Document ID: 31999R2702

REGOLAMENTO (CE) N. 2702/1999 DEL CONSIGLIO
del 14 dicembre 1999
relativo ad azioni di informazione e di promozione dei prodotti agricoli nei paesi terzi
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando quanto segue:
(1)
in base alla normativa in vigore, la Comunità può realizzare azioni promozionali nei paesi terzi per un numero limitato di prodotti agricoli; i risultati finora ottenuti sono molto incoraggianti;
(2)
data l'esperienza acquisita, le prospettive di evoluzione dei mercati all'interno ed all'esterno della Comunità, nonché il nuovo contesto degli scambi internazionali, è opportuno sviluppare una politica globale e coerente di informazione e di promozione nei mercati dei paesi terzi;
(3)
una siffatta politica può utilmente completare e potenziare le azioni condotte dagli Stati membri, promuovendo in particolare l'immagine dei prodotti comunitari sui mercati internazionali, soprattutto in termini di qualità e sicurezza dei prodotti alimentari; una siffatta attività, contribuendo all'apertura di nuovi sbocchi, potrebbe avere altresì un effetto moltiplicatore nei confronti delle iniziative nazionali o private;
(4)
è opportuno definire i criteri di selezione dei prodotti interessati e dei mercati; tuttavia, i prodotti che beneficiano di restituzioni all'esportazione non sono esclusi dal sistema;
(5)
è opportuno che la Commissione si assuma, in linea di massima, soltanto una parte del finanziamento delle azioni, onde responsabilizzare le organizzazioni proponenti, nonché gli Stati membri interessati; tuttavia, in casi eccezionali, può essere opportuno non esigere la partecipazione finanziaria dello Stato membro interessato;
(6)
in materia di esecuzione delle azioni, occorre prevedere che la Commissione delle Comunità europee, con procedure adeguate, l'affidi ad organismi che dispongano delle strutture e delle competenze necessarie;
(7)
tuttavia, data l'esperienza acquisita ed i risultati ottenuti dal Consiglio oleicolo internazionale nella sua attività di promozione, è opportuno prevedere che la Comunità possa continuare ad affidare a tale consiglio la realizzazione delle azioni nel settore di sua competenza; è opportuno altresì poter ricorrere all'assistenza di organizzazioni internazionali analoghe esistenti per altri prodotti;
(8)
onde controllare la buona esecuzione dei programmi, nonché l'impatto delle azioni, occorre prevedere una sorveglianza efficace da parte della Commissione e degli Stati membri, nonché la valutazione dei risultati da parte di un organismo indipendente;
(9)
di conseguenza, occorre modificare i regolamenti n. 136/66/CEE (4), (CEE) n. 1308/70 (5) e (CE) n. 2275/96 (6);
(10)
le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono adottate in base alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (7); tali misure devono essere adottate secondo la procedura di gestione di cui all'articolo 4 di tale decisione; in questo contesto i comitati di gestione interessati agiscono di concerto,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. La Comunità può finanziare, del tutto o in parte, azioni di informazione e di promozione dei prodotti agricoli e alimentari nei paesi terzi.
2. Le azioni di cui al paragrafo 1 non devono essere orientate in funzione dei marchi commerciali, né favorire i prodotti provenienti da uno Stato membro particolare.
Articolo 2
Le azioni di cui all'articolo 1 sono le seguenti:
a)
azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, che mettano in rilievo i vantaggi dei prodotti comunitari, in particolare in termini di qualità, di igiene, di sicurezza alimentare, di dietetica, di etichettatura, di benessere degli animali e di rispetto dell'ambiente,
b)
partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale, in particolare con l'allestimento di padiglioni della Comunità,
c)
azioni di informazione in particolare sul sistema comunitario delle denominazioni d'origine protette (DOP), delle indicazioni geografiche protette (IGP), delle specialità tradizionali garantite (STG) e della produzione biologica,
d)
azioni di informazione sul sistema comunitario dei vini di qualità prodotti in una regione determinata (VQPRD), dei vini da tavola e delle bevande spiritose con indicazione geografica,
e)
studi di mercati nuovi, necessari all'ampliamento degli sbocchi,
f)
missioni commerciali ad alto livello,
g)
studi per valutare i risultati delle azioni promozionali e di informazione.
Articolo 3
I prodotti che possono essere oggetto delle azioni di cui all'articolo 1 sono in particolare i seguenti:
a)
prodotti destinati al consumo diretto o alla trasformazione, per i quali esistono opportunità di esportazione o possibilità di sbocchi nuovi nei paesi terzi, in particolare senza la concessione di restituzioni,
b)
prodotti tipici o di qualità con un forte valore aggiunto.
Articolo 4
Nella scelta dei paesi terzi in cui realizzare le azioni indicate all'articolo 1, si tiene conto dei mercati dei paesi che hanno una domanda reale o potenziale.
Articolo 5
1. Ogni due anni la Commissione determina, secondo la procedura di cui all'articolo 11, l'elenco dei prodotti e dei mercati di cui rispettivamente agli articoli 3 e 4.
Tuttavia, nel frattempo tale elenco può essere modificato all'occorrenza.
2. Prima di redigere l'elenco di cui al paragrafo 1, la Commissione può consultare il gruppo permanente «Promozione dei prodotti agricoli» del comitato consultivo «Qualità e sanità della produzione agricola».
Articolo 6
Quando vengono decise azioni in particolare nel settore dell'olio d'oliva e delle olive da tavola, la Commissione può realizzarle per il tramite del Consiglio oleicolo internazionale.
Per altri settori, la Commissione può ricorrere all'assistenza di organizzazioni internazionali che diano analoghe garanzie.
Articolo 7
1. Per la realizzazione delle azioni di cui all'articolo 2, lettere a), b), d) ed e), e fatto salvo l'articolo 6, la o le organizzazioni professionali o interprofessionali rappresentative del o dei settori interessati stabilisce o stabiliscono programmi di promozione e di informazione aventi una durata massima di tre anni e propone o propongono il nome di un organismo che può essere incaricato dell'esecuzione dei programmi.
Fatto salvo l'articolo 9, paragrafo 3, secondo comma, previo accordo sul o sui programmi e sull'organismo o sugli organismi di esecuzione proposti, lo Stato o gli Stati membri si impegnano a partecipare al finanziamento di tali programmi e li presentano alla Commissione. Quest'ultima approva i programmi e l'organismo o gli organismi di esecuzione, secondo la procedura di cui all'articolo 11, dando la preferenza ai programmi provenienti da organizzazioni rappresentative di più Stati membri.
Prima dell'approvazione dei programmi la Commissione può consultare il gruppo permanente «Promozione dei prodotti agricoli» del comitato consultivo «Qualità e sanità della produzione agricola».
2. Per quanto riguarda le azioni
a)
di cui all'articolo 2, lettere c) ed f), nonché, qualora si applichi l'articolo 9, paragrafo 1, secondo comma, quelle di cui alle lettere b) ed e), oppure
b)
realizzate tramite un'organizzazione internazionale di cui all'articolo 6,
esse sono decise dalla Commissione previa informazione del comitato di gestione dei settori interessati oppure, se del caso, del comitato di regolamentazione di cui ai regolamenti (CEE) n. 2092/91 (8), (CEE) n. 2081/92 (9) e (CEE) n. 2082/92 (10).
Prima di decidere la Commissione può consultare il gruppo permanente «Promozione dei prodotti agricoli» di cui al paragrafo 1.
Articolo 8
1. La Commissione sceglie, con la procedura di bando di gara pubblico o ristretto:
-
l'eventuale/gli eventuali assistente/i tecnico/i per la valutazione dei programmi proposti, compresi gli organismi di esecuzione proposti,
-
l'organismo o gli organismi incaricati dell'esecuzione delle azioni di cui all'articolo 2, lettere c) e f), nonché, qualora si applichi l'articolo 9, paragrafo 1, secondo comma, di quelle di cui alle lettere b) ed e),
-
l'organismo o gli organismi incaricati della valutazione dei risultati delle azioni attuate.
2. L'organismo o gli organismi incaricati dell'esecuzione delle azioni di cui all'articolo 7, paragrafo 1, e dell'articolo 8, paragrafo 1, devono avere un'esperienza in merito ai prodotti in causa e ai mercati di destinazione e disporre dei mezzi necessari per svolgere le azioni nel modo più efficace, tenendo conto della portata europea di tali programmi.
3. Un gruppo di sorveglianza, costituito da rappresentanti della Commissione, degli Stati membri interessati e delle organizzazioni proponenti, sorveglia la buona esecuzione delle azioni.
4. Gli Stati membri interessati sono responsabili del controllo delle azioni diverse da quelle indicate al paragrafo 1, secondo trattino, nonché dei relativi pagamenti.
Articolo 9
1. Salvo restando il paragrafo 4, la Comunità finanzia:
a)
interamente, le azioni di cui all'articolo 2, lettere c), f) e g);
b)
parzialmente, le altre azioni di promozione e di informazione di cui all'articolo 2.
Tuttavia, in casi particolari la Comunità può finanziare interamente le azioni di cui all'articolo 2, lettere b) ed e).
2. La partecipazione finanziaria della Comunità alle azioni di cui al paragrafo 1, lettera b) non può superare il 50 % del costo effettivo delle azioni. Tuttavia, per le azioni promozionali di durata pari ad almeno due anni, la partecipazione finanziaria sarà decrescente e compresa tra il 60 e il 40 % del costo effettivo delle azioni.
3. Gli Stati membri interessati partecipano al finanziamento delle azioni di cui al paragrafo 2 a concorrenza del 20 % del loro costo effettivo, mentre il finanziamento restante è a carico delle organizzazioni proponenti. Il finanziamento da parte degli Stati membri e/o delle organizzazioni professionali o interprofessionali può altresi provenire da introiti parafiscali.
Tuttavia, in casi debitamente giustificati e a condizione che il programma presenti un evidente interesse comunitario, secondo la procedura di cui all'articolo 11, si può decidere che l'organizzazione proponente prenda a proprio carico l'intera quota non cofinanziata dalla Comunità.
4. In caso d'applicazione dell'articolo 6, la Comunità concede, previa approvazione del programma, un contributo adeguato all'organizzazione internazionale interessata.
Articolo 10
Le spese originate dal finanziamento comunitario delle azioni di cui all'articolo 1 sono considerate interventi ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, lettera e) del regolamento (CE) n. 1258/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo al finanziamento della politica agricola comune (11).
Articolo 11
Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono adottate secondo la procedura di gestione di cui all'articolo 12, paragrafo 2.
Articolo 12
1. La Commissione è assistita dal «comitato di gestione per i grassi», istituito dall'articolo 37 del regolamento n. 136/66/CEE, e dai comitati di gestione istituiti dai corrispondenti articoli degli altri regolamenti recanti organizzazione comune dei mercati agricoli.
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE.
Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione 1999/468/CE è fissato a un mese.
Articolo 13
Entro il 31 dicembre 2003 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del presente regolamento corredata, se del caso, di proposte appropriate.
Articolo 14
1. All'articolo 11, paragrafo 1, del regolamento n. 136/66/CEE, l'espressione «o in paesi terzi» è soppressa.
2. All'articolo 2, paragrafo 2, primo trattino del regolamento (CEE) n. 1308/70, l'espressione «e al di fuori di essi» è soppressa.
3. All'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 2275/96, l'espressione «e all'esterno» è soppressa.
Articolo 15
Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 2000.
Esso si applica fino al 31 dicembre 2004.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 14 dicembre 1999.

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