Document ID: 32010D0273

DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 24 marzo 2009
relativa all’aiuto di Stato C 47/05 (ex ΝΝ 86/05) erogato dalla Grecia a favore della SpA Ellinikí Viomichanía Ochimáton (ELVO)
[notificata con il numero C(2009) 1476]
(Il testo in lingua greca è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2010/273/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni a norma dei suddetti articoli (1),
considerando quanto segue:
1. PROCEDIMENTO
(1)
Con lettera del 27 maggio 2002 la Commissione ha ricevuto una denuncia secondo la quale le autorità greche avevano concesso un aiuto di Stato alla SpA Ellinikí Viomichanía Ochimáton (fabbrica greca di autoveicoli, «ELVO»).
(2)
Dopo un ampio scambio di vedute con le autorità greche, con lettera del 7 dicembre 2005 la Commissione ha informato la Grecia di aver deciso d’iniziare, riguardo all’aiuto in oggetto, il procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE.
(3)
La decisione della Commissione d’iniziare tale procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni riguardo all’aiuto in oggetto.
(4)
La Commissione non ha ricevuto osservazioni di parti interessate.
(5)
La Grecia ha inviato le sue osservazioni riguardo a tale decisione della Commissione con lettera del 1o marzo 2006 e ha fornito informazioni supplementari il 26 e 28 luglio e il 2 agosto 2006, il 22 giugno, 2 luglio, 31 agosto, 6 settembre e 18 ottobre 2007, il 22 febbraio e il 20 agosto 2008.
(6)
Il 4 maggio 2007 si è tenuta una riunione tra funzionari della Commissione e le autorità greche. Erano presenti anche rappresentanti dell’ELVO.
2. I FATTI
2.1. Il beneficiario
(7)
La società ELVO, che ha sede a Salonicco, in Grecia, fabbrica automezzi militari, autoveicoli civili e pezzi di ricambio. È la principale fornitrice di automezzi delle forze armate greche.
(8)
Secondo le informazioni disponibili, l’ELVO produce i seguenti tipi di veicoli: autobus, filobus, autocarri a benna, autocarri per il trasporto dei rifiuti, autocisterne, veicoli antincendio, spazzaneve, veicoli portavelivoli, veicoli per il trasporto di gru, trattrici, autocarri, rimorchi, veicoli fuoristrada, carri armati e autoblinde.
(9)
La società è stata costituita nel 1972 con la ragione sociale STAGHIER ELLAS SpA e produceva trattrici, autocarri, veicoli a due ruote e motori. Nel 1987 la ragione sociale è stata modificata in ELVO e lo Stato greco è divenuto il principale azionista della società.
(10)
In seguito a un accordo di vendita di azioni, in una gara di pubblico appalto il gruppo Mytilineos ha acquisito il 29 agosto 2000 il 43 % delle azioni dell’ELVO (tale vendita viene indicata nel seguito del presente testo come la «parziale privatizzazione»). Attualmente il 51 % dell’ELVO appartiene allo Stato greco.
(11)
L’ELVO ha oggi circa 672 dipendenti (secondo i dati del 2007). Nel 2007 il suo fatturato è stato di 84 milioni di EUR.
2.2. Le misure di aiuto
2.2.1. Esenzione fiscale a norma della legge n. 2771/1999
(12)
A norma dell’articolo 15, paragrafo 3, della legge n. 2771/1999, adottata il 16 dicembre 1999, lo Stato greco ha annullato tutti i debiti dell’ELVO nei confronti del pubblico erario, per quanto riguardava le imposte e le ammende per gli esercizi 1988-1998 («esenzione fiscale n. 1»). Secondo le autorità greche, il debito dell’ELVO così esentato ammontava a 1 193 753 186 GRD (pari a 3 503 310,89 EUR (3).
(13)
Nelle osservazioni relative alla decisione della Commissione d’iniziare il procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE, le autorità greche hanno informato la Commissione di altre due misure di aiuto a favore dell’ELVO.
2.2.2. Esenzione fiscale a norma della legge n. 1892/90
(14)
Con decisione (4) adottata a norma dell’articolo 49 della legge n. 1892/90, le autorità greche hanno esentato l’ELVO dalle imposte da essa dovute, per l’importo di 3 546 407,89 EUR («esenzione fiscale n. 2»). Tale importo corrispondeva alle imposte dovute dall’ELVO dal 1998 (l’anno del precedente controllo fiscale) fino alla vendita al gruppo Mytilineos. L’esenzione fiscale aveva la forma di rimborsi, pagati dall’amministrazione tributaria, delle imposte precedentemente versate dall’ELVO, secondo la seguente ripartizione:
-
2 912 380,90 EUR riguardavano l’IVA versata dall’ELVO dopo la parziale privatizzazione ma che era dovuta per il periodo dal 1o gennaio 2000 al 29 agosto 2000, quando era stata effettuata la parziale privatizzazione. Le autorità greche hanno rimborsato tale importo in due rate, il 7 novembre 2002 (900 000 EUR) e il 6 febbraio 2004 (2 012 318,90 EUR),
-
634 088,99 EUR corrispondevano alle imposte pagate dall’ELVO per gli esercizi 1998, 1999 e 2000 (fino alla parziale privatizzazione). La Grecia non ha indicato la data esatta del rimborso.
2.2.3. Fideiussione su un mutuo
(15)
Nel 1997 l’ELVO ha ottenuto dalla banca tedesca Bayerische Hypo- und Vereinsbank AG un mutuo di 23 008 134,635 EUR, sul quale lo Stato greco ha concesso la fideiussione. L’ELVO non ha fornito una garanzia per la fideiussione, ma ha pagato allo Stato una provvigione pari all’1 % dell’importo. Le autorità greche hanno informato la Commissione che il mutuo era stato utilizzato per finanziare la produzione nell’ambito dei programmi di approvvigionamento del ministero della difesa, in particolare la produzione di […] (5) destinati all’esercito greco.
3. MOTIVI PER INIZIARE IL PROCEDIMENTO DI CUI ALL’ARTICOLO 88, PARAGRAFO 2, DEL TRATTATO CE
(16)
Come già si è detto, la Commissione ha informato la Grecia con lettera del 7 dicembre 2005 di aver iniziato il procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE per quanto riguarda l’esenzione fiscale n. 1, considerandola un aiuto di Stato. La Commissione dubitava della compatibilità di tale aiuto con il mercato comune, per i motivi esposti qui di seguito.
(17)
Nello scambio di vedute che avevano preceduto la decisione d’iniziare il procedimento, la Grecia aveva sostenuto che l’intera attività dell’ELVO rientrava nel campo di applicazione dell’articolo 296 del trattato CE, poiché essa fabbricava principalmente automezzi militari destinati alle forze armate greche. Tuttavia, la Commissione ha osservato che l’ELVO fabbricava anche veicoli ad uso non militare e a duplice uso, militare e civile. La Grecia non ha dimostrato che l’esenzione fiscale riguardasse soltanto la produzione militare dell’ELVO e che fosse considerata necessaria per gli interessi essenziali di difesa della Grecia.
(18)
Di conseguenza, la Commissione ha ritenuto che soltanto una parte dell’aiuto finanziario concesso all’ELVO fosse a favore della produzione militare che poteva rientrare nel campo di applicazione dell’articolo 296 del trattato CE e che si dovesse esaminare, nell’ambito del procedimento di cui all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE, l’aiuto concesso a favore della produzione non compresa nell’articolo 296.
(19)
Nella medesima lettera la Commissione aveva chiesto alla Grecia, a norma dell’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio (6), di fornirle varie informazioni, tra le quali:
-
informazioni su ogni altro aiuto finanziario concesso all’ELVO mediante risorse statali,
-
elementi probatori attestanti che si tenevano conti separati delle entrate e delle spese relative rispettivamente alla produzione non militare (compresa la produzione a duplice uso) e alla produzione militare e che l’aiuto riguardava soltanto la produzione militare,
-
elementi riguardante la ripartizione del fatturato tra le categorie di prodotti (ad uso non militare, a duplice uso e ad uso militare).
4. OSSERVAZIONI DELLE AUTORITÀ GRECHE
(20)
Dopo la decisione della Commissione d’iniziare il procedimento di esame, la Grecia ha presentato le osservazioni esposte qui di seguito.
4.1. Altre misure di aiuto
(21)
In seguito alla richiesta della Commissione, la Grecia le ha fornito informazioni riguardo all’esenzione fiscale n. 2 e alla fideiussione sul mutuo. La Grecia ha dichiarato che l’ELVO non aveva ricevuto altri aiuti mediante risorse statali.
4.2. Pertinenza dell’articolo 296 del trattato CE
(22)
La Grecia ha dichiarato che l’ELVO non teneva conti separati per le parti rispettivamente non militare e militare della sua produzione, ma ha sostenuto che l’ELVO produceva principalmente apparecchiature militari. In effetti, negli anni dal 1987 al 1998 i «programmi militari» avevano costituito l’85 % delle vendite dell’impresa. Che la produzione militare abbia costituito nel 1999 il 54 % delle vendite è un fatto eccezionale, dovuto all’attuazione dell’accordo del 1997 che prevedeva la fornitura di autobus e di filobus a varie aziende pubbliche (difatti negli anni successivi, dal 2000 al 2002, la parte militare delle vendite è tornata ai normali livelli elevati, rispettivamente al 64,61 %, 72,59 % e 98,40 %). Quindi, ad eccezione dell’anno 1999, la maggior parte della produzione dell’ELVO riguardava materiali militari, che possono rientrare nel campo di applicazione dell’articolo 296 del trattato CE.
4.3. Il principio del venditore privato
(23)
Nel caso che le esenzioni fiscali n. 1 e n. 2 non rientrino nel campo di applicazione dell’articolo 296 del trattato CE, devono essere esaminate nel contesto della parziale privatizzazione dell’ELVO, che è stata attuata mediante un pubblico appalto per il quale avevano manifestato interesse otto gruppi greci e internazionali. Quattro di essi hanno presentato offerte ammissibili. L’offerta del gruppo Mytilineos è stata considerata la migliore.
(24)
In quanto partecipante al processo di privatizzazione, lo Stato greco decise che al momento della vendita l’ELVO dovesse essere libera da tutti gli obblighi fiscali accertati prima della conclusione della vendita stessa e che ogni obbligo fiscale che sorgesse prima della vendita ma dovesse essere onorato solo successivamente sarebbe stato a carico dello Stato greco. Queste condizioni facevano parte della procedura d’appalto ed erano note a tutti gli offerenti (le cui offerte riflettevano l’aspettativa che tali debiti sarebbero stati annullati). Lo scopo era assicurare il prezzo più elevato possibile delle azioni (al netto degli obblighi fiscali).
(25)
Lo Stato greco sostiene che in accordi del tipo in oggetto è una prassi commerciale comune che il venditore si faccia carico degli obblighi finanziari dell’impresa in vendita i quali non si siano ancora materializzati quando viene effettuata l’operazione. Inoltre, le autorità greche sostengono che il prezzo pagato dal gruppo Mytilineos (12 179 071 EUR) ha pur sempre costituito un considerevole corrispettivo netto, anche dopo la detrazione del debito annullato (5 129 298,12 EUR netti).
(26)
La Grecia sostiene dunque di aver agito in modo analogo a un venditore privato che cerca di massimizzare il profitto della vendita di un suo bene patrimoniale. Di conseguenza, la Grecia dichiara che le esenzioni fiscali n. 1 e n. 2 non si configurano come un aiuto di Stato.
4.4. Il regime di aiuti di Stato N 11/91
(27)
Le autorità greche fanno anche riferimento al regime di aiuti di Stato Ν 11/91, che la Commissione ha autorizzato con lettera dell’11 luglio 1991. Tale regime prevedeva la concessione di un aiuto di Stato in forma di annullamento o di capitalizzazione dei debiti in relazione alla privatizzazione di 208 imprese del settore pubblico, tra le quali anche l’ELVO. Tuttavia, un regime di questo tipo richiede la notifica preliminare di tale aiuto alla Commissione in due casi:
-
se la vendita dell’impresa è stata effettuata con una procedura diversa dall’appalto pubblico, ossia mediante vendita diretta a un terzo,
-
se l’impresa era attiva in determinati settori, tra cui anche quello della fabbricazione di autoveicoli (7).
(28)
Le autorità greche sostengono che l’annullamento dei debiti basato sulla legge n. 1892/90 rientrava in tale regime e che non richiedeva la notifica preliminare alla Commissione poiché la vendita del 43 % dell’ELVO era stata effettuata mediante una procedura di pubblico appalto e, dato che l’ELVO produce apparecchiature militari, la sua attività non rientrava nella categoria dei produttori di «autoveicoli» ai sensi delle disposizioni relative agli aiuti di Stato.
5. VALUTAZIONE
5.1. L’articolo 296 del trattato CE
(29)
Prima di procedere alla valutazione sul merito delle misure di aiuto in base alle norme relative agli aiuti di Stato, è opportuno esaminare le asserzioni della Grecia riguardo alle implicazioni dell’articolo 296 del trattato CE.
(30)
A norma dell’articolo 296, paragrafo 1, lettera b), le disposizioni del trattato non ostano alla possibilità di uno Stato membro di «adottare le misure che ritenga necessarie alla tutela degli interessi essenziali della propria sicurezza e che si riferiscano alla produzione o al commercio di armi, munizioni e materiale bellico; tali misure non devono alterare le condizioni di concorrenza nel mercato comune per quanto riguarda i prodotti che non siano destinati a fini specificamente militari». Tale disposizione si applica all’elenco di prodotti stabilito dal Consiglio nel 1958 (cfr. l’articolo 296, paragrafo 2, del trattato CE), comprendente tra l’altro (al punto 6 di tale elenco) «carri e veicoli specialmente concepiti per l’impiego militare: … b) veicoli di tipo militare, armati o corazzati, compresi i veicoli anfibi; c) treni corazzati; …».
(31)
Il che significa, per quanto attiene al caso in oggetto, che le disposizioni del trattato CE relative agli aiuti di Stato non si applicano alle misure riguardanti i prodotti inclusi nell’elenco del 1958, a meno che tali misure siano ritenute necessarie per tutelare gli interessi essenziali di sicurezza dello Stato membro.
(32)
La giurisprudenza richiede che lo Stato membro il quale fa appello all’articolo 296 del trattato CE presenti elementi probatori attestanti che le esenzioni non oltrepassano i limiti previsti per simili casi eccezionali (8).
(33)
La Grecia ha sostenuto anzitutto che tutta la produzione dell’ELVO, o almeno una sua parte significativa, riguarda materiali militari rientranti nel campo di applicazione dell’articolo 296, paragrafo 1, lettera b), del trattato CE, con la conseguenza che non si possono applicare le norme del trattato in materia di aiuti di Stato per escludere un aiuto di Stato a favore dell’ELVO.
(34)
Questo punto di vista non è accettabile. Secondo le informazioni inerenti al caso in oggetto è chiaro che l’ELVO fabbrica non soltanto prodotti rientranti nel campo di applicazione dell’articolo 296 del trattato CE ma anche prodotti adatti al duplice uso o destinati esclusivamente all’uso civile (cfr i precedenti considerando 8 e 17). Già soltanto per questo motivo, la Commissione non può accettare l’argomentazione generale secondo la quale tutte le attività svolte dall’ELVO rientrino nel campo di applicazione dell’articolo 296, paragrafo 1, lettera b), del trattato CE. L’applicazione di tale eccezione deve essere valutata separatamente per ogni misura di aiuto, con riferimento al suo scopo e alla sua portata.
(35)
Per quanto riguarda le esenzioni fiscali n. 1 e n. 2, la Commissione non può accettare l’asserzione secondo la quale esse rientrino nel campo di applicazione dell’articolo 296 del trattato CE. In effetti, poiché non vengono tenuti conti separati tra la produzione rispettivamente non militare e militare, non è possibile accertare che tali misure beneficino esclusivamente la produzione militare.
(36)
Differente è la questione della fideiussione sul mutuo. La Grecia ha fornito informazioni secondo le quali la fideiussione è stata concessa per un mutuo contratto dall’ELVO allo scopo di eseguire ordinazioni di automezzi destinati alle forze armate greche. La prima ordinazione riguardava […], che rientrano chiaramente nell’elenco del materiale militare di cui all’articolo 296 del trattato CE. La seconda ordinazione riguardava […], che a un primo esame possono essere considerati prodotti a duplice uso e quindi rientranti nel campo di applicazione dell’articolo 296 del trattato CE soltanto se erano destinati esclusivamente ad uso militare. In tale contesto, la Grecia ha dichiarato ufficialmente che […] erano stati fabbricati secondo le specifiche delle forze armate greche […]. La Commissione accetta che […], per le loro caratteristiche, siano inclusi nell’elenco dei prodotti di cui al precedente considerando 30, in particolare al punto 6, lettera b), dell’elenco. Inoltre, la Grecia ha assicurato alla Commissione che tutti i […] erano stati consegnati a […] perché fossero utilizzati esclusivamente per scopi militari, come ha confermato nella sua lettera il ministero della difesa. La Grecia ha anche dichiarato che i […] dovevano servire per le esercitazioni e come supporto delle operazioni militari e che erano stati ritenuti adatti per questi scopi […]. La Commissione accetta che tali automezzi fossero necessari per la tutela degli interessi essenziali della sicurezza in Grecia.
(37)
La Commissione accetta che l’ordinazione per la quale era stata concessa la fideiussione riguardava materiale bellico ai sensi dell’articolo 296, paragrafo 1, lettera b), del trattato CE e che la fideiussione fosse necessaria per la fornitura di tale materiale alle forze armate greche. Di conseguenza, la Commissione accetta che a tale fideiussione sul mutuo si applichi l’esenzione dalle disposizioni del trattato CE in materia di aiuti di Stato, in quanto eccezione prevista all’articolo 296, paragrafo 1, lettera b), del trattato CE.
(38)
L’analisi esposta qui di seguito, effettuata in base alle norme in materia di aiuti di Stato, riguarda quindi soltanto le esenzioni fiscali n. 1 e n. 2.
5.2. Esistenza di un aiuto di Stato
5.2.1. I concetti di risorse statali, selettività, incidenza sugli scambi e distorsione della concorrenza
(39)
A norma dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE, «… sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza», tranne se non possano essere giustificati in base al paragrafo 2 o 3 del medesimo articolo 87 del trattato. Il concetto di aiuto di Stato comprende non soltanto i trasferimenti diretti di risorse statali, per esempio in forma di sovvenzioni, ma anche i casi in cui lo Stato annulla i debiti del beneficiario nei suoi riguardi, rinunciando cosi a un introito.
(40)
La Commissione ritiene che le esenzioni fiscali n. 1 e n. 2 si configurino come aiuto di Stato poiché riguardano le imposte, che sono risorse statali, e poiché conferiscono esplicitamente un vantaggio selettivo all’ELVO, la quale altrimenti avrebbe dovuto pagare questi suoi debiti. Le esenzioni vanno chiaramente attribuite allo Stato, in quanto sono state concesse mediante misure adottate da organi statali (ossia, nella fattispecie, mediante un testo di legge per l’esenzione n. 1 e mediante una decisione di rimborso per l’esenzione n. 2). Dato che vi sono concorrenza e scambi tra gli Stati membri nel settore della fabbricazione di autoveicoli, i vantaggi finanziari di cui ha beneficiato l’ELVO nei confronti delle imprese concorrenti falsa o minaccia di falsare la concorrenza e incide sugli scambi tra gli Stati membri.
5.2.2. Il criterio del vantaggio: l’argomentazione della Grecia secondo cui essa si è comportata come un venditore privato
(41)
La Grecia ha tuttavia sostenuto che le esenzioni fiscali n. 1 e n. 2 non costituiscono un aiuto di Stato poiché non conferiscono all’ELVO un vantaggio che essa non potesse ricevere alle normali condizioni di mercato. In effetti, come si è detto ai considerando da 23 a 26 della presente decisione, la Grecia sostiene di aver agito come avrebbe fatto in analoghe circostanze un qualsiasi venditore privato.
(42)
Non è possibile accettare questa argomentazione.
(43)
Anzitutto, la Commissione osserva che, mentre la Grecia sostiene di aver agito come avrebbe fatto in analoghe circostanze un qualsiasi venditore privato, essa si è servita di poteri spettanti esclusivamente allo Stato per concedere all’ELVO misure di aiuto: una legge specifica per l’annullamento degli obblighi fiscali nel caso dell’esenzione fiscale n. 1 e una decisione dell’amministrazione fiscale nel caso dell’esenzione fiscale n. 2. Si tratta di poteri di cui un venditore privato non potrebbe mai servirsi. È quindi escluso per definizione che lo Stato greco abbia agito come avrebbe fatto in normali condizioni un operatore privato (9).
(44)
Inoltre, a titolo sussidiario la Commissione osserva che l’argomentazione della Grecia secondo cui la rinuncia ai suoi crediti fiscali abbia consentito di ottenere per le azioni dell’ELVO un prezzo netto più elevato (ossia il prezzo di vendita delle azioni meno gli introiti fiscali ai quali lo Stato aveva rinunciato) rispetto al prezzo che si sarebbe ottenuto vendendo le azioni senza annullare gli obblighi fiscali, è semplicemente un’asserzione, non giustificata da nessun elemento probante (come, per esempio, un raffronto tra il prezzo effettivo di vendita e il prezzo stimato delle azioni nello scenario alternativo). Non essendovi il minimo indizio in tal senso, non è possibile accettare il punto di vista della Grecia secondo cui le esenzioni fiscali costituivano una mossa commerciale.
(45)
Di conseguenza, la Commissione respinge l’argomentazione della Grecia di aver agito come un venditore nell’economia di mercato e ritiene che le esenzioni fiscali n. 1 e n. 2 abbiano conferito all’ELVO un vantaggio che non avrebbe ottenuto alle normali condizioni di mercato.
5.2.3. Conclusione per quanto riguarda l’esistenza di un aiuto di Stato
(46)
La Commissione conclude che le esenzioni fiscali n. 1 e n. 2 costituiscono un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
5.3. Compatibilità con il mercato comune
5.3.1. Pretesa compatibilità in riferimento al regime di aiuti di Stato N 11/91
(47)
Nel corso del procedimento di esame, la Grecia ha sostenuto che le esenzioni fiscali n. 1 e n. 2, se fossero considerate un aiuto di Stato, vanno assimilate in ogni evenienza al regime di aiuti che la Commissione ha autorizzato nel caso N 11/91, e che di conseguenza sono compatibili con il mercato comune. La Commissione non può tuttavia accettare tali asserzioni della Grecia, come si è detto ai precedenti considerando 27 e 28.
(48)
Come osservazione preliminare, la Commissione fa notare che la legge n. 1892/90, che formava oggetto della sua decisione sul casoN 11/91, è applicata soltanto quando si procede alla vendita o ad un’altra forma di cessione di un’impresa o di tutti i suoi beni patrimoniali o della maggioranza delle sue azioni (articolo 49 della legge n. 1892/90). Tuttavia, nel caso in oggetto è stato venduto a un privato solamente il 43 % delle azioni dell’ELVO, mentre lo Stato greco continua a detenerne il 51 %. Già per questo motivo la Commissione ritiene che la parziale privatizzazione dell’ELVO non sia paragonabile con il regime suddetto.
(49)
Anche se fosse dimostrato, per ipotesi, che l’accordo di vendita di azioni sia avvenuto come nel caso N 11/91, le condizioni inerenti a tale regime non risultano soddisfatte nel caso in questione.
(50)
In effetti, anche se fosse dimostrato - sempre per ipotesi - che la fabbricazione di automezzi militari non rientra nella definizione del settore di fabbricazione di autoveicoli ai fini dell’applicazione del regime, il fatto è che l’ELVO, come si è già detto, produce un’ampia gamma di autoveicoli a duplice uso o autoveicoli non militari, oltre alla sua produzione esclusivamente ad uso militare. La produzione non militare dell’ELVO basta da sola a caratterizzare l’impresa come fabbricante di autoveicoli ai fini dell’applicazione del regime.
(51)
In caso di privatizzazione di imprese fabbricanti autoveicoli, come l’ELVO, la notifica preliminare alla Commissione costituisce una condizione essenziale per la compatibilità con il mercato comune nell’ambito del regime (10). La Grecia non ha notificato la parziale privatizzazione dell’ELVO. Di conseguenza, le esenzioni fiscali n. 1 e n. 2 non possono essere considerate compatibili con il mercato comune nell’ambito del regime.
5.3.2. Altri motivi di compatibilità
(52)
La Grecia non indica altri motivi di compatibilità e la Commissione non riscontra nessun’altra base giuridica a norma della quale l’aiuto in oggetto possa considerarsi compatibile con il mercato comune.
(53)
Di conseguenza, la Commissione ritiene che l’aiuto di Stato accordato all’ELVO non sia compatibile con il mercato comune.
5.4. Determinazione dell’importo dell’aiuto
(54)
Questo aiuto di Stato incompatibile sarà recuperato presso l’ELVO. Tuttavia, come ha riconosciuto la Commissione nella decisione d’iniziare il procedimento, si può ritenere che la parte della produzione dell’ELVO riguardante il materiale bellico rientri nel campo di applicazione dell’articolo 296, paragrafo 1, lettera b), del trattato CE. Nella misura in cui l’aiuto in oggetto ha beneficiato questa parte della produzione, non lo si deve considerare aiuto di Stato, poiché tale aiuto era necessario per la tutela degli interessi essenziali della sicurezza in Grecia. Sorge quindi la questione di come ripartire l’aiuto tra i due settori di produzione.
(55)
L’aiuto di Stato formante oggetto della presente decisione non era inteso a favore di una specifica attività, ossia non è stato concesso per finanziare un particolare progetto. La Commissione deve quindi determinare in quale misura tale aiuto di Stato abbia beneficiato rispettivamente le attività militari e le attività non militari. Questo calcolo è complicato dal fatto che l’ELVO non teneva conti separati per le su attività rispettivamente militari e non militari. In tali condizioni, la Commissione fonderà la sua analisi sull’ampiezza rispettiva di ciascuna attività: si tratta quindi di valutare il peso relativo delle due attività. La Commissione osserva che ogni aiuto di Stato concesso all’ELVO e non destinato a finanziare una particolare attività ha al tempo stesso incluso i debiti del passato e conferito all’ELVO un vantaggio per il finanziamento delle attività future. Dunque, per determinare in quale misura l’aiuto di Stato ha beneficiato le attività rispettivamente non militari e militari, la Commissione ritiene che l’analisi non possa limitarsi alla ripartizione tra attività militari e non militari (ossia al peso relativo delle due attività) nell’anno nel quale è stato concesso l’aiuto, ma che si debba calcolare in media la ripartizione tra le due attività su un lasso di tempo abbastanza lungo. Il riferimento alla media di vari anni è giustificato dal fatto che il peso relativo delle due attività può essere molto diverso da un anno all’altro. In effetti, un dato anno può non essere rappresentativo della ripartizione media tra i due tipi di attività nel lungo periodo.
(56)
Poiché non vi sono conti separati relativi alla produzione rispettivamente non militare e militare, la ripartizione deve basarsi necessariamente su una stima per approssimazione. La Commissione ritiene che la ripartizione delle vendite dell’ELVO ai programmi militari e ai clienti non militari, come è stata indicata dalla Grecia, fornisca un’accettabile stima per approssimazione della proporzione tra il materiale rispettivamente non militare e militare nella produzione dell’ELVO e che si debbano ripartire secondo un metodo analogo le entrate derivanti dalle esenzioni fiscali n. 1 e n. 2 (11).
(57)
La Grecia ha fornito informazioni sulle vendite dell’ELVO rispettivamente ai programmi militari e ai clienti non militari. Nel periodo dal 1987 (compreso) al 2000 (compreso), ossia il periodo al quale si riferiscono le esenzioni fiscali, la percentuale media ponderata delle vendite ai programmi militari è stata del 79,9 %. Quindi la parte non militare della produzione corrispondeva al 20,1 %.
(58)
Applicando questa proporzione alle esenzioni fiscali, l’aiuto non compatibile da recuperare presso l’ELVO (tutti gli importi del calcolo sono stati arrotondati all’unità intera superiore della moneta utilizzata) ammonta a 1 193 753 186 GDR × 0,201 = 239 944 390 GDR per l’esenzione fiscale n. 1 e a 3 546 407,89 EUR × 0,201 = 712 827,99 EUR per l’esenzione fiscale n. 2.
(59)
Tuttavia, se la Commissione accetta che il 79,9 % di ogni apporto di risorse statali abbia finanziato le attività militari dell’ELVO, si deve anche concludere che il 79,9 % di ogni esborso finanziario dell’ELVO sia andato a favore della parte militare della sua attività. Poiché la maggior parte delle attività dell’ELVO hanno carattere militare e poiché la società non tiene conti separati per le sue attività non militari, vi è il rischio che il rimborso degli aiuti ricevuti per le attività non militari sia finanziato principalmente con risorse che altrimenti avrebbero finanziato le attività militari. Di conseguenza, per ripristinare la situazione che si sarebbe avuta senza l’aiuto di Stato e per impedire l’erogazione di altri aiuti a favore delle attività non militari, è necessario che la Grecia assicuri che il recupero dell’aiuto provenga esclusivamente dalle entrate non militari dell’ELVO (12).
(60)
La presente decisione non ha effetto sulla posizione che la Commissione potrà adottare sulla compatibilità delle misure in oggetto con le norme del mercato interno, in particolare per quanto riguarda gli appalti banditi dallo Stato e le concessioni,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Gli aiuti di Stato dell’importo rispettivamente di 239 944 390 GDR e di 712 827,99 EUR concessi illegittimamente dalla Grecia all’ELVO, in violazione dell’articolo 88, paragrafo 3, del trattato, sono incompatibili con il mercato comune.
Articolo 2
1. La Grecia recupererà dal beneficiario gli aiuti di cui all’articolo 1. Gli aiuti saranno recuperati esclusivamente a carico delle entrate dell’ELVO provenienti dalle sue attività non militari.
2. Sugli importi da recuperare sono applicati interessi con decorrenza dalla data alla quale tali importi sono stati messi a disposizione del beneficiario fino alla data del loro effettivo recupero.
3. Gli interessi sono calcolati secondo il regime dell’interesse composto, a norma del capo V del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione (13).
Articolo 3
1. Il recupero degli aiuti di cui all’articolo 1 sarà immediato ed effettivo.
2. La Grecia provvederà perché la presente decisione sia attuata entro quattro mesi dalla data della sua notifica.
Articolo 4
1. Entro due mesi dalla data di notifica della presente decisione, la Grecia fornirà alla Commissione le seguenti informazioni:
a)
l’importo totale (in conto capitale e degli interessi) che il beneficiario dovrà rimborsare (a tale riguardo la Grecia indicherà in particolare la data esatta del rimborso dei 634 088,99 EUR formanti oggetto dell’esenzione fiscale n. 2, indicati al considerando 14, secondo trattino, della presente decisione);
b)
la descrizione particolareggiata delle misure già adottate e di quelle previste allo scopo di attuare la presente decisione;
c)
documenti attestanti l’ingiunzione di rimborso degli aiuti notificata al beneficiario.
2. Fino alla data del recupero integrale degli aiuti di cui all’articolo 1, la Grecia terrà informata la Commissione sulla progressione delle misure nazionali adottate per attuare la presente decisione. Su semplice richiesta della Commissione, la Grecia fornirà immediatamente informazioni sulle misure già adottate e su quelle previste allo scopo di conformarsi alla presente decisione. Inoltre, la Grecia fornirà informazioni particolareggiate sull’importo degli aiuti e sugli interessi già recuperati presso il beneficiario.
Articolo 5
La Repubblica ellenica è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 24 marzo 2009.

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