Document ID: 31998R2051

REGOLAMENTO (CE) N. 2051/98 DEL CONSIGLIO del 24 settembre 1998 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di glutammato monosodico originario del Brasile e del Vietnam, che modifica il regolamento (CE) n. 81/96 per quanto riguarda le misure antidumping relative alle importazioni di glutammato monosodico originario della Repubblica di Corea e di Taiwan e che chiude il procedimento per quanto riguarda le importazioni di glutammato monosodico originario degli Stati Uniti d'America e dell'Indonesia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1), in particolare l'articolo 9, paragrafi 2 e 4, e l'articolo 11, paragrafo 3,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il parere del comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
1. Aspetti generali
(1) Con il regolamento (CEE) n. 1798/90 (2) il Consiglio ha istituito dazi antidumping definitivi sulle importazioni di glutammato monosodico (in appresso denominato «GMS») originario, tra l'altro, dell'Indonesia, della Repubblica di Corea (in appresso «Corea») e di Taiwan, ad eccezione delle importazioni provenienti da alcuni produttori esportatori di tali paesi i cui impegni erano stati accettati dalla Commissione con il regolamento (CEE) n. 547/90 (3), la decisione 92/493/CEE (4) e la decisione 93/479/CEE (5).
(2) Successivamente, nel luglio del 1994, a seguito di una domanda presentata dall'industria comunitaria, la Commissione ha avviato un riesame intermedio delle misure antidumping in vigore in relazione alle importazioni di GMS originario, tra l'altro, dell'Indonesia, della Corea e di Taiwan. A seguito di tale riesame la Commissione, con il regolamento (CE) n. 1754/95 (6), ha disdetto l'accettazione degli impegni esistenti, fatta eccezione per le importazioni provenienti da due imprese indonesiane, e ha istituito dazi antidumping provvisori su tutte le altre importazioni originarie, tra l'altro, dell'Indonesia, della Corea e di Taiwan. Il Consiglio, con il regolamento (CE) n. 81/96 (7), ha successivamente istituito dazi antidumping definitivi su tutte le importazioni di GMS originarie dei paesi in questione, senza alcuna eccezione.
2. Le inchieste in corso
(3) Nel luglio del 1997 la Commissione, sentito il comitato consultivo e in conformità dell'articolo 11, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio (in appresso denominato «il regolamento di base») ha avviato, di propria iniziativa, un riesame intermedio delle misure antidumping in vigore in relazione alle importazioni di GMS originario dell'Indonesia, della Corea e di Taiwan (in appresso «l'inchiesta ai fini del riesame»). Motivo di tale riesame erano i significativi cambiamenti apparentemente registrati dall'andamento dei volumi e dei prezzi delle importazioni in questione successivamente alle modifiche apportate nel 1996 alle misure antidumping (8).
(4) Nel luglio del 1997, a seguito di una denuncia presentata ai sensi dell'articolo 5 del regolamento di base dall'Orsan SA, l'unico produttore di GMS della Comunità, la Commissione ha aperto un procedimento antidumping in relazione alle importazioni di tale prodotto originario del Brasile, degli Stati Uniti d'America e del Vietnam (in appresso «la nuova inchiesta») La denuncia conteneva elementi di prova delle pratiche di dumping relative alle importazioni di GMS da questi tre paesi e del pregiudizio che ne derivava che sono stati considerati sufficienti per aprire un procedimento antidumping (9).
(5) Il presente regolamento riguarda le conclusioni raggiunte in relazione sia all'inchiesta ai fini del riesame, sia alla nuova inchiesta, in quanto le due inchieste sono state avviate quasi simultaneamente e hanno preso in considerazione gli stessi periodi per l'esame e l'accertamento del dumping, del pregiudizio e dell'interesse della Comunità. Vista la complessità dei dati raccolti ed esaminati e di alcune questioni sollevate dalle parti interessate nel corso delle due inchieste, l'inchiesta ai fini del riesame ha superato il normale periodo di dodici mesi previsto dall'articolo 11, paragrafo 5 del regolamento di base.
(6) La Commissione ha ufficialmente informato l'industria comunitaria denunziante, i produttori esportatori e gli importatori notoriamente interessati, nonché i rappresentanti dei paesi esportatori, e ha dato alle parti direttamente interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere di essere sentite.
(7) La Commissione ha inviato questionari alle parti notoriamente interessate e ha ricevuto risposte dal produttore comunitario, da cinque produttori esportatori indonesiani e da due società commerciali indonesiane collegate a tre produttori esportatori indonesiani, da un produttore esportatore coreano, da due produttori esportatori brasiliani collegati e dalle loro due società collegate nella Comunità, e da un produttore esportatore vietnamita.
Nessuna risposta al questionario è stata ottenuta dalla ADM, l'unico produttore esportatore statunitense di cui si abbia notizia. La società ha informato la Commissione che avrebbe definitivamente cessato la produzione di GMS, e di conseguenza anche delle esportazioni di tale prodotto nella Comunità, entro la fine del 1997.
(8) La Commissione ha inoltre inviato questionari a un gran numero di operatori economici che risultavano essere o rappresentare acquirenti, utilizzatori o importatori di GMS nella Comunità. Solo pochi di questi operatori hanno risposto. La Commissione ha infine interpellato alcuni importanti fornitori di materie prime all'industria comunitaria, che hanno risposto, ma hanno fornito dati incompleti.
(9) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione del dumping, del pregiudizio e dell'interesse della Comunità. Fatta eccezione per i due produttori esportatori brasiliani collegati, per i quali si sono tratte conclusioni senza effettuare visite di verifica, si sono svolte indagini in loco presso le sedi delle seguenti imprese:
a) Indonesia
produttori esportatori:
- PT Indomiwon Citra Inti, Giacarta
- PT Sasa Inti, Surabaya
- PT Cheil Samsung, Giacarta
- PT Ajinomoto Indonesia, Giacarta*
- PT Ajinex International, Giacarta*
società collegate che effettuano vendite sul mercato interno:
- PT Ajinomoto Sales, Giacarta (collegata alla PT Ajinomoto e alla PT Ajinex)*
- PT Rodamas Co. Ltd, Giacarta (collegata alla PT. Sasa Inti)
b) Repubblica di Corea
produttori esportatori:
- Cheil Jedang Corporation, Seul
c) Brasile
produttori esportatori:
- Ajinomoto Interamericana Industria e Comercio Ltda, São Paulo*
- Ajinomoto Biolatina Industria e Comercio Ltda, São Paulo*
importatore collegato:
- Ajinomoto Europe Sales GmbH, Amburgo, Germania*
operatore commerciale collegato:
- Forum Products Ltd, Londra, Regno Unito*
d) Stati Uniti d'America
produttore:
- Ajinomoto USA Inc., New York, USA*
e) Produttore comunitario
- Orsan SA, Nesle, Francia
f) Importatori e società commerciali
- Helm AG, Amburgo, Germania,
- Burtell Foods Ltd, Evesham, Regno Unito
g) Utilizzatori
- IFF (Nederlands) NV, Tilburg, Paesi Bassi
(10) Si noti che tutte le imprese contrassegnate da un asterisco (*) fanno parte del gruppo Ajinomoto, che fa capo ed è sotto il controllo della Ajinomoto Co. Inc. di Tokyo (Giappone). Nel presente documento tale gruppo è indicato come «Ajinomoto».
3. Periodo dell'inchiesta
(11) Per entrambe le inchieste, l'esame relativo al dumping ha coperto il periodo dal 1° luglio 1996 al 30 giugno 1997 (in appresso denominato «il periodo dell'inchiesta») e l'esame del pregiudizio ha coperto il periodo dal 1994 al termine del periodo dell'inchiesta.
4. Ritiro della denuncia per quanto riguarda il Brasile e gli Stati Uniti d'America e procedura successiva
(12) Il 24 ottobre 1997 la denunziante Orsan ha informato la Commissione della sua decisione di ritirare la denuncia nei confronti del Brasile e degli Stati Uniti d'America, in quanto l'unico produttore esportatore americano ha deciso di cessare la produzione di GMS e, di conseguenza, è probabile che i produttori brasiliani riorientino le esportazioni dalla Comunità verso gli Stati Uniti d'America. La Commissione ha informato le parti interessate del parziale ritiro della denuncia, invitandole a comunicarle le loro osservazioni al riguardo.
(13) In risposta, tre produttori esportatori e un importatore hanno sostenuto che, se si fosse chiuso il procedimento nei confronti del Brasile e degli Stati Uniti d'America, la stessa logica avrebbe dovuto applicarsi al Vietnam e ai tre paesi oggetto dell'inchiesta ai fini del riesame.
(14) Viste le reazioni delle parti interessate, la Commissione ha valutato se una parziale chiusura del procedimento nei confronti dei due paesi in questione e il mantenimento o l'istituzione di misure nei confronti degli altri costituissero una discriminazione ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 5 del regolamento di base.
(15) L'inchiesta ha dimostrato che le importazioni provenienti da cinque dei sei paesi avvenivano a prezzi di dumping o che sarebbero probabilmente riprese a prezzi di dumping in assenza delle misure in vigore. Il fatto che il produttore esportatore statunitense cessava la produzione costituiva un valido motivo per distinguere la situazione di tale paese da quella degli altri, ma altrettanto non poteva dirsi nel caso del Brasile. L'ipotesi che i produttori esportatori brasiliani avrebbero probabilmente trasferito verso gli Stati Uniti d'America le loro vendite nella Comunità, infatti, non ha trovato conferma a un'analisi più approfondita.
(16) Data la situazione, si è concluso che sarebbe stato discriminatorio adottare misure nei confronti degli altri paesi se non si fosse fatto altrettanto nei confronti del Brasile. Alla fine di febbraio del 1998 la Commissione ha comunicato questa conclusione alle parti interessate.
(17) Con una lettera datata 4 marzo 1998 la Orsan ha disdetto il ritiro della sua denuncia nei confronti del Brasile e degli Stati Uniti d'America in quanto i risultati dell'inchiesta comunicati dalla Commissione avevano dimostrato l'infondatezza delle ipotesi che l'avevano motivato, e ha chiesto alla Commissione di portare avanti la sua inchiesta nei confronti di tutti e sei i paesi. La Commissione ha giudicato ammissibile la disdetta del ritiro della denuncia da parte della Orsan, essendo pervenuta entro i termini previsti per presentare osservazioni in merito alle conclusioni comunicate.
(18) Dato il tempo trascorso prima che la Orsan disdicesse il ritiro della denuncia, la Commissione non ha potuto istituire misure provvisorie.
(19) Le parti sono state informate per iscritto dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi antidumping definitivi e la chiusura dei procedimenti relativi agli Stati Uniti d'America (cfr. punto 96) e all'Indonesia (cfr. punto 75). Alle parti è stato inoltre concesso un ragionevole periodo entro il quale comunicare le loro osservazioni a seguito di tale comunicazione.
Le osservazioni orali e scritte delle parti sono state esaminate e, nei casi opportuni, le conclusioni della Commissione sono state modificate per tenerne conto.
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1. Descrizione del prodotto in esame
(20) Il prodotto in esame in entrambe le inchieste è il glutammato monosodico (GMS) prodotto in forma di cristalli di varie dimensioni e classificabile al codice NC ex 2922 42 00. Il prodotto è utilizzato soprattutto come esaltatore di sapidità in minestre, brodi, piatti di pesce e di carne e cibi pronti.
Il GMS è disponibile in imballaggi di varie dimensioni, dalle confezioni da mezzo grammo per il consumo ai grandi sacchi da una tonnellata. Le confezioni più piccole sono vendute ai consumatori privati tramite i dettaglianti, mentre le confezioni più grosse, dai 25 kg in su, sono destinate agli utilizzatori industriali. Le diverse confezioni di GMS non presentano caratteristiche fisiche diverse.
2. Prodotto simile
(21) Si è accertato che il GMS prodotto e venduto dall'industria comunitaria sul mercato comunitario è simile, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento di base, a quello esportato da tutti i paesi oggetto delle due inchieste in quanto tali prodotti sono sostanzialmente identici dal punto di vista delle caratteristiche fisiche. Inoltre, si è accertato che il GMS prodotto e venduto in Brasile, in Indonesia, in Corea, a Taiwan e negli Stati Uniti d'America è simile a quello esportato da questi paesi nella Comunità. Lo stesso dicasi per il GMS prodotto e venduto in Thailandia, paese utilizzato come paese analogo per stabilire il valore normale per il Vietnam.
C. DUMPING
1. Osservazioni preliminari
(22) Per tutti i paesi esportatori interessati, si è effettuata l'analisi del dumping per i tipi di prodotto pertinenti esportati nella Comunità nel periodo dell'inchiesta, vale a dire per confezioni pari o superiori ai 25 kg.
(23) Quattro dei cinque produttori esportatori indonesiani che hanno risposto al questionario hanno dichiarato di non aver effettuato esportazioni nella Comunità nel periodo dell'inchiesta. La Sasi Inti, l'unico produttore esportatore che ha collaborato con vendite all'esportazione nella Comunità, aveva effettuato una sola operazione di esportazione per appena 20 t, che in base ai dati di Eurostat rappresentava la quasi totalità delle esportazioni indonesiane di GMS nella Comunità durante il periodo dell'inchiesta. Dato il modesto volume di tali importazioni e quindi la scarsa rappresentatività del corrispondente prezzo all'esportazione, non si è ritenuto opportuno calcolare il margine di dumping per l'Indonesia su tale base.
(24) In Corea, solo uno dei due produttori esportatori cui è stato inviato il questionario, la Cheil Jedang Corporation, ha collaborato. È stato accertato che tale impresa ha esportato GMS nella Comunità nel periodo dell'inchiesta. Confrontando i dati delle esportazioni di questa impresa con i dati Eurostat relativi a tutte le importazioni dalla Corea, è risultato che le esportazioni dichiarate dall'impresa costituivano quasi la metà del totale.
(25) Dalle imprese di Taiwan non si è ottenuta alcuna cooperazione sebbene, secondo Eurostat, Taiwan sia stato il paese oggetto dell'inchiesta ai fini del riesame che aveva esportato i maggiori quantitativi nella Comunità nel periodo dell'inchiesta.
(26) Per quanto riguarda il Brasile, i due produttori esportatori che hanno collaborato e che sono risultati appartenere alla Ajinomoto rappresentavano la quasi totalità delle esportazioni brasiliane di GMS verso la Comunità.
(27) Solo uno dei due produttori statunitensi noti alla Commissione, la ADM, aveva effettuato nel periodo dell'inchiesta esportazioni nella Comunità, che si stima coprano la totalità delle esportazioni dagli Stati Uniti d'America registrate da Eurostat. Questo produttore esportatore non ha risposto al questionario della Commissione ma, come già accennato al punto 7, ha dichiarato che avrebbe definitivamente cessato la produzione di GMS.
(28) Per quanto riguarda il Vietnam, solo un produttore esportatore ha collaborato all'inchiesta e ha dichiarato di aver esportato solo un modesto quantitativo rispetto al totale delle importazioni dal Vietnam.
2. Valore normale
(29) Per i motivi indicati al punto 23, per l'unico produttore indonesiano che ha effettuato esportazioni nella Comunità, la Sasa Inti, non si è determinato il valore normale.
(30) Per quanto riguarda la Corea, il valore normale è stato stabilito sulla base dei prezzi pagati da acquirenti indipendenti nel paese esportatore in relazione a vendite rappresentative e remunerative sul mercato interno, conformemente all'articolo 2, paragrafi 1 e 2 del regolamento di base.
(31) Data la totale assenza di collaborazione delle imprese di Taiwan, si è dovuto stabilire il valore normale conformemente all'articolo 18 del regolamento di base. A tal fine, si è ritenuto opportuno utilizzare il valore normale stabilito in Corea per l'unico produttore esportatore coreano che ha collaborato.
(32) Per i due produttori esportatori brasiliani che hanno collaborato, il valore normale è stato stabilito, conformemente all'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento di base, in base al prezzo effettivamente pagato da clienti indipendenti nel corso di normali operazioni commerciali per vendite sul mercato interno. Poiché tutte le vendite sul mercato interno di uno dei due produttori esportatori collegati sono state effettuate all'altro, si è accertato che solo le vendite di quest'ultimo sono state effettuate a clienti indipendenti e sono state dunque prese in considerazione per stabilire il valore normale. Si è accertato che le vendite sul mercato interno di tale produttore esportatore sono state effettuate in quantitativi sufficienti per poterle considerare rappresentative, conformemente all'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base. Dato che più dell'80 % delle sue vendite sul mercato interno erano remunerative, nel calcolo del valore normale sono state utilizzate tutte le sue vendite sul mercato interno.
(33) Per quanto riguarda gli Stati Uniti d'America, dato che l'unico produttore esportatore statunitense (la ADM) non ha risposto al questionario della Commissione, si è dovuto basare il valore normale sui dati disponibili, a norma dell'articolo 18 del regolamento di base. In questo caso, si è ritenuto che le informazioni verificate sui prezzi delle vendite sul mercato interno fornite da un altro produttore americano noto alla Commissione (la Ajinomoto USA, Inc.) costituissero una base adeguata per stabilire il valore normale. Tali dati sono risultati vicini al valore normale indicato nella denuncia.
(34) Poiché il Vietnam è considerato un paese non retto da un'economia di mercato, si è dovuto stabilire il valore normale in relazione a un paese terzo ad economia di mercato, conformemente all'articolo 2, paragrafo 7 del regolamento di base. A tal fine, nell'avviso di apertura si era ipotizzato di utilizzare la Thailandia quale paese adeguato ad economia di mercato. Un produttore esportatore vietnamita ha sostenuto che la Thailandia aveva un mercato molto protetto in cui operava un solo produttore, le cui vendite sul mercato interno erano insufficienti per poterle considerare rappresentative. Il produttore esportatore vietnamita, quindi, proponeva Taiwan quale paese ad economia di mercato alternativo. Come si è già detto, però, nessuno dei produttori esportatori di Taiwan ha accettato di collaborare. Inoltre, si è scoperto che cinque imprese producevano e vendevano GMS in Thailandia, e che il livello dei dazi doganali di tale paese è paragonabile a quello di altri paesi concorrenti della regione; si direbbe dunque che in Thailandia esista un livello di concorrenza sufficiente. Le vendite sul mercato interno tailandese, inoltre, sono effettuate in quantitativi rappresentativi, essendo notevolmente superiori al volume delle esportazioni vietnamite di GMS nella Comunità. Infine, la materia prima utilizzata per la produzione del GMS, vale a dire la tapioca, è facilmente disponibile in Thailandia e la tecnologia di produzione è simile a quella utilizzata in Vietnam. Un produttore tailandese ha risposto esaurientemente al questionario ed ha accettato una visita di verifica. Alla luce di quanto sopra, si è scelta la Thailandia quale paese ad economia di mercato adeguato al fine della determinazione del valore normale per il Vietnam. Il valore normale è stato dunque stabilito sulla base dei prezzi pagati o pagabili da clienti indipendenti in Thailandia per vendite del prodotto simile risultate effettuate nel corso di normali operazioni commerciali e in quantitativi sufficienti da consentire un corretto confronto.
3. Prezzo all'esportazione
(35) Data la non rappresentatività delle sue esportazioni nel periodo dell'inchiesta, per l'Indonesia non si è stabilito un prezzo all'esportazione.
(36) Per la Corea, il prezzo all'esportazione è stato stabilito facendo riferimento ai prezzi effettivamente pagati da acquirenti indipendenti nella Comunità, conformemente all'articolo 2, paragrafo 8 del regolamento di base.
(37) Per Taiwan, data la mancanza di cooperazione, si è dovuto basare il prezzo all'esportazione sui dati disponibili, conformemente all'articolo 18 del regolamento di base. Si è ritenuto che i dati Eurostat, secondo i quali i prezzi all'esportazione di Taiwan erano mediamente dell'ordine di quelli riscontrati per gli altri paesi oggetto dei procedimenti, costituissero una base adeguata per determinare il prezzo all'esportazione.
(38) Tutte le esportazioni nella Comunità dei due produttori esportatori brasiliani che hanno collaborato sono state effettuate a un unico importatore collegato, che ha rivenduto parte del prodotto a una società commerciale collegata nella Comunità. Sia per l'importatore collegato, sia per la società commerciale collegata, si è pertanto dovuto determinare il prezzo all'esportazione in base al prezzo al quale il prodotto importato è stato rivenduto al primo acquirente indipendente nella Comunità. Per stabilire un prezzo all'esportazione alla frontiera comunitaria attendibile, conformemente all'articolo 2, paragrafo 9 del regolamento di base, dal prezzo di rivendita sono stati dedotti tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita ad acquirenti indipendenti, nonché un ragionevole margine di profitto. Il margine di profitto è stato determinato facendo riferimento a quelli realizzati dagli importatori indipendenti che hanno collaborato.
(39) Per quanto riguarda gli Stati Uniti d'America, non avendo ottenuto alcuna collaborazione da parte dell'unico produttore esportatore statunitense, si è dovuto stabilire il prezzo all'esportazione in base ai dati disponibili, conformemente all'articolo 18 del regolamento di base. Non si è potuto considerare attendibile il prezzo all'esportazione che risultava dai dati Eurostat, in quanto tutte le importazioni originarie degli Stati Uniti d'America erano state effettuate da un importatore collegato al produttore esportatore statunitense in questione. Il prezzo all'esportazione è stato quindi ricostruito in base al prezzo al quale un quantitativo notevole di GMS è stato rivenduto dall'importatore collegato a un cliente indipendente che ha collaborato all'inchiesta. Dato che l'importatore collegato, così come il produttore esportatore, non ha collaborato all'inchiesta, si è ritenuto opportuno basare gli adeguamenti per tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita e per i profitti conseguiti su quelli utilizzati per l'importatore dal Brasile collegato, che ha collaborato all'inchiesta.
(40) Per quanto riguarda il Vietnam, si è accertato che il volume delle esportazioni del produttore esportatore vietnamita che ha collaborato era trascurabile e non costituiva dunque una base adeguata per determinare la media ponderata dei prezzi all'esportazione. Anche per il Vietnam, quindi, si è dovuto stabilire il prezzo all'esportazione sulla base dei dati disponibili, conformemente all'articolo 18 del regolamento di base. Si è ritenuto che i dati Eurostat, risultati in linea con il prezzo all'esportazione indicato nella denuncia e con i prezzi delle operazioni di importazione verificati presso la sede di un importatore non collegato che ha collaborato, costituissero una base adeguata per stabilire il prezzo all'esportazione.
4. Confronto
(41) Si è confrontata la media ponderata del valore normale così stabilita con la media ponderata del prezzo all'esportazione, conformemente all'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento di base. Per quanto riguarda la Corea, Taiwan, il Brasile e gli Stati Uniti d'America, il confronto è stato effettuato al livello franco fabbrica, mentre nel caso del Vietnam il confronto è stato effettuato al livello del prezzo fob nel paese esportatore. In tutti i casi, il confronto è stato fatto allo stesso stadio commerciale. Ai fini di assicurare un equo confronto si è tenuto conto, conformemente all'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento di base, delle differenze relative ai fattori per i quali si è sostenuto e dimostrato che hanno inciso sui prezzi e sulla loro comparabilità. In particolare, si sono apportati adeguamenti per il trasporto, l'assicurazione, la movimentazione, le spese di carico e le spese accessorie e per il costo dei crediti.
(42) La Ajinomoto ha sostenuto che circa un terzo delle vendite sul mercato interno brasiliano sono state effettuate a un gran numero di piccoli utilizzatori industriali e clienti al dettaglio, mentre le vendite all'esportazione da questo paese alla Comunità sono state effettuate unicamente a grandi utilizzatori industriali. A causa di questa differenza di mercato, quindi, per assicurare un equo confronto con i prezzi all'esportazione, non si sarebbe dovuto tener conto delle vendite sul mercato interno a piccoli utilizzatori industriali e a clienti al dettaglio nel calcolo del valore normale. A questo proposito, si noti che ai fini del confronto si è tenuto conto unicamente delle vendite sul mercato interno effettuate a utilizzatori finali industriali. La Ajinomoto inoltre non ha applicato un sistema di prezzi coerente rispetto ai volumi acquistati dai suoi clienti: in molti casi clienti di medie dimensioni, e a volte anche clienti molto piccoli, hanno pagato prezzi inferiori rispetto ai due principali acquirenti che rappresentano una notevole percentuale di tutte le vendite sul mercato interno. Infine, non sono state fornite prove che indicassero lo svolgimento di funzioni diverse in rapporto alla categoria di clienti in questione. Non è stato dunque possibile apportare adeguamenti a questo riguardo.
5. Margine di dumping
(43) Il confronto ha dimostrato l'esistenza di pratiche di dumping, con un margine pari alla differenza tra il valore normale stabilito e il prezzo all'esportazione nella Comunità. Per Taiwan e per il Vietnam non si riporta il margine di dumping esatto in quanto la sua pubblicazione consentirebbe a terzi di ricostruire informazioni riservate relative ai produttori esportatori, rispettivamente della Corea e della Thailandia, che hanno collaborato. I margini di dumping, espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif franco frontiera comunitaria, sono i seguenti:
Indonesia
Come si è detto, il totale delle importazioni dall'Indonesia nella Comunità nel periodo dell'inchiesta ammonta appena a 20 t e, pertanto, non si è ritenuto opportuno calcolare il margine di dumping per un volume così modesto. Data la situazione, la Commissione ha giudicato che nel caso dell'Indonesia era importante soprattutto esaminare, come si fa in appresso, se qualora le misure fossero abolite o modificate sarebbe probabile un ripetersi del dumping.
Corea
SPAZIO PER TABELLA
Per non premiare la mancata collaborazione, per le imprese coreane che non hanno collaborato all'inchiesta o non si sono manifestate si è ritenuto opportuno fissare il margine di dumping sulla base dell'operazione di esportazione rappresentativa dell'impresa coreana che ha collaborato effettuata al prezzo più basso, e quindi con il margine di dumping più alto. Il margine di dumping stabilito per le imprese coreane che non hanno collaborato è pertanto del 44,2 %.
Taiwan
SPAZIO PER TABELLA
Brasile
Pur essendo giuridicamente due imprese distinte, i due produttori esportatori brasiliani che hanno collaborato sono collegati tra loro. Conformemente alla prassi consolidata delle istituzioni comunitarie in relazione alle imprese collegate oggetto di procedimenti antidumping, e per evitare possibili elusioni, per queste due imprese si è stabilito un unico margine di dumping, pari al 19,9 %.
Per quanto riguarda i produttori esportatori brasiliani che non hanno collaborato o che non si sono manifestati, si sono dovuti stabilire il valore normale e il prezzo all'esportazione in base ai dati disponibili, conformemente all'articolo 18 del regolamento di base. A questo proposito si è giudicato che, dato che la quasi totalità delle importazioni nella Comunità si possono attribuire ai produttori esportatori che hanno collaborato, le conclusioni raggiunte nei loro confronti costituivano la base più adeguata. Il margine di dumping residuo stabilito per tutti i produttori esportatori brasiliani che non hanno collaborato è dunque pari al 19,9 %.
Stati Uniti d'America
SPAZIO PER TABELLA
Per il produttore statunitense conosciuto che non ha effettuato esportazioni verso la Comunità nel periodo dell'inchiesta, la Ajinomoto USA Inc., e per ogni altra impresa che dovesse iniziare in futuro a produrre ed esportare GMS nella Comunità si è ritenuto opportuno applicare lo stesso margine di dumping dell'ADM, che ha effettuato tutte le esportazioni nella Comunità in tale periodo.
Vietnam
Poiché il Vietnam è considerato un paese non retto da un'economia di mercato, si è stabilito un unico margine di dumping per tutto il paese.
SPAZIO PER TABELLA
D. DEFINIZIONE DELL'INDUSTRIA COMUNITARIA
(44) Il produttore comunitario denunziante è l'unico produttore del prodotto simile nella Comunità e costituisce l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento di base.
E. PREGIUDIZIO RELATIVO AI PAESI OGGETTO DELLA NUOVA INCHIESTA
1. Osservazioni preliminari
(45) Le circostanze in cui sono avvenute le importazioni dai paesi oggetti dell'inchiesta ai fini del riesame, e in particolare il ritiro dell'Indonesia dal mercato comunitario e il brusco calo delle importazioni dalla Corea e da Taiwan, effettuate in regime di perfezionamento attivo, hanno indotto la Commissione a ritenere opportuno concentrare l'analisi sulla probabilità di una reiterazione del pregiudizio connesso a tali importazioni, giudicando superfluo stabilire se andassero cumulate con quelle provenienti dai paesi oggetto della nuova inchiesta.
(46) Esistendo un unico produttore comunitario e dato il carattere riservato delle informazioni relative agli indicatori del pregiudizio, i dati relativi all'andamento della produzione, alla capacità produttiva e al suo utilizzo, al consumo nella Comunità, ai volumi delle vendite, alle quote di mercato, all'evoluzione dei prezzi e alla remuneratività sono riportati in forma indicizzata, ponendo pari a 100 i dati relativi al 1994.
2. Consumo nella Comunità
(47) Il consumo di GMS nella Comunità è stato calcolato sulla base delle importazioni (dati Eurostat) sommate alle vendite nella Comunità della Orsan. Così calcolato, il consumo è andato complessivamente aumentando nel periodo in esame (dal 1° gennaio 1994 al 30 giugno 1997), nonostante un calo nel 1995. In termini indicizzati, si è passati da 100 nel 1994 a 91 nel 1995, per risalire a 101 nel 1996 e aumentare ancora a 106 nel periodo dell'inchiesta.
3. Importazioni di GMS nella Comunità dai paesi oggetto della nuova inchiesta
a) Cumulo
(48) Conformemente all'articolo 3, paragrafo 4 del regolamento di base, se le importazioni di un prodotto da più di un paese sono simultaneamente oggetto di inchieste antidumping, gli effetti di tali importazioni possono essere valutati cumulativamente solo se è accertato che a) il margine di dumping stabilito per le importazioni da ciascun paese è superiore a quello minimo definito all'articolo 9, paragrafo 3 e il volume delle importazioni da ciascun paese non è trascurabile e che b) la valutazione cumulativa degli effetti delle importazioni è opportuna alla luce delle condizioni della concorrenza tra i prodotti importati e tra questi ultimi e il prodotto comunitario simile.
(49) Come indica la tabella qui di seguito riportata, il volume delle importazioni e la relativa quota di mercato nel periodo dell'inchiesta si considerano significativi. I margini di dumping dei tre paesi, inoltre, sono risultati sostanzialmente superiori a quelli minimi. Date queste premesse, si è quindi esaminato se le condizioni della concorrenza fossero tali da giustificare una valutazione cumulativa delle importazioni dai tre paesi in questione. A questo proposito, si è accertato che i prezzi di tali importazioni erano tutti dello stesso ordine di grandezza.
SPAZIO PER TABELLA
Si ricordi inoltre che il GMS importato da questi tre paesi e quello prodotto e venduto dall'industria comunitaria sono totalmente intercambiabili, che il mercato è trasparente e che si utilizzano canali di vendita simili. Si è dunque ritenuto che una valutazione cumulativa degli effetti delle importazioni provenienti dai paesi oggetto della nuova inchiesta fosse opportuna anche alla luce delle condizioni di concorrenza tra prodotti importati e delle condizioni di concorrenza tra i prodotti importati e il prodotto simile comunitario.
b) Volume, valore e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping
(50) Il volume delle importazioni dai tre paesi oggetto della nuova inchiesta è passato dalle 5 766 t del 1994 alle 22 915 t del periodo dell'inchiesta, con un aumento vicino al 300 %. Nello stesso periodo, il valore di tali importazioni è aumentato da circa 6 MECU a 22,8 MECU, con un incremento vicino al 275 %.
(51) In termini di quota di mercato rispetto al consumo totale, la penetrazione di mercato delle importazioni oggetto di dumping in termini di volume è salita dal 9,7 % del 1994 al 36,6 % nel periodo dell'inchiesta, con un aumento del 276 %.
c) Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
(52) Per determinare la sottoquotazione dei prezzi rispetto ai paesi in questione, la Commissione ha analizzato i dati relativi al periodo dell'inchiesta.
La sottoquotazione dei prezzi è stata stabilita mettendo a confronto il prezzo all'esportazione, dazio convenzionale corrisposto, con i prezzi franco fabbrica praticati dall'industria comunitaria allo stesso stadio commerciale. Nel determinare i prezzi di vendita dell'industria comunitaria, la Commissione ha dovuto decidere se la Ajinomoto e il produttore comunitario fossero collegati in misura tale da non poter accettare il prezzo al quale il produttore comunitario vendeva GMS alla Ajinomoto quale prezzo puramente commerciale e doverlo escludere dai calcoli volti a quantificare la sottoquotazione. Tuttavia non si è ritenuto necessario prendere una decisione al riguardo in quanto la stragrande maggioranza delle vendite del produttore comunitario nella Comunità sono state effettuate direttamente ad altri clienti non collegati, ed erano pertanto sufficientemente rappresentativi.
Nel caso del Brasile, del Vietnam e degli Stati Uniti d'America, si è confrontata la media ponderata dei prezzi di vendita franco fabbrica del produttore comunitario al primo cliente indipendente nella Comunità con la media ponderata dei prezzi all'esportazione utilizzata per la determinazione del dumping, adeguata ai livelli franco frontiera comunitaria dazio corrisposto, con una detrazione per tener conto dei costi sostenuti successivamente all'importazione.
Il confronto dei prezzi per le esportazioni dal Brasile, dagli Stati Uniti d'America e dal Vietnam ha dimostrato che tali prezzi avevano sottoquotato quelli dell'industria comunitaria, rispettivamente, del 4,3 %, del 3,4 % e del 4 %.
4. Situazione dell'industria comunitaria
(53) L'esame dell'andamento del pregiudizio ha coperto il periodo dal 1994 al termine del periodo dell'inchiesta. Si noti che in questo periodo erano in vigore le misure antidumping di cui ai punti 1 e 2, i cui effetti si facevano sentire sulla situazione dell'industria comunitaria.
a) Produzione, capacità produttiva e utilizzo della capacità produttiva
(54) La produzione dell'industria comunitaria è aumentata, in termini indicizzati, da 100 a 106 tra il 1994 e il 1995, per poi scendere a 99 nel 1996 e diminuire ancora a 86 nel periodo dell'inchiesta. La capacità produttiva dell'industria comunitaria del prodotto in esame è rimasta sostanzialmente stabile, salendo a 102 nel 1995 e scendendo quindi a 98 nel 1996 e a 96 nel periodo dell'inchiesta. Tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta il tasso di utilizzo della capacità produttiva è oscillato tra 100 e 89.
b) Scorte
(55) Tra il 1994 e il 1996 le scorte sono significativamente aumentate (+97 %). Nel periodo dell'inchiesta i livelli delle scorte sono sostanzialmente diminuiti a causa dei cambiamenti del processo di produzione.
c) Vendite e quota di mercato
(56) Il volume delle vendite del produttore comunitario è aumentato da 100 nel 1994 a 104 nel 1995. Nel 1996 il quantitativo venduto è stato di 107 e nel periodo dell'inchiesta è leggermente diminuito, scendendo a 102. La quota di mercato del produttore comunitario è aumentata, sempre in termini indicizzati, da 100 nel 1994 a 114 nel 1995, è quindi scesa a 107 nel 1996 ed è ulteriormente diminuita a 97 nel periodo dell'inchiesta. Si noti che tale quota di mercato è sempre stata molto consistente.
d) Prezzo di vendita medio ed evoluzione dei prezzi
(57) I prezzi di vendita dell'industria comunitaria sono diminuiti da 100 nel 1994 a 95 nel 1995, sono rimasti stabili a 95 nel 1996 e sono diminuiti a 91 nel periodo dell'inchiesta.
e) Remuneratività
(58) Si noti, anzitutto, che nonostante le misure antidumping in vigore la remuneratività delle vendite dell'industria comunitaria del prodotto in esame non è mai stata, nel periodo in questione, soddisfacente, sebbene l'industria comunitaria abbia ridotto i costi di produzione. Il livello effettivo di remuneratività dell'industria comunitaria, infatti, non solo è stato notevolmente inferiore a quello considerato adeguato nel regolamento oggetto del riesame, ma è rimasto a lungo talmente basso che la vitalità dell'industria continua ad essere precaria.
Già modesta del 1994, la remuneratività è diminuita nel 1995 e ha subito un ulteriore brusco calo nel 1996, quando l'industria comunitaria ha iniziato a registrare delle perdite. La tendenza al ribasso è continuata sino alla fine del periodo dell'inchiesta.
f) Investimenti
(59) Il produttore comunitario ha notevolmente aumentato i suoi investimenti, triplicandoli nel periodo in esame. Tali investimenti si riferiscono in particolare al cambiamento del processo di produzione che il produttore ha deciso di introdurre.
5. Conclusioni relative al pregiudizio
(60) L'esame dei suddetti indicatori dimostra che, nonostante un certo effetto positivo delle misure in vigore per l'industria comunitaria, la sua situazione finanziaria rimane precaria ed è anzi aggravata dalle perdite finanziarie subite nel periodo dell'inchiesta. L'andamento dei prezzi di vendita è stato inoltre negativo, toccando i livelli più bassi nel periodo dell'inchiesta, e la quota di mercato è andata calando sino alla fine di tale periodo. Se dunque il pregiudizio grave era già stato accertato dal regolamento oggetto del riesame, l'analisi dei fatti accertati nella nuova inchiesta dimostra che il pregiudizio grave è perdurato nel periodo successivo.
F. NESSO DI CAUSALITÀ
1. Introduzione
(61) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio subito dall'industria comunitaria fosse stato provocato dalle importazioni provenienti dai paesi oggetto della nuova inchiesta o se altri fattori noti, quali l'andamento di altre importazioni, il consumo nel mercato comunitario, l'attività di esportazione e la politica dei prezzi dell'industria comunitaria, avessero provocato il pregiudizio o vi avessero contribuito, per evitare che l'eventuale pregiudizio provocato da tali fattori fosse attribuito alle importazioni oggetto del dumping.
2. Effetto delle importazioni oggetto del dumping
(62) La quota di mercato cumulativa delle importazioni dai paesi oggetto delle nuova inchiesta è aumentata dal 9 % del 1994 al 36 % nel periodo dell'inchiesta, con un incremento di 27 punti percentuali, vale a dire che sono triplicate. La quota di mercato dell'industria comunitaria, invece, è aumentata del 14 % tra il 1994 e il 1995, ma nel complesso ha registrato un calo del 3 % tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta.
Si noti che il temporaneo aumento della quota di mercato dell'industria comunitaria ha coinciso con l'istituzione di misure antidumping modificate nei confronti di quattro paesi - l'Indonesia, la Corea, la Thailandia e Taiwan - nel 1995. Risulta dunque chiaro che questo incremento non è stato sostenuto, in quanto dopo il 1995 l'industria comunitaria ha perso quota di mercato, in un periodo in cui le importazioni provenienti dai paesi oggetto della nuova inchiesta sono sostanzialmente aumentate. Ciò dimostra che l'industria comunitaria non ha potuto realmente beneficiare dell'effetto delle misure istituite nel 1995 nei confronti dell'Indonesia, della Corea, della Thailandia e di Taiwan, in quanto la diminuzione delle importazioni da questi paesi (-10 554 t tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta) è stata immediatamente più che compensata da un aumento delle importazioni oggetto di dumping dagli Stati Uniti d'America, dal Brasile e dal Vietnam (+ 17 147 t tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta).
(63) Si è inoltre accertata una notevole sottoquotazione dei prezzi per i paesi oggetto della nuova inchiesta. Data la sensibilità ai prezzi e la trasparenza del mercato, queste importazioni a basso prezzo, ben note ai potenziali clienti dell'industria comunitaria, non potevano non ripercuotersi sui prezzi dell'industria comunitaria, provocandone una depressione. L'industria comunitaria ha dovuto quindi adeguare i suoi prezzi alla situazione del mercato per evitare di perdere quota di mercato. Tale comportamento difensivo dell'industria comunitaria è stato ancora più necessario in quanto, dal punto di vista tecnologico, tale industria deve mantenere un ciclo di produzione continuo e non può ridurre né facilmente adattare la sua produzione per limitare gli effetti negativi di questa pressione sui prezzi derivante dalla presenza di importazioni oggetto di dumping a basso prezzo.
L'impatto sull'industria comunitaria di un volume crescente di importazioni a basso prezzo dai paesi oggetto della nuova inchiesta è culminato nel periodo dell'inchiesta, quando il volume delle importazioni nella Comunità dai paesi interessati è stato particolarmente significativo. È in questo periodo che la situazione dell'industria comunitaria è stata più critica, soprattutto in termini di remuneratività, prezzi e quota di mercato.
(64) I produttori esportatori brasiliani che hanno collaborato hanno obiettato che le importazioni dal Brasile non hanno provocato pregiudizio grave all'industria comunitaria, sostenendo che, nel periodo in esame, i prezzi delle importazioni dal Brasile erano superiori a quelli delle importazioni dagli Stati Uniti d'America e dal Vietnam. A loro dire, inoltre, la loro quota di mercato è rimasta stabile tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta. L'andamento dei prezzi nel mercato comunitario non avrebbe dunque risentito delle importazioni dal Brasile.
A tale riguardo si è accertato che il volume delle importazioni oggetto di dumping dal Brasile è aumentato del 101 % tra il 1994 e il termine del periodo dell'inchiesta e che la relativa quota di mercato ha raggiunto un livello massimo nel periodo dell'inchiesta, quando era quasi il doppio rispetto al 1996. Si è inoltre rilevato che le importazioni dal Brasile sottoquotavano significativamente i prezzi dell'industria comunitaria. In ogni caso, si è accertato che già nel 1996 e nel periodo dell'inchiesta i prezzi delle importazioni dal Brasile erano inferiori ai prezzi medi del GMS originario degli Stati Uniti d'America e del Vietnam, e deprimevano pertanto i prezzi di vendita dell'industria comunitaria.
Per i motivi sopra indicati, si sono dovute respingere le argomentazioni e le richieste avanzate a questo proposito.
3. Effetti di altri fattori
Altre importazioni
(65) Si sono poi esaminati gli effetti di importazioni diverse da quelle provenienti dal Brasile, dagli Stati Uniti d'America e dal Vietnam in base ai dati registrati da Eurostat e a quelli raccolti nell'inchiesta ai fini del riesame. Le importazioni provenienti da paesi non soggetti né alla nuova inchiesta, né all'inchiesta ai fini del riesame sono state pari, nel periodo dell'inchiesta, a un volume di 1 400 t, corrispondente a una quota di mercato complessiva significativamente inferiore al 2 %. Tali importazioni provenivano soprattutto dalla Svizzera, dalla Cina, dal Perù, dalla Thailandia e da Hong Kong e, fatta eccezione per Hong Kong, sono perlopiù avvenute a prezzi sostanzialmente superiori a quelli relativi ai paesi oggetto della nuova inchiesta. I quantitativi importati da Hong Kong, comunque, erano molto bassi.
(66) Le importazioni dai paesi oggetto dell'inchiesta ai fini del riesame - l'Indonesia, la Corea e Taiwan - sono ammontate nel periodo dell'inchiesta a un volume di circa 3 000 t, pari a una quota di mercato complessiva del 5 % circa. Tali importazioni sono state generalmente effettuate a prezzi sostanzialmente in linea con i prezzi delle importazioni dai paesi oggetto della nuova inchiesta.
Andamento dei consumi
(67) Pur essendo diminuito tra il 1994 e il 1995, il consumo nella Comunità è complessivamente aumentato del 6 % nel periodo in esame.
Attività di esportazione dell'industria comunitaria
(68) La Ajinomoto ha sostenuto che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria è dovuto anche alla sua decisione di promuovere le esportazioni anziché le vendite nella Comunità. Si ricordi che nel periodo in esame le esportazioni non hanno costituito un'attività principale dell'industria comunitaria e anzi, contrariamente a quanto sostenuto dalla Ajinomoto, il loro volume è leggermente diminuito.
Qualsiasi cambiamento al riguardo non avrebbe potuto avere che un impatto limitato sulla situazione dell'industria comunitaria, in particolare per quanto riguarda la produzione, la capacità produttiva e i costi di produzione. In ogni caso, il pregiudizio è stato accertato sulla base di dati relativi al mercato comunitario e non all'andamento delle esportazioni dell'industria comunitaria.
Pratiche autolesioniste
(69) Secondo la Ajinomoto, il pregiudizio subito dall'Orsan non dipenderebbe dalle importazioni oggetto di dumping provenienti dai paesi oggetto della nuova inchiesta, e in particolare dal Brasile, e sarebbe piuttosto dovuto soprattutto ai piani della Orsan volti ad aumentare la capacità produttiva.
Si è accertato che, nel periodo in esame, il produttore comunitario non ha ampliato la sua capacità produttiva, e anzi l'ha leggermente ridotta. Si è inoltre rilevato che nel periodo dell'inchiesta il produttore comunitario ha cambiato processo di produzione, passando ad un processo che utilizza una nuova materia prima. Ciò è avvenuto nel quadro di un più vasto nuovo programma di investimenti del principale azionista del produttore comunitario. Per il produttore comunitario, tali investimenti avrebbero dovuto tradursi in un assetto produttivo più efficiente in termini di costi. Si noti a questo proposito che detto passaggio a un nuovo processo di produzione ha interessato solo parte del periodo dell'inchiesta, nel corso del quale il produttore comunitario ha sostenuto alcuni costi di avviamento. La Commissione ha individuato tutti gli elementi che potrebbero aver gonfiato i costi di produzione e le derivanti perdite finanziarie ed ha adeguato di conseguenza i dati di cui al punto E di cui sopra per eliminare qualsiasi effetto di questa fase di avviamento sulla valutazione del pregiudizio.
4. Conclusioni
(70) Dato che il GMS è un prodotto di base, offerto in un mercato trasparente attraverso canali di vendita simili nella Comunità, si è concluso che le importazioni oggetto di dumping di GMS originario dei tre paesi oggetto della nuova inchiesta hanno di per sé arrecato grave pregiudizio all'industria comunitaria.
Tale conclusione è stata suffragata dall'analisi eseguita in relazione a qualsiasi altro eventuale fattore causa del pregiudizio, e in particolare le importazioni dai paesi oggetto dell'inchiesta ai fini del riesame, che sono sostanzialmente diminuite fino al periodo dell'inchiesta, e il passaggio a un nuovo processo di produzione dell'industria comunitaria. Nessuno di questi fattori ha avuto caratteristiche tali da rompere il nesso di causalità tra il pregiudizio grave subito dall'industria comunitaria e le importazioni oggetto di dumping dai paesi oggetto della nuova inchiesta.
G. PROBABILITÀ CHE IL DUMPING CAUSA DEL PREGIUDIZIO PERDURI E SI RIPETA (PER QUANTO RIGUARDA I PAESI OGGETTO DEL RIESAME INTERMEDIO)
1. Indonesia
(71) Per quanto riguarda l'Indonesia, si è accertato che nel periodo dell'inchiesta non sono state praticamente effettuate esportazioni di GMS da questo paese nella Comunità, e l'esame della probabilità di una reiterazione del dumping per quanto riguarda l'Indonesia ha dunque assunto particolare importanza nella presente inchiesta.
(72) Si è riscontrato che nel periodo dell'inchiesta i produttori esportatori indonesiani che hanno collaborato hanno raggiunto tassi di utilizzo medi della capacità produttiva di GMS del 93 %; la capacità disponibile per future esportazioni nella Comunità è dunque limitata. Si è inoltre accertato che i produttori esportatori indonesiani non hanno in programma aumenti della loro capacità produttiva di GMS nel prossimo futuro. In ogni caso, qualsiasi nuovo investimento a tal fine avrebbe effetti solo a medio termine, dato che sono necessari circa due anni perché una nuova linea di produzione di GMS diventi operativa.
(73) Si è anche accertato che quasi metà della produzione indonesiana di GMS è venduta sul mercato interno a prezzi remunerativi. L'altra metà della produzione, invece, è esportata in paesi non comunitari a prezzi inferiori a quelli praticati nei mercati dell'Indonesia e della Comunità. Non si può escludere quindi che, in assenza di misure, tale differenza di prezzo costituisca un incentivo a riorientare le esportazioni a prezzi di dumping verso la Comunità.
(74) Si noti, però, che a differenza delle importazioni da Taiwan e dalla Corea le importazioni di GMS dall'Indonesia sono rapidamente diminuite nel 1995 e sono scomparse dal mercato comunitario a partire dal 1996. L'inchiesta ha dimostrato che il rapido declino del 1995 non è stato indotto dai dazi antidumping provvisori istituiti nel luglio di quell'anno, che non riguardavano tutte le esportazioni indonesiane in quanto alcune di tali esportazioni potevano ancora essere effettuate sulla base di impegni relativi ai prezzi. Il livello dei dazi provvisori, inoltre, era analogo a quello dei dazi istituiti nei confronti dei produttori esportatori della Corea e di Taiwan, paesi in cui nessuno dei produttori esportatori beneficiava di impegni.
I dazi antidumping definitivi istituiti nel gennaio del 1996 nei confronti dei tre paesi summenzionati potrebbero spiegare il basso livello delle importazioni, ma non spiegano la totale assenza dell'Indonesia dal mercato comunitario. Nonostante l'istituzione dei dazi definitivi, infatti, hanno continuato ad esserci significative importazioni dalla Corea e da Taiwan. I produttori esportatori indonesiani, in particolare, avrebbero potuto mantenere la loro presenza nella Comunità, come hanno fatto i produttori esportatori della Corea e di Taiwan, nell'ambito di accordi di perfezionamento attivo, che sono esenti dalla riscossione di dazi.
(75) Nel complesso, si è dunque concluso che l'eventualità di una ripresa delle esportazioni dall'Indonesia, e quindi di una reiterazione del dumping causa del pregiudizio, è molto remota.
2. Corea
(76) Per quanto riguarda la Corea, si è accertato che il volume delle importazioni e la corrispondente quota di mercato non sono stati trascurabili nel periodo dell'inchiesta. Tali importazioni hanno registrato un continuo calo dal 1994 in poi (- 88 % fino al periodo dell'inchiesta), con un decremento maggiore tra il 1995 e il 1996, nel periodo in cui sono state imposte misure antidumping rivedute a livelli superiori. Tali importazioni, inoltre, sono avvenute a prezzi di dumping. Per quanto riguarda il comportamento in materia di prezzi nel periodo dell'inchiesta, si noti che praticamente tutte le importazioni sono state effettuate a fini di perfezionamento attivo e non sono state quindi assoggettate ad alcun dazio convenzionale o antidumping. In base all'analisi delle importazioni effettive, si è accertata una sottoquotazione dei prezzi dell'industria comunitaria dell'11 %. Nel 1996 e nel periodo dell'inchiesta i prezzi delle importazioni dalla Corea erano i più alti fra tutti quelli dei paesi oggetto delle inchieste.
(77) Per quanto riguarda il ripetersi del dumping causa del pregiudizio, si è ritenuto che i prezzi ottenuti per le vendite in regime di perfezionamento attivo fossero una stima adeguata del livello dei prezzi ai quali le importazioni immesse in libera circolazione sarebbero state effettuate nella Comunità in assenza di misure antidumping. Su tale base, e tenendo conto del livello dei dazi convenzionali del 12,5 %, questi prezzi non avrebbero sottoquotato quelli dell'industria comunitaria.
Si noti tuttavia che i prezzi dell'industria comunitaria erano depressi e che tale industria operava in perdita. I prezzi delle esportazioni coreane, pertanto, sottoquoterebbero di un margine significativo i prezzi comunitari, anche dopo l'imposizione del dazio convenzionale, qualora si lasciassero scadere i dazi.
(78) Si è inoltre accertato che il produttore esportatore coreano che ha collaborato ha raggiunto in media tassi di utilizzo della capacità produttiva di GMS attorno al 90 % nel periodo dell'inchiesta e che pertanto la capacità libera disponibile per future esportazioni nella Comunità di tale produttore esportatore è limitata. Si è altresì accertato che il produttore esportatore coreano non ha in programma di aumentare la sua capacità produttiva di GMS nel prossimo futuro.
(79) Per quanto riguarda il suo mercato interno, solo il 15 % della produzione di GMS del produttore esportatore coreano è venduta su tale mercato a prezzi remunerativi. La parte rimanente della produzione è esportata verso paesi non comunitari a prezzi inferiori a quelli praticati in Corea e nella Comunità. Non si può pertanto escludere che, in assenza di misure, il prezzo relativamente superiore nel mercato comunitario costituisca un incentivo a riorientare le esportazioni a prezzi di dumping da paesi terzi verso la Comunità. In ogni caso si tenga presente che l'analisi del ripetersi del dumping causa del pregiudizio in assenza di misure antidumping è stata notevolmente ostacolata dalla mancata collaborazione di un importante produttore esportatore coreano.
3. Taiwan
(80) Anzitutto si noti che non c'è stata alcuna collaborazione da parte dei produttori esportatori di Taiwan, per cui non è stato possibile effettuare alcuna analisi particolareggiata basata sui dati aziendali in merito al ripetersi del dumping causa del pregiudizio in assenza di misure antidumping.
Anche per quanto riguarda Taiwan, si è accertato che il volume delle importazioni e la corrispondente quota di mercato sono stati superiori a un livello trascurabile nel periodo dell'inchiesta. Nonostante un significativo calo della quota di mercato dal 1994 in poi, tale calo è stato notevolmente meno pronunciato rispetto a quelli dell'Indonesia e della Corea (- 46 % fino al periodo dell'inchiesta). Tali importazioni, inoltre, sono avvenute a prezzi di dumping.
(81) Per quanto riguarda il comportamento in materia di prezzi nel periodo dell'inchiesta, si noti che praticamente tutte le importazioni sono state effettuate in regime di perfezionamento attivo e non sono state pertanto assoggettate ad alcun dazio convenzionale o antidumping. In base all'analisi delle importazioni effettive, si è accertata una sottoquotazione dei prezzi dell'industria comunitaria del 16,7 %.
(82) Per quanto riguarda il ripetersi del dumping causa del pregiudizio, si è ritenuto che i prezzi ottenuti per le vendite in perfezionamento attivo fossero una stima adeguata del livello dei prezzi al quale sarebbero state effettuate le importazioni immesse in libera circolazione nella Comunità in assenza di misure antidumping. Su tale base, e tenendo conto del livello dei dazi convenzionali del 12,5 %, tali prezzi avrebbero ancora sottoquotato quelli dell'industria comunitaria di un margine del 6 %, grosso modo in linea con i margini di sottoquotazione accertati in relazione ai paesi oggetto della nuova inchiesta. Solo mantenendo il dazio antidumping attualmente in vigore non ci sarebbe sottoquotazione.
4. Conclusioni
(83) Per quanto riguarda la situazione della Corea e di Taiwan, il sostanziale dumping accertato nel periodo dell'inchiesta costituisce una dimostrazione della probabilità che il dumping continui qualora le misure in vigore fossero abolite. Inoltre, gli incentivi a riorientare le esportazioni verso la Comunità, il livello di vendite a prezzi inferiori riscontrato per la Corea e il livello di sottoquotazione riscontrato per Taiwan lasciano prevedere una reiterazione del pregiudizio qualora le misure fossero abolite.
(84) Per quanto riguarda l'Indonesia, invece, le misure andrebbero abolite, in quanto la probabilità di una reiterazione del dumping causa del pregiudizio è troppo remota.
H. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1. Introduzione
(85) Si ricordi che nelle precedenti inchieste relative ai paesi oggetto del riesame si è giudicato che l'adozione delle misure fosse nell'interesse della Comunità. Si noti inoltre che una delle presenti inchieste riguarda un riesame, e analizza quindi una situazione in cui sono già in essere misure antidumping. I tempi e la natura delle presenti inchieste dovrebbero quindi permettere di valutare eventuali impatti negativi delle misure antidumping istituite nei confronti delle parti interessate.
Partendo da queste premesse si è esaminato se, nonostante le conclusioni relative al dumping, al pregiudizio e alla reiterazione del dumping causa del pregiudizio, esistessero motivi convincenti per concludere che non è interesse della Comunità istituire o mantenere in essere misure in questo caso specifico. A tal fine, e conformemente all'articolo 21, paragrafo 1 del regolamento di base, la Commissione ha esaminato l'impatto delle misure su tutte le parti interessate ai procedimenti, nonché le conseguenze della mancata adozione o del mancato mantenimento delle misure.
2. Interesse dell'industria comunitaria
(86) Scopo delle misure antidumping è porre rimedio a una prassi commerciale sleale che ha un effetto pregiudizievole nei confronti di un'industria comunitaria. Tale intervento riparatorio dovrebbe portare a ristabilire una situazione di effettiva concorrenza che, di per sé, è nell'interesse di tutti gli operatori della Comunità.
(87) Nel corso dell'inchiesta si è stabilito che l'industria comunitaria è vitale, ma continua a subire un pregiudizio, e che è estremamente probabile che, in assenza di misure antidumping, la situazione finanziaria precaria dell'industria comunitaria subisca un ulteriore peggioramento. L'esistenza dell'industria comunitaria e centinaia di posti di lavoro rischiano dunque di essere compromessi.
I continui sforzi di ristrutturazione compiuti dall'industria comunitaria dimostrano inoltre che essa non intende abbandonare questo segmento di produzione. L'imposizione e il mantenimento di misure antidumping sarebbero dunque nell'interesse dell'industria comunitaria.
3. Impatto sugli utilizzatori
(88) Nel corso delle presenti inchieste, nessun utilizzatore comunitario ha presentato informazioni documentate sull'incidenza delle misure in vigore rispetto ai suoi costi di produzione.
(89) Alcune parti interessate, tuttavia, hanno sostenuto che la conferma o l'istituzione di misure antidumping metterebbero a repentaglio la posizione concorrenziale internazionale dei prodotti che incorporano il GMS prodotti nella Comunità. Si è però accertato che il GMS utilizzato per la produzione nella Comunità di prodotti per l'esportazione può entrare nella Comunità senza essere assoggettato ad alcun dazio nel quadro dei regimi di perfezionamento attivo, e si è pertanto concluso che tale argomentazione va respinta.
(90) Un'altra parte interessata ha sostenuto che è contro l'interesse della Comunità continuare a imporre dazi antidumping sulle importazioni di GMS in quanto l'industria comunitaria non sarebbe in grado di approvvigionare il mercato comunitario in misura sufficiente. A questo proposito si è rilevato che, dato che l'industria comunitaria detiene una notevole quota di mercato, è vitale e ha investito capitali significativi in nuova capacità produttiva, e data la presenza di altri fornitori stabiliti al di fuori della Comunità, il rischio di una scarsità generalizzata di approvvigionamenti è molto basso.
(91) Per quanto riguarda il clima concorrenziale del mercato comunitario, gli utilizzatori industriali e gli altri operatori economici hanno sempre goduto della presenza di un discreto numero di concorrenti sul mercato, dato che l'industria comunitaria, anche sfruttando tutta la sua capacità produttiva, non potrebbe soddisfare tutta la domanda del mercato comunitario.
Le importazioni da paesi terzi continueranno dunque ad essere necessarie. Dopo l'imposizione delle misure antidumping, i produttori esportatori stabiliti nei paesi interessati potrebbero continuare a esportare nella Comunità a prezzi equi.
(92) Data la mancanza di informazioni documentate presentate dagli utilizzatori sull'impatto delle misure in vigore sulla struttura dei costi di produzione delle imprese operanti nel ramo della trasformazione alimentare che utilizzano il GMS, non si sono effettuate altre analisi. Alcuni utilizzatori di GMS hanno fatto notare però che l'incidenza delle misure attualmente in vigore sui loro costi di produzione era insignificante. Si noti inoltre che gli utilizzatori di GMS potrebbero passare a prodotti di sostituzione se i prezzi del GMS dovessero aumentare in misura significativa.
4. Conseguenze per la concorrenza sul mercato comunitario
(93) Per quanto riguarda il clima concorrenziale sul mercato comunitario, occorre sottolineare due aspetti. Anzitutto, le misure proposte in appresso non sono tali da impedire l'accesso dei produttori esportatori sotto inchiesta al mercato comunitario e quindi consentiranno loro di rimanere presenti in tale mercato.
In secondo luogo, per quanto riguarda le importazioni dalla Corea e da Taiwan alla Comunità, per le quali si è registrata una considerevole perdita di quota di mercato nel periodo dell'inchiesta, non vi sono indicazioni che esse non possano intensificare la loro presenza nel mercato comunitario una volta ripristinate eque condizioni di concorrenza in relazione alle importazioni oggetto di dumping provenienti da altre fonti, tanto più che il livello delle misure proposte per Taiwan e per la Corea è inferiore rispetto a quelle attualmente in vigore. Gli utilizzatori del prodotto in questione, quindi, potrebbero continuare a beneficiare dei vantaggi di un mercato caratterizzato dalla presenza di numerosi fornitori.
(94) Si è inoltre dedicata particolare attenzione, nel corso della presente inchiesta, all'importanza della posizione della Ajinomoto non solo nel mercato comunitario, ma a livello mondiale. La Ajinomoto è il maggiore operatore del ramo del GMS. In base alle informazioni disponibili, si ritiene che, se non fossero istituite misure antidumping, ci sarebbe il rischio che il produttore comunitario fosse estromesso dal mercato, come è già successo ad altri due produttori comunitari. In tal caso, ci sarebbe meno concorrenza nel mercato. In una simile situazione, la Ajinomoto avrebbe una posizione di forza nel mercato comunitario; gli utilizzatori industriali non potrebbero godere del vantaggio di un'effettiva concorrenza e una delle conseguenze potrebbe essere un aumento dei prezzi. Si noti inoltre che a livello globale la posizione dell'Orsan è molto meno importante rispetto a quella della Ajinomoto, che dispone di un gran numero di centri di produzione in tutto il mondo.
5. Conclusioni
(95) Sulla base, in particolare, dei fatti e delle considerazioni sopra esposti, e avendo esaminato le argomentazioni presentate dall'industria comunitaria, dagli utilizzatori e dagli importatori comunitari del prodotto in questione, si ritiene che, nel complesso, non esistano motivi convincenti che indichino che l'istituzione o il mantenimento delle misure non sarebbero nell'interesse comunitario.
I. CHIUSURA DEL PROCEDIMENTO NEI CONFRONTI DEGLI STATI UNITI D'AMERICA
(96) Per quanto riguarda gli Stati Uniti d'America, alla fine del 1997, vale a dire dopo il termine del periodo dell'inchiesta, la ADM ha definitivamente cessato la produzione di GMS. L'unico produttore rimanente negli Stati Uniti d'America non ha mai esportato GMS verso la Comunità e ne ha anzi importato negli Stati Uniti, in quanto la sua produzione era inferiore a quella necessaria per soddisfare la domanda interna. Dopo la chiusura dell'ADM, poi, tale produttore dovrà far fronte a una domanda interna ampiamente superiore alla sua capacità produttiva. Si ritiene dunque improbabile che questo produttore modifichi il suo comportamento precedente. Data la situazione, non sono necessarie misure protettive.
J. DAZI DEFINITIVI
1. Livello necessario per eliminare il pregiudizio
(97) Per stabilire il livello del dazio da istituire, si è ritenuto che i prezzi delle importazioni oggetto di dumping dovessero essere portati a un livello non pregiudizievole. L'aumento di prezzo necessario è stato stabilito sulla base di un confronto tra la media ponderata dei prezzi all'importazione utilizzata per stabilire la sottoquotazione dei prezzi, nel modo sopra specificato, e i costi di produzione dell'unico produttore comunitario, cui è stato aggiunto un ragionevole margine di profitto. Si ritiene che il margine di profitto utilizzato, che non può essere qui indicato per motivi di riservatezza e che è inferiore a quello realizzato da tale produttore prima che le importazioni in questione facessero sentire il loro impatto, sia quello che si potrebbe ottenere in assenza di importazioni oggetto di dumping; tale livello è in linea con quello considerato ragionevole nelle misure oggetto del riesame.
Si noti che, dato che l'industria comunitaria era in una fase di avvio in quanto il suo processo di produzione era stato modificato, la Commissione ha debitamente adeguato al ribasso i costi di produzione dell'industria comunitaria utilizzati per stabilire il suddetto livello non pregiudizievole.
(98) La stessa metodologia è stata applicata per stabilire i margini di pregiudizio residui per i produttori esportatori che non hanno collaborato dei paesi interessati. In questo caso, ci si è basati sui prezzi all'esportazione stabiliti per la determinazione dei margini di dumping residui.
Da tale confronto sono risultati margini di pregiudizio la cui media ponderata, espressa in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, andava dal 10,5 % al 20,4 %, a seconda dei paesi.
(99) Dato che i margini di pregiudizio riscontrati sono inferiori ai rispettivi margini di dumping, i dazi definitivi da istituire dovrebbero corrispondere ai margini di pregiudizio stabiliti, conformemente all'articolo 9, paragrafo 4 del regolamento di base.
2. Tipo di dazio definitivo
(100) Le misure in vigore si configurano come dazi specifici e derivano, tra l'altro dalla violazione di impegni da parte di produttori di Taiwan e della Corea. Ciononostante, dato che si devono istituire nuove misure nei confronti del Brasile e del Vietnam, e che conformemente all'articolo 9, paragrafo 5 i dazi devono essere istituiti in maniera non discriminatoria, si è ritenuto opportuno istituire dazi ad valorem per tutti i paesi interessati,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. Sono istituiti dazi antidumping definitivi sulle importazioni di glutammato monosodico, di cui al codice NC ex 2922 42 00 (Codice Taric 2922 42 00*10), originario del Brasile e del Vietnam.
2. Le aliquote del dazio applicabili al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sono le seguenti:
SPAZIO PER TABELLA
Articolo 2
Il testo dell'articolo 1 del regolamento (CE) n. 81/96 è sostituito dal testo seguente:
«Articolo 1
1. Sono istituiti dazi antidumping definitivi sulle importazioni di glutammato monosodico, di cui al codice NC ex 2922 42 00 (Codice Taric 2922 42 00*10), originario della Repubblica di Corea e di Taiwan.
2. Le aliquote del dazio applicabili al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sono le seguenti: SPAZIO PER TABELLA
Articolo 3
È chiuso il procedimento relativo alle importazioni di glutammato monosodico originario degli Stati Uniti d'America e dell'Indonesia.
Articolo 4
Salvo disposizioni contrarie, ai suddetti dazi si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 5
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 24 settembre 1998.

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