Document ID: 31995D0818

DECISIONE N. 818/95/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 14 marzo 1995 relativa all'adozione della terza fase del programma «Gioventù per l'Europa»
IL PARLAMENTO EUROPEO ED IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 126,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
visto il parere del Comitato delle regioni (3),
deliberando conformemente alla procedura di cui all'articolo 189 B del trattato (4),
considerando che il 16 giugno 1988 il Consiglio ha adottato la decisione 88/348/CEE (5) che istituisce un programma d'azione «Gioventù per l'Europa», destinato a favorire gli scambi dei giovani nella Comunità e, il 29 luglio 1991, la decisione 91/395/CEE (6) recante adozione del suddetto programma (seconda fase); quest'ultima è stata adottata per il periodo dal 1° gennaio 1992 fino al 31 dicembre 1994;
considerando che la decisione 87/569/CEE del Consiglio, del 1° dicembre 1987, concernente un programma d'azione per la formazione professionale e la preparazione dei giovani alla vita adulta e professionale (Petra) (7), prevede la promozione dello spirito di iniziativa e della creatività dei giovani;
considerando che nella decisione 89/489/CEE del Consiglio, del 28 luglio 1989, che istituisce un programma d'azione inteso a promuovere la conoscenza di lingue straniere nella Comunità europea (Lingua) (8), si è in particolare sottolineato che il programma «Gioventù per l'Europa» non potrà raggiungere completamente i propri obiettivi senza misure di accompagnamento miranti a promuovere la formazione in lingue straniere; che, d'altra parte, il programma Lingua prevede un aiuto soltanto per i progetti organizzati negli istituti di insegnamento;
considerando che nella risoluzione del Consiglio e dei ministri, riuniti in seno al Consiglio, del 26 giugno 1991, sulle azioni prioritarie nel settore della gioventù (9) è stato riaffermato il desiderio, in funzione dell'esperienza acquisita nel quadro del programma «Gioventù per l'Europa», di intensificare la cooperazione nel settore degli scambi e della mobilità dei giovani con i paesi dell'EFTA, i paesi dell'Europa centrale e orientale e nel contesto del dialogo Nord-Sud;
considerando che il Parlamento europeo ha, in varie occasioni, apportato il proprio sostegno attivo allo sviluppo delle azioni e dei programmi attuati a livello comunitario nel settore della gioventù, in specie nella sua relazione del 24 maggio 1991 su «Le politiche comunitarie e il loro impatto sui giovani»;
considerando che nelle conclusioni dei Consigli europei di Edimburgo, dell'11 e 12 dicembre 1992, e di Copenaghen, del 20 e 21 giugno 1993, si è sottolineato rispettivamente che le attività miranti allo sviluppo dell'autonomia e della creatività dei giovani devono essere sostenute e che disposizioni rigorose ed efficaci devono essere prese per combattere il fenomeno dell'esclusione e del razzismo, in specie attraverso l'istruzione dei giovani;
considerando che gli scambi di giovani costituiscono un mezzo appropriato per meglio conoscere e comprendere le diversità delle culture degli Stati membri e che, ciò facendo, essi contribuiscono al rafforzamento della democrazia, della tolleranza e della coesione della Comunità in una prospettiva di solidarietà; che in tale contesto la partecipazione dei giovani alla preparazione, all'attuazione e alla verifica dei progetti può essere messa a profitto onde rafforzare le ralezioni tra i giovani della Comunità e la loro cittadinanza attiva;
considerando che, a tale riguardo, è importante promuovere la partecipazione attiva dei giovani svantaggiati a queste attività, agevolando il loro accesso ad esse; che è necessario sostenere tali azioni in favore dei giovani tramite azioni orientate sugli animatori di attività socio-educative; che, ciò facendo, l'elaborazione di un programma d'azione comunitario, sulla base dell'esperienza già acquisita, comporta un valore aggiunto europeo;
considerando che nella comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio del 2 settembre 1992, sul «Piano d'azione informazione giovani» è stata affermata l'importanza che riveste per la Comunità lo sforzo di informazione dei giovani sul piano europeo;
considerando che occorre rafforzare i legami tra le azioni condotte nell'ambito del presente programma e quelle sviluppate nell'ambito della politica sociale, nella lotta contro il razzismo e la xenofobia e della cooperazione con i paesi terzi;
considerando che - fermo restando l'obiettivo dell'integrazione - è particolarmente importante permettere ai giovani immigrati di poter conoscere la loro cultura d'origine;
considerando che l'azione della Comunità si sviluppa nell'ambito degli obiettivi fissati dall'articolo 126 del trattato nel settore della gioventù, vale a dire la promozione degli scambi di giovani e di animatori socio-educativi nonché la collaborazione con i paesi terzi;
considerando che l'attuazione del presente programma deve poggiare su strutture decentralizzate designate dagli Stati membri in stretta cooperazione con le autorità nazionali responsabili in materia di gioventù, al fine di garantire che l'azione comunitaria appoggi e completi le attività nazionali nel rispetto del principio di sussidiarietà, come definito dall'articolo 3 B del trattato;
considerando che i paesi associati dell'Europa centrale e orientale (PECO) dovrebbero essere ammessi a partecipare al programma «Gioventù per l'Europa», conformemente alle condizioni indicate nei protocolli addizionali agli accordi di associazione relativi alla partecipazione a programmi comunitari, da concludere con tali paesi; che il programma in parola dovrebbe essere accessibile a Cipro e a Malta in base a stanziamenti supplementari secondo le stesse regole applicate ai paesi dell'EFTA, secondo procedure da convenire con questi paesi;
considerando che la presente decisione stabilisce una dotazione finanziaria che constitusce il riferimento privilegiato per l'autorità di bilancio nel quadro della procedura di bilancio annuale ai sensi della dichiarazione comune del 6 marzo 1995;
considerando che è intervenuto in data 20 dicembre 1994 un accordo su un «modus vivendi» tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione riguardante le misure di esecuzione degli atti deliberati secondo la procedura di cui all'articolo 189 B del trattato CE,
DECIDONO:
Articolo 1
Istituzione del programma «Gioventù per l'Europa» (terza fase) 1. Con la presente decisione è istituito il programma d'azione comunitario «Gioventù per l'Europa» (terza fase) (quale descritto nell'allegato e denominato in prosieguo: «il programma»), in materia di politica di cooperazione nel settore della gioventù, compresi gli scambi di giovani all'interno della Comunità e con paesi terzi.
Il programma è adottato per il periodo dal 1° gennaio 1995 al 31 dicembre 1999.
2. Rientrano nell'ambito della presente decisione le misure adottate dagli Stati membri in favore dei giovani nel contesto sociopedagogico specifico della cooperazione nel settore della gioventù, volte alla realizzazione di parte o dell'insieme dei seguenti obiettivi;
- consentire ai giovani di prendere coscienza dell'importanza della democrazia nell'organizzazione della società e incoraggiarli così a partecipare attivamente alle sue istituzioni;
- incoraggiare l'indipendenza e la cratività dei giovani nonché il loro spirito di iniziativa, in un ambito comunitario, in particolare a livello sociale, civico, culturale e dell'ambiente;
- consentire ai giovani di esprimere le proprie opinioni quanto all'organizzazione della società e promuovere la loro presa in considerazione da parte delle varie pubbliche autorità interessate;
- rendere i giovani consapevoli dell'importanza di assicurare pari opportunità a uomini e donne e di incoraggiare le donne a svolgere una vita attiva in tutti i settori della società;
- promuovere l'acquisizione della consapevolezza dei pericoli legati all'esclusione, ivi compreso il razzismo e la xenofobia, attraverso misure socioeducative per e tramite i giovani;
- incoraggiare i giovani a informarsi e a prendere coscienza del valore intrinseco della diversità delle culture e a riconoscerla;
- permettere ai giovani di percepire la nozione di Unione europea come parte integrante del loro ambiente storico, sociale, culturale e politico;
- incoraggiare i giovani a partecipare attivamente alla società in particolare attraverso associazioni e organizzazioni senza scopo di lucro.
3. Il programma non include i progetti realizzati nell'ambito di strutture formali di insegnamento e di formazione professionale.
Articolo 2
Disposizioni finanziarie Il programma ha una durata di 5 anni. Esso entra in vigore il 1° gennaio 1995.
La dotazione finanziaria per l'attuazione dell'insieme del programma è fissata a 126 milioni di ecu per il periodo 1995-1999.
L'autorità di bilancio stabilisce gli stanziamenti disponibili per ogni esercizio tenendo presenti i principi di una sana gestione previsti all'articolo 2 del regolamento finanziario, applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.
Articolo 3
Obiettivi del programma 1. L'obiettivo principale del programma è contribuire, in particolare grazie ad una più intensa cooperazione tra gli Stati membri, al processo educativo dei giovani, mediante lo sviluppo delle attività di scambio nell'ambito della Comunità, altre attività complementari nel settore della gioventù collegate agli obiettivi di detti scambi, nonché mediante scambi con paesi terzi con i quali la Comunità ha concluso in particolare accordi di collaborazione.
2. In tale contesto, gli obiettivi specifici del programma sono i seguenti:
a) intensificare gli scambi di giovani dai 15 ai 25 anni residenti in uno o più Stati membri;
b) sostenere iniziative e progetti innovatori di interesse comunitario o di carattere transnazionale, creati da giovani per i giovani, che consentano loro di esercitare un ruolo attivo e riconosciuto nella società e di sviluppare le loro attitudini personali, la loro creatività, il loro senso di solidarietà e la loro autonomia;
c) creare condizioni favorevoli affinché gli incontri raggiungano un livello qualitativo elevato; assicurare la qualità di tutte le attività intraprese nell'ambito del programma;
d) sostenere la formazione di animatori giovanili così da permettere ai giovani di beneficiare di azioni comuni di qualità collegate agli obiettivi generali del programma;
e) intensificare la collaborazione tra gli Stati membri e tra questi e la Commissione tramite scambi di esperienze, nonché con iniziative comuni su scala comunitaria e sostenere così gli Stati membri nei loro sforzi per migliorare la qualità dei servizi e delle misure in favore dei giovani, anche attraverso lo sviluppo di attività di informazione connesse con gli obiettivi del programma;
f) promuovere gli scambi con i giovani dei paesi terzi con cui la Comunità ha concluso in particolare accordi di cooperazione.
Articolo 4
Azione positiva in favore dei giovani svantaggiati 1. Sarà dedicata una particolare attenzione all'accesso dei giovani svantaggiati alle attività del programma e al miglioramento della qualità dei progetti ad essi destinati.
Ai fini della presente decisione per «giovani svantaggiati» si intendono i giovani che hanno le maggiori difficoltà a partecipare ai programmi d'azione esistenti sia a livello comunitario che a livello nazionale, regionale e locale per ragioni di ordine culturale, sociale, economico, fisico, mentale e geografico.
2. La Commissione e gli Stati membri vigilano a che almeno un terzo degli stanziamenti concessi nell'ambito dell'azione A di cui all'allegato siano utilizzati a profitto dei giovani svantaggiati e che a questo proposito si compiano sforzi nel quadro delle azioni B, C, D ed E definite nell'allegato.
Articolo 5
Cooperazione con gli Stati membri 1. La Commissione e gli Stati membri adottano le misure necessarie per quanto riguarda le strutture istituite a livello nazionale per la realizzazione degli obiettivi del programma, per assicurare la valutazione e la verifica delle azioni dallo stesso previste, nonché per applicare le procedure di concertazione e di selezione.
2. La Commissione sostiene del pari la politica di cooperazione nel settore della gioventù avente come obiettivo lo sviluppo delle attività dei giovani nelle regioni in cui esistono normalmente poche possibilità.
3. Ogni Stato membro si adopera, nella misura del possibile, per adottare gli opportuni provvedimenti affinché i giovani che hanno partecipato a scambi o ad attività transnazionali nell'ambito del programma non perdano i propri diritti, in particolare quelli connessi con la loro protezione sociale.
Articolo 6
Comitato 1. La Commissione attua il programma conformemente alla presente decisione.
2. Nell'eseguire questo compito la Commissione è assistita da un comitato composto da due rappresentanti per ogni Stato membro e presieduto dal rappresentante della Commissione. I membri del comitato possono farsi assistere da esperti o consiglieri.
3. Il comitato può esaminare tutti i problemi connessi con l'attuazione del programma. La Commissione può consultare il comitato sugli orientamenti generali e su qualsiasi altro problema che non rientri tra quelli di cui al paragrafo 5.
4. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato dà il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può stabilire in funzione dell'urgenza della questione in esame, eventualmente procedendo a votazione.
Il parere è iscritto a verbale; inoltre ogni Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua posizone sia messa a verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa informa il comitato della maniera in cui ha tenuto conto del suo parere.
5. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato:
- il piano di lavoro annuale per le azioni A.II, B.II, C, D ed E;
- l'equilibrio generale tra tutte le azioni;
- la ripartizione indicativa dei fondi tra gli Stati membri;
- le modalità di controllo e di valutazione del programma.
6. Il comitato formula il suo parere sul progetto di misure di cui al punto 5 entro un termine che il presidente può stabilire in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio.
In tal caso, la Commissione può differire di un periodo di due mesi l'applicazione delle misure da essa decise.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine di cui al comma precedente.
Articolo 7
Attuazione 1. La Commissione assicura l'attuazione del programma.
2. In conformità della procedura di cui all'articolo 6, vengono adottate le decisioni riguardanti l'equilibrio generale tra gli Stati membri che partecipano al programma e i vari tipi di azioni.
3. La Commissione adotta tutte le misure necessarie allo scopo di garantire la trasparenza di tutte le fasi di attuazione del programma, tenendo conto della volontà e della necessità di assicurare una sempre maggiore decentralizzazione della gestione del programma pur garantendo un maggiore coordinamento a livello comunitario.
4. I paesi associati dell'Europa centrale e orientale (PECO) sono ammessi a partecipare al programma conformemente alle condizioni indicate nei protocolli addizionali agli accordi di associazione relativi alla partecipazione a programmi comunitari, da concludere con tali paesi. Il programma è accessibile a Cipro e a Malta in base a stanziamenti supplementari secondo le stesse regole applicate ai paesi dell'EFTA, secondo procedure da convenire con questi paesi.
5. I progetti e le altre attività non decentrate sono presentati alla Commissione insieme al parere dello Stato membro interessato.
Articolo 8
Rapporto con altre azioni comunitarie e cooperazione con le organizzazioni internazionali competenti La Commissione e gli Stati membri controllano la compatibilità e la complementarietà del programma con le altre azioni degli Stati membri e della Comunità relative ai giovani.
Essi favoriscono una cooperazione per questo programma che consenta la complementarietà d'azione con le organizzazioni internazionali competenti, in particolare con il Consiglio d'Europa.
Articolo 9
Verifica e valutazione Dall'attuazione della presente decisione la Commissione prende le disposizioni necessarie per garantire la verifica e la valutazione continua del programma, tenendo conto degli obiettivi generali di cui all'articolo 3, paragrafo 1, degli obiettivi specifici definiti nell'allegato e delle disposizioni previste all'articolo 4, nonché delle eventuali indicazioni del comitato istituito con l'articolo 6.
Nel corso del terzo anno del programma, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione valutativa sui primi due anni di attuazione che servirà all'eventuale adeguamento e ridefinizione degli orientamenti del programma.
Articolo 10
La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatto a Strasburgo, addì 14 marzo 1995.

Labels: 4
5
0
12
15