Document ID: 32003D0249

Decisione della Commissione
del 9 aprile 2003
che autorizza gli Stati membri a prevedere deroghe temporanee a determinate disposizioni della direttiva 2000/29/CE del Consiglio riguardo alle piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie del Cile
[notificata con il numero C(2003) 1184]
(2003/249/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell'8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità(1), modificata da ultimo dalla direttiva 2003/22/CE della Commissione(2), in particolare l'articolo 15, paragrafo 1,
vista la richiesta presentata dalla Francia,
considerando quanto segue:
(1) A norma della direttiva 2000/29/CE, non devono in linea di massima essere introdotte nella Comunità piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie di paesi extraeuropei, esclusi i paesi mediterranei, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Canada e gli Stati continentali degli USA. Tuttavia, secondo la medesima direttiva si possono prevedere deroghe, purché sia accertato che non esistono rischi di diffusione di organismi nocivi.
(2) In Cile la moltiplicazione di piantine di Fragaria L. destinate alla piantagione, tranne le sementi, ottenute da piante fornite da uno Stato membro è diventata una pratica corrente. Le piantine prodotte sono successivamente esportate nella Comunità, allo scopo di esservi piantate per la produzione di frutta.
(3) Dalla campagna 2001, le decisioni della Commissione 2000/700/CE(3) e 2002/316/CE(4) hanno autorizzato, per periodi limitati e a specifiche condizioni, deroghe a talune disposizioni della direttiva 2000/29/CE riguardo alle piantine di Fragaria L. destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie del Cile.
(4) Le circostanze che hanno motivato tali deroghe sussistono tuttora e non sono pervenute nuove informazioni, tali da richiedere una revisione delle condizioni specifiche.
(5) Occorre pertanto autorizzare gli Stati membri a prevedere deroghe per periodi limitati e a specifiche condizioni.
(6) Tale autorizzazione a prevedere deroghe non dovrebbe più essere valida qualora si accerti che le condizioni specifiche stabilite nella presente decisione non sono sufficienti per impedire l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ovvero non sono state rispettate.
(7) Le disposizioni previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli Stati membri sono autorizzati a prevedere deroghe alle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2000/29/CE, riguardo ai divieti di cui all'allegato III, parte A, punto 18, della medesima direttiva, per le piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie del Cile (in appresso denominate "le piantine").
L'autorizzazione a prevedere deroghe di cui al paragrafo 1 (in appresso denominata "l'autorizzazione") è soggetta, oltre alle condizioni stabilite negli allegati I, II e IV della direttiva 2000/29/CE, alle condizioni stabilite nell'allegato della presente decisione e si applica esclusivamente alle piantine introdotte nella Comunità nei seguenti periodi:
a) dal 1o giugno 2003 al 30 settembre 2003;
b) dal 1o giugno 2004 al 30 settembre 2004;
c) dal 1o giugno 2005 al 30 settembre 2005;
d) dal 1o giugno 2006 al 30 settembre 2006.
Articolo 2
Gli Stati membri trasmettono alla Commissione e agli altri Stati membri, entro il 30 novembre dell'anno di importazione:
a) i dati relativi ai quantitativi di piantine importate in applicazione della presente decisione;
b) un rapporto tecnico dettagliato sulle ispezioni e le prove ufficiali di cui al punto 5 dell'allegato.
Gli Stati membri nei quali le piantine di fragole vengono piantate successivamente alla loro importazione trasmettono alla Commissione e agli altri Stati membri, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di importazione, un rapporto tecnico dettagliato sulle ispezioni e le prove ufficiali di cui al punto 8 dell'allegato.
Articolo 3
Gli Stati membri notificano immediatamente alla Commissione e agli altri Stati membri tutte le partite introdotte nel loro territorio in applicazione della presente decisione che non sono risultate conformi alla presente decisione.
Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 9 aprile 2003.

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