Document ID: 31996D0110

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 19 luglio 1995 relativa agli aiuti concessi per l'esercizio di servizi aerei dalla legge 20 gennaio 1994 della regione Sardegna (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (96/110/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo Spazio economico europea, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati, secondo il disposto dei suddetti articoli, a presentare le loro osservazioni, e tenuto conto del fatto che non è stata presentata alcuna osservazione,
considerando quanto segue:
I
Con lettera datata 8 marzo 1994, le autorità italiane hanno notificato alla Commissione, ai sensi dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato, il regime di aiuti per l'esercizio di servizi aerei di terzo livello istituito dalla legge 20 gennaio 1994 della regione autonoma Sardegna (in prosieguo: « la legge 20 gennaio 1994 »).
Il 30 marzo 1994, la Commissione ha inviato al governo italiano una richiesta di informazioni supplementari al fine di disporre di tutti gli elementi necessari per pronunciarsi sulla compatibilità di tale regime di aiuti con il mercato comune. La richiesta della Commissione riguardava la definizione delle rotte riguardanti la Sardegna, le quali possono aver beneficiato o potranno beneficiare in futuro di aiuti per l'esercizio di servizi aerei, l'individuazione delle rotte ammissibili ai benefici delle disposizioni della legge 20 gennaio 1994, l'eventuale applicazione da parte delle autorità italiane di talune disposizioni del regolamento (CEE) n. 2408/92 del Consiglio, del 23 luglio 1992, sull'accesso dei vettori aerei della Comunità alle rotte intracomunitarie (1), modificato dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia (articolo 3, paragrafi 2 e 4 e articoli 4 e 5), le quali prevedono la possibilità di limitare l'accesso al mercato, e, infine, le modalità di erogazione e di calcolo delle sovvenzioni in questione, nonché il loro importo.
In data 3 giugno 1994 le autorità italiane hanno trasmesso alla Commissione una nota della regione Sardegna che rispondeva parzialmente alla richiesta di informazioni formulata il 30 marzo 1994. In tale nota si affermava che la regione Sardegna non aveva concesso in passato alcun aiuto finanziario a compagnie aeree, che l'elenco delle rotte ammissibili al beneficio del regime di aiuti non era stato ancora stabilito, che le composizioni finanziarie in questione erano offerte a tutte le compagnie comunitarie che soddisfacessero i requisiti prescritti e che, infine, l'erogazione di tali compensazioni era limitata dall'importo fissato nella linea di bilancio prevista. Per contro, non si forniva alcuna precisazione riguardo all'eventuale applicazione delle disposizioni restrittive del regolamento (CEE) n. 2408/92 relative all'accesso al mercato, in particolare dell'articolo 4 che prevede, soprattutto a favore dei collegamenti regionali a debole densità di traffico, un sistema di oneri di servizio pubblico che include eventualmente compensazioni finanziarie alle compagnie esercenti. Malgrado una lettera di sollecito su quest'ultimo punto inviata il 1° agosto 1994, le autorità italiane non hanno fornito alla Commissione le informazioni richieste.
In base alle informazioni in suo possesso, la Commissione ha deciso di aprire il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 e ha informato l'Italia di tale decisione con lettera del 17 gennaio 1995. Tale lettera ha intimato al governo italiano di presentare alla Commissione le proprie osservazioni entro un mese e di fornirle tutte le informazioni necessarie all'istruzione della presente pratica. La lettera è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2) e i terzi interessati sono stati invitati a presentare osservazioni entro un mese dalla data della sua pubblicazione. Le autorità italiane non hanno risposto all'intimazione della Commissione e non hanno presentato alcuna osservazione, né fornito alcuna informazione supplementare sul regime di aiuti istituito con la legge 20 gennaio 1994 e nemmeno informazioni sull'eventuale esistenza di oneri di servizio pubblico sui collegamenti aerei con la Sardegna. Inoltre, nessun terzo ha presentato osservazioni nell'ambito del procedimento avviato.
II
La Commissione ha deciso di esaminare la pratica sotto il profilo delle disposizioni degli articoli 92 e 93 del trattato e dell'articolo 61 dell'accordo che istituisce lo Spazio economico europeo (in prosieguo: « l'accordo SEE »), esclusivamente in base alle informazioni in suo possesso. Il termine per la presentazione, da parte del governo italiano, delle osservazioni e delle informazioni richieste nell'ambito del procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 è scaduto e, poiché dette osservazioni ed informazioni non sono state fornite, « la Commissione ha il potere di porre fine al procedimento e di emanare la decisione che dichiara la compatibilità o l'incompatibilità dell'aiuto col mercato comune, in base agli elementi di cui dispone », come riconosciuto dalla Corte di giustizia nella sentenza 14 febbraio 1990, Francia/Commissione, causa C 301/87, punto 22 della motivazione (3). Inoltre, nella sentenza 13 aprile 1994, Germania e Pleuger Worthington/Commissione, cause riunite C-324/90 e C-324/90 (4), la Corte di giustizia ha affermato che la Commissione è tenuta, prima di emanare la sua decisione, ad ingiungere agli Stati membri di fornirle le informazioni richieste, soltanto se le informazioni in suo possesso non le consentono di decidere della compatibilità di un aiuto con il mercato comune. Nella fattispecie, la Commissione ritiene che le informazioni in suo possesso trasmesse dalle autorità italiane in occasione della notificazione del regime di aiuti e in risposta alla richiesta di informazioni inviata prima dell'apertura del procedimento, anche se incomplete, le consentono di emanare una decisione sulla compatibilità con il mercato comune del regime di aiuti istituito con la legge 20 gennaio 1994.
III
La legge 20 gennaio 1994 ha lo scopo di rafforzare i servizi aerei della Sardegna autorizzando la giunta regionale a concedere sovvenzioni alle imprese o agli enti che esercitano servizi regolari di linee aeree di terzo livello per il trasporto di persone. Ai sensi della legge, sono considerati servizi di terzo livello i servizi aerei effettuati mediante aerei o elicotteri aventi capacità di trasporto non superiore a 50 passeggeri e non inferiore a 9 passaggeri.
Le sovvenzioni in questione sono destinate a ripianare le perdite causate dalla mancata occupazione di tutti i posti offerti. Esse sono erogate solo nei limiti del 55 % dei posti offerti sulle linee aeree definite annualmente dalla giunta generale, conformemente al piano regionale dei trasporti. Poiché la Sardegna dispone già di collegamenti aerei diretti con le principali città italiane e con alcune altre città europee, risulta che i collegamenti in questione sono soprattutto collegamenti regionali a scarso traffico. Inoltre, le sovvenzioni sono concesse soltanto per tre anni consecutivi a decorrere dal 1994 e per un importo pari, nel primo anno al 100 % delle tariffe approvate, nel secondo anno al 75 % e nel terzo anno al 50 % di dette tariffe.
Le sovvenzioni possono essere concesse soltanto applicando una procedura amministrativa le cui modalità sono fissate dalla legge 20 gennaio 1994. In base a questa procedura, le imprese che desiderano beneficiare delle sovvenzioni devono presentare una domanda, corredata di una documentazione (relazione dell'attività, relazione tecnica, piano finanziario di gestione, conto economico preventivo di esercizio, ecc.), all'assessorato regionale dei trasporti entro il 31 ottobre dell'anno precedente quello per cui si richiedono i contributi. Per il 1994, il termine di presentazione delle domande è fissato al trentesimo giorno successivo alla pubblicazione della legge sul Bollettino ufficiale della regione autonoma della Sardegna. Le domande ritenute ammissibili devono quindi rientrare nel quadro del programma della Sardegna. Le domande ritenute ammissibili devono quindi rientrare nel quadro del programma annuale di esercizio adottato dalla giunta regionale, il quale tiene conto delle disponibilità di bilancio. Infine, la concessione delle sovvenzioni alle imprese è subordinata alla stipulazione di una convenzione che deve, in particolare, contenere il divieto di modificare o di interrompere il programma di esercizio approvato dall'assessorato regionale dei trasporti, l'obbligo di applicare le tariffe autorizzate dal suddetto assessorato, nonché l'obbligo di osservare la normativa di legge e contrattuale relativa al personale dipendente e di mantenere la dotazione organica approvata dall'assessorato regionale dei trasporti.
Le spese per l'applicazione di tali misure sono valutate in 2 miliardi di LIT all'anno per il triennio 1994-1996. Le sovvenzioni sono erogate alle compagnie beneficiarie a posteriori per semestralità, dopo che l'assessorato regionale ha verificato che i posti sui mezzi adibiti ai servizi interessati sono rimasti effettivamente inoccupati. Tuttavia, previo rilascio di una fideiussione, è previsto il versamento di un acconto nella misura massima del 50 % delle sovvenzioni previste dal piano.
IV
Secondo l'articolo 92, paragrafo 1 del trattato e l'articolo 61, paragrafo 1 dell'accordo SEE, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma, i quali, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.
Nel presente caso, la regione Sardegna ha deciso, con la legge 20 gennaio 1994, di concedere contributi ad imprese ed enti esercenti servizi aerei regolari di terzo livello che assicurano i collegamenti con la Sardegna.
Per aiuti di Stato si intendono gli aiuti accordati dalle autorità centrali, regionali o locali di uno Stato membro « o da enti pubblici o privati che esso istituisce o designa al fine della gestione » come affermato dalla Corte di giustizia nella sentenza 22 marzo 1977, Stenike und Weinlig/Germania, causa 78/76, punto 21 della motivazione (5). Ebbene, le sovvenzioni sono direttamente accordate dalla regione Sardegna e iscritte nel suo bilancio e costituiscono, pertanto, aiuti di Stato. Inoltre, questi aiuti possono incidere sugli scambi tra Stati membri in quanto sono concessi ad imprese la cui attività è il trasporto aereo, attività che, per sua natura, è direttamente legata agli scambi e può interessare tutto il mercato comune e lo Spazio economico europeo. Ciò è particolarmente vero da quando sono entrati in vigore i regolamenti (CEE) n. 2407/92 (6), (CEE) n. 2408/92 e (CEE) n. 2409/92 (7) del Consiglio (« terzo pacchetto sul trasporto aereo »), relativo alla liberalizzazione dei trasporti aerei, all'armonizzazione delle condizioni di concessione delle licenze ai vettori e alla definizione delle modalità di applicazione, al settore dell'aviazione civile, del principio della libera prestazione di servizi all'interno della Comunità. Infine, la Commissione ritiene che tali sovvenzioni falsino la concorrenza e favoriscano alcune imprese. Infatti, esse possono essere concesse esclusivamente alle imprese esercenti i servizi aerei definiti dalla legge 20 gennaio 1994, cioè alle imprese che esercitano servizi aerei regolari per mezzo di aeromobili la cui capacità sia compresa tra 9 e 50 passeggeri. Inoltre, per beneficiare effettivamente di tali sovvenzioni, le imprese devono sottoporsi ad una procedura assimilabile ad una procedura di selezione, in quanto devono presentare una documentazione completa che viene esaminata dall'assessorato regionale dei trasporti. È quest'ultimo che decide quindi di includere un certo numero di imprese nel suo programma organico, conformemente al piano regionale dei trasporti e in funzione delle disponibilità di bilancio. In ogni caso, la concessione, secondo tali modalità, di una sovvenzione a determinati vettori aerei per l'esercizio di servizi aerei su rotte ben precise è tale da pregiudicare le condizioni di concorrenza favorendo tali vettori aerei per l'esercizio di determinate rotte. Tale pregiudizio è tanto più grande in quanto, sempre secondo la legge, qualsiasi impresa beneficiaria delle sovvenzioni è obbligata ad applicare le tariffe approvate dall'assessorato regionale ed è specificamente indicato che essa non può aggiungere supplementi per il trasporto, il che significa che all'impresa non è concesso di adeguare le tariffe ai costi, in quanto è tenuta a garantire un livello tariffario minimo che eventuali concorrenti non saranno in grado di mantenere senza le sovvenzioni. Inoltre, le modalità di calcolo delle sovvenzioni non fanno alcun riferimento alle entrate e ai costi dei vettori beneficiari delle sovvenzioni per l'esercizio delle rotte in questione. Pertanto, non è assolutamente garantito che i vettori non ne traggano un profitto eccessivo, che potrebbe essere trasferito su rotte sulle quali sono in concorrenza con altri vettori comunitari. Infine, in mancanza di informazioni precise in materia da parte delle autorità italiane, è possibile che la libertà di accesso alle rotte in questione, il cui elenco non è stato peraltro comunicato alla Commissione, sia limitata fino al 1° aprile 1997 a scapito dei vettori comunitari titolari di licenze in uno Stato membro diverso dall'Italia, il che avrebbe la conseguenza di aumentare maggiormente i rischi di distorsione della concorrenza risultanti dal sistema di aiuti istituito dalla legge 20 gennaio 1994.
La Commissione ritiene pertanto che la legge 20 gennaio 1994 istituisca sovvenzioni che costituiscono aiuti di Stato a norma dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 1 dell'accordo SEE.
Gli aiuti istituiti con la legge 20 gennaio 1994 non possono essere considerati compatibili con il mercato comune a norma dell'articolo 92, paragrafo 2 del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 2 dell'accordo SEE, poiché non corrispondono a nessuna delle ipotesi previste in dette norme. Le disposizioni dell'articolo 92, paragrafo 2, lettere b) e c) e dell'articolo 61, paragrafo 2, lettere b) e c) non si applicano al regime di aiuti in questione in quanto non si tratta né di aiuti destinati ad ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali, né, evidentemente, di aiuti concessi all'economia di determinate regioni tedesche. Nemmeno le disposizioni della lettera a) delle suddette norme, relative agli aiuti a carattere sociale, risultano applicabili, in quanto le sovvenzioni vengono versate alle compagnie aeree o ad altri enti senza che si possa individuare un atto di concessione ai singoli consumatori. Le modalità di calcolo delle sovvenzioni non tengono conto, del resto, del numero di passeggeri trasportati. Oltretutto, tenuto conto delle probabili limitazioni all'accesso al mercato sulle rotte in questione fino al 1° aprile 1997, a scapito delle compagnie comunitarie che non sono titolari di licenze in Italia, sussistono seri dubbi sull'assenza di una discriminazione connessa all'origine dei servizi.
L'articolo 92, paragrafo 3 del trattato e l'articolo 61, paragrafo 3 dell'accordo SEE elencano gli aiuti che possono essere considerati compatibili con il mercato comune. Tale compatibilità deve essere valutata nel contesto della Comunità e non di un solo Stato membro. Le deroghe previste da dette norme si applicano soltanto qualora la Commissione possa stabilire che, senza l'aiuto in questione, le forze del mercato non sarebbero state sufficienti a persuadere il futuro beneficiario dell'aiuto ad agire in maniera da concorrere al conseguimento di uno degli obiettivi delle deroghe.
Al fine di salvaguardare il buon funzionamento del mercato comune e tenuto conto dell'articolo 3, lettera g) del trattato, le deroghe all'articolo 92, paragrafo 1, così come definite all'articolo 92, paragrafo 3, devono essere oggetto di un'interpretazione restrittiva quando si esamina un regime di aiuti o qualsiasi singola misura.
Le disposizioni della lettera b) del terzo paragrafo degli articoli 92 del trattato e 61 dell'accordo SEE non si applicano nella fattispecie in quanto le sovvenzioni previste dalla legge 20 gennaio 1994 non mirano a promuovere la realizzazione di un importante progetto europeo di interesse comune, né a porre rimedio ad una grave perturbazione dell'economia di uno Stato membro. Anche la deroga dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) per gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche non si applica in quanto, da un lato, le sovvenzioni in questione sono destinate al funzionamento e non agli investimenti e, dall'altro, esse hanno esclusivamente lo scopo di rafforzare in generale i collegamenti aerei della Sardegna senza alcuna finalità settoriale.
Tutto il territorio della regione Sardegna rientra nel campo di applicazione delle disposizioni dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato e dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera a) dell'accordo SEE. Pertanto, l'esistenza di rotte aeree a scarso traffico all'interno della Sardegna, o che collegano la stessa ad altre regioni della Comunità o dello Spazio economico europeo, potrebbe essere considerata come un elemento che favorisce lo sviluppo economico dell'isola ai sensi di queste disposizioni. Inoltre, gli aiuti previsti sono temporanei (tre anni) e degressivi. Essi soddisfano quindi due delle principali condizioni generalmente imposte dalla Commissione per l'accettazione di aiuti al funzionamento ai sensi del paragrafo 3, lettera a) degli articoli 92 del trattato e 61 dell'accordo SEE. Tuttavia, in materia di aiuti di Stato nel settore dell'aviazione civile, la Commissione ha adottato, il 16 novembre 1994, una comunicazione (8) che tiene segnatamente conto delle misure di liberalizzazione entrate in vigore il 1° gennaio 1993, che realizzano un mercato integrato unico dei trasporti aerei, introducendo in particolare il cabotaggio. Ne risulta che ad aiuti diretti all'esercizio di collegamenti aerei regionali non possono in linea di principio essere applicate esenzioni in base agli articoli 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato e 61, paragrafo 3, lettera a) dell'accodo SEE. Tali aiuti, infatti, si traducono, all'interno delle compagnie aeree, a sovvenzioni incrociate tra le linee in deficit sovvenzionate e le linee redditizie sulle quali esse sono in concorrenza con altre compagnie comunitarie, provocando così distorsioni di concorrenza a vantaggio di compagnie che beneficiano di aiuti al funzionamento in talune regioni. Nel presente caso si devono prendere anche in considerazione due elementi aggravanti: da un lato, il metodo di calcolo delle sovvenzioni non fa nessun riferimento alle entrate e ai costi a carico delle compagnie beneficiarie, non escludendo così la possibilità di « sovra profitti », dall'altro, esistono barriere all'accesso alle rotte in questione, dovute, o all'eventuale applicazione delle clausole restrittive previste dal regolamento (CEE) n. 2408/92, oppure alle severe condizioni procedurali previste dalla legge 20 gennaio 1994 per ottenere sovvenzioni.
Infatti, nella comunicazione del 16 novembre 1994, la Commissione ha stabilito chiaramente che le sovvenzioni dirette all'esercizio di collegamenti aerei regionali sono compatibili con il mercato comune solo in due casi specifici: uno è il caso di cui all'articolo 92, paragrafo 2, lettera a) del trattato e all'articolo 61, paragrafo 2, lettera a) dell'accordo SEE, i quali, come già indicato, non possono essere invocati nella fattispecie; l'altro è il caso di cui all'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 2408/92 relativo all'imposizione di oneri di servizio pubblico da parte degli Stati membri. In quest'ultima ipotesi, le compensazioni finanziarie eventualmente accordate al vettore aereo selezionato nell'ambito di un procedimento trasparente di gara d'appalto devono tener conto delle spese e delle entrate derivanti dal servizio. Nel caso presente, tuttavia, nessun onere di servizio pubblico sulle rotte per la Sardegna è stato portato a conoscenza della Commissione, la quale deve effettuarne la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
V
Alla luce di quanto precede, il regime di aiuti istituito dalla legge 20 gennaio 1994 deve essere considerato incompatibile con il mercato comune. Quando una disposizione legislativa istituisce un regime di aiuti incompatibile con il mercato comune, la Commissione, per assicurare un « effetto utile » di tale incompatiblità e, pertanto, della sua decisione che dichiara incompatibile tale regime di aiuti, è autorizzata ad intimare allo Stato membro interessato di non applicare le disposizioni e di adottare i provvedimenti necessari per abrogarla (vedi sentenza della Corte di giustizia dell'11 luglio 1984, Commissione/Italia, causa 130/83) (9). La legge 20 gennaio 1994 prevede il versamento di aiuti corrispondenti alle spese imputate a tal fine sul bilancio 1994, 1995, 1996, per cui le autorità italiane devono disapplicare tale legge e adottare i provvedimenti necessari per abrogarla. Inoltre, quando un regime di aiuti è incompatibile con il mercato comune e sono stati erogati aiuti in applicazione delle disposizioni legislative che lo istituiscono, la Commissione ha il potere, in forza dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, come confermato dalla Corte di giustizia nelle sentenze del 12 luglio 1973, Commissione/Germania, causa 70/72 (10) e del 24 febbraio 1987, Deufil/Commissione, causa 310/85 (11), di intimare allo Stato membro interessato di ordinarne la restituzione. La Commissione non dispone di alcuna informazione sull'eventuale erogazione di aiuti in forza della legge 20 gennaio 1994. Si deve quindi prevedere che le autorità italiane debbano recuperare tutti gli aiuti eventualmente erogati ad imprese od enti in forza della suddetta legge. Il recupero degli aiuti deve essere effettuato conformemente al diritto nazionale, in particolare alle norme che regolano il pagamento degli interessi di mora sui debiti verso lo Stato. Gli interessi devono decorrere dalla data di concessione degli aiuti,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il regime di aiuti istituito dalla legge del 20 gennaio 1994 della regione Sardegna è incompatibile con il mercato comune in forza degli articoli 92 del trattato CE e 61 dell'accordo SEE.
Articolo 2
1. L'Italia cessa immediatamente di applicare la legge 20 gennaio 1994 e, entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, adotta i provvedimenti necessari all'abrogazione di tale legge.
2. La Repubblica italiana ordina la restituzione, entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, di tutti gli aiuti eventualmente erogati in forza della legge 20 gennaio 1994 della regione Sardegna. Tale restituzione viene eseguita in base alla normativa italiana, inclusa quella relativa agli interessi di mora sui debiti verso lo Stato. Il tasso di detti interessi è quello utilizzato come riferimento nella valutazione dei regimi di aiuti regionali. Detti interessi decorrono dalla data in cui gli aiuti incompatibili sono stati concessi.
Articolo 3
L'italia informa la Commissione delle misure adottate per conformarsi alla presente decisione, entro tre mesi dalla sua notificazione.
Articolo 4
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 19 luglio 1995.

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