Document ID: 31987R2409

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REGOLAMENTO (CEE) N. 2409/87 DELLA COMMISSIONE
del 6 agosto 1987
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di ferro-silicio originarie del Brasile e che accetta gli impegni offerti dalla società brasiliana Italmagnésio SA e dall'esportare sovietico Promsyrio-Import
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parti di paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 1761/87 (2), in particolare gli articoli 10 e 11,
previe consultazioni del comitato consultivo istituito dal regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
A. Procedura
(1) Nei mesi di giugno e settembre 1986 la Commissione ha ricevuto denunce da parte del Comité de liaison des industries de ferro-alliages de la Comunauté économique européenne (comitato di collegamento delle industrie delle ferro-leghe della Comunità economica europea) per conto dei produttori francesi, italiani, portoghesi, spagnoli e tedeschi che sostanzialmente rappresentano tutta la produzione comunitaria di ferro-silicio. Le denunce contenevano elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping e al pregiudizio da esse derivante ritenuti sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura. Pertanto, con avvisi pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), la Commissione ha annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di ferro-silicio, di cui alla sottovoce 73.02 C della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 73.02-30, originarie del Brasile e dell'Unione Sovietica, ed ha iniziato un'inchiesta.
(2) La Commissione ha debitamente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del Brasile e i ricorrenti ed ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di essere intese.
(3) Tutti i produttori comunitari, tre esportatori brasiliani e l'esportatore sovietico, nonché due dei tre importatori nella Comunità di ferro-silicio originario dell'Unione Sovietica hanno reso note per iscritto le loro osservazioni. Nessun importatore di ferro-silicio brasiliano ha collaborato durante l'inchiesta. Alcune parti hanno chiesto ed ottenuto di essere intese dalla Commissione. Non è stata accolta la domanda di audizione di un importatore, in quanto è stata presentata dopo la scadenza del termine fissato nell'avviso di apertura.
Una società brasiliana che ha notoriamente effettuato importazioni durante il periodo oggetto dell'inchiesta ha rifiutato di collaborare.
(4) Un importatore ha chiesto di incontrare i ricorrenti per un confronto delle tesi. La Commissione era disposta ad accogliere la richiesta, ma i ricorrenti hanno rifiutato di partecipare ad un incontro e pertanto non è stato possibile organizzare il confronto.
Non sono state formulate osservazioni da parte degli acquirenti comunitari di ferro-silicio.
La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di una conclusione preliminare ed ha svolto inchieste presso la sede delle seguenti società:
Produttori comunitari:
- Pechiney électrométallurgie SA, Parigi, Francia
- Ferroaleaciones del Norte Ferronor SA, Mataporquera, Spagna
- Sociedad Española de Fundiciones Eléctricas SA, Bilbao, Spagna
Esportatori:
- Companhia Brasileira Carbureto de Calcio CBCC SA, Rio de Janeiro (Brasile),
- Italmagnésio SA, São Paulo (Brasile)
- Electrometalur SA, Belo Horizonte (Brasile)
Importatori:
- Société anonyme des minerais, Lussemburgo
- Eisen und Metall AG, Gelsenkirchen, Repubblica federale di Germania
La Commissione ha chiesto e ricevuto osservazioni scritte particolareggiate da parte dei produttori comunitari ricorrenti, di quattro esportatori e di due importatori ed ha verificato per quanto necessario le informazioni ivi contenute.
L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo dal 1o settembre 1985 al 30 agosto dal 1986 per il Brasile e 1o marzo 1986 al 28 febbraio 1987 per l'Unione Sovietica.
B. Valore normale
(5) Brasile
Il valore normale è stato provvisoriamente determinato in base ai prezzi praticati sul mercato interno dai produttori che hanno effettuato esportazioni nella Comunità e che hanno fornito sufficienti elementi di prova.
(6) Unione Sovietica
Per stabilire se le importazioni dall'Unione Sovietica siano state effettuate in regime di dumping, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che l'Unione Sovietica non ha un'economia di mercato e pertanto ha basato le sue conclusioni sul valore normale in un paese ad economia di mercato. A questo proposito i ricorrenti avevano proposto il mercato brailiano. Non sono state sollevate obiezioni in merito alla proposta.
La Commissione ritiene che i prodotti originari dei due paesi siano sostanzialmente identici, che non vi siano particolari differenze tra i processi produttivi nell'Unione Sovietica ed in Brasile e che il livello di sviluppo sia comparabile. Inoltre, in considerazione della scala di produzione in Brasile e del grado elevato di concorrenza interna da parte di circa sei produttori brasiliani, i livelli dei prezzi sono adeguatamente proporzionati ai costi di produzione.
La Commissione ha quindi concluso che è opportuno e realistico determinare il valore normale in base ai prezzi vigenti sul mercato interno brasiliano.
C. Prezzo all'esportazione
(7) In ciascun caso i prezzi all'esportazione sono stati stabiliti in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per i prodotti venduti ai fini dell'esportazione nella Comunità.
D. Confronto
(8) Nel confronto tra il valore normale e i prezzi all'esportazione la Commissione ha tenuto opportunamente conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi. Gli esportatori hanno affermato e dimostrato che esistevano differenze in materia di modalità di pagamento, movimentazione, imposte, spese di trasporto e d'imballaggio, nonché commissioni pagate a terzi.
Tutti i confronti sono stati effettuati a livello franco fabbrica.
E. Margini
(9) Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping per quanto riguarda l'unico esportatore brasiliano sottoposto all'inchiesta, Italmagnésio SA e l'esportatore sovietico, con margini pari alla differenza tra i valori normali determinati e i prezzi all'esportazione nella Comunità. L'entità dei margini varia secondo la spedizione del materiale in questione, con la seguente media ponderata:
- Brasile
- Italmagnésio SA: 10,6 %
- Companhia Brasileira Carbureto de Calcio SA: non è stata accertata l'esistenza di pratiche dumping
- Electrometalur SA: non è stata accertata l'esistenza di pratiche di dumping.
Per gli esportatori che non hanno risposto al questionario della Commissione, né si sono espressi in altro modo durante l'inchiesta preliminare, il dumping è stato valutato in base ai dati disponibili. A questo proposito la Commissione ritiene che i risultati dell'inchiesta costituiscano la base più idonea per determinare il margine di dumping e che si premierebbe la mancata cooperazione e si offrirebbe la possibilità di eludere il dazio se si attribuisse agli esportatori in questione un margine inferiore al margine massimo del 10,6 % stabilito per un esportatore che ha collaborato all'inchiesta. Si ritiene pertanto opportuno applicare al gruppo di esportatori suddetto quest'ultimo margine di dumping.
- Unione Sovietica
Promsyrio-Import, Mosca (Unione Sovietica): 10,7 %.
F. Pregiudizio
(10) Nella decisione 83/93/CEE della Commissione (1) era già stato accertato che l'industria comunitaria aveva subito pregiudizio a causa delle importazioni in dumping. Ai fini del presente regolamento la Commissione si è basata sugli elementi di prova forniti nella denuncia. Nel corso dell'inchiesta le parti non hanno presentato elementi di prova validi in base ai quali si potesse concludere che l'industria comunitaria non si trovava più in una situazione critica.
(11) È stato infatti accertato a titolo provvisorio che le esportazioni dal Brasile sono passate da un quantitativo praticamente trascurabile a 3 000 t circa nel 1985 ed a 5 000 t nei primi nove mesi del 1986, mentre le importazioni dall'Unione Sovietica sono rimaste più o meno stabili a 9 000 t circa all'anno. La quota di mercato complessiva di tali importazioni è quindi passata dal 2 % circa al 3 % circa. Si
ricorda a questo proposito che nella precedente inchiesta antidumping relativa allo stesso prodotto era stato accertato che le importazioni da tutti i paesi interessati e oggetto di dumping avevano una quota pari al 45 % circa del mercato comunitario. Nonostante le misure antidumping attuate nel 1983 non si sono riscontrate modifiche sostanziali della quota di mercato in questione.
Per quanto riguarda la differenza tra i prezzi occorre rilevare che nessun importatore del prodotto originario del Brasile e soltanto due dei tre importatori di ferro-silicio dall'Unione Sovietica hanno collaborato nel corso della procedure. La Commissione ha pertanto dovuto basare le sue conclusioni sugli elementi di prova più attendibili di cui disponeva. In base a tali elementi è stato concluso che i prezzi ai quali i prodotti del Brasile e dell'Unione Sovietica sono stati venduti sul mercato comunitario erano inferiori ai prezzi dell'industria comunitaria rispettivamente del 15 % e 10 % circa.
(12) La Commissione ha calcolato a titolo provvisorio il margine di utili dell'industria comunitaria maggiormente colpita dalle importazioni provenienti dai due paesi in questione. È stato accertato che nel periodo di riferimento sono state registrate perdite sostanziali nelle vendite di ferro-silicio sul mercato comunitario, mentre negli anni precedenti si erano ottenuti in parte risultati più soddisfacenti. In seguito alle perdite subite sono stati annunciati provvedimenti quali la chiusura di impianti produttivi e il licenziamento di personale. A titolo provvisorio è stato quindi concluso che l'adozione di nuove misure di difesa non era giustificata.
Dopo gli evidenti segni di miglioramento emersi nel 1984 e nel 1985 i risultati relativi al 1986 mettono nuovamente in evidenza che le vendite di ferro-silicio sul mercato comunitario sono state effettuate a prezzi insufficienti per compensare i costi dell'industria comunitaria. È stata quindi annunciata la chiusura di almeno due stabilimenti con conseguenti perdite di posti di lavoro.
G. Interesse della Comunità
(13) Nel corso dell'inchiesta i consumatori di ferro-silicio non hanno comunicato le proprie osservazioni alla Commissione.
Per quanto riguarda gli interessi della Comunità, la Commissione ha tenuto conto del fatto che l'industria comunitaria delle ferro-leghe nel suo complesso è già esposta alle importazioni a basso prezzo di altri prodotti e che sarebbe contrario agli interessi della Comunità non intervenire contro le importazioni in dumping di ferro-silicio.
Date le gravi difficoltà dell'industria comunitaria delle ferro-leghe ed in considerazione della sua importanza economica e strategica, la Commissione ha concluso che nell'interesse della Comunità occorre adottare misure opportune. Per evitare che nel corso dellla restante procedura sia arrecato ulteriore pregiudizio è opportuno istituire un dazio antidumping provvisorio.
H. Aliquota del dazio
(14) Vista la portata del pregiudizio provocato, l'aliquota del dazio da istituire sulle importazioni di ferro-silicio originarie del Brasile e dell'Unione Sovietica deve corrispondere al margine di dumping accertato a titolo provvisorio nei confronti delle importazioni dell'unico esportatore brasiliano che ha accettato di collaborare e dell'unico esportatore sovietico del prodotto in questione. Al fine di salvaguardare l'efficacia del dazio, si considera opportuno che quest'ultimo venga istituito in forma di dazio specifico.
I. Impegno
(15) Dopo la chiusura dell'inchiesta preliminare l'esportatore brasiliano, la società Italmagnésio SA e l'esportatore sovietico, Promsyrio-Import, nei confronti dei quali sono state accertate pratiche di dumping, hanno offerto impegni in merito alle loro esportazioni di ferro-silicio nella Comunità.
Tali impegni avranno l'effetto di aumentare i prezzi all'esportazione al livello necessario per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria. Risulta inoltre che è possibile controllare la corretta attuazione degli impegni.
In tali circostanze gli impegni offerti sono ritenuti accettabili. I dazi sulle importazioni di ferro-silicio originario del Brasile e dell'Unione Sovietica non si applicano pertanto ai prodotti importati da Italmagnésio SA e Promsyrio-Import.
Dato che Promsyrio-Import è l'esportatore esclusivo di ferro-silicio originario dell'Unione Sovietica e che gli impegni assunti riguardano tutte le esportazioni del prodotto in questione, possono essere escluse dall'applicazione del dazio tutte le esportazioni di ferro-silicio originarie dell'Unione Sovietica.
Per quanto riguarda il Brasile è emerso dall'inchiesta che le società che hanno collaborato e sono state sottoposte all'inchiesta non sono gli unici esportatori. Si premierebbe pertanto la mancata collaborazione e si incoraggerebbero le esportazioni attraverso canali diversi se l'esclusione della Italmagnésio SA dall'applicazione del dazio fosse estesa ad altri esportatori dal Brasile. K. Procedura
(16) L'inchiesta relativa ai due esportatori suddetti può essere chiusa. È opportuno fissare un termine entro il quale le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere intese,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di ferro-silicio di cui alla sottovoce 73.02 C della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 73.02-30, originarie del Brasile.
2. L'importo del dazio è pari a 59 ECU/t netto.
3. Il dazio non si applica ai prodotti fabbricati ed esportati da Companhia Brasileira Corbureta de Calcio CBCC SA, Italmagnésio SA, Electrometalur SA Indústria e Comércio.
4. È chiusa l'inchiesta relativa alle esportazioni di ferro-silicio originarie dell'Unione Sovietica ed alle esportazioni della stesso prodotto originario del Brasile effettuate dalla Italmagnésio SA.
5. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
6. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1, è soggetta al deposito di una garanzia, pari all'importo del dazio provvisorio.
Articolo 2
Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2176/84, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono rendere note per iscritto le loro osservazioni e chiedere di essere sentite dalla Commissione.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 2176/84, il presente regolamento è applicabile per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non approvi misure definitive prima della scadenza di detto periodo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 6 agosto 1987.

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