Document ID: 31995R1878

REGOLAMENTO (CE) N. 1878/95 DELLA COMMISSIONE del 28 luglio 1995 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di chamotte refrattarie originarie della Repubblica popolare cinese
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 3283/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1251/95 (2), in particolare l'articolo 23,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità europea (3), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 522/94 (4), in particolare l'articolo 11,
sentito il Comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
(1) Nell'aprile 1993 la Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (5), l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di chamotte refrattarie originarie della Repubblica popolare cinese, di cui ai codici NC ex 2507 e ex 2508.
(2) L'avviso è stato pubblicato in seguito ad una denuncia scritta presentata dalla Société Argiles et Mineraux AGS (« AGS »), Clérac, 17270 Montguyon (Francia), che assertivamente rappresenta una parte importante della produzione comunitaria totale di chamotte refrattarie. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping sul prodotto in questione e del conseguente notevole pregiudizio, che sono stati considerati sufficienti per giustificare l'apertura del procedimento.
(3) La Commissione ha informato ufficialmente i produttori e gli esportatori dei paesi d'esportazione, gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori e il denunziante, ed ha offerto alle parti direttamente interessate di comunicare le loro informazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
(4) Due associazioni e due società dell'industria utilizzatrice hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto.
(5) Nessun produttore o esportatore e nessun'altra delle parti interessate della Repubblica popolare cinese hanno comunicato le loro osservazioni nel corso dell'inchiesta, né hanno risposto ai questionari inviati loro dalla Commissione.
(6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini delle decisioni preliminari, ed ha svolto inchieste in loco presso le sedi delle seguenti società:
a) produttori comunitari:
Société Argiles et Minéraux AGS Clérac F-17270 Montguyon ARCICHAMOTAS (Arcillas y Chamotas Asturianas, Sl) c/Uría, n° 76-3° D Oviedo, Spagna b) importatori non collegati:
Frank & Schulte GmbH Alfredstr. 154 D-45131 Essen Possehl Erzkontor GmbH Beckergrub 38-52 D-23552 Lubecca (7) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1° aprile 1992 e il 31 marzo 1993.
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
Descrizione del prodotto
(8) Il prodotto in esame è la terra di chamotte refrattaria non lavorata, detta anche « kilnrun » (a volte denominata « argilla refrattaria calcinata », « argilla flint calcinata », « argilla calcinata » o « caolino calcinato ») con un tenore in allumina pari ad almeno il 40 % ma non superiore al 55 %. Queste chamotte vengono prodotte a partire da argille o minerali principalmente a base di caolinite, cioè idrosilicati di allumina, calcinati ad alte temperature. Il processo di calcinazione avviene per lo più in forni rotativi. Le chamotte vengono usate per la fabbricazione di prodotti di silico-allumina, formati o non formati.
La denuncia e l'avviso di apertura del procedimento riguardavano le chamotte refrattarie lavorate e non lavorate. Nel corso dell'inchiesta, tuttavia, è stato dimostrato che è necessario distinguere tra prodotto lavorato e non lavorato. Questa distinzione si basa principalmente sulla diversità delle caratteristiche fisiche determinata dalla lavorazione, quale ad esempio la resistenza alle improvvise variazioni di temperatura, che implica un diverso utilizzo finale del prodotto. La lavorazione a volte determina anche variazioni della composizione chimica, ad esempio una variazione del tenore in allumina. Queste differenze tra prodotto lavorato e non lavorato determinano differenze significative nei costi di produzione e nei prezzi di vendita. Per questi motivi le chamotte refrattarie lavorate e non lavorate non devono essere considerate come un prodotto unico ai fini del presente procedimento.
Le statistiche Eurostat relative alle importazioni di prodotti di cui ai codici NC ex 2507 e ex 2508 non distinguono tra i due tipi di prodotto, e comprendono inoltre le argille non calcinate. Per eliminare quindi dai dati globali i dati relativi alle argille non calcinate e alle chamotte lavorate, la Commissione, in base agli elementi di prova forniti dall'industria comunitaria e dagli importatori che hanno collaborato, ha preso in esame soltanto le importazioni il cui prezzo medio tra il 1989 e la fine del periodo d'inchiesta era compreso tra 50 e 85 ECU per tonnellata, ritenendo che le importazioni a prezzo medio inferiore a 50 ECU per tonnellata fossero importazioni di chamotte lavorate.
Gli importatori che hanno collaborato, secondo le informazioni da essi fornite, importavano unicamente chamotte non lavorate, e non risulta che le importazioni dalla Repubblica popolare cinese di prodotti di cui ai codici NC ex 2507 e ex 2508 riguardassero argille non calcinate o chamotte lavorate.
Il denunziante ha accettato di limitare il procedimento alle chamotte non lavorate.
La Commissione ha quindi stabilito di limitare il procedimento, per quanto riguarda il prodotto, alle chamotte refrattarie non lavorate.
Prodotto simile
(9) Una società utilizzatrice ha affermato che il prodotto in esame originario della Repubblica popolare cinese, benché paragonabile per caratteristiche chimiche al prodotto fornito dai principali produttori comunitari, non poteva essere paragonato in termini di utilizzo finale a causa di una minore calcinazione delle chamotte cinesi. Due importatori non collegati che hanno collaborato al procedimento hanno inoltre affermato che la gamma dei possibili impieghi delle chamotte cinesi è limitata a causa della minor calcinazione.
Un'altra società dell'industria utilizzatrice ha sostenuto che le chamotte cinesi, dal punto di vista delle caratteristiche chimiche, sono di qualità superiore alle chamotte dei principali produttori comunitari, e i due prodotti non sono pertanto intercambiabili nella produzione di mattoni refrattari per l'industria siderurgica.
Una associazione nazionale ha affermato che le chamotte cinesi sono superiori a quelle prodotte dall'industria comunitaria e che l'industria di prodotti refrattari dello Stato membro di appartenenza dell'associazione dipende per le forniture della Repubblica popolare cinese.
(10) Le affermazioni di cui sopra sono risultate parzialmente contraddittorie e non sostenute da prove. Inoltre, l'inchiesta ha dimostrato che non esistono differenze significative tra le caratteristiche chimiche e fisiche delle chamotte non lavorate prodotte dall'industria comunitaria, dai produttori del paese analogo (vedere oltre), e dai produttori o esportatori cinesi. Pertanto i prodotto importati dalla Repubblica popolare cinese, quelli prodotti nel paese analogo e i prodotti dell'industria comunitaria sono considerati prodotti simili.
C. DUMPING
Valore normale
(11) Dato che la Repubblica popolare cinese non è un paese ad economia di mercato, il valore normale per il prodotto simile originario di questo paese ha dovuto essere calcolato ai sensi all'articolo 2, paragrafo 5, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88 (in appresso denominato regolamento di base) sulla base dei prezzi di vendita o dei costi di produzione del prodotto simile in un paese terzo ad economia di mercato, il cosiddetto paese analogo.
(12) La Repubblica popolare cinese non ha fornito alcun suggerimento per la scelta del paese analogo, mentre il denunziante ha proposto gli Stati Uniti d'America.
A questo proposito, la Commissione ha confermato che gli Stati Uniti d'America hanno un mercato aperto per il prodotto in oggetto, con un numero significativo di fornitori concorrenti che utilizzano le cave a cielo aperto di costo più basso per ottenere le materie prime necessarie, che hanno facile accesso a diverse fonti di energia e ad un'efficiente rete di trasporti, e che vendono notevoli quantità di prodotto sui loro mercati interni a prezzi remunerativi. In mancanza di informazioni su altre economie di mercato più qualificate a questo scopo, la Commissione ha ritenuto pertanto che la scelta degli Stati Uniti d'America per la determinazione del valore normale fosse opportuna e appropriata.
(13) A questo scopo la Commissione ha ottenuto la cooperazione di due produttori statunitensi rispondenti ai criteri summenzionati. Entrambi hanno risposto al questionario loro inviato, e i dati che hanno fornito sono stati verificati nel corso di una verifica in loco.
(14) Il valore normale delle chamotte refrattarie originarie della Cina è stato quindi calcolato in base ai prezzi di vendita medi ponderati allo stadio franco fabbrica, pagati o pagabili nel corso di normali operazioni commerciali, del prodotto simile venduto al consumo sul mercato statunitense dalle società americane che hanno collaborato.
Prezzi all'esportazione
(15) Gli esportatori cinesi e gli importatori collegati non hanno fornito alcuna collaborazione.
La produzione di entrambi gli importatori non collegati che hanno collaborato corrisponde al 25 % circa del volume di importazioni determinato in base ai dati rilevati dalle statistiche Eurostat, e il prezzo medio per tonnellata all'importazione era leggermente inferiore al prezzo medio basato sulle stesse statistiche.
(16) Vista la percentuale relativamente bassa di importazioni degli importatori non collegati e la mancanza di collaborazione da parte degli esportatori cinesi, la Commissione si è avvalsa dei dati disponibili per stabilire i prezzi all'esportazione, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base, ed ha ritenuto che i dati più affidabili sui prezzi fossero quelli contenuti nelle statistiche Eurostat.
Confronto
(17) Il valore normale è stato confrontato con il prezzo fob all'esportazione allo stesso stadi commerciale, vale a dire all'ingrosso, previo adeguamento in base alle diverse caratteristiche fisiche, in particolare rispetto al contenuto di allumina. Per arrivare al prezzo fob all'esportazione la Commissione ha dedotto dal prezzo all'esportazione, ricavato in base ai dati Eurostat, i costi del trasporto marittimo e dell'assicurazione comunicati dagli importatori non collegati.
Margine di dumping
(18) Il confronto ha dimostrato l'esistenza di pratiche di dumping. La differenza tra il valore normale e il prezzo all'esportazione ammonta a 19,34 ECU per tonnellata, che rappresenta il 28,44 % del valore cif franco frontiera comunitaria.
D. INDUSTRIA COMUNITARIA
(19) Per quanto riguarda l'industria comunitaria è risultato che un produttore comunitario importava il prodotto in questione dalla Repubblica popolare cinese; poiché tale società ha rifiutato l'invito della Commissione a collaborare al presente procedimento, la Commissione non ha potuto stabilire se essa importava il prodotto in oggetto solo per ragioni di protezione. In queste circostanze la Commissione ha quindi escluso questo produttore, ai fini delle conclusioni preliminari, dall'industria comunitaria, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5, primo trattino del regolamento di base. I restanti produttori rappresentavano il 100 % dell'industria comunitaria.
E. PREGIUDIZIO
Consumo comunitario
(20) Il consumo comunitario è stato calcolato sommando le vendite dell'industria comunitaria e le importazioni del prodotto in oggetto, che rientra nei codici NC ex 2507 e ex 2508, calcolate secondo il metodo di cui al punto 9. In base a questo calcolo, il consumo comunitario del prodotto in questione è sceso da 131 000 tonnellate nel 1989 a 127 500 tonnellate nel 1991 e a 107 000 tonnellate nel periodo d'inchiesta, con una diminuzione per l'intero periodo del 17,7 %.
Volume, quota di mercato e prezzi delle importazioni oggetto di dumping
(21) Il volume delle importazioni dalla Repubblica popolare cinese è aumentato passando da 41 118 tonnellate nel 1989 a 50 635 tonnellate nel 1991, fino a raggiungere un livello di 50 142 tonnellate durante il periodo dell'inchiesta, con un aumento del 21,9 %.
(22) La quota di mercato delle importazioni dalla Repubblica popolare cinese è passata dal 31,4 % nel 1989 al 39,7 % nel 1991, ed ha raggiunto un livello pari al 46,5 % nel periodo d'inchiesta.
(23) I prezzi medi ponderati di vendita per tonnellata delle importazioni dalla Repubblica popolare cinese a livello cif sono scesi da 75,6 ECU nel 1989 a 67,5 ECU nel 1991 e a 68 ECU nel periodo d'inchiesta, pari a una diminuzione del 10,1 %.
(24) Il confronto tra questi prezzi medi ponderati di vendita allo stadio franco deposito per l'importatore (che riflettono i costi dell'importatore e un profitto del 3 %, ritenuto adeguato) e i prezzi medi ponderati di vendita dell'industria Comunitaria allo stesso stadio commerciale prova una sottoquotazione continua del 4 % sui prezzi dell'industria comunitaria. Tale sottoquotazione era sistematica, nel senso che quando l'industria comunitaria, nel tentativo di mantenere la propria quota di mercato, adeguava i propri prezzi a quelli delle importazioni dalla Repubblica popolare cinese, questi venivano ritoccati verso il basso per mantenere il margine di sottoquotazione.
Situazione dell'industria comunitaria
(25) Le vendite dell'industria comunitaria sul mercato della Comunità sono scese da 74 757 tonnellate nel 1989 a 57 603 tonnellate nel 1991 e a 43 371 tonnellate durante il periodo d'inchiesta, con una diminuzione totale pari al 42 %.
(26) La quota di mercato dell'industria comunitaria è scesa dal 57,1 % nel 1989 al 45,2 % nel 1991, fino al 40,2 % nel periodo dell'inchiesta.
(27) La produzione dell'industria comunitaria del prodotto in oggetto è diminuita parallelamente. L'utilizzazione degli impianti di conseguenza è passata dal 55,9 % nel 1989 al 45,7 % nel 1991 e al 38,3 % nel corso del periodo d'inchiesta, nonostante il fatto che l'industria comunitaria avesse già ridotto la capacità globale.
(28) Il personale occupato nella produzione del prodotto simile è sceso da 165 addetti nel 1989 a 151 nel 1991, fino a quota 100 durante il periodo d'inchiesta, con una diminuzione del 39 %.
(29) La redditività netta dell'industria comunitaria ha subito un notevole declino, passando dal 6,8 % nel 1989 al 2 % nel 1991 a addirittura al P 0,5 % della cifra d'affari durante il periodo d'inchiesta.
Conclusione
(30) Alla luce delle circostanze sopra descritte, si può concludere che l'industria comunitaria ha subito un notevole pregiudizio ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento di base.
F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
Importazioni oggetto di dumping
(31) Le chamotte refrattarie della Repubblica popolare cinese hanno potuto conquistare una quota di mercato rilevante, a detrimento dell'industria comunitaria, mediante la sottoquotazione sistematica dei prezzi del prodotto simile dell'industria comunitaria e grazie ad un'offerta in quantitativi consistenti sul mercato comunitario.
Nel corso del periodo d'inchiesta gli utilizzatori intermedi e finali delle chamotte refrattarie erano a conoscenza della situazione dei prezzi poiché essi stessi hanno dovuto far fronte a una grave riduzione della domanda del loro prodotto, che li ha portati a ridurre i costi di produzione mediante l'acquisto di chamotte refrattarie di prezzo inferiore importate dalla Repubblica popolare cinese.
Le importazioni di chamotte refrattarie della Repubblica popolare cinese, costringendo l'industria comunitaria ad abbassare i prezzi per evitare un'ulteriore diminuzione della quota di mercato, hanno determinato un'ulteriore riduzione della redditività dell'industria comunitaria, già colpita dal calo del volume delle vendite e dal conseguente aumento del costo unitario.
Altri fattori
(32) La domanda totale di chamotte è diminuita tra il 1989 e la fine del periodo d'inchiesta, principalmente a causa della fase discendente del ciclo dell'industria siderurgica comunitaria, principale utilizzatore finale del prodotto in oggetto. Il calo della domanda ha determinato una diminuzione del volume delle vendite dell'industria comunitaria, riflettendosi negativamente sulla sua redditività, tuttavia non può avere causato la perdita di quote di mercato. Inoltre, il calo della domanda totale non può essere considerato eccezionale. Simili fasi discendenti del ciclo della domanda totale non hanno mai portato a una perdita di redditività e di posti di lavoro come quelli subiti dall'industria comunitaria durante il periodo d'inchiesta.
(33) L'inchiesta ha provato inoltre che le importazioni dall'ex Repubblica cecoslovacca sono scese da 15 144 tonnellate nel 1989 a 14 284 tonnellate durante il periodo d'inchiesta. Tuttavia, a causa di un consumo decrescente, la quota di mercato di queste importazioni è aumentata passando dall'11,6 % al 13,3 %. Gli elementi di prova forniti dal denunziante indicano una lieve sottoquotazione rispetto ai prezzi dell'industria comunitaria relativa a queste importazioni, ma non è stata fornita né riscontrata durante l'inchiesta alcuna prova conclusiva di pratiche di dumping. I dati Eurostat indicano un aumento del prezzo per tonnellata di queste importazioni, ma in base ai dati forniti dal denunziante tale aumento è attribuibile al cambiamento dello stadio commerciale di vendita delle importazioni suddette durante il periodo considerato, con un maggior numero di vendite dirette agli utilizzatori finali e meno vendite a grossisti o tramite intermediari.
Conclusione
(34) Anche se altri fattori hanno contribuito al pregiudizio subito dall'industria comunitaria, ciò non toglie che le importazioni di chamotte refrattarie originarie della Repubblica popolare cinese, a causa dei prezzi più bassi e del volume rilevante, prese di per sé hanno causato un pregiudizio notevole all'industria comunitaria.
G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(35) Le chamotte refrattarie sono il materiale di base per i produttori di prodotti refrattari che hanno tra l'altro un ruolo essenziale nel processo siderurgico. Le riserve accertate di argilla e dei minerali necessari consentiranno all'industria comunitaria di rifornire gli utilizzatori intermedi e finali della Comunità a lungo termine, e, grazie alla vicinanza a questi utilizzatori, in modo economico. Pertanto il mantenimento di tali riserve è nell'interesse di questi utilizzatori. Tuttavia, la redditività dell'industria comunitaria è messa in pericolo dalle sleali pratiche commerciali che accompagnano le importazioni dalla Repubblica popolare cinese. di conseguenza, l'adozione di misure volte a eliminare il commercio sleale è nell'interesse dell'industria utilizzatrice nonché dei produttori comunitari di chamotte refrattarie.
Tali misure avranno inevitabilmente una leggera ripercussione sul prezzo generale delle chamotte refrattarie e di conseguenza sui costi per gli utilizzatori finali dei prodotti refrattari, in particolare l'industria siderurgica, e devono pertanto essere limitate a un livello strettamente necessario ad eliminare il pregiudizio per l'industria comunitaria; inoltre non devono essere tali da causare il ritiro degli esportatori cinesi dal mercato comunitario, che condurrebbe ad una indesiderabile diminuzione della concorrenza leale su tale mercato.
In tali circostanze, e in considerazione della struttura delle misure (vedere oltre), è nell'interesse della Comunità adottare misure volte a contrastare le pratiche commerciali sleali relative alle importazioni dalla Repubblica popolare cinese di chamotte refrattarie non lavorate.
H. DAZIO
(36) Allo scopo di determinare il tipo e il livello delle misure da adottare, si è tenuto conto della necessità dell'industria comunitaria di ristabilire e mantenere la propria redditività, e della necessità degli utilizzatori intermedi e finali di chamotte refrattarie di avere accesso a diversi fornitori.
(37) Le misure dovrebbero consistere quindi in un dazio variabile basato su di un prezzo minimo stabilito al livello cif franco frontiera comunitaria, che consentirebbe all'industria comunitaria di coprire i propri costi di produzione (comprese le spese di vendita, generali e amministrative) e un profitto del 5 %, margine ritenuto appropriato per l'industria di chamotte refrattarie in assenza dell'effetto delle importazioni oggetto di dumping.
(38) Pertanto, tenuto conto di costi e profitti degli importatori come illustrato al punto 24, il prezzo minimo all'importazione deve essere fissato a livello cif franco frontiera comunitaria a 75 ECU per tonnellata, dazio non corrisposto, il che equivale ad un aumento del 10 % del prezzo medio rilevato durante il periodo d'inchiesta.
I. DISPOSIZIONI FINALI
(39) A fini di buona amministrazione, occorre fissare un periodo durante il quale le parti interessate possano presentare le proprie osservazioni e chiedere un'audizione. Inoltre si deve disporre che tutte le conclusioni ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono dover essere riviste per ogni dazio definitivo che la Commissione può proporre,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di prodotti refrattari calcinati (non macinati o in polvere) di cui ai codici NC ex 2507 e ex 2508 (codici Taric: 2507 00 20 * 10, 2507 00 80 * 10, 2508 10 00 * 10, 2508 20 00 * 10, 2508 30 00 * 10, 2508 40 00 * 10, 2508 50 00 * 10, 2508 60 00 * 10, 2508 70 10 * 10, 2508 70 90 * 10), originari della Repubblica popolare cinese.
2. L'aliquota del dazio è pari alla differenza tra 75 ECU e il prezzo netto franco frontiera comunitaria, per tonnellata, se quest'ultimo è inferiore.
3. Si applicano le vigenti disposizioni relative ai dazi doganali, salvo altrimenti specificato.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88, le parti interessate possono, entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatto salvo il disposto degli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, se il Consiglio non adotta misure definitive prima della scadenza di tale periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 28 luglio 1995.

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