Document ID: 31989D0441

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DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 21 dicembre 1988
relativa agli aiuti accordati dal governo greco all'industria cinematografica per la produzione di film greci
(Il testo in lingua greca è il solo facente fede)
(89/441/CEE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo capoverso,
dopo aver sollecitato gli interessati a presentare le loro osservazioni a norma del succitato articolo 93 e tenuto conto di tali osservazioni,
considerando quanto segue:
I
A seguito delle ripetute domande della Commissione, in particolare di quelle contenute nelle lettere del 13 ottobre 1986 e 27 novembre 1986, il governo greco ha informato tardivamente la Commissione, con lettera del 30 dicembre 1986, dell'esistenza di una legge di aiuti a favore dell'industria cinematografica greca (legge 1597 del 12 maggio 1986 entrata in vigore il 21 maggio 1986).
Gli aiuti previsti a termini della legge comprendono:
- da un lato, sovvenzioni automatiche (articolo 7) pari all'imposta sugli spettacoli pubblici riscossa all'atto della proiezione di film nelle sale, secondo una percentuale del 12 % ad Atene ed a Salonicco e dell'8 % altrove. Le sovvenzioni cessano di essere versate se raggiungono un importo pari al costo di produzione;
- dall'altro, un aiuto selettivo nella forma di una partecipazione alla produzione di film o di finanziamento dello Stato mediante anticipi concessi dal Centro greco della cinematografia alla produzione di film greci (articolo 18). La partecipazione alla produzione di film è dell'ordine del 50 % del costo del film; il finanziamento, dell'ordine del 25 %. Su 25 lungometraggi prodotti in Grecia nel 1987, 15 hanno beneficiato della partecipazione finanziaria dello Stato, che diventa una sovvenzione a fondo perduto ogni volta che le entrate del film sono insufficienti a coprire i costi di produzione.
Premi di qualità e menzioni di qualità, accompagnati da una somma di danaro, sono accordati inoltre ai film greci la cui produzione è stata completata nel corso dell'anno precedente (articolo 8). La legge precisa gli elementi essenziali di tali premi, ma le loro modalità di applicazione vengono stabilite dal ministero della cultura.
I tassi d'interesse dei prestiti o finanziamenti concessi, sotto qualunque forma, dalle banche per la produzione di film greci, non possono essere superiori a quelli vigenti per i crediti all'industria (articolo 10, paragrafo 1).
Inoltre, gli aiuti concessi agli esercenti di sale cinematografiche nella forma di sovvenzioni in percentuale dell'imposta sugli spettacoli, sono subordinati alla programmazione obbligatoria in tali sale (articolo 7, paragrafo 4) di film greci.
Ora, sia le sovvenzioni automatiche che la concessione dei premi di qualità, come anche le modalità dei prestiti o di finanziamenti alla produzione e la regola della programmazione obbligatoria, sono incompatibili con il trattato CEE poiché sono subordinati ad una condizione relativa alla nazionalità, che è discriminatoria nei riguardi dei cittadini degli altri Stati membri. La Commissione ritiene, del pari, che il sostegno selettivo previsto dall'articolo 17 della legge a favore della produzione di film, del quale nel 1987 hanno beneficiato 15 film su una produzione annuale di 25, sia verosimilmente accordato, almeno nella pratica, a film che rispondono alla definizione di film nazionale greco contenuta dall'articolo 5 della legge. Questo sostegno è pertanto discriminatorio e incompatibile con il mercato comune.
I fondi necessari per l'aiuto, gestiti dal Centro greco della cinematografica, provengono dall'imposta riscossa all'atto della proiezione nelle sale cinematografiche di tutti i film in Grecia, i cui proventi sono dell'ordine di 600/650 milioni di Dra anno in media, pari a 3,6/3,9 milioni di ECU.
Una percentuale di tale imposta (articolo 7 della legge) inizialmente fissata al 50 %, ma che può essere gradualmente aumentata fino al 100 %, è destinata allo sviluppo dell'arte cinematografica, al sostegno del cinema greco, allo studio e all'attuazione della politica culturale nazionale nel campo della cinematografia.
Nelle condizioni stabilite per la concessione definite dalla legge, alcune costituiscono restrizioni fondate sulla nazionalità: ad esempio l'articolo 5, capitolo I stabilisce che un film può ricevere gli aiuti soltanto se:
a) la sua produzione è stata realizzata da greci o da una persona giuridica con sede in Grecia e avente come rappresentante legale un greco residente in Grecia;
b) la versione originale del film è in lingua greca; testo sceneggiatura e dialoghi sono scritti in greco da un autore greco o di discendenza greca;
c) il regista è greco o di discendenza greca;
d) i tecnici, gli attori e i musicisti sono greci per tre quarti di ciascuna categoria;
e) la produzione del film è stata realizzata per la maggior parte in Grecia;
f) lo sviluppo negativo e la riproduzione degli esemplari positivi destinati alla Grecia e a Cipro sono stati effettuati in Grecia;
g) tutti gli operai sono greci e assicurati presso l'istituto della sicurezza sociale o un altro ente assicurativo pubblico. Questa condizione costituisce un obbligo per ogni impresa nazionale o straniera produttrice di film che occupi manodopera in Grecia.
Soltanto a titolo eccezionale, in alcuni casi previsti dall'articolo 5, paragrafi 2 e 3, con decisione del ministro della cultura, previo parere conforme del consiglio consultivo della cinematografia, un film che non soddisfa tali criteri può nondimeno essere considerato come greco. Questa deroga non permette di concludere che detti criteri siano compatibili con il mercato comune. I diritti garantiti dal trattato non possono essere soggetti a condizioni supplementari non previste dal trattato stesso, anche se è possibile derogarvi con decisione di un'autorità amministrativa.
II
Detti aiuti, che forniscono una parte notevole del finanziamento che sarebbe altrimenti a carico del produttore, facilitano, in particolare, la produzione di lungometraggi; essi possono incidere sugli scambi fra Stati membri e falsare la concorrenza ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE.
La Commissione ha ritenuto in modo costante che gli aiuti alla cinematografia, a causa del carattere particolare di questa attività, nel contempo economica e culturale, possano beneficiare delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), a condizione che essi siano conformi a tutte le prescrizioni del trattato, in particolare a quelle relative alla libera circolazione delle persone e alla libera prestazione di servizi (articoli 7, 48, 52 e 59).
Orbene, le misure di aiuto greche prevedono condizioni discriminatorie nei riguardi dei cittadini degli altri Stati membri e non sono conformi agli articoli 7, 48, 52 e 59 del trattato. Pertanto esse non possono beneficiare delle deroghe previste dall'articolo 92 del trattato CEE.
Dopo che la Commissione ha avuto conoscenza della legge n. 1597/1986 non notificata, essa ha informato il governo ellenico, in particolare con lettera del 13 febbraio 1987, dei motivi di incompatibilità con il trattato di alcune disposizioni di tale legge, e gli ha chiesto di procedere alle necessarie modifiche.
Poiché nessuna risposta fornita dalle autorità greche faceva prevedere a breve termine una modificazione della legge in senso conforme alle disposizioni del trattato, il 21 dicembre 1987 la Commissione ha deciso di aprire nei riguardi di tale legge la procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2, primo comma del trattato CEE.
III
Nella sua risposta all'apertura della succitata procedura, il governo ellenico, con lettera del 12 aprile 1988, ha sottolineato la particolarità della produzione cinematografica, che a suo parere costituisce l'espressione di valori culturali nazionali la cui salvaguardia rende necessario il mantenimento in vigore di taluni criteri basati sulla nazionalità. Esso ha peraltro ammesso che a tal fine non sono indispensabili tutti i criteri stabiliti dall'articolo 5 della legge, dichiarandosi disposto a modificare taluni punti e a sopprimere le lettere d) e g), pur ritenendo necessaria la sussistenza di una « qualsivoglia caratteristica » atta ad attribuire al film la sua identità culturale. Il governo non ha tuttavia indicato né il termine entro il quale saranno introdotte le modifiche né la loro esatta portata e non ha escluso il mantenimento in vigore di una o più restrizioni basate sulla nazionalità per motivi di identità culturale. A tale proposito va rilevato che le osservazioni del governo greco non sono affatto pertinenti quando si tratta degli aiuti automatici ai produttori di film o degli aiuti agli esercenti di sale cinematografiche e dei prestiti e finanziamenti concessi dalle banche. Inoltre, la Commissione ritiene che nella fattispecie gli argomenti presentati dal governo greco non possono giustificare una limitazione della libera circolazione delle persone e della libera prestazione dei servizi, diritti fondamentali garantiti dal trattato CEE.
Malgrado una certa evoluzione della posizione greca, la Commissione non può dunque giungere alla conclusione che il governo greco sopprimerà qualsiasi restrizione fondata sulla nazionalità nella definizione dei film greci ammessi a beneficiare degli aiuti. Ora, ai fini della compatibilità dell'articolo 5 della legge n. 1597/1986 con il trattato CEE, è necessario che i testi legislativi prevedano la piena equiparazione dei cittadini degli altri Stati membri ai cittadini greci.
Va rilevato che, malgrado i termini concessi dalla Commissione dal 13 febbraio 1987, e malgrado le riunioni bilaterali di reciproca informazione svoltesi fra i servizi della Commissione e i rappresentanti greci prima e dopo l'apertura della procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, la legge non è stata finora modificata. Peraltro, con lettera del 5 dicembre 1988, il ministro greco della cultura informava la Commissione di aver incaricato un comitato di esperti di redigere un disegno di legge di modifica che avrebbe sottoposto al Parlamento entro il mese di febbraio 1989. Finora nessun disegno di legge è stato comunicato alla Commissione.
IV
Nel corso della procedura le autorità greche hanno osservato, con lettera del 9 novembre 1987, che gli aiuti andranno a beneficio dell'arte cinematografica e che, nella fattispecie non sussiste una violazione delle norme comunitarie in quanto nessuna disposizione comunitaria vieta agli Stati membri di aiutare l'arte nazionale.
Il trattato CEE, in particolare le regole di concorrenza e quelle relative alla libera circolazione delle persone, dei servizi e del capitali, si applicano senza eccezione alcuna a qualsiasi attività remunerata, sia essa di carattere economico, culturale, sociale o di altro carattere. La cinematografia in quanto attività remunerata soddisfa le condizioni per l'applicazione del trattato CEE. Del resto, durante il periodo transitorio il Consiglio ha adottato, conformemente ai programmi generali del 18 dicembre 1961, le direttive 63/607/CEE (1), 65/264/CEE (2), 68/369/CEE (3) e 70/451/CEE (4) nel settore cinematografico. In particolare l'articolo 3, paragrafo 2, lettera b) di quest'ultima direttiva prevede, relativamente al produttore, la soppressione della condizione della nazionalità per poter beneficiare del regime di aiuti alla produzione cinematografica.
La Commissione non contesta la valutazione del governo greco secondo la quale, a causa della situazione specifica del cinema - in particolare dell'industria cinematografica di quegli Stati, come la Grecia, nei quali la produzione è quantitativamente minore - gli aiuti di Stato sono essenziali per il mantenimento e lo sviluppo dell'industria cinematografica.
In tale contesto essa potrebbe quindi ritenere opportuno esaminare le misure di aiuto in questione sotto il profilo dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato e delle deroghe da esso previste. Tuttavia, la legge in questione non si limita a garantire un aiuto alla cinematografia greca, ma restringe, senza che ciò sia necessario ai fini dell'aiuto, le possibilità dei cittadini degli altri Stati membri di esercitare l'attività di produttore e di partecipare alla realizzazione dei film sovvenzionati.
Ora, l'azione della Commissione mira a garantire che i cittadini degli altri Stati membri possano pienamente beneficiare della libera circolazione delle persone e della libera prestazione dei servizi. Con ciò non si vuole affatto imporre che l'équipe artistica e tecnica sia composta da cittadini di tutti o di taluni Stati membri. Spetta al produttore e, eventualmente, al realizzatore decidere sulla composizione di tale équipe. La scelta non deve, tuttavia, essere limitata da disposizioni discriminatorie che subordinano la concessione dell'aiuto alla condizione che determinate funzioni siano riservate a cittadini nazionali.
La Commissione rammenta altresì che, nel rispetto delle disposizioni comunitarie, qualunque sostegno alla cinematografia di natura selettiva o automatica può essere subordinato alla condizione che il film sia prodotto in studi e laboratori situati nello Stato che concede l'aiuto.
Peraltro, limitare la libera circolazione delle persone e la libera prestazione dei servizi ai soli film che non beneficiano di aiuti di Stato significherebbe escludere la maggiorparte della produzione cinematografica nazionale dal campo d'applicazione del trattato.
Per contro, la produzione cinematografica potrebbe consolidarsi di fronte alla concorrenza dei paesi terzi se facesse crescente ricorso - senza limitazioni artificiali da parte delle legislazioni nazionali - alle energie artistiche, intellettuali, tecniche e finanziarie di altri Stati membri.
La Commissione rammenta che l'obbligo di produrre una versione originale del film in greco [articolo 5, paragrafo 1, lettera b)] risponde ad un desiderio legittimo di preservare la lingua nazionale. Nondimeno, in particolare mediante la tecnica della postsincronizzazione, dev'essere permesso a qualsiasi cittadino di uno Stato membro che non conosca la lingua greca di partecipare eventualmente alla realizzazione del film. Qualora questa possibilità non venisse ammessa, l'obbligo di girare un film in lingua greca costituirebbe una nuova discriminazione, indiretta o non apparente, contraria al trattato.
Qualora l'articolo 5 della legge in oggetto venisse modificato secondo i criteri succitati, il sostegno previsto dall'articolo 7, paragrafo 3, i premi di qualità e le menzioni di qualità (articolo 8), nonché i prestiti e finanziamenti delle banche alla produzione di film greci (articolo 10) diventerebbero compatibili con il mercato comune. Affinché l'aiuto a favore degli esercenti di sale cinematografiche divenga compatibile con il mercato comune, sarebbe necessaria, ove si mantenesse in vigore il sistema della programmazione obbligatoria, l'equiparazione dei film degli altri Stati membri ai film greci. La necessità di tale equiparazione era già sottolineata nella direttiva 63/607/CEE del Consiglio, in particolare nell'articolo 5,
Inoltre, il regime di sostegno selettivo previsto dall'articolo 17 può essere basato, nel rispetto del diritto comunitario, su criteri di valutazione culturale e artistica. Tuttavia, l'ammissione all'aiuto non può essere soggetta alle condizioni - attualmente previste dall'articolo 5 - relative alla nazionalità greca del produttore o alla partecipazione al film di un certo numero di cittadini greci. Se un legislatore nazionale ritiene che una forma di aiuti debba rispondere a condizioni che siano nello stesso tempo d'ordine culturale e quantitativo, per quest'ultimo aspetto i cittadini degli altri Stati membri debbono essere pienamente equiparati ai cittadini nazionali.
Non soltanto tali discriminazioni sulla base della nazionalità non debbono figurare in maniera più o meno esplicita nei testi legislativi e nelle misure di applicazione, ma non debbono neanche costituire un criterio applicato nella pratica all'atto della concessione di aiuti.
V
Tenuto conto delle considerazioni che precedono relativamente alla legge n. 1597/1986, del 12 maggio 1986, la Commissione è giunta alle seguenti conclusioni:
a) la legge in oggetto è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE per il fatto che la concessione degli aiuti è subordinata a condizioni relative alla nazionalità incompatibili con gli articoli 7, 48, 52 e 59 del trattato CEE;
b) tenuto conto della gravità delle restrizioni di cui trattasi, le disposizioni della suddetta legge debbono essere modificate entro un termine molto breve, ossia entro il 15 maggio 1989; al di là di tale termine, nessun aiuto potrà essere concesso qualora le restrizioni suddette non siano state eliminate;
c) tenuto conto del carattere tassativo degli obblighi derivanti dagli articoli 7, 48, 52 e 59 del trattato, qualsiasi aiuto eventualmente concesso successivamente alla data del 15 maggio 1989 secondo le modalità discriminatorie introdotte dalla suddetta legge è illegittimo e deve pertanto essere soppresso mediante recupero,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Il regime di aiuti alla cinematografia introdotto dalla legge n. 1597/1986, del 12 maggio 1986, è incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE per il fatto che la concessione degli aiuti è subordinata a condizioni relative alla nazionalità incompatibili con gli articoli 7, 48, 52 e 59 del trattato CEE.
2. Il governo ellenico è tenuto a modificare entro il 15 maggio 1989, il regime di aiuti di cui al paragrafo 1, al fine di eliminare le restrizioni fondate sulla nazionalità.
Al di là di tale termine nessun aiuto potrà essere concesso qualora le restrizioni di cui trattasi non siano state eliminate.
3. Qualora il governo ellenico non dovesse conformarsi agli obblighi derivanti dal paragrafo 2, gli aiuti eventualmente concessi successivamente alla alla data del 15 maggio 1989 saranno illegittimi e dovranno essere soppressi mediante il recupero.
Articolo 2
Il governo ellenico comunica alla Commissione le misure prese per conformarsi alla presente decisione entro il 15 maggio 1989.
Articolo 3
La Repubblica ellenica è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 21 dicembre 1988.

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