Document ID: 31988L0658

DIRETITVA DEL CONSIGLIO del 14 dicembre 1988 che modifica la direttiva 77/99/CEE relativa ai problemi sanitari in materia di scambi intracomunitari di prodotti a base di carne (88/658/CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3)
considerando che in seguito all'adozione, da parte del Consiglio, della direttiva 83/90/CEE, del 7 febbraio 1983, che modifica la direttiva 64/433/CEE relativa a problemi sanitari in materia di scambi intracomunitari di carni fresche (4), è opportuno modificare la direttiva 77/99/CEE (5), modificata da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3805/87 (6), al fine di armonizzare le norme applicabili alle carni e ai prodotti a base di carne;
considerando che occorre modificare la direttiva 77/99/CEE anche per tener conto dell'evoluzione scientifica e tecnica;
considerando che conviene stabilire norme per i piatti cucinati nella cui composizione entrano prodotti a base di carne;
considerando che taluni prodotti a base di carne devono rimanere esclusi dal campo di applicazione della direttiva;
considerando che pare necessario prevedere norme d'igiene per i contenitori;
considerando che i prodotti a base di carne destinati alla consegna diretta al consumatore debbono essere etichettati in conformità con la direttiva 79/112/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1978, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari destinati al consumatore finale, nonché la relativa pubblicità (7), modificata da ultimo dalla direttiva 86/197/CEE (8):
considerando che le procedure per l'ispezione, il riconoscimento e la revoca del riconoscimento degli stabilimenti, nonché la procedura da seguire in caso di disaccordo tra Stati membri, devono essere adattate affinché siano armonizzate con le norme di altre direttive adottate nel campo veterinario;
considerando che le norme relative ai controlli devono tener conto delle esigenze imperative del mercato interno;
considerando che è stato constatato che tutti gli Stati membri hanno una normativa nazionale che disciplina la composizione dei prodotti a base di carne e che limita gli additivi che possono essere impiegati per la fabbricazione di prodotti a base di carne; che l'esistenza di norme differenti in materia può essere contraria agli imperativi del mercato interno; che conviene pertanto prevedere una procedura che consenta di armonizzare queste norme relative alla composizione e che conviene rinviare ad una futura decisione nel quadro delle Comunità la fissazione di norme comuni che disciplinino l'impiego degli additivi per i prodotti a base di carne;
considerando che le temperature da rispettare durante il sezionamento e il confezionamento dei prodotti a base di carne sono stabiliti nell'allegato A della presente direttiva; che pertanto il riferimento ad una procedura volta a stabilire queste temperature può essere soppresso;
considerando che le disposizioni in materia di polizia sanitaria sono state adottate con la direttiva 80/215/CEE del Consiglio, del 22 gennaio 1980, relativa a problemi di polizia sanitaria negli scambi intracomunitari di prodotti a base di carni (9), modificata da ultimo dalla direttiva 87/491/ CEE (10)
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIREITIVA:
Articolo 1 Il testo degli articoli da 1 a 17 della direttiva 77/99/CEE è sostituito dal testo seguente:
Articolo 1La presente direttiva fissa prescrizioni sanitarie relative ai prodotti a base di carne destinati agli scambi intracomunitari.
Fatte salve le misure di divieto da adottare in applicazione della direttiva 80/215/CEE (11), la presente direttiva non si applica ai prodotti a base di carne:
a) contenuti nei bagagli personali dei viaggiatori, a condizione che non vengano successivamente utilizzati per fini commerciali;
b) oggetto di piccole spedizioni destinate a privati nella misura in cui si tratti di importazioni prive di carattere commerciale:
c) che si trovano sui mezzi di trasporto in servizio commerciale fra gli Stati membri, per l'alimentazione del personale e dei passeggeri.
Articolo 2
Ai sensi della presente direttiva si intendono per: a) prodotti a base di carne: i prodotti lavorati a partire da carne o con carne che è stata sottoposta ad un trattamento per cui la superficie di taglio a cuore permette di constatare la scomparsa delle caratteristiche delle carni fresche.
Tuttavia non sono considerati prodotti a base di carne:
i) le carni che sono state trattate soltanto con freddo, le quali restano disciplinate dalle norme della direttiva 64/433/CEE,
ii) i prodotti non rispondenti alla definizione del primo comma; questi prodotti sono disciplinati dalla direttiva 88/657/CEE del Consiglio, del 14 dicembre 1988, che fissa i requisiti relativi alla produzione ed agli scambi delle carni macinate, delle carni in pezzi di peso inferiore a cento grammi e delle preparazioni di carni e che modifica le direttive 64/433/CEE, 71/118/CEE e 72/462/CEE (12).
3. Inoltre non rientrano nel settore di applicazione della presente direttiva:
i) gli estratti di carne, i consommé di carne, i brodi di carne e le salse di carne nonché i prodotti analoghi, senza frammenti di carne;
ii) le ossa intere, frantumate o macinate, i peptoni di carne, le gelatine animali, le farine di carni, le cotenne in polvere, il plasma sanguigno, il sangue essiccato, il plasma sanguigno essiccato, le proteine cellulari, gli estratti di ossa e i prodotti analoghi;
iii) i grassi fusi provenienti dai tessuti animali;
iv) gli stomaci, le vesciche e le budella, puliti e lavati, salati o essiccati;
b) i) carni: le carni di cui:
- all'articolo 1 della direttiva 64/433/CEE,
- all'articolo 1 della direttiva 71/118/CEE,
- all'articolo 1 della direttiva 72/461/CEE,
- all'articolo 2 della direttiva 72/462/CEE,
- all'articolo 2 della direttiva 88/657/CEE;
ii) carni fresche: le carni fresche di cui rispettivamente allarticolo I delle direttiva 64/433/CEE, 71/118/CEE e 72/46l/CEE e all'articolo 2 della direttiva 72/462/CEE nonché le carni che rispondono alle prescrizioni della direttiva 88/657/CEE:
c) preparazioni di carne: preparazioni conformi alle condizioni dell'articolo 3 della direttiva 88/657/CEE:
d) trattamento: il riscaldamento, la salatura in superficie, la salatura in profondità o l'essiccazione delle carni fresche, associate o no ad altre derrate alimentari, oppure la combinazione di questi procedimenti;
e) riscaldamento: l'utilizzazione del calore secco o umidó;
f) salatura in superficie: l'utilizzazione di sali;
g) salatura in profondità: la diffusione di sali nella massa del prodotto;
h) stagionatura: trattamento delle carni crude salate, applicato in condizioni climatiche tali da provocare, nel corso di una riduzione lenta e graduale dell'umidità, l'evoluzione dei processi di fermentazione o enzimatici naturali comportanti nel tempo modifiche che conferiscono al prodotto caratteristiche organolettiche tipiche e ne garantiscono la conservazione e la salubrità in condizioni normali a temperature ambiente;
i) essiccazione: la riduzione naturale o artificiale dell'umidità;
j) piatti cucinati: prodotti a base di carne corrispondenti a preparazioni culinarie, cotte o precotte, per la cui conservazione non sono impiegati additivi di conservazione, condizionati;
k) paese speditore: lo Stato membro dal quale i prodotti a base di carne sono spediti in un altro Stato membro;
l) paese destinatario: lo Stato membro cui sono spediti i prodotti a base di carne provenienti da un altro Stato membro;
m) partita: il quantitativo di prodotto a base di carne scortato dallo stesso certificato sanitario;
n) confezionamento: l'operazione destinata a realizzare la protezione di un prodotto a base di carne mediante un primo involucro o un primo contenitore posti a diretto contatto con il prodotto, nonché il primo involucro o il primo contenitore stesso;
o) imballaggio: l'operazione consistente nel porre in un contenitore uno o più prodotti a base di carne confezionati o no, nonché il contenitore stesso;
p) contenitore ermeticamente chiuso: contenitore destinato a proteggere il contenuto contro l'introduzione di microrganismi durante e dopo il trattamento mediante calore e impenetrabile all'aria.
Articolo 31. Ogni Stato membro vigila affinché siano spediti dal suo territorio verso il territorio di un altro Stato membro unicamente i prodotti a base di carne che rispondono alle seguenti condizioni generali, fatte salve le condizioni di cui al paragrafo 3:
1) devono essere stati preparati in uno stabilimento riconosciuto e ispezionato in conformità dell'articolo 7;
2) devono essere stati preparati, immagazzinati e trasportati conformemente all'allegato A e, se sono immagazzinati in un magazzino frigorifero distinto dallo stabilimento, tale magazzino dev'essere riconosciuto e ispezionato conformemente all'articolo 8 della direttiva 64/433/CEE;
3) devono essere stati preparati:
a) con carni fresche, definite all'articolo 2, lettera b), punto ii), fermo restando che tali carni possono provenire:
i) conformemente alle direttive 64/433/CEE e 71/118/CEE, dallo Stato membro nel quale si effettua la preparazione o da qualsiasi altro Stato membro. Le carni suine riconosciute trichinate non devono essere utilizzate per la fabbricazione di prodotti a base di carne;
ii) conformemente all'articolo 5 bis della direttiva 72/461/CEE, dallo Stato membro nel quale la preparazione è effettuata;
iii) conformemente alla direttiva 72/462/CEE, da un paese terzo, direttamente o tramite un altro Stato membro;
iv) conformemente all'articolo 15 della direttiva 71/118/CEE, da un paese terzo, purché:
- i prodotti ottenuti da tali carni soddisfino alle esigenze della presente direttiva;
- tali prodotti non siano sottoposti alla bollatura sanitaria di cui all'allegato A, capitolo VI:
- gli scambi intracomunitari di tali prodotti continuino ad essere sottoposti alle disposizioni nazionali di ogni Stato membro;
b) con le carni di cui all'articolo 5, lettera a) della direttiva 64/433/CEE;
4) devono essere stati preparati con carni fresche rispondenti ai requisiti dell'allegato A, capitolo III;
5) devono essere stati sottoposti, conformemente all'allegato A, capitolo IV, a un controllo da parte dell'autorità competente e, qualora si tratti di un
contenitore ermeticamente chiuso, effettuato conformemente alle prescrizioni che saranno fissate, secondo le procedure previste all'articolo 18, entro il 31 marzo 1990;
6) devono sodisfare alle condizioni di cui all'articolo 4;
7) quando si ha confezionamento o imballaggio, devono essere confezionati e imballati conformemente all'allegato A, capitolo V;
8) devono essere muniti di bollo sanitario, conformemente all'allegato A, capitolo VI;
9) devono essere accompagnati, nel trasporto verso il paese destinatario, da un certificato sanitario, conformemente all'allegato A, capitolo VII. Questa prescrizione non è applicabile ai prodotti a base di carne in contenitori ermeticamente chiusi che hanno subito un trattamento di cui all'allegato B, capitolo II, punto I, lettera a), primo trattino se il bollo sanitario è applicato ad essi in modo indelebile, conformemente alle prescrizioni da stabilire secondo la procedura prevista all'articolo 18;
10) devono essere immagazzinati e trasportati verso il paese destinatario in condizioni sanitarie soddisfacenti, conformemente all'allegato A, capitolo VIlI.
2. I prodotti a base di carne non possono essere stati sottoposti a radiazioni ionizzanti, a meno che ciò sia giustificato da motivi di ordine medico e che sul prodotto e sul certificato sanitario sia chiaramente indicata tale operazione.
3. Gli Stati membri vigilano affinché, oltre ai requisti generali di cui ai paragrafi 1 e 2, i prodotti a base di carne rispondano alle seguenti condizioni:
a) devono essere stati preparati mediante riscaldamento, salatura in profondità o essiccazione; tali procedimenti possono essere combinati con l'affumicatura o la stagionatura, se del caso in condizioni microclimatiche particolari, ed associati, in particolare, a taluni additivi tecnologici di salatura in profondità, nell'osservanza dell'articolo 13. Essi possono anche essere associati ad altri prodotti alimentari e a condimenti;
b) possono essere ottenuti con un prodotto a base di carne o una preparazione di carne.
Articolo 4Per i prodotti a base di carne che non possono essere conservati a temperatura ambiente, il produttore deve indicare ai fini del controllo, in modo visibile e leggibile sull'imballaggio del prodotto, la temperatura alla quale il prodotto deve essere trasportato e immagazzinato e la durata per cui è garantita la sua conservazione.
Articolo 5Gli articoli 3 e 4 non si applicano ai prodotti a base di carne che vengono importati con l'autorizzazione del
paese destinatario per usi diversi dal consumo umano; in tal caso, il paese destinatario controlla che tali prodotti non vengano impiegati per scopi diversi da quelli per cui sono stati inviati in tale paese.
Articolo 6Gli Stati membri assicurano che gli scambi intracomunitari di piatti cucinati siano disciplinati dalle diposizioni previste per i prodotti a base di carne e che questi piatti soddisfino inoltre le prescrizioni dell'allegato B, capitolo III.
Articolo 71. Ciascuno Stato membro stabilisce un elenco degli stabilimenti da esso riconosciuti, dotati di un numero di riconoscimento veterinario. Esso comunica tale elenco agli altri Stati membri e alla Commissione.
Uno Stato membro riconosce uno stabilimento solo se esso soddisfa ai requisiti della presente direttiva. Lo Stato membro revoca il riconoscimento se le condizioni di quest'ultimo non sono più rispettate.
Lo Stato membro in questione tiene conto delle conclusioni di un eventuale controllo effettuato ai sensi dell'articolo 8. Gli Stati membri e la Commissione vengono informati del ritiro del riconoscimento.
2. Le ispezioni e la sorveglianza degli stabilimenti riconosciuti devono essere effettuate dall'autorità competente.
L'autorità competente deve avere libero accesso in ogni momento a tutti i reparti dello stabilimento per garantire l'osservanza delle disposizioni della presente direttiva.
3. Uno Stato membro, qualora ritenga, segnatamente in seguito ad una delle ispezioni di cui all'articolo 12, paragrafi 1 e 2, che le disposizioni per il riconoscimento non siano o non siano più rispettate in uno stabilimento ubicato in un altro Stato membro, ne informa la competente autorità centrale di tale Stato. Quest'ultima prende tutte le misure necessarie e comunica alla competente autorità centrale del primo Stato membro le decisioni prese con le relative motivazioni.
Qualora nutra il timore che tali misure non vengano. prese o non siano sufficienti, il primo Stato membro esamina, insieme allo Stato membro interessato, i mezzi per ovviare alla situazione, se del caso con una visita in loco.
Gli Stati membri interessati informano la Commissione sulle controversie e sulle soluzioni adottate.
Se tali Stati membri in questione non possono raggiungere un accordo, uno di essi ne investe entro un termine ragionevole la Commissione, che incarica uno o più
esperti veterinari di esprimere un parere. Tenuto conto di tale parere o del parere espresso ai sensi dell'articolo 8, gli Stati membri possono essere autorizzati, secondo la procedura prevista all'articolo 18, a rifiutare provvisoriamente l'introduzione nel proprio territorio di prodotti a base di carne provenienti da tale stabilimento. L'autorizzazione può essere revocata,tenuto conto di un nuovo parere elaborato da uno o più esperti veterinari, secondo la procedura prevista all'articolo 18.
Gli esperti veterinari devono avere la cittadinanza di uno Stato membro diverso da quelli in causa.
Le modalità generali d'applicazione del presente paragrafo sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 18.
Articolo 8L'articolo 9 della direttiva 64/433/CEE si applica, mutatis mutandis, agli stabilimenti di cui all'articolo 7.
Articolo 9In deroga alle condizioni stabilite nell'articolo 3, può essere deciso, conformemente alla procedura prevista all'articolo 18, che talune disposizioni della presente direttiva non siano applicabili ad alcuni prodotti che contengono altre derrate alimentari e in cui la percentuale di carne, di prodotti a base di carne o di preparazione di carne è minima.
Tali deroghe possono riguardare esclusivamente:
a) i requisiti di riconoscimento degli stabilimenti previsti dall'allegato A, capitolo I e dall'allegato B, capitolo I;
b) le condizioni di ispezione previste nell'allegato A, capitolo IV:
c) le condizioni relative alla bollatura sanitaria e al certificato sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, punti 8) e 9);
Nel concedere le deroghe previste dal presente articolo, si tiene conto sia della natura che della composizione del prodotto.
Nonostante le disposizioni del presente articolo, gli Stati membri vigilano affinché tutti i prodotti a base di carne destinati agli scambi intracomunitari siano prodotti sani, preparati con carni fresche, prodotti a base di carne o di prodotti di cui alle direttiva 88/657/CEE.
Articolo 10Il Consiglio, deliberando su proposta della Commissione da presentare anteriormente al 1o luglio 1990, stabilisce le disposizioni applicabili ai prodotti di cui all'articolo 2, lettera a), terzo comma.
Articolo 11
Gli Stati membri curano che i prodotti a base di carne siano sottoposti ad un controllo da effettuarsi dagli stabilimenti di cui all'articolo 7 sotto il controllo periodico del servizio ufficiale, per accertare che tali prodotti rispondano ai requisiti della presente direttiva.
Articolo 121. Fatti salvi gli articoli 7 e 8, un paese destinatario può verificare che ogni spedizione di prodotti a base di carne, esclusi i prodotti a base di carne di cui all'articolo 3, paragrafo 1, punto 9, seconda frase, sia accompagnata dal certificato sanitario conforme all'allegato A, capitolo VII.
2. Qualora esistano seri motivi di presumere irregolarità, il paese destinatario può procedere in modo non discriminatorio a controlli per verificare che siano rispettati i requisiti previsti dalla presente direttiva.
3. I controlli si effettuano normalmente nel luogo di destinazione delle merci o in qualsiasi altro luogo appropriato, purché la scelta di tale luogo causi il minor numero possibile di inconvenienti all'inoltro delle merci.
I controlli di cui ai paragrafi 1 e 2 non possono provocare, nell'inoltro o nell'immissione sul mercato delle merci, ritardi indebiti che potrebbero compromettere la qualità dei prodotti a base di carne.
4. Sel nel corso di un controllo effettuato in base al paragrafo 2 si constata che i prodotti a base di carne no soddisfano alle disposizioni della presente direttiva, l'autorità competente del paese destinatario può lasciare allo speditore, al destinatario o al loro mandatario la scelta tra il rinvio della merce o il suo impiego per altri scopi, purché non vi si frappongano considerazioni di carattere sanitario, o, nel caso contrario, la distruzione della spedizione. Vanno adottate in ogni caso misure di sicurezza per prevenire l'impiego inadeguato di tali prodotti a base di carne.
5. a) Le decisioni prese dall'autorità competente vengono comunicate allo speditore o al suo mandatario con l'indicazione dei motivi. Su richiesta di questi ultimi, i motivi di dette decisioni sono loro comunicate immediatamente, per iscritto, con l'indicazione delle possibilità di appello previste dalla vigente legislazione e delle forme e dei termini in cui tali appelli devono essere presentati.
b) Se le decisioni di cui alla lettera a) sono fondate sulla diagnosi di una malattia contagiosa o infettiva o di un'alterazione tale da costituire un pericolo per la salute umana, esse sono immediatamente comunicate alla competente autorità
centrale dello Stato membro dove ha avuto luogo la produzione e alla Commissione.
c) In seguito a tale comunicazione, possono essere prese opportune misure secondo la procedura prevista all'articolo 18, intese in particolare a coordinare le misure adottate in altri Stati membri per i prodotti a base di carne in causa.
Articolo 13In attesa dell'elaborazione, nell'ambito della legislazione comunitaria sugli additivi, dell'elenco dei prodotti alimentari, a cui possono essere aggiunti gli additivi il cui impiego è autorizzato e della determinazione delle condizioni di detta aggiunta e, se del caso, di una limitazione quanto alla finalità tecnologica della loro utilizzazione, le regolamentazioni nazionali nonché gli accordi bilaterali che esistono alla data della messa in applicazione della presente direttiva e che limitato l'utilizzazione di additivi nei prodotti oggetto della presente direttiva rimangono applicabili nel rispetto delle disposizioni generali del trattato, a condizione che siano applicati indistintamente alla produzione nazionale ed agli scambi.
Fino a che detto elenco sarà redatto rimangono in vigore le regolamentazioni nazionali e gli accordi bilaterali che disciplinano l'impiego di additivi per i prodotti oggetto della presente direttiva, nel rispetto delle disposizioni generali del trattato e della vigente normativa comunitaria in materia di additivi.
Articolo 14Gli allegati sono modificati dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione.
Articolo 15Il Consiglio, deliberando su proposta della Commissione, prende anteriormente al 1o gennaio 1991 una decisione concernente l'incorporazione di amido di proteine di origine animale o vegetale nei prodotti a base di carne, nonché le percentuali massime da autorizzarsi dal punto di vista tecnologico.
Fino all'adozione di detta decisione rimangono applicabili, nel rispetto delle disposizioni generali del trattato e, in particolare, a condizione che siano indistintamente applicate ai prodotti nazionali ed ai prodotti importati, le vigenti regolamentazioni nazionali che limitano l'impiego delle sostanze sudette, nonché gli accordi bilaterali conclusi alla data della notifica della presente direttiva e relativi a tale incorporazione, senza pregiudizio, tuttavia, delle iniziative per il loro ravvicinamento secondo una procedura comunitaria.
Gli Stati membri che autorizzano tale incorporazione assicurano che dell'incorporazione e dei prodotti incorporati di cui al primo comma sia fatta menzione sull'eti-
chetta, conformemente alle prescrizioni della direttiva 79/112/CEE.
Gli Stati membri che autorizzano l'incorporazione di proteine di origine vegetale come sostituto della carne devono assicurare che l'etichetta non comporti nessuna menzione che possa indurre l'utilizzatore a ritenere che il prodotto a base di carne sia ottenuto a partire da carne o con carne.
Articolo 161. La presente direttiva non pregiudica le possibilità di ricorso previste dalla legislazione vigente negli Stati membri contro le decisioni delle autorità competenti di cui alla presente direttiva.
2. Ciascuno Stato membro accorda agli speditori, i cui prodotti a base di carne non possono essere messi in circolazione, conformemente all'articolo 12, paragrafo 4, il diritto di ottenere il parere di un esperto. Ciascuno Stato membro provvede affinché gli esperti possano stabilire se le condizioni dell'articolo 12, paragrafo 4 siano state soddisfatte, prima che le autorità competenti adottino ogni ulteriore misura, quale la distruzione dei prodotti a base di carne stessi.
L'esperto deve avere la cittadinanza di uno degli Stati membri diverso dal paese speditore o dal paese destinatario.
Su proposta degli Stati membri, la Commissione fissa l'elenco degli esperti che potranno essere incaricati di fornire tali pareri. Essa determina, previa consultazione degli Stati membri, le modalità generali d'applicazione, in particolare per quanto riguarda la procedura da seguire nell'elaborazione di detti pareri.
Articolo 171. Fino all'attuazione delle disposizioni comunitarie relative alle importazioni di prodotti a base di carne provenienti dai paesi terzi, gli Stati membri applicano a dette importazioni disposizioni che non devono essere più favorevoli di quelle che regolano gli scambi intracomunitari. A tale scopo le importazioni devono provenire da uno stabilimento che rispetti almeno i requisiti di cui agli allegati A e B.
Per assicurare l'applicazione uniforme di queste disposizioni, esperti veterinari degli Stati membri e della Commissione effettuano controlli in loco.
Gli esperti degli Stati membri incaricati di questi controlli sono designati dalla Commissione su proposta degli Stati membri.
Questi controlli sono effettuati per conto della Comunità, la quale assume le spese degli stessi.
Tuttavia gli Stati membri sono autorizzati a continuare le ispezioni previste dalle disposizioni nazionali per gli stabilimenti dei paesi terzi di prodotti a base di carne, i quali non abbiano subito una ispezione secondo la procedura comunitaria.
Viene elaborato, secondo la procedura prevista all'articolo 18, un elenco degli stabilimenti che soddisfano i requisiti previsti negli allegati A e B.
2. I certificati d'igiene e di salubrità che accompagnano i prodotti al momento della loro importazione, nonché la forma e la natura della bollatura sanitaria di cui sono oggetto i prodotti, devono corrispondere ad un modello da determinare secondo la procedura prevista all'articolo 18.»
Articolo 2 Gli allegati A e B della direttiva 77/99/CEE sono sostituiti dagli allegati A, B e C della presente direttiva.
Articolo 3 Gli stati membri mettono in vigore le disposizion ilegislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 1o luglio 1990 e, per quanto riguarda l'osservanza delle disposizioni relative alle carni e preparazioni di cui alla direttiva 88/657/CEE, entro il 1o gennaio 1992. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Tuttavia la Repubblica ellenica dispone di un termine supplementare fino al 31 dicembre 1992 per conformarsi all'eccezione di cui all'articolo 3, paragrafo 1, punto 9) della direttiva 77/99/CEE.
Articolo 4 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 14 dicembre 1988.

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