Document ID: 32000D0795

Decisione della Commissione
del 22 dicembre 1999
relativa all'aiuto di Stato concesso dalla Spagna in favore di Ramondín SA y Ramondín Cápsulas SA
[notificata con il numero C(1999) 5203]
(Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2000/795/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni a norma di detto articolo(1) e viste le osservazioni trasmesse,
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1) Con lettera del 2 ottobre 1997 (registrata il 23 ottobre 1997 con il n. SG A/38452), il sig. Sanz Alonso, presidente della Comunità Autonoma di La Rioja, ha presentato una denuncia in merito a presunti aiuti di Stato concessi a Ramondín SA (in appresso "Ramondín").
(2) Con lettera del 2 gennaio 1998 (D/50003), la Commissione ha comunicato al governo spagnolo tale denuncia, invitandolo a presentare, entro il termine di 15 giorni lavorativi, tutte le osservazioni ed informazioni utili per consentirle di valutare l'eventuale esistenza di misure di aiuto, a norma dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(3) A seguito di un sollecito, inviato dalla Commissione l'11 marzo 1998 (D/51136), le autorità spagnole hanno presentato le loro osservazioni e fornito informazioni con lettera del 13 marzo 1998 (registrata lo stesso giorno con il numero SG A/32119).
(4) Con lettera del 18 giugno 1998 (D/52538), la Commissione ha comunicato alla Comunità Autonoma di La Rioja la risposta delle autorità spagnole. Con lettera del 17 luglio 1998 (D/53048), la Commissione ha richiesto informazioni supplementari alle istituzioni di La Rioja, che hanno completato la denuncia con lettera del 10 luglio 1998 (registrata il 13 luglio 1998 con il n. SG A/35419) e del 2 ottobre 1998 (registrata il 5 ottobre 1998 con il n. SG A/37220).
(5) Alla luce delle osservazioni apparse sulla stampa (El Correo del 4 ottobre 1998), gli aiuti citati sono stati iscritti nel registro degli aiuti non notificati con il numero NN117/98.
(6) Sulla base delle osservazioni ed informazioni trasmesse dalle autorità spagnole, nonché degli ulteriori dati trasmessi dalle istituzioni di La Rioja, la Commissione, con lettera del 26 ottobre 1998 (D/54346), ha invitato il governo spagnolo a fornire, entro il termine di 15 giorni lavorativi, informazioni dettagliate relative all'investimento effettuato da Ramondín a Laguardia - che, secondo le informazioni apparse sulla stampa, era intanto passato dalla fase di semplice progetto a quella esecutiva - nonché in merito agli aiuti regionali e fiscali eventualmente concessi a Ramondín. Nella stessa lettera si segnalava che la Commissione, qualora constati che un aiuto è stato concesso o modificato senza previa notifica, ha il potere, dopo avere dato allo Stato membro la possibilità di esprimersi in merito a tali misure, di ingiungere, con una decisione preliminare, la sospensione immediata della concessione dell'aiuto, nonché di chiedere che le siano trasmessi, entro i termini fissati, tutti i documenti, le informazioni ed i dati necessari per valutare la compatibilità dell'aiuto con il mercato comune. Di conseguenza, la Commissione ha informato il governo spagnolo di non poter escludere di dover ordinare la sospensione dell'erogazione degli aiuti, in attesa di una valutazione sul merito del caso in esame.
(7) Il governo spagnolo ha risposto alla lettera della Commissione del 26 ottobre 1998 con lettere del 22 dicembre 1998 (registrata il 5 gennaio 1999 con il n. SG A/30062) e del 5 gennaio 1999 (registrata il 6 gennaio 1999 con il n. SG A/30110).
(8) Con lettera del 30 aprile 1999 [SG (99) D/2945], la Commissione ha notificato al governo spagnolo la sua decisione di avviare la procedura prevista all'articolo 88, paragrafo 2, in merito agli aiuti fiscali concessi a Ramondín(2). Nella lettera citata, la Commissione ha chiesto al governo spagnolo di fornirle informazioni supplementari e di sospendere la concessione degli aiuti fiscali già concessi a Ramondín.
(9) Con lettera del 27 maggio 1999 (registrata il 10 giugno 1999 con il n. A/34343), le autorità spagnole hanno fornito alla Commissione informazioni in merito alla richiesta di sospensione del pagamento, che era stata notificata dalla Commissione con lettera del 30 aprile 1999.
(10) Con lettera del 31 maggio 1999 (registrata l'8 giugno 1999 con il n. A/34240), Ramondín ha richiesto copia della decisione di avviare la procedura, notificata al governo spagnolo con lettera della Commissione del 30 aprile 1999.
(11) Con lettera del 15 giugno 1999 (D/52539), la Commissione ha inviato a Ramondín copia di tale decisione.
(12) La Commissione, dopo ricezione della lettera del governo spagnolo del 27 maggio 1999, lo ha invitato, con lettera del 15 giugno 1999 (D/52543), a precisare quali misure erano state adottate per conformarsi alla richiesta di sospensione degli aiuti, notificata con lettera della Commissione del 30 aprile 1999.
(13) Il governo spagnolo ha risposto alla lettera della Commissione del 30 aprile 1999 con lettera del 29 giugno 1999 (registrata il 30 giugno 1999 con il n. SG A/34867) e dell'8 luglio 1999 (registrata il 13 luglio 1999 con il n. SG A/35270).
(14) Con lettera del 5 luglio 1999 (registrata il 19 luglio 1999 con il n. A/35494), l'amministrazione provinciale di Álava ("Diputación Foral"), in risposta alla lettera della Commissione del 15 giugno 1999 (D/52543), ha fornito informazioni supplementari in merito alle misure da essa adottate per rispettare la richiesta di sospensione di erogazione degli aiuti, notificata con lettera della Commissione del 30 aprile 1999.
(15) Con lettere del 30 luglio 1999 (registrata il 4 agosto 1999 con il n. A/36070), del 9 agosto 1999 (registrata l'11 agosto 1999 con il n. A/36242)(3) e del 10 agosto 1999 (registrata l'11 agosto 1999 con il n. A/36243)(4), tre parti interessate hanno presentato le loro osservazioni. Con lettera del 26 agosto 1999 (D/63580), tali osservazioni sono state comunicate al governo spagnolo. Le autorità spagnole non hanno risposto a tali osservazioni.
II. DENUNCIA PRESENTATA DALLA COMUNITÀ AUTONOMA DI LA RIOJA
(16) Con lettera del 2 ottobre 1997, il sig. Sanz Alonso, presidente della Comunità Autonoma di La Rioja, regione spagnola limitrofa al "Territorio storico di Álava", ha presentato una denuncia relativa alle circostanze che hanno indotto la società Ramondín, che fabbrica capsule di metallo per sigillare i tappi delle bottiglie di vino, a trasferire i suoi impianti industriali da Logroño (La Rioja) a Laguardia (Álava, Paese Basco), a cinque chilometri dalla sede attuale.
(17) Nella sua denuncia, il sig. Sanz Alonso affermava che la decisione di Ramondín era motivata dalle agevolazioni fiscali e dagli aiuti pubblici all'investimento rispettivamente proposti dalla "Diputación Foral" (consiglio provinciale) di Álava e dalla Comunità Autonoma del Paese Basco. Il sig. Sanz Alonso chiedeva alla Commissione di verificare la compatibilità con il trattato non già del regime fiscale o "foral" vigente nel Paese Basco, bensì degli effetti e delle conseguenze delle agevolazioni concesse nel quadro di tale regime, nonché del cumulo di tali aiuti con altri aiuti concessi a Ramondín in virtù dei regimi di aiuto autorizzati dalla Commissione.
III. L'IMPRESA RAMONDÍN ED IL SUO INVESTIMENTO A LAGUARDIA
(18) Ramondín, società costituita secondo il diritto spagnolo nel 1933, è specializzata nella fabbricazione di capsule utilizzate per sigillare i tappi di sughero delle bottiglie di vino, spumante ed altre bevande di qualità. Dal 1971, la società ha sede a Logroño (La Rioja). La società ha tre centri di produzione (Logroño, Bordeaux e Città del Messico), nonché affiliate negli Stati Uniti, Scozia, Cile, Australia e Cina. Secondo le informazioni contenute nel piano di investimenti presentato alle autorità autonome basche, Ramondín detiene una quota del 40 % circa del mercato mondiale delle capsule di stagno, con una produzione di 480 milioni di capsule. Gli altri concorrenti detengono le seguenti quote di mercato:
SPAZIO PER TABELLA
(19) Nel 1997, Ramondín occupava 300 persone e il suo fatturato era pari a 24 milioni di EUR, di cui il 70 % realizzato da vendite effettuate fuori della Spagna. Tale dato, unitamente al fatto che esiste un numero limitato di fornitori sul mercato mondiale, indica che il prodotto in questione è oggetto di scambi commerciali tra gli Stati membri.
(20) Il 15 dicembre 1997, Ramondín ha costituito una nuova società, Ramondín Cápsulas SA (in appresso, "Ramondín Cápsulas"), che ha iniziato la sua attività nel settembre 1999. Secondo le previsioni, Ramondín Cápsulas doveva rilevare tutte le attività di Ramondín, che avrebbe cessato la sua attività alla fine del 1999.
(21) Dalle informazioni comunicate dalle autorità spagnole alla Commissione risulta che Ramondín aveva inizialmente l'intenzione di effettuare un investimento di 4270 milioni di ESP, che includeva sia il trasferimento dei vecchi impianti da La Rioja a Laguardia (Álava), sia l'acquisizione di nuove attività fisse.
(22) In seguito, Ramondín ha deciso di canalizzare i nuovi investimenti tramite Ramondín Cápsulas, il cui capitale è detenuto al 99,8 % da Ramondín.
(23) Secondo le autorità spagnole, la nuova impresa aveva l'intenzione di investire 1950 milioni di ESP nel periodo 1998-2000 per la costruzione di una fabbrica a Laguardia (Álava), che avrebbe disposto di tre impianti di produzione, due destinati alla fabbricazione di capsule per sigillare i tappi delle bottiglie, ed il terzo alla laminazione del piombo da utilizzare in batterie elettriche.
(24) Il piano di investimenti inizialmente presentato alle autorità regionali basche prevedeva la creazione di 30 posti di lavoro e considerava ammissibili i seguenti costi:
SPAZIO PER TABELLA
(25) Secondo le previsioni di Ramondín, tale investimento doveva consentire di realizzare un fatturato di 5000 milioni di ESP nel 1999 e di 5960 milioni di ESP (35,32 milioni di EUR) nel 2001.
IV. MISURE DI AIUTO, AVVIO DELLA PROCEDURA A NORMA DELL'ARTICOLO 88, PARAGRAFO 2, DEL TRATTATO, INGIUNZIONE DI FORNIRE INFORMAZIONI E DI SOSPENDERE L'EROGAZIONE DELL'AIUTO
(26) Ramondín e Ramondín Cápsulas hanno beneficiato delle seguenti misure di aiuto:
- sovvenzione di 150 milioni di ESP - concessa a Ramondín Cápsulas il 15 ottobre 1998, con decisione del governo basco, nel quadro del programma di aiuti regionali Ekimen(5), per un investimento di 1754 milioni di ESP, pari ad un'intensità dell'8,55 % ESL. Il massimale fissato per gli aiuti regionali destinati al Paese Basco è del 25 % ESN(6),
- credito fiscale del 45 % calcolato sull'importo totale dell'investimento di 3857 milioni di ESP, concesso a Ramondín dalla decisione 738/97 della Diputación Foral di Álava del 21 ottobre 1997, adottata in virtù di una disposizione fiscale contenuta nella legge finanziaria del Territorio storico(7),
- riduzione del 99 %, 75 %, 50 % e 25 % della base imponibile dell'imposta sulle società, applicabile, rispettivamente, per quattro esercizi consecutivi, a decorrere dal primo esercizio in cui risulti positiva la base imponibile della società; tale riduzione si applica alle imprese di nuova creazione, a condizione che effettuino investimenti per un importo minimo di 80 milioni di ESP e creino un numero minimo di 10 posti di lavoro(8). Ramondín Cápsulas, in quanto impresa di nuova creazione, può beneficiare di tale riduzione.
(27) Inoltre, Ramondín e Álava Agencia de Desarrollo SA, organismo di sviluppo controllato dalle autorità del Territorio storico di Álava, hanno concordato un prezzo di 2500 ESP/m2 per un lotto di terreno di 55050 m2 nella zona industriale di Casablanca, a Laguardia (Álava).
(28) Sulla base di tali elementi, il 30 aprile 1999, la Commissione ha notificato alle autorità spagnole la sua decisione di:
- ingiungere alla Spagna di fornirle le informazioni necessarie per valutare se l'aiuto all'investimento concesso a Ramondín nel quadro del regime Ekimen fosse conforme alla decisione di autorizzazione della Commissione ("ingiunzione di fornire informazioni in merito al regime Ekimen"). La Commissione, tenendo conto che si trattava del semplice trasferimento di una fabbrica a 5 km dalla sua sede attuale, aveva espresso dubbi in merito alla possibilità di considerare l'investimento di Ramondín come un "investimento iniziale" ai sensi degli "Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale(9)",
- di avviare la procedura a norma dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato in merito agli aiuti fiscali di cui aveva beneficiato Ramondín, vale a dire: i) un credito fiscale pari al 45 % dell'importo totale dell'investimento e ii) una riduzione della base imponibile applicabile alle società di nuova creazione, a condizione che investano un importo minimo di 80 milioni di ESP e creino almeno 10 posti di lavoro ("avvio della procedura"),
- di ingiungere alla Spagna di sospendere immediatamente l'erogazione degli aiuti fiscali citatati nel paragrafo precedente ("ingiunzione di sospendere l'erogazione dell'aiuto"),
- di ingiungere al governo spagnolo di trasmettere tutte le informazioni necessarie per consentirle di valutare se esistesse un elemento di aiuto di Stato nella transazione immobiliare citata (ingiunzione di fornire "informazioni relative al terreno").
V. RISPOSTA DEL GOVERNO SPAGNOLO ALLA DECISIONE DI AVVIARE LA PROCEDURA A NORMA DELL'ARTICOLO 88, PARAGRAFO 2, DEL TRATTATO, ALL'INGIUNZIONE DI FORNIRE INFORMAZIONI E DI SOSPENDERE L'EROGAZIONE DEGLI AIUTI
V.1. Avvio della procedura
(29) Con lettera del 27 maggio 1999, le autorità spagnole hanno comunicato che il regime fiscale di cui ha beneficiato la società Ramondín Cápsulas deriva dall'applicazione di un regime fiscale generale e che, di conseguenza, non si tratta di un aiuto di Stato a favore di Ramondín Cápsulas, bensì "dell'applicazione" automatica di un credito fiscale, nonché del riconoscimento che la riduzione della base imponibile sopra citata è applicabile a tale impresa.
V.2. Ingiunzione di sospendere l'erogazione dell'aiuto
(30) Con lettera del 27 maggio 1999, le autorità spagnole hanno informato la Commissione del fatto che la sospensione del credito fiscale non era necessaria, poiché esso non si configurava come un aiuto di Stato.
(31) Nella risposta alla lettera della Commissione del 15 giugno 1999 (D/52543), nella quale essa invitava il governo spagnolo a comunicare le misure adottate per conformarsi all'ingiunzione di sospendere l'erogazione degli aiuti fiscali, le autorità spagnole hanno precisato che Ramondín Cápsulas poteva beneficiare delle agevolazioni fiscali solo a decorrere dall'inizio della sua attività (settembre 1999) e a condizione di conseguire un utile. Le autorità spagnole hanno inoltre comunicato che avrebbero adottato le misure necessarie alla sospensione del credito fiscale quando fossero soddisfatte le condizioni d'applicazione delle agevolazioni fiscali.
V.3. Ingiunzione di fornire informazioni in merito al regime Ekimen
(32) Le autorità autonome basche hanno confermato la concessione di una sovvenzione di 0,9 milioni di EUR (150 milioni di ESP) a favore di Ramondín Cápsulas. Tali autorità hanno inoltre confermato che l'investimento effettuato da Ramondín consiste, da un lato, nel trasferimento degli impianti industriali da Logroño verso la nuova sede di Laguardia (Álava) - il che implica che Ramondín Cápsulas rileverà le attività da Ramondín - e, d'altro lato, in un aumento della capacità produttiva e nella costruzione di un nuovo impianto destinato alla laminazione del piombo utilizzato nelle batterie elettriche di autoveicoli. Di conseguenza, parte del nuovo impianto sarà costituita unicamente dalla reinstallazione dei vecchi impianti. Le cifre contenute nella tabella seguente (giugno 1999), indicano che il nuovo investimento rappresenta il 53,6 % del nuovo impianto.
SPAZIO PER TABELLA
(33) Il governo basco ha confermato che, per calcolare i costi ammissibili, si è tenuto conto solo di una parte del nuovo investimento, che corrisponde ad un importo di 10,54 milioni di EUR. I costi ammissibili corrispondono ai costi che compongono la base imponibile tipo utilizzata per calcolare l'equivalente sovvenzione netto (ESN), ossia terreni, fabbricati e attrezzature. La sovvenzione (0,9 milioni di EUR) è pari ad un'intensità lorda dell'8,53 % ed è di conseguenza molto inferiore al massimale autorizzato per gli aiuti regionali nel Paese Basco (25 % ESN).
V.4. Ingiunzione di fornire informazioni relative al terreno
(34) Le autorità spagnole hanno confermato che il proprietario del terreno acquistato da Ramondín è Álava Agencia de Desarrollo SA, un'impresa pubblica di proprietà del Consiglio provinciale (Diputación Foral de Álava).
(35) Le autorità spagnole hanno tuttavia presentato due perizie, in data 16 giugno 1997 e 21 giugno 1997, rispettivamente, ossia anteriori alla vendita del terreno a Ramondín (ottobre 1997). Tali autorità sostengono che le due perizie citate costituiscono due valutazioni indipendenti, a norma di quanto stabilito nella comunicazione della Commissione relativa agli elementi di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità(10). La prima perizia fissa per la zona industriale, nel suo complesso, in cui è situato il terreno acquisito da Ramondín, un prezzo di 2900 ESP/m2. La seconda indica un prezzo di 2500 ESP/m2 per un terreno urbanizzato, stabilendo allo stesso tempo esplicitamente che tale valutazione è "esclusivamente commerciale o di mercato".
VI. OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
(36) La Commissione ha ricevuto osservazioni da parte dell'impresa Ramondín, della Comunità Autonoma di La Rioja e della Giunta di Castiglia-León.
VI.1. Ramondín
(37) Nelle sue osservazioni, Ramondín mette l'accento sul fatto di non essere solo un terzo interessato, bensì l'impresa beneficiaria degli aiuti e di essere, pertanto, direttamente e personalmente interessata dalla decisione definitiva della Commissione. Per tale motivo, Ramondín chiede di accedere alla documentazione e di essere ascoltata prima dell'adozione di una decisione finale.
(38) Per quanto riguarda il merito, Ramondín formula le osservazioni seguenti:
- Ramondín era originariamente stabilita nel Paese Basco. L'impresa ha in seguito trasferito i suoi impianti a Logrono (La Rioja) nel 1971, a causa, tra vari motivi, delle agevolazioni offerte dal comune di Logroño.
- Nel 1994, Ramondín ha costituito l'impresa Manufacturas Ramondín SA allo scopo di stabilirsi a Álava. A quell'epoca, Ramondín avrebbe potuto beneficiare di maggiori agevolazioni fiscali rispetto a quelle ottenute posteriormente. Alla fin fine, tuttavia, Ramondín non trasferì i suoi impianti, "poiché a tale data non vi erano motivi per lasciare" i suoi impianti di Logroño.
- Nel 1995, il comune di Logroño decise di riclassificare il sito industriale in cui era stabilita l'impresa Ramondín. Di conseguenza, le imprese interessate dispongono di un termine di 20 anni per abbandonare tale zona, che sarà in seguito riclassificata come zona urbana.
- Dopo numerosi contatti infruttuosi con le autorità municipali, il Comune ha offerto a Ramondín un terreno situato nella zona industriale "Cantabria II", creata oltre 25 anni fa. Tale terreno, situato tra due padiglioni, ha un "aspetto abbandonato", che non corrisponde all'immagine d'impresa moderna che Ramondín desidera offrire.
- Nel frattempo, Ramondín si era messa in contatto con le regioni limitrofe, inclusa la provincia di Álava, al fine di trovare una soluzione al problema del suo trasferimento obbligato. Ramondín decise essenzialmente di accettare l'alternativa offerta dalla provincia di Álava, poiché era disponibile un terreno nel sito industriale di Casablanca, a Laguardia.
- Il credito fiscale del 45 % costituisce una misura di carattere generale di cui beneficiano tutte le imprese che soddisfano le condizioni stabilite nella disposizione che ne regola la concessione. Di conseguenza, l'amministrazione non concede eccezioni, né esercita poteri discrezionali, bensì si limita, tramite un "controllo preventivo", a verificare il rispetto dei criteri di concessione del credito fiscale, che viene in seguito applicato automaticamente. Il fatto che la misura fiscale in questione fissi una soglia minima d'investimento di 2500 milioni di ESP non conferisce al credito fiscale un carattere selettivo, in quanto tale importo minimo è giustificato dalla necessità di attrarre nella provincia di Álava grandi imprese, che generano maggiori entrate fiscali rispetto a quelle di piccole dimensioni. Infine, tale misura non è limitata nel tempo, poiché essa è prorogata ogni anno, il che è un elemento di prova della sua natura permanente. Non esiste, infine, un parallelismo tra la misura in esame ed il regime Ekimen, in quanto le norme di carattere fiscale ed il regime Ekimen si applicano a settori geografici e materiali differenti.
- La riduzione della base imponibile per le imprese di nuova creazione costituisce anch'essa una misura di carattere generale, in quanto applicabile indipendentemente dal settore in cui opera il beneficiario. Scopo della misura non è delocalizzare le imprese, bensì promuovere lo sviluppo di una specifica zona geografica, il che è un obiettivo legittimo.
- L'investimento effettuato da Ramondín a Laguardia costituisce, a tutti gli effetti, un "investimento iniziale", poiché si tratta della creazione di un nuovo stabilimento con nuove linee di produzione, oppure, in alternativa, dell'ampliamento di uno stabilimento esistente.
VI.2. Giunta di Castiglia-León
(39) Nelle sue osservazioni, la Giunta di Castiglia-León segnala che Ramondín ha trasferito i propri impianti dalla sede di La Rioja a quella di Álava a causa degli aiuti di Stato offerti dalla Comunità Autonoma del Paese Basco e dalle autorità di Álava.
(40) La Giunta di Castiglia-León sostiene, inoltre, che gli aiuti fiscali in questione costituiscono aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune, poiché essi:
- sono imputabili allo Stato, indipendentemente dall'entità territoriale che li ha adottati,
- comportano una riduzione degli oneri fiscali che Ramondín deve normalmente sostenere,
- incidono direttamente sulla concorrenza e sugli scambi tra Stati membri, come risulta dai dati contenuti nel piano di investimenti di Ramondín, nonché dall'analisi effettuata dalla Commissione nella decisione di avvio della procedura a norma dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato,
- sono benefici di carattere selettivo, poiché favoriscono una determinata impresa o produzione, per i motivi seguenti:
i) tali agevolazioni fiscali si applicano solo alle imprese stabilite in una regione di uno Stato membro, ad esclusione di quelle stabilite in altre regioni;
ii) il credito fiscale è una misura di carattere discrezionale, poiché: a) è subordinato alla realizzazione di un investimento di un importo minimo di 2500 milioni di ESP; b) l'autorità che lo concede dispone di un potere discrezionale per determinare a quali investimenti per un importo superiore a tale soglia può essere applicata la riduzione del 45 % e per issare i limiti temporali e massimali applicabili in ogni caso;
iii) la riduzione della base imponibile è discriminatoria, in quanto possono beneficiarne solamente le imprese di nuova creazione, che devono inoltre soddisfare determinate condizioni relative a nuovi investimenti.
(41) La Giunta di Castiglia-León aggiunge le osservazioni seguenti:
- la stessa Commissione ha seguito tali orientamenti nelle sue decisioni 93/337/CEE(11) e 1999/718/CE(12),
- la suddivisione di competenze in materia fiscale esistente in Spagna non è un motivo valido per consentire ad uno Stato membro di non rispettare la normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato. Per quanto riguarda tale ultimo punto, la Giunta di Castiglia-Léon fa riferimento alle conclusioni dell'avvocato generale nelle cause riunite C-400/97, C-401/97 e C-402/97(13),
- i tribunali spagnoli sono giunti alla conclusione che le agevolazioni in esame costituiscono dei vantaggi di natura fiscale che pregiudicano e falsano la concorrenza e causano una distribuzione discriminatoria delle risorse statali.
(42) Infine, la Giunta di Castiglia-León ricorda che le misure di aiuto in esame sono state concesse in violazione dell'obbligo di notifica stabilito dall'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, e sono di conseguenza illegali.
VI.3. Governo di La Rioja
(43) Il governo di La Rioja segnala, in primo luogo, che la decisione di trasferire i propri impianti dalla sede di Logroño a Laguardia è stata adottata da Ramondín a causa delle agevolazioni, economiche e fiscali, offerte dalle istituzioni della provincia di Álava. Ramondín riconosce esplicitamente di avere l'intenzione di accettare tali agevolazioni nella lettera indirizzata al presidente della Comunità Autonoma di La Rioja, in data 5 marzo 1997(14). Le misure di politica urbanistica invocate dalle autorità autonome basche come motivo essenziale della decisione di trasferire gli impianti industriali non possono essere prese in considerazione, in quanto la riclassificazione dell'uso dei terreni entrerà in vigore solo nel 2016, senza pregiudizio dei diritti acquisiti. In secondo luogo, il prezzo dei terreni situati a Logroño non può essere definito "proibitivo", come invece affermano le istituzioni basche.
(44) Per quanto riguarda, più concretamente, gli aiuti fiscali, il governo di La Rioja formula le osservazioni seguenti:
- secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee e la prassi corrente della Commissione, gli aiuti in esame costituiscono aiuti di Stato a norma dell'articolo 87, paragrafo 1, a prescindere da quale autorità li abbia adottati,
- il concetto di aiuto statale è un concetto materiale, indipendente dalla forma in cui si concretizza l'intervento dello Stato; le agevolazioni fiscali in esame soddisfano tale criterio,
- gli aiuti fiscali comportano un vantaggio economico per Ramondín; sia il credito fiscale sia la riduzione della base imponibile hanno come obiettivo ed effetto di ridurre gli oneri fiscali che normalmente ricadono sul bilancio di Ramondín; tale agevolazione è concessa a fondo perduto dall'amministrazione tributaria. Una perdita di entrate fiscali equivale al consumo di risorse statali sotto forma di spese fiscali,
- gli aiuti fiscali in questione incidono sulla concorrenza e sugli scambi tra Stati membri, in quanto Ramondín esercita un'attività economica oggetto di scambi intracomunitari; il mercato mondiale delle capsule, in particolare di quelle di stagno, di cui Ramondín detiene una quota del 40 %, è un settore in piena espansione ed estremamente competitivo,
- le misure in esame soddisfano il criterio della specificità, poiché si tratta di misure i cui beneficiari sono identificabili e la cui situazione è più favorevole a livello della concorrenza,
- per quanto riguarda il credito fiscale, la disposizione in esame, nello stabilire una soglia minima d'investimento di 2500 milioni di ESP, consente solo ai grandi investitori di accedere ai vantaggi del credito fiscale del 45 %; inoltre, trattandosi di una misura inclusa nella legge finanziaria annuale, l'investimento deve essere attuato entro un termine determinato, il che attribuisce alle autorità basche un ampio potere discrezionale in merito alla selezione di progetti concreti. Tale potere discrezionale consente a tali entità di decidere quale parte degli investimenti può beneficiare dell'applicazione del credito fiscale e di fissare i limiti temporali ed i massimali applicabili per ogni caso,
- per quanto riguarda la riduzione della base imponibile, la specificità di tale misura risulta dal fatto che solo le imprese di nuova creazione che investano un importo minimo di 80 milioni di ESP e creino almeno 10 nuovi posti di lavoro possono beneficiare di tale agevolazione fiscale,
- le due misure fiscali in esame sono, inoltre, territorialmente specifiche in quanto ne possono beneficare solo le imprese la cui sede è nel Territorio storico di Álava, o vi sono operative, le quali, di conseguenza godono di una situazione più favorevole di altre che operano nel resto del territorio dello Stato membro,
- gli aiuti fiscali in esame, a cui è stata data esecuzione in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, sono nulli,
- il fatto che la Commissione abbia deciso di avviare la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato contro sei regimi di aiuti fiscali vigenti nel Paese Basco, che istituiscono misure di aiuto simili a quelle concesse a favore di Ramondín, conferma tale valutazione.
(45) Il governo di La Rioja segnala, inoltre, che le autorità autonome basche giustificano gli aiuti concessi a Ramondín con la divisione di competenze in materia fiscale esistente nello Stato spagnolo e contesta tale tesi, appellandosi alle conclusioni dell'avvocato generale nelle cause riunite C-400, C-401 e C-402/97 sopra citate, nonché alla prassi corrente della Commissione. Secondo detto governo, la giurisprudenza della Corte di giustizia indica chiaramente che qualsiasi misura che attribuisca un vantaggio alle sole imprese che investano in una determinata zona dello Stato membro, conferisce alle stesse un beneficio non giustificato dall'economia o dalla natura del sistema fiscale in questione.
(46) Infine, il governo di La Rioja fa riferimento ad una sentenza del Tribunal Supremo spagnolo, che annulla misure fiscali analoghe a quelle di cui ha beneficiato Ramondín, in quanto attribuivano benefici di carattere fiscale che pregiudicano la concorrenza e falsano la distribuzione di risorse statali, nonché la libera circolazione dei capitali e dei lavoratori. La dottrina contenuta in tale sentenza è citata anche in un'ulteriore sentenza del Tribunal Superior de Justicia del Paese Basco, che dichiara nullo il credito fiscale del 45 % deciso dal Territorio storico di Álava.
(47) La Spagna non ha formulato alcun commento in risposta alle osservazioni presentate dai terzi interessati. Per quanto riguarda le richieste formulate da Ramondín, di avere accesso alla documentazione ed essere ascoltata, la Commissione segnala che il destinatario delle decisioni relative ad aiuti statali è lo Stato membro [cfr., per esempio, la sentenza della Corte di giustizia del 2 aprile 1998, nella causa C-367/95 P(15)]. Inoltre, ai sensi della lettera h) dell'articolo 1 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, sull'applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(16) (attuale articolo 88), il beneficiario dell'aiuto è "parte interessata". In merito, il Tribunale di prima istanza, confermando la giurisprudenza della Corte di giustizia [sentenza del 25 giugno 1998, nelle cause riunite T-371/94 e T-394/94, British Airways e altri contro Commissione, punto 59(17)], statuisce quanto segue:
"Per quanto concerne in particolare il dovere della Commissione di informare gli interessati, la Corte ha affermato che la pubblicazione di una comunicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee è un mezzo adeguato allo scopo di informare tutti gli interessati dell'apertura di un procedimento (sentenza Intermills/Commissione, citata, punto 17), precisando nello stesso tempo che 'la comunicazione serve all'unico scopo di ottenere, da parte degli interessati, tutte le informazioni atte ad illuminare la Commissione circa il suo successivo comportamento' (sentenza del 12 luglio 1973, causa 70/72, Commissione/Germania, Racc., pag. 813, punto 19) [...]."
Di conseguenza, la Commissione ritiene che i diritti di Ramondín in quanto "parte interessata" sono adeguatamente protetti a seguito della pubblicazione della decisione di avvio della procedura e dell'invito, in essa formulato, ai "terzi interessati", di presentare le loro eventuali osservazioni.
VII. VALUTAZIONE DEGLI AIUTI
VII.1. Sovvenzione concessa nel quadro del regime Ekimen
(48) La sovvenzione a fondo perduto per un importo dell'8,55 % degli investimenti è stata concessa a Ramondín Cápsulas nel quadro del citato programma Ekimen, un regime di aiuti regionali autorizzato dalla Commissione. La Commissione ha verificato che tale aiuto è incluso nel regime generale e soddisfa le condizioni stabilite nella decisione di autorizzazione di tale regime.
(49) In primo Luogo, è necessario verificare se l'investimento in esame costituisce un "investimento iniziale" ai sensi degli "Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale"(18). La Commissione, alla luce delle circostanze del trasferimento degli impianti di Ramondín da La Rioja al Paese Basco, aveva, in effetti, espresso seri dubbi in merito alla possibilità di considerare la totalità dell'investimento di Ramondín come un "investimento iniziale" ai sensi della normativa sulla valutazione degli aiuti a finalità regionale(19).
(50) Ai sensi di tale normativa, si intende per "investimento iniziale" "un investimento in capitale fisso relativo alla creazione di un nuovo stabilimento, all'ampliamento di uno stabilimento esistente o all'avviamento di un'attività che implica un cambiamento fondamentale del prodotto o del processo di produzione di uno stabilimento esistente"(20).
(51) Ciò è stato confermato dalla lettera della Commissione del 13 dicembre 1996, che autorizzava il regime Ekimen(21), nella quale essa indicava che gli aiuti concessi da tale regime dovevano finanziare investimenti iniziali o investimenti relativi all'ampliamento o all'ammodernamento di stabilimenti esistenti, mentre gli investimenti di sostituzione erano esclusi dal campo di applicazione del regime.
(52) Le informazioni trasmesse dalle autorità spagnole confermano che Ramondín aveva deciso l'apertura di una nuova fabbrica a Laguardia che non sarebbe stata operativa insieme a quella di Logroño. Al contrario, la fabbrica di Laguardia doveva sostituire quella di Logroño. In effetti, nell'impresa recentemente creata ad Álava, Ramondín Cápsulas, è confluito l'insieme delle attività industriali di Ramondín.
(53) La decisione di trasferire la fabbrica implica, da un lato, la chiusura della fabbrica di Logroño e, dall'altro, l'apertura di quella di Laguardia; tale trasferimento, inoltre, porterà ad un aumento della capacità produttiva, a seguito dell'introduzione di nuove linee di produzione, tra cui un nuovo impianto destinato alla laminazione del piombo utilizzato nelle batterie per autoveicoli.
(54) Come indicato al considerando 32, le autorità autonome basche hanno confermato di avere concesso una sovvenzione di 150 milioni di ESP (0,9 milioni di EUR) a favore di Ramondín Cápsulas. Ramondín Cápsulas prevede di creare 30 nuovi posti di lavoro, che si aggiungeranno ai 300 posti di lavoro trasferiti da Logroño alla nuova sede di Laguardia.
(55) Alla luce delle informazioni comunicate dalle autorità spagnole, la Commissione ritiene che la sovvenzione sia stata concessa a norma delle disposizioni del programma Ekimen, ed in particolare dell'articolo 10, nonché entro il massimale stabilito dall'articolo 12, ossia 5 milioni di ESP per ogni nuovo posto di lavoro creato(22).
(56) Le autorità spagnole hanno confermato che l'investimento effettuato da Ramondín consiste, da un lato, nel trasferimento degli impianti industriali da Logroño verso la nuova sede di Laguardia (Álava) e, dall'altro lato, in un aumento della capacità produttiva grazie alla costruzione di un nuovo impianto destinato alla laminazione del piombo utilizzato nelle batterie per autoveicoli. Di conseguenza, una parte del nuovo impianto sarà costituita unicamente dalla delocalizzazione dei vecchi impianti. Le cifre contenute nella tabella seguente (giugno 1999) indicano che il nuovo investimento rappresenta il 53,6 % del nuovo impianto:
SPAZIO PER TABELLA
(57) Il governo basco ha confermato che, per calcolare i costi ammissibili, si è tenuto conto solo di una parte del nuovo investimento, che corrisponde ad un importo di 1754,66 milioni di ESP (10,54 milioni di EUR). I costi ammissibili corrispondono ai costi che compongono la base imponibile tipo utilizzata per calcolare l'equivalente sovvenzione netto (ESN), ossia terreni, fabbricati e attrezzature. La sovvenzione (0,9 milioni di EUR) è pari ad un'intensità lorda dell'8,53 % ed è di conseguenza molto inferiore al massimale autorizzato per gli aiuti regionali nel Paese Basco (25 % ESN).
(58) Alla luce delle osservazioni che precedono, la Commissione ritiene che esistano elementi tali da indicare che l'investimento a Laguardia presuppone "l'ampliamento di uno stabilimento esistente" ai sensi del punto 4.4 degli "Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale"(23).
(59) Di conseguenza, la Commissione ritiene che la sovvenzione a fondo perduto per un importo dell'8,55 % degli investimenti è stata concessa a Ramondín Cápsulas a norma delle condizioni stabilite dal programma di aiuti regionali Ekimen, autorizzato dalla Commissione.
VII.2. Vendita di un terreno a Ramondín da parte di Álava Agencia de Desarrollo
(60) Nella sua denuncia, il presidente della Comunità Autonoma di La Rioja indica che Ramondín ha acquistato un terreno a Laguardia a un prezzo vantaggioso.
(61) Nella loro risposta alla richiesta d'informazioni formulata dalla Commissione, le autorità spagnole hanno presentato due perizie, in data rispettivamente, 16 giugno 1997 e 21 giugno 1997, vale a dire anteriori alla vendita del terreno a Ramondín, avvenuta nell'ottobre 1997, da parte dell'impresa pubblica Álava Agencia de Desarrollo.
(62) La prima perizia fissa per la zona industriale complessiva in cui è situato il terreno acquisito da Ramondín, un prezzo di 2900 ESP/m2. La seconda indica un prezzo di 2500 ESP/m2 per un terreno urbanizzato, stabilendo allo stesso tempo esplicitamente che tale valutazione è "esclusivamente commerciale o di mercato".
(63) Nella comunicazione della Commissione relativa agli elementi di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità(24), la Commissione ha elaborato degli orientamenti generali per gli Stati membri, consistenti in una procedura semplice che consenta loro di trattare le vendite di terreni e fabbricati in modo che siano esclusi a priori elementi di aiuti di Stato, vale a dire la vendita attraverso una procedura di offerta incondizionata. Qualora le pubbliche autorità non intendano seguire tale procedura, prima delle trattative in vista della vendita deve essere eseguita una valutazione indipendente, da parte di uno o più periti estimatori indipendenti, per stabilire il valore di mercato sulla base di indicatori di mercato e di norme di valutazione generalmente riconosciuti. Il prezzo di mercato in tal modo determinato rappresenta il prezzo minimo di vendita che può essere accettato senza configurare un aiuto di Stato.
(64) Sulla base della comunicazione sopra citata(25), la Commissione ritiene che tali valutazioni siano state effettuate da due periti estimatori indipendenti prima delle trattative in vista della vendita, e che i valori stabiliti da tali periti consentono di determinare il valore di mercato sulla base di indicatori di mercato e di norme di valutazione generalmente riconosciuti.
(65) La Commissione constata che il prezzo pagato da Ramondín (2500 ESP/m2) nel mese di ottobre 1997, si situa nella forcella di prezzo (2500-2900 ESP/m2) determinata dalle due valutazioni eseguite da periti estimatori indipendenti anteriormente alla data di tale vendita. Alla luce di tali elementi, la Commissione è giunta alla conclusione che il prezzo pagato rappresenta il prezzo minimo di vendita che può essere accettato senza configurare un aiuto di Stato.
(66) La Commissione non ha, di conseguenza, individuato alcun elemento di aiuto di Stato nella vendita da parte di Álava Agenda de Desarrollo a Ramondín di un lotto di terreno di 55050 m2 situato nella zona industriale di Casablanca a Laguardia (Álava) ad un prezzo di 2500 ESP/m2.
VII.3. Aiuti fiscali: credito fiscale del 45 % dell'importo degli investimenti e riduzione della base imponibile per le imprese di nuova creazione
(67) A titolo preliminare, è opportuno ricordare che il sistema di relazioni fiscali tra lo Stato spagnolo ed il Paese Basco è regolamentato dall'intesa economica istituita dalla legge 12/1981 del 13 maggio, modificata da ultimo dalla legge 38/1997 del 4 agosto. Ai sensi di tale intesa, il governo del Territorio storico di Álava (Diputación Forai di Álava) può, a certe condizioni, mantenere, istituire e regolamentare il regime fiscale all'interno del proprio territorio, ad esclusione delle imposte sulle dogane, dei monopoli fiscali e dell'alcol, la cui normativa è di competenza esclusiva dello Stato spagnolo(26). Il governo del Territorio storico di Álava, conformemente ai poteri conferitigli dall'intesa economica, ha istituito un regime di aiuti fiscali nel quadro dell'imposta sulle società. Possono beneficiare di tali aiuti le persone fisiche e giuridiche che svolgono attività economiche in tale territorio.
(68) La Commissione, inoltre, constata che misure fiscali analoghe a quelle oggetto della presente valutazione (credito fiscale e riduzione della base imponibile), sono già state dichiarate incompatibili con il mercato comune nella decisione 1999/718/CE (Daewoo Electronics Manufacturing España SA), notificata alle autorità spagnole con lettera del 15 marzo 1999 e non ancora pubblicata(27).
VII.3.1. Credito fiscale
(69) Per quanto riguarda il credito fiscale concesso a Ramondín, il testo della sesta disposizione supplementare della Norma Foral di esecuzione del bilancio del Territorio storico per il 1995 (Norma Foral 22/1994 del 20 dicembre) è il seguente:
"Gli investimenti in attività fisse materiali nuove, effettuati tra il 1o gennaio 1995 e il 31 dicembre 1995 e che superino i 2500 milioni di ESP, beneficeranno, previo accordo della Diputación Foral di Álava, di un credito fiscale pari al 45 % dell'importo dell'investimento determinato dalla Diputación Foral di Álava, applicabile alla quota da pagare dell'imposta sui redditi.
La deduzione non applicata per insufficienza di quota potrà essere fatta valere entro i nove anni successivi a quello in cui sia stato pronunziato l'accordo della Diputación Foral di Álava.
Detto accordo della Diputación Foral di Álava fisserà i periodi e i limiti applicabili in ciascun caso.
I benefici riconosciuti nell'ambito della presente disposizione saranno incompatibili con qualsiasi altro beneficio fiscale esistente in relazione agli stessi investimenti.
Allo stesso modo, la Diputación Foral di Álava determinerà la durata del processo di investimento che potrà comprendere investimenti realizzati nella fase di preparazione del progetto che è all'origine degli investimenti."
(70) Questa disposizione è stata mantenuta in vigore nel 1996 in forza della corrispondente legge finanziaria (Norma Foral 33/1995), modificata dalla nuova legge in materia di imposta sulle società (Norma Foral 24/1996, che sopprime il riferimento ai nove anni del paragrafo 2) e, per l'anno 1997, dalla legge finanziaria corrispondente al rispettivo anno (Norma Foral 31/1996). Il credito fiscale del 45 % dell'importo degli investimenti è stato mantenuto, con una redazione modificata, per gli anni 1998 e 1999, dalle Normas Forales 33/1997 del 19 dicembre 1997 e 36/1998 del 17 dicembre 1998, rispettivamente.
(71) Il principio dell'incompatibilità con il mercato comune e le deroghe di cui all'articolo 87 si applicano agli aiuti "sotto qualsiasi forma" e, in particolare, a determinate misure fiscali.
(72) Per essere considerata un aiuto di Stato, una misura deve soddisfare tutti i quattro criteri definiti dall'articolo 87, esposti in appresso.
(73) In primo luogo, la misura deve comportare per i beneficiari un'agevolazione che riduca gli oneri che normalmente ricadono sul loro bilancio. Quest'agevolazione si può ottenere attraverso diverse forme di riduzione dell'onere fiscale per l'impresa e, in particolare, mediante una riduzione totale o parziale dell'ammontare dell'imposta.
(74) Il credito fiscale del 45 % in questione soddisfa certamente questo criterio, poiché in forza di questo credito Ramondín beneficia di una riduzione dell'onere fiscale pari al 45 % dell'importo dell'investimento determinato dalla Diputación Foral. Va rilevato, comunque, che la misura di credito fiscale in esame può essere applicata senza limiti temporali a partire dal primo anno in cui la società consegue un utile.
(75) In secondo luogo, l'agevolazione deve essere concessa dallo Stato o mediante risorse statali. Una perdita di entrate fiscali equivale al consumo di risorse statali sotto forma di spese fiscali(28). Tale criterio si applica anche agli aiuti concessi da entità regionali e locali degli Stati membri [cfr. la sentenza della Corte di giustizia del 14 ottobre 1987, nella causa 248/84, Germania contro Commissione(29)]. D'altra parte, l'intervento dello Stato può avvenire tanto mediante disposizioni fiscali di carattere legislativo, regolamentare o amministrativo quanto mediante pratiche dell'amministrazione fiscale.
(76) Il credito fiscale concesso a Ramondín deriva dall'effetto combinato di una disposizione fiscale in materia di bilancio e una decisione ad hoc (l'accordo 738/1997 del 21 ottobre), entrambe imputabili ad un'autorità pubblica, nel caso in esame la Diputación Foral di Álava.
(77) In terzo luogo, la misura deve incidere sulla concorrenza e gli scambi tra Stati membri. Questo criterio presuppone che il beneficiario della misura eserciti un'attività economica, indipendentemente dalla sua condizione giuridica o dalle modalità di finanziamento. Secondo la giurisprudenza costante della Corte di giustizia, la condizione che la misura abbia un effetto sugli scambi è rispettata a partire dal momento in cui l'impresa beneficiaria esercita un'attività economica che sia oggetto di scambi commerciali tra gli Stati membri.
(78) Si è dimostrato sopra che Ramondín esercita un'attività economica oggetto di scambi intracomunitari, in un settore altamente competitivo.
(79) Infine la misura deve essere specifica o selettiva nel senso di favorire "determinate imprese o produzioni". Questo carattere di agevolazione selettiva può derivare tanto da un'eccezione a disposizioni fiscali di carattere legislativo, regolamentatore o amministrativo, quanto da una pratica discrezionale da parte dell'amministrazione tributaria. Nel presente caso, il carattere selettivo è determinato in primo luogo dal potere discrezionale di cui gode l'amministrazione in questo settore.
(80) In merito a quest'ultimo requisito, la Corte di giustizia [cfr. sentenza del 26 settembre 1996, nella causa C-241/94, Francia/Commissione, Kimberly Clark Sopalin(30)] riconosce che, quando l'entità che concede un'agevolazione dispone di un potere discrezionale che le consente di modulare l'intervento finanziario sulla scorta di diverse considerazioni quali, in particolare, la scelta dei destinatari, l'importo dell'intervento finanziario e le condizioni di intervento, temporali e di altro genere - come per esempio la riconduzione o meno delle misure in questione da un anno a quello successivo - le condizioni di detto intervento possono porre talune imprese in una situazione più favorevole di altre e configurare quindi un aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(81) La Diputación Foral di Álava, nel momento in cui è stato approvato l'accordo 738/97 del 21 ottobre 1997, disponeva, in virtù delle disposizioni precedentemente menzionate, di un potere discrezionale per determinare quali investimenti in immobilizzazioni materiali, per un importo superiore a 2500 milioni di ESP, potevano beneficiare del credito fiscale, per decidere a quale parte degli investimenti poteva essere applicata la riduzione del 45 % e per fissare i limiti temporali e i massimali applicabili per ogni caso.
(82) Il testo della decisione del 21 ottobre 1997, in base al quale si concedeva il credito fiscale a Ramondín, specifica che esso corrisponde al 45 % di un investimento di 3857 milioni di ESP. Gli investimenti in questione sono i seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
Secondo le informazioni comunicate dalle autorità spagnole, tali investimenti non sono uguali a quelli presi in considerazione per la concessione di una sovvenzione a Ramondín Cápsulas nel quadro del programma Ekimen. La stessa decisione specifica inoltre che tale credito può essere fatto valere senza limiti temporali, cosicché non è possibile calcolarne esattamente l'intensità. Se ci si basa sulle previsioni relative agli utili contenute nel programma di attività di Ramondín, l'intensità dell'aiuto inerente al credito fiscale sarebbe del 34,7 % in ESN. In ogni caso la Diputación Foral si riserva il diritto di determinare, per ciascun esercizio, l'ammontare del credito fiscale in funzione degli investimenti effettuati.
(83) Inoltre, il testo dell'accordo della Diputación Foral di Álava, del 21 ottobre 1997, stabilisce, in merito all'investimento di Ramondín, quanto segue:
"
SPAZIO PER TABELLA
[...]".
(84) L'espressione "precisare i crediti fiscali" ("concretar"), contenuta in una disposizione che consente alle autorità:
- di "precisare" a quale parte degli investimenti può essere applicato il credito fiscale del 45 %, nonché la durata del piano di investimenti, che può includere anche investimenti realizzati nella fase di preparazione del progetto, e
- di "fissare" i limiti temporali ed i massimali applicabili per ogni caso,
può essere interpretata unicamente come un atto di applicazione di un potere discrezionale destinato a "precisare" il contenuto del credito fiscale.
(85) Inoltre, a titolo orientativo, è opportuno ricordare la sentenza 76/99 del Tribunal Superior de Justicia del Paese Basco, del 29 gennaio 1999, nella causa 908/98, Amministrazione dello Stato spagnolo contro Juntas Generales de Guipúzcoa(31), che annulla una disposizione che autorizza le autorità del Territorio storico di Guipúzcoa a concedere un credito fiscale del 45 %. La redazione di tale disposizione è analoga a quella che istituisce il credito fiscale oggetto della presente decisione. Nella motivazione della sua sentenza, il Tribunal Superior de Justicia del Paese Basco statuisce quanto segue in merito alla disposizione che consente la concessione di crediti fiscali:
"[Tale disposizione] istituisce un credito fiscale del 45 % dell'importo dell'investimento determinato dalla Diputación Foral specificando non solo l'entità dell'agevolazione, ma anche i suoi eventuali destinatari, sulla base di un potere discrezionale dell'amministrazione tributaria stessa, in violazione del disposto dell'articolo 7 della Ley General Tributaria, ai sensi del quale l'esercizio della potestà regolamentare e gli atti di gestione in materia tributaria costituiscono attività regolamentate, nonché con pregiudizio del principio della certezza giuridica proclamato dall'articolo 9 della Costituzione spagnola".
(86) La valutazione della Commissione è, infine, confermata dalla pubblicazione di un documento del governo basco "Política Industrial. Marco General de Actuacíon 1996-1999" (Politica industriale. Quadro generale d'azione 1996-1999), nel quale si afferma:
"[...] le politiche fiscali sono indispensabili per promuovere lo sviluppo economico e pertanto favorire i progetti industriali destinati allo sviluppo industriale del Paese [Basco]"
(pag. 131).
(87) Lo stesso documento, nel capitolo intitolato "Strumenti di politica fiscale", afferma quanto segue:
"[...] l'autonomia fiscale di cui gode [il Paese Basco] ci consente inoltre di trovare soluzioni creative adottando 'misure fiscali su misura', a favore, per esempio, di progetti prioritari, oppure di concedere anche agevolazioni fiscali a grandi imprese"
(pag. 133).
(88) In secondo luogo, sebbene il carattere discrezionale sia già di per sé sufficiente a conferire un carattere specifico alla misura, conferendo quindi al credito fiscale il carattere di aiuto di Stato, la Commissione considera altresì che la soglia minima d'investimento (2500 milioni di ESP) per accedere al beneficio di detto credito è sufficientemente elevata da limitare di fatto l'applicabilità del credito a quegli investimenti che implicano l'impiego di ingenti mezzi finanziari, senza che ciò sia giustificato dalla natura o dall'economia del sistema tributario oggetto della deroga. In effetti, nel caso in esame, la Spagna non ha comunicato alla Commissione nessuna informazione che le consenta di giustificare, secondo la logica del sistema fiscale, il fatto che solo le grandi imprese possono beneficiare del credito fiscale.
(89) Il beneficiario dell'aiuto ha segnalato che il fatto che la misura fiscale in esame stabilisca una soglia minima di 2500 milioni di ESP non le conferisce un carattere selettivo, poiché si tratta di una soglia giustificata dall'obiettivo di attrarre a Álava grandi imprese che generano maggiori entrate rispetto a quelle di piccole dimensioni. In merito a tale affermazione, è opportuno formulare talune precisazioni.
(90) La Commissione ritiene che non tutte le differenze di trattamento tra gruppi di operatori economici costituiscano aiuti statali. Nell'esaminare i sistemi fiscali e di sicurezza sociale, nonché le altre norme che incidono sui costi delle imprese, è possibile constatare che le disposizioni che, in ogni Stato membro, istituiscono tali regimi, non si limitano a stabilire regole uniformi, bensì al contrario contengono deroghe al regime comune, che si applicano, in particolare, a determinate categorie di imprese. Pertanto, è necessario distinguere tra:
- le deroghe che non costituiscono eccezioni(32) al regime comune, bensì sono piuttosto il risultato dell'applicazione, a situazioni specifiche, dei medesimi principi che ispirano le norme comuni, e
- le deroghe che, beneficiando talune imprese, si discostano dalla natura e dalla struttura del regime comune.
(91) La Corte di giustizia aveva già stabilito tale distinzione nella sua sentenza del 2 luglio 1974 nella causa 173/73, Italia contro Commissione(33):
"Si deve concludere che il parziale sgravio degli oneri sociali per assegni familiari a carico dei datori di lavoro del settore tessile è un provvedimento inteso ad alleviare in parte, a favore delle imprese di un particolare settore industriale, gli oneri pecuniari derivanti dalla normale applicazione del sistema generale di previdenza sociale, senza che l'esonero sia giustificato dalla natura o dalla struttura di tale sistema"
(punto 33).
(92) Tale interpretazione della Corte di giustizia dovrebbe consentire di concludere, a contrario, che un trattamento differenziato di determinati operatori economici, se giustificato dalla natura o dalla struttura del sistema, non rientra nel disposto degli articoli 87, 88 e 89 del trattato.
(93) In merito a tale punto, la Commissione considera che "la natura o la struttura del sistema" non consistono unicamente nella realizzazione di un fine - che l'autorità cerca di raggiungere applicando un trattamento differenziato ad un gruppo di operatori economici - poiché, in tal caso, basterebbe il riferimento ad uno specifico obiettivo di politica economica per eludere la normativa stabilita dagli articoli 87, 88 e 89 del trattato. In altri termini, se un trattamento differenziato è giustificato dalla natura o struttura del sistema, tale giustificazione non è teleologica, ossia relativa al perseguimento di obiettivi esterni, bensì deriva dalla coerenza delle misure in esame con la logica interna del sistema.
(94) In tale contesto, l'avvocato generale Ruiz Jarabo affermava, nelle sue conclusioni del 17 settembre 1998, nella causa C-6/97, Italia contro Commissione(34), quanto segue:
"... talvolta è difficile tracciare la linea di demarcazione tra le misure che, da un lato, possono costituire sovvenzioni pubbliche e quelle che, d'altro lato, appartengono invece in generale all'economia fiscale di uno Stato. L'effetto di qualsiasi misura istitutiva di agevolazioni fiscali è, comunque, di esonerare un insieme o un settore di soggetti passivi dal sistema fiscale generalmente applicabile. Tali esoneri (18) sono spesso motivati da obiettivi diversi da quelle che devono essere considerate le esigenze tributarie primarie. (19) In tal modo, si perseguono fini di natura sociale, di sviluppo industriale o regionale, oppure altri obiettivi analoghi. Dal punto di vista funzionale, tali misure assomigliano pertanto agli aiuti diretti concessi da uno Stato, che, a norma dell'articolo 92 del Trattato, devono in linea di massima essere valutati come tali. Nel caso in esame, spetta allo Stato che ha istituito tali agevolazioni dimostrare che si tratta, al contrario, di 'misure di carattere generale' e che esse, in quanto tali, non rientrano nell'ambito di applicazione di detto articolo 92. Spetta pertanto allo Stato spiegare a che logica interna del sistema obbediscono tali misure, escludendo evidentemente qualsiasi intenzione di favorire le condizioni di un settore rispetto alla concorrenza straniera ..."
(punto 27).
(95) L'avvocato generale La Pergola ribadisce tale concetto nelle sue conclusioni del 12 novembre 1998, nella causa C-75/97, Belgio contro Commissione(35):
"[...] In altri termini, le deroghe o modifiche, introdotte dai provvedimenti controversi, al sistema generale di sicurezza sociale vigente, che resta impregiudicato, possono essere obiettivamente giustificate dall'economia e dalla natura di tale regime di diritto comune, alla luce della logica interna del medesimo, oppure rispondono alla sola finalità di avvantaggiare arbitrariamente determinate imprese o settori specifici (9)? Secondo noi, è necessario considerare che la misura è di carattere generale quando essa ha per obiettivo di realizzare l'uguaglianza di trattamento tra gli operatori economici. Il principio generale di uguaglianza di trattamento è stabilito nell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CE, che vieta specificatamente le misure mediante le quali lo Stato favorisce determinate imprese o produzioni con pregiudizio di altre imprese incluse nello stesso gruppo di destinatari, alle quali le misure adottate potrebbero essere applicate. Una siffatta misura rientra in ogni caso nella normativa degli aiuti in quanto - istituendo discriminazioni ingiustificate, nonché esplicitamente vietate dal trattato - non rispetta, e anzi contraddice il criterio della misura di carattere generale, che il governo ricorrente ci chiede di considerare."
(punto 8).
(96) Anche la Corte di giustizia ha accolto tale argomentazione, nella stessa causa, nella sua sentenza del 17 giugno 1999(36):
"Pertanto, l'operazione Maribel bis/ter, che persegue una politica dell'occupazione con mezzi che presentano un beneficio diretto solo per la situazione concorrenziale delle imprese interessate appartenenti a taluni settori di attività economica, non è giustificata dalla natura e dalla struttura del regime di previdenza sociale vigente in Belgio."
(punto 39).
(97) Considerando che l'elevata soglia minima di un investimento (2500 milioni di ESP) consente solo ai grandi investitori di accedere al credito fiscale, alla luce delle osservazioni che precedono, è necessario concludere che la differenza di trattamento fiscale in esame risponde ad un obiettivo estrinseco alla logica interna del sistema fiscale e non può, di conseguenza, essere giustificata dalla natura e dalla struttura di tale sistema. Tale differenza di trattamento conferisce un carattere specifico alla misura che, unitamente agli altri elementi identificati in precedenza, porta a qualificarla come aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato.
(98) In terzo luogo, la Commissione valuta che il carattere temporale (annuale) della misura lascia in realtà all'arbitrio delle autorità la sua concessione a determinate imprese, precisamente a quelle che danno avvio ai loro processi d'investimento nel periodo previsto. In effetti, la Commissione osserva che questa disposizione non fa parte della normativa generale in materia fiscale, bensì è oggetto delle leggi finanziarie annuali, il che ne conferma il carattere congiunturale e permette la sua applicazione a progetti specifici.
(99) Il credito fiscale è stato introdotto inizialmente nel bilancio del 1995. Il fatto che tale disposizione non sia stata mantenuta negli anni successivi nella sua versione iniziale (a decorrere dal 1996, per esempio, i beneficiari del credito fiscale potevano utilizzarlo senza limiti temporali), consente alla Commissione di concludere che la Diputación Foral di Álava dispone di un ampio potere discrezionale e può decidere quali investimenti possono beneficiare di tale agevolazione, in quanto il credito fiscale può essere introdotto per un anno, successivamente modificato ed anche, se necessario, soppresso l'anno seguente.
(100) La Commissione ritiene che il carattere annuale di tale misura esclude a priori la possibilità di considerarla conforme "alla natura e struttura del sistema" fiscale. Il carattere congiunturale di tale misura dimostra, inoltre, che l'obiettivo perseguito non risponde ad esigenze inerenti ad un sistema tributario, bensì all'utilizzazione del credito fiscale come strumento di politica industriale a beneficio di determinati grandi investitori che l'amministrazione ritiene opportuno favorire.
(101) In merito a tale ultimo punto, la Commissione richiama, anche a titolo orientativo, la sentenza 411/99 del Tribunal Superior de Justicia del Paese Basco, del 17 maggio 1999, nella causa 907/98, Amministrazione dello Stato contro Juntas Generales(37), che annulla il credito fiscale istituito dalla Diputación Foral di Álava con la legge finanziaria del 1998. Nella sua sentenza, il tribunale statuisce quanto segue:
"Le ricorrenti - Juntas Generales di Álava e Diputación Foral - non forniscono alcun elemento di prova in merito al rispetto del principio di proporzionalità nella realizzazione tramite tali misure [credito fiscale] dei fini perseguiti. Tali autorità si limitano a fare allusione al carattere congiunturale e straordinario di tale misura [...]".
(102) In quarto luogo, la Commissione sottolinea il parallelismo totale esistente tra tale misura ed il regime Ekimen, sia in merito ai rispettivi obiettivi (il finanziamento di nuovi investimenti) sia in merito all'ambito geografico (autonomo in un caso, provinciale nell'altro). Tale regime, tuttavia, è stato considerato aiuto regionale dalle autorità spagnole e come tale notificato alla Commissione. L'unica differenza esistente, ossia che il regime Ekimen sovvenziona unicamente gli investimenti industriali, sembra in realtà essere di natura formale, poiché la soglia minima dell'investimento (2500 milioni di ESP) per accedere al credito fiscale riduce, in effetti, gli eventuali beneficiari alle imprese del settore industriale.
(103) Le apparenti differenze esistenti tra il regime Ekimen ed il credito fiscale nascondono, in effetti, una realtà: da un lato, l'esistenza di un coordinamento tra le differenti autorità amministrative, fiscali e di sviluppo industriale, che intervengono per promuovere iniziative industriali nel Paese Basco; d'altro lato, l'obiettivo perseguito dai due strumenti in esame è il medesimo, ossia, la promozione degli investimenti. In terzo luogo, il credito fiscale è stato introdotto insieme al programma Garapen, simile ed anteriore al programma Ekimen. Infine, tenuto conto che il medesimo credito fiscale esiste nei tre Territori storici baschi, anche la portata territoriale dei due strumenti in esame è identica.
(104) Di conseguenza, e conformemente con la decisione 1999/718/CE della Commissione(38), il credito fiscale a favore di Ramondín, corrispondente al 45 % dell'importo dell'investimento determinato dalla Diputación Foral di Álava, costituisce un aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(105) La Commissione deve richiamare la sua lettera SG(89)D/5521, del 29 aprile 1989, indirizzata agli Stati membri, nella quale si indicava che la Commissione ritiene che uno Stato membro abbia mancato al proprio obbligo di notifica nei casi in cui è già stato avviato il processo consistente nel dar corso agli aiuti. Dar corso "non significa erogare l'aiuto al beneficiario, ma indica l'azione, a questa precedente, consistente nell'istituire o dare esecuzione all'aiuto sul piano legislativo secondo le norme costituzionali dello Stato membro interessato. Si ritiene pertanto che si sia dato corso all'aiuto una volta che sia stato istituito il dispositivo di legge che ne permette l'erogazione senza ulteriori formalità"(39). Questo è il caso della misura in esame, a cui è stata data esecuzione illegalmente, in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato.
VII.3.2. Riduzione della base imponibile per le imprese di nuova creazione
(106) La riduzione della base imponibile per le imprese di nuova creazione, di cui è beneficiaria Ramondín Cápsulas, è istituita dall'articolo 26 della Norma Foral n. 24/1996. Il testo di tale disposizione è il seguente(40):
"1. Le società che inizino la propria attività imprenditoriale beneficeranno di una riduzione rispettivamente pari al 99, 75, 50 e 25 % della base imponibile positiva derivata dall'esercizio delle loro attività economiche, prima della compensazione con le basi imponibili negative relative a periodi precedenti, nel corso di quattro esercizi consecutivi a decorrere dal primo esercizio in cui, entro il termine di quattro anni dall'inizio dell'attività imprenditoriale, avranno ottenuto una base imponibile positiva.
[...].
2. Per beneficiare della presente riduzione i soggetti passivi dovranno soddisfare i seguenti requisiti:
a) iniziare la propria attività imprenditoriale con un capitale minimo versato pari a 20 milioni di pesetas;
b) [...];
c) [...];
d) la nuova attività non deve essere stata esercitata precedentemente, in maniera diretta o indiretta, sotto altro titolo;
e) la nuova attività imprenditoriale deve essere esercitata in un locale o stabilimento in cui non sia svolta nessun'altra attività da parte di qualsiasi persona fisica o giuridica;
f) devono essere realizzati investimenti in attività fisse materiali durante i primi due anni di attività per un importo minimo di 80 milioni di pesetas; tutti gli investimenti sono da realizzare in beni destinati alle attività che non siano oggetto di locazione o cessione a terzi per il loro uso. A tali effetti saranno considerati investimenti in attività fisse materiali anche i beni ottenuti mediante leasing, a condizione che sia assunto l'impegno di esercitare l'opzione di acquisto;
g) devono essere creati almeno 10 posti di lavoro nei sei mesi successivi all'inizio dell'attività imprenditoriale e la media annuale del personale in organico deve quindi essere mantenuta a tale livello fino all'esercizio in cui sorge il diritto ad applicare la riduzione della base imponibile;
h) [...];
i) si deve disporre di un programma di attività imprenditoriale che copra un periodo minimo di cinque anni.
3. [...].
4. L'importo minimo degli investimenti di cui alla lettera a f) e la creazione di un numero minimo di posti di lavoro di cui alla lettera a g) del precedente paragrafo 2 saranno incompatibili con qualsiasi altra agevolazione fiscale prevista per tali investimenti o creazione di posti di lavoro.
5. La riduzione di cui al presente articolo sarà richiesta all'amministrazione tributaria, la quale, dopo la verifica del rispetto dei requisiti inizialmente fissati, comunicherà alla società richiedente, se del caso, la propria autorizzazione provvisoria che dovrà essere adottata mediante accordo della Diputación Foral de Álava.
[...]."
(107) Per essere considerata un aiuto, la riduzione della base imponibile deve rispettare tutti i quattro criteri precisati nell'articolo 87, che si illustrano in appresso.
(108) In primo luogo, la riduzione della base imponibile comporta per Ramondín Cápsulas un'agevolazione consistente nella riduzione degli oneri fiscali che normalmente ricadono sul suo bilancio.
(109) In secondo luogo, la riduzione della base imponibile implica una perdita nel gettito fiscale che equivale al consumo di fondi statali sotto forma di spese fiscali(41).
(110) In terzo luogo, la riduzione della base imponibile incide sulla concorrenza e sugli scambi intracomunitari dal momento che Ramondín Cápsulas esercita un'attività economica che è oggetto di scambi tra gli Stati membri in un settore molto competitivo.
(111) Infine, la misura deve essere specifica o selettiva nel senso di favorire "determinate imprese o produzioni". Nel presente caso, il carattere selettivo risulta dal fatto che solo le imprese di nuova costituzione possono ottenere l'agevolazione fiscale in oggetto. L'articolo 26 della Norma Foral 24/1996 del 5 luglio permette di concedere alle imprese di nuova costituzione un trattamento fiscale più favorevole rispetto al trattamento riservato al resto delle imprese esistenti sul mercato. Tale circostanza è sufficiente per stabilire il carattere specifico di questa misura e ciò induce la Commissione a considerare la riduzione della base imponibile a favore delle imprese di nuova costituzione come un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato. Il carattere di specificità è rafforzato dal fatto che solo le imprese che investano 80 milioni di ESP e creino 10 posti di lavoro possono beneficiare della riduzione della base imponibile.
(112) La specificità di questa misura è rafforzata anche dalla sua motivazione, così come esposta nella Norma Foral (n. 24/1996 del 5 luglio sull'imposta delle società) che la istituisce. Infatti, dopo l'enunciazione degli obiettivi generali del sistema fiscale, la relazione introduttiva della Norma Foral enumera un'altra serie di obiettivi che sono piuttosto di politica industriale, tra i quali si menziona esplicitamente quello di "stimolare la creazione di nuove iniziative imprenditoriali", obiettivo realizzato tramite le misure rivolte alla categoria specifica delle imprese di nuova creazione [si veda la lettera g) della relazione], per le quali è prevista la riduzione della base imponibile durante i primi quattro esercizi di attività nei quali ottengano utili. Tale motivazione, che conferma trattarsi di un aiuto in favore delle imprese di nuova creazione, non consente di considerare la misura conforme alla natura o all'economia del sistema fiscale in questione. Inoltre le autorità regionali, nella loro risposta all'avviamento della procedura, non hanno indicato o dimostrato(42) che il carattere selettivo di questa misura è giustificato "dalla natura o economia del sistema" fiscale in questione.
(113) In conformità alla decisione 1999/718/CE(43), la Commissione è giunta alla conclusione che la misura in oggetto ha senza dubbio alcuno il carattere di un aiuto al funzionamento. Data la natura essenzialmente incerta degli utili che potranno essere prodotti nel futuro, non è possibile calcolare con esattezza l'intensità dell'aiuto indotta dalla citata riduzione della base imponibile.
(114) La Commissione deve richiamare la sua lettera SG(89)D/5521, del 29 aprile 1989, indirizzata agli Stati membri, nella quale si indicava che la Commissione "ritiene che uno Stato membro abbia mancato al proprio obbligo di notifica nei casi in cui è già stato avviato il processo consistente nel dar corso agli aiuti". Dar corso non significa erogare l'aiuto al beneficiario, ma indica l'azione, a questa precedente, consistente nell'istituire o dare esecuzione all'aiuto sul piano legislativo secondo le norme costituzionali dello Stato membro interessato. Si ritiene pertanto che si sia dato corso all'aiuto una volta che sia stato istituito il dispositivo di legge che ne permette l'erogazione senza ulteriori formalità(44). Questo è il caso della misura in esame, a cui è stata data esecuzione illegalmente, in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato.
(115) Per quanto riguarda la natura, a norma del diritto comunitario, degli aiuti concessi a Ramondín e Ramondín Cápsulas, fatta eccezione degli aiuti concessi dalle autorità basche nel quadro del programma Ekimen, si deve concludere che gli aiuti non sono stati concessi in virtù di regimi autorizzati dalla Commissione, bensì di misure nazionali non autorizzate dalla Commissione, che dovevano esserle notificate, a norma dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, nella fase di progetto. Tali aiuti sono, di conseguenza, illegali.
(116) L'articolo 87, paragrafo 1, del trattato stabilisce che sono incompatibili con il mercato comune gli aiuti che soddisfano i criteri da esso definiti.
(117) Per quanto riguarda in concreto il caso in esame, le misure di deroga previste all'articolo 87, paragrafo 2, del trattato non sono applicabili, in quanto gli aiuti in questione non hanno per scopo di realizzare gli obiettivi citati in tale paragrafo. Inoltre, le autorità spagnole non hanno chiesto di beneficiare di tali deroghe.
VII.4. Compatibilità degli aiuti
(118) L'articolo 87, paragrafo 3, del trattato elenca gli aiuti che possono considerarsi compatibili con il mercato comune. La compatibilità con il trattato deve essere determinata nell'ambito globale della Comunità, e non individualmente in uno Stato membro, o regione di esso. Al fine di garantire il normale funzionamento del mercato comune e tenuto conto del principio enunciato nell'articolo 3, lettera g), del trattato, le deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3 devono essere interpretate in maniera restrittiva quando si valuta un regime di aiuti o un singolo aiuto. Tali deroghe possono, in particolare, essere invocate, solo quando è possibile dimostrare che, in assenza dell'aiuto, il gioco delle forze di mercato non sarebbe di per sé sufficiente per incitare i beneficiari ad adottare iniziative che consentiranno la realizzazione degli obiettivi citati in tali deroghe.
(119) L'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato contempla una deroga per gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo delle regioni nelle quali il tenore di vita sia anormalmente basso o nelle quali si abbia una grave forma di sottoccupazione. Il comune di Laguardia non è situato in una regione che possa beneficiare di aiuti regionali a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato.
(120) Per quanto riguarda le deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 3, lettere b), e d), l'aiuto in questione non è destinato a un progetto di comune interesse europeo, né a un progetto destinato a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia spagnola e nemmeno presenta le caratteristiche di questo tipo di progetti. Esso non è neppure destinato a promuovere la cultura o la conservazione del patrimonio.
(121) Quanto alle deroghe di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, il comune di Laguardia è situato in una regione ammissibile a beneficiare di aiuti a carattere regionale ai sensi di detto articolo. Il massimale degli aiuti nel Paese Basco è del 25 % in ESN(45). Per analizzare la compatibilità di tali aiuti con il Trattato, è necessario distinguere tra l'aiuto all'investimento (credito fiscale) e l'aiuto al funzionamento (riduzione della base imponibile).
VII.4.1. L'aiuto all'investimento (credito fiscale)
(122) È opportuno ricordare che il credito fiscale non è stato concesso nel quadro di programmi di aiuti a finalità regionale autorizzati dalla Commissione, bensì in virtù di una decisione ad hoc da parte delle autorità competenti. In questi casi è necessario studiare gli effetti prodotti dagli aiuti nel contesto comunitario. La Corte di giustizia ha confermato quest'interpretazione nelle sentenze Hytasa(46) (sentenza del 14 settembre 1994, nelle cause riunite C-278/92, C-279-92 e C-280-92, Spagna/Commissione) e Pyrsa(47) (sentenza del 14 gennaio 1997 nella causa C 169/95, Spagna/Commissione).
(123) Un aiuto ad hoc può essere considerato aiuto a finalità regionale compatibile con il mercato comune se, di fatto, contribuisce allo sviluppo a lungo termine della regione e purché sia privo di effetti contrari all'interesse comune e alle condizioni di concorrenza della Comunità. L'aiuto può pertanto essere considerato compatibile con il mercato comune qualora non alteri le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune.
(124) Il credito fiscale può essere equiparato ad un aiuto all'investimento, nella misura in cui, nel caso in esame, abbia per obiettivo un investimento produttivo (investimento iniziale) in una regione assistita. In realtà, gli investimenti ammissibili sono investimenti in immobilizzazioni materiali nuove, ossia terreni e fabbricati, attrezzature e impianti in un comune situato in una regione assistita ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato. Inoltre, il credito fiscale è calcolato in percentuale sull'importo dell'investimento, come avviene per gli aiuti all'investimento.
(125) Le cifre contenute nella tabella seguente (giugno 1999) indicano che il nuovo investimento rappresenta il 53,6 % del nuovo impianto:
SPAZIO PER TABELLA
(126) Per quanto riguarda l'interesse comunitario, il settore delle capsule di stagno utilizzate per sigillare i tappi delle bottiglie presenta favorevoli prospettive di crescita, sia perché tali prodotti rispettano l'ambiente, sia perché il consumo di vini di qualità è in aumento.
(127) Fino al 1993, il materiale utilizzato tradizionalmente nella fabbricazione di capsule per sigillare i vini di qualità era il piombo. In quell'anno, le autorità degli Stati Uniti introdussero il divieto di utilizzare il piombo nelle capsule destinate a sigillare i vini di qualità, a causa del rischio di contaminazione del vino al momento di versare il contenuto dalla bottiglia.
(128) Il Parlamento europeo ed il Consiglio hanno adottato la direttiva 94/62/CE, del 20 dicembre 1994, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio(48). Tale direttiva riduce notevolmente i livelli di concentrazione di piombo presenti negli imballaggi. Le capsule utilizzate per sigillare le bottiglie di vino sono considerate un imballaggio ai sensi della direttiva citata.
(129) A seguito dell'introduzione, nella prima metà degli anni '90, di tali modifiche legislative, le capsule di stagno, utilizzate in sostituzione di quelle di piombo, da allora proibite, hanno una previsione di crescita elevata in un mercato mondiale di 1,2 miliardi di unità all'anno.
(130) La qualità del vino sembra essere un fattore essenziale nell'aumento del consumo di vino nella Comunità. Mentre il consumo di "vini da tavola" è diminuito notevolmente, quello di "vini di qualità" è in aumento. Tale constatazione generale deve tuttavia essere precisata: tra i prodotti classificati "vini da tavola", i vini caratterizzati da un'indicazione geografica ("Vins de pays", "Landwein", "indicazione geografica tipica", "vins de cépage") sono oggetto di un rinnovato interesse ed il loro consumo aumenta. Inoltre, l'aumento delle quote di mercato dei "vini di qualità" presuppone un aumento dei volumi prodotti: dalla campagna 1992/93 alla campagna 1994/95 la quota di tali vini è passata dal 30 % al 35 %. Tale aumento deriva in parte dalla riclassificazione dei "vini da tavola" in "vini di qualità"(49):
PIC FILE= "L_2000318IT.005701.EPS
SPAZIO PER TABELLA
(131) Il consumo di piombo nella Comunità è alimentato dalla domanda crescente nel settore delle batterie, in particolare di quelle elettriche di piombo utilizzate nell'industria automobilistica. Nel 1994, il consumo di piombo destinato al settore delle batterie è aumentato del 14 % circa rispetto al 1991, il che corrisponde al 70 % circa della domanda globale di piombo di prima fusione(50). Non essendoci metalli concorrenti, quello delle batterie è l'unico settore in cui il consumo finale di piombo è soggetto ad una pressione ecologica inferiore:
SPAZIO PER TABELLA
(132) L'andamento positivo della domanda si riflette anche nei risultati ottenuti dai fabbricanti di batterie. Il gruppo Varta indica, nella sua relazione annuale relativa al 1998, che in Europa occidentale la domanda interna è aumentata. I mercati nordamericano ed europeo, in particolare, hanno registrato un tasso di crescita costante della domanda nel settore delle batterie per autoveicoli(51).
(133) Tale settore è caratterizzato da una moltitudine di piccole raffinerie. Nella Comunità esistono circa 30 fonderie/raffinerie secondarie che producono ciascuna da 5000 a 65000 tonnellate all'anno. Il numero di tali operatori diminuisce nella misura in cui le grandi multinazionali e i principali gruppi di fabbricanti creano le proprie imprese. Le stime di Ramondín (che prevedono un aumento della produzione, da un volume iniziale di 500 t a 1600 t nel 2001) indicano che si tratta di un produttore marginale. Inoltre, Ramondín ha l'intenzione di lavorare in regime di subappalto delocalizzato ("maquila").
(134) Alla luce delle osservazioni che precedono, e a condizione che sia rispettato il massimale autorizzato del 25 % ESN, la Commissione ritiene che la concessione di un credito fiscale a Ramondín non alteri le condizioni degli scambi intracomunitari in misura contraria all'interesse comune e possa, pertanto, essere considerata un aiuto compatibile con il mercato comune. Tuttavia, l'importo del beneficio concesso dal credito fiscale che supera il massimale autorizzato del 25 % ESN non può beneficiare della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato, in quanto qualsiasi aiuto superiore a tale massimale non consente di mantenere, come stabilito dagli "Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale", l'equilibrio tra gli effetti distorsivi della concorrenza ed i benefici dell'aiuto in termini di sviluppo regionale, e deve, pertanto, essere considerato un aiuto incompatibile. L'intensità massima degli aiuti compatibili [espressa in ESN](52) deve essere calcolata a norma delle regole di cumulo degli aiuti(53).
(135) La Spagna ha l'obbligo di presentare una relazione annuale per tutto il periodo in cui il credito fiscale resterà in vigore, per consentire alla Commissione di verificare la conformità dell'aiuto concesso a favore di Ramondín S.A. con le regole di cumulo(54), nonché il rispetto del massimale autorizzato del 25 % ESN per gli aiuti a finalità regionale nel Paese Basco.
VII.5. Aiuti di funzionamento: riduzione della base imponibile
(136) La Commissione ricorda che gli aiuti fiscali possono essere considerati aiuti inerenti all'investimento quando la loro base è l'investimento stesso(55). Nel caso in esame, la riduzione della base imponibile non soddisfa tali condizioni e non può pertanto essere considerata un aiuto all'investimento. Tale agevolazione fiscale non ha neanche il carattere di un aiuto alla creazione di posti di lavoro connessi alla realizzazione di un investimento, in quanto non è subordinata al numero di posti di lavoro creati. In effetti, le condizioni relative agli investimenti da realizzare per un importo minimo di 80 milioni di ESP, nonché alla creazione di almeno 10 posti di lavoro, citate entrambe nella disposizione in esame, non conferiscono alla riduzione della base imponibile di cui potrebbe beneficiare Ramondín Cápsulas il carattere di un aiuto all'investimento, poiché i requisiti minimi di investimento e di creazione di posti di lavoro non sono calcolati in funzione di un investimento, bensì costituiscono delle soglie a partire dalle quali determinate imprese possono accedere alla citata agevolazione fiscale. Ramondín Cápsulas avrebbe potuto creare 1000 nuovi posti di lavoro: l'importo del beneficio concesso a titolo della riduzione della base imponibile sarebbe stato identico. Le condizioni relative all'importo minimo dell'investimento ed al numero minimo di posti di lavoro non possono, di conseguenza, essere considerate contropartite calcolate in funzione del volume dell'investimento.
(137) La Commissione ritiene, al contrario, che la riduzione della base imponibile abbia il carattere di un aiuto al funzionamento, in quanto lo scopo di tale aiuto è la riduzione delle spese correnti dell'impresa che essa avrebbe altrimenti dovuto sostenere nell'ambito della sua gestione corrente o del normale esercizio delle sue attività. La riduzione delle spese correnti consentirà a Ramondín Cápsulas di migliorare la propria redditività, grazie ad un aumento del risultato aziendale netto (profitti al netto delle imposte).
(138) Come stabilito dalla Commissione, ai punti da 4.15 a 4.17 degli "Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale"(56), gli aiuti regionali destinati a ridurre le spese correnti dell'impresa (aiuti al funzionamento) sono, di norma, vietati. Tali aiuti possono tuttavia essere concessi, a titolo eccezionale, nelle regioni che beneficiano della deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), a condizione che ciò trovi una giustificazione nel loro contributo allo sviluppo regionale e che il loro livello sia proporzionale agli svantaggi che sono destinati a sanare. La Commissione constata che il Paese Basco non è una delle regioni ammessa a beneficiare di tali aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato.
(139) La Commissione è, di conseguenza, giunta alla conclusione che gli aiuti al funzionamento in esame, che non possono beneficiare delle deroghe previste dal trattato, sono incompatibili con il mercato comune.
(140) La presente decisione riguarda esclusivamente le misure fiscali menzionate esplicitamente, e non concerne le ulteriori misure contenute nel regime fiscale specifico del Territorio storico di Álava. La Commissione si riserva la possibilità di esaminare le misure suscettibili di costituire degli aiuti, sia come sistema generale, sia per quanto riguarda l'eventuale loro applicazione a Ramondín.
VIII. CONCLUSIONI
(141) Per quanto riguarda le questioni in merito alle quali era stato ingiunto alla Spagna di fornire informazioni, la Commissione è giunta alle seguenti conclusioni:
- la sovvenzione a fondo perduto per un importo pari all'8,55 % dei costi ammissibili è stata concessa a Ramondín Cápsulas nel quadro del programma di aiuti regionali Ekimen autorizzato dalla Commissione,
- non esistono elementi di aiuto di Stato nella vendita da parte di Álava Agencia de Desarrollo SA a Ramondín di un terreno di 55050 m2 nella zona industriale di Casablanca, a Laguardia (Álava), ad un prezzo di 2500 ESP/m2.
(142) Per quanto riguarda le misure di aiuto oggetto dell'avvio della procedura a norma dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato, la Commissione osserva che la Spagna ha dato esecuzione illegalmente, in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, ai seguenti aiuti:
a) la riduzione della base imponibile a favore di Ramondín Cápsulas per le imprese di nuova creazione, istituita dall'articolo 26 della Norma Foral n. 24/1996 del 5 luglio 1996;
b) la concessione a favore di Ramondín di un credito fiscale del 45 % dell'importo degli investimenti, decisa dalla Diputación Foral di Álava nell'accordo 738/1997 del 21 ottobre 1997.
Gli aiuti citati alla lettera a), nonché parte dell'aiuto citato alla lettera b), che a norma delle regole sul cumulo degli aiuti superano il massimale del 25 % ESN stabilito per gli aiuti a finalità regionale nel Paese Basco, sono incompatibili con il mercato comune.
Di conseguenza, per ripristinare la situazione economica in cui si troverebbe l'impresa qualora non avesse beneficiato di aiuti incompatibili con il mercato comune, il governo spagnolo deve adottare tutte le misure necessarie per annullare il vantaggio derivante dalla concessione di tali aiuti, ossia per recuperarli dal beneficiario.
Il recupero è effettuato senza indugio conformemente alle procedure e disposizioni del diritto nazionale. Gli importi da recuperare sono comprensivi degli interessi, che decorrono dalla data in cui il beneficiario ha avuto la disponibilità dell'aiuto illegale fino alla data dell'effettivo recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione degli aiuti a finalità regionale in Spagna(57).
La parte di aiuto, citata alla lettera b), che non supera il massimale del 25 % ESN stabilito per gli aiuti a finalità regionale nel Paese Basco è compatibile con il mercato comune, a condizione che siano rispettate le regole sul cumulo degli aiuti. La Spagna ha l'obbligo di presentare una relazione annuale per tutto il periodo in cui il credito fiscale resterà in vigore, per consentire alla Commissione di verificare la conformità dell'aiuto concesso a favore di Ramondín S.A. con le regole di cumulo, nonché il rispetto del massimale autorizzato del 25 % ESN per gli aiuti a finalità regionale nel Paese Basco(58),
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. L'aiuto di Stato al quale la Spagna ha dato esecuzione a favore di Ramondín SA, consistente nella concessione di un credito fiscale pari al 45 % dell'importo dell'investimento determinato dalla Diputación Foral di Álava a norma dell'accordo 738/1997 del 21 ottobre 1997, è compatibile con il mercato comune nella parte in cui, sulla base delle regole di cumulo, non eccede il massimale autorizzato del 25 % ESN per gli aiuti a finalità regionale nel Paese Basco.
2. La Spagna ha l'obbligo di presentare una relazione annuale per tutto il periodo in cui il credito fiscale resterà in vigore, per consentire alla Commissione di verificare la conformità dell'aiuto concesso a favore di Ramondín SA con le regole di cumulo, nonché il rispetto del massimale autorizzato del 25 % ESN per gli aiuti a finalità regionale nel Paese Basco.
Articolo 2
Sono incompatibili con il mercato comune i seguenti aiuti di Stato a cui la Spagna ha dato esecuzione illegalmente:
a) l'aiuto di Stato concesso a favore di Ramondín Cápsulas SA sotto forma di riduzione della base imponibile per le imprese di nuova creazione, di cui all'articolo 26 della Norma Foral n. 24/1996 del 5 luglio 1996;
b) l'aiuto di Stato concesso a favore di Ramondín SA, consistente nella concessione di un credito fiscale a favore di Ramondín SA, pari al 45 % dell'importo dell'investimento determinato dalla Diputación Foral di Álava a norma dell'accordo 738/1997 del 21 ottobre 1997, nella parte in cui, sulla base delle regole di cumulo, eccede il massimale autorizzato del 25 % ESN per gli aiuti a finalità regionale nel Paese Basco.
Articolo 3
1. La Spagna ha l'obbligo di adottare tutte le misure necessarie per recuperare dal beneficiario gli aiuti illegalmente concessi di cui all'articolo 2.
2. Il recupero è effettuato senza indugio conformemente alle procedure del diritto nazionale, purché permettano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. Gli importi da recuperare sono comprensivi degli interessi, che decorrono dalla data in cui il beneficiario ha avuto la disponibilità dell'aiuto illegale fino alla data dell'effettivo recupero. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione degli aiuti a finalità regionale.
Articolo 4
Entro due mesi dalla notifica della presente decisione, la Spagna informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 5
Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 22 dicembre 1999.

Labels: 2
4
19
3
15