Document ID: 31996L0049

DIRETTIVA 96/49/CE DEL CONSIGLIO del 23 luglio 1996 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose per ferrovia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 75,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
deliberando a norma della procedura di cui all'articolo 189 C del trattato (3),
(1) considerando che nel corso degli ultimi anni il trasporto di merci pericolose per ferrovia è aumentato in misura significativa, con il conseguente aumento dei rischi in caso di incidenti e che pertanto devono essere adottate misure affinché questo genere di trasporto si effettui nelle migliori condizioni di sicurezza possibili;
(2) considerando che tutti gli Stati membri della Comunità sono parti contraenti della convenzione relativa ai trasporti ferroviari internazionali (COTIF), che nell'appendice B definisce le norme uniformi concernenti il contratto di trasporto ferroviario internazionale di merci (CIM), il cui allegato 1 contiene il regolamento concernente il trasporto internazionale di merci pericolose per ferrovia (RID), e che l'ambito geografico d'applicazione della convenzione si estende al di là della Comunità;
(3) considerando che detta convenzione non contempla il trasporto nazionale di merci pericolose per ferrovia; che è quindi importante assicurare l'applicazione uniforme delle norme di sicurezza armonizzate in tutta la Comunità; che il mezzo più appropriato per pervenirvi è allineare al RID le legislazioni degli Stati membri;
(4) considerando che, nel rispetto del principio di sussidiarietà, il ravvicinamento delle legislazioni deve essere realizzato per assicurare ai trasporti nazionali e internazionali un elevato livello di sicurezza, per garantire l'eliminazione delle distorsioni della concorrenza, rendendo più agevole la libera circolazione di merci e servizi in tutta la Comunità, e per assicurare la coerenza con le altre disposizioni comunitarie;
(5) considerando che le disposizioni della presente direttiva non pregiudicano l'impegno assunto dalla Comunità e dai suoi Stati membri, in base agli obiettivi fissati al capitolo 19 del piano d'azione 21 della Conferenza della CNUED di Rio de Janeiro nel giugno del 1992, di sforzarsi d'armonizzare per l'avvenire i sistemi di classificazione delle sostanze pericolose;
(6) considerando che ancora non esiste una legislazione comunitaria specifica per disciplinare le condizioni di sicurezza inerenti al trasporto degli agenti biologici e dei microrganismi geneticamente modificati, che sono oggetto delle direttiva 90/219/CEE (4), 90/220/CEE (5) e 90/679/CEE (6);
(7) considerando che le disposizioni della presente direttiva lasciano impregiudicate altre disposizioni comunitarie in materia di sicurezza dei lavoratori e di tutela dell'ambiente;
(8) considerando che gli Stati membri debbono poter applicare alla circolazione sul loro territorio norme specifiche per il trasporto di merci pericolose per ferrovia;
(9) considerando che gli Stati membri, per quanto concerne i trasporti interni di merci pericolose per ferrovia, devono mantenere il diritto di applicare provvisoriamente norme conformi alle raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto multimodale di merci pericolose nella misura in cui il RID non è ancora armonizzato con tali regole, che devono favorire il trasporto intermodale di merci pericolose;
(10) considerando che ciascuno Stato membro deve conservare il diritto di disciplinare o proibire, unicamente per motivi non inerenti alla sicurezza, il trasporto nazionale di talune merci pericolose per ferrovia;
(11) considerando che occorre tener conto delle misure di sicurezza più rigorose applicate nel tunnel sotto la Manica, a causa delle sue caratteristiche specifiche, in particolare il suo percorso e la sua estensione, e prevedere altresì la possibilità per gli Stati membri di introdurre misure dello stesso tipo qualora si presentino situazioni analoghe; che alcuni Stati membri devono poter applicare norme più rigorose per il materiale destinato al trasporto in funzione della temperatura ambiente;
(12) considerando che, per tener conto dell'importanza degli investimenti necessari nel settore, occorre fissare un periodo transitorio che consenta agli Stati membri di mantenere temporaneamente talune disposizioni specifiche nazionali circa i requisiti di costruzione o utilizzazione di cisterne, recipienti, imballaggi o di un codice di azione d'urgenza;
(13) considerando che non deve essere ostacolata la realizzazione di nuovi sviluppi tecnologici e industriali e che devono essere previste a tal fine deroghe temporanee;
(14) considerando che le disposizioni del RID autorizzano la conclusione di accordi in deroga allo stesso e che il numero elevato di accordi conclusi su base bilaterale o tra gli Stati membri ostacola la libera prestazione dei servizi di trasporto delle merci pericolose; che l'introduzione delle necessarie disposizioni nell'allegato della presente direttiva dovrebbe eliminare la necessità di tali deroghe; che occorre concedere un periodo transitorio nel corso del quale gli accordi in vigore possano essere ancora applicati tra gli Stati membri;
(15) considerando che i trasporti ferroviari di merci pericolose diretti verso o provenienti da uno Stato terzo sono autorizzati purché siano effettuati in base alle disposizioni del RID; che tuttavia, nel caso dei trasporti provenienti da o diretti verso Repubbliche dell'ex Unione sovietica che non sono parti contraenti della COTIF, occorre prevedere che gli Stati membri abbiano il diritto di adottare misure appropriate per tali trasporti, e che garantiscano un livello di sicurezza equivalente a quello previsto dal RID;
(16) considerando che la presente direttiva deve poter essere adattata rapidamente al progresso tecnico, in particolare attraverso l'adozione di nuove disposizioni nel contesto del RID; che occorre a tal fine istituire un comitato ed una procedura di stretta cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione nell'ambito di detto comitato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
CAPITOLO I Campo di applicazione
Articolo 1
1. La presente direttiva si applica al trasporto di merci pericolose effettuato per ferrovia all'interno degli Stati membri o tra di essi. Tuttavia gli Stati membri possono escludere dal suo campo di applicazione il trasporto per ferrovia delle merci pericolose effettuato con materiali di trasporto che appartengono alle forze armate o che si trovano sotto la responsabilità di queste ultime.
2. Le disposizioni della presente direttiva non pregiudicano in alcun modo il diritto degli Stati membri di stabilire, nel rispetto del diritto comunitario, requisiti specifici in materia di sicurezza al trasporto nazionale o internazionale di merci pericolose per ferrovia, nella misura in cui l'allegato della presente direttiva non disciplina tale settore, in particolare per quanto riguarda:
- la circolazione dei treni,
- la successione dei vagoni merci nei treni, nell'ambito del traffico nazionale,
- le norme di esercizio relative alle operazioni correlate al trasporto, come lo smistamento o lo stazionamento,
- la formazione del personale e la gestione delle informazioni relative alle merci pericolose trasportate,
- le norme speciali relative al trasporto di merci pericolose in treni passeggeri.
Articolo 2
Ai fini della presente direttiva si intende per:
- «RID», il regolamento concernente il trasporto internazionale di merci pericolose per ferrovia, di cui all'allegato I dell'appendice B della convenzione relativa ai trasporti ferroviari internazionali (COTIF), e successive modifiche;
- «CIM», le regole uniformi concernenti il contratto di trasporto ferroviario internazionale di merci di cui all'appendice B della convenzione relativa ai trasporti ferroviari internazionali (COTIF), e successive modifiche;
- «merci pericolose», le materie e gli oggetti il cui trasporto per ferrovia è vietato o ammesso dall'allegato della presente direttiva soltanto a determinate condizioni;
- «trasporto», qualsiasi operazione di trasporto di merci pericolose per ferrovia, effettuata in tutto o in parte nel territorio di uno Stato membro, comprese le operazioni di carico e scarico, il trasferimento da un modo di trasporto ad un altro e le soste rese necessarie dalle condizioni di trasporto, disciplinati dall'allegato della presente direttiva, fatte salve le disposizioni stabilite dalle legislazioni degli Stati membri sulla responsabilità derivante da tali operazioni. Le operazioni di trasporto effettuate interamente all'interno del perimetro di un'impresa sono escluse da questa definizione.
Articolo 3
1. Fatto salvo l'articolo 6, le merci pericolose il cui trasporto è vietato dalle disposizioni dell'allegato della presente direttiva non possono essere trasportate per ferrovia.
2. Salvo disposizioni contrarie della presente direttiva, e fatte salve le normative relative all'accesso delle imprese ferroviarie al mercato o le normative applicabili in maniera generale al trasporto ferroviario di merci, il trasporto di merci pericolose per ferrovia è autorizzato a condizione che siano rispettate le norme fissate nell'allegato.
CAPITOLO II Deroghe, restrizioni ed esenzioni
Articolo 4
Ai fini delle operazioni di trasporto effettuate sul loro territorio nazionale, gli Stati membri possono mantenere in vigore le disposizioni delle proprie legislazioni nazionali in materia di trasporto di merci pericolose per ferrovia che sono compatibili con le raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose, fino a quando l'allegato della presente direttiva sia modificato per essere adeguato alle suddette raccomandazioni. In tal caso essi ne informano la Commissione.
Articolo 5
1. Senza pregiudizio di altre disposizioni comunitarie, gli Stati membri conservano il diritto di disciplinare o vietare, unicamente per motivi non inerenti alla sicurezza durante il trasporto, segnatamente per motivi inerenti alla pubblica sicurezza ed alla tutela dell'ambiente, il trasporto di alcune merci pericolose sul loro territorio.
2. a) Per quanto riguarda le operazioni di trasporto effettuate attraverso il tunnel sotto la Manica, la Francia e il Regno Unito possono imporre disposizioni più rigorose di quelle previste dall'allegato. Dette disposizioni sono portate a conoscenza della Commissione, che ne informa gli altri Stati membri.
b) Qualora uno Stato membro ritenga che debbano essere applicate disposizioni più rigorose alle operazioni di trasporto effettuate sul loro territorio attraverso tunnel aventi caratteristiche analoghe al tunnel sotto la Manica, ne informa la Commissione, la quale, secondo la procedura di cui all'articolo 9, decide se il tunnel in questione presenti caratteristiche analoghe. Le disposizioni adottate da uno Stato membro sono notificate alla Commissione, che ne informa gli altri Stati membri.
c) Gli Stati membri in cui la temperatura ambiente scende regolarmente al di sotto dei 20 °C possono imporre norme più rigorose in materia di temperatura di funzionamento del materiale destinato al trasporto nazionale di merci pericolose per ferrovia effettuato sul loro territorio, fino all'inserimento nell'allegato di disposizioni sulle temperature di riferimento adeguate per le varie zone climatiche.
3. Uno Stato membro, se ritiene, a seguito di un incidente, che le disposizioni applicabili in materia di sicurezza possono essere migliorate, in modo da limitare maggiormente i rischi inerenti alle operazioni di trasporto e se è necessario intervenire con urgenza, notifica alla Commissione i provvedimenti che intende adottare quando questi si trovano in fase di progettazione. La Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo 9, decide se autorizzare o meno l'applicazione di tali provvedimenti e ne stabilisce la durata.
4. Gli Stati membri possono mantenere tutte le disposizioni nazionali applicabili al 31 dicembre 1996 riguardanti i trasporti e gli imballaggi di materie contenenti diossina o furano.
Articolo 6
1. Gli Stati membri possono autorizzare il trasporto per ferrovia sul loro territorio di merci pericolose classificate, imballate ed etichettate in base ai requisiti internazionali in materia di trasporto marittimo o aereo, ogniqualvolta il percorso implichi un viaggio marittimo o aereo.
Quando un viaggio nazionale o internazionale include il trasporto per mare, gli Stati membri possono applicare anche disposizioni aggiuntive rispetto a quelle previste nell'allegato della presente direttiva, per tener conto delle norme internazionali relative al trasporto marittimo, comprese le norme internazionali relative al trasporto per traghetto.
2. Le disposizioni dell'allegato in merito al tipo di documenti di trasporto richiesti o all'uso delle lingue nella marcatura o nella documentazione di trasporto necessaria non si applicano alle operazioni di trasporto limitate al territorio di un singolo Stato membro. Gli Stati membri possono autorizzare l'uso di documenti e di lingue diverse da quelle contemplate nell'allegato per le operazioni di trasporto limitate al loro territorio.
3. Gli Stati membri possono autorizzare, unicamente sul loro territorio, l'utilizzazione di vagoni costruiti anteriormente al 1° gennaio 1997 che non sono conformi alla presente direttiva, ma che sono stati costruiti secondo le disposizioni nazionali in vigore fino al 31 dicembre 1996, sempreché i vagoni in questione siano mantenuti in condizioni atte a garantire i livelli di sicurezza prescritti.
4. Gli Stati membri possono mantenere in vigore le disposizioni nazionali esistenti al 31 dicembre 1996 in materia di costruzione, impiego e condizioni di trasporto delle cisterne e dei contenitori nuovi, definiti nella classe 2 dell'allegato, anche se esse differiscono dalle disposizioni dell'allegato, fino a quando non siano inseriti nell'allegato con lo stesso carattere vincolante delle disposizioni in essa contenute, riferimenti alle norme per la costruzione e l'uso delle cisterne e dei recipienti e comunque non oltre il 31 dicembre 1998. I contenitori e le cisterne fabbricati anteriormente al 1° gennaio 1999 e mantenuti ai livelli di sicurezza prescritti possono continuare ad essere utilizzati alle condizioni di origine.
5. Gli Stati membri possono mantenere in vigore disposizioni nazionali diverse da quelle dell'allegato in materia di temperatura di riferimento per il trasporto sul loro territorio di gas liquidi o di miscele di gas liquidi, fino a quando le disposizioni relative alle temperature di riferimento per determinate zone climatiche siano inserite nelle norme europee e se ne faccia riferimento nell'allegato.
6. Gli Stati membri possono autorizzare, per il trasporto sul loro territorio, l'impiego di imballaggi costruiti e non certificati secondo quanto disposto dal RID anteriormente al 1° gennaio 1997, purché tali imballaggi portino la data di fabbricazione e siano in grado di superare le prove previste dalle disposizioni nazionali vigenti al 31 dicembre 1996, e purché tali imballaggi siano mantenuti ai livelli di sicurezza necessari (inclusi, ove richiesto, controlli ed ispezioni), secondo il seguente schema: i grandi contenitori metallici di merce alla rinfusa e i fusti di metallo con una capacità superiore a 50 litri possono essere utilizzati per un periodo massimo di quindici anni a decorrere dalla data di fabbricazione; gli altri imballaggi metallici e tutti gli imballaggi in materie plastiche possono essere utilizzati per un periodo massimo di cinque anni a partire dalla data di fabbricazione, ma non oltre il 31 dicembre 1998.
7. Gli Stati membri possono autorizzare fino al 31 dicembre 1998 il trasporto, sul loro territorio, di determinate merci pericolose imballate anteriormente al 1° gennaio 1997, a condizione che esse siano classificate, imballate ed etichettate in base ai requisiti stabiliti dalle disposizioni nazionali in vigore anteriormente al 1° gennaio 1997.
8. Per le operazioni nazionali di trasporto per ferrovia effettuate sul loro territorio, gli Stati membri possono mantenere le disposizioni delle loro legislazioni nazionali in vigore al 31 dicembre 1996 per quanto riguarda l'apposizione di un codice di azione d'urgenza in sostituzione del numero di identificazione del pericolo, prescritto dall'allegato.
9. Previa consultazione della Commissione, gli Stati membri possono continuare ad applicare disposizioni meno rigorose di quelle dell'allegato al trasporto per ferrovia, effettuato sul loro territorio, di piccole quantità di talune merci pericolose, escluse le materie aventi un livello medio o alto di radioattività.
10. Gli Stati membri possono autorizzare, sul loro territorio, singole operazioni di trasporto di merci pericolose oppure trasporti vietati dalle disposizioni dell'allegato o trasporti effettuati in condizioni diverse da quelle previste all'allegato.
11. Nel rispetto del diritto comunitario, la presente direttiva lascia impregiudicato il diritto degli Stati membri di autorizzare, previa consultazione della Commissione, su tragitti debitamente designati del loro territorio, trasporti regolari di merci pericolose facenti parte di un processo industriale definito, che sono vietati in base alle disposizioni dell'allegato, oppure effettuati in condizioni diverse da quelle previste nel suddetto allegato allorché tali operazioni rivestano un carattere locale e siano rigorosamente controllate in condizioni chiaramente definite.
12. A condizione che siano rispettati i requisiti di sicurezza, gli Stati membri possono accordare deroghe temporanee alle disposizioni dell'allegato al fine di svolgere sul loro territorio le verifiche necessarie per apportare a tali disposizioni le modifiche necessarie per adeguarlo al progresso tecnico e industriale. La Commissione è informata in merito e comunica le suddette informazioni agli altri Stati membri.
Le deroghe temporanee, convenute tra le autorità competenti degli Stati membri in base all'allegato devono concretarsi in un accordo multilaterale proposto alle autorità competenti di tutti gli Stati membri dall'autorità che prende l'iniziativa dell'accordo. La Commissione ne è informata.
Le deroghe di cui al primo e secondo comma sono accordate senza discriminazioni basate sulla nazionalità o sul luogo di stabilimento del mittente, del trasportatore o del destinatario, per un periodo massimo di cinque anni e non sono rinnovabili.
13. Entro e non oltre il 31 dicembre 1998, gli Stati membri possono applicare gli accordi esistenti con altri Stati membri, senza discriminazioni basate sulla nazionalità o sul luogo di stabilimento del mittente, del trasportatore o del destinatario. In futuro, tutte le deroghe devono essere conformi al disposto del paragrafo 12.
14. Nel rispetto del diritto comunitario la presente direttiva non pregiudica il diritto degli Stati membri di autorizzare, previa consultazione della Commissione, per trasporti locali su brevi distanze limitati all'interno delle zone portuali, aeroportuali o su siti industriali, operazioni di trasporto di merci pericolose a condizioni meno rigorose di quelle stabilite nell'allegato.
Articolo 7
1. Fatte salve le disposizioni nazionali o comunitarie in materia di accesso al mercato, il trasporto di merci pericolose per ferrovia tra il territorio della Comunità e i paesi terzi è autorizzato nella misura in cui esso è conforme alle disposizioni del RID.
2. La presente direttiva non pregiudica il diritto degli Stati membri di stabilire per il loro territorio, previa informazione della Commissione, normative riguardanti i trasporti di merci pericolose per ferrovia effettuati a partire da e aventi come destinazione le Repubbliche dell'ex Unione sovietica che non sono parti contraenti della COTIF. Tali normative sono applicabili unicamente ai trasporti per ferrovia di merci pericolose (in colli, alla rinfusa o in cisterne) mediante vagoni ferroviari autorizzati in uno Stato che non è parte contraente della COTIF. Con misure ed obblighi appropriati, gli Stati membri interessati garantiscono il mantenimento di un livello di sicurezza equivalente a quello previsto dalla normativa del RID. Per taluni Stati membri le disposizioni contenute nel presente comma non si applicheranno ai vagoni-cisterna.
CAPITOLO III Disposizioni finali
Articolo 8
Le modifiche necessarie per adeguare l'allegato al progresso scientifico e tecnico nei settori oggetto della presente direttiva, al fine di tener conto degli emendamenti al RID, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 9.
Articolo 9
1. La Commissione è assistita dal comitato per il trasporto di merci pericolose istituito dall'articolo 9 della direttiva 94/55/CE del Consiglio (7), in appresso denominato «comitato», composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato esprime il suo parere sul progetto entro un termine che il Presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è espresso alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il Presidente non partecipa alla votazione.
3. a) La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.
b) Se le misure previste non sono conformi al parere espresso dal comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se, alla scadenza di un termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui è stato adito, il Consiglio non ha deliberato, la Commissione adotta le misure proposte.
Articolo 10
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva anteriormente al 1° gennaio 1997. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste devono contenere un riferimento alla presente direttiva od essere corredate da siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
Articolo 11
La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nelle Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 12
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 23 luglio 1996.

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