Document ID: 32003D0645

Decisione della Commissione
dell'11 settembre 2003
che chiude il procedimento antidumping relativo alle importazioni di accendini tascabili a gas usa e getta originari della Repubblica popolare cinese, dell'Indonesia, della Malaysia e del Vietnam e il riesame intermedio del dazio antidumping sulle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari della Repubblica popolare cinese o provenienti da Taiwan oppure originari di Taiwan e sulle importazioni di taluni accendini tascabili a pietra focaia ricaricabili originari della Repubblica popolare cinese o provenienti da Taiwan oppure originari di Taiwan
(2003/645/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1972/2002(2), in particolare l'articolo 9 e l'articolo 11, paragrafo 3,
sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
(1) Nel 1991, con regolamento (CEE) n. 3433/91(3), il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, originari, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese.
(2) Con regolamento (CE) n. 192/1999(4), dopo un'inchiesta condotta conformemente all'articolo 13 del regolamento (CE) n. 384/96 ("regolamento di base"), il Consiglio ha esteso il dazio antidumping suddetto a) alle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, provenienti da Taiwan oppure originari di Taiwan e b) alle importazioni di taluni accendini tascabili a pietra focaia ricaricabili originari della Repubblica popolare cinese o provenienti da Taiwan oppure originari di Taiwan.
(3) Nel 2001, il regolamento (CE) n. 1824/2001 del Consiglio(5) ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili, di cui al codice NC 9613 10 00 (codice TARIC 9613 10 00*19 ) originari della Repubblica popolare cinese e ha mantenuto i dazi antidumping estesi dal regolamento (CE) n. 192/1999 alle importazioni di taluni accendini tascabili a pietra focaia ricaricabili originari della Repubblica popolare cinese o provenienti da Taiwan oppure originari di Taiwan di cui al codice NC ex 9613 20 90 (codici TARIC 9613 20 90*21 e 9613 20 90*29 ) e alle importazioni di accendini non ricaricabili provenienti da Taiwan di cui al codice NC 9613 10 00 (codice TARIC 9613 10 00*19 ) o originari di Taiwan di cui al codice NC 9613 10 00 (codice TARIC 9613 10 00*19 ). I dazi sono stati istituiti a seguito di un'inchiesta ai fini del riesame dei dazi antidumping definitivi istituiti con regolamento (CEE) n. 3433/91 ed estesi con regolamento (CE) n. 192/1999, conformemente all'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di base.
(4) Il 14 maggio 2002, la Commissione ha ricevuto una denuncia riguardante il presunto pregiudizio causato dalle importazioni in dumping di accendini tascabili usa e getta a gas, a pietra focaia o piezoelettrici, con o senza valvola per la ricarica, originari della Repubblica popolare cinese, dell'Indonesia, della Malaysia e del Vietnam ("accendini usa e getta").
(5) La denuncia è stata presentata dalla Federazione europea dei produttori di accendini (EFLM), per conto di produttori comunitari che rappresentano il 90 % della produzione comunitaria complessiva di accendini usa e getta, a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, e dell'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento di base.
(6) La denuncia conteneva elementi di prova prima facie dell'esistenza del dumping e del grave pregiudizio che ne deriva considerati sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento antidumping a norma dell'articolo 5 del regolamento di base.
(7) Per quanto riguarda i dazi antidumping definitivi in vigore nei confronti degli accendini a pietra focaia non ricaricabili e di taluni accendini ricaricabili originari della Repubblica popolare cinese o provenienti da Taiwan oppure originari di Taiwan, la Commissione ritiene che, qualora si decidesse che, in base alle conclusioni dell'inchiesta avviata ai sensi dell'articolo 5 del regolamento di base, si devono istituire dazi sugli accendini usa e getta originari della Repubblica popolare cinese, non sarebbe più opportuno mantenere in vigore i dazi istituiti con il regolamento (CE) n. 1824/2001, che dovrebbe quindi essere modificato o abrogato. Qualora l'inchiesta fosse stata ufficialmente conclusa, infatti, una delle possibili conseguenze sarebbe stata l'istituzione di dazi su tutti i tipi di accendini tascabili usa e getta a gas, a pietra focaia o piezoelettrici, ricaricabili o non ricaricabili, originari dei paesi oggetto della presente inchiesta. Le nuove misure, tuttavia, si sarebbero trovate in conflitto con i dazi già in vigore sugli accendini a pietra focaia ricaricabili o non ricaricabili originari della Repubblica popolare cinese. L'unica soluzione per evitare tale conflitto sarebbe consistita nel modificare o nell'abrogare i dazi già in vigore. Si è pertanto ritenuto necessario avviare un riesame ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento di base ("riesame intermedio"), per quanto riguarda il regolamento (CE) n. 1824/2001, onde procedere alle modifiche o all'abrogazione eventualmente necessarie a seguito dell'inchiesta condotta a norma dell'articolo 5 del regolamento di base per tutti gli accendini usa e getta originari della Repubblica popolare cinese, dell'Indonesia, della Malaysia e del Vietnam.
(8) Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(6), la Commissione ha pertanto aperto contemporaneamente, dopo aver sentito il comitato consultivo, un procedimento antidumping relativo alle importazioni di accendini tascabili usa e getta, a gas, originarie della Repubblica popolare cinese, dell'Indonesia, della Malaysia e del Vietnam e un riesame intermedio del regolamento (CE) n. 1824/2001. L'apertura del riesame intermedio, quindi, va considerata del tutto accessoria.
(9) La Commissione ha informato ufficialmente i produttori esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore, gli utilizzatori rappresentativi e i produttori comunitari denunzianti. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di rendere note le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine fissato nell'avviso di apertura.
B. RITIRO DELLA DENUNCIA E CHIUSURA DEL PROCEDIMENTO
(10) Con lettera del 14 luglio 2003 indirizzata alla Commissione, l'EFLM ha formalmente ritirato la denuncia.
(11) Conformemente all'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento di base, il procedimento può essere chiuso quando viene ritirata la denuncia, a meno che tale chiusura sia contraria all'interesse della Comunità.
(12) La Commissione ha ritenuto che il presente procedimento debba essere chiuso in quanto dall'inchiesta non è emersa alcuna considerazione da cui si evinca che tale chiusura è contraria all'interesse della Comunità. Le parti interessate sono state informate in proposito ed hanno avuto l'opportunità di presentare osservazioni.
(13) Secondo un produttore esportatore cinese, la Commissione dovrebbe proseguire l'inchiesta malgrado il ritiro della denuncia e pubblicare le conclusioni pertinenti, specie per quanto riguarda il dumping. In tale contesto, il produttore esportatore in questione si è detto interessato al proseguimento dell'inchiesta avendo collaborato durante tutto il procedimento ed essendosi dato da fare per dimostrare l'assenza di dumping relativamente alle sue esportazioni.
(14) Lo stesso produttore esportatore ha chiesto che in futuro si eviti di aprire procedimenti antidumping, poiché il ritiro della denuncia dimostra la non fondatezza della denuncia che ha dato luogo all'inchiesta. A suo parere, le conclusioni relative all'assenza di pratiche di dumping dovrebbero essere pubblicate in modo da impedire all'industria comunitaria di presentare un'altra denuncia nell'immediato futuro.
(15) Queste argomentazioni sono state respinte. Ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento di base, viene aperta un'inchiesta antidumping ogniqualvolta la Commissione riceve una denuncia contenente elementi di prova prima facie appena sufficienti per dimostrare l'esistenza di pratiche di dumping pregiudizievoli. Essendosi accertato nella fattispecie che la denuncia presentata dall'industria comunitaria era corroborata da sufficienti elementi di prova prima facie, l'apertura del presente procedimento era del tutto giustificata. Conformemente all'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento di base, i procedimenti antidumping possono essere chiusi quando viene ritirata la denuncia, a meno che tale chiusura sia contraria all'interesse della Comunità. Come si è già detto al considerando 12, tuttavia, non si dispone di elementi di prova o di informazioni da cui si evinca che tale chiusura è contraria all'interesse della Comunità. A norma dell'articolo 21 del regolamento di base, nel valutare l'interesse della Comunità non si può tener conto degli interessi dei produttori esportatori. Va osservato al riguardo che le parti di cui all'articolo 21 del regolamento di base (utilizzatori, importatori e consumatori) non hanno formulato osservazioni da cui si evinca che la chiusura sarebbe contraria all'interesse della Comunità. Si è pertanto concluso che non vi era motivo di continuare l'inchiesta e che, di conseguenza, si doveva chiudere il procedimento senza determinazioni formali relative all'esistenza o all'assenza del dumping e del pregiudizio né ad altri aspetti dell'inchiesta.
(16) Lo stesso produttore esportatore ha dichiarato che i dazi antidumping definitivi in vigore nei confronti degli accendini a pietra focaia non ricaricabili e di taluni accendini ricaricabili originari della Repubblica popolare cinese o provenienti da Taiwan oppure originari di Taiwan dovrebbero essere abrogati in caso di chiusura del procedimento. In tale contesto, il produttore esportatore ha dichiarato che l'inchiesta attuale riguarda lo stesso prodotto simile e che pertanto il mantenimento dei dazi definitivi sugli accendini a pietra focaia non ricaricabili e su taluni accendini ricaricabili originari della Repubblica popolare cinese o provenienti da Taiwan oppure originari di Taiwan contravverrebbe all'articolo 1, paragrafo 4, e all'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento di base.
(17) Va osservato che non si sono raggiunte conclusioni formali su nessuno degli aspetti esaminati durante il procedimento attuale, compresa l'inchiesta relativa al prodotto in esame e al prodotto simile. Gli elementi di prova prima facie contenuti nella denuncia che ha portato all'apertura del presente procedimento, comprese le informazioni sul prodotto in esame e sul prodotto simile, erano stati giudicati sufficienti nella fase iniziale, ma non bastano per una determinazione definitiva né possono influenzarla.
(18) Come si è già detto ai considerando 7 e 8, inoltre, il riesame intermedio è risultato puramente accessorio all'inchiesta avviata a norma dell'articolo 5 del regolamento di base e dovrebbe consentire di modificare o di abrogare, se del caso, i dazi antidumping in vigore sulle importazioni di accendini a pietra focaia non ricaricabili e di taluni accendini ricaricabili originari della Repubblica popolare cinese o provenienti da Taiwan oppure originari di Taiwan, in base alle conclusioni dell'inchiesta avviata a norma dell'articolo 5 del regolamento di base. Come risulta dai considerando 15 e 17, dall'inchiesta in corso non sono scaturite conclusioni formali che giustifichino la modifica o l'abrogazione del regolamento (CE) n. 1824/2001, nel quale si era stabilito che le importazioni in dumping di accendini a pietra focaia dalla Repubblica popolare cinese avevano recato pregiudizio all'industria comunitaria. A norma dell'articolo 9, paragrafo 4, del regolamento di base, viene istituito un dazio antidumping quando si accerta definitivamente l'esistenza di pratiche di dumping e del conseguente pregiudizio, e quando l'interesse della Comunità esige un intervento. Conformemente all'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento di base, i dazi antidumping definitivi possono essere modificati o abrogati solo quando le circostanze relative al dumping o al pregiudizio siano mutate in misura significativa, cosa che non è stata confermata nell'ambito del presente procedimento. Il riesame intermedio deve quindi essere concluso senza modificare o abrogare i dazi in vigore sulle importazioni di accendini a pietra focaia non ricaricabili e di taluni accendini ricaricabili originari della Repubblica popolare cinese o provenienti da Taiwan oppure originari di Taiwan.
(19) La Commissione conclude pertanto che il procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di accendini usa e getta originari della Repubblica popolare cinese, dell'Indonesia, della Malaysia e del Vietnam deve essere chiuso senza l'istituzione di dazi antidumping.
(20) Il riesame intermedio deve essere concluso senza modificare o abrogare i dazi in vigore sulle importazioni di accendini a pietra focaia non ricaricabili e di taluni accendini ricaricabili originari della Repubblica popolare cinese o provenienti da Taiwan oppure originari di Taiwan, poiché, come si è già detto ai considerando 7 e 8, è di natura accessoria all'inchiesta avviata a norma dell'articolo 5 del regolamento di base,
DECIDE:
Articolo unico
1. Il procedimento antidumping avviato a norma dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio nei confronti delle importazioni di accendini tascabili a gas usa e getta originari della Repubblica popolare cinese, dell'Indonesia, della Malaysia e del Vietnam è chiuso.
2. Il riesame intermedio dei dazi antidumping sulle importazioni di accendini a pietra focaia non ricaricabili e di taluni accendini ricaricabili originari della Repubblica popolare cinese o provenienti da Taiwan oppure originari di Taiwan, avviato a norma dell'articolo 11, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 384/96, è chiuso senza modifiche del dazio antidumping in vigore.
3. I dazi antidumping definitivi istituiti con regolamento (CE) n. 1824/2001 rimangono in vigore.
Fatto a Bruxelles, l'11 settembre 2003.

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