Document ID: 31984R2908

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REGOLAMENTO (CEE) N. 2908/84 DELLA COMMISSIONE
del 15 ottobre 1984
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di solfato di rame originario della Polonia, accetta gli impegni offerti dagli esportatori bulgaro e ungherese, chiude l'inchiesta relativa alle esportazioni dello stesso prodotto originario della Bulgaria e dell'Ungheria e chiude la procedura relativa alle importazioni dalla Spagna
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare gli articoli 9, 10 e 11,
previa consultazione in seno al comitato consultivo di cui al regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Nel marzo 1983 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dal Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC), a nome dei produttori comunitari la cui produzione totale rappresenta praticamente la produzione comunitaria del prodotto in oggetto. La denuncia conteneva elementi di prova in merito all'esistenza di pratiche di dumping ed al notevole pregiudizio da esse derivante ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura di una procedura. Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di solfato di rame, della sottovoce ex 28.38 A II della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 28.38-27, originario della Bulgaria, dell'Ungheria, della Polonia e della Spagna, ed ha iniziato un'inchiesta.
(2) La Commissione ne ha informato debitamente gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti della Spagna ed i ricorrenti ed ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di chiedere di essere sentite oralmente.
Tutti i produttori e gli esportatori noti e alcuni importatori hanno reso note le loro osservazioni per iscritto. Tutti gli esportatori interessati hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti oralmente.
(3) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di una valutazione preliminare ed ha effettuato indagini in loco presso i seguenti
- Produttori comunitari:
- La Cornubia SA, Bordeaux, Francia
- McKechnie Chemicals Ltd, Widnes, Regno Unito
- Manica SpA, Rovereto, Italia
- Esportatori nella Comunità:
Industrias Qumicas del Vallés SA, Mollet, Spagna
- Importatori comunitari:
Kloeckner Chemie en Mineralen BV, Arnhem, Paesi Bassi
La Commissione ha chiesto ed ottenuto osservazioni scritte circostanziate da tutti i produttori comunitari ricorrenti, da tutti gli esportatori e da alcuni importatori ed ha verificato per quanto necessario le informazioni ivi contenute.
L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo da aprile 1983 a marzo 1984.
B. Valore normale
(4) Per i prodotti spagnoli il valore normale è stato determinato in via provvisoria in base ai prezzi praticati sul mercato interno dal produttore spagnolo che ha effettuato esportazioni nella CEE. La Commissione ha accertato che tali prezzi erano rappresentativi e coprivano tutti i costi di produzione.
(5) Per stabilire se le importazioni provenienti dalla Bulgaria, dall'Ungheria e dalla Polonia fossero effettuate in regime di dumping, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che tali paesi non hanno economie di mercato ed ha quindi dovuto basare i suoi accertamenti sul valore normale in un paese ad economia di mercato. A questo proposito i ricorrenti hanno proposto di prendere
in considerazione il mercato spagnolo. Alcune parti hanno formulato obiezioni contro tale proposta, sostenendo che sul mercato spagnolo la concorrenza è scarsa o addirittura inesistente, soprattutto a causa dell'elevato livello di protezione, e che i prezzi interni spagnoli potrebbero essere, di conseguenza, artificialmente elevati e quindi inadeguati ai fini della determinazione del valore normale.
(6) Non è stato proposto un altro paese analogo, ma è stato suggerito di prendere in considerazione i prezzi spagnoli all'esportazione nei paesi terzi. La Commissione ritiene, tuttavia, che in Spagna esista una sufficiente concorrenza interna tra i due produttori esistenti e che i prezzi siano adeguatamente proporzionati ai costi di produzione. La Commissione non era sicura che i prezzi all'esportazione praticati dai produttori spagnoli nei confronti dei paesi terzi non fossero oggetto di dumping, in quanto tanto i prezzi interni in Spagna, quanto i prezzi all'esportazione nella Comunità sono apparentemente superiori ai prezzi all'esportazione verso i paesi terzi. La Commissione ha concluso quindi che è opportuno e realistico determinare il valore normale in base ai prezzi interni della Spagna.
C. Prezzo all'esportazione
(7) I prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi realmente pagati o pagabili per i prodotti venduti ai fini dell'esportazione nella Comunità.
D. Confronto
(8) Nel confrontare il valore normale e i prezzi all'esportazione la Commissione ha tenuto opportunamente conto delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi. Sono state prese in considerazione, tra l'altro, le richieste inerenti a differenze nella qualità, nella purezza e nel tenore di rame, che sono state sufficientemente giustificate dagli esportatori ungheresi e polacchi.
Si è inoltre tenuto conto dell'incidenza delle imposte cumulative indirette sulle vendite effettuate nel mercato spagnolo, nonché dell'incidenza del dazio doganale riscosso sul rame importato e rimborsato all'esportatzione del solfato di rame, dal momento che sono state fornite prove soddisfacenti in merito.
In tutti i confronti sono state prese in considerazione le divergenze nelle condizioni e nelle modalità di pagamento e, se del caso, sono stati effettuati adeguamenti affinché il confronto tra i prezzi all'esportazione ed il valore normale avvenisse allo stesso stadio commerciale.
E. Margini
(9) Dal suddetto esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping relative alle importazioni di solfato di rame originario della Bulgaria, dell'Ungheria e della Polonia con un margine pari alla differenza fra il valore normale determinato in precedenza ed il prezzo all'esportazione nella Comunità.
L'entità dei margini varia secondo l'esportatore, con la seguente media ponderata per ciascun esportatore oggetto dell'inchiesta:
Bulgaria: 39 %
Ungheria: 19 %
Polonia: 18 %
Non sono state accertate pratiche di dumping per le importazioni verso la Comunità di solfato di rame originario della Spagna.
F. Pregiudizio
(10) Per quanto riguarda il pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping, dagli elementi di prova a disposizione della Commissione emerge che le importazioni nella Comunità di solfato di rame originario della Bulgaria, dell'Ungheria e della Polonia sono passate da 396 t nel 1980 a 735 t nel 1981, a 1 512 t nel 1982 e a 3 941 t nel 1983, con un conseguente incremento della quota di mercato detenuta dai suddetti paesi da meno dell'1 % al 9 % nello stesso periodo.
Tali volumi dovrebbero essere esaminati tenendo conto dell'incidenza dei dazi antidumping relativi alle importazioni nella Comunità di solfato di rame originario della Iugoslavia, nonché della Cecoslovacchia e dell'Unione Sovietica, istituiti rispettivamente nel marzo e nell'ottobre 1983. Le importazioni di solfato di rame originario della Bulgaria, dell'Ungheria e della Polonia, effettuate a prezzi di dumping, hanno effettivamente sostituito le importazioni oggetto di dumping originarie della Iugoslavia ed in particolare della Cecoslovacchia e dell'Unione Sovietica, nettamente diminuite in volume dopo l'istituzione dei dazi antidumping.
Nel periodo oggetto dell'inchiesta i prezzi di rivendita delle importazioni in oggetto sono stati inferiori a quelli praticati dai produttori comunitari di un margine compreso tra il 10 % e il 28 %. Tali prezzi sono inoltre stati inferiori a quelli necessari per coprire i costi dei produttori comunitari e per fornire loro un equo margine di profitto.
(11) Le conseguenti ripercussioni sull'industria comunitaria si sono manifestate con un calo di produzione da 36 000 t a circa 34 000 t nel periodo (agosto - luglio) 1982/1983 - 1983/1984. Il volume della produzione è quindi rimasto quasi invariato rispetto al corrispondente periodo 1981/1982, quando le importazioni oggetto di dumping originarie della Iugoslavia, della Cecoslovacchia e dell'Unione Sovietica avevano esercitato un'incidenza significativa. Prima del 1981/1982 la produzione comunitaria superava 50 000 t all'anno. Dato l'insufficiente sfruttamento del potenziale delle società ricorrenti, pari ad una media del 40 % per il periodo in esame, i costi unitari sono rimasti elevati provocando una grave flessione delle vendite sui mercati comunitari, che rappresentano circa il 90 % delle vendite globali di solfato di rame delle società suddette. Una società ricorrente ha cessato la produzione di solfato di rame nell'ottobre 1983 a causa delle conseguenza delle importazioni oggetto di dumping.
(12) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio sia stato causato da altri fattori, quali la diminuzione delle vendite dei ricorrenti nei paesi terzi oppure il ristagno della domanda nella Comunità. Pur essendo diminuite in volume durante il periodo in esame. le vendite dei produttori comunitari nei paesi terzi rappresentano una proporzione relativamente poco elevata rispetto alle loro vendite globali. Dal 1981/1982 in poi il consumo nella Comunità è aumentato di circa l'11 %, ma tale incremento non ha avuto ripercussioni sulle vendite dei produttori comunitari nella CEE. Il rilevante aumento delle importazioni oggetto di dumping originarie dei tre paesi in questione ed i relativi prezzi hanno indotto la Commissione a stabilire che le conseguenze delle importazioni di solfato di rame originario della Bulgaria, dell'Ungheria e della Polonia, considerate isolatamente, provocano un notevole pregiudizio all'industria comunitaria interessata.
G. Interesse della Comunità
(13) In considerazione delle difficoltà particolarmente gravi in cui versa l'industria comunitaria, la Commissione ha concluso che è nell'interesse della Comunità adottare opportune misure. Onde evitare che nel corso della procedura venga arrecato un ulteriore pregiudizio, tali misure devono concretarsi nell'imposizione di un dazio provvisorio antidumping relativo alle importazioni di solfato di rame originario della Polonia.
H. Aliquota del dazio
(14) Considerata la portata del pregiudizio arrecato, l'aliquota del dazio dovrebbe essere corrispondente al margine di dumping stabilito in via provvisoria.
I. Impegni e chiusura della procedura
(15) Gli esportatori bulgaro ed ungherese, informati delle principali risultanze dell'inchiesta preliminare, hanno offerto impegni relativi alle loro esportazioni di solfato di rame nella Comunità.
In ragione della portata del pregiudizio arrecato, tali impegni avranno l'effetto di eliminare i margini di dumping stabiliti in via provvisoria.
(16) Gli impegni offerti sono quindi considerati accettabili e l'inchiesta relativa alla Bulgaria ed all'Ungheria può essere chiusa senza l'istituzione di dazi antidumping.
Non essendo state accertate pratiche di dumping per quanto riguarda le importazioni di solfato di rame originario della Spagna, la relativa procedura può essere chiusa senza l'istituzione dei dazi antidumping.
Non sono state formulate obiezioni in merito in seno al comitato consultivo.
(17) Si deve stabilire un periodo durante il quale le parti interessate possono rendere note le proprie osservazioni e chiedere di essere sentite oralmente,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di solfato di rame, della sottovoce ex 28.38 A II della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 28.38-27, originario della Polonia.
2. L'importo del dazio corrisponde al 18 % del prezzo netto per tonnellata, franco frontiera comunitaria, dazi non corrisposti.
I prezzi franco frontiera comunitaria sono netti se nelle condizioni di vendita è stabilito che il pagamento venga effettuato entro trenta giorni dalla data di spedizione; il prezzo è aumentato o ridotto dell'1 % per ciascun differimento o anticipo di un mese nel termine di pagamento.
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è soggetta al deposito di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio. Articolo 2
Gli impegni offerti dalla Chimimport, Sofia, e dalla Chemolimex, Budapest, nell'ambito della procedura antidumping relativa alle importazioni di solfato di rame originario della Bulgaria e dell'Ungheria sono accettati.
Articolo 3
L'inchiesta antidumping relativa alle importazioni di solfato di rame originario della Bulgaria e dell'Ungheria è chiusa.
Articolo 4
La procedura antidumping relativa alle importazioni di solfato di rame originario della Spagna è chiusa.
Articolo 5
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 2176/84, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere sentite oralmente dalla Commissione.
Articolo 6
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 2176/84, l'articolo 1 del presente regolamento è applicabile per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non approvi misure definitive prima della scadenza di detto periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 15 ottobre 1984.

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