Document ID: 31999D0148

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 13 maggio 1998 relativa agli aiuti di Stato sotto forma di agevolazioni fiscali previsti dalla legge n. 549/95 per imprese dei settori dell'automobile, della cantieristica navale, delle fibre sintetiche, nonché di imprese siderurgiche soggette al trattato CECA [notificata con il numero C(1998) 1434] (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (1999/148/CE, CECA)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 92 e 93,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
vista la decisione n. 2496/96/CECA della Commissione, del 18 dicembre 1996, recante regole comunitarie per gli aiuti alla siderurgia (1), in particolare l'articolo 6, paragrafo 5,
dopo aver invitato gli interessati a trasmetterle le loro osservazioni e tenuto conto delle medesime (2),
considerando quanto segue:
I
Con lettera della Rappresentanza permanente dell'Italia presso l'Unione europea, del 5 marzo 1996, le autorità italiane hanno notificato alla Commissione la legge 28 dicembre 1995, n. 549, (in prosieguo «la legge») che prevede, fra l'altro, agevolazioni fiscali a favore di talune imprese.
La legge prevede aiuti agli investimenti sotto forma di esenzioni fiscali sugli utili reinvestiti. Il regime si applica a tutte le imprese situate nelle zone degli obiettivi 1, 2 e 5b nonché alle imprese di ridotte dimensioni situate nel restante territorio nazionale. Sono tali le imprese che hanno realizzato, nel periodo di imposta successivo a quello in corso alla data del 12 giugno 1994, un fatturato inferiore a 5 miliardi di ITL e che occupano un massimo di 20 dipendenti.
La legge prevede in particolare l'esclusione del 50 % del reddito d'impresa reinvestito. Possono beneficiare di tale agevolazione soltanto gli utili destinati al finanziamento di investimenti, realizzati nel 1996 e che superano la media degli investimenti realizzati nei cinque anni precedenti. Gli investimenti ammissibili sono quelli riguardanti la realizzazione di nuovi impianti, l'ampliamento e l'ammodernamento di stabilimenti esistenti nonché l'acquisto di beni strumentali nuovi, anche tramite contratti di locazione finanziaria.
Nella circolare ministeriale del 14 febbraio 1997 si illustrano le regole della legge in materia di definizione delle imprese beneficiarie, delle intensità ammesse e delle modalità di calcolo dell'aiuto nonché delle spese ammesse.
Dette regole prevedono quanto segue:
- sia le piccole e medie imprese rispondenti alla disciplina comunitaria degli aiuti di Stato alle piccole e medie imprese (3) (in prosieguo «PMI»), sia le altre imprese situate nelle zone degli obiettivi 1, 2 e 5b, che possono usufruire delle deroghe dell'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), possono beneficiare degli aiuti in esame;
- soltanto le PMI nelle zone degli obiettivi 1, 2 e 5b, che non possono usufruire delle deroghe dell'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), possono beneficiare degli aiuti in esame;
- nelle altre zone di applicazione della legge, sia le imprese di ridotte dimensioni ai sensi della legge, sia le PMI possono beneficiare degli aiuti in esame.
Preso atto del fatto che la legge «de qua» si limitava a escludere al suo campo di applicazione unicamente le banche e le assicurazioni, la Commissione aveva dovuto constatare che non era prevista alcuna norma per i casi di aiuti destinati ai settori sensibili.
Per di più, le autorità italiane nella loro lettera dal 13 febbraio 1997 hanno dichiarato, tra l'altro, di non aver l'intenzione, in sede di applicazione della legge, di conformarsi alle normative comunitarie che disciplinano il settore automobilistico, le fibre sintetiche, nonché le imprese siderurgiche soggette al trattato CECA. Nulla era stato precisato a proposito del settore della costruzione navale. Le autorità italiane sembravano considerare infatti che le normative comunitarie nei settori sensibili non si applicavano, dato il carattere orizzontale del regime in esame. Queste infatti si applicherebbero, a loro avviso, unicamente nel caso di regimi aventi obiettivi settoriali.
Tenuto conto di ciò e pur approvando in generale la legge in questione alla luce delle disposizioni comunitarie in materia di aiuti regionali, la Commissione, con lettera del 21 maggio 1997, ha informato l'Italia della sua decisione di avviare i procedimenti previsti dall'articolo 6, paragrafo 5, della decisione n. 2496/96/CECA nonché dall'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CE nei confronti dell'applicazione degli aiuti in questione nei settori sensibili, tra cui i settori dell'acciaio, dell'automobile, della cantieristica navale e delle fibre sintetiche.
II
Nell'ambito di tale procedimento la Commissione ha invitato il governo italiano a presentarle le sue osservazioni; gli altri Stati membri e i terzi interessati sono stati informati mediante pubblicazione della decisione di avvio nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (4).
In seguito a detta pubblicazione i terzi interessati nonché uno Stato membro hanno presentato le loro osservazioni alla Commissione. Si tratta del Comité international de la rayonne et des fibres synthétiques, con lettera del 12 settembre 1997, British Steel, con lettera del 15 settembre 1997, UK Steel Association, con lettere del 16 settembre 1997, Wirtschaftsvereinigung Stahl, con lettera del 25 settembre 1997 nonché della Danimarca, con lettera del 2 ottobre 1997.
Tramite dette osservazioni i terzi nonché la Danimarca sono intervenuti per sostenere la fondatezza dell'avvio del procedimento deciso dalla Commissione.
Con lettera del 24 ottobre 1997 la Commissione ha trasmesso le osservazioni di cui trattasi all'Italia. Alla data del 20 aprile 1998, le autorità italiane non avevano formalmente risposto a questa lettera, né a quella precedente del 21 maggio 1997 nella quale la Commissione le informava della decisione di avviare i procedimenti.
III
Le misure in esame costituiscono aiuti a favore delle imprese poiché hanno l'effetto di ridurre selettivamente, a favore dei beneficiari, i costi che sono normalmente a carico delle imprese concorrenti. Peraltro, soltanto talune imprese possono beneficiare di tali riduzioni, più precisamente quelle situate nelle zone degli obiettivi 1, 2 e 5b nonché le imprese di ridotte dimensioni ai sensi della legge e le PMI.
Di conseguenza tali aiuti, concessi sotto forma di riduzioni fiscali, falsano la concorrenza tra imprese e possono incidere sugli scambi intracomunitari.
Per quanto concerne l'applicazione della legge alle imprese siderurgiche soggette al trattato CECA, va ricordato che, in base all'articolo 4, lettera c), di tale trattato, sono considerati incompatibili con il mercato comune del carbone e dell'acciaio, e di conseguenza aboliti e vietati all'interno della Comunità, gli aiuti o le sovvenzioni accordate dagli Stati membri in qualunque forma. La decisione n. 2496/96/CECA enuncia in forma tassativa le uniche deroghe a detto divieto generale. Infatti essa permette, a talune condizioni, che siano autorizzati aiuti a favore della ricerca e sviluppo (articolo 2), per la tutela dell'ambiente (articolo 3), nonché aiuti per la chiusura di imprese siderurgiche (articolo 4).
Orbene si deve constatare che le autorità italiane non hanno invocato nessuna di tali deroghe per giustificare l'eventuale compatibilità degli aiuti di cui hanno potuto beneficare le imprese siderurgiche. Del resto appare chiaramente dal fascicolo che l'intervento pubblico in questione non può beneficiare di nessuna delle citate deroghe.
Infine va rilevato che la legge non fissa alcun limite quanto alla natura e alla finalità degli investimenti ammissibili alle agevolazioni fiscali.
Di conseguenza l'applicazione alle imprese siderurgiche soggette al trattato CECA di dette agevolazioni fiscali deve essere considerata illegale in quanto non è stata preliminarmente autorizzata dalla Commissione. Inoltre essa è incompatibile con il mercato comune del carbone e dell'acciaio, non potendo beneficiare di nessuna delle deroghe previste dalla decisione n. 2496/96/CECA.
IV
Per quanto concerne l'applicazione del regime di aiuti in questione alle imprese di costruzione e riparazione navale, va sottolineato che tali imprese sono soggette alle norme speciali sugli aiuti di Stato contenute nella direttiva 90/684/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1990, concernente gli aiuti alla costruzione navale (5), prorogata dal regolamento (CE) n. 2600/97 (6). L'articolo 11, paragrafo 2, comma b), della citata direttiva stabilisce che gli Stati membri devono notificare preventivamente alla Commissione e non rendere operative, senza la sua autorizzazione, le decisioni di applicare, alle imprese contemplate dalla direttiva regimi di aiuti, con finalità generale o regionale.
Di conseguenza è necessario che l'applicazione della legge alle imprese di costruzione e di riparazione navale sia notificata alla Commissione che, sola, esaminerà la conformità dell'aiuto con le regole di cui all'articolo 6 della succitata direttiva.
Quanto all'applicazione della legge alle imprese del settore delle fibre sintetiche, va ricordato che nel 1977, in presenza di un basso tasso medio di sfruttamento delle capacità produttive di fibre e di filati sintetici, di una correlativa perdita di posti di lavoro e del rischio di un aggravamento della situazione e di un'alterazione della concorrenza per effetto di nuovi aiuti, la Commissione aveva adottato la disciplina applicabile agli aiuti al settore delle fibre sintetiche in modo da sottoporre la concessione di aiuti da parte degli Stati membri ai produttori di fibre e filati sintetici ad un controllo supplementare.
Detta disciplina comunitaria è stata riveduta periodicamente. Nel testo attuale (7), che sostituisce il precedente (8) scaduto il 31 marzo 1996, essa si applica dal 1° aprile 1996 al 31 marzo 1999. Pertanto tale settore è stato retto dalla disciplina comunitaria per tutto l'anno 1996; l'Italia era quindi tenuta a notificare gli aiuti prospettati a favore di questo settore conformemente a detta disciplina.
Infine, quanto all'applicazione della legge all'industria automobilistica, nel 1989 la Commissione aveva adottato la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato all'industria automobilistica (9). A causa della sempre più forte concorrenza nel settore automobilistico, tale disciplina sottopone la concessione di aiuti a criteri più rigorosi in modo da garantire che la competitività dell'industria comunitaria non sia falsata da una concorrenza sleale. In particolare la disciplina impone agli Stati membri l'obbligo di notificare preventivamente i casi più significativi di aiuti a favore del settore automobilistico conformemente a regole rigorose.
Dal 1989 detta disciplina è stata rinnovata consecutivamente, nel 1991 (10), 1992 (11), nel 1995 (12) e nel 1997 (13). Pertanto, rispetto a quanto previsto dalla legge una disciplina comunitaria si applicava a tale settore durante tutto l'anno 1996; lo Stato membro aveva l'obbligo di notificare, conformemente alla medesima, qualsiasi aiuto a favore di progetti di investimento nel settore automobilistico di costo superiore a 17 milioni di ECU.
Anche se le agevolazioni fiscali in questione potessero essere considerate compatibili con il mercato comune, nel rispetto di talune condizioni previste dalle relative discipline settoriali, gli aiuti concessi nei citati settori sensibili devono essere dichiarati illegali in quanto accordati senza la previa autorizzazione della Commissione, cui compete esclusivamente il potere di valutarne la compatibilità.
Di conseguenza le autorità italiane devono informare tempestivamente la Commissione circa i singoli casi di applicazione della legge in favore delle imprese dei settori sensibili succitati e fornire altresì ogni informazione ed elemento utile affinché la Commissione possa giudicare la compatibilità degli aiuti concessi nei settori in parola. Qualora la Commissione non ricevesse le richieste informazioni da parte delle autorità italiane al fine di dimostrare che gli aiuti concessi erano compatibili con il mercato comune, essa dovrà prendere posizione sulla base degli elementi a sua disposizione al momento della decisione finale. Considerati i dubbi in relazione agli aiuti ai settori in questione manifestati dalla Commissione in occasione dell'apertura del procedimento, una decisione finale negativa, in questa fase del procedimento, non può essere esclusa.
V
Alla luce di quanto sopra, in particolare delle condizioni di cui ai titoli III e IV, si deve concludere che gli aiuti concessi dall'Italia sotto forma di agevolazioni fiscali in forza della legge durante l'anno 1996 alle imprese siderurgiche nonché negli altri settori sensibili elencati nella presente decisione sono illegali in quanto non notificati né, «a fortiori», autorizzati dalla Commissione preventivamente alla loro concessione. Sono inoltre incompatibili con il mercato comune gli aiuti in favore di imprese siderurgiche soggette al trattato CECA in quanto non possono beneficiare di nessuna delle deroghe previste dalla decisione n. 2496/96/CECA. Per quanto concerne la compatibilità degli aiuti negli altri settori sensibili, la Commissione si riserva di prendere posizione una volta che le saranno pervenute le informazioni che si ingiunge all'Italia di inviare,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti di Stato concessi dall'Italia in forza della legge n. 549/95, sotto forma di agevolazioni fiscali, a favore di imprese siderurgiche soggette al trattato CECA, sono illegali in quanto concessi in violazione dell'articolo 6, paragrafo 1, della decisione n. 2496/96/CECA.
Esse sono incompatibili con il mercato comune del carbone e dell'acciaio in forza dell'articolo 4, lettera c), del trattato CECA.
Articolo 2
L'Italia recupera gli aiuti di cui all'articolo 1 secondo le disposizioni di diritto interno relative al recupero dei crediti dello Stato. Al fine di sopprimere gli effetti derivanti da detti aiuti, il loro ammontare è maggiorato degli interessi maturati dal momento della concessione degli aiuti fino alla data della restituzione. Il tasso d'interesse applicabile è il tasso utilizzato dalla Commissione per il calcolo dell'equivalente sovvenzione netto nell'ambito degli aiuti a finalità regionale nel corso del periodo preso in esame.
Articolo 3
Si ingiunge all'Italia di fornire alla Commissione, entro un mese della notificazione della presente decisione, ogni elemento ed informazione utile per permettere alla Commissione di valutare la compatibilità con il mercato comune degli aiuti di Stato concessi in forza della legge n. 549/95, in favore delle imprese dei settori della cantieristica navale, automobilistico e delle fibre sintetiche.
Tali aiuti di Stato sono illegali, poiché concessi in violazione dell'obbligo della preventiva notificazione di cui all'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CE.
Articolo 4
Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, l'Italia informa la Commissione delle misure adottate per conformarvisi.
Articolo 5
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 13 maggio 1998.

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