Document ID: 31993R2477

REGOLAMENTO (CEE) N. 2477/93 DELLA COMMISSIONE del 6 settembre 1993 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di album per fotografie originari della Repubblica Popolare Cinese
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
sentito il comitato consultivo a norma del suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO (1) Nel maggio 1992, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2) la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di album per fotografie originari della Repubblica Popolare Cinese e ha iniziato l'inchiesta.
Il procedimento è stato avviato in seguito ad una denuncia presentata dal Comitato dei produttori europei di album per fotografie (CEPAM), per conto dei produttori che complessivamente rappresentavano la maggior parte della produzione comunitaria degli album in oggetto.
La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping sul prodotto originario della Repubblica Popolare Cinese e al pregiudizio notevole da esse derivante. Gli elementi di prova sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura del procedimento.
(2) La Commissione ha debitamente informato i produttori, gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i denunzianti e ha offerto alle parti direttamente interessate l'opportunità di comunicare osservazioni scritte e di chiedere di essere sentite.
Una società di Hong Kong che esporta album per fotografie rilegati originari della Repubblica Popolare Cinese, alcuni importatori nella Comunità e i produttori comunitari denunzianti hanno comunicato osservazioni scritte. Tutte le parti che ne hanno fatto richiesta sono state sentite.
(3) La Commissione ha inviato questionari alle parti notoriamente interessate e ha ricevuto informazioni scritte particolareggiate dai produttori comunitari denunzianti, da una società di Hong Kong che esporta album per fotografie rilegati originari della Repubblica Popolare Cinese e da alcuni importatori comunitari. Un produttore comunitario non denunziante non ha risposto alla richiesta della Commissione di presentare una versione non riservata delle informazioni comunicate. Ai sensi dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2423/88, si ritiene che la Commissione non debba tener conto delle informazioni comunicate da detto produttore. Gli altri produttori comunitari rappresentano comunque una parte sostanziale dell'industria comunitaria.
(4) La Commissione ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
a) Produttori comunitari denunzianti
Germania:
- Water Aulfes, Muenchen,
- Ludwig Fleischmann GmbH & Co. KG, Fulda,
- Karl Walther GmbH & Co. KG, Nettetal.
Paesi Bassi:
- Henzo BV, Roermond.
b) Esportatori di album per fotografie rilegati originari della Repubblica Popolare Cinese
- Climax Paper Converters Ltd, Hong Kong.
c) Importatore (indipendente)
Germania:
- KLS Service Non-Food-Vertriebs-Gesellscahft m.b.H. Kaarst.
(5) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping ha riguardato il periodo compreso tra il 1o aprile 1991 e il 31 marzo 1992 (periodo dell'inchiesta).
(6) La durata dell'inchiesta ha superato il normale periodo di un anno a causa del tempo necessario per individuare un adeguato paese di riferimento ai fini della determinazione del valore normale.
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE i) Descrizione del prodotto
(7) I prodotti oggetto della denuncia, riguardo ai quali è stato avviato il procedimento, sono gli album per fotografie rilegati (codice NC ex 4820 50 00).
(8) Gli album per fotografie legati a libro costituiscono una categoria specifica all'interno della gamma più generale di prodotti che comprende gli album legati ad anello, a vite e a spirale, nonché i tipi con alette (« flip-up ») e con taschine (« slip-in »). Questi ultimi hanno caratteristiche sufficientemente diverse che li differenziano dagli album rilegati. Nel precedente procedimento antidumping relativo agli album per fotografie originari della Corea del Sud e di Hong Kong di cui alla decisione 90/241/CEE della Commissione (3), gli album non legati a libro sono stati esclusi dall'applicazione delle misure di difesa, poiché l'industria comunitaria non forniva questi album in quantitativi sufficienti e quindi si sarebbe potuta verificare una situazione di carenza dell'offerta complessiva. Dall'analisi delle condizioni attuali risulta che la situazione di mercato relativa a questi tipi di album non è mutata. Si ritiene pertanto che gli album legati a libro debbano essere esclusi dal presente procedimento.
La categoria degli album rilegati comprende gli album tradizionali e quelli autoadesivi. Gli album tradizionali sono costituiti da pagine di cartone, con interfogli di pergamena parzialmente trasparenti, sui quali le fotografie sono incollate con appositi adesivi. Gli album autoadesivi hanno pagine coperte da una pellicola adesiva che permette di inserire le fotografie senza utilizzare altri dispositivi. Tutti i tipi di album hanno caratteristiche fisiche simili e le stesse applicazioni e pertanto costituiscono un unico prodotto. Questa conclusione è confermata dal fatto che i diversi tipi sono formati da un corpo di pagine interne sulle quali è stata incollata una copertina con un processo di legatura tradizionale.
Gli album rilegati, anche se sono diversi in termini di dimensioni, tipo di copertina e numero di pagine, hanno la stessa funzione di conservare e mantenere in ordine le fotografie e a loro volta possono essere sistemati su scaffali come i libri. Gli album rilegati tradizionali e autoadesivi sono inoltre intercambiabili, in concorrenza diretta e non possono essere differenziati come prodotti distinti.
ii) Prodotto simile
(9) Tutti i tipi di album rilegati prodotti e venduti nella Corea del Sud, che è stata scelta come paese analogo ad economia di mercato ai fini della determinazione del valore normale (cfr. punto 20) e quelli prodotti e venduti dai produttori comunitari hanno le stesse caratteristiche tecniche e fisiche degli album esportati dalla Repubblica Popolare Cinese. La Commissione ritiene quindi che gli album per fotografie rilegati prodotti e venduti nella Comunità siano prodotti simili rispetto a quelli venduti nella Corea del Sud e a quelli importati dalla Repubblica Popolare Cinese, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
(10) La società di Hong Kong, Climax Paper Converters Ltd ha affermato che gli album per fotografie rilegati provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese sono di qualità inferiore, hanno un aspetto diverso e sono costituiti di materiali differenti. È stato quindi affermato che questi prodotti occupano il segmento inferiore del mercato, mentre la produzione comunitaria soddisfa la domanda del segmento superiore. Questa argomentazione non può essere accolta. È stato infatti accertato che i produttori comunitari non fabbricano più unicamente album di lusso e di prezzo elevato e che i loro prodotti non presentano differenze immediatamente evidenti rispetto a quelli cinesi. Gli album rilegati di origine comunitaria e cinese hanno inoltre le stesse caratteristiche fisiche e tecniche essenziali e quindi rientrano nella stessa categoria di prodotti simili. Le eventuali differenze qualitative tra gli album importati originari della Cina e quelli di produzione comunitaria non sono sufficienti per rendere i prodotti essenzialmente diversi.
Gli album rilegati costituiscono comunque un prodotto unico e il mercato comunitario dei prodotti in oggetto, di origine comunitaria o cinese, è omogeneo e non divisibile in segmenti.
C. TRATTAMENTO INDIVIDUALE (11) Soltanto una società con sede a Hong Kong, Climax Paper Converters, ha risposto al questionario della Commissione. La società ha iniziato ad esportare nella Comunità album per fotografie rilegati originari 2 Repubblica Popolare Cinese nel 1990.
La produzione realizzata nella Repubblica Popolare Cinese, secondo quanto afferma la società, è un'attività distaccata della società di Hong Kong e quindi non è effettuata alcuna fatturazione per il trasferimento del prodotto finito tra lo stabilimento situato nella Repubblica Popolare Cinese e la società di Hong Kong. L'esportatore ha sostenuto che la società opera esclusivamente secondo principi di redditività e che essa prende liberamente tutte le decisioni commerciali relative alla gestione della produzione e delle vendite. La società, mettendo in evidenza il fatto di essere l'unica ad aver collaborato, ha quindi chiesto che nella valutazione del dumping fosse fissato un margine individuale nei suoi confronti.
(12) Benché in alcuni precedenti procedimenti antidumping sia stato accordato il trattamento individuale ad alcuni esportatori della Repubblica Popolare Cinese, che avevano tra l'altro potuto dimostrare di essere indipendenti dallo Stato nella gestione della politica di esportazione e nella determinazione dei relativi prezzi, nel corso del presente procedimento la Commissione è giunta alla conclusione che per diversi motivi la questione debba essere esaminata con la massima prudenza.
(13) In primo luogo occorre ricordare che a norma del regolamento (CEE) n. 2423/88 i regolamenti antidumping devono indicare il paese e il prodotto su cui è istituito il dazio. Il dazio individuale non è quindi imposto dal regolamento di base e si applica soltanto quando costituisce un provvedimento più equilibrato e più efficace contro le pratiche di dumping rispetto al dazio unico per paese.
(14) In secondo luogo, per quanto riguarda i paesi di cui all'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88 (compresa la Repubblica Popolare Cinese) non è possibile tener conto dell'efficienza o dei vantaggi comparati dei singoli esportatori ai fini della determinazione del valore normale, poiché quest'ultimo deve essere stabilito in base ai prezzi o ai costi in un paese ad economia di mercato. L'unico modo per applicare un trattamento individuale agli esportatori di tali paesi è di tener conto dei rispettivi prezzi all'esportazione. Questo metodo, in linea di massima, produce risultati individuali distorti e quindi impropri, in quanto non tiene conto dell'efficienza e dei vantaggi comparati dei singoli esportatori, né delle caratteristiche dei prodotti.
(15) In terzo luogo, per un paese come la Repubblica Popolare Cinese, è estremamente difficile stabilire se un'azienda sia, di fatto e di diritto, realmente indipendente dallo Stato e in particolare se l'indipendenza apparente di cui beneficia un'azienda in un dato momento abbia carattere permanente. La Repubblica Popolare Cinese si trova in una fase di transizione da un'economia interamente controllata dallo Stato ad un'economia parzialmente orientata verso il mercato. Il controllo dello Stato si esercita tuttora su molti aspetti della vita economica, mentre le basi giuridiche e le istituzioni necessarie per il funzionamento dell'economia di mercato non sono ancora sufficientemente sviluppate e note agli operatori economici e ai funzionari. Non è quindi possibile accertare che i contratti e le garanzie giuridiche siano effettivamente applicati e che le attività degli esportatori siano indipendenti da interferenze del governo. Appare invece evidente che su tutta l'attività economica in Cina prevale tuttora l'influenza dello Stato. Quest'ultimo, infatti, oltre a controllare l'erogazione di energia, può modificare in qualsiasi momento le norme sull'assunzione e sulle retribuzioni dei lavoratori, nonché imporre vincoli alla convertibilità della moneta e ai trasferimenti valutari.
(16) La Commissione infine non è attualmente in grado di verificare in loco le dichiarazioni degli esportatori cinesi, principalmente a causa delle difficoltà inerenti allo svolgimento dei controlli nei paesi che hanno un'economia pianificata. È tra l'altro estremamente difficile per la Commissione verificare se determinati accordi che apparentemente garantiscono una certa indipendenza dallo Stato in materia di politica delle esportazioni siano autentici oppure fittizi, in particolare quando tali accordi sono stati conclusi in previsione di eventuali azioni antidumping.
(17) Dato che l'applicazione del trattamento individuale può implicare l'istituzione di aliquote di dumping improprie e offrire l'opportunità allo Stato di eludere le misure antidumping convogliando, interamente o in parte, le esportazioni attraverso l'esportatore al quale è stato imposto il dazio antidumping inferiore, la Commissione e il Consiglio hanno concluso che eventuali deroghe alla norma generale secondo la quale deve essere stabilito un unico dazio antidumping per i paesi a commercio di Stato, devono essere applicate unicamente quando è possibile accertare che non sorgano le difficoltà suesposte.
(18) Nel caso in esame la produzione nella Repubblica Popolare Cinese è disciplinata da un accordo concluso tra la società di Hong Kong e le autorità cinesi. L'accordo non stabilisce che le operazioni di produzione in Cina siano pienamente indipendenti dal controllo dello Stato. La produzione è effettuata in uno stabilimento in cui la società di Hong Kong utilizza le proprie macchine e impiega personale proprio. La stabilimento è tuttavia di proprietà di un ente pubblico cinese, che fornisce anche i dirigenti e la manodopera, con il quale la società di Hong Kong ha firmato l'accordo. Per quanto riguarda le sue attività economiche, l'ente pubblico dipende dalle autorità dello Stato. Dalla formulazione di alcune disposizioni dell'accordo, in particolare per quanto riguarda la gestione dello stabilimento, nonché l'assunzione del personale e le condizioni salariali, si può dedurre che la gestione della produzione e dell'attività commerciale non è del tutto indipenente dal controllo delle autorità cinesi.
Nella documentazione presentata si faceva inoltre riferimento ad un altro accordo, alle cui condizioni devono attenersi le parti contraenti del primo accordo. Il testo del secondo accordo non è stato comunicato alla Commissione perché, secondo quanto è stato affermato, era stato concluso tra due parti cinesi e non poteva essere divulgato. Secondo le informazioni comunicate, l'accordo fissava le condizioni offerte per stimolare gli investimenti esteri nella regione cinese interessata. Queste condizioni si applicano alla gestione delle operazioni commerciali dello stabilimento cinese che produce album per fotografie.
Pe questi motivi e alla luce degli elementi esposti nei punti da 13 a 17, la Commissione conclude che nel caso in esame e nelle attuali circostanze non è opportuno considerare singolarmente gli esportatori interessati.
D. DUMPING i) Valore normale
(19) La Climax Paper Converters Ltd, con sede a Hong Kong, è stata l'unica società che abbia pienamente collaborato al procedimento. La società ha sostenuto che gli album da essa commercializzati sono prodotti in uno stabilimento situato nella Repubblica Popolare Cinese e successivamente esportati nella Comunità attraverso Hong Kong, dove si trovano le infrastrutture di vendita. La Commissione ha accertato che i prodotti in oggetto erano effettivamente fabbricati nella Repubblica Popolare Cinese e erano quindi di origine cinese. In tali circostanze il valore normale è stato determinato in riferimento al paese d'origine.
Per sabilire il valore normale la Commissione doveva tener conto del fatto che la Cina non è paese ad economia di mercato e quindi ha dovuto effettuare i calcoli in base al valore normale del prodotto in oggetto in un paese ad economia di mercato, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88. A questo proposito la società di Hong Kong ha proposto di stabilire il valore normale in base ai dati relativi ai mercati dell'Indonesia oppure della Corea del Sud. I produttori dei due paesi sono stati consultati. Nessun produttore indonesiano era disposto a collaborare, ma una società ha fornito informazioni dalle quali risultava che nel paese era fabbricata soltanto una gamma limitata dei prodotti in questione.
(20) Due società sudcoreane che hanno accettato di collaborare producono modelli identici o analoghi a quelli esportati dalla Repubblica Popolare Cinese. La Corea del Sud è stata considerata un paese di mercato adatto ai fini del confronto, data la presenza di numerosi produttori in concorrenza per le vendite del prodotto simile. I produttori della Corea del Sud e della Repubblica Popolare Cinese fruiscono inoltre di condizioni analoghe per quanto riguarda l'accesso alle materie prime e il mercato sudcoreano è sufficientemente rappresentativo rispetto al volume delle esportazioni di album di origine cinese.
(21) Gli album per fotografie venduti sul mercato interno sudcoreano hanno diverse caratteristiche supplementari rispetto ai modelli cinesi esportati nella Comunità. Si è quindi ritenuto che l'unico metodo valido per stabilire il valore normale fosse il calcolo del valore costruito in base al costo di produzione dei modelli coreani esportati nella Comunità che avevano caratteristiche analoghe ai modelli cinesi. Al costo di produzione è stato aggiunto un importo per tener conto delle spese generali, amministrative e di vendita e un margine di profitto, secondo l'articolo 2, paragrafo 3, lettera b) e l'articolo 2, paragrafo 5, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
(22) Sono stati così calcolati tutti i costi fissi e variabili sostenuti nel corso di normali operazioni commerciali dai produttori coreani che esportano modelli simili. Per stabilire l'importo relativo alle spese generali, amministrative e di vendita e al profitto, sono stati calcolati i margini medi dei due produttori coreani relativi alle vendite sul mercato interno. Tali margini sono stati quindi imputati al costo di produzione dei singoli modelli.
ii) Prezzi all'esportazione
(23) Per determinare il prezzo all'esportazione, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che non è stato accertato il prezzo del prodotto venduto all'esportazione nella Comunità direttamente dalla Repubblica Popolare Cinese. Pertanto, ai fini della comparabilità tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, quest'ultimo è stato costruito in base al prezzo al quale il prodotto in oggetto è stato rivenduto dalla società di Hong Kong agli acquirenti indipendenti nella Comunità, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88. Secondo tali norme è stato detratto un margine stimato per i profitti realizzati sulle vendite effettuate attraverso Hong Kong.
Poiché le informazioni ricevute dalla Commissione non riguardavano tutte le esportazioni del prodotto cinese, è stato considerato opportuno stabilire i prezzi dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88. Si premierebbe infatti la mancata collaborazione se si ritenesse che queste esportazioni siano state vendute nella Comunità a prezzi superiori ai valori minimi accertati per le esportazioni per le quali sono state fornite informazioni. Non esistono inoltre motivi per ritenere che questi prodotti siano stati venduti effettivamente a prezzi superiori. I prezzi all'esportazione di questi prodotti, che rappresentavano circa il 40 % di tutte le esportazioni in questione nella Comunità, sono stati quindi stabiliti in base al volume significativo delle esportazioni oggetto di dumping per le quali erano disponibili informazioni.
iii) Confronto
(24) Il confronto è stato effettuato FOB frontiera cinese per tener conto delle condizioni di vendita. Il valore normale e il prezzo all'esportazione sono stati confrontati in base alle singole transazioni. Sono state effettuate detrazioni per tener conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, come quelle inerenti a caratteristiche fisiche, oneri all'importazione e spese di vendita, quando le richieste sono state considerate giustificate ai sensi dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
Ai fini di un equo confronto con i modelli cinesi si è tenuto debitamente conto delle differenze inerenti alle caratteristiche fisiche, quali il numero e la dimensione dei fogli e le dimensioni della copertina. Dal valore normale è stato detratto un importo corrispondente agli oneri all'importazione che gravano sui materiali incorporati nel prodotto simile e si è tenuto conto delle diverse spese di vendita, per salvaguardare la comparabilità con il prezzo all'esportazione dalla Cina. Dal prezzo all'esportazione dei prodotti cinesi è stato inoltre detratto un importo stimato per i costi direttamente collegati alla vendita all'esportazione.
iv) Margine di dumping
(25) Nei confronti della Repubblica Popolare Cinese è stato determinato un unico margine di dumping in base alla media ponderata del margine di dumping relativo alle esportazioni per le quali sono state comunicate informazioni e del margine di dumping determinato in base agli elementi disponibili, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, per quanto riguarda le restanti esportazioni per le quali non sono state comunicate informazioni. Quest'ultimo margine di dumping, calcolato in base a un volume significativo delle esportazioni dei prodotti di origine cinese effettuate dalla società di Hong Kong, è pari al 32,3 %, mentre il margine accertato per le esportazioni per le quali sono state fornite informazioni complete da parte dell'esportatore di Hong Kong è dell'11,5 %. Pertanto, in base alla media ponderata, il margine di dumping unico per le esportazioni della Repubblica Popolare Cinese è stato fissato al 19,4 %.
E. INDUSTRIA COMUNITARIA (26) Secondo le informazioni di cui dispone la Commissione, nella Comunità operano altre società oltre ai cinque produttori rappresentati dal CEPAM. Alla luce delle informazioni raccolte durante l'inchiesta è stato possibile stabilire che nel periodo dell'inchiesta i produttori comunitari membri del CEPAM rappresentavano almeno il 78 % della produzione complessiva di album per fotografie rilegati nella Comunità. In tali circostanze la Commissione ha concluso che i cinque produttori membri del CEPAM costituivano l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
F. PREGIUDIZIO i) Volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping
(27) Dato che il codice della nomenclatura combinata nel quale rientrano gli album per fotografie rilegati comprende anche altri tipi di album, non sono disponibili cifre esatte sulle importazioni totali e sul consumo complessivo del prodotto in oggetto. In base alle informazioni ottenute nel corso dell'inchiesta la Commissione ha tuttavia stabilito che tra il gennaio 1990 e il marzo 1992 il consumo non ha subito variazioni sostanziali, rimanendo intorno alle 17 000 t all'anno. Il consumo è passato da 15 528 t nel 1989 a 16 900 t nel periodo dell'inchiesta.
(28) Nello stesso periodo le importazioni oggetto di dumping dalla Cina sono passate da 671,5 t a 3 581 t, con un incremento del 433 %. La corrispondente quota di mercato, tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta, è passata dal 4,3 % al 21,2 %. Nello stesso periodo la quota di mercato dell'industria comunitaria è scesa dal 43,8 % al 40,6 %.
ii) Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
(29) La Commissione ha confrontato i prezzi, dopo lo sdoganamento, dei singoli modelli degli album per fotografie rilegati esportati dalla Cina nella Comunità attraverso l'esportatore di Hong Kong, allo stesso livello commerciale, con la media ponderata dei prezzi franco fabbrica dei modelli comparabili venduti dai produttori comunitari. È stato accertato che ciascun modello era stato venduto a prezzi inferiori a quelli dei prodotturi comunitari. Dopo l'applicazione di alcuni adeguamenti per tener conto di differenze secondarie relative alle caratteristiche fisiche, la sottoquotazione dei prezzi era compresa tra il 3 % e il 37,9 %. Per quanto riguarda gli altri produttori cinesi, per gli stessi motivi già esposti nel punto 23 è stato ritenuto che il margine di sottoquotazione non fosse inferiore alla media ponderata della sottoquotazione relativa all'esportatore di Hong Kong, ovvero al 32,1 %.
iii) Situazione dell'industria comunitaria
a) Produzione e sfruttamento degli impianti
(30) La produzione annua dell'industria comunitaria è passata da 6,003 Mio di unità (7 226 t circa) nel 1989 a 7,094 Mio di unità (8 623 t) nel 1991. Nel periodo dell'inchiesta, tuttavia, in termini quantitativi la produzione è scesa a 6 425 Mio di unità (7 802 t), con un calo del 9,43 %. L'indice di sfruttamento degli impianti dell'industria comunitaria, pari al 75 % circa tra il 1989 e il 1991, è sceso al 67 % nel periodo dell'inchiesta.
b) Volume delle vendite e delle scorte
(31) Le vendite dei prodotti dell'industria comunitaria sono passate da 5,325 Mio di unità (6 808 t) nel 1989 a 6,286 Mio di unità (7 741 t) nel 1991. Nel periodo dell'inchiesta, tuttavia, le vendite sono scese a 5,575 Mio di unità (6 854 t). Al calo delle vendite nel periodo dell'inchiesta corrisponde l'aumento delle scorte, pari al 18,4 % tra il 1991 e la fine di detto periodo.
c) Prezzi
(32) Tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta i prezzi dei modelli che rappresentano circa il 70 % della produzione comunitaria sono aumentati, in media podnerata, dello 0,8 % circa. Nel 1991 l'industria comunitaria è riuscita ad aumentare del 4 % i prezzi di alcuni modelli, ma l'umento globale è stato insufficiente per evitare un netto deterioramento dei risultati finanziari dei produttori comunitari.
d) Redditività
(33) Il profitto globale realizzato sulle vendite dei prodotti in questione nel periodo dell'inchiesta era inferiore allo 0,2 %. L'industria comunitaria non ha potuto aumentare i prezzi in misura sufficiente per ottenere un adeguato margine di utile. Alcuni modelli, commercializzati in quantitativi sostanziali sul mercato comunitario tanto dall'importatore, quanto dai produttori comunitari, sono stati venduti in perdita in tutto il periodo oppure a partire dal periodo dell'inchiesta.
e) Occupazione
(34) Tra il 1989 e la fine del periodo dell'inchiesta l'occupazione nell'industria comunitaria è scesa del 7 %.
iv) Conclusione
(35) In base agli elementi suesposti e in particolare in considerazione dell'insufficiente livello dei profitti realizzati nel periodo dell'inchiesta sulle vendite in diminuzione, la Commissione, ai fini delle risultanze provvisorie, ha concluso che l'industria comunitaria degli album per fotografie rilegati ha subito un pregiudizio notevole ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
G. PREGIUDIZIO PROVOCATO DALLE PRATICHE DI DUMPING (36) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio notevole subito dall'industria comunitaria sia stato causato dalle pratiche di dumping e se altri fattori abbiano potuto provocare, almeno in parte, detto pregiudizio.
i) Incidenza delle importazioni oggetto di dumping
(37) Le conseguenze delle importazioni di album rilegati dalla Cina devono essere esaminate alla luce delle misure antidumping istituite nel maggio 1990 sulle importazioni nella Comunità degli stessi prodotti originari della Corea del Sud e di Hong Kong.
In seguito all'istituzione di tali misure tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta le importazioni dalla Corea del Sud e da Hong Kong sono diminuite costantemente e in misura significativa. Tali importazioni sono state tuttavia sostituite soltanto in parte dalle vendite dell'industria comunitaria, che nuovamente iniziarono a declinare nel corso del 1991. Nel 1990 soltanto le importazioni cinesi sono aumentate in misura rilevante. Queste importazioni corrispondono a quelle precedentemente provenienti da Hong Kong, in quanto nel 1989 e nel 1990 la Climax Paper Converters Ltd e gli altri esportatori che non hanno collaborato al procedimento hanno trasferito la produzione da Hong Kong alla Repubblica Popolare Cinese. Le importazioni dalla Cina hanno inoltre parzialmente sostituito quelle dalla Corea del Sud a detrimento dell'industria comunitaria. Il mercato comunitario degli album per fotografie è trasparente e sensibile alle variazioni dei prezzi. Pertanto, nel periodo dell'inchiesta, a causa del costante aumento dei quantitativi di prodotti di origine cinese venduti a prezzi nettamente inferiori a quelli dei produttori comunitari, i quantitativi venduti dall'industria comunitaria con profitti descrescenti oppure in perdita sensibilmente diminuiti.
(38) Da quanto precede risulta che la pressione esercitata dalle importazioni dei prodotti cinesi oggetto di dumping ha impedito all'industria comunitaria di beneficiare pienamente delle misure antidumping istituite nel 1990 nei confronti di altre importazioni del prodotto simile e nel periodo dell'inchiesta ha avuto effetti negativi in termini di volume delle vendite, quota di mercato, consistenza delle scorte e risultati finanziari.
ii) Conseguenze di altri fattori
(39) Il volume delle importazioni nella Comunità di album per fotografie rilegati originari di altri paesi è rimasto stabile oppure è diminuito. Le importazioni dalla Corea del Sud e da Hong Kong sono diminuite, probabilmente a causa delle misure antidumping istituite sui prodotti simili nel 1990.
(40) Dalle statistiche comunitarie risulta un aumento delle importazioni di album classificati al codice NC 4820 50 00 dall'Indonesia. Secondo le informazioni fornite dagli importatori comunitari, le importazioni di album legati a libro dall'Indonesia sono trascurabili, dato che quasi tutti i prodotti importati con il codice suddetto sono costituiti da album con alette e con taschine, nonché da album rilegati ad anello. In considerazione del volume trascurabile delle importazioni di album legati a libro dall'Indonesia, la Commissione conclude che la loro incidenza sull'industria comunitaria è stata comunque irrilevante.
(41) La Commissione ha quindi concluso che il volume sostanziale delle importazioni oggetto di dumping dalla Cina, che coincide con il calo della produzione comunitaria tra il 1991 e la fine del periodo dell'inchiesta, nonché la rilevante sottoquotazione dei prezzi, hanno avuto conseguenze negative sul mercato comunitario degli album per fotografie rilegati. Il pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria è stato pertanto provocato dalle importazioni oggetto di dumping dei prodotti originari della Cina, considerate isolatamente.
H. INTERESSE DELLA COMUNITÀ (42) Per valutare l'interesse della Comunità la Commuissione tiene conto di alcuni elementi essenziali e, tra l'altro, del fatto che il principale obiettivo delle misure antidumping è di eliminare le distorsioni della concorrenza derivanti da pratiche commerciali sleali e di ripristinare una situazione di concorrenza aperta e leale, nell'interesse generale della Comunità. Inoltre, se non venissero istituite misure provvisorie si rischierebbe di aggravare la situazione già critica dell'industria comunitaria, la cui sopravvivenza è minacciata a causa dell'insufficiente redditività.
(43) Se l'industria comunitaria dovesse cessare la produzione, la Comunità sarebbe interamente dipendente da importazioni da paesi terzi per soddisfare la domanda del mercato. Tale situazione potrebbe avere anche gravi conseguenze per l'industria a monte, che fornisce carta, cartone, vinile e carta pergamenata.
(44) Per quanto riguarda gli interessi dei consumatori del prodotto in oggetto nella Comunità, i vantaggi di prezzo di cui beneficiano a breve termine devono essere valutati rispetto alle conseguenze a lungo termine del mancato ripristino di condizioni di concorrenza leale. In mancanza, infatti, di adeguate misure sarebbe gravemente minacciata la capacità di sopravvivenza dell'industria comunitaria, la cui scomparsa implicherebbe una riduzione dell'offerta e della concorrenza a detrimento dei consumatori.
(45) La Commissione rileva che il ripristino di condizioni di concorrenza aperta e leale sul mercato non dovrebbe impedire ai produttori cinesi di operare in modo concorrenziale sul mercato comunitario. Le misure antidumping si limiterebbero ad eliminare le distorsioni della concorrenza provocate dal dumping e quindi non impedirebbero ai fornitori di paesi terzi di soddisfare la domanda con prodotti venduti a prezzi equi. Nel caso in esame il margine di dumping è inferiore all'importo necessario per eliminare interamente il pregiudizio (cfr. punto 50). Sarà quindi eliminato unicamente l'elemento sleale del vantaggio di prezzo degli esportatori. In tali circostanze gli esportatori possono essere pienamente competitivi in base agli effettivi vantaggi comparati.
(46) La sola società di Hong Kong che, a conoscenza della Commissione, importa gli album per fotografie rilegati di origine cinese, ha sostenuto che l'istituzione di misure è contraria all'interesse della Comunità. Tali misure infatti favorirebbero i produttori di altri paesi terzi, in particolare l'Indonesia e quindi non tutelerebbero l'industria comunitaria denunziante. Dall'inchiesta è emerso tuttavia che il volume delle importazioni di album per fotografie rilegati originari dell'Indonesia è trascurabile e che comunque l'eventuale sostituzione delle importazioni dalla Cina sul mercato comunitario sarebbe dovuta unicamente alla normale concorrenza delle forze di mercato, dato che i bassi prezzi di cui hanno beneficiato gli acquirenti degli album di origine cinese derivavano da pratiche commerciali sleali. Non è quindi possibile giustificare il perdurare di una situazione di bassi prezzi dovuta a pratiche scorrette.
(47) Dopo aver esaminato gli interessi generali e specifici in causa, è stato concluso a titolo provvisorio che nella fattispecie l'istituzione di misure contribuirà a ripristinare condizioni di concorrenza leale eliminando il pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping. L'industria comunitaria avrà quindi l'opportunità di beneficiare di consistenti investimenti effettuati negli ultimi anni e al tempo stesso saranno salvaguardati gli interessi delle aziende comunitarie che forniscono i prodotti semilavorati.
(48) La Commissine ritiene pertanto che nell'interesse della Comunità debbano essere adottate misure antidumping, in forma di dazio provvisorio, per evitare che nel corso del procedimento le importazioni oggetto di dumping provochino un ulteriore pregiudizio.
I. DAZIO (49) Per determinare l'aliquota del dazio provvisorio, la Commissione ha tenuto conto dei margini di dumping accertati e dell'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
(50) Il pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di dumping deriva principalmente dalla sottoquotazione dei prezzi. Poiché la differenza tra i prezzi dei prodotti cinesi e quelli applicati dai produttori comunitari, in media ponderata, è superiore al margine di dumping accertato, il dazio provvisorio deve corrispondere al margine di dumping unico, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88 (cfr. punto 25).
(51) Ai fini della correttezza amministrativa, è opportuno fissare un termine entro il quale le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni e chiedere di essere sentite. Occorre inoltre precisare che tutte le risultanze elaborate nel presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate qualora la Commissione proponga l'istituzione di un dazio definitivo,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di album per fotografie rilegati di cui al codice NC ex 4820 50 00, originari della Repubblica Popolare Cinese.
2. L'aliquota del dazio applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è la seguente:
del dazio provvisorio.
Articolo 2
Salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro un mese dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni scritte e chiedere di essere sentite dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Salvo gli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima della scadenza di detto periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 6 settembre 1993.

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