Document ID: 32005D0940

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 1o ottobre 2003
relativa all’aiuto di Stato al quale la Germania ha dato esecuzione in favore della Jahnke Stahlbau GmbH, Halle
[notificata con il numero C(2003) 3375]
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2005/940/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai suddetti articoli (1),
considerando quanto segue:
I. PROCEDIMENTO
(1)
Con lettera datata 30 dicembre 1999 la Germania ha notificato alla Commissione una serie di misure di aiuto a favore della Jahnke Stahlbau GmbH, Halle (di seguito «Jahnke»). Il caso è stato registrato con il numero NN 9/2000.
(2)
Con lettera datata 2 marzo 2001 la Commissione ha comunicato alla Germania la propria decisione di avviare un procedimento ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE riguardo all’aiuto in oggetto e alla vendita degli attivi che era stata notificata. La decisione della Commissione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni sull’aiuto in questione.
(3)
Conformemente all’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (3), la Commissione ha ingiunto alla Germania di fornire tutte le informazioni necessarie per accertare se il Land Sassonia-Anhalt abbia concesso un prestito di consolidamento conformemente a un regime di aiuti autorizzato.
(4)
La Commissione non ha ricevuto osservazioni da parte di terzi interessati.
(5)
Il 17 maggio 2001, il 22 novembre 2002 e il 17 gennaio 2003 la Germania ha presentato le proprie osservazioni riguardo all’avvio del procedimento.
(6)
Il 17 gennaio 2003 la Germania ha comunicato alla Commissione che la Jahnke aveva chiesto l’apertura di una procedura di insolvenza; il 31 luglio 2003 la Jahnke ha comunicato che nel febbraio 2003 era stata aperta una procedura di insolvenza.
II. DESCRIZIONE
(7)
L’impresa di costruzioni in acciaio Jahnke si trova a Halle (Sassonia-Anhalt), una regione ammissibile ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE.
1. Contesto
(8)
La Jahnke è stata fondata il 12 novembre 1999 da Bernd Jahnke, direttore dell’impresa di costruzioni in acciaio Stahlbau GmbH Lenzen (di seguito «Jahnke Lenzen»), con l’obiettivo di rilevare gli attivi della HAMESTA Steel GmbH (di seguito «HAMESTA»), che aveva chiesto la dichiarazione di fallimento nel maggio 1999. La HAMESTA era succeduta alla Hallische Metall- und Stahlbau GmbH i.Gv., fallita nel 1998. Nel 1995 la Treuhandanstalt ha privatizzato la Hallische Metall- und Stahlbau GmbH a favore della Thuringia AG, con la conseguente concessione di un regolare aiuto pari a circa 37 milioni di EUR.
(9)
Nel novembre 1999 il curatore fallimentare della HAMESTA ha comunicato al signor Jahnke che la vendita degli attivi della HAMESTA era subordinata all’approvazione dell’assemblea dei creditori. In vista della successiva vendita, egli prospettò l’ipotesi che la Jahnke potesse utilizzare gli attivi in cambio di un pagamento mensile di 13 000 EUR, pagabili a partire dal 1o gennaio 2000.
(10)
Il 3 febbraio 2001 è stata elaborata la bozza di un accordo di rilevamento tra il curatore fallimentare e il signor Jahnke, in base al quale gli attivi sarebbero stati acquistati dall’investitore per un prezzo stimato a circa 2,5 milioni di EUR. Nel frattempo l’assemblea dei creditori aveva tuttavia deciso di non procedere con l’esecuzione dell’accordo di rilevamento e di vendere piuttosto gli attivi attraverso un’asta pubblica. Pertanto, l’accordo non è stato convalidato ed è privo di effetti giuridici.
(11)
Nel maggio 2000 il curatore fallimentare e il signor Jahnke hanno firmato un nuovo accordo di affitto dalla durata illimitata e con un canone mensile pari a circa 11 300 EUR e un termine di preavviso di sei mesi entro fine anno.
(12)
Nel novembre 2002 la Germania ha comunicato alla Commissione che, per assicurarsi gli attivi, la Jahnke intendeva acquisire i diritti immobiliari di due creditori della HAMESTA per consolidare la sua posizione di acquirente. A tal fine la Jahnke ha concluso un accordo con entrambi i creditori per l’acquisizione dei diritti immobiliari dietro il pagamento di 1,54 milioni di EUR.
(13)
A detta della Germania l’asta pubblica degli attivi della HAMESTA non ha avuto luogo. La Jahnke è ancora oggetto di una procedura di insolvenza. L’asta pubblica degli attivi della HAMESTA era stata prevista originariamente per il 2002 e ora è fissata alla fine del 2003. La procedura di insolvenza contro la Jahnke non sarà portata a termine prima della metà del 2004.
(14)
Nel marzo 2001 la Jahnke aveva raggiunto un fatturato pari a circa 5 milioni di EUR (nel 2000 erano circa 2 milioni di EUR), contava più o meno 80 dipendenti e registrava un risultato d’esercizio pari a circa 18 000 EUR (circa 100 000 EUR nel 2000). Nel 2001 la Jahnke Lenzen vantava un fatturato di 3,3 milioni di EUR (4,4 milioni di EUR nel 2000) e un risultato d’esercizio pari a circa 21 000 EUR (circa 71 000 EUR nel 2000). La Jahnke Lenzen ha circa 40 dipendenti.
2. Misure di aiuto
(15)
Le risorse necessarie per la ristrutturazione e i relativi costi hanno subito una notevole variazione rispetto ai dati presentati inizialmente dalla Commissione nel 1999 e nel 2000. Con lettera del 4 settembre 2000 fu dichiarato il seguente fabbisogno finanziario:
Fabbisogno finanziario
(EUR)
Provenienza delle risorse (EUR - cifre arrotondate)
Risorse proprie dell’investitore
Sparkasse Halle
Land Sassonia-Anhalt
Bundesanstalt für vereinigungsbedingte Sonderaufgaben
Prezzo d’acquisto:
fino a 2,5 milioni
20 % di 2,5 milioni
500 000
Garanzia per 80 % del prestito di 2 milioni
Attivi/conto corrente:
410 000
Capitale azionario:
260 000
150 000
Finanziamento degli ordini e spese di avviamento:
670 000
Prestito di consolidamento
260 000
410 000
Totale:
3,58 milioni
260 000
500 000
2,26 milioni
560 000
(16)
Il prezzo d’acquisto degli attivi doveva essere finanziato con un prestito bancario pari a 2,5 milioni di DEM, di cui l’80 % doveva essere coperto da una garanzia del Land Sassonia-Anhalt. Il restante 20 % doveva essere garantito mediante i diritti immobiliari e i beni patrimoniali.
(17)
La garanzia del Land Sassonia-Anhalt doveva essere emessa nell’ambito di un regime di garanzie approvato (4). Una delle condizioni di tale regime era che venissero rispettati i criteri degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (di seguito «orientamenti») (5).
(18)
Secondo la Germania il prestito bancario per l’acquisto degli attivi non è stato erogato, né è stata emessa la garanzia.
(19)
Per coprire le spese di avviamento la Jahnke necessitava di un capitale di esercizio di 1,08 milioni di EUR da utilizzare principalmente per il finanziamento degli ordini e per il proprio credito in conto corrente. A tal fine l’investitore ha fornito 260 000 EUR, la Bundesanstalt für vereinigungsbedingte Sonderaufgaben (di seguito «BvS») ha concesso due prestiti per un valore complessivo di 560 000 EUR e il Land Sassonia-Anhalt un prestito di 260 000 EUR (6).
(20)
Previa approvazione della Commissione, i prestiti della BvS dovevano essere convertiti in sovvenzioni.
(21)
Il capitale di esercizio serviva per le misure di manutenzione, per il finanziamento transitorio dei crediti esigibili e per il finanziamento degli ordini. A detta delle autorità tedesche è prassi comune nell’industria delle costruzioni in acciaio che all’inizio circa il 10 % dell’ammontare dell’ordine venga garantito da una banca. In seguito alla conclusione dei lavori e alla consegna il cliente ha diritto ad una garanzia del 5 % per un periodo compreso tra i due e i cinque anni.
3. Il piano di ristrutturazione
(22)
Secondo la Germania gli elementi fondamentali del piano di ristrutturazione dell’investitore sono sostanzialmente i seguenti: il know-how acquisito da quest’ultimo, l’introduzione di un efficace controllo e il rafforzamento della gestione aziendale, la riduzione delle attività amministrative, la ristrutturazione dei comparti aziendali e il crescente utilizzo della rete aziendale della Jahnke Lenzen. La ristrutturazione sarebbe iniziata il 1o dicembre 1999 per concludersi il 30 novembre 2002.
(23)
In base al piano di ristrutturazione il fatturato/risultato dell’esercizio sarebbe ammontato a circa 8 milioni/250 000 EUR nel 2000, a 9 milioni/600 000 EUR nel 2001 e a 10 milioni/600 000 EUR nel 2002. Nel 2000 il fatturato/risultato dell’esercizio ammontava a 2 milioni/100 000 EUR e nel 2001 a 5 milioni/15 000 EUR.
(24)
A detta della Germania il piano di ristrutturazione prevedeva le misure descritte qui di seguito.
(25)
Secondo la Germania la gestione aziendale carente è uno dei fattori che hanno contributo in ultima analisi allo stato di insolvenza della HAMESTA. Quest’ultima contava troppi dipendenti nel reparto operativo e amministrativo, il che generava costi elevati e rendeva inefficiente la gestione.
(26)
Il numero dei dipendenti è stato ridotto a 80, di cui 45 nel reparto produttivo. Il personale direttivo ha subito la maggiore contrazione. Oltre al personale fisso, si è fatto ricorso a due consulenti esterni, un avvocato e un consulente aziendale per espletare alcune delle funzioni precedentemente eseguito a livello interno.
(27)
Secondo la Germania in passato la HAMESTA ha gestito gli ordini in maniera poco professionale. In sede di esecuzione dei contratti essa non ha tenuto conto delle prestazioni supplementari, che quindi non sono state imputate ai clienti. Ciò ha a sua volta causato errori nel calcolo dei costi relativi agli ordini.
(28)
Nell’ambito della ristrutturazione, nel dicembre 1999 è stato introdotto un piano di gestione aziendale che prevedeva la formulazione, la gestione e l’esecuzione degli obiettivi aziendali e che faceva ricorso a moderni strumenti di software per la contabilità e la programmazione aziendale. Ciò avrebbe permesso di calcolare in maniera esatta i diversi ordini in corso di esecuzione.
(29)
Grazie ad un sistema di gestione delle scorte, queste ultime sarebbero state inventariate e gestite con maggiore efficienza. Al fine di evitare scarti e sfridi, la Jahnke si sarebbe procurata l’acciaio necessario direttamente in acciaieria. Quest’ultima doveva provvedere a tagliare la materia prima nelle dimensioni richieste in base ai singoli ordini e spedirla direttamente alla Jahnke utilizzando un collegamento ferroviario privato.
(30)
Con la penetrazione di nuovi settori più redditizi sarebbe stato ampliato il portafoglio clienti. Mentre l’amministrazione della HAMESTA puntava ad aumentare il più possibile i volumi di produzione dell’acciaio riducendo nel contempo i tempi di lavorazione, la Jahnke perseguiva l’obiettivo di produrre costruzioni in acciaio ambiziose e complesse.
(31)
A differenza della HAMESTA, che non si è specializzata in nessun settore dell’industria delle costruzioni in acciaio, la Jahnke Halle ha sviluppato una gamma di prodotti di più elevata qualità. In collaborazione con un architetto, l’amministrazione ha progettato una vasta serie di capannoni, che integravano elementi di vetro e di legno nelle costruzioni in acciaio. Per offrire un prodotto «chiavi in mano» utilizzando un’unica unità produttiva, nel 1998 è stata fondata, insieme alla Jahnke Lenzen, la Jahnke Bau GmbH, che avrebbe curato i lavori quali ad esempio la costruzione delle fondamenta in cemento dei capannoni in acciaio.
(32)
La Jahnke avrebbe dovuto essere integrata nella rete di distribuzione della Jahnke Lenzen e sondare sistematicamente il mercato. Secondo la Germania la Jahnke già dispone di un portafoglio clienti consolidato nel quale figurano imprese rinomate che considerano la Jahnke un fornitore qualificato e affidabile e sarebbero interessate a sviluppare ulteriormente i rapporti commerciali con essa.
4. Analisi di mercato
(33)
La Jahnke si occupa della fabbricazione di elementi da costruzione in metallo (codice Nace 1 28.1).
(34)
Dal punto di vista geografico, il mercato più importante è la Germania, dove la Jahnke detiene una quota di mercato pari a circa lo 0,3 %. A livello europeo, la sua quota è inferiore a 0,01 %. A detta delle autorità tedesche la Jahnke ha ottenuto finora soltanto un ordine di consegna per il mercato europeo, il cui valore ammonta a 154 000 EUR.
(35)
Secondo i dati forniti dalla Germania, né il mercato tedesco (circa 80 % di utilizzo della capacità in Germania occidentale e 90 % in Germania orientale) né quello comunitario presentano una capacità di produzione eccedentaria.
(36)
Dal 1990 la Jahnke ha ridotto costantemente la sua capacità e abbandonato una serie di attività al fine di migliorare la struttura dei costi. Inoltre, nel 1991 essa ha diminuito il numero dei dipendenti, che sono passati da 650 agli attuali 80. L’obiettivo dell’aiuto non è aiutare il beneficiario ad ampliare la propria capacità di produzione, bensì finanziare le sue spese di avviamento.
5. Apertura della procedura d’esame
(37)
Con lettera datata 28 febbraio 2001 la Commissione ha comunicato alla Germania la propria decisione di aprire una procedura ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE per chiarire:
a)
se la Jahnke, in quanto impresa di nuova costituzione, può essere ammessa a beneficiare degli aiuti alla ristrutturazione in base agli orientamenti;
b)
se il piano di ristrutturazione proposto soddisfa i criteri di redditività stabiliti dagli orientamenti;
c)
se gli aiuti causano indebite distorsioni a livello di concorrenza; e
d)
se la prevista garanzia del Land Sassonia-Anhalt viene emessa nel rispetto dei criteri stabiliti dal regime di aiuti applicabile in materia. La Commissione ha pertanto classificato tale garanzia come aiuto ad hoc.
(38)
Ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 659/1999, la Commissione ha ingiunto alle autorità tedesche di fornire le informazioni necessarie al fine di verificare se il prestito di consolidamento del Land Sassonia-Anhalt sia stato concesso nel rispetto dei criteri del regime di aiuti applicabile.
III. PARERE DELLA GERMANIA
(39)
Nella sua risposta all’apertura della procedura di esame la Germania ha sostenuto che la lettera del 30 novembre 1999 inviata dal curatore fallimentare della HAMESTA al signor Jahnke andrebbe considerata come un accordo di rilevamento e che pertanto la Jahnke possa beneficiare della deroga al divieto generale di fornire aiuti alla ristrutturazione a un’impresa di nuova costituzione, prevista dalla nota n. 10 degli orientamenti. Le autorità tedesche hanno inoltre affermato che già tra il 2000 e il 2002 la Jahnke aveva rilevato le scorte della HAMESTA ed aveva investito 237 000 EUR in lavori di riparazione.
(40)
La Germania continua a sostenere che il piano di ristrutturazione era adatto a ripristinare la redditività a lungo termine della Jahnke senza generare indebite distorsioni a livello della concorrenza.
(41)
Le autorità tedesche hanno fornito ulteriori informazioni riguardo all’attuazione del regime, in virtù del quale il Land Sassonia-Anhalt aveva concesso il prestito di consolidamento. Secondo le autorità tedesche il prestito è stato concesso nel rispetto di tutte le condizioni stabilite dal regime.
(42)
La Germania ha ricordato alla Commissione che in passato sono stati autorizzati aiuti alla ristrutturazione a imprese di nuova costituzione e rinvia a tal riguardo alla decisione della Commissione, del 2 agosto 2000, riguardante gli aiuti in favore della Homatec Industrietechnik GmbH (HOMATEC) e della Ambau Stahl- und Anlagenbau GmbH (AMBAU) (7).
(43)
Nel gennaio e luglio 2003 la Germania ha comunicato alla Commissione che la Jahnke aveva chiesto l’avvio di una procedura di insolvenza che sarebbe durata almeno fino a metà del 2004.
IV. VALUTAZIONE DELL’AIUTO
1. Aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE
(44)
Ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, sono incompatibili con il mercato comune gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Secondo la giurisprudenza degli organi giurisdizionali delle Comunità europee, la condizione dell’incidenza sugli scambi è soddisfatta se l’impresa beneficiaria svolge un’attività economica che dà luogo a scambi tra gli Stati membri.
(45)
La Jahnke ha ottenuto due prestiti pari a 560 000 EUR dalla BvS e un prestito di consolidamento di 260 000 EUR dal Land Sassonia-Anhalt. Quest’ultimo era disposto a concedere una garanzia supplementare per un prestito bancario destinato a coprire il prezzo d’acquisto degli attivi. Queste misure assicuravano alla Jahnke dei vantaggi che altre imprese con problemi economici analoghi non avrebbero mai potuto ottenere sul mercato finanziario.
(46)
Il Land Sassonia-Anhalt è un ente territoriale e anche la BvS è un ente pubblico le cui attività sono finanziate dallo Stato. Essa agisce come ente di diritto pubblico ed è tenuta, in virtù del proprio statuto, a privatizzare, per conto dello Stato e nel pubblico interesse, le imprese da essa assistite. Per questo motivo le misure da essa adottate sono imputabili anche allo Stato.
(47)
Le misure in questione vengono varate, attingendo a fondi pubblici, per aiutare una determinata impresa a ridurre i costi che essa dovrebbe normalmente sostenere per portare a termine il proprio piano di ristrutturazione. La Jahnke (l’impresa beneficiaria) opera nel settore delle costruzioni in acciaio e fabbrica prodotti che formano l’oggetto di scambi tra gli Stati membri. Poiché l’aiuto minaccia di falsare la concorrenza, esso rientra nel campo di applicazione dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
(48)
Una deroga al divieto di cui all’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, può essere concessa in applicazione dei paragrafi 2 e 3 di detto articolo.
(49)
La Germania non ha preteso che l’aiuto venga autorizzato ai sensi del paragrafo 2 del suddetto articolo. La non applicabilità di tale disposizione risulta ovvia.
(50)
Viene valutata l’applicazione dell’articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE, in base al quale la Commissione può autorizzare gli aiuti di Stato in determinate circostanze. Le deroghe di cui alle lettere b), d) ed e) di detto articolo non sono state invocate nel caso in questione, né sono pertinenti. In base alle disposizioni di cui alla lettera a) la Commissione può autorizzare gli aiuti di Stato destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione. Il Land Sassonia-Anhalt corrisponde a tali caratteristiche. Tuttavia, in questo caso lo scopo principale dell’aiuto è promuovere lo sviluppo di un determinato settore economico e non lo sviluppo economico di una regione. Pertanto, l’aiuto alla ristrutturazione dell’impresa secondo il piano di ristrutturazione presentato andrebbe valutato in base alle disposizioni di cui alla lettera c), e non della lettera a), dell’articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE.
(51)
La Jahnke rientra nella categoria delle PMI ai sensi della raccomandazione 96/280/CE della Commissione, del 3 aprile 1996, relativa alla definizione delle piccole e medie imprese (8).
2. Concessione dell’aiuto nel quadro di un regime approvato
(52)
Nella sua decisione relativa all’apertura di una procedura d’esame la Commissione osservava che il Land Sassonia-Anhalt intendeva accordare una garanzia di prestito in base agli orientamenti formulati in materia dallo stesso Land (9) e approvati dalla Commissione (N 413/91 - regime di garanzie). La garanzia di 2 milioni di EUR era destinata a coprire l’80 % di un prestito di 2,5 milioni di EUR.
(53)
Il Land Sassonia-Anhalt ha inoltre concesso un prestito di consolidamento pari a 260 000 EUR. A detta della Germania l’operazione è stata effettuata in applicazione degli orientamenti sulla concessione di un prestito di consolidamento alle PMI del Land Sassonia-Anhalt, anch’essi approvati dalla Commissione (N 452/97 - secondo regime).
(54)
Entrambi i regimi subordinano la concessione dell’aiuto al rispetto di una serie di condizioni: nel caso di una ristrutturazione l’aiuto deve essere limitato ai piani di ristrutturazione finalizzati a ripristinare la redditività di lungo termine del beneficiario, il quale deve contribuire in maniera significativa con le risorse proprie; infine, l’aiuto deve rappresentare l’importo minimo necessario per ripristinare la competitività del beneficiario. Entrambi i regimi vietano gli aiuti agli investimenti a favore di imprese di nuova costituzione.
(55)
La Commissione aveva formulato, in relazione al prestito di consolidamento del Land Sassonia-Anhalt, un’ingiunzione di fornire informazioni ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 659/1999 al fine di verificare se tale prestito rispettasse tutte le condizioni previste dal secondo regime.
(56)
Per quanto riguarda la prevista garanzia, la Commissione aveva espresso alcuni dubbi quanto al rispetto di tutte le condizioni del regime di garanzie (ripristino della redditività di lungo termine; divieto di fornire aiuti agli investimenti iniziali di un’impresa di nuova costituzione). La Commissione ha pertanto classificato la prevista garanzia come aiuto ad hoc.
(57)
Nella sua risposta all’ingiunzione di fornire informazioni e alla decisione di aprire formalmente una procedura d’esame, la Germania ha dichiarato che entrambe le misure erano state o sarebbero state adottate nel rispetto delle condizioni previste dai relativi regimi.
(58)
Quanto alle motivazioni riportate nel punto 3, la Commissione ritiene che il proposto piano di ristrutturazione non soddisfi il criterio della redditività definito negli orientamenti e che la Jahnke non abbia diritto a beneficiare di un aiuto alla ristrutturazione. Ne consegue che il prestito e la garanzia del Land Sassonia-Anhalt non sono stati o non sarebbero stati concessi nel rispetto delle condizioni stabilite dai relativi regimi.
(59)
Poiché entrambe le misure non soddisfano le condizioni dei relativi regimi di aiuti, esse devono essere considerate come aiuti ad hoc.
(60)
L’importo complessivo degli aiuti ad hoc ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, da valutare nel quadro della presente decisione, ammonta pertanto a 2,82 milioni di EUR.
3. Aiuto alla ristrutturazione per la Jahnke
(61)
Negli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (10) la Commissione ha illustrato in dettaglio i criteri per la valutazione degli aiuti alla ristrutturazione.
(62)
A norma del paragrafo 3.2.2 degli orientamenti, un’impresa di nuova costituzione non può essere beneficiaria di aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione anche se la sua posizione finanziaria iniziale è precaria. Questo caso può verificarsi, in particolare, quando la nuova impresa è il risultato della liquidazione di un’impresa preesistente oppure del rilevamento dei suoi soli beni produttivi. Le uniche eccezioni a tale regola sono gli eventuali casi trattati da BvS nel quadro della sua missione di privatizzazione e altri casi analoghi nei nuovi Länder riguardanti le imprese oggetto di una liquidazione o di un rilevamento avvenuti entro il 31 dicembre 1999.
(63)
Nella sua decisione di aprire una procedura formale d’esame, la Commissione notava che la Jahnke, registrata nel novembre 1999, era un’impresa di nuova costituzione e dubitava che essa potesse essere esentata dal divieto generale di fornire aiuti alla ristrutturazione a un’impresa di nuova costituzione, poiché gli attivi della HAMESTA non erano stati liquidati e la Jahnke non aveva effettuato un vero e proprio rilevamento di quest’ultima, dal momento che l’assemblea dei creditori aveva deciso di non cedere gli attivi della Jahnke Halle, bensì di venderla mediante asta pubblica.
(64)
Nella sua risposta la Germania sosteneva che la lettera inviata il 30 novembre 1999 dal curatore fallimentare al signor Jahnke andava considerata come un accordo di rilevamento. Nella lettera il curatore fallimentare ipotizzava che la Jahnke potesse utilizzare gli attivi fino alla loro vendita. Le autorità tedesche hanno inoltre affermato che la Jahnke gestiva gli affari della HAMESTA da dicembre 1999 e che il signor Jahnke e la sua impresa, la Jahnke Lenzen, avevano assunto una serie di impegni.
(65)
La Germania sosteneva inoltre che la Commissione aveva già autorizzato in diversi casi degli aiuti a favore di imprese di nuova costituzione e citava in particolare i casi HOMATEC e AMBAU.
(66)
Secondo le autorità tedesche il rilevamento degli attivi della HAMESTA ad opera della Jahnke è avvenuto come segue.
(67)
Il 30 novembre 1999 il curatore fallimentare ha informato il signor Jahnke che intendeva vendere gli attivi alla Jahnke, subordinatamente all’approvazione da parte dell’assemblea dei creditori. Nel frattempo il signor Jahnke avrebbe potuto utilizzare gli attivi, con il consenso dell’altro locatore, per un prezzo pari a circa 13 000 EUR, pagabili dopo il 1o gennaio 2000.
(68)
Nel febbraio 2000 è stato redatto un progetto di contratto di vendita. Dopodiché è emerso che l’assemblea dei creditori della HAMESTA non avrebbe approvato tale contratto e che preferiva vendere gli attivi mediante un’asta pubblica. Nel maggio 2000 è stato quindi firmato un nuovo contratto di locazione a durata illimitata.
(69)
La Germania aveva fissato come termine per l’asta inizialmente il 2002 e successivamente il 2003. Per garantire che la Jahnke si aggiudicasse gli attivi all’asta, essa doveva innanzitutto acquistare le ipoteche dei creditori della HAMESTA e quindi gli attivi.
(70)
La Jahnke ha inoltre rilevato le scorte della HAMESTA al prezzo di 76 694 EUR ed ha investito tra il 2000 e il 2002 circa 237 000 EUR per le misure di riparazione degli attivi.
(71)
Con lettera datata 30 novembre 1999, il curatore fallimentare della HAMESTA ha comunicato alla Jahnke la sua intenzione di venderle gli attivi della HAMESTA per 2,5 milioni di EUR, a condizione che ricevesse l’autorizzazione dell’assemblea dei creditori. All’epoca gli attivi erano stati concessi in locazione ad altri fino al 31 marzo 2000. Il curatore ha inoltre offerto al signor Jahnke di poter utilizzare gli attivi, in accordo con il locatore, per un importo pari a circa 13 000 EUR, pagabili a partire dal 1o gennaio 2000.
(72)
Il contratto di vendita stipulato dal curatore fallimentare e la Jahnke nel febbraio 2000 non è mai entrato in vigore, poiché l’assemblea dei creditori della HAMESTA ha preferito vendere gli attivi mediante un’asta pubblica.
(73)
Nel maggio 2000 il curatore fallimentare e la Jahnke hanno concluso un nuovo accordo di locazione, rescindibile a sei mesi dalla scadenza annuale. L’accordo sarebbe scaduto in coincidenza con il termine della gestione fallimentare della HAMESTA.
(74)
La Commissione è dell’avviso che dalla lettera del 30 novembre 1999 non emerge chiaramente che il curatore fallimentare si impegnava ad operare il rilevamento definitivo degli attivi ad opera della Jahnke. Egli si limitò esclusivamente ad offrire al signor Jahnke la possibilità di poter utilizzare gli attivi per un periodo indeterminato, in accordo con il locatario. Il signor Jahnke poteva quindi utilizzare gli attivi fino a quando il curatore fallimentare non avrebbe terminato l’accordo entro il termine previsto dalla legge.
(75)
Nel novembre 1999 il curatore fallimentare non era ovviamente in grado di fissare un impegno a lungo termine riguardo al rilevamento degli attivi, dal momento che non disponeva della relativa autorizzazione da parte dell’assemblea dei creditori. Nel febbraio 2000 è emerso chiaramente che l’assemblea dei creditori non approvava la vendita diretta degli attivi alla Jahnke, privilegiando la vendita all’asta.
(76)
Finora la prevista vendita all’asta degli attivi della HAMESTA non ha avuto luogo. A detta delle autorità tedesche il loro valore deve essere determinato nuovamente prima di procedere all’asta, prevista ormai per la fine del 2003. La Commissione non può pertanto presupporre che la Jahnke sia in grado di acquistare gli attivi o utilizzarli in maniera durevole.
(77)
Il caso in oggetto si distingue dai casi HOMATEC e AMBAU, i quali rientravano nell’ambito degli orientamenti del 1994 sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (11). Tenuto conto delle circostanze eccezionali riscontrate nei nuovi Länder, la Commissione ha deciso, in base agli orientamenti del 1994, di concedere degli aiuti alla ristrutturazione anche alle imprese di nuova costituzione mediante delle «soluzioni di rilevamento» (12). Poiché il caso della HOMATEC e quello della AMBAU rientravano in questa categoria e rispettavano tutti i criteri stabiliti dagli orientamenti del 1994, la Commissione ha autorizzato all’epoca gli aiuti alla ristrutturazione destinati a queste due imprese.
(78)
Il caso in oggetto riguarda invece l’attuazione degli orientamenti del 1999, che limitavano l’applicazione del concetto di soluzione di rilevamento ai casi trattati prima del 31 dicembre 1999. Questo caso presenta inoltre delle differenze obiettive, poiché la Jahnke non ha rilevato le attività della HAMESTA mediante un accordo di lungo termine, bensì soltanto sulla base dell’offerta da parte del curatore fallimentare ad utilizzare gli attivi esclusivamente fino al termine della procedura fallimentare. È qui che risiede la differenza tra i due casi menzionati in precedenza e il caso in oggetto. Inoltre, dal momento che quest’ultimo deve essere valutato sulla base dei nuovi orientamenti (che sono più severi), la Commissione deve applicare altri parametri rispetto a quanto abbia fatto con la HOMATEC o la AMBAU.
(79)
Per i motivi esposti precedentemente, la Commissione non può ritenere che la Jahnke soddisfi i criteri per essere esentata dal divieto generale di concedere aiuti alla ristrutturazione alle imprese di nuova costituzione.
(80)
La Commissione è dell’avviso che, sulla base delle considerazioni relative al divieto di concedere aiuti alla ristrutturazione, gli aiuti in questione non soddisfacevano i requisiti per un’applicazione favorevole dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE. Per valutare se le misure soddisfino gli altri criteri dei regimi di aiuti autorizzati, la Commissione ha esaminato le altre disposizioni applicabili che figurano negli orientamenti.
(81)
Gli orientamenti prevedono che il piano di ristrutturazione conduca al ripristino della redditività e della prosperità nel lungo termine in un arco di tempo ragionevole e sulla base di presupposti realistici riguardo alle future condizioni di gestione. Per soddisfare il criterio della redditività, il piano di ristrutturazione deve mettere l’impresa in una posizione tale da poter sostenere tutte le spese, ivi comprese le spese di ammortamento e le spese finanziarie, e ottenere un rendimento minimo del capitale che elimini la necessità di ulteriori aiuti in seguito alla ristrutturazione e permetta di affrontare la concorrenza del mercato con le proprie forze.
(82)
Nella sua decisione relativa all’apertura di una procedura formale d’esame la Commissione ha constatato che la collaborazione con la Jahnke Lenzen rappresenta l’elemento principale del piano di ristrutturazione. A tal riguardo la Commissione ha osservato che non poteva autorizzare il piano di ristrutturazione se il beneficiario dell’aiuto non sarebbe stato in ogni caso in grado di attuare le misure di ristrutturazione. Essa dubitava inoltre che l’investitore disponesse dei mezzi necessari per l’acquisto degli attivi. Considerando il fatto che la ristrutturazione sarebbe terminata nel novembre 2002 e che l’asta pubblica avrebbe avuto luogo soltanto tra marzo e settembre del 2002, la Commissione ha espresso qualche dubbio circa la capacità del piano di ristrutturazione di ripristinare la redditività della Jahnke, conformemente agli orientamenti.
(83)
Stando alle informazioni disponibili sembrerebbe che la Jahnke non sia stata ancora in grado di acquistare definitivamente gli attivi della HAMESTA, il che basta a confermare che l’impresa non è autosufficiente. Nell’immediato futuro è assai improbabile che la Jahnke riesca ad acquistare gli attivi per i seguenti motivi:
a)
il prestito bancario di 2,5 milioni di EUR, necessario per finanziare l’acquisto degli attivi, non è stato concesso;
b)
l’investitore non dispone di mezzi finanziari illimitati; e
c)
nel 2002 la Jahnke ha chiesto la dichiarazione di fallimento.
(84)
Il difetto del piano di ristrutturazione consiste nel fatto che non viene mai garantito, in termini finanziari, il presupposto per la sua attuazione, ossia il rilevamento degli attivi. Le informazioni trasmesse in seguito alla decisione di apertura della procedura d’esame non permettono di concludere che vi sia stato in un qualche momento un impegno vincolante da parte della banca finanziatrice. Non emerge neanche che l’investitore avrebbe potuto reperire le risorse finanziarie mancanti attingendo alle risorse proprie, che erano già state utilizzate per finanziare le spese di avviamento, o alle previste eccedenze dell’impresa, le quali sarebbero anche state insufficienti.
(85)
Va rilevato inoltre che i dubbi della Commissione hanno trovato conferma nel fatto che i risultati effettivi della Jahnke sono stati inferiori alle aspettative. Mentre il piano di ristrutturazione puntava ad un risultato di esercizio pari a 250 000 EUR nel 2000 e a 600 000 EUR nel 2001, le cifre effettive ammontavano a 100 000 EUR nel 2000 e a 15 000 EUR nel 2001.
(86)
La Commissione non può ritenere che il piano di ristrutturazione si basi su presupposti realistici e che la redditività a lungo termine della Jahnke possa essere ripristinata in un arco di tempo adeguato.
(87)
Il piano di ristrutturazione deve prevedere delle misure atte a compensare gli eventuali effetti nocivi per i concorrenti, poiché altrimenti l’aiuto sarebbe contrario al comune interesse e non potrebbe beneficiare della deroga a norma dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE.
(88)
Ne consegue che, se l’impresa in questione opera in un mercato della Comunità in cui, secondo una valutazione obiettiva, la situazione della domanda e dell’offerta presenta un’eccedenza strutturale della capacità produttiva, il piano di ristrutturazione deve fornire un contributo tangibile (proporzionale all’entità dell’aiuto ricevuto) alla ristrutturazione del settore economico che corrisponde al mercato comunitario in questione, attraverso la definitiva riduzione o interruzione della capacità. Se non esistono eccedenze di capacità strutturali, la Commissione non chiede generalmente una riduzione delle capacità in cambio dell’aiuto.
(89)
La Germania ha fornito alla Commissione informazioni dettagliate sulla situazione dell’industria delle costruzioni in acciaio, dimostrando in tal modo che non esistono eccedenze strutturali della capacità di produzione sul mercato tedesco, dove la Jahnke Halle mantiene gran parte delle sue attività e dove la sua quota di mercato è inferiore all’1 %, o sul mercato europeo, dove la quota di mercato della Jahnke non raggiunge lo 0,001 %.
(90)
Poiché la Jahnke è una PMI e il piano di ristrutturazione non prevede un’espansione della capacità di produzione, la Commissione ritiene che il corrispondente criterio degli orientamenti sia soddisfatto.
(91)
L’importo e l’intensità dell’aiuto devono essere ridotti al minimo necessario per consentire la ristrutturazione e devono essere proporzionati, dal punto di vista della Commissione, ai previsti vantaggi. L’investitore deve quindi fornire un contributo significativo ai costi della ristrutturazione attingendo alle risorse proprie.
(92)
In base alle informazioni fornite dalla Germania, il contributo dell’investitore ammonterebbe al 21 % del costo complessivo. Poiché la Jahnke è una PMI, la Commissione può eseguire una valutazione meno severa dell’aiuto. Essa ritiene pertanto che il contributo proprio dell’investitore sia adeguato.
V. CONCLUSIONI
(93)
Alla luce di quanto precede, la Commissione ritiene che, sebbene i suoi dubbi riguardo all’eccessiva distorsione della concorrenza e all’adeguatezza dell’aiuto siano stati dissipati, non è stato soddisfatto né il criterio dell’ammissibilità dell’impresa, né il criterio di redditività fissato dagli orientamenti sulla ristrutturazione. L’aiuto viene pertanto considerato incompatibile con il mercato comune.
(94)
La Commissione rileva che la Repubblica federale di Germania ha concesso illegalmente un aiuto pari a circa 820 000 EUR in violazione dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE.
(95)
Gli aiuti concessi illegalmente, che consistono in due prestiti della BvS iHv. pari a 560 000 EUR e un prestito del Land Sassonia-Anhalt iHv. di 260 000 EUR, devono essere recuperati presso il beneficiario, qualora ciò non sia già stato fatto,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti concessi dalla Germania alla Jahnke Stahlbau GmbH mediante due prestiti della BvS pari a 560 000 EUR e un prestito del Land Sassonia-Anhalt pari a 260 000 EUR sono incompatibili con il mercato comune.
Articolo 2
L’aiuto pari a 2 000 000 EUR concesso dalla Germania alla Jahnke Stahlbau GmbH sotto forma di una garanzia del Land Sassonia-Anhalt è incompatibile con il mercato comune.
Articolo 3
1. La Germania adotta tutte le misure necessarie per recuperare presso il beneficiario gli aiuti di cui all’articolo 1 concessi illegalmente.
2. Il recupero degli aiuti viene eseguito in base alle procedure nazionali, nelle misura in cui queste ultime consentano l’esecuzione effettiva ed immediata della decisione. L’aiuto da recuperare comprende gli interessi maturati a partire dal momento in cui l’aiuto è stato messo a disposizione del beneficiario fino alla loro effettiva restituzione. Gli interessi vengono conteggiati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per calcolare l’equivalente sovvenzione nell’ambito degli aiuti a finalità regionali.
Articolo 4
Entro due mesi dalla notifica della presente decisione la Germania informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
Articolo 5
La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 1o ottobre 2003.

Labels: 4
18
19
1