Document ID: 31994D0811

DECISIONE DELLA COMMISSIONE dell'8 giugno 1994 che dichiara compatibile con il mercato comune una concentrazione fra imprese (Caso n. IV/M.269 - Shell/Montecatini) (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede) (94/811/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese (1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 2,
vista la decisione della Commissione del 7 febbraio 1994 d'avviare un procedimento nel presente caso,
dopo aver dato alle imprese interessate l'occasione di manifestare il proprio punto di vista in merito alle obiezioni sollevate dalla Commissione,
sentito il parere del comitato consultivo sulle concentrazioni (2),
considerando quanto segue:
(1) Il presente procedimento riguarda un'impresa comune proposta, « Sophia », nel settore delle poliolefine fra la Shell Petroleum NV, «Shell », e della Montedison Nederland NV, « Montedison », notificata alla Commissione il 4 gennaio 1994 in applicazione dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 4064/89, « regolamento sulle concentrazioni ».
(2) Il 26 gennaio 1994 la Commissione ha deciso di prorogare la sospensione dell'operazione proposta in applicazione dell'articolo 7, paragrafo 2 del regolamento sulle concentrazioni ed il 7 febbraio 1994 ha iniziato un procedimento a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera c) del medesimo.
I. LE PARTI E L'OPERAZIONE Le parti (3) La Shell è una « holding » nell'ambito del gruppo Royal Dutch/Shell. La Montedison appartiene al gruppo Ferruzzi; i suoi interessi nel campo delle poliolefine fanno capo alla Montecatini Nederland BV tramite due consociate, la Himont Inc. (poliolefine) e la Moplefan SpA (applicazioni a valle).
L'operazione notificata (4) Nell'ambito del piano di concentrazione originariamente notificato alla Commissione, la Montedison avrebbe ceduto alla Sophia, che sarà di proprietà della Shell e della Montedison in parti uguali (50 % - 50 %), la totalità dei suoi interessi sul piano mondiale nel campo della poliolefine, incluse le infrastrutture di produzione e commercializzazione, i diritti di proprietà intellettuale e le infrastrutture di R & S, nonché tutte le attività a monte e a valle. La Montedison avrebbe conservato soltanto alcuni cespiti residui in uno dei mercati sui quali è destinata ad operare l'impresa comune, vale a dire i diritti ad accordare licenze a terzi negli Stati Uniti per la produzione di polipropilene (PP) con il processo Spheripol. Per quanto riguarda in particolare le preesistenti imprese comuni - Montefina (Himont/Petrofina) e NSP (Himont/Statoil) - a cui partecipa nel settore della produzione di PP, nell'ambito del piano originario di concentrazione la Montedison avrebbe provveduto a cedere le participazioni azionarie della Himont alle controparti delle imprese comuni in questione (vale a dire Petrofina o Statoil) oppure gli interessi della Himont sarebbero divenuti di proprietà della Sophia.
(5) La Shell avrebbe conferito all'impresa comune la maggioranza dei cespiti di cui dispone sul piano mondiale nel campo del PP e del polietilene (PE); sarebbero stati esclusi soltanto:
- le sue attività relative alle poliolefine negli Stati Uniti [un impianto per la produzione di PP ed una partecipazione del 50 % ad un'impresa comune di Shell ed Union Carbide Corporation (« UCC ») per l'esercizio di un impianto di produzione di PP a Seadrift nel Texas];
- gli interessi che detiene in tre imprese comuni, una delle quali, denominata ROW, è ubicata in Europa. La ROW è un'impresa comune di Shell e BASF che si occupa di produrre e commercializzare un'ampia gamma di olefine e poliolefine;
- tutti i suoi interessi a monte esistenti, con particolare riferimento agli impianti di « cracking » a vapore « steam crackers » per la produzione di etilene e propilene, ad eccezione della piattaforma Aubette ubicata a Berre (Francia);
- alcune attività a valle (Wavin BV e Symalit AG);
- i suoi interessi nel campo dei polimeri diversi dalle poliolefine.
L'operazione con successive modificazioni (6) Successivamente alla comunicazione della Commissione in applicazione dell'articolo 18 del regolamento sulle concentrazioni e nell'intento di venir incontro alle preoccupazioni in tema di concorrenza in essa manifestate, le parti hanno modificato il piano originario della concentrazione assumendosi gli impegni verso la Commissione precisati ai considerandi da 116 a 119. In seguito all'adempimento di tali impegni la forma originaria dell'operazione risulterà modificata nel modo seguente:
- le attività a livello mondiale della Montedison riguardanti la tecnologia del PP esuleranno dall'ambito della Sophia giacché verranno cedute ad una società (denominata Technipol) di cui la Montedison sarà l'unico azionista. Tra i cespiti della Technipol rientreranno tra l'altro le attività di concessione di licenze a livello mondiale della Montedison nel campo della tecnologia del PP (inclusi i contratti di licenza veri e propri, l'esercizio dei corrispondenti diritti di proprietà intellettuale, il personale addetto alle vendite, alla commercializzazione ed all'assistenza tecnica), le risorse umane e le infrastrutture dedicate alle relative attività di R & S nel campo delle tecnologie di processo e di catalisi, nonché un impianto pilota per la produzione di PP destinato allo sviluppo ed al collaudo delle tecnologie in questione;
- la Montedison/Himont si ritirerà dalla Montefina, vendendo la sua partecipazione azionaria alla Petrofina o a terzi;
- la Montedison conferirà alla Sophia le sue restanti interessenze mondiali nel campo delle poliolefine, incluse le sue attività a livello mondiale attinenti alla produzione ed alla vendita di PP nonché ad altri comparti del settore delle poliolefine, comprese tutte le attività a monte ed a valle. Il contributo della Shell alla Sophia sarà quello originariamente previsto;
- la Technipol disporrà di tutte le risorse, finanziarie o d'altro genere, necessarie per consentirle di svolgere la propria attività economica in modo regolare, economicamente e finanziariamente valido nonché concorrenziale, indipendentemente dalla Sophia e dalla Shell. Ogni eventuale rapporto tra la Sophia o la Shell e la Technipol avrà luogo in base alle condizioni di mercato ed alle condizioni commerciali d'uso.
II. DIMENSIONE COMUNITARIA (7) La concentrazione proposta possiede una dimensione comunitaria. Nel 1992 il fatturato complessivo combinato su scala mondiale della Shell Petroleum NV e della Montedison Nederland NV risultava superiore a 5 000 Mio di ECU, e ciascuna delle due imprese realizzava nella Comunità una quota del proprio fatturato superiore ai 250 Mio di ECU. Le parti non realizzavano più di due terzi del loro fatturato comunitario in un unico Stato membro.
III. CONCENTRAZIONE (8) L'operazione notificata, nella sua forma modificata in base agli impegni assunti dalle parti, costituisce una concentrazione ai termini dell'articolo 3 del regolamento sulle concentrazioni poiché, come spiegato nel seguito, la Sophia eserciterà su base durevole tutte le funzioni di un'entità economica autonoma senza che vi sia un'apprezzabile possibilità di coordinare il comportamento concorrenziale delle società madri tra di loro o con l'impresa comune a termini di detto articolo.
Controllo comune (9) La Sophia sarà di proprietà della Shell e della Montedison in parti uguali (50 % - 50 %). L'accordo attinente alla costituzione dell'impresa comune dispone che debbano essere approvate da entrambe le parti le decisioni di maggiore importanza, nel novero delle quali rientrano: le previsioni annue globali in fatto di fabbisogno di capitali, i cambiamenti fondamentali della politica o della strategia dell'impresa comune, l'assunzione di prestiti per un importo superiore al [. . .] (3) Mio di USD all'anno, gli investimenti o le dismissioni per un valore superiore a [. . .] Mio di USD e la conclusione o l'ampliamento di accordi riguardanti l'approvvigionamento di materie prime. La Shell e la Montedison esercitano di conseguenza un controllo congiunto sulla Sophia.
(10) È previsto che la Shell si ponga alla guida dell'impresa per quanto ne concerne la gestione, poiché ad essa spetterà tra l'altro la decisione ultima in merito alla nomina del direttore generale dell'impresa comune ed inoltre i membri del consiglio d'amministrazione nominati dalla Shell saranno in grado di decidere in merito a tutte le questioni d'indole generale ad eccezione di quelle d'importanza fondamentale o strategica.
L'impresa comune esperisce su base durevole tutte le funzioni di un'entità economica autonoma (11) La Sophia disporrà di tutti i beni e le risorse necessari per consentirle di esercitare tutte le funzioni di un'entità economica nel settore delle poliolefine. Per quanto riguarda in particolare il settore della produzione di PP, il fatto che le attività della Montedison nel campo delle tecnologie per la produzione di PP esulino dall'ambito dell'impresa comune non contraddice il carattere d'entità economica autonoma di quest'ultima rispetto al mercato connesso alle attività di produzione di PP giacché la maggior parte dei produttori non dispongono di licenze proprie per tale attività ma operano nell'ambito di una licenza loro accordata da un fornitore di tecnologie. La Sophia continuerà inoltre ad utilizzare la tecnologia per la produzione di PP di cui dispone attualmente e, se ed in quanto dovesse trovarsi nella necessità di acquistare perfezionamenti tecnologici od altri servizi tecnici dalla Technipol, gli impegni assunti dalle parti dispongono che ciò avvenga secondo i principi di libera concorrenza a normali condizioni commerciali.
Assenza di coordinamento del comportamento concorrenziale (12) La Sophia opererà nei seguenti settori: produzione e vendita di PP; produzione e vendita di PE e di tecnologie attinenti alla produzione di PE; produzione e vendita di etilene e propilene; attività a valle nel campo dei film e delle fibre. In forza delle modifiche apportate al piano originario della concentrazione la Sophia non opererà sul mercato delle tecnologie per la produzione di PP quale è definito nella presente decisione giacché le attività a livello mondiale della Montedison in questo campo passeranno alla Technipol mentre le esistenti attività della Shell sul mercato delle tecnologie in questione, basate sulla sua cooperazione con la Union Carbide Corporation, non verranno conferite alla Sophia.
(13) Come già si è visto, la Montedison conferirà all'impresa comune tutte le sue attività nel campo delle poliolefine, ad eccezione di quelle relative alle tecnologie per la produzione di PP, e si ritirerà pertanto dai mercati sui quali opererà l'impresa comune. L'altra parte dell'impresa comune, la Shell, continuerà ad operare su alcuni dei mercati dell'impresa comune, giacché conserverà alcune delle sue interessenze nel campo delle poliolefine al di fuori dell'ambito della Sophia. Poiché tuttavia la Shell assumerà la responsabilità industriale globale dell'impresa comune non vi sono possibilità apprezzabili di coordinamento del comportamento concorrenziale tra la Shell e la Sophia a termini dell'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento sulle concentrazioni.
(14) Successivamente alla concentrazione le società partecipanti alla Sophia continueranno ad operare sul mercato delle tecnologie per la produzione di PP: la Montedison tramite la Technipol e la Shell in quanto contributrice alla tecnologia Unipol, che abbina un processo della UCC a catalizzatori della Shell. Benché tale mercato si trovi a monte di quello connesso alla produzione ed alla vendita di PP, sul quale opera l'impresa comune, la Commissione ritiene che l'esistenza della Sophia non giustifichi di per sé la presunzione che le società madri saranno necessariamente indotte a coordinare il loro comportamento per quanto riguarda le tecnologie di produzione del PP a termini dell'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento sulle concentrazioni.
(15) In questa particolare fattispecie diversi fattori rendono poco plausibile l'ipotesi che la comproprietà della Sophia spinga le due società in questione a coordinare il proprio comportamento per quanto riguarda il mercato delle tecnologie di produzione del PP. Il fatturato relativo alle attività cedute alla Technipol rappresenta soltanto una frazione del fatturato annuo complessivo della Montedison nel campo del PP [. . .] ed una frazione ancor più modesta del fatturato complessivo della Sophia. In forza degli impegni assunti dalle parti inoltre la Technipol verrà gestita in modo completamente indipendente dalla Sophia e dalla Shell e disporrà di sufficienti risorse finanziarie proprie. La Shell non avrà partecipazioni azionarie nella Technipol, cosicché gli utili attuati della Technipol andranno integralmente alla Montedison, [. . .]. Di conseguenza la Montedison, che sarà l'unica responsabile della strategia commerciale della Technipol, sembra avere un genuino interesse a perseverare in una politica attiva in fatto di concessione di licenze per massimizzare la redditività del suo investimento nella Technipol.
(16) Va al tempo stesso riconosciuto che l'altra società costituente azionista della Sophia, vale a dire la Shell, è anch'essa attiva nel campo della concessione di licenze relative alle tecnologie di produzione del PP. La relazione tra le due tecnologie Spheripol ed Unipol sarà tuttavia remota. L'attività della Montedison nel campo delle licenze si svolgerà infatti in modo diretto, tramite una consociata di cui l'unico azionista sarà la stessa Montedison, mentre l'attività della Shell su questo mercato si baserà su un accordo di cooperazione concluso con un terzo (la UCC), il quale esercita congiuntamente con la Shell il controllo su tale attività e continuerà anche dopo la concentrazione ad essere interessato a perseguire un'attiva politica di concessione di licenze. Tale linea d'azione dovrebbe presentare un interesse anche per la Shell, dato che essa ha investito somme considerevoli in un nuovo impianto per la produzione di catalizzatori per la tecnologia Unipol [. . .]. Attualmente inoltre la Shell fa uso della tecnologia Unipol in alcuni impianti di sua proprietà per la produzione di PP e sembrerebbe quindi avere un incentivo a preservare la validità economico-commerciale di tale tecnologia.
(17) Sotto il profilo finanziario inoltre, nel campo delle tecnologie di produzione del PP, la Shell non ha alcun interesse nelle attività della Montedison, così come la Montedison non ne ha per quelle svolte congiuntamente dalla Shell e dall'UCC. Il mercato delle tecnologie di produzione del PP consta di un numero relativamente limitato di contratti di valore unitario elevato (dell'ordine dei 10 Mio di ECU), cosicché vi è un forte incentivo ad aggiudicarsi i singoli contratti di licenza. Qualora vi fosse occasione di presentare offerte per nuovi contratti di licenza, pertanto, Unipol e Spheripol avrebbero entrambe interesse a presentare offerte e quindi a farsi concorrenza, poiché soltanto il fatto di aggiudicarsi un contratto consentirà ad una licenziante di lucrare un utile alla licenza e far fruttare gli investimenti compiuti.
Nella fattispecie sembra quindi improbabile che si abbia coordinamento tra le parti dell'accordo a termini dell'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento sulle concentrazioni.
IV. VALUTAZIONE AI FINI DELLA CONCORRENZA (18) L'analisi che segue verte sugli effetti che avrebbe prodotto ai fini della concorrenza la concentrazione quale era stata inizialmente notificata alla Commissione. In base al piano originario i cespiti conferiti all'impresa comune avrebbero interessato i seguenti settori economici: produzione e vendita di PP e delle relative tecnologie; produzione e vendita di PE e delle relative tecnologie; produzione e vendita di etilene e propilene; produzione e vendita di pellicole flessibili per l'imballaggio di beni di consumo, pellicole flessibili per l'imballaggio di derrate alimentari, fibre filate per estrusione, fibre non tessute e nastri, anche fibrillati.
(19) Sembra non esservi duplicazione tra le attività delle parti per quanto riguarda: i) etilene e propilene (mercati a monte in rapporto al polietilene ed al polipropilene), giacché la Montedison non produce etilene e non vende direttamente sui mercati propilene; ii) attività a valle (pellicole flessibili per l'imballaggio di beni di consumo; pellicole flessibili per l'imballaggio di derrate alimentari; fibre filate per estrusione; fibre non tessute e nastri, anche fibrillati).
(20) Il PE constituisce una delle attività economiche conferite alla Sophia. Il PE si ricava dall'etilene mediante un processo di polimerizzazione. Vi sono tre differenti tipi di PE: il polietilene ad alta densità (HDPE - High Density Polyethylene), quello a bassa densità (LDPE - Low Density Polyethylene) e quello lineare a bassa densità (LLDPE- Linear Low Density Polyethylene). Secondo la tesi delle parti notificanti, in termini di prodotto il mercato risultante dalle attività di produzione e di vendita di HDPE andrebbe considerato un mercato rilevante distinto, mentre LDPE e LLDPE andrebbero ritenuti l'oggetto di un altro mercato rilevante. Per quanto riguarda la definizione di mercato geografico sembra che la produzione e la vendita di PE abbiano luogo nell'intera Europa occidentale e che clienti e fornitori siano insediati nell'intera regione. In questo caso tuttavia non risulta necessario decidere in merito all'esatta definizione del mercato del prodotto e di quello geografico poiché, come si vedrà più avanti, anche basandosi su una definizione restrittiva di mercato la concentrazione proposta non determinerebbe né rafforzerebbe una posizione dominante nel mercato comune od in una sua parte sostanziale.
(21) La Shell produce LDPE e LLDPE; in termini di capacità la sua quota di mercato nell'Europa occidentale risulta inferiore al 10 %. La Montedison dal canto suo non ha ancora avviato la produzione di PE; [. . .] e la sua forza in questo settore deriva dalla tecnologia usata nel processo di produzione del PE (Spherilene), che essa conferirà all'impresa comune. Sembra tuttavia da escludere che venga a crearsi una situazione di dominio sul mercato per le seguenti ragioni: i) per quanto riguarda le attività di produzione e di vendita di PE, vi sono diversi altri operatori più importanti della Shell, tra cui società quali Enichem, BP, Borealis e Dow Chemical, e ii) per quanto riguarda il mercato delle tecnologie di produzione del PE, sono disponibili altre tecnologie, come quella offerta dalla Union Carbide, che possono considerarsi alternative adeguate.
(22) Alla luce di quanto precede l'analisi svolta nei considerandi che seguono sarà imperniata sugli effetti della concentrazione sul mercato determinato dalle attività di produzione e di vendita del PP e su quello delle tecnologie attinenti alla sua produzione.
A. Definizione del mercato in rapporto al prodotto i) Produzione e vendita di PP
(23) Il PP appartiene alla categoria delle poliolefine, vale a dire una famiglia di sostanze termoplastiche ricavate da un gruppo particolare di prodotti chimici di base noti col nome di olefine, del quale fanno parte anche il PE ed il polibutilene. Le olefine vengono tipicamente ricavate dal petrolio o dal gas naturale. La produzione di poliolefine comporta tre fasi principali. Nella prima si ricavano dal petrolio o dal gas naturale gli idrocarburi destinati a fornire i prodotti chimici di partenza (nafta, etano, ecc.). Successivamente si ottengono i prodotti chimici di base quali le olefine (ad esempio etilene e propilene) per mezzo del cracking a vapore o della deidrogenazione; dalle olefine si ricavano quindi le poliolefine per mezzo di un processo di polimerizzazione, nel corso del quale i monomeri (le olefine) vengono indotti a reagire tra di loro per produrre lunghe catene costituite dalla ripetizione di una serie di monomeri (i cosiddetti polimeri). Nella fase finale le poliolefine vengono ulteriormente lavorate dall'industria della plastica per produrre un'ampia gamma di beni di consumo tra cui pellicole, fibre, prodotti stampati e prodotti estrusi.
(24) Il PP trova impiego industriale nel settore della lavorazione delle materie plastiche ed ha un'ampia gamma d'applicazioni, tra le quali le più importanti sono le pellicole, le fibre, i componenti per l'industria automobilistica (quali paraurti ed elementi del cruscotto), gli elettrodomestici, i mobili da giardino, cesti, scatole e secchi, coperchi, recinzioni e contenitori d'imballaggio a parete sottile, applicazioni concernenti i tubi per prodotti di scarico e prodotti chimici, nastri e fogli per imballaggi e per l'edilizia, imballaggi per derrate alimentari. Tra le caratteristiche specifiche del PP rientra quella di avere la più bassa densità di tutte le sostanze termoplastiche, una migliore colorabilità, un'elevata resistenza termica ed alla frizione nonché una maggiore versatilità ai fini della progettazione.
(25) Secondo le parti notificanti, benché sussista un certo grado di sostituibilità marginale tra il PP ed il PE (specialmente quando quest'ultimo sia ad alta densità) od altri materiali, è impossibile sostituire completamente il PP con altri materiali in tutte le sue applicazioni. Gli accertamenti della Commissione confermano che, per la maggior parte delle applicazioni, il PP è sostituibile solo in misura ridotta con altre sostanze termoplastiche od altri materiali a causa delle sue proprietà speciali e del suo vantaggioso rapporto costi/prestazioni. Il mercato rilevante in rapporto al prodotto è quindi quello determinato dalle attività di produzione e di vendita di PP.
(26) Si distinguono tre tipi principali o famiglie di PP: gli omopolimeri, che rappresentano il 70-75 % circa del consumo di PP, i copolimeri casuali, che rappresentano il 5 % circa del consumo di PP, ed i copolimeri a blocchi, che rappresentano il 25 % del consumo di PP. Le proprietà e gli usi finali dei tre tipi di PP sono diversi. Gli omopolimeri vengono prodotti in varietà standard ovvero speciali; essi risultano più rigidi e più resistenti dei copolimeri, ma presentano una minore resistenza all'urto. I copolimeri a blocchi risultano particolarmente idonei ad applicazioni nelle quali è richiesta una resistenza agli urti estremamente elevata (come ad esempio nel settore automobilistico). I copolimeri casuali vengono usati principalmente sotto forma di pellicole (cartellette) portadocumenti, imballaggi e laminati plastici, strati sigillabili a caldo) in virtù della loro trasparenza, delle buone caratteristiche di resistenza alla distorsione causata dal calore e della facilità di lavorazione. Sotto il profilo dell'offerta tutti e tre i tipi di PP vengono prodotti polimerizzando il propilene, seppure con aggiunta di etilene nel caso dei copolimeri a blocchi e di quelli casuali. Gli omopolimeri ed i copolimeri casuali vengono prodotti in uno stesso reattore (reattore per omopolimeri), ma per la produzione dei copolimeri a blocchi occorre un secondo reattore (reattore per copolimeri). Poiché non tutti gli impianti per la produzione di PP sono dotati di questo secondo tipo di reattore la sostituibilità ai fini dell'offerta tra i copolimeri a blocchi e gli altri tipi di PP appare limitata, con la conseguenza che i copolimeri a blocchi possono venir ritenuti un mercato separato sotto il profilo del prodotto. Non occorre tuttavia trattare questo aspetto del problema poiché, come si vedrà, la valutazione degli effetti della fusione è indipendente dall'ampiezza della definizione di mercato adottata.
(27) Nell'ambito di queste tre famiglie di PP sussiste parimenti una gamma di diverse varietà, distinte in base a diversi fattori tra cui la viscosità (misurata dall'indice di viscosità di fusione), la presenza di altre sostanze chimiche e di additivi, la distribuzione del peso molecolare, la cristallinità e la morfologia. Le varietà speciali vengono spesso sviluppate su richiesta dei clienti od in cooperazione con loro; esse differiscono per caratteristiche, prezzo ed uso a cui sono destinate e non risultano pertanto intercambiabili ai fini della domanda, mentre invece a quanto risulta all'interno di una data famiglia di PP (vale a dire omopolimeri, copolimeri a blocchi, ecc.) i fabbricanti possono cambiare con relativa facilità la varietà di PP prodotta grazie a modifiche delle condizioni di polimerizzazione (pressione del reattore, temperatura) ovvero all'impiego di additivi differenti. In questo contesto assumono importanza considerazioni d'indole economica, ma sembra che sia possibile gestire gli impianti per la produzione di PP evitando di passare inutilmente da una varietà all'altra e minimizzando in tal modo la produzione di varietà intermedie fuori specifica. L'elevatissimo grado di sostituibilità dell'offerta induce pertanto ad escludere che all'interno delle singole famiglie di PP ognuna delle diverse varietà sia all'origine di un mercato rilevante separato sotto il profilo del prodotto.
ii) Tecnologia del PP
(28) Il PP viene prodotto polimerizzando il propilene liquido (polimerizzazione in massa) o il propilene gassoso (polimerizzazione in fase gassosa). Per produrre determinate varietà di PP si aggiunge etilene od un altro monomero, all'inizio della fase di polimerizzazione (copolimeri casuali) oppure in una fase successiva (copolimeri a blocchi). Possono venire parimenti aggiunti additivi o modificanti per accentuare o cambiare determinate caratteristiche del polimero in funzione di quanto è desiderabile per specifiche applicazioni. In ogni caso la polimerizzazione del propilene finalizzata alla produzione di PP comporta almeno gli elementi seguenti: i) la materia prima, il propilene; ii) un idoneo catalizzatore, vale a dire una sostanza chimica utilizzata nella fase di polimerizzazione per promuovere la reazione chimica senza venirne direttamente modificata; iii) le conoscenze tecnologiche e metodologiche necessarie per l'impiego del catalizzatore nel processo di polimerizzazione; e iv) la tecnologia di processo e le metodologie necessarie per progettare e far funzionare gli impianti nei quali ha luogo la polimerizzazione.
(29) I catalizzatori di base per la produzione di PP sono stati sviluppati nel corso degli anni '50; i progressi realizzati nei successivi trent'anni nella tecnologia del PP per quanto riguarda catalizzatori, processi e prodotti sono in larga misura da ascriversi a continui perfezionamenti del processo di catalisi. Il passaggio dai vecchi processi basati su impasti semiliquidi ai più progrediti processi in massa ed in fase gassosa è stato reso possibile da importanti innovazioni nel campo dei catalizzatori, ed ha in particolare consentito rese considerevolmente più elevate dei catalizzatori stessi. Agli inizi degli anni '60 un chilogrammo di catalizzatore consentiva di produrre circa 1 000 kg di polimero, ma l'evoluzione ha migliorato la resa dei catalizzatori portandola a livelli attualmente compresi tra i 20 000 ed i 50 000 kg di polimero. Analoga importanza hanno avuto miglioramenti quali lo sviluppo di caratteristiche più perfezionate del PP e la semplificazione del processo ottenuta riducendo gli stadi della polimerizzazione (la maggiore resa dei catalizzatori ha ad esempio ridotto i residui di catalizzatore presenti nel reattore fino a renderne superflua la rimozione).
(30) Nel settore del PP si continua a svolgere una considerevole attività di R & S, soprattutto nel campo dei materiali avanzati, vale a dire materiali che ampliano o combinano le caratteristiche delle diverse poliolefine e risultano pertanto idonei a determinate applicazioni specifiche. D'altro canto non si prevede che nel corso dei prossimi dieci anni possa venir sviluppato e commercializzato un processo radicalmente nuovo per la produzione di resine polipropileniche. Attualmente diverse società stanno lavorando su una nuova generazione di catalizzatori, i metalloceni, ma ogni tentativo di prevedere con precisione l'ampiezza di un loro futuro impiego sarebbe per il momento azzardato. Le ricerche attualmente in corso in questo settore mirano a migliorare le proprietà del PP per determinate applicazioni specifiche (ad esempio PP sindiotattico) nell'ambito dei processi produttivi già esistenti. Secondo quanto dichiarato dai fabbricanti attivi in questo campo occorreranno ancora diversi anni di ricerca e sviluppo prima che il potenziale innovativo di tali catalizzatori possa venir pienamente sfruttato, ed in ogni caso sembra che i catalizzatori basati sulla tecnologia dei metalloceni saranno pienamente commercializzati solo tra 5-7 anni. Per quanto riguarda le attività di R & S della Himont, esse si concentrano principalmente su materiali di tipo avanzato, ottenuti impiegando le tecnologie Catalloy e Hivalloy recentemente sviluppate dalla stessa Himont, che associno le proprietà caratteristiche di polimeri differenti.
Diritti di proprietà intellettuale
(31) Lo sviluppo di tecnologie nuove o migliorate per la produzione di PP è oggetto di brevetti o di altre forme di tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Un fabbricante di PP il quale non abbia sviluppato una tecnologia propria lavora in base ad una licenza accordatagli da un fornitore di tecnologie di produzione del PP, grazie alla quale egli entra in possesso d'informazioni tecniche (metodologie) riguardanti tanto il processo quanto il catalizzatore e può far libero uso dei relativi brevetti. In contropartita di ciò, il licenziatario ha l'obbligo di considerare riservata e soggetta a tutela ogni informazione tecnica fornitagli, a meno che essa non sia di pubblico dominio o non lo diventi.
(32) Sotto il profilo dei diritti di proprietà intellettuale il possesso di brevetti sull'invenzione fondamentale e sui successivi perfezionamenti può costituire un ostacolo all'ingresso nel mercato delle tecnologie. I perfezionamenti possono essi stessi rappresentare un significativo progresso tecnologico (come ad esempio nel caso dell'introduzione dei donatori di elettroni, che hanno determinato un considerevole aumento della resa dei catalizzatori). I brevetti possono ritardare o addirittura rinviare sine die l'ingresso sul mercato di operatori che cerchino di sviluppare nuove tecnologie senza violare i diritti brevettuali. Sotto questo profilo il rischio di protratte e costose controversie in materia di brevetti metterebbe a serio repentaglio la futura attività di concessione di licenze poiché tanto il licenziante quanto il licenziatario potrebbero venir perseguiti dal titolare dei diritti di proprietà intellettuale per violazione di brevetto. Un accordo di rinuncia alla rivendicazione concluso con il detentore del brevetto iniziale eliminerebbe questa incertezza, subordinando però al suo consenso la possibilità e le condizioni dell'ingresso di nuovi operatori sul mercato.
Struttura del mercato
(33) Nell'industria del PP ha luogo un'intensa attività di concessione di licenze poiché tutti i fabbricanti di PP sono licenzianti o licenziatari delle tecnologie in questione. Il mercato sul quale si svolge tale attività si differenzia da quello imperniato sulla produzione del PP; nell'ambito di esso infatti i clienti sono i produttori di PP ai quali occorrono le tecnologie necessarie per fabbricare il PP stesso, che di norma vengono loro fornite dai fabbricanti di PP (ancorché la Union Carbide non si occupi attivamente della vendita di PP) i quali le hanno sviluppate e sono disposti a farne oggetto di licenze.
Fornitori
(34) Per quanto riguarda l'offerta che fornisce la tecnologia trasmette al cliente le conoscenze tecniche necessarie per progettare, costruire e gestire un impianto per la produzione di PP e gli consente altresì di vendere il PP prodotto accordando a lui e a suoi clienti le esenzioni del caso in materia di tutela brevettuale. Di norma al licenziatario vengono saltuariamente comunicati perfezionamenti od ottimizzazioni della tecnologia, ma non i miglioramenti rivoluzionari. Questo servizio fondamentale è abbinato a servizi sussidiari quali l'assistenza tecnica, l'assistenza ai clienti o l'assistenza ingegneristica (in alcuni casi lo stesso concessore della licenza provvede alla costruzione dell'impianto). il catalizzatore forma parte integrante della transazione e viene fornito direttamente dal concessore ovvero fabbricato su licenza dal licenziatario in base a conoscenze tecniche comunicate dal concessore.
Clienti
(35) Sotto il profilo della domanda i clienti sono di norma fabbricanti di PP i quali non dispongono di una propria tecnologia produttiva. Considerando il notevole costo di un'attività originale di ricerca e sviluppo, la necessità di un'esperienza precedente e le incertezze concernenti l'esito delle attività di sviluppo, diversi produttori di PP preferiscono non sviluppare un'attività di R & S indipendente e devono pertanto far uso di licenze accordate loro da società che dispongono delle tecnologie occorrenti.
(36) Anche società con una propria attività di R & S possono costituire potenziali clienti; ad esempio società che abbiano sviluppato unicamente un proprio catalizzatore possono trovarsi nella necessità di giungere ad una transazione (un accordo di conciliazione od una licenza relativa al solo brevetto) prima di poterlo utilizzare liberamente, senza contare che esse non dispongono comunque di un processo di produzione del PP, per ottenere il quale dovranno ricorrere ad una licenza. Ragioni d'ordine tecnico rendono inoltre complicato e costoso armonizzare tecnologie separate di catalisi e di processo per arrivare ad una produzione efficiente, cosicché la prassi seguita dalle società in questione consiste nell'acquistare inizialmente un pacchetto tecnologico globale e nel cercare in un secondo momento di sostituire il catalizzatore del licenziante; a parere della Commissione tali società sono di conseguenza disposte ad acquistare sul mercato tecnologie per la produzione di PP. Anche società che sviluppino un proprio pacchetto tecnologico per la produzione di PP (processo più catalizzatore) possono scegliere di ricorrere ad un'altra tecnologia qualora questa risulti più adatta alle loro specifiche di prodotto.
(37) Gli acquirenti di licenze possono essere società che iniziano ad operare nel settore del PP oppure licenziatari già operanti in tale settore i quali desiderano espandere la propria capacità. Le disposizioni degli accordi di licenza esistenti in tema di futuri ampliamenti della capacità produttiva non sono uniformi: in alcuni casi il licenziatario ha la facoltà di utilizzare, dietro versamento di diritti supplementari, la tecnologia oggetto della licenza per aumentare unicamente la capacità produttiva dell'impianto interessato, mentre in altri casi tale facoltà copre anche un aumento di capacità ottenuto costruendo nuovi impianti nella zona geografica oggetto dell'accordo (di norma uno o più paesi). In ogni caso la Commissione ritiene che la mera possibilità di esercitare un'opzione non renda chi ne dispone insensibile ai meriti relativi delle alternative che il mercato offre; il valore di un'opzione risulta anzi determinato proprio da tali alternative. Qualora una vigorosa concorrenza sul mercato delle licenze renda più interessante stipulare un nuovo contratto per una licenza differente il titolare del diritto d'opzione non lo eserciterà ed acquisterà invece la licenza da un altro offerente oppure rinegozierà l'opzione con il licenziante originario per renderne più favorevoli i termini e far sì che rispecchino la pressione concorrenziale determinata dall'altro offerente. In conclusione, a parere della Commissione, chi abbia la facoltà di esercitare un'opzione è attivo sul mercato delle licenze tecnologiche e ricava un vantaggio dal fatto che su tale mercato vi sia una concorrenza sufficientemente vigorosa.
(38) I produttori di PP traggono ovviamente vantaggio dalla disponibilità di tecnologie che consentano livelli elevati d'efficienza in termini di prestazioni e di costo. L'accesso alle tecnologie risulta di per sé d'importanza vitale anche perché, qualora venisse meno, risulterebbero impossibili l'ingresso sul mercato di nuovi operatori e l'espansione della capacità produttiva di operatori già esistenti che dipendano da licenze tecnologiche. La scelta della tecnologia da impiegare in un dato impianto ha implicazioni a lungo termine vista l'entità della spesa in causa e la vita utile di 20-30 anni dell'impianto stesso. La concorrenza sul mercato delle tecnologie garantisce dunque che sotto il profilo del prezzo, della qualità e di altri parametri concorrenziali si raggiunga il miglior risultato possibile in relazione ad un fattore d'importanza critica per la produzione di PP.
La domanda di licenze
(39) Un aumento della domanda effettiva o prevista di PP determina un'espansione degli impianti e di conseguenza una maggiore domanda di licenze. In pratica tale domanda si è tendenzialmente concentrata in determinati periodi (« licensing rounds ») a causa della decisione simultanea di diversi produttori di ampliare la propria capacità produttiva in base a previsioni sulla domanda futura di PP; tuttavia un'attività più limitata di concessione di licenze ha avuto luogo anche al di fuori di questi periodi. L'ultimo « licensing round » risale al periodo 1985-1989; successivamente l'attività di concessione di licenze si è ridotta a causa di un eccesso di capacità produttiva di PP.
(40) Secondo quanto dichiarato da operatori del settore, le proiezioni indicano che nel corso del prossimo decennio il mercato mondiale del PP dovrebbe crescere ad una media annua del 6-7 %: il mercato dell'Europa occidentale e quello nordamericano ad un tasso del 5-6 % all'anno, il resto del mondo ad un tasso del 10-15 % all'anno. Si prevede di conseguenza che l'industria sentirà la necessità di espandere la capacità di produzione di PP. Per conseguire tale risultato sono possibili diverse alternative, tra cui quella di eliminare le strozzature che limitano la capacità degli impianti esistenti ovvero quella di costruire nuovi impianti; la scelta dipenderà tra l'altro dall'entità dell'aumento programmato (l'eliminazione delle strozzature può ad esempio comportare limiti quantitativi) e dalla strategia delle società interessate (ad esempio una società che intenda operare in diversi paesi può scegliere di costruire un impianto in una località diversa da quella dell'impianto esistente). In ogni caso si prevede che la necessità di un'espansione della capacità produttiva determini un considerevole incremento della domanda mondiale di licenze tecnologiche. Diverse società hanno già programmi concreti di espansione ed hanno cominciato ad esaminare le tecnologie disponibili nell'intento di ottenere una licenza. La specifica questione della domanda di licenze in Europa occidentale verrà trattata più avanti.
Pacchetto « processo più catalizzatore »
(41) Di norma la tecnologia per la produzione di PP viene sviluppata e data in licenza sotto forma di pacchetto globale costituito da un processo di polimerizzazione e da un catalizzatore. La funzione del catalizzatore nel corso della polimerizzazione è importante poiché determina la caratteristiche del PP prodotto. La progettazione del processo è influenzata dal catalizzatore prescelto e l'introduzione di un catalizzatore diverso si ripercuoterà di norma sulla gamma di prodotti ottenuti.
(42) In pratica alcuni licenziatari di un pacchetto per la produzione di PP hanno sviluppato catalizzatori propri per modificare le proprietà del prodotto finale in relazione a determinate applicazioni specifiche; ciò non comporta tuttavia la necessità di operare una distinzione tra processo e catalizzatore per poter definire il mercato del prodotto. La prassi seguita dai licienziatari è quella di acquistare un pacchetto tecnologico globale e cercare solo in un secondo momento di sviluppare catalizzatori alternativi, in grado d'integrare o sostituire il catalizzatore originariamente abbinato al processo nell'ambito degli accordi di licenza. Secondo le informazioni raccolte dalla Commissione i produttori di PP che attualmente desiderassero costruire un nuovo impianto cercherebbero di norma di ottenere un'unica licenza riguardante l'intero pacchetto piuttosto che licenze separate per il catalizzatore e per il processo. Ciò dipende da diverse ragioni: in primo luogo, lo sviluppo di un catalizzatore richiede solitamente diversi anni (di norma un minimo di 3-5 anni), una considerevole spesa in attività di R & S e l'assunzione di un rischio imprenditoriale; in secondo luogo, la garanzia relativa ai risultati ottenuti dal licenziatario copre soltanto il pacchetto « processo più catalizzatore » previsto dalla licenza originaria. In base a quanto sopra illustrato, e nonostante che alcuni licenziatari di tecnologie per la produzione di PP possano nutrire il desiderio di acquistare la tecnologia del processo separatamente da quella del catalizzatore, la Commissione ritiene che ai fini della presente decisione la definizione (in termini di prodotto) del mercato rilevante per le tecnologie di produzione del PP debba basarsi sul pacchetto « processo più catalizzatore ».
Distinzione tra i processi ad impasto semiliquido ed i processi avanzati in fase gassosa od in massa
(43) I processi in fase gassosa od in massa costituiscono un metodo più semplice ed efficiente per produrre PP rispetto ai precedenti processi ad impasto semiliquido, ampiamente utilizzati dall'industria sino agli anni '80. I processi in massa ed in fase gassosa comportano un numero minore di stadi di lavorazione poiché l'uso di un catalizzatore ad elevata efficiencia elimina la necessità di rimuovere i residui di catalizzatore od il componente atattico del polimero finale. Tra gli altri vantaggi dei processi in massa ed in fase gassosa rientrano un più basso consumo di energia, un minor investimento di capitale per tonnellata di capacità installata ed una migliore tutela dell'ambiente. Alcuni operatori continuano a mantenere in produzione i vecchi impianti ad impasto semiliquido (che rappesentano il 25 % circa della capacità complessiva di produzione di PP dell'Europa occidentale), di norma migliorandone le prestazioni grazie all'impiego di un catalizzatore caratterizzato da elevati valori di resa e di stereospecificità, in considerazione del fatto che questi impianti sono interamente ammortizzati; non sono tuttavia in costruzione nuovi impianti di questo tipo. Secondo le informazioni raccolte dalla Commissione i produttori di PP che attualmente desiderassero ampliare la loro capacità produttiva di PP costruendo un nuovo impianto cercherebbero di ottenere una licenza relativa ad un processo della nuova generazione (in massa od in fase gassosa), ritenendolo preferibile ad un processo ad impasto semiliquido di vecchio tipo. Sembra pertanto che in termini di prodotto il mercato rilevante per le tecnologie di produzione del PP vada definito unicamente in riferimento alle tecnologie avanzate (in massa ed in fase gassosa), escludendo dalla definizione le tecnologie ad impasto semiliquido.
Conclusione
(44) In base a quanto sinora esposto risulta che la concessione di licenze relative a tecnologie progredite di produzione del PP e ad altri servizi ad esse associati, secondo la definizione datane in precedenza, costituisca un mercato distinto in termini di prodotto, per il quale occorre valutare gli effetti dell'impresa comune proposta. Questo mercato si colloca a monte di quello determinato dalle attività di produzione e di vendita del PP; il fatto di godere di una posizione dominante sul mercato delle tecnologie per la produzione del PP porrebbe uno o più dei fornitori di tali tecnologie in grado di condizionare il funzionamento del mercato per quanto riguarda un elemento fondamentale della produzione di PP.
B. Definizione del mercato geografico i) Produzione e vendita di PP
(45) Secondo quanto accertato dalla Commissione, molti clienti acquistano PP da varie fonti ubicate nei diversi Stati membri piuttosto che da un fornitore. D'altro canto i clienti dell'Europa occidentale si rivolgono a produttori di PP i cui impianti si trovano in tale zona geografica per la maggior parte dei loro acquisti.
(46) Nelle risposte dati ai questionari della Commissione i clienti hanno dichiarato che i costi di trasporto influenzano in misura apprezzabile la scelta del fornitore di PP. Tali costi dipendono tra l'altro dal modo di trasporto e dall'ubicazione degli impianti del cliente in rapporto a quelli del fornitore. Per il PP si fa ricorso soprattutto al trasporto su strada e solo in misura minore a quello ferroviario, marittimo o combinato (marittimo/stradale e stradale/ferroviario); la destinazione della fornitura influenza la scelta del modo di trasporto poiché si cerca di ridurre i costi utilizzando il mezzo di trasporto più efficiente.
(47) Il PP viene di norma fornito sfuso, per il trasporto mediante autocisterne, ovvero imballato in sacchi di polietilene da 25 kg disposti su pallet avvolti in plastica termocontrattile. I costi di trasporto risentono notevolmente anche della possibilità di caricare il veicolo per il viaggio di ritorno (evitando così di fare il viaggio di ritorno a vuoto; è il cosiddetto « backhauling »), oltre che dei regolamenti nazionali e della situazione concorrenziale nel campo dei trasporti.
(48) Stando a quanto emerge dalle risposte fornite ai formulari della Commissione, i costi di trasporto risultano sufficientemente elevati da indurre i clienti a non prendere in considerazione produttori ubicati al di fuori dell'Europa occidentale, quali ad esempio quelli statunitensi o giapponesi, in quanto fonti alternative di approvvigionamento. Sembra inoltre che i vigenti dazi all'importazione (pari al 12,5 % per le importazioni provenienti dai paesi industrializzati, da ridurre gradualmente al 6,5 % nel giro di un quinquennio a partire dal 1995) isolino in certa misura il mercato dell'Europa occidentale e che la scelta geografica dei fornitori risulti inoltre limitata anche dalla necessità di un'assistenza tecnica post-vendita. A quanto pare quindi il mercato geografico rilevante ai fini delle attività di produzione e di vendita del PP è costituito dall'Europa occidentale.
ii) Tecnologie per la produzione di PP
(49) La concorrenza relativa alla concessione di licenza riguardanti le tecnologie di produzione del PP interessa un mercato più ampio di quello determinato dalle attività di produzione e di vendita dello stesso PP, e più precisamente quello mondiale. Le imprese che accordano licenze relative a tecnologie per la produzione di PP possono infatti farsi concorrenza in ogni località in cui un potenziale cliente cerchi di ottenere una licenza di questo tipo ed offrire le loro tecnologie a clienti ubicati in qualsiasi parte del mondo.
(50) La concessione di licenze relative al pacchetto di tecnologie per la produzione di PP generalmente comporta per il licenziante l'obbligo di rendere disponibili presso il nuovo impianto del licenziatario alcuni elementi di R & S nonché personale tecnico; a tale personale tecnico verrà sempre richiesto di recarsi nelle località in cui sorgono nuovi impianti. I costi relativi alla presenza di personale tecnico presso il nuovo impianto nella fase di avviamento ed alla successiva attività d'assistenza tecnica sono generalmente sostenuti dal licenziatario e non sembrano di entità sufficiente a far desistere un potenziale licenziatario dallo scegliere di acquistare una licenza da un'impresa non ubicata nella sua area geografica.
(51) Le imprese licenzianti operano generalmente a livello mondiale e benché, come si è già spiegato, l'intensità della loro attività dipenda dalla loro posizione nel mercato del PP che sta a valle, ciò non impedisce di concludere che il mercato delle licenze relative alle tecnologie per la produzione del PP sia esteso al mondo intero.
C. Effetti della fusione (52) Il sussistere di una posizione dominante sul mercato delle tecnologie per la produzione del PP può frenare i programmi per il futuro dell'industria del PP e le sue possibilità d'espansione, dando così inevitabilmente luogo a ripercussioni negative di rilievo sul mercato cui danno origine a valle le attività di produzione e vendita del PP. La Commissione valuterà pertanto in primo luogo gli effetti concorrenziali dell'impresa comune sul mercato delle tecnologie per la produzione di PP.
i) Le tecnologie per la produzione del PP
(53) Come già rilevato, le tecnologie per la produzione del PP vengono di norma sviluppate e date in licenza sotto forma di un pacchetto costituito da un processo produttivo e da un catalizzatore. I due principali pacchetti di tecnologie nell'industria del PP, ai quali fa capo circa il [. . .] (4) della capacità produttiva su licenza, sono la tecnologia Spheripol, di cui la Himont detiene il brevetto, e la tecnologia Unipol, che combina un processo sviluppato dalla Union Carbide Corporation (UCC) con un catalizzatore sviluppato dalla Shell.
(54) La Himont, una consociata della Montedison, si è posta all'avanguardia della tecnologia per la produzione di PP (per quanto riguarda tanto i processi quanto i catalizzatori) sin dai primi anni di produzione di queste resine. La ricerca della Himont risale allo sviluppo ed allo sfruttamento commerciale del primo processo industriale per la produzione di PP, basato sulla notifica del catalizzatore di Ziegler realizzata nel 1954 dal vincitore del Premio Nobel Giulio Natta, un consulente del gruppo di ricerca della Himont a Ferrara. Il processo Spheripol della Himont è attualmente la tecnologia per la produzione di PP oggetto del maggior numero di licenze; si tratta di un processo ibrido che prevede l'impiego di un reattore di riciclo (« loop reactor ») per un primo stadio di polimerizzazione in massa, destinato a produrre omopolimeri e copolimeri casuali, e di un secondo reattore in fase gassosa, operante in serie con il primo, per un secondo stadio finalizzato alla produzione di copolimeri a blocchi. In base ad un accordo del 1975 la Himont e la società giapponese Mitsui Petrochemical Industries (denominata nel seguito Mitsui) hanno sviluppato congiuntamente catalizzatori che hanno reso possibili alte rese di prodotto ed un'elevata stereoselettività (i cosiddetti catalizzatori HY-HS). Successivamente le due imprese in questione hanno continuato a collaborare alla messa a punto di tali catalizzatori; attualmente ognuna dispone di una propria tecnologia di processo, denominata Spheripol nel caso della Himont e Hypol (caratterizzata dall'impiego di un reattore a letto mobile) nel caso della Mitsui, ma entrambe utilizzano catalizzatori sviluppati congiuntamente. L'attività di concessione di licenze relativa ai processi Hypol e Spheripol ed ai relativi catalizzatori forma l'oggetto di un accordo di cooperazione per le attività di ricerca e sviluppo concluso tra la Himont e la Mitsui, analizzato in modo più approfondito nel seguito.
La relazione Shell Oil/UCC
(55) La Shell ha sviluppato un proprio processo per la produzione di PP, denominato LIPPSHAC, ma offre a terzi accordi di licenza riguardanti tale processo esclusivamente nell'ambito d'imprese comuni alle quali essa stessa partecipi. D'altro canto la Shell apporta il contributo dei suoi catalizzatori ad alta resa SHAC ad un'impresa comune con la società statunitense Union Carbide Corporation (UCC), che possiede tra l'altro un impianto per la produzione di PP a Seadrift nel Texas. Alla base della cooperazione tra la Shell e l'UCC vi è un accordo d'impresa in cooperazione (Cooperative Undertaking Agreement o CUA), firmato nel 1983 tra l'UCC e la Shell Chemical, una divisione della Shell Oil Company; quest'ultima è una società statunitense controllata dalla Shell Petroleum Incorporated, una consociata del gruppo Royal Dutch /Shell che ne è l'unico azionista.
(56) A termini del CUA, che spira nel [. . .], l'accordo si prefigge lo scopo di combinare il processo a letto fluidizzato dell'UCC col catalizzatore SHAC della Shell nell'intento di sviluppare un pacchetto tecnologico per la produzione di PP e concedere a terzi le relative licenze. Il summenzionato impianto dimostrativo di Seadrift [. . .] è utilizzato in quanto infrastruttura produttiva [. . .]. L'UCC non svolge alcun'altra attività produttiva nel settore del PP e si affida all'esperienza di mercato della Shell Oil in tale campo. Gli esperimenti iniziali di laboratorio riguardanti la versione originaria del catalizzatore SHAC hanno avuto luogo presso [. . .]. Il risultante pacchetto tecnologico, denominato Unipol, è a tutt'oggi il principale concorrente della tecnologia Spheripol della Himont.
(57) Il contributo fornito dalla Shell Oil all'attuale pacchetto tecnologico Unipol riveste una considerevole importanza: tale impresa fornisce infatti i catalizzatori impiegati nell'ambito del pacchetto ed è responsabile dei loro perfezionamenti. La Shell Oil si occupa inoltre della commercializzazione delle tecnologie Unipol, inclusa la presentazione tecnica del catalizzatore ai potenziali clienti. Essa provvede infine a svolgere le attività di assistenza ai clienti e di assistenza tecnica per quanto riguarda il catalizzatore, per il quale fissa parimenti il prezzo ed emette le fatture relative alle vendite, e condivide con l'UCC i proventi delle licenze.
(58) In seguito alla costituzione dell'impresa comune di Shell e Montedison nella forma originariamente notificata si sarebbe venuta a determinare una situazione in cui due consociate interamente detenute dal gruppo Royal Dutch/Shell avrebbero controllato i due pacchetti tecnologici di punta per la produzione industriale di PP. In particolare la Shell avrebbe avuto la direzione industriale della Sophia, che nell'ambito del piano originario si sarebbe occupata di sviluppare e commercializzare la tecnologia Spheripol, ed al tempo stesso la Shell Oil avrebbe fornito il catalizzatore utilizzato nell'ambito della tecnologia Unipol.
(59) Secondo quanto dichiarato dalla Shell, la Shell Oil è gestita in quanto entità autonoma all'interno del gruppo Royal Dutch/Shell ed è in concorrenza con altre consociate del gruppo. Per quanto possa sembrare che la Shell Oil abbia operato con un certo grado di autonomia dal gruppo Royal Dutch/Shell, dal punto di vista dell'applicazione del regolamento sulle concentrazioni risulta impossibile per ragioni strutturali accettare l'argomento avanzato dalle parti. A termini delle disposizioni di tale regolamento si deve ritenere che un'impresa integralmente controllata ricada sotto il controllo ultimo della capogruppo.
(60) In questa particolare fattispecie il controllo esercitato dalla Royal Dutch/Shell sul comportamento concorrenziale delle sue due consociate produrrebbe effetti di rilievo sul mercato delle licenze. Prima della proposta concentrazione la competizione tra le tecnologie Spheripol e Unipol rappresentava la principale relazione concorrenziale sul mercato delle tecnologie. Nella forma originariamente proposta la concentrazione avrebbe eroso in misura eccessiva l'indipendenza delle due tecnologie tra loro poiché le attività della Himont nel campo delle tecnologie di produzione del PP sarebbero entrate a far parte del patrimonio della Sophia.
Quote di mercato
(61) Spheripol ed Unipol costituiscono le due tecnologie di punta nell'industria del PP. Sul numero complessivo di licenze per tecnologie diverse da quelle basate su impasti semiliquidi (cioè in massa od in fase gassosa) concesse a tutt'oggi i licenziatari della Himont rappresentano il [. . .] (5) circa della capacità produttiva mondiale di PP su licenza (escluse le licenze agli impianti di proprietà del titolare del brevetto e ad imprese comuni di cui esso detenga il 50 % o più del capitale), i licenziatari Unipol il [. . .] (5) circa, i licenziatari BASF il [. . .] (6) circa, i licenziatari Mitsui il [. . .] (6) circa ed altri (Sumitomo, Amoco) il [. . .] (7) circa.
(62) Le parti notificanti hanno sostenuto che queste elevate quote di mercato rispecchiano il successo relativo di Spheripol ed Unipol nel corso degli anni '80 e non costituiscono un indicatore affidabile della loro futura influenza sul mercato. Tuttavia le elevate quote di mercato delle due tecnologie in questione risultano confermate da recenti decisioni in merito all'acquisto di licenze: sul numero complessivo di licenze concesse negli ultimi cinque anni a livello mondiale, ai licenziatari Himont fa capo il [. . .] (5) circa della capacità produttiva mondiale di PP, ai licenziatari Unipol il [. . .] (5) circa, ai licenziatari BASF il [. . .] (6) circa, ai licenziatari Mitsui il [. . .] (6) circa e ad altri (Sumitomo, Amoco) il [. . .] (7) circa. A causa di una serie di fattori analizzati nel seguito la Commissione ritiene che queste quote elevate di mercato rispecchiano l'importanza delle tecnologie Spheripol ed Unipol in quanto fattore di concorrenza sul mercato delle tecnologie.
Argomenti addotti dalle parti
(63) Secondo le parti la concentrazione non darebbe luogo ad una posizione dominante né la rafforzerebbe poiché:
1) per quanto riguarda l'offerta: i) l'offerta di tecnologie per la produzione di PP risulta attualmente concorrenziale e resterà tale; ii) il mercato delle tecnologie è intrinsecamente molto instabile e soggetto a rapida evoluzione, cosicché è possibile e plausibile l'arrivo di nuovi operatori;
2) per quanto riguarda la domanda: i) nell'Europa occidentale fino alla fine del secolo la domanda di nuove licenze sarà plausibilmente inesistente o tutto al più minima; ii) nell'Europa occidentale la maggior parte dei licenziatari esistenti e potenziali hanno un livello crescente di sofisticazione tecnologica.
(64) Per i motivi spiegati nel seguito tuttavia la Commissione ritiene che:
1) per quanto riguarda l'offerta: i) le altre tecnologie avanzate per le quali vengono attualmente offerte licenze non sembrano in grado di vincolare in modo significativo il comportamento concorrenziale delle parti; ii) per quanto il mercato delle tecnologie risulti caratterizzato da un certo dinamismo, sembra improbabile che l'eventuale arrivo di nuovi operatori possa aver luogo secondo modalità tali da contenere rapidamente ed in misura significativa la possibilità d'influire sull'andamento del mercato;
2) per quanto riguarda l'offerta: i) si prevede che in Europa occidentale la domanda di licenze raggiungerà livelli apprezzabili da qui alla fine del secolo; ii) il livello di sofisticazione tecnologica dei produttori dell'Europa occidentale non può vincolare in misura significativa l'influenza sul mercato di un fornitore di tecnologie che si trovi in posizione dominante.
Criteri che presiedono alla scelta di una tecnologia
(65) Nelle risposte fornite ai questionari della Commissione i fabbricanti di PP hanno identificato diversi fattori giudicati importanti ai fini della selezione di una tecnologia per la produzione di PP.
PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 394D0811.1i) Caratteristiche in rapporto al prodotto/alla gamma di prodotti: una tecnologia deve risultare idonea alle esigenze in fatto di prodotto del possibile licenziatario, definite in funzione della strategia da esso perseguita per ottenere l'accesso a diversi segmenti del mercato del PP o per consolidarvi la propria presenza. In mercati sviluppati, quali quello dell'Europa occidentale, i fabbricanti che costruiscono nuovi impianti esigeranno che questi siano in grado di produrre tutti i tipi di prodotto e diverse varietà ben definite nell'ambito di ciascun tipo di prodotto. In tale contesto è importante che impianti i quali operino in base alla tecnologia in esame esistano già ed abbiano già prodotto diverse varietà commerciali apprezzate dal mercato. Sotto questo rispetto si opera talvolta una distinzione tra la possibilità teorica di una data tecnologia di produrre diverse varietà, a causa della sua capacità di produrre PP dotati delle proprietà specifiche di tali varietà, ed il fatto che una tecnologia abbia già sviluppato diverse varietà commercialmente qualificate e vendute sul mercato. A quanto pare un potenziale licenziatario attribuisce importanza al secondo criterio all'atto di valutare i meriti comparativi di tecnologie alternative, poiché l'esistenza di varietà commercialmente qualificate prodotte mediante una data tecnologia lo rassicura circa la possibilità di fare il suo ingresso sul mercato in condizioni di parità rispetto agli operatori già affermati, ovvero (qualora si tratti di un produttore esistente) consente di garantire la continuità delle forniture ai clienti senza dover affrontare rischiosi e prolungati processi di riqualificazione delle varietà ottenute.
ii) Semplicità di funzionamento, che comprende la flessibilità nel passaggio alla produzione di varietà diverse.
iii) Rapporto costo/prestazioni, valutato in base alla spesa richiesta per la costruzione dell'impianto ed ai costi d'esercizio, diritti inclusi.
iv) Storia del licenziatario, valore provato della tecnologia da lui offerta: l'esistenza di un gran numero d'impianti che funzionino in base ad una data tecnologia e che servano diversi segmenti del mercato del PP o diversi mercati geografici costituisce una garanzia che la tecnologia in questione è in grado di produrre varietà commercialmente qualificate ed accettate. Inoltre un potenziale licenziatario sarà in grado di valutare in modo più approfondito il valore della tecnologia presa in considerazione visitando vari impianti funzionanti di diversa capacità progettati dal concessore delle licenze e rifacendosi alle referenze di precedenti licenziatari.
Il fattore di rischio nel processo di selezione risulterà in tal modo ridotto al minimo; ciò è importante poiché le decisioni in materia d'acquisto di licenze comportano l'investimento di somme considerevoli e riguardano l'intera vita utile dell'impianto (20-30 anni). Anche licenziatari sofisticati quali i produttori di PP dell'Europa occidentale considerano le passate realizzazioni del concessore della licenza un fattore di rilievo nel processo di selezione.
v) Provata capacità di costruire impianti di grandi dimensioni: le dimensioni di un impianto risultano importanti ai fini delle economie di scala. In Europa occidentale ad esempio al giorno d'oggi un nuovo impianto deve avere di norma una capacità di almeno 120 000-160 000 tonnellate, ed in diversi casi sarebbe richiesta una capacità ancor maggiore.
vi) Un folto gruppo di licenziatari nell'ambito del quale possano venir scambiate informazioni relative a miglioramenti della tecnologia oggetto di licenza. Benché un licenziatario dotato di capacità sofisticate e di tecnologie proprie possa decidere di non partecipare alle attività del gruppo per non essere obbligato a comunicare i propri perfezionamenti, l'esistenza di un folto gruppo di licenziatari sembra importante per i licenziatari dotati di capacità meno sofisticate, che fanno affidamento sul concessore della licenza per aggiornamenti tecnologici. Le informazioni in merito ad eventuali perfezionamenti sembrano rivestire un'importanza particolare per quanto riguarda l'applicazione del catalizzatore impiegato nell'ambito di un dato processo.
Vantaggi di Spheripol ed Unipol
(66) Nei singoli casi la scelta finale sarà determinata da un giudizio globale che ponderi i vantaggi relativi delle varie tecnologie. In questo contesto sembra che Spheripol ed Unipol siano le due tecnologie che meglio delle altre combinano tutti gli elementi soprammenzionati e che esse vengano generalmente ritenute alternative sostanzialmente equivalenti. Spheripol ed Unipol presentano la più ampia copertura in termini di gamma di prodotti/varietà prodotte, possono vantare i migliori risultati commerciali in termini di realizzazioni, sono alla base di diversi impianti di varie dimensioni che riforniscono il mercato e fanno capo ad imprese veramente globali presenti in diversi mercati geografici e ben informate circa le caratteristiche di ciascun mercato e le esigenze dei licenziatari in fatto di prodotti. La vigorosa concorrenza tra Spheripol ed Unipol ha costituito in passato il principale fattore d'evoluzione del mercato delle tecnologie di produzione di PP.
(67) Il gran numero di licenze accordate a tutt'oggi da Spheripol ed Unipol risulta importante in quanto dà luogo a cospicue entrate con le quali i licenzianti possono finanziare le loro future attività di ricerca e sviluppo nel campo dei PP. Sembra inoltre che il fatto di scegliere la tecnologia impiegata in impianti già esistenti per un'espansione della capacità produttiva offra alcuni vantaggi d'ordine tecnologico (ad esempio consocenza delle possibilità offerte da una tecnologia e del suo funzionamento) o d'altro genere (ad esempio eliminazione di ritardi dovuti all'esigenza di riaddestrare il personale e di riqualificare le varietà presso clienti già acquisiti), il che si traduce in costi minori e risultati di produzione ottimali per il potenziale licenziatario. Purché la tecnologia impiegata negli impianti già esistenti sia al passo con i tempi ed appropriata alla futura gamma di prodotti del licenziatario sembra che la « capacità installata » influenzi future decisioni in materia di licenze e tenda a consolidare la posizione di mercato attualmente detenuta dagli operatori già affermati. Per questi motivi gli operatori che già abbiano una licenza Spheripol od Unipol possono risultare meno incentivati a rivolgersi a fornitori alternativi di tecnologia.
Diritti brevettuali
(68) La Himont è la proprietaria o la comproprietaria di tutti i brevetti di rilievo riguardanti tanto l'invenzione di base quanto i successivi miglioramenti dell'attuale generazione di catalizzatori per la produzione di PP, vale a dire i catalizzatori supportati. L'esercizio dei diritti brevettuali può costituire un ostacolo all'entrata sul mercato delle tecnologie. In pratica, in campo brevettuale, tra la Himont e nuovi o potenziali produttori di catalizzatori si è avuta una serie di controversie relative all'opponibilità dei catalizzatori prodotti ai brevetti Himont. In tutti i casi per evitare il rischio di un contenzioso in campo brevettuale i produttori in questione, tra cui [. . .], si sono trovati nella necessità di concludere con la Himont accordi di rinuncia alla rivendicazione, contro il pagamento di una somma « una tantum » ovvero di una percentuale dei diritti sulle future vendite del catalizzatore stesso. La durata dei brevetti che la Himont detiene in relazione a miglioramenti nel campo dei catalizzatori supportati va fino al prossimo secolo e continuerà a consentire alla Himont d'influenzare la possibilità e le condizioni dell'ingresso di nuovi offerenti sul mercato, perpetuandone così l'attuale posizione sul mercato delle tecnologie.
Parere dei produttori di PP
(69) Stando a quanto la Commissione ha potuto stabilire, Spheripol ed Unipol vengono considerate le due tecnologie di punta nell'industria e diversi fabbricanti di PP (tra cui alcuni futuri acquirenti di tecnologie) sarebbero preoccupati da un'eventuale eliminazione della concorrenza tra queste due tecnologie. Spheripol ed Unipol vengono giudicate tecnologie commercialmente collaudate, ben note agli operatori e pienamente disponibili per quanto riguarda la concessione di licenze; esse sono inoltre processi relativamente diretti in grado di consentire la fabbricazione di una gamma completa di prodotti nonché economie di scala adeguate. Per quanto siano disponibili alternative, il mantenimento della concorrenza tra Spheripol ed Unipol veniva conisderato importante e meritevole di tutela. Le altre tecnologie risultano essere più idonee a prodotti finali specializzati, oppure processi più complicati, caratterizzati da un rapporto costi/prestazioni meno vantaggioso, ovvero non pienamente collaudati sul mercato, oppure infine non pienamente disponibili ai fini della concessione di licenze.
(70) Desta preoccupazione il fatto che in seguito alla proposta concentrazione due diverse consociate della Shell avrebbero interessenze in due processi di primaria importanza e non potrebbe pertanto escludersi il rischio di una restrizione della disponibilità di tecnologie, restrizione che acquisterebbe un'importanza ancor maggiore per il fatto che la Himont già controlla in larghissima misura lo sviluppo dei catalizzatori grazie ai brevetti in suo possesso. I licenziatari dipenderebbero così in ampia misura da un'unica società per l'offerta di tecnologia e catalizzatori; l'impresa comune guadagnerebbe inoltre un ulteriore vantaggio concorrenziale ottenendo l'accesso ad informazioni di ritorno in campo tencologico tramite il gruppo dei licenziatari di entrambe le tecnologie di punta, che risulterebbe molto più ampio.
(71) Il combinarsi delle forze di Shell ed Himont in campo tecnologico e la posizione consolidata di cui le loro tecnologie godono sul mercato porrebbero altri concessori di licenze in una situazione di notevole svantaggio sotto il profilo concorrenziale. Un nuovo arrivato dovrebbe tra l'altro superare i seguenti ostacoli: i) mancanza di una « presenza storica » sul mercato per quanto riguarda notorietà del nome e solidità della reputazione; ii) sviluppo di risorse concorrenziali e d'infrastrutture adeguate (R & S, supporto ingegneristico); iii) realizzazione di centri di produzione dei catalizzatori che consentano di far fronte ad eventuali aumenti della domanda. Inoltre la familiarità dei licenziatari con le tecnologie Spheripol ed Unipol, associata alle disposizioni degli esistenti accordi di licenza che accordano loro la facoltà di aumentare la capacità usando lo stesso impianto ovvero costruendone di nuovi, può anch'essa contribuire a dissuadere i licenziatari ad avvalersi dei servizi di chi offra una tecnologia alternativa.
Concorrenza da parte di altri fornitori di tecnologie avanzate
(72) Fatta astrazione da Spheripol ed Unipol le parti notificanti hanno identificato i seguenti fornitori di pacchetti tecnologici avanzati per la produzione di PP attualmente operanti sul mercato: Mitsui, BASF, Amoco/Chisso, Sumitomo. La Commissione ritiene che la pura e semplice esistenza di tecnologie alternative non costituisca una ragione adeguata per concludere che la proposta concentrazione non darà luogo a posizioni dominanti sul mercato delle tecnologie. Una posizione dominante si estrinseca nella possibilità di comportarsi in modo apprezzabilmente indipendente da concorrenti e clienti. In base agli accertamenti da essa svolti la Commissione non ritiene plausibile, per le ragioni spiegate nel seguito, che i fornitori di tecnologie alternative sopra menzionati rappresentino un vincolo significativo all'esercizio della possibilità d'influenzare il mercato determinata dalla concentrazione nel breve-medio termine.
(73) A parere della Commissione uno di questi fornitori di tecnologie, cui fa capo il [. . .] (8) circa della capacità di produzione su licenza, e segnatamente la Mitsui, non può venir considerato un concorrente pienamente indipendente, in grado di condizionare in misura significativa il comportamento della Himont, poiché le licenze offerte dalla Mitsui in relazione al suo processo Hypol prevedono l'impiego di catalizzatori sviluppati congiuntamente con la Himont. Sin dal 1975 infatti la Mitsui è parte con la Himont ad un accordo di cooperazione nel campo della ricerca e dello sviluppo riguardante le tecnologie Hypol e Spheripol nonché i relativi catalizzatori. Nell'ambito della versione attuale di tale accordo, [. . .], le parti cooperano praticamente in tutti gli aspetti dello sviluppo tecnologico e della concessione di licenze, [. . .].
(74) L'accordo dispone [. . .].
(75) Questo accordo costituisce un'espressione della cooperazione esistente da lunga data tra la Himont e la Mitsui, oltre che degli interessi e degli incentivi economici che tali imprese condividono nel campo delle tecnologie per la produzione di PP. Ciò sembra trovar conferma nel fatto che a tutt'oggi la Mitsui non ha concesso neanche una licenza nell'Europa occidentale. Sulla scorta di quanto precede non sembra che la Mitsui possa considerarsi un effettivo concorrente in grado di condizionare in misura significativa il comportamento concorrenziale della Himont.
(76) Tra gli altri attuali licenziati si annoverano la BASF, l'Amoco e la Sumitomo. La BASF offre attualmente licenze per un processo in fase gassosa (reattore a letto mobile verticale). Una prima versione della tecnologia BASF è diventata commercialmente disponibile nel 1974; nell'arco di tempo intercorso da tale data la gamma dei prodotti ottenibili è stata ampliata, specialmente da quando, nel 1991, nel pacchetto tecnologico BASF è stato incorporato un catalizzatore brevettato su supporto [. . .]. L'ultima licenza accordata dalla BASF in Europa occidentale risale al 1978, ed in Europa il suo unico licenziatario è l'ICI, di cui la BASF ha recentemente acquistato tutte le attività nel campo del PP.
(77) La Sumitomo ha sviluppato un processo in massa e, più recentemente, un processo in fase gassosa (reattore a letto fluido). Licenze per il processo in massa sono state disponibili nei primi anni '80 e per il processo gassoso verso la metà degli anni '80, ma sono state in entrambi i casi acquistate da un numero estremamente ridotto di licenziatari.
(78) L'Amoco ha cominciato a sviluppare un processo in fase gassosa nel corso degli anni '70, in collaborazione con la Chisso Corporation giapponese. Il primo impianto dell'Amoco, che utilizzava una prima versione di questa tecnologia, è stato costruito verso la fine degli anni '70. La tecnologia Amoco/Chisso, per la quale sono attualmente disponibili licenze, costituisce una versione perfezionata rispetto alla precedente, basata sullo sviluppo di un catalizzatore brevettato ad alta attività realizzato nel corso degli anni '80 [. . .].
(79) Benché la Commissione non intenda porre in dubbio la credibilità dei summenzionati fornitori di tecnologie alternative sotto il profilo puramente tecnologico, e prescidendo dalle relazioni, contrattuali e d'altro genere, con le parti notificanti, sembra improbabile che tali fornitori di tecnologie siano in grado di condizionare in misura significativa il potere d'influenzare il mercato delle tecnologie Spheripol ed Unipol. In primo luogo risulta infatti che le suddette tecnologie alternative consentono la produzione di un numero più limitato di varietà qualificate, tanto complessivamente quanto nell'ambito di ogni singola famiglia di PP. Alcune di queste tecnologie si dimostrano inoltre più idonee alla fabbricazione di determinati prodotti a base di PP e le loro capacità risultano corrispondentemente più limitate per quanto riguarda altre varietà, il che può essere spiegato dall'esperienza precedente del concessore e dalle esigenze in fatto di prodotto caratteristiche dell'area geografica in cui esso opera prevalentemente; le tecnologie in questione vengono di conseguenza considerate meno flessibili dai potenziali licenziatari. Al confronto Spheripol ed Unipol consentono la produzione di una gamma più equilibrata di varietà.
(80) In secondo luogo si è già menzionato il fatto che al giorno d'oggi i possibili licenziatari possono volere impianti più grandi per realizzare sostanziali economie di scala. In base agli accertamenti della Commissione il costo di capitale per un impianto da 200 000 tonnellate risulta superiore del 50 % circa soltanto a quello di un impianto da 100 000 tonnellate. A questo proposito è importante rilevare che alcune tecnologie alternative presentano nei confronti di Spheripol od Unipol limiti progettuali di capacità produttiva e non possono perciò soddisfare le esigenze di alcuni potenziali licenziatari.
(81) In terzo luogo il limitato numero degli attuali licenziatari fa sì che queste tecnologie alternative non dispongano di referenze e di un'esperienza commerciale collaudata. In alcuni casi la presenza sul mercato associata ad un limitato successo nel campo delle licenze può addirittura venir considerata l'indicazione di una preferenza del mercato per Unipol e Spheripol, mentre in altri casi, nei quali la versione perferzionata di una data tecnologia è diventata disponibile soltanto in tempi recenti, la scarsa familiarità del mercato con questa tecnologia va a vantaggio degli operatori già affermati.
(82) In quarto luogo i fornitori di tecnologie alternative sembrano, almeno in alcuni casi, non considerare l'attività di concessione di licenze d'importanza fondamentale nel contesto della loro attività economica globale. Di conseguenza le società in questione non hanno perseguito in passato una politica commerciale aggressiva in questo campo, e niente induce a ritenere che la loro strategia sia destinata a cambiare in futuro.
(83) La possibilità per i fornitori di tecnologie alternative di concorrere con Spheripol ed Unipol risulterebbe infine limitata dai seguenti fattori: i) mancanza di un numero di centri di produzione di catalizzatori commensurato alla futura domanda di licenze; ii) dimensioni relativamente contenute dell'infrastruttura connessa all'attività di concessione di licenze, che limiterebbero per il concessore della licenza le possibilità di offrire i servizi richiesti dai potenziali clienti tra cui ad esempio servizi ingegneristici, formazione, avviamento ed assistenza tecnica, assistenza ai clienti nello sviluppo dei prodotti.
(84) In base alle considerazioni sopra riportate sembra improbabile che gli altri fornitori di tecnologie operanti sul mercato siano in grado di limitare apprezzabilmente la facoltà delle parti di comportarsi in misura significativamente indipendente dalla concorrenza.
Possibilità d'ingresso di nuovi operatori sul mercato
(85) Diverse società sono attualmente impegnate in attività di R & S nel settore del PP, l'obiettivo delle quali dipende dall'esperienza della società in questione e dalle risorse, finanziarie o d'altro genere, di cui dispone. Nella maggior parte dei casi le richerche tenderanno a concentrarsi su una diversificazione dei prodotti che li metta in grado di rispondere meglio alle esigenze del mercato, mentre una società, quale la Himont, che investa nella ricerca risorse considerevoli potrà anche sviluppare nuovi prodotti o nuovi processi in grado di soppiantare tecnologie esistenti e quindi di determinare nuove possibilità commerciali. Diverse società stanno attualmente lavorando su una nuova generazione di catalizzatori, i metalloceni; tale fatto non ha tuttavia rilievo ai fini della valutazione della concorrenza compiuta dalla Commissione nel presente caso poiché il potenziale di metalloceni non può venir determinato con precisione ed in ogni caso non potrà prevedibilmente venir sfruttato appieno nel breve-medio termine.
(86) Le parti sostegno che vi sono diversi nuovi operatori potenzialmente in grado di fare il loro ingresso sul mercato delle tecnologie del PP in tempi brevissimi. Secondo quanto affermato dalle parti questi potenziali nuovi arrivati sarebbero: i) produttori di PP dotati di tecnologie proprie i quali potrebbero decidere di sviluppare un pacchetto tecnologico e farne oggetto di licenze, ovvero ii) fornitori di tecnologie per la produzione di PE i quali potrebbero adattare in tempi brevi i processi ed i catalizzatori utilizzati nella produzione di PE al fine di offrire la loro tecnologia su licenza per la produzione di resine polipropileniche.
(87) Le parti argomentano che diversi produttori di PP sono in possesso di tecnologie sofisticate e dispongono di considerevoli risorse finanziarie. Secondo quanto asserito dalle parti la disponibilità di tecnologie sofisticate agevola l'ingresso sul mercato. È vero che diversi produttori di PP svolgono attività di R & S in proprio; tuttavia, stando a quanto risulta dagli accertamenti della Commissione, i motivi esposti nel seguito inducono a ritenere improbabile che nel breve-medio termine sia disponibile sul mercato un nuovo pacchetto tecnologico per la produzione di PP.
(88) Alcuni dei produttori menzionati tra quelli potenzialmente in grado di fare il loro ingresso sul mercato hanno appena sviluppato o stanno ancora sviluppando i propri catalizzatori da utilizzare nell'ambito di un pacchetto tecnologico che essi impiegano su licenza. Tali produttori non hanno sviluppato né stanno sviluppando un processo corrispondente cosicché risulta improbabile che essi facciano il loro ingresso sul mercato nel breve-medio termine con un nuove pacchetto tecnologico. Un ridotto numero di produttori di PP sta sviluppando tanto un processo quanto un catalizzatore, ma le attività di ricerca e sviluppo non sono ancora giunte a conclusione, cosicché il loro ingresso sul mercato è incerto o quanto meno rinviato ad un futuro abbastanza lontano. Vanno inoltre presi in considerazione anche i problemi legati ai brevetti: sino a quando non sia risolta la questione fondamentale della validità delle richieste di brevetto, l'ingresso sul mercato risulterà ulteriormente ritardato od addirittura rinviato sine die.
(89) Nel ridottissimo numero di casi in cui una tecnologia propria già esista ma non venga attualmente offerta in licenza, essa deve far fronte ad uno o più degli ostacoli già menzionati al considerando 72 e seguenti. Ad esempio, anche qualora nuovi concorrenti approdino al mercato, l'assenza di un passato commerciale dei nuovi arrivati atto a provarne la capacità renderebbe altrettanto difficile per essi far concorrenza a Spheripol ed Unipol quanto lo è per i fornitori alternativi già esistenti.
(90) Per quanto riguarda i fornitori di tecnologie per la produzione di PE, benché sia tecnicamente possibile adattare alcune di tali tecnologie alla produzione di PP, stando a quanto risulta dagli accertamenti della Commissione è improbabile che nel breve-medio termine i fabbricanti di PE facciano il loro ingresso sul mercato delle tecnologie di produzione del PP a causa: i) del periodo di tempo richiesto dalle attività di sviluppo e commercializzazione (compresa la qualificazione delle varietà di prodotto) oltre che per l'accettazione commerciale; ii) dell'insorgere di ostacoli probabilmente tali da dissuadere i potenziali nuovi operatori, tra cui la scelta del catalizzatore, l'esigenza di sviluppare una tecnologia in grado di competere con quelle già affermate, il costo delle attività di sviluppo e commercializzazione, la difficoltà di entrare ex novo su un mercato già definito e di farvisi accettare e non da ultimo l'incertezza dei profitti a fronte di notevoli investimenti.
(91) Sembra dunque improbabile che nel breve-medio termine facciano il loro ingresso sul mercato delle tecnologie operatori potenzialmente in grado di limitare in misura significativa il potere detenuto dagli operatori già affermati.
Domanda di nuove licenze in Europa occidentale
(92) Alla luce del perdurante aumento della domanda di PP (che costituisce il comparto caratterizzato dalla crescita più rapida nel settore delle materie plastiche) e dei risultati delle indagini di mercato da essa svolte, la Commissione ha concluso che nel periodo che va sino all'anno 2000 in Europa occidentale vi sarà una domanda di licenze relative a tecnologie per la produzione di PP. Questa opinione è stata contestata dalle parti che, in particolare, hanno presentato un rapporto particolareggiato, elaborato da consulenti aziendali indipendenti, allo scopo di dimostrare che la domanda di licenze relative alle tecnologie per la produzione di PP sarà trascurabile quando non addirittura inesistente sino al 2000.
(93) I parametri fondamentali posti alla base delle previsioni contenute in tale rapporto configurano le seguenti ipotesi: i) l'attuale (1993) capacità produttiva di PP in Europa occidentale è di [ . . . ] Mio di tonnellate all'anno; ii) il livello attuale di utilizzo di detta capacità è di [ . . . ]; iii) è previsto che la domanda di PP cresca di [ . . . ] all'anno, un valore che rientra nell'intervallo prospettato da altri osservatori dell'industria, come il rapporto fa notare; iv) eliminando le strozzature (al netto della chiusura d'impianti) si potrebbe aumentare la capacità complessiva attuale portandola fino a 6,5 Mio di tonnellate all'anno. Rifacendosi a questi parametri il rapporto calcolava che « per ottenere un equilibrio tra domanda ed offerta con un livello di utilizzo di [ . . . ] occorrerrà costruire circa 6 nuovi impianti entro il 2000 ».
(94) Benché la Commissione non ritenga necessario, vista la valutazione che segue, contestare i parametri e la metodologia utilizzati nella previsione essa è tuttavia incline a ritenere che il rapporto tenda piuttosto a sottovalutare che a sopravvalutare la probabile domanda futura di licenze relative a tecnologie di produzione del PP. Questa opinione si fonda su tre considerazioni.
(95) In primo luogo altre informazioni tecniche messe a disposizione della Commissione e gli stessi margini d'errore di cui si è tenuto conto nel rapporto sembrano legittimare il dubbio che sia stata sottovalutata la portata delle future chiusure d'impianti, il che comporterebbe una sopravvalutazione dell'aumento netto delle capacità dovuto all'abolizione delle strozzature. In secondo luogo sembra che il rapporto ipotizzi la completa sparizione delle attuali esportazioni nette di PP, pari a 300 000 tonnellate; qualora le esportazioni nette dovessero rimanere al loro livello attuale, ciò corrisponderebbe alla domanda di altri due impianti per la produzione di PP. In terzo luogo, ciò che più conta, il rapporto non prende assolutamente in considerazione i tempi tecnici estremamente lunghi necessari a negoziare la concessione della licenza relativa alla tecnologia, che precedono l'entrata in servizio del corrispondente nuovo impianto di produzione di PP. Le parti stesse hanno fatto rilevare che « in base alla prassi normalmente seguita nell'industria, . . . le licenze relative a tecnologie per la produzione di PP vengono accordate circa quattro anni prima che un nuovo impianto di produzione di PP entri in servizio regolare » (punto 6.9 della risposta data dalle parti alla comunicazione della Commissione del 28 marzo 1994). Di conseguenza una previsione relativa alla domanda di licenze riguardanti la tecnologia per la produzione di PP nel lasso di tempo che ci separa dall'anno 2000 dovrebbe logicamente prendere in considerazione la probabile domanda di PP sino a tutto l'anno 2004 e non sino al solo 2000.
(96) Si può cionondimeno soprassedere ad una discussione di questi punti poiché è sufficiente valutare in modo più particolareggiato la natura della domanda di licenza relative a tecnologie per la produzione di PP quale risulta dalle conclusioni del rapporto. Esso conclude che saranno necessari sei nuovi impianti, ciascuno dotato di una capacità di circa 160 000 tonnellate all'anno; tuttavia il rapporto e le parti si spingono oltre e giudicano che ciò non darà origine ad una domanda di licenze relative alle tecnologie per la produzione di PP poiché due dei sei impianti verranno costruiti da produttori che già dispongono di una tecnologia propria, altri tre impianti saranno costruiti da produttori che secondo le parti possono esercitare, in forza dei vigenti contratti di licenza per le tecnologie di produzione del PP, l'opzione di aumentare la propria capacità a condizioni sostanzialmente prestabilite, ed infine il sesto produttore potrebbe essere interessato ad una licenza relativa a tecnologie di produzione del PP ma le condizioni della sua licenza sono probabilmente già state stipulate.
(97) La Commissione dissente da questa linea di miglioramento. In primo luogo, anche basandosi unicamente sul notevole volume d'informazioni presentato dalle parti, sussistono dubbi circa l'identità dei produttori che intraprenderanno la necessaria espansione. Le parti hanno presentato un secondo rapporto, elaborato da altri consulenti industriali, il quale valuta quali società saranno più plausibilmente interessate a costruire nuovi impianti e ritiene probabile che procedano ad un'espansione delle proprie capacità due società non menzionate nel primo rapporto. In ogni caso spetta ad ogni operatore di mercato decidere a titolo individuale se aumentare o no la propria capacità nell'intento di aggiudicarsi una quota del previsto aumento della domanda di PP in Europa occidentale. Sotto questo profilo la continua disponibilità di un'effettiva concorrenza sul mercato delle licenze relative a tecnologie di produzione del PP costituisce un fattore d'importanza cruciale, poiché i produttori di PP dell'Europa occidentale sono per la massima parte potenziali acquirenti di tali tecnologie.
(98) In secondo luogo, per quanto riguarda le opzioni contrattuali relative ad aumenti della produzione la Commissione rileva che non tutti i produttori di PP che asseriscono di potersi avvalere di un'opzione relativa alle tecnologie sfruttate su licenza godono effettivamente di tale facoltà. In ogni caso come si è già visto la Commissione ritiene che il mero sussistere di un'opzione non escluda chi ne è titolare dal mercato delle licenze relative alle tecnologie. Il titolare di un diritto d'opzione procederà plausibilmente ad un confronto con le offerte di altri fornitori di tecnologie prima di compiere la propria scelta, traendo in tal modo vantaggio dal sussistere di un'attiva concorrenza sul mercato delle tecnologie.
(99) In conclusione la Commissione ritiene che l'analisi che precede, svolta utilizzando il materiale presentato dalle parti, dimostri come nel prossimo futuro la domanda di licenze relative alle tecnologie di produzione del PP raggiungerà prevedibilmente livelli apprezzabili. Di fatto i risultati delle indagini di mercato della Commissione sembrano indicare che alcuni produttori di PP dell'Europa occidentale sono già adesso interessati a nuove licenze di questo tipo.
Gli acquirenti dotati di un alto livello di sofisticazione tecnologica in quanto contrappeso al potere di un'impresa dominante
(100) Le parti argomentano che la maggior parte dei potenziali acquirenti di tecnologie per la produzione di PP nell'Europa occidentale dispone di conoscenze tecnologiche sofisticate e di considerevoli risorse finanziarie. Di conseguenza, qualora un fornitore di tecnologie in posizione dominante cercasse di far valere il proprio potere sul mercato, tali acquirenti sarebbero fortemente incentivati a passare all'azione per evitare i costi di tale posizione dominante. A parere della Commissione tuttavia la capacità di tali produttori di contrapporsi al potere di un fornitore di tecnologie in posizione dominante non andrebbe sopravvalutata.
(101) La Commissione ritiene che lo sviluppo di tecnologie proprie come alternativa all'acquisto di licenze costituisca tutt'al più una soluzione a lungo termine per un numero estremamente ridotto di operatori in considerazione, inter alia, dei lunghi tempi tecnici e dei considerevoli investimenti necessari per portare a termine con successo le attività di sviluppo. Nella maggior parte dei casi le attività di R & S dei produttori di PP riguardano unicamente lo sviluppo di catalizzatori. Tali produttori continueranno dunque ad aver bisogno di un processo adatto, che è improbabile riescano essi stessi a sviluppare nel breve-medio termine. Ciò che più conta, la validità dei catalizzatori più perfezionati nei confronti dei diritti brevettuali preesistenti può costituire un problema irrisolto e l'esperienza passata dimostra l'importanza di tali diritti. In conclusione la Commissione è el parere che nel breve-medio termine il livello di sofisticazione tecnologica non possa rappresentare un vincolo significativo per un fornitore di tecnologie che desideri far valere la propria posizione dominante.
Conclusioni
(102) Alla luce di quanto precede la Commissione è giunta alla conclusione che nella sua forma originaria la concentrazione in esame determinerebbe la creazione di una posizione dominante con la conseguenza d'impedire in misura apprezzabile una concorrenza effettiva sul mercato delle tecnologie per la produzione di PP. L'esistenza di una posizione dominante sul mercato delle tecnologie potrebbe produrre un effetto restrittivo sui futuri piani dell'industria del PP e sulle opportunità d'espansione. Essa priverebbe i fabbricanti di PP dei vantaggi della concorrenza in rapporto a prezzo, qualità ed altri parametri, dando luogo a ripercussioni negative sul mercato del PP. Visti tuttavia gli impegni che le parti si sono offerte d'assumere per quanto riguarda la costituzione della Technipol in quanto consociata separata della Montedison (vedi considerando 116) le perplessità della Commissione circa l'acquisizione di una posizione dominante sul mercato delle tecnologie per la produzione di PP da parte della Sophia sono state superate.
ii) Produzione e vendita del PP
(103) L'impresa comune sarà la capofila mondiale del mercato del PP con una capacità globale di [ . . . ] Mio di tonnellate, pari al [ . . . ] (9) circa della capacità mondiale di produzione di PP. Essa sarà parimenti il principale fornitore di PP dell'Europa occidentale, a cui farà capo il [ . . . ] (10) circa della capacità produttiva ed il [ . . . ] (10) circa delle vendite libere (vale a dire non a consociate).
(104) In seguito alla concentrazione in Europa occidentale vi saranno ancora più di dieci produttori di PP oltre all'entità nata dalla fusione. Tuttavia la quota di mercato della Sophia risulterà più che doppia rispetto a quella del suo più prossimo concorrente, la Borealis (cui fa capo il [ . . . ] (9) circa della capacità e [ . . . ] (9) circa delle vendite libre). In termini di capacità, alla Hoechst farà capo una quota di [ . . . ] (11) circa, alla PCD/OMV ed all'Appryl una quota di [ . . . ] (11) circa ciascuna, alla BASF ed alla ICI prese congiuntamente una quota di [ . . . ] (9) circa, tra gli altri fornitori sul mercato dell'Europa occidentale, tutti con una quota inferiore a [ . . . ] (11), vi sarebbero Amoco, Petrofina, Exxon, Repsol, DSM, Vestolen e Solvay.
(105) Per quanto riguarda le ripercussioni che la costituzione dell'entità nata dalla fusione avrà sulla produzione di diversi tipi di PP, le attività di Montedison e Shell in questo campo risultano in ampia misura complementari: il [ . . . ] delle vendite sul mercato libero realizzate dalla Shell riguarda omopolimeri d'uso corrente, mentre il [ . . . ] delle vendite della Montedison riguarda omopolimeri per impieghi specializzati e copolimeri. Nel campo dei copolimeri a blocchi, che, come si è già detto, in termini di prodotto potrebbero venir considerati un mercato distinto nell'ambito del PP, si riscontra qualche sovrapposizione tra le attività delle parti; la loro quota di mercato combinata in questo settore non supera tuttavia la loro quota già menzionata dell'intero mercato del PP cosicché l'analisi che segue sarà imperniata sugli effetti che la concentrazione produrrà sul mercato del PP (produzione e vendita) globalmente considerato.
Vincoli d'impresa comune tra produttori di PP
(106) Visto il crescente grado di concentrazione sul mercato determinato dalle attività di produzione e vendita del PP è opportuno prendere in considerazione i vincoli d'impresa comune esistenti tra la Montedison o la Shell ed altri produttori. Tanto la Montedison quanto la Shell hanno costituito diverse imprese comuni con altri produttori di poliolefine, tre delle quali riguardano i PP: la Montefina, un'impresa comune tra la consociata della Montedison Himont et la Petrofina, dotata di una capacità di 380 000 tonnellate all'anno, la NSP, un'impresa comune di Himont e Statoil dotata di una capacità di 200 000 tonnellate all'anno, e la ROW, un'impresa comune di Shell e BASF dotata di una capacità di produzione di PP di 200 000 tonnellate all'anno. Ciascuna di queste imprese comuni si basa su partecipazioni paritarie (50 %-50 %) delle imprese costituenti.
(107) Attraverso i loro vincoli d'impresa comune le parti possono essere in grado d'influenzare il comportamento concorrenziale delle loro controparti nelle diverse imprese comuni, che sono importanti concorrenti sul mercato del PP, rafforzando così la propria posizione su tale mercato: la capacità complessiva dei produttori di PP che partecipano a Montefina, NSP e ROW rappresenta più di [ . . . ] (12) della capacità dell'Europa occidentale (il [ . . . ] (12) qualora s'includa la BASF-ICI) [ . . . ].
(108) Per quanto riguarda più in particolare la Montefina sembra che in seguito alla proposta concentrazione la Sophia potrebbe essere comunque in grado di esercitare un considerevole influsso restrittivo sul comportamento concorrenziale della Petrofina. La Montefina è un'impresa comune 50/50, costituita nel 1976 per produrre PP facendo ricorso a tecnologie Montedison su licenza. Essa dispone attualmente di due linee di produzione a Feluy (Belgio), la cui produzione è ripartita tra le parti all'accordo e commercializzata indipendentemente da ciascuna di esse. L'intera produzione di PP della Petrofina in Europa occidentale fa capo alla Montefina cosicché la posizione concorrenziale della Petrofina potrebbe risultare influenzata in modo critico dal comportamento della sua nuova controparte nell'impresa comune.
(109) Secondo quanto asserisce la Petrofina, l'operazione Shell/Montedison provocherebbe con ogni probabilità un potenziale conflitto d'interessi tra le tre parti all'accordo Montefina [ . . . ]. La Petrofina ritiene che soltanto uno scorporo della Montefina dalla Sophia porrebbe rimedio a questa situazione anticoncorrenziale.
(110) [ . . . ]. Tuttavia, nell'ambito dell'accordo di compartecipazione finanziaria alla Montefina, tutte le decisioni importanti devono essere concordate tra la Himont e la Montedison (ovvero l'impresa che le succeda nell'accordo d'impresa comune). A parere della Commissione ciò consente alla Montedison d'influenzare la produzione ed altre importanti decisioni nell'ambito dell'impresa comune. Per quanto riguarda lo scambio d'informazioni tecnologiche, [ . . . ]. In ogni caso è parere della Commissione che, a prescindere dagli obblighi contrattuali della Petrofina, nell'ambito dell'impresa comune permanga una possibilità per il personale della Montedison o della Shell di accedere ad informazioni tecnologiche della Petrofina in sede di Montefina, il che potrebbe rappresentare un disincentivo per la Petrofina ad impiegare la tecnologia Fina.
Altri fattori che rafforzano la posizione della Sophia sul mercato del PP
(111) L'entità nata dalla fusione combinerà il ruolo di punta che la Himont svolge in campo tecnologico ed il suo successo nello sviluppo di nuovi prodotti a base di PP e di materiali poliolefinici avanzati con la forte presenza della Shell sul mercato mondiale, legata al fatto di essere una tra le principali società petrolchimiche, alla sua disponibilità di materie prime ed alle sue considerevoli risorse finanziarie. Questi punti di forza delle due parti risultano in ampia misura complementari e tali da determinare una combinazione particolarmente potente. La Sophia sarà infatti in grado di offrire la più ampia gamma di prodotti del settore, tra cui tutte le famiglie di prodotti a base di PP ed un'amplissima gamma di varietà di PP, utilizzate per una moltitudine di applicazioni. Inoltre le risorse finanziarie a sua disposizione, rafforzate dalla sua posizione tecnologica e dai proventi delle licenze, le consentiranno di concentrarsi sullo sviluppo di prodotti specializzati e materiali avanzati nonché di effettuare sovvenzioni interne delle vendite. L'ubicazione e le dimensioni dei suoi impianti sono tali da conferire alla Sophia particolari vantaggi concorrenziali in termini di costi di produzione e di efficienza della distribuzione in diverse aree geografiche. Essa godrà per di più di considerevoli vantaggi nei confronti dei suoi concorrenti a causa del suo volume di vendite, delle dimensioni della sua organizzazione commerciale e soprattutto della sua posizione sul piano tecnologico.
(112) L'entità nata dalla fusione combinerà le considerevoli risorse e l'esperienza delle parti e, come si è già visto, godrà di una posizione di punta sul mercato delle tecnologie per la produzione di PP. La possibilità di ripartire i costi di R & S su un'ampia base produttiva porrebbe altresì le parti in una posizione di considerevole vantaggio rispetto ad altri produttori di PP. La posizione di vantaggio delle parti risulterà ulteriormente rafforzata dal fatto che i prodotti più vecchi a base di PP saranno gradualmente soppiantati da nuovi prodotti dotati di caratteristiche superiori.
(113) Ciò che più conta, il fatto di controllare le due tecnologie di punta a livello mondiale metterebbe in grado la Sophia di dirigere e determinare il cammino della futura evoluzione del mercato del PP poiché il controllo esercitato dagli altri concorrenti risulterebbe insufficiente. La Sophia potrebbe ad esempio praticare una politica di diritti superconcorrenziali o far valere in altro modo il suo potere sul mercato. La Sophia potrebbe parimenti riservarsi l'impiego di qualsiasi innovazione o sviluppo dei prodotti, giacché non vi sarebbero più pressioni concorrenziali che la inducano ad accordare licenze ad altri produttori di PP. In tal modo la Sophia potrebbe esercitare un influsso negativo sulla struttura concorrenziale del mercato connesso alla produzione di PP.
Conclusione
(114) Benché la quota di mercato combinata delle parti non sia molto elevata in assoluto, il considerevole intervallo che la separa da quella del più vicino concorrente associato a diversi altri fattori (vale a dire la rete di imprese comuni, l'elevato livello di copertura della gamma produttiva della Sophia e soprattutto la sua posizione di punta in campo tecnologico) rafforzeranno notevolmente la posizione delle parti su tale mercato. La combinazione di questi fattori ha fatto sì che la Commissione nutrisse seri dubbi circa la possibilità che si venisse a creare una posizione dominante per quanto riguarda le attività di produzione e vendita di PP. Le preoccupazioni della Commissione circa l'acquisizione di una posizione dominante da parte della Sophia sul mercato delle tecnologie sono tuttavia venute meno per gli impegni che le parti si sono offerte d'assumersi in merito alla costituzione da parte della Montedison della consociata separata Technipol (vedi considerando 116). Le parti si sono parimenti offerte di assumersi un impegno specificamente riguardante il mercato connesso alle attività di produzione del PP, vale a dire la dissoluzione dell'impresa comune Montefina. In considerazione di tali impegni la Commissione ritiene pertanto che non vi sia più ragione di nutrire seri dubbi quanto all'eventualità che si venga a creare una posizione dominante su tale mercato.
V. MODIFICHE AL PIANO ORIGINARIO DELLA CONCENTRAZIONE i) Gli impegni assunti dalle parti
(115) In seguito alla comunicazione della Commissione a norma dell'articolo 18 del regolamento sulle concentrazioni ed allo scopo di eliminare i dubbi in essa manifestati in tema di concorrenza le parti hanno modificato il piano originario della concentrazione assumendosi nei confronti della Commissione gli impegni sotto riportati.
(116) Impegno relativo alla tecnologia di produzione di PP
Le parti notificanti s'impegnano a procedere nel modo seguente:
La Sophia rimarrà estranea alle attuali attività della Himont nel campo delle tecnologie di produzione di PP, le quali verranno cedute ad una società, già esistente oppure di nuova costituzione, controllata dalla sola Montedison (in prosieguo « la società Technipol »). La Shell non avrà alcuna partecipazione finanziaria nella società Technipol. La società Technipol verrà costituita al più tardi entro [ . . . ] dalla data della decisione della Commissione attestante la compatibilità dell'operazione con il mercato comune. Nel frattempo le attività nel campo delle tecnologie di produzione di PP si svolgeranno secondo modalità atte a garantirne la completa e costante separazione tanto dalla Shell quanto dalla Sophia. La società in questione sarà un'impresa separata, atta a funzionare in modo pienamente autonomo e a svolgere la propria attività nel campo delle tecnologie di produzione di PP garantendone la continuità, l'efficienza economico-finanziaria e la competitività, abilitata alla piene fruizione delle proprie risorse finanziarie ed in grado di continuare a sviluppare indipendentemente le tecnologie di produzione di PP. Essa sarà dotata dei cespiti e delle caratteristiche che seguono:
i) le attività attualmente esistenti a livello mondiale nel campo della concessione di licenze relative alle tecnologie di produzione di PP (inclusi il diritto irrevocabile ed esclusivo di accordare licenze relative ai corrispondenti diritti di proprietà intellettuale ed il personale addetto a compiti di vendita/commercializzazione/assistenza. Gli esistenti contratti di licenza di tecnologie per la produzione di PP ed i corrispondenti contratti di fornitura di catalizzatori verranno ceduti alla società Technipol. Se ed in quanto la cessione di tali contratti esigesse il consenso dei licenziatari, la Montedison compirà seconda buona fede ogni tentativo di ottenere tale consenso. I proventi dei contratti ceduti andranno alla società Technipol, [ . . . ]. Alla società Technipol verranno conferite risorse sufficienti a finanziarne le attività di R & S. Se ed in quanto non si avesse cessione dei contratti in questione, la Sophia subappalterà (nel rispetto di eventuali vincoli contrattuali) alla società Technipol, a condizioni di mercato, l'adempimento dei propri obblighi contrattuali;
ii) il personale e le infrastrutture di R& S necessari per ogni aspetto delle attività nel campo delle tecnologie di produzione di PP, inclusi il sostegno alla concessione di licenze, l'aggiornamento tecnologico e l'ulteriore sviluppo delle tecnologie in questione (le attività di R& S riguardano tanto il processo produttivo quanto la tecnologia dei catalizzatori);
iii) la titolarità dei diritti di proprietà intellettuale frutto delle proprie ricerche nel campo delle tecnologie di produzione di PP, catalizzatori inclusi. Ciò non impedirà tuttavia alla società Technipol di concludere contratti di ricerca per conto terzi alle condizioni normalmente vigenti nell'industria. Alla società Technipol spetterà parimenti il diritto esclusivo di far valere i diritti di proprietà individuale connessi a licenze accordatele dalla Sophia, ed in particolare di decidere se adire le vie legali (nel rispetto dei vincoli e delle disposizioni di legge) in caso di violazione di tali diritti da parte di terzi;
iv) la quota, che dovrà esser riservata alla società Technipol, della capacità di produzione di catalizzatori della Sophia richiesta dalla stessa società Technipol al fine di soddisfare il fabbisogno dei propri licenziatari. La Sophia produrrà di conseguenza catalizzatori per conto terzi alle condizioni d'uso nell'industria. La Sophia non offrirà in vendita tali catalizzatori a terzi. La società Technipol ed i suoi licenziatari potranno peraltro ricorrere a terzi per ottenere catalizzatori destinati alla produzione di PP;
v) l'impianto pilota per la produzione di PP già esistente, destinato allo sviluppo ed al collaudo delle tecnologie di produzione di PP, nonché l'accesso ad un impianto di produzione di PP su scala piena;
vi) la Sophia potrà acquistare dalla società Technipol perfezionamenti tecnologici delle tecnologie di produzione di PP da essa impiegate, servizi tecnici d'altro genere, catalizzatori o tecnologie, ma soltanto sulla base dei prezzi di mercato ed a condizioni equivalenti a quelle praticate ai licenziatari, ed infine
vii) né la Sophia né la Shell potranno accedere ad informazioni privilegiate della società Technipol che non verrebbero poste a disposizione di un concorrente, in particolare per quanto riguarda attività e segreti commerciali quali politica dei prezzi, elenco dei clienti, trattative con clienti e risultati delle vendite.
Ogni riferimento a tecnologie di produzione di PP nell'ambito di tali imprese indicherà le tecnologie di processo e di catalisi della Himont destinate alla produzione di PP nella versione attualmente oggetto di licenza nonché qualsiasi svilluppo delle tecnologie di produzione di PP.
(117) Impegni relativi alla produzione di PP
Per quanto riguarda l'impresa comune Montefina la Montedison si assume i seguenti impegni:
i) la Montedison si ritirerà dalla Montefina entro [ . . . ] dalla decisione di compatibilità della Commissione. La Commissione ha la facoltà di prorogare tale termine qualora sia convinta che la Montedison non è riuscita a vendere la sua partecipazione nella Montefina nonostante i tentativi compiuti bona fide in tal senso. Ogni richiesta di proroga dovrà essere debitamente motivata;
ii) la Montedison ribadirà, a nome della società Technipol, il diritto della Montefina ad usufruire della clausola di licenziatario più favorito per quanto riguarda le forniture di catalizzatori e gli accordi di licenza. [. . .].
Nessuna disposizione contenuta in nuovi accordi di licenza né alcun altro diritto di proprietà intellettuale di cui siano titolari la Himont o la Sophia saranno formulati in modo da impedire alla Montefina od alla Petrofina di avviare con terzi dicussioni riguardanti un'eventuale fusione od alleanza tra imprese ovvero da ostacolare l'avvio di tali discussioni purché la Montefina o la Petrofina garantiscano la tutela dei legittimi diritti di proprietà intellettuale e dei segreti commerciali della società Technipol, della Himont e della Sophia;
iii) le attività della Montefina verranno mantenute separate da quelle della Sophia. Durante il periodo che ne precederà il recesso formale dalla Montefina i diritti della Himont in tale impresa verranno esercitati dalla Montedison. Nessuna persona retribuita a qualsiasi titolo dalla Sophia potrà essere presente nell'impianto di Feluy a meno che non abbia ricevuto il consenso preliminare della Montefina.
Durante e dopo il periodo del recesso la conoscenza delle attività e dei segreti commerciali della Petrofina e della Montedison acquisita attraverso la cooperazione nell'ambito della Montefina è tutelata dal segreto ed in nessuna circostanza potrà venir trasmessa alla Sophia o ad altri terzi ad eccezione di eventuali acquirenti potenziali in buona fede della partecipazione alla Montefina e dei loro consulenti. Non potrà in particolare venir trasferito alla Sophia alcun archivio di dati, anche relativi a transazioni commerciali, né alcun altro documento riservato riguardante la Montefina;
iv) durante il periodo di transizione la Montedison farà il possibile, in linea con il passato funzionamento dell'impianto, per garantire che la Montefina operi in modo regolare, efficiente e commercialmente valido, compatibilemente con i ragionevoli interessi di entrambe le parti e purché la Petrofina s'impegni in buona fede allo stesso fine;
v) la Montedison presenterà con cadenza trimestrale un rapporto particolareggiato sullo stato d'avanzamento delle trattative per la vendita e sull'attuazione dell'impegno di recesso.
(118) Riesame degli impegni per quanto riguarda le tecnologie di produzione di PP
Le parti si riservano il dirritto, in forza del dirritto comunitario, di chiedere alla Commissione di riesaminare la totalità od una parte specifica degli impegni di cui sopra in materia di tecnologie di produzione di PP, [. . .].
(119) Esecuzione degli impegni
I suddetti impegni entreranno in vigore alla data della decisione che la Commissione prenderà in applicazione dell'articolo 8, paragrafo 2 del regolamento sulle concentrazioni.
ii) Valutazione degli impegni
(120) La Commissione ha tenuto conto di questi impegni all'atto di valutare gli effetti della concentrazione proposta. Come si è già spiegato, se l'operazione venisse effettuata secondo le modalità originariamente notificate entrambe le tecnologie di punta per la produzione di PP, vale a dire Spheripol ed Unipol, verrebbero a trovarsi nella sfera d'influenza di un unico centro decisionale, cioè la Shell. L'esecuzione degli impegni assunti dalle parti in relazione alle tecnologie di produzione dei PP tuttavia modificherà questa situazione anticoncorrenziale: l'attivittà svolta a livello mondiale dalla Montedison nel campo delle technologie in questione diventerà di competenza di una società distinta, la Technipol, strutturalmente e finanziariamente indipendente dalla Sophia e dalla Shell. Alla Technipol verranno conferiti tutti i cespiti e le caratteristiche occorrenti per metterla in grado di operare in modo regolare, concorrenziale ed efficiente sotto il profilo economico-finanziario. Le tecnologie di processo e di catalisi della Montedison, incluse quelle ancora in fase di sviluppo, verranno cedute alla Technipol, cui spetterà la responsabilità di accordare le pertinenti licenze oltre che di aggiornare e sviluppare ulteriormente tali teconologie. In qualsiasi relazione tra di loro la Sophia e la Technipol agiranno secondo i principi di libera concorrenza e praticheranno condizioni equivalenti a quelle offerte a terzi. Ci si attende in particolare che la Technipol intraprenda attività di ricerca in proprio nel campo delle tecnologie di processo e di catalisi finalizzate alla produzione di PP cosí da garantire il proprio futuro in quanto attivo licenziante.
(121) Come si è già visto, la Commissione ritiene che gli impegni che la parti si sono offerte d'assumere per quanto riguarda le tecnologie di produzione di PP faranno sí che le attività relative ad una delle due tecnologie di punta in questo campo esulino dalla sfera d'influenza della Shell e possano continuare a rappresentare una concorrenza indipendente ed effettiva. Per garantire l'effettivo adempimento di tale impegno la Commissione ritiene di fondamentale importanza essere costantemente informata dalle parti circa i progressi realizzati in questo senso per mezzo di rapporti con cadenza trimestrale prima della costituzione della Technipol ed annua successivamente. Tali rapporti dovranno rispondere ai requisiti sotto riportati.
Il primo rapporto trimestrale sull'adempimento dell'impegno riguardante le tecnologie di produzione di PP andrà presentato entro quattro mesi dalla presente decisione. Esso dovrà tra l'altro descrivere in modo particolareggiato i provvedimenti presi per costituire la società Technipol, le previste risorse finanziarie di tale società, le sue previste immobilizzazioni materiali ed immateriali ed il suo organico probabile, ripartito in personale di R& S, personale scientifico ed altro personale. Al rapporto andranno accluse le lettere ovvero la documentazione inviate ai licenziatari esistenti per descrivere la costituzione della Technipol nonché la corrispondenza riguardante i tentativi compiuti per incoraggiare i licenziatari a trasferire alla Technipol gli esistenti contratti di licenza.
Il secondo rapporto trimestrale andrà inviato dopo la costituzione della Technipol ed entro sette mesi dalla data della presente decisione. Esso avrà la stessa forma del primo rapporto trimestrale ma riporterà i dati definitivi per quanto riguarda risorse finanziarie, immobilizzazioni, personale, ecc. Andranno in particolare fornite informazioni dettagliate in merito ai contratti di licenza trasferiti, non trasferiti (precisando le ragioni del mancato trasferimento) ed in sospeso. Andranno indicati i previsti proventi finanziari derivanti da tali contratti ed andrà acclusa una copia del bilancio d'apertura e del programma commerciale della società.
Per i tre anni successivi andrà presentato, entro tre mesi dal termine dell'esercizio, un rapporto annuale sulla Technipol, che dovrà contenere la documentazione ed i dati seguenti:
- copia dei rendiconti annuali, inclusi il bilancio ed il conto perdite e profitti per l'anno in questione,
- indicazioni separate per i proventi da licenze derivanti dai contratti trasferiti e dai nuovi contratti conclusi dopo la costituzione della società,
- indicazioni particolareggiate in merito alle altre entrate , incluse le attività di ricerca finanziate da terzi,
- spese ed infrastrutture per attività di R& S,
- diritti di proprietà intellettuale,
- numero di dipendenti, ripartito in R& S, personale scientifico e personale d'altro tipo,
- vendite di catalizzatori in termini di volume e di valore,
- riepilogo delle attività svolte dalla società in campo scientifico e commerciale nel corso dell'anno.
La Commissione ha infine preso nota della dichiarazione delle parti concernente il riesame delle possibilità di ricorso per gli aspetti tecnologici (punto 3 dell'impegno assunto dalle parti) e conferma la propria disponibilità ad intraprendere tale riesame conformemente alla disciplina comunitaria della concorrenza.
(122) L'impegno assunto dalle parti per quanto riguarda le tecnologie di produzione di PP ha considerevole rilievo anche ai fini della valutazione della posizione della Sophia sul mercato determinato dalle attività di produzione di PP, per il quale la Commissione ha riscontrato la possibilità che insorgessero problemi sotto il profilo della concorrenza a causa delle dimensioni e dei legami d'impresa comune della Sophia, ma soprattutto della sua posizione dominante sul mercato delle tecnologie di produzione di PP. Gli impegni in materia di tecnologia, associati all'impegno delle parti relativo alla Montefina, grazie al quale quest'ultima impresa verrà posta in grado di fare attivamente concorrenza alla Sophia, farà sì che vengano sciolti anche i dubbi della Commissione riguardanti il mercato determinato dalle attività di produzione di PP.
VI. CONCLUSIONE FINALE (123) Per le ragioni sopra delineate la Commissione ritiene che la concentrazione proposta, nella sua forma modificata dall'inclusione degli impegni che le parti si sono offerte d'assumere non sia atta a determinare la costituzione od il consolidamento di una posizione dominante sul mercato delle tecnologie per la produzione di PP come pure su quello delle attività di produzione e di vendita del PP, in seguito a cui la concorrenza effetiva risulterebbe notevolmente ostacolata nel mercato comune a termini dell'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento sulle concentrazioni. Tale concentrazione può pertanto venir dichiarata compatibile con il mercato comune purché siano pienamente rispettati le condizioni e gli oneri previsti a termini dell'articolo 8, paragrafo 2 del regolamento sulle concentrazioni.
(124) La presente decisione non pregiudica l'applicazione delle regole generali della disciplina comunitaria della concorrenza a preesistenti accordi d'impresa comune e contrattuali conclusi fra le associate nella proposta concentrazione e terzi, in particolare per quanto riguarda l'adempimento degli impegni delle parti al furturo dell'impresa comune Montefina,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Subordinatamente al rispetto delle condizioni e degli oneri contenuti negli impegni delle parti nei confronti della Commissione, di cui al considerando 116 della presente decisione, la proposta concentrazione tra la Shell Petroleum NV e la Montedison Nederland NV viene dichiarata compatibile con il mercato comune.
Articolo 2
Alle parti è fatto obbligo di tenere la Commissione informata circa l'adempimento degli impegni di cui al considerando 116 mediante i rapporti trimestrali ed annuali di cui al considerando 121.
Articolo 3
Sono destinatari della presente decisione:
Shell Petroleum NV
30 Carel van Bylandtlaan
NL- L'Aia
e
Montedison Nederland NV
c/o Montecatini SpA
Foro Buonaparte 31
I - 20121 Milano
Fatto a Bruxelles, l'8 giugno 1994.

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