Document ID: 31988D0468

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 29 marzo 1988
relativa agli aiuti concessi dal governo francese ad un'impresa che produce macchinario agricolo a St. Dizier, Angers e Croix
(International Harvester/Tenneco)
(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)
(88/468/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, prima frase,
dopo aver invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni come previsto al citato articolo 93, e tenuto conto di tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I
Con lettere del 3 ottobre 1985 e del 30 gennaio 1986, il governo francese ha tardivamente informato la Commissione, dopo ripetute richieste della stessa, su un sostegno finanziario concesso ad un'impresa che produce macchinario agricolo e che occupa il terzo posto sul mercato francese.
Le misure destinate a finanziare un piano di ristrutturazione dell'impresa beneficiaria e concesse nel 1985 e nel 1986 erano così configurate:
- sovvenzione di 40 milioni di FF versata nel 1985
- prestito di partecipazione di 135 milioni di FF versato per metà nel 1985 e per metà nel 1986, concesso per una durata di 15 anni con periodo di grazia di 3 anni; il tasso varia in funzione del margine lordo d'autofinanziamento (MLA) dell'impresa entro un massimale del 14 %.
La Commissione ha ritenuto che tali aiuti non rientrassero nel campo di applicazione dell'articolo 92, paragrafo 1 e ha stimato sulla base delle informazioni in suo possesso e di quelle trasmesse dalle autorità francesi, che essi non soddisfacessero alle condizioni dell'articolo 92, paragrafo 3, richieste per poter beneficiare di una delle deroghe ivi enunciate. Di conseguenza la Commissione ha avviato nei loro confronti la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2.
Con lettera del 3 marzo 1986, essa ha invitato il governo francese a presentare le sue osservazioni. Gli altri Stati membri sono stati informati il 20 maggio 1986 e i terzi interessati il 27 maggio 1986.
II
Il governo francese ha presentato le sue osservazioni nel quadro della procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato CEE con lettera del 27 agosto 1986.
Secondo le autorità francesi la sovvenzione costituisce un credito straordinario erogato a fini di interesse sociale e regionale per evitare una grave perturbazione dell'occupazione nelle zone interessate qualora Tenneco si fosse astenuta dal rilevare l'affiliata francese di International Harvester.
In un primo tempo le autorità francesi avevano sostenuto che l'avvenire dell'unità francese d'International Harvester avente stabilimenti a Angers, St. Dizier e Croix era compromesso da vari anni a causa delle gravi difficoltà della casa madre americana, nonché dal fatto che la società madre privilegiava le altre attività a scapito del macchinario agricolo pesante, settore in cui l'industria mondiale è confrontata con una depressione generale e persistente dei mercati. Secondo le informazioni trasmesse, gli aiuti in questione sono destinati a finanziare una ristrutturazione delle attività dell'impresa beneficiaria, ristrutturazione che prevede inizialmente la soppressione dello stabilimento di produzione di mietitrici-battitrici di Angers (2 000 unità/anno, 185 dipendenti), la destinazione dello stabilimento di Croix all'esclusiva produzione di cabine (riduzione da 515 a 260 posti di lavoro) e la specializzazione dello stabilimento di St. Dizier di assemblaggio finale delle trattrici in centro di produzione per le trasmissioni di trattrici di gamma media e alta del gruppo, con la conservazione di 1 800 posti di lavoro. Il programma di investimenti previsto pari a 1,2 miliardi di FF per i due stabilimenti restanti (St. Dizier e Croix) sull'arco di tempo 1986-1989 consentirà al termine di tale periodo di crearvi rispettivamente 500 e 250 posti di lavoro.
Nel quadro della procedura hanno comunicato le loro osservazioni alla Commissione tre altri Stati membri, due amministrazioni locali, un ufficio di collegamento governativo, nonché un'impresa.
III
La sovvenzione di 40 milioni di FF, nonché l'agevolazione in conto interessi e l'ammortamento differito connessi col prestito di partecipazione di 135 milioni di FF costituiscono aiuti che consentono all'impresa beneficiaria di realizzare una serie di investimenti senza dover sopportare la totalità degli oneri.
Il prestito di partecipazione a tasso agevolato è stato concesso per una durata di 15 anni con periodo di grazia di tre anni, nonché ad un tasso stabilito in funzione del MLA dell'impresa, ma non superiore al 14 %. Gli elementi di aiuto sono rappresentati dal periodo di grazia di tre anni e dalla differenza tra il tasso d'interesse sul credito di partecipazione effettivamente pagato dalle imprese e il tasso d'interesse di riferimento del mercato francese, vale a dire il tasso d'interesse sui crediti concessi dal Crédit National per investimenti in attrezzature. Nel corso del periodo relativo alla concessione degli aiuti in questione (1985-1986) il tasso di riferimento ha oscillato tra il 14,0 % e il 9,25 %. Considerando i risultati fortemente negativi degli ultimi anni, nonché le difficoltà attuali del settore del macchinario agricolo, è lecito supporre che il margine lordo di autofinanziamento dell'impresa in questione è stato e sarà, almeno nei prossimi anni, modesto e che quindi il tasso d'interesse a suo carico sarà inferiore al tasso di mercato.
L'aiuto connesso con il credito di partecipazione è caratterizzato dall'incertezza, o meglio dall'impossibilità di determinare l'agevolazione in conto interessi e quindi l'entità dell'aiuto medesimo. Tale mancanza di trasparenza contribuisce a rendere l'aiuto in questione incompatibile con il mercato comune e nel contempo rende impossibile prendere in considerazione l'applicazione di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3.
Per eliminare tali lacune, con telex del 23 ottobre 1985 e lettere del 3 dicembre 1985 e del 3 marzo 1986 a tre riprese la Commissione ha invitato il governo francese a precisare le condizioni del prestito di partecipazione. Le autorità francesi si sono limitate a comunicare che l'interesse del prestito di partecipazione muta in funzione del margine lordo di autofinanziamento del beneficiario, entro il limite massimo del 14 %, senza peraltro precisare il rapporto tra l'entità del margine lordo di autofinanziamento e il tasso d'interesse passivo.
Quindi, non essendo a conoscenza della data della concessione del prestito in questione e dei margini lordi di autofinanziamento, nonché del rapporto tra il margine lordo di autofinanziamento e l'interesse effettivamente corrisposto dall'impresa, la Commissione non è in grado né di calcolare né di valutare l'elemento di aiuto del prestito di partecipazione.
In tale situazione, dovuta alla mancanza di cooperazione del governo francese, la Commissione è pertanto obbligata a chiudere la presente procedura adottando la sua decisione sulla base delle informazioni di cui dispone [vedi, in questo senso, sentenza della Corte di giustizia del 10 luglio 1986 nella causa 234/84 (Meura)].
Tale circostanza, nonché la complessità dell'aiuto in questione, spiegano la lunghezza dell'Istruttoria e la durata dell'indagine amministrativa svolta a norma dell'articolo 93, paragrafo 2.
IV
Tutti questi aiuti dovevano essere notificati alla Commissione a norma dell'articolo 93, paragrafo 3. Poiché il governo francese ha omesso di farlo in tempo utile, la Commissione non ha potuto pronunciarsi sulle misure prima della loro esecuzione. Gli aiuti erano dunque illegittimi in riferimento alle disposizioni di diritto comunitario che ne disciplinano la concessione. La situazione posta in essere dalla mancata osservanza di tali obblighi è tanto più grave in quanto gli aiuti sono già stati versati all'impresa beneficiaria. Inoltre, la metà del prestito di partecipazione di 135 milioni di FF è stata concessa dopo l'avvio della procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2. Di conseguenza tutti gli aiuti vanno considerati illegittimi rispetto al diritto comunitario. A questo proposito va ricordato che, tenuto conto del carattere imperativo e di ordine pubblico delle regole procedurali stabilite dall'articolo 93, paragrafo 3 (vedi sentenza della Corte del 19 giugno 1973, causa 77/72 Capolongo), l'illegalità degli aiuti in questione non può essere sanata a posteriori ed è dovuta alla non conformità alle norme procedurali stabilite nell'articolo 93, paragrafo 3. Inoltre, nei casi di incompatibilità degli aiuti con il mercato comune, la Commissione può fare ricorso ai mezzi previsti nella sentenza della Corte di giustizia del 12 luglio 1973 pronunciata nella causa 70/72 (Kohlegesetz) ed obbligare gli Stati membri a sopprimere l'aiuto esigendone la restituzione dai beneficiari.
V
Gli aiuti in questione sono inoltre incompatibili col mercato comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE.
Il mercato del macchinario agricolo della Comunità è caratterizzato da scambi intracomunitari rilevanti pari al 28 % della produzione comunitaria. Una grande parte del mercato, inoltre, fa capo ad imprese multinazionali (Massey-Ferguson, Case/Brown/International Harvester, John Deere, Ford) che realizzano i loro investimenti nei vari Stati membri nel quadro di programmi di investimento su scala mondiale e che specializzano - per ottenere le relative economie di scala - i loro diversi stabilimenti in taluni prodotti o componenti di prodotti destinati all'assemblaggio in altri stabilimenti, spesso ubicati in altri Stati membri.
I rilevanti scambi intracomunitari nel settore del macchinario agricolo non sono quindi limitati ai prodotti finali, né alle parti di ricambio, ma comprendono anche componenti di macchine come motori, trasmissioni, cabine di trattrici, ecc.
Inoltre va rilevato che il mercato è caratterizzato da sovraccapacità strutturali pari al 50 % circa, per effetto delle quali la concorrenza tra i vari produttori è intensa, la pressione sui prezzi enorme e la riduzione del personale in tale industria notevole (31 % nella Comunità nel suo insieme e 51 % in Belgio, 50 % nel Regno Unito, 34 % in Germania, 29 % nei Paesi Bassi e 24 % in Francia per il periodo dal 1976 al 1986).
La produzione comunitaria di trattrici è stata ridotta nel periodo 1979-1985 del 10 % in Francia, del 21 % in Italia, del 22 % in Germania e del 27 % nel Regno Unito, con una media comunitaria del 23 %.
L'impresa beneficiaria, che con una quota del 14 % dell'immatricolazione di trattrici nel 1985 occupa il terzo posto sul mercato francese del macchinario agricolo, esporta il 37 % del suo fatturato di 2,255 miliardi di FF, per una parte considerevole negli altri Stati membri.
Tenuto conto delle considerazioni che precedono, gli aiuti in questione possono incidere sugli scambi tra Stati membri e falsare la concorrenza ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE favorendo le imprese interessate e la produzione francese di macchinario agricolo.
Quando l'aiuto finanziario dello Stato rafforza la posizione di alcune imprese rispetto ad altre che fanno la loro concorrenza nella Comunità, esso deve essere considerato pregiudizievole per tali altre imprese.
Gli aiuti contestati falsano il gioco della concorrenza migliorando la situazione finanziaria dell'impresa beneficiaria e il profitto che deriva dai suoi investimenti riducendo i suoi altri costi, conferendole un vantaggio nella concorrenza che essa fa agli altri produttori i quali hanno ultimato o effettuano per loro conto azioni analoghe.
VI
L'articolo 92, paragrafo 1 stabilisce il principio dell'incompatibilità col mercato comune degli aiuti che presentano determinate caratteristiche in esso previste. Per quanto riguarda le deroghe a tale principio, quelle elencate nell'articolo 92, paragrafo 2 del trattato CEE non sono applicabili al caso di specie, tenuto conto della natura e degli obiettivi degli aiuti presi in considerazione.
Ai termini dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato CEE, gli aiuti che possono essere considerati compatibili col mercato comune debbono essere valutati nel contesto comunitario. Per salvaguardare il corretto funzionamento del mercato comune e tener conto dei principi di cui all'articolo 3, lettera f) del trattato CEE, le deroghe al principio dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE enunciate nel paragrafo 3 del medesimo articolo debbono essere interpretate restrittivamente in sede di esame di qualsiasi regime di aiuti o di qualsiasi provvedimento individuale di aiuto.
In particolare le deroghe possono essere invocate soltanto se la Commissione accerta che il libero gioco delle forze di mercato, in mancanza degli aiuti, non sarebbe bastato da solo a spingere i loro beneficiari eventuali ad agire per raggiungere uno degli obiettivi perseguiti.
Applicare le deroghe a casi che non contribuiscono a un tale obiettivo, o senza che l'aiuto fosse necessario a tale scopo, equivarrebbe a conferire un vantaggio alle industrie o alle imprese di alcuni Stati membri la cui posizione finanziaria sarebbe rafforzata artificiosamente, a pregiudicare le condizioni degli scambi tra Stati membri e a falsare la concorrenza senza alcuna giustificazione basata sull'interesse comune di cui all'articolo 92, paragrafo 3.
Il governo francese non è stato in grado di comunicare, né la Commissione di individuare, alcun motivo che consentisse di classificare gli aiuti in questione in una delle categorie di deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3.
Tenuto conto di quanto precede gli aiuti in questione non rientrano in una delle categorie di deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3.
Per quanto riguarda le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), è manifesto che gli aiuti in questione non sono destinati a sostenere un progetto di interesse europeo, né ad ovviare ad una perturbazione grave dell'economia francese. Gli aiuti specifici a favore di una unica società, settore del macchinario agricolo, non sono atti ad ovviare alle situazioni del tipo descritto nell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b). Il governo francese non ha peraltro fatto ricorso a motivi di questo tipo per giustificare gli aiuti in questione. Considerate le disposizioni delle lettere a) e c) del paragrafo 3 dell'articolo 92, relative agli aiuti destinati a favorire lo sviluppo di alcune regioni, è opportuno tener presente che le regioni dove sono stati e saranno effettuati gli investimenti (Haute Marne e Nord, visto che lo stabilimento di Angers, Maine e Loire è chiuso) non presentano un tenore di vita normalmente basso o una grave forma di sottoccupazione ai sensi della deroga di cui alla lettera a). Le regioni in questione non rientrano, peraltro, tra quelle che beneficiano della deroga citata.
Gli aiuti non soddisfano nemmeno alle condizioni della lettera c). In effetti, sui tre stabilimenti citati, soltanto lo stabilimento d'Engeers (185 dispendenti) chiuso nel quadro del programma d'investimenti, è ubicato in una zona che può beneficiare di aiuti a finalità regionale. Inoltre, né la sovvenzione di 40 milioni di FF, né il prestito di partecipazione agevolato di 135 milioni di FF rientrano in un regime di aiuto a finalità regionale. L'aiuto in questione non è destinato ad agevolare lo sviluppo di alcune regioni economiche ai sensi della lettera c). Anzi, considerando l'attuale situazione, nonché le prospettive del mercato del macchinario agricolo, è lecito affermare che la concessione degli aiuti in questione falsa la concorrenza in misura contraria all'interesse comune. Di conseguenza detti aiuti non possono beneficiare della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) per gli aiuti regionali.
Infine, per quanto riguarda la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), a favore degli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di alcune attività economiche, va tenuto presente che gli aiuti in questione, nonostante che facilitino lo sviluppo dell'impresa beneficiaria, non promuovono lo sviluppo del settore a livello comunitario e incidono in modo contrario all'interesse comune sugli scambi intracomunitari.
Il mercato comunitario del macchinario agricolo è caratterizzato da una sovraccapacità del 50 % circa dovuta principalmente a un forte calo delle vendite negli ultimi dieci anni. Tra il 1979 e il 1984, infatti, le vendite di piccole e medie trattrici sono diminuite del 23 %.
Per effetto della crisi nel settore del macchinario agricolo esiste una forte pressione alla contrazione dei prezzi che provoca la concessione di sconti notevoli da parte dei vari produttori e riduce così il margine di utile già modesto.
Nel 1984 la Commissione ha valutato un progetto di aiuto italiano a favore di un'impresa di motori e trattrici agricole sotto forma di contributo in conto interessi e l'ha considerato incompatibile col trattato ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE a causa dell'aumento di capacità di produzione indotto dall'investimento proposto ad aiuto (decisione 84/364/CEE della Commissione) (1).
International Harvester Tenneco è un'impresa multinazionale (uno dei primi 50 gruppi mondiali con fatturato di 130 miliardi di FF e utili netti di 5,5 miliardi di FF nel 1984) che produce macchinario agricolo e/o componenti negli Stati Uniti e - all'interno della Comunità - in Francia, in Germania e nel Regno Unito in diversi stabilimenti.
Prima dell'acquisto delle attività di International Harvester in Europa, Tenneco produceva già macchinario agricolo nel Regno Unito tramite la sua affiliata J.I. Case in due stabilimenti (Leigh e Meltham). Con l'assorbimento delle attività francesi (stabilimenti di Croix, Angers e St. Dizier), inglesi (stabilimenti di Doncaster) e tedesche (stabilimento di Neuss) di International Harvester, Tenneco non soltanto ha acquisito le quote di mercato e le capacità del suo concorrente, ma anche i sistemi di distribuzione su mercati in cui Tenneco era rappresentata solo in misura relativamente modesta.
In Europa, Tenneco produce macchinario agricolo in vari stabilimenti ubicati in Francia, nel Regno Unito e in Germania. I provvedimenti da essa adottati in Francia (cessazione della fabbricazione di mietitrici-battitrici, specializzazione degli altri stabilimenti) rientrano in un programma d'investimenti realizzati su scala mondiale e destinati all'ammodernamento, nonché all'adeguamento delle capacità di Tenneco alla situazione dei mercati mondiali.
La riorganizzazione della produzione realizzata nel quadro del programma d'investimenti mondiali di Tenneco con specializzazione degli stabilimenti produttivi in componenti e/o in alcuni prodotti e esportazioni di componenti verso altri stabilimenti per l'assemblaggio finale rende più complicata la valutazione delle conseguenze sul mercato comunitario del macchinario agricolo.
La decisione delle autorità francesi di concedere gli aiuti non incide probabilmente sul volume e sugli obiettivi del programma. Viceversa, come si indicherà successivamente, gli aiuti in questione incidono sulla decisione di riparto geografico degli investimenti, di specializzazione e di chiusura di alcuni stabilimenti di produzione. Le misure di aiuto vanno altresì a scapito sia di altre filiali comunitarie di Tenneco, sia di tutte le imprese produttrici di macchinario agricolo della Comunità.
La concessione degli aiuti ha indotto Tenneco ad assorbire International Harvester Francia e ha impedito una più cospicua riduzione delle capacità in Francia. Invece Tenneco ha deciso di interrompere nel 1988 la produzione di trattrici nella sua impresa di Meltham/Huddersfeld nel Regno Unito e di limitare la sua attività alla produzione di componenti, nonché di chiudere lo stabilimento che produce componenti di Leigh/Manchester, con una perdita di circa 1 000 posti di lavoro.
L'unica riduzione effettiva di capacità comunicata dalle autorità francesi è la chiusura dello stabilimento di Angers (185 posti, capacità 2 000 unità/anno) in quanto carente della dimensione critica minima ritenuta necessaria da Tenneco per far fronte ai principali concorrenti europei. Inoltre le riduzioni di capacità comunicate interessano soprattutto capacità poco utilizzate ed hanno di conseguenza un effetto estremamente limitato sul mercato.
Le riduzioni di capacità effettuate da Tenneco sono esclusivamente dovute alla recente evoluzione del mercato e alla notevole flessione della domanda che ha costretto tutte le imprese comunitarie ad adattarsi alla nuova situazione.
La specializzazione degli altri stabilimenti nella produzone di moduli di trattrici esportati in gran parte verso i luoghi i produzione situati negli altri Stati membri per l'assemblaggio finale è anzi connessa con un aumento di capacità. In effetti, a parte la cessazione della produzione di mietitrici-battitrici e la specializzazione della produzione degli altri stabilimenti, che hanno comportato una perdita di 440 posti di lavoro, il programma di investimenti sovvenzionati di 1,2 miliardi di FF darà luogo a 750 nuovi posti di lavoro in un'industria caratterizzata da sovraccapacità estremamente consistenti (circa 50 %) e scambi intracomunitari cospicui. Tale aumento netto di 310 posti di lavoro presso Tenneco France cui si aggiunge un aumento della produttività dovuto al programma di investimenti di razionalizzazione e di specializzazione comporta necessariamente un'espansione della produzione in detta impresa. Va osservato che l'investimento - grazie alla concessione degli aiuti in questione - è stato realizzato in Francia e non in uno degli altri Stati membri nei quali Tenneco possiede stabilimenti di produzione. Gli aiuti pongono quindi l'impresa beneficiaria in grado di aumentare le sue capacità produttive in un mercato contraddistinto da forti sovraccapacità.
In considerazione della situazione estremamente difficile del mercato del macchinario agricolo che difficilmente riuscirà e stabilizzarsi prima degli anni 1990, va riconosciuto che ammettere la sovvenzione dei 40 milioni di FF, nonché il contributo in conto interessi e l'ammontare differito che accompagna il prestito di partecipazione di 135 milioni di FF a favore di International Harvester France, equivarrebbe ad infliggere ai suoi concorrenti uno svantaggio che può concretarsi in una contrazione non giustificata delle loro vendite e/o nella necessità di recedere dal mercato.
La gravità e il persistere della crisi che colpisce attualmente il settore del macchinario agricolo nella Comunità hanno obbligato altre imprese a onerose azioni di adeguamento senza aiuti statali, nonostante le difficoltà finanziarie registrate da molte di esse e i problemi connessi con la riduzione del loro personale resa necessaria dalle draconiane misure di ristrutturazione.
Considerando la situazione finanzaria della società madre e il suo interesse a realizzare il programma di investimenti previsto, è lecito supporre che le forze del mercato dovrebbero essere sufficienti e che gli investimenti avrebbero avuto luogo senza la concessione di aiuti.
Di conseguenza gli aiuti in questione non possono essere ritenuti tali da contribuire ad una evoluzione capace di controbilanciare, sotto il profilo comunitario, i loro effetti di distorsione sugli scambi.
In conclusione gli aiuti di cui trattasi sono illeciti in quanto il governo francese non ha soddisfatto agli obblighi che gli incombono in forza dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE e non rispondono alle condizioni richieste per beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafi 2 e 3 del trattato CEE.
Essi debbono pertanto essere soppressi e recuperati. Per quanto riguarda in modo particolare il prestito di partecipazione la Commissione non è stata in grado di quantificare l'elemento di aiuto che va recuperato per le ragioni indicate nella parte III della motivazione della presente decisione. Nell'adottare le misure di esecuzione per conformarsi alla presente decisione, il governo francese è quindi tenuto a determinare direttamente l'importo dell'aiuto da recuperare in base alle modalità stabilite dalla Commissione; l'importo dell'aiuto sarà così pari alla differenza tra il tasso dei prestiti per attrezzature praticato dal Crédit National alla data di concessione del prestito di partecipazione in questione e il tasso di interesse effettivamente pagato dall'impresa International Harvester/Tenneco France fino alla data di adozione della presente decisione; tali misure devono essere comunicate alla Commissione entro il termine di due mesi per darle modo di verificare la loro conformità alla presente decisione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti concessi dal governo francese nel 1985 e nel 1986 a International Harvester/Tenneco France nella forma di una sovvenzione di 40 milioni di FF di un'agevolazione in conto interesse per un prestito di partecipazione di 135 milioni di FF pari alla differenza tra il tasso d'interesse del mercato e l'interesse effettivamente pagato dall'impresa, nonché di un ammortamento differito del prestito di partecipazione su un periodo di grazia di tre anni sono illegittimi in quanto violano le norme procedurali dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE. Gli aiuti sono inoltre incompatibili col mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato CEE. Articolo 2
Il governo francese è tenuto a sopprimere mediante recupero gli aiuti di cui all'articolo 1.
Articolo 3
Il governo francese informa la Commissione, entro due mesi dalla data della presente decisione delle misure adottate per conformarvisi.
Articolo 4
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 29 marzo 1988.

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