Document ID: 31987R1361

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REGOLAMENTO (CEE) N. 1361/87 DELLA COMMISSIONE
del 18 maggio 1987
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio originario del Brasile
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,
previa consultazione in seno al comitato consultivo istituito dal regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) In data 30 settembre 1986, la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dal comitato di collegamento dei produttori di ferroleghe della Comunità economica europea a nome dei produttori francesi, italiani, portoghesi, spagnoli e tedeschi di ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio, che insieme coprono quasi l'intera fabbricazione comunitaria del prodotto in questione. La denuncia conteneva prove dell'esistenza di dumping e del pregiudizio che ne risultava ritenute sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura. Di conseguenza, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'apertura di una procedura antidumping riguardante le importazioni nella Comunità di ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio delle sottovoci 73.02 G e 28.57 D della tariffa doganale comune, corrispondenti ai codici Nimexe ex 73.02-98 (ora ex 73.02-99) ed ex 28.57-40, originario del Brasile, e ha dato inizio ad un'inchiesta.
La procedura verte sul ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio con un tenore in calcio compreso tra il 28 % e il 35 % e un tenore in ferro fino all'8 %, in grumi o in polvere.
(2) La Commissione ha ufficialmente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore nonché i ricorrenti, offrendo alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di essere intese.
(3) La maggior parte dei produttori noti, due esportatori e due importatori, hanno comunicato per iscritto le loro osservazioni. Alcune di queste ditte hanno poi chiesto e ottenuto di essere intese. Un produttore portoghese, la Comanhia portuguesa de fornos electricos sarl, ha sospeso la produzione dopo l'avvio della procedura e pertanto non ha collaborato all'indagine. Ne consegue che questo fabbricante non è più stato preso in considerazione ai fini dell'inchiesta.
(4) Da parte degli acquirenti comunitari di silico-calcio/siliciuro di calcio o per loro conto, non sono state formulate osservazioni.
(5) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni che ha ritenuto necessarie per una conclusione preliminare e ha svolto inchieste in loco presso i seguenti:
Fabbricanti comunitari:
Pechiney Electrométallurgie, Parigi, Francia,
SKW Trostberg Aktiengesellschaft, Trostberg, Germania;
Fabbricanti/esportatori brasiliani:
Bozel Mineração e Ferroligas SA, San Paolo,
Eletrometalur SA Industria e Comércio, Belo Horizonte;
Importatore comunitario:
Hofflinghouse & Co (UK) Ltd, Londra, Regno Unito.
La Commissione ha chiesto e ricevuto osservazioni scritte e dettagliate dai fabbricanti comunitari ricorrenti, dagli esportatori nonché dall'importatore, e ha provveduto a verificare per quanto necessario, le informazioni ivi contenute.
L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping investe il periodo compreso tra il 1o gennaio 1986 e il 30 settembre dello stesso anno.
B. Valore normale
(6) In via provvisoria il valore normale è stato determinato in base ai prezzi praticati sul mercato interno dai fabbricanti che hanno effettuato esportazioni nella Comunità e che hanno fornito elementi di prova sufficienti. Dato che i prezzi di vendita sul mercato brasiliano sono fissati in funzione di granuli di dimensioni particolari, sulla scorta dei prezzi per quelle presentazioni sono stati determinati valori normali differenti.
C. Prezzo all'esportazione
(7) I prezzi all'esportazione sono stati stabiliti in base ai prezzi realmente pagati o pagabili per il prodotto venduto ai fini dell'esportazione nella Comunità.
D. Confronto
(8) Nel confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione la Commissione ha tenuto conto, ove necessario, delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi. Gli esportatori hanno sostenuto e potuto dimostrare l'esistenza di differenze del genere in ordine a termini di pagamento, tasse, costi per trasporto e imballaggio, nonché commissioni corrisposte a terzi. Oltre a ciò un esportatore ha affermato che una specifica presentazione del prodotto, nella fattispecie una polvere, sul mercato nazionale veniva venduta in una composizione granulare, che di conseguenza presentava caratteristiche fisiche diverse dal prodotto esportato nella Comunità. I dati sui prezzi interni praticati in Brasile non erano disponibili, giacché la varietà esportata non viene venduta in quel paese, ma la Commissione si ritiene soddisfatta della dimostrazione fornita circa le differenze di costo inerenti ai diversi procedimenti di fabbricazione per le due forme del prodotto. Di consequenza, è stata ammessa una ponderazione per tener conto delle differenze nelle caratteristiche fisiche.
Tutti i raffronti sono stati operati al livello franco fabbrica.
E. Margini
(9) Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping da parte di un unico esportatore: Bozel Mineração e Ferroligas SA. I margini di dumping equivalgono di cui il valore normale stabilito supera i prezzi all'esportazione nella Comunità.
Questi margini variano a seconda della forma granulare del prodotto in questione. Nel determinare il margine globale di dumping si è tenuto debito conto del fatto che non tutti i quantitativi del prodotto esportati nella Comunità sono stati immessi in libera circolazione nella stessa durante il periodo di indagine. Se rapportato ai quantitativi realmente immessi in libera circolazione nella Comunità, il margine di dumping effettivo è pari al 16,52 %.
F. Pregiudizio
(10) Dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione, le importazioni nella Comunità dal Brasile di ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio sono salite da un livello praticamente nullo nel 1983 e nel 1984 a 1 490 t nel 1985 e 2 256 t nei primi nove mesi del 1986, di modo che l'aliquota di mercato detenuta dal paese esortatore nello stesso periodo è passata dallo 0 % all'incirca al 6,4 % e poi al 15,1 %, incremento che sul principale mercato comunitario è balzato addirittura dallo 0 % al 38 % circa. La Commissione ha sottoposto a indagine i prezzi ai quali il prodotto brasiliano importato viene venduto nella Comunità riscontrando che la maggior parte di queste importazioni viene venduta nella Comunità a prezzi inferiori a quelli praticati dall'industria comunitaria di oltre il 18 %.
(11) L'industria comunitaria rispetto alla quale va definita l'incidenza delle importazioni oggetto di dumping è l'intera industria comunitaria produttrice di ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio di cui al punto 1, con l'eccezione del fabbricante portoghese (si veda il punto 3).
Dato che praticamente nella Comunità non si registra alcuna vendita di ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio che non sia originaria della Comunità medesima o del Brasile, le risultanze di cui al punto 10 rispecchiano esattamente l'incidenza delle importazioni sull'industria comunitaria. Nella fattispecie, l'aliquota di mercato detenuta dall'industria comunitaria è scesa dal 100 % all'84,9 % (e al 62 % sul principale mercato comunitario) durante il periodo di riferimento, con una perdita nelle vendite pari ai quantitativi importati.
La Commissione ha indagato inoltre per stabilire le ripercussioni sulla produzione, sul potenziale di sfruttamento e sulle scorte delle importazioni in dumping. È risultato che nel settore delle ferro-leghe generalmente l'industria fabbrica un'ampia gamma di prodotti diversi. Inoltre, nel processo di fabbricazione, solitamente all'interno di una stessa fornace si può passare da un prodotto all'altro con il risultato che, in teoria, tutte le linee di produzione possono essere usate per la fabbricazione di un dato prodotto all'interno dell'intera gamma. In linea di massima, tuttavia, i fabbricanti quantificano la loro produzione in funzione delle ragionevoli prospettive di vendita.
Quantunque in queste condizioni un calo nel volume di vendite implichi un calo nella produzione destinata al mercato comunitario e benché l'uso pianificato di una stessa linea di produzione dovrebbe, a rigor di logica, tradursi in una sottoutilizzazione del potenziale di sfruttamento, la Commissione non ritiene questi rilievi significativi ai fini della sua determinazione del pregiudizio.
Per quel che riguarda le scorte, si è riscontrato che alcuni fabbricanti non ripartiscono uniformemente la loro produzione tra i vari mesi dell'anno, allo scopo di trarre il massimo vantaggio dalle tariffe ridotte per l'erogazione di energia elettrica in determinati periodi dell'anno, di modo che i dati relativi alle scorte risultano influenzati da questa circostanza.
Si è potuto tuttavia accertare che, anteriormente alla metà del 1985, di solito il livello delle scorte era poco elevato, essendo queste ultime destinate a soddisfare ordinazioni previste o già registrate. Le scorte sono aumentate sensibilmente nella seconda metà del 1985 per rimanere relativamente elevate nei primi nove mesi del 1986. Questi aumenti delle scorte seguivano la tendenza delle vendite del prodotto brasiliano (si veda il punto 10) sul mercato comunitario e non erano determinate da alcuna tendenza nei consumi all'interno della Comunità. In misura minore, tuttavia, si ritiene che un altro fattore che contribuisce a spiegare il fenomeno sia una flessione nella domanda per il prodotto in questione a causa del generale declino dell'industria siderurgica, dovuto alla graduale sostituzione dei prodotti siderurgici con altri prodotti.
In termini di occupazione, dai dati disponibili non sono emerse indicazioni significative, giacché l'industria comunitaria fabbrica una varietà di prodotti per la quale la sua manodopera può essere impiegata indifferentemente.
Quanto alla situazione economica dell'industria comunitaria, si è potuto appurare che i due principali fabbricanti hanno subito una notevole erosione della loro redditività nel 1985 e nei primi nove mesi del 1986. I margini di utile dell'uno sono stati più che dimezzati durante questo periodo, rischiando di vanificare i suoi programmi di investimento, mentre l'altro ha realizzato un utile ragionevole nel 1985, subendo però gravi perdite nei primi nove mesi dell'anno successivo.
(12) Gli esportatori brasiliani hanno sostenuto che l'industria comunitaria non può aver subito pregiudizi di sorta dalle importazioni in dumping, giacché i fabbricanti della Comunità hanno rifiutato di rifornire un determinato gruppo di consumatori, vale a dire l'industria di filo con anima incorporata, un prodotto lavorato nel quale il ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio è la componente principale.
La Commissione ammette che di un'asserzione del genere, se dovesse risultare fondata, va tenuto debito conto nell'inchiesta, dato che una circostanza del genere potrebbe influenzare i suoi riscontri sull'esistenza o non di un pregiudizio.
Va tuttavia notato che le affermazioni al riguardo si riferiscono a un periodo compreso tra il secondo semestre 1984 e il primo semestre 1985. La Commissione ha potuto accertarlo nell'ambito della presente procedura antidumping, giungendo alla conclusione provvisoria che - salvo ulteriore riesame - durante il periodo oggetto dell'inchiesta per determinare l'esistenza di dumping i consumatori in questione sono stati riforniti, con un'unica eccezione dovuta a disaccordi sul prezzo d'acquisto.
Gli esportatori hanno sostenuto altresì che i fabbricanti comunitari hanno ostacolato i tentativi dell'industria europea di filo con anima incorporata di ottenere il ferro-silico-calcio/siliciuro siliciuro di calcio tramite intermediari, oltre ad aver tentato di far entrare gli esportatori brasiliani nel loro cartello, cercando di convincerli a sospendere le esportazioni in Europa.
La Commissione parte dal presupposto che una procedura antidumping non possa prefiggersi di imporre o incoraggiare pratiche commerciali restrittive, e che l'avvio di una procedura del genere non tolga a un'impresa il diritto d'invocare gli articoli 85 e 86 del trattato che istituisce la Comunità economica europea.
Di conseguenza, la Commissione potrà eventualmente riesaminare una procedura a norma dell'articolo 14, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2176/84, se e quando verrà riscontrata un'infrazione agli articoli 85 o 86, e se verrà aperta una procedura ai sensi del regolamento n. 17 del Consiglio (1).
(13) La Commissione ha poi esaminato se un pregiudizio sia stato arrecato da fattori diversi, quali un ristagno della domanda. I consumi nella Comunità hanno subito una flessione per i motivi illustrati al precedente punto 11; si è potuto però accertare che questa flessione ha colpito l'industria comunitaria più di quanto non abbia colpito le importazioni oggetto di dumping. Il forte aumento di queste ultime e il livello dei prezzi ai quali esse vengono vendute nella Comunità hanno portato la Commissione alla conclusione che l'incidenza delle importazioni in dumping di ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio originario del Brasile, considerata separatamente, costituisce una causa sostanziale del pregiudizio materiale subito dall'industria comunitaria interessata.
G. Interesse comunitario
(14) È stato sostenuto che non sarebbe nell'interesse della Comunità una situazione in cui i fabbricanti comunitari di filo con anima incorporata, un prodotto nel quale interviene il ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio e che viene fabbricato dai produttori comunitari di ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio oltre che da altre imprese, dovesse dipendere dai suoi stessi concorrenti per la fornitura della materia prima.
La Commissione non ha motivo per credere che i produttori comunitari di filo con anima incorporata rischino di diventare dipendenti dall'industria comunitaria di ferro-silicio-calcio/siliciuro di calcio se le importazioni brasiliane possono offrire loro una fonte alternativa di approvvigionamento, purché i prezzi non formino oggetto di dumping.
(15) Nel considerare gli interessi della Comunità la Commissione ha tenuto altresì conto del fatto che l'industria comunitaria di ferroleghe nel suo complesso sta già subendo la concorrenza di importazioni a basso prezzo, seppure non in dumping, da altri paesi produttori, cosicché non sarebbe certo nell'interesse comunitario permettere una situazione nella quale questa industria si trovi esposta anche a importazioni in dumping.
Alla luce delle gravi difficiltà in cui versa l'industria comunitaria di ferroleghe e in considerazione della sua rilevanza economica e strategica, la Commissione è giunta alla conclusione che sia nell'interesse della Comunità disporre invece provvedimenti appropriati. Onde prevenire un ulteriore pregiudizio nella fase successiva della procedura, questo provvedimento dovrà assumere la forma di un dazio anti-dumping provvisorio.
H. Aliquota del dazio
(16) Dato che dalle risultanze provvisorie non sono emerse pratiche di dumping sulle esportazioni nella Comunità da parte di Eletrometalur SA, non v'è motivo di istituire un dazio antidumping sulle importazioni del prodotto in questione da quella fonte.
(17) Vista l'entità del pregiudizio arrecato, l'aliquota del dazio da istituire nei confronti delle importazioni da altri esportatori deve corrispondere al margine di dumping accertato in via provvisoria, giacché in dazio di entità inferiore non basterebbe a rimuovere il pregiudizio.
Viene fissato un periodo entro il quale le parti interessate potranno rendere note per iscritto le loro osservazioni e chiedere di essere intese,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio delle sottovoci 73.02 G e 28.57 D della tariffa doganale comune, corrispondenti ai codici Nimexe ex 73.02-99 ed ex 28.57-40, originario del Brasile.
2. L'importo netto del dazio è pari a 143 ECU/t.
Il dazio non verrà applicato ai prodotti fabbricati ed esportati da Eletrometalur SA Industria e Comércio.
Ai fini del presente regolamento, il ferro-silico-calcio/siliciuro di calcio è un prodotto con un tenore in calcio compreso tra il 28 % e il 35 % e un tenore in ferro fino all'8 %, in grumi o in polvere.
3. Restano d'applicazione le disposizioni in vigore in materia di dazi.
4. L'immissione in libera circolazione nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1, è soggetta al versamento di una cauzione equivalente all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2176/84, le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere intese dalla Commissione entro il termine di un mese dall'entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 2176/84, esso si applica per un periodo di quattro mesi, sempreché il Consiglio non adotti provvedimenti definitivi prima dello scadere di detto periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 1987.

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