Document ID: 31994R0229

REGOLAMENTO (CE) N. 229/94 DEL CONSIGLIO del 1o febbraio 1994 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni nella Comunità di etanolamina originaria degli Stati Uniti e che decide la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1) (qui di seguito denominato « regolamento di base »), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo a norma del suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. Misure provvisorie (1) Con il regolamento (CEE) n. 2172/93 (2) (qui di seguito denominato « regolamento che istituisce il dazio provvisorio ») la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di etanolamine originarie degli Stati Uniti, di cui ai codici NC 2922 11 00, 2922 12 00 e 2922 13 00.
B. Seguito della procedura (2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio i produttori degli Stati Uniti e gli importatori comunitari collegati hanno presentato per iscritto le loro osservazioni e hanno chiesto una proroga del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, per determinare in particolare gli effetti delle misure provvisorie sul livello dei prezzi e delle importazioni. La proroga è stata concessa con il regolamento (CE) n. 3344/93 del Consiglio (3).
Anche alcuni consumatori finali del prodotto hanno trasmesso alla Commissione osservazioni circa gli effetti del regolamento che istituisce il dazio provvisorio sulla loro attività.
Le parti che ne hanno fatto richiesta hanno ottenuto la possibilità di essere intese dalla Commissione.
(3) I produttori degli Stati Uniti, gli importatori comunitari collegati e i produttori comunitari sono stati informati dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si prevedeva di raccomandare l'imposizione di dazi antidumping definitivi e la riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazio provvisorio. È stato inoltre loro concesso un termine entro il quale formulare eventuali osservazioni circa le informazioni ricevute.
(4) Le osservazioni delle parti sono state esaminate e, ove opportuno, la Commissione ha modificato le proprie conclusioni.
C. Prodotto in esame (5) Il regolamento che istituisce il dazio provvisorio (punto 7) contiene una descrizione del prodotto, vale a dire d'etanolamina.
Un consumatore finale ha sostenuto che le varie forme di etanolamina non dovrebbero essere considerate prodotti simili poiché mostrano una diversa reazione alle forze di mercato. Tuttavia, le ulteriori informazioni fornite dalla medesima parte hanno confermato le conclusioni della Commissione per quanto riguarda l'analogia del processo di produzione e l'intercambiabilità dell'impiego finale delle diverse forme di etanolamina, su cui, tra l'altro, la Commissione aveva basato la conclusione che le varie forme in questione costituivano prodotti simili.
(6) Poiché i codici NC di cui sopra contengono anche i sali di etanolamina, che tuttavia esulano dalla denuncia e dal procedimento, il regolamento che istituisce il dazio definitivo e che decide la riscossione del dazio provvisorio dovrebbe escludere detti sali dal suo campo d'applicazione.
La Commissione ha pertanto debitamente modificato la descrizione del prodotto agli articoli 1 e 2 del presente regolamento.
Il Consiglio conferma le risultanze della Commissione circa la definizione del prodotto simile e l'adeguamento della designazione del prodotto a fini doganali.
D. Dumping Valore normale, prezzo all'esportazione, confronto e margine di dumping
(7) Non sono pervenute osservazioni circa la determinazione del valore normale, il prezzo all'esportazione, il confronto e i margini di dumping di cui ai punti 8, 9, 10 e 11 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
E. Pregiudizio (8) Un produttore americano e l'importatore collegato hanno contestato la validità delle risultanze della Commissione circa la sottoquotazione dei prezzi. Essi tuttavia non sono stati in grado di sostenere le loro affermazioni mediante prove che non fossero già state prese in considerazione dalla Commissione. Si è pertanto ritenuto che non vi fosse alcuna ragione per modificare la determinazione della sottoquotazione figurante nel regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
(9) Le società di cui sopra hanno nuovamente sostenuto che la Commissione avrebbe dovuto giungere alla conclusione che non sussisteva alcun pregiudizio poiché, durante il periodo dal 1988 alla fine del periodo d'inchiesta, tre produttori comunitari avevano complessivamente importato dalla società americana in questione 4 587 tonnellate e avrebbero dovuto pertanto essere esclusi dall'analisi del pregiuzio; il restante produttore comunitario rappresentava soltanto il 16 % della capacità produttiva comunitaria e non poteva quindi costituire « una proporzione notevole » dei produttori comunitari di etanolamina. Le società hanno altresì sostenuto che i produttori comunitari interessati avevano ricavato significativi utili dall'importazione di etanolamine dagli Stati Uniti.
La Commissione ha chiesto alle società citate di suffragare le loro affermazioni precisando tempi e prezzi delle importazioni effettuate dai produttori comunitari indicati. Le società tuttavia hanno soltanto precisato che le importazioni dagli Stati Uniti erano state effettuate in un momento in cui i produttori comunitari non avevano capacità sufficiente per soddisfare la domanda dei consumatori di etanolamina della Comunità e che le importazioni avevano consentito ai medesimi produttori di ricavare sostanziali utili sul mercato di altri prodotti che, come l'etanolamina, sono derivati dell'ossido di etilene.
In assenza delle informazioni richieste, la Commissione ha concluso che la domanda di esclusione dei produttori comunitari interessati debba essere respinta in quanto, anche se le affermazioni fossero confermate, il volume citato rappresenterebbe, per il periodo di cinque anni in questione, non più dell'1,2 % delle vendite dei produttori comunitari interessati e non più del 2 % delle importazioni totali degli Stati Uniti.
Il Consiglio conferma tale conclusione.
F. Causa del pregiudizio (10) Le conclusioni della Commissione sulla causa del pregiudizio, esposte nei punti da 25 a 30 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio non sono state contestate da nessuna delle parti e sono pertanto confermate dal Consiglio.
G. Interesse della Comunità (11) Nei punti da 31 a 34 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio sono esposte le considerazioni della Commissione riguardo all'interesse della Comunità. Nessuna delle parti ha formulato obiezioni in merito.
(12) I consumatori finali che hanno fornito alla Commissione informazioni sugli aumenti di prezzo da parte dei produttori comunitari hanno anche sottolineato gli effetti di tali aumenti sul loro costo di produzione e sulla loro posizione concorrenziale nel mercato comunitario.
La Commissione ha chiesto ai suddetti consumatori finali di indicare con maggiore precisione gli effetti delle misure provvisorie sui costi di produzione e inoltre i benefici che essi traevano dalle importazioni in dumping. Nessuna ulteriore informazione è stata tuttavia fornita dai medesimi consumatori.
La Commissione rimane pertanto dell'opinione che, poiché le misure provvisorie non aumentano i prezzi dell'etanolamina oltre il prezzo medio degli ultimi cinque anni, l'effetto di tali misure sul costo di produzione dei prodotti finiti sia limitato. L'istituzione di misure definitive è inoltre giustificata in vista degli aumenti di prezzo a lungo termine che avrebbero luogo in assenza delle medesime misure, come indicato al punto 32 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio.
Poiché tutti i consumatori intermedi di etanolamina si trovano di fronte agli stessi effetti delle misure provvisorie, queste ultime non pregiudicano la loro posizione concorrenziale.
Il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione.
H. Livello del prezzo minimo all'importazione (13) Gli esportatori degli Stati Uniti e gli importatori collegati hanno tuttavia espresso qualche dubbio circa il fatto che l'industria comunitaria fosse disposta ad aumentare i suoi prezzi al livello necessario per consentire di coprire i costi e di ottenere un equo utile sulle vendite. Essi temevano che l'industria comunitaria avrebbe praticato prezzi inferiori a quelli dei fornitori americani per incrementare la sua quota di mercato. In tal modo l'effetto del prezzo minimo all'importazione sarebbe una limitazione della concorrenza sul mercato, che non sarebbe nell'interesse della Comunità.
Una delle parti interessate in questione ha citato l'effettivo calo delle esportazioni verificatosi subito dopo l'entrata in vigore delle misure provvisorie come prova della probabile sottoquotazione dei prezzi da parte dei produttori comunitari.
Durante il periodo di proroga della validità del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, nessuna ulteriore informazione è stata fornita dai produttori degli Stati Uniti né dagli importatori collegati a conferma della suddetta affermazione.
La Commissione ha tuttavia ricevuto da alcuni consumatori finali informazioni relative ad un aumento dei prezzi dei produttori comunitari e alla loro incapacità di soddisfare interamente la domanda sul mercato comunitario.
La Commissione ribadisce pertanto le sue conclusioni, esposte ai punti 33 e 35 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, in particolare che, mentre il livello dei prezzi minimi all'importazione stabilito consentirebbe all'industria comunitaria di coprire i suoi costi e di ottenere un equo utile sulle vendite, nello stesso tempo la sua incapacità di soddisfare interamente la domanda consentirebbe ai produttori dei paesi terzi di continuare a rifornire il mercato comunitario. In tali condizioni di concorrenza l'industria comunitaria non potrebbe raggiungere una redditività oligopolistica.
In tale contesto, la Commissione non ha motivo di modificare la sua impostazione per la determinazione del livello dei prezzi minimi all'importazione.
(14) Un esportatore degli Stati Uniti e l'importatore collegato hanno presentato un calcolo dei costi per il produttore comunitario più efficiente, cercando di mostrare che il livello del prezzo minimo all'importazione era più elevato di quello necessario per consentire all'industria comunitaria di coprire i propri costi e di conseguire un adeguato utile sulle vendite e che pertanto non sarebbe stato nell'interesse dei consumatori finali di etanolamina.
La Commissione ha confrontato tale calcolo dei costi con le risultanze da essa elaborate durante l'inchiesta ed è giunta alla conclusione che i presupposti del calcolo della società americana non erano pienamente corrispondenti alla reale situazione in cui l'industria comunitaria si trovava durante il periodo dell'inchiesta.
Ulteriori informazioni raccolte dalla Commissione riguardo ai costi attuali nella Comunità non rivelano una differenza significativa tra questi e quelli del periodo dell'inchiesta.
Un altro esportatore degli Stati Uniti e l'importatore collegato hanno sostenuto che il margine di utile dell'8% utilizzato dalla Commissione era del tutto irrealistico e non teneva conto del carattere del mercato.
La Commissione, tuttavia, aveva basato tale cifra sulle informazioni ottenute durante l'inchiesta da tutte le parti e, in particolare, da parte dei produttori degli Stati Uniti.
Essa non ritiene pertanto giustificato modificare il livello del prezzo minimo all'importazione.
Tale conclusione è confermata dal Consiglio.
I. Carattere delle misure antidumping (15) L'argomentazione della Commissione circa il tipo di misure antidumping provvisorie da adottare, esposta nei punti da 35 a 38 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio non è stata contestata da nessuna delle parti. La Commissione pertanto mantiene la medesima argomentazione per quanto riguarda le misure definitive.
Il Consiglio conferma tale criterio.
J. Riscossione del dazio provvisorio (16) Per quanto riguarda il dazio provvisorio, la Comunità di norma procede alla riscossione definitiva se allo stadio definitivo della procedura l'esistenza di pratiche di dumping e di un conseguente grave pregiudizio determinata a titolo provvisorio viene confermata e se dall'istituzione del dazio provvisorio non si sono verificati sostanziali mutamenti per quanto riguarda gli effetti pregiudizievoli delle importazioni in dumping sul mercato comunitario.
Nella fattispecie, l'esistenza di pratiche di dumping e di un conseguente grave pregiudizio è stata definitivamente confermata. Si è pertanto concluso che i dazi in questione devono essere interamente riscossi.
Le importazioni di sali di etanolamina dovrebbero tuttavia essere escluse da tale riscossione,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di etanolamina, esclusi i suoi sali, di cui ai codici NC ex 2922 11 00, ex 2922 12 00 e ex 2922 13 00, originaria degli Stati Uniti.
2. L'importo del dazio è pari alla differenza tra gli importi qui di seguito indicati e il prezzo cif frontiera comunitaria per tonnellata, dazio escluso, se inferiore:
a) per la MEA, codice ex NC 2922 11 00
(codice Taric 2922 11 00*10): 606 ECU
b) per la DEA, codice ex NC 2922 12 00
(codice Taric 2922 12 00*10): 584 ECU
c) per la TEA, codice ex NC 2922 13 00
- con un tenore inferiore al 99 %
(codice Taric 2922 13 00*11): 609 ECU
- con un tenore pari o superiore al 99 %
(codice Taric 2922 13 00*91): 652 ECU
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
Articolo 2
a) Sono riscossi definitivamente gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio ai sensi del regolamento (CEE) n. 2172/93.
b) Gli importi depositati per le importazioni di sali di etanolamina sono liberati.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 1o febbraio 1994.

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