Document ID: 31993R0611

REGOLAMENTO (CEE) N. 611/93 DEL CONSIGLIO del 15 marzo 1993 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di microcircuiti elettronici detti DRAM originari della Repubblica di Corea ed esportati da società non esenti dal dazio e che decide la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1) (in appresso denominato « regolamento di base »), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo ai sensi del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. MISURE PROVVISORIE
(1) Con il regolamento (CEE) n. 2686/92 (2) (in seguito denominato « regolamento che istituisce il dazio provvisorio ») la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di microcircuiti elettronici detti DRAM (memorie dinamiche ad accesso casuale) originari della Repubblica di Corea e classificati ai codici NC 8542 11 12, 8542 11 14, 8542 11 16, 8542 11 18 (DRAM finite), ex 8542 11 01 (wafer), ex 8542 11 05 (piastrine o chip) ed ex 8473 30 10 oppure ex 8548 00 00 (moduli). Con il regolamento (CEE) n. 53/93 (3) il Consiglio ha prorogato la validità del dazio per un periodo massimo di due mesi.
B. SEGUITO DELLA PROCEDURA
(2) Dopo l'istituzione del dazio provvisorio due produttori coreani - Goldstar Electron Co. Ltd, Seul e - Samsung Electronics Co. Ltd, Seul e una società che utilizza le DRAM situata nella Comunità - Hewlett Packard, Les Ulis, Francia hanno comunicato per iscritto le loro osservazioni. Le parti che ne hanno fatto richiesta sono state sentite dalla Commissione.
(3) Le parti sono state informate dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di misure antidumping definitive e la riscossione degli importi garantiti a titolo di dazio provvisorio. È stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti potevano presentare le loro osservazioni sulle informazioni ricevute.
(4) Le osservazioni delle parti sono state prese in considerazione e la Commissione ha modificato le sue conclusioni nei casi in cui le richieste erano giustificate.
(5) La durata dell'inchiesta ha superato il normale periodo di un anno previsto nell'articolo 7, paragrafo 9, lettera a) del regolamento di base, a causa della complessità dell'inchiesta e in particolare dei diversi tipi di DRAM in esame, delle numerose transazioni di vendita e del calcolo del valore normale su base trimestrale.
C. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(6) Nel regolamento che istituisce il dazio provvisorio (punti 12 - 16) la Commissione ha stabilito che tutti i tipi di DRAM quali wafer, piastrine e chip, DRAM finite, moduli e altre combinazioni dovevano essere considerati come un unico prodotto, indipendentemente dalla densità e dall'involucro.
(7) Un produttore coreano ha nuovamente affermato che i wafer, le piastrine e le DRAM finite non potevano essere considerati come un unico prodotto, dato che wafer e piastrine non sono identici alle DRAM finite. Nelle osservazioni presentate il produttore non ha formulato nuove argomentazioni rispetto a quelle già esposte nella prima parte dell'inchiesta. Il Consiglio, per i motivi indicati nei punti 14 - 16 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, conferma le risultanze della Commissione a questo proposito.
(8) Un altro produttore coreano ha sostenuto che le DRAM finite di densità superiore a 16M erano prodotti distinti rispetto alle DRAM di densità inferiore, dato che le DRAM di densità superiore, per esempio di 64M, non erano ancora commercializzate. A questo proposito è stato affermato che non si poteva stabilire se tali DRAM dovessero essere considerate prodotti simili.
(9) A questo proposito, nel punto 15 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la Commissione ha concluso che tutte le DRAM, indipendentemente dalla densità e dall'involucro, erano soggette al presente procedimento. L'esperienza realizzata in passato ha infatti confermato che esiste un rapporto di continuità tra le caratteristiche fisiche e le applicazioni delle successive generazioni di DRAM e la Commissione non ha accertato alcun elemento che giustificasse conclusioni diverse per le DRAM di 64M. La Commissione ha tuttavia rilevato che, qualora fossero disponibili sufficienti elementi di prova in merito ad una modifica delle circostanze relative alle future densità delle DRAM, le parti interessate potrebbero chiedere un riesame ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 1 del regolamento di base.
(10) La Commissione ha pertanto concluso che, ai fini del presente procedimento, tutte le DRAM, indipendentemente dai tipi, dalle densità e dalle variazioni, che sono descritte nei punti 11 e 12 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, devono essere considerate come un unico prodotto e pertanto possono essere definite « il prodotto in esame ».
Il Consiglio conferma questa conclusione.
(11) Non sono state ricevute nuove osservazioni in merito alla questione se le DRAM vendute sul mercato coreano e quelle vendute dall'industria comunitaria sul mercato della Comunità siano prodotti simili al prodotto in esame. Il Consiglio conferma pertanto che le DRAM vendute sul mercato coreano, quelle vendute dall'indutria comunitaria sul mercato della Comunità e quelle esportate nella Comunità (qui di seguito denominate DRAM) sono simili sotto tutti gli aspetti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento di base.
D. DUMPING
1. Valore normale (12) Non sono state ricevute osservazioni relative alla determinazione del valore normale su base trimestrale. Il Consiglio conferma pertanto il metodo seguito dalla Commissione che è esposto nel punto 19 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
(13) Per stabilire il costo di produzione ai fini della determinazione del dazio provvisorio, la Commissione ha tenuto conto della lunga durata del ciclo di produzione delle DRAM. In tali circostanze, per determinare i costi di produzione effettivi delle DRAM vendute in un determinato trimestre, la Commissione ha considerato che il costo di produzione delle DRAM vendute in un trimestre fosse stato sostenuto nel trimestre precedente. I dati contabili relativi ai costi presentati dai produttori coreani sono stati quindi opportunamente adeguati.
(14) Un produttore coreano ha sostenuto che questo metodo non era giustificato, in quanto il suo sistema dei conti prendeva in considerazione la durata del ciclo di produzione.
Il metodo usato da questa società per determinare il costo di produzione effettivo per unità per le DRAM finite vendute in un determinato trimestre si basava tuttavia sulla valutazione delle scorte dei prodotti semilavorati e non rifletteva adeguatamente la durata del processo di produzione delle DRAM, che comprendeva numerose fasi consecutive.
La Commissione ha pertanto considerato inadeguato questo metodo e ha mantenuto l'impostazione seguita per le risultanze provvisorie.
Il Consiglio conferma questa conclusione.
(15) Il produttore in questione ha inoltre sostenuto che un adeguamento effettuato dalla Commissione riguardo alle quote di ammortamento ai fini della comparabilità tra il periodo dell'inchiesta e i periodi precedenti non era corretto e ha affermato che la Commissione avrebbe dovuto utilizzare i dati comunicati dal produttore stesso che si basavano sulla contabilità dei costi.
(16) Il metodo seguito dalla Commissione per il calcolo del valore normale costruito ai fini della determinazione del dazio provvisorio permetteva di ripartire uniformemente nel tempo i costi di produzione della società in questione e di evitare distorsioni nella ripartizione delle quote di ammortamento nel periodo dell'inchiesta rispetto ai periodi precedenti. Questo metodo era del tutto conforme alle disposizioni delle norme coreane in materia di contabilità.
La Commissione ha quindi considerato che fosse necessario mantenere questo metodo e il Consiglio conferma la conclusione della Commissione.
(17) Due produttori coreani hanno affermato che il metodo seguito dalla Commissione per calcolare il valore normale costruito non era corretto, in particolare per quanto riguarda l'importo dei costi di ricerca e sviluppo e di altre spese generali, amministrative e di vendita.
(18) Per quanto riguarda i costi di R & S, i produttori coreani hanno affermato che per determinare il costo di produzione si doveva tenere conto dei costi sostenuti in passato e riportati al periodo dell'inchiesta. Nel punto 22 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio la Commissione ha esposto il metodo seguito riguardo ai costi di R & S. In considerazione del carattere specifico di questi costi e in particolare dell'incertezza riguardo all'effettiva possibilità e al periodo del recupero, nonché della difficoltà di collegare i costi sostenuti in passato alle vendite realizzate nel periodo dell'inchiesta, la Commissione, conformemente alla prassi normalmente seguita nel settore dei circuiti integrati, ha ritenuto opportuno, dal punto di vista economico e contabile, che tutte le spese effettivamente sostenute nel periodo dell'inchiesta per le attività di R & S relative alle DRAM già commercializzate oppure previste per il futuro fossero ripartite rispetto alle DRAM vendute nel periodo dell'inchiesta. Occorre rilevare che il metodo seguito dalla Commissione è perfettamente conforme alle disposizioni delle norme coreane in materia di contabilità.
La Commissione ha quindi mantenuto lo stesso metodo e questa impostazione è stata confermata dal Consiglio.
(19) Per quanto riguarda le spese generali, amministrative e di vendita sostenute in relazione alle transazioni in valuta estera, la Commissione ha tenuto conto delle osservazioni presentate da due produttori coreani e ha accolto la richiesta relativa al risconto di detti costi, che si riferivano principalmente al debito a lungo termine in valuta estera. La Commissione ha quindi opportunamente adeguato i propri calcoli.
Il Consiglio conferma il metodo seguito dalla Commissione.
(20) Un produttore coreano, che non aveva realizzato vendite remunerative sul mercato interno, ha sostenuto che un altro produttore, che aveva collaborato all'inchiesta, aveva effettuato un volume sufficiente di vendite remunerative sul mercato interno. Il produttore ha quindi chiesto che il valore costruito nei suoi confronti fosse calcolato in funzione dei dati forniti dal secondo produttore in merito alle spese generali, amministrative e di vendita e al profitto.
(21) A questo proposito la Commissione ha accertato che tutte le vendite di DRAM realizzate sul mercato interno da due produttori coreani e oltre il 90 % delle vendite corrispondenti del terzo produttore coreano erano effettuate a prezzi che non consentivano il ricupero di tutti i costi ragionevolmente ripartiti. Dopo l'adeguamento di cui al punto 19 le vendite non remunerative del produttore interessato sul mercato interno sono rimaste ad un livello superiore al 90 % delle vendite complessive. Pertanto, per i motivi specificati nel punto 20 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la Commissione ha concluso che, in considerazione del volume insufficiente delle vendite realizzate sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali, tali vendite non potevano essere utilizzate per determinare il tasso di profitto da impiegare ai fini del calcolo del valore costruito.
Il tasso di profitto da utilizzare per calcolare il valore costruito è stato quindi determinato su un'altra base equa, conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento di base.
Per quanto riguarda le spese generali, amministrative e di vendita, ai fini della determinazione del valore normale sono stati utilizzati i costi sostenuti dai singoli produttori coreani sul mercato interno. Queste spese, che sono state considerate attendibili in considerazione del rilevante volume delle vendite realizzate sul mercato interno dei tre produttori coreani, sono state aggiunte ai costi di produzione conformemente all'articolo suddetto.
Il Consiglio conferma queste conclusioni.
(22) Nel punto 23 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la Commissione ha specificato gli elementi che sono stati presi in considerazione per determinare il tasso di profitto utilizzato nel calcolo dei valori normali. Due produttori coreani, pur non contestando il metodo seguito dalla Commissione, hanno affermato che il tasso di profitto era stato fissato ad un livello troppo alto. In considerazione degli elevati costi di R & S per le future generazioni di DRAM e delle ingenti spese in conto capitale del settore in questione, la Commissione ha nuovamente concluso che, ai fini del presente procedimento, un margine di profitto del 13,5 % sul fatturato era ragionevole e rappresentativo per il prodotto in esame, nonché rispetto alla situazione del mercato in Corea.
Il Consiglio conferma questa conclusione.
2. Prezzi all'esportazione (23) Ai fini delle risultanze preliminari i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per i prodotti venduti all'esportazione nella Comunità.
Il Consiglio conferma il metodo seguito dalla Commissione.
(24) Per quanto riguarda le esportazioni a società collegate, per le quali i prezzi sono stati costruiti conformemente all'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) del regolamento di base, un produttore coreano ha contestato l'adeguamento che la Commissione ha effettuato ai fini delle risultanze provvisorie in relazione a due tipi di costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita.
(25) Ai fini della determinazione del dazio provvisorio la Commissione ha valutato il primo tipo di costi, ovvero i costi di pubblicità, in base agli elementi disponibili, a norma dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base, poiché le società collegate nella Comunità avevano presentato informazioni incomplete. Nelle nuove osservazioni, il produttore coreano interessato non ha comunicato alcuna informazione sui costi effettivi sostenuti dagli importatori per operazioni pubblicitarie. La Commissione ha quindi confermato il metodo seguito in precedenza.
Riguardo al secondo tipo di costi, ovvero le spese sostenute per operazioni in valuta estera, il produttore ha affermato che doveva essere presa in considerazione soltanto la parte corrispondente ai profitti e alle perdite realizzati. A questo proposito la Commissione ha confermato che dovevano essere presi in considerazione tutti i costi derivanti dalle operazioni in valuta estera in quanto erano collegati alle attività di acquisto e di vendita dell'importatore ed erano a breve termine rispetto al periodo dell'inchiesta. Questo metodo corrisponde inoltre al trattamento di questo tipo di costi nel conto profitti e perdite dell'importatore.
Il Consiglio conferma queste conclusioni.
3. Confronto (26) Sono state ricevute osservazioni relative al confronto tra i prezzi all'esportazione e il valore normale riguardo agli adeguamenti chiesti da due produttori coreani. I produttori hanno affermato che gli adeguamenti relativi alle differenze inerenti ai modi di pagamento dovevano essere effettuati per l'intero periodo del credito effettivamente concesso ai clienti sul mercato interno, anche se al momento della vendita non era stato concordato alcun periodo di credito con gli acquirenti. Ai fini della determinazione del dazio provvisorio la Commissione non aveva accettato queste richieste di adeguamento.
Un produttore ha sostenuto che l'adeguamento doveva essere calcolato in base al periodo medio del credito concesso, mentre l'altro produttore ha affermato che il calcolo doveva basarsi sui periodi di credito stabiliti per le singole transazioni di vendita sul mercato interno. Nei due casi i produttori hanno chiesto che fosse utilizzato il tasso d'interesse applicabile in Corea per il credito a breve termine.
(27) La Commissione ha tuttavia osservato che, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 9, lettera a) del regolamento di base, gli adeguamenti per le differenze inerenti ai modi di pagamento sono giustificati soltanto se incidono sulla comparabilità dei prezzi. I modi di pagamento possono incidere sui prezzi pagati dagli acquirenti soltanto quando sono concordati al momento della vendita (vale a dire alla data della conclusione del contratto di vendita o al più tardi della fattura), poiché soltanto allora il costo del credito associato ai modi di pagamento può influenzare la decisione dell'acquirente. I costi derivanti da un periodo di credito non concordato alla data della vendita devono quindi essere considerati come spese generali per la società di vendita.
Per quanto riguarda la richiesta dei due produttori coreani, al momento della vendita non è stato fissato alcun periodo di credito determinato.
Un produttore non ha inoltre potuto dimostrare l'esistenza di un collegamento tra i pagamenti ricevuti e le singole transazioni di vendita, mentre per il secondo produttore i periodi di credito presentavano rilevanti variazioni tra i diversi clienti e tra le diverse transazioni per lo stesso cliente. In tali circostanze la Commissione avrebbe normalmente respinto le richieste. Nella fattispecie, conformemente al metodo seguito nei precedenti procedimenti, la Commissione ha tuttavia applicato un adeguamento per le vendite in questione in base ad un periodo di credito di trenta giorni che è stato considerato sufficientemente corrispondente al periodo di credito concesso agli acquirenti.
Il Consiglio conferma questa impostazione.
4. Margini di dumping (28) Dall'esame finale dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping riguardo alle importazioni del prodotto in esame originario della Corea.
La media ponderata dei margini di dumping accertati a titolo definitivo per i produttori soggetti all'inchiesta, espressa in percentuale del valore totale delle importazioni cif frontiera comunitaria, superava il 50 %, fatta eccezione per la società Samsung Electronics Co., nei cui confronti è stata accertata una media ponderata del margine di dumping pari al 14,6 %.
(29) Per quanto riguarda i produttori che non hanno collaborato, non sono state ricevute osservazioni sulle conclusioni della Commissione esposte nel punto 28 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
Il Consiglio conferma quindi queste conclusioni e il margine di dumping nei confronti dei produttori che non hanno collaborato è stato fissato al livello del margine massimo accertato.
E. PREGIUDIZIO
(30) Nelle conclusioni provvisorie la Commissione ha stabilito che l'industria comunitaria aveva subito un pregiudizio sostanziale (punti 36 - 48 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio). A questo proposito non sono state presentate nuove argomentazioni.
Il Consiglio conferma pertanto le conclusioni suddette.
F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
(31) Nelle conclusioni provvisorie la Commissione ha accertato che il pregiudizio sostanziale subito dai produttori comunitari era stato provocato dalle importazioni oggetto di dumping dalla Corea (punti 49 - 61 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio). A questo proposito non sono state presentate nuove argomentazioni.
Il Consiglio conferma quindi che il pregiudizio sostanziale subito dai produttori comunitari è stato provocato dalle importazioni oggetto di dumping dalla Corea.
G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(32) Come risulta nel punto 70 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, l'obiettivo delle misure antidumping è di porre rimedio al pregiudizio provocato da pratiche commerciali sleali e di rispristinare una situazione di concorrenza leale, che in quanto tale, corrisponde all'interesse generale della Comunità. Inoltre, nei punti 62 - 77 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la Commissione, ai fini delle risultanze provvisorie, ha stabilito che l'istituzione di misure antidumping corrispondeva all'interesse della Comunità, ai sensi dell'articolo 11 del regolamento di base.
(33) Un produttore coreano ha sostenuto che l'adozione di misure antidumping era contraria all'interesse dell'industria comunitaria che utilizza le DRAM. Per dimostrare la validità della propria affermazione, il produttore ha sostenuto genericamente che il fatto che l'industria utilizzatrice abbia presentato osservazioni particolareggiate prima dell'istituzione dei dazi provvisori indicava che l'industria stessa era preoccupata per gli effetti negativi del procedimento antidumping per quanto riguarda la sua situazione concorrenziale.
(34) Per quanto riguarda la situazione dell'industria comunitaria che utilizza le DRAM in generale, nel punto 69 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio risulta che soltanto uno dei numerosi gruppi di utenti ha presentato osservazioni, senza tuttavia fornire dati specifici riguardo agli effetti delle misure antidumping istituite sulle importazioni di DRAM dalla Corea. A sostegno delle proprie affermazioni, questo gruppo di utenti ha semplicemente osservato che le misure antidumping istituite nell'ambito del procedimento relativo alle DRAM originarie del Giappone a norma del regolamento (CEE) n. 2112/90 (1) avevano provocato l'incremento dei prezzi delle DRAM nella Comunità. Questa affermazione era tuttavia in contrasto con le informazioni ottenute dalla Commissione da fonti attendibili. In realtà la Commissione, nell'ambito del normale controllo del mercato dopo l'entrata in vigore delle misure antidumping nei confronti delle DRAM di origine giapponese, ha rilevato che le misure suddette avevano avuto alcuni effetti positivi sul mercato comunitario, in particolare in termini di aumento della competitività e di stabilità della tendenza dei prezzi. Riguardo ai prezzi delle DRAM nella Comunità e negli altri mercati mondiali, la Commissione aveva accertato che, anche se i prezzi variavano, le differenze dei prezzi nella Comunità non erano sostanziali rispetto agli altri mercati.
(35) Una società che utilizza le DRAM per la produzione di apparecchiature elettroniche nella Comunità ha affermato che le misure antidumping avrebbero avuto effetti negativi per quanto riguarda la sua posizione rispetto ai concorrenti che utilizzano le DRAM al di fuori della Comunità. La stessa società ha sostenuto, allegando elementi di prova specifici, che dopo l'istituzione delle misure antidumping provvisorie i prezzi di un produttore coreano erano aumentati e che pertanto erano aumentati anche i suoi costi di produzione.
(36) Su un piano generale, occorre rilevare a questo proposito che la situazione di un'unica impresa che rappresenta una percentuale minima del consumo comunitario globale di DRAM non può essere considerata rappresentativa dell'industria comunitaria nel suo complesso.
Per quanto riguarda la prima argomentazione della società, relativa al livello dei prezzi in altri mercati, la Commissione ha osservato che le autorità degli Stati Uniti, dove il consumo di DRAM è tra i più elevati del mondo, hanno recentemente istituito dazi antidumping sostanziali sulle importazioni di DRAM di origine coreana.
Occorre inoltre sottolineare che nel presente procedimento le aliquote e la forma delle misure antidumping sono state stabilite in modo da ridurre al minimo gli effetti negativi sull'industria utilizzatrice di DRAM. In merito alla seconda argomentazione della società, come risulta anche dal punto 69 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, il fatto che in passato siano stati ottenuti vantaggi da pratiche commerciali sleali non giustifica la continuazione di tali pratiche. La società utilizzatrice, inoltre, operava in un settore che generalmente doveva affrontare difficoltà economiche a livello mondiale. Tali difficoltà non potevano essere attribuite ai prezzi elevati dei componenti elettronici nella Comunità, né in particolare agli elevati prezzi delle DRAM. La Commissione ha quindi concluso che gli eventuali aumenti dei costi dovuti all'aumento del prezzo d'acquisto delle DRAM dopo l'istituzione dei dazi provvisori non potevano essere rilevanti.
(37) Un produttore coreano ha affermato che le misure antidumping nei confronti dei produttori coreani avrebbero ridotto la concorrenza sul mercato comunitario delle DRAM in quanto avrebbero eliminato alcune imprese minori.
(38) Nel punto 63 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio è stato concluso che, in considerazione delle gravi e crescenti perdite finanziarie subite dall'industria comunitaria, se non venissero prese misure antidumping sarebbe minacciata la sopravvivenza dell'industria stessa e quindi alcuni fornitori sarebbero eliminati dal mercato. Inoltre, in considerazione del fatto che la forma flessibile e il livello delle misure antidumping definitive sono stati stabiliti in modo da non impedire ai produttori coreani di continuare ad operare sul mercato comunitario, la Commissione ha concluso che le misure antidumping non avrebbero ridotto la concorrenza sul mercato comunitario.
(39) In conclusione, per valutare l'interesse della Comunità nei punti 64 e 65 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la Commissione ha considerato che gli eventuali aumenti del costo di produzione per gli utenti dovevano essere esaminati rispetto alla situazione dell'industria comunitaria, che opera in un settore tecnologico essenziale e che, a causa delle pratiche di dumping delle società coreane, ha subito perdite finanziarie sostanziali che ne minacciano la sopravvivenza. A questo proposito occorre inoltre tener conto delle misure antidumping istituite negli Stati Uniti, che potrebbero provocare l'aumento delle importazioni dei prodotti coreani nella Comunità.
La Commissione ha considerato infine che, se non venissero istituite misure antidumping nei confronti delle importazioni oggetto di dumping di DRAM originarie della Corea, sarebbero pregiudicati gli effetti positivi delle misure antidumping in vigore nei confronti delle DRAM originarie del Giappone, come risulta dal punto 34. Inoltre, se non si applicassero dette misure, si agirebbe in modo discriminatorio nei confronti dei produttori giapponesi interessati. In tali circostanze la Commissione ha concluso che nell'interesse della Comunità devono essere istituite misure antidumping relative alle importazioni di DRAM originarie della Corea.
Il Consiglio conferma questa conclusione.
H. MISURE ANTIDUMPING
(40) Per determinare il livello delle misure antidumping da istituire, dato che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria era costituito essenzialmente da gravi perdite finanziarie dovute alla rilevante sottoquotazione dei prezzi da parte dei produttori coreani, la Commissione ha considerato che il livello di tali misure dovesse essere sufficiente per permettere ai prezzi dell'industria comunitaria di aumentare in misura adeguata e per evitare ulteriori depressioni dei prezzi a causa delle importazioni di prodotti oggetto di dumping dalla Corea. Per ottenere questo risultato i prezzi all'esportazione dei produttori coreani dovrebbero aumentare in misura sufficiente per eliminare il dumping e per evitare che i prodotti importati siano venduti a prezzi inferiori ai costi di produzione, in modo da eliminare una parte sostanziale del pregiudizio subito dall'industria comunitaria. Nello stesso tempo la Commissione ha tenuto conto della necessità di fissare le misure antidumping ad un livello che non costituisca un indebito svantaggio concorrenziale per l'industria comunitaria che utilizza le DRAM rispetto ai suoi concorrenti sui mercati mondiali.
(41) Per quanto riguarda la forma delle misure antidumping definitive, la Commissione ha tenuto conto del fatto che l'industria delle DRAM è un settore in rapida espansione, caratterizzato da effetti della curva di apprendimento che producono sostanziali riduzioni del costo di produzione entro un periodo di tempo relativamente breve, nonché dall'interdipendenza delle vendite e dei costi delle DRAM di generazioni successive che potrebbe provocare fluttuazioni rilevanti dei prezzi di mercato e da un numero crescente di modelli di DRAM. La Commissione ha quindi concluso che le misure antidumping definitive dovrebbero essere sufficientemente flessibili per seguire l'evoluzione del settore.
(42) In tali circostanze è opportuno istituire un dazio antidumping con un'aliquota sufficiente per eliminare il pregiudizio subito a causa delle pratiche di dumping. I produttori coreani hanno tuttavia offerto impegni in base ai prezzi di rivendita dei loro prodotti ai primi acquirenti indipendenti nella Comunità. Tali impegni sono stati giudicati accettabili con la decisione 93/157/CEE della Commissione (1). Gli impegni si basano sui costi effettivi trimestrali sostenuti in Corea per la produzione di DRAM, ai quali è stato aggiunto un importo adeguato per il profitto. Gli impegni sono quindi conformi agli obiettivi fissati nel punto 40.
(43) Per salvaguardare l'efficacia degli impegni suddetti e per evitare l'elusione delle misure antidumping, deve essere istituito un dazio antidumping definitivo sulle altre importazioni di DRAM originarie della Corea.
(44) In considerazione delle circostanze particolari del presente procedimento e del fatto che tutti i produttori coreani noti che hanno esportato nella Comunità hanno offerto impegni accettabili, la Commissione ha ritenuto che un dazio inferiore al margine di dumping massimo accertato nel corso dell'inchiesta fosse sufficiente per realizzare gli obiettivi suddetti. Il dazio antidumping definitivo dovrebbe quindi essere pari al 24,7 %, ovvero al livello di sottoquotazione massimo accertato nei confronti dei produttori coreani.
Il Consiglio conferma questa conclusione.
(45) Nel corso dell'inchiesta tre società situate al di fuori della Comunità - Hitachi Ltd, Giappone,
- Motorola Incorporated, USA e - Motorola Malaysia SDN BHD, Malaysia,
hanno affermato, allegando elementi di prova, di aver importato nella Comunità DRAM originarie della Corea che erano state acquistate nell'ambito di un contratto generale di compravendita concluso con i produttori coreani.
Dato il tipo di impegni offerti da tutti i produttori coreani interessati per le loro esportazioni dirette e indirette nella Comunità, la Commissione ha ritenuto opportuno esentare le importazioni nella Comunità effettuate dalle tre società suddette dall'applicazione del dazio antidumping definitivo sulle importazioni di DRAM originarie della Corea, a condizione che le DRAM così importate siano state acquistate nell'ambito di un contratto generale di compravendita concluso con i produttori coreani in conformità dei rispettivi impegni e che le DRAM acquistate siano destinate all'esportazione nella Comunità.
Il Consiglio conferma questa conclusione.
I. RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
(46) Per quanto concerne il dazio provvisorio, è pratica costante della Comunità riscuotere questo dazio definitivamente se una pratica di dumping che causa un pregiudizio sostanziale e che è stata accertata in via provvisoria viene confermato nella fase definitiva e se la situazione, per quanto riguarda il pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping sul mercato comunitario, non è cambiato fondamentalmente dal momento dell'imposizione del dazio provvisorio. Nella fattispecie il pregiudizio sostanziale causato dalla pratica di dumping è stato definitivamente confermato. Tuttavia, dato l'aspetto specifico della situazione, in particolare il fatto che imgegni accettabili sono stati offerti da tutti e tre i produttori coreani che coprono la globalità delle importazioni originarie della Corea, è stato considerato che l'interesse della Comunità non esige la riscossione del dazio in questione per tutti il suo periodo di validità, ma soltanto per il periodo iniziale di quattro mesi. Il Consiglio conferma questa conclusione,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di microcircuiti elettronici detti DRAM (memorie dinamiche ad accesso casuale) originari della Repubblica di Corea e classificati ai codici NC 8542 11 12, 8542 11 14, 8542 11 16, 8542 11 18, ex 8542 11 01 (codice Taric 8542 11 01*10), ex 8542 11 05 (codice Taric 8542 11 05*30), ex 8473 30 10 (codice Taric 8473 30 10*40) oppure ex 8548 00 00 (codice Taric 8548 00 00*20).
2. Ai fini del presente regolamento si intendono per DRAM tutti i dispositivi di qualsiasi variante, tipo e densità, compresi i wafer e le piastrine oppure i chip, nonché le forme di DRAM più complesse quali le stack e i moduli.
3. L'aliquota del dazio è pari al 24,7 % espressa in percentuale del prezzo netto franco frontiera comunitaria, al lordo del dazio (codice addizionale Taric 8699).
4. Le importazioni dei prodotti di cui al paragrafo 1 sono esenti dal dazio (codice addizionale Taric 8698), a condizione che:
a) siano fabbricati ed esportati nella Comunità dalle seguenti società i cui impegni sono stati accettati con la decisione 93/157/CEE della Commissione:
- Goldstar Electron Co., Ltd, Seul,
- Hyundai Electronics Industries Co., Ltd, Icheon,
- Samsung Electronics Co., Ltd, Seul, oppure b) siano fabbricati e venduti per la successiva esportazione nella Comunità da una delle società di cui alla lettera a) ad una delle seguenti società:
- Hitachi Ltd, Giappone,
- Motorola Incorporated, USA,
- Motorola Malaysia SDN BHD, Malaysia.
In questo caso l'esenzione dal dazio è subordinata alla presentazione alle autorità doganali di una documentazione il cui modello figura nell'allegato, emessa dal produttore (« società emittente ») in cui quest'ultimo conferma di aver direttamente venduto i prodotti per i quali si chiede l'esenzione ai fini dell'esportazione nella Comunità ad una delle tre società suddette (« esportatore »), che a sua volta li ha esportati direttamente ad una società con sede nella Comunità (« consegnatario »). La documentazione deve inoltre contenere una descrizione precisa del tipo di dispositivo venduto e l'indicazione della quantità complessiva e del prezzo unitario per ciascun tipo di dispositivo, nonché una dichiarazione secondo la quale il prezzo non è inferiore al prezzo di riferimento applicabile, il numero della fattura e la conferma del fatto che i prodotti sono stati fabbricati e venduti per essere esportati nella Comunità dalla società in questione secondo le disposizioni degli impegni di cui all'articolo 1 della decisione 93/157/CEE della Commissione. La documentazione è emessa dal produttore coreano interessato alla stessa data dell'emissione della fattura.
5. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Sono definitivamente riscossi gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio in conformità del regolamento (CEE) n. 2686/92 per il periodo fino al 17 gennaio 1993 incluso.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 15 marzo 1993.

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