Document ID: 32006D1364

DECISIONE N. 1364/2006/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 6 settembre 2006
che stabilisce orientamenti per le reti transeuropee nel settore dell'energia e abroga la decisione 96/391/CE e la decisione n. 1229/2003/CE
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 156,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1),
previa consultazione del Comitato delle regioni,
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato (2),
considerando quanto segue:
(1)
A seguito dell'adozione della decisione n. 1229/2003/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2003, che stabilisce un insieme di orientamenti relativi alle reti transeuropee nel settore dell'energia (3), è emersa la necessità di integrare pienamente i nuovi Stati membri, i paesi in fase di adesione e i paesi candidati in tali orientamenti e di adattarli ulteriormente, ove necessario, alla nuova politica di prossimità dell'Unione europea.
(2)
Le priorità per le reti transeuropee dell'energia derivano dalla creazione di un mercato interno dell'energia più aperto e concorrenziale, in seguito all'attuazione della direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2003, concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica (4), nonché della direttiva 2003/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2003, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale (5). Queste priorità sono in linea con le conclusioni del Consiglio europeo di Stoccolma, del 23 e 24 marzo 2001, in merito allo sviluppo dell'infrastruttura necessaria al funzionamento del mercato dell'energia. Si dovrebbe compiere uno sforzo particolare per conseguire l'obiettivo di aumentare l'uso delle fonti energetiche rinnovabili e contribuire all'attuazione di una politica di sviluppo sostenibile. Detto obiettivo dovrebbe tuttora essere conseguito senza provocare perturbazioni sproporzionate al normale equilibrio di mercato. È opportuno inoltre tenere pienamente conto degli obiettivi della politica comunitaria dei trasporti, in particolare dell'opportunità di ridurre il traffico stradale utilizzando gasdotti per il gas naturale e le olefine.
(3)
La presente decisione consente di avvicinarsi a un obiettivo, stabilito al Consiglio europeo di Barcellona del 15 e 16 marzo 2002, per il livello di interconnessione elettrica tra Stati membri, migliorando così l'affidabilità e l'integrità delle reti e garantendo la sicurezza dell'approvvigionamento e il buon funzionamento del mercato interno.
(4)
Di norma la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture del settore energetico dovrebbero essere soggette a principi di mercato. Ciò è anche in linea con le norme comuni in materia di completamento del mercato interno nel settore dell'energia e con le norme comuni sul diritto della concorrenza che mirano alla creazione di un mercato interno dell'energia più aperto e competitivo. Il contributo finanziario della Comunità per la realizzazione e la manutenzione dovrebbe pertanto restare assolutamente eccezionale e tali eccezioni dovrebbero essere debitamente motivate.
(5)
Le infrastrutture del settore energetico dovrebbero essere costruite e mantenute in modo tale da consentire il buon funzionamento del mercato interno dell'energia, rispettando le procedure di consultazione delle popolazioni interessate tenendo conto al contempo di considerazioni strategiche e, eventualmente, di servizio universale nonché di obblighi di servizio pubblico.
(6)
Alla luce delle sinergie potenziali tra reti di gas naturale e reti di olefine, è opportuno accordare la dovuta importanza allo sviluppo e all'integrazione delle reti di olefine per far fronte ai bisogni di consumo di gas di olefine delle industrie nella Comunità.
(7)
Le priorità per le reti transeuropee dell'energia derivano anche dalla loro crescente importanza per garantire e diversificare le forniture energetiche della Comunità, incorporando le reti dell'energia dei nuovi Stati membri, dei paesi in fase di adesione e dei paesi candidati garantendo il funzionamento coordinato delle reti dell'energia nella Comunità e nei paesi vicini dopo aver consultato gli Stati membri interessati. I paesi vicini alla Comunità hanno infatti un ruolo molto importante nella sua politica energetica. Essi forniscono la maggior parte del fabbisogno comunitario di gas naturale, sono partner fondamentali per il transito dell'energia primaria destinata alla Comunità e diventeranno attori sempre più importanti sui suoi mercati interni del gas e dell'elettricità.
(8)
Tra i progetti relativi alle reti transeuropee dell'energia, è necessario evidenziare i progetti prioritari che rivestono grande importanza per il funzionamento del mercato interno dell'energia o la sicurezza dell'approvvigionamento di energia. Si dovrebbero inoltre prevedere una dichiarazione d'interesse europeo per i progetti aventi la massima priorità nonché, se del caso, un maggiore coordinamento.
(9)
Ai fini della raccolta delle informazioni richieste ai sensi della presente decisione, la Commissione e gli Stati membri dovrebbero, per quanto possibile, utilizzare informazioni per progetti dichiarati d'interesse europeo che sono già disponibili, al fine di evitare la duplicazione degli sforzi. Ad esempio, siffatte informazioni potrebbero già essere disponibili nel contesto del regolamento (CE) n. 2236/95 del Consiglio, del 18 settembre 1995, che stabilisce i principi generali per la concessione di un contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee (6), nel quadro di altre normative comunitarie che possono prevedere cofinanziamenti per i progetti afferenti alla Rete transeuropea dei trasporti e delle decisioni che approvano singoli progetti ai sensi di detti strumenti legislativi, come pure nel contesto delle direttive 2003/54/CE e 2003/55/CE.
(10)
La procedura di individuazione dei progetti relativi alle reti transeuropee dell'energia dovrebbe garantire un'applicazione armoniosa del regolamento (CE) n. 2236/95. Tale procedura dovrebbe prevedere due livelli: il primo relativo alla fissazione di un numero ristretto di criteri di individuazione di tali progetti e il secondo concernente la descrizione dettagliata dei progetti, con riferimento alle specifiche.
(11)
L'adeguata priorità dei finanziamenti previsti dal regolamento (CE) n. 2236/95 dovrebbe essere accordata a progetti dichiarati di interesse europeo. Al momento della presentazione dei progetti nell'ambito di altri strumenti finanziari della Comunità, gli Stati membri dovrebbero prestare particolare attenzione ai progetti dichiarati d'interesse europeo.
(12)
Per la maggior parte dei progetti dichiarati d'interesse europeo, un ritardo considerevole effettivo o previsto potrebbe essere un ritardo la cui durata prevista è fra uno e due anni.
(13)
Dato che le specifiche dei progetti sono passibili di modifica, esse possono essere fornite unicamente a titolo indicativo. La Commissione dovrebbe quindi conservare la facoltà di aggiornarle. Poiché i progetti possono avere rilevanti implicazioni politiche, ambientali ed economiche, è importante trovare un adeguato equilibrio tra controllo legislativo e flessibilità nel determinare quali progetti meritino eventualmente un sostegno comunitario.
(14)
Quando progetti dichiarati d'interesse europeo o sezioni di tali progetti o gruppi di tali progetti incontrano difficoltà di attuazione, un coordinatore europeo potrebbe svolgere il ruolo di mediatore favorendo la cooperazione tra tutte le parti interessate e garantendo l'adeguato svolgimento del monitoraggio per tenere informata la Comunità sui progressi compiuti. I servizi di un coordinatore europeo dovrebbero altresì essere resi disponibili per altri progetti, su richiesta degli Stati membri interessati.
(15)
Gli Stati membri dovrebbero essere invitati a coordinare l'attuazione di alcuni progetti, in particolare i progetti transfrontalieri o loro sezioni.
(16)
Si dovrebbe creare un contesto più favorevole allo sviluppo e alla realizzazione delle reti transeuropee dell'energia, soprattutto incoraggiando la cooperazione tecnica tra le entità responsabili delle reti, facilitando l'espletamento delle procedure di autorizzazione applicabili ai progetti della rete negli Stati membri onde ridurre i ritardi e mobilitare ove opportuno i fondi, gli strumenti e i programmi finanziari della Comunità disponibili per i progetti della rete. La Comunità dovrebbe sostenere le misure degli Stati membri che perseguono tale obiettivo.
(17)
Visto che la dotazione del bilancio comunitario per le reti transeuropee nel settore dell'energia è soprattutto destinata a finanziare studi di fattibilità, compete ai Fondi strutturali, ai programmi e agli strumenti finanziari della Comunità consentire, se del caso, l'afflusso di capitali per tali reti di interconnessione, soprattutto interregionale.
(18)
L'individuazione dei progetti d'interesse comune, la definizione delle loro specifiche e l'individuazione dei progetti prioritari, in particolare di quelli d'interesse europeo, andrebbero effettuate fatti salvi i risultati della valutazione dell'impatto ambientale dei progetti e dei piani o programmi.
(19)
Le misure necessarie per l'attuazione della presente decisione sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (7).
(20)
La Commissione dovrebbe riferire periodicamente sull'attuazione della presente decisione.
(21)
Le informazioni che devono essere scambiate o fornite alla Commissione ai sensi delle disposizioni della presente decisione sono probabilmente detenute, in ampia parte, dalle società. Pertanto, gli Stati membri potrebbero dover cooperare con tali società al fine di ottenere dette informazioni.
(22)
Poiché la decisione ha lo stesso contenuto e ambito di applicazione della decisione 96/391/CE del Consiglio, del 28 marzo 1996, relativa ad un insieme di azioni volte a creare un contesto più favorevole allo sviluppo delle reti transeuropee nel settore dell'energia (8), e della decisione n. 1229/2003/CE, queste due decisioni dovrebbero essere abrogate,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Contenuto
La presente decisione definisce la natura e la portata dell'azione comunitaria di orientamento in materia di reti transeuropee dell'energia. Essa stabilisce un insieme di orientamenti concernenti gli obiettivi, le priorità e le principali linee di azione della Comunità nel settore delle reti transeuropee dell'energia. Tali orientamenti individuano progetti di interesse comune e progetti prioritari, compresi quelli d'interesse europeo, nelle reti transeuropee di elettricità e gas.
Articolo 2
Ambito di applicazione
La presente decisione si applica:
1)
nelle reti di elettricità:
a)
a tutte le linee ad alta tensione, escluse quelle delle reti di distribuzione, e ai collegamenti sottomarini, nella misura in cui queste opere assicurano trasmissioni o connessioni interregionali o internazionali;
b)
a qualsiasi apparecchiatura o impianto indispensabile per il buon funzionamento del sistema considerato, compresi i sistemi di protezione, monitoraggio e controllo;
2)
nelle reti di gas (che trasportano gas naturale o gas di olefine):
a)
ai gasdotti ad alta pressione, esclusi quelli delle reti di distribuzione, che consentono l'approvvigionamento delle regioni della Comunità a partire da fonti interne o esterne;
b)
ai depositi sotterranei collegati ai gasdotti ad alta pressione di cui sopra;
c)
ai terminali di arrivo, deposito e rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL), nonché alle metaniere, in funzione delle capacità da alimentare;
d)
a qualsiasi apparecchiatura o impianto indispensabile per il buon funzionamento del sistema considerato, compresi i sistemi di protezione, monitoraggio e controllo.
Articolo 3
Obiettivi
La Comunità favorisce l'interconnessione, l'interoperabilità e lo sviluppo delle reti transeuropee dell'energia nonché l'accesso a queste reti, conformemente al diritto comunitario vigente, al fine di:
a)
favorire l'effettiva realizzazione e lo sviluppo del mercato interno in generale e in particolare del mercato interno dell'energia, incoraggiando nel contempo la produzione, il trasporto, la distribuzione e l'uso razionali delle risorse energetiche nonché lo sviluppo e la connessione delle risorse energetiche rinnovabili, al fine di ridurre il costo dell'energia per il consumatore e contribuire alla diversificazione delle fonti energetiche;
b)
facilitare lo sviluppo e ridurre l'isolamento delle regioni meno favorite e insulari della Comunità, contribuendo così al rafforzamento della coesione economica e sociale;
c)
rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, ad esempio mediante l'approfondimento delle relazioni con i paesi terzi in materia di energia, nell'interesse reciproco di tutte le parti interessate, in particolare nel quadro del trattato sulla Carta dell'energia nonché degli accordi di cooperazione conclusi dalla Comunità;
d)
contribuire allo sviluppo sostenibile e alla protezione dell'ambiente, facendo tra l'altro ricorso alle fonti energetiche rinnovabili e riducendo i rischi ambientali associati al trasporto e alla trasmissione di energia.
Articolo 4
Priorità di azione
Le priorità dell'azione comunitaria in materia di reti transeuropee dell'energia sono compatibili con uno sviluppo sostenibile e sono le seguenti:
1)
per le reti di elettricità e di gas:
a)
adattamento e sviluppo delle reti dell'energia a sostegno del funzionamento del mercato interno dell'energia e soluzione dei problemi dovuti a strozzature, in particolare quelle transfrontaliere, congestione e collegamenti mancanti, nonché presa in considerazione delle esigenze legate al funzionamento del mercato interno dell'elettricità e del gas naturale e all'allargamento dell'Unione europea;
b)
creazione di reti dell'energia nelle regioni insulari, isolate, periferiche e ultraperiferiche, favorendo la diversificazione delle fonti energetiche e l'uso di fonti energetiche rinnovabili, unitamente al collegamento con dette reti, se necessario;
2)
per le reti di elettricità:
a)
adattamento e sviluppo delle reti per facilitare l'integrazione e la connessione della produzione di energie rinnovabili;
b)
garanzia dell'interoperabilità delle reti elettriche all'interno della Comunità e con quelle dei paesi in fase di adesione e dei paesi candidati e di altri paesi in Europa, nei bacini del Mar Mediterraneo e del Mar Nero;
3)
per le reti di gas:
a)
sviluppo delle reti di gas naturale per coprire il fabbisogno di gas naturale della Comunità e controllare i suoi sistemi di approvvigionamento di gas naturale;
b)
garanzia dell'interoperabilità delle reti di gas naturale all'interno della Comunità e con quelle dei paesi in fase di adesione e dei paesi candidati e di altri paesi in Europa, nei bacini del Mar Mediterraneo, del Mar Nero e del Mar Caspio, nonché in Medio Oriente e nella regione del Golfo e diversificazione delle fonti e dei percorsi di approvvigionamento del gas naturale.
Articolo 5
Linee di azione
Le principali linee di azione della Comunità in materia di reti transeuropee dell'energia sono le seguenti:
a)
individuazione di progetti di interesse comune e di progetti prioritari, compresi quelli d'interesse europeo;
b)
creazione di un contesto più favorevole allo sviluppo di queste reti.
Articolo 6
Progetti di interesse comune
1. I criteri generali da applicare alle decisioni concernenti l'individuazione, le modifiche, le specifiche o le domande di aggiornamento dei progetti di interesse comune sono i seguenti:
a)
i progetti rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 2;
b)
i progetti sono conformi agli obiettivi e alle priorità stabiliti rispettivamente agli articoli 3 e 4;
c)
i progetti presentano prospettive di redditività economica.
La valutazione della redditività economica è effettuata mediante un'analisi costi/benefici che tiene conto di tutti i costi e benefici, tra cui quelli a medio e lungo termine, con riferimento ad aspetti ambientali, sicurezza dell'approvvigionamento e contributo alla coesione economica e sociale. I progetti di interesse comune che riguardano il territorio di uno Stato membro richiedono l'approvazione di quest'ultimo.
2. Criteri supplementari per l'individuazione dei progetti di interesse comune figurano nell'allegato II. Qualsiasi modifica dei criteri supplementari per l'individuazione dei progetti di interesse comune di cui all'allegato II è decisa secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato.
3. Solo i progetti elencati nell'allegato III che soddisfano i criteri di cui al paragrafo 1 e nell'allegato II sono ammissibili al contributo finanziario della Comunità di cui al regolamento (CE) n. 2236/95.
4. Le specifiche indicative di progetto, comprendenti la descrizione dettagliata dei progetti e, ove opportuno, i relativi parametri geografici, sono indicate nell'allegato III. Queste specifiche sono aggiornate secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2. Gli aggiornamenti sono di natura tecnica e devono limitarsi alle modifiche tecniche dei progetti o alla modifica di una parte del percorso indicato oppure a un adeguamento limitato dell'ubicazione del progetto.
5. Gli Stati membri adottano ogni misura ritenuta necessaria per facilitare e accelerare la realizzazione dei progetti di interesse comune e ridurre al minimo i ritardi, nel rispetto della legislazione comunitaria e delle convenzioni internazionali in materia di ambiente, soprattutto per quanto riguarda progetti dichiarati d'interesse europeo. In particolare, le procedure di autorizzazione necessarie sono concluse rapidamente.
6. Allorché parti di progetti di interesse comune sono situate sul territorio di paesi terzi, la Commissione, previo accordo con gli Stati membri interessati, può fare proposte, eventualmente nell'ambito della gestione degli accordi della Comunità con tali paesi terzi e in conformità al trattato sulla Carta dell'energia e ad altri accordi multilaterali con paesi terzi che sono parti di tale trattato, affinché i progetti siano altresì riconosciuti di mutuo interesse dai paesi terzi in questione, al fine di facilitare la realizzazione dei progetti stessi.
Articolo 7
Progetti prioritari
1. I progetti di interesse comune di cui all'articolo 6, paragrafo 3, contemplati dagli assi dei progetti prioritari di cui all'allegato I, sono considerati prioritari ai fini della concessione del contributo finanziario della Comunità di cui al regolamento (CE) n. 2236/95. Le modifiche all'allegato I sono decise secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato.
2. Per quanto concerne i progetti di investimenti transfrontalieri, gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché, nel quadro delle procedure nazionali di autorizzazione, il fatto di aumentare la capacità di interconnessione tra due o più Stati membri e di rafforzare così la sicurezza dell'approvvigionamento europeo per questi progetti costituisca un criterio determinante della valutazione da parte delle autorità nazionali competenti.
3. Gli Stati membri interessati e la Commissione provvedono, ciascuno nella sfera delle proprie competenze, unitamente alle società responsabili, ad agevolare l'esecuzione dei progetti prioritari, in particolare i progetti transfrontalieri.
4. I progetti prioritari sono compatibili con lo sviluppo sostenibile e soddisfano i seguenti criteri:
a)
hanno un impatto significativo sul funzionamento concorrenziale del mercato interno; e/o
b)
rafforzano la sicurezza dell'approvvigionamento della Comunità; e/o
c)
comportano l'aumento dell'utilizzazione delle energie rinnovabili.
Articolo 8
Progetti di interesse europeo
1. Un numero di progetti sugli assi dei progetti prioritari di cui all'articolo 7, che sono di natura transfrontaliera o che hanno un impatto significativo sulla capacità di trasmissione transfrontaliera, sono dichiarati progetti d'interesse europeo. Questi progetti figurano nell'allegato I.
2. Quando i progetti sono scelti nell'ambito del bilancio per le reti transeuropee, a norma dell'articolo 10 del regolamento (CE) n. 2236/95, viene attribuita adeguata priorità ai progetti dichiarati d'interesse europeo.
3. Quando i progetti sono scelti nell'ambito di altri fondi di cofinanziamento comunitario, particolare attenzione viene prestata a progetti dichiarati d'interesse europeo.
4. In caso di ritardi considerevoli, effettivi o previsti, nei progressi di un progetto dichiarato d'interesse europeo, la Commissione può chiedere agli Stati membri interessati di far sì che i motivi del ritardo siano forniti entro tre mesi.
Per progetti dichiarati d'interesse europeo per i quali è stato nominato un coordinatore europeo, quest'ultimo include nella sua relazione i motivi del ritardo.
5. Cinque anni dopo il completamento di un progetto dichiarato d'interesse europeo o di una delle sue sezioni, la Commissione, assistita dal comitato di cui all'articolo 14, paragrafo 1, effettua una valutazione di detto progetto che comprende in particolare il suo impatto socioeconomico, l'impatto ambientale, l'impatto sul commercio tra gli Stati membri e sulla coesione territoriale nonché sullo sviluppo sostenibile. La Commissione informa il comitato di cui all'articolo 14, paragrafo 1, del risultato di tale valutazione.
6. Per ciascun progetto dichiarato d'interesse europeo, in particolare per le sezioni transfrontaliere, gli Stati membri interessati adottano misure adeguate per assicurare che:
-
abbia luogo un regolare scambio di informazioni pertinenti, e
-
siano organizzate, se del caso, riunioni congiunte di coordinamento.
Le riunioni congiunte di coordinamento sono organizzate, se necessario, alla luce dei requisiti specifici del progetto, come la fase di sviluppo del progetto e le difficoltà previste o incontrate. Le riunioni congiunte di coordinamento esaminano in particolare le procedure di valutazione e di consultazione del pubblico. Gli Stati membri interessati assicurano che la Commissione sia informata delle riunioni congiunte di coordinamento e dello scambio di informazioni.
Articolo 9
Attuazione dei progetti di interesse europeo
1. I progetti d'interesse europeo devono essere realizzati rapidamente.
Entro il 12 aprile 2007, gli Stati membri, sulla base di un progetto di calendario all'uopo fornito dalla Commissione, presentano a quest'ultima un calendario aggiornato e indicativo per la realizzazione di detti progetti comprendente, se disponibili, dettagli relativi ai seguenti elementi:
a)
il previsto iter del progetto attraverso la procedura di approvazione della pianificazione;
b)
il calendario per la fase di fattibilità e progettazione;
c)
la costruzione del progetto; e
d)
l'entrata in servizio del progetto.
2. La Commissione, in stretta collaborazione con il comitato di cui all'articolo 14, paragrafo 1, presenta ogni due anni una relazione sull'esecuzione dei progetti di cui al paragrafo 1.
Per progetti dichiarati d'interesse europeo per i quali è stato nominato un coordinatore europeo, le relazioni annuali presentate da quest'ultimo sostituiscono le relazioni biennali.
Articolo 10
Coordinatore europeo
1. Qualora un progetto dichiarato d'interesse europeo registri considerevoli ritardi o difficoltà di attuazione, comprese le situazioni in cui sono coinvolti paesi terzi, la Commissione può nominare un coordinatore europeo, di concerto con gli Stati membri interessati e previa consultazione del Parlamento europeo. Se necessario, gli Stati membri possono altresì richiedere che la Commissione nomini un coordinatore europeo per altri progetti afferenti alle reti transeuropee dell'energia.
2. Il coordinatore europeo viene scelto, in particolare, sulla base della sua esperienza in materia di istituzioni europee e della conoscenza di questioni relative alla politica energetica come pure al finanziamento e alla valutazione ambientale e socioeconomica di grandi progetti.
3. La decisione di nomina del coordinatore europeo specifica il modo in cui il coordinatore deve svolgere i suoi compiti.
4. Il coordinatore europeo:
a)
promuove la dimensione europea del progetto e il dialogo transfrontaliero tra i promotori del progetto e le persone interessate;
b)
contribuisce al coordinamento delle procedure nazionali per la consultazione delle persone interessate; e
c)
presenta ogni anno una relazione alla Commissione sui progressi del/i progetto/i per il quale/i quali è stato nominato nonché sugli ostacoli e le difficoltà eventuali che possono comportare un ritardo considerevole; la Commissione trasmette tale relazione agli Stati membri interessati.
5. Gli Stati membri interessati cooperano con il coordinatore europeo nell'esecuzione dei compiti di cui al paragrafo 4.
6. La Commissione può chiedere il parere del coordinatore europeo in caso di esame delle domande di finanziamento comunitario per progetti o gruppi di progetti per i quali questi è stato nominato.
7. Al fine di evitare inutili oneri amministrativi, il livello di coordinamento deve essere proporzionato ai costi del progetto.
Articolo 11
Contesto più favorevole
1. Per contribuire a creare un contesto più favorevole allo sviluppo delle reti transeuropee dell'energia e alla loro interoperabilità, la Comunità tiene conto degli sforzi degli Stati membri in vista di tale obiettivo, conferisce la massima importanza alle misure seguenti e le promuove ove necessario:
a)
cooperazione tecnica tra le entità responsabili delle reti transeuropee dell'energia, particolarmente per il buon funzionamento delle connessioni di cui all'allegato II, punti 1, 2 e 7;
b)
agevolazione dell'espletamento delle procedure di autorizzazione dei progetti sulle reti transeuropee dell'energia onde ridurre i ritardi, soprattutto per quanto riguarda i progetti d'interesse europeo;
c)
fornitura di assistenza ai progetti di interesse comune attraverso i fondi comunitari, gli strumenti e i programmi finanziari applicabili a queste reti.
2. La Commissione, in stretta collaborazione con gli Stati membri interessati, prende tutte le iniziative per promuovere il coordinamento delle attività di cui al paragrafo 1.
3. Le misure necessarie per attuare le attività di cui al paragrafo 1, lettere a) e b), sono decise dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.
Articolo 12
Effetti sulla concorrenza
Nell'esaminare i progetti si deve tenere conto dei loro effetti sulla concorrenza e sulla sicurezza dell'approvvigionamento. Il finanziamento privato o il finanziamento da parte degli operatori economici interessati rappresenta la principale fonte di finanziamento ed è incoraggiato. È evitata qualsiasi distorsione della concorrenza fra operatori di mercato, conformemente alle disposizioni del trattato.
Articolo 13
Limitazioni
1. La presente decisione lascia impregiudicati gli impegni finanziari assunti da uno Stato membro o dalla Comunità.
2. La presente decisione lascia impregiudicati i risultati della valutazione dell'impatto ambientale dei progetti e dei piani o programmi che definiscono il futuro quadro di autorizzazione per tali progetti. I risultati della valutazione dell'impatto ambientale, ove tale valutazione sia prescritta conformemente alla pertinente normativa comunitaria, saranno presi in considerazione prima di procedere effettivamente alla decisione di eseguire i progetti conformemente alla pertinente normativa comunitaria.
Articolo 14
Procedura di comitato
1. La Commissione è assistita da un comitato.
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.
Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.
3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
Articolo 15
Relazione
Ogni due anni la Commissione elabora una relazione sull'attuazione della presente decisione, che presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.
Nella relazione si prendono in considerazione l'attuazione e i progressi compiuti nell'eseguire i progetti prioritari che riguardano le connessioni transfrontaliere, come menzionato nell'allegato II, punti 2, 4 e 7, nonché le modalità particolareggiate del loro finanziamento, in particolare per quanto attiene al contributo finanziario della Comunità.
Articolo 16
Abrogazioni
La decisione 96/391/CE e la decisione n. 1229/2003/CE sono abrogate.
Articolo 17
Entrata in vigore
La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Articolo 18
Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Strasburgo, addì 6 settembre 2006.

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