Document ID: 31990R2008

REGOLAMENTO (CEE) N. 2008/90 DEL CONSIGLIO
del 29 giugno 1990
riguardante la promozione delle tecnologie energetiche per l'Europa (programma Thermie)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 235,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che nella sua risoluzione del 16 settembre 1986 relativa a nuovi obiettivi comunitari di politica energetica per il 1995 e alla convergenza delle politiche degli Stati membri (4) il Consiglio afferma che, malgrado le fluttuazioni a breve termine del mercato dell'energia, gli sforzi compiuti per contenere i rischi di tensione ulteriore sul mercato devono, da ora fino al 1995 e oltre, essere mantenuti e, se necessario, potenziati;
considerando che, secondo la medesima risoluzione, uno degli obiettivi orizzontali della politica energetica della Comunità è la promozione continua e ragionevolmente diversificata delle innovazioni tecnologiche e la diffusione appropriata dei risultati in tutta la Comunità; che, malgrado la situazione energetica attuale, non bisogna diminuire gli sforzi per diversificare l'approvvigionamento energetico comunitario e migliorare l'efficienza energetica; che la promozione di nuove tecnologie contribuisce alla realizzazione di questi obiettivi, oltre che alla migliore tutela dell'ambiente dall'impatto delle tecnologie energetiche;
considerando che occorre articolare tali sforzi rispetto alla strategia scientifica e tecnologica comunitaria ed ai programmi specifici definiti nel programma quadro per le azioni comunitarie di ricerca e sviluppo tecnologico, sia in termini di esecuzione del programma che di situazione finanziaria del programma all'interno delle prospettive finanziarie;
considerando che, secondo la risoluzione del 16 settembre 1986, la Comunità deve impegnarsi a ricercare soluzioni equilibrate per l'energia e l'ambiente, facendo ricorso alle migliori tecnologie esistenti economicamente giustificate; che, secondo l'articolo 130 R del trattato, le esigenze di protezione dell'ambiente sono una delle componenti delle altre politiche della Comunità e che l'azione di quest'ultima in questo settore mira a garantire un'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali; che il ruolo delle tecnologie energetiche sarà decisivo per rispondere alla sfida ecologica: esse devono accrescere l'efficienza energetica, sviluppare nuove fonti rinnovabili e garantire lo sfruttamento pulito dei combustibili solidi; che occorre compiere notevoli sforzi in tutti questi settori per far fronte alla minaccia del mutamento del clima;
considerando che la promozione di progetti aventi lo scopo di valorizzare il potenziale energetico endogeno delle regioni, in particolare di quelle meno favorite, contribuisce a rafforzare la coesione economica e sociale della Comunità, obiettivo di cui, secondo l'articolo 130 B del trattato, l'attuazione delle politiche comuni e del mercato interno deve tenere conto;
considerando che il sostegno alla promozione di tecnologie energetiche è un elemento favorevole alla coesione economica e sociale;
considerando che uno sforzo di promozione di tecnologie innovatrici da parte della Commissione permette di evitare la dispersione dei mezzi e di ottenere una maggiore efficacia dell'azione;
considerando che questo sforzo deve essere coordinato con l'azione svolta dalla Comunità nel quadro di altri programmi specifici riguardanti in particolare la ricerca e lo sviluppo nel settore dell'energia, l'innovazione e il trasferimento tecnologico, la diffusione e l'utilizzazione dei risultati della ricerca scientifica e tecnica;
considerando che conviene accordare, in casi specifici, un sostegno finanziario ai progetti riguardanti la promozione delle tecnologie energetiche avanzate;
considerando che, in fase di selezione dei progetti è opportuno privilegiare i progetti che prevedono di associare
imprese indipendenti stabilite in Stati membri diversi, i progetti proposti da piccole e medie imprese nonché i progetti di diffusione;
considerando che, per ragioni di efficienza, è opportuno prevedere un programma della durata di cinque anni, con una dotazione finanziaria globale adeguata;
considerando che è opportuno procedere alla valutazione dell'importo delle risorse finanziarie comunitarie necessarie all'attuazione di tale programma; che tale importo deve iscriversi nelle prospettive finanziarie definite dagli accordi interistituzionali; che gli stanziamenti effettivamente disponibili saranno determinati secondo la procedura di bilancio in conformità di detti accordi;
considerando che, nonostante il nuovo impulso richiesto dalla promozione delle tecnologie energetiche innovatrici, occorre, in conformità con il presente regolamento, assicurare la continuità delle azioni avviate nell'ambito dei progetti dimostrativi e dei progetti pilota industriali nel settore dell'energia, previsti nel regolamento (CEE) n. 3640/85 (1) e del programma di sostegno allo sviluppo tecnologico nel settore degli idrocarburi previsto nel regolamento (CEE) n. 3639/85 (2); che detta continuità deve essere conseguita mediante il proseguimento delle azioni di promozione e di diffusione delle tecnologie che hanno beneficiato di un sostegno comunitario in virtù dei suddetti regolamenti; che essa può essere conseguita anche mediante il sostengno di fasi successive di progetti che hanno già beneficiato di un sostegno parziale in virtù dei suddetti regolamenti; che essa deve consentire di sostenere, in taluni casi, progetti analoghi a quelli contemplati da detti regolamenti, purché ottemperino anche alle disposizioni del presente regolamento;
considerando che occore mantenere e incoraggiare la cooperazione tra imprese di più Stati membri nel campo delle tecnologie energetiche;
considerando che il trasferimento di tecnologia al settore energetico può contribuire considerevolmente al miglioramento del rendimento energetico e alla riduzione delle emissioni inquinanti nelle regioni svantaggiate della Comunità e in determinati paesi terzi;
considerando che detto trasferimento va quindi incoraggiato tanto attraverso i programmi comunitari esistenti quanto attraverso altre opportune modalità;
considerando che la concessione di aiuti da parte della Comunità non deve alterare le condizioni di concorrenza in modo incompatibile con le disposizioni del trattato in materia;
considerando che il trattato non prevede per l'adozione del presente regolamento poteri d'azione diversi da quelli dell'articolo 235,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
La Comunità può accordare, alle condizione previste dal presente regolamento, un sostegno finanziario ai progetti riguardanti la promozione delle tecnologie energetiche per l'Europa (programma Thermie) nei settori di applicazione di cui all'articolo 3 e intraprendere le azioni di accompagnamento di cui all'articolo 5.
L'importo delle spese comunitarie, reputato necessario per l'attuazione del programma di cui al presente regolamento, ammonta, per il periodo 1990-1992, a 350 000 000 di ecu.
L'autorità di bilancio determina gli stanziamenti disponibili per ogni esercizio.
Articolo 2
1. Ai fini del presente regolamento si intende per «progetti riguardanti la promozione delle tecnologie energetiche» qui di seguito denominati «progetti», i progetti miranti a mettere a punto, ad applicare e/o promuovere tecnologie energetiche a carattere particolarmente innovativo e la cui applicazione comporta rischi tecnici ed economici considerevoli, per cui questi progetti non sarebbero molto probabilmente realizzati senza il sostegno finanziario comunitario.
2. Il sostegno finanziario comunitario può essere accordato:
a) per progetti innovatori: detti progetti riguardano la messa a punto o l'applicazione di tecniche, processi o prodotti di carattere innovativo per i quali la fase di ricerca sviluppo è nelle sue grandi linee terminata o una nuova applicazione di tecniche, processi o prodotti già conosciuti. I progetti di questo tipo sono destinati a provare la redditività in termini tecnici ed economici di nuove tecnologie mediante una prima realizzazione di capacità sufficiente. Questi criteri si applicano, ove necessario, in funzione delle esigenze di continuità dei settori di applicazione di cui all'articolo 3;
b) per progetti di diffusione: tali progetti riguardano la promozione ai fini di una loro più ampia utilizzazione nella Comunità, in condizioni economiche o geografiche differenti, oppure con varianti tecniche, di tecniche, processi o prodotti innovativi, che sono già stati oggetto di una prima realizzazione ma che non sono ancora penetrati nel mercato a motivo di rischi sussistenti.
Articolo 3
I settori di applicazione del presente regolamento sono:
- l'utilizzazione razionale dell'energia,
- le energie rinnovabili,
- i combustibili solidi,
- gli idrocarburi.
Le sfere di applicazione di questi settori figurano negli allegati da I a IV. Detti allegati possono essere modificati dalla Commissione in considerazione dell'evoluzione della situazione del mercato dell'energia e/o delle tecnologie e secondo le procedure definite nell'articolo 9, paragrafo 2 e nell'articolo 10, paragrafo 1. Il Parlamento europeo ed il Consiglio sono tenuti informati di queste modifiche.
Articolo 4
Qualora risulti necessario, in particolare quando un'esigenza non sia soddisfatta o sia possibile ottenere un progresso tecnologico significativo mediante la cooperazione tra persone o imprese di almeno due Stati membri, può essere presa l'iniziativa di promuovere o coordinare la realizzazione di progetti specifici, definiti «progetti mirati».
Articolo 5
La Commissione intraprende azioni di accompagnamento del tipo definito nell'allegato V, intese a promuovere l'applicazione delle tecnologie energetiche e la loro penetrazione nel mercato. A tal fine, la Comunità può fornire sostegno tecnico e finanziario ad organismi che promuovano le tecnologie innovative negli Stati membri. Tali azioni sono enumerate nell'allegato V, che può essere modificato dalla Commissione, secondo le procedure definite nell'articolo 9, paragrafo 2 e nell'articolo 10, paragrafo 1.
Queste azioni di accompagnamento possono essere condotte in paesi terzi nella misura in cui l'estensione di dette azioni a questi ultimi sia rispondente agli obiettivi del presente regolamento.
Articolo 6
1. Tutti i progetti ai sensi degli articoli 2 e 4 devono soddisfare le condizioni seguenti:
a) utilizzare, in vista della loro realizzazione e della loro diffusione, tecniche, processi o prodotti innovatori o una nuova applicazione di tecniche, processi o prodotti già noti;
b)
offrire prospettive di redditività tecnica ed economica,
ai fini di un successivo sfruttamento commerciale della tecnologia in questione;
c)
offrire soluzioni appropriate compatibili con le esigenze in materia di sicurezza e di protezione dell'ambiente;
d)
presentare difficoltà di finanziamento a causa di rischi tecnici ed economici rilevanti;
e)
essere proposti da persone fisiche o giuridiche che per le tecniche, i processi o i prodotti di cui alla lettera a)
sono in grado di attuarli e di applicarli, nonché di contribuire o di prestare il proprio contributo alla loro diffusione;
f)
per i progetti il cui costo totale sia uguale o superiore a 6 000 000 di ecu, essere presentati da almeno due promotori indipendenti stabiliti in Stati membri diversi.
Tuttavia la Commissione può accettare deroghe per progetti presentati da un solo promotore, la realizzazione dei quali rivesta particolare interesse comunitario;
g)
essere realizzati sul territorio della Comunità, a meno che la realizzazione, integrale o parziale in una zona al di fuori della Comunità risponda all'interesse essenziale della stessa, segnatamente a motivo delle sue peculiari caratteristiche.
2. Le condizioni supplementari specifiche per i singoli settori di applicazione sono menzionate negli allegati da I a IV.
3. Nella selezione dei progetti, la Commissione tiene conto, oltre ai criteri fissati ai paragrafi 1 e 2, di una preferenza da accordare ai progetti che soddisfano le caratteristiche seguenti:
a) progetti, diversi da quelli di cui al paragrafo 1, lettera f), che prevedono un'associazione di almeno due imprese indipendenti stabilite in Stati membri diversi, purché sia accertato che ciascuna di esse è in grado di apportare un contributo effettivo e significativo alla realizzazione del progetto;
b)
progetti proposti da piccole e medie imprese o da un'associazione tra le stesse;
c)
progetti che sono specificati all'articolo 2, paragrafo 2, lettera b) e la cui realizzazione è prevista nelle regioni in ritardo nello sviluppo, secondo la definizione dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2052/88 (1).
Articolo 7
1. Il sostegno di un progetto assume la forma di contributo finanziario della Comunità accordato alle condizioni di cui ai paragrafi seguenti nonché agli articoli 8, 12 e 15.
2. Il sostegno finanziario può essere accordato ad un progetto nel suo insieme oppure a diverse fasi di un progetto. In quest'ultimo caso, fatte salve le competenze spettanti all'autorità di bilancio delle Comunità europee, il sostegno finanziario è mantenuto per le fasi successive dello stesso progetto, purché continuino ad essere soddisfatti i criteri di ammissibilità e la Commissione sia soddisfatta dello svolgimento dei lavori del progetto.
3. Il sostegno finanziario non può superare il 40 % dei costi imputabili del progetto nel caso dei progetti innovatori di cui all'articolo 2, lettera a) e dei progetti mirati di cui all'articolo 4; esso non può superare il 35 % dei costi imputabili per i progetti di diffusione di cui all'articolo 2, lettera b).
4. L'importo del sostegno finanziario è determinato per ciascun progetto. Per determinare questo importo, la Comissione tiene conto della parte di rischio che deve essere assunta direttamente dai responsabili del progetto e degli altri sussidi percepiti o previsti in modo che complessivamente il sostegno pubblico non superi il 49 % del costo totale del progetto. A tal fine il responsabile del progetto ha l'obbligo di notificare alla Commissione qualsiasi aiuto pubblico previsto o ricevuto.
5. Se necessario, la Commissione si riserva la possibilità di introdurre, secondo le procedure previste nell'articolo 9, paragrafo 2 e nell'articolo 10, paragrafo 1, altri mecanismi finanziari appropriati.
Articolo 8
1. Conformemente al presente regolamento, i progetti sono presentati da persone fisiche o giuridiche stabilite nella Comunità, singolarmente o in associazione, in seguito ad un invito a sottoporre progetti in uno o più dei settori applicativi di cui all'articolo 3, pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
2. Nelle gare d'appalto la Commissione indica i settori che saranno considerati prioritari nella selezione dei progetti: l'elenco di queste priorità è stabilito dalla Commissione secondo le procedure definite nell'articolo 9, paragrafo 2 e nell'articolo 10, paragrafo 1. Essa precisa inoltre le informazioni che il richiedente deve fornire ai fini della selezione dei progetti.
Articolo 9
1. La Commissione è incaricata dell'applicazione del presente regolamento.
2. Per l'esecuzione dei compiti sotto elencati la Commissione applica la procedura di cui all'articolo 10, paragrafo 1:
a) la modifica degli allegati da I a VI;
b) la fissazione delle priorità per le gare d'appalto;
c)
la selezione dei progetti, compresa la fissazione del tasso di sostegno finanziario per tutti i progetti il cui costo complessivo superi 500 000 ecu;
d)
l'eventuale modifica delle tecniche di intervento finanziario.
3. Per quanto riguarda la selezione dei progetti, compresa la fissazione del tasso di sostegno finanziario per tutti i progetti il cui costo complessivo sia compreso tra 100 000 ecu e 500 000 ecu, la Commissione applica la procedura prevista nell'articolo 10, paragrafo 2.
Articolo 10
1. Per l'esecuzione dei compiti previsti nell'articolo 9, paragrafo 2, la Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da prendere. Il comitato formula il proprio parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio.
In tal caso, la Commissione differisce di un mese al massimo, a decorrere da tale comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine di cui al comma precedente.
2. Per quanto riguarda i progetti di cui all'articolo 9, paragrafo 3 la Commissione è assistita da un comitato consultivo composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da prendere. Il comitato formula il proprio parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, procedendo eventualmente ad una votazione.
Il parere è messo a verbale; inoltre ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la posizione da esso assunta vi figuri.
La Commissione tiene massimo conto del parere formulato dal comitato. Essa informa il comitato sul modo in cui essa ha tenuto conto del parere.
Articolo 11
Nell'applicazione del presente regolamento la Commissione assicura il coordinamento con le azioni svolte nel quadro di altri programmi comunitari relativi alla ricerca e allo sviluppo, all'innovazione e al trasferimento di tecnologie, alla diffusione e alla utilizzazione dei risultati della ricerca, nonché dei fondi strutturali.
Essa assicura altresì un più stretto coordinamento con i programmi nazionali per evitare la proliferazione di progetti analoghi.
Essa, inoltre, provvede all'aggancio del presente programma con il programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico.
Articolo 12
1. Il contraente responsabile dell'esecuzione di un progetto che beneficia di un sostegno finanziario della Comunità si impegna a sfruttare le tecnica, il processo o il prodotto realizzato con successo oppure a facilitarne lo sfruttamento e a permettere la diffusione dei risultati ottenuti.
2. La Commissione, in collaborazione con gli organismi competenti negli Stati membri, garantisce la diffusione e l'applicazione dei progetti che beneficiano di un sostegno in virtù del presente regolamento e dei regolamenti (CEE) n. 3056/73 (1), (CEE) n. 1302/78 (2), (CEE) n. 1303/78 (3), (CEE) n. 1971/83 (4), (CEE) n. 1972/83 (5), (CEE) n. 3639/85 (6) e (CEE) n. 3640/85 (7) e ne promuove lo sfruttamento. Essa prende le misure appropriate per raggiungere questo obiettivo nel quadro delle azioni citate all'articolo 5 anche mediante, se necessario, un'assistenza appropriata da accordare al contraente.
Articolo 13
I contratti tra la Comunità e le persone di cui all'articolo 15, necessari per l'esecuzione dei progetti selezionati conformemente al presente regolamento, fissano i diritti e gli obblighi di ciascuna delle parti, come pure le modalità di diffusione, di protezione, di valorizzazione dei risultati dei progetti e di un eventuale rimborso del sostegno finanziario in caso di mancata osservanza degli obblighi contrattuali.
Articolo 14
Fatte salve le disposizioni dell'articolo 12, le informazioni raccolte dalla Commissione in applicazione del presente regolamento hanno carattere riservato.
Articolo 15
Sono responsabili per ciascun progetto una persona fisica o una persona giuridica, costituita conformemente al diritto applicabile negli Stati membri, o un'associazione tra tali persone, in solido e congiuntamente.
Articolo 16
Il sostegno finanziario accordato dalla Comunità non deve alterare le condizioni di concorrenza in modo incompatibile con le disposizioni del trattato in materia.
Articolo 17
La Commissione presenta al Consiglio e al Parlamento europeo una relazione sull'applicazione del presente regolamento e sulla coerenza tra le azioni nazionali e le azioni comunitarie, dopo tre anni, nonché alla scadenza del presente regolamento, per permettere la valutazione dei risultati ottenuti.
Articolo 18
1. Gli importi da accordare a titolo del presente regolamento sono iscritti annualmente nel bilancio generale delle Comunità europee.
Tali stanziamenti coprono il sostegno finanziario da accordare ai progetti di cui all'articolo 2, paragrafo 2 e all'articolo 4 e alle azioni di cui all'articolo 5 e all'articolo 7, paragrafo 5, nonché le spese relative all'esecuzione del presente regolamento.
2. La ripartizione indicativa figurante nell'allegato VI dell'importo globale di cui al paragrafo 1 tra i vari settori, azioni e meccanismi definiti rispettivamente negli articoli 3 e 5 e nell'articolo 7, paragrafo 5, può essere modificata mediante decisione della Commissione secondo le procedure previste nell'articolo 9, paragrafo 2 e nell'articolo 10, paragrafo 1.
Articolo 19
I regolamenti (CEE) n. 3639/85 e (CEE) n. 3640/85 rimangono validi per i progetti per cui è stato accordato un sostegno in virtù di tali regolamenti.
Articolo 20
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile fino al 31 dicembre 1994.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì 29 giugno 1990.

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