Document ID: 31995D0170

DECISIONE DEL CONSIGLIO
del 12 maggio 1995
relativa all'azione comune, adottata dal Consiglio in base all'articolo J.3 del trattato sull'Unione europea, relativa alle mine antiuomo
(95/170/PESC)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull'Unione europea, in particolare gli articoli J.3 e J.11,
visti gli orientamenti generali del Consiglio del 26 e 27 giugno 1992, nel quale sono stati individuati i settori rientranti nella dimensione sicurezza che, dall'entrata in vigore del trattato sull'Unione europea, possono costituire oggetto di azioni comuni,
DECIDE:
Articolo 1
Obiettivi dell'azione comune
La presente azione comune ha lo scopo di contribuire alla lotta contro l'uso indiscriminato e la disseminazione nel mondo di mine terrestri antiuomo, che sono molto pericolose per la popolazione civile.
Fatte salve altre iniziative internazionali in questo settore, la presente azione comune mira altresì ad accrescere le probabilità di successo della conferenza per la revisione della Convenzione sulla proibizione o la limitazione dell'uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate come eccessivamente dannose o aventi effetti indiscriminati, in appresso denominata «Convenzione del 1980».
A tal fine, l'azione comune consta di tre elementi, che costituiscono oggetto dei titoli I, II e III:
- una moratoria comune sull'esportazione delle mine antiuomo;
- la preparazione attiva della conferenza per la revisione della Convenzione del 1980;
- un contributo dell'Unione europea all'impegno internazionale di sminamento.
TITOLO I
MORATORIA SULL'ESPORTAZIONE DI MINE ANTIUOMO
Articolo 2
Gli Stati membri procedono ad una moratoria comune sull'esportazione di mine antiuomo alla luce delle pertinenti risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Tale moratoria riguarda il divieto totale di esportare mine antiuomo non individuabili e mine antiuomo non autodistruttibili verso tutte le destinazioni nonché un divieto di esportare tutti gli altri tipi di mine antiuomo verso gli Stati che non hanno ancora ratificato la Convenzione del 1980 e il suo protocollo n. 2.
Gli Stati membri che lo desiderano possono applicare moratorie di portata più ampia.
TITOLO II
PREPARAZIONE ATTIVA DELLA CONFERENZA PER LA REVISIONE DELLA CONVENZIONE DEL 1980
Articolo 3
1. In previsione della conferenza per la revisione della Convenzione del 1980, gli Stati membri che non sono ancora vincolati da detta Convenzione, in particolare dal protocollo n. 2, adottano le disposizioni necessarie per diventare parti della Convenzione suddetta e del protocollo n. 2.
2. Gli Stati membri cercano di promuovere l'universalità della Convenzione del 1980 e rafforzare il protocollo n. 2, segnatamente:
- estendendone la portata ai conflitti armati non internazionali;
- rendendo sostanzialmente più severe le restrizioni o i divieti relativi alle mine antiuomo ivi compresi quelli applicabili ai trasferimenti di tali mine;
- introducendo un efficace meccanismo di verifica;
- inserendo disposizioni sull'assistenza tecnica per lo sminamento.
3. Al fine di contribuire al successo della conferenza per la revisione della Convenzione del 1980, l'Unione europea si adopera attivamente per promuovere presso i paesi terzi l'universalità della Convenzione del 1980 e il rafforzamento del protocollo n. 2 in base alle linee di condotta definite nel paragrafo 2. A tal fine la presidenza agisce alle condizioni indicate all'articolo J.5, paragrafo 3 del trattato.
4. In sede di conferenza per la revisione, gli Stati membri difendono la posizione definita nel paragrafo 2.
TITOLO III
CONTRIBUTO ALL'IMPEGNO INTERNAZIONALE DI SMINAMENTO
Articolo 4
Contributo dell'Unione europea alle attività delle Nazioni Unite
1. Gli Stati membri partecipano alla Conferenza internazionale sullo sminamento organizzata sotto la responsabilità del segretario generale delle Nazioni Unite.
L'Unione europea contribuisce al finanziamento dell'organizzazione di tale conferenza con un importo pari a 160 000 ecu.
Il contributo è imputabile al bilancio generale delle Comunità europee per il 1995.
2. Fatti salvi i contributi degli Stati membri, l'Unione europea verserà al fondo fiduciario volontario di assistenza allo sminamento delle Nazioni Unite un contributo per un importo massimo di 3 milioni di ecu. Detto contributo è imputabile al bilancio generale delle Comunità europee per il 1995.
Tale contributo sarà destinato alle operazioni prioritarie per l'Unione europea. La presidenza prenderà, di concerto con la Commissione, gli opportuni contatti con il segretario generale delle Nazioni Unite per precisare le condizioni di utilizzazione del contributo dell'Unione europea al fondo fiduciario volontario di assistenza allo sminamento.
3. Le spese finanziate tramite gli importi di cui ai paragrafi 1 e 2 sono gestite nel rispetto delle procedure e delle disposizioni della Comunità europea applicabili in materia di bilancio.
Articolo 5
Attività della Comunità europea
La Comunità europea ha realizzato operazioni di sminamento nel quadro dell'aiuto umanitario e della cooperazione allo sviluppo. La Commissione delle Comunità europee intende proseguire queste operazioni, che costituiscono un importante elemento dell'azione umanitaria della Comunità nei confronti di taluni paesi terzi. La Comunità prosegue inoltre attività di ricerca che presentano un interesse ai fini dello sminamento.
Articolo 6
Azioni specifiche dell'Unione europea
1. L'Unione europea fornisce un'assistenza all'azione di sminamento avviata in taluni paesi terzi. L'Unione europea agisce su richiesta di organizzazioni regionali o delle autorità di un paese terzo. Essa opera nell'ambito dei programmi dell'Organizzazione delle Nazioni Unite o, se necessario, cooperando con essa per integrarne l'azione.
2. Allorché il Consiglio decide di condurre un'azione specifica nei confronti di un paese terzo, esso ne stabilisce i mezzi finanziari, tenendo conto di eventuali contributi in natura degli Stati membri. Definisce gli orientamenti prioritari dell'assistenza dell'Unione europea, che può assumere in particolare le forme seguenti:
- informazione nei paesi interessati,
- formazione di esperti e di istruttori in materia di sminamento,
- partecipazione ad operazioni di sminamento.
Per adottare le decisioni di cui al primo comma, il Consiglio delibera all'unanimità.
3. In applicazione dell'articolo J.3, punto 2 del trattato, il Consiglio definise le condizioni di esecuzione delle azioni specifiche dell'Unione europea, tenendo conto dell'interesse che può presentare, in taluni casi, la designazione di un agente responsabile dell'attuazione dell'azione specifica in loco.
Articolo 7
Contributo dell'Unione dell'Europa occidentale
L'Unione europea si riserva di chiedere all'Unione dell'Europa occidentale di dare il suo apporto alla definizione e all'esecuzione delle azioni specifiche dell'Unione europea. In tal caso il Consiglio decide all'unanimità.
Articolo 8
Preparazione e sorveglianza delle azioni dell'Unione europea
1. Il gruppo di lavoro competente del Consiglio ha segnatamente il compito di:
- istruire le richieste presentate dalle organizzazioni regionali o dalle autorità di un paese terzo;
- stabilire priorità per quanto riguarda l'utilizzazione del contributo dell'Unione europea al fondo fiduciario volontario di assistenza allo sminamento delle Nazioni Unite;
- definire le condizioni di esecuzione delle azioni specifiche dell'Unione europea in un paese terzo.
2. La presidenza, alle condizioni indicate all'articolo J.5, paragrafo 3 del trattato:
- provvede al collegamento con l'Organizzazione delle Nazioni Unite;
- stabilisce i contatti necessari con le organizzazioni regionali e i paesi terzi per l'esecuzione delle azioni specifiche dell'Unione europea.
Essa informa regolarmente il gruppo di lavoro dei risultati di tali contatti.
3. Il gruppo di lavoro sorveglia lo svolgimento delle azioni specifiche adottate in applicazione della presente decisione. Esso formula qualunque racccomandazione utile al conseguimento degli obiettivi dell'Unione europea, in particolare circa l'opportunità di riesaminare la presente azione comune al termine della Conferenza per la revisione della convenzione del 1980.
4. Al gruppo di lavoro sono trasmesse tutte le informazioni utili affinché il Consiglio e la Commissione assicurino in maniera ottimale la coerenza dell'insieme dell'azione esterna dell'Unione europea.
Articolo 9
La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione. Essa è pubblicata nella Gazzetta ufficiale.
Fatto a Bruxelles, addì 12 maggio 1995.

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