Document ID: 31989R2043

REGOLAMENTO (CEE) Ng 2043/89 DEL CONSIGLIO del 19 giugno 1989 recante modifica del regolamento (CEE) n. 823/87 che stabilisce disposizioni particolari per i vini di qualità prodotti in regioni determinate
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che le informazioni raccolte con l'applicazione del regolamento (CEE) n. 823/87 (4) hanno dimostrato la necessità, da un lato, di mettere in evidenza il carattere orizzontale del regolamento, che si applica a tutte le categorie di vini di qualità prodotti in regioni determinate - in appresso denominati «v.q.p.r.d» - della Comunità, e, dall'altro di sfrondarlo, ai fini di una esposizione più metodica del diritto vitivinicolo, delle disposizioni tecniche particolareggiate che è più opportuno inserire nei regolamenti specifici esistenti o futuri; che, in tale contesto, è opportuno sottolineare che le disposizioni di detto regolamento sono applicabili a tutti i v.q.p.r.d., compresi i vini spumanti, i vini frizzanti e i vini liquorosi, eccettuate alcune disposizioni specifiche esplicitamente indicate; che è opportuno inserire le disposizioni particolareggiate, applicabili esclusivamente ai vini spumanti di qualità prodotti in regioni determinate, nel regolamento (CEE) n. 358/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979, relativo ai vini spumanti prodotti nella Comunità e definiti al punto 15 dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 822/87 (5), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3805/85 (6);
considerando che le norme specifiche applicabili ai vini speciali prodotti in una regione determinata fanno parte dei regolamenti che disciplinano soprattutto la produzione ed eventualmente l'immissione sul mercato di tali vini;
considerando che, da un lato, il luogo di impianto di un vigneto e le condizioni climatiche che caratterizzano ogni annata, e, dall'altro, le misure vitivinicole, in particolare i processi e i trattamenti enologici utilizzati subito dopo il raccolto delle uve, determinano in ampia misura le caratteristiche di un vino di qualità: che per tale motivo, ma anche per ridurre i rischi di manipolazioni sleali da parte dei successivi proprietari delle materie prime, è opportuno che le uve e i mosti di uve possano essere trasformati in vini di qualità solo all'interno o nelle immediate vicinanze di una regione viticola determinata la cui denominazione deve essere indicata;
considerando che, per evitare alle aziende interessate perdite causate dall'interruzione di usi commerciali tradizionali, è opportuno concedere agli Stati membri la possibilità di consentire che un v.q.p.r.d. venga ottenuto correggendo il prodotto di base di questo vino con l'aggiunta di uno o più prodotti vitivinicoli non originari della regione determinata che ha dato il nome al vino; che il carattere eccezionale di tali correzioni deve chiaramente apparire nelle modalità di applicazione, limitando il volume totale dei prodotti aggiunti e prevedendo un elenco dei v.q.p.r.d. che formano oggetto di dette correzioni nonché una limitazione della validità della deroga caso per caso; che è inoltre necessario concedere agli Stati membri la possibilità di autorizzare in taluni casi la trasformazione dell'uva e dei mosti di uva in v.q.p.r.d. al di fuori della regione determinata che ha dato il nome al vino;
considerando che occorre precisare che in talune regioni determinate, in cui l'aumento del tenore alcolico dei vini di qualità prodotti in regioni determinate è autorizzato dagli Stati membri, i vinificatori possono scegliere liberamente uno dei processi di arricchimento di cui all'articolo 19, paragrafo 1
del regolamento (CEE) n. 822/87 (7), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1236/89 (8); che tale scelta è tuttavia subordinata alla riserva che l'utilizzazione di saccarosio sia effettuata, previa autorizzazione dello Stato membro, solo nelle regioni determinate in cui essa viene tradizionalmente o eccezionalmente praticata in conformità della normativa in vigore prima dell'8 maggio 1970; che, per evitare effetti negativi sulla qualità dei vini che sono oggetto di un arricchimento, è opportuno favorire l'utilizzazione di mosto di uve concentrato rettificato rispetto al mosto di uve concentrato non rettificato e autorizzare gli Stati membri ad escludere l'utilizzazione del mosto di uva concentrato per l'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale dei prodotti destinati ad essere trasformati in v.q.p.r.d. nonché per la dolcificazione di quest'ultimo;
considerando che, tenuto conto del regolamento (CEE) n. 4252/88 del Consiglio, del 21 dicembre 1988, relativo all'elaborazione e alla commercializzazione dei vini liquorosi prodotti nella Comunità (9), occorre includere nel regolamento (CEE) n. 823/87 alcune diciture specifiche tradizionalmente utilizzate per i vini liquorosi di qualità prodotti in regioni determinate; che in certi casi ben determinati la notorietà speciale di alcuni vini spumanti e liquorosi giustifica il fatto di considerare i nomi delle regioni determinate di cui detti vini sono originari come diciture specifiche tradizionali, contribuendo così alla semplificazione dell'etichettatura dei vini in questione;
considerando che i v.q.p.r.d. sono soggetti ai fattori naturali ed umani che intervengono nella produzione e nella trasformazione dell'uva nella regione della loro origine geografica; che occorre quindi delimitare detta regione con precisione;
considerando che, per proteggere i produttori contro la concorrenza sleale e i consumatori contro le confusioni e gli inganni, è necessario mantenere il principio che una regione determinata per la produzione dei vini di qualità è designata dal suo nome geografico; che detto orientamento corrisponde agli obblighi internazionali di molti Stati membri in materia di tutela delle denominazioni di origine e d'indicazione dell'origine geografica quali figurano, in particolare, nell'accordo di Lisbona, del 31 ottobre 1958, relativo alla tutela delle denominazioni geografiche e alla loro registrazione internazionale;
considerando che, nell'uso tradizionale conforme alla legislazione francese e portoghese, i termini «Muscadet», «Blanquette» e «vinho verde» sono diventati equivalenti a un nome geografico utilizzato per la denominazione di un v.q.p.r.d.; che il Regno di Spagna, prima dell'entrata in vigore della propria adesione alla Comunità, ha delimitato la regione in cui si situa la produzione tradizionale di vino spumante di qualità commercializzato sotto la denominazione «Cava»;
che, per questi quattro v.q.p.r.d., è opportuno derogare al principio secondo cui la regione determinata da cui provengono deve essere designata con il suo nome geografico ed ammettere di designare i detti prodotti con i termini tradizionali precitati;
considerando che, in base all'esperienza acquisita, è necessario stabilire con maggior precisione le norme riguardanti il declassamento dei v.q.p.r.d. a vini da tavola e prevedere i casi in cui il produttore può non chiedere il declassamento a v.q.p.r.d. di un prodotto contenuto nella sua dichiarazione di raccolta o di produzione come prodotto atto a fornire un v.q.p.r.d.,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1 Il regolamento (CEE) n. 823/87 è modificato come segue:
1) Il testo dell'articolo 1 è sostituito dal testo seguente:
«Articolo 1
1. Il presente regolamento stabilisce disposizioni particolari per i vini di qualità prodotti in regioni determinate, in appresso denominati "v.q.p.r.d.'' e per i prodotti atti a dare un v.q.p.r.d., ovvero in particolare:
- le varietà di vitigni,
- le uve fresche,
- i mosti di uve,
- i mosti di uve parzialmente fermentati,
- i vini nuovi ancora in fermentazione,
- i vini.
Gli articoli:
- 6, paragrafi 1, 2, 3, e 5,
- 7, paragrafo 2,
- 8, paragrafo 3,
- 9 e
- 18, primo comma, secondo trattino
non sono applicabili alle categorie di v.q.p.r.d. di cui al presente articolo, paragrafo 2, secondo comma, primo, secondo e terzo trattino per le quali sono applicabili disposizioni comunitarie specifiche.
2. Per v.q.p.r.d. si intendono i vini disciplinati dal presente regolamento e da altri regolamenti specifici o d'applicazione e conformi alle prescrizioni definite dalle regolamentazioni nazionali.
I v.q.p.r.d. comprendono le seguenti categorie di vini di qualità:
- i vini liquorosi di qualità prodotti in regioni determinate, in appresso denominati "v.l.q.p.r.d.'', che rispondono alla definizione di vino liquoroso figurante al punto 14 dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 822/87,
- i vini spumanti di qualità prodotti in regioni determinate, in appresso denominati "v.s.q.p.r.d.'', che rispondono alla definizione di vino spumante di cui al punto 15 dell'allegato I precitato, compresi i v.s.q.p.r.d. di tipo aromatico,
- i vini frizzanti di qualità prodotti in regioni determinate, in appresso denominati "v.f.q.p.r.d.'', che rispondono alla definizione di vino frizzante di cui al punto 17 dell'allegato I precitato,
- i v.q.p.r.d. diversi da quelli menzionati nel primo, secondo e terzo trattino.
3. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione l'elenco dei v.q.p.r.d. da essi riconosciuti, indicando per ciascuno di questi v.q.p.r.d. il riferimento alle disposizioni nazionali che disciplinano la loro produzione ed elaborazione.
La Commissione provvede alla pubblicazione di detto elenco nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie C.»
2) Il testo dell'articolo 2 è sostituito dal testo seguente:
«Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 18, primo comma, primo trattino, tenuto conto delle condizioni tradizionali di produzione e sempreché esse non pregiudichino la politica di qualità e la realizzazione del mercato interno, le disposizioni particolari di cui all'articolo 1, paragrafo 1, primo comma, sono basate sugli elementi seguenti:
a) delimitazione della zona di produzione;
b)
tipo di vitigno;
c)
pratiche colturali;
d)
metodi di vinificazione;
e)
titolo alcolometrico volumico minimo naturale;
f)
rendimento per ettaro;
g)
analisi e valutazione delle caratteristiche organolettiche.»
3) Il testo dell'articolo 3, paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:
«1. Per regione determinata si intende una zona o un insieme di zone viticole che producono vini con caratteristiche qualitative particolari e il cui nome viene utilizzato, alle condizioni di cui all'articolo 15, per designare, fra i suddetti vini, quelli definiti all'articolo 1.»
4) L'articolo 4, paragrafo 1, secondo comma è soppresso.
5) Il testo dell'articolo 6 è sostituito dal testo seguente:
«Articolo 6
1. I v.q.p.r.d. sono ottenuti o elaborati soltanto:
- a partire da uve provenienti da varietà di vite che figurano nell'elenco di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e raccolte all'interno della regione determinata;
- mediante trasformazione delle uve di cui al primo trattino in mosti nonché dei mosti così ottenuti in vino, nonché mediante elaborazione di tale vino, all'interno della regione determinata in cui le uve utilizzate sono state raccolte.
2. In deroga al paragrafo 1, primo trattino, qualora si tratti di una pratica tradizionale disciplinata da disposizioni particolari dello Stato membro produttore, detto Stato membro può consentire, con autorizzazioni esplicite e con riserva di un controllo adeguato, che un v.q.p.r.d. sia ottenuto correggendo il prodotto di base di questo vino con l'aggiunta di uno o più prodotti vitivinicoli non originari della regione determinata di cui il vino reca il nome, a condizione:
- che i prodotti vitivinicoli d'aggiunta non siano ottenuti nella regione determinata con caratteristiche uguali a quelle dei prodotti non originari;
- che la correzione sia conforme alle pratiche enologiche ed alle definizioni di cui al regolamento (CEE) n. 822/87;
- che il volume totale di prodotti vitivinicoli d'aggiunta non originari della regione determinata non superi il 10 % del volume totale dei prodotti utilizzati originari della regione determinata.
Lo Stato membro può essere autorizzato secondo la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87, a permettere in casi eccezionali, percentuali d'aggiunta superiori al 10 %;
- che il v.q.p.r.d. così ottenuto figuri su un elenco da adottare.
Quando i prodotti vitivinicoli d'aggiunta possono essere ottenuti all'interno della stessa regione determinata in questione, le autorizzazioni di cui al primo comma hanno carattere transitorio, con un periodo massimo d'applicazione di 10 anni a decorrere dal
1° settembre 1989.
3. In deroga al paragrafo 1, secondo trattino, un v.q.p.r.d. può essere ottenuto o elaborato in una zona situata nelle immediate vicinanze della regione determinata in questione, quando lo Stato membro interessato lo ha previsto con un'autorizzazione esplicita e a certe condizioni.
Inoltre gli Stati membri possono consentire, con autorizzazioni individuali e con riserva di un controllo adeguato, che un v.q.p.r.d. sia ottenuto trasformando uve in mosto e mosto in vino nonché elaborando tale vino, anche al di fuori di una zona situata nelle immediate vicinanze della regione determinata in questione:
a) qualora si tratti di una pratica tradizionale, sempre che tale pratica:
- fosse in uso anteriormente al 1° settembre 1970 o, per quanto riguarda gli Stati membri che hanno aderito alla Comunità dopo questa data, anteriormente alla data in cui è entrata in vigore la loro adesione,
- non sia stata interrotta dopo tali date e
- riguardi quantitativi che non hanno da allora subito presso il trasformatore in questione aumenti superiori a quelli corrispondenti all'evoluzione generale del mercato;
b) negli altri casi e se si tratta di una pratica in uso prima del 1° settembre 1989, per un periodo transitorio che termina il 31 agosto 1992 al più tardi.
4. Le persone fisiche o morali o le associazioni di persone, che dispongono di uve o di mosti che soddisfano i requisiti per l'ottenimento di un v.q.p.r.d. nonché di altre uve o mosti, ne garantiscono una vinificazione e uno stoccaggio distinti, in mancanza di che il vino ottenuto non può essere un v.q.p.r.d.
5. Le modalità d'applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.
Tali modalità riguardano, in particolare:
- la delimitazione delle zone situate nelle immediate vicinanze di una regione determinata, tenendo conto in particolare della situazione geografica e delle strutture amministrative,
- l'elenco dei v.q.p.r.d. che sono oggetto delle pratiche tradizionali di cui al paragrafo 2 e le condizioni previste al paragrafo 2.»
6) All'articolo 7, paragrafo 1 è aggiunto il comma seguente:
«Il titolo alcolometrico volumico minimo naturale di cui al primo comma può essere fissato a livelli diversi per lo stesso v.q.p.r.d. secondo:
- la sottoregione, il comune o la parte di comune,
- la varietà o le varietà di vite,
da cui provengono le uve utilizzate.»
7) Il testo dell'articolo 8 è sostituito dal testo seguente:
«Articolo 8
1. I metodi particolari di vinificazione e di elaborazione con i quali sono ottenuti i v.q.p.r.d. sono definiti, per ciascuno di questi vini, dagli Stati membri produttori interessati.
2. Qualora le condizioni climatiche lo richiedano in una delle zone viticole di cui all'articolo 7, gli Stati membri interessati possono autorizzare l'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale (effettivo o
potenziale) dell'uva fresca, del mosto d'uva, del mosto d'uva parzialmente fermentato, del vino nuovo ancora in fermentazione e del vino, atti a dare un v.q.p.r.d., ad eccezione dei prodotti destinati ad essere trasformati in v.l.q.p.r.d.
Detto aumento non può superare i limiti di cui all'articolo 18, paragrafo 1, terzo comma del regolamento (CEE) n. 822/87.
Nelle annate caratterizzate da condizioni climatiche eccezionalmente sfavorevoli, l'aumento del titolo alcolometrico di cui al primo comma può essere portato, secondo la procedura prevista dall'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87, fino ai limiti di cui all'articolo 18, paragrafo 2 dello stesso regolamento. Tale autorizzazione non pregiudica la possibilità di un'eventuale autorizzazione analoga per i vini da tavola prevista nella disposizione precitata.
L'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale può essere effettuato soltanto secondo i metodi e le condizioni indicate all'articolo 19 del regolamento (CEE) n. 822/87, escluso il paragrafo 6. Tuttavia, gli Stati membri possono escludere l'utilizzazione del mosto di uve concentrato.
3. Il titolo alcolometrico volumico totale del v.q.p.r.d. non può essere inferiore a 9 % vol.
Tuttavia, per alcuni v.q.p.r.d. bianchi figuranti in un elenco da adottare, che non sono stati oggetto di alcun arricchimento, il titolo alcolometrico volumico totale minimo è 8,5 % vol.
4. L'elenco dei v.q.p.r.d. di cui al paragrafo 3, secondo comma, è adottato secondo la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.»
8) Il testo dell'articolo 9 è sostituito dal testo seguente:
«Articolo 9
1. Le condizioni ed i limiti in cui si può procedere all'acidificazione e alla disacidificazione dell'uva fresca, del mosto di uve, del mosto di uve parzialmente fermentato, del vino nuovo ancora in fermentazione e del vino, atti a dare un v.q.p.r.d., nonché la procedura secondo cui possono essere concesse autorizzazioni e deroghe, sono quelli previsti all'articolo 21 del regolamento (CEE) n. 822/87.
2. La dolcificazione di un v.q.p.r.d. può essere autorizzata da uno Stato membro soltanto se è effettuata:
- rispettando le condizioni e i limiti di cui all'articolo 22 del regolamento (CEE) n. 822/87,
- all'interno della regione determinata da cui proviene il v.q.p.r.d. di cui trattasi oppure in una zona situata nelle immediate vicinanze, salvo eccezioni da determinare,
- con uno o più dei seguenti prodotti:
- mosto d'uva,
- mosto d'uva concentrato,
- mosto d'uva concentrato rettificato.
Il mosto d'uva e il mosto d'uva concentrato di cui al primo comma, terzo trattino debbono essere originari della stessa regione determinata del vino per la cui dolcificazione sono utilizzati.
3. Le zone situate nelle immediate vicinanze e le eccezioni di cui al paragrafo 2, primo comma, secondo trattino sono determinate secondo la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.»
9) Il testo dell'articolo 10, secondo comma è sostituito dal testo seguente:
«Fatte salve le disposizioni dell'articolo 6, paragrafo 3, essa può essere effettuata soltanto nella regione determinata in cui l'uva fresca utilizzata è stata raccolta.»
10) L'articolo 12 è soppresso.
11) L'articolo 13 è modificato come segue:
a) il paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:
«1. I produttori sono tenuti a sottoporre i vini per i quali chiedono la designazione di v.q.p.r.d. agli esami analitico ed organolettico seguenti:
a) l'esame analitico deve riguardare come minimo i valori degli elementi caratteristici del v.q.p.r.d. in causa, che figurano tra quelli enumerati nell'allegato I. I valori limite di tali elementi sono fissati per ciascuno dei v.q.p.r.d. dallo Stato membro produttore;
b) l'esame organolettico riguarda il colore, la limpidezza, l'odore e il sapore.»
b) il testo del paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:
«3. L'esame analitico previsto al paragrafo 1 è effettuato secondo i metodi di cui all'articolo 74 del regolamento (CEE) n. 822/87.»
12) L'articolo 14 è soppresso.
13) L'articolo 15 è modificato come segue:
a) Il testo dei paragrafi 1, 2, 3 e 4 è sostituito dal testo seguente:
«1. Le diciture comunitarie enumerate al secondo comma o le menzioni specifiche tradizionali ammesse, conformemente al paragrafo 2, dalle disposizioni nazionali dello Stato membro produttore per designare taluni vini possono essere utilizzate soltanto per i rispettivi vini di cui all'articolo 1, paragrafo 2.
Le diciture comunitarie di cui al primo comma sono le seguenti:
- "vino di qualità prodotto in una regione determinata'' o "v.q.p.r.d.'',
- "vino liquoroso di qualità prodotto in una regione determinata'' o "v.l.q.p.r.d.'',
- "vino spumante di qualità prodotto in una regione determinata'' o "v.s.q.p.r.d.'',
- "vino frizzante di qualità prodotto in una regione determinata'' o "v.f.q.p.r.d.''.
2. Fatte salve le diciture complementari ammesse dalle legislazioni nazionali, le diciture specifiche tradizionali di cui al paragrafo 1, primo comma sono - a condizione che le disposizioni nazionali concernenti i vini in parola siano rispettate - le seguenti:
a) per la Repubblica federale di Germania:
le indicazioni di provenienza dei vini accompagnate dalla denominazione "Qualitaetswein'', o dalla denominazione "Qualitaetswein mit Praedikat'', unite ad una delle seguenti diciture: "Kabinett'', "Spaetlese'', "Auslese'', "Beerenauslese'', "Trockenbeerenauslese'' o "Eiswein'';
b) per la Francia:
"appellation d'origine contrôlée'' "appellation contrôlée'', "champagne'', "appellation d'origine vin délimité de qualité supérieure'', "vin doux naturel'';
c) per l'Italia:
"Denominazione di origine controllata'', "Denominazione di origine controllata e garantita'', "Asti'', "Marsala'', "Vino dolce naturale'';
d)
per il Lussemburgo:
"Marque nationale'' con l'aggiunta "Moselle luxembourgeoise - Appellation contrôlée'';
e)
per la Grecia:
"Onomasia proelefseos elenchomeni (appellation d'origine contrôlée)'', "Onomasia proelefseos anoteras poiotitos (appellation d'origine de qualité supérieure)'', "Samos (Samos)'', "oinos glykys fysikos (vin doux naturel)'';
f)
per la Spagna:
"Denominación de origen'', "Denominación de origen calificada'', "Cava'', "Jerez'', "Xérès'' o "Sherry'', "vino generoso'', "vino generoso de licor'', "vino dulce natural'';
g)
per il Portogallo, dall'inizio della seconda tappa:
"Denominaçao de origem'', "Denominaçao de origem controlada'', "Indicaçao de proveniência regulamentada'', "Porto'', "vinho generoso'', "vinho doce natural''.
3. La regione determinata di cui all'articolo 3 è designata con il suo nome geografico.
Tuttavia le denominazioni:
- "Muscadet'',
- "Blanquette'',
- "Vinho verde'', e,
- "Cava'', per quanto riguarda certi v.s.q.p.r.d.,
sono riconosciute come nomi delle regioni determinate rispettive che sono state delimitate e regolamentate dagli Stati membri in questione entro il
1° marzo 1986.
Per quanto riguarda i vini tranquilli, la dicitura "kassa'' e/o "cava'' può essere utilizzata per la designazione dei vini da tavola greci o dei v.q.p.r.d. greci diversi dai v.s.q.p.r.d., quale indicazione relativa all'invecchiamento di questi vini.
4. Se uno Stato membro attribuisce il nome di una regione determinata di cui all'articolo 3 a un v.q.p.r.d. o eventualmente a un vino destinato a essere trasformato in v.q.p.r.d., detto nome non può essere utilizzato per la designazione di prodotti del settore vitivinicolo non provenienti dalla stessa regione e/o ai quali il suddetto nome non è stato attribuito conformemente alla normativa comunitaria e nazionale applicabili. Lo stesso dicasi se uno Stato membro ha attribuito il nome di un comune, di una parte di comune o di una piccola località esclusivamente a un v.q.p.r.d. o eventualmente ad un vino destinato ad essere trasformato in v.q.p.r.d.
Fatte salve le disposizioni comunitarie relative in particolare a certi tipi di v.q.p.r.d., gli Stati membri possono ammettere secondo condizioni di produzione da essi stabilite, che il nome di una regione determinata sia completato da una precisazione concernente il metodo di elaborazione o il tipo di prodotto o dal nome di una varietà di vite o da un suo sinonimo.
In deroga al primo comma, il Consiglio, che delibera su proposta della Commissione a maggioranza qualificata, può, nel caso di un uso tradizionale e conforme alle norme dello Stato membro interessato, autorizzare, per un periodo transitorio che scade il 31 agosto 1991, l'utilizzazione, a condizioni da determinarsi, del nome di talune regioni determinate parimenti per la designazione di vini da tavola.»
b) Il testo del paragrafo 5, primo comma è sostituito dal testo seguente:
«5. Possono essere utilizzati, per la designazione e la presentazione di una bevanda diversa da un vino o da un mosto di uve:
- il nome di una regione determinata di cui all'articolo 3 che figura nell'elenco compilato a norma dell'articolo 1, paragrafo 3, per quanto riguarda i v.q.p.r.d. della Comunità nella sua composizione al 1° gennaio 1981,
- il nome di una varietà di vite di cui all'articolo 4,
- una dicitura specifica tradizionale di cui al paragrafo 2, ovvero
- ove siano attribuiti da uno Stato membro per la designazione di un vino ai sensi delle disposizioni comunitarie adottate in applicazione dell'articolo 72, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 822/87:
- il nome di un'unità geografica minore della regione determinata, o
- una menzione tradizionale complementare,
soltanto a condizione che sia escluso qualsiasi rischio di confusione sulla natura, l'origine o la provenienza e la composizione di tale bevanda.»
c) Il testo dei paragrafi 7, 8 e 9 è sostituito dal testo seguente:
«7. Un vino di cui all'articolo 1, paragrafo 2 non può essere commercializzato se non sono indipuò essere commercializzato se non sono indicati:
- il nome della regione determinata che gli è stato riconosciuto dallo Stato membro produttore, e
- una dicitura comunitaria di cui al paragrafo 1, secondo comma o una dicitura specifica tradizionale di cui al paragrafo 2 oppure più diciture specifiche tradizionali quando lo Stato membro in questione lo prevede.
La dicitura comunitaria e il nome della regione determinata in questione devono figurare nei documenti commerciali o ufficiali che accompagnano il trasporto dei vini di cui al presente paragrafo.
8. Le modalità d'applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.»
14) Dopo l'articolo 15, è inserito l'articolo seguente:
«Articolo 15 bis
1. Gli Stati membri stabiliscono le regole secondo cui nella fase di produzione
a) il produttore:
- può non chiedere la classificazione fra i v.q.p.r.d. di un prodotto che figura nella dichiarazione di raccolto o di produzione quale prodotto atto a dare un v.q.p.r.d.;
- può declassare un v.q.p.r.d., in particolare a vino da tavola;
b) l'autorità competente da essi designata può procedere al declassamento di un v.q.p.r.d.
2. Il declassamento di un v.q.p.r.d. nella fase commerciale è effettuato:
a) dall'autorità competente dello Stato membro nel cui territorio il vino si trova:
- quando si tratta di un vino originario di tale Stato membro, oppure
- quando si tratta di piccoli quantitativi che il Consiglio deve stabilire deliberando su proposta della Commissione a maggioranza qualificata;
b) dall'autorità competente dello Stato membro di cui il vino è originario, nei casi non previsti alla lettera a).
Il declassamento di cui al primo comma è deciso in particolare se l'autorità competente ha constatato che:
- il vino ha subito durante l'immagazzinamento o il trasporto un'alterazione che ha attenuato o modificato le caratteristiche del v.q.p.r.d. in questione,
- il vino è stato oggetto di manipolazioni non consentite o non è legittimamente designato quale v.q.p.r.d.
3. Le modalità di applicazione del presente articolo, in particolare la destinazione dei v.q.p.r.d. declassati, nonché le condizioni di detta destinazione, sono adottate, se necessario, secondo la procedura prevista all'articolo 83 del regolamento (CEE) n. 822/87.»
15) L'articolo 17 è soppresso.
16) Il testo dell'articolo 18 è sostituito dal testo seguente:
«Articolo 18
Gli Stati membri produttori possono definire, tenuto conto degli usi leali e costanti:
- oltre agli elementi di cui all'articolo 2, tutte le condizioni di produzione e le caratteristiche complementari alle quali devono rispondere i v.q.p.r.d.;
- oltre alle altre disposizioni previste dal presente regolamento, caratteristiche o condizioni di produzione, di elaborazione e di circolazione complementari o più rigorose per i v.q.p.r.d. elaborati nel loro territorio.
Ai sensi del primo comma, secondo trattino, gli Stati membri in particolare possono limitare il tenore massimo di zucchero residuo di un v.q.p.r.d., in particolare per quanto riguarda il rapporto fra il titolo alcolometrico volumico effettivo e lo zucchero residuo.»
Articolo 2 Il presente regolamento entra in vigore il 1° settembre 1989.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 19 giugno 1989.

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