Document ID: 32013R0099

REGOLAMENTO (UE) N. 99/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 15 gennaio 2013
relativo al programma statistico europeo 2013-2017
(Testo rilevante ai fini del SEE e per la Svizzera)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 338, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,
deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (1),
considerando quanto segue:
(1)
Dati empirici e statistiche attendibili sono assolutamente indispensabili per misurare i progressi e valutare l’efficacia delle politiche e dei programmi dell’Unione, in particolare nel contesto della strategia Europa 2020 definita nella comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 intitolata «Europa 2020: una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva» (strategia Europa 2020).
(2)
Ai sensi del regolamento (CE) n. 223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 marzo 2009, relativo alle statistiche europee (2), dovrebbe essere istituito un programma statistico europeo pluriennale («programma pluriennale») volto a definire un quadro di riferimento per il finanziamento delle azioni dell’Unione.
(3)
Conformemente al regolamento (CE) n. 223/2009, il programma pluriennale dovrebbe definire il quadro per lo sviluppo, la produzione e la diffusione di statistiche europee, nonché i principali settori e gli obiettivi delle azioni previste per un periodo non superiore a cinque anni. Esso dovrebbe stabilire le priorità riguardo alle esigenze di informazione ai fini dello svolgimento delle attività dell’Unione. Tali esigenze dovrebbero essere valutate tenendo in considerazione le risorse occorrenti, sia a livello nazionale sia di Unione, per produrre le statistiche necessarie, nonché l’onere di risposta e i relativi costi per i rispondenti, prestando particolare attenzione al rapporto costi-efficacia.
(4)
Lo sviluppo, la produzione e la diffusione di statistiche europee nell’ambito del quadro legislativo del programma pluriennale dovrebbero essere realizzati mediante una stretta e coordinata collaborazione all’interno del Sistema statistico europeo (SSE) tra l’autorità statistica dell’Unione, vale a dire la Commissione (Eurostat), gli istituti nazionali di statistica e le altre autorità nazionali designate dagli Stati membri (3) (collettivamente «autorità statistiche nazionali»). L’indipendenza professionale degli istituti nazionali di statistica e della Commissione (Eurostat) è essenziale ai fini della produzione di dati statistici affidabili e di elevata qualità.
(5)
Al fine di migliorare la qualità delle statistiche europee è assolutamente indispensabile una cooperazione più stretta tra la Commissione (Eurostat) e gli istituti nazionali di statistica. Tale più stretta cooperazione dovrebbe incentrarsi principalmente sulla fornitura di formazione metodologica supplementare in ambito statistico e in materie affini, sullo sviluppo e la diffusione delle migliori prassi nell’ambito dell’SSE, nonché sul reciproco scambio di personale tra gli Stati membri e la Commissione (Eurostat).
(6)
L’attuazione del programma pluriennale costituisce un’occasione per produrre statistiche europee armonizzate, al fine di contribuire allo sviluppo, alla produzione e alla diffusione di informazioni statistiche comuni, comparabili e attendibili a livello di Unione.
(7)
Statistiche di elevata qualità sviluppate, prodotte e diffuse nel quadro del programma pluriennale sono essenziali per un processo decisionale basato su dati fattuali, dovrebbero essere disponibili tempestivamente e dovrebbero contribuire all’attuazione delle politiche dell’Unione, come previsto nel trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e nella strategia Europa 2020, nonché di altre politiche incluse nelle priorità strategiche della Commissione per il periodo 2010-2014, vale a dire governance economica integrata e rafforzata, cambiamenti climatici, riforma della politica agricola, crescita e coesione sociale, uguaglianza di genere, Europa dei cittadini e globalizzazione. Esse dovrebbero essere promosse attraverso azioni finanziate nell’ambito del programma pluriennale laddove l’Unione può assicurare un evidente valore aggiunto e che mirino a garantire che gli indicatori economici, sociali e ambientali siano trattati in condizioni di parità.
(8)
Nel definire i settori statistici da sviluppare, dovrebbero essere presi in considerazione gli obiettivi del regolamento (UE) n. 691/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2011, relativo ai conti economici ambientali europei (4), che si riferiscono allo sviluppo di nuovi moduli di contabilità economica ambientale.
(9)
Inoltre, negli studi statistici si dovrebbe prestare particolare attenzione all’impatto dei programmi di risanamento di bilancio sui lavoratori e gli altri cittadini. La raccolta dei dati statistici dovrebbe avvenire in modo tale da garantire la visibilità degli sviluppi in ogni Stato membro, ad esempio in tema di disoccupazione, entità e variazioni dei trasferimenti sociali, numero e qualità dei posti di lavoro, mobilità del lavoro all’interno degli Stati membri, all’interno dell’Unione nonché tra l’Unione e i paesi terzi, nonché di variazioni socio-geografiche della struttura retributiva e delle misure per la formazione.
(10)
Negli ultimi anni l’SSE ha dovuto far fronte a numerose sfide. Primo, la mancanza di statistiche nazionali di elevata qualità può avere effetti nocivi per gli Stati membri e sull’Unione in generale. Dati statistici sistematicamente precisi e di elevata qualità, prodotti dagli istituti nazionali di statistica professionalmente indipendenti, sono quindi assolutamente indispensabili per la definizione delle politiche a livello nazionale e dell’Unione, in particolare nel contesto dei meccanismi di vigilanza della zona euro.
(11)
Secondo, la necessità di statistiche europee è in costante aumento ed è improbabile che tale tendenza subisca un’inversione in futuro. La globalizzazione economica rappresenta una sfida specifica, che richiede l’elaborazione di nuove metriche per misurare le catene globali del valore in modo coordinato a livello internazionale, così da fornire un quadro più preciso della crescita economica e della creazione di posti di lavoro.
(12)
Terzo, la natura delle esigenze è in continua evoluzione e richiede una maggiore sinergia tra settori statistici.
(13)
Quarto, disaggregazioni appropriate dei dati disponibili possono semplificare il monitoraggio degli effetti della crisi economica e finanziaria e dell’impatto che l’attuazione delle politiche ha sui cittadini, compresi i più vulnerabili.
(14)
Quinto, è cambiata la natura delle statistiche. Queste ultime non rappresentano più semplicemente una fonte di informazione in vista della definizione delle politiche, collocandosi ormai al centro del processo decisionale. Un processo decisionale basato su dati fattuali necessita di statistiche che soddisfino criteri di elevata qualità correlati agli obiettivi specifici da esse perseguiti; esiste inoltre una crescente esigenza di statistiche multidimensionali complesse a sostegno di politiche complesse. Al fine di rispondere adeguatamente a esigenze legate alla definizione di politiche è necessario disporre, ove opportuno, di dati disaggregati per genere.
(15)
Sesto, a seguito della comparsa sul mercato dell’informazione di nuovi operatori, alcuni dei quali forniscono informazioni quasi in tempo reale, la priorità per l’SSE in futuro è costituita dall’elevata qualità, compresa la tempestività.
(16)
Settimo, i vincoli di bilancio a livello sia nazionale sia dell’Unione, nonché la necessità di un ulteriore alleggerimento dell’onere gravante sulle imprese e sui cittadini rendono la situazione ancora più complessa.
(17)
La comunicazione della Commissione del 10 agosto 2009 sul metodo di produzione delle statistiche UE: una visione per il prossimo decennio e la strategia dell’SSE per la sua applicazione rispondono a tali sette sfide, attraverso una ristrutturazione delle modalità di funzionamento dell’SSE al fine di renderlo più efficiente e più flessibile. L’applicazione di tale comunicazione costituisce l’elemento centrale del programma pluriennale nel contesto della strategia comune dell’SSE.
(18)
Al fine di assicurare l’integrità e la qualità nella gestione delle fasi di sviluppo, produzione e diffusione di statistiche europee in applicazione del presente regolamento, è opportuno che gli istituti nazionali di statistica e la Commissione (Eurostat) adottino tutte le misure necessarie per preservare la fiducia dei cittadini nelle statistiche e per consentire un’applicazione più rigorosa del vigente Codice delle statistiche europee e della comunicazione della Commissione del 15 aprile 2011 intitolata «Rafforzamento della gestione della qualità delle statistiche europee», rispettando al contempo i principi ivi contenuti.
(19)
Allo scopo di far corrispondere meglio le limitate risorse a disposizione dei produttori nazionali ed europei per la generazione di statistiche europee al crescente bisogno di statistiche, la fase di preparazione dei programmi di lavoro annuali della Commissione, che specificano nel dettaglio il programma pluriennale, dovrebbe comprendere una sistematica e approfondita revisione delle priorità statistiche al fine di ridurre le esigenze meno importanti e semplificare i processi esistenti, migliorando nel contempo l’attendibilità delle statistiche ufficiali e salvaguardandone gli elevati standard qualitativi. Dovrebbe inoltre essere preso in considerazione l’onere gravante sui rispondenti, siano essi imprese, unità delle amministrazioni centrali, regionali o locali, famiglie o singoli individui. Il processo dovrebbe svolgersi in stretta cooperazione tanto con gli utilizzatori quanto con i produttori di statistiche europee.
(20)
In tale contesto è opportuno assicurare una ragionevole ripartizione degli oneri finanziari tra il bilancio dell’Unione e quello degli Stati membri. Di conseguenza, in aggiunta alla dotazione finanziaria fissata dal presente regolamento, le autorità statistiche nazionali dovrebbero ricevere a livello nazionale i finanziamenti necessari alla realizzazione delle singole azioni statistiche previste per l’attuazione del programma pluriennale.
(21)
In considerazione dell’onere di conformità, in particolare per gli Stati membri più piccoli, è opportuno che la Commissione (Eurostat) possa fornire assistenza e consulenza tecnica agli Stati membri per aiutarli a far fronte ai vincoli della ricerca e ai principali ostacoli metodologici, nell’ottica di assicurare la conformità e la fornitura di dati di elevata qualità.
(22)
È inoltre opportuno che la dotazione finanziaria del programma pluriennale sia assegnata in modo tale da coprire le spese necessarie per migliorare il processo di produzione di statistiche europee di elevata qualità e la capacità di realizzarlo, nonché per le esigenze di formazione degli esperti nazionali in statistica.
(23)
È opportuno che i contributi finanziari dell’Unione sostengano azioni finalizzate allo sviluppo, alla produzione e alla diffusione delle statistiche europee come stabilito nel presente regolamento. Tali contributi dovrebbero assumere la forma di sovvenzioni, di appalti pubblici o di qualsiasi altro intervento necessario ai fini del conseguimento degli obiettivi del programma pluriennale. In tale contesto, l’impiego di somme forfettarie dovrebbe costituire uno degli strumenti principali per semplificare la gestione delle sovvenzioni.
(24)
Ai sensi dell’articolo 15 del regolamento (CE) n. 223/2009, dovrebbe essere sviluppata una struttura finanziaria adeguata a sostegno di reti di collaborazione.
(25)
È opportuno adottare disposizioni ai fini dell’apertura del programma pluriennale alla partecipazione dei paesi dell’Associazione europea di libero scambio che partecipano allo Spazio economico europeo («paesi SEE/EFTA») e della Svizzera. Dovrebbero inoltre essere adottate disposizioni per aprire il programma pluriennale alla partecipazione di altri paesi, in particolare i paesi limitrofi dell’Unione, i paesi che hanno presentato la propria candidatura a divenire membri dell’Unione, i paesi candidati e quelli in via di adesione.
(26)
Nel contesto dell’attuazione del programma pluriennale dovrebbe essere incoraggiata, ove appropriato, la collaborazione con i paesi terzi che non partecipano al programma pluriennale, tenuto conto di tutti i pertinenti accordi stipulati, o di eventuali accordi previsti, tra tali paesi e l’Unione.
(27)
Per poter essere considerati decisioni di finanziamento ai sensi dell’articolo 84, paragrafo 3, del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione (5) («regolamento finanziario»), i programmi di lavoro annuali adottati dalla Commissione per l’attuazione del programma pluriennale devono precisare gli obiettivi perseguiti, i risultati previsti, il metodo di attuazione seguito e il loro importo complessivo. Essi devono inoltre contenere una descrizione delle azioni da finanziare, un’indicazione dell’importo assegnato a ciascuna azione e un calendario di attuazione indicativo. È auspicabile che essi indichino anche la pertinenza degli obiettivi perseguiti rispetto ai bisogni degli utilizzatori e un piano progettuale. Per le sovvenzioni essi dovrebbero includere le priorità, i criteri di valutazione fondamentali e il tasso massimo di cofinanziamento. Inoltre, i programmi di lavoro annuali dovrebbero includere indicatori appropriati per i risultati del monitoraggio.
(28)
Poiché l’obiettivo del presente regolamento, vale a dire l’istituzione del programma pluriennale, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque essere conseguito meglio a livello di Unione, quest’ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato sull’Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(29)
Conformemente al principio della sana gestione finanziaria si è proceduto a una valutazione ex ante al fine di migliorare l’efficacia e l’efficienza nel perseguimento degli obiettivi da parte del programma pluriennale e di inserire vincoli di bilancio fin dalla fase della sua concezione. Il valore e l’impatto dei provvedimenti adottati nell’ambito del programma pluriennale dovrebbero essere regolarmente monitorati e valutati, anche da valutatori indipendenti esterni. Ai fini della valutazione del programma pluriennale sono stati formulati obiettivi misurabili e sono stati sviluppati indicatori.
(30)
Per il 2013, il presente regolamento definisce uno stanziamento finanziario per il programma pluriennale, il quale, nell’ambito della procedura di bilancio annuale, deve costituire il riferimento principale per l’autorità di bilancio ai sensi del punto 37 dell’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (6).
(31)
Oltre alla dotazione finanziaria fissata dal presente regolamento, le singole azioni statistiche intese ad attuare il programma pluriennale, comprendenti anche azioni sotto forma di accordi tra le autorità statistiche nazionali e la Commissione (Eurostat), dovrebbero beneficiare, per quanto possibile, di un appropriato finanziamento a livello nazionale.
(32)
La valutazione d’impatto del presente regolamento, che indica i risparmi sui costi per l’Unione e per gli Stati membri, costituisce la base degli impegni finanziari per il programma pluriennale. I risparmi sui costi saranno generati, in particolare, da nuovi metodi di produzione delle statistiche europee derivanti da sviluppi nei settori della tecnologia dell’informazione e della comunicazione.
(33)
Gli interessi finanziari dell’Unione dovrebbero essere tutelati durante l’intero ciclo di spesa attraverso misure proporzionate, ivi comprese la prevenzione, l’individuazione e l’investigazione di irregolarità, il recupero dei fondi perduti, indebitamente versati o non correttamente utilizzati e, se del caso, sanzioni.
(34)
Al fine di assicurare la continuità delle attività statistiche previste nell’ambito del programma pluriennale per l’intero anno 2013 e al fine di assicurare la certezza del diritto, il presente regolamento dovrebbe entrare in vigore il giorno della pubblicazione e dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1o gennaio 2013. La data di applicazione del presente regolamento dovrebbe fornire, in particolare, una giustificazione per i pagamenti effettuati al personale a contratto e le attività svolte nell’ambito del programma.
(35)
In conformità del regolamento (CE) n. 223/2009, il progetto del programma pluriennale è stato presentato per esame preventivo al comitato del sistema statistico europeo, al comitato consultivo europeo di statistica istituito con la decisione n. 234/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (7) e al comitato delle statistiche monetarie, finanziarie e della bilancia dei pagamenti istituito con la decisione 2006/856/CE del Consiglio (8),
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Istituzione del programma statistico europeo
È istituito il programma statistico europeo per il periodo 2013-2017 («programma»).
Articolo 2
Valore aggiunto
Il programma rappresenta il valore aggiunto costituito dalla garanzia che le statistiche europee sono focalizzate sulle informazioni necessarie per concepire, attuare, monitorare e valutare le politiche dell’Unione. Inoltre, esso concorre all’utilizzo efficace delle risorse mediante la promozione di azioni che prestano un contributo fondamentale allo sviluppo, alla produzione e alla diffusione di informazioni statistiche armonizzate, comparabili, attendibili, di facile utilizzo e accessibili, sulla base di norme uniformi e principi comuni enunciati nel Codice delle statistiche europee («codice») adottato dal comitato del sistema statistico europeo (CSSE), in particolare i criteri di qualità di pertinenza, precisione e affidabilità, tempestività e puntualità, accessibilità e chiarezza nonché coerenza e comparabilità.
Articolo 3
Ambito di applicazione
1. Il presente regolamento definisce il quadro di programmazione ai fini dello sviluppo, della produzione e della diffusione delle statistiche europee, i principali settori e gli obiettivi delle azioni previste per il periodo 2013-2017, conformemente agli articoli 13 e 14 del regolamento (CE) n. 223/2009.
2. Il programma non riguarda le misure adottate dal programma finalizzato ad ammodernare le statistiche europee sulle imprese e sugli scambi («programma MEETS»), istituito con decisione n. 1297/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (9), fino al 31 dicembre 2013, data di scadenza del programma MEETS, ma include gli obiettivi nel settore delle statistiche sulle imprese e sugli scambi commerciali da realizzare tra il 2014 e il 2017.
Articolo 4
Obiettivi
1. L’obiettivo generale del programma è che il sistema statistico europeo (SSE) continui ad essere il principale fornitore di statistiche di elevata qualità sull’Europa.
2. Tenendo presenti le risorse disponibili a livello sia nazionale sia dell’Unione nonché l’onere di risposta, i seguenti obiettivi specifici sono perseguiti nelle azioni statistiche intraprese in vista dell’attuazione del programma:
- obiettivo 1: fornire informazioni statistiche in maniera tempestiva, al fine di promuovere lo sviluppo, il monitoraggio e la valutazione delle politiche dell’Unione, rispecchiando adeguatamente le priorità e al contempo mantenendo un equilibrio tra i settori economico, sociale e ambientale e rispondendo alle esigenze di una vasta gamma di utilizzatori delle statistiche europee, compresi altri soggetti deputati all’adozione di decisioni, ricercatori, imprese e cittadini europei in generale, in modo efficace rispetto ai costi e senza un’inutile duplicazione degli interventi,
- obiettivo 2: applicare nuovi metodi di produzione delle statistiche europee nell’intento di conseguire incrementi di efficienza e di migliorare la qualità,
- obiettivo 3: rafforzare il partenariato all’interno e all’esterno dell’SSE al fine di accrescere ulteriormente la sua produttività e di consolidare il suo ruolo guida nelle statistiche ufficiali a livello mondiale, e
- obiettivo 4: garantire che l’elaborazione delle predette statistiche sia coerente per l’intera durata del programma, purché ciò non interferisca con i meccanismi di fissazione delle priorità dell’SSE.
3. Gli obiettivi generali e specifici di cui ai paragrafi 1 e 2 sono ulteriormente approfonditi nell’allegato, unitamente agli indicatori utilizzati per monitorare l’attuazione del programma. Conformemente agli articoli 13 e 14 del regolamento (CE) n. 223/2009, il programma è soggetto a una dettagliata programmazione annuale che comprenderà un meccanismo di definizione delle priorità quale parte integrante del processo. Gli obiettivi del programma sono conseguiti attraverso una stretta e coordinata collaborazione in seno all’SSE. Il programma comprende lo sviluppo di opportuni strumenti da cui derivi una migliore qualità, una maggiore flessibilità dell’SSE e una superiore capacità di rispondere in maniera tempestiva alle esigenze degli utilizzatori. Esso si pone altresì all’avanguardia nello sviluppo di indicatori affidabili, in grado di raccogliere le sfide del XXI secolo, segnatamente misurando la sostenibilità ambientale, la qualità della vita e la coesione sociale, e registra le attività economiche nel terziario e nell’economia sociale.
Articolo 5
Governance statistica, indipendenza, trasparenza e qualità
1. Le statistiche europee sono prodotte in maniera professionalmente indipendente e trasparente.
2. Il programma è attuato nel rispetto dei principi del codice in vista della produzione e della diffusione di statistiche europee armonizzate, comparabili e di elevata qualità, conformemente all’articolo 12 del regolamento (CE) n. 223/2009, nonché al fine di garantire il corretto funzionamento dell’SSE nel suo complesso. Gli istituti nazionali di statistica e l’autorità statistica dell’Unione (Commissione - Eurostat) assicurano, tramite la loro indipendenza professionale, che le statistiche europee rispettino il codice.
3. Gli istituti nazionali di statistica e le altre autorità nazionali designate dagli Stati membri (collettivamente «autorità nazionali di statistica») e la Commissione (Eurostat), che sono responsabili dello sviluppo, della produzione e della diffusione di statistiche europee:
-
mirano a rafforzare un ambiente istituzionale e organizzativo che promuova il coordinamento, l’efficacia e la credibilità delle autorità statistiche nazionali e della Commissione (Eurostat) producendo e diffondendo statistiche europee,
-
pongono l’accento sui principi statistici di cui all’articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 223/2009 e sulle esigenze degli utilizzatori,
-
rispondono alle esigenze degli utilizzatori istituzionali dell’Unione a norma del regolamento (CE) n. 223/2009 e cercano di sviluppare statistiche che servano una vasta gamma di utilizzatori delle statistiche europee, compresi altri soggetti deputati all’adozione di decisioni, ricercatori, imprese e cittadini europei in generale, e
-
cooperano con organismi statistici a livello internazionale al fine di promuovere l’utilizzo di concetti, classificazioni, metodi e altre norme internazionali, in particolare allo scopo di assicurare una maggiore coerenza e una migliore comparabilità a livello globale.
4. Ciascuno Stato membro si adopera per garantire che i propri processi di produzione statistica siano organizzati in maniera standardizzata e siano migliorati, per quanto possibile, da meccanismi di verifica.
5. Ai fini della trasparenza, la Commissione (Eurostat), se del caso, divulga pubblicamente la propria valutazione della qualità dei contributi nazionali alle statistiche europee nel contesto della propria attività di informazione sulla qualità e di monitoraggio della conformità.
6. La Commissione (Eurostat) esamina metodi per far sì che i propri documenti pubblicati, in particolare quelli accessibili tramite il suo sito web, siano di più facile utilizzo per gli utilizzatori non professionali e consente un agevole accesso a serie complete di dati, includendovi grafici comparativi intuitivi allo scopo di offrire un maggiore valore aggiunto ai cittadini. Gli aggiornamenti periodici della Commissione (Eurostat) forniscono, ove possibile, informazioni su ciascuno Stato membro e serie di dati annuali, mensili e di lungo periodo, se del caso e qualora i benefici siano superiori ai costi della raccolta.
Articolo 6
Definizione delle priorità statistiche
1. Il programma garantisce le iniziative statistiche volte a supportare l’elaborazione, l’attuazione e il monitoraggio delle attuali politiche dell’Unione e fornisce il supporto statistico per esigenze importanti derivanti da nuove iniziative politiche dell’Unione.
2. La Commissione, in sede di preparazione dei programmi di lavoro annuali di cui all’articolo 9, assicura una definizione efficace delle priorità statistiche, una loro revisione annuale e una relazione annuale in merito. I programmi di lavoro annuali mireranno in tal modo a garantire che le statistiche europee possano essere prodotte nei limiti delle risorse disponibili a livello nazionale e dell’Unione. La definizione delle priorità contribuisce a ridurre i costi e gli oneri connessi alle nuove esigenze statistiche riducendo le esigenze statistiche nei settori esistenti delle statistiche europee ed è effettuata in stretta cooperazione con gli Stati membri.
3. La Commissione assicura lo sviluppo e l’applicazione di strumenti per la revisione annuale delle priorità delle attività statistiche, al fine di contribuire alla riduzione dei costi e degli oneri che gravano sui fornitori di dati e sui produttori di statistiche.
4. Nel proporre nuove azioni o nell’introdurre revisioni rilevanti delle statistiche esistenti, la Commissione ne dà debita giustificazione e fornisce informazioni con il contributo degli Stati membri sull’onere di risposta e sui costi di produzione conformemente all’articolo 14, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 223/2009.
Articolo 7
Finanziamento
1. La dotazione finanziaria dell’Unione per l’attuazione del programma per il 2013 è pari a 57,3 milioni di EUR, coperti dal periodo di programmazione 2007-2013.
2. Entro tre mesi dall’adozione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 («QFP 2014-2020»), la Commissione è invitata a presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta legislativa che introduca la dotazione finanziaria per il periodo 2014-2017.
3. La Commissione fornisce il contributo finanziario dell’Unione conformemente al regolamento finanziario.
4. La Commissione adotta la decisione in merito agli stanziamenti annuali nel rispetto delle prerogative dell’autorità di bilancio.
Articolo 8
Assistenza tecnica e amministrativa
La dotazione finanziaria del programma può essere utilizzata a copertura di spese relative alle attività di preparazione, di monitoraggio, di controllo, di verifica e di valutazione necessarie per la gestione del programma e per il conseguimento dei suoi obiettivi: in particolare studi, riunioni di esperti, spese connesse al rimborso di esperti statistici, iniziative di informazione e di comunicazione, spese connesse a reti informatiche incentrate sul trattamento e sullo scambio di informazioni, nonché tutte le altre spese per l’assistenza tecnica e amministrativa sostenute dalla Commissione ai fini della gestione del programma. La dotazione può inoltre essere utilizzata a copertura dell’assistenza e consulenza tecnica fornita agli Stati membri che, a causa di circostanze particolari, non sono in grado di produrre talune statistiche europee o statistiche del livello qualitativo richiesto.
Articolo 9
Programmi di lavoro annuali
Ai fini dell’attuazione del programma, la Commissione adotta programmi di lavoro annuali che soddisfano le prescrizioni di cui all’articolo 17 del regolamento (CE) n. 223/2009 e stabiliscono gli obiettivi da essi perseguiti e i risultati previsti, conformemente agli obiettivi generali e specifici di cui all’articolo 4, paragrafi 1 e 2, del presente regolamento. Ciascun programma di lavoro annuale è trasmesso al Parlamento europeo per conoscenza.
Articolo 10
Tipi di intervento
I contributi finanziari dell’Unione possono assumere la forma di sovvenzioni, di appalti pubblici o di qualsiasi altro intervento necessario ai fini del conseguimento degli obiettivi generali e specifici di cui all’articolo 4, paragrafi 1 e 2.
Articolo 11
Azioni ammesse a beneficiare dei contributi
1. I contributi finanziari dell’Unione sostengono azioni finalizzate allo sviluppo, alla produzione e alla diffusione delle statistiche europee necessarie al conseguimento degli obiettivi generali e specifici di cui all’articolo 4, paragrafi 1 e 2. Hanno priorità le azioni con un elevato valore aggiunto per l’Unione conformemente all’articolo 2.
2. I contributi finanziari a sostegno di reti di collaborazione di cui all’articolo 15 del regolamento (CE) n. 223/2009 possono assumere la forma di sovvenzioni di un’azione e possono coprire fino al 95 % dei costi ammissibili.
3. All’occorrenza, possono essere erogate sovvenzioni di funzionamento, non superiori al 50 % dei costi ammissibili, per il funzionamento degli organismi di cui all’articolo 12, paragrafo 3.
4. A titolo di contributo alle spese sostenute dagli Stati membri per la realizzazione di azioni basate sulla raccolta di dati, può essere corrisposta, fino a una soglia massima definita per ciascuna raccolta di dati, una somma forfettaria per set di dati per i quali devono essere trasmessi alla Commissione i risultati completi. L’importo della somma forfettaria è definito dalla Commissione, tenendo debitamente conto della complessità della raccolta di dati.
Articolo 12
Possibili beneficiari delle sovvenzioni
1. Conformemente all’articolo 128, paragrafo 1, secondo comma, del regolamento finanziario, alle autorità statistiche nazionali individuate all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 223/2009 possono essere erogate sovvenzioni senza invito a presentare proposte.
2. Le reti di collaborazione possono includere i beneficiari di cui al paragrafo 1 e altri organismi senza invito a presentare proposte conformemente all’articolo 128, paragrafo 1, del regolamento finanziario.
3. Le sovvenzioni di funzionamento di cui all’articolo 11, paragrafo 3, possono essere erogate agli organismi che soddisfano entrambi i criteri di seguito elencati:
a)
non hanno scopo di lucro, sono indipendenti da interessi industriali, commerciali ed economici o da altri interessi confliggenti e hanno come scopo e attività principali il sostegno e la promozione dell’applicazione del codice, nonché l’attuazione di nuovi metodi di produzione delle statistiche europee finalizzati a conseguire incrementi di efficienza e a migliorare la qualità a livello dell’Unione; e
b)
hanno fornito alla Commissione informazioni soddisfacenti sulla loro composizione, sulle loro norme interne e sulle fonti di finanziamento.
Articolo 13
Tutela degli interessi finanziari dell’Unione
1. La Commissione adotta opportuni provvedimenti volti a garantire che, nella realizzazione delle azioni finanziate ai sensi del presente regolamento, gli interessi finanziari dell’Unione siano tutelati mediante l’applicazione di misure preventive contro la frode, la corruzione e ogni altra attività illecita, mediante controlli coerenti ed efficaci e, ove siano rilevate irregolarità, mediante il recupero delle somme indebitamente versate e, se del caso, sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive.
2. La Commissione o i suoi rappresentanti e la Corte dei conti hanno potere di verifica, esercitabile sulla base di documenti e controlli in loco, su tutti i beneficiari di sovvenzioni, contraenti e subcontraenti che abbiano ottenuto finanziamenti nell’ambito del presente regolamento.
L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) effettua, se del caso, controlli e verifiche in loco presso gli operatori economici che siano direttamente o indirettamente interessati da tali finanziamenti, secondo le procedure stabilite dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell’11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche in loco effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (10), per accertare eventuali casi di frode, corruzione o altre attività illecite lesive degli interessi finanziari dell’Unione in relazione a convenzioni, decisioni di sovvenzione o a contratti finanziati ai sensi del presente regolamento.
Fatti salvi il primo e il secondo comma, gli accordi di cooperazione con paesi terzi e organizzazioni internazionali e le convenzioni di sovvenzione, le decisioni di sovvenzione e i contratti conclusi in applicazione del presente regolamento autorizzano espressamente la Commissione, la Corte dei conti e l’OLAF a svolgere tali revisioni, controlli e verifiche in loco.
Articolo 14
Partecipazione di paesi terzi al programma
La partecipazione al programma è aperta:
a)
ai paesi SEE/EFTA, conformemente alle condizioni definite nell’accordo sullo Spazio economico europeo;
b)
alla Svizzera, conformemente alle condizioni stabilite nell’accordo del 26 ottobre 2004 tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera in materia di cooperazione statistica (11); e
c)
ai paesi cui si applica la politica europea di vicinato, ai paesi che hanno presentato la propria candidatura a divenire membri dell’Unione, ai paesi candidati e ai paesi che sono in via di adesione, nonché ai paesi dei Balcani occidentali inclusi nel processo di stabilizzazione e associazione, conformemente alle condizioni stabilite nei rispettivi accordi bilaterali o multilaterali con tali paesi che definiscono i principi generali per la loro partecipazione ai programmi dell’Unione.
Articolo 15
Valutazione e revisione del programma
1. La Commissione, previa consultazione del CSSE, trasmette entro il 30 giugno 2015 al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione intermedia sull’attuazione del programma.
2. Entro e non oltre il 31 dicembre 2016 la Commissione, sulla base della relazione intermedia di cui al paragrafo 1 e previa consultazione del CSSE, può presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di proroga del programma per il periodo 2018-2020, nel rispetto del QFP 2014-2020.
3. Entro il 31 dicembre 2018 la Commissione, previa consultazione del CSSE e del comitato consultivo europeo di statistica, presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione di valutazione finale sull’attuazione del programma.
Articolo 16
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2013.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Strasburgo, il 15 gennaio 2013

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