Document ID: 31999D0339

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 1o luglio 1998
riguardante aiuti della Repubblica federale di Germania a favore della Chemieanlagenbau Stassfurt AG
[notificata con il numero C(1998) 2050]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(1999/339/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, comma 1,
dopo aver dato la possibilità alle parti di formulare le loro osservazioni conformemente al summenzionato articolo,
considerando quanto segue:
I
Con lettera del 9 dicembre 1996, protocollata dalla Commissione il 10 dicembre 1996, il governo tedesco ha notificato alla Commissione a norma dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CE un aiuto a favore della società Chemieanlagenbau Stassfurt AG (in prosieguo CAS), che è stato registrato dalla Commissione come aiuto di Stato sotto il numero N 897/96. Con lettera del 15 gennaio 1997 la Commissione ha chiesto informazioni complementari che le sono state trasmesse con lettera del 21 febbraio 1997, protocollata il 24 febbraio 1997.
In base alle informazioni in possesso della Commissione la CAS aveva già beneficiato di aiuti senza che la Commissione avesse potuto pronunciarsi al riguardo. Il caso è stato perciò trasferito nel registro degli aiuti non notificati in cui è stato inserito sotto il numero NN 24/97.
Il 2 aprile 1997 la Commissione ha deciso di avviare un procedimento a norma dell'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CE, dati i suoi dubbi sulla compatibilità con il mercato comune di tale aiuto in quanto aiuto alla ristrutturazione. La decisione e i motivi che l'hanno determinata sono stati comunicati alla Germania con lettera del 15 aprile 1997(1). Il contenuto della lettera è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee con l'invito agli altri Stati membri e ai terzi interessati a trasmettere le loro osservazioni entro un mese dalla pubblicazione.
La Germania ha risposto alla lettera della Commissione del 15 aprile 1997 con lettera del 13 maggio 1997, protocollata il 16 maggio 1997.
In seguito alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del 26 giugno 1997 sono pervenute le osservazioni di terzi: una lettera di un'associazione di categoria del 23 luglio 1997 (protocollata alla Commissione il 29 luglio 1997) e una lettera di una rappresentanza di interessi europei del 25 luglio 1997 (protocollata il 29 luglio 1997). Dopo la scadenza del termine di un mese sono pervenute due ulteriori reazioni: da parte della Rappresentanza permanente di uno Stato membro in data 28 luglio 1997 (protocollata il 31 luglio 1997) e una lettera di un concorrente del 29 luglio 1997 (protocollata il 31 luglio 1997).
Copie di tali lettere sono state trasmesse il 21 agosto 1997 alle autorità tedesche le quali hanno preso posizione con lettera del 16 settembre 1997 (protocollata alla stessa data).
Con lettera del 17 settembre (protocollata alla stessa data), le autorità tedesche hanno comunicato a norma dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CE di avere apportato delle modifiche al pacchetto di aiuti a favore di CAS, dopo la privatizzazione effettuata il 2 luglio 1997. Le informazioni supplementari chieste con lettera del 12 marzo 1998 sono pervenute con lettera del 16 aprile 1998 (protocollata alla stessa data). Ulteriori informazioni da parte tedesca sono state trasmesse con lettera del 14 maggio 1998 (pervenuta il 18 maggio 1998).
II
La CAS è situata a Stassfurt, nel Land Sassonia-Anhalt ed ha realizzato nel 1997, con un organico di 210 dipendenti, un fatturato di 20,356 milioni di DEM con un capitale investito di 48,589 milioni di DEM.
L'impresa risale all'anno 1863. Nell'anno 1951 ha cambiato la sua denominazione in VEB Maschinen- und Apparatebau Stassfurt e in seguito in VEB Chemieanlagenbau Stassfurt. Nel 1990 ha modificato la sua denominazione in Chemieanlagenbau Stassfurt AG. Fino al 1993 l'impresa era di proprietà della Treuhandanstalt e in seguito della H. W. Urban GmbH & Co Management KG Berlin, appartenente dapprima alla Treuhandanstalt e quindi alla "Bundesanstalt für vereinigungsbedingte Sonderaufgaben" ed operante per ambedue questi organismi, la quale aveva assunto la gestione dell'impresa già nel luglio 1992. Dall'aprile 1996 la CAS appartiene a Beteiligungs-Management-Gesellschaft Berlin mbH (in prosieguo BMGB) la quale è stata incarica della privatizzazione dell'impresa. Nel 1996 la BMGB ha dato mandato alla West Merchant Bank di cercare investitori privati. La vendita ha avuto luogo sotto forma di asta pubblica. La CAS è stata aggiudicata all'offerente migliore e più credibile.
Il 2 luglio 1997 la CAS è stata venduta dalla BMGB all'investitore privato BVT Industrie-Beteiligungsgesellschaft mbH (in prosieguo BVT) al prezzo di 500000 DEM. Con la privatizzazione le autorità tedesche hanno subito una perdita di 28,994 milioni di DEM (in caso di liquidazione la perdita sarebbe ammontata a 36,968 milioni di DEM). L'investitore privato ha assunto determinate obbligazioni di CAS nei riguardi di terzi. BVT fa parte del gruppo BVT, con sede a Monaco, che effettua investimenti nel settore energetico ed ambientale in Germania(2).
La CAS opera nei settori della costruzione meccanica e della fonderia. Le sue vendite si concentrano per il 61,7 % in Germania, il 10,5 % nel mercato comune e il 27,8 % in altri paesi.
Nel campo della costruzione meccanica la CAS produce, fornisce e installa impianti per la fabbricazione di soda leggera, soda densa e potassa. I tamburi tubolari rotativi prodotti dalla CAS trovano impiego nei più svariati settori, ad esempio nell'industria dei fertilizzanti, nello smaltimento dei rifiuti, nell'industria dei materiali da costruzione nonché del legno.
Nel settore fonderia la CAS produce prodotti finiti sia per consumo proprio che per consumo di terzi. Fra i suoi prodotti figurano anche pezzi di ghisa grigia e di ghisa a grafite sferoidale, legata e non legata, del peso fra 10 kg e 40 t fabbricati su ordinazione in piccole serie.
Le fonderie rientrano nell'allegato I del trattato CECA. Esse non sono soggette alle disposizioni quadro dell'anno 1988 applicabili a determinati settori siderurgici non ricompresi nel trattato CECA(3). Pertanto le fonderie possono essere trattate alla stregua di qualsiasi altro settore economico soggetto al trattato CE.
III
La notifica iniziale del dicembre 1996 faceva riferimento ad un importo di 44 milioni di DEM di aiuti a favore della BMBG sotto forma di due tipi di misure di aiuto. Uno era costituito dall'apporto di liquidità per 27,3 milioni di DEM, mentre l'altro era rappresentato da fideiussioni per 16,7 milioni di DEM. Durante la privatizzazione nel luglio 1997 questo pacchetto di aiuti è stato lievemente modificato dalla BMGB nel senso che l'importo complessivo è stato ridotto a 42,388 milioni di DEM. In ambedue i casi l'aiuto è stato concesso per assicurare la sopravvivenza e l'ulteriore ristrutturazione della CAS e per attuare le misure indicate nello stesso piano di ristrutturazione che era stato elaborato da consulenti dell'azienda a fine 1995 ed attuato in sostanza conformemente ai piani.
Nell'ambito della privatizzazione sono state previste le seguenti nuove misure di aiuto:
SPAZIO PER TABELLA
A queste misure va aggiunta la rinuncia della BMGB al rimborso del prestito d'azionista di 73,156 milioni di DEM concesso dalla Treuhandanstalt e di 4,48 milioni di DEM di fondi per il risanamento del sito aziendale. La rinuncia al rimborso del prestito non costituisce un aiuto supplementare poiché i prestiti e le fideiussioni della Treuhandanstalt erano destinati alle imprese che si trovavano in gravi difficoltà e all'atto della concessione era noto che queste non sarebbero mai state in grado di rimborsare gli aiuti. In questi casi si deve partire da un'intensità potenziale dell'aiuto del 100 %. La CAS si trovava in una situazione del genere per cui la rinuncia ad un prestito così rischioso non può essere più considerata come nuovo aiuto. All'avvio del procedimento ex articolo 93, paragrafo 2, del trattato CE la Commissione è partita dal presupposto che gli aiuti concessi dalla Treuhandanstalt fossero conformi alle disposizioni quadro applicabili(4). Il finanziamento del risanamento del sito non è considerato come concessione di aiuti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CE(5).
All'avvio del procedimento la Commissione ha considerato che gli altri aiuti concessi dalla Treuhandanstalt precedentemente fossero conformi alle norme sugli aiuti a suo tempo applicate(6). Si tratta di 93,3 milioni di DEM nell'anno 1994 e 44 milioni di DEM messi a disposizione nell'anno 1995. Essa ha tuttavia espresso delle riserve in merito alla rinuncia, evidentemente non notificata, al rimborso di un prestito d'azionista di 20 milioni di DEM. Tale punto è stato successivamente chiarito dalle autorità tedesche. Gli aiuti di 93,3 milioni di DEM concessi nel 1994 erano rappresentati essenzialmente da prestiti e fideiussioni. Di questa cifra la CAS ha utilizzato soltanto un importo di 73,156 milioni di DEM, mentre 20 milioni di DEM sono rimasti inutilizzati. Queste cifre sono state menzionate nella lettera del governo tedesco del 17 settembre 1997, in cui figurano dati dettagliati sulla privatizzazione dell'importo e l'ammontare del prestito d'azionista.
Rispondendo alle riserve formulate dalla Commissione nell'atto di avvio della procedura sulla eventuale concessione di ulteriori fideiussioni alla CAS nell'anno 1996, le autorità tedesche hanno assicurato che non sono state concesse ulteriori fideiussioni.
Stando alle affermazioni delle autorità tedesche, sull'importo dei summenzionati aiuti ai sensi della presente decisione una somma di 5,957 milioni di DEM era già stata versata prima che Commissione potesse dare il suo accordo.
IV
Dopo la pubblicazione della lettera della Commissione alla Germania in merito all'avvio del procedimento ex articolo 92, paragrafo 3, del trattato CE, sono pervenute le osservazioni di terzi interessati. L'associazione europea delle fonderie ha affermato che, data la sovraccapacità esistente nel settore delle fonderie, l'impresa CAS che opera in questo settore non dovrebbe ricevere aiuti. L'associazione non ha però trasmesso dati specifici riguardanti il settore. Un concorrente ha dichiarato di avere perso ordinativi a favore della CAS a causa dei prezzi stracciati da questa praticati. Anche in questo caso non sono stati forniti elementi più precisi. In una terza reazione, di un'associazione internazionale di imprenditori, le affermazioni del concorrente sono state confermate mediante una breve lettera, priva di dati più dettagliati. Inoltre la Rappresentanza permanente di uno Stato membro ha affermato che la CAS era molto più inefficiente del citato concorrente e non doveva perciò beneficiare di aiuti. Nella lettera sono stati formulati alcuni argomenti ma la CAS è stata rappresentata come un'impresa produttrice esclusivamente di getti, mentre in realtà questo settore costituisce sia in cifre relative che assolute soltanto una attività accessoria marginale dell'impresa.
Le citate lettere sono state trasmesse alle autorità tedesche perché prendessero posizione. Le autorità tedesche hanno risposto con lettera del 16 settembre 1997 facendo presente che gli aiuti concessi alla CAS erano limitati allo stretto necessario per attuare la ristrutturazione, evitando di mettere a disposizione della CAS un eccesso di liquidità che le consentisse una politica aggressiva sul mercato. In fin dei conti la CAS non avrebbe distolto fondi dagli scopi previsti per mettere in atto comportamenti distorsivi della concorrenza. Inoltre la privatizzazione non comporterebbe un aumento delle capacità nel settore fonderia. Il problema delle capacità eccedentarie è trattato nella sezione VII dove si rileva che conformemente al piano di ristrutturazione del 1995 la CAS ha ridotto gradualmente le sue capacità nel settore fonderia. Inoltre, come previsto da questo piano, nell'ambito della ristrutturazione sono state ridotte le capacità anche nel settore della costruzione meccanica.
V
All'avvio del procedimento la Commissione ha illustrato i motivi per i quali ritiene applicabile il trattato CE e in particolare l'articolo 92, paragrafo 1. Benché il pacchetto di misure sia stato modificato, le considerazioni a suo tempo formulate restano essenzialmente valide. Come indicato nella comunicazione della Commissione, l'attuale pacchetto di misure potrebbe essere dichiarato compatibile con il mercato comune soltanto sulla base di una delle deroghe dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c). I criteri per l'applicazione di tali deroghe sono illustrati negli orientamenti comunitari sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà(7).
Gli aiuti notificati devono essere pertanto esaminati in base ai criteri enunciati al punto 3.2 degli orientamenti comunitari. Gli aiuti devono consentire di ripristinare l'efficienza a lungo termine dell'impresa beneficiaria entro un termine ragionevole. Inoltre essi non devono causare indebite distorsioni della concorrenza. Se sul mercato rilevante esistono eccessi di capacità, il beneficiario deve in linea di massima procedere ad una riduzione delle sue capacità. I costi della ristrutturazione devono essere proporzionati ai vantaggi che ne derivano. Il piano di ristrutturazione deve essere attuato integralmente e la Commissione deve essere informata dello stato di attuazione del piano stesso.
Nella decisione con cui ha avviato il procedimento la Commissione ha indicato gli elementi degli aiuti e del piano di ristrutturazione che sollevavano dubbi e quelli che non davano luogo a riserve.
La Commissione ha inoltre espresso dei dubbi sulla conformità degli aiuti ai criteri degli orientamenti comunitari per gli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione. Tali dubbi si possono articolare in tre gruppi. Primo: all'epoca della prima notifica non era certo che si potesse trovare un investitore privato interessato a rilevare la CAS, per cui era probabile che sarebbero stati necessari ulteriori aiuti o che il piano di ristrutturazione non sarebbe stato portato a termine. Inoltre ciò rendeva più difficile la stima dei costi e dei vantaggi prevedibili della ristrutturazione. La seconda incertezza riguardava la situazione del settore fonderia a quell'epoca. In caso di capacità eccedentarie la CAS avrebbe dovuto precedere ad una riduzione definitiva ed adeguata di capacità. Infine le informazioni fornite dalle autorità tedesche non erano abbastanza precise da escludere il sospetto che in realtà la CAS avesse ricevuto un volume di aiuti superiore a quello notificato.
VI
In base agli orientamenti comunitari la ristrutturazione deve consentire di ripristinare la redditività a lungo termine dell'impresa entro tempi ragionevoli. Nell'avviare il procedimento la Commissione ha sottolineato le seguenti difficoltà di applicazione di questo criterio alla ristrutturazione della CAS: anzitutto non esistevano informazioni che consentissero di distinguere le misure concrete di ristrutturazione da attuare e quelle già attuate. In secondo luogo mancavano dati sui risultati dell'impresa dopo l'anno 1998 per cui era probabile che anche in quell'anno sarebbero state registrate delle perdite. Terzo, all'epoca non si erano manifestati acquirenti interessati a rilevare la CAS per cui non era certo che si sarebbe trattato di aiuti una tantum; la privatizzazione rappresenta infatti un tipico caso di ristrutturazione definitiva sovvenzionata. Inoltre non era stato dissipato il dubbio che fossero stati tacitamente cancellati 20 milioni di DEM di prestiti concessi alla CAS.
Per quanto riguarda l'esecuzione del piano di ristrutturazione le autorità tedesche hanno presentato nel frattempo dati dettagliati sia in merito alle singole misure previste del piano predisposto alla fine del 1995, sia in merito allo stato di attuazione di tali misure (nella notifica iniziale presentata dalla Germania nel dicembre 1996 questo piano era stato illustrato soltanto in maniera sommaria). Il piano di ristrutturazione si basava sulla perizia elaborata sulla CAS da consulenti dell'impresa a metà del 1995 in vista della ricerca di un investitore privato interessato. Nella perizia erano stati messi in evidenza soprattutto i seguenti problemi: perdita dei mercati dell'Europa centrale e orientale, sito industriale troppo grande, mancanza di una gestione efficiente, insufficiente conoscenza delle attività più lucrative in caso di fornitura di impianti ai produttori di ossido di potassio e carbonato di sodio nonché insufficienti controlli delle finanze e dei prezzi.
Partendo da questa valutazione, nel piano di ristrutturazione elaborato a fine 1995 sono state inserite varie misure a breve e medio termine che sono state attuate tra la fine del 1995 e il 1996. Fra queste misure figurano:
a) l'introduzione di metodi di calcolo dei costi più efficienti ai fini della scelta dei partner di affari e del controllo dell'adempimento dei contratti in modo da evitare che si ripeta il caso di un contratto stipulato nel 1995 che ha portato ad una perdita di 15 milioni di DEM;
b) l'introduzione di nuove procedure per l'accertamento e il controllo dei costi ha consentito di individuare le competenze essenziali della CAS, di concentrarsi su di esse e di estenderle a nuovi prodotti. L'individuazione delle sue attività più lucrative ha consentito alla CAS di concentrarsi sulla fabbricazione di elementi chiave e sulla vendita della suo know-how, abbandonando la fabbricazione e l'installazione di impianti completi. Un esempio è la fabbricazione di colonne per la distillazione, l'assorbimento e la carbonizzazione. Con l'introduzione del sistema dei tamburi tubolari rotativi nel settore ambientale, le competenze essenziali della CAS vengono estese a nuovi mercati. Attualmente l'impresa cerca nuovi campi di impiego per i suoi filtri ad alto rendimento al di fuori del settore della produzione di carbonato di sodio. Nel settore fonderia si stanno sviluppando con clienti potenziali nuove linee di prodotti, come ad esempio pezzi per generatori a energia eolica, cokefazione e aspiratori per cokerie;
c) dopo la vendita dei terreni non più necessari il sito della CAS occupa soltanto un terzo dell'area originaria. Oltre ai terreni è stata venduta anche la divisione progettazione Halle ad un'impresa privata per 400000 DEM. Secondo le affermazioni delle autorità tedesche tale operazione non ha comportato la concessione di aiuti. Con la riduzione del sito sono diminuite anche le spese di trasporto interno. La ristrutturazione fisica degli impianti ha condotto anche ad una riduzione duratura delle capacità del settore fonderia, illustrata in prosieguo;
d) riduzione dei posti di lavoro: all'inizio del 1990 la CAS contava circa 3000 dipendenti. Entro l'anno 1997 il personale è stato ridotto, come previsto dai programmi, a 210 dipendenti con una spesa di circa 87 milioni di DEM.
Le informazioni carenti riguardanti in particolare le prospettive dei risultati dell'impresa dopo il 1998 sono state ormai integrate da stime in cifre fino all'anno 2000, fornite dalle autorità tedesche.
SPAZIO PER TABELLA
In base alle proiezioni riguardanti i conti profitti e perdite la CAS dovrebbe poter realizzare nell'anno 2000 un risultato operativo positivo di 1305000 DEM. L'utile prima delle imposte dovrebbe ammontare a 221000 DEM nell'anno 1999 e a 1202000 DEM nell'anno 2000. Queste cifre indicano un ripristino alla redditività.
Dopo la vendita della CAS a BVT nel luglio 1997, hanno potuto essere dissipati anche i dubbi della Commissione sull'applicazione del principio dell'aiuto una tantum. Poiché l'impresa è stata rilevata da un investitore privato, i timori circa un eventuale fabbisogno di ulteriori aiuti alla ristrutturazione in caso di una successiva privatizzazione sono privi di fondamento.
Le riserve della Commissione per quanto riguarda ulteriori aiuti non notificati sono già state illustrate nella sezione III.
Le misure di aiuto notificate, modificate all'atto della privatizzazione, non danno più luogo ad obiezioni per i seguenti motivi: le misure di ristrutturazione sono state essenzialmente realizzate conformemente al piano del 1995; l'andamento dei risultati della CAS è praticamente conforme alle previsioni; nel quadro della privatizzazione, a parte la ricerca di nuovi mercati di prodotti, non sono previste misure di ristrutturazione di rilievo; infine la privatizzazione ha consentito di risparmiare sui costi dato che le attrezzature e gli impianti possono essere utilizzati congiuntamente con la nuova società madre.
Ciò considerato la Commissione è giunta alla conclusione che le autorità tedesche hanno risposto in maniera soddisfacente a tutte le riserve esposte nella presente sezione.
VII
Un secondo criterio degli orientamenti comunitari è che gli aiuti non devono causare un'eccessiva distorsione della concorrenza. In particolare nei settori con capacità eccedentarie si esige di regola dalle imprese destinatarie di aiuti alla ristrutturazione una riduzione delle capacità per tutelare i concorrenti. La CAS opera nei settori delle costruzioni meccaniche e, in misura minore, nel settore fonderia.
Specie per quanto riguarda il settore fonderia la Commissione aveva sottolineato, nella lettera con cui è stato notificato alle autorità tedesche, in data 17 aprile 1997, l'avvio del procedimento ex articolo 93, paragrafo 2, del trattato CE, che all'atto della valutazione esistevano indizi che lasciavano presumere la presenza di sovraccapacità durante il periodo in questione.
Secondo le informazioni fornite dalle autorità tedesche la CAS ha proceduto nel settore costruzioni meccaniche, durante la fase di ristrutturazione fra il 1995 e il 1996, a riduzioni delle sue capacità da 230000 ore/macchina all'anno nel 1995, a 66000 ore/macchina nel 1996. Questo abbattimento è stato realizzato con la cessazione dell'attività in vari settori produttivi, ivi inclusi i piccoli macchinari ed i prodotti in acciaio inossidabile al carburo e i filtri. Nello stesso tempo il numero degli occupati di questo settore è stato ridotto da 175 nel 1995 a 70 nell'anno 1996. Inoltre l'organico dell'impianto ad alta intensità di manodopera è stato ridotto da 40 nel 1995 a 20 nel 1996. In totale, conformemente al piano di ristrutturazione fra la fine del 1995 e il 1997 il numero dei lavoratori occupati nel settore costruzione di macchine e impianti (ivi inclusi vendite, controllo della qualità e impiegati amministrativi) èAe sceso da oltre 370 nell'anno 1995 a circa 150 nel 1997.
La divisione fonderia, con un fatturato di 5 milioni di DEM, non dovrebbe rappresentare una quota superiore al 15 % del fatturato globale della CAS nell'anno 1997, che è stato pari a circa 31,515 milioni di DEM. Poiché la produzione complessiva del settore fonderia non subirà variazioni, ciò rappresenta dal punto di vista relativo una diminuzione della sua quota rispetto al fatturato globale a circa un decimo entro l'anno 2000. Su un organico complessivo di 210 persone, meno di 60 lavorano nel settore fonderia.
Per quanto riguarda la capacità della divisione fonderia, che comprende la fabbricazione di prodotti legati e non legati di ghisa grigia e ghisa a grafite sferoidale, le informazioni più recenti mostrano che nel periodo rilevante (fra la fine del 1995 e l'intero anno 1996) e nel periodo successivo in questo settore non esistevano sovraccapacità strutturali. Questo settore è stato caratterizzato per lunghi anni da un'eccedenza di capacità. Fra il 1989 e il 1996 sono state chiuse in Europa circa 300 fonderie e nei nuovi Länder federali 100(8). Nel citato periodo sono stati soppressi in questo settore economico ad alta intensità di manodopera circa 50000 posti di lavoro. L'ondata dei licenziamenti si è ormai arrestata(9). Le difficoltà derivanti da un eccesso di capacità sono dimostrate anche dal fatto che la flessione della produzione da 9,628 milioni di tonnellate nel 1990 a 8,007 milioni di tonnellate nel 1993 è stata ribaltata nell'anno 1994 in cui è stata registrata una produzione di 8,873 milioni di tonnellate(10). Le sovraccapacità strutturali sono durate fino all'inizio dell'anno 1994, quando tra l'altro si sono manifestati i primi effetti delle misure di ristrutturazione delle capacità e dell'occupazione avviate negli anni precedenti(11).
Le autorità tedesche hanno trasmesso ora maggiori dettagli sulle riduzioni definitive delle capacità produttive che la CAS ha attuato nel periodo in questione, conformemente agli orientamenti comunitari, per tutelare i concorrenti da indebite distorsioni della concorrenza. La CAS ha infatti ridotto la capacità nel campo della fonderia da 4500 tonnellate all'anno nel 1995 a 3500 tonnellate all'anno nel 1996. Si tratta di una riduzione delle capacità definitiva come è illustrato qui di seguito.
Il ridimensionamento del reparto raffreddamento è una riduzione di capacità perché tale processo costituisce una strettoia nel processo produttivo dell'impresa. Dopo la fusione i getti in ghisa devono essere raffreddati prima di essere venduti o ulteriormente trasformati. Il raffreddamento viene effettuato normalmente in trincee di sabbia. Le trincee di sabbia della CAS erano situate in un grosso padiglione in modo da mantenere la sabbia asciutta e le temperature uniformi. Durante la ristrutturazione questo padiglione di raffreddamento è stato suddiviso in due parti per mezzo di una parte divisoria. Nella parte non più utilizzata per il raffreddamento il pavimento è stato ricoperto di cemento. Questa parte del padiglione è adibito ormai alla conservazione dei getti di ghisa che rappresenta un elemento importante del processo di fabbricazione. L'area di produzione è stata in questo modo ridotta da 3900 m2 a 2300 m2.
Questa riduzione è duratura poiché il recupero di questa area comporterebbe notevoli interventi edili e trasformazioni nonché un'interruzione del processo produttivo e creerebbe nello stesso tempo difficoltà per la conservazione dei getti di ghisa.
La CAS è situata in una delle regioni di cui all'articolo 93, paragrafo 2, lettera a), del trattato CE(12). Conformemente agli orientamenti comunitari la Commissione può consentire in queste regioni una riduzione delle capacità più limitata di quella richiesta per le regioni che non rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 93, paragrafo 2, lettera a), del trattato CE.
Ciò considerato la Commissione è giunta alla conclusione che la CAS, prima di tutto, non era stata obbligata a ridurre la sua capacità nell'attività di fonderia per evitare un'eccessiva distorsione della concorrenza e che, ciononostante, essa ha inoltre proceduto ad una duratura riduzione delle capacità nell'ambito del piano di ristrutturazione del 1995. La Commissione prende atto del fatto che una riduzione delle capacità ha avuto luogo anche nel settore costruzioni di macchine e impianti. In tal modo sono state rispettate le disposizioni degli orientamenti comunitari in materia di capacità e riduzione della capacità.
VIII
L'aiuto deve essere limitato allo stretto necessario per effettuare la ristrutturazione e essere proporzionato ai costi e ai vantaggi della ristrutturazione. L'aiuto non deve fornire all'impresa beneficiaria un eccesso di liquidità che le consenta una politica aggressiva e distorsiva della concorrenza sul mercato. Inoltre l'investitore deve contribuire da parte sua al finanziamento della ristrutturazione.
All'atto dell'avvio del procedimento la Commissione ha considerato per due motivi di non poter procedere ad un'affidabile analisi comparativa dei costi e dei vantaggi. Il primo motivo era la mancanza di elementi circa le prospettive di ripristino della redditività dell'impresa entro tempi ragionevoli(13). Come già menzionato le informazioni mancanti sono nel frattempo pervenute.
Il secondo motivo era il sospetto che in realtà fossero stati concessi ulteriori aiuti non notificati, sotto forma di fideiussioni. Ciò presupponeva costi di ristrutturazione più elevati di quelli indicati dalla Germania o aiuti supplementari concessi dalla Germania. Questa presunzione è stata tuttavia, come già indicato, confutata(14).
Al momento dell'avvio del procedimento non esisteva la prospettiva di trovare un investitore privato, per cui è stato considerato che la CAS da sola non sarebbe stata in grado di fornire un contributo adeguato. Dopo che la CAS è stata rilevata, questa situazione è cambiata.
I costi complessivi della ristrutturazione della CAS ammontano a 158,422 milioni di DEM (di cui un importo di 77,636 milioni di DEM già autorizzato nell'ambito del regime applicabile alla Treuhand). Sui restanti 80,786 milioni di DEM un importo di 38,898 milioni di DEM sarà messo a disposizione da un investitore privato. Questo importo è costituito per 2,076 milioni di DEM dalla assunzione dei debiti inerenti ad un prestito, 26,3 milioni di DEM dalla concessione di fideiussioni, per 8 milioni di DEM da un apporto di capitale e per 1,52 milioni di DEM da un contributo per le spese di risanamento del sito.
Con il prezzo di acquisto di 500000 DEM il contributo fornito dall'investitore privato ammonta a 38,898 milioni di DEM (i restanti 42,388 milioni di DEM sono stati messi a disposizione con fondi pubblici). Il contributo complessivo dell'investitore ammonta perciò al 25 % dei costi complessivi di ristrutturazione ed è costituito da un contributo per il risanamento del sito pari a 1,52 milioni di DEM, dall'assunzione del rimborso di prestiti per 2,076 milioni di DEM, dalla concessione di una controgaranzia di 26,3 milioni di DEM e da un apporto di capitale di 8 milioni di DEM. Si tratta in sostanza di un contributo adeguato dell'investitore.
La Commissione è perciò pervenuta alla conclusione che tale criterio degli orientamenti comunitari è stato soddisfatto.
IX
Un ulteriore criterio prescritto dagli orientamenti comunitari per gli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione è l'esecuzione completa del piano di ristrutturazione. Poiché all'atto dell'avvio del procedimento non esisteva la prospettiva di trovare un investitore privato, le autorità tedesche non hanno potuto escludere la possibilità di dover modificare il piano di ristrutturazione in modo da venire incontro ad un eventuale investitore. Poiché la privatizzazione è stata effettuata e il piano di ristrutturazione della fine del 1995 è stato praticamente ultimato, tale aspetto è ormai diventato irrilevante.
Le autorità tedesche hanno assicurato che l'investitore privato si è impegnato a portare a termine le parti non ancora realizzate del piano di ristrutturazione del 1995. Inoltre esse hanno confermato che l'investitore si è impegnato a presentare relazioni regolari sull'attuazione del piano e sul futuro piano di sviluppo della CAS.
La Commissione ritiene quindi che anche queste condizioni degli orientamenti comunitari siano soddisfatte.
X
All'atto dell'avvio del procedimento la Commissione non aveva formulato ulteriori riserve per quanto riguarda l'applicabilità degli orientamenti comunitari per gli aiuti al salvataggio ed alla ristrutturazione nei riguardi della CAS. Inoltre va considerato che la CAS è sita in una zona che rientra nel campo d'applicazione dell'articolo 93, paragrafo 2, lettera a), del trattato CE. Ciò considerato e sulla base dei nuovi elementi in suo possesso, la Commissione è giunta alla conclusione che sono ormai soddisfatti tutti i criteri prescritti ai fini dell'applicazione dei citati orientamenti.
La Commissione deve tuttavia constatare che la Germania ha versato un importo di 5,957 milioni di DEM in violazione dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Le seguenti nuove misure di aiuto della Beteiligungs-Management Gesellschaft Berlin mbH a favore della Chemieanlagenbau Stassfurt AG sono compatibili con il mercato comune:
SPAZIO PER TABELLA
Articolo 2
La Germania è tenuta, conformemente agli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, a trasmettere relazioni annuali sull'attuazione delle misure di ristrutturazione.
Articolo 3
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 1o luglio 1998.

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