Document ID: 31991D0305

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 24 gennaio 1991 relativa ad un progetto di aiuti del governo belga in favore di investimenti della Mactac SA, a Soignies (I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede) (91/305/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver inviato gli interessati, conformemente a detto articolo, a presentare le loro osservazioni e viste tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I
La legge belga del 17 luglio 1959, che istituisce e coordina misure intese a favorire l'espansione economica e la creazione di nuove industrie, e il regio decreto di attuazione del 17 agosto 1959 (1) hanno introdotto provvedimenti generali di aiuto all'economia belga, in particolare sotto forma di abbuoni d'interesse sui finanziamenti destinati alla realizzazione di investimenti, di garanzie di Stato sui mutui contratti dalle imprese presso istituti bancari che hanno beneficiato dell'abbuono e di un'esenzione dall'imposta fondiaria per cinque anni.
Nell'esaminare detta legge, conformemente alla procedura di cui all'articolo 93, paragrafi 1 e 2 del trattato, la Commissione ha ritenuto che essa costituisse un regime d'aiuti generale, poiché non conteneva alcun obiettivo settoriale o regionale. Applicandosi a tutti gli investimenti, senza distinzione tra imprese, regioni o settori, tale sistema non poteva beneficiare delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) o c) del trattato CEE. In mancanza di indicazioni specifiche, la Commissione non poteva valutare gli effetti del regime considerato sugli scambi intracomunitari e sulla concorrenza né, soprattutto, la sua compatibilità con il mercato comune.
In casi analoghi di regimi di aiuti generali, la Commissione ha ritenuto ammissibili gli aiuti, purché fosse soddisfatta una delle due seguenti condizioni: lo Stato membro interessato comunica alla Commissione un piano d'applicazione regionale o settoriale oppure, qualora ciò non risulti possibile, i singoli casi d'applicazione significativi.
In forza della decisione 75/397/CEE della Commissione (2), il governo belga è tenuto a comunicare preventivamente e in tempo utile alla Commissione i singoli casi significativi di applicazione della legge 17 luglio 1959, in modo che essa possa pronunciarsi sulla loro compatibilità con il mercato comune.
Nel quadro dell'esame permanente dei regimi d'aiuto nazionali esistenti, effettuato congiuntamente agli Stati membri, la Commissione ha proposto al governo belga, con lettere in data 3 agosto e 12 settembre 1990, di sopprimere a decorrere dal 1o gennaio 1991 il regime generale di aiuti istituito con la legge 17 luglio 1959.
II
Con lettera del 31 maggio 1990, registrata il 5 giugno 1990, il governo belga, conformemente alla vigente procedura, ha notificato alla Commissione l'intento delle autorità vallone di concedere, a norma della legge 17 luglio 1959, aiuti agli investimenti che l'impresa Mactac SA intende effettuare presso la sua sede di Soignies, nella provincia dell'Hainaut.
L'impresa Mactac è specializzata nella fabbricazione, trasformazione e smercio di materiali autoadesivi su base cartacea e di materiali per la serigrafia. Il programma d'investimenti da finanziare riguarda la creazione di una nuova linea di produzione, per un importo totale di 775 milioni di franchi belgi.
Gli aiuti previsti sarebberro forniti sotto forma di contributo in conto capitale di 93 milioni di franchi belgi e di un'esenzione dall'imposta fondiaria per cinque anni, il che corrisponde ad un equivalente-sovvenzione netto del 9,2 %. Il governo belga ha giustificato gli aiuti previsti facendo valere l'apporto di nuove tecnologie, le ripercussioni favorevoli che gli investimenti avrebbero sull'ambiente - dato che i nuovi prodotti adesivi saranno non inquinanti - e motivazioni di ordine regionale.
Dopo un primo esame del progetto notificato, la Commissione ha ritenuto che non potesse essere considerato compatibile con il mercato comune, in quanto falserebbe la concorrenza e inciderebbe sugli scambi, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE, senza che possa essere applicata nessuna delle deroghe di cui a detto articolo.
La Commissione ha osservato che la zona di Soignies non è compresa tra le regioni che usufruiscono di un aiuto regionale ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) o c), che gli investimenti da sovvenzionare non soddisfano le condizioni previste nella disciplina comunitaria degli aiuti in favore dell'ambiente, considerato l'aumento delle capacità produttive della Mactac, e che un aiuto alla costruzione di una nuova linea di produzione non agevola lo sviluppo del settore in causa, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c). La Commissione ha quindi deciso di avviare la procedura di cui all'articolo 92, paragrafo 3, primo comma del trattato e a tal fine, con lettera in data 11 luglio 1990, ha intimato al governo belga di presentare le sue osservazioni.
III
Il governo belga ha presentato le proprie osservazioni nell'ambito del procedimento, con lettera del 25 settembre 1990. Esso ha sottolineato in particolare l'aspetto attinente all'ambiente ed il contributo apportato dalla società Mactac alla creazione di 51 nuovi posti di lavoro in una regione caratterizzata da un tasso di disoccupazione particolarmente elevato. Stando alle autorità belghe, questi due aspetti, congiuntamente, giustificherebbero l'aiuto previsto.
Con lettera del 6 novembre 1990, il governo belga ha comunicato le osservazioni dell'impresa beneficiaria. La Mactac ha sottolineato, tra l'altro, che l'aiuto previsto dovrebbe poter beneficiare della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), in quanto può agevolare lo sviluppo della regione svantaggiata di Soignies. L'aiuto, d'altro canto, non altererebbe le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune. L'impresa Mactac ha osservato inoltre che l'investimento da finanziare comporterebbe elementi di tutela dell'ambiente e di risparmio di energia, che hanno avuto un peso non trascurabile nella decisione di concessione dell'aiuto.
A seguito della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3) della lettera inviata l'11 luglio 1990 dalla Commissione al governo belga non sono pervenute altre osservazioni di terzi interessati.
IV
Il contributo in conto capitale e l'esenzione dall'imposta fondiaria, previste dalle autorità belghe, costituiscono aiuti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, in quanto consentirebbero all'impresa beneficiaria di sostenere con risorse dello Stato una parte del costo dell'investimento che normalmente dovrebbe accollarsi.
I prodotti autoadesivi sono oggetto di scambi tra gli Stati membri e vi è concorrenza tra i produttori.
Stando alle informazioni di cui dispone la Commissione, ci sarebbero 36 produttori nella Comunità e altri 7 nei paesi dell'EFTA; la quota del mercato europeo detenuta dalla Mactac è del 10 %. Sebbene il mercato degli autoadesivi (provenienti dalla trasformazione della carta con applicazione di diversi prodotti chimici) sia un mercato potenzialmente in espansione, l'entrata di nuovi produttori specializzati ha portato ad una concorrenza più forte, che si è tradotta in una pressione al ribasso sui prezzi di vendita.
Nel 1989 l'UEBL ha esportato carte e cartoni autoadesivi (NC 4811 21 00) verso gli altri Stati membri, per un valore di 83,5 milioni di ecu, pari al 26 % di tutte le esportazioni intracomunitarie, ed ha importato dagli altri Stati membri per un valore di 15,6 milioni di ecu. L'impresa beneficiaria partecipa a questi scambi esportando il 75 % della sua produzione negli altri Stati membri.
Quando l'aiuto finanziario dello Stato rafforza la posizione di determinate imprese rispetto ad altre imprese concorrenti nella Comunità, deve essere considerato un aiuto che incide sulla concorrenza.
Sulla base di quanto precede, gli aiuti previsti dal governo belga inciderebbero sugli scambi tra Stati membri e falserebbero la concorrenza, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, favorendo l'impresa interessata.
L'articolo 92, paragrafo 1 enuncia il principio dell'incompatibilità con il mercato comune degli aiuti che presentano determinate caratteristiche in esso indicate.
Le deroghe a tale principio, contemplate nell'articolo 92, paragrafo 2 del trattato, non si applicano nella fattispecie, tenuto conto della natura e delle finalità degli aiuti previsti.
V
L'articolo 92, paragrafo 3 del trattato elenca gli aiuti che possono essere considerati compatibili con il mercato comune. La compatibilità con il trattato deve essere considerata nel contesto comunitario e non nel contesto di un solo Stato membro. Per salvaguardare il corretto funzionamento del mercato comune e tener conto delle finalità di cui all'articolo 3, lettera f) del trattato, le deroghe al principio dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, elencate nel paragrafo 3 dello stesso articolo, devono essere interpretate in maniera restrittiva in sede di esame di un regime di aiuti o di un singolo provvedimento d'aiuto.
Le deroghe, in particolare, possono essere invocate soltanto se la Commissione constata che in assenza degli aiuti il libero gioco delle forze di mercato non sarebbe sufficiente, da solo, ad indurre gli eventuali beneficiari ad adottare un comportamento atto a contribuire alla realizzazione di uno degli obiettivi perseguiti.
Applicare le deroghe in casi che non contribuiscano a tale obiettivo o in cui l'aiuto non sia necessario a tal fine, equivarrebbe a conferire indebiti vantaggi alle industrie o alle imprese di taluni Stati membri la cui posizione finanziaria si troverebbe così rafforzata, e ad incidere sulle condizioni degli scambi tra gli Stati membri nonché a falsare la concorrenza, senza alcuna giustificazione basata sul « comune interesse » evocato nell'articolo 92, paragrafo 3.
In considerazione di quanto precede, gli aiuti previsti non rientrano in una delle categorie di deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3.
Per quanto riguarda le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), relative agli aiuti destinati a favorire e ad agevolare lo sviluppo di determinate regioni, va osservato che in nessuna regione del Belgio il tenore di vita è anormalmente basso, né si registra una grave forma di sottoccupazione, ai sensi della deroga di cui alla lettera a); quanto alla deroga di cui alla lettera c), la zona di Soignies, nella provincia dell'Hainaut, dove è situata la sede dell'impresa, non è stata compresa tra le zone che necessitano di un aiuto regionale speciale, in virtù della decisione 82/740/CEE della Commissione (4), modificata da ultimo con decisione 88/612/CE (5) sulla delimitazione delle zone di sviluppo in Belgio.
Nell'ambito del procedimento, il governo belga e l'impresa beneficiaria hanno sottolineato in particolare i gravi problemi di elevata disoccupazione strutturale e di basso PIL pro capite, propri della circoscrizione di Soignies. Sulla base degli indicatori prescelti dalla Commissione, Soignies avrebbe i requisiti per essere riconosciuta come regione che può beneficiare di un aiuto di tipo regionale, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c).
Va rammentato anzitutto a questo proposito che il regime da applicare nella fattispecie non persegue alcun obiettivo regionale. Nel quadro dell'esame della legge 17 luglio 1959 sulla base dell'articolo 93, paragrafo 1 del trattato - esame citato nell'ultimo capoverso del primo considerando della presente decisione - il governo belga ha sottolineato, con lettera in data 12 novembre 1990, che la legge 17 luglio 1959 non è soltanto un regime di aiuto a finalità generale, ma anche un regime d'aiuto a finalità orizzontale, concernente:
- gli aiuti alla tutela dell'ambiente, conformemente alla disciplina stabilita dalla Commissione in materia;
- gli aiuti ai fini del risparmio e dell'uso razionale dell'energia;
- gli aiuti alle piccole e medie imprese;
- l'aiuto al riassorbimento della disoccupazione strutturale e di lunga durata;
- l'aiuto al risparmio di materie prime.
Si deve quindi concludere che lo sviluppo regionale non rientra tra le finalità della legge 17 luglio 1959.
Un secondo problema relativo all'applicazione della deroga regionale di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), al progetto d'aiuto considerato, attiene all'ammissibilità della città di Soignies al beneficio degli aiuti con finalità regionale. Va osservato anzitutto a questo proposito che la regione di Soignies non rientra tra le regioni ammissibli in virtù del regime di aiuti a finalità regionale instaurato dalla legge 30 dicembre 1970, regime autorizzato con la decisione 82/740/CEE. La Commissione osserva inoltre che dall'adozione di detta decisione non è mai stata presentata alcuna domanda di modifica da parte del governo belga, per comprendere la regione di Soignies tra le regioni ammissibili.
I principi di coordinamento dei regimi d'aiuto a finalità regionale e il metodo per applicare l'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) agli aiuti regionali, stabiliti dalla Commissione, sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (6). In base a questo metodo, la valutazione degli aiuti si fonda in particolare sulla disoccupazione strutturale e sul prodotto interno lordo di una regione rispetto alla media nazionale. Il governo belga e l'impresa Mactac hanno fatto riferimento, nelle loro lettere del 25 settembre 1990 e del 6 novembre 1990, a questo metodo, osservando che, in base alle soglie vigenti per il Belgio (7), la regione di Soignies de facto possiede i requisiti per beneficiaire di aiuti a finalità regionale.
Secondo la Commissione, il fatto che una regione raggiunga o superi le soglie previste da detto metodo non è sufficiente per applicare la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), se lo Stato membro interessato non ritiene detta regione ammissibile ai fini della sua politica regionale e, di conseguenza, non adotta disposizioni di diritto interno che istituiscano in tale regione un regime di aiuti a finalità regionale.
La necessità di poter applicare le misure di sviluppo regionale a tutto il territorio di una determinata regione - e non soltanto ad imprese situate in zone geografiche isolate della stessa regione - non costituisce una semplice modalità amministrativa; essa risponde infatti all'esigenza di consentire interventi su tutta la zona in questione, conformemente allo spirito e alla lettera dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), che ha per oggetto gli aiuti « . . . destinati ad agevolare lo sviluppo . . . di talune regioni economiche ».
Questa interpretazione è confermata nei suddetti principi di coordinamento, che statuiscono, al punto 9 iii) che gli aiuti regionali non possano essere concessi in maniera puntuale, cioè in zone geografiche isolate, sì da non poter esercitare praticamente alcuna influenza sullo sviluppo complessivo di una data regione.
Se infatti, tali aiuti non sono concessi a tutte le imprese stabilite nella regione caratterizzata dalle difficoltà socioeconomiche previste dal metodo, un aiuto specifico, concesso isolatamente ad un'unica impresa situata in un punto geografico qualsiasi (ad esempio una città) della regione in causa, non può che avere effetti molto limitati e non può contribuire allo sviluppo di tutta la regione. Verrebbe così a mancare la contropartita degli aiuti richiesta dal tratatto.
Sulla base degli elementi che precedono, l'intervento previsto dalle autorità belghe esclusivamente a favore dell'impresa Mactac (aiuto all'investimento che comporta la creazione soltanto di 51 posti di lavoro) non soddisfa le condizioni di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), concernente gli aiuti a finalità regionale.
Quanto alle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b) del trattato, l'aiuto previsto non è destinato a « porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia » belga, né il governo belga ha avanzato alcun argomento a favore di un'eventuale applicazione di questa deroga.
L'altra deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b) riguarda gli aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo. Nella disciplina comunitaria degli aiuti di Stato a favore dell'ambiente, comunicata dalla Commissione agli Stati membri con lettere in data 7 novembre 1974, 7 luglio 1980 e 23 marzo 1987, la Commissione ha concesso la facoltà di invocare per tali aiuti la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b). Detti aiuti dovrebbero essere concessi per investimenti complementari di adattamento in impianti di produzione già esistenti, escludendo gli investimenti che comportino un eventuale aumento delle capacità produttive.
L'investimento della Mactac riguarda invece la costruzione di una nuova linea di produzione, con un aumento della capacità globale di produzione dell'impresa del 36 %. Un aiuto a tale investimento non risponde ai criteri stabiliti per poter invocare la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b).
Quanto alle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) per gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse, la Commissione osserva, nella lettera al governo belga dell'11 luglio 1990, che la costruzione di una nuova linea di produzione non agevola lo sviluppo del settore considerato, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c). Esse ritiene che sia del tutto normale e nell'interesse di ogni produttore del settore mantenere od aumentare la propria presenza sul mercato, sviluppare e commercializzare nuovi prodotti e utilizzare le tecniche più moderne ed efficaci per una nuova linea di produzione. Essa osserva inoltre che le autorità belghe non hanno potuto dimostrare la necessità dell'aiuto e ritiene, tenuto conto della situazione finanziaria dell'impresa e della società madre, che le forze del mercato siano di per sé sufficienti a garantire la realizzazione del progetto da sovvenzionare, senza intervento dello Stato.
Va constatato che nelle osservazioni formulate nell'ambito del procedimento, il governo belga e l'impresa Mactac hanno sottolineato soprattuto gli aspetti regionali e ambientali dell'investimento da sovvenzionare senza contestare la valutazione espressa dalla Commissione nella lettera dell'11 luglio 1990 e ripresa nella presente decisione.
La SA Mactac ha fatto valere aver consacrato una quota rilevante del suo bilancio alle spese di ricerca e di sviluppo e che i risultati così ottenuti sono spesso imitati da nuovi produttori. La Commissione ritiene a questo proposito che si tratti di un aiuto agli investimenti per la costruzione di una nuova linea di produzione e non di un aiuto che rientri nella disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo (8). Le azioni di ricerca dell'impresa non possono quindi giustificare l'aiuto in favore di un investimento produttivo.
L'impresa Mactac ha sottolineato inoltre che i costi aggiuntivi dell'investimento sono superiori a quelli per la costruzione di una linea « classica », in quanto si tratta di un nuovo sistema di rivestimento che consente di applicare resine in sospensione in acqua, anziché resine disciolte in solventi derivati dal petrolio. A questo proposito occorre far riferimento alle considerazioni che precedono, relative alla disciplina comunitaria degli aiuti di Stato a favore dell'ambiente, basata sul principio « chi inquina paga ».
L'impresa Mactac ha osservato infine che due dei suoi concorrenti stanno costruendo nuovi impianti di produzione di materiali autoadesivi in Francia e in Lussemburgo, con aiuti di Stato. Va osservato anzitutto che un aiuto ad un'impresa non può essere giustificato da eventuali aiuti concessi ai suoi concorrenti. Per quanto riguarda gli aiuti specifici ai quali fa riferimento l'impresa Mactac, si tratterebbe di un aiuto allo stabilimento dell'impresa Fasson a Rodange, nel Lussemburgo, e di un aiuto ad uno stabilimento dell'impresa Raflatac a Pompey (Meurthe-et-Moselle) in Francia.
Va osservato che questi due nuovi impianti hanno beneficiato dei regimi d'aiuto a finalità regionale. Con decisione del 5 novembre 1986, la Commissione aveva accettato aiuti regionali con tasso massimo del 30 % in equivalente-sovvenzione netto per il polo europeo di sviluppo in cui si trova Rodange e con decisione in data 27 luglio 1989 aveva accettato un « prime d'aménagement du territoire (PAT) » del 10 % nominale per lo stabilimento Raflatac a Pompey. Questi due investimenti avrebbero potuto essere realizzati anche senza aiuti, ma non necessariamente sotto forma di nuovi insediamenti nelle regioni indicate.
Il progetto di aiuto del governo belga non soddisfa pertanto le condizioni richieste per beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1
Il governo belga non può dare esecuzione al progetto delle autorità vallone, notificato alla Commissione con lettera del 31 maggio 1990, di concedere, in virtù della legge 17 luglio 1959, aiuti, sotto forma di un contributo in conto capitale di 93 milioni di franchi belgi e di un'esenzione dall'imposta fondiaria per cinque anni in favore degli investimenti che l'impresa Mactac SA intende realizzare e Soignies. Articolo 2
Il governo belga informa la Commissione, entro due mesi dalla data della notificazione della presente decisione, circa i provvedimenti adottati per conformarvisi. Articolo 3
Il Regno del Belgio è destinatario della presente decisione. Fatto a Bruxelles, il 24 gennaio 1991.

Labels: 18
19
4
1