Document ID: 31997R2593

REGOLAMENTO (CE) N. 2593/97 DEL CONSIGLIO del 19 dicembre 1997 che modifica il regolamento (CEE) n. 3482/92 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di grandi condensatori elettrolitici all'alluminio originari del Giappone
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1), in particolare l'articolo 11, paragrafo 3,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
1. Misure in vigore
(1) Nel dicembre 1992, con regolamento (CEE) n. 3482/92 (2), il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di grandi condensatori elettrolitici all'alluminio originari del Giappone. L'aliquota del dazio antidumping definitivo, espressa in percentuale del prezzo netto franco frontiera comunitaria, non sdoganato, applicata alla Rubycon Corporation (in appresso «Rubycon») ammontava a 30,1 %. L'inchiesta che ha portato all'istituzione di tali misure viene denominata in appresso «inchiesta iniziale».
2. Domanda di inchiesta ai fini del riesame
(2) Nel settembre 1996, la Rubycon ha presentato una domanda di riesame intermedio a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio (in appresso denominato «regolamento di base»). La Rubycon sosteneva che non fosse più necessario mantenere in vigore il dazio antidumping definitivo per controbilanciare il dumping accertato nell'inchiesta iniziale.
3. Inchiesta ai fini del riesame
(3) La Commissione ha ritenuto che la domanda della Rubycon contenesse elementi di prova prima facie sufficienti per giustificare un riesame intermedio. Il 17 dicembre 1996, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), essa ha pertanto annunciato l'apertura di un'inchiesta ai fini del riesame ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento di base e ha avviato un'inchiesta.
Dato che nessuna altra parte interessata ha presentato elementi di prova sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta ai fini del riesame, l'inchiesta è stata limitata alla Rubycon. L'inchiesta ha riguardato soltanto la questione del dumping.
(4) La Commissione ha informato ufficialmente la Rubycon, i rappresentanti del paese esportatore, due importatori non collegati e il denunziante dell'inchiesta iniziale (in appresso «FARAD») circa l'avvio del riesame. Essa ha offerto inoltre alle parti interessate la possibilità di comunicare le proprie osservazioni per iscritto e di chiedere di essere sentite. Tutte le parti che ne hanno fatto richiesta hanno ottenuto un'audizione.
(5) L'inchiesta riguardava il periodo 1° ottobre 1995 - 30 settembre 1996 (in appresso denominato «periodo dell'inchiesta»). Ai fini della presente inchiesta, si è tenuto conto della Comunità nella sua composizione al momento dell'apertura del riesame.
(6) La Commissione ha inviato questionari a tutte le parti notoriamente interessate e ha ricevuto risposta dalla Rubycon, dal suo importatore collegato nella Comunità (in appresso denominato Rubycon UK) e da due importatori indipendenti della Comunità.
(7) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie e ha svolto indagini presso i locali delle seguenti società:
a) produttore/esportatore in Giappone
- Rubycon Corporation, Tokyo e Ina;
b) importatore collegato al produttore/esportatore
- Rubycon UK, South Ruislip, Regno Unito;
c) importatore indipendente dal produttore/esportatore
- Codico Gesellschaft mbH & Co KG, Vienna, Austria (in appresso Codico).
Nel corso della verifica presso i locali della Codico, è risultato che la società aveva fornito informazioni fuorvianti. In particolare, la società non aveva riferito un elevato numero di operazioni di importazione. Questa ed alcune altre mancanze hanno fatto dubitare seriamente dell'attendibilità delle informazioni fornite dalla società. La Commissione ha pertanto deciso di basare le proprie conclusioni per tale società su fatti disponibili in conformità dell'articolo 18 del regolamento di base e ne ha informato la società.
Non si è ritenuto necessario procedere ad un'indagine presso i locali dell'altro importatore visto che le sue importazioni complessive di grandi condensatori elettrolitici all'alluminio prodotti dalla Rubycon erano relativamente modeste.
(8) L'inchiesta ha superato i termini normali di 12 mesi di cui all'articolo 11, paragrafo 5, del regolamento di base a causa del volume e della complessità dei dati raccolti ed esaminati.
(9) Le parti sono state informate per iscritto dei fatti e delle considerazioni essenziali sulla cui base si intendeva modificare il regolamento (CEE) n. 3482/92. Si è preso nota delle osservazioni presentate dalle parti e, all'occorrenza, si sono modificate le conclusioni onde tenerne conto.
B. PRODOTTO IN ESAME
(10) Il prodotto oggetto del dazio antidumping definitivo di cui al primo considerando consiste in grandi condensatori elettrici, elettrolitici all'alluminio, con un prodotto CV (capacità per voltaggio nominale) compreso tra 18 000 e 310 000 ìc (micro-coulomb), ad un voltaggio pari o superiore a 160 V, con un diametro pari o superiore a 19 mm e una larghezza pari o superiore a 20 mm. Il prodotto è classificabile al codice NC ex 8532 22 00.
Ai fini della presente inchiesta per il riesame, che riguarda soltanto uno dei produttori/esportatori giapponesi noti e si limita alla questione del dumping, non si è ritenuto opportuno estendere la definizione di prodotto simile come è accaduto - in considerazione degli sviluppi tecnici del prodotto interessato - nell'inchiesta relativa alle importazioni di grandi condensatori elettrolitici all'alluminio originari della Repubblica di Corea e di Taiwan (4).
C. DUMPING
1. Osservazioni preliminari
(11) Nell'inchiesta iniziale il margine di dumping è stato calcolato sulla base dei modelli più venduti, che rappresentavano oltre il 70 % di tutte le transazioni dell'esportatore verso la Comunità. Anche il calcolo della presente inchiesta si è pertanto basato sui modelli più venduti che rappresentano oltre il 70 % del volume delle esportazioni.
Nelle osservazioni relative alle rispettive lettere di notifica, Rubycon e FARAD hanno sostenuto che sarebbe stato più opportuno utilizzare una serie diversa di transazioni. La Rubycon ha sostenuto in particolare che - anziché basarsi sui quantitativi - si sarebbe dovuto tener conto del 70 % del fatturato delle esportazioni, mentre la FARAD ha proposto di utilizzare una serie completamente diversa di transazioni per evitare il rischio che l'esportatore aumenti i propri prezzi all'esportazione soltanto per determinati modelli più venduti.
Il Consiglio ha osservato tuttavia che la Commissione non ha ricevuto da alcuna fonte informazioni relative ad un «cambiamento delle circostanze» ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 9, del regolamento di base, cambiamento che giustifichi l'applicazione di metodi diversi per determinare i prezzi all'esportazione. Si è ritenuto pertanto opportuno basarsi - come nell'inchiesta iniziale - sui modelli che rappresentano il 70 % del volume delle esportazioni della Rubycon.
2. Valore normale
(12) Per quanto riguarda la determinazione del valore normale, si è operata una distinzione tra due tipi di modelli più venduti.
Per i modelli venduti in quantitativi sufficienti e nell'ambito di normali operazioni commerciali durante il periodo dell'inchiesta sul mercato interno giapponese, i valori normali sono stati calcolati sulla base dei prezzi nazionali di vendita (redditizia) ai sensi dell'articolo 2, paragrafi 2 e 4, del regolamento di base.
(13) Quanto agli altri modelli, che non sono stati venduti sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali durante il periodo dell'inchiesta, oppure la cui vendita riguardava quantitativi insufficienti, i valori normali sono stati costruiti in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento di base. A questo proposito, i valori normali sono stati calcolati addizionando i costi di produzione, le spese interne generali, amministrative e di vendita, nonché un congruo importo per i profitti, calcolato sulla base della media ponderata del margine di profitto ottenuto dalla Rubycon sulle sue vendite interne redditizie di grandi condensatori elettrolitici all'alluminio. Il costo di produzione riferito dalla Rubycon è stato corretto poiché è risultato che la società non aveva fornito il prezzo d'acquisto reale di una determinata componente utilizzata per la produzione di grandi condensatori elettrolitici all'alluminio proveniente da un prodotture indipendente.
3. Prezzi all'esportazione
(14) Per quanto riguarda la determinazione del prezzo all'esportazione, è stata operata una distinzione tra le vendite a parti collegate e a parti indipendenti nella Comunità.
In conformità dell'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base, i prezzi all'esportazione delle vendite a società non collegate sono stati determinati sulla base dei prezzi effettivamente pagati per i prodotti venduti per l'esportazione nella Comunità.
(15) Per quanto riguarda le vendite per l'esportazione alla Rubycon UK, l'importatore collegato, i prezzi all'esportazione sono stati costruiti sulla base di prezzi di rivendita al primo acquirente indipendente, debitamente adeguati per tener conto di tutti i costi effettivamente sostenuti tra l'importazione e la rivendita. Si è proceduto inoltre ad un adeguamento per un margine di profitto del 5 %, considerato una percentuale equa, identica a quella utilizzata nell'inchiesta iniziale ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 9, del regolamento di base. Quanto al margine di profitto, è stato osservato che non era possibile utilizzare i dati inviati dai due importatori manifestatisi nell'inchiesta, dato che una parte non aveva cooperato e l'altra non rivende il prodotto in questione.
(16) Per determinare i prezzi all'esportazione franco fabbrica sono stati detratti quale costo, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 9 del regolamento di base, i dazi antidumping corrisposti all'importazione giacché durante l'inchiesta non sono stati forniti, ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 10, del regolamento di base, elementi di prova inoppugnabili del fatto che il dazio antidumping fosse debitamente traslato nei successivi prezzi di vendita dei clienti della Rubycon UK nella Comunità.
(17) È stato rilevato infine che parte dei prodotti della Rubycon veniva venduta a clienti comunitari la cui produzione è soggetta al regime di perfezionamento attivo. Durante il calcolo del prezzo all'esportazione della Rubycon si è tenuto conto di tali esportazioni soggette a perfezionamento attivo. La Rubycon ha contestato tale impostazione.
A questo proposito, si è ritenuto che l'esportatore non debba necessariamente sapere, per ciascuna operazione, se i suoi clienti immettano in libera pratica in una fase successiva i modelli soggetti al perfezionamento attivo o se i prodotti finiti contenenti grandi condensatori elettrolitici all'alluminio della Rubycon vengano successivamente reimportati nella Comunità.
Inoltre, le vendite di grandi condensatori elettrolitici all'alluminio a società che ricorrono al perfezionamento attivo possono contribuire al pregiudizio causato ai produttori comunitari, poiché riducono sbocchi altrimenti disponibili. Ciò non è incompatibile con le disposizioni dell'articolo 552 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione (5), contenente disposizioni che disciplinano l'autorizzazione di perfezionamento attivo in conformità del codice doganale comunitario. Si è riscontrato in particolare che le «condizioni economiche» da soddisfare ai fini della concessione dell'autorizzazione di perfezionamento attivo possono - in numerosissimi casi - essere soddisfatte senza verificare (in maniera approfondita) se merci confrontabili siano effettivamente prodotte nella Comunità. A questo riguardo, si è osservato inoltre che, malgrado una richiesta della Commissione, la Rubycon non aveva fornito informazioni sufficienti a dimostrare perché essa stessa o i suoi clienti avessero ricevuto la rispettiva autorizzazione. Non si può pertanto escludere che in questo caso i produttori comunitari siano stati privati di possibilità di vendita altrimenti esistenti.
Si è osservato infine che l'inserimento di transazioni di esportazioni relative al perfezionamento attivo è conforme al regolamento di base il cui articolo 1, paragrafo 2, sancisce che un prodotto è considerato oggetto di dumping «quando il suo prezzo all'esportazione nella Comunità» (rispetto all'immissione in libera pratica nella Comunità) è inferiore al suo valore normale.
Il Consiglio ha concluso pertanto che, ai fini della presente inchiesta, è giustificato tener conto di transazioni di esportazione relative al perfezionamento attivo.
4. Confronto
(18) I valori normali sono stati confrontati con i prezzi all'esportazione franco fabbrica. Per quanto riguarda le differenze inerenti alle condizioni e ai termini di vendita, sono stati concessi adeguamenti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base per i termini di consegna e pagamento.
(19) Le richieste di adeguamento per le retribuzioni dei venditori e i costi pubblicitari non sono state soddisfatte, in quanto non è stato dimostrato che tali aspetti abbiano influito sulla comparabilità dei prezzi tra valore normale e prezzo all'esportazione.
5. Margine di dumping
(20) Dal confronto tra la media ponderata dei valori normali e la media ponderata dei prezzi all'esportazione è emersa l'esistenza del dumping. La media ponderata del margine di dumping, espressa in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, è la seguente:
- Rubycon: 4,2 %.
D. NUOVO LIVELLO DEL DAZIO
(21) Il margine di dumping determinato nella presente inchiesta è inferiore al margine di dumping stabilito nell'inchiesta iniziale, sul quale era basata l'aliquota del dazio. Non avendo ricevuto o riscontrato indicazioni chiare che dimostrino che il dumping continuerebbe ad un livello superiore al termine del riesame, il Consiglio conclude che il regolamento (CEE) n. 3482/92 va modificato per quanto riguarda la Rubycon Corporation, Ina Nagano. La nuova aliquota del dazio è pari a 4,2 %.
(22) La presente inchiesta non incide sulla data di scadenza del regolamento (CEE) n. 3482/92, ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di base,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
L'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 3482/92 è modificato come segue:
Nella colonna relativa all'aliquota del dazio, la cifra «30,1 %» riguardante la Rubycon Corporation, Ina Nagano, è sostituita da «4,2 %».
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 19 dicembre 1997.

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