Document ID: 32000D0514

Decisione della Commissione
del 22 dicembre 1999
relativa all'aiuto di Stato al quale l'Italia intende dare esecuzione in favore della Fiat Auto SpA per lo stabilimento di Mirafiori Meccanica (Torino)
[notificata con il numero C(1999) 5211]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2000/514/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detti articoli(1),
considerando quanto segue:
I. Procedimento
(1) L'Italia, tra ottobre e dicembre 1997, ha notificato alla Commissione, a norma dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE, sei progetti di aiuti di Stato in favore della Fiat Auto SpA (in prosieguo: "la Fiat"), tra cui quello (protocollato con il n. 838/97) destinato allo stabilimento Fiat Mirafiori Meccanica, Torino, nella regione Piemonte (in prosieguo: "la Fiat Mirafiori"), per investimenti nella fabbrica di motori di Mirafiori. La Commissione ha inviato alle autorità italiane varie richieste di informazioni complementari nonché numerosi solleciti per raccogliere le informazioni indispensabili al fine di adottare una decisione. Il 23 aprile 1998 si è svolta una riunione in presenza di rappresentanti del governo italiano per valutare le diverse modalità di esame dei casi. Risposte parziali agli interrogativi formulati dalla Commissione sono state infine fornite con lettera del 20 novembre 1998.
(2) Con lettera del 2 marzo 1999, la Commissione ha quindi informato l'Italia della decisione del 3 febbraio 1999 di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE nei riguardi del progetto di aiuti in causa ed ha ingiunto all'Italia di fornirle, entro il termine di un mese, tutti i documenti, le informazioni e i dati necessari per valutare la compatibilità dell'aiuto con il mercato comune. In caso contrario la Commissione avrebbe adottato una decisione sulla base degli elementi in suo possesso.
(3) La decisione della Commissione di avvio del procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni. Non sono pervenute osservazioni al riguardo.
(4) Rappresentanti della Commissione si sono recati a Mirafiori il 24 febbraio 1999 per discutere, tra l'altro, del caso in questione.
(5) Dopo aver chiesto, il 9 aprile 1999, una proroga del termine di risposta fissato, le autorità italiane hanno trasmesso alla Commissione, con lettera del 16 aprile 1999, le informazioni a loro avviso necessarie per completare l'esame dei fascicoli.
(6) Nuovi esami hanno rafforzato i dubbi iniziali della Commissione, in particolare per quanto riguarda la necessità dell'aiuto prospettato. Con lettera del 14 giugno 1999, la Commissione ha quindi informato l'Italia della decisione del 26 maggio 1999, complementare all'avvio del procedimento del 3 febbraio 1999, ed ha ingiunto al governo italiano di fornire entro un mese tutti i documenti, le informazioni e i dati necessari per valutare la compatibilità degli aiuti in causa. In caso contrario la Commissione avrebbe adottato una decisione sulla base degli elementi di cui disponeva.
(7) La decisione della Commissione complementare all'avvio del procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni. Non sono pervenute osservazioni al riguardo.
II. Descrizione dettagliata dell'aiuto
(8) L'aiuto prospettato sarebbe accordato alla Fiat, controllata dalla Fiat SpA. Il gruppo Fiat è presente nel settore automobilistico tramite tre società: Fiat Auto per le autovetture, IVECO per i veicoli industriali e Magneti Marelli per i componenti.
(9) La Fiat possiede stabilimenti in Italia, Polonia, Turchia e America del Sud. Nel 1998 ha prodotto 2,9 milioni di veicoli(4) attraverso le marche Alfa Romeo, Ferrari, Fiat, Lancia e Maserati, di cui 1,6 milioni in Europa. Circa la metà delle vendite è stata realizzata sul mercato domestico, un terzo in altri Stati membri e il resto fuori della Comunità.
(10) L'investimento previsto dalla Fiat si situa a Mirafiori, in una zona attualmente assistita in forza dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, la quale beneficia di un massimale regionale del 10 % di equivalente sovvenzione netto ("ESN") per le grandi imprese.
(11) Il progetto riguarda la produzione di motori "Torque" destinati ad equipaggiare i veicoli Fiat dei segmenti "B" e "C" prodotti in Italia e fuori della Comunità. Gli investimenti per complessivi 468,4 miliardi di ITL (circa 242 milioni di EUR) sono stati realizzati secondo il calendario seguente:
SPAZIO PER TABELLA
(12) I motori "Torque" hanno formato oggetto di numerose innovazioni sia di prodotto che di processo di fabbricazione. La scelta della Fiat Mirafiori sarebbe stata dettata dalla possibilità di utilizzare una parte delle linee di produzione esistenti, opportunamente modificate, il che ha permesso di limitare gli investimenti necessari al progetto.
(13) Sono previsti aiuti regionali per un importo nominale di 30,3 miliardi di ITL (16 milioni di EUR) nel quadro del regime già approvato previsto dalla legge n. 488/92. L'intensità dell'aiuto attualizzata raggiungerebbe il 4,6 %.
(14) Nessun'altra sovvenzione è prevista per il progetto.
(15) In occasione dell'avvio del procedimento in data 3 febbraio 1999, la Commissione ha manifestato numerosi dubbi quanto alla compatibilità dell'aiuto prospettato, in particolare per quanto concerne la mobilità del progetto e la necessità degli aiuti notificati. Inoltre, all'epoca, la Commissione non rilevava alcun elemento che avrebbe eventualmente giustificato la concessione di aiuti per investimenti innovativi o di aiuti per la protezione dell'ambiente. Di conseguenza la Commissione concludeva che, allo stato delle informazioni in suo possesso, nessun elemento giustificava l'eventuale applicazione nei riguardi degli aiuti in causa di una delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE.
(16) Dopo l'avvio del procedimento del 3 febbraio 1999, è emerso che la Fiat Mirafiori fino al marzo 1995 non si trovava in un'area assistita. Orbene, il progetto è iniziato nel 1994 ed è stato preceduto da studi di fattibilità, di localizzazione, ecc., che sono stati presumibilmente effettuati verso il 1993. La decisione di investire è stata pertanto certamente adottata al più tradi nel 1993/1994, prima che la zona della Fiat Mirafiori venisse considerata un'area assistita. Nella decisione complementare all'avvio del procedimento, la Commissione ha pertanto espresso seri dubbi quanto al fatto che l'investitore abbia potuto prendere in considerazione, ai fini del finanziamento del progetto, l'ottenimento di aiuti regionali. L'aiuto non sarebbe pertanto necessario alla realizzazione degli investimenti in causa alla Fiat Mirafiori.
(17) Inoltre, sia nella decisione di avvio del procedimento che nella decisione complementare, la Commissione ha ingiunto all'Italia di comunicarle entro il termine di un mese tutti i dati necessari per valutare la compatibilità degli aiuti in questione. In caso contrario la Commissione avrebbe adottato una decisione sulla base degli elementi a sua disposizione.
III. Commenti dell'Italia
(18) Dopo aver chiesto il 9 aprile 1999 una proroga per mettere a punto la risposta all'avvio del procedimento del 3 febbraio 1999, le autorità italiane hanno trasmesso alla Commissione, con lettera del 16 aprile, le informazioni ritenute necessarie per completare l'esame del fascicolo.
(19) Il governo italiano ha fornito innanzi tutto chiarimenti sugli studi di localizzazione svolti dalla Fiat nel 1993-1994, preliminarmente alla scelta della Fiat Mirafiori. I siti concorrenti sarebbero stati Biesko-Biala in Polonia, uno stabilimento dell'impresa Tofas in Turchia ed un sito del gruppo Cormec in Argentina. Questi siti avevano il vantaggio di offrire costi di manodopera meno elevati che in Italia, pur garantendo buoni livelli di produttività e di qualità. Poiché Tofas e Cormec non appartenevano esclusivamente a Fiat, cosa che comportava un rischio notevole per un progetto strategico come il progetto Torque, la scelta, in termini di ubicazione, si è ridotta al binomio Fiat Mirafiori/Biesko-Biala.
(20) Gli aiuti regionali prospettati non compensano i sovraccosti derivanti dall'ubicazione degli investimenti alla Fiat Mirafiori, ma hanno indubbiamente avuto un ruolo determinante rispetto alla decisione finale.
(21) In secondo luogo, l'Italia fa presente le condizioni specifiche di applicazione della legge n. 488/92, in particolare per quanto riguarda le condizioni di retroattività ai fini dell'ammissibilità degli investimenti.
(22) In terzo luogo, il governo italiano precisa che l'inizio degli investimenti risale al maggio-giugno 1994. Le date anteriori, tra cui lo smantellamento delle vecchie installazioni nel gennaio 1993 e le attività di "spending" nel maggio 1993, corrispondono ad operazioni di sgombero dello spazio occupato dalla vecchia linea di produzione, sostituita successivamente dalla linea di fabbricazione dei "Torque". Secondo le autorità italiane questi costi non sono connessi al progetto in esame giacché i lavori di sgombero delle vecchie officine sarebbero stati effettuati comunque, a prescindere dalla localizzazione degli investimenti per i motori "Torque".
(23) In quarto luogo l'Italia fornisce informazioni complementari per l'analisi costi-benefici ("ACB") e lo studio di mercato.
(24) In risposta alla decisione complementare all'avvio del procedimento, adottata dalla Commissione il 26 maggio 1999, l'Italia, in data 20 luglio 1999, ha inviato una lettera che illustra dettagliatamente i due elementi principali: da un lato, l'iter d'approvazione del nuovo regime di aiuti ed il nesso con l'attuazione degli aiuti in questione, dall'altro il rispetto dei criteri formali nelle domande di aiuto.
IV. Valutazione dell'aiuto
(25) La misura notificata in favore della Fiat è un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. Infatti essa sarebbe finanziata dallo Stato ovvero mediante risorse statali. Inoltre, rappresentando una parte non trascurabile del finanziamento del progetto, l'aiuto minaccia di falsare la concorrenza nella Comunità, favorendo la Fiat rispetto ad altre imprese che non ricevono aiuti. Infine, il mercato dei motori per autovetture e quello delle autovetture sono caratterizzati da notevoli scambi tra Stati membri.
(26) Gli aiuti in causa sono destinati ad un'impresa che esercita la sua attività nel campo della fabbricazione e del montaggio di autovetture nonché nel campo della fabbricazione di motori per detti veicoli. L'impresa fa dunque parte del settore automobilistico ai sensi della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato all'industria automobilistica(5) (in prosieguo: "la disciplina comunitaria pertinente").
(27) Gli aiuti previsti, notificati il 1o dicembre 1997, sarebbero erogati nell'ambito del regime già approvato, previsto dalla legge n. 488/92. La disciplina comunitaria pertinente precisa che gli aiuti che i poteri pubblici intendono accordare ad un progetto individuale, nell'ambito di un regime di aiuto autorizzato a favore di un'impresa operante nel settore automobilistico, devono essere notificati prima della loro concessione, a norma dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE, se almeno uno dei seguenti massimali è oltrepassato:
- costo totale del progetto: 50 milioni di EUR, oppure
- ammontare totale degli aiuti di Stato e degli aiuti provenienti da strumenti comunitari per il progetto: 5 milioni di EUR.
(28) Sia il costo totale del progetto che l'ammontare degli aiuti oltrepassa i massimali previsti per la notificazione. Pertanto, notificando gli aiuti prospettati per la Fiat Mirafiori, le autorità italiane rispettano le condizioni di cui all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
(29) L'articolo 87, paragrafo 2, specifica talune forme di aiuti compatibili con il trattato CE. Tenuto conto della natura e dello scopo dell'aiuto nonché dell'ubicazione geografica degli investimenti, le lettere a), b), e c) della norma citata non si applicano al progetto in questione. Il paragrafo 3 del medesimo articolo elenca gli aiuti che possono essere considerati compatibili con il mercato comune. La loro compatibilità deve essere valutata nel contesto della Comunità nel suo insieme e non in un ambito puramente nazionale. Per assicurare il corretto funzionamento del mercato comune e per tener conto del principio enunciato all'articolo 3, lettera g), del trattato CE, le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, devono essere interpretate in maniera restrittiva. Per quanto riguarda le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettere b) e d), l'aiuto in causa manifestamente non è destinato ad un progetto di interesse comune né ad un progetto atto a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia italiana, né é destinato a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio. Quanto alle deroghe previste all'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), soltanto la lettera c) potrebbe risultare pertinente in quanto l'area di Mirafiori oggigiorno è un'area assistita in forza di detta norma e non è mai stata assistita in forza della lettera a).
(30) Per pronunciarsi sulla compatibilità degli aiuti regionali prospettati con il mercato comune in forza della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE, la Commissione verifica quindi se siano rispettate le condizioni enunciate dalla disciplina comunitaria pertinente.
(31) In base a detta disciplina la Commissione provvede comunque, in tutti i casi, affinché gli aiuti concessi siano proporzionati alla gravità dei problemi che essi mirano a risolvere e necessari alla realizzazione del progetto. Il rispetto simultaneo di questi due criteri di proporzionalità e di necessità è indispensabile perché la Commissione possa autorizzare la concessione di un aiuto di Stato nel settore automobilistico(6).
(32) Se, di solito, la proporzionalità degli aiuti viene valutata ricorrendo ad un'ACB, nel caso in oggetto la Commissione potrà limitare l'esame unicamente al rispetto del criterio di necessità.
(33) La Commissione, al momento dell'avvio del procedimento, ha preso atto della situazione particolare che aveva portato all'autorizzazione del regime previsto dalla legge n. 488/92. Analogamente alle decisioni adottate il 18 novembre 1997(7), il 30 settembre 1998(8) e il 7 aprile 1998(9), la Commissione rilevava che circostanze molto specifiche inerenti all'attuazione della legge n. 488/92, potevano spiegare i lunghi intervalli di tempo intercorsi tra il lancio del progetto, l'inizio della produzione in serie dei motori Torque nel 1995, la domanda di aiuto nel maggio 1996 e la notificazione nel dicembre 1997. Tuttavia, un esame della necessità dell'aiuto ai fini dell'ubicazione del progetto alla Fiat Mirafiori non può limitarsi a quest'unica analisi; la Commissione deve verificare i seguenti elementi complementari:
- l'effettiva presa in considerazione dell'aiuto regionale nell'analisi finanziaria del progetto, lo studio di localizzazione nella selezione del sito di Mirafiori e
- la reale mobilità del progetto.
(34) Inoltre, per ciascun punto, la Commissione deve controllare se le prove fornite dall'Italia a sostegno delle sue affermazioni siano sufficienti nel contesto di un'interpretazione restrittiva delle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE e tenuto conto delle ingiunzioni della Commissione del 3 febbraio 1999 e del 26 maggio 1999.
(35) Innanzi tutto, la lettera delle autorità italiane del 16 aprile 1999 precisa che il progetto è iniziato in maggio/giugno 1994, che gli ordini di macchinari sono stati inoltrati in marzo/aprile 1994 e che le prime consegne hanno avuto luogo nel corso del secondo semestre 1994. Logicamente la Commissione ne deduce che l'eventuale studio di localizzazione che ha indotto la Fiat a scegliere la Fiat Mirafiori si era svolto tra il 1993 e l'aprile 1994. Questa valutazione è confermata dall'Italia nella lettera del 20 luglio 1999.
(36) La Commissione rileva quindi che la Fiat Mirafiori non si trovava in un'area assistita fino al marzo 1995, data in cui talune zone di Torino, tra cui quella di Mirafiori, sono state definite aree assistite in forza dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE. Inoltre, come ribadito nella lettera del 20 luglio 1999, l'Italia ha presentato una prima proposta di regioni da definire quali aree assistite in base a detta norma soltanto nel settembre 1994.
(37) La decisione relativa all'investimento in questione risale quindi ad una data in cui la Fiat Mirafiori non risultava in zona assistita.
(38) Tale valutazione non può essere modificata né dal fatto che la Fiat Mirafiori sia ubicata in un'area obiettivo 2 né dalla presunta possibilità di trasferire i macchinari da un sito all'altro nel corso delle prime fasi del progetto. Peraltro le pre-serie sono state realizzate nel gennaio-febbraio 1995, prima della decisione sulla definizione di area assistita. Inoltre la Commissione rileva che la lettera dell'Italia del 20 novembre 1998 indica, nell'allegato 3.b), che sul sito di Mirafiori sono stati effettuati lavori concernenti il motore Torque già dal 1993, ad esempio per quanto riguarda la modifica delle linee di produzione del basamento motore, dell'albero motore, della biella, del volano e dell'albero dei comandi della pompa dell'olio.
(39) La Commissione ritiene quindi che la Fiat non abbia effettivamente preso in considerazione nel finanziamento del suo progetto a Mirafiori l'ottenimento di un aiuto regionale. Del resto, le autorità italiane non hanno mai dimostrato il contrario.
(40) Anche ammettendo che avesse incluso nel suo ragionamento la possibilità di beneficiare di un aiuto regionale, l'impresa accettava implicitamente il rischio di non beneficiarne, giacché in base alla disciplina comunitaria pertinente occorreva la decisione preliminare di autorizzazione della Commissione.
(41) Inoltre, allorché Fiat ha deciso di effettuare e quindi ha tenuto conto di un eventuale aiuto di Stato ai fini del finanziamento del progetto Fiat Mirafiori, la prassi della Commissione esigeva una ACB basata sul raffronto tra lo stabilimento regionale e un sito alternativo in una regione non assistita dalla Comunità in cui Fiat avrebbe molto probabilmente realizzato l'investimento in questione. Sia l'Italia che la Fiat erano entrambe al corrente, all'epoca, di tale metodologia, già applicata tra l'altro nel caso della Fiat Mezzogiorno(10). La Commissione non dispone di informazioni sulla selezione del sito di riferimento, ma l'alternativa più probabile sarebbe stata uno stabilimento situato nel Centro-Nord dell'Italia. L'esperienza della Commissione mostra che un'ACB svolta in base a tale ipotesi avrebbe reso difficile, per non dire impossibile, evidenziare svantaggi per la Fiat Mirafiori e quindi autorizzare l'aiuto regionale. Ancora una volta, le autorità italiane non hanno fornito la prova che la Fiat abbia effettivamente preso in considerazione un aiuto regionale nella sua decisione di realizzare l'investimento alla Fiat Mirafiori.
(42) La Commissione osserva, "ad abundantiam", che il ricorso ad uno stabilimento alternativo in Polonia (Biesko-Biala), come auspica l'Italia nel caso di specie, è diventato possibile soltanto con l'inizio dell'applicazione, nel gennaio 1998, della disciplina comunitaria pertinente, ossia quattro anni dopo la decisione di investimento della Fiat.
(43) Infine, uno Stato membro e, "a fortiori", un'impresa non possono legittimamente contare sulla possibilità che una determinata regione sia definita area assistita ex articolo 87, paragrafo 3, lettera c), fintantoché la Commissione non abbia adottato una decisione in tal senso.
(44) Per tale motivo la Commissione conclude che il governo italiano non ha dimostrato in maniera sufficiente che la Fiat abbia effettivamente considerato la concessione di un aiuto regionale quale criterio necessario per la selezione della Fiat Mirafiori. L'aiuto regionale notificato non è dunque necessario per consentire le finalità di cui all'articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE.
(45) In secondo luogo, in base alla citata disciplina comunitaria, per dimostrare la necessità di un aiuto regionale la società beneficiaria dell'aiuto deve dimostrare chiaramente di possedere un'alternativa economicamente valida per l'ubicazione del suo progetto o di parti del progetto stesso. Se infatti, in seno al gruppo, nessun altro sito industriale nuovo o preesistente potesse accogliere l'investimento in questione, l'impresa sarebbe obbligata a realizzare il proprio progetto nell'unico stabilimento possibile, anche in assenza di aiuti. Attualmente, con la disciplina in vigore, questo studio della mobilità riveste un'importanza più forte che in passato. Per la Commissione non si tratta più di riconoscere una mobilità teorica, bensì di verificare che l'investitore avesse sia la possibilità che l'intenzione di ubicare il suo progetto nel sito alternativo qualora non fosse stata possibile l'erogazione di aiuti regionali.
(46) Le informazioni fornite dall'Italia a questo riguardo sono ancora carenti. Alla Commissione è stata inviata soltanto una breve spiegazione da cui risulta che, fra tre possibili scelte (Cormec in Argentina, Tofas in Turchia e Fiat Auto Polonia), due (Cormec e Tofas) sono state scartate in quanto presentavano troppi rischi(11); invece la soluzione polacca avrebbe offerto notevoli vantaggi rispetto alla Fiat Mirafiori, in particolare in termini di costi di manodopera.
(47) La Commissione ritiene che al momento della decisione di investire, verso il 1993-1994, l'opportunità reale di ubicare il progetto in Polonia non era così evidente come sostengono attualmente le autorità italiane. Ad esempio, il rischio industriale non era trascurabile, in un periodo in cui Fiat Auto Poland era in piena riorganizzazione. Questo fattore cui l'Italia accenna brevemente, negandone peraltro la realtà, non deve essere sottovalutato nel contesto di un progetto strategico come il Torque. L'organizzazione della produzione sarebbe stata difficile, comportando il trasferimento di pezzi delicati tra l'Italia e la Polonia(12) e lo sviluppo di reti di fornitori di componenti locali non era ancora così intenso come oggi. Del resto, la produzione attuale di motori Fiat in Polonia si limita a due modelli relativamente vecchi: il 652 cm3 e il 900 cm3.
(48) Orbene, il governo italiano ha fornito alla Commissione soltanto indicazioni frammentarie in merito alla possibilità tecnica di produrre il motore Torque a Biesko-Biala in condizioni ottimali e praticamente nessuna informazione quanto all'effettiva intenzione di Fiat di dislocare l'investimento in questione in Polonia.
(49) La Commissione ritiene pertanto che l'Italia non abbia dimostrato la mobilità del progetto. In mancanza di un sito alternativo credibile, l'aiuto regionale notificato non è quindi necessario per conseguire le finalità di cui all'articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE.
(50) Altri obiettivi degli aiuti, citati incidentalmente dal governo italiano, tra cui la tutela dell'ambiente e l'innovazione, non hanno mai formato oggetto di spiegazioni dettagliate, malgrado le ingiunzioni a fornire informazioni decise dalla Commissione. La Commissione non ha pertanto potuto esaminare la presenza di aiuti relativi ad eventuali azioni innovative o di tutela dell'ambiente.
V. Conclusione
(51) L'aiuto regionale prospettato dalle autorità italiane per la Fiat Mirafiori non è necessario per conseguire le finalità di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato CE, ossia per agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche. Pertanto, l'aiuto in questione è incompatibile con il mercato comune,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'aiuto di Stato cui l'Italia intende dare esecuzione in favore della Fiat Auto SpA, stabilimento di Mirafiori Meccanica (Torino), è incompatibile con il mercato comune.
Tale aiuto, pertanto, non può essere posto in esecuzione.
Articolo 2
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, l'Italia informa la Commissione dei provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 3
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 22 dicembre 1999.

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