Document ID: 31992R1214

REGOLAMENTO (CEE) N. 1214/92 DELLA COMMISSIONE del 21 aprile 1992 recante disposizioni di applicazione e misure di semplificazione del regime di transito comunitario
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2726/90 del Consiglio, del 17 settembre 1990, relativo al transito comunitario (1), in particolare l'articolo 44,
considerando che è utile semplificare le modalità di prova del carattere comunitario delle merci permettendo a tal fine l'uso di documenti commerciali ovvero di altre modalità proprie ad alcune categorie di merci;
considerando che è opportuno stabilire le modalità di prova del carattere comunitario delle merci permettendo a tal fine l'uso di documenti commerciali ovvero di altre modalità proprie ad alcune categorie di merci;
considerando che è opportuno stabilire le modalità tecniche di svolgimento delle procedure di transito comunitario, la natura dei documenti da utilizzare, le regole d'applicazione dei sistemi di garanzia, nonché le disposizioni sul trattamento delle irregolarità;
considerando che, tenuto conto del carattere specifico del trasporto aereo, marittimo e per conduttura, è apparso utile prevedere semplificazioni delle procedure del transito comunitario mediante l'utilizzazione di documenti commerciali e di sistemi di scambio informatizzato di dati, nonché il ricorso a controlli a posteriori sulla base di analisi del livello dei rischi corsi;
considerando che, talvolta, l'esportazione di merci al di fuori della Comunità è vietata o soggetta a restrizioni o a varie forme d'imposizione; che è opportuno prevedere al riguardo le procedure che permettono l'applicazione di queste norme nell'ambito del transito comunitario;
considerando che l'esistenza dei centri contabili delle amministrazioni ferroviarie, presso i quali le amministrazioni delle dogane possono esercitare il controllo sulle operazioni di transito comunitario, rende possibile semplificare le procedure di transito comunitario per i trasporti internazionali per ferrovia;
considerando che è opportuno e realistico snellire ulteriormente la procedura semplificata per i trasporti intracomunitari per ferrovia che attraversano il territorio dei paesi terzi;
considerando che è opportuno semplificare le formalità da espletare negli uffici di partenza e di destinazione per quanto concerne le persone che eseguono o ricevono frequenti spedizioni, permettendo loro di vincolare le merci ad una procedura di transito comunitario senza che queste oppure le relative dichiarazioni T1 e T2 siano presentate all'ufficio di partenza, e di prenderle in consegna senza previa presentazione all'ufficio di destinazione;
considerando che è opportuno prevedere disposizioni transitorie;
considerando che le disposizioni del presente regolamento sono conformi al parere del comitato del transito comunitario,
HA ADOTTATO IL SEGUENTE REGOLAMENTO:
TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
Il presente regolamento stabilisce modalità d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2726/90 in prosieguo denominato «regolamento di base» e misure di semplificazione del regime di transito comunitario.
TITOLO II CAMPO D'APPLICAZIONE: CIRCOLAZIONE DI MERCI COMUNITARIE VINCOLATE ALLA PROCEDURA DEL TRANSITO COMUNITARIO ESTERNO
Articolo 2
Circolano, vincolate alla procedura del transito comunitario esterno, conformemente all'articolo 3, paragrafo 2, lettera c) del regolamento di base, le merci comunitarie:
- oggetto delle formalità doganali di esportazione ai fini della concessione di restituzioni all'esportazione in paesi terzi nell'ambito della politica agricola comune, oppure
- in relazione alle quali il rimborso o lo sgravio dei dazi all'importazione è subordinato alla condizione che siano riesportate fuori del territorio doganale della Comunità o introdotte in un deposito doganale, vincolate ad un regime doganale diverso dalla libera pratica o collocate in una zona franca o in un deposito franco, oppure
- immesse in libera pratica nell'ambito del regime di perfezionamento attivo, sistema del rimborso, in vista della loro successiva esportazione sotto forma di prodotti compensatori e destinate ad essere oggetto di domanda di rimborso, conformemente all'articolo 27 del regolamento (CEE) n. 1999/85 del Consiglio (¹), oppure
- soggette al regime dei prelievi e delle tasse all'esportazione, e che sono state oggetto di formalità doganali all'esportazione in paesi terzi nell'ambito della politica agricola comune, oppure
- provenienti dalle scorte di intervento e soggette a misure di controllo dell'utilizzazione e/o della destinazione, e che sono state oggetto di formalità doganali all'esportazione in paesi terzi nell'ambito della politica agricola comune.
TITOLO III CARATTERE COMUNITARIO DELLE MERCI CAPITOLO I Disposizioni generali
Articolo 3
Quando il carattere comunitario delle merci debba essere comprovato secondo le disposizioni del regolamento di base o del presente regolamento la prova è costituita da uno dei documenti previsti al capitolo II o secondo le modalità di cui al capitolo III del presente titolo.
Campo d'applicazione
Articolo 4
I documenti o le modalità previsti dagli articoli da 6 a 11 non possono essere utilizzati per le merci:
(¹) GU n. L 188 del 20. 7. 1985, pag. 1.
a) che sono destinate ad essere esportate fuori della Comunità, oppure
b) in relazione alle quali sono state espletate le formalità doganali di esportazione ai fini della concessione di restituzioni all'esportazione in paesi terzi nell'ambito della politica agricola comune, oppure
c) provviste di imballaggi privi di carattere comunitario ai sensi dell'articolo 2, lettera a) del regolamento di base.
Requisiti del trasporto diretto
Articolo 5
I documenti o le modalità previsti dagli articoli da 6 a 11 possono essere utilizzati per comprovare il carattere comunitario delle merci alle quali si riferiscono soltanto quando tali merci siano trasportate direttamente da uno Stato membro ad un altro.
Sono considerate trasportate direttamente da uno Stato membro ad un altro:
a) le merci trasportate senza attraversare il territorio di un paese terzo,
b) le merci trasportate attraversando il territorio di uno o più paesi terzi, quando l'attraversamento avvenga con un documento di trasporto unico emesso in uno Stato membro.
CAPITOLO II Utilizzazione dei documenti
Articolo 6
La prova del carattere comunitario è fornita presentando un documento T2 L.
Articolo 7
1. Il documento T2 L è redatto su un formulario conforme all'esemplare n. 4 o all'esemplare n. 4/5 dei modelli di formulario di cui agli allegati I e II del regolamento (CEE) n. 679/85 del Consiglio (2).
Se del caso, tale formulario viene completato da uno o più formulari conformi all'esemplare n. 4 o all'esemplare n. 4/5 dei modelli di formulario di cui agli allegati III e IV di detto regolamento di cui al primo comma.
Qualora gli Stati membri non autorizzino l'uso dei formulari complementari nel caso di ricorso ad un sistema informatizzato di elaborazione delle dichiarazioni a fine di edizione delle medesime, il formulario è completato da uno o più formulari conformi all'esemplare n. 4 o all'esemplare n. 4/5 dei modelli di formulario di cui agli allegati I e II del regolamento di cui al primo comma.
2. L'interessato appone la sigla «T2 L» nella sottocasella destra della casella 1 del formulario e la sigla «T2 L bis» nella sottocasella destra della casella 1 del o dei formulari complementari utilizzati.
3. Quando un documento T2 L deve essere redatto per una spedizione non riferita ad un solo tipo di merce, le indicazioni relative alle merci possono essere apposte su una o più distinte di carico ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 2, e degli articoli da 23 a 26, in luogo dell'annotazione nelle caselle 31 «colli e designazione delle merci», 32 «Articolo n.», 35 «Massa lorda (kg)» e, se del caso, 33 «Codice delle merci», 38 «Massa netta (kg)», 44 «Menzioni speciali/Documenti presentati/Certificati e autorizzazioni» del formulario utilizzato per la redazione del documento T2 L.
Quando ci si avvalga di distinte di carico, le relative caselle del formulario utilizzato per la redazione del documento T2 L vanno sbarrate.
4. Nella parte superiore del riquadro di cui all'articolo 24, lettera b) viene apposta la sigla «T2 L»; nella parte inferiore del medesimo viene apposto il visto dell'autorità competente previsto dall'articolo 8, paragrafo 2.
La colonna «Paese di spedizione/esportazione» figurante nella distinta di carico non va compilata.
5. La distinta di carico è presentata in un numero di esemplari pari a quello del documento T2 L al quale si riferisce.
6. Quando ad un documento T2 L sono allegate più distinte di carico, queste devono recare un numero d'ordine dato dall'interessato; il numero delle distinte di carico allegate viene indicato nella casella 4 «Distinte di carico» del formulario utilizzato per la redazione del documento T2 L.
Articolo 8
1. Salvo il disposto dell' articolo 123, il documento T2 L è redatto in un unico esemplare.
2. Il documento T2 L e, se del caso, il o i documenti T2 L bis sono vistati, a richiesta dell'interessato, dalle autorità competenti dello Stato membro di partenza. Il visto reca le seguenti menzioni da indicare, per quanto possibile, nella casella C (ufficio di partenza) di detti documenti:
a) per il documento T2 L, il nome e il timbro dell'ufficio di partenza, la firma del funzionario competente, la data del visto ed un numero di registrazione ovvero il numero della dichiarazione di spedizione qualora questa sia necessaria;
b) per il documento T2 L bis, il numero indicato nel documento T2 L. Questo numero è apposto a mezzo di un timbro con il nome dell'ufficio di partenza, ovvero a mano. In quest'ultimo caso deve essere accompagnato dal timbro ufficiale di detto ufficio.
Tali documenti sono consegnati all'interessato una volta espletate le formalità relative alla spedizione delle merci verso lo Stato membro di destinazione.
Articolo 9
1. Salve le disposizioni degli articoli 6, 7 e 8, la prova del carattere comunitario delle merci è fornita, secondo le modalità del presente articolo, mediante presentazione della fattura o del documento di trasporto relativo a dette merci.
2. La fattura o il documento di trasporto di cui al paragrafo 1 deve indicare almeno il nome e l'indirizzo completo del dichiarante, il numero, la natura, le marche e numeri dei colli, la designazione delle merci, nonché la massa lorda in chilogrammi e, all'occorrenza, i numeri dei contenitori.
Il dichiarante appone sul predetto documento, in modo visibile, la sigla T2 L seguita da sottoscrizione autografa.
3. Quando le formalità siano espletate con sistemi informatici, le autorità competenti autorizzano gli interessati che ne facciano richiesta a sostituire la sottoscrizione di cui al paragrafo 2 con un'altra tecnica d'identificazione eventualmente fondata sull'impiego di codici e avente gli stessi effetti giuridici della sottoscrizione autografa.
Questa agevolazione viene concessa solo ove sussistano i requisiti tecnico-amministrativi prescritti dalle autorità competenti.
4. La fattura o il documento di trasporto debitamente compilato e sottoscritto dal dichiarante è vistato, a richiesta di questi, dalle autorità competenti dello Stato membro di partenza. Il visto reca il nome e il timbro dell'ufficio di partenza, la firma del funzionario competente, la data del visto e il numero di registrazione o il numero della dichiarazione di spedizione ove questa sia necessaria.
5. Se il valore delle merci comunitarie comprese nella fattura o nel documento di trasporto compilato e sottoscritto secondo i paragrafi 2 e 3 non eccede 10 000 ECU, il dichiarante è esentato dal sottoporre il documento o la fattura al visto delle autorità competenti dello Stato membro di partenza.
In tal caso la fattura o il documento di trasporto devono contenere, oltre alle indicazioni di cui al paragrafo 2, l'indicazione dell'ufficio di partenza dello Stato membro.
6. Le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto quando la fattura o il documento di trasporto riguardano unicamente merci comunitarie.
Rilascio di documenti a posteriori
Articolo 10
Quando il documento utilizzato per comprovare il carattere comunitario delle merci è rilasciato a posteriori, esso reca, in rosso, una delle seguenti diciture:
- Expedido a posteriori
- Udstedt efterfoelgende
- Nachtraeglich ausgestellt
- AAêaeïèÝí aaê ôùí õóôÝñùí
- Délivré a posteriori
- Rilasciato a posteriori
- Achteraf afgegeven
- Emitido a posteriori
CAPITOLO III Modalità speciali per taluni regimi di transito o talune categorie di merci Trasporti con carnet TIR o carnet ATA
Articolo 11
1. Quando le merci sono trasportate con un carnet TIR o un carnet ATA, il dichiarante può comprovare il carattere comunitario delle merci, salvo il disposto degli articoli 4 e 5, apponendo in modo visibile nella casella riservata alla designazione delle merci la sigla T2 L seguita dalla sua firma su tutti i fogli pertinenti del carnet utilizzato, prima che questo venga presentato per il visto all'ufficio doganale di partenza. La sigla T2 L apposta sui fogli deve essere autenticata con timbro dell'ufficio doganale di partenza accompagnato dalla firma del funzionario competente.
2. Nel carnet TIR o ATA relativi nel contempo a merci comunitarie e non comunitarie le due categorie di merci sono indicate separatamente e la sigla T2 L è apposta in modo da riferirsi chiaramente alle sole merci comunitarie.
Veicoli stradali a motore
Articolo 12
Quando debba essere accertato il carattere comunitario di un veicolo stradale a motore immatricolato in uno Stato membro, il veicolo è considerato comunitario:
a) a condizione che sia munito di targa e del documento d'immatricolazione e che le caratteristiche della sua immatricolazione, risultanti dal relativo documento ed eventualmente dalla targa, comprovino in modo sicuro il carattere comunitario del veicolo;
b) negli altri casi, secondo le modalità di cui ai capitoli II e III del presente titolo.
Vagoni ferroviari
Articolo 13
Quando debba essere accertato il carattere comunitario di un vagone di merci appartenente ad una azienda ferroviaria di uno Stato membro, il vagone è considerato comunitario:
a) a condizione che il numero di codice e il marchio di proprietà (sigla) su di essi apposti ne dimostrino in modo certo il carattere comunitario;
b) negli altri casi, su presentazione di uno dei documenti di cui al capitolo II del presente titolo.
Imballaggi
Articolo 14
1. Quando debba essere accertato il carattere comunitario degli imballaggi utilizzati per i trasporti di merci nell'ambito degli scambi intracomunitari, i quali siano riconoscibili come appartenenti ad una persona residente in uno Stato membro e che, previo impiego, sono rispediti vuoti da un altro Stato membro, tali imballaggi sono considerati comunitari:
a) a condizione che siano dichiarati merci comunitarie e nessun dubbio sussista circa la veridicità di tale dichiarazione;
b) negli altri casi, secondo le modalità di cui ai capitoli II e III del presente titolo.
2. La semplificazione di cui al paragrafo 1 è ammessa per recipienti, imballaggi, palette e altri materiali similari, esclusi i contenitori ai sensi del regolamento (CEE) n. 3312/89 del Consiglio, del 30 ottobre 1989, relativo al regime dell'ammissione temporanea dei contenitori (¹).
Merci al seguito dei viaggiatori o contenute nei loro bagagli
Articolo 15
Quando debba essere accertato il carattere comunitario delle merci al seguito dei viaggiatori o contenute nei loro bagagli, tali merci, purché non destinate a fini commerciali, sono considerate comunitarie:
a) quando siano dichiarate merci comunitarie e nessun dubbio sussista circa la veridicità di tale dichiarazione;
b) negli altri casi, secondo le modalità di cui ai capitoli II e III del presente titolo.
CAPITOLO IV Mutua assistenza
Articolo 16
Gli Stati membri si prestano mutua assistenza nel controllo dell'autenticità e dell'esattezza dei documenti, nonché della regolarità delle modalità seguite per comprovare il carattere comunitario delle merci, secondo le disposizioni dei capitoli II e III del presente titolo.
TITOLO IV DISPOSIZIONI APPLICABILI AL TRANSITO COMUNITARIO ESTERNO ED INTERNO CAPITOLO I Procedura Sezione 1: Formulari
Articolo 17
1. Le dichiarazioni di transito comunitario devono essere compilate su un formulario di documento amministrativo unico i cui modelli figurano negli allegati I e II del regolamento (CEE) n. 679/85.
(¹) GU n. L 321 del 4. 11. 1989, pag. 5.
Il formulario è completato eventualmente da uno o più formulari complementari, il cui modello figura negli allegati III e IV di detto regolamento.
Le dichiarazioni sono rese secondo le modalità previste dal regolamento (CEE) n. 2855/85 della Commissione (²) e dagli articoli 18, 19 e 20 del presente regolamento. Esse sono utilizzate conformemente alle disposizioni del regolamento di base e, se del caso, del regolamento (CEE) n. 717/91 del Consiglio (³).
2. Nel rispetto delle disposizioni degli articoli da 25 a 29, le distinte di carico conformi al modello di cui all'allegato I possono essere utilizzate come parti descrittive delle dichiarazioni di transito comunitario. Detto uso non pregiudica gli obblighi concernenti le formalità relative, secondo il caso, ai regime di spedizione, di esportazione od a qualsiasi regime nello Stato membro di destinazione, nonché quelli relativi ai formulari che vi si riferiscono.
Sezione 2: Dichiarazioni T1 e T2 Descrizione e utilizzazione
Articolo 18
1. Quando le merci circolano vincolate alla procedura di transito comunitario esterno, l'obbligato principale appone la sigla «T1» nella sottocasella di destra della casella 1 del formulario utilizzato. Nel caso di utilizzazione di formulari complementari, l'obbligato principale appone la sigla «T1 bis» nella sottocasella di destra della casella 1 del o dei formulari complementari utilizzati.
Qualora gli Stati membri non autorizzino l'uso dei formulari complementari nel caso di ricorso ad un sistema informatizzato di elaborazione delle dichiarazioni a fini di edizione delle medesime, il formulario di dichiarazione di transito comunitario deve essere completato da uno o più formulari i cui modelli figurano negli allegati I e II del regolamento (CEE) n. 679/85. In questo caso la sigla «T1 bis» viene apposta nella sottocasella di destra della casella 1 di detti formulari.
2. Quando le merci circolano vincolate alla procedura di transito comunitario interno, l'obbligato principale appone la sigla «T2» nella sottocasella di destra della casella 1 del formulario utilizzato. Qualora vengano utilizzati formulari complementari, l'obbligato principale appone la sigla «T2 bis» nella sottocasella di destra della casella 1 del o dei formulari complementari utilizzati.
Quando il formulario di dichiarazione di transito comunitario deve essere completato da uno o più formulari secondo il paragrafo 1, secondo comma, la sigla «T2 bis» è apposta nella sottocasella di destra della casella 1 di detti formulari.
(²) GU n. L 274 del 15. 10. 1985, pag. 1.
(³) GU n. L 78 del 26. 3. 1991, pag. 1.
Spedizioni composite
Articolo 19
1. Per le spedizioni concernenti nel contempo merci che circolano vincolate alla procedura di transito comunitario esterno e merci che circolano vincolate alla procedura di transito comunitario interno, ad uno stesso formulario di dichiarazione di transito comunitario possono essere allegati documenti complementari corredati, rispettivamente, della sigla «T1 bis» o «T2 bis».
In tal caso, la sigla T è apposta nella sottocasella di destra della casella 1 di quest'ultimo formulario; lo spazio vuoto intorno alla sigla T viene sbarrato; inoltre, le caselle 32 «Articolo n.», 33 «Codice delle merci», 35 «Massa lorda (kg)», 38 «Massa netta (kg)» e 44 «Menzioni speciali/Documenti presentati/Certificati ed autorizzazioni» vengono sbarrate. Un riferimento ai numeri d'ordine dei documenti complemntari recanti la sigla «T1 bis» o la sigla «T2 bis» è apposto nella casella 31 «Colli e designazione delle merci» del formulario di dichiarazione di transito comunitario utilizzato.
2. Nei casi in cui una delle sigle di cui all'articolo 18 non sia stata apposta nella sottocasella di destra della casella 1 del formulario utilizzato o quando, nel caso di spedizioni concernenti nel contempo merci che circolano vincolate alla procedura di transito comunitario esterno e merci che circolano vincolate alla procedura di transito comunitario interno, le disposizioni del paragrafo 1 e dell'articolo 28 non siano state rispettate, le merci trasportate con tali documenti si considerano circolanti sotto il vincolo della procedura di transito comunitario esterno.
Tuttavia, per l'applicazione dei dazi all'esportazione o delle misure previste per l'esportazione nell'ambito della politica commerciale comune, tali merci si considerano circolanti sotto il vincolo della procedura di transito comunitario interno.
Presentazione congiunta della dichiarazione di esportazione/spedizione e della dichiarazione di transito comunitario
Articolo 20
Salve le misure di semplificazione eventualmente applicabili, il documento di esportazione/spedizione o di riesportazione delle merci fuori del territorio doganale della Comunità, o qualsiasi documento di effetto equivalente è presentato all'ufficio di partenza, se necessario unitamente alla dichiarazione di transito comunitario cui si riferisce.
Ai fini suddetti, la dichiarazione di esportazione o di riesportazione, da una parte, e la dichiarazione di transito comunitario, dall'altra, possono essere raggruppate in un unico formulario.
Deposito della dichiarazione T1 o T2
Articolo 21
1. Il deposito della dichiarazione presso l'ufficio competente è eseguito nei giorni e nelle ore di apertura del medesimo.
Tuttavia, l'ufficio competente può autorizzare, a richiesta e a spese del dichiarante, il deposito della dichiarazione al di fuori di tali giorni ed ore di apertura.
2. È equiparata al deposito della dichiarazione presso un ufficio competente la consegna di tale dichiarazione ai funzionari di detto ufficio in un altro luogo designato a tale scopo nell'ambito di accordi conclusi tra l'autorità competente e l'interessato.
Visita delle merci
Articolo 22
La visita delle merci viene effettuata nei luoghi designati a tal fine e durante le ore all'uopo previste.
Su richiesta del dichiarante l'ufficio competente può tuttavia procedere alla visita delle merci in luoghi od ore diversi.
Le eventuali spese sono a carico del dichiarante.
Sezione 3: Distinte di carico Definizione
Articolo 23
La distinta di carico di cui all'articolo 17, paragrafo 2 è qualsiasi documento commerciale conforme alle disposizioni degli articoli da 24 a 29 e da 60 a 63.
Formulari
Articolo 24
Le distinte di carico recano:
a) l'intestazione «distinta di carico»;
b) un riquadro di 70 × 55 mm diviso in una parte superiore di 70 × 15 mm destinata a ricevere la sigla «T» seguita da una delle diciture di cui all'articolo 18, paragrafi 1 e 2, e in una parte inferiore di 70 × 40 mm destinata a ricevere le indicazioni di cui all'articolo 27, paragrafo 3;
c) nell'ordine seguente, delle colonne la cui intestazione è così redatta:
- numero d'ordine;
- marche, numeri, quantità e natura dei colli; designazione delle merci;
- paese di spedizione/esportazione;
- massa lorda in chilogrammi;
- spazio riservato all'amministrazione.
Gli interessati possono adattare alle loro necessità la larghezza di queste colonne. Tuttavia, la colonna intestata «Spazio riservato all'amministrazione» deve avere una larghezza minima di 30 mm. Gli interessati possono inoltre disporre liberamente degli spazi diversi da quelli previsti alle lettere a), b) e c).
Compilazione
Articolo 25
1. Può essere utilizzata come distinta di carico soltanto la faccia anteriore del formulario.
2. Ogni articolo indicato nella distinta di carico deve essere preceduto da un numero d'ordine.
3. Ogni articolo deve essere seguito, se del caso, dalle menzioni speciali previste dalla normativa comunitaria, in particolare in materia di politica agricola comune, dall'indicazione dei documenti presentati, dei certificati e delle autorizzazioni.
4. Immediatamente sotto l'ultima iscrizione deve essere tracciata una linea orizzontale e gli spazi non utilizzati devono essere sbarrati in modo da rendere impossibile ulteriori aggiunte.
Semplificazione
Articolo 26
1. L'autorità competente di ciascuno Stato membro può permettere l'uso come distinte di carico ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 2, di elenchi non integralmente conformi alle disposizioni degli articoli 23, 24 e da 60 a 63.
L'uso di tali elenchi può essere permesso solo:
a) se sono emessi da imprese le cui scritture contabili si basano su un sistema integrato di elaborazione elettronica od automatica dei dati;
b) se sono concepiti e compilati in modo da poter essere utilizzati senza difficoltà dai servizi competenti;
c) se indicano, per ogni articolo, la quantità, la natura, le marche ed i numeri dei colli, la designazione delle merci, il paese di spedizione/esportazione e la massa lorda in chilogrammi.
2. Si può egualmente permettere l'uso come distinte di carico di cui al paragrafo 1 di elenchi descrittivi compilati ai fini dell'espletamento delle formalità di spedizione/esportazione, anche se emessi da imprese le cui scritture contabili non si basano su un sistema integrato di elaborazione elettronica od automatica dei dati.
Utilizzazione
Articolo 27
1. Quando l'obbligato principale si avvalga della possibilità di utilizzare distinte di carico per una spedizione comprendente più specie di merci, le caselle 15 «Paese di spedizione/esportazione», 33 «Codice delle merci», 35 «Massa lorda (kg)», 38 «Massa netta (kg)» e, eventualmente, 44 «Menzioni speciali/Documenti presentati/ Certificati ed autorizzazioni» del formulario utilizzato per il transito comunitario vanno sbarrate e la casella 31 «Colli e designazione delle merci» di detto formulario non va compilata per indicare le marche, i numeri, la quantità e la natura dei colli, nonché la designazione delle merci. Questo formulario non può essere completato da formulari complementari.
2. La distinta di carico è presentata nello stesso numero di esemplari del formulario utilizzato per il transito comunitario cui si riferisce.
3. All'atto della registrazione della dichiarazione, la distinta di carico è munita dello stesso numero di registrazione del formulario utilizzato per il transito comunitario cui si riferisce. Questo numero deve essere apposto a mezzo di un timbro recante il nome dell'ufficio di partenza, ovvero a mano. In quest'ultimo caso è altresì necessario il timbro ufficiale di detto ufficio.
La firma di un funzionario dell'ufficio di partenza è facoltativa.
4. Quando ad un formulario utilizzato per il transito comunitario sono allegate più distinte di carico, queste devono recare un numero d'ordine attribuito dall'obbligato principale; il numero di distinte di carico allegate è indicato nella casella 4 «Distinte di carico» di detto formulario.
5. Una dichiarazione compilata su un formulario di documento amministrativo unico, recante nella sottocasella di destra della casella 1 la sigla «T1» o «T2» e completata da una o più distinte di carico, equivale, secondo il caso, alla dichiarazione di transito comunitario esterno o di transito comunitario interno di cui, rispettivamente, all'articolo 10 o all'articolo 37 del regolamento di base.
Spedizioni composite
Articolo 28
Per le spedizioni concernenti nel contempo merci che circolano vincolate alla procedura di transito comunitario esterno e merci che circolano vincolate alla procedura di transito comunitario interno, vanno compilate distinte di carico separate; queste possono essere allegate ad uno stesso formulario di dichiarazione di transito comunitario.
In tal caso, la sigla «T» è apposta nella sottocasella di destra della casella 1 di quest'ultimo formulario; lo spazio vuoto intorno a questa sigla va sbarrato; inoltre, le caselle 15 «Paese di spedizione/esportazione», 32 «Articolo n.», 33 «Codice delle merci», 35 «Massa lorda (kg)», 38 «Massa netta (kg)» e, eventualmente, 44 «Menzioni speciali/Documenti presentati/Certificati ed autorizzazioni» devono essere sbarrate. Il riferimento ai numeri d'ordine delle distinte di carico relative a ciascuna delle due categorie di merci va apposto nella casella 31 «Colli e designazione delle merci» del formulario utilizzato.
Spedizioni comprendenti un unico tipo di merce
Articolo 29
Le autorità competenti di ciascuno Stato membro possono permettere che le imprese le cui scritture contabili siano basate su un sistema integrato di elaborazione elettronica o automatica dei dati e che, in virtù dell'articolo 26, sono già autorizzate ad utilizzare un modello speciale di elenchi, utilizzino tali elenchi anche per le operazioni di transito comunitario relative ad un solo tipo di merce, sempre che questa agevolazione sia resa necessaria dai programmi informatici delle imprese interessate.
Sezione 4: Formalità nell'ufficio di partenza Termine per la ripresentazione delle merci
Articolo 30
Il termine stabilito dall'ufficio di partenza, entro il quale le merci devono essere ripresentate all'ufficio di destinazione, vincola le autorità competenti dei paesi il cui territorio venga attraversato nel corso dell'operazione di transito comunitario e non può essere da queste modificato.
Sezione 5: Avviso di passaggio
Articolo 31
Il formulario su cui è redatto l'avviso di passaggio ai fini dell'applicazione dell'articolo 18 del regolamento di base deve essere conforme al modello figurante nell'allegato II.
Sezione 6: Formalità nell'ufficio di destinazione Ricevuta
Articolo 32
1. La persona che presenta all'ufficio di destinazione un documento di transito comunitario e la spedizione cui si riferisce, può, su richiesta, ottenere una ricevuta.
2. Il formulario su cui è redatta la ricevuta attestante la presentazione all'ufficio di destinazione di un documento di transito comunitario e della relativa spedizione deve essere conforme al modello figurante nell'allegato III. Tuttavia, per quanto riguarda il documento di transito comunitario, la ricevuta può essere redatta sul modello figurante sul verso, in basso, dell'esemplare per il rinvio di detto documento.
3. La ricevuta deve essere previamente compilata dall'interessato. Essa può contenere altre indicazioni relative alla spedizione al di fuori dello spazio riservato all'ufficio di destinazione, ma la validità del visto di questo ufficio è limitata alle indicazioni figuranti in detto spazio.
Rinvio dei documenti - Uffici centrali
Articolo 33
Ogni Stato membro ha la facoltà di designare uno o più organismi centrali cui i documenti devono essere inviati dagli uffici competenti dello Stato membro di destinazione. Gli Stati membri che hanno designato a tal fine detti organismi ne informano la Commissione precisando il tipo di documenti da rinviare. La Commissione ne dà notizia agli altri Stati membri.
CAPITOLO II Garanzie Sezione 1: Atti costitutivi
Articolo 34
L'atto costitutivo della garanzia, di cui all'articolo 25, paragrafo 1 del regolamento di base, deve essere conforme al modello figurante:
- nell'allegato IV, quando si tratti di una garanzia globale;
- nell'allegato V, quando si tratti di una garanzia isolata;
- nell'allegato VI, quando si tratti di una garanzia forfettaria.
Sezione 2: Garanzia globale Certificato di garanzia
Articolo 35
Il formulario su cui è redatto il certificato di garanzia previsto all'articolo 26, paragrafo 3, del regolamento di base deve essere conforme al modello figurante nell'allegato VII. Il certificato di garanzia è rilasciato ed utilizzato conformemente agli articoli da 36 a 39.
Persone abilitate
Articolo 36
1. Sul verso del certificato di garanzia l'obbligato principale designa sotto la sua responsabilità, all'atto del rilascio o in ogni caso durante il periodo di validità del certificato, le persone da lui abilitate a firmare a suo nome le dichiarazioni di transito comunitario. Ogni designazione reca l'indicazione del cognome, nome e facsimile della firma della persona abilitata. L'obbligato principale deve convalidare con la sua firma qualsiasi annotazione apposta dalla persona abilitata. L'obbligato principale ha la facoltà di sbarrare le caselle che non intende utilizzare.
2. L'obbligo principale può, in qualsiasi momento, revocare l'iscrizione del nome di una persona abilitata figurante sul verso del certificato.
Rappresentanti abilitati
Articolo 37
Ogni persona indicata sul verso di un certificato di garanzia presentato ad un ufficio di partenza è considerata rappresentante abilitato dell'obbligato principale.
Periodo di validità: Proroga
Articolo 38
Il periodo di validità del certificato di garanzia non può essere superiore a due anni. Questo periodo può tuttavia essere prorogato una sola volta dall'ufficio di garanzia per un nuovo periodo non superiore a due anni.
Scioglimento del contratto
Articolo 39
Nel caso di scioglimento del contratto di prestazione di garanzia l'obbligato principale deve restituire immediatamente all'ufficio di garanzia tutti i certificati di garanzia ancora validi che gli sono stati rilasciati.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione i certificati ancora validi che non sono stati restituiti. La Commissione informa di ciò gli altri Stati membri.
Sezione 3: Garanzia forfettaria Importo della garanzia
Articolo 40
Salve le disposizioni dell'articolo 41, paragrafi 2 e 3, l'importo forfettario che il garante può garantire per ogni dichiarazione è stabilito in 7 000 ECU, conformemente all'articolo 28, paragrafo 1 del regolamento di base.
Aumento della garanzia forfettaria
Articolo 41
1. Salvi i casi di cui ai paragrafi 2 e 3, l'ufficio di partenza non può esigere una garanzia superiore all'importo forfettario di 7 000 ECU per ogni dichiarazione di transito comunitario, indipendentemente dall'importo dei dazi e delle altre imposizioni relative alle merci oggetto di una determinata dichiarazione.
2. In via eccezionale, quando un trasporto di merci presenti maggiori rischi imputabili a circostanze ad esso peculiari, l'ufficio di partenza che per tal motivo reputi insufficiente la garanzia di 7 000 ECU può esigere una garanzia superiore pari ad un multiplo di 7 000 ECU.
3. Per i trasporti di merci figuranti nell'elenco di cui all'allegato VIII, la garanzia forfettaria è aumentata quando la quantità della o delle merci trasportate superi la quantità corrispondente all'importo forfettario di 7 000 ECU.
In tal caso, l'importo forfettario è pari al multiplo di 7 000 ECU necessario a garantire la quantità delle merci da spedire.
4. Nei casi di cui ai paragrafi 2 e 3, l'obbligato principale deve consegnare all'ufficio di partenza il numero di certificati di garanzia forfettaria corrispondente al multiplo di 7 000 ECU richiesto.
Spedizione congiunta di merci sensibili e di merci non sensibili
Articolo 42
Quando la dichiarazione di transito comunitario comprenda altre merci, oltre a quelle menzionate nell'elenco di cui all'allegato VIII le disposizioni nella garanzia forfettaria si applicano come se le due categorie di merci fossero oggetto di dichiarazioni separate.
Tuttavia, non si tiene conto della presenza di merci di una delle due categorie la cui quantità o valore sia relativamente modesto.
Certificati di garanzia
Articolo 43
1. L'accettazione dell'impegno del garante da parte dell'ufficio di garanzia comporta per il garante stesso l'autorizzazione a rilasciare, alle condizioni stabilite nell'atto costitutivo della garanzia, il certificato o i certificati di garanzia forfettaria richiesti a coloro che intendono effettuare, in qualità di obbligati principali e da un ufficio di partenza di loro scelta, un'operazione di transito comunitario.
2. Il formulario su cui viene compilato il certificato di garanzia forfettaria deve essere conforme al modello figurante nell'allegato IX. Tuttavia, le diciture figuranti sul verso di detto modello possono figurare sul recto nella parte superiore, prima dell'indicazione dell'organismo emittente, mentre le altre diciture restano invariate.
3. Il garante risponde per ogni certificato di garanzia forfettaria, nei limiti di 7 000 ECU.
4. Salve le disposizioni degli articoli 41 e 44, ogni certificato di garanzia forfettaria consente all'obbligato principale di effettuare un'operazione di transito comunitario. Il certificato consegnato all'ufficio di partenza viene da questo conservato.
Certificati di garanzia forfettaria con validità limitata
Articolo 44
Il garante può rilasciare certificati di garanzia forfettaria:
- non validi per un'operazione di transito comunitario concernente merci figuranti nell'elenco di cui all'allegato VIII, e
- utilizzabili nel numero massimo di sette certificati per mezzo di trasporto ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 2 del regolamento di base, per merci diverse da quelle di cui al primo trattino.
A tal fine, il garante fa figurare, in diagonale, sul certificato o sui certificati di garanzia forfettaria che rilascia, in lettere maiuscole, una delle seguenti diciture:
- VALIDEZ LIMITADA; APLICACIÓN DEL PARRAFO SEGUNDO DEL APARTADO 1 DEL ARTÍCULO 44 DEL REGLAMENTO (CEE) No 1214/92
- BEGRAENSET GYLDIGHED - ARTIKEL 44 ANDET AFSNIT, I FORORDNING (EOEF) Nr. 1214/92
- BESCHRAENKTE GELTUNG - ANWENDUNG VON ARTIKEL 44 DER VERORDNUNG (EWG) Nr. 1214/92
- ÐAAÑÉÏÑÉÓÌAAÍÇ ÉÓ×ÕÓ: AAOEÁÑÌÏÃÇ ÔÏÕ ÁÑÈÑÏÕ 44 ÔÏÕ ÊÁÍÏÍÉÓÌÏÕ (AAÏÊ) áñéè. 1214/92
- LIMITED VALIDITY - APPLICATION OF PARAGRAPH 44 OF REGULATION (EEC) No 1214/92
- VALIDITÉ LIMITÉE - APPLICATION DE L'ARTICLE 44 DU REGLEMENT (CEE) No 1214/92
- VALIDITÀ LIMITATA - APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 44 DEL REGOLAMENTO (CEE) N. 1214/92
- BEPERKTE GELDIGHEID - TOEPASSING VAN ARTIKEL 44 VAN VERORDENING (EEG) Nr. 1214/92
- VALIDADE LIMITADA; APLICAÇAO DO ARTIGO 44 DO REGULAMENTO (CEE) No. 1214/92
Scioglimento del contratto
Articolo 45
Lo Stato membro da cui dipende l'ufficio di garanzia notifica senza indugio agli altri Stati membri lo scioglimento di un contratto di prestazione di garanzia.
CAPITOLO III Esonero dalla garanzia Impegno dell'interessato
Articolo 46
1. Ai fini della concessione dell'esonero dalla garanzia per le operazioni di transito comunitario, l'impegno che l'interessato è tenuto a sottoscrivere, conformemente all'articolo 32, paragrafo 2, lettera e) del regolamento di base, deve essere assunto sul modello figurante nell'allegato X.
2. Quando le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali o gli usi lo richiedano, ciascuno Stato membro può far sottoscrivere l'impegno dell'interessato in una forma diversa, sempreché esso abbia effetti identici a quelli dell'impegno previsto nel modello.
Merci alle quali non si applica l'esonero
Articolo 47
L'esonero dalla garanzia non si applica, conformemente all'articolo 32, paragrafo 3 del regolamento di base, alle merci:
a) il cui valore globale sia superiore a 100 000 ECU per spedizione, oppure
b) che, in quanto merci presentanti rischi maggiori, figurano nell'elenco di cui all'allegato XI.
Certificato di esonero dalla garanzia
Articolo 48
1. Il formulario su cui è redatto il certificato di esonero dalla garanzia, di cui all'articolo 32, paragrafo 4 del regolamento di base, deve essere conforme al modello figurante nell'allegato XII.
2. All'atto del rilascio del certificato, o in ogni caso durante il periodo della sua validità l'obbligato principale designa sotto la sua responsabilità sul verso del certificato di esonero dalla garanzia, le persone da lui autorizzate a firmare a suo nome le dichiarazioni di transito comunitario. Ogni designazione reca l'indicazione del cognome, nome e facsimile della firma della persona autorizzata. L'obbligato principale deve convalidare con la sua firma qualsiasi annotazione apposta dalla persona autorizzata. L'obbligato principale ha la facoltà di sbarrare le caselle che non intende utilizzare.
L'obbligato principale può annullare, in qualsiasi momento, l'iscrizione del nome di una persona autorizzata, fatta sul verso del certificato.
3. Ogni persona indicata sul verso di un certificato di esonero dalla garanzia presentato ad un ufficio di partenza è considerata il rappresentante abilitato dell'obbligato principale.
4. Il periodo di validità del certificato di esonero dalla garanzia non può eccedere due anni. Questo periodo può tuttavia essere prorogato una sola volta dalle autorità che concedono l'esonero per un nuovo periodo non superiore a due anni.
5. In caso di revoca dell'esonero dalla garanzia, l'obbligato principale è tenuto a restituire senza indugio alle autorità che hanno concesso l'esonero tutti i certificati relativi rilasciatigli e ancora validi.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione gli estremi dei certificati ancora validi che non sono stati restituiti.
La Commissione ne informa gli altri Stati membri.
CAPITOLO IV Irregolarità Spedizioni non presentate all'ufficio di destinazione Notificazione
Articolo 49
1. Quando una spedizione non sia stata presentata all'ufficio di destinazione e non possa accertarsi il luogo dell'infrazione o dell'irregolarità, l'ufficio di partenza ne dà notificazione all'obbligato principale quanto prima e al più tardi entro la fine dell'undicesimo mese successivo alla data di registrazione della dichiarazione di transito comunitario.
2. La notificazione di cui al paragrafo 1 deve indicare, in particolare, il termine entro il quale può essere fornita all'ufficio di partenza la prova considerata sufficiente dalle autorità competenti, della regolarità dell'operazione di transito o del luogo in cui l'infrazione o l'irregolarità è stata effettivamente commessa.
Il termine è di tre mesi dalla data della notificazione di cui al paragrafo 1. Se alla scadenza di tale termine la prova di cui al primo comma non è addotta, lo Stato membro competente procede alla riscossione dei dazi e delle altre imposizioni del caso. Qualora tale Stato membro non sia quello in cui si trova l'ufficio di partenza, quest'ultimo informa senza ritardo in proposito lo Stato membro competente.
Prova della regolarità dell'operazione di transito
Articolo 50
La prova della regolarità dell'operazione di transito, ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 3, primo comma del regolamento di base, è apportata dalle autorità competenti:
a) mediante la presentazione di un documento autenticato dall'autorità competente, attestante che le merci di cui trattasi sono state presentate all'ufficio di destinazione, ovvero, in caso di applicazione dell'articolo 111, ad un destinatario autorizzato; questo documento deve contenere l'identificazione di tali merci; oppure
b) mediante la presentazione di un documento doganale di immissione in consumo rilasciato in un paese terzo, o della relativa copia o fotocopia; detta copia o fotocopia deve esser certificata conforme o dall'organismo che ha vistato il documento originale o dai servizi ufficiali del paese terzo interessato o dai servizi ufficiali di uno degli Stati membri. Tale documento deve contenere l'identificazione delle merci di cui trattasi.
TITOLO V DISPOSIZIONI PARTICOLARI RELATIVE AL CONTROVALORE DELL'ECU
Articolo 51
1. Il controvalore in moneta nazionale degli importi espressi in ECU, di cui al presente regolamento, è calcolato sulla base dei tassi di conversione in vigore il primo giorno lavorativo del mese di ottobre, con effetto dal 1o gennaio dell'anno successivo.
Tuttavia, qualora intervenga una modifica dei corsi centrali bilaterali di una o più monete nazionali, le disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2779/78 del Consiglio (¹) si applicano mutatis mutandis.
Quando, per una determinata moneta nazionale, tale tasso non sia disponibile, si applica il tasso del primo giorno per il quale è stato pubblicato un tasso dopo il primo giorno non festivo del mese di ottobre. Se dopo il primo giorno non festivo del mese di ottobre non è stato pubblicato alcun tasso, si applica il tasso dell'ultimo giorno prima di tale data per il quale è stato pubblicato un tasso.
A tal fine, si applicano i tassi pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
2. Il controvalore dell'ECU da prendere in considerazione ai fini del paragrafo 1 è quello in vigore il giorno della firma, da parte del dichiarante, della fattura o del documento di trasporto di cui all'articolo 9, o il giorno della registrazione della dichiarazione di transito comunitario coperta dai certificati di garanzia forfettaria conformemente all'articolo 41, o quello al quale non si applica l'esonero dalla garanzia, conformemente all'articolo 47, lettera a).
TITOLO VI DISPOSIZIONI PARTICOLARI APPLICABILI AD ALCUNI TIPI DI TRASPORTO CAPITOLO I Trasporti aerei
Articolo 52
1. Nei casi in cui, in conformità dell'articolo 39, paragrafo 3 del regolamento di base, è obbligatorio il regime di transito comunitario per merci trasportate per via aerea in partenza da un aeroporto della Comunità, il manifesto il cui contenuto corrisponde al modello di cui all'appendice 3 dell'allegato 9 della Convenzione sull'aviazione civile internazionale, si considera equivalente a una dichiarazione di transito comunitario.
2. Se l'operazione di trasporto riguarda sia merci che devono circolare secondo la procedura di transito comunitario esterno sia merci che devono circolare secondo la procedura di transito comunitario interno, tali merci sono elencate in manifesti distinti.
3. I manifesti di cui ai paragrafi 1 e 2 recono una dichiarazione datata e firmata dalla compagnia aerea che attesta la loro equivalenza a una dichiarazione di transito comunitario e che specifica la posizione doganale delle merci cui si riferiscono. I manifesti così completati e firmati sono considerati equivalenti a una dichiarazione T1 o T2, secondo i casi.
(¹) GU n. L 333 del 30. 11. 1978, pag. 5.
I manifesti di cui ai paragrafi 1 e 2 devono contenere le seguenti indicazioni:
- il nome della compagnia aerea che trasporta le merci;
- il numero del volo;
- la data del volo;
- il nome dell'aeroporto di carico (aeroporto di partenza) e di scarico (aeroporto di destinazione); e
per ogni spedizione riportata sul manifesto:
- il numero della lettera di vettura aerea (air-waybilis);
- il numero di colli;
- una descrizione sintetica delle merci o, se del caso, la menzione «consolidated», eventualmente in forma abbreviata (equivalente a Groupage).
- la massa lorda.
4. La compagnia aerea che trasporta merci scortate dai manifesti di cui ai paragrafi da 1 a 3 è, agli effetti dell'operazione di trasporto di cui trattasi, l'obbligato principale.
5. Salvo il caso in cui una compagnia aerea sia uno speditore autorizzato ai sensi dell'articolo 103, i manifesti di cui ai paragrafi da 1, 2 e 3 sono presentati almeno in duplice copia al visto delle autorità competenti dell'aeroporto di partenza, che ne trattengono una copia.
Dette autorità possono chiedere la produzione, a fini di controllo, di tutte le lettere di vettura aeree relative alle spedizioni elencate nel manifesto.
6. La compagnia aerea che trasporta le merci informa le autorità competenti dell'aeroporto di destinazione del nome dell'aeroporto o degli aeroporti di partenza.
Le autorità competenti dell'aeroporto di destinazione possono rinunciare a questa informazione nei confronti delle compagnie aeree in relazione alle quali, anche in considerazione delle rotte coperte o delle regioni servite dalla medesima, non sussistono dubbi circa l'aeroporto o gli aeroporti di partenza.
7. Una copia dei manifesti di cui ai paragrafi da 1 a 5 viene presentata alle autorità competenti dell'aeroporto di destinazione, che la trattengono.
8. Salvo il disposto del paragrafo 7, le autorità competenti dell'aeroporto di destinazione possono richiedere, a fini di controllo, la produzione dei manifesti relativi a tutte le merci scaricate in tale aeroporto.
Per i medesimi fini, dette autorità possono altresì richiedere la produzione di tutte le lettere di vettura aeree relative alle spedizioni elencate nei manifesti.
9. Ogni mese, le autorità competenti dell'aeroporto di destinazione inviano alle autorità competenti di ciascun aeroporto di partenza un elenco, compilato dalle compagnie aeree, dei manifesti di cui ai paragrafi da 1 a 3 ad esse presentati nel corso del mese precedente. L'elenco dev'essere autenticato dalle autorità competenti dell'aeroporto di destinazione.
Ogni manifesto è individuato nell'elenco mediante le seguenti indicazioni:
- il numero di riferimento del manifesto;
- la denominazione (eventualmente abbreviata) della compagnia aerea che ha trasportato le merci;
- il numero del volo;
- la data del volo.
Alle condizioni che stabiliscono tramite accordi bilaterali e multilaterali, le autorità competenti possono autorizzare le compagnie aeree a trasmettere direttamente le informazioni alle autorità competenti di ciascun aeroporto di partenza in conformità del primo comma. Le autorità competenti che rilasciano tali autorizzazioni ne avvisano gli altri Stati membri.
Ove siano constatate irregolarità nelle indicazioni dei manifesti ripresi nell'elenco, l'ufficio di destinazione ne informa l'ufficio di partenza facendo espresso riferimento alle lettere di vettura aeree relative alle merci che hanno dato luogo a dette constatazioni.
10. In luogo dell'utilizzazione dei manifesti di cui al paragrafo 1, le autorità competenti degli Stati membri possono concedere, a richiesta delle compagnie aeree interessate, tramite accordi bilaterali o multilaterali, procedure semplificate di transito comunitario basate sui sistemi di scambio di dati in uso tra le compagnie aeree di cui trattasi.
11. a) Per quel che concerne le compagnie aeree internazionali la cui sede od ufficio regionale si trovino nel territorio della Comunità, e che:
- utilizzino sistemi di scambio di dati per trasmettere informazioni tra aeroporti di partenza e di destinazione all'interno della Comunità, e
- conformi ai requisiti di cui alla lettera b),
la procedura di transito comunitario di cui ai paragrafi da 1 a 9 può essere semplificata a richiesta.
Ricevuta la domanda, le autorità competenti dello Stato membro in cui la compagnia aerea ha sede la notificano agli altri Stati membri sui cui territori rispettivi si trovano gli aeroporti di partenza e di destinazione collegati tramite sistemi di scambio di dati.
Decorsi due mesi dalla data della notificazione senza che siano pervenute obiezioni, le autorità competenti autorizzano la procedura semplificata di cui alla lettera c) salve le disposizioni dell'articolo 8 del regolamento di base.
L'autorizzazione è valida in tutti gli Stati membri interessati e si applica solo alle operazioni di transito tra gli aeroporti in essa indicati.
b) La procedura semplificata di cui alla lettera c) viene concessa unicamente alle compagnie aeree:
- che effettuano un significativo numero di voli intracomunitari;
- che spediscono e ricevono merci con una certa frequenza;
- le cui scritture manuali od informatizzate permettono alle autorità competenti di verificarne le operazioni in partenza ed a destinazione;
- che non hanno commesso violazioni gravi o ripetute della legislazione doganale o fiscale;
- che mettono a disposizione delle autorità competenti tutte le loro scritture;
- che si assumono piena responsabilità nei confronti delle autorità competenti, adempiendo i loro obblighi e cooperando al fine di risolvere qualsiasi infrazione e irregolarità.
c) La procedura semplificata si applica come segue:
- la compagnia aerea annota la posizione di tutte le sue spedizioni nelle sue scritture commerciali;
- il manifesto dell'aeroporto di partenza trasmesso mediante sistemi di scambio di dati diventa il manifesto dell'aeroporto di destinazione;
- la compagnia aerea indica, in corrispondenza di ogni articolo del manifesto, la relativa posizione T1, T2, TE (equivalente a T2 ES), TP (equivalente a T2 PT) e C (equivalente a T2 L);
- la procedura di transito comunitario si considera appurata quando il manifesto cosi trasmesso è messo a disposizione delle autorità competenti dell'aeroporto di destinazione e le merci sono state presentate alle medesime;
- a richiesta, una edizione del manifesto di scambio di dati viene presentata alle autorità competenti degli aeroporti di partenza e di destinazione;
- le autorità competenti dell'aeroporto di partenza effettuano, mediante un sistema di revisione contabile, controlli fondati su di un'analisi del livello dei rischi;
- le autorità competenti dell'aeroporto di destinazione effettuano mediante un sistema di revisione contabile dei controlli basandosi su di un'analisi del livello dei rischi e se necessario inviano a fini di verifica, alle autorità competenti dell'aeroporto di partenza dettagli dei manifesti ricevuti con il sistema di scambio di dati;
- la compagnia aerea è responsabile dell'individuazione e della notificazione alle autorità competenti di tutte le infrazioni od irregolarità emerse nell'aeroporto di destinazione;
- entro un termine ragionevole, le autorità competenti dell'aeroporto di destinazione notificano tutte le infrazioni od irregolarità alle autorità competenti dell'aeroporto di partenza;
- dette infrazioni od irregolarità possono essere trattate secondo procedure da convenirsi tra le compagnie aeree e le autorità competenti a destinazione e in partenza.
Articolo 53
Qualora, in conformità dell'articolo 39, paragrafo 3 del regolamento di base, sia obbligatorio il regime di transito comunitario per merci trasportate per via aerea in partenza da un aeroporto della Comunità, le disposizioni dell'articolo 52 non ostano a che qualsiasi interessato si avvalga delle procedure di transito comunitario definite nel regolamento di base. In tal caso non si applicano le procedure di cui all'articolo 52.
CAPITOLO II Trasporti via mare Carattere comunitario delle merci
Articolo 54
1. Le merci trasportate via mare da un porto situato nel territorio doganale della Comunità verso un altro porto ivi situato non sono considerate comunitarie se il trasporto è stato eseguito:
- a bordo di una nave proveniente da un paese terzo, la quale trasporta merci caricate in un paese terzo e che ha fatto scalo in uno o più porti comunitari, oppure
- a bordo di una nave diretta verso un paese terzo, la quale trasporta merci caricate in un porto comunitario destinate ad un paese terzo e che ha fatto scalo in uno o più porti comunitari, oppure
- a bordo di una nave che ha fatto uno o più scali in paesi terzi, tra il porto di partenza comunitario ed il porto di destinazione comunitario, oppure
- a bordo di una nave che arriva direttamente in una zona franca ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2562/90 della Commissione (¹), oppure
- a bordo di una nave che ha fatto scalo in un porto in cui si trova una zona franca, salvo che sulla base di un visto apposto dalle autorità competenti sui documenti di bordo, sia accertata la provenienza della nave da un settore del porto esterno alla zona franca.
Nei suddetti casi il carattere comunitario delle merci deve essere comprovato secondo le disposizioni del titolo III.
2. a) Salvo il disposto dell'articolo 5, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2504/88 del Consiglio (²), il capitano della nave o il suo rappresentante è tenuto ad informare dell'arrivo della stessa le autorità competenti del porto dove vengono scaricate le merci e ad indicare il porto di partenza della nave con il carico iniziale, nonché tutti i porti in cui ha fatto o avrebbe dovuto fare scalo prima del porto comunitario di destinazione. A richiesta, il capitano della nave presenta i documenti, quali il libro di bordo, comprovanti le informazioni date.
Se le informazioni richieste non sono giudicate probanti dalle autorità competenti del porto di destinazione, tutte le merci trasportate dalla nave sono considerate non comunitarie, salvo che il loro carattere comunitario non sia comprovato secondo le disposizioni del titolo III.
b) Al fine di adempiere agli obblighi di cui alla lettera a), il capitano della nave o il suo rappresentante può presentare alle autorità competenti dei porti comunitari dove vengono scaricate le merci una copia di una nota di informazione, convalidata dalle autorità competenti del porto di partenza situato nella Comunità, che indichi il porto di destinazione finale previsto, nonché tutti i possibili porti di scalo della nave.
La presentazione della nota di informazione è tuttavia obbligatoria se la nave trasporta le merci di cui all'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento di base.
3. Le autorità competenti del porto di destinazione possono non applicare le disposizioni del paragrafo 2 nel caso di navi
- in relazione alle quali, considerate in particolare la natura e l'area geografica dei collegamenti marittimi assicurati, sussista la certezza che eseguono trasporti solamente tra porti comunitari, senza scalo in paesi terzi, ovvero
- gestite da compagnie di navigazione autorizzate ad avvalersi della procedura semplificata di cui all'articolo 56, paragrafo 11.
(¹) GU n. L 246 del 10. 9. 1990, pag. 33.
(²) GU n. L 225 del 15. 8. 1988, pag. 8.
Applicazione del regime di transito comunitario
Articolo 55
Il regime di transito comunitario non si applica quando le merci di cui all'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento di base vengono caricate a bordo di una nave in un porto situato nel territorio doganale della Comunità:
- per essere esportate in un paese terzo senza essere scaricate o trasbordate in un altro porto situato nel territorio doganale della Comunità, oppure
- per essere trasportate in una zona franca, di cui all'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2562/90, situata in un porto; in tal caso, è obbligatoria la nota informativa di cui all'articolo 54, paragrafo 2, lettera b).
Articolo 56
1. Qualora, in conformità dell'articolo 40, paragrafo 3 del regolamento di base, sia obbligatorio il regime di transito comunitario per merci trasportate via mare in partenza da un porto della Comunità, le autorità competenti degli Stati membri possono, su domanda delle compagnie di navigazione interessate e nel rispetto delle disposizioni dei paragrafi da 2 a 10, semplificare le procedure di transito comunitario previste dal regolamento di base autorizzando l'uso del manifesto relativo a tali merci come dichiarazione o documento di transito comunitario.
2. Ricevuta la domanda, le autorità competenti dello Stato membro in cui ha sede la compagnia di navigazione la notificano agli altri Stati membri sui cui territori si trovano i porti di partenza e di destinazione previsti.
Se entro due mesi dalla data della notificazione non sono pervenute obiezioni, le autorità competenti concedono l'autorizzazione alla compagnia di navigazione interessata. L'autorizzazione è valida in tutti gli Stati membri interessati a titolo di accordo bilaterale o multilaterale ai sensi dell'articolo 8 del regolamento di base.
In assenza di detta autorizzazione, si applicano le procedure di transito comunitario di cui al regolamento di base.
Le disposizioni del presente articolo non ostano a che qualsiasi persona interessata, ivi comprese le compagnie di navigazione, in possesso di simile autorizzazione si avvalga se del caso delle procedure di transito comunitario di cui al regolamento di base.
3. L'autorizzazione di cui al paragrafo 1 è concessa solo alle compagnie di navigazione:
- le cui scritture permettono alle autorità competenti il controllo delle operazioni;
- che non hanno commesso violazioni gravi o ripetute della legislazione doganale o fiscale;
- che utilizzano manifesti:
- il cui modello comprende, almeno, il nome e l'indirizzo completo della compagnia di navigazione interessata, l'identità della nave, il luogo di carico, il luogo di scarico, un riferimento alla polizza di carico e, per ogni spedizione, il numero, la natura, le marche e i numeri dei colli, la descrizione delle merci, la massa lorda in kg e, se del caso, i numeri di riferimento dei contenitori;
- che possono essere agevolmente controllati e usati dalle autorità competenti;
- che possono essere presentati, debitamente completati e firmati, alle autorità competenti prima della partenza delle navi cui si riferiscono.
4. L'autorizzazione di cui al paragrafo 1 dispone che, se l'operazione di trasporto riguarda sia merci che devono circolare secondo la procedura di transito comunitario esterno sia merci che devono circolare secondo la procedura di transito comunitario interno, tali merci sono elencate in manifesti distinti.
5. I manifesti di cui ai paragrafi 1 e 3 recano una dichiarazione datata e firmata dalla compagnia di navigazione che li qualifica come dichiarazioni di transito comunitario e specifica la posizione doganale delle merci cui si riferiscono. I manifesti in tal modo completati e firmati sono considerati equivalenti, secondo i casi, a una dichiarazione T1 o T2.
6. La compagnia di navigazione che trasporta merci accompagnate dai manifesti di cui ai paragrafi da 1 a 4 è, agli effetti di tale trasporto, l'obbligato principale.
7. Salvo il caso in cui una compagnia di navigazione è uno speditore autorizzato ai sensi dell'articolo 103, i manifesti di cui ai paragrafi da 1 a 4 sono presentati almeno in duplice esemplare al visto delle autorità competenti del porto di partenza, che ne trattengono un esemplare.
8. I manifesti di cui ai paragrafi da 1 a 4 sono presentati al visto delle autorità competenti del porto di destinazione. Dette autorità trattengono un esemplare dei manifesti al fine di porre le merci sotto sorveglianza doganale, se necessario.
9. Salvo il disposto del paragrafo 8, le autorità competenti del porto di destinazione possono chiedere, a fini di controllo, di produrre i manifesti e le polizze di carico relativi a tutte le merci scaricate in tale porto.
10. Ogni mese, le autorità competenti del porto di destinazione inviano alle autorità competenti di ogni porto di partenza un elenco, compilato dalle compagnie di navigazione o dai loro rappresentanti, dei manifesti di cui ai paragrafi da 1 a 4 presentati nel corso del mese precedente. L'elenco deve essere autenticato dalle autorità competenti del porto di destinazione.
Ogni manifesto è individuato nell'elenco mediante le seguenti indicazioni:
- il numero di riferimento del manifesto;
- la denominazione (eventualmente abbreviata) della compagnia di navigazione che ha trasportato le merci;
- la data del trasporto marittimo.
Ove si constatino irregolarità nelle indicazioni dei manifesti ripresi nell'elenco, l'ufficio di destinazione ne informa l'ufficio di partenza facendo espresso riferimento alle polizze di carico relative alle merci che hanno dato luogo a tali constatazioni.
11. a) La procedura di transito comunitario di cui ai paragrafi da 1 a 10 può essere ulteriormente semplificata su domanda delle compagnie di navigazione internazionali la cui sede od un ufficio regionale si trovino nel territorio della Comunità e che siano conformi ai requisiti di cui alla lettera b).
Ricevuta la domanda, le autorità competenti degli Stati membri in cui la compagnia di navigazione ha sede la notificano agli altri Stati membri sui cui territori rispettivi si trovano i porti di partenza e di destinazione previsti.
Decorsi due mesi dalla data della notificazione senza che siano pervenute obiezioni, le autorità competenti autorizzano la procedura semplificata di cui alla lettera c), salve le disposizioni dell'articolo 8 del regolamento di base.
L'autorizzazione è valida in tutti gli Stati membri interessati e si applica alle operazioni di transito tra i porti in essa indicati.
b) La procedura semplificata di cui alla lettera c) viene concessa unicamente alle compagnie di navigazione:
- autorizzate ad utilizzare manifesti in conformità delle disposizioni del presente articolo;
- che effettuano un significativo numero di viaggi intracomunitari regolari su rotte note;
- che spediscono e ricevono merci con una certa frequenza, e
- che si assumono piena responsabilità nei confronti delle autorità competenti, adempiendo ai loro obblighi e cooperando al fine di risolvere qualsiasi infrazione ed irregolarità.
c) La procedura semplificata si applica come segue:
- la compagnia di navigazione annota la posizione di tutte le spedizioni nelle sue scritture commerciali e conserva le copie dei manifesti;
- la compagnia di navigazione può utilizzare un unico manifesto e indica, in corrispondenza di ogni articolo del manifesto, la relativa posizione T1, T2, TE (equivalente a T2 ES), TP (equivalente a T2 PT) e C (equivalente a T2 L);
- la procedura di transito comunitario si considera appurata alla presentazione del manifesto e delle merci alle autorità competenti del porto di destinazione;
- le autorità competenti del porto di partenza effettuano, mediante un sistema di revisione contabile, controlli fondati in base a un'analisi del livello dei rischi;
- le autorità competenti del porto di destinazione effettuano dei controlli a mezzo di un sistema di revisione contabile in base ad un'analisi del livello dei rischi e se necessario trasmettono, a fini di verifica, alle autorità competenti nel porto di partenza dettagli dei manifesti;
- la compagnia di navigazione è responsabile dell'individuazione e della notificazione alle autorità competenti di tutte le infrazioni ed irregolarità emerse nel porto di destinazione;
- le autorità competenti del porto di destinazione notificano, entro un termine regionevole, tutte le infrazioni ed irregolarità alle autorità competenti del porto di partenza.
Spedizioni da zone franche
Articolo 57
Le disposizioni dell'articolo 40, paragrafo 4 del regolamento di base si applicano alle merci imbarcate o trasbordate in una zona franca, di cui all'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2562/90, situata all'interno di un porto, salvo che sulla base di un visto apposto dalle autorità competenti sui documenti di bordo sia accertata la provenienza della nave da un settore del porto esterno alla zona franca.
CAPITOLO III Trasporti a mezzo di condutture
Articolo 58
1. Qualora si applichi il regime di transito comunitario, le formalità relative vengono adeguate in conformità dei paragrafi da 2 a 5 per i trasporti di merci a mezzo di condutture.
2. Le merci trasportate a mezzo di condutture sono considerate vincolate alla procedura di transito comunitario:
- fin dall'entrata nel territorio doganale della Comunità, quando si tratti di merci che entrano nella Comunità a mezzo di condutture;
- fin dall'introduzione nelle condutture, quando si tratti di merci che sono già nel territorio doganale della Comunità;
Ove occorra, il carattere comunitario di queste merci viene stabilito conformemente alle disposizioni del titolo III.
3. Per le merci di cui al paragrafo 2, l'obbligato principale è il gestore della conduttura stabilito nello Stato membro attraverso il cui territorio le merci entrano nella Comunità o il gestore della conduttura stabilito nello Stato membro dove ha inizio il trasporto.
4. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento di base, è considerato trasportatore il gestore della conduttura stabilito nello Stato membro attraverso il cui territorio le merci circolano a mezzo di condutture.
5. L'operazione di transito comunitario si considera conclusa nel momento in cui le merci trasportate a mezzo di condutture giungono negli impianti del destinatario o nella rete di distribuzione del medesimo e sono registrate nelle scritture di quest'ultimo.
6. Le imprese che partecipano al trasporto delle merci devono tenere delle scritture da mettere a disposizione delle autorità competenti per qualsiasi controllo che queste ritengano necessario nell'ambito delle operazioni di transito comunitario di cui ai paragrafi da 2 a 4.
TITOLO VII DISPOSIZIONI PARTICOLARI APPLICABILI ALLE SPEDIZIONI A MEZZO POSTA
Articolo 59
Il modello dell'etichetta prevista dall'articolo 41, paragrafo 2 del regolamento di base figura nell'allegato XIII. Essa è stampata su carta di color giallo.
TITOLO VIII DISPOSIZIONI RELATIVE AI FORMULARI DIVERSI DAL DOCUMENTO AMMINISTRATIVO UNICO Natura e colore della carta
Articolo 60
1. Per i formulari delle distinte di carico (allegato I), degli avvisi di passaggio (allegato II) e delle ricevute (allegato III) è utilizzata una carta collata per scritture del peso di almeno 40 g/m², la cui resistenza deve essere tale da non presentare, ad un uso normale, lacerazioni o sgualciture.
2. Per i formulari dei certificati di garanzia forfettaria (allegato IX) è utilizzata una carta collata per scritture, non contenente pasta meccanica, del peso di almeno 55 g/m². Essa deve avere un fondo arabescato di colore rosso che faccia apparire qualsiasi falsificazione operata con mezzi meccanici o chimici.
3. Per i formulari del certificato di garanzia (allegato VII) e del certificato di esonero dalla garanzia (allegato XII) è utilizzata una carta non contenente pasta meccanica, del peso di almeno 100 g/m². Essa deve avere sulle due facciate un fondo arabescato che evidenzi qualsiasi falsificazione operata con mezzi meccanici o chimici. Tale fondo è:
- di colore verde per i certificati di garanzia, e
- di colore azzurro per i certificati di esonero dalla garanzia.
4. La carta di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 è di colore bianco, salvo per quanto concerne le distinte di carico, di cui all'articolo 17, paragrafo 2, per le quali il colore della carta è a scelta degli interessati.
Formato dei formulari
Articolo 61
Il formato dei formulari è di:
a) 210 × 297 mm per le distinte di carico; è ammessa una tolleranza per quanto riguarda la lunghezza al massimo di 5 mm in meno ed 8 mm in più;
PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 392R1214.1b) 210 × 148 mm per gli avvisi di passaggio, i certificati di garanzia ed i certificati di esonero dalla garanzia;
c) 148 × 105 mm per le ricevute e i certificati di garanzia forfettaria.
Lingue da utilizzare
Articolo 62
Le dichiarazioni e i documenti devono essere redatti in una delle lingue ufficiali della Comunità accettata dalle autorità competenti dello Stato membro di partenza. Queste disposizioni non si applicano ai certificati di garanzia forfettaria.
Ove necessario, le autorità competenti di un altro Stato membro in cui le dichiarazioni e i documenti devono essere presentati possono chiedere la traduzione di tale dichiarazione e tali documenti nella lingua ufficiale o in una delle lingue ufficiali di quest'ultimo.
Per quanto riguarda il certificato di garanzia, la lingua da utilizzare è indicata dalle autorità competenti dello Stato membro da cui dipende l'ufficio di garanzia.
Per quanto riguarda il certificato di esonero dalla garanzia, la lingua da utilizzare è indicata dalle autorità competenti dello Stato membro in cui è concesso l'esonero dalla garanzia.
Stampa e compilazione dei formulari
Articolo 63
1. I formulari del certificato di garanzia forfettaria devono essere corredati di una dicitura recante il nome e l'indirizzo del tipografo o di una sigla che ne consenta l'identificazione. Il certificato di garanzia forfettaria reca, inoltre, un numero d'ordine che lo contraddistingue.
2. Spetta agli Stati membri eseguire o far eseguire la stampa dei formulari dei certificati di garanzia e dei certificati di esonero dalla garanzia. Ogni certificato deve recare un numero d'ordine che ne permetta l'identificazione.
3. I formulari del certificato di garanzia, del certificato di esonero dalla garanzia e dei certificati di garanzia forfettaria devono essere compilati a macchina o con un procedimento meccanografico o affine.
4. I formulari delle distinte di carico, dell'avviso di passaggio e della ricevuta possono essere compilati sia a macchina, sia con un procedimento meccanografico o affine, sia a mano, in modo leggibile; in quest'ultimo caso devono essere compilati con inchiostro e in stampatello.
5. I formulari non devono contenere cancellature o alterazioni. Le modifiche eventualmente apportate devono essere effettuate cancellando le indicazioni errate e aggiungendo, all'occorrenza, le indicazioni volute. Ogni modifica così operata deve essere approvata dall'autore e appositamente vistata dalle autorità competenti.
TITOLO IX UTILIZZAZIONE DEI DOCUMENTI DI TRANSITO PER L'APPLICAZIONE DELLE MISURE RELATIVE ALL'ESPORTAZIONE DI TALUNE MERCI Disposizioni generali
Articolo 64
1. Il presente titolo stabilisce le condizioni richieste per le merci che, conformemente all'articolo 3 e all'articolo 5, paragrafo 2 del regolamento di base, circolano nella Comunità vincolate ad una procedura di transito comunitario o ad un altro regime di transito doganale e la cui esportazione fuori della Comunità è vietata o assoggettata a restrizioni, ad una tassa o ad altra imposizione.
2. Tuttavia, le condizioni di cui al paragrafo 1 si applicano solo in quanto ciò sia previsto dalla misura che istituisce il divieto, la restrizione, la tassa o qualsiasi altra imposizione, salve le disposizioni particolari che tale misura può contemplare.
Formalità da espletare nell'ambito di una procedura di transito comunitario
Articolo 65
Quando le merci di cui all'articolo 64, paragrafo 1 sono vincolate ad una procedura di transito comunitario, l'obbligato principale appone nella casella «Designazione delle merci» della dichiarazione di transito comunitario una delle seguenti menzioni, secondo il caso:
- Salida de la Comunidad sometida a restricciones
- Udfoersel fra Faellesskabet undergivet restriktioner
- Ausgang aus der Gemeinschaft - Beschraenkungen unterworfen
- ¸îïaeïò áðue ôçí Êïéíueôçôá õðïêaaéìÝíç óaa ðaañéïñéóìïýò
- Export from the Community subject to restrictions
- Sortie de la Communauté soumise à des restrictions
- Uscita dalla Comunità soggetta a restrizioni
- Verlaten van de Gemeenschap aan beperkingen onderworpen
- Saída da Comunidade sujeita a restrições
- Salida de la Comunidad sujeta a pago de derechos
- Udfoersel fra Faellesskabet betinget af afgiftsbetaling
- Ausgang aus der Gemeinschaft - Abgabenerhebungen unterworfen
- ¸îïaeïò áðue ôçí Êïéíueôçôá õðïêaaéìÝíç óaa aaðéâUEñõíóç
- Export from the Community subject to duty
- Sortie de la Communauté soumise à imposition
- Uscita dalla Comunità soggettata ad imposizione
- Verlaten van de Gemeenschap aan belastingheffing onderworpen
- Saída da Comunidade sujeita a pagamento de imposições.
Formalità da espletare nell'ambito di altre procedure
Articolo 66
1. Quando le merci di cui all'articolo 64, paragrafo 1 sono vincolate ad un regime di transito diverso dal transito comunitario, l'ufficio doganale dove sono espletate le formalità richieste per la spedizione fa compilare l'esemplare di controllo T5 previsto all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 2823/87 della Commissione (¹). L'interessato appone, nella casella 104 di tale esemplare, secondo il caso, una delle diciture di cui all'articolo 65.
2. L'ufficio doganale di cui al paragrafo 1 appone sul documento doganale che accompagna le merci, secondo il caso, una delle diciture previste all'articolo 65.
(¹) GU n. L 270 del 23. 9. 1987, pag. 1.
Esportazione senza altre formalità
Articolo 67
Le disposizioni degli articoli 65 e 66 non si applicano quando le merci sono dichiarate per l'esportazione fuori della Comunità e viene fornita la prova all'ufficio doganale presso cui le formalità di esportazione sono espletate che l'atto amministrativo che le libera dalla restrizione prevista nei loro riguardi è stato emesso, che la tassa o l'imposizione dovuta è stata pagata ovvero che, tenuto conto della loro posizione, tali merci possono lasciare senz'altra formalità il territorio della Comunità.
Costituzione di una garanzia
Articolo 68
1. Se la misura di cui all'articolo 64, paragrafo 2 prevede la costituzione di una garanzia, questa deve essere fornita quando, secondo le indicazioni contenute nel documento doganale, le merci di cui all'articolo 64, paragrafo 1, che circolano tra due punti situati nella Comunità, lasciano durante il trasporto, in modo diverso dalla via aerea, il territorio di questa.
2. La garanzia è costituita presso l'ufficio in cui sono espletate le formalità richieste per la spedizione delle merci o presso un altro organismo designato a tale scopo dallo Stato membro da cui dipende detto ufficio, secondo le modalità che verranno stabilite dall'autorità competente di detto Stato membro. Nel caso di una misura che istituisce una tassa o un'altra imposizione, la garanzia non deve essere fornita quando il trasporto delle merci avvenga in regime di transito comunitario e venga fornita una garanzia diversa da quella in contanti oppure sia previsto l'esonero dalla garanzia in considerazione della persona dell'obbligato principale.
Attraversamento del territorio di paesi EFTA
Articolo 69
1. Le disposizioni dell'articolo 66 si applicano anche alle merci di cui all'articolo 64, paragrafo 1, che circolano tra due punti situati nella Comunità con attraversamento del territorio di paesi dell'EFTA e che, in uno di questi paesi, sono oggetto di rispedizione.
In deroga al regolamento (CEE) n. 2823/87, l'originale dell'esemplare di controllo T5 accompagna le merci fino all'ufficio competente dello Stato membro di destinazione.
L'ufficio di partenza fissa il termine entro il quale le merci devono essere reintrodotte nella Comunità.
2. Se la misura di cui all'articolo 64, paragrafo 2 prevede la costituzione di una garanzia, questa deve essere fornita, in deroga alle disposizioni dell'articolo 68, in tutti i casi di cui al paragrafo 1 del presente articolo.
Formalità nell'ufficio di destinazione
Articolo 70
Quando le merci non siano immesse in libera pratica subito dopo il loro arrivo nell'ufficio di destinazione, spetta a quest'ultimo prendere le disposizioni necessarie per garantire l'applicazione delle misure previste nei loro confronti, di cui all'articolo 64, paragrafo 2.
Merci non reintrodotte nella Comunità
Articolo 71
Quando le merci di cui all'articolo 64, paragrafo 1 circolanti secondo le condizioni di cui all'articolo 68, anche per via aerea, non siano reintrodotte nella Comunità nel termine stabilito, si considerano irregolarmente esportate in un paese terzo dallo Stato membro dal quale sono state spedite, salvo che se ne provi il perimento imputabile a forza maggiore o caso fortuito.
TITOLO X MISURE DI SEMPLIFICAZIONE CAPITOLO I Procedure di transito comunitario per le merci trasportate per ferrovia Sezione 1: Disposizioni generali relative ai trasporti ferroviari Campo di applicazione
Articolo 72
Quando si applichi il regime di transito comunitario, le formalità relative a tale regime sono semplificate secondo le disposizioni degli articoli da 73 a 84, 100 e 101 per i trasporti di merci eseguiti dalle aziende ferroviarie con la «lettera di vettura (CIM) e collo espresso», di seguito denominata «lettera di vettura CIM».
Valore giuridico dei documenti utilizzati
Articolo 73
La lettera di vettura CIM equivale:
a) per le merci che circolano vincolate alla procedura di transito comunitario esterno, alla dichiarazione o al documento T1,
b) per le merci che circolano vincolate alla procedura di transito comunitario interno, alla dichiarazione o al documento T2.
Controllo delle scritture
Articolo 74
Al fine di eventuali controlli, l'azienda ferroviaria di ogni Stato membro tiene a disposizione delle autorità nazionali competenti le scritture dei centri contabili presso i medessimi.
Obbligato principale
Articolo 75
1. L'azienda ferroviaria che accetta il trasporto della merce accompagnata dalla lettera di vettura CIM, equivalente alla dichiarazione o al documento T1 o T2, diviene obbligato principale per tale operazione.
2. L'azienda ferroviaria dello Stato membro attraverso il cui territorio il trasporto entra nella Comunità diviene obbligato principale per le operazioni relative alle merci che l'azienda ferroviaria di un paese terzo ha accettato di trasportare.
Etichetta
Articolo 76
Le aziende ferroviarie provvedono affinché i trasporti in regime di transito comunitario siano caratterizzati dall'uso di etichette munite di un pittogramma il cui modello figura nell'allegato XIV.
Le etichette sono apposte sulla lettera di vettura CIM, nonché sul vagone nel caso di un carico completo, o sui singoli colli negli altri casi.
Modificazione del contratto di trasporto
Articolo 77
Quando il contratto di trasporto venga modificato per far terminare:
- all'interno della Comunità un trasporto che doveva concludersi all'esterno di questa,
- all'esterno della Comunità un trasporto che doveva concludersi all'interno di questa,
le aziende ferroviarie possono procedere all'esecuzione del contratto modificato soltanto previo accordo dell'ufficio di partenza.
In tutti gli altri casi, le aziende ferroviarie possono procedere all'esecuzione del contratto modificato; esse informano immediatamente l'ufficio di partenza della modificazione intervenuta.
Circolazione delle merci tra gli Stati membri Posizione doganale delle merci; utilizzazione della lettera di vettura CIM
Articolo 78
1. Quando un trasporto cui si applica il regime di transito comunitario inizia e deve terminare all'interno della Comunità, la lettera di vettura CIM è presentata all'ufficio di partenza.
2. L'ufficio di partenza appone, in modo apparente, nello spazio riservato alla dogana negli esemplari nn. 1, 2 e 3 della lettera di vettura CIM:
- la sigla «T1», se le merci circolano vincolate alla procedura di transito comunitario esterno;
- La sigla «T2», «T2 ES» oppure «T2 PT», secondo il caso, se le merci circolano vincolate alla procedura di transito comunitario interno, conformemente all'articolo 3, paragrafo 3, lettere b) e c) del regolamento di base.
La sigla «T2» oppure «T2 ES» o «T2 PT» è autenticata con timbro dell'ufficio di partenza.
3. Tutti gli esemplari della lettera di vettura CIM sono consegnati all'interessato.
4. Le merci di cui all'articolo 3, paragrafo 3, lettera a) del regolamento di base sono vincolate alla procedura di transito comunitario interno, secondo le modalità stabilite da ogni Stato membro per l'intero tragitto da percorrere dalla stazione di partenza alla stazione di destinazione situata nella Comunità, senza che occorra presentare all'ufficio di partenza la lettera di vettura CIM relativa a tali merci e senza che occorra apporre le etichette di cui all'articolo 76. Tuttavia, tale dispensa non si applica alle lettere di vettura CIM relative a merci nei cui confronti è prevista l'applicazione delle disposizioni del titolo IX.
5. Per quanto riguarda le merci di cui al paragrafo 2, l'ufficio competente per la stazione di destinazione assolve la funzione di ufficio di destinazione. Tuttavia, quando le merci sono immesse in libera pratica o vincolate ad un altro regime doganale in una stazione intermedia, l'ufficio competente per questa stazione assolve la funzione di ufficio di destinazione.
Nessuna formalità deve essere espletata nell'ufficio di destinazione per le merci di cui all'articolo 3, paragrafo 3, lettera a) del regolamento di base.
6. Ai fini del controllo di cui all'articolo 74, le aziende ferroviarie nei paesi di destinazione devono tenere a disposizione dell'autorità competente, all'occorrenza seconda modalità da convenire con detta autorità, tutte le lettera di vettura CIM che si riferiscono alle operazioni di transito di cui al paragrafo 4.
7. Quando le merci comunitarie vengono trasportate per ferrovia da una località situata in uno Stato membro ad una località situata in un altro Stato membro con attraversamento di un paese terzo che non sia dell'EFTA, si applica la procedura di transito comunitario interno di cui al titolo VI del regolamento di base.
In questo caso si applicano mutatis mutandis le disposizioni dei paragrafi 4, 5, secondo comma, e 6.
Misure d'identificazione
Articolo 79
Di regola, e tenuto conto delle misure d'identificazione applicate dalle aziende ferroviarie, l'ufficio di partenza non procede al suggellamento dei mezzi di trasporto o dei colli.
Funzione dei diversi esemplari della lettera di vettura CIM
Articolo 80
1. Nei casi di cui all'articolo 78, paragrafo 5, primo comma, l'azienda ferroviaria dello Stato membro da cui dipende l'ufficio di destinazione consegna a quest'ultimo gli esemplari n. 2 e n. 3 della lettera di vettura CIM.
2. L'ufficio di destinazione restituisce senza indugio all'azienda ferroviaria, dopo averlo vistato, l'esemplare n. 2 conservando l'esemplare n. 3.
Trasporti a destinazione o in provenienza da paesi terzi Trasporti a destinazione di paesi terzi
Articolo 81
1. Quando un trasporto ha inizio all'interno della Comunità e deve terminare all'esterno di essa, si applicano le disposizioni degli articoli 78 e 79.
2. L'ufficio doganale competente per la stazione di frontiera attraverso la quale il trasporto lascia il territorio della Comunità assolve la funzione di ufficio di destinazione.
3. Nessuna formalità è da espletare nell'ufficio di destinazione.
Trasporti in provenienza da paesi terzi
Articolo 82
1. Quando un trasporto ha inizio all'esterno della Comunità e deve terminare all'interno di essa, l'ufficio doganale competente per la stazione di frontiera attraverso la quale il trasporto entra nella Comunità assolve la funzione di ufficio di partenza.
Nessuna formalità è da espletare nell'ufficio di partenza.
2. L'ufficio doganale competente per la stazione di destinazione assolve la funzione di ufficio di destinazione. Tuttavia, quando le merci siano immesse in libera pratica o vincolate ad un altro regime doganale in una stazione intermedia, l'ufficio doganale competente per questa stazione assolve la funzione di ufficio di destinazione.
Le formalità di cui all'articolo 80 devono essere espletate nell'ufficio di destinazione.
Trasporti in transito nella Comunità
Articolo 83
1. Quando un trasporto ha inizio e deve terminare all'esterno della Comunità, gli uffici doganali che assolvono la funzione di ufficio di partenza e di ufficio di destinazione sono, rispettivamente, quelli di cui all'articolo 82, paragrafo 1, e all'articolo 81, paragrafo 2.
2. Nessuna formalità è da espletare negli uffici di partenza e di destinazione.
Posizione doganale delle merci in provenienza da paesi terzi o in transito
Articolo 84
Le merci oggetto di un trasporto di cui all'articolo 82, paragrafo 1, o all'articolo 83, paragrafo 1, si considerano circolanti sotto il vincolo della procedura di transito comunitario esterno, salvo che il loro carattere comunitario sia comprovato secondo le disposizioni del titolo III.
Sezione 2: Disposizioni relative ai trasporti mediante grandi contenitori Campo di applicazione
Articolo 85
Nei casi in cui si applichi il regime di transito comunitario, le formalità relative a tale regime sono semplificate conformemente alle disposizioni degli articoli da 86 a 101 per i trasporti di merci che le aziende ferroviarie eseguono mediante grandi contenitori, per il tramite di imprese di trasporto, e sulla scorta di bollettini di consegna denominati, ai fini del presente regolamento, «bollettini di consegna TR». Detti trasporti comprendono, se del caso, l'inoltro di queste spedizioni, a cura delle imprese di trasporto, con mezzi di trasporto non ferroviari, nel paese di spedizione fino alla stazione di partenza situata in tale paese e nel paese di destinazione dalla stazione di destinazione situata in tale paese, nonché il trasporto marittimo che potrebbe essere effettuato durante il percorso tra queste due stazioni.
Definizioni
Articolo 86
Ai fini dell'applicazione degli articoli da 85 a 101 si intende per:
1) «impresa di trasporto», un'impresa che le aziende ferroviarie hanno costituito in forma di società, e di cui sono le socie per eseguire trasporti di merci mediante grandi contenitori avvalendosi del bollettino di consegna TR;
2) «grande contenitore», un mezzo di trasporto:
- di carattere permanente,
- appositamente concepito per facilitare il trasporto di merci, senza rottura di carico, con uno o più mezzi di trasporto,
- concepito per essere fissato e/o manipolato facilmente,
- preparato per essere sigillato efficacemente qualora ciò sia richiesto in forza dell'articolo 94;
- di dimensioni tali che la superficie delimitata dai quattro angoli esterni sia di almeno 7 m²;
3) «bolletino di consegna TR», il documento relativo al contratto di trasporto con il quale l'impresa di trasporto provvede ad inoltrare in traffico internazionale, dal mittente al destinatario, uno o più grandi contenitori. Il bollettino di consegna TR è munito, nell'angolo superiore destro, di un numero d'ordine che ne permette l'identificazione. Detto numero è composto di otto cifre precedute dalle lettere TR.
Il bollettino di consegna TR è composto dai seguenti esemplari che si presentano come segue, nell'ordine di:
- numero 1: esemplare per la direzione generale dell'impresa di trasporto;
- numero 2: esemplare per il rappresentante nazionale dell'impresa di trasporto nella stazione di destinazione;
- numero 3 A: esemplare per la dogana;
- numero 3 B: esemplare per il destinatario;
- numero 4: esemplare per la direzione generale dell'impresa di trasporto;
- numero 5: esemplare per il rappresentante nazionale dell'impresa di trasporto nella stazione di partenza;
- numero 6: esemplare per il mittente.
Ciascun esemplare del bollettino di consegna TR, eccettuato l'esemplare numero 3 A, ha un bordo, sulla destra, di colore verde della larghezza di circa 4 cm;
4) «distinta dei grandi contenitori», in prosieguo denominata «distinta», il documento allegato ad un bollettino di consegna TR, di cui fa parte integrante, destinato a scortare la spedizione di una pluralità di grandi contenitori da una stessa stazione di partenza ad una stessa stazione di destinazione, le formalità doganali dovendo espletarsi in dette stazioni.
La distinta è presentata nello stesso numero di esemplari del bollettino di consegna TR cui si riferisce.
Il numero di distinte è indicato nell'apposita casella figurante nell'angolo superiore destro del bolletino di consegna TR.
Inoltre, il numero d'ordine del bollettino di consegna TR corrispondente deve essere indicato nell'angolo superiore destro di ciascuna distinta.
Valore giuridico del documento utilizzato
Articolo 87
Il bollettino di consegna TR utilizzato dall'impresa di trasporto equivale:
a) per le merci che circolano vincolate alla procedura di transito comunitario esterno, alla dichiarazione o al documento T1;
b) per le merci che circolano vincolate alla procedura di transito comunitario interno, alla dichiarazione o al documenti T2.
Controllo delle scritture - Informazioni da fornire
Articolo 88
1. Nei singoli Stati membri l'impresa di trasporto - tramite suoi rappresentanti nazionali - tiene a disposizione dell'autorità competente nei propri centri contabili o in quelli dei suoi rappresentanti le scritture di detti centri, al fine di eventuali controlli.
2. Su richiesta delle autorità competenti l'impresa di trasporto o i suoi rappresentanti nazionali comunicano loro, senza indugio, tutti i documenti, e scritture contabili od informazioni relative alle spedizioni effettuate o in corso di cui dette autorità ritengano di dover essere a conoscenza.
3. Nei casi in cui, conformemente all'articolo 87, i bollettini di consegna TR equivalgano a dichiarazioni o a documenti T1 o T2, l'impresa di trasporto o suoi rappresentanti nazionali informano:
a) gli uffici doganali di destinazione, sui bollettini di consegna TR i cui esemplari numero 1 sono giunti privi del visto della dogana;
b) gli uffici doganali di partenza, sui bollettini di consegna TR i cui esemplari numero 1 non sono stati loro restituiti e riguardo ai quali non è stato possibile determinare se la spedizione sia stata regolarmente presentata all'ufficio doganale di destinazione, oppure, in caso di applicazione dell'articolo 96, abbia lasciato la Comunità a destinazione di un paese terzo.
Obbligato principale
Articolo 89
1. Per i trasporti di cui all'articolo 85, accettati dall'impresa di trasporto in uno Stato membro, l'azienda ferroviaria di tale Stato diviene l'obbligato principale.
2. Per i trasporti di cui all'articolo 85, accettati dall'impresa di trasporto in un paese terzo, l'azienda ferroviaria dello Stato membro attraverso il cui territorio il trasporto entra nella Comunità diviene l'obbligato principale.
Formalità doganali nel corso di un trasporto non ferroviario
Articolo 90
Se alcune formalità doganali debbono essere espletate durante il percorso, effettuato per via non ferroviaria, fino alla stazione di partenza o durante il percorso effettuato per via non ferroviaria dalla stazione di destinazione, il bollettino di consegna TR deve riguardare solo un unico grande contenitore.
Etichetta
Articolo 91
L'impresa di trasporto provvede affinché i trasporti in regime di transito comunitario siano caratterizzati dall'uso di etichette munite di un pittogramma il cui modello figura nell'allegato XIV. Le etichette sono apposte sul bollettino di consegna TR e sui grandi contenitori.
Modificazione del contratto di trasporto
Articolo 92
In caso di modificazione del contratto di trasporto, in virtù della quale termina:
- all'interno della Comunità un trasporto che doveva concludersi all'esterno di questa,
- all'esterno della Comunità un trasporto che doveva concludersi all'interno di questa,
l'impresa di trasporto può procedere all'esecuzione del contratto modificato soltanto previo accordo dell'ufficio di partenza.
In tutti gli altri casi, l'impresa di trasporto può procedere all'esecuzione del contratto modificato; essa comunica immediatamente all'ufficio di partenza l'avvenuta modificazione.
Circolazione delle merci tra gli Stati membri Posizione doganale delle merci - Distinte
Articolo 93
1. Quando un trasporto al quale si applica il regime di transito comunitario inizia e deve concludersi all'interno della Comunità, il bollettino di consegna TR deve essere presentato all'ufficio di partenza.
2. L'ufficio di partenza appone, in modo apparente, nello spazio riservato alla dogana degli esemplari numero 2, 3 A e 3 B del bollettino di consegna TR:
- la sigla «T1», se le merci circolano vincolate alla procedura di transito comunitario esterno;
- la sigla «T2», «T2 ES» oppure «T2 PT», secondo il caso, se le merci circolano vincolate alla procedura di transito comunitario interno, secondo l'articolo 3, paragrafo 3, lettere b) e c) del regolamento di base.
La sigla «T2» «T2 ES» o «T2 PT» è autenticata con il timbro dell'ufficio di partenza.
3. Qualora un bollettino di consegna TR riguardi sia contenitori di merci che circolano vincolate alla procedura di transito comunitario esterno, sia contenitori di merci che circolano vincolate alla procedura di transito comunitario interno, l'ufficio di partenza annota, nello spazio riservato alla dogana degli esemplari numeri 2, 3 A e 3 B del bollettino di consegna TR, riferimenti ben distinti ai contenitori, secondo il tipo di merci ivi rinchiuse, e appone rispettivamente la sigla «T1» e «T2» oppure «T2 ES» o «T2 PT» in corrispondenza del riferimento ai relativi contenitori.
4. Qualora, nel caso di cui al paragrafo 3, sia fatto uso delle distinte di grandi contenitori, devono essere compilate distinte separate per ogni categoria di contenitori e il riferimento ad essi è indicato con la menzione, nello spazio riservato alla dogana degli esemplari numeri 2, 3 A e 3 B del bollettino di consegna TR, del numero d'ordine delle distinte. La sigla «T1» e «T2» oppure «T2 ES» o «T2 PT» viene apposta a lato del numero d'ordine delle distinte secondo la categoria di contenitori cui si riferiscono.
5. Tutti gli esemplari del bollettino di consegna TR vengono restituiti all'interessato.
6. Le merci di cui all'articolo 3, paragrafo 3, lettera a) del regolamento di base sono vincolate, secondo le modalità stabilite da ciascun Stato membro e per l'intero percorso, alla procedura di transito comunitario interno, senza che occora presentare all'ufficio di partenza il bollettino di consegna TR relativo a queste merci e senza che occorra apporre le etichette di cui all'articolo 91. Tuttavia, questa dispensa non si applica ai bollettini di consegna TR compilati per merci alle quali si applicano le disposizioni del titolo IX.
7. Per quanto riguarda le merci di cui al paragrafo 2, il bollettino di consegna TR deve essere presentato all'ufficio di destinazione in cui le merci sono oggetto di dichiarazione in vista dell'immissione in libera pratica o dell'assegnazione ad altro regime.
Nessuna formalità è da espletare nell'ufficio di destinazione per le merci di cui all'articolo 3, paragrafo 3, lettera a) del regolamento di base.
8. Ai fini del controllo di cui all'articolo 88, l'impresa di trasporto deve tenere a disposizione delle autorità competenti, nel paese di destinazione, all'occorrenza secondo modalità da convenire con dette autorità, tutti i bollettini di consegna TR che si riferiscono alle operazioni di transito di cui al paragrafo 6.
9. Quando le merci comunitarie vengono trasportate per ferrovia da un punto situato in uno Stato membro ad un punto situato in un altro Stato membro con attraversamento di un paese terzo che non sia dell'EFTA, si applica la procedura di transito comunitario interno di cui al titolo VI del regolamento di base. In questo caso, le disposizioni di cui al paragrafi 6, 7, secondo comma, e 8 si applicano mutatis mutandis.
Misure d'identificazione
Articolo 94
L'identificazione delle merci avviene secondo le disposizioni dell'articolo 14 del regolamento di base. Tuttavia, l'ufficio di partenza non procede, in generale, alla sigillatura dei grandi contenitori se le aziende ferroviarie applicano misure d'identificazione. In caso di apposizione di sigilli, questi sono menzionati nello spazio riservato alla dogana degli esemplari numeri 3 A e 3 B del bollettino di consegna TR.
Uso dei diversi esemplari del bollettino di consegna TR
Articolo 95
Nei casi di cui all'articolo 93, paragrafo 7, primo comma, l'impresa di trasporto consegna all'ufficio di destinazione gli esemplari numeri 1, 2 e 3 A del bollettino di consegna TR.
2. L'ufficio doganale di destinazione restituisce senza indugio all'impresa di trasporto, dopo averli vistati, gli esemplari numeri 1 e 2 e conserva l'esemplare numero 3 A.
Trasporto di merci a destinazione o in provenienza da paesi terzi Trasporti a destinazione di paesi terzi
Articolo 96
1. Quando un trasporto ha inizio all'interno della Comunità e deve concludersi all'esterno di questa, si applicano gli articoli 93, paragrafi da 1 a 5, e 94.
2. L'ufficio doganale competente per la stazione di frontiera attraverso la quale il trasporto lascia il territorio della Comunità assolve la funzione di ufficio di destinazione.
3. Nessuna formalità è da espletare nell'ufficio di destinazione.
Trasporti in provenienza da paesi terzi
Articolo 97
1. Quando un trasporto ha inizio all'esterno della Comunità e deve concludersi all'interno di questa, l'ufficio doganale competente per la stazione di frontiera attraverso la quale il trasporto entra nella Comunità assolve la funzione di ufficio di partenza.
Nessuna formalità è da espletare nell'ufficio di partenza.
2. L'ufficio doganale dove le merci sono ripresentate assolve la funzione di ufficio di destinazione.
Le formalità di cui all'articolo 95 vanno espletate nell'ufficio di destinazione.
Trasporti in transito nella Comunità
Articolo 98
1. Quando un trasporto ha inizio e deve concludersi all'esterno della Comunità, gli uffici doganali aventi funzione di ufficio di partenza e di ufficio di destinazione sono quelli indicati, rispettivamente, dall'articolo 97, paragrafo 1, e dall'articolo 96, paragrafo 2.
2. Nessuna formalità è da espletare negli uffici di partenza e di destinazione.
Posizione doganale delle merci in provenienza da paesi terzi o in transito
Articolo 99
Le merci oggetto di un trasporto di cui all'articolo 97, paragrafo 1, o all'articolo 98, paragrafo 1, sono considerate come circolanti vincolate alla procedura di transito comunitario esterno, salvo che ne venga comprovato il carattere comunitario, secondo le disposizioni del titolo III.
Sezione 3: Altre disposizioni Distinte di carico
Articolo 100
1. Le disposizioni degli articoli da 23 a 26 si applicano alle distinte di carico eventualmente allegate alla lettera di vettura CIM o al bollettino di consegna TR. Il numero di dette distinte è indicato nella casella riservata alla designazione degli allegati, secondo i casi, della lettera di vettura CIM o del bollettino di consegna TR.
Inoltre, la distinta di carico deve recare il numero del vagone al quale la lettera di vettura CIM si riferisce, se del caso, il numero del contenitore delle merci.
2. Per i trasporti aventi inizio all'interno della Comunità e concernenti sia merci vincolate alla procedura di transito comunitario esterno sia merci vincolate alla procedura di transito comunitario interno, devono essere compilate distinte di carico separate; per i trasporti mediante grandi contenitori accompagnati da bollettini di consegna TR le distinte di carico devono essere compilate per ciascuno dei grandi contenitori ove si trovano nel contempo le due categorie di merci.
I numeri d'ordine delle distinte di carico relative a ciascuna delle due categorie di merci devono essere indicati nella casella riservata alla designazione delle merci, secondo i casi, della lettera di vettura CIM o del bollettino di consegna TR.
3. Nei casi di cui ai paragrafi 1 e 2 e ai fini delle procedure previste dagli articoli da 72 a 101, le distinte di carico allegate alla lettera di vettura CIM o al bollettino di consegna TR fanno parte integrante di detti documenti e producono gli stessi effetti giuridici.
L'originale delle distinte di carico deve recare il visto della stazione di spedizione.
Sezione 4: Campo di applicazione delle procedure ordinarie e delle procedure semplificate
Articolo 101
1. Quando si applichi il regime di transito comunitario, le disposizioni degli articoli da 72 a 100 non escludono la possibilità di avvalersi delle procedure di cui al regolamento di base, ferma restando tuttavia l'applicazione degli articoli 74 e 76 o, rispettivamente, 88 e 91.
2. Nel caso di cui al paragrafo 1 occorre apporre un chiaro riferimento ai documenti di transito comunitario utilizzati al momento della redazione della lettera di vettura CIM o del bollettino di consegna TR nella casella riservata alla designazione degli allegati di tali documenti. Tale riferimento deve indicare il tipo del documento, l'ufficio emittente, la data e il numero di registrazione di ciascun documento utilizzato.
Inoltre, l'esemplare numero 2 della lettera di vettura CIM o gli esemplari 1 e 2 del bollettino di consegna TR devono recare il visto dell'azienda ferroviaria cui fa capo l'ultima stazione interessata dall'operazione di transito comunitario. L'azienda vi appone il proprio visto dopo aver accertato che il trasporto delle merci è scortato dai documenti di transito comunitario cui è fatto riferimento.
3. Qualora un'operazione di transito comunitario venga effettuata con un bollettino di consegna TR, secondo le disposizioni degli articoli da 85 a 99, la lettera di vettura CIM utilizzata nell'ambito di questa operazione è esclusa dal campo di applicazione degli articoli da 72 a 84 e 101, paragrafi 1 e 2. La lettera di vettura CIM deve essere corredata, nella casella riservata alla designazione degli allegati e in modo visibile, di un riferimento al bollettino di consegna TR. Il riferimento deve contenere l'indicazione «Bollettino di consegna TR» seguita dal numero d'ordine.
CAPITOLO II Semplificazione delle formalità da espletare negli uffici di partenza e di destinazione Disposizioni generali
Articolo 102
Nei casi in cui si applichi il regime di transito comunitario, le formalità relative alle procedure di transito comunitario sono semplificate secondo le disposizioni del presente capitolo.
Tuttavia, le merci riguardo alle quali è prevista l'applicazione delle disposizioni del titolo IX non possono beneficiare delle disposizioni del presente capitolo.
Formalità nell'ufficio di partenza Spedizioniere autorizzato
Articolo 103
Le autorità competenti di ogni Stato membro possono autorizzare qualsiasi persona in possesso dei requisiti di cui all'articolo 104 e che intenda eseguire operazioni di transito comunitario, denominata in prosieguo «spedizioniere autorizzato», a non presentare all'ufficio di partenza le merci e la relativa dichiarazione di transito comunitario.
Requisiti per l'autorizzazione
Articolo 104
1. L'autorizzazione di cui all'articolo 103 è concessa unicamente alle persone:
a) che effettuano frequenti spedizioni;
b) le cui scritture consentono alle autorità competenti di controllare le operazioni;
c) che, ove le disposizioni sul transito comunitario esigano una garanzia, forniscono una garanzia globale, e
d) che non hanno commesso infrazioni gravi o reiterate della normativa doganale o fiscale.
2. Le autorità competenti possono revocare l'autorizzazione quando lo spedizioniere autorizzato non sia più in possesso dei requisiti di cui al paragrafo 1 o non rispetti le condizioni previste nel presente capitolo o nell'autorizzazione.
Contenuto dell'autorizzazione
Articolo 105
Nell'autorizzazione rilasciata dall'autorità competente vengono determinati, in particolare:
a) gli uffici competenti come uffici di partenza per le spedizioni da effettuare;
b) il termine e le modalità cui lo spedizioniere autorizzato deve ottemperare per informare l'ufficio di partenza delle spedizioni da effettuare, onde permettere a quest'ultimo di procedere ad eventuali controlli delle merci prima della partenza;
c) il termine entro il quale le merci devono essere presentate all'ufficio di destinazione;
d) le misure d'identificazione da adottare. A tal fine, le autorità competenti possono stabilire che i mezzi di trasporto o i colli siano muniti di sigilli di modello speciale, ammessi dalle autorità competenti e apposti dallo speditore autorizzato.
Preautenticazione
Articolo 106
1. L'autorizzazione stabilisce che la casella riservata all'ufficio di partenza figurante sul recto dei formulari di dichiarazione di transito comunitario deve:
a) essere preventivamente munita dell'impronta del timbro dell'ufficio di partenza e della firma di un funzionario di detto ufficio, oppure
b) recare, apposta dallo spedizioniere autorizzato, l'impronta di un timbro speciale, di metallo, ammesso dalle autorità competenti e conforme al modello figurante nell'allegato XV. Tale impronta può essere prestampata sui formulari quando la loro stampa sia affidata ad una tipografia espressamente autorizzata.
Lo spedizioniere autorizzato è tenuto a completare tale casella, indicandovi la data di spedizione delle merci, ed a munire la dichiarazione di un numero d'ordine secondo quanto previsto nella stessa autorizzazione.
2. Le autorità competenti possono prescrivere l'impiego di formulari recanti un segno distintivo per identificarli agevolmente.
Formalità alla partenza
Articolo 107
1. Al più tardi all'atto della spedizione delle merci, lo spedizioniere autorizzato completa la dichiarazione di transito comunitario, debitamente compilata, indicando sul recto degli esemplari numeri 1 e 4, nella casella «Controllo dell'ufficio di partenza», il termine entro il quale le merci devono essere ripresentate all'ufficio di destinazione, le misure d'identificazione adottate, nonché una delle seguenti diciture:
- Procedimiento simplificado
- Forenklet procedure
- Vereinfachtes Verfahren
- ÁðëïõóôaaõìÝíç aeéáaeéêáóssá
- Simplified procedure
- Procédure simplifiée
- Procedura semplificata
- Vereenvoudigde regeling
- Procedimento simplificado
2. L'esemplare numero 1 è inviato all'ufficio di partenza subito dopo la spedizione. Le autorità competenti hanno la facoltà di stabilire, nell'autorizzazione, che l'esemplare numero 1 venga inviato all'ufficio di partenza non appena redatta la dichiarazione di transito comunitario. Gli altri esemplari accompagnano le merci alle condizioni stabilite dal regolamento di base.
3. Quando l'autorità competente dello Stato membro di partenza controlli una spedizione in partenza, appone il proprio visto nella casella «Controllo dell'ufficio di partenza», figurante sul recto degli esemplari numeri 1 e 4 della dichiarazione di transito comunitario.
Obbligato principale
Articolo 108
La dichiarazione di transito comunitario, debitamente compilata e completata con le indicazioni di cui all'articolo 107, paragrafo 1, vale come documento di transito comunitario esterno o documento di transito comunitario interno, secondo il caso, e lo spedizioniere autorizzato che ha firmato la dichiarazione è l'obbligato principale.
Dispensa dalla firma
Articolo 109
1. Le autorità competenti possono autorizzare lo spedizioniere autorizzato a non sottoscrivere le dichiarazioni di transito comunitario munite dell'impronta del timbro speciale di cui all'allegato XV e compilate avvalendosi di un sistema integrato per il trattamento elettronico o automatico dei dati. L'autorizzazione è concessa a condizione che lo spedizioniere autorizzato abbia preventivamente consegnato alle suddette autorità un impegno scritto con cui si riconosce obbligato principale per tutte le operazioni di transito comunitario effettuate con documenti di transito comunitario muniti dell'impronta del timbro speciale.
2. I documenti di transito comunitario compilati secondo le disposizioni del paragrafo 1 devono recare, nella casella riservata alla firma dell'obbligato principale, una delle seguenti diciture:
- Dispensa de firma
- Fritaget for underskrift
- Freistellung von der Unterschriftsleistung
- AEaaí áðáéôaassôáé õðïãñáoeÞ
- Signature waived
- Dispense de signature
- Dispensa dalla firma
- Van ondertekening vrijgesteld
- Dispensada a assinatura
Responsabilità dello spedizioniere autorizzato
Articolo 110
1. Lo spedizioniere autorizzato è tenuto:
a) a rispettare le condizioni previste nel presente capo e nell'autorizzazione;
b) a prendere tutte le misure necessarie per assicurare la custodia del timbro speciale o dei formulari muniti dell'impronta del timbro dell'ufficio di partenza o del timbro speciale.
2. In caso di utilizzazione abusiva da parte di qualsiasi persona di formulari preventivamente muniti dell'impronta del timbro dell'ufficio di partenza o che recano l'impronta del timbro speciale, lo spedizioniere autorizzato risponde, fatta salva la responsabilità penale, del pagamento dei dazi e delle altre imposizioni divenuti esigibili in un determinato Stato membro e relativi alle merci trasportate accompagnate da questi formulari, salvo che dimostri alle autorità competenti che l'hanno autorizzato di aver preso le misure di cui al paragrafo 1, lettera b).
Formalità nell'ufficio di destinazione Destinatario autorizzato
Articolo 111
1. Le autorità competenti di ciascuno Stato membro possono autorizzare che le merci trasportate sotto il vincolo di una procedura di transito comunitario non siano presentate all'ufficio di destinazione qualora siano destinate ad una persona in possesso dei requisiti di cui all'articolo 112, denominata in prosieguo «destinatario autorizzato», previamente autorizzata dalle autorità competenti dello Stato membro da cui dipende l'ufficio di destinazione.
2. Nel caso di cui al paragrafo 1, l'obbligato principale adempie gli obblighi impostigli dall'articolo 11, lettera a) del regolamento di base con la consegna tempestiva al destinatario autorizzato, nei suoi locali o nei luoghi determinati nell'autorizzazione degli esemplari del documento di transito comunitario che hanno scortato la spedizione nonché delle merci intatte, nel rispetto delle misure d'identificazione adottate.
3. Per ogni spedizione consegnata conformemente al paragrafo 2, il destinatario autorizzato rilascia, su richiesta del trasportatore, una ricevuta nella quale dichiara di aver ricevuto sia il documento che le merci.
Requisiti per l'autorizzazione
Articolo 112
1. L'autorizzazione di cui all'articolo 111 è accordata unicamente alle persone:
a) che ricevono frequenti spedizioni vincolate al regime di transito comunitario,
b) le cui scritture consentono alle autorità competenti di controllare le operazioni, e
c) che non hanno commesso infrazioni gravi o reiterate della normativa doganale o fiscale.
2. Le autorità competenti possono revocare l'autorizzazione quando il destinatario autorizzato non sia più in possesso dei requisiti di cui al paragrafo 1 o non rispetti le condizioni previste nel presente capitolo o nell'autorizzazione.
Contenuto dell'autorizzazione
Articolo 113
1. Nell'autorizzazione rilasciata dall'autorità competente vengono determinati, in particolare:
a) l'ufficio o gli uffici competenti come uffici di destinazione per le spedizioni che il destinatario autorizzato riceve,
b) il termine e le modalità cui il destinatario autorizzato deve ottemperare per informare l'ufficio di destinazione dell'arrivo delle merci, onde permettere a quest'ultimo di procedere ad eventuali controlli all'arrivo delle merci.
2. Salve le disposizioni dell'articolo 116, le autorità competenti stabiliscono nell'autorizzazione se il destinatario autorizzato possa disporre, senza intervento dell'ufficio di destinazione, della merce appena arrivata.
Obblighi del destinatario autorizzato
Articolo 114
1. Per le spedizioni che arrivano nei suoi locali o nei luoghi precisati nell'autorizzazione, il destinatario autorizzato è tenuto:
a) ad avvisare immediatamente l'ufficio di destinazione, secondo le modalità previste nell'autorizzazione, di eventuali eccedenze, ammanchi, sostituzioni od altre irregolarità come la manomissione dei sigilli;
b) ad inviare immediatamente all'ufficio di destinazione gli esemplari del documento di transito comunitario che hanno scortato la spedizione, segnalando la data di arrivo della stessa nonché lo stato dei sigilli eventualmente apposti.
2. L'ufficio di destinazione appone sugli esemplari di cui al paragrafo 1, lettera b) del documento di transito comunitario le prescritte annotazioni.
Altre disposizioni Controlli
Articolo 115
Le autorità competenti possono effettuare presso gli spedizionieri autorizzati ed i destinatari autorizzati ogni controllo che stimino utile. Gli spedizionieri e i destinatari sono tenuti a cooperare a tal fine ed a fornire le informazioni necessarie.
Esclusione di talune merci
Articolo 116
1. Le autorità competenti dello Stato membro di partenza o di destinazione possono escludere dalle agevolazioni di cui agli articoli 103 e 111 talune categorie di merci.
Caso particolare delle spedizioni per ferrovia
Articolo 117
1. Qualora l'esonero dalla presentazione della dichiarazione di transito comunitario all'ufficio di partenza si applichi a merci destinate ad esser spedite con lettera di vettura CIM o con bollettino di consegna TR, secondo le disposizioni degli articoli da 72 a 101, le autorità competenti stabiliscono le misure necessarie affinché gli esemplari numeri 1, 2 e 3 della lettera di vettura CIM o gli esemplari numeri 2, 3 A e 3 B del bollettino di consegna TR siano muniti, secondo il caso, della sigla «T1» o «T2».
2. Quando le merci trasportate secondo le disposizioni degli articoli da 72 a 101 siano destinate ad un destinatario autorizzato, le autorità competenti possono prevedere che, in deroga agli articoli 111, paragrafo 2, e 114, paragrafo 1, lettera b), gli esemplari numeri 2 e 3 della lettera di vettura CIM o gli esemplari numeri 1, 2 e 3 A del bollettino di consegna TR siano consegnati direttamente all'ufficio di destinazione dall'amministrazione ferroviaria o dall'impresa di trasporto.
CAPITOLO III Procedura semplificata per il rilascio del documento comprovante il carattere comunitario delle merci
Articolo 118
Salva l'applicazione dell'articolo 9, paragrafo 5, le autorità competenti di ciascuno Stato membro possono autorizzare qualsiasi persona, denominata in prosieguo «spedizioniere autorizzato», che possieda i requisiti di cui all'articolo 119 e che intenda comprovare il carattere comunitario delle merci con un documento T2 L previsto dall'articolo 6 o con uno dei documenti previsti dall'articolo 9, in prosieguo denominati «documenti commerciali», ad utilizzare tali documenti senza doverli presentare, per il visto, all'autorità competente dello Stato membro di partenza.
Requisiti per l'autorizzazione
Articolo 119
1. L'autorizzazione di cui all'articolo 118 è concessa unicamente alle persone:
a) che effettuano frequenti spedizioni;
b) le cui scritture consentono all'autorità competente di controllare le operazioni; e
c) che non hanno commesso infrazioni gravi o reiterate della normativa doganale e fiscale.
2. Le autorità competenti possono revocare l'autorizzazione quando lo speditore autorizzato non sia più in possesso delle condizioni di cui al paragrafo 1 o non rispetti le condizioni previste nel presente capitolo o nell'autorizzazione.
Contenuto dell'autorizzazione
Articolo 120
1. Nell'autorizzazione rilasciata dalle autorità competenti vengono stabiliti, in particolare:
a) l'ufficio incaricato della preautenticazione, a norma dell'articolo 121, paragrafo 1, lettera a), dei formulari utilizzati per redigere i documenti in questione;
b) le condizioni nelle quali lo speditore autorizzato deve giustificare l'uso dei predetti formulari.
2. Le autorità competenti fissano il termine e le condizioni cui lo speditore autorizzato deve ottemperare per informare l'ufficio competente onde permettere a quest'ultimo di procedere ad eventuali controlli prima della partenza delle merci.
Preautenticazione e formalità alla partenza
Articolo 121
1. L'autorizzazione stabilisce che la casella C «Ufficio di partenza», figurante sul recto dei formulari utilizzati per redigere il documento T2 L e, se del caso, il o i documenti T2 L bis o il recto dei documenti commerciali in causa deve:
a) essere preventivamente munita dell'impronta del timbro dell'ufficio doganale di cui all'articolo 120, paragrafo 1, lettera a) e della firma di un funzionario di detto ufficio, oppure
b) recare, apposta dallo spedizioniere autorizzato, l'impronta del timbro speciale di metallo ammesso dalle autorità competenti e conforme al modello figurante nell'allegato XV. Tale impronta può essere prestampata sui formulari quando la stampa degli stessi sia affidata ad una tipografia a ciò autorizzata.
2. Lo spedizioniere autorizzato è tenuto a compilare il formulario e a firmarlo non oltre il momento della spedizione delle merci. Egli deve inoltre indicare nella casella riservata al controllo dell'ufficio di partenza del documento T2 L, o in un punto visibile del documento commerciale utilizzato, il nome dell'ufficio doganale competente, la data di redazione del documento, nonché una delle seguenti diciture:
- Procedimiento simplificado
- Forenklet procedure
- Vereinfachtes Verfahren
- ÁðëïõóôaaõìÝíç aeéáaeéêáóssá
- Simplified procedure
- Procédure simplifiée
- Procedura semplificata
- Vereenvoudigde regeling
- Procedimento simplificado
3. Il formulario compilato e completato con le indicazioni di cui al paragrafo 2 e firmato dallo speditore autorizzato vale quale documento attestante il carattere comunitario delle merci.
Articolo 122
1. Le autorità competenti possono autorizzare lo spedizioniere autorizzato a non sottoscrivere i documenti T2 L o i documenti commerciali utilizzati, muniti dell'impronta del timbro speciale di cui all'allegato XV e compilati avvalendosi di un sistema integrato per il trattamento elettronico o automatico dei dati. L'autorizzazione viene accordata a condizione che lo spedizioniere autorizzato abbia preventivamente consegnato a dette autorità un impegno scritto col quale si assume la responsabilità delle conseguenze giuridiche dell'emissione di qualsiasi documento T2 L o documento commerciale munito dell'impronta del timbro speciale.
2. I documenti T2 L o i documenti commerciali, redatti secondo le disposizioni del paragrafo 1, devono recare, in luogo della firma dello spedizoniere autorizzato, una delle seguenti diciture:
- Dispensa de firma
- Fritaget for underskrift
- Freistellung von der Unterschriftsleistung
- AEaaí áðáéôaassôáé õðïãñáoeÞ
- Signature waived
- Dispense de signature
- Dispensa dalla firma
- Van ondertekening vrijgesteld
- Dispensada a assinatura
Obbligo di predisporre una copia
Articolo 123
Lo spedizioniere autorizzato è tenuto a predisporre una copia di ciascun documento T2 L o di ciascun documento commerciale rilasciato in forza del presente capo. Le autorità competenti determinano le modalità secondo le quali detta copia è presentata a fini di controllo e conservata per almeno due anni.
Controlli presso lo spedizioniere autorizzato
Articolo 124
Le autorità competenti possono effettuare presso gli spedizionieri autorizzati qualsiasi controllo che stimino utile. A tal fine gli spedizionieri sono tenuti a cooperare ed a fornire tutte le informazioni necessarie.
Responsabilità dello spedizioniere autorizzato
Articolo 125
1. Lo spedizioniere autorizzato è tenuto:
a) a rispettare le condizioni previste nel presente capitolo e nell'autorizzazione;
b) a prendere tutte le misure necessarie per assicurare la custodia del timbro speciale o dei formulari muniti dell'impronta del timbro dell'ufficio di cui all'articolo 120, paragrafo 1, lettera a), o del timbro speciale.
2. In caso di utilizzazione abusiva da parte di qualsiasi persona dei formulari necessari per redigere i documenti T2 L o i documenti commerciali preventivamente muniti dell'impronta del timbro dell'ufficio doganale di cui all'articolo 120, paragrafo 1, lettera a), o del timbro speciale, lo spedizioniere autorizzato risponde, fatta salva la responsabilità penale, del pagamento dei dazi e delle altre imposizioni che non siano stati pagati in un determinato Stato membro in seguito a tale utilizzazione abusiva, salvo che dimostri all'autorità competente che l'ha autorizzato di aver preso le misure di cui al paragrafo 1, lettera b).
Esclusione di talune merci
Articolo 126
Le autorità competenti dello Stato membro di spedizione possono escludere dalle agevolazioni previste nel presente capitolo talune categorie o taluni movimenti di merci.
TITOLO IX DISPOSIZIONI FINALI Abrogazione
Articolo 127
1. Salve le disposizioni dell'articolo 129, il regolamento (CEE) n. 1062/87 della Commissione (¹) è abrogato a decorrere dalla data d'inizio di applicazione del presente regolamento.
Tuttavia, le disposizioni del regolamento (CEE) n. 1062/87 concernenti le modalità di utilizzazione degli esemplari del bollettino di spedizione collo espresso internazionale sono abrogate a decorrere dal 1o luglio 1993.
I modelli della lettera di vettura internazionale e del bollettino di spedizione collo espresso internazionale in uso alla data del 31 dicembre 1992 possono continuare ad essere utilizzati fino al 30 giugno 1993.
2. I riferimenti alle disposizioni del regolamento (CEE) n. 1062/87 s'intendono fatti al presente regolamento e vanno letti secondo la tavola di corrispondenza figurante all'allegato XVI.
Articolo 128
Gli articoli 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 409/86 della Commissione (3) sono abrogati.
Disposizioni transitorie
Articolo 129
Le operazioni di trasporto iniziate, in conformità del regolamento (CEE) n. 222/77 e del regolamento (CEE) n. 1062/87, non oltre l'ultimo giorno che precede la data d'inizio d'efficacia del presente regolamento, proseguiranno dopo tale data secondo le disposizioni dei predetti regolamenti.
Tuttavia, in casi espressamente contemplati da norme comunitarie emanate in materia in settori particolari, l'appuramento di procedure di transito comunitario interno previste all'articolo 1, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 222/77 può essere disciplinato da regole peculiari previste a loro riguardo.
Articolo 130
1. I garanti che, in applicazione dell'articolo 44, rilascino certificati di garanzia forfettaria di validità limitata e che alla data di applicazione del presente regolamento dispongano di certificati corredati della menzione stabilita prima di tale data potranno continuare a rilasciarli fino ad esaurimento delle scorte.
2. I formulari di cui agli allegati I (distinta di carico), III (ricevuta), VII (certificato di garanzia), X (esonero dalla garanzia - impegno dell'interessato) e XII (certificato di esonero dalla garanzia) del modello utilizzato alla data di entrata in vigore del presente regolamento possono continuare ad essere utilizzati fino ad esaurimento delle scorte e non oltre il 30 giugno 1995, previ i necessari adeguamenti redazionali.
Entrata in vigore
Articolo 131
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso si applica a decorrere dalla data d'inizio di applicazione del regolamento di base.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 21 aprile 1992.

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