Document ID: 31994D0359

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 21 dicembre 1993 che dichiara la compatibilità con il mercato comune di una concentrazione (Caso n. IV/M.358 - Pilkington-Techint/SIV) Regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (94/359/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese (1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 2,
vista la decisione del 2 settembre 1993, con la quale la Commissione ha avviato il procedimento nel presente caso,
dopo aver dato alle imprese interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni sulle obiezioni sollevate dalla Commissione,
sentito il parere del comitato consultivo in materia di concentrazioni (2),
considerando quanto segue:
I. L'OPERAZIONE NOTIFICATA (1) Il presente caso riguarda il progetto delle società Pilkington plc (Pilkington) e Techint Finanziaria Srl (Techint) di acquisire ciascuna una partecipazione del 50 % nella Società Italiana Vetro Spa (SIV). SIV è una società a integrazione verticale che produce vetro piano e vetro di sicurezza per autoveicoli e le cui unità produttive si trovano principalmente in Italia. La SIV è attualmente di proprietà dello Stato italiano ma è in via di privatizzazione.
Nel corso del procedimento le parti hanno informato la Commissione che subito dopo la realizzazione dell'acquisizione Techint cederà la propria partecipazione del 50 % nella SIV ad una società controllata di nuova costituzione, la Vetrotec Limited, il cui capitale è di proprietà per il 95 % della Techint e per il 5 % della Techint Curaçao NV, a sua volta controllata al 100 % dalla San Faustin NV, la capogruppo della Techint.
II. LE PARTI (2) La società Pilkington, che opera soprattutto nel settore della produzione di vetro piano e vetro di sicurezza per autoveicoli, prodotti per l'isolamento e articoli di ottica, è uno dei principali produttori di vetro piano dell'Europa occidentale ed è anche presente in vari paesi extracomunitari, specialmente negli Stati Uniti.
(3) Techint è la consociata italiana di una conglomerata che opera in Sudamerica, con una forte presenza soprattutto in Argentina. Le principali attività del gruppo sono le seguenti: produzione e trasformazione dell'acciaio, impiantistica e edilizia, ingegneria meccanica, petrolio e gas, servizi ed altre ancora. L'ambito di attività della Techint non si sovrappone a quello della Pilkington né a quello della SIV, società che le parti si propongono di acquistare.
III. DIMENSIONE COMUNITARIA DELL'OPERAZIONE (4) L'operazione prospettata è di dimensione comunitaria. Il fatturato mondiale complessivo della Pilkington per l'esercizio chiuso il 31 marzo 1993 è stato di 3 380,3 Mio di ECU, quello comunitario nello stesso periodo è stato di 1 556,7 Mio di ECU. Il fatturato globale della Techint - calcolato tenendo conto di quello del gruppo San Faustin che controlla la Techint - è stato di [. . .] (3) Mio di ECU per l'esercizio chiuso il 30 giugno 1992, mentre il suo fatturato comunitario nello stesso esercizio è stato di [. . .] Mio di ECU. Il fatturato totale della SIV è stato di 448 Mio di ECU e quello comunitario di 442 Mio di ECU. Solo il gruppo San Faustin realizza due terzi del suo fatturato comunitario in Italia.
IV. IMPRESA COMUNE AVENTE NATURA DI CONCENTRAZIONE Controllo congiunto (5) Una volta portata a termine l'operazione progettata, ciascuna delle parti notificanti possiederà il 50 % del capitale dell'impresa comune (IC). Inoltre, ciascuna delle parti nominerà tre dei sei componenti del consiglio di amministrazione. Per il primo triennio il presidente del consiglio di amministrazione sarà eletto dal consiglio stesso fra i tre amministratori designati dalla Pilkington; per il successivo triennio sarà presidente uno dei tre amministratori designati dalla Techint e così via alternando. Il consiglio di amministrazione elegge l'amministratore delegato della SIV secondo lo stesso schema, iniziando con uno dei tre amministratori designati dalla Techint.
(6) A norma dell'articolo 5 del « Bidding and Shareholders Agreement » (accordo sulle offerte di acquisto e sull'assetto proprietario) occorre il voto favorevole di almeno cinque dei sei amministratori per assumere le decisioni di maggiore rilievo aziendale, come l'approvazione del bilancio di previsione e dei conti annuali, le acquisizioni e le cessioni, la concessione di determinati prestiti ed anticipi, come pure le spese in conto capitale di maggior rilievo e l'accensione di mutui.
Ciascuna delle parti detiene pertanto cospicui poteri di veto, ragion per cui si può concludere che la SIV sarà controllata congiuntamente dalla Pilkington e dalla Techint.
Impresa comune avente tutte le caratteristiche di un'impresa autonoma (7) L'impresa comune opererà come entità economica indipendente ed autonoma. Attualmente essa è una società di proprietà dello Stato, in via di privatizzazione, che svolge tutte le attività di un'impresa. La società produce e vende in Italia e all'estero un'ampia gamma di prodotti di vetro, in primo luogo vetro float, vetro per autoveicoli e vetro per l'edilizia.
Subito dopo aver acquisito le partecipazioni di loro competenza, la Pilkington e la Techint concluderanno con la SIV un accordo per la prestazione, dietro adeguato compenso, di supporto amministrativo, tecnico, commerciale, di distribuzione internazionale e di gestione.
Pilkington concluderà altresì con la SIV un accordo di fornitura con il quale si impegna a fornire alla SIV almeno l'80 % del suo fabbisogno di vetro float qualora la produzione interna di SIV non basti a coprirlo interamente.
Assenza di rischio di coordinamento (8) In ordine al potenziale rischio di un coordinamento del comportamento concorrenziale della Techint e della Pilkington o della Techint e della SIV, è opportuno precisare che la Techint non opera sugli stessi mercati in cui sono presenti la Pilkington e la SIV. Inoltre, poiché la Pilkington è già presente sul mercato comunitario del vetro piano, del vetro di sicurezza e del vetro per autoveicoli, è certo che tale impresa svolgerà un ruolo di primo piano nella direzione delle attività di SIV. Poiché non esistono sovrapposizioni nelle altre attività delle due società fondatrici, è improbabile che dalla costituzione della IC consegua una qualsiasi forma di coordinamento del comportamento concorrenziale della Pilkington e della Techint.
Conclusione (9) Da quanto esposto in precedenza risulta che l'operazione notificata configura una concentrazione avente dimensione comunitaria che ricade sotto il disposto dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 4064/89.
(10) La valutazione che segue si basa sui dati forniti dalle parti e sulle informazioni raccolte dalla Commissione durante l'istruttoria. Nel corso di essa si sono svolte riunioni con i concorrenti e con i clienti delle parti, ai quali sono state altresì inviate richieste scritte di informazioni.
V. COMPATIBILITÀ CON IL MERCATO COMUNE Il mercato del prodotto rilevante e il mercato geografico di riferimento A. I vari tipi di vetro piano
(11) Il vetro float (o vetro semidoppio) è il tipo di vetro piano di gran lunga più diffuso sul mercato, poiché rappresenta oltre il 90 % dell'intera capacità di produzione di vetro piano dei paesi a economia avanzata.
Oltre al float esistono altri tipi di vetro piano, e precisamente: il vetro da lastre, il vetro per vetrate, il vetro armato e il vetro stampato, che vengono fabbricati usando processi radicalmente diversi dal float. Il vetro da lastre e il vetro per vetrate non vengono più fabbricati nell'Europa occidentale a causa della loro bassa qualità e della scarsa domanda. Per quanto questi due tipi di vetro e il float siano teoricamente fungibili per certe applicazioni specifiche, questa fungibilità è troppo limitata per avere un qualsiasi effetto sulle condizioni di concorrenza nel mercato del float. Le stesse considerazioni valgono per il vetro armato e il vetro stampato che sono destinati soltanto ad applicazioni particolari.
Di conseguenza, il vetro float deve essere considerato un prodotto avente un mercato distinto da quello degli altri tipi di vetro piano.
(12) Il processo per la produzione del vetro float fu inventato nel 1959 dalla Pilkington che nello stesso anno ne iniziò la produzione su scala industriale. Il vetro float ha di fatto sostituito il vetro da lastre e per vetrate dappertutto tranne che nei paesi meno sviluppati.
Il procedimento di produzione di questo vetro è il seguente: il vetro fuso viene versato senza interruzione dal forno di fusione in una larga vasca poco profonda in cui si trova lo stagno in fusione; il vetro fuso galleggia (da qui il termine « float ») sul metallo, si sparge uniformemente su di esso e forma una superfice perfettamente piana. Lo spessore del vetro è in funzione della velocità con la quale la lamina di vetro in via di solidificazione viene estratta dalla vasca. Dopo la ricottura, il vetro si presenta come lucidato a fuoco con due superfici praticamente parallele.
Il vetro float viene prodotto in vari spessori che, a seconda delle applicazioni, possono variare da 1 a 25 mm. Durante il processo di produzione esso può essere colorato nella massa ed essere rivestito. La colorazione conferisce in genere al vetro float - che di per sé è trasparente - una tinta verde o bronzo; le tecniche di colorazione costituiscono un fattore di sempre maggiore importanza per i costruttori automobilistici quando devono decidere con chi concludere affari. Il rivestimento sulla linea di produzione modifica alcune o tutte le caratteristiche di trasmissione dell'energia solare, il colore e le proprietà di isolamento termico del vetro float. Secondo le informazioni fornite dalle parti, il rivestimento in linea sarebbe meno costoso di quello che viene effettuato fuori linea, cioè dopo la produzione, e presenta alcuni vantaggi supplementari sotto il profilo della qualità, della solidità e della durevolezza.
B. Il mercato del vetro float
(13) Nel mercato del vetro float si registra una forte integrazione verticale, particolarmente evidente nel caso della Pilkington e della Saint-Gobain; i produttori operano anche, sia pure in misura diversa l'uno dall'altro, nel settore della trasformazione a valle o della distribuzione del float. Nel mercato in questione si possono individuare due livelli:
- il livello 1, che corrisponde alla produzione e alla vendita del vetro float grezzo (primario),
- il livello 2, in cui il vetro float grezzo viene in genere sottoposto ad ulteriori lavorazioni prima di essere venduto e consegnato agli utenti finali. Va tuttavia osservato che questo livello 2 comprende, in realtà, più livelli di trasformazione a seconda delle particolari categorie di acquirenti e della natura delle successive lavorazioni.
C. Il mercato del vetro float - Livello 1
(14) In base alle informazioni fornite dalle parti nella notificazione, il mercato del vetro float nella Comunità era, nel 1992, di 5,36 milioni di tonnellate al livello 1. Stando ai dati relativi alle quote di mercato forniti dalle parti, i sei produttori comunitari di vetro float controllano, da soli, oltre il 90 % del mercato stesso; queste imprese sono, in ordine decrescente di importanza, la Saint-Gobain (azienda più importante), la Pilkington, la PPG e la Guardian (che appartengono a società americane), la Glaverbel (che appartiene al gruppo giapponese Asahi) e la SIV.
Nella Comunità non esistono altri produttori di vetro che dispongono di impianti per vetro float. Se ne conclude, pertanto, che il numero dei produttori che hanno tali impianti nella Comunità è estremamente ristretto.
Il mercato del prodotto rilevante
(15) Il vetro float grezzo è un prodotto di base omogeneo che, dopo ulteriore lavorazione, trova le sue principali applicazioni al livello 2 come vetro di sicurezza per autoveicoli e vetro per l'edilizia. In queste applicazioni non esistono prodotti di sostituzione. Gli impianti per la colorazione nella massa o per il rivestimento in linea assumono crescente importanza e stanno introducendo una certa diversificazione del prodotto. Tuttavia, la Commissione ritiene che la diversificazione merceologica non crei una pluralità di mercati del prodotto rilevante a seconda che il vetro float grezzo sia colorato nella massa oppure rivestito durante il processo di produzione. La colorazione nella massa si ottiene aggiungendo, prima della fusione, piccole quantità di ossido di alcuni metalli che conferiscono al vetro una certa tinta. In teoria, la colorazione può essere effettuata in tutti gli stabilimenti di produzione di vetro float sempre che, beninteso, questi dispongano del relativo know-how. In ordine al rivestimento della superficie durante il processo di produzione, solo un piccolo numero di stabilimenti di produzione (circa un quarto) possiedono un impianto del genere. I rivestimenti di superficie possono essere applicati anche fuori linea e non tutti i produttori di vetro float sembrano condividere il parere delle parti sui vantaggi del rivestimento in linea. Di conseguenza, ai fini della presente decisione si considera mercato del prodotto rilevante il vetro float grezzo o primario.
Mercato geografico di riferimento
(16) Per quanto un volume significativo di vetro float grezzo venga trasportato al di là delle frontiere nazionali, esso è un prodotto voluminoso e pesante. Ne consegue che le spese di trasporto a grande distanza sono rilevanti: ad esempio il costo del trasporto su strada a una distanza di 500 km varia dal 7,5 % al 10 % del prezzo di vendita. Oltre i 1 000 km il costo del trasporto su strada diventa proibitivo e sono pochissime le spedizioni del prodotto al di là di tale distanza. Il trasporto via mare, per quanto abbia un costo chilometrico inferiore, resta un mezzo poco impiegato.
Di conseguenza, l'area geografica naturale delle forniture di vetro float a partire da una determinata unità di produzione si può rappresentare mediante cerchi concentrici aventi un raggio determinato dal costo relativo di trasporto. In base ai ragguagli forniti dalle parti, l'80-90 % della produzione di uno stabilimento è venduta nel raggio di 500 km (per quanto, beninteso, alcuni quantitativi vengano trasportati a distanze maggiori). Sotto questo profilo, le varie zone di fornitura possono essere rappresentate da una serie di cerchi, in parte sovrapposti, che hanno il loro centro in corrispondenza dell'unità di produzione. Complessivamente, vi sono trentasei stabilimenti che producono vetro float nella Comunità e sette nell'Europa orientale e in Scandinavia. Nella Comunità si registra una certa concentrazione nel Regno Unito/Benelux/Nord della Francia e Germania da un lato e nella Spagna del Nord e nell'Italia settentrionale dall'altro. Entro certi limiti si potrebbe affermare che esiste un mercato dell'Europa settentrionale e un mercato dell'Europa meridionale. Tuttavia, data la dispersione dei singoli stabilimenti di produzione e dato il fatto che le diverse zone naturali di fornitura si sovrappongono in misura diversa, con effetti che si possono trasmettere da una zona all'altra, sembra giusto considerare la Comunità nel suo insieme come il mercato geografico di riferimento.
Questa conclusione sembra confortata dai dati disponibili relativi ai prezzi. Se si considerano i prezzi comunicati dalle parti per il Belgio, la Francia, l'Italia, la Germania e il Regno Unito, risulta che i prezzi del vetro float trasparente da 4 mm di riferimento si incrociano e si seguono all'interno di un margine molto stretto.
Per quanto i produttori detengano le quote di mercato più elevate negli Stati membri in cui è localizzata la loro produzione di vetro float, i dati comunicati in materia dalle parti dimostrano che esiste un notevole grado di interpenetrazione a livello nazionale.
Conseguentemente, la Commissione ritiene che le condizioni di concorrenza siano sufficientemente omogenee per considerare la Comunità nel suo complesso come il mercato geografico di riferimento.
D. Il mercato del vetro float - Livello 2
(17) Al livello 2, il vetro float grezzo entra in due filoni principali: il primo è il settore automobilistico, l'altro è rappresentato dagli impieghi generali. Nel primo caso, il vetro float viene ulteriormente lavorato e viene impiegato dall'industria automobilistica per finestrini, parabrezza, specchietti, ecc. Nel secondo, esso viene venduto agli utenti finali, o direttamente tramite la rete di distribuzione del produttore, oppure da grossisti e distributori dopo aver subito - ma non sempre - ulteriori trasformazioni che lo rendono idoneo agli impieghi nell'edilizia e nell'arredamento (finestre, specchi); per questo motivo il vetro non destinato al mercato automobilistico viene talvolta chiamato vetro per l'edilizia. Stando ai dati forniti dalle parti, di tutta la produzione comunitaria di vetro del 1992 (espressa in peso) il 21 % circa è stato utilizzato nel settore automobilistico e il 79 % in altri settori. Questa ripartizione coincide sostanzialmente con quella calcolata dalla Commissione utilizzando i dati relativi alla produzione europea di vetro float (17 % e 83 % rispettivamente)
Il vetro per autoveicoli
(18) Il vetro venduto all'industria automobilistica dopo opportuna lavorazione è chiamato vetro di sicurezza perché possiede la proprietà di non frantumarsi, all'impatto, in schegge taglienti che potrebbero ferire gli occupanti del veicolo in caso di incidente. Il vetro di sicurezza è di due tipi: il vetro stratificato o laminato (che viene usato quasi esclusivamente per il parabrezza) e il vetro temprato (o « bodyglass ») che viene usato prevalentemente per i vetri laterali e posteriori.
Il vetro stratificato viene fabbricato saldando insieme ad alta temperatura e sotto pressione due lastre piegate di vetro della stessa dimensione con l'interposizione di uno strato di plastica. Il vetro temprato viene fabbricato riscaldando e piegando una lastra di vetro già sagomata che viene poi raffreddata rapidamente in modo da comprimerne la superfice. Il vetro stratificato è più caro di quello temprato.
Per quanto le tecniche di produzione, i prezzi e le applicazioni di questi due tipi di vetro siano diverse, entrambi possono essere ascritti allo stesso mercato del prodotto rilevante, cioè quello del vetro di sicurezza per autoveicoli. In entrambi i segmenti le controparti sono esattamente le stesse: dal lato dell'offerta, soprattutto i produttori di vetro float e, dal lato della domanda, i costruttori di autoveicoli. I due tipi di vetro sono per natura complementari poiché vengono richiesti entrambi, praticamente senza eccezioni, per un determinato modello di autoveicolo. Inoltre, anche a considerare i due segmenti separatamente risulta che i produttori di vetro float detengono quote di mercato comparabili sia per il vetro stratificato che per il vetro temprato. Dall'indagine effettuata dalla Commissione risulta che la distinzione tra vetro stratificato e vetro temprato non è ritenuta rilevante dai costruttori automobilistici per determinare quale dei loro fornitori sia più competitivo. Di conseguenza, le condizioni di concorrenza sono comparabili in entrambi i segmenti e si traducono in analoghe strutture dell'offerta di vetro per parabrezza e di vetro temprato. Pertanto, in entrambi i segmenti la valutazione della concorrenza risulta la stessa che nel mercato complessivo del vetro per autoveicoli.
(19) Tuttavia, conviene tenere distinti il mercato degli equipaggiamenti d'origine, che sono venduti ai costruttori di autoveicoli (equipaggiamenti d'origine venduti direttamente dai produttori - OEM - e tramite rivenditori - OES) e il mercato dei pezzi di ricambio, che invece affluiscono ai ricambisti e ai riparatori indipendenti (IAM) perché le condizioni di concorrenza che vi prevalgono sono diverse.
Stando alle informazioni fornite dalle parti, il giro d'affari del settore del vetro per autoveicoli ammontava complessivamente, nel 1991, a 3 264 Mio di ECU. In termini di valore il segmento OEM rappresentava l'85 % e il vetro di sostituzione il 15 %. Il 79 % in valore del segmento del vetro di sostituzione era rappresentato da parabrezza (ossia da vetro stratificato) e il 21 % da vetro per finestrini (ossia da vetro temprato). Un quadro più dettagliato è dato dalla tabella che segue:
" 14,2 920 2,6 241 3,9 96,5 1 850 2,7 51 2,4 110,7 2 770 5,3 292 6,3
Il mercato geografico di riferimento del vetro per autoveicoli OEM/OES ha dimensioni almeno comunitarie. I costruttori di autoveicoli acquistano spesso vetro per autoveicoli presso fornitori siti in diversi Stati membri e il più alto valore aggiunto del vetro per autoveicoli fa sì che i costi di trasporto rappresentino una percentuale relativamente bassa del costo del prodotto. Dagli accertamenti della Commissione risulta che i costi di trasporto si aggirano di norma intorno al 3-4 % entro un raggio di 1 000 km. Per gli stessi motivi anche il mercato geografico di riferimento per il vetro per autoveicoli destinato al settore IAM dovrebbe avere dimensioni comunitarie.
Il vetro per gli altri usi
(20) Nella Comunità oltre il 70 % del vetro float grezzo per usi promiscui subisce ulteriori lavorazioni. Il vetro non lavorato trova impiego soprattutto nella fabbricazione di finestre. La percentuale di vetro non lavorato è più bassa negli Stati membri in cui viene fatto maggior uso di infissi a doppio vetro (si veda, più sotto, il considerando relativo al doppio vetro) ed è invece maggiore negli Stati membri in cui le condizioni atmosferiche sono meno rigide o dove le norme di sicurezza o le prescrizioni per la tutela dell'ambiente sono meno severe; in Germania, ad esempio, questa percentuale è inferiore, mentre in Italia, in particolare nelle regioni meridionali, essa è molto superiore.
(21) Con riferimento al vetro lavorato, le parti hanno individuato i seguenti mercati separati del prodotto rilevante:
- il vetro argentato, che viene usato prevalentemente per gli specchi;
- il vetro stratificato o laminato che viene usato, come nel settore automobilistico, come vetro di sicurezza;
- il vetro temprato che viene anch'esso usato come vetro di sicurezza;
- il doppio vetro, costituito da due o più lastre di vetro che nell'intercapedine contengono, come isolante, una camera d'aria o un gas inerte. Gli infissi a doppio o triplo vetro utilizzano vetro float di diversi spessori, vetro stratificato, vetro temprato, vetro rivestito o anche una combinazione di tutti questi tipi.
Una descrizione precisa di come il vetro trasformato affluisca all'utente finale è complicata dal fatto che esistono livelli di lavorazione diversi e gradi diversi di integrazione verticale dal lato dei produttori di vetro float, i quali hanno contatti di varia natura con un gran numero di trasformatori spesso di piccole dimensioni. Queste differenze determinano altresì una certa sovrapposizione fra i mercati dei prodotti descritti più sopra. Pertanto, non è possibile determinare quale sia l'esatta percentuale del vetro per usi generali che viene impiegata in ciascuna applicazione. Tuttavia, si può affermare con buona approssimazione che all'interno di tale segmento le percentuali siano le seguenti: vetro doppio 50 %, vetro non trasformato 25 % e vetro stratificato, temprato e argentato ciascuno con percentuali pari o inferiori al 10 %.
(22) Le parti non operano soltanto nei quattro settori di cui al considerando precedente, ma operano anche a livello della distribuzione e commercializzazione del vetro, che costituisce l'ultimo stadio nella catena distributiva che va dal produttore all'utilizzatore finale. Stando alle informazioni di cui dispone la Commissione, la Saint-Gobain, seguita dalla Pilkington e, a distanza, dalla Glaverbel, sono le imprese che dispongono delle più estese reti proprie di distribuzione. Va però notato che le posizioni relative variano da Stato membro a Stato membro poiché i produttori hanno posizioni relativamente più forti là dove si concentra la loro produzione di float.
(23) Sotto il profilo del mercato geografico il vetro per usi generali va distinto in due principali tipi.
Il vetro argentato e il vetro stratificato sono prodotti a basso valore aggiunto provenienti da un piccolo numero di grandi unità produttive - capaci di rifornire più di un paese - alle quali si affiancano numerosissime unità produttive di dimensioni più ridotte. La produzione degli stabilimenti più grandi tende ad essere trasportata verso destinazioni più lontane e ad essere poi rivenduta ai consumatori finali attraverso la distribuzione di secondo livello.
Il vetro temprato, gli infissi a doppio vetro e le vendite all'ingrosso e al dettaglio interessano mercati di dimensione nazionale o regionale. Il vetro temprato e il doppio vetro sono prodotti che non possono essere ulteriormente trasformati e, in quanto tali, in genere non vengono lavorati per costituire scorte. Le economie di scala che si possono realizzare nella produzione sono meno significative di quelle ottenibili per il vetro argentato e stratificato. Requisiti essenziali per aggiudicarsi ordini ripetuti sono la rapidità con cui vengono evase le ordinazioni e la qualità del servizio locale.
La Commissione ha effettuato un'indagine presso i produttori di vetro float onde determinare l'incidenza percentuale dei costi di trasporto sui prezzi di vendita dei quattro tipi di vetro per l'edilizia ed ha constatato che i costi variano a seconda del tipo e che vi sono anche differenze tra i produttori. Dato il valore aggiunto dalle successive lavorazioni, i costi di trasporto incidono meno che nel caso del vetro float grezzo e variano dal 3 % al 6 % del prezzo di vendita su una distanza di 500 km dal luogo di produzione, ed incidono in ragione del 7-10 % quando la distanza passa a 1 000 km. La Commissione ha inoltre appurato che i produttori di vetro float esportano notevoli quantità di questo vetro. Tuttavia, ai fini della presente decisione, non è indispensabile precisare esattamente quale sia il mercato geografico di riferimento poiché, anche se questo fosse definito limitandone l'ambito al massimo, la valutazione sotto il profilo della concorrenza non ne sarebbe influenzata.
Valutazione della concorrenza
(24) Sembra evidente che la concentrazione progettata non comporta la creazione di una posizione dominante della sola Pilkington/SIV né al livello 1 né in alcuno dei mercati di riferimento al livello 2. Tuttavia ci si deve chiedere se la concentrazione non avrà come effetto la creazione di una posizione dominante collettiva dell'insieme dei cinque maggiori produttori di vetro float nella Comunità. Anche se la valutazione della situazione deve comprendere entrambi i livelli, ci si dovrà soffermare soprattutto sul livello 1 a causa delle caratteristiche del settore del vetro float, ossia del fatto che il vetro float grezzo destinato all'industria automobilistica e quello per usi generali vengono fabbricati sulle stesse linee di produzione e che, a tale livello, i cinque produttori comunitari detengono collettivamente una posizione particolarmente forte.
Valutazione al livello 1
i) Quote di mercato
Presenza di pochi concorrenti con un elevato grado di concentrazione
(25) Stando alle informazioni comunicate dalle parti, nella notifica risulta che, nel 1992, le quote del mercato comunitario (4) nei cinque principali Stati membri più il Belgio e il Lussemburgo (che insieme rappresentano oltre il 90 % del mercato comunitario in termini di volume) sono le seguenti:
Produzione di vetro float al livello 1 (9) " 25 50 5 5 15 25 50 5 5 15 5 5 25 50 5 5 15 5 5 25 50 5 15 25 50 25 50 5 15 5 2 25 50 2 50 15 25 15 25 5 50 15 25 25 5 15 25 50 15 25 5 15 5 5 15 5 5 15 5 5 5 5 25 50 5 5 15 5 5 5 15 15 25 5 15 5 90 95 94 89 93 82 92
È evidente che dopo l'acquisizione di SIV, il sesto e più piccolo produttore di vetro float nella Comunità, Pilkington continuerà ad essere il secondo produttore dopo la società più importante del mercato, Saint-Gobain.
Anche se Pilkington/SIV e Saint-Gobain deterranno, sulla base delle cifre di cui sopra, una quota di mercato aggregata del [. . .] (5) a livello comunitario, la Commissione non ritiene che queste due società sarebbero in grado di dominare congiuntamente il mercato. Come si evidenzierà in seguito, esaminando la possibilità del crearsi di una posizione dominante collettiva da parte di un gruppo più vasto, composto di tutti e cinque i rimanenti produttori di vetro float, Saint-Gobain e Pilkington dovrebbero far fronte alla concorrenza effettiva di Glaverbel, PPG e Guardian che hanno una gamma di prodotti comparabile, sono finanziariamente solide e dispongono di significative capacità di riserva per la produzione di vetro float grezzo, che può essere successivamente lavorato dai numerosi trasformatori indipendenti che operano al livello 2.
Dai dati di cui sopra si evince inoltre che nei cinque maggiori Stati membri i cinque produttori rimanenti deterranno, a concentrazione avvenuta, una quota di mercato aggregata dell'89 % o più e, a livello comunitario, una quota del 92 %. Se ne deduce che l'8 % delle importazioni comunitarie può essere ascritto a importazioni da parte di concorrenti indipendenti.
(26) La Commissione ritiene che, per quanto elevata sia, la quota complessiva di mercato suddetta sottostimi la quota di mercato aggregata dei produttori di vetro float. Questi dati non tengono infatti conto delle importazioni di vetro float provenienti da stabilimenti che si trovano fuori della Comunità e che appartengono o sono controllati dagli stessi produttori. Queste unità di produzione si trovano soprattutto nei paesi dell'Europa orientale e nei paesi scandinavi ed hanno una capacità pari a circa il 10 % di quella comunitaria. La Comunità importa da questi stabilimenti quantitativi significativi. In Europa non esistono altre unità di produzione di vetro float, ad eccezione di due float appartenenti alla società turca Tuerkiye Sise ye Cam Fabrikalari AS (TSCF).
(27) La Commissione ha quindi ricalcolato le quote di mercato al livello 1 sommando alla produzione degli stabilimenti situati nella Comunità le importazioni da stabilimenti di proprietà di produttori comunitari situati in Europa orientale e in Scandinavia, nonché le altre importazioni (6). Essa ritiene che la nuova base di calcolo rifletta con maggiore precisione la situazione globale del mercato (7).
Le singole quote di mercato desunte dai nuovi calcoli sono grosso modo simili alla quota del mercato comunitario notificata dalle parti, benché i produttori che importano da stabilimenti fuori della Comunità (ossia Pilkington, Glaverbel e Guardian) si ritrovino con una quota di mercato leggermente superiore.
Le quote di mercato così ricalcolate sono le seguenti (8):
" 20 30 20 30 20 5 10 5 10 5 20 30 20 30 20 30 40 30 40 30 10 15 10 15 10 10 15 10 15 10 5 10 5 10 5 10 1 96 2 96 3 4 4
(1) Per ragioni di riservatezza le quote di mercato delle altre parti sono state indicate all'interno di una forcella.
I cinque produttori rimanenti controllano dunque oltre il 96 % delle forniture comunitarie di vetro float.
Quote di mercato asimmetriche
(28) Saint-Gobain e Pilkington detengono una quota di mercato rispettivamente poco superiore e inferiore al 30 % al livello 1. Tuttavia Saint-Gobain continua senza dubbio ad essere il leader di mercato sia per il vetro per usi generali sia, e soprattutto, per il vetro per autoveicoli. Le quote di mercato di Glaverbel, PPG e Guardian sono assai inferiori. Ciascuna di esse ha, al livello 1, una quota inferiore del 15-25 % circa a quelle di Saint-Gobain e Pilkington, anche se si sono verificate delle variazioni delle quote di mercato rispettive.
A livello comunitario il livello di aggregazione è così grande da attutire o mascherare le variazioni delle quote di mercato a livello nazionale che rivelerebbero l'esistenza di una concorrenza nel passato.
Ad esempio, nel Regno Unito, durante il periodo 1990-1992, la quota di mercato di Pilkington per il vetro piano grezzo per usi generali è scesa dal 55 % circa al 43 %, mentre quella di Saint-Gobain è salita dal 13 % al 18 %. Questa variazione è attribuibile principalmente ai seguenti fattori:
- in primo luogo, il cambio alquanto elevato della sterlina rispetto alle altre monete comunitarie ha condotto un aumento delle importazioni (Pilkington è il solo produttore con stabilimenti nel Regno Unito);
- in secondo luogo, l'acquisizione da parte della Saint-Gobain di uno dei principali distributori del Regno Unito, Solaglas, ha fatto sì che la Saint-Gobain si sia gradualmente sostituita alla Pilkington come fornitrice della Solaglas.
Analogamente, nello stesso triennio, la Pilkington ha aumentato la sua penetrazione nel mercato francese, dove la sua quota di mercato è passata dal 3 % al 6 %.
Una società che, in passato, ha seguito una politica aggressiva è la Guardian, che è l'unica impresa delle sei esistenti la cui quota del mercato comunitario mostri una costante tendenza all'aumento in tutto il triennio. La Guardian è entrata nel mercato comunitario solo nel 1981, allorché impiantò il suo primo impianto di vetro float in Europa (Granducato del Lussemburgo) su un nuovo sito. Da allora essa ne ha costruito di nuovi nel Lussemburgo e in Spagna; il suo secondo impianto in Spagna dovrebbe entrare in produzione nel novembre del 1993.
ii) Caratteristiche della produzione e del mercato
Interdipendenza strutturale
(29) Date le caratteristiche strutturali della produzione di vetro float, il comportamento dei principali concorrenti presenta un elevato grado di interdipendenza. La produzione di questo vetro richiede un'alta intensità di capitale. Per essere efficiente, un nuovo impianto float deve avere un volume di produzione minimo dell'ordine di 150 000 t/anno per il quale occorre una spesa in capitale fisso di circa 100 Mio di ECU. Una volta che il forno di fusione sia stato acceso e la produzione abbia avuto inizio, la linea di produzione deve rimanere continuamente operativa 24 ore su 24 per circa 10 anni. Per ragioni tecniche l'impianto deve lavorare per quanto possibile praticamente a piena capacità poiché, se vengono prodotti quantitativi inferiori a quelli corrispondenti alla piena capacità, non solo ne risente la qualità ma, dato che il punto di pareggio per l'utilizzazione della capacità è piuttosto elevato, l'impianto non risulta redditizio. Di conseguenza, quando entra in produzione una nuova linea, i produttori già presenti sul mercato ne subiscono il contraccolpo poiché non è possibile lavorare con bassi livelli di produzione. Pertanto, i comportamenti dei concorrenti presentano un elevato grado di interdipendenza.
Un mercato maturo con crescenti eccessi di capacità
(30) Il mercato del vetro float è un mercato maturo e relativamente stabile che, nel lungo periodo, evidenzia una crescita lenta ma continua. Non esistono pertanto forti incentivi (quali ad esempio la conquista di una maggiore quota di mercato) che spronino un produttore ad attuare una politica attivamente concorrenziale. Tutti i produttori di vetro float hanno un eccesso di capacità. Il tasso di utilizzazione della capacità teorica (10) varia attualmente tra il 78 % e il 93 %, il che corrisponde ad un eccesso di capacità variabile tra il 7 % e il 22 % al livello 1. Si tratta di valori che, pur essendo relativamente modesti in confronto ad altri settori industriali, sono significativi rispetto alla norma per il settore del vetro float segnatamente in considerazione della domanda di tali prodotti.
Inoltre, quanto alla situazione attuale del mercato e a quella prevedibile in un futuro prossimo, la domanda di vetro float è in calo, a causa della crisi congiunturale nei settori dell'edilizia e dell'automobile.
Debole elasticità della domanda
(31) I consultenti finanziari delle parti hanno dichiarato:
« A breve e a medio termine, l'elasticità della domanda rispetto al prezzo è molto debole per un'ampia gamma di prezzi. La domanda di vetro float proviene quasi esclusivamente dai settori dell'automobile e dell'edilizia. In tali settori il costo del vetro è solo una piccola quota dei costi totali e, inoltre, non vi sono prodotti fungibili. Per queste ragioni, un aumento del prezzo del vetro difficilmente potrà comportare un forte calo della domanda.
Dalle discussioni che abbiamo avuto con i dirigenti delle società di questo settore è emerso che l'elasticità della domanda è molto bassa e che probabilmente essa è superiore dello 0,1-0,3 % alla variazione dei prezzi reali rilevata in passato.
Le imprese che forniscono un prodotto la cui domanda è anelastica, (al prezzo competitivo) si sentono incentivate a formare un cartello o comunque sono indotte a dar vita a comportamenti analoghi a quelli di un cartello laddove ciò sia possibile. »
Pur senza avallare i valori minimi e massimi citati dagli esperti in ordine all'elasticità della domanda di vetro float, la Commissione condivide interamente il loro parere specialmente con riferimento alla conclusione che l'elasticità della domanda è molto bassa e che ciò esercita una notevole spinta a porre in essere comportamenti restrittivi della concorrenza e in particolare a formare cartelli ovvero a tenere comportamenti paralleli.
Comportamenti anticoncorrenziali osservati in passato
(32) Alla Commissione sono noti due casi di comportamenti anticoncorrenziali in passato nel settore in questione.
- Con decisione 89/93/CEE (11), la Commissione ha inflitto ammende a tre produttori italiani di vetro piano che avevano violato l'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CEE. Nella decisione la Commissione constatò inoltre che essi avevano violato anche l'articolo 86 del trattato. Le tre società erano la SIV, la Fabbrica Pisana SpA (FP), consociata del gruppo Saint-Gobain e la Vernante Pennitalia (VP), consociate del gruppo PPG. Contro la decisione le tre società hanno proposto gravame dinanzi al Tribunale di primo grado. Con sentenza del 10 marzo 1992 (12), il Tribunale ha confermato in numerosi punti la decisione della Commissione in relazione alle violazioni dell'articolo 85, paragrafo 1 compiute dalla FP e dalla SIV. Per quanto riguarda il ricorso della VP, il Tribunale ha annullato la decisione della Commissione in base al rilievo che essa non aveva adeguatamente documentato l'asserita partecipazione della VP alla pratica concertata.
- Il Bundeskartellamt tedesco, in una recente decisione (13), ha condannato un'intesa sui prezzi e sconti dei distributori di vetro piano e di doppi vetri nella Germania del Nord. Esso ha inflitto ammende, tra l'altro, a società appartenenti ai gruppi Saint-Gobain e Pilkington. Non essendo stata impugnata dinanzi agli organi giurisdizionali tedeschi, tale decisione è divenuta definitiva.
Prezzi e redditività
I prezzi in termini nominali
(33) Le parti hanno fatto rilevare alla Commissione che i prezzi del vetro float sono diminuiti in modo sensibile. Negli ultimi tre anni il prezzo del vetro di riferimento (float trasparente di 4 mm di spessore) è sceso del 30 % circa e il calo è ancora maggiore se misurato rispetto al picco segnato dai prezzi nel 1989. Il declino dei prezzi è confermato anche da altri dati raccolti dalla Commissione. Se è vero che questo calo dei prezzi può essere dovuto, in piccola parte, alla maggiore efficienza produttiva, la Commissione ritiene comunque che esso sia sostanzialmente imputabile all'effetto congiunto del calo della domanda rispetto all'offerta e della bassa elasticità della domanda rispetto al prezzo del prodotto.
Per varie ragioni la fine dell'ultimo decennio è stata, in genere, un periodo di crescita relativamente elevata nella Comunità. L'esame dei dati forniti dal GEPVP (14) comunicati dalle parti indica che in tale periodo il tasso di utilizzazione delle capacità è stato estremamente elevato, al punto che nel 1987 e nel 1988 l'utilizzazione delle capacità ha superato il 100 % della capacità teorica (15). È quindi logico che, non essendo più possibile un aumento della produzione, si sia verificato un netto rialzo dei prezzi alla fine degli anni ottanta.
Successivamente, all'inizio degli anni 90, l'economia della Comunità è entrata in una fase di ristagno e poi di recessione. Il clima economico sfavorevole e il prevalere di elevati tassi di interesse reali si ripercuotono in modo particolarmente sfavorevole sulla domanda di beni intermedi in settori come l'edilizia e l'industria automobilistica che sono i principali acquirenti di vetro float. Non desta quindi meraviglia che la conseguente contrazione della domanda abbia provocato un forte calo dei prezzi. Il prezzo di riferimento per il float trasparente da 4 mm nei principali paesi di produzione (Belgio, Francia, Germania, Italia e Regno Unito) alla metà del 1993 era inferiore al prezzo precedente al 1986 perfino in termini nominali. Al tempo stesso, l'alta intensità di capitale connaturata alla produzione di vetro float - e il conseguente basso livello dei costi variabili - ha ulteriormente aggravato il calo dei prezzi. Anche con prezzi drasticamente ridotti, i produttori possono coprire i loro costi variabili e possono fare uno sforzo per recuperare i costi fissi già sostenuti. Il livello del prezzo del vetro float grezzo appare quindi strettamente correlato al livello generale dell'attività economica.
I prezzi in termini reali
(34) I consulenti economici delle parti hanno elaborato serie storiche dei prezzi in termini reali che sono state trasmesse alla Commissione; ne emerge che i prezzi del vetro float si sono all'incirca dimezzati nell'ultimo ventennio. I prezzi reali in Francia, Germania e nel Regno Unito sono stati calcolati moltiplicando il prezzo in termini nominali per il deflatore dei prezzi al consumo. Secondo i consulenti economici delle parti, questo quadro dimostrerebbe che, in passato, i produttori di vetro float non hanno detenuto una posizione dominante collettiva. La Commissione osserva tuttavia che in questa analisi non si tiene conto degli incrementi di produttività e dei decisi miglioramenti che i produttori di vetro float hanno apportato ai procedimenti di fabbricazione nel ventennio di riferimento, anche se è vero che anche la clientela ha tratto beneficio da questi incrementi dell'efficienza.
Redditività
(35) In seguito al forte calo dei prezzi si è verificato un forte calo della redditività dei produttori di vetro float negli anni 90. I dati finanziari comunicati dai consulenti economici delle parti mostrano che l'utile operativo della Saint-Gobain, della Pilkington e della Glaverbel è sceso dal 1990 al 1991 in misura variante dal 27 % al 36 %. Ancor più pronunciato è stato il calo del margine operativo delle stesse società. Gli utili complessivi di Pilkington per l'esercizio chiuso al 31 marzo 1993 erano inferiori del 75 % al valore del 1991. Glaverbel ha recentemente annunciato gravi perdite per il primo semestre del 1993: si tratta della prima volta che la società è in passivo dal 1980. Attualmente anche la SIV sta accusando perdite. Tuttavia i profitti sono un metro di riferimento che è soggetto a varie influenze e non possono perciò essere riconosciuti come un indicatore decisivo dell'assenza di un dominio sul mercato in passato. Per i motivi già esposti la redditività è fortemente soggetta a cicli.
iii) Trasparenza del mercato
Trasparenza dei prezzi
(36) Dagli accertamenti della Commissione è emerso che dall'esame dei listini dei produttori il mercato appare ben poco trasparente; infatti o non esiste alcun listino (ad esempio per Guardian) o, quando c'è un listino (ad esempio per Pilkington) esso è poco significativo perché si deve tener conto degli sconti, di entità considerevole e variabile, contrattati individualmente con i clienti.
Collegamenti tra produttori
(37) Esistono vari collegamenti tra produttori che potrebbero favorire la trasparenza del mercato ma essi sono insufficienti o comunque non rilevanti ai fini dell'esistenza di una posizione dominante collettiva sul mercato.
Collegamenti tecnologici
(38) Si è già accennato al fatto che, per quanto riguarda la tecnologia, il procedimento di produzione è stato sviluppato dalla Pilkington che lo ha successivamente ceduto in licenza ad altri produttori. Sono stati inoltre conclusi diversi accordi di licenza di prodotto tra Saint-Gobain, Pilkington, SIV e Glaverbel.
Collegamenti dovuti alle forniture reciproche tra produttori
(39) Le forniture reciproche fra produttori sono un fenomeno che si è registrato anche in passato e sul quale la Commissione ha svolto indagini nel 1990, nel 1991 e nel 1992. Di tutti i sei produttori (16) Guardian è quello che partecipa meno degli altri alle forniture reciproche. Per gli altri produttori le cessioni reciproche (vendite ed acquisti) variano dal 3 % al 7 % della produzione in volume; fa eccezione la Saint-Gobain, i cui acquisti sono molto inferiori. Nel caso della SIV, i quantitativi acquistati presso altri produttori sono ragguardevoli, specialmente per l'anno 1992, quando la SIV ha acquistato dalla Pilkington e dalla Saint-Gobain oltre il 60 % del suo fabbisogno di vetro per autoveicoli.
L'acquisto di piccoli quantitativi presso altri produttori è dovuto a ragioni strettamente tecniche, ossia all'esigenza di salvaguardare la maggiore efficienza possibile degli impianti. Ogni cambiamento di produzione nuoce all'efficienza operativa di una linea di produzione di vetro float. Vero è che cambiamenti frequenti dello spessore diminuiscono anch'essi l'efficienza operativa dell'impianto, ma la semplice decisione di passare dalla produzione di vetro trasparente a quella di vetro colorato e viceversa implica tempi morti dell'ordine di 5-7 giorni. Pertanto, quando si debba evadere un piccolo ma urgente ordinativo di vetro colorato è preferibile, per ragioni di efficienza, acquistare il quantitativo richiesto presso un altro produttore anziché cambiare il programma prestabilito delle linee di produzione.
Acquistare il prodotto presso altri produttori può essere vitale quando un impianto float deve subire riparazioni a freddo, durante le quali la produzione viene interrotta. La riparazione a freddo di un forno di fusione richiede circa sei mesi e deve essere effettuata in media ogni dieci anni. Per mantenere la produzione a valle può essere necessario acquistare una parte del proprio fabbisogno presso altri produttori, soprattutto quando il produttore disponga di pochi float. La SIV è la società che dispone del minor numero di float. Nel 1992 è stata effettuata una grossa riparazione a freddo al suo stabilimento Flovetro e, per mantenere la produzione di vetro per autoveicoli, la società è stata costretta ad acquistare presso altri produttori poiché quel determinato tipo di vetro non poteva essere fornito dai suoi impianti di San Salvo e di Porto Marghera. Una volta ultimata la riparazione questi acquisti sono cessati.
La Commissione ha altresì rilevato che, in parallelo con il calo della domanda registrato negli ultimi anni, anche il volume degli acquisti incrociati è diminuito notevolmente.
Collegamenti rappresentati da imprese comuni
(40) Uno dei tre stabilimenti della SIV che producono vetro float è gestito da un'impresa comune (Flovetro) controllata per il 50 % dalla SIV e per il 50 % dalla Fabbrica Pisana SpA. Fabbrica Pisana SpA è una società di cui la Saint-Gobain è azionista unico. Con l'acquisto in comune della SIV da parte della Pilkington e della Techint verranno ad instaurarsi collegamenti produttivi tra la Saint-Gobain e la Pilkington. Tuttavia, gli altri tre produttori comunitari non hanno alcun collegamento con la Flovetro e non risulta che esistano altri collegamenti produttivi in tale settore.
In passato la SIV ha costituito due imprese comuni con la Glaverbel; la prima è la società Splintex che produce vetro per auto e l'altra è la società Ylved che produce vetro per specchi. Il disaccordo sorto tra le società fondatrici in ordine al prezzo di fornitura del vetro float ha bloccato irreparabilmente il funzionamento di queste due imprese comuni. A quanto consta alla Commissione, la Splintex è attualmente controllata soltanto dalla Glaverbel. Per quanto riguarda la Ilved, la SIV e la Glaverbel attendono un lodo arbitrale a Ginevra e sono parti di procedimenti giudiziari a Bruxelles e a Vasto (Italia).
Infine, la Saint-Gobain e la Asahi (capogruppo della Glaverbel) hanno recentemente dato vita ad un'impresa comune (17) che coordinerà, per conto delle società fondatrici, la ricerca e lo sviluppo di un vetro di sicurezza rivestito di plastica destinato soprattutto al mercato automobilistico. Saint-Gobain e Asahi hanno deciso che il prodotto finale, che sarà un vetro di sicurezza laminato, verrà prodotto, commercializzato e venduto dalle parti che agiranno indipendentemente l'una dall'altra. Questo caso è attualmente oggetto di una valutazione distinta da parte della Commissione.
iv) Costi di produzione ed estrema diversificazione dei prodotti
Costi
(41) La produzione di vetro float richiede un'alta intensità di capitale. Secondo i dati forniti dalle parti, i costi fissi rappresentano circa il 65 % dei costi totali. Se ed in quanto il costo del capitale è uguale per tutti i produttori e tenendo conto del fatto che il processo di produzione è sostanzialmente identico, i costi di produzione del vetro float dovrebbero essere sostanzialmente comparabili. Sotto questo profilo è interessante notare che quasi tutti i produttori concordano nel ritenere che la capacità minima di un impianto efficiente deve essere pari a circa 150 000 t, con un costo di capitale di circa 100 Mio di ECU.
In ordine ai costi variabili, la Commissione ammette che costi di produzione quali la manodopera, l'energia, le materie prime (spese di acquisto più costi di trasporto fino all'impianto di produzione) possono variare. Tuttavia, il loro impatto globale sul prezzo finale di vendita è diminuito dalla loro bassa incidenza rispetto ai costi totali. In definitiva, non risulta che alcun produttore di vetro float goda di un vantaggio sostanziale sotto il profilo dei costi rispetto ad altri produttori.
Diversificazione del prodotto
(42) Il vetro float trasparente è un prodotto di base omogeneo, ma circa il 70 % del vetro grezzo subisce ulteriori trasformazioni quando è destinato ad usi generali. La ricerca e lo sviluppo acquistano crescente importanza in quanto i fabbricati si sono sforzati di ampliare la gamma dei prodotti a valore aggiunto. Ciò ha portato a continue innovazioni nei processi di rivestimento in linea e allo sviluppo di nuovi tipi di vetro dalle caratteristiche innovative quali la capacità di far risparmiare energia e di regolare il passaggio dei raggi solari. L'innovazione del prodotto ne accresce la diversificazione merceologica e rende quindi più difficile l'emergenza di comportamenti anticompetitivi paralleli.
Per quanto i produttori di vetro float abbiano tutti la capacità di base di produrre vetro di sicurezza sia temperato che stratificato, il vetro richiesto per gli autoveicoli moderni possiede caratteristiche sempre più sofisticate. Pertanto, sul mercato si registra una maggiore domanda di vetro di sicurezza che presenta curvature e sagome sempre più complesse e che possiede capacità termiche vantaggiose.
v) Concorrenza effettiva e potenziale - Barriere all'ingresso sul mercato di altri concorrenti
Concorrenza effettiva
(43) La Commissione ha individuato un unico altro produttore significativo che importa vetro float nella Comunità, ossia la società turca TSCF, che detiene però una quota di mercato insignificante, pari circa all'1 %, e sta attualmente lavorando quasi a piena capacità.
Concorrenti potenziali
(44) Le probabilità che nel mercato comunitario del vetro float entrino nuovi concorrenti non sembrano molto elevate.
- La produzione di vetro float richiede un'altissima intensità di capitale e il costo di un impianto efficiente di dimensioni minime si aggira sui 100 Mio di ECU; un tale investimento rappresenta oltretutto un ingente costo non recuperabile che quindi non può essere ammortizzato se l'entrata nel mercato dovesse rivelarsi un fallimento.
- L'attuale situazione del mercato (eccesso di capacità, di cui si prevede l'aumento) è di per sé un forte disincentivo per qualsiasi nuovo ingresso.
- Per far funzionare con efficienza un impianto float occorrono tecnologie e know-how adeguati. I concorrenti che non appartengono al gruppo degli attuali produttori di vetro float potrebbero non disporne.
- Anche se un investitore disponesse del capitale e delle conoscenze tecniche necessari e volesse comunque correre il rischio di entrare nel mercato, questa decisione non è comunque proponibile nel breve termine. Basti pensare che, per costruire un impianto, occorrono almeno due anni e che il rilascio del permesso può subire ritardi o può essere addirittura rifiutato per motivi inerenti alle ricadute ambientali dell'impianto stesso.
Nelle condizioni attuali l'ingresso sul mercato di altri concorrenti non è probabile nel medio termine. Nella notificazione le parti hanno addirittura affermato che l'entrata di un nuovo concorrente è improbabile almeno per i prossimi tre anni; la Pilkington ha anche dichiarato - in riferimento ad altri fabbricanti indipendenti di vetro float dell'Estremo Oriente - che è da escludersi che essi cerchino di entrare nel mercato comunitario con le loro forze.
Incidenza dei dazi sulle importazioni
(45) Le importazioni di vetro float stratificato, temprato, di vetro per specchi e per infissi a doppio vetro sono in genere soggetti a dazi che variano dal 3,8 % al 6,5 %. Le importazioni provenienti dai paesi dell'EFTA e da Turchia, Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e la Slovacchia (che la Commissione ha incluso nel suo nuovo calcolo delle quote di mercato) sono soggette a dazio zero. Sono invece soggette ai dazi della tariffa doganale le importazioni provenienti dai paesi diversi da quelli sopra ricordati.
vi) Stabilità di possibili comportamenti collettivi anticoncorrenziali
Incentivo a non osservare comportamenti paralleli taciti
(46) Date le caratteristiche della produzione industriale del vetro float (i costi variabili relativamente bassi consentono elevati profitti marginali a fronte di un aumento delle vendite) il singolo produttore è fortemente tentato di offrire i propri prodotti a prezzi inferiore a quelli della concorrenza in modo da aumentare la propria quota di mercato. Poiché è difficile individuare rapidamente tale comportamento, l'attrattiva di comportamenti paralleli è compromessa dal fatto che ciascun produttore sa che i concorrenti hanno un incentivo a sottrarsi a eventuali intese tacite in materia di prezzi. Benché l'elasticità della domanda rispetto al prezzo a livello del mercato globale sia bassa, la dipendenza della domanda dal prezzo a livello della singola impresa sembra essere molto maggiore.
Integrazione verticale asimmetrica
(47) L'integrazione verticale delle imprese presenta notevoli disparità. Dei cinque produttori rimanenti la Saint-Gobain è quello in cui l'integrazione verticale è più spiccata; seguono la Pilkington e la Glaverbel. La PPG e la Guardian hanno un minor grado di integrazione. Stante l'importanza delle imprese di trasformazione e vista la grande frammentazione del circuito distributivo i comportamenti paralleli hanno migliori possibilità di successo se posti in atto al livello 1. Nel caso in esame, tuttavia, la attuabilità di questi comportamenti è compromessa dalle disparità dell'integrazione verticale dei produttori. È più probabile che i trasformatori indipendenti acquistino dalla PPG e dalla Guardian perché non sono in concorrenza con tali imprese attraverso le loro controllate a valle, diversamente da quanto accade per la Saint-Gobain e per la Pilkington.
Effetti delle nuove capacità
(48) La società Guardian ha costruito un nuovo impianto float a Tudela, in Navarra (Spagna); si tratta di un impianto di dimensioni piuttosto grandi che avrebbe dovuto entrare in produzione nel novembre del 1993 determinando di conseguenza un aumento della capacità eccedentaria nella Comunità. L'esigenza di collocare la produzione del nuovo stabilimento comprometterà in modo significativo qualsiasi tentativo di instaurare comportamenti paralleli anticoncorrenziali.
vii) L'impresa comune Flovetro
(49) Flovetro è il più piccolo dei tre stabilimenti della SIV: la sua produzione rappresenta solo il 2 % delle vendite di vetro float nella Comunità. Lo stabilimento fa uso della tecnologia Saint-Gobain. I due rappresentanti della SIV nel consiglio di amministrazione della Flovetro, che comprende quattro membri, si sono impegnati a mantenere segreta questa tecnologia. Se si ha riguardo alla relativa inelasticità della produzione di vetro float non sembra che la produzione possa risentire di considerazioni di natura commerciale. La produzione dell'IC è rigorosamente suddivisa al 50 % fra le due società fondatrici. Flovetro si autofinanzia con gli utili ricavati dalle vendite alle due società che l'hanno costituita. Le capacità del suo magazzino scorte sono limitate e la sua produzione è organizzata separatamente per ciascuna delle società fondatrici, cui il prodotto viene spedito su strada.
L'accordo originario di impresa comune concluso dalla SIV e dalla Saint-Gobain fu notificato alla Commissione il 31 gennaio 1978 ed è stato oggetto di una lettera amministrativa di autorizzazione recante la data del 9 agosto 1979. Poiché l'efficacia della lettera di autorizzazione non è limitata nel tempo, la Commissione ha il potere di riesaminarne la fondatezza alla luce di eventuali cambiamenti delle circostanze di fatto.
Valutazione al livello 2 - Trasformazione e vendita per usi generali
Caratteristiche di mercato
(50) La catena che va dal produttore all'utente finale è estremamente complessa. Una difficoltà specifica è data dal fatto che il vetro, man mano che si avvicina allo stadio della fornitura al cliente, può essere sottoposto a lavorazione a vari livelli. L'esempio più perspicuo è quello del vetro non lavorato che può essere successivamente temprato o laminato, e tutti e tre i tipi di vetro possono essere poi utilizzati per la fabbricazione di doppi vetri.
L'analisi è resa ancor più complessa dal gran numero di anelli della catena. Dagli accertamenti della Commissione risulta che nella Comunità i produttori indipendenti (non collegati cioè ad un produttore di vetro float) sono almeno svariate migliaia per i doppi vetri, più di cento per il vetro temprato e venti od oltre sia per il vetro stratificato che per quello argentato.
È difficile calcolare quote di mercato precise, ma la quota di mercato detenuta collettivamente dai produttori di vetro float è in generale molto meno grande al livello 2 che al livello 1. Lo confermano le informazioni raccolte dalla Commissione secondo le quali i sei produttori esistenti detengono una quota di mercato aggregata del 30 % circa per i doppi vetri, del 65 % per il vetro temprato, del 60 % per il vetro stratificato e dell'80 % per il vetro argentato prodotti all'interno della Comunità.
Somma delle quote di mercato
(51) La sovrapposizione di quote di mercato tra Pilkington e SIV a seguito della concentrazione risulta inesistente o insignificante, se si eccettua il comparto del vetro stratificato in Germania. In primo luogo SIV non produce vetro argentato o temprato destinato ad usi generali. In secondo luogo, per i doppi vetri SIV detiene in Italia una quota di mercato inferiore all'1 %, mentre Pilkington è del tutto assente sul mercato italiano. In terzo luogo, per quanto riguarda la vendita di vetro stratificato e non lavorato agli utenti finali, la somma delle quote di mercato è indicata nella tabella seguente:
Vetro stratificato (1) Francia 5 5 15 5 15 25 50 5 15 25 Germania 25 50 5 15 25 50 25 50 5 15 5 Italia 5 15 25 15 25 25 35 25 50 15
(1) Per ragioni di segreto d'affari le quote di mercato sono state indicate all'interno di una forcella.
Vetro non lavorato venduto agli utenti finali (1) Francia 5 5 5 15 25 50 25 Germania 25 50 5 25 50 25 50 Italia 5 25 50 25 50 25 50 25
(1) Per ragioni di segreto d'affari le quote di mercato sono state indicate all'interno di una forcella.
Se si esclude il vetro stratificato in Germania, le quote di mercato vengono a sommarsi solo in misura insignificante. Anche se ad operazione avvenuta Pilkington controllerà una quota di mercato stimata del [. . .] % (18) per il vetro stratificato in Germania, dovrà far fronte alla concorrenza di Saint-Gobain e di Glaverbel e, in particolare, dei trasformatori indipendenti.
È evidente che Pilkington/SIV non acquisirà da sola una posizione dominante.
Posizione dominante collettiva
(52) In generale l'instaurazione di una posizione dominante al livello 2 è più difficile e meno probabile visto che a tale livello sono presenti trasformatori indipendenti, che detengono quote significative e possono facilmente entrare nel mercato. Questa situazione è destinata a permanere finché al livello 1 rimarranno delle fonti di vetro float grezzo in concorrenza tra loro. Per i motivi già illustrati in sede di analisi del livello 1, dovrebbero effettivamente rimanere anche in futuro dei fornitori in concorrenza reciproca.
Per quanto riguarda la vendita di vetro non lavorato agli utenti finali sul mercato tedesco, anche se la Pilkington e la Saint-Gobain vi dispongono di una quota aggregata superiore del [. . . ] % (19), la PPG, la Glaverbel e la Guardian (che vi controlla una quota del [. . .] % (20) circa) sono anch'esse presenti in Germania e limiteranno le possibilità della Saint-Gobain e della Pilkington di imporre prezzi più alti. Queste ultime non sono riuscite, per vie puramente strutturali, ad aumentare i prezzi in Germania in passato e l'acquisizione di SIV accrescerà solo marginalmente la quota di mercato di Pilkington.
Valutazione al livello 2 - Industria di autoveicoli
Caratteristiche di mercato
(53) Il comparto del vetro per autoveicoli è notevolmente diverso da quello del vetro per usi generali in quanto vi è un minor numero di trasformatori indipendenti al livello 2, specie nel settore OEM/OES. Ciò significa che, da una parte, il volume delle vendite al livello 1 destinate ad una ulteriore lavorazione è limitato ma anche che, dall'altra, la situazione al livello 1 non è significativamente diversa, sotto il profilo della valutazione della concorrenza, da quella al livello 2, in particolare nel settore OEM-OES.
Anche se tutti e sei gli attuali produttori di vetro float sono attivi nel settore automobilistico, il grado relativo di concentrazione è molto maggiore e la Guardian è entrata in tale mercato solo di recente. Date le esigenze specifiche dei produttori di autoveicoli in termini di qualità e di sviluppo del prodotto, di volume e di tempestività (just-in-time) delle consegne, l'unico fornitore rilevante del settore OEM/OES al di fuori dei produttori di vetro float è Soliver, un'impresa indipendente belga a controllo familiare.
Nel settore IAM vi è un numero molto maggiore di fornitori indipendenti, quali Duglass e Rioglass (Spagna), Heywood Williams Group (Regno Unito), Troesch (Svizzera), Vetro-Sud (Italia), Irda Safety Glass (Grecia), W-Laminated AB (Svezia), Lamil AB (Norvegia), Lipponen Tarnglass e Jaakko-Tuote (entrambe finlandesi).
Quote di mercato
(54) Stando ai dati comunicati dalle parti le quote di mercato nel 1991, basate sul numero di pezzi, erano le seguenti (21):
" 5 15 5 15 25 50 15 15 25 15 25 5 15 5 25 50 25 50 25 50 25 25 50 25 50 25 50 25 5 15 5 15 5 15 5 5 5 5 5 15 5 15 5 5 5 15 25 15 100 100 100
Tali quote sono grosso modo analoghe a quelle calcolate dalla Commissione sulla base del valore, ma va detto che la quota della Pilkington risulta un po' sottovalutata e quella della SIV sopravvalutata nel settore IAM e che la Guardian è già entrata tanto nel settore OEM/OES quanto in quello IAM con vendite significative in quest'ultimo.
Grazie alla concentrazione la Pilkington migliorerà la sua posizione specialmente sul mercato OEM/OES per il vetro stratificato e temprato, ma rimarrà nettamente al secondo posto dopo il leader di mercato Saint-Gobain.
Posizione dominante collettiva
Settore OEM/OES
(55) La quota di mercato aggregata di Saint-Gobain e di Pilkington/SIV nel settore OEM/OES sarà del [. . .] % (22) circa a concentrazione avvenuta. La Commissione non ritiene che ne conseguirà l'instaurazione di un duopolio per i motivi illustrati qui di seguito.
Potere di mercato degli acquirenti
(56) I produttori di autoveicoli dispongono di un potere di contrattazione considerevole, che si va accentuando per effetto della sempre più diffusa tendenza a rivolgersi ad una sola fonte per ciascun pezzo. Se i costruttori si riforniscono da una sola anziché da più fonti, i fornitori, invece di ricevere una quota variabile degli ordini di ciascun costruttore, si vedono ordinare tutto il fabbisogno o nulla e sono quindi sottoposti a una forte pressione concorrenziale per aggiudicarsi l'intero ordine. Questa pressione è ulteriormente accentuata dalla facilità con cui i produttori di autoveicoli possono cambiare fornitore. Anche quando un produttore è titolare dei corrispondenti diritti di proprietà intellettuale, il potere negoziale del costruttore di autoveicoli in relazione ai nuovi ordini è così forte che questi può costringere il produttore di vetro a cedere tali diritti a nuovi fornitori. Nel contempo gli uffici acquisti dei produttori di autoveicoli dispongono di strumenti sofisticati che consentono loro di seguire da vicino i costi di produzione e i prezzi dei produttori di vetro float.
Nessuno dei costruttori di autoveicoli interpellati dalla Commissione si è detto preoccupato per il progetto di concentrazione. In seguito al forte declino delle vendite di autoveicoli nella Comunità (pari nel 1993 al 20 % circa) essi sono riusciti a rinegoziare i contratti in corso e a concluderne di nuovi a lungo termine esercitando una pressione al ribasso sui prezzi. Si tratta di un esempio delle nuove aggressive tecniche di acquisto che si vanno diffondendo nel settore e che riescono ad ottenere un ribasso dei prezzi di consegna, anche in termini nominali, nel corso del contratto. Contratti di questo tipo stanno diventando normali.
Eccesso di capacità
(57) Nel settore OEM/OES vi è al livello 2 un eccesso di capacità molto maggiore di quello esistente al livello 1 per la produzione di vetro float grezzo. Stando ai dati sull'utilizzazione delle capacità raccolti dalla Commissione, l'eccesso di capacità per i sei produttori attuali di vetro float e per Soliver si situa in una forcella compresa tra il 20 % e il 35 % per il vetro stratificato e tra il 15 % e il 40 % per il vetro temprato. In particolare, rispetto a Saint-Gobain e a Pilkington/SIV, Glaverbel e PPG hanno eccessi di capacità relativamente elevati. Lo stesso vale anche per la Guardian, che è entrata solo di recente sul mercato OEM/OES e su quello IAM nella Comunità e il cui nuovo stabilimento di Grevenmacher (Lussemburgo) ha iniziato a produrre nel febbraio del 1993.
Settore IAM
(58) Anche se Pilkington/SIV e Saint-Gobain detengono insieme una quota di mercato superiore al [. . .] % (23) nel settore IAM sia per il vetro temprato che per quello stratificato, la Commissione non ritiene che vi si instaurerà un duopolio per i motivi indicati qui di seguito.
Numero di fornitori indipendenti
(59) Oltre ai fornitori OEM/OES, i fornitori indipendenti sono sufficientemente numerosi da mantenere una concorrenza effettiva.
Necessità di conservare il settore IAM
(60) Anche se in questo settore si assiste a un consolidamento del potere di contrattazione degli acquirenti per effetto dell'espansione di società quali Auto-Windscreens (24) e Carglass, che stanno organizzando la distribuzione di vetri di sostituzione su scala nazionale e internazionale e costituendo catene di centri di montaggio, il potere degli operatori sul versante della domanda è assai inferiore a quello dei costruttori di autoveicoli nel settore OEM/OES. Tuttavia i produttori di vetro float non hanno interesse ad indebolire la posizione dei punti di vendita IAM i quali, per competere con i distributori autorizzati OES, devono già praticare prezzi più bassi ai consumatori finali. Di conseguenza una politica aggressiva servirebbe solo a spostare la domanda di vetri di sostituzione dal segmento IAM al segmento OES, il che tornerebbe a svantaggio dei produttori di vetro float in quanto i prezzi di consegna al settore IAM sono già più alti che nel settore OES e si produrrebbe un ulteriore rafforzamento del già notevole potere di contrattazione dei produttori di autoveicoli.
VI. CONCLUSIONI (61) Considerate le quote di mercato e la forza degli altri produttori, l'acquisizione della SIV da parte di Pilkington/Techint non darà vita ad una posizione di predominio di una sola impresa. Tuttavia, la concentrazione progettata avrà l'effetto di aumentare ulteriormente il grado di concentrazione in un settore in cui questo è già molto alto e in cui le barriere all'entrata sono elevate. Le caratteristiche economiche del settore del vetro float sono tali da offrire forti incentivi a comportamenti paralleli anticoncorrenziali e difatti esso è stato, in passato, testimone di comportamenti restrittivi della concorrenza.
(62) Nella Comunità il mercato del vetro float risente di un crescente eccesso di capacità provocato da un calo della domanda per le sue due principali applicazioni, il vetro per l'edilizia e il vetro di sicurezza per autoveicoli. Questa situazione ha fatto diminuire i prezzi di oltre il 30 % negli ultimi tre anni. L'eccedenza di capacità dovrebbe aumentare nei prossimi anni.
(63) I dati raccolti dalla Commissione e l'analisi che essa ha effettuato non permettono di affermare che la struttura di mercato che verrà a crearsi una volta realizzata la concentrazione progettata consentirà comportamenti paralleli anticoncorrenziali.
Le asimmetrie delle posizioni di mercato dei cinque produttori rimanenti di vetro float sono tali da rendere difficili comportamenti paralleli anticoncorrenziali e la trasparenza del mercato non sembra sufficiente per rendere possibili simili comportamenti. Ai livelli più bassi della catena commerciale del vetro per usi generali vi è un altissimo numero di trasformatori e distributori dipendenti. Nel settore del vetro per autoveicoli i costruttori godono di un forte potere di contrattazione in sede di acquisti e questo loro potere sembra destinato a crescere ulteriormente. Inoltre la Guardian, in particolare, si è distinta in passato come un concorrente aggressivo e disporrà tra breve di significative nuove capacità di produzione che dovrà tentare di collocare sul mercato.
In pari tempo, l'attuale eccesso di capacità e gli elevati profitti marginali realizzabili con un aumento delle vendite - nonché altre caratteristiche specifiche del settore - attestano l'esistenza di forti incentivi a sottrarsi a comportamenti paralleli anticoncorrenziali. Di conseguenza, l'instaurazione e la stabilità di eventuali comportamenti paralleli anticoncorrenziali sono esposti ad un rischio perdurante.
VII. VALUTAZIONE GENERALE (64) Sulla base di quanto precede la Commissione è giunta alla conclusione che la concentrazione progettata non crei né rafforzi una posizione dominante da cui risulti che una concorrenza effettiva sia ostacolata in modo significativo nel mercato comune o in una parte sostanziale di mercato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'acquisizione della Società italiana Vetro SpA, che la Pilkington plc e la Techint Finanziaria Srl si propongono di attuare in comune, è dichiarata compatibile con il mercato comune.
Articolo 2
Sono destinatarie della presente decisione le seguenti società:
Pilkington plc
Prescot Road
Saint Helens
UK-Merseyside - WA10 3TT
Techint Finanziaria Srl
Corso Venezia, 48
I-20121 Milano.
Fatto a Bruxelles, il 21 dicembre 1993.

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