Document ID: 31997R1731

REGOLAMENTO (CE) N. 1731/97 DELLA COMMISSIONE del 4 settembre 1997 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di glifosato originario della Repubblica popolare cinese
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1), modificato dal regolamento (CE) n. 2331/96 del Consiglio (2), in particolare l'articolo 7,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
1. Apertura
(1) Il 13 ottobre 1995, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni di glifosato originario della Repubblica popolare cinese e ha avviato un'inchiesta.
(2) Il procedimento è stato avviato in seguito alla denuncia presentata nel maggio 1995 dalla Monsanto Europe SA/NV (Belgio) con il sostegno della Cheminova Agro A/S (Danimarca). Le due società rappresentano una proporzione rilevante della produzione comunitaria di glifosato. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping sulle importazioni in questione e del conseguente notevole pregiudizio ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento antidumping.
2. Inchiesta
(3) La Commissione ha informato ufficialmente dell'apertura del procedimento i produttori, gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i produttori comunitari denunzianti e ha dato alle parti interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine stabilito nell'avviso di apertura.
(4) Alcuni produttori del paese interessato nonché alcuni importatori e produttori della Comunità hanno presentato le loro osservazioni per iscritto. Tutte le parti che ne hanno fatto richiesta entro il termine suddetto sono state sentite.
(5) La Commissione ha inviato questionari agli esportatori e agli importatori elencati nella denuncia, ai due produttori comunitari denunzianti, alle autorità nazionali della Repubblica popolare cinese (per consentire agli altri produttori/esportatori del paese di collaborare) e agli esportatori che, pur non essendo citati nella denuncia, si sono manifestati e hanno richiesto un questionario entro il termine fissato nell'avviso di apertura.
(6) La Commissione ha ricevuto risposte particolareggiate dai due produttori comunitari, da quattro produttori della Repubblica popolare cinese, da un esportatore di Hong Kong e da quattro importatori non collegati della Comunità.
(7) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per una determinazione preliminare del dumping e del pregiudizio e ha svolto visite di verifica presso le sedi delle seguenti società:
a) Produttori comunitari
- Monsanto Europe SA/NV (Belgio)
- Cheminova Agro A/S (Danimarca)
b) Importatori non collegati
- Helm (Germania)
- Calliope (Francia)
(8) La Commissione ha svolto un'inchiesta presso le società brasiliane Mobras e Nortox, poiché il Brasile era stato scelto come paese analogo per il calcolo del valore normale della Repubblica popolare cinese (cfr. considerandi da 15 a 20).
(9) L'inchiesta per la determinazione del dumping riguardava il periodo compreso tra il 1° settembre 1994 e il 31 agosto 1995 (in appresso denominato «periodo dell'inchiesta»). L'esame del pregiudizio va dal 1991 alla fine del periodo dell'inchiesta.
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1. Prodotto in esame
(10) Il prodotto oggetto del procedimento è il glifosato, utilizzato come erbicida nella Comunità e classificato ai codici NC 2931 00 80 e 3808 30 27 (presentato in forme o in imballaggi per la vendita al minuto oppure allo stato di preparazione o in forma di oggetti).
(11) Il glifosato può essere prodotto in vari gradi e forme di concentrazione: formulato (con un tenore di glifosato del 36 %), sale (62 %), pani (84 %) e acido (95 %). Per ridurre i costi di trasporto, di solito i distributori acquistano il glifosato in forma concentrata (per lo più acido, ma anche sale) e lo diluiscono per ottenere il glifosato formulato, l'unico che può essere utilizzato come prodotto finale.
(12) Non essendovi differenze nelle caratteristiche di base (composizione chimica) né nelle proprietà (erbicida selettivo) delle diverse forme di glifosato menzionate più sopra, tutte destinate allo stesso uso (erbicida), e dato che i costi di trasformazione da una forma all'altra sono contenuti, i servizi della Commissione hanno concluso che tutte queste forme devono essere considerate un unico prodotto ai fini dell'inchiesta.
2. Prodotto simile
(13) Il glifosato prodotto dalla Comunità e quello prodotto dalla Repubblica popolare cinese sono identici sotto tutti gli aspetti ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento (CE) n. 384/96 (in appresso denominato «regolamento di base»).
(14) Le conclusioni della Commissione al riguardo si applicano anche al glifosato oggetto di un'inchiesta in Brasile per stabilire il valore normale (cfr. considerandi da 15 a 20), che quindi è un prodotto simile al glifosato esportato dalla Repubblica popolare cinese nella Comunità e al glifosato prodotto dai produttori comunitari.
C. DUMPING
1. Paese analogo
(15) Dato che la Repubblica popolare cinese è considerata un paese non retto da un'economia di mercato, per determinare il valore normale la Commissione si è dovuta basare sui dati ottenuti dai produttori di un paese terzo a economia di mercato («paese analogo») in conformità dell'articolo 2, paragrafo 7 del regolamento di base.
(16) Come risulta dall'avviso di apertura, si è ritenuto che il Brasile fosse un adeguato paese terzo ad economia di mercato per stabilire il valore normale nel presente procedimento.
(17) Si è data a tutte le parti interessate la possibilità di fare osservazioni circa il paese scelto. Alcuni esportatori e importatori hanno sollevato obiezioni adducendo diversi motivi che, all'esame, sono risultati infondati:
(18) Il Brasile è stato definito un mercato altamente protetto e restrittivo per il glifosato a causa degli elevati dazi all'importazione (che limiterebbero le importazioni del prodotto in Brasile), delle restrizioni alla registrazione dei fabbricanti e dell'esistenza di due soli produttori nel paese. Il prezzo sul mercato, quindi, non rifletterebbe una normale concorrenza, ma verrebbe mantenuto ad un «livello artificiale». I dazi all'importazione in Brasile, però, sono risultati inferiori a quanto affermato (13 % circa), e quindi non impedirebbero le importazioni del prodotto in questo paese. Si è riscontrato, tuttavia, che nel 1995 dette importazioni hanno rappresentato l'11 % della quota del mercato brasiliano. La concorrenza risultante da queste importazioni e la concorrenza tra i due produttori brasiliani hanno fatto scendere i prezzi dell'11 % tra il 1992 e il 1994. A tale riguardo, va osservato che il volume delle vendite interne dei produttori brasiliani era rappresentativo delle esportazioni cinesi nella Comunità. Infine, si ritiene esagerato affermare che il processo di registrazione limiterebbe la libera concorrenza sul mercato brasiliano, dove altre sei società (oltre ai produttori) sono state autorizzate a vendere glifosato.
(19) Quanto alle presunte differenze tra i metodi di fabbricazione della Cina e del Brasile e alla scarsa autosufficienza di quest'ultimo per quanto riguarda le materie prime, va osservato che in entrambi i paesi le materie prime sono aminoacidi liberamente disponibili sul mercato mondiale, con proprietà simili e reazioni simili da cui si ottiene lo stesso prodotto chimico, il glifosato. Inoltre, alcuni produttori cinesi hanno adottato di recente il processo chimico dei brasiliani che, essendo molto più conveniente in termini di costi, risulterebbe molto più vantaggioso per la determinazione del valore normale della produzione cinese.
(20) Si è dichiarato infine che, a causa dell'inflazione, i costi di produzione in Brasile sarebbero troppo elevati. Il piano di controllo varato dal governo brasiliano, tuttavia, ha riportato detti costi a livelli gestibili durante il periodo dell'inchiesta; nel calcolare il valore normale, quindi, si è tenuto debitamente conto di questo fattore onde evitare distorsioni.
(21) Alcuni esportatori hanno proposto di scegliere come paesi analoghi, al posto del Brasile, l'Argentina, l'Australia, l'India, la Malaysia e Taiwan, senza però addurre argomenti validi per dimostrare che questi paesi sono più adatti del Brasile. Alcuni esportatori hanno addirittura fornito informazioni contraddittorie da cui si evince che i paesi analoghi alternativi proposti sono meno adatti del Brasile.
(22) In considerazione di quanto precede, si è concluso che il Brasile era il paese analogo più appropriato. La Commissione ha chiesto e ottenuto la cooperazione dei due produttori del paese, vale a dire la Mobras (collegata a uno dei denunzianti) e la Nortox.
2. Valore normale
(23) Si è calcolato il valore normale per le due forme di glifosato prodotte e vendute in Brasile, vale a dire il glifosato acido e il glifosato formulato. Il valore normale è stato calcolato principalmente in base alle informazioni fornite dal produttore Mobras e, nei limiti del possibile, in funzione dei dati della Nortox, che ha collaborato parzialmente all'inchiesta. Dalle informazioni avute, tuttavia, risulta che i suoi costi di produzione erano simili, se non superiori, a quelli della Mobras. Infine, si sono esaminati attentamente i rapporti tra la Mobras e uno dei denunzianti per accertarsi che non incidessero sui costi di produzione o sui prezzi di vendita.
(24) Per quanto riguarda il glifosato formulato, i servizi della Commissione hanno riscontrato che i quantitativi venduti in Brasile erano rappresentativi ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base e che tutte le vendite interne erano avvenute nell'ambito di normali operazioni commerciali a norma dell'articolo 2, paragrafo 4 del regolamento di base. Il valore normale, quindi, è stato stabilito in base alla media ponderata dei prezzi effettivamente pagati per tutte le vendite di glifosato formulato sul mercato interno.
(25) Le vendite interne di glifosato acido, invece, sono risultate rappresentative ma non effettuate nell'ambito di normali operazioni commerciali. In conformità dell'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento di base, quindi, il valore normale è stato costruito in base ai costi di produzione maggiorati di un congruo importo per le spese generali, amministrative e di vendita e per i profitti.
(26) Per costruire il valore normale, si sono sommati i costi di produzione della forma acida alle spese generali, amministrative e di vendita, basate su quelle totali della Mobras, detraendo determinate spese non sostenute per le vendite di questo prodotto. Per mancanza di elementi di prova, non si è tenuto conto delle spese sostenute da una società collegata degli Stati Uniti, che secondo la Mobras dovevano essere incluse nei costi di produzione dell'acido. In conformità dell'articolo 2, paragrafo 6, lettera c) del regolamento di base, e in mancanza di informazioni attendibili di altri produttori del prodotto simile, o dello stesso settore commerciale, si è ritenuto che un margine di utile limitato al 5 % non superasse i profitti realizzati normalmente dai produttori sulle vendite della stessa categoria di prodotti in Brasile. Il glifosato acido, infatti, è un prodotto di base, che teoricamente viene venduto alla rinfusa ad acquirenti intermedi che prendono a loro carico i costi supplementari di formulazione prima di vendere il prodotto sul mercato agli utilizzatori finali.
3. Prezzo all'esportazione
(27) Hanno collaborato all'inchiesta cinque esportatori cinesi: quattro società [Asia Pacific Agricultural Chemical (Group) Co., Citic Trading Co. Ltd, Shangai Chemicals Import & Export Corporation e Sinochem International Chemicals Co. Ltd], che hanno esportato il prodotto dalla Repubblica popolare cinese, e un distributore di Hong Kong (Quickett Co. Ltd). Durante il periodo dell'inchiesta, le esportazioni delle cinque società hanno rappresentato la maggior parte delle esportazioni totali di glifosato cinese.
(28) Dato che le vendite per l'esportazione di tutti gli esportatori che hanno collaborato sono state effettuate direttamente a importatori indipendenti, i prezzi all'esportazione sono stati stabiliti in base ai prezzi realmente pagati o pagabili da questi ultimi (in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8 del regolamento di base).
4. Confronto
(29) A norma dell'articolo 2, paragrafi 10 e 11 del regolamento di base, la media ponderata del valore normale di ciascuna forma è stata confrontata con la media ponderata del prezzo di esportazione allo stesso stadio commerciale e a livello FOB frontiera cinese/FOB frontiera brasiliana.
(30) Dato che le esportazioni consistevano per lo più nelle forme acida e formulata, si è deciso di calcolare il dumping in base a queste due forme, dato che il sale di glifosato non viene prodotto in Brasile ed è esportato dalla Repubblica popolare cinese solo in quantità limitata.
(31) Ai fini di un equo confronto, sono stati applicati i debiti adeguamenti in considerazione delle differenze che, secondo quanto è stato affermato e dimostrato, influiscono sulla comparabilità dei prezzi. Detti adeguamenti riguardavano le spese di trasporto, di assicurazione, di movimentazione e le spese accessorie, nonché il costo dei crediti e le commissioni a norma dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento di base.
5. Margini di dumping
(32) I quattro esportatori cinesi, che hanno chiesto un trattamento individuale, non soddisfano le condizioni necessarie; la richiesta, quindi, non è stata accolta anche perché, dato che la maggior parte delle loro azioni non apparteneva a società veramente private, si è concluso che detti produttori non erano indipendenti dallo Stato.
(33) Per tutti gli esportatori che hanno collaborato, il confronto ha rivelato l'esistenza di pratiche di dumping per le importazioni del prodotto in questione originario della Repubblica popolare cinese, con un margine di dumping equivalente all'importo del quale il valore normale superava il prezzo all'esportazione nella Comunità.
(34) In mancanza di un trattamento individuale per le società interessate e in considerazione dell'alto grado di cooperazione, per la Repubblica popolare cinese si è calcolato un unico margine di dumping pari alla media ponderata dei margini riscontrati per le cinque società espressi in prezzi all'esportazione CIF ponderati. La media ponderata dei margini di dumping, espressa in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è del 38,2 %.
D. INDUSTRIA COMUNITARIA
(35) I produttori comunitari che hanno appoggiato la denuncia rappresentano una proporzione rilevante della produzione comunitaria del prodotto simile. Queste società (Monsanto SA/NV e Cheminova Agro A/S) saranno denominate in appresso «industria comunitaria».
Va osservato che nella Comunità esistono altri due produttori, uno dei quali è un importante gruppo chimico che ha iniziato a produrre dopo il periodo dell'inchiesta. Questi due produttori hanno appoggiato la denuncia nel corso dell'inchiesta, per cui si è tenuto conto delle loro osservazioni nel valutare l'interesse della Comunità.
E. PREGIUDIZIO
1. Raccolta dei dati relativi al pregiudizio: metodologia e fonti
(36) Per valutare il pregiudizio nel presente procedimento, i servizi della Commissione hanno analizzato i dati relativi al periodo che va dal 1991 al periodo dell'inchiesta (settembre 1994 - agosto 1995) per i quindici Stati membri della Comunità.
(37) Dato che la produzione di uno dei due produttori ricorrenti è iniziata poco prima del periodo dell'inchiesta e che i dati anteriori a questo periodo si riferiscono all'altra società, alcuni indicatori di pregiudizio sono stati espressi sotto forma di indici per garantire la riservatezza dei dati comunicati da quest'ultima.
2. Consumo sul mercato comunitario
(38) Nel calcolare il consumo apparente totale sul mercato comunitario, la Commissione ha sommato le vendite dei produttori comunitari alle importazioni nella Comunità (statistiche Eurostat).
(39) Si è così riscontrato che tra il 1991 e la fine del periodo dell'inchiesta il consumo comunitario è aumentato del 129 %, in parte perché nel 1991 è scaduta la licenza per la vendita di glifosato nella Comunità di uno dei produttori denunzianti, consentendo l'ingresso sul mercato di prodotti generici con un aumento dell'offerta a basso prezzo. Ad incrementare il consumo globale, inoltre, ha contribuito anche la sensazione sempre più diffusa che il glifosato fosse un erbicida di buona qualità, che gli agricoltori tendono a preferire.
3. Volume e quota di mercato delle importazioni
(40) Il volume totale delle importazioni in dumping di glifosato originario della Repubblica popolare cinese è aumentato ininterrottamente, e in misura considerevole, passando da 48 tonnellate nel 1991 a 1 397 tonnellate nel periodo dell'inchiesta. Il glifosato di origine cinese è venduto in tre forme e in quantitativi diversi da uno Stato membro all'altro.
(41) L'andamento della quota di mercato delle importazioni cinesi è stato più o meno analogo: 1 % nel 1991 e nel 1992, 4 % nel 1993, 8 % nel 1994 e 11 % nel periodo dell'inchiesta, con un incremento particolarmente rapido tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta. Nel periodo dell'inchiesta, le importazioni dalla Cina hanno rappresentato oltre il 75 % di tutte le importazioni di glifosato nella Comunità.
4. Prezzi delle importazioni oggetto di dumping e sottoquotazione
(42) Per valutare la sottoquotazione nel periodo dell'inchiesta, la Commissione ha confrontato i prezzi dell'industria comunitaria con i prezzi paragonabili del glifosato di origine cinese negli Stati membri dove era stata effettuata la maggior parte delle vendite. Successivamente, sono stati confrontati i prodotti allo stadio formulato, che costituisce la maggior parte delle vendite dell'industria comunitaria e degli stabilimenti di formulazione indipendenti che utilizzano il prodotto di base importato.
(43) Dato che sul mercato esiste una vasta gamma di concentrazioni e che alcuni prodotti contengono un tensioattivo non tossico (alchilpolioxalalchilammonio quaternario) che ne aumenta l'efficacia, i prezzi dei prodotti di glifosato possono variare considerevolmente. Per garantire un equo confronto, la Commissione ha scelto la formulazione più comune, denominata «3A», che contiene 360 g di glifosato al litro e nessun tensioattivo non tossico.
(44) Per le importazioni cinesi, si sono utilizzati i prezzi del prodotto formulato ottenuto con acido cinese forniti dagli importatori della Comunità che hanno collaborato e i prezzi comunicati da un esportatore cinese per il prodotto formulato. Dai confronti a livello franco fabbrica sono risultati, nel periodo dell'inchiesta, margini di sottoquotazione del 3-18 %, con una media ponderata globale del 12,2 %.
(45) Inoltre, sebbene nel periodo dell'inchiesta l'industria comunitaria non abbia effettuato vendite rappresentative di glifosato acido e pertanto non sia stato possibile fare un confronto a questo livello, il prezzo dell'acido importato dalla Repubblica popolare cinese, franco frontiera comunitaria, nel periodo dell'inchiesta è risultato inferiore al costo di fabbricazione dell'acido dell'industria comunitaria, escluse tutte le spese amministrative e di vendita e le altre spese generali, esercitando una pressione al ribasso equivalente sui prezzi dei prodotti formulati.
5. Situazione dell'industria comunitaria
a) Produzione
(46) Per valutare con esattezza i seguenti fattori, relativi al pregiudizio, si deve tener presente che il pregiudizio è stato determinato in base alle informazioni fornite dai due produttori denunzianti («industria comunitaria»), uno dei quali deteneva una licenza per il glifosato valida nella Comunità fino al 1991, mentre l'altro ha iniziato la produzione subito prima del periodo dell'inchiesta.
I fattori sottoindicati, quindi, dovrebbero essere rapportati all'espansione del mercato successiva allo scadere della licenza (cfr. considerando 38) e all'ingresso sul mercato di un nuovo produttore poco prima del periodo dell'inchiesta.
(47) La Commissione ha riscontrato un incremento della produzione dell'industria comunitaria, su base indicizzata, da 100 nel 1991 a 293 nel periodo dell'inchiesta. Questo aumentato va rapportato all'espansione del mercato e all'ingresso sul mercato di un nuovo produttore comunitario di glifosato nel 1994.
b) Capacità
(48) Nell'ambito della crescita del mercato, la capacità dell'industria comunitaria è aumentata, su base indicizzata, da 100 nel 1991 a 269 nel periodo dell'inchiesta. Il tasso di utilizzazione degli impianti ha subito diverse fluttuazioni, con una media ponderata del 78 % nel periodo dell'inchiesta.
c) Volume delle vendite/Quota di mercato
(49) Durante il periodo in esame, le vendite dell'industria comunitaria sono passate, su base indicizzata, da 100 nel 1991 a 200 nel periodo dell'inchiesta. La quota di mercato dell'industria comunitaria, tuttavia, è costantemente diminuita, passando dal 98 % nel 1991 al 96 % nel 1992, al 92 % nel 1993, all'87 % nel 1994 e all'85 % nel periodo dell'inchiesta.
(50) Il prezzo del glifosato formulato applicato dall'industria comunitaria è diminuito del 33 % su scala comunitaria tra il 1991 e il periodo dell'inchiesta. Va osservato che, sui mercati dove le vendite di prodotti di origine cinese erano più massicce, il calo dei prezzi è stato ancora più forte, con punte del 49 % nel periodo considerato.
d) Redditività
(51) Per quanto riguarda la redditività, un produttore ha subito perdite finanziarie considerevoli, mentre la redditività dell'altro è costantemente diminuita durante il periodo esaminato, passando dal 13 % nel 1991 al 2 % circa nel periodo dell'inchiesta. In tale contesto, va osservato che il prodotto in esame è un prodotto altamente tecnologico, che richiede ingenti investimenti in materia di R & S e un costante aggiornamento per conformarsi ai requisiti in materia di ambiente e di registrazione. Inoltre, dai calcoli effettuati per quanto riguarda la redditività della società sui mercati dove la presenza del prodotto cinese era più massiccia, risulta che il produttore ha subito perdite considerevoli per le vendite di glifosato su alcuni di questi mercati.
(52) Questa constatazione è corroborata dall'analisi dei prezzi all'importazione di cui ai considerandi da 41 a 44, da cui risulta che i prezzi all'importazione erano inferiori ai costi di fabbricazione dei produttori, il che dimostra l'entità della pressione esercitata sui risultati finanziari dell'industria comunitaria.
e) Occupazione
(53) Nel periodo esaminato si è registrato un lieve aumento dell'occupazione per la fabbricazione del prodotto in questione (+ 4 %). Nel periodo dell'inchiesta, l'industria comunitaria ha occupato 814 persone.
f) Conclusioni in materia di pregiudizio
(54) Durante il periodo esaminato, la capacità, la produzione e le vendite dell'industria comunitaria sono aumentate nell'ambito dell'espansione del mercato. Contestualmente, tuttavia, l'industria comunitaria ha subito una perdita in termini di quota di mercato e ha registrato un notevole calo dei prezzi e degli utili.
(55) La redditività, in declino, è scesa a livelli molto bassi durante il periodo dell'inchiesta, e sui mercati più esposti alla concorrenza cinese si sono registrate addirittura delle perdite. Va osservato che i fattori di pregiudizio rilevati per le due società denunzianti sono diversi, in quanto una società stava perdendo una considerevole quota di mercato (in parte per lo scadere della licenza), mentre la quota dell'altra, appena arrivata sul mercato, stava aumentando. Nessuna delle due, comunque, ha registrato risultati finanziari sostenibili. In considerazione di quanto precede, si è concluso che nel periodo in esame l'industria comunitaria ha subito un notevole pregiudizio.
F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
1. Effetti delle importazioni in dumping
(56) Dall'inchiesta è risultato che il dumping ha avuto effetti negativi sulla situazione dell'industria comunitaria. A tale riguardo, va osservato che, sebbene la diminuzione della quota di mercato, dei prezzi e degli utili registrata da uno dei denunzianti nel periodo esaminato possa essere attribuita in parte allo scadere della licenza (come sempre accade in questi casi), la tendenza negativa è stata chiaramente e notevolmente accentuata dalle importazioni in dumping. Questa conclusione si basa, in particolare, sul basso livello dei prezzi delle importazioni cinesi di acido, risultati inferiori ai costi di produzione dell'acido di entrambi i produttori comunitari, il che ha esercitato una costante pressione al ribasso sui prezzi del prodotto finale formulato nella Comunità.
A causa del bassissimo prezzo dell'acido importato dalla Cina, la redditività del detentore della licenza è risultata, in media, bassa e addirittura negativa su alcuni mercati dove prevalevano le vendite di glifosato di origine cinese.
(57) L'altro denunziante, che dopo lo scadere della licenza aveva effettuato ingenti investimenti per entrare sul mercato del glifosato, non è riuscito, a causa delle pressioni esercitate sui prezzi dalle importazioni cinesi, a raggiungere un volume di vendite, una corrispondente riduzione dei costi unitari e prezzi sufficienti per registrare gli utili previsti sulle vendite di glifosato.
2. Effetti di altri fattori
Importazioni da altri paesi terzi
(58) Le importazioni da altri paesi terzi sono risultate minime e quindi non hanno avuto effetti di rilievo sulla situazione dell'industria comunitaria.
3. Conclusioni relative alla causa del pregiudizio
(59) Anche se la situazione dell'industria comunitaria può aver risentito di fattori diversi dal dumping, quali lo scadere della licenza, rimane inalterato il fatto che le importazioni di glifosato originario della Repubblica popolare cinese, considerate isolatamente, hanno causato un grave pregiudizio all'industria comunitaria.
(60) Questa conclusione si basa, in particolare, sulla forte pressione in termini di prezzi esercitata dalle importazioni cinesi sul mercato comunitario, con un conseguente aumento della quota di mercato, che a sua volta ha provocato una diminuzione della quota di mercato dei produttori comunitari e delle perdite sulle loro vendite di glifosato.
G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Considerazioni generali
(61) A norma dell'articolo 21, paragrafo 1 del regolamento di base, la Commissione ha esaminato, in base a tutti gli elementi di prova forniti, gli aspetti pertinenti per la valutazione dell'interesse della Comunità, e in particolare l'impatto probabile delle misure su tutte le parti coinvolte nel procedimento. A tale riguardo, va osservato che gli agricoltori, consumatori del prodotto, non hanno addotto argomentazioni, mentre un certo numero di importatori ha presentato una comunicazione comune.
2. Impatto sull'industria comunitaria
(62) Per quanto riguarda l'industria comunitaria, si ritiene che, se perdurerà la pressione esercitata dalle importazioni in dumping, le perdite finanziarie subite durante il periodo dell'inchiesta si aggraveranno deteriorando ulteriormente la sua situazione. Ciò potrebbe portare a un calo della produzione di glifosato acido nella Comunità, con conseguenti perdite in termini di investimenti e di posti di lavoro.
(63) Va osservato che, durante il periodo dell'inchiesta, esistevano nella Comunità tre produttori di glifosato acido (uno dei quali non è un denunziante). Da allora, ha iniziato a produrre glifosato acido nella Comunità un altro importante gruppo chimico, che ha investito somme considerevoli negli impianti di produzione e prevede di produrre ingenti quantitativi di glifosato che incrementeranno la concorrenza nella Comunità, con ripercussioni estremamente positive per l'occupazione. La vitalità dell'impresa, tuttavia, è minacciata dalla presenza delle importazioni in dumping.
(64) A tale riguardo, la Commissione ha riscontrato che le previsioni del nuovo produttore erano inesatte, soprattutto per quanto riguarda l'andamento dei prezzi. Infatti, anche se dette previsioni tenevano conto della concorrenza delle importazioni cinesi, i prezzi di queste ultime sono calati molto più rapidamente del previsto.
Pertanto, si ritiene opportuno prendere misure onde garantire la presenza costante dei nuovi produttori comunitari sul mercato del glifosato, preservando nel contempo la vitalità delle imprese che già lo producono.
3. Impatto sugli importatori/stabilimenti di formulazione e sui consumatori
(65) Il presente procedimento riguarda anche l'industria di formulazione, dato che il glifosato viene importato dalla Repubblica popolare cinese nella Comunità sotto forma di acido o di sale, per essere poi rivenduto in forma formulata.
(66) I tre importatori/stabilimenti di formulazione che hanno collaborato con la Commissione hanno presentato una dichiarazione in cui si opponevano alle misure perché un aumento del prezzo della materia prima principale avrebbe ridotto il loro margine di utile. Dato però che la maggior parte degli importatori/stabilimenti di formulazione tratta una vasta gamma di prodotti oltre al glifosato, la Commissione ritiene che, anche se provocassero un aumento dei prezzi, le misure avrebbero un impatto limitato sull'attività globale di queste società.
(67) Inoltre, gli importatori/stabilimenti di formulazione non dovrebbero trarre vantaggio dal dumping, perché ciò crea uno squilibrio nei confronti degli altri concorrenti, segnatamente l'industria comunitaria del glifosato.
(68) Per quanto riguarda gli agricoltori, consumatori del prodotto, un lieve aumento dei prezzi dell'erbicida avrebbe un'incidenza minima sulla loro redditività, in quanto si tratta di una voce minore dei loro costi globali e, in ogni caso, esistono altre fonti di approvvigionamento oltre alla Repubblica popolare cinese, nonché altri prodotti che possono servire allo stesso scopo.
(69) Per i summenzionati motivi, la Commissione ritiene che l'istituzione di misure comporterebbe, per l'industria comunitaria, vantaggi nettamente superiori alle ripercussioni negative minime che ne potrebbero conseguire per gli stabilimenti di formulazione e i consumatori.
4. Concorrenza nella Comunità
(70) Avendo esaminato attentamente la concorrenza nella Comunità, la Commissione ha rilevato che, fino al 1991, il possessore della licenza ora scaduta deteneva quasi il 100 % del mercato comunitario. Quando hanno deciso di introdursi sul mercato del glifosato, i due nuovi produttori puntavano ad una certa quota di mercato, che avrebbero quindi raggiunto a scapito del detentore della licenza. I loro progetti, che pure includevano un fattore di crescita delle importazioni cinesi, non prevedevano però il brusco declino dei prezzi cinesi e l'aumento corrispondente in termini di volume. Pertanto, pur rappresentando una proporzione considerevole della capacità di produzione totale dell'industria comunitaria, queste società stanno rivedendo - secondo quanto affermano - le previsioni relative agli utili sugli investimenti e, di conseguenza, stanno rimettendo in discussione la loro presenza su questo mercato in espansione. In assenza di misure, quindi, gli ingenti investimenti che hanno fatto di recente non sarebbero più redditizi e i nuovi arrivati potrebbero essere costretti a ritirarsi dal mercato del glifosato, con ripercussioni negative sull'occupazione e sulla situazione concorrenziale globale.
(71) Inoltre, è probabile che, se non si istituiranno misure, la concorrenza nella Comunità sarà limitata all'ex detentore della licenza e ai cinesi, sempreché il primo sia in grado di competere con i bassi prezzi dei secondi. Ovviamente, ciò non gioverebbe agli interessi della Comunità, segnatamente perché i nuovi arrivati favorirebbero la concorrenza sul mercato comunitario aumentando il numero di fornitori. Si manterrebbe così una varietà di fonti sicure di approvvigionamento superiore a quella che si avrebbe se le importazioni cinesi fossero l'unica alternativa ai prodotti dell'ex detentore della licenza.
5. Conclusioni relative all'interesse della Comunità
(72) Considerati il ritmo di aumento delle importazioni dalla Repubblica popolare cinese, segnatamente il notevole incremento verificatosi tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta, e il comportamento degli esportatori sul mercato comunitario (sottoquotazioni e considerevoli rispetto ai prezzi dell'industria comunitaria, con un conseguente guadagno in termini di quota di mercato), è probabile che, in assenza di misure, questa tendenza perdurerebbe aggravando ulteriormente il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
(73) Secondo la Commissione, un ulteriore deterioramento dell'industria comunitaria non sarebbe nell'interesse della Comunità, in quanto provocherebbe probabilmente la perdita di ingenti investimenti, effettuati per la maggior parte dai nuovi venuti. Si ridurrebbe così il numero di produttori nella Comunità, con una perdita di posti di lavoro. Le misure, inoltre, manterrebbero, o addirittura aumenterebbero, il numero di concorrenti su questo mercato in espansione.
(74) Considerati tutti questi elementi, non vi sono motivi impellenti che ostino all'istituzione delle misure. Pertanto, è nell'interesse della Comunità istituire misure antidumping provvisorie sulle importazioni di glifosato originario della Repubblica popolare cinese.
H. DAZIO PROVVISORIO
(75) Avendo stabilito che le importazioni in dumping in esame hanno causato un notevole pregiudizio all'industria comunitaria e che è nell'interesse della Comunità prendere provvedimenti, le misure previste dovrebbero bastare ad eliminare il pregiudizio causato da dette importazioni senza superare i margini di dumping stabiliti.
(76) Per eliminare detto pregiudizio, bisogna dare all'industria la possibilità di aumentare i prezzi e di migliorare la redditività. A tal fine, i prezzi delle importazioni del prodotto in questione originario della Repubblica popolare cinese dovrebbero aumentare in misura corrispondente.
(77) Il tipo di prodotto scelto come riferimento per determinare l'aliquota del dazio è l'acido, base comune a tutte le forme di glifosato esportate dalla Repubblica popolare cinese e prodotte nella Comunità. L'acido rappresenta il 76 % dei costi di produzione di una quantità equivalente di prodotto formulato. Si ritiene quindi che un dazio calcolato in base all'acido sarebbe rappresentativo di tutte le diverse forme di glifosato importate dalla Repubblica popolare cinese. La forma acida, inoltre, rappresentava il 67 % del volume importato dalla Repubblica popolare cinese durante il periodo dell'inchiesta.
(78) Per calcolare il necessario aumento dei prezzi, la Commissione ha ritenuto opportuno confrontare i prezzi delle importazioni in dumping con i costi di produzione dell'acido dell'industria comunitaria, maggiorati di un equo margine di utile. Non si è tenuto conto delle spese sostenute da una società collegata negli Stati Uniti, che secondo uno dei denunzianti rientravano nei costi di produzione dell'acido, perché non è stato dimostrato il collegamento tra detti costi e la produzione di acido nella Comunità. Sebbene, a quando si affermava, il tasso di redditività considerato normale per il prodotto formulato fosse del 15 % circa, la Commissione ha ritenuto che un margine di utile limitato al 5 % fosse equo, in quanto il glifosato è un prodotto di base, che teoricamente viene venduto alla rinfusa ad acquirenti intermedi che prendono a loro carico i costi supplementari di formulazione prima di vendere il prodotto sul mercato agli utilizzatori finali.
(79) La media ponderata dei prezzi all'esportazione di questo tipo di prodotto, nel periodo dell'inchiesta, a livello CIF franco frontiera comunitaria, previa deduzione del dazio doganale, dei costi successivi all'importazione e dei profitti, è stata confrontata su queste basi con la media ponderata del costo di produzione dei produttori comunitari, maggiorato di un margine di utile del 5 %.
Dal confronto è risultato un margine di pregiudizio del 21,1 %.
(80) Dato che il margine di pregiudizio è inferiore al margine di dumping stabilito, a norma dell'articolo 7, paragrafo 2 del regolamento di base i dazi antidumping provvisori dovrebbero basarsi sul livello più basso.
In considerazione di quanto precede, si dovrebbe istituire un dazio antidumping provvisorio del 21,1 % sulle importazioni di glifosato originario della Repubblica popolare cinese.
I. DISPOSIZIONE FINALE
(81) A fini di buona amministrazione, occorre fissare un periodo entro il quale le parti interessate possano presentare le loro osservazioni e chiedere un'audizione. Occorre inoltre precisare che tutte le conclusioni elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate qualora la Commissione proponga l'istituzione di dazi definitivi,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di glifosato di cui ai codici NC ex 2931 00 80 (codice Taric 2931 00 80 * 80) e ex 3808 30 27 (codice Taric 3808 30 27 *10), originario della Repubblica popolare cinese.
2. L'aliquota del dazio provvisorio applicabile al prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è del 21,1 %.
3. Salvo indicazione contraria, si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi e altre pratiche doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità del prodotto di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
In conformità degli articoli 20 e 21 del regolamento (CE) n. 384/96, le parti interessate possono comunicare osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 3
Fatti salvi gli articoli 7, 9, 10 e 14 del regolamento (CE) n. 384/96, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di sei mesi, a meno che la Commissione non ne proroghi la validità o che il Consiglio non adotti misure definitive prima di tale scadenza.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 4 settembre 1997.

Labels: 18
3
4
1