l'abuso degli aiuti di Stato da parte di SKET SMM e anche, secondo uno dei concorrenti, da parte di H& B/DZM, nel senso che i prodotti verrebbero venduti al di sotto dei costi variabili e le relative perdite verrebbero coperte mediante gli aiuti di Stato. I prezzi praticati da SKET SMM per i suoi prodotti si situerebbero tra il 25 % e il 45 % al di sotto dei prezzi di mercato. I terzi interessati hanno citato vari esempi in questo senso. Essi hanno fatto valere che SKET SMM utilizzerebbe manifestamente gli aiuti per offrire i suoi prodotti in perdita. Questo comportamento riguarda esclusivamente ordinativi provenienti da paesi terzi, ossia dalla zona Asia-Pacifico. Secondo gli interessati, questo comportamento si traduceva in una forte pressione sui prezzi nei riguardi dei concorrenti europei - in particolare i costruttori tedeschi e italiani - e che esisteva quindi il rischio di una distorsione della concorrenza nella Comunità.
IV
Il governo tedesco si è pronunciato sulle osservazioni dei terzi interessati con lettere del 16 febbraio 1996 (registrata il 19 febbraio 1996), del 13 marzo 1996 (registrata il 15 marzo 1996), del 6 gennaio 1997 (registrata il giorno successivo) e del 29 gennaio 1997 (registrata il giorno successivo).
Le autorità tedesche hanno in particolare contestato gli esempi citati e indicato altri esempi di segno contrario in cui il concorrente italiano si era visto attribuire l'ordinativo. Esse hanno preso posizione su ciascuno dei casi menzionati. In alcuni casi, le commesse erano state attribuite al concorrente italiano, in altri a SKET SMM, e le controfferte erano ogni volta solo leggermente superiori (massimo 5 %). Secondo il governo tedesco gli aiuti di Stato non venivano utilizzati per abbassare i prezzi bensì per finanziare programmi di riduzione dei costi. Inoltre, esso ha dichiarato che SKET SMM non era presente sul mercato svedese.
Infine, le autorità tedesche hanno assicurato a due riprese alla Commissione che dal 1996 SKET SMM era tenuta, in base ad una delibera societaria, a non offrire e vendere i suoi prodotti a prezzi inferiori ai costi diretti, senza l'autorizzazione ufficiale della BvS. Una tale autorizzazione non è mai stata chiesta né accordata.
V
Lo svolgimento del procedimento a norma dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato ha confermato l'opinione della Commissione che la maggioranza delle misure finanziarie della BvS a favore di SKET SMM, oggetto del procedimento inizialmente avviato e successivamente esteso, devono essere considerate come aiuti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, e non rientrano nelle deroghe dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) né negli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà (3) che avrebbero potuto costituire l'unico quadro giuridico per l'autorizzazione degli aiuti stessi.
Con una quota del 7,8 % della produzione industriale globale e di 1,94 milioni di addetti (1995), la costruzione meccanica costituisce uno dei principali settori industriali della Comunità. La Comunità, che è il primo costruttore mondiale di macchine, ha realizzato un fatturato complessivo di 229,7 miliardi di ECU nel 1995 di cui il 44 % è rappresentato dalla produzione tedesca. Nel 1995, le esportazioni di questo settore, che sono tradizionalmente molto elevate, è aumentata dell'8,6 % nella Comunità e del 7,6 % in Germania. Questa crescita riguarda ugualmente gli scambi intracomunitari (Germania +3 %; Spagna + 18 %). In Germania, in particolare, le esportazioni corrispondono al 91 % del consumo interno (4).
Con circa 1 400 dipendenti, SKET SMM è uno dei principali produttori di macchine pesanti nella Comunità, in cui solo il 4 % delle imprese di questo settore occupano più di 100 addetti (ultime cifre disponibili del 1990). Ciò significa che qualsiasi aiuto rafforzerebbe la posizione di SKET SMM nel mercato comune rispetto ad altri concorrenti che non ricevono aiuti di Stato. Nel 1996 SKET SMM ha realizzato circa il 5 % del suo fatturato con la vendita di laminatoi esportati essenzialmente verso paesi terzi. Sul mercato mondiale delle macchine per la produzione di fili e cavi SKET SMM detiene una quota del 15 %. La concessione di aiuti di Stato può dunque ugualmente produrre una distorsione o un rischio di distorsione della concorrenza fra costruttori comunitari quando questi si trovano in concorrenza essenzialmente su mercati non comunitari, dato che il posizionamento sul mercato dei differenti attori può essere modificato a favore dei beneficiari di aiuti e a scapito delle imprese che non ne ricevono. È dunque probabile che le misure a favore di SKET SMM pregiudichino gli scambi intracomunitari.
La particolarità del caso in esame risiede nel fatto che il procedimento avviato a norma dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato riguarda due diversi piani di ristrutturazione notificati. Nessuno dei due piani è stato realizzato integralmente e determinate misure sono state adottate a titolo sostitutivo. Per una maggiore chiarezza espositiva saranno elencate in appresso tutte le misure, sia quelle notificate sia quelle realmente attuate. Per determinare la compatibilità delle misure di aiuto è necessario prendere in considerazione l'insieme delle misure progettate e l'approccio su cui si basano. Va tuttavia sottolineato che non tutte le misure notificate sono state attuate.
SPAZIO PER TABELLA
Le misure individuali
L'impresa ha ricevuto sovvenzioni per 15 milioni di DEM (25,5 milioni di DEM erano stati notificati) nell'ambito della legge tedesca per il miglioramento delle strutture economiche regionali, ventitreesimo e ventiquattresimo piano quadro (Gemeinschaftsaufgabe zur Verbesserung der regionalen Wirtschaftsstruktur 23. u. 24. Rahmenplan). Le misure che rientrano in questa legge sono considerate come aiuti regionali agli investimenti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato e sono state autorizzate conformemente all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato (N 464/93, N 157/94, N 531/95).
Controgaranzie a copertura del prezzo di acquisto
In occasione della privatizzazione di SKET SMM, il Land Sassonia-Anhalt ha concesso a Oestmann & Borchert una controgaranzia di 9,2 milioni di DEM per una garanzia bancaria a copertura del pagamento dell'80 % del prezzo di acquisto (10,2 milioni DEM più 1,4 milioni di DEM di interessi) alla BvS. Per questa controgaranzia è stata pagata una commissione.
Il contratto di privatizzazione non è mai entrato in vigore, il prezzo di acquisto non è stato pagato, la garanzia bancaria e la controgaranzia del Land sono state attivate. La controgaranzia non può, pertanto, essere considerata come un aiuto dato che non ha avuto effetto.
Assicurazione credito all'esportazione
SKET SMM ha beneficiato di assicurazioni credito all'esportazione nel quadro del programma federale Hermes a concorrenza di 68 milioni di DEM per ordinativi provenienti dai paesi della CSI.
Il programma di assicurazione crediti all'esportazione è conforme al Consenso OCSE e può essere perciò considerato compatibile con gli articoli 92 e 93 del trattato CE.
Misure che non costituiscono aiuti
L'esenzione da eventuali oneri ambientali relativi al periodo precedente il 1° gennaio 1990 (12,2 milioni di DEM) non è da considerare come un aiuto in base alle disposizioni della THA poiché né le imprese né i loro acquirenti possono essere tenuti responsabili di tali problemi ambientali che sono esclusivamente la conseguenza del vecchio sistema politico (N 108/91, E 15/92, N 768/94). Le misure di aiuto a favore dell'occupazione prese, conformemente al § 249h della legge tedesca per la promozione del lavoro (16,8 milioni di DEM) in campo sociale, nel settore ambientale nonché a favore dei giovani dell'ex Repubblica democratica tedesca, non sono considerate misure sovvenzionate mediante aiuti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 1 dell'accordo SEE (NN 117/92).
Le autorità tedesche sostengono che la conversione di debiti pregressi, anteriori al 1° gennaio 1990, in nuovi prestiti (22,8 milioni di DEM, senza interessi, durata illimitata) nonché la loro successiva remissione, non sia da considerare come un aiuto. In base alle disposizioni della THA, questa forma di annullamento dei debiti non costituisce un aiuto poiché non rappresenta alcun vantaggio per i beneficiari (N 108/91). In pratica, la decisione sulla rinunzia ai vecchi crediti è stata ritardata di un anno. Al riguardo si può far valere che non vi è motivo di giudicare differentemente la rinunzia tardiva ai vecchi crediti, dopo la loro conversione in bilancio, poiché l'effetto sul capitale proprio è lo stesso.
SKET SMM ha versato al personale licenziato 43,8 milioni di DEM di indennità in base al § 111 della legge tedesca sulla rappresentanza dei lavoratori nell'impresa. Ciò è stato finanziato dalla BvS, poiché SKET SMM è rimasta di sua proprietà fino al fallimento. Le indennità di licenziamento sono state versate nell'ambito di un piano sociale che prevedeva una riduzione dell'organico da 3 180 a circa 2 000 addetti fra il 1994 e il 1995. SKET SMM aveva ripreso la maggior parte dei dipendenti del vecchio Kombinat che occupava inizialmente 30 000 addetti e al momento della riunificazione circa 19 500. Uno dei principali aspetti della riduzione della dimensione del Kombinat, oltre all'abbattimento delle capacità produttive e alla vendita di terreni aziendali, e stata la riduzione del personale fortemente in esubero. Il pagamento di indennità di licenziamento al personale in esubero, direttamente in linea con la sovraddotazione di personale caratteristica delle imprese dell'economia pianificata, è assimilabile all'imputazione all'impresa di vecchie obbligazioni anteriori alla riunificazione. Sgravare l'impresa dai relativi costi non comporta per essa alcun vantaggio che possa compensare lo svantaggio della pesante eredità. La concessione di un prestito di 43,8 milioni di DEM per la riduzione di detto personale non può perciò essere considerata come un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato.
Aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CE
Controgaranzia per garanzie di buona esecuzione e garanzie di restituzione di acconti (avalli)
La BvS ha inoltre accordato a SKET SMM controgaranzie per garanzie di buona esecuzione e garanzie di restituzione di acconti destinate a coprire un rischio di 180 milioni di DEM. Né le garanzie né le controgaranzie sono state utilizzate. Acconti per 61 milioni di DEM hanno costituito l'ammontare massimo garantito. SKET ha versato ogni anno, alla BvS, una commissione per la controgaranzia pari allo 0,25 % del rischio massimo e alla banca, provvigioni pari, tra l'altro allo 0,5 % del rischio massimo coperto dalle garanzie. Una controgaranzia (fideiussione) costituisce un aiuto, allo stesso titolo di una garanzia, se è concessa a condizioni diverse da quelle del mercato e conferisce pertanto un vantaggio al beneficiario.
RIFERIMENTO A UN FILM
Le garanzie di restituzione di acconti e di buona esecuzione sono di uso corrente nel settore della costruzione di impianti industriali, data l'entità delle somme necessarie per l'esecuzione degli ordinativi.
Questi due tipi di garanzie e le controgaranzie sono rigorosamente legate ai vari ordinativi (contratti). Il committente deve pagare un acconto molto elevato affinché l'impresa possa realizzare il contratto, ossia acquistare il materiale iniziale necessario. Nello stesso tempo, il committente deve avere la garanzia di recuperare rapidamente questo importo qualora il contratto non possa essere eseguito correttamene. Questa garanzia non viene fornita dal costruttore bensì da una banca la quale paga alla prima richiesta del committente. Come contropartita, la banca riceve dal costruttore una commissione e una garanzia reale sull'oggetto della commessa. Le piccole imprese, le cui risorse finanziarie non sono considerate sufficienti dalle banche come garanzia di buona esecuzione di un ordinativo, ricevono generalmente una controgaranzia dalla loro società madre.
SKET SMM ha beneficiato di una controgaranzia per l'esecuzione dei suoi contratti. La banca aveva evidentemente chiesto una controgaranzia perché considerava che SKET SMM, a causa della sua cattiva situazione finanziaria, non offrisse le garanzie necessarie per assicurare che i contratti sarebbero stati effettivamente eseguiti. Di conseguenza è stato chiesto alla BvS, in quanto società madre o holding di SKET SMM, di accordare una controgaranzia.
Questa forma di garanzia dei rischi non è inabituale nel settore in causa e non è limitata a SKET SMM. Tali controgaranzie non costituiscono in sé degli aiuti di Stato, salvo se sono accordate a condizioni diverse da quelle normali del mercato.
La questione se la controgaranzia sia stata accordata alle normali condizioni di mercato dipende dai seguenti due fattori:
- situazione finanziaria di SKET SMM al momento della concessione,
- l'ammontare che un'impresa come SKET SMM avrebbe dovuto pagare per una tale controgaranzia.
L'ammontare da pagare per una siffatta controgaranzia dipende dalla situazione finanziaria del beneficiario, ossia dalla probabilità dell'inadempimento, il che è comparabile all'assunzione del rischio inerente ad un prestito da parte di un garante.
Secondo l'esperienza della Commissione, un'impresa costruttrice di impianti industriali, che si trovasse in una situazione finanziaria comparabile a quella di SKET SMM, dovrebbe pagare circa il 3 % all'anno per ottenere una tale garanzia sul mercato libero. Di conseguenza, le controgaranzie accordate dalla BvS a favore di SKET SMM ad un tasso d'interesse dello 0,25 % anno sull'ammontare massimo non sono state concesse alle condizioni normali del mercato e hanno quindi rappresentato per l'impresa un vantaggio finanziario.
Ciò considerato, la concessione delle controgaranzie destinate a coprire le garanzie di buona esecuzione e di restituzione di acconti ad un tasso d'interesse annuo dello 0,25 % anziché del 3 % deve essere considerata come un aiuto (5) il cui elemento di aiuto deve essere evidenziato come equivalente sovvenzione.
L'equivalente sovvenzione della controgaranzia deve essere determinato allo stesso modo che per una garanzia di prestito (6): dopo detrazione delle commissioni pagate, il bonifico d'interessi è costituito dalla differenza tra il tasso d'interesse di mercato (3 %) e il tasso d'interesse concesso grazie alla garanzia di Stato (0,25 %).
Ripianamento di debiti
Fra il 1990 e il 1992 THA ha concesso all'allora SKET AG un prestito di tesoreria di 90 milioni di DEM (ridotto successivamente di 1 milione di DEM) e garanzie per 223,7 milioni di DEM. Il 30 giugno 1993 la Commissione ha deciso (NN 46/93) che la proroga delle garanzie per 201,7 milioni di DEM e il prestito di 89 milioni di DEM (in totale 290,7 milioni di DEM) erano compatibili con gli articoli 92 e 93 del trattato. Nel 1993 erano stati accordati inoltre un prestito di tesoreria di 69,9 milioni di DEM e un prestito all'investimento di 67 milioni di DEM che sono stati ugualmente autorizzati dalla Commissione in base all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato (NN 95/93).
Nel 1994 tutte queste misure sono state prorogate di un anno e nel 1995 è stato rimesso il relativo debito (inclusi gli interessi) per creare una dotazione di capitale proprio (361,7 milioni di DEM). La conversione di garanzie in prestiti (201,7 milioni di DEM) e viceversa (67 milioni di DEM, vedere in appresso) è avvenuta mediante variazione di posizioni fra la BvS e le banche.
Una parte del ripianamento è stato operato tramite la vendita di terreni aziendali: certi terreni inutilizzati di SKET SMM sono stati nuovamente trasferiti alla BvS al valore contabile nominale (174,3 milioni di DEM). Questo valore è stato determinato conformemente ai 9 e 10 della legge tedesca sui bilanci di apertura in DEM. Poiché a SKET SMM non è stato concesso un prezzo particolarmente favorevole per questi terreni, il ripianamento ottenuto mediante questa vendita non rappresenta un vantaggio addizionale per l'impresa.
Un ulteriore debito di 80,3 milioni di DEM è stato cancellato nel 1995 per coprire le perdite del 1994. Il prestito all'investimento di 67 milioni di DEM (che era stato autorizzato nella seconda decisione della Commissione relativa a SKET SMM) è stato convertito nel 1994 in una garanzia d'investimento. Nello stesso anno, tale garanzia è stata elevata fino a coprire ulteriori prestiti per 23,6 milioni di DEM (garanzia massima di 90,3 milioni di DEM). Nel 1995 la garanzia è stata ridotta e convertita in un prestito bancario di 31,8 milioni di DEM. Nello stesso anno, la BvS ha rinunciato al rimborso di questo prestito a favore della SKET SMM. Nell'esaminare se si tratta di aiuti se deve tener conto del fatto che il prestito di 67 milioni di DEM era stato autorizzato dalla seconda decisione della Commissione relativa alla SKET SMM (NN 95/93). La BvS ha rinunciato al rimborso del prestito supplementare - e quindi del nuovo prestito - di 23,6 milioni di DEM, quanto meno per ridurre il prestito a 31,8 milioni di DEM. Di conseguenza la nuova attenuazione del debito 1995 è costituita dalla rinuncia al rimborso del prestito di 31,8 milioni di DEM.
Nel 1995 è stato rinunciato al rimborso dei nuovi prestiti di tesoreria accordati nel 1994 (65,6 milioni e 91,7 milioni di DEM, ossia in totale 157,3 milioni di DEM) per mantenere in esercizio l'impresa. Il primo prestito era stato accordato in due rate, alle condizioni seguenti: 40,6 milioni di DEM ad un tasso d'interesse annuo del 5,8 % dal 1° dicembre 1993 al 30 giugno 1995 e, successivamente, senza interessi per un durata illimitata; 25 milioni di DEM senza interessi e per una durata illimitata. Anche il secondo prestito è stato accordato in due rate: 54,7 milioni di DEM senza interessi dal 1° novembre 1994 al 31 dicembre 1995; 37 milioni di DEM al tasso d'interesse annuo del 5,45 % per novembre. È evidente, tenuto conto della situazione di liquidità e di capitale descritta al punto V e nella decisione della Commissione relativa all'estensione del procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, che SKET SMM non avrebbe potuto ottenere prestiti bancari alle condizioni del mercato per coprire i suoi costi di esercizio.
La remissione di debiti pregressi, che era stata autorizzata dalle due decisioni della Commissione relative a SKET SMM, non si è risolta nell'apporto di nuovi mezzi liquidi all'impresa bensì nel mantenimento della liquidità dell'impresa fino alla fine del 1995 quando fallì la privatizzazione. Queste misure devono essere integralmente considerate come aiuti. La prima remissione di debiti è stata esentata a norma dell'articolo 92, paragrafo 3. Come già indicato nella decisione sulle disposizioni della Treuhand (N 108/91), era probabile che le garanzie e i prestiti della THA alle imprese tedesco-orientali sarebbero diventate de facto delle sovvenzioni quanto più si fosse protratta la dipendenza finanziaria delle imprese nei riguardi della THA. È quindi logico che la conversione di prestiti in sovvenzioni costituisce un aiuto addizionale. Si può tuttavia concludere ora che queste misure rientrano nelle citate decisioni anteriori della Commissione relative a SKET SMM, che partivano dal principio che si trattava di un'impresa in difficoltà.
La remissione dei nuovi debiti degli anni 1994 e 1995, che non erano stati autorizzati dalle precedenti decisioni della Commissione relative a SKET SMM, costituisce integralmente una sovvenzione e va perciò considerata come aiuto. L'ammontare nominale dell'aiuto ammonta a 268,4 milioni di DEM.
Prestiti
La BvS ha concesso a SKET SMM un ulteriore prestito di 156,8 milioni di DEM a copertura integrale delle perdite nel 1995. Il prestito è stato concesso in 5 rate: 62,2 milioni di DEM al 6,8 % (29 milioni di DEM il 13 marzo 1995, 30 milioni di DEM il 24 marzo 1995, 3,2 milioni di DEM il 24 aprile 1995) e 94,6 milioni di DEM al 5,4 % (31,9 milioni di DEM il 19 giugno 1995, 62,7 milioni di DEM il 14 gennaio 1995). Una data di rimborso non era stata stabilita.
Gli altri prestiti di tesoreria accordati fra il fallimento della privatizzazione e l'apertura della procedura concorsuale ammontano a 95 milioni di DEM: 20 milioni di DEM nel 1995 al tasso annuo del 6,5 %, 15 milioni di DEM al tasso annuo del 4 % e il restante importo di 60 milioni di DEM senza interessi e per una durata illimitata. In complesso SKT SMM ha perciò beneficiato fino alla data di apertura della procedura di fallimento di 251,8 milioni di DEM di prestiti.
Poiché la concessione di prestiti a condizioni di mercato ad un'impresa in una situazione finanziaria comparabile a quella di SKET SMM è molto improbabile e poiché i prestiti concessi a SKET SMM hanno conferito a quest'impresa un notevole vantaggio finanziario che non avrebbe potuto ottenere alle condizioni del mercato, la concessione di 251,8 milioni di DEM di prestiti deve essere considerata come un aiuto.
Sovvenzioni
La concessione di 80 milioni di DEM di sovvenzioni nel 1996 a SKET SMM è intervenuta quando è apparso sempre più evidente che, per mancanza di ordinativi sufficienti, l'impresa non avrebbe raggiunto il fatturato previsto e che la concessione di ulteriori prestiti, tenuto conto dell'indebitamento esistente e del fallimento incombente, non aveva più senso. Le sovvenzioni non erano legate a determinate misure di ristrutturazione o progetti concreti, ma servivano per garantire la liquidità e evitare il fallimento.
SPAZIO PER TABELLA
Deroghe ed esenzioni possibili in base all'articolo 92, paragrafi 2 e 3 del trattato
Aiuti non autorizzati
Poiché le misure adottate dalla BvS a favore di SKET SMM costituiscono aiuti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 1 dell'accordo SEE, la Commissione avrebbe dovuto essere informata della loro concessione a norma dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato. Parte degli aiuti sono stati tuttavia erogati prima della notificazione e la totalità è stata erogata senza attendere la decisione finale della Commissione. Di conseguenza la concessione degli aiuti era formalmente illegale.
Inoltre, gli aiuti devono essere considerati incompatibili con il mercato comune dato che non si applicano le deroghe di cui all'articolo 92 del trattato.
Le caratteristiche degli aiuti non rispondono infatti alle condizioni stabilite dall'articolo 92, paragrafo 2, lettere a) e b) del trattato.
Le misure non rientrano neppure nella deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 2, lettera c) del trattato. Per poter applicare questa disposizione agli aiuti accordati a SKET SMM, essa dovrebbe essere interpretata in un senso estremamente lato. Secondo la Commissione, tale disposizione non costituisce una deroga generale all'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, ma si limita a casi eccezionali nelle regioni limitrofe della vecchia frontiera (Zonenrandgebiete) per ovviare alla carenza di infrastrutture. Le presenti misure non rientrano in questa categoria geografica.
Del resto, la Commissione non ha ricevuto alcuna informazione che le consenta di verificare se le condizioni enunciate dall'articolo 92, paragrafo 2, lettera c) del trattato siano soddisfatte. In particolare, il governo tedesco non ha fatto valere che la regione di Magdeburgo risentiva tuttora della divisione della Germania, che gli svantaggi economici di tale regione erano dovuti alla divisione della Germania e che gli aiuti concessi a SKET SMM erano destinati a compensare tali svantaggi. Conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee (7), gli Stati membri che invocano tale deroga sono tenuti a fornire alla Commissione tutti gli elementi che consentano a quest'ultima di verificare che le condizioni della deroga siano soddisfatte.
Per quanto riguarda le condizioni necessarie per beneficiare della deroga dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato, va notato che SKET SMM era indubbiamente stabilita in una regione caratterizzata da una grave sottoccupazione e da un livello di vita anormalmente basso. Con un tasso del 16,5 %, il Land Sassonia-Anhalt presenta il più elevato livello di disoccupazione della Germania e si situa pertanto nettamente al di sopra della media comunitaria del 10,8 %. Conformemente all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato, gli aiuti destinati a promuovere lo sviluppo economico in tali regioni possono essere considerati compatibili con il mercato comune. Nel presente caso tuttavia è evidente che l'aiuto non poteva contribuire a promuovere lo sviluppo economico della zona dato che non era stato utilizzato per creare investimenti a lungo termine e posti di lavoro, bensì per mantenere vita un'impresa non redditizia.
Ristrutturazione
Anche le varie linee direttrici orizzontali della Comunità per gli aiuti di Stato alle imprese non sono applicabili nel presente caso. Il particolare, né la ristrutturazione prevista nel contratto di privatizzazione né il secondo progetto di ristrutturazione soddisfano le condizioni previste negli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà.
Il contratto di privatizzazione - il primo piano di ristrutturazione (1994-1995)
Come indicato in appresso, il contratto di privatizzazione - come è stato descritto nella decisione della Commissione sull'avvio del procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato - non ha ripristinato la redditività di SKET SMM. Inoltre, l'aiuto ha dato luogo ad un comportamento anticoncorrenziale. Infine, il piano non è stato attuato integralmente, dato che non sono stati raggiunti tutti gli obiettivi previsti nel piano stesso.
La concessione degli aiuti deve essere pertanto considerata incompatibile con il mercato comune a norma dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato. Il ripianamento dei debiti e la concessione delle controgaranzie sono sproporzionate rispetto all'utilità attesa dal punto di vista comunitario e hanno consentito un'indebita distorsione della concorrenza sotto forma di vendite sottocosto.
Conformemente al punto 3.2 degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà, gli aiuti alla ristrutturazione sono ammissibili se il piano di ristrutturazione soddisfa le seguenti condizioni:
Il ripristino della redditività
Basandosi su ipotesi realistiche, bisogna ammettere che il piano di privatizzazione non avrebbe permesso di ripristinare la redditività a lungo termine di SKET SMM entro un termine adeguato.
Il piano dell'investitore partiva dal presupposto che le vendite avrebbero potuto esser incrementate di quasi il 35 % fra il 1994 (282 milioni di DEM) e il 1997 (418 milioni di DEM), senza maggiore ristrutturazione dei costi (costi fissi di personale, aumento dei costi, già comunque troppo elevati, dei materiali).
SPAZIO PER TABELLA
Il risultato negativo del 1996, pari a 120 milioni di DEM (1996), avrebbe dovuto essere drasticamente ridotto in misura tale da poter realizzare nel 1977 un utile di 7,4 milioni di DEM. Anche il «cashflow» negativo di - 101,6 milioni di DEM nel 1996 avrebbe dovuto essere ridotto a - 4,5 milioni di DEM nel 1997.
SPAZIO PER TABELLA
SPAZIO PER TABELLA
L'ipotesi di un incremento delle vendite nelle future condizioni di esercizio era quanto meno azzardata - anche in caso di chiusura dei settori produttivi non redditizi - data la dipendenza dai mercati di sbocco nella CSI (con i connessi elevati rischi politici ed economici) e l'esistente necessità di modernizzazione. Anche se tale risultato fosse considerato realizzabile, una volta portata a termine la ristrutturazione sarebbero probabilmente necessari ulteriori iniezioni di capitale pubblico, perché a causa delle elevate perdite dell'anno precedente il risultato sarebbe stato inferiore a quello scontato. Lo stesso contratto di privatizzazione partiva dall'ipotesi che alla fine del periodo di ristrutturazione nel 1998 SKET SMM avrebbe registrato perdite notevoli.
SPAZIO PER TABELLA
Prevenzione di indebite distorsioni della concorrenza
Come già indicato, esistono scambi intracomunitari nel settore della costruzione meccanica, in particolare in quello dei laminatori e delle macchine trafilatrici, che sono i principali campi d'attività di SKET SMM. La concessione di aiuti ad un produttore può perciò falsare o rischiare di falsare gli scambi intracomunitari. Anche la concorrenza fra produttori comunitari sui mercati extracomunitari può subire una distorsione se si alterano le rispettive posizioni di mercato dei vari concorrenti comunitari.
Secondo un recente studio realizzato per conto della Commissione, l'industria europea della costruzione meccanica si trova in una fase di recessione: la quota della Comunità sul mercato mondiale è scesa, a causa della posizione dominante dei produttori estasiastici, dal 47 % nel 1986 al 40 % nel 1994. Attualmente il settore cerca di puntare su una maggiore specializzazione. Si può perciò presumere che il mercato comunitario presenti attualmente una tendenza alla sovraccapacità.
Anche se le autorità tedesche e l'impresa contestano l'addebito di una politica dei prezzi bassi, il perito indipendente della Commissione è giunto alla conclusione che SKET SMM ha venduto nel 1995, a tre riprese, laminatoi a prezzi inferiori ai costi variabili. Si tratta di due commesse dall'Asia (Jian Yin/Cina, Yu Din/Taiwan) e di un ordinativo di un cliente tedesco (Freital/Sassonia), i primi due ordinativi hanno formato oggetto della prima denuncia alla Commissione da parte del concorrente italiano. Tale politica ha portato a notevoli perdite nell'anno in questione (106,4 milioni di DEM a fronte di un ricavato di 55,8 milioni di DEM da questi ordinativi). Tali perdite sono state manifestamente coperte dalla BvS (prestiti di tesoreria supplementari per 165,8 milioni di DEM a copertura delle perdite nel 1995). Ciò significa che aiuti di Stato sono stati utilizzati indebitamente per acquisire, mediante un comportamento aggressivo e anticoncorrenziale, soltanto una parte degli ordinativi necessari per realizzare i principali postulati alla base del piano di privatizzazione. La concessione dell'aiuto non ha costituito il presupposto del comportamento anticoncorrenziale, ma ha permesso a SKET SMM di praticare una politica di prezzi bassi.
Attuazione del piano di ristrutturazione
Infine, l'impresa non ha integralmente attuato il piano di ristrutturazione presentato alla Commissione - come descritto nella decisione di estensione del procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato. Nel gennaio 1996 l'investitore si è ritirato dopo che i risultati di gestione di SKET SMM si erano drasticamente deteriorati a causa, tra l'altro, della notevole flessione degli ordinativi.
Si può dunque concludere che il primo piano di ristrutturazione non poteva consentire il ripristino della redditività di SKET SMM. Il piano è fallito e non presentava i necessari presupposti per giustificare la concessione di aiuti in base ai citati orientamenti comunitari per la ristrutturazione di imprese in difficoltà. È stato quindi proposto un secondo piano di ristrutturazione.
Il secondo piano di ristrutturazione (1996-1998)
Come indicato nella decisione con cui la Commissione ha esteso la procedura a norma dell'articolo 93, paragrafo 2, neanche questo piano di ristrutturazione ha consentito di ripristinare la redditività di SKET SMM e gli aiuti previsti non erano proporzionati ai costi e all'utilità della ristrutturazione. Inoltre, neppure questo piano di ristrutturazione è stato attuato integralmente.
Ripristino della redditività
Come confermato dal perito indipendente incaricato dalla Commissione, il piano di ristrutturazione non avrebbe permesso, sulla base di ipotesi realistiche, di ripristinare la redditività a lungo termine di SKET SMM entro tempi ragionevoli. Come già indicato nella decisione con cui la Commissione ha esteso il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, il piano ristrutturazione era basato su ipotesi che il perito indipendente ha considerato irrealistiche tenuto conto delle future condizioni operative dell'impresa.
Ad esempio, era prevista una notevole riduzione delle spese di personale e dei costi dei materiali (76,4 milioni di DEM, e 54 DEM), che doveva diventare operante però soltanto nel 1996.
SPAZIO PER TABELLA
Al momento della perizia, non sussistevano ancora le condizioni giuridiche per il licenziamento di personale e non erano state ancora definite le misure per ridurre i costi dei materiali. Tenuto conto della situazione del portafoglio ordini e delle perdite previste per il 1996 (191 milioni di DEM) esistevano sufficienti motivi per dubitare seriamente sia della realizzazione del piano di ristrutturazione entro il 1998, sia del fabbisogno di liquidità previsto per il 1996. In particolare, all'epoca della perizia (giugno 1996) quasi tutti i dipendenti di SKET SMM lavoravano ad orario ridotto per mancanza di ordinativi. Specie a causa della dipendenza dai mercati della CSI, era estremamente incerto che SKET SMM potesse raggiungere il previsto fatturato di 221 milioni di DEM nel 1996.
SPAZIO PER TABELLA
Nell'ambito della perizia è stato constatato che il successo di SKET SMM dipende esclusivamente dall'acquisizione di ordinativi. Ma anche se la società riuscisse ad ottenere commesse e ad avvicinarsi entro il 1998 nuovamente alla soglia della redditività, il suo merito di credito resterebbe con molta probabilità così basso da rendere probabilmente necessarie ulteriori garanzie, ossia aiuti supplementari. Lo stesso piano di risanamento prevedeva per il 1998 una perdita di 500 000 DEM. I piani con contenevano previsioni oltre tale data.
SPAZIO PER TABELLA
Inoltre, era chiaro che anche senza privatizzazione SKET SMM avrebbe dovuto essere ristrutturata entro il 1998. Pertanto, anche in caso di una successiva privatizzazione non era da escludere a priori l'erogazione di aiuti.
In tale contesto, sarebbe bastata una probabilmente inevitabile lieve modificazione del piano o anche solo del suo previsto svolgimento, per creare una situazione tale da rendere necessari ulteriori aiuti. Ciò significa che il piano di ristrutturazione non avrebbe consentito a SKET SMM di lavorare in modo tale da coprire i costi e da ottenere un rendimento minimo del capitale investito al fine di non dipendere più da aiuti di Stato e da poter affrontare la concorrenza con le sue sole forze. I criteri di redditività stabiliti negli orientamenti comunitari non sarebbero pertanto stati soddisfatti.
Proporzionalità fra i costi e i vantaggi della ristrutturazione
A parte le citate ripercussioni anticoncorrenziali, conseguenti alla concessione di aiuti ad un'impresa operante in un settore caratterizzato da sovraccapacità, l'ammontare degli aiuti previsti e concessi nell'ambito del piano di privatizzazione era sproporzionato rispetto ai vantaggi che ne se potevano attendere a livello comunitario, data l'entità estremamente elevata dei costi a fronte di una ristrutturazione molto probabilmente votata all'insuccesso nelle circostanze date.
SPAZIO PER TABELLA
Gli aiuti notificati rappresentano il 95 % dei costi complessivi di ristrutturazione, senza che fosse prevista la partecipazione di un investitore privato. La ristrutturazione aveva al contrario lo scopo di preparare una (seconda) privatizzazione, in epoca successiva, che avrebbe indubbiamente richiesto ulteriori aiuti.
Attuazione del piano di ristrutturazione
Infine, l'impresa non ha attuato integralmente il piano di ristrutturazione sottoposto alla Commissione. Al momento in cui il perito della Commissione ha valutato il piano, ossia nel giugno 1996, il fatturato previsto per il 1996 era stato ridotto di 75 milioni di DEM. Secondo il piano, l'impresa avrebbe dovuto in quell'anno acquisire nuovi ordinativi per 143 milioni di DEM. Le previsioni si basavano invece su 78 milioni di DEM soltanto, di cui all'epoca 30 milioni di DEM erano effettivamente garantiti da contratto.
Nell'autunno 1996 la direzione di SKET SMM ha sottoposto al consiglio di vigilanza un terzo piano di ristrutturazione che prevedeva una notevole riduzione di personale e di capacità. Dopo che il piano è stato respinto dai rappresentanti del personale nel consiglio di vigilanza, la direzione ha annunciato la messa in liquidazione dell'impresa il 15 ottobre 1996.
Tenuto conto di quanto precede, la Commissione è giunta alla conclusione che le misure seguenti, accordate dalla BvS, devono essere considerate come aiuti che non rientrano nelle deroghe dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato:
SPAZIO PER TABELLA
VI
Una volta accertato che un aiuto è incompatibile con il mercato comune, la Commissione chiede allo Stato membro interessato di recuperare l'aiuto dal beneficiario (8). Essendo questo il caso delle misure a favore di SKET SMM che formano oggetto della presente decisione, gli aiuti devono essere restituiti. Il fatto che SKET SMM sia stata nel frattempo posta in liquidazione fallimentare e non sia più presente sul mercato, è irrilevante. Scopo della restituzione è di compensare gli effetti tuttora sensibili della concessione degli aiuti sulla concorrenza. La restituzione degli aiuti non è impossibile dato che le attività di SKET SMM saranno vendute per soddisfare i creditori con il ricavato.
Il recupero degli aiuti è soggetto alla legge tedesca, ivi comprese le disposizioni sugli interessi di mora applicabili ai crediti dello Stato, al normale tasso di riferimento in vigore sul mercato a partire dalla data di concessione dell'aiuto (9). In particolare, il diritto alla restituzione non deve essere trattato in maniera diversa rispetto ai crediti risultanti da atti pubblici di diritto interno.
Conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia, le norme pertinenti devono essere applicate in modo tale da non rendere praticamente impossibile il recupero richiesto dal diritto comunitario. Eventuali difficoltà procedurali o di altra natura, nell'esecuzione della misura, non incidono sulla legittimità della stessa (10),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
I seguenti aiuti, accordati dalla «Treuhandanstalt» e dall'organismo che le è succeduto, la «Bundesanstalt für vereinigungsbedingte Sonderaufgaben», sono illegali in quanto la Germania non ha adempiuto l'obbligo di notificarli alla Commissione in tempo utile a norma dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato:
a) concessione di controgaranzie al tasso d'interesse annuo dello 0,25 % anziché 3 %, tenuto conto di tutte le commissioni versate;
b) remissione di debiti per 80,3 milioni di DEM a copertura delle perdite del 1994;
c) rinuncia al rimborso del prestito all'investimento di 31,8 milioni di DEM nel 1995;
d) rinuncia al rimborso del prestito di tesoreria di 65,6 milioni di DEM per il 1994;
e) rinuncia al rimborso del secondo prestito di tesoreria di 91,7 milioni di DEM per il 1994;
f) prestito di tesoreria di 156,8 milioni di DEM a copertura delle perdite 1995;
g) prestito di tesoreria di 20 milioni di DEM concesso a fine 1995;
h) prestito di tesoreria di 75 milioni di DEM concesso nel 1996;
i) sovvenzioni di 80 milioni di DEM concesse nel 1996.
A norma dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 1 dell'accordo SEE, detti aiuti sono incompatibili con il mercato comune e non rientrano nelle eccezioni e deroghe previste dall'articolo 92, paragrafi 2 e 3 del trattato e dell'articolo 61, paragrafi 2 e 3 dell'accordo SEE.
Articolo 2
La Germania è tenuta a ricuperare l'ammontare integrale degli aiuti indicati all'articolo 1 entro due mesi dalla notificazione della presente decisione. La somma da restituire dovrà essere maggiorata degli interessi, a partire dalla data di concessione degli aiuti e conformemente alle disposizioni sugli interessi di mora relative ai crediti pubblici, ad un tasso corrispondente al tasso di riferimento per il calcolo dell'equivalente sovvenzione netto degli aiuti regionali in Germania. Il diritto alla restituzione non viene trattato in maniera meno favorevole rispetto ai crediti risultanti da atti pubblici di diritto interno. Dette disposizioni vengono applicate in modo da non rendere impossibile il recupero chiesto dalla Comunità. Eventuali difficoltà procedurali o di altra natura nell'esecuzione del recupero non incidono sulla legittimità della stessa.
Articolo 3
La Germania informa la Commissione entro due mesi dalla notificazione della presente decisione delle misure adottate per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 26 giugno 1997.

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