Document ID: 32001R2479

Regolamento (CE) n. 2479/2001 della Commissione
del 17 dicembre 2001
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di compact disc registrabili originari di Taiwan
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2238/2000(2), in particolare l'articolo 7,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
(1) Il 31 marzo 2001, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di compact disc registrabili (in appresso "CD-R") originari di Taiwan e ha avviato un'inchiesta.
(2) Il procedimento è stato aperto in seguito ad una denuncia presentata nel febbraio 2001 dal Comitato dei produttori europei di CD (CECMA) per conto di produttori che rappresentano una proporzione maggioritaria della produzione comunitaria di CD-R. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping sul prodotto in questione e al conseguente grave pregiudizio, che sono stati considerati sufficienti per giustificare l'apertura del procedimento.
(3) La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura del procedimento i produttori comunitari denunzianti e gli altri produttori comunitari noti, i produttori esportatori, gli importatori, gli utilizzatori e i fornitori di materie prime notoriamente interessati e i rappresentanti di Taiwan. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine fissato nell'avviso di apertura.
(4) Diversi produttori esportatori di Taiwan e le loro associazioni, nonché diversi produttori comunitari denunzianti e altri produttori e importatori della Comunità hanno reso note le proprie osservazioni per iscritto. Sono state sentite tutte le parti che ne hanno fatto richiesta entro il termine fissato dimostrando di avere particolari motivi per chiedere di essere sentite.
(5) Talune parti hanno asserito che i produttori comunitari denunzianti non soddisfacevano ai requisiti dell'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 384/96 (in appresso "il regolamento di base"). A tale riguardo, le verifiche preliminari di legge effettuate dalla Commissione hanno dimostrato il rispetto delle due soglie - rispettivamente del 25 % e del 50 % - fissate dall'articolo 5, paragrafo 4. Effettivamente, i produttori comunitari denunzianti rappresentavano oltre il 26 % della produzione comunitaria complessiva e nessuno dei produttori comunitari ammissibili si è opposto all'avvio dell'inchiesta. Si noti che, sulla base delle informazioni disponibili concernenti i produttori comunitari (compresi i loro legami con i produttori esportatori taiwanesi e la proporzione delle loro attività di importazione rispetto al prodotto in questione originario di Taiwan) la Commissione ha deciso, conformemente all'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di base, di escludere sei produttori, nessuno dei quali denunziante, dalla definizione della produzione comunitaria totale.
(6) In considerazione del numero elevato di produttori/esportatori di Taiwan, la Commissione ha valutato l'eventuale ricorso a tecniche di campionamento ai sensi dell'articolo 17 del regolamento di base. La Commissione ha inviato questionali ad un campione rappresentativo dei produttori esportatori di Taiwan, ed ha ricevuto risposte (cfr. il punto 17).
Conformemente al medesimo articolo 17 del regolamento di base e in considerazione del gran numero di importatori, è stata valutata l'eventualità di ricorrere a tecniche di campionamento. Tuttavia, soltanto cinque importatori si sono manifestati fornendo informazioni come richiesto nell'avviso di apertura. La Commissione ha inviato loro dei questionali, ma solo tre degli importatori vi hanno risposto.
La Commissione ha inviato questionari anche a tutte le altre parti notoriamente interessate ed ha ricevuto risposte dai quattro produttori comunitari denunzianti e da dieci altri produttori comunitari, giudicate pertinenti e complete.
(7) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per determinare in via preliminare il dumping, il pregiudizio e l'interesse comunitario e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
a) Produttori esportatori a Taiwan
- Auvistar Industry Co., Chung-Li
- Princo Corporation, Hsinchu
- Prodisc Technology Inc., Taipei
- Ritek Corporation, Hsinchu
- Unidisc Technology Co., Taipei
b) Importatori collegati nella Comunità
- Multimedia Info-Tech Ltd., Belfast, Irlanda del Nord
c) Produttori comunitari
- Computer Support Italcard SRL, Milano, Italia
- CPO Magnetic Products BV, Oosterhout, Paesi Bassi
- Fuji Magnetics GmbH, Kleve, Germania
- Matsushita Media Manufacturing Ireland Ltd, Youghal, Irlanda
- Mitsui Advanced Media SA, Ensisheim, Francia
- MPO Media SAS, Averton, Francia
- TDK Recording Media Europe SA, Bascharage, Lussemburgo.
(8) L'inchiesta relativa al dumping e al pregiudizio riguarda il periodo compreso tra il 1o gennaio 2000 e il 31 dicembre 2000 (in appresso "il periodo dell'inchiesta" o "PI"). L'analisi delle tendenze necessaria per valutare il pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il 1o gennaio 1997 e la fine del periodo dell'inchiesta (in appresso "il periodo considerato").
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1. Prodotto in esame
(9) Il prodotto in questione sono i compact disc registrabili (CD-R), attualmente classificabili al codice NC ex 8523 90 00.
(10) Un CD-R è un disco di policarbonato ricoperto di una sostanza colorante, da uno strato di materiale riflettente quali oro o argento e da uno strato protettivo. Poiché è possibile registrare su tale tipo di disco una sola volta, esso viene denominato "WORM" (Write Once Read Many). Il disco è un supporto di memorizzazione ottica di dati digitali o musica. La registrazione avviene esponendo lo strato di colorante ad un raggio laser infrarosso all'interno di un registratore di CD-R (masterizzatore).
I CD-R possono essere distinti in base al tipo di dati in essi contenuti (CD-R per dati oppure CD-R musicali), alla capacità di memorizzazione, allo strato di materiale riflettente (in genere argento) e in base al fatto se il CD-R sia o no stampato.
Il prodotto è inoltre venduto in diverse qualità ed è presentato sul mercato con diversi tipi di condizionamento, dei quali i più diffusi sono i contenitori per CD normali o sottili contenenti un CD-R, "pile" da 10 a 100 CD-R su un perno e imballati in plastica termocontrattile, scatole metalliche da 10 a 100 CD-R, buste contenenti un CD-R imballato in cellofan, scatole di cartone, ecc.
Il fatto che gli usi specifici e la qualità dei vari tipi di CD-R venduti possano differire non comporta differenze significative nelle caratteristiche fìsiche essenziali dei vari tipi. Ai fini della presente inchiesta essi sono pertanto considerati come un unico prodotto.
2. Prodotto simile
(11) La Commissione ha constatato che non vi erano differenze a livello di caratteristiche fisiche essenziali e applicazioni tra i CD-R importati nella Comunità originali di Taiwan e i CD-R prodotti dai produttori comunitari denunzianti e venduti sul mercato comunitario. È risultato inoltre che non vi erano differenze tra i CD-R prodotti a Taiwan e esportati verso la Comunità europea e quelli venduti sul mercato interno di Taiwan. Si è pertanto concluso che, sia i CD-R prodotti e venduti dall'industria comunitaria sul mercato comunitario, sia i CD-R prodotti e venduti sul mercato interno di Taiwan erano simili, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento di base, ai CD-R importati nella Comunità originali di Taiwan.
C. CAMPIONAMENTO
a) Campionamento degli esportatori taiwanesi
(12) In considerazione del numero elevato di produttori/esportatori di Taiwan, la Commissione ha ritenuto che potesse essere opportuno ricorrere a tecniche di campionamento ai sensi dell'articolo 17 del regolamento di base.
(13) Per consentire alla Commissione di selezionare un campione, a norma dell'articolo 17, paragrafo 2, del regolamento di base, è stato chiesto ai produttori esportatori di manifestarsi entro tre settimane dall'inizio del procedimento e di fornire informazioni di base relative alle loro vendite per esportazione e sul mercato interno, alle loro precise attività riguardanti la produzione del prodotto in esame nonché alla ragione sociale e alle attività di tutte le loro consociate interessate alla produzione e/o vendita del prodotto in esame. A tale riguardo la Commissione ha anche consultato le autorità taiwanesi e l'associazione taiwanese dei produttori esportatori, le quali non hanno sollevato obiezioni contro il ricorso al campionamento.
b) Preselezione delle società che hanno collaborato
(14) Quattordici società taiwanesi si sono manifestate e hanno fornito le informazioni richieste entro il periodo di tre settimane stabilito dall'articolo 17, paragrafo 2, del regolamento di base. Tuttavia, solo dodici società hanno dichiarato di aver effettuato esportazioni nella Comunità nel periodo dell'inchiesta. Le società che hanno esportato il prodotto in esame nella Comunità durante il periodo dell'inchiesta e che hanno espresso il desiderio di essere incluse nel campione sono state inizialmente ritenute società che hanno collaborato e sono state prese in considerazione nella selezione del campione.
Tali società rappresentano fino all'88 % del totale delle esportazioni del prodotto in esame da Taiwan verso la Comunità.
(15) Le società che non si sono manifestate entro il termine di tre settimane sono state considerate come società che non hanno collaborato.
c) Selezione del campione
(16) In conformità dell'articolo 17, paragrafo 1, del regolamento di base, la selezione si è basata sul massimo volume rappresentativo di esportazioni che potesse essere adeguatamente esaminato entro il periodo di tempo disponibile. Su tale presupposto, dopo avere sentito l'associazione taiwanese dei produttori esportatori, sono state incluse nel campione sei società taiwanesi (compresi quattro produttori esportatori collegati appartenenti al medesimo gruppo). Le autorità taiwanesi sono state debitamente informate.
(17) Le sei società che hanno collaborato e che sono state escluse dal campione sono state informate del fatto che eventuali dazi antidumping sulle loro esportazioni sarebbero stati calcolati conformemente all'articolo 9, paragrafo 6, del regolamento di base. Alcune di tali società avevano inizialmente espresso l'intenzione di chiedere il calcolo di margini individuali conformemente all'articolo 17, paragrafo 3, del regolamento di base qualora non fossero state incluse nel campione. Tuttavia, non è stata ricevuta alcuna richiesta circostanziata entro i termini fissati nell'avviso di apertura.
(18) Alle sei società inizialmente selezionate è stato inviato un questionario. Tuttavia, una delle società incluse nel campione ha infine deciso di non rispondere al questionario. Di conseguenza, essa è stata informata del fatto che non era più considerata una società che ha collaborate all'inchiesta e che avrebbe quindi ricevuto il medesimo trattamento previsto per le altre società che non avevano collaborato. Il livello di non collaborazione è quindi aumentato al 22 % delle esportazioni totali verso la Comunità.
D. DUMPING
3. Valore normale
(19) A norma dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base la Commissione ha prima esaminato se le vendite di CD-R effettuate da ciascun produttore esportatore sul mercato interno ad acquirenti indipendenti fossero rappresentative, ossia se il loro volume totale fosse pari o superiore al 5 % del volume totale delle corrispondenti vendite per esportazione verso la Comunità.
Dall'esame è emerso che durante il periodo dell'inchiesta tutti i produttori esportatori soggetti all'inchiesta avevano effettuato sul mercato interno vendite di CD-R rappresentative.
(20) La Commissione ha considerato i tipi di prodotto venduti sul mercato interno e quelli esportati, che avevano caratteristiche simili in termini di capacità di memoria, stratificazione metallica, stampaggio, qualità e utilizzi, come prodotti direttamente comparabili.
(21) Le vendite sul mercato interno di un particolare tipo di prodotto sono state considerate sufficientemente rappresentative quando il volume del tipo in questione venduto ad acquirenti indipendenti durante il periodo dell'inchiesta era pari o superiore al 5 % del volume totale del tipo comparabile venduto per l'esportazione verso la Comunità.
(22) La Commissione ha poi esaminato se le vendite effettuate sul mercato interno da ciascuna società si potessero considerare effettuate nell'ambito di normali operazioni commerciali ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento di base.
A tal fine è stata determinata, per ciascun tipo di prodotto esportato, la proporzione delle vendite sul mercato interno ad acquirenti indipendenti effettuata in perdita durante il periodo dell'inchiesta:
a) per i tipi per i quali oltre l'80 % (in volume) delle vendite sul mercato interno era effettuato a prezzi non inferiori ai costi unitari e la media ponderata del prezzo di vendita era pari o superiore alla media ponderata del costo di produzione, il valore normale, per tipo, è stato calcolato come la media ponderata dei prezzi di tutte le vendite del tipo in questione sul mercato interno;
b) per i tipi per i quali almeno il 10 % ma non oltre l'80 % (in volume) delle vendite sul mercato interno era effettuato a prezzi non inferiori ai costi unitari, il valore normale, per tipo, è stato calcolato come la media ponderata dei prezzi delle vendite del tipo in questione sul mercato interno effettuate a prezzi pari o superiori ai costi unitari;
c) per i tipi per i quali meno del 10 %, in volume, delle vendite sul mercato interno era effettuato ad un prezzo non inferiore ai costi unitari si è ritenuto che il tipo in questione non fosse venduto nell'ambito di normali operazioni commerciali e quindi il valore normale è stato costruito.
(23) Per tutti i tipi di prodotto venduti per esportazione nella Comunità da una società considerata dall'inchiesta, e per taluni tipi venduti per esportazione nella Comunità dalle altre quattro società indagate, le vendite effettuate sul mercato interno sono risultate effettuate nell'ambito di normali operazioni commerciali. Il valore normale per il corrispondente tipo di prodotto è stato basato sui prezzi effettivamente pagati o pagabili da acquirenti indipendenti nel mercato interno di Taiwan durante il periodo dell'inchiesta, come previsto all'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento di base.
(24) Per i tipi di prodotti non venduti nell'ambito di normali operazioni commerciali, nonché per quelli non venduti in quantità rappresentative sul mercato interno, il valore normale ha dovuto essere costruito. Quattro società oggetto dell'inchiesta hanno venduto tali tipi di prodotti per esportazione nella Comunità.
(25) Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 6, del regolamento di base, il valore normale è stato costruito sommando le spese generali, amministrative e di vendita (SGAV) sostenute e la media ponderata dei profitti realizzati dai produttori esportatori interessati che hanno collaborato sulle vendite del prodotto simile effettuate sul mercato interno nell'ambito di normali operazioni commerciali durante il periodo dell'inchiesta, alla media dei loro costi di produzione durante tale periodo. Ove necessario, i costi di produzione e le SGAV indicati sono stati corretti prima di essere usati per la verifica dell'esistenza di normali operazioni commerciali e per la costruzione del valore normale.
4. Prezzo all'esportazione
(26) Per tutte le esportazioni del prodotto in esame di tutti i cinque produttori esportatori indagati effettuate direttamente ad acquirenti indipendenti nella Comunità, il prezzo all'esportazione è stato stabilito, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base, sulla base dei prezzi realmente pagati o pagabili all'esportazione.
Due produttori esportatori oggetto dell'inchiesta hanno venduto il prodotto in esame anche a soggetti collegati nella Comunità. Per queste esportazioni il prezzo è stato stabilito, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento di base, sulla base del prezzo al quale i prodotti importati sono stati rivenduti per la prima volta ad un acquirente indipendente. A tal fine, sono stati effettuati adeguamenti per tener conto di tutti i costi, compresi dazi e tasse, sopportati tra l'importazione e la rivendita, come pure di un adeguato margine di profitto, in modo da stabilire un prezzo all'esportazione affidabile.
5. Confronto
(27) Il confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione è stato effettuato allo stadio franco fabbrica.
Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base, si è tenuto debitamente conto, in forma di adeguamenti, delle differenze incidenti sulla comparabilità dei prezzi. Sono stati quindi concessi a tutti i produttori esportatori oggetto di inchiesta, ove opportuno e giustificato, adeguamenti per le differenze riguardanti le spese di trasporto, nolo marittimo, assicurazione, movimentazione, carico e spese accessorie, i costi di imballaggio, credito, assistenza e garanzia e le commissioni.
Due produttori esportatori hanno chiesto un adeguamento specifico per differenze inerenti le quantità medie acquistate. Tali società hanno asserito di applicare prezzi inferiori per acquisti di grandi quantità e che le quantità vendute per esportazione nella Comunità erano nettamente superiori alle quantità mediamente vendute nel mercato interno. Tuttavia, le società in questione non sono state in grado di dimostrare, come richiesto dall'articolo 2, paragrafo 10, lettera k), del regolamento di base, che gli acquirenti nel mercato interno pagavano generalmente prezzi inferiori a ragione del diverso volume degli ordinativi. La richiesta è stata pertanto respinta.
6. Margini di dumping
a) Margine di dumping per le società oggetto dell'inchiesta
(28) I margini di dumping sono stati stabiliti mediante il confronto tra il valore normale medio ponderato per tipo di prodotto e il prezzo medio ponderato all'esportazione per tipo di prodotto. Tuttavia, i margini di dumping sono stati stabiliti in base a confronti, per tipo di prodotto, tra il valore normale medio ponderato e i prezzi di tutte le singole vendite all'esportazione nei casi in cui sia emersa una tendenza particolare dei prezzi all'esportazione, con significative differenza tra un periodo e l'altro, e l'intero ammontare del dumping praticato non è stato ripercosso sul confronto tra il valore normale medio ponderato per tipo di prodotto e il prezzo medio ponderato all'esportazione per tipo di prodotto.
(29) Per le cinque società oggetto di inchiesta è stato possibile stabilire un andamento dei prezzi all'esportazione con variazioni significative tra un periodo e l'altro nell'ambito del periodo dell'inchiesta. Per tre società è emersa una considerevole differenza tra il margine di dumping stabilito in base al confronto tra la media ponderata del valore normale per tipo di prodotto e la media ponderata dei prezzi all'esportazione per tipo di prodotto, e il margine di dumping stabilito in base al confronto tra la media ponderata del valore normale per tipo di prodotto e i prezzi di tutte le singole transazioni di esportazione per tipo di prodotto. Conformemente all'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base, e per riflettere l'intera portata del dumping praticato da queste tre società, il margine di dumping stabilito nei loro confronti è stato basato sul confronto tra la media ponderata del valore normale per tipo di prodotto e i prezzi di tutte le singole transazioni di esportazione. Per le altre due società, il margine di dumping è stato stabilito mediante il confronto tra la media ponderata del valore normale per tipo di prodotto e la media ponderata del prezzo all'esportazione per tipo di prodotto.
(30) Secondo la prassi normalmente seguita dalla Commissione, le società collegate o le società che appartengono allo stesso gruppo sono considerate come un'unica entità ai fini della determinazione del margine di dumping e quindi per tutte le società viene stabilito un unico margine di dumping. Margini di dumping individuali potrebbero infatti incoraggiare l'elusione delle misure antidumping, e renderle in tal modo inefficaci, consentendo ai produttori collegati di effettuare le loro esportazioni verso la Comunità tramite la società con il margine di dumping individuale più basso. Conformemente a tale prassi, i quattro esportatori/produttori collegati che appartengono allo stesso gruppo sono stati considerati come un'unica entità ed è stato loro attribuito un unico margine di dumping. Per questi produttori esportatori è stato deciso di calcolare, anzitutto, un margine di dumping per ciascuna società e, in seguito, di definire una media ponderata di tali margini di dumping, da applicare all'intero gruppo.
b) Margine di dumping per le società che hanno collaborato ma non sono incluse nel campione
(31) Per i produttori esportatori che si sono manifestati a norma dell'articolo 17 del regolamento di base ma non sono stati sottoposti ad un esame individuale, il margine di dumping è stato stabilito, a norma dell'articolo 9, paragrafo 6, del regolamento di base, in base alla media ponderata dei margini di dumping delle società incluse nel campione.
c) Margine di dumping per le società che non hanno collaborato
(32) Per i produttori esportatori che non hanno risposto al questionario della Commissione e che non si sono manifestati in altro modo, il margine di dumping è stato determinato in base ai dati disponibili, a norma dell'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento di base.
(33) Il volume delle esportazioni verso la Comunità indicato dai produttori esportatori che hanno collaborato è stato confrontato con le equivalenti statistiche Eurostat delle importazioni per stabilire il livello generale di collaborazione.
Il livello generale di non cooperazione a Taiwan è risultato elevato. In caso di alti livelli di non collaborazione si ritiene appropriato stabilire per le società che non hanno collaborato un margine di dumping residuo ad un livello superiore al margine di dumping più elevato stabilito per una società che ha collaborato. Infatti vi è motivo di ritenere che l'elevato livello di non collaborazione risulti dal fatto che i produttori di Taiwan che non hanno collaborato abbiano in generale praticato un dumping superiore rispetto ai produttori che hanno collaborato. Il margine di dumping residuo per Taiwan è dunque stato fissato a un livello superiore al margine più alto stabilito per una società che ha collaborato. Tale livello corrisponde alla media ponderata del margine di dumping per tipo di prodotto avente il margine di dumping più alto, venduto in quantità rappresentative.
Il criterio di cui sopra nei confronti delle società che non hanno collaborato è stato inoltre ritenuto necessario per impedire che tali società traessero vantaggio dalla loro mancata collaborazione.
(34) I margini di dumping provvisori espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sono i seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
E. DEFINIZIONE DELL'INDUSTRIA COMUNITARIA
1. Produzione comunitaria
(35) Durante il periodo dell'inchiesta, nella Comunità sono stati prodotti CD-R dalle seguenti società:
- quattro produttori denunzianti che hanno collaborate al procedimento,
- cinque produttori non denunzianti che hanno collaborate al procedimento e lo hanno appoggiato,
- due produttori non denunzianti, di cui uno ha appoggiato il procedimento mentre l'altro si è dichiarato neutrale; entrambi si sono limitati a rispondere ad un questionario riservato,
- tre produttori non denunzianti che hanno appoggiato il procedimento e hanno risposto ai questionari ma non hanno dato seguito alla richiesta di ulteriori chiarimenti,
- quattro produttori non denunzianti che hanno fornito alla Commissione talune informazioni di ordine generale ma non hanno collaborato all'inchiesta. Due di essi si sono opposti al procedimento e gli altri due vi si sono dichiarati neutrali,
- altri otto produttori non denunzianti che non hanno collaborato al procedimento, uno dei quali lo ha appoggiato.
(36) Il fatto che diversi produttori comunitari non denunzianti abbiano collaborato nel quadro dell'inchiesta ha dato alla Commissione l'opportunità di valutarne dettagliatamente lo status ai fini dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di base. È risultato che alcuni dei produttori che avevano collaborato (compresi taluni non originariamente denunzianti) avevano importato CD-R da Taiwan. Tuttavia, non vi era motivo di escludere tali società dalla definizione della produzione comunitaria poiché una notevole parte degli acquisti in questione era stata fatta per far temporaneamente fronte alla richiesta di mercato durante l'installazione di ulteriori impianti di produzione, e in considerazione della percentuale relativamente modesta degli acquisti da Taiwan rispetto al volume totale delle vendite e della produzione propria durante il periodo dell'inchiesta.
(37) Pertanto i CD-R prodotti da tutte queste società rappresentano la produzione comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di base.
2. Definizione dell'industria comunitaria
(38) I nove produttori comunitari che hanno collaborato e che hanno appoggiato la denunzia rappresentano una proporzione maggioritaria della produzione comunitaria totale di CD-R durante il periodo dell'inchiesta, nella fattispecie il 69,4 %. Si è pertanto considerato che essi costituivano l'industria comunitaria, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, e dell'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento di base. Essi sono denominati, in appresso, "l'industria comunitaria".
F. PREGIUDIZIO
1. Osservazioni preliminari
(39) I CD-R sono prodotti ad alta tecnologia, relativamente recenti. Essi sono stati immessi sul mercato al dettaglio e commercializzati in grande scala verso il 1997-1998. Da allora, la crescita della domanda per tale nuovo sistema di memorizzazione dei dati è stata spettacolare. Ciò spiega il motivo della forte crescita a livello di consumi, produzione, vendite, ecc.
2. Consumo comunitario
(40) Il consumo comunitario è stato calcolato in base al volume delle vendite dei CD-R prodotti in proprio dall'industria europea, al volume delle vendite delle cinque società che hanno risposto al questionario ma sono state escluse dalla definizione dell'industria comunitaria, al volume delle vendite delle quattro società che hanno fornito informazioni di ordine generale, alle informazioni Eurostat sui volumi delle importazioni provenienti da Taiwan e da altri paesi terzi, e alla stima delle vendite dei rimanenti produttori comunitari effettuata sulla base dei dati raccolti dalla Commissione durante l'inchiesta, nella fase di ricevimento della denunzia.
SPAZIO PER TABELLA
3. Importazioni di CD-R nella Comunità
a) Volume, prezzo e quota di mercato delle importazioni provenienti da Taiwan
(41) Il volume delle importazioni da Taiwan è aumentato notevolmente nel periodo considerato.
SPAZIO PER TABELLA
(42) La media dei prezzi all'importazione di CD-R originali di Taiwan è diminuita significativamente del 73 % nel periodo considerato. Dopo un calo del 51 % verificatosi tra il 1997 e il 1998, il prezzo delle importazioni da Taiwan è ulteriormente calato del 21 % tra il 1998 e il 1999 e del 30 % tra il 1999 e il 2000.
SPAZIO PER TABELLA
(43) Nel periodo considerato, Taiwan ha aumentato in modo considerevole la propria quota di mercato.
SPAZIO PER TABELLA
b) Sottoquotazione dei prezzi
(44) Per determinare la sottoquotazione dei prezzi la Commissione ha esaminato dati relativi al PI. I pertinenti prezzi di vendita all'industria comunitaria sono prezzi netti, previa esclusione di sconti e ribassi. Quando necessario, tali prezzi sono stati adeguati allo stadio franco fabbrica, ossia costi di trasporto nella Comunità esclusi. I prezzi delle importazioni taiwanesi confrontate sono anch'essi al netto di sconti e ribassi e sono adeguati, ove necessario, al livello cif franco frontiera comunitaria.
(45) Sulla base delle risposte ai questionari è stato possibile definire diverse categorie di CD-R a fini comparativi in base ai seguenti criteri: capacità di memorizzazione, tipo di dati registrati, natura dello strato riflettente, stampaggio e imballaggio. È risultato che le caratteristiche fìsiche dei CD-R non avevano una particolare influenza sul prezzo di vendita dei CD-R mentre, ai fini comparativi, il condizionamento (imballaggio) dei CD-R era particolarmente influente.
(46) I prezzi di vendita dell'industria comunitaria e i prezzi all'importazione dei produttori esportatori taiwanesi sono stati comparati al medesimo stadio commerciale, nella fattispecie gli acquirenti indipendenti nel mercato comunitario, previo eventuale adeguamento.
(47) Durante il periodo dell'inchiesta, la media dei margini di sottoquotazione, espressa in percentuale rispetto ai prezzi di vendita dell'industria comunitaria, è variata tra il 25,5 % e il 29,5 %. La media ponderata del margine di sottoquotazione è stata pari al 29 %.
4. Situazione dell'industria comunitaria
a) Osservazioni preliminari
(48) La prima serie di installazioni di nuovi impianti produttivi in Europa ha avuto luogo verso il 1997, che può essere considerato come l'anno di avvio, determinato da alti costi di produzione e scarso utilizzo delle capacità produttive. Dopo avere raggiunto un ragionevole volume di produzione e ridotto considerevolmente i costi, le prospettive per tale industria risultavano buone nel 1999. Ciò ha dato luogo ad ulteriori investimenti e a nuovi ingressi sul mercato.
b) Produzione, capacità e utilizzazione degli impianti
SPAZIO PER TABELLA
(49) A seguito dell'espansione spettacolare del consumo comunitario, la produzione di CD- R da parte dell'industria comunitaria è aumentata continuamente durante il periodo considerato.
(50) Lo sfruttamento delle capacità produttive è tendenzialmente aumentato fino al 1999 ma è diminuito durante il PI a causa del volume delle vendite inferiore alle previsioni. Tale evoluzione ha determinato un massiccio aumento delle scorte. Per evitare un volume eccessivo delle scorte, alcuni produttori hanno addirittura, talvolta, interrotto brevemente la produzione.
(51) Nel periodo considerato, la capacità produttiva dell'industria comunitaria è stata moltiplicata per sette. Tale aumento è il risultato dei notevoli investimenti in macchinari e attrezzature effettuati in particolare nel 1997 e nel 1999. In generale, il 1997 può essere considerato come un anno di avvio, caratterizzato da una scarsa utilizzazione delle capacità produttive. In genere, sono passati sei mesi tra l'acquisto della maggior parte dei nuovi impianti e l'effettivo avvio della produzione. Il 1998 è stato principalmente dedicato a predisporre le necessarie capacità e a perfezionare i processi produttivi. L'utilizzo delle capacità produttive è così aumentato al 68 %. L'utilizzo della capacità è ulteriormente aumentato nel 1999 grazie al menzionato perfezionamento dei processi produttivi, unitamente alle favorevoli condizioni del mercato. La svolta è avvenuta durante il PI quando le previsioni di vendita non sono state rispettate.
c) Volumi e prezzi di vendita, quote di mercato e loro evoluzione
SPAZIO PER TABELLA
(52) Grazie all'evoluzione favorevole del consumo comunitario, il volume delle vendite dell'industria comunitaria nella Comunità è aumentato significativamente nel periodo considerato. Tra il 1998 e il 2000, le vendite dell'industria comunitaria sono triplicate in termini di volume ma, nello stesso periodo, il mercato comunitario è più che quadruplicato. Durante il periodo considerato, i prezzi di vendita dell'industria comunitaria sono diminuiti, in media, del 65 %.
(53) Tra il 1997 e il 1998 l'industria comunitaria ha guadagnato quote di mercato. La quota di mercato dell'industria comunitaria era pari a circa il 16 % nel 1998 e 1999. A partire dal 1999, sono entrati sul mercato comunitario maggiori volumi di importazioni da Taiwan. La quota di mercato dell'industria comunitaria è scesa al 12,6 % nel PI. Globalmente, la quota di mercato dell'industria comunitaria è cresciuta dall'11,6 % al 12,6 % durante il periodo considerato, mentre la quota delle importazioni in questione è passata dal 6,3 % al 60,1 %.
SPAZIO PER TABELLA
(54) Sia le vendite dell'industria comunitaria che il consumo comunitario si sono moltiplicati per 13 nel periodo considerato. Le importazioni da Taiwan si sono moltiplicate per 119 nel medesimo periodo. Dal 1999 fino al PI, le vendite dell'industria comunitaria sono aumentate del 26 % a fronte di un aumento del consumo comunitario del 72 % e delle importazioni da Taiwan del 98 %.
d) Scorte
(55) Le scorte di CD-R di produzione propria sono aumentate significativamente verso la fine del 1999 e a livelli ancora superiori verso la fine del 2000. L'aumento inferiore alle previsioni del volume delle vendite ha determinato l'accumulo di scorte, come pure la riduzione o, addirittura, la sporadica interruzione della produzione. Le scorte, espresse in percentuale rispetto alla produzione di CD-R, hanno raggiunto il considerevole livello del 20,3 % nel PI, nonostante le menzionate interruzioni della produzione.
SPAZIO PER TABELLA
e) Costo di produzione e redditività
(56) Nonostante la diminuzione dei prezzi di vendita, l'industria comunitaria ha registrato un attivo nel 1999. Tra il 1997 e il 1999 l'industria comunitaria è riuscita a ridurre significativamente i costi di fabbricazione, che rappresentavano durante il PI circa l'80 % dei costi di produzione globale dei CD-R, grazie ad economie di scala a livello di fabbricazione e al perfezionamento delle tecniche produttive. Sebbene tale impegno sia proseguito nel PI e nonostante la notevole riduzione di altri costi, l'industria comunitaria ha subito considerevoli perdite finanziarie. In effetti, tra il 1999 e il PI, la riduzione del 22 % del costo globale di produzione non è stata sufficiente a compensare la diminuzione dei prezzi di vendita, pari al 34 %. Tale situazione ha determinato, nel PI, un calo medio del fatturato dell'industria comunitaria pari al 4,8 %.
SPAZIO PER TABELLA
f) Investimenti, utile sul capitale investito, flusso di cassa e capacità di raccogliere capitali
SPAZIO PER TABELLA
(57) Gli investimenti sono stati particolarmente importanti nel 1997, che può essere considerato come l'anno di avvio, e nel 1999, quando ha avuto luogo una seconda ondata di investimenti, determinata dalle favorevoli condizioni di mercato presenti al momento della pianificazione degli investimenti stessi.
(58) In considerazione del drastico cambiamento delle condizioni di mercato e, più in particolare, della diminuzione dei prezzi di vendita, le decisioni di investimento durante il PI sono state in gran parte rimandate o annullate, nonostante l'ulteriore espansione del consumo comunitario.
(59) La redditività degli investimenti rispetto all'utile netto è passata dal - 27,2 % del 1997 al 7,9 % del 1999 ma è stata nuovamente negativa nel 2000 (- 6 %).
(60) Il flusso di cassa dell'industria comunitaria è stato positivo per la prima volta nel 1999. Tuttavia, nel PI il flusso di cassa è nuovamente risultato insufficiente per controbilanciare il deprezzamento, la rettifica di valore e gli accantonamenti. Di conseguenza, non è stato possibile continuare a garantire gli investimenti senza ricercare ulteriori capitali.
(61) La capacità di raccogliere capitali è penalizzata dai risultati negativi ottenuti nel 2000 e dalle previsioni pessimistiche in materia di evoluzione dei prezzi di mercato. Persino società appoggiate da grandi gruppi industriali non sono riuscite ad attirare nuovi capitali a causa dell'insufficiente redditività prevista.
g) Occupazione, produttività e salari
SPAZIO PER TABELLA
(62) L'occupazione legata al prodotto in esame è più che raddoppiata nel periodo considerato. L'aumento è avvenuto parallelamente all'installazione di nuovi impianti. Nel periodo considerato, la produttività per dipendente è aumentata continuamente.
(63) Una parte dell'aumento dell'occupazione può essere ascritta allo sforzo dell'industria comunitaria di aumentare le vendite mediante una più attraente presentazione del prodotto. Il confezionamento è risultato un'attività a maggiore intensità di lavoro e meno automatizzata rispetto alla fabbricazione e allo stampaggio.
(64) L'aumento medio del costo del lavoro per dipendente, pari al 39 %, necessita comunque di ulteriori chiarimenti.
h) Entità del margine di dumping
(65) In considerazione del volume e del prezzo delle importazioni oggetto di dumping, l'impatto degli attuali margini di dumping, che sono significativi, non può essere considerato trascurabile.
5. Conclusione sul pregiudizio
(66) Durante il periodo considerato, il volume delle importazioni a basso prezzo da Taiwan è aumentato notevolmente. La loro quota di mercato è salita dal 6,3 % al 60,1 % e i prezzi all'importazione sono calati del 73 %. Il mercato comunitario è dominato dalle importazioni da Taiwan le quali, nel periodo considerato, hanno beneficiato maggiormente dell'evoluzione favorevole della domanda comunitaria di CD-R rispetto all'industria comunitaria in termini di volumi di vendita e quote di mercato.
(67) L'aumento del volume delle importazioni e il calo dei prezzi di vendita sono stati particolarmente significativi tra il 1999 e il PI. Il volume delle importazioni, in detto periodo, è raddoppiato e i prezzi all'importazione sono calati del 30 %, con una sottoquotazione media del 29 % dei prezzi di vendita dell'industria comunitaria durante il PI. Di conseguenza, gli esportatori taiwanesi hanno continuato a guadagnare quote di mercato.
(68) Taluni indicatori economici pertinenti la situazione dell'industria comunitaria, quali la fabbricazione di CD-R, la capacità produttiva installata, i volumi di vendita, l'occupazione e la produttività, hanno registrato uno sviluppo positivo nel periodo considerato. Il tasso di utilizzo della capacità è cresciuto fino al 1999 ma è calato, durante il PI, all'86 %. Durante il periodo considerato, la media dei prezzi di vendita dell'industria comunitaria è notevolmente diminuita.
(69) L'industria comunitaria ha inizialmente conquistato una certa quota di mercato, comunque piuttosto modesta, ma ne ha perduto una parte a favore delle importazioni taiwanesi a partire dal 1998. Le difficoltà incontrate dall'industria comunitaria per raggiungere i livelli di vendita previsti nel contesto di un mercato in espansione hanno determinato l'accumulo di notevoli quantità di scorte nel PI. Durante il PI, la maggior parte delle decisioni di investimento sono state rimandate o annullate.
(70) La riduzione del costo di fabbricazione ha permesso all'industria comunitaria di essere in attivo nel 1999, ma le ulteriori riduzioni dei costi non sono state sufficienti a controbilanciare il notevole calo dei prezzi di vendita. Durante il PI vi sono state perdite finanziarie.
(71) Tenendo conto di tutti i fattori summenzionati, in particolare del fatto che l'industria comunitaria non ha potuto partecipare alla crescita del mercato, che i programmi d'investimento in materia di CD-R sono stati ridotti significativamente a causa della tendenza al calo dei prezzi di vendita, che i prezzi di vendita dell'industria comunitaria erano oggetto di sottoquotazione da parte delle importazioni taiwanesi, che vi sono state perdite finanziarie durante il PI e difficoltà ad attirare nuovi capitali, si ritiene che l'industria comunitaria abbia subito un pregiudizio grave.
G. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
1. Introduzione
(72) Conformemente all'articolo 3, paragrafi 6 e 7, del regolamento di base, la Commissione ha esaminato se le importazioni di CD-R originali di Taiwan oggetto di dumping abbiano arrecato all'industria comunitaria un pregiudizio di portata tale da potersi definire grave. Si sono inoltre esaminati fattori noti diversi dalle importazioni in dumping che, nello stesso periodo, avrebbero potuto arrecare pregiudizio all'industria comunitaria, per assicurarsi che l'eventuale pregiudizio provocato da detti altri fattori non fosse attribuito alle importazioni in dumping.
2. Effetti delle importazioni oggetto di dumping
(73) Il consumo comunitario di CD-R è cresciuto enormemente durante il periodo considerato, passando da 160 milioni di unità a 2018 milioni. La produzione dell'industria comunitaria è aumentata ad un ritmo simile, mentre le importazioni oggetto di dumping provenienti da Taiwan, nel medesimo periodo, sono aumentate in misura molto maggiore, arrivando a 1212 milioni di unità nel PI, il che corrisponde ad un aumento della quota di mercato dal 6,3 % al 60,1 % nel periodo considerato. Nel medesimo periodo considerato, l'industria comunitaria ha aumentato la propria quota di mercato dall'11,6 % al 12,6 %, pari ad una vendita di 254 milioni di unità nel PI.
(74) Il calo del 73 % dei prezzi all'importazione da Taiwan nel periodo considerato è stato considerevole e i prezzi di Taiwan sono rimasti costantemente inferiori ai prezzi di vendita dell'industria comunitaria (che sono calati del 65 % durante il periodo considerato), al costo globale di produzione dell'industria comunitaria, e addirittura al costo di fabbricazione dei CD-R. La media ponderata del margine di sottoquotazione durante il PI è risultata pari al 29 %.
(75) Il calo dei prezzi nel periodo considerato può essere attribuito in parte al perfezionamento del processo produttivo e alle economie di scala generate dalla produzione di grandi quantità di tale prodotto tecnologicamente avanzato e di recente introduzione. Tuttavia, tali fattori non possono giustificare l'eccezionale calo dei prezzi delle importazioni da Taiwan.
(76) La Commissione conclude quindi che sui prezzi è stata esercitata una significativa pressione al ribasso da parte delle importazioni da Taiwan introdotte nel mercato comunitario e che tali importazioni in dumping a prezzi particolarmente bassi hanno avuto un impatto negativo significativo sulla situazione dell'industria comunitaria.
3. Impatto di altri fattori
a) Andamento del consumo
(77) Nel periodo considerato, il consumo comunitario si è moltiplicato di tredici volte, un andamento che in circostanze normali avrebbe dovuto permettere all'industria comunitaria di svilupparsi proporzionalmente e di raggiungere una dimensione operativa redditizia. Lo sviluppo del consumo non ha quindi contribuito al pregiudizio sofferto dall'industria comunitaria.
b) Importazioni di CD-R da altri paesi terzi
(78) Nel 1999 le importazioni da Taiwan hanno superato tutte le altre importazioni, e durante il PI rappresentavano il 74 % di tutte le importazioni nella Comunità.
SPAZIO PER TABELLA
(79) I prezzi di tutte le importazioni nella Comunità sono diminuiti in modo significativo durante il periodo considerato.
SPAZIO PER TABELLA
(80) La quota di mercato delle importazioni da altri paesi è diminuita del 73 %, ovvero di 57,5 punti percentuali. L'aumento delle importazioni da Taiwan ha più che assorbito la diminuzione delle altre importazioni a partire dal 1998. A parte il Giappone e Singapore i quali, insieme a Taiwan, costituivano i principali paesi dai quali sono state effettuate importazioni nella Comunità, più di trenta altri paesi costituivano, nel loro insieme, il rimanente 9 % della quota di mercato durante il PI.
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(81) Sebbene durante il PI le importazioni dal Giappone rappresentassero solamente il 16 % delle importazioni da Taiwan, le prime sono tradizionalmente state importanti in considerazione del fatto che il procedimento di fabbricazione dei CD-R è stato inventato da due società giapponesi (Sony e Tai Yuden, insieme alla Philips) e che i principali produttori comunitari sono oggetto di una piena o parziale partecipazione azionaria da parte del Giappone. Le forniture dal Giappone servivano a completare la gamma dei prodotti destinati a soddisfare la domanda di mercato, in attesa di pervenire ad una adeguata capacità produttiva. Di conseguenza, la quota di mercato di tali importazioni è calata dal 33 % al 9,5 % nel periodo considerato, e quest'ultima quota di mercato ha rappresentato principalmente vendite dirette effettuate nel mercato comunitario. Nel periodo considerato, la media dei prezzi all'importazione applicati dal Giappone è rimasta costantemente al di sopra di quella relativa alle altre importazioni.
(82) È stato asserito che le importazioni da Singapore, introdotte sul mercato comunitario a prezzi ridotti, sarebbero state la causa effettiva del pregiudizio subito dall'industria comunitaria. In base ai dati Eurostat si può effettivamente affermare che le importazioni da Singapore sono state introdotte sul mercato comunitario a prezzi mediamente inferiori a quelli praticati dai produttori esportatori taiwanesi. Tuttavia, le importazioni da Singapore sono calate del 22 % tra il 1999 e il PI, e durante il PI rappresentavano il 3,4 % di tutte le importazioni, ovvero una quota di mercato del 2,7 %, rispetto al 14,2 % all'inizio del periodo considerato. In considerazione dell'evoluzione e della rapidità della penetrazione del mercato da parte delle importazioni da Taiwan nel periodo considerato, la Commissione ha rilevato che l'eventuale influenza delle importazioni originarie di Singapore sarebbe secondaria ed ha ritenuto poco probabile la possibilità che tali importazioni abbiano dato luogo alle sottoquotazioni taiwanesi.
(83) È stato inoltre asserito che la responsabilità del pregiudizio subito dall'industria comunitaria sarebbe da imputarsi alla Repubblica popolare cinese e all'Indonesia. La Cina rappresenta lo 0,8 % delle importazioni totali di CD-R nella Comunità, con una quota di mercato dello 0,67 %. L'Indonesia è arrivata sul mercato nel 2000 ed ha conquistato lo 0,18 % della quota di mercato a prezzi, secondo quanto risulta dai dati Eurostat, considerevolmente inferiori a quelli delle importazioni da Taiwan. Per quanto concerne sia la Cina che l'Indonesia, la loro quota di mercato durante il PI sarebbe inferiore alla soglia minima dell'1 % del mercato comunitario ai sensi delle disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 7, del regolamento di base.
(84) Si conclude che gli eventuali effetti delle importazioni provenienti da paesi terzi diversi da Taiwan non possono essere stati tali da inficiare il nesso causale tra le importazioni da Taiwan oggetto di dumping e il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
c) Attività di esportazione dell'industria comunitaria
SPAZIO PER TABELLA
(85) L'attività di esportazione dell'industria comunitaria nel PI è stata pari all'11,3 % delle sue vendite totali di CD-R di produzione propria, rispetto al 7,6 % del 1997 e al 9,3 % del 1998 e 1999. Considerando quindi che l'esportazione di CD-R verso paesi terzi rappresenta un'attività piuttosto secondaria, qualsiasi pregiudizio in termini di evoluzione della produzione o delle vendite legato all'evoluzione delle esportazioni nel periodo considerato si ritiene di portata limitata. I prezzi all'esportazione ottenuti sono comparabili ai prezzi di vendita ad acquirenti non collegati nel mercato comunitario.
d) Acquisti da Taiwan e da altri paesi terzi
(86) L'inchiesta ha dimostrato che, nel periodo considerato, l'industria comunitaria ha acquistato CD-R da altre fonti al fine di soddisfare la richiesta di mercato. Il totale degli acquisti è stato pari al 35,7 % del totale delle vendite nel 1997, al 44,8 % nel 1998, al 32,8 % nel 1999 e al 22,1 % nel 2000. Le importazioni da Taiwan sono state pari, rispettivamente, allo 0,6 % nel 1997, al 5,8 % nel 1998, al 17,9 % nel 1999 e al 7,7 % nel 2000.
(87) La diminuzione degli acquisti tra il 1999 e il PI è una conseguenza logica dell'aumento della capacità produttiva disponibile, della formazione di scorte di CD-R di produzione propria, e del peggioramento delle previsioni di vendita da parte dell'industria comunitaria.
(88) È inoltre emerso che il volume degli acquisti di CD-R è diminuito rispetto alla produzione propria dell'industria comunitaria. Il volume degli acquisti di CD-R è stato pari al 55,5 % nel 1997, al 78,7 % nel 1998, al 43,4 % nel 1999 e al 24 % nel 2000. I CD-R originari di Taiwan rappresentavano, rispettivamente, l'1 % nel 1997, il 10,1 % nel 1998, il 23,7 % nel 1999 e l'8,4 % nel 2000.
(89) Gli acquisti effettuati dall'industria comunitaria sono stati in gran parte di natura temporanea. In considerazione delle crescenti opportunità e della richiesta di mercato, diversi produttori di supporti di registrazione (come i produttori di dischetti per PC) hanno effettuato investimenti a favore della nuova tecnologia dei compact disc registrabili. La commercializzazione ha avuto inizio prima dell'entrata in funzione dei nuovi impianti produttivi ed è quindi stato necessario soddisfare parte della domanda mediante prodotti acquistati. Le importazioni dal Giappone sono state di una certa entità in quanto tale paese è stato il primo a dotarsi di tale tecnologia ed inoltre, come già menzionato, una notevole parte dell'industria europea fa capo a gruppi giapponesi.
(90) Gli acquisti effettuati dall'industria comunitaria nel paese in questione durante il PI sono stati pari al 2,2 % del totale delle importazioni da Taiwan e il totale degli acquisti è stato pari al 4,7 % di tutte le importazioni nella Comunità, ed hanno avuto luogo principalmente all'inizio del PI. Di conseguenza, tali acquisti non possono avere esercitato un'influenza decisiva sulla situazione pregiudizievole subita dall'industria comunitaria.
e) Tecnologia per l'alta velocità
(91) È stato asserito che la quota di mercato dei produttori europei è stata penalizzata a causa del loro tardivo adattamento alla tecnologia per l'alta velocità, indicando con questo termine la velocità alla quale gli utilizzatori possono registrare i CD-R.
(92) L'inchiesta ha rilevato che la velocità non è un fattore determinante per la fissazione dei prezzi. La registrazione ad alta velocità di CD-R necessita di un hardware adeguato e quindi tale tecnologia è destinata agli utilizzatori attuali disposti ad installare nuovo hardware, oppure ai nuovi utilizzatori che acquistano per la prima volta un masterizzatore (registratore di CD). Sebbene non siano disponibili dati sulla proporzione di utilizzatori dotati di masterizzatori ad alta velocità rispetto al totale degli utilizzatori di CD-R, è chiaro che l'alta velocità non è un elemento importante per tutti gli utilizzatori.
(93) È stato affermato che un produttore esportatore taiwanese che non ha collaborato ha "introdotto" i CD-R a velocità 16x nell'ottobre 2000, mentre i produttori europei hanno tardato fino al febbraio 2001. Da tale affermazione non risulta chiaramente se con "introdurre" si intenda l'inizio della produzione o l'inizio delle vendite. Da un lato, considerando che detto esportatore taiwanese non aveva collaborato, non è stato possibile verificare tali informazioni per quanto lo riguardano ma, dall'altro, una inchiesta svolta presso i tre principali produttori facenti parte dell'industria comunitaria ha dimostrato che uno di essi aveva messo in vendita CD-R 16x il 1o novembre 2000, l'altro in data 15 dicembre 2000 e che un altro era passato direttamente dalla velocità 12x alla 24x nel 2001.
(94) L'asserito impatto sulla situazione pregiudizievole dell'industria comunitaria dell'adattamento alla tecnologia per l'alta velocità sarebbe quindi inesistente.
4. Conclusioni sulla causa del pregiudizio
(95) Fattori diversi dalle importazioni in dumping da Taiwan, quali lo sviluppo del consumo comunitario, le importazioni da paesi terzi, l'attività di esportazione dell'industria comunitaria, l'acquisto di CD-R da paesi terzi da parte dell'industria comunitaria e l'adattamento alla tecnologia per l'alta velocità non sono risultati aver contribuito materialmente a determinare la situazione pregiudizievole dell'industria comunitaria.
(96) L'inchiesta ha dimostrato che, durante il periodo considerato, il volume delle importazioni da Taiwan oggetto di dumping a prezzi bassi è aumentato considerevolmente e che il calo dei prezzi di tali importazioni è stato di una portata tale da non poter essere giustificato dalla riduzione dei costi di fabbricazione basati sul perfezionamento dei processi produttivi e sulle economie di scala. Durante il PI, le importazioni da Taiwan hanno rappresentato il 74 % di tutte le importazioni nella Comunità, una quota di mercato del 60 % del consumo comunitario ed un livello di prezzo che non risulta essere stato determinato da altre importazioni e che è tra i più bassi in assoluto, con una notevole sottoquotazione dei prezzi di vendita dell'industria comunitaria. Data la salda posizione dei produttori esportatori taiwanesi sul mercato comunitario, questi sviluppi hanno avuto concrete conseguenze negative per l'industria comunitaria. Di conseguenza, si conclude provvisoriamente che le importazioni in esame, considerate isolatamente, hanno determinato un grave pregiudizio per l'industria comunitaria.
H. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Introduzione
(97) La Commissione ha esaminato se, nonostante le risultanze sul dumping, sul pregiudizio e sul nesso di causalità, vi fossero valide ragioni per concludere che nella fattispecie l'adozione di misure non è nell'interesse della Comunità. A tal fine, ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, del regolamento di base, la Commissione ha esaminato i probabili effetti delle misure per tutte le parti interessate all'inchiesta.
2. Interesse dell'industria comunitaria
(98) La situazione dell'industria comunitaria si è deteriorata a causa di importazioni di CD-R a prezzi bassi che hanno comportato vendite sottocosto e la sua mancata partecipazione alla crescita del mercato nei termini prevedibili rispetto alla domanda di CD-R nel mercato comunitario. Il livello delle vendite inferiore alle previsioni ha determinato un notevole accumulo delle scorte. Gli investimenti destinati all'aumento della capacità produttiva sono stati in gran parte, e almeno temporaneamente, bloccati ed in taluni casi la capacità produttiva esistente è stata ridotta. Nel corso del 2000 cinque produttori europei hanno abbandonato completamente la produzione di CD-R. Tuttavia, i programmi d'investimento dell'industria comunitaria e l'importanza strategica della tecnologia in questione nel settore dei supporti di registrazione indicano che l'industria comunitaria intende continuare ad essere presente nel settore della produzione di CD-R. La permanenza dei produttori comunitari sul mercato dei supporti di registrazione è inoltre ritenuta necessaria al fine di seguire l'evoluzione del DVD registrabile. I produttori specializzati in supporti di registrazione dimostrano tuttora la loro competitività e sono economicamente sani, soprattutto quelli appoggiati da grandi gruppi, principalmente giapponesi.
(99) I servizi della Commissione ritengono che, in mancanza di misure antidumping, la situazione dell'industria comunitaria peggiorerà e si ridurrà ulteriormente il numero dei produttori comunitari di CD-R e, di conseguenza, l'occupazione. L'arresto della produzione di CD-R avrebbe implicazioni di tipo tecnologico nella misura in cui tali produttori non sarebbero più presenti sul mercato dei supporti di registrazione e non potrebbero esercitare un ruolo di primaria importanza nel quadro dei futuri sviluppi tecnologici quali la definizione delle norme tecniche sui DVD e sui pertinenti supporti per la registrazione.
(100) Poiché l'adozione di misure antidumping mira a ristabilire una equa concorrenza nel mercato comunitario, tale misura sarebbe nell'interesse dell'industria comunitaria la quale, nonostante il pregiudizio subito, ha dimostrato di essere fondamentalmente sana.
3. Interesse degli importatori
(101) I servizi della Commissione hanno ricevuto tre risposte ai questionari, inviate da importatori che rappresentavano il 5,3 % del totale delle importazioni da Taiwan durante il PI. Le società in questione erano le seguenti:
- Imation Europe BV, Schiphol, Paesi Bassi,
- Dysan Products Europe Ltd, Camberley, Regno Unito,
- Memorex Products Europe Ltd, Hammondsworth, Regno Unito.
Tali parti interessate hanno dichiarato di opporsi all'imposizione di dazi antidumping. Durante il PI, i loro acquisti di CD-R sono stati effettuati quasi esclusivamente a Taiwan.
(102) I tre importatori che hanno collaborato hanno, nel loro insieme, sostenuto perdite nel 2000 dopo avere realizzato profitti nel 1999. Si è concluso che anche per tali importatori, nel PI i prezzi erano calati in maniera tale che anche un normale margine commerciale non era più sufficiente a coprire le spese di gestione. Da tale indicazione si può dedurre che un adeguamento dei prezzi verso l'alto sarebbe nell'interesse degli importatori.
4. Interesse degli utilizzatori e dei consumatori
(103) La Commissione non ha ricevuto reazioni da parte degli utilizzatori, ossia dalle società che utilizzano CD-R per piccole tirature per la duplicazione di CD musicali o di software.
(104) Per quanto riguarda i consumatori, l'Ufficio europeo delle unioni di consumatori (BEUC) è stato contattato ma non ha collaborato al procedimento.
(105) Tale comportamento indicherebbe che né gli utilizzatori, né i consumatori sarebbero indebitamente danneggiati dall'imposizione di misure.
5. Altre argomentazioni
(106) Una delle affermazioni più ricorrenti, contraria all'imposizione di misure, è che la capacità dei produttori europei non sarebbe sufficiente a soddisfare la domanda comunitaria. Effettivamente, l'inchiesta ha evidenziato che gli impianti di produzione europei non sono sufficienti a soddisfare la domanda del mercato comunitario, anche tenendo conto delle capacità attualmente inutilizzate e dei progetti di investimento congelati. Tuttavia, tale situazione non può giustificare il comportamento pregiudizievole dei produttori esportatori taiwanesi. Inoltre, l'imposizione di dazi antidumping non è intesa a precludere questo mercato ai produttori esportatori taiwanesi ma semplicemente a ripristinare condizioni commerciali eque e una effettiva concorrenza nel mercato comunitario. Le importazioni da Taiwan continuerebbero quindi ad essere presenti sul mercato comunitario, ma a prezzi non più oggetto di dumping pregiudizievole. Inoltre, le importazioni da paesi terzi non interessati dalle misure potrebbero acquistare maggiore consistenza dopo l'eliminazione del dumping pregiudizievole relativo alle importazioni da Taiwan. Su tale presupposto, la Commissione conclude che non vi è rischio di una insufficiente alimentazione del mercato.
6. Conclusioni relative all'interesse della Comunità
(107) In considerazione di quanto precede si conclude che, in relazione all'interesse della Comunità, non vi sono motivi validi contro l'imposizione di misure antidumping.
I. MISURE ANTIDUMPING PROVVISORIE
1. Livello di eliminazione del pregiudizio
(108) Alla luce delle conclusioni raggiunte in merito al dumping, al pregiudizio, al nesso di causalità e all'interesse della Comunità, si ritiene opportuno adottare misure provvisorie al fine di impedire che le importazioni in dumping arrechino ulteriore pregiudizio all'industria comunitaria.
(109) Per stabilire il livello delle misure provvisorie si è tenuto conto sia dei margini di dumping riscontrati che del pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
(110) Le misure provvisorie dovrebbero essere di entità sufficiente ad eliminare il pregiudizio causato dalle importazioni in questione senza però superare i margini di dumping rilevati. Al momento del calcolo dell'entità del dazio necessario ad eliminare gli effetti del dumping pregiudizievole, si è considerato che le misure dovessero essere tali da consentire all'industria comunitaria di coprire i propri costi e ottenere complessivamente un profitto al lordo delle imposte pari a quello che potrebbe ragionevolmente essere ottenuto in normali condizioni di concorrenza, cioè in assenza di importazioni oggetto di dumping, sulle vendite del prodotto simile nella Comunità. Il margine di profitto, al lordo delle imposte, utilizzato in questo calcolo è pari all'8 % del fatturato.
(111) Il livello dell'aumento dei prezzi necessario è stato quindi determinato in base ad un confronto tra la media ponderata dei prezzi all'importazione, utilizzata per calcolare la sottoquotazione dei prezzi, e i prezzi non pregiudizievoli dei diversi modelli venduti dall'industria comunitaria sul mercato comunitario. Il livello di prezzo non pregiudizievole per ciascun modello è stato ottenuto aggiungendo il summenzionato margine di profitto dell'8 % al costo di produzione per modello. Le eventuali differenze risultanti da tale confronto sono state espresse in percentuale del valore totale all'importazione cif. In tutti i casi le differenze sono risultate superiori ai margini di dumping rilevati.
2. Misure provvisorie
(112) Alla luce di quanto sopra e conformemente all'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, si ritiene opportuno che i dazi antidumping siano istituiti al medesimo livello dei margini di dumping rilevati poiché, come precedentemente segnalato, in tutti i casi, i margini di eliminazione del pregiudizio rilevati sono risultati superiori ai margini di dumping.
(113) Le aliquote del dazio antidumping applicabili ad alcune società a titolo individuale indicate nel presente regolamento sono state stabilite in base alle risultanze della presente inchiesta. Esse rispecchiano pertanto la situazione constatata durante l'inchiesta per le società in questione. Tali aliquote di dazio (contrapposte al dazio per paese, applicabile a "tutte le altre società") sono quindi esclusivamente applicabili alle importazioni di prodotti originari del paese interessato e fabbricati dalle società, ovvero dalle specifiche persone giuridiche, delle quali viene fatta menzione. I prodotti importati fabbricati da qualsiasi altra società la cui denominazione, completa di indirizzo, non sia citata specificamente nel dispositivo del presente regolamento, comprese le persone giuridiche collegate a quelle specificamente menzionate, non possono beneficiare di tali aliquote e sono soggetti all'aliquota di dazio applicabile a "tutte le altre società".
(114) Le eventuali richieste di applicazione di tali aliquote individuali (ad esempio in seguito ad un cambiamento della ragione sociale della società o alla creazione di nuove entità produttive o di vendita) devono essere inoltrate senza indugio alla Commissione(4) con tutte le informazioni pertinenti, in particolare l'indicazione degli eventuali mutamenti nelle attività della società riguardanti la produzione, le vendite sul mercato interno e le vendite all'estero, connessi ad esempio al cambiamento della ragione sociale o ai cambiamenti a livello di entità produttive o di vendita. Se del caso, la Commissione, previa consultazione del comitato consultivo, procederà a modificare debitamente il regolamento, aggiornando l'elenco delle società che beneficiano di aliquote individuali.
J. DISPOSIZIONI FINALI
(115) A fini di buona amministrazione, occorre fissare un termine entro il quale le parti interessate che si sono manifestate entro i termini fissati nell'avviso di apertura possono comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite. Va inoltre precisato che le risultanze relative all'istituzione di dazi elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate ai fini dell'adozione di eventuali dazi definitivi,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di compact disc registrabili (CD-R), attualmente classificabili al codice NC ex 8523 90 00 (codice TARIC 8523 90 00 10 ) originari di Taiwan.
2. Le aliquote del dazio provvisorio applicabili al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, per i prodotti fabbricati dalle società sotto elencate sono le seguenti:
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3. Salvo indicazione contraria, si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità del prodotto di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 20 del regolamento (CE) n. 384/96, le parti interessate possono chiedere di essere informate dei principali fatti e considerazioni sulla base dei quali il presente regolamento è stato adottato, presentare le proprie osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 384/96, le parti interessate possono comunicare osservazioni sull'applicazione del presente regolamento entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore dello stesso.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
L'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di sei mesi.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 17 dicembre 2001.

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