Document ID: 31992D0463

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 2 settembre 1992 relativa alle condizioni di polizia sanitaria e alla certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione dall'Islanda di animali domestici delle specie bovina e suina (92/463/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali delle specie bovina, suina, ovina e caprina, di carni fresche o di prodotti a base di carne, in provenienza dai paesi terzi (1), modificata da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3763/91 (2), in particolare gli articoli 8 e 11,
considerando che gli Stati membri autorizzano le importazioni di animali domestici delle specie bovina e suina conformemente alle disposizioni della direttiva 91/496/CEE del Consiglio (3) che ha fissato i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per gli animali provenienti da paesi terzi e introdotti nella Comunità;
considerando che la vicinanza geografica tra l'Islanda e la Comunità incide sugli scambi di animali vivi;
considerando che, a seguito di missioni effettuate da esperti veterinari della Comunità, risulta che la situazione zoosanitaria in Islanda è controllata da uffici veterinari che sono in grado di offrire garanzie soddisfacenti per quanto riguarda le malattie trasmissibili con l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina;
considerando che le autorità veterinarie islandesi competenti hanno confermato che l'Islanda è indenne da 24 mesi dall'afta epizootica e da 12 mesi dalla peste bovina, dalla pleuro-polmonite contagiosa dei bovini, dalla stomatite vescicolare, dalla febbre catarrale maligna, dalla peste suina classica, dalla peste suina africana, dalla paralisi contagiosa dei suini (malattia di Teschen), dalla malattia vescicolosa dei suini e dall'esantema vescicolare dei suini, e che negli ultimi 12 mesi non sono state effettuate vaccinazioni contro tali malattie;
considerando che le autorità veterinarie islandesi competenti si sono impegnate a confermare alla Commissione delle Comunità europee ed agli Stati membri, con telex o telefax, entro un termine di 24 ore, l'insorgenza di una delle malattie summenzionate o l'introduzione della vaccinazione contro tali malattie oppure, entro un congruo termine, le proposte di modifica delle norme islandesi concernenti le importazioni di animali della specie bovina e suina, del loro sperma e dei loro embrioni;
considerando che la tubercolosi e la brucellosi dei bovini sono state eradicate dall'Islanda, che non è autorizzata la vaccinazione dei bovini contro la brucellosi e che le misure poste in atto dalle competenti autorità islandesi per prevenire una recrudescenza di queste malattie consentono di equiparare la situazione degli allevamenti islandesi - eccetto quelli sottoposti a riserva ufficiale - a quella degli allevamenti della Comunità riconosciuti ufficialmente indenni dalla tubercolosi o dalla brucellosi;
considerando che le autorità veterinarie islandesi competenti si sono impegnate a controllare ufficialmente il rilascio dei certificati previsti dalla presente decisione ed a garantire che tutti i certificati, attestati e dichiarazioni su cui si basano i titoli di esportazione saranno conservati dai servizi ufficiali per un periodo di almeno dodici mesi dalla spedizione degli animali cui si riferiscono;
considerando che le autorità veterinarie islandesi competenti si sono impegnate a vietare il rilascio dei certificati previsti negli allegati della presente decisione per gli animali importati in Islanda, a meno che l'importazione sia avvenuta nel rispetto di norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di quelle previste nella direttiva 72/462/CEE e nelle relative decisioni d'esecuzione;
considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato veterinario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Salvi i paragrafi 2 e 4, gli Stati membri autorizzano l'importazione dall'Islanda dei seguenti animali:
a) animali domestici della specie bovina destinati alla riproduzione o alla produzione che soddisfano i requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato A, che li deve scortare;
b) animali domestici della specie bovina destinati alla macellazione che soddisfano i requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato B, che li deve scortare;
c) animali domestici della specie suina destinati alla riproduzione o all'ingrasso che soddisfano i requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato C, che li deve scortare;
d) animali domestici della specie suina destinati alla macellazione che soddisfano i requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato D, che li deve scortare.
2. Gli Stati membri autorizzano l'importazione dall'Islanda di animali domestici delle specie bovina e suina di cui al paragrafo 1, precedentemente importati in Islanda, soltanto se importati dalla Comunità o da uno dei paesi terzi enumerati nell'elenco allegato alla decisione 79/542/CEE del Consiglio (4), in quanto applicabile agli animali domestici di tali specie, e soltanto se all'atto dell'importazione in Islanda sono state osservate norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di quelle previste nel capitolo II della direttiva 72/462/CEE e nelle relative decisioni d'esecuzione.
3. Gli Stati membri esigono che gli animali sottoposti a prove veterinarie in forza della presente decisione siano tenuti continuamente isolati, dal momento della prima prova fino al momento della spedizione e secondo modalità approvate da un veterinario ufficiale islandese, da tutti gli animali biungulati non destinati all'esportazione verso la Comunità o in condizioni di salute non equivalenti a quelle degli animali idonei a tale esportazione.
4. Gli Stati membri autorizzano l'introduzione nel loro territorio, in provenienza dall'Islanda, di animali della specie bovina soltano qualora tali animali:
a) provengano da allevamenti che le autorità veterinarie islandesi hanno dichiarato indenni dalla leucosi bovina enzootica, secondo quanto disposto dall'allegato E della presente decisione, e nei trenta giorni precedenti l'esportazione siano stati sottoposti, con esito negativo, ad un esame individuale per l'accertamento della leucosi bovina enzootica, in conformità del protocollo di cui all'allegato I della decisione 91/189/CEE della Commissione (5);
oppure
b) siano destinati alla produzione di carne, abbiano un'età non superiore a trenta mesi, provengano da allevamenti nei quali si applica un programma nazionale di eradicazione della leucosi bovina enzootica e nei quali per almeno due anni non è stato riscontrato alcun indizio di tale malattia, e rechino un marchio indelebile conforme a quanto indicato nell'allegato F della presente decisione;
oppure
c) provengano da allevamenti nei quali si applica un programma nazionale di eradicazione della leucosi bovina enzootica, siano consegnati direttamente ad un macello e vengano colà macellati entro tre giorni lavorativi dalla data del loro arrivo.
Per quanto attiene agli animali di cui alle lettere b) e c), gli Stati membri accertano mediante ispezioni che i capi siano chiaramente identificati, li tengono sotto osservazione fino alla macellazione e prendono tutti gli opportuni provvedimenti per evitare un eventuale contagio degli allevamenti indigeni.
5. Gli Stati membri non autorizzano l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina diversi da quelli indicati nel presente articolo.
Articolo 2
Fino all'entrata in vigore di eventuali misure adottate dalla Comunità per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro le malattie contagiose o infettive dei bovini o dei suini, diverse da rabbia, tubercolosi, brucellosi, afta epizootica, carbonchio ematico, peste bovina, pleuropolmonite contagiosa dei bovini, leucosi bovina enzootica, paralisi contagiosa suina (malattia di Teschen), peste suina classica, peste suina africana e stomatite vescicolare dei suini, gli Stati membri possono applicare, in ordine agli animali importati dall'Islanda, ulteriori norme di polizia sanitaria da essi stabilite nel quadro di un programma nazionale, presentato alla Commissione e da questa approvato, per la prevenzione, l'eradicazione o la lotta contro tali malattie.
A titolo temporaneo e fino al 31 dicembre 1992, gli Stati membri possono applicare il presente articolo nell'ambito di programmi nazionali presentati alla Commissione ma non ancora approvati da questa; in tal caso essi devono comunicare senza indugio alla Commissione e agli altri Stati membri ragguagli in merito alle norme di polizia sanitaria di cui trattasi.
Articolo 3
1. Gli Stati membri consentono l'introduzione nel loro territorio di animali delle specie bovina e suina provenienti dall'Islanda soltanto ove sussista la garanzia che gli animali da importare non sono stati vaccinati contro l'afta epizootica.
2. Gli Stati membri consentono l'introduzione nel loro territorio di suini provenienti dall'Islanda soltanto ove sussista la garanzia che gli stessi non sono stati vaccinati contro la peste suina classica, nonché, se trattasi di capi destinati alla riproduzione o all'ingrasso, la garanzia che hanno reagito negativamente alla prova per gli anticorpi prodotti dal virus della peste suina classica.
Articolo 4
La presente decisione si applica a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla notificazione agli Stati membri.
Articolo 5
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 2 settembre 1992.

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