Document ID: 32006D0897

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 19 gennaio 2005
concernente un procedimento ai sensi dell'articolo 81 del trattato CE e dell'articolo 53 dell’accordo SEE nei confronti di Akzo Nobel NV, Akzo Nobel Nederland BV, Akzo Nobel Chemicals BV, Akzo Nobel Functional Chemicals BV, Akzo Nobel Base Chemicals AB, Eka Chemicals AB, e Akzo Nobel AB, solidalmente, Clariant AG e Clariant GmbH, solidalmente, Elf Aquitaine SA e Arkema SA, solidalmente, e Hoechst AG
(Caso n. C.37.773 - AMCA)
[notificata con il numero C(2004) 4876]
(I testi in lingua inglese, francese e tedesca sono i soli facenti fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2006/897/CE)
Il 19 gennaio 2005 la Commissione ha adottato una decisione concernente un procedimento ai sensi dell’articolo 81 del trattato CE e dell’articolo 53 dell’accordo SEE. Conformemente alle disposizioni dell’articolo 30 del regolamento (CE) n. 1/2003 (1) , la Commissione pubblica qui i nomi delle parti interessate e il contenuto essenziale della decisione, comprese le sanzioni irrogate, tenuto conto dell’interesse delle imprese alla protezione dei propri segreti aziendali. La versione non riservata del testo integrale della decisione figura nelle lingue facenti fede del caso e nelle lingue di lavoro della Commissione sul sito Internet della DG COMP al seguente indirizzo: http://europa.eu.int/comm/competition.
I. BREVE DESCRIZIONE DELL'INFRAZIONE
(1)
Sono destinatari della decisione: Akzo Nobel NV, Akzo Nobel Nederland BV, Akzo Nobel Chemicals BV, Akzo Nobel Functional Chemicals BV, Akzo Nobel Base Chemicals AB, Eka Chemicals AB, e Akzo Nobel AB (in appresso «Akzo»), solidalmente, Clariant AG e Clariant GmbH (in appresso «Clariant»), solidalmente, Elf Aquitaine SA (in appresso «Elf Aquitaine») e Arkema SA (in appresso «Arkema», prima denominata Atofina SA), solidalmente, e Hoechst AG (in appresso «Hoechst»).
(2)
La presente descrizione farà per lo più riferimento ad Atofina SA (o «Atofina») e non ad Arkema (benché sia questa la destinataria della decisione), poiché Atofina era il nome utilizzato durante il procedimento amministrativo.
(3)
Le imprese destinatarie hanno preso parte ad un’unica e continua infrazione dell’ articolo 81 del trattato che istituisce la Comunità europea (in appresso «trattato CE» o «trattato») e, dal 1o gennaio 1994, dell’articolo 53, paragrafo 1 dell’accordo sullo Spazio economico europeo (in appresso «accordo SEE»), in tutto il territorio SEE.
(4)
La Commissione ha aperto un’indagine nel settore dell’acido monocloroacetico (in appresso «AMCA») nel SEE dopo aver ricevuto una domanda di trattamento favorevole da Clariant nel dicembre 1999. L’indagine ha rivelato che il cartello è durato almeno dal 1o gennaio 1984 al 7 maggio 1999.
(5)
L’acido monocloroacetico (AMCA) è un acido organico reattivo utilizzato come intermedio nella produzione di detergenti, adesivi, ausiliari tessili e di viscosizzanti per l’industria alimentare, farmaceutica e dei cosmetici.
(6)
Come mercato geografico è stato considerato il SEE. Il valore di tale mercato era di circa 121 milioni di euro nel 1998, ultimo anno completo interessato dall’infrazione. Durante il periodo d’indagine quasi ogni parte del mercato comune e del SEE subiva l’influenza del cartello.
(7)
Per quanto riguarda l’organizzazione del cartello, può essere stabilito che contatti fra i maggiori produttori di acido monocloroacetico esistevano dalla fine degli anni ’70 e dall’inizio degli anni ’80. In questa fase si trattava prevalentemente di contatti bilaterali, che riguardavano lo scambio di informazioni sui clienti e sui prezzi.
(8)
Fra l’inizio e la metà degli anni ’80 hanno cominciato ad essere organizzate riunioni multilaterali, e gli accordi si sono rafforzati allo scopo di far mantenere ai partecipanti le loro rispettive quote di mercato. In questa fase i partecipanti erano Hoechst, Akzo e Atochem SA (poi diventata Atofina SA, ora conosciuta come Arkema). Clariant si é unita solo nel 1997, dopo aver acquistato le attività di Hoechst nel settore dell’AMCA.
(9)
In tale periodo i partecipanti si riunivano da 2 a 4 volte all’anno su base multilaterale, in occasione di incontri organizzati a turno nei loro rispettivi paesi. I contatti bilaterali erano mantenuti e i partecipanti si incontravano anche in riunioni speciali e occasioni sociali.
(10)
Il cartello è diventato più formale nel 1993, allo scopo di avere statistiche più trasparenti, eliminare i raggiri, avere un maggiore controllo sul personale di vendita e applicare un sistema di compensazione. I partecipanti hanno inoltre introdotto un sistema formale di scambio di dati trimestrali sulle vendite e sui prezzi.
(11)
Per giustificare lo scambio di dati sul mercato i partecipanti hanno inoltre deciso di ricorrere a un organismo di statistica, […] (in appresso «[…]»). […] forniva statistiche di mercato aggregate e i partecipanti incontravano un rappresentante di tale organismo due volte all’anno, solitamente a […], per discutere di questi e di altri argomenti del settore.
(12)
Queste riunioni legali servivano tuttavia come copertura per gli scopi reali degli incontri, che erano quelli di discutere dell’attuazione degli accordi di cartello. Questi incontri illegali avevano generalmente luogo la sera prima della riunione con […], in un posto distinto. Fra il 1994 e il 1999 sono state programmate 13 riunioni con […], di cui l’ultima sembra essere stata annullata.
(13)
Anche se l’organizzazione del cartello può essersi modificata nel corso della sua durata, le caratteristiche fondamentali sono rimaste le stesse: la ripartizione dei volumi e dei clienti per mantenere le quote di mercato, che venivano salvaguardate anche da un meccanismo di compensazione fra le parti in caso di vendite superiori o inferiori ai volumi stabiliti. Avveniva uno scambio consistente di informazioni sulle vendite e i prezzi e vi sono anche prove di aumenti di prezzi concertati.
II. AMMENDE
(14)
L’infrazione consisteva nella ripartizione di clienti e quote di volume, nel concertare aumenti di prezzi, nel predisporre un meccanismo di compensazione per garantire l’applicazione delle quote, nello scambio di dati sui volumi di vendita e sui prezzi, nella partecipazione a riunioni regolari, multilaterali e bilaterali, e nel mantenimento di altri contatti per assicurare il funzionamento del cartello. Questi tipi di comportamenti costituiscono, per la loro stessa natura, gravi violazioni dell’articolo 81 del trattato CE e dell’articolo 53, paragrafo 1 dell’accordo SEE.
(15)
L’accordo di cartello è stato attuato da produttori che, nel periodo considerato, coprivano la quasi totalità del mercato comune e, dopo il 1o gennaio 1994, del SEE. Esso deve quindi aver inciso sul mercato dell’AMCA nel mercato comune e nel SEE.
(16)
Data la natura dei comportamenti in esame, la Commissione ritiene che i destinatari della presente decisione abbiano commesso una violazione molto grave dell'articolo 81 del trattato CE e dell'articolo 53, paragrafo 1 dell'accordo SEE.
(17)
Le imprese sono state divise in diverse categorie in funzione della loro importanza relativa sul mercato, per tenere conto del particolare peso, e quindi dell’incidenza reale di ciascuna di esse sul mercato.
(18)
Per paragonare l’importanza relativa delle imprese sul mercato interessato, la Commissione ha ritenuto opportuno prendere come punto di partenza il fatturato del prodotto nell’insieme del SEE. Il confronto è stato fatto sulla base di tale fatturato nell’insieme del SEE nell’ultimo anno completo dell’infrazione: il 1998 per tutte le imprese tranne che per Hoechst, per la quale l’anno di riferimento è il 1996, poiché è uscita dal mercato dell’AMCA a metà del 1997.
(19)
Akzo, Clariant e Atofina erano i principali produttori di acido monocloroacetico nel SEE nel 1998, con quote di mercato rispettive del 44 %, 34 % e 17 % circa. Hoechst aveva una quota del 28 % nel 1996, prima di uscire dal mercato dell’AMCA a metà del 1997. Le imprese sono state quindi suddivise in tre categorie, di cui la prima comprende Akzo, la seconda Hoechst e Clariant, e la terza Atofina.
(20)
Nella categoria delle infrazioni molto gravi, la diversa entità delle possibili ammende permette di stabilire un importo di livello sufficientemente dissuasivo, tenendo conto delle dimensioni di ogni impresa. A tale riguardo, la Commissione ha osservato che nel 2003 il fatturato di Atofina/Elf Aquitaine era di 84,5 miliardi di euro e quello di Akzo di 13 miliardi, e ha quindi ritenuto appropriato moltiplicare l’ammenda di Atofina/Elf Aquitaine per un fattore 2,5 e quella di Akzo per un fattore 1,5.
(21)
Akzo e Atofina hanno commesso un’infrazione di lunga durata. Hanno partecipato al cartello da gennaio 1984 a maggio 1999, cioè per 15 anni e quattro mesi, il che giustifica un aumento del 150 % dell’importo di base dell’ammenda per entrambe le imprese.
(22)
Anche Hoechst ha commesso un’infrazione di lunga durata, essendo stata implicata negli accordi illegali da gennaio 1984 alla fine di giugno 1997, ossia per 13 anni e 6 mesi, e questo giustifica un aumento del 135 % dell’importo di base dell’ammenda.
(23)
La partecipazione di Clariant va dal luglio 1997, quando l’impresa ha acquisito le attività di Hoechst nel settore dell’AMCA, al maggio 1999. Essa è stata quindi implicata nel cartello per un periodo di 1 anno e 10 mesi, cosa che giustifica un aumento del 15 % dell’importo di base dell’ammenda.
(24)
Nel periodo in cui ha avuto luogo l’infrazione due dei destinatari della presente decisione erano già stati oggetto di precedenti decisioni della Commissione in casi di cartello. Hoechst era fra i destinatari delle decisioni della Commissione nel caso «PVC II» (94/599/CE, 27 luglio 1994) e nel caso «Materie coloranti» (69/243/CEE, 24 luglio 1969). Anche Atofina era fra i destinatari della decisione «PVC II». Queste circostanze aggravanti giustificano un aumento del 50 % dell’importo di base dell’ammenda irrogata a Hoechst e Atofina.
(25)
Akzo ha fatto volontariamente delle dichiarazioni che hanno permesso alla Commissione di concludere che Eka Nobel AB, Eka Nobel Skoghall AB e Nobel Industrier AB (ora, rispettivamente, Eka Chemicals AB, Akzo Nobel Base Chemicals AB e Akzo Nobel AB) hanno partecipato al cartello in modo indipendente dal 15 giugno 1993 fino a quando sono entrate a far parte del gruppo Akzo il 25 febbraio 1994. Come risultato delle dichiarazioni di Akzo, l’ammenda potrebbe essere molto più elevata di quanto sarebbe stata senza tale cooperazione. La Commissione ha pertanto ritenuto opportuno, per equità e date le particolari circostanze del caso, ridurre a zero l’ammenda irrogata alle imprese di cui sopra per la loro infrazione indipendente.
(26)
Tre dei destinatari della presente decisione (Akzo, Atofina e Clariant) hanno cooperato con la Commissione in varie fasi dell’indagine relativa all’infrazione allo scopo di beneficiare del trattamento favorevole previsto dall’apposita comunicazione del 1996 (2).
(27)
Nella presente decisione la comunicazione sul trattamento favorevole è stata applicata nel modo esposto in appresso.
1. Non imposizione o sostanziale riduzione delle ammende («Sezione B»: riduzione del 75 % - 100 %)
(28)
Clariant è stata la prima impresa a presentare prove determinanti dell’esistenza di un cartello segreto riguardante il settore dell’AMCA nel SEE. Queste informazioni sono state fornite sotto forma di una dichiarazione e di elementi di prova presentati il 6 dicembre 1999, e hanno permesso alla Commissione di effettuare un’indagine nei locali di Akzo e di Atofina. Clariant ha inoltre soddisfatto le altre condizioni di cui alla Sezione B: ha cessato di partecipare al cartello, non ne è stata un’istigatrice, e ha cooperato pienamente durante tutta l’indagine. La presente decisione ha tenuto conto di tutti e tre gli elementi e ha concesso una riduzione del 100 % dell’ammenda che sarebbe stata altrimenti irrogata a Clariant AG e Clariant GmbH se non avessero cooperato con la Commissione.
2. Importante riduzione dell’ammontare dell’ammenda («Sezione C»: riduzione del 50 % - 75 %)
(29)
Né Akzo né Atofina soddisfano le condizioni stabilite nella Sezione C della comunicazione sul trattamento favorevole.
3. Significativa riduzione dell’ammontare dell’ammenda («Sezione D»: riduzione del10 % - 50 %)
(30)
Sia Akzo che Atofina hanno cooperato con la Commissione.
(31)
Atofina ha cooperato strettamente e può quindi beneficiare di una riduzione significativa dell’importo dell’ammenda, poiché è stata la seconda impresa a fornire alla Commissione informazioni e prove che hanno contribuito in maniera sostanziale a stabilire l’esistenza del cartello. Atofina non ha inoltre contestato i fatti serviti come base per accertare l’esistenza del cartello. Le informazioni e le prove fornite da questa impresa erano dettagliate e la Commissione si è ampiamente basata su di esse nella decisione. Atofina soddisfa le condizioni di cui alla Sezione D e la sua cooperazione ha dato luogo a una riduzione del 40 % dell’ammenda che le sarebbe altrimenti stata irrogata.
(32)
Akzo può beneficiare di una riduzione significativa dell’importo dell’ammenda in quanto terza impresa ad aver fornito alla Commissione informazioni e prove che hanno confermato l’esistenza del cartello AMCA. Akzo non ha contestato i fatti su cui si è basata la Commissione. La Commissione ha concluso che tale impresa soddisfa le condizioni di cui alla Sezione D. Le informazioni e le prove fornite da Akzo erano dettagliate e la Commissione si è basata su di esse, e ciò si è tradotto in una riduzione del 25 % dell’ammenda che sarebbe altrimenti stata irrogata a detta impresa.
(33)
Le imprese elencate in appresso hanno violato l’articolo 81, paragrafo 1 del trattato ripartendosi quote di volume e clienti, concertando aumenti di prezzi, accordandosi su un meccanismo di compensazione, scambiandosi informazioni sui volumi delle vendite e sui prezzi, partecipando a riunioni regolari e mantenendo altri contatti per convenire e applicare le restrizioni sopra descritte. Il comportamento delle imprese elencate in appresso costituisce anche una violazione dell’articolo 53, paragrafo 1 dell’accordo SEE dal 1o gennaio 1994.
(a)
Akzo Nobel Chemicals BV, Akzo Nobel Functional Chemicals BV, Akzo Nobel Nederland BV e Akzo Nobel NV, dal 1o gennaio 1984 al 7 maggio 1999;
(b)
Akzo Nobel Base Chemicals AB, Eka Chemicals AB e Akzo Nobel AB, dal 15 giugno 1993 al 7 maggio 1999;
(c)
Hoechst AG, dal 1o gennaio 1984 al 31 giugno 1997;
(d)
Elf Aquitaine e Arkema SA (in precedenza nota come Atofina SA), dal 1o gennaio 1984 al 7 maggio 1999;
(e)
Clariant AG, Clariant GmbH, dal 1o luglio 1997 al 7 maggio 1999.
(34)
Per queste infrazioni sono state inflitte le seguenti ammende:
(a)
Akzo Nobel Chemicals BV, Akzo Nobel Nederland BV, Akzo Nobel NV, Akzo Nobel Functional Chemicals BV, Akzo Nobel Base Chemicals AB, Eka Chemicals AB e Akzo Nobel AB
84,38 milioni di euro;
(b)
Hoechst AG
74,03 milioni di euro;
(c)
Elf Aquitaine SA e Arkema SA (in precedenza nota come Atofina SA) solidalmente
45,00 milioni di euro;
(d)
Arkema SA (in precedenza nota come Atofina SA)
13,50 milioni di euro;
(e)
Clariant AG e Clariant GmbH, solidalmente
0 milioni di euro.
Akzo Nobel Base Chemicals AB, Eka Chemicals AB e Akzo Nobel AB sono responsabili in solido del pagamento dell’ammenda di cui alla lettera (a), fino a un importo di 50,63 milioni di euro. Le altre imprese Akzo elencate alla lettera (a) sono responsabili in solido per l’ammontare complessivo dell’ammenda.
(35)
Le imprese di cui al punto 1 pongono immediatamente fine alle infrazioni, qualora non lo abbiano già fatto, e si astengono dal ripetere atti o comportamenti analoghi all’infrazione accertata nel caso in esame nonché dal realizzare qualsiasi atto o comportamento avente oggetto oppure effetto identico o analogo.

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