Document ID: 31994R0643

REGOLAMENTO (CE) N. 643/94 DEL CONSIGLIO del 21 marzo 1994 che modifica il regolamento (CEE) n. 3068/92 per quanto riguarda i dazi antidumping definitivi sulle importazioni di cloruro di potassio originario della Repubblica di Belarus, della Federazione Russa e dell'Ucraina
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1) (in seguito denominato « il regolamento di base »), in particolare l'articolo 14,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo, a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
I. PROCEDURA PRECEDENTE (1) Con il regolamento (CEE) n. 3068/92 (2) il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cloruro di potassio originario della Belarus, della Russia e dell'Ucraina e classificato ai codici NC 3104 20 10, 3104 20 50 e 3104 20 90. Il dazio è pari alla differenza tra un prezzo minimo fisso e il prezzo netto franco frontiera comunitaria, prima dello sdoganamento, del prodotto in questione.
II. RIESAME (2) Con un avviso pubblicato il 26 giugno 1993 (3) la Commissione, previa consultazione del comitato consultivo e ai sensi dell'articolo 14 del regolamento di base, ha avviato il riesame del regolamento (CEE) n. 3068/92 (in seguito denominato « il regolamento soggetto al riesame »). Dalle informazioni comunicate alla Commissione risultava che dopo l'istituzione delle misure definitive la situazione in Belarus, in Russia e in Ucraina aveva avuto sviluppi rilevanti, in seguito al processo di decentramento dall'ex Unione Sovietica. Erano stati tra l'altro introdotti sistemi di commercializzazione autonomi per quanto riguarda il cloruro di potassio ed erano stati aperti nuovi canali d'esportazione.
Nello stesso tempo la Commissione aveva ricevuto informazioni contrastanti sull'efficacia delle misure antidumping in forma di dazio variabile.
(3) La Commissione ha debitamente informato i produttori, gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori e i denuncianti e ha dato alle parti direttamente interessate l'opportunità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere audizioni. I rappresentanti dei paesi esportatori, l'industria comunitaria e due importatori nella Comunità hanno comunicato le loro osservazioni. Tutte le parti che ne hanno fatto richiesta sono state sentite.
I rappresentanti dell'Ucraina hanno affermato che il dazio antidumping istituto sulle importazioni di cloruro di potassio originario dell'Ucraina doveva essere abrogato, poiché in tale paese non era effettuata alcuna produzione. Dalle statistiche doganali ufficiali, basate sulle dichiarazioni doganali alla frontiera comunitaria, risulta tuttavia che nel periodo dell'inchiesta era stato importato nella Comunità un quantitativo sostanziale di cloruro di potassio originario dell'Ucraina. In tali circostanze e per evitare qualsiasi possibilità di discriminazione o di elusione, le importazioni di cloruro di potassio originario dell'Ucraina non devono essere escluse dal presente riesame.
(4) La Commissione ha inviato questionari alle parti notoriamente interessate e ha ricevuto informazioni particolareggiate soltanto dall'industria comunitaria e da alcuni importatori della Comunità. Occorre rilevare che nessun produttore o esportatore dei paesi interessati ha collaborato all'inchiesta della Commissione. Un importatore collegato, la società Ferchimex, un esportatore e alcuni produttori della Russia e della Belarus hanno inoltre comunicato alla Commissione di non avere intenzione di partecipare all'inchiesta.
(5) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione del dumping e del pregiudizio. Le informazioni comunicate sono state controllate presso le sedi delle seguenti società:
i) Produttori comunitari
- Société Commerciale des Potasses et de l'Azote (SCPA), Francia
- Mines des Potasses d'Alsace (MPDA), Francia
- Kali und Salz (4), Germania
- Mitteldeutsche Kali (1), Germania
- Comercial de Potasas (Coposa), Spagna
- Potasas del Llobregat, Spagna
- Suria K, Spagna
- Potasas de Subiza, Spagna
- Cleveland Potash Limited, Regno Unito
ii) Importatori e operatori commerciali
Importatori non collegati
FESA, Spagna
Importatori collegati
Soquimes, Spagna
Operatori commerciali
Potash Limited, Regno Unito
Potash Continental, Regno Unito
Ameropa, Francia
(6) Le parti che ne hanno fatto richiesta sono state informate per iscritto dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi definitivi e la riscossione definitiva degli importi garantiti a titolo di dazio provvisorio. È stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti potevano comunicare le loro osservazioni sulle informazioni ricevute.
Le osservazioni presentate dalle parti per iscritto e oralmente sono state prese in considerazione e le risultanze della Commissione sono state opportunamente modificate.
(7) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo 1o giugno 1992 - 31 maggio 1993 (periodo dell'inchiesta).
III. PRODOTTO IN ESAME, PRODOTTO SIMILE E INDUSTRIA COMUNITARIA a) Descrizione del prodotto
(8) Il prodotto in esame è identico a quello descritto nel regolamento soggetto al riesame.
Il prodotto è il cloruro di potassio, generalmente utilizzato come fertilizzante nell'agricoltura. Il tenore di potassio è variabile ed è espresso in percentuale di K2O del peso del prodotto anidro allo stato secco. I tre principali tipi del prodotto sono:
- cloruro di potassio con un tenore di K2O inferiore o pari al 40 %, di cui al codice NC 3104 20 10;
- cloruro di potassio con un tenore di K2O superiore al 40 % e inferiore o pari al 62 %, di cui al codice NC 3104 20 50;
- cloruro di potassio con un tenore di K2O superiore al 62 %, di cui al codice NC 3104 20 90.
I tipi suddetti si riferiscono a tre qualità di un unico prodotto, disponibile in polvere o in forma granulare, senza differenze sostanziali in termini di caratteristiche fisiche di base, applicazioni o impieghi.
b) Prodotto simile
(9) La Commissione ha stabilito che le conclusioni del regolamento soggetto al riesame sono tuttora valide e che il cloruro di potassio fabbricato nella Comunità e in Canada è un prodotto simile a quello esportato dalla Belarus, dalla Russia e dall'Ucraina nella Comunità.
IV. DUMPING a) Valore normale
1. Paese di riferimento
(10) Dato che la Belarus, la Russia e l'Ucraina non sono paesi ad economia di mercato, il valore normale doveva essere stabilito in funzione delle informazioni ottenute in un paese terzo ad economia di mercato, ovvero in un paese analogo, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base. A tal fine l'industria comunitaria ricorrente ha proposto di stabilire il valore normale in base alle informazioni ottenute in Canada.
(11) Dopo aver esaminato la proposta dell'industria comunitaria ricorrente, la Commissione ha concluso che il Canada era un paese di riferimento appropriato per i seguenti motivi:
- il Canada è notoriamente il principale produttore mondiale di cloruro di potassio e presenta analogie rilevanti con i paesi in questione in termini di processo produttivo e di condizioni di accesso alle materie prime;
- i prezzi sul mercato canadese sono determinati da normali forze di mercato, dato il livello della domanda e il numero di produttori in concorrenza tra loro;
- dal confronto tra il volume delle esportazioni del Canada nella Comunità e il volume in base al quale è stato calcolato il valore normale risulta che le vendite di cloruro di potassio sul mercato interno erano effettuate in quantitativi sufficienti ai fini del calcolo del valore normale.
2. Valore normale
(12) L'unico produttore che ha accettato di collaborare è la società Potash Company of Canada Limited, con sede a Toronto. La Commissione ha controllato i dati forniti dal produttore e dalla società mineraria affiliata.
(13) Per stabilire se, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5, lettera a), punto i) del regolamento di base, il valore normale poteva essere determinato in base ai prezzi ai quali il cloruro di potassio era effettivamente venduto al consumo in Canada sul mercato interno, la Commissione ha confrontato tali prezzi con i costi di produzione per verificare se nel corso di normali operazioni commerciali venisse realizzato un profitto adeguato. Quando ha esaminato i costi di produzione della società in questione la Commissione ha rilevato che erano stati aggiunti importi figurativi corrispondenti all'eccezionale ammortamento derivante dal recente cambiamento di proprietà e dagli oneri finanziari che il produttore avrebbe dovuto sostenere. Poiché tuttavia questi costi supplementari non sono stati sostenuti nel corso di normali operazioni commerciali, è stato concluso che non era opportuno attribuire tali costi eccezionali, senza alcun adeguamento, ai produttori della Belarus, della Russia e dell'Ucraina. I costi in questione sono stati quindi detratti per calcolare i costi di produzione effettivi del cloruro di potassio canadese venduto sul mercato interno. Dopo la detrazione è stato accertato che i prezzi applicati dal produttore per le vendite sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali erano sufficienti per compensare tutti i costi adeguatamente ripartiti e per ottenere un normale margine di profitto.
(14) In tali circostanze il valore normale è stato stabilito in base alla media ponderata del prezzo netto del prodotto simile venduto al consumo in Canada, poiché, per i tipi di prodotto presi in esame, le vendite sul mercato interno erano effettuate in quantitativi sufficienti, rispetto alle vendite all'esportazione, per essere considerate rappresentative.
b) Prezzo all'esportazione
(15) Benché la Commissione abbia tentato di ottenere informazioni, gli esportatori presumibilmente interessati della Belarus, della Russia e dell'Ucraina hanno rifiutato di collaborare all'inchiesta. Non è stato inoltre possibile utilizzare le informazioni ricevute dagli importatori per stabilire un prezzo all'esportazione attendibile, poiché i quantitativi fatturati erano troppo scarsi per essere considerati rappresentativi oppure il prodotto era stato acquistato attraverso operatori che hanno rifiutato di collaborare oppure l'importatore era collegato ad un produttore dei paesi interessati che non ha collaborato.
La Commissione, nella ricerca delle informazioni necessarie per stabilire il prezzo all'esportazione, ha inoltre ricevuto da fonti diverse elementi attendibili indicanti che esistevano divergenze tra i prezzi applicati sul mercato comunitario e il prezzo minimo istituito dal regolamento soggetto al riesame. Non si poteva quindi ignorare la possibilità dell'elusione dei prezzi minimi. Pertanto la Commissione non poteva fare affidamento sui dati statistici disponibili relativi al valore oppure ai quantitativi delle importazioni del prodotto in questione.
(16) Tuttavia, anche per il carattere del presente riesame, che si propone, fra le altre cose, di esaminare l'adeguatezza dell'entità e del tipo di dazio antidumping al fine di evitare che importazioni in dumping possono causare pregiudizio, e per il fatto che il dazio a tutt'oggi applicato è un dazio con prezzo minimo, non è stato ritenuto necessario stabilire l'attuale ammontare dei prezzi di esportazione. È stato solo ritenuto necessario valutare quale sarebbe stato l'ammontare dei prezzi di esportazione, in assenza di dazi protettivi. A questo proposito, si è ritenuto, in mancanza di cooperazione da parte dei produttori nei relativi paesi di esportazione, che i prezzi di esportazione dovessero tener conto dello stesso rapporto percentuale esistente fra il prezzo sul mercato comunitario ed i prezzi all'esportazione, come rilevati nel corso dell'inchiesta originaria. Poiché i prezzi nel mercato comunitario non sarebbero più bassi in assenza delle misure ora in vigore, questo metodo non conduce ad una sottovalutazione dei prezzi d'esportazione, che si avrebbero in assenza dei dazi. Occorre rilevare che, poiché con le informazioni disponibili non era possibile distinguere i prezzi all'esportazione secondo i singoli paesi, il prezzo all'esportazione è stato stabilito in base agli stessi elementi, allo stadio franco frontiera nazionale, per Belarus, Russia e Ucraina.
c) Confronto
(17) Il valore normale è stato confrontato con i prezzi all'esportazione allo stadio franco frontiera nazionale, prendendo in esame le singole transazioni. Ai fini di un equo confronto sono stati applicati adeguamenti per tener conto di differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, quali le differenze inerenti alle spese di vendita, in particolare per quanto riguarda le condizioni di credito, nonché ai costi di trasporto assicurazione e movimentazione e all'imballaggio.
d) Margine di dumping
(18) Dal confronto è emersa l'esistenza di pratiche di dumping, con margini pari all'importo di cui il valore normale, stabilito con il metodo suesposto, superava il prezzo all'esportazione nella Comunità. Per i motivi enunciati nei punti 10 e 16, con le informazioni di cui disponeva la Commissione per stabilire il prezzo all'esportazione non era possibile effettuare una distinzione secondo i paesi interessati. Per i tre paesi esportatori è stato quindi stabilito un unico margine di dumping.
La media ponderata del margine di dumping per i paesi interessati, espressa in percentuale del prezzo netto, franco frontiera comunitaria, prima dello sdoganamento, è del 46 %. Il Consiglio conferma questa conclusione e le risultanze della Commissione sulle quali si basa la determinazione del margine di dumping.
V. PREGIUDIZIO (19) Conformemente all'articolo 14 del regolamento di base, l'inchiesta intendeva stabilire la portata di eventuali modifiche delle circostanze stabilite dal regolamento soggetto al riesame (periodo 1986-1990) per quanto riguarda il comportamento degli esportatori sul mercato comunitario oppure la situazione dell'industria comunitaria nel periodo successivo, indipendentemente dalle misure antidumping in vigore.
a) Industria comunitaria
(20) Per verificare se i produttori comunitari rappresentavano una parte sostanziale della produzione comunitaria complessiva di cloruro di potassio, la Commissione ha tenuto conto del fatto che un produttore situato nella parte orientale della Germania è diventato parte dell'industria denunciante dopo l'unificazione tedesca. I produttori comunitari rappresentano di conseguenza tutta la produzione comunitaria di cloruro di potassio.
(21) È stato inoltre riscontrato che due produttori comunitari avevano importato il prodotto oggetto di dumping attraverso società affiliate. La Commissione doveva quindi stabilire se questi produttori dovessero essere esclusi dall'industria comunitaria, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di base.
(22) A questo proposito, secondo la prassi normalmente seguita dalle istituzioni comunitarie, l'esclusione di tali produttori deve essere decisa caso per caso, in base a criteri equi e ragionevoli e prendendo in considerazione tutti gli aspetti giuridici ed economici pertinenti. In diversi casi le istituzioni hanno concluso che l'esclusione è giustificata quando i produttori nella Comunità hanno partecipato alle pratiche di dumping e non ne hanno subito le conseguenze oppure quando ne hanno beneficiato indebitamente.
(23) Nel caso di specie la Commissione ha ritenuto che i produttori che hanno effettuato le importazioni, essendo indipendenti dagli esportatori interessati, non abbiano partecipato alle pratiche di dumping. Il volume delle importazioni di ciascun produttore nel periodo dell'inchiesta non costituisce inoltre una parte significativa delle rispettive vendite complessive realizzate nello stesso periodo nella Comunità. Un volume talmente limitato di importazioni non era quindi sufficiente per proteggere i produttori in questione dalle conseguenze delle pratiche di dumping, né poteva offrire vantaggi sostanziali. In realtà, i vantaggi minori che questi produttori possono aver ottenuto dalle importazioni sono ampiamente compensati dalle conseguenze negative delle pratiche di dumping.
(24) Alla luce di quanto precede, è stato concluso che non vi sono motivi per escludere alcun produttore denunciante dalla definizione di industria comunitaria.
b) Cumulo
(25) Per valutare l'incidenza delle importazioni oggetto di dumping sull'industria comunitaria, occorre verificare in primo luogo se debba essere ancora applicato il metodo seguito per determinare le misure soggette al riesame, ovvero il cumulo di tutte le importazioni originarie dei paesi sottoposti all'inchiesta.
Per stabilire se fosse appropriato cumulare le importazioni dai tre paesi interessati, è stato osservato che il cloruro di potassio importato da ciascun paese era simile sotto tutti gli aspetti e intercambiabile. Le importazioni in questione sono in concorrenza tra loro e con il prodotto simile fabbricato dall'industria comunitaria. La determinazione dei prezzi applicati nella Comunità per i prodotti provenienti dai singoli paesi non presentava inoltre differenze di rilievo e il volume delle importazioni oggetto di dumping da ciascun paese non poteva essere considerato trascurabile.
È stato pertanto concluso che esistono motivi sufficienti per cumulare le importazioni oggetto di dumping dei paesi interessati.
c) Pregiudizio
(26) La Commissione ha elaborato le seguenti risultanze, in base all'esame dei fatti relativi al periodo compreso tra il 1990, l'ultimo anno preso in considerazione nel regolamento soggetto al riesame, e il maggio 1993.
1. Consumo nella Comunità, volume e prezzi delle importazioni oggetto di dumping
(27) Il consumo nella Comunità è sceso da 4,5 milioni di tonnellate a 3,9 milioni di tonnellate, con un calo del 14 %. Le importazioni oggetto di dumping sono diminuite in misura corrispondente e quindi la loro quota di mercato è rimasta praticamente allo stesso livello, pari a circa il 12 %.
(28) In mancanza di qualsiasi forma di collaborazione da parte degli esportatori e in considerazione del fatto che gli importatori non hanno fornito informazioni adeguate e rappresentative, la Commissione non ha potuto calcolare la sottoquotazione dei prezzi. La Commissione ha tuttavia ricevuto da diverse fonti attendibili elementi indicanti che i prezzi di vendita delle importazioni oggetto di dumping nella Comunità erano sensibilmente inferiori ai prezzi del potassio venduto dall'industria comunitaria e, in misura ancora maggiore, al prezzo minimo fissato dal regolamento soggetto al riesame.
2. Situazione dell'industria comunitaria
a) Produzione, capacità coefficiente di utilizzazione degli impianti
(29) La produzione comunitaria è scesa da 5,5 milioni di tonnellate a 4,5 milioni di tonnellate, con una flessione del 18 %. Dato che la capacità di produzione è rimasta praticamente stabile a 6,5 milioni di tonnellate, il coefficiente di utilizzazione degli impianti è sceso dall'84 % al 70 %.
b) Vendite e quota di mercato
(30) Il volume delle vendite di cloruro di potassio realizzate dall'industria comunitaria sul mercato della Comunità è sceso da 3,4 milioni di tonnellate a 2,8 milioni di tonnellate, con un calo del 18 %, mentre la quota di mercato è diminuita dal 74,9 % al 73,5 %.
c) Prezzi
(31) L'industria comunitaria, anche dopo l'istituzione di misure di difesa a norma del regolamento soggetto al riesame, non ha potuto aumentare i prezzi e ha subito un'ulteriore riduzione dei prezzi di vendita.
d) Redditività
(32) L'industria comunitaria non ha potuto risanare la propria situazione finanziaria dopo le perdite subite in passato. Le perdite, chiaramente collegate al calo dei prezzi di vendita e alle conseguenze negative della diminuzione del coefficiente di utilizzazione degli impianti sulla ripartizione dei costi fissi, sono rimaste ad un livello elevato e al termine del periodo in esame hanno raggiunto il 26 %.
e) Occupazione
(33) Occorre rilevare che l'industria del potassio, in quanto comprende l'attività di estrazione mineraria, implica un uso intensivo del lavoro. Nel periodo in esame è stata riscontrata una netta e costante riduzione della forza lavoro.
3. Conclusione
(34) Alla luce di quanto precede appare evidente che, mentre nel regolamento soggetto al riesame è stata stabilita l'esistenza di un pregiudizio sostanziale per il periodo 1986-1990, dall'esame dei fatti risulta che il pregiudizio sostanziale permaneva nel successivo periodo compreso tra il 1990 e maggio 1993. La situazione dell'industria comunitaria è infatti peggiorata, nonostante l'istituzione di misure di difesa nel 1992. Il deterioramento si manifesta, tra l'altro, con l'ulteriore diminuzione dei prezzi e il recente aggravamento delle perdite.
Il Consiglio conferma queste osservazioni e conclude che il pregiudizio stabilito dal regolamento soggetto al riesame, invece di scomparire, è ancora peggiorato.
f) Nesso causale
(35) Per stabilire se vi sono state modifiche riguardo al nesso causale stabilito dal regolamento soggetto al riesame tra le importazioni oggetto di dumping dalla Belarus, dalla Russia e dall'Ucraina e il pregiudizio sostanziale, la Commissione ha esaminato gli sviluppi successivi al precedente periodo dell'inchiesta, che si è concluso nel 1990. Da allora la situazione è rimasta identica a quella descritta nel regolamento soggetto al riesame, in quanto i mediocri risultati dell'industria comunitaria coincidevano ancora con una quota di mercato invariata delle importazioni oggetto di dumping e con la persistente sottoquotazione dei relativi prezzi.
g) Incidenza di altri fattori
(36) È stato inoltre esaminato se l'esistenza e il successivo peggioramento del pregiudizio sostanziale potessero essere attribuite all'incidenza di altri fattori, quali importazioni da altre fonti, contrazione della domanda o problemi di gestione interna dell'industria comunitaria.
Per quanto riguarda l'incidenza di altre importazioni, è stato accertato che la quota di mercato corrispondente è rimasta relativamente stabile nel periodo in esame, mentre dalle informazioni di cui dispone la Commissione risultava che il livello dei prezzi di tali importazioni non era tale da provocare pregiudizio all'industria comunitaria. Quanto alla contrazione della domanda e alla gestione dell'industria comunitaria, la Commissione non ha trovato elementi di prova indicanti che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria potesse essere attribuito ad uno di tali fattori.
La Commissione conclude pertanto che le importazioni oggetto di dumping dalla Belarus, dalla Russia e dall'Ucraina, considerate isolatamente, hanno provocato un pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria.
(37) Il Consiglio conferma questa conclusione.
VI. INTERESSE DELLA COMUNITÀ (38) La Commissione ha considerato che le conclusioni sull'interesse della Comunità esposte nel regolamento soggetto al riesame debbano rimanere immutate, poiché l'evoluzione dei fatti sui quali si basavano tali conclusioni nel periodo successivo ha ulteriormente rafforzato le ragioni che giustificano l'istituzione di misure di difesa.
(39) Infatti, oltre alla necessità di eliminare le distorsioni delle pratiche commerciali, nell'interesse fondamentale della Comunità, nella fattispecie occorre ricordare che si sono recentemente aggravati i rischi per migliaia di posti di lavoro in un settore in crisi e che la situazione finanziaria dell'industria comunitaria è diventata ancora più precaria.
(40) In tali circostanze, nell'interesse della Comunità le misure di difesa devono essere mantenute ed adeguate alle risultanze elaborate nel presente riesame. Dato che tali risultanze mettono in evidenza l'aumento del margine di dumping e un ulteriore aggravamento del pregiudizio, nell'interesse della Comunità è necessario modificare le misure in vigore.
VII. DAZIO (41) Per adeguare le misure in vigore in seguito alla modifica delle circostanze e per evitare un nuovo pregiudizio, la Commissione ha tenuto conto del fatto che il pregiudizio si manifestava, tra l'altro, con un livello eccessivamente basso dei prezzi e con l'impossibilità di applicare aumenti, nonché con la mancanza di redditività e con perdite finanziarie. Per eliminare tale pregiudizio è quindi necessario che l'industria comunitaria possa aumentare i prezzi in misura sufficiente per realizzare profitti, senza subire un calo delle vendite. Per calcolare gli aumenti dei prezzi necessari, la Commissione ha deciso di confrontare i prezzi d'esportazione delle importazioni oggetto di dumping, come enunciato nel punto 16, con i prezzi di vendita calcolati in funzione dei costi di produzione dell'industria comunitaria, ai quali è stato aggiunto un adeguato margine di profitto.
A tal fine la Commissione ha utilizzato la media del costo effettivo di produzione dell'industria comunitaria e un margine di profitto del 9 %, ritenuto necessario affinché il settore in questione possa operare efficacemente.
La differenza tra questi due prezzi, espressa in media ponderata e in percentuale del prezzo netto franco frontiera comunitaria, prima dello sdoganamento, rappresenta la soglia di pregiudizio, che è superiore al margine di dumping accertato. L'aliquota del dazio da istituire deve quindi essere pari al margine di dumping.
(42) In considerazione dei fondati indizi dell'avvenuta elusione del precedente dazio con prezzo minimo e della possibilità di effettuare degli accordi di compensazione in questo settore, è necessario istituire un dazio pari ad un importo fisso per tonnellata di cloruro di potassio importato corrispondente al margine di dumping calcolato nel modo sopra descritto. Inoltre si ritiene che, in considerazione del notevole eccesso di capacità produttiva per il cloruro di potassio nei paesi esportatori interessati, la mancanza di acquirenti sul mercato domestico e la conseguente disponibilità di grandi quantità per l'esportazione e, data l'attrattiva del mercato comunitario rispetto agli altri mercati, grazie all'alto livello dei prezzi e del potere d'acquisto degli utilizzatori, la sua vicinanza e la disponibilità di una infrastruttura di trasporto molto sviluppata, esiste la possibilità che gli esportatori reagiscano all'imposizione di questo dazio riducendo ulteriormente i loro prezzi all'esportazione. Questo pericolo è aggravato dal fatto che le esportazioni potrebbero diventare in primo luogo disponibili a prezzi molto bassi a causa dei problemi di valuta nei paesi esportatori interessati, e in secondo luogo la prevalenza di contratti di approvvigionamento a lungo termine nella Comunità possono rendere l'offerta di clororo di potassio agli utilizzatori comunitari a prezzi molto bassi attraenti per gli esportatori. Per prevenire tale aumento del dumping, si ritiene anche necessario fare in modo che, se il prezzo del prodotto importato dovesse scendere al di sotto del prezzo minimo stabilito sulla base del valore normale, il dazio da istituire debba essere la differenza tra il prezzo all'importazione e il prezzo minimo. Tale sistema si giustifica in considerazione dell'evidente rischio di aumento del margine di dumping,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il testo dell'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 3068/92 è sostituito dal testo seguente:
« Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cloruro di potassio (KCl) di cui ai codici NC 3104 20 10, 3104 20 50, 3104 20 90, originario della Repubblica di Belarus, della Federazione Russa e dell'Ucraina.
2. Il dazio è pari all'importo fisso per tonnellata di KCl qui di seguito indicato per tipo e qualità oppure alla differenza tra i prezzi sottoindicati e il prezzo netto franco frontiera comunitaria per tonnellata di KCl, prima dello sdoganamento, per il tipo e la qualità corrispondenti, qualora tale differenza sia superiore all'importo fisso:
inferiore o pari al 40 %: 24,19 ECU 76,79 ECU 3104 20 10 * - qualità standard (in polvere) - qualità granulare (in grani) 27,37 ECU 86,91 ECU 3104 20 10 * superiore al 40 % e inferiore o pari al 62 %: 36,28 ECU 115,19 ECU 3104 20 50 * - qualità standard (in polvere) - qualità granulare (in grani) 41,06 ECU 130,36 ECU 3104 20 50 * superiore al 62 %: 44,13 ECU 137,28 ECU - qualità standard (in polvere)
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali. »
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 21 marzo 1994.

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